Source: http://www.ecorit.it/raee
Timestamp: 2018-01-24 07:59:33+00:00
Document Index: 80238280

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 256', 'art. 3', 'art. 212', 'art. 11']

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Cosa sono le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, AEE? Rasoio, computer, telefonino, bilancia, frigorifero, ventilatore. Questi sono solo alcuni degli esempi di piccoli e grandi elettrodomestici, funzionanti grazie all’ausilio della corrente elettrica o di campi elettromagnetici, che ognuno di noi quotidianamente utilizza.
Quando queste apparecchiature diventano obsolete o non più funzionanti, concludendo così il loro ciclo vita, divengono RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Ed è qui che entra in gioco ecoR’it, Sistema Collettivo multifiliera senza scopo di lucro per la corretta gestione di tale tipologia di rifiuto.
Per RAEE Domestici si intendono i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche derivanti dai nuclei domestici o quelli provenienti da attività di tipo commerciale, istituzionale, industriale, ecc, analoghi – per natura e quantità – a quelli originati dai nuclei domestici.
R1 – Al cui interno troviamo le denominate “apparecchiature refrigeranti” come ad esempio: frigoriferi, congelatori e apparecchi per il condizionamento, ecc;
R2 – i “Grandi bianchi”: lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, cucine economiche, ecc;
R3 – TV e monitor: televisori, monitor di computer, ecc;
R4 – All’interno di questa categoria troviamo PED (Piccoli Elettrodomestici), CE (Elettronica di consumo), ITC (tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), apparecchiature illuminanti e molto altro, come ad esempio: aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer (unità centrale, mouse, tastiera), stampanti, fax, telefoni cellulari, videoregistratori, apparecchi radio, plafoniere, ecc;
R5 – Sorgenti luminose: neon, lampade a risparmio, a vapori di mercurio, sodio, ioduri.
Per RAEE Professionali si intendono tutti quei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche derivanti da attività amministrative ed economiche, le cui quantità siano però ritenute rilevanti e le cui caratteristiche siano di uso esclusivamente professionale (non impiegate nelle abitazioni).
Contribuire alla difesa dell’ambiente significa anche essere in grado di iniziare una rivoluzione partendo dal proprio “piccolo”. La differenziazione dei rifiuti e il giusto riciclo è un tema importante anche quanto si tratta di RAEE. Saperli distinguere dai rifiuti più comuni e non gettarli nell’indifferenziata è il punto di partenza.
L’Italia, e più in generale l’Europa, sono ancora molto indietro: solo il 35% di questa tipologia di rifiuto viene, infatti, smaltita correttamente.
I RAEE hanno però al loro interno molte sostanze preziose che, se trattate correttamente, possono essere reintrodotte in nuovi cicli produttivi e contribuire alla nascita di un nuovo oggetto. Inoltre attuando un riciclo consapevole, attraverso il controllo certificato della filiera, verrà evitata la dispersione di sostanze dannose (e talvolta mortali) nell’ambiente che ci circonda, proteggendo così suolo, aria, acqua, flora, fauna ed essere umano.
Esistono differenti modi per riciclare i rifiuti tecnologici, che possono essere portati presso:
Isole ecologiche o centri di raccolta comunali: aree specializzate nella raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuti;
Centri di distribuzione: ossia tutti i punti vendita tecnologici che, secondo quanto stabilito dal Decreto Uno contro Uno (DM 65/2010), sono obbligati a ritirare gratuitamente il rifiuto elettronico al fronte dell’acquisto di un’apparecchiatura equivalente. Per quanto riguarda invece il sistema di ritiro Uno contro Zero, questo permette al consumatore di riconsegnare gratuitamente il proprio RAEE (di dimensioni esterne non superiori ai 25 cm) anche senza la necessità di acquistare un nuovo prodotto. Questo è possibile rivolgendosi a tutte le attività commerciali con una metratura di almeno 400 mq.
Secondo quanto stabilito dall'articolo 4 comma 1 punto g) del D.lgs. 49/2014, per Produttore di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, AEE, - e quindi soggetto agli obblighi previsti dall'art. 8 del D.Lgs – , si intende la persona fisica o giuridica che, qualsiasi sia la tecnica di vendita esercitata (inclusa la vendita a distanza quale vendita on-line o attraverso televendite), corrisponde, come segnalato dal Registro AEE, alle seguenti caratteristiche:
è stabilita nel territorio nazionale e rivende sul mercato nazionale, con il suo nome o marchio di fabbrica, apparecchiature prodotte da altri fornitori; il rivenditore non viene considerato produttore, se l'apparecchiatura reca il marchio del Produttore;
è stabilita nel territorio nazionale ed immette sul mercato nazionale, nell'ambito di un’attività professionale, AEE di un Paese terzo o di un altro Stato membro dell'Unione europea;
la progettazione delle apparecchiature secondo standard specifici che ne permettano il riutilizzo o il riciclo;
l’iscrizione al Registro AEE, ossia il Registro Nazionale dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche;
la comunicazione puntuale del numero di iscrizione al Registro AEE, entro 30 giorni dal rilascio, sulle fatture;
la comunicazione periodica al Registro AEE inerente i dati di vendita annuali;
l’organizzazione e il sostentamento dei costi inerenti i sistemi di raccolta di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Il Produttore può decidere di provvedere su base individuale, iscrivendosi direttamente al Centro di Coordinamento e organizzando in proprio una rete di fornitori di servizio oppure su base collettiva, affidandosi ad un Consorzio;
la comunicazione del tipo di rifiuto, attraverso il simbolo “cassonetto barrato” (Norma EN 50419), da apporre sui prodotti commercializzati;
le informazioni rivolte ai gestori degli impianti di trattamento circa il riutilizzo e il trattamento di ogni tipo di apparecchiatura immessa sul mercato;
le informazioni rivolte agli utenti finali circa il fine vita delle apparecchiature ed eventuali sanzioni amministrative previste in caso di smaltimento non idoneo del rifiuto;
il ritiro del rifiuto, che deve essere garantito e gratuito, a fronte dell’acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente (Uno contro Uno), anche per quanto riguarda gli utenti professionali.
1. Da quando è operativo l’obbligo di ritiro 1 contro 1?
Il cosiddetto "Decreto Semplificazioni" (Decreto Ministeriale dell'8 marzo 2010 n° 65) è entrato in vigore il 19 maggio 2010:
ai sensi del comma 1-bis dell'art. 6 del D.lgs. 151/2005 l'obbligo di ritiro uno contro uno decorre dopo 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto semplificazioni e dunque dal 18 giugno 2010.
2. La legge parla di “distributori”, io possiedo solo un piccolo negozio. Sono un rivenditore o un distributore?
Non c’è differenza tra “distributore” e “rivenditore”: sono soggetti obbligati tutti quelli che, nell’ambito di un’attività commerciale, vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche ad un utente finale.
3. Quali sono le sanzioni per il distributore che non assicura al cliente il ritiro uno contro uno?
Il rivenditore che non ritira (o ritira a titolo oneroso) le apparecchiature obsolete, violando così le disposizioni sull’uno contro uno è sanzionabile: da euro 150 a euro 400 per ogni RAEE non ritirato o ritirato a titolo oneroso.
Come previsto dal Decreto Legislativo n. 49 del 2014 all'art. 38 comma 1 “Sanzioni”:
Il distributore che, nell'ipotesi di cui all'articolo 11, commi 1 e 3, indebitamente non ritira, a titolo gratuito, un'AEE è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 150 ad euro 400, per ciascuna apparecchiatura non ritirata o ritirata a titolo oneroso.
4. Quali sono le sanzioni per il soggetto che gestisce l’uno contro uno senza aver presentato domanda di autorizzazione all’Albo?
Chiunque effettua una attività di raccolta e/o trasporto di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione è punito:
con la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti non pericolosi;
con la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti pericolosi.
Nota: disposizioni previste dalla normativa generale sui rifiuti (art. 256 del D.Lgs. 152/2006)
5. Quali sono le sanzioni per il soggetto che "cannibalizza" un RAEE ritirato con uno contro uno?
Chiunque effettua una attività di recupero in tutto o in parte dei rifiuti ritirati secondo le modalità previste dall'uno contro uno (es: separazione di parti o componenti per recupero metalli o altro), in mancanza della prescritta autorizzazione ordinaria è punito:
6. In sintesi, cosa deve fare un distributore che vuole adempiere al Decreto Semplificazioni?
1. Iscriversi all’ Albo Nazionale Gestori Ambientali;
2. Fornire informazioni ai clienti sulla possibilità del ritiro dell’apparecchiatura usata a fronte dell’acquisto di una nuova;
3. Ritirare il rifiuto e compilare lo schedario (da conservare per tre anni dalla data dell’ultima registrazione) contenente i dati anagrafici del cliente che consegna l’apparecchio e il codice che identifica il rifiuto;
4. Raggruppare i rifiuti presso il punto vendita o presso altro luogo dotato di caratteristiche idonee:
non accessibile a terzi;
pavimentato;
i RAEE devono essere protetti dalle acque meteoriche e dall’azione del vento a mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili e raggruppati avendo cura di separare i rifiuti pericolosi.
5. Trasportare i rifiuti (con cadenza trimestrale o al raggiungimento del peso di 3.500 Kg), secondo i casi previsti dal decreto:
dal domicilio del cliente al centro di raccolta;
dal domicilio del cliente al luogo di raggruppamento dei rifiuti;
se il raggruppamento è esterno al punto di vendita il tragitto dal punto vendita al luogo di raggruppamento;
dal punto di raggruppamento al centro di raccolta;
dal punto di raggruppamento agli impianti di trattamento.
6. Compilare la documentazione richiesta per poter svolgere quest’attività (DDT).
7. Quanto tempo ci vuole per ricevere l’autorizzazione dell’albo?
Ex art. 3 del DM 65 del 2010 le attività di raccolta e trasporto sono effettuate previa iscrizione in un’apposita sezione dell’Albo Gestori Ambientali di cui all’art. 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152 presentando alla sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente una comunicazione con la quale si attesta sotto propria responsabilità:
le tipologie di RAEE raggruppati, con l'indicazione dei relativi codici CER;
la rispondenza del luogo di raggruppamento ai requisiti indicati dal decreto;
gli estremi identificativi e l'idoneità tecnica degli eventuali mezzi da utilizzare per il trasporto dei RAEE;
il versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo.
8. Quanto costa al distributore gestire questo nuovo obbligo?
- Costi amministrativi di autorizzazione del proprio punto vendita (una tantum):
€ 168,00 Tassa Concessione Governativa;
€ 16,00 Imposta di bollo;
€ 50,00 diritto annuale di iscrizione (in base alle categorie di iscrizione);
€ diritti di segreteria (da verificare con la Sede Regionale Albo gestori).
- Costi di gestione operativa (ogni mese):
dipende se si sceglie di operare in conto proprio oppure;
avvalendosi del servizio dedicato di un soggetto terzo.
9. E' possibile il trasporto in conto proprio dei RAEE raccolti con l'uno contro uno?
Per effettuare il trasporto in conto proprio si deve presentare la domanda di autorizzazione all'Albo, nella quale si dichiara che il proprio mezzo è tecnicamente idoneo al trasporto di rifiuti (vedi FAQ successiva)
10. In caso di trasporto in conto proprio, è necessario disporre di una perizia di idoneità tecnica del mezzo?
Disporre di una perizia tecnica rilasciata da un soggetto qualificato è una pratica fortemente consigliabile a chiunque voglia effettuare il trasporto in semplificata dei RAEE. Infatti poiché l'autorizzazione al trasporto dei RAEE viene rilasciata sulla base di un'auto-dichiarazione di "idoneità tecnica" del mezzo, se ad una verifica da parte dell'autorità di controllo questa non fosse comprovata sotto ogni possibile profilo previsto dalla norma, tale comportamento sarebbe sanzionabile sia penalmente che civilmente.
11. Sono produttore di AEE ed effettuo anche vendita diretta: devo organizzarmi per l’uno contro uno?
Si, perché facendo una vendita diretta ci si comporta di fatto come "distributore".
12. Come si gestisce l’obbligo uno contro uno nei casi di vendita on-line/a distanza?
Occorre pubblicare con modalità chiare e di immediata percezione sul proprio sito internet (Home Page, sezioni dedicate al contratto di vendita, ecc...) una comunicazione che informi sulla possibilità di conferire gratuitamente i propri rifiuti (RAEE) al momento dell’acquisto di una AEE equivalente e secondo modalità alternative.
13. Se sono un consumatore, posso decidere di portare autonomamente i miei RAEE presso le piazzole ecologiche comunali?
I Centri di Raccolta comunali (CdR) sono disponibili a ricevere i RAEE prodotti da nuclei domestici conferiti dal consumatore o dal rivenditore domestico autorizzato al trasporto semplificato dei RAEE conferiti dall'uno contro uno.
14. Quanto tempo si può attendere prima di dover trasportare i rifiuti raggruppati presso il negozio?
Al massimo tre mesi o quando il quantitativo ritirato e depositato raggiunge complessivamente i 3.500 chilogrammi. In ogni caso, anche qualora non siano stati raggiunti i 3.500 chilogrammi, la durata del deposito non deve superare un anno.
15. Un’azienda che si iscrive per l’uno contro uno deve preoccuparsi comunque di fare il registro di carico/scarico per tutti gli altri rifiuti prodotti?
Si, la gestione semplificata di uno contro uno non esclude la consueta gestione degli altri rifiuti speciali mediante il Registro di carico e scarico. Si aggiunge quindi una nuova modalità di registrazione per i rifiuti ritirati dagli utenti mediante apposito schedario numerato.
16. Lo schedario di carico/scarico semplificato e il DDT RAEE dovranno essere vidimati?
No, la vidimazione non è prevista in alcun caso. Dovrebbe essere sufficiente un modulo in carta semplice conforme al modello degli allegati del Decreto.
17. In quale modo i Produttori di AEE partecipano al nuovo servizio di uno contro uno?
I Produttori di AEE sostengono attraverso il Sistema RAEE (multi consortile) i costi della raccolta/trasporto dei RAEE dai luoghi di raggruppamento esterno o dai Centri di Raccolta Comunali verso gli impianti di trattamento autorizzati. I Produttori sostengono inoltre i costi di trattamento dei RAEE raccolti.
18. Le pile/accumulatori sono coinvolte dalle semplificazioni del nuovo DM?
No, il sistema di raccolta dei rifiuti di pile e accumulatori portatili segue logiche differenti, pur semplificando il momento della raccolta presso il punto di vendita del rivenditore.
19. Quali conseguenze comporta il DM Semplificazioni nei confronti del SISTRI?
Il regime semplificato di Uno Contro Uno e il SISTRI non hanno implicazioni reciproche. Ossia un soggetto che dovrà gestire dei rifiuti RAEE secondo le semplificazioni previste dal DM 65 del 2010 dovrà eventualmente sopportare una gestione separata tramite SISTRI per i rifiuti speciali eventualmente prodotti, fermo restando che la gestione dei RAEE (anche pericolosi) in regime uno contro uno rimane esclusa dalla gestione SISTRI.
20. L’informativa deve essere esposta solo dai rivenditori o anche dai Produttori?
Entrambi. I rivenditori hanno l'obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.
I produttori devono informare i consumatori circa la possibilità di consegna del RAEE al distributore all’atto dell’acquisto di una nuova AEE equivalente e circa la possibilità di conferimento gratuito, senza alcun obbligo di acquisto, per i RAEE di piccolissime dimensioni (c.d. UNO CONTRO ZERO ex art. 11 comma 3 D.lgs. 49/2014).
21. Che differenza c’è tra un rifiuto generato nell’ambito del sistema Uno Contro Uno e un rifiuto speciale?
Il rifiuto gestito secondo le semplificazioni normative di Uno Contro Uno è il RAEE lasciato dall’utente all’atto dell’acquisto di un’apparecchiatura nuova equivalente. Tutti gli altri rifiuti eventualmente prodotti dall’attività professionale dell’azienda (es: toner, mobili d’arredo, apparecchi elettrici in uso dalla stessa azienda) sono definiti “rifiuti speciali” e gestiti secondo le logiche previste dalla normativa generale sui rifiuti (trasporto e gestione per mezzo di soggetti autorizzati non in semplificata, gestione formulari FIR, Registri ordinari di carico/scarico, MUD).
22. Se l’utente lascia un’apparecchiatura elettrica elettronica (AEE) al fine di una valutazione tecnica di funzionamento, si deve gestire come uno contro uno?
No perché in questo caso l’apparecchiatura elettrica e elettronica in questione non è un rifiuto (RAEE) ma è ancora un bene.
I Rifiuti Elettrici ed Elettronici, RAEE, sono normati a livello nazionale dal Decreto Legislativo 49 del 2014.
Tale Decreto stabilisce, al fine di tutelare l’ambiente e la salute umana, le misure e le procedure necessarie per il miglioramento, la prevenzione e la riduzione degli impatti negativi derivanti dalla produzione delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e dei relativi rifiuti.
A livello europeo si fa riferimento alla Direttiva 2012/19/EU che va a sostituire alle precedenti 2002/96/CEE e 2002/95/CEE.
il Decreto Legislativo 14 marzo 2014 n. 49, che ha sostituto il Decreto legislativo 25 luglio 2005 n. 151 e in parte anche alcuni suoi decreti attuativi:
Decreto 25 settembre 2007: Istituzione del Comitato di Vigilanza e Controllo,
la normativa introduce il concetto di “responsabilità dei Produttori”, ai quali è richiesta l’organizzazione e il finanziamento del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti di AEE immessi sul mercato.