Source: https://www.csvetneo.org/archivio-news/dal-csvetneo/item/2179-faq.html
Timestamp: 2020-06-01 08:25:14+00:00
Document Index: 142401415

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art.1', 'art.2', 'art.47', 'art.48']

Centro di Servizio per il Volontariato Etneo - FAQ
dal CSVEtneo
Giovedì, Mar 26 2020
Rappresento un’associazione di volontariato della provincia di Catania. Come mi devo comportare?
Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 (art. 1) ha esteso a tutte le regioni e le province del territorio nazionale le “misure urgenti di contenimento del contagio” già attuate con decreto dell’8 marzo 2020 (art.1) per la Regione Lombardia e 14 province. Le disposizioni sono efficaci fino al 3 aprile 2020 (art. 2) e prevedono, tra le altre indicazioni, di:
evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvoche per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5°
è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;”
aggiornato al 9 marzo 2020 – “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Per le specifiche si veda il decreto del 9 marzo scaricabile qui sopra.
Ciò significa che prudenzialmente anche le attività delle associazioni di volontariato che operano in provincia devono essere ridotte al minimo per ridurre gli spostamenti delle persone.
La sede può rimanere aperta?
Il decreto non stabilisce la chiusura della sede. Per vicinanza di intenti con gli obiettivi generici del decreto e alle raccomandazioni legate al mondo del lavoro nello stesso decreto (lettera “e”: si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie…), si invita a ridurre al minimo le occasioni di incontro diretto.
Per recarsi nella sede dell’associazione è necessario avere con sé il modulo di autocertificazione compilato da consegnare in caso di controlli alle autorità competenti, indicando “situazioni di necessità”.
Ad ogni modo si sconsiglia l’apertura della sede al pubblico quando non strettamente necessario.
In caso l’associazione abbia lavoratori dipendenti o con contratti di collaborazione è possibile attivare forme di smart working senza modifiche contrattuali, per tutto il periodo di emergenza.
Ci sono agevolazioni ed ed interventi di sostegno per i lavoratori, anche del mondo non profit.
Importanti misure agevolative per i lavoratori, anche del terzo settore (art. 22)
Previste molte agevolazioni ed interventi di sostegno per i lavoratori, anche del mondo non profit.
Su tutte è possibile qui richiamare la cassa integrazione in deroga, la quale può essere riconosciuta dalle Regioni e Province autonome a seguito di accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Essa si applica a qualsiasi datore di lavoro del settore privato, compresi quindi gli enti non profit, di qualsiasi dimensione. I trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga valgono per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane.
Cosa cambia nella programmazione degli eventi?
Tutte le attività di gruppo: corsi di formazione, assemblee, consigli direttivi, iniziative di gruppo devono essere sospese fino al 3 aprile compreso.
È possibile attivare modalità di gestione dei gruppi da remoto.
All’art. 1 del DCPM sono di interesse in particolare i seguenti punti che sottolineano che sono sospese tutte le attività di gruppo:
aggiornato al 9 marzo 2020– “Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Per le specifiche si veda il decreto del 9 marzo 2020 scaricabile sul sito.
sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività;
sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia richiamati, non facenti parte di circoli didattici o istituti comprensivi;
sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’ai1icolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
sono adottate, in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro di cui all’allegato I lettera d), ed evitando assembramenti;
sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”.
All’art. 2 si specificano una serie di attività sospese in tutta Italia, compresi: cinema, teatro, qualsiasi manifestazione di gruppo in luogo pubblico o privato, i viaggi di istruzione, visite guidate e iniziative di scambio o gemellaggio.
La nostra associazione si occupa di assistenza ospedaliera o in luoghi di cura. Cosa dobbiamo fare?
È necessario contattare la struttura e accordarsi sulle modalità di presenza.
Il decreto all’art. 2, lettera q, specifica, infatti, questo:
l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.
La nostra associazione ha un volontario/a con sospetto di contagio di coronavirus. Come mi devo comportare?
Se il/la volontario/a é asintomatico non si fa nulla; se ha febbre 37,5 deve contattare il suo medico curante, che fa scattare la verifica.
Per ricevere informazioni sui comportamenti da seguire, sia in caso di sospetto contagio che per la prevenzione, la Regione siciliana ha attivato un numero verde 800458787
La nostra associazione ospita ragazzi in servizio civile. Cosa dobbiamo fare?
Il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale dispone la sospensione dei progetti di servizio civile e di conseguenza degli operatori volontari fino al 3 aprile 2020. Eventuali aggiornamenti saranno qui comunicati. Scarica qui la circolare completa.
La nostra associazione è impegnata in attività di formazione e sensibilizzazione nelle scuole. Alla ripresa delle attività scolastiche potremo riprendere gli incontri?
Sarà necessario attendere indicazioni da parte del Ministero dell’istruzione e dall’Ufficio scolastico territoriale. Dove possibile riprendere le attività, lo si potrà fare nei limiti che saranno indicati.
Che cosa aggiunge, per il mondo del volontariato, il nuovo decreto dell’11 marzo 2020?
Il decreto dell’11 marzo aggiunge ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, ma sostanzialmente, nell’art. 1, specifica le sospensioni per attività commerciali, servizi di ristorazione, attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti). Dunque, coinvolge poco se non nulla il mondo del volontariato.
Al punto 7 vi sono delle specifiche che potrebbero riguardare anche alcuni enti del Terzo settore: “in ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che: sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva (…), assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
Le nuove disposizioni sono efficaci fino al 25 marzo 2020
Abbiamo programmato l'assemblea di approvazione del bilancio, come possiamo fare?
A seguito del decreto "Cura Italia" del 17 marzo 2020, si informa che tutte le società possono approvare lo statuto entro il 31 ottobre 2020.
Nelle Spa, Srl, Sapa e società cooperative è possibile prevedere che i soci intervengano in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche in deroga alle disposizioni statutarie. Non è inoltre necessario che il presidente, il segretario o il notaio si trovino nello stesso luogo.
Nelle Srl è possibile ricorrere al voto espresso mediante consultazione scritta o al consenso espresso per iscritto, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 2479, comma 4, cod. civ.
Considerato il permanere di un quadro grave e di emergenza dovuto alla diffusione del virus COVID-19, il Governo ha esteso a tutta l'Italia (con DPCM 9 marzo 2020) le misure di contenimento del contagio che l'art.1 del DPCM 8 marzo 2020 limitava alla sole "zone rosse". Quest'ultimo Decreto, all'art.2, c.1, lett.b), stabilisce la generale sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura, "svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato", a meno che non sia possibile rispettare la distanza di almeno un metro fra gli individui. A ciò si aggiunge che il DPCM 9 marzo 2020 vieta ogni spostamento sul territorio salvo che esso non sia dovuto a situazioni di necessità, motivi di salute, comprovate esigenze lavorative o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, il consiglio non può che essere quello di sospendere le assemblee e di rinviarle a data da destinarsi. Infine si sono aggiunte ulteriori restrizioni in virtù del DPCM 11 marzo 2020.
Per quanto sopra, al fine di osservare le prescrizioni del Governo, le Associazioni potrebbero svolgere l'assemblea di approvazione del bilancio in forma telematica (ad esempio via skype o altri strumenti per le videoconferenze). Per farlo però dovranno sussistere due requisiti:
tale modalità di approvazione assembleare sia espressamente prevista negli statuti sociali
le associazioni siano dotate di idonea strumentazione atta a verificare l'effettiva presenza dei soci e la loro inequivocabile espressione di voto (favorevole o meno).
Per le associazioni che, invece, non possono svolgere l'assemblea in via telematica perché non ne hanno gli strumenti, o perchè lo statuto non lo prevede, sarà opportuno che il Presidente provveda a informare i componenti del Consiglio Direttivo, e una volta ottenuto parere favorevole, si attivi per informare tramite una comunicazione rivolta a tutti gli associati che l'assemblea sarà prorogata e verrà svolta quando le condizioni lo consentiranno, al fine di garantire a tutti la possibilità di partecipare. L'eccezionale situazione in cui ci troviamo può infatti essere sicuramente considerata una causa di forza maggiore, tale da giustificare la proroga nella convocazione dell'assemblea.
Come facciamo per adeguare lo statuto?
A seguito del decreto "Cura Italia" del 17 marzo 2020, si informa che è stato spostato al 31 ottobre 2020 il termine entro il quale gli enti del Terzo settore dovranno adeguare i loro statuti.
I donatori di sangue possono effettuare donazioni in seguito al DPCM dell'8 e 9 marzo?
Con una nota del 9 marzo il Ministero della Salute ha specificato che le donazioni di sangue rientrano nei livelli essenziali di assistenza sanitaria e, in quanto tali, devono essere sempre garantite.
Pertanto i donatori che possono recarsi ad effettuare le donazioni presso i centri di raccolta di sangue ed emoderivati indicando nell’autocertificazione, come motivazione, le “situazioni di necessità”.
Il centro di raccolta rilascerà certificazione utile a dimostrare la donazione effettuata.
Nella stessa comunicazione del Ministero della Salute si autorizzano gli spostamenti del “personale associativo” presso le unità di raccolta.
Visto il periodo di sospensione, abbiamo delle agevolazioni fiscali di qualche tipo sia sui versamenti che a livello di gestione del personale?
Il DPCM del 17 marzo prevede le seguenti agevolazioni:
Sospensione adempimenti fiscali
Sono sospesi tutti gli adempimenti fiscali (in scadenza dal 08.03.2020 al 31.05.2020) compreso il modello EAS: gli adempimenti dovranno essere effettuati, senza alcuna sanzione, entro il 30 giugno 2020
E’ riconosciuta la cassa integrazione in deroga per i lavoratori degli ETS, ai quali non trovino applicazione le tutele previste in materia di sospensione o riduzione di orario, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane;
Sospensione termini versamenti fiscali e previdenziali
Per le ONLUS, ODV e APS che esercitano, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale di cui al D.lgs. n. 117/2017, è prevista la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 30 aprile 2020.
Ci sono ncentivi per le donazioni a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza?
Per incentivare le erogazioni liberali effettuate per far fronte all’emergenza epidemiologica che il nostro Paese sta attraversando, sono previste misure di vantaggio per le persone fisiche e gli enti che effettuino nel corso del 2020 erogazioni liberali in denaro o in natura a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni riconosciute (dotate di personalità giuridica).
Alle persone fisiche e agli enti non commerciali spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per una donazione massima non superiore a 30.000 euro.
Per i soggetti titolari di reddito d’impresa la donazione effettuata è interamente deducibile dal reddito, oltre ad essere deducibile ai fini IRAP nell’esercizio in cui è effettuata. Per usufruire di tali agevolazioni l’erogazione liberale dovrà essere effettuata tramite strumenti di pagamento tracciabili.
Ho un centro diurno nella provincia di Ragusa, possiamo continuare a svolgere la nostra attività?
Sono sospese su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile 2020 l’attività dei centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità.
Nello specifico, l’art.47 afferma che le aziende sanitarie locali possono comunque, in accordo con gli enti gestori dei centri diurni socio-sanitari e sanitari, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, nel caso in cui la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento.
L’art.48 del decreto detta invece disposizioni per garantire i servizi sociali in questo periodo di emergenza, in cui sono sospesi i servizi educativi e scolastici e in cui possono essere sospese anche le attività socio-sanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità. In particolare, la disposizione prescrive alle pubbliche amministrazioni di fornire, attraverso il personale disponibile già impiegato in tali servizi e dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’amministrazione competente o tramite coprogettazioni con gli enti gestori. Le pubbliche amministrazioni sono inoltre autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo.
covid19_circolare_10_-03_-2020_Servizio_Civile_Universale_.pdf
Centro di Servizio per il Volontariato Etneo