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Timestamp: 2019-09-19 22:01:13+00:00
Document Index: 169942446

Matched Legal Cases: ['art. 843', 'art. 843', 'art. 843', 'art. 843', 'art 843', 'art. 843', 'art. 843', 'art 843']

Art. 843 codice civile: Accesso al fondo | La Legge per tutti
Il proprietario deve permettere l’accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità (1), al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune (2).
(1) L’ingresso al fondo può essere disposto dal giudice, se il proprietario non lo consente.
(2) L’ingresso è limitato, nei tempi e modi, allo stretto indispensabile per l’esecuzione dei lavori.
Le condizioni alle quali il codice civile subordina l'accesso al fondo ai sensi dell'art. 843 (il cui obbligo di concessione in capo al proprietario vicino si qualifica come obligatio propter rem e non costituisce, invece, oggetto di un correlativo diritto di servitù) sono: a) il fine di costruire o riparare un muro od altra opera propria del vicino o comune; b) la necessità dell'accesso per eseguire i lavori. La necessità, di cui all'art. 843 c.c., che subordina il diritto del vicino di accedere nel fondo altrui per costruire o riparare un muro od altra opera propria o comune, non deve essere riferita all'opera da compiere ma all'accesso ed al passaggio mentre il "costruire o riparare un muro o altra opera" deve intendersi come lo scopo perseguito dall'interessato, in base a valutazioni a lui riservate.
Tribunale Torre Annunziata sez. I 08 gennaio 2014 n. 208
A norma dell'art. 843 c.c., il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare il muro o altra opera propria del vicino o comune; ove, però, nel relativo giudizio insorgano contestazioni, il giudice è tenuto a verificare l'esistenza dei presupposti che legittimano il vicino ad esercitare tale potere di accesso ovvero la liceità dell'opera.
Cassazione civile sez. II 05 aprile 2011 n. 7768
In materia di rapporti di vicinato, la previsione dell'art. 843 c.c. - secondo cui il proprietario è tenuto a permettere l'accesso o il passaggio nel suo fondo al fine di consentire al vicino lo svolgimento di opere necessarie alla manutenzione del muro dell'immobile di sua proprietà - configura un'obbligazione "propter rem", cui corrisponde l'obbligo per il vicino di versare un'adeguata indennità, da liquidare in via equitativa ed anche in assenza di prova del danno, fermo restando l'obbligo per il medesimo di ripristinare lo stato dei luoghi ad opera finita.
Cassazione civile sez. II 27 gennaio 2009 n. 1908
Cassazione civile sez. II 26 novembre 2008 n. 28234
Ai fini del riconoscimento della necessità cui l'art 843 c.c. subordina la concessione dell'accesso sul fondo altrui, occorre che il giudice del merito proceda ad una complessa valutazione della situazione dei luoghi, al fine di accertare se la soluzione prescelta (accesso e passaggio per un determinato fondo altrui) sia l'unica possibile o, tra più soluzioni, sia quella che consente il raggiungimento dello scopo (riparazione o costruzione) con minor sacrificio sia di chi chiede il passaggio, sia del proprietario del fondo che deve subirlo. Ne consegue che, ove egli pervenga alla conclusione che il richiedente possa procurarsi "aliunde" l'invocato passaggio, con disagi e costi quanto meno pari a quelli che subirebbe il proprietario del fondo che dovrebbe subire il passaggio stesso, deve escludersi la sussistenza del requisito della necessità.
Cassazione civile sez. II 29 gennaio 2007 n. 1801
L'obbligo di consentire al vicino l'accesso e il passaggio sul fondo, al fine di costruire e riparare un muro, previsto dall'art. 843 c.c., costituisce una “obligatio propter rem” , cioè una obbligazione nascente dalla cosa e non una servitù, per cui è posta esclusivamente a carico del proprietario del bene e l'azione esercitata dal vicino non richiede l'integrazione del contraddittorio dei condomini titolari di uso esclusivo (caso in cui il costruttore di un fabbricato, intendendo sopraelevare, ha chiesto al condominio l'uso temporaneo dell'area circostante l'edificio, di proprietà condominiale ed in uso esclusivo di alcuni condomini).
Tribunale Teramo 06 settembre 2005
L'art. 843 c.c. - applicabile anche in caso di immobili in condominio - pone, a carico del proprietario del fondo, l'obbligo di consentire l'accesso e il passaggio nella sua proprietà se necessari al fine di costruire o di riparare un muro o altra opera propria del vicino, oppure comune. Il requisito della necessità dell'accesso o del passaggio, richiesto dalla legge al fine di giustificare la limitazione del diritto del titolare del fondo, in funzione del soddisfacimento di una utilità occasionale e transeunte del vicino, in quanto non caratterizzato da un'ulteriore qualificazione di assolutezza, deve essere inteso nel senso che tali accesso e passaggio devono essere consentiti osservandosi un equo contemporaneamento degli opposti interessi. Adottando, quindi, tra più soluzioni possibili, quella che consenta di raggiungere lo scopo perseguito dalla norma (con l'imposizione di siffatta "obligatio propter rem" anche con il minore sacrificio di colui che chiede il passaggio o l'accesso). Deriva, da quanto precede pertanto, che qualora debbano essere eseguiti lavori di riparazione della terrazza comune ubicata al quinto piano di un fabbricato in condominio, correttamente i giudici del merito ritengono ingiustificata la pretesa del proprietario dell'appartamento al piano sottostante (che nella specie aveva, altresì, l'uso esclusivo della terrazza da riparare) che per eseguire i lavori il condominio eriga un ponteggio esterno all'edificio.
Cassazione civile sez. II 16 gennaio 2006 n. 685
Orsolina Petrò ha detto:
03/01/2017 alle 15:57
Possiedo, nello stesso stabile, un locale a piano terra, rialzato di 50 cm. e un appartamento di residenza al 1°piano. Il locale risulta commerciale, ho sempre pagato le imposte ma non è mai stato usato perchè mancante di sanitari. Per questo ho realizzato un piccolo bagno, non per disabili per motivi di spazio e perchè l’accesso non potrebbe garantire il superamento delle berriere architettoniche. Lo vorrei affittare come studio privato ma il tecnico del Comune mi impone di allegarlo all’appartamento, nella stessa scheda catastale e non mi concede altre alternative! Chiedo gentilmente un consiglio per uscire da questa trappola, facendo riferimento a qualche legge del c. c. Gerazie per la Vs. cortese attenzione.
RENATO ANGIOI ha detto:
Buongiorno, a mia abitazione fa parte di un supercondominio e si rendono necessari i lavori di abbattimento di un muro condominiale attiguo alla mia proprietà. l condominio ha deliberato l’abbassamento del muro e per procedere a tali lavori chiede di accedere alla ma proprietà adducendo lo stato di necessità. Sono disponibile a dare il mio assenso a che i lavori vengano effettuati accedendo alla mia proprietà, come previsto dall’art 843 c.c. ma il progetto approvato dall’Assemblea non prevede alcun opera di ripristino, terrazzino, muri divisori con altre proprietà confinanti, riposizionamento delle ringhiere sui muri divisori, ripiantumazione delle siepi,ecc. Posso chiedere un deposito cauzionale per eventuali danni ed un indennizzo per il disagio che tali lavori comporteranno (operai e mezzi meccanici impiegati nello sbancamento, all’interno della mia proprietà) con impossibilità da parte mia di poter accedere al mio giardino, per tutta la durata dei lavori medesimi? Grazie!
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