Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23283-del-18-09-2019
Timestamp: 2020-08-15 00:10:00+00:00
Document Index: 79679004

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 23283 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23283 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 18/09/2019, (ud. 09/07/2019, dep. 18/09/2019), n.23283
sul ricorso 11104-2018 proposto da:
M.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SAVOIA 78,
presso lo studio dell’avvocato AVELLA ALFONSO, che lo rappresenta e
avverso la sentenza n. 132/2018 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
Il ricorso per cassazione è stato proposto da M.G. nei confronti di D.G. avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli, in epigrafe indicata, che, in sentenza di separazione personale, aveva posto a carico di M. un assegno di mantenimento per la moglie di Euro 2.000,00= mensili.
Il ricorso consta di un motivo, corredato da memoria. La controparte è rimasta intimata. Sono stati ritenuti sussistenti i presupposti per la trattazione camerale ex art. 380-bis c.p.c..
1. Con l’unico motivo il ricorrente lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio e la violazione di norme di diritto non meglio indicate.
Il ricorrente si duole che la Corte di appello abbia determinato l’assegno di mantenimento, fissato in Euro 2.000,00, in misura sproporzionata rispetto alla reale situazione reddituale dell’obbligato. In particolare rammenta di essere gravato da una esposizione debitoria per Euro 450.000,00; sostiene che l’assegno non può essere parametrato al tenore di vita, richiamando la sentenza della Cassazione n. 11504/2017; propugna l’adeguatezza dell’importo di Euro 700,00 mensili, idoneo a consentire alla moglie una vita dignitosa, considerando che questa continua a vivere nella casa coniugale, unitamente al fratello, senza nulla corrispondere e che il ricorrente provvede anche al pagamento di alcune utenze.
2.11 motivo è inammissibile perchè i fatti dedotti come decisivi sono stati considerati dalla Corte di appello che, nel compiere una valutazione complessiva delle rilevanti capacità patrimoniali, economiche ed imprenditoriali dimostrate dal ricorrente – non incise dall’esposizione debitoria che non gli ha impedito di allestire un centro estetico per la figlia con impegno di circa Euro 200.000,00 -, di contro ad un reddito dichiarato molto modesto) ta, corto erri orla ne ha tenuto conto, pur non ritenendoli dirimenti, anche in ragione dell’età avanzata della moglie (ottantenne), della lunga durata del matrimonio (oltre cinquanta anni) e della circostanza che la D. si fosse dedicata esclusivamente alla cura della casa e della famiglia.
3. La censura sostanzialmente sollecita un riesame dei fatti inammissibile in sede di legittimità e invoca un precedente giurisprudenziale non pertinente, perchè relativo al divorzio.
Non si provvede sulle spese di giudizio, attesa la assenza di attività difensiva della controparte.
Sussistono i presupposti di cui al D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 13, comma 1-quater.
– Dà atto, ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.