Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/111/R*111-43
Timestamp: 2018-07-20 04:47:16+00:00
Document Index: 163784724

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 184']

Accertamento della prededucibilità ∙ Accertamento e valutazione del giudice ∙ Istituzione di nuovi privilegi ∙ Prededuzione e violazione ordine delle cause legittime di prelazione ∙ La migliore soddisfazione dei creditori ∙ Regime anteriore ∙ Norma (abrogata) di interpretazione autentica ∙ Ricorso per cassazione ∙
Crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale ∙ Consecuzione di procedure concorsuali ∙ Criterio cronologico ∙ Servizi strumentali all'accesso alle procedure concorsuali ∙ Atti di straordinaria amministrazione ∙ Atti di ordinaria amministrazione ∙ Credito del professionista ∙ Credito del professionista attestatore ∙ Credito del subappaltatore ∙ Interessi sul credito del professionista ∙ Criteri di verifica del credito del professionista per accesso alla procedura di concordato preventivo ∙ Credito del professionista per assistenza agli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F. ∙ Credito del professionista per assistenza al piano attestato di risanamento ∙ Accordi di ristrutturazione dei debiti e finziamenti prededucibili ∙ Pagamenti anteriori al concordato ∙ Concordato con riserva ∙ Concordato in continuità e continuazione dell'attività ∙ Nuova finanza in esecuzione del concordato preventivo ∙ Spese legittimamente sostenute nel corso della procedura di concordato ∙ Obbligazioni sorte durante la fase di esecuzione del concordato ∙ Compenso del commissario giudiziale ∙ Crediti sorti nella procedura di concordato estinta ∙ Privilegiati incapienti nel concordato preventivo ∙ Concordato preventivo e contratto preliminare ∙
Credito di rivalsa Iva ∙ Credito dell'impresa consorziata ∙ Liquidazione coatta amministrativa ∙ Amministrazione straordinaria ∙ Crediti con prelazione pignoratizia o ipotecaria ∙ Privilegio artigiano ∙ Contratti pubblici e appalto ∙ Privilegio art. 9 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 123 ∙ Privilegio per finanziamenti pubblici ∙
Esclusività del foro fallimentare in relazione alla domanda di riconoscimento del credito sorto successivamente alla sentenza dichiarativa di fallimento - Improcedibilità della domanda proposta in sede ordinaria
Non appare corretto in diritto restringere la portata della disciplina dell'art. 52 legge fall. alla sola valutazione dei crediti sorti prima del fallimento, atteso che nella procedura fallimentare operano i principi del concorso formale e sostanziale, in virtù dei quali, da un lato, i creditori, fatti salvi gli eventuali diritti di prelazione, possono partecipare solo in proporzione delle rispettive ragioni (par condicio creditorum) alla distribuzione del ricavato fallimentare, dall'altro tutte le posizioni creditorie verso il fallito sono sottoposte ad un accertamento unitario, quali che siano i titoli e quali che possano essere, in astratto, le domande proponibili; pertanto, ogni diritto di credito, una volta dichiarato il fallimento, è tutelabile esclusivamente nelle forme previste dagli artt. 92 e ss. legge fall.
La preclusione rispetto a forme di tutela diverse da quelle dell'accertamento endofallimentare, operando anche nei confronti dei crediti prededucibili, assume rilevanza ad un tempo strumentale e complementare rispetto al divieto delle azioni esecutive individuali sancito dall'art. 51; non è quindi limitata alle posizioni dei creditori che, qualificabili come concorsuali al momento della dichiarazione di fallimento, diventano concorrenti per effetto del riconoscimento del loro credito ad opera degli organi fallimentari, ma si applica ad ogni pretesa creditoria successivamente insorta e suscettibile di soddisfacimento sul patrimonio del fallito. (Massimo Postiglione) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 11 Aprile 2017. Segue...
Prededuzione - Credito del professionista per l'assistenza alla presentazione della domanda di concordato preventivo - Funzionalità della procedura minore - Esclusione
Al credito dei professionisti che abbiano assistito l'imprenditore nella presentazione della domanda di concordato preventivo può essere riconosciuta la prededuzione nel successivo fallimento qualora l'opera prestata si ponga in rapporto di strumentalità rispetto alla procedura e risulti utile al ceto creditorio secondo la valutazione effettuata ex post dal giudice delegato in considerazione dei vantaggi arrecati in termini di accrescimento dell'attivo o di salvaguardia dell'integrità del patrimonio.
Nel caso di specie, il Tribunale, in sede di opposizione allo stato passivo, non ha ritenuto sussistenti i presupposti per il riconoscimento della prededuzione, in quanto la domanda di concordato, presentata quando già erano pendenti istanze di fallimento ed erano da tempo state iscritte ipoteche giudiziali, non aveva assolto alla funzione di consentire un'anticipata emersione della crisi e il piano proposto non concedeva nulla più che di una mera liquidazione del patrimonio attuabile anche nell'ambito della procedura fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 02 Marzo 2015. Segue...
Prededuzione - Credito del professionista attestatore nel concordato preventivo - Idoneità ed adeguatezza delle prestazioni alla composizione di una crisi - Valutazione ex ante - Esclusione della prededuzione - Motivazione - Necessità
Ai fini del riconoscimento della prededuzione al credito del professionista attestatore della domanda di concordato preventivo, ciò che rileva è la funzionalità delle prestazioni professionali, la quale dovrà essere necessariamente valutata in termini di idoneità ed adeguatezza "ex ante" ad una composizione della crisi, essendo irrilevante che questa, inizialmente ritenuta suscettibile di regolazione dal difensore, venga poi accertata e definita irreversibile dal tribunale. Allo scopo di esprimere il giudizio in questione, il tribunale non potrà fare meno di verificare in concreto l'attività svolta dal professionista e di accertarne il nesso (cronologico, teleologico e di adeguatezza) con la procedura concorsuale concordataria sicché, una volta compiuti positivamente tali accertamenti, l'eventuale esclusione della natura prededucibile del credito, destinata ad operare anche nelle ipotesi di consecuzione tra le procedure di concordato preventivo e di fallimento, dovrà essere adeguatamente motivata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015. Segue...
Quei crediti che nel concordato omologato non soggiacciono alla regola della graduazione (1) e che, come tali, si sottraggono al principio dell’obbligatorietà per tutti i creditori (principio applicabile, invece, ai crediti sorti prima dell’apertura della procedura ex art. 184 L.F.), non sono, in quanto estranei alla procedura, sempre e comunque prededucibili nel successivo fallimento, nell’ambito del quale il riconoscimento della prededucibilità richiede un accertamento ulteriore. Nel caso in cui il credito sia per legge prededucibile [punti 1-3 del catalogo di nota 1] l’accertamento in sede fallimentare riguarderà l’esistenza dei presupposti in base ai quali il credito ha assunto natura prededucibile; diversamente, ove tale natura non sia prevista dalla legge o da un provvedimento giudiziale [punto 5 del catalogo citato], la valutazione in sede fallimentare dovrà avere ad oggetto sia i presupposti che la natura prededucibile del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Aprile 2014. Segue...