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Timestamp: 2020-08-15 05:20:59+00:00
Document Index: 168603352

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131']

Risponde di esercizio abusivo della professione di odontoiatra l’odontotecnico che svolga le attività professionali di pulizia dentale, installazione di ponti e rilevazione di impronte dentarie – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Risponde di esercizio abusivo della professione di odontoiatra l’odontotecnico che svolga le attività professionali di pulizia dentale, installazione di ponti e rilevazione di impronte dentarie
Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 16491.2020, resa dalla VI Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, esprimendosi in merito ad un caso di esercizio abusivo della professione di odontoiatra, chiarisce il perimetro punitivo del reato contro la pubblica amministrazione commesso da soggetto non abilitato allo svolgimento riservato al sanitario dotato della necessaria abilitazione professionale.
Il reato contestato il doppio giudizio di merito
Nel caso di specie gli imputati – rispettivamente odontotecnico e direttore sanitario dello studio dentistico abilitato odontoiatra – venivano tratti a giudizio in ordine al delitto di esercizio abusivo della professione (ed altri reati contro la persona e fiscali) per aver svolto attività professionali che devono essere necessariamente eseguite da un odontoiatra o da un igienista dentale, segnatamente la pulizia dentale, l’installazione di un ponte e la rilevazione di impronte dentarie, nonché per lesioni colpose e reati fiscali
Il Tribunale di Como condannava soltanto uno degli imputati limitatamente all’’esercizio abusivo della professione assolvendo l’altro imputato anche per il reato contro la PA.
La Corte di appello di Bergamo confermava la sentenza di condanna emessa in primo grado ed in accoglimento dell’appello proposto dal Pubblico affermava la responsabilità penale dell’altro imputato assolto in primo grado per aver concorso nel reato del primo.
I difensori dei giudicabili proponevano ricorso per cassazione avverso la decisione di secondo grado.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato originariamente condannato ed annullato con rinvio la sentenza impugnata perché la riforma della sentenza è intervenuta senza la necessaria rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale che sola avrebbe potuto consentire di acquisire la prova della penale responsabilità dell’imputato a titolo di concorso per aver consentito l’attività illecita del soggetto non abilitato.
(i) Elemento materiale del reato di esercizio abusivo della professione di odontoiatra
<Ed invero, appare probatoriamente supportata e logicamente argomentata – perciò insindacabile in sede di legittimità – l’affermazione per cui le attività di pulizia dentale svolte in più occasioni da[omissis], l’installazione di un ponte e la rilevazione delle impronte dentarie nei confronti di[omissis], oltre otturazioni, costituiscono attività professionali che debbono essere svolte necessariamente da un odontoiatra (o da un igienista dentale nei casi consentiti) e non da un soggetto non qualificato, trattandosi di odontotecnico. Anche in linea di diritto la ratio decidendi della sentenza impugnata appare coerente con la giurisprudenza di legittimità in materia, la quale ha affermato che integrano il delitto di esercizio abusivo della professione medica le condotte consistenti nella diretta rilevazione delle impronte dentarie di un paziente da parte di un odontotecnico (attività riservata esclusivamente all’odontoiatra) e nella rimozione del tartaro con lucidatura delle arcate dentarie da parte di un soggetto, come nel caso di specie, privo del titolo di odontoiatra o di igienista dentale (Sez. 6, n. 4294 del 12/12/2008, Melame, Rv. 242690)>.
(ii) Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto
<Manifestamente infondata è altresì la doglianza relativa al mancato riconoscimento dell’istituto di cui all’art. 131-bis cod. pen. dal momento che la Corte ha congruamente argomentato circa la potenziale minaccia di una condotta medica praticata da soggetti non qualificati, rappresentando altresì che l’offensività del fatto deve essere valutata non solo con riferimento all’esiguità del danno ma anche all’entità del pericolo. Il protrarsi nel tempo della condotta illecita è un ulteriore dato di segno negativo, che le generiche affermazioni contrarie contenute nel ricorso non valgono ad inficiare>.
(iii) Concorso nel delitto di esercizio abusivo della professione da parte del sanitario abilitato.
<La Corte, per contro, è pervenuta ad un giudizio di responsabilità di [omissis] ancorato all’assunto giuridicamente corretto per cui risponde a titolo di concorso nel delitto di esercizio abusivo della professione chiunque – ed in particolare il professionista abilitato che – consenta o agevoli lo svolgimento da parte di persona autorizzata di una attività professionale per la quale sia richiesta una speciale abilitazione dello Stato. La Corte ha sottolineato, a tal fine, che [omissis] era direttore sanitario dello studio e con la sua condotta permetteva a [omissis]di svolgere attività dentistica a lui non consentita>.
Art. 348 c.p. – Abusivo esercizio di una professione
La causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto non è applicabile al reato di esercizio abusivo della professione. Si tratta, infatti, di un delitto che presuppone una condotta che, “in quanto connotata di ripetitività, continuità o, comunque, dalla pluralità degli atti tipici, è di per sé ostativa al riconoscimento della causa di non punibilità”. Ad affermarlo è la Cassazione che ha escluso il beneficio di cui all’articolo 131-bis del Cp in capo ad un “falso” odontoiatra che aveva ricoperto il ruolo di direttore sanitario in uno studio dentistico senza avere le necessarie abilitazioni e che inoltre si era qualificato come odontoiatra nella dichiarazione alla Asl.
Cassazione penale sez. VI, 22/04/2016, n.23014
Commette reato di abusivo esercizio della professione di medico odontoiatra l’odontotecnico che provvede alla cura delle carie.
Cassazione penale sez. VI, 10/04/2014, n.31129
Risponde a titolo di concorso nel reato di esercizio abusivo di professione sanitaria il medico odontoiatra che abbia supervisionato o consigliato la rilevazione dell’impronta dentaria di un paziente effettuata dall’odontotecnico, avendo apportato, in tal modo, un contributo causale, pieno e consapevole, alla consumazione del reato.
Cassazione penale sez. VI, 08/01/2014, n.15894
Cassazione penale sez. VI, 12/12/2008, n.4294
L’attività di ablazione del tartaro e di lucidatura delle arcate dentarie non può essere esercitata se non da un medico odontoiatra o da un igienista dentale, con la conseguenza che commette il reato di esercizio abusivo della professione di igiene dentale il soggetto che esegua simili attività senza avere conseguito detta speciale abilitazione.
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