Source: https://www.laleggepertutti.it/61053_citazione-civile-se-il-termine-a-comparire-e-inferiore-a-90-giorni
Timestamp: 2018-03-22 19:55:48+00:00
Document Index: 148361144

Matched Legal Cases: ['art. 164', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 164', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 164', 'art. 163', 'art. 660', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 7', 'art. 164', 'art. 9']

Citazione civile: se il termine a comparire è inferiore a 90 giorni
Lo sai che? Citazione civile: se il termine a comparire è inferiore a 90 giorni
Sanatoria con la costituzione del convenuto, ma solo se questi fa richiesta di rinnovazione della notifica.
Che succede se l’attore, nel notificare la citazione al convenuto, non rispetta il termine legale di 90 giorni tra la data di avvenuta consegna dell’atto al destinatario e quella della prima udienza? Insomma, quali sono le conseguenze nel caso in cui il convenuto non ha avuto i tempi sufficienti (stabiliti dalla legge) per difendersi?
In questi casi, il vizio della citazione per essere stato assegnato un termine inferiore a quello di novanta giorni, al pari di quello derivante dalla mancanza dell’avvertimento, è sanato dalla costituzione del convenuto solo se questi, costituendosi, non faccia richiesta di fissazione di una nuova udienza nel rispetto dei termini, poiché in tal caso il giudice è tenuto ad accogliere la richiesta del convenuto.
Diversamente, se il convenuto eccepisca il difetto della citazione, il giudice è tenuto a ordinare il rinnovo della notifica.
Il chiarimento arriva da una serie di sentenze della Cassazione che riportiamo in nota [1].
Ricordiamo che, secondo quanto prescritto dal codice di procedura civile [2], tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell’udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di novanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni se si trova all’estero.
Nelle cause che richiedono pronta spedizione il Presidente del Tribunale può, su istanza dell’attore e con decreto motivato in calce dell’atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metà i termini indicati dal primo comma.
Se il termine assegnato dall’attore ecceda il minimo indicato dalla legge, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest’ultimo termine, l’udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall’attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all’attore, almeno cinque giorni liberi prima dell’udienza fissata dal presidente.
[1] Cass. sent. n. 21957 del 16.10.2014: “In materia di procedimento civile, ai sensi dell’art. 164, terzo comma, cod. proc. civ ., il vizio della citazione per essere stato assegnato un termine inferiore a quello prescritto dall’art. 163 bis cod. proc. civ. , al pari di quello derivante dalla mancanza dell’avvertimento previsto dall’art. 163, terzo comma, n. 7, cod. proc. civ., è sanato dalla costituzione del convenuto solo se questi, costituendosi, non faccia richiesta di fissazione di una nuova udienza nel rispetto dei termini, poiché in tal caso il giudice è tenuto ad accogliere la richiesta. Ne consegue che la mancata fissazione della nuova udienza, sollecitata dal convenuto, impedisce alla costituzione di sanare la nullità, a nulla rilevando che questi si sia difeso nel merito, dovendosi presumere che l’inosservanza del termine a comparire gli abbia impedito una più adeguata difesa”.
Cass. sent. n. 12129 del 2.07.2004: “In materia di procedimento civile ed ai sensi dell’art. 164, terzo comma, cod. proc. civ. nella formulazione vigente, il vizio della citazione per essere stato assegnato un termine inferiore a quello di sessanta giorni prescritto dall’art. 163 bis cod. proc. civ ., al pari di quello derivante dalla mancanza dell’avvertimento previsto dall’art. 163, terzo comma, n. 7 cod. proc. civ ., è sanato dalla costituzione del convenuto solo se questi, costituendosi, non faccia richiesta di fissazione di una nuova udienza nel rispetto dei termini, poiché in tal caso il giudice è tenuto ad accogliere la richiesta del convenuto. Ne consegue che la mancata fissazione della nuova udienza nel rispetto dei termini, sollecitata dal convenuto, impedisce alla costituzione di sanare la nullità, a nulla rilevando, peraltro, che il convenuto si sia difeso nel merito, dovendosi presumere che l’inosservanza del termine a comparire gli abbia impedito una più adeguata difesa”.
Cass. sent. n. 17151 del 3.12.2002: “In materia di procedimento civile, l’assegnazione di un termine a comparire inferiore a quello minimo di legge integra un’ipotesi di nullità della citazione ex art. 164 cod. proc. civ. che, ove dedotta dalla parte convenuta costituitasi al solo e precipuo scopo di eccepire la violazione dell’art. 163 cod. proc. civ ., richiede la fissazione da parte del giudice di una nuova udienza nel rispetto del suddetto termine minimo. Ne consegue che, trattandosi di citazione per la convalida di sfratto per morosità, in relazione alla quale tra il giorno della notificazione dell’intimazione e quello dell’udienza intercorrano – in violazione dell’art. 660, quarto comma, cod. proc. civ. – termini liberi minori di venti giorni, all’ordinanza di convalida ciononostante emessa va attribuito valore sostanziale di sentenza appellabile, e, nel giudizio d’appello, il giudice è tenuto a verificare il rispetto dei termini di comparizione suindicati, assumendo i provvedimenti conseguenti”.
Cass. sent. n. 3335/2002: “La nullità dell’atto introduttivo del giudizio per violazione dei termini a comparire o per mancanza dell’avvertimento previsto dall’art. 163, terzo comma, n. 7, cod. proc. civ. (nel testo novellato dall’art. 7 della legge 26 novembre 1990, n. 353) è sanata dalla costituzione del convenuto, e soltanto se quest’ultimo eccepisce tali vizi il giudice è tenuto, ai sensi dell’art. 164, terzo comma, cod. proc. civ . (nel testo novellato dall’art. 9 della citata legge n. 353 del 1990), a fissare nuova udienza nel rispetto dei termini”.
[2] Art. 163 bis cod. proc. civ.