Source: https://www.pa-online.it/GisMasterWebS/SU/SU.aspx?IdCliente=003008&IdSU=SuTri&IdPage=Pro_ApprIMU
Timestamp: 2017-11-18 04:41:01+00:00
Document Index: 149084110

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 37', 'art. 1']

Definizione di abitazione principale e pertinenza
Come determinare il valore di un fabbricato
Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore e' costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell'art. 3 L. 23 dicembre 1996 n. 662 comma 48, i seguenti moltiplicatori:
Aliquote, detrazioni, riduzioni
Per l’anno 2017 sono state adottate le aliquote con la D.C.C. 28 dicembre 2016 n. 70 "Imposta Municipale propria IMU anno 2017 - Conferma aliquote vigenti".
L'aliquota di base dell'imposta e' pari allo 10,6 per mille.
L'aliquota e' ridotta allo 4 per mille per l'abitazione principale classata in categoria A/1, A/8 e A/9 e per le relative pertinenze.
Per l'unita' immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
L'aliquota ridotta per l'abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle seguenti fattispecie:
la casa coniugale assegnata al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione;
immobili posseduti a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o diversamente abili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l'abitazione non risulti locata;
a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unita' immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonche' dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28 D.Lgs. 19 maggio 2000 n. 139 comma 1, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
ai fabbricati a civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal Decreto Ministero Infrastrutture 22 aprile 2008, di concerto con il Ministro della Solidarietà sociale, il Ministro delle politiche per la famiglia e il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, pubblicato nella G.U. 24 giugno 2008 n. 146.
Le informazioni di cui sopra fanno riferimento alle abitazioni principali classate A1/A8 e A/9 soggette al pagamento; per tutti gli altri immobili classati in categoria A (escluso A10) l'imposta non è dovuta.
L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto nel territorio comunale dal cittadino italiano pensionato residente all’estero (AIRE) si considera direttamente adibita ad abitazione principale a condizione che non risulti locata.
Alle unità immobiliari adibite o da adibirsi ad abitazione principale, ad esclusione delle relative pertinenze, concesse in uso gratuito a parenti in linea retta entro il 1° grado (genitori/figli), anche in assenza di contratto registrato, si applica l’aliquota dello 7,6 per mille. Il beneficio decorre dall’anno successivo a quello in cui si è verificata la condizione e soltanto a seguito di presentazione di dichiarazione di variazione, e deve essere attestato dalla residenza e dimora dell’utilizzatore dell’unità concessa.
Alle unità immobiliari adibite ad abitazione principale regolarmente assegnate dall'Agenzia Territoriale per la Casa si applica l'aliquota agevolata pari allo 0,76 per cento oltre la detrazione di € 200,00.
Alle unità immobiliari locate che si sono liberate e rese sfitte nel corso dell’anno d’imposta e successivamente locate come prima abitazione con regolare contratto di locazione registrato, si applica l’aliquota agevolata pari allo 7,6 per mille con obbligo di dichiarazione di variazione; detta agevolazione si applica anche alle unità immobiliari non locate e successivamente concesse in locazione come prima abitazione con regolare contratto di locazione registrato, con obbligo di dichiarazione; detta agevolazione non si applica in presenza di una mera prosecuzione di un contratto già in essere, disdetto e ristipulato anche per interposta persona.
Limitatamente alle unità immobiliari abitative oggetto di interventi di trasformazione e di installazione di impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico, si applica, per una durata massima di tre anni l'aliquota dello 7,6 per mille con obbligo di dichiarazione. L'agevolazione è riconosciuta unicamente a quegli interventi soggetti a permesso di costruire a far tempo dal 1 gennaio 2012.
L'imposta è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari ubicate in immobili individuati come beni culturali e storico architettonici, con decreto ai sensi dell'art. 10 D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42.
Ai sensi dell'art. 13 D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011 n. 214. Per gli immobili locali a canone concordato di cui alla L. 9 dicembre 1998 n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, è ridotta al 75 per cento.
Per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, la base imponibile è ridotta del 50 per cento, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell’applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all’art. 9 D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23 comma 6.
L'imposta è ridotta del 50% per i fabbricati fatiscenti intesi quali fabbricati non utilizzati e per il cui riuso non siano sufficienti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria così come definiti dall'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457 lett. a), b), e c),che necessitano di demolizione e ricostruzione con opere di recupero edilizio che prevedono un abbattimento quasi integrale (80% - 90%).
La certificazione di fatiscenza deve essere effettuata dall'Ufficio Tecnico Comunale con perizia a carico del proprietario che dovrà allegare alla richiesta di riduzione.
La richiesta di riduzione potrà essere costituita da una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi della L. 4 gennaio 1968 n. 15 attestante la sussistenza dei requisiti di cui al 1° comma e la data di inizio delle condizioni di non utilizzo di inagibilità , inabitabilità o di fatiscenza.
Ai fini della riduzione del tributo non possono essere fatti valere riferimenti temporali precedenti al rilascio della dichiarazione di cui al precedente 2° comma.
La richiesta di riduzione, redatta in carta semplice, deve contenere:
se trattasi di persona fisica, l'indicazione delle generalità, della residenza o domicilio legale e del codice fiscale ovvero della partita IVA del richiedente;
se trattasi di persona giuridica, l'indicazione della ragione sociale e del tipo di società, della sede legale, del codice fiscale e della partita IVA, delle generalità e della residenza o domicilio del rappresentante legale con la specifica indicazione della carica di questi;
l'ubicazione e la individuazione catastale del fabbricato;
la decorrenza della situazione di inabitabilità od inagibilità;
di aver preso conoscenza della definizione regolamentare data alle caratteristiche di inagibilità, inabitabilità e fatiscenza.
I terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 L. 27 dicembre 1977 n. 984 sono esenti dall’imposta.
Sono comunque esenti dall’imposta tutti i terreni ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 L. 27 dicembre 1977 n. 984.
Per le aree fabbricabili, il valore e' costituito da quello venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilita', alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
A norma dell'art. 36 D.L. 4 luglio 2006 n. 223 comma 2, sono considerate fabbricabili le aree utilizzabili a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico adottato, indipendentemente dall'approvazione della Regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo.
In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell'art. 3 D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 comma 1, lett. c), d) ed f), la base imponibile è costituita dal valore dell'area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell'art. 2 D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 504, senza computare il valore del fabbricato in corso d'opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
Allo scopo di ridurre l'insorgenza di contenzioso, si stabiliscono, per le zone omogenee, dei criteri di valutazione (valori di riferimento) delle aree fabbricabili.
Valori di riferimento delle aree fabbricabili
Le aree fabbricabili considerate dal P.R.G.C. di nuovo impianto, soggette a preventiva formazione di strumento urbanistico esecutivo, sono considerate imponibili ai fini IMU con l'applicazione, per l’anno 2017, dei valori di riferimento di cui alla seguente tabella:
Edilizia residenziale, produttiva
e commerciale P.E.C. unico proprietario
art. 12, A, c. 4 P.E.C. più proprietari
art. 12, A, c. 4
ZONA A)
nucleo centrale e fascia lago €/mq. 170,14 €/mq. 153,17 €/mq.136,25
ZONA B)
fascia periferica e Località Mercurago €/mq. 93,40 €/mq. 82,68 €/mq. 73,87
ZONA C)
Località Montrigiasco, Dagnente,
Campagna, San Carlo €/mq. 74,55 €/mq. 67,11 €/mq. 59,68
come ivi ridotti tenendo presente il caso di unico proprietario e il caso di più proprietari.
Dall'esecutività del provvedimento che approva la convenzione relativa a tali strumenti urbanistici (PEC) si applica il valore pieno, senza alcuna riduzione.
A seguito dell'adozione del progetto preliminare della Variante Generale al PRGC con deliberazione consiliare 6 marzo 2009 n. 23, i valori di riferimento, relativi all'indice territoriale medio pari 1,366 mc./mq., dovranno essere proporzionati agli effettivi indici del nuovo Piano Regolatore.
Non si fa luogo ad accertamento qualora l'imposta dovuta per un'area fabbricabile sia tempestivamente versata sulla base di un valore non inferiore a quello determinato con l'applicazione della tabella di cui sopra.
I soggetti passivi effettuano il versamento dell'imposta dovuta al comune per l'anno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre, applicando in acconto le aliquote stabilite dal Comune con propria deliberazione del 27 maggio 2014 n. 28.
Ai sensi dell’art. 1 L. 27 dicembre 2006 n. 296 comma 168, e dell’art. 16 capitolo 3 del Regolamento Comunale I.U.C., non si procede al versamento in via ordinaria e al rimborso per somme inferiori a € 5,00 per anno d’imposta.
A far data dal 1° gennaio è soppressa la riserva allo Stato di cui al comma 11 del citato art. 13 D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 (comma abrogato, a decorrere dal 1 gennaio 2013, dall'art. 1 L. 24 dicembre 2012 n. 228 comma 380 lett. h).
Gruppo catastale D
E’ riservato allo Stato il gettito dell'imposta municipale propria di cui all'art. 13 D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, del citato articolo 13.
Il versamento dell'imposta deve essere effettuato con modello F24 disponibile presso tutti gli istituti di credito nonché gli sportelli di Poste Italiane, utilizzando i seguenti codici:
3912 ("Imu - Imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - Comune")
3913 ("Imu - Imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale - Comune")
3914 ("Imu - Imposta municipale propria per terreni agricoli - Comune")
3916 ("Imu - Imposta municipale propria per le aree fabbricabili - Comune")
3918 ("Imu - Imposta municipale propria per gli altri fabbricati - Comune")
3925 ("Imu - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo gruppo catastale D – Stato")
3930 ("Imu - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo gruppo catastale D - Comune")
I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all'art. 9 D.Lgs. 14 marzo 2011 n. 23 comma 6. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Con il citato decreto, sono altresì disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione. Restano ferme le disposizioni dell'art. 37 D.L. 4 luglio 2006 n. 223 comma 55, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006 n. 248, e dell'art. 1 L. 27 dicembre 2006 n. 296 comma 104, e le dichiarazioni presentate ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, in quanto compatibili.