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Timestamp: 2016-10-25 15:46:59+00:00
Document Index: 134117175

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 119']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 160 del 11.11.2005
Estratti conto delle carte di credito. Imposta
Da più parti è stato
chiesto qual è il corretto trattamento fiscale, ai fini dell'imposta di bollo,
degli estratti conto delle carte di credito.
In particolare è stata rappresentata l'ipotesi di una
società che, autorizzata dalla Banca d'Italia a trasformarsi da intermediario
finanziario in banca, è iscritta a decorrere dal 1/9/2002 all'albo delle banche
e provvede, nell'ambito della propria attività, all'emissione e gestione di
Gli importi risultanti dagli estratti conto di tali
carte di credito sono addebitati su conti correnti intrattenuti dai titolari
delle carte presso altre banche.
L'articolo 13 della tariffa, allegata al d.P.R. 26
ottobre 1972, n. 642, approvata con D.M. 20 agosto 1992, ai commi 2 e 2-bis
prevede, per gli estratti conto, criteri d'applicazione dell'imposta
differenziati in relazione alla circostanza che l'estratto si riferisca o meno
ad un conto corrente bancario o postale di corrispondenza.
In particolare il comma 2-bis prevede l'imposta di
bollo nella misura di  22,80 (o di  49,20 per i soggetti diversi dalle
persone fisiche) per "Estratti conto, comprese le comunicazioni
relative ai depositi di titoli, inviati dalle banche ai clienti ai sensi
dell'articolo 119 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 nonché
estratti di conto corrente postale...".
La relativa nota 3-ter specifica che "L'imposta è
sostitutiva di quella dovuta per tutti gli atti e documenti formati o emessi
ovvero ricevuti dalle banche, nonché dagli uffici dell'Ente Poste italiane
relativi a operazioni e rapporti regolati mediante conto corrente, ovvero
relativi al deposito titoli, indicati nell'articolo 2, nota 2-bis, e negli
articoli 9, comma 1, lettera a), 13, commi 1 e 2, e 14".
Dalle richiamate disposizioni si evince che l'imposta
di bollo è dovuta nella misura forfetaria ( 22,80 o  55,72) solo in
presenza di un rapporto di conto corrente tra una banca (o ufficio postale) e un
cliente e che l'importo stabilito in misura forfetaria sostituisce l'imposta di
bollo dovuta sui singoli documenti indicati nella nota 3-ter.
Che il legislatore abbia inteso stabilire un
trattamento specifico soltanto per i conti correnti intrattenuti con le banche,
e attualmente anche con le Poste spa, si desume chiaramente dalla formulazione
dell'articolo 13, comma 2-bis. Tale comma prevede, infatti, l'imposta di bollo
fin dall'origine per gli estratti conto inviati dalle banche ai clienti ai sensi
dell'articolo 119 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico
Il rinvio agli estratti conto dell'articolo 119 fa
intendere che il trattamento di cui al comma 2-bis citato è applicabile
esclusivamente ai "rapporti regolati in conto corrente" per i quali
"l'estratto conto è inviato al cliente con periodicità annuale o, a
scelta del cliente, con periodicità semestrale, trimestrale o mensile"
(art. 119, comma 2 del Testo unico bancario). Del resto, il comma 2-bis
stabilisce la misura forfetaria dell'imposta di bollo con riferimento alla
stessa periodicità - annuale, semestrale, trimestrale e mensile - del citato
Anche dalla relazione al D.L. 30 dicembre 1993, n. 557
(convertito dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133) che ha introdotto il comma
2-bis in argomento risulta che la norma è rivolta a "razionalizzare e
semplificare la tassa di bollo sugli atti posti in essere dalle banche con la
clientela, concernenti la gestione dei conti correnti."ed inoltre
"dispone che la tassa sull'estratto conto sostituisca ogni altro tipo di
bollo", lasciando chiaramente intendere che l'imposta di bollo in misura
forfetaria, pari a  22,80 o  49,20 è dovuta solo per gli estratti di
In pratica, il legislatore ha concentrato il prelievo
dell'imposta di bollo sullo specifico documento bancario che è l'estratto del
conto corrente di corrispondenza (articolo 13, comma 2-bis), esentando, nel
contempo, tutti gli altri documenti, richiamati nella nota 3-ter, purché
relativi a rapporti regolati mediante il menzionato conto corrente. Sono esenti,
in particolare, in quanto regolati su conto corrente bancario: . i contratti
relativi alle operazioni bancarie e finanziarie e i contratti di credito al
consumo (art. 2, nota 2- bis tariffa parte prima);
- gli assegni (art. 9 tariffa parte prima);
- le quietanze, le note, i conti e le
fatture (art. 13, comma 1 della tariffa parte prima);
- i documenti di
addebitamento/accreditamento e gli estratti conto (art. 13, comma 2 della tariffa parte prima);
- le ricevute (art. 14 tariffa parte
- in generale, tutti i documenti che
afferiscono il rapporto di conto corrente.
L'inserimento tra gli atti esenti degli estratti conto
di cui all'articolo 13, comma 2, deve quindi intendersi limitato al solo
estratto di conto corrente bancario di corrispondenza (articolo 13, comma 2-bis
della tariffa), e non anche ad altri "estratti conto" (articolo 13,
comma 2 della tariffa) relativi a rapporti di natura diversa come può essere
l'emissione e la gestione delle carte di credito.
L'imposta di bollo prevista dall'articolo 13, comma
2-bis della tariffa ( 22,80 o 49,20), si applica di conseguenza solo agli
estratti di conto corrente bancario e non a tutte le comunicazioni periodiche
inviate alla clientela ai sensi dell'art. 119 del d.Lgs. n. 385 del 1993.
Il caso prospettato - estratti conto delle carte di
credito inviati ai clienti - non rientra nella fattispecie prima esaminata di
cui all'articolo 13, comma 2-bis, poiché tra il soggetto che emette la carta di
credito e il cliente che la detiene non intercorre rapporto di conto corrente.
Infatti, la Banca emittente la carta di credito invia al cliente le
comunicazioni con l'indicazione delle somme, relative a transazioni eseguite con
la carta di credito, successivamente addebitate sul conto corrente che il
cliente intrattiene con un'altra banca.
Tali comunicazioni, comunque denominate, rientrano
invece nell'ambito di applicazione dell'articolo 13, comma 2, della tariffa, che prevede l'imposta di bollo nella misura di  1,81
per ogni esemplare per: "Estratti di conti, nonché lettere ed altri
documenti di addebitamento o accreditamento di somme, portanti o meno la causale
dell'accreditamento o dell'addebitamento e relativi benestari quando la somma
supera  77,47...". Concludendo, il trattamento ai fini dell'imposta di
bollo nelle diverse ipotesi è il seguente:
1. se la carta di credito è emessa da una
banca e gli importi indicati nei relativi estratti sono addebitati su un conto
corrente intrattenuto dal titolare della carta con un'altra banca, per
l'estratto conto della carta di credito è dovuta l'imposta di bollo ai sensi
dell'articolo 13, comma 2 della tariffa ( 1,81). Ovviamente per l'estratto di conto corrente bancario o
postale è comunque dovuta l'imposta sostitutiva di cui al comma 2-bis dello
stesso articolo ( 22,80 o 49,20);
2. se la carta di credito è emessa da un
intermediario finanziario e gli importi indicati nei relativi estratti sono
addebitati su un conto corrente bancario o postale, come nell'ipotesi
precedente, per l'estratto conto della carta di credito l'imposta è dovuta ai
sensi dell'articolo 13, comma 2 della tariffa, mentre per l'estratto di conto corrente bancario o postale
l'imposta è dovuta ai sensi del successivo comma 2-bis dello stesso articolo;
3. se la carta di credito è emessa da una
banca e gli importi indicati nei relativi estratti sono addebitati sul conto
corrente intrattenuto dal titolare della carta con la stessa banca, non è
dovuta l'imposta sull'estratto conto della carta di credito poiché l'imposta
corrisposta per l'estratto di conto corrente bancario (c.d. maxi bollo) ai sensi
dell'articolo 13, comma 2-bis, la sostituisce.
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