Source: http://www.customairguns.it/forum/viewtopic.php?f=57&t=428
Timestamp: 2020-02-25 00:46:02+00:00
Document Index: 90699991

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

sentenza storica sulle AC non bancate - Customairguns
Oggi è 25 febbraio 2020, 1:46
sentenza storica sulle AC non bancate
lorensbel
Iscritto il: 5 ottobre 2005, 19:03
Messaggioda lorensbel » 8 novembre 2005, 19:03
Premetto che non sapevo se era il caso o meno di postare come annuncio importante o meno (ma Dutch sicuramente deciderà in merito appena lo vedrà ) Comunque, ecco direttamente copiata dal sito di Armi e Tiro la sentenza della procura di Firenze che potrebbe fare storia giuridica,è un pò lunga ma, ne vale la pena.
Ciao.L
Sentenza sull'aria compressa di modesta capacità
La corte di Cassazione si è occupata delle armi ad aria compressa di modesta capacità offensiva, assolvendo un soggetto dall'accusa di detenzione abusiva di armi per aver detenuto senza denuncia una carabina Diana ad aria compressa di potenza inferiore ai 7,5 joule. Ecco il testo della sentenza:
Cassazione - sezione prima penale - sentenza 17 giugno - 14 settembre 2005, n. 33670
Con sentenza del 15 novembre 2004 la Corte d'appello di Firenze, tra l'altro e per quanto qui interessa, conferma la sentenza emessa dal tribunale di Livorno il 15 novembre 2002 con la quale C.R. era stato condannato per detenzione illegale di una carabina Diana priva di numero di matricola. Osservava la Corte territoriale che, anche se dalla perizia balistica disposta nel giudizio di appello era risultato che la carabina aveva una potenza cinetica inferiore a 7,5 joule, tuttavia essa era ancora inserita nel Catalogo delle armi comuni da sparo, era efficiente e aveva potenza lesiva.
Ricorre per cassazione il difensore dell'imputato, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione, sull'assunto che , ai sensi dell'articolo 11 della legge 526/99, che ha modificato il terzo comma dell'articolo 2 della legge 110/75, le pistole e le carabine ad aria o a gas compressi non sono più considerate armi comuni da sparo, né armi proprie, ma strumenti dei quali sono consentiti liberamente la detenzione e il porto per lo svolgimento di attività sportive, con l'ulteriore conseguenza dell'inapplicabilità dell'articolo 23 della legge 110/75, difettando il presupposto per qualificare come arma l'oggetto in sequestro.
La legge 526/99, recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee, al fine (espressamente enunciato nel terzo comma dell'articolo 11) "di pervenire a un più adeguato livello di armonizzazione della normativa nazionale a quella vigente negli altri Paesi comunitari" ha innovato (secondo comma dello stesso articolo 11) la disciplina in tema di armi cosiddette "da bersaglio da sala" o a emissione di gas o ad aria o a gas compressi, escludendole dalla categoria delle armi comuni da sparo se i proiettili erogano un'energia cinetica inferiore a 7,5 joule.
Il successivo regolamento, contenuto nel Dm 362/01, all'articolo 1 recita che le armi aventi le anzidette caratteristiche hanno modesta capacità offensiva, non assimilabile alle armi comuni da sparo. Mentre, poi, la loro produzione e importazione sono subordinate alla verifica di conformità, per la quale è prevista una particolare procedura (articolo 2 dello stesso Dm), la detenzione (articolo 8) non comporta l'obbligo di denuncia previsto dall'articolo 38 rd 773/31 e non è sottoposta ai limiti stabiliti per le armi comuni da sparo dall'articolo 10 seso comma della legge 110/75; il porto, infine, non è sottoposto ad autorizzazione dell'autorità di pubblica sicurezza (articolo 9).
Posto, dunque, che è positivamente determinato il regime legale vigente per le armi ad aria compressa capaci di erogare un'energia cinetica non superiore a 7,5 joule la decisione adottata dalla corte territoriale e le argomentazioni che la sorreggono sono inficiate da evidenti errori di diritto. Avendo, infatti, il legislatore con norme di univoco, tassativo tenore ridisegnato l'ambito delle armi comuni da sparo, liberalizzando la detenzione e il porto di quelle escluse da tale categoria, definite "armi con modesta capacità offensiva", l'indagine giudiziale deve limitarsi all'accertamento della potenzialità dell'arma al limite indicato nell'articolo 2, terzo comma, della legge 110/75, nel testo riformato dall'articolo 11, secondo comma della legge 526/99.
con specifico riferimento al caso in esame, deve rilevarsi che, da una parte, il ritardo nell'aggiornamento del catalogo delle armi comuni da sparo è una situazione di fatto contra legem e, perciò, inidonea a determinare qualsiasi effetto giuridico e, dall'altra parte, il laconico riferimento alla "potenza lesiva" dell'arma in sequestro, oltre a essere assolutamente generico, è inconducente ai fini della decisione, poiché la modesta capacità offensiva dell'arma è presunta per legge in modo assoluto e, quindi, non è ammessa la prova contraria. Alla stregua delle considerazioni che precedono, la sentenza impugnata va annullata senza rinvio dovendo pronunciarsi nei confronti del ricorrente sentenza assolutoria con la formula indicata in dispositivo.
© Tutti i diritti riservati - Edisport Editoriale SPA - Armi e Tiro
....Uno stato si può definire civile quando tutti possiedono armi e nessuno le usa contro i propri simili.....
Messaggioda wasky » 9 novembre 2005, 4:38
finalmente, proprio in questi gg mi era capitata un FWB 300 non bancata, ma <7.5 J
grazie lorens per la notizia, che ho preferito ,mettere in rilivevo
Messaggioda lorensbel » 11 novembre 2005, 14:08
Bhè, che giuridicamente con questa sentenza si sia creato un precedente gioca certo a nostro favore ma,questo non implica che i procedimenti corretti per detenere in regola una depotenziata siano cambiati.
Infatti nessun'armiere ti venderà mai una diana 75 non bancata come libera se non possiedi il p.a.
Diciamo però che sta sentenza potrà venire comoda qual'ora che si scopra di avere una vecchia carabina o una pistola che il nonno si era dimenticato di denunciare ,questo sempre che la stessa sia sotto ai 7,5j.
Iscritto il: 14 novembre 2005, 11:25
Messaggioda fastman » 21 novembre 2005, 22:57
Riapro il topic per porvi un quesito che mi assilla proprio da qualche giorno ed adesso forse qui ho trovato la risposta:
non vi sto a spiegare come sono entrato in possesso proprio ora di una strana pistola marca gamo modello center di una ventina d'anni fa. questa riporta il classico punzone estero F nel pentagono, la matricola e la marca. non ha punzonature del banco nazionale, però: forse è stata introdotta da fuori? è abusiva? nel catalogo nazionale è bancata come arma comune. le persone che erano con me al momento del ritrovamento mi hanno consigliato di portarla in questura, e questo è quello che voglio fare. Aspetto vostri consigli.
manninof - www.toscanafieldtarget.org
Essere uomini di valore è meglio che essere uomini di successo (A.E.)
La vita è troppo breve per bere del vino cattivo (O.W.)
Messaggioda wasky » 21 novembre 2005, 23:05
la stessa cosa della FWB 300 di vin-lap credo che per il momento serva la denuncia fastman o debba essere mandata a gardone , mi spiegava a roma la trafila vincenzo, perche ero interessato alla sua FWB
PS: il tuo post si distruggerà in 20 sec
Messaggioda lorensbel » 11 gennaio 2006, 19:23
Non vorrei dire inesattezze però mi pare che vi sia già una sentenza per armi non catalogate in Italia ma,con la F del banco tedesco,mi pare che il tutto si risolse aon l'assoluzione dell'imputato in quanto l'arma non era più assimilabile a quelle sottoposte a legge 110/75 e non si possono ritenere nemmeno armi illegali o cladestine dato che se i pallini non superano i 7,5j alla bocca non sono comunque classificabili come armi sottoposte a legge 110/75.
Il consiglio è comunque giusto quello di portarla in caserma (o meglio ancora fai venire loro nel luogo dove l'hai trovata...a scanso di problemi legali) dalla polizia e richiedere che venga fatta bancare al BNP,il problema nasce però dal fatto che non esiste documentazione di quell'arma e quindi potrebbero anche ordinarne la distruzione perchè clandestina.
Messaggioda fastman » 12 gennaio 2006, 8:21
Carlo5 ha scritto: Sembra la copia esatta di un arma che ha un mio amico se non ricordo male una Franchi mi informero meglio e bancata come arma comune anche se non raggiunge i 130 m/s
nella pistola nella foto mancha la tacca di mira?
Sì Carlo è una Franchi ma è prodotta dalla Gamo, i m/s sono anche meno di quelli che citi tu e in effetti in italia è bancata come arma comune. La tacca di mira non c'era, tra l'altro ho visto che su chambers ci sono tutti i ricambi
http://www.chambersgunmakers.co.uk/ASI% ... 20plan.htm
tra l'altro mi sono già informato in questura, purtroppo se era già bancata in italia anche se arma comune si poteva sistemare legalmente e punzonare come depo, non avendo il punzone è clandestina e va distrutta
Iscritto il: 15 gennaio 2006, 18:01
Località: Roma - Diana 35 - CZ 200-T AA - Beretta 92FS Co2 Humarex
Contatta gprov
Messaggioda gprov » 15 gennaio 2006, 20:58
fastman ha scritto: ................................ non avendo il punzone è clandestina e va distrutta
...Non ne sono mica così certo.... perchè non scrivi al giudice Mori per farti cosigliare?
Messaggioda Kurtzzz » 5 maggio 2006, 20:53
..purtroppo.... dovresti consegnarla chiedendo di avviare la procedura per "farla bancare", ovvero spendere una cifra esorbitante...... sul serio.... conviene?
Messaggioda lorensbel » 1 luglio 2006, 17:01
Kurtzzz ha scritto: ..purtroppo.... dovresti consegnarla chiedendo di avviare la procedura per "farla bancare", ovvero spendere una cifra esorbitante...... sul serio.... conviene?
No kurtzzz non è detto, con circa 50 euro ce la si cava, il lato negativo è che 50 euro (fra marche da bollo(30 euro) e spedizione tramite armeria)) sono circa il valore dell'arma da nuova quindi il gioco non vale la candela di diverso valore sarebbe la procedura con una vecchia match tipo una diana 75 o una FWB 124,300 etc.La stessa procedura la sto facendo io tramite armeria per far derubricare una mauser sl300,e posso solo dire che la spesa (escluso l'acquisto della carabina) è la sùddètta,non elevata purtroppo la procedura del ministero non è stata così celere (in attesa da circa 3 messi e con la previsione di almeno altri 10 a causa dell'insediamento della nuova commissione armi del ministero) come quella del BNP di Gardone (che ha risolto tutto in 15 minuto d'orologio).
Messaggioda Kurtzzz » 2 luglio 2006, 15:49
...ma stiamo parlando del passaggio di "una vecchia catalogata" a depo (e punzonatura)... oppure di "mai catalogata, mai bancata"? perchè nel secondo caso il "preventivo" che era venuto fuori con l'armiere di turno era moolto moolto più alto (sarà pure che per lui l'effetto dissuasivo sarebbe stato in sicuro vantaggio commerciale).
Messaggioda lorensbel » 5 luglio 2006, 20:29
Kurtzzz ha scritto: ...ma stiamo parlando del passaggio di "una vecchia catalogata" a depo (e punzonatura)... oppure di "mai catalogata, mai bancata"? perchè nel secondo caso il "preventivo" che era venuto fuori con l'armiere di turno era moolto moolto più alto (sarà pure che per lui l'effetto dissuasivo sarebbe stato in sicuro vantaggio commerciale).
Già è vero, infatti la differenza sostanziale sta nel fatto che non essendo catalogata nemmeno come modello full risulterebbe a tutti gli effetti come arma clandestina e quindi da ribancare.
Il bello è che le bancature per le armi "nuove" le possono esegire solo le armerie autorizzate e gli importatori ufficiali,anche se comunque non mi pare che la spesa supererebbe i 100 euro ci sarebbero da aggiungere ancora circa 50 euro per marche da bollo varie ed autorizzazioni ministeriali senza contare che si dovrebbe lasciare l'arma dai CC perchè come clandestina non potrebbe nemmeno essere toccata dopo il ritrovamento.
Messaggioda Kurtzzz » 5 luglio 2006, 23:07
....li supera, li supera..... e di molto, sempre presa con le molle (per ovvi motivi... ed inoltre non ho mai avuto nessuna esperienza di questo tipo, quindi sono costretto a prendere per oro colato le parole dell'armiere) si parlava di un costo complessivo superiore agli 800 euro e tempi superiori ai sei mesi.
ma parliamo di una qualsiasi arma che possa essere ricondotta "al circuito legale"... una "qualunque cosa" non catalogata presente sul territorio dello stato... come ci è finita????