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Timestamp: 2019-08-26 06:52:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 117', 'sentenza ']

INGEGNERI IUNIOR SALVI. TAR Puglia cassa la “Circolare interpretativa – Competenze professionali della categoria dei geometri” – SIND.IN.AR.3
Pubblicato il 28 Nov 2010 2 Dic 2010 di A.A.
Con la “Circolare interpretativa – Competenze professionali della categoria dei geometri”, pubblicata sul BURP – n. 121 del 15-07-2010, la Regione Puglia, o più precisamente l’A.P. Referente rischio sismico Ing. Angelo Lobefaro ed Il Dirigente Servizio LL.PP. e “ad interim” Dirigente dell’Ufficio Sismico e geolooico Ing. Francesco Bitetto, limitavano l’esercizio della professione di Geometra, ipotizzando che le “disposizioni legislative [ndr D.M. 14.01.2008] … alla luce della Deliberazione di Giunta regionale n° 1626/09, su tutto il territorio regionale si progetta e si eseguono verifiche sulle costruzioni seguendo la normativa sismica, verificando, successivamente, le strutture resistenti ai cosiddetti “stati limite“ ” potessero essere sufficienti a sottrarre competenze ad un professionista abilitato secondo le leggi dello Stato, infatti si legge: “…. è ragionevole ritenere che la competenza della categoria professionale dei geometri in zona sismica può essere consentita per la esclusiva zona classificata 4, alle attività di progettazione, direzione lavori e vigilanza su lavori di riparazione
delle costruzioni esistenti, nonché sugli interventi locali, così come esplicitati al punto C8.4.3 [ndr opere di “Riparazione o intervento locale”] della Circolare 02 febbraio 2009 n° 617/C.S.LL.PP.”, quindi riducendo le competenze alle attività in zona sismica 4 e solo alle attività di manutenzione escludendo ogni nuova edificazione seppur rientranti nelle loro competenze (max 5000 mc con strutture in muratura). Ciò, i due funzionari, travalicando i propri compiti e surrogandosi a competenze proprie dello Stato.
Al danno si aggiungeva la beffa, in quanto la “Circolare” demandava al Legislatore Nazionale il compito di prevedere una modifica (supponiamo una integrazione) delle competenze dei geometri in funzione delle limitazioni della nota, infatti si specificava che “Potrà essere compito del legislatore nazionale prevedere percorsi che portino ad una diversa ulteriore connotazione delle attuali competenze professionali dei Geometri, in virtù degli attuali limiti imposti [ndr da chi? dalla Regione si suppone si volesse affermare], laddove plausibili con le evidenti esigenze innanzi rappresentate, che dovranno necessariamente comprendere forme di aggiornamento dei programmi e dei percorsi di studio degli Istituti professionali per Geometri.“
Orbene, l’A.P. Referente rischio sismico Ing. Angelo Lobefaro ed il Dirigente Servizio LL.PP. e “ad interim” Dirigente dell’Ufficio Sismico e geolooico Ing. Francesco Bitetto, non solo si arrogavano il diritto di modificare le competenze dei geometri e degli ingegneri con laurea triennale, ma successivamente demandavano al legislatore nazionale le eventuali modifiche per reintegrare la formazione, esclusivamente per aver la nuova normativa previsto le verifiche mediante gli “stati limite”.
Il TAR della Puglia, sede di Bari, con la sentenza N. 03920/2010 REG.SEN. del 18/11/2010 cassava la “Circolare interpretativa – Competenze professionali della categoria dei geometri” a seguito del ricorso promosso in data 05 novembre 2010 da parte dei Collegi provinciali dei Geometri e Geometri Laureati di Taranto, Andria-Barletta-Trani, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Lucera.
Qualcuno si chiederà quale interesse possa avere la sentenza del TAR Puglia per le categorie rappresentate dal SINDINAR3, anche se nel vero le limitazioni imposte ai geometri venivano estese solo ed esclusivamente agli “ingegneri con laurea triennale”.
La sua importanza è fondamentale come andremo a vedere e di ciò non possiamo non ringraziare la categoria dei Geometri che, forse involontariamente, ci stanno aiutando con le interpretazioni giurisprudenziali da loro sollecitate. Inoltre è da costatare che ancora una volta hanno dimostrato le loro capacità di fare gruppo per difendere le loro prerogative professionali, contrariamente a quanto sta accadendo tra degli iscritti alle Sezioni B di Architetti ed Ingegneri.
Entrando nel merito del ricorso presentato e della Sentenza, vi sono da fare diverse considerazioni degne di nota che riteniamo rivestono interesse per le nostre categorie.
Una prima riguarda le parti che sono state chiamate in causa dai Geometri della Puglia.
Con il ricorso sono stati citati per difendersi non solo la Regione Puglia ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti bensì anche gli ordini provinciali degli Architetti PPC di Bari, degli Ingegneri di Brindisi, Lecce e Taranto, oltre l’Ordine Regionale dei Geologi della Puglia.
L’unico resistente che si costituiva è stato la Regione Puglia. Ciò evidenzia che i vari Ordini provinciali degli Architetti ed degli Ingegneri, sono capaci di fare la voce grossa solo con gli iscritti alle sezioni B ipotizzando interpretazioni normative sulle competenze e che a tal fine strumentalizzano, attraverso i propri iscritti e funzionari, le strutture pubbliche quale, nel caso in esame, l’Ufficio “Servizio Lavori Pubblici e dell’Ufficio Sismico e Geologico della Regione Puglia”, travalicando le proprie competenze e quelle degli uffici cui afferiscono con grave danno per l’intera collettività.
Una seconda considerazione è la tipologia della sentenza emessa, classificata come “sentenza breve”. Tale tipologia di sentenza, a cui i tribunali amministrativi ricorrono, si utilizza quando le motivazioni prodotte dal ricorrente sono lapalissiane, ovvero incontrovertibili, come nel caso de qua. Ne è seguita la velocità di fissazione udienza e di emissione della sentenza stessa.
La terza considerazione è la condanna alle spese per la Regione Puglia liquidate in euro 3.000,00 per ogni ricorrente oltre gli accessori di legge. Facciamo due conti veloci per capire quale danno è stato fatto al contribuente. Euro 3.000,00 oltre oneri di legge [12,5% spese generali + 4% cassa avvocati + 20 % IVA] fa euro 4.051,25 che moltiplicato i (7) ricorrenti fa euro 28.358,75, somma che dovrà essere pagata dalla Regione Puglia con denaro pubblico. Sicuramente ci sono gli estremi per un ricorso alla Corte dei Conti locale per danno erariale a carico dell’Ingegnere responsabile. Azione che potrà essere promossa da qualunque residente nella Regione Puglia, quindi compresi tutti i professionisti iscritti alle sezioni B di Architetti ed Ingegneri, in quanto anche se la Circolare non ledeva personalmente i propri interessi ed il ricorso non è stato presentato nell’interesse degli iscritti alle sezioni B, proprio perche residenti nella Regione ed essendo quello speso denaro pubblico, ne sono titolati come lo è la “signora Maria vicina di casa”, il denaro pubblico speso in proporzione è anche il suo.
Fatte alcune considerazioni di carattere generale, di interesse, possiamo passare ad una analisi nel merito della sentenza, citando i passaggi più importanti.
“I Collegi Provinciali dei geometri della Puglia hanno impugnato l’anzidetto provvedimento deducendone, con unico, articolato motivo, la nullità ex art. 21 nonies . 241/90 per difetto assoluto di attribuzione, nonché l’illegittimità per violazione di legge, eccesso di potere per erronea presupposizione, violazione dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 4 e 97 Cos., illegittimità propria e derivata dei provvedimenti consequenziali.”
ED “Hanno evidenziato, in particolare, i ricorrenti che il provvedimento impugnato interviene in materia – quella della individuazione delle figure professionali e dei relativi profili e titoli abilitativi – attribuita in via esclusiva alla competenza legislativa statale, che in quanto tale non ammette interventi integrativi e/o modificativi né interpretativi da parte di norme che non promanino dai competenti organi statali.”
Nelle argomentazioni il TAR Puglia evidenzia che “… l’atto impugnato, così come prospettato dai ricorrenti, non ha una funzione meramente “interpretativa”. Infatti, da una parte esso introduce delle limitazioni oggettive alla attività di progettazione dei geometri, le quali non sono presenti nel testo delle leggi fondamentali di riferimento. D’altra parte la circolare in esame si presenta come un provvedimento concretamente suscettibile di incidere nella sfera giuridica degli appartenenti alla categoria professionale dei geometri, segnatamente per il fatto che implica la impossibilità di approvare i progetti che, essendo stati redatti da geometri, non riguardino le opere che la circolare individua come le uniche che rientrano nella competenza dei suddetti professionisti.”
Da tali considerazioni il TAR riconosce che “La circolare impugnata, …, costituisce atto concretamente lesivo e, al contempo, atto di fatto modificativo dell’ordinamento giuridico vigente. In quanto tale è illegittima.” E che “La individuazione delle singole figure professionali e delle rispettive competenze spetta infatti alla esclusiva competenza statale, sussistendo l’opportunità che tale disciplina sia uniforme ed omogenea in tutte le zone del territorio statale”
Prosegue il TAR nel richiamare una sua precedente sentenza (la 2426/2010) emessa sulla scorta delle indicazioni di sentenze della Corte Costituzionale, nelle quali si evidenziava come “l’istituzione di nuove figure professionali” o “l’introduzione di nuovi limiti all’esercizio delle professioni turistiche…” da parete delle Regioni eccede “…i limiti della competenza attribuita alle Regioni in materia di professioni di cui all’art. 117 comma 3 Cost.”
Nel prosegue evidenzia che “la circolare impugnata nel presente giudizio, circoscrivendo i casi in cui i geometri possono redigere direttamente progetti per fabbricati ubicati in zona sismica, ha introdotto delle limitazioni che non emergono i via diretta dalla normativa statale di settore” e che, del resto, non trovano ragion d’essere nella particolare realtà della Regione Puglia:…..”
Di particolare pregio sono le specifiche che il TAR di Bari fa nel proseguo della sentenza, in quanto introduce delle considerazioni che eliminano ogni dubbio sulla possibilità o meno delle Regioni di limitare le competenze dei geometri [leggi di qualunque professionista del settore delle costruzioni] sulla scorta del grado di sismicità del territorio in quanto tale peculiarità è comune a tutte le Regioni della Repubblica per cui non vi è nessuna possibilità di attrattiva nella sfera delle competenze regionali a danno di quelle Statali. Si legge infatti: “…..giova precisare, al proposito, che la classificazione del territorio in zone sismiche costituisce una esigenza in tutto il territorio nazionale e quindi non è possibile sostenere che la necessità di introdurre differenziazioni nella disciplina delle competenze dei professionisti competenti nel settore delle costruzioni, in ragione del grado di sismicità del territorio, sia particolare della Regione Puglia.”
Conclude la Sentenza nel DIRITTO che sottende alla stessa, quasi a mandare un avviso, e ad eliminare ogni residuo dubbio o possibilità di ulteriori interpretazioni da parte di qualunque altro “Funzionario pubblico” che per proprie prerogative possa in qualche modo ulteriormente intervenire con nuove interpretazioni, sottolineando: “E’ inoltre evidente che l’interpretazione di una normativa non può che promanare dallo stesso Ente che l’ha adottata: una eventuale interpretazione della normativa che attualmente disciplina le competenze dei geometri, la quale promana dallo Stato ed è integrata da ordinanze ministeriali, non può promanare da un organo regionale.”. Quindi solo una lo Stato può interpretare una legge da lui emanata ed integrata con ordinanze ministeriali e che tali interpretazioni NON possono promanare da un organo regionale.
1. una regione non può interpretare una normativa Statale in quanto travalica la propria sfera di competenze;
2. solo l’ente che ha promanato una norma può interpretare al stessa;
3. la sismicità del territorio non è una peculiarità locale tale da fare attrarre nella sfera regionale prerogative in materia di costruzioni;
4. un nocumento a carico della collettività ne è venuto a seguito dell’interpretazione delle competenze dei geometri classificabile come DANNO ERARIALE.
Tutti elementi, quelli sopra citati, che possono essere replicati per le chiare affinità tra i problemi incontrati dai geometri con quelle dei professionisti iscritti alle sezioni B e l’utilità che potrà avere tale sentenza per l’esercizio delle nostre professioni. In qualche modo anticipa e forse rende superfluo il responso del TAR della Calabria di cui stiamo attendendo il responso.
CategorieArch. e Ing. civ. e amb. iuniores, Ingegnere civile e ambientale iunior
Una risposta a “INGEGNERI IUNIOR SALVI. TAR Puglia cassa la “Circolare interpretativa – Competenze professionali della categoria dei geometri””
Geometra rimini ha detto:
4 Mag 2011 alle 21:31
E’ per questa ragione che ritengo necessario, per il bene di tutti, creare un nocciolo duro di resistenza che porti le nostre categorie a fondersi in unico albo. Voi avrete sempre il problema della costruzione semplice con metodi standardizzati, noi quella di edificio modesto e, a ben vedere, non e’ molto chiaro chi sta peggio…perché con la questione dei metodi standardizzati, vi hanno impallinato subito…
Sono consigliere provinciale del mio albo professionale e vi posso assicurare che noi geometri negli anni abbiamo accumulato ingenti risorse economiche per difenderci adeguatamente… credo che queste risorse vadano condivise per una battaglia comune.
Voi pagate iscrizioni ad ordini professionali che non vi tutelano e per di piu’ non avete risorse per difendervi perché quelle stesse risorse vengono impegnate da un centro studi ingegneria che vi vuole semplici collaboratori, credo che un punto di equilibrio si possa trovare…
L’ho gia’ fatto in altre sedi e vi rinnovo l’invito….
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