Source: http://www.antennasiantennano.info/2014/10/decreto-gasbarri-13-settembre-2002-pro-e-contro/
Timestamp: 2020-07-05 16:57:54+00:00
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Contro il decreto Gasbarri | antenna sì antenna no
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Postato on ott 16, 2014 in legislazione | 0 commenti
Il Decreto Gasparri sulle Antenne è inapplicabile – di Giancarlo Spadanuda, consulente tecnico-scientifico per l’elettrosmog dei Comuni di Roma, Enna ed altri. CTU della Magistratura.
Il cosiddetto Decreto Gasparri n.198 del 4-9-02 sulle “infrastrutture di telecomunicazioni…”(quali sono, ad esempio, le antenne di telefonia mobile) è incostituzionale. Ricordiamo, per tutti, l’introduzione del silenzio-assenso, ed, in molti casi, il semplice esercizio della procedura, da parte dei gestori di telefonia, della comunicazione di inizio attività (DIA);
Non è più necessaria la produzione, da parte dei gestori, della VIA (Valutazione Impatto Ambientale), che,pure,numerose leggi e disposizioni indicano, non ultimo il Consiglio di Stato -sentenza 1619/2003: il rilascio dell’autorizzazione o della concessione edilizia, da parte della competente amministrazione comunale, deve essere preceduto da procedura di VIA. Il tutto è manifestamente in contrasto non solo con la legge quadro sull’elettromagnetismo del febbraio 2001, ma addirittura con la legge costituzionale n.3 del 18-10-01 che pone, fra l’altro, al primo posto per le funzioni amministrative il Comune; l’intangibilità delle competenze comunali in materia territoriale è ribadito dalla Corte Costituzionale con la recente sentenza n.478 del 16- nov-02.
Con il decreto Gasparri, i Comuni e le Regioni,in materia,contano quasi zero assoluto: altro che devolution! Il che è assolutamente inaccettabile, tant’è vero che ben otto Regioni (Emilia, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata, Campania, Liguria) hanno proposto reclamo alla Corte Costituzionale relativamente al suddetto decreto; ovviamente, la Regione Calabria ha ben pensato di non far parte del suddetto gruppo (chissà perchè). Anche il TAR di Lecce (ordinanza n.38 del 10 gennaio scorso) ed i Comuni di Vercelli e Roma,e le Province di Trento e Bolzano, hanno proposto reclamo “ad adiuvandum”. A suo tempo hanno protestato centinaia di Comuni (Novara, Forlì, Orvieto,ecc…), nonchè l’UPI (Unione Province Italiane),e l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani). La Corte Costituzionale deciderà a breve.
Ma c’è di più. Il decreto Gasparri,oltretutto,è anche inapplicabile. Infatti,l’art.1 del decreto individua come campo di applicazione le sole infrastrutture di telecomunicazione dichiarate strategiche ai sensi dell’art.1 della legge 443/01(legge obiettivo). L’art.1 ci parla della procedura di individuazione delle infrastrutture strategiche prevedendo che in sede di prima applicazione della legge spetta al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) approvare il programma annuale entro il 31 dicembre 2001. La delibera CIPE n.121/01 individua,all’allegato 5,il programma delle infrastrutture strategiche nel settore delle telecomunicazioni, limitandosi,tuttavia, ad indicare i soli flussi di investimenti previsti dagli operatori privati, mentre rinvia espressamente ad una futura delibera, sino ad oggi non ancora approvata,la distinta delle opere considerate strategiche. In mancanza di questa individuazione, il decreto 198/02 non può considerarsi ancora operativo,ovverossia è momentaneamente inapplicabile. Infatti, molti Comuni hanno deciso di sospendere le concessioni, in attesa.
La conclusione è che sia i Comitati di Cittadini che i Comuni più sensibili (vedasi,ad esempio, l’ordinanza emessa a suo tempo dal Comune di Squillace), possono giuridicamente e momentaneamente contestare il Decreto Gasparri, ricorrendo a Tribunali e TAR contro i gestori di telefonia mobile e radio-TV, ai fini della tutela della salute e dell’ambiente dai campi elettromagnetici emessi, dei quali è ormai scientificamente accertata l’alta nocività.
La nostra lunga e vasta esperienza in materia ci fa dire, però, e per fortuna, che la Magistratura calabrese, è molto sensibile alla tutela dell’ambiente e della salute; i TAR di Catanzaro e Reggio Calabria sono presi ad esempio da altre Regioni della Penisola. L’ultima sentenza è del TAR Reggio Calabria, maggio 2003, in conseguenza della quale è stata letteralmente demolita l’antenna TIM di Via Archi di Reggio Calabria, a seguito di nostra consulenza tecnico-scientifica.
“Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443″
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 215 del 13 settembre 2002
1. Le categorie di infrastrutture di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, sono opere di interesse nazionale, realizzabili esclusivamente sulla base delle procedure definite dal presente decreto, anche in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n. 36.
7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda, senza che l’amministrazione abbia concluso il procedimento con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un’apposita conferenza di servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta. Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo di lunghezza inferiore ai duecento metri, il termine e’ ridotto a trenta giorni.
1. Gli operatori di telecomunicazioni hanno l’obbligo di tenere indenne l’ente locale, ovvero l’ente proprietario, dalle spese necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e manutenzione e di ripristinare a regola d’arte le aree medesime nei tempi stabilitidall’ente locale. Nessun altro onere finanziario o reale puo’ essere imposto, in base all’articolo 4 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell’esecuzione delle opere di cui al presente decreto, fatta salva l’applicazione della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell’eventuale contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui all’articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.
volume di rispetto, ovvero la forma geometrica in grado di riassumere in modo grafico la conformita’ ai limiti di esposizione ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36. Allo scopo si raccomanda di utilizzare la definizione di volume di rispetto, o in alternativa quella di isosuperficie 3D, contenute nella “Guida alla realizzazione di una Stazione Radio Base per rispettare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici in alta frequenza” [Guida CEI 211-10].
La scelta tra i due formati sopra descritti rimane a discrezione dell’operatore, secondo quanto riportato nella Guida CEI gia’ citata. In entrambi i casi (volume di rispetto o calcolo puntuale), le valutazioni sopra indicate dovranno comprendere la stima del fondo ambientale, al fine di ottenere il campo elettrico complessivo.
Scheda tecnica dell’impianto, con indicati frequenza, marca e modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell’antenna riferita al nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni grado, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il campo relativo E/E 0).
“l’impianto, sulla base della stima del campo generato e della simulazione numerica effettuata, e’ conforme ai limiti di esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita’ di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36″.
Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema radiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni grado da 0o a 360o, l’attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il campo relativo E/E 0).