Source: http://blog.confesercenticalabria.it/
Timestamp: 2016-08-26 11:52:48+00:00
Document Index: 77151226

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art.\n26', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 28', 'art. 28', 'art.\n49', 'art. 47', 'art. 155']

Con 181 sì, 2 no e 16 astenuti la lotta allo spreco, con la nuova legge – promossa dall’onorevole Maria Chiara Gadda e già approvata alla Camera il 17 marzo scorso, fa un ulteriore passo avanti.
“In Italia sono 5 milioni le tonnellate di prodotti alimentari che, ogni anno, finiscono nella spazzatura, ovvero una cifra corrispondente a 8 miliardi di euro, che è mezzo punto di PIL. Una legge contro lo spreco di cibo e che vuole incentivare le donazioni può fare dell’Italia un paese in grado di trainare gli altri nella lotta allo spreco alimentare”. La senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura a Palazzo Madama e relatrice del provvedimento, presenta così il testo, ora legge, che “vuole da una parte educare i cittadini al valore del cibo e dall’altra facilitare la donazione da parte degli operatori economici”. ”Si provvede, tra le altre cose, a rifinanziare con 2 milioni di euro per il 2016 il ‘Fondo per la distribuzione di derrate alimentari’ alle persone indigenti, istituendo un altro fondo, con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi”, spiega.
“Ripristinare un giusto equilibrio sul consumo di cibo non può avvenire secondo le regole del modello ad economia di mercato che hanno, invece, determinato disparità. Con questa legge – osserva ancora – si vuole promuovere un modello nuovo che, facendo leva anche su principi di eticità, consenta di rimettere in circolo ciò che non viene consumato. Il Terzo settore e tante associazioni sono il primo esempio di questa cultura – conclude – e compito della politica e delle istituzioni è agevolare, valorizzare e diffondere il loro lavoro”.
Istat: “economia frena ancora, ma meglio di ultimi mesi”
“L‘indicatore composito anticipatore dell’economia italiana evidenzia un ulteriore calo, seppur di intensità più contenuta rispetto alle flessioni degli ultimi mesi”. Lo rileva l’Istat nella nota mensile, sottolineando che la fiducia delle imprese ha segnato a luglio “un incremento, tuttavia l’indice del trend, ricalcolato sulla base degli indicatori mensili più recenti”, segnala ancora una frenata sebbene con un ritmo inferiore. ”In un contesto caratterizzato dal proseguimento della flessione del commercio internazionale e della crescita dell’economia statunitense, nel secondo trimestre l’area euro ha registrato un rallentamento dei ritmi produttivi”, premette l’Istat nella nota. Focalizzando l’attenzione sull‘Italia, l’Istituto evidenzia come le imprese manifatturiere abbiano “registrato una diminuzione dei livelli di attività, mentre l’occupazione ha continuato ad espandersi e le tendenze deflazionistiche si sono attenuate”.
Estate 2016: il terrorismo non cancella le vacanze. Ad agosto ferie per 21 milioni di italiani, 6 su 10 le passeranno al mare. In Calabria un + 7%. Spesa media prevista 858 € a persona.
“Chi voleva colpire al cuore il turismo, comparto economico di primaria importanza per molti paesi europei e per l’Italia in particolare, ha fallito. Gli italiani non si sono lasciati condizionare, nonostante la comprensibile paura. Un fatto eccezionalmente positivo: il miglior modo per sconfiggere il terrore è non farsi spaventare, nonostante questo spesso sia molto difficile. Per questo è apprezzabile la scelta fatta da alcuni grandi media del nostro Paese di limitare l’esposizione degli attentatori e la diffusione dei video dell’odio, pur continuando a fare un’informazione puntuale su quanto sta avvenendo. Il rischio, infatti, è che un bombardamento mediatico eccessivo possa fare il gioco del terrore, facendo esplodere l’ansia degli italiani, comunque già in crescita in seguito agli attacchi di questo ultimo periodo”.
Budget e durata delle vacanze – il peso dei fattori economici diventa evidente dal budget allocato per le ferie. Complessivamente, infatti, chi partirà ad agosto prevede di spendere in media 858 euro per persona.
Un dato in crescita (18 euro in più rispetto al 2015), anche se siamo lontani dai picchi del 2010 (1.022 euro).
Aumenta, però, la parte di vacanzieri che cercherà di tenersi sotto i 500 euro: nel 2016 sono il 39%, erano il 33% lo scorso anno. Gli indecisi, invece, sono il 14%. In ripresa anche la durata del periodo di ferie trascorso fuori casa: in media gli italiani si godranno 12 giorni di vacanza, uno in più dello scorso anno. Ma il 35% si terrà sotto la settimana.
Tipologia di vacanza e destinazioni - L’estate 2016 sarà all’insegna del mare, possibilmente in Italia. La voglia della classica vacanza sotto l’ombrellone, quest’anno, contagia il 62% dei viaggiatori, l’8% in più dello scorso anno. Seguono nella classifica delle preferenze le città d’arte e la montagna, entrambe scelte dal 10% degli intervistati. Meno popolari le grandi capitali europee, che raccolgono solo l’8%, le vacanze verdi in parchi e riserve (4%), la campagna (3%), e infine terme, mete esotiche, laghi e fiumi con l’1%. Per quanto riguarda le mete, l’Italia quest’anno vince su tutte le altre destinazioni: a sceglierla sono infatti il 76% dei vacanzieri, contro un 27% che predilige l’Europa ed un 5% che si è orientato su destinazioni extraeuropee.
Chi ha scelto di restare in Italia ha le idee ben chiare: mare e nelle regioni del Sud, preferenza che vede sul podio – per la quarta estate consecutiva – la Puglia, con il 16%. Seguono Sicilia (11%) e Sardegna (10%), mentre appena fuori dal podio troviamo Emilia Romagna (9%), poi Calabria e Trentino con il 7%. Tra i paesi europei, Spagna e Grecia rimangono le mete più ambite, rispettivamente con il 23% ed il 15% delle preferenze. Segue la Croazia, con il 10%, poi – nonostante la Brexit – il Regno Unito (6%) e Portogallo (5%).
Tra i paesi extraeuropei il Nord America è la destinazione preferita con il 25% delle scelte, seguita da Sud America (14%), Africa (13%) e Paesi Asiatici (11%) al di fuori di Giappone (6%) e Cina (5%). Alloggio - Il 36% dei vacanzieri sceglierà l’albergo o la pensione, con i relativi servizi, per vivere le ferie in completo relax, mentre il 25% di intervistati opterà per una casa in affitto ed il 13% si recherà presso la propria casa di proprietà o presso quella di amici e parenti. Un 16% sceglierà, invece, come soluzione di pernottamento il bed &amp; breakfast, mentre il 12% trascorrerà la vacanza presso un villaggio turistico ed un altro 10% organizzerà la villeggiatura presso un residence. L’alloggio in agriturismo sarà scelto, quest’anno, dall’8% dei vacanzieri mentre il 6% degli amanti della natura e dell’aria aperta si orienteranno sulla formula del campeggio. Solo l’1% viaggerà e pernotterà in camper o roulotte.
Comportamento degli italiani in vacanza - Che cosa caratterizzerà maggiormente le vacanze estive degli italiani? Al primo posto, il riposo ed il relax, obiettivo principale per il 29% dei vacanzieri. Ma c’è anche un 15% che considera la vacanza, invece, come un momento ottimale per conoscere altre culture e popoli, usi e costumi. A pari merito al terzo posto tra le attività più amate da praticare in villeggiatura, ci sono le passeggiate salutari all’aria aperta e salubre e la lettura/visita a musei, entrambe indicate dal 14% degli intervistati. L’11% degli italiani, inoltre, non rinuncia alla tintarella, mentre il 6% apprezzerà la buona cucina ed il buon vino concedendosi qualche prelibatezza in più ed, infine, per il 5% del campione il nuoto ed il trekking saranno tra le attività sportive più gettonate, con un altro 5% degli italiani che invece si coccolerà e non rinuncerà a trattamenti estetici e massaggi nei centri benessere. Mentre il 32% di italiani in vacanza non rinuncia ad un piatto sicuro, cucinato da sé, un altro 30%, invece, si affiderà al ristorante dell’albergo o della pensione in cui pernotterà. Il 27% dei vacanzieri sceglierà, poi, le trattorie, pizzerie o ristoranti della propria località di villeggiatura ed un 7% si rifocillerà presso bar o fast food. Un 4% sarà, infine, ospite, presso parenti o amici.
Dal 2017 addio allo scontrino: arriva l’invio dati telematico al Fisco
Resta obbligatoria l’emissione, su richiesta del cliente, della fattura o dello scontrino cartaceo.
MODIFICHE AL T.U. MATERNITÀ/PATERNITÀ ARTT. 28, 66 E 67 IN MATERIA DI INDENNITÀ PER LAVORATRICI E LAVORATORI AUTONOMI
Con la circolare n. 128/16 l’Inps
ha fornito istruzioni in merito alle novità legislative in merito al congedo
parentale e le indennità spettanti per quanto riguarda i lavoratori autonomi.
1 - Indennità di paternità per lavoratori autonomi in caso di madre
lavoratrice dipendente o autonoma
Per effetto della modifica degli
artt. 28 e 66 del T.U. maternità/paternità, a decorrere dal 25 giugno 2015,
il padre lavoratore autonomo può fruire dell’indennità di paternità.
Per padre lavoratore autonomo si
intende il lavoratore appartenente ad una delle categorie di cui al capo XI del
T.U. maternità/paternità (art. 66 T.U.):
coltivatore diretto, colono, mezzadro, imprenditore agricolo a
pescatore autonomo della piccola pesca marittima e delle acque
Il diritto all’indennità di paternità
è previsto a condizione che la madre sia lavoratrice dipendente oppure lavoratrice
autonoma (ossia artigiana, commerciante, coltivatrice diretta, colona,
mezzadra, imprenditrice agricola a titolo principale pescatrice autonoma della
piccola pesca), e sorge qualora il padre rimanga l’unico genitore al
verificarsi dei seguenti eventi:
L’indennità di paternità è
riconoscibile, in presenza dei requisiti di legge, dalla data in cui si
verifica uno dei predetti eventi fino alla fine del periodo post partum che sarebbe spettato alla madre
lavoratrice. 1.1 -
Decorrenza dell’indennità di paternità
Posto che la riforma è entrata in
vigore il 25 giugno 2015, l’indennità di paternità è riconoscibile in relazione
agli eventi (morte o grave infermità della madre dipendente o autonoma,
abbandono, affidamento esclusivo del figlio) che si sono verificati dal 25
giugno 2015 in poi (esempio 3).
Tuttavia, nel periodo
transitorio, se l’evento si è verificato in data anteriore al 25 giugno 2015,
l’indennità è riconoscibile per gli eventuali periodi dal 25 giugno in poi
(esempio 4).
Se la data dell’evento (morte, grave
infermità, ecc.) coincide con la data del parto quest’ultima non è indennizzata
al padre, ma eventualmente alla madre avente diritto, in quanto, come detto, la
data del parto è a sé stante rispetto ai 3 mesi post partum.
Requisiti e misura dell’indennità
L’indennità di paternità, per i
periodi sopra specificati, è riconosciuta alle stesse condizioni e nella stessa
misura prevista per l’indennità di maternità in favore delle madri lavoratrici
autonome, a prescindere dalla verifica della sussistenza o meno del diritto
delle stesse all’indennità di maternità.
In ogni caso, in ordine ai requisiti, occorre verificare che il padre
autonomo, durante il periodo di indennità di paternità:
sia iscritto ad una delle Gestioni INPS per i lavoratori autonomi
(Artigiani, Esercenti attività commerciali, Coltivatori diretti, dei mezzadri e
dei coloni) oppure, nel caso si tratti di pescatori autonomi, al Fondo pensioni
lavoratori dipendenti (vedi da ultimo la circolare Inps 24 del 9 febbraio 2016)
L’iscrizione, come noto, può
avvenire anche in data successiva all’inizio dell’attività.
se l’iscrizione è effettuata nei termini di legge (30
giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni per
gli autonomi del settore agricolo):
l’indennità di paternità è corrisposta dal momento in cui si è
verificato l’evento che ha fatto sorgere il diritto all’indennità di paternità
(morte della madre, grave infermità, ecc.), se l’attività è antecedente
all’evento stesso;
dalla data di inizio dell’attività, se questa è iniziata dopo
l’evento (morte, grave infermità, ecc..);
se l’iscrizione è effettuata oltre i predetti termini di legge:
l’indennità spetta, eventualmente, solo per i giorni successivi
alla data di iscrizione.
sia in regola col versamento dei contributi per il periodo
indennizzabile a titolo di paternità.
Modalità di presentazione della domanda di indennità e pagamento
riconosciuta a domanda dell’interessato. La prestazione è soggetta al
termine prescrizionale di un anno, previsto di regola per le prestazioni
previdenziali di maternità e paternità, decorrente dal giorno successivo alla fine
del periodo indennizzabile.
Il padre lavoratore autonomo
presenta la domanda di indennità di paternità alla Struttura Inps di
competenza in modalità cartacea; a tale fine è utilizzabile il mod. SR01 (domanda di indennità
maternità/paternità), appositamente aggiornato e disponibile sul sito Inps, nella
sezione modulistica.
La domanda è inoltrata all’INPS
di competenza tramite Posta Elettronica Certificata (non è sufficiente una
email ordinaria) o mezzo equivalente (raccomandata con ricevuta di ritorno o
presentazione della domanda allo sportello).
L’Inps ha fatto presente che entro
il prossimo mese di settembre sarà data comunicazione dell'avvenuto
aggiornamento delle applicazioni per l'acquisizione delle domande per via
telematica. Successivamente all’aggiornamento dell'applicazione, la domanda
di paternità, anche per i casi in argomento, dovrà essere presentata
esclusivamente in modalità telematica attraverso i consueti canali (WEB, Contact
center multicanale o Patronati).
2 - Nuovi periodi di maternità per lavoratrici autonome in caso di
Per effetto del D.lgs. 80/15, le
lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, hanno diritto all’indennità
di maternità per gli stessi periodi previsti per le lavoratrici dipendenti dall’art.
26 del T.U.(comma 2 dell’art. 67 T.U. riformulato).
Viene ricordato che, prima della
riforma, le lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, avevano diritto
all’indennità di maternità per i 3 mesi successivi all’ingresso del minore in
famiglia, a condizione che il minore non avesse superato i 6 anni di età,
oppure i 18 anni in caso di adozione internazionale. Le istruzioni erano
contenute nel par. 1 della circolare n. 136/02.
Con la riformulazione del comma 2
dell’art. 67 T.U., il diritto all’indennità in
caso di adozione o affidamento spetta alle lavoratrici autonome per un periodo di 5 mesi, a prescindere dall’età del minore all’atto
dell’adozione o dell’affidamento, secondo le modalità già previste per le
lavoratrici dipendenti (circ. Inps 16/08):
in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale,
l’indennità spetta per i primi 5 mesi successivi all'effettivo ingresso del
minore nella famiglia della lavoratrice;
in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale,
l’indennità può essere richiesta anche prima dell'ingresso del minore in
Italia, durante il periodo di permanenza all'estero per l'incontro con il
minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. In tale caso, l'ente
autorizzato a curare la procedura di adozione è chiamato a certificare la
durata del periodo di permanenza all'estero della lavoratrice. Tale
certificazione va allegata alla domanda di indennità da presentare all’INPS ai
fini del pagamento diretto della prestazione. L’indennità per l’eventuale
periodo residuo va fruita, comunque, entro i cinque mesi successivi
all'ingresso del minore in Italia.
nel caso di affidamento non preadottivo di minore,
l’indennità può essere fruita per periodi compresi nei cinque mesi
dall'affidamento, per un periodo massimo di 3 mesi.
Decorrenza dei nuovi periodi
La riforma in esame trova
applicazione per gli ingressi in famiglia (in caso di
adozione/affidamento nazionale) o in Italia (in caso di adozione
internazionale) verificatisi dal 25 giugno 2015 in poi.
Nel periodo transitorio,
per gli ingressi avvenuti anteriormente al 25 giugno e relativamente ai quali,
sempre con riferimento a tale data, non sia decorso l’arco temporale dei cinque
mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore, la lavoratrice può
presentare domanda di indennità per avere il trattamento economico secondo i
periodi e alle condizioni previste dalla riforma.
In particolare, entro il predetto
limite di 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia:
la lavoratrice che, in base alla precedente disciplina, aveva
chiesto 3 mesi di indennità, può chiedere il trattamento economico anche per gli
ulteriori 2 mesi, a prescindere dall’età del minore;
la lavoratrice che, in ragione del superamento dei limiti di età
del minore previsti dalla precedente normativa (6 anni), non aveva fruito
dell’indennità, potrà richiedere l’indennità in questione per i periodi
previsti dalla riforma.
Viene precisato che la nuova
disciplina non può trovare applicazione per gli ingressi in famiglia o in
Italia antecedenti al 25 giugno 2015 e per i quali, a tale data, risulta
decorso l’arco temporale di 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del
minore. Tali eventi, pertanto, rimangono disciplinati sulla base della
disciplina previgente alla riforma, anche se la domanda di indennità è stata
presentata in data successiva al 25 giugno 2015.
Indennità di paternità per lavoratori autonomi adottivi o affidatari
Anche nel caso di adozione e
affidamento, nei predetti limiti previsti per le lavoratrici autonome, i padri
lavoratori autonomi possono beneficiare dell’indennità giornaliera di cui
all’art. 66 T.U., per i periodi non fruiti dalla madre lavoratrice (dipendente
o autonoma), in caso di morte o grave infermità della stessa, di abbandono
del minore o di affidamento esclusivo del bambino al padre. Non è prevista
invece la possibilità di rinuncia all’indennità da parte della madre,
lavoratrice dipendente o autonoma, a favore del padre autonomo.
2.3 Modalità di presentazione della domanda di indennità e pagamento
L’Inps ha comunicato che le
applicazioni per l'acquisizione delle domande per via telematica sono state aggiornate
per consentire l’acquisizione:
in caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale di un
periodo fino a 5 mesi, a prescindere dall’età del minore;
l’inserimento di periodi precedenti l'ingresso del minore in Italia.
Pertanto, a partire dalla data di
pubblicazione della presente circolare, la domanda di maternità dovrà essere
presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso i consueti canali
(WEB, Contact center multicanale o Patronati).
3 - Congedo di paternità per lavoratori dipendenti in caso di madre
Con l’aggiunta del comma 1 bis
all’art. 28 T.U. il legislatore ha previsto che, nei casi indicati dall’art. 28
comma 1 (morte o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo
del figlio), il padre lavoratore dipendente possa fruire del congedo di
paternità anche in caso di madre lavoratrice autonoma.
4 - Riepilogo della documentazione da produrre in caso di domanda
di indennità di paternità
In merito alle modalità di attestazione
delle situazioni che danno diritto all’indennità di paternità l’Inps ha
riepilogato le istruzioni già contenute nel msg. n. 8774/07 e nella circ.
n. 47/12. Tali indicazioni trovano applicazione per tutti i padri
lavoratori richiedenti l’indennità di paternità:
in caso di morte della madre, il padre richiedente,
all’atto della compilazione della domanda, indica gli estremi della madre e la
data del decesso (viene ricordato che non deve essere richiesto né acquisito,
il certificato di morte);
in caso di grave infermità della madre, in mancanza di
specifiche indicazioni da parte del legislatore, si confermano le istruzioni
fornite col citato messaggio: il padre produce all’INPS specifica
certificazione medica che dovrà essere trasmessa ed esaminata dal medico della
Struttura INPS competente, il quale dovrà valutare la compatibilità
dell’infermità in rapporto all’assolvimento dei compiti di cura ed assistenza
del neonato. Si fa presente che, nella fattispecie, i certificati medici
rientrano tra i documenti che non sono suscettibili di autocertificazione (art.
49, DPR. 445/2000);
in caso di abbandono del figlio non riconosciuto dalla
madre, il padre rende dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi
dell’art. 47 del DPR. 445/2000. Tale dichiarazione va allegata alla domanda
in caso di abbandono del figlio riconosciuto dalla madre,
occorre acquisire copia del provvedimento con il quale il giudice si è
pronunciato in merito alla decadenza della potestà dell’altro genitore, ai
sensi degli artt. 330 e 333 Cod. Civ. A tale fine il padre comunica gli
elementi identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la
sezione, il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria.
Tuttavia, per accelerare la definizione della domanda, il genitore può allegare
copia conforme all’originale del provvedimento giudiziario (circ. 47/2012, par.
2). Qualora alla data della domanda il provvedimento non sia stato ancora
emesso, il padre presenta copia dell’istanza diretta ad ottenere il
provvedimento stesso;
in caso di affidamento esclusivo del figlio, ai sensi
dell’art. 155 bis del Cod.Civ., il padre affidatario comunica gli elementi
identificativi del provvedimento indicando l’autorità giudiziaria, la sezione,
il tipo e numero di provvedimento, la data di deposito in cancelleria.
Fondo di garanzia ASSOVIAGGI
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