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Timestamp: 2018-03-23 07:03:54+00:00
Document Index: 82664586

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 111', 'art. 309', 'art. 30', 'art. 815', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 25', 'arte\n18', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'arti\n27']

L'imparzialità del giudice civile e la sua tutela processuale
SKU: 8817118170
Prendini Luca
9788849534344
"Collana della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Parma"
290391.jpg Collana della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Parma
L’opera muove, in premessa, da un completo esame dei caratteri della terzietà e dell’imparzialità del giudice, quali elementi costitutivi del giusto processo, e del ruolo centrale, che ad essi viene riconosciuto dalla giurisprudenza, nel più ampio quadro delle garanzie emergenti dall’art. 111, II comma, della Costituzione. Essa intende contribuire, altresì, alla ricostruzione della genesi, dell’evoluzione e del contenuto sostanziale dei rimedi che il nostro ordinamento processuale civile predispone per tutelare il «diritto» delle parti al giudice imparziale. L’indagine è completata da una mirata ricerca storica e comparatistica e dal confronto con la disciplina, che mira a presidiare l’imparzialità del giudice penale, soprattutto, ma anche del giudice amministrativo e tributario e dell’arbitro. Infine, mediante adeguati profili critici, lo studio stimola una rinnovata riflessione sull’adeguatezza degli istituti dell’astensione e della ricusazione al loro dichiarato scopo, laddove si constata che la disciplina positiva di essi si risolve in soli quattro articoli, nei quali, per vero, si legge assai poco «di nuovo» e, in compenso, molto «d’antico».
Luca Prendini è Ricercatore confermato di Diritto processuale civile e Professore aggregato di Diritto dell’esecuzione civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali dell’Università degli Studi di Parma. Avvocato del Foro di Padova. Docente nelle Scuole di specializzazione per le professioni legali delle Università degli Studi di Parma, Trento e Verona e nella Scuola di specializzazione in Medicina legale dell’Università degli Studi di Padova.
1. Imparzialità e giusto processo civile
2. Il rilievo dell’introduzione nell’art. 111 Cost. del principio di terzietà del giudice e la necessità di una seria revisione della disciplina degli istituti dell’astensione e della ricusazione
3. Cenni alla legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario (l. 25 luglio 2005, n. 150), al decreto attuativo in punto di illeciti disciplinari dei magistrati e di incompatibilità giudiziarie (d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109) ed alla successiva «controriforma» (l. 24 ottobre 2006, n. 269)
4. Imparzialità, terzietà, apparenza di imparzialità e credibilità del giudice
5. La «prova» dell’imparzialità del giudice
6. La natura, tassativa o meno, dei motivi di astensione e di ricusazione del giudice civile (premesse e rinvio)
7. L’indipendenza del giudice e i codici di condotta dei magistrati. Breve panorama della situazione internazionale
8. Il Bangalore project (2000), il Code of deontology for the judiciary (2001) ed i Bangalore principles of judicial conduct (2002)
9. La manifestazione del pensiero del giudice tra libertà di parola e diritto di rimanere in silenzio
10. L’iscrizione del magistrato ad un partito politico
11. Le ragioni del presente lavoro. La riforma del c.d. giusto processo e la (in)consistenza dei rimedi processuali che il nostro ordinamento predispone a presidio del principio di terzietà del giudicante. Ambito dell’indagine
L’imparzialità del giudicante. Profili storico-comparatistici
1. La ricusabilità dei giudici nel diritto romano
2. Il «litem suam facere»
3. L’evoluzione processuale
4. La legislazione de repetundis
5. La ricusazione dei giudici all’epoca del diritto comune
6. Valutazioni di sintesi
La disciplina dell’astensione e della ricusazione nelle codificazioni preunitarie
7. Astensione e ricusazione anche per «l’altre Sospezioni portate dalla Ragion Comune» nelle Costituzioni sabaude (1723)
8. La ricusazione, anche «a misura delle circostanze», nel Codice estense (1771)
9. Dovere di terzietà e ricusazione del giudice «per giusta causa di sospizione» (ma anche per altre cause, «del pari ragionevoli e giuste») nel Codice giudiziario barbacoviano (1788)
10. La disciplina della ricusazione nel Codice di procedura civile pel Regno d’Italia (1806)
11. Astensione e ricusazione dei giudici nel Codice per lo Regno delle due Sicilie (1819)
12. Il Codice di processura civile di Maria Luigia (1820)
13. Il Regolamento giudiziario per gli affari civili di papa Gregorio XVI (1834)
14. Il «diritto di ricusare il giudice» nel Codice di procedura civile per gli Stati estensi (1852)
15. I codici di procedura civile per gli Stati sardi (1854-1859)
16. Cenni ad altre codificazioni: dal dovere di imparzialità del giudice nel Codice di Malta (1784) a quello di «osservare la più scrupolosa imparzialità» del Regolamento generale del processo civile pel Regno Lombardo-Veneto (1815)
17. La disciplina del Codice di procedura civile del 1865
18. I progetti di nuova codificazione degli anni ’20 e ’30
19. Considerazioni di sintesi, sul contenuto delle codificazioni, che hanno costituito i precedenti più immediati della disciplina attualmente vigente.
Profili di diritto comparato
20. L’ordinamento canonico: premesse
21. L’opera di Innocenzo III ed il Concilio lateranense IV del 1215: la disciplina «arbitrale» del procedimento di ricusazione
22. L’astensione e la ricusazione del giudice canonico «nella causa che in qualche modo lo riguardi» e l’imparzialità del giudice ecclesiastico
23. La disciplina dell’astensione e della ricusazione nell’ordinamento tedesco
24. (Segue) I singoli motivi di ricusazione. L’Ablehnung wegen Besorgnis der Befangenheit
25. La disciplina dell’astensione e della ricusazione nell’ordinamento francese
26. L’ordinamento cinese (cenni)
27. Astensione e ricusazione del giudice per motivi tipici, ma anche «per altri conflitti di interesse» nell’Ordinamento giudiziario della Repubblica di San Marino
28. Premessa: l’imparzialità del giudice nel confronto tra ordinamenti di civil law e sistemi di common law
29. Imparzialità ed apparenza di imparzialità del giudice: i casi Hoffmann e Collins
30. Il caso Hoffmann-Pinochet. La fattispecie
31. L’evoluzione giurisprudenziale in tema di judicial disqualification
32. Concreto pericolo di parzialità, probabilità di preconcetto e ragionevole sospetto di prevenzione
33. L’approccio della House of Lords al tema della disqualification del giudice Hoffmann nel caso Pinochet (n. 2) e l’estensione della categoria della automatic disqualification ai casi di mancata disclosure di un interesse, anche non pecuniario, in capo al giudice
34. Le implicazioni della decisione nel caso Pinochet (n. 2): l’incertezza in materia di prevenzione del giudice e il potenziale aumento del pericolo di parzialità, connesso al crescente coinvolgimento dei giudici nella vita pubblica
35. Conclusioni sul caso Hoffmann-Pinochet: la relazione tra disclosure, astensione ed esclusione del giudice
36. Il caso Collins. Premesse
37. (Segue) Il caso Locabail (UK) Limited v. Bayfield Properties Limited (2000). La fattispecie
38. (Segue) La questione di parzialità emersa nel caso «Locabail» e la soluzione della Court of Appeal. Critica
39. Il caso Bank of Credit and Commerce International SA v. Ali (2001). La fattispecie e la questione di parzialità emersa in tale occasione
40. (Segue) Le modalità ed il percorso argomentativo seguiti dal giudice Collins nella trattazione della questione di parzialità. Conclusioni
L’imparzialità del giudice nella giurisprudenza costituzionale
1. La garanzia dell’imparzialità del giudice nella giurisprudenza della Corte costituzionale. Premesse
2. «Ogni processo si svolge […] davanti a giudice terzo e imparziale». Le conseguenze dell’inserimento formale di tale principio nella Costituzione ed il rapporto con gli altri elementi costitutivi del «giusto processo»
3. La relazione tra il diritto al giudice imparziale e il diritto al giudice naturale
4. Critica alle posizioni della Corte costituzionale e, in particolare, alla pretesa differente operatività della garanzia del giudice imparziale nei diversi tipi di processo
5. Le più rilevanti pronunce relative al processo penale
6. (Segue) I provvedimenti sulla libertà personale. L’incompatibilità tra la funzione di giudice del riesame ex art. 309 c.p.p. e quella di giudice del dibattimento
7. (Segue) L’incompatibilità del giudice per le indagini preliminari nel giudizio abbreviato e nel c.d. patteggiamento. L’incompatibilità nel giudizio abbreviato del giudice che abbia rigettato la domanda di patteggiamento
8. Orientamenti in materia processuale civile: gli artt. 51, II co., n. 4; 52, III co., e 53, I co., c.p.c.
9. L’imparzialità del giudice costituzionale
10. Prime conclusioni provvisorie sul procedimento di ricusazione nell’ordinamento italiano
La disciplina vigente. Analisi e limiti
1. Cenni ai rimedi processuali tesi a garantire l’imparzialità del giudice penale
2. Astensione e ricusazione del giudice tributario
3. La nuova disciplina dell’astensione e della ricusazione del giudice amministrativo: un’occasione mancata
4. L’imparzialità del giudice civile e le sue garanzie: astensione e ricusazione
5. La deroga alla competenza per le cause riguardanti i magistrati (art. 30-bis c.p.c.): genesi, ratio e vicende della relativa disciplina. I riflessi di tale previsione nella ricostruzione dei caratteri del procedimento di ricusazione e, in particolare, nella configurazione, in tale contesto, del ruolo del giudice
L’imparzialità dell’arbitro
6. Premessa: la soluzione positiva italiana
7. (Segue) Critica
8. Il rapporto tra la disciplina speciale (art. 815 c.p.c.) e quella generale (art. 51 e ss.) e la derogabilità di quest’ultima. La ricusazione degli arbitri nell’arbitrato internazionale
9. Cenni di diritto comparato: il problema dell’imparzialità dell’arbitro rituale (Schiedsgericht) e di quello libero (Schiedsgutachter) nell’ordinamento tedesco
10. Premesse. Le pronunce delle Sezioni unite della Corte di cassazione 11 aprile 2012, n. 5701 e 13 novembre 2012, n. 19704. Le ricadute della disciplina penale e disciplinare sull’art. 51 c.p.c. ed i corollari applicativi sul versante del processo civile
11. Il rapporto tra le cause di incompatibilità previste dalla legge sull’ordinamento giudiziario ed i motivi di astensione di cui all’art. 51 c.p.c. Le incompatibilità di servizio
12. (Segue) Le incompatibilità organiche
13. (Segue) Le incompatibilità funzionali
14. Gli effetti della violazione delle norme in tema di incompatibilità del giudice. L’illecito disciplinare. Le sanzioni: dalla censura al trasferimento d’ufficio
15. Sulla possibilità di interpretare ed applicare analogicamente od in via estensiva le ipotesi tipiche di astensione di cui all’art. 51 c.p.c. Gli ulteriori motivi di astensione previsti per i giudici di pace, i giudici tributari, i giudici onorari aggregati e i giudici ausiliari
16. Il (debole) rilievo, a tal fine, del principio del giudice naturale di cui all’art. 25, I co., Cost. L’inapplicabilità en bloc in sede civile della disciplina dell’astensione e della ricusazione del giudice penale
17. In particolare. I principi enucleati in materia dalla giurisprudenza amministrativa: la sostanziale assenza di un principio di tassatività delle cause di incompatibilità delle commissioni nei pubblici concorsi. La violazione del dovere di astensione come vizio del provvedimento, a prescindere dall’iniziativa ricusatoria della parte
18. Genesi e contenuto dei singoli motivi di astensione. Premesse
19. Elenco dei motivi e dei sotto-motivi di ricusazione dei giudici
20. a) L’interesse del giudice nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto (art. 51, co. I, n. 1, c.p.c.)
21. b) Rapporti rilevanti del giudice o del consorte di questi con le parti o con i difensori: parentela, convivenza, commensalità abituale (art. 51, co. I, n. 2, c.p.c.)
22. c) Pendenza di causa, grave inimicizia, rapporti di credito o debito del giudice con una delle parti o uno dei difensori (art. 51, co. I, n. 3, c.p.c.)
23. (Segue) In particolare, l’eventualità di un esposto della parte al Consiglio superiore della magistratura nei confronti del proprio giudicante, con richiesta di apertura di procedimento disciplinare, e di successiva ricusazione del medesimo magistrato per l’esistenza di una «causa pendente» e di «grave inimicizia»
24. d) Il pregresso coinvolgimento, in senso lato, del giudice nella medesima controversia
25. (Segue) In particolare, la precedente cognizione nel merito ad opera del medesimo giudice in altro grado del processo
26. e) L’esercizio da parte del giudice di funzioni a tutela dell’incapace, in senso lato, che sia parte, o dell’amministrazione di società od enti interessati nella causa. Il giudice che sia datore di lavoro di una delle parti
27. Suggerimenti minimi per una nuova disciplina dell’astensione del giudice civile
28. Introduzione
29. Natura e caratteri del procedimento di ricusazione e della questione che ne forma oggetto. La «controparte» del ricusante
30. Il provvedimento che decide sull’istanza di ricusazione: la sua natura «decisoria», ma «non definitiva»
31. (Segue) Il capo dell’ordinanza di inammissibilità o rigetto contenente la condanna alla pena pecuniaria: è provvedimento non definitivo, non ricorribile in via straordinaria
32. La sospensione del processo di merito. La delibazione, ad opera del giudice ricusato, dei presupposti formali del ricorso. Il giudice competente a disporre la sospensione. La relazione tra la causa principale e l’incidente ricusatorio non è di pregiudizialità-dipendenza. La competenza per le eventuali istanze cautelari o di istruzione preventiva. La cessazione della sospensione. La riassunzione
33. Suggerimenti minimi per una nuova disciplina della ricusazione del giudice civile