Source: https://www.a-i.it/magazine/farmacia-comunale-modalita-di-gestione/
Timestamp: 2019-08-22 18:00:18+00:00
Document Index: 26243625

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 113', 'art. 9', 'art. 10']

Farmacia comunale: modalità di gestione - a-i.it
Farmacia comunale: le modalità di gestione del servizio sono contenute nella normativa di settore, per la quale deve farsi riferimento all’art. 9, L. 475/1968 e alla normativa generale sulle modalità organizzative dei servizi pubblici locali.
La vicenda in esame aveva visto alcuni farmacisti, ricorrenti in primo grado, impugnare una serie di delibere con cui la giunta regionale aveva approvato la revisione della pianta organica delle farmacie dei relativi comuni; in particolare, i ricorrenti avevano lamentato, tra le altre cose, la violazione e falsa applicazione degli artt. 9 e 10 della l. n. 475/1968: una sede farmaceutica, infatti, era stata offerta in prelazione ad un comune, mentre avrebbe dovuto essere messa a concorso per l’esercizio privato.
Il giudice di prime cure tuttavia aveva rigettato il ricorso sulla scorta della seguente considerazione: se il comune ebbe ad esercitare la prelazione ex art. 9 della l. n. 475/1968 per la sede farmaceutica in oggetto, ne discende che è in occasione dell’assegnazione della medesima sede farmaceutica che per la prima volta si è determinata quella situazione, ossia una sola sede disponibile da assegnare, in presenza della quale scatterebbe il criterio dell’alternanza secondo il metodo dell’art. 9 cit., il quale impone di partire dall’offerta in prelazione all’Amministrazione comunale; per tale motivo, sarebbe destituita di qualunque fondamento la tesi dei ricorrenti secondo cui la sede in questione non si sarebbe dovuta offrire in prelazione, ma si sarebbe dovuta mettere a concorso per l’esercizio privato.
La questione giungeva così all’attenzione del Consiglio di Stato. I giudici, in effetti, dopo aver rilevato che a ben vedere i farmacisti appellanti non hanno un reale interesse alla questione perché, anche ove fosse rimosso l’affidamento della farmacia in via giudiziaria, non potrebbero comunque conseguirne la titolarità, hanno ritenuto di dover respingere l’appello.
Orbene, posto che la controversia attiene all’esercizio della prelazione, va ricordato che l’art. 9 della l. n. 475/1968 stabilisce che la titolarità delle farmacie, che si rendono vacanti e di quelle di nuova istituzione a seguito della revisione della pianta organica, può essere assunta per la metà dal comune. La norma assegna all’ente il potere di istituire o meno la farmacia comunale, decisione che rientra dunque pienamente nell’autonomia locale da esercitare, evidentemente, in relazione ai fini sociali e per promuovere lo sviluppo della comunità amministrata: tale facoltà risulta esercitata nel caso in esame.
Per altro, la Corte ha altresì ricordato che, per quanto concerne la disciplina applicabile, l’esercizio di una farmacia costituisce pubblico servizio, come riconosciuto dall’art. 33 d.lgs. n. 80/1998: il servizio farmaceutico comunale rientra senza dubbio tra i servizi di rilevanza economica di cui all’art. 113, d.lgs. n. 267/2000, essendo un servizio pubblico di rilevanza economica; la complessa regolamentazione pubblicistica dell’attività economica di rivendita dei farmaci è infatti preordinata al fine di assicurare e controllare l’accesso dei cittadini ai prodotti medicinali ed in tal senso a garantire la tutela del fondamentale diritto alla salute, restando solo marginale, sotto questo profilo, sia il carattere professionale sia l’indubbia natura commerciale dell’attività del farmacista.
La disciplina delle modalità di gestione del servizio di farmacia comunale rimane, pertanto, contenuta nella normativa di settore, costituita dall’art. 9, l. n. 475/1968, come modificato dall’art. 10, l. n. 362/1991, recante “Norme concernenti il servizio farmaceutico”, e, per espresso rinvio operato dalla stessa normativa di settore, nella normativa generale sulle modalità organizzative dei servizi pubblici locali.
Cons. Stato, Sez. III, 11 febbraio 2019, n. 992