Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-1982/del-28-02-2012/
Timestamp: 2020-07-09 04:05:11+00:00
Document Index: 110713964

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 8', 'art.3', 'art. 7', 'art. 4']

Regioni.it - n. 1982 del 28-02-2012 - Regioni.it
Errani a Monti: rilanciare collaborazione Governo, Regioni. enti locali
Tesoreria unica: una scelta da cambiare
(regioni.it) ''Regioni, Comuni e Governo hanno interesse a collaborare per trovare le forme migliori che consentano di dare risposte ai cittadini'', ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell'incontro del 28 febbraio a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti.
Errani ha sottolineato la necessità di ''rilanciare la collaborazione dal federalismo, alle questioni istituzionali, a quanto attiene la crescita e il lavoro. Su tutte queste questioni le Regioni sono pronte a trovare la collaborazione. Ovviamente, occorre che il governo lavori con noi in questa direzione''. Ad esempio sulla questio della Tesoreria Unica.
''La posizione della Conferenza delle Regioni e' chiara: non siamo d'accordo con la Tesoreria Unica'', ha spiegato Errani, al termine dell'incontro avuto con il premier a Palazzo Chigi. ''Chiediamo di cambiare questa scelta. Detto questo, ogni Regione scegliera' le strade che ritiene più opportune. Bisogna trovare un altro modo per affrontare quel problema e bisogna che lo si faccia collaborando insieme''.
Errani ha infine riferito che su tutte le questioni poste il presidente del Consiglio ha ''ascoltato con interesse e nei prossimi giorni approfondiremo le questioni e cercheremo le risposte''.
Errani ha quindi ribadito che la scelta del Governo sulla costituzione della Tesoreria Unica ''va ridiscussa, va cambiata''.
All’incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti, era presente anche il ministro per gli Affari Regionali, Piero Gnudi. ''Il presidente del Consiglio - ha riferito Errani - ha preso atto della posizione delle Regioni, vedremo quale lavoro sara' possibile fare''.
E’ indispensabile rilanciare la collaborazione tra Governo, Regioni e autonomie locali.
REGIONI: ERRANI, CON MONTI INCONTRO IMPORTANTE, RILANCIARE COLLABORAZIONE
LIBERALIZZAZIONI. ERRANI DA MONTI: RIVEDERE TESORERIA UNICA
GOVERNO: REGIONI A MONTI, BISOGNA RILANCIARE COLLABORAZIONE ERRANI, MODIFICARE LA TESORERIA UNICA E ARRIVARE A PATTO SALUTE
LIBERALIZZAZIONI: ERRANI, A MONTI HO CHIESTO MODIFICARE TESORERIA UNICA
Liberalizzazioni: Errani a Monti, modificare norme su tesoreria unica
Misure urgenti in materia ambientale: via libera "condizionato" a Ddl
Le proposte delle Regioni al provvedimento di conversione in legge del DL 2/2012
(regioni.it) Le Regioni hanno espresso un parere positivo sul Ddl di conversione in Legge del Decreto misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. Ma il via libera espresso in Conferenza Unificata è stato condizionato all’accoglimento di alcune proposte e osservazioni contenute in un documento che è stato consegnato al Governo.
Il documento è stato pubblicato sul sito www.regioni.it , sezione “conferenze”.
http://www.regioni.it/download.php?id=243040&field=allegato&module=news
Parere sul disegno di legge per la conversione in legge del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale
La Conferenza delle Regioni esprime parere favorevole sul provvedimento in oggetto condizionato all’accoglimento delle proposte e osservazioni di seguito riportate.
L’articolo prevede norme specifiche per la gestione dei rifiuti principalmente per la Regione Campania.
Le restanti Regioni sono coinvolte al comma 3, ove viene previsto che fino al 31 dicembre 2013 gli impianti di compostaggio in esercizio sul territorio nazionale possono aumentare la loro capacità di trattamento fino all’otto per cento, al fine di soddisfare le esigenze di trattamento di rifiuto organico della Regione Campania.
Le Regioni chiedono che, a prescindere dalla posizione che il MATTM vorrà assumere a seguito dell’Ordinanza del Consiglio di Stato sulla tipologia dei rifiuti trattata nel contenzioso amministrativo, l’eventuale trattamento della frazione organica dei rifiuti provenienti dalla Regione Campania avvenga esclusivamente sulla base di preventive specifiche intese con le Regioni riceventi, a maggior ragione con le Regioni che vivono situazioni di emergenza.
Chiedono inoltre che il termine previsto del 31.12.2013 venga anticipato al 31.12.2012.
1) l’obbligo dell’uso dei sacchetti per l'asporto merci conformi alle norme UNI EN 13432 secondo certificazione rilasciata da organismi accreditati.
2) la proroga fino al 31 luglio 2012 del divieto di commercializzazione dei sacchetti per l'asporto merci, non conformi alle norme UNI EN 13432 e con spessore > ai 200 o 100 micron, secondo che si tratti rispettivamente di sacchi per alimenti o sacchi destinati ad altri prodotti.
Entro il 31 luglio 2012, è prevista l’emanazione un primo decreto ministeriale per dettare ulteriori caratteristiche tecniche relative ai sacchi di cui ai punti 1) e 2) ed un secondo decreto ministeriale per definire le caratteristiche dei sacchi diversi da quelli sopra descritti.
La sanzione per la commercializzazione dei sacchetti non conformi a quanto previsto dall’articolo in esame, è prevista dal 31 luglio 2012.
Alla luce di quanto sopra esposto, i sacchi diversi da quelli di cui ai punti 1) e 2) dal 25 gennaio 2012 non possono essere commercializzati, in attesa della definizione dei criteri da stabilirsi con il secondo dei decreti ministeriali sopra indicati, previsto entro il 31 luglio 2012; tuttavia la sanzione per il mancato rispetto della norma si applica solo dal 31 luglio 2012.
Al fine di chiarire quali siano le tipologie di sacchetti disciplinate dall’art. 2 del decreto legge e quali quelle escluse, le Regioni ritengono necessaria una definizione dei cosiddetti “sacchi per asporto merci e chiedono quindi che venga inserita, o nella conversione in legge del decreto legge oppure in occasione della definizione dei previsti decreti ministeriali attuativi.
Le Regioni chiedono altresì che, in occasione della definizione dei decreti attuativi, venga effettuata un’ulteriore verifica delle caratteristiche tecniche dei sacchetti e dello spessore per le diverse esigenze.
Diritto allo studio e collegi universitari: Regioni su Decreto Legislativo
La Conferenza ritiene opportuno un supplemento di confronto contestualizzato nell'ambito di una riflessione più ampia con il Governo che deve investire tutti i diritti sociali e civili che rientrano nella logica del titolo V della Costituzione e del fed
(regioni.it) L’espressione dell’intesa al Decreto legislativo che rivede la normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti è stata subordinata all’accoglimento di alcuni emendamenti ritenuti dalle Regioni irrinunciabili. Tali proposte sono contenute in un documento che la Conferenza delle Regini ha approvato il 22 febbraio e che ha consegnato al governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni dello stesso 22 febbraio.
Il testo è stato pubblicato sul sito www.regioni.it (sezione “conferenze”) ed il link è:
http://www.regioni.it/download.php?id=243042&field=allegato&module=news
Regioni su schema di decreto legislativo recante: revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti in attuazione della delega prevista dall'art. 5, comma 1), lettera a), secondo periodo e lettera d) della legge 30 dicembre 2010 n. 240, e secondo i criteri e i principi direttivi stabiliti al comma 3, lettera f) e al comma 6
Con riferimento allo schema di decreto legislativo in oggetto, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome subordina l’espressione dell’intesa all’accoglimento degli emendamenti ritenuti irrinunciabili, che si riportano in allegato. La Conferenza raccomanda altresì l’accoglimento degli ulteriori emendamenti non pregiudiziali, in parte già condivisi in sede di istruttoria tecnica.
Considerata la delicatezza della questione di cui trattasi, la Conferenza ritiene urgente una riflessione con il Governo, in particolare, sul meccanismo di finanziamento descritto nell'art. 18, comma 1.
Si premette che lo schema di decreto, in attuazione del titolo v, parte II della Costituzione, prevede la garanzia del Diritto allo studio universitario, diritto sociale e civile costituzionalmente riconosciuto (art. 34 della Costituzione) attraverso la determinazione dei Livelli Essenziali di prestazioni (LEP). Si condivide l'impostazione del decreto ma, l'architettura finanziaria descritta all'art. 7 e all'art. 18 non è coerente. In particolare:
all'art. 7, comma 1, si dice che i Livelli Essenziali di Prestazioni sono garantiti "nei limiti delle risorse disponibili"
All'art. 18, comma 1 si prevede un sistema di copertura finanziaria che non tiene conto della normativa in vigore sul finanziamento dei Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP) di seguito riportata:
Il D.Lgs n. 68/2011, in attuazione della legge delega n. 42/2009, (cosiddetto “federalismo fiscale”), prevede,
- all'art. 15 che a decorrere dal 2013, le fonti di finanziamento delle spese per cui sono previsti dalla legge dello Stato i LEP, in materia di sanità, assistenza, istruzione e trasporto pubblico locale (per il TPL limitatamente alle spese in conto capitale), sono costituite dalle particolari entrate tributarie- la previsione chiave è che le aliquote base sono stabilite in modo tale da garantire il livello minimo assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai LEP, limitatamente ad una sola regione.
Per garantire la copertura del fabbisogno relativo ai LEP in tutte le altre regioni, nel caso in cui l’aliquota così determinata non dia un gettito sufficiente, interviene il Fondo Perequativo.
Lo schema di Decreto in discussione risulta pertanto incoerente - se non in contrasto - con le disposizioni del D.Lgs. 68/2011, sopra riportate, in quanto, trattandosi di risorse destinate alla copertura di spese per cui sono fissati i LEP, dal 2013, dovrebbero essere completamente fiscalizzate. Le risorse dovrebbero cioè derivare:
- dal gettito della tassa regionale per il DSU
- dalla fiscalizzazione -attraverso una maggiorazione dell’addizionale regionale all’IRPEF o altro tributo da attribuire alle Regioni - della quota stanziata nel bilancio dello Stato per l’attuale fondo integrativo statale (da definire l’annualità di bilancio di riferimento per la fiscalizzazione oppure una media pluriennale).
Gli interventi speciali o le risorse aggiuntive di cui all’articolo 119, comma 5° (citati al comma 1, lettera a dell’articolo 18), dovrebbero essere limitati ai casi in cui si devono affrontare situazioni eccezionali, nel tempo come nello spazio (divari territoriali, particolare condizioni di svantaggio) e non essere utilizzati per il finanziamento strutturale dei LEP.
Il fondo, rientrando nella fattispecie degli interventi speciali, non è adeguato a garantire i LEP del diritto allo studio tanto più se si considera che non avendo carattere di permanenza e generalità, di fatto, deve essere rifinanziato ogni anno con legge di stabilità . A conferma di ciò risulta che nel bilancio pluriennale dello stato il capitolo riferito al fondo integrativo è pari a 0 per le regioni a Statuto ordinario
All'art. 18, comma 2 si introduce un "obbligo" per le regioni di assicurare, con risorse proprie, prestazioni in aggiunta ai LEP, indicando un limite di spesa annua da assicurare pari al 40%.dell'assegnazione di quote del fondo integrativo.
All'art. 18, comma 3, si stabilisce il principio di premialità sul riparto del fondo integrativo e dell' FFO a vantaggio dell'Università statali che hanno sede nel rispettivo territorio per le regioni che investono maggiori risorse rispetto al limite previsto nel comma precedente
Si ritiene che il comma 2 e 3 introducono ulteriori elementi di contraddittorietà :
- l'obbligo di assicurare risorse proprie in aggiunta ai LEP configura di fatto il cofinanziamento regionale dei LEP
- il fondo integrativo, strumento per finanziare i LEP, è difficilmente conciliabile con un suo utilizzo per obiettivi di premialità
In conclusione la Conferenza ritiene opportuno un supplemento di confronto contestualizzato nell'ambito di una riflessione più ampia con il Governo che deve investire tutti i diritti sociali e civili che rientrano nella logica del titolo V della Costituzione e del federalismo.
EMENDAMENTI IRRINUNCIABILI PER LE REGIONI CHE CONDIZIONANO L’ESPRESSIONE DELL’INTESA
cassare: nei limiti delle risorse disponibili nello stato di previsione del Ministero a legislazione vigente
Il comma 1 sostituito come segue:
1. Il fabbisogno finanziario necessario per garantire, attraverso la borsa di studio, i livelli essenziali delle prestazioni a tutti gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, che presentino i requisiti di eleggibilità di cui all'articolo 8 del presente decreto coperto con le seguenti modalità
a) dal gettito derivante dall'importo della tassa regionale per il diritto allo studio istituita ai sensi dell'articolo 3, commi 20, 21, 22 e 23, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come modificato dal comma 6 del presente articolo
b) a decorrere dal 2013 con le quote di entrate tributarie derivanti dalla fiscalizzazione del fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio e con le quote di fondo perequativo previste all'articolo 15, comma 1 del Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68. La determinazione delle quote effettuata con DPCM da emanarsi entro il 31.12.2012, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni.
- Dopo il comma 1 inserire il seguente comma 1bis (formulato congiuntamente al coordinamento commissione Affari Finanziari):
“1bis) Per il solo 2012 il fabbisogno finanziario di cui al comma 1 coperto, dal gettito della tassa di cui al comma 1, lett. a) e dal fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio.”
EMENDAMENTI, NON PREGIUDIZIALI, PRESENTATI AL TAVOLO TECNICO DELLA CONFERENZA STATO REGIONI E PARZIALMENTE ACCOLTI DAL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
alla lettera d) inserire ad inizio frase: la realizzazione di interventi per la mobilità territoriale.;
alla lettera e) modificare l'inizio frase: la promozione e la creazione di interventi e strumenti di valorizzazione e informazione delle opportunità offerte, in particolare dall'Unione Europea...
Art. 6 , comma 2
si propone di aggiungere alla fine del comma: ai sensi del successivo art. 7 comma 2
Art.7, comma 2
aggiungere la lettera f):
f) la voce mobilità internazionale, da prevedersi esclusivamente per chi partecipa ai programmi di mobilità internazionale.
Inserire comma 2-bis:
2-bis. Per la voce riportata al comma 2 lett. f) si prevede un contributo integrativo rispetto all'importo standard definito per la borsa di studio.
sostituire 20% con 30%.
Art. 7, comma 4
aggiungere dopo: "la borsa di studio attribuita per concorso agli studenti fino al massimo di età di 35 anni, fatti salvi i percorsi post-laurea.
Art. 7. comma 7
Aggiungere: “d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e di Bolzano”, ai sensi dell'articolo 8 della legge 103/2003.
Aggiungere dopo " comma 2 e 3" e in base all'art. 19.
Art.9, comma 4
viene evidenziato che manca il riferimento alle clausole di salvaguardia per lo studente che riprende il corso di studio dopo un periodo di interruzione, come invece era esplicitamente
previsto dal comma 4, art. 8 del dpcm del 9 aprile 2001. Si propone di recuperare a questo fine i contenuti dell'art. 8 del dpcm.
cassare da "le Regioni" fino a "decreto" e sostituire con "gli enti di cui all'art.3 comma1"
sostituire "strutture residenziali" con "collegi universitari
Art. 18, comma 4
Cassare in quanto rappresenta una ripetizione dell'ultimo capoverso dell'art. 7 comma 7.
Art. 18, comma 8
Dopo "l'erogazione di altri strumenti e servizi " cassare "essenziali"
Dopo il comma 4 inserire il seguente comma “Alle borse di studio erogate dalle Regioni e Province Autonome aventi finalità corrispondenti a quelle delle borse di studio erogate dalle Università ai sensi della Legge 30 novembre 1989 n. 398, si applicano le disposizioni in materia fiscale di cui all’art. 4 della Legge 13 agosto 1984 n. 476”.