Source: https://studiobugamelli.it/circolari-tributarie/2015/circolare-numero-2
Timestamp: 2019-04-20 15:00:50+00:00
Document Index: 26822430

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2953', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2']

Studio Bugamelli | Circolare Tributaria numero 2 del 2015
Separazione e divorzio, assegno una tantum
La Corte di Cassazione ha confermato che l&apos;assegno una tantum corrisposto da un coniuge a favore dell&apos;altro in sede di separazione o divorzio non è tassabile in capo al coniuge percettore (Cass. civ., sez. trib., n. 9336 del 2015). A parti invertite, l&apos;assegno non rappresenta un onere deducibile per il soggetto erogante.
L&apos;importo della caparra confirmataria, ritenuta oppure restituita in misura doppia a cagione del contratto preliminare rimasto inadempiuto, non va assoggettata ad IVA (Cass. civ., sez. trib., n. 10306 del 2015).
L&apos;Associazione delle imprese di leasing (Assilea), con proprio parere n. 3/2015, ha fornito alcune indicazioni sul trattamento Iva da riservare alle somme corrisposte dalle società concedenti agli utilizzatori in caso di scioglimento del contratto di locazione finanziaria:
scioglimento consensuale &RightArrow; applicazione dell&apos;IVA
fallimento dell&apos;utilizzatore &RightArrow; non applicazione dell&apos;IVA sulle somme pagate al curatore
inadempimento dell&apos;utilizzatore &RightArrow; non applicazione dell&apos;IVA
Giovani avvocati e praticanti
Il regime dei minimi con aliquota ridotta al 5&percnt; rimarrà accessibile lungo tutto l&apos;anno 2015; per quanti avessero già optato, al momento di aprire la partita iva, per il nuovo regime dei minimi con aliquota al 15&percnt; è ancora possibile, a determinate condizioni, confluire nel previgente regime più favorevole.
Equitalia - Riscossione forzata dei tributi
Dopo che la Corte di Cassazione (Sent. n. 2922 del 13/02/2015) ha precisato che la notificazione della cartella a mezzo posta necessita dell&apos;utilizzo del servizio postale universale prestato dall&apos;Ente Poste, la giurisprudenza di merito ha fatto applicazione di tale principio affermando che il vizio di notifica tramite agenzia privata di recapito non è sanato dal ricorso del contribuente non trattandosi né di irregolarità, né di nullità, bensì di inesistenza (CTP Reggio Emilia sentenza n. 199/03/2015 del 28/04/2015).
Aggredibilità del fondo patrimoniale
Il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l&apos;esecuzione sui beni del fondo va ricercato non già nella natura dell&apos;obbligazione ma nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia, sicché anche un debito di natura tributaria sorto per l&apos;esercizio dell&apos;attività imprenditoriale potrebbe ritenersi contratto per soddisfare tale finalità (Cass. civ., sez. trib., 24/02/2015 n. 3738).
Il credito previdenziale iscritto a ruolo e recato in cartella si prescrive in cinque anni e non in dieci, non potendosi applicare, contrariamente a quanto disposto dalla Corte di Cassazione (4338/2014), l&apos;art. 2953 c.c. ai sensi del quale i diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione inferiore al decennio si prescrivono comunque in dieci anni quando sia intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato (così Trib. Roma 06/05/2015 n. 4549). Il Tribunale di Roma si discosta dall&apos;orientamento di legittimità evidenziando che il ruolo è formato unilateralmente dall&apos;ente previdenziale e pertanto non è parificabile al titolo giudiziale.
Passaggio di cariche societarie e omessi versamenti
Risponde del reato di omesso versamento di ritenute il rappresentante legale che ha sottoscritto la dichiarazione anche se le omissioni furono consumate quando amministratore era un altro soggetto (Cass. pen. n. 21606 del 2015; principio già affermato con Sent. 11665/15 e 38687/14).
Passaggio di cariche societarie e false fatturazioni
Il vecchio amministratore, il quale abbia fatto annotare in contabilità le fatture false, non risponde del reato di dichiarazione fraudolenta (art. 2, D.Lgs. 74/2000) quando la dichiarazione viene presentata dal nuovo amministratore a lui succeduto, tenuto conto, tra le varie questioni, che il reato in questione è istantaneo e si consuma con la presentazione della dichiarazione (Cass. pen. 21025/15). Tuttavia va precisato che, nel caso in specie, non era stato contestato al precedente amministratore l&apos;ipotesi di concorso di persone col nuovo organo.
Nel reato di omesso versamento di ritenute certificate di cui all&apos;art. 10-bis. D.Lgs. 74/2000, spetta all&apos;accusa l&apos;onere della prova dell&apos;elemento costitutivo, rappresentato dal rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate; tale prova non può essere costituita dal solo contenuto della dichiarazione modello 770 proveniente dal datore di lavoro. Infatti il modello 770 è destinato ad informare l&apos;Agenzia delle Entrate delle somme corrisposte ai sostituiti, delle ritenute operate e del loro versamento all&apos;erario ma non anche del concreto rilascio del relativo certificato (Cass. pen., sez. III, 8/4/2014 n. 40526).
Depenalizzazione evasione contributiva
La legge delega n. 67 del 2014, finalizzata alla depenalizzazione dei reati di evasione contributiva, non ha effetto immediatamente abrogativo del D.L. n. 463 del 1983 e non estingue il reato (Cass. pen., sez. III, n. 20547 del 2015). Per inciso, l&apos;art. 2, lett. c), delle Legge delega 67/2014 prevede di “trasformare in illecito amministrativo il reato di cui all&apos;articolo 2, comma 1-bis, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, purché l&apos;omesso versamento non ecceda il limite complessivo di 10.000 euro annui e preservando comunque il principio per cui il datore di lavoro non risponde a titolo di illecito amministrativo, se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell&apos;avvenuto accertamento della violazione”.