Source: http://astratto.info/the-eu-fundamental-rights-agency-in-the-v2.html?page=2
Timestamp: 2018-12-19 07:44:41+00:00
Document Index: 164991972

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', '§ 88', 'sentenza ', '§ 57']

Conclusione - The eu fundamental Rights Agency in the
3 – La Corte ha interpretato la direttiva 2004/83 nelle sentenze Bolbol (C 31/09, EU:C:2010:351); B (C 57/09 e C 101/09, EU:C:2010:661); Y (C 71/11 e C 99/11, EU:C:2012:518); X (da C 199/12 a C 201/12, EU:C:2013:720); A e a. (da C 148/13 a C 150/13, EU:C:2014:2406); T. (C 373/13, EU:C:2015:413); Shepherd (C 472/13, EU:C:2015:117); Abdida (C 562/13, EU:C:2014:2453), e Qurbani (C 481/13, EU:C:2014:2101). Essa ha inoltre analizzato alcuni aspetti della protezione sussidiaria nell’ambito delle sentenze Elgafaji (C 465/07, EU:C:2009:94); Diakite (C 285/12, EU:C:2014:39); M’Bodj (C 542/13, EU:C:2014:2452); M.M. (C 277/11, EU:C:2012:744); Salahadin Abdulla e a. (C 175/08, C 176/08, C 178/08 e C 179/08, EU:C:2010:105); Abed El Karem El Kott e a. (C 364/11, EU:C:2012:826), e N. (C 604/12, EU:C:2014:302).
4 – Recueil des traités des Nations unies, volume 189, pag. 150, n. 2545 (1954). La convenzione è entrata in vigore il 22 aprile 1954 ed è stata completata dal Protocollo relativo allo status dei rifugiati del 31 gennaio 1967, che è entrato in vigore il 4 ottobre 1967.
5 – Adottato il 19 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976 (Recueil des traités des Nations unies, volume 999, pag. 171; in prosieguo: il «PIDCP»).
17 – V. l’articolo 11, paragrafo 1, lettera h), della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo (GU 2004, L 16, pag. 44); l’articolo 14, paragrafo 1, lettera h), della direttiva 2009/50/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati (GU L 155, pag. 17); l’articolo 22, lettera b), della direttiva 2014/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali (GU L 94, pag. 375), e l’articolo 17, lettera b), della direttiva 2014/66/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra societari (GU L 157, pag. 1).
18 – Solo per citare alcuni esempi, v. Schermers, H., Free Movement of Persons in Europe: Legal Problems and Experiences, Springer, 1993; Spaventa, E., Free Movement of Persons in the European Union: Barriers to Movement in Their ConstitutionalContext, Kluwer Law International, 2007; Flory, M., e Higgins, R., Liberté de circulation des personnes en droit international, Economica, 1988; Beyani, C., Human Rights Standards and the Movement of People Within States, Oxford University Press, 2000, e Goodwin Gill, G., International law and the Movement of Persons Between States, Oxford University Press, 2008.
19 – V., per esempio, in relazione alla direttiva 2004/83, la sentenza X e a. (da C 199/12 a C 201/12, EU:C:2013:720), punto 39 e la giurisprudenza ivi citata.
20 – Sentenza N. (C 604/12, EU:C:2014:302), punto 28 e la giurisprudenza ivi citata.
21 – Sentenza Qurbani (C 481/13, EU:C:2014:2101), punti 24 e 26.
23 – V. le conclusioni dell’avvocato generale Mengozzi nelle cause riunite B (C 57/09 e C 101/09, EU:C:2010:302), paragrafo 42.
25 – C 571/10, EU:C:2012:233, punti 79 e segg.
27 – L’importanza del diritto fondamentale di circolare liberamente all’interno di uno Stato fa sí che tale diritto sia in una certa misura ricompreso nel diritto alla libera circolazione all’interno dell’Unione. Così, l’articolo 22 della direttiva 2004/38 consente agli Stati membri di stabilire limitazioni territoriali del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente soltanto nei casi in cui esse siano previste anche per i propri cittadini. Nella sentenza Rutili (36/75, EU:C:1975:137) la Corte ha dichiarato che, per quanto riguarda «i divieti di soggiorno parziali limitati a talune circoscrizioni territoriali, i singoli tutelati dal diritto comunitario devono, in forza dell’art. 7 del Trattato e nel settore d’applicazione di tale disposizione, venir posti su un piede di parità coi cittadini dello Stato membro di cui trattasi» (punto 49). Tale obbligo di parità di trattamento è stato mitigato nella sentenza Oteiza Olazabal (C 100/01, EU:C:2002:712) in riferimento a limitazioni territoriali giustificate da gravi motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza basati su un comportamento individuale, che altrimenti porterebbero ad un divieto di soggiorno o ad una misura di espulsione riferiti all’intero territorio nazionale. La libertà di circolare all’interno di uno Stato è altresì indirettamente tutelata dal diritto dell’Unione nel caso in cui una misura nazionale restrittiva di tale diritto sia idonea a incidere sulla libertà di circolazione tra Stati membri e non sia giustificata. V. la sentenza Libert e a. (C 197/11 e C 203/11, EU:C:2013:288).
33 – COM(2001) 181 definitivo
42 – Sentenza Glatzel (C 356/12, EU:C:2014:350), punto 43 e la giurisprudenza ivi citata.
43 – Sentenza Akzo Nobel Chemicals e Akcros Chemicals/Commissione (C 550/07 P, EU:C:2010:512), punto 55 e la giurisprudenza ivi citata.
44 – V., al riguardo, Bank, R., «Rechtsstellung von Flüchtlingen und subsidiär geschützten Personen nach der Qualifikationsrichtlinie», in R. Hofmann e T. Löhr, (a cura di), Europäisches Flüchtlings- und Einwanderungsrecht. Eine kritische Zwischenbilanz, Nomos, Baden Baden, 2008, pagg. da 169 a 181, specialmente pag. 174. A termini dell’articolo 6 della Convenzione di Ginevra, «l’espressione “nelle stesse circostanze” implica che tutte le condizioni (in particolare quelle relative alla durata ed alle condizioni per il soggiorno e la residenza) che l’interessato dovrebbe adempiere, se non fosse rifugiato, per poter esercitare determinati diritti, devono da lui essere soddisfatte, ad eccezione di quelle condizioni che per la loro natura non possono essere adempiute da un rifugiato».
51 – Sentenza Glatzel (C 356/12, EU:C:2014:350), punto 43.
52 – Sull’interazione tra le circolari amministrative che delimitano il potere discrezionale dell’amministrazione e i requisiti relativi alla «qualità della legge», precisamente quando esse pongono rimedio alla vaghezza della legge sulla cui base sono state approvate, v., per esempio, Corte eur. D.U., sentenza Silver e a. c. Regno Unito del 25 marzo 1983, n. 5947/72, § 88. La circolare del 2009 è accessibile al pubblico. Nella sentenza Spacek s.r.o. c. Repubblica ceca del 9 novembre 1999, n. 26449/95, § 57, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la Convenzione non specifica il modo di pubblicazione di tali atti. Sulla questione dei limiti previsti dalla legge mi sono già ampiamente soffermato nelle mie conclusioni nella causa Scarlet Extended (C 70/10, EU:C:2011:255), paragrafi 88 e segg.
53 – Sentenza Salahadin Abdulla e a. (C 175/08, C 176/08, C 178/08 e C 179/08, EU:C:2010:105), punto 78.
54 – Sentenza N. (C 604/12, EU:C:2014:302), punto 32.
58 – Conclusioni dell’avvocato generale Bot nella causa Abdida (C 562/13, EU:C:2014:2167), nota 11, e nella causa M’Bdoj (C 542/13, EU:C:2014:2113), nota 9. Tale tendenza alla soppressione delle differenze tra i due status è evidente anche nella direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (GU L 180, pag. 60). V. il paragrafo 46 delle conclusioni dell’avvocato generale Bot nella causa N. (C 604/12, EU:C:2013:714).