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Timestamp: 2017-07-20 14:41:54+00:00
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febbraio 2013 - Cronaca Giudiziaria 4.0
Consiglio di Stato ha emesso una sentenza “storica”, a seguito di anni di
battaglia legale riguardo la problematica dei c.d. “dialers” – dispositivi che
consentono, mediante programmi specializzati, di alterare i parametri di
connessione sostituendo il numero di riferimento con un ulteriore numero a
pagamento -.
Giudice amministrativo di secondo grado, con sentenza depositata in data
17.02.2013, ha confermato il provvedimento emesso dall’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato (Antitrust) per pratica
commerciale ingannevole nei confronti di Eutelia S.p.a. – operatore nel
settore delle telecomunicazioni -.
fattispecie oggetto della sentenza che qui si commenta è relativa a “pratiche definite scorrette ai sensi degli
articoli 20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26, lett. f), d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206
(Codice del consumo), consistite, da una parte, “nell’addebito in bolletta da
parte di Telecom Italia s.p.a. di somme per connessioni/chiamate verso
numerazioni satellitari internazionali (…) e speciali di altri gestori (…) non
effettuate in modo consapevole, e nella pretesa di pagamento immediato di tali
importi, pena distacco della linea telefonica”; dall’altra, “nella pretesa di
pagamento relativa alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica non
richiesti in modo consapevole degli utenti” da parte di altre società, tra le
quali Eutelia s.p.a.”. Per
pratica commerciale scorretta si
intende, ai sensi dell’art. 20, comma 2 del Codice del Consumo:
pratica “ingannevole”, nel caso in cui la stessa induce o è idonea ad indurre
il consumatore medio ad assumere decisioni che altrimenti non avrebbe preso;
pratica “aggressiva”, che si realizza nell’ipotesi in cui l’utente è indotto a
prendere decisioni che altrimenti non avrebbe preso tramite molestie,
coercizioni o ulteriori forme di condizionamento.
novembre 2007, numerose denunce pervenute all’Autorità Antitrust da parte di
associazioni di consumatori ed utenti contestavano a Telecom Italia
l’addebitamento in bolletta per connessioni a numerazioni satellitari
internazionali mai effettuate.
ritenendo che i diversi operatori coinvolti erano a conoscenza dei fenomeni di
indebito utilizzo delle numerazioni ad esse assegnate e cedute a terzi (pur
sempre legati all’operare abusivo del dialer”), ha emesso – in data 30.10.2008
– un provvedimento sanzionatorio nei confronti degli operatori nel settore
operatori – tra i quali Eutelia S.p.a.- hanno proposto ricorso dinanzi al TAR
LAZIO avverso l’atto sanzionatorio sopra citato. I
Giudici amministrativi di primo grado, infatti, hanno ritenuto, con sentenza,
Sez.I n.5627/2009 che la fattispecie oggetto del provvedimento dell’Antitrust
integrasse un’ipotesi di pratica commerciale ingannevole e, pertanto, sul punto
ha accolto il ricorso in relazione ai profili di
ritenuta sussistenza della aggressività della condotta posta in essere dalle
originarie ricorrenti, “ai sensi
dell’art. 24 del Codice del consumo (a tenore di tale disposizione è
considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella
fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze
del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica
o indebito condizionamento, limita o è idonea a limitare considerevolmente la
libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al
prodotto e, pertanto, lo induce o è idonea ad indurlo ad assumere una decisione
di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso)”.
S.p.a., ha impugnato la decisione del TAR dinanzi al Consiglio di Stato, contestando
il proprio “non coinvolgimento” nel procedimento sanzionatorio, sul presupposto che una volta ceduto a terzi
l’uso delle numerazioni a sovrapprezzo, non aveva la possibilità di esercitare
alcun controllo sull’operato dei medesimi. Ha contestato, altresì, la
sussistenza a suo carico degli obblighi
di protezione previsti a carico del professionista (art.18 codice del
Consumo), in relazione alla sua qualifica di partner commerciale non diretto.
Consiglio di Stato ha precisato, in primo luogo, che ai fini della qualifica di
professionista cio’ che rileva è la
circostanza che la pratica commerciale sia posta in essere nell’ordinaria
attività lavorativa, come è accaduto nel caso di specie. Peraltro,
la responsabilità della Eutelia S.P.A. si è concretizzata nell’aver omesso di
vigilare in ordine ad utilizzazioni fraudolente delle numerazioni speciali da
parte di terzi in danno dei consumatori, con conseguente realizzazione di
ingenti profitti da parte della medesima. Tale
profilo risulta estremamente rilevante nell’ottica del Codice del Consumo, in
cui la tutela del consumatore si realizza attraverso previsioni finalizzate a
colmare il deficit informativo esistente presso i consumatori, in particolar
modo in settori caratterizzati da continua evoluzione tecnologica, nei quali
gli utenti possono essere sforniti delle competenze tecniche necessarie per
tutelarsi. Sul punto, nella sentenza si legge che: “Correttamente, pertanto, il giudice di primo grado ha ritenuto che gli
obblighi di vigilanza e controllo sul corretto uso delle numerazioni speciali
in disponibilità - la cui violazione è stata contestata all’odierna appellante
- trovino fondamento nel canone di diligenza professionale stabilito dal Codice
del consumo, definito alla stregua del normale grado di specifica
competenza ed attenzione che i consumatori – per avere un rappresentazione
adeguata della situazione negoziale e potersi liberamente determinare –
attendono, mediante comportamenti attivi non meno che negativi- da un
professionista nei loro confronti rispetto ai principi generali di correttezza
e buona fede in quel settore di attività.”
responsabilità per cui è causa coinvolge tutti i soggetti della filiera
relativa alla fornitura di servizi di comunicazione, e la stessa prescinde
quindi dalla diretta responsabilità nell’installazione dei “dialers”. Infatti,
il Consiglio di Stato ha precisato che ”… la responsabilità dei titolari delle
numerazioni speciali è stata correttamente individuata nell’omessa vigilanza
sul corretto uso di tali numerazioni, anche in relazione al divieto di
subcessione a ulteriori soggetti terzi (diversi dai centri servizio) dell’uso
di dette numerazioni speciali. La proliferazione dei soggetti utilizzatori
rende infatti più difficile l’osservanza dei precetti informativi e
deontologici da parte dei titolari delle numerazioni e dei loro cessionari, e
rende quindi ancor più cogente l’impegno dei titolari delle numerazioni o dei
gestori delle stesse a favorirne un uso corretto anche da parte dei propri
Per quanto riguarda specificatamente il profilo della sanzione
irrogata, Il Consiglio di Stato, ribadita la necessità della rideterminazione
dell’importo in ragione della ritenuta insussistenza della aggressività della
pratica commerciale, ha ritenuto correttamente esercitato il potere
dell’Autorità nella determinazione della sanzione, in quanto la stessa ha
tenuto conto dei diversi rilevanti profili della fattispecie, tra cui: la
gravità della violazione (dovuta al settore caratterizzato dal forte grado di
tecnologia del settore di attività, che determina un notevole divario
informativo tra consumatore e professionista); il periodo di tempo limitato in
cui è stato posto in essere l’illecito, l’impegno successivo manifestato da
Eutelia s.p.a. nell’adozione di misure atte ad impedire future utilizzazioni
dei dispositivi nonché la particolare situazione economica della società
appellante, la quale ha subito notevoli perdite di bilancio.
Sulla base delle motivazioni sopra esposte, il Consiglio di Stato,
con la sentenza in commento, ha confermato integralmente la sentenza di primo
grado, respingendo il ricorso di Eutelia S.p.a.
La sentenza sopra citata, emessa dopo anni di battaglie legali, è un precedente “di peso” sotto il profilo della tutela del
consumatore, che farà certamente “giurisprudenza”. Dott.ssa
Silvia Bagalino Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners
RIPRODUZIONE RISERVATA Consiglio di Stato, sentenza del 17.02.2013 Per consulenze professionali (anche personalizzate) e assistenza legale, fiscale, tecnica, ecc. in materia di tutela dei consumatori, contattare i professionisti membri dello Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners al seguente indirizzo email: avvdanielaconte@news-giustizia.org. Iscriviti a: