Source: https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Legge%20provinciale%2030%20novembre%201992,%20n.%2023_915.aspx?zid=
Timestamp: 2018-01-21 10:25:16+00:00
Document Index: 95724260

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 24', 'art. 70', 'art. 32', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 122', 'art. 39', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 77', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 78', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 29', 'art. 33', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 16']

Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioLegge provinciale 30 novembre 1992, n. 23
Disposizioni intruse: 1.6.4. - Programmazione, statistica e informatica: art. 8 bis
2.4. - Industria: art. 16 sexies
Art. 1 - Ambito di applicazione della legge
Capo I - Principi del procedimento amministrativo
Art. 3 - Termini del procedimento
Art. 4 - Motivazione
Art. 5 - Struttura competente in via principale
Art. 7 - Funzioni del responsabile del procedimento
Capo III - Semplificazione delle procedure amministrative
Art. 8 - Presentazione di domande ed istanze
Art. 9 - Documentazione, moduli e formulari
Art. 9 bis - omissis
Art. 9 ter - Controlli sulle dichiarazioni sostitutive e percezione non dovuta di vantaggi economici
Art. 11 - Pareri
Art. 12 - Valutazioni tecniche
Art. 16 - Conferenza di servizi
Art. 16 bis - Forme di collaborazione fra istituzioni
Art. 16 ter - Conferenza di servizi preliminare
Art. 16 quater - Procedura della conferenza di servizi
Art. 16 quinquies - Dissensi in sede di conferenza di servizi
Art. 16 sexies - Sportello unico per le attività produttive
Capo IV - Procedure per la concessione e l'erogazione di finanziamenti a enti pubblici e a soggetti privati
Art. 19 - Provvedimenti attributivi di vantaggi economici
Art. 19 bis - Semplificazione delle procedure
Art. 19 ter - Semplificazione dei rapporti con le imprese
Art. 20 - Rendicontazione e verifiche finali
Capo V - Partecipazione al procedimento amministrativo
Art. 23 - Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
Art. 23 bis - Silenzio assenso
Art. 23 ter - Disposizioni sanzionatorie
Art. 24 - Partecipazione dei soggetti interessati al procedimento amministrativo
Art. 25 - Comunicazione al soggetto interessato dell'inizio del procedimento
Art. 26 - Intervento nel procedimento
Art. 27 - Modalità di partecipazione al procedimento
Art. 27 bis - Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza
Art. 28 - Accordi tra amministrazione e amministrati
Art. 29 - Inapplicabilità
Art. 30 - Integrazione di procedimenti
Capo VI - Pubblicità degli atti
Art. 31 - Pubblicità degli atti
Art. 31 bis - Amministrazione aperta
Art. 32 - Diritto di accesso ai documenti amministrativi
Art. 32 bis - Esclusione dal diritto di accesso
Art. 33 - Comunicazione
Art. 33 bis - Comunicazioni telematiche
Art. 34 - Iniziative di informazione e rapporti con il pubblico
Art. 35 - Regolamento interno della Giunta provinciale
Art. 40 - Regolamenti di esecuzione e relazione annuale
Art. 40 bis - omissis
Art. 40 ter - Disposizioni per un'amministrazione di qualità
Art. 40 quater - Servizio di garanzia del cittadino-cliente
Art. 40 quinquies - Riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese
Art. 43 - Abrogazione della legge provinciale 25 novembre 1988, n. 45 concernente: "Principi generali per la semplificazione e la democratizzazione dell'azione amministrativa provinciale"
Testo vigente dal 28 dicembre 2017
In base all'art. 9 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 questa legge può essere citata usando solo il titolo breve "legge provinciale sull'attività amministrativa", individuato dall'allegato A della l.p. n. 16 del 2008.
1. Le disposizioni di questa legge si applicano all'attività amministrativa della Provincia, degli enti pubblici, ad esclusione di quelli economici, ad ordinamento provinciale e delle agenzie della Provincia, intendendosi sostituiti agli organi e alle strutture provinciali quelli competenti secondo i rispettivi ordinamenti e fatte salve le norme speciali che li riguardano.
2. In relazione a quanto disposto dall'articolo 59 della legge regionale 22 dicembre 2004, n. 7 (Riforma dell'ordinamento delle autonomie locali), le disposizioni di questa legge si applicano altresì all'attività amministrativa degli enti locali e dei soggetti che gestiscono direttamente o in concessione servizi pubblici locali, intendendosi sostituiti agli organi e alle strutture provinciali quelli competenti secondo i rispettivi ordinamenti. Con proprio regolamento gli enti locali stabiliscono le norme organizzative e attuative della presente legge nel rispetto dei principi previsti dalla stessa.
2 bis. Per garantire l'applicazione uniforme degli strumenti di semplificazione e accelerazione dell'attività amministrativa previsti da questa legge la Provincia adotta specifici atti di indirizzo e coordinamento, garantendo il coinvolgimento del Consiglio delle autonomie locali.
Articolo già sostituito dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13, così sostituito dall'art. 1 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
1. L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di semplicità, di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste da questa legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario.
2. L'amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente.
3. I soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il rispetto dei criteri e dei principi stabiliti dal comma 1.
4. Il procedimento amministrativo non può essere aggravato o ritardato rispetto agli adempimenti previsti per legge o per regolamento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria, le quali sono comunicate agli interessati dall'amministrazione competente.
5. Gli atti devono essere redatti per iscritto, di norma in modalità digitale, salvo che la legge o la natura dell'atto non richieda una forma diversa.
Articolo così sostituito dall'art. 2 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4.
1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, l'amministrazione ha il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
2. L'amministrazione stabilisce il termine entro cui deve concludersi ciascun procedimento, salvo che non sia già direttamente disposto per legge o per regolamento. Il termine decorre dal ricevimento della domanda da parte dell'amministrazione competente, se il procedimento è ad istanza di parte, ovvero dall'inizio d'ufficio del procedimento stesso. Se le istanze e la documentazione sono presentate a struttura della stessa amministrazione diversa da quella competente a riceverle o sono presentate per il tramite degli sportelli di assistenza e di informazione di cui all'articolo 34, il termine entro cui deve concludersi ciascun procedimento decorre dalla data di ricevimento delle istanze o della documentazione da parte della struttura competente all'adozione del provvedimento finale.
2 bis. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 7, della legge provinciale 21 dicembre 2007, n. 23, in materia di risorse per la retribuzione di risultato e del fondo per la produttività, entro un anno dalla data di entrata in vigore di questo comma, l'amministrazione ridefinisce i termini di conclusione dei procedimenti amministrativi stabiliti ai sensi del comma 2, i quali non possono comunque essere superiori a novanta giorni. Nei casi in cui sia indispensabile fissare termini di conclusione superiori a novanta giorni, in considerazione della particolare complessità del procedimento, della natura degli interessi pubblici tutelati e della effettiva sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, e sempre che sia stata verificata l'inapplicabilità degli strumenti di semplificazione delle procedure e della documentazione previsti da questa legge, tali termini non possono comunque superare i centottanta giorni. Fino all'adozione dei provvedimenti previsti da questo comma, continuano ad applicarsi i termini già stabiliti ai sensi del comma 2 o, in mancanza di questi, il termine residuale indicato dal comma 4.
2 ter. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale e disciplinare.
3. Nel caso in cui nel procedimento debbano intervenire atti di altre strutture o amministrazioni, il termine resta sospeso e ricomincia a decorrere dalla comunicazione dell'ultimo atto pervenuto. Della sospensione è data comunicazione all'interessato.
4. Qualora l'amministrazione non abbia provveduto ai sensi del comma 2, il termine per la conclusione del procedimento è di trenta giorni.
5. Ove l'istante debba regolarizzare o integrare la domanda o la documentazione presentata per consentire il perfezionamento dell'atto, il termine è sospeso dalla data di richiesta di regolarizzazione o di integrazione inviata dall'amministrazione all'istante fino alla data di ricevimento della documentazione richiesta e comunque non oltre i termini fissati dall'amministrazione. In caso di mancata regolarizzazione entro il termine a tale scopo assegnato, l'amministrazione, previa diffida e fissazione di un ulteriore termine, definisce il procedimento sulla base della documentazione agli atti.
6. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9, comma 5, all'istante non possono essere richiesti ulteriori informazioni o documenti oltre a quelli definiti ai sensi del medesimo articolo 9, se non con atto motivato, che determina la sospensione del termine di conclusione del procedimento, da comunicare all'interessato.
7. Qualora fatti o atti eccezionalmente sopravvenuti incidano sullo svolgimento dell'istruttoria, il termine può essere sospeso con provvedimento motivato. Tale circostanza è comunicata all'interessato.
7 bis. Ferme restando le ipotesi di sospensione previste da quest'articolo, in caso di inutile decorso del termine per la conclusione del procedimento il privato può rivolgersi al dirigente generale competente per materia, il quale conclude il procedimento ai sensi dell'articolo 16 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (legge sul personale della Provincia), entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto. Per i fini di questo comma, per ciascun procedimento è pubblicata sul sito internet istituzionale dell'amministrazione l'indicazione del soggetto a cui è attribuito il potere sostitutivo e a cui l'interessato può rivolgersi, anche per via telematica.
7 ter. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte sono espressamente indicati il termine massimo stabilito ai sensi di quest'articolo e quello effettivamente impiegato per concludere il procedimento.
8. Ai sensi della normativa statale vigente, salvi i casi di silenzio assenso o di silenzio rigetto, decorsi i termini stabiliti dai commi 2 e 4 per la conclusione del procedimento amministrativo, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione può essere proposto, anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei medesimi termini. E' fatta salva la possibilità di riproporre l'istanza di avvio del procedimento se ne ricorrono i presupposti.
9. Con deliberazione della Giunta provinciale sono individuati gli strumenti e le modalità per la misurazione dei tempi medi di conclusione dei procedimenti amministrativi nonché per la loro pubblicazione, anche al fine di monitorare il rispetto dei termini di cui a quest'articolo e predisporre i conseguenti interventi correttivi.
Articolo già modificato dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, così sostituito dall'art. 3 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 24 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4, dall'art. 3 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Per le determinazioni previste dal comma 2 vedi le deliberazioni della giunta provinciale 18 giugno 2004, n. 1338 (b.u. 20 luglio 2004, n. 29) - modificata dalla deliberazione 7 luglio 2006, n. 1370 (b.u. 25 luglio 2006, n. 30) -, 30 luglio 2004, n. 1770 (b.u. 17 agosto 2004, n. 33, suppl. n. 2), 29 aprile 2005, n. 823 (b.u. 21 giugno 2005, n. 25), 17 giugno 2005, n. 1271 (b.u. 5 luglio 2005, n. 27), 25 maggio 2007, n. 1056 (b.u. 12 giugno 2007, n. 24, suppl. n. 1) - modificata dalle deliberazioni 6 giugno 2008, n. 1414 (b.u. 8 luglio 2008, n. 28), 19 settembre 2008, n. 2318 (b.u. 16 dicembre 2008, n. 51), 20 marzo 2009, n. 550 (b.u. 21 aprile 2009, n. 17) e 30 aprile 2009, n. 983 (b.u. 9 giugno 2009, n. 24) -, 6 novembre 2009, n. 2634 (b.u. 9 dicembre 2009, n. 50, suppl. n. 1), 30 aprile 2010, n. 1002 (b.u. 25 maggio 2010, n. 21), 4 giugno 2010, n. 1339 (b.u. 15 giugno 2010, n. 24), 17 giugno 2010, n. 1461 (b.u. 29 giugno 2010, n. 26), 30 dicembre 2010, n. 3106 (b.u. 25 gennaio 2011, n. 4, suppl. n. 3), 14 dicembre 2011, n. 2737 (b.u. 14 febbraio 2012, n. 7), 13 luglio 2012, n. 1487 (b.u. 14 agosto 2012, n. 33), 20 luglio 2012, n. 1530 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 8 aprile 2016, n. 507 - modificata dalle deliberazioni 29 luglio 2016, n. 1268 e 28 dicembre 2017, n. 2270 - e 29 dicembre 2016, n. 2469.
1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto, le norme giuridiche, nonché le ragioni che hanno determinato la decisione dell'amministrazione in relazione alle risultanze dell'istruttoria.
3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme con la comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile anche l'atto a cui essa si richiama.
4. Ogni provvedimento deve indicare l'autorità amministrativa e il termine entro cui è possibile ricorrere.
Il comma 1 è stato così modificato dall'art. 4 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
Struttura competente in via principale
1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, viene determinata, con deliberazione della Giunta provinciale, per ciascun tipo di procedimento, la struttura competente in via principale dell'istruttoria, di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del provvedimento finale.
Articolo così modificato dall'art. 5 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Le strutture competenti sono individuate dalle deliberazioni citate nella nota all'art. 3.
1. I responsabili delle strutture provinciali individuano con atto scritto il responsabile dell'istruttoria di ciascun procedimento amministrativo rientrante nelle proprie attribuzioni.
2. Qualora il procedimento interessi una pluralità di strutture, alla relativa istruttoria provvede la struttura competente all'adozione del provvedimento finale.
3. In caso di mancata individuazione del responsabile dell'istruttoria la stessa fa capo al responsabile della struttura competente.
4. La struttura competente in via principale e la persona del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 24 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.
Articolo già modificato dall'art. 76 della l.p. 3 aprile 1997, n. 7, così sostituito dall'art. 6 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
1. Il responsabile del procedimento di cui all'articolo 6:
b) accerta d'ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari ed adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria; in particolare il responsabile, ove necessario, chiede la regolarizzazione o l'integrazione della domanda, della documentazione e delle dichiarazioni prodotte; può esperire accertamenti tecnici, ispezioni e ordinare esibizioni documentali;
c) propone l'indizione o, avendone la competenza, indice la conferenza di servizi di cui all'articolo 16;
d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalla legge e dai regolamenti;
e) trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione del provvedimento finale ovvero, ove ne abbia la competenza, provvede egli stesso; l'organo competente all'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non può discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile medesimo se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale.
Articolo così modificato dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13 e dall'art. 7 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
Presentazione di domande ed istanze
1. Le strutture che ricevono direttamente domande, istanze o altri documenti, ne rilasciano ricevuta con l'attestazione della data. Tale ricevuta, in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della domanda, consente la riproposizione della stessa entro il termine all'uopo assegnato dal responsabile della struttura competente.
2. Salvo diversa disposizione di legge o di regolamento, le domande e le istanze possono essere presentate anche a mezzo del servizio postale o per via telematica in applicazione della legislazione statale vigente in materia di documentazione amministrativa. La Provincia favorisce l'uso delle tecnologie nei rapporti con i cittadini e le imprese, incentivando in particolare il ricorso alla posta elettronica certificata e alla firma digitale per la trasmissione delle istanze e della relativa documentazione, nonché l'uso della carta provinciale dei servizi o di un diverso strumento che consenta, se necessaria, l'identificazione informatica del richiedente, per l'accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni.
3. Le domande e le istanze si intendono presentate in tempo utile ove risulti, sulla base della data di spedizione mediante plico raccomandato, che sono state consegnate all'ufficio postale entro i termini previsti.
4. Le domande e le istanze rivolte ad organo della stessa amministrazione diverso da quello competente o pervenute a struttura diversa da quella competente a riceverle non possono essere dichiarate inammissibili per tale motivo e sono trasmesse d'ufficio, senza ritardo, all'organo o alla struttura rispettivamente competente.
Articolo così modificato dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3, dall'art. 8 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6 e abrogato dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
Documentazione, moduli e formulari
1. Nell'ambito di un procedimento amministrativo può essere richiesta esclusivamente la documentazione individuata dalla Giunta provinciale, anche in deroga a quanto previsto da leggi o da regolamenti, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia di riduzione degli oneri amministrativi, di acquisizione d'ufficio dei documenti e di autocertificazione e in attuazione del principio di non aggravamento del procedimento.
2. Il sito internet istituzionale della Provincia è fonte di certezza istituzionale e di attualità per la documentazione, per i moduli e i formulari nonché per le informazioni relative ai procedimenti amministrativi previste dal comma 3. Se l'interessato utilizza moduli e formulari estratti dal sito internet istituzionale l'amministrazione deve accettarli e non può dichiararli irricevibili.
3. Con riferimento a ciascun procedimento amministrativo, sinteticamente descritto nelle sue fasi e nei suoi adempimenti, sono resi disponibili nel sito internet istituzionale della Provincia i moduli e i formulari necessari alla presentazione delle domande, gli elenchi della documentazione da presentare assieme alla domanda e i casi di silenzio-assenso e di segnalazione certificata di inizio attività. I dirigenti delle strutture competenti per ciascun procedimento sono responsabili dell'aggiornamento delle informazioni, della documentazione, dei moduli e dei formulari contenuti nel sito internet.
4. La Provincia, attraverso la struttura competente in materia di semplificazione amministrativa, garantisce l'uniformità della documentazione, dei moduli e dei formulari - che devono contenere un elemento identificativo della loro provenienza dal sito internet istituzionale della Provincia - e assicura la loro conformità alle norme sul procedimento amministrativo, sulla documentazione e sull'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
5. I documenti attestanti fatti, qualità e stati soggettivi necessari per l'istruttoria del procedimento, se in possesso dell'amministrazione procedente o di un'altra pubblica amministrazione, sono acquisiti d'ufficio dal responsabile del procedimento; in tal caso l'amministrazione procedente può chiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti. Sono accertati d'ufficio dal responsabile del procedimento, inoltre, i fatti, le qualità e gli stati soggettivi che l'amministrazione procedente o un'altra pubblica amministrazione è tenuta a certificare. Per i fini di questo comma la Giunta provinciale promuove l'integrazione e la cooperazione dei sistemi applicativi e delle banche dati degli enti a ordinamento provinciale e regionale, anche quale premessa per lo sviluppo di un sistema logico unificato definibile come sistema unico della pubblica amministrazione trentina. A tal fine la Giunta provinciale è autorizzata ad emanare apposite direttive, assicurando le opportune intese con il Consiglio delle autonomie locali.
7. Al fine della semplificazione e della razionalizzazione della documentazione richiesta dalle vigenti disposizioni, anche amministrative, per l'adozione dei provvedimenti amministrativi della Provincia, la Giunta provinciale individua entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore di quest'articolo la documentazione necessaria per l'istruttoria delle domande riferite a ciascun procedimento amministrativo. Le deliberazioni d'individuazione della documentazione sono pubblicate sul sito internet istituzionale della Provincia. A seguito della loro pubblicazione la documentazione prevista da leggi, regolamenti e da altre disposizioni amministrative vigenti prima della pubblicazione è sostituita da quella individuata ai sensi di questo comma. I commi 2 e 3 si applicano a decorrere dal 1° giugno 2011; in ogni caso la documentazione, i moduli e i formulari presenti sino a tale data nel sito internet istituzionale sono utilizzabili per la presentazione delle domande all'amministrazione.
8. Per favorire da parte degli enti locali la gestione uniforme dei procedimenti amministrativi nelle materie disciplinate dalle leggi provinciali, la relativa modulistica è approvata dalla struttura provinciale competente per materia, sentito il Consorzio dei comuni trentini. Questi moduli e formulari sono resi disponibili nei siti istituzionali.
Articolo già modificato dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3, sostituito dall'art. 10 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, così sostituito dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, modificato dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18, dall'art. 23 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20. Vedi però l'art. 6, commi 5 e 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi la deliberazione della giunta provinciale 28 dicembre 2007, n. 3064 (b.u. 26 febbraio 2008, n. 9, suppl. n. 2), modificata dalla deliberazione 6 novembre 2009, n. 2634 (b.u. 9 dicembre 2009, n. 50, suppl. n. 1).
Articolo aggiunto dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18 e abrogato dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
Controlli sulle dichiarazioni sostitutive e percezione non dovuta di vantaggi economici
1. Le dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà rese ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), sono assoggettate ai controlli previsti dal capo V del medesimo decreto con le modalità definite dalla Giunta provinciale.
2. Fermo restando l'obbligo di segnalare il fatto all'autorità giudiziaria, se dai controlli emerge la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni o l'omissione d'informazioni dovute l'amministrazione dispone:
a) la decadenza totale dal beneficio concesso, quando la non veridicità riguarda l'insussistenza di un requisito costituente presupposto necessario alla sua ammissione;
b) la decadenza parziale dalla parte non dovuta del beneficio, quando la non veridicità riguarda un elemento rilevante solo ai fini della determinazione della sua entità.
3. Fermo restando l'obbligo di segnalare il fatto all'autorità giudiziaria, non è disposta la decadenza dal beneficio se gli elementi non veritieri emersi dai controlli non sono determinanti ai fini della concessione del beneficio.
4. Ferma restando l'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'articolo 316 ter, comma 2, del codice penale, quando è disposta la decadenza di benefici economici già erogati l'amministrazione avvia le procedure per il recupero integrale o parziale delle somme erogate.
5. Fatto salvo quanto diversamente disciplinato nelle leggi di settore, nei casi, con i termini e le modalità stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale il provvedimento di decadenza dal beneficio di natura economica può disporre che la persona che ha reso dichiarazioni non veritiere o ha omesso informazioni necessarie, oppure l'ente da essa rappresentato, sia escluso dall'accesso a un beneficio della stessa tipologia di quella per cui sono state fornite dichiarazioni non veritiere. L'esclusione non può essere superiore a tre anni decorrenti dalla data del provvedimento di decadenza.
6. Il comma 5 si applica con riferimento alle verifiche delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà non veritiere, per le quali non è ancora stata disposta la decadenza dai benefici alla data di approvazione della deliberazione prevista dal predetto comma.
Articolo aggiunto dall'art. 23 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
Articolo abrogato dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
1. Tutti i pareri debbono essere resi entro il termine fissato per legge, per regolamento o per deliberazione della Giunta provinciale per ogni singolo procedimento.
2. Qualora la Giunta provinciale non provveda ai sensi del comma 1, il termine è di trenta giorni.
3. Nel caso di decorrenza del termine per l'assunzione di pareri obbligatori, la struttura competente in via principale procede indipendentemente dalla loro acquisizione, salvo che l'organo o la struttura competenti abbiano rappresentato esigenze istruttorie. In tal caso, il termine ricomincia a decorrere per una sola volta, dal momento della ricezione della richiesta di proroga.
4. Nel caso di decorrenza del termine per l'assunzione di pareri obbligatori che devono essere rilasciati da organi o strutture preposti alla tutela dell'ambiente, del paesaggio, del territorio e della salute dei cittadini, salvo che essi abbiano rappresentato esigenze istruttorie, la struttura competente in via principale convoca la conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 16, commi 2 e 2 bis.
5. Nell'ipotesi di pareri facoltativi, ove essi non siano comunicati entro i termini previsti dai commi 1 e 2, il provvedimento è adottato prescindendo dai pareri medesimi.
6. Se il parere è favorevole e senza osservazioni, il dispositivo può essere anticipato via fax o con l'utilizzo di strumenti telematici o informatici.
Articolo così modificato dall'art. 11 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.
1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite valutazioni tecniche, gli organi o gli enti chiamati ad esprimerle debbono provvedere nei termini prefissati o in mancanza entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, salvo che abbiano rappresentato esigenze istruttorie di competenza dell'amministrazione procedente. In difetto, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche ad altri organi dell'amministrazione o ad enti pubblici che siano dotati di qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle valutazioni che debbono essere prodotte da amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente, del paesaggio, del territorio e della salute dei cittadini. Vale in tale caso quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 11.
3. Nel caso in cui l'ente o l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie all'amministrazione procedente, si applica quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 11.
Articoli abrogati dall'art. 70 della l.p. 3 aprile 1997, n. 7.
Articolo abrogato dall'art. 32 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, la struttura competente in via principale dell'amministrazione procedente può indire una conferenza di servizi.
2. La conferenza di servizi è sempre indetta quando la struttura competente in via principale dell'amministrazione procedente deve acquisire pareri, autorizzazioni, intese, concerti, nulla-osta o assensi comunque denominati di altre strutture o amministrazioni pubbliche ed essi, o anche uno solo di essi, non sono resi entro trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta da parte dell'amministrazione competente. La conferenza può essere indetta, inoltre, quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più strutture o amministrazioni interpellate.
2 bis. In deroga a quanto previsto dal comma 2 e per garantire la speditezza dell'azione amministrativa, se la struttura provinciale competente in via principale deve acquisire pareri, intese, concerti, nulla-osta o altri atti comunque denominati esclusivamente di competenza di strutture organizzative della Provincia, indice una conferenza di servizi interna in luogo della richiesta dei predetti atti. La convocazione della conferenza interna avviene in via telematica e deve pervenire alle strutture interessate almeno cinque giorni prima della relativa data. Contestualmente è resa disponibile la documentazione necessaria. La mancata partecipazione alla conferenza interna rileva ai fini della valutazione della dirigenza.
4. Quando l'attività del privato è subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di più strutture o amministrazioni, la conferenza di servizi è convocata, su richiesta dell'interessato, dalla struttura o amministrazione competente per l'adozione del provvedimento finale.
5. Nei procedimenti concernenti i lavori pubblici resta fermo quanto diversamente disposto dalla normativa in materia.
Articolo già sostituito dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13, così sostituito dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, modificato dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6, dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.
Forme di collaborazione fra istituzioni
1. La Provincia può affidare alla Provincia autonoma di Bolzano, a regioni, e a enti locali anche appartenenti a regioni diverse, o assumere in affidamento dai medesimi enti, determinati compiti, funzioni o servizi, anche mediante il temporaneo avvalimento delle rispettive strutture e uffici, sulla base di specifici disciplinari o a seguito della sottoscrizione di apposite convenzioni.
1 bis. Le forme di affidamento e di avvalimento previste dal comma 1 possono essere altresì attivate nei confronti di altri stati e di enti territoriali interni di altri stati, ferma restando l'osservanza della normativa vigente in materia di attività internazionale delle regioni e delle province autonome.
2. Gli atti di affidamento di cui al comma 1 stabiliscono i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i rapporti finanziari e i reciproci obblighi e garanzie.
2 bis. Anche al di fuori delle ipotesi disciplinate da quest'articolo e dall'articolo 16, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune.
2 ter. Al fine di coordinare le modalità tecnico-operative per l'erogazione di provvidenze ai cittadini residenti in provincia di Trento, e per definire una disciplina applicativa coordinata, anche a carattere organizzativo, relativamente agli interventi di competenza della Provincia e dello Stato, la Provincia può promuovere accordi con i competenti organismi o enti statali.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3, così modificato dall'art. 12 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e dall'art. 22 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.
1. La conferenza di servizi può essere convocata per progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata e documentata richiesta dell'interessato, prima della presentazione di un'istanza o di un progetto definitivo, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tal caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente. A tal fine la Giunta provinciale definisce i criteri e le modalità per la determinazione e il rimborso dei costi, anche in via forfettaria.
2. Nelle procedure di realizzazione di lavori pubblici d'interesse provinciale, ove non diversamente disposto dalla vigente disciplina in materia, la conferenza di servizi si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico e alla tutela della salute si pronunciano, per quanto riguarda l'interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile, elementi preclusivi alla realizzazione del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso.
2 bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una struttura o amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità è sottoposto alla disciplina dell'articolo 16 quinquies, comma 3.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, la conferenza di servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione; le indicazioni fornite in tale sede possono essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei privati sul progetto definitivo.
4. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile della struttura competente alla realizzazione dei lavori trasmette alle strutture e alle amministrazioni interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni da esse indicate in sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivo alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici, l'amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto preliminare.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, così modificato dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6 e dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
Procedura della conferenza di servizi
1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all'organizzazione dei propri lavori a maggioranza dei presenti, e può svolgersi per via telematica.
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle strutture o alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o informatica, almeno sette giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque giorni le strutture e le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare, l'effettuazione della riunione in una diversa data; in tal caso, la struttura o l'amministrazione procedente concorda una nuova data, comunque successiva alla prima di non più di dieci giorni.
3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla trasmissione dell'istanza o del progetto definitivo ai sensi dell'articolo 16 ter, le strutture e le amministrazioni presenti stabiliscono il termine per la conclusione dei lavori. In assenza di tale determinazione, i lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni.
4. Ogni struttura e amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante, anche espressamente delegato a tal fine dall'organo competente, legittimato ad esprimere in modo vincolante la volontà su tutte le decisioni di competenza della struttura e dell'amministrazione convocata.
4 bis. A conclusione dei lavori della conferenza, o comunque alla scadenza del termine di cui al comma 3, viene redatto apposito verbale di conclusione della conferenza.
5. Si considera acquisito l'assenso della struttura o dell'amministrazione, comprese quelle preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, alla tutela paesaggistico-territoriale e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, valutazione ambientale strategica (VAS) e autorizzazione integrata ambientale (AIA), il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non ha espresso definitivamente la volontà della struttura o dell'amministrazione rappresentata.
6. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti per una sola volta, ai proponenti dell'istanza o ai progettisti, chiarimenti o ulteriore documentazione. In tal caso il termine fissato per la conclusione dei lavori rimane sospeso dalla data della richiesta dei chiarimenti o degli elementi integrativi e riprende a decorrere dalla loro ricezione. Se i chiarimenti o gli elementi integrativi non sono forniti entro il termine perentorio di trenta giorni si procede prescindendo da essi.
6 bis. Il provvedimento finale di competenza della struttura o amministrazione procedente è adottato valutati gli esiti della conferenza, come risultanti dal suo verbale di conclusione, e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede.
7. Il provvedimento finale adottato ai sensi del comma 6 bis, se favorevole, sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla-osta, parere o altro atto di assenso comunque denominato di competenza delle strutture o delle amministrazioni partecipanti o invitate a partecipare alla conferenza, ma risultate assenti.
7 bis. Quest'articolo si applica quando la conferenza di servizi è convocata ai sensi dell'articolo 16, commi 2, 2 bis, 4 e 5.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, così modificato dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6, dall'art. 3 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Dissensi in sede di conferenza di servizi
1. A pena d'inammissibilità il dissenso di uno o più rappresentanti delle strutture o amministrazioni regolarmente convocate alla conferenza di servizi, comprese quelle preposte alla tutela ambientale - fermo restando quanto previsto in materia di VIA -, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, dev'essere manifestato nella conferenza di servizi, dev'essere congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza e deve indicare specificamente le modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso.
2. Se una o più strutture o amministrazioni hanno espresso il proprio dissenso si predispone comunque, entro il termine perentorio indicato dall'articolo 16 quater, comma 3, il verbale di conclusione della conferenza, che dà conto di tutte le posizioni espresse.
3. Se il motivato dissenso è espresso da una struttura o da un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità l'amministrazione procedente, entro dieci giorni, rimette la decisione:
a) alla Giunta provinciale, in caso di dissenso tra due o più strutture dell'amministrazione provinciale;
b) alla conferenza permanente per i rapporti tra la Provincia e le autonomie locali o al Consiglio delle autonomie locali, in caso rispettivamente di dissenso tra Provincia ed enti locali o tra enti locali.
3.1. La decisione è assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente della Provincia o il presidente degli organi di cui alla lettera b), valutata la complessità dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a sessanta giorni.
3 bis. Quest'articolo si applica quando la conferenza di servizi è convocata ai sensi dell'articolo 16, commi 2, 2 bis, 4 e 5.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, così modificato dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6, dall'art. 13 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
1. Per semplificare il rilascio dei provvedimenti preordinati alla realizzazione, all'ampliamento, alla cessazione, alla riattivazione e alla localizzazione di impianti produttivi o di attività finalizzate alla produzione di beni e servizi, inclusi il rilascio dei titoli abilitativi edilizi previsti dalla legislazione provinciale vigente in materia, presso ciascun comune è assicurato il coordinamento delle funzioni amministrative inerenti l'esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, comprese quelle relative all'insediamento dei relativi impianti, in relazione ai profili urbanistici, sanitari, della tutela ambientale e della sicurezza. Resta fermo il rispetto dell'autonomia organizzativa spettante ai sensi della normativa regionale in materia di ordinamento degli enti locali.
2. Il coordinamento delle funzioni amministrative indicate nel comma 1, da realizzare mediante la conferenza di servizi e gli strumenti di semplificazione delle procedure previsti da questa legge, è assicurato anche in forma associata dalle comunità, in conformità agli indirizzi stabiliti dalla Giunta provinciale previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali.
3. Per le finalità dell'articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la Provincia, previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali, stabilisce le modalità per l'attivazione e la gestione, obbligatoriamente in forma associata da parte di tutti i comuni attraverso le comunità, dello sportello unico telematico per le attività produttive, nel rispetto dei seguenti principi e criteri:
a) presentazione in modalità esclusivamente telematica delle domande, dichiarazioni, segnalazioni e comunicazioni;
b) trasmissione con modalità esclusivamente telematica della documentazione alle altre amministrazioni che intervengono nel procedimento;
c) effettuazione delle comunicazioni al richiedente con modalità esclusivamente telematica;
d) utilizzo obbligatorio di documentazione, moduli e formulari predisposti e resi disponibili per via telematica, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 9.
4. Nella fase sperimentale di avvio lo sportello unico telematico per le attività produttive opera esclusivamente con riferimento alle tipologie di procedimenti individuati dalla Giunta provinciale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali. Fino all'attivazione dello sportello unico telematico presso ciascuna comunità, quanto previsto dal comma 3 è assicurato dal Consorzio dei comuni trentini. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore di quest'articolo, il Consorzio dei comuni trentini si accredita, per conto di tutti i comuni, nel portale "www.impresainungiorno.gov.it" previsto dall'articolo 38, comma 3, del decreto-legge n. 112 del 2008, fermo restando l'obbligo di garantire da parte degli enti pubblici interessati nei relativi procedimenti amministrativi il possesso dei requisiti tecnici minimi necessari per svolgere gli adempimenti in modalità telematica.
4 bis. Dal 1° gennaio 2015 sono effettuate esclusivamente tramite lo sportello unico telematico tutte le comunicazioni tra le imprese e i comuni concernenti i procedimenti individuati ai sensi del comma 4, nonché le comunicazioni relative a procedimenti, anche di competenza di altre pubbliche amministrazioni, che le imprese possono avviare tramite lo sportello.
Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1, modificato dall'art. 1, comma 6 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6 (vedi anche il comma 7 di quest'ultimo articolo), così sostituito dall'art. 14 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18 e dall'art. 23 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi il d.p.p. 13 agosto 2003, n. 21-142/Leg.
Procedure per la concessione e l'erogazione di finanziamenti a enti pubblici e a soggetti privati
Art. 17 - Art. 18
Articoli abrogati dall'art. 32 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. La concessione di sovvenzioni, di contributi, di sussidi e di ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone e a enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte dell'amministrazione procedente dei criteri e delle modalità cui l'amministrazione stessa deve attenersi.
2. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalità stabiliti ai sensi del comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti con i quali sono disposti i relativi interventi.
2 bis. Se i provvedimenti indicati nel comma 1 subordinano la concessione o l'erogazione del beneficio economico all'effettuazione di sopralluoghi o verifiche in loco, questi sono effettuati esclusivamente a campione, nella percentuale prevista nei singoli provvedimenti e comunque coordinandosi o avvalendosi degli uffici presenti sul territorio.
Articolo così sostituito dall'art. 15 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.
1. Per razionalizzare e accelerare lo svolgimento dell'attività amministrativa, con uno o più regolamenti sono emanate disposizioni per la delegificazione e la semplificazione delle procedure previste da leggi provinciali, ivi comprese quelle relative alla concessione ed erogazione di agevolazioni economiche, comunque denominate.
2. I regolamenti sono emanati attenendosi ai seguenti principi e criteri:
a) riduzione delle fasi procedimentali e degli organi o dei soggetti intervenienti nel procedimento;
b) riduzione degli oneri amministrativi che gravano sui cittadini e sulle imprese e perseguimento degli obiettivi di cui agli articoli 12 e 14 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;
c) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e regolazione uniforme di procedimenti tra loro analoghi od omogenei e dei relativi tempi di conclusione;
e) sostituzione dei procedimenti che comportano, per l'amministrazione e per i cittadini, costi più elevati dei benefici conseguibili, con altri che prevedono la sostituzione dell'attività amministrativa diretta con forme di autoregolamentazione da parte degli interessati, prevedendo comunque forme di controllo;
f) individuazione di procedure che il cittadino possa gestire in autonomia, con particolare riguardo alle modalità di presentazione delle domande;
g) individuazione di procedure automatizzate per i casi che non richiedono una valutazione discrezionale, ma esclusivamente l'accertamento di presupposti e di requisiti;
h) individuazione di procedure differenziate in relazione all'importo finanziato dall'amministrazione provinciale, anche prevedendo che l'intervento provinciale sia definito in via forfettaria o sulla base delle spese già effettuate;
i) semplificazione degli adempimenti e della documentazione richiesti ai fini della liquidazione delle spese, consentendo anche la liquidazione dell'agevolazione economica prima del completo pagamento della spesa, salva successiva verifica;
j) con riferimento ai contributi di modesta entità, individuazione dei casi di ricorso all'anticipazione della liquidazione dei contributi avvalendosi di società a prevalente partecipazione provinciale o di altri soggetti idonei;
k) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie informatiche.
3. I regolamenti individuano le disposizioni di leggi e di regolamenti provinciali che regolano le procedure oggetto di semplificazione abrogate a decorrere dalla data prevista dai regolamenti medesimi.
Articolo aggiunto dall'art. 16 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, così sostituito dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4, modificato dall'art. 11 della l.p. 31 maggio 2012, n. 10 e dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi il d.p.p. 21 maggio 2008, n. 19-126/Leg e le deliberazioni della giunta provinciale 13 luglio 2012, n. 1487 (b.u. 14 agosto 2012, n. 33) e 20 luglio 2012, n. 1530 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32).
Semplificazione dei rapporti con le imprese
1. Con uno o più regolamenti, in conformità ai principi stabiliti dall'articolo 19 bis, sono adottate le misure di semplificazione necessarie per ridurre gli adempimenti burocratici connessi all'avvio e all'esercizio dell'attività delle imprese e per razionalizzare le relative procedure, previste dalla normativa provinciale.
2. I regolamenti possono prevedere l'affidamento alle associazioni di categoria, alle associazioni sindacali, ai centri di assistenza fiscale, ai centri autorizzati di assistenza agricola (CAA), ai patronati e ai professionisti iscritti in albi o elenchi tenuti da ordini professionali che rispettino gli standard qualitativi stabiliti dalla Giunta provinciale, dell'istruttoria di procedimenti disciplinati dalla normativa provinciale e la possibilità di sostituire la documentazione prescritta con asseverazioni di professionisti.
3. La Giunta provinciale, con propria deliberazione, può prevedere l'affidamento ai soggetti di cui al comma 2 dell'attività di supporto informativo agli utenti e di ricezione delle domande destinate alle strutture provinciali, nonché dell'attività di inserimento dei dati relativi alle pratiche e d'inoltro delle domande e della relativa documentazione alla Provincia, anche esclusivamente in modalità telematica mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata; l'affidamento può essere disposto dai comuni con riguardo ai procedimenti di loro competenza.
Articolo aggiunto dall'art. 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16, così modificato dall'art. 2, comma 5 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4 (per una disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi lo stesso art. 2, comma 8) e dall'art. 24 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18.
Rendicontazione e verifiche finali
1. L'erogazione di finanziamenti, di contributi o di altre provvidenze a carico della Provincia previste dalla vigente legislazione per lo svolgimento di attività, per la realizzazione di interventi e di opere, è disciplinata da quest'articolo.
2. Con uno o più regolamenti sono definite le modalità e i termini di rendicontazione e di verifica parziale o finale delle attività, degli interventi e delle opere, attenendosi ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) semplicità e non aggravamento degli adempimenti richiesti, nel rispetto della legge 4 gennaio 1968, n. 15 (Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme), come da ultimo modificata dal decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403, e del decreto del Presidente della Repubblica n. 403 del 1998 (Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della L. 15 maggio 1997, n. 127, in materia di semplificazione delle certificazioni amministrative);
b) specificazione delle modalità e degli adempimenti richiesti in relazione alla natura giuridica dei beneficiari, alla tipologia delle iniziative agevolate e all'entità delle agevolazioni concesse;
c) con riguardo ai benefici assegnati a soggetti privati, ai sensi della legislazione vigente, per realizzare investimenti con il concorso del volontariato, individuazione dei casi in cui la documentazione della spesa effettivamente sostenuta è da riferirsi alla sola agevolazione concessa. La presente norma di applica anche agli enti e associazioni che svolgono attività di volontariato rivolta al soccorso e all'assistenza ai bagnanti e natanti sul lago di Garda.
2 bis. Per la rendicontazione delle agevolazioni concesse ai sensi della legge provinciale 17 marzo 1988, n. 10 (Sostegno alla cooperazione per lo sviluppo), i beneficiari presentano una relazione illustrativa dell'intervento eseguito corredata dal rendiconto delle entrate e delle uscite e inoltre, alternativamente:
a) dalla documentazione giustificativa della spesa sostenuta, che può essere intestata anche alla controparte di riferimento locale; se non è possibile fornire una parte di questa documentazione, essa può essere sostituita da una dichiarazione del beneficiario, nella quale sono indicati l'oggetto della spesa e il percettore delle somme;
b) da un'attestazione del possesso della documentazione della spesa, fermo restando che la documentazione deve essere conservata dal beneficiario per gli eventuali controlli.
3. Con i regolamenti di cui al comma 2 sono definite inoltre le modalità e i criteri per l'effettuazione di controlli, normalmente a campione, sulla documentazione presentata ai fini dell'erogazione delle agevolazioni concesse, fermo restando quanto disposto dall'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403.
3 bis. In attuazione dei principi previsti dal comma 2, nei casi in cui l'erogazione di finanziamenti, contributi o altre provvidenze a carico della Provincia è condizionata da verifiche finali o collaudi comunque denominati, essi possono essere effettuati anche da liberi professionisti abilitati, individuati in base al capo I bis della legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23 (legge sui contratti e sui beni provinciali), anche in deroga alle altre disposizioni in vigore.
Articolo così sostituito dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3 e modificato dall'art. 3 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19.
Per le norme regolamentari vedi il d.p.g.p. 5 giugno 2000, n. 9-27/Leg.
Art. 21 - Art. 22
Articoli abrogati dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3.
Rubrica così sostituita dall'art. 17 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla-osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriali, commerciali o artigianali il cui rilascio dipende esclusivamente dall'accertamento dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, se non è previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell'interessato.
2. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), nonché, se espressamente previsto dalla disciplina vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti indicati nel comma 1. Tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. Nei casi in cui la disciplina vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o enti appositi, oppure l'esecuzione di verifiche preventive essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni previste da questo comma, salve le verifiche successive delle strutture e delle amministrazioni competenti.
3. La segnalazione certificata di inizio attività prevista da quest'articolo non si applica nei casi di esclusione individuati dall'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
4. L'attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all'amministrazione competente.
5. In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti previsti dal comma 1 l'amministrazione competente, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi da essa prodotti. Se è possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere, disponendo la sospensione dell'attività intrapresa e prescrivendo le misure necessarie, con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. Decorso il termine, se queste misure non sono adottate, l'attività s'intende vietata.
6. Decorso il termine per l'adozione dei provvedimenti previsti dal comma 5, primo periodo, l'amministrazione competente adotta comunque i provvedimenti previsti dal comma 5 in presenza delle condizioni indicate dall'articolo 21 nonies della legge n. 241 del 1990.
8. Le espressioni "segnalazione certificata di inizio attività" e "SCIA" sostituiscono, rispettivamente, quelle di "dichiarazione di inizio attività", "denuncia di inizio attività" e "DIA", ovunque esse ricorrano, anche come parti di una espressione più ampia, nelle leggi e nei regolamenti provinciali. La disciplina di quest'articolo s'intende sostitutiva di quella della dichiarazione di inizio attività o della denuncia di inizio attività contenuta nella normativa provinciale.
Articolo già sostituito dall'art. 14 della l.p. 8 settembre 1997, n. 13 e dall'art. 18 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, modificato dall'art. 24 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, così sostituito dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27, modificato dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25 e dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi le deliberazioni della giunta provinciale 28 dicembre 2007, n. 3064 (b.u. 26 febbraio 2008, n. 9, suppl. n. 2) - modificata dalla deliberazione 6 novembre 2009, n. 2634 (b.u. 9 dicembre 2009, n. 50, suppl. n. 1) - e 30 dicembre 2010, n. 3106 (b.u. 25 gennaio 2011, n. 4, suppl. n. 3).
1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 23, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nei termini di cui all'articolo 3, il provvedimento di diniego.
3. Le disposizioni di quest'articolo non si applicano agli atti e ai procedimenti in materia di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico e della salute, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali e agli atti individuati con successiva deliberazione della Giunta provinciale.
Articolo aggiunto dall'art. 19 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi le deliberazioni della giunta provinciale 28 dicembre 2007, n. 3064 (b.u. 26 febbraio 2008, n. 9, suppl. n. 2) - modificata dalla deliberazione 6 novembre 2009, n. 2634 (b.u. 9 dicembre 2009, n. 50, suppl. n. 1) -, 30 dicembre 2010, n. 3106 (b.u. 25 gennaio 2011, n. 4, suppl. n. 3), 8 aprile 2016, n. 507 - modificata dalle deliberazioni 29 luglio 2016, n. 1268 e 28 dicembre 2017, n. 2270 - e 29 dicembre 2016, n. 2469.
1. Con la segnalazione certificata o con la domanda di cui agli articoli 23 e 23 bis, l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è ammessa la conformazione dell'attività e dei suoi effetti a legge.
Articolo aggiunto dall'art. 20 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, così modificato dall'art. 20 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 6 della l.p. 30 dicembre 2015, n. 20.
Partecipazione dei soggetti interessati al procedimento amministrativo
1. Ove non sussistano ragioni d'impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità, l'avvio del procedimento è comunicato, con le modalità previste dall'articolo 25, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti e a quelli che per legge debbono intervenirvi.
2. Ove non sussistano le ragioni d'impedimento di cui al comma 1, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, si deve fornire loro notizia dell'inizio del procedimento con le modalità previste dall'articolo 25.
3. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2, resta salva la facoltà dell'amministrazione di adottare, anche prima di effettuare le comunicazioni ivi previste, gli opportuni provvedimenti cautelari.
Il comma 4, già modificato dall'art. 122 della l.p. 23 agosto 1993, n. 18, è stato abrogato dall'art. 39 della l.p. 15 novembre 1993, n. 36.
Comunicazione al soggetto interessato dell'inizio del procedimento
1. Le amministrazioni e gli enti di cui all'articolo 1 provvedono a dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale.
a) l'amministrazione;
c) la struttura competente per il procedimento in via principale e la persona responsabile del procedimento;
d) l'ufficio presso cui si può prendere visione degli atti del procedimento;
e) il termine entro il quale il procedimento deve essere concluso, con l'indicazione della fonte, e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell'amministrazione;
f) le fasi del procedimento e i tempi ad esse necessari, anche se riguardanti altre amministrazioni.
3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, si provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicità idonee, di volta in volta stabilite dall'amministrazione procedente.
Il comma 2 è stato così sostituito dall'art. 21 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. I portatori di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, ai quali possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
Modalità di partecipazione al procedimento
1. I soggetti di cui all'articolo 24, commi 1 e 2 e quelli intervenuti ai sensi dell'articolo 26 hanno diritto:
b) di prendere visione e di estrarre copia degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dagli articoli 32 e 32 bis;
c) di presentare memorie scritte e documenti, che l'amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento.
La lettera b) del comma 1 è stata così sostituita dall'art. 22 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Nei procedimenti ad istanza di parte l'organo o la struttura competente all'adozione del provvedimento finale, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo sospende i termini di conclusione del procedimento che riprendono a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale.
2. Le disposizioni di cui a quest'articolo non si applicano alle procedure concorsuali, alle procedure di natura agevolativa nelle quali si realizza una concorrenza tra le domande, nonché ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali.
Articolo aggiunto dall'art. 23 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
Accordi tra amministrazione e amministrati
1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dell'articolo 27, comma 1, lettera c), l'amministrazione può concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo.
2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non sia diversamente previsto, i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti, in quanto compatibili.
4. Per sopravvenuti motivi di interesse pubblico l'amministrazione recede unilateralmente dall'accordo, salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo proporzionato ai pregiudizi verificatisi in danno del privato.
Il comma 1 è stato così modificato dall'art. 24 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Le disposizioni contenute negli articoli 24, 25, 26, 27 e 28 non si applicano nei confronti delle attività delle pubbliche amministrazioni e degli enti di cui all'articolo 1, dirette all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione e l'efficacia.
Integrazione di procedimenti
1. Nel caso in cui la vigente normativa preveda più atti di amministrazione giuridica puntuale inerenti il medesimo oggetto o attività o risultato, si procederà alla semplificazione delle modalità di presentazione delle domande, nonché all'integrazione o all'unificazione delle fasi procedurali relative agli atti medesimi, mediante apposite direttive della Giunta provinciale o, ove non sia possibile, mediante apposite disposizioni legislative, che individuano i casi in cui si provvede all'unificazione.
1. Sono atti pubblici i provvedimenti, gli atti conclusivi di procedimenti amministrativi e in ogni caso le deliberazioni della Giunta provinciale.
2. Non sono pubblici gli atti di gestione del personale, nonché i documenti che riguardano l'attività in corso di contrattazione collettiva provinciale di lavoro.
3. Qualora gli atti pubblici riguardano interessi della generalità o categorie o gruppi di cittadini essi sono pubblicati, anche per estratto, sul sito internet istituzionale. Con le stesse modalità sono pubblicati tutti gli atti amministrativi previsti da questa legge per la sua attuazione e le loro successive modificazioni.
4. Al fine di agevolare l'accesso agli atti pubblici, è esposto all'albo della Provincia, per la durata di tre giorni feriali consecutivi, l'elenco degli oggetti degli atti adottati. In particolare:
a) l'elenco degli oggetti delle deliberazioni della Giunta provinciale è esposto il secondo giorno feriale successivo a quello della loro adozione;
b) l'elenco degli oggetti delle determinazioni dei dirigenti e degli altri atti pubblici è esposto il primo giorno feriale della settimana immediatamente successiva a quello della loro adozione.
6. L'accesso agli atti e ai documenti amministrativi formati o utilizzati nell'attività istruttoria per la predisposizione degli atti pubblici è esercitato nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 32.
7. Per garantirne la più ampia conoscibilità, gli atti pubblici e gli altri atti soggetti a pubblicità per effetto di specifiche previsioni di legge possono essere diffusi, in forma integrale o per estratto, nei modi ritenuti più efficaci, anche attraverso il sito internet istituzionale. Se questi atti contengono dati personali la comunicazione e la diffusione avvengono nel rispetto dei principi stabiliti dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
8. Continuano ad applicarsi le forme di pubblicità degli atti previste da leggi speciali.
Articolo già sostituito dall'art. 77 della l.p. 3 aprile 1997, n. 7, così sostituito dall'art. 2 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3, modificato dall'art. 25 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7, dall'art. 24 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23 e dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
1. Per le finalità indicate negli articoli 26 e 27 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni), a decorrere dal 1° gennaio 2014, con riferimento alle concessioni di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati, la Provincia e i propri enti strumentali, pubblici e privati, nonché le comunità assicurano la pubblicità sulla rete internet dei seguenti dati:
a) il nome e i dati fiscali del soggetto beneficiario;
c) la norma o il titolo alla base dell'attribuzione;
d) la struttura e il responsabile del relativo procedimento amministrativo;
e) la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario.
2. Nel rispetto della normativa in materia di tutela dei dati personali, il piano di miglioramento previsto dall'articolo 3 della legge provinciale 31 maggio 2012, n. 10 (Interventi urgenti per favorire la crescita e la competitività del Trentino), e gli atti indicati nel comma 3 del medesimo articolo, definiscono le azioni necessarie e i tempi per l'effettuazione degli adempimenti indicati nel comma 1, nonché gli eventuali altri dati oggetto di pubblicazione. In materia di amministrazione aperta i comuni e le comunità applicano quanto previsto per i comuni dalla normativa regionale a decorrere dal 1° gennaio 2014.
2 bis. E' esclusa la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti di cui al presente articolo, se da tali dati è possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute o alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati.
3. A decorrere dal termine indicato nel comma 1, la pubblicazione effettuata in base a quest'articolo costituisce condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a 1.000 euro nel corso dell'anno solare.
4. Restano fermi gli obblighi di trasparenza previsti dall'articolo 31, dalla legge provinciale 19 novembre 1979, n. 10 (Istituzione di una anagrafe degli interventi finanziari provinciali), e dall'articolo 39 undecies della legge sui contratti e sui beni provinciali.
Articolo aggiunto dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, così modificato dall'art. 13 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9 e dall'art. 7 della l.p. 30 maggio 2014, n. 4.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi la deliberazione della giunta provinciale 20 dicembre 2013, n. 2675.
1. L'accesso ai documenti amministrativi è consentito, previa presentazione di richiesta motivata, a tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso.
1 bis. I consiglieri provinciali hanno diritto di accedere ai documenti amministrativi della Provincia, delle sue agenzie e dei suoi enti strumentali, comprese le fondazioni, le associazioni e le società partecipate, e in particolare di quelli indicati nell'allegato A della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino). Questo diritto si esercita con le modalità stabilite dal regolamento interno del Consiglio provinciale.
2. Per documento amministrativo si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, formati dall'amministrazione o comunque utilizzati ai fini dell'attività amministrativa, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica dei medesimi.
3. L'accesso ai documenti amministrativi si esercita mediante esame o estrazione di copia dei documenti. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copie è subordinato soltanto al rimborso dei costi di riproduzione stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale, salve le disposizioni in materia di imposta di bollo.
4. Non sono accessibili le informazioni in possesso dell'amministrazione che non abbiano forma di documento amministrativo, salvo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di accesso ai dati personali da parte della persona cui i dati si riferiscono.
5. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell'operato dell'amministrazione.
6. L'acquisizione di documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici, ove non rientrante nella previsione dell'articolo 43, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 concernente "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)", si informa al principio di leale cooperazione istituzionale.
7. Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di accesso, questa si intende rifiutata. L'accesso ai documenti è esercitabile fino a quando sussiste l'obbligo di conservazione per l'amministrazione.
8. Resta ferma la potestà degli enti indicati all'articolo 1 diversi dalla Provincia di garantire livelli ulteriori di tutela al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita dell'amministrazione e di assicurare l'imparzialità e la trasparenza dell'attività amministrativa.
Articolo già modificato dall'art. 78 della l.p. 3 aprile 1997, n. 7, così sostituito dall'art. 26 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 1 della l.p. 22 aprile 2013, n. 8.
Per l'attuazione di quest'articolo vedi il d.p.p. 5 luglio 2007, n. 17-97/Leg.
a) per documenti coperti da segreto per specifica disposizione di legge o di regolamento;
c) nei confronti dell'attività dell'amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;
2. Con regolamento sono individuate le categorie di documenti sottratti all'accesso la cui diffusione può arrecare pregiudizio alla vita privata o alla riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, ancorché i relativi dati siano forniti all'amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l'accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall'articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.
4. Il differimento dell'accesso è disposto in relazione a documenti la cui conoscenza possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione amministrativa. L'atto che dispone il differimento ne indica la durata.
5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, contro il differimento o il diniego di accesso, espresso o tacito, del responsabile della struttura provinciale competente l'interessato può ricorrere alla Giunta provinciale la quale si pronuncia entro trenta giorni dalla notifica del ricorso. In alternativa il richiedente può rivolgersi al difensore civico entro trenta giorni dal diniego o dal differimento; il difensore civico, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta, può comunicare a chi ha disposto il diniego o il differimento che lo ritiene illegittimo e ne informa il richiedente; in tal caso l'accesso è consentito se il diniego o il differimento non è motivatamente confermato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte dell'autorità disponente.
6. Contro il differimento o il diniego di accesso, espresso o tacito, degli altri soggetti indicati nell'articolo 1 è ammesso ricorso all'autorità competente individuata dai soggetti stessi nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, ferma restando la possibilità di rivolgersi al difensore civico ai sensi del comma 5, secondo quanto previsto dall'articolo 2 della legge provinciale 20 dicembre 1982, n. 28 (Istituzione dell'ufficio del difensore civico).
Articolo aggiunto dall'art. 27 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Dell'atto amministrativo è data comunicazione, anche per estratto, ai soggetti ai quali esso direttamente si riferisce.
2. Nel caso di atti amministrativi a contenuto sfavorevole, la comunicazione è eseguita mediante consegna diretta all'interessato o con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, oppure con notifica per mezzo di ufficiale giudiziario o messo provinciale o comunale.
2 bis. Nel caso di atti amministrativi a contenuto favorevole, la comunicazione può essere eseguita con lettera ordinaria.
3. Quando la comunicazione nei modi ordinari è sommamente difficile per il rilevante numero di destinatari, o per la difficoltà di identificarli tutti, si procede alla comunicazione nei modi ordinari nei confronti di alcuni degli interessati e un estratto dell'atto è pubblicato nel Bollettino ufficiale della regione Trentino - Alto Adige e nell'albo pretorio del comune ove ha sede l'organo che lo ha emanato.
4. Le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti provinciali vigenti sono effettuate con le modalità di cui al comma 2 anche qualora le leggi o i regolamenti dispongano diversamente.
Articolo così modificato dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3 e dall'art. 28 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7.
1. Le comunicazioni previste da questa legge sono effettuate per via telematica, nei casi e con le modalità stabilite dalla normativa vigente in materia di amministrazione digitale.
Articolo aggiunto dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Iniziative di informazione e rapporti con il pubblico
1. Al fine di agevolare i rapporti con l'utenza e per favorire e migliorare la diffusione delle informazioni necessarie ai cittadini per accedere a benefici o per ottenere atti di loro interesse, la Provincia individua appositi sportelli di assistenza e di informazione, anche decentrati, a cui sono attribuiti i seguenti compiti:
a) svolgere attività di informazione e di assistenza all'utenza, anche con l'ausilio di mezzi informatici;
b) ricevere istanze e documentazione da presentare agli organi o alle strutture provinciali, supportando il cittadino nei rapporti con gli uffici competenti;
c) supportare i comuni e le comunità nei rapporti con le strutture dell'amministrazione provinciale che siano necessari per la gestione delle competenze trasferite con la legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino).
2. Relativamente ai compiti indicati alle lettere a) e b) del comma 1, gli enti strumentali della Provincia possono avvalersi degli sportelli sulla base di apposita convenzione che disciplina i rapporti organizzativi, giuridici ed economici.
3. Per le finalità di cui al comma 1, la Provincia adotta altresì misure di razionalizzazione delle articolazioni periferiche delle proprie strutture organizzative, anche mediante la creazione di sportelli polifunzionali per il coordinamento degli adempimenti istruttori degli uffici decentrati, ferme restando le competenze rispettivamente attribuite alle singole strutture provinciali.
4. Per lo svolgimento delle attività previste da quest'articolo possono essere stipulate apposite convenzioni con gli enti locali, le comunità previste dalla legge provinciale n. 3 del 2006 e con altri soggetti pubblici e privati interessati, al fine di costituire sportelli di assistenza e informazione anche condivisi. La convenzione individua l'ente presso il quale è costituito lo sportello e al quale è affidata la gestione, fermo restando il coordinamento della Provincia per le attività di assistenza e informazione di interesse provinciale.
5. Restano ferme le competenze attribuite allo sportello unico per le attività produttive di cui all'articolo 16 sexies.
Articolo già sostituito dall'art. 15 della l.p. 27 agosto 1999, n. 3, così sostituito dall'art. 29 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 33 della l.p. 29 ottobre 2010, n. 22. Vedi anche l'art. 28 della l.p. 2 marzo 2011, n. 1.
Regolamento interno della Giunta provinciale
1. La Giunta provinciale determina con regolamento interno le modalità del proprio funzionamento.
Vedi la deliberazione della giunta provinciale 15 gennaio 2016, n. 3.
1. In materia di ricorsi amministrativi continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni legislative in ordine ai casi in cui il ricorso è ammesso e agli organi competenti alla decisione dello stesso.
2. Per quanto attiene le modalità ed i termini di presentazione del ricorso, la procedura e i termini della decisione, nonché la sospensione dell'esecuzione dell'atto che forma oggetto del ricorso medesimo, ancorché previste da leggi provinciali, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 concernente: "Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi".
Art. 38 - Art. 39
Regolamenti di esecuzione e relazione annuale
1. La Giunta provinciale delibera i regolamenti di esecuzione di questa legge previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale.
2. Ogni anno la Giunta provinciale presenta alla competente commissione permanente del Consiglio una relazione sull'attuazione di questa legge.
Articolo così sostituito dall'art. 30 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e modificato dall'art. 14 della l.p. 28 marzo 2013, n. 5.
Per i regolamenti di esecuzione vedi il d.p.g.p. 5 giugno 2000, n. 9-27/Leg, il d.p.p. 13 agosto 2003, n. 21-142/Leg, il d.p.p. 5 luglio 2007, n. 17-97/Leg.
Articolo aggiunto dall'art. 31 della l.p. 27 marzo 2007, n. 7 e abrogato dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4.
Disposizioni per un'amministrazione di qualità
1. Al fine di adottare gli interventi correttivi necessari per l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e tenuto conto dei dati risultanti dal controllo di gestione, la Provincia effettua l'analisi e il monitoraggio periodico dei costi per l'amministrazione di tutti i procedimenti, dei loro tempi di svolgimento e, se possibile, dei costi di carattere economico e degli oneri burocratici a carico dei cittadini e delle imprese, mettendo in relazione i risultati delle analisi effettuate con i benefici conseguibili a seguito dei procedimenti. La Giunta provinciale individua la struttura competente e i criteri e le modalità per la realizzazione di queste attività.
2. Con cadenza almeno annuale la struttura individuata ai sensi del comma 1 predispone, previo parere dell'organismo del Consiglio provinciale competente in materia, una relazione concernente l'attività effettuata, sottoponendo alla Giunta provinciale le proposte di razionalizzazione o di soppressione delle attività che non generano valore.
3. Per migliorare la qualità dei processi organizzativi sono attivati meccanismi di autovalutazione e autodiagnosi, in base agli strumenti di qualità totale definiti dall'Unione europea per le pubbliche amministrazioni, e sono adottate misure per promuovere tecniche di valutazione della qualità della prestazione organizzativa mediante il confronto e la comparazione con pubbliche amministrazioni di eccellenza.
4. Gli enti locali danno applicazione alle disposizioni di questo articolo secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.
Articolo aggiunto dall'art. 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16. Vedi però l'art. 19 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
Servizio di garanzia del cittadino-cliente
1. I processi di servizio, da intendersi quali attività dell'amministrazione pubblica provinciale finalizzate ad erogare, nella loro successione, un servizio al cittadino a seguito di una richiesta di parte o d'ufficio, sono svolti con modalità che promuovono il miglioramento della qualità, la tutela dei cittadini e la loro partecipazione, anche in forma associata, alle procedure inerenti la valutazione e la definizione degli standard qualitativi.
2. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore di questo articolo la Giunta provinciale approva un documento denominato "Servizio di garanzia del cittadino-cliente", aggiornato con cadenza almeno triennale. Il documento definisce gli standard qualitativi per ciascun processo di servizio, la loro pubblicizzazione, i casi e le modalità di corresponsione di un indennizzo automatico e forfettario al cittadino per il mancato rispetto degli standard di qualità.
3. Il grado di rispetto degli standard di qualità è considerato come elemento di valutazione dei dirigenti responsabili delle strutture che erogano i servizi.
4. Le iniziative di coordinamento, supporto operativo e monitoraggio per l'attuazione di questo articolo sono effettuate dal dipartimento competente in materia di organizzazione.
5. Gli enti locali danno applicazione alle disposizioni di questo articolo secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.
Articolo aggiunto dall'art. 6 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 e così modificato dall'art. 2 della l.p. 3 aprile 2009, n. 4.
1. La Provincia promuove un piano straordinario, di durata non superiore al quinquennio, per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese derivanti da obblighi informativi previsti dalla normativa provinciale, anche semplificando la richiesta di informazioni e accelerando la loro acquisizione d'ufficio mediante l'uso delle tecnologie o attraverso convenzioni con enti e istituzioni per accedere direttamente ai relativi archivi informatici.
2. Per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese la Provincia, anche in collaborazione con le associazioni di categoria, effettua un'indagine statistica conoscitiva, diretta a individuare e a misurare gli oneri amministrativi, in base a criteri stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
3. In base agli esiti dell'indagine la Giunta provinciale, sentite le associazioni di categoria, la competente commissione permanente del Consiglio provinciale e il Consiglio delle autonomie locali, adotta il piano straordinario che prevede, entro il termine del periodo indicato nel comma 1:
a) l'obiettivo di ridurre gli oneri per una quota complessiva non inferiore al 25 per cento;
b) le misure di riordino e di semplificazione della normativa provinciale da realizzare per conseguire l'obiettivo indicato nella lettera a), con priorità per quelle caratterizzate da maggiore onerosità;
c) le strutture provinciali e gli altri soggetti da coinvolgere nell'attuazione dell'obiettivo indicato nella lettera a), e le modalità del loro coinvolgimento, in modo da assicurare alle associazioni di categoria la facoltà di presentare suggerimenti e proposte;
d) le misure organizzative e tecnologiche da adottare;
e) l'elaborazione di una metodologia che consenta di valutare e misurare gli oneri amministrativi attraverso una stima monetaria;
f) i tempi per l'adozione e la realizzazione delle misure previste dalle lettere a), b), c), d) ed e);
4. La Provincia valuta annualmente lo stato di attuazione del piano, anche per aggiornarlo, e ne informa la competente commissione permanente del Consiglio provinciale.
5. La struttura cui compete predisporre gli atti attuativi di semplificazione acquisisce preventivamente il parere della struttura provinciale competente in materia di semplificazione amministrativa circa la conformità degli atti alle misure previste dal comma 3.
6. Per garantire l'invarianza degli oneri a carico delle imprese le proposte di disposizioni normative o amministrative, quando comportano oneri amministrativi, prevedono la contestuale riduzione o eliminazione di altri oneri amministrativi, per un pari importo stimato. A tal fine le proposte di atto normativo o amministrativo predisposte dopo l'adozione del piano straordinario sono corredate da una valutazione sull'invarianza degli oneri da effettuarsi nei casi e con le modalità stabilite dalla Giunta provinciale.
7. L'attuazione delle misure di semplificazione previste dal piano straordinario costituisce obiettivo dei dirigenti e del personale, e rileva ai fini della loro valutazione.
8. Il termine del piano straordinario decorre dalla data di adozione del piano approvato ai sensi dell'articolo 19 (Riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese) della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27; quest'ultimo piano costituisce la prima attuazione del presente articolo.
Articolo aggiunto dall'art. 14 della l.p. 28 marzo 2013, n. 5.
Articolo abrogato dall'art. 3 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3.
Articolo abrogato dall'art. 32 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Abrogazione della legge provinciale 25 novembre 1988, n. 45 concernente: "Principi generali per la semplificazione e la democratizzazione dell'azione amministrativa provinciale"
1. La legge provinciale 25 novembre 1988, n. 45 concernente: "Principi generali per la semplificazione e la democratizzazione dell'azione amministrativa provinciale" è abrogata fatta eccezione per il comma 2 dell'articolo 8.
Il comma 2 è stato abrogato dall'art. 1 della l.p. 17 giugno 2004, n. 6.
nuova deliberazione attuativa degli articoli 3 e 23 bis
testo aggiornato al 29 luglio 2016
modificata deliberazione attuativa degli articoli 3 e 23 bis
testo aggiornato al 8 aprile 2016
testo aggiornato al 15 gennaio 2016
nuova deliberazione attuativa dell'art. 35
modificati gli articoli 6, 9, 19 bis, 23, 23 ter; abrogati gli articoli 8 bis, 9 bis, 10
modificata deliberazione attuativa degli articoli 3, 23 e 23 bis
testo aggiornato al 23 febbraio 2015
nuova deliberazione attuativa degli articoli 3, 23 e 23 bis
testo aggiornato al 11 agosto 2014
modificato l'art. 31 bis
modificati gli articoli 9 e 16 sexies; aggiunto l'art. 9 ter
deliberazione attuativa dell'art. 31 bis
testo aggiornato al 16 settembre 2013
nuova deliberazione attuativa dell'art. 3
modificata deliberazione attuativa dell'art. 3
testo aggiornato al 8 maggio 2013
modificato l'art. 32 e una deliberazione attuativa dell'art. 3
testo aggiornato al 19 aprile 2013
modificato l'art. 40, aggiunto l'art. 40 quinquies
testo aggiornato al 8 marzo 2013
deliberazione attuativa dell'art. 3
modificati gli articoli 3, 5, 8, 16 quater, 16 quinquies, 23, 31; aggiunti gli articoli 31 bis e 33 bis; abrogato l'art. 42
testo aggiornato al 28 settembre 2012
testo aggiornato al 14 agosto 2012
nuova deliberazione attuativa dell'art. 19 bis
testo aggiornato al 7 agosto 2012
deliberazione attuativa dell'art. 19 bis
testo aggiornato al 27 luglio 2012
testo aggiornato al 19 giugno 2012
testo aggiornato al 2 giugno 2012
modificato l'art. 19 bis
testo aggiornato al 14 febbraio 2012
modificati gli articoli 9, 11, 16, 19, 19 ter; aggiunto l'art. 9 bis; sostituito l'art. 16 sexies
testo aggiornato al 2 novembre 2011
testo aggiornato al 25 gennaio 2010
testo aggiornato al 10 novembre 2010
testo aggiornato al 25 maggio 2010
testo aggiornato al 9 dicembre 2009
testo aggiornato al 9 giugno 2009
testo aggiornato al 21 aprile 2009
testo aggiornato al 16 dicembre 2008
testo aggiornato al 8 luglio 2008
testo aggiornato al 26 febbraio 2008
testo aggiornato al 26 settembre 2007
testo aggiornato al 12 giugno 2007
testo aggiornato al 5 settembre 2006
testo aggiornato al 25 luglio 2006
testo aggiornato al 5 luglio 2005
testo aggiornato al 21 giugno 2005
testo aggiornato al 25 marzo 2005
testo aggiornato al 17 agosto 2004
testo aggiornato al 20 luglio 2004
testo aggiornato al 23 giugno 2004
testo aggiornato al 22 giugno 2004
testo aggiornato al 24 settembre 2003
testo aggiornato al 15 luglio 2003
testo aggiornato al 13 maggio 2003
testo aggiornato al 7 gennaio 2003
testo aggiornato al 10 dicembre 2002
testo aggiornato al 18 giugno 2002
testo aggiornato al 10 ottobre 2001
testo aggiornato al 1 agosto 2001
testo aggiornato al 4 luglio 2001
testo aggiornato al 21 marzo 2001
testo aggiornato al 11 gennaio 2001
testo aggiornato al 29 novembre 2000
testo aggiornato al 24 maggio 2000
testo aggiornato al 16 febbraio 2000