Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-secondo/titolo-iii/capo-iii/art599.html
Timestamp: 2019-03-18 23:56:48+00:00
Document Index: 53270274

Matched Legal Cases: ['art. 599', 'art. 2728', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 595', 'art. 2728', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 2034', 'art. 599', 'art. 596', 'art. 591', 'art. 596', 'art. 599']

Art. 599 codice civile - Persone interposte - Brocardi.it
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Articolo 599 Codice civile
Dispositivo dell'art. 599 Codice civile
Le disposizioni testamentarie a vantaggio delle persone incapaci indicate dagli articoli 592, 593, 595 (1), 596, 597 e 598 sono nulle anche se fatte sotto nome d'interposta persona[627] (2).
Sono reputate persone interposte (3) il padre, la madre, i discendenti e il coniuge della persona incapace (5), anche se chiamati congiuntamente con l'incapace [323 378, 738 740, 779 ss., art. 2728 del c.c. c.c.].
(1) La Corte costituzionale con sentenza 28 dicembre 1970, n. 205 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui si riferisce agli artt. 592 e 593 del c.c.. Successivamente con sentenza 20 dicembre 1979, n. 153 l'incostituzionalità è stata estesa anche al riferimento all'art. 595 del c.c..
(2) La norma si applica sia nel caso di interposizione fittizia che reale. Nel primo caso si prevede un successivo trasferimento dei beni ereditari al soggetto incapace di ricevere per testamento, nel secondo i beni rimangono di proprietà del soggetto interposto che instaura un rapporto fiduciario con l'interponente.
(3) La presunzione è assoluta, c.d. iuris et de iure: non è ammessa prova contraria (v. art. 2728 del c.c.).
E' consentito, invece, dimostrare che anche altre persone (diverse da quelle elencate) sono in realtà interposte.
(4) La norma si applica ove il rapporto di parentela sussisteva al momento della redazione del testamento, se successivo la disposizione è valida.
(5) Nel caso di specie con chiamata congiunta si intende quella contenuta nello stesso testamento, anche se effettuata mediante disposizioni diverse.
Con la norma in commento si vuole evitare che, attraverso una frode alla legge, si persegua un risultato analogo a quello vietato dagli articoli 596, 597 e 598 del c.c..
306 Il criterio del progetto definitivo, il quale consentiva l'azione per svelare la fiducia testamentaria soltanto nel caso che la disposizione venisse impugnata come fatta a favore delle persone fisiche incapaci indicate negli articoli da 134 a 140 del progetto stesso, ha suscitato seri dubbi. E' stata manifestata la giusta preoccupazione che, per effetto di questa limitata deroga al divieto di svelare la fiducia, venisse a mancare allo Stato l'arma necessaria per colpire di nullità i lasciti in favore di enti non riconoscibili o in genere di persone giuridiche che non possono acquistare. Rendendomi conto dei motivi di ordine politico che hanno ispirato questo rilievo, non ho esitato ad aggiungere nella disposizione un apposito capoverso, per stabilire che il divieto di provare la fiducia non si applica al caso in cui l'istituzione di erede o il legato vengono impugnati come fatti per interposta, persona a favore d'incapaci. Nella formula che a tal fine ho adottata mi sono attenuto a quella del capoverso dell'art. 829 del codice del 1865, in base al quale la giurisprudenza, sempre sensibile alle esigenze pratiche, ha potuto, quando ciò era necessario, giungere al risultato di comprendere tra gli incapaci contemplati nel capoverso dell'art. 829 anche gli enti di fatto non riconoscibili. A proposito della norma, che ho testè illustrata, debbo segnalare un punto sul quale ho creduto di dissentire da una proposta fattami. Si sarebbe voluto stabilire che nel caso di lasciti per interposta persona a favore d'incapaci fosse legittimato ad agire per far dichiarare la nullità delle disposizioni anche il pubblico ministero. Ora non vi ha dubbio che il pubblico ministero possa agire quando trattasi di nullità fondate su motivi di ordine pubblico; invece una disposizione come quella proposta, che conferisse in termini generali l'azione al pubblico ministero in tutti i casi d'incapacità a ricevere, sarebbe eccessiva. Se si considera, infatti, che in alcune ipotesi l'incapacità è stabilita per la tutela degli interessi, di determinati soggetti (ad esempio l'incapacità dei figli naturali nell'interesse dei discendenti legittimi, l'incapacità del coniuge del binubo nell'interesse dei figli di primo letto), si rende manifesta l'inopportunità di conferire in ogni caso l'azione al pubblico ministero. Per queste considerazioni mi sono astenuto dal dettare norme sulla legittimazione all'azione di nullità. Ho poi, per ragioni di coordinamento con l'art. 2034 del c.c., aggiunto nell'ultimo comma che l'irripetibilità è esclusa quando la disposizione è stata eseguita da un incapace.
relative all'articolo 599 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 599 Codice civile - Persone interposte | Quesito Q20111998
“Può, la madre del tutore [rectius: "curatore" n.d.r.], essere chiamata come erede universale in un testamento redatto da persona inabilitata?”
L'art. 599 del c.c. fa riferimento, tra gli altri, all'art. 596 del c.c.: questo è stato dettato per tutelare nel modo più completo la libertà testamentaria della persona sottoposta a tutela (minore, interdetto giudiziale o legale), poiché il tutore e il protutore potrebbero essere in grado di esercitare pressioni sul testatore, influenzandone la volontà a proprio vantaggio.
L'inabilitato, invece, secondo l'opinione dominante, può fare testamento senza l'assistenza del curatore, in quanto le ipotesi di incapacità previste dall'art. 591 del c.c. sono tassative (v. Cassazione 68/130).
Risulta quindi inapplicabile al curatore l'art. 596 c.c. e, di conseguenza, l'art. 599 c.c.