Source: https://assibot.it/tag/responsabilita/
Timestamp: 2020-01-19 03:20:00+00:00
Document Index: 64484717

Matched Legal Cases: ['art. 1227', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 14', 'art.12', 'art.2049', 'art.2049', 'art. 1352', 'art. 1326', 'sentenza ']

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Massima Cassazione Civile n.26727/2018 (danno non patrimoniale, danno biologico) “In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico “stricto sensu” (ovvero danno al bene “salute”), al quale, nell’unitarietà del “genus” del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie (“danno morale terminale”), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall’avvertita imminenza dell'”exitus”, se nel tempo che si dispiega tra… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
Il principio di autoresponsabilità nel danno da insidia stradale fa riferimento al concorso di colpa del danneggiato ai sensi dell’art. 1227 c.c. In particolare, nel momento in cui, un utente della strada, a causa di un’insidia, subisce un danno, la pubblica amministrazione non può essere ritenuta responsabile ai sensi dell’art. 2051 c.c. in qualità di custode, se l’evento dannoso è in tutto o in parte la conseguenza di una condotta imprudente del danneggiato stesso. Sostenuto per la prima volta dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 159/1999, il principio di autoresponsabilità del danneggiato è stato fortemente criticato dalla Cassazione, che nella… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
L’art. 14 del Codice della Strada dispone che gli enti proprietari delle strade debbano garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione. A tal fine, la norma pone in capo agli stessi e in particolare, gli obblighi di: – manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; – controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze; – apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. Nel caso di strada in concessione, i medesimi poteri e compiti dell’ente proprietario sono assunti dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito. Ne deriva che, se la violazione… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
Come previsto dai commi 2 e 3, art.12 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” costituisce esercizio venatorio ogni atto diretto all’abbattimento o alla cattura di fauna selvatica mediante l’impiego dei mezzi di cui all’articolo 13 (Mezzi per l’esercizio dell’attività venatoria) ed é considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa della medesima per abbatterla. Nell’ambito, quindi, del perimetro delle responsabilità tracciate per l’esercizio dall’attività venatoria, la giurisprudenza si… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
La Giurisprudenza é ormai conforme nel considerare come l’intermediario assicurativo risponda dell’operato di tutti i propri collaboratori, anche, in via di fatto, ricorrendo i presupposti dell’art.2049 c.c. e proprio in tal senso, la Cassazione civile n.18691/2015, ha affermato che “ai fini della responsabilità di padroni e committenti, qualora l’autore dell’atto illecito rivesta la qualità di dipendente di colui che abbia tratto vantaggio dalla condotta sleale, il primo è tenuto a risponderne ai sensi dell’art.2049 c.c., anche sulla base di un rapporto di “occasionalità necessaria”, anche laddove l’illecito ascritto al datore di lavoro, ai sensi di tale norma, non sia in… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
La Normativa Il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 224, emanato in materia di responsabilità del produttore (attuazione della direttiva comunitaria 85/374/CEE del 25 luglio 1985) viene abrogato e sostituito dal Codice del consumo D.lgs. n. 206/2005 con cui viene disciplinata, nel nostro ordinamento, la nuova responsabilità del produttore per i danni derivanti dai prodotti difettosi (artt.114 – 127 cod.cons.). Il produttore Nell’ambito dell’applicazione della norma, le due figure, soggettivamente contrapposte, sono rappresentate dal ”produttore”, da una parte e “dal consumatore/utente” dall’altro, mentre dal “prodotto difettoso” potrà derivare il danno risarcibile. L’articolata definizione di “produttore” quale: “il fabbricante del bene o… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
IL CONTRATTO DI TRASPORTO CONTO TERZI Il contratto di trasporto è regolato dagli artt. 1678 e ss. del codice civile, norma generale sul trasporto, salvo deroghe derivanti da discipline speciali. Ai sensi dell’art. 1352 c.c., ne é consentita la libertà di forma, sempre se la legge non richiede la forma scritta a pena di nullità e rappresenta un contratto consensuale che si perfeziona nei modi previsti dall’art. 1326 c.c. ovvero, anche, per “facta concludentia“. Potrà, quindi, essere valido anche quando il mittente abbia fornito al vettore i dati relativi alle merci da trasportare e le necessarie istruzioni per poter eseguire… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
Nel momento in cui un soggetto decide di acquistare, adottare o instaurare con un animale anche un mero rapporto di fatto assume, nei confronti di quest’ultimo una posizione di garanzia. Con ciò si intende che, se l’animale morde e provoca lesioni a terze persone, a risponderne penalmente è il proprietario o chi, in quel momento esercita sullo stesso un potere di fatto. Come ha precisato la IV Sezione penale della Cassazione nella sentenza n. 30548/2016: “dall’istruttoria dibattimentale era emerso che il cane Jackie era stato affidato al padre del ricorrente che ne curava la custodia e la vigilanza e che… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login
La responsabilità disciplinare del medico lavoratore subordinato, a differenza di quanto avviene per il libero professionista, non si realizza nel momento in cui costui, con la propria condotta violi le disposizioni del Codice deontologico, ma quando, nella qualità di dipendente della pubblica Amministrazione, non adempia ai doveri derivanti dal rapporto di Pubblico impiego, contravvenendo alle norme che regolano il rapporto di lavoro pubblico e a quelle contenuto nel contratto collettivo nazionale di comparto. Parimenti, per il medico che opera all’interno di una struttura privata, sempre in qualità di dipendente, la sua responsabilità disciplinare deriverà dalla violazione delle norme dei contratti… Per accedere registrati e abbonati oppure effettua il login