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Timestamp: 2018-09-22 17:19:06+00:00
Document Index: 115574182

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 666', 'sentenza ', 'sentenza ']

Presidente Chieffi Archivi - Avvocato Renato D'Isa
Presidente Chieffi
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-01-28T11:22:24+00:0028 gennaio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 8 gennaio 2015, n. 302. Quando il provvedimento amministrativo di cui all’art. 2 legge n.1423 del 1956 (foglio di via obbligatorio) sia motivato con esclusivo riferimento all’attività di prostituzione – esercitata dall’imputata – è doverosa la sua disapplicazione da parte del giudice penale chiamato a pronunziarsi sulla ricorrenza dell’ipotesi di reato di cui all’art. 2 co. 2 l. 1423/’56. Ciò perché la stessa norma dell’art. 2 pone come presupposto dell’ordine di allontanamento non un qualsivoglia comportamento “pericoloso per la sicurezza pubblica” (nozione che aprirebbe il varco a forme incontrollabili di discrezionalità) ma una condotta pericolosa che sia espressione delle riconosciute categorie criminologiche di cui al precedente articolo 1 (n. 1 soggetti abitualmente dediti, sulla base di elementi di fatto, a traffici delittuosi/ n.2 soggetti che per condotta e tenore di vita debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, produttori di proventi derivanti da attività delittuose con cui si sostengono, almeno in parte /n.3 soggetti dediti, sulla base di elementi di fatto, alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, sicurezza o tranquillità pubblica). E’ del tutto pacifico che l’esercizio della prostituzione in sé non rientra tra le categorie delle persone pericolose ai sensi della vigente normativa (già in base alla L. n. 327 del 1988 che ebbe ad eliminare il riferimento a coloro che svolgono abitualmente attività contrarie alla morale pubblica ed al buon costume). Né può ritenersi condotta di reato quella consistente in fatti di “adescamento”, stante la depenalizzazione operata con art. 81 della legge n. 689 del 1981 della fattispecie originariamente prevista dall’art. 5 co. 1 legge n.75 del 1958
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 8 gennaio 2015, n. 302 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza emessa in data 25 febbraio 2013 la Corte d'Appello di Ancona confermava [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-01-14T12:18:07+00:0014 gennaio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 3 dicembre 2014, n. 50743. Successivamente a una sentenza irrevocabile di condanna, la dichiarazione d’illegittimità costituzionale di una norma penale diversa dalla norma incriminatrice, idonea a mitigare il trattamento sanzionatorio, comporta la rideterminazione della pena, che non sia stata interamente espiata, da parte del giudice dell’esecuzione
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 3 dicembre 2014, n. 50743 Rilevato in fatto 1. Con decreto emesso il 13/04/2014, ai sensi dell'art. 666, comma 2, cod. proc. pen., [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-12-09T18:12:06+00:009 dicembre 2014|Cassazione penale 2014, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|1 Commento
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 16 ottobre 2014, n. 43388 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 16 ottobre 2014, n. 43394 Rileva in fatto e diritto 1. - Con ordinanza, deliberata e depositata il 17 agosto 2013, il giudice [...]