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Timestamp: 2018-07-23 11:34:01+00:00
Document Index: 41228902

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 133', 'art.16', 'art. 7', 'art.16', 'art. 7', 'art.16', 'art. 96', 'art.16', 'art.16']

Utilizzo acque pubbliche ad uso industriale: pagamento canoni idrici e denuncia consumi entro il 31 marzo 2016 - Assimpredil Ance
Utilizzo acque pubbliche ad uso industriale: pagamento canoni idrici e denuncia consumi entro il 31 marzo 2016
Entro il 31 marzo 2016 scade il termine per il pagamento anticipato del canone demaniale 2016 per l’uso industriale di acque pubbliche e l’obbligo di segnalazione alle Province dei volumi d’acqua derivati/prelevati nell’anno 2015 (escluse le acque pubbliche ad uso domestico).
Suggerimento n.107/32 del 4 marzo 2016
Facciamo seguito al Suggerimento n. 62/2015 per ricordare che, secondo quanto stabilito dalla Regione Lombardia tramite l’art. 6 della L.R. 29 giugno 2009 n. 10 e s.m.i., tutti coloro che sono concessionari di derivazione/prelievo d’acqua pubblica da corsi d’acqua superficiali, da sorgenti, da pozzi, hanno l’obbligo di denunciare entro il 31 marzo 2016 alla Provincia/Città Metropolitana nel cui territorio è ubicata la derivazione/prelievo le misurazioni riferite alle portate nonché ai volumi d’acqua ad uso industriale derivati/prelevati nell’anno 2015.
Entro tale termine quindi, detti concessionari, devono effettuare:
la denuncia annuale delle misurazioni delle portate e dei volumi d’acqua derivati/prelevati utilizzati nell’anno 2015;
il pagamento anticipato del canone annuo demaniale anno 2016 per l’utilizzo dell’acqua pubblica;
il controllo qualitativo annuale delle acque pubbliche, solo per coloro che utilizzano le acque pubbliche ad uso “industriale” e che restituiscono le medesime.
UTILIZZO ACQUA PUBBLICA AD USO INDUSTRIALE
Chi deve pagare il canone demaniale
Sono interessati al pagamento dei canoni tutte le imprese concessionarie di derivazione/prelievo d’acqua pubblica ad uso industriale (da corsi d’acqua superficiali, da sorgenti, da pozzi).
Concessioni e autorizzazioni per l’utilizzo di acqua pubblica
Cogliamo l’occasione per ricordarvi che, ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del R.R. n. 2/2006, la competenza in ordine al rilascio di concessioni ed autorizzazioni per la derivazione di acqua pubblica ad uso industriale spetta:
alla Regione Lombardia per le grandi derivazioni;
alle Province/Città Metropolitana per le piccole derivazioni nonché per il rilascio delle licenze per attingere acqua pubblica (pozzi).
Sono considerate grandi derivazioni quelle che eccedono i seguenti limiti:
uso irriguo o agricolo: > 1000 l/s o 500 Ha (n.d.r Ha=ettari) di superficie irrigata;
bonificazione colmata: > 5000 l/s;
uso domestico (potabile, igienico, ecc…): > 100 l/s;
uso industriale: > 100 l/s;
pescicoltura (o ittiogenico): > 100 l/s;
idroelettrico (o produzione energia): > 3000 Kw (potenza nominale media);
igienico e assimilati (antincendio, zootecnico, altro uso): > 100 l/s.
Sono considerate piccole derivazioni quelle che non superano i seguenti limiti:
uso irriguo o agricolo: < 1000 l/s o 500 Ha di superficie irrigata;
bonificazione colmata: < 5000 l/s;
uso industriale: < 100 l/s;
pescicoltura (o ittiogenico): < 100 l/s;
idroelettrico (o produzione energia): < 3000 Kw (potenza nominale media);
igienico e assimilati (antincendio, zootecnico, altro uso): < 100 l/s.
L’uso domestico (consumo umano o potabile) delle acque pubbliche sotterranee non è soggetto al regime di concessione e al relativo canone a condizione che:
l’uso non riguardi acque estratte da risorse qualificate (cioè acque e falde acquifere situate in aree protette oggetto di tutela);
la portata massima non sia superiore a 1 l/s;
il volume di prelievo non ecceda il limite di 1500 m³/anno.
Gli importi unitari dei canoni demaniali per i vari usi delle acque pubbliche sono aumentati del 1% rispetto al 2015 e sono riportati nella tabella canoni anno 2016, resa nota con il D.d.s. 23 novembre 2015 n. 10326 (pubblicato sul BURL Serie Ordinaria n. 49 del 4 dicembre 2015, vedi allegato).
Per calcolare il canone, l'unità di misura per tutti gli usi è il modulo che corrisponde ad una portata di 100 l/s (ad esclusione dell'uso irriguo ed all'uso idroelettrico).
Per quest’ultimi le unità di misura sono rispettivamente l'ettaro (ha) di superficie irrigata, nonché il chilowatt (kW) di Potenza Nominale Media annua di concessione.
A chi pagare
I canoni per l'uso delle acque pubbliche nel territorio lombardo sono versati a favore della Regione Lombardia sia per le piccole sia per le grandi derivazioni (vedi note successive).
Il canone demaniale per l'uso dell'acqua è annuo ed anticipato. Le somme dovute per l’anno 2016 devono essere corrisposte in un'unica soluzione anticipatamente entro il 31 marzo 2016 (art. 6 della L.R. 29 giugno 2009, n. 10).
Il canone di concessione va versato a favore della Tesoreria Regionale utilizzando il bollettino postale pre-compilato e allegato all'avviso di pagamento.
Quest'ultimo verrà inviato alle imprese concessionarie del prelievo delle acque pubbliche dall'Ufficio Entrate Regionali e Federalismo Fiscale di Regione Lombardia nel mese di marzo 2016.
Solo in caso di mancato ricevimento dell'avviso di pagamento e del bollettino pre-compilato, occorrerà compilare un bollettino postale in bianco, a tre sezioni, intestandolo a:
Tesoreria della Regione Lombardia - Via Galvani n. 27 - 20124 Milano - c/c n. 26441204.
In tal caso dovrà essere indicato nella causale di versamento il numero di codice identificativo dell'utenza (ID PRATICA riportato sul bollettino dell'anno scorso) insieme alla dicitura "canone utenza acqua pubblica anno 2016".
Si dovrà anche scrivere nella causale: nome e cognome o denominazione/ragione sociale, indirizzo, Codice Fiscale e/o Partita Iva del soggetto che versa il canone.
CONTROLLO QUALITATIVO ANNUALE DELLE ACQUE PUBBLICHE
Segnaliamo che solo le imprese che utilizzano le acque pubbliche ad uso industriale e che scelgono di usufruire della riduzione del 50% del canone demaniale (limitatamente alla quantità d’acqua restituita mantenendo le medesime caratteristiche qualitative dell’acqua prelevata) hanno l’obbligo, a propria cura e spese, del controllo qualitativo annuale delle acque derivate/prelevate, avvalendosi dell’ARPA.
Detto controllo è finalizzato alla verifica delle caratteristiche qualitative delle acque raccolte "a monte" e "a valle" del medesimo processo produttivo. Infatti, l’impresa ha l’obbligo di garantire che tali caratteristiche siano le stesse in entrambi gli ambiti.
Per godere di detta agevolazione il concessionario deve effettuare il controllo qualitativo sopramenzionato entro il 31 marzo 2016.
DENUNCIA ANNUALE MISURAZIONI
Cogliamo l’occasione per ricordare che i concessionari di cui sopra (cioè tutte le imprese concessionarie di derivazione/prelievo d’acqua pubblica ad uso industriale da corsi d’acqua superficiali, da sorgenti, da pozzi) hanno l’obbligo di denunciare annualmente alla Provincia/Città Metropolitana nel cui territorio è ubicata la derivazione/prelievo le misurazioni riferite alle portate nonché ai volumi d’acqua derivati/prelevati nell’anno 2015.
Scadenza denuncia
La denuncia annuale delle citate misurazioni deve essere effettuata entro il 31 marzo 2016 (termine stabilito con D.G.R. n. 7/12194 del 21 febbraio 2003).
Sono esclusi dall'obbligo di presentare la denuncia annuale delle misurazioni i soggetti che derivano/prelevano acque pubbliche per uso domestico.
Per uso domestico si intende l’uso potabile, igienico, l’innaffiamento di orti e giardini, l’abbeveraggio del bestiame, purché tali utilizzi siano rivolti all’uso familiare e non configurino un’attività economica produttiva.
Destinatario denuncia
La denuncia delle misurazioni riferite alle portate nonché ai volumi d’acqua deve essere presentata alla Provincia/Città Metropolitana nel cui territorio è ubicata la derivazione/prelievo di acqua pubblica nei termini di cui sopra ed è riferita ai quantitativi utilizzati nell’anno precedente (cioè nell’anno 2015).
Modulistica e modalità di denuncia
Trasmettiamo in allegato la modulistica da utilizzare, ai fini della denuncia annuale delle misurazioni riferite alle portate nonché ai volumi d’acqua derivati/prelevati (allegata alla Dgr n. 7/3235 del 26 gennaio 2001 e pubblicata sul BURL S.O. n. 7 del 12 febbraio 2001).
Ad eccezione della Città Metropolitana di Milano che ha predisposto la trasmissione della denuncia per via telematica, la modulistica cartacea da utilizzare per la denuncia annuale riguarda i prelievi: da pozzo (scheda A), da sorgente (scheda B), da corso d’acqua superficiale (scheda C).
Una volta compilato, il modulo cartaceo (scaricabile anche dal sito della Regione Lombardia) deve essere datato, timbrato e firmato dal proprietario o dal legale rappresentante della concessione e trasmesso all’Ufficio provinciale competente, in una delle modalità di seguito specificate.
La denuncia deve essere presentata anche se il prelievo è pari a zero.
CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO (ex PROVINCIA DI MILANO)
La denuncia annuale deve essere effettuata per via telematica collegandosi al sito http://inlinea.provincia.mi.it/anagrafica/php/loginForm.php e cliccando successivamente il link in alto a sinistra "Autorizzazioni e Comunicazioni", scegliendo "Acque" ed infine "Denunce di prelievo".
Solo in caso di difficoltà con la compilazione/trasmissione telematica, è possibile trasmettere alla Città Metropolitana di Milano il “modulo di denuncia annuale acque pubbliche cartaceo” (vedi allegato) tramite una delle modalità alternative seguenti:
a mano, presso l’Ufficio Protocollo Città Metropolitana di Milano, Corso di Porta Vittoria n. 27 - 20122 Milano – piano terra, in duplice copia al fine di ottenere copia timbrata per ricevuta;
per posta (raccomandata r/r) all’indirizzo sopraindicato (fa fede la data del timbro postale di spedizione);
tramite PEC, Servizio Risorse Idriche protocollo@pec.cittametropolitana.mi.it;
via fax al numero 02/77405427.
La denuncia annuale può essere presentata:
a mano, presso Ufficio Protocollo dell'Amministrazione Provinciale di Monza, Sede decentrata di Mombello, Via Napoleone Bonaparte, 2 - 20812 Limbiate (MB), in duplice copia al fine di ottenere copia timbrata per ricevuta;
per posta (raccomandata r/r) spedendo la denuncia all’indirizzo di cui sopra (fa fede la data del timbro postale di spedizione);
tramite PEC all’indirizzo provincia-mb@pec.provincia.mb.it;
via fax al numero 039/9462186.
a mano, presso l’Ufficio Protocollo dell’Amministrazione Provinciale, via Fanfulla n. 14 - 26900 Lodi, in duplice copia al fine di ottenere copia timbrata per ricevuta;
Invitiamo a prestare particolare attenzione alla compilazione del modulo, in modo subordinato al tipo di approvvigionamento idrico (da acqua superficiale, da sorgente o da pozzi) e ad indicare la corretta codifica delle attività economiche (codice ATECO 2007).
Mancata presentazione della denuncia annuale
(art. 133 comma 8 del D.Lgs 152/06 e s.m.i.)
Sanzione da 1.500 a 6.000 euro (minimo 2.000 euro, secondo art.16 della L.689/1981).
Nei casi di particolare tenuità la sanzione è ridotta ad un quinto.
Utilizzo difforme da quanto previsto nel provvedimento di concessione
(art. 7 comma 1 lettera e) della L.R. 5/2007)
Sanzione da 500 a 20.000 euro (minimo 1.000 euro, secondo art.16 della L.689/1981).
Mancata installazione del misuratore di portata (ove previsto) e mancata o incompleta trasmissione dei dati di misurazione delle portate e dei volumi d’acqua
(art. 7 comma 1 lettera e) della L.R 5/2007)
Sanzione da 500 a 20.000 euro (minimo 1.000 euro, secondo art.16 della L.689/1981)
Derivazione abusiva senza concessione
(art. 96 comma 3 del D.Lgs 152/06 e s.m.i)
Sanzione da 3.000 a 30.000 euro (minimo 6.000 euro, secondo art.16 della L.689/1981). Nei casi di particolare tenuità, è applicata una sanzione da 300 a 1.500 euro (minimo 500 euro, secondo art.16 della L.689/1981).
1-dds RI Canoni 2016
2-moduli_denuncia_acque