Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/it/web/guest/funzioni-della-giustizia-amministrativa
Timestamp: 2020-03-29 10:00:34+00:00
Document Index: 45326688

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 93', 'art. 6', 'art. 111', 'art. 103', 'art. 7', 'art. 133', 'art. 134', 'art. 29', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 31']

Giustizia Amministrativa - Funzioni della Giustizia Amministrativa
Le funzioni della Giustizia Amministrativa
Il Consiglio di Stato, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana e i Tribunali amministrativi regionali sono gli organi della Giustizia amministrativa italiana.
II Tribunali amministrativi giudicano in primo grado; il Consiglio di Stato e il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana in grado di appello.
Competenza dei Tribunali amministrativi regionali
La sfera di competenza di ciascun Tribunale amministrativo regionale comprende i ricorsi volti contro atti di enti o di organi che hanno sede nella circoscrizione territoriale del Tar, nonché i ricorsi che attengano ad atti di organi centrali dello Stato e di enti pubblici ultraregionali, purché gli effetti dell'atto siano territorialmente limitati alla regione in cui ha sede il Tar.
Negli altri casi è inderogabilmente competente, per gli atti statali, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma e, per gli atti dei soggetti pubblici a carattere ultra-regionale, il Tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede l’ente.
L’organo della giustizia amministrativa di secondo grado è il Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato è un organo di rilevanza costituzionale della Repubblica Italiana.
Previsto dall'art. 100 Cost., che lo inserisce tra gli organi ausiliari del Governo, il Consiglio di Stato (che ha sede a Roma, Palazzo Spada) è organo di ultimo grado della giurisdizione amministrativa.
Per gli appelli avverso le decisioni della sezione autonoma di Bolzano del Tribunale regionale di giustizia amministrativa per la regione autonoma del Trentino Alto Adige fa parte del Collegio giudicante un consigliere appartenente al gruppo di lingua tedesca della provincia di Bolzano (art. 93, d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670).
Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (C.G.A.) funziona quale sezione staccata del Consiglio di Stato in ordine agli appelli proposti contro le sentenze del Tar Sicilia (Tar Palermo e sezione staccata del Tar Catania).
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale è composto da quattro sezioni giurisdizionali (la terza, la quarta, la quinta e la sesta). La competenza di ogni sezione è individuata ogni anno con decreto del Presidente del Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decide con l’intervento di cinque magistrati, di cui un presidente di sezione e quattro consiglieri. In caso di impedimento del presidente, il collegio è presieduto dal consigliere più anziano nella qualifica (art. 6 c.p.a.).
Contro le sentenze del Consiglio di Stato non è ammesso il ricorso in Cassazione, salvo che per difetto o mancato esercizio della giurisdizione (art. 111, ultimo comma, Cost.).
Le funzioni consultive del Consiglio di Stato
Oltre alla funzione di giudice di appello ex art. 103 Cost., il Consiglio di Stato svolge anche funzioni consultiva, che si caratterizza come ausiliaria del Governo, in quanto strumentale al corretto esercizio dell’azione normativa e amministrativa.
L’attività consultiva del Consiglio di Stato è svolta a Roma, a Palazzo Ossoli,
Azioni esperibili dal cittadino dinanzi al Giudice amministrativo
Il giudice amministrativo tutela le posizioni giuridiche di interesse legittimo e, in particolare materie, di diritto soggettivo (art. 7 c.p.a.), asseritamente lese da atti e comportamenti delle Pubbliche amministrazioni e dei soggetti ad esse equiparati o comunque tenuti al rispetto dei principi del procedimento amministrativo.
Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell’esercizio del potere politico (per esso intendendosi l’atto espressione della libertà politica riconosciuta dalla Costituzione ai supremi organi decisionali dello Stato per la soddisfazione di esigenze unitarie ed indivisibili ad esso inerenti e, quindi, liberi nella scelta dei fini), in relazione ai quali è dunque configurabile il difetto assoluto di giurisdizione.
La giurisdizione del giudice amministrativo si articola in giurisdizione generale di legittimità, esclusiva ed estesa al merito.
a) sono attribuite alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo le controversie relative ad atti, provvedimenti o omissioni delle pubbliche amministrazioni (o dei soggetti alle stesse equiparate), comprese quelle relative al risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi e agli altri diritti patrimoniali consequenziali, pure se introdotte in via autonoma;
b) nelle materie individuate dall’art. 133 c.p.a. (ma non sono esclude altre ipotesi previste di volta in volta dal legislatore), il giudice amministrativo ha giurisdizione estesa alla tutela dei diritti soggettivi nei confronti della Pubblica amministrazione;
c) il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie indicate dalla legge e dall’art. 134 c.p.a.. Nell’esercizio di tale giurisdizione il giudice amministrativo può sostituirsi all’amministrazione.
Dinanzi al giudice amministrativo sono esperibili:
a) l’azione di annullamento per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere, che si propone nel termine di decadenza di sessanta giorni (art. 29 c.p.a.);
b) l’azione di condanna, che può essere proposta contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva e nei casi di cui all’art. 30 c.p.a., anche in via autonoma. La domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Per il risarcimento dell’eventuale danno che il ricorrente comprovi di aver subito in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, il termine di centoventi giorni non decorre fintanto che perdura l’inadempimento; tale termine inizia comunque a decorrere dopo un anno dalla scadenza del termine per provvedere. Nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento la domanda risarcitoria può essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza (art. 30 c.p.a.);
c) l’azione proposta avverso il silenzio serbato dall’Amministrazione su istanza del privato, con richiesta di accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere, che si propone fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. Nei casi di attività vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalità il giudice può pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio (art. 31 c.p.a.);
d) l’azione volta all’accertamento delle nullità previste dalla legge, che si propone entro il termine di decadenza di centottanta giorni (art. 31 c.p.a.).
La giustizia amministrativa è esercita secondo le norme dettate dal Codice del processo amministrativo al Codice con le note redazionali nella sezione c.p.a., approvato con d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 ed entrato in vigore il 16 settembre 2010.