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Timestamp: 2019-02-15 21:20:57+00:00
Document Index: 68203192

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 87', 'art. 46', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 9', 'art. 46', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 46', 'art. 46', 'sentenza ']

Sent. C. Stato Ad. Plen. 02/11/2015, n. 9 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP13344
1. Appalti pubblici - Subappalto - Subappalto necessario - Obbligo di indicazione del nominativo del subappaltatore - Non sussiste - Ragioni. 2. Appalti - Omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendali - Soccorso istruttorio - Inammissibilità - Neanche per le gare concluse prima della decisione plenaria n. 3 del 2015.
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Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria) ha pronunciato la p
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Con la sentenza impugnata il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta ha accolto il ricorso proposto dalla S. s.r.l. avverso l’aggiudicazione definitiva al (costituendo) r.t.i. composto dalla mandataria M.P. & figli S.p.A. (d’ora innanzi M. S.p.A.) e dalla mandante S.G.C. s.r.l. dell’appalto avente ad oggetto l’esecuzione dei lavori di sostituzione delle barriere spartitraffico tra le progressive km. 78+816 e km 88+865 (tratto n.40) dell’autostrada A5, disposta dalla Società Autostrade Valdostane S.p.A. (d’ora innanzi SAV), in esito ad una procedura ristretta indetta con il criterio del prezzo più basso e giudicata illegittima dai giudici di prima istanza a causa della mancata (e, viceversa, doverosa) esclusione del r.t.i. aggiudicatario, per aver omesso l’indicazione dell’impresa a cui
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È necessario, innanzitutto, che la questione dibattuta attenga in via immediata al perimetro delle finalità statutarie dell’associazione e, cioè, che la produzione degli effetti del provvedimento controverso si risolva in una lesione diretta del suo scopo istituzionale, e non della mera sommatoria degli interessi imputabili ai singoli associati (Cons. St., sez. IV, 16 novembre 2011, n.6050).
È, inoltre, indispensabile che l’interesse tutelato con l’intervento sia comune a tutti gli associati, che non vengano tutelate le posizioni soggettive solo di una parte degli stessi e che non siano, in definitiva, configurabili conflitti interni all’associazione (anche con gli interessi di uno solo dei consociati), che implicherebbero automaticamente il difetto del carattere generale e rappresentativo della posizione azionata in giudizio (cfr. ex multisCons. St., sez. III, 27 aprile 2015, n. 2150).
Nella decisione in esame, infatti, l’Adunanza Plenaria ha ribadito che la legittimazione dell’ente esponenziale va riguardata con esclusivo riferimento all’interesse istituzionalizzato e alla portata lesiva di esso (rintracciabile nel provvedimento impugnato) e si è solo limitata a rilevare correttamente che non vale ad escludere la legittimazione a ricorrere, avverso un provvedimento lesivo degli interessi della collettività dei professionisti iscritti all’ordine, la circostanza che lo stesso ne avvantaggi alcuni, ma non come professionisti (nel ché va ravvisata la capacità rappresentativa dell’ordine professionale), ma nelle diverse e del tutto peculiari vesti di dipendenti o di docenti (e non, quindi, di liberi professionisti), potenzialmente configgenti (come si è verificato nella fattispecie ivi esaminata) con gli interessi, istituzionalmente rappresentati dall’ordine, della generalità della categoria dei professionisti iscritti ad esso.
Resta, infine, preclusa ogni iniziativa giurisdizionale sorretta dal solo interesse al corretto esercizio dei poteri amministrativi o per mere finalità di giustizia, occorrendo, si ripete, per autorizzare l’intervento di un’associazione esponenziale di interessi collettivi, un interesse concreto ed attuale (imputabile alla stessa associazione) alla rimozione degli effetti pregiudizievoli prodotti dal provvedimento controverso (Cons. St., sez. III, 9 giugno 2014, n. 2892).
Si tratta, in altri termini, di una situazione in cui il provvedimento impugnato in primo grado (l’aggiudicazione di un appalto) ha concretato gli effetti di un conflitto di interessi tra gli appartenenti alla categoria istituzionalmente rappresentata dall’ANCE, di talché l’intervento finalizzato alla sua difesa non può ritenersi sorretto dall’esigenza di tutelare l’interesse collettivo statutariamente rappresentato dall’Associazione.
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1. Non sussiste l'obbligo di indicazione del nominativo del subappaltatore, già in sede di presentazione dell’offerta, neanche nell’ipotesi in cui il concorrente non possieda la qualificazione nelle categorie scorporabili a qualificazione obbligatoria.
2. Inoltre è inammissibile il soccorso istruttorio e dovuta l'esclusione del concorrente che non abbia indicato i costi di sicurezza aziendali di cui all'art. 87, comma 4, del D. Leg.vo n. 163 del 2006, anche per le procedure nelle quali la presentazione delle offerte è anteriore alla decisione dell’Adunanza Plenaria n. 3 del 2015.
Sent. C. Stato 20/03/2015, n. 3
Appalti pubblici - Gara - Offerta - Indicazione dei costi per la sicurezza - Necessità - Esclusione - Legittimità.
Ai sensi dell'art. 46, comma 1-bis, del D. Leg.vo 12/04/2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici), l'omessa specificazione nelle offerte per lavori dei costi di sicurezza interni configura un'ipotesi di «mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice» idoneo a determinare «incertezza assoluta sul contenuto dell'offerta» per difetto di un suo elemento essenziale, e comporta perciò, anche se non prevista nella lex specialis, l'esclusione dalla procedura dell'offerta difettosa per l'inosservanza di un precetto a carattere imperativo che impone un determinato adempimento ai partecipanti alla gara, non sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante, di cui al comma 1 del medesimo articolo, non potendosi consentire di integrare successivamente un'offerta dal contenuto inizialmente carente di un suo elemento essenziale.
La dichiarazione di subappalto cd. necessario riveste il ruolo di elemento essenziale dell'offerta. Perciò, ogni qual volta il concorrente possa e voglia avvalersi del subappalto per l'esecuzione di prestazioni per le quali non è qualificato in proprio, egli dovrà indicare specificamente il nome del subappaltatore e dovrà indicare, inoltre, in sede di gara, il possesso da parte di quest'ultimo dei requisiti di qualificazione necessari. Pertanto, in mancanza di tale dichiarazione, è legittima l’esclusione dalla gara poiché l'offerta risulta priva di «elementi essenziali»: la dimostrazione della legittimazione a svolgere le prestazioni oggetto dell’appalto costituisce, evidentemente, elemento essenziale, e in sua assenza rimane incerto il legittimo svolgimento delle medesime.
La Determinazione fornisce, in tema di soccorso istruttorio, i criteri interpretativi delle nuove disposizioni introdotte dall’art. 39 del D.L. 90/2014 (conv. L. 114/2014), relativamente alle autodichiarazioni sui requisiti di ordine generale per la partecipazione alle procedure di affidamento degli appalti (art. 38, comma 2-bis del Codice di cui al D. Leg.vo 163/2006) e sui documenti e le informazioni complementari da produrre a corredo dell’offerta (art. 46, comma 1-ter del medesimo Codice).
Sent. C. Stato 07/07/2014, n. 3449
Appalti pubblici - Subappalto - Obbligo del concorrente di indicare già in sede di presentazione dell’offerta il nominativo dell’impresa subappaltrice - Inesistenza.
Dal combinato disposto degli artt. 37, comma 11, e 118, comma 2, del D. Leg.vo. 12 aprile 2006, n. 163, e 92 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, non si evince espressamente l'esistenza dell'obbligo del concorrente, che dichiari di voler avvalersi del subappalto per alcune specifiche lavorazioni, di indicare già in sede di presentazione dell'offerta il nominativo dell'impresa subappaltrice. L'affidamento in subappalto (o in cottimo), come espressamente stabilito dal ricordato articolo 118, è infatti sottoposto alle seguenti condizioni: a) che i concorrenti all'atto dell'offerta o l'affidatario, nel caso di varianti in corso di esecuzione, abbiano indicato i lavori o le parti di opere che intendono subappaltare (o concedere in cottimo); b) che l'affidatario provveda al deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio dell'esecuzione delle relative prestazioni; c) che al momento del deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante l'affidatario trasmetta altresì la certificazione attestante il possesso da parte del subappaltatore dei requisiti di qualificazione richiesti in relazione alla prestazione subappaltata e la dichiarazione del subappaltatore attestante il possesso dei requisiti generali di cui all'articolo 38; d) che non sussista, nei confronti dell'affidatario del subappaltato (o del cottimo), alcuno dei divieti previsti dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni. Del resto, va rimarcata la netta diversità della ricordata disciplina del subappalto rispetto a quella contenuta nella L. 11 febbraio 1994, n. 109, che imponeva fin dal momento della formulazione dell'offerta l'indicazione del nominato dell'impresa subappaltatrice (previsione peraltro soppressa già dall'art. 9 della L. n. 415 del 1998). Né in senso diverso può invocarsi l'applicazione nel caso di specie del principio del c.d. subappalto necessario, elaborato dalla giurisprudenza, secondo cui la indicazione dell'impresa subappaltatrice già all'atto della presentazione dell'offerta (e la dimostrazione del possesso da parte dell'impresa subappaltatrice dei requisiti di qualificazione) sarebbe necessaria nelle ipotesi in cui il richiamo al subappalto sarebbe necessario in ragione del mancato autonomo possesso, da parte del concorrente, dei necessari requisiti di qualificazione.
Sent. C. Stato 13/03/2014, n. 1224
Appalti pubblici - Gara - Requisiti di qualificazione - Mancanza dei requisiti - Subappalto - Obbligo di indicazione del nominativo del subappaltatore in sede di offerta - Sussistenza.
Va esclusa dalla gara d’appalto l’impresa che, in sede di qualificazione, non ha indicato il nominativo dell’operatore economico cui intende affidare i lavori in subappalto, nel caso in cui, il concorrente stesso, risulti sprovvisto dei requisiti richiesti dal bando per l’esecuzione dei lavori. La stazione appaltante deve essere posta in condizione di valutare sin dall’inizio l’idoneità di un’impresa, che dimostri di possedere in proprio, o attraverso l’apporto altrui, le qualificazioni necessarie per l’aggiudicazione del contratto. (Nel caso in esame, avente ad oggetto l’affidamento dei lavori stradali, la terza classificata impugnava il provvedimento di aggiudicazione e deduceva l’erronea mancata esclusione dei primi due concorrenti in graduatoria, perché in sede di gara non avevano indicato il nominativo dell’impresa cui intendevano affidare i lavori in subappalto).
1. Appalti e contratti pubblici - Potere di soccorso - Chiarimenti. 2. Appalti e contratti pubblici - Ricorso principale e ricorso incidentale - Priorità. 3. Appalti e contratti pubblici - Gara - Cause di esclusione - Tassatività.
1. Nelle procedure di gara disciplinate dal Codice dei contratti pubblici, il "potere di soccorso" sancito dall'art. 46, comma 1, del medesimo Codice (D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163) - sostanziandosi unicamente nel dovere della stazione appaltante di regolarizzare certificati, documenti o dichiarazioni già esistenti ovvero di completarli ma solo in relazione ai requisiti soggettivi di partecipazione, chiedere chiarimenti, rettificare errori materiali o refusi, fornire interpretazioni di clausole ambigue nel rispetto della par condicio dei concorrenti - non consente la produzione tardiva del documento o della dichiarazione mancante o la sanatoria della forma omessa, ove tali adempimenti siano previsti a pena di esclusione dal Codice dei contratti pubblici, dal regolamento di esecuzione e dalle leggi statali. Nelle procedure di gara non disciplinate dal Codice dei contratti pubblici, il "potere di soccorso" sancito dall'art. 6, comma 1, lett. b), L. 7 agosto 1990, n. 241, costituisce parametro per lo scrutinio della legittimità della legge di gara che, in assenza di una corrispondente previsione normativa, stabilisce la sanzione della esclusione; conseguentemente, è illegittima - per violazione dell'art. 6, comma 1, lett. b), L. 7 agosto 1990, n. 241, nonché sotto il profilo della manifesta sproporzione - la clausola della legge di gara che disciplina una procedura diversa da quelle di massa, nella parte in cui commina la sanzione della esclusione per l'inosservanza di una prescrizione meramente formale.
2. Il giudice ha il dovere di decidere la controversia, ai sensi del combinato disposto degli artt. 76, comma 4, C.p.a. e 276, comma 2, Cod. proc. civ., secondo l'ordine logico che, di regola, pone la priorità della definizione delle questioni di rito rispetto alle questioni di merito e, fra le prime, la priorità dell'accertamento della ricorrenza dei presupposti processuali rispetto alle condizioni dell'azione. Nel giudizio di primo grado avente ad oggetto procedure di gara deve essere esaminato prioritariamente, rispetto al ricorso principale, il ricorso incidentale escludente che sollevi un'eccezione di carenza di legittimazione del ricorrente principale non aggiudicatario, in quanto soggetto che non ha mai partecipato alla gara, o che vi ha partecipato ma è stato correttamente escluso ovvero che avrebbe dovuto essere escluso ma non lo è stato per un errore dell'Amministrazione; tuttavia, l'esame prioritario del ricorso principale è ammesso, per ragioni di economia processuale, qualora risulti manifestamente infondato, inammissibile, irricevibile o improcedibile. Il ricorso incidentale non va esaminato prima del ricorso principale allorquando non presenti carattere escludente; tale evenienza si verifica se il ricorso incidentale censuri valutazioni ed operazioni di gara svolte dall'Amministrazione nel presupposto della regolare partecipazione alla procedura del ricorrente principale. In tale giudizio sussiste la legittimazione del ricorrente in via principale - estromesso per atto dell'Amministrazione ovvero nel corso del giudizio, a seguito dell'accoglimento del ricorso incidentale - ad impugnare l'aggiudicazione disposta a favore del solo concorrente rimasto in gara, esclusivamente quando le due offerte siano affette da vizio afferente la medesima fase procedimentale.
3. Il principio di tassatività delle cause di esclusione sancito dall'art. 46, comma 1-bis, Codice dei contratti pubblici (D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163) si applica unicamente alle procedure di gara disciplinate dal medesimo Codice; inoltre, sono legittime ai sensi dell'art. 46, comma 1-bis, Codice dei contratti pubblici, le clausole dei bandi di gara che prevedono adempimenti a pena di esclusione, anche se di carattere formale, purché conformi ai tassativi casi contemplati dal medesimo comma, nonché dalle altre disposizioni del Codice dei contratti pubblici, del regolamento di esecuzione e delle leggi statali.
Articoli 92, commi 1, 3, 7; 107, comma 2; 109, comma 2
Articoli 37, comma 11; 46, comma 1-bis; 64, comma 4-bis; 87, comma 4; 118
Adunanza Plenaria n. 9/2015: l'indicazione del subappaltatore e gli oneri per la sicurezza
Con la sentenza n. 9 depositata il 02/11/2015 l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato boccia definitivamente la preventiva indicazione del subappaltatore nel “subappalto necessario”. Risolta anche la questione dei c.d. oneri di sicurezza per le gare d’appalto bandite prima del 20/03/2015.
La qualificazione nei lavori pubblici dopo il D.P.R. 30/10/2013 e il D.L. 151/2013 non convertito: scenario e indicazioni operative
In questo articolo viene dettagliatamente descritto il quadro normativo attualmente vigente relativamente alla qualificazione dei soggetti esecutori di lavori pubblici (categorie di opere generali e specializzate nonché strutture, impianti e opere speciali), dopo l’emanazione del D.P.R. 30/10/2013 che ha annullato alcune norme del Codice dei contratti pubblici e del Regolamento di attuazione ed il D.L. n. 151/2013 che ne ha temporaneamente congelato gli effetti ma non è stato poi convertito in legge. Alla luce della situazione di notevole confusione venutasi a creare per le stazioni appaltanti e gli operatori economici, si fornisce un contributo di chiarezza anche attraverso concreti suggerimenti sulle più corrette modalità operative, a beneficio degli operatori coinvolti.