Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/ucm?id=KAEOU5TXARB6ZBRBUCVBZW6R3I&q=
Timestamp: 2019-02-17 19:35:59+00:00
Document Index: 11999542

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 11']

N. 00865/2019REG.PROV.COLL.
N. 05306/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 5306 del 2018, proposto da Cavit - Cantina Viticoltori Consorzio Cantine Sociali del Trentino Societa' Cooperativa (in forma abbreviata Cavit Sc), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Marco Sica, Mariano Protto, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Mariano Protto in Roma, via Cicerone 44;
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Agea - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici, in Roma, via dei Portoghesi, 12, sono ope legis domiciliati;
Amerigo Vespucci Consorzio, Magellano Consorzio, Confagri Promotion - societa' consortile a responsabilita' limitata (Messico, Cile, Perù, Area Caraibi, Etc), Federdoc - Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche tipiche dei vini italiani, Istituto del Vino di Qualita' – Grandi Marchi – societa' consortile a responsabilita' limitata, Cantine Sgarzi Luigi S.r.l., Santa Margherita e Kettmeir e Cantine Torresella S.p.A., Italia del Vino Consorzio, Marchesi Frescobaldi Societa' Agricola S.r.l., Yuca S.n.c. di Comparini, Forosetti e Gallerini, Ente Autonomo per Le Fiere di Verona, Consorzio con Attività Esterna Experience Italy, Consorzio con Attivita' Esterna Italian Essence, Societa' Agricola Valiano S.r.l., Vassallo-Delfino & Partners S.r.l., Associazione Solovino in proprio e quale Capogruppo Mandataria Ati Only Wine, Istituto del Vino di Qualita' – Grandi Marchi – societa' consortile a responsabilita' limitata (Usa-Svizzera-Brasile), Confagri Promotion - societa' consortile a responsabilita' limitata (Canada, Cina, Giappone, Corea), Confagri Promotion - societa' consortile a responsabilita' limitata (Russia, Ucraina), Confagri Promotion - societa' consortile a responsabilita' limitata (Usa), H2no - Rete di Imprese, Enone' - Rete di Imprese, Fa.Be. Wines - Rete di Imprese, Unione Nazionale Fra Organizzazioni di Produttori Vitivinicoli - Societa' Cooperativa Agricola in Sigla Unavini S.C.A., Italia del Vino Consorzio (Area Balcanica, Area Caraibica, Area Centroamericana, Brasile, Giappone, Svizzera, Russia) non costituiti in giudizio;
Nosio S.p.A., (in proprio e nella qualità di mandataria della costituenda Ati Premium Quality Brands, con le imprese: Castello di Querceto S.p.A.; Mottura Agricola Vini del Salento Srl; Azienda Agricola Croce di Mezzo e Crociona di Nannetti Roberto e Barbara – Società Agricola; Azienda Agricola Merotto Graziano), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Valentino Capece Minutolo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto in Roma, via dei Pontefici n. 3.
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 12342/2017.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e di Agea - Agenzia per Le Erogazioni in Agricoltura, nonché della società Nosio s.p.a.;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2019 il Cons. Umberto Maiello e uditi per le parti gli avvocati Mariano Protto e l'avvocato dello Stato Carla Colelli;
La società Cooperativa Cavit ha partecipato alla selezione indetta con decreto direttoriale n. 43478 del 25.05.2016, emesso in attuazione del decreto ministeriale n. 32072 del 18.04.2016 relativo a “OCM Vino – Modalità attuative della misura «Promozione sui mercati dei Paesi terzi» a valere per la campagna 2016/2017 nell’ambito del programma nazionale di sostegno del settore vitivinicolo 2014/2018.
Nella prima fase della selezione la società CAVIT si è utilmente collocata al 13° posto della graduatoria approvata con decreto direttoriale n. 58677 del 26.07.2016 a seguito della validazione del suo progetto denominato “The number 1 Italian Wine in America” rivolto al mercato USA.
Di poi, a seguito della segnalazione fatta da AGEA al termine dei controlli precontrattuali, il Ministero resistente ha ritenuto di annullare la graduatoria approvata con il decreto direttoriale 26.07.2016 e, previa esclusione di taluni dei candidati, tra cui il Consorzio Cavit, ha riformulato l’ordine di priorità dei progetti ammessi al finanziamento con decreto n. 76507 del 14.10.2016.
Avverso tali determinazioni la suddetta società ha proposto ricorso che, però, con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sez. II-ter, del 14.12.2017, n. 12342, è stato respinto.
Da qui la proposizione dell’odierno appello, affidato ai seguenti motivi di gravame:
A) Attraverso un primo gruppo di censure risulta qui attratta nel fuoco della contestazione, anzitutto, la statuizione del TAR relativa all’interpretazione dell’art. 6, comma 3, del predetto decreto ministeriale 32072 del 18.4.2016 nella parte in cui prevede che “il beneficiario non ottiene il sostegno a più di un progetto per lo stesso mercato del paese terzo nella stessa annualità. Tale preclusione eÌ€ valida anche in caso di progetti pluriennali in corso e in caso di partecipazione del beneficiario a progetti presentati da raggruppamenti temporanei”. Ed, invero, il giudice di prime cure ha assegnato al termine "raggruppamento" un’ampia portata applicativa optando per “una valenza generica e onnicomprensiva, riferendosi a qualsiasi forma di partecipazione di più soggetti e di unione tra soggetti giuridici, a prescindere dalla veste giuridica e dalla personalità giuridica distinta e autonoma del raggruppamento rispetto ai singoli componenti partecipanti allo stesso”.
Di contro a giudizio dell’appellante tale opzione esegetica è erronea in quanto il divieto di sovrapposizione riguarderebbe solo i soggetti facenti parti di raggruppamenti temporanei tra partecipanti, ossia quelle forme di associazione una tantum tra partecipanti non dotate di personalità giuridica e di un’organizzazione stabile. Ed, invero:
1) il d.m. cit. non utilizza il termine generico di “raggruppamenti”, ma quello specifico di “raggruppamenti temporanei”;
2) il Consorzio Cavit s.c., anche alla stregua della disciplina del codice sui contratti, non potrebbe essere ricondotta a tale categoria in quanto ha natura di Consorzio stabile di secondo livello, contraddistinto da una propria personalità giuridica e una propria, autonoma organizzazione distinta da quella dei consorziati, come fatto palese dallo stesso progetto presentato;
3) lo stesso Ministero resistente avrebbe precisato (nella risposta alla FAQ7) che, salvo per i profili volti a dimostrare il possesso dei requisiti di partecipazione o per l’attribuzione dei punteggi di priorità, il beneficiario resta sempre e solo ed esclusivamente il Consorzio;
4) il progetto di cui si è chiesto il finanziamento non è volto ad esportare vini, bensì alla tutela e all’espansione sul mercato USA del brand Cavit e non dei singoli consorziati, che, pertanto, non sono coinvolti nell’esecuzione del progetto;
5) le imprese consorziate sarebbero state richiamate al fine della dimostrazione dei requisiti di cui all’art. 3, e non al fine di affermare che tali consorziate prendono parte al progetto;
6) contrariamente a quanto ritenuto dal TAR la disposizione dell’art. 5 del Decreto direttoriale 25 maggio 2016, n. 43478 confermerebbe le censure qui dedotte, distinguendo tra raggruppamenti e consorzi. Tale disposizione, lungi dall’accreditare la tesi recepita dal TAR secondo cui nel caso di soggetti collettivi tutti i soci sarebbero automaticamente beneficiari, si limiterebbe a richiedere, per i consorzi, la necessità di indicare quali fra le aziende associate/consorziate usufruiranno del contributo, partecipando alla realizzazione del progetto, estendendo solo a queste la qualità di beneficiari.
B) Un secondo gruppo di censure involgono la statuizione con la quale il TAR ha confermato la rilevata violazione dell'art. 11, comma 1, lett. b) del DM 18 aprile 2016, n.32072 derivante dal mancato possesso dei criteri di priorità inerenti i c.d "nuovi paesi" e i c.d. "nuovi beneficiari". Sul punto il giudice di prime cure ha sostenuto che “Anche in questo caso è necessario che il requisito del c.d. nuovo beneficiario sia posseduto da tutti i partecipanti al soggetto collettivo e non soltanto da alcuni di essi non potendosi, pertanto, considerare la sua applicazione limitatamente circoscritta a singole ipotesi specifiche e forme individuate di partecipazione di imprese associate e plurisoggettive”.
Sul punto l’appellante deduce che:
1) la disciplina citata fa riferimento ai soli “raggruppamenti”, e non anche ai consorzi;
2) Cavit non ha dichiarato di essere un nuovo beneficiario, tanto che nella precedente graduatoria, infatti, si è collocato al 13° posto, avendo ottenuto 40 punti sulla base del positivo riscontro della sussistenza dei criteri di priorità riferibili alle lettere d), e), f), i) e j) dell’art. 11 del DM 32072 del 18.04.2016, e non anche con riferimento al criterio di cui alla lett. b), relativo al “nuovo beneficiario”;
3) un’eventuale dichiarazione di Cavit in tal senso, quod non, non costituirebbe, come si ricava indiscutibilmente dallo stesso d.m., causa di esclusione dalla procedura;
C) il giudice di prime cure, non riscontrando le specifiche doglianze articolate dall’odierna parte appellante, non avrebbe tenuto conto del fatto che il provvedimento ministeriale di esclusione aveva disatteso l’esito dell’istruttoria demandata agli organi interni che non avevano richiesto/proposto l’inammissibilità o l’inidoneità del progetto Cavit ad ottenere il contributo, differenziandolo dalle altre ditte espressamente escluse.
S’imponeva, pertanto, un contraddittorio endoprocedimentale.
D) il TAR avrebbe omesso di pronunciarsi sulla specifica censura relativa alla violazione del principio secondo cui l’esclusione da una procedura selettiva costituisce ormai extrema ratio, dovendosi comunque consentire al soggetto di eliminare o porre rimedio alla causa di esclusione, anche attraverso la rimodulazione della domanda di finanziamento;
E) il bando, ove interpretato conformemente a quanto ritenuto dal TAR, sarebbe illegittimo in quanto accomunerebbe forme associative come il RTI e i Consorzi che, secondo i principi generali e la disciplina sugli appalti pubblici, sono profondamente diverse.
Resistono in giudizio il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Agea, che hanno concluso per il rigetto dell’appello.
Si è, altresì, costituita la società Nosio s.p.a.
All’udienza del 24.1.2019 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
1. L’appello è fondato e, pertanto, va accolto.
Le spese del doppio grado di giudizio, in ragione della novità della questione scrutinata, possono essere compensate.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della decisione di primo grado, annulla gli atti impugnati nei sensi indicati in motivazione.