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Timestamp: 2018-07-18 16:38:03+00:00
Document Index: 58078025

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3', 'sentenza ']

Legittimo annullamento della procedura prima dell’aggiudicazione definitiva, esercizio, non irragionevole, del potere discrezionale della Stazione Appaltante
L’infondatezza delle censure dedotte con la domanda impugnatoria e le considerazioni prima svolte sulla mancanza di colpa amministrativa esclude che possa trovare accoglimento la domanda risarcitoria proposta dall’appellante.
si deve convenire con l’amministrazione che ricorreva una situazione di oggettiva incertezza in merito all’originaria produzione del documento di che trattasi, alle cause del suo mancato rinvenimento ed ai connessi profili di responsabilità.
La sussistenza di detta obiettiva ed insanabile incertezza, a fronte delle antitetiche ricostruzioni offerte dalle due parti, ha condotto l’amministrazione alla decisione di annullare integralmente la gara onde evitare le contestazioni giurisdizionali che sarebbero state mosse in caso di aggiudicazione in favore di una delle due imprese contendenti.
Vanno a questo punto esaminate le censure proposte in primo grado con eccezione di quella relativa alla mancanza documentale che ha condotto alla rammentata determinazione in autotutela;.
a) non è fondata la censura con la quale si deduce la violazione della normativa in materia di avvalimento nonché delle norme al riguardo dettate alla lex specialis, posto che la documentazione prodotta dalla società mandataria Controinteressata due s.r.l dimostra in modo idoneo, ai sensi degli artt. 49 e 50 del codice dei contratti pubblici, la volontà della mandataria di avvalersi dei requisiti e della certificazione di qualità della società ALFA s.a.a., l’ambito dell’avvalimento e l’impegno corrispondente assunto dall’ impresa ausiliaria a mettere a disposizione tutte le risorse necessarie, mentre è rimessa alla fase dell’esecuzione del contratto e dei relativi controlli da parte della stazione appaltante la verifica in ordine all’effettiva utilizzazione delle risorse di che trattasi in esecuzione del contratto di avvalimento;
b)non sussiste la dedotta violazione dell’art. 49, comma 6, del codice dei contratti pubblici, richiamato dall’art. 4 del disciplinare, in quanto la normativa in esame esclude l’utilizzo di più imprese ausiliarie per ciascuna categoria di qualificazione, non già il cumulo, nella specie verificatosi per la categoria OG2, tra avvalimento e associazione di una mandante;
c)l’interpretazione teleologicamente orientata dell’art. 6 del disciplinare fa sì che, in caso di utilizzo del certificazione di qualità dell’ impresa ausiliaria, l’impresa concorrente che se ne avvalga possa godere del beneficio, ex art. 75, comma 7, del codice dei contratti pubblici, della riduzione alla metà dell’importo della garanzia;
d)la dedotta dichiarazione del raggruppamento di voler subappaltare opere scorporabili non subappaltabili non conduce all’esclusione del raggruppamento ove questo sia dotato della relativa qualificazione ma impedisce solo l’effettiva subappaltabilità di dette opere;
e)dall’esame della documentazione in atti si evince che non sussiste, in capo al raggruppamento aggiudicatario, una carenza nell’abilitazione per gli impianti di cui alla legge n. 46/11 990 sanzionata dal bando con l’esclusione dalla procedura;
f)l’autonomia della nuova procedura rispetto a quello oggetto di annullamento in autotutela non consente di valutare positivamente le censure volte a stigmatizzare le diverse regole scelte dalla stazione appaltante nell’esercizio, non irragionevole, del suo potere discrezionale.
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 8043 del 15 novembre 2010 pronunciata dal Consiglio di Stato
N. 08043/2010 REG.SEN.
N. 10013/2009 REG.RIC.
Ricorrente S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Massimo Caiano e Antonio Ausiello, con domicilio eletto presso Alessandro Trani in Roma, p.zza Dante, 12;
Comune di Portici, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Silvano Tozzi, con domicilio eletto presso Studio Visone in Roma, via del Seminario, 113/116;
Ati Controinteressata Srl, quale Mandante Ati Controinteressata due Arte Srl-Controinteressata Srl;
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE VIII n. 07696/2009, resa tra le parti, concernente della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE VIII n. 07696/2009, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO LAVORI DI RESTAURO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE EX “PALAZZO CAPOSELE” – RIS.DANNI.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 luglio 2010 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti gli avvocati Ausiello e Tozzi;
1.Il giudizio ha ad oggetto la procedura di gara indetta dal Comune di Portici per l’affidamento dei lavori di restauro e adeguamento funzionale a sede universitaria per corsi di specializzazione del fabbricato di proprietà comunale ex “Palazzo Caposele” con importo a base d’asta di Euro 7.064.379,16 (categorie OG2 e OG11), da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso, all’esito della quale è stata disposta l’aggiudicazione provvisoria in favore della costituenda associazione temporanea di imprese Controinteressata due s.r.l. – Controinteressata s.r.l.., mentre seconda graduata è risultata la società CO.GE.DI. s.r.l..
– in seguito alle doglianze espresse dalla ricorrente nel primo motivo del ricorso originario in ordine alla mancata allegazione da parte della Controinteressata due della dichiarazione di cessazione dalla carica di amministratore e di direttore tecnico del Sig. Giacomo Ascione (oggetto del primo motivo di illegittimità del ricorso introduttivo), la stazione appaltante ha invitato l’aggiudicataria provvisoria a fornire le proprie giustificazioni e controdeduzioni;
– l’a.t.i. Itiner ha rappresentato di aver trasmesso a suo tempo, in plico sigillato, la documentazione richiesta dalla lex specialis di gara, in seguito esaminata dalla commissione di gara che ne ha verificato la completezza, ammettendo il raggruppamento al prosieguo delle operazioni di gara concluse con l’aggiudicazione provvisoria;
– ad ogni buon fine, l’a.t.i. Itiner ha trasmesso copia della dichiarazione prevista dall’art. 3 lett. a) del disciplinare a suo tempo presentata in sede di gara, diffidando espressamente l’Amministrazione dal procedere alla revoca dell’aggiudicazione;
– sulla base del parere fornito dall’Avvocatura Comunale la stazione appaltante, in sede di verifica della regolarità formale dell’operato della commissione di gara ai sensi degli artt. 11 e 12 D.Lgs. 163/2006, ha riscontrato che solo successivamente alla pacifica conclusione delle operazioni di gara è emersa una contestazione sulla completezza della documentazione prodotta dalle imprese partecipanti che (anche a causa della mancata previsione di specifiche modalità di elencazione e numerazione delle pagine) ha determinato una situazione di oggettiva incertezza “sia in relazione alla presenza o meno del documento di cui si tratta, sia in relazione alla sussistenza di strumenti sicuramente attendibili per l’oggettivo riscontro dell’accaduto e delle relative responsabilità”;
– tenuto conto di tale “situazione di obiettiva insanabile incertezza che, incolpevolmente venutasi a determinare, risulta tale da compromettere l’esito sicuramente imparziale, e scevro da possibili contenziosi, della stessa procedura” l’Amministrazione ha disposto l’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione provvisoria in favore dell’a.t.i. Itiner ed inoltre anche dell’intera gara d’appalto, stabilendo di indire una nuova procedura con separato provvedimento.
3. Si deve in via preliminare analizzare il motivo di ricorso con il quale parte appellante contesta la dichiarazione di irricevibilità del ricorso per motivi aggiunti pronunciata dal Tribunale muovendo dall’assunto dell’ applicabilità ai motivi aggiunti del dimezzamento dei termini processuali sancito dall’art. 23 bis della legge n. 1034/1971.
La Sezione condivide, infatti, l’interpretazione sostenuta dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (decisione 15 aprile 2010, n. 2155), secondo cui alla proposizione di motivi aggiunti in tema di contenzioso relativo agli appalti non si applica il dimezzamento del termine previsto dall’art. 23 bis, comma 2, l. 1034/1971 in quanto, anche con riguardo ai motivi aggiunti come per il ricorso introduttivo va considerata l’esigenza di garantire la piena effettività del diritto di difesa. La “ratio” sottesa alla scelta del legislatore di mantenere il termine ordinario di 60 giorni per la proposizione del ricorso introduttivo, scelta finalizzata a favorire la tutela e l’esercizio del diritto di difesa, può rinvenirsi in via interpretativa anche per la proposizione dei motivi aggiunti, senza che sia però necessario distinguere tra i diversi tipi di motivi aggiunti.
Va rammentato che con il primo motivo del ricorso originario la parte oggi appellante aveva impugnato l’aggiudicazione provvisoria deducendo la mancata allegazione da parte della Controinteressata due della dichiarazione di cessazione dalla carica di amministratore e di direttore tecnico del Sig. Giacomo Ascione (oggetto del primo motivo di illegittimità del ricorso introduttivo).
A fronte, infatti, delle indicazioni dell’appellante e del dato obiettivo dell’assenza del documento al momento del contenzioso, l’amministrazione ha appurato che : a) l’a.t.i. Itiner ha rappresentato di aver trasmesso a suo tempo, in plico sigillato, la documentazione richiesta dalla lex specialis di gara; b)la commissione di gara ne ha verificato la completezza, ammettendo il raggruppamento al prosieguo delle operazioni di gara concluse con l’aggiudicazione provvisoria; c) l’a.t.i. Itiner ha successivamente trasmesso copia della dichiarazione prevista dall’art. 3 lett. a) del disciplinare a suo tempo presentata in sede di gara, diffidando espressamente l’Amministrazione dal procedere alla revoca dell’aggiudicazione.
Se a tali dati – la verifica positiva della completezza della documentazione da parte della Commissione e la mancanza di contestazioni prima della conclusione della procedura- si aggiunge la decisiva circostanza che la disciplina di gara non prevedeva specifiche previsioni di specifiche modalità di elencazione e numerazione delle pagine, si deve convenire con l’amministrazione che ricorreva una situazione di oggettiva incertezza in merito all’originaria produzione del documento di che trattasi, alle cause del suo mancato rinvenimento ed ai connessi profili di responsabilità. La sussistenza di detta obiettiva ed insanabile incertezza, a fronte delle antitetiche ricostruzioni offerte dalle due parti, ha condotto l’amministrazione alla decisione di annullare integralmente la gara onde evitare le contestazioni giurisdizionali che sarebbero state mosse in ccadso sdi aggiudicazione in favore di una delle due imprese contendenti.
e)dall’esame della documentazione in atti si evince che non sussiste, in capo al raggruppamento aggiudicatario, una carenza nell’abilitazione per gli impianti di cui alla legge n. 46/11
990 sanzionata dal bando con l’esclusione dalla procedura;
.5. L’appello va, in definitiva, respinto, con conferma, pur se con diversa motivazione., della sentenza gravata.