Source: https://www.laleggepertutti.it/193665_stalking-condominiale
Timestamp: 2018-07-22 16:51:39+00:00
Document Index: 674885

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Lo sai che? Stalking condominiale
Ho vinto una causa legale contro il condominio. Un condomino non vuol pagare la sua quota di risarcimento a mio favore. Tra l’altro il condominio non ha fatto nemmeno ricorso contro la mia sentenza. Ma continua a diffamarmi e a dire il falso. Si può denunciare per stalking condominiale? Questo signore mi ha citato nei verbali condominiali e aggredito fisicamente.
Innanzitutto, a parere dello scrivente, non è da intraprendere la strada della denuncia in sede penale.
Infatti, scegliendo la via della denuncia/querela in sede penale la lettrice non solo rischia di deteriorare ulteriormente ed in modo definitivo i rapporti con il condomino da lei citato (ed anche con il resto del condominio), ma soprattutto corre il rischio di andare incontro ad una procedura lunga che potrebbe anche chiudersi con richiesta di archiviazione oppure con la prescrizione (cioè corre il rischio che la persona da lei denunciata non sia nemmeno mai condannata).
In ogni caso, nel caso specifico, le sole dichiarazioni verbalizzate dal condomino citato dalla lettrice non costituiscono il reato di stalking condominiale (cioè il reato, per meglio dire, di atti persecutori previsto dall’articolo 612 bis del codice penale).
Per aversi stralking in ambito condominiale, infatti, è necessario che vengano realizzati una serie di atti di minaccia o molestia che causino nella vittima, per il loro carattere esasperante, un fondato timore per la incolumità fisica propria o dei propri familiari e che abbiano come effetto quello di fargli cambiare le ordinarie abitudini di vita (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 26.878 del 2016).
Le dichiarazioni riportate nel verbale, allegato dalla lettrice, da sole non costituiscono una condotta penalmente punibile come stalking (e nemmeno possono essere considerate da sole una molestia ouna diffamazione): per esserci stalking, invece, sarebbero necessari continui atti che abbiano toni di minaccia e/o di molestia e che fossero tali da causare effettivamente uno stato di timore per lapropria incolumità fisica e/o per quella dei propri familiari e da fare cambiare addirittura alla lettrice le sueordinarie occupazioni quotidiane.
Detto questo, si può a parere dello scrivente intraprendere la seguente strada. Se le opinioni espresse nel verbale dal condomino citato dalla lettrice sono state smentite da una sentenza definitiva (cioè da una sentenza non più appellabile perché sono scaduti i termini per impugnarla) e se questa sentenza ha condannato questo condomino o il condominio intero al pagamento in favore della lettrice di una somma di danaro oppure ad eseguire dei lavori o delle opere, allora la stessa farebbe bene a mettere in esecuzione la sentenza, cioè a notificarla attraverso un legale alle parti che hanno perso il giudizio affinché adempiano ai comandi contenuti nelle sentenza stessa.
Nel quesito, infatti, si parla di una sentenza favorevole per la lettrice che il condominio non ha nemmeno impugnato: non si conosce il contenuto di questa sentenza, ma se la sentenza fosse effettivamente definitiva (cioè non più appellabile), non solo ciò che in essa è stato deciso non potrà più essere rimesso in discussione, ma eventuali condanne di condomini o dell’intero condominio (ad eseguire delle opere o al pagamento di somme) contenute nella sentenza stessa sarebbero anch’esse definitive e se le parti sconfitte non adempissero spontaneamente alle decisioni adottate dal giudice, la lettrice ha la possibilità di ottenere che quelle decisioni siano adempiute forzosamente (cioè può, come si dice in gergo tecnico, mettere in esecuzione la sentenza con una procedura che ottiene legalmente e forzosamente l’adempimento dei comandi contenuti nella sentenza che le parti sconfitte al termine della causa non vogliono adempiere spontaneamente).
Ovviamente, se poi il condomino indicato dalla lettrice dovesse diffamarla, offenderla o mettere in atto continui atteggiamenti di disturbo o addirittura minacciosi, la stessa potrebbe anche tutelarsi penalmente con una denuncia /querela: ma sulla base del solo contenuto del verbale allegato, non è da consigliare alla lettrice di intraprendere la via della tutela penale.