Source: http://www.edilone.it/news/sistri-dal-3-marzo-e-entrata-in-vigore-la-fase-2/
Timestamp: 2019-01-21 06:43:09+00:00
Document Index: 137278921

Matched Legal Cases: ['art. 188', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 212', 'art 11']

Sistri: dal 3 marzo e' entrata in vigore la fase 2 | Edilone.it
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Sistri: dal 3 marzo e’ entrata in vigore la fase 2
Il “Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti“, cd. Sistri, è un sistema telematico di monitoraggio del ciclo di gestione dei rifiuti, introdotto con l’art. 188 bis, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, volto a sostituire, gradualmente, quello cartaceo composto dal Formulario di identificazione dei rifiuti, dal Registro di carico/scarico e dal Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud).
Il nuovo sistema di monitoraggio è stato implementato lentamente, subendo diverse battute di arresto dovute alle difficoltà operative e funzionali riscontrate dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che aveva indotto il Ministero dell’ambiente con D.M. 20 marzo 2013 a riavviare il Sistri in tre fasi progressive, per altrettante tipologie di operatori, poi integrati con il D.L. 31 agosto 2013, n. 101, come modificato in sede di conversione dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125, sul cui ambito operativo e la tempistica sono dapprima intervenuti i chiarimenti della circolare 31 ottobre 2013, n. 1, del citato Dicastero e, da ultimo, la L. 27 febbraio 2014, n. 15, di conversione del decreto mille proroghe, in G.U. 28 febbraio 2014, n. 49 ed in vigore dal 1 marzo 2014.
Le modalità operative del Sistri
Il Sistri obbliga i soggetti tenuti alla comunicazione dei dati quali/quantitativi dei rifiuti prodotti o gestiti a dotarsi di una serie di apparecchiature telematiche in grado di trasferire le informazioni richieste alla Banca centrale dello Stato.
1. Iscriversi al sistema, nell’ambito della categoria di operatori d’appartenenza, previo versamento di un contributo (sospeso per l’anno 2013 dall’art. 4, del D.M. 20 marzo 2013), che comprende anche l’uso di chiavette identificative Usb;
2. Dotarsi della chiavetta Usb e della black box, ossia la scatola nera;
3. Installare, presso officine autorizzate, la scatola nera sui veicoli destinati alla movimentazione dei rifiuti, così da permetterne il controllo satellitare durante il loro spostamento;
4. Continuare a tenere, nel periodo transitorio e, cioè fino al 31 dicembre 2014, come prorogato dalla L. 15/2014, i registri cartacei di tracciabilità dei rifiuti.
Le categorie di soggetti obbligati e la rispettiva tempistica
La prima fase di applicazione del Sistri è iniziata il 1 ottobre 2013 e ha obbligato all’iscrizione i seguenti soggetti:
1. gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi (a prescindere dal numero di dipendenti, atteso che l’art. 1, del D.M. citato, che ne richiedeva almeno 10 è stato abrogato e sostituito dall’art. 11 del D.L. n. 101/2013). Si intendono per tali i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi. Non vi rientrano, pertanto, né i produttori iniziali di rifiuti urbani, ancorché pericolosi, né i produttori iniziali che non sono organizzati in enti o imprese (la circolare n. 1/2013 ha inoltre precisato che per gli enti o le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuino soltanto operazioni di stoccaggio dei propri rifiuti all’interno del luogo di produzione, l’obbligo del Sistri decorre dal 3 marzo 2014);
3. gli enti e le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi;
4. i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi, vale a dire i soggetti che, lavorando i rifiuti pericolosi ottengono nuovi rifiuti (eventualmente, anche non pericolosi) diversi da quelli trattati, per natura o composizione, ovvero che lavorando i rifiuti non pericolosi ottengono nuovi rifiuti pericolosi;
5. in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
La partenza della seconda fase del Sistri, come confermato dalla L. n. 15/2014, è fissata al 3 marzo 2014 e riguarda:
1. i produttori iniziali di rifiuti speciali, pericolosi;
2. gli enti e le imprese che trasportano i rifiuti da loro stessi prodotti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, d.lgs. n. 152/2006, nonché i soggetti che effettuano il trasporto dei propri rifiuti, iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali in categoria 5;
3- i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania
La terza fase, dopo un periodo di sperimentazione previsto dall’art 11, comma 2, del D.L. n. 101/2013, decorrerà dal 30 giugno 2014 e riguarderà i gestori di rifiuti urbani individuati da un adottando decreto del Ministero dell’ambiente.
Ferma la tempistica innanzi scandita, la L. n. 15/2014 proroga l’obbligo della contemporanea tenuta dei tradizionali registri di tracciabilità dei rifiuti fino al 31 dicembre 2014, sospendendo, per tale periodo di “doppio regime” di monitoraggio, telematico e cartaceo, le sanzioni relative al Sistri, applicabili, pertanto, solo a decorrere dal 1 gennaio 2015.
Per tutto il 2014, dunque, continueranno a vigere le attuali sanzioni previste dal D.Lgs. n. 152/2006 per le violazioni dei perduranti obblighi di tenuta del formulario e del registro di carico/scarico dei rifiuti e della trasmissione del Mud (secondo il nuovo modello approvato con D.P.C.M. 12 dicembre 2013).
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Sistri: dal 3 marzo e’ entrata in vigore la fase 2 redazione redazione 2015-06-13T14:39:16+00:00 Edilone.it