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Timestamp: 2017-09-25 02:40:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 727', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 544', 'art. 544', 'art.727', 'art. 727']

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Giovedì 03 Novembre 2011 18:19
Nel codice penale italiano, solo da pochi anni sono entrati a far parte i reati contro il sentimento degli animali, esattamente con l’entrata in vigore della Legge n. 184 del 2004.
Una grande novità, non solo di natura giuridica ma direi soprattutto di civiltà verso i migliori amici dell’uomo. Prima dell’entrata in vigore di questa legge, l’Italia era davvero fanalino di coda per la giurisprudenza in materia di tutela e protezione degli animali, solo due articoli del codice penale, meri reati contravvenzionali di cui uno solo, l’art. 727 era quello realmente applicato, un reato blando punito con una semplice ammenda. Dal 2004 la musica è cambiata, non più contravvenzioni penali ma veri e propri delitti, reati puniti con la multa e/o la reclusione. Nel secondo libro del codice penale, denominato “dei delitti in particolare”, è stato inserito il Titolo IX- bis, “dei delitti contro il sentimento degli animali” con quattro nuove ipotesi di reato. L’art. 544-bis “Uccisione di animali”, l’art. 544-ter “Maltrattamento di animali”, l’art. 544-quater “Spettacoli e manifestazioni vietate” e l’art. 544-quinquies “Divieto di combattimento tra animali”, per quest’ultimo reato, nel caso delle ipotesi aggravanti è previsto l’arresto facoltativo in fragranza di reato. Un tanto auspicato giro di vite, completato con la modifica del vecchio art.727, rimodulato in “Abbandono di animali”, contravvenzione che prevede la pena dell’arresto o ammenda. Finalmente è reato abbandonare gli animali, fatto che prima delle modifiche in oggetto era una semplice e banalissima sanzione amministrativa. Alla stessa pena soggiace anche chi detiene animali incompatibili con la loro natura o chi arreca inutili sofferenze alle povere e indifese creature, un’altra fattispecie inserita nell’art. 727 è applicabile in numerose casistiche. Da circa un anno a questa parte, alcuni dei reati del titolo IX-bis del codice penale, citati poc’anzi, sono stati ulteriormente inaspriti. L’Italia ha accolto e ratificato la Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia con la legge n. 201 del 2010, questa norma è servita pure per l’inserimento nell’ordinamento della giustizia italiana, di un nuovo delitto, si tratta del “Traffico illecito di animali da compagnia”; il nuovo disposto normativo ha previsto anche pesanti sanzioni amministrative sempre per l’argomento animali da compagnia nell’ipotesi di traffici e introduzioni illecite all’interno del territorio dello Stato. Giusto per completare gli aspetti tecnici, dicevamo di un inasprimento delle pene per alcuni dei reati già previsti, bene, oggi uccidere un animale può comportare una pena dai 4 mesi ai 2 anni di carcere, maltrattarlo dai 3 mesi ai 18 mesi di carcere o la multa da 5.000 a 30.000 euro. Termino il mio contributo con la condanna ferma dei fatti gravissimi accaduti a poca distanza da San Giovanni in Fiore, in un bosco della Sculca, in agro di Spezzano Piccolo, alcuni cani sono stati trucidati, seviziati e impiccati, mi fermo qua, un fatto che andrebbe punito sicuramente con pene ben oltre il massimo previsto. Confidando nell’attività investigativa della magistratura inquirente, mi auguro che vengano al più presto assicurati alla giustizia, coloro i quali hanno attuato fatti gravi e inauditi, da condannare con pene a dir poco esemplari.