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Timestamp: 2017-11-24 22:14:50+00:00
Document Index: 17276677

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'art.3', 'art. 25', 'art. 7']

Novità fiscali del 3 agosto 2009: IRAP salva all'esame della Consulta; attività di autotrasporto: scheda trasporto; INAIL in agosto; al lavoratore il T.F.R. è dovuto anche quando la ditta fallisce; termini processuali sospesi dall'1 agosto; conservazione delle dichiarazioni fiscali da parte del sostituto d’imposta; conservazione sostitutiva delle fatture: convivenza tra vecchio e nuovo, tempi per l’acquisizione dell’immagine
Novità fiscali del 3 agosto 2009: IRAP salva all’esame della Consulta; attività di autotrasporto: scheda trasporto; INAIL in agosto; al lavoratore il T.F.R. è dovuto anche quando la ditta fallisce; termini processuali sospesi dall’1 agosto; conservazione delle dichiarazioni fiscali da parte del sostituto d’imposta; conservazione sostitutiva delle fatture: convivenza tra vecchio e nuovo, tempi per l’acquisizione dell’immagine
1) L’Irap salva all’esame della Consulta
2) Ambiente di sicurezza Entratel: Interventi di manutenzione in vista
3) Attività di autotrasporto: Nuovi adempimenti – scheda trasporto
4) INAIL sulle scadenze del mese di agosto
5) TFR: Al lavoratore il è dovuto anche quando la ditta fallisce
6) Termini processuali sospesi dal 01 agosto
7) Conservazione delle dichiarazioni fiscali da parte del sostituto d’imposta analoga a quella del Commercialista
8) Conservazione sostitutiva delle fatture analogiche: Convivenza tra vecchio e nuovo
9) Conservazione sostitutiva delle fatture analogiche: Tempi per l’acquisizione dell’immagine
Salvata l’indeducibilità dell’IRAP dalle imposte sui redditi.
Conl’ordinanza n. 258 del 30.07.2009, la Corte Costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità sollevata da alcune commissioni tributarie in ordine all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 446/1997, norma che prevede l’indeducibilità dell’IRAP.
La Corte Costituzionale ha, pertanto, confermato l’indeducibilità dell’imposta alla luce del mutato quadro normativo che ha ammesso a riguardo una deduzione pari al 10% (D.L. n. 185/2008, c.d. Decreto Anticrisi).
La Consulta, con tale ordinanza, ha, infatti, preso in esame l’indeducibilità dell’Irap dalle imposte sui redditi.
Ciò poiché i giudici remittenti dubitavano della legittimità della indeducibilità dell’Irap.
La Corte ha così restituito gli atti ai giudici tributari affinché valutino la rilevanza dell’art. 6 del decreto legge 185/2008, in base al quale è deducibile ai fini delle imposte sui redditi il 10% dell’Irap pagata, forfettariamente riferibile alle spese del personale e agli oneri finanziari.
Avverte una nota dell’Agenzia delle Entrate del 31.07.2009 che, causa interventi di manutenzione, i servizi di ripristino dell’ambiente di sicurezza e di generazione di un nuovo ambiente di sicurezza non saranno disponibili dalle ore 18.00 di venerdì 7 agosto 2009 alle ore 9.00 di lunedì 17 agosto 2009.
Vengono, pertanto, invitati gli utenti con l’ambiente di sicurezza in scadenza nel citato periodo ad effettuare il rinnovo entro il giorno 6 agosto.
Peraltro, rammenta la nota, é possibile verificare la data di scadenza del proprio ambiente di sicurezza, sia accedendo all’area autenticata del sito Entratel (lo stato dell’ambiente di sicurezza è visualizzato nella parte superiore della pagina con esplicita indicazione della data di scadenza), sia mediante la funzione “Visualizza certificati utente” disponibile nel menu Sicurezza.
vedi anche: La scheda di trasporto: nuovi obblighi con forti sanzioni…
Il D.M. 30.6.2009 ha emanato le disposizioni attuative della “scheda di trasporto”, che è entrata in vigore il 19.07.2009.
Vediamone di seguito gli aspetti essenziali, peraltro, evidenziati in una nota del 23.07.2009 dello Studio Righetti ed Associati:
– committente;
– soggetto delegato dal committente.
– consegnata al vettore;
conservata a bordo del veicolo adibito al trasporto di merci per conto terzi;
– esibita in sede di controllo stradale.
L’obbligo di compilazione non si applica ai trasporti di collettame che avvengono mediante un unico veicolo di partite di peso inferiore a 50 quintali, commissionate da diversi mittenti, purché accompagnati da idonea documentazione comprovante la tipologia del trasporto effettuato.
Contenuto obbligatorio del documento
Dati dell’autotrasportatore per conto di terzi: denominazione, sede, partita Iva e numero di iscrizione all’albo degli autotrasportatori.
Dati del committente: denominazione, sede e partita Iva.
Dati del caricatore: denominazione, sede e partita Iva.
Dati del proprietario della merce: denominazione, sede e partita Iva.
Dati della merce trasportata: tipologia, quantità/peso, luogo di carico e luogo di scarico.
Eventuale dichiarazione che non è possibile indicare il nominativo del proprietario della merce, fornendo adeguata motivazione di questa circostanza.
Osservazioni varie, da compilare a cura del vettore o suo conducente, qualora si verifichino variazioni rispetto alle indicazioni originarie.
Eventuali istruzioni fornite al vettore dal committente o da uno dei soggetti della filiera del trasporto.
Luogo e data di compilazione.
Generalità di chi sottoscrive la scheda in nome e per conto del committente.
– copia del contratto scritto di trasporto
– documento di trasporto D.D.T
– documenti di accompagnamento dei prodotti assoggettati ad accisa
– lettera di vettura internazionale C.M.R
– documento di cabotaggio
– ogni altro documento che deve obbligatoriamente accompagnare il trasporto stradale delle merci, ai sensi della normativa comunitaria, degli accordi o delle convenzioni internazionali o di altra norma nazionale vigente
I suddetti documenti devono però essere integrati con gli elementi previsti dalla scheda di trasporto.
Il committente, o chiunque non compila la scheda di trasporto, o la altera, o la compila in modo incompleto o non veritiero è punito con la sanzione amministrativa da € 600 ad € 1.800.
Se durante il trasporto la scheda o la documentazione equipollente non risulta a bordo del veicolo: sanzione amministrativa da € 40 ad € 120.
All’atto dell’accertamento della violazione, è disposto il fermo amministrativo del veicolo, che verrà restituito solo dopo che sia stata esibita la scheda di trasporto oppure altra documentazione equivalente.
La documentazione deve essere esibita entro il termine di 15 giorni successivi all’accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione, si applica la sanzione da € 600 ad € 1.800.
Premi assicurativi, in arrivo la proroga dei versamenti.
La proroga è contenuta nel D.P.C.M. 24 luglio 2009 in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede la possibilità di effettuare entro il 20 agosto 2009 il versamento delle somme di cui agli artt. 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 241/97, aventi scadenza compresa tra il giorno 1 ed il giorno 20 del mese di agosto 2009, senza alcuna maggiorazione.
Sono prorogati i versamenti dei premi assicurativi dovuti ai sensi del T.U. approvato con D.P.R. n. 1124/1965, i versamenti rateali nonché le sanzioni, gli interessi ed altri titoli, di qualsiasi natura, scadenti nel periodo sopra indicato.
(Nota INAIL n. 7688 del 30.07.2009)
Alle prestazioni erogate dal Fondo si applica il principio generale di automaticità per cui al lavoratore dipendente le prestazioni previdenziali ed assistenziali sono dovute anche quando l’imprenditore non ha versato regolarmente i contributi.
Pertanto, in caso di insolvenza per fallimento, il curatore provvederà a presentare la domanda di liquidazione mod.FTES01 allegando il modello FTES03 che contiene i dati analitici relativi ai lavoratori interessati.
In caso di liquidazioni di Tfr o di anticipazioni dello stesso, per la parte accantonata presso il Fondo di Tesoreria i datori di lavoro non possono portare a conguaglio nel DM10 un importo superiore a quanto dovuto allo stesso Fondo di Tesoreria e per contributi nel mese cui si riferisce l’erogazione della prestazione.
Con il messaggio n. 15687 del 8 luglio 2009, l’INPS ha fornito le istruzioni per la liquidazione dell’eventuale differenza posta a carico direttamente del Fondo.
Competente per la liquidazione è la Sede di competenza in base alla residenza del lavoratore, pertanto la Sede che riceve il mod. FTES01 deve trasmetterlo alla Sede individuata secondo competenza.
Il lavoratore, a sua volta, presenterà alla Sede competente il modello FTES02 con il quale comunicherà all’Inps le modalità con le quali si preferisce ricevere l’importo (assegno, bonifico, accredito diretto sul c.c.), indicando in questo caso i necessari codici bancari.
Il Fondo di Tesoreria interviene anche in caso di fallimento di datori di lavoro che abbiano omesso, in tutto o in parte il versamento delle quote di Tfr che per legge, ha natura di obbligazione contributiva.
Le verifiche saranno svolte dalla Sede competente secondo procedure che possono variare a seconda che il datore di lavoro, pur non avendo regolarmente versato i contributi a titolo di Tfr ne abbia però denunciato i dati tramite DM10 ed Emens.
Il credito viene insinuato nel fallimento con le ordinarie procedure e si può quindi erogare le quote di Tfr a carico del Fondo di Tesoreria applicando, appunto, il principio di automaticità. In mancanza di DM10 ma con l’Emens presentato verranno acquisiti i dati con la procedura DM10V, con tipo omissione “M”.
Se entrambi i modelli, DM10 ed Emens, non sono stati presentati sarà avviata la procedura ispettiva presso l’azienda fallita, l’applicazione dell’automaticità della prestazione sarà, in tal caso, subordinata all’emissione del verbale ispettivo ed alla compilazione del mod. DM10V da parte del personale di vigilanza.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 31.07.2009)
6) Termini processuali sospesi dall’1 agosto
Il Fisco in ferie dal 1° agosto, ma non tutto chiude
Stop alle liti legate alla giustizia ordinaria e amministrativa.
Il calendario riparte da metà settembre
Dal 01.08.2009 é scattata la sospensione di tutti gli adempimenti legati alla giustizia ordinaria, tributaria e amministrativa.
Sono sospesi i termini fino al 15.9.2009.
Uno stop imposto fin dal Regio Decreto 12/1941 e dalla legge 742/1969 per garantire omogeneità nell’attività giudiziaria.
In particolare, la norma (legge 742/1969, art. 1) stabilisce che “il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione”.
Nel caso in cui la decorrenza scatta durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso slitta a dopo la pausa.
Sospese le liti fiscali
In campo fiscale, restano congelati, ad esempio, i termini entro cui le parti in giudizio possono procedere al deposito di atti e documenti previsti dalle norme che regolano la giustizia tributaria: deve tener conto dello stop, quindi, il contribuente che avvia il processo tributario con il ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale (Ctp).
Lo stesso vale per l’atto di appello – la sentenza della Ctp può essere appellata alla Commissione regionale competente (Ctr) entro sessanta giorni – e per il ricorso in Cassazione.
Termini congelati anche per il deposito di documenti e memorie illustrative, mentre la sospensione feriale si somma a quella “da accertamento con adesione”, che blocca per 90 giorni, a partire dalla data di presentazione dell’istanza, il termine ordinariamente previsto per impugnare l’atto (60 giorni).
(Agenzia delle Entrate, notiziario del 31.7.2009)
La firma della dichiarazione da parte del contribuente (modello 730 o Unico) ovvero del sostituto d’imposta (modello 770) è un elemento essenziale del modello originale che deve essere conservato da tali soggetti.
Analoga previsione non vale per il modello conservato dal soggetto incaricato della trasmissione (Commercialista, ecc.), il quale deve conservare la “copia” della dichiarazione trasmessa, in luogo dell’“originale” sottoscritto e conservato dal contribuente o dal sostituto d’imposta.
Pertanto, la copia conservata su supporto informatico dal soggetto incaricato della trasmissione può anche non riprodurre la sottoscrizione del contribuente.
I sostituti d’imposta possono prestare assistenza fiscale ai propri dipendenti e devono “conservare copia delle dichiarazioni e dei relativi prospetti di liquidazione fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione.”
Tale previsione è del tutto analoga a quella recata per i CAF, fatta eccezione per l’obbligo di conservazione delle schede relative alle scelte per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille, che incombe unicamente in capo ai CAF.
A differenza di questi ultimi, infatti, i sostituti d’imposta non devono conservare dette schede, ma devono consegnarle all’Amministrazione finanziaria secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Enrate.
Ne consegue che le istruzioni fornite con la risoluzione n. 298/E del 2007, riferite genericamente al “soggetto incaricato della trasmissione”, sono estendibili anche ai sostituti d’imposta, giacché pure essi sono soggetti incaricati della trasmissione nell’ambito dell’attività di assistenza fiscale prestata nei confronti dei propri dipendenti.
In conclusione, è corretta la tesi secondo cui la conservazione anche su supporto informatico delle copie delle dichiarazioni trasmesse dal sostituto d’imposta (in tale qualità) è correttamente effettuata senza necessità di riprodurre la sottoscrizione del contribuente.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 194/E del 30.07.2009)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 195/E del 30.7.2009, ha fornito chiarimenti sulla convivenza di conservazione sostitutiva e conservazione tradizionale e sul processo di acquisizione dell’immagine.
Già in precedenza, con la risoluzione n. 260/E del 23.6.2008, l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di convivenza piena, ai fini della conservazione, delle fatture elettroniche e di quelle analogiche; coerentemente, possano convivere presso lo stesso contribuente, il sistema di conservazione sostitutiva e quello di conservazione tradizionale.
E’, dunque, possibile che alcune della fatture ricevute come documenti analogici siano conservate con i metodi tradizionali ed altre, ricevute da un unico fornitore, siano dematerializzate e conservate in maniera sostitutiva, seguendo le regole fissate dal D.M. 23.01.2004.
Qualora il processo di conservazione venga iniziato e portato a compimento in
corso d’anno, con cadenza, quindi, inferiore a quella “almeno annuale” prevista dall’art.3, comma 2, del D.M. 23.01.2004, occorre che siano istituiti al fine dell’annotazione degli acquisti, di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/72, due distinti registri sezionali o due sotto-sezionali dell’unico registro, in cui devono essere annotate separatamente le fatture conservate in formato cartaceo e quelle oggetto di conservazione sostitutiva; è, inoltre, opportuno che per ciascun fornitore siano adottate modalità omogenee di conservazione e che, dunque, ogni fornitore figuri in un unico sezionale o sotto-sezionale.
Inoltre, con la recente risoluzione n. 158/E del 15.6.2009, l’Agenzia delle Entrate ha voluto precisare che: “… ferma restando la necessità della materializzazione su supporto fisico dei documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, formati tramite strumenti informatici, ma non aventi, fin dall’origine i requisiti dei documenti informatici, per la loro conservazione si potrà procedere all’acquisizione della relativa immagine tramite il processo di generazione dello spool (o rappresentazione grafica) di stampa, a condizione che l’immagine così acquisita rispecchi in maniera, fedele, corretta e veritiera il contenuto rappresentativo del documento”.
Affinché la procedura possa essere considerata conforme alla normativa vigente è, inoltre, indispensabile che le immagini delle fatture siano memorizzata su di un supporto di cui sia assicurata la leggibilità nel tempo, e che sia assicurato l’ordine cronologico, senza soluzioni di continuità.
Peraltro, fin dal momento della memorizzazione dovranno essere garantire le funzioni di ricerca ed estrazione secondo i criteri indicati dall’articolo 3, comma 1, lettera d), del
D.M. 23 gennaio 2004.
Infine, comunque, i documenti cartacei dovranno essere conservati, ed a richiesta degli organi accertatori, esibiti, fino al completamento del processo di
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 195/E del 30.07.2009)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 196/E del 30.07.2009, ha, inoltre, fornito chiarimenti sulla conservazione sostitutiva delle fatture analogiche – tempistica per l’acquisizione dell’immagine – assenza di vincoli legati all’opzione per la conservazione sostitutiva.
In proposito l’Agenzia delle Entrate, con la recente risoluzione n. 158/E del 15.06.2009, ha chiarito che, in base al combinato disposto degli articoli 3, comma 1, lettera d), e 4 del D.M. e dell’articolo 1, lettera f), della deliberazione C.N.I.P.A. 19 febbraio 2004, n. 11, la modalità di acquisizione dell’immagine dei documenti da conservare deve considerarsi libera e non soggetta a specifiche regole, precisando, inoltre che “…ferma restando la necessità della materializzazione su supporto fisico dei documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, formati tramite strumenti informatici, ma non aventi, fin dall’origine i requisiti dei documenti informatici, per la loro conservazione si potrà procedere all’acquisizione della relativa immagine tramite il processo di generazione dello spool (o rappresentazione grafica) di stampa, a condizione che l’immagine così acquisita rispecchi in maniera, fedele, corretta e veritiera il contenuto rappresentativo del documento”.
Quindi, l’acquisizione dell’immagine dei documenti da conservare può avvenire sia tramite scansione del documento cartaceo, sia con altre modalità che garantiscano la rappresentazione fedele, corretta e veritiera del contenuto del documento.
Riguardo la tempistica della conservazione sostitutiva dei documenti analogici, peraltro, i relativi chiarimenti sono già stati forniti con la circolare n. 36/E del 2006, punto 7.2, ove l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per quanto attiene al profilo temporale, la conservazione elettronica dei documenti analogici rilevanti ai fini tributari, previa memorizzazione della relativa immagine, può essere effettuata in qualunque momento.
In ogni caso, la distruzione del documento cartaceo potrà avvenire solo successivamente al completamento del processo di conservazione.
Non esiste, dunque, alcun vincolo temporale per l’acquisizione dell’immagine dei documenti analogici da conservare, né tale vincolo sussiste per il completamento del procedimento di conservazione sostitutiva dei documenti analogici rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, fermo restando l’obbligo per il contribuente di garantire l’ordine cronologico delle registrazioni e l’assenza di soluzioni di continuità per periodo d’imposta dei documenti conservati.
L’art. 7 del D.L. 357/1994 disciplina il termine per provvedere alla stampa dei registri contabili tenuti con sistemi meccanografici, non delle fatture di acquisto e degli altri documenti del c.d. “ciclo passivo”.
Infine, la continuità delle modalità di conservazione per tipologia di documenti e per periodo d’imposta rappresenta l’unico vincolo esistente nella normativa, per cui non sono prescritte specifiche modalità di manifestazione dell’opzione per la conservazione sostitutiva né per la sua revoca.
Né la revoca dell’opzione è di ostacolo ad una successiva ri-adozione della conservazione sostitutiva dei documenti analogici.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 196/E del 30.07.2009)