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Timestamp: 2017-12-18 05:10:48+00:00
Document Index: 41288254

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 12', 'art 22', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 16', 'sentenza ']

riconoscimento/cittadinanza - Forum Enti.it
riconoscimento/cittadinanza
giocap86
Messaggioda giocap86 » 03/08/2012, 11:27
Buongiorno, sono una cittadina messicana 25 enne attualmente in Italia con permesso soggiorno di studio valido e vorrei chiedere il suo aiuto per fare la prattica dalla mia riconoscimento/cittadinanza. Il mio padre e italiano, residente a Bergamo, sposato dalla mia madre in Messico, lei messicana, ma il matrimonio non e stato mai registrato in Italia (alla fine lui e tornato in Italia e non lo hanno mai fatto registrare). Qualche anni fa in Messico ho provato a dare la richiesta ma dovevo fare secondo loro prima la registrazione matrimonio, poi cittadinanza sia mia che dalla mia madre, alla fine hanno rimandato e non hanno appuntamenti la fino a 5 anni!!!!!! Quindi visto che sono qua, volevo sapere come fare? In comune hanno detto al mio papa che possiamo andare insieme a fare il riconoscimento pero che non avevano mai fatto una prattica cosi e quindi non sanno bene come fare. cosa bisogna portare? Atto nascita tradutto, ma anche legalizzato? nella ambasciata italiana in messico non vogliono fare la legalizzazione dal mio atto nascita perche secondo loro si deve fare prima il atto matrimonio. Siamo un po persi con tutto questo... aiuto!! Nel mio atto di nascita c'e lui come mio padre, ho il suo cognome anche sul passaporto e tutto solo che tutto in messico.
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Messaggioda Sereno.SCOLARO » 03/08/2012, 11:50
1) Se il matrrimonio sia stato celebrato all'estero, quello dei 2 coniugi di cittadinanza aveva l'obbligo di provevdere, senza indugio, a quanto dispone l'art. 16 RSC (o, se celebrato in precedenza, alle corrispondenti norme pre-vigenti), obligo che non e' derogabile, ne' rimesso a disposizioni piu' o meno discrezionali o di convenienza o altro.
Per altro, a cio' potrebbe anche provevdere l'altro coniuge.
2) Non e' indicato quando sia avvenuto il matrimonio, ne' se la sua nascita sia avvenuta prima o dopo il matrimonio. Da alcune indicazioni, sembrerebbe che il matrimonio sia avenuto prima del 26/4/1983 ..., ma anche che la nascita possa essere avvenuta dopo il matrimonio (se fosse avvenuta prima, forse vi sarebbero altri aspetti da dove considerare).
3) L'art. 16 RSC e' norma specifica (o, tecnicamente, speciale) per cui non puo' applicarsi l'art. 12, 11 RSC. Anche se si possa comprendere, ma neppure tanto, che gli uffici consolari abbiano "carichi di lavoro" di una certa consistenza, sembrerebbe (ma e' sempre difficile valutare dall'esterno) che 5 anni siano un po' troppi per una procedura che richiede solo: a) la presentazione della documentazione da parte di chi vi ha interesse, b) il suo inoltro in Italia.
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Messaggioda F.A.S. » 03/08/2012, 13:32
giocap86, Lei ha chiesto un consiglio e li hanno risposto erroneamente, legga l'articolo 16
(Matrimonio celebrato all’estero)
1. Il matrimonio all'estero, quando gli sposi sono entrambi cittadini italiani o uno di essi è cittadino italiano e l'altro è cittadino straniero, può essere celebrato innanzi all'autorità diplomatica o consolare competente, oppure innanzi all'autorità locale secondo le leggi del luogo. In quest'ultimo caso una copia dell'atto è rimessa a cura degli interessati all'autorità diplomatica o consolare. ben chiaramente si legge che non è un obbligo e la presentazione nel consolato solo avviene se si abbia interesse, per tanto è una norma di diritto naturale, non d'imperativo compimento, non obbligante, né determinante in specificità di responsabilità, per tanto è una norma di rango secondario.
Nel comune di residenza deve presentare tutti gli atti di mutamento di status civile a partire dei discendenti del capostipite emigrato, postillate o legalizzate per il consolato, come pure la traduzione, e chiedere siano inviati al comune competente per sua registrazione e formazione di tutti gli atti italiani che si devano formare, dopo, il comune competente, quello d'ultima residenza in Italia del dante causa, deve inviare al comune dove Lei risiede, la copia di tuti suoi atti, perché siano registrati in esse comune, già che Lei, essendo parte dell'APR, forma una nuova famiglia di stato civile e anagrafica, risultando la nuova capostipite.
TUTTO SI TROVA REGOLATO nel RSC, D.P.R. 3 novembre 2000, n.396, articolo 12 comma 7, comma 11, comma 12; articolo 18; articolo 21 comma 3 e articolo 22.
Il testo Può consultarlo in questo sito
La vita, con paura, non merita esistere, e nemmeno essere denominata vita. La verità è serva da chi la comprende, non serve a chi non la capisce.
AINEEI
Messaggioda giocap86 » 03/08/2012, 14:30
Con riguardo al matrimonio, per il momento se e una cosa rimessa a cura dalli interessati preferiamo non farlo, visto che l'unica cosa a cui abbiamo interesse e sulla mia cittadinanza... e non altre
Con riguardo a quando e stato effettuato fu prima dal 25/4/83 e io sono nata piu di 3 anni doppo, 27/12/86
Per presentare i documenti al comune di residenza dal mio papa la appostilla e equivalente alla legalizzazione? piu basta il mio atto di nascita se sono single o si devono presentari altri documenti? Chiedo perche purtroppo come detto prima, in comune non hanno mai fatto la prattica ed altro al atto nascita e la nostra presenza insieme per la dichiarazione non hanno chiesto niente altro. Io adesso non ho una residenza registratta in Italia, quella la devo fare?
Messaggioda F.A.S. » 03/08/2012, 16:29
giocap86 ha scritto: Grazie per le risposte!
La trascrizione del matrimonio servirebbe per dimostrare, se si trovasse fronte ad un USC, dubbioso, che è figlia legittima, ma sopra l'atto di nascita se dice figlia di e di, sufficiente prova, a postilla e equivalente alla legalizzazione consolare, se è il suo padre, il capostipite trasmettente, con il suo solo atto di nascita, postillato e tradotto, secondo art 22, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, sarebbe sufficiente, non per riconoscerla italiana, Lei è nata italiana, senno per formare il suo atto di nascita italiano che l'abilita all'esercizio del suo status civitatis italiano e capacità giuridica.
Nel comune potrebbero mettere impedimenti, di qualsiasi tipo, allora facendo appello al D.P.R. segnalato anteriormentem, semplicemente dichiara di voler attualizzare la scheda di stato civile del suo padre, ossia che siano incorporati nel registro, che porta la sua storia di stato civile, il mutamento di status, civile, nascita di figlia, che ha due parti, un’annotazione al margine dell'atto di nascita del suo padre dell’evento accaduto all'estero, e la seconda è la formazione OBBLIGATORIA, dell'atto di nascita della figlia nata all'estero, ossia Lei, La normativa, la legge, non parla di avere obbligazione di risiedere in Italia, le regole s trovano nell'articolo 12 comma 11.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 03/08/2012, 16:31
Sia l'atto di matrimonio che l'atto di nascita devonoe ssere farri pervenire all'autorita' consolare, essendo inapplicabile, in tali casi, l'art. 12, 11 RSC, per cui tali atti non possono essere presentati, per la trascrizione, direttamente alc oune competente, individuato dall'art. 17 RSC.
Messaggioda F.A.S. » 03/08/2012, 20:52
Sereno.SCOLARO ha scritto: Sia l'atto di matrimonio che l'atto di nascita devonoe ssere farri pervenire all'autorita' consolare, essendo inapplicabile, in tali casi, l'art. 12, 11 RSC, per cui tali atti non possono essere presentati, per la trascrizione, direttamente alc oune competente, individuato dall'art. 17 RSC.
Falso di falsità assoluta, l'articolo 17 solo segnala la maniera nella quale deve procedere il consolato, nel caso d'essere richiesto suo intervento, per fare le trascrizioni, finale articolo 12 comma 11, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396. Anche ha un terribile errore concettuale, l'invio della documentazione, per essere trascritta, in un comune, dove, un qualsiasi, non residente, mai residente, dice che risiederà in futuro, la legge né contempla né permette una tale azione.
Il Decreto non dice, in nessun modo, e di nessuna maniera, quanto il Signor Scolaro pretende sia certo, per tanto si deve capire che Lei crede, ma non ha modo di dimostrare, la legalità ed effettività di quanto afferma, per trascrizioni d’atti d’italiani, richiesti per italiani, siano italiani o esteri, la normativa è scritta nell’articolo 12 comma 7, comma 11, comma 12; articolo 18; articolo 21 comma 3 e articolo 22, per i consolati, solo il 17, , D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 04/08/2012, 10:16
Forse qualcuno dovrebbe apprendere a leggere la normativa, alla luce dei soliti e noti (evidentemente, non proprio a tutti) criteri d'interpretazione individuati dalla Disposizioni sulla legge in generale.
Messaggioda F.A.S. » 04/08/2012, 11:18
Sereno.SCOLARO ha scritto: Forse qualcuno dovrebbe apprendere a leggere la normativa, alla luce dei soliti e noti (evidentemente, non proprio a tutti) criteri d'interpretazione individuati dalla Disposizioni sulla legge in generale.
Evidentemente non propri a tutti, è la capacità d'interpretare ogni norma, il suo ambito d'applicazione, e le imposizioni e limitazioni che questa possa avere, non tutti hanno la capacità di interpretare la corretta applicazione della legge, il suo rango giuridico e le circostanze di basse sulle quale si possono/devono applicare con gli italiani nell'esterno, gli ricordo, che Lei fu difensore dell'attestato consolare fino a che dimostriamo che è un falso in atto pubblico, Lei parla del riconoscimento, della cittadinanza da parte dei sindaci, una attestazione del Sindaco ai sensi dell’art. 16 comma 8 del DPR 572/93, un altro falso in atto pubblico, il sindaco, come il console solo può attestare quanto si trova nei suoi registri, un sindaco non è tenuto a creare circostanze, dentro del suo registro, per dopo attestare la cittadinanza di uno “straniero”, che, nei registri di stato civile, e specificamente nel proprio, non ha nessun vincolo con cittadini italiani che potrebbero avere trasmesso la cittadinanza per ius sanguini, così accade con la sua insistenza sulla obbligatorietà del compimento del 15,2 e del 16, o l’impedimento di avvalersi dell’articolo 12 comma 11 per chiedere le trascrizioni, Lei considera questo come invalido, quando né nella lettera, né nello spirito del D.P.R. né in nessuna parte della legislazione italiana, si trova niente simile a quanto Lei pretende affermare, ha ragione, dovrebbe apprendere a leggere la normativa, e tentar interpretare quando e come applica, non pretendere fare di tutta erba un solo fascio.
Messaggioda F.A.S. » 04/08/2012, 20:53
Di quanto scrive Scolaro, senza un appoggio legale, nel quale basa suoi concetti e chi, senza alcuna restrizione, lo appoggia, è doveroso della mia parte lasciare bene spiegata cosa accade con questo tipo d’interventi:
Le cose si possono interpretare oggettivamente o soggettivamente:
Di Atteggiamento Oggettivo: Una persona legge una domanda NEL FORUM e risponde secondo quello che sa, è certo, quello che si trova nella legge, come deve essere interpretato e applicato.
Di Atteggiamento Soggettivo: Quello che fanno quasi qua tutti NEL FORUM, leggono una domanda e rispondono secondo quello che gli sembra, o la sua "esperienza", o pensano a dispetto di non sapere niente di niente, né quanto si trova nella legge, né come s’interpreta e meno comprendono come deve essere applicato, e appoggiano a certe persone, nelle sue risposte, non per conoscenza, semplicemente per simpatia.
Oggettivo: Realista, quando vediamo le cose come sono, senza lasciarci portare per pregiudizi, idee preconcette, per quello che dicano gli altri o perché così ci conviene credere.
Soggettivo: È quando non vediamo le cose del modo che sono realmente, siamo soggettivi quando non possiamo separare quello che pensiamo o sentiamo per esempio di quello che è realmente, quando diciamo che la persona che amiamo è unica, non ha difetti, è la cosa massima, perché realmente non stiamo essendo allora niente oggettivi, perché realmente gli esseri umani perfetti non esistono. La soggettività ci porta a vedere le cose di modo ingannevole.
Essere soggettivo è quando qualcuno giudica qualcosa dal suo punto di vista ed essere oggettivo è quando si basa su prove, nel nostro caso, lo spirito e la lettera delle leggi.
L’errore di applicare la legge, nel tema delle trascrizioni d’atti esteri di stato civile, appartenenti a mutamenti di status civile d’italiani, ha tenuto, e tiene, delle formule d’applicazione soggettive, quando si chiede si spieghi l’oggettività della procedura, solo si riceve un sepolcrale silenzio, perché la risposta soggettiva non ha, alcun sostento.
Soggettivamente il giudice nella causa Guillén, capì che era straniero, e che per essere italiano, doveva prestare un soggettivo, inesistente, giuramento di legge/rito, soggettivamente le sezioni unite della cassazione interpretarono, nella sentenza 4466, che italiana sposata con argentino perdeva la cittadinanza per iuris matrimoni, quando oggettivamente, nell’argentina non esiste una tale attribuzione, soggettivamente la circolare k.28.1 8 aprile 1991 dice che discendente d’italiano, nato all’estero, è aspirante alla cittadinanza italiana, per tanto non italiano, quando la legge, oggettivamente, dice che è italiano, soggettivamente s’interpretò che un console poteva emettere un attestato consolare di perdita o non perdita della cittadinanza, quando, oggettivamente, se lo facesse, sarebbe un falso in atto pubblico, soggettivamente si dice che un qualsiasi sindaco è in grado di concedere e riconoscere l’attribuzione della cittadinanza italiana a stranieri di ceppo italiano, quando, oggettivamente, un sindaco non è tenuto a farlo senza commettere falso in atto pubblico, soggettivamente, il prefetto Porzio, e la Prefetto Menghini, emessero circolari, appoggiati per il Prefetto Pansa, dando valore alle copie, dematerializzazione, digitalizzazione, di atti di stato civile esteri, cartacei, e invio via telematica PEC, attribuendoli un valore, alle copie, come se fossero gli originali, quando, oggettivamente, non esiste una normativa che permetta, acconsenta a uno tale procedere, rendendo, la soggettività, azioni del tipo criminale, soggettivamente, la dottoressa Mazza, il Min. Plen. Adriano Benedetti, Min. Plen. Sandro Maria Siggia, ordinano nascondere le nascite d’italiani all’estero, quando, oggettivamente, farlo, è un gravissimo reato, soggettivamente Scolaro perla dell’applicazione dell’articolo 15, 2 e articolo 16, nominandoli come di rango primario, quando, oggettivamente sono norme soggettive di parziale, e a decisione discrezionale, dell’interessato, fare uso, e questi sono un minimo di esempi, necessari per intendere che, sì, potete parlare, attuare e appoggiare il soggettivo, ma questo non significa una corretta attuazione come Ufficiali dello Stato Civile, solo mostra, oggettivamente, lo stato di discredito al quale portate la vostra professione.
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