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Timestamp: 2019-03-26 17:22:40+00:00
Document Index: 164792980

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 19', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 374', 'art. 4', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Penale 24 settembre 2013, n. 39491 - Rischi specifi e responsabilità del datore di lavoro
- art. 18, art. 19 e art. 28 del D.Lgs 81/2008 - Valutazione rischi
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Corte Suprema di Cassazione Penale, Quarta Sezione Penale, 24 settembre 2013, n. 39491 - Rischi specifi e responsabilità del datore di lavoro
sul proposto ricorso da : (..) Omissis,
sentite le conclusioni dell'Avv (...) per l'imputato, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
1. Con sentenza del 24\12\2009 il Tribunale di Taranto, sez. dist. di Manduria, condannava alla pena di legge Omissis per il delitto di lesioni colpose aggravate in danno di (...). (acc. in ... il 5\1\2004).
All'imputato era stato addebitato che, in qualità di titolare della (..) s.r.l., che aveva in appalto i lavori di nettezza urbana e, quindi, di pulizia dell'area mercatale del comune di (...) nonché di datore di lavoro della vittima, consentiva che lo (...) lavorasse in prossimità di un cancello in ferro del piazzale del mercato, cancello privo del perno di fermo di fine corsa e, quindi, non in una situazione di sicurezza; sicché il lavoratore, mentre spostava una delle ante scorrevoli per effettuare le pulizie, determinava la fuoriuscita di detta anta dal binario che lo travolgeva riportando gravi lesioni con compromissione della colonna vertebrale. Con sentenza del 17\2\2011 la Corte di Appello di Lecce, sez. dist. di Taranto, confermava la pronuncia di condanna. Osservava la corte di merito che la responsabilità dell'imputato emergeva dalle seguenti circostanze:
- quale datore di lavoro dello ..., ai sensi dell'art. 374 del d.P.R. 547 del 1955, il (...) doveva assicurarsi piena sicurezza del luogo ove l'operaio svolgeva le sue mansioni lavorative, rendendolo edotto dei rischi specifici della sua attività;
- non sussisteva alcuna violazione dei principio di correlazione in relazione al fatto che nel capo di imputazione fosse contestata una condotta attiva sull'erroneo assunto che la (...) avesse anche il compito della manutenzione dei cancelli; infatti la contestazione dell'omessa garanzia della sicurezza della attività lavorativa era presente nel capo di imputazione ed in ogni caso il diverso profilo di colpa emergente non aveva compromesso la correttezza della imputazione.
2.2. La erronea applicazione della legge ed il vizio di motivazione in relazione alla ritenuta conoscibilità del difetto del cancello. Invero il vizio non era originario, come attestato dalla assoluzione dei costruttore; inoltre il (...) ben poteva fare affidamento sulla diligenza dei responsabili del mercato e delle ditte incaricate della manutenzione della struttura. Inoltre, un eventuale controllo di occasionali difetti strutturali, non poteva incombere sul titolare di un'azienda di medie grandi dimensioni, bensì onerare i preposti sul luogo di lavoro.
3.2. Passando alle censure relative alla affermata responsabilità del (...) va osservato che ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. 626 del 1994, vigente all'epoca dei fatti (recepito peraltro nel T.U. 81 del 2008), il datore di lavoro deve garantire il suo dipendente dai rischi di infortuni connessi alla attività da svolgere e, quindi, garantire la sicurezza del luogo di lavoro.
E' di tutta evidenza che, nel caso oggetto di giudizio, trattandosi di un cancello sito a protezione di un'area comunale, il rispetto di tale disposizione onerava in primo luogo i pubblici amministratori. E' stata però addebitata la violazione anche al (...), in quanto questi avrebbe dovuto controllare l'efficienza degli impianti con cui i suoi lavoratori venivano a contatto. In particolare il vizio del cancello esisteva ed era percepibile il rischio di ribaltamento (per la mancanza di un fermo inferiore di scorrimento), quindi la omissione del controllo non aveva consentito di evitare l'evento.
Inoltre, il rischio connesso al mal funzionamento del cancello, non può essere definito quale "rischio specifico" della attività del (...) tenuto conto che sono "rischi specifici" solo quelli riguardo ai quali sono dettate precauzioni e regole richiedenti una specifica competenza tecnica settoriale, generalmente mancante in chi opera in settori diversi.
Consegue da ciò che il (...) non poteva ritenersi onerato di un quotidiano controllo della funzionalità della barriera, controllo che peraltro, in un'impresa di medie dimensioni, grava sul preposto operante "sul campo" e non sull'imprenditore a cui carico non possono esser posti oneri di prevenzione di rischi non specifici della sua attività, occulti e solo occasionalmente manifestatisi.
Pertanto, considerato che non sussiste alcuna negligente condotta omissiva del (...) eziologicamente legata all'evento, si impone la sua assoluzione perché il fatto non sussiste, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
Così deciso in Roma il 18 giugno 2013.