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Timestamp: 2018-01-18 16:09:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1']

IVA AGEVOLATA 4% cessioni presidi ortoprotesici - FIOTO
IVA AGEVOLATA 4% CESSIONI PRESIDI ORTOPROTESICI
Informativa a cura dell'Ufficio Legale FIOTO concernente il regime IVA applicabile alle cessioni di presidi ortoprotesici.
L’attività professionale del tecnico ortopedico rientra tra le attività esenti IVA ai sensi dell’art. 10 comma 18) del DPR 633/72 e s.m. , pur restando sempre soggetta all’obbligo della fatturazione.
Nel concreto l’attività del tecnico ortopedico si realizza sempre con la cessione di un presidio ortopedico costruito in tutto o in parte su misura, o con la cessione di un ausilio tecnico finito. Pertanto la fatturazione finale comprenderà più voci suddivise secondo l’aliquota IVA applicabile.
A questo punto, per stabilire l’applicabilità dell’aliquota agevolata del 4% bisogna far riferimento alla normativa vigente:
• DPR 633/1972, Tabella A, parte II, nr. 30 e 31;
• Voce doganali 90.19 (divenuta successivamente v.d. 90.21) e 87.11;
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NOTA esplicativa voce doganale 90 - par. 6.: stabilisce chiaramente che: (...) Ai sensi della voce 9021, sono considerati «oggetti e apparecchi ortopedici» gli oggetti e apparecchi che servono: - a prevenire o correggere certe deformazioni del corpo; - a sostenere o a mantenere a posto degli organi dopo una malattia, un’operazione o una lesione. Gli oggetti e apparecchi ortopedici comprendono le scarpe ortopediche come anche le suole interne speciali, concepite per correggere le affezioni ortopediche del piede, a condizione che esse siano 1) fabbricate su misura o 2) fabbricate in serie ma presentate per unità e non per paia e concepite per essere adattate ad ogni piede indistintamente.
• La tabella A, parte II, nn. 30 e 31 (e relative note esplicative di cui alle voci doganali menzionate) elenca i presidi medico chirurgici assoggettabili all’aliquota del 4%:
oggetti ed apparecchi per fratture (docce, stecche e simili); oggetti ed apparecchi di protesi dentaria, oculistica ed altre; apparecchi per facilitare l'audizione ai sordi ed altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da inserire nell'organismo, per compensare una deficienza o una infermità (v. d. 90.21);
31) poltrone e veicoli simili per invalidi, anche con motore o altro meccanismo di propulsione (v. d. 87.11), compresi i servoscala per handicappati;
• La Legge 28 luglio 1989, n. 263, art. 1, comma 3-bis, senza modificare il DPR 633/72, precisa inoltre che:
Tutti gli ausili e le protesi relativi a menomazioni funzionali permanenti sono assoggettati all'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto del 4 per cento.
• La Circolare del Ministero delle Finanze 189/1994, chiarisce il concetto di applicabilità dell’aliquota agevolata, specificando che:
“l'aliquota agevolata del 4% deve intendersi applicabile alle sole cessioni di ausili e protesi che per loro caratteristiche oggettive hanno univoca ed esclusiva utilizzazione da parte di soggetti portatori di menomazioni funzionali permanenti e che non possono, quindi, avere altro impiego se non quello di compensare menomazioni che non siano legate a situazioni temporanee. Ne consegue che l'aliquota agevolata non puo' applicarsi alle cessioni di quei presidi per i quali, attesa la loro possibile utilizzazione promiscua, non e' dato di individuare, all'atto di effettuazione delle relative cessioni, il loro effettivo impiego da parte di soggetti aventi menomazioni funzionali permanenti. In queste ipotesi, pertanto, l'agevolazione si rende applicabile esclusivamente per le cessioni effettuate direttamente nei confronti dei soggetti muniti di specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della UU.SS.LL. di appartenenza, nella quale si faccia anche riferimento alla menomazione permanente dell'acquirente”.
• Il D.M. 14/3/98 , ha esteso l’aliquota agevolata del 4% anche per le cessioni di alcuni sussidi tecnici ed informatici. Ovvero quelli rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei soggetti portatori di handicap, le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, appositamente fabbricati o di comune reperibilità, preposti ad assistere la riabilitazione, o a facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente e l’accesso alla informazione e alla cultura in quei soggetti per i quali tali funzioni sono impedite o limitate da menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio.
Ciò premesso, ne consegue che, qualora un dispositivo sia riconducibile alle voci 30) e 31) della Tabella A del DPR n. 633/72, avrà l’aliquota propria del 4% (v.d. 90.21);
Qualora trattasi di un presidio non riconducibile a quelle voci sopra elencate, allora l’aliquota del 4% dipenderà dall’utilizzatore finale del prodotto, ovvero dal fatto che trattasi di un portatore di menomazioni funzionali permanenti , documentato da apposita certificazione del medico specialista della ASL.
Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Dir.centrale: Affari giuridici e contenz.
tributario - Servizio III
Circolare del 18/11/1994 n. 189
I.V.A. - Applicazione art. 1, comma 3-bis, della legge 28 luglio 1989, n. 263 - Aliquota per le cessioni di protesi e ausili tecnici inseriti nel nomenclatore-tariffario delle protesi, di cui all'art. 26 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Alle cessioni di taluni beni (pannoloni per incontinenti, traverse, letti e materassi ortopedici antidecubito e terapeutici, cateteri, ecc.) si rende applicabile l'agevolazione dell'aliquota I.V.A. del 4 per cento solo se effettuate nei confronti dei soggetti aventi menomazioni funzionali permanenti, muniti di specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della UU.SS.LL. di appartenenza, nella quale si faccia anche riferimento alla menomazione dell'acquirente.
L'art. 1, comma 3-bis, della legge 28 luglio 1989, n. 263, dispone che: Tutti gli ausili e le protesi relativi a menomazioni funzionali permanenti sono assoggettati all'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto del 4 per cento.
Difficolta' interpretative sono manifestate, in particolare, in relazione al trattamento applicabile alle cessioni di taluni beni, quali pannoloni per incontinenti, traverse, letti e materassi ortopedici antidecubito e terapeutici, cateteri, ecc., effettuate da produttori e da rivenditori nei confronti di soggetti diversi dai portatori di menomazioni funzionali permanenti. Trattasi piu' precisamente di cessioni nei confronti di UU.SS.LL., di cliniche, di farmacie, ecc.
Al riguardo si precisa che sulla base della riportata disposizione legislativa l'aliquota agevolata del 4% deve intedersi applicabile alle sole cessioni di ausili e protesi che per loro caratteristiche oggettive hanno univoca ed esclusiva utilizzazione da parte di soggetti portatori di menomazioni funzionali permanenti e che non possono, quindi, avere altro impiego se non quello di compensare menomazioni che non siano legate a
situazioni temporanee.
Conseguentemente, l'aliquota agevolata non puo' applicarsi alle cessioni di protesi ed ausili per i quali, attesa la loro possibile utilizzazione promiscua, non e' dato di individuare, all'atto di effettuazione delle relative cessioni, il loro effettivo impiego da parte di soggetti aventi menomazioni funzionali permanenti. In queste ipotesi, pertanto, l'agevolazione si rende applicabile esclusivamente per le cessioni effettuate direttamente nei confronti dei soggetti muniti di specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista della UU.SS.LL. di appartenenza, nella quale si faccia anche riferimento alla menomazione permanente dell'acquirente.
In relazione a quanto sopra, nell'impossibilita' oggettiva di poter stabilire a priori la predetta destinazione, le cessioni e le importazioni dei prodotti in parola sono da assoggettare all'IVA in base all'aliquota propria dei prodotti stessi. A tal fine non assume rilievo la circostanza che i prodotti risultino inseriti nel nomenclatore-tariffario delle protesi e degli ausili, di cui all'art. 26, terzo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, che - non richiamato nel citato art. 1, comma 3 bis, della legge n. 263 del 1989 - assolve solo la funzione di individuare le protesi e gli
ausili tecnici erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale e non ha diretta rilevanza ai fini della determinazione dell'aliquota IVA applicabile ai prodotti stessi.