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Timestamp: 2017-08-21 21:27:44+00:00
Document Index: 2231450

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 2', 'art. 73', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 51', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8']

LE NOVITÀ FISCALI DI GENNAIO 2008
Si riporta nel seguito una breve sintesi delle principali novità fiscali di interesse per le imprese relative al mese di gennaio 2008.
2. Società di comodo – verifica di operatività e calcolo dei ricavi effettivi
3. Società di comodo – eccedenza del credito IVA e liquidazione IVA di gruppo
4. IVA – prestazioni d’opera rese dall’associato in partecipazione
5. IVA – determinazione dell’acconto in caso di fusione per incorporazione
6. Conservazione elettronica delle fatture
7. IRPEF – Stock option – riacquisto delle azioni da parte della società emittente
8. Operazioni di conguaglio e adempimenti del sostituto di imposta
9. Nuovo regime semplificato dei minimi
10. Tassazione Trust impiegato in una procedura di concordato preventivo
11. Successioni, donazioni, atti a titolo gratuito e costituzione di vincoli di destinazione
12. Imposte ipocatastali – base imponibile – Riscatto immobile strumentale concesso in leasing
13. Imposta di registro - Decreto di omologa di concordato preventivo
14. SIIQ
Con la circolare n. 5 del 23 gennaio scorso, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito all’attività di accertamento derivante dall’applicazione degli studi di settore a seguito delle modifiche operate dal decreto legge n. 81/2007 e dalla legge finanziaria per il 2008.
Secondo l’Agenzia, i contribuenti che si trovano nel c.d. intervallo di confidenza, ossia tra il ricavo puntuale previsto dallo studio di settore e il ricavo minimo ammissibile, sono da considerare generalmente in linea con le risultanze dello studio di settore applicato. L’attività di accertamento sarà quindi prioritariamente rivolta ai contribuenti non congrui al di sotto del livello minimo.
L’Agenzia, inoltre, ha ribadito la natura sperimentale degli indicatori di normalità economica, introdotti dalla legge finanziaria per il 2007, rimarcando che negli accertamenti dei contribuenti sottoposti agli studi, gli uffici hanno il dovere di fornire ulteriori elementi di prova a sostegno degli scostamenti riscontrati applicando tali indicatori.
2. Società di comodo - verifica dell’operatività e calcolo dei ricavi effettivi
L’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 13 del 18 gennaio scorso, ha fornito delle precisazioni per la corretta redazione del prospetto di “verifica dell’operatività e determinazione del reddito imponibile minimo” richiesto dalla disciplina delle società non operative ex art. 30 della legge n. 74/1994.
L’Amministrazione finanziaria, in risposta ad una istanza presentata da una società immobiliare che, in via residuale, effettua operazioni di compravendita di titoli, ha ribadito che ai fini del calcolo dei ricavi effettivi bisogna fare riferimento alla composizione del bilancio di esercizio redatto in conformità alle disposizioni del codice civile nonché ai principi contabili. Qualora la redazione del bilancio non sia conforme a tali regole, ai fini del test di operatività, si deve comunque tener conto dei ricavi e dei proventi che sarebbero dovuti essere indicati nelle corrette voci di conto economico, a prescindere dalla classificazione contabile adottata.
Questa regola, secondo l’Agenzia, deve essere rispettata anche con riferimento alla determinazione delle risultanze medie, a prescindere dalle classificazioni contabili adottate nei precedenti periodi di imposta.
Inoltre, è stato precisato che le eventuali irregolarità commesse possono essere sanate con la presentazione delle dichiarazioni integrative di cui al comma 8, dell’art. 2 del DPR n. 322/1998.
Con la risoluzione n. 26 dello scorso 30 gennaio, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito alla trasferibilità di un credito IVA alla controllante, ai sensi dell’art. 73 del DPR n. 633/1972, da parte di una società non operativa.
Secondo l’Agenzia, i limiti posti alle società non operative dal comma 4, dell’art. 30 della legge n. 74/1994, che, come noto, riguardano l’utilizzo dell’eccedenza del credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale (che non può essere chiesto a rimborso né compensato o costituire oggetto di cessione), trovano applicazione anche nella particolare ipotesi in cui la società di comodo, in qualità di controllata, porti in compensazione il proprio credito con i debiti di altre società appartenenti al gruppo in virtù della liquidazione IVA di gruppo.
La società controllante, qualora avesse ricevuto e utilizzato il credito trasferito al gruppo da parte della società non operativa (o risultata tale successivamente all’avvenuto trasferimento), non potrà tenerne conto nella dichiarazione annuale, e sarà tenuta a corrispondere gli interessi sugli importi utilizzati (secondo quanto già chiarito dalla circolare dell’Agenzia, n. 25, del 4 maggio 2007).
La circolare n. 4 del 22 gennaio u.s., ha chiarito il trattamento IVA applicabile alle prestazioni d’opera rese dall’associato in partecipazione che non esercita per professione abituale altre attività di lavoro autonomo, effettuate anteriormente al 23 febbraio 2003, data di entrata in vigore dell’art. 5, comma 2-bis, del decreto legge 24 dicembre 2002, n. 282, che, come noto, ha escluso tali prestazioni dall’ambito di applicazione IVA.
Secondo l’Agenzia, tale esclusione si applica retroattivamente anche alle prestazioni d’opera rese dall’associato in partecipazione anteriormente al 23 febbraio 2003, a condizione che lo stesso non eserciti abitualmente altre attività di lavoro autonomo. Ciò in considerazione della valenza interpretativa riconosciuta alla disposizione citata da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato, interpellata dall’Agenzia delle entrate.
5. IVA – determinazione acconto IVA in caso di fusione per incorporazione
L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 16 del 21 gennaio u.s., ha stabilito che in caso di fusione per incorporazione tra società che calcolano l’acconto IVA sulla base della media dei versamenti trimestrali dell’anno in corso – ossia i soggetti che prestano servizi di telecomunicazione, di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti solidi urbani, di somministrazioni di acqua, energia e gas, ex D.M. 24 ottobre 2000, n. 366 e 370 - assume rilievo l’individuazione della data dalla quale ha effetto la fusione.
Ai fini del calcolo dell’acconto, l’Agenzia illustra i connessi adempimenti in base alla data da cui ha effetto l’operazione straordinaria, rammentando che la particolare disciplina trova applicazione solo nel caso in cui le società partecipanti all’operazione straordinaria svolgano lo stesso tipo di attività di cui ai D.M. citati.
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 14 del 21 gennaio u.s, in risposta ad una società che eroga ai propri clienti servizi di firma digitale, marcatura temporale e conservazione di documenti, ha ribadito che nella conservazione sostitutiva dei documenti fiscali analogici si deve necessariamente acquisire l’immagine del supporto cartaceo, al fine di garantire che le fatture scambiate tra le parti siano perfettamente identiche ai documenti conservati.
Inoltre, ha ricordato che è possibile procedere alla conservazione delle fatture in formato elettronico, senza la preventiva stampa, solo nell’ipotesi in cui il documento informatico sia emesso e trasmesso per volontà delle parti tramite EDI (Electronic Data Interchange, sistema principalmente caratterizzato dallo scambio diretto di messaggi commerciali tra sistemi informativi), che garantisce l’origine e l’integrità del contenuto del documento informatico.
7. IRPEF – Azionariato popolare – riacquisto delle azioni da parte della società emittente
L’Agenzia delle entrate con risoluzione n. 5 del 4 gennaio u.s, ha ribadito che ai fini dell’applicazione del regime di tassazione di favore previsto per le azioni assegnate alla generalità dei dipendenti, dall’art. 51, comma 2, lett. g), del TUIR, la condizione del vincolo triennale di detenzione deve essere riferita esclusivamente all’ipotesi in cui le azioni siano cedute a terzi e non anche al datore di lavoro.
Pertanto, l’agevolazione non spetta, a prescindere dal rispetto del vincolo triennale di detenzione da parte dei dipendenti, nel caso in cui le azioni siano riacquistate dalla società emittente ovvero dal datore di lavoro ovvero da società che controllano direttamente o indirettamente la medesima impresa o ne sono controllate, con la conseguenza per i dipendenti che l’importo che non ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente al momento dell’acquisto è assoggettato a tassazione all’atto della cessione secondo le ordinarie regole.
L’agenzia delle entrate con la circolare n. 1 del 9 gennaio scorso, ha fornito chiarimenti in merito alla prima applicazione di alcune disposizioni introdotte dalla legge finanziaria per il 2008 (l. n. 244/2007) che interessano i sostituti di imposta anche ai fini delle operazioni di conguaglio relative ai redditi di lavoro del 2007.
In particolare, sono state illustrate le modalità di applicazione da parte dei sostituti della nuova detrazione per le famiglie numerose (ossia la deduzione dal reddito pari a 1.200 euro per i genitori con almeno quattro figli a carico), della detrazione relativa agli assegni periodici erogati dal coniuge per effetto di separazione o divorzio e della detrazione dal reddito dell’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, che sono riconosciute con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2007.
Infine, come già anticipato nella nostra circolare mensile relativa al mese di dicembre 2007, l’Agenzia ha illustrato anche le regole per la tassazione del TFR pregresso.
9. Nuovo regime semplificato per i contribuenti minimi
L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 7 del 28 gennaio scorso ha fornito ulteriori chiarimenti in merito al nuovo regime semplificato dei contribuenti minimi, introdotto dalla legge finanziaria per il 2008, che, come noto, ha sostituito i regimi semplificati preesistenti (in particolare, il regime dei contribuenti minimi in franchigia, il regime delle attività marginali e il regime super semplificato).
L’Agenzia aveva già fornito primi chiarimenti nella circolare n. 73 dello scorso dicembre, nella quale aveva anticipato anche alcune indicazioni operative contenute nel decreto attuativo del MEF 2 gennaio 2008.
Nella circolare in commento viene fornito il parere dell’amministrazione, in risposta ad alcuni quesiti posti da alcune associazioni, circa i requisiti di ammissione e permanenza nel nuovo regime, l’opzione per l’applicazione e l’uscita dallo stesso, il trattamento delle spese a limitata deducibilità e alcuni aspetti riguardanti gli adempimenti.
Con la risoluzione n. 4 del 4 gennaio u.s, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito alla tassazione del reddito di un Trust impiegato in una procedura di concordato preventivo e costituito dai membri del Consiglio di Amministrazione e dal coniuge del liquidatore con lo scopo di segregare il patrimonio immobiliare personale a garanzia del buon esito della procedura.
L’Agenzia ritiene che il trust, essendo costituito allo scopo di soddisfare la massa dei creditori del concordato, non ha per oggetto l’esercizio di un’attività commerciale e, quindi, il relativo reddito complessivo è determinato secondo le regole previste dal Tuir per gli enti non commerciali residenti e assoggettato all’IRES.
Con la circolare n. 3 del 22 gennaio u.s, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in merito alla nuovo impianto normativo delle imposte di successione, donazione, atti a titolo gratuito e costituzione di vincoli di destinazione.
Nella circolare sono forniti interessanti chiarimenti in merito alla determinazione della franchigia fruibile per le successioni o donazioni, in base ai quali vanno considerate tutte le donazioni effettuate in vita dal donante, comprese quelle compiute nel periodo in cui l’imposta era stata abolita (ossia dal 25 ottobre 2001, entrata in vigore della legge n. 383/2001 che aveva abrogato l’imposta al 29 novembre 2006, data di entrata in vigore dell’attuale disciplina).
Ulteriori chiarimenti sono stati forniti anche con riferimento ai vincoli di destinazione (trust, negozi fiduciari ecc.) i cui effetti sono distinti, ai fini delle imposte, a seconda che il vincolo comporti attribuzioni di beni in capo al beneficiario o meno.
Sono altresì trattati dalla circolare il trust, il patto di famiglia e le agevolazioni riconosciute in caso di atti di liberalità a favore del coniuge e dei discendenti del dante causa.
Con risoluzione n. 24 del 29 gennaio u.s., l’Agenzia delle entrate ha chiarito che ai fini della determinazione della base imponibile delle imposte ipotecarie e catastali, dovute a seguito del riscatto di un bene immobile strumentale in leasing, si deve tener conto esclusivamente del valore venale in comune commercio del bene stesso, determinato in base al prezzo di riscatto del bene aumentato dai canoni di locazione, depurati dalla componente finanziaria (in tal senso si era già espressa nella circolare n. 12 del 2007).
In particolare, l’Agenzia ha escluso la rilevanza fiscale, ai fini della determinazione della base imponibile delle imposte ipocatastali, dell’inferiore valore reale di mercato del bene strumentale oggetto di riscatto, dovuto alle particolari condizioni socio economiche del mercato in cui lo stesso è situato.
L’Agenzia delle entrate, con risoluzione del 31 gennaio, n. 28, ha fornito chiarimenti in merito alla misura dell’imposta di registro da versare per la registrazione del decreto di omologa di concordato preventivo.
In particolare, secondo l’Agenzia delle entrate in caso di registrazione del decreto di omologa l’imposta deve essere applicata in misura proporzionale del 3% (ex art. 8,della Tariffa parte prima, lett. b) del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), considerato che nel procedimento di concordato preventivo il decreto dà luogo ad una situazione soggettiva attiva di natura patrimoniale. Questo parere è stato reso contrariamente a quanto affermato da una recente sentenza della Corte di Cassazione (del 7 maggio 2007, n. 10352), secondo la quale la registrazione del decreto di omologazione del concordato preventivo sconta l’imposta di registro in misura fissa (ex art. 8, comma 1, lett. g), Tariffa parte prima, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), e non, invece, quella in misura proporzionale.
Con la Circolare n. 8 del 31 gennaio u.s., l'Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti in ordine alle modalità applicative del regime speciale riservato alle società di investimento immobiliare quotate, residenti in Italia, introdotto con la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, commi da 119 a 141.
Vengono illustrati i requisiti di accesso al regime, gli effetti dell'esercizio dell'opzione, le cause di cessazione, il regime fiscale in capo ai partecipanti, la tassazione dei conferimenti di immobili in Siiq, il credito per le imposte pagate all'estero in relazione agli immobili rientranti nella gestione esente.