Source: https://www.ambientediritto.it/home/giurisprudenza/tar-campania-salerno-sez-2-3-gennaio-2018-n-24
Timestamp: 2018-07-23 15:40:27+00:00
Document Index: 6082875

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5']

TAR CAMPANIA, Salerno, Sez. 2^ - 3 gennaio 2018, n. 24 | AmbienteDiritto.it
DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Posa di pavimentazione su lastrico solare - Assenza di altri manufatti che ne evidenzino la destinazione alla presenza stabile di persone - Natura - Manutenzione straordinaria.
La sola posa di una pavimentazione su un lastrico solare già precedentemente accessibile, senza che possa rilevarsi l’apposizione di ringhiere, parapetti o altre strutture, non può essere considerato un intervento di trasformazione da lastrico solare a terrazzo, non mutando la sua destinazione di utilizzo, stante l’inesistenza di altri manufatti che ne evidenzino la destinazione all’utilizzo per la presenza stabile di persone. La semplice posa in opera di pavimentazione è quindi da qualificarsi come intervento di manutenzione straordinaria.
DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Lastrico solare - Terrazzo - Differenza.
In termini di disciplina urbanistica, la differenza tra un lastrico solare e un terrazzo consiste nella circostanza che il primo è una parte di un edificio che, pur praticabile e piana, resta un tetto, o quanto meno una copertura di ambienti sottostanti, mentre la terrazza è intesa come ripiano anch’esso di copertura, ma che nasce già delimitato all’intorno da balaustre, ringhiere o muretti, indici di una ben precisa funzione di accesso e utilizzo per utenti.
DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Cambio di destinazione d’uso - Trasformazione di un solaio di copertura in terrazzo - Permesso di costruire - Necessità.
Nel caso si realizzi un cambio di destinazione d’uso trasformando un solaio di copertura, per cui non è prevista la praticabilità, in terrazzo, mediante specifici interventi edilizi, è necessario il permesso di costruire, non essendo realizzabile detta trasformazione tramite semplice s. c. i. a. né tramite comunicazione di inizio lavori ex art. 6, d. P. R. n. 380 del 2001. (T. A. R. Campania – Napoli, Sez. VII, 1/07/2010, n. 16540, T. A. R. Liguria, Sez. I, 1/12/2016, n. 1177, T. A. R. Lazio – Latina, Sez. I, 24/12/2015, n. 870)
Pres. Abbruzzese, Est. Severini - A.A. (avv. Di Lieto) c. Comune di Ravello (avv. Musio)
N. 02277/2005 REG.RIC.
Il ricorrente, proprietario di un piccolo immobile, di vecchissima costruzione, sito in località Torello del Comune di Ravello, costituito da tre vani ed accessori, disposti tra loro a vari livelli, collegati da piccole scale interne, oltre ai rispettivi lastrici; premesso che, il 24.09.1991, con rogito n. 12144 di rep. per notar Pansa, aveva acquistato un lastrico di copertura di mq. 17,00 ubicato sul lato sud – ovest, adiacente il vano cucina e la camera da letto, già di sua proprietà; che, necessitando l’immobile di lavori di manutenzione straordinaria e d’adeguamento e riqualificazione funzionale, aveva chiesto il rilascio d’apposita autorizzazione edilizia, rilasciata dal Sindaco di Ravello il 28.04.1993, prot. n. 2085/91; che aveva eseguito i lavori assentiti, con delle variazioni non urbanisticamente rilevanti, ovvero aveva, sine titulo: - 1) eliminato un piccolo locale w. c. ubicato all’esterno, sul terrazzo antistante il soggiorno; - 2) sistemato il lastrico solare, acquistato nel 1991, pavimentandolo e apponendovi una ringhiera di recinzione; - 3) distribuito diversamente le pedate di una scala interna, che collegava la cucina con la camera da letto; - 4) realizzato, sul terrazzo di copertura della camera da letto e del locale cucina, arredi quali una panchina in muratura, un piccolo forno; - 5) apposto una scala esterna in ferro per accedere al lastrico di copertura del vano soggiorno, pavimentato e reso sicuro con l’apposizione di ringhiere di protezione; che i lavori in questione non avevano incrementato il volume utile, ma erano serviti a rendere più funzionali i locali preesistenti; che, al fine di sanare dette opere, il 19.12.2003, prot. 9427, aveva chiesto il rilascio dell’assenso in sanatoria; tanto premesso, lamentava che il Responsabile dell’U. T. C. di Ravello, con provvedimento n. 9427/03 del 26.07.2005, aveva respinto detta istanza, perché “per la realizzazione di nuovi volumi utili, nonché di superfici utili e superfici non residenziali (scaturite dal mutamento di destinazione d’uso dei lastrici solari in terrazzi) (...) necessita il rilascio di permesso di costruzione”, non rilasciabile, per i noti vincoli, a Ravello; e che, con ordinanza n. 54 del 26.07.2005, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Ravello aveva, quindi, ingiunto la demolizione delle opere innanzi indicate; tanto premesso e considerato, articolava, avverso i provvedimenti indicati in epigrafe, le seguenti censure:
III) Violazione degli artt. 3, 24, 31, 36 e 37 del d. P. R. 380/01; Violazione dell’art. 2 della 1. r. Campania 19/01 e degli artt. 5 e 17 della l. r. Campania 35/87; Eccesso di potere per carenza istruttoria, erroneità dei presupposti e di motivazione, travisamento dei fatti; Illegittimità derivata: il provvedimento n. 9427/03 del 26.07.2005, con il quale il Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Ravello aveva respinto l’istanza di sanatoria, presentata dal ricorrente, si fondava sul presupposto che il ricorrente avrebbe realizzato “nuovi volumi utili, nonché (...) superfici utili e superfici non residenziali, scaturite dal mutamento di destinazione d’uso dei lastrici solari in terrazzi (...)”, necessitanti il “rilascio di permesso di costruzione”, rilascio vietato a Ravello, in quanto sprovvisto di P. R. G., adeguato al P. U. T.; orbene, il suddetto provvedimento di diniego si fondava su due presupposti errati: 1) avere, il ricorrente, creato nuovi volumi e superfici; 2) essere necessario il permesso di costruire in sanatoria, per le opere realizzate; quanto al primo presupposto, tuttavia, il volume non era aumentato, bensì diminuito, attraverso la demolizione del locale w. c., posto all’esterno della camera, antistante il soggiorno (punto 1 dell’ordinanza di demolizione); e lo stesso era avvenuto, per la superficie utile, interna al manufatto; in realtà, le uniche nuove “opere” avevano riguardato la creazione di un forno, di un lavandino e di una “seduta” in muratura (punti 5 e 6 dell’ordinanza di demolizione), ovvero manufatti che costituivano arredo e/o pertinenze, e che non potevano qualificarsi in termini urbanistici, volumetrici o di superficie, così come pertinenze e/o opere interne erano, del pari, qualificabili la scala di collegamento tra cucina e camera da letto e quella, posta tra il terrazzo, situato al di sopra della cucina, ed il lastrico, posto sopra il locale soggiorno (punti 3 e 7 dell’ordinanza); infine, erano stati pavimentati tre terrazzi e/o lastrici solari, e v’erano state apposte le ringhiere di protezione (punti 2, 4 e 8 dell’ordinanza di demolizione); ma neppure tali ultimi lavori avevano creato nuove “superfici utili”, trattandosi, per talune di esse, al più, di una diversa utilizzazione, non necessitante del rilascio del permesso di costruire (in sanatoria); e, infatti, l’immobile de quo ricadeva in zona territoriale “3” del P. U. T., di cui alla 1. r. Campania 35/87, zona per la quale, ex art. 17 della stessa legge, era consentita l’esecuzione d’interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro conservativo; e l’art. 3, comma 1, sub c), del d. P. R. 380/01, stabiliva che s’intendono per “interventi di restauro e di risanamento conservativo" gli interventi edilizi “rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili”; tra tali interventi, quindi, senz’altro rientrava l’ipotizzata utilizzazione a terrazzi dei preesistenti lastrici solari, “trasformazione” eseguita solo mercé l’apposizione di una ringhiera di protezione, nonché la pavimentazione (neutra, rispetto all’effettiva utilizzazione); la conferma di quanto sopra si traeva anche dai successivi artt. 31 e 32 del T. U. Ed., secondo il primo dei quali s’è in presenza di totale difformità quando vengono eseguiti interventi che “comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso” dal preesistente, mentre per il secondo di essi vi sono variazioni essenziali solo quando si verificano sostanziali mutamenti di destinazione d’uso, che implichino variazione degli standard ed altri rilevanti interventi edilizi (casi, non ricorrenti nella specie); ancora, l’art. 2, sub f), della 1. r. Campania 19/01 sottoponeva al regime della d. i. a. finanche la “nuova destinazione d’uso”, mentre, al più, nella specie, poteva parlarsi di diversa utilizzazione dei lastrici solari (ferma restando la destinazione abitativa dell’immobile, al quale gli stessi accedevano); in definitiva, non erano stati eseguiti interventi eccedenti quelli realizzabili con d. i. a., l’assenza della quale abilitava l’Amministrazione all’irrogazione di una sanzione pecuniaria, non dell’ingiunzione di demolizione; l’art. 5 della 1. r. Campania 35/87, poi, consentiva il rilascio dell’autorizzazione in sanatoria; tutti i precedenti rilievi, secondo il ricorrente, erano, quindi, sintomatici dell’illegittimità del provvedimento di diniego della sanatoria ed anche, in via derivata, dell’ingiunzione di demolizione, che sul primo, integralmente, si fondava;
- 1) eliminazione del w. c. all’esterno della prima camera, adiacente all’ingresso ovvero al soggiorno;
- 2) creazione di un terrazzo di dimensioni (2,65 + 3,50) x 2,60 mt., con parapetto in ferro e pilastrini intermedi in muratura, posto all’esterno della pavimentazione (tutt’ora pavimentato), al quale si accede dalla cucina per tramite una porta – finestra di dimensioni 1,18 x 2,20 (h) mt.;
- 3) Realizzazione di una scala di collegamento tra la cucina e la camera da letto di larghezza pari a circa mt. 1,00 con cinque alzate, in luogo della scala d’accesso alla camera da letto e del bagno adiacente ad essa, previsti in progetto;
- 4) Trasformazione dei lastrico solare (in parte costituito dall’estradosso della vecchia volta di copertura della cucina), adiacente il fabbricato di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana, in terrazzo calpestabile completamente pavimentato;
- 5) Realizzazione, sul terrazzo di cui al punto precedente ed in aderenza al fabbricato della predetta, di una seduta in muratura rivestita (piano orizzontale) di mosaico in ceramica di lunghezza 3,35 mt e larghezza 0,40 mt.;
- 6) Realizzazione di un forno, sempre sul terrazzo di cui al precedente punto 4), di dimensioni 1,55 x 1,40 mt., con copertura in tegole ed embrici; inoltre sul lato destro dello stesso forno (vi) è installato un lavandino/lavatoio con punto di carico e scarico di acqua;
- 7) Installazione, a sinistra del suddetto forno, di una rampa di scale in ferro di larghezza 0,80 mt. e n. 11 alzate, che dà accesso alla copertura del locale soggiorno;
- 8) Trasformazione del lastrico solare di copertura del locale soggiorno in terrazzo provvisto di pavimentazione e di parapetto in ferro di altezza 0,94 mt.
- “a)per la realizzazione di nuovi volumi utili, nonché di superfici utili e superfici non residenziali (scaturite dal mutamento di destinazione d’uso di lastrici solari a terrazzi), necessita il rilascio di permesso di costruire (già concessione edilizia di cui all’art. l della Legge n. 10/77);
- b) l’art. 5 della Legge Regionale 27.06.1987 n. 35 - P. U. T. – vieta il rilascio di concessioni edilizie per i Comuni, come quello di Ravello, sprovvisti di Piano Regolatore Generale vigente e conforme alle previsioni della stessa legge regionale”.
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