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Timestamp: 2018-08-14 17:31:37+00:00
Document Index: 159030729

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38']

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Campania sentenza n. 2511 sez. 49 depositata il 16 marzo 2016 - Nell’accertamento sintetico il contribuente deve documentare la disponibilità di ulteriori redditi - Studio Cerbone
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Campania sentenza n. 2511 sez. 49 depositata il 16 marzo 2016 – Nell’accertamento sintetico il contribuente deve documentare la disponibilità di ulteriori redditi
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Campania sentenza n. 2511 sez. 49 depositata il 16 marzo 2016
L’Agenzia delle Entrate, attraverso il procedimento sintetico ex art. 38 D.P.R. 600/73, determinava nei confronti di un contribuente un maggior reddito relativo a due distinte annualità. Quest’ultimo impugnava i due avvisi di accertamento presso la CTP di Napoli, che rigettava il primo ricorso in quanto il contribuente non aveva assolto l’onere probatorio richiesto dalla normativa citata, e accoglieva parzialmente il secondo. A sostegno di tale parziale accoglimento i giudici sostenevano che il contribuente, anche se non aveva fornito valide prove a sostegno delle eccezioni addotte, aveva comunque aderito tempestivamente al contraddittorio e il suo reddito era in parte adeguato al tenore di vita condotto.
La CTR di Napoli, presso la quale il contribuente aveva presentato appello, nel respingere le motivazioni dallo stesso addotte, afferma che il contribuente non ha assolto l’onere di provare con idonea documentazione che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte.
Quanto alla ripartizione dell’onere probatorio, va ricordato che recentemente la S.C. (sentenza Sez. 5, Sentenza n. 25104 del 26/11/2014 (Rv. 633514) ha ricordato che: “Con recente pronuncia, questa Corte (Cass. 8995/2014) ha chiarito i confini della prova contraria a carico del contribuente, a fronte di un accertamento induttivo sintetico D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38: “A norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6, l’accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia la citata disposizione prevede anche che “l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione”. La norma chiede qualcosa di più della mera prova della disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), e, pur non prevedendo esplicitamente la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, chiede tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto (o sia potuto accadere). In tal senso va letto lo specifico riferimento alla prova (risultante da idonea documentazione) della entità ditali eventuali ulteriori redditi e della “durata” del relativo possesso, previsione che ha l’indubbia finalità di ancorare a fatti oggettivi (di tipo quantitativo e temporale) la disponibilità di detti redditi per consentire la riferibilità della maggiore capacità contributiva accertata con metodo sintetico in capo al contribuente proprio a tali ulteriori redditi, escludendo quindi che i suddetti siano stati utilizzati per finalità non considerate ai fini dell’accertamento sintetico, quali, ad esempio, un ulteriore investimento finanziario, perché in tal caso essi non sarebbero ovviamente utili a giustificare le spese e/o il tenore di vita accertato, i quali dovrebbero pertanto ascriversi a redditi non dichiarati. Nè la prova documentale richiesta dalla norma in esame risulta particolarmente onerosa, potendo essere fornita, ad esempio, con l’esibizione degli estratti dei conti correnti bancari facenti capo al contribuente, idonei a dimostrare la “durata” del possesso dei redditi in esame; quindi non il loro semplice “transito” nella disponibilità del contribuente“.
Così deciso in Napoli il 22.01.2016