Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=73
Timestamp: 2020-02-21 13:09:24+00:00
Document Index: 185840284

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 117', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 117', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 13', 'art. 117', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 118', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 8']

Sentenza 73/2008 (ECLI:IT:COST:2008:73)
Norme impugnate: Artt. 13 e 19 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 30/09/2005, n. 7.
Massime: 32220 32221
Atti decisi: ric. 97/2005
Massima n. 32220 Massima successiva
Acque e acquedotti - Norme della Provincia autonoma di Bolzano - Modifica della disciplina provinciale in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico - Ricorso del Governo - Rinuncia al ricorso accettata dalla Provincia - Estinzione del processo.
Va dichiarata l'estinzione del giudizio concernente la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 30 settembre 2005, n. 7, sollevata in riferimento all'art. 117, primo comma, della Costituzione, per rinuncia all'impugnazione da parte del Consiglio dei ministri accettata dalla Giunta provinciale di Bolzano.
legge provincia Bolzano 30/09/2005 n. 7 art. 19
Massima n. 32221 Massima precedente
Acque minerali e termali - Norme della Provincia autonoma di Bolzano - Riconoscimento del carattere minerale delle acque demandata all'Agenzia provinciale per l'ambiente - Ricorso del Governo - Denunciata esorbitanza dai limiti della competenza riservata alla Provincia nelle materie «acque minerali e termali», «igiene» e «sanità» e asserita violazione della competenza esclusiva statale in materia di «concorrenza» nonché della normativa comunitaria - Ritenuta violazione del principio di leale collaborazione - Esclusione - Individuazione, ad opera della normativa denunciata, del soggetto deputato al riconoscimento del carattere di mineralità delle acque, nel rispetto della normativa statale e comunitaria - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 30 settembre 2005, n. 7, sollevata in riferimento agli artt. 8 e 9 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, al principio di leale collaborazione, nonché all'art. 117, primo comma, Cost. Infatti la disposizione censurata si limita ad individuare un determinato soggetto (nella specie, l'Agenzia provinciale per l'ambiente, di concerto con l'ASL) deputato al riconoscimento del carattere di mineralità delle acque, nel rispetto dei criteri e dei protocolli fissati dalla legislazione statale (d.lgs. 25 gennaio 1992, n. 105), in attuazione del diritto comunitario (direttiva 80/777/CEE e successive modificazioni), a garanzia delle esigenze di uniformità sottese al riconoscimento delle acque minerali.
legge provincia Bolzano 30/09/2005 n. 7 art. 13
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 numero 14
statuto regione Trentino Alto Adige art. 9 numeri 9 e 10
SENTENZA N. 73 ANNO 2008
Udito nell'udienza pubblica del 15 gennaio 2008 il Giudice relatore Paolo Maddalena;
uditi l'avvocato dello Stato Glauco Nori per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Giuseppe Franco Ferrari per la Provincia autonoma di Bolzano.
1. – Con ricorso notificato il 14 dicembre 2005 e depositato il successivo 19 dicembre, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha proposto questione di legittimità costituzionale degli artt. 13 e 19 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 30 settembre 2005, n. 7 (Norme in materia di utilizzazione di acque pubbliche e di impianti elettrici).
1.1. – In particolare, quanto all'impugnazione dell'art. 13, il Presidente del Consiglio dei ministri evidenzia, anzitutto, che tale disposizione, al comma 2, prevede che la concessione delle acque minerali esistenti nel territorio della provincia è rilasciata «previo riconoscimento del carattere minerale delle acque medesime da parte dell'Agenzia provinciale per l'ambiente e previa iscrizione nell'apposito elenco delle acque minerali tenuto presso l'amministrazione provinciale»; in forza del successivo comma 3, è attribuita all'Agenzia provinciale per l'ambiente, di concerto con l'Azienda sanitaria di Bolzano, la competenza al riconoscimento del carattere minerale ai fini dell'imbottigliamento e dell'uso termale o terapeutico. Sicché – rileva la difesa erariale – nella impugnata legge provinciale si trova «la disciplina integrale della materia per il territorio della Provincia senza nessun coinvolgimento dello Stato».
1.2. – In relazione alla denuncia dell'art. 19, il ricorrente rammenta che la norma ha integrato l'art. 1, comma 3, della legge provinciale 11 aprile 2005, n. 1 (Disposizioni transitorie in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico), quale disposizione provinciale già impugnata con ricorso in via principale. Ad avviso del ricorrente, la «norma impugnata, insieme a quella di cui costituisce la modifica, ha pertanto sconfinato dai limiti della potestà legislativa della provincia», interferendo – come già precisato nel precedente ricorso – «in materia di concorrenza, sulla quale lo statuto non conferisce alcun potere, ed è andata contro ai principi comunitari, esponendo lo Stato a responsabilità nei confronti della comunità europea, così violando l'art. 117, primo comma, Cost.».
2. – Si è costituita la Provincia autonoma di Bolzano, la quale, riservandosi di argomentare sulle proprie ragioni, ha concluso per l'inammissibilità, l'improcedibilità o, comunque, l'infondatezza del ricorso.
3. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato, in data 8 novembre 2006, memoria illustrativa.
3.1. – Quanto alla denuncia dell'art. 13 della legge della Provincia di Bolzano n. 7 del 2005, insiste per la declaratoria di incostituzionalità della predetta disposizione per violazione degli artt. 8 e 9 dello statuto di autonomia, dell'art. 117, primo comma, Cost. e del principio di leale collaborazione.
3.2. – In riferimento alla denuncia dell'art. 19, nella memoria si evidenzia che la legge provinciale n. 1 del 2005 è stata abrogata dall'art. 19, comma 6, della legge provinciale 20 luglio 2006, n. 7 (Disposizioni in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della provincia autonoma di Bolzano per l'anno finanziario 2006 e per il triennio 2006-2008), e che detta abrogazione riguarda pure l'art. 1, comma 3, come modificato dalla disposizione di cui al censurato art. 19, senza che vi sia stata medio tempore attuazione della norma impugnata. Si conclude, pertanto, sostenendo che non sussiste «utilità pratica» di una pronuncia sul punto.
4. – In prossimità dell'udienza hanno depositato memorie entrambe le parti costituite.
4.1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'insistere per l'incostituzionalità dell'art. 13 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7 e nello sviluppare argomentazioni già in precedenza esposte, riafferma, in particolare, che i principi fondamentali in materia di acque minerali sono dettati dal d.lgs. n. 105 del 1992, di attuazione della direttiva 80/777/CEE, il quale, all'art. 4, intesta al Ministro della sanità (attualmente Ministro della salute) il potere di riconoscimento della qualità di acqua minerale naturale, con norma conforme anche al principio di sussidiarietà di cui al nuovo art. 118 Cost.
4.2 – La Provincia autonoma di Bolzano conclude per la non fondatezza della sollevata questione, assumendo che l'art. 13 denunciato sarebbe frutto di corretto esercizio della propria competenza legislativa primaria, attribuita dallo Statuto (art. 8, n. 14), giacché – posto che la direttiva 80/777/CEE prevede che il riconoscimento come acqua minerale naturale della risorsa idrica estratta dal suolo di uno Stato membro avvenga ad opera della «autorità competente dello Stato membro» medesimo – essa si sarebbe limitata ad individuare «quale soggetto competente al riconoscimento l'Agenzia Provinciale per l'Ambiente, di concerto con l'Azienda Sanitaria di Bolzano, quindi enti certamente competenti sotto il profilo tecnico».
5. – In data 21 settembre 2007 il Consiglio dei ministri ha deliberato di rinunciare all'impugnazione dell'art. 19 della legge provinciale n. 7 del 2005 ed il successivo 24 settembre la Giunta provinciale di Bolzano ha deliberato l'accettazione di detta rinuncia.
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, con ricorso notificato il 14 dicembre 2005 e depositato il successivo 19 dicembre, ha proposto questioni di legittimità costituzionale degli artt. 13 e 19 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 30 settembre 2005, n. 7 (Norme in materia di utilizzazione di acque pubbliche e di impianti elettrici).
1.1. – L'art. 13 della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 7 del 2005, prevede:
1.2. – Quanto alla denuncia dell'art. 19, il ricorrente, dopo aver precisato che la norma ha integrato l'art. 1, comma 3, della legge provinciale 11 aprile 2005, n. 1 (Disposizioni transitorie in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico), quale disposizione provinciale già impugnata con ricorso in via principale, sostiene che la «norma impugnata, insieme a quella di cui costituisce la modifica, ha pertanto sconfinato dai limiti della potestà legislativa della provincia», interferendo – come già precisato nel precedente ricorso – «in materia di concorrenza, sulla quale lo statuto non conferisce alcun potere, ed è andata contro ai principi comunitari, esponendo lo Stato a responsabilità nei confronti della comunità europea, così violando l'art. 117, primo comma, Cost.».
2. – Va immediatamente evidenziato che, in data 21 settembre 2007, il Consiglio dei ministri ha deliberato di rinunciare all'impugnazione del predetto art. 19 ed il successivo 24 settembre la Giunta provinciale di Bolzano ha deliberato l'accettazione di detta rinuncia.
3. – La residua questione, che investe l'art. 13 della medesima legge provinciale n. 7 del 2005, non è fondata.
3.1. – La disciplina sopra richiamata pone, nel suo complesso, i requisiti minimi, validi per tutto il territorio nazionale, per il riconoscimento del carattere di mineralità delle acque e, come tale, costituisce principio dell'ordinamento giuridico che funge da limite alla potestà legislativa primaria della Provincia autonoma di Bolzano ex art. 8, n. 14, dello Statuto.
Limite che non è superato dalla norma censurata, la quale non detta alcuna prescrizione in ordine ai requisiti di mineralità delle acque ai fini del riconoscimento di siffatto carattere, ma soltanto individua un determinato soggetto (nella specie, l'Agenzia provinciale per l'ambiente, di concerto con l'ASL) deputato al predetto riconoscimento, ma in base ai criteri ed ai protocolli fissati dalla legislazione statale (d.lgs. n. 105 del 1992), in attuazione del diritto comunitario (direttiva 80/777/CEE e successive modificazioni). Non può pertanto ravvisarsi la lesione dei parametri evocati dal ricorrente, giacché la Provincia ha esercitato la propria competenza legislativa primaria, rispettando le esigenze di uniformità sottese al riconoscimento delle acque minerali, da ravvisare proprio nei requisiti di mineralità delle acque imposti dalla normativa statale innanzi richiamata.