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Timestamp: 2020-06-06 17:21:02+00:00
Document Index: 104494266

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

VIA FRABAZZA BOLOGNA 12.12.1944
Località via Frabazza, Bologna, Bologna, Emilia-Romagna
Descrizione: La notte del 12 dicembre 1944 il reparto Arditi della Gnr al comando di Gaspare Pifferi eseguì un’operazione nel territorio compreso tra i Comuni di San Giorgio di Piano e di San Pietro in Casale per catturare alcuni uomini considerati disertori della Gnr dal comando provinciale della Guardia. I militi al comando di Pifferi prelevarono dalle rispettive abitazioni Guerrino Colombari, Corinto (o Clorindo) Belluzzi, Carlo Culatina, Pietro Bergami, Francesco Franchi, Gilberto Gamberini, Paolo Brunetti, Cesare Martelli e Vincenzo Onofri, i quali in realtà nell’ottobre del 1944 erano stati autorizzati dal loro comandante a fare rientro alle rispettive abitazioni. Gli uomini di Pifferi li uccisero e ne abbandonarono i corpi in due diverse località del Comune di San Giorgio di Piano. Nell’elenco delle persone da catturare vi era anche Carlo Gregori, anch’egli considerato disertore della Gnr. Per cercarlo gli uomini al comando di Pifferi si recarono erroneamente a casa di Aldo Gregori e quando la moglie di quest’ultimo disse che anche suo marito apparteneva alla Gnr, ma era a casa in licenza di convalescenza, i militi chiesero di vedere un documento di prova della licenza e poiché Gregori e la moglie non riuscirono a trovarlo gli uomini di Pifferi prelevarono Aldo Gregori, lo portarono via con loro e poi lo uccisero. Il suo corpo fu ritrovato alla periferia di Bologna in via Frabazza il giorno seguente. Infine cercarono di catturare anche Carlo Gregori, ma non poterono farlo perché un capitano tedesco che si trovava ospite a casa sua lo protesse.
Estremi e note penali: - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto O.P. Il caso di Aldo Gregori non rientrò in queste indagini poiché il suo nome non era nella lista dei disertori da arrestare di Pifferi e Pifferi non lo inserì neppure nel verbale della fucilazione né nel suo rapporto alla prefettura di Bologna.
- Procedimento penale contro Gaspare Pifferi (e altri imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame.
- Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi (e altri imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950.
- San Giorgio di Piano (BO), 12 dicembre 1944.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-04-12 14:13:03
Gregori Aldo, milite Gnr, in licenza di convalescenza.
Note procedimento - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto O.P. Il caso di Aldo Gregori non rientrò in queste indagini poiché il suo nome non era nella lista dei disertori da arrestare di Pifferi e Pifferi non lo inserì neppure nel verbale della fucilazione né nel suo rapporto alla prefettura di Bologna. - Procedimento penale contro Gaspare Pifferi (e altri imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame. - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi (e altri imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950.
- ACS, MI, DGPS, DAGR, cat. A/R Attività ribelli, b. 3, fasc. 15, Bologna, Prefettura di Bologna, Gab. n. 4960-12 A 1/4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 14/12/1944; Prefettura di Bologna, Gab. n. 4973 12 A 1/2, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 08/01/1945 e allegate note del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano al capo della provincia di Bologna del 12/12/1944 e del 20/12/1944; Prefettura di Bologna, Gab. n. 558/12/A-1/4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 19/02/1945 e allegate lettere inviate al capo della provincia di Bologna da Claudia Venusta Galli, s.d., e Maria Tagliavini, 15/02/1945; Prefettura di Bologna, Gab. n. 1376/12/A-1-4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 07/03/1945, trascrizione lettera comando provinciale Gnr n. 52/5, 02/03/1945 e Prefettura di Bologna, Gab. n. 1376/12/A-1-4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 07/03/1945, trascrizione lettera procuratore generale di Stato n. 103, 01/03/1945.