Source: http://docplayer.it/9429863-Classificazione-acustica-del-territorio-del-comune-di-follo.html
Timestamp: 2019-05-19 08:45:49+00:00
Document Index: 164134889

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art.6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 20', 'art.10', 'art.15', 'art. 4', 'art. 7', 'art.12', 'art.13', 'art.14', 'art.15', 'art.15', 'art. 650', 'art. 18', 'art. 18']

CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI FOLLO: - PDF
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1 REGIONE LIGURIA - PROVINCIA di LA SPEZIA COMUNE di FOLLO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI FOLLO: Aggiornamento, integrazione e modifiche alla zonizzazione acustica REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA RUMOROSE
2 Sommario TITOLO I.DISPOSIZIONI GENERALI Art 1. Campo di applicazione Art 2. Classificazione acustica e limiti di rumore TITOLO II.ATTIVITA RUMOROSE PERMANENTI Art 3. Definizione Art 4. Piani aziendali di risanamento acustico Art 5. Valutazione previsionale di impatto acustico Art 6. Valutazione previsionale di clima acustico TITOLO III. ATTIVITA' RUMOROSE TEMPORANEE Art 7. Definizioni Art 8. Deroghe semplificate 8.1 Cantieri edili, stradali ed assimilabili 8.2 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto nelle aree specificamente previste dalla Zonizzazione acustica 8.3 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto al di fuori delle aree previste dalla Zonizzazione Acustica Art 9. Autorizzazioni per le attività rumorose temporanee che non rispettano le condizioni del Regolamento (deroghe ordinarie) TITOLO IV. ALTRE ATTIVITA RUMOROSE Art 10.Allarmi acustici Art 11.Attrezzature da giardino Art 12.Cannoncini per uso agricolo Art 13.Pubblicità fonica Art 14.Attività di igiene del suolo, spazzamento, raccolta e compattamento rifiuti Art 15.Altre attività rumorose TITOLO V.SISTEMA SANZIONATORIO E DISPOSIZIONI FINALI Art 16.Misure e controlli. Art 17.Sanzioni Art 18.Provvedimenti per la tutela dall inquinamento acustico
3 TITOLO I. DISPOSIZIONI GENERALI Art 1. Campo di applicazione Il presente regolamento disciplina le competenze comunali in materia di inquinamento acustico ai sensi dei seguenti riferimenti normativi: - Legge ordinaria del Parlamento n 447 del 26/10/1995 Legge quadro sull'inquinamento acustico - Decreto Presidente Repubblica n 142 del 30/03/2004 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n Decreto Ministeriale del 29/11/2000 Criteri per la predisposizione, da parte delle societa' e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore. - Deliberazione della Giunta Regionale (Liguria) n 1585 del 23/12/1999 Definizione dei criteri per la classificazione acustica e per la predisposizione e adozione dei piani comunali di risanamento acustico - Soppressione artt. 17 e 18 delle disposizioni approvate con DGR 1977 del Decreto Pres. Cons. Ministri n 215 del 16/04/1999 Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi. - Deliberazione della Giunta Regionale (Liguria) n 2510 del 18/12/1998 Definizione degli indirizzi per la predisposizione di regolamenti comunali in materia di attività all aperto e di attività temporanee di cui all art. 2 comma 2 lettera l) L.R. 12/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico. - Decreto del Presidente della Repubblica n 459 del 18/11/1998 Regolamento recante norme di esecuzione dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario. - Decreto Ministeriale del 16/03/1998 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico. - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31/03/1998 Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'esercizio dell'attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera b) e dell'art. 2, commi 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 "Legge quadro sull'inquinamento acustico". - Legge Regionale (Liguria) n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14/11/1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 01/03/1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.
4 Art 2. Classificazione acustica e limiti di rumore Il territorio comunale è suddiviso in zone acustiche omogenee alle quali sono assegnati i valori limite di emissione, i valori limite assoluti di immissione, i valori limite differenziali di immissione, i valori di attenzione e i valori di qualità previsti dal D.P.C.M. 14 novembre 1997 e s.m..- La zonizzazione acustica è su supporto informatico, elaborata con programma Autocad, e quindi, mediante stampa a colori, su cartografia in scala 1: per tutto il territorio comunale, mentre per i seguenti centri abitati la stampa è stata effettuata in scala 1:2000: - frazione Piano di Follo; - frazione di Carnea; - frazione di Piana Battolla; - frazione di Tivegna; - frazione di Follo Alto; - frazione di Bastremoli.. La tecnica di elaborazione informatica adottata consente la massima chiarezza delle scelte di zonizzazione operate. La visualizzazione cartografica della classificazione in zone acustiche del territorio comunale è stata realizzata tenendo conto dei criteri indicati nella tabella seguente: Classe Tipologia Colore I aree particolarmente protette verde II aree destinate ad uso prevalentemente residenziale giallo II* aree boschive e montane non abitate giallo III aree di tipo misto arancione IV aree di intensa attività umana rosso V aree prevalentemente industriali viola VI aree esclusivamente industriali blu. Le Aree destinate a spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, mobili e/o all aperto sono individuate da un tratteggio orizzontale. Nel territorio comunale non sono presenti aree aeroportuali né aree destinate alla difesa nazionale, che prevedono una diversa colorazione. I valori limite di emissione, i valori limite assoluti di immissione, i valori limite differenziali di immissione, i valori di attenzione e i valori di qualità per le zone di cui sopra sono di seguito riportati: Art. 2 D.P.C.M. 14/11/97 - Valori limite di emissione. 1. I valori limite di emissione come definiti all art. 2, comma 1, lettera e), della L. 447/95, sono riferiti alle sorgenti fisse ed alle sorgenti mobili e sono quelli indicati nella seguente tabella B.
5 2. I rilevamenti e le verifiche sono effettuati in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone e comunità. 3. I valori limite di emissione del rumore delle sorgenti sonore mobili di cui all'art. 2, comma 1, lettera d), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, e dei singoli macchinari costituenti le sorgenti sonore fisse, laddove previsto, sono altresi regolamentati dalle norme di omologazione e certificazione delle stesse. Tabella B - valori limite di emissione - Leq in db(a) - (D.P.C.M. 14/11/97 ) classi di destinazione d'uso tempi di riferimento del territorio diurno notturno ( ) ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Art. 3 D.P.C.M. 14/11/97 - Valori limite assoluti di immissione. 1. I valori limite assoluti di immissione come definiti all art. 2, comma 3, lettera a), della L. 447/95, riferiti al rumore immesso nell ambiente esterno dall insieme di tutte le sorgenti sono quelli indicati nella tabella C. 2. Per le infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, aeroportuali e le altre sorgenti sonore di cui all'art. 11, comma 1, L. 447/95, i limiti di cui alla tabella C, non si applicano all interno delle rispettive fasce di pertinenza, individuate dai relativi decreti attuativi. All esterno di tali fasce, dette sorgenti concorrono al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione.
6 3. All interno delle fasce di pertinenza, le singole sorgenti sonore diverse da quelle indicate al precedente comma 2, devono rispettare i limiti di cui alla tabella B allegata al presente decreto. Le sorgenti sonore diverse da quelle di cui al precedente comma 2, devono rispettare, nel loro insieme, i limiti di cui alla tabella C allegata al presente decreto, secondo la classificazione che a quella fascia viene assegnata. Tabella C - valori limite assoluti di immissione - Leq in db(a) - (D.P.C.M. 14/11/97 ) classi di destinazione d'uso tempi di riferimento del territorio diurno notturno ( ) ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Art. 4 D.P.C.M. 14/11/97 - Valori limite differenziali di immissione. 1. I valori limite differenziali di immissione, definiti all art. 2, comma 3, lettera b), della L. 447/95, sono: 5 db per il periodo diurno e 3 db per il periodo notturno, all interno degli ambienti abitativi. Tali valori non si applicano nelle aree classificate nella classe VI. 2. Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano nei seguenti casi, in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: a) se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno;
7 b) se il livello del rumore ambientale misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno. Art. 7 D.P.C.M. 14/11/97 - Valori di qualità. 1. I valori di qualità di cui all'art. 2, comma 1, lettera h), della L. 447/95, sono indicati nella tabella D. Tabella D - valori di qualità - Leq in db(a) - (D.P.C.M. 14/11/97 ) classi di destinazione d'uso tempi di riferimento del territorio diurno notturno ( ) ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Nota* sulla classificazione delle aree boschive e montane non abitate: Premesso che tutte le zone boschive non abitate e non incluse in aree parco, nella prima stesura della zonizzazione acustica erano state volutamente non classificate in attinenza alle
8 vigenti linee guida per la classificazione acustica del territorio e in considerazione che tali zone non rientrano in nessuna delle definizioni di legge delle 6 classi di tutela acustica del territorio; a seguito dei ripetuti contatti avuti con l ARPAL che ha redatto le osservazioni alla zonizzazione acustica Prot. CR26/4586 del 10/9/1998 citate in premessa e che ha confermato anche successivamente la richiesta che tutte le aree del territorio comunale venissero classificate; si è proceduto a classificare tutte le aree boschive, alle quali non si applicava nessuna delle definizioni delle 6 classi di tutela acustica del territorio, attribuendo a tali aree una virtuale classe II, ritenendo che i limiti previsti per la classe II fossero quelli che meglio si addicevano alla rappresentazione ed alla tutela acustica di tali aree. Il colore scelto per la rappresentazione grafica delle aree boschive e montane alle quali è stato attribuita la classe II è il verde chiaro. Fascia di pertinenza acustica infrastrutture stradali: Per le infrastrutture stradali esistenti di tipo A., B., C., D., E. ed F., le rispettive fasce territoriali di pertinenza acustica sono fissate dalla tabella che segue. Nel caso di fasce divise in due parti si dovrà considerare una prima parte più vicina all infrastruttura denominata fascia A ed una seconda più distante denominata fascia B. Nel caso di realizzazione di nuove infrastrutture, in affiancamento ad una esistente, la fascia di pertinenza acustica si calcola a partire dal confine dell infrastruttura preesistente. TABELLA 2 D.Lgs. 142/ STRADE ESISTENTI E ASSIMILABILI TIPO DI STRADA (secondo codice della strada) A - autostrada B extraurbana principale C extraurbana secondaria SOTTOTIPI A FINI ACUSTICI (secondo Norme CNR 1980 e direttive PUT) Ca (strade a carreggiate separate e tipo IV CNR 1980) Ampiezza fascia di pertinenza acustica (m) Scuole (solo limite diurno), ospedali, case di cura e di riposo Diurno db(a) Notturn o db(a) Altri Ricettori Diurno db(a) Notturn o db(a) 100 (fascia A) (fascia B) (fascia A) (fascia B) (fascia A) (fascia B)
9 D - urbana di scorrimento E - urbana di quartiere Cb (tutte le altre strade extraurbane secondarie) Da (strade a carreggiate separate e interquartiere) Db (tutte le altre strade urbane di scorrimento) 100 (fascia A) (fascia B) F - locale 30 definiti dai Comuni, nel rispetto dei valori riportati in tabella C allegata al D.P.C.M. in data 14 novembre 1997 e comunque in modo conforme alla zonizzazione acustica delle aree urbane, come prevista dall'art. 6, comma 1, lettera a), della legge n. 447 del 1995 TITOLO II. ATTIVITA RUMOROSE PERMANENTI Art 3. Definizione Ai fini del presente regolamento si definisce attività rumorosa di carattere permanente qualsiasi attività che non abbia carattere di temporaneità, incluse le attività temporanee ma ripetitive che abbiano una durata superiore a 30 giorni per anno, con l esclusione dei cantieri edili, stradali e assimilabili. Art 4. Piani aziendali di risanamento acustico Le imprese esercenti attività produttive o commerciali rumorose di carattere permanente che alla data di entrata in vigore del Piano Comunale di Classificazione Acustica non rispettino i limiti di emissione o di immissione dallo stesso prodotti sono tenute a presentare al Comune apposito piano di risanamento acustico entro il termine di sei mesi dall entrata in vigore del Piano Comunale di Zonizzazione Acustica Il Piano di Risanamento acustico deve espressamente indicare il termine entro il quale le imprese prevedono di adeguarsi ai limiti stabiliti; tale termine non può comunque essere superiore ai dodici mesi dalla conclusione dell iter conseguente alla eventuale richiesta di integrazioni e/o chiarimenti da parte del Comune. Il Comune, entro 60 giorni dalla presentazione del Piano di Risanamento acustico, può dare prescrizioni e richiedere integrazioni e/o chiarimenti, che dovranno essere di norma forniti entro i successivi 30 giorni dal ricevimento della richiesta. La relazione tecnica di supporto al Piano Aziendale di Risanamento acustico dovrà essere sottoscritta da un tecnico competente in acustica ambientale (L. 447/95). Per la valutazione dei Piani di Risanamento acustico il Comune potrà avvalersi del supporto tecnico dell A.R.P.A.L. competente. Le imprese che non presentano il Piano di Risanamento acustico sono comunque tenute ad adeguarsi ai limiti di zona previsti dalla zonizzazione acustica entro sei mesi dall entrata in vigore della stessa; in caso contrario si applicano le sanzioni di cui al successivo art.. Art 5. Valutazione previsionale di impatto acustico I soggetti titolari di progetti sottoposti a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentano, in tale ambito, la documentazione per la valutazione dell impatto acustico. Per i progetti/attività non sottoposte a procedura di VIA i soggetti titolari predispongono la documentazione di impatto acustico, redatta da tecnico competente, relativa alla realizzazione, alla modifica o al potenziamento dell opera di cui viene richiesta autorizzazione e la inoltrano al Comune.
10 La documentazione di impatto acustico dovrà essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale (L. 447/95) - opere sottoposte a valutazione di impatto ambientale ai sensi dell art.6 della L. 334/86; - strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali), secondo la classificazione di cui al D.Lgs. n.285/1992 e successive modificazioni; - discoteche - circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi; - impianti sportivi e ricreativi; Sono inoltre tenuti alla presentazione della richiamata documentazione di impatto acustico al Comune, secondo le modalità già descritte: i richiedenti il rilascio di: - concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative ed a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; - altri provvedimenti comunali di abilitazione all utilizzazione degli immobili e delle infrastrutture di cui sopra; - qualunque altra licenza od autorizzazione finalizzata all esercizio di attività produttive, coloro che presentano denuncia di inizio attività, o altro atto equivalente, relativo a: - nuovi impianti e infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; - utilizzazione degli immobili e delle infrastrutture di cui sopra; - esercizio di attività produttive, i titolari/legali rappresentanti di nuove attività produttive, commerciali e di servizio, prima dell avvio dell attività, i titolari/legali rappresentanti di attività produttive, commerciali e di servizio, in caso di ampliamento, modifiche, trasferimento dei locali e/o modifiche agli impianti, ai macchinari e/o alle strutture. La documentazione previsionale di impatto acustico è resa con le modalità di cui al D.P.R. n.445 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa e dalle vigenti normative in materia di inquinamento acustico. L Amministrazione Comunale è tenuta ad effettuare idonei controlli, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive effettuate dal Tecnico Competente in Acustica Ambientale. La documentazione di impatto acustico prescritta ai sensi dei commi precedenti, qualora i livelli di rumore previsti superino i valori di emissione definiti dal DPCM 14 novembre 1997, deve espressamente contenere l indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall attività o dagli impianti. Anche in tale caso è necessario il rilascio di nulla-osta del Settore Ambiente (art. 8, comma 6 L. 447/95). Per le attività commerciali, artigianali e di servizio che non utilizzano apparecchi rumorosi, la valutazione previsionale di impatto acustico potrà essere sostituita da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che comprovi espressamente il non utilizzo di apparecchi rumorosi nei luoghi in cui si svolge la sua attività. Per le attività commerciali, artigianali e di servizio la cui unica fonte rumorosa è data da apparecchi non strettamente finalizzati all attività e/o al ciclo produttivo (condizionatori, ecc.) la valutazione previsionale di impatto acustico dovra essere redatta con le modalità di cui sopra. Nell ambito della procedure di cui al presente articolo, con l esclusione dei casi previsti dai due commi precedenti, il Comune può avvalersi, per la valutazione della documentazione tecnica prodotta, del supporto tecnico di A.R.P.A.L. Art 6. Valutazione previsionale di clima acustico Sono tenuti a presentare al Comune la relazione previsionale di clima acustico, redatta da un tecnico competente in acustica ambientale (L. 447/95), i soggetti pubblici e privati interessati alla realizzazione delle tipologie di insediamenti elencati dall art. 8, comma 3, L.447/1995 e di seguito elencati:
11 - scuole e asili nido; - ospedali; - case di cura e di riposo; - parchi pubblici urbani ed extraurbani; - nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere indicate all art. 8, comma 2 della L. 447/95 TITOLO III. ATTIVITA' RUMOROSE TEMPORANEE Art 7. Definizioni Si definisce attività temporanea qualsiasi attività che si esaurisce in periodi di tempo limitati (30 giorni) e/o legata ad ubicazioni variabili, quali: - cantieri edili e stradali; - spettacoli itineranti (circo, luna park, ecc.); - manifestazioni musicali e di intrattenimento (serate musicali, concerti, ecc.); - manifestazioni popolari (sagre, feste partitico-popolari, ecc.); - altre attività non continuative. Fatti salvi i cantieri edili, stradali e assimilabili, non rientrano tra le attività temporanee, e non sono quindi soggette a quanto previsto dal presente Titolo, le attività che presentano caratteristica di ripetitività e durata complessiva superiore a 30 giorni anno. Le attività rumorose temporanee sono sempre consentite, ai fini del presente regolamento, qualora rispettino i limiti di emissione e immissione previsti dalla Zonizzazione acustica ed i valori limite differenziali. Una di queste aree, perché già tradizionalmente utilizzata per manifestazioni musicali o simili, soprattutto estive, è collocata all interno del Parco Fluviale Montemarcello Magra. La zona individuata con apposita campitura corrisponde all area denominata Centro Sportivo di Piano di Follo e tale utilizzazione non si trova in contraddizione, ma anzi si integra, con la fruibilità del Parco Stesso.- Art 8. Deroghe semplificate L'esercizio di attività rumorosa a carattere temporaneo nel rispetto delle condizioni (orari, durata, limiti acustici, ubicazione, ecc.) indicate ai seguenti punti 8.1, 8.2, 8.3, necessita di richiesta di deroga semplificata o di comunicazione da inviare al Responsabile del Settore Competente con le modalità e le tempistiche ivi indicate. 8.1 Cantieri edili, stradali ed assimilabili Prescrizioni di carattere generale relative all attività cantieristica In caso di attivazione di cantieri, le macchine e gli impianti in uso sia fissi che mobili dovranno essere conformi alle rispettive norme di omologazione e certificazione e dovranno essere collocate in postazioni che possano limitare al meglio la rumorosità verso soggetti disturbabili. Per le altre attrezzature non considerate nella normativa nazionale vigente, quali gli attrezzi manuali, dovranno essere utilizzati tutti gli accorgimenti e comportamenti per rendere meno rumoroso il loro uso. Gli avvisatori acustici potranno essere utilizzati solo se non sostituibili con altri di tipo luminoso e nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche. Condizioni per il rilascio di deroga semplificata L esercizio delle attività cantieristiche che comportino il superamento dei limiti acustici previsti dalla Zonizzazione Acustica e/o dei valori limite differenziali, ma nel rispetto delle condizioni di seguito elencate necessita di richiesta di deroga semplificata da inviare al Responsabile del Settore Ambiente almeno 30 giorni prima dell inizio dell attività rumorosa. Ubicazione: l attività in deroga ai limiti acustici si svolge in tutte le aree del territorio comunale non in prossimità di scuole e/o di altri ricettori sensibili dalla Zonizzazione Acustica., oppure in prossimità di scuole, ma solo al di fuori
12 dell orario scolastico. Durata dei lavori: massimo 20 giorni lavorativi. Giorni: tutti i giorni feriali, escluso il sabato, salvo casi specifici. Orari: l attivazione di macchine rumorose e l'esecuzione di lavori rumorosi in cantieri edili, stradali e assimilati al di sopra dei limiti di zona è consentita nei giorni feriali (con esclusione del sabato) dalle ore 8.00 alle ore Limiti acustici assoluti: il limite massimo di emissione (dell attività nel suo complesso, intesa come sorgente unica) da non superare è di 70 db Leq(A). Tale limite si intende fissato in facciata degli edifici, in corrispondenza dei recettori più disturbati o più vicini. Nel caso di ristrutturazioni interne il limite, misurato all interno dei locali più disturbati o più vicini, è di 65 db Leq(A). Le modalità di misura del livello equivalente di pressione sonora ponderato A sono quelle indicate dal D.M. 16 marzo 1998, per un tempo di misura di almeno 15 minuti (30 minuti nel caso di cantieri stradali). I risultati devono essere eventualmente corretti con le penalizzazioni previste dal suddetto decreto. Il rispetto dei suddetti limiti non si intende relativo all intero periodo di riferimento (diurno), ma al tempo di misura. Limiti acustici differenziali: è concessa la deroga ai valori limite differenziali. Procedura di comunicazione di inizio attività Qualora il cantiere, nel rispetto delle condizioni di cui sopra, abbia durata inferiore a 5 giorni lavorativi, la domanda di autorizzazione in deroga è sostituita da comunicazione al Responsabile del Settore Ambiente, da presentare almeno 15 giorni prima dell avvio dell attività. 8.2 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto nelle aree specificamente previste dalla Zonizzazione Acustica Condizioni per il rilascio di deroga semplificata Lo svolgimento di manifestazioni e spettacoli a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto, all interno dell area specificamente prevista dalla Zonizzazione Acustica ed evidenziata nella relativa cartografia (l unica area prevista coincide con l intera area del Centro Sportivo di Piano di Follo,), e che comportino il superamento dei limiti acustici previsti dalla Zonizzazione Acustica e/o dei valori limite differenziali, ma nel rispetto delle condizioni di seguito elencate, necessita di richiesta di deroga semplificata da inviare al Responsabile del Settore Attività produttive, commercio e sportello unico almeno 30 giorni prima dell inizio dell attività rumorosa. Durata:In casi eccezionali e per un numero limitato di giornate è consentita la fruizione dell area in deroga ai limiti acustici. Orari: il funzionamento delle sorgenti sonore delle manifestazioni temporanee in deroga ai limiti acustici, è consentito dalle ore alle ore In considerazione della vicinanza dell area ad edifici scolastici, durante il periodo di attività didattica l orario di funzionamento delle sorgenti sonore in deroga è consentito esclusivamente al di fuori dell orario scolastico. Limiti acustici assoluti: Quelli previsti dalle vigente normativa in materia di autorizzazioni in deroga. Limiti acustici differenziali: è concessa deroga ai valori limite differenziali. Procedura di comunicazione di inizio di attività Qualora la singola attività, nel rispetto delle condizioni di cui sopra, abbia durata inferiore a 4 giorni, la domanda di autorizzazione in deroga è sostituita da comunicazione al Responsabile del Settore Attività produttive, commercio e sportello unico, da presentare almeno 7 giorni prima dell avvio dell attività. 8.3 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto al di fuori delle aree previste dalla Zonizzazione Acustica. Condizioni per il rilascio di deroga semplificata
13 L esercizio di tali attività in aree diverse da quella specificamente prevista dalla Zonizzazione Acustica e che comportino il superamento dei limiti acustici previsti dalla Zonizzazione Acustica, ma nel rispetto delle condizioni di seguito elencate, necessita di richiesta di deroga semplificata da inviare al Responsabile del Settore Competente almeno 30 giorni prima dell inizio dell attività rumorosa. Durata: il numero massimo di giorni annui stabiliti per la fruizione di un area in deroga ai limiti acustici è pari a 30. Orari: il funzionamento delle sorgenti sonore in deroga ai limiti acustici è consentito dalle ore alle ore Per le aree dove siano presenti edifici scolastici ad una distanza inferiore a 100 metri, l orario di funzionamento delle sorgenti sonore in deroga è consentito esclusivamente al di fuori dell orario scolastico. Limiti acustici assoluti: il limite massimo di emissione (dell attività nel suo complesso, intesa come sorgente unica) da non superare è di 70 db Leq(A) dalle ore alle ore e 60 db Leq(A) dalle ore alle ore Tale limite si intende fissato in facciata degli edifici, in corrispondenza dei recettori più disturbati o più vicini. Le modalità di misura del livello equivalente di pressione sonora ponderato A sono quelle indicate dal D.M. 16 marzo 1998, per un tempo di almeno 15 minuti Il rispetto dei suddetti limiti non si intende relativo all intero periodo di riferimento (diurno), ma al tempo di misura. Limiti acustici differenziali: è concessa deroga ai valori limite differenziali. Procedura di comunicazione di inizio attività Qualora l attività, nel rispetto delle condizioni di cui sopra, abbia durata inferiore a 3 giorni, la domanda di autorizzazione in deroga è sostituita da comunicazione al Responsabile del Settore Competente, da presentare almeno 15 giorni prima dell avvio dell attività. Prescrizioni di carattere generale relative all attività cantieristica In caso di attivazione di cantieri, le macchine e gli impianti in uso sia fissi che mobili dovranno essere conformi alle rispettive norme di omologazione e certificazione e dovranno essere collocate in postazioni che possano limitare al meglio la rumorosità verso soggetti disturbabili. Per le altre attrezzature non considerate nella normativa nazionale vigente, quali gli attrezzi manuali, dovranno essere utilizzati tutti gli accorgimenti e comportamenti per rendere meno rumoroso il loro uso. Gli avvisatori acustici potranno essere utilizzati solo se non sostituibili con altri di tipo luminoso e nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche. Emergenze Ai cantieri edili o stradali da attivarsi per il ripristino urgente dell'erogazione di servizi pubblici (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua potabile, gas, ripristino di sistemi viari essenziali, ecc.) ovvero in situazioni di pericolo per l'incolumità della popolazione e di pericolo immediato per l ambiente e il territorio, è concessa deroga agli orari, ai limiti massimi di rumorosità ed agli adempimenti amministrativi previsti dal presente Regolamento, salvo comunicazione della necessità di intervenire con urgenza da trasmettere, anche a mezzo fax, al Comando di Polizia Municipale e al Settore Ambiente del Comune di Follo. La documentazione da allegare ai procedimenti di cui ai punti suddetti è quella prevista dalla legislazione vigente e deve essere redatta da T.C.A.A.- Art 9. Autorizzazioni per le attività rumorose temporanee che non rispettano le condizioni del Regolamento (deroghe ordinarie) Qualora il legale rappresentante dell'attività rumorosa a carattere temporaneo ritenga di non essere in grado di rispettare le condizioni indicate nel presente Regolamento (art. 8) relativamente a durata, orari, limiti acustici, ubicazione dell attività, giorni consentiti, dovrà indirizzare al Responsabile del Settore Ambiente specifica domanda di autorizzazione in deroga (deroga ordinaria),, almeno 45 giorni prima dell inizio della attività. Il Responsabile del Settore Ambiente, valutate le motivazioni eccezionali e contingenti, acquisito il parere della A.S.L. competente, autorizza l attività rumorosa temporanea in deroga al presente Regolamento.
14 Nell ambito della procedure di cui al presente articolo, il Comune può avvalersi, per la valutazione della documentazione tecnica prodotta, del supporto tecnico dell A.R.P.A.L. Il soggetto che presenta la documentazione tecnica è tenuto alla contestuale presentazione del bollettino postale attestante l avvenuto pagamento delle spese relative alla valutazione tecnica della documentazione prodotta. E facoltà dell amministrazione comunale prescrivere nell atto di autorizzazione specifici piani di monitoraggio a carico del richiedente. La documentazione da allegare al procedimento è quella prevista dalla legislazione vigente.- TITOLO IV. ALTRE ATTIVITA RUMOROSE Art 10. Allarmi acustici Per le emissioni sonore provenienti da sistemi di allarme, non si applicano i limiti del presente regolamento, ma tali sistemi di allarme acustico antifurto debbono essere dotati di un dispositivo temporizzatore che ne limiti l emissione sonora ad un massimo di 15 minuti totali di attivazione (comprensivi delle pause tra emissioni intermittenti generate dal medesimo evento), sia nel periodo di riferimento diurno che notturno. I sistemi di allarme antifurto installati su veicoli debbono prevedere una emissione intervallata e contenuta nel tempo massimo di 3 minuti nel periodo di riferimento diurno o notturno. Art 11. Attrezzature da giardino Nei centri abitati, l uso ad uso privato di attrezzature da giardino particolarmente rumorose, come seghe a motore, decespugliatori, tosaerba ed altre simili, viene consentito nei giorni feriali dalle alle e dalle alle e nei giorni festivi e prefestivi dalle ore alle ore e dalle ore alle ore Le attrezzature debbono essere conformi, relativamente alle potenze sonore, alle direttive comunitarie e devono essere tali da contenere l inquinamento acustico delle aree adiacenti ai più bassi livelli consentiti dalla tecnica corrente. Art 12. Cannoncini per uso agricolo L impiego di tali dispositivi utilizzati per spaventare e disperdere gli uccelli (passeri, storni, ecc.) che invadono le colture in atto, è consentito ad una distanza superiore a 500 metri dal più vicino nucleo abitato, con cadenza di sparo non inferiore a 8 minuti. L uso di tali attrezzature è vietato durante il periodo notturno. Art 13. Pubblicità fonica La pubblicità fonica all interno dei centri abitati è consentita esclusivamente in forma itinerante nei giorni feriali dalle ore alle e dalle ore alle La pubblicità fonica, esclusivamente quella elettorale, non è ammessa nelle zone aventi classe acustica II individuate nella Zonizzazione Acustica Comunale. Art 15. Attività di igiene del suolo, spazzamento, raccolta e compattamento rifiuti Nel caso in cui l attività sia ripetuta nel tempo, è fatto obbligo all azienda o all ente responsabile del servizio, di presentare al comune un piano annuale relativo al tipo di attività da svolgere, indicando le motivazioni che stanno alla base della scelta degli orari previsti per lo svolgimento delle operazioni. Il comune, valutate tali motivazioni, può concedere deroga specifica, fissando gli orari consentiti, il tempo massimo di carico e scarico dei cassonetti e le macchine da utilizzare durante il servizio. Le macchine in uso dovranno essere conformi alle direttive CE in materia di emissione acustica e dovranno essere impiegati gli accorgimenti tecnici (programma di manutenzione, lubrificazione degli organi in movimento, ulteriori insonorizzazioni, ecc.) atti a minimizzare le emissioni acustiche.
15 Art 16. Altre attività rumorose L esercizio di tutte le altre attività rumorose o potenzialmente rumorose, non disciplinate dalla L. 447/95, quali piccoli lavori edili effettuati in proprio, traslochi e comunque svolte a fini privati, potrà essere effettuato soltanto: dalle ore 7.00 alle ore 21.00, dal 1 aprile al 30 settembre; dalle ore 8.00 alle ore 20.00, dal 1 ottobre al 31 marzo. TITOLO V. SISTEMA SANZIONATORIO E DISPOSIZIONI FINALI Art 17. Misure e controlli. Ai sensi della L. 447/95 e della L.R. 12/98, l attività di controllo relativa al rispetto della vigente normativa in materia di tutela dall inquinamento acustico e delle disposizioni contenute nel presente Regolamento è di competenza dell Amministrazione Comunale. L attività di controllo relativa alle attività temporanee è demandata al Corpo di Polizia Municipale, che si può avvalere del supporto tecnico di A.S.L. e A.R.P.A.L. nell ambito delle rispettive competenze, ovvero di qualsiasi altro Tecnico Competente in Acustica Ambientale (L. 447/95). Per le attività di controllo ordinario (non relativo ad attività temporanee), l Amministrazione Comunale si può avvalere del supporto tecnico di A.S.L. e A.R.P.A.L. ovvero di qualsiasi altro tecnico Competente in Acustica Ambientale (L. 447/95). In qualsiasi momento l Amministrazione Comunale, anche a seguito di esposto scritto di uno o più cittadini, potrà richiedere al competente organo tecnico deputato al controllo di effettuare verifiche sulla rumorosità prodotta dalle attività disciplinate dal presente regolamento. L organo deputato al controllo, in quanto organo accertatore, provvede ad effettuare le necessarie misure fonometriche, ad elevare sanzioni (ove dovute) e a trasmettere al Settore Ambiente del Comune un rapporto relativo agli accertamenti effettuati, contenente indicazioni sugli eventuali provvedimenti da adottare. Le violazioni alle disposizioni normative e regolamentari inerenti la tutela dall inquinamento acustico comporteranno l applicazione delle sanzioni di cui all art. 19 e l adozione dei provvedimenti di cui all art. 20. Art 17. Sanzioni Il mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Regolamento è soggetto alle sanzioni amministrative previste dall art.10 della L. 447/95 e s.m.i. e dall art.15 della L.R. 12/98 e s.m.i. Il mancato adeguamento dell intervento di bonifica entro il termine a tal fine prescritto ai sensi dell art. 4 del presente Regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 258,23 a euro ,14. In caso di persistente inadempimento agli obblighi la cui violazione è oggetto delle sanzioni previste dai precedenti commi, il Comune, previa diffida ad adempiere entro un congruo termine, procede ad applicare nuovamente le sanzioni ivi stabilite. Il mancato rispetto delle norme di cui al Titolo IV del presente regolamento è soggetto alle sanzioni previste dall art. 7bis del D.Lgs. 267/00, con le seguenti modalità: Utilizzo di allarmi acustici oltre la durata consentita dall art.12: Min. 50 euro, Max. 100 euro Uso di macchine e impianti rumorosi per l esecuzione di lavori di giardinaggio fuori dagli orari consentiti dall art.13: In periodo diurno ( ): Min. 50 euro, Max. 100 euro In periodo notturno ( ): Min. 100 euro, Max. 200 euro Impiego di cannoncini per uso agricolo in violazione delle limitazioni relative a distanze e/o cadenza di sparo e/o orari previsti dall art.14: Min. 50 euro, Max. 100 euro Pubblicità fonica in violazione degli orari e divieti previsti dall art.15: Min. 50 euro, Max. 100 euro. Esercizio di attività rumorose di cui all art.15 fuori dagli orari consentiti: Min. 100 euro, Max. 200 euro. Sono fatte salve le sanzioni penali previste dagli artt. 659 e 660 del C.P. e quanto previsto dall art. 650 C.P. per l inosservanza di provvedimenti legalmente dati dall autorità sanitaria per ragioni di igiene.
16 Art 18. Provvedimenti per la tutela dall inquinamento acustico Sulla base degli accertamenti di cui all art. 18, l Amministrazione comunale, nel caso in cui sia verificata la violazione dei valori limite di rumorosità previsti dalla Zonizzazione Acustica e dalle vigenti disposizioni normative, o delle condizioni stabilite con le autorizzazioni in deroga, provvederà ad emanare i provvedimenti consequenziali. Il titolare dell attività rumorosa verrà diffidato a eseguire i necessari interventi di bonifica acustica e a fornire al Settore Ambiente del Comune idonea documentazione tecnica comprovante l avvenuto conseguimento dei limiti di legge (o dei limiti concessi in deroga), entro un congruo termine indicato nell atto di diffida. Qualora, scaduti i termini della diffida di cui al comma precedente, il titolare dell attività non abbia ottemperato a quanto richiesto, l Amministrazione Comunale, oltre alle sanzioni previste dalle leggi e dal presente Regolamento, tenendo conto dell entità del superamento dei valori limite, della classe acustica di riferimento, dell estensione del disagio arrecato, delle caratteristiche della sorgente di rumorosità, disporrà alternativamente: a) L inibizione dell uso della sorgente sonora causa del disturbo, fino all avvenuto adeguamento; b) La sospensione dell attività rumorosa fino all avvenuto adeguamento; c) La sospensione della licenza o autorizzazione all esercizio dell attività, fino all avvenuto adeguamento. I provvedimenti di cui al precedente comma, lettera a) sono di competenza del Settore Ambiente; i provvedimenti di cui al precedente comma, lettere b) e c) sono di competenza dell Ufficio responsabile del procedimento autorizzatorio, o titolato a ricevere la relativa D.I.A., dietro parere del Settore Ambiente. La riapertura dell attività potrà avvenire anche con modifiche all orario di esercizio, allo scopo di tutelare il riposo e/o le ordinarie attività. Nel caso di attività temporanee autorizzate in deroga, qualora gli accertamenti di cui all art. 18 comprovino il mancato rispetto delle condizioni stabilite nella deroga stessa, l Amministrazione comunale potrà altresì revocare l autorizzazione in deroga, imponendo il rispetto immediato dei valori limite stabiliti dalla Zonizzazione Acustica e dalle vigenti normative, o modificare la stessa, stabilendo valori limite e/o condizioni più restrittive di quelle precedentemente autorizzate. I provvedimenti di cui al precedente comma potranno altresì essere adottati in caso di attività temporanee autorizzate in deroga esercitate nel rispetto dei valori limite autorizzati, per ragioni di igiene e sanità pubblica, ovvero per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell interesse pubblico originario. E fatta salva l applicazione, qualora ne ricorra la fattispecie, dei provvedimenti contingibili ed urgenti.