Source: http://www.iau.it/wp/2018/02/16/intrastat/
Timestamp: 2018-07-20 02:39:35+00:00
Document Index: 67114930

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 3', '§ 2', 'art. 2', '§ 4', '§ 6', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 2']

intrastat – suriano
Modelli da trasmettereVariano a seconda che l’ammontare delle operazioni effettuate in uno dei quattro trimestri precedenti, per ciascuna categoria di operazioni – cioè, singolarmente, cessioni intracomunitarie di beni, servizi resi, acquisti intracomunitari di beni e servizi ricevuti – superi le soglie indicate in tabella (come aggiornate dal Provv. AE 25 settembre 2017 n. 194409 con effetto a partire dagli elenchi aventi periodi di riferimento decorrenti dal gennaio 2018). I soggetti trimestrali possono comunque optare per la periodicità mensile per l’intero anno solare.
Ammontare delle operazioni (*)
i beni <= 50.000 Intra 1 bis NO trimestrale
50.000 < > 100.000 Intra 1 bis NO mensile
=> 100.000 Intra 1 bis Intra 1 bis mensile
servizi <= 50.000 Intra 1 quater NO trimestrale
> 50.000 Intra 1 quater Intra 1 quater mensile
i beni < 200.000 NO NO –
=> 200.000 NO Intra 2 bis mensile
servizi < 100.000 NO NO –
=> 100.000 NO Intra 2 quater mensile
(*) = Realizzate in almeno uno dei quattro trimestri precedenti (dati in €).
Precisazioni 1) Il superamento della soglia nel corso di un trimestre, per una singola categoria di operazioni, determina l’obbligo di presentazione mensile del relativo elenco a partire dal mese successivo a quello in cui tale limite è superato. In tal caso, sono presentati gli elenchi riepilogativi, appositamente contrassegnati, anche per i periodi mensili già trascorsi (es. il superamento avviene a gennaio, l’operatore presenta l’ultimo elenco trimestrale con i dati del mese di gennaio entro il 25 febbraio, contrassegnando nel frontespizio la casella “primo mese del trimestre”, se a febbraio l’elenco conterrà i dati di gennaio e febbraio, con termine 25 marzo, contrassegnato come “primo e secondo mese del trimestre, ecc.).
2) I soggetti che iniziano l’attività effettuano la presentazione degli elenchi con periodicità trimestrale, fino a quando non superano la soglia, nel qual caso devono presentare gli elenchi riepilogativi, appositamente contrassegnati, anche per i periodi mensili già trascorsi.
3) I soggetti trimestrali possono, tuttavia, optare per la periodicità mensile per l’intero anno solare.
Modelli Intrastat 2018 Il Sole24Ore 16.02.2018 p. 18
• Con la determinazione 8.02.2018 l’Agenzia delle Entrate, di concerto con le Dogane, ha fornito le nuove
istruzioni per l’uso e la compilazione dei modelli Intrastat.
• Come confermato da tale provvedimento, dal 1.01.2018 non dovranno più essere presentati i modelli
Intrastat relativi agli acquisti intraUe e alle prestazioni di servizi ricevute, ai fini fiscali. Dovranno
continuare ad essere compilati ai fini statistici con frequenza mensile, ma solo nel caso in cui, per almeno
uno dei 4 trimestri precedenti, il valore complessivo di tali operazioni sia uguale o superiore a determinate
soglie (200.000 euro per i beni e 100.000 per i servizi). Per i soggetti che non raggiungono questi
importi la presentazione degli elenchi acquisti non è un obbligo, ma rimane una facoltà.
A norma dell’art. 50 co. 6 del DL 331/93 i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni intracomunitarie attive e/o passive sono tenuti alla presentazione dei modelli INTRASTAT.
I modelli sono presentati direttamente dal soggetto obbligato, ferma la possibilità di delegare un altro soggetto alla presentazione (cfr. art. 2 co. 5 del DM 21.10.92).
Nei modelli INTRASTAT devono essere indicate le operazioni intracomunitarie registrate, o soggette a registrazione, nel periodo di riferimento del modello (art. 5 co. 1 del DM 22.2.2010).
Cessioni di beni e servizi resi
Nei modelli devono essere riportate:
le cessioni intracomunitarie (modello INTRA-1 bis);
le prestazioni di servizi “generici”, di cui all’art. 7-ter del DPR 633/72, rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti nella UE (modello INTRA-1 quater).
Non sono da rilevare nei modelli, invece, le prestazioni di servizi:
rese nei confronti di soggetti passivi IVA, relative a servizi non “generici”, ai sensi degli artt. 7-quater e 7-quinquies del DPR 633/72;
rese nei confronti di “privati consumatori”;
rese nei confronti di soggetti stabiliti al di fuori della UE che sono dotati di un numero di identificazione IVA o di rappresentante fiscale in uno degli Stati della UE (circ. Agenzia delle Entrate 21.6.2010 n. 36).
Acquisti di beni e servizi ricevuti
Per le operazioni sino al 31.12.2017, erano da rilevare integralmente nei modelli anche:
gli acquisti intracomunitari (modello INTRA-2 bis);
le prestazioni di servizi “generici”, di cui all’art. 7-ter del DPR 633/72, ricevute da soggetti passivi stabiliti nella UE (modello INTRA-2 quater).
In base a quanto stabilito dal provv. Agenzia delle Entrate 25.9.2017 n. 194409, a decorrere dall’1.1.2018 sono oggetto di comunicazione nei modelli INTRA, ai soli fini statistici, gli acquisti intracomunitari e le prestazioni di servizi “generiche” ricevute da parte dei soggetti che presentano i modelli mensilmente, al di sopra di specifiche soglie.
Servizi esenti o non imponibili
Non sono oggetto di comunicazione nei modelli INTRA le prestazioni per le quali non è dovuta l’IVA nello Stato del committente (art. 5 co. 4 del DM 22.2.2010).
Se il committente è stabilito in Italia, non sono dovuti gli INTRA per le prestazioni che sono non imponibili o esenti secondo le norme nazionali.
Se il committente è stabilito in un altro Stato UE, il prestatore italiano ha l’onere di accertare che la prestazione resa sia esente o non imponibile nello Stato del committente. A tal fine, è sufficiente richiedere ed ottenere una dichiarazione del committente in cui questi afferma che la prestazione è esente o non imponibile nello Stato in cui è stabilito. In mancanza di tale dichiarazione, la prestazione può non essere inclusa negli INTRA solo se il fornitore “ha certezza, in base ad elementi di fatto obiettivi, che per la predetta prestazione non è dovuta l’imposta nello Stato membro del committente” (circ. Agenzia delle Entrate 6.8.2010 n. 43).
La presentazione dei modelli è effettuata esclusivamente in via telematica (determinazione Agenzia delle Dogane 22.2.2010 n. 22778).
Possono trasmettere i modelli INTRASTAT tutti i soggetti in possesso di abilitazione ai servizi Entratel o Fisconline (determinazione Agenzia delle Dogane 7.5.2010 n. 63336). La trasmissione può essere effettuata direttamente dai contribuenti o tramite intermediari abilitati.
Ai fini della presentazione dei modelli, è disponibile, sul sito dell’Agenzia delle Dogane, l’applicazione Intr@Web, per la compilazione e per il controllo della comunicazione, oltre che per l’effettuazione dell’invio telematico.
Detta applicazione è rivolta sia agli operatori economici (soggetti obbligati) che decidono di presentare direttamente i modelli INTRASTAT che ai soggetti delegati (commercialisti, doganalisti, ecc.) che predispongono e presentano i modelli per conto terzi.
I modelli sono presentati entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento (art. 3 del DM 22.2.2010).
La periodicità di presentazione dei modelli è:
trimestrale, per coloro che abbiano realizzato, in ciascuno dei quattro trimestri precedenti a quello di riferimento, operazioni intracomunitarie per un ammontare totale trimestrale non superiore a specifiche soglie;
mensile, per coloro che non si trovano nelle condizioni di cui al punto precedente.
Si riepilogano le soglie di riferimento ai fini della presentazione dei modelli con periodicità trimestrale.
Tipologia di operazioni Modello Soglia di riferimento (4 trimestri precedenti)
Cessioni di beni INTRA-1 bis ≤ 50.000 euro
Acquisti di beni INTRA-2 bis < 200.000 euro
Prestazioni di servizi rese INTRA-1 quater ≤ 50.000 euro
Prestazioni di servizi ricevute INTRA-2 quater < 100.000 euro
L’ammontare deve essere verificato per ciascuna categoria di operazioni (vale a dire, solo per le cessioni di beni ovvero solo per i servizi resi ovvero solo per gli acquisti di beni ovvero solo per i servizi ricevuti); cfr. circ Agenzia delle Entrate 18.3.2010 n. 14, § 2.
Il superamento della soglia per una singola categoria di operazioni non incide sulla periodicità relativa alle altre tre categorie.
Nel corso di uno dei quattro trimestri precedenti a quello di riferimento un soggetto passivo ha realizzato:
acquisti intracomunitari pari a 300.000 euro (la soglia di riferimento è pari a 200.000 euro);
acquisti di servizi intra-UE pari a 10.000 euro (la soglia di riferimento è pari a 100.000 euro).
È tenuto a presentare soltanto il modello relativo agli acquisti di beni, con periodicità mensile (ai soli fini statistici), mentre non è tenuto a presentare il modello relativo ai servizi ricevuti.
Soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno
Coloro che iniziano l’attività nel corso dell’anno, fino all’eventuale superamento delle soglie previste:
presentano con cadenza trimestrale i modelli relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi rese;
non presentano i modelli relativi agli acquisti di beni e alle prestazioni di servizi ricevute.
Opzione per la periodicità mensile
È possibile, in ogni caso, optare per la presentazione dei modelli con periodicità mensile, con vincolo per l’intero anno solare (art. 2 co. 3 del DM 22.2.2010), a prescindere dal superamento o meno, nei singoli trimestri, delle soglie di riferimento (circ. Agenzia delle Entrate 21.6.2010 n. 36, parte II, § 4).
Assenza di operazioni nel periodo
I modelli non devono essere presentati in assenza di operazioni attive e passive nel mese o trimestre di riferimento (circ. Agenzia delle Entrate 21.6.2010 n. 36, parte II, § 6).
Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno, i modelli devono essere presentati con cadenza trimestrale, fino al superamento del limite di 50.000 euro.
Riepilogo dei termini per il 2018
Soggetti con periodicità mensile
Periodo di riferimento Termine di presentazione
Gennaio 26.2.2018
Febbraio 26.3.2018
Marzo 26.4.2018
Aprile 25.5.2018
Maggio 25.6.2018
Giugno 25.7.2018
Luglio 27.8.2018
Agosto 25.9.2018
Settembre 25.10.2018
Ottobre 26.11.2018
Novembre 27.12.2018
Dicembre 25.1.2019
Soggetti con periodicità trimestrale
I trimestre 26.4.2018
II trimestre 25.7.2018
III trimestre 25.10.2018
IV trimestre 25.1.2019
Contenuto dei modelli
I soggetti con periodicità mensile, per le operazioni dall’1.1.2018, presentano i modelli:
sia ai fini fiscali che ai fini statistici, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi; tuttavia, la comunicazione dei dati statistici per i modelli mensili relativi alle cessioni di beni è facoltativa per i soggetti che nei quattro trimestri precedenti hanno effettuato cessioni per un ammontare inferiore a 100.000 euro in ciascun trimestre;
ai soli fini statistici, per gli acquisti di beni e le prestazioni di servizi ricevute (provv. Agenzia delle Entrate n. 194409/2017).
I soggetti con periodicità trimestrale:
non sono tenuti alla presentazione dei modelli relativi agli acquisti intracomunitari e alle prestazioni di servizi ricevute;
presentano i modelli relativi alle cessioni intracomunitarie e alle prestazioni di servizi effettuate.
Cessioni di beni – Contenuto ai fini fiscali
Per le cessioni intracomunitarie di beni (modello INTRA-1 bis) e per gli acquisti di beni (modello INTRA-2 bis) deve essere indicato:
il codice ISO dello Stato membro ove è localizzata la controparte;
il codice di identificazione IVA della controparte;
il valore in euro delle operazioni effettuate;
il codice relativo alla natura della transazione;
il codice di “nomenclatura combinata” dei beni, come previsto dalla Tariffa doganale in vigore.
Per i soggetti passivi che presentano i modelli con periodicità trimestrale, è possibile omettere il codice di “nomenclatura combinata”, nonché (fatta eccezione per le operazioni triangolari) il codice relativo alla natura della transazione.
Cessioni di beni – Dati statistici
Ai soli fini statistici, nei modelli INTRASTAT devono essere, altresì, indicati:
il peso delle merci;
la quantità della merce espressa nell’unità di misura supplementare eventualmente prevista dalla “nomenclatura combinata” della Tariffa doganale;
il codice che individua le condizioni di consegna dei beni;
il codice che individua le modalità di trasporto;
il codice ISO dello Stato UE di destinazione o di origine delle merci;
la sigla automobilistica della provincia italiana di origine/produzione/spedizione o di destinazione delle merci.
A seguito delle semplificazioni previste dall’art. 23 del DLgs. 175/2014, i soggetti che effettuano o ricevono prestazioni di servizi “generiche” nei confronti o da soggetti passivi UE sono tenuti a indicare nei modelli INTRA-1 quater e INTRA-2 quater:
il codice numero di identificazione della controparte;
il codice identificativo del tipo di servizio reso o ricevuto (codice CPA, dall’1.1.2018 a 5 cifre);
Si veda, al riguardo, la determinazione Agenzia delle Dogane 19.2.2015 n. 18978.
Gli enti non commerciali e i soggetti assimilati, soggetti passivi IVA ai sensi dell’art. 7-ter co. 2 lett. b) e c) del DPR 633/72, che effettuano operazioni nello svolgimento di attività non commerciali o agricole, sono tenuti a presentare gli ordinari modelli INTRA-2 con riferimento ai soli acquisti intracomunitari e alle prestazioni di servizi “generiche” ricevute da soggetti passivi in un altro Stato UE (cfr. art. 1 co. 2 del DM 22.2.2010).
Inoltre, per gli acquisti effettuati nell’ambito dell’attività istituzionale, presentano il modello INTRA-12.
Gli enti, associazioni e le altre organizzazioni che non sono soggetti passivi IVA sono tenuti a presentare:
il modello INTRA-13, qualora abbiano effettuato acquisti di beni da fornitori UE per un importo inferiore a 10.000 euro (al di sotto di tale limite, infatti, l’IVA non è dovuta in Italia ma nello Stato del fornitore);
il modello INTRA-12, qualora abbiano effettuato acquisti di beni da fornitori UE per un importo superiore a 10.000 euro, ovvero qualora abbiano optato per l’applicazione dell’IVA in Italia sugli acquisti effettuati ai sensi dell’art. 38 co. 6 del DL 331/93.
Nel modello INTRA-13, da presentarsi prima di ciascun acquisto, deve essere indicato l’ammontare imponibile degli acquisti in corso di effettuazione presso un fornitore di altro Stato UE, al netto dell’IVA e l’ammontare complessivo degli acquisti effettuati nell’anno in corso presso un fornitore di altro Stato UE, al netto dell’IVA.
Nel modello INTRA-12, invece, con riferimento agli acquisti registrati nel secondo mese precedente, deve essere indicato l’ammontare:
degli acquisti dei beni e servizi relativi a cessioni e prestazioni effettuate nel territorio dello Stato da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato della UE, le cui fatture sono state ricevute il secondo mese precedente a quello di presentazione della dichiarazione (art. 17 co. 2 secondo periodo del DPR 633/72);
degli acquisti dei beni e servizi relativi a cessioni e prestazioni effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non stabiliti in uno Stato membro della UE, effettuati nel secondo mese precedente a quello di presentazione della dichiarazione per i quali il dichiarante ha emesso autofattura (art. 17 co. 2 primo periodo del DPR 633/72);
degli acquisti intracomunitari per i quali è stata emessa autofattura ai fini della regolarizzazione dell’operazione, ai sensi dell’art. 46 co. 5 del DL 331/93, il secondo mese precedente a quello di presentazione della dichiarazione.
Secondo quanto indicato con circ. Agenzia delle Entrate 4.4.2016 n. 10, i soggetti in regime forfetario ex L. 190/2014 sono tenuti alla compilazione dei modelli INTRA con esclusivo riferimento:
alle prestazioni di servizi rese e ricevute nei confronti di soggetti passivi IVA stabiliti in un altro Stato dell’Unione Europea;
agli acquisti intracomunitari di beni di cui all’art. 38 del DL 331/93, nelle ipotesi in cui i soggetti in argomento abbiano effettuato, nell’anno solare precedente, acquisti intracomunitari per un ammontare superiore alla soglia di 10.000 euro fissata dall’art. 38 co. 5 lett. c) del DL 331/93, ovvero laddove, pur non avendo superato tale soglia, abbiano optato per l’applicazione dell’imposta in Italia ai sensi dell’art. 38. co. 6 del DL 331/93.
Regime opzionale di trasmissione dei dati delle fatture
I soggetti passivi IVA che esercitano l’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture di cui all’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015 (ovvero, in presenza dei presupposti, anche l’opzione per la trasmissione telematica dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015) sono esonerati, per il periodo d’imposta in cui applicano i suddetti regimi, dall’obbligo di presentazione dei modelli INTRASTAT relativi:
alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti nella UE.