Source: https://www.calcolatermini.it/Termine/318_c.p.c._45___Contenuto_della_domanda_GdP_ITALIA/8
Timestamp: 2020-07-02 13:14:26+00:00
Document Index: 182430506

Matched Legal Cases: ['art. 318', 'art. 320', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 319', 'art. 318', 'art. 164', 'art. 318', 'art. 57', 'art. 70']

318 c.p.c. (45) - Contenuto della domanda GdP ITALIA
Nel giudizio civile dinanzi al Giudice di Pace, il contenuto dell'atto di citazione è disciplinato esclusivamente dall'art. 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice e delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto e, in ottemperanza al principio di massima semplificazione delle forme di tale giudizio, è anche possibile integrare i fatti già dedotti ed allegare fatti nuovi entro i limiti temporali previsti dall'art. 320 c.p.c., con la conseguenza che l'atto di citazione deve ritenersi nullo solo nel caso in cui per la mancata o incompleta esposizione dei fatti non è possibile l'instaurazione del contraddittorio. (Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9025 del 30 aprile 2005) Il contenuto della domanda, pertanto, rispetto alla citazione da proporsi innanzi al Tribunale, è più semplice, essendo previsti espressamente come elementi essenziali dell'atto soltanto l'indicazione del Giudice adito e delle parti, l'esposizione dei fatti e la determinazione dell'oggetto (si tratta della c.d. editio actionis, art. 163, comma terzo, n. 3 e 4 c.p.c.).
Si considerano, comunque, elementi essenziali della citazione anche l'indicazione della data dell'udienza di comparizione e la sottoscrizione, la cui omissione comporta la nullità dell'atto. Gli elementi, invece, non necessari né previsti - ma che possono essere ugualmente inseriti - sono: l'indicazione dei mezzi di prova (anche se la giurisprudenza esige l'indicazione delle scritture private che l'attore offre in comunicazione), l'invito a costituirsi nei modi di cui all'art. 319 c.p.c., la formulazione delle conclusioni.
Nel procedimento davanti al Giudice di Pace, l'assegnazione al convenuto di un termine a comparire inferiore a quello previsto dall'art. 318, secondo comma, c.p.c. produce la nullità dell'atto di citazione, ai sensi dell'art. 164 stesso codice. Tale nullità, ove il convenuto non si sia costituito, non è sanata per effetto dell'integrazione del termine conseguente al rinvio d'ufficio della comparizione all'udienza immediatamente successiva, previsto dal terzo comma del citato art. 318 e dall'art. 57, primo comma, disp. att., nel caso in cui la citazione indichi un giorno nel quale il Giudice di Pace non tiene udienza, giacché l'art. 70 bis disp. att., costituente norma avente carattere generale, stabilisce che i termini di comparizione devono essere osservati in relazione all'udienza fissata nell'atto di citazione, anche se la causa è rinviata ad altra udienza. (Cassazione civile, Sez. I, n. 8523 del 12 aprile 2006)