Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17486:70commercio&catid=91&Itemid=139
Timestamp: 2019-07-17 20:58:51+00:00
Document Index: 151687262

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 156', 'art. 29', 'art. 2105', 'art. 52', 'art.111', 'art. 113', 'art. 2119', 'art. 9', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 123', 'art. 145', 'art. 150', 'art. 153']

Data firma: 31 luglio 1970
Validità: 01.07.1970 - 30.06.1973
Parti: Confcommercio e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl-Silca, Uidatca-Uil e Fisnalcta-Cisnal
Capo 1 Personale con mansioni impiegatizie
Titolo XXX Conciliazione delle controversie
Titolo XXXI Contrattazione integrativa a livello aziendale
Titolo XXXII Disposizioni particolari per la «Grande distribuzione».
Titolo XXXIV Decorrenza e durata del contratto
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziendale commerciali
Addì 31 luglio 1970 presso il Ministero del Lavoro, […], tra la Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo […], da una parte e dall’altra parte: la Federazione Italiana Lavoratori del Commercio, Albergo-Mensa e Servizi (Filcams) […], il Sindacato Italiano Lavoratori del Commercio della Filcams […] con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) […], la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo (Fisascat-Cisl) […], unitamente al Sindacato Italiano Lavoratori Commercio e Affini (Silca) ad essa affiliata, […], con l’intervento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl) […], l’Unione Italiana Dipendenti Aziende Turistiche Commerciali ed Affini (Uidatca) […] con l’intervento […] della Unione Italiana del Lavoro (Uil) […], si è stipulato il presente contratto collettivo di lavoro per i dipendenti da aziende commerciali, composto da XXXIV titoli e 163 articoli, letti approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le organizzazioni stipulanti.
Addì 31 luglio 1970 presso il Ministero del Lavoro, […], tra la Confederazione Generale Italiana del Commercio e del Turismo […], da una parte e dall’altra parte: la Federazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori del Commercio, Turismo ed Affini (Fisnalcta) […], con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori (Cisnal) [...], si è stipulato il presente contratto collettivo di lavoro per i dipendenti da aziende commerciali, composto da XXXIV titoli e 163 articoli, letti approvati e sottoscritti dai rappresentanti di tutte le organizzazioni stipulanti.
Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, e, in quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato, tra tutte le aziende commerciali appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati e il relativo personale dipendente d’ambo i sessi:
commercio all’ingrosso di generi alimentari; supermercati alimentari;
commercio al minuto di generi alimentari (alimentari misti), eccettuate le rivendite di pane e paste alimentari annesse ni forni; salumerie, salsamenterie e pizzicherie; importatori e torrefattoli di caffè;
commercio all’ingrosso di droghe e coloniali; commercio al minuto di droghe e coloniali (drogherie e torrefazioni);
commercio all’ingrosso e al minuto di cereali, legumi e foraggi; commercio all’ingrosso di bestiame e carni macellate; macellerie, norcinerie, tripperie; spacci di carne fresca e congelata;
commercio all’ingrosso di pollame, uova, selvaggina e affini; rivendite di pollame e selvaggina;
Commercio all’ingrosso e al minuto di prodotti della pesca; commercio all’ingrosso di formaggi, burro, latte, latticini e derivati in genere; commercio al dettaglio di latte (latterie non munite di licenza di P.S.) e derivati;
commercio all’ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli e agrumari e loro derivati, ad eccezione dei lavoratori stagionali dipendenti da aziende esercenti il commercio all’ingrosso e di esportazione di prodotti ortofrutticoli e agrumari; commercio al minuto di prodotti ortofrutticoli;
commercio all’ingrosso e al minuto di prodotti vinicoli e affini (vini, mosti, spumanti, liquori, birra, aceto di vino); per quanto riguarda le aziende che esercitano il commercio all’ingrosso di vini, si precisa che si intendono comprese:
commercio all’ingrosso. e al minuto di prodotti oleari (olii di oliva e di semi).
commercio di piante aromatiche e officinali e di prodotti erboristici in genere.
tessuti di ogni genere, mercerie, maglierie, filati, merletti e trine; confezioni in biancheria e in tessuti di ogni genere; commercianti sarti e sarte; mode e novità; forniture per sarti e sarte; camicerie ed affini, busterie, cappellerie, modisterie; articoli sportivi; commercianti in lane e materassi; calzature, accessori per calzature; pelliccerie; valigerie e articoli da viaggio: ombrellerie, pelletterie; guanti, calze; profumerie, bigiotterie ed affini; trecce di paglia e cappelli di paglia non finiti; abiti usati; tappeti; saccherie, anche se esercitano la riparazione o il noleggio dei sacchi; corderie e affini;
ferro, metalli, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici; strumenti musicali; ottica e fotografia; materiale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, amianto, carboni elettrici, ecc. ) ;
automobili (commissionari e concessionari di vendita anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine di assistenza e per riparazioni); cicli e motocicli (anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine o laboratori di assistenza e per riparazioni); parti di ricambio ed accessori per automotocicli; pneumatici; olii lubrificanti, prodotti petroliferi in genere (compreso il petrolio agricolo), carburanti con o senza distributore automatico;
laterizi, cemento, calce e gesso, manufatti di cemento, materiali refrattari, tubi gres e affini, marmi grezzi e pietre da taglio in genere, ghiaia, sabbia, pozzolana, pietre da murare in genere, pietrisco stradale, catrame, bitumi, asfalti; materiale da pavimentazione, da rivestimento, isolante e impermeabilizzante (marmette, mattonelle, maioliche, piastrelle di cemento e di gres); altri materiali da costruzione; tappezzerie in stoffa e in carta, stucchi;
prodotti chimici, prodotti chimici per l’industria, colori e vernici; aziende distributrici di specialità medicinali e prodotti chimicofarmaceutici;
prodotti per l’agricoltura (fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi; materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto e da giardino; mangimi e panelli; macchine e attrezzi agricoli; piante non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo).
d) Ausiliari del commercio e commercio con l’estero:
compagnie di importazione e di esportazione e case per il commercio d’oltremare (importazione ed esportazione di merci promiscue);
g) libretto di «idoneità sanitaria» per il personale da adibirsi alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all’art. 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283 (in Gazz. Uff. n. 139 del 4 giugno 1962);
L’apprendistato è ammesso:
а) lavori di scrittura, archivio e protocollo (corrispondenti alle qualifiche, di «scritturale», «archivista» e «protocollista»);
б) lavori di dattilografia (corrispondenti alla qualifica di «dattilografo»), purché il relativo personale risulti in possesso di specifico diploma di scuola professionale di dattilografia riconosciuta dallo Stato;
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore ai venti, salvi i divieti e le limitazioni previsti dalla legge 17 ottobre 1967, n. 977, sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti.
Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende sarà computato presso la nuova, ai fini del completamento del periodo prescritto dal presente contratto, purché l’addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra lui periodo e l’altro, una interruzione superiore ad un anno.
a) di impartire o di far impartire nella sua azienda all’apprendista alle sue dipendenze l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;
b) di non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle a incentivo;
c) di non adibire l’apprendista a lavori di manovalanza e di produzione in serie e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze-fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione ó al mestiere per il quale è stato assunto;
f) di informare periodicamente, e comunque a intervalli non superiori a sei mesi, la famiglia dell’apprendista o chi esercita legalmente la patria potestà, dei risultati dell’addestramento.
Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lettera c), non sono considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali l’addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato sotto la cui guida l’apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro, e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorino,' sempreché lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni caso rilevante, in rapporto ai compiti affidati all’apprendista.
L’apprendista ha l’obbligo:
а) di obbedire al datore di lavoro o alla persona da questi incaricata della sua formazione professionale, e di seguire col massimo impegno gli insegnamenti che gli vengono impartiti;
c) di frequentare con assiduità e diligenza i corsi di insegnamento complementare, nonché di comportarsi correttamente e di obbedire agli istruttori preposti all’insegnamento stesso;
L’apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente contratto per i lavoratori della qualifica per cui egli compie il tirocinio, ad eccezione del periodo di ferie retribuito, che è stabilito in giorni trenta per gli apprendisti di età non superiore ai sedici anni e in giorni venti per gli apprendisti che abbiano superato il sedicesimo anno di età, con facoltà, da parte del datore di lavoro, di concessione frazionata in non più di due periodi, per esigenze produttive dell’azienda, o su richiesta dell’apprendista.
Le ore di insegnamento di cui alla lett. d) del precedente art. 22 sono comprese nell’orario normale di lavoro.
a) i due anni per i giovani che abbiano frequentato con profitto, superando le relative prove d’esame, corsi di formazione professionale organizzati dall’Ente Nazionale addestramento lavoratori commercio (Enalc), e corrispondenti alle qualifiche per le quali gli apprendisti vengono addestrati;
b) un anno per i giovani in possesso del diploma di qualifica rilasciato dagli Istituti professionali di Stato istituiti con decreti presidenziali in applicazione dell’art. 9 del R.D.L. 21 settembre 1938. n. 2038, convertito nella Legge 2 giugno 1939, n. 739, e dagli Istituti legalmente riconosciuti (parificati) ai sensi della Legge 18 gennaio 1942, n. 86.
Nelle aziende commerciali di lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie e stracci, la durata massima dell’apprendistato per le categorie D e E non potrà superare i nove mesi se l’apprendista non abbia compiuto il diciottesimo anno di età, e i sei mesi se l’apprendista abbia compiuto il diciottesimo anno di età.
La durata normale del lavoro effettivo, per la generalità delle aziende commerciali, ad eccezione del settore dell’alimentazione al dettaglio, è fissata nei seguenti limiti:
- 43 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1970 al 30 giugno 1971;
- 42 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1971 al 30 giugno 1972;
- 41 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1972 al 30 giugno 1973;
- 40 ore settimanali, dal 1° luglio 1973 in poi.
Per il settore dell’alimentazione al dettaglio, con esclusione dei supermercati alimentari di cui all’art. 156, nei confronti dei quali si applicano le norme contenute nel precedente comma, la durata normale del lavoro effettivo è così stabilita:
- 43 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1971 al 30 giugno 1972;
- 42 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1972 al 30 giugno 1973;
- 41 ore settimanali, per il periodo dal 1° luglio 1973 al 30 giugno 1974;
- 40 ore settimanali, dal 1° luglio 1974 in poi.
Per il periodo dal 1° luglio 1970 al 30 giugno 1971 per il settore dell’alimentazione di cui al precedente comma, si applicano gli articoli 29 e 54 del CCNL 19 luglio 1967.
L’orario settimanale sarà distribuito nell’arco di cinque giorni e mezzo.
La riduzione dell’orario di lavoro al di sotto di 44 ore settimanali potrà essere realizzata dal datore di lavoro con frazionamenti non inferiori all’ora, o col sistema del cumulo delle ore in mezze giornate di congedo -o in giornate aggiuntive alle ferie, contemperando le richieste dei lavoratori con le esigenze dell’azienda.
Sempre nel limite dell’orario settimanale, è consentito al datore di lavoro di richiedere prestazioni giornaliere eccedenti le otto ore.
Per lavoro effettivo si intende ogni lavoro che richieda un’applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il tempo per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all’interno che all’esterno dell’azienda, le soste comprese tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro giornaliero.
Il personale che alla data del 1° luglio 1958 (entrata in vigore del CCNL 28 giugno 1958) fruiva della libertà dal servizio nel pomeriggio del sabato senza facoltà, da parte del datore di lavoro, di recupero negli altri giorni delle ore di lavoro non effettuate il sabato, continuerà a godere di tale beneficio.
Nel caso, di chiamata in servizio nel pomeriggio del sabato, il personale di cui al comma precedente avrà diritto al compenso previsto per le ore di lavoro straordinario nella misura di cui al primo comma del successivo articolo 37.
È demandato ai contratti integrativi provinciali di stabilire la durata dell’interruzione dell’orario giornaliero di lavoro, che non dovrà essere inferiore alle due ore, salvo speciali deroghe da concordarsi tra le relative organizzazioni sindacali locali.
Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto in materia il datore di lavoro fisserà gli orari di lavoro, armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell’azienda, nel quadro dell’orario di apertura e chiusura fissato dalle competenti autorità.
Il personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa dell’azienda, o di un reparto di essa, con la diretta responsabilità dell’andamento dei servizi - e cioè i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, i capi-ufficio ed i capi-reparto che partecipano eccezionalmente alla vendita o al lavoro manuale - è tenuto a prestare servizio anche dopo l’orario normale di lavoro senza speciale compenso e per il tempo necessario al regolare funzionamento dei servizi ad esso affidati.
5) fattorini nelle aziende che abbiano fino a 5 dipendenti;
8) personale addetto al carico e allo scarico;
9) stallieri addetti al governo di animali da trasporto;
10) sorveglianti che non partecipano direttamente al lavoro;
11) commessi di negozio nei Comuni fino a 20.000 abitanti (in caso di contestazione si farà ricorso ai dati ufficiali forniti dal Sindaco del rispettivo Comune);
12) personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi;
13) personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento;
14) addetti alle pompe stradali per la distribuzione della benzina (pompisti);
15) ogni altro personale addétto al lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia di cui alla tabella approvata con R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657 e successive modificazioni e aggiunte,
sarà stabilita nei contratti integrativi provinciali, adeguandola proporzionalmente alle effettive riduzioni derivanti dall’applicazione delle norme di cui all’art. 29 del presente contratto.
L’orario potrà essere graduato a seconda delle mansioni svolte e dovrà essere comunque distribuito nell’arco di cinque giorni e mezzo.
L’orario di lavoro non potrà comunque superare: le sette ore giornaliere e le trentacinque ore settimanali, per i minori che non abbiano compiuto i quindici anni; le otto ore giornaliere e le quaranta ore settimanali, per i minori tra i quindici e i diciotto anni compiuti.
Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la, vigilanza delle aziende e degli impianti; la compilazione dell’inventario e del bilancio annuale.
Il lavoratore, soggetto all’assicurazione deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando l’assicurato abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’Inail, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all’inidoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Consorzio provinciale antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 10 della Legge 28 febbraio 1953, n. 86.
Tanto nei casi di ricovero in luogo di cura quanto negli altri casi, al lavoratore affetto da malattia tubercolare sarà riconosciuto nell’anzianità di servizio un periodo massimo di 180 giorni.
La lavoratrice madre che allatta direttamente il proprio bambino ha diritto, per il periodo di un anno dalla nascita, a due intervalli giornalieri di riposo di un’ora ciascuno1, per provvedere all’allattamento; tali periodi sono indipendenti dalle normali interruzioni di cui al Titolo VI del presente contratto e comportano il diritto di uscire dall’azienda.
Ove il datore di lavoro abbia messo a disposizione la camera di allattamento o l’asilo nido ai sensi dell’alt. 11 della Legge 26 agosto 1950, n. 860, i periodi di riposo di cui al precedente comma sono ridotti a mezz’ora ciascuno.
Il lavoratore ha l’obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri di ufficio, di tenere un contegno rispettoso verso i superiori e cordiale verso i propri colleghi e dipendenti, di usare modi cortesi e deferenti col pubblico, di seguire una condotta strettamente conforme ai civici doveri.
Il lavoratore ha l’obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali, […]
Il personale ha altresì l’obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dalla ditta per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti, e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.
Tali norme dovranno essere rese note al personale con comunicazione scritta o mediante affissione nell1 interno dell’azienda.
Fermo restando quanto previsto dal precedente articolo 52 per le assenze ingiustificate, e dal precedente articolo 113 per i ritardi, la inosservanza dei doveri da parte del personale comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all’entità delle mancanze e alle circostanze che le accompagnano:
3) multa in misura non eccedente il 10% delle spettanze ragguagliate a mese;
Salva ogni altra azione legale, il provvedimento di cui al punto 5 (licenziamento in tronco) si applica alle mancanze più gravi per ragioni di moralità e di infedeltà verso la ditta in armonia con le norme di cui all'art. 2105 del Codice civile, e cioè l’abuso di fiduciaria concorrenza, la violazione del segreto d’ufficio, nonché nei casi previsti dall’art. 52, dal primo e secondo comma dell’art.111 e dal terzo comma dell’art. 113 del presente contratto ed in quelli di cui all’art. 2119 Codice civile.
Le parti contraenti riconoscono le Commissioni interne quali organismi aventi il compito di intervenire presso il datore di lavoro per l’esatta applicazione, in costanza del rapporto di lavoro, dei contratti collettivi e delle leggi sul lavoro.
Le parti si danno atto che la disciplina collettiva dei rapporti di lavoro nella fase di formazione e di interpretazione, nonché le relative controversie, sono riservate alla contrattazione collettiva rientrante nella competenza delle Organizzazioni firmatarie del presente contratto.
Tuttavia, nel caso in cui l’azienda abbia, nella medesima città o anche in città diverse, più di un punto di vendita, deposito o officina di assistenza e riparazioni, si procederà alla costituzione di una Commissione interna per ciascun punto di vendita, deposito o officina, sempreché ciascuno di essi abbia più di trentacinque dipendenti.
I membri delle Commissioni interne e i Delegati aziendali sono soggetti alle comuni norme contrattuali e quindi devono osservare l’orario di lavoro comune a tutti i dipendenti.
L’attività delle Commissioni interne e dei Delegati aziendali dovrà svolgersi di norma fuori dell’orario normale di lavoro e comunque senza intralci al buon andamento dell’attività aziendale.
Ove possibile, le unità aziendali che abbiano almeno cinquanta dipendenti metteranno a disposizione della Commissione interna un locale nel quale, in ore da concordarsi con la Direzione dell’azienda, la Commissione medesima possa riunirsi,
La Direzione aziendale metterà a disposizione della Commissione interna in luogo non esposto al pubblico un albo permanente per l’affissione dei comunicati della Commissione stessa al personale dell’azienda.
La convocazione sarà comunicata alla direzione entro la fine dell’orario di lavoro del secondo giorno antecedente la data di effettuazione, e con l’indicazione specifica dell’ordine del giorno.
Le riunioni potranno essere tenute fuori dell’orario di lavoro e anche durante l’orario di lavoro, entro il limite massimo di 10 ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Lo svolgimento delle riunioni durante l’orario di lavoro dovrà avere luogo comunque con modalità che tengano conto della esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia dei beni e degli impianti e il servizio di vendita al pubblico; tali modalità saranno concordate aziendalmente con l’intervento delle Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti.
Nelle aziende che abbiano almeno 40 dipendenti anche in più punti di vendita nell’ambito di una stessa provincia, potranno essere concordate particolari norme riguardanti:
1) qualifiche specifiche eventualmente esistenti nell’azienda e non equiparabili con quelle comprese nella classificazione generale;
2) turni orari;
3) tutela della salute e della integrità fisica dei lavoratori nell’ambito delle norme dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
I contratti provinciali integrativi del presente contratto dovranno disciplinare soltanto la materia espressamente demandata, nel contratto stesso, agli accordi locali e precisamente:
2) determinazione della durata dell’interruzione dell’orario giornaliero di lavoro (art. 32);
3) determinazione della durata dell’orario di lavoro per gli addetti a lavori discontinuo o di semplice attesa o custodia (art. 35);
8) diversa disciplina della coabitazione, vitto e alloggio (art. 123);
9) costituzione della Commissione paritetica prevista dall’articolo 130;
10) modalità per lo svolgimento delle riunioni in azienda (articolo 144) e del referendum (art. 145);
11) costituzione dei Collegi arbitrali previsti dall’art. 150;
12) costituzione del Comitato Provinciale Covelco (art. 153);