Source: http://www.ilpostalista.it/sp_sp_2.htm
Timestamp: 2017-06-27 00:03:28+00:00
Document Index: 29252199

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5']

I TRENTATRE ANNI DI VITA DEL
CORPO DEI CARABINIERI PONTIFICI
16 luglio 1816 – 17 settembre 1849
di Francesco Maria AMATO Con il Congresso di Vienna, si concludeva la forzata e lunga assenza “romana” di Papa Pio VII iniziata nel luglio del 1809 quando, Napoleone Bonaparte, dopo aver decretato ufficialmente la fine del potere temporale dei Papi, lo fece arrestare e condurre in Francia (1). Restaurato nel suo dominio temporale e rientrato a Roma da sovrano il 24 maggio 1814, Pio VII, dopo aver richiamato a se come Segretario di Stato il Cardinale Ercole Consalvi, vero protagonista delle negoziazioni di Vienna per lo Stato della Chiesa, con motuproprio del 1816 dette nuove basi all'amministrazione pontificia e all’ordinamento interno dello Stato. Ed è proprio in tale ultimo contesto che con Notificazione del 16 luglio 1816 (fig. 1) venne ad essere istituito il Corpo dei Carabinieri Pontifici:
“[..] Sarà il medesimo il più distinto fra tutti i Corpi Militari dello Stato, e prenderà la destra sopra qualunque altro. La disciplina, che dovrà conservare dovrà essere tanto più severa quanto più onorato è privilegiato, e quanto più la di lui istituzione riguarda un oggetto il più geloso. Gli stipendj saranno superiori a quei fissati per tutti gli altri Corpi, ed alla opportunità non si lascerà di prendere in considerazione quelli che sapranno segnalarsi, nelle circostanze più difficili e scabrose [..]”. notificazione del 16 luglio 1816 a firma del Cardinale Ercole Consalvi sulla Istituzione del Corpo dei Carabinieri Pontifici (archivio personale)
E’ chiaro, dai contenuti della Notificazione, che la nascente formazione fosse considerata un Corpo di élite, di militari leali su cui fare affidamento per la sicurezza interna dello Stato nonché per il mantenimento dell’ordine e della corretta esecuzione delle Leggi, aspettative queste che, come vedremo in seguito, delusero profondamente Pio IX, successore, al trono di Pietro, di Pio VII.
Potevano essere ammessi al Corpo dei Carabinieri Pontifici tutti i cittadini celibi o vedovi senza prole, capaci di scrivere e leggere, con una statura non inferiore ai 5 piedi e 3 pollici per la Cavalleria, 5 piedi e 2 pollici per la Fanteria, di robusta e sana costituzione, di moralità irreprensibile. A tale riguardo, nel 1816 venne pubblicato un libretto di 72 pagine: Sentimenti morali e brevi istruzioni per un Carabiniere nel quale erano riportate sia le norme del buon comportamento da tenersi in famiglia, nei confronti delle Istituzioni, dei superiori, della gente comune, nonché le disposizioni legislative relative ai diversi servizi svolti dai militi. Ai Comandanti delle Compagnie venne dato l’ordine perentorio di fare pervenire una copia dello scritto ad ogni Carabiniere, documento che doveva essere custodito e portato al proprio seguito, in modo da essere mostrato ai Superiori nel corso di eventuali ispezioni. Per quanto attenne all’organico ed alla composizione del Corpo, questo venne inizialmente definito dai contenuti del Regolamento del Corpo dei Carabinieri Pontifici (2), pubblicato il 22 ottobre 1816. Nello specifico, il Corpo venne organizzato, sotto la supervisione di un Ispettore Generale (fig. 2), su due diversi Reggimenti (3) posti al comando di due Colonnelli con sede operativa in Roma (fig. 3) e Pesaro; ogni Reggimento era composto da due Squadroni rispettivamente formati da due Compagnie (art. 7). lettera per Roma città del 10 novembre 1817 presentante il bollo di franchigia militare Ispezione Dè Carabinieri Pontifici apposto con inchiostro nero. Nella parte alto destra la scritta Servizio Carabinieri (archivio personale)
lettera per Roma città del 4 settembre 1816 con al verso il bollo di franchigia militare a doppio cerchio del Comando del I Reggimento Carabinieri apposto con inchiostro rosso mattone (archivio personale)
Composizione questa nel tempo modificata una prima volta attraverso le Disposizioni (4) del 21 settembre 1818:
“... Il posto di Ispettore del Corpo dei Carabinieri viene abolito…(art. 1); … Ciascun Reggimento avrà tre Squadroni, ed in conseguenza tutto il Corpo sarà diviso in sei Squadroni (..) Gli Squadroni del 1° Reggimento serviranno in quella parte dello Stato che da Terracina si estende a tutto il territorio di Perugia, compresi i Ducati di Pontecorvo, e Benevento, e loro giurisdizione; gli Squadroni del 2° Reggimento serviranno nelle tre Legazioni, e nelle tre Delegazioni di Urbino, e Pesaro, e delle Marche. Le Compagnie saranno quattordici, dodici comandate dai Capitani effettivi, e due da Officiali col grado, e competenze, da Capitano, e soldo da Tenente. (..) Le Tenenze saranno quarantatré, trentasei delle quali saranno coperte da Tenenti effettivi, e sette da Officiali col grado da Sotto-Tenente.” (art. 18);"
ed una seconda con un nuovo Regolamento Provvisorio Organico del Corpo dè Carabinieri Pontificj dell’8 gennaio 1833 a firma del Cardinale Bernetti (5):
“... Il Corpo dè Carabinieri sarà formato in un sol Reggimento comandato da un Officiale superiore col grado di Colonnello, residente in Roma (art. 14). Sarà diviso in sei Squadroni comandati da altrettanti Officiali di Stato Maggiore, e suddiviso ciascuno in Compagnie e Tenenze Isolate, come appresso:
-	il 1° si comporrà della Compagnia Scelta, della piccola dè Palazzi Apostolici, Comarca e Tenenza Isolata di Civitavecchia, (..);
-	il 2° delle Compagnie di Viterbo, Perugia, e Tenenza Isolata di Orvieto;
-	il 3° delle Compagnie di Macerata, Ancona, e Tenenza Isolata di Loreto;
-	il 4° della Compagnia di Pesaro, e della Tenenza Isolata di Urbino;
-	il 5° delle Compagnie di Forlì e Ravenna;
-	il 6° delle Compagnie di Bologna e Ferrara (art. 15). "
Come si può notare, il numero dei Reggimenti si era ridotto ad una sola unità. Il 2° Reggimento infatti era stato sciolto nel 1831 perché reo di aver aderito al Governo Provvisorio instaurato in alcuni territori Pontifici il 5 febbraio 1831 in seguito alla sommossa popolare esplosa a Bologna. Il nuovo Governo ebbe termine il 26 marzo a seguito dell’intervento armato austriaco che, penetrato nei territori pontifici fino ad occupare Ancona, consentì nuovamente il ripristino del potere temporale del Papa su tutto lo Stato della Chiesa (6). Distribuiti sul territorio dello Stato attraverso una fitta rete di piccoli e grandi presidi a seconda delle località cui erano dislocati (fig. 4, 5), i Carabinieri non furono da meno quando nel marzo del 1848, con la benedizione di Papa Poi IX, si unirono ai Corpi Regolari del Generale Durando per rafforzare e difendere i confini dello Stato Pontificio qualora invasioni austriache ne avessero violato la sovranità. lettera spedita da Otricoli per Roma del 4 gennaio 1820 presentante il bollo di franchigia militare C.I P.I Brigata di Otricoli apposto con inchiostro nero. Nella parte alto destra la scritta Serviz. Milit. dè Carab. Pont. e bollo lineare Civita Castellana (archivio personale)
lettera per Forlì città presentante il bollo di franchigia militare Compagnia Carabinieri di Forlì e il bollo lineare in cartella rettangolare Servizio Carabinieri (archivio personale)
Ma il convulso evolversi degli eventi che vennero a determinarsi proprio lungo questi confini, indussero Pio IX a rivedere le sue posizioni ed a ordinare il rientro a Roma delle sue truppe regolari e volontarie. Sordi agli ordini ricevuti e incuranti delle disposizioni impartite di non intraprendere azioni offensive contro gli austriaci, limitandosi solo a difendere i territori dello Stato, il Corpo di Spedizione Romano oltrepassò la linea del Po entrando in territorio Lombardo-Veneto. Al loro seguito anche quell’élite di soldati (fig. 6) istituita nel 1816 dal Cardinale Consalvi. bollo di franchigia militare Carabinieri Pontifici Comando Della Colonna Dell’Arena (inquadrata nei Reparti regolari al seguito del Generale Durando), utilizzato con funzioni amministrative su documento datato Vicenza 23 maggio 1848 (I Guerra d’Indipendenza - archivio personale)
Il mancato rientro a Roma dei Reparti, compresi i Carabinieri Pontifici, segnò il declino di questo Corpo, una spaccatura che si fece ancor più profonda ed irreversibile allorquando alla luce dei tumulti popolari sviluppatisi in Roma, nella notte del 24 novembre 1848, il Pontefice lasciò la sua naturale sede trovando rifugio a Gaeta. Se mai ci fosse ancora stato un ben che minimo sentimento di fiducia da parte della Curia di Roma nei confronti dei Carabinieri Pontifici, questa venne definitivamente ad esaurirsi quando gli stessi prestarono solenne giuramento di fedeltà al nuovo Governo Romano.
Il 13 gennaio 1849 il Generale Comandante dei Carabinieri Galletti rese pubblica la nuova composizione del Corpo:
“ [..] In virtù di quell’Ordinanza, che dal 1 corrente Gennajo si va mettendo in atto, viene il Corpo diviso in tre Reggimenti, il Comando dei quali siederà per il primo in Roma, per il secondo in Bologna, per il terzo in Ancona: il primo è composto di tre Squadroni, di due si compongono gli altri. Ogni Reggimento è comandato da un Colonnello; gli Squadroni lo sono, quanto al primo d’ogni Reggimento, da un Tenente Colonnello, da Maggiori gli altri. (..) Io vado superbo di comandare a Soldati che non furono secondi a nessuno nelle gloriose giornate combattute sui campi di Lombardia, ai prodi dell’otto Agosto, cui batte in petto un cuore italiano: se non vi sapessi tali, non potrei essere con voi.. [..]."
Alle ore “una” del mattino del 9 febbraio 1849 venne proclamata la Repubblica Romana, il potere temporale del Papa era decaduto ed al suo posto sorgeva una forma di governo laico, con regime egualitario, rispettoso della sovranità popolare e delle amministrazioni locali, che sarebbero state autonome. Aderendo ad uno dei primi atti del nuovo Governo, che ordinava la rimozione di tutte le insegne Pontificie, comprese quelle presenti in tutti i timbri utilizzati dalle amministrazioni dello Stato, i Carabinieri modificarono i propri bolli di franchigia inizialmente cassando o scalpellando le passate insegne, e quindi, con il tempo a venire, collocando al loro posto il nuovo stemma repubblicano rappresentato da un’Aquila circondata da corona civica e fasci consolari fra gli artigli (fig. 7).
lettera per Ancona città del 17 febbraio 1849 presentante il bollo di franchigia militare Comando del 3° Reggimento Carabinieri / Repubblica Romana con Aquila e Corona Civica apposto con inchiostro verde e scritta S. Carabinieri (archivio personale)lettera per Ancona città del 17 febbraio 1849 presentante il bollo di franchigia militare Comando del 3° Reggimento Carabinieri / Repubblica Romana con Aquila e Corona Civica apposto con inchiostro verde e scritta S. Carabinieri (archivio personale)
Passati con Ordine del 22 marzo 1849 alle dirette dipendenze del Ministero della Guerra, i Carabinieri si distinsero in numerose battaglie, l’ultima delle quali combattuta con valore ed eroismo nell’estrema difesa delle mura della Roma Repubblicana. Ma tutto fu vano, il 4 luglio 1849 infatti la Repubblica Romana cadeva per mano dei Reparti francesi, scesi in campo perorando la causa del Pontefice. La fine del sogno repubblicano ed il successivo ritorno di Pio IX nelle terre appartenenti allo Stato della Chiesa, segnarono un momento estremamente critico per il Corpo dei Carabinieri Pontifici. L’adesione ai moti del 1831, puniti con lo scioglimento del 2° Reggimento, ed il giuramento di fedeltà dell’intero Corpo al Governo Repubblicano di Roma furono severamente castigati con la Notificazione del 17 settembre 1849 a firma dei Cardinali Della Genga Sermattei, Vannicelli Casoni e Altieri (fig. 8):
notificazione del 17 settembre 1849 a firma dei Cardinali Della Genga Sermattei, Vannicelli Casoni e Altieri relativo allo scioglimento del Corpo dei Carabinieri e all’Istituzione di quello dei Veliti (archivio personale)
“[..] Il Corpo dei Carabinieri è abolito in ogni parte dè dominii Pontificii (art. 1). Viene contemporaneamente istituita una nuova arma politica per il pubblico servigio colla denominazione di Reggimento – Veliti Pontifici – (art. 2)…. Il Reggimento sarà comandato da un Colonnello residente in Roma, e diviso in tre Squadroni comandati da altrettanti Tenenti Colonnelli o Maggiori residenti in Roma, in Bologna, ed in Ancona.. (art. 5) [..]”.
Dopo poco meno di 10 mesi dalla sua istituzione, il Corpo dei Veliti Pontifici (fig. 9) mutò denominazione in Gendarmeria Pontificia (fig. 10), e tale rimase fino al 15 dicembre 1970, allorquando la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano sciolse il Corpo costituendo, in sua vece, un nuovo servizio denominato Ufficio Centrale di Vigilanza. Mutata nuovamente denominazione il 25 marzo 1991 in Corpo di Vigilanza dello Stato della Città del Vaticano, il 2 gennaio 2002 assunse quella attualmente in vigore di Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano (7). lettera spedita da Roma per Genzano del 29 giugno 1850 presentante il bollo di franchigia militare Commissione d’Organizzazione De Veliti Pontifici e scritta S.° Veliti Pontifici in alto destra (archivio personale)
lettera per Roma città del 18 ottobre 1850 presentante il bollo di franchigia militare Comando della Gendarmeria Pontificia apposto con inchiostro verde e scritta Serv. di Gend. Pontificia (archivio personale)
1. Pio VII fu arrestato nel Quirinale e condotto prima a Grenoble, quindi a Savona ed infine a Fontainebleau, vicino Parigi; 2. Archivio di Stato di Roma (da ora A.S.R.), Stato della Chiesa 1815-1859/70. Raccolta Stato Pontificio. 1816-1817;
3. il 1° con Comando in Roma, il 2° con Comando in Bologna, vedi A.S.R., Stato della Chiesa 1815-1859/70. Raccolta Stato Pontificio. 1816-1817; 4. A.S.R., Stato della Chiesa 1815-1859/70. Raccolta Stato Pontificio. 1818-1819; 5. A.S.R., Ibidem, 1831-1833; 6. Maturi W., Pio VII Papa, in Treccani.it-Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana; 7. www.vaticanstate.va, Corpo della Gendarmeria.