Source: https://www.yumpu.com/it/document/view/50128000/assessorato-agricoltura-regione-campania
Timestamp: 2019-11-13 14:29:08+00:00
Document Index: 64833254

Matched Legal Cases: ['artt255', 'art. 8', 'art.190', 'art.193', 'art.2135', 'sentenza ', 'art. 189', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 238', 'art. 6', 'art. 20', 'art.182', 'art.184', 'art. 183', 'art. 70', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 229', 'art. 17', 'art. 205', 'art.183', 'art.183', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art.189', 'arto 2', 'arto 2', 'art. 31', 'art.21', 'art 31', 'art.62', 'art. 22', 'art. 50', 'art. 31']

Assessorato Agricoltura - Regione Campania
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Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertale altre infrazioni correlate al mancato o insufficiente rispetto degli adempimenti si rimanda agli artt255 e 256 del d.lgs 152/06.La legge del 27 febbraio 2009 n. 13 stabilisce all’art. 8‐quater che gli Accordi di Programma per lagestione dei rifiuti “possono prevedere semplificazioni amministrative” da concordare con lapubblica amministrazione, modificando e convertendo in legge il decreto n. 208 del 30 dicembre 2008“recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e protezione dell’ambiente”.E’ recentemente stata approvata la semplificazione della raccolta rifiuti che riveste un’importanzastrategica nelle politiche di gestione dei rifiuti. Infatti con le modifiche del decreto nazionale 4/2008sopraccitato gli Accordi di Programma vigenti sul territorio erano stati penalizzati eliminandol’opportunità di eventuali semplificazioni amministrative in deroga alla normativa vigente, pur nelrispetto delle norme comunitarie.Ad oggi è possibile da parte delle Imprese concordare con la pubblica amministrazione la realizzazionedi circuiti di raccolta rifiuti e le modalità per le operazioni di trasporto e conferimento nelle isoleecologiche appositamente adibite assicurando il pieno controllo e l’efficacia del sistema.Si riporta una tabella riepilogativa degli adempimenti sopra descritti, previsti per le imprese agricole:11
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaTabella 2.1. elenco adempimenti amministrativiObblighi ed adempimenti Descrizione Soggetti interessati Soggetti esoneratiREGISTRO CARICO/SCARICO(in vigore fino alla data di operatività delSistri)(Rif.art.190 D.Lgs. 152/2006 e smi)FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE(in vigore fino alla data di operatività delSistri)(Rif.art.193 D.Lgs. 152/2006 e smi)Obbligo di tenuta di un registroopportunamente numerato e vidimatodalle camere dicommercio,industria,artigianato eagricoltura territorialmente competenti sucui i soggetti obbligati devono annotareinformazioni qualitative e quantitativeconcernenti i rifiuti speciali prodotti (carico)e avviati a recupero o smaltimento(scarico).Durante il trasporto effettuato da enti oimprese i rifiuti sono accompagnati da unformulario di identificazione che deveessere redatto in quattro esemplari,compilato, datato e firmato dal produttoreo dal detentore dei rifiuti e controfirmatodal trasportatore. Una copia del formulariodeve rimanere presso il produttore o ildetentore e le altre tre, controfirmate edatate in arrivo dal destinatario, sonoacquisite una dal destinatario e due daltrasportatore, che provvede a trasmetterneuna al detentore. Le copie del formularioProduttori di rifiuti speciali agricolipericolosi- imprenditori agricoli di cuiall'articolo 2135 del C.C. e smi- imprese che raccolgono etrasportano i propri rifiuti nonpericolosi, di cui all'articolo 212,comma 8, nonché, per i soli rifiutinon pericolosi, le imprese e gli entiproduttori iniziali che non hanno piùdi 10 dipendenti- i soggetti con produzione annua dirifiuti inferiore a 10 tonnellate dirifiuti non pericolosi e 2 tonnellatedi rifiuti pericolosi possonoadempiere all'obbligo della tenutadei registri di carico e scarico deirifiuti tramite le organizzazioni dicategoria o loro società di serviziProduttori di rifiuti speciali agricolipericolosi e non pericolosi - Nel caso di trasporti di rifiuti specialiagricoli non pericolosi effettuati dalproduttore dei rifiuti stessi, in modooccasionale e saltuario, che noneccedano la quantità di trentachilogrammi o di trenta litri- Nel caso di trasporti di rifiuti specialiagricoli pericolosi o non pericolosieffettuati dal produttore dei rifiutistessi in modo occasionale esaltuario e finalizzati alconferimento al gestore del servizio12
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaSISTRI(Rif.Dm MinAmbiente 17 dicembre 2009 esmi)devono essere conservate per cinque anni.Sistema di controllo della gestione dei rifiutiistituito dal MinAmbiente, denominato"Sistri" e gestito dal Comando carabinieriper la tutela dell'ambiente, nasce conl'obiettivo di sostituire il "registro dicarico/scarico", il "formulario diidentificazione" e il "Mud" con dispositivielettronici.1) Imprese ed enti produttori di rifiutispeciali agricoli pericolosi con più di50 dipendenti sono tenuti adiscriversi al Sistri entro il 30/03/2010.L’entrata in funzione è prevista il 13luglio 20102) Imprese ed enti produttori di rifiutispeciali agricoli pericolosi con menodi 50 dipendenti sono tenuti adiscriversi al Sistri entro il 29/04/2010.L’entrata in funzione è prevista il 12agosto 20103) Per imprese ed enti produttori dirifiuti speciali agricoli pericolosi conmeno di 10 dipendenti e cheproducono fino a 300 kg/litri annui dirifiuti è stato approvato unemendamento (DDL n. C 3209‐bis‐A)che prevede il rinvio dell’iscrizione alSistri al 14 Gennaio 20124) Per imprenditori agricoli di cuiall’art.2135 del codice civile cheproducono rifiuti speciali nonpericolosi è prevista l’adesionevolontaria al Sistripubblico di raccolta dei rifiuti urbanicon il quale sia stata stipulata unaconvenzione, purché tali rifiuti noneccedano la quantità di trentachilogrammi o di trenta litri- Imprenditori che producono rifiutinon pericolosi comunicano i propridati al delegato dell'impresa ditrasporto che compila anche lasezione del produttore- Imprenditori agricoli con volumed'affari annuo non superiore a 8mila euro che producono rifiutipericolosi e soggetti che produconoannualmente fino a 10 tonnellate dirifiuti non pericolosi e 2 tonnellatedi rifiuti pericolosi possonoadempiere agli obblighi stabiliti dalDm tramite le associazioniimprenditoriali interessate, chedevono iscriversi al Sistri,delegandoli successivamenteall'iscrizione con firma autenticata13
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertaproduttori, distributori e consumatori, in particolare quegli operatori direttamente collegati altrattamento dei rifiuti delle stesse.Decisione 2003/33/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2002La decisione stabilisce i criteri e le procedure per l'ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensidell'articolo 16 e dell'allegato II della direttiva 1999/31/CEVI Programma dell’Unione Europea in Materia Ambientale: Decisione n. 1600/2002/CE delParlamento Europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002Il Piano d’Azione comunitario comprende tutto l’ambiente, i cui problemi vanno risolti attraversouna visione olistica con specifiche strategie tematiche coordinate tra di loro. Per quanto concerneil settore dei rifiuti, prevenzione e riduzione sono temi prioritari e vengono affrontati ancheattraverso “lo sviluppo di una base oggettiva per una politica verde di approvvigionamenti pubblicie l’incoraggiamento di una progettazione più ecologica dei prodotti”.Direttiva 99/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti, modificatacon Regolamento 2003/1882.La direttiva prevede requisiti operativi e tecnici, per i rifiuti da conferire e per le discariche dacostruire, molto rigidi al fine di realizzare attività sicure e controllate per l’ambiente globale(compreso l’effetto serra) e la salute umana. Secondo la suddetta Direttiva, le discariche sonoclassificate in base alle tre categorie dei rifiuti ‐ pericolosi, non pericolosi, inerti – nelle quali vannocollocati,in linea di principio, solo i rifiuti preventivamente trattati e, per ciascuna categoria, quelliche soddisfano determinati criteri. La Direttiva 99/31/CE sancisce l’obbligo per gli Stati Membri dielaborare una “Strategia Nazionale” al fine di procedere alla riduzione dei rifiuti biodegradabili dacollocare in discarica che tenga conto di obiettivi di riduzione pari al 35% del totale (in peso) daraggiungere gradualmente in quindici anni. La Direttiva, infine, prevede che gli Stati Membri siattivino affinché tutti i costi derivanti dalla realizzazione dell’impianto e dall’esercizio dellediscariche, nonché quelli connessi alla costituzione della garanzia o suo equivalente ed i costistimati di chiusura per un periodo di almeno trenta anni siano coperti dal prezzo applicato dalgestore per lo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuto. In questo modo si possono riequilibrare icosti di smaltimento in discarica, (attualmente troppo bassi) rispetto ai costi relativi ad altre formedi smaltimento e/o recupero.16
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaDirettiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994 sugliimballaggi e sui rifiuti d'imballaggio, modificata dalla Direttiva 2004/12/CELo scopo della presente direttiva è armonizzare le misure nazionali in materia di gestione degliimballaggi e dei rifiuti di imballaggio, sia per prevenirne e ridurne l'impatto sull'ambiente degliStati membri e dei paesi terzi ed assicurare così un elevato livello di tutela dell'ambiente, sia pergarantire il funzionamento del mercato interno e prevenire l'insorgere di ostacoli agli scambinonché distorsioni e restrizioni alla concorrenza nella Comunità. A tal fine, la presente direttivaprevede misure intese, in via prioritaria, a prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio a cui siaffiancano, come ulteriori principi fondamentali, il reimpiego degli imballaggi, il riciclaggio e lealtre forme di recupero dei rifiuti di imballaggio e, quindi, la riduzione dello smaltimento finale ditali rifiuti.La direttiva 2004/12/CE (che modifica la direttiva 94/62/CE) stabilisce una serie di criteri perchiarire la definizione del termine «imballaggi». Nell'allegato I essa fornisce esempi illustrativimolto chiari (esempio: non sono considerati imballaggio le bustine da tè mentre sono consideratiimballaggi gli involucri che ricoprono le custodie dei CD e le etichette fissate direttamente oattaccate al prodotto). Tale allegato sostituisce l'allegato I della direttiva 94/62/CE. Un aspettomolto importante è la conferma che l’incenerimento dei rifiuti di imballaggio in impianti direcupero concorre al raggiungimento degli obiettivi complessivi di recupero; tale specificazione,richiesta in particolar modo dall’Italia, era ritenuta indispensabile alla luce della sentenza dellaCorte di Giustizia n. 458/00 che intedeva l’operazione non di recupero ma bensì di smaltimento.Riguardo al recupero energetico, la direttiva prevede la possibilità per gli stati membri, diincoraggiare il recupero dell’energia rispetto al riciclaggio dei materiali laddove esso risulteràpreferibile sotto il profilo ambientale o in considerazione del rapporto costi benefici. Inoltre ladirettiva ha introdotto novità significative relative agli obiettivi di recupero, che dovranno essereraggiunti entro il 31/12/08, e di riciclaggio dei materiali di imballaggio. Di seguito viene riportatauna tabella sintetica dei nuovi obiettivi da raggiungere.17
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaDecreto ministeriale del 17 dicembre 2009 ‐ Istituzione del sistema di controllo della tracciabilitàdei rifiuti, ai sensi dell'art. 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'art. 14‐bis deldecreto‐legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009.Attraverso tale decreto viene istituito il SISTRI, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiutiche sostituirà l’attuale sistema di rilevazione cartaceo (Formulario di identificazione dei rifiuti,Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD)). I soggetti obbligatia iscriversi al Sistri sono i seguenti:Produttori iniziali di rifiuti pericolosiProduttori iniziali di rifiuti non pericolosi (le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti nonpericolosi di cui all’articolo 184,Comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152 del 2006),con più di dieci dipendenti.Regione Campania (i comuni, gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella territoriodella regione Campania)Commercianti ed intermediariConsorzi (i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti cheorganizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati)Trasportatori professionali (le imprese di cui all’articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n.152 del 2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali)Operatori del trasporto intermodaleTrasportatori in conto proprio di rifiuti pericolosiRecuperatori e smaltitori (le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero esmaltimento di rifiuti).DL 30 Dicembre 2009 n. 194 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative ‐Milleproroghe”Il decreto legge cd. “mille proroghe” (Dl 30 dicembre 2009, n. 194) sposta al 30 giugno 2010 ilpassaggio dalla Tarsu alla Tia e proroga per l’ennesima volta l’entrata in vigore delle nuove regoleper lo smaltimento dei cd. Raee.Ennesimi rinvii, dunque, sia della partenza del sistema della tariffa integrata ambientale previstodal Dlgs 22/1997 prima e dal Dlgs 152/2006 poi, da ultimo sancito ex Dl 208/2008 e che impedisceai Comuni di adottare il passaggio dalla tassa rifiuti (cd. “Tarsu” – tassa rifiuti solidi urbani) alla19
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertatariffa (“Tia”), sia il termine a partire dal quale i produttori di Aee devono assumersi laresponsabilità finanziaria individuale della raccolta e gestione dei Raee nuovi, previsto dal Dlgs 25luglio 2005, n. 151, rinviato di un anno (dal 31 dicembre 2009 al 31 dicembre 2010).DM Ambiente 13 Maggio 2009 (Gu 18 luglio 2009 n. 165) Modifica del decreto 8 aprile 2008,recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, comeprevisto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, esuccessive modifiche.Oltre alla correzione dei vizi procedurali, il nuovo Dm 13 maggio 2009 ha apportato alcunemodifiche sostanziali al Dm 8 aprile 2008, introducendo norme per il graduale adeguamento dellestrutture già operanti alle nuove regole sulle ecopiazzole ed allargando il novero dei rifiuticonferibili nelle medesime.In particolare, nella sua versione aggiornata, il Dm 8 aprile 2008 consente alle strutture ancora nonin linea con le nuove disposizioni tecnico‐gestionali, ma autorizzate in base alle disposizioni delleRegioni (o degli altri Enti locali), di continuare ad operare fino alla data del 18 gennaio 2010, data apartire dalla quale le strutture devono rispettare i nuovi parametri ambientali. Le strutture già inlinea con il Dm del 2008 possono invece continuare a svolgere la loro attività senza necessità diulteriore approvazione pubblica.Il Dm 13 maggio 2009 ha inoltre incrementato le categorie di rifiuti conferibili nei centri diraccolta, aggiungendo ulteriori tredici categorie a quelle già previste dall’originaria versione delDm 8 aprile 2008.DM Ambiente 12 Maggio 2009 modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti diapparecchiature di illuminazione da parte dei produttori delle stesse.Tale decreto individua le modalità di finanziamento della gestione dei rifiuti delle apparecchiaturedi illuminazione di cui al decreto legislativo 151/2005. In particolare, ai sensi dell’art. 10, comma 4,dello stesso decreto, il finanziamento della gestione dei rifiuti di apparecchiature di illuminazione èa carico dei produttori indipendentemente dalla data di immissione sul mercato di detteapparecchiature e dalla origine domestica o professionale. I produttori adempiono all’obbligo difinanziamento attraverso l’adesione ad un sistema collettivo adeguato. Il contributo dovuto daiproduttori di apparecchiature di illuminazione è determinato in proporzione alla quota di mercato20
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertadi ciascun produttore, calcolata dal Comitato di vigilanza e controllo di cui all’art. 15 del decretolegislativo 151/2005.LEGGE n.13/2009 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto‐legge 30 dicembre 2008,n. 208 recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente.Con tale legge il decreto 30 dicembre 2008, n. 208, viene convertito in legge, inoltre, ad essovengono apportate delle modifiche, tra cui le più importanti in materia di rifiuti, sono riassunte diseguito:• Il regime transitorio di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 36/2003 è prorogato fino al 30 giugno2009, inoltre tale termine può essere ulteriormente prorogato per richiesta motivata delpresidente di una regione o di una provincia autonoma; tuttavia l’adeguamento dovràessere ultimato entro il 31 dicembre 2009;• Ove il regolamento di cui al comma 6 dell’art. 238 del D.Lgs. n. 152/2006 non sia adottatoentro il 30 giugno 2009, i comuni che intendano adottare la tariffa integrata ambientale(TIA) possono farlo;• Le terre e le rocce da scavo possono essere utilizzate per interventi di miglioramentoambientale e di siti anche non degradati.DECRETO‐LEGGE 30 dicembre 2008, n. 208 Misure straordinarie in materia di risorse idriche e diprotezione dell'ambiente. (GU n. 304 del 31‐12‐2008 )Tale decreto contiene alcune proroghe, tra cui: il termine relativo al passaggio dal regime di tassazione a quello tariffario previsto dal D.lgs.152/2006 viene prorogato al 31 dicembre 2009. il termine relativo ai rifiuti ammessi in discarica (art. 6 del D.Lgs. 36/03): è stato spostato al31 dicembre 2009 il termine a partire dal quale non sarà più possibile smaltire in discaricarifiuti con "Pci" superiore ai 13.000 kJ/kg. il termine in tema di RAEE (art. 20 del D.Lgs. 151/05): è spostato al 31 dicembre 2009 iltermine a partire dal quale il finanziamento delle operazioni di gestione e trattamento deiRAEE viene assolto dai produttori con le modalità stabilite all’articolo 10, comma 1 delD.Lgs. 151/05.Decreto Legislativo 20 novembre 2008, n. 188 "Attuazione della direttiva 2006/66/CEconcernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE"21
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertacomunicano alle Camere di commercio i dati relativi alle pile ed accumulatori immessi sul mercatonazionale nell'anno precedente, suddivisi per tipologia.E' istituito il Centro di coordinamento, cui partecipano i produttori di pile e di accumulatori,individualmente o in forma collettiva. Il Centro di coordinamento ha il compito di ottimizzare leattività di competenza dei sistemi collettivi ed individuali a garanzia di omogenee ed uniformicondizioni operative al fine di incrementare le percentuali di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti dipile e accumulatori.Decreto 22 ottobre 2008 (Gazzetta ufficiale 12 novembre 2008 n. 265) Semplificazione degliadempimenti amministrativi di cui all'articolo 195, comma 2, lettera s‐bis) del decreto legislativon. 152/2006, in materia di raccolta e trasporto di specifiche tipologie di rifiutiTale decreto prevede che la raccolta ed il trasporto della tipologia di rifiuti individuati comecartucce di toner per stampanti laser, cartucce di stampanti inkjet, e cartucce di nastri perstampanti ad aghi per i quali è attribuito nel Catalogo europeo dei rifiuti (Cer) il codice 080318(toner per stampa esauriti non contenenti sostanze pericolose), possono essere effettuati, conmodalità amministrative semplificate, a condizione che siano destinati al recupero e conferitidirettamente dagli utenti finali dei beni che originano i rifiuti ad impianti autorizzati alle operazionidi recupero.Per la raccolta ed il trasporto di questi rifiuti devono essere utilizzati imballi tipo "eco‐box" nonpallettizzato muniti di coperchio e sigillo, idonei ad impedire la dispersione di liquidi e di polveri,con dimensioni massime pari a 35cm\times 35cm\times 70cm e con un peso complessivo (imballoe rifiuti contenuti) non superiore a 30kg.D.M. 8 aprile 2008 Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in mododifferenziato, come previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3aprile 2006, n. 152, e successive modifiche.È il decreto che disciplina i Centri di raccolta e ne stabilisce tutti i requisiti tecnico‐gestionali.Grazie a questo decreto, si avvia la nuova gestione dei RAEE prevista dalla normativa comunitariae recepita in Italia attraverso il D.Lgs. 151/2005.Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (G.U. n.24 del 29 gennaio 2008) Ulteriori disposizionicorrettive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materiaambientale.23
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaLe principali modifiche alla parte quarta del decreto 152/06 sono le seguenti:‐ Rifiuti in fognatura: Con le modifiche all’art.182 commi 6 e 8 viene vietato lo smaltimento infognatura dei rifiuti, anche se triturati.‐ Sottoprodotti: Sono introdotti criteri più restrittivi per quanto riguarda i sottoprodotti,introducendo tra gli altri requisiti “che il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione,integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazionepreventivamente individuato e definito”.‐ Materie Prime Seconde: Per quanto riguarda le Materie Prime Seconde (MPS) per la pienaattuazione delle nuove disposizioni si dovrà attendere l’emanazione di un decreto ministeriale chefissi le caratteristiche delle MPS; nella fase transitoria continuano a trovare applicazione ledisposizioni di cui ai decreti ministeriali 5 febbraio 1998, 12 giugno 2002, n.161 e 17 novembre2005, n.269.‐ Deposito Temporaneo: Vengono modificate le regole per il deposito temporaneo. Il produttorepotrà scegliere, in via alternativa, se avviare i rifiuti alle operazioni di recupero o di smaltimento:“con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito o quando ilquantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiutipericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo dirifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l’anno e il quantitativo di rifiuti non pericolosi nonsuperi i 20 metri cubi l’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore a un anno”.Viene meno la possibilità per il produttore di affidare la gestione di tale deposito ad un altrosoggetto autorizzato.‐ Registro di carico e scarico: ritorna l’obbligo di vidimazione del registro di carico e scarico: iregistri dovranno essere numerati e vidimati dalle Camere di Commercio territorialmentecompetenti.‐ MUD: per quanto concerne la presentazione del MUD vi è ora obbligato “chiunque effettua atitolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti, i commercianti e gli intermediari dirifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimentodi rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché leimprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali dirifiuti non pericolosi di cui all’art.184, comma3, lettere c), d), g)”. Le uniche esenzioni da tale24
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertaobbligo sono previste per i piccoli imprenditori agricoli, per le imprese che raccolgono etrasportano i propri rifiuti non pericolosi, nonché, riguardo ai soli rifiuti non pericolosi, per leimprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti.‐ raccolta della frazione organica: tra le modifiche apportate all’art. 183, alla lettera f) è citato “Lafrazione organica umida e' raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili ocon sacchetti biodegradabili certificati”.Decreto 25 Settembre 2007 , n. 185 Istituzione e modalita' di funzionamento del registronazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti diapparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), costituzione e funzionamento di un centro dicoordinamento per l'ottimizzazione delle attivita' di competenza dei sistemi collettivi eistituzione del comitato d'indirizzo sulla gestione dei RAEE, ai sensi degli articoli 13, comma 8, e15, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151.Il decreto regolamenta l'iscrizione e la gestione del Registro dei soggetti che concorrono allagestione dei rifiuti da AAE (RAEE).Sono tenuti ad iscriversi al Registro i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. IlRegistro è predisposto, gestito e aggiornato dal Comitato di vigilanza e controllo del ministerodell'Ambiente, e si avvale dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT).I produttori di AEE destinate ai nuclei domestici tenuti al finanziamento della gestione dei RAEEmediante sistemi collettivi ai sensi degli articoli 10, comma 1, e 20, comma 4, del decretolegislativo 25 luglio 2005, n. 151, si iscrivono al Registro successivamente all'adesione ad uno o piùsistemi collettivi, relativi alla categoria di apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sulmercato. Gli oneri relativi all'istituzione del Registro sono a carico dei produttori diapparecchiature elettriche ed elettroniche in misura proporzionale alle rispettive quote dimercato. I sistemi collettivi di gestione dei RAEE provenienti dai nuclei domestici provvedono adistituire il Centro di coordinamento costituito in forma di consorzio avente personalità giuridica didiritto privato, al quale partecipano tutti i sistemi collettivi di gestione dei RAEE provenienti dainuclei domestici, che aderiscono al Centro entro trenta giorni dalla loro costituzione. Il Centro dicoordinamento ha il compito di ottimizzare le attività di competenza dei sistemi collettivi digestione dei RAEE a garanzia di comuni, omogenee ed uniformi condizioni operative e nell'ottica dimassimizzare il riciclaggio/recupero di tali rifiuti.25
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaDecreto Legislativo 8 novembre 2006, n. 284 (G.U. n. 274 del 24 novembre 2006) Disposizionicorrettive e integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materiaambientale.Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 24 novembre 2006, entrano in vigore lecorrezioni al Codice dell’ambiente, messe a punto dal Ministro dell'Ambiente. Il decreto dispone:‐ la proroga dell’operatività delle Autorità di Bacino, nelle more della costituzione dei distrettiidrografici e della revisione della relativa disciplina legislativa;‐ la soppressione dell’Autorità di Vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, che consente laricostituzione dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti;‐ la proroga da 6 a 12 mesi del termine per l’adeguamento dello Statuto del Consorzio nazionaleimballaggi (Conai) ai principi contenuti nel decreto, in particolare a quelli di trasparenza, efficacia,efficienza ed economicità, nonché quelli di libera concorrenza nelle attività di settore.FINANZIARIA 2007, Legge n. 296/2006, pubblicata nella GU n. 299 del 27.12.2006 ‐ S. O. n.244.Le principali novità in materia di ambiente/rifiuti riguardano:TARIFFA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANIAi fini della determinazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, continuerà a farsiriferimento ai criteri indicati dal D.Lgs. 507/1993 (art. 70, c. 3, secondo e terzo periodo) in materiadi tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.RIFIUTI E DISCARICHEIn attesa della completa attuazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. 152/2006:‐ Il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato da ciascunComune per il 2006 resta invariato anche per il 2007;‐ Rimangono applicabili le disposizioni di cui all’art. 18, c. 2, lett. d) e 57 del Decreto Ronchi, inmateria di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani;‐ La disciplina transitoria del decreto “discariche” (D.Lgs. 36/2003) è ulteriormente prorogata al 31dicembre 2007. La proroga non si applica alle discariche di II categoria, tipo A, ex A2 e allediscariche per rifiuti inerti, cui si conferiscono materiali di matrice cementizia contenenti amianto.RACCOLTA DIFFERENZIATA26
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaLa Regione deve garantire, a livello di ambito territoriale ottimale, previa diffida e successivanomina di un commissario ad acta, il raggiungimento delle seguenti percentuali minime di raccoltadifferenziata dei rifiuti urbani:• ‐entro il 31 dicembre 2007 almeno il 40%;• ‐entro il 31 dicembre 2009 almeno il 50%;• ‐ entro il 31 dicembre 2011 almeno il 60%.Negli anni successivi le percentuali saranno stabilite con decreto del Ministero dell’ambiente edella tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, in vista di una progressiva riduzione dellaquantità di rifiuti inviati in discarica e nella prospettiva di rendere concretamente realizzabilel’obiettivo "Rifiuti zero".CONTROLLO E TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTIPer l’anno 2007 una quota non inferiore a 5 milioni di euro è riservata alla realizzazione di unsistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, ai fini della prevenzione e dellarepressione dei fenomeni di criminalità organizzata nell’ambito dello smaltimento illecito deirifiuti.SACCHETTI NON BIODEGRADABILI PER L’ASPORTO DI MERCIE’ avviato un programma sperimentale per la riduzione progressiva della commercializzazione deisacchetti di plastica non biodegradabili, al fine di giungere al definitivo divieto entro il 1° gennaio2010. E’ destinata allo scopo una quota non inferiore a 1 milione di euro.FONTI RINNOVABILII finanziamenti pubblici e gli incentivi di competenza statale finalizzati alla promozione delle fontirinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concessi esclusivamente per la produzionedi energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, come definite dall’art. 2 della direttiva2001/77/CE. Sono fatti salvi i finanziamenti concessi ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stataavviata la realizzazione.Eventuali deroghe saranno stabilite con decreto del ministro dello sviluppo economico di concertocon il ministro dell’ambiente.27
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta‐ E’ abrogata la norma del D.Lgs. 152/2006 (art. 229, c. 6) che estendeva il regime di incentivazionedi cui al D. Lgs. 387/2003 al CDR e al CDR‐Q;‐ Sono inoltre abrogate le norme di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 387/2003 che ammettevano abeneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti. Si rammenta che taledecreto, in contrasto con quanto prescritto dalla direttiva 2001/77/CE, aveva esteso il regimegiuridico riservato alle fonti energetiche rinnovabili ai rifiuti, compresa la frazione nonbiodegradabile ed il CDR. Ciò sia in termini di prezzi incentivanti, riconoscendo l'accesso al regimedei certificati verdi, sia in termini di procedure autorizzative semplificate;SOSTENIBILITÀ AMBIENTALESono previsti 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per progetti per lasostenibilità ambientale di settori economico‐produttivi o aree geografiche; educazione el'informazione ambientale e progetti internazionali per la cooperazione ambientale sostenibile.Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale)La normativa nazionale sui rifiuti subisce una profonda trasformazione a partire dal 29 aprile 2006,data di entrata in vigore del D.lgs 3 aprile 2006, n. 152, cosiddetto “Testo Unico Ambientale”;infatti la Parte Quarta contempla la nuova disciplina dei rifiuti:”Gestione dei rifiuti e bonifica deisiti inquinati”, che abroga e sostituisce espressamente il decreto legislativo n. 22/1997 (cd.“Decreto Ronchi”).Le nuove regole sulla gestione dei rifiuti sono contenute, in particolare, nella "Parte quarta" delDlgs 3 aprile 2006, n. 152, suddivisa in 6 Titoli, composti da 89 articoli (dal 177 al 266) e 9 allegati(più 5 sulle bonifiche). Dell'uscente quadro normativo sui rifiuti rimarranno in vigore, in base alregime transitorio, le norme tecniche regolamentali emanati in forza delle disposizioni del Dlgs22/1997, che saranno progressivamente sostituite da nuovi provvedimenti da emanarsi inattuazione del nuovo decreto legislativo n.152/2006. La Parte IV pone, tra le disposizioni generali, icriteri prioritari nella gestione dei rifiuti (artt. 179, 180): la prevenzione e la riduzione dellaproduzione e della nocività dei rifiuti sono ritenute prioritarie rispetto alle altre forme di gestione,e devono essere perseguite attraverso lo sviluppo di energie pulite che permettano un uso piùrazionale delle risorse naturali, nonché attraverso lo sviluppo di tecniche appropriate perl’eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti.28
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaViene fissata l’obbligatorietà della raccolta differenziata (art. 205) in ogni ambito territorialeottimale con percentuali minime da rispettare: il 35% entro il 31/12/2006, il 45% entro il31/12/2008, il 65% entro il 31/12 2012. Nel caso in cui gli obiettivi minimi non siano conseguiti éapplicata un'addizionale al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autoritàd'ambito.Per quanto riguarda gli imballaggi (Titolo II), l’esistente sistema consortile rappresentato dalCONAI e dai sei consorzi di filiera viene aperto alla libera concorrenza, con la possibilità di crearealtri consorzi, purché siano rappresentativi a livello nazionale e costituiscano dei sistemi alternativiper il ritiro dei propri imballaggi, o prevedano sistemi di deposito cauzionale. Sono inoltre definiteparticolari disposizioni e sistemi di gestione per alcune tipologie di rifiuti (rifiuti elettrici edelettronici, rifiuti sanitari, veicoli fuori uso, prodotti contenenti amianto) al fine di favorire la loroprevenzione e riduzione degli effetti dannosi sull’ambiente (Titolo III).Legge 28 dicembre 2005 n. 549 (Contributo per lo smaltimento dei rifiuti in discarica)L’entità del tributo per lo smaltimento in discarica dei rifiuti è legata al mancato raggiungimentodegli obiettivi minimi di raccolta differenziata ed è determinata con legge regionale.Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 (recepimento delle direttive europee 2002/95/Ce,2002/96/Ce e 2003/108/Ce)In materia di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici, il D.lgs. 151/2005 ha introdotto sul Pianonazionale l'obbligo, per i produttori di nuovi beni, di non utilizzare determinate sostanzepericolose nella fabbricazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il decretoprevede inoltre uno specifico sistema di gestione dei RAEE, basato sulla raccolta differenziata,particolari forme di trattamento e recupero, con previsione degli oneri economici a carico deiproduttori e distributori delle apparecchiature immesse sul mercato. La partenza dei nuoviobblighi è stata originariamente fissata dal D.Lgs 151/2005 nel periodo tra il 1° luglio ed il 13agosto del 2006. Tale scadenzario è stato oggetto di varie proroghe: la prima è stata dettata del Dl173/2006: dal 13 agosto 2005 si è passati al 31/12/06; la seconda proroga è stata sancita dal Dl 28Dicembre 2006 (cd.”Dl Milleproroghe”) che rinvia la partenza del nuovo sistema RAEE alla data diemanazione di alcuni decreti attuativi del D.Lgs 151/2005 ed al massimo entro il 30 giugno 2007.La terza proroga si ha al 31/12/2007 con il D.L del 28/06/07. La quarta proroga si ha con D.L 24829
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertadel 31/12/2007, il cosiddetto “Decreto Milleproroghe”, che subordina l’entrata in vigore degliobblighi previsti per i distributori all’entrata in vigore di un decreto ministeriale, che corrisponde alDM 8 Aprile 2008. Infine è stato prorogato al 31 dicembre 2010 il termine al partire dal quale iproduttori di Aee devono assumersi la responsabilità finanziaria individuale della raccolta egestione dei Raee nuovi.D.lgs 13 gennaio 2003, n. 36 (attuazione della direttiva 1999/31/CE,discariche di rifiuti); DM13/3/03, decreto di attuazione.Il D.lgs. 36/2003 ha introdotto sul Piano nazionale nuove regole per l'attività di smaltimento indiscarica dei rifiuti. Prevede una serie di definizioni, il proprio ambito di applicazione, la nuovaclassificazione delle discariche, in tre tipologie (rifiuti inerti, rifiuti non pericolosi, rifiuti pericolosi)con relative norme tecniche (allegati); prescrive obiettivi di riduzione progressiva dellosmaltimento in discarica per i rifiuti biodegradabili in tre fasi (2008,2011,2018); vietacompletamente l’ingresso in discarica per ben 14 tipologie di rifiuti; pone criteri,condizioni e limitidi ammissione dei rifiuti in discaricai solo dopo trattamento eccetto le deroghe previste quando iltrattamento non produce effetti utili; dispone un nuovo iter relativo alla concessionedell'autorizzazione per costruzione e gestione degli impianti, con più oneri a carico dei gestori,stabilisce i criteri transitori per la determinazione dei rifiuti smaltibili in discarica.Normativa regionaleDecreto – legge 3 dicembre 2010, n. 205 “Recepimento della direttiva 2008/98/Ce ‐ Modifichealla Parte IV del Dlgs 152/2006”.Il presente decreto recepisce la direttiva 2008/98/Ce apportando sostanziali modifiche alla parteIV del Dlgs 152/2006. Si riportano alcune “novità” introdotte dal nuovo decreto. Si specifica chetale decreto entrerà in vigore il 1 Gennaio 2011.Il campo di applicazione e le finalità della Parte IV del Dlgs 152/2006 vengono riunite nel nuovoarticolo 177, mentre tra i "principi" – scorporati nel nuovo articolo 178 – fanno la loro comparsa la"fattibilità tecnica ed economica" e il "rispetto delle norme in materia di partecipazione e accessoalle informazioni ambientali".30
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIl MinAmbiente viene incaricato di regolare le modalità e i criteri di introduzione della"responsabilità estesa del produttore del prodotto", inteso come la persona fisica o giuridica che"professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti".Tali decreti potranno anche prevedere che i costi della gestione dei rifiuti siano sostenuti dalproduttore del prodotto causa dei rifiuti (eventualmente in concorso con il distributore).Questi i nuovi criteri di priorità nella gestione dei rifiuti:‐ prevenzione;‐ preparazione per il riutilizzo (novità della direttiva 2008/98/Ce);‐ riciclaggio;‐ recupero di altro tipo (compreso di energia);‐ smaltimento.Da tale ordine sarà possibile discostarsi, con riferimento a singoli flussi di rifiuti e in viaeccezionale, allorquando giustificato da una specifica analisi degli impatti complessivi dellaproduzione e della gestione dei rifiuti in questione.In arrivo un programma nazionale di prevenzione dei rifiuti (termine ultimo: 12 dicembre 2013)nonché indicazioni dal MinAmbiente per l'integrazione dello stesso nei piani di gestione rifiutiregionali.Sempre il MinAmbiente potrà elaborare linee guida di supporto per le Regioni.Vengono previste iniziative della P.a. per favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per ilriutilizzo dei rifiuti, anche tramite adozione di criteri appositi in sede di affidamento di contrattipubblici (Dlgs 163/2006).A tal fine, vengono concessi al MinAmbiente sei mesi di tempo dall'entrata in vigore del Dlgs perstabilire, in attuazione dalla Finanziaria 2007, gli obiettivi di sostenibilità ambientale negli acquistida parte della P.a., per quanto riguarda in particolare:a) arredi;b) materiali da costruzione;c) manutenzione delle strade;d) gestione del verde pubblico;e) illuminazione e riscaldamento;f) elettronica;31
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertag) tessile;h) cancelleria;i) ristorazione;l) materiali per l'igiene;m) trasporti.(La previsione introdotta il 1° gennaio 2007 è stata ad oggi attuata esclusivamente in relazione aisoli ammendanti e risme di carta, tramite il Dm 12 ottobre 2009).Sempre entro sei mesi di tempo dall'entrata in vigore del Dlgs il MinAmbiente dovrà definire lemodalità operative per la costituzione e il sostegno ai centri e alle reti di riparazione/riutilizzo,misure logistiche che fanno parte delle iniziative attivabili. Il provvedimento prevederà delleprocedure semplificate e dovrà contenere un catalogo esemplificativi dei prodotti e dei rifiutisottoponibili a riutilizzo e preparazione per il riutilizzo.Il MinAmbiente potrà comunque adottare tutte le ulteriori misure ritenute necessarie, "ancheattraverso l'introduzione della responsabilità estesa del produttore del prodotto".Al fine di promuovere il riciclaggio, il nuovo articolo 181 prevede che le Regioni stabiliscano i criteriper realizzare la raccolta differenziata nel rispetto di quanto stabilito dal nuovo articolo 205.Entro il 2015, le P.a. competenti dovranno realizzare "la raccolta differenziata almeno per carta,metalli, plastica e vetro, e ove possibile, legno", e in particolare:‐ entro il 2020 aumento in peso di almeno il 50% della preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dicarta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domesticie possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono assimilabili "simili" ‐ nonpiù "assimilabili", come previsto dalla versione originaria dello schema di Dlgs inizialmenteapprovata dal Governo ‐ a quelli domestici;‐ entro il 2020 aumento in peso di almeno il 70% della preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio ealtri tipi di recupero di materiale in relazione ai rifiuti da costruzione e demolizione, esclusi i Cer170504.Il MinAmbiente viene incaricato di adottare misure per promuovere il recupero dei rifiuti, nonchèil riciclaggio di alta qualità attraverso la raccolta differenziata "eventualmente anchemonomateriale".32
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaSi ritiene utile riportare integrare il nuovo comma 3 dell’art.183 : "Per facilitare o migliorare ilrecupero, i rifiuti sono raccolti separatamente, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vistatecnico, economico e ambientale, e non sono miscelati con altri rifiuti o altri materiali aventiproprietà diverse.".Il riconoscimento della libera circolazione sul territorio nazionale per le frazioni di RU da raccoltadifferenziata destinate al riciclaggio/recupero viene integrata con un opportuno riferimentoall'Albo gestori.Il nuovo comma 4‐bis(art.183) , infine, contiene una deroga espressa per i sistemi di raccoltadifferenziata di carta e plastica negli istituti scolastici, esentati dall'obbligo di autorizzazione.Per quanto riguarda le novità relative a definizioni già previste dall'attuale articolo 183:a) "rifiuto": scompare il riferimento alle categorie riportate nell'allegato A del Dlgs 152/2006;b)"produttore di rifiuti": produttore torna a essere il "soggetto" (come previsto originariamentedal Dlgs 152/2006, poi sostituito con il riferimento alla "persona" dal Dlgs 4/2008) la cui attività haprodotto di rifiuti, o "chiunque" effettui operazioni che modificano la natura o la composizione deirifiuti;c) "detentore": non più il "soggetto che detiene" i rifiuti, ma "la persona fisica o giuridica che ne hail possesso";d) "gestione": il riferimento esplicito al "controllo delle discariche dopo la chiusura" vienesostituito da quello agli "interventi successivi alla chiusura dei siti dismaltimento";d) "raccolta": il riferimento al "raggruppamento" dei rifiuti viene sostituito da quello al "deposito"degli stessi, finalizzato al trasporto "in un impianto di trattamento";e) "raccolta differenziata": non più limitata ai soli rifiuti urbani, si configura quando un flusso dirifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dello stesso, con il fine di uno "specificotrattamento";f) "recupero": al posto del riferimento "alle operazioni dell'allegato C", espressamente definitonon esaustivo, spunta il riferimento a "qualsiasi operazinoe il cui principale risultato sia dipermettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali (…)";33
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertaf) "smaltimento": al posto del riferimento "alle operazioni dell'allegato B", espressamente definitonon esaustivo, spunta il riferimento a "qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quandol'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia";g) "deposito temporaneo": i limiti ai valori di policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani,policlorodibenzofenoli né policlorobifenile e policlorotrifenili contenuti nei rifiuti vengonosostituiti dal riferimento al regolamento 850/2004/Ce in materia di inquinanti organici persistenti(Pop).Viene ridefinito il criterio "quantitativo" (di cui è confermata l'alternatività con il criterio"temporale"), che diventa "quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiungacomplessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi" (al postodell'attuale "quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metricubi nel caso di rifiuti pericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi").h) "centro di raccolta": viene esplicitamente limitata ai rifiuti "urbani";i) "spazzamento delle strade": da semplice "modalità di raccolta dei rifiuti su strada"il riferimento si allarga alle aree pubbliche e private ad uso pubblico, con esclusione esplicita delleattività di sgombero della neve;l) "sottoprodotto": la definizione va ora riferita all'articolo 184‐bis, commi 1 e 2.Tra le novità assolute (in ambito articolo 183) si segnalano invece le definizioni di "rifiutopericoloso" (quando presenta una o più caratteristiche di pericolo di cui all'allegato I, definizioneperaltro riproposta dal nuovo comma 4 dell'articolo 184), "oli usati", "rifiuto organico","autocompostaggio", "produttore del prodotto" (legato alla responsabilità estesa),"commerciante", "intermediario", "prevenzione" (misure adottate prima che una sostanza, unmateriale o un prodotto diventi rifiuto che riducono la quantità dei rifiuti, gli impatti negativisull'ambiente e la salute umana e il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti), di"riutilizzo" (qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti non rifiuti sono reimpiegati per laoriginaria finalità), "preparazione per il riutilizzo", "trattamento" (operazioni anche preparatorie direcupero e smaltimento),"riciclaggio", "rigenerazione degli oli usati", "comubstibile solidosecondario (Css)" (mentre scompaiono dall'articolo 183 le definizioni di "Cdr" e "Cdr‐Q", nonchéquella di "compost da rifiuti"), "rifiuto biostabilizzato", "digestato di qualità", "gestione integratadei rifiuti", "migliori tecniche disponibili", "circuito organizzato di raccolta" ed altre.34
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaOltre a quelle già segnalate, scompaiono dall'elenco contenuto nell'articolo 183 le definizionirelative a "luogo di produzione dei rifiuti", "frazione umida", "frazione secca" e "materia primasecondaria".Fatte salve le previsioni successive, "il produttore iniziale o altro detentore conserva laresponsabilità per l'intera catena di trattamento, compreso il caso di trasferimento per iltrattamento preliminare".Al di fuori dei casi di concorso nell'illecito e di quanto previsto dal regolamento 1013/2006/Cesulle spedizioni di rifiuti, si prospettano due situazioni:a) soggetti regolarmente iscritti al Sistri: responsabilità limitata alla effettiva sfera di competenzastabilita dal sistema in questione;b) soggetti non iscritti al Sistri che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi exarticolo 212, comma 8: responsabilità esclusa a seguito del conferimento al servizio pubblico,previa convenzione, o a soggetti autorizzati al recupero o allo smaltimento, e possesso delformulario controfirmato dal destinatario entro 3 mesi dal conferimento (6 mesi per le spedizionitransfrontaliere) o comunicazione alla Provincia (Regione per i transfrontalieri) della mancataricezione.Viene sancito il principio della alternatività tra Sistri e il sistema cartaceo registri di carico escarico/formulari.Per quanto riguarda in particolare il Sistri, il registro cronologico e le schede di movimentazionedovranno essere conservati in formato elettronico per almeno 3 anni, a meno che riguardinosmaltimenti in discarica nel qual caso vanno conservati a tempo indeterminato per essereconsegnati al termine dell'attività alla P.a.Il registro cronologico degli impianti di discarica, in particolare, dovrà essere conservato fino altermine della fase di gestione post operativa.In relazione ai soggetti che possono aderire facoltivamente al Sistri, una novità assoluta èrappresentata dai "Comuni, i centri di raccolta e le imprese di raccolta e trasporto dei rifiuti urbaninel territorio di regioni diverse dalla Regione Campania".La nuova definizione di "dipendenti" ai fini del Sistri, contenuta nell'articolo 2‐bis dell'articolo 188‐ter, non presenta novità sostanziali rispetto a quella contenuta nell'articolo 9 del Dm 9 luglio 2010.35
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIl MinAmbiente viene legittimato ad estendere l'obbligatorietà dell'iscrizione al Sistri ai soggettiattualmente che attualmente possono aderire volontariamente allo stesso, nonché ai distributoridi e ai gestori dei centri di assistenza di Aee.Entro tre mesi dall'entrata in vigore del Dlgs, il MinAmbiente dovrà stabilire le condizioni perl'applicazione del Sistri alle spedizioni di rifiuti disciplinate dal regolamento 1013/2006/Ce; fino adallora vige il Dm 17 dicembre 2009.Entro 120 giorni dall'entrata in vigore del Dlgs, spetterà inoltre allo stesso MinAmbiente stabilire lemodalità applicative del Sistri in relazione a forze armate, forze di polizia e Corpo nazionale deivigili del fuoco.Novità di rilievo sono contenute anche dai nuovi commi 6‐ter e 6‐quater:‐ il MinAmbiente viene incaricato di individuare modalità semplificazione per l'iscrizione al Sistridei produttori di rifiuti pericolosi;‐ si stabilisce che nel caso di "produzione accidentale di rifiuti pericolosi", il produttore deveprocedere alla richiesta di adesione al Sistri "entro tre giorni lavorativi dall'accertamento dellapericolosità dei rifiuti"Il Catasto dovrà assicurare un quadro completo e aggiornato dei dati acquisiti tramite il Sistri e iMud.L'obbligo di comunicare annualmente alle Camere di commercio nel rispetto delle modalitàstabilite dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70 (leggasi Mud) rimarrà a carico dei soli Comuni (esclusi iComuni della Regione Campania obbligati ad aderire al Sistri e, in parte, i Comuni che decidonofacoltativamente di aderire al Sistri), loro consorzi e Comunità montane.Gli enti/imprese produttori di rifiuti non pericolosi di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c) e d)del Dlgs 152/2006 che hanno fino a dieci dipendenti, e agli enti/imprese che raccolgono etrasportano i propri rifiuti non pericolosi ex articolo 212, comma 8 dello stesso Dlgs 152/2006, nelcaso decidano di non aderire al nuovo sistema di controllo, rimangono obbligati a tenere il"vecchio" registro di carico e scarico disciplinato dall'articolo 190, presso ogni impianto diproduzione "o, nel caso risulti eccessivamente oneroso, nel sito di produzione", integrato dalformulario o dalla scheda movimentazione per il trasporto dei rifiuti.Limitatamente ai rifiuti non pericolosi, le operazioni di gestione dei centri di raccolta sarannoescluse dall'applicazione dell'articolo 190.36
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaPer i pericolosi, le registrazione del carico/scarico potrà essere effettuata contestualmente almomento dell'uscita dei rifiuti stessi dal centro e in maniera cumulativa per ciascun codicedell'elenco dei rifiuti.Il formulario di identificazione dei rifiuti rimane obbligatorio per gli enti/imprese che trasportano ipropri rifiuti non pericolosi ex articolo 212, comma 8 del Dlgs 152/2006, che hanno deciso di nonaderire volontariamente al Sistri.Rimane ferma la non applicabilità dell'articolo 193 al trasporto di rifiuti urbani del gestore delservizio pubblico e al trasporto di rifiuti non pericolosi effettuati dal produttore in modooccasionale e saltuario (fino a 30 kg o 30 kg), mentre risulta nuova la deroga concessa al trasportodi rifiuti urbani effettuato dal produttore verso i centri di raccolta.Per essere occasionali e saltuari, i trasporti non potranno essere più di 4 l'anno per un limitecomplessivo di 100 kg/lt.Il nuovo comma 3 esclude la responsabilità del trasportatore dei rifiuti in relazione a quantoriportato nella scheda movimentazione o nel formulario dal produttore, e per le eventualidifformità sui rifiuti rilevate, fatta eccezione "per le difformità riscontrabili con la diligenzarichiesta dalla natura dell'incarico".In relazione al trasporto intermodale di rifiuti, viene esplicitamente stabilito che le attività dicarico/scarico, trasbordo e le soste tecniche nei porti e negli scali ferroviari non rientrano nelleattività di stoccaggio purchè il più brevi possibile e comunque non superiori a sei giorni.Senza toccare gli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani fissati (al 31 dicembre 2006,2008 e 2012), viene stabilita la procedura per ottenere la deroga nelcaso in cui tali obiettivi non siano realizzabili: il Comune dovrà fare richiesta al MinAmbiente cheautorizzerà la deroga solo previa stipula di un apposito accordo di programma il quale preveda, trai vari aspetti, la destinazione a recupero di energia della quota di rifiuti indifferenziati che residuadalla raccolta differenziata e dei rifiuti da impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, qualoranon destinati al recupero di energia. I piani regionali dovranno conformarsi a quanto previstodall'accordo di programma.37
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaDecreto – legge 30 dicembre 2009, n. 195 “Cessazione dello stato di emergenza in materia dirifiuti nella Regione Campania”.Con tale documento è sancita la cessazione della situazione emergenziale nel settore dei rifiuti inregione Campania.Legge 30 dicembre 2008 n. 210 Conversione in legge con modificazioni, del decreto‐legge 6novembre 2008, n. 172, recante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settoredello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutelaambientale”.Tale documento è la conversione in legge del decreto n. 172 del 6 novembre 2008, le cuidisposizioni sono appresso elencate.Decreto‐legge 6 novembre 2008, n. 172 "Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nelsettore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutelaambientale"Tale decreto, entra in vigore il 07/11/2008 e prevede specifiche misure atte a superarel’emergenza rifiuti nella regione Campania.Al fine di incentivare il recupero di rifiuti da imballaggio, si prevede la possibilità del conferimentodiretto di tale frazione di rifiuti alle piattaforme Conai da parte dei cittadini, che riceveranno unindennizzo forfettario.Al fine di limitare l’abbandono dei rifiuti sul territorio, si prevede che gli enti competentidispongano la rimozione di tali rifiuti da parte di soggetti abilitati, anche mediante affidamentodiretto. Gli enti pubblici provvedono all’individuazione di aree attrezzate a siti di stoccaggioprovvisori. Per le province e i comuni che non provvederanno agli obblighi di legge inerentil’organizzazione della raccolta differenziata, recupero e smaltimento dei rifiuti, si prevede larimozione del presidente della provincia, del sindaco o dei componenti dei consigli e delle giunte.Entro sette giorni dall’entrata in vigore di tale decreto i comuni della provincia di Caserta dovrannoavviare le procedure per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Si prevedonosanzioni amministrative e detentive per chiunque abbandona, scarica o deposita sul suolo e nelsottosuolo rifiuti speciali e rifiuti ingombranti domestici e non.38
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaLEGGE 14 luglio 2008 , n. 123 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto‐legge 23maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dellosmaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”Tale documento è la conversione in legge del decreto n. 90 del 23 maggio 2008 e riporta alcunemodifiche a tale decreto, tra cui le più rilevanti riguardano gli obiettivi di raccolta differenziata chei comuni della regione Campania sono tenuti a raggiungere. In particolare, i limiti sono i seguenti:‐25% entro il 31 dicembre 2009, (nel DL 90 del 23 maggio 2008 tale obiettivo era previsto perl’anno 2008);‐35% entro il 31 dicembre 2010, (nel DL 90 del 23 maggio 2008 tale obiettivo era previsto perl’anno 2009);‐50% entro il 31 dicembre 2011, (nel DL 90 del 23 maggio 2008 tale obiettivo era previsto perl’anno 2010).Per i Comuni che non raggiungano tali obiettivi, sono previste delle maggiorazioni sulla tariffa dismaltimento dei rifiuti indifferenziati, pari a 15 per cento, 25 per cento e al 40 per centodell'importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferita agli impianti di trattamento esmaltimento.Decreto‐legge 23 maggio 2008, n. 90 "Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nelsettore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezionecivile"Tale decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 23 maggio 2008, fornisce misurestraordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento rifiuti nella regioneCampania. Si riportano gli aspetti principali di tale decreto:Fino al 31 dicembre 2009 è preposto un Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consigliodei Ministri, per tale incarico è stato nominato il capo del Dipartimento della Protezione civile. IlSottosegretario di Sato è preposto alla soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania; a tal fineprovvede all'attivazione dei siti da destinare a discarica. I siti, le aree e gli impianti comunqueconnessi all'attività di gestione dei rifiuti costituiscono aree di interesse strategico nazionale, per lequali il Sottosegretario di Stato provvede ad individuare le occorrenti misure per assicurarel'assoluta protezione e l'efficace gestione. Si prevede l’autorizzazione dell’esercizio deltermovalorizzatore di Acerra e la realizzazione dei termovalorizzatori nei comuni di Salerno, di39
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaSanta Maria la Fossa (CE) e di Napoli. Deve essere realizzata una valutazione dei seguenti impiantidi selezione e trattamento dei rifiuti, che tenga conto dell'effettiva funzionalità, della vetustà edello stato di manutenzione degli stessi: Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa MariaCapua Vetere (CE), Avellino ‐ località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN), nonche' deltermovalorizzatore di Acerra (NA). È autorizzata la realizzazione dei siti da destinare a discaricapresso i seguenti comuni: Sant'Arcangelo Trimonte (BN); Savignano Irpino (AV); Serre (SA) ‐ localitàMacchia Soprana; Andretta (AV); Terzigno (NA); Napoli località Chiaiano; Caserta; Santa Maria LaFossa (CE); Serre (SA) ‐ località Valle della Masseria.Ai comuni della regione Campania che non raggiungano l'obiettivo minimo di raccolta differenziatapari al 25 per cento dei rifiuti urbani prodotti entro il 31 dicembre 2008, il 35 per cento entro il 31dicembre 2009 e il 50 per cento entro il 31 dicembre 2010, fissati dal Piano regionale dei rifiutiadottato con ordinanza del Commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti n. 500 del 30dicembre 2007, e' imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziatipari rispettivamente al 25 per cento, 35 per cento e al 50 per cento dell'importo stabilito per ognitonnellata di rifiuto conferita agli impianti di trattamento e smaltimento.Il CONAI, con oneri a proprio carico, è tenuto a predisporre ed effettuare, entro trenta giorni dalladata di entrata in vigore del presente decreto, in collaborazione con i capi missione, una capillarecampagna di comunicazione finalizzata ad incrementare i livelli di raccolta differenziata nei comunidella regione Campania.Legge regionale del 14 aprile 2008 n.4 “Modifiche alla legge regionale 28 marzo 2007, n. 4“norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzo dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”Le principali modifiche alla legge n.4 del 2007 sono le seguenti:‐ All’articolo 7: è istituita l’Area generale di coordinamento denominata “Programmazione egestione dei rifiuti”. Nell’ambito di tale area generale di coordinamento sono istituiti tre settori:Programmazione, gestione, Monitoraggio informazione e valutazione.‐ All’articolo 8 sono modificate le competenze delle province.‐ All’articolo 20 si stabilisce l’affidamento del servizio: alla provincia è trasferito l’esercizio dellecompetenze degli enti locali consorziati in materia di gestione integrata dei rifiuti. La regionetrasferisce alle province la titolarità dei propri beni, attrezzature ed impianti inerenti il ciclo deirifiuti.40
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta‐ Viene inserito l’articolo 32 bis: Alla data di entrata in vigore della presente legge i consorziobbligatori per lo smaltimento dei rifiuti cessano di svolgere le proprie funzioni, trasferite alleprovince, che subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi.”O.P.C.M. 3705 del 18 settembre 2008 Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile perfronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania.L’ordinanza pubblicata nella Gazzetta n.224 del 24 settembre oltre a ridisegnare i compiti dellemissioni preposte alla risoluzione dell’emergenza rifiuti in Campania, detta all’articolo 10importanti prescrizioni in materia di affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbaniindifferenziati. Per i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, che si avvalgono delConsorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta e degli altri Consorzi di bacino dellaRegione Campania per il ciclo integrato dei rifiuti, si dispone che, dalla data di pubblicazione dellapresente ordinanza debbano effettuare la gestione della raccolta dei rifiuti urbani indifferenziatiper mezzo di impresa di servizio nonché per mezzo di società a prevalente capitale pubblico,entrambe individuate o costituite nel rispetto delle procedure di evidenza pubblica. Stessaprevisione vale per quei comuni che avendo popolazione inferiore ai 15000 abitanti provvedano acostituirsi in Unione dei Comuni che raggiunga tale limite di popolazione. Il bando di gara perl'individuazione dell'impresa di gestione del servizio per la raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati,nonché lo statuto della società a prevalente capitale pubblico, qualora costituita, prevede, a penadi nullità e ferma restando la responsabilità amministrativa, civile e contabile degli organi politici edei dirigenti, l'applicazione dell'art. 6 del CCNL Federambiente, relativo al passaggio pressol'impresa aggiudicataria del personale del Consorzio Unico o dei Consorzi di bacino della RegioneCampania impiegato alla data di adozione della presente ordinanza presso il Comune cui afferisceil servizio di raccolta svolta dal Consorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta e deiConsorzi di bacino della Regione Campania. L’attuazione di tali disposizioni è particolarmentesostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che concede ai comuni 60 giorni dallapubblicazione di tale ordinanza per operare nel senso indicato, prevedendo in mancanza lanomina di un commissario ad acta. Nelle more dell'operatività della gestione diretta da parte deicomuni per la raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati, i comuni continuano ad avvalersi delConsorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta e dei consorzi di bacino della RegioneCampania. Infine si consente entro sei mesi dalla data della presente ordinanza( 18 settembre), la41
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertamobilità con scambio del personale, trasferito ai sensi dell'art. 6 del CCNL Federambiente, tra lesocietà affidatarie del servizio di raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati. Si segnala altresì ilcompito affidato al Gestore Unico di concordare con i comuni dei piani di rientro del debitomaturato nei confronti dei consorzi disciolti, prevedendo anche ipotesi di rinunzie e transazionianche con riferimento agli interessi maturati.OPCM n. 3697/2008 Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dellosmaltimento dei rifiuti nella regione Campania.L’ordinanza dispone l’apertura di un’ulteriore discarica oltre quelle già previste dal decreto leggedel 23 maggio 2008 n. 90, nel territorio del comune di San Tammaro in provincia di Caserta.Presso tale sito è autorizzata, ai sensi dell'art. 9, comma 4, del citato decreto‐legge n. 90/2008, larealizzazione di uno o piu' impianti destinati al pretrattamento dei rifiuti in entrata ed altrattamento del percolato.OPCM n. 3639/2008 Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dellosmaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e per consentire il passaggio alla gestioneordinariaL’articolo 3 dell’ordinanza prevede che entro l’11 Marzo 2008 tutti i Comuni della RegioneCampania debbano predisporre di un Piano per la raccolta differenziata coerente con il PianoRegionale dei Rifiuti Urbani.In caso di inadempimento, il commissario delegato nomina un commissario ad acta, che provvedeentro centoventi giorni dalla presente ordinanza.OPCM 215/07 , ulteriori disposizioni per l'emergenza nel settore dei rifiuti della CampaniaL’ordinanza dispone che i Presidenti delle Province della Regione Campania predispongano unprogramma di interventi che favorisca il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata.Tale programma prevede che i consorzi provvedano ad assicurare i seguenti punti:‐erogazione del servizio di raccolta differenziata;‐articolazione del servizio di raccolta differenziata prediligendo il sistema di raccolta domiciliare siaper le utenze domestiche che non domestiche;‐allestimento nei comuni di isole ecologiche;‐Promuovere il compostaggio domesticoLegge 5 luglio 2007, n. 8742
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaÈ la conversione in legge del Decreto Legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinariper superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e pergarantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti.Decreto‐legge 11 maggio 2007, n. 61 (G.U. n. 108 dell'11‐05‐2007), Interventi straordinari persuperare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e pergarantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti (14‐05‐2007)Si riportano i principali aspetti di tale decreto:Sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno,Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimontein provincia di Benevento.I comuni della regione Campania sono obbligati ad avvalersi, in via esclusiva, per lo svolgimentodel servizio di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti ai sensi dell'articolo 6 della legge dellaregione Campania 10 febbraio 1993, n. 10. Qualora i consorzi non adottino le misure prescritte dauna specifica ordinanza commissariale, nel termine di novanta giorni dalla sua adozione, perl'incremento significativo dei livelli di raccolta differenziata degli imballaggi primari e della frazioneorganica, dei rifiuti ingombranti, nonché della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno,metalli ferrosi e non ferrosi, il Commissario delegato può disporre l'accorpamento dei consorzi,ovvero il loro scioglimento.In deroga all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, i comuni della regioneCampania adottano immediatamente le iniziative urgenti per assicurare che, a decorrere dal 1°gennaio 2008 e per un periodo di cinque anni, ai fini della tassa di smaltimento dei rifiuti solidiurbani, siano applicate misure tariffarie per garantire complessivamente la copertura integrale deicosti di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. in tale decreto è previsto inoltre lasostituzione del Piano regionale di gestione dei rifiuti per la regione Campania. Il Piano prevede, inarmonia con la legislazione comunitaria, le priorità delle azioni di prevenzione nella produzione,riutilizzo, riciclaggio del materiale, recupero di energia e smaltimento e contiene l'indicazione delnumero e della rispettiva capacità produttiva degli impianti che dovranno operare per ciascunaprovincia, ovvero per ciascuno degli ambiti territoriali interprovinciali che potranno essereindividuati d'intesa fra le province interessate.43
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaLegge regionale n. 4 del 28 marzo 2007 “Norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzodei Rifiuti e bonifica dei siti inquinati”La Legge Regionale n. 4 del 28/03/07 abroga la Legge Regionale 10 febbraio 1993, n. 10, fattaeccezione per l’articolo 6, che è abrogato a decorrere dalla data di aggiudicazione del servizio digestione integrato dei rifiuti da parte delle autorità d’ambito ai sensi dell’articolo 20, comma 1.Adeguamento del Piano Regionale dei rifiuti della Campania, Ordinanza Commissariale n.77 10marzo 2006Il Decreto legge 30/11/2005 n.245, convertito in Legge n.21 27/01/06, dispone che il commissariodelegato definisce con il presidente della regione Campania gli adeguamenti del vigente Pianoregionale di smaltimento dei rifiuti, per l’individuazione dei nuovi affidatari del servizio, perincrementare i livelli di raccolta differenziata ed individuare soluzioni compatibili con le esigenzeambientali per i rifiuti trattati accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio. Le modifiche e leintegrazioni previste da questo provvedimento confermano le scelte strategiche individuate nelPiano Regionale del 1997:‐Incentivazione della raccolta differenziata delle frazioni recuperabili;‐Selezione dei rifiuti indifferenziati e successivo recupero energetico delle frazioni combustibili;‐Selezione dei rifiuti indifferenziati e stabilizzazione delle frazioni umide;‐Smaltimento in discariche dedicate dei materiali non utilizzabili.L’adeguamento del Piano è stato reso necessario al fine di adeguare e aggiornare il Piano regionalealle attuali esigenze del territorio, in considerazione dei risultati acquisiti e del sistemaimpiantistico disponibile. Nello specifico, la revisione modifica ed integra le parti IV, V, XIV e XVIdel vigente Piano.44
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta3. FLUSSO RIFIUTIL’unico strumento ad oggi disponibile che consente la determinazione quali‐quantitativa dellaproduzione di rifiuti agricoli è il MUD. Tuttavia poiché non tutti i soggetti produttori di rifiutiagricoli sono obbligati alla compilazione del MUD (vedi art.189 comma 3 e 4 del D.lgs 152/2006)molti dati non sono disponibli per cui si registra una notevole incompletezza riguardo al dato realedi produzione di rifiuti agricoli sia a livello regionale che nazionale.Di fronte a tale difficoltà è stato ritenuto opportuno riccorrere al maggiore numero di strumenti edi studi effettuati sul campo capaci di fornire le informazioni mancanti. Prendendo spunto da unostudio condotto dall’ANPA nell’anno 2000, “I rifiuti del comparto agricolo” a partire dallacombinazioni di diversi set di dati disponibili in letteratura è stato desunto un metodo indirettoper la determinazione della produzione di alcune tipologie di rifiuti agricoli nelle province di Napolie Caserta.Il lavoro di ricerca effettuato dall’ANPA è “consistito essenzialmente nel reperimento di fonti(articoli su riviste specializzate, indagini compiute da Enti – Province, Regioni, Associazioni diCategoria ‐, altri studi di settore, testi, interviste a esperti ecc.), in grado di fornire informazioniutili alla definizione dei coefficienti produttivi, relativi alle principali tipologie di rifiuti nel campoagricolo. Sono stati privilegiati i lavori riportanti direttamente stime e, solo in alcuni casi, si èproceduto al calcolo di un coefficiente produttivo sulla base dei dati grezzi. Parallelamente allaricerca di articoli e studi riguardanti la produzione di rifiuti agricoli, sono state verificate eindividuate in modo specifico e puntuale le singole tipologie di rifiuti.In funzione dell’attività di origine delle diverse tipologie di rifiuti agricoli sono stati individuatidiversi raggruppamenti, tuttavia per quello che concerne il presente piano sono state prese inconsiderazione soltanto alcune tipologie in particolare:• Rifiuti derivanti in plastica dall’utilizzo di colture protette (film plastici per serre epacciamatura, reti antigrandine) e dall’irrigazione (manichetti, ali gocciolanti);• Prodotti residui dalla concimazione, dalle cure colturali e dalla semina (pallette, sacchicontenenti concime, sementi, contenitori di fitofarmaci).La determinazioni dei coefficienti di produzione dipende infatti dal tipo di coltura, dalla tipolgia dimateriale inziale adoperato ( ad esempio spessore del film in plastica utilizzato per la copertura45
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertadelle serre), la frequenza di ricorso ad una data applicazione nel corso dell’anno, e tanti altri fattoriche combinati hanno permesso di fare una stima piuttosto attendibile delle tonnellate/ettaroprodotte.A seconda del tipo di coltura inoltre si avrà la produzione di una o più tipologie di rifiutisopraelencati. Il dato riguardante il tipo di coltura praticata nelle due Provincie e il numero diettari per coltura è stato desunto dal CUAS, la “Carta di utilizzazione dei suoli agricoli” pubblicatadal SeSirca nel 2004.Si riporta una tabella riepilogativa dei coefficienti di produzione determinati.46
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaTabella 3.1. Coefficienti di produzione (espressi in ton/ha) per tipo di coltura. Dato ANPAcoltura rifiuti deriventi dall'uso di: t/ha anni %netta t/haorticole teli PE per serre orticole 1,2 4 70% 0,21orticole teli PVC per pacciamatura orticole 0,3 1 50% 0,15vigneti teli PP per pacciamatura vigneti 0,12 3 5% 0,002frutteti reti antigrandine frutteti 0,04 1 5% 0,002seminativi sacchi concime seminativi 0,0027 1 100% 0,0027vigneti sacchi concime vigneto 0,0015 1 100% 0,0015frutteti sacchi concime frutteto 0,0018 1 100% 0,0018orticole sacchi concime orticole 0,003 1 100% 0,003seminativi cont. Fitofarmaci seminativi 0,0003 1 100% 0,0003vigneti cont. Fitofarmaci vigneto 0,00075 1 100% 0,00075frutteti cont. Fitofarmaci frutteto 0,0015 1 100% 0,0015orticole cont. Fitofarmaci orticole 0,0006 1 100% 0,0006frutteti manichette e gocciolanti in PE frutteti 0,006 1 100% 0,006orticole manichette e gocciolanti in PE orticole 0,006 1 100% 0,006Per ciascun tipo di coltura si riporta il coefficiente di produzione rifiuti per singolo raggruppamento47
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaTabella 3.2. coefficienti di produzione per singolo raggruppamento (tipologia di rfiuti prodotti)coltureteli PE perserreteli PE/PP/PVC perpacciamaturareti PE/PPantigrandinesacchi carta/plasticaconcimecont.Fitofarmacimanichette egocciolanti in PEcolture protette orticole 0,21 0,15 0,003 0,0006 0,006colture protette floricole 0,21 0,15 0,003 0,0006 0,006vigneti 0,002 0,0015 0,00075frutteti 0,002 0,0018 0,0015 0,006seminativi 0,0027 0,0003seminativi orticole 0,075 0,0027 0,0003 0,00648
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIn base ai dati disponibili in letteratura riguardanti l’agricoltura, per ciascun tipo di coltura sono stati individuati gli ettari impiegaticomplessivamente nelle provincie di Caserta e Napoli:Tabella 3.3. Tipo di coltura ed ettari impiegati nelle Provincie di Caserta e Napoli (fonte CUAS‐ SeSirca, 2004)provincia coltura ettariCE Vigneti 1.091,51CE Frutteti e frutti minori 38.597,03CE Oliveti 14.768,31CE Agrumeti 31,02CE Seminativi autunno vernini ‐ cereali da granella 24.790,31CE Seminativi autunno vernini ‐ piante da tubero 10,07CE Seminativi primaverili estivi ‐ cereali da granella 19.329,23CE Seminativi primaverili estivi ‐ ortive 16.193,02CE Seminativi primaverili estivi ‐ colture industriali 15.220,40CE Colture protette ‐ Orticole e frutticole 1.845,18CE Colture protette ‐ Floricole, piante ornamentali e vivai 15,09NA Vigneti 244,38NA Frutteti e frutti minori 25.966,19NA Oliveti 3.537,96NA Agrumeti 581,95NA Seminativi autunno vernini ‐ cereali da granella 199,29NA Seminativi autunno vernini ‐ piante da tubero 408,79NA Seminativi primaverili estivi ‐ cereali da granella 363,28NA Seminativi primaverili estivi ‐ ortive 8.694,64NA Seminativi primaverili estivi ‐ colture industriali 138,85NA Colture protette ‐ Orticole e frutticole 1.422,81NA Colture protette ‐ Floricole, piante ornamentali e vivai 468,3849
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Casertae colture sopra riportante possono essere raggruppate nelle seguenti categorie:Tabella 3.4. Classificazione generale della varie colturecolture CE (ettari) NA (ettari)colture protette orticole 1.845,18 1.422,81colture protette floricole 15,09 468,38vigneti 1.091,51 244,38frutteti+oliveti+agrumeti 53.396,35 30.086,10seminativi cereali+tuberi+industriali 59.350,01 1.110,21seminativi ortive 16.193,02 8.694,64Per ciascuna categoria di rifiuti agricoli precedentamente definita sono state calcolate le tonnelateprodotte in un anno a seconda del tipo di coltura, quindi degli ettari impiegati, e del coefficiente diproduzione.50
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaTabella 3.5 tonnellate di rifiuti agricoli prodotti correllati al tipo di coltura per Provincia, agli ettari impiegati e ai coefficienti di produzioneprovincia colture ha teliPEperserretonn/annoteliPE/PP/PVCperpacciamaturatonn/annoreti PE/PPantigrandinetonn/annosacchicarta/plasticaconcimetonn/annocont.Fitofarmacitonn/annomanichettegocciolantiin PECE colture protette orticole 1845,184 0,21 387,489 0,15 276,778 0 0 0,003 5,536 0,0006 1,107 0,006 11,071CE colture protette floricole 15,093 0,21 3,170 0,15 2,264 0 0 0,003 0,045 0,0006 0,009 0,006 0,091CE vigneti 1091,507 0 0,000 0,002 2,183 0 0 0,0015 1,637 0,00075 0,819 0 0,000CE frutteti+oliveti+agrumeti 53396,353 0 0,000 0 0,000 0,002 106,793 0,0018 96,113 0,0015 80,095 0,006 320,378CE seminativi cereali+tuberi+industriali 59350,012 0 0,000 0 0,000 0 0 0,0027 160,245 0,0003 17,805 0 0,000CE seminativi ortive 16193,022 0 0,000 0,075 1214,477 0 0 0,0027 43,721 0,0003 4,858 0,006 97,158CE totale Caserta 390,658 1495,701 106,793 307,298 104,692 428,698NA colture protette orticole 1422,812 0,21 298,790 0,15 213,422 0 0,000 0,003 4,268 0,0006 0,854 0,006 8,537NA colture protette floricole 468,376 0,21 98,359 0,15 70,256 0 0,000 0,003 1,405 0,0006 0,281 0,006 2,810NA vigneti 244,381 0 0,000 0,002 0,489 0 0,000 0,0015 0,367 0,00075 0,183 0 0,000NA frutteti+oliveti+agrumeti 30086,099 0 0,000 0 0,000 0,002 60,172 0,0018 54,155 0,0015 45,129 0,006 180,517NA seminativi cereali+tuberi+industriali 1110,211 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0,0027 2,998 0,0003 0,333 0 0,000NA seminativi ortive 8694,636 0 0,000 0,075 652,098 0 0,000 0,0027 23,476 0,0003 2,608 0,006 52,168totale napoli 397,149 936,265 60,172 86,668 49,389 244,032totale na+ce 787,808 2431,966 166,965 393,966 154,081 672,729tonn/anno51
Pianodi gestione dei rifiuti agricoli nelle provincedi Napoli e CasertaRicapitolando nelle Provincie diCaserta e Napoli si produconoo i seguentiquantitativi di rifiutiiall’anno:tabella 3.6. rifiuti agricoli prodottiin un anno nelle provincie di Caserta e Napolirifiutiteli PE per serreteli PE/PP/PVC perpacciamaturareti PE/PP antigrandinesacchi carta/plasticaa concimecont. Fitofarmacimanichette e gocciolanti in PECE(tonn/anno)NA(tonn/ anno)totaleCE+ NA(tonn/anno)390, ,66 397,15 787,811495, ,70106, ,79307, ,30104, ,69936,2660,1786,6749,392.431,97166,96393,97154,0897, ,16 244,03 341,19I rifiuti sopraelencati ad eccezione dei sacchi in carta/plasticca e contenenti concime e deicontenitori di fitofarmaci vengono classificati in unico codice il CER 020104, si tratta difatti di rifiutiiplastici (adesclusionee degli imballaggi)..Grafico 3.1. . Produzionerifiuti Provincia di Casertaproduzione rifiuti provincia di Caserta (ton/anno)1495,70390,66307,30106,79104, 6997,16teli PE per serreteliPE/PP/PVC perpacciamaturareti PE/PPantigrandinesacchicarta/plasticaconcimecont. Fitofarmacimanichette egocciolanti in PE52
Pianodi gestione dei rifiuti agricoli nelle provincedi Napoli e CasertaGrafico 3.2. . Produzionerifiuti Provincia di Napoliproduzione rifiuti provincia di Napoli (ton/anno)936,26397,15244,0360,1786,6749,39teli PE per serre teli PE/PP/PVC perpacciamaturareti PE/ /PPantigrandinesacchicarta/plasticaconcimecont. Fitofarmacimanichette egocciolanti in PEPer quantoriguarda altre tipologie di rifiuti derivantii da attivitàagricola si precisa che molti diquesti possono esseree assimilati agli urbani per qualitàe quantità. Si riporta l’elenco di tali rifiuti èil quantitativo annuo desunto da dati ARPAC:Tabella 3.7. . Altri rifiuti agricoli (fonte ARPAC)CER130208definizioneealtri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione*150101 imballaggi in carta e cartone150102 imballaggi in plastica150103 imballaggi in legno150104 imballaggi metallici150106 imballaggi in materiali misti150107 imballaggi in vetro150110 imballaggi contenenti residui di sostanzepericolose o contaminati da tali sostanze*160103 pneumatici fuori uso160107 filtri dell'olio*160117 metalli ferrosi160601 batterie al piombo*noteTon/annorifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 22,87rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 456, 03rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 24,83rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 1,71rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 0,00rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 260, 50rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 0,15rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 3,25rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 48,53rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 0,46rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 0,05rifiutii assimilabii agli urbani per qualità e quantità 6,4353
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIn quest’elenco sono inclusi anche alcuni rifiuti pericolosi individuati dall’asterisco. I rifiuti di cuisopra si possono dunque suddividere in due macrogruppi:Tabella 3.8. Ragrruppamento altri rifiuti agricoli (fonte ARPAC)gruppi NA CE totaleimballaggi non pericolosi 205,55 743,22 948,77altri rifiuti 15,68 81,59 97,27Si specifica che i dati ARPAC sono da considerarsi incompleti per le motivazione di cui si è fattomensione nelle sezioni precedenti. Si tratta infatti di dati desunti dai MUD di conseguenza nonriguardano la produzione di rifiuti di tutto il comparto agricolo che esercita la propria attività nelleProvincie di Caserta e Napoli.54
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta4. MODELLO DI RACCOLTALa raccolta dei rifiuti di provenienza agricola, è svolto tramite un servizio pubblico, di normasecondo le seguenti modalità:A. Raccolta a domicilio presso gli utenti, previa prenotazione ad apposito numero verde;B. Conferimento, dei soli rifiuti assimilati agli urbani, a centri di raccolta (cd. stazioniecologiche, ecocentri, etc...), autorizzati ai sensi delle disposizioni nazionali e regionalivigenti;C. conferimento dei rifiuti non assimilati agli urbani, in quantità inferiore ai 30 kg, pressocentri mobili e calendarizzati di raccolta, istituiti presso le isole ecologiche (centri diraccolta) esistenti in Provincia.I rifiuti dovranno essere conferiti con le modalità stabilite nella convenzione (All. A), rispettando lenorme tecniche e le modalità di conferimento di cui all’All. C dell’accordo di programma;Il servizio di raccolta sarà rivolto esclusivamente agli utenti che dispongano di una convenzionesottoscritta, valida ed efficace con il soggetto gestore del servizio.Grafico 4.1. Modello di raccolta dei rifiuti urbaniSITUAZIONI TIPOMODALITA'A. raccolta a domicilio presso gli utenti, previa prenotazionead apposito numero verde;B. conferimento, dei soli rifiuti assimilati agli urbani, a centridi raccolta (cd. stazioni ecologiche, ecocentri, etc...),autorizzati ai sensi delle disposizioni nazionali e regionalivigenti;C. conferimento dei rifiuti non assimilati agli urbani, inquantità inferiore ai 30 kg, presso centri mobili ecalendarizzati di raccolta, istituiti presso le isole ecologiche(centri di raccolta) esistenti in provincia.Per quanto concerne i trasporti presso gli impianti di smaltimento/trattamento saranno utilizzatedeterminate tipologie di automezzi a seconda del tipo rifiuto:55
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaGrafico 4.2. Trasporto rifiutitipologia rifiuticodicecerautomezzo trasportoimballaggi di fitofarmaci* 150110 furgonato (daily)teli PE per serrelift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchioreti PE/PP antigrandinelift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchiomanichette e gocciolanti in PElift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchio020104teli PE/PP/PVC per pacciamaturalift con gru56
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaRealtivamente ai centri di raccolta di riferimento ubicati nelle provincie di Caserta e Napoli, l’enteGestore ( sarà individuato dalle Provincie ) in fase esecutiva del Progetto dovrà individuare almeno20 centri per ciascuna Provincia. Si riporta l’elenco e l’indirizzo di tali centri attualmente presenti.Tabella 4.1. Elenco isole ecologiche Provincia di Caserta (Fonte Assessorato all’ambiente, Provincia diCaserta)COMUNE ISOLE ECOLOGICHE E/O CENTRI DI RACCOLTACaiazzo 1Calvi Risorta 1Capua 1Casaluce 1Caserta 3Castel Morrone 1Castel Volturno 1Ciorlano 1Francolise 1Giano Vetusto 1Gioia Sannitica 1Letino 1Maddaloni 5Marcianise 1Roccaromana 1Ruviano 1San Marcellino 1San Pietro Infine 1Santa Maria Capua Vetere 1Sant'Angelo di Alife 1Sant'Arpino 1Sparanise 1Teano 1Vairano Patenora 1Villa Literno 157
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta5. DIMENSIONAMENTONel presente paragrafo è illustrato nel dettaglio il dimensionamento delle attività concernenti lagestione dei rifiuti agricoli che consiste essenzialmente nella determinazione dei fabbisogni intermini di personale, automezzi e attrezzature da impiegare per l’espletamento dei servizi.Si specifica che, relativamente al dimensionamento dei servizi, poichè le isole ecologiche sono giàpresenti sul territorio e attualmente attive non è necessario valutare il fabbisogno di attrezzaturee personale per il loro allestimento e gestione mentre sarà necessario deteminare esclusivamenteil numero di automezzi e il fabbisogno di personale necessari per effettuare le attività concernentiil trasporto presso gli impianti di trattamento/smaltimento. Per quanto concerne la raccoltadomiciliare sarà un servizio non gratuito di conseguenza sulla base della domanda effettivasaranno determinate le tariffe in funzione del tipo, quantità di rifiuti e frequenza di ritiro adomicilio. Il dimensionamento del servizio si divide in due parti:1. dimensionamento quantitativo: a partire dai quantitativi di rifiuti prodotti/anno e dallafrequenza della raccolta, si calcolano i quantitativi intercettati ogni volta che si effettua ilservizio di trasporto.2. fabbisogno degli automezzi e del personale: in base al dimensionamento quantitativo e allaproduttività delle squadre di raccolta, si calcola il numero di automezzi e di personale daimpiegare nelle operazioni di trasporto.A partire dalla quantità annua (q.tà/anno) di rifiuti agricoli prodotti calcolata sulla base dei criteridescritti nel capitolo dei flussi, ripartita tra le isole ecologiche presso le quali effettuare i prelievi(20 per provincia) una volta fissato il calendario annuale di raccolta (numero di viaggi/anno), sicalcola la quantità di rifiuto intercettabile ad ogni trasporto presso ciascuna isola :Si riporta il dimensionamento quantitativo per la Provincia di Caserta:Tabella 5.1 Dimensionamento quanitativo Provincia di Casertarifiuti CER Q.tà(tonn/anno)59N. isole Q.tà/isola N.prelievi/annoQ.tà/raccolta(ton/anno)imballaggi di fitofarmaci* 150110 104,69 20,00 5,23 8 0,65teli PE per serre390,66 20,00 19,53 4 4,88reti PE/PP antigrandine 106,79 20,00 5,34 4 1,33020104manichette e gocciolanti in PE 97,16 20,00 4,86 4 1,21teli PE/PP/PVC per pacciamatura 1.495,70 20,00 74,79 8 9,35
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaSi riporta il dimensionamento quantitativo per la provincia di Napoli:Tabella 5.2 Dimensionamento quanitativo Provincia di Casertarifiuti CER Q.tà(tonn/anno)N. isole Q.tà/isolaN. prelievi/annoQ.tà/raccoltaimballaggi di fitofarmaci 150110 49,39 20,00 2,47 8 0,31teli PE per serre397,15 20,00 19,86 4 4,96reti PE/PP antigrandine 60,17 20,00 3,01 4 0,75020104manichette e gocciolanti in PE 244,03 20,00 12,20 4 3,05teli PE/PP/PVC per pacciamatura 936,26 20,00 46,81 8 5,85Sulla base del numero di prelievi anno e il numero di isole ecologiche sono stati determinati igiorni lavorati anno per tipologia di automezzi e personale impiegati:Tabella 5.3 Giorni lavorati/anno per attività di trasportoraccolte/trasporti ordinaritipo mezzofurgonato(daily)gg lavorati /annolift con gru ecassonipluriscomparto erimorchiolift congruop. IVAfurgonato (daily) 160,00 160,00lift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchiolift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchiolift con gru e cassoni pluriscomparto e rimorchio80,00 80,00lift con gru 160,00 160,00I giorni/lavorati anno sono gli stessi per entrambe le Provincie.60
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta6. FABBISOGNIIl fabbisogno di automezzi e personale per ciascuna Provincia sono stati desunti dal numero digg/lavorati anno (i fabbisogni sono gli stessi per le due Provincie in quanto i giorni lavorati/annosono gli stessi):Tabella 6.1 fabbiosgno di personale (per ciascuna Provincia)voce di costoQ.tàoperatore IVA 2imp. IIIA 2furgone 1lift con gru 1rimorchio 1cassone scarrabile 2cassone scarrabile2multiscompartostadera 1I fabbisogni sopra riportati si intendono per ciascuna provincia.61
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta7. INVESTIMENTIIn questo capitolo si riportano le stime degli investimenti del servizio progettato.Gli investimenti sono relativi agli automezzi ed alle attrezzature.Si riporta la tabella di stima dei costi di investimento per la fornitura delle attrezzature necessariead espletare il servizio:Tabella 7.1.Investimento per acquisto attrezzatureinvestimento attrezzatureattrezzature fabbisogno costo unitario costo complessivostadera 1 € 1.500 € 1.500investimento complessivo attrezzature € 1.500Si riporta la tabella di stima dei costi di investimento per la fornitura degli automezzi necessari:Tabella 7.2.Investimento per acquisto automezziinvestimento automezziautomezzi fabbisogno costo unitario costo complessivofurgone 1 45.000 45.000lift con gru 1 130.000 130.000rimorchio 1 40.000 40.000cassone scarrabile 2 5.000 10.000cassone scarrabile multiscomparto 2 5.000 10.000investimento complessivo automezzi 235.000Gli investimenti sono gli stessi per entrambe le Provincie. I costi d’investimento qui riportati siintendono per ciascuna Provincia.62
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta8. COSTIIn questo capitolo vengono valutati i costi di gestione a regime del sistema di raccolta di cui alpresente piano.I costi del personale sono stati stimati utilizzando le tabelle FISE‐ASSOAMBIENTE aggiornate aNovembre 2010.I costi degli automezzi comprendono esclusivamente i costi di gestione e quelli di ammortamento.Nel costo di gestione degli automezzi sono stati considerati: i costi di manutenzione ordinaria estraordinaria, i costi per carburante, olio e pneumatici, l’assicurazione e le tasse. Il calcolo dei costidi ammortamento e di interesse sul capitale per l’acquisto degli automezzi è stato effettuatoconsiderando un tasso annuo percentuale pari al 7% e un periodo di ammortamento pari a 7 anni.Il calcolo dei costi di ammortamento e di interesse sul capitale per l’acquisto delle attrezzature èstato effettuato considerando un tasso annuo percentuale pari al 7% e un periodo diammortamento pari a 5 anni.Si specifica che i costi del servizio riportati in questa sezione si intendono per Provincia e poiché ifabbisogni sono gli stessi, anche i costi del servizio di raccolta rimangono gli stessi.Costo del personaleIn base ai costi unitari, riportati in appendice, e con riferimento ai fabbisogni stimati e riportati nelcapitolo relativo al dimensionamento dei servizi, sono stati calcolati i costi relativi al personale.Si riporta una tabella esplicativa del calcolo dei costi del personale:Tabella 8.1. Costo del personalevoce di costo Q.tà costo unitario costi complessivioperatore IVA 2 € 44.517,18 € 89.034,36imp. IIIA 2 € 38.695,04 € 77.390,08costi del personale € 166.424,4463
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaCosto degli automezziIn base ai costi unitari di gestione, riportati in appendice e con riferimento ai fabbisogni stimati eriportati nel capitolo relativo al dimensionamento, sono stati calcolati i costi annui relativi agliautomezzi.Tabella 8.2 Costo automezzivoce di costo Q.tà costo unitario costi complessivifurgone 1 € 12.923,57 € 12.923,57lift con gru 1 € 53.776,43 € 53.776,43rimorchio 1 € 12.176,29 € 12.176,29cassone scarrabile 2 € 1.189,29 € 2.378,57cassone scarrabile multiscomparto 2 € 1.189,29 € 2.378,57costi automezzi € 83.633,43Costo delle attrezzatureIn base ai costi unitari di gestione, riportati in appendice e con riferimento ai fabbisogni stimati eriportati nel capitolo relativo al dimensionamento dei servizi, sono stati calcolati i costi di gestionedelle attrezzature.Tabella 8.3 Costo attrezzaturevoce di costo Q.tà costo unitario costi complessivistadera 1 € 427,50 € 427,50costi attrezzature € 427,50Costo del servizioNel presente paragrafo si riporta il riepilogo dei costi industriali (costo del personale+costoautomezzi+costo attrezzature+costo beni di consumo+costo start up) dei servizi di cui al presentepiano.Si riporta una tabella riepilogativa e un grafico rappresentativo dei costi industriali:Tabella 8.4 Costi complessivivoce di costo costi complessivicosti del personale € 166.424,44costi automezzi € 83.633,43costi attrezzature € 427,50totale costi industriali € 250.485,3764
Pianodi gestione dei rifiuti agricoli nelle provincedi Napoli e CasertaGrafico 8.1. Costi complessivi del serviziocosti complessivi del serviziocosti del personalecosti automezzicosti attrezzature0%33%67%Dal graficoa torta si osserva cheil 67% dei costi industriali è costituito dai costi del personale, il33% dal costo degli automezzi.Analisi deicosti complessiviIl costo complessivodel nuovoo servizio si ottiene sommandoai costi industriali i costi dellasicurezza (qui valutati forfettariamente pari al 1% dei costi industriali) e le spese generali (quivalutate forfettariamente pari al 10% dei costi industriali).Si riporta una tabella riepilogativa dei costi complessivi:Tabella 8.5 Analisi dei costicosti industrialisicurezza1%spese generali10%costo complessivo€ 250.485, ,37€ 2.504, ,85€ 25.048, ,54€ 278.038, ,7965
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta9. COSTI DI SMALTIMENTO/RECUPEROIn questo capitolo si stimano, i costi di smaltimento/recupero dei materiali raccolti secondo leprevisioni del presente Piano.Si riporta la tabella riepilogativa di stima di tali costi: per la provincia di Caserta:Tabella 9.1. Costi di smaltimento Provincia di Casertarifiuti CE (tonn/anno) smaltimento (€/ton) smaltimento CE (€/anno)teli PE per serre 390,66 ‐€ 100,00 ‐€ 39.065,82teli PE/PP/PVC per pacciamatura 1495,70 € 150,00 € 224.355,18reti PE/PP antigrandine 106,79 € 150,00 € 16.018,91sacchi carta/plastica concime 307,30 € ‐ € ‐cont. Fitofarmaci 104,69 € 1.700,00 € 177.976,80manichette e gocciolanti in PE 97,16 € 150,00 € 14.573,72Costi di smaltimento € 393.858,79Iva 10% € 39.385,88totale € 433.244,67Si riporta la tabella riepilogativa di stima di tali costi: per la provincia di Napoli:Tabella 9.2. Costi di smaltimento Provincia di Napolirifiuti NA (tonn/anno) smaltimento (€/ton) smaltimento NA (€/anno)teli PE per serre 397,15 ‐€ 100,00 ‐€ 39.714,93teli PE/PP/PVC per pacciamatura 936,26 € 150,00 € 140.439,69reti PE/PP antigrandine 60,17 € 150,00 € 9.025,83sacchi carta/plastica concime 86,67 € ‐ € ‐cont. Fitofarmaci 49,39 € 1.700,00 € 83.960,62manichette e gocciolanti in PE 244,03 € 150,00 € 36.604,73Costi di smaltimento € 230.315,93Iva 10% € 23.031,59totale € 253.347,5366
Pianodi gestione dei rifiuti agricoli nelle provincedi Napoli e Caserta10. CONFRONTO COSTINella presente sezione è riportato un confronto tra i costi del servizio nellee Provincie di Napoli eCaserta:Tabella 10.1. Confrontoo costi Provincie di Napoli e Casertanapolicasertacosti del servizio smaltimentosomma€ 278.038,76 € 278.038,76 € €230.315,93 393.858,79 € 508.354,69€ 671.897,55iva al 10% totale€ 50.835,47 € 67.189,75 €€559.190,16739.087,30Grafico 10.1. Confrontoo costi Provincie di Napoli e Casertaconfronto costicosti del serviziosmaltimento€393.858,79€ 278. 038,76€ 230.315,93€ 278.038,76napolicaserta67
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta11. ALLEGATO 1: COSTI UNITARI DEL PERSONALE68
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIV livello A ‐ operaioA‐Elementi retributivi annuiRetribuzione base mensile € 22.055,16Aumenti periodici anzianità 6 € 1.506,24EDR ‐ ex Prot. 31.07.92 € 123,96assegno ad personam/ ** € ‐una tantum forfettario (1/1/08‐30/4/08) € 79,90una tantum forfettario (1/1/07‐31/12/07) € 191,76TOTALE A € 23.957,02B‐Indennità varieIndennità lavoro domenicale (€4,13 x 12 gg.) € 49,56Indennità integrativa mensile ex art. 31 € 228,00Indennità lavaggio indumenti ex art.21 (€0,26x269gg.)** € 69,94indennità area conduzione ex art 31 lettere n e o € ‐TOTALE B € 347,50C‐Oneri aggiuntivifestività cadenti di domenica 4 € 303,66festività lavorate 6 € 682,04tredicesima mensilità € 1.973,78quattordicesima mensilità € 1.963,45compenso per qualità prestazione ex art.62 € 150,00TOTALE C € 5.072,93D‐Oneri previd.e assist.INPS (28,98%) € 8.387,26INAIL (6%) € 1.869,29TOTALE D € 10.256,55E‐ T.F.R. e varieTrattamento fine rapporto € 1.834,83Spese fornit. Indum. Lavoro e D.P.I. ex art. 22 € 351,74Spese interventi prevenzione malattia ex art. 50 € 77,47Buoni Pasto (€1,00*269gg) € 269,00Fondo "Previambiente" € 342,67TOTALE E € 2.875,71incidenza IRAP (3,9%) € 1.574,49incidenza IRES (27,5% IRAP) € 432,98TOTALE COSTO ANNUO€ 44.517,1869
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaIII livello A ‐ impiegatoA‐Elementi retributivi annuiRetribuzione base mensile € 20.702,28Aumenti periodici anzianità € 1.375,92indennità di funzione €-EDR - ex Prot. 31.07.92 6 € 123,96una tantum forfettario (1/1/08‐30/4/08) €75,00una tantum forfettario (1/1/07‐31/12/07) € 180,00TOTALE A € 22.457,16B‐Indennità varieIndennità integrativa mensile ex art. 31 € 228,00TOTALE B € 228,00C‐Oneri aggiuntiviFestività ricadenti di domenica (n.4) 4 € 284,64Tredicesima mensilità € 1.850,18Quattordicesima mensilità € 1.839,85Compenso per qualità prestazione (ex. Art. 62 C.C.N.L.) € 150,00TOTALE C € 4.124,67D‐Oneri previd.e assist.INPS (28,98%) € 7.654,21INAIL (0,7%) € 108,31TOTALE D € 7.762,52E‐ T.F.R. e varietrattamento fine rapporto € 1.721,44Buono pasto (€1,00*263gg) € 263,00Fondo"Previambiente" € 322,87TOTALE E € 2.307,31incidenza IRAP (3,9%) € 1.423,83incidenza IRES ( 27,5% IRAP) € 391,55F‐ TOTALE COSTO ANNUO € 38.695,0470
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta12. ALLEGATO 2: COSTI UNITARI AUTOMEZZI71
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaAUTOCOCARRO CON PIANALEAUTOTELAIO: TIPO FIAT F35 (DAILY)con cabina ADRSCHEMA DI ANALISI CIRCOLARE MINISTERO LL.PP. 4/3/66 N.1767caratteristicheCOSTO (IVA esclusa) € 45.000PORTATA ton 2,0PERCORRENZA MEDIA ANNUA Km 10.000CONSUMO CARBURANTE GASOLIOLt 0,15 Km 1,0CONSUMO OLIO Kg 0,002 Km 1,0CONSUMO PNEUMATICI N. 4 Km 40.000costi unitariTASSO 7,0%AMMORTAMENTO anni 7COSTO GASOLIO €/litro 1,00COSTO OLIO €/litro 3,00COSTO PNEUMATICI € 210ASSICURAZIONE RC 3% € 1.350TASSA DI PROPRIETA' 1% € 450MANUTENZIONE 6% 2.700ORE LAV. ANNUE 2.000determinazione costo annuoU.M.€/ANNOInteresse capitale € 45.000 x 3,5% 1.575,00Km 10.000 x ton 2,0Quota ammortamento € 45.000 6.428,57Km 10.000 x ton 2,0 x anni 7Consumo carburante € 0,2 x € 1 1.500,00ton 2,0Consumo olio Km 0,002 x € 3 60,00ton 2,0Consumo pneumatici n. 4 x € 210 210,00Km 40.000 x ton 2,0Assicurazione RC € 1.350 1.350,00Km 10.000 x ton 2,0Tassa di proprietà € 450 450,00Km 10.000 x ton 2,0Manutenzione 6% x € 45.000 2.700,00Km 10.000 x ton 2,0COSTO ANNUO DI GESTIONE € 4.920,00AMMORTAMENTO E ONERI FINANZIARI € 8.003,57TOTALE COSTO ANNUO € 12.923,5774
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e CasertaSCHEMA DI ANALISI CIRCOLARE MINISTERO LL.PP. 4/3/66 N.1767TIPOLOGIA: CASSONE SCARRABILE APERTO 30 MCcaratteristichevalore U.M.Capacita' 30 mccosti unitariCosto unitario 5.000 €Tasso d'interesse 7 %Periodo d'ammortamento 7 anniManutenzione 6 %Interesse capitale 175 €Ammortamento 714 €Oneri di manutenzione 300 €COSTO ANNUO DI GESTIONE 300 €AMMORTAMENTO E ONERI FINANZIARI 889 €TOTALE COSTO ANNUO 1.189 €75
Piano di gestione dei rifiuti agricoli nelle province di Napoli e Caserta13. ALLEGATO 3: COSTI UNITARI ATTREZZATURESCHEMA DI ANALISI CIRCOLARE MINISTERO LL.PP. 4/3/66 N.1767TIPOLOGIA: bilanciaBilancia a piattaforma per uso industriale serie BOBP . Piattodi pesata in acciaio verniciato , zigrinato, antiscivolo , altezzaridotta : solo 90 mm. , piedini regolabili per livellare la bilancia.Funzionamento con alimentatore di rete in dotazione o conbatterie di tipo AA ( 6 X 1,5v). Funzioni : tara , blocco del pesocaratteristichevalore U.M.portata 750 kg 750 kgcosti unitariCosto unitario 1.500 €Tasso d'interesse 7 %Periodo d'ammortamento 5 anniManutenzione 5 %Interesse capitale 53 €Ammortamento 300 €Oneri di manutenzione 75 €COSTO ANNUO DI GESTIONE 75 €AMMORTAMENTO E ONERI FINANZIARI 353 €TOTALE COSTO ANNUO 428 €76
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Magazine: Assessorato Agricoltura - Regione Campania