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Timestamp: 2019-11-22 22:04:38+00:00
Document Index: 93622350

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 6', 'art36', 'art. 21']

La Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, Sezione 02, riunita con l’intervento dei signori:
Tamburini Giuseppe (Presidente)
De Natale Antonino (Relatore)
Romano Domenico (Giudice)
Ha emesso la seguente Sentenza n. 55/02/07 del 28 novembre 2007 depositata il 16 gennaio 2008 sul ricorso n. 55/07 depositato il 04/01/2007.
AVVERSO: cartella di pagamento n. … omissis … IRPEF 2002.
CONTRO: Agenzia Entrate Ufficio di Noto.
ED ALTRE PARTI COINVOLTE: Serit Sicilia s.p.a. agente della riscossione per la provincia di Siracusa.
La sig.ra … omissis … rappresentata e difesa dal Dott. … omissis …, ricorreva contro L’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Noto – e la Serit Sicilia s.p.a. Agente della riscossione per la provincia di Siracusa, avverso la cartella di pagamento n° … omissis … con la quale si notificava alla ricorrente l’iscrizione a ruolo di Irpef, sanzioni ed interessi, per l’anno d’imposta 2002 pari ad euro 785,07.
La cartella non recava alcuna motivazione della pretesa erariale, né la contribuente aveva mai ricevuto, preventivamente alla stessa, alcuna comunicazione formale, in merito motivi che avevano dato luogo alla rettifica dell’imponibile irpef.
L’Agenzia delle Entrate, costituendosi in giudizio, sosteneva di aver inviato regolarmente la comunicazione dell’esito formale del controllo alla contribuente, ma, di contro, non produceva alcuna prova ab substantiam di quanto affermato.
All’udienza del 23/06/2007 la ricorrente, che, nelle more, aveva ricevuto dalla Serit Sicilia un preavviso di fermo di beni mobili registrati, otteneva un’ordinanza di sospensione della cartella di pagamento.
La causa veniva discussa in pubblica udienza il 28/11/2007 davanti alla Sezione 2 della Commissione Tributaria di Siracusa e quindi veniva posta in decisione.
Va osservato che l’omessa notifica al contribuente dell’esito del controllo formale ai sensi dell’art. 36 ter comma 4 del D.P.R. 600/73 comporta la nullità della cartella, poiché, fra l’altro non è stata data al contribuente la possibilità di sindacare eventualmente l’operato della pubblica amministrazione o di fornire la proprie giustificazioni.
Il Collegio, accoglie il ricorso e compensa per intero, tra le parti, le spese del giudizio.
La Sentenza di cui sopra merita di essere citata perché ribadisce chiaramente il principio giuridico che è nulla l’iscrizione a ruolo di imposte, a seguito di un controllo ex art. 36 ter del D.P.R. 600/73, se tale iscrizione non è preceduta dalla notifica al contribuente degli esiti di tale controllo.
Il comma 4, dell’articolo sopra citato, recita chiaramente: “l’esito del controllo formale è comunicato al contribuente o al sostituto d’imposta con l’indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica degli imponibili, delle imposte, delle ritenute alla fonte, dei contributi e dei premi dichiarati, per consentire anche la segnalazione di eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di controllo formale entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione”.
La comunicazione, espressamente prevista dall’articolo sopra citato, e che volgarmente viene denominata “avviso bonario”, ha molteplici scopi per il contribuente:
1) informare sulla motivazione posta a base del recupero dell’imposta;
2) dare la possibilità, entro trenta giorni dal ricevimento, di segnalare i dati e gli elementi non considerati o valutati dall’ufficio accertatore, ovvero di produrre eventuale documentazione a sostegno di quanto asserito;
3) consentire, in caso di riconoscimento dell’operato dell’ufficio accertatore, di effettuare comunque il pagamento con la riduzione delle sanzioni pari a due terzi.
La ratio della tesi sostenuta è ulteriormente rafforzata quando il comma 4 dell’art. 36 ter viene letto in combinato disposto con il comma 5 dell'art. 6 della Legge 212/2000 (cd. Statuto dei diritti del contribuente). Tale comma prevede che: "Prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l'Amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta. (...) Sono nulli i provvedimenti emessi in violazione delle disposizioni di cui al presente comma".
La Sentenza commentata è un chiaro esempio della necessità che i rapporti tra fisco e contribuente debbano essere improntati sempre maggiormente sul piano della reciproca collaborazione e trasparenza. Tale recente orientamento normativo, ha avuto il suo avvio ufficiale, anche se all’inizio un po’ in sordina, con l’adozione dello Statuto del Contribuente, ma, con il passare degli anni, si sta rafforzando sempre di più. Tutto ciò anche grazie ad una produzione giurisprudenziale che, sempre più frequentemente, annulla l’operato di quegli uffici che continuano ad operare secondo i vecchi canoni.
AVVISI DI ACCERTAMENTO: è nullo l'accertamento induttivo se non contiene la specifica indicazione dei motivi che hanno determinato il ricorso a tale procedimento. L'Agenzia delle Entrate può ricorrere al metodo �induttivo� solo quando rileva omissioni e
utilissimo per un caso similare che mi � capitato
6 Febbraio 2009 ore 19:00:09 - giovanni redaelli
ma se l'avviso bonario � stato comunicato ma non vi � stata alcuna risposta dell'ente creditore � legittima l'iscrizione a ruolo?
20 Febbraio 2009 ore 16:20:03 - piergiorgio abate
salve, mi � capitata la stessa cosa anno 2002 irpef imposta art36 ter dpr600/1973 E.687 + interessi+ sanzioni+interessi per unacifra di E.958Mi � stato indicato di rivolgermi allagenzia delle entrate roma7, c'� un modo pr uscire da questa situazione e come Grazie
22 Maggio 2009 ore 03:39:24 - gianni di giovanni
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