Source: https://renatodisa.com/2011/03/08/la-revoca-del-testamento/
Timestamp: 2017-12-13 15:14:14+00:00
Document Index: 135729124

Matched Legal Cases: ['art. 682', 'art. 654', 'art. 782', 'art. 686', 'art. 687', 'art. 1362', 'art. 681', 'art.685']

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By Avv. Renato D'Isa on 8 marzo 2011 • ( Lascia un commento )
1) La Natura e la Struttura
2) La Revoca Espressa
3) La Revoca Presunta/Tacita
4) La Revoca di Diritto
5) La Revoca della Revoca
Capozzi – Teoria dell’incompatibilità oggettiva – Allara – Talamanca Capozzi –Teoria dell’incompatibilità soggettiva – Azzariti – Cicu – Gangi – preferibile – Capozzi
Tali autori negano che si tratti di una vera e propria revoca e sostengono che l’inefficacia del precedente testamento troverebbe la sua ragione non in una volontà di revocare, ma nell’incompatibilità oggettiva fra due disposizione successive nel tempo. L’ipotesi prevista dall’art. 682 integra un autentico negozio di revoca, perché l’inefficacia della precedente disposizione può derivare non solo da un’incompatibilità oggettiva, ma anche da un’incompatibilità soggettiva (o intenzionale), intesa nel senso che la revoca si ha anche nei casi in cui i due testamenti successivi possono avere contemporanea esecuzione, ma da quello posteriore si può egualmente trarre l’intenzione del testatore di revocare, in tutto o in parte quello precedente.
(Capozzi)Teoria della presunzione assoluta – Gangi – Giampiccolo (Capozzi)Teoria della presunzione relativa – Allara – Pugliatti – Santoro Passarelli – Talamnca –– preferibile – Capozzi
Questi autori e la giurisprudenza prevalente ritengono che solo la prima presunzione (1) sia relativa, mentre la seconda (2) sia assoluta.Accertato che fu quest’ultimo a distruggere, lacerare o cancellare il testamento olografo volontariamente (non quindi inconsapevolmente – per errore, distrazione o perdita momentanea della capacità d’intendere e volere), la volontà di revoca dovrebbe considerarsi senz’altro esistente, non essendo consentitala prova contraria Questa teoria è in perfetta aderenza col testo legislativo “il testamento olografo …,si considera in tutto o in parte revocato… a meno che…. si provi che (2) il testatore non ebbe l’intenzione di revocarlo.”La volontà di distruggere non implica necessariamente la volontà di revocare.Se Tizio ha distrutto volontariamente il suo testamento non per revocarlo, ma perché (come è provato da una sua lettera) aveva intenzione di farlo identico, migliorandone lo stile, l’atto di revoca non può dirsi sussistente.
Secondo la Corte nomofilattica[27] nell’ipotesi di legato di cosa da prendere dal patrimonio del “de cuius“, previsto dall’art. 654 c.c., il legatario ha interesse ad accertare, attraverso la ricostruzione dell’asse ereditario, la consistenza del patrimonio del testatore all’epoca della morte, promuovendo le azioni dirette alla declaratoria di invalidità degli atti di disposizione dal medesimo compiuti. Pertanto, egli è legittimato a proporre l’azione di nullità, per difetto di requisiti di cui all’art. 782 c.c., della donazione effettuata dal “de cuius” avente ad oggetto il bene legato. A tal fine non trova applicazione l’art. 686 c.c., che prevede la revoca del legato riguardo a ciò che è stato alienato, nel caso in cui l’alienazione della cosa legata (o di parte di essa) sia annullabile per cause diverse dai vizi del consenso, atteso che detta norma per un verso non è applicabile ai legati di somme di denaro o di quantità o di cose indicate solo nel genere e, per altro verso, non contempla il caso della alienazione nulla, che, essendo caratterizzata da una invalidità più grave di quella che può sfociare nell’annullamento, non determina la revoca del legato.
La tesi negatrice – Bianca La tesi positiva – Cass. 9 marzo 1996, n. 1935 – preferibile – Capozzi
Si basa sull’incompatibilità di tale equiparazione con il fondamento della norma in esame che, come si è detto, consiste nella presunta volontà del testatore Perché l’istituto ha fondamento, non solo nella presunta volontà del testatore, ma anche nella tutela degli interessi familiari e, precisamente, dei discendenti legittimari. Secondo una sentenza[28] di merito, infatti la revocazione del testamento per sopravvenienza di figli, ex art. 687 c.c., avendo quale presupposto oggettivo una modificazione della situazione familiare, è ammissibile anche nel caso in cui sia stata vittoriosamente esperita l’azione di accertamento della filiazione naturale.
In merito la Corte nomofilattica[30] ha avuto modo di stabilire che nell’interpretazione del testamento il giudice deve accertare, secondo il principio generale di ermeneutica enunciato dall’art. 1362 cod. civ., applicabile, con gli opportuni adattamenti, anche in materia testamentaria, quale sia stata l’effettiva volontà del testatore comunque espressa, considerando congiuntamente ed in modo coordinato l’elemento letterale e quello logico dell’atto unilaterale “mortis causa“, salvaguardando il rispetto, in materia, del principio di conservazione del testamento. Tale attività interpretativa del giudice del merito, se compiuta alla stregua dei suddetti criteri e con ragionamento immune da vizi logici, non è censurabile in sede di legittimità. Inoltre secondo una sentenza[31] precedente sempre in tema di interpretazione del testamento, qualora dall’indagine di fatto riservata al giudice di merito risulti già chiara,in base al contenuto dell’atto, la volontà del testatore, non è consentito – alla stregua del primario criterio ermeneutico della letteralità – il ricorso ad elementi tratti “aliunde” ed estranei alla scheda testamentaria.
Se vi fu un testamento posteriore che revocò il precedente (art. 681), è consentita la revoca del secondo testamento e in tal modo si ridà efficacia alla prima disposizione. Né occorre, come pure è stato sostenuto, un’espressa volontà di far rivevere le precedenti disposizioni. Anche se in tali casi, secondo la Cassazione sorgerebbero problemi di interpretazione[32]. Se fu ritirato il testamento segreto (art.685) e vi sono i requisiti per il testamento olografo non si avrà revoca tacita per l’evidente ragione che la permanenza della scheda presso il notaio o l’archivio pubblico è requisito indispensabile per il solo testamento segreto.