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Timestamp: 2019-12-08 02:54:53+00:00
Document Index: 178670201

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 403', 'art. 27', 'art. 60', 'art. 5']

Edilizia - Lapidei, Industria: CCNL, 18 febbraio 1987
Parti: Assomarmi-Cgii e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Federazione nazionale costruzioni Cisnal e Failclea-Confail
• Flessibilità dell’orario contrattuale di lavoro
Art. 24 bis - Tutela tossicodipendenti e loro familiari
Art. 48 - Modalità di corresponsione della retribuzione agli operai Art. 49 - Passaggio di mansioni
Art. 51 - Divieti
Regolamento apprendisti
Tabella - Tabella Percentuali di paga base e contingenza
Addì 18 febbraio 1987, in Roma, tra l’Associazione dell’industria marmifera italiana e delle industrie affini e con la rappresentanza dell’Anepla, l’Associazione degli industriali della Provincia di Massa e Carrara, l’Associazione degli industriali della Provincia di Lucca, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana da una parte e la Federazione Nazionale Lavoratori Edili e Affini del Legno (Feneal) aderente alla Uil, la Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni ed Affini (Filca) aderente alla Cisl, la Federazione Italiana Lavoratori Legno Edilizia Industrie Affini ed estrattive, Fillea Costruzioni e Legno, aderente alla Cgil dall’altra; si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti da aziende esercenti le attività di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, con la seguente sfera di applicazione:
Addì 18 febbraio 1987, in Roma, tra l’Associazione dell’industria marmifera italiana e delle industrie affini, l’Associazione degli industriali della Provincia di Massa e Carrara, l’Associazione degli industriali della Provincia di Lucca, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana da una parte e la Federazione nazionale costruzioni Cisnal, con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali Lavoratori (Cisnal) dall’altra; si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti da aziende esercenti le attività di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, con la seguente sfera di applicazione:
Il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro è integralmente valido tra le parti, con la sola esclusione dell’art. 38 "parte prima - norme comuni", relativo al Consiglio di fabbrica. Di conseguenza in tutti gli articoli del presente Contratto, nei quali si fa riferimento al Consiglio di fabbrica, questo si deve intendere sostituito dalla "Rappresentanza sindacale aziendale" prevista e regolamentata dalla legge 20 maggio 1970, n. 300.
Addì 18 febbraio 1987, in Roma, tra l’Associazione dell’industria marmifera italiana e delle industrie affini, l’Associazione degli industriali della Provincia di Massa e Carrara, l’Associazione degli industriali della Provincia di Lucca, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, da una parte e la Federazione Autonoma Italiana del Cemento, Legno, Edilizia ed Affini Failclea-Confail; con l’assistenza della Confederazione Autonoma Italiana del Lavoro Confail dall’altra; si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti da aziende esercenti le attività di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, con la seguente sfera di applicazione:
A livello nazionale le parti opereranno per una migliore e più puntuale conoscenza dell’andamento e dei problemi del settore, ivi compresi riflessi su nuove tecnologie.
A tal fine, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità imprenditoriali e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, le parti effettueranno, di norma una volta l’anno e comunque su richiesta di una delle parti, un incontro per una valutazione complessiva del settore utilizzando dati conoscitivi provenienti od elaborati da enti esterni o forniti dalle stesse parti, con modalità da definire.
In tale contesto le parti in relazione a situazioni di aree territoriali, caratterizzate da una significativa presenza di aziende del settore, per le quali l’esame dei dati faccia riscontrare andamenti con connotazioni particolari e difformi rispetto all’andamento dell’intero settore nazionale, attueranno, con le caratteristiche di cui al comma precedente, appositi incontri.
Le Associazioni stipulanti forniranno annualmente, di norma entro il primo semestre, in sede nazionale, alla FLC, informazioni aggregate riferite al settore rappresentato riguardanti:
f) dati complessivi relativi ai contratti di formazione lavoro stipulati dalle aziende del settore in applicazione dell’Accordo interconfederale 8 maggio 1986, per una verifica sull’andamento dell’occupazione giovanile.
e) dati complessivi relativi ai contratti di formazione lavoro stipulati dalle aziende del settore in applicazione dell’Accordo interconfederale 8 maggio 1986, per una verifica sull’andamento dell’occupazione giovanile.
Le Associazioni territoriali degli industriali forniranno annualmente di norma non oltre il bimestre successivo alla scadenza di cui al punto 2) - e comunque a richiesta di una delle parti - alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni aggregate in sede provinciale riguardanti:
- dati complessivi relativi ai contratti di formazione lavoro stipulati dalle aziende del settore in applicazione dell’Accordo interconfederale 8 maggio 1986, per una verifica sull’andamento dell’occupazione giovanile.
Per quanto concerne i lavori eventualmente affidati a terzi, nell’ambito degli incontri sopra richiamati, al solo fine di disporre di elementi conoscitivi idonei alla valutazione del fenomeno, nelle province con significative concentrazioni di attività potranno essere richiesti, a partire dal 1984, dati aggregati relativi alla natura ed ai volumi delle attività produttive conferite a terzi.
Durante la vigenza del presente Contratto collettivo di lavoro opera una Commissione paritetica per lo studio della classificazione dei lavoratori, con lo scopo di esaminare l’evoluzione dei profili professionali in rapporto alla introduzione di nuove tecnologie e di riorganizzazioni produttive.
Sei mesi prima della scadenza contrattuale le parti si incontreranno a livello nazionale per un esame dei profili relativi alle nuove figure professionali individuate dalla Commissione tecnica, verificando l’opportunità, in relazione alla loro valenza generale o settoriale, di un loro inserimento nei livelli del futuro Contratto nazionale di lavoro.
Le parti stipulanti, considerata l’importanza della istruzione professionale quale strumento necessario ed essenziale per affinare le capacità tecniche delle maestranze e per adeguarne le conoscenze professionali alle emergenti esigenze derivanti dall’innovazione tecnologica di processo, convengono sull’opportunità di svolgere nei confronti degli Organi preposti al settore della formazione azioni di sensibilizzazione per favorire indirizzi programmatori più aderenti agli specifici fabbisogni formativi del settore.
A tal fine le parti entro sei mesi dalla stipula del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro si incontreranno a livello nazionale per esaminare, in rapporto all’evoluzione tecnologica e dell’organizzazione del lavoro, i problemi della formazione, nonché gli strumenti funzionali al raggiungimento degli scopi sopra indicati.
L’orario settimanale di lavoro è normalmente distribuito su cinque giornate, con riposo cadente di norma il sabato, o in giorno diverso della settimana, da individuare in accordo con il Consiglio di fabbrica.
In presenza di particolari esigenze produttive connesse alla maggiore utilizzazione degli impianti l’azienda ed il Consiglio di fabbrica, in deroga a quanto previsto al precedente comma, potranno concordare particolari forme di distribuzione dell’orario di lavoro settimanale, comportanti lo scorrimento dei giorni di riposo.
A fronte di esigenze aziendali comportanti variazioni dell’intensità lavorativa dell’azienda o di parti di essa o per corrispondere a specifiche esigenze produttive, l’orario normale di lavoro di cui al secondo comma del presente articolo può essere realizzato come media nell’arco temporale annuo.
In questi casi la Direzione aziendale, nel corso di un apposito incontro, prospetterà al Consiglio di fabbrica le necessità obiettive che giustificano l’eventuale ricorso a regimi di orario flessibile, concordando in tempo utile le modalità di attuazione di regimi di orario comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori all’orario settimanale contrattuale nei limiti di 44 ore settimanali e settimane con prestazioni lavorative inferiori all’orario settimanale contrattuale di corrispondente entità.
Le prestazioni lavorative inferiori all’orario settimanale contrattuale potranno dar luogo, una volta esaurito il periodo di ferie spettante, all’attribuzione, entro il predetto arco temporale annuo, di corrispondenti giornate di riposo retribuito ai singoli lavoratori che ne abbiano maturato il diritto.
Il riposo settimanale dovrà cadere normalmente di domenica, salvo le eccezioni derivanti dall’applicazione dell’art. 10 in materia di orario di lavoro e dalle vigenti norme di legge.
Le parti convengono sulla necessità di evitare, correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e, a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, fanno riferimento a quanto previsto dall’art. 4, ultimo comma, e dall’art. 24, paragrafo 14 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 "Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale". Nelle more dell’attuazione di quanto disposto nei citati articoli, e quindi in attesa dell’emanazione del Testo unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento al documento allegato.
Effettuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività e d’insalubrità, le successive eventuali saranno effettuate in dipendenza di obiettive alterazioni dell’ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative degli impianti che le rendessero necessarie ai fini della tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori. Anche in tale ipotesi, la scelta dell’ente di diritto pubblico specializzato nel campo specifico cui la rilevazione attiene, sarà effettuata di comune accordo tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
Oltre al registro infortuni, il cui obbligo è sancito dall’art. 403 del DPR 27 aprile 1955, n. 547, vengono istituiti:
Le parti, nell’ambito di appositi incontri a livello nazionale, esamineranno la possibilità di costituire, a livello territoriale, Comitati paritetici per lo studio dei problemi inerenti la prevenzione degli infortuni, l’igiene e, in generale, il miglioramento dell’ambiente di lavoro definendo le eventuali relative modalità di funzionamento.
In tali occasioni le parti procederanno, altresì, a definire le caratteristiche del registro dei dati ambientali e dei dati biostatistici nonché dei libretti sanitari personali e di rischio.
Tali strumenti - TLV (VLP) adottati dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienists per l’anno 1978 - saranno adeguati a quanto verrà stabilito dal Servizio Sanitario Nazionale, in attuazione dell’art. 27 della legge n. 833/1978.
Le parti riconoscono la validità sociale della istituzione della mensa. Tenuto conto, altresì, della struttura del settore e della pratica impossibilità di pervenire ad una regolamentazione generale dell’istituto, in rapporto anche alla varietà di situazioni in atto, viene convenuto che la materia verrà affrontata a livello aziendale o locale.
Le tariffe di cottimo devono essere fissate dall’azienda in modo da consentire alla generalità degli operai di normale capacità ed operosità lavoranti a cottimo in un medesimo reparto, nei periodi di paga normalmente considerati, un guadagno che sia di almeno il 15 per cento superiore al minimo della paga tabellare della categoria di appartenenza del lavoratore.
Incorre inoltre nel provvedimento della sospensione, il lavoratore che non venga reperito dal medico incaricato delle visite di controllo al domicilio noto al datore di lavoro durante le fasce orarie di cui all’art. 60.
Incorre nel licenziamento con immediata risoluzione del rapporto di lavoro e con la perdita dell’indennità di preavviso, ma non del TFR, l’operaio che commetta gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza del lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale, o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
Il licenziamento senza preavviso potrà essere adottato nei confronti del lavoratore colpevole di mancanze relative a doveri anche non particolarmente richiamate nel presente Contratto, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.
L’assunzione può essere fatta con prefissione di termine, secondo le norme di legge vigenti. In tal caso saranno applicabili le norme previste nel presente Contratto, fino alla scadenza del termine, ad eccezione di quelle relative al preavviso, salvo quanto previsto all’ultimo comma dell’art. 5 della legge 18 aprile 1962, n. 230.
Per la frequenza da parte dell’apprendista ai corsi di insegnamento complementare, istituiti ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25 e del regolamento approvato dal DPR 30 dicembre 1956, n. 1668, sono concesse quattro ore settimanali retribuite.
In caso di mancata istituzione di specifici corsi complementari da parte degli enti preposti, l’utilizzo delle ore di cui al precedente comma potrà formare oggetto di esame con il Consiglio di fabbrica per la ricerca di eventuali iniziative che comunque risultino rispondenti alle finalità dei corsi complementari così come disciplinati dalle vigenti disposizioni di legge (legge 19 gennaio 1955, n. 25 e regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668).
La durata dell’apprendistato è pari a 24 mesi.
Per gli apprendisti già in forza alla data di stipula del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro si continuerà a fare riferimento alla durata dei periodi di tirocinio ed ai trattamenti economici precedentemente in vigore.