Source: https://www.servat.unibe.ch/dfr/bge/c1089527.html
Timestamp: 2020-03-29 16:17:29+00:00
Document Index: 285144

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ']

DFR - BGE 89 I 527
BGE 89 I 527
1. In seguito alla citata decisione del Tribunale federale sul ri ...
2. Si tratta di decidere se, determinando la contribuzione non gi ...
Il 21 dicembre 1960, la Tamaro SA, Muralto, vendette all'architetto Mariotta e alla Confederazione svizzera (Amministrazione PTT), in ragione rispettivamente di 4/5 e di 1/5, il fondo a Muralto, particella N. 298 di mq 1252, per il prezzo di fr. 650.000.
D.- Il Dipartimento cantonale di giustizia ha presentato le sue osservazioni di risposta, proponendo che il ricorso di diritto pubblico sia respinto parzialmente in ordine e totalmente nel merito.
2. Si tratta di decidere se, determinando la contribuzione non già secondo il prezzo di vendita pattuito dai contraenti, ma secondo la stima dell'Ufficio del registro fondiario, rispettivamente dell'Ufficio di stima, l'art. 5 DTRF sia stato o no interpretato arbitrariamente. I ricorrenti ritengono che la contribuzione debba essere determinata secondo il prezzo di vendita o, se questo prezzo fosse inferiore al valore ufficiale di stima, secondo tale valore: una derogazione sarebbe possibile soltanto qualora il prezzo dichiarato nel contratto fosse simulato. Orbene, il testo dell'art. 5 DTRF non obbliga a una siffatta interpretazione. Il capoverso 1 stabilisce che la tassa è calcolata in base al "valore della contrattazione". Questa espressione non dice che determinante sia il prezzo indicato nel contratto: "valore della contrattazione" non significa "prezzo di vendita", ma attiene al valore dell'oggetto del contratto. Il Tribunale federale l'ha già affermato nella sentenza non pubblicata del 4 dicembre 1944 su ricorso Catenazzi e Ganzoni. Ad esempio, la legge ticinese del 9 febbraio 1954 concernente l'imposta sul maggior valore immobiliare distingue chiaramente fra i "prezzi di alienazione e di acquisto", che sono quelli "risultanti dagli istromenti notarili e dai registri pubblici" (art. 5, cpv. 1) e il "valore commerciale" (art. 5 §). D'altronde, se il DTRF consentisse di calcolare la tassa soltanto in base al prezzo dichiarato nel contratto o al prezzo ufficiale di stima (art. 5, cpv. 2), superflua sarebbe la disposizione del suo art. 6, secondo la quale l'Ufficio del registro procede alla determinazione del valore dell'operazione. Dalla predetta ipotesi, poi, conseguirebbe parimente che, anche nel caso di successione, determinante dovrebbe sempre essere il valore ufficiale: orbene, il Tribunale federale ha già deciso, nelle sentenze non pubblicate del 23 novembre 1955 su ricorso Soldati e del 12 novembre 1958 su ricorso Hofer e Liebetrau, che il calcolo della tassa secondo il valore commerciale, cioè secondo il valore determinato dall'Ufficio del registro fondiario, non è arbitrario. Lo stesso dicasi per il caso di donazione, conformemente alla sentenza che il Tribunale federalle ha pronunciato il 17 maggio 1950 su ricorso della Confederazione svizzera (Amministrazione delle poste, dei telegrafi e dei telefoni).