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Timestamp: 2018-08-20 22:53:46+00:00
Document Index: 147854109

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art.26', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 66', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 1']

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Con effetto dal 1 Gennaio 2004 le agevolazioni fiscali previste per le società cooperative sono state ridefinite dalla legge finanziaria in attuazione di quanto previsto dal nuovo codice civile.
Secondo il nuovo codice civile le agevolazioni fiscali previste dalle leggi speciali sono riservate alle cooperative a mutualità prevalente. Per i periodi di imposta 2002 e 2003 si è applicato uno speciale regime transitorio.
Inoltre che dal 1 gennaio 2004 i redditi prodotti da società ed enti sono soggetti ad una nuova imposta denominata IRES che sostituisce l’IRPEG in vigore sino al 2003.
L’IRES incide principalmente sui redditi prodotti nell’ambito dello svolgimento normale dell’attività con un’aliquota determinata nella misura del 33% del reddito imponibile.
In ossequio al dettato costituzionale il legislatore fiscale ha disposto per le cooperative un regime fiscale di “favore”, riconoscendo in tal modo, indirettamente, l’alto valore sociale dell’ attività svolta dalle cooperative. Tuttavia, essendo le agevolazione destinate a soggetti meritevoli, ha condizionato l’applicazione delle stesse alla sussistenza dei seguenti requisiti: (art. 14 DPR 601/73 – nota 1)
• che la cooperativa sia iscritta nei registri prefettizi o nello schedario generale della cooperazione ;
• che sia disciplinata dai principi della mutualità. In particolare viene precisato che i requisiti della mutualità si ritengono sussistenti quando negli statuti sono espressamente ed inderogabilmente previste le condizioni indicate nell’art.26 del D.Lgs 14 dicembre 1947 n.1577. (Legge Basevi – nota 2)
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice Civile e delle norme collegate sono state completamente riscritte le condizioni per godere dei benefici fiscali.
Il nuovo Codice Civile prevede espressamente che le agevolazioni fiscali siano riservate alle cooperative “a mutualità prevalente”.
Vengono inoltre richiamate le clausole statutarie necessarie al riconoscimento della mutualità prevalente (vedi al Capitolo: La disciplina delle società cooperative – artt. 2512-2514 C.C.)
Infine viene prevista l’istituzione dell’Albo delle società cooperative che sostituisce i registri prefettizi. Tale Albo è stato istituito dal Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 23 giugno 2004
(Vedi al Capitolo: Le Leggi di riferimento)
Con la Legge Finanziaria 2005 è stato definito il nuovo regime fiscale applicabile alle società cooperative in attuazione di quanto previsto dal nuovo Codice Civile a partire dal periodo di imposta 2004. (nota 15)
Il Decreto 15 aprile 2002 n. 63 aveva introdotto uno speciale regime transitorio per i periodi di imposta 2002 e 2003. (nota 14).
Agevolazioni per tutte le società cooperative
Fino al periodo di imposta 2001 non concorrevano a formare il reddito imponibile le somme accantonate a riserva indivisibile, a condizione che fosse esclusa la possibilità di distribuirla ai soci, sia durante la vita della cooperativa che in fase di liquidazione. (Art. 12 L. 904/77 – nota 3).
In pratica gli utili accantonati a riserva indivisibile non erano soggette ad imposte dirette.
Nei periodi di imposta 2002/2003 tale disciplina di esenzione si è applicata solo alle cooperative sociali ed alle cooperative di garanzia collettiva fidi e loro consorzi; per le altre cooperative si è applicata solo alle riserve obbligatorie ed al 39% dell’utile netto residuo (60% per le cooperative agricole e della piccola pesca). (nota 14)
A partire dal periodo di imposta 2004 (nota 15) per le cooperative a mutualità prevalente, iscritte nell’apposita sezione dell’Albo delle cooperative, è prevista una parziale tassazione del reddito, pari al 20% degli utili netti annuali per le cooperative agricole e di piccola pesca ed al 30% per le altre cooperative.
Restano escluse dalla nuova norma le cooperative sociali per le quali continua ad applicarsi interamente l’agevolazione di cui all’art. 12 L. 904/77.Per le cooperative non a mutualità prevalente è prevista una detassazione del reddito nella misura del 30% degli utili netti annuali, a condizione che tale quota sia accantonata ad una riserva indivisibile prevista dallo statuto.
Come è noto le società cooperative, disciplinati dai principi della mutualità, possono raccogliere risparmio tra i soci entro determinati limiti (limiti della entità massima della raccolta in relazione al patrimonio netto, limiti per ogni singolo deposito, e limiti nella remunerazione).
Sugli interessi corrisposti a soci persone fisiche, nell’ambito di tale attività, le cooperative devono operare una ritenuta, che possiamo definire di favore, del 12.5% a titolo d’imposta.
Il mancato rispetto delle norme a cui è condizionata la raccolta, fa venire meno il regime agevolato con pesanti conseguenze.
A partire dal 2004 gli interessi corrisposti ai soci persone fisiche sono indeducibili per la parte che supera l’ammontare calcolato con riferimento alla misura minima degli interessi spettanti ai detentori dei buoni postali fruttiferi, aumentata dello 0,90 per cento. (nota 15)
La legge 59/92 (art. 7) prevede che le cooperative e i loro consorzi possano destinare una quota di utili ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato. Tale rivalutazione, che può essere disposta nei limiti degli indici ISTAT, non è soggetta ad imposte fino alla data del rimborso. In pratica sono somme accantonate in sospensione d’imposta. All’atto del rimborso tali importi scontano una ritenuta del 12.5% a titolo d’imposta.
Non sono soggetti a registrazione gli atti che comportano variazione di capitale sociale delle società cooperative dei loro consorzi e delle società di mutuo soccorso.
(art. 9 tab. B DPR 131/86 – nota 4)
Le società cooperative, a differenza delle altre società, devono versare per la bollatura iniziale dei libri sociali la tassa di concessione governativa di € 51,65 per ogni 500 pagine o frazione di 500 pagine.
Fino al periodo di imposta 2001 le cooperative di produzione e lavoro e loro consorzi erano esenti dall’imposta sul reddito in modo assoluto a condizione che il rapporto tra il costo il costo delle retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci fosse superiore al 50% di tutti gli altri costi, non considerando nel conteggio le materie prime e sussidiarie; se tale rapporto, invece, era compreso tra il 25% ed il 50% l’aliquota era ridotta della metà. (art. 11 DPR 601/73 – nota 5).
Non ricorrendo le condizioni sopra richiamate potevano essere, ovviamente, applicate le agevolazioni previste per tutte le altre cooperative.
Nei periodi 2002/2003 la disposizione di cui all’art. 11 si è applicata esclusivamente alla quota di reddito imponibile derivante dall’indeducibilità dell’ Irap. (nota 14)
Tale limite è stato conservato anche nel regime definitivo applicabile dal 2004.
Occorre, altresì, ricordare che le cooperative di lavoro possono usufruire delle agevolazioni solo a condizione che per i soci lavoratori ricorrano tutti i requisiti previsti dall’art. 23 del D.Lgs 1577.(nota 6).
Fino al periodo di imposta 2001 erano totalmente esenti da imposta i redditi delle società agricole e loro consorzi conseguiti mediante l’allevamento di animali con mangimi ottenuti per almeno un quarto (1/4) dai terreni dei soci, nonché dalla manipolazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici e di animali conferiti dai soci. Analogamente erano esenti dall’imposta sul reddito le cooperative di piccola pesca.(art. 10 DPR 601/73 – nota 7)
Nei periodi 2002/2003 tale agevolazione è stata applicabile solo parzialmente, essendo comunque tassata una parte dell’utile civilistico. (nota 14)
Tale limite è stato conservato anche nel regime definitivo in vigore dal 2004 (nota 15)
Ristorno ai soci – Per le cooperative di conferimento e loro consorzi sono ammesse in deduzione, e quindi sono riconosciuti come costi deducibili, le somme ripartite tra i soci sotto forma di maggior valore riconosciuto per i conferimenti effettuati. L’agevolazione è condizionata al rispetto di particolari procedure.(art. 12 DPR 601/73 nota 10)
Le assegnazioni, sia in godimento che in proprietà, di case di abitazione non di lusso (DM. 2/8/1969), in presenza delle condizioni di cui alla nota II bis del DPR 131/86 (imposta di registro), sono soggette all’aliquota ridotta del 4%. (Tab. A parte II n. 26). Tale aliquota si applica, in caso di cessione in proprietà, su una base imponibile ridotta, determinata sul 70% del costo degli alloggi, se gli immobili sono costruiti su aree concesse in proprietà e del 50% se dette aree sono concessi in diritto di superficie. La riduzione opera fino alla concorrenza del costo CER, mentre la parte eccedente è regolarmente assoggettata ad iva.
(D.L. 274/90 n. 90 conv. nella L.165/90 – nota 8)
Imposta di bollo (art. 66 DL 30/8/93 – nota 9)
Le cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi godono dell’esenzione assoluta dall’imposta di bollo limitatamente a :
• atti costitutivi e modificativi ;
• gli atti di ammissione e recesso soci ;
• gli atti, i documenti e registri relativi ad operazioni previste dai rispettivi statuti con la sola esclusione degli assegni bancari e delle cambiali.
Imposta di registro (art. 66 DL 30/8/83 – nota 9)
Sempre per le cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi, gli atti costitutivi e modificativi sono soggetti a registrazione gratuita, mentre gli atti, documenti e registri relativi alle operazioni previste dai rispettivi statuti, sono soggetti a registrazione in misura fissa, una sola volta per ciascun atto registrato, compreso i relativi allegati.
Ristorno ai soci – Per le cooperative di consumo e loro consorzi sono ammesse in deduzione, e quindi sono riconosciuti come costi deducibili, le somme ripartite tra i soci sotto forma di restituzione di una parte del prezzo delle merci acquistate. L’agevolazione è condizionata al rispetto di particolari procedure (art. 12 DPR 601/73 nota 10)
Premesso che le cooperative sociali sono considerate ONLUS di diritto, alle stesse si applica l’esenzione dall’imposta previste dall’art. 10 n. 27-ter del DPR 633/72.
In particolare sono esenti da iva le prestazioni socio sanitarie, di assistenza domiciliare, in comunità e simili, in favore di anziani, inabili adulti, di tossicodipendenti, di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazione di disadattamento e di devianza.
Occorre tuttavia ricordare che è possibile, nel caso il regime sia più conveniente, assoggettare le sopra citate prestazione all’aliquota iva del 4% (tab. A parte II n. 41- bis – nota 12), in pratica vige il regime di maggior favore.
In deroga al principio generale di indeducibilità ai fini IRAP del costo del lavoro, per le cooperative sociali di cui all’art. 1 comma 1 lettera b) della L. 381/91 è deducibile dalla base imponibile il costo del lavoro delle persone svantaggiate di cui all’art. 4 della medesima legge. (nota 13)
Le cooperative sociali operanti nella regione Puglia ed iscritte nel relativo Albo Regionale delle Cooperative Sociali, dal 2002 sono completamente esenti da Irap.
L’art. 13 bis del DPR 641/72, introdotto dal D.Lgs 460/97, prevede che gli atti e i provvedimenti concernenti le ONLUS sono esenti da concessioni governative.
L’art. 27 bis della tabella allegata al DPR 642/72, introdotto dal D.Lgs 460/97, prevede che gli atti e i provvedimenti concernenti le ONLUS sono esenti da imposta di bollo.
Ricordiamo, per completezza, che dal 1 gennaio 1998 sono soppressi i seguenti tributi (art. 36 D.Lgs n.446/97):
• I contributi per il servizio sanitario nazionale (SSN) ;
• L’ILOR – l’imposta locale sui redditi ;
• L’imposta comunale per l’esercizio di imprese, arti e professione (ICIAP) ;
• La tassa sulla concessione governativa per l’attribuzione della partita iva ;
• L’imposta sul patrimonio netto (PATRIMONIALE).
art. 14 DPR 601/73 – nota 1
art. 26 del D.Lgs 14 dicembre 1947 n. 1577 (Legge Basevi) – nota 2
art. 12 L. 904/77 – nota 3
art. 9 tab. B DPR 131/86 – nota 4
art. 11 DPR 601/73 – nota 5
art. 23 del D.Lgs 1577 – nota 6
art. 10 DPR 601/73 – nota 7
art. 3 DL 27/4/90 n. 90 convertito nella L. 165/90 – nota 8
art. 66 DL 30/8/83 convertito nella L. 427/93 – nota 9
art. 12 DPR 601/73 – nota 10
art. 10 n. 27-ter del DPR 633/72 – nota 11
tab. A parte II n. 41- bis – nota 12
art. 17 DLgs 15/12/97 e succ. modificazioni – nota 13
art. 6 D.L. 15/04/02 n. 63 convertito nella L. 112/02 – nota 14
art. 1 commi 460/466 L. 311/2004 (Finanziaria 2005) – nota 15