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Timestamp: 2019-12-09 13:09:09+00:00
Document Index: 9086111

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 49', 'art. 43', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2']

ACCONCIATORE - ESTETISTA - PROBLEMATICHE DI CARATTERE PARTICOLARE - APPROFONDIMENTI
1. GENNAIO 2007 - LE NOVITA' INTRODOTTE DAL D.L. N. 7/2007, CONVERTITO DALLA LEGGE N. 40/2007
a) di essere in possesso della prescritta qualificazione professionale (rilasciata dalla Commissione Provinciale dell’Artigianato o dal Comune),
a) né al possesso dell’autorizzazione,
b) né ad alcun vincolo di distanza minima o di parametri numerici,
2. LUGLIO 2009 - Stop ai massaggi in spiaggia, rischi di infezioni e fotosensibilizzazione
Una analoga ordinanza (11 maggio 2011) è stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2011.
Il Ministero della Salute, al fine di garantire la tutela dell’incolumità pubblica, fa espresso divieto, a qualsiasi titolo, di offrire, lungo i litorali marini, lacustri e fluviali, prestazioni, comunque denominate riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti.
. Se vuoi scaricare il testo delle due ordinanze, clicca QUI.
3. GENNAIO 2010 - In Parlamento presentati disegni di legge sulle scienze estetiche e bionaturali
. Se vuoi scaricare il testo della proposta di legge 3107, presentata il 12 gennaio 2010, clicca QUI.
4. MARZO 2010 - LE NOVITA' INTRODOTTE DAL D. LGS. N. 59/2010, DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA SERVIZI EDALLA LEGGE N. 122, DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 78/2010
4.1. Le novità introdotte dal D. Lgs. n. 59/2010, di recepimento della direttiva servizi
Per le attività di acconciatore è con l’occasione precisata la necessità che il responsabile tecnico garantisca la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività.
Analoga precisazione, con riferimento ad ogni sede dell’impresa, è introdotta relativamente all’esercizio dell’attività di estetista.
Per quest’ultima attività si è provveduto inoltre ad una riformulazione della norma vigente per evitare che la stessa potesse essere intesa come ingiustamente limitativa dell’esercizio dell’attività in relazione alla forma giuridica della relativa impresa.
4.2. Le novità introdotte dalla legge n. 122/2010, di conversione del D.L. n. 78/2010
A decorrere dal 31 luglio 2010, a seguito della riformulazione dell'art. 19 della legge n. 241/1990, per effetto del disposto di cui all'art. 49, comma 4-bis della legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 - a decorrere dal 31 luglio 2010 - la "dichiarazione di inizio attività - DIA" è stata sostituita dalla "Segnalazione certificata di inizio attività - SCIA".
5. MAGGIO 2011 - Apparecchiatura per l'abbronzatura temporanea - Abbronzatura spray
La Regione Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale delle attività produttive, con il Parere n. 8985 del 19 maggio 2011 ha affrontato un argomento singolare.
Ci sono delle ditte che propongono agli acconciatori e agli estetisti un apparecchiatura per l'abbronzatura temporanea (della durata di circa un mese) del viso e del decoltè che emette, sotto forma di nebulizzazione, "sostanze abbronzanti", chiamata "Abbronzatura spray".
. Regione Friuli Venezia Giulia - Direzione regionale delle attività produttive - Parere n. 8985 del 19 maggio 2011: Quesito su attività di parrucchiere misto / acconciatore ed uso di apparecchiatura per abbronzatura.
6. AGOSTO 2011 - Acconciatori ed estetisti – Indicazione del nominativo del responsabile tecnico nella visura camerale – Nota del Ministero dello Sviluppo Economico
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con una nota del 10 agosto 2011, Prot. 0153578, risponde ad una questione sollevata dalla Regione Piemonte, la quale suggerisce che, a livello nazionale, possa venir indicato, sulla visura camerale, il nominativo del responsabile tecnico per le attività di estetista e acconciatori, abbinato alla sede per cui è preposto.
Ciò per evitare l’affermarsi della tipologia del cd. "responsabile tecnico prestanome". Si tratta, in realtà, di responsabili tecnici fittizi, che non svolgono l'attività in modo continuativo al servizio di una sola impresa ma si limitano a "prestare" il proprio nome a più imprese contemporaneamente, anche aventi sede in Regioni diverse, raggirando così la normativa.
Il Ministero, pur ribadendo la necessità di privilegiare il “principio di tipicità” che regge il Registro delle imprese e il REA e il principio dell’efficacia informativa dei “repertori” che devono rispondere a “criteri di prevedibilità”, ritiene che la normativa che ha riordinato la disciplina dei SUAP (D.P.R. n. 160/2010) e l’introduzione dell’art. 43-bis nel testo unico della documentazione amministrativa (D.P.R. n. 445/2000) da parte dell’art. 6 del D.L. n. 70/2011, abbiano ampliato il novero delle informazioni relative alle imprese che pervengono al REA tramite il SUAP.
In tale contesto, il Ministero arriva alla seguente conclusione: la nomina del responsabile tecnico preposto alla singola localizzazione dell’impresa esercente l’attività di acconciatore o di estetista, pervenuta al REA tramite il SUAP, deve risultare nella visura camerale e quindi essere certificabile.
7. DICEMBRE 2011 - Semplificazioni relative a registri di carico e scarico e allo smaltimento dei rifiuti e MUD
Il Decreto-Legge del 6 dicembre 2011 n. 201, recante "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici", convertito dalla Legge del 22 dicembre 2011 n. 214, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2011, ha emanato alcune disposizioni in materia di semplificazione della gestione dei rifiuti speciali per alcune attività.
8. MARZO 2013 - MASSAGGI SHIATSU - Attività iscrivibile nel Registro imprese
L'attività di massaggi shiatsu, ove non venga considerata "professione sanitaria", rientra nell'ambito di applicazione della L. 14 gennaio 2013, n. 4. tale disciplina, che detta regole generali, precisa in particolare all'art. 1, commi 2 e soprattutto 5, che l'attività può essere svolta anche in forma di impresa.
9. "AFFITTO DI POLTRONA" e "AFFITTO DI CABINA"
9.1. Acconciatore ed estetista - Possibili contratti di "affitto di poltrona" e di "affitto di cabina" - Intervento del Ministero dello Sviluppo Economico
L'esercente dell'attività di impresa, tanto di acconciatore quanto di estetista, possono consentire l'utilizzo dei propri spazi, mediante tutte le forme contrattuali consentite dalla legge, sia ad acconciatori che ad estetisti, con la sola condizione che questi siano in possesso dei prescritti titoli abilitativi.
9.2. GIUGNO 2015 - ATTIVITA’ DI ACCONCIATURA - Affitto di poltrona - Nuovo parere del Ministero dello Sviluppo Economico
Con il Parere del 9 giugno 2015, Prot. 86335, il Ministero dello Sviluppo Economico risponde al quesito relativo alla fattispecie dell’affitto di poltrona e volto a conoscere «se con il contratto di affitto di poltrona possano affidarsi sia gli spazi sia anche le attrezzature e gli strumenti dell’attività o se le stesse debbano essere distinte per i due soggetti (o solo preferibilmente)».
Con specifico riferimento alla questione oggetto del quesito formulato, il Ministero richiama quanto già rilevato in una precedente circolare (del 31 gennaio 2014, Prot. 16361), e precisamente che «per ragioni igienico-sanitarie, nonché al fine della corretta attribuzione di responsabilità, potrebbe essere evitato l’uso promiscuo dei medesimi strumenti utilizzati dal concedente da parte dell’affittuario di poltrona».
Nel silenzio della vigente normativa, che non prevede alcun obbligo in tal senso, e fatte naturalmente salve le previsioni di cui alla disciplina, anche di natura regolamentare, eventualmente posta dagli Enti territoriali, non può che ritenersi – conclude il Ministero - che la netta distinzione degli strumenti e delle attrezzature in uso ai soggetti, concedente ed affittuario, coinvolti nell’affitto di poltrona ”non possa che costituire l’indicazione da parte di questa Amministrazione circa l’auspicabilità, per le ragioni e le finalità sopra cennate, della soluzione proposta”.
9.3. FEBBRAIO 2016 - “AFFITTO DI POLTRONA” e “AFFITTO DI CABINA” - Ancora chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico
Con due nuovi pareri - il primo del 8 febbraio 2016, Prot. 32215 e il secondo del 10 febbraio 2016, Prot. 35008 – il Ministero dello Sviluppo Economico, sollecitato dalla richiesta di chiarimenti da parte di due Comuni, torna sull’argomento dell’attività di acconciatore e di estetista e, in particolare, sulla possibilità della coesistenza di più attività esercitate da parte di soggetti diversi all’interno dei medesimi locali, con particolare riferimento alla fattispecie del c.d. «affitto di poltrona» o «affitto di cabina».
a) il problema della possibilità di ricorrere all’istituto dell’ “affitto di cabina” anche nei casi in cui l’attività esercitata dal cedente sia attività diversa da quella che intende intraprendere il concessionario;
b) se il cedente debba essere in possesso, personalmente o attraverso la figura del responsabile tecnico, dei requisiti richiesti per l’attività oggetto dell’affitto di cabina/poltrona;
Con riferimento alla questione «se è possibile estendere la fattispecie del c.d. “affitto di poltrona” ad attività artigianali diverse da quella di acconciatore ed estetista, con espresso riferimento alle «attività artigianali di onicotecnico e di tatuatore e piercing», il Ministero ha risposto quanto segue:"rilevata l’insussistenza di norme ostative rispetto ad una siffatta fattispecie, pare potersi concludere nel senso della legittimità di una estensione della fattispecie dell’affitto di poltrona anche alle richiamate, differenti, attività artigianali di onicotecnico, tatuatore e piercing, ove chiaramente siano pienamente rispettate tutte le ulteriori disposizioni normative previste dalla legislazione nazionale e regionale in materia, tra l’altro, contrattuale, giuslavoristica, contabile, fiscale ed igienico-sanitaria".
Nel secondo parere viene affrontato il problema della regolarità dello svolgimento dell’attività di estetista per la quale, da soggetti diversi, sono state presentate due distinte SCIA, con indicazione di avvio di attività in medesimo locale.
Lo svolgimento in medesimo locale di attività di estetista da parte di due imprese autonome è da ritenersi possibile, a condizione che ciascuna di esse individui un diverso responsabile tecnico per lo svolgimento dell’attività, il quale deve essere presente durante lo svolgimento dell’attività medesima.
10. APRILE 2014 - Attività di estetista - Possibilità di affidare la direzione tecnica dell’impresa in associazione in partecipazione - Parere del Ministero dello Sviluppo Economico
Come per le attività imprenditoriali soggette a regolamentazione, quali: l’attività di installazione di impianti, di autoriparazione, ecc., anche per l’attività di estetica è possibile nominare responsabile tecnico un soggetto associato in partecipazione, dotato dei requisiti tecnici, acclarati tramite SCIA.
11. PRODOTTI SBIANCANTI COSMETICI - PRODOTTI SBIANCANTI PER DENTI - Direttive dall'Europa
11.1. Prodotti sbiancanti cosmetici
I prodotti sbiancanti per denti destinati allo schiarimento o allo sbiancamento dentale vanno classificati come prodotti cosmetici (prodotti per l'igiene orale).
Con la Direttiva 2011/84/EU del 20 settembre 2011 (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 29 ottobre 2011), sono state portate modifiche alla direttiva 76/768/CEE relativa ai prodotti cosmetici, al fine di adeguarne l'allegato III ai progressi tecnici ai fini del SEE.
1. La direttiva si riferisce solo ed esclusivamente ai prodotti per lo sbiancamento domiciliare, classificati come cosmetici, che fino a ora potevano essere liberamente acquistabili dal consumatore sul mercato.
Obiettivo: evitare utilizzi impropri da parte del libero consumatore.
I dispositivi medici (DM) per poter riportare la marcatura CE, a differenza dei cosmetici, devono rispondere a requisiti definiti "essenziali", per garantire l'efficacia, la sicurezza e la salute del paziente, degli utilizzatori e di eventuali terzi.
La concentrazione di H2O2, presente o liberata da altri composti è compresa tra il 6% e il 40 %.
Sono raggruppati in funzione della loro complessità e del potenziale rischio per il paziente, in quattro classi: I, IIa, IIb, III. L'appartenenza di un prodotto a una classe con valore ascendente è garanzia di maggior documentazione tecnica del prodotto; la maggior parte degli sbiancanti DM rientra nella classe IIa ed è di tipo invasivo, in quanto penetra attraverso un orifizio del corpo, con durata temporanea e svolge l'unica funzione di rimuovere le discromie dentali.
Dopo queste precisazioni si possono così sintetizzare i punti salienti della Direttiva:
4. Le concentrazioni superiori al 6% di H2O2 continueranno a essere proibite.
IN SINTESI: I prodotti per lo sbiancamento dentale contenenti fino allo 0,1% di perossido di idrogeno continueranno a essere disponibili liberamente sul mercato ai consumatori.
D.M. 5 novembre 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013.
11.2. Prodotti sbiancanti per denti
Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui viene posto a contatto con i denti. Queste molecole di ossigeno vanno a disgregare le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, e dunque rendendole non più visibili. Lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti natura
li, non agisce su corone protesiche, otturazioni o qualsiasi altro materiale da restauro presente nel cavo orale.
Il 20 settembre 2011, il Consiglio della UE ha adottato Direttiva 2011/84/EU che modifica la Direttiva 76/768 sui prodotti cosmetici, al fine di continuare ad autorizzare l'uso di perossido di idrogeno in concentrazione massima pari allo 0,1% nei prodotti dentali, inclusi gli sbiancanti o i prodotti sbiancanti.
L'uso di prodotti sbiancanti che contengono la sostanza in concentrazioni tra lo 0,1% e il 6% richiedono un esame clinico e il trattamento iniziale da parte di un dentista. Gli stessi consumatori potranno continuare il trattamento.
11.3. 3 GIUGNO 2014 - REGIONE TOSCANA - Divieto di effettuare trattamenti di sbiancamento dentale nei centri estetici. Spetta all’odontoiatra la decisione sull’opportunità di effettuarli
A seguito di un preciso quesito posto dai Carabinieri dei NAS di Livorno all’Assessorato al Diritto alla Salute della Regione Toscana sulla possibilità di effettuare trattamenti di sbiancamento dentale con l’utilizzo di lampade a led nei centri estetici, il Consiglio Sanitario Regionale della Toscana risponde, con il parere N58/2014 del 3 giugno 2014, precisando che la responsabilità dei trattamenti sbiancanti rientra tra quelli dell’odontoiatra.
• non utilizzare in donne in stato di gravidanza,
• non agisce su denti ricostruiti con otturazioni corone ponti o faccette,
• chiedere consiglio al proprio dentista se si soffre di ipoplasia o di altre patologie correlate alla fragilità dello smalto.
12. LUGLIO 2013 - MASSAGGI RIVOLTI GENERICAMENTE AL BENESSERE DELLA PERSONA – Non applicabile la disciplina dell’attività di estetista
I massaggi finalizzati al “benessere della persona” non rientrano nella attività di estetista, fatti salvi i requisiti igienico sanitari.
. Se vuoi scaricare il testo delle due note ministeriali, clicca QUI.
13. DICEMBRE 2016 - ACCONCIATORE AMBULANTE - Parere del Ministero sull’esercizio dell’attività tramite l’impiego di un veicolo speciale accessoriato adibito a salone (c.d. “Hair Truck”)
Due giovani ragazze di Lecce hanno vinto, nell’ambito ed in esito ad un concorso volto a finanziare progetti di imprenditoria femminile, un premio consistente in un contributo a fondo perduto per la realizzazione della propria iniziativa imprenditoriale. Il progetto finanziato prevedeva «l’espletamento di un’attività di impresa di acconciatore itinerante c.d. HAIR TRUCK», il cui elemento connotante era quello di prestare servizio di coiffeur on the road (detersione, taglio e asciugatura) attraverso l’impiego di un veicolo speciale munito permanentemente di specifiche attrezzature e adibito a salone per acconciatore.
Il comma 4 dell’art. 2 della L. n. 174/2005 stabilisce, infatti, in maniera esplicita che “Non è ammesso lo svolgimento dell'attività di acconciatore in forma ambulante o di posteggio”.
L’offerta del servizio mediante l’utilizzo di un «veicolo speciale» appositamente adattato ed attrezzato per la prestazione in esso dell’attività di acconciatura non può non essere qualificata come “esercizio in forma ambulante” e pertanto non può essere permessa in base alla citata disposizione.
14. MAGGIO 2018 - Depositata alla Camera dei deputati una proposta di legge che modifica la L. n. 1/1990 e regolamenta le attività di tatuaggi e piercing, di onicotecnico e di truccatore
Il 24 maggio 2018 è stata depositata alla Camera dei deputati una proposta di legge (n. 662) recante "Modifiche alla legge 4 gennaio 1990, n.1, concernenti l’attività diestetista, la disciplina dell’esecuzione di tatuaggi e piercinge losvolgimento delle attività di onicotecnico e di truccatore".
L’obiettivo della presente proposta di legge, costituita da un articolo unico, è quello di apportare alcune modifiche alla disciplina sull’attività estetica contenuta nella legge 4 gennaio 1990, n.1, al fine di rendere la professione di estetista più conforme al quadro evolutivo e di regolamentare a livello nazionale le professioni di tatuatore, piercer, truccatore (makeup artist) e onicotecnico.
Oltre a creare un impianto normativo ben definito e al passo con i tempi, la proposta di legge - si legge nella relazione - ha anche lo scopo di contrastare il fenomeno dell’abusivismo, che genera una concorrenza spietata per leimprese di estetica, di acconciatura e, in generale, del benessere assumendo comepunti di forza i prezzi bassi, il servizio a domicilio e la non curanza delle norme di legge in materia igienico-sanitaria e di sicurezza, a seguito della quale si rileva anche un aumento delle patologie infettive.
Nel merito, l’articolo 1, comma 1, lettera a), introduce una modifica all’articolo 1, comma 1, della legge n.1 del 1990, specificando che l’attività di estetista comprende tutte le prestazioni e i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano, compresigli annessi cutanei, il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerla in perfette condizioni, di migliorarne e di proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti, concorrendo al mantenimento e al recupero del benessere psico-fisico della persona. Tale attività può essere svolta con l’attuazione di tecniche manuali e di massaggio e con l’utilizzo degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico.
Si rende necessario chiarire che la superficie del corpo comprende anche gliannessi cutanei – intesi come peli, ciglia eunghie – al fine di garantire un orientamento uniforme in tutto il territorio nazionale nel definire il campo di intervento dell’estetista e di ricomprendere quei servizi di nicchia, relativi alle unghie e alle ciglia, che al tempo dell’approvazione della legge n.1 del 1990 non erano ancora diffusi.
Alla lettera g) si introduce la regolamentazione dei profili professionali di tatuatore, piercer, truccatore e onicotecnico, i cui profili sono oggi rimessi a leggi regionali o comunali e dispiegano i propri effettis olo nell’ambito territoriale di competenza del soggetto che ha legiferato.
Attualmente, nessuna legge statale disciplina il tatuaggio o il piercing, sebbene la materia sia statagià oggetto della risoluzione ResAP (2008)1 del Consiglio d’Europa, del 20 febbraio 2008, sui requisiti e criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente, volta alla tutela della salute pubblica, alla quale dovrebbero unformarsi le legislazioni dei singoli Stati membri dell’Unione europea.
L’unica normativa nazionale in materia è costituitadalle Linee guida emanate con circolare 5 febbraio 1998, n. 2.9/156 dal Ministero della sanità per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercingin condizioni di sicurezza, non sufficienti a contenere e disciplinare gli effetti di una richiesta sempre inaumento.
Pertanto, al fine di garantire l’uniformità nel territorio nazionale, la presente proposta di legge fornisce una definizione delle attività di tatuatore e di piercer, intendendosi per tatuaggio la colorazione permanente di parti del corpo ottenuta conl’introduzione o con la penetrazione sotto-cutanea e intradermica di pigmenti mediante aghi, oppure con una tecnica discarificazione, al fine di formare disegni ofigure indelebili e perenni; e per piercing la perforazione di una qualsiasi parte del corpo umano allo scopo di inserire anelli oaltre decorazioni di diversa forma o fattura.
La proposta di legge ha anche lo scopo di disciplinare l’attività di onicotecnico, anch’essa attualmente priva di una normativa specifica.
L’attività di onicotecnico consiste nella costruzione, ricostruzione, applicazione edecorazione su unghie naturali di prodotti specifici anche semipermanenti e con interventi periodici per formare unghie naturali o artificiali. Comprende, inoltre, ogni prestazione eseguita a esclusivo scopo decorativo, sulla superficie di unghie artificiali delle mani e dei piedi, nonché leattività di manicure e di pedicure estetico.Tale attività è di tipo artigianale e, pertanto, è necessario regolare l’iscrizione al-l’albo delle imprese artigiane per il suoesercizio, nonché istituire l’apposita qualifica professionale.
Il medesimo discorso vale per la professione stessa del truccatore professionista, non riconosciuta nel nostro ordinamento. Non esistendo ancora una regolamentazione nazionale per la professione, attualmente non occorre il superamento di esami, ma solo il possesso di un attestato che comprova un percorso di studio teorico-pratico della disciplina del trucco, rilasciato da istituti specializzati.
Con la presente proposta di legge, le qualificazioni professionali di onicotecnico e di truccatore si ottengono dopo il superamento di un apposito esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento di un corso regionale di qualificazione della durata di un anno con un minimo di 300 ore.
La qualificazione professionale di estetistaa bilita già alle attività di onicotecnico e ditruccatore, mentre agli onicotecnici e ai truccatori sono riconosciuti crediti formativi per il conseguimento della qualifica professionale di estetista.
. Se vuoi scaricare il testo della proposta di legge n. 662, clicca QUI.
Pubblicato su: 2019-01-29 (158 letture)