Source: http://www.eco-sistemi.it/2020/01/28/novita-ambiente-11/
Timestamp: 2020-05-25 22:52:42+00:00
Document Index: 146128733

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.4', 'art.6', 'art.3', 'art.10', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 8', 'art.58']

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in data 9 gennaio 2020, ha confermato il modello di dichiarazione ambientale, allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 dicembre 2018, pubblicato nel febbraio 2019.
I produttori e gestori di rifiuti devono presentare entro il 30 aprile 2020 il modello unico di dichiarazione ambientale (Mud) compilato con i dati relativi all’anno 2019.
LINEE GUIDA SNPA – CLASSIFICAZIONE RIFIUTI
Il sito del Servizio Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha pubblicato in data 24 dicembre 2019 l’Approvazione del manuale “Linee guida sulla classificazione dei rifiuti” (delibera n. 61).
La Linea guida si compone di 4 capitoli e 4 appendici in cui viene analizzato il quadro normativo di riferimento individuando un approccio metodologico per la classificazione dei rifiuti ai fini dell’attribuzione del codice EER e per la valutazione della pericolosità.
Fornisce inoltre schemi procedurali e decisionali, esempi di classificazione di talune tipologie di rifiuti di particolare rilevanza ed individua i criteri metodologici per la valutazione delle singole caratteristiche di pericolo e degli inquinanti organici persistenti.
La linea guida è finalizzata ad omogeneizzare ed uniformare la procedura di classificazione sul territorio nazionale, rappresentando uno strumento di orientamento sia per le autorità pubbliche che per le imprese.
Scarica la Delibera n. 61 del Consiglio SNPA del 27/11/2019 sulla classificazione dei rifiuti
Il Decreto Legislativo 5 dicembre 2019, n. 163, “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006” (e conseguente abrogazione del D.Lgs. 5 marzo 2013, n. 26) entrerà in vigore a partire dal 17 gennaio 2020.
Il Decreto prevede diverse sanzioni amministrative. L’attività di vigilanza ed accertamento è esercitata, nell’ambito delle rispettive competenze, dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si avvale del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), nonché dell’agenzia delle dogane e dei monopoli secondo le procedure concordate con l’autorità nazionale competente. Anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria possono procedere all’accertamento delle violazioni, nell’ambito delle rispettive competenze.
In particolare si segnalano sanzioni fino a 15.000 euro per:
l’operatore che, entro un mese dall’avvenuta riparazione dell’apparecchiatura soggetta ai controlli delle perdite, non effettua, avvalendosi di persone fisiche in possesso del certificato di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica, n.146 del 2018, la verifica dell’efficacia della riparazione eseguita (art. 3 comma 3),
l’operatore che non ottempera agli obblighi di controllo delle perdite secondo le scadenze e le modalità di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 517/2014 (art.4 comma 1);
le imprese certificate di cui all’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, ovvero quelle di cui all’articolo 13 dello stesso decreto, o, nel caso di imprese non soggette all’obbligo di certificazione, le persone fisiche certificate di cui all’articolo 7 dello stesso decreto, ovvero quelle di cui all’articolo 13 dello stesso decreto, che non inseriscono nella Banca Dati di cui all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018 le informazioni di cui all’articolo 16 commi 4, 5 e 7 del medesimo decreto, entro trenta giorni dalla data dell’intervento, (art.6 comma 1);
Sanzioni fino a 25.000 euro per:
l’operatore che rilascia in modo accidentale gas fluorurati a effetto serra e che, in caso di rilevamento di perdite di gas fluorurati a effetto serra, non effettua la relativa riparazione, senza indebito ritardo e comunque non oltre 5 giorni dall’accertamento della perdita stessa (art.3 comma 2);
Sanzioni fino a 100.000 euro per:
le persone fisiche e le imprese che svolgono le attività di cui all’art.10, paragrafi 1, lettere a), b), c), paragrafi 2 e 6, del regolamento (UE) n.517/2014, senza essere in possesso del pertinente certificato o attestato di cui agli artt. 7, 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, ovvero di quello di cui all’art. 13 dello stesso decreto, (art. 8 comma 1 e 2)
Sanzioni fino a 1000 euro per
i soggetti obbligati di cui agli articoli 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, che non effettuano l’iscrizione al Registro telematico nazionale di cui all’art. 15 dello stesso decreto (art. 8 comma 8).
Scarica il Decreto Legislativo 5 dicembre 2019, n. 163
MACCHINE OPERATRICI PER TRASPORTO RIFIUTI – ISCRIZIONE CATEGORIE
Con la circolare n. 11 del 17 dicembre 2019 il Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali chiarisce in quali categorie possono essere iscritte le macchine operatrici (definite dall’art.58 del Codice della strada) per il trasporto dei rifiuti.
Nello specifico possono essere iscritte:
nella categoria 2 bis (trasporto in conto proprio), se i rifiuti che si intendono trasportare si configurano come “cose connesse al ciclo operativo della macchina stessa o del cantiere in cui la macchina è utilizzata”;
nella categoria 1 (raccolta e trasporto di rifiuti urbani) per lo svolgimento dell’attività di “spazzamento meccanizzato, relativamente alle macchine identificate come “spazzatrici” e solo per i codici CER 20 03 02 (rifiuti dei mercati) e CER 20 03 03 (residui della pulizia stradale); per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti giacenti sulle strade urbane, extraurbane e autostrade e/o di rifiuti abbandonati sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua. In quest’ultimo caso non ci sono limitazioni per quanto riguarda i codici CER trasportabili.
La Circolare inoltre precisa che nei provvedimenti d’iscrizione, riferiti alle macchine operatrici, devono essere riportati i numeri di targa di tali veicoli, se mancanti devono essere inseriti i numeri di identificazione delle targhette apposte dal costruttore sulle macchine.
Scarica la circolare n. 11 del 17/12/2019
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