Source: https://giurisprudenzaamministrativa.com/2018/04/23/illegittima-lordinanza-che-limita-lorario-di-apertura-di-un-locale-senza-la-comunicazione-di-avvio-del-procedimento-e-per-piu-di-30-giorni/
Timestamp: 2020-02-28 19:41:32+00:00
Document Index: 152066107

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 50', 'art. 25', 'art. 50', 'art. 8', 'art. 50']

Illegittima l’ordinanza che limita l’orario di apertura di un locale senza la comunicazione di avvio del procedimento e per più di 30 giorni. – Giurisprudenza amministrativa
Il Tar Lombardia, sez. Brescia, con la sentenza n. 407/2018 è intervenuta in tema di ordinanze limitative dell’orario di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. Nel caso in esame, il Sindaco emanava un’ordinanza con cui si imponeva all’impresa ricorrente la chiusura del locale entro le ore 24 per sessanta giorni. I giudici, tuttavia, qualificavano il provvedimento come ordinanza ai sensi dell’art. 50, co. 7-bis, del Testo Unico Enti Locali, e dunque sancivano la necessità della comunicazione di avvio del procedimento e che la durata delle limitazione di orario non eccedesse i 30 giorni. Stante l’assenza dei presupposti di legge, dichiaravano illegittimo l’atto e lo annullavano.
N. 00407/2018 REG.PROV.COLL.
N. 00940/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 940 del 2017, proposto da
Flavio Garosio, rappresentato e difeso dagli avvocati Mario Gorlani e Laura Caruna, con domicilio eletto ex art. 25 c.p.a.;
Comune di Quinzano D’Oglio, non costituito in giudizio;
– dell’ordinanza n. 79 prot. 9026 del 10.10.2017, notificata il 12.10.2017, con la quale il Sindaco ha ordinato “la limitazione dell’orario di apertura dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande denominato “Lo Storico” individuando l’orario di chiusura alle ore 24 nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica”, da attuarsi per sessanta giorni dalla notifica;
– di ogni altro atto presupposto o comunque connesso o consequenziale, ancorché allo stato non conosciuto;
all’intera documentazione espressamente richiamata nel provvedimento impugnato, in particolare ai verbali di P.L. ivi elencati e agli esposti pervenuti cui si fa riferimento, e in ogni caso a tutta la documentazione relativa al procedimento, la cui integrale ostensione è già stata oggetto di formale istanza di accesso agli atti presentata in data 16 ottobre 2017;
del Comune al risarcimento dei danni patiti in conseguenza dell’esecuzione dell’ordinanza.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 5 aprile 2018 la dott.ssa Mara Bertagnolli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. sarebbe stata adottata ai sensi dell’art. 50 TUEL e “dell’art. 8 della Legge n. 48 del 18/04/2017” (rectius del d.l. 14/2017, convertito con la legge citata), in violazione delle disposizioni ivi contenute. In particolare, secondo il ricorrente, il provvedimento impugnato sarebbe riconducibile alla previsione del comma 7, non essendo stata rappresentata alcuna particolare condizione di urgenza comunque idonea ad escludere la necessità di dare comunicazione dell’avvio del procedimento che dovrebbe comunque essere valutata anche nel caso di ordinanza contingibile e urgente;
2. violazione dell’art. 50 comma 7 bis TUEL, in quanto sarebbe stato superato il limite massimo di giornate di apertura con orario limitato, indicato dalla legge in trenta;
3. eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, sviamento e motivazione carente o contraddittoria. Il tempo trascorso dall’apertura (che avrebbe subito evidenziato gravi difficoltà) avrebbe dovuto essere considerato al fine di condurre un’adeguata istruttoria, previa partecipazione dell’interessato. Il quale avrebbe potuto rappresentare di aver già spontaneamente fatto quanto in suo potere per ridurre il potenziale disturbo ai residenti, adottando misure che hanno comportato costi aggiuntivi o comunque determinato minori incassi: non solo, infatti, ha introdotto la presenza di due “buttafuori”, ma ha anche ridotto l’orario di apertura (anticipando la chiusura alle ore 2.00 anziché alla 3.00).
– comma 5: “In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali”;
– comma 7: “Il sindaco, altresì, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti”.
– comma 7-bis. “Il Sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti nonché dell’ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso particolarmente rilevante di persone, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, nel rispetto dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”.
– respinge la generica istanza di accesso agli atti;
– accoglie l’istanza di annullamento del provvedimento impugnato;
– respinge l’istanza risarcitoria;
– condanna il Comune al pagamento delle spese del giudizio, che liquida, a favore del ricorrente, in euro 2.000,00 (duemila/00).
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2018 con l’intervento dei magistrati:
Scritto il 23 aprile 2018 14 aprile 2018 Autore Giurisprudenza amministrativaCategorie Enti localiTag Apertura locale,Art. 50 TUEL,Art. 7 L. 241/1990,Comune,Comuni,Comunicazione avvio procedimento,Enti locali,Igiene pubblica,L. 241/1990,Limitazione orari,Orari,Orari di apertura,Orario,Ordinanza,Ordinanza sindacale,Poteri del Sindaco,Procedimento amministrativo,Pubblici esercizi,Salute,Sindaco,T.U.E.L.,TAR Brescia,Termine,Termine massimo,Termine massimo limitazione orario,Testo Unico Enti Locali
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