Source: http://urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=7&stat=&IDReg=10
Timestamp: 2019-09-15 15:15:53+00:00
Document Index: 99493232

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 27', 'art. 27']

OCCORRE LA NOTIFICAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI IRROGAZIONE DELLA SANZIONE PECUNIARIA, NON ESSENDO SUFFICIENTE LA SOLA FORMAZIONE DELLO STESSO
Non è sufficiente a far ritenere esercitato il diritto la mera formazione e sottoscrizione del provvedimento d'irrogazione della sanzione pecuniaria e d'intimazione del pagamento della relativa somma, ma è necessario che esso sia notificato o portato a conoscenza del debitore, manifestando così la volontà del creditore di conseguire l'adempimento.
L’ONERE DI PROVARE IL CARATTERE RISALENTE DEL MANUFATTO COLPITO DA ORDINANZA DI DEMOLIZIONE RICADE SUL PROPRIETARIO O SUL RESPONSABILE DELL’ABUSO
Ricade sul proprietario (o sul responsabile dell'abuso) assoggettato a ingiunzione di demolizione l'onere di provare il carattere risalente del manufatto della cui demolizione si tratta.
Non determina contraddittorietà dell'azione amministrativa la circostanza di aver riscosso l'I.C.I. e la T.A.R.S.U. a fronte di un diritto di proprietà sull'edificazione abusiva, posto che va riconosciuta valenza di principio di ordine generale all'assunto secondo cui sono assoggettabili ad imposizione fiscale anche i redditi rinvenienti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro, dovendo gli stessi comunque ascriversi alle categorie di reddito di cui all'art. 6 comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.
EMILIA ROMAGNA: LA MISURA SANZIONATORIA DEL RIPRISTINO RISTABILISCE LA SITUAZIONE DI FATTO E DI DIRITTO PREESISTENTE ALL’ABUSO
La misura sanzionatoria del ripristino prevista dall'art. 10 LR Emilia Romagna n. 23/2004 è tale quando ristabilisce la situazione di fatto e di diritto preesistente alla commissione dell'abuso, ma tale duplicità di condizioni non è ravvisabile quando il ripristino della situazione di fatto verrebbe ad innovare la situazione di diritto, legittimando ex post una tipologia di intervento (la ristrutturazione edilizia) vietata prima dell'abuso.
LA PREVIA EMANAZIONE DI UN’ORDINANZA DI SOSPENSIONE LAVORI NON È CONDIZIONE PER EMANARE L’ORDINE DI DEMOLIZIONE
L'art. 27 del T.U. 380/2001 non configura come condizione per emanare l'ordinanza di demolizione la previa emanazione di un'ordinanza di sospensione lavori, ordinanza che, come appare evidente anche in base al senso comune, è soltanto eventuale, risultando impossibile da adottare tutte le volte in cui un abuso sia scoperto solo dopo ultimato.
LA SOGLIA DI TOLLERANZA DEL 2% VA VERIFICATA CON RIGUARDO ALL'INTERO FABBRICATO CONDOMINIALE E NON ALLE SINGOLE UNITA' ABITATIVE
In caso di edificio condominiale a suo tempo assentito nella sua interezza, il confronto finalizzato a valutare il superamento della soglia di tolleranza del 2% deve essere effettuato tra l'immobile complessivamente costruito e l'immobile complessivamente assentito.
Per determinare la sfera di applicabilità della disciplina sanzionatoria sopravvenuta in materia di illeciti edilizi, deve aversi riguardo non alla data della costruzione abusiva, ma al momento in cui l'amministrazione opera la scelta tra demolizione e sanzione alternativa.
L’ORDINE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI SULL'IMMOBILE ABUSIVO NON COSTITUISCE IL PRESUPPOSTO DI LEGITTIMITÀ DELL’INGIUNZIONE A DEMOLIRE
Tra la misura di sospensione dei lavori abusivi, avente carattere preventivo e cautelare, e la misura sanzionatoria vera e propria di ripristino dello stato dei luoghi esiste una completa autonomia, di tipo non solo procedimentale, ma anche sostanziale, con riferimento agli accertamenti compiuti dall'amministrazione. In altre parole, l'ordine di sospensione dei lavori non costituisce il presupposto di legittimità dell'ingiunzione a demolire, potendo quest'ultima essere emanata a prescindere dall'ordine di sospensione.
SE IL COMUNE ESERCITA IL POTERE REPRESSIVO A DISTANZA DI TEMPO DALL’ABUSO LA SANZIONE APPLICABILE È QUELLA VIGENTE QUANDO È ESERCITATO IL POTERE
Quando il Comune esercita il potere repressivo a distanza di tempo dalla commissione dell'abuso, la disciplina sanzionatoria applicabile è quella vigente al momento dell'esercizio del potere sanzionatorio.
Ai sensi dell'art. 31, comma 2 del T.U. 380/2001 il proprietario e il responsabile dell'abuso, in forma non alternativa, ma congiunta e simultanea, sono chiamati a ripristinare il corretto assetto edilizio violato: le ulteriori misure (acquisizione gratuita e pagamento di una somma in caso di inottemperanza) non possono, quindi, che riferirsi ai medesimi soggetti obbligati.
LE PERTINENZE HANNO UN REGIME SANZIONATORIO ATTENUATO, TRANNE NEL CASO IN CUI LE STESSE SIANO REALIZZATE IN AREA SOGGETTA A VINCOLO PAESAGGISTICO
Le opere pertinenziali scontano, sotto il profilo esclusivamente edilizio, di un peculiare regime attenuato, sotto il profilo sanzionatorio, in ragione della scarsa incidenza sul carico urbanistico e del collegamento strumentale ad un'opera principale. Tali ragioni, peraltro, non assumono valenza nel caso in cui l'opera pertinenziale sia realizzata in area soggetta a vincolo paesaggistico.
Stante l'imprescrittibilità dell'illecito edilizio, quando tra l'adozione degli atti di diniego di sanatoria e l'ordinanza di demolizione siano passati pochi mesi, non si configura né una apprezzabile condizione di affidamento legittimo né l'esigenza di una particolare motivazione sottesa all'esercizio del potere monitorio e ripristinatorio.
L’ORDINE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI SU IMMOBILE ABUSIVO NON PRODUCE PIÙ EFFETTI TRASCORSI 45 GIORNI DALLA SUA ADOZIONE
L'ordine di sospensione dei lavori su immobile abusivo, ex art. 27 del D.P.R. 380/2001, può avere una durata massima di 45 giorni: una volta trascorso tale lasso di tempo dall'adozione del provvedimento, esso non produce più effetti.
LE MISURE SANZIONATORIE IN MATERIA EDILIZIA RIENTRANO NELLA SFERA DI COMPETENZA DEL DIRIGENTE
Le misure sanzionatorie in materia edilizia rientrano nella sfera di competenza del dirigente.
L’ORDINE DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ COMMERCIALE IN CORSO IN IMMOBILE ABUSIVO DEVE ESSERE LIMITATO ALL’INIBITORIA DELL’UTILIZZO DELLE OPERE DA DEMOLIRE
L'ordine di cessazione dell'attività commerciale in corso in immobile abusivo deve essere limitato all'inibitoria dell'utilizzo delle opere da demolire e non può estendersi di per sé all'intera attività aziendale, a meno che non risulti che le opere abusive sono parte essenziale ed indispensabile per la conduzione dell'esercizio, che perderebbe altrimenti i requisiti per operare.
IL POTERE DI SOSPENSIONE DEI LAVORI EDILI IN CORSO È DI TIPO CAUTELARE ED EVITA CHE LA PROSECUZIONE DEI LAVORI DETERMINI UN AGGRAVARSI DEL DANNO URBANISTICO
Il potere di sospensione dei lavori edili in corso, attribuito all'autorità comunale dall'art. 27 comma 3, d.P.R. n. 380 del 2001, è di tipo cautelare, in quanto destinato ad evitare che la prosecuzione dei lavori determini un aggravarsi del danno urbanistico; alla descritta natura interinale del potere segue che il provvedimento emanato nel suo esercizio ha la caratteristica della provvisorietà, fino all'adozione dei provvedimenti definitivi.
È LEGITTIMO IL SEQUESTRO DI UN'OPERA CHE HA SUBITO UNO STRAVOLGIMENTO DALL'ORIGINALE TANTO DA CONSIDERARE GLI INTERVENTI QUALI REATI URBANISTICI
Quando gli interventi realizzati portano ad un organismo edilizio diverso dal precedente, tanto da stravolgere l'impianto originario del bene e così da configurare tanto il reato di abusivo intervento su beni culturali quanto il reato urbanistico, è legittimo il sequestro dell'intera opera che deve essere considerata unitariamente nel suo complesso, senza che sia consentito scindere e considerare separatamente i suoi singoli componenti giacchè la parcellizzazione delle opere, se anche eseguite non contestualmente, non può eludere, senza il rilascio del permesso di costruire, il divieto di ristrutturazione con aumento di volumetrie e mutamento di destinazione d'uso, a maggior ragione se tali interventi siano stati eseguiti su beni culturali senza il rilascio del previsto nulla osta da parte dell'autorità preposta alla tutela del bene.
NON SONO UTILIZZABILI NELL’ATTIVITÀ COMMERCIALE DI RISTORAZIONE I MANUFATTI ABUSIVI DI CUI È ORDINATA LA DEMOLIZIONE
Non sono utilizzabili nell'attività commerciale di ristorazione i manufatti abusivi di cui è ordinata la demolizione, a nulla rilevando che i titoli abilitativi per l'attività in questione siano anteriori o posteriori agli abusi ed ai relativi provvedimenti sanzionatori edilizi.
LA SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA PER IL REATO DI ESECUZIONE DI LAVORI IN ASSENZA O DIFFORMITÀ DAL TITOLO EDILIZIO PUÒ ESSERE SUBORDINATA ALLA DEMOLIZIONE
Il giudice penale, nel concedere la sospensione condizionale della pena inflitta per il reato di esecuzione di lavori in assenza di concessione edilizia o in difformità, legittimamente può subordinare detto beneficio all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante demolizione dell'opera eseguita, disposta in sede di condanna del responsabile.
LA CHIUSURA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE IN ATTIVITÀ NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA UNA SANZIONE PER LA SOPRAVVENUTA RILEVAZIONE DI ABUSI EDILIZI
La chiusura di un esercizio in attività non può essere considerata come una sanzione per la sopravvenuta rilevazione di abusi edilizi, i quali hanno per converso un sistema repressivo specifico che regola, per ciascuna tipologia di illecito, i presupposti, le modalità applicative, i destinatari, gli effetti ed anche, eventualmente, le possibilità di sanatoria.
Per l'arte [...] essere apartitica significa semplicemente essere del partito dominante (Eugen Berthold Friedrich Brecht)