Source: https://www.leggiillustrate.it/2020/03/30/leggi-illustrate-n-453/
Timestamp: 2020-08-08 09:43:26+00:00
Document Index: 125483259

Matched Legal Cases: ['art.52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 580', 'art. 10', 'art. 1']

Leggi Illustrate n. 453 – Le Leggi Illustrate
Il nuovo bonus facciate del 2020 e la conferma dei bonus casa preesistenti
la “Legge di Bilancio 2020” (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2019, n. 304), all’articolo 1, commi da 219 a 224, prevede l’introduzione di un nuovo bonus per migliorare il decoro urbano: il “bonus facciate”. A questo nuovo bonus si aggiungono la conferma delle agevolazioni preesistenti: il cosiddetto “bonus verde” per la sistemazione di terrazzi e giardini, recuperato per un altro anno grazie al “decreto mille proroghe”, il “sisma bonus” per la messa in sicurezza degli immobili e l’”ecobonus” per le parti comuni degli edifici condominiali, entrambi già previsti fino al 31 dicembre 2021. A questi si aggiungono inoltre il “bonus ristrutturazioni”, prorogato fino al 31 dicembre 2020, e il “bonus mobili” per l’acquisto anche di grandi elettrodomestici, attivo fino al 31 dicembre 2021. Insomma, tra vecchie e nuove agevolazioni, la casa si conferma un bene fondamentale, anche per tentare di muovere l’economia nazionale, spingendo i proprietari a investire per il suo miglioramento strutturale, estetico ed energetico.
Tassi bassi, la surroga conviene e adesso può proteggere dal pignoramento dell’abitazione principale
Le politiche di immissione di liquidità nei mercati di area Euro e la conseguente forte discesa dei tassi dell’ultimo semestre hanno avuto come prima conseguenza una notevole riduzione generalizzata del costo dei mutui di nuova stipula ma hanno anche portato prepotentemente alla ribalta la procedura della surroga, con un aumento notevole dei muti cosiddetti di surroga. Esaminiamo quindi in dettaglio la surroga dei mutui ricordando cos’è, come funziona e quali vantaggi si possono conseguire mediante questa procedura, per poi introdurre una importante novità legislativa – presentata con il decreto fiscale del dicembre 2019 – a tutela dei consumatori che si vedano assoggettare a pignoramento l’immobile costituente la propria abitazione principale.
Seggiolini antiabbandono: dal 6 marzo scattano le multe
Torniamo ad occuparci dell’obbligo di installazione dei seggiolini e dei dispositivi antiabbandono, la cosiddetta legge “salva bebè”, e lo facciamo tra le novità legislative perché, pur essendo l’obbligo entrato in vigore il 7 novembre 2019 (Decreto n. 122 del 2 ottobre 2019), in seguito, con l’art.52, comma 3bis del Decreto Fiscale, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157, si è deciso di spostare l’inizio effettivo delle sanzioni per chi non si è adeguato al 6 marzo 2020. Le ragioni sono note. Da una parte i produttori si sono dimostrati non in grado di soddisfare la domanda improvvisa e massiccia dei vari dispositivi, dall’altra non erano chiari i requisiti tecnici richiesti, così che i dispositivi “salva bebè” potessero essere conformi alle disposizioni del decreto. Dunque adesso ci siamo, e bisogna fare attenzione, perché dal prossimo mese chiunque viaggerà in auto con bambini di età inferiore ai quattro anni potrà essere multato laddove non abbia montato gli idonei dispositivi di allarme. Vediamo allora nel dettaglio cosa dice la legge…
Stop alla prescrizione per i reati commessi dal 1° gennaio 2020
La legge Spazzacorrotti, una battaglia storica del Movimento Cinque Stelle, approvata a inizio 2019 nel Governo dell’alleanza gialloverde, prevede lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado o l’emanazione del decreto penale di condanna. L’intendimento del legislatore era di iniziare gradualmente, ossia solo per i reati commessi dalla data del 1° gennaio 2020. Quindi ormai ci siamo: con la nuova normativa il reato potrà andare prescritto solo entro la sentenza del primo grado di giudizio. Successivamente, per i gradi di appello e davanti la Corte di Cassazione, non vi sarà necessità che il processo si concluda entro i limiti imposti dai tempi di prescrizione. L’esigenza sottesa al provvedimento, fortemente dibattuto, anche all’interno della maggioranza di governo, è stata quella di evitare ciò che in passato è di frequente avvenuto, determinando forte indignazione popolare: ossia che un soggetto già condannato in primo grado possa successivamente farla franca grazie al meccanismo della prescrizione, visto che di norma i processi penali sono molto lunghi e non riescono a concludersi con sentenza definitiva entro i termini di prescrizione. In buona sostanza la riforma della prescrizione voleva scongiurare il rischio che qualcuno continuasse ad approfittare del vantaggio dell’istituto della prescrizione per non incappare nella pur dovuta condanna definitiva.
Arrivano i “VAT quick fixes”
Introdotti dal 1° Gennaio 2020 i cosiddetti “VAT quick fixes” cosi come previsti dal Legislatore Europeo. Si tratta in sostanza di quattro linee di intervento con i quali l’Unione Europea intende, in attesa dell’introduzione dello spazio unico europeo, migliorare e rendere più efficiente l’attuale sistema di scambio di beni tra operatori economici residenti in due Stati Membri.
Uso del contante per i pagamenti: nuovi limiti nel 2020
Il Decreto Fiscale n. 124/2019 ha introdotto, con decorrenza 1° luglio 2020, una riduzione alla possibilità di effettuare pagamenti in contanti, portando la soglia dell’obbligo di pagamenti tracciabili a 2.000 euro (dagli attuali 3.000 euro).
E ancora, dal 1° gennaio 2022, il limite sarà ulteriormente abbassato a 1.000 euro. Il superamento delle soglie farà scattare l’applicazione di sanzioni, che nei casi più gravi possono arrivare anche a € 50.000 per ogni operazione irregolare.
Rete Autostradale: niente aumenti, esenzioni, possibili revoche
Se nel 2019 il 90 per cento della rete autostradale italiana non era stata sottoposta ai rincari tranne 11 concessionarie, per l’inizio del 2020 i pedaggi non subiscono alcun aumento. Permangono infatti le tariffe vecchie almeno fino al 31 marzo prossimo, data entro la quale le società che hanno in appalto la gestione della rete stradale saranno chiamate a presentare il nuovo piano economico finanziario al Ministero dei Trasporti. In base al decreto, gli adeguamenti scatteranno poi dal 30 giugno 2020.
“Revenge porn” il nuovo reato di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti
La legge n. 69 del 19 luglio 2019, recante “Modifiche al Codice Penale, al Codice di Procedura Penale ed altre disposizioni in materia di tutela domestica e di genere”, il cosiddetto Codice Rosso, ha introdotto, tra le varie novità, il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Il legislatore ha voluto contrastare in maniera più incisiva il fenomeno della violenza di genere, in particolar modo la consuetudine, aumentata in questi anni, di vendicarsi del non più attuale partner, attraverso la diffusione di materiale pornografico che lo ritrae. Il reato consiste nel divulgare immagini o video dal contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. Il reato è collocato nel titolo XII, sezione III, del Codice Penale “dei delitti contro la libertà morale”. La norma tutela il bene giuridico della libertà di autodeterminazione dell’individuo che comprende non solo la libertà personale ma soprattutto il diritto della libera autodeterminazione sessuale. Il reato, disciplinato dall’articolo 612 ter, c.p., prevede la “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”, definito anche come “pornografia non consensuale” o “abuso sessuale tramite immagini”.
Svolta della Consulta: legittimo l’aiuto al suicidio se il paziente è in condizioni di malattia intollerabile
Era nell’aria: la Corte Costituzionale con una sentenza storica, destinata a far discutere, ha concluso la drammatica vicenda giudiziaria legata alla morte di Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo. Il noto Dj milanese era rimasto cieco e tetraplegico a seguito di un incidente stradale, rimasti vani tutti i tentativi terapeutici, l’onorevole Marco Cappato, dell’Associazione Luca Coscioni, autodenunciandosi, venne accusato del reato di aiuto al suicidio (previsto dall’art. 580 del codice penale che prevede una pena da 5 a 12 anni di carcere), per aver agevolato il trasporto di Dj Fabo in una clinica svizzera dove il 27 febbraio 2017 gli venne praticato per sua volontà il suicidio assistito.
Obbligatoria l’indicazione della scadenza degli ortofrutticoli freschi che hanno subito trattamenti prima della vendita
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel caso di un trattamento sul prodotto, ad esempio nel caso del taglio delle puntarelle della cicoria catalogna o di un minestrone preparato dall’ortofrutta, il prodotto diventa “preconfezionato” e pertanto incombe sul venditore l’obbligo dell’indicazione del termine di conservazione, come previsto dal d.lgs. 109/1992, sulla “etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari”. L’art. 10 del predetto decreto precisa che “l’indicazione del termine minimo di conservazione non è richiesta per gli ortofrutticoli freschi, comprese le patate, che non siano stati sbucciati o tagliati o che non abbiano subito trattamenti analoghi; tale deroga non si applica ai semi germinali e prodotti analoghi quali i germogli di leguminose”.
Eliminata la cedolare secca per i contratti di affitto commerciali
È stata eliminata forse l’unica misura, la cedolare secca per i contratti di affitto commerciali, con la quale vi era speranza di rianimare un comparto in profonda crisi ed evitare repentine chiusure di esercizi commerciali. Il motivo è semplice: senza la cedolare, prevista per i contratti stipulati nel 2019, il proprietario dell’immobile locato ad attività commerciali è soggetto all’Irpef, ma anche all’addizionale regionale Irpef, all’addizionale comunale Irpef e all’imposta di registro, per un carico totale che può superare il 48% del canone e al quale devono aggiungersi la patrimoniale Imu-Tasi, oltre alle spese di manutenzione e all’eventuale morosità dell’inquilino.
Pagamento delle pensioni e trattamenti previdenziali per il 2020
La Circolare dell’INPS n. 147/2019 riporta anche il calendario mensile, per l’anno 2020, dei pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, delle rendite vitalizie dell’INAIL nonché dei trattamenti previdenziali corrisposti dall’INPS. Il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, invero, ha previsto che, a partire dall’anno 2018, tali pagamenti siano effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese; laddove il primo giorno del mese cada in una giornata festiva o una giornata non trattabile, il pagamento sarà effettuato il giorno immediatamente successivo. La legge n. 205/2017 (e in particolare l’art. 1, comma 184, della legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017) intende razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento prevedendone l’erogazione, sempre che non vi siano cause che lo impediscano, tramite un unico mandato. In tal modo tutti i beneficiari dei trattamenti hanno certezza del giorno in cui gli stessi vengono loro accreditati. Vediamo quindi nel dettaglio la situazione complessiva per l’anno appena iniziato.
IVA: modello base 2020. Istruzioni per la compilazione
È stato emanato il 15 gennaio 2020 il provvedimento n. 8938/2020 con il quale l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile i modelli di dichiarazione IVA 2020 con le relative istruzioni. Anche per quest’anno il modello IVA relativo all’anno di imposta 2019 dovrà essere presentato in maniera autonoma entro la scadenza del 30 aprile 2020. Occorre inoltre ricordare che seppure la scadenza di presentazione sia prevista entro fine aprile, il relativo pagamento dell’imposta che eventualmente scaturisce dal modello dovrà essere versato entro la data del 16 marzo 2020 per non incorrere in sanzioni o interessi.
È dunque chiaro che il contribuente dovrà cimentarsi nella sua compilazione entro e non oltre la data del versamento dell’imposta per non aggravare ulteriormente le somme da versare. Il modello che si andrà a presentare quest’anno sarà il primo dall’avvento della fatturazione elettronica, che in parte avrebbe dovuto semplificare “la vita” agli addetti ai lavori, ma considerate le non poche difficoltà che hanno caratterizzato l’anno 2019, proprio a causa dell’obbligo della fattura elettronica, l’Italia intera si aspetta altrettanta incertezza e confusione nella compilazione del modello che dovrebbe riepilogare e fotografare l’anno fiscale appena trascorso in tema IVA. E se la fatturazione elettronica ha portato con sè “mal di pancia” vari causati da fatture non trasmesse, fatture rifiutate, fatture non consegnate e fatture perse nei canali di interscambio per poi essere causalmente ritrovate nei meandri dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, i presupposti per la compilazione del modello IVA Base 2020 sembrano tutt’altro che semplificati.
Si chiude il due marzo la stagione delle dichiarazioni integrative
Scaduto il 2 dicembre 2019 il termine ultimo per la presentazione di tutti i modelli dichiarativi, si è aperta ufficialmente la “stagione” delle dichiarazioni integrative. Che queste integrative siano a sfavore, a favore o semplicemente tardive, gli uffici impositori ci lasciano a disposizione ancora 90 gg per rivedere la dichiarazione già presentata. Sarà possibile quindi entro la data del 02 marzo 2020 rimediare a eventuali errori riportati in dichiarazione o correggere eventuali omissioni: quali ad esempio considerare un versamento effettuato, o inserire un onere deducibile dimenticato nel cassetto di casa e fortunosamente ritrovato.
Al via gli avvisi telematici sull’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche
A distanza di anno dall’entrate in vigore della fatturazione elettronica, ancora infiniti sono i dubbi e le domande che avvolgono questo sistema. Tra le innumerevoli incertezze abbiamo anche il problema dell’assolvimento dell’imposta di bollo esposta durante il corso di tutto l’anno sui documenti inviati elettronicamente. Solo in data 9 Aprile 2019 gli uffici impositori si sono pronunciati con una prima risoluzione, la 42/E, con la quale l’Agenzia delle Entrate chiariva le modalità e i termini previsti per il versamento degli importi dovuti. Stabilite quindi le scadenze per il pagamento al 20 del mese successivo al termine del trimestre di riferimento, abbiamo avuto nel corso del 2019 tre tappe fondamentali:
Auto aziendali: tasse più alte per chi inquina di più
La controversa “tassa sulle auto aziendali” è finalmente arrivata al suo testo finale che ha raggiunto un condivisibile punto di equilibrio tra le varie finalità che l’imposta perseguiva. Dapprima, nel testo originario, la tassa era stata concepita come un prelievo che colpiva le auto aziendali (messe a disposizione dei dipendenti), ma solo quelle acquistate dal 2020 in poi, lasciando immutata la tassazione per le auto più anziane, che inquinano di più, rispetto alle auto di nuova generazione, che emettono percentuali inquinanti nettamente inferiori. Era, tuttavia, una tassazione regressiva, visto che puniva il nuovo rispetto al vecchio. Inoltre, sempre nel percorso del ddl bilancio 2020, i vari emendamenti sembravano non volere tener conto del fatto che il mercato si sta naturalmente orientando verso le vetture ibride, nelle quali il motore viene azionato (soprattutto alle velocità più basse, cioè quelle maggiormente utilizzate per gli spostamenti in aree urbane) anche con energia elettrica, con notevole abbattimento del rilascio di elementi inquinanti. Il testo definitivo, quindi, si è finalmente inserito nel solco dei vari interventi che negli anni scorsi, tramite appositi incentivi fiscali, si prefiggeva l’obiettivo dello svecchiamento del parco auto circolante, incentivi stabiliti nelle leggi finanziarie degli anni scorsi e, quindi, lascia immutata la tassazione attuale per le auto a trazione elettrica o ibrida e per le vetture che emettono ≤160 grammi/chilometro di biossido di carbonio, mentre aumenta per quelle ≥160 grammi/chilometro di biossido di carbonio.
Nuove regole di compensazione dei crediti sul modello F24
Con la risoluzione 110/E del 31 dicembre 2019, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti in merito alle nuove regole previste per l’anno 2020 in merito alla trasmissione dei modelli F24 con esposizione di crediti quali IVA, IRAP o imposte dirette derivanti da dichiarazioni fiscali, Bonus Renzi o da modello 730, nonché di crediti derivanti dalla gestione delle paghe. Non sarà più possibile utilizzare i servizi di Home Banking messi a disposizione dagli istituti bancari e dalle poste per tutte quelle deleghe che riportano un utilizzo parziale del credito. La presentazione di tali deleghe sarà possibile solo attraverso i canali di Entratel o Fisconline, in autonomia del singolo soggetto che ne fosse munito o affidando la trasmissione a un intermediario abilitato. L’obbligo riguarda anche tutti i crediti del sostituto, sia quelli da restituzione di eccedenze di ritenute, sia quelli da conguaglio da assistenza fiscale, ma anche crediti derivanti dal Bonus Renzi e per canoni di locazione. Tali crediti inizialmente erano stati esclusi dalle nuove regole, vista la cadenza mensile dell’utilizzo di questi da parte del sostituto di imposta, ma dall’anno 2020 pare che anche per questa tipologia di credito sia finita l’era dello “scomputo diretto” a mezzo F24.
Locazione a canone concordato: il nuovo accordo territoriale del Comune di Roma
Il Decreto ministeriale del 16 gennaio 2017 ha previsto l’obbligo dell’asseverazione per poter usufruire dei benefici fiscali per i contratti di locazione a canone concordato (riduzione del 10% sulla cedolare secca) “non assistiti” dalle associazioni di categoria firmatarie degli “Accordi territoriali”.
In altre parole, dopo l’entrata in vigore del Decreto ministeriale, questi contratti devono essere obbligatoriamente riconosciuti come conformi ai requisiti economici e normativi previsti da almeno una delle associazioni firmatarie degli “Accordi”, sia per il riconoscimento dei benefici fiscali che per dimostrare, in caso di verifica, la correttezza delle deduzioni utilizzate. In particolare, in data 27 febbraio 2019, il Comune di Roma ha sottoscritto il nuovo accordo territoriale tra le organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini, stabilendo i nuovi valori locativi attraverso una divisione del Comune di Roma in zone (questo accordo sostituisce quello sottoscritto nel 2004). Il nuovo accordo territoriale, recependo le novità del decreto, determina il calcolo del canone concordato sulla base di criteri oggettivi individuati nell’accordo (caratteristiche dell’immobile) e attraverso l’individuazione della zona di appartenenza effettuata dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, con l’attribuzione del canone a una precisa fascia che può oscillare tra un valore minimo e massimo previsto.
Omicidio stradale: tutto quello che c’è di sapere
La legge 23 marzo 2016, n. 41 ha introdotto nel nostro ordinamento due nuovi reati, il reato di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi e gravissime, apportando numerose modifiche al Codice Penale, al Codice di Procedura Penale e al Codice della Strada, necessarie a dare completa attuazione alla previsione delle nuove figure delittuose. Le nuove ipotesi di reato, contenute negli artt. 589 bis e 590 bis C.P., sono state costruite in modo sostanzialmente simmetrico, in modo da configurare, per ciascuna, una complessa articolazione di aggravanti e attenuanti essenzialmente aventi identico contenuto, sia pure con la previsione di pene diverse e proporzionate al grado di colpa e al livello di aggressione dei beni tutelati della vita. Esaminiamo quindi nel dettaglio tutte le norme contenute.