Source: https://osservatoriodirittiscuola.it/petizione-ods-attenzione-diritto-allo-studio-degli-alunni-con-disabilita-in-pericolo.html?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2019-01-20 14:16:33+00:00
Document Index: 68621052

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 14']

di Leonardo Alagna · Pubblicato 16 Luglio 2018 · Aggiornato 31 Luglio 2018
Petizione ODS -Attenzione!!!! FIRMA LA PETIZIONE
Per le ore di sostegno non decideranno più genitori ed insegnanti dell’alunno. Genitori e docenti uniti contro la politica del risparmio a danno degli alunni e dei propri figli.
FIRMA CONTRO l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, come previsto dall’art. 18 comma 1 lettera a) Dlgs 66 del 2017, perché così facendo vogliono togliere la quantificazione delle ore di sostegno nel PEI dai compiti del GLHO, per evitare ricorsi:
FIRMA CONTRO l’art. 14 della 66/2017 che intende perseguire una continuità didattica di facciata attraverso personale precario anche senza titolo di specializzazione su posti di sostegno, a discrezione del dirigente scolastico e della famiglia senza alcun parametro meritocratico e con criteri del tutto arbitrari.
FIRMA A FAVORE della totale trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto per realizzare una effettiva continuità didattica con personale specializzato.
Non siano più i genitori a dover pagare avvocati per vedersi riconosciuto il diritto dei propri figli ad usufruire di un fabbisogno orario di sostegno adeguato ai loro bisogni educativi speciali, ma lo Stato sia garante dei diritti dei bambini ad un’istruzione di qualità e ad una scuola realmente inclusiva su tutto il territorio nazionale.
Per una scuola dell’uguaglianza e delle pari opportunità, al sud Italia come al nord,
Si rivendichi il diritto degli alunni diversamente abili ad avere un insegnante specializzato di ruolo, mirando alla definitiva continuità didattica, affiancando alla lotta per il rientro definitivo nella propria provincia degli insegnanti trasferiti o mantenuti fuori sede con algoritmi fallaci della 107/2015, la lotta per l’assunzione dei docenti specializzati ancora precari, per distribuire in modo più equo le risorse e per garantire anche nel meridione maggiore professionalità, continuità, esperienza sul campo e pari opportunità.
si proceda alla definizione di un censimento che quantifichi con esattezza il numero degli insegnanti di sostegno specializzati sul sostegno titolari di cattedra che ogni anno fanno richiesta di trasferimento interprovinciale e che non vengono accolte per mancanza di organico di diritto.
Per una scuola inclusiva e di qualità, genitori ed insegnanti, contrastino in ogni modo, anche attraverso la firma della presente petizione, l’attuazione di quegli articoli del Dlgs 66/2017 che inficiano il riconoscimento del diritto allo studio degli alunni con disabilità.
Queste le ragioni della richiesta della firma della presente petizione:
Allo stato attuale i gruppi di lavoro multidisciplinari finalizzati all’ integrazione e inclusione degli alunni sono quelli previsti dall’art. 12 comma 5 e dal DPR 1994 n. 381800, cioè i gruppi di lavoro che redigono il PEI e il PDF (GLH). Solo infatti nella redazione di questi atti si realizza quel momento fondamentale pluridisciplinare dove saperi, conoscenze ed esperienze diverse si incontrano, con la partecipazione della famiglia, per redigere e predisporre atti relativi all’ alunno/a che “si conosce bene” e di cui si immaginano e costruiscono percorsi educativi e formativi ad personam per la sua piena crescita su tutte le aree di sviluppo.
Come interviene il Dlgs. 66/2017
Ma alla commissione che redige il profilo di funzionamento la norma attribuisce solo il potere di “definire le competenze professionali e la tipologia di sostegno e delle risorse strutturali”, esattamente quello che ancora oggi viene fatto nella prassi ad opera della componente sanitaria che redige la DF o della componente pluridisciplinare in caso di accorpamento della DF con il PDF.
Ma un conto è definire la necessità di una figura professionale e la tipologia, altra è definirne l’esatta indicazione del numero delle ore soprattutto del docente di sostegno (aspetto quantitativo non indifferente).
Si tratta di una questione rilevantissima non solo sotto il profilo concreto dell’effettiva garanzia del diritto allo studio, all’istruzione e all’inclusione scolastica, ma soprattutto sotto il versante giuridico della certezza del diritto e dell’impugnabilità degli atti che negano quel diritto.
L’assenza di una disposizione normativa specifica si traduce in un’ evidente illegittimità costituzionale del testo, perché ciò determina un travalicamento palese dell’oggetto della delega che non ha neppure previsto una ipotesi di tale genere, né può ritenersi il potere delegante estensivo dal potere delegato fino al punto di ledere irrimediabilmente i diritti costituzionali degli alunni con disabilità.
Un richiamo ai principi Costituzionali
Del resto, citando alcuni passi della sentenza della Corte Costituzionale n°80/10:“Non è legittimo lasciare alla discrezionalità politica dei bilanci la esigibilità o meno del diritto allo studio degli alunni con disabilità”. “Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.”
Inoltre il la 66/2017 intende perseguire attraverso l’art. 14 una continuità didattica di facciata attraverso personale precario anche senza titolo di specializzazione su posti di sostegno, a discrezione del dirigente scolastico e della famiglia senza alcun parametro meritocratico e con criteri del tutto arbitrari.
La trasformazione dei posti in deroga di sostegno in organico di diritto:
E’ un atto di civiltà da parte dello Stato nei confronti del cittadino che ha una disabilità;
non danneggerebbe le casse erariali come fatto sinora;
eliminerebbe tutti i casi pendenti presso i Tribunali che potrebbero occuparsi di cose più complesse;
eliminerebbe dell’80% le pratiche relative alle domande di trasferimento e del 90% qelle relative alle assegnazioni provvisorie, liberando di inutili incombenze gli Uffici Scolastici Provinciali e regionali;
garantirebbe la continuità didattica per gli alunni e la continuità familiare degli insegnanti;
determinerebbe un piano di rientro dei docenti meridionali immotivatamente allontanati dalle proprie province;
determinerebbe un conseguente piano di assunzioni a tempo indeterminato di chi ancora giace nelle graduatorie provinciali nelle stesse province ove i candidati risiedono;
aprirebbe una florida stagione accademica per fare fronte alla formazione di 30.000 nuovi specializzandi su tutto il territorio nazionale;
metterebbe a tacere ogni inutile polemica su chi in questo Paese avrebbe più diritto a divenire insegnante specializzato per vocazione o meno;
renderebbe meno gravoso il lavoro delle segreterie delle scuole, alla ricerca dell’insegnante di sostegno che non c’è.
P.S. Sullo stesso argomento tutti gli interessati potranno aderire ad un ricorso, patrocinato da Osservatorio Diritti Scuola (costo a totale carico di ODS), volto alla trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Se sei interessato clicca qui per aderire al ricorso ad adiuvandum.
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