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Timestamp: 2017-10-20 19:59:26+00:00
Document Index: 166002538

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ']

La irregolarità nel pagamento dell'Inail è fonte di annullamento dell'aggiudicazione e di conseguenza di escussione della cauzione provvisoria
La irregolarità nel pagamento dell’Inail è fonte di annullamento dell’aggiudicazione e di conseguenza di escussione della cauzione provvisoria
A prescindere dalla espressa menzione nel bando di gara, l’obbligo di essere in regola rispetto all’adempimento degli obblighi contributivi INAIL, discende direttamente dalla legge
Viene, in rilievo, sotto tale profilo, l’art. 12 del d.lgs. n. 157/1995 (ora articolo 38, comma 1, punto i) ai sensi del quale devono essere escluse dalla partecipazione alla gara le imprese che non siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori. Tale norma è espressione di un principio generale che trova applicazione anche agli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria
Merita di essere segnalato il seguente breve passaggio tratto dalla decisione numero 5171 del 22 ottobre 2008, inviata per la pubblicazione in data 24 ottobre 2008, emessa dal Consiglio di Stato
Del resto, la circostanza che nel bando di gara non fosse espressamente previsto l’obbligo per l’impresa di produrre la certificazione INAIL era giustificata dal fatto che la stazione appaltante era proprio l’INAIL, che era quindi in grado di controllare direttamente la regolarità rispetto all’adempimento degli obblighi assistenziali.
QUESTA E’ LA NORMA ATTUALE:
N.5171/08
N. 2625 Reg.Ric.
sul ricorso in appello n. 2625/2003 proposto dall’ISTITUTO NAZIONALE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO (I.N.A.I.L.), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avv.ti Emidio Tedesco, Vincenzo Pone e Federico Finocchi Leccisi, con domicilio eletto in Roma, via IV Novembre n. 144, presso il primo;
Istituto di Vigilanza “ALFA”, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituitosi in giudizio;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, Bari, sez. I, n. 5073/2002;
Relatore all’udienza del 1 luglio 2008, il Consigliere Roberto Giovagnoli; udito, altresì, l’avv. Pone;
1. Con nota dell’8.10.1999, l’INAIL – sede di Foggia – ha comunicato all’Istituto di Vigilanza la decadenza dall’assegnazione del servizio armato di piantonamento e di controllo esterno, notturno e diurno, da svolgersi preso i locali di Via Gramsci, n. 9.
La decadenza era motivata in ragione dell’accertata irregolarità rispetto agli obblighi relativi al pagamento dei contributi dovuti all’INAIL medesimo.
Avverso tale atto, l’Istituto di Vigilanza ha proposto ricorso al T.a.r. Puglia, chiedendone l’annullamento.
Il T.a.r. ha accolto il ricorso sul rilievo che il bando di gara richiedeva soltanto la presentazione della certificazione INPS attestante il versamento dei contributi previdenziali e non anche della certificazione INAIL.
Avverso tale sentenza ha proposto appello l’INAIL.
All’udienza del 1 luglio 2008, la causa è stata trattenuta per la decisione.
Il Collegio ritiene che, a prescindere dalla espressa menzione nel bando di gara, l’obbligo di essere in regola rispetto all’adempimento degli obblighi contributivi INAIL, discenda direttamente dalla legge.
Viene, in rilievo, sotto tale profilo, l’art. 12 del d.lgs. n. 157/1995, ai sensi del quale devono essere escluse dalla partecipazione alla gara le imprese che non siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori. Tale norma è espressione di un principio generale che trova applicazione anche agli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria.
3. Alla luce delle considerazioni che precedono l’appello va accolto, e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, deve essere respinto il ricorso proposto in primo grado.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando, accoglie l’appello e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso di primo grado.
Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 1 luglio 2008 con l’intervento dei Sigg.ri:
Roberto Giovagnoli, Consigliere Est