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Timestamp: 2018-02-22 20:56:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 1']

Novità del fisco, 14 luglio 2008. Detassazione degli straordinari; detrazione IRPEF del 55% anche per i lavori in corso; IVA: operazioni esenti e diritto alla detrazione; abrogazione del regime delle deduzioni extracontabili
1) IVA: Operazioni esenti e diritto alla detrazione
2) Convenzione Italia-Portogallo: Nuovi modelli portoghesi utilizzabili dai residenti italiani
3) Detassazione degli straordinari: Ne beneficiano i dipendenti privati anche a termine e part-time
4) Pensionati: Deduzione di contributi previdenziali ed assistenziali
5) Aliquota Iva applicabile alle cessioni delle specialità alimentari cd. “Frico di patate”
6) Spetta la detrazione IRPEF del 55% anche per i lavori in corso
7) Abrogazione del regime delle deduzioni extracontabili ed affrancamento delle deduzioni pregresse e del vincolo di sospensione sulle riserve
Soggetti esenti da IVA: Si ha diritto alla detrazione IVA e, quindi, al rimborso dell’imposta se nel periodo d’imposta non siano state compiute operazioni esenti
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza, Sez. Trib., n. 11118 del 07/05/2008, per l’ipotesi dell’acquisto di beni e servizi utilizzati per operazioni esenti, ma poi realizzate in annualità successive.
Secondo la Suprema Corte, l’art. 19, del D.P.R. n. 633/1972, che esclude la detrazione dell’IVA pagata sull’acquisto di beni e servizi finalizzati alla prestazione di servizi esenti, è inteso riferito alle operazioni esenti realizzate nello stesso periodo d’imposta, non anche a quelle che l’imprenditore avrebbe potuto (o dovuto) porre in essere in annualità d’imposta successive. Pertanto, qualora non siano state fatte, nel periodo d’imposta, operazioni esenti di qualsiasi ammontare, in base al volume d’affari, spetta la detrazione e, per conseguenza, il rimborso dell’imposta.
IVA: Ai fini del calcolo del pro-rata non rilevano le operazioni occasionali anche se previste nello statuto della società
Mentre sono rilevanti le operazioni esenti che formino oggetto dell’attività propria dell’impresa.
La Corte di Cassazione civile, con la sentenza, Sez. Trib., n. 11085 del 07/05/2008 si è pronunciata, anche sul contenuto del D.P.R. IVA, in particolare, sull’art. 19 e seguenti, del D.P.R. n. 633/1972, che ai fini della detrazione dell’imposta, impone di tenere conto delle operazioni esenti al fine della determinazione del pro-rata, solo quando formino oggetto dell’attività propria dell’impresa.
La vicenda, in particolare, ha riguardato il caso in cui la società interesssata è succeduta nei contratti locativi, non per propria scelta, a seguito di contratto di compravendita di beni immobili, acquistati per rivenderli, previa ristrutturazione degli stessi, in conformità del proprio oggetto sociale.
Esclusione delle attività meramente occasionali
Rientrano nelle attività proprie dell’impresa (e come tali vanno considerati per la riduzione percentuale dell’ammontare detraibile dell’IVA) non solo gli atti che tipicamente esprimano raggiungimento del fine produttivo o commerciale dell’impresa individuale o societaria, ma anche gli atti ulteriori che configurino strumento normale e non meramente occasionale per il conseguimento del fine produttivo; vanno, invece, escluse tutte quelle attività che, pur se previste nell’atto costitutivo, siano eseguite solo in modo occasionale o accessorio per un migliore svolgimento dell’attività propria d’impresa.
Il criterio per determinare la detraibilità Iva, per quei soggetti che esercitano sia attività che danno luogo ad operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione sia attività che danno luogo ad operazioni esenti ai sensi dell’art. 10, D.P.R. 633/1972, viene disciplinato dall’art. 19, comma 5 e dall’art. 19-bis, che dispongono che in tale ipotesi l’importo dell’Iva detraibile va ricavato mediante un calcolo matematico che consente di imputare le operazioni di acquisto in parte alle operazioni esenti e in parte a quelle che danno diritto alla detrazione. Si tratta del seguente meccanismo del cd. pro rata.
Meccanismo del pro rata IVA
Ai sensi del citato art. 19-bis per calcolare la percentuale di detraibilità Iva occorre procedere nel seguente modo: Sommare le operazioni che danno diritto alla detrazione e le operazioni esenti effettuate in un anno e dividere per l’importo ottenuto l’ammontare delle operazioni che danno diritto alla detrazione Iva.
Il valore così ottenuto verrà quindi arrotondato all’unità superiore o inferiore a seconda che la parte decimale superi o meno i 5 decimi.
Meccanismo del pro-rata
Percentuale Iva detraibile = Operazioni con diritto alla detrazione
(Operazioni con diritto alla detrazione + operazioni esenti)
Nel conteggio non si deve tenere conto (né al numeratore né al denominatore) delle cessioni di beni ammortizzabili, dei passaggi di beni tra attività separate, dei conferimenti in società di aziende o rami d’aziende, delle cessioni di denaro o crediti e di campioni gratuiti di modico valore, dei passaggi di beni dipendenti da fusioni, scissioni, trasformazioni ecc., delle operazioni esenti di cui al n. 27-quinquies dell’art. 10 e di tutte quelle operazioni di cui ai nn. da 1) a 9) dell’art. 10, D.P.R. 633/1972, qualora le stesse non formino oggetto dell’attività propria aziendale o siano accessorie ad operazioni imponibili.
Tra queste ultime, ha evidenziato la Cassazione, rientrano le locazioni di immobili, che:
– nel momento in cui non formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, non devono essere considerate né per la determinazione dell’ammontare delle operazioni esenti né per la determinazione del volume d’affari. Ciò significa che tali casi non incidono sul risultato del rapporto tra l’ammontare delle operazioni esenti effettuate nell’anno e il volume di affari prodotto;
– di contro, quando formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, concorrono sia a determinare l’ammontare delle operazioni esenti effettuate nell’anno, sia il volume d’affari dell’anno stesso, incidendo così sul calcolo del c.d. pro-rata.
Nel caso di specie, ha osservato la Corte Suprema, per verificare se tali operazioni rientrano o meno nell’attività propria dell’impresa, si deve fare riferimento all’attività effettivamente svolta dalla società.
A tal fine, la sola previsione statutaria non è sufficiente per fare ritenere determinate attività economiche come attività proprie della società e, come tali, dirette sia a determinare l’ammontare delle operazioni esenti effettuate nell’anno sia il volume degli affari dell’anno stesso.
Anzi, ai fini di tale calcolo del cd. pro rata, deve essere accertato che l’attività non sia, pur se prevista nell’atto costitutivo, svolta solo in modo occasionale o accessorio.
Il Ministero delle Finanze del Portogallo ha adottato nuovi modelli, predisposti unilateralmente in lingua portoghese ed inglese, per l’applicazione della convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi in vigore tra Italia e Portogallo.
Pertanto, l’autorità estera ha comunicato che a partire dal mese di maggio 2008 sono accettati i seguenti nuovi modelli:
– Mod. 21-RFI: richiesta di esenzione totale o parziale dalla ritenuta alla fonte portoghese;
– Mod. 22-RFI: richiesta di rimborso dell’imposta portoghese su dividendi derivanti da azioni e interessi da valori mobiliari rappresentativi di dividendi;
– Mod. 23-RFI: richiesta di rimborso dell’imposta portoghese su royalties, dividendi e interessi (esclusi i dividendi da azioni e gli interessi da valori mobiliari rappresentativi di dividendi);
– Mod. 24-RFI: richiesta di rimborso dell’imposta portoghese sui redditi diversi da quelli precedenti.
I nuovi modelli portoghesi sono comunque disponibili sul sito del Ministero delle Finanze portoghese, oltre ad essere inseriti nel sito della stessa Agenzia delle Entrate italiana.
Tutti i citati modelli sono da utilizzare in tre esemplari: il primo è per il soggetto obbligato ad effettuare la ritenuta alla fonte, il secondo per l’amministrazione fiscale dello Stato di residenza del beneficiario del reddito, il terzo per il beneficiario del reddito.
(Agenzia delle Entrate, nota del 11/07/2008)
Tra i lavoratori che possono beneficiare della detassazione degli straordinari, introdotta in via sperimentale con il D.L. n. 93/2008, rientrano anche i dipendenti a termine:
L’agevolazione (che prevede, per il secondo semestre 2008, l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 10% su premi di produttività e straordinari) viene riservata ai lavoratori del settore privato con qualsiasi tipo di contratto.
Quindi, tasse sugli straordinari più leggere anche per i dipendenti a termine.
La misura fiscale che prevede, per il secondo semestre del 2008, l’applicazione in via sperimentale di un’imposta sostitutiva del 10% su premi di produttività e straordinari è, infatti, riservata ai lavoratori del settore privato con qualsiasi tipo di contratto.
Tra i beneficiari dell’agevolazione anche i part-time che svolgono prestazioni di lavoro supplementare o relative a clausole elastiche, mentre restano esclusi gli impiegati delle amministrazioni pubbliche e i titolari di redditi di lavoro assimilato a quello di lavoro dipendente, come i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto.
I chiarimenti sulle novità introdotte dal D.L. n. 93 del 27/05/2008 in materia di incremento della produttività del lavoro varate dal governo, sono giunti con la circolare congiunta di Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e Agenzia delle Entrate emanata il 11 luglio 2008.
In particolare, tale circolare ha ribadito che il beneficio consiste in un’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali regionale e comunale pari al 10% dei compensi erogati, entro un tetto massimo di 30.000 euro lordi, per il lavoro straordinario, supplementare o effettuato in funzione di clausole elastiche nell’ambito di contratti part-time e per tutti i tipi di incentivi legati all’andamento produttivo ed economico dell’impresa.
Per godere del regime agevolato, difatti, i lavoratori non devono avere conseguito nel 2007 un reddito di lavoro dipendente superiore a 30 mila euro lordi.
L’imposta sostitutiva va applicata automaticamente dal sostituto d’imposta, salvo diversa comunicazione del dipendente, che può comunque rinunciare al regime sostitutivo facendone richiesta per iscritto al datore di lavoro.
Se non trattenuta dal sostituto, l’imposta può essere applicata dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.
Anche lo straordinario forfetizzato, reso oltre l’orario normale di lavoro previsto dal decreto legge n. 66/2003 o dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale applicabile rientra nel regime di tassazione agevolata.
Nel regime di tassazione agevolata rientrano, inoltre, anche quelle somme erogate dai datori di lavoro in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività, ancorchè determinati in ambito territoriale sulla base di indicatori correlati all’andamento congiunturale e ai risultati conseguiti dalle imprese di uno specifico settore in ambito territoriale.
Infine, i redditi soggetti a tassazione sostitutiva, oltre a non concorrere alla formazione del reddito Irpef complessivo, non devono essere considerati nella determinazione della situazione economica equivalente (ISEE) del lavoratore e del suo nucleo familiare.
Erogazioni liberali ai dipendenti
Per effetto della soppressione dell’art. 51, comma 2 del TUIR concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, per l’intero importo:
– le erogazioni liberali non superiori nel periodo d’imposta a 258,23 euro concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti;
– i sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze personali o familiari del dipendente;
– i sussidi corrisposti a dipendenti vittime dell’usura ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive.
Peraltro, in applicazione del principio di cassa che caratterizza la tassazione dei redditi di lavoro dipendente, la norma abrogativa si applica per le somme e ai valori erogati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (29 maggio 2008).
(Circolare Agenzia delle Entrate del 11/07/2008, n. 49/E)
È deducibile il contributo versato integralmente dal pensionato alla propria cassa di assistenza sanitaria.
Infatti, non essendo contrattualmente previsto alcun tipo di intervento dell’ex datore di lavoro non si pone alcun problema relativamente alla determinazione della parte di contributo datoriale riferibile al pensionato.
Peraltro, l’art. 1, comma 197, lettera b) della legge finanziaria 2008 ha modificato la lett. a) del secondo comma dell’art. 51 del TUIR rendendo deducibile dal reddito di lavoro dipendente o assimilato, per un importo non superiore a € 3.615,20, i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore a Enti o Casse aventi esclusivamente fine assistenziale e che operino negli ambito di intervento stabiliti con decreto del Ministro della Salute
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 11/07/2008, n. 293)
Alla cessione del “Frico di patate” si applica l’aliquota IVA del 10%.
Si tratta della specialità alimentare denominata “Frico di patate” costituita da miscela di formaggi grattugiati cotti in forno previa l’aggiunta di patate.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 11/07/2008, n. 294)
Il contribuente che non sia in possesso della prevista documentazione, giacché l’intervento é ancora in corso di realizzazione, può usufruire della detrazione IRPEF per la riqualificazione energetica spettante per le spese sostenute in ciascun periodo d’imposta, a condizione che attesti che i lavori non sono ultimati.
Nel caso di specie, il contribuente può usufruire della detrazione del 55%, ove ricorrano tutte le condizioni richieste dalle norme, già in relazione alle spese sostenute nel 2007 anche se, non essendo ancora ultimati i lavori, non ha ancora completato l’iter procedurale previsto dal richiamato art. 4 del Decreto Interministeriale del 19 febbraio 2007.
Peraltro, che nel computo del limite massimo della detrazione spettante, previsto dall’art. 1, comma 344 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (100.000 euro) occorre tenere conto cumulativamente delle spese sostenute in anni diversi in relazione al medesimo intervento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 11/07/2008, n. 295)
Come è noto la legge finanziaria 2008 ha soppresso, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, la norma disciplinante la c.d. deduzione extracontabile di ammortamenti, accantonamenti ed altri componenti negativi di reddito.
La disciplina abrogata rimane in vigore per il recupero delle eccedenze di ammortamenti, accantonamenti ed altri importi dedotti extracontabilmente.
Al fine di favorire il riavvicinamento del reddito imponibile all’utile di bilancio si prevede che il recupero delle predette eccedenze, dedotte fino al periodo di imposto in corso al 31 dicembre 2007, possa avvenire, su opzione dei contribuenti, mediante applicazione di una imposta sostitutiva ad aliquote progressive.
Per le disposizioni attuative di tale opzione, è stato emanato l’apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, in data 3 marzo 2008.
In tal fattispecie, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 50 del 11/7/2008, ha fornito chiarimenti riguardo:
– Abrogazione del regime delle deduzioni extracontabili;
– Riallineamento dei valori civili e fiscali mediante opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva;
– Base imponibile dell’imposta sostitutiva;
– Aliquote dell’imposta sostitutiva;
– Versamento dell’imposta sostitutiva ed esercizio dell’opzione;
– Effetti dell’esercizio dell’opzione;
– Periodo di sorveglianza;
– Scomputo dell’imposta sostitutiva;
– Disciplina IRAP del riallineamento dei valori civili e fiscali;
– Recupero a tassazione in sei quote costanti;
– Opzione per l’imposta sostitutiva;
– Opzione per l’imposta sostitutiva esercitata successivamente al 2008;
– Effetti ai fini IRAP della cessione del bene nel periodo di sorveglianza;
– Imposta sostitutiva per l’eliminazione del vincolo sulle riserve.
(Agenzia delle Entrate circolare del 11/07/2008, n. 50)