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Timestamp: 2016-12-09 03:59:51+00:00
Document Index: 15063137

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 35']

⭐Manuale del tirocinante Guida pratica al tirocinio extracurriculare
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1 P er molti giovani il tirocinio è il primo passo nel mondo del lavoro, un esperienza che può rivelarsi decisiva per il loro futuro professionale. Ma spesso per inesperienza, ingenuità e mancanza di informazioni - non viene affrontato nel modo giusto e i ragazzi non riescono a sfruttarne a pieno le potenzialità. Il Manuale del tirocinante è una guida pratica e di facile consultazione che, oltre a spiegare in maniera chiara e semplice cos è e come funziona il tirocinio extracurriculare, fornisce informazioni, consigli e suggerimenti utili per scegliere, affrontare, gestire e valorizzare al meglio questa esperienza. Arricchito da testimonianze dirette di ex tirocinanti e di aziende che da anni utilizzano questo strumento, il volume è corredato da dettagliate Schede che illustrano le regole del tirocinio in ogni singola Regione. Manuale del tirocinante - Guida pratica al tirocinio extracurriculare ISBN Manuale del tirocinante Guida pratica al tirocinio extracurriculare2 ISBN3 L ISFOL, ente nazionale di ricerca, opera nel campo della formazione, del lavoro e delle politiche sociali al fine di contribuire alla crescita dell occupazione, al miglioramento delle risorse umane, all inclusione sociale e allo sviluppo locale. Sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l ISFOL svolge e promuove attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione e informazione, fornendo supporto tecnico-scientifico ai Ministeri, al Parlamento, alle Regioni, agli Enti locali ed alle altre istituzioni, sulle politiche e sui sistemi della formazione e apprendimento lungo tutto l arco della vita e in materia di mercato del lavoro e inclusione sociale. Fa parte del Sistema statistico nazionale e collabora con le istituzione europee. Svolge inoltre il ruolo di assistenza metodologica e scientifica per le azioni di sistema del Fondo Sociale Europeo ed è Agenzia nazionale del programma comunitario Erasmus+ per l ambito istruzione e formazione professionale. Presidente: Pier Antonio Varesi Direttore Generale: Paola Nicastro ISFOL - Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori Corso d Italia, ROMA tel Il Manuale del tirocinante rientra nelle attività della Struttura Metodologie e strumenti per le competenze e le transizioni di cui è responsabile Sandra D Agostino.4 MANUALE M DEL TIROCINANTE Guida pratica al tirocinio extracurricolare Manuale del tirocinante Guida pratica al tirocinio extracurriculare a cura di Giuseppe Iuzzolino e Silvia Lotito5 Il volume è stato finanziato dal Fondo sociale europeo nell ambito dei Programmi operativi nazionali a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Azioni di sistema (Ob. Convergenza) e Governance e Azioni di sistema (Ob. Competitività regionale e occupazione) Asse Adattabilità, Obiettivo specifico 1.4, progetto Lo sviluppo dell apprendistato e dei tirocini. Il volume è a cura di Giuseppe Iuzzolino e Silvia Lotito. Sono autori del volume: Ginevra Benini (Cap. 1 par. 1.3 Cap. 6 par. 6.1, 6.2 Cap. 7 par. 7.1, 7.5 Cap. 8 par Box 3, 4 e 6) Giuseppe Iuzzolino (Cap. 1 par. 1.1, 1.2 Cap. 4 - Cap. 5 Cap. 7 par Box 2) Silvia Lotito (Cap. 1 par. 1.1, 1.2 Cap. 2 Cap. 7 par. 7.3 Cap. 8 par. 8.4) Giulia Tosi (Cap. 3 Cap. 6 par. 6.3 Cap. 7 par. 7.2 Cap. 8 par. 8.1, 8.2, Box 1) Elisabetta Perulli ha curato il Box 5. Le Schede Regione sono state redatte da Ginevra Benini, Giuseppe Iuzzolino, Silvia Lotito e Giulia Tosi. Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Maurizio Amato, Banca Generali Private Banking Elisa Boccanera, Sr. Recruiting Coordinator Global Talent Acquisition, Pfizer Elisabetta Caldera, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Vodafone Italia Andrea Carrara, Responsabile della Selezione del Personale di Banca Generali Guido Corbetta, Amministratore Delegato Partners S.p.A. Francesco Franco, Responsabile Area Risorse Umane, Callipo Group Srl Laura Grasso, Resourcing & Employer Branding Manager di Vodafone Italia Elene Morandi, Responsabile Selezione e sistemi di valutazione HR di TotalErg Davide Pastore, Responsabile Comunicazione Esterna di Banca Generali Un particolare ringraziamento agli ex tirocinanti intervistati per l importante contributo fornito. Testo chiuso: novembre 2014 Coordinamento editoriale del volume: Giulia Tosi Illustrazione di copertina: Paolo Cardoni Le opinioni espresse in questo volume impegnano la responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente la posizione dell Ente. Copyright (C) [2014] [ISFOL] Quest'opera è rilasciata sotto i termini della licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale Condividi allo stesso modo 4.0. Italia License. (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/) ISBN6 INDICE Introduzione 9 Prima parte Il tirocinio: tutto quello che devi sapere 1. Che cos è il tirocinio? Una prima definizione Tipologie e destinatari 16 Box 1 - I tirocini curriculari Perché e quando fare un tirocinio 20 Box 2 - L alternanza scuola-lavoro Come funziona il tirocinio extracurriculare I soggetti coinvolti Il soggetto promotore Il soggetto ospitante Il tirocinante Come attivare un tirocinio: Convenzione e Progetto formativo I due tutor Come cercare un tirocinio Organizza una ricerca efficace La ricerca sul web e sulla stampa specializzata 39 Box 3 - Lo stage all estero Come prepararsi per la selezione La lettera di presentazione e il Curriculum vitae Il colloquio di selezione Consigli utili per affrontare il tirocinio Muoversi in azienda I problemi più frequenti Le schede di monitoraggio e di valutazione 66 Box 4 - Il linguaggio aziendale 737 6. Valorizza la tua esperienza Il progetto professionale La ricerca del lavoro I contratti di lavoro più utilizzati 81 Box 5 - Il Libretto formativo 88 Seconda parte I protagonisti del tirocinio 7. Cosa vogliono le aziende Banca Generali Callipo Pfizer TotalErg Vodafone La parola ai tirocinanti Carmen Caterina Francesca Roberto Sveva 115 Terza parte Le Schede Regione 9. Regione per Regione Introduzione alle Schede Regione 119 Regione Abruzzo 121 Regione Basilicata 125 Regione Calabria 129 Regione Campania 133 Regione Emilia Romagna 138 Regione Friuli Venezia Giulia 142 Regione Lazio 148 Regione Liguria 152 Regione Lombardia 157 Regione Marche 162 Regione Molise 166 Regione Piemonte 170 Provincia di Bolzano 1758 Provincia di Trento 180 Regione Puglia 184 Regione Sardegna 188 Regione Sicilia 192 Regione Toscana 196 Regione Umbria 200 Regione Valle d Aosta 204 Regione Veneto 208 Box 6 - La Garanzia Giovani 212 Appendici 1. La normativa nazionale Le discipline regionali Il Curriculum vitae Europass 2219 10 Introduzione A settembre 2014 l Istat segnala che il 42,9% di giovani 15-24enni che sono alla ricerca di un lavoro risultano disoccupati, contro una media che vede attestarsi il tasso di disoccupazione complessivo al 12,6%. Dunque, in un periodo in cui il mercato del lavoro soffre di una scarsità di offerta di posti di lavoro da parte delle imprese, l essere giovani e in fase di primo inserimento rappresenta un ulteriore svantaggio. E infatti tanti giovani che si mettono alla ricerca di una occupazione si sentono ripetere di non avere sufficiente esperienza per essere assunti; e d altra parte è impossibile mettersi alla prova e fare esperienza se nessuno ti offre un opportunità di lavoro! La distanza fra istruzione/formazione e lavoro viene indicata come la causa principale di uno scollamento fra questi mondi, che alimenta percorsi di transizioni molto lunghi e difficili. La scuola, la formazione, l università forniscono tantissime conoscenze e competenze indispensabili per avviare e sostenere un percorso professionale, ma spesso non riescono a trasmettere alcune competenze necessarie per saper stare all interno di un contesto produttivo. Per colmare questo gap fra scuola-università e lavoro sono anni che si insiste sulla necessità di una precoce socializzazione al lavoro, che consenta ai giovani di sperimentare l inserimento in un contesto produttivo ben prima del termine del percorso di studi, nell ambito di esperienze protette quali i tirocini curriculari. Non sempre questo è possibile. I dati di monitoraggio dicono che appena l 8,7% degli iscritti ad una scuola secondaria superiore partecipa ad una esperienza di alternanza - intesa in senso lato durante il percorso 1 e il 61% di quelli che conseguono la laurea triennale 2. Che fare? Un esperienza di tirocinio extracurriculare è in molti casi un opzione molto utile da considerare, in tanti altri una necessità proposta dalle imprese come passaggio obbligatorio per l avvio di un percorso d inserimento professionale. Il Manuale del tirocinante nasce con l obiettivo di aiutare i giovani a sfruttare a pieno le potenzialità del tirocinio. Il testo vuole essere una guida operativa, pensata per stimolare i giovani a comprendere l importanza di un esperienza di tirocinio extracurriculare e a valorizzarne pienamente le opportunità, accompagnandoli in tutte le fasi, sin dalla individuazione delle offerte presenti sul territorio. Lo stage può essere un esperienza più o meno ricca a seconda dell impegno e del know how che ci mettono gli attori in gioco, a cominciare dai tre soggetti necessari per dare vita a tali esperienze: il soggetto promotore, il soggetto ospitante e il tirocinante. Il Manuale vuole supportare i giovani nella scelta delle opportunità di tirocinio extracurricolare e poi nell esame dell esperienza in corso, fornendo suggerimenti e consigli su come comportarsi nei 1 Cfr. Indire, Alternanza scuola lavoro: a che punto siamo? Esiti monitoraggio nazionale a.s. 2012/ Cfr. Almalaurea, XVI Indagine (2014) Il profilo dei laureati11 casi in cui si presentino delle criticità. Si tratta di suggerimenti e consigli che scaturiscono dal patrimonio di esperienza accumulato in tanti anni dall Isfol, che nelle sue funzioni di ente di ricerca che opera a supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, può vantare un attività quasi ventennale di indagini e analisi sul tema, a supporto dei giovani, delle imprese, degli operatori e degli stakeholder. L approvazione della legge di riforma del mercato del lavoro n. 92/2012 meglio nota come legge Fornero e delle successive Linee guida definite nell accordo Stato-Regioni del gennaio 2013 ha inaugurato una nuova stagione di regolamentazione dello strumento. All interno di un nuovo contesto istituzionale quello tracciato dalla riforma del titolo V, che assicura spazi molto più ampi alle Regioni e Province Autonome i provvedimenti citati valorizzano gli spunti provenienti dall Europa con la Raccomandazione sulla qualità dei tirocini (marzo 2014), si raccordano con le strategie per lo sviluppo di un sistema di apprendimento permanente e in particolare con il costituendo sistema di certificazione delle competenze e convalida degli apprendimenti ovunque acquisiti. A seguire, nel corso dell anno 2013 e 2014 tutte le Regioni e le Province Autonome hanno disciplinato il tirocinio extracurriculare, muovendosi in maniera più o meno autonoma rispetto alle indicazioni concordate a livello nazionale. Ad esempio, le discipline regionali individuano diverse età di accesso al tirocinio extracurriculare, differenziano variamente le durate, attribuiscono a soggetti in parte diversi la possibilità di agire come enti promotori. Per aiutare a districarsi in questa nuova realtà, di regolazione del tirocinio differenziata a livello territoriale, si è voluto dedicare una sezione specifica all analisi delle diverse disposizioni regionali, che presentano elementi di differenziazione che è utile conoscere per i giovani che intendono fare questa esperienza. Lo sforzo compiuto dagli autori del testo è di combinare il rigore nella presentazione del quadro regolamentare, con un linguaggio accessibile alla variegata platea dei giovani. Il Manuale rappresenta il secondo prodotto realizzato dall Isfol e rivolto ai giovani che intendono affrontare un tirocinio extracurriculare. Un primo Manuale per il tirocinante fu realizzato nel 2006, riscuotendo grande successo tanto da andare rapidamente esaurito anche nelle ristampe successive. L edizione attuale, che fa tesoro dell esperienza maturata, si vuole proporre all utenza sempre in una prospettiva dialogica, che punta a migliorare la qualità del prodotto perché risulti sempre più rispondente alle esigenze conoscitive dei giovani. Sandra D Agostino 1012 PRIMA PARTE Il tirocinio: tutto quello che devi sapere13 14 1.1 Una prima definizione 1. Che cos è il tirocinio? Il tirocinio, detto anche stage 3, consiste in un periodo di orientamento e di formazione on the job che non si configura come un rapporto di lavoro. Ma cosa si intende precisamente per formazione e orientamento in riferimento ad un esperienza che si svolge in un contesto di lavoro? Di quale formazione e orientamento stiamo parlando? Il tirocinio è un esperienza che ti permette di acquisire una formazione tecnico-professionale: acquisire competenze professionali, imparare un mestiere praticandolo sul campo, apprendere un saper fare relativo ad una determinata professione; strumentale: imparare ad utilizzare strumenti, dispositivi o sistemi specifici (ad esempio dei programmi informatici); organizzativa: pianificare le attività e gli impegni, gestire efficacemente il proprio tempo, organizzare il lavoro; comportamentale: imparare a vivere l azienda nel modo giusto, a capire l ambiente di lavoro adattandosi alle sue regole di comportamento, a relazionarsi in modo appropriato con superiori, colleghi, clienti, fornitori, ecc.; personale: crescere come persona, maturare, diventare adulti. E inoltre ti consente di orientarti alla scelta del tuo futuro lavoro mediante l esperienza pratica di una specifica professione e di un determinato contesto lavorativo. Attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro, delle sue dinamiche e dei suoi contenuti, puoi capire se un certo tipo di lavoro è in linea con le tue attitudini, aspirazioni e aspettative. In questo senso il tirocinio è un banco di prova che ti consente di calibrare e definire le tue scelte professionali. Il tirocinio: tutto quello che devi sapere È evidente che la funzione formativa e orientativa del tirocinio ha un obiettivo preciso: preparare l ingresso nel mondo del lavoro. Dopo oltre 15 anni dalla sua istituzione, in- 3 Di fatto stage e tirocinio sono la stessa cosa: stage è il termine francese che corrisponde all italiano tirocinio. Il tirocinante è detto anche stagista o stagiaire. Il termine stage va quindi pronunciato alla francese e non, come molti fanno, all inglese: in inglese stage vuol dire fase o palcoscenico. Nei Paesi anglofoni il tirocinio è chiamato internship o traineeship. 1315 Il tirocinio: tutto quello che devi sapere 1. Che cos è il tirocinio? fatti, il tirocinio è ad oggi, insieme all apprendistato 4, lo strumento principale per l inserimento occupazionale dei giovani, un vero e proprio ponte che collega il mondo dell istruzione a quello del lavoro - due mondi troppo spesso distanti tra di loro. L ideale sarebbe ovviamente essere assunti dall organizzazione presso la quale si svolge il tirocinio; del resto diverse aziende utilizzano questo strumento per formare e valutare potenziali collaboratori da inserire successivamente nel proprio organico. Tuttavia, anche qualora lo stage non dovesse dar luogo ad un assunzione, è comunque un biglietto da visita sempre più richiesto per trovare lavoro. Uno stage nel proprio Curriculum offre un notevole vantaggio competitivo su chi non ha altro da esibire se non titoli di studio e nessuna esperienza pratica. Dalla sua istituzione ai giorni nostri, molto è cambiato nel mondo dei tirocini. I cambiamenti più significativi avvenuti nel corso degli ultimi anni possono essere sintetizzati in quattro punti: 1. la suddivisione del tirocinio in diverse tipologie Originariamente esisteva soltanto il tirocinio formativo e di orientamento, destinato a studenti di scuola superiore e universitari, neodiplomati e neolaureati, inoccupati, disoccupati, ecc.; a partire da questa comune matrice, nel corso degli anni sono state distinte diverse tipologie di tirocinio, con finalità e destinatari diversi. La distinzione più importante è quella tra i tirocini curriculari e i tirocini extracurriculari: i primi vengono svolti da studenti (di scuola superiore, università, ecc.) oppure da allievi di corsi di formazione e fanno parte integrante di un percorso di istruzione o formazione; la loro finalità non è quella di favorire l inserimento professionale, ma quella di arricchire e completare la formazione teorica con un esperienza in un contesto lavorativo. I tirocini curriculari non sono stati ancora regolamentati (vedi Box 1); i secondi vengono svolti al di fuori di un percorso di studio o di formazione e sono destinati a inoccupati, disoccupati e a giovani che hanno concluso il loro percorso di istruzione o formazione; la loro finalità è quella di agevolare il passaggio dalla scuola al lavoro e di favorire l inserimento nel mercato del lavoro. A loro volta i tirocini extracurriculari sono stati suddivisi in diverse tipologie a seconda dei destinatari e delle finalità specifiche (vedi paragrafo successivo) Il passaggio della competenza legislativa in materia di tirocini extracurriculari dallo Stato alle Regioni Diversamente dal passato, oggi non è più lo Stato a scrivere le regole dei tirocini 4 Diversamente dal tirocinio, l apprendistato è un vero e proprio rapporto di lavoro. Per approfondimenti su questo e sugli altri contratti di lavoro vedi il Cap. 6, par. 6.3.16 1. Che cos è il tirocinio? extracurriculari: con una sentenza del 2005 e un altra del 2012, la Corte Costituzionale ha infatti stabilito che appartiene esclusivamente alle Regioni e alle Province autonome il potere di regolamentare il tirocinio extracurriculare all interno del proprio territorio. 3. L emanazione delle Linee guida in materia di tirocini extracurriculari Perché non si corresse il rischio che ci fosse un eccessiva disomogeneità tra le diverse discipline regionali, il 24 gennaio 2013 lo Stato, le Regioni e le Province autonome hanno sottoscritto un Accordo che prevedeva l adozione di Linee guida comuni in materia di tirocini extracurriculari. In sostanza lo Stato e le Regioni hanno elaborato un quadro comune di riferimento, hanno cioè scritto insieme le regole comuni del tirocinio extracurriculare. Sottoscrivendo questo Accordo, le Regioni si sono impegnate a regolamentare i tirocini extracurriculari nei rispettivi territori secondo i criteri e gli standard definiti dalle Linee guida. Ciò significa che le Linee guida non hanno valore di legge, ma rappresentano soltanto un modello di riferimento a cui tutte le Regioni e Province autonome hanno accettato di aderire. Le Linee guida sono state elaborate tenendo presenti due obiettivi fondamentali e strettamente connessi: garantire un elevato livello qualitativo delle esperienze di tirocinio ed evitare utilizzi impropri del tirocinio da parte delle aziende ospitanti. Tra le novità più rilevanti introdotte c è l obbligo per le aziende ospitanti di riconoscere ai tirocinanti un indennità di partecipazione (vedi Cap. 2, par ). 4. L emanazione delle normative regionali sui tirocini extracurriculari A seguito dell Accordo del 2013, ogni Regione e Provincia autonoma si è dotata di una propria normativa in materia di tirocini extracurriculari. Va però aggiunto che, nel disciplinare la materia, alcune Regioni hanno seguito abbastanza fedelmente le indicazioni delle Linee guida, mentre altre se ne sono allontanate su alcuni punti, apportando diverse modifiche e integrazioni (sulle regolamentazioni regionali vedi le Schede Regione nella Terza parte del Manuale). Il tirocinio: tutto quello che devi sapere Benché molte delle informazioni riportate in questo testo siano valide anche per i tirocini curriculari, l oggetto di questo libro sono esclusivamente i tirocini extracurriculari. 1517 Il tirocinio: tutto quello che devi sapere 1.2 Tipologie e destinatari 1. Che cos è il tirocinio? Le Linee guida in materia di tirocini individuano tre tipologie di tirocini extracurriculari: i tirocini formativi e di orientamento, finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l occupabilità dei giovani nella transizione scuola-lavoro; i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro, finalizzati a realizzare percorsi di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro; i tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale. Nella tabella che segue vengono indicati, per ogni tipologia di tirocinio, i destinatari e la durata massima previsti dalle Linee guida. Tipologia di tirocinio Tirocini formativi e di orientamento Tirocini di inserimento/ reinserimento al lavoro 5 Tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/ reinserimento in favore di persone svantaggiate e soggetti disabili Destinatari Persone che abbiano conseguito un titolo di studio da non più di 12 mesi Inoccupati Disoccupati Lavoratori in mobilità Lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione Persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/91 Richiedenti asilo Titolari di protezione internazionale Soggetti disabili ai sensi della Legge 68/99 Durata massima 6 mesi 12 mesi 12 mesi 24 mesi A questo punto è opportuno dare qualche ulteriore chiarimento sui destinatari dei tirocini. Di seguito troverai un miniglossario in cui vengono descritte e definite le categorie di persone a cui sono rivolti i diversi tipi di tirocinio Bisogna ricordare che anche gli studenti, purché siano inoccupati o disoccupati, possono svolgere un tirocinio di inserimento/reinserimento.18 1. Che cos è il tirocinio? Tirocini formativi e di orientamento Persone che abbiano conseguito un titolo di studio da non più di 12 mesi: i titoli a cui ci si riferisce sono: qualifica professionale, diploma professionale, diploma di istruzione superiore, certificazione IFTS, diploma ITS, diploma accademico, laurea e tutti i titoli di livello universitario o post universitario. Tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro Inoccupati: sono coloro che non hanno mai svolto un attività lavorativa. Disoccupati: sono coloro che hanno perso il posto di lavoro (oppure hanno cessato la propria attività di lavoro autonomo). Lavoratori in mobilità: sono i lavoratori licenziati per riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro che, in conseguenza del licenziamento, acquisiscono il diritto di iscriversi alle liste di mobilità e di usufruire, per un periodo di tempo determinato, di particolari agevolazioni. Lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione: la cassa integrazione è un ammortizzatore sociale che consiste nell erogazione di una indennità sostitutiva della retribuzione in favore dei dipendenti sospesi dal lavoro o sottoposti a riduzione di orario. Secondo le Linee guida, per i lavoratori in cassa integrazione il tirocinio è attivabile sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l erogazione di ammortizzatori sociali. Tirocini in favore di persone svantaggiate e soggetti disabili Persone svantaggiate: secondo l art. 4 comma 1 della Legge 381/91 sono considerate persone svantaggiate: gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione. Richiedenti asilo: sono persone che, trovandosi fuori dal Paese in cui hanno residenza abituale, non possono o non vogliono tornarvi per il timore di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche. Possono richiedere asilo nel nostro Paese presentando una domanda di riconoscimento dello status di rifugiato. Titolari di protezione internazionale: sono coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato in seguito all accoglimento della loro domanda. Disabili: secondo l art. 1 comma 1 della Legge 68/99 sono considerate disabili: a) le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; b) le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%; c) le persone non vedenti o sordomute; d) le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio. Il tirocinio: tutto quello che devi sapere In linea generale si può dire che le Regioni hanno accettato e ripreso la tripartizione del tirocinio extracurriculare con i relativi destinatari. Tuttavia alcune Regioni hanno stabilito limiti di durata diversi da quelli indicati nelle Linee guida, in particolare per quanto riguarda i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro: diverse Regioni ne hanno ridotto la durata 1 massima da 12 a 6 mesi (vedi le Schede Regione nella Terza parte). Un ulteriore precisazione sui tirocini di inserimento/reinserimento: benché finalizzati a realizzare percorsi di inserimento/reinserimento al lavoro, le aziende ospitanti non sono tenute 1719 Il tirocinio: tutto quello che devi sapere 1. Che cos è il tirocinio? ad assumere i tirocinanti al termine dello stage 6. Come abbiamo visto, le Linee guida si applicano soltanto ai tirocini extracurriculari. Sono dunque esclusi dal loro campo di applicazione: i tirocini curriculari; i tirocini finalizzati allo svolgimento della pratica professionale e all accesso alle professioni ordinistiche (avvocati, farmacisti, geometri, medici, notai, psicologi, ecc.); i tirocini transnazionali realizzati nell ambito di specifici programmi europei; i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all interno delle quote di ingresso; i tirocini estivi. Benché non rientrino tra le tipologie di tirocinio oggetto delle Linee guida, molte Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Provincie di Trento e Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d Aosta, Veneto) hanno regolamentato anche i tirocini estivi di orientamento (vedi le Schede Regione nella Terza parte). I tirocini estivi, come quelli curriculari, sono destinati ad adolescenti e giovani regolarmente iscritti presso un istituto scolastico, un ente di formazione accreditato o un università; tuttavia, diversamente dai tirocini curriculari, hanno una durata massima di 3 mesi, non sono inclusi nel piano di studio e si svolgono nel periodo compreso tra la fine dell anno scolastico o accademico e l inizio del successivo. Alcune Regioni hanno stabilito un limite minimo di età per svolgere un tirocinio (in genere 16 anni o 15 per i tirocini estivi). Nessuna Regione ha invece stabilito limiti massimi di età. Per quanto riguarda invece l attivazione di tirocini nei confronti di cittadini stranieri, occorre distinguere tra gli stranieri che sono già in Italia con un regolare permesso di soggiorno che abilita al lavoro, i quali possono svolgere tirocini formativi alle stesse condizioni previste per gli italiani e gli stranieri ancora residenti all estero che vogliono entrare in Italia per svolgere un tirocinio. Per questi ultimi si applica l Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome del 5 agosto 2014 per l adozione delle Linee guida in materia di tirocini per persone straniere residenti all estero, in base al quale le persone straniere che hanno la residenza all estero, per fare un tirocinio in Italia, devono ottenere un visto di ingresso per motivi di studio o formazione 18 6 Fa eccezione soltanto la Regione Marche, la cui normativa prevede che le aziende ospitanti non possano attivare tirocini per 12 mesi qualora non trasformino almeno un terzo dei tirocini di inserimento/reinserimento, già realizzati e conclusi negli ultimi 24 mesi, in un contratto di lavoro di durata almeno pari a quella del tirocinio appena concluso (vedi la Scheda della Regione Marche nella Terza parte del Manuale).20 1. Che cos è il tirocinio? che viene rilasciato dalla rappresentanza diplomatico-consolare del Paese in cui risiedono, nei limiti di quote periodicamente determinate. Gli ingressi per tirocini formativi, infatti, pur avvenendo al di fuori delle quote annualmente stabilite dal decreto-flussi, sono tuttavia possibili solo nell ambito di un determinato contingente, stabilito ogni tre anni con un decreto interministeriale. Box 1 - I tirocini curriculari La nota del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale che introduce la distinzione tra tirocini curriculari (o curricolari) ed extracurriculari 7 definisce i curricolari come esperienze previste all interno di un percorso formale di istruzione o di formazione, la cui finalità non è direttamente quella di favorire l inserimento lavorativo, bensì di affinare il processo di apprendimento e di formazione. I tirocini curriculari sono dunque finalizzati ad arricchire e ad integrare il processo di apprendimento e di formazione mediante un esperienza diretta del mondo del lavoro. I tirocini curriculari devono inoltre essere promossi da soggetti e istituzioni formative a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro : quindi scuole, università, centri di formazione professionale convenzionati con la Regione o la Provincia, ecc. I contenuti formativi dei tirocini curriculari devono essere coerenti con il percorso scolastico, formativo o universitario dello studente. I destinatari sono giovani iscritti ad un corso di studi o di formazione nel cui ambito il tirocinio è promosso ovvero: allievi dei corsi di istruzione e formazione professionale; studenti delle scuole superiori; studenti universitari, compresi gli iscritti a master universitari o dottorati. Il tirocinio curricolare, al contrario di quello extracurricolare, non prevede l obbligo di riconoscere un indennità, anche se l azienda può ovviamente, a sua discrezione, erogare un rimborso spese. Di norma, deve svolgersi all interno del periodo di frequenza del corso di studi o di formazione. Inoltre si può ulteriormente distinguere: da un lato i tirocini curriculari necessari per maturare i crediti formativi indispensabili per raggiungere il titolo di studio, che dovranno obbligatoriamente concludersi prima del conseguimento del titolo; dall altro i tirocini curriculari che non sono finalizzati all acquisizione di crediti formativi e che pertanto - non essendo strettamente necessari al conseguimento del titolo - potranno continuare fino alla loro naturale scadenza, anche se successiva al suo 7 Nota del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n del 14 febbraio 2007 in materia di comunicazioni obbligatorie. Il tirocinio: tutto quello che devi sapere 19 Vedere altro
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