Source: http://www.slideshare.net/angerado/legge-quadro-sulle-aree-protette
Timestamp: 2015-02-27 21:30:16+00:00
Document Index: 63544174

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4']

Ambiente - Regione Lazio - Norme in...
Pgt agrate brianza norme gov by Fabio Saldini
N. 394 del 6 dicembre 1991
Legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 dicembre 1991, n° 292, S.O.) Legge quadro sulle aree protetteTITOLO I - Principi generali1. Finalità e ambito della legge.1. La presente legge, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta principi fondamentali per listituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e di promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese.2. Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio naturale le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che hanno rilevante valore naturalistico e ambientale.3. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2, specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le seguenti finalità: a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici; b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; c) promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.4. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui al comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili.5. Nella tutela e nella gestione delle aree naturali protette, lo Stato, le regioni e gli enti locali attuano forme di cooperazione e di intesa ai sensi dellarticolo 81 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, e dellarticolo 27 della L. 8 giugno 1990, n. 142.2. Classificazione delle aree naturali protette.1. I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere lintervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.2. I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono, nellambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai v alori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.3. Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi in esse rappresentati. 1 2.
4. Con riferimento allambiente marino, si distinguono le aree protette come definite ai sensi del protocollo di Ginevra relativo alle aree del Mediterraneo particolarmente protette di cui alla L. 5 marzo 1985, n. 127, e quelle definite ai sensi della L. 31 dicembre 1982, n. 979.5. Il Comitato per le aree naturali protette di cui allarticolo 3 può operare ulteriori classificazioni per le finalità della presente legge ed allo scopo di rendere efficaci i tipi di protezione previsti dalle convenzioni internazionali ed in particolare dalla convenzione di Ramsar di cui al D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448.6. La classificazione delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale, qualora rientrino nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, ha luogo dintesa con le regioni e le province stesse secondo le procedure previste dalle norme di attuazione dei rispettivi statuti dautonomia e, per la regione Valle dAosta, secondo le procedure di cui allarticolo 3 della L. 5 agosto 1981, n. 453.7. La classificazione e listituzione dei parchi nazionali e delle riserve naturali statali sono effettuate, qualora rientrino nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, dintesa con le stesse.8. La classificazione e listituzione dei parchi e delle riserve naturali di interesse regionale e locale sono effettuate dalle regioni.9. Ciascuna area naturale protetta ha diritto alluso esclusivo della propria denominazione.3. Comitato per le aree naturali protette e Consulta tecnica per le aree naturali protette.1. E istituito il Comitato per le aree naturali protette, di seguito denominato “Comitato”, costituito dai Ministri dellambiente, che lo presiede, dellagricoltura e delle foreste, della marina mercantile, per i beni culturali e ambientali, dei lavori pubblici e delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, o da sottosegretari delegati, e da sei presidenti di regione o provincia autonoma, o assessori delegati, designati, per un triennio, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Alle riunioni del Comitato partecipano, con voto consultivo, i presidenti, o gli assessori delegati, delle regioni nel cui territorio ricade larea protetta, ove non rappresentate. Alla costituzione del Comitato provvede il Ministro dellambiente con proprio decreto.2. Il Comitato identifica, sulla base della Carta della natura di cui al comma 3, le linee fondamentali dellassetto del territorio con riferimento ai valori naturali ed ambientali, che sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente, previa deliberazione del Comitato.3. La Carta della natura è predisposta dai servi zi tecnici nazionali di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, in attuazione degli indirizzi del Comitato. Essa integrando, coordinando ed utilizzando i dati disponibili relativi al complesso delle finalità di cui allarticolo 1, comma 1, della presente legge, ivi compresi quelli della Carta della montagna di cui allarticolo 14 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, individua lo stato dellambiente naturale in Italia, evidenziando i valori naturali e i profili di vulnerabilità territoriale. La Carta della natura è adottata dal Comitato su proposta del Ministro dellambiente. Per lattuazione del presente comma è autorizzata la spesa di lire 5 miliardi nel 1992, lire 5 miliardi nel 1993 e lire 10 miliardi nel 1994 (1).4. Il Comitato svolge, in particolare, i seguenti compiti: a) integra la classificazione delle aree protette, sentita la Consulta di cui al comma 7; b) adotta il programma per le aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale di cui allarticolo 4, sentita la Consulta di cui al comma 7 del presente articolo, nonché le relative direttive per lattuazione e le modifiche che si rendano necessarie; c) approva lelenco ufficiale delle aree naturali protette.5. Il Ministro dellambiente convoca il Comitato almeno due volte lanno, provvede allattuazione delle deliberazioni adottate e riferisce sulla loro esecuzione.6. Ove sullargomento in discussione presso il Comitato non si raggiunga la maggioranza, il Ministro dellambiente rimette la questione al Consiglio dei ministri, che decide in merito.7. E istituita la Consulta tecnica per le aree naturali protette, di seguito denominata “Consulta”, costituita da nove esperti particolarmente qualificati per lattività e per gli studi realizzati in materia di conservazione della natura, nomi nati, per un quinquennio, dal Ministro dellambiente, di cui tre scelti in una rosa di nomi presentata dalle associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per lambiente, tre scelti, ciascuno, sulla base di rose di nomi rispettivamente presentate dallAccademia nazionale dei Lincei, dalla Società botanica italiana e dallUnione zoologica italiana, uno designato dal Consiglio nazionale delle ricerche e due scelti in una rosa di nomi proposta dai presidenti dei parchi nazionali e regionali. Per lattuazione del presente comma è autorizzata una spesa annua fino a lire 600 milioni a partire dallanno 1991.8. La Consulta esprime pareri per i profili tecnico-scientifici in materia di aree naturali protette, di sua iniziativa o su richiesta del Comitato o del Ministro dellambiente. 2 3.
9. Le funzioni di istruttoria e di segreteria del Comitato e della Consulta sono svolte, nellambito del servizio conservazione della natura del Ministero dellambiente, da una segreteria tecnica composta da un contingente di personale stabilito, entro il limite complessivo di cinquanta unità, con decreto del Ministro dellambiente di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per gli affari regionali (2). Il predetto contingente è composto mediante apposito comando di dipendenti dei Ministeri presenti nel Comitato, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonché di personale di enti pubblici anche economici, ai quali è corrisposta una indennità stabilita con decreto del Ministro dellambiente di concerto con il Ministro del tesoro. Fanno parte del contingente non più di venti esperti di elevata qualificazione, assunti con contratto a termine di durata non superiore al biennio e rinnovabile per eguale periodo, scelti con le modalità di cui agli articoli 3 e 4 del decreto-legge 24 luglio 1973, n. 428, convertito dalla legge 4 agosto 1973, n. 497. Con proprio decreto il Ministro dellambiente, sentiti i Ministri che fanno parte del Comitato, disciplina lorganizzazione della segreteria tecnica. Per lattuazione del presente comma è autorizzata una spesa annua fino a lire 3,4 miliardi a partire dallanno 1991 (3).4. Programma triennale per le aree naturali protette.1. Il programma triennale per le aree naturali protette, di seguito denominato “programma”, sulla base delle linee fondamentali di cui allarticolo 3, comma 2, dei dati della Carta della natura e delle disponibilità finanziarie previste dalla legge dello Stato: a) specifica i territori che formano oggetto del sistema delle aree naturali protette di interesse internazionale, nazionale e regionale quali individuate nelle vigenti disposizioni di legge, statali e regionali, operando la necessaria delimitazione dei confini; b) indica il termine per listituzione di nuove aree naturali protette o per lampliamento e la modifica di quelle esistenti, individuando la delimitazione di massima delle aree stesse; c) definisce il riparto delle disponibilità finanziarie per ciascuna area e per ciascun esercizio finanziario, ivi compresi i contributi in conto capitale per lesercizio di attività agricole compatibili, condotte con sistemi innovativi ovvero con recupero di sistemi tradizionali, funzionali alla protezione ambientale, per il recupero e il restauro delle aree di valore naturalistico degradate, per il restauro e linformazione ambientali; d) prevede contributi in conto capitale per le attività nelle aree naturali protette istituite dalle regioni con proprie risorse, nonché per progetti delle regioni relativi allistituzione di dette aree; e) determina i criteri e gli indirizzi ai quali debbono uniformarsi lo Stato, le regioni e gli organismi di gestione delle aree protette nellattuazione del programma per quanto di loro competenza, ivi compresi i compiti relativi alla informazione ed alla educazione ambientale delle popolazioni interessate, sulla base dellesigenza di unitarietà delle aree da proteggere.2. Il programma è redatto anche sulla base delle indicazioni di cui allarticolo 1 della legge 31 dicembre 1982, n. 979.3. Il programma fissa inoltre criteri di massima per la creazione o lampliamento di altre aree naturali protette di interesse locale e di aree verdi urbane e suburbane, prevedendo contributi a carico dello Stato per la loro istituzione o per il loro ampliamento a valere sulle disponibilità esistenti.4. La realizzazione delle previsioni del programma di cui al comma 3, avviene a mezzo di intese, eventualmente promosse dal Ministro dellambiente, tra regioni ed enti locali, sulla base di specifici metodi e criteri indicati nel programma triennale dellazione pubblica per la tutela dellambiente di cui alla legge 28 agosto 1989, n. 305. Losservanza dei predetti criteri è condizione per la concessione di finanziamenti ai sensi della presente legge.5. Proposte relative al programma possono essere presentate al Comitato da ciascun componente del Comitato stesso, dagli altri Ministri, da regioni non facenti parte del Comitato e dagli enti locali, ivi comprese le comunità montane. Le proposte per listituzione di nuove aree naturali protette o per lampliamento di aree naturali protette esistenti possono essere altresì presentate al Comitato, tramite il Ministro dellambiente, dalle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, ovvero da cinquemila cittadini iscritti nelle liste elettorali.6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dellambiente presenta la proposta di programma al Comitato il quale delibera entro i successivi sei mesi. Il programma è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il programma ha durata triennale ed è aggiornato annualmente con la stessa procedura. In sede di attuazione del primo programma triennale, il programma stesso finalizza non meno di metà delle risorse di cui al comma 9 ai parchi e riserve regionali esistenti, a quelli da istituire e a quelli da ampliare. Esso ripartisce le altre risorse disponibili per le finalità compatibili con la presente legge ed in particolare con quelle degli articoli 7, 12, 14 e 15, ed è predisposto sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici esistenti presso i servizi tecnici nazionali e le amministrazioni statali e regionali. 3 4.
7. Qualora il programma non venga adottato dal Comitato nel termine previsto dal comma 6, si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente.8. In vista della formulazione del programma è autorizzata la spesa da parte del Ministero dellambiente di lire 22,9 miliardi per il 1991 e lire 12 miliardi per il 1992 per lavvio delle attività connesse alla predisposizione della Carta della natura nonché per attività di informazione ed educazione ambientale.9. Per lattuazione del programma ed in particolare per la redazione del piano per il parco di cui allarticolo 12, per le iniziative per la promozione economica e sociale di cui allarticolo 14, per acquisti, espropriazioni e indennizzi di cui allarticolo 15, nonché per interventi connessi a misure provvisorie di salvaguardia e primi interventi di riqualificazione ed interventi urgenti per la valorizzazione e fruibilità delle aree, è autorizzata la spesa di lire 110 miliardi per il 1992, lire 110 miliardi per il 1993 e lire 92 miliardi per il 1994 (4).5. Attuazione del programma; poteri sostitutivi.1. Il Ministro dellambiente vigila sullattuazione del programma e propone al Comitato le variazioni ritenute necessarie. In caso di ritardi nellattuazione del programma tali da pregiudicarne gravemente le finalità, il Ministro dellambiente, sentita la Consulta, indica gli adempimenti e le misure necessarie e fissa un termine per la loro adozione decorso il quale, previo parere del Comitato, rimette la questione al Consiglio dei ministri che provvede in via sostitutiva anche attraverso la nomina di commissari ad acta.2. Il Ministro dellambiente provvede a tenere aggiornato lelenco ufficiale delle aree protette e rilascia le relative certificazioni. A tal fine le regioni e gli altri soggetti pubblici o privati che attuano forme di protezione naturalistica di aree sono tenuti ad informare il Ministro dellambiente secondo le modalità indicate dal Comitato.3. Liscrizione nellelenco ufficiale delle aree protette è condizione per lassegnazione di contributi a carico dello Stato.6. Misure di salvaguardia.1. In caso di necessità ed urgenza il Ministro dellambiente e le regioni, secondo le rispettive competenze, possono individuare aree da proteggere ai sensi della presente legge ed adottare su di esse misure di salvaguardia. Per quanto concerne le aree protette marine detti poteri sono esercitati dal Ministro dellambiente di concerto con il Ministro della marina mercantile. Nei casi previsti dal presente comma la proposta distituzione dellarea protetta e le relative misure di salvaguardia devono essere esaminate dal Comitato nella prima seduta successiva alla pubblicazione del provvedimento di individuazione dellarea stessa. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di individuazione di zone di importanza naturalistica nazionale ed internazionale, nonché dallarticolo 7 della legge 3 marzo 1987, n. 59.2. Dalla pubblicazione del programma fino allistituzione delle singole aree protette operano direttamente le misure di salvaguardia di cui al comma 3 nonché le altre specifiche misure eventualmente individuate nel programma stesso e si applicano le misure di incentivazione di cui allarticolo 7.3. Sono vietati fuori dei centri edificati di cui allarticolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e, per gravi motivi di salvaguardia ambientale, con provvedimento motivato, anche nei centri edificati, lesecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti, qualsiasi mutamento dellutilizzazione dei terreni con destinazione diversa da quella agricola e quantaltro possa incidere sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici ed idrogeotermici e sulle finalità istitutive dellarea protetta. In caso di necessità ed urgenza, il Ministro dellambiente, con provvedimento motivato, sentita la Consulta, può consentire deroghe alle misure di salvaguardia in questione, prescrivendo le modalità di attuazione di lavori ed opere idonei a salvaguardare lintegrità dei luoghi e dellambiente naturale. Resta ferma la possibilità di realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a) e b) del primo comma dellarticolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, dandone comunicazione al Ministro dellambiente e alla regione interessata.4. Dallistituzione della singola area protetta sino allapprovazione del relativo regolamento operano i divieti e le procedure per eventuali deroghe di cui allarticolo 11.5. Per le aree protette marine le misure di salvaguardia sono adottate ai sensi dellarticolo 7 della legge 3 marzo 1987, n. 59.6. Linosservanza delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 comporta la riduzione in pristino dei luoghi e la eventuale ricostituzione delle specie vegetali ed animali danneggiate a spese dellinadempiente. Sono solidalmente responsabili per le spese il committente, il titolare dellimpresa e il direttore dei lavori in caso di costruzione e trasformazione di opere. Accertata linosservanza, il Ministro dellambiente o lautorità di gestione ingiunge al trasgressore lordine di riduzione in pristino e, ove questi non provveda entro il termine assegnato, che non può essere inferiore a trenta giorni, dispone lesecuzione in danno degli inadempienti 4 5.
secondo la procedura di cui ai commi secondo, terzo e quarto dellarticolo 27 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, ovvero avvalendosi del Corpo forestale dello Stato o del nucleo operativo ecologico di cui al comma 4 dellarticolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349. La nota relativa alle spese è resa esecutiva dal Ministro dellambiente ed è riscossa ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.7. Misure di incentivazione.1. Ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è, nellordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui, rispettivamente, agli articoli 12 e 25: a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero dei nuclei abitati rurali; c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dellacqua, dellaria e del suolo; d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali; e) attività culturali nei campi di interesse del parco; f) agriturismo; g) attività sportive compatibili; h) strutture per la utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire luso di energie rinnovabili.2. Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli od associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale regionale.TITOLO II - Aree naturali protette nazionali8. Istituzione delle aree naturali protette nazionali.1. I parchi nazionali individuati e delimitati secondo le modalità di cui allarticolo 4 sono istituiti e delimitati in via definitiva con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dellambiente, sentita la regione.2. Le riserve naturali statali, individuate secondo le modalità di cui allarticolo3. 4, sono istituite con decreto del Ministro dellambiente, sentita la regione.4. Qualora il parco o la riserva interessi il territorio di una regione a statuto speciale o provincia autonoma si procede di intesa.5. Qualora il parco o la riserva interessi il territorio di più regioni, ivi comprese quelle a statuto speciale o province autonome, è comunque garantita una configurazione ed una gestione unitaria.6. Con il provvedimento che istituisce il parco o la riserva naturale possono essere integrate, sino alla entrata in vigore della disciplina di ciascuna area protetta, le misure di salvaguardia introdotte ai sensi dellarticolo 6.7. Salvo quanto previsto dallarticolo 34, commi 1 e 2, e dallarticolo 35, commi 1, 3, 4 e 5, alla istituzione di enti parco si provvede sulla base di apposito provvedimento legislativo.8. Le aree protette marine sono istituite in base alle disposizioni di cui allarticolo 18.9. Ente parco.1. LEnte parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dellambiente.2. Sono organi dellEnte: a) il Presidente; b) il Consiglio direttivo; c) la Giunta esecutiva; d) il Collegio dei revisori dei conti; e) la Comunità del parco.3. Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dellambiente, dintesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio ricada in tutto o in parte il parco nazionale. Il Presidente ha la legale rappresentanza dellEnte parco, ne coordina lattività, esplica le funzioni che gli 5 6.
sono delegate dal Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica del Consiglio direttivo nella seduta successiva.4. Il Consiglio direttivo è formato dal Presidente e da dodici componenti, nominati con decreto del Ministro dellambiente, sentite le regioni interessate, scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del parco di cui allarticolo 10, secondo le seguenti modalità: a) cinque, su designazione della Comunità del parco, con voto limitato; b) due, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, scelti tra esperti in materia naturalistico-ambientale; c) due, su designazione dellAccademia nazionale dei Lincei, della Società botanica italiana, dellUnione zoologica italiana, del Consiglio nazionale delle ricerche e delle Università degli studi con sede nelle province nei cui territori ricade il parco; in caso di designazione di un numero superiore a due la scelta tra i soggetti indicati è effettuata dal Ministro dellambiente; d) uno, su designazione del Ministro dellagricoltura e delle foreste; e) due, su designazione del Ministro dellambiente.5. Le designazioni sono effettuate entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministro dellambiente.6. Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente ed eventualmente una giunta esecutiva formata da cinque componenti, compreso il Presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dellEnte parco.7. Il Consiglio direttivo è legittimamente insediato quando sia nominata la maggioranza dei suoi componenti.8. Il Consiglio direttivo delibera in merito a tutte le questioni generali ed in particolare sui bilanci, che sono approvati dal Ministro dellambiente di concerto con il Ministro del tesoro, sui regolamenti e sulla proposta di piano per il parco di cui allarticolo 12, esprime parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale di cui allarticolo 14, elabora lo statuto dellEnte parco, che è adottato con decreto del Ministro dellambiente, dintesa con la regione.9. Lo statuto dellEnte definisce in ogni caso lorganizzazione interna, le modalità di partecipazione popolare, le forme di pubblicità degli atti.10. Il Collegio dei revisori dei conti esercita il riscontro contabile sugli atti dellEnte parco secondo le norme di contabilità dello Stato e sulla base dei regolamenti di contabilità dellEnte parco, approvati dal Ministro del tesoro di concerto con il Ministro dellambiente. Il Collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto del Ministro del tesoro ed è formato da tre componenti scelti tra funzionari della Ragioneria generale dello Stato ovvero tra iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Essi sono designati: due dal Ministro del tesoro, di cui uno in qualità di Presidente del Collegio; uno dalla regione o, dintesa, dalle regioni interessate.11. Il Direttore del parco è nominato dal Ministro dellambiente previo concorso pubblico per titoli ed esami di dirigente superiore del ruolo speciale di “Direttore di parco” istituito presso il Ministero dellambiente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero con contratto di diritto privato stipulato per non più di cinque anni con soggetti iscritti in un elenco di idonei allesercizio dellattività di direttore di parco, istituito e disciplinato con decreto del Ministro dellambiente. In sede di prima applicazione della presente legge, e comunque per non oltre due anni, il predetto contratto di diritto privato può essere stipulato con soggetti particolarmente esperti in materia naturalistico-ambientale, anche se non iscritti nellelenco.12. Gli organi dellEnte parco durano in carica cinque anni ed i membri possono essere confermati una sola volta.13. Agli Enti parco si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70; essi si intendono inseriti nella tabella IV allegata alla medesima legge.14. La pianta organica di ogni Ente parco è commisurata alle risorse finalizzate alle spese per il personale ad esso assegnate. Per le finalità di cui alla presente legge è consentito limpiego di personale tecnico e di manodopera con contratti a tempo determinato ed indeterminato ai sensi dei contratti collettivi di lavoro vigenti per il settore agricolo-forestale.15. Il Consiglio direttivo può nominare appositi comitati di consulenza o avvalersi di consulenti per problemi specifici nei settori di attività dellEnte parco.10. Comunità del parco.1. La Comunità del parco è costituita dai presidenti delle regioni e delle province, dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle comunità montane nei cui territori sono ricomprese le aree del parco.2. La Comunità del parco è organo consultivo e propositivo dellEnte parco. In particolare, il suo parere è obbligatorio: a) sul regolamento del parco di cui allarticolo 11; b) sul piano per il parco di cui allarticolo 12; c) su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo; 6 7.
d) sul bilancio e sul conto consuntivo.3. La Comunità del parco delibera, previo parere vincolante del Consiglio direttivo, il piano pluriennale economico e sociale di cui allarticolo 14 e vigila sulla sua attuazione; adotta altresì il proprio regolamento.4. La Comunità del parco elegge al suo interno un Presidente e un Vice Presidente. E convocata dal Presidente almeno due volte lanno e quando venga richiesto dal Presidente dellEnte parco o da un terzo dei suoi componenti.11. Regolamento del parco.1. Il regolamento del parco disciplina lesercizio delle attività consentite entro il territorio del parco ed è adottato dallEnte parco, anche contestualmente allapprovazione del piano per il parco di cui allarticolo 12 e comunque non oltre sei mesi dallapprovazione del medesimo.2. Allo scopo di garantire il perseguimento delle finalità di cui allarticolo 1 e il rispetto delle caratteristiche proprie di ogni parco, il regolamento del parco disciplina in particolare: a) la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti; b) lo svolgimento delle attività artigianali, commerciali, di servizio e agro-silvo-pastorali; a) il soggiorno e la circolazione del pubblico con qualsiasi mezzo di trasporto; b) lo svolgimento di attività sportive, ricreative ed educative; c) lo svolgimento di attività di ricerca scientifica e biosanitaria; d) i limiti alle emissioni sonore, luminose o di altro genere, nellambito della legislazione in materia; e) lo svolgimento delle attività da affidare a interventi di occupazione giovanile, di volontariato, con particolare riferimento alle comunità terapeutiche, e al servizio civile alternativo; f) laccessibilità nel territorio del parco attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap e anziani.3. Salvo quanto previsto dal comma 5, nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare sono vietati: a) la cattura, luccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; la raccolta e il danneggiamento delle specie vegetali, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo- pastorali, nonché lintroduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare lequilibrio naturale; b) lapertura e lesercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché lasportazione di minerali; c) la modificazione del regime delle acque; d) lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dallEnte parco; e) lintroduzione e limpiego di qualsiasi mezzo di distruzione o di alterazione dei cicli biogeochimici; f) lintroduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzati; g) luso di fuochi allaperto; h) il sorvolo di velivoli non autorizzato, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo.4. Il regolamento del parco stabilisce altresì le eventuali deroghe ai divieti di cui al comma 3 Per quanto . riguarda la lettera a) del medesimo comma 3, esso prevede eventuali prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dallEnte parco. Prelievi e abbattimenti devono avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dellEnte parco ed essere attuati dal personale dellEnte parco o da persone alluopo espressamente autorizzate dallEnte parco stesso.5. Restano salvi i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali, che sono esercitati secondo le consuetudini locali. Eventuali diritti esclusivi di caccia delle collettività locali o altri usi civici di prelievi faunistici sono liquidati dal competente commissario per la liquidazione degli usi civici ad istanza dellEnte parco.6. Il regolamento del parco è approvato dal Ministro dellambiente, sentita la Consulta e previo parere degli enti locali interessati, da esprimersi entro quaranta giorni dalla richiesta, e comunque dintesa con le regioni e le province a utonome interessate; il regolamento acquista efficacia novanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Entro tale termine i comuni sono tenuti ad adeguare alle sue previsioni i propri regolamenti. Decorso inutilmente il predetto termine le disposizioni del regolamento del parco prevalgono su quelle del comune, che è tenuto alla loro applicazione.12. Piano per il parco.1. La tutela dei valori naturali ed ambientali affidata allEnte parco è perseguita attraverso lo strumento del piano per il parco, di seguito denominato “piano”, che deve, in particolare, disciplinare i seguenti contenuti: a) organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela; 7 8.
b) vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano; c) sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani; d) sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agroturistiche; e) indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sullambiente naturale in genere.2. Il piano suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione, prevedendo: a) riserve integrali nelle quali lambiente naturale è conservato nella sua integrità; b) riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. Possono essere tuttavia consentite le utilizzazioni produttive tradizionali, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, nonché interventi di gestione delle risorse naturali a cura dellEnte parco. Sono altresì ammesse opere di manutenzione delle opere esistenti, ai sensi delle lettere a) e b) del primo comma dellarticolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457; c) aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dallEnte parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali, ed è incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità. Sono ammessi gli interventi autorizzati ai sensi delle lettere a), b) e c) del primo comma dellarticolo 31 della citata legge n. 457 del 1978, salvo losservanza delle norme di piano sulle destinazioni duso; d) aree di promozione economica e sociale facenti parte del medesimo ecosistema, più estesamente modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.3. Il piano è predisposto dallEnte parco entro sei mesi dalla sua istituzione in base ai criteri ed alle finalità di cui alla presente legge ed è adottato dalla regione entro i successivi quattro mesi, sentiti gli enti locali.4. Il piano adottato è depositato per quaranta giorni presso le sedi dei comuni, delle comunità montane e delle regioni interessate; chiunque può prenderne visione ed estrarne copia. Entro i successivi quaranta giorni chiunque può presentare osservazioni scritte, sulle quali lEnte parco esprime il proprio parere entro trenta giorni. Entro centoventi giorni dal ricevimento di tale parere la regione si pronuncia sulle osservazione presentate e, dintesa con lEnte parco per quanto concerne le aree di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 e dintesa, oltre che con lEnte parco, anche con i comuni interessati per quanto concerne le aree di cui alla lettera d) del medesimo comma 2, emana il provvedimento dapprovazione. Qualora il piano non venga approvato entro ventiquattro mesi dalla istituzione dellEnte parco, alla regione si sostituisce un comitato misto costituito da rappresentanti del Ministero dellambiente e da rappresentanti delle regioni e province autonome, il quale esperisce i tentativi necessari per il raggiungimento di dette intese; qualora le intese in questione non vengano raggiunte entro i successivi quattro mesi, il Ministro dellambiente rimette la questione al Consiglio dei ministri che decide in via definitiva.5. in caso di inosservanza dei termini di cui al comma 3, si sostituisce allamministrazione inadempiente il Ministro dellambiente, che provvede nei medesimi termini con un commissario ad acta.6. Il piano è modificato con la stessa procedura necessaria alla sua approvazione ed è aggiornato con identica modalità almeno ogni dieci anni.7. Il piano ha effetto di dichiarazione di p ubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione.8. Il piano è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale della regione ed è immediatamente vincolante nei confronti delle amministrazioni e dei privati.13. Nulla osta.1. Il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere allinterno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dellEnte parco. Il nulla osta verifica la conformità tra le disposizioni del piano e del regolamento e lintervento ed è reso entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine il nulla osta si intende rilasciato. Il diniego, che è immediatamente impugnabile, è affisso contemporaneamente allalbo del comune interessato e allalbo dellEnte parco e laffissione ha la durata di sette giorni. LEnte parco dà notizia per estratto, con le medesime modalità, dei nulla osta rilasciati e di quelli determinatisi per decorrenza del termine.2. Avverso il rilascio del nulla osta è ammesso ricorso giurisdizionale anche da parte delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi della legge 8 luglio 1986, n. 349. 8 9.
3. Lesame delle richieste di nulla osta può essere affidato con deliberazione del Consiglio direttivo ad un apposito comitato la cui composizione e la cui attività sono disciplinate dal regolamento del parco.4. Il Presidente del parco, entro sessanta giorni dalla richiesta, con comunicazione scritta al richiedente, può rinviare, per una sola volta, di ulteriori trenta giorni i termini di espressione del nulla osta.14. Iniziative per la promozione economica e sociale.1. Nel rispetto delle finalità del parco, dei vincoli stabiliti dal piano e dal regolamento del parco, la Comunità del parco promuove le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale delle collettività eventualmente residenti allinterno del parco e nei territori adiacenti.2. A tal fine la Comunità del parco, entro un anno dalla sua costituzione, elabora un piano pluriennale economico e sociale per la promozione della attività compatibili, individuando i soggetti chiamati alla realizzazione degli interventi previsti eventualmente anche attraverso accordi di programma. Tale piano è sottoposto al parere vincolante del Consiglio direttivo ed è approvato dalla regione o, dintesa, dalle regioni interessate. In caso di contrasto tra Comunità del parco, altri organi dellEnte parco e regioni, la questione è rimessa ad una conferenza presieduta dal Ministro dellambiente il quale, perdurando i contrasti, rimette la decisione definitiva al Consiglio dei ministri.3. Il piano di cui al comma 2 può prevedere in particolare: la concessione di sovvenzioni a privati ed enti locali; la predisposizione di attrezzature, impianti di depurazione e per il risparmio energetico, servizi ed impianti di carattere turistico-naturalistico da gestire in proprio o da concedere in gestione a terzi sulla base di atti di concessione alla stregua di specifiche convenzioni; lagevolazione o la promozione, anche in forma cooperativa, di attività tradizionali artigianali, agro-silvo-pastorali, culturali, servizi sociali e biblioteche, restauro, anche di beni naturali, e ogni altra iniziativa atta a favorire, nel rispetto delle esigenze di conservazione del parco, lo sviluppo del turismo e delle attività locali connesse. Una quota parte di tali attività deve consistere in interventi diretti a favorire loccupazione giovanile ed il volontariato, nonché laccessibilità e la fruizione, in particolare per i portatori di handicap.4. Per le finalità di cui al comma 3, lEnte parco può concedere a mezzo di specifiche convenzioni luso del proprio nome e del proprio emblema a servizi e prodotti locali che presentino requisiti di qualità e che soddisfino le finalità del parco.5. LEnte parco organizza, dintesa con la regione o le regioni interessate, speciali corsi di formazione al termine dei quali rilascia il titolo ufficiale ed esclusivo di guida del parco.6. Il piano di cui al comma 2 ha durata quadriennale e può essere aggiornato annualmente con la stessa procedura della sua formazione.15. Acquisti, espropriazioni ed indennizzi.1. LEnte parco, nel quadro del programma di cui al comma 7, può prendere in locazione immobili compresi nel parco o acquisirli, anche mediante espropriazione o esercizio del diritto di prelazione di cui al comma 5, secondo le norme generali vigenti.2. I vincoli derivanti dal piano alle attività agro-silvo-pastorali possono essere indennizzati sulla base di princìpi equitativi. I vincoli, temporanei o parziali, relativi ad attività già ritenute compatibili, possono dar luogo a compensi ed indennizzi, che tengano conto dei vantaggi e degli svantaggi derivanti dallattività del parco. Con decreto da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dellambiente provvede alle disposizioni di attuazione del presente comma.3. LEnte parco è tenuto a indennizzare i danni provocati dalla fauna selvatica del parco.4. Il regolamento del parco stabilisce le modalità per la liquidazione e la corresponsione degli indennizzi, da corrispondersi entro novanta giorni dal verificarsi del nocumento.5. LEnte parco ha diritto di prelazione sul trasferimento a titolo oneroso della proprietà e di diritti reali sui terreni situati allinterno delle riserve e delle aree di cui allarticolo 12, comma 2, lettere a) e b), salva la precedenza a favore di soggetti privati di cui al primo comma dellarticolo 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e successive modificazioni e integrazioni.6. LEnte parco deve esercitare la prelazione entro tre mesi dalla notifica della proposta di alienazione. La proposta deve contenere la descrizione catastale dei beni, la data della trasmissione del possesso, lindicazione del prezzo e delle sue modalità di pagamento. Qualora il dante causa non provveda a tale notificazione o il prezzo notificato sia superiore a quello di cessione, lEnte parco può, entro un anno dalla trascrizione dellatto di compravendita, esercitare il diritto di riscatto nei confronti dellacquirente e di ogni altro successivo avente causa a qualsiasi titolo.7. LEnte parco provvede ad istituire nel proprio bilancio un apposito capitolo, con dotazione adeguata al prevedibile fabbisogno, per il pagamento di indennizzi e risarcimenti, formulando un apposito programma, con opportune priorità. 9 10.
16. Entrate dellEnte parco ed agevolazioni fiscali.1. Costituiscono entrate dellEnte parco da destinare al conseguimento dei fini istitutivi: a) i contributi ordinari e straordinari dello Stato; b) i contributi delle regioni e degli enti pubblici; c) i contributi ed i finanziamenti a specifici progetti; d) i lasciti, le donazioni e le erogazioni liberali in denaro di cui allarticolo 3 della legge 2 agosto 1982, n. 512, e successive modificazioni e integrazioni; e) gli eventuali redditi patrimoniali; f) i canoni delle concessioni previste dalla legge, i proventi dei diritti dingresso e di privativa e le altre entrate derivanti dai servizi resi; g) i proventi delle attività commerciali e promozionali; h) i proventi delle sanzioni derivanti da inosservanza delle norme regolamentari; i) ogni altro provento acquisito in relazione allattività dellEnte parco.2. Le attività di cessione di materiale divulgativo, educativo e propagandistico di prodotti ecologici, nonché le prestazioni di servizi esercitate direttamente dallEnte parco, non sono sottoposte alla normativa per la disciplina del commercio.3. Le cessioni e le prestazioni di cui al comma 2 sono soggette alla disciplina dellimposta sul valore aggiunto. La registrazione dei corrispettivi si effettua in base allarticolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come sostituito dallarticolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1979, n. 24, senza lobbligo delluso dei registratori di cassa.4. LEnte parco ha lobbligo di pareggio del bilancio.17. Riserve naturali statali.1. Il decreto istitutivo delle riserve naturali statali, di cui allarticolo 8, comma 2, oltre a determinare i confini della riserva ed il relativo organismo di gestione, ne precisa le caratteristiche principali, le finalità istitutive ed i vincoli principali, stabilendo altresì indicazioni e criteri specifici cui devono conformarsi il piano di gestione delle riserva ed il relativo regolamento attuativo, emanato secondo i princìpi contenuti nellarticolo 11 della presente legge. Il piano di gestione della riserva ed il relativo regolamento attuativo sono adottati dal Ministro dellambiente entro i termini stabiliti dal decreto istitutivo della riserva stessa, sentite le regioni a statuto ordinario e dintesa con le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano.2. Sono vietati in particolare: a) ogni forma di discarica di rifiuti solidi e liquidi; b) laccesso nelle riserve naturali integrali a persone non autorizzate, salvo le modalità stabilite dagli organi responsabili della gestione della riserva.18. Istituzione di aree protette marine.1. In attuazione del programma il Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile e dintesa con il Ministro del tesoro, istituisce le aree protette marine, autorizzando altresì il finanziamento definito dal programma medesimo. Listruttoria preliminare è in ogni caso svolta, ai sensi dellarticolo 26 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, dalla Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti.2. Il decreto istitutivo contiene tra laltro la denominazione e la delimitazione dellarea, gli obiettivi cui è finalizzata la protezione dellarea e prevede, altresì, la concessione duso dei beni del demanio marittimo e delle zone di mare di cui allarticolo 19, comma 6.3. Il decreto di istituzione è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.4. Per il finanziamento di programmi e progetti di investimento per le aree protette marine è autorizzata la spesa di lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994.5. Per le prime spese di funzionamento delle aree protette marine è autorizzata la spesa di lire 1 miliardo per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993.19. Gestione delle aree protette marine.1. Il raggiungimento delle finalità istitutive di ciascuna area protetta marina è assicurato attraverso lIspettorato centrale per la difesa del mare. Per leventuale gestione delle aree protette marine, lIspettorato centrale si avvale delle competenti Capitanerie di porto. Con apposita convenzione da stipularsi da parte del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile, la gestione dellarea protetta marina può essere concessa ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni riconosciute.2. Qualora unarea marina protetta sia istituita in acque confinanti con unarea protetta terrestre, la gestione è attribuita al soggetto competente per questultima. 10 11.
3. Nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dellambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dellarea. In particolare sono vietati: a) la cattura, la raccolta e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché lasportazione di minerali e di reperti archeologici; b) lalterazione dellambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrobiologiche delle acque; c) lo svolgimento di attività pubblicitarie; d) lintroduzione di armi, esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura; e) la navigazione a motore; f) ogni forma di discarica di rifiuti solidi e liquidi.4. I divieti di cui allarticolo 11, comma 3, si applicano ai territori inclusi nelle aree protette marine.5. Con decreto del Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro della marina mercantile, sentita la Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti, è approvato un regolamento che disciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessario.6. Beni del demanio marittimo e zone di mare ricomprese nelle aree protette possono essere concessi in uso esclusivo per le finalità della gestione dellarea medesima con decreto del Ministro della marina mercantile. I beni del demanio marittimo esistenti allinterno dellarea protetta fanno parte della medesima.7. La sorveglianza nelle aree protette marine è esercitata dalle Capitanerie di porto, ai sensi dellarticolo 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979.20. Norme di rinvio.1. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge, ai parchi marini si applicano le disposizioni relative ai parchi nazionali. Alle riserve marine si applicano le disposizioni del titolo V della legge 31 dicembre 1982, n. 979, non in contrasto con le disposizioni della presente legge.21. Vigilanza e sorveglianza.1. La vigilanza sulla gestione delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale è esercitata per le aree terrestri dal Ministro dellambiente e per le aree marine congiuntamente dal Ministro dellambiente e dal Ministro della marina mercantile.2. La sorveglianza sui territori delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale è esercitata, ai fini della presente legge, dal Corpo forestale dello Stato senza variazioni alla attuale pianta organica dello stesso. Per lespletamento di tali servizi e di quantaltro affidato al Corpo medesimo dalla presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dellambiente di concerto con il Ministro dellagricoltura e delle foreste, sono individuate le strutture ed il personale del Corpo da dislocare presso il Ministero dellambiente e presso gli Enti parco, sotto la dipendenza funzionale degli stessi, secondo modalità stabilite dal decreto medesimo (5). Il decreto determina altresì i sistemi e le modalità di reclutamento e di ripartizione su base regionale, nonché di formazione professionale del personale forestale di sorveglianza. Ai dipendenti dellEnte parco possono essere attribuiti poteri di sorveglianza da esercitare in aggiunta o in concomitanza degli ordinari obblighi di servizio. Nellespletamento dei predetti poteri i dipendenti assumono la qualifica di guardia giurata. Fino alla emanazione del predetto decreto alla sorveglianza provvede il Corpo forestale dello Stato, sulla base di apposite direttive impartite dal Ministro dellambiente, dintesa con il Ministro dellagricoltura e delle foreste. Nelle aree protette marine la sorveglianza è esercitata ai sensi dellarticolo 19, comma 7.TITOLO III - Aree naturali protette regionali22. Norme quadro.1. Costituiscono princìpi fondamentali per la disciplina delle aree naturali protette regionali: a) la partecipazione delle province, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dellarea protetta, fatta salva lattribuzione delle funzioni amministrative alle province, ai sensi dellarticolo 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142. Tale partecipazione si realizza, tenuto conto dellarticolo 3 della stessa legge n. 142 del 1990, attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo allanalisi territoriale dellarea da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, allindividuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dellistituzione dellarea protetta sul territorio; b) la pubblicità degli atti relativi allistituzione dellarea protetta e alla definizione del piano per il parco di cui allarticolo 25; c) la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione dellarea protetta; 11 12.
d) ladozione, secondo criteri stabiliti con legge regionale in conformità ai princìpi di cui allarticolo 11, di regolamenti delle aree protette; e) la possibilità di affidare la gestione alle comunioni familiari montane, anche associate fra loro, qualora larea naturale protetta sia in tutto o in parte compresa fra i beni agro-silvo-pastorali costituenti patrimonio delle comunità stesse.2. Fatte salve le rispettive competenze per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, costituiscono princìpi fondamentali di riforma economico-sociale la partecipazione degli enti locali alla istituzione e alla gestione delle aree protette e la pubblicità degli atti relativi allistituzione dellarea protetta e alla definizione del piano per il parco.3. Le regioni istituiscono parchi naturali regionali e riserve naturali regionali utilizzando soprattutto i demani e i patrimoni forestali regionali, provinciali, comunali e di enti pubblici, al fine di un utilizzo razionale del territorio e per attività compatibili con la speciale destinazione dellarea.4. Le aree protette regionali che insistono sul territorio di più regioni sono istituite dalle regioni interessate, previa intesa tra le stesse, e gestite secondo criteri unitari per lintera area delimitata.5. Non si possono istituire aree protette regionali nel territorio di un parco nazionale o di una riserva naturale statale.6. Nei parchi naturali regionali e nelle riserve naturali regionali lattività venatoria è vietata, salvo eventuali prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi necessari per ricomporre squilibri ecologici. Detti prelievi ed abbattimenti devono avvenire n conformità al regolamento del parco o, qualora non esista, alle direttive i regionali per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dellorganismo di gestione del parco e devono essere attuati dal personale da esso dipendente o da persone da esso autorizzate.23. Parchi naturali regionali.1. La legge regionale istitutiva del parco naturale regionale, tenuto conto del documento di indirizzo di cui allarticolo 22, comma 1, lettera a), definisce la perimetrazione provvisoria e le misure di salvaguardia, individua il soggetto per la gestione del parco e indica gli elementi del piano per il parco, di cui allarticolo 25, comma 1, nonché i princìpi del regolamento del parco. A tal fine possono essere istituiti appositi enti di diritto pubblico o consorzi obbligatori tra enti locali od organismi associativi ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142. Per la gestione dei servizi del parco, esclusa la vigilanza, possono essere stipulate convenzioni con enti pubblici, con soggetti privati, nonché con comunioni familiari montane.24. Organizzazione amministrativa del parco naturale regionale.1. In relazione alla peculiarità di ciascuna area interessata, ciascun parco naturale regionale prevede, con apposito statuto, una differenziata forma organizzativa, indicando i criteri per la composizione del consiglio direttivo, la designazione del presidente e del direttore, i poteri del consiglio, del presidente e del direttore, la composizione e i poteri del collegio dei revisori dei conti e degli organi di consulenza tecnica e scientifica, le modalità di convocazione e di funzionamento degli organi statutari, la costituzione delle comunità del parco.2. Nel collegio dei revisori dei conti deve essere assicurata la presenza di un membro designato dal Ministro del tesoro.3. Gli enti di gestione dei parchi naturali regionali possono avvalersi sia di personale proprio che di personale comandato dalla regione o da altri enti pubblici.25. Strumenti di attuazione.1. Strumenti di attuazione delle finalità del parco naturale regionale sono il piano per il parco e il piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività compatibili.2. Il piano per il parco è adottato dallorganismo di gestione del parco ed è approvato dalla regione. Esso ha valore anche di piano paesistico e di piano urbanistico e sostituisce i piani paesistici e i piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello.3. Nel riguardo delle finalità istitutive e delle previsioni del piano per il parco e nei limiti del regolamento, il parco promuove iniziative, coordinate con quelle delle regioni e degli enti locali interessati, atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunità residenti. A tal fine predispone un piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività compatibili. Tale piano è adottato dallorganismo di gestione del parco, tenuto conto del parere espresso dagli enti locali territorialmente interessati, è approvato dalla regione e può essere annualmente aggiornato.4. Al finanziamento del piano pluriennale economico e sociale, di cui al comma 3, possono concorrere lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli altri organismi interessati. 12 13.
5. Le risorse finanziarie del parco possono essere costituite, oltre che da erogazioni o contributi a qualsiasi titolo, disposti da enti o da organismi pubblici e da privati, da diritti e canoni riguardanti lutilizzazione dei beni mobili ed immobili che appartengono al parco o dei quali esso abbia la gestione.26. Coordinamento degli interventi.1. Sulla base di quanto disposto dal programma nonché dal piano pluriennale economico e sociale di cui allarticolo 25, comma 3, il Ministro dellambiente promuove, per gli effetti di cui allarticolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, accordi di programma tra lo Stato, le regioni e gli enti locali aventi ad oggetto limpiego coordinato delle risorse. In particolare gli accordi individuano gli interventi da realizzare per il perseguimento delle finalità di conservazione della natura, indicando le quote finanziarie dello Stato, della regione, degli enti locali ed eventualmente di terzi, nonché le modalità di coordinamento ed integrazione della procedura.27. Vigilanza e sorveglianza.1. La vigilanza sulla gestione delle aree naturali protette regionali è esercitata dalla regione. Ove si tratti di area protetta con territorio ricadente in più regioni latto istitutivo determina le intese per lesercizio della vigilanza.2. Il Corpo forestale dello Stato ha facoltà di stipulare specifiche convenzioni con le regioni per la sorveglianza dei territori delle aree naturali protette regionali, sulla base di una convenzione-tipo predisposta dal Ministro dellambiente, di concerto con il Ministro dellagricoltura e delle foreste.28. Leggi regionali.1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le regioni adeguano la loro legislazione alle disposizioni contenute nel presente titolo.TITOLO IV - Disposizioni finali e transitorie29. Poteri dellorganismo di gestione dellarea naturale protetta.1. Il legale rappresentante dellorganismo di gestione dellarea naturale protetta, qualora venga esercitata unattività in difformità dal piano, dal regolamento o dal nulla osta, dispone limmediata sospensione dellattività medesima ed ordina in ogni caso la riduzione in pristino o la ricostituzione di specie vegetali o animali a spese del trasgressore con la responsabilità solidale del committente, del titolare dellimpresa e del direttore dei lavori in caso di costruzione e trasformazione di opere.2. In caso di inottemperanza allordine di riduzione in pristino o di ricostituzione delle specie vegetali o animali entro un congruo termine, il legale rappresentante dellorganismo di gestione provvede allesecuzione in danno degli obbligati secondo la procedura di cui ai commi secondo, terzo e quarto dellarticolo 27 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, in quanto compatibili, e recuperando le relative spese mediante ingiunzione emessa ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.3. Lorganismo di gestione dellarea naturale protetta può intervenire nei giudizi riguardanti fatti dolosi o colposi che possano compromettere lintegrità del patrimonio naturale dellarea protetta e ha la facoltà di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per lannullamento di atti illegittimi lesivi delle finalità istitutive dellarea protetta.30. Sanzioni.1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 6 e 13 è punito con larresto fino a dodici mesi e con lammenda da lire duecentomila a lire cinquantamilioni. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con larresto fino a sei mesi o con lammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva.2. La violazione delle disposizioni emanate dagli organismi di gestione delle aree protette è altresì punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duemilioni. Tali sanzioni sono irrogate, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, dal legale rappresentante dellorganismo di gestione dellarea protetta.3. In caso di violazioni costituenti ipotesi di reati perseguiti ai sensi degli articoli 733 e 734 del codice penale può essere disposto dal giudice o, in caso di flagranza, per evitare laggravamento o la continuazione del reato, dagli addetti alla sorveglianza dellarea protetta, il sequestro di quanto adoperato per commettere gli illeciti ad essi relativi. Il responsabile è tenuto a provvedere alla riduzione in pristino dellarea danneggiata, ove possibile, e comunque è tenuto al risarcimento del danno. 13 14.
4. Nelle sentenze di condanna il giudice può disporre, nei casi di particolare gravità, la confisca delle cose utilizzate per la consumazione dellillecito.5. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto non in contrasto con il presente articolo.6. In ogni caso trovano applicazione le norme dellarticolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, sul diritto al risarcimento del danno ambientale da parte dellorganismo di gestione dellarea protetta.7. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche nel caso di violazione dei regolamenti e delle misure di salvaguardia delle riserve naturali statali.8. Le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche in relazione alla violazione alle disposizioni di leggi regionali che prevedono misure di salvaguardia in vista della istituzione di aree protette e con riguardo alla trasgressione di regolamenti di parchi naturali regionali.9. Nellarea protetta dei monti Cervati, non si applicano, fino alla costituzione del parco nazionale, i divieti di cui allarticolo 17, comma 2.31. Beni di proprietà dello Stato destinati a riserva naturale.1. Fino alla riorganizzazione, ai sensi dellarticolo 9 della legge 18 maggio 1989, n. 183, del Corpo forestale dello Stato, le riserve naturali statali sono amministrate dagli attuali organismi di gestione dellex Azienda di Stato per le foreste demaniali. Per far fronte alle esigenze di gestione delle riserve naturali statali indicate nel programma, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed in attesa della riorganizzazione di cui allarticolo 9 della citata legge n. 183 del 1989, la composizione e le funzioni dellex Azienda di Stato possono essere disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi su proposta del Ministro dellambiente di concerto con il Ministro dellagricoltura e delle foreste. Per lesercizio delle attività di gestione per i primi tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge 5 aprile 1985, n. 124 (6).2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dellagricoltura e delle foreste, di concerto con il Ministro delle finanze, trasmette al Comitato lelenco delle aree individuate ai sensi del decreto ministeriale 20 luglio 1987, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 175 del 29 luglio 1987, e delle altre aree nella sua disponibilità con la proposta della loro destinazione ad aree naturali protette nazionali e regionali anche ai fini di un completamento, con particolare riguardo alla regione Veneto e alla regione Lombardia, dei trasferimenti effettuati ai sensi dellarticolo 68 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.3. La gestione delle riserve naturali istituite su proprietà dello Stato, che ricadano o vengano a ricadere per effetto dellistituzione di nuovi parchi nellambito di un parco nazionale, spetta allEnte parco. Laffidamento è effettuato mediante provvedimento di concessione predisposto dal Ministro dellambiente, dintesa con il Ministro d ellagricoltura e delle foreste. In caso di mancata intesa si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri entro due anni dallistituzione dellEnte parco. Le riserve biogenetiche ed i territori delle riserve parziali destinati ad attività produttive sono affidati alla gestione del Corpo forestale dello Stato.4. Le direttive necessarie per la gestione delle riserve naturali statali e per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, educativi e di protezione naturalistica, sono impartite dal Ministro dellambiente ai sensi dellarticolo 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349.32. Aree contigue.1. Le regioni, dintesa con gli organismi di gestione delle aree naturali protette e con gli enti locali interessati, stabiliscono piani e programmi e le e ventuali misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dellambiente, relativi alle aree contigue alle aree protette, ove occorra intervenire per assicurare la conservazione dei valori delle aree protette stesse.2. I confini delle aree contigue di cui al comma 1 sono determinati dalle regioni sul cui territorio si trova larea naturale protetta, dintesa con lorganismo di gestione dellarea protetta.3. Allinterno delle aree contigue le regioni possono disciplinare lesercizio della caccia, in deroga al terzo comma dellarticolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 968, soltanto nella forma della caccia controllata, riservata ai soli residenti dei comuni dellarea naturale protetta e dellarea contigua, gestita in base al secondo comma dello stesso articolo 15 della medesima legge.4. Lorganismo di gestione dellarea naturale protetta, per esigenze connesse alla conservazione del patrimonio faunistico dellarea stessa, può disporre, per particolari specie di animali, divi eti riguardanti le modalità ed i tempi della caccia.5. Qualora si tratti di aree contigue interregionali, ciascuna regione provvede per quanto di propria competenza per la parte relativa al proprio territorio, dintesa con le altre regioni ai sensi degli articoli 8 e 66, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616. Lintesa è promossa dalla regione nel cui territorio è situata la maggior parte dellarea naturale protetta. 14 15.
33. Relazione al Parlamento.1. Il Ministro dellambiente, previa deliberazione del Consiglio nazionale per lambiente, presenta annualmente al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione della presente legge e sullattività degli organismi di gestione delle aree naturali protette nazionali.34. Istituzione di parchi e aree di reperimento.1. Sono istituiti i seguenti parchi nazionali: a) Cilento e Vallo di Diano (Cervati, Gelbison, Alburni, Monte Stella e Monte Bulgheria); b) Gargano; c) Gran Sasso e Monti della Laga; d) Maiella; e) Val Grande; f) Vesuvio.2. E istituito, dintesa con la regione Sardegna ai sensi dellarticolo 2, comma 7, il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. Qualora lintesa con la regione Sardegna non si perfezioni entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui allarticolo 4 si provvede alla istituzione del parco della Val dAgri e del Lagonegrese (Monti Arioso, Volturino, Viggiano, Sirino, Raparo) o, se già costituito, di altro parco nazionale per il quale non si applica la previsione di cui allarticolo 8, comma 6 (7).3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dellambiente provvede alla delimitazione provvisoria dei parchi nazionali di cui ai commi 1 e 2 sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici disponibili, in particolare, presso i servizi tecnici nazionali e le amministrazioni dello Stato nonché le regioni e, sentiti le regioni e gli enti locali interessati, adotta le misure di salvaguardia, necessarie per garantire la conservazione dello stato dei luoghi. La gestione provvisoria del parco, fino alla costituzione degli Enti parco previsti dalla presente legge, è affidata ad un apposito comitato di gestione istituito dal Ministro dellambiente in conformità ai princìpi di cui allarticolo 9.4. Il primo programma verifica ed eventualmente modifica la delimitazione effettuata dal Ministro dellambiente ai sensi del comma 3.5. Per lorganizzazione ed il funzionamento degli Enti parco dei parchi di cui ai commi 1 e 2 si applicano le disposizioni della presente legge.6. Il primo programma, tenuto conto delle disponibilità finanziarie esistenti, considera come prioritarie aree di reperimento le seguenti: a) Alpi apuane e Appennino tosco-emiliano; b) Etna; c) Monte Bianco; d) Picentino (Monti Terminio e Cervialto); e) Tarvisiano; f) Appennino lucano, Val dAgri e Lagonegrese (Monti Arioso, Volturino, Viggiano, Sirino e Raparo); g) Partenio; h) Parco-museo delle miniere dellAmiata; i) Alpi marittime (comprensorio del massiccio del Marguareis) l) Alta Murgia; l-bis) Costa teatina (8).7. Il Ministro dellambiente, dintesa con le regioni, può emanare opportune misure di salvaguardia.8. Qualora il primo programma non venga adottato entro il termine previsto dallarticolo 4, comma 6, allapprovazione dello stesso provvede il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente.9. Per le aree naturali protette i cui territori siano confinanti o adiacenti ad aree di interesse naturalistico facenti parte di Stati esteri, il Ministro degli affari esteri, su proposta del Ministro dellambiente, sentite le regioni e le province autonome interessate, promuove ladozione delle opportune intese o atti, al fine di realizzare forme integrate di protezione, criteri comuni di gestione e facilitazioni di accesso, ove ammesso. Le intese e gli atti possono riguardare altresì listituzione di aree naturali protette di particolare pregio naturalistico e rilievo internazionale sul territorio nazionale. Le disposizioni delle intese e degli atti sono vincolanti per le regioni e gli enti locali interessati.10. Per listituzione dei parchi nazionali di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per lanno 1991 e lire 30 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993.11. Per la gestione dei Parchi Nazionali di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata la spesa di lire 10 miliardi per il 1991, lire 15,5 miliardi per il 1992 e lire 22 miliardi a decorrere dal 1993. 15 16.
35. Norme transitorie.1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente, si provvede alladeguamento ai princìpi della presente legge, fatti salvi i rapporti di lavoro esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge di dipendenti in ruolo, della disciplina del Parco nazionale dAbruzzo, del Parco nazionale del Gran Paradiso, previa intesa con la regione a statuto speciale Val dAosta e la regione Piemonte, tenuto conto delle attuali esigenze con particolare riguardo alla funzionalità delle sedi ed alla sorveglianza. Per il Parco nazionale dello Stelvio si provvede in base a quanto stabilito dallarticolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279. Le intese ivi previste vanno assunte anche con la regione Lombardia e devono essere informate ai principi generali della presente legge.2. In considerazione dei particolari valori storico-culturali ed ambientali, nonché della specialità degli interventi necessari per il ripristino e la conservazione degli importanti e delicati ecosistemi, la gestione delle proprietà demaniali statali ricadenti nei Parchi nazionali del Circeo e della Calabria sarà condotta secondo forme, contenuti e finalità, anche ai fini della ricerca e sperimentazione scientifica nonché di carattere didattico formativo e dimostrativo, che saranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dellambiente di concerto con il Ministro dellagricoltura e delle foreste ed il Ministro delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.3. Ai parchi nazionali previsti dalla lettera c) del comma 1 dellarticolo 18 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e dallarticolo 10 della legge 28 agosto 1989, n. 305, si applicano le disposizioni della presente legge, utilizzando gli atti posti in essere prima dellentrata in vigore della legge stessa in quanto compatibili.4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge le regioni interessate provvedono, dintesa con il Ministro dellambiente, alla istituzione del parco naturale interregionale del Delta del Po a modifica dellarticolo 10 della legge 28 agosto 1989, n. 305, in conformità delle risultanze dei lavori della Commissione paritetica istituita in applicazione della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) del 5 agosto 1988, pubblicata nel supplemento ordinario n. 87 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 13 settembre 1988. Qualora lintesa non si perfezioni nel suddetto termine, si provvede alla istituzione di un parco nazionale in tale area a norma del comma 3 (9).5. Nellipotesi in cui si istituisca il parco interregionale del Delta del Po, con le procedure di cui allarticolo 4 si procede alla istituzione del parco nazionale della Val dAgri e del Lagonegrese (Monti Arioso, Volturino, Viggiano, Sirino, Raparo), o, se già costituito, di altro parco nazionale, per il quale non si applica la previsione di cui allarticolo 8, comma 6.6. Restano salvi gli atti di delimitazione di riserve naturali emessi alla data di entrata in vigore della presente legge e le conseguenti misure di salvaguardia già adottate. Dette riserve sono istituite, secondo le modalità previste dalla presente legge, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa.7. Ove non diversamente previsto, il termine per lespressione di pareri da parte delle regioni ai fini della presente legge è stabilito in giorni quarantacinque.8. Per lattuazione del comma 1 è autorizzata la spesa di lire 2 miliardi per il 1991, lire 3 miliardi per il 1992 e lire 4 miliardi a decorrere dal 1993.9. Per lattuazione dei commi 3, 4 e 5 è autorizzata la spesa di lire 14 miliardi per il 1991, lire 17,5 miliardi per il 1992 e lire 21 miliardi a decorrere dal 1993.36. Aree marine di reperimento.1. Sulla base delle indicazioni programmatiche di cui allarticolo 4, possono essere istituiti parchi marini o riserve marine, oltre che nelle aree di cui allarticolo 31 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, nelle seguenti aree: a) Isola di Gallinara; b) Monti dellUccellina - Formiche di Grosseto - Foce dellOmbrone - Talamone; c) Secche di Torpaterno; d) Penisola della Campanella - Isola di Capri; e) Costa degli Infreschi; f) Costa di Maratea; g) Penisola Salentina (Grotte Zinzulusa e Romanelli); h) Costa del Monte Conero; i) Isola di Pantelleria; l) Promontorio Monte Cofano - Golfo di Custonaci; m) Acicastello - Le Grotte; n) Arcipelago della Maddalena (isole ed isolotti compresi nel territorio del comune della Maddalena); 16 17.
o) Capo Spartivento - Capo Teulada; p) Capo Testa - Punta Falcone; q) Santa Maria di Castellabate; r) Monte di Scauri; s) Monte a Capo Gallo - Isola di Fuori o delle Femmine; t) Parco marino del Piceno; u) Isole di Ischia, Vivara e Procida, area marina protetta integrata denominata “regno di Nettuno”; v) Isola di Bergeggi; z) Stagnone di Marsala; aa) Capo Passero; bb) Pantani di Vindicari; cc) Isola di San Pietro; dd) Isola dellAsinara; ee) Capo Carbonara; ee-bis) Parco marino “Torre del Cerrano” (10).2. La Consulta per la difesa del mare può, comunque, individuare, ai sensi dellarticolo 26 della legge 12 dicembre 1982, n. 979 (11), altre aree marine di particolare interesse nelle quali istituire parchi marini o riserve marine.37. Detrazioni fiscali a favore delle persone giuridiche e regime per i beni di rilevanteinteresse paesaggistico e naturale.1. Dopo il comma 2 dellarticolo 114 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti i seguenti: "2-bis. Sono altresì deducibili: a) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato. di altri enti pubblici e di associazioni e di fondazioni private legalmente riconosciute, le quali, senza scopo di lucro, svolgono o promuovono attività dirette alla tutela dei patrimonio ambientale, effettuate per lacquisto, la tutela e la valorizzazione delle cose indicate nei numeri 1) e 2) dellarticolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, facenti parte degli elenchi di cui al primo comma dellarticolo 2 della medesima legge o assoggettati al vincolo della inedificabilità in base ai piani di cui allarticolo 5 della medesima legge e al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto l985, n. 431, ivi comprese le erogazioni destinate aIlorganizzazione di mostre e di esposizioni, nonché allo svolgimento di studi e ricerche aventi ad oggetto le cose anzidette; il mutamento di destinazione degli immobili indicati alla lettera e) del presente comma, senza la preventiva autorizzazione del Ministro dellambiente, come pure il mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire lesercizio dei diritto di prelazione dello Stato sui beni immobili vincolati, determina la indeducibilità delle spese dal reddito. Il Ministro dellambiente dà immediata comunicazione ai competenti uffici tributari delle violazioni che comportano la decadenza delle agevolazioni; dalla data di ricevimento della comunicazione iniziano a decorrere i termini per il pagamento dellimposta e dei relativi accessori. b) le erogazioni liberali in denaro a favore di organismi di gestione di parchi e riserve naturali, terrestri e marittimi, statali e regionali, e di ogni altra zona di tutela speciale paesistico-ambientale come individuata dalla vigente disciplina, statale e regionale, nonché gestita dalle associazioni e fondazioni private indicate alla lettera a), effettuate per sostenere attività di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo dirette al conseguimento delle finalità di interesse generale cui corrispondono tali ambiti protetti; c) le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione e alla protezione degli immobili vincolati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, facenti parte degli elenchi relativi ai numeri 1) e 2) dellarticolo 1 della medesima legge o assoggettati al vincolo assoluto di inedificabilità in base ai piani di cui allarticolo 5 della stessa. legge e al decreto-legge,27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni. dalla legge 8 agosto 1985, n. 431. 2-ter. Il Ministro dellambiente e la regione, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, vigilano sullimpiego delle erogazioni di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2-bis del presente articolo effettuate a favore di soggetti privati, affinché siano perseguiti gli scopi per i quali le erogazioni stesse sono state accettate dai beneficiari e siano rispettati i termini per lutilizzazione concordati con gli autori delle erogazioni. Detti termini possono essere prorogati una sola volta dallautorità di vi gilanza, per motivi non imputabili ai beneficiari".1. E deducibile dal reddito imponibile di qualunque soggetto obbligato, fino a un massimo del 25 per cento del reddito annuo imponibile, il controvalore in denaro, da stabilirsi a cura del competente organo periferico del Ministero per i beni culturali e ambientali, dintesa con lufficio tecnico erariale competente per territorio, 17 18.
corrispondente a beni immobili che vengano ceduti a titolo gratuito da persone fisiche e giuridiche allo Stato ed ai soggetti pubblici e privati di cui alle lettere a) e b) del comma 2-bis dellarticolo 114 del citato testo unico delle imposte sui redditi, purché detti immobili siano vincolati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e facciano parte degli elenchi relativi ai numeri 1) e 2) dellarticolo 1 della medesima legge, o siano assoggettati al vincolo della inedificabilità in base ai piani di cui allarticolo 5 della medesima legge e al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, e la donazione avvenga allo scopo di assicurare la conservazione del bene nella sua integrità, per il godimento delle presenti e delle future generazioni.2. Le agevolazioni di cui allarticolo 5 della legge 2 agosto 1982, n. 512, sono accordate nel caso di trasferimenti delle cose di cui ai numeri 1) e 2) dellarticolo 1 della citata legge n. 1497 del 1939 effettuati da soggetti che abbiano fra le loro finalità la conservazione di dette cose.3. Alla copertura delle minori entrate derivanti dallattuazione del presente articolo, valutate in lire 100 milioni per il 1991, lire 1 miliardo per il 1992 e lire 2 miliardi per il 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali”.4. Il Ministro delle finanze presenta annualmente al Parlamento una relazione sugli effetti finanziari del presente articolo.38. Copertura finanziaria.1. Allonere derivante dalla attuazione dellarticolo 3, comma 3, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993 ed a lire 10 miliardi per lanno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali”.2. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 3, comma 7, pari a lire 600 milioni per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Ristrutturazione del Ministero dellambiente”.3. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 3, comma 9, pari a lire 3,4 miliardi per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Ristrutturazione del Ministero dellambiente”.4. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 4, comma 8, pari a lire 22,9 miliardi per lanno 1991 ed a lire 12 miliardi per lanno 1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali”.5. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 4, comma 9, pari a lire 110 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993 ed a lire 92 miliardi per lanno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali”.6. Allonere relativo allattuazione dellarticolo 18, comma 4, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali”.7. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 18, comma 5, pari a lire 1 miliardo per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali”.8. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 34, comma 10, pari a lire 20 miliardi per lanno 1991 ed a lire 30 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali”. 18 19.
9. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 34, comma 11, pari a lire 10 miliardi per lanno 1991, lire 15,5 miliardi per lanno 1992 ed a lire 22 miliardi per lanno 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali”.10. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 35, comma 8, pari a lire 2 miliardi per lanno 1991, lire 3 miliardi per lanno 1992 e lire 4 miliardi per lanno 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali”.11. Allonere derivante dallattuazione dellarticolo 35, comma 9, pari a lire 14 miliardi per lanno 1991, lire 17,5 miliardi per lanno 1992 e lire 21 miliardi per lanno 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991, alluopo parzialmente utilizzando laccantonamento “Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali”.12. Per gli oneri derivanti dallattuazione dellarticolo 3, comma 3, dellarticolo 4, comma 9, dellarticolo 18, comma 4, e dellarticolo 34, comma 10, gli stanziamenti relativi agli anni successivi al triennio 1991-1993 saranno rimodulati ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera c), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come modificata dalla legge 23 agosto 1988, n. 362.13. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.Note(1) Con deliberazione 2 dicembre 1996 (Gazz. Uff. 20 giugno 1997, n. 142) il Comitato per le aree naturali protette e del Ministero dellambiente ha approvato il programma operativo per la Carta della natura.(2) Per laumento del contingente di personale della segreteria tecnica vedi lart. 4, comma 12, L. 8 ottobre 1997, n. 344.(3) Per la soppressione del comitato di cui al presente articolo vedi il D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281.(4) Per la soppressione del programma triennale per le aree naturali protette vedi lart. 76, D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112.(5) Vedi il D.P.C.M. 26 giugno 1997.(6) Per la proroga del termine, vedi lart. 3, D.L. 28 agosto 1995, n. 361.(7) Comma così modificato dallart. 4, L. 8 ottobre 1997, n. 344. Vedi anche il D.P.R. 30 marzo 1998.(8) Lettera aggiunta dallart. 4, L. 8 ottobre 1997, n. 344.(9) Per la proroga al 31 dicembre 1996 del termine previsto dal presente comma 4, vedi lart. 6, D.L. 23 ottobre 1996, n. 548.(10) Lettera aggiunta dallart. 4, L. 8 ottobre 1997, n. 344.(11) Recte 31 dicembre 1982, n. 979. 19 20.
LEGGE QUADRO SULLE AREE PROTETTE. 1TITOLO I - Principi generali 1 1. Finalità e ambito della legge. 1 2. Classificazione delle aree naturali protette. 1 3. Comitato per le aree naturali protette e Consulta tecnica per le aree naturali protette. 2 4. Programma triennale per le aree naturali protette. 3 5. Attuazione del programma; poteri sostitutivi. 4 6. Misure di salvaguardia. 4 7. Misure di incentivazione. 5TITOLO II - Aree naturali protette nazionali 5 8. Istituzione delle aree naturali protette nazionali. 5 9. Ente parco. 5 10. Comunità del parco. 6 11. Regolamento del parco. 7 12. Piano per il parco. 7 13. Nulla osta. 8 14. Iniziative per la promozione economica e sociale. 9 15. Acquisti, espropriazioni ed indennizzi. 9 16. Entrate dellEnte parco ed agevolazioni fiscali. 10 17. Riserve naturali statali. 10 18. Istituzione di aree protette marine. 10 19. Gestione delle aree protette marine. 10 20. Norme di rinvio. 11 21. Vigilanza e sorveglianza. 11TITOLO III - Aree naturali protette regionali 11 22. Norme quadro. 11 23. Parchi naturali regionali. 12 24. Organizzazione amministrativa del parco naturale regionale. 12 25. Strumenti di attuazione. 12 26. Coordinamento degli interventi. 13 27. Vigilanza e sorveglianza. 13 28. Leggi regionali. 13TITOLO IV - Disposizioni finali e transitorie 13 29. Poteri dellorganismo di gestione dellarea naturale protetta. 13 30. Sanzioni. 13 31. Beni di proprietà dello Stato destinati a riserva naturale. 14 32. Aree contigue. 14 33. Relazione al Parlamento. 15 34. Istituzione di parchi e aree di reperimento. 15 35. Norme transitorie. 16 36. Aree marine di reperimento. 16 37. Detrazioni fiscali a favore delle persone giuridiche e regime per i beni di rilevante interesse paesaggistico e naturale. 17 38. Copertura finanziaria. 18 Note 19 20 Recommended