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Timestamp: 2019-02-20 20:50:38+00:00
Document Index: 88144738

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 20']

Venerdì 22 Aprile 2011 16:59 | Scritto da Administrator | | |
IL TAR DEL LAZIO - SU RICORSO DI SKY ITALIA - HA ANNULATO
LA NUMERAZIONE DEI CANALI TV SUL TELECOMANDO.
La numerazione era stata decisa dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,
costituita in giudizio. Interessati anche: il Ministero delle dello Sviluppo Economico
Dipartimento – Comunicazioni, Rti - Reti Televisive Italiane Spa, Napoli Canale 21 Srl,
Radio Tv Parma Spa, Società Mtv Italia Srl, Società Telecom Italia Media Spa,
Canale 10 s.p.a., Associazione Italiana Per Lo Sviluppo del Digitale Terrestre,
Associazione Aeranti-Corallo, Rai – Radiotelevisione Italiana, HSE24 s.p.a.
LA SENTENZA CHE SEGUE E' IL TESTO INTEGRALE PUBBLICATO IL 26.01.2012
Società Sky Italia Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Ottavio Grandinetti, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, p.zza delle Muse, 8;
Autorità Per Le Garanzie Nelle Comunicazioni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui Uffici è domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Rti - Reti Televisive Italiane Spa, in persona del legale rappresentante p.t., Napoli Canale 21 Srl, in persona del legale rappresentante p.t., Radio Tv Parma Spa, in persona del legale rappresentante p.t., non costituite;
Società Mtv Italia Srl, in persona del legale rappresentante p.t., Società Telecom Italia Media Spa, in persona del legale rappresentante p.t., entrambe rappresentate e difese dagli avv.ti Annalisa D'Urbano, Beniamino Caravita Di Toritto, Francesca Pace e Luca Sabelli, con domicilio eletto presso Beniamino Caravita Di Toritto in Roma, via di Porta Pinciana, 6;
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia, con il ricorso introduttivo:
a) della deliberazione n. 366/10/Cons e del suo Allegato A, recanti: "Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo";
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 luglio 2011 il I ref. Rosa Perna;
In occasione del procedimento di riordino delle emittenze a livello nazionale con la tecnologia del digitale terrestre, la società Sky constatava - sia dallo schema di Regolamento LCN (Logical Channel Numbering od ordinamento automatico dei canali) sottoposto a consultazione pubblica con la delibera Agcom n. 122/10/Cons, sia dal Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terreste, approvato definitivamente dall’Autorità con delibera n. 366/10/Cons del 10 agosto 2010, nonché dai Bandi pubblicati dal Ministero - che l’LCN veniva disciplinato in modo da creare una illegittima disparità di trattamento tra i vari soggetti autorizzati alla diffusione in tecnica digitale terrestre di canali nazionali generalisti, avendo l’Autorità riservato le prime nove posizioni dell’ordinamento automatico dei canali ai soli canali generalisti nazionali già trasmessi in tecnica analogica, che pertanto venivano a godere, rispetto ai canali generalisti nazionali non ex-analogici (come l’odierna esponente), dell’ulteriore esclusivo privilegio di essere gli unici a possedere sull’LCN una posizione corrispondente ad una sola cifra.
Con successiva determina adottata in data 24 novembre 2010 dalla DGSCER del Dipartimento per le Comunicazioni del suddetto Dicastero veniva attribuita alla odierna ricorrente la numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre per la diffusione in ambito nazionale del marchio/palinsesto “Cielo”, con il seguente esito: genere semigeneralista - LCN 26.
Con ulteriore atto adottato il 6 dicembre 2010 dalla suindicata DGSCER, veniva inviata a Sky un’integrazione della determina del 24 novembre, recante l’aggiunta delle numerazioni automatiche degli ulteriori canali della ricorrente: - Cielo 2, semigeneralista, 131; - Sky arte, cultura, 144; - ulteriori servizi: Cielo HD 526, Cielo 2 HD 531, Sky Arte HD 544.
Quindi, la predetta disposizione indica i princìpi che governano l’attribuzione delle numerazioni, che possono così riassumersi: a) garanzia della semplicità d'uso del sistema di ordinamento automatico dei canali; b) rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali; c) ripartizione della numerazione in base ai generi di programmazione tematici (semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite); d) individuazione di numerazioni specifiche per i servizi di media audiovisivi a pagamento; e) possibilità, tramite accordi, di scambio della numerazione all’interno di uno stesso genere, previa comunicazione alle autorità amministrative competenti; f) revisione del piano di numerazione in base allo sviluppo del mercato, sentiti i soggetti interessati.
2.2 Sulla base di tale previsione normativa l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato un procedimento volto all’adozione del regolamento previsto dall'art. 32 del Testo Unico; in particolare, con delibera n. 122/10/Cons del 16 aprile 2010, l’Agcom, “stante la particolare novità e rilevanza della materia oggetto di regolamentazione, nonché al fine di approfondire gli aspetti relativi alle abitudini e preferenze degli utenti”, ha aperto una consultazione pubblica sullo schema di provvedimento recante il "Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo”, dando il termine di 15 giorni alle parti interessate per far pervenire eventuali osservazioni n merito allo schema di provvedimento.
2.3 Nell’ambito di tale procedimento istruttorio l’Autorità, oltre ad aver acquisito contributi scritti ed audizioni da una numerosa platea di soggetti (operatori nazionali e locali, associazioni rappresentative di emittenti e di consumatori, nonché enti locali), considerato che erano emerse opinioni divergenti quanto all’arco delle numerazioni da utilizzare soprattutto in riferimento ai canali compresi tra 1 e 10 (e, al loro interno, all'attribuzione dei numeri 8 e 9 alle emittenti locali e regionali), ha commissionato un’apposita indagine di mercato avente ad oggetto lo studio delle abitudini e delle preferenze degli utenti nella sintonizzazione dei canali della televisione analogica e digitale terrestre sul telecomando, e ciò, in aderenza ai criteri stabiliti dal legislatore, volti ad enucleare le “abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali”, nonché a salvaguardare “adeguati spazi nella numerazione che valorizzino la programmazione delle emittenti locali di qualità e quella legata al territorio” (art. 32, comma 2, lett. b) e c), del Testo Unico).
- circa il 70% degli utenti si è organizzato per vedere le trasmissioni in digitale terrestre, acquistando un decoder o un televisore con decoder integrato;
- coloro che possiedono un decoder/televisore integrato sembrano continuare a vedere la televisione anche in modalità analogica (circa il 59% utilizza entrambi i telecomandi);
- in relazione al sistema analogico, la sintonizzazione dei canali vede nelle prime posizioni le reti nazionali e dalla nona posizione in poi le reti locali;
- in relazione al sistema digitale terrestre, i canali memorizzati sul telecomando dalla prima all’ottava posizione sono sostanzialmente identici a quelli sintonizzati sul telecomando dell’analogico. Sebbene dall’ottava posizione in poi si evidenzi una concentrazione più elevata, rispetto alle prime posizioni, dei canali locali, è da notare che le reti memorizzate si riferiscono ad emittenti più recenti introdotte proprio con l’avvento del digitale terrestre;
- una percentuale significativa di essi (ben il 57%) ha ordinato i programmi secondo le proprie preferenze;
- l’avvento del digitale terrestre non ha modificato (50%) o ha modificato solo parzialmente (30%) l’impostazione dei canali rispetto a quanto avveniva precedentemente.
- ai canali generalisti nazionali (ex analogici) sono attribuiti i numeri da 1 a 9 del primo arco di numerazione e, per le emittenti che non trovano collocazione in tale sequenza di numeri, almeno il numero 20 del primo arco di numerazione (art. 4);
- alle emittenti locali vanno i numeri da 10 a 19 e da 71 a 99 del primo arco di numerazione, ripetuti con la stessa successione anche per il secondo e terzo arco di numerazione, nonché tutto il settimo arco di numerazione per le esigenze di crescita della nuova offerta digitale non simulcast di quella analogica (art. 5);
- ai canali digitali terrestri a diffusione nazionale in chiaro sono assegnati i numeri da 21 a 70 del primo arco di numerazione, suddivisi nei seguenti generi di programmazione: semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite (art. 6);
- alle trasmissioni differite di uno stesso palinsesto, cui è stata già attribuita una numerazione nel primo arco di numerazione, è riservata la numerazione nel secondo e terzo arco di numerazione, con attribuzione, ove possibile, di una posizione corrispondente a quella del primo arco;
- ai servizi di media audiovisivi a pagamento sono assegnati il quarto e quinto arco di numerazione (art. 8);
- alle numerazioni per i canali diffusi in alta definizione (HD) è riservato il sesto arco di numerazione;
- alle numerazioni per i servizi radio è riservato l’ottavo arco di numerazione;
- ad ulteriori tipologie di servizi sono riservate le numerazioni successive all’ottavo arco di numerazione;
- ai servizi di sistema, quali le guide ai programmi e i canali mosaico, sono riservati i numeri 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900.
Nel presente giudizio hanno pertanto spiegato atto di intervento ad opponendum le due emittenti nazionali, Telecom Italia Media Spa e Mtv Italia Srl, alle quali - con il provvedimento ministeriale gravato con motivi aggiunti - sono stati poi assegnati i numeri 7 e 8 del primo arco di numerazione.
4.4.3 Ne consegue che all’atto della proposizione del ricorso introduttivo, non essendo ancora possibile individuare un controinteressato certo – essendo solo astrattamente determinabili ma non determinati i potenziali controinteressati - correttamente la società ricorrente ne individuava uno “nozionale” nella R.T.I. – Reti Televisive Italiane s.p.a., già assegnataria di emittenze nazionali, ed astrattamente interessata all’assegnazione della numerazione automatica, ai fini dell’assolvimento dell’onere di notificazione di cui all’art. 41, comma 2, del d.lgs 2 luglio 2010, n. 104 .
Avverso tale atto la ricorrente - come già manifestato nelle domande di assegnazione - faceva valere un interesse direttamente e genericamente pretensivo ad avere l’assegnazione di “una numerazione automatica tra quelle spettanti ai “canali generalisti nazionali” e comunque non oltre la posizione n. 10”, fino ad allora occupata da “Cielo” (e non oltre la posizione n. 11, per “Cielo 2”); ed essendo, appunto, tale interesse diretto quanto al risultato ma generico quanto al mezzo, esso non sottintendeva anche un interesse specificamente oppositivo rispetto alla coeva assegnazione delle posizioni 7 e 8 a Telecom Italia Media ed MTV.
Ne consegue che la contestata scelta di regolare in sede di recepimento della Direttiva anche la materia dell’LCN risulta coerente con l’oggetto della direttiva da recepire, non eccedente i limiti della corretta interpositio legislatoris demandata al Legislatore nazionale e certamente ricompresa nel fisiologico grado di elasticità allo stesso richiesto in sede di trasposizione di tali atti nell’ordinamento interno; la scelta suddetta appare altresì rispondente alla logica di coordinamento e razionalizzazione dei singoli settori dell’ordinamento, ciò che, comunque, costituisce principio generale di esercizio della delega ai sensi dell'art. 2, comma 1, lett. b), della l. 88/2009.
6.4 Da ultimo, la delibazione del rilevato profilo di incostituzionalità dell’art. 32, commi 2-4, del Testo Unico non può andare disgiunto dallo scrutinio delle numerose prescrizioni contenute nei “considerando” della stessa direttiva 2007/65 – la quale integrava la disciplina di cui alle direttive 89/552/ CEE e 97/36 - che rispondevano all’esigenza di tutelare, a un tempo, la corretta concorrenza tra gli operatori e l’interesse degli utenti all’accesso alla programmazione televisiva, ancorché la stessa direttiva non contemplasse espressamente l’esigenza della numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre.
In ogni caso, appare contraddittorio il comportamento dell’Autorità la quale, ove avesse ritenuto già espletata la consultazione, non avrebbe dovuto avviarne una nuova; ma, una volta ritenuto necessario – e correttamente - procedere ad una nuova consultazione, non avrebbe potuto che rispettare i termini di legge per essa previsti.
8.2 E’ altresì fondata la seconda censura spiegata con il terzo mezzo, con cui l’odierna deducente - come già lamentato con nota dell’11 maggio 2010 indirizzata all’Autorità - contesta la circostanza che l’unico documento posto a consultazione non contenesse “tutti gli elementi necessari per i soggetti consultati”, contenendo il solo Schema di regolamento e non anche quello del Piano, nonché i relativi criteri tecnici, generali e particolari, sulla base dei quali il Piano avrebbe dovuto essere adottato dall’Autorità e perciò valutato dai partecipanti alla procedura.
Ancora, nella successiva delibera n. 453/03/Cons, recante il “Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui all’art. 11 del d.lgs 1° agosto 2003, n. 259” - le cui regole sono applicabili anche “nell’ambito degli altri procedimenti ove il responsabile del procedimento riscontri, in sede di avvio del procedimento, che la funzione di regolazione svolta dall’Autorità è destinata a tradursi in disposizioni di carattere normativo o a contenuto generale” (art. 1, lett. b) della delibera) - all’art. 3 si prevede che “la proposta di provvedimento, oggetto della consultazione, può assumere la forma di uno schema di provvedimento o di un documento recante i presupposti normativi, il contenuto e le finalità della proposta”.
Con il quarto mezzo contesta la legittimità della disciplina regolamentare dettata dall’Autorità nella parte in cui, al fine di privilegiare i canali generalisti nazionali ex-analogici, qualifica i “canali generalisti nazionali” non ex-analogici – come Cielo - quali canali “tematici” e li relega nelle posizioni LCN dalla 21 alla 70 o, addirittura, dalla 121 a 170 e dalla 221 alla 270.
Essa pertanto ha ritenuto di individuare “i canali generalisti nazionali” soltanto nelle “emittenti televisive analogiche commerciali nazionali” – di cui all’art. 2, comma 1, lett. aa), n. 5 del Testo Unico - le quali trasmettono “in chiaro e in tecnica analogica prevalentemente programmi di tipo generalista con obbligo di informazione”; tale scelta trova esplicazione e conferma nella pagina 4 della Delibera, dove si chiarisce che la definizione è stata riformulata su richiesta di taluni partecipanti alla consultazione al fine di circoscrivere con maggiore chiarezza i soggetti facenti parte della categoria.
9.5 Il motivo è pertanto fondato e il suo accoglimento conduce all'annullamento delle seguenti disposizioni dell’All. A alla Delibera n. 366/10, in quanto discriminatorie nei confronti dei canali generalisti nazionali non ex-analogici:
- art. 1, comma. 1, lett. g): laddove non include nei canali generalisti nazionali tutti i canali digitali nazionali che diffondono una programmazione generalista, senza distinzioni tra “ex-analogici” e “non ex-analogici”;
- art. 3, commi 1 e 3: in quanto definisce i criteri di ripartizione delle numerazioni fra “canali nazionali generalisti”, come definiti nella Delibera, e tutti gli altri;
- art. 4, comma 1: laddove stabilisce la riserva di posizioni in favore dei soli “canali generalisti nazionali”, come definiti nella Delibera;
- art. 5: in quanto inserisce le emittenti locali a ridosso dei maggiori canali generalisti nazionali ex-analogici, impedendo così la consecutiva collocazione dei canali generalisti nazionali non ex-analogici;
- art. 6: in quanto contiene la disciplina dei numeri da assegnare ai canali generalisti nazionali non ex-analogici.
L’efficienza attiene dunque al comportamento richiesto all’Autorità allorquando essa è chiamata a realizzare i fini di cui all’art. 32, comma 2, (“assicurare condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie”) utilizzando i principi e criteri direttivi - opportunamente graduati dal legislatore - che rispetto ai suindicati fini assumono valenza strumentale.
10.9.2 Orbene, la scelta dell’Agcom di collocare i principali canali nazionali nelle prime 9 posizioni del telecomando [...] consente un sistema di gestione della numerazione che, a parere del Collegio, non solo è in sé semplice e razionale, ma risulta anche preferibile ad un diverso sistema […] nel quale il posizionamento dei canali nazionali sia frammentario e distribuito su numerazioni del telecomando non consecutive.
10.12 Ne consegue la intrinseca illogicità della scelta regolamentare di scomporre in numerosi “blocchi” (e “sottoblocchi”) gli “archi di numerazione” inserendovi categorie non omogenee, vale a dire inserendo: - il blocco 1-9, in cui vi sono i “canali generalisti nazionali” ex-analogici; - il blocco 10-19, con le emittenti locali; - il blocco costituito dalla sola posizione 20 che accoglie di nuovo un “canale generalista nazionale” ex-analogico; - il blocco 21-70, in cui vi sono alcuni “canali nazionali semigeneralisti” (ossia i “canali generalisti nazionali” non ex-analogici) e, a seguire, alcuni “canali nazionali tematici”; nel blocco 71- 99, di nuovo le emittenti locali.
11. Il motivo è pertanto da accogliere nei limiti del profilo evidenziato, con assorbimento delle ulteriori censure in esso spiegate. Restano altresì assorbite le omologhe questioni introdotte con memoria difensiva dalla società Canale 10, odierna interveniente ad adjuvandum, fatte salve le tematiche – in questa sede rilevanti - afferenti al Single Frequency Network e alla posizione delle emittenti locali nel primo arco di numerazione, sulle quali, per ragioni di completezza e sistematicità dell’indagine, giova richiamare gli orientamenti già espressi dalla Sezione (Tar Lazio, sez. III ter, 24 giugno 2011, n. 5633).
Questo importante beneficio, tuttavia, si realizza soltanto se il flusso numerico irradiato da ciascun trasmettitore appartenente alla stessa rete Sfn risulti identico, vale a dire, solo se i contenuti e i programmi dati, immessi nello stesso flusso numerico - ivi compreso il numero identificativo Lcn - siano perfettamente identici, dando così luogo all’effetto di rafforzamento del segnale; in caso contrario, segnali “non identici” diventano tra loro interferenti, andando ad incidere in modo distruttivo sul segnale totale desiderato, con conseguente grave degradazione delle prestazioni della rete.
- art. 3: in quanto contiene i criteri base di ripartizione della numerazione, che non prevedono l’attribuzione ai canali generali nazionali non ex-analogici di una numerazione consecutiva rispetto ai “canali generalisti nazionali” ex-analogici;
- la previsione di soli accordi tra operatori per lo “scambio” di numerazione e non anche per il “trasferimento” della medesima, benché questi ultimi non siano vietati dall’art. 32, lett. e) del Testo Unico;
- l’esclusione da qualsiasi possibilità di “scambio” delle prime nove posizioni dell’LCN, sebbene esse siano occupate da un numero chiuso di operatori (i “canali generalisti nazionali” ex-analogici) non più replicabili;
- la mancata previsione della possibilità di subentro nella numerazione di un altro operatore che non possegga già una numerazione dello stesso “genere”.
14.2 Va premesso che, dovendo il Collegio disporre - in esito allo scrutinio del quarto e quinto motivo di ricorso - l’annullamento delle disposizioni del Regolamento LCN che non prevedono l’attribuzione ai “canali generali nazionali” non ex-analogici – come la ricorrente - di una numerazione consecutiva rispetto ai “canali generalisti nazionali” ex-analogici, i lamentati effetti discriminatori dell’art. 7 di cui al presente motivo di ricorso si appalesano molto ridimensionati nei confronti nei confronti dei newcomers digitali; è pertanto difficile apprezzare la persistenza, in capo alla odierna ricorrente, di un interesse attuale e residuo alla censura in esame.
Osserva infatti il Collegio che, per le trasmissioni differite di uno stesso palinsesto cui sia stata già attribuita una numerazione nel primo arco di numerazione, la disposizione censurata non introduce una “riserva” di numerazione nei successivi archi di numerazione che vada oltre il dettato legislativo, bensì prevede un mero “principio di replicazione” degli stessi criteri di attribuzione della numerazione stabiliti per il primo arco. La norma, pertanto, da un lato non è abbisognevole di specifica conforme previsione legislativa, dall’altro, essendo in sé adiafora, non risulta in contrasto con alcuna disposizione del richiamato art. 32 del Testo Unico. Al contrario, essa cospira alla definizione del nuovo sistema di numerazione - ispirato al criterio, dettato dal legislatore, della semplicità d’uso (art. 32, comma 2, lett. a), del Testo Unico) - utilizzando un principio semplice e razionale, considerata la maggiore facilità, per lo spettatore medio, di memorizzare una ripartizione della numerazione basata sulla iterazione.
15. Sono inammissibili le censure di cui all’ottavo motivo di ricorso, relativo ai criteri di assegnazione di blocchi di numeri alle offerte televisive a pagamento diffuse mediante la piattaforma DTT, per difetto di interesse all’impugnazione da parte della ricorrente; e invero Sky non svolge attività di pay TV sulla piattaforma DTT, ciò che gli sarebbe peraltro precluso dagli Impegni assunti nei confronti della Commissione Europea (decisione C (2003) 1082 - Comp/M2876 del 2.4.2003 ).
Invero, va premesso che ambedue i Bandi riportano la intestazione: “Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Comunicazioni - Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica e di Radiodiffusione” mentre sono stati sottoscritti dal “Capo Dipartimento: Dr. Roberto Sambuco”; peraltro, nel preambolo dei suddetti Bandi non si fa riferimento ad alcuna disposizione, generale o particolare, che autorizzi il Capo Dipartimento ad adottare atti di gestione attiva (come i due Bandi), che sono di spettanza del Direttore generale della competente DGSCER.
Tuttavia, a norma dell’art. 5, comma 3, del d.lgs 30 luglio 1999, n. 300 (recante “Riforma dell’organizzazione del Governo”) “Il capo del dipartimento svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso, al fine di assicurare la continuità delle funzioni dell’amministrazione ed è responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici da esso dipendenti, in attuazione degli indirizzi del ministro”. Dall’esame della complessiva disciplina di cui sopra si evince che “I dipartimenti, quali strutture costituite per assicurare l’esercizio organico ed integrato delle funzioni dei ministeri, con attribuzione di grandi aree di materie omogenee e dei relativi compiti strumentali, postulano per un verso l’attribuzione al capo del dipartimento solo di “compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso (...)” (art. 5, comma 2, primo periodo, del d.lgs. 300/1999), con riserva agli altri uffici del dipartimento delle competenze di amministrazione attiva, e per altro verso la concentrazione nel dipartimento anche dei compiti di “organizzazione e (...) di gestione delle risorse strumentali, finanziarie ed umane ad essi attribuite” (art. 5, comma 1, ult. periodo, del d.lgs. 300/1999) (così: Cons. Stato, Sez. consultiva atti normativi, parere 8 marzo 2004, n. 2490).
In particolare, a norma dell’art. 20 citato, la Direzione Generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione svolge le funzioni e i compiti di spettanza del Ministero, tra l’altro, nei seguenti ambiti: disciplina di regolamentazione per i settori delle comunicazioni elettroniche e della radiodiffusione; rilascio dei titoli abilitativi per l'espletamento dei servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione; assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione e dei diritti d'uso delle numerazioni.
- l’aggiunta secondo la quale i due parametri (data di avviamento del programma e audience) su cui effettuare la valutazione comparativa tra i vari richiedenti avrebbero “un valore rispettivamente pari al 50%””.
26. Con il motivo aggiunto sub C) Sky contesta la Determina del 22 novembre 2010 – che ha previsto tra l’altro l’immediata applicabilità della disciplina contenuta nel Regolamento LCN anche ai canali nazionali per le aree tecniche che verranno digitalizzate negli anni 2011 e 2012 - assumedone l’illegittimità per vizi propri corrispondenti a quelli trascritti nei motivi dal primo al quindicesimo del ricorso principale.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così provvede: accoglie il ricorso ed i motivi aggiunti, nei limiti di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla in partis quibus gli atti con essi impugnati.
Così deciso in Roma nelle camere di consiglio dei giorni 14 luglio, 6 ottobre e 3 novembre 2011, con l'intervento dei magistrati:
Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Gennaio 2012 12:21)