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Timestamp: 2017-12-12 02:24:42+00:00
Document Index: 78449526

Matched Legal Cases: ['art. 303', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 2323', 'art. 2285', 'art. 2500', 'art. 2502', 'art. 2289', 'art. 20', 'art. 47', 'art. 17']

Novità fiscali del 26 agosto 2008: ennesima proroga - al 31/10/2008 - per le rivalutazioni di terreni e partecipazioni; scioglimento società di persone o recesso del socio
Novità fiscali del 26 agosto 2008: ennesima proroga – al 31/10/2008 – per le rivalutazioni di terreni e partecipazioni; scioglimento società di persone o recesso del socio
in Modello Redditi - Unico, Unico 2008
1) Revisionato l’accertamento doganale: Esportatori abituali, i controlli relativi sul plafond IVA
2) Rivalutazione di terreni e partecipazioni: Ennesima proroga al 31/10/2008
3) Sviluppo esportazioni: Co-finanziamento delle spese promozionali entro il 30/9/2008
4) Scioglimento della società di persone o recesso del socio
Per gli esportatori abituali i controlli in dogana hanno particolare importanza in relazione al
plafond IVA.
L’accertamento delle merci dichiarate in dogana nell’ambito delle operazioni di import/ export da e verso Paesi extra-UE viene definito, secondo la procedura ordinaria, con la liquidazione e il pagamento dei diritti doganali dovuti, con il conseguente svincolo delle merci e la consegna al dichiarante di un esemplare della bolletta doganale o DAU – Documento Amministrativo Unico.
Per le importazioni la dogana rilascia l’esemplare ‘‘8’’, mentre per le esportazioni l’esemplare ‘‘3’’ o il DAE – Documento di Accompagnamento all’Esportazione, previsto dalla nuova procedura con visto uscire informatizzato.
La revisione: caratteristiche e finalità
La revisione dell’accertamento é lo strumento che consente, entro il termine di tre anni, di riesaminare la dichiarazione doganale ad accertamento concluso, allo scopo di controllare la correttezza e completezza degli elementi dichiarati, sulla base della documentazione già presentata o di altri documenti, acquisiti anche successivamente alla definizione dell’accertamento stesso.
In caso di riscontro di errori, si procede alla rettifica della dichiarazione doganale e all’eventuale riliquidazione dei diritti doganali, con conseguente recupero o rimborso.
La revisione può essere effettuata d’ufficio, da parte della dogana, oppure su istanza di parte, nel caso in cui l’operatore stesso abbia rilevato degli errori formali o sostanziali o nuovi elementi a suo tempo omessi e voglia richiederne la correzione.
La revisione su istanza di parte può essere richiesta direttamente dall’operatore o dal soggetto che ha dichiarato le merci in dogana.
I vantaggi della revisione dell’accertamento su istanza di parte sono i seguenti:
Revisione su istanza di parte: vantaggi
– Regolarizzazione tempestiva di errori già riscontrati dall’operatore, anche ai fini fiscali;
– esenzione dall’applicazione delle eventuali sanzioni amministrative previste dal Testo Unico delle Leggi Doganali – TULD (D.P.R. n. 43/1973), da richiedere nell’istanza, in particolare (art. 303), la sanzione prevista in misura fissa da € 103 a € 516 per differenze relative a quantità , qualità , valore e origine delle merci e in misura proporzionale, da una a dieci volte i maggiori diritti dovuti, se la differenza per singolo tributo tra dichiarato in bolletta e accertato in sede di revisione supera il 5%;
– esenzione dal pagamento degli interessi, in caso di riliquidazione che comporti un recupero di diritti, solo se ne é fatta specifica richiesta e se l’istanza viene presentata entro 90 giorni dalla definizione dell’accertamento
Controllo dell’esattezza degli elementi dell’accertamento
E’ preferibile, all’atto del ricevimento del DAU vistato dalla dogana, verificare la correttezza e completezza di tutti gli elementi dichiarati e la loro concordanza con la documentazione presentata, anche al fine di verificare la liquidazione dei diritti doganali (dazio, IVA, accise e altri tributi).
Il controllo viene effettuato prima di procedere, per le importazioni, alla registrazione della bolletta doganale ai fini fiscali e, per le esportazioni, alla sua archiviazione unitamente alla fattura emessa, ai fini della convalida dell’uscita delle merci dalla UE.
Per gli esportatori abituali questi controlli rivestono particolare importanza in relazione al plafond IVA, visti i riflessi che eventuali errori nella liquidazione dei tributi possono avere sulla sua determinazione o sul suo utilizzo.
La bolletta doganale contiene tutti gli elementi necessari per l’accertamento in dogana delle merci ed in particolare:
– elementi soggettivi, riferiti all’intestatario della dichiarazione, quali la partita IVA e la denominazione e sede dell’operatore, o riferiti al dichiarante delle merci in dogana.
Rientra tra gli elementi soggettivi anche lo status di esportatore abituale, che consente di importare merci con dichiarazione di intento ai fini IVA;
– elementi oggettivi, riferiti alle merci oggetto della dichiarazione, quali la qualità (classificazione tariffaria e descrizione commerciale delle merci), la quantità, il valore e l’origine, la richiesta di trattamenti preferenziali o di aliquote agevolate.
Vi rientrano tutti gli altri elementi dichiarati che incidono sull’applicazione di disposizioni tributarie, quali trattamenti tariffari preferenziali, ed extratributarie la cui applicazione é demandata alle dogane, quali norme sanitarie e fitosanitarie, di tutela di marchi e brevetti, di politica commerciale, ecc..
In caso di ritardo nella ricezione della bolletta doganale o della fattura vistata, é consigliabile effettuare opportune ricerche presso il dichiarante al fine di acquisire il documento per quanto possibile in tempi brevi.
Visto uscire informatizzato
Per procedere al controllo degli elementi dell’accertamento delle esportazioni effettuate con il nuovo sistema del visto uscire informatizzato, in vigore dal 1º luglio 2007, è opportuno richiedere al dichiarante delle merci una stampa ad uso interno del formulario DAU presentato in dogana.
Infatti, la nuova procedura prevede l’emissione del Documento di Accompagnamento all’Esportazione DAE, che riporta solo alcuni elementi identificativi della spedizione.
Non appena ricevuta la dichiarazione doganale, l’operatore procede al riesame degli elementi principali, confrontandoli con la documentazione commerciale, di trasporto e con tutte le ulteriori certificazioni presentate ai fini dell’accertamento, elencati nella casella 44 del DAU (C.M. n. 45/D, 2006, che riunisce in un unico manuale le istruzioni e i codici da utilizzare per la compilazione del nuovo DAU).
(di Marina Zanga, in guida alla fatturazione Ipsoa Editore n. 7-8/2008)
È stata pubblicata sulla G.U. n. 180 del 2 agosto, la Legge n. 129/2008, di conversione del D.L. n. 97/2008, c.d. “Milleproroghe” che ha confermato la proroga al 31/10/2008 del termine per il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta sulla rivalutazione dei terreni edificabili e a destinazione agricola e delle partecipazioni in società non quotate posseduti alla data del 1/1/2008.
Peraltro, la Legge Finanziaria 2008 aveva già riaperto i termini per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni, per consentire l’abbattimento della plusvalenza conseguita a seguito della loro cessione futura a titolo oneroso, mediante il pagamento di una imposta sostitutiva.
La modifica, come numerose altre in passato, interviene sulla disposizione contenuta nel co. 2 art. 2 del D.L. 282/2002, convertito nella L. 27/2003, come ultimo modificato dal co. 4 lett. a) dell’art. 11-quaterdecies del D.L. 30 settembre 2005 n. 203, per ultimo modificato dall’intervento operato dal co. 91 dell’art. 1 della L. Finanziaria 2008.
A seguito delle ulteriori novità in materia, la rideterminazione del valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola, possono essere effettuate se sono rispettati i seguenti requisiti:
– 1/1/2008 data alla quale occorre verificare il possesso delle partecipazioni e dei terreni;
– 31/10/2008 termine per il versamento dell’intera imposta sostitutiva o della prima delle tre rate previste;
– 31/10/2008 termine entro il quale procedere al giuramento della perizia di stima della società, nel caso di partecipazioni, o del terreno.
Versamento imposta
(1° rata)
Entro il 31/10/2008
Entro il 30/06/2009
Entro il 30/06/2010
Le misure dell’imposta sostitutiva, non modificate rispetto alle precedenti rivalutazioni, sono le seguenti:
Partecipazioni qualificate ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. c), del Tuir (sono tali quelle che rappresentano una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 20% o una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 25%).
Partecipazioni non qualificate ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. c-bis), del Tuir (sono tali quelle che rappresentano una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria di non oltre il 20% o una partecipazione al capitale od al patrimonio di non oltre il 25% per cento).
Terreni edificabili ed a destinazione agricola.
In particolare, i Terreni:
Devono essere posseduti alla data del 1/1/2008 da:
– Privati;
– Imprese agricole esercitate sotto forma di ditta individuale;
– Società semplici;
– Enti non commerciali.
Sono, quindi, escluse le Snc, Sas, società di capitali e cooperative.
Che possono essere rivalutati sono:
– Terreni agricoli;
– Terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria;
– Terreni lottizzati o sui quali sono state costruite opere per renderli edificabili.
In caso di terreno in comproprietà, ogni comproprietario può rivalutare la propria quota.
La perizia deve essere redatta dai soggetti iscritti negli albi degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari, periti industriali edili e periti iscritti alla Camera di Commercio.
Deve essere conservata dal contribuente che è tenuto ad esibirla in caso di richiesta da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
Imposta sostitutiva e versamento
L’imposta sostitutiva è dovuta nella misura del 4% sul valore di perizia.
Il pagamento può avvenire con due modalità:
– in unica soluzione entro il 31 ottobre 2008;
– in modo rateale con un massimo di tre rate di uguale importo scadenti il 31/10/2008, 30/06/2009 e 30/06/2010, con la maggiorazione delle rate successive alla prima di un interesse annuo del 3%.
Per il versamento va utilizzato il modello F24; le ricevute di pagamento devono essere conservate dal contribuente per essere eventualmente esibite o trasmesse su richiesta dell’Amministrazione Finanziaria.
Rapporti con le precedenti rivalutazioni
E’ stato ritenuto che la nuova disposizione non vada intesa come proroga dei precedenti termini dal momento che si applica solo per i terreni posseduti al 01/01/2008.
Pertanto, il contribuente che avesse provveduto ad effettuare una precedente rivalutazione, se lo ritiene opportuno, può usufruire della neo opportunità, tuttavia, deve comunque determinare il nuovo valore mediante una nuova perizia giurata di stima entro il 31/10/2008, nonché procedere al versamento dell’imposta sostitutiva su tali valori, richiedendo il rimborso dell’importo complessivo o delle rate precedentemente versate, e interrompendo in caso di rateazione ancora in essere i versamenti successivi.
La rivalutazione delle partecipazioni può interessare tutti i contribuenti che, in regime diverso da quello di impresa o professionale, alla data del 1/1/2008 possiedono titoli, quote o diritti non negoziati nei mercati regolamentati, indipendentemente dalla circostanza che essi siano rappresentativi di una partecipazione qualificata o non qualificata.
In particolare, si tratta dei seguenti soggetti (che conseguono redditi “diversi” di natura finanziaria):
– le persone fisiche, per le sole quote non possedute in regime di impresa;
– le società semplici e le società ed associazioni ad esse equiparate;
– gli enti non commerciali;
– i soggetti non residenti, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti in Italia che non siano riferibili a stabili organizzazioni.
La rivalutazione va riferita alle partecipazioni possedute alla data del 1/1/2008.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il termine del 31/10/2008.
L’imposta sostitutiva è dovuta nella misura del 4% per la valorizzazione di partecipazioni qualificate, e nella misura del 2% per la valorizzazione di partecipazioni non qualificate.
La qualificazione della partecipazione va riscontrata alla data del 1° gennaio 2008.
Il valore della partecipazione su cui applicare le aliquote di cui sopra viene determinato sulla base della corrispondente frazione di patrimonio netto della società, ente o associazione partecipata, calcolato sulla base di una perizia giurata di stima redatta e giurata entro il 31/10/2008, senza tenere conto del valore di acquisto.
La domande di finanziamento deve essere inoltrata al Ministero dello sviluppo economico – Direzione generale per la promozione degli scambi – Div. III, viale Boston, 25 – 00144 Roma.
La spedizione deve essere fatta via raccomandata o per corriere entro e non oltre il 30 settembre 2008.
È stato pubblicato in G.U. il decreto 1° agosto 2008, relativo a criteri e modalità per il co-finanziamento delle spese promozionali, finalizzate allo sviluppo delle esportazioni, da sostenere nel corso del 2009 da parte di istituti, enti ed associazioni ai sensi della legge n. 1083/1954.
(D.M. Ministero sviluppo economico 01/08/2008, in G.U. 22/08/2008, n. 196)
4) Scioglimento della società di persone: Dichiarazioni dei redditi e IRAP del socio che continua l’attività in forma individuale
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 329/2008, ha spiegato che la dichiarazione della società di persone sciolta senza formale procedura di liquidazione deve essere presentata entro i termini ordinari.
Ciò significa che, per quanto concerne redditi e IRAP, tale dichiarazione si presenta entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Scioglimento obbligatorio se manca la pluralità dei soci
In una S.a.s., secondo quanto dispone l’art. 2323 del C.c., l’avvenuta mancanza di una categoria di soci (accomandatari o accomandanti) costituisce una causa di scioglimento societaria.
Stessa cosa per la mancanza della pluralità dei soci e della mancata ricostituzione della stessa entro 6 mesi.
In entrambi i casi lo scioglimento è sospeso per 6 mesi, termine entro il quale è possibile ricostituire la categoria mancante o la pluralità venuta meno.
Ai sensi dell’art. 2285, C.c., ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per un periodo eccessivamente lungo; quando questa è contratta per tutta la vita di uno dei soci; nei casi previsti dal contratto sociale; quando sussiste una giusta causa.
Nei primi due casi il recesso può avvenire in qualsiasi momento, ma deve essere comunicato agli altri soci con almeno tre mesi di preavviso. Inoltre, il recesso è consentito nel caso di delibera, presa a maggioranza, di trasformazione in società di capitali (art. 2500-ter, C.c.) e in caso di fusione (art. 2502, C.c.).
Liquidazione delle somme
Ai sensi dell’art. 2289, C.c., il socio uscente ha diritto «soltanto ad una somma di denaro che rappresenti il valore della quota».
Ma nulla vieta che, di comune accordo (unanimità dei soci o apposita previsione del contratto sociale), il socio venga liquidato tramite forme diverse dal denaro, come l’assegnazione di beni mobili e immobili, crediti, o tramite la corresponsione di utili o di una cifra fissa per un determinato periodo di tempo.
L’articolo 2289, comma 2, stabilisce il metodo di valutazione della quota: Va calcolata in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento.
Somme versate al socio receduto
Nel caso di somme, versate al socio receduto, eccedenti il valore nominale, senza riserve disponibili, in favore della deducibilità, per la società pagatrice, della somma versata depongono le risoluzioni 12 giugno 1978, n. 9/318 e 24 maggio 1995, n. 127/E, e le circolari 98/E/2000 e 189/E/99.
La conferma della deducibilità del costo sostenuto dalla società per pagare le somme derivanti dal recesso è arrivata con la risoluzione 25 febbraio 2008, n. 64/E.
In tale circostanza, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto fiscalmente rilevante la cosiddetta “differenza da recesso”, ossia il maggior valore economico dell’azienda alla data dello scioglimento rispetto ai valori contabili del patrimonio.
Le regole fiscali per il socio uscente
L’art. 20-bis del TUIR, che rinvia alle regole di determinazione del reddito percepito dal socio uscente previste dall’art. 47, comma 7 del medesimo decreto ha risolto la questione circa la natura del reddito derivante dal recesso o dalla liquidazione, precisando che si tratta di reddito da partecipazione.
Ciò significa che costituisce reddito della stessa natura del soggetto che le ha prodotte: Quindi costituiscono redditi d’impresa e, come tali, assoggettati a integrale imposizione. Questi redditi vanno dichiarati nel quadro RH del modello Unico PF (circolare 18 giugno 2008, n. 47/E).
Infine, laddove vi siano le condizioni previste dalla lettera l), comma 1, art. 17, Tuir (se sono decorsi oltre 5 anni tra la costituzione della società e la data di scioglimento del rapporto sociale), il regime di tassazione naturale dei redditi da recesso o da liquidazione è quello della tassazione separata (in questo caso il reddito va dichiarato nel quadro RM, sezione II, di Unico PF), fatta salva la possibilità di optare per il regime normale da parte del socio.
Infine, in merito al momento della tassazione, la circolare n. 6/E/2006 e la risoluzione del 25 febbraio 2008, n. 64/E hanno precisato che il reddito da partecipazione, assumendo natura di reddito d’impresa, va tassato in capo al socio uscente secondo il generale principio di competenza.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 30/07/2008, n. 329/E)
(A cura di Vincenzo D’Andò)