Source: http://rozzanofuturo.blogspot.com/2017/03/fuorilegge-ama-non-puo-incassare-i.html
Timestamp: 2017-08-19 18:48:56+00:00
Document Index: 145170168

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 52', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 52', 'art. 21']

ROZZANO FUTURO - : Fuorilegge: AMA non può incassare i tributi locali!
Fuorilegge: AMA non può incassare i tributi locali!
Una ciliegia tira l'altra, diceva l'adagio popolare.
AMA Rozzano non è legittimata alla riscossione dei tributi locali dal 2008!
Nel mezzo del procedimento per il tentativo di concordato di API, che sta ormai velocemente procedendo verso altre soluzioni più consone (fallimento) in virtù dell'insipienza dei progetti presentati e della mancata solidità dei proponenti (AMA e Comune), ci siamo chiesti se anche la gestione, finora ritenuta "ordinaria" e "naturale" dell'incasso dei tributi locali con l'imposizione di un "aggio" tutt'altro che di Legge - visto che ci caricano sopra anche costi generali di struttura che alle società che fan questo mestiere non sono normalmente consentiti - fosse lecito.
Ebbene, dopo poche verifiche fatte in ragione delle Leggi che AMA stessa cita per giustificare la sua attività AMA non può incassare i tributi cittadini!
Per poterlo fare, avrebbe dovuto, già da molti anni, iscriversi all'"albo dei gestori dell'accertamento e della riscossione dei tributi locali" istituito presso il Ministero delle Finanze.
Solo i soggetti abilitati secondo l'Art. 53, comma 1 , D.lgs, 15 dicembre 1997, n. 446 , a seguito della valutazione di un’apposita commissione, che effettua l’esame delle domande di iscrizione, la revisione periodica, la cancellazione e la sospensione dall’albo dei gestori, la revoca e la decadenza dalla gestione , possono operare incassando IMU, TASI, TARI, COSAP e chi più ne ha (ahimè!) più ne metta.
La questione è già salita ai (dis)onori della cronaca per le sentenze di due giudici avverse alla Parma Gestione Entrate, dichiarata non legittimata alla riscossione per il Comune di Parma perché non è iscritta all'Albo dei gestori abilitati, iscrizione obbligatoria dal primo gennaio 2008. Lo scrivono, infatti, nero su bianco nelle motivazioni di 22 sentenze due diversi giudici di pace del tribunale di Parma, che hanno accolto i ricorsi presentati da privati cittadini. Arrampicandosi sui vetri, in attesa di una nuova sentenza della Cassazione, un giudice ha però poi rigettato l'istanza adducendo che l'incarico alla PGE era antecedente al 2008, ma la PGE si è comunque messa in regola iscrivendosi all'Albo.
Ma non solo. Ancor più vicino al caso rozzanese, dove AMA è al 100% del Comune,vi è il caso sentenziato dal verdetto della Corte di Appello di Firenze numero 368/2016. La Corte era stata chiamata a rispondere per una situazione molto simile a quella di Parma. S.E.Pi era il concessionario per accertamento e riscossione del Comune di Pisa ed era esclusivamente di proprietà comunale – a differenza di PGE che risulta partecipata del Comune per il 60% – senza essere iscritta all’albo. Il Comune di Pisa aveva ritenuto non necessaria l’iscrizione in quanto la società risultava ad intero capitale comunale. Convinzione che è stata smentita nel 2008 dal Tribunale di Pisa ed oggi dalla Corte d’Appello di Firenze.
Nell'albo dei soggetti abilitati ci sono società d'ogni tipo: dalle società municipalizzate, agli studi notarili, dalle società del settore bancario a partecipate multiservizi, ma AMA non c'è!
Sebbene risponda, genericamente, ai requisiti per accedervi, non l'ha mai fatto, ponendosi in questo modo fuorilegge.
In Lombardia, se non è il Comune a incassare i tributi direttamente, operano (e sono iscritte al suddetto albo) diverse società, tra cui citiamo la Saronno Servizi, una specie di AMA senza l'energia (!), la Creset, società di proprietà bancaria che lavora con diversi comuni (Erba, Mariano Comemse, Cantù, ...) e province, e le società nate per lo scopo come la Cesfil di Arcore, che ha trovato lavoro con i comuni di Martinengo, Cavatura e altri.
Normalmente i comuni non delegano l'incasso dei tributi se non per motivi di maggiore efficienza, non - come per AMA, tra l'altro illegalmente - per aumentare la vessazione nei confronti dei cittadini.
Insomma, una bella denuncia al Prefetto e all'Agenzia delle Entrate sarebbe dovuta.
L'aggio, secondo Legge, dovrebbe essere nell'ordine del 4,65%, (articolo 17 Dlgs 112/99) e in caso di mancata escussione nei termini, salire al 9%. Ma questo è. Se prendiamo il caso della TARI, dove AMA applica una sorta di tangente per i suoi servizi, anche sotto questo aspetto si mette fuorilegge. Un servizio da circa 4,7 milioni di Euro (costo Area Sud) che viene fatturato (illegittimamente) da AMA con la complicità dell'amministrazione ai cittadini ad oltre 7 milioni. Altro che 4,65%!!!
Un tema da Giudice di Pace, Commissione Tributaria, Corte dei Conti e Tribunale ordinario (dove già pendono denunce in tal direzione).
Pubblicato da Rozzano Futuro a 12:12
Etichette: AMA, API, COSAP, IMU, MEF, Rozzano, TARI, TASI, tributi
Anonimo 21 marzo 2017 22:13
Dal 2008? Hai ragione! La domanda è sempre la stessa. Quando eri in maggioranza con Davolio perché non l'hai denunciato? Hai ragione questo comune ha bisogno di aiuto. Sarebbe d'aiuto l'arrivo di un commissario dello Stato. Le parole scritte da questo blog sono utile ma lo stato deve fare i fatti. Lo stato sa che i politici di Rozzano hanno tutti fallito negli ultimi 10 anni circa, ma continua imperterrito a perdere tempo e a farli ingrassare economicamente. AIUTO!
Rozzano Futuro 22 marzo 2017 08:19
Si domandi perché l'ex sindaco è a processo...
Anonimo 21 marzo 2017 23:38
in virtù dell'art. 52 del D.Lgs 446/1997 la riscossione dei tributi locali può avvenire:
direttamente con i propri uffici comunali;
attraverso società in house interamente pubbliche;
attraverso i soggetti privati iscritti all'albo previsto dall'art. 53 del D.P.R. 446/1997 scelti con gara
AMA Rozzano essendo un società in house non deve essere iscritta all'albo per la riscossione.
Informati prima di scrivere bagianate.
Rozzano Futuro 22 marzo 2017 08:20
Il Tribunale di Firenze ha smentito questa tesi. Rilegga l'articolo.
Anonimo 25 marzo 2017 23:15
Mi dispiace ma non condivido! Lei copia ed incolla un articolo online, mentre non si legge la sentenza della corte di appello. Nel caso da Lei menzionato la società ai tempi (mi sembra 2006) a cui aveva inviato un ingiunzione e non aveva i requisiti di legge per la riscossione e di conseguenza non era legittimata ad emettere l'ingiunzione.
La citata norma (art. 53 del D.P.R. 446/1997) non fa alcun riferimento all’obbligo di iscrizione all’albo per la società in house providing e tale adempimento non è riscontrabile in altre norme di legge o regolamenti. D’altro canto il regime in house providing presuppone una delegazione interna e pertanto apparirebbe assurdo richiedere l’iscrizione all’albo ad un ufficio interno della stessa P.A.
Infine in una sentenza della corte dei conti della Liguria (n.24 del 2014) i giudici contabili della Liguria hanno ribadito che l’ordinamento giuridico, allo stato, prevede che il servizio può legittimamente essere affidato a società totalmente partecipate dagli enti locali, specificando i criteri dell'house providing.
Ribadisco il suo articolo e fuorviante e diffamatorio
Rozzano Futuro 26 marzo 2017 19:57
Abbiamo la sentenza. Non vi è alcun riferimento al termine temporale dell'ingiunzione.
Comunque son partiti i ricorsi al Giudice di pace di Milano.
L'ennesima "condanna" modificherà le Sue (di chi? Vergogna a firmarsi?!) convinzioni.
Come segnalato, anche altre società in-house lombarde di son iscritte all'alba del Meg. Saranno sprovvedute....
Rozzano Futuro 26 marzo 2017 19:58
....albo del MEF (errore di battitura).
Anonimo 27 marzo 2017 09:26
Le società lombarde si sono iscritte perché effettuano la riscossione anche per altri Enti.
Unico caso in cui l'iscrizione all'albo di cui all'art. 53 del D.P.R. 446/1997 per le società in house è necessaria si prevede qualora dette società intendano partecipare a gare per la gestione della riscossione presso altri comuni.
Rozzano Futuro 27 marzo 2017 18:02
Mi spiace, ma all'art. 52, c.5 punto b(3) si indica chiaramente, tra le condizioni, che "che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente che la controlla". Il breakdown del fatturato AMA non da questa evidenza. La maggior parte del fatturato non è fatto per il Comune di Rozzano.
Le tre condizioni li indicate devono valere insieme, come si evince chiaramente dall'enunciato, altrimenti, come del resto evidente dai fatti, se i ricavi non sono prevalenti dall'Ente, non si capisce perché l'Ente dovrebbe avvalersene senza valutazione di mercato.
Comunque, un Giudice ci aiuterà :-)
Sarà come dite voi. Ma che utilità ha uno sportello con due impiegati? Oggi sono andato a pagare gas e tari 2017. 40 minuti di attesa per avere un lenzuolo come ricevuta. Ma il sindaco non si vergogna? Se questo ufficio è sempre pieno in scadenza non può potenziarlo? Se deve tenerlo così è meglio che lo chiude così quelli con una certa età come me non paga più.
Anonimo 28 marzo 2017 08:26
Su quali fondamenti fa queste affermazioni? Lei parla per sentito dire o possiede prove inequivocabili?
Inoltre, come al solito risulta essere impreciso perché la nuova normativa Decreto Legislativo n. 175/2016 “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica” afferma che oltre l’80% del loro fatturato sia effettuato nello svolgimento dei compiti ad esse affidati dall’ente pubblico...(viene usata la parola affidati)...
Infine vorrei rammentare che la legge interviene prevedendo e punendo chi pubblica e diffonde notizie false, esagerate e tendenziose anche con l’arresto, a seconda della fattispecie e del reato commesso.
Rozzano Futuro 28 marzo 2017 19:59
Dalla precedente deduco:
1) il copia e incolla parziale e fuori contesto non aiuta il ragionamento e, al proposito, dare dell'impreciso a chi, invece, usa opportunamente ed appropriatamente i termini di legge non volge a Suo favore (la frase, estrapolata dal contesto, era invece relativa all'art. 21 "Norme finanziarie sulle società partecipate dalle amministrazioni locali", dove si indica che nel caso da Lei citato, se vi sono due/tre anni con risultati negativi.....si cacciano gli amministratori!
2) probabilmente Lei è un amministratore o similare e difensore aprioristico dello Status Quo che ha portato all'attuale disastro. Si palesi, suvvia, non dovrebbe aver timori....oh no?!?
3) adombrare la galera ed il tintinnar di manette è veramente bieco e poco consono ai "democratici". Le è difficile pensare che ci possa essere un giudice terzo a valutare? Tra Tribunali fallimentari, Tribunale ordinario e Corte dei Conti, probabilmente, si ha già troppo da fare su Rozzano :-)
Si firmi così tutti capiscono il suo costrutto mentale nel merito.
Anonimo 4 aprile 2017 19:00
Sicuramente non è Sgamvato. Lui non sa scrivere.
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