Source: https://www.diritto.it/pene-e-ordinamento-penitenziario-espulsione-dello-straniero-dallo-stato-misura-alternativa-alla-detenzione-l-1892002-natura-amministrativa-della-medesima-con/
Timestamp: 2017-08-21 02:42:36+00:00
Document Index: 67879777

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.13', 'art.21', 'art.16', 'art.19', 'art.19']

Pene e Ordinamento penitenziario – Espulsione dello straniero dallo Stato – Misura alternativa alla detenzione (L.189/2002) – Natura amministrativa della medesima – Conseguenze - Valutazione della pericolosità sociale del condannato – Non è necessaria.
Pene e Ordinamento penitenziario – Espulsione dello straniero dallo Stato – Misura alternativa alla detenzione (L.189/2002) – Natura amministrativa della medesima – Conseguenze – Valutazione della pericolosità sociale del condannato – Non è necessaria.
giurisprudenza, 25 maggio 2006
D. F. nato in Tunisia il
Nessuno dei motivi di impugnazione allegati dall’interessato ha pregio e può infirmare la decisione del giudice a quo.L’opponente allega di avere in corso impugnazione presso Il Consiglio di Stato della sentenza del TAR reiettiva del ricorso avverso la decisone della Questura di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno formulata dall’interessato, di tal che sul presupposto di cui all’art.13, T.U.Str. ,non vi è ancora un accertamento giudiziale definitivo. In secondo luogo, il condannato non risulterebbe più persona socialmente pericolosa né sarebbe annoverabile tra le categorie di soggetti pericolosi di cui alla l. 1423/56, tenuto conto della positiva evoluzione della condotta in carcere e della sua ammissione al lavoro all’esterno ai sensi dell’art.21,O.P. Infine, l’opponente allega di avere sul territorio nazionale il riferimento familiare rappresentato dalla sorella, cittadina italiana e disposta ad ospitarlo a pena espiata.
Il primo motivo di impugnazione non ha pregio. Il Collegio osserva che non è rilevante – in sede di valutazione dei presupposti di cui all’art.16, comma 5, T.U.Str. – la mera pendenza di un’istanza giudiziale avverso la reiezione del rinnovo del permesso di soggiorno laddove si tratti di soggetto detenuto per la commissione, in Italia, di reati per i quali è intervenuta condanna definitiva, poiché, nella fattispecie, il documento di soggiorno non può essere rinnovato, ostandovi, appunto, la qualità di soggetto pregiudicato dell’interessato. Nella specie, in altri termini, non vi è ragione per differire la decisione sull’espulsione del soggetto a fini di evitare il pregiudizio che deriverebbe al medesimo, qualora l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno fosse accolta, poiché l’interessato non rientra, in tutta evidenza, nelle condizioni soggettive per poter ottenere quanto richiesto.
Anche il secondo motivo di doglianza non può essere accolto. Va, in proposito, osservato che, ai fini della misura opposta, non rileva il grado di rieducazione dell’interessato né – all’opposto – la sua pericolosità sociale, poiché la misura si basa sulla verifica della condizione del cittadino straniero condannato, sotto il profilo della regolarità amministrativa della permanenza sul territorio, sul quadro criminologico riferito ai reati commessi, sulla durata della pena residua ancora da espiare e sull’ assenza dei motivi ostativi all’espulsione di cui all’art.19, T.U.Str. . In altri termini, al di là del nomen juris, peraltro, deve ritenersi che il legislatore abbia introdotto una nuova forma di sospensione condizionata della pena applicata in sede esecutiva piuttosto che una vera e propria misura alternativa alla stessa.
Il terzo motivo di impugnazione,infine, non ha rilevanza, poiché difetta in tutta evidenza, il requisito della convivenza attuale (quantomeno con riferimento al momento dell’arresto per l’esecuzione della pena) dell’opponente con la sorella, di tal che viene meno l’esigenza di tutelare l’unità del nucleo familiare poiché, nella fattispecie, non risulta che i due soggetti costituissero un’unità familiare antecedentemente all’esecuzione della pena.
Non v’è, in altri termini, ragione di applicare l’eccezionale disposizione di cui all’art.19,T.U.Str., laddove non vi sia necessità di tutela del bene giuridico che la norma di salvaguardia presidia.