Source: http://www.upel.va.it/news/area-amministrativa-newsletter-n-50-3-luglio-2017/
Timestamp: 2019-01-19 18:30:10+00:00
Document Index: 55955313

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 53', 'art. 26', 'sentenza ']

AREA AMMINISTRATIVA: NEWSLETTER N. 50 – 3 LUGLIO 2017
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Stabilizzazioni da chiarire per i co.co.co
Nelle precedenti disposizioni sulla stabilizzazione introdotte con la legge di stabilità 2013, l’articolo 35, comma 3-bis, del Dlgs 165/2001 era stato modificato prevedendo una forma di reclutamento, “a regime”, per titoli ed esami, finalizzata a valorizzare, con specifico punteggio, l’esperienza professionale maturata dal personale a tempo determinato e di coloro che, alla data di emanazione del bando, avessero maturato almeno tre anni di contratto di lavoro flessibile nell’amministrazione che emana il bando.
I dubbi di enti e Pa in materia di indennità di direzione e di staff
Stante l’abrogazione delle previsioni dell’articolo 45, comma 1, del Dpr n. 333/1990 e dell’articolo 34/B del Dpr n. 268/1987, disposta dalla legge n. 35/2012, devono intendersi disapplicate anche le parti dei Ccnl del Comparto Regioni e autonomie locali che prevedono l’“indennità di direzione e di staff”, per cui la suddetta indennità non deve essere più corrisposta ad un dipendente assunto nella VIII q.f. in data 1° febbraio 1999 e nominato capo ufficio in data 5 febbraio 1999?
Interessi per ritardato pagamento stipendi
Pubblichiamo il testo della sentenza n. 14429, depositata il 9 giugno 2017, con cui la Corte di Cassazione si è espressa in merito ai criteri e alle modalità di determinazione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria per il ritardo pagamento dei crediti retributivi ai dipendenti pubblici.
L’articolo 13, comma 2, del contratto collettivo nazionale del Comparto Regioni ed enti locali Area della dirigenza 1998–2001 stabilisce che «Gli enti, con gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti, adeguano le regole sugli incarichi dirigenziali ai principi stabiliti dall’art. 19, commi 1 e 2, del D. Lgs. n. 29/1993 (rectius D.Lgs.165/01), con particolare riferimento ai criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi e per il passaggio ad incarichi diversi nonché per relativa durata…».
Con sentenza n. 153 del 27 giugno 2017 la Corte Costituzionale ha affermato la costituzionalità della normativa che stabilisce l’esclusione dei dipendenti pubblici dalla detassazione dei premi di risultato (art. 2 del D.L. 93/2008, art. 53 comma 1 del D.L. 78/2010 e art. 26 comma 1 del D.L. 98/2011).
Illegittimo il concorso che impone la residenza nel Comune
È illegittimo il bando che prevede, quale requisito per la formazione della graduatoria relativa allo svolgimento di un lavoro occasionale presso la biblioteca comunale, la residenza nel Comune stesso senza ragioni organizzative o di servizio.
Trasporto scolastico gratis solo in via eccezionale e nell’interesse pubblico
L’erogazione gratuita di un servizio pubblico da parte dell’ente locale è possibile in via eccezionale, ma deve essere giustificata da una situazione concreta debitamente motivata e sostenuta da adeguata copertura finanziaria.
Danno erariale per il Comune che autorizza la controllata ad acquisire le quote della società di progetto
Con una sentenza molto importante (la n. 113/2017), la Corte dei conti dell’Emilia Romagna ha sanzionato in modo pesante l’uso elusivo e distorto del project financing.
Altolà dell’Antitrust sulle aggregazioni tra società in house operanti in Comuni diversi
Con l’atto AS1389 pubblicato sul bollettino del 19 giugno 2017, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato “boccia” la delibera consiliare con cui un Comune veneto ha autorizzato la propria società in house, affidataria del servizio di igiene urbana nel proprio territorio, a presentare offerta per acquisire il 99% del capitale sociale di una società in house che gestisce il medesimo servizio pubblico nel territorio di un altro Comune.
Concorrenza, anche le società in house devono restituire gli aiuti di Stato bocciati dalla Ue
Vanno restituiti anche dalle società a totale partecipazione pubblica gli aiuti di Stato illegittimi. Le società in house non possono godere di agevolazioni fiscali che superino la regola del de minimis e a nulla rileva che siano, appunto, totalmente partecipate dallo Stato e che operino in regime di fatto di monopolio.
Partecipate, sui diritti sociali stop da ottobre per i ritardatari
Gli atti degli enti locali in qualità di soci delle proprie partecipate adottati sino all’entrata in vigore del decreto correttivo del testo unico sono fatti salvi.