Source: http://biblus.acca.it/focus/il-direttore-dei-lavori-parte-4/
Timestamp: 2017-10-19 13:31:02+00:00
Document Index: 52214947

Matched Legal Cases: ['arte 4', 'arte 4', 'arte 4', 'art. 101', 'art. 167', 'art. 89', 'art. 106', 'art. 132', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 207', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 107']

Il direttore dei lavori (parte 4) - BibLus-net
Il direttore dei lavori (parte 4): i compiti nella fase esecutiva
Il direttore dei lavori (parte 4) e i suoi compiti nella fase esecutiva: verifica obblighi imprese, varianti, riserve, contabilità
Il ruolo del direttore dei lavori in fase di esecuzione
Durante la fase di esecuzione dei lavori il direttore dei lavori ha precisi compiti (cfr. linee guida Anac).
verifica del rispetto degli obblighi dell’impresa
gestioni delle riserve
Ai sensi dell’art. 101 comma 3 del Codice appalti, il Direttore dei Lavori ha la responsabilità relativa all’accettazione dei materiali.
I materiali e i componenti possono essere messi in opera solo dopo l’accettazione del direttore dei lavori. L’accettazione definitiva dei materiali e dei componenti si ha solo dopo la loro posa in opera.
Come sottolinea anche l’Anac nelle linee guida (punto 7.1.2), non rileva l’impiego da parte dell’impresa affidataria e per sua iniziativa di materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali o dell’esecuzione di una lavorazione più accurata. Da osservare che non viene regolamentata dalle linee guida l’ipotesi in cui il Direttore dei Lavori autorizzi, per necessità o convenienza, l’impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella qualità, o sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio. In tale evenienza, il comma 6 dell’art. 167 del vecchio Regolamento prescriveva che dovesse essere applicata una riduzione del prezzo in sede di contabilità, sempre che l’opera fosse accettabile senza pregiudizio e fatte salve le determinazioni definitive dell’organo di collaudo. Tale disposizione non è più prevista.
Rispondenza dei materiali alle prescrizioni
Il direttore dei lavori deve verificare che materiali e componenti rispondano a tutte le prescrizioni previste.
In particolare, i materiali e i componenti:
devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale
devono corrispondere ai contenuti dell’offerta presentata in sede di gara
devono essere stati approvati dalle strutture di controllo di qualità del fornitore e che abbiano superato le fasi di collaudo previste da controlli di qualità, normative vigenti o prescrizioni contrattuali, in base alle quali sono stati costruiti
Da notare che l’ultimo punto era attribuito dal vecchio Regolamento agli ispettori di cantiere.
Le linee guida Anac prevedono anche la possibilità, per il Direttore dei Lavori o per l’organo di collaudo, di poter disporre prove o analisi ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge o dal capitolato speciale d’appalto, che siano finalizzate a stabilire l’idoneità dei materiali o dei componenti e ritenute necessarie dalla stazione appaltante, sulla base di adeguata motivazione, con spese a carico dell’impresa affidataria.
I materiali e i componenti possono essere in qualsiasi momento rifiutati dal direttore dei lavori se deperiti dopo la loro introduzione in cantiere o se non risultati conformi per qualsiasi causa alle caratteristiche tecniche indicate nei documenti allegati al contratto.
L’impresa affidataria ha l’obbligo di rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese, fermo restando che il rifiuto deve essere trascritto sul giornale dei lavori o, comunque, nel primo atto contabile utile.
Da notare che il vecchio Regolamento prevedeva anche che, in caso di mancata rimozione da parte dell’appaltatore, la stessa stazione appaltante poteva provvedere direttamente, a spese dell’esecutore, a carico del quale restava tra l’altro ogni altro onere o danno che potesse derivare alla Pa per effetto della rimozione eseguita d’ufficio. Tale disposizione non è stata ripresa dall’Anac.
verificare periodicamente il possesso e la regolarità da parte dell’impresa affidataria e del subappaltatore della documentazione prevista dalle leggi vigenti in materia di obblighi nei confronti dei dipendenti, nonché di quella necessaria in relazione all’adempimento degli obblighi di cui all’ 30, comma 3, del Codice appalti (gli operatori economici devono rispettare gli obblighi in materia ambientale, sociale e del lavoro stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dai contratti collettivi o dalle disposizioni internazionali)
effettuare accessi diretti sul luogo dell’esecuzione, nonché verifiche, anche a sorpresa, sull’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative e compensative, alle prescrizioni in materia ambientale, paesaggistica, storico-architettonica, archeologica e di tutela della salute umana impartite dagli enti e dagli organismi competenti, su richiesta del soggetto responsabile dell’unità organizzativa competente in relazione all’intervento ( 31, comma 12, del Codice)
Verifiche in caso di subappalto
Con riferimento ai lavori affidati in subappalto, il Direttore dei Lavori, con l’ausilio degli ispettori di cantiere, svolge le seguenti funzioni:
verifica la presenza in cantiere delle imprese subappaltatrici autorizzate, nonché dei subcontraenti, che non sono subappaltatori, i cui nominativi sono stati comunicati alla stazione appaltante (ai sensi dell’105 comma 2 del Codice: “l’affidatario comunica alla stazione appaltante, prima dell’inizio della prestazione, per tutti i sub-contratti che non sono subappalti, il nome del sub-contraente, l’importo del sub-contratto, l’oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati”)
controlla che i subappaltatori e i subcontraenti svolgano effettivamente la parte di prestazioni ad essi affidate nel rispetto della normativa vigente e del contratto stipulato
accerta le contestazioni dell’impresa affidataria sulla regolarità dei lavori eseguiti dal subappaltatore e, ai fini della sospensione dei pagamenti all’impresa affidataria, determina la misura della quota corrispondente alla prestazione oggetto di contestazione
verifica il rispetto degli obblighi previsti dall’105, comma 14, del Codice (“L’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con ribasso non superiore al 20%, nel rispetto degli standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto. L’affidatario corrisponde i costi della sicurezza e della manodopera, relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle imprese subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazione appaltante, sentito il Direttore dei Lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, ovvero il direttore dell’esecuzione, provvede alla verifica dell’effettiva applicazione della presente disposizione. L’affidatario è solidalmente responsabile con il subappaltatore degli adempimenti, da parte di questo ultimo, degli obblighi di sicurezza previsti dalla normativa vigente.”)
provvede alla segnalazione al RUP dell’inosservanza da parte dell’impresa affidataria delle disposizioni previste dal Codice in materia di subappalto (105)
Verifiche in caso di avvalimento
L’avvalimento consiste nella possibilità, riconosciuta a qualunque operatore economico, singolo o in raggruppamento, di soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti necessari per partecipare ad una procedura di gara, facendo affidamento sulle capacità di altri soggetti.
Costituiscono una novità rispetto al passato le previsioni dell’art. 89 comma 9 del nuovo Codice e delle linee guida ANAC in materia di avvalimento: in caso di ricorso all’istituto dell’avvalimento da parte dell’impresa affidataria, il Direttore dei Lavori coadiuva il RUP nelle verifiche sostanziali circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto dell’avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria, nonché l’effettivo impiego delle risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto.
A tal fine il RUP accerta in corso d’opera che le prestazioni oggetto di contratto siano svolte direttamente dalle risorse umane e strumentali dell’impresa ausiliaria che il titolare del contratto utilizza in adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di avvalimento. Ha inoltre l’obbligo di inviare ad entrambe le parti del contratto di avvalimento le comunicazioni di cui all’articolo 52 e quelle inerenti all’esecuzione dei lavori.
La stazione appaltante trasmette all’Autorità tutte le dichiarazioni di avvalimento, indicando altresì l’aggiudicatario, per l’esercizio della vigilanza, e per la prescritta pubblicità.
ai fini dell’eventuale risoluzione contrattuale, svolge le attività di cui ai commi 3 e 4 dell’108 del Codice, ossia controllo di inadempimenti e ritardi per negligenza dell’appaltatore
in caso di risoluzione contrattuale, cura su richiesta del RUP la redazione dello stato di consistenza dei lavori già eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera e la relativa presa in consegna
verifica che l’impresa affidataria svolga tutte le pratiche di legge relative alla denuncia dei calcoli delle strutture (101 comma 4 del Codice)
determina in contraddittorio con l’impresa affidataria i nuovi prezzi delle lavorazioni e dei materiali non previsti dal contratto
redige apposita relazione laddove avvengano sinistri alle persone o danni alla proprietà nel corso dell’esecuzione di lavori e adotta i provvedimenti idonei a ridurre per la stazione appaltante le conseguenze dannose
redige processo verbale alla presenza dell’impresa affidataria dei danni cagionati da forza maggiore, al fine di accertare:
lo stato delle cose dopo il danno, rapportandole allo stato precedente
le cause dei danni, precisando l’eventuale causa di forza maggiore
l’eventuale negligenza, indicandone il responsabile
l’osservanza o meno delle regole dell’arte e delle prescrizioni del Direttore dei Lavori
l’eventuale omissione delle cautele necessarie a prevenire i danni
dà immediata comunicazione RUP delle riserve iscritte e trasmette nel termine di dieci giorni dall’iscrizione della riserva una propria relazione riservata
L’art. 106 del nuovo Codice appalti risulta assolutamente innovativo rispetto al vecchio art. 132 del dlgs 163/2006, prevedendo nuove ipotesi di possibili variazioni del contratto d’appalto.
Il nuovo Codice prevede che i contratti possono essere modificati senza una nuova procedura di affidamento nei casi seguenti:
se sono state previste nei documenti di gara iniziali clausole chiare, precise e inequivocabili, (anche clausole di revisione dei prezzi) che fissano la portata e la natura di eventuali modifiche nonché le condizioni alle quali esse possono essere impiegate (in pratica la procedura della revisione dei prezzi e i meccanismi di revisione del prezzo sono determinati dalla stazione appaltante, che deve darne evidenza nei documenti di gara)
se si sono resi necessari lavori, servizi o forniture supplementari da parte del contraente originale, ove un cambiamento del contraente risulti impraticabile per motivi economici/tecnici e comporti per l’amministrazione notevoli disguidi o duplicazione dei costi
se la necessità di modifica è determinata da circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per l’ente aggiudicatore (varianti in corso d’opera) e la modifica non altera la natura generale del contratto
se un nuovo contraente sostituisce quello a cui la stazione appaltante aveva inizialmente aggiudicato l’appalto a causa di una clausola di revisione inequivocabile oppure all’aggiudicatario iniziale succede (per causa di morte, per contratto, per modifiche societarie) un altro operatore economico che soddisfi i criteri di selezione qualitativa stabiliti inizialmente, purché ciò non implichi altre modifiche sostanziali al contratto
se le modifiche non sono sostanziali; al riguardo, le stazioni appaltanti possono stabilire nei documenti di gara soglie di importi per consentire le modifiche
Le modifiche e le varianti dei contratti in corso di esecuzione devono essere autorizzate dal RUP con le modalità previste dall’ordinamento della stazione appaltante da cui il RUP dipende.
In caso di variante in corso d’opera, il Direttore dei Lavori descrive la situazione di fatto ai fini dell’accertamento da parte del RUP della sua non imputabilità alla stazione appaltante, della sua non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori e delle ragioni per cui si rende necessaria la variazione.
Ricordiamo che (art. 106 comma 1 lettera c) si ha una variante in corso d’opera quando la necessità di modifica è determinata da circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione. In tali casi le modifiche all’oggetto del contratto assumono la denominazione di varianti in corso d’opera. Tra le predette circostanze può rientrare anche la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti.
Il Direttore dei Lavori propone al RUP apposita relazione ove indica le modifiche, le varianti dei contratti in corso di esecuzione, le perizie di variante.
Il Direttore dei Lavori, inoltre, sopporta le conseguenze derivanti dall’aver ordinato o lasciato eseguire variazioni o addizioni al progetto, senza averne ottenuto regolare autorizzazione, sempre che non derivino da interventi volti ad evitare danni gravi a persone o cose o a beni soggetti alla legislazione in materia di beni culturali e ambientali o comunque di proprietà delle stazioni appaltanti.
In caso di variazioni al progetto non disposte dal Direttore dei Lavori, quest’ultimo fornisce all’impresa affidataria le disposizioni per la rimessa in pristino con spese a carico della stessa.
Nel caso in cui durante l’esecuzione (art. 106 comma 12) si renda necessario un aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza del 20% dell’importo del contratto, la stazione appaltante può imporre all’appaltatore l’esecuzione alle stesse condizioni previste nel contratto originario. In tal caso l’appaltatore non può far valere il diritto alla risoluzione del contratto e la perizia di variante o suppletiva è accompagnata da un atto di sottomissione che l’impresa affidataria è tenuta a sottoscrivere in segno di accettazione o di motivato dissenso.
Nel caso in cui la stazione appaltante disponga varianti in diminuzione nel limite del 20% dell’importo del contratto, deve comunicarlo all’impresa affidataria tempestivamente e comunque prima del raggiungimento dei 4/5 (80%) dell’importo contrattuale; in tal caso nulla spetta all’impresa affidataria a titolo di indennizzo.
Ai fini della determinazione del 20%, l’importo dell’appalto è formato dalla somma risultante dal contratto originario, aumentato dell’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute, nonché dell’ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti all’impresa affidataria ai sensi degli articoli 205 e 208 del Codice.
Nei casi di eccedenza rispetto al limite sopra indicato, previsti dall’art. 106 del Codice, la perizia di variante è accompagnata da un atto aggiuntivo al contratto principale.
Il RUP deve darne comunicazione all’impresa affidataria che, nel termine di 10 giorni dal suo ricevimento, deve dichiarare per iscritto se intende accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni; nei 45 giorni successivi al ricevimento della dichiarazione la stazione appaltante deve comunicare all’impresa affidataria le proprie determinazioni.
Qualora l’impresa affidataria non dia alcuna risposta alla comunicazione del RUP, si intende manifestata la volontà di accettare la variante complessiva agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario.
Se la stazione appaltante non comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate dall’impresa affidataria.
Qualora fosse necessario eseguire lavorazioni non previste dal contratto o adoperare materiali diversi da quelli previsti, si rende necessario definire nuovi prezzi di lavorazioni e/o materiali.
L’ANAC, al punto 7.3.1.6 delle linee guida, prevede che i nuovi prezzi delle lavorazioni o materiali sono valutati:
desumendoli dal prezzario della stazione appaltante o dal prezziario di riferimento ove esistenti
ragguagliandoli a quelli di lavorazioni consimili compresi nel contratto
quando sia impossibile l’assimilazione, ricavandoli totalmente o parzialmente da nuove analisi dei prezzi effettuate avendo a riferimento i prezzi elementari di manodopera, materiali, noli e trasporti alla data di formulazione dell’offerta, attraverso un contraddittorio tra Direttore dei Lavori e impresa affidataria, e approvati dal RUP
Qualora da tali calcoli risultino maggiori spese rispetto alle somme previste nel quadro economico, i prezzi prima di essere ammessi nella contabilità dei lavori devono essere approvati dalla stazione appaltante, su proposta del RUP.
Se l’impresa affidataria non accetta i nuovi prezzi così determinati e approvati, la stazione appaltante può ingiungergli l’esecuzione delle lavorazioni o la somministrazione dei materiali sulla base di detti prezzi, comunque ammessi nella contabilità.
Se l’impresa non iscrive riserva negli atti contabili, i prezzi si intendono definitivamente accettati.
Il Direttore dei Lavori può disporre modifiche di dettaglio non comportanti aumento o diminuzione dell’importo contrattuale, comunicandole al RUP.
Se durante la realizzazione dell’opera si verificano fatti o questioni tecniche che producono aggravi di spesa per l’impresa esecutrice, questa può iscrivere apposite riserve negli atti contabili.
In linea generale, in caso di iscrizione di riserve continuano a utilizzarsi le vecchie regole, fatto salvo quanto previsto dall’art. 207 del Codice che prevede la possibilità di ricorrere ad un Collegio consultivo tecnico con funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle dispute di ogni natura suscettibili di insorgere nel corso dell’esecuzione del contratto.
In particolare, il Direttore dei Lavori comunica al RUP eventuali contestazioni dell’impresa affidataria su aspetti tecnici che possano influire sull’esecuzione dei lavori. Il RUP convoca le parti entro 15 giorni dalla comunicazione e promuove, in contraddittorio, l’esame della questione al fine di risolvere la controversia.
All’esito, il RUP comunica la decisione assunta all’impresa affidataria, la quale ha l’obbligo di uniformarvisi, salvo il diritto di iscrivere riserva nel registro di contabilità in occasione della sottoscrizione.
In tal caso, il Direttore dei Lavori redige in contraddittorio con l’impresa un processo verbale delle circostanze contestate.
In assenza dell’impresa, il Direttore dei Lavori redige il verbale alla presenza di due testimoni. In quest’ultimo caso copia del verbale è comunicata all’impresa affidataria per le sue osservazioni, da presentarsi al Direttore dei Lavori nel termine di 8 giorni dalla data del ricevimento. In mancanza di osservazioni, le risultanze del verbale si intendono definitivamente accettate.
L’impresa affidataria, il suo rappresentante, oppure i testimoni firmano il processo verbale, che è inviato al RUP. Il verbale contiene le eventuali osservazioni dell’impresa.
Tutte le contestazioni e relativi ordini di servizio devono essere annotati nel giornale dei lavori, come vedremo di seguito.
Se l’impresa affidataria firma il registro di contabilità con riserva, il Direttore dei Lavori, nei successivi 15 giorni, riporta nel registro le sue motivate deduzioni al fine di consentire alla stazione appaltante la percezione delle ragioni ostative al riconoscimento delle pretese dell’impresa affidataria.
In caso di negligenza, il Direttore dei Lavori è responsabile per le somme che la stazione appaltante deve riconoscere all’impresa affidataria.
Le riserve, quantificate in via definitiva dall’impresa affidataria, sono comunque iscritte, a pena di decadenza, nel primo atto contabile idoneo a riceverle successivamente all’insorgenza del fatto che le ha determinate. Le riserve sono iscritte, a pena di decadenza, anche nel registro di contabilità, all’atto della firma immediatamente successiva al verificarsi del fatto pregiudizievole.
Le riserve non confermate nel conto finale si intendono abbandonate.
La quantificazione della riserva è effettuata in via definitiva, senza possibilità di successive integrazioni o incrementi rispetto all’importo iscritto.
Partite provvisorie
Qualora per un legittimo impedimento non sia possibile eseguire una precisa e completa contabilizzazione, il Direttore dei Lavori può registrare in partita provvisoria sui libretti quantità dedotte da misurazioni sommarie.
In tal caso l’onere dell’immediata riserva diventa operante quando in sede di contabilizzazione definitiva delle categorie di lavorazioni interessate sono portate in detrazione le partite provvisorie.
Mancata firma del registro di contabilità
Nel caso in cui l’esecutore non firmi il registro di contabilità, egli è invitato a farlo entro il termine perentorio di 15 giorni.
Qualora persista nell’astensione o nel rifiuto della firma, se ne fa espressa menzione nel registro.
Se l’esecutore ha firmato con riserva, qualora l’esplicazione e la quantificazione non siano possibili al momento della formulazione della stessa, egli formula, a pena di decadenza, nel termine di 15 giorni, le sue riserve, scrivendo e firmando nel registro le corrispondenti domande di indennità e indicando con precisione le cifre di compenso cui crede aver diritto, e le ragioni di ciascuna domanda.
Nel caso in cui l’esecutore non abbia firmato il registro nel termine di cui sopra, oppure lo abbia fatto con riserva, ma senza esplicare le sue riserve nel modo e nel termine sopraindicati, i fatti registrati si intendono definitivamente accertati e l’esecutore decade dal diritto di far valere in qualunque termine e modo le riserve o le domande che ad essi si riferiscono.
Il Direttore dei Lavori vigila sul rispetto dei tempi di esecuzione dei lavori, che sono indicati nel cronoprogramma allegato al progetto esecutivo.
A tal fine, il Direttore dei Lavori cura l’aggiornamento del cronoprogramma generale e particolareggiato dei lavori al fine di:
individuare interventi correttivi in caso di rilevata difformità rispetto alle previsioni contrattuali
fornire indicazioni al RUP per l’irrogazione delle penali da ritardo previste nel contratto
valutare l’eventuale risoluzione contrattuale ai sensi dell’108, comma 4, del Codice appalti
Se il Direttore dei Lavori accerta un grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore, tale da comprometterne la buona riuscita delle prestazioni, assegna un termine all’impresa affidataria che, salvo i casi d’urgenza, non può essere inferiore a 10 giorni, entro i quali l’appaltatore deve eseguire le prestazioni.
Scaduto il termine assegnato, e redatto processo verbale in contraddittorio con l’appaltatore, qualora l’inadempimento permanga, la stazione appaltante risolve il contratto, fermo restando il pagamento delle penali.
L’impresa affidataria ha l’obbligo di eseguire i lavori con continuità e senza interruzioni per assicurare un regolare andamento dell’appalto.
Nei casi di cui all’art. 107 del Codice, il Direttore dei Lavori può disporre la sospensione dei lavori, redigendo apposito verbale da inviare al RUP entro 5 giorni dalla data della sua redazione.
Il Verbale di sospensione deve contenere (art. 107 del Codice):
ragioni che hanno determinato l’interruzione dei lavori
opere la cui esecuzione rimane interrotta
cautele adottate affinché alla ripresa le stesse possano essere continuate ed ultimate senza eccessivi oneri
consistenza della forza lavoro e dei mezzi d’opera esistenti in cantiere al momento della sospensione
Il verbale è inoltrato al responsabile del procedimento entro 5 giorni dalla data della sua redazione.
Durante la sospensione dei lavori, il Direttore dei Lavori dispone visite periodiche al cantiere per accertare le condizioni delle opere e la presenza eventuale della manodopera e dei macchinari eventualmente presenti e fornisce le disposizioni necessarie a contenere macchinari e manodopera nella misura strettamente necessaria per evitare danni alle opere già eseguite e per facilitare la ripresa dei lavori.
Il Direttore dei Lavori è responsabile di un’eventuale sospensione illegittima dal medesimo ordinata per circostanze non contemplate dall’art. 107 del Codice.
Sospensione e risoluzione del contratto
Qualora la sospensione o le sospensioni durino per un periodo di tempo superiore ad un quarto della durata complessiva prevista per l’esecuzione dei lavori o, comunque, quando superino 6 mesi complessivi, l’esecutore può chiedere la risoluzione del contratto senza indennità. Se la stazione appaltante si oppone, l’esecutore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti.
Nessun indennizzo è dovuto all’esecutore negli altri casi.
Non appena cessano le cause della sospensione, il Direttore dei Lavori comunica al RUP la possibilità di riprendere i lavori.
Il RUP dispone la ripresa dei lavori e indica il nuovo termine contrattuale.
Entro 5 giorni dalla disposizione di ripresa dei lavori effettuata dal RUP, il Direttore dei Lavori procede alla redazione del verbale di ripresa dei lavori, che deve essere sottoscritto anche dall’impresa affidataria e deve riportare il nuovo termine contrattuale indicato dal RUP.
Diffida al RUP
Nel caso in cui l’impresa ritenga cessate le cause che hanno determinato la sospensione temporanea dei lavori e il RUP non abbia disposto la ripresa dei lavori stessi, l’impresa può diffidare il RUP a dare le opportune disposizioni al Direttore dei Lavori perché provveda alla ripresa.
La diffida proposta ai fini sopra indicati, è condizione necessaria per poter iscrivere riserva all’atto della ripresa dei lavori, qualora l’impresa affidataria intenda far valere l’illegittima maggiore durata della sospensione.
Relativamente alla gestione dei sinistri, l’ANAC riprende i contenuti degli articoli 165 e 166 del vecchio Regolamento, dedicati rispettivamente a:
sinistri alle persone
Inoltre sono analizzati i danni derivanti da eventi di forza maggiore, rispetto ai quali non si registra alcuna differenza sostanziale.
Nel caso in cui nel corso dell’esecuzione dei lavori si verifichino sinistri alle persone o danni alle proprietà, il Direttore dei Lavori compila una relazione nella quale descrive:
i fatti e le circostanze
le presumibili cause del sinistro
gli opportuni provvedimenti finalizzati a ridurre le conseguenze dannose
Restano a carico dell’impresa affidataria, indipendentemente dall’esistenza di adeguata copertura assicurativa:
Verbale sui danni causati da forza maggiore
L’impresa affidataria non può pretendere compensi per danni alle opere o provviste se non in casi di forza maggiore e nei limiti consentiti dal contratto.
Nel caso di danni causati da forza maggiore l’impresa affidataria ne fa denuncia al Direttore dei Lavori nei termini stabiliti dal capitolato speciale o, in difetto, entro 5 giorni da quello dell’evento, a pena di decadenza dal diritto al risarcimento.
Al fine di determinare l’eventuale risarcimento al quale può avere diritto l’impresa affidataria, spetta al Direttore dei Lavori redigere processo verbale alla presenza di quest’ultima, accertando:
la eventuale negligenza, indicandone il responsabile, ivi compresa l’ipotesi di erronea esecuzione del progetto da parte dell’appaltatore
Nessun indennizzo è dovuto quando a determinare il danno abbia concorso la colpa dell’impresa affidataria o delle persone delle quali essa è tenuta a rispondere.
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