Source: https://mbwebstudio.com/crisi-da-sovraindebitamento/
Timestamp: 2019-01-17 12:50:41+00:00
Document Index: 172472135

Matched Legal Cases: ['art. 2740', 'art.18', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

Crisi da sovraindebitamento: guida operativa - MBWebStudio % Crisi da sovraindebitamento: guida operativa - MBWebStudio %
Cosa cambia con la Legge n.3 del 27 gennaio 2012?
Requisiti soggettivi e oggettivi per accedere alla procedura
Le cause che provocano il Sovraindebitamento
Organismo di Composizione della Crisi – OCC
Compiti dell’OCC
Vantaggi nel ricorrere alla procedura di sovraindebitamento
Che cosa si intende per crisi da sovraindebitamento? Quando e quali sono i soggetti che vi possono accedere?
In questo contributo risponderemo in modo esaustivo a queste domande, soffermandosi inoltre ai vantaggi che si può tranne nell’accedere a queste procedure.
Prima della grande recessione, in Italia il nostro ordinamento si occupava esclusivamente dell’insolvenza relativa agli imprenditori non piccoli.
Questo in quanto, si ipotizzava che l’insolvenza di tutti gli altri soggetti (consumatore e piccolo imprenditore) potesse essere limitato e con scarso interesse economico-sociale.
Nel nostro ordinamento non vi era una legge che regolasse l’insolvenza per le persone fisiche e, più in generale per tutti i soggetti non fallibili.
Proprio con la grande recensione, che l’Italia si fa sensibile al problema dell’insolvenza delle persone fisiche. Come recita l’art. 2740 c.c. – responsabilità patrimoniale:
Nel caso in cui il debito sia maggiore del patrimonio il debitore insoddisfatto rimane ed il creditore insoddisfatto attenderà (in teoria vita natural durante) che il debitore abbia un patrimonio o un reddito per aggredirlo.
Ciò comporta conseguenze importanti per il debitore, ossia:
impossibilità a “ripartire”;
emarginazione sociale ed economica
il non riuscire a dare un contributo alla società ma ad essere un peso “una sorte di morte civile”.
Se hai troppi debiti per poterli pagare pur lavorando un’intera vita ed, in più, non sei imprenditore, per cui non puoi dichiarare “fallimento” lasciandoti tutto alle spalle, esiste una via d’uscita.
Questo si concretizza attraverso una delle procedure previste dalla crisi da sovraindebitamento.
Per il consumatore e piccolo imprenditore l’unica alternativa era di ricorrere a procedure extragiudiziali. Queste si concretizzavano in transazioni\remissioni con i vari creditori. La problematica era legata all’oggettiva difficoltà della volontà dei creditori.
Prima della riforma che vedremo successivamente, il problema di insolvenza per i soggetti non fallibili, non era risolvibile. Possiamo dire che veniva risolto tramite forme non socialmente accettabili, come ad. esempio: interposizioni, lavoro nero, lavoro nell’economia sommersa o illegale ed espatrio.
Facile intuire sono tutte situazioni che comportano un danno per la società.
Con la Legge del 27 gennaio 2012 n.3 è stato introdotto nel nostro ordinamento alcune procedure concorsuali aventi lo scopo di “porre rimedio” alle situazioni di sovraindebitamento non soggette, ne assoggettabili, alle altre procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare.
L’istituto è disciplinato dalla Legge n. 3 del 27 gennaio 2012, come modificata dall’art.18 del D.L. n.179 del 18 ottobre 2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 e successivamente dalla Legge n. 155 del 19 ottobre 2017.
L’obiettivo che si prefigge la procedura è di permettere a tutti coloro che si trovano in una situazione di insolvenza di uscirne.
Questo avviene attraverso un piano di ristrutturazione del debito, in modo tale da poter uscire da una situazione di difficoltà economica.
La Legge del 27 gennaio 2012 n.3 “crisi da sovraindebitamento”, prevede la possibilità di accedere alla procedura solo al verificarsi del requisito soggettivo e oggettivo.
Sono numerosi i fattori che possono portare una famiglia al sovraindebitamento, ossia non riuscire ad adempiere con regolarità gli impegni finanziari.
Le cause che portano al sovraindebitamento possono essere economiche: ad es. derivanti dall’incremento dei tassi d’interesse, dall’aumento del costo della vita, da tagli alla spesa pubblica per beni/servizi ai cittadini. Dipendere da problemi lavorativi (perdita del lavoro, cassa integrazione, ecc…), familiari (divorzi, decessi, mantenimento dei figli, ecc…) di salute (gravi malattie, cure necessarie inaspettate, ecc…). O da patologie psicologiche come gioco d’azzardo, tossicodipendenza, alcolismo, tabagismo. (da modificare)
E’ opportuno che il soggetto decide di avvalersi della procedura della crisi da sovraindebitamnto è necessario preliminarmente rivolgersi ad un professionista che faccia una diagnosi sulla situazione economica e finanziaria del soggetto.
Un ruolo fondamentale nella procedura di sovraindebitamento viene rivestito dall’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), la cui funzione è disciplinata all’interno dell’art. 15 dalla Legge n. 3 del 27 gennaio 2012.
Il nostro legislatore riconosce a tale organo un ruolo assolutamente centrale, conferendo compiti sia di “ausilio” del debitore. Esso assumere “ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e “all’esecuzione dello stesso” ex art. 15, comma 5. Inoltre è di ausilio al giudice, in quanto deve provvedere alla redazione della relazione particolareggiata, verifica la veridicità dei dati contenuti nella proposta e negli allegati e rilascia l’attestazione di fattibilità del piano.
Salvaguardare le ragioni dei creditori. Questo emerge dal fatto che, nell’accordo del debitore, è tenuto ad effettuare le comunicazioni nelle forme stabilite dal giudice;
Predisporre la relazione sull’esito della valutazione;
Monitorare sull’andamento dell’accordo;
Risolvere le problematiche nate nella fase dell’esecuzione;
Accedere alle banche dati per lo svolgimento delle proprie funzioni (PRA, Equitalia, ecc.), previa autorizzazione.
Qui di seguito, le figure che possono costituire l’OCC:
Enti pubblici dotati di indipendenza e professionalità;
Organismi di conciliazione costituiti presso le Camere di Commercio;
Ordini professionali degli avvocati, dei dottori commercialisti ed esperi contabili e notai.
Il professionista sarà nominato dal Presidente del Tribunale o dal giudice da questi delegato, su istanza del debitore che chiede di voler accedere alla procedura.
L’art. 15 attribuisce, in via generale, all’OCC/professionista diversi compiti e funzioni:
Come si evince dai compiti disciplinati dall’art. 15, risulta centrale il ruolo svolto dall’OCC nella procedura della Crisi da Sovraindebitamento. In quanto entra nel merito di tutte le fasi della procedura.
Partendo dall’assistenza nella predisposizione del piano di ristrutturazione del debito, fino ad arrivare alla fase conclusiva di vigilanza dello stesso.
Come disciplinato sempre dall’art. 15 comma 10, l’OCC/professionista, può accedere, nello svolgimento dei propri compiti, ai dati contenuti nell’anagrafe tributaria, nei sistemi di informazioni creditizie, nelle centrali rischi e nelle altre banche dati pubbliche. Questo può avvenire dietro preventiva autorizzazione del Giudice, presentando apposita istanza allo stesso,
Qui di seguito i vantaggi che potrai beneficiare accedendo alla procedura di crisi da sovraindebitamento:
Si attiva una forma di tutela per il consumatore, in quanto verranno sospese tutte le azioni escutive da parte dei creditori;
Debiti verranno ridotti e vengono pagati in una certa proporzione;
Esdebitazione: annullamento della posizione debitoria permettendo al soggetto che aderisce alla procedura di fresh start “di nuova ripartenza”.
L’Organismo di Composizione della Crisi gestisce le 3 procedure previste dalla Legge n.3/2012:
Accordo del debitore;
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