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Timestamp: 2019-07-17 08:43:12+00:00
Document Index: 1569925

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 21', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 108', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 168', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 26']

Novità fiscali del 22 maggio 2009: ridotti i tassi degli interessi nella riscossione e rimborso di tributi; cessione di albergo all'incanto; UNICO 2009: come si indicano le spese di rappresentanza; l’avviso di accertamento di tipo sintetico richiede conteggi chiari; imposta di registro: valutazione automatica, prescrizione dopo tre anni; dividendi in distribuzione a società e persone fisiche residenti; onlus e forum del terzo settore | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 22 maggio 2009: ridotti i tassi degli interessi nella riscossione e rimborso di tributi; cessione di albergo all'incanto; UNICO 2009: come si indicano le spese di rappresentanza; l’avviso di accertamento di tipo sintetico richiede conteggi chiari; imposta di registro: valutazione automatica, prescrizione dopo tre anni; dividendi in distribuzione a società e persone fisiche residenti; onlus e forum del terzo settore
ridotti i tassi degli interessi nella riscossione e rimborso di tributi; cessione di albergo all’incanto; UNICO 2009: come si indicano le spese di rappresentanza; l’avviso di accertamento di tipo sintetico richiede conteggi chiari; imposta di registro:valutazione automatica, prescrizione dopo tre anni; dividendi in distribuzione a società e persone fisiche residenti; onlus e forum del terzo settore
1) Riscossione e rimborso di Tributi: Ridotti i tassi degli interessi
2) Niente registro ONLUS per le associazioni ambientaliste
3) Cessione di albergo all’incanto
4) Modello Unico 2009: Come si indicano le spese di rappresentanza
5) La nullità dell’avviso di accertamento di tipo sintetico richiede conteggi chiari
6) Imposta di registro: Valutazione automatica, prescrizione dopo tre anni
7) Dividendi in distribuzione a società e persone fisiche residenti
8) Acquisto di aerei destinati ad attività di trasporto internazionale
9) Onlus e Forum del Terzo Settore
10) Attivate talune direzioni provinciali
Per i pagamenti rateali, gli interessi sono dovuti solo nella misura del 4% annuo già a decorrere dai pagamenti delle imposte dovute in relazione alle dichiarazioni presentate dal 1° luglio 2009.
A beneficiarne saranno soprattutto i contribuenti che pagano a rate o in ritardo le imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap, modelli Unico compresi.
Il nuovo tasso si è così ridotto di due punti, infatti passa dal 6% al 4% e questa misura è applicabile a partire dai pagamenti delle imposte dovute in relazione alle dichiarazioni presentate appunto dal 1° luglio 2009 (modelli Iva 2009, 730/2009 e Unico 2009).
Come è stato rilevato in Dottrina, poiché il modello Unico 2009 si dovrà presentare entro il 30 settembre 2009, la nuova misura del 4% si potrà già applicare per i pagamenti delle imposte in scadenza il 16 giugno.
In tal modo, è stato posto rimedio alla presenza di una più elevata misura del 6% richiesta ai contribuenti alle prese con il pagamento rateale delle somme dovute in base alle dichiarazioni annuali.
Nel frattempo, sembra profilarsi, un rinvio per i pagamenti di Unico.
Anche se la lunga attesa del programma (Gerico) per calcolare i ricavi del periodo d’imposta 2008 in base agli studi di settore con i correttivi anti-crisi dovrebbe concludersi a breve, ormai la scadenza “naturale” dei versamenti – fissata al 16 giugno – è alle porte.
Così prossima che i presidenti delle associazioni di artigiani e commercianti (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno scritto al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per chiedere il rinvio del termine per i pagamenti dal 16 giugno al 16 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%: una proroga che potrebbe riguardare – hanno scritto i presidenti delle associazioni – solo i 3,5 milioni di contribuenti che applicano gli studi di settore.
Un rinvio inevitabile, a sentire gli operatori.
Interesse per ritardato rimborso delle imposte
In particolare, viene disposto che gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura
automatizzata sono dovuti nella misura del 2% annuo e dell’1% semestrale, a decorrere dal 1 gennaio 2010.
A decorrere dal 10 ottobre 2009, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, previsti (art. 20 del DPR n. 602/1973), sono dovuti nella misura del 4% annuo, per i ruoli resi esecutivi dalla medesima data.
Interessi per dilazione di pagamento
Gli interessi per dilazione del pagamento (art. 21 del n. 602/1973), sono dovuti nella misura del 4,5%, per le dilazioni concesse a decorrere dal 10 ottobre 2009.
Interessi per la sospensione amministrativa
Gli interessi per la sospensione amministrativa della riscossione (art. 39 del DPR n. 602/1973), sono dovuti nella misura del 4,5%, a decorrere dal 10 ottobre 2009.
Interessi per pagamenti rateali
Gli interessi per i pagamenti rateali (art. 20 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241), sono dovuti nella misura del 4% annuo a decorrere dai pagamenti delle imposte dovute in relazione alle dichiarazioni fiscali presentate dal 1 luglio 2009.
A decorrere dal 10 gennaio 2010, sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% per cento annuo per i pagamenti rateali previsti dall’art. 3-bis, comma 3, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 462.
Sugli importi dilazionati, previsti dall’art. 38, comma 2, del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, sono dovuti, per le dilazioni concesse dal 1° gennaio 2010, gli interessi annui a scalare nella misura del 3%.
A decorrere dalle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, gli interessi relativi alle somme dovute ai sensi degli artt. 2, comma 2, e 3, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 462, versate entro i previsti termini, sono dovuti nella misura del 3,5%.
A decorrere dal 10 gennaio 2010 sono stabiliti al tasso del 3,5% annuo gli interessi relativi alle somme dovute a seguito di:
a) rinuncia all’impugnazione dell’accertamento versate entro i previsti termini;
b) pagamento dell’imposta di registro, di donazione, ipotecaria e catastale entro i previsti termini;
c) pagamento delle tasse sulle concessioni governative e delle tasse automobilistiche la cui gestione è di competenza dello Stato, entro i termini previsti dagli avvisi di accertamento;
d) accertamento con adesione versate nei previsti termini;
e) conciliazione giudiziale versate nei termini previsti.
Infine, si dispone che a decorrere dal 1 gennaio 2010, sono stabiliti nella misura del 2,5% per ogni semestre compiuto gli interessi relativi alle somme dovute per le imposte sulle successioni e per le imposte ipotecarie e catastali, versate entro i termini previsti.
(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 20.05.2009)
Secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 70/2009) non possono rientrare nel registro delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) gli enti che per statuto operano nel campo della tutela e della valorizzazione dell’ambiente, e allo stesso tempo svolgono anche altre attività non previste dalla legge per le Onlus come, ad esempio, l’impegno per la pace e la cooperazione tra i popoli, la vendita di prodotti agricoli di qualità, biologici e promozionali ed altro ancora.
Possono rientrarvi, invece, in tale registro delle Onlus le associazioni che gestiscono consultori familiari privati, solo se operano gratuitamente e perseguono finalità solidaristiche, assicurando protezione sociale a particolari persone meritevoli di sostegno.
Se l’albergo, non organizzato in forma di azienda, viene venduto all’incanto, si applica l’Imposta sul valore aggiunto (IVA) a cui si aggiunge l’imposta di registro solo in misura fissa.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10966 del 13.05.2009)
Avvertono le istruzioni del Modello Unico SC 2009 che per le spese di rappresentanza l’intero importo imputato a conto economico (tuttavia, non tenendo conto degli omaggi di valore unitario inferiore a 50 euro, che, infatti, sono interamente deducibili), deve essere ripreso la variazioni in aumento del reddito nel rigo RF24.
Viceversa, le spese di rappresentanza deducibili vanno indicate tra le variazioni in diminuzione del reddito nel rigo RF43.
Nello stesso rigo si devono esporre anche le quote delle spese di rappresentanza contabilizzate in precedenti esercizi ma deducibili nell’esercizio in corso ai sensi dell’art. 108, comma 2, TUIR in vigore fino al 2007 (come è noto la deducibilità veniva limitata ad 1/3 dell’ammontare in 5 quote costanti).
Anche le imprese individuali e le società di persone, in contabilità ordinaria, dovranno indicare le spese di rappresentanza, in linea di massima, con lo stesso metodo, variazione in amento e in diminuzione (quadro RF relativo alla determinazione del reddito d’impresa in ordinaria).
Peraltro, a seguito delle recenti novità (D.M. 19 novembre 2008) viene stabilito che le spese di rappresentanza sono deducibili in misura proporzionale rispetto all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa evidenziati alle voci A.1 e A.5 del conto economico, prevedendo diverse aliquote in funzione di definiti scaglioni di ricavi:
– fino a 10 milioni, le spese sono deducibili in misura pari all’1,3% dei ricavi;
– oltre i 10 milioni e fino a 50, per lo 0,5%;
– oltre i 50 milioni di ricavi, nella misura dello 0,1%.
Pertanto, nel rispetto di tali limiti le spese di rappresentanza sono dal 2008 deducibili.
Deducibilità delle spese sostenute dal datore di lavoro per vitto e alloggio dei dipendenti in trasferta
Come è stato rilevato in Dottrina, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, il limite di deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande non riguarda le spese sostenute dal datore di lavoro per le trasferte effettuate dai dipendenti o collaboratori fuori dal territorio comunale.
Mentre le spese relative a somministrazioni di alimenti e bevande ed a prestazioni alberghiere, se sostenute in occasione di trasferte effettuate dal dipendente nell’ambito del territorio comunale, sono deducibili, ai fini delle imposte dirette, nella misura del 75% del loro ammontare.
L’art. 95, comma 3, del Tuir contiene gli importi massimi che possono essere dedotti dal datore di lavoro per le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nonché per le trasferte effettuate dagli amministratori della società .
In particolare, per tali spese non si applica la limitazione della deducibilità al 75% dei costi sostenuti per le prestazioni alberghiere e per le somministrazione di alimenti e bevande.
Pertanto, dal limite del 75% restano espressamente escluse le spese di vitto e alloggio sostenute dal datore di lavoro per le trasferte effettuate dai dipendenti e dai titolari dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, disciplinate dall’art. 95, comma 3, del TUIR.
La detrazione dell’Iva pagata sulle prestazioni necessita del possesso della fattura che va espressamente richiesta, non oltre il momento di effettuazione delle stesse, atteso che le prestazioni alberghiere e le somministrazione di alimenti e bevande sono menzionate tra le operazioni per le quali l’emissione del documento è obbligatoria solo se richiesta dal cliente.
Nelle ipotesi in cui la prestazione alberghiera o di ristorazione risulti fruita da un soggetto diverso dall’effettivo committente del servizio, ai fini della detrazione è necessario che la fattura rechi anche l’intestazione di tale soggetto.
La Corte di Cassazione, in merito all’accertamento fiscale sintetico, ha fornito precisazioni in relazione ad un ricorso contro l’Amministrazione Finanziaria, con il quale il contribuente aveva lamentato l’omissione dell’esame di un punto decisivo.
La suprema Corte ha osservato, che nel momento in cui viene accolta la difesa del contribuente che rileva di aver acquistato non l’intera proprietà ma soltanto la quota della metà dell’immobile il cui acquisto viene considerato come indice di capacità di risparmio e quindi di reddito, la Commissione Tributaria (nel caso di specie Regionale) deve chiarire il conteggio in base al quale ritiene che la correzione non incide sulla ricorrenza della condizione, posta dall’art. 1 della legge 413/91, per la quale l’accertamento sintetico è consentito qualora il reddito accertato superi di almeno un quarto quello dichiarato per due anni consecutivi.
Dalla motivazione della sentenza è emerso che il contribuente ha contestato la ricorrenza della condizione ma non si sono rilevati i dati numerici posti a base della verifica che si afferma di aver positivamente compiuto.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 10178 del 04.05.2009)
Anche secondo la stessa Agenzia delle Entrate l’azione di recupero delle imposte di registro, ipotecaria e catastale sui trasferimenti di fabbricati, dichiarati ma non ancora iscritti in catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita, decade una volta trascorsi tre anni dal giorno in cui il contribuente ha depositato la ricevuta dell’istanza di attribuzione della rendita catastale, oppure (nel caso in cui la richiesta sia stata presentata con la procedura del D.M. n. 701/1994) dalla data di registrazione dell’atto.
Infatti, tali chiarimenti sono contenuti nella circolare n. 25/E del 21.05.2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha recepito il preciso orientamento della giurisprudenza di legittimità e, pertanto, ha invitato gli uffici dell’Agenzia a riesaminare le liti pendenti ed a portare avanti solo quelle che riguardano avvisi di liquidazione notificati entro il termine triennale.
In particolare, tale circolare è incentrata sul termine di decadenza per il recupero delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Orientamento della giurisprudenza di legittimità: Si applica il termine decadenziale triennale
Difatti, la giurisprudenza di legittimità ha in più occasioni escluso l’applicabilità del termine prescrizionale, dichiarando la decadenza dell’Amministrazione finanziaria dalla pretesa impositiva quando l’avviso di liquidazione dell’imposta sia stato notificato oltre il termine triennale di cui all’art. 76 del Testo unico dell’imposta di registro.
Irrilevanza del termine di dieci mesi concesso all’ufficio dell’Agenzia del territorio per l’attribuzione della rendita
Inoltre, la Corte di Cassazione ha ritenuto che al termine concesso all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per recuperare la maggiore imposta di registro dovuta non si possono sommare i dieci mesi assegnati dall’art. 12 del DL n. 70/1988 all’ufficio del territorio per l’attribuzione della rendita.
E’ stato, altresì, sottolineato che il termine di dieci mesi concesso all’ufficio dell’Agenzia del territorio per comunicare all’ufficio dell’Agenzia delle entrate l’attribuzione della rendita è inidoneo ad ampliare il termine di decadenza triennale.
Individuazione del termine iniziale per il recupero della maggiore imposta liquidata ai sensi dell’art. 12 del DL n. 70/1988
Sulla individuazione della decorrenza del termine triennale, la giurisprudenza non ha fornito risposte univoche, oscillando tra diversi orientamenti.
Secondo le Entrate, è questo l’orientamento che gli uffici devono far valere in giudizio: “dal momento in cui il contribuente abbia depositato all’ufficio del registro la ricevuta della sua istanza di attribuzione della rendita catastale, condizione per avvalersi della liquidazione tabellare del bene, fermo restando che, prudenzialmente, come indicato nella circolare n. 112/E del 1997, gli stessi comunque provvedono a richiedere le somme dovute in applicazione dell’articolo 12 in questione entro il termine di tre anni dalla data di registrazione dell’atto”.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 25/E del 21.05.2009)
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il taglio all’1,375% dell’aliquota sugli utili corrisposti alle società e agli enti residenti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati che aderiscono all’accordo sullo spazio economico europeo, che scontano nel loro Paese un’imposta sul reddito delle società, si applica agli utili formati a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.
Pertanto, la riduzione, stabilita dalla Finanziaria 2008, non si applica sugli utili generati negli esercizi precedenti, per i quali continua a valere la maggiore ritenuta pari al 27%.
E’ questo uno dei tanti chiarimenti contenuti nella circolare n. 26/E del 21.05.2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha spiegato nel dettaglio l’ambito di applicazione della nuova ritenuta e le modalità per richiederla.
Per quanto concerne, invece, i dividendi erogati alle persone fisiche residenti in relazione al possesso di partecipazioni qualificate, agli imprenditori individuali e alle società di persone, gli utili concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 49,72% di quelli che si sono formati negli esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007, come stabilito dal D.M. 2 aprile 2008.
Resta ferma dunque la misura del 40% relativamente agli utili generati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007.
Ha poi ricordato che per i soggetti residenti opera la presunzione stabilita dallo stesso Dm, secondo cui “A partire dalle delibere di distribuzione successive a quella avente ad oggetto l’utile dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007, agli effetti della tassazione del soggetto partecipante, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati con utili prodotti dalla società o ente partecipato fino a tale esercizio”.
E’ necessario, a questo scopo, che la società emittente comunichi all’intermediario in quale periodo si è formato il dividendo in distribuzione, cioé se si è generato, in tutto o in parte, con utili dell’esercizio 2008 o con riserve pregresse.
Ciò con riferimento sia ai soggetti residenti, per i quali opera la presunzione, sia ai non residenti, per i quali essa non è operativa.
La società dovrà, inoltre, evidenziare separatamente il periodo di formazione del dividendo comunicato all’intermediario o distribuito direttamente.
Per beneficiare della ritenuta ridotta, gli enti e società esteri devono soddisfare congiuntamente due condizioni:
– essere residenti in uno Stato membro della UE o in uno Stato aderente allo Spazio Economico Europeo (SEE) che sono inclusi nella lista dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (cosiddetta white list) di cui al D.M. emanato ai sensi dell’art. 168-bis, comma 1, del TUIR;
– essere soggetto passivo ai fini della locale imposta sul reddito delle società.
Possono, quindi, fruire della ritenuta ridotta tutte le società o enti ai quali è riconosciuta soggettività passiva ai fini delle imposte societarie, inclusi quelli che non pagano imposte in virtù di particolari esenzioni oggettive collegate alla tipologia del reddito da loro prodotto (es. esenzione sui passive income) o del luogo in cui è svolta l’attività.
Viceversa, non beneficiano della ritenuta ridotta gli enti e le società estere che non rientrano nel presupposto soggettivo di applicazione del tributo.
I soggetti residenti che corrispondono gli utili dovranno applicare la ritenuta ridotta solo previa richiesta dei beneficiari non residenti.
La richiesta deve essere corredata di idonea certificazione di residenza e di status fiscale rilasciata dalle autorità fiscali del Paese di appartenenza, analogamente a quanto richiesto dall’art. 27-bis del DPR 600/1973 ai fini dell’applicazione dell’esenzione madre-figlia.
In mancanza di questa richiesta documentata gli utili continuano a scontare l’aliquota ordinaria del 27% o quella più favorevole prevista dalla Convenzione applicabile.
A loro volta, i soggetti non residenti che percepiscono utili di fonte italiana assoggettati alla ritenuta ridotta possono chiedere ad emittenti ed intermediari la certificazione degli utili prevista dall’art. 4, commi 6-ter e 6-quater, del DPR, n. 322/1988.
La certificazione – che può essere utilizzata per ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta relativo alle imposte pagate in Italia – deve essere rilasciata entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento è stato effettuato.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 26/E del 21.05.2009)
8) Acquisto di aeromobili e di altri beni e servizi destinati ad attività di trasporto aereo a prevalente carattere internazionale
Non sono imponibili Iva gli acquisti di aeromobili, beni e servizi a questi connessi, soltanto se destinati prevalentemente a coprire tratte internazionali. Tale condizione deve sussistere già nel periodo d’imposta precedente l’operazione ed essere confermata nell’anno in cui avviene l’acquisto.
Il vettore potrà acquisire gli aerei e gli altri beni, quali apparati motore e loro componenti, parti di ricambio, dotazioni di bordo e forniture destinate al rifornimento dei mezzi, in regime di non imponibilità Iva (art. 8-bis, comma 1, lettere c) e d), Dpr 633/1972).
Nel caso in cui, la compagnia non riesca a rispettare la condizione e a provare l’effettuazione prevalente di trasporti internazionali alla fine dell’anno, il beneficio decade ed i fornitori dovranno emettano fattura con addebito dell’imposta, mentre per le operazioni già concluse la nota di variazione in aumento (art. 26 del Dpr 633/1972).
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 126/E del 21.05.2009)
9) Agenzia delle Entrate, Agenzia per le Onlus e Forum del Terzo Settore insieme per l’associazionismo
L’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia per le Onlus hanno incontrato il 21.05.2009 i rappresentanti del Forum del Terzo Settore, con l’obiettivo di esaminare forme d’intesa condivise sulle problematiche del mondo dell’associazionismo.
L’intento è quello di proseguire, in quest’ottica, una fattiva collaborazione e un
monitoraggio permanente sulle tematiche relative al terzo settore.
Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 21.05.2009)
Il giorno 8 giugno 2009 saranno attivate le Direzioni provinciali di Catanzaro, Parma, La Spezia, Lecco e Asti e saranno contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Catanzaro, Lamezia Terme, Parma, Fidenza, La Spezia, Sarzana, Lecco, Merate, Asti e Nizza Monferrato.
Il 15 giugno 2009 saranno attivate le Direzioni provinciali Imperia, Savona, Lodi, Verbano-Cusio-Ossola e Pistoia e saranno contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Imperia, Sanremo, Savona, Albenga, Lodi, Codogno, Verbania, Domodossola, Pistoia e Pescia.
Il 22 giugno 2009 saranno attivate le Direzioni provinciali di Gorizia, Rieti, Caltanissetta, Enna, Piacenza e Grosseto e contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Gorizia, Monfalcone, Rieti, Caltanissetta, Gela, Enna, Nicosia, Piacenza, Fiorenzuola d’Arda, Grosseto e Orbetello.
Le Direzioni provinciali saranno articolate in un ufficio controlli e negli uffici territoriali.
Il 29 giugno 2009 sarà attivata la Direzione provinciale di Trento e contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Trento, Rovereto, Cles, Riva del Garda, Cavalese, Tione di Trento e Borgo Valsugana.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento del 21.05.2009, protocollo 2009/70412, pubblicato il 21.05.2009)