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Timestamp: 2020-08-10 16:40:15+00:00
Document Index: 124734993

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 380', 'art. 360', 'art. 53', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 327', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24518 del 17/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24518 del 17/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/10/2017, (ud. 27/09/2017, dep.17/10/2017), n. 24518
sul ricorso 17437/2016 proposto da:
F.N., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE TIZIANO n.
3, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI DORIA, rappresentato e
difeso dall’avvocato VINCENZO IIRITANO;
avverso la sentenza n. 48/3/2016 della COMMISSINE TRIBUTARIA
REGIONALE della CALABRIA, depositata il 25/01/2016;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di F.N. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria n. 48/03/2016, depositata in data 25/01/2016, con la quale – in controversia concernente le separate impugnazioni di avvisi di accertamento emessi per IRPEF ed addizionali dovute in relazione agli anni d’imposta 2007 e 2008 – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto i riuniti ricorsi del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno dichiarato inammissibile, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2 e art. 22, il gravame dell’Agenzia delle Entrate, per omesso deposito, nel termine di legge, della ricevuta di spedizione, eseguita per posta raccomandata, deposito che doveva essere effettuato, in sede di costituzione dell’appellante, nel termine di trenta giorni dalla spedizione a mezzo posta dell’atto da parte del mittente (e non dalla ricezione del ricorso da parte del destinatario). A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, art. 16, comma 5, art. 20 e artt. 22, comma 1, avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere necessario, a pena di inammissibilità dell’appello, il deposito della ricevuta della spedizione postale dell’atto, ai fini della verifica della tempestività sia dell’impugnazione, sia della costituzione in giudizio dell’appellante, laddove, invece, da un lato, il termine di trenta giorni ivi previsto, per la costituzione, deve farsi decorrere, anche in caso di notificazione a mezzo del servizio postale e non tramite ufficiale giudiziario, dalla data di ricezione del ricorso, e, dall’altro lato, è di norma idoneo ad assolvere alle funzioni proprie dell’avviso di spedizione (data di spedizione, per quanto interessa) l’avviso di ricevimento del plico.
Nella specie, secondo la ricorrente l’atto era stato, oltretutto, ricevuto entro il termine di scadenza per impugnare la decisione di primo grado.
In particolare, nella controversia definita con la pronuncia n. 13452/2017, la Corte ha rilevato che, sebbene gli avvisi di ricevimento prodotti dall’appellante, recanti data di spedizione semplicemente manoscritta e non asseverata postale”, sarebbero stati “di per se stessi non idonei ad assolvere la medesima funzione probatoria, ai fini del riscontro della tempestività degli appelli, che la legge assegna alle ricevute di spedizione non prodotte dal fisco”, la tempestività degli appelli riuniti non poteva neppure venire in discussione, emergendo la stessa, comunque, dalla ricezione delle raccomandate postali, avvenuta entro il termine di legge dell’art. 327 c.p.c., con la conseguente certezza della tempestiva (anteriore) consegna del plico all’Ufficio postale da parte del notificante per l’inoltro ai destinatario (c.d “prova di resistenza”). La decisione della C.T.R. non risulta pertanto conforme ai suddetti principi di diritto, essendosi fermata al rilievo, ritenuto preliminare ed assorbente, del mancato deposito della ricevuta di spedizione della raccomandata postale.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento dei ricorso, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Calabria, in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.