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Timestamp: 2018-10-17 07:08:25+00:00
Document Index: 151639651

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 9', 'art.9', 'art.5', 'art. 5']

Il nuovo consolidato | Commercialista Telematico
Il nuovo consolidato
Il Consolidato nazionale è un istituto di natura fiscale, che consente ai gruppi societari di determinare il proprio reddito imponibile, ai fini IRES, in forma unitaria e globale in capo alla consolidante, purché le società partecipanti siano legate da un rapporto partecipativo, così come previsto dagli artt. 117 e 120 del T.U. n. 917/1986.
La tassazione consolidata di gruppo – ex art. 118, c. 1, del T.U. n. 917/1986 – comporta la determinazione di un reddito complessivo globale pari alla somma algebrica dei redditi complessivi netti delle società oggetto di consolidamento, da considerare, quanto alle società controllate, per l’intero importo indipendentemente dall’entità percentuale della partecipazione riferibile al soggetto controllante.
Sulla base delle vecchie regole, le società consolidate e l’ente o società consolidante vengono sottoposte separatamente all’attività di accertamento da parte degli uffici finanziari territorialmente competenti (cfr. art. 17 del D.M. 9 giugno 2004).
Il procedimento di adesione di cui al D.Lgs. n. 218/1997 segue naturalmente le stesse regole, prevedendo sostanzialmente – cfr. la circolare n. 60/E del 31 ottobre 2007 – due separati livelli: il primo riguarda le società consolidate; il secondo livello interessa la società o l’ente consolidante.
Il comma 1 dell’articolo 35 del D.L. n. 78/2010, conv. In L. n. 122/2010, ha inserito nel D.P.R. n. 600 del 1973 l’art. 40-bis.
La norma – si legge nella circolare n.4/E del 15 febbraio 2011 -, nell’ottica di migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa nonché garantire una maggiore tutela del diritto di difesa dei contribuenti sottoposti a controllo nell’ambito del consolidato nazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del TUIR, introduce alcune novità per quel che concerne il procedimento di accertamento.
Con tale disposizione si elimina il meccanismo del doppio livello accertativo e consente ad entrambi i soggetti coinvolti nell’accertamento di partecipare sin dall’inizio alle diverse fasi del procedimento.
La norma introduce sul piano processuale un’ipotesi di litisconsorzio necessario tra la società consolidata e la consolidante.
In tal guisa, la definizione dell’atto unico in sede contenziosa produce i suoi effetti in modo univoco nei confronti di entrambi i soggetti, evitando il formarsi di giudicati contrastanti.
Inoltre, il pagamento delle somme scaturenti dall’atto unico estingue l’obbligazione sia se effettuato dalla consolidata che dalla consolidante.
La questione perdite
A tal fine, la consolidante dovrà presentare un’apposita istanza, all’ufficio competente ad emanare l’atto unico di accertamento, entro il termine per la proposizione del ricorso.
Entro i successivi 60 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’ufficio – previo riscontro dell’utilizzabilità delle perdite – procede al ricalcolo dell’eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni correlate e comunica l’esito alla consolidata ed alla consolidante.
Si ricorda che, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 ottobre 2010, prot. n. 2010/154309 – previsto dal comma 3 dell’art. 35 – è stato approvato il modello per la presentazione della predetta istanza, le modalità di presentazione e le conseguenti attività dell’ufficio competente.
Le attività di controllo della dichiarazione dei redditi del consolidato e le relative rettifiche, diverse da quelle conseguenti la rettifica delle singole dichiarazioni delle consolidate e della consolidante, sono attribuite all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente nei confronti della società consolidante alla data in cui è stata presentata la dichiarazione.
Fino alla scadenza del termine di decadenza stabilito nell’articolo 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, l’accertamento del reddito complessivo globale può essere integrato o modificato in aumento, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base agli esiti dei controlli previsti dai precedenti commi.
La fase dell’accertamento con adesione
L’art. 35, c. 2, del D.L.n.78/2010 è intervenuto pure sugli istituti deflativi del contenzioso, contenuti nel D.Lgs.n.218/97, inserendo l’art. 9-bis, per disciplinare l’adesione dei soggetti aderenti al consolidato nazionale
Accertamento con adesione classico
La norma prevede che al procedimento di accertamento con adesione avente ad oggetto le rettifiche previste dal comma 2 dell’articolo 40-bis del D.P.R. n. 600/73, partecipano sia la consolidante che la consolidata interessata dalle rettifiche, innanzi all’ufficio competente alle contestazioni, e l’atto di adesione, sottoscritto anche da una sola di esse, si perfeziona qualora gli adempimenti di cui all’art.9 del D.Lgs.n.218/97 (pagamento, anche attraverso compensazioni) siano posti in essere anche da parte di uno solo dei predetti soggetti.
Anche in sede di accertamento con adesione, la consolidante ha facoltà di chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori mponibili le perdite di periodo del consolidato non utilizzate, fino a concorrenza del loro importo.
Nell’ipotesi di adesione all’invito a comparire, ai sensi dell’art.5, c. 1-bis, del D.Lgs. n. 218/97, alla comunicazione ivi prevista deve essere allegata l’istanza prevista dal comma 3 dell’articolo 40-bis del D.P.R. n. 600/73, per l’utilizzabilità delle perdite residue a scomputo dell’imponibile accertato.
In tal caso, il versamento delle somme dovute dovrà essere effettuato entro il quindicesimo giorno successivo all’accoglimento dell’istanza da parte dell’ufficio competente, comunicato alla consolidata ed alla consolidante, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza.
Anche nell’ipotesi di definizione del pvc – ai sensi dell’art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/97 – l’istanza per lo scomputo delle perdite deve essere presentata unitamente alla comunicazione di adesione, così da consentire all’ufficio competente di emettere l’atto di definizione scomputando le stesse dal maggior reddito imponibile.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono entrate in vigore il 1° gennaio 2011, e si applicano con riferimento ai periodi di imposta per i quali, alla predetta data, sono ancora pendenti i termini per l’accertamento di cui all’articolo 43 del D.P.R. n. 600 del 1973.