Source: https://www.laleggepertutti.it/187886_sterpaglia-si-puo-appiccare-il-fuoco-sulla-potatura
Timestamp: 2018-10-16 02:45:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 256', 'art. 256', 'art. 182', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 182', 'art. 256']

1 In campagna si può accedere il fuoco per bruciare sterpaglie?
2 Il fumo non deve dar fastidio al vicino
3 Non bisogna creare il rischio di incendi
[1] Cass. sent. n. 56277/2017 e n. 56281/2017 del 18.12.2018.
[2] Art. 182 co. 6-bis, d.lgs, n. 52/06.
[4] Art. 423 cod. pen.
Cassazione penale, sez. III, 15/06/2017, n. 38658
Non costituisce reato la combustione di rifiuti urbani vegetali abbandonati provenienti da aree verdi
Cassazione penale, sez. III, 05/04/2016, n. 21936
L’incenerimento di scarti alimentari non integra reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti né di combustione illecita
In tema di gestione dei rifiuti, gli scarti vegetali non sono classificabili come rifiuti, se utilizzati in agricoltura mediante processi e metodi costituenti le normali pratiche agronomiche disciplinate dagli artt. 182, comma sesto-bis, e 185, comma primo, lett. f), del citato D.Lgs. n. 152 del 2006, sicché la loro eliminazione mediante incenerimento, in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro, non integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi di cui all’art. 256, comma primo, lett. a), D.Lgs. n. 152 del 2006, né quello di combustione illecita di rifiuti di cui all’art. 256-bis del medesimo decreto legislativo.
Cassazione penale, sez. III, 12/01/2016, n. 5504
Incenerimento di residui vegetali nel luogo di produzione e smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi
In tema di gestione dei rifiuti, l’incenerimento di residui vegetali effettuato nel luogo di produzione al di fuori delle condizioni previste dall’art. 182, comma sesto bis, primo e secondo periodo, d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi di cui all’art. 256, comma primo, lett. a), d. lgs. 3 aprile 2006 n. 152.
Cassazione penale, sez. III, 07/10/2014, n. 76
In tema di gestione dei rifiuti, l’eliminazione mediante incenerimento di sfalci e potature non integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi di cui all’art. 256, comma 1, lett. a), d.lg. n. 152 del 2006, trattandosi di residui vegetali che non sono classificabili come rifiuti e che sono utilizzati in agricoltura mediante processi e metodi costituenti normali pratiche agronomiche disciplinate dagli art. 182, comma 6 bis, e 185 comma 1, lett. f), del citato d.lg. n. 152 del 2006, in quanto non danneggiano l’ambiente, né mettono in pericolo la salute umana.
Tribunale Lecce, 26/10/2011
Costituisce smaltimento di rifiuti pericolosi, ai sensi dell’art. 256 comma 1 lett. a) t.u. n. 152 del 2006, lo spandimento con un trattore all’interno di un oliveto di liquame, nella specie refluo domestico con la presenza di un valore COD (1.000 mg/l) elevato, per il quale è necessaria una specifica autorizzazione.
Art. 182 DECRETO LEGISLATIVO n. 52/06.
1. Lo smaltimento dei rifiuti è effettuato in condizioni di sicurezza e costituisce la fase residuale della gestione dei rifiuti, previa verifica, da parte della competente autorità, della impossibilità tecnica ed economica di esperire le operazioni di recupero di cui all’articolo 181. A tal fine, la predetta verifica concerne la disponibilità di tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché vi si possa accedere a condizioni ragionevoli.
2. I rifiuti da avviare allo smaltimento finale devono essere il più possibile ridotti sia in massa che in volume, potenziando la prevenzione e le attività di riutilizzo, di riciclaggio e di recupero e prevedendo, ove possibile, la priorita’ per quei rifiuti non recuperabili generati nell’ambito di attivita’ di riciclaggio o di recupero (1).
3. E’ vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali, qualora gli aspetti territoriali e l’opportunita’ tecnico economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano (2).
3-bis. Il divieto di cui al comma 3 non si applica ai rifiuti urbani che il Presidente della regione ritiene necessario avviare a smaltimento, nel rispetto della normativa europea, fuori del territorio della regione dove sono prodotti per fronteggiare situazioni di emergenza causate da calamita’ naturali per le quali e’ dichiarato lo stato di emergenza di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (3)
4. Nel rispetto delle prescrizioni contenute nel decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, la realizzazione e la gestione di nuovi impianti possono essere autorizzate solo se il relativo processo di combustione garantisca un elevato livello di recupero energetico (4).
5. Le attivita’ di smaltimento in discarica dei rifiuti sono disciplinate secondo le disposizioni del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di attuazione della direttiva 1999/31/CE (5).
6. Lo smaltimento dei rifiuti in fognatura è disciplinato dall’articolo 107, comma 3. (6)
6-bis. Le attivita’ di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantita’ giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attivita’ di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali e’ sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facolta’ di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attivita’ possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumita’ e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10) (7).
[7. Le attività di smaltimento in discarica dei rifiuti sono disciplinate secondo le disposizioni del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di attuazione della direttiva 1999/31/CE.] (8)
[8. È ammesso lo smaltimento della frazione biodegradabile ottenuta da trattamento di separazione fisica della frazione residua dei rifiuti solidi urbani nell’ambito degli impianti di depurazione delle acque reflue previa verifica tecnica degli impianti da parte dell’ente gestore] (9)
(1) Comma modificato dall’articolo 8, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205.
(2) Comma sostituito dall’articolo 8, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205.
(3) Comma inserito dall’articolo 35, comma 11, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164.
(4) Comma modificato dall’articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128 e successivamente sostituito dall’articolo 8, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205.
(5) Comma sostituito dall’articolo 8, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205.
(6) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 19, del D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4. Successivamente il suddetto comma 19 dell’articolo 2 del D.Lgs. n. 4 del 2008 è stato sostituito dall’ articolo 9-quater, comma 3, del D.L. 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 dicembre 2008, n. 210 che, nell’attuale formulazione, non contempla più l’abrogazione del presente comma.
(7) Comma aggiunto dall’articolo 14, comma 8, lettera b), del D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, n. 116.
(8) Comma abrogato dall’articolo 8, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205.
(9) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 19, del D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4.