Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/07/15/02/comunic.htm
Timestamp: 2020-04-10 10:26:58+00:00
Document Index: 75341236

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'in fine']

﻿II Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 15 luglio 2014
Martedì 15 luglio 2014. — Presidenza del presidente Donatella FERRANTI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Cosimo Maria Ferri.
Donatella FERRANTI, presidente, comunica che entra a far parte della Commissione il deputato Giuseppe Guerini del Gruppo del Partito Democratico. Cessa, invece, di farne parte il deputato Camilla Pag. 46Sgambato, appartenente al medesimo Gruppo.
Da, quindi, il benvenuto al nuovo componente della Commissione.
C. 2498 Governo, approvato dal Senato ed abb.
Franco VAZIO (PD), relatore, osserva che il disegno di legge in esame reca la disciplina generale sulla cooperazione internazione per lo sviluppo, sancendo il principio secondo cui la cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace, è parte integrante e qualificante della politica estera dell'Italia. La competenza della Commissione giustizia si incentra unicamente sull'articolo 19 in materia di personale dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, considerato che questa, ai sensi del comma 6, può avvalersi di magistrati ordinari, amministrativi o contabili, nonché di avvocati dello Stato, collocati fuori ruolo con le modalità previste dagli ordinamenti loro applicabili, nel limite massimo complessivo di sette unità. All'atto del collocamento fuori ruolo e per tutta la durata dello stesso, è reso indisponibile nella dotazione organica dell'amministrazione di appartenenza un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. La dotazione organica dell'Agenzia non può superare il limite massimo di 200 unità, rinviandosi ad un successivo decreto la determinazione della pianta organica. Alla copertura dell'organico dell'Agenzia si provvede mediante l'inquadramento del personale attualmente in servizio in posizione di comando o fuori ruolo presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri che opti per il transito alle dipendenze dell'Agenzia e previo parere favorevole dell'amministrazione di appartenenza, nonché del personale dell'Istituto agronomico per l'Oltremare; mediante l'inquadramento di non oltre quaranta dipendenti delle aree funzionali del Ministero degli affari esteri, che opti per il transito alle dipendenze dell'Agenzia; mediante le procedure di mobilità, ricorrendo prioritariamente alle eccedenze determinatesi a seguito delle riduzioni delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni derivanti dalla spending rewiew; a regime, mediante le ordinarie forme di procedure selettive pubbliche, nei limiti delle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente.
Ai sensi del comma 5 l'Agenzia può avvalersi, nei limiti delle disponibilità del proprio organico, e per un quinquennio a decorrere dalla sua istituzione anche in deroga ai limiti temporali previsti dalle vigenti disposizioni normative o contrattuali, l'Agenzia può avvalersi di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche, collocato in posizione di comando. In quest'ottica si colloca il comma 6, che, come abbiamo visto, prevede la possibilità di collocare fuori ruolo sette magistrati ordinari, amministrativi o contabili. Su questo punto occorre una valutazione della Commissione, che tenga conto, da un lato, delle particolari peculiarità delle funzioni svolte dall'Agenzia e, dall'altro, dell'opportunità di prevedere ulteriori casi di collocamento fuori ruolo di magistrati, a fronte di una carenza di organici dovuta anche a quanto previsto dal decreto legge n. 90 del 2014 che, con l'abrogazione dell'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, fa venire meno la disciplina speciale riconosciuta ai magistrati che consente a questi ultimi una permanenza in servizio fino al compimento del settantacinquesimo anno di età.
Per quanto attiene alle competenze attribuite all'Agenzia, che opera sulla base di direttive emanate dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, si prevede che questa svolga le attività a carattere tecnico-operativo connesse alle fasi di istruttoria, formulazione, finanziamento, Pag. 47gestione e controllo delle iniziative di cooperazione di cui al presente disegno di legge.
L'Agenzia eroga servizi, assistenza e supporto tecnico alle altre amministrazioni pubbliche che operano negli ambiti definiti dagli articoli 1 e 2 della presente legge, regolando i rispettivi rapporti con apposite convenzioni; acquisisce incarichi di esecuzione di programmi e progetti dell'Unione europea, di banche, fondi e organismi internazionali e collabora con strutture di altri Paesi aventi analoghe finalità; promuove forme di partenariato con soggetti privati per la realizzazione di specifiche iniziative; può realizzare iniziative finanziate da soggetti privati.
Considerate le funzioni svolte dall'Agenzia appare opportuno chiedere attraverso una condizione la soppressione del comma 6, escludendo così la possibilità che ulteriori magistrati siano collocati fuori ruolo.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole con una condizione del relatore (vedi allegato 1).
DL 92/2014: Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché di modifiche al codice di procedura penale e alle disposizioni di attuazione, all'ordinamento del corpo di polizia penitenziaria e all'ordinamento penitenziario, anche minorile.
C. 2496 Governo.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 10 luglio 2014.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che sono stati presentati emendamenti ad articoli aggiuntivi al provvedimento in esame (vedi allegato 2) e che il relatore ha appena presentato un articolo aggiuntivo (vedi allegato 3), il cui termine per la presentazione dei subemendamenti è fissato alle ore 10 di domani 16 luglio.
Alcune proposte emendative presentate sono da considerare inammissibili per estraneità di materia.
In proposito, si ricorda che, ai sensi del comma 7 dell'articolo 96-bis del Regolamento, non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all'esame della Camera. Tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all'oggetto del provvedimento.
La lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento «ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo».
La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012 e di alcuni richiami espressi dal Presidente della Repubblica nel corso della XVI legislatura e, da ultimo, in questa legislatura, in riferimento al cosiddetto decreto salva Roma (lettera del Presidente della Repubblica ai presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 2013).
Sono dunque da considerarsi inammissibili le seguenti proposte emendative, che Pag. 48non recano disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge:
Molteni 5.8, che interviene in materia di immigrazione, con particolare riferimento al reato di immigrazione clandestina e all'espulsione dello straniero;
Molteni 8.46 e 8.47, volti a prevedere delle modifiche alla disciplina del giudizio abbreviato per reati di particolare gravità.
Nicola MOLTENI (LNA) dichiara di non condividere la declaratoria di inammissibilità della Presidenza della Commissione, ricordando che emendamenti del medesimo tenore, ed in particolare sul reato di immigrazione clandestina, sono stati ammessi quando sono stati presentati dal Governo in relazione ad altri decreti legge sull'emergenza carceraria. Per quanto attiene agli emendamenti che limitano l'applicazione del rito abbreviato, rileva che questi riproducono sostanzialmente una sua proposta di legge da tempo all'esame della Commissione, che è stata sostanzialmente insabbiata.
Donatella FERRANTI, presidente, replica all'onorevole Molteni ricordando che gli emendamenti del Governo dichiarati inammissibili in materia di reato di immigrazione clandestina si riferivano a decreti legge che, rispetto al loro contenuto specifico, erano strettamente connessi al decreto legge nel quale venivano inseriti. Nel caso in esame tale connessione non sussiste.
David ERMINI (PD), relatore, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate, fatta eccezione per l'articolo aggiuntivo 5.0200 e sugli emendamenti 5.100, 6.100, 8.100 da lui presentati.
Si riserva sugli emendamenti Ferraresi 1.40 e 1.64, che attengono alla questione della impugnativa dei rimedi risarcitori di cui all'articolo 35-ter dell'ordinamento penitenziario, disciplinato dall'articolo 1 del decreto legge, ritenendo che sia comunque necessario prevedere il medesimo regime impugnatorio sia per il procedimento innanzi al magistrato di sorveglianza (comma 1) che per quello innanzi al tribunale in composizione monocratica (comma 3). Su tale questione non vi è concordanza né tra i due emendamenti appena richiamati né tra i commi 1 e 3 dell'articolo 35-ter.
Si riserva anche sugli emendamenti Molteni 4.5 e Ferraresi 4.8, volti a sopprimere la disciplina relativa all'ipotesi di impossibilità di dare esecuzione immediata alla scarcerazione nel caso in cui vi sia la materiale indisponibilità del dispositivo elettronico. Su tale disposizione a suo parere occorre un ulteriore approfondimento in quanto questioni di natura meramente amministrativa, come la materiale indisponibilità del braccialetto elettronico, potrebbero incidere sull'efficacia di un provvedimento giurisdizionale.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI esprime parere conforme al relatore, invitando il medesimo a riformulare l'emendamento 5.100 prevedendo infine le seguenti parole: «tenuto conto altresì delle finalità educative».
Vittorio FERRARESI (M5S) interviene in relazione al suo emendamento 1.40, precisando che l'esigenza di prevedere espressamente la ricorribilità in Cassazione è dovuta alla circostanza che dalla disciplina dell'articolo 35-ter non risulta in alcun modo l'applicabilità del procedimento di cui all'articolo 35-bis, che prevede espressamente tale ricorribilità.
Donatella FERRANTI, presidente, replica al deputato Ferraresi rilevando come non vi sia alcun dubbio sull'applicabilità dell'articolo 35-bis alla disciplina di cui all'articolo 35-ter, introdotta dal decreto legge. Ritiene che l'emendamento Ferraresi 1.40 determinerebbe, qualora approvato, l'esclusione del reclamo al tribunale di sorveglianza rimanendo come unica impugnazione il ricorso per Cassazione.
Vittorio FERRARESI (M5S) evidenzia come la ratio dell'emendamento 1.40 non Pag. 49sia l'eliminazione del reclamo relativo alla decisione del magistrato di sorveglianza, quanto piuttosto prevedere anche il ricorso per Cassazione.
Donatella FERRANTI, presidente, risponde che in tal caso l'emendamento è superfluo.
David ERMINI (PD), relatore, alla luce dei chiarimenti del deputato Ferraresi esprime parere contrario sull'emendamento 1.40, ritenendolo superfluo.
Andrea COLLETTI (M5S) ritiene che l'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo del relatore 5.0200 stia a significare un ampliamento dei criteri di ammissibilità, in quanto il contenuto di tale articolo aggiuntivo non appare essere connesso con le diposizioni del decreto legge in esame.
Donatella FERRANTI, presidente, non condivide assolutamente l'osservazione del deputato Colletti in quanto l'articolo aggiuntivo 5.0200 attiene alla magistratura di sorveglianza e risolve una questione che è stata affrontata anche nelle audizioni svolte nel corso dell'esame preliminare.
Gianfranco Giovanni CHIARELLI (FI-PdL) chiede di votare domani l'articolo 8, in relazione al quale l'onorevole Carfagna ha presentato un emendamento che non potrà essere illustrato nella seduta odierna dalla presentatrice, essendo in corso una riunione di gruppo.
Donatella FERRANTI, presidente, assicura all'onorevole Chiarelli che l'emendamento sarà votato domani.
Nicola MOLTENI (LNA) ritiene che nella seduta odierna non si debba votare alcun emendamento in quanto è stato fissato il termine per la presentazione di subemendamenti ad un articolo aggiuntivo. Inoltre a suo parere prima di passare al voto degli emendamenti sarebbe opportuna una interlocuzione tra i presentatori, il relatore ed il Governo al fine di poter evidenziare le ragioni che hanno portato alla presentazione di emendamenti sui quali è stato espresso parere contrario.
Pur apprezzando lo sforzo del relatore di sanare quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legge la cui applicazione sta portando alla scarcerazione di detenuti per reati di grave allarme sociale, come ad esempio lo stalking, ritiene che il decreto legge pregiudichi in maniera grave la sicurezza dei cittadini. Ritiene che sia inaccettabile la scelta del Governo di stanziare, sulla base di parametri e criteri oscuri, 20 milioni di euro a favore di soggetti che si sono comunque macchiati di gravi reati. A tale proposito ritiene che sia del tutto incomprensibile anche la copertura finanziaria, che si ricollega a tagli di spesa incerti e non specificati inerenti alla spending rewiew. A tale proposito chiede chiarimenti al Governo sulla clausola di salvaguardia finanziaria prevista dal comma 2 dell'articolo 9.
Vittorio FERRARESI (M5S) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.1 diretto a sopprimere l'articolo 1 del decreto, che prevede rimedi risarcitori a seguito delle condizioni di detenzione, che si ispirano a criteri del tutto irrazionali ed in gran parte non comprensibili. Sottolinea a tale proposito che il Movimento 5 Stelle non è contrario a trovare dei rimedi per risolvere la grave questione delle carceri ma è contrario ad interventi che non siano fatti sulla base di scelte strutturali e sistematiche. Il decreto legge in esame, come gli altri che lo hanno preceduto, introducono invece dei rimedi estemporanei che peraltro non tengono in alcun conto i diritti dei detenuti. A questo punto sarebbe stato forse meglio procedere ad una amnistia mirata. Ritiene gravissimo che si continui ad andare avanti attraverso sconti di pena che si basano su parametri del tutto irrazionali e che non tengono conto in alcun modo delle particolari e concrete situazioni di detenzione di ciascun detenuto procedendo a dei risarcimenti forfettari. A suo parere è particolarmente grave la carenza tecnico-giuridica dei rimedi del Governo che peraltro non sono assolutamente condivisibili Pag. 50nel merito. Piuttosto che procedere attraverso l'emanazione periodica di decreti legge in materia carceraria, il Governo avrebbe dovuto instaurare un confronto con le opposizioni al fine di individuare interventi strutturali che avrebbero eliminato o fortemente attenuato per il futuro la questione carceraria. La questione vera, a suo parere, è la circostanza che al Governo non interessano né le vittime dei reati né i magistrati di sorveglianza, i quali hanno fortemente contestato il decreto-legge in esame.
Nicola MOLTENI (LNA) prende atto che il Governo e la maggioranza non intendono in alcun modo confrontarsi in Parlamento, difendendo strenuamente un provvedimento che è indifendibile. Dopo aver condiviso l'intervento del deputato Ferraresi, chiede al governo di chiarire sulla base di quali criteri sia stato individuato il risarcimento di 8 euro per ogni giorno nel quale sia stato subito un pregiudizio nelle condizioni di detenzione e per quale ragione la somma stanziata complessivamente non sia stata attribuita alle vittime dei reati, alle forze dell'ordine ovvero agli agenti di polizia penitenziaria. Chiede al Governo inoltre chiarimenti in merito al piano carceri e quale sia stata la sorte dei 500 milioni di euro stanziati.
Daniele FARINA (SEL) osserva che anche in questa occasione si ripetono argomenti che sono stati utilizzati ogni qual volta il Parlamento abbia affrontato la questione dell'emergenza carceraria. In relazione al provvedimento in esame, rileva che il suo gruppo ha presentato un solo emendamento, al fine di escludere la previsione di un periodo minimo oltre il quale diventa rilevante la condizione di detenzione in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Si tratta di un termine del tutto incongruo considerato che si riferisce ad un trattamento qualificabile come tortura. Invita inoltre il Governo ad affrontare la questione delle carceri anche attraverso una profonda rivisitazione del testo unico degli stupefacenti, così come peraltro era stato preannunciato nel corso dell'esame del decreto legge sugli stupefacenti.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Ferraresi 1.1 e Molteni 1.2.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.3 volto ad sopprimere il rimedio risarcitorio effettuato attraverso la riduzione della pena detentiva da espiare.
La Commissione respinge l'emendamento Molteni 1.3.
Nicola MOLTENI (LNA) chiede di intervenire sull'emendamento Daniele Farina 1.4.
Donatella FERRANTI, presidente, considerata la mole degli emendamenti e l'atteggiamento ostruzionistico del gruppo della Lega fissa in tre minuti il tempo per gli interventi.
Nicola MOLTENI (LNA) contesta la decisione della Presidenza, ritenendo che non spetti alla Presidente adottare delle decisioni che azzerano le prerogative dell'opposizione.
Donatella FERRANTI, presidente, prendendo atto dell'obiezione dell'onorevole Molteni sospende la seduta per convocare immediatamente l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
La seduta sospesa alle 14.05, è ripresa alle 14.20.
Donatella FERRANTI, presidente, all'esito della riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, fissa in 5 minuti il termine degli interventi.
Vittorio FERRARESI (M5S) dichiara di condividere l'emendamento Daniele Farina 1.4, chiedendo di sottoscriverlo.
Nicola MOLTENI (LNA) ribadisce l'assurdità di quanto previsto dall'articolo 1 del decreto legge e dallo stesso in senso più generale, ritenendo che rappresenti una resa dello Stato nei confronti della criminalità proprio con riferimento ai reati di allarme sociale. Dichiara di essere contrario all'emendamento Daniele Farina 1.4.
La Commissione respinge l'emendamento Daniele Farina 1.4.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 1.5 e dopo l'emendamento Molteni 1.20.
Nicola MOLTENI (LNA) osserva che gli emendamenti in questione si riferiscono al periodo di tempo minimo previsto dal comma 1 affinché la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea possa essere considerata rilevante. Ribadendo la propria contrarietà al rimedio risarcitorio in questione chiede al Governo di chiarire sulla base di quale criterio sia stato individuato questo periodo minimo.
Andrea COLLETTI (M5S) si associa alla richiesta dell'onorevole Molteni.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.5 e 1.20, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una ulteriore serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 1.22 e dopo l'emendamento Molteni 1.38.
Nicola MOLTENI (LNA) anche in questo caso chiede chiarimenti al Governo non risultando comprensibile sulla base di quale criterio sia stato individuato lo sconto di pena di un giorno ogni dieci giorni di detenzione in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea.
Andrea COLLETTI (M5S) ritiene che sia opportuno chiarire se quanto corrisposto a titolo di risarcimento del danno ai sensi del comma 2 dell'articolo 35-ter sia aggredibile da parte dello Stato o dalle vittime del reato.
Donatella FERRANTI, presidente, osserva che la somma risarcita entrerà a far parte del patrimonio personale del soggetto risarcito senza alcun vincolo particolare.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.22 e 1.38, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie.
Vittorio FERRARESI (M5S) rileva che il suo emendamento 1.39 è stato presentato tenendo conto che nell'articolo 35-ter non è prevista in alcun modo l'applicabilità dell'articolo 35-bis. Tuttavia, anche alla luce del precedente chiarimento della Presidenza, ritira i propri emendamenti 1.39 e 1.40.
Per quanto attiene all'emendamento 1.41, sottolinea che questo riprende una preoccupazione rappresentata dall'Associazione nazionale magistrati, al fine di facilitare il lavoro dei magistrati di sorveglianza.
David ERMINI (PD), relatore, dichiara di non condividere l'emendamento, pur apprezzandone le finalità, in quanto non ritiene opportuno prevedere il silenzio assenso nell'ambito di un procedimento delicato che incide direttamente sulla libertà personale.
Vittorio FERRARESI (M5S) ritira il suo emendamento 1.41.
Stefano DAMBRUOSO (SCpI) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.76, osservando che con questa proposta emendativa si estende anche al soggetto sottoposto a custodia cautelare – durante le indagini preliminari, il giudizio di primo e di secondo grado – il beneficio della «Liberazione anticipata» al fine di ridurre le richieste di riparazione per ingiusta detenzione di cui all'articolo 314 del codice di procedura penale.
Richiama al riguardo il caso realmente accaduto di un detenuto in custodia cautelare condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per la mera partecipazione al delitto di associazione di cui all'articolo 416-bis c.p. Dopo tre anni e tre mesi di custodia cautelare in carcere (iniziata a luglio 2010), il deposito delle motivazioni rese dalla Corte d'Appello e il ricorso per Cassazione proposto a metà novembre 2013, il fascicolo dovrà essere riunito a tutti gli altri e poi trattato in un unico procedimento, ottimisticamente non prima di luglio 2014. Il condannato a quattro anni di reclusione, a quella data, avrà patito in custodia cautelare tutta la pena irrogata. Con la pronuncia della Corte di Cassazione, ponendo anche il caso che il ricorso non venga accolto, la condanna diverrà definitiva e la situazione sarà così cristallizzata: custodia cautelare sofferta pari ad anni quattro; pena effettivamente irrogata pari ad anni quattro di reclusione; concessione del beneficio della liberazione anticipata pari ad anni uno in ragione di otto semestri di detenzione espiata. In sintesi, la custodia cautelare in carcere verrebbe mantenuta per un anno in eccesso rispetto alla pena che il condannato avrebbe dovuto scontare e per questo periodo di tempo sarà dovuto un risarcimento per ingiusta detenzione pari a 91.250 euro, cui si deve aggiungere il danno morale derivante dalla privazione della libertà personale. Ciò premesso, a suo parere, occorre porre rimedio all'irrazionalità di questa norma laddove, prevedendo la sua applicazione al solo condannato a pena detentiva, determina un esborso enorme e ingiustificato per lo Stato in sede di riparazione per ingiusta detenzione.
Donatella FERRANTI, presidente, ritiene che l'emendamento debba essere ulteriormente approfondito in quanto, pur essendo condivisibile nelle sue finalità, prevede l'applicazione della liberazione anticipata alla custodia cautelare. Su tale punto esprime forti perplessità.
David ERMINI (PD), relatore, invita il presentatore a ritirare l'emendamento per ripresentarlo eventualmente in Assemblea.
Stefano DAMBRUOSO (SCpI) non accogliendo la richiesta del relatore chiede l'accantonamento dell'emendamento.
Nicola MOLTENI (LNA), pur non condividendo nel merito l'emendamento, ritiene che questo affronti un tema serio e delicato che merita sicuramente un approfondimento adeguato.
Donatella FERRANTI (PD) ritiene che non vi siano le condizioni per procedere all'accantonamento, essendo piuttosto più opportuno respingerlo in Commissione per esaminarlo in Aula qualora venisse ripresentato.
Stefano DAMBRUOSO (SCpI) ribadisce che la ratio dell'emendamento e dello stesso decreto legge è di evitare che una persona possa essere detenuta inutilmente anche un solo giorno in carcere. Sottolinea inoltre che l'emendamento ha anche una ratio di natura finanziaria, in quanto andrebbe a ridurre i casi di risarcimento dei danni. Ritira comunque il suo emendamento 1.76, annunciandone la ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento Molteni 1.42.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una ulteriore serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e Pag. 53l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 1.43 e dopo l'emendamento Molteni 1.57.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.43 e 1.57, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente un'ulteriore serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 1.58 e dopo l'emendamento Molteni 1.66.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.58 e 1.66, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie. Respinge altresì l'emendamento Molteni 1.67.
Donatella FERRANTI, presidente, constatata l'assenza del presentatore degli emendamenti 1.1 e 1.80 e dichiara che si intende che lo stesso vi abbia rinunciato.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente un'ulteriore serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 1.68 e dopo l'emendamento Molteni 1.73.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 1.68 e 1.73, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie.
David ERMINI (PD), relatore, tenendo conto del ritiro dell'emendamento 1.40, si riserva di valutare l'emendamento Ferraresi 1.74, la cui approvazione consentirebbe il reclamo nei confronti della decisione del tribunale in composizione monocratica, allo stesso modo in cui è ammesso il reclamo rispetto alla decisione del magistrato di sorveglianza.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI ritiene che l'emendamento Ferraresi 1.74 debba essere ulteriormente approfondito in quanto potrebbe determinare un sovraccarico di lavoro eccessivo nei confronti del tribunale in composizione collegiale.
Vittorio FERRARESI (M5S), tenendo conto di quanto appena precisato dal rappresentante del Governo dichiara di essere favorevole ad un eventuale accantonamento del suo emendamento 1.74.
Donatella FERRANTI, presidente, non essendovi obiezioni dichiara l'accantonamento dell'emendamento Ferraresi 1.74.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 1.75 diretto a sopprimere la disposizione che stabilisce senza prevedere alcun criterio la possibilità del magistrato di sorveglianza di avvalersi dell'ausilio di personale volontario. Chiede al Governo quali siano i criteri in base ai quali poter ricorrere al personale volontario, ritenendo che in alcun modo siano applicabili gli stessi che sono previsti per gli assistenti volontari che possono partecipare all'opera di rieducazione e inserimento dei detenuti.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI rileva che il comma 2 dell'articolo 1 del decreto legge richiama espressamente i criteri contenuti nell'articolo 78 dell'ordinamento penitenziario, che si basano sulla nozione di idoneità allo svolgimento di quelle funzioni che il personale volontario è chiamato a svolgere.
Nicola MOLTENI (LNA) ritiene che l'articolo 78 possa trovare applicazione solamente in relazione all'attività di rieducazione Pag. 54e reinserimento e non certo allo svolgimento di funzioni giudiziarie.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Molteni 1.75 e gli identici emendamenti Ferraresi 2.1 e Molteni 2.2, nonché l'emendamento Molteni 2.3.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 2.9 e dopo l'emendamento Molteni 2.4.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 2.9 e 2.4, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie; respinge quindi l'emendamento Molteni 2.10.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 2.16 e dopo l'emendamento Molteni 2.11.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 2.16 e 2.11, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie; respinge, quindi, gli emendamenti Molteni 2.17 e 2.18, e Ferraresi 2.19.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 2.20 e dopo l'emendamento Molteni 2.21.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 2.20 e 2.21, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie; respinge, quindi, l'emendamento Molteni 3.1.
Nicola MOLTENI (LNA) illustra il proprio emendamento 4.1, soppressivo dell'articolo 4, e ne raccomanda l'approvazione. Ritiene inoltre necessario che il Governo fornisca chiarimenti sulla situazione relativa all'utilizzo dei cosiddetti «braccialetti elettronici».
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 4.1, 4.3 e 4.4.
David ERMINI (PD) ritiene che la disposizione di cui all'articolo 4, comma 1, capoverso, comma 3, richieda ulteriori approfondimenti. Chiede, pertanto, l'accantonamento delle proposte emendative ad essa riferite.
La Commissione accantona gli emendamenti Molteni 4.5, Ferraresi 4.8, Molteni 4.6 e 4.7.
Donatella FERRANTI, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta che sarà convocata al termine delle votazioni della seduta pomeridiana dell'Assemblea.
L'ufficio di presidenza si è svolto dalle 14.05 alle 14.20.
Disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli, in esecuzione della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo 7 gennaio 2014.Pag. 55
Esame emendamenti testo unificato C. 360 ed abb.-A.
Il Comitato dei nove si è riunito dalle 15.20 alle 15.40.
La seduta comincia alle 20.35.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta antimeridiana.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che si procederà all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5, nonché degli emendamenti accantonati.
Nicola MOLTENI (LNA) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 5.2, soppressivo dell'articolo 5, ritenendo che manchi ogni valutazione sulla pericolosità del reo. Ritiene, inoltre, insufficiente la correzione che si intende apportare con l'emendamento 5.100 del relatore.
Vittorio FERRARESI (M5S) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 5.2, soppressivo dell'articolo 5, poiché si tratta di una disposizione con numerose criticità e che, soprattutto, non tiene conto delle gravi difficoltà che crea agli operatori del settore. Ritiene, piuttosto, che dovrebbe essere riformata l'intera disciplina di riferimento.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Ferraresi 5.1 e Molteni 5.2.
Donatella FERRANTI, presidente, avverte che è presente una serie di emendamenti a scalare e che pertanto saranno posti in votazione il primo e l'ultimo della serie e che in caso di reiezione degli stessi si considereranno respinti tutti gli emendamenti intermedi. Porrà pertanto in votazione prima l'emendamento Molteni 5.3 e dopo l'emendamento Molteni 5.7.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Molteni 5.3 e 5.7, considerandosi pertanto respinti gli emendamenti compresi nella serie.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI ricorda di aver espresso parere favorevole sull'emendamento 5.1 del relatore a condizione che sia riformulato aggiungendo in fine le seguenti parole: «tenuto conto altresì delle finalità rieducative».
David ERMINI (PD), relatore, accoglie la richiesta del rappresentante del Governo e riformula il suo emendamento 5.100.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 5.100 (nuova formulazione) (vedi allegato 4).
Nicola MOLTENI (LNA) ritira il proprio emendamento 6.1 osservando, comunque, come l'articolo 6 sia del tutto insufficiente ad apportare il necessario potenziamento dell'organico del corpo della Polizia penitenziaria. A tal fine precisa di avere presentato l'emendamento 6.2, del quale raccomanda l'approvazione. Preannuncia, inoltre, il voto favorevole sull'articolo aggiuntivo del relatore 6.0100.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Molteni 6.2 e approva Pag. 56l'articolo aggiuntivo del relatore 6.0100 (vedi allegato 4).
Donatella FERRANTI, presidente, ricorda che erano stati accantonati l'emendamento Ferraresi 1.74 e le proposte emendative riferite all'articolo 4, comma 1, capoverso, comma 3.
David ERMINI (PD), relatore, osserva come nell'ambito dell'articolo 1, con riferimento alle impugnazioni, si sia scelto un percorso diverso per i soggetti detenuti, ai quali è consentito il reclamo proprio per garantire una maggiore tutela, e i soggetti in libertà, per i quali il reclamo è escluso. Ritiene che tale differenziazione di disciplina vada mantenuta e, pertanto, invita al ritiro dell'emendamento 1.74, volto a prevedere che anche i soggetti in libertà possano proporre reclamo. Rileva, inoltre, che tale previsione potrebbe determinare un rilevante aggravio del carico di lavoro dei collegi nei tribunali ordinari.
Vittorio FERRARESI (M5S) alla luce delle argomentazioni del relatore, ritira il proprio emendamento 1.74.
David ERMINI (PD) ritiene che l'articolo 4, comma 1, capoverso, comma 3, come evidenziato in precedenza, presenti delle criticità difficilmente superabili ed esprime quindi parere favorevole sugli identici emendamenti Molteni 4.5 e Ferraresi 4.8, volti a sopprimere tale disposizione.
Nicola MOLTENI (LNA) ritira il proprio emendamento 4.5, sottolineando come la formulazione del testo in esame sia comunque preferibile rispetto alla disciplina vigente. Rileva come non risulti ancora risolto il problema del braccialetti elettronici, che presentano problemi tecnici e sono scarsamente disponibili. Ritiene, inoltre, preferibile che il soggetto rimanga in carcere nel periodo in cui non sia possibile applicare il braccialetto elettronico per ragioni tecniche.
Donatella FERRANTI (PD) osserva che il vigente articolo 275-bis, comma 1, del codice di procedura penale, già prevede che il giudice prescriva procedure di controllo mediante mezzi elettronici quando ne abbia accertato la disponibilità da parte dalla polizia giudiziaria.
Il sottosegretario Cosimo Maria FERRI precisa come la disposizione in questione intendesse risolvere un problema che si pone quotidianamente nell'applicazione dei braccialetti elettronici, consistente nel fatto che sono necessari alcuni giorni per l'attivazione dei braccialetti elettronici disponibili. Sull'emendamento Ferraresi 4.8 si rimette comunque alla Commissione.
La Commissione approva l'emendamento Ferraresi 4.8 (vedi allegato 4), risultando preclusi gli emendamenti Molteni 4.6 e 4.7.