Source: https://www.annamariapacilli.it/2016/08/15/le-prevaricazioni-tecnologiche-nella-rete-forme-tipologie/
Timestamp: 2018-12-14 14:23:40+00:00
Document Index: 91171952

Matched Legal Cases: ['art. 581', 'art. 582', 'art. 594', 'art. 595', 'art. 610', 'art. 612', 'art. 635', 'art. 97']

Le prevaricazioni tecnologiche nella rete : forme e tipologie – AnnaMariaPacilli.it
Le prevaricazioni tecnologiche nella rete : forme e tipologie
Il Cyberbullismo è un comportamento prevaricatorio, intenzionale, messo in atto da un singolo bullo e da un gruppo di bulli, che si espleta però attraverso l’uso di mezzi elettronici: smartphone, tablet, pc.
Si pubblicano foto, video o informazioni private della vittima, spargendo maldicenze o mettendo in atto minacce ripetute (dirette alla vittima) tramite il cellulare o gli strumenti elettronici.
Il bullismo elettronico o Cyberbullying è un atto aggressivo, intenzionale, condotto da un individuo o un gruppo di individui attraverso varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo
contro una vittima che non può difendersi (Smith et al., 2008).
Fattori di rischio sono: la facilità di accesso ai mezzi tecnologici, la competenza nell’uso delle nuove tecnologie, l’esplosione di portali che pubblicizzano senza filtri preventivi, l’analfabetismo informatico dei genitori, la scarsa sorveglianza dei genitori.
Conseguenze possono essere:
1. Imprevedibilità
2. diffusione su internet di foto e/o di diffamazioni sui profili dei Social Network, sulle chat di instant messanger (WhatsApp)
3. continua violazione della propria privacy
Molestie: messaggi e pubblicazioni offensive o volgari, ripetuti nel tempo; spyware, controllare i movimenti on line della vittima.
il Cyberstalking può nascere quando la molestia è particolarmente insistente e diretta verso coetanei con cui si ha un rapporto conflittuale o con cui si è interrotta una relazione affettiva.
La denigrazione è una azione singola volta a denigrare l’altro ( una foto deformata, immagini porno, che può produrre effetti imprevedibili ed a cascata).
Fingersi un altro: il bullo riuscito ad accedere alla password della vittima, invia messaggi ad altre persone o pubblica dati, spacciandosi per l’altro, al fine di cambiare o distruggere l’immagine della stessa.
Filmare: videoriprendere un atto di bullismo e pubblicarlo su internet, chiedendo pareri e di votarlo.
Flaming: da fiamma, invio on line di messaggi violenti e volgari.
Rivelazione : pubblicazione di informazioni o immagini imbarazzanti su qualcuno
Cyberpersecuzione: molestie e minacce ripetute per incutere timore o paura.
Manipolazione delle informazioni – Outing: “il bullo” conosce segreti e possiede immagini della “vittima” (prima amica) che diffonde a sua insaputa o contro la sua volontà.
Può costringere la “vittima” a pubblicare informazioni e/o immagini di altre persone.
Escludere (“bannare”) – Exclution: cancellare/estromettere da una chat, gruppo on line di gioco, lista di amici, una persona.
Secondo l’indagine “I ragazzi e il Cyberbullismo” realizzata nel 2013, attraverso 810 interviste con questionari compilati online da ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013, i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyberbullismo la principale minaccia del proprio tempo. E percepiscono, soprattutto le ragazze, alcuni degli ultimi tragici fatti di cronaca molto (33%) o abbastanza (48%) connessi al fenomeno.
Secondo alcuni dati statistici, il cyberbullismo:
può comportare serie conseguenze psicologiche come la depressione, droga, pericolo di subire una molestia da un adulto (44%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%).
Esiste un vuoto legislativo in materia di bullismo e cyberbullismo.
Tuttavia, vuoto normativo viene colmato ricorrendo alle fattispecie esistenti. I comportamenti posti in essere possono produrre conseguenze sia sul piano civilistico sia su quello penalistico.
I reati che si possono configurare sono: percosse (art. 581 del c.p.), lesione personale (art. 582 del c.p.), ingiuria (art. 594 del c.p.), diffamazione (art. 595 del c.p.), violenza privata (art. 610 del codice penale), minaccia (art. 612 del codice penale), danneggiamento (art. 635 del codice penale). Se l’autore è un minore di età ricompresa tra i 14 e i 18 anni, si applicheranno le norme del processo penale minorile (ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 448 del 22 settembre 1988). Per il minore che, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i 14 anni, non essendo imputabile per l’ordinamento giuridico del nostro Paese (art. 97 del codice penale), possono essere adottate misure rieducative.
Contro bullismo e cyberbullismo è presente da mesi in Parlamento una proposta di legge. Il testo è stato depositato alla Camera nel gennaio 2014 ed ha iniziato il suo iter in commissione Giustizia a Montecitorio il 29 maggio 2014. In seguito è stata deliberata una indagine conoscitiva che è tutt’ora in corso e ha visto alcune audizioni tra dicembre e gennaio.
La proposta di legge è di sei articoli e individua innanzitutto come obiettivo quello del contrasto dei fenomeni del bullismo e del bullismo informatico in tutte le loro manifestazioni, prevedendo azioni di carattere preventivo e repressivo.
La nuova tendenza delle cyberviolenze, chiamata happyslapping, riguarda le aggressioni fisiche e di tipo sessuale effettuate da un branco di adolescenti che riprendono con i videotelefonini le angherie, per metterle in Rete sui social network o per inviarle a tutti i conoscenti su WhatsApp, per ridicolizzare e umiliare la vittima, diventando così di dominio pubblico.
Ragazze, riprese mentre vengono forzate a qualche tipo di attività sessuale o filmate di nascosto in atteggiamenti intimi con un ragazzo per poi ricattarle e/o diffamarle nella scuola, tra amici e parenti;
adolescenti omosessuali che vengono derisi e presi in giro per l’aspetto fisico o per i movimenti più aggraziati rispetto ai compagni e spesso picchiati e aggrediti in branco sia verbalmente che fisicamente;
adolescenti più deboli e introversi, non in grado di affrontare un branco da soli;
chi è “in carne” o obeso;
chi è diversamente abile;
chi è straniero;
chi ha orientamento politico o religioso o di qualsiasi credo diverso o chi è di estrazione sociale più bassa;
chi è considerato dai bulli uno “sfigato” .
Assenza di amici
Assenza del gruppo dei pari
Non avere vita sociale
Chi viene giudicato «strano»
Chi non ha i vestiti alla moda, i vestiti firmati
Chi pensa sempre a studiare
Chi non ha la macchina.
Conseguenze del Cyberbullismo possono essere:
Dropout scolastico
Psicopatologia (disturbi emotivi, problemi di salute fisica, dolori addominali e disturbi del sonno, nervosismo, ansia, fino ad arrivare al suicidio).
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