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Timestamp: 2020-04-09 23:56:21+00:00
Document Index: 131816600

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art. 97', 'art. 22', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 8']

Avvocato Santi Delia, Autore presso Studio Legale Avvocato Santi Delia - Pagina 32 di 45
CONCORSI PUBBLICI: LA LEADERSHIP ALLO STUDIO LEGALE BONETTI & DELIA
Avvocato Santi Delia 27 Ottobre 2017 0 Commento
Da Finanza & Diritto del 25 ottobre 2017. Uno dei maggiori problemi in Italia è la garanzia di un concorso pubblico aperto a tutti e di una selezione basata sul merito come comanda l’art. 1 del regolamento sull’accesso al pubblico impiego.
Un vero e proprio punto di riferimento in questa materia è rappresentato dallo Studio Legale Bonetti & Delia con sede sia a Roma in via San Tommaso d’Aquino, 47 che a Messina alla via Via S. Agostino, 4. Da ormai oltre un decennio, infatti, gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con un nutrito gruppo di giovani collaboratori tra avvocati, praticanti e paralegali sono nel mirino dell’attenzione mediatica nazionale per la leadership acquisita nelle procedure concorsuali pubbliche.
E’ loro, infatti, il ricorso che ha consegnato l’abilitazione ad oltre un milione di insegnanti diplomati magistrale e che, entro fine anno, troverà la conclusione innanzi all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Un provvedimento che, da ormai 5 anni, ha cambiato e continua a cambiare l’architettura del sistema scolastico italiano, al quale si è recentemente accostato quello del T.A.R. Lazio sul titolo AFAM anch’esso ritenuto abilitante. Tutte le maggiori vittorie che hanno fatto tremare il MIUR negli ultimi anni portano la firma dei legali Bonetti & Delia: dalle questioni di giurisdizione per l’ammissione in G.A.E., sino alle ammissioni ai concorsoni 2012 e 2016 con la tutela al fianco dei dottori di ricerca inseguendo il valore abilitante del loro titolo, a quello dei dirigenti scolastici, al primo e secondo T.F.A. ed alle battaglie sul sostegno portate in Europa dalle associazioni che gli stessi assistono da anni. E’ ancora loro, infine, il ricorso che ha fatto svelare al T.A.R. Lazio il famigerato algoritmo impazzito che ha gestione la mobilità per centomila insegnanti nella calda estate del 2016.
Parimenti storiche sono le affermazioni nel mondo del diritto universitario e allo studio. E’ grazie alla rimessione alla Corte costituzionale di un ricorso dello studio legale, difatti, che da ormai 5 anni l’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso si basa su una selezione nazionale a graduatoria unica e che, dopo la vittoria innanzi all’Adunanza Plenaria del 2013, il concorso si svolge con modalità finalmente idonee a garantire l’anonimato. Grazie a queste vittorie, assieme a quelle sull’abolizione del bonus maturità e sullo scorrimento delle graduatorie per tutti i ricorrenti, negli anni, sono stati oltre 20.000 gli studenti che hanno potuto coronare il sogno di studiare Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura o Fisioterapia.
Lo studio, infine, segue da sempre i giovani medici per l’accesso alle specializzazioni ed al mondo della professione e, proprio qualche mese fa, è riuscito ancora una volta a cambiare la storia di tali percorsi imponendo al Ministero della Salute una riforma. Il T.A.R. Lazio, infatti, all’esito di un ricorso patrocinato dai legali Delia & Bonetti al fianco di centinaia di giovani di tutte le Regioni d’Italia, ha annullato un Decreto Ministeriale che resisteva da oltre un decennio e che imponeva a tutti i neolaureati in medicina di attendere a volte anche un anno prima di partecipare alle prove per diventare medici di famiglia. Grazie a questa vittoria anche i neolaureati potranno partecipare velocizzando, così, l’ingresso nel mondo del lavoro.
Enorme clamore a livello nazionale, su questo tema, ha avuto la vittoria degli Avvocati Delia e Bonetti nei confronti degli Atenei di Milano Statale e Roma La Sapienza rei di aver istituito il numero chiuso anche per i corsi di laurea umanistici e di Psicologia. Il T.A.R. del Lazio, in entrambi i casi, accogliendo le azioni dei legali ha stabilito il principio secondo cui non è possibile istituire corsi di laurea a numero chiuso in misura ulteriore rispetto a quelli stabiliti dal Legislatore del 1999 neanche al fine di soddisfare i c.d. requisiti minimi imposti da normative ministeriali sopravvenute.
Impegnato, da sempre, in tutto l’ampio ambito del diritto amministrativo, uno dei dipartimenti dello Studio cura anche l’assistenza in fase contenziosa e stragiudiziale in materia di appalti e procedure concorsuali e l’assistenza di Imprese e Società in ambito di licensing internazionale la cui specialità è valsa, innanzi ad importanti affermazioni che hanno segnato la giurisprudenza sul tema, il Premio Le Fonti 2017 di Boutique d’Eccellenza dell’anno.
Diplomati magistrale, depennati e congelati in GAE: le nuove azioni in attesa della Plenaria
Il 15 novembre l’Adunanza Plenaria metterà la parola fine alla vicenda. La decisione, tuttavia, potrebbe tardare alcuni mesi e potrebbe non essere compatibile con la scadenza dell’azione che segue i cui termini di adesione si chiuderanno il 30 novembre 2017.
I DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002: LA STORIA DEL CONTENZIOSO ED IL PERCHE’ NON SONO ANCORA IN GAE.
Nonostante tutti i tentativi che abbiamo fatto in sede ministeriale e parlamentare, allo stato, l’unica via per ottenere giustizia e far valere i propri diritti rimane quella giudiziale.
Per questo, a difesa delle migliaia di insegnanti ancora privi di tutela che ogni giorno ci scrivono, abbiamo deciso di ripartire da dove avevamo cominciato: un ricorso al T.A.R. avente come unico obiettivo quello dell’eliminazione fisica dell’ultimo D.M. sull’aggiornamento delle G.A.E. (n. 400/17).
Una volta ottenuta la declaratoria di nullità del D.M. si agirà in sede di ottemperanza per ottenere l’ammissione definitiva in G.A.E.
Identica azione verrà inoltrata per i c.d. DEPENNATI e i CONGELATI SISS per i quali, sempre grazie alle nostre azioni, è stato già ottenuto l’annullamento dei precedenti D.M.
Deve aver fatto domanda di ammissione in GAE tra il 12/6/2017 e l’8/7/2017 come prevedeva il D.M. 400/17 anche usando modelli diversi da quelli ministeriali;
2) NON DEVE AVERE FATTO RICORSO AL TAR O AL PDR AVVERSO IL D.M. 400/17.
5. Come aderire. Le adesioni scadono il 30/11/17 (FA FEDE IL TIMBRO POSTALE) e verranno accettate solo se perverranno con le seguenti modalità.
TFA SOSTEGNO: TAR LAZIO accoglie ricorso su valutazione titoli
Avvocato Santi Delia 21 Ottobre 2017 0 Commento
Il 20 aprile 2017 l’Università degli Studi Internazionali di Roma bandiva un concorso per l’ammissione di docenti in possesso di abilitazione all’insegnamento- previo superamento di ben tre prove- preselettiva, scritta e orale- alla specializzazione sul sostegno nella scuola primaria.
Tale bando prevedeva che “i titoli professionali, di studio e scientifici valutabili ai fini della graduatoria finale e i relativi punteggi […]”, dovessero essere “posseduti prima dell’iscrizione alla prova d’accesso”. Non veniva, però, fissato alcun termine di presentazione di detti titoli né tanto meno alcun onere per i candidati di visionare eventuali comunicazioni sul sito web istituzionale.
In mancanza di un termine indicato per la presentazione dei titoli, legittimamente, i candidati avrebbero potuto ritenere che la loro valutazione avvenisse dopo il superamento della prova orale – non avendo senso per l’Ateneo o la Commissione valutare una documentazione relativa ad un candidato che ancora non abbia superato le prove- e per ciò stesso presentare la certificazione attestante il possesso di detti titoli solo a seguito del superamento della stessa.
Oggi il Tar Lazio, rilevando la fondatezza dell’azione esperita dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, proprio “in quanto il bando della selezione, con riguardo ai titoli, si limitava a disporre che essi dovessero essere posseduti dai candidati prima dell’iscrizione della prova di accesso, ma nulla prescriveva circa il termine per la presentazione dei titoli medesimi”, ha sospeso l’efficacia della graduatoria finale del concorso, ordinando il riesame alla luce dei titoli presentati.
Il Tar ha riconosciuto illegittimo che, pur non disponendo nulla in tal senso, la Commissione di sua sponte abbia interpretato il bando in forma restrittiva e totalmente difforme da quanto in prima facie emerga dal suo senso letterale.
Così come più volte confermato dalla giurisprudenza, “risulta non essere conforme al principio comunitario di proporzionalità, vigente nel nostro ordinamento in virtù dell’art.1, comma1, della legge n. 241 del 1990, né a quello di buon andamento di cui all’art. 97 della Costituzione” l’esclusione postuma per mere irregolarità formali non attinenti al punteggio del candidato e/o ai titoli in suo possesso per l’ammissione, dovendosi in via prioritaria tutelare e privilegiare il diritto alla formazione e la massima partecipazione dei cittadini nel rispetto della par condicio (c.d. favor partecipationis).
I nostri ricorrenti sono, così, stati dichiarati vincitori delle selezioni.
ESAME AVVOCATO: SVOLTA AL TAR CATANZARO. MINISTERO CONDANNATO ALLA RICORREZIONE.
Avvocato Santi Delia 19 Ottobre 2017 0 Commento
Illegittime le operazioni di mescolamento e raggruppamento dei plichi negli esami di abilitazione forense tenuti a Catanzaro nella sessione 2016.
E’ quanto statuito dal T.A.R. Catanzaro, con le ordinanze gemelle nn. 438 e 439 del 19 ottobre 2017 con le quali è stata stigmatizzata la condotta della Commissione istituita presso la Corte d’Appello di Catanzaro che “non si è costituita in sessione plenaria, come prescrive l’art. 22, comma 4, del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37 e che la stessa risulta altresì formata solo da avvocati, in violazione (anche) dei criteri generali stabiliti dalla commissione centrale operante presso il Ministero della giustizia, in data 1 dicembre 2016, dove, per l’appunto, si raccomanda “la partecipazione, a tutte le operazioni di abbinamento e mescolamento delle buste, delle varie componenti professionali””.
Tale modus operandi mette in pericolo, anche in forma soltanto potenziale, la regola dell’anonimato “di per sé ragione di invalidità, indipendentemente da un concreto accertamento dell’effettiva lesione dell’imparzialità in sede di correzione”.
I giudici calabresi, accogliendo i ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Rosario Cannata, pertanto, hanno imposto alla Commissione istituita presso la Corte d’Appello di Venezia abbinata per le operazione di correzione, di riesaminare gli elaborati, fornendo delle precise indicazioni sulle modalità operative da seguire, al fine di garantire il pieno rispetto del principio dell’anonimato, attraverso “l’oscuramento del precedente giudizio, con l’imbustamento degli elaborati e con la ricorrezione contestuale con altri elaborati di dieci candidati estratti a sorte in contraddittorio”.
Medicina 2017: tutti i nostri dubbi sul test di ammissione. L’intervista a Studenti.it
Avvocato Santi Delia 13 Ottobre 2017 0 Commento
Il test di ammissione, dunque, si è trasformato nella prova dei migliori studenti nella preparazione in corsi ad hoc che studiano questa logica (diversa a seconda che sia quella di Cambridge del 2015 o la più semplice degli eserciziari del 2016 e 2017 e da qui che i punteggi minimi di ammissione sono passati da 29 a 61) e ciò, a nostro modo di vedere, in maniera illegittima.
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Ricorso test Medicina 2017: la video intervista all’Avv. Santi Delia
TAR CATANIA: LA POSIZIONE GIURIDICA DEL RICORRENTE E’ DEFINITIVAMENTE CONSOLIDATA SE HA SUPERATO LE PROVE SCRITTE ED ORALI. SUPERATA LA BOCCIATURA ALLE PRESELETTIVE.
Il Tar Catania, chiamato a pronunciarsi sull’accesso ai corsi del TFA sostegno, ha fissato un nuovo ed importante principio giuridico. Il Giudice Amministrativo, che con decreto cautelare aveva consentito alla ricorrente di svolgere le prove scritte ed orali per l’accesso al corso nonostante il mancato superamento della soglia di ammissione alle prove preselettive, dopo aver verificato il buon esito delle stesse, su specifica istanza degli Avv.ti Delia e Bonetti ha sancito che “conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono coloro che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela” e per l’effetto, con integrale accoglimento delle censure proposte ha dichiarato il ricorso della docente improcedibile avendo ella definitivamente stabilizzato la propria posizione giuridica”.
“A differenza di quanto sostenuto da taluna e più restrittiva giurisprudenza secondo cui tale principio non sarebbe applicabile nei corsi a numero chiuso”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “anche a tali corsi post laurea, come già avvenuto per quelli a numero programmato di medicina, va applicato il principio del consolidamento sancito dal legislatore del 2005. Il titolo cui aspirano in fase di selezione i candidati, difatti, non è quello finale, e dunque la laurea nel caso dell’accesso a medicina o il titolo di specializzazione in questo caso, ma l’ammissione al corso che, qui, era stata con merito acquisita”. l’Ateneo provvederà immediatamente ad eliminare la riserva della ricorrente per consentirle di proseguire il corso sino all’esame finale”.
T.A.R. Catania, Sez. I, 13 ottobre 2017, n. 2395
Avvocato Santi Delia 12 Ottobre 2017 0 Commento
Salta il DM sull’aggiornamento delle Graduatorie di Istituto. Ancora una volta gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti riescono ad annullare un Decreto Ministeriale. Secondo il T.A.R. Lazio è illegittimo aver imposto ai docenti iscritti con riserva nelle GAE e, dunque, anche in prima fascia di Istituto, di non poter cambiare provincia aggiornando la seconda e la teza fascia di istituto.
Il D.M. 374/17 prevedeva che “gli aspiranti di II e III fascia delle graduatorie di istituto, che risultino inseriti anche in I fascia, non potranno sostituire le istituzioni scolastiche, ivi inclusa la scuola capofila, neppure ai fini dell’inserimento in II e/o III fascia, ma potranno aggiornare i punteggi nella II e III fascia”. Il T.A.R. Lazio, accogliendo la tesi difensiva di Bonetti e Delia, ha annullato il D.M. per violazione di fonte sovraordinata in quanto contrastante con il D.M. regolamentare e richiamato tra i visto e i considerata dello stesso D.M. impugnato. La fonte sovraordinata, difatti, all’art. 5, comma 8, chiarisce che “coloro che hanno titolo ad essere inclusi nelle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia hanno facoltà di scegliere, ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto, una provincia diversa da quella in cui figurano inclusi nelle graduatorie ad esaurimento medesime” con il solo limite che “resta comunque preclusa, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, la cumulabilità di rapporti di lavoro in due diverse province”.
Si tratta, commentano Delia e Bonetti, di una vittoria importantissima in quanto permetterà a centinaia di insegnanti di poter, quanto meno, sfruttare il canale delle supplenze in una Provincia più prossima rispetto a dove si svolge la loro vita e dove hanno gli affetti familiari. Tre anni non sono affatto pochi ragion per cui attendere un periodo così tanto lungo vuol dire imporre ai docenti precari scelte di vita che possono minare dal profondo gli equilibri familiari e professionali. Prima di inserire clausole come quella annullata il MIUR dovrebbe ricordare quanti sacrifici, in punto di territorialità, sono stati imposti alla classe docente.
Giudice del lavoro: docenti risarciti anche su organico di fatto. MIUR condannato a 30.000 euro.
Avvocato Santi Delia 11 Ottobre 2017 0 Commento
Con tre pronunce che ancora una volta consolidano l’orientamento giurisprudenziale, il Tribunale di Vicenza ha condannato il MIUR a risarcire il danno derivante dall’abusiva reiterazione dei contratti a termine a favore dei docenti.
Si tratta di decisioni importanti che mirano a rafforzare l’orientamento segnato dalla sentenza delle SS.UU. n. 5072/2016, in ordine all’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati dal MIUR.
Le SS.UU. hanno sancito che “nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36, comma 5, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dell’onere probatorio nella misura pari ad una indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’art. 8 L. 15 luglio 1996, n. 604”.
Ebbene, alla luce della summenzionata pronuncia, il Tribunale di Vicenza in via definitiva ha condannato il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca a risarcire il danno derivante dall’abusa reiterazione dei contratti a termine, riconoscendo ai ricorrenti un risarcimento pari a circa 30.000 euro oltre gli interessi legali decorrenti dalla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.
Non solo, lo stesso Tribunale ha riconosciuto il diritto alla corretta ricostruzione di carriera in modo da adeguarla alla progressione stipendiale prevista dalla contrattazione di comparto dell’anzianità di servizio maturata durante i rapporti di lavoro e al contempo, ha condannato l’Amministrazione alla corresponsione della differenza tra il trattamento retributivo percepito e quello dovuto.
Diplomati magistrale in GAE: il CDS conferma l’impugnabilità dei DD.MM. di mero scioglimento delle riserve del 2015 e 2016. Dentro altri 1000. Ora tocca alla Plenaria.
Avvocato Santi Delia 6 Ottobre 2017 0 Commento
I nostri ricorsi sul D.M. 400/17 che verranno trattati verosimilmente prima della Plenaria contengono tutti un importante approfondimento di cui oggi il Consiglio di Stato ha confermato l’insuperabile decisività.
Oggi la conferma di tale posizione da parte del Consiglio di Stato che chiarisce “precisato in via preliminare che, sulla statuizione di primo grado concernente l’irricevibilità del ricorso per la mancata tempestiva impugnazione dei dd. mm. del 2014 e anni precedenti, a un primo esame è da ritenere che i dd. mm. suindicati siano autonomi tra loro, sicché l’impugnazione del d. m. più recente sembra essere avvenuta tempestivamente all’atto della lesione concreta e attuale derivante dal decreto stesso, con conseguente fondatezza del motivo dedotto dall’appellante contro la citata statuizione di irricevibilità per tardività”.
Ma ripercorriamo le vicende di quel, sin’ora decisivo, 27 aprile 2016 quando l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segnò un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale. La prossima tappa è il 15 novembre 2017.
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Avvocato Santi Delia 5 Ottobre 2017 0 Commento
LA SCADENZA DI ADESIONE E’ FISSATA PER IL 23 OTTOBRE 2017
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