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Timestamp: 2020-03-30 10:48:05+00:00
Document Index: 128665303

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'sentenza ', 'art. 211', 'art. 211', 'art. 143', 'art. 445', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Chi ha diritto di riscuotere gli assegni familiari? | Avv. Daniela Gattoni
By Avv. Daniela Gattoni | 17/03/2014
1 Gli assegni familiari
1.1 Assegni familiari per i figli minorenni
1.2 Assegni familiari per il coniuge
2 Documenti & materiali
Quando due persone si separano, in presenza di figli, uno dei problemi abbastanza frequenti, naturalmente dopo il contributo al mantenimento, è quello della riscossione degli assegni familiari.
Il problema in effetti si pone perchè capita, non di rado che, nè il giudice (quando decide in ordine al mantenimento), nè le parti (quando concordano sull’assegno di mantenimento), regolino espressamente questa questione in occasione della separazione o del divorzio.
↑ Gli assegni familiari sono di due tipi: per i figli minorenni a carico, oppure per il coniuge.
In ogni caso, sono somme mensili corrisposte al dipendente quale contributo per il mantenimento dei figli minorenni (o del coniuge), e, dunque, presuppongono un rapporto di lavoro subordinato, il che esclude dal problema tutti coloro che non sono dipendenti (pubblici o privati).
Assegni familiari per i figli minorenni
↑ Gli assegni familiari per i figli sono espressamente previsti e regolati dalla L. 19/05/1975 n. 151 (art. 211) secondo la quale «il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge».
Dunque, secondo la norma ora citata, ha diritto a percepire gli assegni familiari per i figli, quel coniuge cui sono affidati i figli, anche se non è costui il titolare del rapporto di lavoro subordinato, ma è l’altro coniuge.
Rispetto a questa norma, vi sarebbe una difficoltà interpretativa laddove essa è resa rispetto all’affidamento esclusivo del figlio minorenne, quale normativa vigente all’epoca dell’entrata in vigore della legge in questione, mentre oggi, come noto, la regola generale è quella dell‘affido condiviso, tuttavia, questa difficoltà verosimilmente andrà risolta nel senso che per ‘coniuge affidatario’ si dovrà intendere ‘coniuge collocatario’.
Assegni familiari per il coniuge
↑ A differenza degli assegni familiari per i figli, purtroppo, non è regolamentata la sorte dell’assegno familiare previsto per il coniuge.
Sul punto, però, vi è una interessante e recente sentenza della Corte di Cassazione la quale ha statuito che «il coniuge affidatario del figlio minorenne ha diritto, ai sensi dell’art. 211 l. 19 maggio 1975 n. 151, a percepire gli assegni familiari corrisposti per tale figlio all’altro coniuge in funzione di un rapporto di lavoro subordinato di cui quest’ultimo sia parte, indipendentemente dall’ammontare del contributo per il mantenimento del figlio fissato in sede di separazione consensuale omologata a carico del coniuge non affidatario, salvo che sia diversamente stabilito in modo espresso negli accordi di separazione. Gli assegni familiari per il coniuge, consensualmente o giudizialmente separato invece, in mancanza di una previsione analoga al citato art. 211, spettano al lavoratore, cui sono corrisposti per consentirgli di far fronte al suo obbligo di mantenimento ex art. 143 e 156 c.c., con la conseguenza che, se nulla al riguardo è stato pattuito dalle parti in sede di separazione consensuale (ovvero è stato stabilito dal giudice in quella giudiziale), deve ritenersi che nella fissazione del contributo per il mantenimento del coniuge si sia tenuto conto anche di questa particolare entrata» Cass.civ., sez. VI, 23/05/2013, n.12770
↑ In conclusione, dunque, mentre gli assegni familiari per i figli, in assenza di diverso accordo o disposizione, spettano al coniuge/genitore affidatario, quelli per il coniuge, sempre in difetto di diversa regolamentazione, ha diritto di trattenerli il lavoratore titolare del rapporto di lavoro subordinato cui sono corrisposti.
↑ Scarica il testo della L. 19/05/1975 n. 151
Scarica il testo del Cass.civ., sez. VI, 23/05/2013, n.12770
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137 thoughts on “Chi ha diritto di riscuotere gli assegni familiari?”
ROBERTO FRASSINETTI 05/04/2014
Mia figlia si sta separando dal marito. Hanno due figli minori. Tramite avvocato hanno fatto la consensuale e stabilito che gli assegni familiari vanno corrisposti alla madre perchè terrà con se i bambini. Hanno firmato davanti all’avvocato il ricorso per separazione consensuale l’8 febbraio 2014. Il giudice del tribunale ha convocato le parti il 30 giugno 2014. Oggi 5 aprile 2014 di fatto i coniugi sono già divisi. La madre può già chiedere gli assegni familiari maggiorati in funzione alla diminuzione del nucleo familiare e delle retribuzioni (già a partire dalla firma del ricorso davanti all’avvocato) o i nuovi assegni familiari decorreranno dall’omologa del tribunale?
Vi ringrazio fin d’ora per l’informazione. Saluti, roberto frassinetti
Daniela Gattoni 08/04/2014
Gent.mo Sig. Frassinetti, gli effetti personali della separazione legale decorrono dall’udienza presidenziale, che lei mi precisa essere fissata per il 30/06/2014, a nulla rilevando la circostanza che i coniugi siano di fatto già separati.
Gli effetti di natura alimentare, invece, per applicazione analogica dell’art. 445 cc, possono decorrere anche dalla domanda, ossia dalla data del ricorso.
Quanto, dunque, agli assegni familiari, è necessario attendere il provvedimento di omologa da parte del tribunale, il quale, anche in relazione a quanto richiesto nel ricorso, può disporre la decorrenza degli effetti patrimoniali, in particolare dell’assegno di mantenimento, ivi compresi gli assegni familiari, anche dalla data del ricorso.
Confidando di esserle stata utile a chiarire il punto, cordialmente la saluto.
giovanni 05/02/2016
Salve avvocatessa. Vorrei porle una domanda se può essere di aiuto…. io sono separato legalmente. Ho 3 figli a mio carico la mia ex moglie non lavora. Posso percepire anche il mantenimento della mia ex coniuge?…… dei 3 figli già lo prendo ma l’azienda ha detto che ormai separato non posso più percepirlo lei cosa ne pensa ? Grazie in anticipo
Avv. Daniela Gattoni Post author 11/02/2016
Non sono certa di comprendere il suo quesito. Se mi sta chiedendo se può percepire in busta paga, oltre agli assegni famigliari per i suoi figli, che già percepisce, anche quello per il coniuge, la risposta non può che essere negativa visto che siete separati e non vivete più insieme.
Molto interessante. Io ho trovato molto utile anche un volume appena uscito, “I miei genitori si dividono. E io?” dell’avvocato matrimonialista Armando Cecatiello e di Carlo Alfredo Clerici
psicoterapeuta e ricercatore universitario. Il libro presenta un punto di vista diverso, quello dei bambini, per affrontare la separazione anche attraverso la pratica collaborativa.
Egle 14/11/2014
Sto percependo gli assegni familiari per mio figlio minorenne da 5 anni, di punto in bianco il mio ex marito non vuole più firmare il documento di richiesta perchè li vorrebbe percepire lui.
Avendo fatto la separazione consensuale e l’affidamento è condiviso come posso fare per farlo “ragionare”?
Se mi rivolgessi ad un legale lui sarebbe obbligato a firmare?
Avv. Daniela Gattoni Post author 17/11/2014
Gent.ma Sig.ra Egle,
quella della percezione degli assegni familiari è questione diffusa e non semplice da risolvere perché è punto di incontro di più normative: quella di famiglia in senso stretto; quella previdenziale/assistenziale (INPS); e quella fiscale.
In ogni caso, sulla base dei pochi dati che mi fornisce, le posso dire che, in generale, se non c’è accordo tra i due genitori (accordo che sarebbe sempre preferibile raggiungere già in sede di separazione o divorzio, proprio per evitare inconvenienti poi), nell’ipotesi di affido condiviso a tutti gli effetti, cioè nel caso in cui il figlio conviva sia con la madre che con il padre, gli assegni familiari dovrebbero essere corrisposti in pari misura ad entrambi i genitori (purchè entrambi rientrino nelle categorie titolari del diritto al predetto assegno). Diversamente, malgrado si sia in presenza di un affido condiviso, ma il figlio conviva con uno solo dei genitori (e l’altro si limiti alle consuete ‘visite’ o ‘frequentazioni’ come da calendario), allora, in questo caso, gli assegni familiari dovrebbero spettare interamente al genitore convivente (sempre che rientri tra le categorie titolari del predetto diritto all’assegno). In ogni caso – per rispondere alla sua ultima domanda – può senz’altro rivolgersi ad un legale per risolvere il suo problema e così, se ne ha diritto, ottenere la percezione degli assegni familiari, malgrado la mancata collaborazione di suo marito.
Confidando di averle fornito una risposta soddisfacente, la saluto cordialmente.
maria 15/04/2015
Buonasera Avvocato…per mancata collaborazione intende la mancata firma sull’apposito modulo inps?io sono separata di fatto dal mio ex e non mi ha mai chiesto firme per ottenere assegni familiari anche se lui è dipendente e so che li prende.posso segnalarlo all’inps se si tratta di illecito.la bimba convive con me.
Avv. Daniela Gattoni Post author 20/04/2015
per ‘mancata collaborazione’ intendo un confronto ed un dialogo tra lei ed il suo ex compagno, sempre necessario per meglio comprendere le rispettive posizioni ed il corrispondente diritto a percepire gli assegni famigliari corrisposti per vostra figlia.
susi 21/11/2014
Da circa un anno non convivo più con il mio compagno a causa dei maltrattamenti subiti dalle nostre figlie proprio da lui. Le bambine vivono con me e sono entrambi invalide, io non lavoro, può un giudice decidere che gli assegni familiari che lui percepisce per le figlie restino a lui e non vadano a me per le bambine?Dopo il danno anche la beffa?
Avv. Daniela Gattoni Post author 24/11/2014
rispondo alla sua domanda dicendole che non mi sembra proprio possibile una decisione come quella a cui lei si riferisce. Gli elementi che mi fornisce, malgrado piuttosto gravi, sono pochi, ma, in ogni caso, mi sembrano già sufficienti per escludere una tale possibilità. Ciò naturalmente, sempre che lei abbia fatto richiesta di vedersi assegnati gli assegni familiari. In effetti da quanto mi dice, non è chiaro se un giudizio ci sia già stato o se dovrà esserci. In entrambi i casi le consiglio di attivarsi, precisandole che se non ha i mezzi per pagare un legale, e ne ha requisiti, potrà beneficiare del gratuito patrocinio a spese dello stato.
Buona fortuna per tutto. Cordialmente
Maria 25/05/2016
Salve avvocatessa io vorrei fare una domanda io sono separata dal 2012 il mio ex marito a bloccato gli assegni che prendeva il mio e quello di mio figlio che e invalido ora lui per ripicca. Non vuole richiedere, coda posso fare io per prendere gli arretrati? Mio figlio vive con me.grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 28/05/2016
Gentile Signora, mi spiace ma non comprendo cosa significhi che suo ha ‘bloccato’ gli assegni per ripicca. Le consiglio di informarsi direttamente all’ufficio Inps più vicino e si faccia spiegare qual’è la situazione sua e di suo marito.
aziz 01/02/2015
Buongiorno avv. Gentilmente Li voglio chiedere semplice informazione su l’ assegno familliare io sono un papa di due bambini minoreni da 2 e 4 anni sono dissocupato ho finito la mobilita ordinaria ora mi trovo senza un euro , ho diritto di chiedere l’ assegno familliare ? Grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 02/02/2015
Buongiorno, mi spiace ma a quanto mi risulta gli assegni familiari sono ricollegati solo ad un rapporto di lavoro, dunque, in caso di disoccupazione non sono previsti.
Tuttavia, mi risulta che alcuni Comuni abbiano provveduto a costituire dei fondi di sostegno per questi casi.
Le consiglio, dunque, di sentire con il suo Comune di appartenenza.
aziz 02/02/2015
Buongiorno avv. sono giá stato in comune di residenza ma purtroppo nulla ,
Grazie avv per la sua risposta immediata , li auguro una buona giornata . Cordiali saluti
DT 27/03/2015
Salve dal mio precedente compagno ho avuto una figlia. Adesso lui è in America e non so come fargli firmare il modulo per ottenere l assegno familiare. Come posso proceder? Grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 31/03/2015
direi che il suo ex compagno dovrebbe rivolgersi presso il Consolato per rilasciare una procura in suo favore per poter firmare al suo posto la richiesta, oppure per poter autenticare la sottoscrizione sulla richiesta.
Però le consiglio di sentire anche l’INPS perchè potrebbero essere meno formali ed accontentarsi di un semplice fax firmato o email del suo ex compagno.
ANDREA 05/05/2015
BUONASERA, SONO SEPARATO UFFICIALMENTE DAL FEBBRAIO 2011… LA SENTENZA DI SEPARAZIONE PREVEDEVA L’AFFIDAMENTO CONDIVISO CON PREVALENZA PRESSO LA CASA MATERNA, DETRAZIONI FISCALI AL 50% ED ASSEGNI FAMILIARI AL 100% CORRISPOSTI ALLA MADRE IN QUANTO IL BIMBO VIVEVA PRESSO DI LEI (RESIDENTE). ORA DAL 29 AGOSTO 2013 (GIORNO DEL CAMBIO DELLA RESIDENZA DEL BAMBINO…) PER ASSECONDARE IL VOLERE DI MIO FIGLIO LA MADRE LO HA LASCIATO VENIRE AD ABITARE CON ME IN UN ALTRA REGIONE MA DA QUEL MOMENTO IN POI LEI SI E’ RIFIUTATA DI FIRMARMI I MODULI PER LA RICHIESTA DI ASSEGNI FAMILIARI. IO DI CONSEGUENZA NON AVENDO I MODULI FIRMATI NON HO POTUTO FARE RICHIESTA ED A TUTT’OGGI NONOSTANTE VARI SOLLECITI NON HO OTTUNUTO NULLA. ADESSO STO FACENDO IL DIVORZIO ED IL GIUDICE GIA DA OTTOBRE 2014 HA UFFICIALIZZATO CHE IL BIMBO RISIEDA PRESSO LA CASA PATERNA CON AFFIDAMENTO CONDIVISO . IO SONO UN IMPIEGATO STATALE PRESSO IL MINISTERO DIFESA… MI HANNO DETTO CHE HO TEMPO 5 ANNI PER RICHIEDERE GLI ASSEGNI FAMILIARI…. MA SONO QUASI CERTO CHE LA MIA EX CONIUGE CONTINUA A PERCEPIRLI DALLA SUA AZIENDA. COME POSSO RISOLVERE QUESTO PROBLEMA SE L’EX CONIUGE PER DISPETTO NON MI FIRMA I MODULI? MI HANNO CONSIGLIATO DI RECARMI CON LA SENTENZA DI DIVORZIO, IL CERTIFICATO DI RESIDENZA DEL BIMBO ALL’INPS OPPURE AD UN PATRONATO E “FORZARE” LA PROCEDURA TRAMITE INPS DIRETTAMENTE. COSICCHE’ LA MIA EX DOVRA’ RESTITUIRE ALL’INPS QUANTO DI INGIUSTAMENTE PRESO. GRAZIE ANTICIPATAMENTE
Avv. Daniela Gattoni Post author 06/05/2015
Gent.mo Sig. Andrea,
in linea di massima, condivido il consiglio che le hanno dato. Sarà necessario procurarsi il titolo (sentenza/ordinanza) e poi rivolgersi all’INPS per il relativo versamento. Tuttavia, se ho capito bene, lei ha la causa di divorzio pendente, dunque, le consiglio di rivolgersi al suo legale per un parere più dettagliato e specifico per il suo caso.
Angelo 07/05/2015
Gent.ma Avv. Gattoni,
sono separato consensualmente da tre anni, ho due figli minorenni che vivono con la madre. Con l’omologa di separazione consensuale fu determinato l’affidamento condiviso, e l’assegno di mantenimento per i figli e per l’ex coniuge, e tutte le altre voci patrimoniali ed economiche (assegnazione casa, assegnazione beni mobili), a chiusura dell’omologa la seguente frase …”che ulteriori rapporti economici tra le parti sono già stati compiutamente definiti con reciproca soddisfazione”.
Adesso sono giunti i termini per la richiesta del divorzio e la ex coniuge chiede tutti gli assegni familiari arretrati per i figli, che a mio avviso sono stati conteggiati nel calcolo dell’assegno di mantenimento previsto dall’omologa ( anche se non espresso) , tenendo presente che di comune accordo abbiamo stabilito le modalità e il quantum per lei e i figli in considerazione del reddito vigente a quel tempo e il giudice ha solo autenticato.
Per questo ho sottolineato la frase sopra scritta, sono in errore? Le devo gli arretrati, che mi hanno aiutato ad affrontare il mantenimento per lei e i figli? o posso battermi e dormire tranquillo?
Infine, si possono definire nuove condizioni nel divorzio(concedergli tutti gli assegni familiari non erogati), escludendo conseguenze retroattive?
Avv. Daniela Gattoni Post author 08/05/2015
Gent.mo Sig. Angelo,
1) sugli assegni famigliari: ogni vicenda, sia personale/famigliare che processuale, è complessa e dunque richiederebbe un esame della documentazione, prima di esprimere un parere; qui, dunque, mi posso limitare solamente ad affermare che, in linea di massima, a mio parere, se non è espressamente previsto nel provvedimento di omologa (e, dunque, nelle condizioni da voi concordate cui l’omologa fa riferimento), gli assegni famigliari dovrebbero essere trattenuti da chi li percepisce. Ciò sia in relazione alla loro finalità, e sia in ragione del fatto che, diversamente, voi coniugi dovevate espressamente prevedere la diversa destinazione di essi. Quindi la richiesta di sua moglie non mi sembrerebbe fondata.
2) sul divorzio: in sede di divorzio è possibile avanzare e/o concordare nuove e diverse condizioni.
VALERIA 08/05/2015
Salve , sono una casalinga separata e con due figlie minorenni con affidamento condiviso anche se le figlie vivono quasi esclusivamente con me . Fino all’anno scorso percepivo , sulla base del mio reddito (assegno dell’ex coniuge) ma in forza della posizione lavorativa del mio ex coniuge gli assegni familiari da parte della Regione Siciliana !! Adesso , invece mi è arrivata una lettera con la quale mi si negano gli assegni in quanto il reddito da prendere in considerazione da inserire nel modello è quello del mio ex che fra l’altro ormai ha un altro nucleo familiare ed altri figli!! A mio parere la Regione sta facendo un grosso errore !! Potrei fare ricorso? Grazie
gli elementi che mi fornisce non mi sono sufficienti per poterle rispondere adeguatamente e me ne dispiace.
Non mi precisa ad esempio di che tipo di rapporto di lavoro siete titolari. Tuttavia, le posso precisare che nell’ipotesi di affido condiviso, di regola, gli assegni famigliari dovrebbero essere ripartiti tra i due genitori nella misura del 50% ciascuno, anche se andrebbe espressamente previsto in sede di separazione.
Con riferimento specifico al suo caso, osservo che la condotta della Regione (datore di lavoro di suo marito?) è quantomeno ‘originale’ perchè le cose sono due: o sbagliava prima, o sbaglia ora. Le consiglio, dunque, di rivolgersi ad un legale.
barbara 10/05/2015
sono legalmente separata da ottobre 2004 e divorziata da maggio 2010 e affidataria esclusiva di due figli minori per i quali fino all’anno scorso percepivo gli assegni familiari pur non avendo un diritto autonomo quest’anno il datore di lavoro del mio ex marito, per inciso una caserma quindi una pubblica amministrazione si rifiuta di corrispondere gli assegni adducendo motivazioni sempre verbali e mai scritte assolutamente non plausibili circa sentenze della corte di cassazione che indicano che non ho diritto alla corresponsione degli assegni. come mi debbo comportare a chi posso denunciare l’accaduto e sopratutto posso richiedere la corresponsione diretta all’inps visto l’ostruzionismo del datore di lavoro del mio ex marito???
Avv. Daniela Gattoni Post author 13/05/2015
certamente l’interruzione della corresponsione degli assegni familiari, senza una comunicazione scritta ed una ragione plausibile, non appare legittimo.
Il riferimento ad una presunta sentenza di cassazione, non sembra pertinente, poichè, una sentenza della cassazione fa stato solo nei confronti delle parti coinvolte nel giudizio e, dunque, lei, avrebbe saputo o dovuto sapere, se era parte di quel giudizio.
Diversamente, il richiamo – peraltro verbale – ad una presunta sentenza, quale invocazione di un nuovo orientamento giurisprudenziale applicabile al suo caso che escluderebbe la corresponsione degli assegni familiari, va sempre verificato e valutato da un legale per accertarne il fondamento e la sua applicabilità (in linea astratta) anche al suo caso.
Insomma, le consiglio di rivolgersi ad un avvocato.
ale 11/05/2015
salve sono separato e divorziato con affido condiviso e figli a carico al 50% gli assegni familiari che percepisco peri miei figli al50% dovrei versarli alla mia ex?
se lei sia tenuto o meno al versamento degli assegni familiari che percepisce, dovrebbe risultare dal suo provvedimento di divorzio (se congiunto, risulterà dalle condizioni concordate con la sua ex moglie e recepite in sentenza dal giudice; se giudiziale, dalla sentenza comunque emessa dal giudice).
In mancanza di previsione espressa in tal senso, lei non è tenuto a tale versamento.
A maggior ragione se è stato previsto un affido condiviso (effettivo) ed un contributo al mantenimento per i figli minori, che tuttavia lei non mi specifica.
gerarda 09/02/2016
salve io ho.scritto una domanda a mano per far percepire al mio ex compagno che lavora assicurato l’assegno per nostra figlia..noi non viviamo isieme e la bimba vive con me vorrei chiederle permettendo che io non lavoro se mo spetta a me o a lui?
Dipende da quello che avete concordato, anche formalmente, al momento in cui vi siete separati. Anche se, a mio parere – come credo di avere già detto altre volte – il presupposto degli assegni famigliari è la convivenza con il figlio.
fiorella 15/06/2015
Buongiorno io non sono sposata e nemmeno convivente col padre della bambina. Di comune accordo lui non mi corrisponde nulla per la bambina e io ho ottenuto di tenerla senza richiesta di visite, Quindi il mio ex non ha più visto e non ha più richiesto di avere contatti con la bambina.
Io ora lavorando in svizzera ho bisogno di richiedere gli assegni familiari che non mi vengono concessi in quanto richiedono che sia prima il padre della bambina a farne richiesta.
Come posso fare per avere un documento che attesti che il padre della bambina non ha diritto agli assegni familiari?? All’inps mi hanno detto che non basta avere un accordo e un foglio dove il mio ex compagno rinuncia agli assegni familiari.
Come devo procedere?? Mi sembra assurdo che il padre della bambina possa fare richiesta di assegni familiari senza che nemmeno conviva con la figlia e senza una mia eventuale acconsenso in tal senso.
Avv. Daniela Gattoni Post author 16/06/2015
Gent.ma Sig.ra Fiorella,
ogni caso è diverso dagli altri ma il suo caso mi sembra ancora più complicato dal fatto del lavoro in Svizzera e dalla compatibilità della normativa lavoristica lì vigente, con quella vigente in Italia. In ogni caso, in generale, mi sentirei senz’altro di dirle che appare alquanto assurdo ed irragionevole che sia il padre della bambina (non convivente, nè ‘frequentante’ la bambina stessa) a percepire gli assegni famigliari. Comunque, è chiaro che in mancanza di accordo, lei dovrà ricorrere al giudice. Si rivolga ad un legale a lei vicino o comunque ad uno di sua fiducia e saprà consigliarla al meglio. Cordiali saluti
angela 16/06/2015
sono separata e il mio ex marito non vuole firmare la richiesta per autorizzazione anf in cui dichiara di non percepire gli assegni familiare di nostro figlio. Come posso procedere?
Avv. Daniela Gattoni Post author 17/06/2015
Gent.ma Sig.ra Angela,
in caso di dissenso di suo marito, se lei ha diritto a percepire gli assegni, potrà affermarlo solo un giudice.
Dunque, prima verifichi, con un professionista, se ha diritto, e poi proceda.
salvatore martelli 20/06/2015
sono separato consensualmente dal 2013.sono un dipendente statale mia moglie non ha reddito.abbiamo mantenuto la stessa residenza anagrafica.ed il giudice in sentenza ci ha autorizzato a condividere lo stesso alloggio abitativo .non ho obbligo di passargli nessun assegno di mantenimento.ma la sostengo economicamente in tutto e per tutto( come se fossimo separati in casa)non abbiamo figli minori da sostenere.pertanto vorrei sapere se posso fare richiesta per ottenere gli assegni familiari per il coniuge separato(mia moglie)grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 22/06/2015
Gent.mo Sig. Martelli,
in teoria, in mancanza di accordo e/o di diversa disposizione da parte dell’autorità giudiziaria, l’assegno familiare anche per il coniuge, dovrebbe essere corrisposto al dipendente, quindi a lei.
Tuttavia, sempre in teoria, i presupposti fondamentali per la corresponsione dell’assegno, sono la convivenza e l’ammontare del reddito (che non deve essere superiore ad un certo importo).
Quindi, nel suo caso, francamente nutro qualche perplessità perché (a parte l’ammontare del reddito, che non mi dice), il mantenimento della convivenza in sede di separazione coniugi (oltre al fatto che difetta l’assegno di mantenimento), risulta un po’ anomalo.
Ciò a maggior ragione se si considera che il concetto di ‘convivenza’ applicabile in senso civilistico (in diritto familiare), non necessariamente corrisponde a quello in senso previdenziale; e l’assegno familiare risponde a quest’ultimo concetto.
Altro dato importante: prima della separazione, lei percepiva questo assegno familiare per il coniuge a carico?
In conclusione, dunque, poiché non mi risultano precedenti sul punto, del tutto francamente le consiglierei di sentire direttamente con l’INPS di riferimento locale, anche in relazione alle loro prassi, se ne hanno, (se poi mi fa sapere cosa le dicono, mi fa una cortesia, perché, come le dicevo il suo caso è particolare e non mi risultano precedenti).
Kolbucaj Martin 29/06/2015
ciao da quattro mesi sono tornato con le mie figlie (mamma è andata da casa che viveva con loro) non mi da assegni x loro ,Che posso fare. grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 03/07/2015
non mi precisa se lei (padre o madre?) è separato legalmente, se di fatto, o se da ex convivente; in questo caso, quali sono le condizioni di separazione; chi le ha decise, e così via.
Mi spiace ma con i pochi elementi che mi fornisce non sono in grado di darle una risposta.
Giuseppe 10/07/2015
Io e mia moglie siamo due dip. pubblici ed abbiamo 2 figli uno con affidamento al 100% a mia moglie (precedente matrimonio), l’altro nato a seguito della nostra unione…Mia moglie ha richiesto l’assegno al suo datore di lavoro ed io al mio…Componenti familiari 3 e 3 è giusto fare ciò??
In più volevo chiederle nel nostro Stato di famiglia vi è mia suocera invalida al 100& dovevo inserirla??? Se si i componenti erano 4-4 e l’importo variava?
Mia suocera prende la pensione ed accompagnamento se devo inserirla devo inserire solo la pansione sociale o anche l’accompagnamento???
Avv. Daniela Gattoni Post author 11/07/2015
se ben comprendo, il suo problema riguarda l’esatta quantificazione degli assegni familiari percepita da un nucleo unito e non separato, dunque, mi spiace ma non rientra nelle mie competenze. Le consiglio di rivolgersi ad un consulente o ad uno sportello inps.
Giuseppe 12/07/2015
Gent.ma Avv. Daniela Gattoni,
No, volevo sapere se mia suocera che risulta nello stato di famiglia (anagrafico) se devo inserirla…??? Se si mia suocera apporterebbe una modifica dei componenti del nucleo familiare quindi l’importo varierebbe in quanto l’assegno viene calcolato sui numero dei componenti…
io = richiedente
mia moglie= coniuge
figlio minore= spetta assegno
figlio maggiorenne= assegno nn spettante
mia suocera= pensionata
ES.Componenti 5 mi spetta 87,67 fascia di redditto corrispondente = es. 65.588,14 o
su 4 componenti cioè mia suocera anche se è nello stato di famiglia nn posso inserirla??
AH… Il dubbio mi è sorto perchè quando ho richiesto l’ ISEE me l’hanno fatta inserire??
Avv. Daniela Gattoni Post author 21/07/2015
l’esatta quantificazione degli assegni familiari dipende dal nucleo familiare convivente. Dunque, a mio parere, se sua suocera convive con voi fa parte del nucleo familiare. Ma, le ripeto che per la quantificazione esatta degli assegni familiari dovrà rivolgersi ad un consulente o ad uno sportello inps.
valentina 12/07/2015
Salve vorrei avere alcune informazioni per quanto riguarda gli assegni familiari a carico dei nonni…
Vivo attualmente con mio padre e le mie due figlie di 1 anno e mezzo.
le mie due figli sono nate il 23/12/13 quindi il primo anno mi e spettato l assegno di maternità adesso sto aspettando come mi hanno detto la fine dell anno 2015 per ricevere gli assegni familiari a carico di mio padre (nonno), volevo sapere piu o meno a quanto ammonta l importo annuale degli assegni…
Nello stato di famiglia siamo io le mie due figlie mio padre e una signora anziana in casa e tra mio padre e la pensione della signora il reddito familiare ammonta a circa 24 mila euro l anno…ho provato svariate volte a domandare anche nei caf ma ognuno mi dice una cifra, volevo sapere se c e qualcuno che puo aiutarmi, grazie…
Avv. Daniela Gattoni Post author 15/07/2015
Gentile Signora Valentina,
mi spiace ma non posso esserle utile.
Del resto non capisco se lei è separata o meno, e a cosa si riferisca quando mi parla di assegni ‘a carico’ del nonno. Mi spiace. Cordialmente
mi spiace ma non posso aiutarla. Il calcolo per la quantificazione degli assegni famigliari viene effettuato sulla base del reddito del nucleo familiare ed in generale della situazione economica della famiglia.
Le consiglio di rivolgersi direttamente ad un ufficio INPS del luogo.
Cinzia 20/07/2015
ho convissuto (senza matrimonio) per 18 anni, abbiamo avuto due bimbi, attualmente hanno 12 e 14 anni. Ora, in comune accordo, abbiamo deciso di separarci: essendo la casa dove abbiamo vissuto del mio ex compagno, mi sto trasferendo in un piccolo appartamento ad un km di distanza, e l’idea mia e del padre sarebbe quella di lasciare i figli nella casa dove sono vissuti ed hanno le loro cose, ma tenendoli con me tutte le volte che i turni lavorativi me lo consentono: una sorta di affido condiviso, insomma.
Gli assegni familiari li ho sempre percepiti io, in quanto dipendente ed il mio ex compagno lavoratore autonomo. La domanda è: potrò continuare a percepirli anche se i figli avranno una residenza diversa dalla mia, o dovrò spostare la loro residenza con me?
La ringrazio per la Sua disponibilità e gentilezza.
Avv. Daniela Gattoni Post author 20/07/2015
Gent.ma Signora Cinzia,
prima di rispondere al suo quesito le devo ricordare che, oggi, anche per la famiglia di fatto, in sede di separazione, si applicano per analogia gli stessi principi della separazione dei coniugati, in particolare con riferimento all’assegnazione della casa familiare.
Ciò chiarito, ai fini degli assegni familiari, per rispondere al suo quesito, ritengo in effetti che la residenza dei figli in luogo diverso dal suo, potrebbe essere un problema. Problema che potrebbe tentare di risolvere con il consenso del suo ex convivente, nel senso di una dichiarazione o, meglio ancora, di una scrittura privata, da cui risulti che questo è l’accordo da voi raggiunto (ossia che gli assegni verranno da lei percepiti).
Stefania 21/08/2015
Avvocato buongiorno, sono separata (di fatto), da tre anni il mio nucleo familiare è composto da me e da mio figlio. Ora finalmente ho un lavoro in regola. Vorrei sapere se posso fare richiesta di assegno per il bambino senza mettere in mezzo il mio “ex”. La ringrazio .Stefania.
Avv. Daniela Gattoni Post author 28/08/2015
se per separazione di fatto lei intende una separazione non formalizzata, direi che può provare senz’altro. Tuttavia, per rispondere più compiutamente al suo quesito occorrerebbe sapere se prima della separazione il suo nucleo familiare comprendeva (intendo anche formalmente) anche il padre del bambino o meno, se a seguito della separazione (pur di fatto), avete concordato un affido condiviso del figlio, ed inoltre se quest’ultimo svolge a sua volta un lavoro dipendente.Infatti, se ricorre anche solo una di queste ipotesi, la ‘partecipazione’ del padre del bambino dovrebbe venire richiesta dall’Inps.
vorrei un informazione, mio figlio vive con la mamma da 4 anni. La mamma però pur avendo diritto agli assegni familiari, non si interessa nel fare le pratiche burocratiche per richiederli, così si stanno accumulando nel tempo, di contro richiede nel dettaglio la metà di tutte le spese, oltre al pagamento mensile. Quei soldi sarebbero un aiuto in più per la gestione di nostro figlio, c’è un modo per richiederli io anche se non convivente col bambino, visto che la madre non lo fà?
Avv. Daniela Gattoni Post author 28/09/2015
Non mi precisa se siete coniugi o ex conviventi separati, nè se la separazione sia regolamentata da un provvedimento giudiziale (in tal caso occorrerebbe verificare se nel tale provvedimento si è trattato anche degli assegni famigliari). Ad ogni modo, a mio parere, lei ha senz’altro diritto a ricevere informazioni dall’INPS circa il motivo per cui gli assegni non vengono corrisposti e, nel caso, indurre, anche giudizialmente, sua moglie a chiederli.
Marco 15/03/2017
Buonasera, mi scusi per la risposta in ritardo, avevo perso il sito web e mi sono imbattuto nel mio vecchio commento sempre cercando una soluzione al mio quesito. La situazione è invariato, la mamma non chiede gli assegni e vuole più soldi al mese. Non siamo sposati, siamo separati, non abbiamo nessun accordo legale e nostro figlio vive con lei ed il compagno. Non voglio perdere gli assegni familiari e di certo se riuscissi a prenderli li pretenderebbe. Cosa posso fare?
Alina 24/09/2015
Buongiorno Avv.!Io e il mio ex compagno ci siamo separati 1 anno fa.Non siamo stati sposati.Abbiamo fatto una consensuale,ma nn abbiamo firmato nulla.Abbiamo 2 bambini di 10 e 4 anni,che vivono con me,ma l’affidamento e condiviso.condiviso ché però il padre fa le visite e forse una volta al mese prende i bambini a dormire da lui.lui da 400 euro ogni mese per il mantenimento dei bambini.invece per spese mediche e scuola non mi da ancora nulla.L’udienza e fissata per il 16/10/2015.La mia domanda e: gli assegni familiari che lui percepisce per i bambini da parte del INPS dovrebbero andare anche a me per i bambini?io non lavoro.lui e lavoratore dipendente.Grazie mille.buona giornata
poichè mi dice che ha l’udienza fissata per il 16/10/2015, ne deduco che è difesa da un avvocato, dunque, le consiglio di rivolgersi a lui per i chiarimenti che le occorrono. Essendo il suo legale conoscerà senz’altro meglio di me il suo caso e saprà fornirle i migliori consigli.
joy 24/09/2015
Buonasera. Sono separato da tre aa e mezzo. Due figli minorenni con affido congiunto. Nulla di stabilito precedentemente con il giudice in merito agli assegni. I figli hanno la residenza anagrafica della madre ma vivono a giorni stabiliti con me o con lei.
Dal 2012 ho ottenuto per 5aa autorizzazione a percepire gli assegni familiari (io sono dipendente privato). Ad oggi la mia ex moglie ha ottenuto la revoca del mio diritto a percepire gli assegni ed ha ottenuto di averli lei da gennaio 2015. Non avendo datore di lavoro li ha chiesti al mio.
Le domande sono 2:
-può l’ inps non comunicarmi nulla, non sospendermi gli assegni e dare a lei l’autorizzazione a mia insaputa?
-può lei o chiunque altro (inps,datore di lavoro etc…) chiedere a me di pagare gli assegni che ho percepito da gennaio 2015 a settembre 2015? per di piu in unica soluzione?
Io non sapevo nulla!!!!!!!!!
Grazie spero di averLe dato elementi sufficienti
francamente quella che mi descrive sembra una situazione paradossale, e dunque, …. verosimile poichè, come tutti sanno, la realtà a volte supera la fantasia.
Venendo a noi, a mio parere l’ente previdenziale non ha diritto di condannarla a restituire assegni famigliari già percepiti, tanto più senza averla neppure mai interpellata. Le consiglio di rivolgersi ad un legale quanto prima.
Otilia 01/10/2015
Salve, sono disoccupata, sposata ma ho tre bambini che non sono figli del mio marito, vorrei saper se loro hanno diritto a l’assegno familiare
Avv. Daniela Gattoni Post author 05/10/2015
uno dei presupposti per poter percepire gli assegni familiari per i suoi figli, è avere un rapporto di lavoro subordinato. Dunque, mi spiace ma lei, in quanto disoccupata, non ha un proprio diritto a percepirli. Ora, tuttavia, la questione è se suo marito possa percepirli (ammesso che abbia un lavoro dipendente?) per i tre figli che tuttavia non sono suoi, ma per quello che comprendo, vivono con voi. Del tutto francamente è una situazione che non mi è mai capitata prima d’ora ed è senza dubbio interessante in considerazione del nucleo familiare che comunque costituite. Ma ritengo che prima di ogni cosa occorrerà esaminare la figura del padre [naturale] dei tre bambini, anche solo per evitare sovrapposizioni di provvedimenti INPS.
Alessandro Brizzi 04/10/2015
Buongiorno Avv.Daniela Gattoni , io e la mia ex eravamo conviventi ed è nata nostra figlia che attualmente ha 12 anni , sia io che la madre siamo dipendenti d’azienda , la mia ex ha deciso dopo due anni di convivenza di abbandonarmi e ritornare dai suoi genitori, comunque abbiamo sempre lavorato tutti e due e da anni le chiedevo la detrazione del 50% dato che giustamente percepisce l’assegno per la figlia perché vive con lei e in più ,come è giusto il mantenimento di 350 euro da perte mia, tre anni fa siamo andati davanti a un giudice per stabilire i propri diritti e doveri su un affidamento condiviso,verbalmente le ho detto che da quel giorno avrei chiesto in azienda la detrazione del 50% alla azienda dove lavoro, ma purtroppo lei non è di comune accordo.Quindi lei da anni dichiara sempre il 100% e io da tre anni il 50% . Volevo sapere a cosa vado incontro sia io che lei se ne parlassi con l’agenzia delle entrate o all’INPS di questa situazione.in attesa di una sua risposta le porgo i mie più cordiali saluti.
non sono certa di avere compreso il suo quesito: mi sta forse dicendo che – per un difetto di comunicazione o forse è meglio dire di condivisione con la sua ex compagna – lei da tre anni sta percependo il 50% degli assegni famigliari e la sua ex compagna il 100%? Se è così certo che prevedo problemi. Purtroppo il rischio è quello di dover restituire all’INPS l’ammontare percepito in eccesso.
Vi consiglio di chiarire la questione.
sabrina 14/10/2015
Le scrivo non per me ma per mia madre che non riflette mai prima di agire.
Ho una sorellina di 6 anni che mia mamma ha avito con suo ex compagno non spno mai stati sposati e non hanno mai convissuto per fortuna lui è proprio una brutta persona.
Ora lui lavora come camionista e mia madre risulta disoccupata ma in realta lavora in nero.
Ha detto che lui vorrebbe richiedere gli assegni famigliari per mia sorella perché mia madre non può.
In questo modo, lui potrebbe avere l’affidamento di mia sorella dato che dimostrerebbe che mia mamma non ha una bustapaga fissa mensile?
Avv. Daniela Gattoni Post author 27/10/2015
Mi spiace di poterle rispondere solo ora, ma si tranquillizzi: l’affidamento dei figli prescinde dalla ‘busta paga’. In altre parole, non è quello il parametro in base al quale si decide la modalità di affidamento dei figli, ma principalmente la tutela dell’interesse dei figli stessi. Dunque, per rispondere al suo quesito, non sarà certo la richiesta degli assegni famigliari o il fatto di avere un’occupazione regolare che determinerà con chi deve stare sua sorella. Ma sarà, ad esempio, con chi si trova meglio sua sorella, e con chi, per il suo bene, è meglio che stia.
Siccome mi dice che il padre di sua sorella è anche una ‘brutta persona’, questo è un motivo in più per non temere di perdere la sorellina.
mario 17/10/2015
Gentile Avvocato, le volevo porre la questione dell’assegno del coniuge in caso di seprazione.
Separato da 2 anni ho fatto richiesta di autorizzazione all’inps per percepire gli assegni familiari dei miei due figli, ovviamente con l’assenso della mia ex moglie.
Inps da esito positivo per cui non appena il datore di lavoro me li corrisponde li trasferisco alla mia ex moglie in quanto i figli sebbene con affidamento congiuto vivono con la mia ex moglie. fin qui credo tutto chiaro.
La domanda è se posso fare richiesta dell’assegno del coniuge e percepirlo io in quanto corrispondo gli alimenti alla mia ex moglie. Il giudice nella sentenza non ha mensionato nulla di tutto ciò. Se ho letto bene in assenza di esplicita evidenzazione nella sentenza va da se che se corrispondo gli alimenti posso avere diritto all’assegno el coniuge anche se separato.
Mi può dare un consiglio ?
Avv. Daniela Gattoni Post author 12/02/2016
Mi scusi ma per un disguido tecnico riesco a leggere la sua mail solo ora.
Dunque, per rispondere al suo quesito, secondo l’interpretazione della Cassazione (Cass. Civ., Sez. VI, 23/05/2013 n. 12770), se nulla è stato disposto in sede di separazione, gli assegni familiari per il coniuge non solo lei li può chiedere ma li può anche trattenere. Trattandosi di interpretazione giurisprudenziale occorre essere cauti perchè potrebbe mutare.
Personalmente io avrei qualche dubbio sulla correttezza della interpretazione, ma questo è quanto ritiene la Corte di legittimità.
marcella 19/10/2015
DAL 2008 mi sono separata da mio marito e sto facendo le pratiche per il divorzio (ci spero) la nostra è stata una separazione dolorosa e controversa ho lasciato la casa i soldi perchè pensavo che questo lo tenesse più calmo. ma purtroppo non è stato così.Ho quattro figli di cui tre mi hanno seguita in un altra regione sono collocati presso di me e lui ha il diritto di visita.essendo casalinga non ho mai chiesto gl’assegni familiari dato che pensavo che non lavorando non potessi percepirli. ora da più parti mi viene detto che prima del divorzio sarebbe meglio regolarizzare questo fatto.il giudice in consensuale su questo non si è mai espresso e non si è mai toccato l’argomento.cosa posso fare? la ringrazio anticipatamente
personalmente le consiglio di chiedere al giudice del divorzio di regolamentare espressamente la questione degli assegni famigliari, per evitare problemi, anche di interpretazione che purtroppo spesso sorgono a questo proposito.
Giorgio 02/11/2015
salve avv. Daniela…. sono divorziato da 6 mesi…. ho 2 figli che vivono con la madre ..la mia ex non lavora e siamo separati in regime congiunto… il giudice ha emesso la residenza con la madre che vive con i genitori…. premetto che 2 anni fa mi si presento con un documento imps dove diceva che aveva diritto all’assegno nucleo famigliare..non specificava quanto… se in percentuale o tutto..premetto che i miei figli il fine settimana alternati stanno con me anche a dormire..piu’ il lunedi’ e mercoledi sono fissi…premetto che su omologa posso prenderli quando voglio…. cmq per quieto vivere ho passato gli assegni familiari…oltre che mi parte mezzo stipendio….giustamente anche io ho spese per i miei figli…cmq oggi giorno torna con questo documento alla quale mi chiede di compilarlo…..ma se e’ autorizzata perche chiedere a me tale autorizzazione… ? e giusto che dovrei dare l’intero importo degli assegni famigliari?non per altro tolgo il pane dalla mia bocca per i miei figli e sinceramente troverei ingiusta tale cosa..la ringrazio
Avv. Daniela Gattoni Post author 20/11/2015
Non so dirle perchè la sua ex coniuge le chiede di sottoscrivere un altro documento ai fini INPS. Le consiglio di informarsi meglio.
io e la mia compagna ci siamo lasciati, abbiamo un figlio minore per il quale ho fatto richiesta degli assegni familiari (al momento non vi è stata risposta); per informazione Le specifico che la mia ex e mio figlio risultano residenti con la madre di lei. La informo inoltre che la mia ex non ha reddito quindi la richiesta, anche se mio figlionon fa parte del mio nucleo familiare, l’abbiamo presentata a nome mio (lavoro dipendente) e la mia ex doveva poi firmare un documento così che potessimo ricevere questi assegni nella mia busta paga. Visto che le cose tra noi sono cambiate, se la mia ex non volesse più firmare questi soldi andrebbero persi?
La ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti.
non mi dice come vi siete separati, se con provvedimento giudiziale (o analogo), oppure di fatto. In teoria, poichè ormai anche per gli ex conviventi vigono gli stessi principi applicabili ai coniugati, allorchè il figlio viene affidato congiuntamente, gli assegni familiari andrebbero ripartiti tra i due genitori, ma occorre che ciò venga regolamentato.
Nicola De Biaggio 07/11/2015
Io mi sono separato da mia moglie consensualmente nel novembre 2014. Abbiamo 2 bambini che convivono con lei e che io vedo nei fine settimana. Io verso l’assegno di mantenimento per i bambini e per lei che è disoccupata. Io sono dirigente per cui il mio reddito non mi permette di percepire assegni familiari. Adesso lei ha chiesto all’INPS di poter percepire gli assegni. Che cosa può percepire se non occupata e se il mio reddito non permette di godere del diritto?
Avv. Daniela Gattoni Post author 02/02/2016
Mi scusi se, per un disguido, vedo e rispondo solo ora al suo quesito.
Francamente, in base alla situazione che mi descrive, anche a me sembra che sua moglie non possa pretendere gli assegni famigliari.
Andrea Rossi 14/11/2015
allora, ho convisuto con una donna la cui abbiamo avuto un figlio, doppo qualche anni ci siamo separati, non siamo mai stati sposati, io lavoro lei non ha mai lavorato, io comumque do gia al bimbo 450 euro tutti i mesi. in questo caso la assegno familiare del INPS tocca a me che lavoro o a lei? il figlio vive con lei, ma li ripeto io gia li do 450 euro al mese. li devo dare la assengno del INPS? oppure no? anche se io gia li do 450 euro al mese? la assengo del INPS lo prendo io tutti i mesi.
Gent.mo Signore,
in teoria gli assegni familiari dovrebbe percepirli il genitore con cui vive il figlio, tuttavia se non vi siete accordati su questo, se non avete chiarito che gli assegni erano a parte e non compresi nella somam concordata, ritengo che per lei non vi sia obbligo.
INES 17/11/2015
SONO SEPARATA CON AFFIDAMENTO ESCLUSIVO DI MIO FIGLIO.FINO AL DICEMBRE 2013 CON OPPORTUNA AUTORIZZAZIONE INPS,HO PERCEPITO REGOLARMENTE ANF IN QUANTO DIPENDENTE.NON AVENDO PIU’ DIRITTO IN PRIMA PERSONA HO FATTO RICHIESTA ALL’INPS PER AVERE AUTORIZZAZIONE A FARE RICHIESTA ALL ‘AZIENDA DEL MIO EX MARITO.MI E’ STATA CONCESSA L AUTORIZZAZIONE.NEL FRATTEMPO CHE L’INPS MI RISPONDESSE PERO’ IO SONO DIVENTATA LAVORATRICE AUTONOMA.ORA LA MIA DOMANDA E’ QUESTA:POSSO ANCORA USARE L’AUTORIZZAZIONE RILASCIATAMI DALL’INPS E QUINDI PERCEPIRE GLI ANF RICHIEDENDOLI AL DATORE DI LAVORO DEL MIO EX MARITO O COMMETTEREI ILLECITO?
RINGRAZIO ANTICIPATAMNETE.
A mio parere, può ancora utilizzare l’autorizzazione dell’INPS.
Veronica 27/11/2015
Buona sera avvocato gentilmente vorrei una delucidazione sono separata da più di tre anni ho due figlie di 9 e quasi 8 anni io sono disoccupata convivo con un nuovo compagno e abbiamo un figlio di quasi due anni,il mio ex marito è’ lavoratore dipendente presso una cooperativa come addetto alla sicurezza e percepisce un reddito mensile di 1200.00€ mensili ha anche lui una nuova compagna con il quale convive e hanno un bimbo di un anno, essendo lavoratore dipendente percepisce gli assegni familiari che dovrei avere io perché’ le mie figlie vivono con me (noi abbiamo un’affidamento congiunto ma lui non viene a prenderle e non le sente da un anno e mezzo) . La mia domanda è’ se posso richiedere ,oltre il mantenimento ,l’assegnazione a me dei suddetti assegni e sopratutto il mio ex da quando ci siamo separati non mi ha mai fatto firmare nessun foglio per autorizzarlo a percepirli, non penso che ci abbia rinunciato ma più che falsifichi la mia firma. Come posso fare una verifica per questo potrei recarmi in una sede inps e farmi dare delle informazioni al riguardo?è farmeli dare a me? Ringraziandola per un suo cortese riscontro le porgo distinti saluti
Avv. Daniela Gattoni Post author 01/12/2015
a fronte della modifica delle sue condizioni economiche, può (e forse deve) chiedere la modifica delle condizioni di separazione.
le consiglio di verificare la situazione presso un ufficio INPS, eventualmente anche notificando la sentenza di separazione. Se non riesce ad ottenerli così, purtroppo, a mio parere, le rimane solo il rimedio della modifica delle condizioni di separazione.
Luca 01/12/2015
Salve mi chiamo Luca vorrei sapere una sua opinione, mi sono separato (separazione congiunta con locazione delle bambine presso la madre) , abbiamo fatto una giudiziale però si è trasformata in una consensuale perché il giudice ha cercato degli accordi e abbiamo firmato il giorno stesso , premetto che :io ho una busta paga di € 1000 sono andato a vivere in casa affitto e pago € 250 al mese con regolare contratto, il giudice ha dato la mia casa (in cui abbiamo vissuto per 10 anni, che è stata donata a me dai miei genitori prima del matrimonio) a lei in quanto affidataria delle bambine (4 e 7 anni), un assegno di mantenimento di €280 che devo versare ogni mese, assegni familiari a lei (80€) detrazioni a lei.
Lei ha una busta paga di €1600 (infermiera). A me non sembra una cosa equa, io a malapena arrivo a fine mese, sperando che non ci siano cose extra per le bambine, come le sembra? Cosa potrei fare per far pagare qualcosa pure a lei? (quel giorno ho firmato ma poi mi sono reso conto che col mio stipendio non arrivo a fine mese. Gli assegni posso richiederli pure io? Le bambine stanno 12 giorni con me
se ho ben capito lei ha firmato le condizioni di separazione consensuale senza esserne convinto.
Se le condizioni non sono state ancora omologate è possibile ancora intervenire.
Se invece sono state omologate, le rimane la possibilità di chiedere la modifica di quelle condizioni di separazione, cioè un nuovo procedimento, anche se più breve.
Serena 15/01/2016
sono separata con affido condiviso ma i figli vivono solo con me e il padre li tiene poco solo per le classiche “visite” e quando più gli fa comodo. Sono libera professionista in gestione separata ma non posso chiedere ANF sulla mia posizione in quanto il reddito da lavoro non raggiunge il 70% del reddito totale. Mio marito prende gli assegni familiari anche se spettano a me come genitore convivente dicendo che siccome non ho reddito zero non mi spettano. Leggendo la normativa ho letto che non serve il reddito zero ma basta avere una posizione non tutelata come nel mio caso. Chi ha ragione? Come posso far valere il mio diritto?
se suo figlio risulta con lei convivente può intanto tentare di inoltrare la richiesta all’INPS del luogo, perchè secondo la normativa vigente, dovrebbe essere lei, in quanto genitore convivente, a percepire gli assegni familiari corrisposti al padre (in tutto o per la metà, perchè mi dice che avete un affido condivido). Tuttavia, è chiaro che se non riesce ad ottenerli (è necessaria una collaborazione del padre) le resta solo il ricorso al giudice.
PATRIZIA 26/01/2016
Buongiorno, vorrei chiederle un consiglio. Sono separata con affidamento congiunto della bambina. Io mi sono trasferita e la bambina frequenta casa paterna e materna come stabilito attraverso mediatore familiare e anche se è molto + con me che con il padre, la residenza della bambina non è stata cambiata ed è rimasta con il padre. Ora volevo fare richiesta per gli assegni familiari essendo io lavoratrice part time.Il padre è lavoratore autonomo e mi hanno detto non può richiederli. A me invece hanno detto che per averli devo trasferire la residenza di mia figlia cosa che il padre non è intenzionato a fare, mentre sarebbe disponibile a firmare un foglio in cui dichiara che gli assegni familiari possono essere da me percepiti. Questo può bastare all’INPS? Grazie
Avv. Daniela Gattoni Post author 26/01/2016
Mi spiace, ma a mio parere non può bastare. Il presupposto per percepire gli assegni familiari, è proprio la convivenza, dunque a mio parere occorre che la figlia risulti residente quantomeno ANCHE presso di lei. Ora, dopo la modifica ultima in diritto di famiglia introdotta dal D.L.gs 28/12/2014, n. 154, esiste anche la ‘residenza prevalente’, intendendo, dunque, non esclusiva presso un solo genitore. In sintesi, se il padre non acconsente alla modifica della formale residenza, non le rimane che chiederlo giudizialmente.
oana 28/01/2016
Buongiorno avrei bisogno di un suo parere. Fin’ora ho percepito io la mamma gli Anf per la figlia nata nel 2015 adesso non lavoro piu e mi interessa sapere se mio compagno papa della bambina gli puo prendere lui?cosa bisogna fare per cambiare se possibile da me a lui perche lui lavora.e se si puo gli puo richiedere arretrati da quando non li prendo piu io (saranno passati 6 mesi che non gli prendi perche non lavoro piu)le ringrazio anticipatamente.
non mi dice che lei ed il padre della bambina siete separati, dunque, si tratta di una normale situazione di percezione degli assegni familiari. Per cui, se il suo compagno abbia o meno diritto di percepirli, dipende dalla sussistenza dei requisiti previsti dalla legge: se si tratta di lavoro dipendente, se il vostro reddito non supera una certa soglia, etc.. Le consiglio di rivolgersi ad uno sportello INPS del luogo.
ivan 28/01/2016
buona sera avv. gattoni,le porgo la mia domanda:anni fa’ un dipendente inpdap gli fa fare a mia mamma la richiesta x gli assegni dei miei figli in quando sia io che mia moglie siamo disoccupati e per tanto come nonna ci aveva detto che si poteva fare. ora io sono invalido civile al 76 x cento, prendo solo la prestazione di 285 euro che so io e’ una prestazione individuale volta x la mia patologia. e questo sig. del’inpdap mi diceva che questa pensione io non la dovevo dichiarare in quanto non fa reddito e che i miei figli non centrano nulla con la mia pensione e che quindi mia mamma poteva stare tranquilla e fare la domanda x gli assegni. ora a distanza di 10 anni gli arriva una lettera a mia mamma dell’inps x il recupero dei soldi in quanto io dovevo dichiarare anche la mia pens. di inv. quanto mi hanno sempre detto caf compresi che la mia pensione non fa reddito e come tale non va dichiarata. in breve gentile avv.mi puo aiutare mia mamma e’disperata ed io non so come aiutarla con due figli in tenera eta’ e con soli 285 euro che mi servono per giunta per la mia patologia? grazie e scusi il prolungamento
purtroppo gli elementi che mi fornisce mi risultano insufficienti per poterle dare una risposta seria al quesito. Le consiglio, dunque, di rivolgersi ad un legale e sottoporgli il problema. Prendendo atto delle vostre difficoltà economiche, le ricordo che per procedere giudizialmente (qualora fosse necessario) è possibile essere a ammessi al gratuito patrocinio a spese dello Stato. Buona fortuna.
Franco 31/01/2016
Buongiorno, vorrei chiederle un consiglio
da febbraio 2015 mia moglie se ne andata di punto in bianco
dicendo che non mi amava più’ e che la mia presenza non la sopportava più’
“non abbiamo figli”
lasciandomi con debiti a rate da pagare “avevamo aperto un negozio assieme”
io non ho nulla di intestato tranne la casa che ho ereditato,e una macchina che sto pagando delle rate mensili,
ora vorrebbe fare il divorzio in germania al consolato…..perche’ in germania e non in italia ?
abbiamo sempre lavorato in germania e siamo iscritti AIRE
vorrei sapere se avrebbe diritto dell’assegno di mantenimento.
Per poter individuare il giudice competente (e la conseguente disciplina applicabile) a decidere sulla vostra separazione (e così stabilire, anche, se sua moglie ha diritto o meno all’assegno di mantenimento), occorre sapere dove avete vissuto.
Le vostre questioni di natura patrimoniale (il negozio aperto insieme), sono autonome rispetto alla separazione, anche se dovranno essere valutate anche in quella sede per comprendere quali sono le vostre reali condizioni economiche.
Valeria 06/02/2016
Buongiorno Avv. Gattoni, io e mio marito presenzieremo all’ udienza di separazione consensuale davanti al giudice ad aprile pv. Attualmente percepisce gli assegni famigliari e mi ha chiesto di andargli incontro chiedendo che mi versi solo il 50% dell’importo che percepisce in busta paga ( a me sconosciuto). Vorrei oppormi a tale richiesta facendo leva sul fatto che spettano al genitore presso il quale il figlio minore vive (la sottoscritta) e che nell’importo dell’assegno di mantenimento che mensilmente versa è già compresa la retta scolastica (la bambina frequenta la prima elementare) che solitamente è esclusa! Secondo lei sono bella posizione per far valere le mie ragioni? Grazie cordiali saluti
Gentile Signora Valeria,
da quello che comprendo lei è assistita da un collega, dunque, non comprendo perché rivolge a me questi quesiti. Sono certa che il suo legale di fiducia le fornirà la giusta risposta. Buona giornata.
Maria 10/02/2016
Buongiorno. Un padre e obligato a chiedere gli assegni per mandarle alla mama dei figli che vivano con lei?
Buongiorno. A mio parere, se ricorrono tutti i presupposti, tra cui la convivenza (quantomeno prevalente) dei figli con quel genitore (in questo caso la mamma), lei, quale padre, qualora non provveda spontaneamente (e sempre che non abbia ha motivo legittimo per rifiutarsi), potrebbe essere ‘obbligato’ con provvedimento giudiziale.
Katia 14/02/2016
Gentile avvocato sono una donna separata .Io e il mio ex marito abbiamo intenzione di far richiesta degli assegni familiari per nostro figlio .Specifico che abbiamo l affidamento condiviso del bambino che però sulla sentenza di separazione risulta residente dal padre .Noi genitori lavoriamo entrambi con contratto indeterminato .Un patronato a cui mi sono rivolta per un informazione mi ha detto che può fare la richiesta solo il genitore a cui è stata affidata la residenza del minore. È vero ? Oppure si può trovare una soluzione perché avevo intenzione di richiederti io .
Avv. Daniela Gattoni Post author 15/02/2016
a mio parere, nel caso di affido condiviso, gli assegni famigliari per il figlio dovrebbero essere percepiti da entrambi i genitori nella misura di metà ciascuno (sempre che sussistano i presupposti, almeno in capo ad uno dei due, di percepirli).
betty 22/02/2016
Salve avrei bisogno di un informazione ,io convivevo con mio ragazzo e abbiamo 2 figli minori dal 2009 al 2010 prendevo i assegni familiari ,quando e scaduto non lo piu rinuovato ora ci siamo separati dal 1013 e ho cambiato risidenza con i figli,lui non ha mai mantenuti i figli ho sempre fatto tutto da sola ora sono andata x chiedere i arretrati che sarano dal 2011 al 2015 e risulta che mio ex a chiesto i arretrati e statato pagato tutto.io vuolevo sapere se puo anche se non ha la residenza dove abita i figli se ha diritto?
Avv. Daniela Gattoni Post author 04/03/2016
secondo non può il suo ex compagno riscuotere gli assegni famigliari relativi al periodo in cui non ha vissuto con i figli.
Andrea 24/02/2016
Buongiorno Avvocato, la mia compagna (non convivente con me) è separata dal suo ex marito dal luglio 2014 (omologazione separazione consensuale). Nonostante ciò, il suo ex non ha provveduto al “formale” cambio di residenza, anche se fisicamente viveva già altrove alla data dell’omologa di separazione. Quindi separazione consensuale e mancato “formale” cambio di residenza. Dopo reiterate richieste da parte della mia compagna, il suo ex, a Dicembre 2015, ha provveduto a depositare in comune la richiesta di nuova residenza e da allora, non risulta più nello stato di famiglia della mia compagna, con la quale convivono i due figli minorenni (3 e 7 anni). La mia compagna ha presentato una istanza all’INPS per poter percepire gli assegni familiari. Fino a quel momento, in costanza di matrimonio, NON avevano mai chiesto gli assegni e quindi mai percepito nulla da inps. L’INPS ha accolto l’istanza riconoscendo alla mia compagna il diritto a percepire gli assegni familiari ma, NON dalla data di omologazione della separazione consensuale (luglio 2014), ma dal mese di Dicembre 2015, e cioè, dal mese in cui il suo ex ha formalmente fatto istanza al comune per chiedere la nuova residenza. INPS ritiene dunque che il diritto a percepire gli assegni familiari postuli che l’altro coniuge risieda “effettivamente” altrove, a nulla rilevando la data di legale separazione riportata dall’omologa . Ciò premesso, Le chiedo se sia legittimo che l’inps faccia dipendere tale diritto dalla “effettiva” nuova residenza da parte dell’altro coniuge e se, alla luce della responsabilità introdotta col nuovo 337 sexies, possa essere fatta valere nel giudizio di divorzio giudiziale una pretesa risarcitoria corrispondente all’importo degli assegni familiari non corrisposti per il periodo compreso tra l’omologa e l’effettivo cambio di residenze dell’ex marito. La ringrazio !!!
il suo caso non è semplice. A mio parere dovrebbe prevalere la data dell’omologa della separazione, anzi, prima ancora la data dell’udienza presidenziale (data a decorrere dalla quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati). Occorrerebbe sapere se il marito della sua compagna ha a sua volta percepito gli assegni famigliari per il tempo in cui ha lasciato la residenza dove in realtà non abitava già più, perchè in tal caso, gli arretrati potranno essere richiesti a lui.
Elena Massignani 02/03/2016
nel 2011 il mio convivente ha iniziato una nuova relazione (con la nuova compagna ha avuto altri 2 figli) ed è andato via dalla casa di mia proprietà. Dalla nostra relazione sono nati 2 figli. Ora hanno 6 e 8 anni. Da quando sono nati li ho sempre messi a carico mio fiscalmente ed ho sempre richiesto gli assegni famigliari al 100%. Per motivi economici non ho potuto affrontare le pratiche legali per regolamentare l’affidamento e il mantenimento. Ho tentato più volte un “accordo privato” senza alcun risultato. Dal 2011 fino a maggio dello scorso anno il mio ex non ha mai contribuito in alcun modo né al mantenimento né alla cura dei figli (li veniva a trovare sporadicamente, facendo passare anche mesi tra una visita e l’altra). Per il mancato mantenimento ho sporto 2 denunce presso la caserma locale dei carabinieri, al momento senza alcun esito. A maggio 2015, quando finalmente era stato assunto presso un’azienda ho fatto le pratiche per il pignoramento dello stipendio. Lui appena il giudice ha stabilito la quota di 300 euro per il mantenimento dei minori si è licenziato. Da qualche mese ha però spontaneamente iniziato a darmi un assegno di 150 euro. Ho scoperto solo ora che già per il 2015 ha iniziato a chiedere il 50% delle detrazioni fiscali per figli a carico e molto probabilmente anche il 50% degli assegni famigliari. C’è qualcosa che devo o posso fare (oltre a rivolgermi a un giudice) per impedirgli questo, dato che i bambini vivono e sono mantenuti solo da me e lui continua a vederli sporadicamente?
mi spiace per la sua vita ‘complicata’.
Per quanto riguarda gli assegni famigliari mi sembrerebbe certo che essi debbano essere corrisposti a lei interamente. Dunque, lei a mio parere ha diritto di chiedere anche gli arretrati qualora siano stati percepiti dal padre. Per questo (oltre a rivolgersi al giudice anche per il mantenimento dei figli), può provare, nelle more a comunicare il tutto all’INPS e tentare di chiarire direttamente con l’Ufficio locale. Se non riesce, naturalmente, rimane il giudice. In bocca al lupo.
Michele 04/03/2016
Gentile avvocato ,io ho un figlio di 4 anni e non vivo più con la mia ex compagna quindi abbiamo la residenza diversa.,ci siamo lasciati senza andare da un avvocato . Io al momento percepisco l’ assegno familiare perché lei avendo partita iva non ne ha diritto. La domanda è sono in regola o vado incontro a qualche sanzione ?
Gentile Sig. Michele,
la corresponsione degli assegni familiari è legata alla convivenza e, in caso, di separazione tra genitori, all’affidamento del figlio, dunque, da quello che mi dice non dovrebbe essere lei a percepirli ma la madre del bambino, oppure, al massimo, dovreste fare metà per ciascuno (anche se non me lo precisa immagino che suo figlio stia anche un po’ con lei).
CARLO MARIA TODINI 29/03/2016
Io e mia moglie siamo separati legalmente da qualche mese. Io vorrei che lei prendesse l’assegno familiare per mia figlia. Il problema sta nel fatto che io ho ancora la residenza dove vive mia moglie, e a causa di questo sembra che a mia moglie non spetti l’assegno.
Potrebbe cortesemente dirmi cosa prevede la legge in questi casi?
Avv. Daniela Gattoni Post author 20/04/2016
In effetti se risulta ancora la stessa residenza, si presume che vi sia ancora convivenza, dunque, sostanzialmente per l’INPS è come se non vi foste separati.
ale 31/03/2016
Separata dal 2007. Omologa di separazione prevede mantenimento dei miei due figli di € 600, comprensivi degli assegni famigliari sempre percepiti dal mio ex marito.
Premessa: il mio ex marito con cui sono in ottimi rapporti, mantiene la residenza nella casa dove vivo con i figli che e’ anche di sua proprieta’, con il mio accordo, per una forma di comodita’ dato che si era trasferito a vivere in caserma, fino a novembre 2015 quando ha comprato un appartamento e quindi trasferito la residenza.
Agosto 2014 cambio lavoro e cio’ mi da’ la possibilita’ di richiedere io gli assegni, con un reddito piu’ basso la quota e’ piu’ alta, tutto questo con pieno accordo del mio ex marito che ha anche firmato l’apposito modulo dove dichiara di non percepire la quota suddetta.
INPS: mi accorda gli assegni solo dal momento di cambio residenza ( novembre 2015) dell’ex.
Mi chiedo….. perche’ lui poteva prendere gli assegni indipendentemente dalla residenza e io non posso avere gli arretrati se non dal momento in cui lui cambia la residenza?
Se fossi stata sposata avrei potuto tranquillamente richiederli…..da separata no? Semplicemente per un discorso di numero civico?
Avv. Daniela Gattoni Post author 06/04/2016
mi verrebbe da risponderle ‘tutto può essere’, nel senso che questa questione, avendo poche norme e scarsamente chiare, è di fatto rimessa alla soggettiva interpretazione del singolo funzionario.
Tuttavia, devo in realtà riconoscere che l’aver mantenuto la stessa residenza da separati è già piuttosto singolare (molti Tribunali non omologano la separazione in casi come questi) e che comunque il requisito della convivenza con i figli, in generale, è un elemento decisivo ai fini degli assegni familiari. Dunque, direi che l’INPS ha deciso così non tanto per un discorso di numero civico ma sul presupposto di una convivenza che prima risultava formalmente in un certo modo, e solo dopo è stata modificata. E per quel tempo, per quanto ho compreso, gli assegni non sono stati negati ma corrisposti a suo marito. Dunque li dovrebbe richiedere a suo marito. Se lei avesse ottenuto gli assegni familiari dall’agosto 2014 ci sarebbe stata una duplicazione di corresponsione.
Roberta 04/04/2016
Gentile Avvocato, se possibile vorrei un aiuto da parte sua …… io sono separata legalmente da diversi anni e ho due figli minori che vivono con me. Da sempre il mio ex marito percepisce gli assegni familiari per i bimbi ma nn li ha mai girati a me.
I figli risiedono con me e lui li vede quando vuole, oltre che nei giorni pattuiti.
Sul modulo per la richiesta, c’e’ un apposito riquadro per la firma della moglie che approva che gli assegni vengano presi da lui .. ma io non ho mai firmato, neanche lo sapevo. All’inps hanno confermato che , pur non essendoci la firma dell’altro coniuge, cioe’ la mia firma, il mio ex marito ha percepiti gli assegni. Mi chiedo ma e’ normale che un ente corrisponda tali somme avendo ricevuto una domanda incompleta e irregolare? Come posso io ricevere questi assegni? E posso recuperari quelli ingiustamente sottratti finora? Grazie
in presenza di affido condiviso, ed inoltre stante la convivenza dei figli con lei, a mio parere lei potrebbe avere il diritto ad avere il 50% degli assegni familiari percepiti da suo marito, ivi compresi gli arretrati.
Ho dimenticato di dirle che l’affido e’ congiunto ma vivono entrambi con me. Grazie dinuovo.
francop 08/04/2016
separato e divorziato ho 4 figli con me collocati a chi spettano le detrazioni fiscaòli e in che misura
Direi a lei. Ma non posso essere più precisa poichè lei mi dice nulla con riguardo al mantenimento dei 4 figli.
Iolanda 06/05/2016
Salve ho affidamento condiviso ma i figli vivono con me il mio ex marito lavora nel l’esercito a chi spettano gli assegni
Avv. Daniela Gattoni Post author 09/05/2016
Sempre che il nucleo familiare ne abbia diritto, dovrebbero spettare a lei.
Martina 19/05/2016
Salve io volevo aver un chiarimento sull’assegno di maternità del comune che viene erogato dall’INPS..io ho fatto domanda è m’è stata accettata. .la somma a me spettante m’è stata erogata in conto corrente. .ora dopo un mese m’arriva a casa una comunicazione che m’informa che c’è stato un errore e che mi viene revocato il tutto perché io ho già usufruito dei soldi dell’INPS essendo lavoratrice dipendente..però io ho dichiarato il tutto..ora mi chiedo com’è possibile erogare dei soldi e accorgersi dopo d’aver sbagliato. .prima bisogna far dei conteggi ecc..ora cosa dovrei fare io?lì restituisco?
L’errore, naturalmente, deve essere verificato. Le consiglio di rivolgersi ad un patronato.
Elena 21/05/2016
Buonasera Avvocato, sono separata ed ho due figli affidati a me, una ancora minorenne, l’altro è diventato maggiorenne ad ottobre 2014 ed è disabile al 60%, io sono quasi 4 anni che non riscuoto gli assegni familiari, da settembre 2012, in questi anni ho lavorato solo 5 mesi, mentre il mio ex ha lavorato in maniera continuativa. Ora se facessi io la domanda per gli assegni familiari prenderei poco quindi per logica la domanda dovrebbe farla lui ma si rifiuta, non ha nemmeno mai versato l’intera somma stabilita dal Giudice come mantenimento, infatti si sono accumulati 15.000 euro che dovrà darmi con il pignoramento del 5° dello stipendio, la mia domanda è… C’è una maniera per poter riscuotere gli assegni familiari per il periodo di lavoro che riguarda lui senza il suo consenso? La ringrazio, sono veramente disperata.
Occorre verificare cosa è stato previsto sul punto in sede di separazione, tuttavia, può provare ad instaurare un’azione diretta nei confronti dell’INPS.
Alberto 24/05/2016
Buongiorno sono un marito separato con consensuale ed affidamento congiunto,e la figlia dimora con la mamma la mia ex moglie non ha più diritto agli assegni familiari poiché ha ereditato e il suo reddito è aumentato. Questo mi da diritto a richiedere sulla mia busta paga gli assegni x la figlia minore. Sono obbligato a versarli interamente alla mia ex moglie o è possibile fare al 50% grazie
Sulla base dei pochi dati che mi fornisce, sembrerebbe di sì perchè vi è affido condiviso della figlia.
Se sia obbligato o meno a dare il 50% degli assegni familiari a sua moglie, dipende da quanto è stato previsto a questo proposito nella separazione.
Matteo 25/05/2016
Sono separato con omologa del tribunale da dicembre 2015.
Nell’accordo è previsto che io debba versare gli arretrati degli assegni nucleo familiare, al tempo composto da 5 componenti compresi tre minori.
La diatriba in questione con la mia ex è la seguente;
Io le ho versato la quota pari ai 4/5 degli assegni trattenendo la quinta parte poiché, da suggerimenti della consulente, un quinto di tale importo non è dovuto alla mia ex.
Tecnicamente trattasi di “assegni nucleo familiare” e quindi viene conteggiato in base al numero dei componenti della famiglia.
Tale somma, ossia un quinto degli arretrati, è giusto che io la trattenga oppure è dovuta??
In attesa di riscontro porgo distinti saluti.
Se la valutazione del suo consulente si riferisce agli assegni percepiti per il coniuge ‘a carico’, sembrerebbe corretta.
Pasquale 01/10/2016
Gent.mo avv. Ho due figlie mi sono separato dal 2000 ho sempre dato l’assegno di mantenimento, ho due figlie oggi maggiorenni entrambe hanno una relazionale con convivenza. La più grande lavora da 4 anni a contratto di 6 mesi per volta. Le chiedo ma come mai devo ancora dare l’assegno di mantenimento alla madre per antrambe?
Le voglio dire che dalla relazione di convivenza sono diventate genitori. Ma io fino a quando darò l’assegno di mantenimento alle ragazze se non si vogliono spostare? Devo per forza aspettare che si legano effettivamente? Ho posso sospendere l’assegno visto che hanno i figli e convivono?. Grazie.
Avv. Daniela Gattoni Post author 19/10/2016
Dal quadro che mi descrive, sembrerebbe – e dico sembrerebbe – che le sue due figlie, abbiano raggiunto la loro indipendenza economica (lavoro, convivenza, prole), dunque, non sembra più sussistere a suo carico l’obbligo di contribuire al loro mantenimento.
Nella peggiore delle ipotesi, comunque, certamente, non sussiste il suo obbligo di corrispondere il mantenimento per le due figlie, alla madre, per il fatto che – lei mi dice – che esse, maggiorenni, non convivono più con lei. Infatti, se obbligo al mantenimento ancora vi fosse, lei potrebbe tranquillamente e direi giustamente adempiervi pagando direttamente le figlie e non la madre.
vincenzo beltrami 05/10/2016
Mia figlia non sposata ha 2 figli riconosciuti dal padre, che vive con me e sono nel mio nucleo famigliare. Finora non lavorando nessuno dei 2 genitori , ho sempre ricevuto l’assegno come nipoti equiparati figli. Ora il padre ha trovato lavoro, mi è stato detto che ora deve richiedere Lui l’assegno, che però spetta alla Madre in quanto sono nel suo nucleo famigliare. Chiedo come avviene il pagamento? direttamente dall’ azienda dove lavora il padre o direttamente dal padre? Grazie
Il pagamento viene di norma effettuato dal datore di lavoro, di somme stanziate dall’INPS, su richiesta e naturalmente sempre che vi siano i presupposti.
Le consiglio, comunque, di rivolgersi al locale sportello INPS che le fornirà (o così dovrebbe) ogni chiarimento al riguardo.
Claudio 18/03/2017
Buongiorno, mi sono separato da mio maglie (lavoratrice autonoma) consensualmente e con affido condiviso per i 2 figli minorenni. I miei due figli vivono con la madre nella casa intestata a me ed alla mia ex moglie, mentre io sono andato a vivere in un’altra casa in affitto. Nell’atto di separazione è previsto che gli assegni famigliari vengano percepiti dal sottoscritto. Io sono un lavoratore dipendente, ma il patronato a cui mi sono rivolto mi ha comunicato che io non ho diritto agli assegni famigliari. Eppure ho letto che, in caso di affido condiviso, gli assegni famigliari possono essere percepiti o da uno o dall’altro genitore. Ho diritto quindi a percepire gli assegni famigliari? Posso quindi inoltrare la domanda all’Inps?
Avv. Daniela Gattoni Post author 06/04/2017
Se nelle condizioni di separazione è precisto che gli assegni familiari li percepisca lei, certo che può fare la domanda e certo che ha diritto di percepirli.
marco 30/06/2017
Ho già separazione e divorzio “condiviso” (dicembre 2016) in cui abbiamo convenuto che la mia ex mi corrisponda assegno di 250 € in quanto i 3 figli stanno maggiormente con me.
Nell’atto di divorzio abbiamo pattuito che assegno familiare (quello in busta paga) lo percepisca lei.
Ora, essendo una figlia diventata maggiorenne Lei ha visto ridursi importo assegno statale di circa € 200 e minaccia di agire per vie legali chiedendo di rivedere atto divorzio attestando che le sue condizioni economiche sono diminuite di € 200. In pratica chiede di non versami più nulla.
Chiedo: gli assegni familiari che percepisce lei fanno testo e la loro è sufficiente per chiedere la modifica dell’atto di divorzio?
Se si, allora se un domani a me diminuiranno le Detrazioni potrò chiedere variazione atto divorzio?
Avv. Daniela Gattoni Post author 18/07/2017
Ogni variazione di natura economica (e non) può legittimare la richiesta di revisione o comunque di modifica dell’assegno di mantenimento. Tuttavia, anche se ogni caso va esaminato a sè, da quello che mi dice, una variazione di € 200,00 mensili dubito che possa condurre ad una reale modifica del contributo al mantenimento. Buona giornata. Avv. Daniela Gattoni
mauro maranto 08/06/2017
Buongiorno, la mia domanda è la seguente: siamo genitori non sposati di un bambino di 10 anni. La madre vive da tre anni in un’ altra casa (siamo separati) ma nei primi due ha mantenuto la stessa residenza. Abbiamo deciso che sia la madre a percepire l’assegno di nucleo famigliare. Da quest’anno la madre ha cambiato residenza, mentre la residenza del bambino rimane la medesima del padre. al momento di fare la richiesta il sistema on-line dell’Inps ha preteso che il figlio fosse residente con la madre per poter fare la richiesta dell’assegno.
noi invece vorremmo che il bambino mantenesse la residenza col padre ma che fosse la madre a ricevere l’assegno. ci è stato detto di fare nel seguente modo: Il padre (dipendente) chiede l’assegno famigliare e poi si accorda con l’azienda della madre (dipendente) per farlo accreditare a lei.
Non riusciamo però ad avere informazioni dettagliate di questa procedura.
Mi può aiutare??
Mauro Maranto
Gentile Sig. Mauro,
mi piacerebbe aiutarla ma francamente la risposta che richiede dipende molto dai regolamenti specifici e dall’intepretazione di essi da parte dei singoli dirigenti dell’INPS. Quello che le posso dire è che normalmente quando le parti si accordano, come nel vostro caso, difficilmente l’INPS non ne prende atto. Buona fortuna. Avv. Daniela Gattoni
Tommaso 02/01/2020
Avv Daniela,sono Tommaso destino le spiego sono 2 mesi che inps non mi paga and per mia moglie ho un figlio a carico studente 5 anno del 2002 compiuto a novembre, quindi mi hanno tolto ass.anche se studente ancora m per mia moglie per He da 2 mesi non mi pagano.la ringrazio auguri
roberto 21/01/2020
salve, io volevo sapere ma è corretto per il datore di lavoro trattenere assegni familiari arretrati?io ho fatto la richiesta,in accordo con la mia ex moglie,di richiesta degli assegni familiari a me spettanti per gli ultimi due anni,ma l’ente per cui lavoravo ha trattenuto la somma a parziale pagamento di una somma che mi era stata erronaeamente versata.
se volessimo ricorrere presso quale tribunale potremmo farlo?è possibile farlo anche presso la corte dei conti?
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