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Timestamp: 2019-03-21 16:29:29+00:00
Document Index: 76399744

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 30', 'art. 142', 'art. 146']

IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE - PDF
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1 IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE Interventi programmati sui depuratori acque reflue Base: copertura della rete fognaria LEGENDA Tavola di inquadramento generale Zone di rispetto dei depuratori Rete fognaria Zoom Individuazione aree di intervento sugli impianti di depurazione Confine comunale 1
2 1 IX.DEP.0 NC - Nuova Costruzione Nuovo impianto di depurazione realizzato a servizio dello stabilimento per la lavorazione del pomodoro della Ditta Ferrara Food localizzato nella zona artigianale ad Argenta. L impianto, della capacità di circa abitanti equivalenti, tratterà tutte le acque di processo e di prima pioggia e farà confluire gli scarichi (con una portata di circa 400 mc/h) nello scolo Visella. Necessario per il funzionamento dell impianto in quanto la lavorazione del pomodoro comporta l utilizzo di ingenti quantità d acqua che non possono essere prelevate dalle risorse idriche sotterranee, ma in parte ricavate dalla depurazione delle acque di processo. Emungimento di acqua dalle falde sotterranee per il funzionamento dell impianto con conseguente notevole dispendio idrico. Consumo di suolo, impatto acustico, produzione di fanghi ed emissioni odorigene in atmosfera. 2 IX.DEP.1 RE Ristrutturazione Edilizia Ampliamento del depuratore esistente a servizio dell abitato di Argenta (della capacità di circa a.e.) situato in Via Argine Marino. Il progetto prevede la realizzazione di 2 sedimentatori, 2 vasche di denitrificazione e 1 vasca di disinfezione da realizzare in un area verde ancora disponibile. Le modifiche apportate consentono il futuro collettamento dei reflui derivanti dalle località di Boccaleone e Consandolo con conseguente dismissione dei depuratori in essere. Consumo di suolo per la realizzazione dei nuovi manufatti seppur contenuti all interno del perimetro dell impianto esistente. 2
3 3 IX.DEP.2 D - Dismissione Dismissione dell impianto di depurazione esistente a servizio dell abitato di Boccaleone di circa 531 a.e. Si prevede di convogliare le acque reflue presso l impianto di depurazione di Argenta attraverso la realizzazione di un nuovo collettore locale. Maggior efficacia di depurazione attraverso la confluenza dei reflui al nuovo depuratore di Argenta. Eliminazione dei possibili impatti dovuti all inquinamento acustico, al traffico indotto e all emissioni di odori in atmosfera in fase di esercizio dell impianto. 4 IX.DEP.3 D - Dismissione Dismissione dell impianto di depurazione esistente a servizio dell abitato di Consandolo di circa a.e. Si prevede di convogliare le acque reflue presso l impianto di depurazione di Argenta attraverso la realizzazione di un nuovo collettore locale. Maggior efficacia di depurazione attraverso la confluenza dei reflui al nuovo depuratore di Argenta. Eliminazione dei possibili impatti dovuti all inquinamento acustico, al traffico indotto e all emissioni di odori in atmosfera in fase di esercizio dell impianto. 3
4 5 IX.DEP.5 MS Manutenzione Straordinaria Adeguamento funzionale al sistema di trattamento dell impianto di depurazione esistente a servizio dell abitato di Filo della potenzialità di circa a.e. Miglior efficienza di trattamento dei reflui in ingresso. Impatti inalterati rispetto la situazione in essere. 6 IX.DEP.6 MS Manutenzione Straordinaria Adeguamento funzionale al sistema di trattamento dell impianto di depurazione esistente a servizio dell abitato di Longastrino della potenzialità di circa a.e. Miglior efficienza di trattamento dei reflui in ingresso. Impatti inalterati rispetto la situazione in essere. 4
5 7 IX.DEP.4 D - Dismissione Dismissione dell impianto di depurazione esistente a servizio dell abitato di Borgo Cortili di circa 200 a.e. Si prevede di convogliare le acque reflue presso l impianto di depurazione di Ospital Monacale attraverso la realizzazione di un nuovo collettore locale. Maggior efficacia di depurazione attraverso la confluenza dei reflui al depuratore esistente di Ospital Monacale. Stato inalterato rispetto la situazione in essere. 8 IX.DEP.7 NC - Nuova Costruzione Realizzazione di un impianto di depurazione di tipo Imhoff a servizio dell abitato di Benvignante della capacità di circa 100 a.e. Trattamento di reflui che in precedenza finivano tal quali in corpo idrico superficiale. Ipotesi zero. Nessun impatto: miglioramento ambientale della situazione in essere. 5
6 9 IX.DEP.8 NC - Nuova Costruzione Realizzazione di un impianto di depurazione di tipo Imhoff a servizio dell abitato di B.go Masotti della capacità di circa 80 a.e. Trattamento di reflui che in precedenza finivano tal quali in corpo idrico superficiale. Ipotesi zero. Nessun impatto: miglioramento ambientale della situazione in essere. 6
7 IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE: Interventi programmati sui depuratori acque reflue. DIRETTIVE DEGLI ENTI COMPETENTI Di seguito sono riportate, le prescrizioni direttive e indirizzi espressi dagli enti competenti in sede i VAS, integrative, modificative o aggiuntive di quelle espresse nelle schede sistema, dei quali i proponenti dovranno tener conto in sede di presentazione dei PUA o di richiesta dei titoli abilitativi, secondo le indicazioni di seguito specificate. Nel predisporre le soluzioni progettuali per lo smaltimento delle acque bianche, si dovranno tenere in considerazioni le analisi le condizioni e le ipotesi progettuali riferibili all intervento, contenute nell Analisi di compatibilità idraulica allegato alla relazione generale e Valsat quale sua parte integrante. Tali prescrizioni ed indicazioni assumeranno valore normativo, anche al fine di individuare, di concerto con gli Enti competenti, soluzioni generali che garantiscano la sostenibilità delle singole trasformazioni proposte e la coerenza con gli interventi programmati a scala territoriale. (Provincia parere sicurezza sismica - servizio Geologico e protezione civile) Relativamente alle eventuali criticità di approvvigionamento idrico dovrà essere di norma esclusa la possibilità di prelievo di acque profonde, prevedendo al contempo valutazioni specifiche, da effettuare in fase di predisposizione dei PUA, per garantire la compatibilità tra l idroesigenza delle destinazioni d uso previste e le risorse idriche disponibili (acque superficiali e/o rete acquedottistica). (Provincia parere sicurezza sismica - servizio Geologico e protezione civile) Per l approvazione dei progetti: - dovranno essere eseguite prove geognostiche in numero sufficiente per consentire un adeguata caratterizzazione geotecnica spaziale dei terreni, rappresentativa dell intero comparto e che tenga conto delle variazioni litostratigrafiche laterali tipiche dei terreni ferraresi. - dovranno inoltre essere eseguite analisi specifiche allo scopo di valutare l effettivo grado di pericolosità sismica locale del comparto, secondo quanto previsto da Atto di indirizzo RER DAL 112/2007, corrispondenti al terzo livello di approfondimento. ( i riferimenti alla DCR ER 112/2007 riportati nel campo relativo alla sicurezza sismica, si intende riferito alla delibera dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna n. 112/2007 recante Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi dell'art. 16, comma 1, della L.R. 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela e l'uso del territorio", in merito a "Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica".) A tal proposito si evidenzia che, ai sensi della normativa vigente, in assenza di misure dirette del parametro Vs30, le indagini in sito devono essere spinte sino alla profondità di almeno 30 metri dal piano di campagna, per poter desumere la stessa Vs30, necessaria per la classificazione del sito, dai risultati della prova penetrometrica. Dovranno inoltre essere condotte analisi e valutazioni mirate in merito all effettiva occorrenza di eventuali effetti di sito in caso di evento sismico, dal momento che dalle indagini condotte in sede di predisposizione degli strumenti urbanistici generali, risulta che i terreni coesivi presentano valori del parametro di coesione non drenata tali da non poter escludere fenomeni di cedimento di riconsolidazione postsismica, mentre in diversi comparti sono stati rinvenuti strati granulari potenzialmente liquefacibili. (Si veda in particolare il dettaglio delle indagini contenute nel Quadro conoscitivo del PSC, ed in particolare le tav B.4.2 e B.4.3 ) Si sottolinea inoltre l imprescindibilità di approfondimenti di tipo geotecnico in tutte le aree di intervento, attraverso programmi di indagine adeguati alle dimensioni dell area e al tipo di intervento previsto e con un grado di dettaglio commisurato alle successive fasi di pianificazione e progettazione, ai sensi della normativa vigente. (Provincia parere sicurezza sismica - servizio Geologico e protezione civile) Nelle successive fasi progettuali va considerato che tutti gli interventi devono essere coerenti con le disposizioni dei piani sovraordinati, di seguito richiamati: - Per gli interventi ricadenti nelle aree iscritte o le aree tampone del sito UNESCO Rif : art. 19 e art del PTCP; art. 3.4 co. 3 delle norme di attuazione del PSC; - In relazione alle unità di paesaggio delle valli del Reno, delle Terre Vecchie e della Gronda : Rif : art della relazione del PTCP e un particolare riferimento all allegato recante Unità di Paesaggio-Tabella degli elementi di interesse naturalistico e storico-morfologico; art. 8-9 delle norme per la tutela paesistica del PTCP; art. 3.1 delle norme di attuazione del PSC; - Per gli interventi inerenti la rete ecologica: Rif : art. 26 della relazione del PTCP e un particolare riferimento all allegato recante ELEMENTI PRESTAZIONALI DELLA RETE ECOLOGICA - Un indirizzo per la progettazione ; art. 27-bis-sex delle norme per la tutela paesistica del PTCP; art. 3.3 delle norme di attuazione del PSC; - Per gli interventi ricadenti in aree a più elevato rischio idraulico (aree storicamente allagate e/o litologia di superficie prevalentemente argillosa): Rif : Art e 2.19 delle norme di attuazione del PSC; 7
8 - Per gli interventi ricadenti in zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale: Rif : art. 19 delle norme per la tutela paesistica del PTCP ; Art. 2.4 delle norme di attuazione del PSC; - Per gli interventi ricadenti sui dossi di rilevanza storico-documentale e paesistica: Rif : art. 20 delle norme per la tutela paesistica del PTCP; Art. 2.6 delle norme di attuazione del PSC; - Per gli interventi ricadenti o prossimi alla viabilità storica : Rif : art. 24 norme per la tutela paesistica del PTCP ; Art delle norme di attuazione del PSC;Per gli interventi ricadenti o prossimi alle strade panoramiche: Rif : artt. 20 co. 4 e co. 8, art. 24 co. 6 e art. 30 co. 1 delle norme per la tutela paesistica del PTCP ; Art delle norme di attuazione del PSC; - Per tutti gli interventi, che comportano rischio archeologico, ovvero: Rif : Art delle norme di attuazione del PSC ; - Per gli interventi ricadenti in aree soggette a vincolo paesaggistico: Rif : Art delle norme di attuazione del PSC; art. 142 co. 1 lettera c) -, e art. 146 (autorizzazione paesaggistica) del Dlgs 42/2004; - Per tutti gli interventi del territorio comunale, in quanto ricadenti in aree interessate da particolari caratteristiche di rischio sismico: Rif : Art delle norme di attuazione del PSC; - Per gli interventi ricadenti in aree a più elevato rischio idraulico (litologia di superficie prevalentemente argillosa e/o aree storicamente allagate): Rif : Art delle norme di attuazione del PSC; (Provincia riserva - servizio Urbanistica) 8
SINGOLI INTERVENTI PROGRAMMATI IN TERRITORIO RURALE
SINGOLI INTERVENTI PROGRAMMATI IN TERRITORIO RURALE Base: Tavola II del PSC LEGENDA Zoom Impianti di trattamento/recupero rifiuti Confine comunale 1 1 VALUTAZIONI XVI.RIF.1 Realizzazione ad Argenta in