Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52008PC0399:IT:NOT
Timestamp: 2013-05-25 20:24:29+00:00
Document Index: 13660973

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 1']

EUR-Lex - 52008PC0399 - IT
Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia {SEC(2008) 2115} {SEC(2008) 2116}
/* COM/2008/0399 def. - COD 2008/0151 */
della fine validità: 21/10/2009; adottato da 32009L0125
adottato da 32009L0125 Atti connessi precedenti:
52008SC2115 collegamento 52008SC2116 collegamento Atti giuridici successivi:
parere CES 52008AE1667 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
COM(2008) 399 definitivo
relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia
(presentata dalla Commissione) {SEC(2008) 2115}{SEC(2008) 2116}
La direttiva quadro 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 2005 relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia, recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/57/CE e 2000/55/CE[1], qui di seguito "direttiva sulla progettazione ecocompatibile", viene sottoposta a rifusione per incorporarvi la direttiva di modifica 2008/28/CE[2] e per estenderne il campo d'applicazione al fine di stabilire specifiche comunitarie per la progettazione ecocompatibile anche per tutti i prodotti connessi all'energia. Tale attività contribuisce a perseguire l'obiettivo di garantire la libera circolazione di tali prodotti e di migliorarne la prestazione ambientale, tutelando l'ambiente.
Creando un quadro unico per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia si garantisce efficienza e coerenza applicando una metodologia comune per l'elaborazione di specifiche per i prodotti a livello dell'UE. Si evitano quindi i rischi di sovrapposizione fra iniziative nazionali e comunitarie.
La direttiva quadro completa sulla progettazione ecocompatibile sarà anche il blocco costitutivo essenziale di una politica dei prodotti integrata, sostenibile e rispettosa dell'ambiente, completata da iniziative sull'etichettatura e da incentivi relativi agli appalti pubblici e di carattere fiscale. Oltre a stabilire prescrizioni minime per l'immissione sul mercato dei prodotti, la direttiva consente di fissare parametri di prestazione ambientale riferiti ai prodotti più performanti disponibili sul mercato. Questa possibilità è già presente nell'ambito dell'attuale direttiva sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti che consumano energia e sarà estesa a tutti i prodotti connessi all'energia, fornendo un collegamento ad incentivi riguardanti gli appalti pubblici e di tipo fiscale.
Negli ultimi 30 anni è stata avviata un'ampia gamma di politiche europee a livello europeo e nazionale nei settori della tutela dell'ambiente e dell'utilizzo delle risorse naturali, compreso il risparmio energetico. Una legislazione ben elaborata ha consentito di migliorare la qualità dell'aria, di contenere sempre di più il volume dei rifiuti e di ridurre le emissioni di tipo industriale. Il piano d'azione sull'efficienza energetica[3] fornirà un potenziale di risparmio nell'ambito dei consumi annui di energia primaria dell'UE di almeno il 20% entro il 2020.
Inoltre sono stati attuati vari strumenti e varie politiche per incentivare i prodotti più efficienti e migliorare l'informazione dei consumatori. La direttiva sulla progettazione ecocompatibile stabilisce prescrizioni minime per l'immissione sul mercato dei prodotti. I sistemi di etichettatura di cui alla direttiva 92/75/CEE[4], qui di seguito "direttiva sull'etichettatura energetica", il regolamento Energy Star[5], il regolamento sul marchio di qualità ecologica[6] ed altri programmi elaborati da Stati membri, dettaglianti ed altri operatori economici forniscono ai consumatori informazioni sulle prestazioni energetiche ed ambientali dei prodotti. Gli Stati membri stanno utilizzando incentivi e gli appalti pubblici al fine di promuovere l'innovazione e ottenere prodotti dalle prestazioni migliori. Il regolamento Energy Star per le apparecchiature per ufficio impone alle istituzioni dell'UE e agli Stati membri di acquistare apparecchiature per ufficio con determinati livelli di efficienza energetica.
Tali politiche hanno consentito di realizzare progressi sostanziali e hanno dimostrato il loro potenziale. Ad esempio, secondo le stime la direttiva sull'etichettatura energetica ha fornito un terzo del 29% di miglioramento dell'efficienza energetica dei frigoriferi tra il 1992 ed il 1999. In generale l'evoluzione chiara e decisa del mercato verso prodotti più efficienti oggetto della direttiva contrasta in modo evidente con gli scarsi progressi compiuti prima.
Tuttavia una serie di ostacoli importanti impedisce a tali politiche di produrre il loro pieno impatto. In generale gli strumenti facoltativi e vincolanti attuali non sono sufficientemente collegati gli uni agli altri o non vengono elaborati nell'ambito di una prospettiva politica unica e non si sfruttano le potenziali sinergie tra i vari strumenti politici. Inoltre la frammentazione delle strategie nazionali e regionali invia segnali contrastanti ai fabbricanti e crea distorsioni sul mercato interno.
È quindi necessaria una nuova strategia politica, che riunisca in un piano d'azione integrato il potenziale dei vari strumenti politici e li attui in modo dinamico. In tale contesto vanno stabiliti obiettivi ambiziosi in tutto il mercato interno, per garantire che i prodotti vengano migliorati e che la domanda venga stimolata con un approccio sistematico agli incentivi e all'innovazione. Per raggiungere tale obiettivo si devono integrare gli strumenti esistenti e potenziarli, se necessario. Tali attività fungerebbero da complemento alla politica ambientale attuale, ad esempio, per quanto riguarda il consumo di energia, al pacchetto sull'energia e sul clima adottato dalla Commissione nel gennaio 2008[7].
L'ampliamento del campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile è un elemento fondamentale della comunicazione e dei piani d'azione sulla produzione e sul consumo sostenibili e sulla politica industriale sostenibile, un'iniziativa comune della direzione generale imprese e industria, della direzione generale Ambiente e della direzione generale Energia e trasporti. Un'altra proposta collegata, contenuta nella comunicazione e nei piani d'azione di cui sopra, è la revisione della direttiva sull'etichettatura energetica, nell'ambito della quale verranno esaminate varie opzioni riguardanti l'etichettatura di una gamma più estesa di prodotti. La revisione consentirà di discutere l'aspetto "etichettatura" nella politica dei prodotti di cui al pacchetto sulla sostenibilità. Anche il regolamento sul marchio di qualità ecologica sarà oggetto di revisione al fine di inserirlo in modo coerente nella politica integrata dei prodotti e destinarlo all'identificazione dei prodotti più performanti sul mercato, come un "marchio di eccellenza".
1.3. Disposizioni comunitarie vigenti
Il quadro normativo comunitario riguardante la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia è stabilito dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile, che definisce le specifiche che tali prodotti immessi sul mercato comunitario devono rispettare per poter beneficiare della libera circolazione all'interno della Comunità. La direttiva sulla progettazione ecocompatibile è complementare rispetto agli strumenti comunitari esistenti, quali REACH[8], RoHS[9], la direttiva sull'etichettatura energetica e la direttiva sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose[10]. Dopo l'estensione, la direttiva sulla progettazione ecocompatibile consentirà di stabilire specifiche per la progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti connessi all'energia, aventi un impatto ambientale significativo, se del caso a complemento di disposizioni comunitarie esistenti.
.1. Coerenza con altre politiche e norme
La proposta è pienamente coerente con gli obiettivi e le finalità della comunicazione e del piano d'azione sulla produzione e sul consumo sostenibili e sulla politica industriale sostenibile, della strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile, della strategia di Lisbona, del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente[11], della politica integrata dei prodotti[12] e della strategia per le risorse naturali. La proposta contribuisce anche ad altre politiche, ad esempio quelle relative all'informazione dei consumatori e volte a fornire loro maggiori poteri. La proposta rispetta l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio".
2.1. Consultazioni
La consultazione delle parti in causa nell'ambito della comunicazione e del piano d'azione su produzione e consumo sostenibili e politica industriale sostenibile comprendente l'estensione del campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile è stata effettuata attraverso Internet nell'autunno 2007.
I risultati della consultazione sono stati presi in considerazione nelle valutazioni d'impatto sulla comunicazione e sul piano d'azione di cui sopra nonché sull'estensione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile.
Per la valutazione d'impatto si è fatto ricorso alla perizia esterna di ZEW.
2.3. Valutazione d'impatto
L'estensione del campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile fa parte della comunicazione e del piano d'azione di cui al punto precedente. Un'altra proposta collegata, contenuta in tale pacchetto, è la revisione della direttiva sull'etichettatura energetica, nell'ambito della quale verranno esaminate varie opzioni riguardanti l'etichettatura di una gamma più estesa di prodotti. La revisione consentirà di discutere l'aspetto "etichettatura" nella politica dei prodotti di cui al piano d'azione sul pacchetto sulla sostenibilità.
L'attuale direttiva sulla progettazione ecocompatibile copre solo i prodotti che consumano energia (esclusi i mezzi di trasporto). Per tali prodotti essa stabilisce prescrizioni obbligatorie minime corrispondenti alle prestazioni del prodotto con il più basso costo per ciclo di vita. Questo garantisce che i miglioramenti delle prestazioni ambientali siano efficienti rispetto ai costi. Anche se i prezzi di acquisto di tali prodotti possono salire (almeno a breve termine), la loro prestazione superiore compensa ampiamente il prezzo elevato se si considera l'intera durata di vita del prodotto, grazie a costi di utilizzo inferiori.
Tuttavia la valutazione d'impatto dei piani d'azione di cui sopra ha dimostrato che la limitazione del campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile costituisce una restrizione importante dell'impatto potenziale della politica integrata dei prodotti dell'UE.
La relazione d'impatto analizza quindi se e come si possa estendere il campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile e con quali impatti.
La relazione persegue quindi l'obiettivo di stabilire la portata ottimale dell'estensione.
Sono state prese in considerazione tre opzioni:
1. non estendere il campo d'applicazione, dunque applicare la direttiva solo ai prodotti che consumano energia;
2. estendere il campo d'applicazione al di là dei prodotti che consumano energia, mantenendo l'attuale esclusione dei mezzi di trasporto;
3. estendere il campo d'applicazione a tutti i prodotti.
L'analisi degli impatti è duplice. In una prima fase si determina se l'estensione del campo d'applicazione sia possibile e se si venga a creare una sostanziale sovrapposizione con la legislazione esistente, che farebbe considerare il quadro normativo attuale sufficiente ad affrontare gli impatti ambientali. Nella seconda fase, qualora l'estensione sia fattibile, si analizza il potenziale impatto ambientale ed economico dell'estensione a determinate categorie di prodotti. Attraverso due studi si intende dimostrare il potenziale di risparmio, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia, che si potrebbe realizzare estendendo il campo d'applicazione della politica sulla progettazione ecocompatibile. I dati disponibili non consentono di quantificare con precisione il potenziale di risparmio per tutte le categorie di prodotti, ma per determinati tipi di prodotti, per i quali sono disponibili dati, risulta la possibilità di ridurre in modo significativo gli impatti ambientali e ottenere allo stesso tempo risparmi per le imprese e per i consumatori.
Estendendo il campo d'applicazione si possono introdurre misure di esecuzione per le categorie di prodotti che non consumano energia che possiedono il più elevato potenziale di miglioramento delle prestazioni ambientali e che consentono quindi di ottenere i maggiori risparmi durante la fase di utilizzo. Con la direttiva attuale questo non sarebbe possibile, poiché essa si limita ai prodotti che consumano energia. Per le valutazioni d'impatto che vanno elaborate per ogni misura di esecuzione saranno effettuate analisi più dettagliate.
Secondo i risultati dell'analisi l'opzione da preferire è quella che prevede l'estensione al di là dei prodotti che consumano energia, eccetto i mezzi di trasporto. I mezzi di trasporto sono già soggetti ad una normativa complessa che, oltre alla sicurezza e ad altri aspetti, tratta anche le prestazioni ambientali (ad esempio le emissioni di CO2 e di altre sostanze inquinanti provenienti dalle automobili). Per tale motivo i mezzi di trasporto devono restare esclusi dal campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile.
La proposta estende il campo d'applicazione della direttiva quadro sulla progettazione ecocompatibile per coprire altri prodotti connessi all'energia, diversi da quelli che consumano energia, consentendo così di elaborare specifiche armonizzate per la progettazione ecocompatibile di tali prodotti attraverso misure di esecuzione. Le suddette specifiche sono disposizioni vincolanti elaborate per garantire che i prodotti non siano pericolosi per l'ambiente.
La base giuridica della presente proposta di rifusione della direttiva 2005/32/CE sulla progettazione ecocompatibile è costituita dall'articolo 95 del trattato, che stabilisce i principi per la realizzazione del mercato interno. La direttiva sulla progettazione ecocompatibile garantisce la libera circolazione dei prodotti che rientrano nel suo campo d'applicazione e che rispettano i criteri ambientali e energetici stabiliti dalle misure di esecuzione adottate a norma della direttiva.
La proposta estende il campo d'applicazione ai prodotti diversi da quelli che consumano energia, ma le specifiche riguardanti tali prodotti saranno elaborate solo dopo l'adozione di misure d'esecuzione.
Gli Stati membri non possono realizzare in maniera sufficiente gli obiettivi della proposta per i seguenti motivi.
Lasciando agli Stati membri la facoltà di elaborare specifiche per la progettazione ecocompatibile di prodotti si otterrebbero disposizioni e procedure nazionali divergenti aventi obiettivi simili, che indurrebbero costi ingiustificati per l'industria e ostacolerebbero la libera circolazione di beni all'interno della Comunità.
Solo agendo a livello comunitario si possono raggiungere gli obiettivi della proposta garantendo che le specifiche per i prodotti immessi sul mercato siano uguali in tutti gli Stati membri e di conseguenza assicurando la libera circolazione delle merci nella Comunità.
Il campo d'applicazione della proposta si limita ai nuovi prodotti immessi per la prima volta sul mercato comunitario.
La presente proposta si limita a quanto è necessario per conseguire tale scopo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato dall'articolo 5 del trattato.
Gli oneri amministrativi e finanziari per la Comunità e per le autorità nazionali sono ridotti al minimo inserendo le specifiche per la progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti connessi all'energia nella direttiva, come proposto. In tal modo i costi per l'elaborazione delle procedure di sorveglianza del mercato per i prodotti che non consumano energia vengono ridotti al minimo poiché tali procedure esistono già in virtù dell'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile.
Il possibile aumento dei costi medi di produzione per taluni fabbricanti, che può essere trasferito agli utilizzatori attraverso prezzi dei prodotti più elevati, è proporzionato al vantaggio ottenibile attraverso la riduzione degli effetti avversi sull'ambiente e i risparmi consentiti dalla migliore efficienza dei prodotti durante l'intero ciclo di vita.
Lo strumento proposto è conforme all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" e coerente con l'opzione di inserire le nuove disposizioni nel quadro della legislazione comunitaria esistente. |
Le attività proposte potrebbero generare costi amministrativi per gli Stati membri e per la Commissione in due settori. Essi sono:
a) la definizione delle misure di attuazione della direttiva per la progettazione ecocompatibile. Ampliando il campo d'applicazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile si dispone di una maggiore scelta di gruppi di prodotti per i quali si possono adottare misure di attuazione. Fra tali prodotti saranno identificati prodotti prioritari, aventi un significativo impatto ambientale ed un potenziale di miglioramento; essi verranno elencati nel piano di lavoro di cui all'articolo 16 della direttiva sulla progettazione ecocompatibile. Le eventuali esigenze supplementari di bilancio conseguenti all'estensione del campo d'applicazione saranno stabilite dal piano di lavoro. Lo stanziamento potenziale di risorse aggiuntive deve essere compatibile con la programmazione finanziaria attuale e sarà soggetto alle norme e alle procedure vigenti in ambito finanziario e di bilancio.
L'integrazione delle strutture decisionali della direttiva sulla progettazione ecocompatibile e della direttiva sull'etichettatura energetica ed il ruolo informativo del marchio di qualità ecologica forniranno sinergie che garantiranno un uso delle risorse tale da consentire che le misure di attuazione producano il più ampio impatto ambientale possibile e riducano il più possibile i costi per l'economia.
b) Non possiamo essere precisi in merito al tempo e alle risorse finanziarie necessari ma, a fini di orientamento, presupponiamo che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile richieda sei mesi equivalente tempo pieno di lavoro di funzionari della Commissione ed altrettanto di funzionari di almeno 10 Stati membri (è poco probabile che tutti gli Stati membri siano coinvolti nelle discussioni dettagliate). Considerando il costo medio annuo di un funzionario della Commissione (117.000 euro), il costo per la Commissione ammonterebbe a circa 702.000 euro. L'importo non comprende aggiunte per le spese generali. La possibilità di destinare personale all'esecuzione di tali operazioni particolari attingendo da risorse esistenti o supplementari resta subordinata alla disponibilità di tali risorse e sarà decisa nel quadro della procedura annuale di stanziamento delle risorse.
5.1. Disposizioni nazionali
5.2. Spazio economico europeo
L'atto proposto riguarda una materia di competenza del SEE e va pertanto esteso allo Spazio economico europeo.
5.3. Illustrazione dettagliata
Come già affermato, la direttiva 2005/32/CE è stata modificata in modo sostanziale dalla direttiva 2008/28/CE. Poiché è opportuno apportare ulteriori modifiche, connesse all'estensione della gamma di prodotti al fine di includere tutti i prodotti connessi all'energia, è necessario procedere ad una rifusione[13], a fini di chiarezza. La Commissione sottolinea l'importanza di non perturbare l'attuazione in corso della presente direttiva sulla progettazione ecocompatibile e la tutela limitando severamente la proposta e lo spazio di discussione relativi all'estensione della gamma di prodotti.
I considerando e le disposizioni della direttiva sulla progettazione ecocompatibile sono modificati in modo da riflettere l'estensione del campo d'applicazione a tutti i prodotti connessi all'energia.
Viene inserita, all'articolo 2 , la definizione dei prodotti connessi all'energia.
All'articolo 21, relativo alla revisione della direttiva da parte della Commissione, viene precisato che, nel contesto dell'estensione della gamma di prodotti, la Commissione deve anche esaminare se sia adeguato estendere il campo d'applicazione della direttiva ai prodotti non connessi all'energia.
L'articolo 23 stabilisce le disposizioni per il recepimento della direttiva rifusa da parte degli Stati membri e fissa la data di applicazione.
Le disposizioni degli articoli 10, 12, 13, 16-19, 23 e 24 e l'allegato IV della direttiva 2005/32/CE restano invariati.
⎢ 2005/32 (adattato)
DIRETTIVA .../... DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti ð connessi all'energia ï che consumano energia e recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e delle direttive 96/57/CE e 2000/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
√ (Testo rilevante ai fini del SEE) ∏
(1) La direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 2005 relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia, recante modifica della direttiva 92/42/CEE del Consiglio e delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/57/CE e 2000/55/CE[16] è stata modificata in modo sostanziale[17]. Essa deve ora essere nuovamente modificata (limitandosi strettamente all'estensione del campo d'applicazione della direttiva al fine di includere tutti i prodotti connessi all'energia) ed è quindi opportuno provvedere, per ragioni di chiarezza, alla sua rifusione.
(2) Le disparità esistenti tra le normative e le disposizioni amministrative adottate dagli Stati membri con riguardo alla progettazione ecocompatibile dei prodotti ð connessi all'energia ïche consumano energia possono creare ostacoli al commercio e distorcere la concorrenza nella Comunità e possono pertanto avere un'incidenza diretta sulla realizzazione e sul funzionamento del mercato interno. L'armonizzazione delle normative nazionali costituisce l'unico mezzo per evitare tali ostacoli al commercio e la concorrenza sleale. ð L'estensione del campo d'applicazione a tutti i prodotti connessi all'energia garantisce la possibilità di armonizzare a livello comunitario le specifiche di progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti significativi connessi all'energia. ï
(3) Ai prodotti ð connessi all'energia ï che consumano energia è imputabile una quota consistente dei consumi di risorse naturali e di energia nella Comunità. Essi producono anche numerosi importanti impatti ambientali di altro tipo. Per la grande maggioranza delle categorie di prodotti presenti sul mercato comunitario si possono osservare livelli molto diversi di impatto ambientale sebbene le loro prestazioni funzionali siano simili. Nell'interesse dello sviluppo sostenibile, dovrebbe essere incoraggiato il continuo alleggerimento dell'impatto ambientale complessivo di tali prodotti, in particolare identificando le principali fonti di impatto ambientale negativo ed evitando il trasferimento dell'inquinamento quando tale alleggerimento non comporta costi eccessivi.
(4) La progettazione ecologica dei prodotti costituisce un fattore essenziale della strategia comunitaria sulla politica integrata dei prodotti. Quale impostazione preventiva finalizzata all'ottimizzazione delle prestazioni ambientali dei prodotti conservando contemporaneamente le loro qualità di uso, essa presenta nuove ed effettive opportunità per il fabbricante, il consumatore e la società nel suo insieme.
(5) Il miglioramento dell'efficienza energetica — una delle cui opzioni disponibili è l'uso più efficiente dell'elettricità — è considerato un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nella Comunità. La domanda di elettricità è quella che presenta la maggiore crescita tra le categorie di uso finale di energia e si prevede che essa aumenterà nei prossimi 20-30 anni, in assenza di un'azione politica che si opponga a tale tendenza. Una significativa riduzione del consumo di energia, come suggerito dalla Commissione nel programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP), è possibile. Il cambiamento climatico è una delle priorità del sesto programma d'azione per l'ambiente, istituito con decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[18]. Il risparmio energetico è uno dei modi più efficaci, sotto il profilo dei costi, per aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Dovrebbero pertanto essere adottati misure e obiettivi sostanziali sotto il profilo della domanda.
(6) È necessario agire nella fase progettuale del prodotto ð connesso all'energia ï che consuma energia, poiché è emerso che è in tale fase che si determina l'inquinamento provocato durante il ciclo di vita del prodotto ed è allora che si impegna la maggior parte dei costi.
⎢ 2005/32 Considerando 6
(7) Occorre istituire un quadro coerente per l'applicazione delle specifiche comunitarie per la progettazione ecocompatibile dei prodotti ð connessi all'energia ï che consumano energia nell'intento di garantire la libera circolazione di quei prodotti che ottemperano alle specifiche e di migliorarne l'impatto ambientale complessivo. Le specifiche comunitarie dovrebbero rispettare i principi della concorrenza leale e del commercio internazionale.
(8) Le specifiche per la progettazione ecocompatibile dovrebbero essere definite tenendo conto degli obiettivi e delle priorità del sesto programma comunitario di azione in materia ambientale, compresi, se necessario, gli obiettivi applicabili delle pertinenti strategie tematiche di tale programma.
(9) La presente direttiva è intesa a conseguire un elevato livello di protezione riducendo l'impatto ambientale potenziale dei prodotti ð connessi all'energia ï che consumano energia, il che si tradurrà in definitiva in un beneficio per i consumatori e gli altri utilizzatori finali. Lo sviluppo sostenibile richiede anche un'attenta considerazione dell'impatto economico, sociale e sanitario delle disposizioni previste. Il miglioramento del rendimento energetico dei prodotti contribuisce a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ciò che rappresenta un presupposto indispensabile per una solida attività economica e pertanto per uno sviluppo sostenibile.
(10) Lo Stato membro che ritenga necessario mantenere disposizioni nazionali in ragione di esigenze rilevanti in termini di protezione dell'ambiente, ovvero introdurre nuove disposizioni basate su nuove prove scientifiche collegate alla protezione dell'ambiente in ragione di un problema specifico di quello Stato membro sorto dopo l'adozione della misura di esecuzione applicabile, può farlo nel rispetto delle condizioni stabilite all'articolo 95, paragrafi 4, 5 e 6, del trattato, che prevede la notifica preliminare alla Commissione e l'approvazione da parte di quest'ultima.
(11) Per ottimizzare i benefici ambientali derivanti dal miglioramento della progettazione, può essere necessario informare i consumatori in merito alle caratteristiche e ai risultati ambientali dei prodotti ð connessi all'energia ï che consumano energia e fornire loro consigli per un utilizzo del prodotto rispettoso dell'ambiente.
⎢ 2005/32 Considerando 11 (nuovo)
(12) L'approccio illustrato nel Libro verde sulla politica integrata relativa ai prodotti √ la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo "Politica integrata dei prodotti: sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale", (IPP)[19]∏, che costituisce in'importante innovazione del sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, è teso a ridurre l'impatto ambientale dei prodotti nell'arco dell'intero ciclo di vita. Prendere in considerazione, nella fase della progettazione, l'impatto ambientale che un prodotto eserciterà nell'intero arco della sua vita può agire favorevolmente sull'ambiente e sui costi. Occorre sufficiente flessibilità per consentire che tali fattori siano integrati nella progettazione dei prodotti pur tenendo conto degli aspetti economici, tecnici e funzionali.
⎢ 2005/32 Considerando12
(13) Sebbene sia auspicabile un approccio globale alle prestazioni ambientali, la diminuzione dei gas a effetto serra attraverso l'aumento dell'efficienza energetica deve essere considerata l'obiettivo ambientale prioritario in attesa dell'adozione di un piano di lavoro.
(14) Può risultare necessario e giustificato stabilire particolari specifiche quantitative per la progettazione ecocompatibile per alcuni prodotti o aspetti ambientali ad essi relativi al fine di garantire che il loro impatto ambientale sia ridotto al minimo. Vista l'urgente necessità di contribuire alla realizzazione degli impegni assunti nel quadro del protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e fatto salvo l'approccio integrato proposto nella presente direttiva, bisognerebbe dare priorità alle misure che presentano un elevato potenziale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a basso costo. Tali misure possono contribuire anche a promuovere un uso sostenibile delle risorse e rappresentare un importante contributo al quadro decennale di programmi per il consumo e la produzione sostenibili concordato al vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg nel settembre 2002.
⎢ 2005/32 Considerando 14
(15) ? Ove opportuno e⎪ Ccome principio generale, il consumo energetico dei prodotti che consumano energia ð connessi all'energia ï in stand-by o quando sono disattivati dovrebbe essere ridotto al minimo necessario per il loro adeguato funzionamento.
⎢ 2005/32 Considerando 15
(16) Quantunque convenga prendere come riferimento i prodotti o le tecnologie più performanti disponibili sul mercato, compresi i mercati internazionali, il livello delle specifiche per la progettazione ecocompatibile dovrebbe essere fissato sulla base di analisi tecniche, economiche e ambientali. Una metodologia flessibile di definizione di tale livello può facilitare un rapido miglioramento delle prestazioni ambientali. Le parti interessate dovrebbero essere consultate e cooperare attivamente a tali analisi. L'elaborazione di disposizioni obbligatorie richiede un'adeguata consultazione delle parti interessate. Tale consultazione può mettere in luce la necessità di un'introduzione per fasi successive o di misure di transizione. L'introduzione di traguardi intermedi accresce la prevedibilità della politica, consente di adeguare il ciclo di sviluppo dei prodotti e facilita la pianificazione a lungo termine per gli interessati.
(17) Occorre dare la priorità a iniziative alternative quali l'autoregolamentazione da parte dell'industria allorché ciò permette di conseguire gli obiettivi in maniera più rapida o meno costosa che tramite specifiche vincolanti. Misure legislative possono rendersi necessarie allorché le forze di mercato non si muovono nella giusta direzione o ad una velocità accettabile.
(18) L'autoregolamentazione, compresi gli accordi volontari quali gli impegni unilaterali da parte dell'industria, può permettere rapidi progressi in seguito ad un'attuazione rapida e efficace dal punto di vista dei costi e permette un adeguamento flessibile e adeguato alle opzioni tecnologiche e alle sensibilità del mercato.
(19) Ai fini della valutazione di accordi volontari o di altre misure di autoregolamentazione presentate come alternative alle misure di esecuzione, dovrebbe essere garantita l'informazione almeno sui seguenti punti: partecipazione aperta, valore aggiunto, rappresentatività, obiettivi quantificati e scaglionati, coinvolgimento della società civile, monitoraggio e relazioni, rapporto costi/efficacia della gestione di un'iniziativa di autoregolamentazione, sostenibilità.
(20) In sede di valutazione delle iniziative di autoregolamentazione da parte dell'industria nel contesto della presente direttiva, il capitolo 6 della comunicazione della Commissione sugli accordi ambientali a livello di Comunità nel quadro del piano d'azione "Semplificare e migliorare la regolamentazione" potrebbe fungere da orientamento utile.
(21) La presente direttiva dovrebbe altresì promuovere l'integrazione del concetto di progettazione ecocompatibile in seno alle piccole e medie imprese (PMI) e alle microimprese. Tale integrazione potrebbe essere agevolata dall'ampia disponibilità di informazioni sulla sostenibilità dei loro prodotti a dalla facilità di accesso alle stesse.
(22) I prodotti consumano energia ed ðconnessi all'energia ï che ottemperano alle specifiche per la progettazione ecocompatibile fissate nelle misure di esecuzione della presente direttiva dovrebbero essere muniti della marcatura CE e delle associate informazioni, al fine di consentire la loro immissione sul mercato interno e la loro libera circolazione. L'attuazione rigorosa delle misure di esecuzione è necessaria per ridurre l'impatto ambientale dei prodotti che consumano energia ð connessi all'energia ï regolamentati e assicurare una concorrenza leale.
(23) Nella preparazione delle misure di esecuzione e del piano di lavoro, la Commissione dovrebbe consultare i rappresentanti degli Stati membri nonché le pertinenti parti interessate al gruppo di prodotti, come l'industria, compresi PMI e artigianato, i sindacati, i commercianti, i dettaglianti, gli importatori, i gruppi per la tutela dell'ambiente e le organizzazioni di consumatori.
(24) In sede di elaborazione delle misure di attuazione, la Commissione dovrebbe altresì tenere nel debito conto la vigente legislazione nazionale in materia di ambiente, concernente in particolare le sostanze tossiche, che gli Stati membri hanno detto di ritenere opportuno preservare senza ridurre gli attuali livelli giustificati di protezione negli Stati membri.
(25) Occorre tener conto dei moduli e delle norme da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica di cui alla decisione 93/465/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993, concernente i moduli relativi alle diverse fasi delle procedure di valutazione della conformità e le norme per l'apposizione e l'utilizzazione della marcatura CE di conformità, da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica[20].
(26) Le autorità preposte alla sorveglianza dovrebbero scambiarsi informazioni sulle misure previste nell'ambito della presente direttiva al fine di migliorare la sorveglianza del mercato. Tale cooperazione dovrebbe avvalersi il più possibile di mezzi elettronici di comunicazione e di pertinenti programmi comunitari. Dovrebbero essere agevolati uno scambio di informazioni sull'analisi della prestazione ambientale del ciclo di vita e sulle realizzazioni di soluzioni di progettazione. L'accumulazione e la valutazione dell'insieme delle conoscenze generate dagli sforzi di progettazione ecocompatibile dei fabbricanti è uno dei valori aggiunti d'importanza cruciale della presente direttiva.
(27) Un organismo competente è di solito un organismo pubblico o privato, designato dalle autorità pubbliche, che offre le necessarie garanzie di imparzialità e disponibilità di expertise tecnica per effettuare la verifica del prodotto per quanto riguarda la sua conformità alle misure di esecuzione applicabili.
(28) Tenendo conto dell'importanza di evitare la non conformità, gli Stati membri dovrebbero assicurare che siano disponibili gli strumenti necessari per un'efficace sorveglianza del mercato.
(29) Per quanto concerne la formazione e l'informazione delle piccole e medie imprese in materia di progettazione ecocompatibile, può essere opportuno prendere in considerazione attività di accompagnamento.
(30) È nell'interesse del funzionamento del mercato interno disporre di norme armonizzate a livello comunitario. Una volta pubblicato il riferimento a tali norme nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea , l'ottemperanza ad esse dovrebbe determinare la presunzione di conformità alle corrispondenti prescrizioni contenute nella misura di esecuzione adottata sulla base della presente direttiva, anche se dovrebbero essere permessi altri mezzi per dimostrare tale conformità.
(31) Una delle funzioni principali delle norme armonizzate dovrebbe consistere nell'aiutare i fabbricanti ad applicare le misure di esecuzione adottate in virtù della presente direttiva. Tali norme potrebbero essere di importanza fondamentale per la definizione dei metodi di misurazione e di prova. Nel caso di specifiche generiche di progettazione ecocompatibile, le norme armonizzate potrebbero contribuire notevolmente a guidare i fabbricanti nella definizione del profilo ecologico dei loro prodotti secondo le condizioni della misura di esecuzione applicabile. Tali norme dovrebbero indicare chiaramente il rapporto tra le loro clausole e le condizioni in questione. Le norme armonizzate non dovrebbero avere lo scopo di fissare limiti riguardo agli aspetti ambientali.
(32) Per le definizioni utilizzate nella presente direttiva, è utile riferirsi alle pertinenti norme internazionali, come ISO 14040.
⎢ 2005/32 Considerando 32
(33) La presente direttiva è conforme ad alcuni principi sull'applicazione della nuova strategia illustrata nella risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1985, relativa ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e normalizzazione[21], e al criterio di far riferimento alle norme europee armonizzate. La risoluzione del Consiglio del 28 ottobre 1999 sul ruolo della normalizzazione in Europa[22] raccomandava alla Commissione di esaminare se il principio della nuova strategia poteva essere esteso a settori non ancora presi in considerazione, quale strumento per migliorare e semplificare ogni qualvolta possibile la legislazione.
⎢ 2005/32 Considerando 33 (nuovo)
(34) La presente direttiva è complementare agli esistenti strumenti comunitari, quali la direttiva 92/75/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1992, concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici[23], mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti, il regolamento (CE) n. 1980/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, relativo al sistema comunitario, riesaminato, di assegnazione di un marchio di qualità ecologica[24], il regolamento (CE) n. 2422/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell'energia per le apparecchiature per ufficio √106/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell’energia per le apparecchiature per ufficio ∏[25] , la direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)[26], la direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche[27], e la direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi √ direttiva 2006/121/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che modifica la direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose per adattarla al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche ∏[28] . Le sinergie tra la presente direttiva e gli strumenti comunitari vigenti dovrebbero contribuire ad aumentare il rispettivo impatto e a fissare specifiche coerenti da far applicare ai fabbricanti.
⎢ 2005/32 Considerando 34 (adattato)
La direttiva 92/42/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, concernente i requisiti di rendimento per le nuove caldaie ad acqua calda alimentate con combustibili liquidi o gassosi[29], la direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 settembre 1996, sui requisiti di rendimento energetico di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico[30], e la direttiva 2000/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, sui requisiti di efficienza energetica degli alimentatori per lampade fluorescenti[31], che già contengono disposizioni in merito alla revisione dei requisiti di rendimento energetico, devono essere integrate nel presente quadro.
⎢ 2005/32 Considerando 35 (adattato)
La direttiva 92/42/CEE contempla un sistema di classificazione delle caldaie in funzione del loro rendimento energetico mediante l'attribuzione di stelle. Poiché gli Stati membri e l'industria hanno convenuto che siffatto sistema non ha prodotto i risultati sperati, la direttiva 92/42/CEE deve essere modificata per introdurre sistemi più efficaci.
⎢ 2005/32 Considerando 36 (adattato)
Le disposizioni della direttiva 78/170/CEE del Consiglio, del 13 febbraio 1978, concernente la resa dei generatori di calore impiegati per il riscaldamento di locali e la produzione di acqua calda negli edifici non industriali nuovi o già esistenti, nonché l'isolamento della distribuzione del calore e di acqua calda per usi igienici nei nuovi edifici non industriali[32], sono state sostituite dalle disposizioni della direttiva 92/42/CEE, della direttiva 90/396/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1990, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di apparecchi a gas[33], e della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, sul rendimento energetico nell'edilizia[34]. La direttiva 78/170/CEE deve pertanto essere abrogata.
⎢ 2005/32 Considerando 37 (adattato)
La direttiva 86/594/CEE del Consiglio, del 1o dicembre 1986, relativa al rumore aereo emesso dagli apparecchi domestici[35], stabilisce le condizioni alle quali la pubblicazione delle informazioni in merito al rumore emesso da tali apparecchi può essere richiesta dagli Stati membri e definisce la procedura per la determinazione del livello di rumore. A fini di armonizzazione, le emissioni sonore dovrebbero essere incluse in una valutazione integrata delle prestazioni ambientali. Poiché la presente direttiva prevede un siffatto approccio integrato, la direttiva 86/594/CEE deve essere abrogata.
(35) Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[36].
⎢ 2008/28 Considerando 5
(36) La Commissione ha il potere di modificare o abrogare le direttive 92/42/CEE, 96/57/CE e 2000/55/CE. Tali modifiche o abrogazioni devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.
⎢ 2008/28 Considerando 6 (adattato)
(37) Inoltre, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare misure di esecuzione che fissano specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia, ð connessi all'energia ï inclusa l’introduzione di misure di esecuzione durante il periodo transitorio, e incluse, se del caso, disposizioni sul bilanciamento dei vari aspetti ambientali. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della Ö presente Õ direttiva 2005/32/CE completandola, devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo.
(38) Sulla base dell'esperienza accumulata con l'applicazione della direttiva, la Commissione deve esaminarne il funzionamento e l'efficacia e valutare se sia opportuno estenderne il campo d'applicazione al di là dei prodotti connessi all'energia. Nell'ambito di tale esame la Commissione consulta i rappresentanti degli Stati membri nonché le parti interessate.
(39) Gli Stati membri dovrebbero determinare le sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate in forza della presente direttiva. Tali sanzioni dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
(40) È opportuno ricordare che il punto 34 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"[37] recita che il Consiglio "incoraggia gli Stati membri a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e della Comunità, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra le direttive e i provvedimenti di recepimento".
(41) Poiché l'obiettivo dell'azione proposta, ossia garantire il funzionamento del mercato interno stabilendo che i prodotti debbano raggiungere un adeguato livello di prestazione ambientale, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle sue dimensioni e dei suoi effetti, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,
⎢ 2005/32 Considerando 42 (adattato)
Il Comitato delle regioni, consultato, non ha espresso un parere,
(42) L'obbligo di attuare la presente direttiva nel diritto interno deve essere limitato alle disposizioni che costituiscono modificazioni sostanziali della direttiva precedente. L'obbligo d'attuazione delle disposizioni rimaste immutate nella sostanza discende dalla direttiva precedente.
(43) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini d'attuazione nel diritto interno indicati nell'allegato IX, parte B.
1. La presente direttiva fissa un quadro per l'elaborazione di specifiche comunitarie per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia ð connessi all'energia ï nell'intento di garantire la libera circolazione di tali prodotti nel mercato interno.
2. La presente direttiva prevede l'elaborazione di specifiche cui i prodotti che consumano energia, ð connessi all'energia ï oggetto delle misure di esecuzione, devono ottemperare per essere immessi sul mercato e/o per la loro messa in servizio. Essa contribuisce allo sviluppo sostenibile accrescendo l'efficienza energetica e il livello di protezione ambientale, migliorando allo stesso tempo la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.
4. La presente direttiva e le relative misure di attuazione adottate lasciano impregiudicate la normativa comunitaria in materia di gestione dei rifiuti e la normativa comunitaria in materia di sostanze chimiche, compresa quella sui gas fluorinati ad effetto serra.
ê 2005/32 (adattato)
1. "prodotto che consuma energia" ð prodotto connesso all'energia ï, Ö denominato nel prosieguo "prodotto Õ: un prodotto ð qualsiasi marca che abbia un impatto sul consumo energetico durante l'utilizzo ï che, dopo l'immissione Ö viene immesso Õ sul mercato e/o la messoa in servizio ð nell'Unione europea ï , dipende da un input di energia (energia elettrica, combustibili fossili e energie rinnovabili) per funzionare secondo l'uso cui è destinato o un prodotto per la generazione, il trasferimento e la misurazione di tale energia, incluse le parti che dipendono da input di energia e che sono destinate a essere incorporate in un prodotto che consuma energia ð connesso all'energia ï contemplato dalla presente direttiva, immesse sul mercato e/o messe in servizio come parti a sé stanti per gli utilizzatori finali, e le cui prestazioni ambientali possono essere valutate in maniera indipendente;
2)"componenti e sottounità": le parti destinate ad essere incorporate in un prodotto che consuma energia e che non sono immesse sul mercato e/o messe in servizio come parti a sé stanti per gli utilizzatori finali o le cui prestazioni ambientali non possono essere valutate in maniera indipendente;
3)"misure di esecuzione": le misure adottate in forza della presente direttiva per fissare specifiche per la progettazione ecocompatibile, per determinati prodotti che consumano energia o per gli aspetti ambientali ad essi relativi;
4)"immissione sul mercato": rendere disponibile per la prima volta sul mercato comunitario un prodotto che consuma energia in vista della sua distribuzione o del suo utilizzo all'interno della Comunità, contro compenso o gratuitamente e a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata;
5)"messa in servizio": il primo impiego di un prodotto che consuma energia utilizzato ai fini previsti dall'utilizzatore finale;
6)"fabbricante": la persona fisica o giuridica che fabbrica prodotti che consumano energia contemplati dalla presente direttiva e che è responsabile della conformità alla presente direttiva del prodotto che consuma energia, in vista della sua immissione sul mercato e/o messa in servizio con il nome o marchio del fabbricante o per suo uso. In mancanza di un fabbricante secondo la definizione di cui alla prima frase o di un importatore quale definito al punto 8, è considerato fabbricante la persona fisica o giuridica che immette sul mercato e/o mette in servizio prodotti che consumano energia contemplati dalla presente direttiva;
7)"mandatario": la persona fisica o giuridica stabilita nella Comunità che ha ricevuto dal fabbricante un mandato scritto per espletare totalmente o parzialmente a suo nome gli obblighi e le formalità connessi alla presente direttiva;
8)"importatore": la persona fisica o giuridica stabilita nella Comunità che immette sul mercato comunitario un prodotto proveniente da un paese terzo nel quadro delle sue attività;
9)"materiali": tutti i materiali impiegati durante il ciclo di vita dei prodotti che consumano energia;
10)"progettazione del prodotto": la serie di processi che trasformano le specifiche giuridiche, tecniche, di sicurezza, funzionali, di mercato o di altro genere cui il prodotto che consuma energia deve ottemperare nelle specifiche tecniche di tale prodotto;
11)"aspetto ambientale": un elemento o una funzione di un prodotto che consuma energia suscettibili di interagire con l'ambiente durante il suo ciclo di vita;
12)"impatto ambientale": qualsiasi modifica all'ambiente derivante in tutto o in parte dai prodotti che consumano energia durante il loro ciclo di vita;
13)"ciclo di vita": gli stadi consecutivi e collegati di un prodotto che consuma energia dal suo impiego come materia prima allo smaltimento definitivo;
14)"riutilizzo": qualsiasi operazione mediante la quale un prodotto che consuma energia o i suoi componenti, giunti al termine del loro primo uso, sono utilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati concepiti, incluso l'uso continuato di un prodotto che consuma energia, conferito a punti di raccolta, distributori, riciclatori o fabbricanti, nonché il riutilizzo di un prodotto che consuma energia dopo la rimessa a nuovo;
15)"riciclaggio": il riciclaggio in un processo di produzione di materiali di rifiuto per lo scopo originario o per altri scopi, escluso il recupero di energia;
16)"recupero di energia": l'uso dei rifiuti combustibili quale mezzo per produrre energia attraverso l'incenerimento diretto con o senza altri rifiuti ma con recupero del calore;
17)"recupero": ognuna delle operazioni applicabili di cui all'allegato II B della direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975 √ 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006 ∏ , relativa ai rifiuti[38];
18)"rifiuto": qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell'allegato I della direttiva 75/442/CEE √ 2006/12/CE ∏ di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi;
19)"rifiuto pericoloso": ogni tipo di rifiuto contemplato dall'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi[39];
20)"profilo ecologico": la descrizione, in conformità alla misura di esecuzione applicabile al prodotto che consuma energia, degli input e degli output (quali materiali, emissioni e rifiuti) connessi al prodotto nel corso dell'intero suo ciclo di vita che sono significativi sotto il profilo del suo impatto ambientale e sono espressi in quantità fisiche misurabili;
21)"prestazione ambientale": per prestazione ambientale di un prodotto che consuma energia si intendono i risultati della gestione degli aspetti ambientali del prodotto da parte del fabbricante come riportati nel suo fascicolo tecnico;
22)"miglioramento delle prestazioni ambientali": il processo di miglioramento delle prestazioni ambientali di un prodotto che consuma energia, nel succedersi delle generazioni, sebbene non sia necessario che ciò avvenga contemporaneamente per tutti gli aspetti ambientali del prodotto;
23)"progettazione ecocompatibile": l'integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto nell'intento di migliorarne le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di vita;
24)"specifica per la progettazione ecocompatibile": qualsiasi prescrizione con riferimento a un prodotto che consuma energia o alla progettazione di un siffatto prodotto intesa a migliorare le sue prestazioni ambientali o qualsiasi prescrizione per la fornitura di informazioni con riguardo agli aspetti ambientali di un prodotto che consuma energia;
25)"specifica generale per la progettazione ecocompatibile": qualsiasi specifica per la progettazione ecocompatibile basata sul profilo ecologico di un prodotto che consuma energia senza valori limite stabiliti per particolari aspetti ambientali;
26)"specifica particolare per la progettazione ecocompatibile": la specifica quantitativa e misurabile per la progettazione ecocompatibile riguardante un particolare aspetto ambientale di un prodotto che consuma energia, come il consumo di energia durante l'uso, calcolata per una data unità di prestazione di output;
27)"norma armonizzata": una specifica tecnica adottata da un organismo di normalizzazione riconosciuto su mandato della Commissione in conformità alle procedure stabilite nella direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche[40], al fine di fissare una prescrizione europea, il cui rispetto non è obbligatorio.
1. Gli Stati membri adottano tutte le opportune disposizioni per garantire che i prodotti che consumano energia oggetto delle misure di esecuzione possano essere immessi sul mercato e/o messi in servizio soltanto se ottemperano a tali misure e siano provvisti della marcatura CE conformemente all'articolo 5.
i) organizzare adeguate verifiche, su scala adeguata, della conformità dei prodotti che consumano energia ed obbligare il fabbricante o il suo mandatario a ritirare dal mercato i prodotti che consumano energia non conformi ai sensi dell'articolo 7;
ii) esigere la fornitura di tutte le informazioni necessarie dalle parti interessate, come specificato nelle misure di esecuzione;
iii) prelevare campioni di prodotti per sottoporli a controlli di conformità.
Responsabilità dell'importatore
Quando il fabbricante non è stabilito all'interno della Comunità e in mancanza di un mandatario, l'obbligo
4. di garantire che il prodotto che consuma energia immesso sul mercato o messo in servizio rispetti la presente direttiva e la misura di esecuzione applicabile,
5. di ottenere la dichiarazione di conformità e la documentazione tecnica disponibile,
incombe all'importatore.
Marcatura e dichiarazione di conformità
1. Anteriormente all'immissione sul mercato e/o alla messa in servizio di un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di esecuzione, su di esso è apposta una marcatura di conformità CE ed è emessa una dichiarazione di conformità con la quale il fabbricante o il suo mandatario autorizzato garantiscono e dichiarano che il prodotto che consuma energia rispetta tutte le pertinenti disposizioni della misura di esecuzione applicabile.
2. La marcatura di conformità CE consiste delle iniziali «CE» come indicato nell'allegato III.
3. La dichiarazione di conformità contiene gli elementi specificati nell'allegato VI e rinvia alla pertinente misura di esecuzione.
4. È proibita l'apposizione, sui prodotti che consumano energia, di marcature suscettibili di trarre in inganno gli utilizzatori in merito al significato o alla forma della marcatura CE.
5. Gli Stati membri possono richiedere che le informazioni da fornire in conformità dell'allegato I, parte 2, siano espresse nella propria lingua ufficiale o nelle proprie lingue ufficiali quando il prodotto che consuma energia raggiunge l'utilizzatore finale.
Gli Stati membri autorizzano inoltre che le informazioni siano fornite in una o più altre lingue ufficiali della Comunità.
a) se le informazioni possono essere fornite mediante simboli armonizzati, codici riconosciuti o altre misure;
b) il tipo di utilizzatore previsto per il prodotto che consuma energia e la natura delle informazioni che devono essere fornite.
1. Gli Stati membri non vietano, limitano o ostacolano l'immissione sul mercato e/o la messa in servizio all'interno del loro territorio, a motivo di specifiche per la progettazione ecocompatibile relative ai parametri della progettazione ecocompatibile di cui all'allegato I, parte 1, che sono oggetto della misura di esecuzione applicabile, di un prodotto che consuma energia che rispetta tutte le altre pertinenti prescrizioni della misura di esecuzione applicabile e reca la marcatura CE in conformità all'articolo 5.
2. Gli Stati membri non vietano, limitano o ostacolano l'immissione sul mercato e/o la messa in servizio all'interno del loro territorio di un prodotto che consuma energia recante la marcatura CE in conformità dell'articolo 5 a motivo di specifiche per la progettazione ecocompatibile relative ai parametri per la progettazione ecocompatibile di cui all'allegato I, parte 1, per i quali la misura di esecuzione applicabile preveda che non è necessaria alcuna specifica per la progettazione ecocompatibile.
3. Gli Stati membri non impediscono la presentazione, ad esempio nell'ambito di fiere commerciali, mostre e dimostrazioni, dei prodotti che consumano energia che non ottemperano alle disposizioni della misura di esecuzione applicabile, purché sia indicato in modo visibile che essi non possono essere immessi sul mercato e/o messi in servizio finché non siano pienamente conformi.
1. Se uno Stato membro accerta che un prodotto che consuma energia recante la marcatura CE di cui all'articolo 5 e utilizzato in conformità al suo uso previsto non soddisfa tutte le pertinenti prescrizioni della misura di esecuzione applicabile, il fabbricante o il suo mandatario sono obbligati a far sì che il prodotto ottemperi alle disposizioni della misura di esecuzione applicabile e/o a quelle in merito alla marcatura CE e a far cessare la violazione alle condizioni stabilite dallo Stato membro.
Qualora vi siano prove sufficienti che un prodotto che consuma energia potrebbe essere non conforme, lo Stato membro adotta le necessarie misure che, a seconda del grado di mancata conformità, possono arrivare al divieto di immissione sul mercato del prodotto finché non sia ripristinata la conformità.
Se la situazione di mancata conformità si protrae, lo Stato membro decide di limitare o vietare l'immissione sul mercato e/o la messa in servizio del prodotto in questione o si accerta che esso sia ritirato dal mercato.
In caso di divieto o ritiro dal mercato, la Commissione e gli altri Stati membri sono immediatamente informati.
2. Ogni decisione adottata da uno Stato membro sulla base della presente direttiva che limiti o vieti l'immissione sul mercato e/o la messa in servizio di un prodotto che consuma energia indica i motivi che ne sono all'origine.
b) all'applicazione scorretta delle norme armonizzate di cui all'articolo 10, paragrafo 2;
c) a carenze delle norme armonizzate di cui all'articolo 10, paragrafo 2.
5. Se la decisione di cui al paragrafo 1 è basata su una carenza delle norme armonizzate, la Commissione avvia immediatamente la procedura di cui all'articolo 10, paragrafi 2, 3 e 4. Contemporaneamente, la Commissione informa il comitato di cui all'articolo 19, paragrafo 1.
8. Il parere della Commissione in merito a tali decisioni è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
1. Prima di immettere sul mercato e/o di mettere in servizio un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di esecuzione, il fabbricante o il suo mandatario accertano la conformità di tale prodotto a tutte le pertinenti prescrizioni della misura di esecuzione applicabile.
2. Le procedure di valutazione della conformità sono specificate nelle misure di esecuzione e lasciano ai fabbricanti la possibilità di scegliere tra il controllo della progettazione interno, di cui all'allegato IV, e il sistema di gestione, di cui all'allegato V. Se ciò è debitamente giustificato e proporzionato al rischio, la procedura di valutazione della conformità è specificata nei pertinenti moduli, come descritto nella decisione 93/465/CEE.
Qualora uno Stato membro abbia forti indizi di una probabile mancata conformità di un prodotto che consuma energia, esso pubblica al più presto una valutazione motivata della conformità del prodotto che può essere effettuata da un organo competente, al fine di consentire eventualmente una tempestiva azione correttiva.
Se un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di esecuzione è progettato da un'organizzazione registrata conformemente al regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001, sull'adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e di audit (EMAS)[41], e la funzione di progettazione è inclusa nell'ambito di tale registrazione, si presume che il sistema di gestione di tale organizzazione ottemperi alle prescrizioni dell'allegato V della presente direttiva.
Se un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di esecuzione è progettato da un'organizzazione che dispone di un sistema di gestione comprendente la funzione di progettazione del prodotto, ed è attuato conformemente alle norme armonizzate i cui numeri di riferimento sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea , si presume che tale sistema di gestione ottemperi alle corrispondenti prescrizioni dell'allegato V.
3. Dopo aver immesso sul mercato o messo in servizio un prodotto che consuma energia oggetto delle misure di esecuzione, il fabbricante o il suo mandatario tengono a disposizione degli Stati membri, per ispezione, per un periodo di 10 anni dopo la fabbricazione dell'ultimo di tali prodotti, i documenti relativi alla valutazione di conformità eseguita e alle dichiarazioni di conformità emesse.
I pertinenti documenti sono messi a disposizione entro 10 giorni dal ricevimento di una richiesta da parte dell'autorità competente di uno Stato membro.
4. I documenti relativi alla valutazione di conformità e alla dichiarazione di conformità di cui all'articolo 5 sono redatti in una delle lingue ufficiali della Comunità.
1. Gli Stati membri considerano conforme alle pertinenti disposizioni della misura di esecuzione applicabile il prodotto che consuma energia che reca la marcatura CE di cui all'articolo 5.
2. Gli Stati membri considerano il prodotto che consuma energia per il quale sono state applicate le norme armonizzate, i cui numeri di riferimento sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, conforme a tutte le pertinenti specifiche della misura di esecuzione applicabile cui tali norme si riferiscono.
3. Si presume che il prodotto che consuma energia cui è stato assegnato un marchio comunitario di qualità ecologica ai sensi del regolamento (CE) n. 1980/2000 ottemperi alle specifiche per la progettazione ecocompatibile della misura di esecuzione applicabile fintanto che tali specifiche sono soddisfatte dal marchio di qualità ecologica.
4. Ai fini della presunzione di conformità nel contesto della presente direttiva, la Commissione, agendo secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, può decidere che altri marchi di qualità ecologica rispettano condizioni equivalenti al marchio di qualità ecologica comunitario ai sensi del regolamento (CE) n. 1980/2000. I prodotti che consumano energia che hanno ottenuto tali altri marchi di qualità ecologica sono considerati conformi alle specifiche per la progettazione ecocompatibile della misura di esecuzione applicabile nella misura in cui tali specifiche sono rispettate da detto marchio di qualità ecologica.
2. Allorché uno Stato membro o la Commissione considerano che le norme armonizzate, la cui applicazione si presume sia destinata a ottemperare alle disposizioni specifiche di una misura di esecuzione applicabile, non soddisfano appieno tali disposizioni, lo Stato membro in questione o la Commissione ne informano, spiegandone i motivi, il comitato permanente istituito ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 98/34/CE. Il comitato emette urgentemente un parere.
3. Alla luce del parere del comitato, la Commissione decide se pubblicare, non pubblicare, pubblicare con limitazioni, mantenere o ritirare i riferimenti alle norme armonizzate in questione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
4. La Commissione informa l'organismo europeo di normalizzazione in questione e, se necessario, elabora un nuovo mandato in vista della revisione delle norme armonizzate in questione.
Le misure di esecuzione possono imporre ai fabbricanti, o ai loro rappresentanti autorizzati che immettono sul mercato e/o mettono in servizio componenti e sottounità, di fornire al fabbricante di un prodotto che consuma energia contemplato dalle misure di esecuzione le pertinenti informazioni sulla composizione materiale e sul consumo di energia, materiali e/o risorse dei componenti o sottounità.
1. Gli Stati membri provvedono affinché siano adottate le misure necessarie per incoraggiare le autorità responsabili dell'applicazione della presente direttiva a collaborare tra loro e a scambiarsi e a fornire alla Commissione informazioni atte ad agevolare il funzionamento della presente direttiva e, in particolare, l'applicazione dell'articolo 7.
Gli Stati membri informano la Commissione circa le autorità responsabili dell'applicazione della presente direttiva.
2. I dettagli e la struttura dello scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri sono decisi secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
1. Nell'ambito dei programmi di cui possono beneficiare le PMI e le microimprese, la Commissione tiene conto delle iniziative che aiutano le PMI e le microimprese ad integrare aspetti ambientali, tra cui l'efficienza energetica, in sede di progettazione dei propri prodotti.
⎢ 2008/28 Art. 1 punto 1
2.1bis Linee guida che coprano le specificità delle PMI attive nel settore produttivo interessato possono accompagnare una misura di attuazione. Se necessario, e conformemente al paragrafo 1, può essere prodotto ulteriore materiale specializzato da parte della Commissione per facilitare l’attuazione della presente direttiva da parte delle PMI.
32. Gli Stati membri garantiscono, soprattutto rafforzando le reti e le strutture di sostegno, il loro incoraggiamento alle PMI e alle microimprese affinché adottino un sano approccio ambientale sin dalla fase di progettazione del prodotto e si adeguino alla futura normativa europea.
In conformità della misura di esecuzione applicabile, i fabbricanti garantiscono, nella forma da essi ritenuta idonea, che i consumatori di prodotti che consumano energia ottengano
6. l'informazione necessaria sul ruolo che possono svolgere in materia di uso sostenibile del prodotto,
7. il profilo ecologico del prodotto e i vantaggi dell'ecoprogettazione, qualora richiesto dalla misura di esecuzione.
⎢ 2008/28 Art. 1 punto 2 a)
1. Qualora un prodotto che consuma energia risponda ai criteri elencati nel paragrafo 2, esso è coperto da una misura di esecuzione o da una misura di autoregolamentazione a norma del paragrafo 3, lettera b). Tali misure di esecuzione, intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, completandola, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 19, paragrafo 3.
a) il prodotto rappresenta un significativo volume di vendite e di scambi commerciali nella Comunità, indicativamente superiore a 200000 unità all'anno secondo gli ultimi dati disponibili;
b) il prodotto, in considerazione dei quantitativi immessi sul mercato e/o messi in servizio, ha un significativo impatto ambientale nella Comunità, come precisato nelle priorità strategiche comunitarie di cui alla decisione n. 1600/2002/CE;
c) il prodotto possiede significative potenzialità di miglioramento con riguardo all'impatto ambientale senza costi eccessivi, tenendo conto in particolare di quanto segue:
- assenza di altra normativa comunitaria pertinente o incapacità delle forze di mercato di affrontare adeguatamente la questione;
- ampia disparità di prestazione ambientale tra i prodotti che consumano energia disponibili sul mercato con funzionalità equivalente.
3. Nell'elaborare un progetto di misura di esecuzione, la Commissione tiene conto di ogni parere espresso dal comitato di cui all'articolo 19, paragrafo 1, e prende inoltre in considerazione:
a) le priorità ambientali comunitarie quali quelle specificate nella decisione n. 1600/2002/CE o nel programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP) della Commissione;
b) pertinenti normative comunitarie o misure di autoregolamentazione, come accordi su base volontaria che, a seguito di una valutazione in conformità dell'articolo 17, possano conseguire gli obiettivi strategici più rapidamente o a minor costo rispetto alle specifiche vincolanti.
4. Nell'elaborare un progetto di misura di esecuzione, la Commissione:
a) prende in considerazione il ciclo di vita del prodotto che consuma energia e tutti i suoi significativi aspetti ambientali, fra cui l'efficienza energetica. La profondità dell'analisi degli aspetti ambientali e della praticabilità del loro miglioramento è proporzionata alla loro importanza. L'adozione di specifiche per la progettazione ecocompatibile su significativi aspetti ambientali di un prodotto che consuma energia non deve essere indebitamente ritardata da incertezze riguardanti gli altri aspetti;
b) effettua una valutazione, che tenga conto dell'impatto sull'ambiente, sui consumatori e sui fabbricanti, comprese le PMI, in termini di competitività (anche sui mercati esterni alla Comunità), innovazione, accesso al mercato, e costi e benefici;
e) prepara una motivazione del progetto di misura di esecuzione basata sulla valutazione di cui alla lettera b);
f) fissa la data o le date di attuazione, qualsiasi misura o periodo scaglionati nel tempo o di transizione, tenendo conto in particolare dell'eventuale impatto sulle PMI o sui gruppi di prodotti specifici principalmente fabbricati dalle PMI.
a) non deve esserci un impatto negativo significativo sulla funzionalità del prodotto, dal punto di vista dell'utilizzatore;
b) non deve esserci un'incidenza negativa sulla salute, la sicurezza e l'ambiente;
c) non devono prodursi significative ripercussioni negative sui consumatori, in particolare per quanto riguarda l'accessibilità economica ed il costo del ciclo di vita del prodotto;
d) non devono prodursi significative ripercussioni negative sulla competitività dell'industria;
e) in linea di principio la definizione di una specifica per la progettazione ecocompatibile non deve avere come conseguenza l'imposizione ai fabbricanti di una tecnologia proprietaria;
f) non deve essere imposto un onere amministrativo eccessivo ai fabbricanti.
6. Le misure di esecuzione fissano specifiche per la progettazione ecocompatibile conformemente all'allegato I e/o all'allegato II.
Le misure di esecuzione possono inoltre prevedere che non sia necessaria alcuna specifica per la progettazione ecocompatibile per taluni particolari parametri di progettazione ecocompatibile di cui all'allegato I, parte 1.
7. Le specifiche sono formulate in modo tale da garantire che le autorità di sorveglianza del mercato possano verificare la conformità di un prodotto che consuma energia ai requisiti della misura di esecuzione. La misura di esecuzione precisa se la verifica può essere attuata direttamente sul prodotto che consuma energia o in base alla documentazione tecnica.
8. Le misure di esecuzione includono gli elementi elencati nell'allegato VII.
⎢ 2008/28 Art. 1 punto 2 b)
1. Conformemente ai criteri di cui all'articolo 15 e previa consultazione del forum consultivo di cui all'articolo 18, la Commissione stabilisce, entro il 6 luglio 2007, un piano di lavoro che è reso disponibile per il pubblico.
Il piano di lavoro fissa per i tre anni successivi un elenco indicativo di gruppi di prodotti da considerare prioritari per l'adozione di misure di esecuzione.
2. Nella fase transitoria, tuttavia, in sede di elaborazione del primo piano di lavoro di cui al paragrafo 1, e conformemente ai criteri di cui all'articolo 15 e previa consultazione del forum consultivo, la Commissione introduce, se del caso, a titolo di anticipazione:
8. misure di esecuzione cominciando dai prodotti che siano stati identificati dal programma europeo per il cambiamento climatico (ECCP) in quanto presentano un potenziale elevato per una riduzione efficiente in termini di costi delle emissioni di gas ad effetto serra, quali impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda, sistemi a motore elettrico, illuminazione domestica e nel settore terziario, apparecchi domestici, apparecchi per ufficio nel settore domestico e terziario, elettronica di consumo, sistemi commerciali di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria;
9. una misura di esecuzione distinta volta a ridurre le perdite in stand-by per un gruppo di prodotti.
⎢ 2008/28 Art. 1 punto 3 b)
Accordi volontari e altre misure di autoregolamentazione presentati quali alternative alle misure di esecuzione nel contesto della presente direttiva sono valutati almeno sulla base dell'allegato VIII.
La Commissione provvede affinché nello svolgimento delle sue attività rispetti, per quanto riguarda ciascuna misura di esecuzione, una partecipazione equilibrata di rappresentanti degli Stati membri e di tutte le pertinenti parti interessate da tale prodotto/gruppo di prodotti come l'industria, compresi PMI, artigiani, sindacati, commercianti, dettaglianti, importatori, gruppi per la tutela ambientale e organizzazioni dei consumatori. Tali parti contribuiscono in particolare alla definizione e alla revisione delle misure di esecuzione, ad esaminare l'efficacia dei meccanismi stabiliti per la sorveglianza del mercato e a valutare gli accordi volontari e altre misure di autoregolamentazione. Tali parti si riuniscono in un forum consultivo. Il regolamento interno del forum è stabilito dalla Commissione.
⎢ 2008/28 Art. 1 punto 4
Gli Stati membri stabiliscono le sanzioni Ö norme Õ applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate in forza della presente direttiva Ö e adottano tutte le misure necessarie a garantirne l'attuazione Õ . Le sanzioni Ö previste dalle norme Õ sono efficaci, proporzionate e dissuasive, tenendo conto del grado di mancata conformità e del numero di unità di prodotti non conformi immessi sul mercato comunitario. Ö Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Commissione entro la data indicata all'articolo 23, paragrafo 1, e la informano senza indugio di eventuali successive modifiche delle stesse. Õ
1. La direttiva 92/42/CE è modificata come segue:
1. L'articolo 6 è soppresso.
2. È inserito il seguente articolo:
La presente direttiva costituisce una misura di esecuzione ai sensi dell'articolo 15 della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia[42], con riferimento al rendimento energetico durante l'uso, in conformità di detta direttiva, e può essere modificata o abrogata conformemente all'articolo 19, paragrafo 2, della direttiva 2005/32/CE.»
3. All'allegato I, la sezione 2 è soppressa.
4. L'allegato II è soppresso.
2. La direttiva 96/57/CE è modificata come segue:
La presente direttiva costituisce una misura di esecuzione ai sensi dell'articolo 15 della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia[43], con riferimento al rendimento energetico durante l'uso, in conformità di detta direttiva, e può essere modificata o abrogata conformemente all'articolo 19, paragrafo 2, della direttiva 2005/32/CE.»
3. La direttiva 2000/55/CE è modificata come segue:
La presente direttiva costituisce una misura di esecuzione ai sensi dell'articolo 15 della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia[44], con riferimento al rendimento energetico durante l'uso, in conformità di detta direttiva, e può essere modificata o abrogata conformemente all'articolo 19, paragrafo 2, della direttiva 2005/32/CE.»
Le direttive 78/170/CEE e 86/594/CEE sono abrogate. Gli Stati membri possono continuare ad applicare le misure nazionali esistenti adottate in virtù della direttiva 86/594/CEE finché non saranno adottate per i prodotti in questione in virtù della presente direttiva.
Articolo 2321
Entro il 6 luglio 2010 ð 2012 ï, la Commissione verifica ð se sia opportuno estendere il campo d'applicazione della direttiva ai prodotti non connessi all'energia ï, l'efficacia della presente direttiva e le relative misure di esecuzione, la soglia di dette misure, i meccanismi di sorveglianza del mercato e le pertinenti misure di autoregolamentazione, previa consultazione del forum consultivo di cui all'articolo 18 e, se del caso, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio proposte di modifica della presente direttiva.
Articolo 2422
Le specifiche per la fornitura di informazioni di cui all'articolo 11 e all'allegato I, parte 2, da parte del fabbricante e/o del suo mandatario, sono proporzionate e tengono conto della legittima riservatezza delle informazioni commerciali sensibili.
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro l'11 agosto 2007.
⎢ (nuovo) (nuovo)
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli da 1 a 9, 11, 14, 15 e 20 e agli allegati da I a V, VII e VIII entro il[45][ ]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola da cui risulti la concordanza tra quest'ultime e quelle della presente direttiva.
Tali disposizioni, quando vengono adottate dagli Stati membri, contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l'indicazione che i riferimenti alla direttiva abrogata dalla presente direttiva, contenuti nelle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti, devono essere intesi come riferimenti fatti alla presente direttiva. Le modalità di detto riferimento nonché la forma redazionale di detta indicazione sono determinate dagli Stati membri.
La direttiva 2005/32/CE, modificata dalle direttive menzionate nell'allegato IX, parte A, è abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini d'attuazione nel diritto interno e di applicazione indicati nell'allegato IX, parte B.
I riferimenti alla direttiva abrogata s'intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza contenuta nell'allegato X.
Articolo 2625
Articolo 2726
Fatto a, [...]
Il presidente[…]
LE SPECIFICHE GENERALI PER LA PROGETTAZIONE ECOCOMPATIBILE MIRANO A MIGLIORARE LE PRESTAZIONI AMBIENTALI DEL PRODOTTO CONCENTRANDOSI SUGLI ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI DELLO STESSO SENZA FISSARE VALORI LIMITE. IL METODO SECONDO IL PRESENTE ALLEGATO SARÀ APPLICATO QUANDO NON SIA OPPORTUNO FISSARE VALORI LIMITE PER IL GRUPPO DI PRODOTTI IN ESAME. LA COMMISSIONE IDENTIFICA GLI ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI NEL CORSO DELLA PREPARAZIONE DEL PROGETTO DI UNA MISURA DI ESECUZIONE DA SOTTOPORRE AL COMITATO DI CUI ALL’ARTICOLO 19 CHE DOVRANNO ESSERE SPECIFICATI NELLA MISURA DI ESECUZIONE.
Nel predisporre le misure di esecuzione che stabiliscono le specifiche generali per la progettazione ecocompatibile ai sensi dell’articolo 15, la Commissione identifica, come appropriati per il prodotto che consuma energia oggetto della misura di esecuzione, i parametri pertinenti per la progettazione ecocompatibile tra quelli elencati nella parte 1, le specifiche per la fornitura di informazioni tra quelle elencate nella parte 2 e le specifiche per il fabbricante elencate nella parte 3.
Parte 1. Parametri di progettazione ecocompatibile per i prodotti CHE CONSUMANO ENERGIA
1.1. NELLA MISURA IN CUI SI RIFERISCONO ALLA PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO, GLI ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI SONO IDENTIFICATI TENENDO PRESENTI I SEGUENTI STADI DEL CICLO DI VITA DEL PRODOTTO:
e) uso;
f) fine vita, nel senso di prodotto che consuma energia che è giunto al termine del suo primo uso fino allo smaltimento definitivo.
1.2. Per ciascuno stadio vengono valutati, se pertinenti, i seguenti aspetti ambientali:
d) generazione prevista di rifiuti;
1.3. In particolare, sono opportunamente utilizzati e, se necessario, integrati da altri i seguenti parametri per la valutazione delle potenzialità di un miglioramento degli aspetti ambientali citati nel precedente paragrafo:
d) uso di sostanze classificate come pericolose per la salute e/o per l’ambiente ai sensi della direttiva 67/548/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose[46], e tenuto conto della legislazione in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze quali le direttive 76/769/CEE o 2002/95/CE;
k) emissioni nell’aria (gas a effetto serra, agenti acidificanti, composti organici volatili, sostanze lesive dell’ozono, inquinanti organici persistenti, metalli pesanti, particolati fini e polveri sospese) fatte salve le disposizioni della direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1997, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l’emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all’installazione su macchine mobili non stradali[47];
l) emissioni nell’acqua (metalli pesanti, sostanze che esercitano un’influenza sfavorevole sul bilancio di ossigeno, inquinanti organici persistenti);
Le misure di esecuzione possono richiedere la fornitura, da parte del fabbricante, di informazioni suscettibili di influenzare le modalità di trattamento, uso o riciclaggio del prodotto che consuma energia da parte di soggetti diversi dal fabbricante. Tali informazioni possono includere se del caso:
10. informazioni in merito al processo di fabbricazione da parte del disegnatore progettista,
11. informazioni ai consumatori sulle caratteristiche e sulle prestazioni ambientali significative di un prodotto, che accompagnano il prodotto immesso sul mercato, per consentire al consumatore di comparare tali aspetti dei prodotti,
12. informazioni ai consumatori sulle modalità di installazione, uso e manutenzione del prodotto, al fine di ridurne al minimo l’impatto sull’ambiente e di consentirne la durata ottimale, nonché sulle modalità di restituzione del dispositivo a fine vita e, se del caso, informazioni sul periodo di disponibilità delle parti di ricambio e le possibilità di potenziamento dei prodotti,
13. informazioni per gli impianti di trattamento in merito allo smontaggio, al riciclaggio o allo smaltimento a fine vita.
1. Tenendo conto degli aspetti ambientali identificati nella misura di esecuzione in quanto suscettibili di essere influenzati in maniera sostanziale dalla progettazione, i fabbricanti di prodotti che consumano energia sono tenuti a effettuare una valutazione del modello di un prodotto che consuma energia durante il suo intero ciclo di vita, in base ad ipotesi realistiche sulle normali condizioni di uso e gli scopi per i quali è utilizzato. Altri aspetti ambientali possono essere esaminati su base volontaria.
Sulla base di tale valutazione, i fabbricanti elaborano il profilo ecologico del prodotto che consuma energia incentrato sulle specifiche caratteristiche del prodotto con riguardo all’ambiente e sui suoi input/output durante l’intero ciclo di vita espressi in quantità fisiche misurabili.
2. Il fabbricante si avvarrà di tale valutazione per esaminare soluzioni progettuali alternative e le prestazioni ambientali del prodotto conseguite tenendo conto dei parametri.
I parametri sono individuati dalla Commissione nella misura di esecuzione sulla scorta delle informazioni raccolte nel corso della preparazione della misura.
La scelta di una specifica soluzione progettuale permette un ragionevole equilibrio tra i diversi aspetti ambientali nonché tra questi aspetti e altre considerazioni pertinenti, quali la salute e la sicurezza, le prescrizioni tecniche in tema di funzionalità, qualità e prestazioni e aspetti economici, tra cui i costi di fabbricazione e la commerciabilità, pur ottemperando a tutte le normative pertinenti.
⎢ 2005/32 (nuovo)
LE SPECIFICHE PARTICOLARI PER LA PROGETTAZIONE ECOCOMPATIBILE SONO INTESE A MIGLIORARE UN DETERMINATO ASPETTO AMBIENTALE DEL PRODOTTO. ESSE POSSONO ASSUMERE LA FORMA DI SPECIFICHE PER UN MINORE CONSUMO DI UNA DATA RISORSA, QUALI I LIMITI ALL'USO DI TALE RISORSA NEI VARI STADI DEL CICLO DI VITA DEI PRODOTTI che consumano energia, a seconda dei casi (ad esempio, limiti al consumo di acqua durante l'uso del prodotto o alle quantità di un determinato materiale incorporato nel prodotto oppure quantità minime richieste di materiale riciclato).
In sede di elaborazione di misure di esecuzione per definire specifiche per la progettazione ecocompatibile conformemente all'articolo 15, la Commissione individua, come appropriati per il prodotto che consuma energia oggetto della misura di esecuzione, i parametri pertinenti per la progettazione ecocompatibile fra quelli indicati elencati nell'allegato I, parte 1, e fissa, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, il livello di tali specifiche come indicato in appresso.
1. Un'analisi tecnica, ambientale ed economica seleziona sul mercato numerosi modelli rappresentativi del prodotto che consuma energia in questione e individua le opzioni tecniche per migliorare le prestazioni ambientali del prodotto, tenendo conto della praticabilità economica delle opzioni ed evitando qualsiasi perdita significativa di prestazione o di utilità per i consumatori.
L'analisi tecnica, economica ed ambientale individuerà inoltre, per quanto riguarda gli aspetti ambientali in esame, i prodotti e la tecnologia che, tra quelli disponibili sul mercato, offrono le prestazioni migliori.
La prestazione dei prodotti disponibili sui mercati internazionali e i criteri fissati nelle legislazioni di altri paesi dovrebbero essere presi in considerazione nel corso dell'analisi nonché al momento di fissare criteri.
Sulla base di tale analisi e tenuto conto della fattibilità economica e tecnica, nonché delle potenzialità di miglioramento, vengono adottate misure concrete nell'intento di minimizzare l'impatto ambientale del prodotto.
Con riguardo al consumo di energia durante l'uso, il livello di rendimento energetico o di consumo è fissato con riferimento al costo del ciclo di vita più contenuto per l'utilizzatore finale per modelli rappresentativi di un prodotto che consuma energia, tenendo conto delle conseguenze su altri aspetti ambientali. Il metodo di analisi del costo del ciclo di vita utilizza un tasso reale di sconto in base ai dati forniti dalla Banca centrale europea e ad una durata realistica per il prodotto. Esso è basato sulla somma delle variazioni del prezzo di acquisto (risultante dalle variazioni dei costi industriali) e delle spese operative, risultanti dai diversi livelli delle opzioni di miglioramento tecnico, scontate con riferimento alla durata dei modelli rappresentativi del prodotto considerati. Le spese operative comprendono principalmente i consumi di energia e le spese aggiuntive per altre risorse (quali acqua o detergenti).
Un'analisi di sensibilità per i pertinenti fattori (quali il prezzo dell'energia o di altre risorse, il costo delle materie prime o i costi di produzione, i tassi di sconto), comprendente, se opportuno, i costi ambientali esterni, tra cui quelli miranti ad evitare le emissioni di gas a effetto serra, è condotta per verificare l'esistenza di variazioni significative e l'affidabilità delle conclusioni generali. Le specifiche sono adeguate di conseguenza.
Una metodologia simile potrebbe essere applicata ad altre risorse quali l'acqua.
2. Per effettuare le analisi tecniche, ambientali ed economiche, ci si può avvalere delle informazioni disponibili nell'ambito di altre attività comunitarie.
Lo stesso vale per le informazioni ricavate dai programmi esistenti applicati in altre parti del mondo per fissare le specifiche particolari per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia oggetto di scambi commerciali con i partner economici dell'Unione europea.
3. La data di entrata in vigore tiene conto del ciclo di riprogettazione del prodotto.
e) un elenco delle norme appropriate di cui all'articolo 10, applicate per intero o in parte, e una descrizione delle soluzioni adottate per soddisfare le prescrizioni della misura di esecuzione applicabile allorché le norme di cui all'articolo 10 non sono state applicate o non soddisfano completamente le disposizioni della misura di esecuzione applicabile;
f) una copia delle informazioni riguardanti gli aspetti di progettazione ambientale del prodotto fornite conformemente alle prescrizioni di cui alla parte 2, dell'allegato I;
3. Il fabbricante deve adottare tutte le misure necessarie a garantire che il prodotto sia fabbricato conformemente alle specifiche di progettazione di cui alla sezione 2 e alle prescrizioni della misura ad esso applicabile.
2. Per valutare la conformità del prodotto che consuma energia, ci si può avvalere di un sistema di gestione purché il fabbricante attui gli elementi ambientali specificati al punto 3 del presente allegato.
Nel presente punto sono specificati gli elementi di un sistema di gestione e le procedure attraverso i quali il fabbricante può dimostrare l'ottemperanza del prodotto che consuma energia alle prescrizioni della misura di esecuzione applicabile.
Tutte le misure adottate dal fabbricante per migliorare le prestazioni ambientali complessive del prodotto ed elaborare il profilo ecologico di un prodotto che consuma energia, se richiesto dalla misura di esecuzione, attraverso la progettazione e la fabbricazione, devono essere documentate in maniera sistematica e ordinata sotto forma di istruzioni e procedure scritte.
14. l'elenco dei documenti da predisporre per dimostrare la conformità del prodotto che consuma energia e, se del caso, da mettere a disposizione,
15. gli indicatori e gli obiettivi di prestazione ambientale del prodotto e la struttura organizzativa, le responsabilità, i poteri del management e l'assegnazione di risorse con riguardo alla loro attuazione e al loro perfezionamento,
16. i controlli e i test da effettuare dopo la fabbricazione per verificare le prestazioni del prodotto in rapporto agli indicatori di prestazione ambientale,
17. le procedure per controllare la documentazione richiesta e garantirne l'aggiornamento,
18. il metodo di verifica dell'attuazione e dell'efficacia degli elementi ambientali del sistema di gestione.
f) una copia delle informazioni riguardanti gli aspetti di progettazione ambientale del prodotto fornite conformemente alle prescrizioni di cui all'allegato I, parte 2.
1. nominativo e indirizzo del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato;
2. una descrizione del modello sufficiente a garantirne l'individuazione senza ambiguità;
3. se del caso, i riferimenti alle norme armonizzate applicate;
4. se del caso, le altre norme tecniche e le specifiche utilizzate;
5. se del caso, il riferimento ad altra normativa comunitaria contemplante l'apposizione del marchio CE applicata;
6. indicazione e firma della persona avente titolo per vincolare il fabbricante o il suo rappresentante autorizzato.
IN PARTICOLARE LA MISURA DI ESECUZIONE DEVE SPECIFICARE:
1. la definizione esatta del tipo o dei tipi di prodotto che consuma energia in questione;
2. le specifiche per la progettazione ecocompatibile del prodotto che consuma energia in questione, la data o le date di attuazione, le misure o i periodi scaglionati nel tempo o di transizione:
- nel caso di specifiche generali per la progettazione ecocompatibile, le fasi e gli aspetti pertinenti tra quelli citati nell'allegato I, punti 1.1 e 1.2, corredati di esempi di parametri tra quelli citati nell'allegato I, punto 1.3, quale orientamento per valutare i miglioramenti relativi agli aspetti ambientali identificati,
- nel caso di specifiche particolari per la progettazione ecocompatibile, il livello di queste;
3. i parametri di progettazione ecocompatibile di cui all'allegato I, parte 1, per i quali non è necessaria alcuna specifica per la progettazione ecocompatibile;
4. le prescrizioni circa l'installazione del prodotto che consuma energia allorché presenta una pertinenza diretta alle considerate prestazioni ambientali del prodotto che consuma energia;
5. le norme di misurazione e/o i metodi di misurazione da utilizzare; se disponibili, vanno usate le norme armonizzate i cui numeri di riferimento sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ;
6. i dati per la valutazione di conformità di cui alla decisione 93/465/CEE
- nel caso in cui il modulo o i moduli da utilizzare siano diversi dal modulo A; i fattori che determinano la selezione di tale procedura specifica;
- se del caso, i criteri di approvazione e/o di certificazione da parte di terzi;
7. prescrizioni in merito alle informazioni che i fabbricanti devono fornire, in particolare riguardo agli elementi della documentazione tecnica necessari per facilitare il controllo della conformità dei prodotti che consumano energia alla misura di esecuzione;
8. durata del periodo di transizione durante il quale gli Stati membri devono consentire l'immissione sul mercato e/o la messa in servizio di prodotti che consumano energia conformi alle disposizioni in vigore nel proprio territorio alla data di adozione della misura di esecuzione;
9. la data della valutazione e dell'eventuale revisione della misura di esecuzione, tenendo conto della velocità del progresso tecnologico.
Oltre all'obbligo giuridico fondamentale che le iniziative di autoregolamentazione siano conformi a tutte le disposizioni del trattato (in particolare alle norme relative al mercato interno e alla concorrenza) nonché agli impegni internazionali della Comunità, ivi comprese le norme commerciali multilaterali, il seguente elenco, non esaustivo, di criteri indicativi può essere utilizzato per valutare l'ammissibilità delle iniziative di autoregolamentazione come alternativa a una misura di esecuzione nel quadro della presente direttiva.
Le iniziative di autoregolamentazione sono aperte alla partecipazione di operatori di paesi terzi, sia nella fase preparatoria che nella fase di esecuzione.
Le iniziative di autoregolamentazione forniscono valore aggiunto (rispetto all'"ordinaria amministrazione") in termini di miglioramento della prestazione ambientale globale dei prodotti che consumano energia considerati.
L'industria e le sue associazioni che partecipano ad un'azione di autoregolamentazione rappresentano una grande maggioranza del settore economico interessato, con il minor numero possibile di eccezioni. È opportuno vigilare sul rispetto delle regole di concorrenza.
Gli obiettivi elaborati dai soggetti interessati sono stabiliti in termini chiari ed univoci, partendo da principi base ben definiti. Se l'iniziativa di autoregolamentazione è di lungo termine, occorre prevedere obiettivi intermedi. Deve essere possibile monitorare il rispetto degli obiettivi e delle tappe (intermedie) in modo fattibile e credibile utilizzando indicatori chiari ed affidabili. Lo sviluppo di tali indicatori sarà agevolato dai dati provenienti dalla ricerca e da una base di dati scientifici e tecnologici.
Al fine di assicurare la trasparenza, le iniziative di autoregolamentazione sono rese pubbliche, incluso attraverso Internet e altri mezzi elettronici di diffusione dell'informazione.
Lo stesso si applica alle relazioni di monitoraggio interlocutorie e definitive. Le parti interessate, in particolare gli Stati membri, l'industria, le ONG ambientalistiche e le associazioni di consumatori sono invitate a prendere posizione sulle iniziative di autoregolamentazione.
Le iniziative di autoregolamentazione comportano un sistema di monitoraggio ben concepito con responsabilità chiaramente definite per l'industria e gli ispettori indipendenti. I servizi della Commissione, in associazione con le parti dell'iniziativa di autoregolamentazione, sono invitati a controllare il conseguimento degli obiettivi.
Il piano di monitoraggio e di relazioni è dettagliato, trasparente ed obiettivo. Spetta ai servizi della Commissione, assistiti dal comitato di cui all'articolo 19, paragrafo 1, esaminare se gli obiettivi dell'accordo volontario o di altre misure di autoregolamentazione sono stati conseguiti.
7. Rapporto costi-efficacia della gestione di un'iniziativa di autoregolamentazione
I costi di gestione delle iniziative di autoregolamentazione, in particolare per quanto concerne il monitoraggio, non debbono comportare un onere amministrativo eccessivo rispetto agli obiettivi e ad altri strumenti programmatici esistenti.
Le iniziative di autoregolamentazione sono conformi agli obiettivi programmatici della presente direttiva, ivi compreso l'approccio integrato, e sono coerenti con le dimensioni economiche e sociali dello sviluppo sostenibile. Viene integrata la tutela degli interessi dei consumatori (sanità, qualità della vita o interessi economici).
È poco probabile che le iniziative di autoregolamentazione producano i risultati attesi se altri fattori ed incentivi — pressione del mercato, fiscalità e legislazione nazionale — inviano segnali contraddittori a coloro che partecipano all'impegno. La coerenza programmatica è al riguardo indispensabile e va presa in considerazione all'atto di valutare l'efficacia dell'iniziativa.
Direttiva abrogata e relative modifiche successive(articolo 24)
Direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29). |
Direttiva 2008/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 81 del 20.3.2008, pag. 48). | unicamente l'articolo 1 |
Elenco dei termini di recepimento nel diritto nazionale(articolo 24)
Articolo 21 | __________ |
Articolo 22 | __________ |
Articolo 25 | __________ |
__________ | Articolo 23 |
__________ | Articolo 24 |
__________ | Allegato IX |
__________ | Allegato X |
[1] (GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29).
[2] Direttiva 2008/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’ 11 marzo 2008 che modifica la direttiva 2005/32/CE relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia, nonché la direttiva 92/42/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 96/57/CE e 2000/55/CE, per quanto riguarda le competenze di esecuzione conferite alla Commissione (GU L 81 del 20.3.2008, pag. 48).
[3] COM(2006) 545 def. del 19 ottobre 2006.
[4] Direttiva 92/75/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1992, concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti (GU L 297 del 13.10.1992, pag. 16). Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[5] Regolamento (CE) n. 106/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell’energia per le apparecchiature per ufficio, (GU L 39 del 15.1.2008, pag. 1).
[6] Regolamento (CE) n. 1980/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 luglio 2000, relativo al sistema comunitario, riesaminato, di assegnazione di un marchio di qualità ecologica (GU L 237 del 21.9.2000, pag. 1).
[7] COM(2008) 30 def.
[8] Direttiva 2006/121/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che modifica la direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose per adattarla al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche (GU L 396 del 30 dicembre 2006).
[9] Direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (GU L 37 del 13.2.2003, pag. 24.).
[10] Direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, relativa a restrizioni in materia di immissione sul mercato e uso di talune sostanze e preparati pericolosi, (GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201).
[11] Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, istituito dalla decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002 (GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1).
[12] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: Politica integrata dei prodotti – Sviluppare il concetto di "ciclo di vita ambientale", (IPP) (COM (2003) 302 definitivo).
[13] Si applicano le norme pertinenti sulla rifusione degli atti legislativi della Comunità, ovvero l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1 e le norme 80 A del regolamento interno del Parlamento europeo.
[14] GU C […] .
[15] GU C […] .
[16] GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29. Direttiva modificata dalla direttiva 2008/28/CE (GU L 81 del 20.3.2008, pag. 48).
[17] Cfr. Allegato IX, parte A.
[18] GU L 242 del 10.9.2002, pag. 1.
[19] (COM (2003) 302 definitivo del 18.6.2003)
[20] GU L 220 del 30.8.1993, pag. 23.
[21] GU C 136 del 4.6.1985, pag. 1.
[22] GU C 141 del 19.5.2000, pag. 1.
[23] GU L 297 del 13.10.1992, pag. 16. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[24] GU L 237 del 21.9.2000, pag. 1.
[25] GU L 332 del 15.12.2001Öð 39 del 15.1.2008 Õð, pag. 1.
[26] GU L 37 del 13.2.2003, pa√ 39 del 15.1.2008 ∏, pag. 1.
[27] GU L 37 del 13.2.2003, pag. 24. Direttiva modificata √ da ultimo ∏ dalla direttiva 2003/108/CE (GU L 345 del 31.12.2003, pag. 106) √ 2008/34/CE (GU L 81 del 20.3.2008, pag. 65) ∏.
[28] GU L 37 del 13.2.2003, pag. 19. √Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2008/35/CE (GU L 81 del 20.3.2008, pag. 67).∏
[29] GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/98/CE della Commissione (GU L 305 dell'1.10.2004, pag. 63) √ 396 del 30.12.2006, pag. 850 ∏ .
[30] GU L 167 del 22.6.1992, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50 ).
[31] GU L 236 del 18.9.1996, pag. 36.
[32] GU L 279 dell'1.11.2000, pag. 33.
[33] GU L 52 del 23.2.1978, pag. 32. Direttiva modificata dalla direttiva 82/885/CEE (GU L 378 del 31.12.1982, pag. 19).
[34] GU L 196 del 26.7.1990, pag. 15. Direttiva modificata dalla direttiva 93/68/CEE (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1).
[35] GU L 1 del 4.1.2003, pag. 65.
[36] GU L 344 del 6.12.1986, pag. 24. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).
[37] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).
[38] GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.
[39] GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39√ 114 del 27.4.2006, pag. 9 ∏.Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003.
[40] GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20. Direttiva modificata dalla direttiva 94/31/CE (GU L 168 del 2.7.1994, pag. 28).
[41] GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37. Direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione del 2003.
[42] GU L 114 del 24.4.2001, pag. 1.
[43] GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29.
[44] GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29.
[45] GU L 191 del 22.7.2005, pag. 29.
[46] 12 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva.
[47] GU 196 del 16.8.1967, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/73/CE della Commissione (GU L 152 del 30.4.2004, pag. 1).
[48] GU L 59 del 27.2.1998, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/26/CE (GU L 146 del 30.4.2004, pag. 1).