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Timestamp: 2020-04-05 02:25:07+00:00
Document Index: 68146057

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 3']

Sentenza Cassazione Civile n. 2674 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2674 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 01/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.01/02/2017), n. 2674
sul ricorso 8779-2015 proposto da:
INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS) in
persona del Presidente e Legale rapp.te p. t., in proprio e quale
procuratore speciale della S.C.C.I. s.p.a., elettivamente
domiciliato in ROMA VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’avvocatura
centrale dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso, unitamente
e disgiuntamente, dagli avvocati LAMA D’ALOISIO, ANTONINO SGROI,
LELIO MARITATO ed EMANUELE DE ROSE, giusta procura speciale a
F.M., elettivamente domiciliata in ROMA, V. ANTONIO GRAMSCI
9, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO MARTINO, che la
ARCANGELO GUZZO e PIERGIORGIO SANGIORGI giusta procura speciale in
avverso la sentenza n. 1228/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
emessa il 18/09/2014 e depositata il 30/09/2014;
che, con sentenza 30.9.2014, la Corte di appello di Bologna confermava la decisione del Tribunale di Ravenna che aveva accolto l’opposizione proposta da F.M. avverso l’avviso di addebito notificatole col quale veniva ingiunto il pagamento di contributi asseritamente dovuti alla Gestione Commercianti alla predetta, in qualità di socia accomandataria della s.a.s. Factotum di A.A. e C., inattiva, la cui unica attività era ridotta a quella di locazione di immobili;
che avverso tale sentenza l’INPS, in proprio e nella qualità epigrafata ha proposto ricorso affidato ad unico motivo, al quale ha opposto difese la F., con controricorso;
che viene denunziata violazione e/o falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 202, 203 e 208 assumendosi:
che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza il socio accomandatario di una società in accomandita semplice è per ciò stesso, in quanto unico soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale; che il giudizio di prevalenza richiesto dalla L. n. 662 del 1996 è di natura endogena, ossia deve essere compiuto solo in relazione alle vicende interne della società, senza che assumano alcun rilievo altre ed ulteriori attività espletate dal socio al di fuori della attività sociale, nella specie non provate, che ritiene il Collegio si debba rigettare il ricorso;
che è stato accertato che la S.a.s., di cui la F. era socia accomandataria, non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili e non svolgeva attività diverse da quella limitata alla riscossione del canone di locazione dell’ immobile di cui era proprietaria – non diversamente dall’ipotesi in cui più soggetto contitolari di più beni immobili, ricevuti ad esempio per successione ereditaria, diano in locazione gli stessi anzichè goderli direttamente -, e pertanto non rileva la mancanza di prova che gli altri soci fossero impegnati negli atti di gestione ordinaria e straordinaria della società, nonchè di prova idonea ad escludere la presunzione normativa di esercizio di attività imprenditoriale che l’INPS collega alla circostanza che la società fosse costituita in forma diversa da quella semplice;
che questa Corte – con riferimento alle società in accomandita semplice – ha affermato il principio (Cass. n. 3835 del 26 febbraio 2016) secondo cui ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 in tali società la qualità di socio accomandatario non è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, la cui ricorrenza deve essere provata dall’istituto, prova che, nel caso in esame, secondo i giudici di merito non è stata fornita, essendo emerso che la F. si limitava a gestire la locazione di un unico immobile;
Rigetta il ricorso e condanna l’INPS al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 1500,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, nonchè al rimborso delle spese forfetarie in misura del 15%, spese da distarsi in favore degli avvocati Claudio Martino, Arcangelo Guzzo e Piergiorgio Sangiorgi.