Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=IRBY6VVMDEATPZ3JD6BMWUDZ3A&q=
Timestamp: 2019-01-24 12:21:05+00:00
Document Index: 137852666

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 116', 'art. 77', 'art. 24', 'art. 38', 'art. 97', 'art. 161', 'art. 1418', 'art. 97', 'art. 2', 'art. 97', 'art. 2', 'art. 116', 'art. 38', 'art. 78', 'art. 161', 'art. 41', 'art. 21', 'art. 41', 'art. 78', 'art. 38', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 5']

N. 01965/2016 REG.RIC.
N. 07924/2016 REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 1965 del 2016, proposto da: Cns Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperative e Soc, Alfredo Cecchini Srl, in persona dei rispettivi legali rappresentanti p. t., rappresentati e difesi dagli avv. ti Pierluigi Piselli e Gianni Marco Di Paolo, con domicilio eletto presso lo Studio Legale Piselli - Di Paolo in Roma, Via G. Mercalli, 13;
La Regione Lazio, in persona del Presidente p. t., rappresentata e difesa dagli avv. ti Nicola Sabato e Fiammetta Fusco, presso il cui studio è domiciliata in Roma, Via Marcantonio Colonna, 27;
Asl 103 - Rm/C, Asl Roma 6 (Già Asl Roma H) in persona dei rispettivi legali rappresentanti p. t., non costituite in giudizio;
Asl Roma 2, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentata e difesa dagli avv. ti Massimo Micheli e Francesco Dell'Orso, con cui è domiciliata elettivamente in Roma, Via Filippo Meda, 35;
Soc Siram Spa, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentata e difesa dagli avv. ti Andrea Fantappiè, Alberto Bianchi e Marco Selvaggi, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, Via Nomentana, 76;
Soc Termigas Srl, in persona del legale rappresentante p. t., non costituita;
Soc Pvb Solutions Spa, in persona del legale rappresentante p. t., non costituita;
Soc Antas Srl, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentata e difesa dall'avv. Fabio Mastrocola, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Via G.G. Belli, 39;
C.N.P. Combustibili Nuova Prenestina Spa, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentata e difesa dagli avv. ti Valentino Vulpetti e Valentina Lipari, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Roma, Via Sabotino, 2/A;
-del provvedimento prot. n. GR/12/15-1578 del 4.1.2016 e della relativa Determinazione dirigenziale G17434 del 30.12.2015, con cui è stata disposta l'aggiudicazione definitiva dei lotti 1,2,3,4,5,6 e 7 per "l'affidamento del multiservizio tecnologico e di fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o nella disponibilità delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio";
- di tutti gli atti e di tutte le operazioni posti in essere dall'Amministrazione resistente e dai suoi Organi, nonché di tutti i verbali della Commissione aggiudicatrice, dal n. 1 al n. 14, ivi inclusi i verbali delle sedute riservate con riferimento alle operazioni e agli atti citati negli stessi;
-degli atti non conosciuti di verifica del possesso dei requisiti di ordine generale (art. 38 D.lgs. n.163/06) e di ordine speciale (artt. 40,41,42 e 48 D.lgs. n. 163/06);
- della Determinazione dirigenziale n. G12706 del 9.9.2014 di nomina della Commissione esaminatrice;
- della Determinazione dirigenziale n. G04546 del 9.4.2014 di indizione della procedura di affidamento;
- della Determinazione dirigenziale n. G05588 del 15.4.2014;
- di tutti gli atti del sub - procedimento di verifica dell'anomalia inerenti le offerte presentate;
- di ogni altro atto, ancorché non conosciuto, presupposto, connesso e conseguenziale;
-della legge di gara tutta che va necessariamente annullata in considerazione dell’intervenuta modifica del Lotto in questione derivata da atti aventi natura amministrativa idonei a modificare l’assetto territoriale del Lotto di riferimento, ivi incluso, tra questi, il Decreto del Commissario ad acta n. U00606 del 30.12.2015;
-ove occorre possa, e, per quanto di ragione, della legge di gara tutta, per non avere previsto il conseguente annullamento della gara in caso di eventi modificativi del Lotto in questione derivanti da atti aventi natura amministrativa incidenti sull’assetto territoriale del Lotto di riferimento;
nonché, per la declaratoria di nullità del contratto
ove medio tempore eventualmente stipulato tra la Regione Lazio e il RTI aggiudicatario nel Lotto di interesse ai sensi e per gli effetti degli artt. 121, co. 1, lett. c) e d), 122 e 124 del D.Lgs. n. 104/2010;
ed altresì per l'accoglimento
della domanda di conseguire da parte dell'odierno Raggruppamento ricorrente l'aggiudicazione dell'appalto relativo al Lotto di interesse e per la stipula del conseguente contratto e, nell'ipotesi in cui sia stato già stipulato il contratto relativo al Lotto 4, per la declaratoria di inefficacia del contratto stesso e per l'accoglimento della conseguente domanda di subentro;
nonché, nella denegata ipotesi in cui non venissero conseguite l'aggiudicazione e la stipula del contratto relativi al Lotto 4, ovvero in caso di parziale esecuzione del servizio da parte del controinteressato o, per qualunque altra causa, venisse affidata solo una parte della commessa oggetto di gara, per l'accoglimento della domanda di condanna della stazione appaltante al risarcimento per equivalente monetario, per la refusione dei danni subiti e subendi a causa dei provvedimenti impugnati, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria;
ed, infine, per la declaratoria
del diritto dell'odierno ricorrente ad accedere agli atti e documenti richiesti con le istanze di accesso d.d. 8.1.2016 e 25.1.2016, ancora non completamente ostesi, con conseguente condanna dell'Amministrazione ad esibire e consentire l'estrazione in copia, ai sensi dell'art. 116, comma 1, c.p.a., dei documenti relativi al richiesto accesso, nonché degli atti non conosciuti di verifica (a quanto consta non ancora effettuata) del possesso dei requisiti di ordine generale e speciale, ordinando a quest'ultima di porre in essere tutti gli adempimenti necessari al fine di consentire l'esercizio del diritto di accesso all'odierno ricorrente;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Lazio, Asl Roma 2 e delle Società Siram Spa, Antas Srl e Prenestina Spa C.N.P. Combustibili Nuova;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 giugno 2016 il Cons. Donatella Scala e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Premette la società ricorrente di avere partecipato alla procedura aperta centralizzata indetta dalla Regione Lazio con determinazione dirigenziale n. G04546 del 9.4.2014 per l'affidamento dell'appalto avente ad oggetto il "Multiservizio tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o nella disponibilità delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio".
Precisa che la procedura di gara, da aggiudicarsi secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, era suddivisa in 7 Lotti, e precisamente:
-Lotto 1- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità di ASL Latina, ASL Frosinone (CIG 5699415A09);
-Lotto 2- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità di ASL Roma B, ASL Roma G, ASL Rieti (CIG 5699432811);
-Lotto 3- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità delle ASL Roma D, ASL Roma F, ASL Viterbo (CIG 5699453965);
-Lotto 4- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità di ASL Roma C, ASL Roma H (CIG 56994685C7);
-Lotto 5- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità di Azienda Ospedaliera Sant'Andrea, Azienda Ospedaliera San Giovanni (CIG 5699479ED8);
-Lotto 6- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità di ASL Roma A, ASL Roma E, Azienda Ospedaliera San Filippo Neri (CIG 5699487575);
-Lotto 7- affidamento del Multiservizio Tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili in proprietà o nella disponibilità del Policlinico Tor Vergata (CIG 5699496CE0).
Nel precisare, ulteriormente, le regole introdotte dalla lex specialis, la ricorrente evidenzia che, allo scopo di garantire una corretta formulazione dell'offerta, il disciplinare di gara prevedeva altresì che le Ditte concorrenti prendessero visione, attraverso idonei sopralluoghi, degli immobili in proprietà o nella disponibilità delle Aziende Sanitarie contraenti e dei principali impianti tecnologici ivi installati e che, in seguito all'effettuato sopralluogo, gli operatori economici dovevano allegare, a pena di esclusione, alla documentazione amministrativa richiesta per l'ammissione alla gara copia dei verbali di sopralluogo sottoscritti dalle parti.
Espone, dunque, i tratti salienti della procedura (rettifica del bando per errore materiale sui requisiti di capacità economica finanziaria e tecnica; proroga dei termini di presentazione delle offerte; apertura dei plichi contenenti la documentazione amministrativa; quindi, ammissione al lotto di 15 concorrenti e due ammissioni con riserva - soc. coop. Natuna S.p.A., poi aggiudicatario del Lotto 7, e RTI Olicar S.p.A. — Enel Si S.r.l., poi aggiudicatario del Lotto 2 - soggetti successivamente ammessi definitivamente; esame offerte tecniche; lettura delle offerte economiche in relazione a ciascun lotto oggetto di gara; rettifica da parte della Commissione degli errori materiali nel totale del canone annuo riportato dalle imprese partecipanti, redazione graduatorie provvisorie).
Quindi la Commissione di gara, all'esito della disamina della documentazione tecnica, economica ed amministrativa degli operatori economici, con riferimento al Lotto 4, procedeva alla lettura della seguente graduatoria provvisoria (giusta verbale in data 22.12.2015):
1° classificato: RTI SIRAM S.p.A. — MI.CO.R. S.r.l. — Ferranti Tommaso s.r.l.: punteggio totale 81,93;
2° classificato: CNP spa: punteggio totale: 80,51;
3° classificato: RTI Antas S.r.l. — Bilfinger S.r.l. — Gaetano Paolin S.p.A. — Tecnhè S.p.A.: punteggio totale: 79,51;
4° classificato: RTI TERMIGAS spa – SOF spa: punteggio totale: 77,63;
5° classificato: PVB Solutions S.p.A.: punteggio totale: 77,19;
6° classificato: RTI CNS soc. coop. —Alfredo Cecchini S.r.l.: punteggio totale: 75,67;
7° classificato: RTI Prima Vera spa – Impresa Costruzioni Generali Melato srl: punteggio totale: 67,00;
8° classificato: RTI S.A.C.C.I.R. – COGECO 7 srl: punteggio totale: 59,26;
9° classificato: RTI C.C.C. soc. coop.- Natuna S.p.A.: punteggio totale 54,45;
10° classificato: RTI Cofely Italia S.p.A. — CO.GE.I Italia S.r.l.: punteggio totale: 51,56.
Precisa ancora che in data 30.12.2015 era adottato il decreto del Commissario ad acta, in vigore dal 1.01.2016 (prima dell’aggiudicazione definitiva dei lotti, intervenuta il successivo 4 gennaio), che modificava l’assetto territoriale e organizzativo delle Aziende sanitarie Locali del Lazio, prevedendo, per quanto di interesse, la soppressione delle ASL Roma B e ASL Roma C e l’accorpamento delle stesse nella neo istituita ASL Roma 2.
Quindi, con nota del 4 gennaio 2015, l'Amministrazione resistente provvedeva a comunicare agli operatori economici partecipanti alla procedura de qua la graduatoria definitiva dei lotti 1,2,3,4,5,6 e 7 relativo all'affidamento del multiservizio tecnologico e di fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o nella disponibilità delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio, giusta Determinazione dirigenziale G17434 del 30.12.2015.
Precisa la ricorrente di avere presentato istanza di accesso agli atti al fine di richiedere tutta la documentazione amministrativa, tecnica ed economica presentata con riferimento ai lotti 1,2,3,4,5,6 e 7 da tutti gli operatori economici che hanno partecipato alla procedura de qua e che, il successivo 19.1.2016, esercitava il diritto di accesso agli atti in modo parziale, potendo visionare ed estrarre copia solo di parte della documentazione relativa ai lotti 1,2,3,4,6 e 7.
Nel precisare, quindi, che non tutta la documentazione richiesta nelle richieste di accesso era stata ostesa al RTI ricorrente, impugna, comunque, la procedura in esame, deducendone l’illegittimità alla stregua dei seguenti motivi.
Sulle incompatibilità sussistenti in capo al legale rappresentante della società mandante Micor srl facente parte del RTI con Siram spa: violazione degli art. 77 e 78, d.lgs. n. 267/2000; violazione della deliberazione n. 96 del 18.2.2015, approvata con decreto del Commissario ad acta avente per oggetto: “Approvazione dell’atto aziendale dell’Asl Roma H”; violazione della par condicio; violazione del considerando 16 e dell’art. 24 della Direttiva 2014/24/UE del 26.2.2014.
Denuncia la mancata esclusione dell’offerta dell’aggiudicataria del lotto 4 RTI Siram, mandataria, con Micor srl e ferranti Tommaso srl, mandanti, attesa la grave incompatibilità del legale rappresentante della società Micor, sig. Fausto Servadio, che ricopre dal 30.5.2013 la carica di Sindaco di Velletri, ricadente nell’ambito territoriale del Lotto 4 e che ha ricoperto anche la carica di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Roma H, nel cui ambito il RTI ha presentato offerta e si è aggiudicato il Lotto.
Sulla posizione di della PVB Solutions spa, quarta in graduatoria: violazione dell’art. 38, comma 1, lett. a); violazione della lex specialis; violazione dei principi di imparzialità e buon andamento dettato dall’art. 97, Cost.
Lamenta anche la mancata esclusione dalla gara della società PVB Solutions spa, per essere risultato dalla visura CCIAA in concordato preventivo dal maggio 2015, avendo presentato ricorso ex art. 161 L.F. per l’ammissione alla procedura concordataria in data antecedente l’apertura dei plichi relativi all’offerta economica.
Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2, 81 e 83, d.lgs. 163/2006; violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1418 c.c.; violazione e/o falsa applicazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa; eccesso di potere per difetto dei presupposti di fatto e di diritto, contraddittorietà, sviamento, perplessità, difetto di motivazione e di istruttoria nonché erronea valutazione dei fatti.
Denuncia la parte ricorrente l’indeterminatezza dell’oggetto, quanto ai Lotti 2 e 4, a seguito del decreto del Commissario ad acta del U00606 del 30 dicembre 2015, entrato in vigore il 1.01.2016, prima dell’aggiudicazione definitiva dei Lotti, avvenuta il 4.1.2016, che ha mutato l’assetto delle Aziende Sanitarie Locali del Lazio, non solo modificandone la denominazione, ma incidendo sulla loro estensione territoriale e sull’organizzazione interna delle stesse e, conseguentemente, apportando modifiche sostanziali alle condizioni di gara, in quanto incidenti sulle modalità di esecuzione delle prestazioni e sulla valutazione delle stesse.
Le modifiche del bando di gara determinate dal decreto del Commissario ad acta del 2015 avrebbero dovuto essere nuovamente pubblicate con decorrenza ex novo dei termini previsti dalla normativa di riferimento, onde assicurare la par condicio tra gli operatori. In particolare, avrebbe dovuto essere modificato il CIG identificativo della gara; il valore annuo del lotto; il DUVRI; il fatturato specifico richiesto per servizi analoghi; le modalità di esecuzione dei servizi da prestare rispetto ad un assetto territoriale e numero di aziende ospedaliere mutato.
Violazione del principio della par condicio; eccesso di potere per errore nei presupposti, travisamento dei fatti, carenza istruttoria, motivazione apodittica ed insufficiente; manifesta irragionevolezza ed illogicità; contraddittorietà intrinseca ed estrinseca; sviamento di potere; perplessità dell'azione amministrativa.
Sostiene il RTI ricorrente che, nello svolgimento delle operazioni di valutazione delle offerte tecniche, la Commissione avrebbe impiegato un tempo palesemente insufficiente per compiere una reale valutazione dell'ingente mole di materiale predisposto dai diversi concorrenti. Ne conseguirebbe che il tempo dedicato alla fase del procedimento di valutazione nell’ambito del procedimento oggetto di impugnativa, in relazione al numero delle offerte da scrutinare e della complessità delle offerte - nonché dell'apporto verosimilmente non qualificato da un punto di vista tecnico del componente amministrativo della Commissione, la Dott.ssa Giovanna Agostinelli – denuncerebbe lo scollamento dai parametri minimi di adeguatezza e proporzionalità e sarebbe insufficiente per la formulazione di un giudizio individuale per ogni commissario e, pertanto, per esprimere un giudizio collegiale.
Sotto altro aspetto, contesta il RTI ricorrente la valutazione compiuta dalla Commissione di gara sotto il profilo dell’identità dei punteggi, essendo stati attribuiti identici punteggi, persino nei decimali, per tutti i parametri delle offerte tecniche di tutti i concorrenti nel lotto, tenuto anche conto che due dei tre componenti (esclusa la Dott.ssa Giovanna Agostinelli) avrebbero dovuto formulare giudizi individuali e distinti. Tale modus procedendi evidenzierebbe un’illegittima semplificazione del processo valutativo, con omessa analitica stima degli elementi tecnici costituenti l’offerta, rendendo un giudizio di fatto uniforme ed appiattita su una valutazione sommaria da parte dei due commissari “tecnici” presenti nella Commissione.
Altri aspetti della inadeguatezza della Commissione, nella sua composizione, sarebbero evincibili dal comportamento serbato in occasione della riparametrazione degli importi delle offerte economiche, a seguito di errori di calcolo compiuti da alcuni concorrenti, per essere stato chiesto “…a tutti i concorrenti di ricontrollare i calcoli matematici delle proprie offerte economiche al fine di riscontrare in seduta pubblica i risultati totali.”; ancora, l’approssimazione dell’attività della Commissione sarebbe evincibile nella valutazione del punteggio da attribuire all’offerta tecnica dei concorrenti con riferimento alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in quanto, nonostante l’incompletezza delle dichiarazioni rese dai concorrenti in gara, nessun chiarimento è stato reso in proposito, e, dunque, ha dovuto valutare offerte non rispondenti esattamente a quanto richiesto dal Capitolato Tecnico.
Violazione del dovere di custodia e conservazione dei plichi e delle offerte del principio di concentrazione e di continuità delle operazioni di gara, della par condicio, del principio di trasparenza, dell’art. 97 cost., dell’art. 2 d.lgs. 163/2006, dell’art. l l. 241/1990; sviamento e difetto di istruttoria.
Il Rti ricorrente ritiene, ancora, inficiante tutta la procedura di gara la mancata indicazione nei verbali di gara delle modalità di custodia in corso di gara dei plichi contenenti gli atti del procedimento allo scopo di preservarli da indebita manomissione, nonché delle modalità di verbalizzazione, in quanto dai verbali di gara non è evincibile alcun riferimento a tali modalità, essendosi limitata la Commissione a prevedere che:”…il Presidente della Commissione giudicatrice medesimo che ne dispone le modalità di conservazione al fine di garantirne la segretezza e l’integrità, quali la chiusura a chiave”; e: “i plichi contenenti le offerte e l’intera documentazione di gara sono stati custoditi regolarmente fino alla data odierna, sotto la responsabilità del Presidente della Commissione medesimo”.
Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2, 81 e 83 d.lgs. 163/2006; violazione e/o falsa applicazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa; violazione della par condicio, del principio di trasparenza, dell’art. 97 cost., dell’art. 2 d.lgs. 163/2006; eccesso di potere per difetto dei presupposti di fatto e di diritto, contraddittorietà, sviamento, perplessità, difetto di motivazione e di istruttoria nonché erronea valutazione dei fatti.
Con l’ultimo motivo, il ricorrente contesta che la seduta pubblica del 16.10.2015 di cui al verbale di gara n. 7 si sia svolta in luogo (nel senso di sede) diverso rispetto a quello indicato ai concorrenti, senza che fosse stata data adeguata comunicazione del mutamento del luogo in cui sarebbe avvenuta la seduta pubblica del 16.10.2015, non risultando che si fosse provveduto a mezzo di diretta comunicazione, in modo da garantire loro l'effettiva possibilità di presenziare allo svolgimento delle operazioni di gara.
Conclude, pertanto, chiedendo, in accoglimento dei rassegnati motivi, l’annullamento di tutti gli atti e provvedimenti impugnati, relativi al Lotto 4 e concernenti "l'affidamento del multiservizio tecnologico e di fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o nella disponibilità delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio", al fine del conseguimento dell'aggiudicazione dell'appalto di interesse, ed, in via subordinata, l'annullamento della gara relativa al Lotto controverso; la declaratoria di nullità del contratto ove medio tempore eventualmente stipulato tra la Regione Lazio e il RTI aggiudicatario nei Lotto di interesse ai sensi e per gli effetti degli artt. 121, co. 1, lett. c) e d), 122 e 124 del D.lgs. n. 104/2010; l’accoglimento della domanda tesa a conseguire da parte dell'odierno Raggruppamento ricorrente l'aggiudicazione dell'appalto relativo al Lotto 4 e la stipula del conseguente contratto; nell'ipotesi in cui sia stato già stipulato il contratto relativo al Lotto 4, declaratoria di inefficacia del contratto stesso ovvero subentro da parte dell'odierno RTI ricorrente; in via ulteriormente subordinata, in caso di parziale esecuzione del servizio da parte del controinteressato o, per qualunque altra causa, venisse affidata solo una parte della commessa oggetto di gara, la condanna della stazione appaltante al risarcimento per equivalente monetario, per la refusione dei danni subiti e subendi a causa dei provvedimenti impugnati, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria; declaratoria del diritto dell'odierno ricorrente ad accedere agli atti e documenti richiesti con le istanze di accesso d.d. 8.1.2016 e 25.1.2016, ancora non completamente ostesi, con conseguente condanna dell'Amministrazione ad esibire e consentire l'estrazione in copia, ai sensi dell'art. 116, comma 1, c.p.a., dei documenti relativi al richiesto accesso, nonché degli atti non conosciuti di verifica (a quanto consta non ancora effettuata) del possesso dei requisiti di ordine generale e speciale, ordinando a quest'ultima di porre in essere tutti gli adempimenti necessari al fine di consentire l'esercizio del diritto di accesso all'odierno ricorrente.
Si è costituita in giudizio la Regione Lazio per resistere al ricorso di cui ha eccepito, in via pregiudiziale, l’inammissibilità del ricorso per carenza di interesse a conseguire l’aggiudicazione in relazione alla posizione acquisita (6° posto) nella graduatoria stilata per il Lotto di interesse e, nel merito, l’infondatezza dei motivi come spiegati; anche l’intimata ASL Roma 2 si è costituita in giudizio eccependo, in via pregiudiziale, la carenza di legittimazione passiva.
Si sono costituite, altresì, le pure intimate controinteressate Società Siram Spa, Antas Srl e Prenestina Spa C.N.P. Combustibili Nuova che hanno, per altrettanto, eccepito l’inammissibilità del ricorso e/o delle censure dedotte e, comunque, l’infondatezza delle stesse; non si sono, invece, costituite le pure intimate società Termigas Srl e Pvb Solutions Spa.
La Sezione Prima ter, con ordinanza n. 3302/2016 del 16 marzo 2016, si è pronunciata sull’istanza di accesso, ordinando all’Amministrazione regionale il deposito in giudizio, nei tempi e modi ivi indicati, degli atti inerenti alla verifica del possesso dei requisiti generali e di capacità (ex art. 38 e 48 d.lgs. n. 163/2006) dell’aggiudicatario e di colui che segue in graduatoria, in relazione al lotto di interesse.
La Regione Lazio ha provveduto al disposto incombente nelle date del 13 aprile, 12 maggio e 31 maggio 2016.
Quindi, in vista della discussione della causa nel merito, le parti hanno presentato nutrite memorie e repliche.
Alla pubblica udienza del 21 giugno 2016, i patroni delle parti costituite hanno insistito nelle rispettive domande e conclusione e il Collegio ha trattenuto la causa a sentenza.
Con il ricorso in esame, la parte ricorrente ha impugnato gli atti della procedura ad evidenza pubblica avente ad oggetto l’affidamento del servizio multi tecnologico e di fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà della Aziende Sanitarie della Regione Lazio, con specifico riferimento al lotto 4, contestando la procedura osservata al riguardo, sotto svariati profili. In via principale, si contesta: la mancata esclusione del RTI Siram SpA, in violazione dell’art. 78 TUEL, in quanto il legale rappresentante della mandante Micor Srl (Fausto Servadio) dal 30.5.2013 ricopre la carica di Sindaco di Velletri (che ricade nell’ambito del lotto 4 posto a gara) e fino al febbraio 2015 ha ricoperto la carica di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ASL Roma H (che ricade nell’ambito del lotto 4 posto a gara); mancata esclusione di PVB Solutions Spa (5^ in graduatoria) ancorché il 27.10.2014 avesse presentato istanza per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo ex art. 161 L.F.; in via subordinata, parte ricorrente ha dedotto: l’indeterminatezza dell’oggetto dei lotti 2 e 4; la rimodulazione dei lotti 2 e 4 avvenuta dopo l’adozione del decreto dal Commissario ad acta n. U00606 del 30.12.2015, in assenza di alcuna misura atta a garantire la par condicio tra gli operatori partecipanti alla gara; l’insufficienza del tempo impiegato dalla Commissione di gara per valutare le offerte; la superficialità delle valutazioni eseguite, concluse con attribuzione da parte dei singoli Commissari di un medesimo punteggio; l’omessa indicazione, nei verbali di gara, delle modalità di custodia dei plichi e degli atti del procedimento; lo svolgimento della seduta pubblica del 16.10.2015 in luogo diverso da quello indicato ai concorrenti e gradua, in ordine via via subordinata, le istanze formulate in merito, di aggiudicazione e annullamento degli atti della procedura; insiste, altresì, per l’ostensione di alcuni atti del procedimento.
Il Collegio dà atto, in via preliminare, che il ricorso, per la parte in cui è stata introdotta istanza di accesso in corso di causa agli atti di gara non completamente ostesi, è stato già definito con l’ordinanza della Sezione Prima ter n. 3302/2016, cui ha fatto seguito il deposito documentale ivi ordinato da parte della Regione Lazio, con il che la richiesta della parte ricorrente deve ritenersi completamente soddisfatta.
Sempre in via preliminare, il Collegio deve esaminare l’eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla intimata ASL Roma 2.
Come sopra accennato, oggetto di impugnativa sono gli atti della procedura di gara indetta dalla Regione Lazio al fine della fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o in uso alle Aziende Sanitarie della Regione Lazio, avverso cui la parte ricorrente ha dedotto numerose censure, chiedendone l’annullamento e introducendo, altresì, numerose domande, variamente graduate, anche di carattere risarcitorio.
Nella vicenda contenziosa, dunque, l’ASL Roma 2 non assume la figura di Amministrazione resistente, atteso che nessuno degli atti impugnati è riferibile alla medesima, essendo, invece direttamente imputabili alla sola stazione appaltante.
Tanto precisato, è noto che nel processo amministrativo l'individuazione del soggetto titolare della legittimazione passiva risente del suo carattere impugnatorio ricavabile dall' art. 41, comma 2, c.p.a. - ricognitivo sul punto del precedente art. 21 comma 1, l. 6 dicembre 1971 n. 1034 - quale strumento per impugnare un atto e chiederne l'annullamento ed elidere i risultati prodotti dall'illegittima attività dell'Amministrazione; di conseguenza, e in aderenza a tali caratteri impugnatori del processo amministrativo, la legittimazione passiva deve essere riferita all'Amministrazione che ha effettivamente emesso l'atto amministrativo e la notificazione del ricorso, in quanto volto all'ottenimento dell'annullamento di un atto amministrativo, deve essere effettuata presso l'Amministrazione che ha adottato il provvedimento impugnato ovvero all'Amministrazione cui è ex lege attribuito il potere di porre in essere i provvedimenti reclamati, alla stregua di quanto disposto dal cit. art. 41 comma 2, c.p.a. in base al quale, qualora sia proposta azione di annullamento, il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla Pubblica amministrazione che ha emesso l'atto impugnato.
Pertanto, in accoglimento dell’eccezione formulata sul punto, deve essere disposta l'estromissione dal giudizio della ASL Roma 2.
Ancora, in via pregiudiziale, il Collegio ritiene di poter prescindere dall’esame delle eccezioni di inammissibilità variamente spiegate dalle controparti resistenti, attesa l’infondatezza del ricorso nel merito.
Possono essere esaminate le censure dedotte in via principale.
Con la prima, la parte ricorrente si duole della mancata esclusione del RTI risultato aggiudicatario del lotto di interesse, attesa l’incompatibilità del legale rappresentante della società mandante Micor, sig. Servadio, Sindaco di Velletri, dunque in ambito territoriale interessato dalla gara per il lotto di interesse e Presidente della Conferenza di Servizi dei Sindaci dell’ASL Roma H, pure operante nell’ambito relativo al lotto di interesse.
A prescindere dalla evidente inammissibilità della censura per carenza di interesse, in quanto la eventuale esclusione dalla gara della prima graduata non produrrebbe alcun effetto utile nei confronti del RTI ricorrente, graduatosi solo al sesto posto della graduatoria definitiva, la stessa si rivela comunque infondata.
Come sopra chiarito in occasione dello scrutinio della eccezione di carenza di legittimazione passiva dell’ASL Roma 2, tutti gli atti relativi alla gara oggetto di contestazione sono geneticamente riferibili in via esclusiva alla Regione Lazio, mentre il responsabile della società che ha partecipato alla gara in RTI ricopre la carica di Sindaco di un Comune, rimasto estraneo sia alle decisioni inerenti la necessità di indizione della gara che a tutti quelli occorsi per l’espletamento della stessa, di talché deve escludersi che la sovrapposizione delle due figure possa avere in qualche modo favorito la società di cui è il legale rappresentante. Si rivela, pertanto, inconferente il richiamo alla violazione dell’art. 78 del TUEL che, invece, prevede l’obbligo di astensione degli amministratori locali nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni che, dunque, non possono prendere parte alla redazione delle delibere comunali riguardanti interessi propri, ovvero assumere cariche presso enti dipendenti o comunque controllati dal Comune presso cui esercitano la carica.
Nemmeno può essere desunta una posizione di conflitto di interessi dalla partecipazione del sig. Servadio alla Conferenza dei Sindaci sopra richiamata, non essendo stata fornita alcuna prova che in quell’ambito siano state prese decisioni inerenti la procedura di gara per cui è causa. Come, invece, emerso dalla documentazione in atti, la Conferenza dei Sindaci si è occupata di altri aspetti inerenti il Servizio sanitario locale e, in specie, dei pani sanitari.
Per concludere sul punto, la circostanza che il legale rappresentante della società mandante del RTI aggiudicatario di un lotto relativo ad Asl operante nell’ambito territoriale in cui il medesimo ricopre anche la carica di Sindaco non costituisce causa di incompatibilità tanto da determinarne l’esclusione, non essendo emerso lo svolgimento di alcuna attività interferente con la gara di appalto né, più a monte, di attività decisionale in grado di incidere sul processo deliberativo della stazione appaltante così da poterne risultare favorito, a discapito delle altre ditte partecipanti alla procedura.
Con il secondo motivo principale, la parte ricorrente reclama l’esclusione di altra partecipante alla procedura e che nel Lotto di interesse ha acquisito il quinto posto della graduatoria definitiva.
Per le medesime ragioni di cui sopra, è evidente anche in questo caso la carenza di interesse alla censura che, comunque, si rivela infondata.
E’ pacifico che la società PVB Solutions srl è stata ammessa a concordato preventivo dal Tribunale di Trento che, peraltro, ha preso atto della richiesta di concordato con continuità aziendale.
La precisazione è dirimente, in quanto ai sensi dell’art. 38, lett. a) del d.lgs. 163/2006, applicabile ratione temporis alla gara de qua, sono esclusi dalla partecipazione alle procedure per l’affidamento di un contratto pubblico, né possono stipularlo, i soggetti che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, salvo il caso di cui all'articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
Nessun appunto, dunque, può essere mosso alla stazione appaltante che legittimamente non ha escluso dalla competizione concorsuale la società ammessa a concordato in continuità.
Si può, dunque, passare all’esame dei motivi dedotti in via subordinata.
Con il secondo e terzo motivo, che possono essere trattati congiuntamente, attesa l’omogeneità delle deduzioni ivi contenute, la parte ricorrente denuncia l’illegittimità della procedura quanto al Lotto di interesse, per esserne stato mutato l’oggetto in corso di gara e per non essere stata, conseguentemente, consentita la riapertura dei termini alla stregua di tali modifiche.
Occorre, al riguardo, chiarire che non è corretto quanto asserisce il RTI ricorrente nella narrazione in fatto circa l’emanazione del decreto del Commissario ad acta n. U00606 del 30.12.2015, in vigore dal 1.01.2016, in corso di gara, atteso che, come è agevole evincere dalla documentazione in atti, la stessa si è conclusa con l’aggiudicazione definitiva di cui alla determina G17434 del 30.12.2015, e non il 4 gennaio 2016 che è, invece, la data in cui è stata comunicato alle partecipanti l’esito della gara stessa.
Tale precisazione consente di escludere in radice che le condizioni di gara siano state mutate mentre questa era in corso di svolgimento; le eventuali modificazioni involgenti l’oggetto del Lotto di interesse attengono, pertanto, alla successiva fase di stipula del contratto e non valgono, al contrario di quanto asserisce parte ricorrente, ad inficiare la legittimità della procedura.
Ad ogni buon conto, deve convenirsi con la difesa regionale che ha evidenziato come alcuna incisione sulla consistenza dei lotti può derivare dalla delibera del Commissario ad acta che, invece, attiene alla modificazione soggettiva delle AASSLL risultate accorpate e confluite nelle AASSLL di nuova istituzione che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, sono subentrate in tutto il patrimonio attivo (immobili compresi) e passivo e in ogni rapporto giuridico, anche processuale, facente capo alle preesistenti AASSLL, in un’ottica di razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria, a salvaguardia degli obiettivi di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio, giusta i Programmi Operativi 2013-2015, approvati con precedenti determinazioni regionali.
L’oggetto della gara di cui si controverte attiene propriamente al servizio multi tecnologico e alla fornitura dei vettori energetici per gli immobili di proprietà o in uso della Aziende Sanitarie della Regione Lazio, e, dunque, la circostanza che successivamente sia stata modificata la titolarità di tali immobili, in virtù di una diversa configurazione territoriale delle AASSLL di riferimento, non vale a modificarne le modalità di gestione né è idonea a stravolgere la natura delle prestazioni oggetto di appalto.
Di nessun pregio, allora, si rivelano le deduzioni relative alla erronea attribuzione dei punteggi in relazione a taluni dei parametri stabiliti con il disciplinare di gara, tenuto conto che questi sono stati senz’altro riferiti all’oggetto della gara e non già ai soggetti titolari degli immobili oggetto delle forniture da appaltare.
Per le medesime ragioni, si rivelano infondate le deduzioni in merito alla necessità di riformulazione delle offerte alla stregua della intervenuta modifica soggettiva del soggetto giuridico nei cui confronti deve essere effettuata la prestazione oggetto di appalto, atteso il previsto subentro delle neo AASSLL in tutti i rapporti precedentemente imputabili alle soppresse AASSLL.
Con il quinto e sesto motivo, che pure possono essere esaminati congiuntamente attesa la correlazione tra gli stessi, il RTI ricorrente denuncia, in sostanza, la superficialità delle valutazioni effettuate dalla Commissione di gara nel corso delle sedute dedicate all’esame delle offerte tecniche, determinate dall'identità di giudizi espressi, insieme alla brevità dei lavori, che, sempre a dire del ricorrente, costituirebbero la plastica espressione di un vizio insuperabile, derivante dalla inadeguatezza nella organizzazione dei lavori della stessa Commissione, operante di fatto soltanto per due terzi dei suoi membri per tutte le valutazioni tecniche ed ingegneristiche da compiere.
Occorre, innanzitutto, evidenziare che, ai sensi dell’art. 84, del d.lgs. 163/2006, applicabile ratione temporis alla procedura in contestazione, “1. Quando la scelta della migliore offerta avviene con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione è demandata ad una commissione giudicatrice, che opera secondo le norme stabilite dal regolamento. 2. La commissione, nominata dall'organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l'oggetto del contratto. 3. La commissione è presieduta di norma da un dirigente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in organico, da un funzionario della stazione appaltante incaricato di funzioni apicali, nominato dall'organo competente.”
Come evincibile dalla documentazione in atti, la Commissione giudicatrice della gara in controversia è stata nominata con determina del 9 settembre 2014, e risulta composta da tre membri: il Presidente, individuato nella dirigente dell’Area Pianificazione e Programmazione della Direzione Centrale Acquisiti in servizio presso l’Ente appaltante e due componenti, individuati tra i professionisti del GSE, quali professionalità esperte in materia di risparmio energetico e di fonti rinnovabili, non presenti nella Regione Lazio e nelle ASL.
Ritiene il Collegio che la Commissione, così nominata, risponda pienamente ai requisiti che l’art. 84 sopra richiamato prevede per i casi di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Ed invero, dalla semplice lettura della norma in esame emerge che nelle gare pubbliche la competenza della Commissione giudicatrice può ritenersi concretamente soddisfatta ancorché due dei suoi tre componenti, come nel caso di specie, siano portatori di una specifica competenza nel settore cui il singolo appalto si riferisce ed il terzo membro vanti comunque una competenza tecnica generale in materia di pubbliche gare, specificità altrettanto necessaria per i fini di cui si tratta. Occorre, infatti, considerare che è la Commissione giudicatrice nel suo complesso che deve garantire il possesso di tutte le competenze occorrenti per la valutazione delle offerte delle singole gare, senza che possa inferirsi, a contrario, la necessità che i componenti siano tutti dotati di competenze specifiche, essendo senz’altro sufficiente che la maggioranza dei membri sia composta da soggetti forniti delle speciali conoscenze rispetto all'oggetto di gara.
Sgombrato il campo da qualsiasi dubbio in ordine alla competenza della Commissione di gara, pienamente legittimata nella sua interezza a compiere le operazioni valutative necessarie ad individuare l’offerta migliore, possono essere sviscerati i singoli aspetti di illegittimità evidenziati con le censure in esame.
Come emerge dalla documentazione depositata in atti, la Commissione di gara ha osservato la procedura prevista nel disciplinare di gara che, al punto 11 “Modalità di aggiudicazione della gara”, ha previsto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed ha indicato, in modo piuttosto dettagliato, le modalità per l’attribuzione del punteggio tecnico (Pt massimo 60) e di quello economico (Pe massimo 40). Con particolare riguardo alle modalità per la valutazione delle offerte tecniche, la disciplina di gara ha indicato preventivamente i parametri su cui basare il giudizio e i relativi punteggi, la cui sommatoria corrisponde al massimo punteggio attribuibile per tale parte dell’offerta (60); le regole di gara prevedono, poi, che ciascun commissario attribuisce discrezionalmente un coefficiente la cui media costituisce il coefficiente preliminare, salvo per quanto previsto sempre dal disciplinare in relazione all’obiettivo di risparmio attesi in termini di TEP/anno. Per l’attribuzione discrezionale dei coefficienti da parte della Commissione è prevista una scala di valutazione, in cui è previsto un punteggio fisso in relazione al relativo giudizio (es. ottimo – 1,00; buono – 0,75, ecc.); quindi, dopo l’attribuzione dei singoli giudizi e dei coefficienti preliminari, si procede al calcolo per l’attribuzione dei punteggi definitivi, secondo la formula ivi indicata, e, infine, è precisato che per l’ammissione alle successive fasi di gara occorre avere totalizzato almeno punti 31 (su 60).
Tanto precisato, e venendo all’esame della censura con cui si contesta l’omologazione dei punteggi, deve essere innanzitutto rilevato che la parte ricorrente, dopo avere stigmatizzato tale modalità operativa quale sintomo di illegittimità, nulla eccepisce in merito al punteggio complessivo meritato dalle partecipanti alla gara, e, in particolare, da quelle che l’hanno preceduto nella graduatoria delle offerte tecniche e da quello attribuito alla propria offerta. Dunque, non viene censurata, nei limiti in cui ciò è consentito, la valutazione discrezionale che è stata effettuata dai commissari in relazione ai singoli parametri, limitandosi a rilevare il RTI ricorrente che ciascun componente della Commissione ha attribuito lo stesso punteggio in relazione ai singoli parametri in cui è stata scomposta ciascuna offerta tecnica.
Non soccorre, in tal senso, l’allusione svolta in ricorso circa l’incompetenza della Commissione che, nell’aver rilevato alcuni errori di calcolo, ha poi invitato i concorrenti a rettificare i dati errati, atteso che tale episodio induce, semmai, ad evidenziare la approfondita attenzione impiegata nell’esame delle offerte. La censura non convince nemmeno nella parte in cui tende ad evidenziare l’approssimazione dell’attività della Commissione a proposito della valutazione del punteggio da attribuire all’offerta tecnica dei concorrenti con riferimento alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che sarebbe stata effettuata pure in presenza di offerte non rispondenti esattamente a quanto richiesto dal Capitolato Tecnico.
Il Capitolato Tecnico all'art. 5.4.2, rubricato "Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili", ha in proposito stabilito che “In sede di offerta tecnica il Fornitore potrà offrire una percentuale dell'energia elettrica fornita proveniente da fonti rinnovabili. In tal caso l'Assuntore, tramite sistema COFER, GO o equivalente, è tenuto a certificare la produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili non fossili per la quantità di energia elettrica derivante dall'applicazione della percentuale offerta in gara.”; i verbali danno atto che la valutazione è avvenuta sulla base delle dichiarazioni rese in proposito dai partecipanti, secondo quanto in proposito specificato dalla stazione appaltante con nota di chiarimenti del 12 giugno 2014, il che evidenzia la pretestuosità del rilievo dedotto.
Nessun rilievo, dunque, può essere mosso all’operato della Commissione che, come sopra evidenziato, ha proceduto nella sua interezza alla valutazione di cui si tratta sulla base di una serie di criteri e parametri molto dettagliati che hanno senz’altro contribuito a semplificare tali operazioni, favorendo l’elaborazione di un metro valutativo omogeneo, tarato sulle singole qualità in cui le offerte sono state scomposte al fine della attribuzione dei singoli punteggi.
E’ evidente, allora, lo scopo meramente strumentale di un tale rilievo, che ove fondato comporterebbe inevitabilmente la ripetizione della fase valutativa delle offerte tecniche, senza che, peraltro, sia stata fornita alcuna prova che la ripetizione delle operazioni determinerebbe senz’altro un ribaltamento dei risultati tale da consentire al RTI, graduatosi al quarto posto nel Lotto 1, con un distacco di oltre 10 punti rispetto alla prima classificata, un esito vittorioso.
Analoghe considerazioni, peraltro, possono essere spese a proposito della dedotta brevità delle operazioni valutative, in relazione alla complessità tecnica delle stesse, che sarebbe di per sé causa di illegittimità delle relative operazioni, in quanto anche in questo caso la censura è svolta in modo generico e non consente di confermare che l’asserita limitatezza dei tempi dedicati alla valutazione delle offerte possa essere assunta a prova della illegittimità dell'operato della commissione giudicatrice, in assenza di altri elementi sintomatici.
In disparte che il RTI ricorrente asserisce l’inadeguatezza della tempistica occorsa per l’esame delle offerte sulla base di una valutazione sua propria, il Collegio non ritiene che l’eventuale inadeguatezza dei tempi impiegati per l'esame delle offerte possa costituire valido presupposto per invalidare l’intera procedura, in quanto la celerità dei lavori ben può derivare da particolari doti, anche di sintesi, dei componenti della commissione giudicatrice, dalla adeguatezza della organizzazione dei suoi lavori ovvero della rilevazione ictu oculi delle peculiari caratteristiche dei progetti presentati, tenuto anche conto della ripetitività di queste valutazioni in relazione ai singoli parametri, come predeterminati nella lex specialis.
In conclusione, i motivi complessivamente considerati devono essere respinti.
Con la settima censura, la parte ricorrente denuncia un profilo di illegittimità, con cui pure si intende travolgere l’intera procedura di gara, consistente nella mancata indicazione nei verbali delle modalità di custodia in corso di gara dei plichi contenenti gli atti del procedimento allo scopo di preservarli da indebita manomissione, nonché delle modalità di verbalizzazione.
La lettura dei verbali relativi alle molteplici sedute, sia riservate che pubbliche, evidenzia la presa d’atto da parte dei commissari che “i plichi contenenti le offerte e l’intera documentazione di gara sono stati custoditi regolarmente fino alla data odierna, sotto la responsabilità del Presidente di commissione medesima” e che “i plichi consegnati al Presidente della commissione giudicatrice che ne dispone la custodia in stanze separate con modalità di conservazione atte a garantirne la segretezza e l’integrità quali la chiusura a chiave”.
Tanto precisato, ritiene il Collegio, in adesione, peraltro, alla consolidata giurisprudenza formatasi sul punto, che la legittimità della procedura deve essere valutata in modo sostanziale e non meramente formale, dovendosi accertare che non si sia verificata, in concreto, alcuna violazione della segretezza delle offerte che abbia comportato l’eventuale alterazione della documentazione rimasta incustodita, o anche solo il pericolo che una tale manipolazione possa essersi verificata.
Pertanto, la mancata dettagliata indicazione nei verbali di gara delle specifiche modalità di custodia dei plichi e degli strumenti utilizzati per garantire la segretezza delle offerte non costituisce di per sé motivo di illegittimità del verbale e della complessiva attività posta in essere dalla commissione di gara, dovendo invece aversi riguardo al fatto che, in concreto, sia stata alterata la genuinità delle offerte (cfr. per tutte, A.P. 3 febbraio 2014, n. 8).
Pertanto, la censura, non supportata da alcuna indicazione circa la lesione del principio di segretezza, non può trovare accoglimento.
Con l’ottavo ed ultimo motivo, infine, la parte ricorrente contesta la svolgimento della seduta del 16 ottobre 2015 per essere stata svolta in sala diversa rispetto a quella precedentemente comunicata.
Occorre, in proposito, evidenziare che il cambiamento di luogo è stato segnalato a tutti i concorrenti presenti a precedente seduta ed è stato, altresì, indicato con specifica comunicazione posta all’ingresso della sede ove si tenevano le riunioni e a quello della sala originariamente indicata, tanto che - la circostanza è pacifica - la rappresentante della società CNS ha potuto partecipare regolarmente.
Deve escludersi, pertanto, che non sia stata resa adeguata comunicazione circa il mutamento di luogo, essendo stato senz’altro raggiunto lo scopo di consentire ai soggetti interessati di partecipare alla seduta del 16 ottobre 2015, compresa la parte ricorrente.
In conclusione, il ricorso è infondato e deve essere respinto; le spese seguono la soccombenza secondo quanto specificato in dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater,
-estromette dal giudizio l’Asl Roma 2;
-definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna la parte ricorrente alla refusione delle spese di giudizio che liquida in euro 2.000,00 (duemila/00) in favore della resistente Ragione Lazio, ed in ulteriori euro 2.000,00 (duemila/00) per ciascuna delle società controinteressate costituitesi in giudizio, per complessivi euro 6.000,00 (seimila/00); spese compensate nei confronti della pure costituita Asl Roma 2.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 21 giugno 2016 con l'intervento dei magistrati:
Salvatore Mezzacapo,	Presidente
Donatella Scala,	Consigliere, Estensore
Anna Bottiglieri,	Consigliere