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Timestamp: 2019-03-26 22:39:11+00:00
Document Index: 48672690

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7']

La legge pica: una legge per la repressione del brigantaggio | Comitati delle Due Sicilie
Art. 1.Ai??Fino al 31 dicembre corrente anno nelle Provincie infestate dal brigantaggio, e che tali saranno dichiarate con Decreto Reale, i componenti comitiva o banda armata composta almeno di tre persone, la quale vada scorrendo le pubbliche vie o le campagne per commettere crimini o delitti, ed i loro complici, saranno giudicati dai Tribunali Militari, di cui nel libro II, parte II del Codice Penale Militare, e con la procedura determinata dal capo III del detto libro.
Art. 2.Ai??I colpevoli del reato di brigantaggio, i quali armata mano oppongono resistenza alla forza pubblica, saranno puniti colla fucilazione, o co’ lavori forzati a vita concorrendovi circostanze attenuanti. A coloro che non oppongono resistenza, non che ai ricettatori e somministratori di viveri, notizie ed ajuti di ogni maniera, sarAi?? applicata la pena de’ lavori forzati a vita, e concorrendovi circostanze attenuanti ilAi??maximumAi??de’ lavori forzati a tempo.
Art. 3.Ai??SarAi?? accordata a coloro che si sono giAi?? costituiti o si costituiranno volontariamente nel termine di un mese dalla pubblicazione della presente legge la diminuzione da uno a tre gradi di pena. Tale pubblicazione dovrAi?? essere fatta per bando in ogni Comune.
Art. 4.Ai??Il Governo avrAi?? pure facoltAi??, dopo il termine stabilito nell’articolo precedente, di abilitare alla volontaria presentazione col beneficio della diminuzione di un grado di pena.
Art. 5.Ai??Il Governo avrAi?? inoltre facoltAi?? di assegnare per un tempo non maggiore di un anno un domicilio coatto agli oziosi, a’ vagabondi, alle persone sospette, secondo la designazione del Codice penale, non che ai camorristi, e sospetti manutengoli, dietro parere di Giunta composta del Prefetto, del Presidente del Tribunale, del Procuratore del Re, e di due Consiglieri Provinciali.
Art. 6.Ai??Gl’individui, di cui nel precedente articolo, trovandosi fuori del domicilio loro assegnato, andranno soggetti alla pena stabilita dall’alinea 2 dell’articolo 29 del Codice Penale, che sarAi?? applicata dal competente Tribunale Circondariale.
Art. 7.Ai??Il Governo del Re avrAi?? facoltAi?? di istituire compagnie o frazioni di compagnie di Volontari a piedi od a cavallo, decretarne i regolamenti, l’uniforme e l’armamento, nominarne gli ufficiali e bassi ufficiali ed ordinarne lo scioglimento. I Volontarii avranno dallo Stato la diaria stabilita per i Militi mobilizzati, il Governo perA? potrAi?? accordare un soprassoldo, il quale sarAi?? a carico dello Stato.
Art. 8.Ai??Quanto alle pensioni per cagione di ferite o mutilazioni ricevute in servizio per la repressione del brigantaggio, ai Volontari ed alle Guardie Nazionali saranno applicate le disposizioni degli art. 3, 22, 28, 29, 30 e 32 della Legge sulle pensioni militari del 27 giugno 1850. Il Ministero della Guerra con apposito regolamento stabilirAi?? le norme per accertare i fatti che danno luogo alle pensioni.
Art. 9.Ai??In aumento del Capitolo 95 del bilancio approvato pel 1863, A? aperto al Ministero dell’Interno il credito di un milione di lire per sopperire alle spese di repressione del brigantaggio.
U.Ai??PERUZZI
Vista la legge in data del 15 corrente mese, nAi?? 1409;
La dichiarazione di che all’art. 1Ai?? della Legge suddetta A? fatta per le Provincie di Abruzzo Citeriore, Abruzzo Ulteriore II, Basilicata, Benevento, Calabria Citeriore, Calabria Ulteriore II, Capitanata, Molise, Principato Citeriore , Principato Ulteriore e Terra di Lavoro.
Dato a Torino addAi?? 20 agosto 1863.
Il NAi?? 1424 della Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia contiene il seguente decreto
Per l’esecuzione dell’art. 5 della Legge 15 agosto 1863 A? approvato l’annesso Regolamento vidimato d’ordine Nostro dal Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno.
Dato a Torino, addAi?? 25 agosto 1863.
Art. 2. Il parere della Giunta che a termini del suddetto articolo di Legge dichiara applicabile ad un individuo la misura del domicilio coatto sarAi?? trasmesso al Ministero dell’Interno.
1. Il nome, il cognome, l’etAi??, la patria, la condizione di famiglia, la professione dell’individuo ed i mezzi di sussistenza che egli abbia, o che rimangano alla sua famiglia:
2. La classe alla quale A? annoverato secondo le designazioni fatte dal succitato art. 5 della Legge, vale a dire se riconosciuto come ozioso, o vagabondo, o persona sospetta o camorrista, o sospetto manutengolo;
3. Gli estratti di condanne criminali o correzionali, alle quali giAi?? sia stato sottoposto.
Art. 4. La sua traduzione al luogo fissatogli per domicilio, in conformitAi?? dell’art. 3, sarAi?? dal Prefetto della provincia, in conseguenza degli ordini ricevuti dal Ministero dell’Interno, affidata alla forza pubblica.
Art. 5. Il Prefetto curerAi?? che il trasporto al luogo designato abbia per quanto A? possibile effetto simultaneamente per parecchi individui.
ProvvederAi?? perA? sempre che il trasporto segua in modo sicuro e tale da evitare qualunque tentativo o pericolo di evasione.
Art. 6. Alla forza pubblica che riceve in consegna il detenuto sarAi?? in un con esso rimesso un estratto dei documenti di cui all’art. 2 del presente Regolamento.
Art. 7. La forza pubblica incaricata dell’accompagnamento di un individuo o di piA? individui al luogo di domicilio coatto, deve presentarli all’AutoritAi?? locale incaricata dal Governo di riceverli e consegnare alla medesima i documenti accennati nell’articolo precedente.
Art. 8. L’AutoritAi?? suaccennata lascia ricevuta alla forza pubblica sia dell’individuo che dei documenti che lo riguardano.
Art. 9. Questa ricevuta sarAi?? dalla forza consegnata al Prefetto dal quale emanA? l’ordine della traduzione.
Art. 10. Ciaschedun ufficio di prefettura terrAi?? apposito registro nel quale dovrAi?? risultare:
1. Del nome, cognome, patria, professione, etAi??, condizione di famiglia d’ogni individuo contro il quale fu determinato il domicilio coatto;
2. La data della decisione della Giunta che pronunciA? il parere col nome dei costituenti la Giunta stessa;
6. La data della ricevuta dell’individuo e dei documenti rilasciati dall’AutoritAi?? in conformitAi?? dell’art. 8 di questo Regolamento.
Art. 11. Un estratto di questo registro a cura dell’ufficio di prefettura sarAi??, entro il periodo di giorni dieci dal giorno in cui avrAi?? ritirato la ricevuta di cui al numero 6 dell’articolo precedente, trasmesso al Ministero dell’Interno.
Art. 12. L’individuo cui A? assegnato il domicilio coatto rimane libero sotto l’osservanza delle seguenti discipline.
Art. 13. La sorveglianza degli individui cui A? assegnato il domicilio coatto, sarAi?? affidata agli Ufficiali di P. S. che saranno di ciA? incaricati.
Il Governo provvederAi?? a che il Delegato od altro Ufficiale a ciA? prescelto abbia a sua disposizione una sufficiente forza pubblica.
Art. 14. Allora che l’individuo che deve sottostare al domicilio coatto A? dalla forza pubblica presentato all’AutoritAi?? di cui all’articolo precedente, la medesima, colla scorta dei documenti che l’accompagnano, fa le volute annotazioni nell’apposito registro per guisa che ne emergano tutte le risultanze di cui all’articolo 10.
Lo diffida della sorveglianza alla quale A? sottoposto, lo ammonisce a procacciarsi utile e stabile occupazione e gli aggiunge di dichiarare fra dieci giorni l’occupazione alla quale intende darsi e la localitAi?? scelta a sua abitazione.
Art. 15. Se l’individuo non A? in grado di trovare per sA? immediatamente un alloggio, l’Ufficiale di P. S. farAi?? che sia ricoverato nelle caserme od in altro luogo adatto.
Art. 16. Questa disposizione potrAi?? in modo permanente essere applicata ai confinati che giustifichino il loro stato di assoluta indigenza.
Art. 17. I confinati, dopo l’ammessione alla vita libera nel luogo loro assegnato, non potranno assentarsi da quello, nA? oltrepassare i limiti che saranno fissati nel luogo medesimo dall’Ufficiale di P. S. d’accordo col Comandante la piazza o la guarnigione militare ivi stanziata.
Art. 18. I confinati non possono del pari esercitare il mestiere del barcaiolo, nA? valersi di barche per qualsiasi ragione.
Art. 19. I confinati dovranno far constare della loro presenza quante volte lo richiegga l’Ufficiale di P. S. e nel modo che sarAi?? dallo stesso prescritto.
Art. 21. L’Ufficiale di P. S. di concerto col Sindaco locale prenderAi?? le particolari misure necessarie a garantire l’ordine e la pubblica sicurezza senza danneggiare la libertAi?? degli altri abitanti del luogo. Egli concerterAi?? del pari col Sindaco e col Comandante della piazza o guarnigione le consegne da farsi per iscritto alla forza armata per impedire le evasioni dei confinati, senza danneggiare ugualmente la libertAi?? degli altri abitanti del luogo.
Art. 22. Se l’individuo soggetto al domicilio coatto A? capo di famiglia gli individui della famiglia che ne dipendono, ossia il coniuge ed i figli, saranno autorizzati a recarsi presso di lui, qualora giustifichino avere i mezzi pel viaggio e per la propria sussistenza, e qualora non vi ostino ragioni di polizia.
Art. 23. Saranuo titoli a speciali riguardi verso i soggetti a domicilio coatto l’attivitAi?? al lavoro, la frequenza, alle scuole che fossero istituite nel luogo e la condotta regolare.
Art. 26. La decorrenza del domicilio coatto comincia dal dAi?? in cui l’individuo fu consegnato dalla forza pubblica all’autoritAi?? competente.
Art. 27. Se l’individuo sia chiamato a comparire dinanzi a qualunque Giudice o Tribunale fuori del luogo del domicilio coatto, vi sarAi?? tradotto dalla pubblica forza e depositato nelle pubbliche carceri.
Cessata la causa per cui fu chiamato sarAi?? restituito nello stesso modo al luogo del domicilio coatto.
Art. 28. Il tempo passato in carcere per qualsiasi titolo non A? computato in quello del domicilio cotto.
Art. 30. AllorchAi?? l’individuo avrAi?? compiuto il termine del domicilio coatto, sarAi?? alla prima occasione inviato con foglio di via obbligatorio e con indennitAi?? di viaggio, se ne abbisogni, al luogo nel quale avrAi?? dichiarato voler fissare la sua residenza.
Art. 31. In caso di morte di un individuo durante il di lui domicilio coatto si eseguiranno le leggi vigenti sullo stato civile, e se ne darAi?? contemporaneo avviso al Ministero dell’Interno.
Art. 32. Allo scadere d’ogni trimestre sarAi?? trasmessa dall’Ufficiale di P.S. al Ministero dell’Interno lo stato di presenza con indicazione della condotta mantenuta da ciascun confinato, e delle punizioni disciplinari alle quali fu sottoposto.
Il Delegato rende pure ogni trimestre al Ministero dell’Interno un conto generale, morale, economico, statistico per tutti i rami di servizio a lui affidati col presente Regolamento, e nel modo che gli sarAi?? indicato dal Ministero medesimo.
Art. 33. Se l’individuo soggetto al coatto domicilio non si trovi per causa a lui non imputabile in grado di procacciarsi la sussistenza, il Governo potrAi?? accordargli un giornaliero sussidio od in natura od in danaro a seconda dei casi, dentro i limiti determinati dai regolamenti delle case di pena.
Art. 35. La distribuzione dei sussidi e la conservazione degli oggetti di casermaggio somministrati dal Governo sono affidate all’Ufficiale di P.S. il quale vi provvederAi?? secondo le norme che gli saranno tracciate dal Ministero dell’Interno.
Torino, addAi?? 25 agosto 1863.
Il NAi?? 1433 della Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d’Italia contiene il seguente decreto:
Per l’esecuzione dell’art. 7 della Legge 15 agosto 1863, n. 1409 A? approvato l’annesso Regolamento vidimato d’ordine Nostro dal Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno.
Dato a Torino, addAi?? 30 agosto 1863.
Art. 1. Occorrendo in qualche provincia del Regno di valersi della facoltAi?? conceduta al Governo dall’articolo 7 della Legge 15 agosto 1863, n. 1409, per la repressione del brigantaggio, il Ministro dell’Interno su richiesta del Prefetto, il quale sentirAi?? il Comandante della zona, potrAi?? decretare l’impiego di squadre di uomini a piedi od a cavallo che volontariamente si offrono ad un tale servizio.
Art. 2. La forza di una squadra non potrAi?? eccedere i trenta uomini nA? essere inferiore a dieci.
PerA? tra gli uomini della squadra potrAi?? essere nominato un sergente e per ogni dieci uomini un caporale.
1. EtAi?? dagli anni 18 ai 35;
4. Attestato di buona condotta dell’AutoritAi?? Municipale e dei R. Carabinieri;
Saranno perA? prescelti di preferenza i guardiani, i cacciatori, i guardaboschi e pastori.
Art. 5. La ferma non potrAi?? essere maggiore di tre mesi.
Art. 6. Ogni individuo che fa parte d’una squadra a piedi godrAi??, per diana L. 0 73 e soprassoldo L. 1 27 e cosAi?? in totale L. 2.
Il sergente avrAi?? di piA? L. 0 75 ed il caporale L. 0 25, nA? avranno altre competenze.
Gl’individui che fanno parte delle squadre a cavallo avranno per diana L. 0 73 e per soprassoldo L. 4 27 e cosAi?? in totale L. 5 al giorno.
Il sergente avrAi?? di piA? cent. 75 e cent. 23 il caporale, nA? avranno altre competenze nA? per sA?, nA? per i cavalli.
Se la razione di foraggio A? data in natura per cura dei Municipi, sarAi?? calcolata una lira.
Art. 10. Il Comandante dell’Arma dei Carabinieri R. del circondario presenterAi?? al Prefetto o Sotto-Prefetto, il giorno primo d’ogni decade, lo stato nominativo da lui vidimato degl’individui, coll’indicazione della stazione e distaccamento militare a cui sono assegnati e delle giornate di presenza alla cui paga han dritto.
Art. 11. Per gli alloggi delle squadre si osserverAi?? il disposto dai veglianti regolamenti sugli alloggi militari.
Art. 12. Gli uomini infermi saranno ricoverati negli ospedali civili a richiesta del Comandante la stazione dei Carabinieri Reali, o del distaccamento a cui A? addetta la squadra.
Art. 13. Il vestire degli uomini, cosAi?? a piedi come a cavallo, A? a loro spese e sarAi?? uniforme per tutte le squadre della Provincia e determinato dal Prefetto, il quale curerAi?? di renderlo comodo e di tenue spesa, secondando le abitudini ed i costumi del paese.
Art. 14. L’armamento A? il seguente:
Art. 16.Ai??Gli uomini appartenenti alle squadre cosAi?? formate in conseguenza dell’art. 7 della legge 15 agosto 1863, saranno, in quanto alla disciplina e per i reati da loro commessi, sottoposti alla giurisdizione militare della zona in cui si trovano in servizio e puniti in conformitAi?? delle leggi militari.
Art. 18. Lo scioglimento delle squadre avrAi?? luogo per Decreto del Ministro dell’Interno.
PerA? in caso d’urgenza il Prefetto stesso potrAi?? ordinarlo riferendone al Ministro.
Torino, addAi?? 30 agosto 1863.