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Timestamp: 2019-01-19 06:51:30+00:00
Document Index: 136586605

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 18']

Tutto ciò mi convince ancora di più della difficile relazione fra ordinamento costituzionale e secessione: se si parte…
Il Public sector asset purchase programme (PSPP), comunemente chiamato Quantitative Easing (QE), rappresenta sicuramente il più conosciuto e controverso strumento non convenzionale adottato dalla Banca Centrale Europea (BCE) durante la crisi finanziaria. Attraverso il QE, la BCE ha acquistato i titoli di stato dei paesi della zona euro, con l’obiettivo di combattere la deflazione ed aiutare gli stati membri più colpiti dalla crisi economica a finanziarsi sui mercati. Il caso Weiss, vertente sulla legalità di questo programma, rappresenta l’ennesimo tentativo di dialogo tra la Corte di Giustizia e la Corte costituzionale tedesca sul mandato monetario della Banca Centrale Europea…
Vi sono, però, alcune differenze significative e una di queste può essere (deve essere) fonte di critica, come si cercherà di sottolineare in questo breve commento.
Si tratta, in generale, di una sentenza molto “ispirata” e ricca di riferimenti alla giurisprudenza precedente della CGUE, quella, per intendersi, in cui la Corte usa apertamente la terminologia costituzionalistica, inaugurata con Les Verts e richiamata “a singhiozzo”. Non a caso, proprio Les Verts – insieme alla…
Leggendo la sentenza si percepisce come la Corte abbia sentito il dovere di illustrare il tema dei “simboli” nazionali e territoriali con un’attenzione ben superiore alle mere finalità processuali. Ne è derivata una pronuncia dall’andamento sinusoidale, che alterna affermazioni sin troppo sintetiche riferite al…
Le agenzie dell’Unione europea costituiscono un fenomeno peculiare sia sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, sia per ciò che concerne la loro legittimazione a fronte dei poteri che esercitano in concreto. Tali organismi tengono insieme più esigenze, di vario tipo: da un lato decentrano la competenza nella regolazione di determinate materie, in parte sottratta alla Commissione o ai governi nazionali, dall’altro europeizzano la governance di determinati settori, senza far uscire di scena gli Stati. Al contempo, sfruttano la neutralità delle competenze tecniche e specialistiche, mantenendo formalmente invariati alcuni poteri decisori che rimangono in capo agli organi politico-amministrativi (Commissione e governi…
1.Anticipato l’esito del giudizio da un comunicato stampa del 26 settembre, come divenuto usuale per le decisioni della Corte costituzionale di maggior impatto sull’opinione pubblica, lo scorso 8 novembre è stata depositata la sent. 194/2018 che ha dichiarato parzialmente illegittimo uno dei punti qualificanti della riforma del lavoro del Governo Renzi, il c.d. Jobs Act. Nello specifico, la decisione ha colpito la previsione normativa concernente il meccanismo di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato (art. 3, c. 1, d.lgs. 23/2015, nel testo originario e in quello risultante dalle modifiche apportate dal recente “decreto dignità”, d.l….
Il 4 ottobre 2018, nell’ambito della causa C-416/17, Commissione europea c. Repubblica francese, la Corte di giustizia europea ha pronunciato una sentenza di grande momento sul rapporto tra l’istituto del rinvio pregiudiziale e il ricorso per inadempimento nell’ambito della fase contenziosa della procedura di infrazione. La sentenza è passata immeritatamente inosservata, con alcune eccezioni (v. D. Sarmiento, Judicial Infringements at the Court of Justice – A brief comment on the phenomenal Commission/France (C-416/17), in Despite our Differences Blog, 9 ottobre 2018), rispetto ad una serie di casi pure assai recenti e significativi decisi dalla Corte che hanno avuto ampia…
Recentemente, la Corte costituzionale è intervenuta in materia di cognome comune dell’unione civile, oggetto di un rapido susseguirsi di normative di rango differente che aveva generato una confusione applicativa (sent. 212/2018). In un primo periodo, infatti, la normativa aveva consentito alla coppia unita civilmente di scegliere un cognome comune che un partner poteva sostituire, aggiungere o posporre al proprio (art. 1, co. 10, l. 76/2016). Successivamente, il legislatore aveva invece ristretto questa possibilità, archiviando uno degli aspetti maggiormente innovativi del nuovo istituto, “migliorativo” rispetto al regime matrimoniale, posto che nonostante l’intervento della Corte (da ultimo, v. 286/2016), la moglie…
Il 15 novembre 2018 la Grande Chambre della Corte EDU si è pronunciata sui cinque ricorsi riuniti (n. 29580/12 e al.) promossi dal blogger e attivista politico di opposizione Aleksey Navalnyy nei confronti della Russia. Il ricorrente lamentava la violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza, sotto il profilo della legalità dell’arresto e della detenzione (art. 5 par. 1 CEDU), del diritto ad un equo processo (art. 6), della libertà di riunione e associazione (art. 11), nonché dei limiti ammessi alla restrizione dei diritti (art. 18). Tale giudizio è stato deferito alla Grande Chambre a seguito dell’ammissione della…
L’ordinanza segnalata è rilevante sia per i profili processuali che per quelli di merito. Pur intendendo soffermarci in particolare su questi ultimi, non si può non rilevare che la Corte con l’ordinanza in commento ha inventato una nuova tecnica decisoria (A. Ruggeri, Venuto alla luce alla Consulta l’ircocervo…