Source: https://dait.interno.gov.it/pareri?f%5B0%5D=node%253Afield_area_tematica%3A41&page=2
Timestamp: 2020-07-07 07:31:59+00:00
Document Index: 180148454

Matched Legal Cases: ['art.38', 'art. 63', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 38', 'art.43']

La raccolta | Page 3 | Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Differenza tra commissione trasparenza e commissioni consiliari permanenti. Rappresentanza forze politiche
Esclusione di un componente da un gruppo consiliare. Possibilità di costituire un gruppo misto di maggioranza&#13;
Gruppi consiliari. L’art.38, comma 2, del decreto legislativo n.267/00, come noto, demanda al regolamento, “nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto”, la disciplina del funzionamento dei consigli pertanto, le problematiche relative alla costituzione ed al funzionamento dei gruppi consiliari devono essere valutate alla stregua delle specifiche norme statutarie e regolamentari di cui l’ente locale si è dotato. Alcuni regolamenti prevedono la possibilità di costituire il gruppo misto di maggioranza e il gruppo misto di minoranza.
Accesso agli atti da parte di un consigliere comunale
Accesso agli atti da parte di un consigliere comunale. Il diritto ad ottenere dall’ente tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato non incontra alcuna limitazione derivante dalla loro eventuale natura riservata, in quanto il consigliere, a cui è ostensibile anche documentazione che per ragioni di riservatezza non sarebbe ordinariamente ostensibile ad altri richiedenti, è vincolato al segreto d’ufficio (T.A.R. Lombardia – Milano – sent. n.2363 del 23.09.2014 e citato C.d.S., Sez. V, 5 settembre 2014, n.4525). Il Consiglio di Stato, Sez. V, con decisione 4/5/2004, n.2716, riguardo alla normativa prevista dal d.P.C.M. n.200 del 26.1.1996, recante il regolamento per la categoria di documenti dell’Avvocatura dello Stato sottratti al diritto di accesso, ha rilevato che le limitazioni ivi previste “non possono applicarsi, in via analogica, ai consiglieri comunali, i quali, nella loro veste di componenti del massimo organo di governo del Comune, hanno titolo ad accedere anche agli atti concernenti le vertenze nelle quali il Comune è coinvolto nonché ai pareri legali richiesti dall’Amministrazione comunale, onde prenderne conoscenza e poter intervenire al riguardo”.
Deleghe interorganiche ai consiglieri
Accesso al protocollo informatico comunale da parte di un consigliere comunale
Richiesta di convocazione del Consiglio comunale da parte dei consiglieri comunali di minoranza per contestazione ex art. 63 del decreto legislativo n. 267/00
Qualora sia fatta richiesta di convocazione del Consiglio comunale da parte di un quinto dei consiglieri comunali per esaminare un argomento già trattato in precedenza dall’assemblea, il Presidente del Consiglio dovrà attenersi alla vigente disciplina regolamentare, spettando al potere “sovrano” dell’assemblea decidere, in via pregiudiziale, sull’ammissibilità della discussione degli argomenti inseriti nell’ordine del giorno.
Parità di genere nelle giunte. Computo sindaco
Il comma 137 della legge n. 56/14 dispone che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”.
La scrivente amministrazione, già con circolare n.6508 del 24.4.2014, ha precisato che nel calcolo degli assessori, a garanzia della rappresentanza di genere, debba essere incluso anche il sindaco.
Proposta di modifica del regolamento sulle commissioni consiliari
Istituzione di commissioni speciali e di inchiesta
La materia concernente le commissioni consiliari è demandata allo statuto e al regolamento del consiglio nell'ambito della propria autonomia funzionale ed organizzativa. La normativa regolamentare che preveda che la richiesta di istituzione di una commissione di inchiesta sia sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri in carica non sembra essere irrispettosa del principio della tutela delle minoranze.
Regolamento del consiglio e delle commissioni comunali. Revoca Presidente del consiglio
Revoca Presidente del consiglio. Come ritenuto, tra gli altri, dal T.A.R. Puglia – Lecce, con sentenza n.528/2014, “la giurisprudenza ha chiarito che la figura del Presidente del consiglio .... è posta a garanzia del corretto funzionamento di detto organo e della corretta dialettica tra maggioranza e minoranza, per cui la revoca non può essere causata che dal cattivo esercizio della funzione, in quanto ne sia viziata la neutralità; e deve essere motivata perciò con esclusivo riferimento a tale parametro e non a un rapporto di fiducia (conforme, Consiglio di Stato, Sez. V, 26 novembre 2013, n. 5605)”.
Espulsione di un consigliere dal gruppo. Con sentenza n.16240/2004, il T.A.R. Lazio ha precisato che i gruppi consiliari hanno una duplice natura; essi rappresentano, per un verso, la proiezione dei partiti all’interno delle assemblee, e, per altro verso, costituiscono parte dell’ordinamento assembleare, in quanto articolazioni interne di un organo istituzionale. Il nostro ordinamento “… si preoccupa di assicurare un metodo di organizzazione democratica dei gruppi (in linea con quanto previsto dall’art. 49 Cost. relativamente ai partiti politici), ma non intende in alcun modo condizionarne la vita e le dinamiche interne. In altre parole, il concreto funzionamento e la gestione dei gruppi (parlamentari, regionali, consiliari), diventano rilevanti per l’ordinamento solo quando questi ultimi interferiscano con lo svolgimento delle funzioni proprie delle assemblee…”.
L’art. 38, comma 2, del decreto legislativo n.267/00 demanda al regolamento, “nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto”, la disciplina del funzionamento dei consigli pertanto, le problematiche relative alla costituzione ed al funzionamento dei gruppi consiliari devono essere valutate alla stregua delle specifiche norme statutarie e regolamentari di cui l’ente locale si è dotato.
Procedura di sostituzione/revoca del Presidente di commissione consiliare
Disciplina delle mozioni in caso di assenza dell’unico proponente
Mancata pubblicazione all’albo dell’avviso di convocazione del consiglio comunale
Il consigliere comunale può accedere agli atti ai sensi dell’art.43 del decreto legislativo n.267/00 solo presso l’Ente ove si esercita il proprio mandato.
Contrasto tra regolamento e statuto