Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-306-del-10-01-2017
Timestamp: 2020-08-05 14:32:05+00:00
Document Index: 16964874

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 244', 'art. 360', 'art. 244', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 12', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 306 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 306 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/01/2017, (ud. 03/11/2016, dep.10/01/2017), n. 306
sul ricorso 2997-2015 proposto da:
S.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PARIOLI 55,
presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI CARTA, rappresentato e
difeso dall’avvocato AGOSTINO DESSY giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 3472/2014 del TRIBUNALE di CAGLIARI,
1. S.E. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del tribunale di Cagliari del 27-1-14 che, a modifica della decisione di primo grado, ha rigettato la domanda di risarcimento danni da lui proposta nei confronti B.E..
Il ricorso è soggetto alla disciplina dettata dagli artt. 360 bis, 375, 376 e 380 bis c.p.c., come formulati dalla L. 18 giugno 2009, n. 69 e può essere trattato in camera di consiglio e rigettato per manifesta infondatezza.
2.Con il primo motivo di ricorso si denunzia violazione dell’art. 244 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4.
La corte d’appello ha affermato che non erano utilizzabili le dichiarazioni di S.A. perchè teste non è indicato e non ammesso nell’ordinanza di ammissione della prova e portato dalla parte attrice nell’udienza istruttoria direttamente quando la preclusione processuale era già maturata.
In realtà piuttosto che la violazione dell’art. 244 c.p.c., il ricorrente deduce delle circostanze verificatesi prima e dopo l’udienza istruttoria in relazione all’errore nell’indicazione del teste effettivamente ammesso, senza riportare in ricorso il verbale d’udienza istruttoria e senza indicare in quale parte degli atti processuali fosse rinvenibile tale verbale ne negli atti del processo.
3. Con il secondo motivo si denunzia omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio indicato nelle non avere esaminato il tribunale tutte le risultanze istruttorie emerse dal giudizio, tutt’altro che indiziarie, che avrebbero giustificato un numero indefinito di motivi tutti quanti intrinsecamente decisivi e che però tu una sintesi sono stati raggruppati in un unico motivo.
In realtà si richiede a questa Corte un riesame del merito della controversia con l’esame di tutte le risultanze istruttorie.
Si ricorda che la sentenza impugnata è stata pronunziata il 27-11-14 e di conseguenza alla stessa si applica la nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
La riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione. Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014..
6. Il ricorrenti nelle formulare la denunzia di vizio di motivazione non ha rispettato il modello legale previsto formulazione del vizio, secondo quanto richiesto dall’art. 360 c.p.c., n. 5.
Il Collegio riunito in camera di consiglio condivide la ragioni in fatto ed in diritto esposte nella relazione e rigetta il ricorso. Nulla spese stante l’assenza dell’intimata.