Source: http://www.lissubito.com/un-confronto-fra-la-proposta-di-legge-4679-in-discussione-alla-camera-e-la-legge-10492/
Timestamp: 2019-02-20 20:40:05+00:00
Document Index: 12520084

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 37', 'art. 42', 'art. 2']

Un confronto fra la proposta di legge 4679 in discussione alla Camera e la legge 104/92 : LISSubito!
Posted by Amministratore on mercoledì, novembre 29, 2017 · Leave a Comment
In merito al dibattito sulla legge n . 302 approvata al Senato il 3 ottobre 2017 e sul la proposta di legge 4679 , in discussione presso la XII Commissione degli Affari Sociali della Camera dei Deputati , mi preme sottolineare alcuni punti che non sono stati messi in rilievo finora .
Viene chiamata in causa per l’ennesima volta la legge quadro 104 /92 , in quanto si sostiene che questa legge comprenda tutto quello che serve per le persone sorde.
Innanzitutto, va chiarito che la legge 104/92 è una Legge – quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate che comprende tutte le disabilità, mentre la legge 4679 è una Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche che , pertanto , riguarda specificatamente le persone sorde e sordo – cieche.
Gli articoli della legge 104/92 che riguardano la sordità sono i seguenti:
– l’ art. 9 prevede i servizi di interpretariato in ambito socio assistenziale e sanitario per i servizi erogati dalle ASL e dai comuni, ma questi servizi non sono mai stati attivati ;
– l’art. 13 istituisce il servizio di interpretariato all’ università e gli assistenti all ‘autonomia e alla comunicazione nelle scuole di ogni ordine e grado ;
– l’ art. 16 stabilisce per le scuole superiori la presenza degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione durante le prove d’esame scritte o grafiche;
– l’ art. 37 dispone che il Ministro di grazia e giustizia, il Ministro dell’interno e il Ministro della difesa disciplinino con proprio decreto le modalità di tutela della persona handicappata, in relazione alle sue esigenze di comunicazione, nel corso dei procedimenti giudiziari penali e nei luoghi di custodia preventiva e di espiazione della pena;
– l’art. 42 comma f) sancisce una copertura finanziaria per i servizi di interpretariato all’ università .
Da questa analisi è evidente che la legge 104/92 non è sufficiente per garantire la libertà di scelta, le pari opportunità e l’accessibilità ai sordi a tutti i livelli della società.
Di seguito si cerca di sottolineare quello che manca nella 104/92 .
Non è mai citata l’espressione lingua dei segni italiana ( LIS ), una lingua a tutti gli effetti .
La 104/92 non legifera in merito all’accessibilità nei seguenti ambiti: lavoro, sanità, pubblica amministrazione, partecipazione politica , trasporti, mass media, sport, tempo libero ed eventi artistici e culturali.
Nel mondo del lavoro occorre garantire l’accessibilità con la LIS o con le nuove tecnologie alle riunioni di lavoro, ai corsi di formazione e alle riunioni con i sindacati.
Nella sanità a i sordi non è garantita l’accessibilità alle cure e alle prestazioni mediche. Spesso i sordi sono costretti ad appoggiarsi ai (o farsi assistere dai ) familiari per poter comunicare con i medici, così che il loro diritto alla privacy non viene rispettato. Mentre i cittadini che non parlano italiano hanno diritto ai mediatori culturali.
Una persona sorda ha inoltre difficoltà a interfacciarsi con il personale della pubblica amministrazione per poter avere le informazioni necessarie per l’espletamento di tutte le pratiche burocratiche che fanno parte del vivere quotidiano , perché mancano i servizi di accessibilità .
La parte cipazione politica è fondamentale per la difesa dei diritti dei sordi , ma l’unico modo per portar e avanti questa difesa è proprio garantire la loro partecipazione alla politica. In vari paesi europei ci sono diversi deputati sordi eletti al parlamento, invece in Italia , a tutt’oggi , non c’è nessun deputato sordo eletto .
Anche i trasporti sono una nota dolente. Nelle stazioni ferroviarie molti annunci di cambi di binario vengono fatti con gli altoparlanti e molti sordi hanno perso il treno a causa di questi disguidi; l’accessibilità negli aeroporti italiani è a macchia di leopardo , mentre per esempio quello di Dublino è completamente accessibile e si riesce a ottenere un servizio di assistenza che nel nostro paese ce lo sogniamo.
I mass media comprendono anche la TV ed è noto che in Italia non esiste una copertura del 100% di tutti i programmi con i sottotitoli nella TV pubblica, figuriamoci in quella privata; le finestre con interpreti LIS sono pochissime e non esistono programmi o servizi realizzati dai sordi per il pubblico, come SEE HEAR della BBC.
Ancora, i sordi hanno diritto ad avere accessibilità alle attività del tempo libero, dello sport e dell’ arte e agli eventi culturali .
Nell’ambito dell’istruzione la legge 104/92 non è sufficiente : gli insegnanti di sostegno, anche quelli specializzati sui minorati dell’udi to, non hanno competenze in LIS, pertanto non c’è la libertà di scelta; inoltre il numero delle ore assegnato agli assistenti della comunicazione è molto basso , per non parlare delle problematiche legate alla loro formazione.
L’accessibilità può essere garantita dalla LIS o dalle nuove tecnologie in tutti vari ambiti che ho appena elencato . Pertanto è necessaria una nuova legge e anche i sordi che non si avvalgono della LIS avrebbero tutti i vantaggi nel veder la approvata .
Inoltre, è importante sottolineare che l’art. 2 della proposta di legge 4679 parla di libertà di scelta e di non discriminazione che va nella direzione di garantire le stesse possibilità a tutti quanti , senza escludere nessuno .
Si ribadisce nuovamente che non si può andare in contrasto con la Convenzion e Onu sui diritti delle persone con disabilità, approvata nel 2006, dopo anni di discussioni e di gruppi di lavoro che hanno portato alla stesura e poi all’approvazione finale dell a Convenzione . A maggior ragione, dopo che la Convenzione è stata ratificata in Italia nel 2009 con la legge n. 18.
Non meno importante è il diritto all’autodeterminazione delle persone sorde , ovvero il diritto di decidere in merito alla propria vita. Le organizzazioni di genitori, parenti o sigle varie NON possono sostituirsi a chi vive in prima persona il problema della sordità. I sordi vogliono e devono prendere in mano la propria vita e pretendono il riconoscimento dei propri diritti. Nessuno, nemmeno gli specialisti più qualificati, può parlare a nome dei sordi. I sordi non sono più sotto tutela, come succedeva fino al secolo scorso.
Si riportano qui si seguito alcune obiezioni di alcune associazioni che non accettano il bilinguismo e la LIS:
– L’apprendimento della LIS non è alternativo a quello dell’italiano parlato e scritto, anzi, è scientificamente dimostrato che rappresenta un potente strumento per facilitarlo.
– Pertanto non ha senso contrapporre bilinguism o e oralismo, come se fossero alternativi: il bilinguismo consiste per l’appunto nell’oralismo (apprendimento dell’italiano parlato e scritto) e l’apprendimento della LIS.
– Nessuna associazione ha diritto di imporre ai genitori di bambini sordi il proprio metodo riabilitativo, altrimenti non si può parlare di libera scelta: attualmente i genitori sono automaticamente indirizzati verso l’oralismo, e le tante famiglie che scelgono il bilinguismo devono affrontare mille difficoltà anche di tipo economico.
– Protesi e impianto cocleare non sono risolutivi, in quanto aiutano solo nella percezione: il percorso tra percezione e comprensione è molto lungo, e richiede in ogni caso un lungo percorso riabilitativo. La LIS rappresenta una potente “scorciatoia” per la compr ensione, in sinergia con le nuove tecnologie.
– Lo screening precoce, la protesizzazione precoce, le protesi digitali e l’IC possono aiutare i bambini sordi, ma non i Sordi adulti, che hanno altre esigenze e altri diritti che non possono essere ignorati semplicemente perché a qualcun altro “non servono”. Il mancato riconoscimento della LIS impatta negativamente sulla loro qualità della vita.
– Le indennità di comunicazione non bastano a coprire le spese di interpretariato per le persone sorde: si tratta di € 250 al mese a fronte di circa € 40 per ogni ora di interpretariato. Far pagare alle persone sorde di tasca propria l’interprete anche per esercitare i più elementari diritti di cittadinanza è come far pagare le rampe ai paraplegici: una gravissima violazione del diritto all’accessibilità.
– In ogni caso le leggi non possono essere scritte in base agli stereotipi e ai pregiudizi di associazioni che evidentemente non conoscono la LIS, perché per loro stessa ammissione non la utilizzano e non l’hanno studiata.
– il riconoscimento della LIS riguarda non tutti i sordi, ma solo chi la utilizza, e quindi sono del tutto ingiustificate le interferenze di chi ha scelto l’oralismo puro, visto che nessuno vuole impedire agli oralisti di proseguire per la loro strada.
Vanes sa Migliosi
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