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Timestamp: 2019-12-16 06:00:27+00:00
Document Index: 6708489

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ANAC: atto di segnalazione in tema di SUBAPPALTO | Aif Associazione
ANAC: atto di segnalazione in tema di SUBAPPALTO
18 Novembre 2019 Documenti, HomeANAC, subappaltoAgnese Mantilli
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato il 13/11/19 un Atto di segnalazione al Governo e al Parlamento in tema di subappalto. Come noto, con sentenza dello scorso 26 settembre la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito la non conformità al diritto comunitario della norma nazionale che prevede un limite quantitativo al subappalto (30%), concepita per prevenire rischi di infiltrazione criminale.
In tale atto ANAC ha avuto modo di ribadire le motivazioni ( contro criminalità organizzata e tutela lavoro e sicurezza) per cui dal 1990 ad oggi l’Italia ha continuato a stabilire nella normativa appalti dei vincoli al subappalto.
ANAC ha ribadito come la Corte di giustizia europea nell’ultima sentenza ha affermato che la limitazione quantitativa del 30 % si ponga in maniera astratta, con un applicazione indipendente dal settore economico interessato, senza lasciare spazio di manovra caso per caso alla Stazione appaltate.
Si legge nell’atto che anche nella sentenza europea non si stabilisce la possibilità per gli offerenti di ricorrervi in via illimitata, in quanto anche la Direttiva europea parla di “eventuali parti dell’appalto che intende subappaltare a terzi”, nonché i subappaltatori proposti.
ANAC ha segnalato quindi al legislatore di valutare il mantenimento del divieto (formale o sostanziale) di subappalto dell’intera commessa o di una sua parte rilevante.
ANAC su limite quantitativo del subappalto
Una possibile soluzione, per ANAC, per superare i rilievi della Corte di Giustizia potrebbe essere quella di prevedere la regola generale dell’ammissibilità del subappalto, richiedendo alla stazione appaltante l’obbligo, alla stregua di fattispecie con finalità similari, come la mancata suddivisione in lotti dell’appalto di cui all’art. 51, comma 1, del Codice, di motivare adeguatamente un eventuale limite al subappalto in relazione allo specifico contesto di gara, evitando di restringere ingiustificatamente la concorrenza.
In tal senso, alcuni dei criteri, da fissare in via esemplificativa, come suggeriti anche dalla Corte europea, tra cui: il settore economico o merceologico di riferimento, la natura (ad esempio principale/prevalente o accessoria) della prestazione, ma anche specifiche esigenze che richiedono di non parcellizzare l’appalto, con finalità di carattere preventivo rispetto a fenomeni di corruzione, spartizioni o di rischio di infiltrazioni criminali e mafiose, ma anche di carattere organizzativo, per una più efficiente e veloce esecuzione delle prestazioni. Altro criterio che potrebbe essere oggetto di valutazione è quello inerente il valore e la complessità del contratto, al fine di consentire maggiore libertà per appalti di particolare rilevanza che suggeriscono di accordare più flessibilità nella fase realizzativa.
Altra possibilità avanzata da ANAC, nell’affidamento dei lavori pubblici, è quella di far valere eventuali ragioni di sicurezza alla luce delle specificità del cantiere, laddove la presenza di molteplici addetti appartenenti a più operatori potrebbe aumentare i rischi di scarso coordinamento e attuazione delle misure di tutela del lavoro.
In merito ad appalti sotto soglia comunitaria ANAC ha chiesto al legislatore di valutare, alla luce della piena compatibilità con il diritto europeo e di quanto stabilito dalla Corte nella sentenza, l’eventuale previsione di un limite al subappalto per i contratti di importo inferiore alle soglie comunitarie, anche se tale limite non sembrerebbe potersi imporre per i casi di appalti aventi interesse transfrontaliero.
ANAC ha ribadito inoltre la necessità di chiarimenti in merito all’art. 89, comma 11, riguardanti le opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica (categorie c.d. “superspecialistiche”) prevede che l’eventuale subappalto non possa superare il 30% dell’importo delle opere e non può essere, senza ragioni obiettive, suddiviso.
ANAC ha quindi chiesto al Governo e Parlamento la necessità di un intervento normativo urgente al fine di allineare la disciplina interna in materia di subappalto di cui all’art. 105 con le indicazioni provenienti dalla sentenza della Corte di Giustizia, valutando le proposte illustrate dalla stessa Autorità, auspicando, altresì, un intervento normativo a carattere organico, che affronti cioè anche le altre problematiche sollevate sul subappalto in sede di procedura di infrazione, pervenendo così a una disciplina coerente in materia.
Tratto da ANAC si consulti l’Atto completo di segnalazione n 8 del 13/11/19
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