Source: http://www.portalavoro.regione.lazio.it/portalavoro/argomento/?ida=6&id=Maternit%C3%A0-trattamento-economico-e-previdenziale_82
Timestamp: 2013-05-20 08:15:45+00:00
Document Index: 48964252

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 60', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6']

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Maternità: trattamento economico e previdenziale
Ai sensi dell'art. 22 T.U., le lavoratrici hanno diritto ad un'indennit� giornaliera pari all'80 per cento della retribuzione per tutto il periodo di congedo di maternit�, anche in attuazione degli artt. 7, c. 6 e 12, c. 2 T.U. (interdizione dal lavoro).�A chi si rivolgeAlle lavoratrici in congedo per maternit�.Il Ministero del Lavoro, con Decreto 12/07/2007 (in Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23/10/2007), ha riconosciuto l'indennit� alle lavoratrici con collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, alle lavoratrici in contratto di associazione in partecipazione, alle libere professioniste iscritte alla gestione separata, a decorrere dal 7 novembre 2007 (Inps messaggio n. 27090 del 9/11/2007).�Contenuti e procedureAlcuni contratti collettivi prevedono un'integrazione, a carico dell'azienda, dell'indennit� anticipata dal datore di lavoro per conto dell'Inps.L'indennit� decorre dal primo giorno di assenza obbligatoria dal lavoro ed � corrisposta, secondo le modalit� di cui all'art. 1 del D.L. n. 663/1979 e con gli stessi criteri previsti per l'erogazione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie (art. 22, c. 2 T.U.).L'indennit� giornaliera � comprensiva di ogni altra indennit� spettante per malattia (Inps circ. n. 8/2003 e ML nota n. 6123/2006). Essa, quindi, sostituisce ed assorbe l'indennit� giornaliera per tubercolosi e l'indennit� giornaliera per inabilit� temporanea da malattia professionale o da infortunio sul lavoro.L'indennit� di maternit� non deve essere corrisposta per i periodi di erogazione dell'assegno per congedo matrimoniale a carico dell'Inps (Inps circc. n. 248/1992 e n. 93/1988).Nel caso di interruzione di gravidanza spontanea o volontaria, decade il congedo di maternit� e subentra a tutti gli effetti il trattamento di malattia (art. 19, D.Lgs. n. 151/2001), mentre l'interruzione della gravidanza intervenuta dopo il 180� giorno dall'inizio della gestazione � considerata come parto e comporta il diritto al periodo di congedo di maternit� e alla relativa indennit� per i tre mesi successivi. Per data di inizio della gestazione si intende il 300� giorno antecedente la data presunta del parto (Inps circ. n. 134382/1982).Secondo il disposto dell'art. 23 del D.Lgs. n. 151/2001, ai fini della determinazione della misura dell'indennit�, per retribuzione s'intende la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo per maternit�. A tale importo deve essere aggiunto il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilit� e agli altri premi o mensilit� o trattamenti accessori erogati eventualmente alla lavoratrice.�Il trattamento economico spettante alla lavoratrice a tempo parziale � riproporzionato in ragione della ridotta entit� della prestazione lavorativa (art. 60, D.Lgs. n. 151/2001). La necessit� del riproporzionamento si pone solo per i casi di rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale e misto, in quanto, nel part-time di tipo orizzontale, il trattamento economico previdenziale � gi� di per s� rapportato all'effettiva entit� della retribuzione (gi� ridotta) percepita.�L'indennit� di maternit� � corrisposta anche ex art. 24, D.Lgs. n. 151/2001 qualora, durante i periodi di congedo di maternit�, si verifichino i seguenti casi:-�risoluzione del rapporto di lavoro per cessazione dell'attivit� dell'azienda cui la lavoratrice � addetta; -�ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice � stata assunta; -�risoluzione del rapporto di lavoro per la scadenza del termine.Alle lavoratrici che, all'inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro siano sospese, assenti dal lavoro senza retribuzione, disoccupate o durante le pause contrattuali del part-time, compete, ex art. 24, c. 2, del D.Lgs. n. 151/2001, l'indennit� di maternit�, purch� tra l'inizio dell'assenza (sospensione o cessazione del rapporto di lavoro) e quello del periodo di astensione obbligatoria non siano decorsi pi� di 60 giorni (INPS circc. n. 134382/1982; n. 41/2006).Ai fini del computo dei predetti 60 giorni non si deve tenere conto delle assenze relative a:-�malattia e infortunio sul lavoro; -�periodo di congedo parentale, o di congedo per la malattia del figlio fruito per una precedente maternit�; -�assenza per accudire i minori in affidamento; -�periodo di mancata prestazione lavorativa prevista dal contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale.Le Direzioni provinciali del lavoro, ex art. 17, c. 2, D.Lgs. n. 151/2001, possono disporre l'indennit� di maternit� nei casi di cessazione del rapporto di lavoro durante il periodo di interdizione anticipata e/o prorogata, per i seguenti motivi:a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni.La lavoratrice cessata dal rapporto di lavoro da oltre 60 giorni che alla data di inizio del congedo di maternit� sia in godimento dell'indennit� di disoccupazione (ordinaria, speciale o con requisiti ridotti), ha diritto all'indennit� di maternit� anzich� all'indennit� di disoccupazione (Inps circ. n. 4/2006); se invece, non � in godimento dell'indennit� di disoccupazione, perch� nell'ultimo biennio precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria ha effettuato lavorazioni non soggette all'obbligo di assicurazione contro la disoccupazione, ha diritto all'indennit� giornaliera di maternit�, purch�:
al momento dell'astensione obbligatoria non siano trascorsi pi� di 180 giorni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro; nel biennio precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria risultino a suo favore almeno 26 contributi settimanali nell'assicurazione di malattia (art. 24, cc. 4 e 5, T.U. n. 151/2001; Inps circc. n. 60/2002 e n. 8/2003).
La lavoratrice sospesa dal lavoro da oltre 60 giorni che alla data di inizio dell'astensione obbligatoria risulti in godimento del trattamento ordinario o straordinario di integrazione guadagni, ha diritto all'indennit� giornaliera di maternit� in luogo di tale trattamento (art. 24, c. 6, D.Lgs. n. 151/2001; Inps circ. n. 152/1990).Nessuna indennit� � erogabile per gli eventi di maternit� insorti oltre 60 giorni dalla cessazione dell'intervento di integrazione guadagni senza che sia stata ripresa l'attivit� lavorativa.Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai casi di fruizione dell'indennit� di mobilit�.Per la richiesta del congedo di maternit� e della relativa indennit� l'interessato deve presentare il mod. MAT. all'Inps per le prestazioni a pagamento diretto e al datore di lavoro per le prestazioni a conguaglio (Inps circc. n. 82/2001; n. 103/2001).Ai fini del pagamento dell'indennit� giornaliera di maternit� per i periodi di astensione obbligatoria, le lavoratrici sono tenute ex art. 21, c. 1, D.Lgs. n. 151/2001 a consegnare, prima dell'inizio del periodo di astensione obbligatoria, al datore di lavoro e all'Inps il certificato medico indicante la data presunta del parto, che fa stato, nonostante qualsiasi errore di previsione.Ai fini dell'accreditamento dei contributi figurativi per il diritto alla pensione l'art. 25 del D.Lgs. n. 151/2001 prevede che non � richiesta, in costanza di rapporto di lavoro, alcuna anzianit� contributiva pregressa. Viceversa i periodi corrispondenti al congedo di maternit� (artt. 16 e 17 del D.Lgs. 151/01), verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici, a condizione che il soggetto possa far valere, all'atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro in periodi precedenti o successivi all'evento.A tal fine sono riconosciuti i contributi derivanti da attivit� lavorativa subordinata, ma non quelli versati alle gestioni artigiane, commercianti, coltivatori diretti e coloni e mezzadri per attivit� autonome (Inps circ. n. 61/2003; mess. n. 6726/2005). Al padre lavoratore che intende avvalersi del congedo di paternit� spetta lo stesso trattamento economico e previdenziale previsto per il congedo di maternit�.Ai sensi dell'art. 34 del T.U., per i periodi di congedo parentale (astensione facoltativa) � dovuta alle lavoratrici e ai lavoratori fino al terzo anno di vita del bambino, un'indennit� pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. Per i periodi di congedo parentale ulteriori � dovuta un'indennit� pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell'interessato sia inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria (Inps circc. n. 109/2000; n. 51/2006).Per i genitori adottivi o affidatari di bambini fino a 6 anni di et�, o tra i 6 e i 12 anni, la suddetta indennit� � dovuta fino ai tre anni successivi all'ingresso in famiglia.L'indennit� in esame � corrisposta con le modalit� previste per il congedo di maternit� (Inps circ. n. 8/2003).Per i lavoratori part-time il diritto a fruire del beneficio di cui all'art. 32 del T.U. non pu� essere riconosciuto durante le pause contrattuali, essendo tale diritto esercitabile nei soli periodi di svolgimento dell'attivit� lavorativa. Vanno pertanto indennizzate nella misura del 30% della retribuzione (senza riproporzionamenti) che la/il lavoratrice/tore percepirebbe qualora non si astenesse e conteggiate come congedo parentale soltanto le giornate di previsto svolgimento dell'attivit� (comprese le festivit� cadenti nei periodi di congedo parentale richiesti) e non anche le giornate rientranti nelle c.d. pause contrattuali (Inps circ. n. 41/2006).I genitori che intendano chiedere il congedo parentale ai fini dell'erogazione della relativa indennit� devono presentare all'Inps e al datore di lavoro domanda di congedo parentale utilizzando il modello AST. FAC. (Inps circ. n. 82/2001 e 103/2001; in caso di parto gemellare Inps mess. n. 569/2001).I periodi di congedo parentale di cui all'art. 34, cc. 1 e 2 T.U., sono coperti da contribuzione figurativa e non � richiesto ai fini dell'accreditamento per il diritto alla pensione nessuna anzianit� contributiva pregressa (art. 35, D.Lgs. n. 151/2001).Adempimenti del datore di lavoroAi sensi dell'art. 1, comma 9, D.L. n. 663/1979, il datore di lavoro � tenuto a comunicare all'Inps i dati retributivi ed ogni altra notizia necessaria per la determinazione delle prestazioni da erogare in caso di maternit� (Inps circ. n. 134382/1982). A tal fine deve tenere a disposizione e produrre, a richiesta, all'Inps la documentazione in suo possesso.Nell'ipotesi di pagamento diretto dell'indennit� da parte dell'Inps, devono essere trasmessi al predetto Istituto, a cura del datore di lavoro, entro tre giorni dal ricevimento del certificato medico di gravidanza ovvero della domanda di astensione facoltativa, i dati salariali necessari per il pagamento agli aventi diritto delle prestazioni economiche di maternit�.Le norme che regolano la comunicazione dei dati salariali, la corresponsione, il conguaglio, la prescrizione, il contenzioso in materia di indennit� di maternit� per congedo di maternit� e congedo parentale sono in gran parte comuni a quelle previste ai medesimi fini in materia di indennit� di malattia.L'art. 1 del D.L. n. 663/1979 prevede al comma 6 che l'Inps provvede direttamente al pagamento dell'indennit� di maternit� per i lavoratori agricoli, esclusi i dirigenti e gli impiegati; per i lavoratori assunti a tempo determinato per i lavori stagionali; per gli addetti ai servizi domestici e familiari; per i lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro che non usufruiscono del trattamento di cassa integrazione guadagni.Ugualmente l'indennit� di maternit� � pagata dall'Inps alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti).Ai sensi dell'art. 6, L. n. 138/1943, l'azione per conseguire le indennit� economiche di maternit� si prescrive nel termine di un anno dal giorno in cui esse sono dovute. Anche l'eventuale riemissione dell'assegno corrisposto in pagamento dell'indennit� di maternit� � sottoposto al termine di prescrizione descritto (INPS circ. n. 95bis/2006).�Principali riferimenti normativiDecreto Legislativo n. 151/2001 D.L. n. 663/1979 Inps circolare n. 248/1992 Inps circolare n. 93/1988 Inps circolare n. 134382/1982 Inps circolare n. 41/2006 Inps circolare n. 4/2006 Inps circolare n. 60/2002 Inps circolare n. 8/2003 Inps circolare n. 152/1990 Inps circolare n. 82/2001 Inps circolare n. 103/2001 Inps circolare n. 61/2003 Inps messaggio n. 6726/2005 Inps circolare n. 109/2000 Inps circolare n. 134382/1982 Legge n. 138/1943 Inps circolare n. 95bis/2006 Decreto Ministeriale 12 luglio 2007Inps messaggio n. 27090 del 9/11/2007	© 2010 Tutti i diritti riservati - LAit spa