Source: http://cardiopeople.com/newsread.php?id=55&areaid=14
Timestamp: 2018-01-21 18:24:20+00:00
Document Index: 37238333

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

L’arresto cardiaco colpisce chiunque, senza preavviso, senza tener conto di età, sesso, razza o condizione sociale. Ogni anno una persona su mille viene colpita dalla cosiddetta morte cardiaca improvvisa, considerando la popolazione italiana si tratta di circa 60.000 casi all’anno, cioè circa 150 persone ogni giorno, una ogni 9 minuti; attualmente solo il 2% viene salvato, a causa anche dei pochi defibrillatori presenti in ogni luogo. L’evento che causa l’arresto cardiaco improvviso è nell’85% dei casi la fibrillazione ventricolare (FV): la fibrillazione ventricolare è risolvibile solo con la somministrazione di uno shock da parte di un defibrillatore.
Il tempo per intervenire è strettissimo: le percentuali di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% al minuto se non si interviene con il defibrillatore. Se una vittima di un arresto cardiaco non è defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono meno del 2%. Se il cuore non riparte entro i primi 5 minuti, il paziente può ricevere danni cerebrali irreversibili.
Può accadere di trovarsi a prestare soccorso ad una persona che ha appena subito un arresto cardiaco improvviso e ognuno di noi vorrebbe essere in grado di poterla aiutare: l’utilizzo un defibrillatore è l'unico trattamento efficace.
Attraverso l’implementazioni di progetti che prevedono una adeguata dislocazione di defibrillatori in postazioni opportunamente scelte, sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza superiori al 50 per cento. I mezzi di soccorso, le ambulanze presenti sul territorio spesso per varie motivazioni non possono arrivare in tempo utile per soccorre una persona colpita da arresto cardiaco che necessita di un soccorso immediato. Studi clinici pubblicati mostrano che le percentuali tendono ad aumentare ulteriormente se si interviene sul paziente entro tre minuti dall'arresto cardiaco.
UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI IN AMBITO EXTRAOSPEDALIERO
1. È consentito l'uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.
Gli addetti al pronto intervento possono così apprendere, oltre alle manovre di Rianimazione Cardipolmonare (RCP) o Basic Life Support (BLS), anche l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (BLSD). Per tale ragione si sono sviluppati progetti di defibrillazione precoce sul territorio (PAD) fornendo defibrillatori nei luoghi chiave, laddove si riuniscono molte persone, dove la gente vive, lavora e si diverte.
Quando si è colpiti da arresto cardiaco si presentano le seguenti condizioni: la vittima è incosciente, non ha segni di circolazione sanguigna, non respira. Se non si interviene rapidamente il 90/95% delle persone colpite muore. L’intervento tramite il defibrillatore permette di erogare una scarica di corrente elettrica che colpisce il cuore in modo tale che riprenda un ritmo normale.
In caso di arresto cardiaco lo stato di incoscienza e l’assenza dei segni di circolazione sanguigna (assenza di polso) sono causate da aritmie potenzialmente mortali o anomalie del sistema elettrico del cuore che provocano la conseguente incapacità del cuore di pompare il sangue al cervello e in tutto il corpo in maniera efficace.
La defibrillazione è solo un aspetto della terapia medica necessaria per rianimare un paziente con un ritmo ECG da trattare. Secondo la situazione, altre misure di soccorso possono includere:
• Somministrazione di ossigeno supplementare
Allarme Precoce (viene chiamato il 118 della struttura sanitaria locale ed attivato il
sistema di emergenza territoriale)
RCP Precoce (qualcuno opportunamente addestrato attua manovre di ventilazione e
compressione per sostenere le funzioni vitali, in attesa del defibrillatore)
Defibrillazione Precoce (il soccorritore addestrato all’utilizzo del defibrillatore eroga
uno shock al paziente prima possibile)
ACLS Precoce (il personale medico allertato con la chiamata al 118 fornisce le cure cardiache avanzate)
La defibrillazione è un metodo riconosciuto per interrompere determinate aritmie potenzialmente letali. Un defibrillatore a corrente continua eroga un breve impulso ad alta energia al muscolo cardiaco, i defibrillatori semiautomatici in particolare erogano questa energia attraverso elettrodi di defibrillazione monouso applicati al torace del paziente.
Le prime 3 fasi della catena della sopravvivenza sono spiegate in modo approfondito nei corsi BLSD sopraccitati.
Che cos’è un defibrillatore semiautomatico (DAE) ?
Il defibrillatore è un dispositivo che eroga una scossa elettrica al cuore attraverso piastre posizionate sul torace per riavviare il sistema elettrico del cuore. La defibrillazione esterna può essere eseguita per mezzo di un defibrillatore manuale esterno (utilizzabile solo da personale sanitario certificato) oppure un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno (utilizzabile da chiunque con un corso della durata di sole 4 ore). L'erogazione di una scossa elettrica al cuore colpito da arresto cardiaco improvviso blocca brevemente tutta l'attività elettrica cardiaca. Questa breve "interruzione" dal caos elettrico precedente può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale. Il defibrillatore semiautomatico è uno strumento estremamente semplice da utilizzare: analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l'erogazione di uno shock. Le istruzioni vocali e/o su schermo guidano il soccorritore durante l’esecuzione delle procedure di rianimazione cardiaca. La maggior parte dei modelli a disposizione dispongono di solo 2 pulsanti: uno per l’accensione/spegnimento e uno per l’erogazione dello shock. Nei modelli senza visualizzazione dell’ECG non è necessario che il soccorritore interpreti l’ECG del paziente, in quanto il defibrillatore lo analizza automaticamente e decide esso stesso se il soccorritore deve erogare o non erogare lo shock. Il soccorritore deve solo applicare gli elettrodi adesivi sul torace del paziente come indicato su un disegno sugli elettrodi stessi. In caso di richiesta da parte del defibrillatore di erogazione di shock, il soccorritore dovrà premere il pulsante lampeggiante di erogazione shock (in caso di defibrillatore completamente automatico, il defibrillatore provvederà autonomamente ad erogare lo shock). Se la diagnosi da parte del defibrillatore non prevede l’erogazione dello shock, il defibrillatore è un dispositivo talmente sicuro che anche premendo accidentalmente il tasto di shock non viene erogata la scarica elettrica.
Ispezionare la confezione degli elettrodi, verificando la data di scadenza: non utilizzare mai elettrodi scaduti. Inserire il connettore elettrodi saldamente nel connettore del defibrillatore (alcuni modelli presenti sul mercato hanno elettrodi preconnessi) e aprire la confezione degli elettrodi solo immediatamente prima dell'uso sul paziente. Dopo aver aperto la confezione, se si nota che il gel è asciugato o danneggiato, se gli elettrodi hanno evidenti segni di danno o se sono presenti corpi estranei, non utilizzare gli elettrodi.
É sempre consigliabile avere una coppia di elettrodi di scorta.
Determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all'articolo 2, comma 46, della legge n. 191/2009. (11A07053) (GU n. 129 del 6-6-2011 )
Visto l'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale» (legge finanziaria 2010), che autorizza la spesa di 4
milioni di euro per l'anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, secondo i criteri e le modalità da individuare con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni;
Riconosciuto che la fibrillazione ventricolare e' causa rilevante di decessi sull'intero territorio nazionale e che la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le
Rilevata l'opportunità di diffondere in modo capillare l'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni sul territorio nazionale anche a personale non sanitario, opportunamente formato, nella convinzione
che l'utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiocircolatorio;
Ritenuto di provvedere alla individuazione dei criteri e delle modalità per favorire la diffusione di defibrillatori semiautomatici confermando le indicazioni contenute nel documento approvato con
l'accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 «Linee guida per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché integrando tali indicazioni
con ulteriori criteri e modalità descritti in un apposito allegato A al presente decreto;
Ritenuto, altresì, di finalizzare le risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009 n. 191, al finanziamento di programmi regionali per favorire la diffusione di defibrillatori
1. La finalità del presente decreto è quella di individuare i criteri e le modalità per favorire la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni e fissare i criteri per l' utilizzazione delle
risorse di cui all'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
2. Le risorse previste dall'art. 2, comma 46, della legge 23 dicembre 2009, n 191, vengono ripartite per singola Regione e Provincia Autonoma secondo gli importi indicati nella tabella di cui
all'allegato B al presente decreto. Le quote individuate quali quote teoricamente spettanti alle Province di Trento e di Bolzano, in attuazione delle disposizioni recate dal citato art. 2, comma 109,
della legge 191/2009, sono rese disponibili per essere destinate alle finalità di cui al comma 126 del medesimo articolo;
La materiale erogazione degli importi di cui al comma 2 alla singola Regione e' subordinata:
b) per quanto attiene alle risorse relative all'anno 2011, alla presentazione da parte della singola Regione di una relazione sulla prima attuazione del programma di cui al comma 1 e alla sua
c) per quanto attiene alle risorse relative all' anno 2012, per una quota pari al 60 per cento alla presentazione, da parte della singola Regione di una relazione sulla prosecuzione dell'attuazione
del programma di cui al comma 1 e alla sua valutazione positiva da parte dello stesso Comitato, per la rimanente quota del 40 per cento alla presentazione da parte della singola Regione, di una relazione finale sul completamento dell'attuazione del programma e alla sua valutazione positiva, da parte del medesimo Comitato.
4. Le Province di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente decreto ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, a valere sulle proprie risorse finanziarie.
il caricamento automatico dell'apparecchio quando l'analisi sopradescritta e' positiva al fine di giungere a ripristinare un ritmo cardiaco efficace, attraverso una sequenza di shock elettrici
esterni transtoracici, d'intensità appropriata, separati da intervalli di analisi. Gli intervalli di tempo, che devono separare gli shock, in caso di shock ripetuti, in accordo con le linee guida internazionali, sono programmati negli apparecchi e non sono accessibili agli utilizzatori non medici.
L'operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico e' responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che e' determinato dall'apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente;
b2) i programmi di formazione ed aggiornamento e verifica, nonché l'accreditamento dei formatori e la relativa certificazione, sono definiti dalle Regioni e dalle Province Autonome, sentiti i
A seguito del superamento della prova viene rilasciata, ad ogni candidato che ha frequentato il corso, da parte del centro di formazione, un'attestazione di formazione all'uso del defibrillatore
c) Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le aziende sanitarie locali od ospedaliere, sedi di 118 o territorialmente competenti, effettuano la verifica ed il controllo
di qualita' delle prestazioni, anche mediante l'istituzione di un apposito registro epidemiologico.
Il soggetto autorizzato e' tenuto a comunicare immediatamente, secondo modalità indicate dalle Regioni e Province Autonome, l'utilizzo del defibrillatore semiautomatico, al fine di garantire la
Il rinnovo di autorizzazione all'uso del defibrillatore semiautomatico e' accordato, ogni dodici mesi, previa verifica della permanenza dei criteri autorizzativi.
e) Presso le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere e' depositato l'elenco dei defibrillatori semiautomatici con la specifica del modello e della sede ove sono disponibili, nonché l'elenco delle persone che possono utilizzare.
La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, ove sia più attesa l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto comunque della distanza dalle sedi del sistema di emergenza. Sulla base di tale criteri, devono essere identificate nel territorio regionale le seguenti aree:
luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico:
luoghi dove vi e' presenza di elevati flussi di persone o attività a rischio: grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
1. Modalità di allocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni
Inoltre, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso le proprie organizzazioni dell'emergenza territoriale 118, valutano progetti di acquisizione di defibrillatori semiautomatici
esterni con fondi privati, nonché le attività per le quali il soggetto esercente e' tenuto a dotarsi a proprie spese di defibrillatori semiautomatici esterni.
Tali corsi sono svolti in conformità alle linee guida stabilite in materia con l'Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 27 febbraio 2003,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71, del 26 marzo 2003, nonché in conformità alle linee guida internazionali vigenti in materia. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, al fine
di rendere uniformi le modalità di erogazione ed il livello di formazione dei corsi, affidano la loro realizzazione alle centrali operative del sistema di emergenza 118 ed ai centri di formazione
accreditati di altre strutture del Servizio Sanitario Regionale, delle Università, degli Ordini professionali sanitari, delle organizzazioni medico-scientifiche di rilevanza nazionale, della Croce Rossa Italiana e delle Associazioni di volontariato nazionali e regionali operanti in ambito sanitario, degli Enti pubblici che hanno come fine istituzionale la sicurezza del cittadino, nonché di altri
soggetti pubblici e privati operanti in ambito sanitario che dispongono di un'adeguata struttura di formazione. Le Regioni definiscono le modalità di retraining degli operatori
abilitati, da effettuarsi ogni 24 mesi. L'autorizzazione all'impiego del defibrillatore è riconosciuta
Ai fini della sorveglianza del rispetto della normativa di esercizio relativa alle apparecchiature elettromedicali, la detenzione del defibrillatore semiautomatico esterno deve essere comunicata alla struttura del Servizio Sanitario Regionale individuata allo scopo dalle Regioni e Province Autonome. Le informazioni relative ai defibrillatori semiautomatici esterni presenti sul territorio vengono messe a disposizione delle centrali operative 118 di riferimento. Il coordinamento delle attività di defibrillazione e' effettuato dalle centrali operative 118 competenti per territorio.
Le centrali operative dispongono di tutte le informazioni relative alla dislocazione dei defibrillatori semiautomatici esterni, sia per intervenire tempestivamente sul luogo dell'evento in caso di
segnalazione di utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno, sia per il monitoraggio delle attività di defibrillazione, anche ai fini della loro manutenzione.
Cosa è un Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE) ?
Come funziona un defibrillatore ?
• • Accendere il dispositivo;
• • Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
• • Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
• • Consentire l’analisi del ritmo;
• • Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.
Perché utilizzare un defibrillatore ?
Utilizzare il DAE è una manovra difficile oppure sono tutti in grado di farla ?
Vi sono alcune limitazioni nell’utilizzo del DAE ?
Per utilizzare correttamente il DAE occorre essere guidati da parte degli operatori del 118 ?
Vi sono precauzioni da tenere presenti quando si utilizza il DAE ?
Il DAE è sempre efficace? Quanto è affidabile ?
Quale legame intercorre tra defibrillazione e massaggio cardiaco ?
È necessario un corso per utilizzare il DAE ?
Dove posso trovare oggi un DAE ?
Come riconosco la presenza di un DAE ?
Quanti sono i DAE presenti ad oggi in Lombardia ?
Oggi sono presenti sul territorio lombardo circa 710 DAE di cui 600 in sedi fisse e altri 110 in postazioni mobili, ad esempio nei mezzi della Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera ecc. Con il progetto “A prova di cuore” si prevede di superare di gran lunga tale numero anche grazie all’orientamento di alcuni privati che hanno deciso di acquistarli per posizionarli all’interno delle loro aziende. Una diffusione e una presenza sempre più capillare, affiancata ad una conoscenza delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare possono aiutare le persone ad aiutarsi l’una l’altra e gestire efficacemente situazioni di emergenza.
Cosa è la catena della sopravvivenza ?
• • Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenza
• • Inizio della rianimazione cardiopolmonare precoce
• • Defibrillazione precoce
• • Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatorio