Source: http://www.studiolegalezuco.it/taratura-autovelox-remissione-alla-corte-costituzionale/
Timestamp: 2020-02-22 14:06:27+00:00
Document Index: 80839248

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 45', 'art.45', 'art. 3', 'art. 142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 4', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 142', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'arte 1', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 3']

TARATURA AUTOVELOX: REMISSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE - Studio Legale Zuco
1 settembre 2014 24 marzo 2015 Avv. Alessandro ZucoNews ed Eventi
E’ ormai tristemente noto l’orientamento che la Suprema Corte di Cassazione ha sempre ritenuto di adottare in relazione alla non necessarietà della taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità (autovelox, traffiphot, Photored etc.), la quale, contrariamente a quanto affermato per anni dalla giurisprudenza di merito (soprattutto dei Giudici di Pace), aveva sempre sentenziato statuendo che ogni apparecchio atto a rilevare la velocità dei veicoli sottoposti alla disciplina del codice della strada (d. lgs. 285/92 e ss. mm. e ii.) dovesse essere preventivamente tarato da un apposito centro SIT.
Ciò in applicazione della Legge 11 agosto 1991 n. 273, istitutiva del “Sistema di taratura”, la quale prevede che il sistema nazionale di taratura sia costituito dagli istituti metrologici primari e dai centri di taratura, con il compito di assicurare la riferibilità ai campioni nazionali delle misurazioni, con l’introduzione di appositi Centri di Taratura disseminati in tutto il territorio italiano ai quali rivolgersi per le dovute procedure di taratura degli apparecchi interessati dalla normativa citata.
La pioggia di ricorsi adverso le sanzioni amministrative per le violazioni dell’art. 142 c.d.s. in tema di superamento dei limiti di velocità consentiti è stata così nel tempo arginata dalla Suprema Corte, la quale è arrivata a statuire che “La Legge 273/1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura, non si applica alle apparecchiature elettroniche utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità”.
Secondo l’orientamento sinora prevalente, le apparecchiature elettroniche utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità non dovrebberoessere sottoposte ai controlli previsti dalla Legge 273/91, e pertanto basterebbe la semplice omologazione in serie dell’apparecchio rilevatore senza un’adeguata e singolare taratura della strumentazione di rilievo della velocità.
La Suprema Corte era arrivata persino a pronunciarsi ritenendo che il sistema di controllo della taratura previsto dalla Legge 273/91 “attiene alla materia cd metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie.” (cfr. ex multis Cass. Civ., Sez. II, n. 17361 del 26/06/2008; n. 23978 del 19/11/2007; n. 23978 del 19/11/2007; n. 23978 del 19/11/2007; n. 16757 del 27/07/2007; n. 14566 del 21/06/2007).
Non è mai stato chiarito peraltro come la materia della metrologia possa distinguersi da quella della misurazione elettronica della velocità, atteso che, se si considerasse anche il puro aspetto lessicale della parola metrologia, si ottiene la seguente definizione: “la scienza che si occupa della MISURAZIONE e delle sue applicazioni“, mentre la misurazione è definita come “l’assegnazione di un intervallo di valori (misura) ad una particolare proprietà fisica chiamata misurando“, laddove inoltre si definisce strumento di misura “uno strumento con la funzione di effettuare una misurazione“.
Ciò porta – o avrebbe dovuto portare -alla chiara conseguenza logica che tale scienza sia giustamente il punto di riferimento applicativo per la determinazione di una misura DERIVATA, ovvero da una misura che sia prodotta da due fattori: SPAZIO fratto TEMPO.
E ancora la Corte di legittimità ha sostenuto nel tempo chenon sussistesse nessuna norma di legge che imponesse la taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità (cfr. Cass. Civ., Sez. VI, n. 4067 del 14/03/2012; n. 9846 del 24/04/2010; n. 29333 del 15/12/2008).
Le maggiori perplessità e problematiche si sono sempre concentrate sull’art. 45, comma 6 del c.d.s., il quale afferma quanto segue: “Nel regolamento sono precisati i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonchè quelli atti all’accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, ed i materiali che per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all’approvazione od omologazione da parte del Ministero dei lavori pubblici, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione”.
Occorre precisare che la vertenza era già stata posta all’attenzione della Corte Costituzionale, laddove però con la sentenza n. 277/2007 veniva dichiarata infondata la questione sottoposta in relazione alla costituzionalità dell’art. 45 c.d.s. per erronea individuazione della norma indicata come termine di comparazione, con la conseguenza che la Corte non potè pronunciarsi sulla necessità di verifiche successive del funzionamento degli apparecchi.
A sorpresa, in data 7 agosto 2014, la Suprema Corte ha depositato ordinanza interlocutoria (n. 17766/2014) con la quale ha deciso di non uniformarsi al precedente orientamento sinora seguito con il quale di fatto venivano rigettate le doglianze relative alla mancata taratura dei dispositivi di rilevazione della velocità, disponendo il rinvio alla Corte Costituzionale della questione in relazione “all’art.45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in riferimento all’art. 3 della Costituzione nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura“.
Nella speranza che, finalmente, la taratura venga considerata come elemento necessario, previsto e prescritto da una norma di legge vigente, di modo da rendere fuorilegge ogni dispositivo che non venga adeguatamente sottoposto a tale verifica e taratura periodica prima della messa in funzione sulle strade dello Stato italiano.
Di seguito potete leggere il testo dell’ordinanza della Corte Costituzionale:
Con ricorso depositato in data 16 giugno 2006 C.S. e T.M. , rispettivamente conduttrice e proprietario dell’autovettura targata (…), adivano il Giudice di Pace di Mondovì opponendosi al provvedimento del Prefetto di Cuneo del 17 maggio 2006, col quale era stato respinto il loro ricorso del 13 dicembre 2005 avverso il verbale n. (omissis) della Polizia Stradale di Cuneo per violazione dell’art. 142, VIII co. C.d.S. asseritamente commessa il 27 giugno 2005.
Con sentenza del 13 novembre 2006 il Giudice di Pace di Mondovì rigettava il ricorso, confermando il verbale e l’ordinanza del Prefetto di Cuneo in data 22 agosto 2006 e riducendo la sanzione pecuniaria al minimo edittale.
Con atto depositato in data 18 giugno 2007 C.S. e T.M. adivano il Tribunale di Torino interponendo appello avverso la suddetta sentenza di primo grado.
Con sentenza n. 5533/2008 del 23 luglio 2008 il Tribunale di Torino rigettava l’appello principale, accoglieva l’appello incidentale e condannava gli appellanti principali alla refusione delle spese del doppio grado del giudizio, confermando nel resto l’impugnata sentenza.
Per la cassazione della detta decisione d’appello proponevano ricorso C.S. e T.M. con atto fondato su otto ordini di motivi, assistiti dalla formulazione di quesiti ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c..
1.- Deve, al fine del presente provvedimento, porsi immediatamente attenzione su alcuni rilevanti profili di cui al terzo e quarto ordine di motivi. Con il terzo motivo del ricorso si censura la “violazione o, comunque, falsa applicazione di norme di diritto, ovvero della L. 11.081991 n.273; dell’art. 4 del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri, Direttore Generale Motorizzazione n. 1123 del 16.05.2005 ed ancora delle norme internazionali UNI 30012, UNI EN 10012 e delle raccomandazioni OIML D19 e D20, ove prevedono la taratura periodica per le apparecchiature di rilevazione della velocità – art. 360 n. 3 c.p.c.”. In proposito viene formulato, ai sensi dell’applicabile art. 366 bis c.p.c. il seguente articolato quesito di diritto: “dica l’Eccellentissima Corte se, in generale ed in particolare nel caso di specie, anche alla luce di quanto affermato dalla Corte Costituzionale Xnella sentenza 13 luglio 2007 n. 277 ed in quella 17 dicembre 2008 n. 423, all’apparecchiatura Autovelox mod. 104/C2, utilizzata per il rilevamento della velocità nella fattispecie per cui è causa, sia o meno applicabile la L. 11.08.1991, n, 273, nonché il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti Terrestri, Direttore Generale Motorizzazione n. 1123 del 16.05.2005 e la nota 27.09.2000 n. 6050 del Ministero dei lavori pubblici, Ispettorato Generale per la circolazione e la sicurezza stradale e, in caso positivo, se per la validità dell’accertamento della velocità, data la sua irripetibilità, sia necessario o meno che lo strumento di rilevazione della velocità sia sottoposto a taratura, anche periodica, da parte dei SIT, Servizi Italiani di Taratura”.
Con il successivo quarto motivo (di certo collegabile a quello innanzi esposto) le parti ricorrenti lamentano una carenza motivazionale della impugnata sentenza in relazione ad “un fatto controverso e decisivo per il giudizio ovvero il regolare funzionamento dell’autovelox”. Il tutto al cospetto dell’affermazione riportata nella decisione d’appello, per la quale “….il regolare funzionamento dello strumento è certo fino a prova contraria….”.
Entrambi i motivi innanzi riportati impongono di affrontare la (non nuova) problematica della necessità della taratura e della periodica verifica delle apparecchiature predisposte per l’accertamento e misurazione della velocità. E, quindi, della legittimità costituzionale di una esenzione -per tali strumenti- da ogni e qualunque, pur prevista e prescritta, in generale, procedura di verifica della loro taratura. La rilevanza della questione in ordine alla decisione della controversia emerge alla stregua dell’operata ricostruzione della vicenda oggetto del giudizio, nonché dal riverberarsi della medesima anche su alcuni dei rimanenti motivi del ricorso, in particolare il primo ed il secondo. Quest’ultimi, in via mediata, sono a loro volta coinvolti dalla soluzione dell’anzidetta questione di legittimità, specie ove si consideri che – come giova, in breve, qui evidenziare – attengono alla motivazione ed all’eventuale violazione o falsa applicazione di norme di diritto quali l’art. 2697 c.c. in relazione agli artt. 23 L. n. 689/1981 e 205 C.d.S. quanto alla “avvenuta o meno dimostrazione” della regolarità del detto rilevatore di velocità.
Deve, quindi, ritenersi – concludendo in punto – ricorrente nella concreta fattispecie sottoposta a giudizio la rilevanza e pertinenza della questione di legittimità costituzionale sottesa alla prospettazione delle parti ricorrenti, in particolare, con il riportato terzo motivo del ricorso.
Questa Corte con suoi pregressi provvedimenti ha, in sostanza, ritenuto – alla stregua di noto pregresso orientamento – che le apparecchiature elettroniche per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità, di cui all’art. 142, sesto comma del D. lgs. 30 aprile 1992, n. 285 non dovevano essere sottoposte alla procedura di taratura.
Il tutto perché potevano evitarsi i “controlli previsti dalla legge n. 273 del 1991 istitutiva del sistema nazionale relativo alla verifica della taratura poiché esso attiene alla materia c.d. metrologica, che è diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità” (Cass., Seni. 19 novembre 2007, n. 23978).
In tale contesto questa stessa Corte, allorché fu chiamata a pronunciarsi (anche su richiesta, a suo tempo formulata, dalla Procura Generale) in ordine alla legittimità costituzionale della mancata previsione di sistemi di controllo periodici della taratura degli strumenti elettronici di misurazione della velocità, ebbe a ritenere l’infondatezza della questione. Tanto si affermò sia con la decisione appena innanzi citata, che con alcune immediatamente successive. In particolare si ribadì la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale con riferimento agli artt. 3,24 e 97 Cost. degli artt. 45 comma 6 C.d.S., 4 comma 3 d.l. n. 121 del 2002 (convertito in L. n. 168/2002), 142, comma 6 C.d.S. e 345 reg. cod. strada (Cass., Sez. II, 15 dicembre 2008, n. 29333 ed, ancora, Cass. n. 29334/2008).
Senonché la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dell’art. 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della Strada) “nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche della funzionalità (taratura)” è stata esaminata dal Giudice delle leggi con la sentenza n. 277/2007.
Con tale decisione, pur non ritenendo fondata la questione, ma solo “per erronea individuazione da parte del giudice rimettente del termine di comparazione (decreto ministeriale 28 marzo 2000, n. 182 invece dell’art. 2, comma 1 della legge n. 237/1991)”, la Corte Costituzionale ha avuto modo di svolgere affermazioni che non possono che indurre ad una riconsiderazione della questione.
In particolare con la citata sentenza si è affermato che al fine della individuazione “della norma rispetto alla quale (si) lamenta una irragionevole disuguaglianza” andava “sperimentata l’applicazione della normativa generale del 1991 alla luce del sistema internazionale di misura SI, che comprende la velocità come unità derivata”. Ciò tanto più in considerazione del significativo fatto che la stessa Amministrazione pubblica “aveva dichiarato nel 2000 di volere attuare tale normativa”, come da nota, già citata, n. 6050.
Il valore della affermazioni testé riportate della Corte Costituzionale non risulta smentito da successivi noti provvedimenti della medesima Corte quali le ordinanze, con declaratoria di manifesta inammissibilità della medesima questione di legittimità costituzionale, n. 423/2008 (per omessa indicazione sulla vicenda oggetto del giudizio e sulla rilevanza in esso della disposizione impugnata) e n. 127/2009 (per mancata adeguata descrizione della concreta fattispecie sottoposta a giudizio). Anzi proprio quel valore delle affermazioni inducono oggi, col presente provvedimento, a riproporre l’accennata questione di costituzionalità, rilevante – per quanto già detto – ai fini del decidere e non manifestamente infondata alla stregua di quanto appena qui innanzi esposto.
Tanto specificamente in relazione all’art. 3 della Costituzione per l’assoluta “ragionevolezza e conseguente disuguaglianza, che – come si approfondirà meglio in seguito – contrassegna la detta esclusione dall’applicazione della citata normativa generale, anche internazionale, in tema di misura ricomprendente pure la velocità come unità derivata; ed, ancora, con riguardo, come tertium comparationis, alla normativa di cui alla legge 1 agosto 1991, n. 273 (Istituzione del sistema nazionale di taratura), che prevede anche la velocità quale unità di misura derivata, nonché con riferimento pure alla normativa comunitaria (Norme UNI EN 30012- parte 1 come integrate da UNI EN 10012), che – per di più – prevede il dovuto e relativo adeguamento del nostro ordinamento.
4.- La medesima questione di costituzionalità deve ritenersi rilevante ed ammissibile con riguardo al noto parametro della ragionevolezza delle norma. Tanto in considerazione della palese irragionevolezza di un sistema e di una Amministrazione, che non adeguandosi (come evidenziato dalla stessa Corte Costituzionale a suo tempo) alla richiamata normativa interna ed alla sua stessa manifestata volontà di cui alla citata nota ministeriale, finirebbe per concretizzare, in pratica, un incredibile risultato : quello per cui una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, nel mentre non lo è una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irrepetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo.
Fra l’altro appare incongruo, oltre che normativamente irragionevole, ritenere che la suddetta apparecchiatura sia garantita, quanto alla sua efficienza e buon funzionamento (anche a distanza di lustri), dalla sola conformità al modello omologato. Questa Corte ritiene, quindi, di sollevare d’ufficio – così come da dispositivo – la questione di legittimità costituzionale del già citato art. 45 C.d.S. in riferimento alla accennata norma costituzionale nella parte in cui il medesimo non prevede la verifica periodica della funzionalità e della taratura delle apparecchiature destinate all’accertamento della velocità e delle violazioni dei suoi limiti.
La Corte visti gli artt. 23 L. 11 marzo 1953, n. 87 e 295 c.p.c. a)solleva d’ufficio la questione di legittimità costituzionale della norma di cui all’art. 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in riferimento all’art. 3 della Costituzione nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura;
ridispone, a cura della Cancelleria, l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, nonché la notifica della presente ordinanza alle parti in causa ed al Presidente del consiglio dei Ministri e la comunicazione della stessa ai Presidenti delle due Camere del Parlamento; c)sospende il giudizio in corso.
Taggato autovelox, codice della strada, corte costituzionale, illegittimità, legge 273/91, nullità, patente, sanzioni amministrative, taratura
LINEE GUIDA INAIL SICUREZZA ANTINCENDIO 2014
REGOLAMENTO N. 895/2014: NUOVE MODIFICHE AL REACH