Source: https://www.teamartist.com/blog/2015/09/29/collaboratori-nelle-associazioni-dilettanti-o-professionisti-laggettivo-che-cambia-tutto/
Timestamp: 2019-01-20 14:51:00+00:00
Document Index: 35689495

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 37', 'art. 90', 'art. 37', 'art. 90']

Collaboratori nelle Associazioni, Dilettanti o Professionisti? L’aggettivo che cambia tutto! | Servizi e Software per Associazioni
Collaboratori nelle Associazioni, Dilettanti o Professionisti? L’aggettivo che cambia tutto!
In tutte le Associazioni italiane c’ è bisogno di avere dei collaboratori retribuiti. Possiamo girarci intorno e discuterne quanto ci pare ma, di riffa o di raffa, è così per il 99%. Se poi siete in quell’1%… non ci credo!
Associazioni Teatrali/ Filodrammatiche: avrai sicuramente degli attori, scenografi, tecnici luci e suoni.
Associazioni Musicali / Bande/ Cori/ Scuole di Musica: avrai sicuramente dei docenti, direttori artistici, musicisti.
Associazioni Sportive: avrai sicuramente degli atleti, allenatori, giudici di gara, medici, cronometristi, segretari amministrativi.
COME POSSONO ESSERE RETRIBUITI?
Ne abbiamo parlato in lungo e in largo, in particolare in questo post generico per tutte le Associazioni. Ma il punto vero è che tutte le Associazioni (giustamente) avendo poche risorse a disposizione, sono sempre alla ricerca delle formule meno costose e meno vincolanti (anche per poter offrire ai propri associati i corsi col minor contributo economico possibile) e quindi, in sostanza, di quelle che hanno il minor peso previdenziale (e che quindi non siano caricate dei contributi pensionistici).
LE FORMULE più ECONOMICHE UTILIZZATE:
1. “Regime dei 7.500” dell’art. 37 della legge n. 342/2000 e art. 90 della legge n. 289/2002 (Attenzione: questo regime vale solo per vale solo per ASD, cori, bande musicali e filo-drammatiche… non per le altre tipologie di associazioni – come le scuole di musica – e non per tutti i tipi di collaborazioni; potete approfondire leggendo direttamente le leggi).
2. Ritenuta d’acconto fino a 5.000 euro nei redditi diversi;
MA SI POSSONO USARE SEMPRE ED IN OGNI CASO?
La risposta, purtroppo, è NO. E tante Associazioni lo hanno imparato non grazie ad un Manuale o perchè ci sia una chiara normativa. Lo hanno imparato sulla propria pelle dopo esser stati chiamati in causa dal Tribunale del Lavoro (o direttamente dall’ispettorato dell’INPS) a seguito di un esposto di qualche ex collaboratore. Il caso tipico è l’ex fidanzata o l’ex amico con cui si andava tanto d’accordo e, a causa di un litigio o di un peggioramento delle proprie condizioni economiche si rivolge ad un esperto di tutela dei diritti dei lavoratori. Questi costruisce un teorema secondo il quale il proprio assistito è stato un “lavoratore sfruttato”. CONCLUSIONE? Nel 99% dei casi l’Associazione è condannata a versare i contributi arretrati (più le sanzioni relative) per decine di migliaia di euro. E se l’Associazione non ha i fondi per farlo, lo deve fare il Responsabile Legale (TU, Presidente che stai leggendo) col proprio patrimonio personale. Ah, un’ultima cosa: l’omissione di pagamento dei contributi lavorativi è un REATO PENALE.
QUANDO SI POSSONO USARE LE FORMULE DI CUI SOPRA?
Il tutto sta nel titolo del post. Si possono usare per i “Dilettanti” e non per i “Professionisti”. E come si distinguono gli uni dagli altri? Sembra semplice, ma non lo è. Di fatto un collaboratore è un professionista quando il reddito che deriva da tale collaborazione è quello con cui si sostenta: tale attività di collaborazione quindi ne costituisce la sua professione. Al contrario, quando tale reddito non è quello da cui ne deriva il sostentamento, si ritiene che sia una attività secondaria, da dilettante appunto. Perchè questo? In sintesi perchè il Legislatore (lo Stato) non vuole che sia possibile per un lavoratore italiano avere un reddito principale omettendo di pagare i contributi.
CHI può essere ritenuto un DILETTANTE?
Attenzione a quanto state per leggere: si tratta di una nostra interpretazione basata sulle numerose sentenze che abbiamo letto. Evitate quindi di chiederci i riferimenti di legge perchè NON CI SONO.
Pensionati -> la loro fonte di reddito primaria è ritenuta… la pensione!
Studenti con un età compresa fra i 16 e i 25 anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi universitario o di scuola superiore-> si ritiene che l’attività lavorativa nell’Associazione con una di quelle 3 formule sia sussidiaria agli studi.
I lavoratori a tempo indeterminato/determinato, i liberi professionisti, i dirigenti assunti.
I familiari a carico -> fate attenzione questa è la casistica più pericolosa, a volte viene contestata (30% dei casi con successo).
CHI è sicuramente un PROFESSIONISTA?
Disoccupati che non siano familiari a carico di qualcuno o studenti lavoratori;
Lavoratori con formule temporanee tipiche del precariato o stagionali;
Laureati in attività inerenti alle prestazioni fatte in favore dell’Associazione (Scienze Motorie per le ASD, Conservatorio per le Scuole di Musica etc. etc.);
Possessori di posizione contributiva Ex-Enpals;
Possessori di Partita Iva inerente all’attività prestata per l’Associazione.
Il caso delle Partita Iva nel regime dei Minimi aperta dal collaboratore. Anche questo caso è delicatissimo: se infatti la Partita Iva è stata aperta (consapevolmente o inconsapevolmente non importa) per soddisfare la richiesta solo delle TUA Associazione, con grande probabilità (il 93% dei casi) il Giudice deciderà che ciò è stato da te imposto per farti sfruttare il lavoratore che, aprendo la partita iva, ha in realtà assecondato un “ricatto” della tua Associazione. In questi casi devi essere CERTO (fatti mostrare le fatture) di NON ESSERE l’unico CLIENTE del tuo collaboratore.
Caso ancora diverso dai precedenti che abbiamo analizzato in questo post. Tutti coloro in età lavorativa (quindi sopra i 16 anni) possono essere retribuiti tramite voucher.
L’unico limite è per i lavoratori subordinati: essi non possono percepire voucher ma SOLAMENTE DAL PROPRIO DATORE DI LAVORO (circ. Inps 49/2013). I lavoratori subordinati (a tempo determinato/indeterminato, tempo pieno o part time), dunque, possono tranquillamente percepire voucher, purché il committente non sia il loro stesso datore di lavoro.* Ringraziamo lo studio Maffei di Reggio Emilia per averci chiarito questo aspetto.
E si perchè i più esperti tra voi si porranno questa domanda: “Va bene, ma se uno mi racconta di essere assunto da un Panettiere, io cosa ci posso fare se mi ha raccontato una balla?“. Semplice, fai compilare questa dichiarazione!
92 risposte a “Collaboratori nelle Associazioni, Dilettanti o Professionisti? L’aggettivo che cambia tutto!”
vorrei porre un quesito in merito ai compensi che possono percepire i membri di un associazione onlus. Premetto che svolgiamo la nostra attività di amministratori senza aver mai percepito alcun compenso per tale ruolo, e che nel nostro statuto non viene espressamente vietata l'erogazione di compensi a soci dell'associazione per incarichi diversi dal ruolo di amministratori (membri del consiglio direttivo). Siamo stati contattati da due enti pubblici per svolgere attività nell'ambito di un progetto che non possono essere svolte sotto forma di volontariato per la loro natura, il tempo che ci si dovrà dedicare, le competenze tecniche e la complessità delle azioni richieste e anche per la responsabilità che ricade su chi dovrà effettuare il lavoro e la stesura dei relazioni da presentare. L'associazione è stata presa in considerazione per la riconosciuta professionalità dei suoi membri e la capacità di lavoro in squadra, richiesto da questo specifico incarico.
L'ambito trattato dall'incarico che le si vuole affidare ricade perfettamente nel tema istituzionale per cui l'associazione è stata fondata e iscritta come onlus.
Chiedo se è possibile una forma di compenso da riconoscere ai professionisti dell'associazione che parteciperebbero allo svolgimento di tali incarichi e che hanno le qualifiche e le competenze necessarie.
Gli incarichi nello specifico verrebbero affidati a presidente e vicepresidente, il primo sta per aprire P. Iva e ha avuto delle prestazioni occasionali dall'associazione e da altri soggetti esterni, il secondo al momento è disoccupato. Escludendo la prestazione di lavoro occasionale per raggiungimento del limite lordo annuo previsto dalla legge, chiedo se le seguenti opzioni sono attuabili:
•	uno dei due operatori apre partita IVA e emette fattura all'associazione;
•	entrambi vengono assunti dall'associazione (contratto a tempo determinato);
Ciao Luca, ci sono diverse strade percorribili. Assunzione, Co.co.co., apertura della partita iva. Bisognerebbe avere più dettagli per poter valutare meglio il problema. A presto
Buonasera, sono socia fondatrice di un'associazione culturale presso cui tengo corsi di yoga settimanali. Essendo disoccupata non a carico rientrerei nella categoria dei professionisti, ma non ho partita iva; posso ricevere il compenso per le ore di attività prestate ai soci sotto forma di voucher?
I voucher non esistono più.... se l'associazione li ha già comprati, la risposta è si
Chiedo scusa, non ne ero al corrente. In tal caso, come è possibile inquadrare i compensi in modo che tutto sia nella norma? La ritenuta d'acconto è una valida alternativa?
E' un'alternativa valida ma ha il limite di 5.000€ annui
Volevo cortesemente porre un quesito, forse banale.
1 - In una ASD, posto il divieto di distribuzione anche indiretta degli utili, tutti i soggetti che collaborano (dal Presidente del CDA agli altri amministratori agli istruttori ai collaboratori amministrativo-gestionali) vanno "compensati" in eguale misura ?
2 - Oppure ci sono dei fattori che differenziano i compensi quali ad esempio l'assunzione di responsabilità anche legali ed economiche (ed in questo caso il Presidente del CDA è il soggetto più "esposto" quindi maggiormente "compensato") oppure la presenza all'interno della struttura (e credo sia pacifico che più impegno viene profuso anche in termini di ore maggiori "compensi" debbano essere dati)
03 maggio 2017 alle 15:25
20 novembre 2016 alle 19:16
Associazione culturale, possono due liberi professionisti lavorare quotidianamente per l'associazione emettendo regolare fattura?
Si. purchè tali compensi non siano superiori del 20% rispetto agli stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro.
Nella nostra ASD cinofila con solo CF vorrevvo invitare un veterinario a tenere un corso sull'alimentazione del cane. Tale persona non ha nulla a che vedere con la nostra associazione, è un libero professionista che viene a fare un corso,noi lo paghiamo ed è finita lì.
1) come possiamo pagarlo?
2) se ci fa fattura va bene o serve altro?
3) ci chiede se la fattura va fatta con ritenuta d'acconto.Cioè?
Lo so che sono stupidate, ho letto mille volte i vostri blog ma al momento pratico non so davvero come fare!! Sig!! perdono!! Grazieeeee...
09 novembre 2016 alle 18:29
1-2. Probabilmente vi farà fattura
3. Questo deve essere lui a saperlo...
Mettiamo per ipotesi che una ASD abbia tra i suoi collaboratori amministrativo-gestionali un geometra libero professionista (che lavora nell'ASD 3/4 pomeriggi a settimana) ed uno studente universitario (che lavora anch'egli nell'ASD 3/4 pomeriggi a settimana). Da quel che ho capito entrambi potrebbero accedere al regime dei 7500.
1- Giusto ?
Ma come si concilia la cosa con le regole stabilite dall'Ex Enpals che vorrebbe far iscrivere alla sua gestione contributiva tutti coloro la cui prestazione in una ASD sia caratterizzata da elementi di "continuità", "sistematicità", "abitualità", "ripetitività".
2- Forse gli istruttori sono soggetti alla contribuzione Enpals ma i collaboratori amministrativo-gestionali no ?
3- Forse chi ha un altro reddito (il geometra) può rientrare nel regime dei 7500 mentre chi non lo ha (lo studente) è soggetto alla contribuzione Ex Enpals ?
4- Infine visto che l'Ex Enpals stabilisce un'importo annuo di reddito (€ 4500) sotto il quale si è esenti da versamenti contributivi, potrebbe essere prudenzialmente corretto retribuire i due collaboratori con massimo € 4500 annui ?
2. No, è la stessa cosa
Dove hai trovato queste indicazioni? Consiglio la lettura di questo post.
Andrea Chilla'
09 ottobre 2016 alle 16:36
Buona sera. Sono socio di una ssd a r.l. costituita secondo la legge 289/33 art. 90. e quindi affiliata al Coni. Se nella piscina operano istruttori ( inquadrati con contratto sportivo dilettantistico e quindi nel regime dei 7500€ con costo di 9€ a turno ) che svolgono la stessa attività anche in un'altra piscina, cosa potrebbe succedere in caso di ispezione inps? Subentra il dubbio di professionalità del lavoro se dette figure hanno questo come sostegno di reddito? Se nell'oggetto principale dello statuto tra le attività promosse figura il basket e il nostro amministratore unico è anche socio della ssd con la propria asd che pratica il basket ed è affiliata fip, pur svolgendo per adesso solo corsi di nuoto può decadere l'affiliazione al coni?
Ciao, diamo consigli gratuiti solo alle Associazioni No Profit.
Salvo Marciano
Ciao a tutti, ok, io sono disoccupato quindi risulterei "Professionista!!" nell'insegnare Arti marziali.
1, Quindi per me anche se aprissi una ASD il risultato non cambierebbe giusto?
2. Quindi, dovrei aprire una impresa privata?
3. o cosa?
4. Ma perche' in Italia e' tutto così complicato?
01 ottobre 2016 alle 17:19
2. Perchè? Cosa cambierebbe?
3. Il punto è COME vieni retribuito, non CHI ti retribuisce.
4. Credo sia una passione nazionale
04 agosto 2016 alle 21:06
relativamente al caso delle Partite Iva aperte in Regime dei Minimi volevo un chiarimento. Ho letto che con il Jobs Act le collaborazioni sportive rese ai fini istituzioniali ad ASD/SSD non verrebbero automaticamente trasformate in un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (come invece in molti altri casi). Conseguentemente quale sarebbe il problema se per esempio ci si avvalesse della collaborazione di un "professionista" laureato in Scienze Motorie a cui venisse affidato il ruolo di istruttore dei diversi corsi lavorando in sostanziale monocommittenza e fatturando con P.Iva alla ASD/SSD ?
05 agosto 2016 alle 07:10
Appunto la monocommittenza che può presupporre una forma di sfruttamento del lavoratore.
05 agosto 2016 alle 09:44
Questo l'avevo capito. Ma quali potrebbero essere le conseguenze concrete visto che le tasse ed i contributi si pagano lo stesso e non è prevista la possibilità di trasformazione in un contratto subordinato a tempo indeterminato ?
05 agosto 2016 alle 18:06
Scusa? Ti risulta che pagando una fattura ad un fornitore gli stai pagando i contributi?
05 agosto 2016 alle 21:20
Beh io intendevo che questo istruttore laureato in scienze motorie che svolgerebbe i corsi pagherà le tasse al 5% (aderendo al nuovo regime forfettario 2016) e in quanto professionista sportivo si iscriverà alla gestione ex enpals quindi pagherà anche i contributi o meglio pagherà una parte (circa il 9%) mentre la restante parte (circa il 23/24%) sarà a carico della ASD/SSD. In questa situazione in cui è tutto "in regola" che problemi ci sarebbero per lui e per la ASD/SSD nella situazione di monocommittenza ? C'è qualcosa che mi sfugge ?
Ancora grazie comunque delle celeri risposte.
La forma deve sempre seguire la sostanza. In regime di monocomittenza l'Associazione è di fatto il datore di lavoro del "laureato a partita iva" ma non nella sostanza... con tutto quello che ne segue in termine sia di tutele (ferie? malattie?) che di doveri del datore di lavoro (basti pensare alle normative sulla sicurezza dei lavoratori).
23 maggio 2016 alle 13:32
Vado in questa associazione a fare trattamenti vari(meditazione,musicoterapia.ect)essendo un massaggiatore, mi hanno offerto un piccolo studio per praticare con una piccola cifra mensile. La mia domanda e'su come aprire in regola la mia attività e cosa vado a spendere di tasse se lavoro in una associazione. grazie..
Ha una propria partita Iva?
i Rimborsi fatti ai collaboratori sportivi che risiedono con i genitori , quindi citati nel 730, devono inserire anche la cifra guadagnata con l'Associazione? (N.B. non ha superato il limite dei 7500).
1- Un dubbio se un collaboratore ha una laurea inerente l'attività che dovrà svolgere in associazione ma nella vita svolge come lavoratore dipendente tutt'altro lavoro dal quale ha la sua entrata principale puó comunque essere considerato un dilettante?
2-Aver conseguito un diploma (non riconosciuto) nell'attività che si vuole prestare in associazione ma dalla quale non deriva il proprio sostentamento in quanto già dipendente in tutt'altra materia Si puó essere considerato un dilettante?
1. Difficile esprimersi in merito, ma potrebbe essere considerato professionista
23 marzo 2016 alle 08:12
Scusate non só se questa domanda sia andata a buon fine..
Solamente ora mi accorgo, dopo aver letto tutte le domande e risposte che il 1 ottobre ad una domanda simile alla mia, avete risposto invece che era possibile adottare il regime dei 7.500
1 volevo sapere se nel frattempo fosse cambiato qualche cosa..?
Non è cambiato nulla... rimane il fatto che c'è sempre un sottile confine tra dilettante e professionista
29 gennaio 2016 alle 02:21
Faccio parte di un'associazione culturale musicale non a scopo di lucro con codice fiscale. Per retribuire i nostri collaboratori insegnanti di strumento (laureati e non al conservatorio) fino a dicembre 2015 abbiamo utilizzato per chi di loro non avesse P.I. la Ritenuta d'acconto.
1) Con il Jobs act non si può più fare?
2) Se non si potesse più fare possiamo risolvere con i voucher?
3) Per utilizzare i voucher occorre dare comunicazione sia all' Inps che all'Inail?
1. ????? Dove lo ha mai sentito?
2. I voucher vanno altrettanto bene. Anzi, a parere mio sono pure melgio
3. No, leggi questo post.
Buonasera, vorrei un chiarimento in merito al pagamento di un nostro socio che nell'associazione culturale svolge il ruolo di insegnante in materie in cui i soci abbiano bisogno di approfondimento. Il soggetto in questione è un libero professionista in materia legale e fa queste ripetizioni in diritto.....come dovremmo retribuirlo, voucher o pagamento entro i 7500,00 euro? è riconducibile alla categoria dei professionisti e non dei dilettanti? da come dite i liberi professionisti non dovrebbero rientrarvi.
Il regime dei 7500 vale per le prestazioni sportive dilettantistiche. Se è professionista, può emettere fattura all'associazione
07 dicembre 2015 alle 13:17
La ringrazio per la risposta e per il lavoro che fate.
1) con quale dicitura va inserita nel rendiconto annuale?
2) l' associazione come deve dichiarare queste uscite?
3) c' è un limite per il rimborso chilometrico?
07 dicembre 2015 alle 16:11
Intende i rimborsi chilometrici? IN questo caso
1. Rimborsi spese ai soci/collaboratori
05 dicembre 2015 alle 18:09
Buon pomeriggio, volevo rivolgerle un paio di domande sull' attività principale della nostra associazione musicale non riconosciuta:
Ci sono 8 soci che ogni setimana impartiscono lezioni di strumento a solo soci. Ogni fine mese, gli allievi soci versano un piccolo contributo per i suddetti corsi, mentre i soci insegnanti,residenti tutti fuori comune e che vengono una volta a settimana con la propria macchina,prendono un rimborso a piè di lista, espressamente richiesto da loro (non vogliono un compenso)
1) L'attività gestita in questo modo, resta istituzionale?
2) erogare ogni mese 8 rimborsi chilometrici è lecito?
05 dicembre 2015 alle 12:04
sono socia fondatrice e membro del direttivo di una ASD che si occupa di arti marziali e pratiche interne, tutte le attività relative a questi ruoli le svolgo ovviamente a titolo gratuito, ma percepisco dei piccoli compensi trimestrali come istruttrice di arti marziali.
mi avvalgo della possibilità dei compensi sportivi (sempre entro i 7500) in quanto non si tratta della mia attività professionale principale; sono libera professionista in tutt'altro campo.
però ora leggendo sopra mi è venuto un dubbio: nonostante i due ruoli non abbiano NIENTE a che fare, regista cinematografico professionista e istruttrice di arti marziali amatoriale, per la mia professione di regista io sono effettivamente iscritta a previdenza ENPALS con categoria relativa a produzione cinematografica.
spero che l'iscrizione all'Ente in una categoria diversa da quelle dello sport mi metta al riparo da questo "cortocircuito"
insomma, spero bene che la semplice iscrizione a ENPALS non mi costringa a dover sottoscrivere un contratto di assunzione come professionista anche per insegnare in palestra, sarebbe ridicolo! innanzitutto la nostra ASD non potrebbe permetterselo, ma non solo, la natura della mia PIVA professionale (servizi di produzione cinematografica) non mi permetterebbe comunque di fatturare questo tipo di servizi...
insomma mi sa che sono un "caso limite" di questo bel vespaio, capisco che normativa chiara non ci sia, ma stimo molto la vostra opinione... possiamo proseguire come fatto fin' ora, secondo voi?
A mio parere non dovrebbe aver nulla da temere.
sono un insegnante di judo e allo stesso tempo dipendente ministeriale. Quale formula o contratto puo' adottare la mia societa' per permettermi di insegnare e darmi un compenso senza incorrere in sanzioni dalla mia amministrazione?
Salve, questo è un blog gratuito solo per le associazioni. Se vuole può acquistare una consulenza http://www.teamartist.com/consulting-appointment/
06 novembre 2015 alle 17:51
Quanto scrivete sui redditi da sport dilettantistico e profondamente sbagliato e non trova un riscontro nella legge del 2000.
Quei redditi nascono con il preciso intento di supportare lo sport dilettantistico che in Italia rappresenta gran parte dello sport: a pallavolo femminile di serie A il calcio dilettantistico e tanti altri. Questi lo fanno per mestiere ma percepiscono i compensi sportivi dilettantistici perchè è lo sport che praticano di natura dilettantistica che gli consente di poter percepire il compenso sportivo di natura dilettantistica.
06 novembre 2015 alle 17:58
Vede, ha torto. E lo si capisce anche da come formula il ragionamento: "lo fanno per mestiere". Fare una attività per mestiere, filologicamente parlando, significa che non può essere fatta da... dilettante!
Ringrazio sempre per il vostro lavoro certosino e per le risposte che date.
Riguardo alla costituzione di una associazione teatrale che svolgerà mediamente 4 spettacoli ai quali parteciperanno solo soci dell'associazione, la mia domanda è la seguente; a quali figure professionali si riferisce l'articolo 67 lettera m del tuir, quando si parla di "direttori artistici e collaboratori tecnici per prestazioni di natura professionale da parte di cori bande musicali e filodrammatiche"?
A parere vostro nell'ambito di una banda musicale e filodrammatica, gli attori non professionisti che partecipano allo spettacolo teatrale, possono considerarsi ricompresi in questa categoria?
02 novembre 2015 alle 15:26
A mio parere no (per quanto la cosa mi paia assurdo). Il ruolo di Direttore Artistico non è quello di attore. Idem i collaboratori tecnici (di solito si intendono i tecnici luce ed audio). Attenzione anche ad un altro elemento: a Statuto deve essere scritto che la vostra Associazione teatrale è anche filodrammatica.
08 ottobre 2015 alle 18:15
con il Regime dei 7.500″ dell’art. 37 della legge n. 342/2000 e art. 90 della legge n. 289/2002 possono percepire retribuzioni anche i soci dell'associazione?
09 ottobre 2015 alle 17:37
Dipende, che tipo di attività svolgono per ricevere questo compenso? e poi..sono dilettanti o professionisti in relazione a quel tipo di attività?
J.J. Doe
07 ottobre 2015 alle 18:03
Scusate, sono di New Zealand e in Italia per engignere e più istruttore. Il posto di associazione è mio e con afitto e io sono il presidente ma non ho soldi da presidente. Ma ho rimborso da tecnico perchè questi mesi sono solo io tecnico.
Può essere problema?
08 ottobre 2015 alle 09:40
Si può fare anche se talvolta può destare qualche sospetto in sede di controllo.
07 ottobre 2015 alle 12:06
Nel vostro post scrivete: "I familiari a carico -> fate attenzione questa è la casistica più pericolosa, a volte viene contestata (30% dei casi con successo)."
1) a chi verrebbe contestata una situazione del genere? All'associazione, con obbligo di trasformare quella collaborazione in qualche altra forma contrattuale?
2) se una persona inizia un anno senza entrate ed è a carico di qualcuno, e contestualmente incassa 4500 da collaborazioni dilettantistiche sportive (regime dei 7500). Verso fine anno un lavoro saltuario e inatteso le porta entrate per 3000 euro. Con tale cifra non è più a carico, in quanto il limite per esserlo è 2800 euro, e i soldi percepiti con regime dei 7500 diventano la sua principale entrata, cosa che farebbe decadere il regime agevolato. In un caso così, a chi verrebbe contestata la cosa? Associazione o collaboratore?
08 ottobre 2015 alle 17:22
2) L'associazione dovrà pagare le tasse sul compenso percepito dal momento in cui il collaboratore non sia più a carico.
06 ottobre 2015 alle 15:20
Salve gentilissimi...
1.Tutte le cose scritte nel Vostro post principale, valgono sia per ASD con codice fiscale che con partita IVA, o cambia qualcosa?
2.Nel caso in cui una ASD avesse SOLO ed ESCLUSIVAMENTE collaboratori che non percepiscono alcun compenso (che svolgono le loro attività per pura e semplice passione), ci si dovrebbe preoccupare ugualmente delle cose da Voi scritte?
06 ottobre 2015 alle 17:20
1) Per tutte.
03 ottobre 2015 alle 10:37
Siamo una ASD di pesca sportiva. Presidente e vicepresidente sono disoccupati. E' possibile adottare per loro il regime dei 7.500?
05 ottobre 2015 alle 12:00
Se non sono studenti o a carico di qualcuno, no
03 ottobre 2015 alle 09:03
Salve, il mio quesito è questo, un istruttore che da noi viene pagato con il regime dei 7500€, è sempre stato un lavoratore dipendente come operaio, ora si trova ad essere in mobilità dato che la sua azienda è in crisi, possiamo continuare a pagarlo con il suddetto regime???
05 ottobre 2015 alle 15:14
Se non è disoccupato ma continua a percepire del denaro dall'azienda in cui opera allora sì.
02 ottobre 2015 alle 18:58
Scrivete che "la casistica più pericolosa, a volte viene contestata (30% dei casi con successo)."
1)contestata a chi? All'associazione, che quindi, in caso di successo dell'associazione, dovrà pagare i contributi a quel collaboratore che aveva pagato col regile dei 7500?
2) nel caso di collaboratore che facendo altri lavori, magari saltuari, passa di poco la soglia dei 2800 euro e si ritrova a non essere più a carico, e contemporaneamente percepisce da un'associazione 5000 euro col regime dei 7500? Non è più a carico ma allo stesso tempo guadagna più soldi dalle collaborazioni dilettantistiche che dai suoi lavori... a chi viene contestata la cosa?
08 ottobre 2015 alle 14:15
1) Contestata ai controllori dell'AdE.
2) Viene tassata la somma percepita dal momento in cui non risulta più a carico. Viene contestata all'associazione.
01 ottobre 2015 alle 14:08
Buongiorno: scopro sempre più cose che enti e consulenti non mi hanno mai detto ; se in un ASD sportiva senza partita iva con pochissimi soci e le cui attività si concentrano nel periodo estivo gli istruttori sono due soci di cui uno del direttivo disoccupati che percepiscono compensi ben al di sotto dei 7500 , siamo nei guai vero?????
01 ottobre 2015 alle 14:18
Dipende, se percepiscono compensi come quelli derivanti da attività dilettantistica e dunque esentasse....allora sì.
01 ottobre 2015 alle 14:19
Dipende, se percepiscono compensi come quelli derivanti da attività dilettantistica, e dunque completamente esentasse....allora sì.
01 ottobre 2015 alle 08:35
Buongiorno e complimenti per l'articolo e le delucidazioni. Avrei delle perplessità su questo: nel caso un associato istruttore collabori con la palestra saltuariamente e percepisca dei compensi che non superano i 4500E (che vengono considerati lavoro occasionale) che sia un disoccupato o no parliamo sempre di 4500 o anche meno e mi chiedo per una simile cifra che è considerata lavoro occasionale quale sanzione può arrivare??A mio parere il rischio è per i compensi dai 4500 ai 7500 ed oltre. p.s. le mie riflessioni sono oggetto di consulenze a diversi professionisti in campo giuridico tra i quali avvocati commercialisti consulenti del lavoro e ispettori del lavoro
01 ottobre 2015 alle 10:50
Perchè fa questa domanda a noi se ha già svolto "consulenze a diversi professionisti in campo giuridico tra i quali avvocati commercialisti consulenti del lavoro e ispettori del lavoro"?
In ogni caso, il fatto che sia disoccupato o meno è invece da considerarsi elemento fondamentale nell'analisi sul corretto pagamento di questa persona.
Perchè pensa di ricevere una sanzione se si è già affidato a "consulenze di diversi professionisti in campo giuridico tra i quali avvocati commercialisti consulenti del lavoro e ispettori del lavoro"?
1) ho letto attentamente il vostro post, ma non ho capito una cosa: a proposito dei Voucher voi spiegate, qui sopra, che possono essere percepiti anche dai lavoratori subordinati a tempo pieno, purchè il committente non sia il datore di lavor. Ma nell'approfondimento avete scritto che il lavoratore a tempo indeterminato e pieno non può ricevere da un'associazione un pagamento in voucher....
2)La nostra Associazione si occupa di benessere naturale e vorremmo istituire un corso amatoriale di taijiquan. L'istruttore lavora come insegnante di scuola media, non chiede un pagamento esagerato, ma solo un rimborso spese che abbiamo quantificato in 80-100 Euro mensili (dipende dal numero di lezioni)quindi circa 20 euro a lezione. come mi consigliate di pagare? (Lui inserirebbe questo pagamento nella dichiarazione dei redditi). Grazie per l'attenzione.
01 ottobre 2015 alle 07:42
1. Ha ragione. Dipende dai diversi momenti in cui sono stati scritti (vi sono stati delle circolari dell'INPS e dei chiarimenti nel frattempo). Andremo a correggere l'approfondimento.
Salve sono un tecnico di judo e anche nel direttivo come consigliere atleti nella nostra asd il presidente e mia moglie , regolarmente almeno due volte anno convochiamo il direttivo con gli iscritti maggiorenni , la mia domanda e questa , sono obbligato a prendere compensi ? Cordiali saluti e graxie
Le ASD con personalità giuridica possono distinguere i soci titolari del patrimonio sociale dagli altri partecipanti, considerati"meri frequentatori" ed escludere questi ultimi dall'elettorato attivo e passivo
Guardi che avere personalità giuridica significa ben altro. Legga questo nostro post
Buongiorno, grazie per lo splendido articolo!
Un vecchio collaboratore amministrativo della nostra ASD al momento non ha un lavoro, quindi ci troviamo nell'impossibilità di stipulare per questo anno sportivo un contratto di collaborazione nel regime dei 7500. Ovviamente avremmo reciproco piacere di riprendere la collaborazione! Voi quale tipologia di contratto suggerite in alternativa e quale costo può avere per l'associazione, ipotizzando un impegno tra le 20 e le 30 ore settimanali per 8 mesi?
01 ottobre 2015 alle 07:50
Un contratto part-time. Tra tutto calcoli (MOLTO A SPANNE) un costo per voi di circa 1000 euro mensili e una busta paga per lui di circa 600 euro.
02 ottobre 2015 alle 13:17
Grazie mille per la risposta, approfondiremo senz'altro la questione con il commercialista.
1) Secondo voi a quel punto sarebbe ancora possibile per il socio far parte del Consiglio Direttivo?
2) Potrebbe ricevere rimborsi spese (ad es. per trasferte) e compensi per prestazioni sportive (diverse da quelle amministrative?)
02 ottobre 2015 alle 14:02
1) sì, ma può destare sospetto.
nel caso di un socio collaboratore che ha un lavoro impiegatizio (part time) come dipendente a tempo indeterminato in un'azienda pero' ha anche una laurea in scienze motorie, cosa e' meglio fare?
Puo rientrare nel regime dei 7500 euro essendo il suo lavoro principale quello impiegatizio?
01 ottobre 2015 alle 07:53
A mio parere può rientrare tranquillamente nel regime dei 7500.
avrei da porvi gentilmente la risposta ad un quesito:
nel caso di un insegnante di strumento di una banda musicale, diplomato in conservatorio, ma che come attività principale ha uno studio privato in tutt'altro settore (libero professionista, ad es. geometra), come viene inquadrato? Dilettante o prefessionista?
Se ha una p.iva per l'altro impiego allora è dilettante.
Buongiorno, siamo un'associazione di promozione sociale che si occupa di servizi di ripetizioni a costi molti contenuti per le famiglie dei nostri associati. Paghiamo i soci che si occupano di fare le ripetizioni con l'80% del contributo ricevuto dalle famiglie. Il resto rimane in cassa per le spese di gestione del servizio. Utilizziamo i voucher. I ragazzi che paghiamo come docenti sono comunque nostri soci e sono laureati nelle materie di insegnamento, ma sono prevalentemente disoccupati e a carico dei genitori. Vorrei sapere:
1) è corretto pagarli tramite voucher?
2) siamo tutelati se facciamo firmare loro la dichiarazione che voi avete proposto, anche se sono laureati? (Mi spiego meglio, nella dichiarazione da voi proposta ci sono 4 formule, devono valere tutte e 4 o ne basta solo una o più di una?).
PS: Scusate, ho fatto un errore nel primo commento. Ve lo rimando corretto
1) No, come scritto nel post vengono considerati professionisti.
2) No in quanto non rientrano in nessuna delle altre categorie per cui non possono essere considerati "dilettanti" per le attività che svolgono presso la tua associazione, bensì professionisti.
E come dovremmo pagarli? Non è un lavoro né a tempo pieno né prevedibile, perché se una famiglia ci fa una richiesta di un'ora di lezione noi gliela facciamo fare, altrimenti no. E il socio a cui facciamo svolgere la docenza potrebbe anche lavorare solo 2 ore in un mese, come 2 ore al giorno, ma questo è impossibile prevederlo in anticipo.
01 ottobre 2015 alle 07:38
Mumble mumble. Potete cominciare con i voucher se si tratta di così poche ore. Ma fate attenzione se dovessero aumentare.
la nostra associazione è una banda musicale APS regolarmente iscritta nel registro regionale.
tra gli scopi istituzionali, vi è anche quello della formazione e crscita culturale musicale e bandistica.
all'interno della nostra associazione gestiamo dei corsi di musica per strumenti di tipo bandistico.
i maestri che seguono i corsi, seguono degli orari che stabiliscono in forma autonoma con i propri allievi, sono liberi di spostare le lezioni anche se cercano di mantenere delle giornate standard per tutto l'a.a.
le loro figure sono queste:
1 - sono dipendenti di istituzioni scolastiche pubbliche, e diplomati in conservatorio
2 - sono studenti, diplomandi in conservatorio
3 - senza altre attività prevalenti e diplomati in conservatorio
4 - il direttore artistico è diplomato in conservatorio, è dipendente come insegnate in una scuola media pubblica e svolge anche il maestro di un corso all'interno della nostra scuola oltre che maestro direttore dell'Orchestra di Fiati.
1 - se sia corretto inquadrare queste figure nel “Regime dei 7.500″ dell’art. 37 della legge n. 342/2000 e art. 90 della legge n. 289/2002
2 - nel caso qualche caso non fosse possibile perchè e quale potrebbe essere la soluzione
01 ottobre 2015 alle 08:44
2. E' spiegato perfettamente nel post di questa pagina...
come faccio a sapere il nome dei consiglieri di una ASD ?
Lei è socio di tale ASD?
05 dicembre 2015 alle 09:27
Buongiorno, volevo avere qualche informazione. Nella nostra ass. ci sono 8/9 soci che svolgono lezioni di musica verso solo soci dell' ass. Tale lezioni vengono effettuate con orari e giorni stabiliti con cadenza settimanale. Loro hanno chiesto di avere a fine mese solo il rimborso della benzina.
1) Puó l' associazione erogare ogni mese 9 rimborsi chilometrici?
2) tali attività gestite in questo modo, restano istituzionali?
I soci versano un piccolo contributo per aderire ai corsi.
07 dicembre 2015 alle 10:49