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Timestamp: 2020-05-26 04:16:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 545', 'art. 545', 'art. 545', 'sentenza ', 'art. 545', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 494', 'art. 496']

Come evitare il pignoramento dello stipendio - ObiettivoProfitto
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Arianna Polani - 19 Maggio 2020
Il pignoramento dello stipendio è una particolare procedura del pignoramento di crediti.
Il pignoramento di crediti è, infatti, il pignoramento di cose mobili (pignoramento mobiliare) nel contesto dell’esecuzione forzata.
Se non hai saldato un debito e il tuo creditore ha deciso di agire mediante l’esecuzione, allora questo articolo fa al tuo caso.
In questa guida cercherò di spiegarti in cosa consiste il pignoramento dello stipendio, in quale misura questo può essere effettuato e come difenderti.
Pignoramento dello stipendio: cos’è
Come accennato, il pignoramento di stipendio rientra nel pignoramento di crediti e la materia è regolata dall’art. 545 del codice di procedura civile.
Si tratta di una norma lunga e complessa che si occupa di disciplinare i crediti impignorabili.
Per questo motivo andremo a trattare solo le parti che ci interessano.
Prendiamo innanzitutto il comma 3 dell’art. 545:
“Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.“
La prima indicazione, fornita dalla Legge italiana, è che le somme dovute a titolo di stipendio possono essere pignorate per crediti alimentari (ad esempio, se ti trovi a dover corrispondere un obbligo di mantenimento nei confronti dei tuoi figli o ex coniuge). La misura del pignoramento di questo tuo credito può essere concessa dal Presidente del Tribunale o da un giudice a lui delegato.
Il quarto comma dell’art. 545 del codice di procedura civile ci indica, invece, un ulteriore dato importante:
Tale norma, dunque, esplicita una regola generale.
Gli stipendi, i salari e le pensioni del debitore, siano essi dovuti da privati o da pubbliche amministrazioni, possono essere misurate nella misura di un quinto, determinato al netto delle ritenute fiscali e contributive.
Il pignoramento degli assegni periodici, con carattere continuativo, comprende anche quelli dovuti per il futuro (la divisione in mensilità è, infatti, una modalità del pagamento).
In merito, si è anche espressa la Corte Costituzionale (sentenza n. 248 del 21 ottobre 2015) circa la pignorabilità di un quinto dello stipendio particolarmente basso.
La Corte ha stabilito che uno stipendio è pignorabile nel limite del quinto e non del decimo, anche se minimale, anche se unica fonte di sostentamento del debitore dipendente.
Il quinto pignorabile è, infatti, da classificarsi come percentuale.
L’importo pignorato e restituito al creditore sarà, dunque, tanto minore quanto più basso è lo stipendio, cosicché il debitore non potrà essere gravato da sacrifici esorbitanti.
Anche gli stipendi, salari e retribuzioni corrisposti dalle pubbliche amministrazioni sono allora pignorabili e sequestrabili fino alla concorrenza di un quinto per ogni tipologia di credito azionato e indipendentemente dalle caratteristiche del soggetto creditore.
Vediamo l’ultimo comma dell’art. 545 del codice di procedura civile:
Il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate precedentemente non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme predette
Dunque, ciò che interessa al diritto italiano, è che, in ogni caso, il pignoramento dello stipendio assicuri il minimo vitale per condurre una vita dignitosa; oltre un certo limite questo tipo di esecuzione non è più consentita.
Il pignoramento della retribuzione può avvenire in due modi differenti: in busta paga, e in questo caso la notifica del pignoramento perviene al datore di lavoro, oppure direttamente sullo stipendio accreditato in banca.
La modalità di pignoramento è indicata nell’atto di notifica, in questo caso il debitore può verificare se c’è l’indicazione del datore di lavoro oppure dell’istituto bancario di cui si è clienti.
Cosa puoi fare se rischi che il tuo stipendio venga pignorato?
Esistono tre tipi di opposizione che tu, debitore, puoi iniziare nei confronti del tuo creditore.
L’opposizione all’esecuzione, disciplinata all’art. 615 del codice di procedura civile, contesta il diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata, dunque il diritto a pignorare lo stipendio del debitore. In questo caso può mancare il titolo esecutivo o il diritto sostanziale rappresentato dal titolo.
Questa norma distingue tra l’opposizione proposta quando l’esecuzione non è ancora iniziata da un’opposizione proposta dopo l’inizio dell’esecuzione:
Nel primo caso si propone opposizione al precetto nella forma della citazione davanti al giudice competente per materia e territorio;
Nel secondo caso si propone ricorso al giudice dell’esecuzione che fissa l’udienza di comparizione delle parti.
Sarà il giudice a decidere la sussistenza o meno del diritto del creditore a procedere ad esecuzione: se l’opposizione è accolta, è stato raggiunto il nostro scopo, ossia bloccare il pignoramento dello stipendio.
L’opposizione agli atti esecutivi ha lo scopo di contestare la regolarità con cui l’opposizione è stata intrapresa.
Può concernere la forma del titolo esecutivo, del precetto e la procedura di notificazione di titolo e precetto.
Come per l’art. 615, anche l’art. 617 che la disciplina distingue l’opposizione proposta prima dell’inizio dell’esecuzione dall’opposizione proposta nel corso dell’esecuzione.
Nel primo caso l’opposizione si presenta con atto di citazione, entro 20 giorni, davanti al giudice dell’esecuzione se il debitore ha eletto domicilio dove il Tribunale ha sede oppure, in mancanza, nel tribunale del luogo dove il precetto è stato notificato.
Nel secondo caso, l’opposizione si presenta con ricorso diretto al giudice dell’esecuzione nel termine di 20 giorni.
L’opposizione del terzo all’esecuzione è il rimedio concesso al terzo che vede pignorati i propri beni che non appartengono al patrimonio del debitore.
Nel caso di pignoramento dello stipendio, questa opposizione si può proporre poiché se il debitore è titolare di conto corrente su cui viene accreditato lo stipendio, l’istituto bancario presso cui il conto è acceso assume le vesti di suo debitore per le somme depositate.
Debitore dell’esecutato va considerato il suo datore di lavoro rispetto alla retribuzione.
Bloccare il pignoramento dello stipendio.
Una possibilità di bloccare il pignoramento dello stipendio è prevista dall’art. 494 del codice di procedura civile.
Tale norma disciplina il versamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese, con l’incarico di consegnarli al creditore.
L’atto dà vita a un pagamento, a un adempimento tardivo che blocca il pignoramento.
L’art. 496 del codice di procedura civile prevede che se il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese e dei crediti il giudice dispone la riduzione del pignoramento.
Questo strumenti tutela te, debitore, e il tuo diritto di subire una esecuzione proporzionata al tuo debito.
Se l’entità dei beni pignorati appare eccessiva rispetto alle esigenze del creditore, il compendio pignorato viene diminuito.
Orientamento maggioritario della giurisprudenza è a favore della riduzione del pignoramento anche prima dell’udienza per l’autorizzazione alla vendita.
L’accordo con i creditori è indubbiamente una soluzione molto gradita a questi ultimi dati i costi e i tempi della procedura esecutiva.
L’avvocato del debitore formula la proposta il cui contenuto è deciso dalle parti: di norma, la transazione può prevedere la corresponsione dilazionata del contenuto o il saldo e stralcio.
Affinché l’esecuzione sia sospesa, è necessaria la conclusione dell’accordo.
Dunque, i modi per evitare il pignoramento dello stipendio sono molteplici, ma per avere l’assistenza di un professionista del settore puoi completare il Modulo presente in questa pagina.
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