Source: http://www.assotrattenimento.it/2010/06/le-novita-fiscali-per-il/
Timestamp: 2020-08-15 20:31:36+00:00
Document Index: 80838913

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110']

Fisco, novita’ per il comparto: Studi di settore per i gestori e le sale giochi - UG54U - AS.TRO Assotrattenimento 2007
Fisco, novita’ per il comparto: Studi di settore per i gestori e le sale giochi – UG54U
1 Giugno 2010 da Ufficio Stampa in Comunicati
METODOLOGIA USATA PER IL CALCOLO DELLA CONGRUITA’ – (PARTE I)
Come già evidenziato in un precedente articolo pubblicato su questo sito nel mese di marzo è uscita una nuova versione evoluta degli studi di settore per le attività di gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro a moneta o a gettone, per le sale giochi e biliardi.
Tali attività sono state inserite nello studio di settore denominato UG54U evoluzione dello studio di settore TG54U utilizzato lo scorso anno. Riportiamo pertanto una sintesi della relazione metodologica dell’Agenzia delle Entrate (pubblicata in G.U.) sulla base della quale viene predisposto il software Gerico di quest’anno per gli studi di settore in oggetto.
Le attività economiche gestite dallo Studio di Settore UG54U sono quelle relative ai seguenti codici ATECO 2007:
92.00.02 – Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone (limitatamente alla raccolta delle giocate per conto del concessionario mediante gli apparecchi per il gioco lecito con vincite in denaro di cui all’art. 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.), di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in veste di esercenti o possessori degli apparecchi medesimi);
93.29.30 – Sale giochi e biliardi.
L’evoluzione dello studio di settore è stata condotta analizzando le informazioni contenute nel modello TG54U per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli Studi di Settore per il periodo d’imposta 2007, trasmesso dai contribuenti quale allegato al modello UNICO 2008.
I contribuenti interessati a tale studi sono risultati all’Agenzia delle Entrate sono stati pari a 2.653.
Nella prima fase di analisi 413 posizioni sono state scartate in quanto non utilizzabili nelle successive fasi dell’elaborazione dello studio di settore (casi di cessazione di attività, situazioni di non normale svolgimento
dell’attività, contribuenti forfetari, ecc.).
Per suddividere le imprese oggetto dell’analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, è stata seguita una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche di tipo multivariato:
– un’analisi fattoriale del tipo Analyse des données e nella fattispecie l’Analisi in Componenti Principali;
– un procedimento di Cluster Analysis.
L’Analisi in Componenti Principali è una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie pur conservando gran parte dell’informazione iniziale. A tal fine vengono identificate nuove variabili, dette componenti principali, tra loro ortogonali (indipendenti e incorrelate) che spiegano il massimo possibile della varianza iniziale.
Le variabili prese in esame nell’Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri ad eccezione delle variabili del quadro degli elementi contabili. Tale scelta nasce dall’esigenza di caratterizzare i soggetti in base ai possibili modelli organizzativi, alla diversa tipologia di attività svolta, ecc.; tale caratterizzazione è possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realtà economiche e produttive di una impresa.
La Cluster Analysis è una tecnica statistica che, in base ai risultati dell’Analisi in Componenti Principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo è possibile raggruppare le imprese con caratteristiche strutturali ed organizzative simili.
DESCRIZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI
L’analisi ha portato all’individuazione di 6 gruppi omogenei (cluster) differenziati in funzione dei seguenti fattori:
– tipologia di apparecchi e attrezzature;
– dimensione (numero di apparecchi gestiti e ampiezza dei locali).
Sulla base della tipologia di attività, si può operare una distinzione tra gestori di apparecchi da intrattenimento presso esercizi di terzi (cluster 2 e 3), gestori di apparecchi da intrattenimento presso esercizi propri (cluster 5) ed esercenti di sale giochi dotate di apparecchi da intrattenimento di terzi (cluster 4).
Con riferimento alla specializzazione per tipologia di apparecchi e attrezzature, invece, sono state individuate le sale biliardo (cluster 6) e le sale bowling (cluster 1).
In base alla dimensione – espressa in particolare in termini di apparecchi gestiti –infine, nell’ambito delle imprese che gestiscono apparecchi collocati presso esercizi di terzi è stato individuato il cluster degli operatori di maggiori dimensioni (cluster 2).
Si precisa che con apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS si fa riferimento agli apparecchi da intrattenimento che consentono una vincita i
n denaro. Con apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS, invece, si fa riferimento agli apparecchi senza monitor che consentono l’erogazione di un premio consistente in piccola oggettistica (es. gru, pesche di abilità, ecc). Con apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS, infine, si fa riferimento agli apparecchi che si caratterizzano per l’assenza di qualsiasi vincita e per la variabilità della durata della partita in funzione dell’abilità del giocatore (cosiddetti videogiochi).
Di seguito vengono descritti i cluster emersi dall’analisi.
Salvo segnalazione diversa, i cluster sono stati rappresentati attraverso il riferimento ai valori medi delle variabili principali.
CLUSTER 1 – SALE BOWLING
NUMEROSITÀ: 98
Il cluster è formato dalle sale in cui il gioco del bowling rappresenta la principale attività di intrattenimento (45% dei ricavi). I ricavi derivano anche da apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (12% dei ricavi), biliardi e apparecchi similari (7%) e apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS (7%). Una quota dei ricavi deriva infine dal servizio di bar/ristorazione.
I locali destinati all’esercizio dell’attività comprendono spazi dedicati all’attività ricreativa (circa 1.200 mq), spazi dedicati a deposito/riparazioni (86 mq) e uffici (22 mq). Si rileva inoltre la presenza di circa 115 mq di spazi destinati esclusivamente a bar con 33 posti a sedere.
Si tratta di esercizi che offrono molteplici tipologie di intrattenimento: oltre a 13 piste da bowling, 7 biliardi e 5 calciobalilla sono infatti presenti anche apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (21 nel 64% dei casi), flipper (7 nel 62%), apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS (26 nel 55%), apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS (11 nel 52%) e tavoli da ping-pong (3 nel 44%).
Le imprese del cluster, prevalentemente società di capitali (79% dei casi), impiegano 5 addetti di cui 3 dipendenti.
CLUSTER 2 – IMPRESE DI GRANDI DIMENSIONI CHE GESTISCONO APPARECCHI DA INTRATTENIMENTO PRESSO TERZI
NUMEROSITÀ: 145
Le imprese di questo cluster si occupano della gestione di apparecchi da intrattenimento collocati presso esercizi di terzi (91% dei ricavi); in particolare si tratta di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (77% dei ricavi) e di altri apparecchi da intrattenimento (14%).
La dotazione di apparecchi collocati presso esercizi di terzi comprende 263 apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS, 95 apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS, 25 calciobalilla, biliardini e apparecchi similari e 22 flipper e apparecchi similari. La dotazione di apparecchi collocati presso terzi comprende anche apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS (24 nel 48% dei casi), biliardi e apparecchi similari (7 nel 52%), elettrogrammofoni e apparecchi similari (5 nel 39%) e apparecchi per bambini/congegni a vibrazione tipo kiddie rides e apparecchi similari (19 nel 55%).
Gli apparecchi da intrattenimento vengono installati principalmente presso bar, ristoranti, stabilimenti balneari, impianti sportivi, discoteche, strutture ricettive, ecc. (78% dei ricavi derivanti dalla gestione di apparecchi collocati presso terzi) e, in misura minore, presso sale giochi e biliardi, circoli e associazioni (13%).
I locali destinati all’esercizio dell’attività comprendono superfici destinate a deposito/riparazione (circa 547 mq) e a ufficio (94 mq). Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, i soggetti del cluster dispongono di 4 autocarri.
I soggetti del cluster, prevalentemente società (68% di capitali e 23% di persone), impiegano 9 addetti di cui 6 dipendenti.
CLUSTER 3 – IMPRESE CHE GESTISCONO APPARECCHI DA INTRATTENIMENTO PRESSO TERZI
NUMEROSITÀ: 1.008
Le imprese di questo cluster si occupano della gestione di apparecchi da intrattenimento collocati presso esercizi di terzi (93% dei ricavi); in particolare si tratta di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (81% dei ricavi) e di altri apparecchi da intrattenimento (12% dei ricavi).
La dotazione di apparecchi collocati presso esercizi di terzi comprende 46 apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS e 12 apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS. Sono installati presso terzi anche apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS (11 nel 20% dei casi), calciobalilla, biliardini e apparecchi similari (8 nel 41%) e flipper e apparecchi similari (9 nel 36%).
Gli apparecchi da intrattenimento vengono installati principalmente presso bar, ristoranti, stabilimenti balneari, impianti sportivi, discoteche, strutture ricettive, ecc. (77% dei ricavi derivanti dalla gestione di apparecchi collocati presso terzi) e, in misura minore, presso sale giochi e biliardi, circoli e associazioni (23% nel 50% dei casi).
I locali destinati all’esercizio dell’attività comprendono generalmente superfici dedicate a deposito/riparazione (73 mq) e uffici (19 mq nel 55% dei casi).
Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, invece, i soggetti del cluster dispongono generalmente di 1 autocarro.
Per quanto riguarda la forma giuridica, le imprese del cluster sono distribuite tra ditte individuali (49% dei casi) e società (28% di capitali e 23% di persone) e impiegano 2 addetti.
CLUSTER 4 – SALE GIOCHI
NUMEROSITÀ: 371
Il cluster comprende operatori la cui attività consiste prevalentemente nell’esercizio di sale giochi dotate di apparecchi da intrattenimento di terzi (86% dei ricavi); in particolare si tratta di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (48% dei ricavi) e di altri apparecchi da intrattenimento (38% dei ricavi).
Il cluster è composto prevalentemente da imprese che operano sotto forma di ditta individuale (74% dei casi) con locali destinati all’attività ricreativa di circa 120 mq.
Tra le apparecchiature, prevalentemente di terzi, collocate presso l’esercizio si rileva la presenza di 7 apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS e di 5 apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS.
Dispongono anche di apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS (7 nel 28% dei casi), biliardi e apparecchi similari (3 nel 38%), calciobalilla, biliardini e apparecchi similari (2 nel 44%) e flipper e apparecchi similari (3 nel 44%).
CLUSTER 5 – GESTIONE DI APPARECCHI DA INTRATTENIMENTO PRESSO ESERCIZI PROPRI
NUMEROSITÀ: 316
Il cluster raggruppa gli operatori che si occupano prevalentemente della gestione di apparecchi da intrattenimento presso esercizi propri (89% dei ricavi); in particolare si tratta di apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (62% dei ricavi nel 61% dei casi) e di altri apparecchi da intrattenimento (66% nel 78%).
I locali destinati all’esercizio dell’attività comprendono locali dedicati all’attività ricreativa di circa 149 mq; nel 27% dei casi sono presenti 172 mq di spazi all’aperto destinati all’attività ricreativa.
La dotazione di beni strumentali comprende 16 apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera c) del TULPS e 8 apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS. Si rileva anche la presenza di apparecchi di cui all’art. 110 comma 7 lettera a) del TULPS (9 nel 43% dei casi), biliardi e apparecchi similari (3 nel 29%), calciobalilla, biliardini e apparecchi similari (4 nel 48%), flipper e apparecchi similari (6 nel 49%), apparecchi per bambini/congegni a vibrazione tipo kiddie rides e apparecchi similari (14 nel 37%) e giochi a gettone azionati da ruspe e apparecchi similari (5 nel 29%).
Relativamente alla forma giuridica, le imprese del cluster sono soprattutto ditte individuali (68% dei
casi) e, in misura minore, società (19% di persone e 13% di capitali) e occupano mediamente 2 addetti.
CLUSTER 6 – SALE BILIARDO
NUMEROSITÀ: 109
Il cluster è formato dalle sale in cui biliardi e apparecchi similari rappresentano la principale attività di intrattenimento (66% dei ricavi).
I ricavi derivano anche da apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (12% dei ricavi).
Per l’esercizio dell’attività dispongono di locali destinati all’attività ricreativa di circa 140 mq che, oltre a 4 biliardi e apparecchi similari, ospitano anche apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS (5 nel 41% dei casi), calciobalilla, biliardini e apparecchi similari (2 nel 34%) e flipper e apparecchi similari (3 nel 21%).
Nel 50% degli esercizi sono presenti anche spazi destinati esclusivamente a bar (circa 40 mq).
Relativamente alla forma giuridica, si tratta prevalentemente di ditte individuali (60% dei casi) in cui lavora il solo titolare e di società di persone (30%).
Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all’andamento dei ricavi delle imprese appartenenti allo stesso gruppo.
La Regressione Lineare Multipla è una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l’andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti.
La stima della “funzione di ricavo” è stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e i dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti).
È opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione è stata effettuata un’analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di “coerenza economica” nell’esercizio dell’attività e per scartare le imprese anomale; ciò si è reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della “funzione di ricavo”.
A tal fine sono stati utilizzati degli indicatori di natura economico-contabile specifici delle attività in esame:
Ricavo medio per apparecchio senza vincita in denaro;
Ricavo medio per apparecchio con vincita in denaro;
Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi;
Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Per ogni gruppo omogeneo è stata calcolata la distribuzione ventilica2 dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”. Le distribuzioni degli indicatori “Ricavo medio per apparecchio senza vincita in denaro” e “Ricavo medio per apparecchio con vincita in denaro” sono state costruite distintamente per ogni gruppo omogeneo e in base all’appartenenza ai gruppi territoriali, definiti utilizzando i risultati dello studio “Territorialità generale a livello provinciale”3, che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto al:
Successivamente, ai fini della determinazione del campione di riferimento, sono state selezionate le imprese che presentavano valori dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi” al di sotto del valore massimo ammissibile e degli indicatori “Ricavo medio per apparecchio senza vincita in denaro” e “Ricavo medio per apparecchio con vincita in denaro” all’interno dell’intervallo tra valore minimo e valore massimo. Con l’indicatore “Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi” sono state
selezionate le imprese con valore non negativo.
L’Analisi Discriminante è una tecnica statistica che consente di associare ogni impresa ad uno o più gruppi omogenei individuati con relativa probabilità di appartenenza
L’analisi della coerenza permette di valutare l’impresa sulla base di indicatori economico-contabili specifici del settore.
Con tale analisi si valuta il posizionamento di ogni singolo indicatore del soggetto rispetto ad un intervallo, individuato come economicamente coerente sulla base dei valori soglia ammissibili, in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza.
Valore aggiunto lordo per addetto;
Ricavo medio per apparecchio con vincita in denaro.
Ai fini della individuazione dell’intervallo di coerenza economica, per gli indicatori utilizzati sono state analizzate le relative distribuzioni ventiliche differenziate per gruppo omogeneo e sulla base della “territorialità generale a livello provinciale”.
In applicazione, per ogni singolo soggetto i valori soglia di ogni indicatore di coerenza economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Tali valori soglia vengono ponderati anche sulla base della percentuale di appartenenza alle diverse aree territoriali.
L’analisi della normalità economica si basa su una particolare metodologia mirata ad individuare la correttezza dei dati dichiarati. A tal fine, per ogni singolo soggetto vengono calcolati indicatori economico-contabili da confrontare con i valori di riferimento che individuano le condizioni di normalità economica in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza.
Per ogni gruppo omogeneo vengono calcolati il ricavo puntuale, come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili dell’impresa, e il ricavo minimo, determinato sulla base dell’intervallo di confidenza al livello del 99,99%8.
La media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei ricavi puntuali di ogni gruppo omogeneo costituisce il “ricavo puntuale di riferimento” dell’impresa.
La media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei ricavi minimi di ogni gruppo omogeneo costituisce il “ricavo minimo ammissibile” dell’impresa.
Al ricavo puntuale di riferimento e al ricavo minimo ammissibile stimati con l’analisi della congruità vengono aggiunti gli eventuali maggiori ricavi derivanti dall’applicazione dell’analisi della normalità economica.
SI ALLEGA LA SCHEDA METODOLOGICA
Studi di settore per i gestori di apparecchi con vincite in denaro e per le sale giochi: approvati i modelli e le istruzioni – (PARTE II)
Con Provvedimento Prot. 2010/82547 del 25/05/2010 sono stati approvati, unitamente alle relative istruzioni – costituite da una Parte generale, comune a tutti gli studi di settore, e da una Parte specifica per ciascuno studio – i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che costituiscono parte integrante della dichiarazione dei redditi da presentare con il modello Unico 2010. Tali modelli devono essere compilati dai contribuenti, ai quali si applicano gli studi di settore, che nel periodo d’imposta 2009 hanno esercitato in via prevalente una delle varie attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio assoggettate a tale adempimento.
Per i gestori di apparecchi che consentono vincite in denaro a moneta o a gettone, per le sale giochi e biliardi è stata, infatti, istituita una nuova versione evoluta degli studi di settore.
Tali attività infatti sono state inserite nello studio di settore denominato UG54U evoluzione dello studio di settore TG54U utilizzato lo scorso anno sulla base della quale viene predisposto il software Gerico di quest’anno per gli studi di settore in oggetto.
SI ALLEGANO LE ISTRUZIONI