Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1664-del-24-01-2011
Timestamp: 2020-06-02 18:35:14+00:00
Document Index: 100997097

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 21', 'art. 62', 'art. 13', 'art. 360', 'art. 62', 'art. 13', 'art. 10', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1664 del 24/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1664 del 24/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 24/01/2011, (ud. 12/10/2010, dep. 24/01/2011), n.1664
avverso la decisione n. 126/17/06 della Commissione tributaria
giugno 2006, R.G. 4929/05;
rilevato che in data 20 luglio 2010 è stata depositata relazione che: qui si riporta:
1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione da parte della società contribuente del silenzio-rigetto opposto dall’Amministrazione finanziaria alla istanza di rimborso dell’IVA indebitamente versata, negli anni dal 1999 al 2001, sugli acquisti di beni destinati alla propria attività esente. Sosteneva la società ricorrente di aver diritto al rimborso in base alla previsione dell’art. 13 della sesta direttiva sull’IVA, norma non trasposta dal legislatore italiano ma direttamente applicabile nell’ordinamento interno. Si costituiva in giudizio l’Agenzia delle Entrate ed eccepiva il difetto di legittimazione della società, in quanto cessionaria dei beni, la tardività dell’istanza con conseguente decadenza dal diritto, la non applicabilità della disposizione comunitaria invocata, sia perchè non trasposta sia perchè non conferente alla fattispecie controversa;
3. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate con tre motivi di impugnazione: a) violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 546 del 1992, artt. 2, 10, 18, e segg., e degli artt. 81, 99, 101 c.p.c., in relazione al D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 1, 2, 3, 4, 18 e 19 e omessa, insufficiente e illogica motivazione sui punti decisivi della controversia (dica la Corte se il cessionario sia legittimato a chiedere il rimborso dell’IVA che assioma indebitamente versata, allorchè sostenga che l’obbligo dell’emissione della fattura, previsto dal diritto interno, si ponga in contrasto con la normativa comunitaria), b) violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, comma 2 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, comma 1 (dica la Corte se sia ammissibile la domanda di rimborso dell’IVA che si assume indebitamente versata oltre due anni prima della data di presentazione dell’istanza), c) violazione e falsa applicazione dell’art. 13B lett. c della direttiva 77/338/CEE ed omessa motivazione su fatti decisivi e controversi della causa, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 e al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, comma 1 (dica la Corte se in base all’art. 13 parte B lettera E della sesta direttiva CEE devono ritenersi esenti da IVA gli acquisti di servizi destinati all’esercizio di attività esenti da imposta a norma del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10 o se la predetta norma comunitaria deve essere interpretata nel senso che sono soggette ad imposta le sole cessioni di beni effettuate da soggetto che, al momento dell’acquisto, non abbia potuto effettuare la detrazione dell’IVA pagata su di esso;
Sussistono giusti motivi per compensare integralmente le spese del giudizio di merito e di cassazione in relazione al recente consolidarsi della giurisprudenza in materia.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della società contribuente. Compensa le spese processuali dell’intero giudizio.