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Timestamp: 2018-06-25 03:51:12+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 326', 'art. 1344', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 32', 'art. 18', 'sentenza ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'sentenza ']

DIRITTO PRIVATO EUROPEO | Diritto Civile Contemporaneo | Pagina 2
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La proprietà è un diritto inviolabile? Ammessa la risarcibilità del danno non patrimoniale da lesione della proprietà
Con Tribunale Vercelli,12 febbraio 2015, Giud. Fiengo, torna alla ribalta delle cronache giuridiche la delicata questione della risarcibilità del danno non patrimoniale da lesione della proprietà.
A seguito di procedimento per ATP volto ad accertare la causa di infiltrazioni di acqua nei propri immobili, gli attori coltivavano giudizio meritale ex art. 2051 c.c. ai fini della condanna delle parti convenute, da un lato, all’esecuzione delle opere di risanamento necessarie per l’eliminazione delle infiltrazioni e, dall’altro, al risarcimento dei danni subiti, patrimoniali e non patrimoniali.
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, DIRITTI FONDAMENTALI, DIRITTO PRIVATO EUROPEO, PROPRIETA', RESPONSABILITA' CIVILE il 23 febbraio 2015 da diritto civile contemporaneo.
Successione di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi nel settore scolastico: per il Tribunale di Torino non può aversi come conseguenza la costituzione di un rapporto a tempo indeterminato ma esclusivamente il risarcimento del danno, ancorché in “re ipsa” e quantificabile in 15 mensilità
Dopo la sentenza Mascolo della Corte di Giustizia UE, che ha sancito la contrarietà al diritto europeo della normativa italiana sulle supplenze scolastiche, Il Tribunale di Torino in data 30 gennaio 2015 accoglie il ricorso di una docente precaria che aveva lavorato per più di 36 mesi in virtù di una successione di contratti a tempo determinato, tutti con scadenza al 30 giugno (supplenze su posti vacanti ma non disponibili, sino al termine dell’anno scolastico).
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO DI LAVORO, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 3 febbraio 2015 da diritto civile contemporaneo.
Il crepuscolo dell’occupazione acquistiva. Un paio di considerazioni a margine di una sentenza non più differibile
di SIMONE ALECCI, Dottorando di ricerca
Le Sezioni Unite, con sentenza 19 gennaio 2015 n. 735, Rel. Di Amato, suggellano il tramonto nel firmamento nazionale dell’istituto dell’occupazione acquisitiva, autentico mostriciattolo partorito dall’estro di una risalente sortita giurisprudenziale (Cass. Civ., Sez. Un., 26 febbraio 1983, n. 1464) e fieramente difeso per svariati lustri sotto l’usbergo dell’illecito istantaneo ad effetti permanenti a dispetto delle severe e ricorrenti censure della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il parricidio perpetrato dalle Sezioni Unite costituisce l’inevitabile epilogo di un dialogo tra le Corti palesemente sincopato nelle ondulazioni, del quale l’arroccamento della giurisprudenza di legittimità, soprattutto al cospetto dell’approccio “convenzionalmente orientato” che ha pervaso la giurisdizione amministrativa almeno da Cons. Stato, Ad. Plenaria, 29 aprile 2005, n.2, è emerso in tutto il suo anacronismo e campanilismo.
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI FONDAMENTALI, DIRITTI REALI, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 30 gennaio 2015 da diritto civile contemporaneo.
La successione di contratti a termine nel settore scolastico che superi (al 13 maggio 2011) i 36 mesi, indipendentemente dai periodi di interruzione e dal tipo di supplenza, determina la costituzione “ex nunc” di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato: il Tribunale di Napoli in “fase discendente” dopo la sentenza Mascolo della Corte di giustizia UE
Con tre importanti sentenze, gemelle nella motivazione e nel dispositivo, il Tribunale di Napoli (21 gennaio 2015, Mascolo, 21 gennaio 2015 Racca, 21 gennaio 2015 Forni), decide in fase “discendente”, e cioè successiva alla decisione della Corte di giustizia UE Mascolo – stimolata da rinvio pregiudiziale dello stesso giudice – sul ricorso di tre docenti precari del settore scuola.
Anche sulla base delle indicazioni interpretative del giudice di Lussemburgo, il Tribunale accoglie il ricorso e ritiene che in tutti e tre i casi la successione dei contratti determini l’instaurazione ex nunc di un rapporto a tempo indeterminato, essendo stato superato il tetto massimo dei 36 mesi.
Le decisioni si segnalano, dunque, per un verso perché ritengono l’applicabilità, per interpretazione conforme al diritto europeo, della norma che pone un tetto massimo anche al settore scolastico; per altro verso, perché circoscrivono l’operatività del limite dei trentasei mesi ad un periodo determinato che si colloca tra l’introduzione della norma nel nostro ordinamento (24 dicembre 2007) e l’introduzione di altra norma che ha invece escluso l’applicabilità della misura dissuasiva dei 36 mesi rispetto al settore scolastico (13 maggio 2011).
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO DI LAVORO, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 24 gennaio 2015 da diritto civile contemporaneo.
Abuso di contratti a termine nel settore marittimo dopo il caso “Fiamingo”: la Cassazione ritiene l’applicabilità al contratto a termine dell’art. 326 Cod. nav., e non anche del d.lgs. 368/2001, e la sua compatibilità “in concreto” con la disciplina europea, almeno che non sussistano i presupposti della frode alla legge ex art. 1344 c.c.
A pochi giorni di distanza dall’importante decisione che ha aperto al “danno comunitario” in tema di ricorso abusivo a contratti a tempo determinato nel pubblico impiego, e a seguito del rinvio pregiudiziale (ordinanza n. 15561/2013) della Suprema Corte e della conseguente decisione della Corte di Giustizia UE 3 luglio 2014 Fiamingo C-362/13 C-363/13 C-407/134, la Cassazione con sentenza 8 gennaio 2015 n. 62, Rel. Manna, decide in fase “discendente” la vicenda relativa al ricorso di un lavoratore marittimo che, avendo stipulato più contratti a termine con un datore di lavoro privato (Rete Ferroviaria italiana s.p.a., già Ferrovie dello Stato), chiedeva la conversione o comunque l’instaurazione di un rapporto a tempo indeterminato.
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO DI LAVORO, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 17 gennaio 2015 da diritto civile contemporaneo.
La Cassazione apre al “danno comunitario” in caso di reiterazione abusiva di contratti a tempo determinato nel pubblico impiego: spetta al lavoratore la prova (anche per presunzioni) dell’abuso, mentre il danno è “in re ipsa”
Con un’importante ed innovativa decisione, Cass. 30 dicembre 2014 n. 27481 Rel. Tria, statuisce che in materia di pubblico impiego, la reiterazione o la costituzione di rapporti di lavoro a tempo determinato in violazione delle norme imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego dei lavoratori non determina la costituzione o la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, ma fonda il diritto del lavoratore al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 36, comma 5 del d.lgs. n. 165 del 2001, che va interpretato – con riferimento a fattispecie diverse da quelle del precariato scolastico – nel senso di “danno comunitario”, quale sanzione “ex lege” (e in re ipsa) a carico del datore di lavoro, e per la cui liquidazione è utilizzabile, in via tendenziale, il criterio indicato dall’art. 8 della legge n. 604 del 1966 (indennità alternativa alla conversione nel settore privato), e non il sistema indennitario onnicomprensivo previsto dall’art. 32 della legge n. 183 del 2010 (indennità aggiuntiva alla conversione del contratto a tempo determinato), né il criterio previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (esclude la risarcibilità del danno in re ipsa Cass. 13 gennaio 2012 n. 392).
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO DI LAVORO, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 2 gennaio 2015 da diritto civile contemporaneo.
Abuso di contratti a tempo determinato nel settore scolastico: prime applicazioni giurisprudenziali dopo la sentenza “Mascolo” (CGUE 26 novembre 2014)
Trib. Sciacca 3 dicembre 2014 si segnala per essere la prima sentenza di cui si ha notizia che, nel decidere sul ricorso di un docente precario avverso l’abuso di una successione di contratti a tempo determinato, tiene conto nell’impianto argomentativo della recentissima decisione della Corte di giustizia che ha sancito la contrarietà al diritto europeo della disciplina italiana in materia di supplenze scolastiche.
Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO DI LAVORO, DIRITTO PRIVATO EUROPEO, RESPONSABILITA' CIVILE, SINGOLI CONTRATTI il 11 dicembre 2014 da diritto civile contemporaneo.
Per le Sezioni Unite costituisce discriminazione indiretta dell’alunno disabile la mancata attuazione del Piano Educativo Individualizzato elaborato per il sostegno scolastico
Le Sezioni Unite della Corte di cassazione con sentenza 25 novembre 2014 n. 25011, Rel. Giusti, si pronunciano sul tema della discriminazione indiretta in danno di soggetti inabili e sulla relativa giurisdizione, effettuando un vero e proprio revirement rispetto all’indirizzo fino ad oggi seguito.
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI FONDAMENTALI, DIRITTO PRIVATO EUROPEO il 30 novembre 2014 da diritto civile contemporaneo.