Source: http://docplayer.it/18839313-Repubblica-italiana-in-nome-del-popolo-italiano-il-tribunale-amministrativo-regionale-per-la-toscana-sezione-seconda-ha-pronunciato-la-presente.html
Timestamp: 2017-10-18 07:49:30+00:00
Document Index: 161318595

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 9', 'art. 60', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ']

Florindo Fantini
1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 206 del 2016, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avv. Daniel Boni, con domicilio eletto presso Daniel Boni in Firenze, Via Cesare Guasti n. 10; contro Ministero dell'interno in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura Distrettuale dello Stato di Firenze, domiciliata in Firenze, Via degli Arazzieri 4; per l'annullamento
2 - del provvedimento del Questore di Firenze del 28 settembre 2015, Prot. 508, notificato per consegna a mani dell' interessato in data 16 novembre 2015, con il quale veniva rigettata l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9, D.Lgs 286/1998 presentata a mezzo kit postale in data 17 aprile 2015) e per la condanna dell' Amministrazione intimata all' accoglimento della predetta istanza, e/o comunque al riesame della medesima. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 il dott. Luigi Viola e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Il ricorrente è in Italia dal 2008, in posizione irregolare; in data 30 settembre 2009, il datore di lavoro dello stesso presentava la dichiarazione di emersione prevista dall art. 1-ter del d.l. 1 luglio 2009, n. 78 (conv. in legge, con modificazioni, dall'art. 1, 1 comma della l. 3 agosto 2009, n.
3 102) e il procedimento si concludeva regolarmente con la consegna allo stesso, in data 16 febbraio 2012, del permesso di soggiorno per ragioni di lavoro subordinato. Con provvedimento 28 settembre 2015 prot. n. 508 (notificato all interessato in data 16 novembre 2015), il Questore di Firenze rigettava l istanza del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (previsto dall art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286) presentata dall interessato in data 17 aprile 2015, rilevando, in buona sostanza, la mancanza del solo requisito del godimento da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno; a questo proposito, non dovrebbe, infatti, guardarsi al 30 settembre 1999 (che, nella prospettiva della Questura di Firenze, è solo <<la data di presentazione dell istanza>> di regolarizzazione), ma alla data di rilascio del permesso di soggiorno (rilascio avvenuto solo il 16 febbraio 2012, ovvero in data incompatibile con la maturazione del quinquennio previsto dalla legge per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo). Il ricorso è fondato e deve pertanto essere accolto. A questo proposito, la Sezione condivide, infatti, e decide di fare proprio l orientamento giurisprudenziale che ha concluso, con riferimento ad altra sanatoria (ma sulla base di principi pienamente applicabili alla presente fattispecie), per la necessità di considerare regolarmente soggiornante sul territorio nazionale, ai fini del successivo rilascio del permesso di
4 soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo previsto dall art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, il cittadino extracomunitario che sia stato destinatario di un provvedimento di sanatoria/emersione, a decorrere dalla data di riferimento per la presenza in Italia utile (anzi necessaria) per l'esito positivo della procedura di emersione: <<considerato che la lettura della disposizione ex art. 9 proposta dalla ricorrente appare più convincente tenuto conto: - che la procedura di emersione ha prodotto l'effetto di regolarizzare, anche per il passato, la posizione dello straniero originariamente irregolare (si vedano in particolare, con riferimento al profilo contributivo, nonché alla perseguibilità "per le violazioni delle norme relative al soggiorno, al lavoro, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale nonché per gli altri reati e le violazioni amministrative comunque afferenti all'occupazione" del lavoratore straniero antecedenti all'entrata in vigore della legge Bossi-Fini, i commi 3.a) e 6 del citato art. 33); -che il dato testuale dell'art. 9 T.U. (nella formulazione oggi vigente, introdotta dal D.Lgs. 8 gennaio 2007 n. 3), pur apparentemente favorevole all'interpretazione seguita dall'amministrazione (laddove subordina il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo al "possesso, da almeno cinque anni" di un permesso di soggiorno in corso di validità), va tuttavia letto alla luce dell'art. 4 della direttiva 2003/109/CE (a cui il citato D.Lgs. n. 3/2007 ha inteso dare attuazione), che al primo comma così dispone: "Gli Stati membri conferiscono lo status di soggiornante di lungo periodo ai
5 cittadini di paesi terzi che hanno soggiornato legalmente e ininterrottamente per cinque anni nel loro territorio immediatamente prima della presentazione della pertinente domanda"; per cui, regolarizzata la posizione della ricorrente dalla data del 10/6/2002, è da quella data che va fatto decorrere il periodo di soggiorno quinquennale utile per ottenere il permesso di soggiorno ex art. 9 T.U.; - che la diversa interpretazione fatta propria dall'amministrazione comporta la conseguenza, irragionevole e ingiusta, che il dies a quo del periodo quinquennale ex art. 9 non sarebbe lo stesso per tutti gli stranieri "regolarizzati", ma dipenderebbe da circostanze del tutto casuali (legate al maggiore o minore carico di lavoro della singola Questura, ovvero al grado di efficienza della stessa)>> (T.A.R. Emilia-Romagna, Bologna, sez. I, 20 dicembre 2007, n. 4615). A quanto rilevato nella sentenza della Prima Sezione del T.A.R. Emilia-Romagna, Bologna, è poi necessario aggiungere che, nel caso di specie, è stata la stessa Amministrazione procedente a riconoscere la portata parzialmente retroattiva della sanatoria, apponendo al primo permesso di soggiorno rilasciato al ricorrente la data del 30 settembre 2009, ovvero la data di presentazione dell istanza di emersione (oggi pienamente compatibile con l accoglimento dell istanza di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo previsto dall art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ove non dovessero emergere, in sede di rinnovazione del procedimento, altri elementi ostativi).
6 Il ricorso deve pertanto essere accolto e deve essere disposto l annullamento del provvedimento impugnato; la novità delle questioni trattate per la giurisprudenza della Sezione permette di procedere alla compensazione delle spese di giudizio tra le parti. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, come da motivazione e, per l'effetto, dispone l annullamento del provvedimento 28 settembre 2015 prot. n. 508 del Questore di Firenze. Compensa le spese di giudizio tra le parti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati: Saverio Romano, Presidente Carlo Testori, Consigliere Luigi Viola, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 18/03/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)