Source: https://www.vittimedellastrada.eu/assoluzione-nei-reati-di-fuga-dopo-lincidente-omissione-di-assistenza-e-guida-in-stato-di-ebbrezza/
Timestamp: 2020-07-13 20:09:52+00:00
Document Index: 142480657

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 186', 'art. 189', 'art. 189', 'sentenza ', 'art. 189', 'sentenza ', 'art. 189', 'art. 189', 'sentenza ']

Assoluzione nei reati di fuga dopo l’incidente, omissione di assistenza e guida in stato di ebbrezza | Familiari e Vittime della strada | Familiari e Vittime della strada
I reati relativi alla circolazione stradale suscitano da sempre un vivace dibattito a causa di continue modifiche normative, inasprimento di sanzioni, discrasie tra dottrina e giurisprudenza. Oggetto del presente articolo è un breve esame dei reati previsti dall’art. 189 c. 6, c.7, c.d.s. nonché dall’art. 186 c.d.s., che riguardano rispettivamente la fuga dopo l’incidente, l’omissione di assistenza a persone ferite e la guida in stato di ebbrezza.
Sui reati di cui all’art. 189 commi 6, 7 c.d.s. - L’art. 189, comma 6, c.d.s. prevede che: “Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi, è punito ….”.
Da ultimo, la Corte di Cassazione sez. IV, sentenza 9 maggio 2012, n. 17220 ha chiarito in senso ulteriormente sfavorevole al conducente, che nel reato di "fuga" previsto dall'art. 189 cod. strad., l'elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale, ossia dalla consapevolezza del verificarsi di un incidente riconducibile al proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, senza che debba riscontrarsi l'esistenza di un effettivo danno alle persone.
Il Giudice riminese nella sentenza in commento pone l’accento sulle condotte punite dall’art. 189 comma 6 e 7 del c.d.s. rilevando che esse: “hanno carattere doloso ed occorre che l’imputato sia consapevole -“in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento” (questa l’espressione piuttosto infelice del comma 1 dell’art. 189) - di non aver ottemperato all’obbligo di fermarsi in presenza di un danno alle persone e di non aver ottemperato “all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite”.
Và osservato che - pur non essendo stato esplicitamente indicato nelle motivazioni della sentenza- il giudicante ha ritenuto, in modo condivisibile, di aderire all’orientamento della Corte di Cassazione che con la sopraccitata sentenza n. 34335 del 3 giugno 2009 aveva peraltro affermato: “l’accertamento dell’elemento psicologico del reato va compiuto al momento in cui l’azione viene posta in essere, e quindi alle circostanze concretamente rappresentate a quel momento”.