Source: https://www.appaltieconcessioni.eu/tematiche-generali/14186-l-omessa-dichiarazione-da-parte-del-concorrente-di-tutte-le-condanne-penali-nel-vecchio-codice-sentenza-21-novembre-2019.html
Timestamp: 2019-12-15 07:10:30+00:00
Document Index: 135984251

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38']

L'OMESSA DICHIARAZIONE DA PARTE DEL CONCORRENTE DI TUTTE LE CONDANNE PENALI, NEL VECCHIO CODICE (SENTENZA 21 NOVEMBRE 2019) - www.APPALTIeCONCESSIONI.eu
FREE L'OMESSA DICHIARAZIONE DA PARTE DEL CONCORRENTE DI TUTTE LE CONDANNE PENALI, NEL VECCHIO CODICE (SENTENZA 21 NOVEMBRE 2019)
Comportava esclusione secca (fattispecie inerente a direttore tecnico).
«Seguendo un orientamento ormai consolidato in merito al disposto dell’art. 38 comma 1, lett. c) e dell'art. 46 del D.Leg.vo 12.4.2006 n. 163, il Collegio ritiene che sia da condividere quell’orientamento secondo il quale “Dall’art. 38, comma 1, lettera c), e comma 2, si ricava che nelle procedure ad evidenza pubblica preordinate all'affidamento di un appalto pubblico, l'omessa dichiarazione da parte del concorrente di tutte le condanne penali eventualmente riportate, anche se attinenti a reati diversi da quelli contemplati nell'art. 38, comma 1, lett. c), ne comporta senz'altro l'esclusione dalla gara, essendo impedito alla stazione appaltante di valutarne la gravità (cfr., fra le tante, Cons. Stato, III, n. 4019/2016; IV, n. 834/2016; V, n. 4219/2016, n. 3402/2016 e n. 1641/2016)” (così tra le ultime Cons. Stato, Sez. III, 29 maggio 2017, n. 2548). E, in questa prospettiva, “La dichiarazione da rendere ai fini dell’attestazione del possesso dei requisiti di ordine generale deve essere completa e, con particolare riferimento alla lettera c) del comma 1 dell’art. 38, deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla entità del reato e dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante” (Cons. Stato, Sez. V, 28 settembre 2015, n. 4511).
La finalità della predetta disposizione è evidentemente quella di consentire alla stazione appaltante di poter valutare, ai fini dell’ammissione alla gara, ed evitando inutili aggravi procedimentali, tutti i provvedimenti di condanna definitivi emessi a carico del legale rappresentante o direttore tecnico dell’impresa concorrente.
Conclusivamente, quindi, l’esclusione da una gara di appalto di una ditta il cui direttore tecnico – nonostante la chiara prescrizione del bando di gara di effettuare la dichiarazione del possesso di tutti i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara, compresi i reati ex art. 38, lett. c), d.lgs. n. 163 del 2006 e di tutte le condanne subite, anche se oggetto di non menzione – abbia esplicitamente dichiarato che nei propri confronti non è stata pronunciata condanna passata in giudicato, è legittima (Cons. St., sez. V, 2 febbraio 2010 n. 428; Tar Bari, sez. III, 8 settembre 2009 n. 2045; Tar Lazio, sez. III, 27 marzo 2009, n. 3218)» (T.A.R. Lazio, Roma, III-ter, 21 novembre 2019, n. 13370).