Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?hc=1&idverbale=150170
Timestamp: 2019-11-19 12:32:50+00:00
Document Index: 24479721

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.170 del 20/04/2016
Seduta n.170 del 20/04/2016
CLXX SEDUTA
FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 30 marzo 2016 (166), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Roberto Deriu, Eugenio Lai e Gaetano Ledda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 20 aprile 2016.
Sospendiamo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 28, viene ripresa alle ore 16 e 30.)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge forestale della Sardegna". (218/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 218.
Eravamo all'esame dell'articolo 48. All'articolo 48 sono stati presentati gli emendamenti numero 63, 3, 64 e 65; i sostitutivi parziali numero 15, 66, 14 e 8 sono inammissibili perché manca la copertura finanziaria; l'aggiuntivo numero 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 48:
2. Ai dipendenti dell'Agenzia, che costituisce un comparto di contrattazione distinto dal comparto del personale dell'Amministrazione regionale e degli altri enti regionale, continua ad applicarsi:
a) il contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai forestali ed impiegati agricoli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale eseguiti in amministrazione diretta da enti, aziende o istituzioni pubbliche;
6. Le risorse finanziarie da destinare alla copertura degli oneri contrattuali relativi al personale dell'Agenzia sono comunque determinate nel rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di spese per il personale delle pubbliche amministrazioni.)
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti numero 63, 64 e 65, mentre c'è un invito al ritiro per gli emendamenti numero 3 e 10. Gli altri emendamenti sono inammissibili.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 48 e sui relativi emendamenti.
PITTALIS PIETRO (FI). L'articolo 48 merita, a nostro avviso, un'attenzione perché così com'è disciplinato rischia di creare nel sistema regionale un'evidente disparità di trattamento perché l'unico personale che non viene ricompreso nella legge 31 dell'88 è quello dell'ente foreste. Questo Consiglio regionale, con iperbole, fantasia, con ricorso a tutti gli strumenti possibili e immaginabili ha regionalizzato dipendenti della IT, ha regionalizzato dipendenti di altre agenzie, di altri enti, non si capisce perché il personale dell'ente foreste deve essere considerato diversamente rispetto all'altro personale. Si dirà: ci vogliono le risorse. Bene, come sono state trovate per gli altri dipendenti, si trovino anche per l'ente foreste. Non è concepibile che l'unico comparto che rimane fuori è quello dell'ente foreste. Non ne capiamo la logica, non ci sono argomenti che possano convincerci del contrario, così come denunciamo il grave ritardo con cui ancora il personale semestrale non ha avuto la stabilizzazione... dicevo anche il personale semestrale che guarda caso poi sarebbe davvero utile interrogarsi perché quello del Nord Sardegna è quasi tutto stabilizzato, è rimasto tutto quello del centro Sardegna e del Sulcis in particolare, non vorrei che l'affinità anche di qualche direttore o comunque funzionario, commissario dell'ente abbia guardato con favore alle dinamiche del Nord tralasciando invece quelle del centro e del Sud Sardegna. E allora qui sono due i problemi fondamentali che poniamo e ribadiamo: il primo è capire perché il personale dell'Ente foreste non debba essere sottoposto alla disciplina della "31"; la seconda questione, ripeto, è capire le cause del ritardo della stabilizzazione del personale. C'è un altro aspetto non meno importante che è quello dell'adeguamento del contratto, perché è vero che era bloccato il contratto, era bloccato per disposizione di legge nazionale, ragione per la quale non è stato potuto essere fatto nella scorsa legislatura, ma lo sblocco da un anno, un anno e mezzo a questa parte dovrebbe consentire anche l'adeguamento, cosa che se il buongiorno si vede dal mattino, nella finanziaria avete previsto soltanto 350 mila euro o qualcosa del genere il che non è affatto neppure sufficiente per dare risposta seria alle integrazioni che invece richiederebbero risorse ben consistenti. Sono problemi questi che non possono essere però liquidati così come li affrontate con l'articolo 48 e quindi se la sospensione dei lavori per una rimeditazione dei problemi che io ho portato all'attenzione serve per superarli e per affrontarli con serietà, allora va bene e siamo d'accordo nel trovare le soluzioni, altrimenti rimane tutta la nostra ferma opposizione, noi dell'opposizione abbiamo presentato degli emendamenti che vanno proprio nell'ottica di valorizzare tutta la professionalità del personale dell'Ente foreste, anche di quello precario che deve essere recuperato in una logica di stabilizzazione definitiva e soprattutto di non considerare il personale dell'Ente foreste di serie B ma di poter estendere la disciplina della "31" e quindi ritenere vero e proprio personale regionale. Su questi aspetti attendiamo che la maggioranza dia conto se c'è stata...
TEDDE MARCO (FI). Io nonostante tutto ho fiducia che le parti più responsabili della maggioranza abbiano utilizzato questa pausa per meglio definire questo articolo 48. Un articolo 48 che pone delle norme perlacee per utilizzare un eufemismo ovviamente ironico, un articolo 48 che mi ricorda la fattoria degli animali di Orwell nella quale tutti gli animali erano uguali però ce n'erano alcuni che erano più uguali degli altri. Ecco, questo articolo 48 continua a relegare il personale dell'Ente foreste in un ambito in cui non ha la possibilità o meglio non hanno la possibilità i dipendenti di essere uguali così come sono uguali tutti gli altri dipendenti regionali e questo è gravissimo, è una sperequazione che grida vendetta, è una sperequazione che noi credevamo che avreste superato. Nel momento in cui il disegno di legge peraltro è stato proposto, l'articolo 48 diceva ben altre cose, ci ha fatto ben sperare quella stesura iniziale perché eravamo convinti che la Giunta comunque avrebbe avuto la forza, la capacità, la competenza, la lungimiranza di prevedere una norma più consona alla risoluzione dei problemi di questo personale e così purtroppo non è stato, quell'articolo 48 originario è stato stravolto, è stata prevista una congerie di norme completamente lontane dalla realtà fattuale e giuridica di questo personale. Purtroppo debbo dirvi che tutta la giurisprudenza, Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, TAR, individua quel personale come facente parte del comparto della contrattazione pubblica, invece questo personale secondo le vostre intenzioni deve sottostare a un comparto, a un CCNL della contrattazione privata. Contrattazione privata alla quale non partecipa peraltro la Regione, quindi di fatto la Regione si trova a dover applicare delle norme contrattuali in relazione alle quali non ha avuto occasione né modo di partecipare alla loro stesura e io credo che questa sia un'aberrazione, io credo che non sia ammissibile, che non sia concepibile, credo che se voi aveste riflettuto un po' di più, oggi non avremmo avuto neanche l'occasione e la necessità di sospendere la trattazione di questo articolo. Comunque ho sempre l'auspicio che voi nella pausa post chiusura mattutina abbiate potuto recuperare quel senso della giusta visione dei rapporti contrattuali di questi dipendenti che possa consentire a tutti noi di dare a questi un orizzonte normale, non dico speciale ma un orizzonte normale, un orizzonte giuridico che li metta alla stessa stregua dei loro colleghi delle altre agenzie, perché non è corretto, non è giusto che le altre agenzie abbiano dipendenti all'interno del comparto della contrattazione pubblica e questi dell'azienda FoReSTAS invece debbano essere trattati in modo deteriore. Noi sinceramente non ci stiamo, noi crediamo che state facendo un errore e ve lo segnaliamo, ve lo sottolineiamo, ve lo indichiamo con grande forza, con grande veemenza perché veramente questo articolo 48 così come è strutturato grida vendetta, ma non grida vendetta per il centrodestra, grida vendetta per le migliaia di dipendenti di FoReSTAS che verranno relegati in un ambito che poco ha a che vedere con l'ambito nel quale vivono tutti i loro colleghi.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC-Sardegna). Rinuncio.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Ci sono voluti 47 articoli attraverso i quali si è ben attinto al vocabolario forestale, vincoli, funzioni, silvicoltura, forestazione, boschi, prati verdi, di tutto e di più in ben 47 articoli, un articolo solo per l'elemento centrale, per il vero patrimonio della costituenda agenzia: il proprio personale. Quel personale, quell'esercito autentico di 6000 professionisti che invece vengono derubricati in un solo articolo e ai quali non gli si dà nemmeno ristoro con la dovuta attenzione. L'unico ristoro possibile, a nostro modesto giudizio, era quello che venisse richiamato, come tutti i dipendenti di serie A della Regione, la legge 31, invece in questo caso vediamo che l'attenzione, o meglio la disattenzione da parte dei proponenti di questo beffardo articolo, come l'intera legge, decide che il patrimonio reale della costituenda agenzia erano e rimangono dipendenti di serie B. È veramente un'aberrazione questa, è davvero fastidioso dover portare in discussione che gli uomini che di fatto rappresentano non solo l'impalcatura, ma il pilastro di tutte quelle attività, che avete voluto considerare e racchiudere nei quarantasette articoli precedenti, sono considerati appunto come cittadini e quindi come dipendenti di serie B. Sono i cittadini dell'esclusione, sono i cittadini che pur in possesso di un'alta professionalità vengono considerati come merce inutile, per i quali non vale la pena nemmeno discutere in quest'aula del Consiglio regionale della Sardegna e per i quali avete disegnato un percorso che diventa certamente offensivo alla luce di quello che avete voluto scrivere. Noi siamo decisamente contrari a questo genere di articolazione, siamo decisamente contrari alla trascuratezza nella quale avete relegato quell'irrinunciabile esercito di oltre seimila uomini e donne che dentro l'Ente foreste della Sardegna, e adesso dentro l'agenzia FoReSTAS, hanno da sempre rappresentato il punto di forza privilegiato ai quali riferirsi, benché per la gran parte di questi con dei contratti a tempo determinato semestrali oltretutto, dove mancano di fatto i riconoscimenti professionali, mancano le stabilizzazioni, mancano tutti quegli elementi che sono stati riconosciuti a più di una ripresa, in più di un'occasione proprio in quest'Aula consiliare. E abbiamo dovuto osservare come in diverse altre occasioni, guarda caso dove eravate bendisposti, c'è stato di tutto e di più nei confronti di altri degnissimi lavoratori, provenienti da una moltitudine di enti del sottobosco delle tante partecipate agenzie regionali, e invece a questi uomini che salvaguardano il nostro territorio, i nostri boschi, le nostre foreste, che sono pronti a rimboccarsi le maniche per ripartire nella nostra terra qualunque tipo di attività agricola e pastorale della selvicoltura, a questi viene negata qualunque possibilità di inquadramento nel ruolo unico della regione. La Regione, è proprio vero, è una matrigna e come tale ha fatto e continuerà a fare figli e figliastri, dipendenti di serie A e dipendenti di serie B. In questo modo state squalificando davvero il vostro intervento, e quello che doveva essere semmai l'intervento più importante, più profondo di rispetto e di salvaguardia della tutela della dignità di quel posto di lavoro tanto da loro agognato e sospirato.
SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, l'articolo 48 forse è quello che non solo qui dentro, ma anche all'esterno, ha creato e sta creando molte aspettative. Io credo che questa maggioranza avrebbe potuto fare come qualcun altro ha fatto nel passato, far finta di niente e continuare ad andare avanti. Abbiamo voluto mettere mano a un ente come quello dell'Ente foreste, che riteniamo possa svolgere un ruolo più forte non solo nel settore forestale sardo, ma credo che possa avere anche dei risvolti di carattere economico se riuscirà finalmente a operare come dovrebbe. Noi abbiamo avuto più audizioni sul problema del personale dell'Ente foreste, abbiamo sentito i sindacati autonomi che naturalmente difendono solo alcune categorie, abbiamo sentito i confederali sul discorso generale del personale. Oggi, mi sembra di averlo detto nella discussione in apertura, non ci sono le condizioni dal punto di vista finanziario perché un'operazione di trasferimento del personale dell'Ente foreste all'interno della 31 si possa fare, perché ci sono risposte ufficiali, al di là delle cose che ci vengono riferite informalmente, di quanto verrebbe a costare un dirigente, un quadro, un impiegato o un operaio che transita dal contratto collettivo nazionale del settore Forestale dell'integrativo regionale al contratto della 31. Ci sono poi altri tipi di problemi oggi che magari nel passato non c'erano, quando sono state fatte operazioni di trasferimento di personale e che è stato assorbito all'interno delle altre agenzie. Per poter accedere al pubblico impiego oggi devi avere svolto il concorso e molti degli impiegati, in modo particolare che sono all'interno dell'Ente foreste, non hanno svolto nessun concorso, ma è tutto personale assunto magari al primo livello, transitato per mansioni svolte sino al quarto livello. Ma succederebbe anche un altro problema, che sino a quando non si conclude la fase di stabilizzazione dei semestrali, conclusa quella dei 312 che il Commissario ha messo in campo l'anno scorso con risorse dell'Ente foreste e non ulteriori risorse date dal bilancio regionale, restano 1613 semestrali da stabilizzare, nel caso in cui si dovessero trasferire all'interno della 31 naturalmente perderebbero il diritto alla disoccupazione, credo che questo noi non lo possiamo assolutamente permettere. Quindi dire che oggi si possa fare questa operazione credo che, al di là delle posizioni di maggioranza o minoranza, credo che dobbiamo fare un ragionamento di responsabilità finanziaria ma anche di natura giuridica. Oggi noi stiamo dicendo che riconfermiamo il contratto collettivo nazionale. E non è vero che l'amministrazione regionale non può dire la sua, consigliere Tedde, perché nel passato l'amministrazione regionale veniva rappresentata dall'UNCEM, dall'Unione nazionale delle comunità montane, oggi quella non esiste più, però ci sarà la Conferenza Stato-Regioni che stabilirà comunque il tetto massimo entro il quale l'amministrazione regionale può esporsi dal punto di vista finanziario, e poi c'è il contratto integrativo regionale che non verrà più stabilito da un CORAN autonomo all'interno di FoReSTAS, ma sarà il CORAN che si occupa di tutto il personale regionale. Io credo che una volta superate le difficoltà della stabilizzazione dei 1600 precari dell'Ente foreste, e soprattutto se ci saranno dei risvolti di carattere positivo dal punto di vista normativo giuridico, nessuno vieterà a questo Consiglio di rimettere mano all'articolo 48 della legge FoReSTAS, però oggi ripeto, credo di averlo già detto, non ci sono le condizioni né economiche, né tantomeno giuridiche per un trasferimento del personale dell'Ente foreste all'interno della legge regionale 31.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io ho ascoltato con estrema attenzione quello che ha dichiarato adesso l'onorevole Solinas, e per alcuni versi lo capisco e potrei anche essere d'accordo, ma esiste un problema a monte, e il problema a monte è che si è voluto costruire un sistema aziendale che non risponde a quelle che sono le dichiarate esigenze della Sardegna. La prima cosa che io debbo fare è guardare con attenzione quello a cui i dipendenti di FoReSTAS saranno chiamati prossimamente ad intervenire. Non mi pare che sia così scorrevole tutto quello che è stato l'atteggiamento sin qui seguito della maggioranza. Vorrei anche sottolineare che non mi pare che questa minoranza abbia fatto barricate per non lasciar transitare questa norma, però si arriva ad un punto tale, ed è l'articolo 48 che parla in verità di quello che si vuole realizzare. Io capisco che si stanno ancora spartendo alcuni posti di sottopotere all'interno di questa azienda, pur non avendolo ancora fatto, ma se è il caso, Presidente, io non ci starò 5 minuti di più nell'Aula, e invito tutti quelli della minoranza ad andarsene se non si sentono bene e attentamente quelle che sono le problematiche che noi portiamo all'attenzione dell'Aula.E vorrei che si capisse bene che finché si scherza, si scherza ma quando si fanno le cose serie si fanno le cose serie. Certamente non è serio, in ordine di arrivo, questo emendamento che ancora di più aiuta a capire che si stanno facendo delle cose assurde sulla pelle degli operai, degli impiegati e di tutto sistema dell'Ente foreste. C'è un emendamento che vorrebbe codificare sic et simpliciter delle posizioni solo Acquisite gratuitamente all'interno di quell'Ente sino a ieri. Per quanto mi riguarda è sicuramente illegittimo se non rasenta l'illegalità. C'è quest'altro che santifica alcuni operatori, circa otto o dieci persone, se volete vi leggo anche i nomi, nonché fratelli di ex sindaci ed altri, per cui si vorrebbero fare queste porcherie, non c'è l'avvocatessa che difende il non utilizzo del termine "marchette", però si ha consentito, altro che marchetta è questa. Allora vorrei con attenzione che si capisse che se si vuole fare una riforma seria e completa senza dare alcunché di gratuito a nessuno perché tutti sono uguali di fronte alla legge, soprattutto una legge che si sta concludendo in questa discussione pomeridiana. Allora mi permetterei di dire che se veramente avete equità d'animo e avete giustizia nello spirito, queste cose non si fanno. Si fanno concorsi interni una volta che si è qualificato e questo è prodromico anche a quella che è l'esigenza di avere o la 31 o un contratto qualsiasi che venga riaffermato. Direi anche che sarebbe più onesto riconoscere che si vuole transitare alla 31 perché il bilancio armonico, cosiddetto, porta a queste conseguenze e i 18 milioni in più, non certamente ai semestrali che non sono stati messi all'interno come dovevano essere messi negli ultimi anni, perché questa è una legge a cui non si è ubbidito, perlomeno per una annualità. Non è consentito a questo Consiglio di fare ancora una volta altre cattiverie sulle spalle di tanti lavoratori che hanno maggiori possibilità e io dico anche e vi dico non ho mai nascosto che ci sono delle condizioni gravi, gente che ha la quinta elementare, o al massimo la scuola media, che fa da amministratore all'interno di quell'Ente, e altri diplomati, qualcuno anche diplomato, che se l'è fatto lavorando che è tenuto nell'ultima categoria. È disonestà! Se voi continuate sotto quell'aspetto io invito alla minoranza ad uscire fuori e lasciarvi fare tutta la turpitudine che potete fare come mi pare che si sta costruendo.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Intanto c'è una cosa da dire, stiamo parlando di gente che ha il lavoro, nel momento in cui c'è gente che sale in ciminiera, anche a 180 metri per difendere il proprio posto di lavoro, credo che sia importante dire che possiamo sdrammatizzare il ragionamento. Se non fosse che siamo nell'Aula del Consiglio regionale, dove vale sicuramente il principio che bisogna, se possibile, assicurare il lavoro a tutti, ma anche quello di fare le leggi uguali per tutti. Ora, nel caso del quale stiamo parlando la Giunta regionale ha dimostrato di essere più ragionevole della maggioranza consiliare, perché nella proposta della Giunta, rispetto ai dipendenti, viene comunque proposto al comma 2 che si prendono sei mesi di tempo anche per studiare un disegno di legge per capire quale contratto applicare. Cosa significa questa posizione della Giunta? Che sicuramente sono sciroccati e non hanno capito se avevano fondi o altro? Secondo me è una posizione ragionevole, significa che studio la situazione e verifico, con un disegno di legge, quello che devo fare, perché stiamo parlando di un contratto e di una legge che riguarda circa 6000 famiglie che comunque hanno dei diritti che vanno salvaguardati e qui dentro non possiamo non farsi carico dei diritti di ciascuno. In questa stessa Aula, in questa stessa legislatura, voglio ricordare, che abbiamo passato tout court da Ipab ad ASL delle persone e dei dipendenti, voglio ricordare Sardegna It in cui sono stati passati al regionale questi dipendenti. Allora qui non si sta dicendo e la minoranza non sta dicendo facciamolo subito e decidiamo che è così, torniamo al disegno di legge della Giunta. Della vostra Giunta che ha preso tempo e si è data sei mesi di tempo per verificare questa situazione. Perché merita tutta l'attenzione e tutto l'approfondimento che si riesce a fare. Stiamo chiedendo una cosa saggia, una cosa che è stata già fatta in legge nella proposta da parte della Giunta. Torniamo al 48 previsto nella proposta della Giunta. Prendiamo il tempo necessario per approfondire un argomento perché non è una banalità avere un diritto, avere un'aspettativa legittima; anche perché nei pareri che sono circolati questi giorni quello dell'avvocato Ballero, non è un segreto, penso che ce l'abbiamo tutti, si dice comunque che un provvedimento di questo genere "ad avviso dello scrivente, qualora la previsione contenuta nel testo varato dalla Commissione venisse confermata, si presenterebbero diversi profili di possibile illegittimità costituzionale, anche ma non solo, per l'evidente contrasto con l'evoluzione normativa in tema di pubblico impiego" e ciò per le ragioni che va a specificare. Allora, anche alla luce di un parere comunque di un avvocato che credo che sia ben noto a tutti, un parere che credo sia nella disponibilità di tutti, in ossequio anche alla proposta della Giunta, che mi sembra la più ragionevole si sta chiedendo semplicemente questo: torniamo al disegno di legge proposto dalla Giunta, diamo il tempo a questo problema la dignità che merita, diamo l'attenzione che serve con 180 giorni si capirà come le cose possono evolversi e si ragionerà bene per vedere se le risorse ci sono, quante sono, come possono essere utilizzate e se si può riconoscere il diritto di poter essere considerati come regionali. Non si sta chiedendo nulla di più. L'arroganza di voler a tutti i costi portare avanti, come rullo compressore, un soluzione di questo genere che va a calpestare 6000 famiglie io sono d'accordo con la proposta del collega Dedoni non è certamente una cosa che mi lascia indifferente e non me ne starò qui certamente a guardare questo scempio come niente fosse, come se bastasse un voto contrario. Non basta solo il voto contrario, è necessario che sappiano che noi non siamo d'accordo, che stiamo proponendo quello che la Giunta regionale aveva già proposto: fare un riflessione di 180 giorni per capire se la soluzione esiste.
RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). È difficile non ripetersi su questioni che già i colleghi hanno abbondantemente evidenziato. Io partirei da un dato molto semplice: nell'isola dei disoccupati, nell'isola della crisi c'è un dato in controtendenza ed è quello delle superfici imboschite. La Sardegna dal 2005 ad oggi ha migliorato di 600.000 ettari la sua superficie, passando a un milione 241 mila ettari attuali. Questo dato non è casuale, è un dato per il quale l'Ente foreste prima e l'agenzia poi dovrà farsi carico e del quale tutti quanti noi sardi dobbiamo andare orgogliosi, perché è un dato che in qualche modo qualifica la Sardegna come un'isola che ci tiene al problema e al rispetto dell'ambiente, ad un'isola che fa dell'ambiente il suo baluardo, di un'isola che anche nella vostra legge di trasformazione dell'Ente foreste all'agenzia, ripetutamente avete citato come una grande opportunità. Ecco, il dato fondamentale è essenzialmente questo: i boschi della Sardegna, l'Ente foreste sono per noi una grande risorse e non sono sicuramente un problema, quindi noi dobbiamo cercare, partendo da questo principio, di valorizzare questo Ente e lo possiamo fare solo in un modo, cercando di dare dignità ai dipendenti dell'Ente foreste di ieri, che oggi volete trasformare in agenzia. Come riusciamo a dare dignità ai dipendenti della nascente agenzia? Ci riusciamo solo riconoscendo i loro diritti, cioè quelli di essere riconosciuti come dipendenti regionali in base alla legge numero 31. E' chiaro che serve uno sforzo economico importante, che vede impegnati un po' tutti gli Assessorati e il bilancio regionale, ma per fare questo abbiamo bisogno probabilmente di ulteriore tempo. Chi mi ha preceduto ha detto correttamente: c'è la proposta della Giunta, mettiamo in campo la proposta della Giunta, prendiamoci sei mesi di tempo utile per rivedere un po' l'intelaiatura della proposta di legge, ci ragioniamo, blocchiamo solo l'articolo 48, peraltro, Presidente, anche negli anditi ripetutamente in questi giorni abbiamo detto che questa è la strada del buon senso, la più ragionevole, quella che porterà tutti a convergere verso un unico obiettivo. Questa arroganza invece di forzare a tutti i costi e di chiudere la legge oggi, lasciando però per circa 6000 dipendenti questa grande difficoltà di trovarsi poi nella parte di figli minori di questa Regione Sardegna, ovviamente a noi come minoranza non ci lascia indifferenti, noi siamo decisamente contrario e voteremo contro, metteremo in campo tutte le azioni democratiche per protestare contro questa vostra decisione. Non è stato sufficiente neanche il parere legale di un autorevole studio, che tutti quanti noi abbiamo ricevuto, che ovviamente parla di incostituzionalità, di illegittimità e di tutta un'altra serie di questioni che ovviamente vanno approfondite. La nostra proposta e quindi quella di bloccarci sull'articolo 48: ritirate l'articolo 48 e prendiamo per buona quella che era la proposta della Giunta.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento soppressivo totale numero 63.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Voglio ricordare che l'ente che oggi conosciamo costituisce l'esito di un lungo percorso, nasce dalla fusione di due grandi realtà, l'Azienda foreste demaniali della Sardegna e gli Ispettorati ripartimentali delle foreste; la fusione di queste due grandi anime è stata possibile grazie al fatto che il contratto collettivo posto a disciplina del personale era il medesimo.
Se noi facciamo quello che diceva il Presidente della Commissione stiamo dando retta semplicemente alle organizzazioni sindacali che hanno paura di perdere gli iscritti, non c'è altra motivazione, perché questa circostanza va tenuta in evidenza, quella che sto dicendo e che ho detto in occasione dell'apertura del dibattito: quando si parla di controllo della spesa, la Regione, decidendo di non rinviare il trattamento dei dipendenti di FoReSTAS ad un contratto privatistico esterno avrebbe solo vantaggi, in quanto assumerebbe il controllo di questa contrattazione, alimentando in base alle disponibilità finanziarie del contesto, come Regione, e non restando costretta a subire gli effetti incontrollabili sulla spesa di un contratto che non viene fatto in Sardegna, che viene fatto a Roma e che viene finanziato dalla Regione. Quindi è indispensabile e necessario non tanto che i dipendenti dell'Ente foreste entrino negli organici della Regione, quanto che abbiano un contratto unico fatto dalla Regione, perché ormai dopo tanti anni penso che il momento sia arrivato.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Noi abbiamo certamente il dovere di tutelare i lavoratori ma abbiamo anche il dovere di individuare qual è l'interesse pubblico prevalente, e allora il passaggio di 6000 dipendenti dall'attuale contratto al contratto regionale costerebbe alla Regione circa 18 milioni di euro in più all'anno, sono dati che ci sono stati forniti dagli Assessorati competenti. Quale sarebbe il vantaggio? L'unica motivazione valida la vedrei nella mobilità che abbiamo inserito definendo il sistema Regione con la legge 24, il punto però è che la mobilità di 5000 dipendenti dell'Ente foreste, non considerando i dirigenti, i funzionari e i quadri, all'interno del sistema Regione sarebbe, dal mio punto di vista, perfettamente inutile, perché i 5000 operai dell'Ente foreste in mobilità all'interno del sistema Regione dove dovrebbero andare, se non continuare a svolgere le funzioni che stanno svolgendo all'interno dell'Ente foreste? Quindi, sebbene sia in qualche modo in contraddizione rispetto al sistema Regione e alla mobilità che abbiamo voluto agevolare all'intero del sistema Regione, io credo che in questo caso davvero non ci siano i vantaggi nei confronti dell'interesse pubblico prevalente. Questa è la motivazione per la quale la Commissione propone all'Aula continuare a mantenere il personale con l'attuale contratto di lavoro; peraltro non li si sta svantaggiano in nessun modo, perché non si sta introducendo un contratto peggiorativo ma si sta dicendo "mantieni il contratto di lavoro che hai". Noi crediamo che questa sia una soluzione non dico ragionevole ma la più corretta, la soluzione giusta, e crediamo che debba essere approvato in questo modo. Grazie.
PITTALIS PIETRO (FI). L'onorevole Demontis ha riproposto in Aula la posizione della CGIL, la conosciamo molto bene, ed è singolare però che l'onorevole Demontis parli di interesse prevalente parlando dell'interesse dei lavoratori, questo non glielo consentiamo, onorevole. Perché l'interesse al lavoro, l'interesse alla giusta retribuzione, l'interesse a non essere discriminati rispetto ad altri lavoratori che svolgono le stesse funzioni nel comparto pubblico: non è ammissibile, non ci sono interessi prevalenti rispetto alla tutela del trattamento economico! Lei ha posto un problema di funzioni: dove allochiamo questi 5000 lavoratori? Il problema non esiste, perché continuano a fare quello che stanno facendo, il problema è che deve essere esteso l'inquadramento e il trattamento economico e giuridico che è previsto per gli altri lavoratori regionali, questo è quello che non si capisce. Almeno l'onorevole Solinas è stato onesto, ci ha detto "badate, non ci sono le risorse e non c'è neanche la volontà da parte della maggioranza in questo momento di farlo, perché non ci sono le condizioni", ma allora dite la verità, perché noi arriviamo oggi alla discussione di questo provvedimento quando sono state già fatte riunioni con le rappresentanze dei lavoratori, con le diverse rappresentanze sindacali, con tutto il sistema che ruota attorno, e si è sempre rimandato al momento in cui avremo esaminato questa legge per dare le soluzioni. Oggi noi certifichiamo il fallimento da questo punto di vista, anzi il tradimento di quelle promesse, di quelle assunzioni di impegno; noi da parte dell'opposizione rimarchiamo questo aspetto, che è un aspetto grave, che è l'aspetto sul quale veramente avremmo voluto una maggiore attenzione, e da questo punto di vista ragionevole era l'originaria iniziativa che semmai poneva una questione di tempo per meglio valutare ad esaminare, e non questa fretta che davvero crea un vulnus e crea un sacrificio, questo sì, onorevole Demontis, di interessi prevalenti, che sono quelli dei lavoratori, dei quali probabilmente questa nuova sinistra si è dimenticata.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 63, con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Locci - Orru' - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Gaia - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Metto in votazione l'emendamento numero 3, per il quale c'è un invito al ritiro.
ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Sono disposto a ritirarlo però voglio spiegare qual è il senso di questo emendamento. Ho sentito le valutazioni del Presidente della Commissione e ho letto le due versioni dell'articolo quello presentato nel disegno di legge della Giunta e quello invece corretto dalla Commissione e ci sono una serie di valutazioni, intanto in ordine alla coerenza dell'applicazione di un contratto nazionale privatistico a un settore che chiaramente non è un settore privato e quindi i problemi di funzionamento dei quali soffre il comparto del personale per la inapplicabilità di una serie di dispositivi che derivano da un contratto di un genere che viene applicato a un comparto che non è coerente con il genere di contratto. Ma c'è una questione ancora più sostanziale che riguarda il calcolo dei costi che dipendono dal cambio di contratto. Cioè si è detto che se si passa da un contratto privatistico a un contratto pubblico ci sarebbe un aumento di costi nell'ordine dei 18 milioni di euro, o insomma ci sono delle valutazioni un po' di differenti ma insomma sempre tra i 10 e 20 milioni di euro. Queste valutazioni non tengono conto del fatto che si dia per scontato che le esenzioni INPS, attualmente applicate al contratto dell'ente foreste, debbano essere anche prorogate all'agenzia FoReSTAS, questo non è assolutamente scontato, perché la agenzia FoReSTAS è un nuovo soggetto che opera nell'ambito agricolo solo per il 20 o 25 per cento. E siccome si chiude una posizione previdenziale quella di ente foreste e se ne apre un'altra quella di agenzia FoReSTAS non è per nulla automatico il passaggio di una posizione all'altra. Quindi è probabile che INPS chieda invece che gli sgravi siano applicati solo quel 20 per cento di personale che opera in campo agricolo e che questo risparmio sia inesistente. Ciò che noi chiediamo quindi è che si diano sei mesi di tempo alla Giunta perché si possa valutare una serie di problematiche che ancora non hanno una risposta certa. Questa è la nostra posizione.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 3 è ritirato.
CARTA ANGELO (Psd'Az). Lo faccio mio e se è possibile chiederei subito la votazione con scrutinio segreto senza neanche la discussione.
PRESIDENTE. Nel merito non è intervenuto nessuno dichiarando il voto. Quindi la richiesta di voto a scrutinio segreto è ammissibile.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, l'emendamento numero 3.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Desini - Floris - Forma - Gaia - Ganau - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Orru' - Perra - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Desini.)
Metto in votazione l'emendamento numero 64, con parere contrario della Commissione e della Giunta.
CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, anche qui molto brevemente. Chiaro che l'articolo 48, come è già stato ribadito da chi mi ha preceduto, è il cuore di questa norma ed è la dimostrazione di una totale indifferenza non solo da parte della Giunta regionale, anzi che va anche salvata per la proposta che aveva fatto in precedenza, ma bensì dell'intera maggioranza. Indifferenza nei confronti di lavoratori ma soprattutto indifferente al fatto di una palese illegittimità di un articolo che porterà a una serie di contenziosi, oltre i 400 che sono già aperti. Io credo che questo la maggioranza lo debba ben valutare, che sia necessario da questo punto di vista rivedere e ripensare il sistema di ricollocazione da parte del personale, lo abbiamo già detto tutte le altre agenzie hanno inquadrato il personale nel sistema regionale, non si capisce perché adesso nella riforma di FoReSTAS questo passaggio non lo si voglia fare. È per questa ragione quindi che il voto è sicuramente favorevole perché da parte nostra si ha attenzione, si vuole arrivare ad un risultato finale che possa essere soddisfacente nei confronti dei lavoratori. Un messaggio chiaro: sospendiamo questo articolo 48, ve lo abbiamo già chiesto, fermiamoci, rimandiamo eventualmente anche ad altro provvedimento legislativo dove si ha la possibilità a questo punto di verificare e vedere tutto il percorso che si può portare avanti si può portare a termine per dare risposte importanti ai lavoratori, agli oltre 6000 lavoratori di ente foreste.
COCCO DANIELE SECONDO (SEL). Volevo dire solo questo che sulle argomentazioni portate anche adesso dall'onorevole Cherchi possiamo anche essere d'accordo, infatti, noi in maggioranza prima di venire in Aula e poi decidere di ritirare l'emendamento, che comunque poi è stato votato abbiamo acquisito, e vorrei che l'assessore Demuro lo dicesse anche in aula, l'impegno da parte della Giunta per continuare le interlocuzioni che già è avviata con il governo perché in qualche maniera si possa raggiungere e trovare e proporre e trovare soluzione a questo che anche noi riteniamo sia un problema quasi insostenibile del tipo di contratto che vige in questo momento all'interno dell'ente foreste che poi verrà trasferito adesso all'agenzia FoReSTAS. Chiedo proprio questo che l'Assessore in aula dica quello che ha detto anche a noi in maggioranza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione.
DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per confermare che sono in corso tutta una serie di interlocuzioni con il Ministero della funzione pubblica e con altri Ministeri sulle tematiche relative alla contrattazione e di cui si tratta, perché questo non è soltanto un tema regionale ma è un tema che riguarda anche altre Regioni. Quindi nel momento in cui ci sarà una soluzione, un'ipotesi di soluzione concordata a livello nazionale si potrà evidentemente ridiscuterne. Quindi c'è un impegno da parte della Giunta di continuare a svolgere un'attività di approfondimento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 64, con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Floris - Locci - Orru' - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Gaia - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Congiu.
Metto in votazione l'emendamento numero 65, con parere contrario della Commissione e della Giunta.
PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente, però il tema è talmente serio e mi dispiace che io pensavo che ci fosse un annuncio da parte dell'Assessore di tale portata da rasserenare gli animi e tranquillizzare tutti. Assessore, questo è un modo per rinviare sine die il problema, addirittura legarlo a questioni di carattere nazionale sul tema della contrattazione collettiva che non c'azzecca nulla con un problema che è tutto interno al nostro ordinamento, cioè la scelta è se questo personale deve far parte della numero 31, oppure no, cosa c'entra il Governo nazionale? Questo è che davvero ci sfugge ed è questo che diventa incomprensibile. Io capisco che la maggioranza è in difficoltà, ha la necessità di trovare tutte le scusanti, ma per cortesia, siccome ci sono gli operai, i dipendenti dell'Ente foreste che ci ascoltano, che conoscono i loro problemi, beh, evitiamo, almeno da questo punto di vista, che questo dibattito abbia il sapore di una sonora presa in giro, cioè che al danno segua anche la beffa. Almeno questo risparmiamolo.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC-Sardegna). Io sinceramente ero più che soddisfatto quando ho letto e abbiamo approvato, avete approvato il comma 2 dell'articolo 47 che recita queste parole: "La durata dell'incarico, la responsabilità, il trattamento economico e normativo, sono disciplinati secondo quanto previsto dalla legge regionale 31/ 98 e successive modifiche ed integrazioni". A questo punto pensavo che anche sull'articolo 48 si sarebbe fatto lo stesso ragionamento, perché lo so che alcuni sindacati hanno anche proposto di far passare alla legge numero 31 solo impiegati e quant'altro e lasciar fuori di operare gli, sinceramente poi quando andiamo a vedere un irrigidimento a lasciare le cose come stanno con l'articolo 48 mi trovo un po' spiazzato, un po' deluso da questa posizione. Quindi l'invito è veramente a cercare di far rientrare tutti quanti con la numero 31, ragionarci veramente su questa problematica, anche perché da un Ente che aveva una gestione propria, stiamo passando a un Ente che direttamente viene gestito dagli Assessorati e dalla Regione.
TEDDE MARCO (FI). Io sono ritornato indietro nel tempo, quando il professor Pigliaru presentò il suo interessante e suggestivo programma. Nel programma veniva evidenziata la volontà di ridimensionare il ruolo dell'Ente foreste della Sardegna. Ebbene, voi con questa legge ridimensionate il ruolo dell'Ente foreste, ma purtroppo riducete a lumicino anche le speranze dei dipendenti dell'Ente foreste; chi veramente avete ridimensionato, sono i dipendenti dell'Ente foreste. E Assessore, per evidenziare ancor meglio ciò che le ha detto il mio Capogruppo, lasci perdere le interlocuzioni, lasci perdere i tavoli, che servono soltanto per allungare il brodo, abbiamo necessità di gente che scelga, che assuma decisioni, non di interlocuzioni stantie, le conosciamo le interlocuzioni. Assessore, guardi, se lei prende il repertorio della giurisprudenza italiana, vedrà che dal 1986 al gennaio del 2016 ci sono tantissime sentenze della Corte di cassazione che sottolineano che i dipendenti dell'Ente foreste sono dipendenti pubblici. Lasci stare le interlocuzioni.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Onorevoli colleghi, onorevole Solinas, ci vogliamo ascoltare un attimo? Perché io ho partecipato alla contrattazione 1000 volte, questi problemi credo di conoscerli. Ora, al momento l'Ente foreste ha poco più di 400 dipendenti tra dirigenti, quadri e impiegati, a fronte di 5600 lavoratori suddivisi tra operai a tempo determinato e operaia a tempo indeterminato. Per i propri dipendenti l'Ente applica il contratto collettivo di lavoro, per gli addetti alla sistemazione idraulica e per quelli di idraulica agraria. Fatta salva la posizione operaia per quanto riguarda i dipendenti che sono inviati dai centri di lavoro competenti, il personale impiegatizio accede ed ha sempre acceduto all'Ente foreste con concorso pubblico. Noi non stiamo chiedendo di far transitare il personale dell'Ente foreste nei ruoli unici regionali, stiamo chiedendo che la Regione faccia un contratto unico, perché le sue disponibilità economiche non possono essere sottratte da altri; mi sembra normale, dove vogliamo andare! Noi abbiamo due contratti: uno lo facciamo noi integrativo, uno lo fa Roma, la Coltivatori diretti, e paghiamo tutto quello che la Coltivatori diretti e i contratti nazionali ci dicono di pagare; non è così! Non si può andare avanti così! Questi dati che date, 18 milioni… ma di chi sono? Quando facciamo la contrattazione per i dipendenti regionali, la Giunta dice ancora: "Noi abbiamo questa disponibilità economica, adesso vi riunite e cercate di distribuirla come meglio ritenete"; questo stiamo chiedendo. È impossibile onorevole Assessore, professor Demuro, è impossibile non comprendere questo concetto fondamentale.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Io intervengo perché… dell'onorevole Daniele Cocco io ho la massima stima e so la sensibilità che ha nei confronti di questo problema, ne abbiamo parlato anche prima dell'Aula e durante l'Aula, quindi facciamo che io sia un suo alunno, assessore Demuro, e vediamo se ho capito quello che lei ha detto, perché l'onorevole Cocco aveva in qualche maniera preparato l'Aula a sentire un annuncio. Lei ha detto: uno, che il problema che stiamo affrontando non è un problema riservato solo alla Regione Sardegna, ma è un problema di livello nazionale. Due, che c'è un tavolo a livello nazionale che sta trattando questo argomento e quindi vediamo cosa accadrà. Tre, sulla base di quello che avverrà in quel tavolo, poi vedremo cosa fare in Sardegna. Ho capito bene? Cioè, io vorrei capire se si tratta di un annuncio, se passo l'esame oppure devo rivedermelo, perché in effetti c'è qualcosa che non torna, cioè perché questo non è un impegno, questo non è un qualcosa che possa in qualche maniera giustificare un'attesa o qualcosa che i lavoratori, tranquilli, che ci stanno pensando … vediamo cosa fanno lì e poi vedremo cosa fare da quest'altra parte noi. Onestamente mi sembra una posizione che non ha né capo né coda, perché com'è stato già detto qui si tratta di un problema della Sardegna, della Giunta regionale, del Consiglio regionale, e di un Ente regionale, di un'Agenzia che è un'Agenzia regionale, che nulla ha a che vedere con quello che accadrà a Roma, in Basilicata, in Sicilia, o dovunque altro.
GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Io approfitto della presenza dell'Assessore per fare prima una domanda, dopodiché, eventualmente, fare un emendamento orale. Premesso che l'aspetto economico non lo discuto, perché penso che gli uffici abbiano fatto pienamente i dovuti accertamenti, la domanda è questa, Assessore: è plausibile ed è percorribile come strada…
PRESIDENTE. Onorevole Gaia, scusi, non è una domanda-risposta, stiamo entrando in dichiarazione di voto sull'emendamento numero 65, e su quello deve intervenire.
GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). È pertinente e le spiego perché. E' importante per il semplice fatto che se fosse possibile, e ne approfitto, ripeto, per la presenza del professor Demuro, fosse possibile la qualificazione giuridica, ferma restando la posizione economica e quindi non impegnando risorse e ratificandola in sede di … io penso che oggi si potrebbe risolvere un problema serio di oltre 5000 dipendenti, perché io in casi pratici l'ho affrontata, … rimaneva tale e quale e la posizione giuridica veniva modificata, quindi si risolverebbe, ripeto, sulla pelle di 5-6000 lavoratori un problema che oggi si potrebbe risolvere. Questa è la mia osservazione, se il professore ci desse contezza di questo, io sarei disposto a fare una proposta di emendamento orale su questo problema.
PRESIDENTE. Onorevole Gaia, se deve fare un emendamento orale, presenti l'emendamento orale adesso. Su questo non può evidentemente presentare emendamenti orali, perché è un soppressivo, quindi non c'è emendamento orale, sul testo dell'articolo. Quindi metto in votazione l'emendamento numero 65, con parere contrario della Giunta e della Commissione.
Prendo atto che il consigliere Cossa ha votato a favore e che il consigliere Comandini ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Locci - Orru' - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Gaia - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Metto in votazione l'articolo 48.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, la forza dei numeri è chiaro che non ci consente di poter apportare alcuna delle modifiche che abbiamo proposto. C'è questa risposta muscolare da parte della maggioranza, ritenete che state facendo la cosa più saggia e più giusta, assumetevene la responsabilità. Noi, Presidente, voteremo questo articolo e sarà un voto contrario e preannuncio, com'è stato fatto dal collega Dedoni, dal collega Carta e dal collega Rubiu, ma a questo punto a nome di tutta l'opposizione, che dopo il voto su questo vergognoso articolo l'opposizione non vuole essere in nessun modo corresponsabile, neanche davvero partecipando, ed è questo il modo per meglio anche esprimere il nostro dissenso e la nostra protesta per come sono stati trattati i dipendenti dell'Ente foreste in questa legge. Quindi preannunciamo dopo l'abbandono dei lavori d'Aula.
GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, chiedo se è possibile una sospensione per due minuti.
PRESIDENTE. Sì, sospendo i lavori dell'Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 37, viene ripresa alle ore 17 e 42.)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 48.
Prendo atto che i consiglieri Locci e Truzzu hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Gaia - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Congiu - Crisponi - Dedoni - Desini - Floris - Locci - Manca Pier Mario - Orru' - Pinna Giuseppino - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Unali - Zedda Alessandra.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, come precedentemente detto, intervengo per annunciare l'abbandono dell'aula e quindi ritenere l'assenza dei consiglieri dell'opposizione come assenza politica e chiedere che di questo si tenga conto ai fini anche della giustificazione delle assenze dal voto.
PRESIDENTE. Approfitto per comunicare che domani alle ore 10 sono convocate la terza e la prima Commissione.
(I consiglieri dell'opposizione abbandonano l'aula)
Per l'emendamento numero 10 c'è un invito al ritiro. Il presentatore dell'emendamento, l'onorevole Tunis, non è presente in aula, quindi metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 49. All'articolo 49 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 72, 76 e l'emendamento aggiuntivo numero 69, al quale sono stati presentati gli emendamenti numero 84 e 86.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 49:
a) per le mansioni di operaio comune, qualificato o superiore mediante richiesta di avviamento presso i centri dei servizi per il lavoro, secondo quanto previsto dall'articolo 37 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 (Norme in materia di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Abrogazione della legge regionale 14 luglio 2003, n. 9, in materia di lavoro e servizi all'impiego), e successive modifiche ed integrazioni;
d) per le mansioni di operaio qualificato o superiore l'Agenzia avvia preliminarmente a selezione il personale già in servizio in qualifica immediatamente inferiore da almeno tre anni, raggiunti anche cumulando periodi di servizio semestrali, che sia in possesso dei requisiti richiesti per i posti da ricoprire, anche mediante procedure di riqualificazione, secondo limiti e modalità disciplinate con regolamento interno.)
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. La Commissione esprime parere favorevole per gli emendamenti numero 72 e 76, mentre invece sull'emendamento aggiuntivo numero 69 si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ci sono anche due emendamenti, un aggiuntivo e un sostitutivo parziale, all'emendamento numero 69, il numero 84 e il numero 86.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Invito al ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 72, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 76, con parere favorevole della Commissione… Chiedo scusa, non ho chiesto il parere della Giunta sugli emendamenti.
Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere contrario sull'emendamento numero 86.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'articolo 49. Chi lo approva alzi la mano.
C'è un invito al ritiro per l'emendamento sostitutivo parziale numero 86, con parere contrario se non ritirato.
SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, in coerenza con quanto deciso dalla maggioranza ritiriamo gli emendamenti. Chiedo però poi di dare la parola anche al collega Lotto che insieme a me ha sottoscritto e ha anche lavorato alla scrittura dell'emendamento numero 86. Mantengo però la convinzione che quanto contenuto in questo emendamento va nella direzione giusta e nel riconoscimento di un giusto diritto. Stiamo parlando di operai forestali che avevano qualifiche di diplomati, geometri, liceo classico, liceo scientifico e anche laureati e che sono stati impiegati per 30, 25, 20, 15 anni come impiegati, hanno operato a vantaggio dell'ente risolvendo un problema che altrimenti non si sarebbe potuto risolvere che è quello di portare avanti tutto l'apparato amministrativo dell'ente, oggi non gli si vuole, per l'ennesima volta, riconoscere quella mansione che hanno svolto per anni nonostante siano stati sottoposti ad una selezione interna per titoli ed esami, siano stati riconosciuti idonei. Una parte di quella graduatoria ha avuto seguito perché gli sono state riconosciute le mansioni superiori, una parte viene estromessa da questo riconoscimento dopo anni di attività in quelle mansioni. Con questo emendamento si chiedeva il riconoscimento di quelle mansioni. Mi si dice che sono oggetto di impugnativa da parte del Governo, ma credo che sia altrettanto grave il fatto che queste persone siano state utilizzate da operai qualificati in mansioni superiori come amministrativi e che oggi non gli venga riconosciuta la funzione che hanno svolto a vantaggio dell'ente. Quindi credo che sia un tema che oggi non affrontiamo, ma di cui dovremo occuparci e affrontare. Con questo, Presidente, le chiedo di dare la parola al collega Lotto per ulteriori specificazioni. Ritiro gli emendamenti.
LOTTO LUIGI (PD). Io voglio richiamare, nel fare due considerazioni velocissime su questo emendamento, in particolare sull'emendamento numero 86, che è la formulazione che io reputo più rispondente all'esigenza che ha esplicitato il collega Sabatini. Questo Consiglio regionale nello scorso mandato, forse anche in questo, non ricordo bene, ha provveduto più volte a un provvedimento legislativo di proroga di graduatorie di personale per il settore sanità o per altri settori. Questo ha consentito a persone che avevano partecipato a dei concorsi, che erano state dichiarate idonee, di poter dopo 2, 3, 4 anni, qualche graduatoria è ancora valida, a seguito di pronunciamenti di questo Consiglio regionale e può ancora accedere (stando fuori ed essendo rimasto fuori lungo tutto questo periodo) all'impiego pubblico in seguito a questi concorsi. In questo caso si tratta di personale già dipendente dell'ente che ha sostenuto una selezione per esami e titoli che in numero ben preciso, 25, sono stati dichiarati idonei, gli è stato fatto fare un corso di aggiornamento, sono stati quindi insieme a tutti gli altri utilizzati a svolgere quelle mansioni, qui chi si è fatto gli affari propri è la Regione e l'ente foreste, ha utilizzato quelle persone e le ha pagate per quello che doveva pagarle, per carità. Oggi noi non ponendoci il problema ma affidandoci a un giudizio che in altri casi viene lasciato cadere, in questo caso io sono cinque anni che sto tentando di far passare questa norma, devo dire, si lasciano queste 25 persone, sembra che non abbiano sostenuto una selezione. Non la condivido come valutazione, sono assolutamente del parere che fosse giusto passarlo, io mi auguro che un giorno questo Consiglio regionale, da questo punto di vista, arrivi ad una soluzione di giustizia. Se non lo si fa, tutti avranno la loro coscienza a posto. Io sentirò invece di avere la coscienza non tranquilla perché non ho dato una mano a delle persone a cui venisse riconosciuto un diritto che ha maturato, non perché un suo amico lo ha chiamato dal cantiere forestale a svolgere senza né arte né parte un lavoro negli uffici, no, a quelle persone non ci stiamo pensando, stiamo pensando a quelli che hanno partecipato a un concorso aperto dove potevano partecipare tutti gli operai dell'ente foreste che avessero un certo titolo, l'hanno fatto, sono stati giudicati idonei e oggi non glielo si vuole riconoscere come non abbiamo voluto fare negli anni passati. È profondamente ingiusto. Io ritiro l'emendamento perché la maggioranza ritiene che non ci siano ancora le condizioni perché questa cosa passi, lo faccio molto tranquillamente, molto serenamente perché sono un uomo di squadra.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 50.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 50:
Svolgimento di attività
con specifica qualificazione o specializzazione
1. Per esigenze specifiche legate ai lavori forestali come programmati negli atti di pianificazione triennale, all'attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e di protezione civile gli operai dell'Agenzia possono essere utilizzati nello svolgimento di attività per le quali è richiesta una specifica qualificazione o specializzazione, in base a criteri definiti con regolamento interno.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 50, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 51. All'articolo 51 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 77.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 51:
1. L'ammontare massimo delle risorse finanziarie da destinare alla contrattazione collettiva per il personale dell'Agenzia è determinato con apposita norma da inserire nella legge finanziaria.
3. In esito alla sottoscrizione dei contratti collettivi, l'Assessore competente in materia di bilancio è autorizzato a trasferire, con proprio decreto, le somme occorrenti per la copertura dei costi contrattuali mediante trasferimento dal fondo oneri contrattuali a favore del pertinente capitolo di bilancio dell'Agenzia.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole, Presidente.
SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 51, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 52.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 52:
g) gli altri beni comunque acquisiti.)
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 52, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 53. All'articolo 53 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 71.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 53:
Norme transitorie, finali e di modifica della legge regionale n. 12 del 1994
1. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale, mediante l'impiego delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 24 del 1999 iscritte in conto delle UPB S04.08.007 del bilancio della Regione per l'anno 2015 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
2. L'Amministrazione regionale provvede agli adempimenti previsti dalla presente legge, nell'ambito delle risorse previste dalla legge finanziaria per i rinnovi contrattuali a legislazione vigente.)
Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 53, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 53 bis. All'articolo 53 bis è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 70.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 53 bis:
"2 bis. Con le medesime modalità di cui al comma 2, i terreni soggetti ad uso civico possono essere concessi all'Agenzia "FoReSTAS" per l'esercizio delle funzioni ad essa attribuite. La durata massima della sospensione dall'esercizio degli usi civici è fissata in trenta anni rinnovabili.".)
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole, Presidente. Si tratta di disposizioni transitorie per il passaggio dall'ente foreste a FoReSTAS.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 53 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 54. All'articolo 54 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 54:
Abrogazioni di norme e disposizioni transitorie
a) la legge regionale n. 24 del 1999, e successive modifiche ed integrazioni, con esclusione degli articoli 7 e 16;
b) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 12 (Modifiche alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente Foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione));
c) il comma 23 dell'articolo 15 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007);
d) il comma 19 dell'articolo 15 della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento);
e) i commi 4 e 5 dell'articolo 20 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003);
f) il comma 31 dell'articolo 6 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (legge finanziaria 2001);
g) la legge regionale 31 dicembre 1999, n. 28 (Modifiche alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 "Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna");
h) l'articolo 1 della legge regionale 18 luglio 2000, n. 13 (Differimento della soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione sarda).
2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge ogni riferimento contenuto nelle leggi vigenti all'Ente foreste della Sardegna deve intendersi riferito all'Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e l'ambiente della Sardegna (FoReSTAS).)
SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'articolo 54. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 55.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 55:
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS.)
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 55, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Abbiamo ancora gli articoli 4 e 21 che avevamo lasciato in sospeso. All'articolo 4 avevamo chiuso la discussione generale, eravamo alla votazione degli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Pier MarioManca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA PIERMARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Intervengo su questo articolo perché ho grosse perplessità e per annunciare sicuramente il mio voto contrario, mi riferisco in particolare per quanto riguarda l'articolo 4 al comma 2. Il comma 2 che è riportato qua è quello che riprende poi il decreto legislativo numero 227 del 2001. Col decreto legislativo numero 227 il legislatore lascia ampio margine alle regioni per legiferare, qualora le Regioni non legiferino rimane comunque il parametro definito, il parametro definito come area boscata è 2000 metri con una copertura calcolata secondo la proiezione ortogonale delle chiome del 20 per cento. La Regione sarda non ha mai legiferato in questo senso, ma tante regioni hanno legiferato in questo senso modificando proprio alcuni di questi parametri, ha legiferato il Lazio, ha legiferato la Sicilia che lo porta oltretutto a 10.000 metri e 50 per cento di copertura arborea, ha legiferato la Toscana, la Lombardia, quindi abbiamo tutta una serie di regioni che si sono espresse. È vero ed è chiaro anche che per quanto riguarda l'autorità giudiziaria si dovrà sempre procedere secondo quelle che sono le regole stabilite e i parametri della "227" e quindi tutte le volte che bisogna reprimere i reati connessi contro il bosco i parametri saranno quelli, però il legislatore ha lasciato dei margini e questi margini che vanno a modificare la dicitura e la nozione di bosco per i territori di appartenenza regionale, possono essere modificati a seconda della gestione silvicolturale che si vuol fare, le utilizzazioni boschive, attività relative all'agricoltura. Perché dico tutto questo? La Regione Sardegna è una regione particolare dove è vero che abbiamo enormi superfici a bosco ma è anche vero che la maggior parte delle superfici sono destinate al pascolo brado. Possiamo quindi dire che quasi tutte le nostre regioni storiche a partire dal Logudoro per arrivare fino alle parti basse della Barbagia (...) viene praticato il pascolo brado. Se noi utilizziamo questa dicitura senza modificarla come legislatori regionali, sicuramente facciamo un torto all'agricoltura, quell'agricoltura che ogni tanto appare da noi in quest'aula per essere difesa perché comunque è un carattere particolare e peculiare della nostra regione. Se noi stabiliamo che quindi il parametro e non legiferiamo modificando questi parametri rimane...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca, il tempo a sua disposizione è terminato.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 17.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Chiedo la votazione nominale.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Congiu - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Gaia - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'articolo 4.
MANCA PIERMARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Visto che non erano presenti i portatori di emendamenti in Aula, mi esprimo quindi sull'articolo. Sarà un voto contrario il mio, sarà un voto contrario proprio perché non posso capire come mai non si arrivi a una soluzione sul comma 2, cerco di terminare le argomentazioni che avevo iniziato precedentemente. Parlare di una copertura arborea del 20 per cento come previsto dal decreto legislativo numero 227 significa dire che in Sardegna con alberi a chioma espansa tipo il leccio, tipo la roverella, basterebbero cinque alberi per definire il bosco. Se è vero questo, teniamo conto facciamo un esempio solamente con tutti territori di alcuni consiglieri, potrebbero essere per esempio Daniele Cocco e tutti gli amministratori di quella zona, significa che per esempio tutte le superfici boscate ma che in realtà si tratta di pascoli arborati, per la nostra tradizione diventano bosco e non mi si venga a dire qualcheduno che il PSR prevede la stessa norma del "227", noi stiamo parlando anche di PAC, dei famosi contributi che vengono dati ai nostri agricoltori come premio unico, se passa così com'è significa secondo me che i nostri agricoltori e i nostri allevatori perdono completamente il premio unico. Questo sarebbe veramente un insulto a quello che noi chiamiamo sempre il problema dell'agricoltura, andare incontro all'agricoltura e comunque siamo sempre lì i primi della classe a non legiferare e andare contro i nostri concittadini, gli unici che lavorano in campagna. Io non mi posso permettere questo lusso e voto contro con orgoglio.
LOTTO LUIGI (PD). Io su questa vicenda, anche su sollecitazione non solo del collega Piermario Manca ma anche di altri colleghi, abbiamo provato a rifletterci, ne abbiamo parlato con l'Assessore e siccome sono partito dall'idea che nessuno avesse la pregiudiziale volontà di fare del male ai nostri agricoltori, ragionando anche oggi con l'Assessore e i suoi collaboratori, ho suggerito una strada, ho detto siccome poi chi ha gestito tutta la pratica della questione del Refresh, dell'influenza che ha quindi sull'erogazione dei fondi europei a favore degli agricoltori su questa vicenda che ha animato la discussione in Sardegna tra Assessorato e le organizzazioni di categoria ci hanno lavorato per un anno, se n'è discusso per un anno, e io ho chiesto che coloro che sono stati protagonisti della verifica e del confronto con il governo e con le strutture centrali su questa materia ci fosse un confronto e una valutazione di insieme affinché ciò che facciamo qua venga condiviso anche dall'Assessorato all'agricoltura. Mi risulta che questo contatto oggi c'è stato, che hanno ragionato sulla materia e che le conseguenze nefaste, che preoccuperebbero ovviamente anche me, non ci sarebbero e non ci sono. Per cui io credo che a ognuno si debba giustamente dare la responsabilità che ricopre e che ha. Se l'Assessore all'ambiente mi dice che si è coordinata anche con l'Assessorato all'agricoltura e che le condizioni sono come dice lei, io non ho difficoltà a votarlo questo articolo, convinto che non stiamo andando contro gli interessi degli agricoltori. Questo volevo dire, perché ovviamente messa come l'ha messa il collega Piermario Manca la preoccupazione assale i colleghi, e io credo se poi l'Assessore all'ambiente potrà dire eventualmente la sua, a mio parere, se così è come ho appena detto, si può benissimo votare. Grazie.
SOLINAS ANTONIO (PD). Sì, le preoccupazioni che esprimeva il collega Manca credo che siano preoccupazioni dovute che un consigliere regionale deve porsi nel momento in cui va a votare un provvedimento come questo, comunque stamattina l'abbiamo rinviato per approfondire, noi l'avevamo già approfondito in Commissione, ma all'ora di pranzo abbiamo cercato di acquisire altre informazioni utili soprattutto sulle valutazioni di carattere peggiorativo nel caso in cui noi non avessimo approvato un comma come questo. E devo dirvi che sia l'Assessorato all'ambiente, ma anche l'Assessorato all'agricoltura le preoccupazioni erano forti e sono forti nel caso in cui noi non andiamo ad approvare questo testo. È vero che il decreto nazionale dà la competenza alle Regioni, ma è anche vero che su questi dati ormai dal 2001 a oggi sono passati 15 anni esattamente, per 15 anni sia sul PSR, ma sia anche le agenzie si sono organizzate anche dal punto di vista tecnologico per calcolare quelli che sono i contributi che lo Stato e l'Unione europea trasferisce ai nostri agricoltori, e quindi modificare e ridurre la base boschiva in Sardegna significa in questo caso ridurre i contributi per gli agricoltori. Cosa diversa sarà se, come l'Assessore diceva anche stamattina, la Conferenza Stato-Regioni assieme al Ministero dell'agricoltura dovesse rivedere questi criteri, e credo che dal punto di vista legislativo e normativo nulla vieterà che il Consiglio regionale ritorni a discutere e ad adeguarsi magari alla normativa nazionale, che sarà anche una cosa automatica, però ricordiamoci che da 15 anni a questa parte ad oggi i criteri di calcolo, di elaborazione sui contributi nazionali ed europei si basano su questa norma, sul "227".
SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie. Abbiamo avuto praticamente durante tutta la giornata diverse interlocuzioni, anche molto positive, che ci hanno portato a chiarire questi punti. Intanto va precisato, come si è detto, che non si cambia rispetto all'attuale stato, nel senso che non ci sono autorizzazioni aggiuntive o vincoli aggiuntivi rispetto a quello che è lo stato attuale, cioè la nostra Regione si basa dal 2001 sul D. L. 227. Allora la considerazione fatta nelle diverse interlocuzioni, parlando con l'Assessorato all'agricoltura, parlando col Corpo forestale, con i funzionari dell'Ente foreste, la sintesi è che ci danneggia di più cambiare in questo momento il nostro assetto e la consistenza del nostro patrimonio boschivo, rispetto ai vantaggi che si potrebbero avere. Anche perché sia in termini vincolistici, sia in termini di reati penali, e questo anche l'onorevole Manca lo sottolineava, in realtà non cambia. Cioè esiste un reale rischio di conflitti maggiori in questo momento se noi andiamo a cambiare la norma con le sovraintendenze e con il livello penale, piuttosto che invece mantenere una definizione che è coerente con quella statale. E questo lo voglio dire anche rispetto ai vincoli paesaggistici, perché sia il Codice Urbani fa riferimento nell'articolo 142 al decreto legislativo 227, sia l'articolo 17 del nostro PPR fa sempre riferimento al D. L. 227. E anche tutta la parte relativa all'agricoltura, e quindi il PSR, si può controllare a pagina 252 del PSR, si fa riferimento a quello che è sancito dall'articolo 2 del decreto legislativo 227. Come ho detto in Conferenza dei Capigruppo è aperta al Ministero dell'agricoltura una discussione serrata su questo punto, l'ha ricordato anche l'onorevole Solinas, è in via di definizione e di approvazione il collegato agricoltura, e nel collegato agricoltura una parte è proprio destinata, si focalizza sulla gestione del bosco. Ed sarà proprio sul decreto attuativo del collegato agricoltura che si farà pressione perché venga comunque aggiornato il D.L. 227, e in questo senso il nostro impegno sarà proprio quello di adeguarci alle novità che concorderemo nel tavolo tecnico e poi politico di revisione del "227".
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, contestualmente chiedo anche il voto elettronico su questo articolo, e per annunciare il voto contrario da parte del gruppo SDL per due motivi. Per le motivazioni che ha adotto il collega Manca, e soprattutto qui non si sta focalizzando il ragionamento sul PSR, ma siamo fuori tema perché quello che riguarda è la PAC. E soprattutto come nel recente passato abbiamo visto i danni che sono stati apportati per quanto riguarda i refresh, la cosa ancor più grave secondo il nostro punto di vista è il fatto che la potestà legislativa di cui disponiamo spesso noi non lo vogliamo esercitare, e questo è un caso lampante di come pur avendo la possibilità noi non vogliamo esercitare la nostra potestà legislativa. Ecco il motivo per il quale il nostro Gruppo esprimerà voto contrario a questo articolo. Grazie.
GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, anch'io per condividere le argomentazioni del collega Manca annuncio il mio voto contrario, ma soprattutto esprimo le mie perplessità, perché contrariamente a quanto dice l'onorevole Desini purtroppo il legislatore fa il suo lavoro, però e volentieri evidentemente non lo fa in maniera consona. Vi sono casi concreti purtroppo che spesso e volentieri il legislatore sardo adotta un provvedimento in pieno contrasto con quello nazionale o addirittura quello comunitario, ed è palese in questo caso, Signori miei, che le domande PAC inevitabilmente andranno a cozzare con il concetto di bosco. E allora o veramente conosciamo gli usi e i costumi della tradizione sarda, oppure non li conosciamo. Però gli usi e i costumi spesso e volentieri fanno legge, e allora io invito calorosamente tutta la maggioranza a riflettere su questo punto di vista, perché chi come me e come il presidente Luigi Lotto, io non mi fido delle raccomandazioni, perché non mi fido nemmeno di me stesso quando si fa una legge, e siccome le leggi sono soggette ad interpretazioni, però poi una volta che si innesca il meccanismo del blocco dei premi comunitari i problemi sono sotto il Consiglio regionale. Quindi veramente un invito ad una riflessione da questo punto di vista.
COCCO DANIELE SECONDO (SEL). No, per dire che gli ultimi interventi mettono in crisi anche me, perché se effettivamente poi dobbiamo andare a creare delle situazioni di disagio a un comparto che è già in grande sofferenza, io gradirei conferme su quello che è stato il coordinamento tra i diversi Assessorati e l'Assessorato all'agricoltura, perché se l'articolato dovesse essere esitato per com'è stato proposto e ciò non dovesse creare nessun problema, nessun dubbio che andremo a votare a favore dell'articolo per com'è stato proposto. Io avevo suggerito anche, ma chiaramente conscio della mia grande ignoranza in materia, di non scrivere nulla su questo e non avrebbe cambiato sicuramente l'essenzialità e il contenuto della legge.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lotto - Manca Gavino - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Augusto - Congiu - Desini - Gaia - Manca Pier Mario - Unali - Zanchetta.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cocco Daniele.
PRESIDENTE: Proclamo il risultato della votazione:
Metto ora in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Avevamo lasciato in sospeso anche l'articolo 21.
Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 218.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Gaia - Ganau - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Disegno di legge: “Legge forestale della Sardegna” (218/A). (Continuazione della discussione dell’articolato)