Source: http://www.lavorincasa.it/distanza-dei-tubi-dal-confine/
Timestamp: 2017-08-19 16:53:09+00:00
Document Index: 128751293

Matched Legal Cases: ['art. 889', 'art. 889', 'art. 889', 'art. 1102', 'art. 889', 'art. 889', 'art. 889', 'art 899']

Le tubazioni di acqua, gas e simili devono essere poste ad almeno un metro dal confine. Quando si applica questa norma? Qual è il ruolo dei regolamenti locali?
25 Giugno 2012 ore 21:37
tubi , tubazioni , distanza
Ai sensi dell'art. 889 c.c., rubricato Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi:
Soffermiamoci sulle distanze dei tubi dal confine.
Si supponga che Tizio chieda l'allaccio alla rete di distribuzione del gas per la sua abitazione di recente costruzione.
Il secondo comma dell'articolo appena citato non lascia adito a dubbi: le tubazioni del gas devono essere poste ad almeno un metro dal confine.
In sostanza, per chiarire la portata della norma con un esempio, Tizio non potrà far passare i tubi sul muro di confine che separa la sua proprietà da quella di Caio, il suo vicino.
Ciò posto è utile domandarsi: qual è la ratio della norma?
Detto diversamente: perché il legislatore ha previsto una distanza minima per l'installazione delle tubazioni?
La Cassazione, in più occasioni, ha avuto modo di chiarire che la distanza di almeno un metro dal confine è prescritta dall'art. 889 c.c., comma 2, per l'installazione dei tubi dell'acqua, del gas e simili, giacchè per tali condutture, aventi un flusso costante di sostanze liquide o gassose, il legislatore ha tenuto conto della loro potenziale attitudine ad arrecare danno alla proprietà contigua, stabilendo, con valutazione ex antea, una presunzione iuris et de iure di pericolosità.
Tra dette opere non rientrano i tubi destinati all'illuminazione e i loro arredi: per essi, non espressamente contemplati nella menzionata disposizione, non soccorre la presunzione assoluta di pericolosità, ed è, pertanto, necessario - affinché in via di interpretazione estensiva possa ritenersi ugualmente sussistente l'obbligo di rispettare le distanze ivi previste - accertare in concreto, sulla base delle loro specifiche caratteristiche, e con onere della prova a carico della parte istante, se abbiano o meno attitudine a cagionare danno (cfr. Cass., Sez. 2^, 5 Liarzo 1973, n. 587; Cass., Sez. 2^, 5 novembre 1977, n. 4719; Cass., Sez. 2^, 29 maggio 1986, n. 3643; Cass., Sez. 2^, 3 dicembre 1991, n. 12927; Cass., Sez. 2^, 9 gennaio 1993, n. 145) (Cass. 16 dicembre 2010 n. 25475).
In pratica è la pericolosità della tubazione a far sorgere l'obbligo di rispettare la distanza minima prevista dalla legge ; poiché la norma non contiene una elencazione tassativa ma meramente esemplificativa della tipologia di tubazione, la loro pericolosità dovrà essere valutata in concreto.
Distanze e appartamenti in condominio
Per ciò che concerne l'apposizione di tubazioni relativamente agli appartamenti in condominio, la situazione è leggermente differente.
Facciamo riferimento a quanto stabilito dalla Cassazione.
Secondo i giudici di legittimità le norme relative ai rapporti di vicinato, tra cui quella dell'art. 889 cod. civ., trovano applicazione rispetto alle singole unità immobiliari soltanto in quanto compatibili con la concreta struttura dell'edificio e con la particolare natura dei diritti e delle facoltà dei singoli proprietari; pertanto, qualora esse siano invocate in un giudizio tra condomini, il giudice di merito è tenuto ad accertare se la loro rigorosa osservanza non sia nel caso irragionevole, considerando che la coesistenza di più appartamenti in un unico edificio implica di per sè il contemperamento dei vari interessi al fine dell'ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali (Cass. 21 maggio 2012 n. 12520).
Ciò vuol dire che le norme dettate sulle distanze, allorquando debbano essere applicate al condominio negli edifici, possono essere derogate in ragione del diritto all'uso delle parti comuni previsto dall'art. 1102 c.c.
Ruolo dei regolamenti locali
Il secondo comma dell'art. 889 c.c. prevede una distanza minima di un metro ma il successivo terzo comma fa salve le disposizioni contenute nei regolamenti locali.
Si può ipotizzare che i regolamenti locali (es. regolamenti edilizi) possano prevedere distanze inferiori?
La risposta, almeno secondo la giurisprudenza, è negativa.
In particolare è stato affermato che la suddetta disposizione codicistica (art. 889, secondo comma, c.c. n.d.A.), nel prevedere per i tubi d'acqua pura o lurida la distanza di almeno un metro dal confine, si fonda su una presunzione assoluta di dannosità per infiltrazioni o trasudamenti che non ammette la prova contraria (Cass. 5/4/1997 n. 2964; Cass. 2/2/2009 n. 2558); ne consegue logicamente che l'art. 889 c.c., comma 3, nel prevedere che sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali, deve essere necessariamente interpretato nel senso che tale normativa può prevedere per i tubi d'acqua una distanza dal confine maggiore di quella minima di un metro per meglio prevenire e scongiurare quei pericoli di pregiudizio per il fondo del vicino che possono derivare dalle suddette infiltrazioni, e non certamente una distanza minore (Cass. 15 marzo 2010 n. 6235).
Articolo: Distanza dei tubi dal confine
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Distanza dei tubi dal confine: Commenti e opinioni
Devo ristrutturare casa, volevo porre la cucina in un vano confinante con un'altro appartamento.
Il problema è la collocazione dei tubi acqua e gas su questa parete comune.
Poichè il confinante, informato, non ha dato il suo consenso, volevo chiederle, costruendo una nuova parete a ridosso dell'esistente, opportunamente coibentata dove alloggiare i tubi, è possibile superare l'ostacolo del mancato consenso? Grazie.
Giovedì 16 Maggio 2013, alle ore 22:53
Rifacendo il parquet in un palazzo dell'800 ho scoperto tre tubi vecchissimi ma funzionanti sotto il mio pavimento.
Vanno dai contatori all'appartamento del vicino: sono dell'acqua in arrivo ed in distribuzione e del gas.
Specialmente questo ultimo è pericolosissimo che posso fare?
Mercoledì 20 Marzo 2013, alle ore 09:21
Buongiorno: Da una indagine, effettuata da parte del comune, questi due bagni sono stati realizzati senza progetti e senza licenza edelizia.
Marco Tiglie
Martedì 19 Marzo 2013, alle ore 15:15
Supponiamo che al confine ci sia una doppia parete, una mia e l'altra del vicino e che siano maturati i termini di usocapione, anche se quell'impianto è stato modificato una decina di anni fa. Tutto questo autorizza i vicini a non risolvere il problema della rumorosità. Grazie
Lunedì 18 Marzo 2013, alle ore 23:46
Buonasera, sto realizzando una ristrutturazione, sul muro confinante, a una distanza di 30 cm vorrei far passare tubi di scarico per il bagno. Con l'autorizzazione scritta del mio vicino (il quale avrà la mia) possiamo derogare l' art 899? è necessario registrare il contratto? In caso di vendita? grazie !
Marco Tigliè
Domenica 17 Marzo 2013, alle ore 19:04
Abito da tre anni in in paesino in Umbria e ho un problema con il mio vicino di confine (l'unico) perche il suo impianto di riscaldamento passa all'interno del muro che confina con la mia proprietà ed è molto rumoroso tanto da impedirci di prendere sonno.
Come al solito alla mia richiesta di provvedere ho avuto le solite risposte:
1) E' normale;
2) fammi causa;
3) fatti tu un cappottino interno.
È normale un impianto sul confine?
Legale Marco Tigliè
Lunedì 18 Marzo 2013, alle ore 13:26
Per Marco Tigliè: no, come si può leggere nell'articolo a meno che non siano maturate servitù per usucapione.
Giovedì 31 Gennaio 2013, alle ore 11:11
Buongiorno, un tizio ha realizzato un bagno vicino al muro di mia proprietà, come posso risolvere questo problema?
Grua Paolo Fiore
Lunedì 11 Marzo 2013, alle ore 17:46
Per Fiore: purtroppo io ho lo stesso problema da molti anni, i bagni e le relative tubature installate su un muro di confine sono varie, i disagi creati dalle fonti rumorose pure, ma se non c'e' una collaborazione del vicino, l'unico modo è la via legale, con tutta una serie di spese e incognite.
Meglio provare a installare dei materiali fonoassorbenti, costa decisamente di meno.
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