Source: https://www.veronanews.net/raccolta-differenziata-regione-veneto-comune-di-verona-non-supera-il-50-e-paga-tributo-pieno/
Timestamp: 2019-07-19 07:09:15+00:00
Document Index: 37738926

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 181', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 48']

Raccolta differenziata: Regione Veneto, Comune di Verona non supera il 50% e paga tributo pieno - Verona News
Raccolta differenziata: Regione Veneto, Comune di Verona non supera il 50% e paga tributo pieno
Con la Deliberazione n. n. 423 del 09 aprile 2019 (BUR n. 44 del 30/04/2019), la Giunta regionale riconosce le percentuali di Raccolta Differenziata (RD) registrate dalle Amministrazioni Comunali nel 2017 ai fini del pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica a partire dal 01.01.2018. Il Comune di Verona non supera il 50% di raccolta differenziata, attestandosi al 47,7%, pertanto paga tributo in misura piena (25,82 €/t).
Il “tributo speciale” per il conferimento di rifiuti solidi in discarica è stato istituito dallo Stato con la legge 28 dicembre 1995 n. 549, art. 3 ed è destinato a finanziare iniziative in campo ambientale attraverso il versamento dello stesso in un apposito fondo regionale.
Nella Regione del Veneto la richiamata legge nazionale trova recepimento nell’art. 39 della Legge Regionale del 21.01.2000 n. 3 e nei provvedimenti di Giunta regionale ad esso collegati, in particolare, la D.G.R. n. 288 dell’11.03.2014 con cui è stata approvata, tra l’altro, la procedura e il metodo di calcolo per la certificazione della raccolta differenziata effettuata dai Comuni.
Va ricordato che il comma 5 dell’art. 39 della L.R. 3/2000 prevede che le riduzioni del tributo speciale, conseguenti al raggiungimento di determinati obiettivi di raccolta differenziata da parte dei Comuni, possano essere riconosciute dalla Giunta regionale solo a seguito di verifiche effettuate dall’ARPAV. Quest’ultimo con nota del 21.12.2018 ha comunicato la conclusione della procedura di certificazione per i dati relativi all’anno 2017, nel rispetto di quanto previsto dalla D.G.R. n. 288/2014 (qui Rapporto rifiuti urbani edizione 2018 anno 2017).
la certificazione è stata completata per tutti i 575 comuni;
13 sono i Comuni che non superano il 50% di raccolta differenziata e pertanto soggetti al pagamento del tributo in misura piena (25,82 €/t), tra cui il Comune di Verona;
43 Comuni presentano una percentuale di raccolta differenziata compresa tra 50% e 65% e quindi dette Amministrazioni sono soggette al pagamento del tributo nella misura del 65% (16,78 €/t);
i restanti 519 comuni superano l’obiettivo del 65% e pertanto pagano il tributo in misura minima (7,75 €/t).
Nella medesima nota, l’Agenzia regionale fa presente che:
cinque (5) Comuni, tutti posti in Provincia di Verona (Cerro Veronese, Mezzane di Sotto, San Giovanni Lupatoto, Selva di Progno e Villa Bartolomea) non hanno rispettato la scadenza del 28.02.2018 per la trasmissione della documentazione, non osservando così gli obblighi amministrativi stabiliti dalla norma regionale e devono, pertanto, essere assoggettati al pagamento del tributo nelle misura piena;
i Comuni di Erbezzo, Ferrara di Montebaldo, Laghi e Sant’Anna di Alfaedo, in relazione a quanto stabilito dall’art. 7 comma 3 del Piano Regionale dei rifiuti (D.C.R. n. 30/2015), non hanno ancora provveduto a realizzare, almeno, la raccolta differenziata della frazione verde, di quella putrescibile, di carta, metalli, plastica e vetro, contravvenendo a quanto stabilito dalla normativa nazionale (art. 181, comma 1, D.Lgs n. 152/2006 e s.m.i) e regionale (art. 7, comma 3, del D.C.R. n. 30 del 29.04.2015);
i Comuni di Este, Lozzo Atestino, Maserà di Padova e Pontelongo “hanno trasmesso i dati relativi al compostaggio domestico oltre la scadenza del 28 febbraio 2018 a causa dell’impossibilità di accedere nei tempi utili ai documenti delle singole amministrazioni, posti sotto sequestro, nella sede dell’Ente di Bacino Padova Tre e Quattro”.
Le Amministrazioni comunali di cui ai punti 1 e 2 saranno assoggettate a quanto stabilito dall’art. 2, comma 7, della L.R. 3/2000, ovverosia l’applicazione del tributo nella misura massima, impedendo altresì l’accesso ai contributi regionali previsti dall’art. 48, comma 1 della medesima Legge Regionale.
Per quanto riguarda i dati del Comune di Verona (Bacino Territoriale Verona Città) riferiti al 31/12/2017, si segnala che a fronte di 257.533 abitanti insistono 119.960 utenze domestiche e 19.323 utenze non domestiche. Sono 790 le adesioni al compostaggio domestico.
La Produzione totale di rifiuti, sempre riferita all’anno 2017, ammonta a 133.033 t con una produzione pro capite 517 kg/ab.
La Raccolta differenziata ammonta al 47,7 % applicando il calcolo come da DGRV 288/14, mentre si attesta al 52,5 % utilizzando il Metodo ISPRA – DM 26/05/2016.
Per quanto riguarda la tipologia dei rifiuti avviati al recupero i dati ARPAV indicano che:
Rifiuti tonnellate kg/ab*anno
FORSU 21.356 82,9 (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano)
Verde 2.282 8,9
Vetro 9.475 36,8
Carta e cartone 17.298 67,2
Plastica 536 2,1
Imballaggi metallici 100 0,4
Multimateriale 7.930 30,8
RAEE 608 2,4
Altro Recuperabile 2.980 11,6
Rifiuti Particolari 125 0,5
Ingombranti 3.457 13,4
Spazzamento 3.058 11,9
Il Veneto nel 2017 conferma i risultati positivi degli anni precedenti, in linea con gli obiettivi comunitari e con le previsioni del Piano di gestione dei rifiuti:
produzione totale di rifiuti urbani pari a 2.219 mila t, in leggera diminuzione (-0,8%) rispetto all’anno 2016;
produzione pro capite 452 kg/ab*anno (1,24 kg/ab*giorno) in diminuzione dello 0,8%. La produzione pro capite del Veneto risulta essere tra le più basse a livello nazionale nonostante la Regione abbia un PIL elevato e oltre 69 milioni di presenze turistiche;
raggiungimento del 68% di raccolta differenziata, al netto degli scarti, che corrisponde a oltre 1,6 milioni di t di rifiuti raccolti in modo differenziato, come prevede il metodo di calcolo approvato dalla Regione nel 2014. Il raggiungimento di questa percentuale consente al Veneto di superare (in vero già da cinque anni) l’obbiettivo del 60% di RD previsto dalla legge 296/2006, collocandosi ai primi posti tra le regioni italiane. In relazione agli obiettivi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali (approvato con DCR n. 30/2015), che prevedono il raggiungimento del 76% di RD al 2020, si riscontra nel 2017 il superamento di tale soglia già in 214 comuni veneti (33% della popolazione);
conseguimento del 73,6% di raccolta differenziata determinato secondo la metodologia utilizzata da ISPRA, prevista dal D.M. 26 maggio 2016 che include nel dato di produzione dei rifiuti urbani i rifiuti inerti prodotti da piccoli interventi di manutenzione eseguiti nelle abitazioni;
la provincia di Treviso raggiunge il valore più alto di raccolta differenziata, con l’81,5% seguita da Belluno con 74,5%. Si ricorda che l’obiettivo del 60% previsto dalla legge nazionale per il 2011 è stato superato da quasi tutte le province;
a livello di bacino l’obiettivo del 76% previsto dal nuovo Piano regionale è stato già raggiunto e superato dai bacini Destra Piave e Sinistra Piave, con valori rispettivamente dell’83% e dell’80%;
a livello comunale, l’87% dei comuni del Veneto, pari al 75% della popolazione (3.687.325 ab.), ha già conseguito l’obiettivo del 65% stabilito dalla normativa nazionale per il 2012 (articolo 205 del D.Lgs 152/2006);
la totalità delle frazioni raccolte in maniera differenziata (eccezione fatta per lo 0,3% di rifiuti urbani particolari (RUP) come farmaci, accumulatori, contenitori etichettati ecc, che vanno avviate necessariamente a smaltimento/incenerimento) viene avviata a recupero di materia, permettendo la valorizzazione dei diversi materiali recuperati come materia prima seconda nei diversi comparti industriali.
Relativamente al sistema di tassazione nel 2017 il 45% dei comuni del Veneto, tra cui il Comune di Verona, applicano la TARI puntuale (commisurata all’effettiva produzione di rifiuti, secondo il principio comunitario “paga quanto produci”, come avviene per gli altri servizi di rete). Il 51% utilizza la parametrica, mentre il 4% si trova ancora in un regime misto.
Dalla lettura degli indicatori emerge che nel 2017 nei confronti dell’anno 2010 (anno zero):
RISPETTO ALL’OBIETTIVO DI RIDURRE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI
• la produzione totale di rifiuti è diminuita del 8%,
• la produzione pro capite di rifiuti è diminuita del 7%. Tale valore, pur essendo tra i più bassi a livello nazionale, non risulta tuttavia ancora in linea con l’obiettivo di produzione pro capite previsto per il 2015, pari a 440 kg/ab anno,
RISPETTO ALL’OBIETTIVO DI FAVORIRE IL RECUPERO DI MATERIA
• la percentuale di raccolta differenziata è aumentata di 9,7 punti,
• la produzione pro capite di rifiuti raccolti in modo differenziato è aumentata del 17%,
• il quantitativo di rifiuti urbani avviato a recupero è aumentato del 10%,
• è aumentata la percentuale di abitanti che adottano il sistema di raccolta secco-umido domiciliare.
RISPETTO ALL’OBIETTIVO DI FAVORIRE ALTRE FORME DI RECUPERO
• è aumentato l’avvio di rifiuto residuo, spazzamento e ingombranti ad impianti di recupero.
RISPETTO ALL’OBIETTIVO DI MINIMIZZARE IL RICORSO ALLA DISCARICA
• è diminuito del 60% il quantitativo smaltito direttamente in discarica.
Dgr_423_19_AllegatoA_392657.pdf
ARPAV Rapporto Rifiuti Urbani Produzione e Gestione anno 2017
ARPAV Estratto Rapporto Rifiuti Urbani Produzione e Gestione anno 2016