Source: http://www.avvocatogratis.com/2009/11/false-dichiarazioni-e-comunicazioni-sul-reddito-e-reato/
Timestamp: 2016-10-21 23:38:00+00:00
Document Index: 118624548

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 5', 'art. 95', 'Cass. Sez. ', 'art. 95', 'art. 192', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 96', 'art. 618', 'art. 95', 'art. 74', 'art. 95', 'art. 5', 'art. 5', 'Cass. Sez. ', 'art. 95', 'art. 483', 'art. 95', 'art. 79', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 95', 'art. 112', 'art. 96', 'art. 98', 'art. 79', 'art. 95', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 79', 'art. 96', 'art. 98', 'art. 46', 'art. 79', 'art. 95', 'art. 79', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 95', 'art. 79', 'art. 92', 'art. 483', 'art. 79', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 79', 'art. 92', 'art. 53', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 98', 'art. 95', 'art. 483', 'sentenza ', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 79', 'art. 96', 'art. 49', 'art. 96', 'art. 98', 'art. 95', 'art. 79', 'art. 96', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 76', 'art. 78', 'art. 79', 'art. 95', 'art. 79', 'art. 77', 'art. 77']

REDDITO E GRATUITO PATROCINIO: FALSE DICHIARAZIONI E COMUNICAZIONI SUL REDDITO: E' REATO?
La conoscenza è potere: condividi e fai girare.FalsitÃ e omissioni in dichiarazioni sostitutive ed in altre successive (e non) comunicazioni sul limite di reddito: quali conseguenze penali??Gratuito patrocinio per la difesa dei non abbientiCosa accade quando si Ã¨ dichiarato un reddito inferiore al massimo consentito per l’ammissione al gratuito patrocinio? O se si Ã¨ omesso di comunicare lo sconfinamento oltre la soglia dopo aver ottenuto il patrocinio ed il processo Ã¨ durato piÃ¹ anni??La Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite ha statuito che integrano il delitto di cui all’art. 95 d.P.R. n. 115 del 2002 sia le false indicazioni o lche le omissioni anche parziali dei dati di fatto riportati nella dichiarazione sostitutiva di certificazione o in ogni altra dichiarazione prevista per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni di reddito per l’ammissione al beneficio. (Rigetta, App. Palermo, 2 Aprile 2007)Cass. pen., sez. Unite 16-02-2009 (27-11-2008), n. 6591 – Pres. CARBONE Vincenzo – Est. ROTELLA Mario – I.S.SVOLGIMENTO DEL PROCESSO1 – I.S. dichiarÃ², in istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato del 11.3.03 al Tribunale di sorveglianza di Palermo, di non avere redditi. Ammessa al beneficio, si verificÃ² che era titolare di un immobile, implicante contratto con un’azienda, ed era proprietaria di autovettura.Imputata del delitto aggravato, previsto e punito dalla L. n. 217 del 1990, art. 5, comma 7, modif. con L. n. 134 del 2001, norma trasferita nel D.P.R. n. 115 del 2002, art. 95, T.U. delle “spese di giustizia”, il G.U.P. di Palermo la condannava in giudizio abbreviato con generiche equivalenti a mesi 8 di reclusione ed Euro 220,00 di multa.La Corte di appello di Palermo ha confermato la condanna, non condividendo il principio di Cass. Sez. 5, Bevilacqua, n. 16338 del 12.5.06, CED rv. 234124, secondo cui non sussistono estremi di reato, se il fatto non si sostanzi nella falsa dichiarazione di un reddito inferiore a quello fissato quale soglia di ammissibilitÃ al beneficio.Il difensore ha proposto ricorso per violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 95 e dell’art. 192 c.p.p., ripetendo il principio della sentenza Bevilacqua. Ed ha concluso che nella specie, al di lÃ di errore nelle dichiarazioni su prestampati offerti dalla difesa, Ã¨ incontroverso che l’istante avrebbe potuto fruire del beneficio del patrocinio a spese dello Stato per il reddito poi accertato, sicchÃ¨ di delitto non Ã¨ punibile.2 – La 4^ Sezione di questa Corte, assegnataria del procedimento, a fronte della sentenza Bevilacqua e altre consecutive, ha fatto proprio il principio di Cass. Sez. 3, Contino, n. 28340 del 20.6.2006 – rv. 236267, che afferma in senso opposto che l’ammissibilitÃ al beneficio non esclude la punibilitÃ del reato di pura condotta, come si desume dall’aggravamento di pena, quando la falsitÃ sia stata determinante per l’ammissione, e confermano le disposizioni del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 96 e 98.E, pur condividendolo, poichÃ¨ la questione ha dato luogo a contrasto segnalato dal Massimario (rel. n. 53 del 28.5.08), con ordinanza del 19.6 – 23.7.08 ha rimesso il ricorso alle Sezioni Unite ai sensi dell’art. 618 c.p.p..MOTIVI DELLA DECISIONE1 – La questione controversa Ã¨ “se il reato previsto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 95 sia integrato da falsitÃ od omissioni nelle dichiarazioni o comunicazioni per l’attestazione di reddito necessarie per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato o il mantenimento del beneficio, anche se il reddito accertato non dovesse superare la soglia minima prevista dalla legge”.Il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, incorporando la disciplina del patrocinio a spese dello Stato nell’art. 74 e ss., del Testo Unico, ripete nell’art. 95 la norma incriminatrice della L. 29 marzo 2001, n. 134, art. 5. Questa legge, a sua volta, aveva ripetuto la disposizione del D.P.R. 30 luglio 1990, n. 217, art. 5, comma 7, ma non anche quella del comma 2 cit. art., che specificava le allegazioni all’istanza di gratuito patrocinio.Il contrasto, come dimostra l’analisi, Ã¨ sorto in effetti per questa ragione, e s’incentra bensÃ¬ sul falso nella dichiarazione sostitutiva contenuta nell’istanza di ammissione al beneficio, ma involge la ratio complessiva della norma incriminatrice.1.1- Cass. Sez. 5^ Bevilacqua, sopra citata, ha anzitutto affermato che la norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 95, immutata dal ’90, Ã¨ speciale rispetto a quella di cui all’art. 483 c.p. e che l’art. 95 rinvia all’art. 79, comma 1, lett. b), c) e d), che incorpora nella fattispecie criminosa solo alcune condotte di alterazione del vero.Queste condotte si riassumono nella falsa attestazione di avere un reddito complessivo inferiore a quello fissato dal legislatore quale soglia di ammissibilitÃ , ovvero nella negazione o nascondimento di mutamenti significativi per esso intervenuti, ai fini della valutazione dell’eventuale superamento della stessa soglia.Pertanto non rileva qualsiasi infedele attestazione, ma solo quelle che abbiano, quale conseguenza, l’inganno potenziale o effettivo del destinatario della dichiarazione sostitutiva (lett. c). E tra esse non rientrano quelle che occultino redditi il cui ammontare non implichi superamento del limite, che esclude il diritto all’ammissione.Nello stesso solco si calano Cass. Sez. 5^ Salvaggio, 11.5.06 n. 21194, rv. 234207; Sez. 5^ Abrunzo, 20.12.07 n. 4467/08, rv. 238880;Sez. 5^ Gallo, n. 12019 del 19.2.08, rv. 239126; Sez. 5^ Martorana, n. 15139 del 22.1.07, rv. 236143 e da ultimo Sez. 5^ Caprarotta, n. 38759/08. Le sentenze, accentuando la finalitÃ dell’attestazione, affermano il falso inidoneo all’inganno, se il reddito Ã¨ comunque inferiore alla soglia di ammissibilitÃ al beneficio. Sez. 5^, 11.12.07 n. 5532/08, Goman, rv. 239099 richiama invece la categoria del falso inutile o innocuo.1.2 – Cass. Sez. 3^, Contino, n. 28340 del 20.6.2006 (rv. 236267) ha affermato invece che, in caso di falsa attestazione, il reato si ravvisa anche se il reddito realmente percepito avrebbe ugualmente consentito l’ammissione del soggetto beneficiario al gratuito patrocinio per piÃ¹ ragioni.Anzitutto, conformandosi a Sez. 1^, Mollica, n. 14403 del 25.1.01, rv. 218932, che tanto aveva affermato prima dell’entrata in vigore della L. n. 134 del 2001 con riferimento alle dichiarazioni relative alle variazioni del reddito, ha rilevato che la disciplina in materia esclude ogni discrezionalitÃ da parte del soggetto da ammettere al beneficio.Ha quindi rammentato che il falso, che non concerne solo la dichiarazione sostitutiva, ha ragione propria di punibilitÃ nell’oggetto giuridico “pubblica fede”.Nella specie l’art. 95 prevede elemento psicologico del reato il dolo generico e “l’ottenimento o il mantenimento” del beneficio solo circostanza aggravante. Di piÃ¹, in caso di condanna per il delitto aggravato, dispone revoca ex tunc del beneficio giÃ concesso. La revoca del beneficio Ã¨ parallelamente prevista dall’art. 112 per l’omissione di comunicazioni in termini di eventuali variazioni dei limiti di reddito, per quanto non tali da implicare il superamento delle condizioni per il mantenimento.L’insieme impedisce di ritenere irrilevante che il reddito accertato non superi il tetto previsto dalla legge, sia per l’ammissione che per il mantenimento del beneficio.All’indirizzo hanno dato seguito Sez. 5^, 6.3.07 n. 13828, Palamara (rv. 236532) e Sez. 5^, 24.1.08 n. 13309, Marino, rv. 239387, che ha rimarcato in particolare le prescrizioni dell’art. 96 D.P.R. cit., circa i fondati motivi per cui il magistrato respinge l’istanza di ammissione al beneficio, e dell’art. 98, secondo il quale dispone la verifica di esattezza dell’ammontare del reddito attestato, dopo l’ammissione al beneficio.1.3 – In posizione in effetti intermedia si pone Cass., P.G. in proc. Scumaci, Sez. 4^, 10.10 2007 n. 41306, rv. 237732, che formula un’eccezione al secondo indirizzo, affermando che la dichiarazione sostitutiva di cui all’art. 79, richiamata nell’art. 95, concerne solo i redditi.Spiega che la L. n. 134 del 2001, art. 5, incorporato nel D.P.R. n. 115 del 2002 ha abrogato la previsione della L. n. 217 del 1990, art. 5, comma 2. Pertanto la dichiarazione delle condizioni di reddito non concerne piÃ¹ i diritti reali su immobili e mobili registrati, ed il reato non sussiste se in proposito Ã¨ falsa (conf. Sez. 5, Polito ed a., n. 26031/08).2 – La soluzione in effetti implica anzitutto verifica dell’evoluzione normativa.La L. n. 134 del 2001, le cui disposizioni sono state incorporate nel T.U. sulle spese di giustizia, ha bensÃ¬ soppresso l’obbligo di cui al L. n. 217 del 1990, art. 5, comma 2, di specifiche allegazioni all’istanza di ammissione al beneficio.Ma il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 79, comma 3 prevede in via surrogatoria che il consiglio forense competente a provvedere in via anticipata, e quindi il giudice possano chiedere all’istante, a pena di inammissibilitÃ dell’istanza, di produrre documentazione.Di piÃ¹ l’art. 96 prevede che, ammessa l’istanza, prima di decidere sull’ammissione al beneficio, il magistrato puÃ² chiedere verifiche tempestive dei dati offertigli alla G. di Finanza, non la verifica dell’esattezza del reddito attestato, nonchÃ¨ la compatibilitÃ dei dati indicati con le risultanze dell’anagrafe tributaria. Questo compito Ã¨ affidato all’ufficio finanziario solo dopo che il giudice ha ammesso l’istante al beneficio e cioÃ¨ deciso l’accoglimento (art. 98). All’evidenza allegazioni e verifiche provvisorie sono condizionate dai tempi (si pensi all’istanza d’imputato detenuto).PerciÃ², dal 2001, la legge inversamente accentua l’onere di attestazione dell’istante a fine di prova delle sue condizioni di reddito, qualificando sostitutiva la dichiarazione incorporata nell’istanza, con il richiamo al D.P.R. n. 445 del 2000, art. 46, comma 1 lett. c, nel D.P.R. n. 115 del 2002, art. 79, comma 1, lett. c), cui rinvia l’art. 95. E, nel contempo, gli lascia la possibilitÃ , senza obbligo, di avvalersi di moduli predisposti.All’uopo l’art. 79, comma 1, lett. “c” prevede che la dichiarazione attesti la “sussistenza delle condizioni di reddito previste per l’ammissione con specifica determinazione del reddito complessivo valutabile a tali fini, determinato secondo le modalitÃ dell’art. 76”. E l’art. 76 fa rinvio alla dichiarazione dei redditi IRPEF. I singoli dati reddituali sono dunque oggetto indiscriminato di attestazione, secondo il modello tipico recepito. La ragione di specifica determinazione e collega inoltre al rinvio dell’art. 95 anche all’art. 79, comma 1, lett. b.La lettera “b” prescrive l’indicazione delle generalitÃ proprie e dei componenti della famiglia anagrafica e relativi codici fiscali. E si connette all’art. 92, che eleva il limite di reddito per l’ammissione, in quantitÃ fissa per ognuno dei conviventi che non abbia reddito proprio, il che significa per contro che va sempre indicato il reddito dei conviventi. La lettera “d” afferma l’impegno a comunicare variazioni rilevanti dei limiti di reddito nell’anno precedente, la qualcosa presume appunto l’indicazione di ogni fonte, anche potenziale, di reddito. Il corollario Ã¨ che i diritti reali su immobili devono essere dichiarati, non solo se fonti attuali (ad es. usufrutto), ma anche solo potenziali di reddito (ad es. nuda proprietÃ ), perciÃ² suscettibili di variazioni da comunicare per impegno assunto nell’istanza, come di seguito si precisa.2.1 – Questa analisi sommaria del procedimento dimostra che la norma incriminatrice, per quanto rapporti la falsitÃ della “dichiarazione sostitutiva” al modello dell’art. 483 c.p., la cala in effetti in una previsione complessa, giÃ per il suo tenore ed il correlato contenuto dell’istanza a pena di inammissibilitÃ (v. l’esordio dell’art. 79).Difatti la dichiarazione non ha per sÃ¨ ad oggetto la sussistenza delle condizioni di reddito per l’ammissione al beneficio, bensÃ¬ i dati da cui l’istante la induce C determina”) quale risultato, suscettibile di valutazione discrezionale seppur vincolata dell’organo destinatario, come nel caso della dichiarazione IRPEF, su cui si modella.E, posto che la dichiarazione sostitutiva Ã¨ incriminabile per la falsitÃ (commissiva od omissiva, v. oltre) dei dati che servono alla determinazione, s’intende il vincolo di incriminazione al principio di S.U. P.G. in proc. Proietti ed a., n. 1827/95 – rv. 200117, per cui la falsitÃ si configura nella “parte descrittiva” dell’atto, salvo espressa eccettuazione dei fatti da attestare.La singolaritÃ della dichiarazione sostitutiva nel caso Ã¨ inoltre dimostrata dal rilievo che la legge che autorizza il privato attestazione tipica a pena di falso (S.U. Lucarotti, n. 6/99 e Gabrielli 28/00), di solito prevede che la riversi in atto pubblico a pubblico ufficiale, che si limiti ad attestare nell’atto di averla ricevuta. E, in ragione del fine dell’atto, la stessa legge pone al privato onere di allegarlo ad istanza diretta a diverso organo, che adotta provvedimento sulla premessa del fatto attestato.Il D.P.R. n. 115 del 2002 unifica la doppia azione, perchÃ¨ l’interessato al beneficio rende la dichiarazione con valenza attestativa nell’istanza rivolta al magistrato che la contiene a pena di inammissibilitÃ (art. 96). E fa conto che il magistrato, dovendo subito decidere, possa solo chiedere documentazione o verifica degl’indici fornitigli, non altro.In questa luce la norma penale sottolinea la necessitÃ della compiuta ed affidabile informazione del destinatario che, a fronte della complessitÃ del tenore dell’istanza cui Ã¨ speculare la valutazione da svolgere, ha urgenzati decidere.La necessitÃ di dettaglio del tenore dichiarativo dell’istanza Ã¨ significato in maniera risolutiva dal D.P.R. n. 112 del 2002, art. 96, comma 2, che prescrive: “il magistrato… respinge l’istanza se vi sono fondati motivi di ritenere che l’interessato non versa nelle condizioni degli artt. 76 e 92, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attivitÃ economiche eventualmente svolte”. Il che, si Ã¨ visto, connette tra l’altro le previsioni dell’art. 79, comma 1, lett. b e c, in duplice senso all’art. 92.La conclusione evidente Ã¨ che la dichiarazione deve contenere senza eccezione i dati eventualmente giÃ riversati nella diversa dichiarazione a fini IRPEF relativa ai redditi dell’anno precedente, in tal caso da allegare, salvo la possibilitÃ di prendere in considerazione l’istanza di ammissione al beneficio, di chi non l’abbia presentata.2.2 – Passando ora alla struttura del reato, risulta assorbente il rilievo che la locuzione “falsitÃ od omissioni” non distingue il falso dalle altre condotte cui segue evento di pericolo, ed oltre di danno. Il falso Ã¨ reato commissivo proprio, seppure consiste in omessa attestazione di fatto vero, sicchÃ¨ la ratio di incriminazione, giÃ per lettera, non puÃ² essere confinata nell’ipotesi che ha dato luogo al contrasto.L’incriminazione del reato di pura condotta, commissivo od omissivo che sia, ha funzione di sbarramento dell’evento di danno ulteriore.La funzione si Ã¨ visto Ã¨ accentuata dal collegamento del dovere di attestazione nell’istanza alla dichiarazione IRPEF dell’anno precedente, che puÃ² non essere stata rilasciata, e quindi dalla possibilitÃ di respingere la stessa istanza allo stato per le attivitÃ , le condizioni di vita personali e familiari, ed il tenore di vita di chi chiede l’ammissione al beneficio.SicchÃ¨ l’incriminazione si correla da un lato al generale “principio antielusivo” che, affermato da questa Corte (v. da ultimo, Cass. Civ. n. 10257/08 e n. 25374/08), s’incardina sulla capacitÃ contributiva ai sensi dell’art. 53 Cost., e perciÃ² dell’art. 3. E si correla, dall’altro, all’art. 24, comma 3 ulteriore corollario dell’art. 3 del Patto fondamentale, in osservanza del quale l’art. 98 c.p.p. prevede la disciplina del patrocinio dei non abbienti a spese dello Stato.Dal che Ã¨ evidente che la punibilitÃ del reato di pura condotta si rapporta, ben oltre il pericolo di profitto ingiusto, al dovere di lealtÃ del singolo verso le istituzioni.E’ dunque apodittico il rilievo di sproporzione della gravitÃ della pena prevista dall’art. 95 D.P.R. cit. per un’ipotesi speciale del reato di cui all’art. 483 c.p., in quanto analoga a quella prevista per la truffa aggravata. E non Ã¨ in particolare giustificata l’implicazione d’innocuitÃ o inutilitÃ della falsitÃ , correlata ad una soglia di ammissione al beneficio, che non risulta prevista dalla norma incriminatrice.In genere l’innocuitÃ del falso in un atto pubblico non va per sÃ¨ ritenuta con riferimento all’uso che s’intende fare del documento, che non Ã¨ necessario ad integrare la condotta incriminata, e puÃ² altrimenti integrare estremi di reato diverso (come rileva la sentenza Contino, rifacendosi a Cass., Sez. 5, n. 11681/97, rv.209266).In ispecie la lettera dell’art. 95 non condiziona la rilevanza dell’offesa della pubblica fede al fine patrimoniale dell’atto falso (cfr. Cass., S.U. Giordano ed a., n. 25887/03). Non opera, difatti, specifica addizione di qualifica all’evento di pericolo, o all’intenzione di risultato dell’agente (dolo specifico), sicchÃ¨ la falsitÃ non puÃ² ritenersi innocua secondo parametro dell’evento, men che inutile secondo parametro del dolo.E’ questa la ragione di previsione dell’evento di danno come mera aggravante.NÃ¨ la condizione di punibilitÃ puÃ² desumersi dal richiamo dell’art. 95 all’art. 79, comma 1, lett. c, la cui disposizione, si Ã¨ visto, si combina con altre norme per rinvio espresso (artt. 76 e 92) o per rinvio implicito (v. anzitutto la distinzione di ammissibilitÃ dell’istanza, che contiene tra l’altro la dichiarazione, dall’ammissione al beneficio od al rigetto dell’istanza in sÃ¨ formalmente ammissibile, nell’art. 96).E’ dunque esclusa qualsiasi esenzione categorica di legge (innocuitÃ ), fuori del parallelo con quanto Ã¨ dovuto nella dichiarazione IRPEF. La questione d’inidoneitÃ Ã¨ circoscritta nei limiti dell’art. 49 c.p., perciÃ² diversa in quanto sempre e solo di fatto. In concreto Ã¨ possibile ritenere inidonea all’offesa taluna omessa, e per sÃ¨ falsa attestazione, quale quella di un diritto reale su mobile registrato. Ma va tenuto da conto che tale diritto deve essere dichiarato, giÃ perchÃ¨ la titolaritÃ del bene incide sulla valutazione del giudice, secondo il parametro del tenore di vita, ed a maggior ragione se all’esercizio del diritto si connette uri attivitÃ economica, altro metro decisivo per l’ammissione al beneficio (art. 96, comma 1).Insomma se il reato concerne la parte determinativa della dichiarazione, che si connette al tenore della dichiarazione IRPEF, giusto il principio premesso di S.U. P.G. in proc. Proietti, la valutazione d’inidoneitÃ all’inganno non puÃ² essere implicata dal rilievo che la determinazione non Ã¨ stata fatta propria dal magistrato, che abbia respinto l’istanza. L’inidoneitÃ del falso o dell’omissione va apprezzata con riferimento a quanto il magistrato potesse intendere, prima di decidere nel merito. E, a maggior ragione, l’inidoneitÃ non puÃ² desumersi dalla prova certa di sussistenza delle condizioni di reddito per l’ammissione a beneficio, che si consegue dopo che il magistrato l’abbia disposta, per la verifica compiuta deferita all’ufficio finanziario (art. 98).2.3 – Concludendo, la specifica falsitÃ nella dichiarazione sostitutiva (art. 95, art. 79, lett. c) Ã¨ connessa all’ammissibilitÃ dell’istanza non a quella del beneficio (art. 96, comma 1), perchÃ¨ solo l’istanza ammissibile genera obbligo del magistrato di decidere nel merito, allo stato. L’inganno potenziale, della falsa attestazione di dati necessari per determinare al momento dell’istanza le condizioni di reddito, sussiste quand’anche le alterazioni od omissioni di fatti veri risultino poi ininfluenti per il superamento del limite di reddito, previsto dalla legge per l’ammissione al beneficio.Pertanto, la questione riceve risposta affermativa, nel senso che il reato di pericolo si ravvisa se non rispondono al vero o sono omessi in tutto o in parte dati di fatto nella dichiarazione sostitutiva, ed in qualsiasi dovuta comunicazione contestuale o consecutiva, che implichino un provvedimento del magistrato, secondo parametri dettati dalla legge, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni previste per l’ammissione al beneficio.Ogni altra questione Ã¨ di fatto e, si Ã¨ visto, pone in discussione cosa il magistrato potesse intendere allo stato a stregua delle comunicazioni dovute, e per contro la volontÃ del privato di trarlo in inganno, in reato punibile a titolo di dolo generico.3 – Su questa premessa, la sentenza impugnata risulta incensurabile.L’atto incriminato, a quanto motiva la sentenza di primo grado e conferma quella di appello, omette il riferimento a diritti reali su immobile, cui Ã¨ connessa una attivitÃ oggetto di contratto, e su mobile registrato, dati ritenuti rilevanti per la determinazione del Tribunale di Palermo ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 96.Il fatto non Ã¨ innocuo, ed Ã¨ stato ritenuto incensurabilmente idoneo all’inganno, ancorchÃ¨ il reddito complessivo sia, di seguito, risultato tale da non superare il limite previsto dalla legge.Finalmente l’asserto incidentale di potenziale errore (quindi assenza del dolo generico), per indicazioni ricevute dall’imputata circa il tenore della dichiarazione da rendere, Ã¨ di fatto, e non risulta specificamente sostenuto in appello.P.Q.M.Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.Riferimenti normativiD.P.R. 30-05-2002, n. 115, art. 76D.P.R. 30-05-2002, n. 115, art. 78D.P.R. 30-05-2002, n. 115, art. 79D.P.R. 30-05-2002, n. 115, art. 95Giurisprudenza correlataConformiCass. pen., sez. I, 09-04-2001, n. 14403Cass. pen., sez. III, 08-08-2006, n. 28340Cass. pen., sez. V, 04-04-2007, n. 13828Cass. pen., sez. V, 28-03-2008, n. 13309 –DifformiCass. pen., sez. V, 12-05-2006, n. 16338Cass. pen., sez. V, 20-06-2006, n. 21194Cass. pen., sez. V, 29-01-2008, n. 4467Cass. pen., sez. V, 05-02-2008, n. 5532Cass. pen., sez. V, 16-04-2007, n. 15139Cass. pen., sez. IV, 09-11-2007, n. 41306Cass. pen., sez. V, 18-03-2008, n. 12019www.avvocati.venezia.it ASSOCIAZIONE ART. 24 COST. 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8 pensieri su “FALSE DICHIARAZIONI E COMUNICAZIONI SUL REDDITO: E’ REATO?”
Olga 8 aprile 2010 alle 22:38	Salve, sarei molto grata se riuscite ad aiutarmi.
Nel giugno 2007 il mio ex compagno(non eravamo sposati, ma con Lui abbiamo un figlio di 6 anni) ha fatto il ricorso nel tribunale di Venezia per minorenni per affidamento del nostro figlio.
Abbiamo avuto l'audienza sempre nel giugno 2007 e poi fino 19.03.2010 ho aspettato la decisione del tribunale.
A quel tempo ho fatto la richiesta per gratuito patrocinio e avuto la risposta positiva. Ora quando il processo è finito il mio avvocato, che mi ha assistita solo una volta al processo nel giugno 2007, mi chiede di portargli tutti i miei CUD di questi anni (sono alla fine 4 CUD, uno per ogni anno) dicendo che se io avessi superato il mio reddito minimo almeno per anno non mi spetta più la copertura delle spese d'avvocato dallo stato.
Vorrei sapere se è vero e se una volta ricevuto il gratuito patrocinio ora mi possono revocare solo se ho superato per un anno redditto minimo.
Vorrei precisare che nel anno 2009 ero inscritta preso il centro impiego in quando ero disoccupata per 1 anno e per 6 mesi. Ho percepito l'identità di disoccupazione di circa 7.000 euro, però fin ora non ho ricevuto il CUD da INPS.
View Comment	admin 8 aprile 2010 alle 22:44	Salve Olga,Ti confermo che devi dimostrare, qualora richiesto, che hai mantenuto il possesso dei requisiti per l’ammissione al gratuito patrocinio per tutti gli anni di prosecuzione del contenzioso.Quando hai presentato l’istanza di ammissione al gratuito patrocinio, ai sensi dell’art. 79 1Â° co. lettera D del DPR 115/2002, hai presol’impegno a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito, verificatesi nell’anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione dell’istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione.Pertanto la richiesta Ã¨ piÃ¹ che legittima.
Il limite reddituale per anno Ã¨ di â‚¬ 10.628,16 di imponibile e, da quanto mi dici, Tu sei ampiamente all’interno della fascia di ammissibilitÃ .Spero di esser stato utile e Ti saluto cordialmente.
View Comment	Mattia 3 ottobre 2010 alle 12:18	Gent.ma Associazione Art. 24,
Ho scritto oggi tramite il form del vs sito, ma riprendo qui la questione richiamata da questa sentenza.
Il DPR 115/2002 cita tra le altre cose quanto segue:===================
1. L’istanza Ã¨ redatta in carta semplice e, a pena di inammissibilitÃ , contiene: d) l’impegno a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito, verificatesi nell’anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione dell’istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione.===================Nel mio caso sono stato ammesso al beneficio del g.p. il 04/04/2006, appena prima che iniziasse la fase istruttoria del processo di separazione (giudiziale). il processo ha avuto udienza conclusiva tra le parti (conversione in sep. consensuale) il 22/02/2008 e decreto di omologa il 31/07/2008.Il mio modello unico (ditta individuale) relativo agli anni 2005, 2006 e 2007 dimostra un reddito IMPONIBILE al di sotto del limite per il g.p., mentre quello del 2008 Ã¨ superiore (circa â‚¬14 mila). Io non ho comunicato questa variazione di reddito perchÃ¨:a) il reddito complessivo 2008 si Ã¨ costituito (bilancio finale della ditta = conto economico) solo al termine del 2008 e quello imponibile solo a settembre 2009 in quanto le tabelle di detrazioni e deduzioni pubblicate annualmente dall’ag. delle entrate per il 2008 sono state pubblicate solo a settembre 2009 (!) quando ormai il processo era terminato ed omologato.b) La normativa (vedi parte riportata sopra) impone all’obbligato/beneficiato di comunicare le variazioni di reddito “fino a che il processo non sia definito”, e a me pare che si possa considerare “definito” un processo alla data dell’udienza conclusiva o al piÃ¹ alla data del decreto di omologa.Vorrei capire se ho fatto bene o nel caso contrario i suoi commenti e le motivazioni che si potrebbero addurre per negare la liquidazione ed eventualmente procedere nei miei confronti.
View Comment	admin 3 ottobre 2010 alle 16:07	Gentile Mattia, La ringrazio per il dettagliato quesito che consente di precisare un argomento molto attuale.
Le comunicazioni di variazione del reddito devono essere inviate, di anno in anno, dal momento in cui si ha il riferimento del nuovo imponibile.
Le mi dice che la Sua procedura si Ã¨ conclusa nel luglio 2008 e, quindi, il reddito di riferimento non puÃ² che essere quello della dichiarazione 2008 per l’anno 2007.
Non vedo come si possa utilizzare il computo di una redditualitÃ inerente il medesimo 2008 che non si Ã¨ ancora formata (in ispecie se Ã¨ conseguente ad una attivitÃ di impresa che, di per sÃ¨, richiede la sommatoria di tutte le componenti positive e negative alla data del 31 dicembre di ogni anno).
View Comment	Agostino Giordano 5 gennaio 2011 alle 19:04	Il limite reddituale per il gratuito patrocinio nel 2011 verrÃ aumentato? Si sa giÃ di quanto? Grazie
View Comment	admin 6 gennaio 2011 alle 15:42	Gentile Agostino,
l’art. 77 del Testo unico DPR 115/2002 prevede l’adeguamento ogni due anni dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto nazionale di statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel biennio precedente. L’ultimo aggiornamento Ã¨ avvenuto il 20 gennaio 2009, pertanto, Ã¨ atteso analogo provvedimento dopo il 20 gennaio 2011 nella misura prevista dall’art. 77 che citavo poc’anzi.
Non appena vi sarÃ emissione del decreto provvederemo a darne ampia pubblicazione.
Per miglior dettaglio Le indico la nostra â€œGuida Breve allâ€™ammissione al Gratuito Patrocinioâ€; la trova QUI: http://www.avvocatogratis.com/2010/03/scarica-il-manuale-sul-gratuito-patrocinio/
View Comment	Mattia 10 gennaio 2011 alle 10:55	@admin Gent.ma Associazione Art. 24,
La ringrazio molto per la sua risposta, ora sono piÃ¹ tranquillo.