Source: https://www.icranica.edu.it/la-valutazione-degli-alunnii/
Timestamp: 2020-02-23 09:07:20+00:00
Document Index: 96766852

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 309', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 6']

La Valutazione degli alunni – Istituto Comprensivo Statale "Maria Piazzoli" di RANICA (BG)
Istituto Comprensivo Statale "Maria Piazzoli" di RANICA (BG) > La Valutazione degli alunni
La valutazione nel nostro Istituto.
Valutazione nella Scuola Secondaria di 1° Grado
Valutazione I.R.C e Attività Alternativa
La valutazione è parte integrante della progettazione didattica ed è espressione dell’autonomia professionale della funzione docente, nella sua dimensione collegiale ed individuale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.
Essa ha, per oggetto, i processi di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. Con le sue finalità formative concorre all’individuazione delle potenzialità e delle lacune di ciascun alunno, al suo successo formativo e all’orientamento del percorso di studi successivo.
Il Collegio dei Docenti ha il compito di definirne modalità e criteri, per assicurarne omogeneità, equità e trasparenza, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento, esplicitando tali criteri all’interno del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa).
La valutazione, periodica e finale, è effettuata dai Consigli di classe o di team, presieduti dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza.
La Valutazione è definita su base decimale dal DPR 122/2009; in esso si precisano anche i criteri di attribuzione del voto comportamentale nella scuola Primaria e Secondaria ed i criteri dell’ammissione all’Esame Finale del Primo Ciclo di Istruzione alla fine del III anno della Scuola Secondaria di primo grado.
In tale documento (DPR 122/2009) si legge che le valutazioni periodiche e finali delle singole discipline devono essere espresse in decimi, mentre la valutazione del “comportamento” è espressa da un giudizio discorsivo nella scuola Primaria, da un voto numerico (su base decimale) nella Secondaria. La valutazione con voto inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio o finale deve essere decisa, motivata e verbalizzata dal Consiglio di classe per accertata responsabilità personale nell’assunzione di comportamenti individuati nei commi 9 e 9 bis dell’art. 4 del DPR 249/1998.
Inoltre, per tutti gli alunni dell’ultimo anno di Scuola Secondaria di primo grado, il Consiglio di classe è chiamato ad esprimere collegialmente “il giudizio di idoneità” (con voto in decimi) per l’ammissione o non ammissione all’Esame di Stato conclusivo del Primo Ciclo di Istruzione. I criteri e i parametri di riferimento per la definizione di tale giudizio sono individuati e formalizzati dal Collegio dei Docenti.
L’ultimo momento valutativo all’interno del Primo Ciclo di Istruzione è rappresentato dall’Esame di Stato, che si svolge nella seconda metà del mese di giugno, alla fine della classe terza della scuola Secondaria di primo grado.
Nella Scuola dell’Infanzia la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti, per ciascun campo di esperienza, è collegiale.
La valutazione tiene conto dei momenti significativi del processo di apprendimento del bambino/a dai 3 ai 5 anni, attraverso l’evolversi delle dinamiche dei comportamenti e degli apprendimenti.
Al fine di monitorare il processo evolutivo dei bambini e di valutare le competenze raggiunte, i docenti si avvalgono dei seguenti strumenti e sistemi di lavoro:
Nella Scuola Primaria la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è effettuata dal docente, ovvero collegialmente, dai docenti contitolari della classe.
Nel corso di ogni periodo (quadrimestri) i docenti curano la registrazione di informazioni analitiche e continue sul processo di apprendimento di ciascun alunno.
La valutazione di prove viene determinata sulla base dei seguenti indicatori:
Avvio di un metodo di lavoro autonomo e personale
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze ed abilità; propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli
L’alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze ed abilità acquisite
L’alunno/a svolge compiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze ed abilità fondamentali e di saper applicare basilari regole e procedure apprese
Nella scuola Primaria i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, come indicato dal comma 1 bis dell’art. 3 della Legge 169/2008, richiamato dall’art. 2, comma 6 del DPR 122/2009.
L’esito del percorso quinquennale della Scuola Primaria è certificato in sede di scrutinio finale (CM 3 del 13 febbraio 2015
Nella Scuola Secondaria di primo grado la valutazione è responsabilità del Consiglio di classe con la sola componente docente, presieduta dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato. Il Consiglio di Classe opera nell’ambito delle scelte e degli indirizzi definiti dal Collegio dei Docenti.
Come per la scuola Primaria, nel corso di ogni quadrimestre i docenti devono avere cura di registrare informazioni analitiche e continue sul processo di apprendimento di ciascun alunno, di attivare eventuali correttivi all’azione didattica o predisporre interventi di rinforzo e di recupero, al fine di favorire il successo formativo.
Il Collegio dei Docenti ha adottato i seguenti criteri di valutazione:
di un metodo di lavoro approfondito
L’alunno/a se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note
Nella Scuola Secondaria di primo Grado il Consiglio di classe procederà alla valutazione per l’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione solo degli alunni che abbiano frequentato almeno 3/4 dell’orario annuale dell’insegnamento, fatte salve eventuali e motivate deroghe deliberate dal Collegio dei Docenti, a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione stessa (DPR 122/2009).
L’impossibilità di procedere alla valutazione comporta la non ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo. Tali circostanze sono oggetto di accertamento da parte del Consiglio di classe e debitamente verbalizzate.
L’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato è disposta nei confronti dell’alunno che ha conseguito una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi.
Tuttavia, nell’eventualità in cui l’ammissione alla classe successiva sia comunque deliberata in presenza di carenze relative al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento, la scuola provvederà ad inserire nel documento individuale di valutazione, da trasmettere alla famiglia, una specifica nota in cui si deve definire la motivazione della scelta operata.
L’esito del percorso della Scuola Secondaria di primo grado sarà certificato in sede di scrutinio finale dal Dirigente Scolastico (CM 3 del 13 febbraio 2015)
VALUTAZIONE DELL’INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (IRC) E DELLE ATTIVITÀ ALTERNATIVE ALLA RELIGIONE CATTOLICA (AIRC)
La Valutazione dell’IRC resta principalmente disciplinata dall’art. 309 comma 4 del Testo Unico del Decreto legislativo 297 del 1994. In esso si precisa come, in luogo di voti ed esami, debba essere redatta, a cura del docente, una nota speciale da consegnare alle famiglie unitamente alla scheda di valutazione, riguardante l’interesse con il quale l’alunno segue l’insegnamento ed il profitto che ne trae e che ne consegue. Nel DPR 122/2009 si ribadisce ulteriormente quanto affermato nel Testo Unico.
I docenti incaricati della materia alternativa devono svolgere una attività didattica con contenuti disciplinari definiti all’interno di un progetto di Istituto, condiviso con le famiglie all’atto dell’iscrizione al percorso scolastico o comunque ad inizio anno.
La valutazione risponde ai criteri indicati di seguito:
Conseguimento completo, sicuro degli obiettivi disciplinari
Metodo di lavoro approfondito e personale
Partecipazione costantemente adeguata
Partecipazione costante e adeguata
Partecipazione adeguata
Partecipazione abbastanza adeguata
Partecipazione talvolta adeguata
Partecipazione poco adeguata
Partecipazione non costante e significativa per l’apprendimento
L’obiettivo ispiratore della valutazione del comportamento è coerente con l’acquisizione delle competenze sociali e civiche che fanno parte delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, declinate nelle Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006.
Le suddette competenze, infatti, riguardano quelle forme di comportamento che consentono all’individuo di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa.
Secondo quanto stabilito dall’art. 7 del Regolamento “La valutazione del comportamento si propone di favorire l’acquisizione di una coscienza civile basata sulla consapevolezza che la libertà personale si realizza nell’adempimento dei propri doveri, nella conoscenza e nell’esercizio dei propri diritti, nel rispetto dei diritti altrui e delle regole che governano la convivenza civile in generale e la vita scolastica in particolare”.
Nel citato art. 7 si stabilisce che la valutazione del comportamento inferiore a sei decimi in sede di scrutinio intermedio e finale è decisa dal Consiglio di Classe nei confronti dell’alunno cui sia stata precedentemente irrogata una sanzione disciplinare, per accertata responsabilità personale nell’assunzione dei comportamenti individuati nei commi 9 e 9 bis dell’art. 4 del DPR 249/1998, (Statuto degli studenti e delle studentesse) per i quali sono previsti provvedimenti di allontanamento dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni, o per violazione dei doveri inerenti alla frequenza ed alla partecipazione scolastica, o per la violazione del rispetto del personale della scuola e degli altri alunni, o per comportamenti che arrechino danni al patrimonio della scuola (ambienti ed arredi).
La valutazione del comportamento nella Scuola Primaria è formulata con un giudizio discorsivo dal team pedagogico ed è riportato nel documento di valutazione.
Nella Scuola Secondaria di primo grado è espressa con un voto numerico in decimi, illustrato con specifica nota esplicativa e riportato in lettere nel documento da trasmettere alle famiglie.
La valutazione del comportamento con voto inferiore a sei decimi, in sede di scrutinio finale, comporta la non ammissione all’anno successivo o all’ Esami di Stato conclusivo del primo ciclo.
Al fine di ottenere omogeneità nella valutazione e di rendere trasparente l’azione valutativa della scuola, il voto del comportamento è attribuito secondo i criteri riportati nelle griglie seguenti:
Costantemente adeguato
Abbastanza adeguato
Talvolta adeguato
DESCRITTORI DELLA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO
1 Assume un atteggiamento corretto ed educato verso compagni ed insegnanti
2 Riconosce e rispetta il ruolo degli adulti
3 Alza la mano e aspetta il proprio turno
4 Si comporta correttamente nei momenti destrutturati della giornata scolastica
5 Rispetta l’ambiente scolastico e la sua organizzazione
COMPORTAMENTO SOCIALE RISPETTO AL COMPITO
1 Arriva in orario
2 Porta il materiale
3 Utilizza le attrezzature in modo corretto (proprie ed altrui)
4 Svolge incarichi e compiti in modo costante
5 Riordina l’aula al termine del lavoro
1 Assume un atteggiamento propositivo verso le attività
2 Partecipa a tutte le attività proposte
3 Interviene con pertinenza
4 Esprime il proprio punto di vista in modo costruttivo
5 Propone iniziative personali di approfondimento
1 Presta attenzione durante le attività
2 Ascolta l’adulto educatore per tempi adeguati
3 Utilizza il tempo in modo funzionale al lavoro
4 Si concentra e utilizza strategie per favorire la concentrazione
5 Segue le indicazioni e le procedure fornite dagli insegnanti
N.B. = Nell’attribuzione del voto di comportamento si arrotonda per eccesso per voti uguali o maggiori di 0,5
LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)
L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di certificazioni di disabilità. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di attenzione speciale per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei bisogni educativi speciali.
Gli alunni con bisogni educativi speciali hanno diritto alla redazione annuale di un documento di programmazione (PEI o PDP) che espliciti il piano di personalizzazione delineato per ciascuno di essi dall’organo competente: il Consiglio di Classe o il team pedagogico. Per gli alunni con disabilità questo piano prende il nome di PEI (Piano Educativo Individualizzato) ed è prescritto dalla Legge 104/1992, art. 13 e dal DPR 24/02/1994, art. 4. La responsabilità di questo atto è condivisa tra la Scuola e i Servizi. Per gli alunni DSA (disturbi specifici di apprendimento) e per gli altri BES. viene elaborato il PDP (Piano Didattico Personalizzato), uno strumento di lavoro previsto dalla Legge 170 del 2010 e dal DM 5669 del 2011. Il PDP è di piena competenza della scuola che può (non deve) chiedere la collaborazione di specialisti e altri soggetti esterni. L’art. 6 del DM del 12/07/2011 (Prot. n. 5669), stabilisce che la valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici enunciati nel medesimo decreto.
Si devono, pertanto, adottare modalità valutative che consentano all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure (compensative e dispensative) che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare – relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove – riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari (per una lettura completa degli interventi educativi da attuare in ambito scolastico a tale riguardo sono da considerare, inoltre, le Ordinanze e le Circolari annuali sugli esami, nonché il regolamento delle prove INVALSI).
In merito agli alunni con BES, non disabili e non DSA, la CM n. 8/2013 afferma in modo esplicito che tra gli scopi del PDP c’è anche quello di definire, monitorare e documentare i criteri di valutazione degli apprendimenti, ribadendo che questi ultimi possono essere adattati e personalizzati.
La valutazione è in generale correlata al percorso individuale e non fa riferimento a standard né qualitativi né quantitativi. Nel caso di alunni con disabilità, la valutazione in itinere delle esperienze realizzate dall’alunno è compito degli insegnanti curricolari, in collaborazione con gli insegnanti di sostegno. In ogni caso, la scelta riguardante la tipologia della verifica viene esplicitata ed illustrata nel PEI o nel PDP.
Il registro elettronico è uno strumento multimediale che riproduce nel minimo dettaglio i tradizionali registri cartacei, ma che può essere consultato, in apposita sezione dedicata alle famiglie, in modalità on-line, previa registrazione e assegnazione di password riservata, che garantisce la privacy. Le famiglie vengono, in tal modo, informate in tempo reale sulla regolarità della frequenza dei figli, sulle assenze e sui ritardi, nonché sui risultati ottenuti nelle varie discipline di studio.
Utilizzando la rete Internet, la scuola aggiorna costantemente i genitori circa l’andamento scolastico dei propri figli, garantendo così la trasparenza, l’equità e la tempestività dell’azione didattico-educativa, in base anche al Patto Formativo (Patto Educativo di Corresponsabilità) stipulato tra scuola e famiglia, secondo il DPR 249/1998, come modificato dal DPR 235/2007.
Nel nostro Istituto è stato introdotto l’utilizzo del registro elettronico dall’a.s. 2013/2014 (con modello Spaggiari) per la scuola Primaria e Secondaria I grado; dall’a.s. 2016/2017 (come indicato nel Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità di Istituto con delibera n. 69 del Consiglio di Istituto del 12.05.2016 e n. 80 del 15.06.2016, poi pubblicato sul sito della scuola) l’utilizzo è stato esteso anche alla scuola dell’Infanzia che, nel mese di settembre 2016, ha effettuato un corso di aggiornamento curato dall’Animatore Digitale dell’Istituto. Nel registro elettronico è stato inserita una sezione per gli alunni diversamente abili personalizzata con voci e sezioni specifiche.