Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201935
Timestamp: 2020-08-08 15:10:17+00:00
Document Index: 118318434

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ']

Numero 35 20 settembre 2019
L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA
Professionisti, bilancio, agevolazioni, Modello Redditi e Iva
E-fattura: firma digitale e layout
Lo scorso 28 agosto l’Agenzia delle Entrate, attraverso la Risposta Interpello n. 348 , si è occupata di fornire chiarimenti in merito alla fattura elettronica emessa in nome e per conto del prestatore , con particolare riguardo al soggetto tenuto all’apposizione della firma digitale . Solo qualche giorno prima, il 12 agosto, la stessa Agenzia ha fornito anche un chiarimento su alcuni aspetti di contenuto dei documenti commerciali connessi alla e-fattura con la Risposta Interpello n. 338 .
L’attuale disciplina Iva relativa agli scambi di beni, basata sul regime impositivo « tran­sitorio », si caratterizza per l’applicazione dell’esenzione da imposta con riferimento alla cessione che dà luogo alla spedizione o al trasporto intra-Ue e per la tassazione del corrispondente acquisto da parte dello Stato membro di destinazione. Preso atto dell’impossibilità di adottare un sistema basato sull’imposizione di tutte le cessioni transfrontaliere nello Stato membro di origine, negli ultimi anni si è deciso di adottare un regime definitivo fondato sul vigente principio della tassazione nello Stato Ue di destinazione , eliminando, tuttavia, l’esenzione della cessione nello Stato di partenza e la corrispondente imposizione dell'acquisto intra-Ue nello Stato di arrivo, operazione, quest’ultima, che di fatto scomparirà dalla normativa Iva. Ciò nondimeno, dal momento che il completamento e la concreta applicazione di questa «nuova» disciplina richiederà tempi non brevi, sono state introdotte quattro misure a breve termine, con applicazione dall’1.1.2020 , allo scopo di migliorare il funzionamento dell'attuale sistema definitivo intraunionale dell’Iva.
Vendite a distanza con piattaforme on line
Il Provvedimento Agenzia Entrate 31.7.2019, n. 660061 ha definito il contenuto, le modalità e i termini relativi agli obblighi comunicativi , introdotti dall’art. 13, co. 1, D.L. 30.4.2019, n. 34, in capo ai soggetti passivi che facilitano le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Ue, tramite mercati virtuali, interfacce elettroniche o piattaforme digitali. La comunicazione in parola deve essere effettuata su base trimestrale e deve contenere i dati dei fornitori che nel corso del trimestre abbiano effettuato almeno una vendita. Il primo invio dei dati è fissato al prossimo 31.10.2019 e riguarderà le operazioni effettuate a partire dal trimestre di entrata in vigore dell'art. 13, D.L. 30.4.2019, n. 34, vale a dire le operazioni del secondo e terzo trimestre 2019 . Entro il predetto termine del 31.10.2019, e con le medesime modalità indicate dal citato provvedimento n. 660061/2019, dovranno essere trasmessi anche i dati delle vendite a distanza (facilitate mediante l’utilizzo di piattaforme elettroniche) di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop, effettuate nel periodo compreso tra il 13.2.2019 e il 30.4.2019, ai sensi dell’art. 11-bis, D.L. 14.12.2018, n. 135.
Attività di contrasto all'evasione
Anche quest’anno, come ormai accade di consueto negli ultimi tempi, l’Agenzia delle Entrate ha diramato ai propri Uffici le istruzioni per contrastare e prevenire in maniera ancora più efficace l’ evasione fiscale e promuovere l’ adempimento spontaneo . Con la C.M. n. 19/E dell’8 agosto 2019 , infatti, l’Agenzia delle Entrate ha impartito ai propri Uffici impegnati sul territorio le nuove direttive con l’intento di migliorare la performance dell'Amministrazione finanziaria nel contrasto all'evasione fiscale e nella riduzione del cd. tax gap , e contribuire così alla realizzazione di un sistema fiscale più equo e favorevole alla crescita, coerentemente con gli obiettivi 2019-2021 fissati nell’atto di indirizzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 aprile 2019. Tutte le attività di prevenzione e contrasto si basano, sostanzialmente, sull’ analisi dei dati e delle informazioni acquisite dal Fisco e su approcci combinati e diversificati, a livello centrale e territoriale, volti ad individuare le caratteristiche generali dei soggetti più a rischio da selezionare per le attività di controllo.
Patent box: calcolo diretto del reddito agevolabile
Il regime del Patent box , in vigore già dal 2015 e con alcune modifiche nel corso degli anni sia di carattere sostanziale che di natura procedurale, si sostanzia in una modalità opzionale di determinazione del reddito per le imprese in relazione all’ utilizzo o alla concessione in uso di alcune tipologie di beni immateriali . Sotto il profilo normativo sono l’ art. 1, co. 37-45, L. 190/2014 e il D.M. Sviluppo econ. 28.11.2017 a disciplinare le condizioni di accesso al citato regime opzionale, con la previsione della procedura di ruling (accordo preventivo con l’Agenzia) quale strumento per la determinazione del reddito. L’ art. 4, D.L. 34/2019 , conv. con modif. dalla L. 58/2019, (cd. Decreto «crescita») prevede, invece, la possibilità di adottare il meccanismo di determinazione diretta del reddito agevolabile, in alternativa rispetto al ruling , le cui indicazioni operative sono state chiarite con il Provvedimento Agenzia delle Entrate 30.7.2019 , a cui è seguita anche la R.M. 9.9.2019, n. 81/E , con cui l'Agenzia ha fornito ulteriori precisazioni.
Nuovo credito d'imposta per le edicole
Il D.P.C.M. 31.5.2019 detta le regole attuative per il riconoscimento del credito d’imposta per il 2019 e il 2020 , istituito dall'art. 1, co. da 806 a 808, L. 145/2018, previsto per gli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali , riviste e periodici . Il bonus è determinato, fino al limite massimo di € 2.000 in relazione a ciascun punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. L'importo dell' agevolazione è parametrato alle somme pagate dal titolare del singolo punto vendita a titolo di Imu (imposta municipale sugli immobili), Tasi (servizi indivisibili), Cosap (occupazione del suolo pubblico) e Tari (rifiuti). Per gli esercenti che operano come unico punto vendita esclusivo nel territorio comunale possono essere calcolate anche, per la quantificazione dell’agevolazione, le spese per la locazione al netto dell’Iva. Il D.P.C.M. disciplina chi può essere ammesso al beneficio, come calcolare e utilizzare l’importo del bonus. Il credito va richiesto con apposita domanda, da presentare in via telematica tra il 1° e il 30 settembre di ciascuno dei due anni a cui si riferisce il credito d'imposta.
Accordi di divorzio e benefici «prima casa»
La vendita infraquinquennale a terzi di un immobile, acquistato dai coniugi usufruendo delle agevolazioni « prima casa », non comporta la revoca dei benefici fiscali, se l’operazione è effettuata nell’ambito dell’esecuzione di accordi stipulati in sede di separazione personale dei coniugi . Questo chiarimento è contenuto nella recente interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate con la R.M. 80/E/2019 , la quale si allinea ai principi giurisprudenziali sanciti dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 7966/2019 . Il ragionamento giuridico seguito dai giudici di legittimità e dall’Amministrazione finanziaria si fonda sulla norma di esenzione dalle imposte indirette prevista dal Legislatore per gli atti , i documenti e i provvedimenti relativi a procedimenti di scioglimento del matrimonio e di separazione dei coniugi. La ratio di tale esenzione è, infatti, quella di agevolare la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi a seguito della separazione o del divorzio.
«Vademecum Irap 2019»
La querelle Irap professionisti/imprenditori individuali è, ormai, quasi del tutto definita. In massima parte i risultati sono stati favorevoli ai contribuenti ; basti pensare che la partenza originaria era, di fatto, «partita Iva = Irap» e «l’imprenditore individuale sempre e comunque deve l’imposta posto che produce un reddito d’impresa». Pertanto, le prese di posizione della giurisprudenza (soprattutto la Suprema Corte di Cassazione) sono state molto importanti; in particolare per aver insegnato che ogni fattispecie, in questa vicenda, deve essere valutata singolarmente .