Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-17709-del-18-07-2017
Timestamp: 2020-08-06 01:45:48+00:00
Document Index: 86748933

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 142', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 360', 'art. 53', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 53']

Sentenza Cassazione Civile n. 17709 del 18/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17709 del 18/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 18/07/2017, (ud. 25/05/2017, dep.18/07/2017), n. 17709
sul ricorso 24520-2013 proposto da:
U.B., elettivamente domiciliata in ROMA, V. NAZARIO SAURO
avverso la sentenza n. 7575/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
che la Corte di Appello di Roma, in riforma della sentenza di prime cure, ha rigettato l’opposizione avverso il decreto ingiuntivo con il quale U.B. aveva ingiunto al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il pagamento delle differenze retributive tra il trattamento corrisposto al personale di ruolo della scuola e quello attribuito al personale precario assunto in forza di una pluralità di contratti a tempo determinato;
che avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il MIUR affidato ad un unico motivo cui resiste con controricorso la U.;
che viene denunziata violazione e falsa applicazione dell’art. 53 della L. 11 luglio 1980, n. 312, del CCL 24 luglio 2003, art. 142 e art. 146 CCNL Comparto scuola del 29 novembre 2007, del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399, art. 3, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, della direttiva 99/70/CE e della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) assumendosi: che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, nella specie da escludersi in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; che il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente; che, sull’applicabilità del L. n. 312 del 1980, art. 53,alla luce degli interventi legislativi, la lettura dei richiamati articoli della contrattazione collettiva doveva essere nel senso che l’art. 53 menzionato indicava la perdurante vigenza della disciplina specificamente dettata per gli insegnanti di religione, senza alcun riferimento al mantenimento del trattamento giuridico ed economico di una categoria di personale non più esistente, e cioè gli “incaricati” annuali con nomina del Provveditore;
che il motivo è infondato in quanto la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte (Cass. 7.11.2016 n. 22558, e 23.11.2016n. 23868 alle cui motivazioni ci si riporta integralmente in quanto del tutto condivise) secondo cui ” nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del compatto scuola assunto con contratti a termine, ai fini dell’attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”; che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto;
che la Corte territoriale non ha affrontato il tema della spettanza degli scatti anzianità la L. n. 312 del 1980, ex art. 53, perchè, come evidenziato anche nel controricorso, la originaria ricorrente aveva domandato il riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali, previste dai CCNL di compatto e connesse alla anzianità di servizio;