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Timestamp: 2018-01-21 10:26:52+00:00
Document Index: 180632749

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 124', 'art. 52', 'art. 33', 'art. 15', 'art 2', 'art. 33', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 39', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4']

Legge provinciale 31 maggio 2012, n. 10
Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioLegge provinciale 31 maggio 2012, n. 10
Interventi urgenti per favorire la crescita e la competitività del Trentino
Disposizioni intruse: 1.6.2. - Organizzazione e personale: art. 3
2.5. - Artigianato: art. 4
2.6. - Commercio: art. 4
2.7.1. - Imprese turistiche: art. 4
2.8. - Lavoro: art. 10
2.9. - Cooperazione: art. 4
4.1. - Urbanistica: art. 6
4.4. - Opere pubbliche: articoli 1 e 4 bis
Originato da: Disegno di legge n. 307/XIV di iniziativa giuntale
Art. 10 - Interventi straordinari per la qualificazione e l'innovazione delle professioni
Art. 12 - Modificazioni dell'articolo 1 (Disposizioni in materia di semplificazione delle procedure per la realizzazione di opere pubbliche) della legge provinciale 3 aprile 2009, n. 4
(b.u. 1 giugno 2012, n. 22, straord. n. 1)
Vedi anche l'art. 1 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Articolo abrogato dall'art. 18 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
Articolo modificativo dell'art. 1 della legge provinciale sui lavori pubblici 1993.
Iniziative per la modernizzazione del settore pubblico provinciale e per la revisione della spesa pubblica
1. Al fine di sostenere le politiche di sviluppo e accrescere la competitività del sistema, la Provincia attua un processo di modernizzazione del sistema pubblico provinciale informato a principi di sussidiarietà, adeguatezza, semplificazione, innovazione, qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese nonché di efficienza e di economicità nell'utilizzo delle risorse pubbliche. A tal fine la Giunta provinciale approva un piano di miglioramento della pubblica amministrazione di durata pari a quella della legislatura; l'efficacia del piano di miglioramento è prorogata fino all'approvazione del piano successivo.
2. Il piano, anche attraverso successive integrazioni e tenendo conto delle misure in corso di realizzazione, individua gli interventi e le azioni da porre in essere, in particolare negli ambiti della riorganizzazione del sistema pubblico provinciale, della semplificazione amministrativa, delle iniziative per l'amministrazione digitale, delle misure di razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica, del coinvolgimento dei privati nell'offerta e nella gestione di servizi e attività attualmente collocati nell'area pubblica. I contenuti del piano di miglioramento sono definiti in coerenza con gli obiettivi programmatici indicati nel documento di economia e finanza provinciale e nella relativa nota di aggiornamento. I risparmi derivanti dall'attuazione degli interventi e delle azioni di razionalizzazione e contenimento della spesa previste dal piano concorrono ad assicurare il rispetto delle dinamiche della spesa aggregata ai fini dell'articolo 79, comma 4, dello Statuto speciale.
2 bis. Per garantire una migliore integrazione con la programmazione delle attività da parte delle strutture provinciali, le azioni e gli interventi di modernizzazione sono definiti, individuando per ciascuno di essi tempi e risultati attesi, nell'ambito della predisposizione del programma di gestione previsto all'articolo 2 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 marzo 1998, n. 6-78/Leg (Regolamento recante "Funzioni della Giunta provinciale e gestione amministrativa dei dirigenti"). Il quadro unitario di azioni, di interventi di modernizzazione, di tempi e di risultati attesi costituisce uno specifico allegato del programma di gestione.
2 ter. Il piano di miglioramento può essere aggiornato con i tempi e le procedure del programma di gestione.
3. Il piano individua gli interventi e le azioni attuati direttamente dall'amministrazione provinciale con la relativa temporizzazione. Con specifiche direttive o con le disposizioni previste nell'ambito degli accordi di programma o degli altri atti che regolano i rapporti con la Provincia, sono individuati analoghi interventi e azioni da attuare da parte delle agenzie e degli enti strumentali previsti dagli articoli 32 e 33 della legge provinciale n. 3 del 2006.
5. Per l'attuazione delle finalità di questo articolo con riguardo ai comuni e alle comunità, nonché ai rispettivi enti strumentali pubblici e privati, le misure e gli interventi sono individuati con deliberazione della Giunta provinciale assunta d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali.
6. Questo articolo è approvato anche in relazione alle finalità di cui al decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52 (Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica).
6 bis. Fermi restando gli eventuali obblighi di adeguamento della normativa provinciale ai principi fondamentali contenuti nel decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), ai sensi del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino - Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), le misure previste dal piano disciplinato da questo articolo e quelle adottate ai sensi della vigente normativa provinciale tengono luogo delle specifiche misure previste dagli articoli 2, 3, escluso il comma 1, 5, 9, 14, 15, commi da 12 a 21 - esclusa la lettera d) del comma 13 - 16, comma 8, e 19 del predetto decreto-legge. Il comma 1 dell'articolo 3 del decreto legge n. 95 del 2012 trova applicazione sul territorio provinciale a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge medesimo. Resta ferma la facoltà per la Provincia e per gli enti e organismi indicati nel citato articolo 79 dello Statuto di utilizzare gli strumenti di carattere civilistico previsti dai predetti articoli del decreto-legge n. 95 del 2012 per il conseguimento degli obiettivi previsti dal piano o di proprie misure di razionalizzazione della spesa che autonomamente ritengano di adottare.
6 ter. Le società che svolgono servizi di interesse generale, comprese le società affidatarie di servizi pubblici, e le società controllate dalla Provincia istituite con legge provinciale per assicurare lo svolgimento coordinato, a favore degli enti di cui all'articolo 79, comma 3, dello Statuto speciale, di attività connesse a funzioni amministrative di interesse comune continuano a operare secondo quanto previsto dai rispettivi statuti, nel rispetto dei soli limiti derivanti dall'ordinamento europeo e dalla normativa provinciale. La Provincia promuove un piano di ristrutturazione della società istituita ai sensi della legge provinciale 6 maggio 1980, n. 10 (Istituzione di un sistema informativo elettronico provinciale); il piano individua, in particolare, l'attività svolta dalla società riducendo l'intervento della stessa alle attività ritenute di carattere strategico per gli enti del sistema di cui all'articolo 79, comma 3, dello Statuto speciale, anche in relazione alle esigenze di uniformità, interoperabilità e qualità del sistema.
Articolo così modificato dall'art. 9 della l.p. 30 luglio 2012, n. 17, dall'art. 5 della l.p. 4 ottobre 2012, n. 21, dagli articoli 3 e 20 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, dall'art. 2 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg (che ha abrogato il comma 4, ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3; per una disposizione transitoria connessa all'abrogazione vedi l'art. 21, comma 1 del d.p.p. n. 4-6/Leg del 2014), dall'art. 3 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20 (per una disposizione transitoria connessa a quest'ultima modificazione vedi lo stesso art. 3, comma 6) e dall'art. 2 della l.p. 2 agosto 2017, n. 9.
Razionalizzazione e semplificazione dei controlli sulle imprese
1. Con deliberazione della Giunta provinciale, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale che si esprime entro dieci giorni, sono adottate, in maniera coerente con quanto previsto dal regolamento nazionale, apposite direttive per lo svolgimento dei controlli sulle imprese rientranti nella competenza della Provincia o demandate ad altri enti o strutture in base alla normativa provinciale. Le direttive s'informano a criteri di semplicità, di proporzionalità dei controlli e dei relativi adempimenti burocratici in relazione all'effettiva tutela del rischio, nonché di coordinamento dell'azione svolta dai soggetti e dalle strutture, secondo quanto previsto dal comma 3.
2. La Provincia pubblica nel suo sito istituzionale, con le modalità stabilite con deliberazione della Giunta provinciale, le direttive previste dal comma 1 e la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore di attività, indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalità di svolgimento delle relative attività.
3. Le direttive adottate ai sensi del comma 1 sono formulate osservando i seguenti principi e criteri direttivi:
a) proporzionalità al rischio inerente all'attività controllata, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi;
b) eliminazione di attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici garantendo comunque gli attuali livelli di tutela dell'ambiente e di vigilanza e sicurezza sul lavoro;
c) coordinamento e programmazione dei controlli - anche nel quadro del sistema integrato provinciale della vigilanza territoriale e ambientale previsto dall'articolo 7 (Sistema integrato provinciale della vigilanza territoriale ed ambientale) della legge provinciale 3 aprile 2009, n. 4 - da parte dei soggetti e delle strutture competenti, in modo da assicurare la tutela dell'interesse pubblico evitando duplicazioni e sovrapposizioni e da recare il minore intralcio al normale esercizio delle attività dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate;
d) collaborazione con le associazioni di categoria dei datori di lavoro e coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori per prevenire rischi e situazioni di irregolarità;
e) progressiva informatizzazione degli adempimenti e delle procedure amministrative;
f) razionalizzazione, anche mediante riduzione o eliminazione di controlli sulle imprese, tenendo conto del possesso di certificazioni del sistema di gestione per la qualità ISO o di altre appropriate certificazioni emesse, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di accreditamento designato da uno Stato membro dell'Unione europea ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93, o firmatario di accordi internazionali di mutuo riconoscimento IAF MLA.
4. Continua ad applicarsi la disciplina provinciale concernente il temperamento delle sanzioni amministrative.
Il comma 5 è stato abrogato dall'art. 2 della l.p. 2 agosto 2017, n. 9.
Obblighi di trasparenza in capo alle stazioni appaltanti: adeguamento all'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione)
1. Alle finalità di trasparenza dell'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione) provvede la Provincia mediante l'osservatorio contratti pubblici e prezziario provinciale. La Provincia cura gli adempimenti ivi previsti, compresa la pubblicazione e le comunicazioni all'autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, anche per conto:
3. Con deliberazione della Giunta provinciale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, sono stabilite le modalità operative per l'applicazione di quest'articolo.
Articolo aggiunto dall'art. 13 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9.
Articolo abrogato dall'art. 124 della legge provinciale per il governo del territorio 2015.
Misure per contribuire al rilancio del settore edilizio
1. Per contribuire al rilancio del settore edilizio, nei comuni indicati nel comma 2 è consentito per gli anni 2012-2015 il cambio diretto di destinazione d'uso dei volumi non residenziali esistenti, ai sensi dell'articolo 57, comma 3, quinto periodo, della legge urbanistica provinciale, fino al limite massimo del 50 per cento del volume, nel rispetto delle altre previsioni del piano regolatore generale.
2. Il comma 1 si applica ai comuni individuati dalla deliberazione prevista dall'articolo 57, comma 3, della legge urbanistica provinciale nei quali non è vigente - alla data di entrata in vigore di questa legge - la specifica disciplina del piano regolatore generale disposta ai sensi dell'articolo 57, comma 3, quinto periodo.
3. E' fatta salva la disciplina stabilita dal piano regolatore generale in maniera diversa dai commi 1 e 2 dopo la data di entrata in vigore di questa legge.
Il comma 1 è stato così modificato dall'art. 52 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
Articolo modificativo dell'art. 33 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.
Articolo modificativo dell'art. 15 della legge provinciale sulla finanza locale 1993.
Articolo modificativo degli articoli 5, 24 sexies e 24 novies della legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999.
Interventi straordinari per la qualificazione e l'innovazione delle professioni
1. Per favorire il rilancio dell'economia la Provincia promuove per gli anni 2012 - 2014 la qualificazione delle attività e dei servizi professionali, al fine di generare nuova occupazione, di sostenere la mobilità e la crescita professionale, di sviluppare la produzione nei settori emergenti. A tal fine la Provincia promuove la partecipazione e la collaborazione delle rappresentanze professionali e delle categorie economiche interessate.
a) l'avvio di forme aggregate per l'esercizio di attività e di servizi professionali;
b) l'avvio di attività e servizi professionali innovativi anche a elevata qualificazione in grado di operare nel mercato, anche internazionale;
c) la formazione utile per la realizzazione di quanto previsto dalle lettere a) e b), e in particolare di quella orientata ai settori emergenti e all'innovazione, fermo restando quanto previsto dalla legge provinciale 14 febbraio 2007, n. 4 (Interventi per favorire l'accesso alla professione e la formazione continua nelle professioni intellettuali).
3. Inoltre la Giunta provinciale, anche riservando una quota dello stanziamento, può individuare specifiche aree di intervento destinate a promuovere il potenziale dei giovani professionisti fino a trentacinque anni che avviano nuove attività, sostenendone nella misura massima del 50 per cento della spesa ammessa l'inserimento e l'avviamento professionale nonché la conciliazione delle esigenze parentali.
4. Ai fini di questo articolo per professione s'intende l'attività economica, anche organizzata, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, comprese le attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, e con esclusione delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche norme. La Giunta provinciale individua le condizioni, i criteri e le modalità per l'attuazione di quest'articolo, assicurando il raccordo organizzativo con gli interventi previsti dalla legge provinciale sugli incentivi alle imprese e dalla legge provinciale 16 giugno 1983, n. 19 (legge provinciale sul lavoro), sentita la competente commissione permanente del Consiglio provinciale che si esprime entro dieci giorni dalla richiesta.
5. Fatte salve le norme dell'Unione europea che prevedono l'esenzione dall'obbligo di notificazione, le disposizioni di quest'articolo che prevedono misure di aiuto o modifiche di aiuti esistenti sono efficaci a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione dell'avviso relativo alla decisione di autorizzazione della Commissione europea, ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Restano ferme le norme statali in materia di professioni, nonché le specifiche disposizioni previste dalle leggi provinciali relative alle professioni il cui ordinamento rientra nelle competenze della Provincia.
5 bis. Per i fini del comma 1 la Provincia può concedere ai professionisti, singoli o associati, incentivi per investimenti da utilizzare in compensazione secondo quanto previsto dall'articolo 17 della legge provinciale 30 dicembre 2014, n. 14. Gli incentivi sono concessi ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis". La Giunta provinciale approva le disposizioni attuative di questo comma, individuando in particolare le tipologie d'investimento ammissibili ad agevolazione, la misura dell'incentivo, le modalità di concessione ed erogazione degli incentivi, le spese ammissibili.
Articolo così modificato dall'art 2 della l.p. 3 giugno 2015, n. 9. Vedi anche l'art. 33 della legge provinciale sugli incentivi alle imprese 1999.
Per l'attuazione del comma 5 bis vedi la deliberazione della giunta provinciale 30 settembre 2016, n. 1665.
Articolo modificativo dell'art. 19 bis della legge provinciale sull'attività amministrativa 1992.
Modificazioni dell'articolo 1 (Disposizioni in materia di semplificazione delle procedure per la realizzazione di opere pubbliche) della legge provinciale 3 aprile 2009, n. 4
2. Le deliberazioni attuative dell'articolo 1, comma 3, della legge provinciale n. 4 del 2009 già adottate alla data di entrata in vigore di questa legge si applicano anche dopo il 31 dicembre 2011 ai progetti anche già approvati per i quali non è stato espresso il parere degli organi consultivi.
Il comma 1 modifica l'art. 1 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4.
Articolo modificativo dell'art. 61 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura 2007.
Articolo introduttivo dell'art. 39 bis nella legge provinciale sui trasporti 1993.
Articolo modificativo dell'art. 5 della legge provinciale sui beni culturali 2003.
Articolo modificativo dell'art. 22 della legge provinciale sulla tutela della salute 2010.
Articolo sostitutivo dell'art. 18 della l.p. 12 dicembre 2011, n. 15.
1. Per i fini degli articoli 9 e 10 è prevista la spesa di 700.000 euro per ciascuno degli anni dal 2012 al 2014. Alla copertura dei relativi oneri si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti già autorizzati in bilancio sull'unità previsionale di base 61.12.210 (Fondi unici per il sistema economico), a seguito di riduzione di pari importo e per i medesimi anni di altre spese disposte per i fini della legge provinciale sugli incentivi alle imprese.
deliberazione attuativa dell'art. 10
modificato l'art. 10
abrogato l'art. 1; modificato l'art. 6
aggiunto l'art. 4 bis
testo aggiornato al 8 agosto 2012
testo aggiornato al 1 agosto 2012