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Timestamp: 2020-02-27 16:34:21+00:00
Document Index: 142914983

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.12', 'art.12', 'art.176', 'art.234', 'art.92', 'art.1', 'art.2', 'art.12', 'art.174', 'art.158', 'art 1', 'art. 10', 'sentenza ', 'art.12', 'art.7', 'art. 21', 'art. 1', 'e contrario', 'e contrario']

Venerdì, 08 Novembre 2013 09:53
Randaccio: Con la modifica dell'Art.12 abbiamo rischiato di perdere il diritto alla Zona Franca. Vi spiego perchè
Cagliari, 7 novembre 2013 ore 22.45.
Oggi ho ricevuto telefonate e solleciti di molti Zonafranchisti che desiderano conoscere dettagli su come sono andate le cose nel Consiglio Regionale di ieri (06.11.2013) in merito all’approvazione dell’art.1 comma 2 della Proposta di Legge Nazionale n. 22/naz/A con la quale si chiede che venga modificato l’art.12 del nostro Statuto Sardo approvato con Legge Costituzionale n.3/1948. Come abbiamo ripetuto piu volte e in svariate occasioni, a noi Sardi non è mai interessato ottenere la modifica del Testo Storico dell’art.12 del nostro Statuto, in quanto abbiamo sempre ritenuto che eventuali modifiche del testo storico, se apportate ad arte (come stava per accadere) o in modo maldestro, avrebbero potuto inficiare il diritto del Popolo Sardo alla Zona Franca Integrale compresa la Zona Franca al consumo, estesa non solo alla zona franca dei porti ma all’intera Isola, ai sensi: 1) del Regolamento CEE n.2504/88 del Consiglio del 25.07.1988 dove si prevede che nelle zone franche è autorizzata qualsiasi attivita industriale, commerciale, di prestazione di servizi in totale assenza di controlli da parte dell’Autorita Doganale e che gli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione (dal 1988) sia l’istituzione delle zone franche che l’attivazione di quelle gia istituite; 2) del Regolamento n.2913/92 del Consiglio dove all’art.176 si prevede che nelle zone franche chiunque può esercitare attività di magazzinaggio, lavorazione,trasformazione, vendita, o acquisto di merci nel rispetto delle norme doganali; 3) del Regolamento n.2454/93 della Commissione che fissa le disposizioni di applicazione del Regolamento n.2913/1993; 4) della Legge n.762/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle ACCISE per le popolazioni residenti nelle Isole dichiarate Zona Franca Integrale dagli Stati membri. Infatti il nostro diritto risulta intangibile in quanto garantito:
1) da una legge di Rango Costituzionale (n.3/48) emanata prima della nascita della Comunità Economica Europea (CEE) che all’art.234 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, che aveva garantito il rispetto di tutti i diritti sorti precedentemente alla nascita della stessa Comunità, diritti garantiti anche dall’art.92 del suddetto trattato dove si prevedeva ed ancora si prevede, che nel perseguimento dello sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità e della sua coesione Sociale, non sono considerati aiuti di Stato gli aiuti forniti dagli stati membri ai territori gravati dai problemi: a) dell’insularità (essere un’isola); b) ultraperifericità (siamo circondati da 240 chilometri di Mar Mediterraneo); c) spopolamento (un milione e seicentomila residenti equivale ad un quartiere di Roma); d) sottooccupazione (abbiamo percentualmente il più alto numero di cassa integrati);
2) dall’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 (vedi file qui sotto), legge con la quale si consideravano “fuori dalla linea doganale” sia i territori dichiarati punti franchi che le zone franche, extradoganalità (dei punti franchi e delle zone franche) confermata anche dal successivo Codice Doganale approvato con il DPR n.43/1973 art.2 ancora in vigore (vedi file qui sotto), ai sensi del quale è stata emanato il D.lgs. n.75/1998, che in attuazione all’art.12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n.3/1948, ha esteso a tutta l’isola il diritto alla zona franca integrale, confermando ovviamente anche il diritto alla sua extradoganalità, già prevista per i punti franchi, confermato anche nella Dichiarazione n.33 allegata all’atto finale della conferenza intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, nella quale (dichiarazione) viene data una interpretazione autentica dell’art.174 del Trattato sull’Unione Europea, precisando che le "zone franche debbano includere le isole nella loro interezza”, confermato anche all’art.158 (ex 130/A) del Trattato di Amsterdam dove nel preambolo si precisa che tra le priorità che si è data l’Unione Europea è prevista la riduzione del divario tra i vari modelli di sviluppo delle varie regioni, "prevedendo apposite compensazioni da riservare alle Isole svantaggiate a seguito di ritardo di sviluppo comprese le sue zone rurali”.
Da non dimenticare infine che: l’art 1 della Legge n.131/2003, dove si prevede che i trattati internazionali sono divenuti costitutivi di obblighi che limitano la potestà legislativa degli Stati, vincolando gli stessi alle norme del Diritto Internazionale, che l’art. 10 della nostra Costituzione ha riconosciuto vincolanti per l’Italia i Trattati Internazionali, che la Corte Costituzionale con la sentenza n.389/1989 ha confermato come lo Stato Italiano è tenuto a disapplicare le norme incompatibili con quelle stabilite nel Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea attualmente chiamata Unione Europea.
Se fosse passata la proposta di modifica dell’art.12 del nostro Statuto presentata in Consiglio Regionale dall’opposizione, e se malauguratamente il Parlamento Italiano l’avesse fatta propria, possiamo garantire con estrema certezza che il nostro diritto alla Zona Franca l’avremo perduto per sempre, o quantomeno per altri 64 anni! Infatti nella proposta di modifica si chiedeva anche che: "l'esercizio, la modifica e l’integrazione delle funzioni amministrative dovessero transitare dallo Stato alla Regione compresa la relativa legislazione di attuazione". Con il conferimento della suddette funzioni passate dallo Stato alla Regione Sardegna, non avrebbero potuto venire applicate immediatamente le disposizioni Comunitarie che regolano le zone franche dell’Europa, disposizioni che sono state recepite dallo Stato Italiano nel DPR n.633/72, dove all’art.7 e all’art. 21 , come modificati da ultimo dalla Legge n.228/2012 (art. 1 commi da 325 a 335) dove si prevede (ad esempio) che a decorrere dal 1 gennaio 2013, chiunque operi nei territori dichiarati zona franca integrale, ha diritto ad emettere fatture in esenzione di Iva con l’apposita dicitura individuata nei succitati commi.
SCARICA LA G.U. DEL 1940
SCARICA IL DPR n.43/1973
Mercoledì, 06 Novembre 2013 21:08
Approvata la legge sulla zona franca extradoganale
Cagliari, 6 novembre 2013 ore 21.00.
La due-giorni del Consiglio Regionale per l'approvazione della Legge n.22/2013 cosìddetta "Legge sulla Zona Franca" non soddisfa appieno il Movimento Pro Zona Franca. La legge è stata approvata non all'unanimità (41 favorevoli e 26 astenuti) con l'astensione inspiegabile del PD, dichiaratamente contrario all'apposizione della parola "extradoganale" come invece richiesto non solo dai nostri tecnici Randaccio-Scifo, ma anche da Cappellacci e tutta la Giunta.
L'emendamento n.13 (che riportiamo qui sotto) ha creato molto sconpiglio in aula, ma alla fine la votazione è stata favorevole (35 favorevoli, 30 contrari, 3 astenuti).
Più tardi ulteriori informazioni ed i commenti a caldo della dottoressa Randaccio.
Venerdì, 01 Novembre 2013 19:56
Scifo: come si può evitare il collasso dello Stato.
Cagliari, 1 novembre 2013, ore 11.30.
"Chiusura delle Università, tassazione dei terreni agricoli, fame: tutto questo noi possiamo evitarlo se lottiamo per la zona franca uniti. Dobbiamo cambiare l'idea che tutti questi politici hanno dell'amministrazione e dello Stato, come di un idolo mai sazio da servire e onorare, da ingrassare con le tasse a carico dei cittadini.
Lo Stato siamo noi e dobbiamo decidere noi quanto deve essere invasivo e quanto gli spetta. La Zona franca ci consente di rivoltare il rapporto Persona-Stato perchè finanzia la nostra società con la produzione diretta e non con l'elemosina derivata dalle tasse."
Mercoledì, 30 Ottobre 2013 23:30
La Sardegna è l'unica zona franca dell'Italia.
Cagliari, 30 ottobre 2013 ore 23.00.
Mentre i politici sardi e italiani "dormono", un gruppo di aziende di Bologna (Centergross, Interporto e Caab) lanceranno un nuovo canale distributivo sul mercato africano. Questa è la notizia riportata ieri dal quotidiano Il Resto del Carlino. E' incredibile che nessun giornale nazionale scriva relativamente a quanto stia succedendo in Sardegna. La stampa non si occupa minimamente della battaglia dei sardi per inculcare nelle teste dei politici di ogni fazione il fatto che la zona franca in Sardegna rappresenti la salvezza dell'economia italiana, oltre che di quella isolana. Nessuna trasmissione televisiva dedica un solo minuto a questa importante notizia, dando invece spazio anche al più insignificante gossip del momento.
La Sardegna è al centro del Mediterraneo. La Sardegna ha tutte le risorse adatte ad un commercio intercontinentale. La Sardegna ha un territorio vastissimo e pressoché deserto. La Sardegna ha un clima favorevole. Allora cosa manca ancora? Perché questo silenzio? Forse perché diventando zona franca a tutti gli effetti sbaraglieremo qualsiasi concorrenza? Forse perché la Sardegna - a detta di tutti - è l'isola più bella del mondo?
Io penso ancora che siano la sua gente, la sua cultura ed i suoi paesaggi, caratteristiche inarrivabili, a fare la differenza. Perché un'identità vera e radicata non si può comprare. Si può solo cercare di imitarla.
Pronte le diffide per chi boicotta il Coordinamento.
Cagliari, 30 ottobre 2013 ore 14.30.
Tutti coloro che tentano di usurpare senza averne titolo tutta l'attività giuridico fiscale della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo, al fine di impadronirsi del bagaglio conoscitivo messo a disposizione dai tecnici fino a questo momento, vengono ufficialmente informati della preparazione di diffide a perpetrare il reato penale di millantato credito (Art. 346 Codice Penale).
Tutti coloro che hanno intenzione di continuare a nauseare il team tecnico per farlo desistere dal portare avanti la causa della Zona Franca, non sono altro che mercenari al soldo di chi per 64 anni si è opposto alla nascita della Zona Franca in Sardegna.
Tali individui hanno il solo fine di rompere il fronte unitario del Coordinamento (che sta agendo in modo autofinanziato e per la causa collettiva), pur non avendo alcun ruolo in esso e di conseguenza non potendo in nessun modo parlare ed agire a suo nome.
Si diffida formalmente chinque dal dare indicazioni di tipo giuridico fiscale a nome del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, attraverso i canali di comunicazione ed i presidi itineranti.
Venerdì, 25 Ottobre 2013 17:48
Caro on.Diana, le bugie hanno le gambe corte.
Olbia, 25 ottobre 2013 ore 13.31. Pubblichiamo la lettera di Andreas Coni, attivista e coordinatore di Olbia e provincia, indirizzata all'on.Giampaolo Diana del PD, da sempre apertamente contrario alla zona franca in Sardegna e - soprattutto - tra i maggiori nemici del Presidente Cappellacci.
"Le bugie hanno le gambe corte, cortissime, e noi non abbiamo l'anello al naso! Ma come si fa, con quale faccia, a dire oggi, dopo 1 anno e mezzo di brutale osteggiamento e di angherie nei confronti di tutti coloro che hanno sempre creduto ai tecnici del movimenti zona franca, Randaccio e Scifo, a dire: "Non abbiamo nulla in contrario sulla Zona Franca Integrale". Questa è una bestemmia Caro Diana. Non si ricorda quando a Lanusei il Sig. Soru ha detto che noi credevamo anche all'asino che vola ? Non si ricorda più tutte le volte che vi siete riuniti e che avete contromanifestazioni nei nostri confronti per farci perdere questo diritto sacrosanto? Lei non ricorda molte cose, ma noi, che abbiamo combattuto sul campo, convincendo ad una ad una le persone, non possiamo dimenticarlo. Il taglio dell'IRAP è venuto fuori a Lanusei quando Soru, plurifischiato da un'assemblea totalmente apartitica, ma solo interessata alle nuove tematiche della zona franca, ha tentato di riprendersi i favori dell'assemblea sfoggiando la proposta del taglio dell'IRAP. Voi oggi non avete scelta, dovete votare a favore, perchè è una legge che va a favore del popolo ed è una legge VOLUTA dal popolo Sardo. Anche i giornali non possono più fare finta di niente perchè hanno capito che l'argomento è oggetto di interesse e quindi di vendite. La parola Zona FRANCA INTEGRALE è sulla bocca di tutti e non è merito del governatore Cappellacci che, al contrario di voi, comunque ha accolto le nostre richieste, ma è merito delle migliaia di attivisti che si impegnano ogni giorno,a ogni ora, per divulgare e rendere partecipi la gente di questa grande opportunità, straordinariamente portata alla ribalta dai nostri tecnici Randaccio e Scifo.
Vi è rimasta solo la possibilità di pentirvi e dire apertamente che avete sbagliato e che la lotta eterna tra PD e PDL non avrebbe dovuto creare tutti questi ritardi e questi rischi che abbiamo corso. Votate a favore compatti e andate tutti insieme a Roma, davanti al palazzo del Governo, e chiedete l'immediato inserimento del testo nel decreto di stabilità. Noi, popolo, sapremo fare la nostra parte per convincere la politica italiana, che dopo 60 anni, finalmente il popolo Sardo intero vuole la Zona Franca Integrale, senza compromessi, senza se e senza ma. Per quanto abbiate sbagliato in tutti questi anni, determinando un odio viscerale del popolo nei confronti della politica in genere, questa è un'opportunità unica per riaccendere una piccola fiammella che può crescere e riportare il popolo a sperare e a credere in una Sardegna libera, capace di sostenersi da sè e di poter gestire al meglio le proprie risorse, senza imposizioni dalla politica romana che, in tutti questi anni, ci ha resi schiavi, desertificati, impoveriti e spopolati."
(foto di Elisabetta Caredda)