Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2009&numero=293
Timestamp: 2020-04-08 02:24:43+00:00
Document Index: 62389337

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 96', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 96', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

Sentenza 293/2009 (ECLI:IT:COST:2009:293)
Norme impugnate: Artt. 1 e 4, c. 1°, 2° e 4° della legge della Regione Veneto 26/06/2008, n. 3.
Massime: 34069 34070 34071 34072 34073
Atti decisi: ric. 49/2008
Massima n. 34069 Massima successiva
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Personale sanitario - Stabilizzazione del "personale precario del Servizio sanitario" - Originario riferimento del beneficio ai soli medici e veterinari - Estensione, in via interpretativa, a categorie di personale dirigenziale in precedenza escluse - Ricorso del Governo - Asserita ingiustificata deroga alla regola generale del concorso pubblico, posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione - Eccezione di inammissibilità per formulazione generica delle censure - Reiezione.
Va disattesa l'eccezione di inammissibilità, per assoluta genericità delle doglianze, dell'art. 1 della legge della Regione Veneto 26 giugno 2008, n. 3, riferita in particolare alla censura relativa alla violazione, ad opera dell'art. 1 della legge della Regione Veneto n. 3 del 2008, degli artt. 3 e 97 Cost., in quanto l'esame del ricorso nel suo complesso consente di individuare agevolmente la specifica motivazione che sorregge la censura.
legge della Regione Veneto 26/06/2008 n. 3 art. 1 interpretativo dell'
legge della Regione Veneto 16/08/2007 n. 22 art. 2 e attuativo dell'
27/12/2006 n. 296 art. 1 co. 565
Massima n. 34070 Massima successiva Massima precedente
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Personale sanitario - Stabilizzazione del "personale precario del Servizio sanitario" - Originario riferimento del beneficio ai soli medici e veterinari - Estensione, in via interpretativa, a categorie di personale dirigenziale in precedenza escluse - Violazione della regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle ulteriori censure.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 1 della Regione Veneto 26 giugno 2008, n. 3, il quale stabilisce che «in attuazione dell'articolo 1, comma 565, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), la Giunta regionale è autorizzata ad adottare disposizioni per la stabilizzazione a domanda, con la necessaria gradualità, del personale precario del Servizio sanitario regionale, ivi compreso quello medico e veterinario». In base alla norma impugnata, le parole «personale precario del Servizio sanitario regionale», contenute in quest'ultima disposizione, devono intendersi riferite «anche a tutti i profili professionali dirigenziali del ruolo sanitario, oltre che i medici e veterinari». L'effetto della disposizione censurata, al di là della sua autoqualificazione, è dunque quello di ampliare l'ambito dei beneficiari della stabilizzazione, includendovi alcune categorie di personale dirigenziale in precedenza escluse, in particolare, agli altri profili professionali dirigenziali del ruolo sanitario, diversi dai già compresi medici e veterinari, cioè ai farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi (restando invece ancora esclusi - diversamente da quanto sostenuto dalla difesa regionale - i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico e amministrativo). L'ipotesi di stabilizzazione attualmente censurata, infatti, non offre sufficienti garanzie per assicurare che la disposta trasformazione del rapporto di lavoro riguardi soltanto soggetti che siano stati selezionati ab origine mediante procedure concorsuali. Una simile condizione non è espressamente prevista dalla disciplina legislativa regionale impugnata, né da quella statale cui il legislatore veneto ha inteso dare attuazione, la quale, anzi, espressamente ammette alla stabilizzazione anche personale assunto a tempo determinato mediante procedure che non hanno natura concorsuale. Inoltre, la stabilizzazione in ruolo prevista dalla norma regionale impugnata non è «subordinata all'accertamento di specifiche necessità funzionali dell'amministrazione», per il soddisfacimento delle quali risponda ad esigenze di buon andamento ricorrere esclusivamente a soggetti in possesso di esperienze professionali maturabili soltanto all'interno della stessa amministrazione. La stabilizzazione in esame si riferisce, all'opposto, a figure professionali, come i dirigenti sanitari, per le quali assume una particolare importanza il pieno rispetto della selezione concorsuale, sia per la loro qualifica dirigenziale, sia per l'«indubbio rilievo» che le loro prestazioni rivestono «per la migliore organizzazione del servizio sanitario». Per tali ragioni, dunque, l'art. 1 della legge della Regione Veneto n. 3 del 2008 introduce una deroga al principio costituzionale del concorso, in mancanza di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico in grado di giustificarla in violazione della regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione. Restano assorbite le altre censure di costituzionalità.
Sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni per pubblico concorso, citate sentenze n. 363/2006, n. 205/2004, n. 81/2006, n. 453/1990, n. 194/2002, n. 34/2004, n. 1/1999.
Nel merito, in senso analogo, v. citata sentenza n. 215/2009.
legge della Regione Veneto 16/08/2007 n. 22 art. 2 a sua volta attuativo dell'
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 513
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 514
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 515
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 516
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 517
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 518
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 520
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 521
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 522
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 523
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 524
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 525
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 527
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 528
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 529
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 530
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 531
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 532
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 533
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 534
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 535
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 536
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 537
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 538
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 539
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 540
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 541
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 542
legge 27/12/2006 n. false art. 1 co. 543
Massima n. 34071 Massima successiva Massima precedente
Impiego pubblico - Norme della Regione Veneto - Personale regionale - Personale precario - Addetti agli uffici di diretta collaborazione degli organi politici - Stabilizzazione di soggetti non selezionati ab origine per concorso mediante apposita procedura selettiva riservata - Violazione della regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle ulteriori censure.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 4, comma 1, della Regione Veneto 26 giugno 2008, n. 3, il quale dispone l'applicabilità della stabilizzazione, prevista da una precedente norma regionale (art. 96 della legge della Regione Veneto n. 1 del 2008), a sua volta attuativa della disciplina legislativa statale, ad alcune categorie di dipendenti degli uffici di diretta collaborazione di organi politici regionali, in particolare, al personale dei gruppi consiliari e dei gabinetti e delle segreterie del Presidente e dei componenti dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, nonché del Presidente, Vice Presidente e membri della Giunta regionale. Si tratta di personale assunto in base ad un rapporto a tempo determinato collegato alla durata in carica dell'organo politico che ne ha proposto l'assunzione. La disposizione censurata, che stabilizza mediante apposita procedura selettiva interamente riservata personale non assunto ab origine mediante concorso, contraddice la natura pubblica del concorso, la quale esige invece che la selezione sia aperta alla partecipazione degli esterni e abbia natura comparativa. D'altro canto, nel caso in esame non vengono censurate norme che consentono di assumere senza concorso personale di fiducia del titolare dell'organo politico per il solo tempo in cui questi resta in carica; vengono, invece, impugnate norme che stabilizzano successivamente in ruolo, senza concorso, quel personale. Restano assorbite le altre censure di costituzionalità.
Sulla stabilizzazione di personale nominato intuitu personae, citate sentenza n. 252 del 2009 sentenza n. 277 del 2005.
legge della Regione Veneto 26/06/2008 n. 3 art. 4 interpretativo dell' co. 1
legge della Regione Veneto 27/02/2008 n. 1 art. 96
Massima n. 34072 Massima successiva Massima precedente
Impiego pubblico - Norme della Regione Veneto - Personale regionale - Personale precario - Addetti agli uffici di diretta collaborazione degli organi politici - Stabilizzazione di soggetti già prescelti con generica "selezione pubblica" di assunzione presso la Regione - Violazione della regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle ulteriori censure.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 4, comma 2, della Regione Veneto 26 giugno 2008, n. 3. La disposizione censurata stabilizza personale senza esigere la sottoposizione alla procedura concorsuale riservata di cui al comma 1 dello stesso art. 4, avendo detto personale già in precedenza superato una selezione pubblica; ma il previo superamento di una qualsiasi «selezione pubblica», presso qualsiasi «ente pubblico», è requisito troppo generico per autorizzare una successiva stabilizzazione senza concorso, perché la norma non garantisce che la previa selezione avesse natura concorsuale e fosse riferita alla tipologia e al livello delle funzioni che il personale successivamente stabilizzato è chiamato a svolgere. Restano assorbite le altre censure di costituzionalità.
legge della Regione Veneto 26/06/2008 n. 3 art. 4 interpretativo dell' co. 2
Massima n. 34073 Massima precedente
Impiego pubblico - Norme della Regione Veneto - Personale regionale - Personale precario - Addetti agli uffici di diretta collaborazione degli organi politici - Regime privilegiato per il conseguimento del triennio di attività utile ai fini della stabilizzazione - Violazione della regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle ulteriori censure.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 4, comma 4, della Regione Veneto 26 giugno 2008, n. 3, il quale prevede, per il solo personale precario degli uffici di diretta collaborazione degli organi politici, un regime privilegiato per il conseguimento del triennio utile ai fini della stabilizzazione, disponendo che possano essere computati anche gli anni previsti da contratti stipulati successivamente al limite temporale indicato dalla legge per tutti gli altri tipi di rapporti precari, con ciò derogando alla regola generale del concorso pubblico posta a garanzia dell'accesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza e dei principi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione. Restano assorbite le altre censure di costituzionalità.
legge della Regione Veneto 26/06/2008 n. 3 art. 4 interpretativo dell' co. 4
SENTENZA N. 293 ANNO 2009