Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1091-codice-civile-obblighi-del-concedente-fino-al-luogo-di-consegna-dellacqua
Timestamp: 2018-03-22 00:18:57+00:00
Document Index: 106075857

Matched Legal Cases: ['art. 1091', 'art. 2947', 'art. 1091', 'art. 1091', 'art. 1091', 'art. 3', 'art. 1901', 'art. 32']

Art. 1091 codice civile: Obblighi del concedente fino al luogo di consegna dell'acqua
Codice civile Art. 1091 codice civile: Obblighi del concedente fino al luogo di consegna dell’acqua
Se il titolo non dispone diversamente, il concedente dell’acqua di una fonte o di un canale è tenuto verso gli utenti a eseguire le opere ordinarie e straordinarie per la derivazione e condotta dell’acqua fino al punto in cui ne fa la consegna, a mantenere in buono stato gli edifici, a conservare l’alveo e le sponde della fonte o del canale, a praticare i consueti spurghi e a usare la dovuta diligenza, affinche’ la derivazione e la regolare condotta dell’acqua siano in tempi debiti effettuate.
Titolo: [v. 1063]; Derivazione: [v. 1082]; Condotta: [v. 1090]; Alveo: [v. 1087]; Sponda: [v. 1090].
Spurgo: attività diretta a liberare il canale dai residui che intralciano la circolazione dell’acqua.
Se il proprietario del fondo servente non esegue le proprie obbligazioni, le opere possono essere effettuate dal proprietario titolare della servitù a spese del proprietario del fondo servente.
In tema di riparto di competenza tra giudice ordinario e tribunale regionale della acque pubbliche, devono ritenersi appartenenti alla competenza del giudice specializzato tutte le questioni che incidano, direttamente o indirettamente, sugli interessi pubblici connessi al regime delle acque, segnatamente quelle di carattere tecnico relative alla distribuzione e all'uso delle acque pubbliche e al diritto di derivazione o utilizzazione dell'utenza nei confronti della p.a.. Non rientra, quindi, nella competenza del giudice specializzato la controversia nella quale, senza mettere in discussione gli interessi pubblici connessi al regime delle acque, il soggetto privato, proprietario di un fondo, contenda con il proprietario del fondo limitrofo, circa il suo diritto di attingimento d'acqua per scopi irrigui, dal pozzo insistente sul terreno dell'altro e sui danni subiti a seguito della disattivazione dell'impianto e delle attrezzature di presa d'acqua.
Cassazione civile sez. I 06 aprile 2006 n. 8048
In sede urbanistica, la nozione di interclusione del fondo cui deve farsi riferimento ai fini della individuazione dell'indice di edificabilità fondiaria applicabile non è quella recepita dagli artt. 1051 ss. c.c. quale condizione per l'imposizione della servitù di passaggio coattiva, ma va desunta dalle disposizioni di carattere speciale contenute nello strumento urbanistico generale che regola l'attività costruttiva nell'ambito del territorio comunale.
T.A.R. Roma (Lazio) sez. II 22 marzo 2000 n. 2185
Per la costituzione per usucapione della servitù di presa o di derivazione di acqua non è richiesto che il proprietario del fondo servente, a norma dell'art. 1091 c.c., abbia provveduto alla esecuzione delle opere necessarie all'esercizio della servitù durante il tempo necessario per l'usucapione, trattandosi di una obbligazione "propter rem" che sorge a carico del detto proprietario con la costituzione della servitù, di cui forma un accessorio, prescindendo dalla sua costituzione in mora.
Cassazione civile sez. II 16 agosto 1990 n. 8313
Il proprietario del fondo servente, il quale ometta di compiere le prestazioni accessorie necessarie per l'esercizio della servitù da parte del titolare del fondo dominante, in violazione dell'obbligo impostogli dall'atto costitutivo o dalla legge, è responsabile non di un fatto illecito per inosservanza del generico obbligo del neminem laedere, bensì d'inadempimento della prestazione inerente al rapporto obbligatorio propter rem, meramente accessorio rispetto al contenuto della servitù prediale: conseguentemente, l'azione di risarcimento del danno per la mancata esecuzione di tali prestazioni è soggetta alla prescrizione decennale e non a quella quinquennale prevista dall'art. 2947 c.c..
Per la costituzione per usucapione della servitù di presa o di derivazione di acqua non è richiesto che il proprietario del fondo servente, a norma dell'art. 1091 c.c., abbia provveduto alla esecuzione delle opere necessarie all'esercizio della servitù durante il tempo necessario per l'usucapione, trattandosi di una obbligazione propter rem che sorge a carico del detto proprietario con la costituzione della servitù, di cui forma un accessorio, prescindendo dalla sua costituzione in mora.
L'obbligo del proprietario del fondo servente di eseguire le opere necessarie per l'esercizio di una servitù di presa o di derivazione di acqua, previsto dall'art. 1091 c.c., sussiste anche con riferimento alla servitù di utilizzazione della quota di acqua proveniente da una sorgente esistente nel fondo servente che è superflua per la sua coltivazione, in quanto anche con riferimento a tale tipo di servitù opera il fondamento logico della disposizione, che è quello di evitare l'ingerenza di terzi nel fondo servente.
L'obbligo di "facere", consistente nell'esecuzione delle opere ordinarie e straordinarie per la derivazione e la condotta dell'acqua fino al punto della consegna, posto dall'art. 1091 c.c. a carico del proprietario del fondo servente, e la conseguente responsabilità del medesimo per danni derivanti al fondo dominante dall'omissione del comportamento attivo dovuto, riguardano esclusivamente la servitù di condotta o di presa d'acqua, il cui requisito principale è costituito dal prelevamento o dalla derivazione dell'acqua da una fonte di proprietà del titolare del fondo servente, e non si riferiscono, invece, alla servitù di acquedotto, nei cui confronti ha valore la regola generale "servitus in faciendo consistere nequit".
Cassazione civile sez. II 16 ottobre 1979 n. 5402
È manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1901 c.c. che dispone la sospensione dell'assicurazione in caso di mancato pagamento del premio, in riferimento al reato di cui all'art. 32 l. 24 dicembre 1969 n. 990.
Cassazione penale sez. III 09 febbraio 1978