Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-480-codice-civile-prescrizione
Timestamp: 2018-06-23 14:02:37+00:00
Document Index: 181897579

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 480', 'art. 480', 'art. 481', 'art. 3', 'art. 480', 'art. 480', 'art. 24', 'art. 483']

Codice civile Art. 480 codice civile: Prescrizione
Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni (1).
Il termine decorre dal giorno dell’apertura della successione e, in caso d’istituzione condizionale, dal giorno in cui si verifica la condizione. In caso di accertamento giudiziale della filiazione il termine decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta la filiazione stessa (2).
Il termine non corre per i chiamati ulteriori, se vi è stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario è venuto meno (3).
(1) È il normale termine di prescrizione ordinaria non soggetto ad interruzione ma alle cause di sospensione.
(2) Coerentemente alla necessità di assicurare la continuità tra la persona del defunto e quella di chi acquista l’eredità, il termine decennale si calcola dal momento dell’apertura della successione, ossia della morte della persona della cui eredità si tratta.
(3) Anche per i chiamati ulteriori, ossia quei soggetti che saranno chiamati alla successione del defunto solo nel caso in cui i primi chiamati non possano o non vogliano accettare l’eredità, il termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità, decorre dal momento dell’apertura della successione.
Il comma in esame precisa però che, nel caso in cui il primo chiamato abbia già accettato e acquistato l’eredità ma poi l’abbia perduta, il termine di prescrizione per gli ulteriori chiamati non decorre più dall’apertura della successione, bensì dal momento in cui questi hanno la reale possibilità di accettare l’eredità (es.: dalla sentenza di annullamento dell’accettazione o del testamento).
In tema di accettazione dell'eredità, la pendenza di un giudizio volto all'accertamento del soggetto destinatario dell'istituzione di erede, sulla base della ricostruzione della volontà testamentaria, non rileva, in quanto impedimento di mero fatto, ai fini della decorrenza del termine di prescrizione di cui all'art. 480 cod. civ., trattandosi di diritto di natura potestativa, per il quale non operano gli atti interruttivi della prescrizione e che è soggetto unicamente alle ordinarie cause di sospensione ed agli impedimenti legali. Cassa con rinvio, App. Milano, 26/11/2007
Cassazione civile sez. II 14 ottobre 2014 n. 21687
In tema di accettazione della eredità non operano gli atti interruttivi della prescrizione, attesa la natura potestativa del diritto, che si realizza con il compimento dell'atto in cui si concreta l'accettazione. Detto termine è invece soggetto alle cause ordinarie di sospensione e agli impedimenti legali, non ricorrendo altri fatti impeditivi del suo decorso.
Al termine di prescrizione, previsto dall'art. 480 c.c. per l'accettazione dell'eredità, sono inapplicabili, salvo determinati specifici casi espressamente stabiliti da detta norma, gli istituti dell'interruzione e della sospensione; infatti, mentre il termine fissato dal giudice per l'accettazione dell'eredità, nell'ipotesi di cui all'art. 481 c.c., è un termine di decadenza, quello entro il quale il diritto di accettare si estingue per il mancato esercizio è un termine di prescrizione, tale essendo espressamente dichiarato dalla legge e, trattandosi di prescrizione, al di fuori delle previste cause di sospensione,non vi sono altri fatti impeditivi del suo decorso per quanto concerne l'esercizio del diritto di accettazione dell'eredità.
In tema di successioni "mortis causa", è manifestamente infondata la q.l.c., per contrasto con gli art. 3 e 24 cost., dell'art. 480 comma 2 c.c., interpretato nel senso che il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare l'eredità decorre unitariamente dal giorno dell'apertura della successione, pure nel caso di successiva scoperta di un testamento del quale non si aveva notizia. Invero, detta disciplina si rivela frutto di una scelta ragionevole del legislatore, in quanto finalizzata, come in tutte le ipotesi di prescrizione, al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche, e quindi ispirata dall'esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti ereditari tra le diverse categorie di successibili, in maniera da accordare specifica tutela a chi abbia accettato, nell'indicato termine di dieci anni, l'eredità devolutagli per legge o per testamento, ed anche a chi, dopo aver accettato nel termine l'eredità legittima, abbia fatto valere un testamento successivamente scoperto, rispetto a colui che, chiamato per testamento e non pure per legge all'eredità, non abbia potuto accettare la stessa nel termine di prescrizione per mancata conoscenza dell'esistenza di tale scheda testamentaria; d'altra parte, prevedendo l'art. 480 c.c. un termine prescrizionale, cui va riconosciuta natura sostanziale e non processuale, esso rimane per sua natura estraneo all'ambito di tutela dell'art. 24 cost., in quanto non volto all'esercizio del diritto di difesa.
Cassazione civile sez. II 08 gennaio 2013 n. 264
Il vigente ordinamento giuridico non prevede due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell'eredità, derivanti l'uno dalla delazione testamentaria e l'altro dalla delazione legittima, ma contempla - con riguardo al patrimonio relitto dal defunto, quale che sia il titolo della chiamata - un unico diritto di accettazione, che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni dal giorno dell'apertura della successione, come conferma l'art. 483, comma 2, c.c., il quale attribuisce automatico rilievo ad un testamento scoperto dopo l'accettazione dell'eredità (pur limitando entro il valore dell'asse l'obbligo di soddisfare i legati ivi disposti), senza che esso debba essere a sua volta accettato.