Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=88
Timestamp: 2020-04-01 08:47:58+00:00
Document Index: 152604301

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 117', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 10', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 3']

Sentenza 88/2011 (ECLI:IT:COST:2011:88)
Norme impugnate: Art. 8, c. 2°, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 17/02/2010, n. 5.
Massime: 35489 35490
Atti decisi: ric. 63/2010
Massima n. 35489 Massima successiva
Minoranze linguistiche - Circolazione stradale - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Interventi di sostegno, ad opera della Regione, a favore degli enti locali e dei soggetti pubblici e privati che operano nei settori della cultura, dello sport, dell'economia e del sociale per l'utilizzo di cartellonistica, anche stradale, nei dialetti di origine veneta parlati nella Regione - Ricorso del Governo - Asserita violazione del principio del rispetto della eguaglianza dei cittadini - Carenza di ogni motivazione a supporto della prospettata doglianza - Inammissibilità della questione.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 17 febbraio 2010, n. 5 (Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella Regione Friuli-Venezia Giulia) - secondo cui «la Regione sostiene gli enti locali e i soggetti pubblici e privati che operano nei settori della cultura, dello sport, dell'economia e del sociale per l'utilizzo di cartellonistica, anche stradale, nei dialetti di cui all'articolo 2» della legge stessa - sollevata, in riferimento all'art. 3, secondo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, per la evidente carenza di ogni motivazione a supporto della prospettata doglianza, tanto più necessaria in un giudizio in via principale.
Per la necessità di un'espressa motivazione in ordine alle singole censure prospettate nei giudizi in via principale v., di recente, le sentenze n. 10, n. 119 e n. 278 del 2010.
legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 17/02/2010 n. 5 art. 8 co. 2
Massima n. 35490 Massima precedente
Minoranze linguistiche - Circolazione stradale - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Interventi di sostegno, ad opera della Regione, a favore degli enti locali e dei soggetti pubblici e privati che operano nei settori della cultura, dello sport, dell'economia e del sociale per l'utilizzo di cartellonistica, anche stradale, nei dialetti di origine veneta parlati nella Regione - Ricorso del Governo - Asserita violazione di norme interposte statali in tema di toponimia cui è affidata la tutela delle "minoranze linguistiche" in base all'art. 6 Cost. - Ritenuta esorbitanza dalle competenze legislative regionali, non essendo la disposizione impugnata norma di attuazione dello statuto - Lamentata lesione delle disposizioni statali espressive della competenza esclusiva statale nella materia dell'«ordine pubblico e sicurezza» - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 17 febbraio 2010, n. 5 (Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella Regione Friuli-Venezia Giulia) - secondo cui «la Regione sostiene gli enti locali e i soggetti pubblici e privati che operano nei settori della cultura, dello sport, dell'economia e del sociale per l'utilizzo di cartellonistica, anche stradale, nei dialetti di cui all'articolo 2» della legge stessa - sollevate, in riferimento agli artt. 6 e 117, secondo comma, lettera h), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri. Nella specie, infatti, il legislatore regionale non ha inteso interferire con la determinazione dei nomi dei luoghi che si realizza attraverso l'apposizione dei segnali stradali di localizzazione territoriale, mirando la denunciata disposizione genericamente ad incentivare il ricorso ai dialetti nella "cartellonistica"; in base dell'art. 6 Cost., del resto, la tutela attiva delle minoranze linguistiche costituisce un principio fondamentale dell'ordinamento costituzionale, la cui disciplina non è integrata solo dalla legge 15 febbraio 1999, n. 482, di tutela delle minoranze linguistiche storiche, poiché sia prima che dopo l'approvazione di tale legge sono state adottate apposite leggi regionali di sostegno dei diversi patrimoni linguistici e culturali delle Regioni; né la disposizione censurata ha leso - alla luce dell'art. 117, secondo comma, lettera h), Cost. - la competenza esclusiva del legislatore statale in materia di circolazione stradale, poiché tale disposizione, correttamente intesa, non si riferisce alla segnaletica stradale, né la "cartellonistica" ivi prevista può essere assimilata ad un segnale di localizzazione territoriale del confine del comune (art. 37, comma 2-bis, del vigente codice della strada).
Sulla tutela delle minoranze linguistiche regionali v., di recente, le sentenze n. 159 del 2009 e n. 170 del 2010.
Più specificamente, in relazione alla toponomastica locale, v. la sentenza n. 346 del 2010.
codice della strada (d.lgs. 30-4-1992, n. 285) art. 37 co. 2
legge 15/02/1999 n. false art. 10
legge 15/02/1999 n. false art. 18
La difesa regionale conclude – riservandosi di allegare ulteriori eccezioni ed argomentazioni – che la norma impugnata non violerebbe alcuna competenza statale, poiché si tratterebbe di disposizione «di puro finanziamento di attività».
7. – In prossimità dell’udienza pubblica, la difesa della Regione Friuli-Venezia Giulia ha depositato una memoria, nella quale – dopo aver richiamato quanto svolto nell’atto di costituzione – insiste per l’infondatezza delle questioni.
D’altra parte, di recente questa Corte ha affermato che se una legge regionale non può procedere «a individuare come meritevole di tutela una lingua non riconosciuta come tale dal legislatore statale con la legge generale della materia», tuttavia non sono contrastanti con la Costituzione disposizioni legislative regionali che, in relazione ad una lingua minoritaria, si inquadrino «nello specifico contesto della tutela dell’“originale patrimonio culturale e linguistico regionale” e delle sue espressioni considerate più significative» (sentenza n. 170 del 2010).
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 2, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 17 febbraio 2010, n. 5 (Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella Regione Friuli-Venezia Giulia), sollevata, con riferimento all’art. 3, secondo comma, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso in epigrafe;