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Timestamp: 2020-02-20 12:39:02+00:00
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confisca | 27 Giugno 2014
La riferibilità dei beni all’imputato deve essere sempre dimostrata
In tema di reati societari, tra le utilità confiscabili non vi rientrano i legittimi vantaggi e i risultati economici derivanti da una precedente attività lecita e riconducibile a soggetti terzi. Il parametro della pertinenzialità al reato del profitto rappresenta, infatti, l’effettivo criterio selettivo di ciò che può essere confiscato o meno.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 27675/14, depositata il 26 giugno)
confisca | 06 Giugno 2014
Occorre verificare la data in cui l’immobile è entrato nella disponibilità del soggetto
In tema di confisca prevista per i reati elencati all’art. 12 sexies l. n. 306/1992, le condizioni necessarie e sufficienti per disporre tale sequestro, finalizzato alla cosiddetta “confisca allargata”, consistono nell’astratta configurabilità, nel fatto attribuito all’indagato ed alle concrete circostanze indicate dal Pubblico Ministero, di una delle ipotesi criminose previste dalla norma citata, senza che rilevino né la sussistenza degli indizi di colpevolezza, né la loro gravità, e nella presenza di seri indizi di esistenza delle stesse condizioni che legittimano la confisca, per ciò che riguarda sia la sproporzione del valore dei beni rispetto al reddito o alle attività economiche del soggetto, sia il momento in cui tali beni vengono nella disponibilità dell’autore del reato.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 23655/14; depositata il 5 giugno)
Confisca | 28 Maggio 2014
Beni aziendali ed eventuale attività illecita legati dal criterio direttivo
In tema di sequestro funzionale alla confisca dei beni di un’azienda, di fatto amministrata da un soggetto indagato del delitto di partecipazione ad associazione mafiosa, occorre dimostrare l’esistenza di una correlazione tra i cespiti e l’ipotizzata attività illecita del soggetto agente, e nella nozione di disponibilità di beni da parte dell’indagato si deve far rientrare la sussistenza di una relazione effettiva con l’esercizio dei poteri di fatto corrispondenti al diritto di proprietà. Ne consegue che ai fini del sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, ben possono rilevare tutte quelle situazioni giuridiche o di fatto nelle quali i beni stessi ricadano nella sfera degli interessi economici del reo, ancorché il potere dispositivo su di essi venga esercitato per il tramite di terzi.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 21621/14; depositata il 27 maggio)
Confisca | 16 Aprile 2014
Proprietà o disponibilità: condizioni essenziali per la confisca
La confisca per equivalente può essere esercitata anche su un bene solo nella disponibilità del condannato. Tuttavia, è necessario dimostrare tale disponibilità del bene da parte dell’imputato e che ci sia, eventualmente, discrasia con l’intestazione formale. Spetta, poi, al P.M. l’onere di dimostrare l’esistenza di situazioni che avallino tale discrasia. Infatti, la possibilità di sottoporre a sequestro preventivo beni formalmente intestati a terzi estranei al procedimento penale impone una pregnante valutazione, sia pure in termini di semplice probabilità, sulla base di elementi che appaiono indicativi della loro effettiva disponibilità da parte dell’indagato.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 16426/14; depositata il 15 aprile)
confisca | 19 Marzo 2014
Il profitto coincide con l’effettivo vantaggio economico conseguito in forza dell’illecito
In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, in relazione al delitto di corruzione funzionale all’illegittima aggiudicazione di un appalto, il profitto illecitamente lucrato oggetto di confisca (e quindi suscettibile di sequestro in via preventiva) non può identificarsi con l’intero valore del rapporto sinallagmatico instaurato con la Pubblica Amministrazione, ma con la sola componente di effettivo vantaggio economico che il corruttore abbia conseguito in forza del suo comportamento illecito, la quale certamente non comprende il valore a livello di costo delle prestazioni effettivamente fornite alla Pubblica Amministrazione, e di cui questa ha effettivamente beneficiato.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 12761/14; depositata il 18 marzo)
confisca | 12 Marzo 2014
Riciclaggio transnazionale con due compagnie telefoniche: confiscati i beni degli imputati che trattenevano la “commissione”
Nel caso di frode fiscale dovuta a fatturazione per operazioni inesistenti, ad essere oggetto di profitto, quindi di confisca, non è solo l’importo relativo all’imposta evasa, ma anche quello relativo alle somme trattenute da chi ha emesso le fatture.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 11777/14; depositata l’11 marzo)
confisca | 20 Febbraio 2014
Rapina minimal, spaccio di hashish, ma nessun lavoro: sequestrati i 16mila euro trovati a casa
Sospetto il ‘tesoretto’ rinvenuto nell’abitazione di un uomo, condannato per il ‘colpo’ a un supermercato e per la detenzione, a fini di spaccio, di sostanza stupefacente. Decisiva, però, non è la ‘produttività’ delle due attività criminose, bensì la constatazione della disoccupazione dell’uomo.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 8031/14; depositata il 20 febbraio)
confisca | 19 Febbraio 2014
Sia in caso di condanna che in caso di patteggiamento è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono profitto del reato consistente nell’omissione del versamento IVA.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 7533/14; depositata il 18 febbraio)
Confisca | 13 Febbraio 2014
La sostituzione di beni con somme di denaro non è di competenza dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata
Le decisioni inerenti alla definizione ed identificazione del bene da sottoporre a sequestro o a confisca non rientrano nell’ambito delle attribuzioni dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di cui all’art. 110 D.lgs. n. 159/2011.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 6701/14; depositata il 12 febbraio)
confisca | 11 Dicembre 2013
Frode fiscale e sequestro di titoli dematerializzati: la banca vede salve le proprie garanzie grazie al pegno irregolare
Non può procedersi a confisca per equivalente in danno di un istituto bancario delle frazioni di un prestito obbligazionario dematerializzato, sottoscritto da persona nei cui confronti sia stata emessa sentenza di patteggiamento per il reato di frode fiscale ed accompagnato dal versamento dei relativi importi alla banca emittente che abbia contrattualmente la facoltà di disporre dei titoli stessi, trattandosi di ipotesi di pegno irregolare conseguente alla mancata identificazione dei titoli e alla immediata acquisizione della proprietà del denaro da parte della banca creditrice.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 49719/13; depositata il 10 dicembre)