Source: https://www.ateneoweb.com/notizie-lavoro/pensione-di-inabilit-assoluta-il-bonus-di-anzianit-si-calcola-fino-a-65-anni.html
Timestamp: 2017-09-22 13:32:19+00:00
Document Index: 76727741

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ']

Pensione di inabilitÃ assoluta: il bonus di anzianitÃ si calcola fino a 65 anni
Due interessanti sentenze della Corte dei Conti per la Liguria svelano ulteriori profili di assurditÃ nel â€œfamigeratoâ€ D.M. 187/97, giÃ piÃ¹ volte disapplicato dal Giudice delle Pensioni per contrasto con la legge 335/95.
Contrariamente a quanto prevede il D.M. 187/97, la nuova e piÃ¹ favorevole quantificazione puÃ² ben spettare anche a chi fosse cessato dal servizio per inabilitÃ assoluta prima del 1 gennaio 1996, valendo tal data solo come decorrenza dellâ€™importo piÃ¹ congruo; tale risultato Ã¨ intervenuto disapplicandosi appunto il D.M. Tesoro 187/97, che, al contrario, poneva tale limite anche sostanzialmente per i destinatari, precludendo il beneficio a chi fosse cessato prima di tale data.
Una altra interessante sentenza ha disapplicato la norma regolamentare, appartenente sempre al D.M. 187/97, che, derogando dalla legge 222/84 che invece lâ€™art. 2 comma 12 l. 335/95 intendeva esplicitamente recepire, imponeva di valutare la sussistenza dei requisiti minimi di anzianitÃ (tre anni negli ultimi 5) alla data di cessazione dal servizio in luogo che alla data di domanda del beneficio; anche tale disapplicazione ha potuto consentire di far ottenere la pensione anche a chi, a termini del D.M. 187/97, non ne avrebbe avuto diritto, a causa del prolungato passaggio in aspettativa senza assegni per infermitÃ durante lo svolgimento delle procedure di accertamento della sua situazione sanitaria.
I nuovi interventi della Corte dei Conti oggetto della presente nota, riguardano la correzione di due ulteriori perversi effetti del D.M. 187/97.
Gravissima Ã¨ la stortura del D.M. in questione laddove esso precluderebbe alla vedova (o al vedovo) del o della dipendente, deceduti in costanza di servizio, la possibilitÃ di ottenere una pensione calcolata con il criterio dellâ€™art. 2 comma 12 l. 335/95, sopra visto.
Accade infatti che, mentre la legge 335/95 allâ€™art. 2 comma 12 ha disciplinato solo un metodo di calcolo della pensione di inabilitÃ , in caso di inabilitÃ permanente e assoluta a ogni e qualsiasi attivitÃ lavorativa, il D.M. 187/97, allâ€™articolo 3 [2] ha invece previsto la concedibilitÃ della pensione di inabilitÃ assoluta solo a domanda dellâ€™interessato, ossia del lavoratore affetto dallâ€™inabilitÃ lavorativa: orbene, se un soggetto muore in servizio (per patologia fulminante, per incidente, o comunque se decede senza avere il tempo di formulare la domanda) lâ€™Inpdap, applicando il predetto D.M., non concede mai una pensione di reversibilitÃ calcolata sulla pensione di inabilitÃ assoluta ex art. 2 comma 12 l. 335/95, ma solo una reversibilitÃ calcolata su una pensione di inabilitÃ relativa, ossia legata solo agli anni lavorati dallo sfortunato dipendente; ciÃ² puÃ² voler dire che, addirittura, non esista diritto a pensione, se costui non avesse maturato i requisiti pensionistici per la â€œvecchiaâ€ pensione di anzianitÃ (tali requisiti, come Ã¨ noto, non sono stati abrogati, ma sono rimasti in vigore tuttâ€™oggi per le cessazioni per infermitÃ ).
Fonte: Corte dei Conti Liguria, sentenza 10.7.2009 n. 389
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