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Timestamp: 2018-03-20 16:16:43+00:00
Document Index: 50872168

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 157', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 161', 'art. 13', 'art. 164', 'art. 161', 'art. 11', 'art. 161', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 3']

Edizione N. 5 - Maggio by USPI - issuu
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Il ricordo di Mons. Cacciami, a due anni dalla morte, pagina 7 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 11 Delibere AGCOM n. 138/14/CONS; n. 139/14/CONS; n. 140/14/CONS
ELEZIONI EUROPEE 2014: LA PROPAGANDA ELETTORALE E IL RISPETTO DELLA PAR CONDICIO Emanata la disciplina in materia di comunicazione politica e parità di accesso ai mezzi di informazione relativa alla campagna per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo spettanti all’Italia, fissata per il giorno 25 maggio 2014
on la Deliberazione n. 138/14/CONS (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 03/04/2014), l’Authority per le Comunicazioni ha diramato le disposizioni attuative delle norme sulla c.d. “par condicio” per le elezioni dei componenti il Parlamento Europeo , contenute nelle Leggi 10 dicembre 1993, n. 515 e 22 febbraio 2000, n. 28. Anche se non disciplinato specificatamente in questa delibera dell’AGCOM, le stesse regole si applicano alle consultazioni amministrative che, in varie parti d’Italia, sono programmate negli stessi giorni delle elezioni politiche.
“Frettolosità e superficialità sono le malattie psichiche del ventesimo secolo, e più che in ogni altro posto queste malattie si riflettono sulla stampa”.
Aleksander Solzhenitsyn (11/12/1918 - 3/8/2008)
Al comma 2 dell’articolo 1 della Delibera in questione, infatti, l’Autorità espressamente prevede che “in caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna elettorale di cui alla presente delibera con altre consultazioni elettorali regionali, amministrative o referendarie, saranno applicate le disposizioni di attuazione della 2
Cambio al vertice del DIE
ROBERTO GIOVANNI MARINO nuovo Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della PCM
ambio ai vertici del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Cons. Roberto Giovanni Marino, già Coordinatore dell’Ufficio per le attività di informazione e comunicazione istituzionale, ha preso il posto del Cons. Ferruccio Sepe, già ex Consigliere dell’Ufficio per il bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo-contabile della Presidenza. Classe 1957, laurea in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Marino dal 2013 è stato Capo dell’ Ufficio di Segreteria della “Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano”, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2012 al 2013, è stato Coordinatore dell’ “Ufficio per le attività di informazione e comunicazione istituzionale” - Dipartimento per l’informazione e l’editoria. In tale carica, ha curato la realizzazione di campagne di comunicazione istituzionale della Presidenza 8
Scadenze ROC
LA COMUNICAZIONE ANNUALE E LA CARTA NAZIONALE DEI SERVIZI
Convegno “L’eredità di De Gasperi: L’Italia nell’Unione Europea a sessant’anni dalla sua scomparsa”. Dal secondo a sin.: il nostro Segretario Generale Vetere, l’On. Antoniozzi e il Capo dello Stato Napolitano.
Per adempiere a quest’obbligo di comunicazione al ROC occorre inviare i dati anagrafici dell’editore entro 30 giorni dalla chiusura del bilancio (per i soggetti tenuti alla redazione dello stesso) o entro il 31 luglio p.v. per tutti gli altri editori
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 5 maggio 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun tipo di consultazione”. L’AGCOM, con distinte Delibere (n. 139/14/CONS; n. 140/14/CONS, su G.U. n. 79 del 04/04/2014), ha inoltre emanato il Regolamento per le concomitanti elezioni amministrative ed elezioni regionali di Abruzzo e Piemonte. Prima di pubblicare lo stralcio del provvedimento dell’Autorità riguardante più espressamente gli editori di periodici, riassumiamo in breve le regole generali a cui gli editori devono attenersi nel rispetto della “par condicio: PREMESSA Diversamente da quanto accade per il settore tv, al settore della stampa si applica solo un set minimale di regole per la comunicazione politica. La norma richiede infatti a giornali e riviste di assicurare condizioni minime comuni a tutti i soggetti politici per l’accesso ai mes-
pluralismo del settore (esistenza di moltissime testate, espressione delle più diverse ispirazioni politico-culturali).
Elezioni europee 2014: La propaganda elettorale e il rispetto della par condicio (pagine 1, 2, 4, 5, 6, 8)
L’INIZIO DEL PERIODO DI VIGENZA DELLA PAR CONDICIO
Roberto Giovanni Marino, nuovo Capo del Dipartimento Editoria (pagine 1, 8)
“Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l’accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall’Autorità” (Articolo 7, comma 1, L. 28/2000).
La Comunicazione Annuale e la Carta nazionale dei servizi (pagine 1, 15)
Ricordiamo che il Presidente della Repubblica, con Decreto del 17 marzo 2014, su GU n. 64 del 18/03/2014, ha convocato i “comizi per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia” per il giorno di domenica 25 maggio 2014. IL CONTENUTO DEI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI
saggi politici ed elettorali, qualora decidano di ospitare tali messaggi. In altri termini, la comunicazione politica, per la stampa, è una facoltà, e non un obbligo; e laddove tale facoltà fosse esercitata, si tratta unicamente di assicurare a tutti i richiedenti parità di accesso e di condizioni. Tali obblighi minimi fanno carico a tutte le testate quotidiane e periodiche che ospitano comunicazione politica, anche se diffuse on line, purché registrate presso il competente tribunale (ovvero presso il registro tenuto dall’Agcom in applicazione dell’art. 16 della legge 62/2001) . E’ importante ricordare che nel settore stampa, diversamente a quanto accade nel settore radio-tv, non sussiste alcun vincolo all’informazione. Dunque la linea editoriale del giornale è totalmente svincolata da oneri di equilibrio e di pari rappresentazione, e così anche i commenti. Tale deroga si spiega in ragione della diversa invasività del mezzo rispetto alla tv, e soprattutto in ragione del maggior grado di 2
Le quote associative USPI, anno 2014 (pagine 3) Il “Comunicato preventivo” (pagina 4) Il “Documento analitico” (pagina 6) Giuseppe Cacciami… a due anni dalla morte (pagine 7, 8) Privacy: Obbligo di informativa per la raccolta dati tramite internet (pagina 9) Via libera dall’UE al blocco per l’accesso dei siti che violano il copyright (pagine 10, 11) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagine 11) Notiziario fiscale (pagine 12, 13) Biblioteca USPI (pagina 15)
“Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale:
Foto del mese (pagina 16)
a) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; b) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; c) pubblicazioni di confronto tra più candidati” (Articolo 7, comma 2, L. 28/2000).
numero precedente del proprio giornale, tale Comunicato potrà essere pubblicato, nel termine e nei modi prescritti, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.
La propaganda elettorale (ed, infatti, non a caso, si usa il termine “propaganda” e non “pubblicità”) deve quindi avere un contenuto redazionale e non limitarsi al nome e foto del candidato, al simbolo del partito.
Il “Documento analitico”, consultabile a richiesta, deve contenere: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero);
IL “COMUNICATO PREVENTIVO” Il “Comunicato preventivo” deve essere pubblicato sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale. Deve avere un adeguato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato il “Documento analitico”. Nel caso di impossibilità (anche per cause di tempistiche di uscita del periodico) a pubblicare il “Comunicato preventivo” sul
IL “DOCUMENTO ANALITICO”
2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità; 3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri. Tutti i messaggi politici elettora 4 Notiziario USPI n° 5/2014
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li devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”. Il lettore deve percepire subito che è un messaggio di propaganda elettorale. VIGILANZA E SANZIONI I Comitati regionali per le comunicazioni (CORECOM) o, se questi non sono stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi (CORERAT) assolvono le funzioni di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo gli atti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i provvedimenti di propria competenza. Le violazioni alle disposizioni della Legge 28/2000 sono perseguite d’ufficio dall’Autorità, ma anche ciascun soggetto politico può denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di DIECI GIORNI dal fatto (Articolo 10, L. 28/2000). La denuncia all’Autorità è procedibile soltanto se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia anche agli altri destinatari (editore, CORECOM, GdF...). La denuncia deve obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’editore e del giornale o periodico cui sono riferibili le violazioni, completa di data ed edizione e una motivata argomentazione. Le sanzioni amministrative pecuniarie variano da 2.582,28 a 30.987,42 euro, a seconda della gravità e della vicinanza della violazione al giorno delle elezioni. I SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto è VIETATO rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati prima dei quindici giorni in cui vige il divieto (Articolo 8, L. 28/2000). Nel periodo antecedente a quei “fatidici” quindici giorni, la pubblicazione (integrale o parziale) dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente accompagnata da una “NOTA INFORMATIVA” 4
(da pubblicare anche su Internet), con le seguenti indicazioni, di cui è responsabile chi realizza il sondaggio: - il soggetto che ha realizzato il sondaggio; - il committente e l’acquirente del sondaggio; - i criteri seguiti per la formazione del campione e se si tratti di “sondaggio rappresentativo” o “non rappresentativo”; - il metodo della raccolta e elaborazione dei dati; - il numero degli interpellati e la percezione delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda: - il testo integrale delle domande rivolte e la data in cui è stato realizzato il sondaggio. I sondaggi possono essere pubblicati solo se contestualmente siano resi disponibili dal committente, nella loro integralità e corredati dalla “nota informativa”, sul sito: www.sondaggipoliticielettorali.it, tenuto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di pubblicazione a mezzo stampa, la “nota informativa” deve essere sempre evidenziata con apposito riquadro nella pagina. LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni (Articolo 9, L. 28/2000). IVA AL 4 PER CENTO A seguito dell’entrata in vigore della Legge 8/4/2004, n. 90, l’aliquota IVA da applicare per l’acquisto di messaggi politici ed elettorali su quotidiani e periodici nei 90 giorni precedenti la data delle elezioni è del 4%. NUMERO VERDE L’ AGCOM ha istituito un Numero Verde – Unità Par Condicio: 800.28.22.02 Fax per le segnalazioni: 081.1750.7550 Lunedì - venerdì ore 9:00/18:00 - Sabato ore 9:00/13:00 *********** AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI DELIBERA N. 138/14/CONS DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI COMUNICAZIONE POLITICA E DI PARITÀ DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE RELATIVE ALLA CAMPAGNA PER L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL’ITALIA FISSATA PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014 (GU n. 78 del 03/04/2014) (omissis) RILEVATO che con decreto del Presidente della Repubblica 17 marzo 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Bozza esemplificativa del COMUNICATO PREVENTIVO Ai sensi della legge n. 28 del 22 febbraio 2000 contenente le “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”, della delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni n. 138/14/CONS concernente DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI COMUNICAZIONE POLITICA E DI PARITÀ DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE RELATIVE ALLA CAMPAGNA PER L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL’ITALIA FISSATA PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014 SI COMUNICA che per le elezioni dei membri italiani al Parlamento Europeo, indette per il giorno 25 maggio 2014 , (nome dell’editore) mette a disposizione gli spazi pubblicitari su questa testata per la diffusione di messaggi politici elettorali nelle forme consentite dall’art. 7 della legge n. 28 del 22 febbraio 2000 e successive modifiche e dalla delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni n. . 138/14/CONS. L’accesso agli spazi su “(nome della testata)” è consentito a tutti i candidati ed i partiti politici che ne facciano richiesta, nel pieno rispetto del principio della parità di trattamento. Le condizioni temporali di prenotazione e le tariffe sono quelle previste nel documento analitico depositato presso la redazione de “(nome della testata)”, (indirizzo e n. di telefono). Notiziario USPI n° 5/2014
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italiana n. 64 del 18 marzo 2014, sono stati convocati per il giorno 25 maggio 2014 i comizi elettorali per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia; (omissis) TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, finalizzate a dare concreta attuazione ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo, nonché ai diritti riconosciuti ai soggetti politici dagli artt. 4 e 5 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si riferiscono alla campagna elettorale per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia prevista per il giorno 25 maggio 2014 e si applicano su tutto il territorio nazionale nei confronti delle emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica. 2. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna elettorale di cui alla presente delibera con altre consultazioni elettorali regionali, amministrative o referendarie, saranno applicate le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun tipo di consultazione. 3. Le disposizioni di cui al presente provvedimento cessano di avere efficacia alla mezzanotte dell’ultimo giorno di votazione relativo alle consultazioni di cui al comma 1. Articolo 2 (Soggetti politici) 1. Ai fini del successivo Capo I del Titolo II si intendono per soggetti politici nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature: a) le forze politiche che hanno eletto con un proprio simbolo almeno due rappresentanti italiani al Parlamento europeo. La dichiarazione di appartenenza da parte dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo deve essere trasmessa all’Autorità entro il secondo giorno successivo alla pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale. I rappresentanti italiani al Parlamento Europeo non possono dichiarare l’appartenenza a più di una forza politica; b) le forze politiche, diverse da quelle di cui Notiziario USPI n° 5/2014
alla lettera a), che costituiscono gruppo in almeno un ramo del Parlamento nazionale; c) le forze politiche, diverse da quelle di cui alle lettere a) e b), che hanno eletto, con un proprio simbolo, almeno tre rappresentanti nel Parlamento nazionale o che sono oggettivamente riferibili ad una delle minoranze linguistiche indicate dall’articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, e che hanno eletto, con un proprio simbolo, almeno un rappresentante nel Parlamento nazionale; d) il Gruppo Misto della Camera dei Deputati e il Gruppo Misto del Senato della Repubblica, i cui Presidenti individuano d’intesa fra loro, secondo criteri che contemperino le esigenze di rappresentatività con quelle di pariteticità, le forze politiche diverse da quelle di cui alle lettere a), b) e c), che di volta in volta rappresenteranno i due Gruppi. 2. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, si intendono per soggetti politici:
dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico. Ove in ragione della periodicità della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potrà avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione. 2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato rilievo, sia per collocazione, sia per modalità grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonché l’indirizzo ed il numero di telefono della redazione della testata presso cui è depositato un documento analitico, consultabile su richiesta, concernente: a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione, entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati; b) le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonché le eventuali condizioni di gratuità;
a) le liste di candidati presentate con il medesimo simbolo in tanti ambiti territoriali da interessare complessivamente almeno un quarto del totale degli elettori; b) le liste, diverse da quelle di cui alla precedente lett. a), che sono rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute. TITOLO III STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA Articolo 22 (Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici) 1. Entro il quinto giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, gli editori di quotidiani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno precedente la data del voto, nelle forme ammesse dall’articolo 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a dare notizia dell’offerta
c) la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale; d) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi medesimi. 3. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi politici elettorali devono essere riconosciute le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 4. Ogni editore è tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonché i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 5. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali di testate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini del presente provvedimento le testate con diffusione pluriregionale, devono essere indicate distintamente le tariffe praticate per le pagine locali e le pagine nazionali, 6 5
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nonché, ove diverse, le altre modalità di cui al comma 2. 6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici elettorali durante la campagna elettorale. In caso di mancato rispetto del termine stabilito nel comma 1 e salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi può avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo. Articolo 23 (Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici) Bozza esemplificativa del DOCUMENTO ANALITICO DI REGOLAMENTAZIONE INTERNA PER L’ACCESSO AGLI SPAZI PUBBLICITARI SULLA TESTATA “……………..…………” PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO INDETTE PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014. Il presente documento analitico è adottato in conformità al dettato: a) della legge del 22 febbraio 2000 n. 28 così come modificata alla legge del 6 novembre 2003 n. 313; b) della delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni N. 138/14/CONS Articolo 1 La società (denominazione, sede legale e sede della redazione) ha adottato il presente documento analitico per la testata (nome della testata), in vista delle elezioni DEL PARLAMENTO EUROPEO INDETTE PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014. Articolo 2 Il presente documento analitico è depositato presso la redazione del giornale sita in (città/indirizzo/tel) e copia dello stesso sarà trasmessa, su richiesta, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Articolo 3 Il presente documento analitico resta a disposizione di chiunque intenda prenderne visione, nella sede indicata all’art. 3. 6
1. I messaggi politici elettorali di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione, in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalità uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura “messaggio elettorale” con l’indicazione del soggetto politico committente. 2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle elencate al comma 2 dell’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. Articolo 24 (Organi ufficiali di stampa dei partiti) 1. Le disposizioni sulla diffusione, a qual-
siasi titolo, di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull’accesso in condizioni di parità ai relativi spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe elettorali di liste e candidati. 2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai sensi dell’art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che rechi indicazione in tale senso nella testata ovvero ancora che risulti indicato come tale nello statuto o in altro atto ufficiale del partito o del movimento politico. 3. I partiti, i movimenti politici e le liste sono tenuti a fornire con tempestività all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa 8
L’adozione del presente documento analitico è dettata dalla necessità di assicurare, relativamente alle prossime elezioni del Parlamento Europeo l’attuazione del principio della parità di trattamento e dell’imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici nell’offerta degli spazi di propaganda messi a disposizione sulla testata (nome della testata), nonché di definire e di divulgare i criteri di determinazione delle tariffe.
In caso di richiesta di spazi relativi alla pubblicazione nella stessa data e nella stessa collocazione, il criterio principale adottato è quello dell’ordine cronologico di presentazione della richiesta. In caso di identica posizione temporale in termini di data e ora di prenotazione degli spazi disponibili, si farà ricorso a sorteggio. In caso di richieste eccedenti la disponibilità degli spazi, si adotterà il criterio temporale della prenotazione. Non si accetteranno ordini per diffondere messaggi politici elettorali per più di tre uscite consecutive.
Articolo 5 La società (denominazione) si obbliga a collocare i messaggi politici elettorali secondo modalità uniformi e integrerà gli stessi con l’indicazione del committente e la dicitura “messaggio elettorale”, in applicazione dell’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. Articolo 6 La società (denominazione) mette a disposizione gli spazi di propaganda sulla testata (nome testata), per la diffusione di messaggi politici elettorali, dal .……… …….e fino a tutto il penultimo giorno prima delle votazioni. Articolo 7 Non saranno accettate le prenotazioni di spazi di propaganda che perverranno oltre le ore ……. del giorno precedente quello di pubblicazione. Articolo 8 Non si accetteranno le prenotazioni di spazi per diffondere messaggi politici elettorali con contenuti non conformi al disposto dell’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.
Articolo 10 Le tariffe per l’accesso agli spazi di propaganda sono quelle riportate nell’allegato n. 1 al presente. Per quanto detto all’art. 7 del presente documento analitico, non sono previsti sconti o maggiorazioni sulle tariffe. Articolo 11 Per tutto quanto non previsto dal presente documento analitico, si rimanda a quanto disposto dalla normativa citata e dalla vigente disciplina in oggetto. NOTA 1: ALLEGARE: LISTINO TARIFFE - COMUNICATO PREVENTIVO - COPIA DEL NUMERO DELLA PUBBLICAZIONE IN CUI IL COMUNICATO E’ STATO PUBBLICATO NOTA 2: LE TARIFFE APPLICATE POSSONO ESSERE ANCHE RIDEFINITE PER L’OCCASIONE DI QUESTE CONSULTAZIONI ELETTORALI Notiziario USPI n° 5/2014
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GiusePPe cacciaMi quei suoi Due veRBi Lottare e vibrare: a due anni dalla morte, l’attualità di un pensiero e di un impegno di Paolo Bustaffa Episcopale Italiana per il Progetto Culturale.
dialogando dialogando Due anni fa, esattamente il 17 marzo del 2012, moriva Mons. Giuseppe Cacciami. “Don Giuseppe”, come lui amava semplicemente farsi chiamare, era nato a Grignasco, il 5 settembre 1924. E’ stato un presbitero e giornalista italiano, dal 1981 al 1986 direttore della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, e nel 1989 fondatore del SIR. Si laureò nel 1955 in Sacra Teologia alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano. Negli anni 1958-1963 frequentò i corsi di giornalismo e cinema all’Università Internazionale Pro Deo e quelli di filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Trascorse la maggior parte della sua vita a Verbania, città di cui fu fatto cittadino onorario, e dove svolse la sua attività pubblicistica nei settimanali della stampa diocesana, di cui è fu responsabile dal 1964 al 2001. Dal 1967 fu direttore della Famiglia Studenti di Intra e qui, nel 1997, promosse e poi realizzò l’ampliamento della struttura con il Chiostro, fondandovi una Casa di ritrovo per anziani e un centro globale per il servizio pastorale, sociale, culturale, assistenziale e turistico del territorio. Dal 1974 fu vicario territoriale del Verbano e membro del Consiglio episcopale. Fu socio fondatore della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, che diresse dal 1981 al 1986. Nel 1989 fondò l’agenzia di stampa SIR, e ne fu a lungo presidente. Dal 1989 fu vicepresidente della Federation internationale de la Presse d’Eglise, diventando in seguito membro del Forum permanente della Conferenza Notiziario USPI n° 5/2014
Nel 1986 fu insignito dell’onorificenza di commendatore al merito della Repubblica Italiana, e, nel 1997, in occasione del 50° di sacerdozio, di quella di Grand’Ufficiale al merito della Repubblica. Nelle parole commosse di Paolo Bustaffa, giornalista e per venticinque anni direttore dell’Agenzia SIR, amico e discepolo di Mons. Cacciami, il ricordo dell’uomo, prete e giornalista che ha dedicato tutto se stesso all’informazione e alla vita del territorio, diventando un pilastro della piccola e media editoria italiana. “Quella del giornalista è la nostra seconda vocazione! Se non avessimo avuto la fortuna di indossare la veste nera, ecco la nostra passione: le rotative di un giornale”. È un giovanissimo don Giuseppe quello che dalle pagine di un foglio parrocchiale ciclostilato, “Il faro”, tuona le sue idee, già chiarissime, sul giornalismo e sulla comunicazione. È il 15 ottobre del 1944. “Il faro”, giornalino di tre pagine dell’oratorio San Giustino di Grignasco, è stampato, come si legge nel frontespizio, “in tempo di guerra quando i suoi impianti elettrici non vengono bombardati o fatti saltare”. È la prima testimonianza del giornalista Giuseppe Cacciami, allora appena ventenne e non ancora consacrato sacerdote. “Il guaio di questo tipo di uomini, che è anche il loro pregio - commentava il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, all’omelia dei funerali di don Giuseppe Cacciami celebrati il 19 marzo 2012 - è quello di dire (e scrivere) ciò che pensano e di pensare ciò che dicono (e di scriverlo). Ecco il guaio che è anche il pregio del grande giornalista! Più semplicemente direi di ogni grande uomo”. E di quest’uomo che ha vissuto il sacerdozio con un amore sconfinato e sempre nella consapevolezza che il giornalismo era la forma da lui scelta e preferita per esprimerlo, un prete amico diceva: “È stato un infa-
ticabile rabdomante, alla ricerca della sorgente zampillante e ha stimolato i suoi giovani, i suoi collaboratori alla ricerca della verità, sempre alla luce del Vangelo”. Sono trascorsi due anni dal 17 marzo 2012, giorno della morte di don Giuseppe Cacciami: al significato più alto del fare memoria alla luce della fede si aggiunge quello di fare memoria alla luce della sua storia personale, della storia del suo territorio, della storia del nostro Paese e della nostra Europa. Non si tratta di fermarsi ai molti ricordi che fanno comunque parte dell’esperienza della tenerezza nei rapporti tra le persone ma di cogliere anche solo un frammento del suo pensiero e del suo impegno radicati nell’attualità e nello stesso tempo orientati al futuro. Difficile però riassumere in breve il messaggio di uno dei padri della Federazione Italiana settimanali cattolici, del Servizio Informazione Religiosa, dell’Unione cattolica internazionale della stampa, della famiglia Studenti il Chiostro in Verbania-Intra e del settimanale “L’Azione” della diocesi di Novara? Si può tentare di raccoglierlo in due verbi: vibrare e lottare. Vibrare, cioè avere passione per le vicende umane e scorgere in esse, anche quando buie e angoscianti, le tracce della presenza di Dio e raccontarle con linguaggio giornalistico, linguaggio dell’umiltà e mai dell’arroganza, linguaggio della retta coscienza e mai dell’ideologia. Lottare, cioè avere il coraggio di guardare negli occhi il male e l’errore, denunciarne con fermezza la presenza, ma non lasciare mai al male l’ultima parola e per questo far emergere nella cronaca la verità, la bellezza e la bontà. Sempre con il linguaggio laico di un giornalismo impastato di umanità. Vibrare e lottare: due verbi, tra i più cari a don Giuseppe Cacciami, che fanno anche giustizia di frettolose affermazioni 8 7
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ELEZIONI EUROPEE 2014 6
dei partiti e dei movimenti politici, nonché le stampe elettorali di liste e candidati. TITOLO IV SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI Articolo25 (Sondaggi politici ed elettorali) 1. Nel periodo disciplinato dalla presente delibera, fermo restando quanto previsto dagli artt. 8 e 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, ai sondaggi politici ed elettorali si applicano gli artt. da 6 a 12 del Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione di sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa di cui alla delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010. TITOLO V VIGILANZA E SANZIONI Articolo 27 (Procedimenti sanzionatori) 1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28, e del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonché di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e di quelle dettate con il presente provvedimento, sono perseguite d’ufficio dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al fine dell’adozione dei provvedimenti previsti dagli articoli 10 e 11-quinquies della legge n. 28/2000. Ciascun soggetto politico interessato può comunque denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto. 3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a mezzo fax, all’Autorità, all’emittente privata o all’editore presso cui è avvenuta la violazione, al competente Comitato regionale per le comunicazioni, al Gruppo della Guardia di Finanza nella cui competenza territoriale rientra il domicilio dell’emittente o dell’editore. Il predetto Gruppo della Guardia di Finanza provvede al ritiro delle registrazioni interessate dalla comunicazione dell’Autorità o dalla denuncia entro le successive dodici ore. 4. La denuncia indirizzata all’Autorità è procedibile solo se sottoscritta in maniera leggibile e deve essere accompagnata dalla 8
per le quali un padre è da consedocumentazione comprovante l’avvenuto 7 gnare al silenzio dell’archivio perché tutto invio della denuncia medesima anche agli cambia velocemente e quindi occorre guaraltri destinatari indicati dal comma 3. dare avanti. Ma quella di un padre fondatore quale è 5. La denuncia contiene, a pena di inamstato questo prete giornalista è la voce di chi missibilità, l’indicazione dell’emittente e appartiene anche al futuro perché ha vissuto della trasmissione, ovvero dell’editore e del dentro di sé l’esperienza dell’eterno. giornale o periodico, cui sono riferibili le presunte violazioni segnalate, completa, rispettivamente, di data e orario della trasmissione, ovvero di data ed edizione, nonché di una motivata argomentazione.
Ecco, quella di don. Giuseppe Cacciami è un’eredità che, riassunta in due verbi, è un’eredità preziosa e che scotta nel cuore e nelle mani di chi vive la professione di giornalista come sfida a fare della gioia del Vangelo la notizia del giorno.
7. L’Autorità provvede direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti emittenti radiofoniche e televiLunedì 10 marzo 2014 - www.fisc.it sive nazionali ed editori di giornali e periodici a diffusione nazionale, mediante le proprie strutture, che possono avvalersi, a tale fine, del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza istituito presso l’Autorità stessa. L’Autorità adotta i propri provvedimenti entro le quarantotto ore successive all’acdel Consiglio e svolto funzioni di certamento della violazione o alla denun- 1 coordinamento, consulenza e supporto ad cia, fatta salva l’ipotesi dell’adeguamento altre amministrazioni per l’attuazione di spontaneo agli obblighi di legge da parte programmi di comunicazione. delle emittenti televisive e degli editori, con contestuale informativa all’Autorità. Ha provveduto all’istruttoria delle convenzioni con le agenzie di stampa per la forni10. Il Comitato di cui al comma 8 procede tura alle amministrazioni di servizi di inforad una istruttoria sommaria e instaura il mazione, e delle convenzioni con la Rai per contraddittorio con gli interessati: a tal fine, le trasmissioni destinate alle minoranze lincontesta i fatti, anche a mezzo fax, sente gli guistiche e alle comunità italiane all’estero. interessati ed acquisisce le eventuali con-
ROBERTO GIOVANNI MARINO
trodeduzioni nelle ventiquattro ore successive alla contestazione. 15. Nell’ipotesi in cui il provvedimento dell’Autorità contenga una misura ripristinatoria della parità di accesso ai mezzi di informazione, come individuata dall’art. 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, le emittenti radiofoniche o televisive o gli editori di stampa quotidiana o periodica sono tenuti ad adempiere nella prima trasmissione o pubblicazione utile e, comunque, nel termine indicato nel provvedimento medesimo, decorrente dalla notifica dello stesso. 16. Le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate in applicazione delle disposizioni di attuazione dettate con il presente provvedimento non sono evitabili con il pagamento in misura ridotta previsto dall’art. 16 della legge 24 ottobre 1981, n. 689.
Ha curato la produzione editoriale delle pubblicazioni affidate al Dipartimento. Dal 2008 al 2012, a Capo del “Dipartimento per le politiche della famiglia”, ha gestito le risorse del Fondo per le politiche della famiglia, destinate in gran parte al piano straordinario nidi e all’assistenza domiciliare integrata. Ha coordinato la redazione del Piano nazionale per la famiglia, e curato l’istituzione e il funzionamento del Fondo per i nuovi nati. Ha avviato il programma nazionale di attività per l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo. Fino al 2008, è stato Capo del “Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive”, sempre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Altri incarichi: nell’anno 2014, è nominato Componente del Comitato tecnico consultivo per la tutela delle minoranze linguistiche storiche. Notiziario USPI n° 5/2014
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oBBLiGo Di iNFoRMativa PeR La RaccoLta Di Dati PeRsoNaLi attRaveRso siti iNteRNet Il Garante per la tutela dei dati personali ha sanzionato, con provvedimenti simili nei contenuti e nelle conclusioni, tre Aziende per aver raccolto dati personali attraverso form pubblicati nei propri siti Internet senza aver fornito agli interessati l’informativa prevista dall’articolo 13 del Codice privacy (DLGS 196/2003).
Pubblichiamo il provvedimento 2898184 del 9 gennaio 2014; nel sito del Garante sono consultabili gli altri due provvedimenti (2896420 e 2898166).
TRAMITE FORM VENIVANO ACQUISITI INDIRIZZI E-MAIL E ALTRI DATI DEGLI UTENTI
Provvedimento 9 gennaio 2014
Durante il procedimento, le Aziende si erano difese evidenziando che tramite i form venivano acquisiti l’indirizzo e-mail (che può non corrispondere alle precise generalità di una persona) e il solo nome ma non anche il cognome degli utenti; non venivano, quindi, trattati “dati personali”.
In due dei tre casi, le Aziende avevano inoltre sottolineato che costruzione, implementazione e gestione del sito web erano affidati a ditte esterne. Il Garante non ha ritenuto le argomentazioni presentate idonee ad escludere la responsabilità delle Aziende, in quanto: - i dati degli utenti dei siti Internet raccolti tramite i form, in particolare l’indirizzo email, devono essere considerati “personali” ai sensi dell’art. 4, comma 1 , lett. b) del Codice privacy, che definisce “dato personale” qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; - l’affidamento a terzi della gestione dei siti Internet non esenta da responsabilità le Aziende che, in quanto titolari del trattamento, erano tenute ad adempiere all’obbligo d’informare previamente gli interessati degli elementi espressamente elencati nell’art. 13 del Codice, ovvero a verificare la correttezza degli adempimenti affidati a terzi. SANZIONE DI 2.400 EURO In conclusione, alle Aziende - che nel frattempo avevano provveduto a inserire nei siti i testi dell’informativa privacy - è stata applicata la sanzione amministrativa pecuniaria di 2.400 euro. Notiziario USPI n° 5/2014
Doc.web 2898184
(…) Rilevato che il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, in esecuzione della richiesta di informazioni ex art. 157 del Codice in materia di protezione dei dati personali - D.LG. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito denominato Codice), ha svolto gli accertamenti di cui al verbale di operazioni compiute del 1° marzo 2012 nei confronti di XYZ snc, dai quali è risultato, tra l’altro, che la società effettua una raccolta di dati personali (dati anagrafici, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono) tramite due appositi form di raccolta denominati “Contatti” e “Newsletter” presenti nel sito Internet www.xyz.it, a fronte della quale è stata riscontrata l’assenza di un’idonea informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice; (…) Visto lo scritto difensivo inviato ai sensi dell’art. 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689, con il quale, riguardo entrambi i form di raccolta, è stato evidenziato come gli “(…) utenti hanno inviato al sito della XYZ snc unicamente l’indirizzo e-mail che, nella quasi totalità dei casi, non solo non consente di risalire all’eventuale nome identificativo del soggetto, ma parrebbe addirittura un indirizzo di fantasia. Inoltre, “(…) avendo la XYZ snc acquistato la licenza d’uso da professionisti e avendo incaricato gli stessi di eseguire la messa in opera del sito internet, la stessa riteneva che essi avessero operato in conformità con le vigenti norme di legge, anche in punto di informativa al trattamento dei dati personali”; Si evidenzia come, diversamente da quanto ritenuto, l’art. 4, comma 1, lett. a) del Codice nel definire “trattamento” qualunque operazione o complesso di operazioni,
(…), concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione,(…) l’estrazione, (…) l’utilizzo,(…) di dati, anche se non registrati in una banca di dati, e l’art. 4, comma 1, lett. b) del medesimo Codice nel definire quale “dato personale” qualunque informazione relativa a persona fisica, (…), identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale, consentono di qualificare quanto accertato nel verbale di operazioni compiute, quale trattamento di dati personali. Inoltre, si evidenzia come le argomentazioni con le quali è stata richiamata la disciplina di cui all’art. 3 della legge n. 689/1981 risultano inapplicabili al caso di specie, atteso che l’errore sulla liceità del fatto, comunemente indicato come buona fede, può rilevare come causa di esclusione della responsabilità solo quando esso risulti incolpevole. Rilevato che la società ha quindi effettuato un trattamento di dati personali [art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice] senza rendere la prescritta informativa agli interessati ai sensi dell’art. 13 del Codice attraverso due appositi form di raccolta dati presenti sul sito web www.xyz.it; Visto l’art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cui all’art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro per ciascun rilievo; Ritenuto che, nel caso di specie, considerata l’esiguità dei dati raccolti con i form in questione, ricorrano le condizioni per applicare l’art. 164-bis, comma 1, del Codice il quale prevede che se taluna delle violazioni di cui agli art. 161, 162, 163 e 164 è di minore gravità, i limiti minimi e massimi stabiliti negli stessi articoli sono applicati in misura pari a due quinti; Considerato che, ai fini della determinazione dell’ammontare della sanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell’art. 11 della legge 24 novembre 1981 n. 689, dell’opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economiche del contravventore; (…) ORDINA a XYZ snc di pagare la somma di euro 2.400,00 (duemilaquattrocento) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione prevista dall’art. 161 del Codice indicata in motivazione. 9
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VIA LIBERA DALL’UE AL BLOCCO PER L’ACCESSO DEI SITI CHE VIOLANO IL COPYRIGHT I giudici europei: “Ad un fornitore di accesso a Internet può essere ordinato di fermare l’ingresso ai suoi abbonati verso un indirizzo web che trasgredisce il diritto d’autore” ma occorre “garantire un equilibrio tra i diritti fondamentali interessati” La Corte di Lussemburgo si è espressa su una causa che vede coinvolte un fornitore di Internet via cavo austriaco, l’UPC Telekabel Wien, a cui i giudici nazionali hanno vietato di fornire l’accesso ai suoi utenti al sito, da cui è possibile scaricare o vedere gratuitamente film coperti da diritto d’autore. Le case produttrici cinematografiche Constantin Film Verleih e Wega Filmproduktionsgesellschaft avevano infatti fatto causa, e la magistratura austriaca aveva ingiunto a UPC Telekabel Wien di bloccare l’accesso al sito incriminato. Il provider si è però rifiutato, sostenendo di non avere alcun rapporto commerciale con i gestori di kino.to e che non sarebbe mai stato dimostrato che i suoi abbonati abbiano agito in modo illecito, senza contare che le diverse misure di blocco, di cui alcune eccessivamente onerose, possono in ogni caso essere tecnicamente aggirate. Secondo la Corte, però, non è necessario un “rapporto particolare tra il soggetto che commette la violazione del diritto d’autore e l’intermediario nei confronti del quale può essere emessa un’ingiunzione”, e “non è necessario neppure dimostrare che gli abbonati del fornitore d’accesso consultino effettivamente i materiali protetti accessibili sul sito Internet del terzo”. Non viene inoltre pregiudicata, secondo Lussemburgo, la libertà d’impresa del provider in quanto gli lascia “l’onere di determinare le misure concrete da adottare”. La sentenza della Corte stabilisce quindi che “i diritti fondamentali in parola non ostino ad una tale ingiunzione, alla duplice condizione che le misure adottate dal fornitore di accesso non privino inutilmente gli utenti di internet della possibilità di accedere in modo lecito alle informazioni disponibili” e che queste “abbiano l’effetto di impedire o, almeno, di rendere difficilmente realizzabili, le consultazioni non autorizzate di materiali protetti” dal copyright”. (Ivan Zambardino, www.editoria.tv, 27 marzo 2014) Corte di giustizia dell’Unione europea 10
COMUNICATO STAMPA n. 38/14
servizi siano utilizzati da terzi per violare i loro propri diritti5.
Lussemburgo, 27 marzo 2014 Sentenza nella causa C-314/12 UPC Telekabel Wien GmbH / Constantin Film Verleih GmbH e Wega Filmsproduktionsgesellschaft mbH Ad un fornitore di accesso a Internet può essere ordinato di bloccare l’accesso dei suoi abbonati ad un sito web che viola il diritto d’autore. Una tale ingiunzione e la sua esecuzione devono, tuttavia, garantire un giusto equilibrio tra i diritti fondamentali interessati La Constantin Film Verleih, società tedesca che possiede, segnatamente, i diritti dei film «Vic il Vichingo» et «Pandorum», e la Wega Filmproduktionsgesellschaft, società austriaca che possiede i diritti del film «Il nastro bianco», si sono accorte che i loro film potevano, senza il loro consenso, essere visti, o anche scaricati, a partire dal sito Internet «kino.to». Su richiesta di queste due società, i giudici austriaci hanno vietato all’UPC Telekabel Wien, fornitore di accesso ad Internet stabilito in Austria, di fornire ai suoi abbonati l’accesso a tale sito. L’UPC Telekabel ritiene che una tale ingiunzione non possa essere emessa nei suoi confronti. All’epoca dei fatti, essa non aveva alcun rapporto commerciale con i gestori del sito kino.to e non sarebbe mai stato dimostrato che i suoi abbonati abbiano agito in modo illecito. L’UPC Telekabel afferma inoltre che le diverse misure di blocco che avrebbero potuto essere adottate potevano, in ogni caso, essere tecnicamente aggirate. Infine, alcune di tali misure sarebbero eccessivamente onerose. Adito della controversia in ultima istanza, l’Oberster Gerichtshof (Corte suprema, Austria) chiede alla Corte di giustizia di interpretare la direttiva dell’Unione sul diritto d’autore nonché i diritti fondamentali riconosciuti dal diritto dell’Unione. La direttiva prevede la facoltà dei titolari di diritti di chiedere un provvedimento inibitorio nei confronti degli intermediari i cui
L’UPC Telekabel ritiene di non poter essere qualificata come intermediario in tal senso. Con la sentenza odierna la Corte risponde all’Oberster Gerichtshof che un soggetto il quale mette a disposizione del pubblico su un sito Internet materiali protetti senza l’accordo del titolare di diritti utilizza i servizi della società che fornisce l’accesso ad Internet ai soggetti che consultano tali materiali. Pertanto, un fornitore di accesso ad Internet che, come l’UPC Telekabel, consente ai suoi abbonati l’accesso a materiali protetti messi a disposizione del pubblico su Internet da un terzo è un intermediario i cui servizi sono utilizzati per violare un diritto d’autore. La Corte precisa a tale proposito che la direttiva, che tende a garantire un alto livello di protezione ai titolari di diritti, non richiede un rapporto particolare tra il soggetto che commette la violazione del diritto d’autore e l’intermediario nei confronti del quale può essere emessa un’ingiunzione. Non è necessario neppure dimostrare che gli abbonati del fornitore d’accesso consultino effettivamente i materiali protetti accessibili sul sito Internet del terzo, poiché la direttiva dispone che le misure che gli Stati membri sono tenuti ad adottare per conformarsi ad essa hanno l’obiettivo non solo di far cessare, ma altresì di prevenire le violazioni inferte al diritto d’autore o ai diritti connessi. L’Oberster Gerichtshof intende inoltre accertare se i diritti fondamentali riconosciuti a livello dell’Unione ostino a che un giudice nazionale vieti, mediante un’ingiunzione, a un fornitore di accesso ad Internet di concedere ai suoi abbonati l’accesso ad un sito Internet che mette in rete materiali protetti senza l’accordo dei titolari di diritti, qualora tale ingiunzione non specifichi quali misure il fornitore d’accesso deve adottare e questi possa evitare le sanzioni per la violazione di tale ingiunzione dimostrando di avere adottato tutte le misure ragionevoli. Notiziario USPI n° 5/2014
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A tale proposito, la Corte rileva che nell’ambito di una tale ingiunzione, i diritti d’autore e i diritti connessi (che rientrano nel diritto della proprietà intellettuale) sono in conflitto principalmente con la libertà d’impresa di cui godono gli operatori economici (quali i fornitori di accesso ad Internet) nonché con la libertà d’informazione degli utenti di Internet. Orbene, quando diversi diritti fondamentali sono in conflitto fra loro, gli Stati membri sono tenuti a fondarsi su un’interpretazione del diritto dell’Unione e del proprio diritto nazionale tale da garantire un giusto equilibrio tra questi diritti fondamentali. Per quanto riguarda più specificamente il diritto alla libertà d’impresa del fornitore di accesso ad Internet, la Corte ritiene che non risulta che detta ingiunzione pregiudichi la sostanza stessa di tale diritto, poiché, da un lato, essa lascia al suo destinatario l’onere di determinare le misure concrete da adottare per raggiungere il risultato perseguito, con la conseguenza che esso può scegliere di adottare le misure che più si adattano alle risorse e alle capacità di cui dispone e che siano compatibili con gli altri obblighi e sfide cui deve far fronte nell’esercizio della propria attività, e, dall’altro, essa gli consente di sottrarsi alla propria responsabilità dimostrando di avere adottato tutte le misure ragionevoli. La Corte ritiene, pertanto, che i diritti fondamentali in parola non ostino ad una tale ingiunzione, alla duplice condizione che le misure adottate dal fornitore di accesso non privino inutilmente gli utenti di Internet della possibilità di accedere in modo lecito alle informazioni disponibili e che tali misure abbiano l’effetto di impedire o, almeno, di rendere difficilmente realizzabili, le consultazioni non autorizzate di materiali protetti e di scoraggiare seriamente gli utenti dal consultare i materiali messi a loro disposizione in violazione del diritto di proprietà intellettuale. La Corte precisa, dunque, che gli internauti e il fornitore di accesso ad Internet devono poter far valere i propri diritti dinanzi al giudice. Spetta alle autorità e ai giudici nazionali verificare se tali condizioni siano soddisfatte. IMPORTANTE: Il rinvio pregiudiziale consente ai giudici degli Stati membri, nell’ambito di una controversia della quale sono investiti, di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione o alla validità di un atto dell’Unione. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetta al giudice nazionale risolvere la causa conformemenNotiziario USPI n° 5/2014
te alla decisione della Corte. Tale decisione vincola egualmente gli altri giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile. SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione) 27 marzo 2014 «Rinvio pregiudiziale – Ravvicinamento delle legislazioni – Diritto d’autore e diritti connessi – Società dell’informazione – Direttiva 2001/29/CE (omissis) Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara: 1) L’articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, dev’essere interpretato nel senso che un soggetto che metta a disposizione del pubblico su un sito Internet materiali protetti senza l’accordo del titolare dei diritti, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, di tale direttiva, utilizza i servizi del fornitore di accesso ad Internet dei soggetti che consultano tali materiali, il quale deve essere considerato un intermediario ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2001/29. 2) I diritti fondamentali riconosciuti dal diritto dell’Unione devono essere interpretati nel senso che non ostano a che sia vietato, con un’ingiunzione pronunciata da un giudice, a un fornitore di accesso ad Internet di concedere ai suoi abbonati l’accesso ad un sito Internet che metta in rete materiali protetti senza il consenso dei titolari dei diritti, qualora tale ingiunzione non specifichi quali misure tale fornitore d’accesso deve adottare e quest’ultimo possa evitare sanzioni per la violazione di tale ingiunzione dimostrando di avere adottato tutte le misure ragionevoli, a condizione tuttavia che, da un lato, le misure adottate non privino inutilmente gli utenti di Internet della possibilità di accedere in modo lecito alle informazioni disponibili e, dall’altro, che tali misure abbiano l’effetto di impedire o, almeno, di rendere difficilmente realizzabili le consultazioni non autorizzate dei materiali protetti e di scoraggiare seriamente gli utenti di Internet che ricorrono ai servizi del destinatario di questa stessa ingiunzione dal consultare tali materiali messi a loro disposizione in violazione del diritto di proprietà intellettuale, circostanza che spetta alle autorità e ai giudici nazionali verificare.
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06). ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2014); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GIUGNO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio - marzo 2014); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2014. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. 11
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Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Noti INVESTIMENTI IN START UP INNOVATIVE: PUBBLICATO IL DECRETO ATTUATIVO È stato pubblicato il decreto interministeriale che spiega come applicare la detrazione Irpef del 19% e la deduzione Ires del 20% Con il Dm 30/1/14, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 20/3/14 n. 66, il Ministero dell’economia e finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, ha reso finalmente noto l’ambito di applicazione delle agevolazioni fiscali introdotte dal Dl n. 179/12 per i soggetti Irpef e Ires che effettuano investimenti in start up innovative. In particolare, il Ministero individua gli investimenti agevolabili, i soggetti interessati, le regole di calcolo delle agevolazioni e le ipotesi di decadenza. INVESTIMENTI AGEVOLATI Le agevolazioni fiscali si applicano: • ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote: - delle start up innovative - delle società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative (si considera conferimento in denaro anche la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale; fanno eccezione i crediti risultanti da cessioni di beni o prestazioni di servizi diverse da quelle previste dall’art. 27 del Dl n. 179/12). I conferimenti rilevano nel periodo d’imposta in cui avviene il deposito, nel registro delle imprese, dell’atto costitutivo o della deliberazione di aumento del capitale sociale; • agli investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) che investono prevalentemente in start up innovative.
Gli Oicr e le società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative sono quei soggetti che, al termine del periodo d’imposta in cui viene effettuato l’investimento agevolato, detengono azioni o quote in start up innovative pari almeno al 70% del valore complessivo dei loro investimenti. 12
INVESTIMENTI NON AGEVOLABILI Non sono agevolabili gli investimenti effettuati in imprese che operano nel settore delle costruzioni navali, dell’acciaio e del carbone, nonché in imprese che sono in difficoltà finanziaria secondo la normativa comunitaria vigente (la definizione di impresa in difficoltà è contenuta nella comunicazione della Commissione europea “Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà - 2004/C 244/2)”. Inoltre, le agevolazioni fiscali non si applicano agli investimenti effettuati da:
I soggetti Ires possono dedurre dalla base imponibile il 20% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start up innovative. La deduzione è riconosciuta sia in caso di investimento diretto in start up innovative sia in caso di investimento indiretto attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio oppure società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative. L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti fatti negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016 (il testo del decreto attuativo fa riferimento ai tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31/12/12).
- start up innovative; - incubatori certificati (incubatore certificato, secondo la definizione contenuta nel Dl n. 179/12, art. 25, c. 5, è una società di capitali che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start up innovative); - Oicr e società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative. AGEVOLAZIONE FISCALE PER I SOGGETTI IRPEF I soggetti Irpef possono detrarre dall’imposta lorda il 19% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start up innovative. La detrazione è riconosciuta sia in caso di investimento diretto in start up innovative sia in caso di investimento indiretto attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio oppure società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative. L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti fatti negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016 (il testo del decreto attuativo fa riferimento ai tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31/12/12). L’investimento massimo per ciascun periodo d’imposta è di 500.000 euro e comporta, quindi, un risparmio Irpef massimo all’anno di 95.000 euro (Risparmio fiscale Irpef = 19% x 500.000 = 95.000 euro). La detrazione che in un dato periodo d’imposta non trova capienza nell’Irpef può essere utilizzata nei successivi periodi d’imposta, ma non oltre il terzo. AGEVOLAZIONE FISCALE PER I SOGGETTI IRES
L’investimento massimo per ciascun periodo d’imposta è di 1.800.000 euro e comporta, quindi, un risparmio Ires massimo all’anno di 99.000 euro (Risparmio fiscale Ires = 27,5% x 20% x 1.800.000 = 99.000 euro). Qualora la deduzione non trovi capienza nel reddito imponibile, l’eccedenza è utilizzabile nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo. Per le società che partecipano al consolidato, la deduzione che non trova capienza nel reddito delle singole società può essere scomputata dal reddito complessivo di gruppo e l’eventuale eccedenza può essere utilizzata dalle singole società nei periodi d’imposta successivi ma non oltre il terzo. START UP A VOCAZIONE SOCIALE E START UP INNOVATIVE IN AMBITO ENERGETICO Le agevolazioni fiscali sono potenziate qualora gli investimenti vengano effettuati in: • start up a vocazione sociale (le società a vocazione sociale sono quelle indicate nell’art. 2, c. 1, del Dlgs n. 155/06 ossia le società che operano nei seguenti settori: assistenza sociale, assistenza sanitaria, educazione, istruzione, formazione, tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale ecc.); • start up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (i codici Ateco delle attività economiche innovative in ambito energetico sono elencati nella tabella allegata al Dm 30/1/14). In tal caso la detrazione Irpef sale dal 19% al 25% e la deduzione Ires dal 20% al 27%. Notiziario USPI n° 5/2014
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scale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale LIMITE AGLI INVESTIMENTI AGEVOLABILI NELLA SINGOLA START UP INNOVATIVA Come evidenziato nei precedenti paragrafi, in ciascun periodo d’imposta, le persone fisiche possono effettuare un investimento massimo agevolabile di 500.000 euro e i soggetti Ires di 1.800.000 euro. In aggiunta a questi tetti, è stato introdotto un limite massimo, pari a 2.500.000 euro, ai conferimenti agevolabili che la singola start up innovativa può ricevere in ciascun periodo d’imposta. DOCUMENTI NECESSARI PER BENEFICIARE DELLE AGEVOLAZIONI Per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali, gli investitori (soggetti Irpef e Ires) devono conservare: • una certificazione nella quale la start up attesta che nel periodo d’imposta considerato ha beneficiato di conferimenti agevolabili non superiori, complessivamente, a 2.500.000 euro; • copia del piano di investimento della start up innovativa; • per gli investimenti in start up a vocazione sociale e in start up innovative in ambito energetico, una certificazione rilasciata dalla start up attestante l’oggetto della propria attività. Se l’investimento viene fatto in Oicr o in altre società che investono prevalentemente in start up innovative, tali soggetti rilasciano, su richiesta investimenti viene effettuato in start up innovative. DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI L’investitore decade dall’agevolazione se, entro due anni dall’effettuazione dell’investimento, si verifica:
start up innovative; • il recesso o l’esclusione degli investitori; • la perdita di uno dei requisiti previsti dalla normativa sulle start up innovative (si tratta dei requisiti previsti dal Dl n. 179/12, art. 25, c. 2; è richiesto, per esempio, che la start up non distribuisca utili, che a partire dal secondo anno consegua un Valore della produzione non superiore a 5 milioni di euro, ecc.). Nel periodo d’imposta in cui si verifica la decadenza dall’agevolazione: • il soggetto Irpef deve aggiungere all’imposta dovuta per tale periodo la detrazione fruita nei periodi d’imposta precedenti aumentata degli interessi legali; • il soggetto Ires deve aggiungere al reddito imponibile di tale periodo la deduzione utilizzata nei periodi d’imposta precedenti con versamento degli interessi legali calcolati sull’Ires non versata. (AssograficInformA n. 6/2014)
**************** NOZIONE DI VALORE UNITARIO AI FINI DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA Ai fini del calcolo del plafond di deducibilità delle spese di rappresentanza, rileva il costo di produzione e non il valore normale dei beni RIS. 12/3/14, N. 27/E L’Agenzia delle entrate, con la Ris. 12/3/14 n. 27/E, ha chiarito che il valore unitario dei beni alla cui produzione e/o commercializzazione è rivolta l’attività propria dell’impresa, rileva unicamente per individuare la spesa di rappresentanza da sottoporre al regime di deducibilità limitata. Ai fini del calcolo del plafond di deducibilità, invece, concorre per intero il costo di produzione effettivamente sostenuto dall’azienda.
• la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti agevolati (non si considerano, invece, causa di decadenza dall’agevolazione i trasferimenti a titolo gratuito o a causa di morte del contribuente);
PARERE DELL’AGENZIA ENTRATE
• la riduzione di capitale nonché la ripartizione di riserve o altri fondi costituti con sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote delle start up innovative o delle società che investono prevalentemente in
L’Agenzia delle entrate è intervenuta in risposta ad una consulenza concernente la nozione di valore unitario ai fini delle spese di rappresentanza. La norma sulle spese di rappresentanza (art.
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108, c. 2 del Tuir) prevede che le stesse siano deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, nei limiti ed alle condizioni stabiliti dal Dm 19/11/08. Tale decreto stabilisce un plafond di deducibilità, cioè un limite quantitativo entro il quale le spese di rappresentanza sono da considerare congrue rispetto al volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e, come tali, deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute, mentre quelle eccedenti il limite sono indeducibili con conseguente variazione in aumento in dichiarazione dei redditi. Alla citata verifica quantitativa non concorrono invece, le spese relative ai beni distribuiti gratuitamente, di valore unitario non superiore a 50 euro, che pertanto sono in ogni caso deducibili. La nozione di valore unitario assume quindi rilevanza specifica in relazione ai beni alla cui produzione e/o commercializzazione è rivolta l’attività propria dell’impresa, mentre per i beni acquistati da economie terze e dati in omaggio si fa riferimento al costo sostenuto. Con l’utilizzo della locuzione “valore” in luogo di quella di “costo”, il legislatore fa riferimento al valore normale dei beni, secondo la definizione dell’art. 9 del Tuir. Il legislatore assume tale valore per quantificare l’entità delle liberalità, a vario titolo erogate, nell’ambito del regime d’impresa. L’Agenzia delle entrate afferma che, per i beni alla cui ideazione, produzione, commercializzazione è diretta l’attività di impresa, che vengono prodotti dalla Società, il valore di mercato dell’omaggio rileva per verificare il superamento o meno della soglia dei 50 euro che, come detto, costituisce la discriminante tra deducibilità integrale o deducibilità nei limiti del plafond di deducibilità. Qualora il valore di mercato sia superiore a euro 50, ai fini del concorso al plafond di deducibilità, si considera il costo di produzione effettivamente sostenuto dall’impresa, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia inferiore o meno ad euro 50.
DELLE Diversamente, qualora il valore normale dell’omaggio autoprodotto sia inferiore o uguale ad euro 50, sarà deducibile integralmente il costo effettivamente sostenuto per la produzione. (AssograficInformA n. 6/2014) 13
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Impagabile Avere sempre informazioni esclusive e raccolte alla fonte. Entra in iTunes e Google play e scarica la tua app. &RQVXOWDVXOWXRVPDUWSKRQHSURÃ&#x20AC;OLELRJUDÃ&#x20AC;FLGHLSHUVRQDJJLGLPDJJLRUH ULOLHYRHSURÃ&#x20AC;OLGHOOHD]LHQGHH,VWLWX]LRQLSLUDSSUHVHQWDWLYHLQ,WDOLD ,OQRVWURFRVWDQWHDJJLRUQDPHQWRWLRIIUHXQDYLVLRQHUHDOHGLFKLFRQWDQHO panorama economico, politico, sociale e culturale. 1HZVFRPXQLFDWLVWDPSDHLQWHUHVVDQWLFRQWULEXWLYLGHR 8QRVWUXPHQWRGLODYRURLPSUHVFLQGLELOHFKHSRUWDQHOPRQGR LOYDORUHODFRPSHWLWLYLWjHDIÃ&#x20AC;GDELOLWjGHOQRVWUR3DHVH WHOâ&#x20AC;&#x2122;S WHO IN ITALY S.r.l. email: whoswhogc@whoswho.eu
Lâ&#x20AC;&#x2122;inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633
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BIBLIOTECA USPI IL PARADISO DELLE BAMBOLE di Mario Abbati Curatore: Niccolò Carosi Terre Sommerse, Roma 2014, pagine 322, 15 euro È il primo romanzo scritto in Italia che tratta il tema delle adozioni irregolari di S p a g n a : migliaia e migliaia di bambini che al momento della nascita venivano strappati con la violenza e l’inganno alle famiglie biologiche per essere rivenduti a chi poteva permettersi di comprarli a peso d’oro. L’argomento in Italia è ancora poco noto ma in Spagna presenta numeri impressionanti, si calcolano più “desaparecidos” nella sola Andalusia che in Argentina e Cile messi insieme. SINOSSI Roberto Diotallevi è un giornalista trentacinquenne che lavora fra alti e bassi al Tempo di Roma. A inizio estate del 2010 Montse Sorribas, un’amica di Barcellona che ha conosciuto ai tempi del master, lo contatta e gli racconta che ha scoperto di essere stata adottata illegalmente pochi giorni dopo la nascita. Non è l’unico caso, si parla di 200.000 parti
sospetti dal 1965 al 1980, con strascichi 1 LA COMUNICAZIONE ANfino al 1995. NUALE Nelle città di Madrid e Bilbao era attiva una È la comunicazione, prevista dall’articolo rete organizzata che agiva all’ombra del 11 del Regolamento per l’organizzazione e regime franchista per appropriarsi di bamla tenuta del ROC, con la quale i soggetti bini neonati e rivenderli a famiglie beneiscritti sono tenuti ad aggiornare i dati anastanti. grafici dell’editore già comunicati al Montse propone a Roberto di recarsi qualRegistro, in conformità a quanto indicato che giorno a Barcellona per raccogliere elenell’allegato B alla delibera n. menti e scrivere un reportage, lui si convin666/08/CONS e successive modificazioni. ce e la raggiunge. La comunicazione annuale, da effettuarsi La permanenza in Spagna però si prolunga esclusivamente in via telematica tramite il ben oltre la scadenza prevista. Roberto portale www.impresainungiorno.gov.it, accetta di aiutare l’amica a scoprire l’idendeve essere trasmessa ogni anno, anche in tità della sua famiglia biologica ma questo assenza di variazioni. lo porterà a scontrarsi con ostacoli e nemici insospettabili che lo costringeranno a IL NUOVO SISTEMA TELEMATICO rischiare poste sempre più alte, ma sopratROC tutto ad affrontare i fantasmi irrisolti del suo passato. Per accedere al nuovo sistema telematico del R.O.C. per la compilazione e la trasmisL’AUTORE sione degli adempimenti previsti nei confronti dello stesso Registro, gli iscritti nel Mario Abbati nasce a Roma nel 1966. R.O.C. (tutti gli iscritti, anche i soggetti Ha pubblicato i saggi “Ipercosmo, la rivo“non camerali”, quali Associazioni, luzione interattiva, dai multimedia alla Fondazioni, Enti Morali ecc) dovranno realtà virtuale”, Euroma, 1994, e dotarsi, se non ne sono già in possesso, “Manifesto del movimento reticolare”, della Carta Nazionale dei Servizi (C.N.S.), Musis, Roma, 1996. in forma di Smart Card o di chiavetta USB Nel 2010 ha pubblicato la sua prima raccol(a nostro giudizio preferibile per una magta di racconti “La donna che ballava il giore semplicità d’uso), rilasciata – a pagatango in senso orario”, Terre Sommerse, mento - dalle Camere di Commercio e da Roma. altre Pubbliche Amministrazioni. Diversi suoi racconti sono apparsi in antoL’accesso al portale, che già consente di logie cartacee e testate on-line. Collabora espletare diversi adempimenti verso altre con la rivista “Mag O” della Scuola di PP.AA., avverrà attraverso l’uso della Carta Scrittura Creativa “Omero”. Nazionale dei Servizi di cui già detto in “Il paradiso delle bambole” è il suo primo precedenza che garantisce l’autenticazione romanzo pubblicato. del soggetto che effettua le comunicazioni. Sito personale: www.marioabbati.com
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FOTO DEL MESE Il Segretario Generale USPI, Francesco Saverio Vetere, in data 2 aprile 2014, ha partecipato al Convegno “L’eredità di De Gasperi: L’Italia nell’Unione Europea a sessant’anni dalla sua scomparsa”, presso l’Accademia dei Lincei - Palazzo Corsini – Roma. Il Convegno è stato organizzato dalla Fondazione “Alcide De Gasperi”. Nelle foto: Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il nostro Segretario Generale Vetere, l’On. Dario Antoniozzi
Il n. 5 maggio 2014 è stato stampato il 5 maggio 2014
Edizione N. 5 - Maggio
Notiziario USPI Edizione Maggio 2014