Source: http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/trasferimenti-dall-estero/author/906-robertanardi?start=110
Timestamp: 2020-08-13 08:39:47+00:00
Document Index: 104694655

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ']

Mercoledì, 03 Luglio 2013 17:00
UNA BATTAGLIA SI CONCLUDE, UN’ALTRA STA PER COMINCIARE.
Una battaglia si conclude. Un’altra sta per cominciare. Lo studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners si schiera, ancora una volta, al fianco degli Inquilini, dopo aver sostenuto gli interessi di decine di soggetti nei confronti dell’Azienda Territoriale per l’edilizia residenziale del Comune di Roma (A.T.E.R. Roma), si appresta a scendere in campo a tutela degli Inquilini della Fondazione Enasarco.
E’ l’ennesima battaglia in nome del fondamentale diritto alla proprietà, in una complessa vicenda che vede coinvolte numerose famiglie ed il loro interesse di inquilini a vedersi riconosciuti dalla Fondazione il corretto importo dei canoni e l’esatto valore di vendita delle abitazioni.
L’Enasarco vanta un portafoglio immobiliare di oltre 17 mila immobili dislocato su tutto il territorio nazionale ed ha disposto la dismissione dell’intero patrimonio abitativo, attraverso un programma denominato “progetto Mercurio”.
In attuazione di tale progetto la Fondazione ha deciso di vendere direttamente ai conduttori, mantenendo in proprietà gli immobili invenduti, riconoscendo agli inquilini di accedere all’acquisto dell’unità immobiliare locata con diritto di prelazione.
Sulla base degli Accordi sottoscritti nel corso degli anni tra le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini maggiormente rappresentative e la Fondazione stessa, venivano fissati numerosi punti a tutela dei conduttori e, in particolare, relativamente alla formazione dei prezzi di vendita, la Fondazione si impegnava a fissare i valori unitari al mq degli immobili da dismettere sulla base di parametri relativi a localizzazione/ubicazione, stato manutentivo, tipologia edilizia,qualità edilizia, funzionalità e servizi accessori.
La Fondazione si impegnava altresì a predisporre un programma di manutenzione ordinaria e, ove strettamente necessario, straordinaria, finalizzato ad uno stato di conservazione normale degli stabili.
Sulla scorta di tali premesse, la Fondazione inviava agli inquilini una missiva in cui venivano stabiliti i prezzi di vendita di ogni immobile, ed invitava gli stessi ad esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto entro un termine stabilito.
Nonostante le garanzie previste negli Accordi sottoscritti dalle Parti, il prezzo di vendita degli immobili veniva stabilito arbitrariamente, senza tenere in considerazione i criteri pattuiti, e per un importo eccedente l’effettivo valore degli immobili, a totale discapito delle tasche degli inquilini.
Contestualmente venivano richieste ai conduttori le differenze relative all’adeguamento del canone di locazione, a decorre addirittura da 6 mesi antecedenti la sottoscrizione del successivo contratto, in aperto contrasto con quanto previsto dalla normativa sulle locazioni e sui contratti in generali.
A ciò si aggiunge che il classamento catastale riportato dalle unità abitative in dismissione riporta una collocazione errata e corrispondente ad immobili con caratteristiche ben diverse; la tipologia catastale attribuita (A/2) è infatti afferente a fabbricati di tipo residenziale, con tecnologie costruttive e rifiniture di livello qualitativamente maggiore rispetto agli immobili in questione, che invece dovrebbero essere classificati nella categoria (A/3). Tale differente collocazione ha comportato, oltre all’aggravio fiscale per la differenza di valore implicita, ad un incremento del prezzo stabilito per la vendita, e conseguente lesione degli interessi degli inquilini.
Il disappunto delle famiglie, già da tempo esasperate dall’atteggiamento inerte della Fondazione, per le continue richieste di interventi di manutenzione mai effettuati, e per i numerosissimi problemi legati al cattivo stato manutentivo degli immobili, ha raggiunto allora il culmine.
Lo Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners ha deciso dunque di raccogliere la richiesta di aiuto degli inquilini e di apprestare la propria assistenza a tutela dei diritti costituzionalmente riconosciuti dal nostro Ordinamento, per consentire ai soggetti lesi nei loro primari interessi di ottenere la corretta quantificazione del canone locatizio e, soprattutto, del prezzo di vendita degli immobili in dismissione.
A tale fine è stata predisposta un’istanza rivolta direttamente agli organi della Fondazione, attraverso la quale sarà possibile far valere le proprie pretese e rilevare i comportamenti lesivi a danno degli inquilini; verrà altresì richiesto un incontro tra la Proprietà ed i conduttori al fine di convenire insieme i criteri utilizzabili per la determinazione dei prezzi di vendita.
Ancora una volta ci schieriamo a difesa dei diritti dei singoli nei confronti di Enti e Pubbliche Amministrazioni, a conferma del nostro impegno e della nostra sensibilità su tematiche di importante rilevanza sociale.
06.39749383 - 063728853
A chi è rivolto. Tutti i docenti (Abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato con una amministrazione scolastica nel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.
Obiettivo del ricorso. Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l'intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine.
Primo passo - Cosa c'è in allegato e cosa farne:
In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un'autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.
1. La lettera di impugnazione: ATTENZIONE: se ha già inviato la lettera come da istruzioni di Adida, vada al punto 2. altrimenti: apra l'allegato "Lettera d'impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto.
La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l'ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto chi ha lavorato per una paritaria privata manderà la lettera al datore privato e/o che l'ha assunto (cioè alla scuola paritaria o parificata), chi ha lavorato per scuole statali deve inviare la lettera al MIUR il cui indirizzo è: Viale Trastevere 76/A, 00153 ROMA. L'invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso).
2.La procura: apra l'allegato "procura" e stampi il file 3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.
3. L'incarico professionale: l'incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file "patto di quota lite 2013" e poi lo compili e lo firmi.
4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 32.298,99. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) ha un reddito inferiore a tale soglia, Lei deve stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 225,00.
5. Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 500,00 se il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99. In caso contrario dovrà versare la somma di euro 725,00 comprensiva di Contributo Unificato. Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: "Ricorso GDL 2013 + il nominativo del ricorrente".
Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.
Cosa inviare via Mail: ATTENZIONE: L'OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE "RICORSO GDL 2013 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"
ATTENZIONE: SE POSSIBILE INVIARE I FILES COMPRESSI PER AGEVOLARNE L'APERTURA.
3. Una fotocopia dell'incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.
4. Una fotocopia dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.
5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)
6. Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.
7. Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).
8. Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.
9. Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.
10. Un riepilogo in formato elettronico di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale.
ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R
ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO "RICORSO GDL 2013 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE"
ATTENZIONE: L'INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E': "AVV. MICHELE BONETTI E PARTNERS - VIA S. TOMMASO D'AQUINO 47, 00136 ROMA"
ATTENZIONE: PER "ORIGINALE" SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (CIOE' NON UNA FOTOCOPIA).
1. Tre originali della procura compilate e firmate.
3. Un originale dell'incarico professionale compilato e firmato.
4. Un originale dell'autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.
5. Una fotocopia dell'avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).
6. L'originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.
7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).
8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.
9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.
10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale.
ATTENZIONE:COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.
Lo studio dell'Avv.Bonetti e Adida rimangono a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Venerdì, 28 Giugno 2013 14:12
IL TAR DELL’UMBRIA ACCOGLIE L’ISTANZA CAUTELARE E SOSPENDE LE ELEZIONI.
Lo scorso 20 maggio il Tar dell’Umbria ha emesso un decreto d’urgenza con il quale è stata “ravvisata la necessità di sospendere i decreti rettorali … nella parte in cui indicono le elezioni per i giorni del 21 e del 22 maggio”, provvedendo in tal modo sulla grave vicenda dell’esclusione delle principali liste elettorali dell’UDU presentate nell’ambito delle votazioni per l’elezione dei Rappresentanti del Consiglio degli Studenti all’Università degli Studi di Perugia.
Il Presidente del Tar, Dott. Cesare Lamberti, ha rilevato la mancanza di motivazione nei provvedimenti con cui è stata notificata l’inammissibilità delle liste dell’UdU.
E’ fondata quindi la censura prospettata in ricorso concernente la violazione dell’obbligo di motivazione a cui l’Università di Perugia non avrebbe dovuto sottrarsi nella decisione di escludere le liste dell’UDU dalla competizione elettorale.
L’esclusione così comunicata, priva di motivazione, configura, come confermato dal decreto, una violazione del principio della massima partecipazione alle competizioni elettorali nonché del principio di economicità dell’Amministrazione - previsto esplicitamente all’art.1 della legge 241/1990 - e del principio trasparenza del procedimento, attuativo peraltro di quella parte dell’art. 97 comma 1 Cost. che informa l’azione amministrativa al principio di imparzialità.
I Giudici, in considerazione che l’Associazione UDU Perugia ha assunto di aver presentato tempestivamente le liste per l’ammissione alle competizioni elettorali indette, hanno invitato l’Ateneo a rinviare le elezioni degli studenti ad una data successiva al pronunciamento della Camera di Consiglio, fissata per il prossimo 5 giugno.
Vedi il provvedimento vittorioso e la rassegna stampa allegata.
Pubblicato in Elezioni trasparenti
Avv Sheila Gargiulo
concorso esteri
Giovedì, 06 Giugno 2013 15:25
PRIMA VITTORIA DEL 2013: IL MIUR incassa la prima bocciatura dal T.A.R. sul concorso del prossimo luglio. RICORSO AL TAR PER MANCATA INDICAZIONE IN FASE DI DOMANDA DI PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE OPZIONI DI SEDE.
Ecco la prima vittoria del 2013.
Mentre le polemiche sul bonus di maturità provengono ormai da tutti i fronti, dalla CRUI, all'UDU ad intere comunità di genitori impegnate da giorni in una capillare raccolta firme, il MIUR incassa la prima bocciatura dal T.A.R. sul concorso del prossimo luglio.
Prima ancora che gli aspiranti medici si siedano innanzi al test gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia incassano la prima vittoria. E' illegittima la scelta del Ministero di non consentire agli aspiranti di poter modificare la domanda prima del termine di scadenza del 7 giugno prossimo.
Quest'anno dopo 14 anni dalla Legge sul numero chiuso, la graduatoria sarà unica per tutta Italia ed i candidati potranno scegliere di spendere in tutte le sedi d'Italia il proprio punteggio.
In moltissimi, tuttavia, anche a causa di una normativa di concorso difficile da comprendere per uno studente alla sua prima prova concorsuale, hanno errato a compilare la domanda on line. Nonostante siano ancora aperti i termini per la presentazione delle domanda, il MIUR non ha consentito loro di rettificarla. Da qui il ricorso.
Oggi il Presidente del T.A.R. Lazio, Franco Bianchi, dopo aver convocato le parti, ha accolto le istanze dei legali e ordinato al Ministero di consentire l'integrazione della domanda.
Scarica l'informativa, il modulo anagrafica e le procure da sottoscrivere per inoltrare l'istanza di accesso agli atti, per agire innanzi al T.A.R. nonché per agire in via stragiudiziale.
Vedi il Decreto Vittorioso in allegato.
aspiranti medici
Giovedì, 06 Giugno 2013 15:20
CONCORSO UNIVERSITARIO PER LE SEDI AGGREGATE DI BARI FOGGIA E CAMPOBASSO: PER IL TAR MOLISE IL CONCORSO E’ FALSATO.
Nella serata del 4 giugno il T.A.R. di Campobasso scioglie la riserva del lontano 11 aprile 2013, decidendo le sorti di migliaia di studenti, le cui graduatorie erano state sospese dallo stesso Tar. La I° sezione del Tar, presieduta dal Presidente Goffredo Zaccardi, con estensore della sentenza il Consigliere Orazio Ciliberti, ha censurato l'operato del concorso in cui non sono state verbalizzate le operazioni di correzione degli elaborati.
Per il Tar è un vizio rilevante e grave poiché non consente di verificare successivamente la correttezza delle operazioni del concorso.
Il Tribunale Amministrativo ha, così, accolto il ricorso dell'U.D.U., assistito dallo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners, accogliendo le tesi dei suoi patrocinatori, Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.
Per i detti difensori e per il Tar, il trucco è nel codice a barre e nel numero riportato sulle schede consegnate ai concorrenti e su tutto il materiale consegnato e che rende, in astratto, identificabile l'autore della prova anche dopo la conclusione della stessa e persino nel momento successivo della valutazione dei questionari.
Per Michele Orezzi, coordinatore U.D.U., "è gravissimo che un fatto facilmente modificabile a livello normativo, si rinnovi di anno in anno con la possibilità di manipolare l'esito di una prova e di identificare i candidati".
Sempre per l'U.D.U. :"Non è più questione di graduatoria nazionale, di punti di diploma o altro, ma il problema è proprio lo stesso test ed il blocco degli accessi che va completamente e radicalmente cambiato".
Concorso falsato
Innanzi al contrasto giurisprudenziale tra le diverse Sezioni del Consiglio di Stato, il C.G.A. ha ritenuto talmente peculiare il caso anonimato all'Università di Messina, da rimettere la questione all'Adunanza Plenaria.
La vicenda era quella che nel 2011 portò decine di ammessi all'Ateneo di Messina.
I quattro nostri appelli riguardanti la predetta questione sono stati, così, rimessi dal C.G.A. all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. (C.G.A., 10 maggio 2013, n. 464).
RIGETTO PER GLI APPELLI DELL'UNIVERSITA' DI MESSINA E DEFINITIVA AMMISSIONE DI TUTTI I NOSTRI RICORRENTI
Il C.G.A. ha messo il suo sigillo (C.G.A., 10 maggio 2013, n. 467, Pres. De Nictolis) sullo scorrimento della graduatoria che l’Università di Messina aveva avuto l’obbligo di consentire con la sentenza di primo grado, grazie alla quale centinaia di nostri ricorrenti avevano ottenuto l'ammissione.
L'Università di Messina, infatti, aveva proposto appello avverso le sentenze a noi favorevoli con cui eravamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti al Corso di Laurea in Medicina nell'a.a. 2010/11; il Collegio ha rigettato l'appello proposto dall'Avvocatura dello Stato, citando proprio le nostre sentenze che, negli ultimi due anni, eravamo riusciti a collezionare innanzi al Consiglio di Stato.
"Il Collegio, infatti, condivide l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato (cfr. ex plurimis, Cons. St., sez. VI, 10 settembre 2009 n. 5434; Id., ordd. n. 647/2012 e n. 1791/2012), secondo cui, in presenza di un rapporto di congruità fra le strutture dell’Università ed il numero complessivo programmato per le iscrizioni al corso di laurea in medicina e chirurgia, la garanzia del diritto allo studio sancita dall’art. 34, primo comma, della Costituzione - che si qualifica come diritto della persona e non soffre di limitazioni in relazione al grado di istruzione - porta a privilegiare la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati. Pertanto va confermata l’impugnata sentenza di primo grado, laddove ha disposto l’obbligo dell’Amministrazione di consentire lo scorrimento della graduatoria, con le modalità nella stessa indicate".
Si tratta, quindi, di una vittoria costruita in questi due anni su più fronti: dal T.A.R. Catania che, per primo, aveva accolto la nostra tesi ai T.A.R. di Palermo, Catanzaro, Salerno, Cagliari, Brescia, Milano e L'Aquila e, finalmente quest'anno, anche del T.A.R. centrale del Lazio. E’ grazie a queste importanti pronunce anche il Consiglio di Stato cambiò orientamento e centinaia di nostri ricorrenti hanno ottenuto l'ammissione.
conferma sentenza vittoriosa
Un’altra eclatante battaglia è stata intrapresa contro le barriere illegittime imposte al diritto allo Studio e si è conclusa con una schiacciante vittoria: tutti i nostri ricorrenti, Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi, hanno vista confermata la loro ammissione all’Ateneo di Messina.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha rigettato, infatti, l'appello proposto dall'Avvocatura dello Stato per l'Università e il MIUR, confermando anche la condanna alle spese dell'Università e la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
A cogliere nel segno il motivo sull'anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso. L'anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall'Ateneo di Palermo e con esso il diritto di studiare dei nostri ricorrenti, che si sono guadagnati di poter indossare quel camice e a cui porgiamo loro i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
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