Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-30264-del-20-11-2019
Timestamp: 2020-08-10 19:15:34+00:00
Document Index: 18362619

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 612', 'sentenza ', 'art. 614', 'art. 287', 'art. 617', 'art. 91', 'art. 360', 'art. 287', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 30264 del 20/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30264 del 20/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 20/11/2019, (ud. 03/07/2019, dep. 20/11/2019), n.30264
sul ricorso 22602-2018 proposto da:
MATANO, ANTONINO SGROI, CARLA D’ALOISIO, ESTER ADA VITA SCIPLINO,
EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO;
avverso l’ordinanza n. RGr.‹’, 7299/2012 del TRIBUNALE di FOGGIA,
Il tribunale di Foggia, Giudice dell’esecuzione, con ordinanza del 16.1.2018 (RG n. 7299/13), dichiarava inammissibile l’impugnazione proposta dall’Inps avverso l’ordinanza di correzione dell’errore materiale del 2017, pronunciata nei confronti dello stesso Istituto e dell’Avvocato T.A., con la quale lo stesso Giudice aveva disposto la correzione della precedente ordinanza del 2013, nella parte in cui aveva omesso di considerare e liquidare, tra le spese liquidate al procuratore antistatario, l’indennità di trasferta e le spese di trasferta sostenute, invece richieste nel ricorso dal difensore.
1)Deve premettersi che con sentenza n. 750/2010 il tribunale di Foggia accertava e dichiarava il diritto all’iscrizione di G.L. quale lavoratrice agricola e che successivamente, con ricorso ex art. 612 c.p.c., quest’ultima chiedeva al giudice dell’esecuzione di fissare le modalità dell’esecuzione della predetta sentenza e di determinare, ex art. 614 c.p.c., la somma di denaro dovuta per l’inosservanza dell’obbligo di iscrizione e/o per il ritardo nella stessa, oltre alle spese della procedura in favore del procuratore antistatario Avv. Angela Tarantino.
2) Con il primo motivo di censura l’Inps ha dedotto la violazione degli artt. 616, e 617 c.p.c., in relazione all’art. 287 c.p.c., in quanto erroneamente il giudice aveva ritenuto ammissibile l’istanza di correzione della ordinanza del 9.10.2013, in violazione del disposto dell’art. 617 c.p.c., comma 2;
3) Con il secondo motivo l’Inps deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 287 c.p.c.e ss., e conseguente nullità dell’ordinanza di correzione, avendo erroneamente, il giudice, ritenuto sussistere un errore materiale nella omessa liquidazione delle somme richieste a titolo di trasferta e spese di trasferta.
4) Con il terzo motivo l’Inps ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., e del DM 8 aprile 2004 (ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3), per la errata determinazione dell’indennità di trasferta, pur in presenza di numerose controversie della stessa natura contestualmente trattate dall’avvocato Tarantino e per le quali era doverosa la riduzione delle competenze e spese per la sua attività procuratoria.
Il ricorso risulta fondato in quanto nella fattispecie in esame non erano presenti le condizioni per la correzione dell’errore materiale. A riguardo deve richiamarsi il costante orientamento di questa Corte, cui si intende dare seguito, secondo cui” Il procedimento per la correzione degli errori materiali di cui all’art. 287 c.p.c., è esperibile per ovviare ad un difetto di corrispondenza fra l’ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, chiaramente rilevabile dal testo stesso del provvedimento mediante il semplice confronto della parte del documento che ne è inficiata con le considerazioni contenute nella motivazione, senza che possa incidere sul contenuto concettuale e sostanziale della decisione” (da ultimo Cass.n. 572/2019). Più in particolare questa Corte ha anche soggiunto che “La sentenza che, pur correttamente statuendo sulle spese in motivazione, ne ometta, poi, la loro totale o parziale liquidazione in dispositivo, non è emendabile con la procedura di correzione dell’errore materiale, attesa la necessità, ai fini della loro concreta determinazione e quantificazione, di una pronuncia del giudice”(Cass.n. 21109/2014Cass.n. 13550/2015; Cass.n. 22344/2016).
Nel caso in esame le spese di trasferta in alcun modo possono essere assimilate ad una mera dimenticanza del giudice (in tali ipotesi Cass.n. 15650/2016 ammette la procedura di correzione), poichè richiedono una valutazione non altrimenti esperibile se non nel corso del giudizio e con adeguata motivazione a riguardo e non possono dunque essere riconosciute attraverso il procedimento di correzione dell’errore materiale. Il ricorso deve quindi essere accolto e cassata la ordinanza. Non essendo necessaria ulteriore attività istruttoria, decidendo nel merito, deve dichiararsi inammissibile l’istanza di correzione dell’errore materiale.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la ordinanza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile l’istanza di correzione dell’errore materiale; condanna parte contro ricorrente al pagamento delle spese processuali del giudizio di legittimità liquidate in Euro 645,00 per compensi ed Euro 200,00 per spese e per il giudizio di opposizione in Euro 600,00 per compensi ed Euro 200,00 per spese, oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.