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Timestamp: 2020-05-29 14:32:39+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25442 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25442 del 12/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 12/12/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 12/12/2016), n.25442
sul ricorso 3050/2015 proposto da:
L.V.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTI DI
CRETA N. 85 INT. 12, presso lo studio del Dott. ANTONIO PORFILIO,
rappresentata e difesa dall’avvocato ALESSANDRO ORLANDO, giusta
UNIPOL SAI SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA CONCILIAZIONE, 44,
difende giusta mandato speciale a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 962/2014 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA del
16/07/2014, depositata il 26/09/2014;
udito l’Avvocato Carla Silvestri difensore della controricorrente che
“1. L.V.M. ha impugnato la sentenza della Corte d’appello de L’Aquila 26.9.2014 n. 962” con la quale – a conferma della decisione di primo grado – è stata rigetta(ta) la sua domanda di risarcimento del danno asseritamente patito in conseguenza d’un sinistro stradale provocato da veicolo rimasto sconosciuto. La Corte d’appello – così come il Tribunale – ha fondato la propria decisione sul rilievo della insufficienza delle prove raccolte a dimostrare i fatti prospettati dall’attrice: ovvero che il sinistro nel quale rimase coinvolta sia stato provocato o concausato da un altro veicolo, non identificato.
2. La sentenza è impugnata da L.V.M. sulla base di un solo motivo, col quale deduce l’omesso esame d’un fatto controverso e il “difetto dell’attività del giudice di merito sulla omessa considerazione di prove”.
La ricorrente si duole, in sostanza, del fatto che la sentenza d’appello avrebbe malamente valutato le prove raccolte.
Ma la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e non è censurabile in sede di legittimità.
Nella motivazione della sentenza appena ricordata, inoltre, si precisa che “l’omesso esame di elementi istruttori, in quanto tale, non integra l’omesso esame circa un fatto decisivo previsto dalla norma, quando il fatto storico rappresentato sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè questi non abbia dato conto di tutte le risultane probatorie astrattamente rilevanti”.
Nel caso di specie, invece, il ricorrente si duole proprio dell’omesso od incompleto esame di elementi istruttori, censura non consentita dal novellato art. 360 c.p.c., n. 5.
4. Si propone pertanto la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese”.
2. Ambo le parti hanno depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 2, con la quale hanno insistito rispettivamente – per l’accoglimento e per il rigetto del ricorso.
4. La ricorrente con la propria memoria articola il seguente ragionamento:
(a) sul luogo del sinistro vennero rinvenuti detriti e tracce di pneumatici;
(b) il giudice di merito ha ritenuto che tale circostanza non bastasse a dimostrare il convincimento d’un veicolo sconosciuto, perchè quelle tracce sarebbero potute essere anche preesistenti al sinistro;
(c) ergo, il giudice di merito avrebbe omesso l’esame d’un “fatto decisivo”: ovvero stabilire la provenienza di quei detriti e tracce di pneumatici.
5. Il ragionamento appena riassunto tuttavia non è coerente con l’interpretazione che del nuovo art. 360 c.p.c., n. 5, hanno dato le Sezioni Unite di questa Corte, con la sentenza n. 8053 del 2014.
Con tale fondamentale decisione si è infatti stabilito che il “fatto” cui fa riferimento l’art. 360 c.p.c., n. 5, è unicamente il fatto costitutivo della pretesa o dell’eccezione, vale a dire l’elemento integrante la fattispecie concreta invocata dalle parti a fondamento delle rispettive posizioni.
Nel caso di specie, “fitti costitutivi” della pretesa attorea erano – oltre l’esistenza del danno – il coinvolgimento nel sinistro d’un veicolo sconosciuto e la condotta colposa del guidatore di questo. Fatti che sono stati presi in esame dalla Corte d’appello, e ritenuti non provati. Stabilire, poi, se i detriti sul luogo del sinistro furono persi dal veicolo che in tesi causò l’impatto, ovvero da altro mezzo ed in precedenza, non costituiva l’accertamento d’un fatto costitutivo della pretesa, ma la valutazione d’una prova di quel fatto costitutivo: valutazione che appartiene istituzionalmente al giudice di merito.
6. Le spese del presente grado di giudizio vanno a poste a carico della ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1 e sono liquidate nel dispositivo.
7. Nonostante il rigetto del ricorso, essendo stata la ricorrente ammessa al patrocinio a spese dello Stato (con conseguente esenzione dagli oneri fiscali ai sensi del combinato disposto del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 131, comma 2, lett. (a) e art. 134), non sussistono i presupposti per il pagamento a carico della parte ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17).
(-) condanna L.V.M. alla rifusione in favore di UnipolSai Assicurazioni s.p.a. delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano nella somma di Euro 7.400, di cui Euro 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2.
(-) dà atto che non sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di L.V.M. di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.