Source: https://www.easyjoint.it/2019/05/30/cannabis-light-30-maggio-2019-la-sentenza-della-cassazione/?fbclid=IwAR1qGIZk2psMJAykJrr0DVJsHpErsVLKZBDAKe7SxVz7FZDUbAEJW9I-NRw
Timestamp: 2020-02-18 01:27:35+00:00
Document Index: 62769820

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Cannabis light, 30 maggio 2019: la sentenza della Cassazione – Easyjoint
La risposta della Corte Suprema di Cassazione
Scarica qui la sentenza della Corte Suprema di Cassazione
Nel video il commento di Luca Marola, fondatore di Easyjoint, all’indomani della confusa sentenza della Cassazione.
Riportiamo di seguito il testo divulgato dalla Corte Suprema di Cassazione.
Se le condotte diverse dalla coltivazione di canapa delle varietà di cui al catalogo indicato nell’art. 1, comma 2, della legge 2 dicembre 2016, n. 242, e, in particolare, la commercializzazione di cannabis sativa L, rientrino o meno, e se si, in quali eventuali limiti, nell’ambito di applicabilità della predetta legge e siano, pertanto, penalmente irrilevanti ai sensi di tale normativa.
La commercializzazione di cannabis sativa L. e, in particolare, di foglie, infiorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge n. 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel Catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art. 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati, pertanto, integrano il reato di cui all’art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990, le condotte di cessione di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante.
legge 2 dicembre 2016, n.242, artt. 1, 2, 3, 4; d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73.
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