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Timestamp: 2018-04-27 02:41:30+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.32', 'art.2112', 'art.2112', 'art.2112', 'art.2112']

Trasferimento aziendale: fattispecie escluse | Lavoro Fisso
venerdì 27 aprile 2018 | 03:41
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Trasferimento aziendale: fattispecie escluse
Estraneo al concetto di trasferimento di azienda è il caso del trasferimento del pacchetto azionario (Cass.6 settembre 1993, n.9339; App. Milano 9 luglio 2004). In tal caso, infatti, non si determina alcun mutamento del soggetto titolare dei beni aziendali. La società, infatti, mantiene inalterata la sua soggettività giuridica e, pertanto, la titolarità del complesso dei beni destinati all’esercizio dell’impresa.
Le singole società, infatti, indipendentemente dal collegamento societario ovvero della appartenenza ad un medesimo gruppo economico, mantengono la propria autonomia soggettiva e la propria distinta personalità giuridica e restano pertanto esclusive titolari dei rispettivi rapporti di lavoro.
Ne consegue che la circostanza che un dipendente possa prestare nel tempo la sua attività lavorativa alle dipendenze di diverse società del gruppo non comporta la unificazione dei singoli rapporti di lavoro (Cass.2 luglio 1981, n.4312).
Ancora estraneo al concetto di trasferimento di azienda è l’ipotesi del mutamento di forma giuridica della società (Cass.16 febbraio 1986, n.2697).
Si è posto infine il problema se la fattispecie del trasferimento di azienda ricorra nell’ipotesi di impresa il cui esercizio è subordinato a concessione da parte della Pubblica Autorità.
Al riguardo la giurisprudenza ha in passato ritenuto la inconfigurabilità di un trasferimento d’azienda (Cass.25 luglio 2000, n.9764).
Infatti, nel caso di scadenza o revoca delle concessione e di affidamento della concessione ad un nuovo soggetto, lo svolgimento della attività imprenditoriale da parte di quest’ultimo non ripeterebbe la sua origine a titolo derivativo dalla posizione del precedente concessionario, bensì a titolo originario dalla concessione amministrativa.
La disciplina del trasferimento di azienda è ispirata come detto alla esigenza di tutelare la continuità del rapporto di lavoro e di apprestare tutela ai crediti del lavoratore.
Sulla materia si registrano numerosi interventi della Commissione europea (direttiva 77/187/CEE del 14 febbraio 1997; direttiva 98/50/CE del 29 giugno 1998 e la direttiva 2001/23/CE del 12 marzo 2001) con l’intento di addivenire ad un riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di tutela dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda.
L’art.1, D.Lgs. n.18/2001, emanato in attuazione della direttiva 98/50/CE, aveva in effetti previsto che il trasferimento di azienda potesse avvenire anche per il tramite di provvedimento amministrativo.
L’art.32, D.Lgs. n.276/2003 ha tuttavia espunto dalla nuova formulazione dell’art.2112 cod. civ. ogni riferimento al trasferimento di azienda operato tramite provvedimento autoritativo della pubblica amministrazione.
Allo stato, pertanto, ed indipendentemente dagli eventuali profili di inadempimento agli obblighi derivanti dalla appartenenza alla Unione europea che una tale disciplina potrebbe sollevare, il vigente testo dell’art.2112 cod. civ. sembrerebbe collocarsi nel solco della giurisprudenza formatasi in punto di esclusione dall’ambito di applicazione della disciplina dettata per il trasferimento di azienda della ipotesi di trasferimento operato in via originaria per il tramite di una concessione amministrativa.Se non che, in pronunzie rese con riferimento al testo dell’art.2112 antecedente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n.276/2003 ma a valenza generale per il loro iter argomentativo, la Suprema Corte, in applicazione del principio secondo cui le norme comunitarie siccome interpretate dalla Corte di Giustizia si impongono su quelle nazionali con esse contrastanti, ha sottolineato come l’art.2112 in parola trovi applicazione anche nel caso di trasferimento di impresa conseguente ad atto unilaterale e autoritativo della P.A. sempre ché i lavoratori interessati siano soggetti allo statuto di diritto comune del lavoro e non a quello pubblico (Cass.8 novembre 2004, n.21248) e si accerti la cessione di elementi materiali significativi tra le due imprese.
2001/23/CE
77/187/CEE
98/50/CE
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