Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-sesto/titolo-iv/capo-ii/sezione-i/art2920.html
Timestamp: 2019-09-16 10:29:22+00:00
Document Index: 106441275

Matched Legal Cases: ['art. 2920', 'art. 1153', 'art. 2920', 'art. 62', 'art. 96', 'art. 1147']

Art. 2920 codice civile - Diritti di terzi sulla cosa mobile venduta - Brocardi.it
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Articolo 2920 Codice civile
Diritti di terzi sulla cosa mobile venduta
Dispositivo dell'art. 2920 Codice civile
Se oggetto della vendita è una cosa mobile, coloro che avevano la proprietà o altri diritti reali su di essa, ma non hanno fatto valere le loro ragioni sulla somma ricavata dall'esecuzione [541 c.p.c. ss.], non possono farle valere (1) nei confronti dell'acquirente di buona fede, né possono ripetere dai creditori la somma distribuita.
Resta ferma la responsabilità del creditore procedente di mala fede per i danni e per le spese (2).
(1) Tale articolo specifica che per il terzo sarà possibile avanzare le proprie pretese verso il ricavato non ancora distribuito tra i creditori qualora la ripartizione debba ancora avere luogo; tuttavia potrà invece esercitare le proprie ragioni solamente all'indirizzo del creditore che abbia proceduto in mala fede, se la ripartizione risulta già avvenuta.
(2) Si richiede la bona fides (v. art. 1153) dell'acquirente sia nel momento vero e proprio dell'acquisto del bene esecutato, sia in quello della consegna dello stesso, mentre per ritenere certa la mala fides del creditore procedente si deve necessariamente provare la sua consapevolezza in relazione all'altrui appartenenza del medesimo bene. L'orientamento giurisprudenziale maggioritario, tuttavia, ha più volte dichiarato che anche un'ipotesi di mero dubbio provoca la mancanza della bona fides e la conseguente attribuzione di responsabilità al creditore procedente non sincero.
La disposizione in commento si preoccupa di stabilire delle regole per eventuali diritti che possano essere vantati dai terzi in relazione al bene mobile sottoposto ad espropriazione, con particolare attenzione alle ipotesi di buona o mala fede.
Spiegazione dell'art. 2920 Codice civile
Diritti dei terzi sulla cosa mobile venduta
Tale disposizione completa quella precedente, precisando che con la vendita forzata e con la distribuzione del ricavato vengono meno le ragioni dei terzi, i quali vantino sul mobile la proprietà o altri diritti reali, solo in quanto l'acquirente sia in buona fede.
Con più precisione, con la vendita forzata IL diritto del terzo sul mobile si converte in diritto al prezzo : art. 62o cod. proc. civ. (pretium succedit in locum rei). Tale diritto è stato costruito o come diritto personale di credito oppure come un diritto reale di pertinenza del prezzo. Dopo la distribuzione del ri­cavato dalla vendita del mobile, però, le ragioni di coloro che erano legittimati alle anzidette opposizioni vengono meno, così che i diritti da essi vantati non hanno più effetto nè nei confronti dell'acquirente in buona fede, nè nei confronti dei creditori soddisfatti. terzo conser­verà eventualmente l'azione di ripetizione dei danni contro creditore procedente, nei limiti segnati dall'art. 96 cod. proc. civ. Anche nei con­fronti dell'acquirente varrà principio, ora fissato dall'art. 1147, e cioè che la buona fede si presume, onde terzo dovrà dimostrare, al fine di far valere le proprie ragioni nei confronti dell'acquirente medesimo, la malafede di quest'ultimo, prova che, nella specie, non sarà agevole, poiché indubbiamente il solo fatto della vendita per opera dell'ufficio esecutivo costituisce una circostanza atta ad escludere la mala fede del compratore.