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Timestamp: 2019-08-22 16:39:34+00:00
Document Index: 73088033

Matched Legal Cases: ['art. 1737', 'art. 1737', 'art. 97', 'art. 1', 'art. 1737', 'art. 3']

Equipollenza del titolo professionale con quello di operatore socio sanitario - GrNet.it
Equipollenza del titolo professionale con quello di operatore socio sanitario
Messaggio da panorama » ven apr 05, 2019 9:45 pm
1) - le ricorrenti hanno sostenuto che il diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa sarebbe titolo idoneo alla partecipazione al concorso di che trattatasi, in ragione di quanto previsto dall’art. 1737, n. 6, del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, recante il Codice dell’ordinamento militare, che prescriverebbe l’equipollenza di tale diploma con quello di operatore socio sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria, c.d. operatore socio sanitario specializzato, anche alla luce dei contenuti degli accordi della Conferenza permanente Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 16 gennaio 2003 e del 22 febbraio 2001.
2) - sono in possesso della qualifica professionale di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, acquisita con diploma del Corpo della infermiere volontarie della Croce rossa italiana
SENTENZA sede di POTENZA, sezione SEZIONE 1, numero provv.: 201601027 ,
N. 01027/2016 REG. PROV. COLL.
N. 00072/2016 REG. RIC.
sul ricorso avente numero di registro generale 72 del 2016, proposto da:
- Chiara D.., Maria Lucia L.. e Raffaella G.., rappresentate e difese dagli avvocati Arcangelo Giuseppe Annunziata e Roberto Amoroso, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Vito Antonio Masotti, in Potenza, alla via Ciccotti n. 36/C;
- Azienda Sanitaria Locale di Matera - ASM, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Agostino Meale, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Gerardo Donnoli, in Potenza, alla via Rosica n. 18;
- Sabrina C.. e Simona C.. non costituiti in giudizio;
- del provvedimento n. 1623 del 30 novembre 2015, comunicato in data 10 dicembre 2015;
- per quanto di interesse, della graduatoria approvata con lo stesso provvedimento n. 1623 del 30 novembre 2015;
- delle note dell’ASM prot. nn. 201550112773 - 201550112777 - 20155011775 del 10 dicembre 2015;
- delle note di rigetto delle istanze di autotutela formulate dalle ricorrenti prot.
m. 2050116807 - 2050116808 del 23 dicembre 2015;
- ove occorra e nel limite dell’interesse, del bando del concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di n. 25 posti di Operatore Socio Sanitario (Categoria B — livello economico Bs), vacanti nella dotazione organica aziendale dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, indetto con deliberazione n. 353 del 12 marzo 2014, come modificato da successiva deliberazione ASM n. 655 del 4 giugno 2014;
- ove occorra e nel limite dell’interesse, di tutti i verbali della commissione concorsuale della prova preselettiva;
- di ogni altro atto, anche interno o non noto, presupposto, preordinato, connesso, consequenziale, esecutivo, anche se ignoto nei contenuti.
Relatore, all’udienza pubblica del giorno 8 giugno 2016, il referendario Benedetto Nappi;
Uditi per le parti gli avvocati Roberto Amoroso, Arcangelo Giuseppe Annunziata e Anna Carmen Possidente, quest’ultima per delega dell’avv. Meale;
1. Con atto notificato in data 1° febbraio 2016, depositato il successivo 16 di febbraio, le sigg.re Chiara D.., Maria Lucia L.. e Raffaella G.. sono insorte avverso gli atti in epigrafe, concernenti la loro esclusione dal concorso pubblico per la copertura a tempo di n. 25 posti di operatore socio sanitario di categoria B, livello economico Bs, vacanti nella dotazione organica aziendale dell’Azienda sanitaria locale di Matera - ASM, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana n. 49 del 24 giugno 2014;
1.1. In punto di fatto, le ricorrenti hanno esposto che:
- sono in possesso della qualifica professionale di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, acquisita con diploma del Corpo della infermiere volontarie della Croce rossa italiana
- hanno presentato regolare istanza di partecipazione al citato concorso pubblico;
- hanno superato la relativa prova di preselezione;
- con l’impugnata deliberazione n. 1623 del 2015, l’ASM ha tuttavia disposto la loro esclusione dalla procedura con la seguente motivazione: «Mancato possesso del titolo professionale di Operatore Socio Sanitario, requisito specifico stabilito dal punto 3 — lett. D — del Bando di Concorso»;
- in seguito, è stata rigettata anche l’istanza di annullamento in autotutela di tale decisione.
1.2. In diritto, parte ricorrente ha dedotto la violazione di legge (artt. 1, 3 e 21-octies legge n. 241 del 1990; art. 1737, n. 6, d.lgs. 66 del 10; art. 97 Cost; accordo tra il Ministero della salute, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per la disciplina della formazione complementare in assistenza sanitaria della figura professionale dell'operatore socio-sanitario, di cui all’art. 1, n. 8, d.l. 12 novembre 2001, n. 402), la violazione del principio di imparzialità, e l’eccesso di potere (motivazione insufficiente, generica ed errata, oltre che irragionevole e perplessa; erronea presupposizione di fatto e di diritto; difetto di istruttoria; lesione del giusto procedimento; disparità di trattamento; illogicità).
2. Si è costituita in giudizio l’Azienda sanitaria intimata, concludendo per l’infondatezza del ricorso.
3. Alla pubblica udienza dell’8 giugno 2016, previo deposito di memorie, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
1. Il ricorso è infondato, alla stregua della motivazione che segue.
1.1. Col primo motivo, le ricorrenti hanno sostenuto che il diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa sarebbe titolo idoneo alla partecipazione al concorso di che trattatasi, in ragione di quanto previsto dall’art. 1737, n. 6, del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, recante il Codice dell’ordinamento militare, che prescriverebbe l’equipollenza di tale diploma con quello di operatore socio sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria, c.d. operatore socio sanitario specializzato, anche alla luce dei contenuti degli accordi della Conferenza permanente Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 16 gennaio 2003 e del 22 febbraio 2001.
1.1.1. Il motivo non ha pregio. Il bando del concorso di cui è questione contempla, tra i c.d. “requisiti specifici di ammissione”, il possesso di «specifico titolo professionale conseguito a seguito di superamento del corso di formazione di durata annuale, previsto dagli artt. 7 e 8 dell’accordo provvisorio tra il Ministro della sanità, il Ministero della solidarietà sociale e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 18 febbraio 2000». Le ricorrenti, che non sono in possesso di tale titolo, sostengono, tuttavia, di vantare un’attestazione equivalente, costituita dal diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana. In senso opposto, occorre osservare che le infermiere volontarie costituiscono un Corpo ausiliario delle Forze Armate, disciplinato dall’ordinamento militare, agli artt. 1729 ss. del d.lgs. n. 66 del 2010. La disposizione invocata dalle ricorrenti, in particolare, recita che: «il personale in possesso del diploma, equivalente all’attestato di qualifica di operatore socio-sanitario specializzato, esclusivamente nell'ambito dei servizi resi, nell'assolvimento dei compiti propri delle Forze armate e della Croce rossa italiana, è abilitato a prestare servizio di emergenza e assistenza sanitaria con le funzioni e attività proprie della professione infermieristica». Come già rilevato da condivisibile giurisprudenza, tale disposizione è chiara «nel prevedere che l’equivalenza opera esclusivamente nell’ambito dei servizi e dei compiti propri delle Forze Armate e della Croce Rossa Italiana, escludendo qualsiasi equivalenza al di fuori di quel settore» (Cons. Stato, sez. III, 17 maggio 2016, n. 1991). In altri termini, il legislatore non ha stabilito alcuna equipollenza tra il diploma di infermiera della Croce rossa italiana e il titolo di operatore socio sanitario specializzato, né ha fondamento la pretesa di estendere l’applicazione del Codice dell’ordinamento militare a fattispecie da esso non previste (T.A.R. Sardegna, 2 luglio 2015, n. 904).
1.3. Va poi disattesa l’ulteriore censura di carenza di motivazione del contestato provvedimento di esclusione, in quanto in esso risulta esplicitata, ancorché sinteticamente, il mancato possesso, in capo alle ricorrenti, del cennato requisito specifico contemplato dal bando.
1.1.2. Alla luce dell’insussistenza della pretesa equivalenza tra il diploma di infermiera della Croce rossa italiana e il titolo di operatore socio sanitario specializzato, difetta di interesse l’ulteriore censura articolata col primo motivo, relativa alla pretesa disapplicazione dell’accordo del 18 febbraio 2000, richiamato dall’art. 3, lett. d), del bando di concorso, e la conseguente necessità di interpretare la lex specialis nel senso di consentire la partecipazione alla procedura concorsuale anche a coloro che siano in possesso del titolo di operatore socio sanitario specializzato. E’ infatti evidente che, per quanto osservato innanzi, le ricorrenti non possono essere ritenute in possesso di un diploma equiparato a tale ultimo titolo, per cui comunque non potrebbero conseguire l’auspicata ammissione al concorso di cui è questione.
1.2. Del pari, l’insussistenza, ai fini che qui rilevano, dell’invocata equipollenza tra il diploma di infermiera volontaria e l’attestato di qualifica di operatore socio-sanitario specializzato, rende inammissibile per difetto d’interesse il secondo motivo, secondo cui, da una puntuale disamina degli accordi richiamati nel ricorso emergerebbe «incontrovertibilmente la natura equivalente e in ogni caso assorbente della qualifica dell’operatore socio sanitario specializzato (ovvero con formazione complementare), rispetto a quella di operatore socio sanitario».
2. Dalle considerazioni che precedono discende il rigetto del ricorso.
3. Sussistono i presupposti di legge, in ragione delle peculiarità della questione, per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Così deciso in Potenza, nelle camere di consiglio dei giorni 8 giugno 2016 e 25 ottobre 2016, con l’intervento dei magistrati: