Source: http://www.sindacatofsi.it/2018/11/14/procedimento-disciplinare-lavoratore-non-ha-diritto-di-farsi-assistere-da-un-legale-cassazione-civile-sez-lavoro-sentenza-11-04-2017-n-9305/
Timestamp: 2019-01-22 16:47:11+00:00
Document Index: 49203213

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 118']

Procedimento disciplinare: lavoratore non ha diritto di farsi assistere da un legale Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 11/04/2017 n° 9305 | Sindacato FSI
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Procedimento disciplinare: lavoratore non ha diritto di farsi assistere da un legale Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 11/04/2017 n° 9305
Sentenza 11 aprile 2017, n. 9305
G.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in NAPOLI, VIA GUANTAI NUOVI 11, presso lo studio dell’avvocato GIACOMO MUNGIELLO, rappresentato e difeso dall’avvocato GIANFRANCO ANGELI, giusta delega in atti;
ENEL SERVIZIO ELETTRICO, S.P.A. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 21/23, presso lo studio dell’avvocato CARLO BOURSIER NIUTTA, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato SALVATORE MEROLA, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 5513/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositata il 12/05/2014 R.G.N. 5513/2013;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 02/02/2017 dal Consigliere Dott. NICOLA DE MARINIS;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CERONI Francesca, che ha concluso per il rigetto;
udito l’Avvocato ANTONIO ARMENTANO per delega verbale Avvocato CARLO BOURSIER NIUTTA.
Nel sesto motivo, intitolato alla violazione e falsa applicazione degli artt. 266, 267, 268,269, 270, 271 c.p.p., artt. 2697 e 2729 c.c. , si contesta, per difetto di verifica dei presupposti di utilizzo delle intercettazioni telefoniche, la disposta ammissione delle stesse quale mezzo di prova.
Con il settimo motivo, nel denunciare la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697, 2729 c.c. , art. 132 c.p.c. , comma 1, n. 4 e R.D. n. 1368 del 1941, art. 118, commi 1 e 2, in una con il vizio di motivazione, si lamenta il malgoverno, sotto il profilo logico e giuridico, delle regole sulla valutazione della prova con specifico riferimento a quella presuntiva.
La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 4.000,00 per compensi, oltre spese generali al 15% (percento) ed altri accessori di legge.