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Timestamp: 2018-05-25 22:26:48+00:00
Document Index: 20759419

Matched Legal Cases: ['art. 638', 'sentenza ', 'art. 544', 'art. 638', 'art. 544', 'art. 544', 'sentenza ', 'art. 83', 'art.727', 'art. 638']

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Mar 01 CODICE PENALE - Gli articoli che più interessano la tutela degli animali
ImportanteIl maltrattamento degli animali è un REATO, previsto e punito dgli artt. 544 ter e 727 del c.p. e non si tratta più solo di un "delitto contro il patrimonio" (cioè il bene protetto è la proprietà privata dell'animale da parte di un proprietario), come è previsto dall'art. 638 (Uccisione o danneggiamento di animali altrui). La differenza è stata chiarita dalla Cassazione (sentenza n. 24734/2010), che sancisce come il delitto di cui all'art. 544 ter c.p., tutela ora il sentimento per gli animali: con l'art. 638 l'animale era tutelato quale "proprietà" di un terzo soggetto, che risultava essere la parte offesa; ma con l'art. 544 ter, è riconosciuta una condotta lesiva nei confronti dell'animale stesso.
Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all'economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
(Con la Legge 189/2004, dopo il titolo IX del libro II del Codice Penale è inserito quanto segue fino all'art. 544 sexies. In aggiunta, alcune modifiche sono state attuate (vedai parti barrate - dalla L. 201/2010 di "Ratifica Convenzione europea protezione animali da compagnia")
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi quattro mesi a due anni.
1. Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l'integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà:
1. Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell'animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.
E' altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell'attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l'interdizione dall'esercizio delle attività medesime.
1. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309.
2. Si applica l'ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'autorità.
2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l'incolumità delle persone.
(1) Secondo l’art. 83 del D.P.R. 320/1954, "Regolamento di polizia veterinaria": nelle vie e in qualunque altro luogo aperto al pubblico, i cani quando non siano condotti a guinzaglio, debbono portare la museruola che corrisponda ai requisiti prescritti dai regolamenti locali di igiene (eccetto quanto di norma disposto per cani da guardia, da pastore da caccia, per persone non vedenti). Si ritiene vagante un cane trovato libero sulla pubblica strada anche se a 1 solo m. dall'abitazione del proprietario (Cass. 14 novembre 1961)
Devono considerarsi quindi vietati gli spettacoli o intrattenimenti che facciano apologia di reato, o che offendono o mettono in pericolo altri interessi pubblici tutelati dalle norme penali: corse con pungolo acuminato, combattimenti di animali, corride, lancio di anatre in acqua, uso di animali vivi per alberi della cuccagna, o come bersaglio fisso e ogni altro spettacolo o intrattenimento che comporti strazio o sevizie di animali, a norma dell'art.727.
DIFFERENZE TRA L'ART. 727 E L'ART. 638?
Non si tratta di un reato perseguibile d'ufficio (1): il proprietario dell'animale ucciso o danneggiato, entro 3 mesi dal giorno in cui è venuto a conoscenza del fatto DEVE chiedere al giudice pretore di perseguire la persona o le persone colpevoli del reato. Non servono indagini per stabilire se l'animale è stato maltrattato, o se ha sofferto: basta accertare la sua morte o il suo danneggiamento fisico. Quindi senza denuncia (o se la denuncia è ritirata) non succede nulla e il giudice non può proseguire la sua azione penale.
Il responsabile dei reati descritti dall'Art. 638 potrebbe essere condannato, ma visto il valore ridotto delle sanzioni previste, senza che tale condanna risulti nel casellario (salvandogli quindi la reputazione) (3).
Anche qui è possibile punire i colpevoli con detenzione o con semplice contravvenzione, ma sono previste sanzioni pecuniarie più pesanti dell'art. 638 e quindi: chi fosse condannato per il maltrattamento, avrà anche tale condanna annotata nel casellario. (3)
(1) Reato perseguibile d'ufficio: per procedere contro tale reato non occorre una denuncia da parte di qualcuno perché la Polizia Giudiziaria e il Pubblico Ministero, ricevuta la notizia del reato (poiché parliamo di reati di una certa gravità), procedono autonomamente (appunto, "d'ufficio") contro di esso fino alla condanna - o all'assoluzione.
(2) L' oblazione è una causa di estinzione del reato: consiste nel pagamento volontario di una somma di denaro quando si tratti di contravvenzione punita con l'arresto o con l'ammenda. Il pagamento di questa somma estingue il reato e non prevede iscrizione nel certificato del casellario giudiziale dell'Indagato/Imputato.
L'oblazione é inaccettabile quando il colpevole persegua nel compiere il reato per cui era già stato condannato, oppure quando perdurino conseguenze dannose o pericolose del reato: in questo caso il Giudice potrà rigettare l'istanza d'oblazione in considerazione della gravità del reato in questione.
(3) In Italia per legge è possibile non inscrivere nel casellario giudiziale una persona condannata penalmente, se la condanna da essa subìta non superi i 1.000 euro, oppure se la pena detentiva non superi i 2 anni.