Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/56
Timestamp: 2020-07-13 21:15:42+00:00
Document Index: 175148459

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 74', 'art. 56', 'art. 44', 'art. 93', 'art. 69', 'art. 56', 'art. 2917', 'art. 1241', 'art. 2917', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 51', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 56', 'art. 1243', 'art. 56', 'art. 56', 'art 80', 'art 1592', 'art 56']

I. I creditori hanno diritto di compensare coi loro debiti verso il fallito i crediti che essi vantano verso lo stesso, ancorché non scaduti prima della dichiarazione di fallimento.
II. Per i crediti non scaduti la compensazione tuttavia non ha luogo se il creditore ha acquistato il credito per atto tra i vivi dopo la dichiarazione di fallimento o nell'anno anteriore.
Fallimento – Patto di compensazione – Inopponibilità – Inefficacia delle rimesse bancarie successive alla dichiarazione di fallimento – Obbligo di restituzione.
In presenza di mandato all’incasso, la facoltà della banca di compensare il proprio credito con gli incassi effettuati per conto del cliente può aver luogo solo in forza di apposita clausola che attribuisca tale facoltà alla banca, la quale comete il relativo onere probatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 05 Novembre 2019. Segue...
Fallimento - Credito d'IVA - Compensazione con debiti erariali - Ammissibilità - Principio di neutralità - Violazione - Esclusione - Fondamento - Posizione IVA prefallimentare e postfallimentari - Diversità - Coincidenza della partita IVA - Irrilevanza - Ragioni - Redazione di due distinte dichiarazioni IVA - Necessità.
In materia tributaria è ammissibile la compensazione, ex art. 56 della l. fall., del credito IVA chiesto a rimborso dal fallito con i debiti erariali, sorti anteriormente alla dichiarazione di fallimento, anche quando il controcredito del fallito divenga liquido od esigibile successivamente, non determinandosi violazione del principio di neutralità dell'imposta poiché la posizione IVA maturata in epoca precedente la dichiarazione di fallimento è differente da quella successiva, ponendosi la coincidenza della partita IVA per le operazioni prefallimentari e postfallimentari come circostanza meramente occasionale, che non muta l'autonomia giuridica delle operazioni facenti capo al fallito, di cui il curatore è avente causa e amministratore del patrimonio, e quelle riferibili alla massa dei creditori, nel cui interesse opera il curatore stesso, quale gestore del patrimonio altrui, con conseguente necessità di redazione, ai sensi dell'art. 74-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, di due distinte dichiarazioni IVA, aventi ad oggetto le operazioni effettuate dal fallito anteriormente e successivamente al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 29 Maggio 2019, n. 14620. Segue...
Fallimento - Terzo cessionario del credito nei confronti del fallito e suo debitore - Compensazione - Condizioni.
Il terzo "in bonis" non può eccepire, ex art. 56, comma 2, l.fall., la compensazione tra un proprio debito verso il fallito con un credito, scaduto anteriormente alla dichiarazione di fallimento, di cui, però, il primo sia divenuto titolare, per atto di cessione tra vivi, dopo l'apertura del concorso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2019, n. 9528. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Curatore che eccepisca la compensazione avvalendosi di contratto stipulato dal fallito - Revocatoria del contratto - Preclusione endofallimentare.
Nel caso in cui, in sede di verifica del passivo innanzi al giudice delegato, il curatore si avvalga di un diritto contrattuale del fallito, preclude ogni possibile ragione di inefficacia di detto negozio, in quanto, subentrando nella posizione contrattuale del fallito, lo ha reso opponibile alla massa dei creditori ed ha perduto, rispetto a detto rapporto, la posizione di terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Marzo 2018. Segue...
Bonifico - Natura giuridica ed effetti - Bonifico affluente in conto passivo - Banca quale effettiva beneficiaria della rimessa - Configurabilità - Conseguenze - Revocatoria fallimentare dell'accreditamento - Ammissibilità.
In tema di contratti bancari, il "bonifico" (ossia l'incarico del terzo dato alla banca di accreditare al cliente correntista la somma oggetto della provvista) costituisce un ordine (delegazione) di pagamento che la banca delegata, se accetta, si impegna (verso il delegante) ad eseguire; da tale accettazione non discende, dunque, un'autonoma obbligazione della banca verso il correntista delegatario, trovando lo sviluppo ulteriore dell'operazione la sua causa nel contratto di conto corrente di corrispondenza che implica un mandato generale conferito alla banca dal correntista ad eseguire e ricevere pagamenti per conto del cliente, con autorizzazione a far affluire nel conto le somme così acquisite in esecuzione del mandato. Ne deriva che, secondo il meccanismo proprio del conto corrente, la banca, facendo affluire nel conto passivo il pagamento ricevuto dall'ordinante, non esaurisce il proprio ruolo in quello di mero strumento di pagamento del terzo, ma diventa l'effettiva beneficiaria della rimessa, con l'effetto ad essa imputabile (se l'accredito intervenga nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento, ricorrendo il requisito soggettivo della revocatoria fallimentare) di avere alterato la " par condicio creditorum”. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Febbraio 2018, n. 3086. Segue...
Fallimento - Pignoramento presso terzi - Pagamento al creditore eseguito dopo l'assegnazione - Inefficacia ex art. 44 l.f..
Fallimento - Locazione finanziaria immobiliare - Contratto di mutuo - Collegamento negoziale - Fallimento dell’utilizzatore - Applicazione della disciplina inderogabile prevista dalla legge fallimentare per ciascun contratto.
Fallimento – Giudizio ordinario promosso dal curatore – Eccezione riconvenzionale di accertamento di un controcredito verso il fallimento – Ammissibilità
Fallimento – Giudizio ordinario promosso dal curatore – Domanda riconvenzionale di accertamento di un controcredito e di condanna verso il fallimento – Inammissibilità .
Nel giudizio promosso dal curatore per il recupero di un credito del fallito, il terzo convenuto può sempre opporre in via di eccezione riconvenzionale la propria pretesa creditoria a prescindere dalla previa insinuazione al passivo. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata)
Nel giudizio promosso dal curatore per il recupero di un credito del fallito, al terzo convenuto è precluso proporre una autonoma domanda riconvenzionale, dovendo per essa essere proposta una domanda di ammissione al passivo ai sensi dell’art. 93 L.F. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 08 Novembre 2016. Segue...
Concordato preventivo - Contratti pendenti - Contratti bancari - Anticipazione di denaro e incasso di crediti - Mandato in rem propriam - Patto di compensazione.
Tributi erariali indiretti - Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - Obblighi dei contribuenti - Pagamento dell'imposta - Rimborsi - Fermo amministrativo nei confronti del contribuente fallito - Impugnazione dinanzi al giudice tributario - Esame nel merito dell'eccezione di compensazione - Necessità - Fondamento.
In tema di contenzioso tributario, ove sia impugnato dalla curatela il provvedimento di fermo amministrativo ex art. 69 del r.d. n. 2440 del 1923, con cui l'Amministrazione finanziaria ha sospeso il rimborso del credito IVA, geneticamente maturato anteriormente al fallimento, al fine di ottenerne la compensazione con i propri crediti ammessi al passivo, il giudice tributario non può limitarsi ad annullare il provvedimento, ma deve esaminare il merito dell'eccezione di compensazione a cui esso è strumentale, atteso che, in virtù dell'art. 56 l.fall., la compensazione rappresenta una forma di autotutela in deroga alla "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Settembre 2016, n. 19335. Segue...
Pignoramento di crediti – Effetti – Eccezione di compensazione proposta dal terzo obbligato – Condizioni di ammissibilità – Coesistenza e reciprocità in data anteriore al pignoramento – Necessità e sufficienza.
Il pignoramento comporta ex art. 2917 c.c. l'indisponibilità e la separazione dal restante patrimonio del credito pignorato, che resta, pertanto, insensibile a tutte le posteriori cause di estinzione, ivi compresa la compensazione legale. Perché il terzo obbligato possa far salva l'eccezione di compensazione non è necessario che sussistano in data anteriore alla notifica del pignoramento (o al fallimento) tutte le condizioni per il fondato esercizio dell'eccezione (certezza, liquidità ed esigibilità), ma è sufficiente che la coesistenza (art. 1241 c.c.) tra i reciproci crediti e debiti si sia verificata prima del pignoramento. Non si verifica coesistenza tra crediti anteriore al pignoramento, e quindi non è consentito al terzo obbligato esercitare la compensazione legale, se il credito nei confronti del debitore: 1) non è ancora nato al momento del pignoramento; 2) esiste, ma appartiene ad altri, avendone il terzo acquistato la titolarità, o notificato l’acquisto, soltanto dopo il pignoramento. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Agosto 2016. Segue...
Fallimento – Effetti del fallimento sui creditori – Compensazione – Credito acquistato successivamente alla dichiarazione di fallimento (o alla presentazione della domanda di concordato preventivo) – Inammissibilità.
L’inammissibilità della compensazione per crediti sorti o acquistati dopo la dichiarazione di fallimento – o dopo la presentazione della domanda di concordato preventivo – trova fondamento nell’effetto di pignoramento generale prodotto dal fallimento (cfr. artt. 42 ss. l.f.) e specificamente nell’art. 2917 c.c. che rende insensibile il credito oggetto di esecuzione a cause estintive sopravvenute. Il principio, nella sua larghezza, trova applicazione indifferentemente a crediti scaduti e non scaduti alla data di apertura del concorso, pur essendo menzionato dall’art. 56 co. 2 l.f. soltanto per quanto concerne i crediti scaduti. Resta ferma l’eccezionalità dell’art. 56 co. 2 l.f. nella parte in cui prevede l’inefficacia per acquisto per atto tra vivi nell’anno anteriore al fallimento di crediti bensì di “radice causale” anteriore, ma non ancora scaduti al momento del fallimento. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05 Agosto 2016. Segue...
Fallimento - Compensazione in sede di fallimento - Divieto per i crediti non scaduti acquistati dopo il fallimento - Estensione del divieto ai crediti scaduti acquistati allo scopo di compensare il debito del cessionario nei confronti del fallito.
Il divieto di compensazione di cui all’art. 56, comma 2, legge fall. per i crediti non scaduti acquistati dopo la dichiarazione di fallimento è applicabile anche ai crediti scaduti acquistati dopo l’apertura della procedura, presumendosi in entrambi i casi l’operazione di acquisto del credito posta in essere al solo fine di sottrarre alla falcidia concorsuale il credito del cedente liberando, nel contempo, il cessionario dalle obbligazioni contratte nei confronti della società fallita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Giugno 2016. Segue...
Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Compensazione - Anticipazione su ricevute bancarie regolate in conto corrente - Ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Successivo incasso della banca - Compensazione con altri crediti vantati dalla banca - Legittimità - Condizioni e limiti.
Concordato preventivo - Compensazione tra crediti sorti ante procedura - Presupposti - Fattispecie in tema di canoni locatizie.
Fallimento - Compensazione - Credito acquistato successivamente alla dichiarazione di fallimento - Esclusione.
L'articolo 56 legge fall., il quale consente ai creditori di compensare con i loro debiti verso il fallito i crediti che essi vantano verso lo stesso, ancorché non scaduti prima della dichiarazione di fallimento, non è applicabile all'ipotesi in cui il creditore abbia acquistato il credito verso il fallito in data successiva alla dichiarazione di fallimento. Tribunale Monza, 12 Ottobre 2015. Segue...
Fallimento e altre procedure concorsuali – Concordato preventivo e successivo fallimento – Effetti – Per i creditori – Debiti pecuniari – Compensazione.
Concordato preventivo - Anticipazione in conto corrente di crediti - Applicazione della disciplina sui rapporti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. - Esclusione.
Il principio di cristallizzazione dei crediti non influisce sul cd. patto di compensazione ed elisione di partite di segno opposto operante nell'ambito del rapporto di conto corrente bancario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Concordato preventivo - Compensazione ex articolo 56 LF - Liquidazione della partecipazione del socio escluso avvenuta dopo l’apertura della procedura - Ammissibilità.
Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Compensazione - Certalex - Credito dell'Erario verso società poi fallita - Debito dell'Amministrazione finanziaria verso la "massa dei creditori" - Compensabilità - Esclusione - Fondamento.
Concordato preventivo - Compensazione tra crediti sorti anteriormente e crediti realizzati in corso di procedura - Autorizzazione - Necessità.
Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - Obblighi dei contribuenti - Pagamento dell'imposta - Rimborsi - Fermo amministrativo ex art. 69 del r.d. n. 2440 del 1923 - Adozione nei confronti di soggetto fallito - Esclusione - Fondamento.
In tema di rimborso dell'IVA l'Amministrazione non può adottare il provvedimento di fermo amministrativo previsto dall'art. 69 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, nei confronti di soggetti falliti, essendo incompatibile con la previsione dell'art. 51 legge fall., in quanto volto a "prenotare" una frazione di patrimonio del fallito, sottraendola alle massa destinata alla soddisfazione dei creditori concorsuali, in vista di una futura ed eventuale compensazione con un controcredito della P.A. non opponibile in compensazione, perchè non definitivamente accertato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 29 Dicembre 2011, n. 29565. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Domanda di ammissione del credito - Di riduzione della compensazione e richiesta di ammissione del credito residuo - Efficacia endofallimentare del provvedimento di ammissione del credito residuo - Preclusione di questioni attinenti validità ed efficacia del titolo - Azione revocatoria - Preclusione..
Al fine di applicare il principio affermato dalle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione con la sentenza 14 luglio 2010, n. 16508 (1) e, quindi, di verificare se il provvedimento ammissivo del residuo credito vantato comporti l’efficacia preclusiva del giudicato endofallimetare nei confronti dell'azione revocatoria dei pagamenti parziali, occorre verificare se il creditore, in sede di domanda di ammissione al passivo, abbia dedotto la compensazione di parte del proprio credito con tali pagamenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
(1) Cass. Sez. Un. Civili 17 luglio 2010, n. 16508: “Quando il creditore richiede l'ammissione al passivo per un importo inferiore a quello originario deducendo la compensazione, l'esame del giudice delegato investe il titolo posto a fondamento della pretesa, la sua validità, la sua efficacia e la sua consistenza. Ne consegue che il provvedimento di ammissione del credito nei termini richiesti comporta implicitamente il riconoscimento della compensazione quale causa parzialmente estintiva della pretesa, riconoscimento che determina una preclusione endofallimentare che opera in ogni ulteriore eventuale giudizio promosso per impugnare sotto i sopra indicati profili dell'esistenza, validità, efficacia, consistenza, il titolo al quale il decreto è opposto in compensazione. (Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che non fosse proponibile la revocatoria fallimentare dei pagamenti parziali eseguiti dal fallito e dei quali, in sede di verifica dello stato passivo, era stata accertata l’estinzione per compensazione).” Tribunale Monza, 12 Aprile 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Compensazione - Compensazione - Operatività - Condizioni - Momento dell'effetto compensativo - Rilevanza - Esclusione - Compensazione giudiziale - Ammissibilità..
La disposizione contenuta nell'art. 56 della legge fall. rappresenta una deroga al concorso, a favore dei soggetti che si trovino ad essere al contempo creditori e debitori del fallito, non rilevando il momento in cui l'effetto compensativo si produce e ferma restando l'esigenza dell'anteriorità del fatto genetico della situazione giuridica estintiva delle obbligazioni contrapposte. Le stesse esigenze poste a base della citata norma giustificano l'ammissibilità anche della compensazione giudiziale nel fallimento, per la cui operatività è necessario che i requisiti dell'art. 1243 cod. civ. ricorrano da ambedue i lati e sussistano al momento della pronuncia, quando la compensazione viene eccepita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 27 Aprile 2010, n. 10025. Segue...
Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Credito opposto in compensazione di controcredito del fallimento – Accertamento – Rito fallimentare – Necessità. (27/07/2010).
L’accertamento di ogni credito nei confronti del fallito va fatto in sede fallimentare, anche se non comporta prima facie conseguenza alcuna per lo stato passivo, essendo finalizzato solo, in via di eccezione, alla compensazione con il controcredito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 22 Dicembre 2009. Segue...
Fallimento - Società - Credito per conferimenti nei confronti del socio - Compensazione con crediti del socio - Ammissibilità..
L'obbligo del socio di conferire in danaro il valore delle azioni sottoscritte in occasione di un aumento del capitale sociale è un debito pecuniario che può essere estinto per compensazione con un corrispondente credito pecuniario nei confronti della società, anche a norma dell’art. 56 della legge fallimentare. Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2009, n. 6711. Segue...
Fallimento – Crediti scaduti acquistati dopo la dichiarazione di fallimento – Compensazione con crediti del fallito – Divieto..
I crediti scaduti prima della dichiarazione di fallimento ed acquistati per atto tra vivi dopo l’apertura della procedura concorsuale non possono essere compensati con i crediti del fallito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 12 Gennaio 2005. Segue...
Pagamenti ricevuti dal fallito - Operazioni in conto corrente bancario - Bonifico o bancogiro - Momento perfezionativo - Annotazione dell'accredito sul conto del beneficiario - Accreditamento successivo alla data del fallimento - Inefficacia - Conguaglio o compensazione con i crediti derivanti dallo scoperto di conto corrente - Ammissibilità - Esclusione.
Locazione - Mancato recesso da parte del curatore - Obbligo di pagamento dei canoni - Omissione - Giudizio in sede ordinaria promosso dal locatore per il pagamento in questione - Deduzione da parte del curatore in compensazione ordinaria del credito per indennità per miglioramenti nonchè della compensazione prevista dall'art. 56 legge fallimentare - Inammissibilità
Nel giudizio in sede ordinaria promosso dai locatori di un immobile condotto dal fallito per il pagamento dei canoni scaduti - gravanti sulla massa del fallimento a norma dell'art 80 legge fall - il curatore fallimentare non può opporre in compensazione ordinaria il debito dei locatori per le indennità dovute ai termini dell'art 1592 cod civ a seguito dei miglioramenti apportati dal conduttore all'immobile, trattandosi di un debito incerto sia in ordine all'an che al quantum per non essersi verificata la prescritta riconsegna, e neppure invocare al riguardo la compensazione prevista dall'art 56 della legge fallimentare, applicandosi questa soltanto ai creditori del fallito per i loro rispettivi debiti nei confronti di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Settembre 1977, n. 3881. Segue...
Contratto di borsa a termine - Scioglimento del rapporto - Decorrenza - Debito derivante dalla liquidazione - Compensazione - Ammissibilità.
Contratto di borsa a termine - Effetto del contratto - Posizioni delle parti.