Source: http://www.studioaquilani.it/content/decreto-legge-1-luglio-2009-n-78-convertito-con-legge-3-agosto-2009-n-102
Timestamp: 2017-10-19 23:29:21+00:00
Document Index: 8779673

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 194', 'art. 71', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 71', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 194', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 194']

Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con Legge 3 agosto 2009, n. 102 | Studio Legale Aquilani
(D.L. 78/2009 in G.U. 1.7.2009, n. 150; convertito con L. 102/2009, in G.U. 4.8.2009, n. 179 - Suppl. Ordinario n.140)
Testo del decreto-legge 78/2009, dal titolo «Provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali», coordinato con la legge di conversione 102/2009, dal titolo «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.»
20. All'articolo 71 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 1331, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis. A decorrere dall'anno 2009, limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 del personale del comparto sicurezza e difesa nonché del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati al trattamento economico fondamentale»;
5-ter. A decorrere dall'anno 2010 in sede di riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale è individuata una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui al comma 5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto dell'incidenza sui propri territori di dipendenti pubblici; gli accertamenti di cui al comma 1 sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse disponibili a tale scopo.».
1. A decorrere dal 1° gennaio 2010 ai fini degli accertamenti sanitari di invalidita' civile, cecita' civile, sordita' civile, handicap e disabilita' le Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali sono integrate da un medico dell'INPS quale componente effettivo. In ogni caso l'accertamento definitivo e' effettuato dall'INPS. Ai fini dell'attuazione del presente articolo l'INPS medesimo si avvale delle proprie risorse umane, finanziarie e strumentali, anche attraverso una razionalizzazione delle stesse, come integrate ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2007, concernente il trasferimento delle competenze residue dal Ministero dell'economia e delle finanze all'INPS.
2. L'INPS accerta altresi' la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidita' civile, cecita' civile, sordita' civile, handicap e disabilita'. In caso di comprovata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applica l'art. 5, comma 5 del Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 6982.
Per il triennio 2010-2012 l'INPS effettua, con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntiva all'ordinaria attivita' di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verifiche per l'anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidita' civile3.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidita' civile, cecita' civile, sordita' civile, handicap e disabilita', complete della certificazione medica attestante la natura delle infermita' invalidanti, sono presentate all'INPS, secondo modalita' stabilite dall'ente medesimo.
L'Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali.
5-bis. Dopo il comma 6 dell'articolo 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come modificato dal comma 5 del presente articolo, e' inserito il seguente 6-bis:
«6-bis: Nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d'ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell'ente, su richiesta, formulata, a pena di nullita', del consulente nominato dal giudice, il quale provvede ad inviare apposita comunicazione al direttore della sede provinciale dell'INPS competente. Al predetto componente competono le facolta' indicate nel secondo comma dell'art. 194 del codice di procedura civile. Nell'ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi depositati a far data dal 1o aprile 2007 a carico del Ministero dell'Economia e delle Finanze o del medesimo in solido con l'INPS, all'onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio assistenziale provvede comunque l'INPS.»4.
6. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, e' nominata dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali dell'invalidita' civile, gia' approvate con decreto del Ministro della sanita' 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, e successive modificazioni. Lo schema di decreto che apporta le eventuali modifiche alle tabelle in attuazione del presente comma e' trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni competenti per materia. Dalla attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
1. (annotazioni tratte dalla G.U.)
- Si riporta il testo dell'art. 71 del gia' citato decreto-legge n. 112 del 2008, cosi' come modificato dalla presente legge:
«Art. 71 (Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni). - 1. Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza e' corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennita' o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonche' di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento piu' favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonche' per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa.
1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 del personale del comparto sicurezza e difesa nonche' del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati al trattamento economico fondamentale.
5-ter. A decorrere dall'anno 2010 in sede di riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e' individuata una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui al comma 5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto dell'incidenza sui propri territori di dipendenti pubblici; gli accertamenti di cui al comma 1 sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse disponibili a tale scopo.
6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.».
2. - Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 (Regolamento recante norme sul riordinamento dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici):
3. L'ultimo periodo del 2° comma dell'art. 20, è stato così modificato dall'art. 10 4° comma del D.L. 78/2010, conv. con modd. dalla L. 122/2010.
4. - Si riporta il testo dell'art. 10 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 ottobre 2005, n. 230, come modificato dalla presente legge:
«Art. 10 (Trasferimento all'I.N.P.S. di competenze in materia di invalidita' civile e certificazione di regolarita' contributiva ai fini dei finanziamenti comunitari).
7. Per accedere ai benefici ed alle sovvenzioni comunitari le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il documento unico di regolarita' contributiva di cui all'art. 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266.».
Decreto Legge "anti-crisi": sempre più preminenti le funzioni dell'Inps nelle procedure di accertamento dell'invalidità civile e di concessione dei relativi benefici; in arrivo nuove tabelle delle percentuali di invalidità; abrogate le riduzioni di stipendio per le assenze per assistenza ai familiari handicappati (D.L. 78/2009, in G.U. 1.7.2009, n. 150, convertito con L. 102/2009, in G.U. 4.8.2009, n. 179 - Suppl. Ordinario n.140)
Il decreto legge è entrato in vigore il 1° luglio 2009.
La modifiche apportate dalla legge di conversione sono entrate in vigore dal 5.8.2009.
L'art. 17 riportato a fianco, abroga l'art. 71, comma 5, del D.L. 112/2008, convertito con mod. dalla L. 133/2008, il quale predeva, per i pubblici impiegati, l'esclusione dalla distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa nei giorni di assenza dal servizio, ancorchè si trattasse di assenza per assistenza di un familiare handicappato (in fruizione di permessi retribuiti ex art. 33 L. 104/1992 o di congedo straordinario ex art. 42 D.Lgs. 151/2001, n. 151).
L'art. 20 riportato a fianco, prevede diverse innovazioni nella disciplina dell'invalidità civile.
Il 1° comma stabilisce che, a decorrere dall'1.1.2010, le commissioni di accertamento presso le Asl siano integrate da un medico dell’INPS quale componente effettivo.
Nel medesimo comma si aggiunge che "in ogni caso l’accertamento definitivo è effettuato dall’INPS", il che sembrerebbe implicare la necessità, sempre e comunque, della convocazione dell'invalido dinanzi alla commissione Inps, successivamente alla visita medico collegiale dinanzi alla commissione Asl.
Peraltro, alla data di redazione delle presenti note, risultano tuttora assenti eventuali provvedimenti abrogativi della normativa disciplinante l'attività delle commissioni mediche di verifica (un tempo presso il Ministero del Tesoro, ed oggi presso l'Inps).
Diverse ipotesi, potrebbero invece prospettarsi dando rilievo al tenore dei comunicati stampa, rilasciati dagli organi di governo dopo l'emanazione del decreto, che a quest'ultimo parrebbero collegare l'effetto di una drastica riduzione dei tempi di accertamento in via amministrativa dell'invalidità civile.
Tale accelerazione potrebbe concretizzarsi qualora l'effetto del decreto (eventualmente di concerto con altri provvedimenti legislativi o regolamentari) sia quello di concentrare la procedura amministrativa, dal 2010, dinanzi ad una sola commissione medica (composta da medici Asl e da un medico Inps), evitando, come previsto dalla normativa attualmente vigente, il doppio passaggio dell'invalido, prima dinanzi alla commissione di prima istanza Asl e, poi, dinanzi alla commissione di verifica Inps.
Il 2° comma affida alla commissione Inps il compito di accertare la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei soggetti riconosciuti invalidi civili o disabili o portatori di handicap. In caso di comprovata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, vengono revocati i correlati benefici.
Tale comma appare avere, più che altro, una funzione di coordinamento della disciplina delle verifiche, che venne a suo tempo emanata quando i soggetti titolari dei compiti di accertamento, concessione e revoca dei benefici in materia di invalidità civile erano soggetti diversi dall'Inps.
Il 3° comma prevede che, sempre dall'1.1.2010, le domande per il riconoscimento dell'invalidità civile non si presentino più alle Asl ma all'Inps (quest'ultimo provvedendo a trasmetterle in via telematica alle Asl).
Il 4° comma appare finalizzato a garantire che, in tutte le regioni italiane, i compiti di concessione dei benefici in materia di invalidità civile siano affidati al solo Inps, eliminando la competenza delle Regioni, formalmente attribuita, a suo tempo, dalla L. 328/2000.
Il 5° comma, opportunamente, apporta modifiche al controverso testo dell'art. 10, comma 6, del D.L. 203/2005, convertito nella L. 248/2005, la cui formulazione aveva dato luogo a irrisolti dubbi interpretativi, in quanto prescriveva la notifica degli atti introduttivi dei procedimenti giurisdizionali nei confronti dell'Avvocatura Generale dello Stato, ma ometteva di individuare quale amministrazione statale dovesse ritenersi rappresentata dall'Avvocatura.
Tra le modifiche vi è anche l'aggiunta del comma 6 bis, che introduce l'anomalo obbligo del Ctu, prescritto peraltro a pena di nullità, di richiedere al Giudice la partecipazione alle operazioni peritali di un Ctp dell'Inps.
Il testo dell'art. 10, comma 6, del D.L. 203/2005, convertito nella L. 248/2005, era il seguente:
6. A decorrere dalla data di effettivo esercizio da parte dell'I.N.P.S. delle funzioni trasferite gli atti introduttivi dei procedimenti giurisdizionali in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, nonché le sentenze ed ogni provvedimento reso in detti giudizi devono essere notificati all'I.N.P.S. La notifica va effettuata presso le sedi provinciali dell'I.N.P.S. Nei procedimenti giurisdizionali di cui al presente comma l'I.N.P.S. limitatamente al giudizio di primo grado, è rappresentato e difeso direttamente da propri dipendenti.
6-bis: Nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell’ ente, su richiesta, formulata, a pena di nullità, del consulente nominato dal giudice, il quale provvede ad inviare apposita comunicazione al direttore della sede provinciale dell’INPS competente. Al predetto componente competono le facoltà indicate nel secondo comma dell’art. 194 del codice di procedura civile Nell’ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi depositati a far data dal 1 aprile 2007 a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanze o del medesimo in solido con l’INPS, all’onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio assistenziale provvede comunque l’INPS.
L'art. 20, 6° comma, del D.L. in esame, prevede la nomina di una Commissione avente il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali dell'invalidità civile.
Il testo originario dell'art. 20 in esame, prima della conversione in legge, era il seguente:
5. All’articolo 10, comma 6, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248 sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo periodo è soppressa la parola “anche”; b) nel secondo periodo sono soppresse le parole “sia presso gli uffici dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’articolo 11 del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611, sia”; c) nel terzo periodo sono soppresse le parole “è litisconsorte necessario ai sensi dell’articolo 102 del codice di procedura civile e”; d) è aggiunto, infine il seguente comma: “6-bis: Nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell’ ente, su richiesta, formulata, a pena di nullità, del consulente nominato dal giudice, il quale provvede ad inviare apposita comunicazione al direttore della sede provinciale dell’INPS competente. Al predetto componente competono le facoltà indicate nel secondo comma dell’art. 194 del codice di procedura civile Nell’ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi depositati a far data dal 1 aprile 2007 a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanze o del medesimo in solido con l’INPS, all’onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio assistenziale provvede comunque l’INPS..”.
Marco Aquilani - ultima versione 26.8.2009