Source: https://www.penalecontemporaneo.it/d/382-trib-torino-iii-sez-pen-20-gennaio-2011-giud-natale-imp-el-bm-inottemperanza-dello-straniero-all-or
Timestamp: 2019-09-16 04:37:16+00:00
Document Index: 117829746

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 7', '§ 1', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 2', 'sentenza ']

DPC | Trib. Torino, III sez pen., 20 gennaio 2011, Giud. Natale, Imp. El ...
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L'effetto diretto degli artt. 7 e 15 della direttiva rimpatri rende inapplicabile l'art. 14 co. 5 quater t.u.
Il giudice nazionale ha l'obbligo di dare applicazione nelle controversie pendenti avanti a sé, comprese quelle di natura penale, alle norme di diritto UE dotate di effetto diretto, tra le quali rientrano le direttive di cui sia inutilmente scaduto il termine di attuazione che prevedono, anche solo in parte, misure precise, chiare e incondizionate, ed ha altresì l'obbligo di applicare il diritto nazionale in modo conforme alla lettera e agli scopi del diritto dell’Unione, all’occorrenza non applicando le norme interne con esso incompatibili, senza che occorra sollevare questione di legittimità costituzionale della norma interna contrastante con una norma UE dotata di effetto di diretto. Nel caso della direttiva 2008/115/CE, sono sicuramente dotate di effetto diretto l’art. 7 § 1, che prevede come modalità normale di esecuzione del provvedimento espulsivo la partenza volontaria entro un termine non inferiore a sette giorni, e l’art. 15, che disciplina i requisiti di legittimità del trattenimento amministrativo dello straniero in attesa di rimpatrio: sicché qualora il giudice interno rilevi un contrasto tra tali disposizioni e le fattispecie incriminatrici di cui all’art. 14 co. 5 ter e quater, è tenuto a disapplicare queste ultime in ragione dell’effetto di inibizione degli effetti della norma interna derivante dalla presenza di una norma comunitaria dotata di effetto diretto contrastante la disposizione nazionale.
Benchè la direttiva 2008/115/CE non escluda in modo esplicito che possano derivare conseguenze penali dalla condotta di inottemperanza all’ordine di allontanamento, i delitti di inosservanza all'ordine di allontanamento all'ordine del questore di cui all'art. 14, commi 5 ter e 5 quater D.L.vo n. 286/1998 sono in contrasto con l’art. 15 dir., in quanto consentono una privazione della libertà personale dello straniero inottemperante che risulta incompatibile con i limiti fissati dalla direttiva alla possibilità di utilizzare misure coercitive nei confronti dello straniero nell’ambito della procedura di rimpatrio.
La condotta antigiuridica di inosservanza dell'ordine di allontanamento del questore che abbia avuto inizio anteriormente alla data di scadenza del termine di attuazione della direttiva 2008/115/CE ha cessato di essere penalmente rilevante a partire dal 25 dicembre 2010, nella misura in cui la disciplina penale in parola risulti incompatibile con norme della direttiva dotate di effetto diretto. Trova in questa ipotesi applicazione in via estensiva l'art. 2, comma 2 c.p., essendo l’effetto sostanziale della disapplicazione, dal punto di vista del diritto interno, quantomeno assimilabile al fenomeno dell’abrogazione, con la conseguenza che l’imputato deve essere assolto perché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato.
NOTA REDAZIONALE: La sentenza in esame merita particolare segnalazione - a prescindere dalle conclusioni cui perviene - per l'amplissima motivazione, che ricapitola e ulteriormente arricchisce il quadro degli argomenti sinora invocati nel dibattito in corso sugli effetti della c.d. direttiva rimpatri.