Source: http://www.nonprofitoggi.it/2013/06/21/regime-agevolato-ex-legge-3981991-come-funziona/?replytocom=200
Timestamp: 2020-02-26 10:09:09+00:00
Document Index: 121608755

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'art. 148', 'art. 25', 'art. 143', 'art. 20', 'art. 143', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 143', 'art. 148', 'art. 148', 'art.144', 'art. 148', 'art. 67', 'art. 2409', 'art. 10', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 148', 'art. 67', 'art. 69', 'art. 32', 'art. 74', 'art. 6', 'art.6', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 148', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 1', 'art. 73', 'art. 75', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 90', 'art. 5', 'art.111', 'art. 4']

Regime agevolato ex legge 398/1991: come funziona? | Non Profit Oggi
21 Jun , 13
Chi può applicare il regime agevolato previsto dalla legge n. 391/1991?
L’introduzione delle legge n. 398 del 1991 ha apportato importanti novità nel panorama normativo del terzo settore, a favore di quegli enti che, accanto all’attività istituzionale intendono svolgere anche una attività di natura commerciale.
Quali requisiti sono necessari per l’accesso al regime?
Hanno accesso al regime 398/91 gli enti associativi che contemporaneamente:
Non perseguono finalità di lucro nello svolgimento dell’attività istituzionale;
Svolgono un’attività sportiva riconosciuta dal Coni (dunque risultano iscritte nel relativo registro) e sono affiliate ad una Federazione Sportiva Nazionale o ad un Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni (se trattasi di associazioni o società sportive dilettantistiche).
Restano, invece, esclusi dal predetto limite:
I proventi conseguiti nello svolgimento delle attività connesse alle istituzionali;
I proventi ex art. 143 c. 1 Tuir;
I proventi di cui all’art. 148 c. 3 Tuir.
opzione che si esprime mediante comportamento concludente, da manifestarsi a inizio anno o dall’inizio dell’attività;
Entro il 31/12 dell’anno precedente a quello di esercizio dell’opzione, la scelta deve essere comunicata alla SIAE competente per territorio, ente che sarà poi deputato ai controlli.
L’opzione è vincolante per almeno 5 anni, salvo il superamento del limite dei 250.000 euro.
Quali sono le agevolazioni ai fini Ires introdotte dal regime 398/91?
Gli enti associativi che optano per il regime 398/91 determinano la base ai fini Ires applicando l’aliquota del 3% al totale dei proventi commerciali e aggiungendo, al risultato così ottenuto, le plusvalenze patrimoniali, interamente tassate[1].
Non concorrono a formare la base imponibile ai fini Ires, secondo le disposizioni della legge 133/99 (art. 25, c. 2, lett. a) e b)):
proventi derivanti da raccolte pubbliche di fondi, come previsto dall’art. 143, comma 2-bis lett. a) del Tuir, effettuate occasionalmente e in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, anche mediante la vendita di beni o servizi di modico valore, a fronte di offerte non commisurate al valore del bene o servizio offerto. L’esclusione vale solo se vengono rispettati i seguenti limiti:
redazione, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, del rendiconto di ciascun evento di raccolta, ai sensi dell’art. 20 DPR 600/1973[2].
Per un maggior approfondimento si rinvia alla Rivista N. 6 – giugno 2013.
[1] Le società sportive dilettantistiche applicano, invece, il coefficiente del 3% al totale dei proventi e componenti positivi di reddito, in quanto qualsiasi entrata, sia istituzionale sia commerciale, è attratta nel reddito d’impresa.
[2] Secondo quanto precisato nella circolare Agenzia Entrate n. 9/E del 24/4/13, la mancata redazione del rendiconto di raccolta fondi è sanzionabile con la sanzione amministrativa, da euro 1.032 ad euro 7.746, prevista in materia di violazioni degli obblighi relativi alla contabilità (ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471), ma non è causa di fuoriuscita dal regime. In caso di impossibilità di ricostruzione dei dati, attraverso la contabilità, relativi agli eventi, i proventi ad essi relativi verranno considerati di natura commerciale.
Enrico Cosenza - Consulente del lavoro / 29 luglio 2013
Buongiorno Manila, se una A.P.S. che si occupa di promozione e divulgazione della cultura ludica, del gioco creativo e del giocattolo tradizionali, stipula con un Ente pubblico locale una convenzione per attività di dopo-scuola con i bambini (attività non espressamente indicata tra gli scopi dell’Associazione), il contributo economico che per tale attività viene percepito deve essere considerato come riveniente da attività commerciale?
Enrico Cosenza – Consulente del lavoro
l’art. 143 del Tuir, prevede, al comma 2, lettera b) che, non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 73 (…) i contributi corrisposti da Amministrazioni pubbliche ai predetti enti per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di cui all’articolo 8, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dall’articolo 9, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, di attivita’ aventi finalita’ sociali esercitate in conformita’ ai fini istituzionali degli enti stessi.
Pertanto, affinchè l’attività possa essere considerata non commerciale è necessario che sia ricompresa tra le finalità statutarie dall’ente. Il consiglio è, se possibile, di ampliare lo statuto, ricomprendendo l’attività in esame tra quelle strumentali al perseguimento dei fini istituzionali.
Enrico / 31 luglio 2013
Grazie 1.000 Manila e buon lavoro anche a te!
susanna / 4 agosto 2013
Salve Manila, un’ADS con P.I., costituita per la promozione di uno sport e che occasionalmente eserciterà attività commercial (vendita di gagets)va iscritta nel registro imprese? E per tale attività deve emettere icevuta fiscale?
se l’asd esercita attività commerciale, anche in via occasionale, non ha l’obbligo di iscrizione al registro imprese, ma eventualmente al REA.
L’obbligo di emissione della ricevuta o fattura dipende dal regime fiscale cui si sceglie di aderire. Ad esempio nel regime ex legge n. 398/91 ci sono una serie di semplificazioni legate alla realizzazione dell’attività commerciale svolta.
Enzo Cerni / 13 agosto 2013
Buongiorno Manila, vorrei porre una domanda che riguarda la legge 398/1991 applicata dalle associazioni,un socio o dirigente pro loco che somministra prodotti alimentari in una sagra organizatta dalla stessa, può essere retribuito e restare legato a tale legge hai fini fiscali? Grazie
Manila Antomarioni / 10 settembre 2013
l’assoggettamento alla legge n. 398/91 richiede il rispetto dei requisiti di cui all’art. 148 del Tuir, tra cui il rispetto del divieto di distribuzione diretta e indiretta di utili. Se tale ultima evenienza non si configura, non vedo particolari problemi.
carlo / 14 agosto 2013
Buongiorno Manila,
1)una APS, puo fare pubblicita’ delle proprie iniziative anche ai non soci utilizzando mail list o siti internet?
2)Se usa un sito internet per i suoi scopi fra i quali promuovere le proprie iniziative e’ normale che nel sito stesso non sia indicato l’esatta tipologia di ass. e solo stralci di statuto ?
3)Ricordo che per certe attivita le ass. sono limitate e ad esempio l’organizzare viaggi o vacanze, il socio deve essere iscritto nei registri da almeno 3 mesi, ti risulta ?
una aps può promuovere le sue iniziative tramite il sito internet o altre forme, anche allo scopo di trovare nuovi aderenti.
Non esiste alcun obbligo di indicare sul proprio sito l’esatta tipologia di ente, tuttavia ritengo che la pubblicazione dello statuto sul sito sia indice di trasparenza e un un valido strumento che consente ai potenziali nuovi soci di valutare l’opportunità di entrare a far parte dell’ente, condividendone scopi, diritti e doveri.
L’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, secondo il disposto dell’art. 148 c.4 del Tuir, è attività per natura commerciale. è istituzionale solo se svolta dalle associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all’articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno.
Antonio Ruiu / 21 agosto 2013
Siamo un gruppo di amici intenzionati a costituire un’associazione culturale per la diffusione delle cupole geodetiche a scopo abitativo e agricolo (serre, magazzini….).
Vorremmo svolgere anche dei corsi pratici per la loro costruzione, rivolti ai Soci. Questi corsi saranno a pagamento. Possiamo fare i corsi e con quali limitazioni?
l’attività rivolta ai soci, a patto che lo statuto contenga tutte le clausole di cui all’art. 148 c.8 Tuir, è, ai sensi dello stesso articolo (c.3), considerata attività istituzionale. Pertanto, se i corsi sono funzionali al perseguimento del più ampio fine istituzionale dell’ente, valgono le regole del predetto articolo.
Fedele Frare / 29 agosto 2013
Una scuola dell’infanzia parificata gestita dalla parrocchia, che ottiene contributi pubblici, con n. 5 dipendenti con regolare stipendio, con entrate complessivamente di € 100.000,00 (contributi pubblici compresi) e pari uscite, quali registri obbligatori è tenuta ad avere ? Può essere parificata ad una Società Sportiva Dilettantistica (legge (398/91)? Deve fare la dichiarazione dei redditi ? Indicativamente la parcella del professionista a quanto può ammontare (tenuta paghe e contabilità) ? Grazie.
Da una prima lettura sembrerebbe che l’attività della scuola paritaria rientri tra le finalità istituzionali dell’ente, quindi si tratterebbe di attività istituzionale, soggetta all’unico obbligo di redazione del bilancio o rendiconto annuale.
Poichè l’ente gestisce personale dipendente è obbligato alla compilazione ed invio del Modello Irap e conseguente versamento dell’imposta eventualmente dovuta (oltre che alla presentazione del Modello 770/s per il personale dipendente).
La parcella di un professionista per la gestione contabile e del lavoro varia in relazione al numero dei movimenti annui e alla complessità della gestione, pertanto non è possibile formulare un preventivo in assenza di maggiori informazioni.
Gaetano / 1 settembre 2013
Buongiorno Manila, faccio parte di un’associazione religiosa, una confraternita, che organizza una festa in occasione della Madonna delle Grazie, chiaramente per metterla in piedi sosteniamo delle spese, ma abbiamo anche delle entrate legate alle offerte della popolazione, a delle sponsorizzazione delle attività commerciali e facciamo anche una lotteria, durante il corso dell’anno realizziamo anche dei gadget. dei tornei sportivi (calcio) e uno stand per la somministrazione di cibi e bevande. Possiamo aderire a qualche regime agevolato (398/1991), quali sono gli obblighi fiscali e contabili, essendo dotati solo di codice fiscale, abbiamo a disposizione qualche agevolazione? In attesa della Sua risposta La ringrazio anticipatamente.
le entrate legate agli eventi di raccolta pubblica di fondi, anche con cessione di beni di modico valore, ai sensi dell’art. 143 del tuir, non sono entrate di natura commerciale e questa è già la prima agevolazione per tutti gli enti non profit.
Se l’ente svolge solo attività istituzionale non ha particolari obblighi di natura contabile o fiscali, salvo la redazione e approvazione del bilancio o rendiconto annuale. Certo, per la produzione di un bilancio o rendiconto è necessaria una seppur minima contabilità.
L’adesione al regime 398/91 è applicabile a tutte le associazioni senza scopo di lucro, ma l’opzione richiede l’apertura della partita iva, con la quale esercitare l’attività di natura commerciale (es. sponsorizzazioni).
Le agevolazioni previste per le associazioni religiose sono le stesse previste per tutti gli enti di natura associativa e sono contenute nell’art. 148 del tuir.
mirko / 10 settembre 2013
una a.s.d. che fa somministrazione di cibi e bevande durante tutto l’anno ha la possibilità di avere una doppia fiscalizzazione (cioè una vera e propria cassa che emette scontrini)al fine di praticare una vera vendita e quindi dividere la parte istituzionale da quella commerciale in modo da poter recuperare l’iva che in caso contrario rimarrebbe a carico dell’ asd?
la somministrazione di alimenti e bevande è per natura attività commerciale. Il regime fiscale scelto per la gestione dell’attività commerciale può essere scelto in base a calcoli di convenienza. Pertanto puoi gestirla con il metodo ordinario “iva da iva” se lo ritieni più vantaggioso. La 398 non è scelta obbligata, ma spesso risulta più conveniente soprattutto per l’agevolazione ai fini Ires.
Danilo / 5 novembre 2013
Ma se una associazione svolge attività di somministrazione PASTI, le entrate e quindi l’IVA incassata deve essere versata sempre al 50% con la 398 oppure non rientra e deve emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale?
Grazie mille Danilo
Manila Antomarioni / 6 novembre 2013
sì valgono le regole ordinarie per la 398/91 se l’associazione adotta questo regime fiscale.
Danilo / 6 novembre 2013
il dubbio che abbiamo avuto è stato che alcuni ci hanno contestato il fatto che la ristorazione sia diversa dalla “vendita di bevande o panini” (tipico bar del circolo) e che quindi se facciamo vera e propria “ristorazione” al tavolo verso i soci dobbiamo installare un registratore di cassa o ricevuta fiscale e quindi l’attività è commerciale indipendentemente dal fatto che siamo una APS. Grazie mille in anticipo
chiara manessi / 10 settembre 2013
una associazione non riconosciuta che svolge attività culturale, ricreativa e di hobbystica intende organizzare mensilmente dei corsi di varia natura, concerti, mostre, conferenze ed altri eventi connessi all’arte e alle sue varie espressioni. In occasione di questi eventi l’associazione vorrebbe far pagare un ingresso simbolico di circa 5 Euro giusto per coprire le spese di locazione dei locali e organizzazione. Preciso che gli eventi sono aperti ai soci ed anche a terzi.
Chiedo cortesemente se considerata l’abitualità e l’apertura a terzi dei suddetti eventi l’associazione debba aprire partita iva e considerare le attività svolte come “commerciali”.
In tal caso ritieni sia applicabile ai fini IRES e IVA la Legge 398/91 anche se l’associazione non è riconosciuta?
l’attività culturale rivolta a terzi a pagamento ritengo che debba considerarsi di natura commerciale, non potendo applicare le agevolazioni dell’art. 148 del Tuir.
Ritengo applicabile le legge 398 in quanto a nulla rileva il riconoscimento o meno della personalità giuridica. Infatti la 398 è rivolta a tutte le associazioni senza scopo di lucro.
Luca Centra / 11 settembre 2013
Le vorrei chiedere un paio di chiarimenti sulla 398/91.Si tratta di una APS. I dubbi sono;
–	deve essere ancora fatta la comunicazione alla SIAE? Se sì, siccome deve essere fatta prima dell’inizio dell’esercizio, in caso di inizio attività in corso d’anno come funziona?
–	Nella 398/91 non è necessario emettere fattura (a parte pubblicità e sponsorizzazione), né ricevute. Se le prestazioni si riferiscono ad esempio ad eventi, quali convegni culturali o simili, farei rilasciare dei biglietti di entrata con indicazione dei dati dell’evento, dell’importo pagato e del nominativo del partecipante. Ma in teoria non sarebbe obbligatorio, giusto? E il timbro siae sui biglietti dovrebbe essere messo solo se si tratta di intrattenimento. Giusto?
–	Ultima cosa (prometto): registro IVA minori. La legge dice che si possono annotare sul registro i corrispettivi con un’unica registrazione. Il che significa che in teoria posso fare un’unica scrittura mensile di corrispettivi senza nessun documento a supporto? E il registro minori può essere solo manuale?
Manila Antomarioni / 12 settembre 2013
premesso che la disciplina della l. 398/91 e le varie circolari/risoluzioni ad essa inerenti non esauriscono tutti i dubbi… proverò a rispondere per punti:
– la comunicazione alla Siae deve ancora essere fatta, anche se l’attività è già stata avviata, indicando la data di inizio. Vale comunque il comportamento concludente ai fini dell’applicabilità del regime agevolato.
– per il discorso biglietti, rilascio titoli di accesso, certificazione dei corrispettivi ecc, ti può tornare utile consultare il vademecum della siae che trovi al seguente link: http://www.siae.it/documents/Erario_normativa_DisciplinaErariale.pdf?50258
– il registro iva minori non è chiaro se debba essere solo manuale o meno. Tuttavia, anche sulla base di quanto ho avuto modo di constatare nella prassi, se il registro compilato dal software di gestione contabile (credo che sia questo il punto!!) contiene le stesse informazioni richieste dal D.M. 11/2/97, ritengo che non possa essere nulla eccepito dall’Amministrazione Finanziaria o dalla Siae.
Luca Centra / 12 settembre 2013
Scusi ho reinserito la richiesta perché non mi era comparsa sul video e pensavo di aver sbagliato qualcosa ieri nell’invio.
Comunque grazie delle risposte. Il mio dubbio sulla comunicazione era se eventuali movimenti intervenuti prima della comunicazione potevano essere considerati non rientranti nel regime agevolato (secondo me non avrebbe senso, ma sa, nella genericità della 398 come dice lei…)
Manuele / 13 settembre 2013
vorrei chiederle il motivo per cui, anche nella sua pagina, viene spesso riportato “associazione senza scopo di lucro”. Non è normale che un’associazione sia senza scopo di lucro? La ringrazio.
Manila Antomarioni / 16 settembre 2013
Salve Manuele,
è normale che l’associazione sia un ente senza scopo di lucro… ma non è scontato!
Giada / 13 settembre 2013
Gentile Manila, desidero un chiarimento riguardo la contabilità di una associazione non profit che svolge anche attività commerciale(esclusivamente in linea con gli scopi istituzionali): avendo optato per il regime 398, permane l’obbligo della contabilità separata tra costi di natura istituzionale e quelli di natura commerciale, come dettato dall’art.144 TUIR? Preciso che provvediamo alla compilazione del registro 398 e all’indicazione in bilancio dell’importo dei ricavi di natura commerciale, mentre non facciamo nessuna distinzione sui costi che, se non si può affermare che sono tutti esclusivamente istituzionale, al massimo alcuni possono essere promiscui, come per esempio le spese del personale.
effettivamente non c’è coordinamento tra le due norme. Sembrerebbe sensato pensare che, se la 398 consente tutta una serie di semplificazioni contabili, potrebbe non risultare coerente dover strutturare un sistema (più o meno complesso) di contabilità separata. Vero è che tale separazione potrebbe tornare utile in sede di definizione delle basi imponibili Irap (istituzionale e commerciale), dove, nella base istituzionale, si rende necessario computare il costo del lavoro attribuibile a tale tipologia di attività.
Veronica / 16 settembre 2013
vorrei un chiarimento sul regime agevolato 398/1991: una associazione di promozione sociale (che quindi ha la dicitura di associazione senza scopo di lucro nello statuto) che però NON sia affiliata ad enti nazionali sportivi/non sportivi (coni, aics, arci, etc..) può comunque beneficiare delle agevolazioni fiscali? Ho letto il suo articolo e nelle prime mi sembrerebbe di si ma nella tabella riepilogativa subito sotto parla di contemporaneità di 2 requisiti: assenza di lucro e iscrizione/affiliazione ad ente. La ringrazio anticipatamente per il chiarimento.
Manila Antomarioni / 19 settembre 2013
l’affiliazione è necessaria solo per le sportive, non anche per le altre categorie di enti associativi.
CARLA / 16 settembre 2013
BUONASERA AVREI UNA DOMANDA DA PORLE ABBIAMO UN ASSOCIAZIONE CULTURALE CION SPACCIO INTERNO DI CRISTALLI PER I SOCI MA PURTROPPO ABBIAMO LE VETRINE CHIUSE DA DELLE TENDE COME OBBLIGO DI LEGGE APPLICANDO QUESTO REGIME AGEVOLATO CON APERTURA DI PARTIRA IVA SI POTREBBERO APRIRE LE VETRINE METTENDO I NOSTRI PRODOTTI ESPOSTI PER LA VENDITA.
SALUTI CARLA
se si apre la partita iva e si chiedono le autorizzazioni necessarie non immagino ci siano particolari problemi per l’apertura della vetrina.
giovanni / 18 settembre 2013
Buongiorno Manila, nel libro dei verbali del consiglio direttivo è stata inserita prima del verbale la pagina di convocazione del consiglio direttivo, la cosa ci sembrava indice di trasparenza, può essere considerato una anomalia ? . Grazie
concordo sul fatto che possa essere considerato elemento di trasparenza e non di anomalia. Potrebbe trattarsi di un elemento che testimonia il regolare funzionamento degli organi sociali.
susanna / 19 settembre 2013
Buongiorno Manila
ho bisogno di un chiarimento relativamente al pagamento delle quote sociali. In virtù del principio di democraticità le quote sociali non possono essere differenziate, quindi è corretto dire che tutti devono pagare e non si può esonerare solo alcuni soci dal versamento delle stesse, qualificando tali soci come onorari o altro? Mi è sembrato di capire che non esiste una norma che preveda l’obbligatorietà della quota sociale ma, se si rende la quota sociale gratuita, questa deve essere tale per tutti e non solo per alcuni. E’ corretto tutto ciò? Tra l’altro ho letto che la quota gratuita non è ben vista dagli ispettori fiscali.
la possibilità di differenziare le quote sociali non è vietata per legge, ma a tale eventuale differenziazione non devono seguire disparità di trattamento tra i soci o diverse possibilità di accesso ai “servizi” erogati dall’ente.
Marco / 19 settembre 2013
la decadenza dal regime ex l.398/91 avviene in automatico oppure a seguito di controlli?
Chi controlla deve “comunicare” che è decaduto il beneficio di tale legge?
Una volta decaduti dal regime ex l. 398/91 si può richiedere nuovamente l’opzione per il regime fiscale della stessa legge?
Manila Antomarioni / 23 settembre 2013
la decadenza dal regime avviene in automatico al superamento del volume dei 250.000 euro di proventi di natura commerciale (dal mese successivo a quello in cui tale superamento è avvenuto). In questo caso non è necessario un accertamento.
In sede di un eventuale controllo, la possibilità che venga disconosciuta l’applicabilità del regime, oltre al volume dei proventi è legata alla sussistenza di tutti gli altri parametri (tracciabilità degli incassi e pagamenti, rispetto delle clausole dell’art. 148 tuir, ecc.).
L’eventuale decadenza in sede di controllo deve comunque essere dichiarata con un provvedimento ufficiale.
Non è esclusa la possibilità di riaccedere al regime, purchè ve ne siano i presupposti.
FRANCESCA RUSSO / 19 settembre 2013
sto per redigere la prima dichiarazione dei redditi per un asd sportiva affiliata FIT iscritta al Registro Coni, costituita a luglio 2012, e sono sommersa da dubbi. Ho regolarmente effettuato la comunicazione alla SIAE per la l.398 e inviato il modello EAS entro il 2012. Ho poi chiesto l’apertura della partita iva per la vendita di bottiglie d’acqua,integratori, vendita di qualche articolo sportivo e per l’utilizzo di una piccola sauna e bagno turco. Sono attività del tutto marginali connesse al’uso dei soci della palestra. Ora mi chiedevo vanno bene trattare queste cose con il regime agevolato della 398? In dichiarazione va spuntato solo il rigo VO e non compilata la dichiarazione iva quindi non le metto le liquidazioni? Poi ai fini Ires tasso solo i proventi derivanti dalla attività commerciale e invece ai fini Irap inserisco anche i proventi dell’attività istituzionale? Sono nel pallone ti sarò grata per una tua risposta visto che a breve ci sarà l’invio telematico.
hai inquadrato correttamente, a mio avviso, l’attività commerciale che quindi rientra tra i proventi di natura commerciale da indicare in RG.
E’ corretto che la dichiarazione iva non venga compilata. Ai fini Irap, invece, occorre fare una distinzione tra:
– attività commerciale (quadro IE sez. III): vi rientreranno solo i proventi che costituiscono la base imponibile ai fini ires (3% dei proventi commerciali);
– attività istituzionale (quadro IE sez. I): la base imponibile è determinata con il metodo retributivo, ossia devi conteggiare il costo del lavoro, se esiste, impiegato nell’attività ist.le (escludendo i compensi di cui all’art. 67 comma 1 lett. m) Tuir).
FRANCESCA RUSSO / 24 settembre 2013
Grazie Manila per la tua disponibilità mi sei stata davvero d’aiuto.
Vorrei solo se me lo permetti chiederti un altra cosa. Tra le condizioni per restare in questo regime vi è la condizione che i pagamenti superiori ai 516 euro devono passare per banca, ora se qualche pagamento ( acquisti esempio cancelleria o altro del genere) superiore a tale importo è stato fatto si per banca ma non su quello intestato alla società in quanto non era ancora stato aperto….in cosa si incorre???
sono felice di esserti stata utile! Per quanto riguarda il pagamento, l’importante è che sia avvenuto tramite un conto corrente. In questo caso risulterà che la fattura è stata anticipata da un socio. Il rimborso al socio dovrà avvenire, in questo caso, tramite ad esempio un bonifico (dal conto dell’ass.ne) o un assegno bancario.
FRANCESCA RUSSO / 25 settembre 2013
Quindi mi segno che il pagamento è stato anticipato dal socio che entro quanto tempo dovrà essere rimborsato c’è un limite? Ti chiedo questo perchè nel rendiconto istituzionale non ho inserito il fitto dei primi 2 mesi e la caparra perchè è stato anticipato dal socio per assegno e ad oggi non ha recuperato nulla.
E’una bella cifra e non so se potrebbero contestarmelo visto che ad oggi non è che sia possibile restituire.
Grazie scusami ancora
Non c’è un termine preciso.. quando ci sono operazioni di questo tipo (anticipazioni anche di importo rilevante) a mio parere è opportuno che il direttivo deliberi e verbalizzi la decisione presa … e che non appena l’ass.ne avrà la possibilità restituirà il dovuto tramite bonifico o assegno. se fate un rendiconto per cassa è giusto che non ci sia l’importo dell’affitto o caparra, ma magari in un prospetto extracontabile (o nella sezione b del rendiconto redatto secondo le linee guida dell’agenzia per le Onlus) annotate il debito verso il socio.
Laura / 19 settembre 2013
sono socia di un associazione senza fine di lucro provvista di codice fiscale con cui vorremmo organizzare una serie di seminari (gratuiti) finanziati tramite fondi europei.
Considerando che l’attività di organizzazione eventi rientra nelle attività previste dallo statuto, siamo soggetti alla 398/91 ai fini Iva (o in alternativa al metodo ordinario “Iva da Iva”) oppure essendo l’attività correlata all’attività istituzionale sarà non imponibile Iva?
Qualora rientrassimo nel primo caso, dobbiamo aprire partita Iva?
a mio avviso, se l’attività di organizzazione di seminari rientra nell’oggetto statutario ed è dunque qualificabile come attività istituzionale, non c’è motivo per cui debba essere aperta la partita iva.
Simona / 19 settembre 2013
Salve, per una asd sportiva aperta nel 2012 con scrittura privata registrata, affiliazione ente sportivo, iscrizione CONI, modello eas inviato e opzione alla SIAE per la legge 398.devo apprestarmi a fare la dichiarazione dei redditi per la quale ho dei dubbi sui quali spero potreste aiutarmi.
Avendo partita iva per la vendita in loco ai soci di acqua,integratori,articoli sportivi e per uso sauna mi ponevo alcuni interrogativi.
1. L’iva la liquido trimestralmente ma non riporto le liquidazione nel modello iva e mi limito a compilare in tale modello solo il rigo VO????
2. Nel quadro Ires riporto solo i ricavi derivanti dalla vendita dei beni servizi per cui ho la partita iva decurtati i costi relativi?
3. nel quadro irap riporto invece sia i proventi/costi istituzionali (partecipazione ai corsi e quote associative) i proventi e costi commerciali aumentate delle spese per gli istruttori??
Grazie per le delucidazioni che saprete darmi
perfetto, gli adempimenti iniziali sono stati correttamente effettuati. Per la dichiarazione dei redditi:
– è corretto che la dichiarazione iva non venga compilata (salvo per il quadro VO).
– nel quadro RG 2 (col. 2 e 3) dovrà indicare i soli proventi di natura commerciale (non decurtati dei costi!! la forfetizzazione prevede l’applicazione dell’aliquota del 3% al tot. proventi comm.li e questa sarà la base imponibile ires, da indicare in RG 32; in RG 21 dovrà essere indicato il 97% dei proventi, considerati componenti negativi di reddito).
Ai fini Irap, invece, occorre fare una distinzione tra:
simona / 26 settembre 2013
Grazie Manila si è stata davvero chiara..gentilissima.
Ho un altro dubbio che mi ha insinuato una mia amica potresti darmi delucidazioni.
Per la nostra asd sportiva a partire da settembre 2012 (inizio dell’attività di palestra) abbiamo chiamato diversi istruttori per la sala pesi e per il fitness (aerobica, walking, fit box,spinning ecc…) ad essi abbiamo fatto firmare una lettera di incarico per prestazioni sportive dilettantistiche i compensi erogati sono stati tutti al di sotto dei 7.500 euro e loro all’atto del pagamento ci hanno lasciato una liberatoria che non superano tali limiti.
Ora due sono le domande:
1. Abbiamo fatto bene a fare così?
2.Questi compensi non superando il limite non sono soggetti a ritenute per cui noi non abbiamo versato nulla all’Erario e pertanto non abbiamo presentato il 770/2013 perchè pensiamo sia giusto così! Abbiamo sbagliato??
Grazie se vorrai risponderci.
Francesco / 22 settembre 2013
ho costituito con degli amici una ASD. Ho richiesto l’iscrizione alla FIGC e, di riflesso, al Registro tenuto dal CONI. Per l’applicazione del regime agevolato della L. 398/1991 c’è bisogno, tra l’altro, anche di comunicare alla SIAE tale volontà. Realizzata anche questa ulteriore incombenza, posso applicare il regime da subito? Oppure in virtù del fatto che la comunicazione SIAE deve essere fatta l’anno solare precedente rispetto a quello in cui si applica il Regime Agevolato, solo dall’anno prossimo?
l’applicazione del regime può avvenire da subito. Infatti vale comunque il comportamento concludente, fermo restando l’esistenza dei presupposti necessari per l’accesso al regime.
Antonino / 24 settembre 2013
Cosa accade se una ASD, per mero errore presenti la dichiarazione ai fini Iva, decade dal regime forfettario di cui alla L. 398/91?
Onestamente non mi è mai capitato di vedere che un’ass.ne sia decaduta dal regime solo per aver presentato la dichiarazione iva. Mi capitato di aver allegato la dichiarazione iva al modello Unico Enc per un soggetto in regime 398, ma non è accaduto nulla. Mi sentirei di dirti di stare tranquillo.
Luca / 27 settembre 2013
forse non è questo il posto giusto, ma non ho trovato un articolo in cui fosse trattato questo tema (nel caso mi dica se devo postare in altra sezione). Mi è stato richiesto se è possibile certificare il bilancio di una APS, per ulteriore segnale di serietà e trasparenza verso soci e terzi. Posto che non esiste obbligo, la mia domanda è: esiste prassi in materia? E’ lecito farlo, o si utilizza impropriamente un istituto previsto per le società? E’ sensato secondo Lei che l’eventuale certificazione sia redatta non da chi è ufficialmente consulente fiscale dell’Ente, considerando che, in riferimento alle società, il CC all’art. 2409 statuisce l’incompatibilità tra controllo contabile e consulenza continuativa?
Manila Antomarioni / 30 settembre 2013
la certificazione del bilancio dell’ente potrebbe essere rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione legale, ancorchè non obbligatoria. In questo caso si tratterebbe di una certificazione volontaria.
Anche se si tratta di certificazione volontaria deve essere garantita l’indipendenza del soggetto certificatore incaricato; tale aspetto è determinante per assicurare il valore della certificazione.
Nicola / 27 settembre 2013
io ed un amico vorremmo creare un’associazione senza scopo di lucro per aiutare o finanziare progetti di natura umanitaria. Dall’idea formulata, le maggiori entrate da investire nell’associazione, oltre che per donazioni spontanee, entrerebbero anche da fatture (regolarmente emesse) di pubblicità e/o marketing che tramite il sito dell’associazione forniremo ad aziende o privati che la richiedano.
Tenendo conto che, quasi sicuramente avremo la necessità di aprire una P. IVA, ai fini di INPS (non avremo lavoratori connessi all’associazione escluso il consiglio direttivo) cosa dovremmo corrispondere?
Manila Antomarioni / 1 ottobre 2013
in assenza di lavoratori dipendenti non ci sono obblighi di contribuzione inps.
giovanni sartoris / 29 settembre 2013
Buongiorno chiedo questa informazione. Una asd puo’ creare una piccola sala pesi senza la presenza di istruttore fruibile solo da tesserati che svolgono già altre discipline( calcio,basket,pallavolo) come potenziamento della propria attività sportiva?
Manila Antomarioni / 3 ottobre 2013
non vedo particolari problemi, quando la stessa sia funzionale e strumentale al miglior espletamento delle discipline sportive della asd.
Mario / 30 settembre 2013
Buongiorno Manila.
Avrei una domanda da porli.
Io posseggo un palestra sotto con configurazione A.S.D(Senza scopo di lucro). Abbiamo stipulato con la proprietà un contratto di locazione. La mia domanda dobbiamo noi A.S.D pagare l’iva del contratto o siamo esente di questo pagamento ed in base a che articolo di norma lo siamo?
la disciplina delle locazioni è stata recentemente oggetto di modifiche (art. 10 comma 1 n.8 DPR 633/72). Nella Circolare n. 22/E del 28/6/2013 può trovare tutte le informazioni utili al suo caso. Il regime naturale per le locazioni di fabbricati strumentali è divenuto quello di esenzione da IVA, con possibilità, per il locatore, di optare per l’applicazione dell’Iva.
Alessandra / 30 settembre 2013
Buonasera Manila,
sono una ragazza che vorrebbe, insieme ad altre due ragazze aprire un’associazione culturale no profit per fare un doposcuola.Ho un locale piccolo sotto casa con un piccolo bagno.E’ indispensabile avere un’antibagno? La ringrazio per l’ascolto.
ti consiglio di informarti presso la Asl locale, dichiarando quale tipo di attività andrai a svolgere, posto che il locale deve avere le dichiarazioni di regolarità degli impianti.
Paolo / 1 ottobre 2013
in una compagnia teatrale, riconosciuta come ass. cult. in regime 398, per effettuare uno spettacolo è necessario di volta in volta munirsi del certificato di Agibilità ENPALS/INPS (ossia versare i contributi agli attori). Detto questo, è quindi obbligatorio che gli attori abbiano stipulato in precedenza un contratto di lavoro con l’associazione? oppure è sufficiente che gli attori siano soci della compagnia, disposti a prestare servizio su base volontaria? Specifico che nella richiesta on line del certificato di agibilità è obbligatorio l’inserimento di un retribuzione minima giornaliera di 50 euro per attore. Cordiali saluti.
se non sbaglio, anche quando gli attori non ricevono un compenso per la prestazione svolta, la contribuzione enpals è comunque dovuta ed è calcolata su una retribuzione minima giornaliera. Quando gli attori che non siano soci ricevono un compenso, ad esempio tramite prestazione d’opera occasionale, è sempre opportuna la sottoscrizione di una lettera di incarico o di una dichiarazione di attività gratuita.
gianni / 1 ottobre 2013
Salve, siamo un’associazione culturale e vorremmo editare un settimanale con prezzo di copertina e inserzioni pubblicitarie. Conosciamo gli obblighi relativi alla creazione della testata mentre vorremmo dei consigli sulla formula migliore per la la parte fiscale. Siamo convinti che servirà l’apertura della P.IVA ma su tutto il resto (regime fiscale, registri contabili, modelli di dichiarazione) abbiamo le idee confuse. Ci potrebbe aiutare?
la cessione di pubblicazioni, ai sensi dell’art. 148 tuir e art. 4 dpr 633/72 è sempre attività rilevante ai fini Ires e Iva, quindi commerciale (dunque obbligo di p.iva).
Sugli obblighi contabili e fiscali dipendente dal regime scelto (398/91, ordinario, semplificato).. va fatta una valutazione anche in base al presunto volume di ricavi (per una idea sugli obblighi contabili si vedano anche gli artt. 13 e ss. dpr 600/73).
Naturalmente, svolgendo attività commerciale, sorge l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi per l’associazione (mod. Unico Enti non commerciali; Modello Irap; Modello Iva se necessario).
CLAUDIA / 2 ottobre 2013
Salve mi serve un’informazione di carattere pratico… Una ASD che organizza corsi naturalmente attività prevista per statuto può far aderire anche non associati??? Se si l’eventuale pagamento della retta mensile rientra nell’attività commerciale o sempre istituzionale??? Il CDA mi chiede di vidimare i libri sociali dal notaio, è obbligatorio??? se si esiste una tempistica obblgatoria???
l’attività a pagamento rivolta a favore di non associati è sempre attività di natura commerciale (ex. art. 148 tuir). La vidimazione dei libri sociali non è obbligatoria. Serve solo per dare data certa a quanto riportato nei verbali. Se vengono vidimati l’ideale sarebbe di farlo in sede di costituzione della società.
CLAUDIA / 3 ottobre 2013
grazie per la risposta esaustiva… le chiedo altresì, alle prese con il modello EAS da inviare entro i 60 gg dalla creazione dell’associazione, come mi devo comportare con le dichiarazioni del legale rappresentante, devo considerare ciò che per statuto è previsto che può esser fatto o lo stato di fatto attuale… mi spiego meglio il punto 13 e 15 parla dei non associati e io ho inteso mettere al punto 13 “SI” in quanto per statuto possono partecipare a corsi a pagamento ma al punto 15 ho messo “NO” in quanto allo stato attuale non ci sono ancora corsi organizzati nè quindi ci sono esterni partecipanti a pagamento… lo stesso per la pubblicità e/o sponsorizzazione di cui al punto 20 al momento non si è ancora iniziata una attività in questo senso ma è prevista per statuto e a breve si emetteranno fatture in tal senso… In sostanza devo fotografare la situazione a oggi o quello che si prevede di fare entro fine anno??
Ma se sei una ASD iscritta al coni, costituita secondo le disposizioni della legge 289 devi compilare il modello eas in versione ridotta… solo i punti 4 5 6 20 25 26!
Simona / 3 ottobre 2013
forse farò una domanda stupida ma quando vado a predisporre la mia base imponibile per l’ires quale valore devo prendere? L’imponibile delle fatture oppure l’imponibile sommando l’iva che non ho versato in quanto forfettaria? Per spiegarmi meglio faccio un esempio numerico:
Imponibile 1000 iva 22% 220 abbattimento 50% quindi verso allo Stato 110.
A questo punto la mia base imponibile IRES è 1.000 oppure 1.110?
la domanda non è affatto stupida, anzi, affronti una tematica sulla quale … tanto per cambiare…non c’è una certezza di fondo. Effettivamente la norma prevede che il 3% è da applicare ai proventi di natura commerciale, senza dare rilevanza all’iva non versata.
Negli accertamenti che mi è capitato di vedere non è stato rilevato nulla in proposito. La soluzione ideale sarebbe quella di formulare un interpello all’Agenzia Entrate, per avere una risposta ufficiale.
Antonella / 3 ottobre 2013
ho un dubbio: i rimborsi spese nei limiti dei 7.500,00 euro, possono essere corrisposti anche nell’ambito di associazioni musicali che hanno optato per la legge n. 398/1991 ?
L’assimilizaione alle associazioni sportive ha valore anche in questo ambito ?
Grazie . Saluti.
prendi a riferimento gli artt. 67 comma 1 lett. m) e 69 comma 2 del Tuir.
In particolare nell’art. 67 si dice che: (…) sono considerati redditi diversi “le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, e quelli erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;“.
L’art. 69 conferma la non imponibilità per tali redditi fino a 7500 euro.
Antonella / 4 ottobre 2013
Ti ringrazio Manila, mi rimane pero’ il dubbio che questa normativa possa essere applicata anche ad un’associazione musicale che ha optato per la l.398/1991, e non solo per le associazioni sportive dilettantistiche.
Antonella / 8 ottobre 2013
Ciao Manila, riprendo l’arogomento ultimo trattato dei rimborsi entro i 7.500,00 su cui mi hai gia’ risposto e ti ringrazio. Il mio dubbio era riferito specificatamente alla possibilita’ che la norma che mi hai citato sia applicabile anche all’associazione musicale, dal momento che ho sentito pareri controversi.
mi farebbe piacere ricevere un tuo ulteriore commento in proposito.
Manila Antomarioni / 8 ottobre 2013
sai non è sempre semplice esprimersi quando la normativa non è chiara e non c’è giurisprudenza in materia.. ti direi che se l’associazione musicale è inquadrabile come “coro, banda o filodrammatica con finalità dilettantistiche” la disciplina è applicabile, altrimenti no. Le attività istituzionali devono essere comunque volte alla promozione e sviluppo del coro o della banda. E i compensi devono essere erogati a favore di direttori artistici o collaboratori tecnici.
Se hai dei dubbi sulla possibilità di applicare la norma al tuo caso specifico puoi provare con una istanza di interpello in Agenzia Entrate.
Valentina / 7 ottobre 2013
avrei bisogno di chiarimenti per un’assoc. culturale con partita iva. L’assoc. ha emesso una fattura consistente al comune di Roma per un progetto che rientra nell’attività istituzionale.
Mi chiedo se sia possibile applicare il regime della L.398/91 ai fini iva e di dichiarazione considerando che l’importo è molto più alto (quindi prevalente) rispetto al resto dei contributi volontari. Devo considerare l’importo della fattura come attività commerciale anche se rientra nello scopo istituzionale? Consideri che l’Assoc. ha già aderito al regime lo scorso anno, quindi per i tempi non ci dovrebbero essere problemi.
mi permetta una domanda.. ma per quale motivo, se l’attività oggetto del progetto è di natura istituzionale, avete emesso fattura? Se il progetto è finanziato dal Comune non era sufficiente una semplice ricevuta in cui si dichiarava, appunto, di ricevere la somma di euro… a fronte del contributo relativo al progetto in oggetto?
valentina / 11 ottobre 2013
purtroppo il Comune ha preteso la fattura…
Manila Antomarioni / 11 ottobre 2013
In questo caso a mio parere la 398 è applicabile (posto che i requisiti sono rispettati).
Se i ricavi commerciali superano le entrate istituzionali non è detto che in automatico l’ente perda la qualifica di ente non commerciale. Infatti, se è documentabile e dimostrabile che, per impiego di persone e mezzi, le risorse sono state utilizzate prevalentemente per l’attività istituzionale, l’ente non può considerarsi a tutti gli effetti ente non commerciale. Spero di aver ben compreso il suo quesito.
Lara / 8 ottobre 2013
faccio parte di un’associazione di volontariato (L 266/98). Come associazione possiamo aderisce al regime L 398/91 che ho sentito prevede l’esonero della ceritifazione dei corrispettivi e non ammette scontrini e/o ricevute fiscali.
le associazioni di volontariato teoricamente potrebbero aderire alla legge 398/91, se esercitano attività commerciale. Ti ricordo, però, che se l’associazione è iscritta al registro regionale del volontariato, esercitando attività diverse da quelle istituzionali e da quelle commerciali e produttive marginali di cui al d.m. 25/5/1995, perde la qualifica di onlus di diritto…!
Lara / 10 ottobre 2013
Grazie Manila!
Giulio Battistella / 10 ottobre 2013
avrei un quesito meramente operativo.
Ho un’associazione con periodo d’imposta dal 1/07 al 30/06 di ogni anno.
In data 31/12 ho superato il plafond dei 250mila euro per la 398.
Ora devo frazionare il periodo d’imposta in due “sotto-periodi”.
Operativamente.. devo presentare due distinte dichiarazioni dei redditi?
In pratica: devo presentare un UNICO ENC per il periodo dal 1/07 al 31/12 e poi un ulteriore UNICO ENC per il periodo dal 1/01 al 30/06? Oppure raggruppo ambedue i periodi nella medesima dichiarazione (!)?
Manila Antomarioni / 10 ottobre 2013
devi presentare un unico modello di dichiarazione dei redditi (oltre ad Iva e Irap), all’interno del quale andrai a compilare l’RG per la parte dell’attività in regime forfetario e l’RF (se si superano i limiti per la contabilità semplificata, altrimenti tutto in RG).
anita / 10 ottobre 2013
CIAO MANILA, HO PROVATO A LASCIARE UN POST PRIMA MA NON LO TROVO PIù! Magari la risposta al mio quesito è scontanta ma preferirei avere conferme :
il regime fiscale agevolato delle associazioni è valido anche in caso di Regime di iva per cassa (l’associazione è costretta ad aspettare che il comune paghi la fattura)’?
quando si tratta di enti non profit le domande non sono mai scontate, anche perchè spesso le norme sono poco chiare…! Tu mi parli del regime iva per cassa introdotto dall’art. 32-bis del d.l. 22 giugno 2012, n. 83? In questo caso, in base alla circolare n.44e del 26/11/12 (paragrafo 5) sembra esserci incompatibilità tra regimi speciali iva (e quello della 398 è contemplato nell’art. 74 dpr 633/72) e applicabilità del regime dell’iva per cassa. Quanto invece previsto dall’art. 6 comma 5 dpr 633/72 (operazioni verso enti pubblici) resta comunque valido, in assenza di specifiche esclusioni.
Anche in questa circostanza, a mio avviso, ci potrebbero essere gli estremi per la presentazione di un interpello in Agenzia Entrate.. visto che la materia è abbastanza complessa!
anita / 11 ottobre 2013
GRAZIE, in realtà intendevo un pò tutti. Nel senso che è un’ associazione che ha un unica fattura a questo comune e avrei preferito applicare ex legge 398/1991 e pagare l’ iva forfettaria a fattura saldata ma come hai detto l’ iva x cassa escluderebbe i regimi, l’art.6 c. 5 non da specifiche ne esclusioni. Quindi dici che potrei applicare entrambi? e/o c’è rischio di contestazione da parte dell’AGENZIA?
Dico che a mio parere l’iva per cassa (ex art. 32 bis d.l. 83/2012) è da escludersi. Mentre resta applicabile l’art. 6 comma 5, visto che il differimento dell’esigibilità dell’iva per operazioni vs enti pubblici è “la regola”. Quindi, sempre a mio parere, non dovresti avere problemi..
GRAZIE MILLE! BUON LAVORO A BUONA GIORNATA!
alex / 11 ottobre 2013
Buongiorno e complimenti per la sua disponibilità e competenza.
Questo il quesito: La presentazione della dichiarazione è sempre necessaria?
Se una associazione in regime ex legge 398/91 che marginalmente svolge attività commerciale, e per questa ragione oltre al C.F. ha fatto richiesta della Partita Iva, deve obbligatoriamente presentare la D.R. se nell’esercizio sociale non ha effettuato alcuna attività commerciale?
A mio avviso dalla lettura delle istruzioni ministeriali in mancanza di redditi soggetti a tassazione scatta l’esonero della presentazione ( come d’altronde avviene per le persone fisioche).
Grazie mille, anche per partecipare così attivamente al portale!
In presenza di partita iva la dichiarazione Unico Enc va sempre presentata, anche in presenza di redditi zero.
Anche le persone fisiche che hanno partita iva e sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili devono presentarla obbligatoriamente anche in presenza di redditi zero.
Qualora non l’avessi presentata sei sempre in tempo. Pagando la sanzione per la tardiva presentazione (25 euro) puoi presentarla entro 90 gg dalla scadenza per l’invio (90 gg dal 30 settembre).
Gabriele / 11 ottobre 2013
per quanto riguarda il Registro Iva Minori, come/dove devono essere registrate le operazioni di rimborso spese effettuate a beneficio degli associati? Mi riferisco a spese effettuate dai membri per conto dell’associazione, tutte comprovabili da fatture o ricevute fiscali.
nel registro di cui al d.m. 11/02/1997 vanno annotate solo le operazioni attive relative all’attività commerciale (es. fatture di pubblicità, sponsorizzazioni, introiti da somministrazione alimenti e bevande, cessione diritti radio-televisivi, ecc.).
Tutto ciò che è entrate o spese dell’attività istituzionale non vanno annotate nel registro.
Gabriele / 12 ottobre 2013
Grazie mille, gentilissima. Complimenti per il portale e per il servizio reso!
CLAUDIA / 17 ottobre 2013
Salve Manila, ho un problema… Nella mia ASD ho ricevuto in regalo l’abbigliamento sportivo che i ragazzi indossano su cui è evidenziata giustamente la pubblicità del negozio che ha fatto il regalo… fiscalmente come devo comportarmi??? non fare nulla oppure il negoziante deve farmi la fattura di vendita con evidenziati gli omaggi o ancora deve farmi normale fattura di vendita e io poi fargli una fattura di sponsorizzazione per lo stesso importo??? grazie
silvano sguoto / 17 ottobre 2013
buona giornata Manila, sono il presidente di un dopolavoro ferroviario, riconosciuto come associazzione non profit ed in regime di 398 ; fra gli immobili concessi in locazione per i quali pago un regolare canone alle Ferrovie dello Stato ho l’opportunità di concedere ,solamente ai soci, nominalmente e con la dizione ” occupazione provvisoria ” alcuni spazi per dei parcheggi ed introito per tale occupazione delle somme che mi permettono, assieme ad altre entrate il pagamento della locazione ; emetto semestralmnte la ricevuta con la dizione ” occupazione provvisoria al socio ..nominativo.. di un posto macchina “.
E’ regolare il comportamento ovvero dovrei emettere nei confronti del socio fattura comprensiva di iva per l’introito ricevuto ? la ringrazio per l’attenzione
come considera fiscalmente questo tipo di entrate?
Marcella / 20 ottobre 2013
Salve Manila, ho due dubbi che se mi può aiutare mi farebbe un piacere grandissimo.
Sono una asd solo codice fiscale. Se acquisto le divise e le vendo ai soci a un prezzo maggiorato posso considerarla lo stesso attività istituzionale?
La mia asd è affiliata a un eps. Se non tesserò i miei atleti perché ho già una mia assicurazione globale, perdo dei benefici fiscali??
Manila Antomarioni / 24 ottobre 2013
la cessione di prodotti nuovi è attività di natura commerciale, a maggior ragione se c’è una maggiorazione del prezzo.
In data 1 luglio 2008 è stato pubblicato sulla G.U., serie generale, n. 152, il D.P.C.M. del 16/04/2008 dal titolo “Assicurazione
Obbligatoria per gli sportivi”, che, all’art. 2 prevede che ” soggetti assicurati (gli atleti) sono tenuti al pagamento del premio assicurativo esclusivamente per il tramite dei soggetti obbligati (le Federazioni/Enti di promozione sportiva)”.
L’attività svolta nei confronti di non soci o non tesserati è attività commerciale.
massimiliano / 25 ottobre 2013
Ciao Manila, ho due quesiti da porti:
– il plafond ai fini della 398/91 è pari a 250.000. Vigendo il principio di cassa ai fini della determinazione dell’imoponibile IRES, se una società non ha incassato completamente le fatture dell’anno precedente es. 70.000 e nell’anno successivo fattura ed incassa un importo pari a 250.000 euro sfora il plafond suddetto?
– una Società sportiva a r.l.che ha optato per la 398/91 chiude il bilancio con le regole ordinarie.
Manila Antomarioni / 28 ottobre 2013
posto che la norma non è granchè chiara, sulla base di quanto espresso dall’Agenzia Entrate e dalla prassi della Siae, risulta che, ai fini del computo del plafond annuo dei 250.000 euro occorre considerare:
– tutto quanto è stato fatturato nell’anno, ancorchè non incassato
– gli incassi relativi ad attività commerciali per i quali non vi è obbligo di emissione di fattura.
Quindi alla tua domanda risponderei di no, se nell’anno X ha fatturato (e conseguentemente versato iva e ires) un importo entro i 250.000 euro (anche non incassando l’intera cifra) e nell’anno X+1 ha rispettato allo stesso modo il limite.
Sul discorso “bilancio” la società, pur aderendo al regime 398 deve rispettare le regole ordinarie previste in materia di società di capitali.
Lara / 28 ottobre 2013
buongiorno, volevo un’informazione: una asd che promuove attivita’ sportiva anche per diabili puo’ essere considerata onlus? se si cosa bisgna fare per ottenere tale qualifica? Grazie mille anticipatamente
se l’asd svolge attività prevalentemente a favore di soggetti svantaggiati può acquisire la qualifica di onlus, a patto che lo statuto sia conforme alle disposizioni dell’art. 10 D.Lgs. 460/97. Quindi in primis devi verificare la sussistenza di tutte le clausole richieste, poi devi presentare istanza alla Direzione Regionale delle Entrate per ottenere l’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus.
Chiara Manessi / 28 ottobre 2013
un’associazione culturale ha optato da settembre 2013 con comportamento concludente al regime 398/91. Ha aperto partita iva per attività di corsi (musica, poesia, magia, etc) effettuati anche vs TERZI NON SOCI presso la sede. Da un punto di vista iva questa attività è considerata commerciale a tutti gli effetti a causa della periodicità dei corsi tenuti per cui tutti i ricavi derivanti da questi corsi genereranno un debito iva con agevolazione 50%. Dal punto di vista IRES invece a mio avviso, visto l’articolo 143 comma 1 TUIR , dato che il biglietto dei corsi non eccede quasi mai il costo di diretta imputazione (il corrispettivo è più o meno sempre pari a 5-10 euro per coprire i costi organizzativi, dell’affitto location, utenze, etc…), è possibile secondo Lei non imputare questi ricavi in dichiarazione e NON tassarli al 3% poiché NON considerabili commerciali e quindi differenziare il trattamento iva e ires? Oppure siccome applico il 398/91 non devo considerare il 143 comma 1 TUIR e tassarli comunque al 3%? Grazie Chiara Manessi
Rosella / 28 ottobre 2013
Se una Cooperativa Sociale ONLUS svolge solo attività istituzionale e non supera i 250.000 euro di entrate/anno, può applicare il regime agevolato previsto dalla Legge n. 391/1991?
Manila Antomarioni / 12 novembre 2013
Le cooperative sociali non sono destinatarie della disciplina della 398/91. Alle coop. si può applicare solo se si tratta di coop. sportive dilettantistiche.
Franco Grosso / 4 novembre 2013
Gentilissima Manila,
sono presidente di una associazione culturale che ha optato per la contabilità semplificata 398/91.
In relazione all’articolo che prevede l’assenza di scopo di lucro e il divieto assoluto di distribuire proventi anche in via indiretta tra gli associati, chiedo:
– come può comportarsi per farsi pagare un mio associato che svolge un’attività professionale a favore dell’associazione (ad esempio la realizzazione di un filmato su di uno spettacolo dell’associazione) tenendo presente che l’associato svolge questa attività attraverso una ditta individuale di cui chiaramente è titolare? Può fare fattura?
– in particolare, se l’associato ricopre anche una carica, in questo caso come vice-presidente?
a mio parere il socio può fare fattura per l’attività professionale svolta, purchè non si configuri distribuzione diretta o indiretta di utili, applicando le normali tariffe per il servizio svolto.
valentina / 5 novembre 2013
faccio parte di una Associazione culturale, con partita iva e adesione alle legge 398/91. Dopo avere avuto tutte le autorizzazioni dal Comune, a breve cominceremo altre attività tra cui: Vendita libri e somministrare alimenti (solo nei confronti dei soci). Vorrei sapere se queste due attività in questo caso sono da considerarsi attività commerciale e quindi se dobbiamo segnarne i ricavi sul libro dei corrispettivi con relativa applicazione di iva.
l’attività di somministrazione alimenti e bevande è sempre attività commerciale, salvo specifici casi di esonero (aps riconosciute dal ministero dell’interno con finalità assistenziali -art. 148 c.5 tuir). La più recente giurisprudenza è orientata in tal senso.
Se l’associazione è in 398 si applicano le regole generali relative agli esoneri della fatturazione.
valentina / 6 novembre 2013
vorrei sapere se anche la vendita di libri è sempre attività commerciale e in che senso mi parla di “esonero” della fatturazione con la 398?
Basta il libro dei corrispettivi, in caso, per l’attività di somministrazione e di vendita libri?
Giampietro / 6 novembre 2013
volevo porle una domanda a cui non hanno saputo rispondermi nemmeno all’agenzia delle entrate.
Ho costituito un’associazione sportiva ad agosto senza aprire la partita iva. Avendo letto che uno dei casi di esonero dalla presentazione del modello EAS era il caso di associazioni sportive affiliate a federazioni che NON svolgono attività commerciale, non ho provveduto all’invio. Ora tale ass. ha deciso di provvedere all’inizio dell’attività commerciale. Provvedo ora all’invio del modello e non incorro in nessuna sanzione anche se sono trascorsi più di 60 gg. giusto?
Grazie mille Giampietro
teoricamente avreste dovuto inviare il modello eas anche in fase di costituzione (entro 60gg), la circolare n. 12/e del 9/4/2009, che prevedeva che: …L’onere della comunicazione dei dati grava anche sulle associazioni che effettuano operazioni strutturalmente commerciali anche se non imponibili ai sensi dell’articolo 148, terzo comma, del TUIR e dell’articolo 4 del DPR n. 633 del 1972.“.
Detto ciò, in presenza di variazioni rispetto a quanto comunicato nel primo modello eas, va fatta una nuova comunicazione, quindi nuovo modello eas, entro il 31/3 dell’anno successivo a quello in cui la variazione è intervenuta.
Nel caso specifico, oltretutto, l’agenzia entrate è già in possesso dei dati relativi all’apertura della partita iva, quindi potrebbe non essere necessario l’invio del nuovo modello entro il 31/3 (per eccesso di prudenza consiglierei comunque di rispedirlo).
Giampaola / 6 novembre 2013
Buongiorno dotoressa, o un problema che non riesco a risolvere in quanto le leggi sono poco chiare e spero di non fare domande stupide.
premetto che faccio parte di una Associazione Culturale e a giorni devo partita iva con adesione alla legge 398 per agevolazioni fiscali.
1) chi aderisce all’associazione deve associarsi e pagare una quota associativa che abbiamo diversificato per avere più adesione (es. 1 anno 10 € chi si iscrive per 2 anni consecutivi la quota è 15)
2) l’associazione si occupa di formazione, archiviazione e divulgazione. Il suo scopo è divulgare documenti sul sapere umano, la pubblicazione di alcune riviste introvabili.
3) gli associati ( e solamente loro) hanno la possibilità tramite il nostro sito web di scaricare documenti gratuiti e documenti a pagamento (tipo riviste vecchie introvabili o libri (eseguita da noi la scansione) e anche riviste nuove che si trovano in edicola ma vendute on-line solamente dopo 30 giorni dall’uscita in accordo con l’editore. Per la vendita della rivista on-line l’accordo con l’editore è che ad esempio: su 1000 € di vendite il 70 % va all’editore e il 30% all’associazione.
4) le vendite di riviste o libri sono considerate commerciali? se si si deve pagare l’IVA agevolata al 50% es. (1000 scorporo iva al 22% = imp. 819,67 iva 180,33 pag. iva allerario € 90,17.
5) l’accordo con l’editore del 70% lo devo considerare su 1000,00 € oppure (€ 1.000,00 – l’iva versata 90,17 = 909,83 ?)
5) se non viene considerata commerciale in quanto rientra nell’ambito istituzionale, non si deve fare nulla, nel senso che si registra la vendita e basta e non si fa nemmeno la dichiarazione redditi?
6) se è commerciale a livello di diciarazione redditi l’importo è sempre 1000,00 al 3% oppure 1000,00 meno l’importo dato all’editore ?
la cessione di pubblicazioni prevalentemente a non soci è sempre considerata attività commerciale sia fini Iva sia ai fini Ires.
Se la vendita è curata dall’associazione e l’attività genera ricavi per 1000 sarà su questa cifra che dovranno essere calcolate le imposte, scorporata l’iva di legge.
Se l’ente aderisce alla 398 verserà il 50% dell’iva scorporata.
Giampaola / 30 novembre 2013
Se non ho capito male …
1) qualsiasi vendita di pubblicazioni che viene effettuata nei confronti degli iscritti associati, è considerata non commerciale, però si paga l’iva al 50 % del 4% e anche l’Ires?? in questo caso le entrate sono messe in quale quadro nello schema di rendiconto annuale (attività istituzionale o attività commerciale?)
2) Mentre invece se la pubblicazione non è dell’associazione ma fa da tramite, in quanto c’è un accordo con una editoria esterna, le pubblicazioni vendute agli associati è considerata attività istituzionale o commerciale … e vale come esempio sopra?
3) Oppure tutte e 2 le soluzioni sopra citate anche se vendute agli associati sono sempre da considerarsi commerciali?
Grazie in anticipo se mi può dare delle risposte.
Massimo / 7 novembre 2013
Salve, Manila.
Non ho ben chiaro se il regime agevolativo di cui alla L. 398/1991 può essere utilizzato da tutte le associazioni non riconosciute che non hanno nulla a che vedere con l’attività sportiva (es. associazioni culturali).
Se si, perchè in testa all’articolo sul suddetto regime, fra i requisiti soggettivi leggo: “enti associativi che svolgono un’attività sportiva….”?
Inoltre, sempre in riferimento alle associazioni culturali, il limite max dei 250.000 euro riferito alle attività di natura commerciale è sempre e comunque subordinato a quanto stabilito dall’art. 149, comma 2 lett. C del TUIR, laddove è stabilito che per mantenere la qualifica di ente non commerciale i ricavi da attività commerciale non devono superare il 50% dei ricavi complessivi?.
Quello che volevo chiedere è se, in sostanza, indipendentemente dal fatto che il limite di euro 250.000 venga raggiunto, il solo fatto di avere, nel corso dell’esercizio, prevalenza di attività commerciale
rispetto a quella istituzionale, inibisce l’accesso al regime, poichè si perde la qualifica di ente non commerciale, mentre il regime suddetto è rivolto proprio agli enti con commerciali.
la 398 è applicabile a tutti gli enti di natura associativa. Le sportive hanno l’ulteriore vincolo di dover essere iscritte al Coni e svolgere chiaramente una disciplina sportiva.
La 398 è applicabile a patto che si abbia la qualifica di ente non commerciale, quindi che si svolga in via prevalente attività istituzionale. Il calcolo della prevalenza poggia sui parametri stabiliti dall’art. 149 Tuir ma non in via esclusiva.
Pertanto è corretta la sua interpretazione.
Alessandro / 11 novembre 2013
seguo una Società sportiva dilettantistica srl che compila il Mod. Unico SC ma mi trovo nell’incertezza sull’interpretazione dell’Ace (aiuto crescita economica). Secondo Lei la Società SSD può beneficiare dell’ace?
l’art. 1 del d.l. 201/2011 che ha introdotto l’ACE prevede che ne possano beneficiare tutti gli enti di cui all’art. 73 comma 1 lett. a) e b) che determinano il reddito in base all’art. 75 del Tuir. Quindi se la srl applica il metodo ordinario di determinazione del reddito l’agevolazione è applicabile.
Cristina / 11 novembre 2013
Buon giorno D.ssa Antomarioni
una associazione di promozione sociale il cui ambito di attività è Diritto alla cultura, ricerca e promozione culturale Educativo, formativo Sportivo
realizza degli eventi in cui fa esibire giovani di altre Nazioni in spettacoli in costume e chiede un rimborso spese per tali attività. Come deve essere strutturata la ricevuta relativa al pagamento? E’ sufficiente che ci sia scritto: rimborso spese per spettacolo in data xxxx?
Spero possa darmi un suggerimento.
Grazie in anticipo, Cristina
Scusi Cristina, ma credo di non capire…l’associazione chiede il rimborso spese a chi? O sono gli artisti che chiedono all’associazione il rimborso spese?
cristina / 12 novembre 2013
L’associazione ha realizzato uno spettacolo musicale per un committente che è un’altra associazione. Ha chiesto il pagamento per questa “prestazione” ed ha emesso una ricevuta -dopo l’avvenuto pagamento- in cui c’è scritto “Rimborso spese per spettacolo in data xxx”.Nulla è allegato come documentazione di spesa.
Questo documento è regolare dal punto di vista fiscale? Se no, come dovrebbe essere regolarizzato?
Enrico / 14 novembre 2013
Salve dottoressa Antomarioni, volevo porle la seguente domanda. Una ASD di danza iscritta alla UISP locale che decide di non praticare attività commerciali e quindi ha solamente codice fiscale deve ugualmente fare l’opzione per la 398? Ha degli obblighi verso la SIAE visto che utilizza musica per la propria attività? Visto che non conseguirà dei redditi (avendo solo attività istituzionali) non dovra presentare dichiarazione dei redditi ma solamente il mod. 770 per i compensi degli insegnati?
Manila Antomarioni / 15 novembre 2013
se l’associazione fa solo attività istituzionale non ha bisogno di aprire partita iva e quindi di esercitare l’opzione per la 398/91. Se la partita iva è stata aperta, allora la dichiarazione va comunque spedita, anche se il reddito è zero. Chiaramente l’opzione per la 398 è una facoltà non un obbligo. Il 770 va spedito, anche in presenza della sola attività istituzionale, sia per i compensi sportivi, sia per eventuali lavoratori autonomi per i quali si è assolto l’obbligo dei sostituti di imposta.
MASSIMILIANO / 14 novembre 2013
UN ATLETA HA PERCEPITO NELL’ANNO 2013 7000 EURO CON UN ALTRA SOCIETA’ SPORTIVA. LA NOSTRA SOCIETA’ ENTRO DICEMBRE DOVREBBE CORRISPONDERGLI 2000 EURO COME COMPORTARCI?
per i primi 500 euro non c’è assoggettamento ad alcuna ritenuta, mentre per i successivi 1500 euro dovranno essere calcolate e versate le ritenute a titolo di imposta Irpef 23% + addizionali. Le stesse andranno versate entro il 16 del mese di gennaio (se il pagamento avviene a dicembre) e andranno indicate nel 770 relativo al 2013, oltre che certificate al percipiente.
Stefano / 16 novembre 2013
Buongiorno Dott.ssa Antomarioni,
faccio parte di una Associazione sportiva. Vogliamo organizzare dei corsi (per esempio ginnastica aerobica) per tutte le persone interessate (soci e non soci). Per questi corsi chiediamo un contributo di 30 € (senza scopo di lucro).
Questi contributi fanno parte dell’attività istituzionale o commerciale dell’associazione? Quale documento devo emettere per l’incasso dei soldi?
Le chiedo gentilmente un aiuto.
Manila Antomarioni / 19 novembre 2013
le attività rivolte ai soci sono attività istituzionali, per le quali è sufficiente rilasciare una semplice ricevuta non fiscale. Quelle a non soci, invece, sono attività commerciali. Per queste sarà necessario è essere in possesso di partita iva e rilasciare fattura (salvo se aderisce alla 398/91, nel qual caso la fattura non è documento obbligatorio per questo tipo di incassi, ma io ne consiglio l’emissione, per facilità sia di gestione sia di conteggio dell’iva da versare).
LILIANA / 20 novembre 2013
Buon giorno e grazie in anticipo
Una A.S.D. costituita febbraio 2011 non ha presentato nel 2012 l’UNICO SNC per il 2011 ma ha pagato l’iva e l’ires
Come posso rimediare a questa omissione e qual’è la sanzione
che mi sarà applicata grazie e complimenti per le sue risposte
purtroppo la dichiarazione si considera omessa se non viene presentata entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento, ovvero nei 90 gg successivi, versando la relativa sanzione. Nel suo caso, ammessa l’assoluta buona fede, visto che le imposte sono state regolarmente versate, rischia la sanzione da 258 euro a 1032 euro. Tale irregolarità non mi risulta essere sanabile.
Marco / 20 novembre 2013
Buonasera Dott.ssa Antomarioni,
volevo sapere se assoggettare ad iva o meno le prestazioni effettuate dalla mia banda musicale durante il periodo estivo nei vari comuni limitrofi in occasione delle feste patronali.
Al momento, non abbiamo aperto p.iva, ma solo il codice fiscale.
stiamo sbagliando, c’è tempo per rimediare?
se i comuni hanno riconosciuto all’ass.ne un contributo direi di no.
ANTONELLA / 20 novembre 2013
Ciao Manila,ho visto che se un’associazione con opzione legge 398/91 sfora il limite dei 250.000 annui nel corso dell’anno 2013 , decade dal beneficio della determinazione forfetaria del reddito e dell’iva, dal mese successivo a quello in cui è stato superato il limite. Quando puo’ rientrare nel regime agevolato , ovviamente ritornando sotto il limite dei 250000? gia’ dall’anno successivo ?
massimiliano / 21 novembre 2013
ho un dubbio per quanto concerne i compensi da corrispondere ad un atleta. Secondo la mia intepretazione i compensi incassati da un atleta fino a 7.500 euro nell’anno solare vanno esposti nella dichiarazione dei redditi dell’atleta e non sono soggetti ad alcuna ritenuta mentre la SSD deve compliare solamente il 770. Nel momento in cui l’atleta percepisce una somma che sfori il plafond dei 7.500 euro annui è necessario appliacre le riteute del 23% a titolo d’imposta. Può confermarmi cortesemnte quanto su riporato.
Paolo / 21 novembre 2013
vorrei un’opinione riguardo alle modalita’ di opzione alla legge 398/91 e relativi benefici.
Poiché la SIAE a seguito di uno spettacolo organizzato dalla mia associazione culturale richiede il pagamento dell’IVA in quanto attivita’ commerciale mi richiede tra la varia documentazione anche l’opzione al regime agevolato di cui la 398/91. Tuttavia l’associazione non ha mai formalizzato l’opzione né su quadro VO della dichiarazione IVA né con AR a SIAE ed Agenzia delle Entrate essendo il “comportamento concludente” gia’ requisito sufficiente per l’opzione mentre le comunicazioni si configurano come requisito formale.
Quindi secondo me il semplice “comportamento concludente” dovrebbe essere sufficiente alla SIAE. Ma la domanda e’ : lo capiranno ?
Bella domanda….. il comportamento concludente deve essere riconosciuto, in quanto espressamente previsto dalla legge (e anche la guida rilasciata dalla Siae stessa lo richiama)… quindi mi sentirei di rassicurarla da questo punto di vista!
barbara / 21 novembre 2013
volevo sapere come posso trasformare una ASD COMMERCIALE in un ASD ISTITUZIONALE in quanto erroneamente è stata aperta così.
Credo di non riuscire a comprendere la domanda… conta la tipologia di attività svolta (istituzionale o comm.le) e la rispondenza ai canoni dell’art. 148 del Tuir, oltre che delle disposizioni specifiche in materia di asd.. quindi in primis occorre verificare che lo statuto sia rispondente alle disposizioni dell’art. 148 tuir e dell’art. 90 l. 289/2002, verificare l’iscrizione al Coni e a un Ente di promozione sportiva o federazione sportiva nazionale; infine verificare che sia stato presentato il modello eas. Queste sono le prime cose per poter accertare l’esistenza dei requisiti di base per poter essere considerato ente associativo, di tipo asd. Seguono poi tutti gli adempimenti di natura amministrativa che gli organi associativi devono porre in essere, dimostrando l’esistenza di vita associativa.
massimiliano / 25 novembre 2013
HO INVIATO IL MODELLO EAS SENZA BARRARE L’OPZIONE PER LA 398.
Manila Antomarioni / 26 novembre 2013
non credo sia un errore che possa inficiare la fruizione delle agevolazioni fiscali. Posso consigliare, eventualmente, di spedire entro il 31/3/2014 un nuovo eas indicando le variazioni rispetto a quanto comunicato nel modello inviato in precedenza e, dunque, l’opzione per la legge 398/91.
FRANCESCA / 26 novembre 2013
Complimenti per la sua rubrica è veramente molto chiara nelle risposte.Io vorrei approfittarne.Una A.S.D non ha presentato la dichiarazione irap 2013 saldo zero perchè pensava si essere esonerata, come la dichiarazione IVA.Mi consiglia inviarla entro i 90 gg e pagare la sanzione di 25,oo euro codice 8911
grazie mille e le auguro buona giornata.
Se c’è base imponibile, anche se poi non supera il limite di 7350 euro di deduzione forfetaria (e quindi non c’è imposta da versare) il mio consiglio è di spedirla lo stesso, versando i 25 euro di sanzione.
elisabetta / 27 novembre 2013
una semplice associazione (ente non commerciale) puo’ accedere alla l. 398/91?
se esistono i requisiti assolutamente sì, poichè la 398/91 è applicabile a tutte le tipologie di associazioni.
CETTI / 29 novembre 2013
Ciao, Manila
volevo sapere se un associazione sportiva dilettantistica, che non fa nessuna attività commerciale, affiliata al coni, deve presentare modello UNICO? Inoltre , ha degli obblighi fiscali da rispettare?
Manila Antomarioni / 3 dicembre 2013
se l’asd non ha partita iva e non ha fatto alcuna attività commerciale non deve presentare il modello Unico. Gli altri obblighi fiscali riguardano l’eventuale pagamento dei compensi sportivi che obbliga l’asd alla presentazione del modello 770. Se vi limitate alla sola attività istituzionale altri adempimenti fiscali non ne avete, salvo la redazione del bilancio/rendiconto.
sergio / 2 dicembre 2013
vorrei sapere se pago un modello F24 relativo al codice tributo 6033 in ritardo rispetto al 16 novembre in data 02 dicembre, devo pagare un bollettino con la cifra …. e poi un altro con l’interesse? grazie
ps. l’interessa a quanto ammonta?!
il ravvedimento avviene sempre con modello f24 che comprenda il codice tributo 6033 (importo iva da ravvedere + interessi calcolati in base ai giorni di ritardo al tasso del 2,5%) e il codice tributo per la sanzione 8904, calcolata al 3% (o la minore sanzione se il ravvedimento avviene nei primi 15gg).
Enrico / 4 dicembre 2013
Buongiorno Dottoressa, volevo porLe la seguente domanda. Una Asd in regime agevolato 398/91 che ha fatto tutte le opzione del caso, Siae, invio EAS, affiliazione Uisp, invio del Modello Unico come ente, ma che non ha inviato la dichiarazione Iva compilando il quadro VO, come può regolarizzare la propria posizione!? Le opzioni di cui sopra possono bastare come fatti concludenti!?
nunzia / 15 dicembre 2013
grazie per le informazioni fornite.
Alessandro / 15 dicembre 2013
Buona sera Manila.
Per una ASD che ha aderito al regime forfetario quali sono i documenti da presentare all’ufficio SIAE e con che regolarità?
Manila Antomarioni / 23 dicembre 2013
di solito ci si accorda con la siae locale… generalmente la presentazione avviene con cadenza trimestrale. Si portano: copie di fatture e contratti, copie del registro iva minori, copia dell’f24 quietanzato relativo al versamento dell’iva.
alessandro / 24 dicembre 2013
Grazie mille della sua risposta. E’ stata molto gentile!
Michele / 20 dicembre 2013
Complimenti per la sua rubrica!
Se un’associazione culturale con P.iva regime 398 con bassa attività commerciale (3 fatture l’anno emesse per realizzazione di 3 spettacoli prodotti da soci fondatori dell’associazione)
dimentica di versare l’iva per una fattura può pagarla il trimestre successivo? è necessario versare i 25€ di ammenda?
è vero che devo versare il 50% dell’iva emessa in queste fatture?
e inoltre vero che nel modello UNICO dovrò sommare tutti gli incassi e versare il 3% come IRPEG?
se l’associazione può versare l’iva in ritardo con l’istituto del ravvedimento operoso, applicando gli interessi per la tardività al tasso del 2,5% annuo + una sanzione al 3,75% (salvo che non si paghi nei primi 15gg di ritardo).Quindi potrà versare anche nel trimestre successivo, purchè calcoli correttamente gli interessi e le sanzioni dovute (non i 25 euro!!).
Dell’iva esposta in fattura, nel regime 398, si versa forfetariamente il 50% (eccetto se si tratta di sponsorizzazioni o cessione di diritti radio-televisivi).
Il 3% del fatturato rappresenta la base imponibile Ires, calcolata in sede di predisposizione del modello Unico Enc.
Buona serata e buone feste.
Valentina / 20 dicembre 2013
la mia società ha effettuato una sponsorizzazione per una società sportiva, pagando con bonifico e ricevendo regolare fattura con iva. Mi è sorto un dubbio: ho notato che la società sportiva ha un codice fiscale (inizia con 91..) e non partita iva. Ovviamente io posso detrarmi normalmente l’iva, giusto?
beh la cosa mi lascia un pochino perplessa.. se si tratta di una società sportiva la partita iva è obbligatoria, in quanto la forma giuridica dell’ente è una società di capitali. Se invece è una associazione sportiva dilettantistica, l’ente può avere solo codice fiscale. Ma se esercita anche attività commerciale la partita iva è, anche in questo caso, obbligatoria. Fossi in lei chiederei spiegazioni sull’assenza di indicazione del numero di partita iva. Magari si tratta di semplice errore di distrazione.
DAVIDE / 29 dicembre 2013
Mi piacerebbe avere il tuo parere sul seguente quesito:
Supposto che per accedere al regime agevolato ex L 398/91 è necessario: effettuare la preventiva comunicazione alla SIAE; avere un comportamento concludente; comunicare successivamente l’opzione nel quadro VO.
Ti chiedo se una associazione nel corso del 2013 apre la Partita IVA; tiene il suddetto comportamento concludente; entro il 31/03/2014 effettua una nuova comunicazione EAS indicando la suddetta opzione (non indicata nella prima comunicazione); in sede di DR 2014 indica l’opzione nel quadro VO; ma, effettua la comunicazione successiva e non preventiva alla SIAE; per questa sola violazione, deve ricorrere al ravvedimento operoso, versando € 258, in base al Dl n.16/2012, oppure, come penso, il comportamento descritto è più che regolare.
Manila Antomarioni / 7 gennaio 2014
a mio parere non è necessario procedere al versamento della sanzione di 258 euro, in quanto, tutte le variazioni rispetto a quanto comunicato nel primo Eas inviato devono essere comunicate entro il 31/3 dell’anno successivo.
Bartolomeo / 29 dicembre 2013
un A.S.D. – regolarmente iscritta al CONI,senza P.IVA, che non ha optato per la 398/91 e con finalità istituzionale la divulgazione della danza – riceve dai propri associati:
i) quote associative (per l’iscrizione degli stessi all’A.S.D.);
ii) contributi associtivi (per frequentare i corsi di danza).
Quali sono gli eventuali adempimenti contributivi-dichiarativi? Quali sono i libri/registri da conservare?
La ringrazio anticipatamente per il disturbo
Manila Antomarioni / 8 gennaio 2014
se l’ente esercita solo attività istituzionale non ha obblighi di tenuta delle scritture contabili, ma ha l’obbligo di redigere e approvare il bilancio/rendiconto. Devono, inoltre, essere redatti i verbali dell’assemblea e del consiglio direttivo e il libro soci.
Come dichiarativi devono essere redatti:
– modello 770 semplificato solo se vengono pagati compensi agli istruttori/professionisti o prestatori d’opera occasionali o lavoratori dipendenti
– modello irap solo se vengono pagate prestazioni d’opera occasionali o ci sono lavoratori dipendenti
Corrado / 31 dicembre 2013
siamo una società sportiva dilettantistica regolarmente affiliata alla federazione e al Coni con codice fiscale e statuto registrato all’Agenzia delle Entrate. Abbiamo registro soci ed assemblee. Qual’è il limite massimo annuale entro il quale posso emettere una ricevuta concernente un sostegno all’attività istituzionale (pratica sportiva) o per acquisto di materiale promozionale? Mi ricordo € 2.000,00.
Ricevendo contributi anche da parte di Enti, questi rientrano nel computo? Grazie
non so se ho ben capito la domanda… diciamo che se l’associazione è nel regime 398/91 c’è l’obbligo di effettuare tramite mezzi tracciabili ogni operazione (incasso o pagamento) di importo pari o superiore a 516,46 euro. Tale limite riguarda sia le operazioni relative all’attività istituzionale sia commerciale. Era questo che intendevi?
Giusi / 3 gennaio 2014
Buongiorno volevo sapere se la lettera alla siae per l’opzione deve essere inviata ogni anno.. o vale per tutto il periodo dell’opzione dunque 5 anni???
l’opzione vale per tutto il periodo di durata del regime, quindi almeno 5 anni.
Annalisa / 3 gennaio 2014
Buongiorno Dott.ssa e Buon Anno!
Ho un problema che probabilmente non c’entra con questo post, ma vorrei comunque porle la questione ringraziandola anticipatamente della disponibilità.
Sono un professionista in regime dei minimi e le ultime due fatture dell’anno scorso mi sono state pagate da una società con un unico bonifico bancario riportante la somma dei due importi ma il n. delle due fatture indicato nel bonifico è errato e non corrisponde alla numerazione delle fatture emesse. E’possibile rimediare all’errore in qualche modo? e se non è possibile dato che l’anno è passato questo cosa comporta per eventuali accertamenti fiscali? Sezione trasversale dell’edificio della Chiesa
Manila Antomarioni / 13 gennaio 2014
a mio parere l’errata indicazione della causale del bonifico non è vincolante. L’azienda inoltre, entro febbraio, rilascerà la certificazione dei compensi pagati nella quale indicherà le fatture effettivamente pagate nel corso dell’esercizio precedente.
BARBARA / 7 gennaio 2014
Buongiorno Manila, a seguito di verifica da parte della Siae ad una asd, è stato riscontrato che nel 2009 tale asd aveva incassato in contanti una fattura per sponsorizzazione per un importo superiore al limite di € 516,46. Tale situazione comporta la fuoriuscita dal 398/1991 dal 2009? La asd dovrà versare l’iva e l’ires dovuta per la differenza(considerando la fuoriuscita)dal 2009 fino al 2012?
la violazione della disposizione comporta sicuramente la decadenza dal regime per l’anno a cui si riferisce l’accertamento. Oltre, però, alla rideterminazione dell’iva e dell’ires in base alle regole ordinarie, temo si applichino anche le sanzioni previste per la mancata tenuta dei registri obbligatori ai fini iva e dell’omessa presentazione della dichiarazione.
Barbara / 9 gennaio 2014
Grazie per la celere risposta, Le chiedo un’ultima cosa, e per l’anno successivo a quello cui si riferisce l’accertamento?E’ possibile rimanere nel regime agevolato oppure le regole ordinarie dovranno essere mantenute?
susanna / 8 gennaio 2014
un’associazione sportiva dilettantistica con partita Iva, costituita nel 2013, affiliata al Coni, che ha optato per la 398/91 rischia la fuoriuscita da tale regime se la sua attività è stata interamente rivolta a non soci e quindi di carattere commerciale anche se non supera il limite di 250.000 euro?
DAVIDE / 8 gennaio 2014
grazie innanzitutto per la risposta al precedente quesito.
Se tra due associazioni esiste un accordo di reciprocità che permette la partecipazione alle attività e/o l’utilizzo delle strutture di un’associazione da parte dei soci dell’altra e viceversa. Gli eventuali incassi specifici (derivanti dalla partecipazione alle attività e/o dall’l’utilizzo delle strutture di un sodalizio da parte dei soci dell’altro) possono essere considerati di natura istituzionale? Più in generale potresti esprimere il tuo parere sulla portata dell’art. 5 del D.Lgs. 460/1997 e del correlato art.111 comma 3 del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR n. 917/1986, di formulazione alquanto confusa.
Marco Colombo / 10 gennaio 2014
siamo una asd con partita iva, vorremmo sapere per cortesia se tra le entrate soggette ad iva con detrazione forfettaria del 50% sono previste anche la attività istituzionali rivolte ai non soci( per esempio, collaborazione con un’associazione non affiliata al coni). Grazie
sì la regola generale è la detrazione iva al 50%, eccetto per le sponsorizzazioni e cessioni diritti radio televisivi.
Antonella / 13 gennaio 2014
due associazioni musicali, possono farsi donazione di strument musicali, prevedendolo con deliberazioni del consiglio dirrettivo ? ci possono essere ulteriori adempimenti da osservare , anche dal punto vista fiscale ?
valentina / 17 gennaio 2014
vorrei sapere x un’associazione culturale la modalità di tenuta del libro soci. Ovvero: Dopo il primo anno, i soci già iscritti nel libro, devono essere reiscritti con una nuova domanda di ammissione, nuova tessera e nuovo progressivo? Ogni anno la numerazione delle tessere deve ricominciare da 1 o può proseguire con quella dell’anno precedente?
Antonella / 19 febbraio 2014
Gent.ma Dott.ssa ,
ho un dubbio sul codice Iva da utilizzare per il versamento trimestrale di un’associazione che ha fatto l’opzzione 398/91 e che organizza eventi musicali.
E’ il 6729 oppure i codici previsti per tutti i soggetti trimestrali 6031,6032,6033 e 6034 ?
antonio / 25 febbraio 2014
in merito alle associazioni sportive non riconosciute , la modifica dello statuto prevede la comunicazione all’ae?
Manila Antomarioni / 25 febbraio 2014
Il nuovo statuto modificato deve essere registrato all’agenzia entrate (come lo statuto originario).
domenico / 17 marzo 2014
Gent.ma Dottssa
Sono presidente di un’associazione di volontariato per la tutela degli animali, l’associazione è iscritta all’Albo Regionale delle associazioni di tutela degli animali, gestisce un canile comunale ed emette regolare fattura con P.Iva per la cura e il mantenimento dei cani.Chiedo può accedere al Regime forfetario ex legge 398/91 oppure al Regime forfettario (art. 4, D.Lgs. 460/97)?
Manila Antomarioni / 22 aprile 2014
ma l’associazione è iscritta al registro regionale del volontariato? in caso affermativo non potrebbe operare con partita iva, perchè perderebbe l’iscrizione al registro regionale del volontariato e quindi le agevolazioni fiscali conseguenti….
Luca Centra / 17 marzo 2014
ho già appurato che il regime speciale dell’editoria è compatibile con il regime della 398/91. Vorrei sapere, se possibile, se una associazione per pubblicare un libro il cui argomento rientra nell’oggetto sociale, può farlo solo con l’acquisto del codice ISBN, oppure deve sottostare alle regole degli editori indicati nel sito dell’AIE, con iscrizione e deposito delle copie al CNR, etc. etc. E se per questo, fa differenza cedere le copie a titolo gratuito o a pagamento ai soci (o a terzi, ha partita iva). Grazie anticipatamente. Cordiali Saluti
Chiara Manessi / 18 marzo 2014
chiedo cortesemente l’applicazione del regime agevolato 398/91 nel corso del 2013 con comportamento concludente per deve essere comunicato con l’invio del modello EAS. L’associazione non ha subito altre variazioni soggette a comunicazione EAS.
Chiara Manessi
Simona Bruzzone / 18 marzo 2014
Buongiorno Manila!
Vorrei chiedere se l’associazione che ha optato per il regime l. 398 ha qualche scadenza di presentazione del registro(prospetto riepilogativo) o se deve semplicemente esibirlo solo se richiesto dalla SIAE. Grazie! 🙂
in realtà non c’è obbligo di esibizione alla Siae … se inizi,però,te la chiedono generalmente con cadenza trimestrale…
Vito / 5 aprile 2014
Vorrei cortesemente sapere se una A.S.D., aperta con il solo CODICE FISCALE che ha aderito al regime agevolato della Legge 398/91, i cui fine e di essere senza scopo di lucro senza praticare attività commerciale, può emettere fattura per sponsorizzazione e/o pubblicità senza l’obbligo di aprire una partita iva? Come si dovrebbe procedere per il versamento dell’IVA.
Se l’associazione non ha partita iva non può nè optare per la 398/91, nè emettere fattura. La 398/91 infatti è applicabile solo all’attività commerciale svolta, che richiede l’apertura della partita iva.
Betho / 11 aprile 2014
Salve, Dottoressa, un’A.S.D. iscritta al CONI è obbligata ad emettere ricevuta fiscale per la quota mensile per la partecipazione al corso?
Se non emette ricevuta come si può far valere il diritto per la detrazione nel 730 (minori da 5 a 18 anni).
Bisogna chiamare il 117?
l’emissione della ricevuta non è adempimento obbligatorio, poichè si tratterebbe, comunque, di ricevuta non fiscale (l’asd sta operando in ambito istituzionale). Ovvio che, per avere diritto alla detrazione, il pagamento deve avvenire con strumento tracciabile (bonifico, bollettino postale ecc.) da dove risultino i dati obbligatori per poter usufruire della detrazione stessa (dati associazione e dati dello sportivo).
Direi che chiamare il 117 può risultare eccessivo, poichè non c’è evasione fiscale..
cosimo / 11 aprile 2014
salve Dottoressa Manila, posseggo una asd scuola di danze orientali volevo sapere se fosse obbligatorio un conto corrente, dove risultano poi pagamenti del tipo: enel, wind,condominio,ecc e se anche i pagamenti/movimenti dei soci devono risultare sullo stesso conto! 2 domanda:il luogo dove risiede l’associazione e’ di mio padre, in questo caso si fa’ un contrattino (anche ad uso gratuito? Grazie per la collaborazione. buona serata!! cosimo!
il conto corrente non è obbligatorio, ma è opportuno averlo in quanto:
– per la normativa antiriciclaggio tutti gli incassi e pagamenti superiori a 999,99 euro devono transitare su un conto corrente;
– se l’asd opta per la legge n. 398/91 tale limite scende a 516 euro.
Per la sede sarebbe opportuno stipulare e registrare un contratto di comodato d’uso gratuito dell’immobile o di parte di esso.
cristina / 19 aprile 2014
informazione!!!siamo otto donne artigiane che fanno mercatini occasionali vendendo opere del proprio ingegno.Abbiamo fatto unassociazione per partecipare a bandi comunali per l’autorizzazione a fare mercatini stagionali .presentandoci come associazione dobbiamo richiedere il regime agevolato dall’articolo 398 o non è necessario grazie
L’opzione per la legge n. 398/91 può essere effettuata se si apre la partita iva ed è, appunto, un regime opzionale, non obbligatorio. Se fate attività commerciale e volete utilizzare il metodo ordinario per il conteggio di iva e ires da versare potete farlo senza alcun problema.
Manila Antomarioni.
Mirko / 22 aprile 2014
Salve, vorrei sapere una curiosità per quanto riguarda una asd che ha solo codice fiscale per fare la richiesta del 5 per mille deve avere per forza la partiva iva o può bastare solo codice fiscale? E’ iscritta al coni per l’applicazione del regime agevolato.
per accedere al 5 per mille è sufficiente il solo codice fiscale, purchè l’asd abbia tutti i requisiti per poter essere ammessa al beneficio.
MASSIMILIANO / 16 settembre 2014
Buongiorno Dottoressa, sappiamo che per fruire delle disposizioni recate dalla legge n.398/1991, le associazioni sportive dilettantistiche,devono aver conseguito, nel periodo d’imposta precedente, proventi commerciali inferiori a 250.000 euro. Si chiede: 1) detto limite riguarda gli importi delle fatture emesse (volume d’affari) nell’anno statutario indipendentemente dall’effettivo incasso?; 2) detto limite
riguarda solo le fatture effettivamente incassate nell’anno statutario?
ANTONELLA / 29 dicembre 2014
mi è stato riferito che le associazioni possono effettuare prelievi giornalieri in contanti per le spese di gestione, senza documenti giustificativi, fino a euro 26,00. Potrebbe indicarmi se c’e’ un riferimento normativo in merito ?
Grazie mille.A