Source: https://iusletter.com/archivio/opposizione-del-terzo-le-recenti-indicazioni-della-corte-cassazione/
Timestamp: 2020-07-07 15:34:50+00:00
Document Index: 76471195

Matched Legal Cases: ['art. 547', 'art. 548', 'art. 617', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 548', 'art. 617', 'art. 548', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 617']

L’ordinanza depositata il 3 giugno scorso della Corte di Cassazione ha ad oggetto le modifiche succedutesi nel tempo degli artt. 548 e 549 c.p.c. al fine di chiarire quale sia la forma con cui il terzo pignorato può proporre opposizione all’esecuzione in linea con il regime normativo ratione temporis.
La vicenda che mette in luce la questione riguarda una società S.p.a., la quale sottoponeva a pignoramento le somme a questa dovute ad altra società s.r.l. “a qualsiasi titolo e/o derivanti da qualsiasi rapporto instaurato”.
Il terzo pignorato non rendeva la dichiarazione di cui all’art. 547 c.p.c. e, dopo un primo rinvio per inattività delle parti ed un secondo rinvio disposto ai sensi dell’art. 548 c.p.c. per consentire alla società s.r.l. di comparire personalmente in udienza, il G.E. riteneva non contestata l’esistenza del credito pignorato ed assegnava alla società creditrice l’intera somma richiesta.
A questo punto, il terzo pignorato ricevuta la notifica dell’ordinanza di assegnazione, con atto di citazione ex art. 617 c.p.c. contestava l’assegnazione sostenendo che il debito effettivo era inferiore. Il Tribunale dichiarava inammissibile l’opposizione a causa della tardività, pertanto la società pignorata ha proposto ricorso straordinario per cassazione.
Preliminarmente, la società controricorrente ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per due vizi che attendono alla sua notificazione a mezzo PEC, il vizio che tra i due risulta essere interessante è quello rilevato per la mancanza di alcuni degli elementi richiesti dall’art. 3-bis l. n. 53/1994, come modificato dall’art. 16-quater, comma 1, d.l. n. 179/2012.
Il Collegio adito precisa che tale vizio produrrebbe la nullità della notificazione e non la sua inesistenza configurabile solo in caso di totale mancanza materiale dell’atto e nelle ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile l’atto.
Nel caso di specie, la nullità risulta in ogni caso sanata per il raggiungimento dello scopo dal momento che la controricorrente ha potuto regolarmente difendersi con ricorso incidentale.
In riferimento al merito del ricorso principale, in specie, non coglie nel segno neanche la difesa di controparte, in quanto secondo il giudice di merito, avrebbe espressamente qualificato la domanda come un’ordinaria opposizione agli atti esecutivi, slegata dai presupposti di cui all’art. 548 c.p.c., sicchè la stessa doveva essere proposta nella forma e nei termini di cui all’art. 617 c.p.c., comma 2 .
Infine, dalla Suprema Corte viene confermato il seguente principio di diritto ( già espresso da Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 6642 del 16/03/2018, Rv. 648480 – 01) in tema di procedimento di espropriazione di crediti secondo cui l’opposizione proposta dal terzo pignorato ai sensi dall’art. 548 c.p.c., comma 3, nella formulazione introdotta dall’art. 1, comma 20, n. 3, della L. n. 228 del 2012 e modificata dal D.L. n. 132 del 2014, art. 19, comma 1, lett. g), n. 2, conv., con modif., dalla L. n. 162 del 2014, anteriormente alle ulteriori modifiche introdotte dal D.L. n. 83 del 2015, art. 13, comma 1, lett. m-bis), n. 1, conv., con modif., dalla L. n. 132 del 2015, con la quale vengano contestati l’esistenza, l’entità o altri elementi del credito pignorato ed assegnato dal giudice dell’esecuzione in base alla mancata contestazione delle allegazioni del creditore, deve di regola essere introdotta con citazione, in ragione della allora vigente previsione normativa di espresso richiamo all’art. 617 c.p.c., comma 1, salvo che, in ragione della materia trattata, essa non possa ritenersi soggetta ad un rito speciale che ne imponga invece l’introduzione con ricorso .
La Corte di Cassazione, ha accolto il ricorso e cassato la pronuncia impugnata in relazione al motivo accolto ed ha rinviato al Tribunale in persona di diverso magistrato.
Cass., Sez. VI, 3 giugno 2020, n. 10432