Source: http://www.archiviodistatogorizia.beniculturali.it/links-in-home-page/regolamento-di-sala-di-studio-4
Timestamp: 2020-07-10 14:55:50+00:00
Document Index: 23264853

Matched Legal Cases: ['art. 108', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 68', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 3']

Regolamento di Sala di studio — Archivio di Stato di Gorizia
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AMMISSIONE in Sala di studio
ASSISTENZA in Sala di studio
RICHIESTA e CONSULTAZIONE del materiale documentario e bibliografico
Citazioni obbligatorie
L’accesso alla Sala di studio e la ricerca sono liberi e gratuiti.
Sono ammessi a frequentare l'Archivio di Stato di Gorizia studiosi e ricercatori che abbiano compiuto il diciottesimo anno d'età.
Per l’ammissione in Sala di studio lo studioso è tenuto obbligatoriamente a compilare la domanda di ammissione su apposito modulo, o per uso studio (fac-simile) o per uso amministrativo (fac-simile ), indicando le proprie generalità, l’argomento e la finalità della ricerca, e a esibire un documento di identità valido, i cui estremi saranno trascritti sulla domanda a cura del personale. E' tenuto altresì a dichiarare di essere a conoscenza di quanto disposto da:
Codice in materia di protezione dei dati personali, D. Lgs. n. 196/2003, artt. 97-105 e in appendice l'allegato A2 - Codice di deontologia e buona condotta per il trattamento dei dati personali per scopi storici;
Codice dei Beni culturali e del paesaggio, D. Lgs. n. 42/2004, artt. 122-127 (Capo III del Titolo II) su Consultabilità dei documenti degli archivi e tutela della riservatezza;
Codice dei Beni culturali e del paesaggio, D. Lgs. n. 42/2004, art. 108, commi 3 e 3-bis del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, come modificati dall'art. 1, comma 171, lettera a) e lettera b), nn. 1) e 2), della L. 4 agosto 2017, n. 124 riguardante la nuova disciplina sulla riproduzione di beni culturali effettuata da parte dei privati con mezzi propri.
Sottoscrivendo la domanda di ammissione l’utente acconsente al trattamento informatico dei propri dati personali. L’Archivio di Stato di Gorizia, con le modalità previste dal D. Lgs. n. 196/2003, effettua il trattamento dei dati personali degli studiosi che fanno domanda di accesso alla Sala di studio. Il trattamento, svolto con o senza l'ausilio dei mezzi elettronici, è effettuato per i soli fini connessi all'esercizio della disciplina che regola i rapporti tra Archivio e utenti. Non si farà luogo a diffusione alcuna di tali dati. Responsabile del trattamento è lo stesso direttore dell'Archivio di Stato, che si giova della collaborazione del personale di custodia e di sala. Il conferimento dei dati personali ha natura obbligatoria. Il rifiuto comporta l'esclusione dai servizi di sala. In relazione al trattamento dei dati personali, l'interessato ha i diritti di cui all'art. 7 del D. Lgs. n. 196/2003.
La domanda di ammissione alla Sala di studio è sottoposta ad apposita autorizzazione della Direzione. L’autorizzazione è valida per l’anno solare.
Ogni nuova ricerca richiede una nuova domanda di ammissione.
Lo studioso è tenuto ad apporre la propria firma, in forma leggibile, sul registro delle presenze giornaliere al momento dell’accesso in Sala di studio.
Lo studioso è tenuto a segnalare al personale incaricato l’eventuale momentanea uscita dall’istituto.
La capacità ricettiva della Sala di studio è di 6 postazioni, con 6 prese elettriche per PC portatili. Nel caso in cui tutti i posti siano occupati, l’utenza ne verrà informata tramite un avviso posto all’ingresso della sala; in tale caso l’accesso non sarà consentito.
In Sala di studio è ammesso l’uso di personal computer, tablet, i-pad e similari per l’inserimento dati. E' consentito altresì introdurre fogli o quaderni per l'esecuzione della ricerca.
Tutti gli oggetti personali devono essere depositati all'ingresso negli appositi armadietti esterni muniti di serratura. L'Archivio di Stato di Gorizia declina ogni responsabilità in merito a denaro o oggetti che vi siano contenuti.
E’ vietato introdurre in Sala di studio borse, cartelle ed altri contenitori di qualsiasi genere, custodie dei computer, ombrelli, cappotti, cibi e bevande, bagagli voluminosi di qualunque tipo.
Non è consentito intrattenere comunicazioni telefoniche in Sala di studio.
E' vietato occupare in due o più persone i medesimi tavoli in Sala di studio, salvo autorizzazione del personale di sala.
Per garantire in Sala di studio il massimo silenzio, i colloqui tra gli studiosi devono svolgersi negli spazi predisposti. Non sono ammessi comportamenti che possano arrecare disturbo agli altri utenti.
Non è consentito scompaginare l’ordine dei documenti e dei fascicoli, in qualsiasi stato si trovino, né apporre segni o numerazioni sulle carte e sui libri.
Nel caso in cui il materiale si presenti in disordine, lo studioso è invitato ad avvertire il personale di Sala di studio.
È vietata qualsiasi azione o uso che possa danneggiare il materiale documentario e bibliografico, nonché la sottrazione e la mutilazione dello stesso.
Negli ambienti frequentati dagli utenti è in funzione un impianto di videosorveglianza.
Gli utenti che non ottempereranno alle regole prescritte, dopo essere stati diffidati, potranno essere allontanati dalla Sala di studio e, nei casi più gravi, potranno essere esclusi, temporaneamente o definitivamente, dalle sale di studio di tutti gli Archivi, oltre che denunciati all'autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni e le eventuali sanzioni penali.
Il personale assicura il servizio di prima assistenza e orientamento agli studiosi durante l’intero orario di Sala di studio ed è munito di cartellino identificativo.
Il personale di Sala di studio fornisce agli studiosi consulenza tecnico-scientifica, informazioni di carattere storico-istituzionale, informazioni sui complessi documentari, nonché chiarimenti ed indicazioni sulle modalità di consultazione degli strumenti di ricerca.
Per l’individuazione del materiale documentario e bibliografico da consultare, lo studioso può avvalersi degli strumenti di corredo alla ricerca messi a disposizione del pubblico: inventari, elenchi, rubriche, schedari bibliografici, che devono essere ricollocati al loro posto a opera degli studiosi.
E’ disponibile inoltre una postazione PC per la consultazione degli inventari e dei fondi digitalizzati on-line.
Nell’archivio di Stato di Gorizia è presente una Biblioteca d’Istituto. La consultazione del materiale bibliografico deve avvenire solo in Sala di studio, non essendo previsto il servizio di prestito esterno per gli utenti.
Il servizio delle biblioteche degli Archivi di Stato è regolato dal R. D. n. 1163/1911 e dalle Linee-guida stabilite dalla Circolare del Ministero per i beni e le attività culturali n. 249 del 26 novembre 1997 (Regolamento delle biblioteche degli Istituti archivistici).
Individuata la collocazione archivistica o bibliografica del materiale da consultare, lo studioso ne fa richiesta al personale di Sala di studio.
I pezzi sono prelevati nello stesso giorno della richiesta e la consegna avviene nel più breve tempo possibile, compatibilmente con l’affluenza degli utenti e con le unità lavorative presenti.
La presa delle unità archivistiche e bibliografiche è continua sia durante l’apertura antimeridiana che pomeridiana della Sala di studio. Il tempo di attesa è di circa 10 minuti.
La presa si effettua dall’apertura della Sala di studio, fino a 15 minuti prima della chiusura della stessa.
Normalmente non ci sono limiti al numero delle richieste di pezzi o della eventuale loro riproduzione.
E' consentita la consultazione di un solo pezzo per volta. Per la consultazione simultanea di pezzi complementari (ad es. rubriche e atti) occorre l’assenso del personale di Sala di studio.
La consultazione dei documenti è strettamente personale e non è consentito scambiarsi le unità documentarie senza autorizzazione del personale di Sala di studio.
La consultabilità dei documenti d’archivio è regolata dagli artt. 122-127 del D. Lgs. n. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo il quale:
I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili con eccezione di:
quelli riservati per motivi di politica interna e estera, che diventano consultabili 50 anni dopo la loro data;
quelli contenenti dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale (dati sensibili), che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data;
quelli contenenti dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale e i rapporti riservati di tipo familiare (dati sensibilissimi), che diventano consultabili 70 anni dopo la loro data.
quelli relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, che diventano consultabili 40 anni dopo la loro data.
quelli versati ai sensi dell’articolo 41, comma 2 del Codice, fino allo scadere dei termini indicati al comma 1 dello stesso articolo.
Il Ministro dell’Interno, previo parere del direttore dell’Archivio di Stato competente e udita la commissione per le questioni inerenti alla consultabilità degli atti di archivio riservati, istituita presso il Ministero dell’Interno, può autorizzare la consultazione per scopi storici di documenti di carattere riservato conservati negli archivi di Stato anche prima della scadenza dei termini indicati. L’autorizzazione è rilasciata, a parità di condizioni, ad ogni richiedente. [1]
I documenti per i quali è autorizzata la consultazione conservano il loro carattere riservato e non possono essere ulteriormente utilizzati da altri soggetti senza la relativa autorizzazione.
A tali disposizioni sono assoggettati anche gli archivi e i documenti di proprietà privata depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredità o legato. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredità o legato i documenti possono anche stabilire la condizione della non consultabilità di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo settantennio. Tale limitazione non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata.
Anteriormente al decorso dei termini indicati, i documenti restano accessibili ai sensi della disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi (L. n. 241/1990). Sull'istanza di accesso provvede l'amministrazione che deteneva il documento prima del versamento o del deposito, ove ancora operante, ovvero quella che ad essa è subentrata nell'esercizio delle relative competenze.
Si ricorda che la consultazione dei documenti contenenti dati personali deve avvenire nel rispetto del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento di dati personali per scopi storici (Provvedimento del Garante n. 8/P/2001 del 14 marzo 2001) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003) e che l’autorizzazione alla consultazione dei documenti contenenti dati personali non solleva lo studioso dalla responsabilità penale e civile per i reati o danni derivanti a persone e a enti per l’indebita citazione di nomi e cognomi e per la diffusione delle notizie contenute nei documenti consultati.
[1] La domanda, in carta semplice, va inoltrata alla Prefettura locale per il tramite dell’Archivio di Stato.
Nella domanda sono da indicare le generalità del richiedente, gli estremi di un documento di riconoscimento, il titolo di studio, la qualifica professionale, l’argomento della ricerca, lo scopo della ricerca, le segnature archivistiche e le unità archivistiche di cui si chiede la consultazione, nonché eventuali ulteriori elementi che possano consentire la concessione dell’autorizzazione, per le finalità della ricerca stessa (Progetto di ricerca).
macchina fotocopiatrice b/n
scanner digitale (max A/3 per le nuove acquisizioni)
I documenti da riprodurre non devono essere estratti dall’unità di conservazione (busta). L’utente inserisce le apposite fascette di carta per individuare i documenti interessati, senza alterarne l’ordine nel contenitore.
La riproduzione dei documenti conservati nell’Archivio di Stato di Gorizia deve essere previamente autorizzata.
Per la richiesta di riproduzione del materiale documentario e bibliografico è necessario compilare l’apposito modulo prestampato, indicando, oltre alle proprie generalità, la collocazione archivistica o bibliografica di ogni documento.
Lo studioso è tenuto a rispettare le norme che tutelano il diritto d’autore e a non usare la riproduzione per scopi diversi da quelli dichiarati.
In nessun caso la concessione dell’autorizzazione alle riproduzioni comporta la concessione del diritto a duplicare le riproduzioni stesse (D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Tariffario per la determinazione di canoni, corrispettivi e modalità per le concessioni relative all'uso strumentale e precario dei beni in consegna al Ministero, artt. 3-5 ).
Il rispetto del diritto d’autore e del prodotto culturale sono di diretta responsabilità degli studiosi e degli utenti ai sensi della normativa vigente (L. n. 633/1941 e successive modificazioni ed integrazioni, L. n. 248/2000, D. Lgs. n. 68/2003 e L. n. 2/2008).
E’ vietata la riproduzione di interi volumi.
Le richieste di riproduzione di materiale bibliografico sono ammesse fino al 15% della paginazione utile del volume (escluse le pagine di pubblicità), nel rispetto dell'art. 68 della L. n. 633/41 come modificato dall'art. 2 della L. n. 248/2000.
I libri che si trovano solo in Archivio di Stato e non sono in vendita possono essere fotocopiati anche per più del 15%.
I libri della “Biblioteca Coronini” non si possono fotocopiare, ma solo fotografare.
Per la richiesta di fotoriproduzione del materiale documentario per fini amministrativi è necessario compilare l’apposito modulo prestampato. Detta domanda è assoggettata all’imposta di bollo.
Per le riproduzioni assoggettate a bollo, l’imposta è assolta ogni “quattro facciate semprechè queste siano unite o rilegate tra loro in modo da costituire un unico atto recante nell’ultima facciata la dichiarazione di conformità all’originale” (art. 5 D.P.R. n. 642/1972).
Per le esenzioni dal pagamento del bollo si veda l'allegato B del D.P.R. n. 642/1972.
La consegna delle copie avviene in giornata, previo pagamento della tariffa prevista. L'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di ricevuta.
Le tesi di laurea e di dottorato possono essere riprodotte solo se la richiesta è accompagnata dall’autorizzazione sottoscritta dall’autore, al fine di garantire i diritti alla proprietà intellettuale che competono agli autori delle tesi stesse.
Per i costi si veda il tariffario in vigore.
Per la richiesta di riproduzione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare con le proprie generalità l’apposito modulo prestampato (fac-simile).
Per ogni documento da riprodurre, lo studioso è tenuto ad indicare: nome del fondo, numero di busta, numero di fascicolo, numero di protocollo dell'atto o, in mancanza di questo, una breve descrizione dell'oggetto. In caso di testo, si indicheranno la collocazione e gli estremi delle pagine dell'unità bibliografica da riprodurre.
I documenti da fotocopiare non vanno spostati o estratti dal fascicolo, ma semplicemente segnalati con strisce di carta, utilizzate come segnalibri.
È possibile ottenere le riproduzioni in fotocopia b/n formato A4 o A3.
Per esigenze di integrità fisica e culturale non si sottopone a fotocopiatura il materiale documentario se trovasi nelle seguenti condizioni: atti rilegati in volume, atti su pergamena, atti con disegni acquerellati, atti deteriorati e deteriorabili, documenti in cattivo stato di conservazione, atti di eccezionali dimensioni, atti con timbri in ceralacca, mappe, miniature, carte topografiche e disegni, materiale rilegato o cucito. È consentita per i suddetti documenti la riproduzione fotografica digitale con mezzi propri.
La consegna delle copie al richiedente avviene in giornata, previo pagamento della tariffa prevista; l'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di ricevuta. Tale servizio termina giornalmente 30 minuti prima della chiusura della Sala di studio.
Per ulteriori informazioni e limitazioni, si veda la sezione Riproduzioni del presente regolamento.
Per la richiesta di scansione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare l’apposito modulo prestampato (fac-simile).
Le riproduzioni digitali tramite scanner possono essere realizzate in formato .jpg o .tiff, al massimo in formato A/3.
I documenti scansionati possono essere copiati su CD-ROM, su DVD, su Chiavetta USB o su memorie esterne portate dall’utente.
La consegna delle copie al richiedente avviene previo pagamento della tariffa prevista. L'avvenuto pagamento è attestato dal rilascio di ricevuta.
Non sono utilizzabili scanner portatili personali di qualsiasi tipo.
È consentita agli studiosi la riproduzione di materiale archivistico con mezzi propri (macchine fotografiche digitali, tablet, iPad e similari).
La nuova disciplina sulla riproduzione di beni culturali effettuata da parte dei privati con mezzi propri in vigore dal 29 agosto 2017 (art. 108, commi 3 e 3-bis del D.Lgs. n. 42/2004, come modificati dall'art. 1, comma 171, lettera a) e lettera b), nn. 1) e 2), della L. n. 124/2017) prevede che:
Nessun canone e' dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall'amministrazione concedente.
1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità ai sensi del capo III del presente titolo (Capo III del Titolo II del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, D. Lgs. n. 42/2004, artt. 122-127 su Consultabilità dei documenti degli archivi e tutela della riservatezza), attuata nel rispetto delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, nè l'esposizione dello stesso a sorgenti luminose, nè , all'interno degli istituti della cultura, l'uso di stativi o treppiedi;
Nei casi previsti dall'art. 108, commi 3 e 3-bis del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, come modificati dall'art. 1, comma 171, lettere a) e b), nn. 1) e 2), della L. 4 agosto 2017, n. 124 (vedi circolare 33/2017 della Direzione Generale Archivi) è necessario compilare l'apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.
Per le riproduzioni con mezzi propri non sono utilizzabili sorgenti luminose o cavalletti di alcun tipo.
Chi effettua le riproduzioni con mezzi propri è tenuto a evitare interventi atti a danneggiare gli originali e a scompaginare l’ordine interno delle unità di conservazione.
Per qualunque altra richiesta di fotoriproduzione del materiale documentario e bibliografico, è necessario compilare l’apposito modulo prestampato (fac-simile).
Le pubblicazioni, gli articoli e le tesi di laurea e di dottorato curate dagli studiosi devono recare le citazioni delle fonti documentarie e librarie consultate presso l’Archivio di Stato con relative segnature archivistiche e bibliografiche; vanno inoltre citati gli strumenti di ricerca visionati in Sala di Studio, quando se ne riporti il testo o una sua parte, ed il nome del suo compilatore.
Per poter pubblicare o utilizzare in facsimile il materiale archivistico dell’Archivio di Stato di Gorizia, il richiedente è tenuto a inoltrare al Direttore una domanda di autorizzazione, anche scaricabile on-line, corredata da una marca da bollo da € 16,00.
La pubblicazione dovrà obbligatoriamente riportare le seguenti informazioni:
per ogni documento pubblicato dovrà essere indicata la segnatura archivistica completa, con l’indicazione dell’Archivio di Stato di Gorizia;
all’interno della pubblicazione dovrà essere riportata la dicitura: “Su concessione dell’ASGO”, come riportato sulla autorizzazione alla pubblicazione.
Lo studioso che utilizza materiale documentario dell'Archivio di Stato per pubblicazioni, si impegna a consegnare alla Biblioteca dell’Istituto n. 3 copie del lavoro pubblicato (1 copia per la tesi di laurea o di dottorato).
In caso di pubblicazione di immagini ai sensi dell'art. 108, commi 3 e 3-bis del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, come modificati dall'art. 1, comma 171, lettera a) e lettera b), nn. 1) e 2), della L. 4 agosto 2017, n. 124 il richiedente è tenuto ad inviare al Direttore dell'Archivio di Stato di Gorizia la comunicazione del proposito di pubblicare l'immagine, fermo restando l'obbligo di citare la fonte e di consegnare una copia analogica o digitale dell'elaborato e una copia della riproduzione (vedi circolare 33/2017 della Direzione Generale Archivi).
Ai sensi e per gli effetti del D. L. n. 433/1992, convertito nella L. n. 4/1994 e dei D. M. 31.1.1994 e D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo studioso:
dichiara che la pubblicazione ha finalità istituzionali e riveste carattere tecnico scientifico;
dichiara che la pubblicazione ha tiratura inferiore a 2.000 copie e con un prezzo di copertina inferiore a € 77,47;
si impegna ad indicare nella pubblicazione la provenienza del documento ed a riportare la dicitura “su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Archivio di Stato di Gorizia”;
si impegna a presentare all’Archivio di Stato, prima della diffusione, un esemplare per ottenere il relativo nulla osta ed a consegnare gratuitamente n. 1 copia della pubblicazione;
si impegna a comunicare eventuali ristampe o riutilizzo della matrice, assoggettandosi in tali ultime ipotesi al pagamento del corrispettivo stabilito dal D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Ricordiamo che le riproduzioni di beni culturali richieste all’Archivio di Stato di Gorizia per uso strettamente personale o per motivi di studio non possono essere duplicate, utilizzate per fini di lucro, diffuse, divulgate o vendute al pubblico. La violazione di tale impegno comporta l’esclusione dall’accesso negli istituti culturali dello Stato, nonché l’applicazione delle sanzioni previste dalle leggi per la rilevanza del fatto (D. M. 8.4.1994 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, art. 3).
La direzione si riserva di valutare ogni casistica diversa da quelle sopra indicate.
Per la richiesta di riproduzioni di documenti da pubblicare su un sito web, la concessione è valida per un solo sito.
Le immagini acquisite non potranno essere ulteriormente riprodotte (Legge n. 106/2014).
Le riproduzioni dovranno riportare la menzione “su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Archivio di Stato di Gorizia”, nonché l'espressa avvertenza del divieto di ulteriore riproduzione.
Al momento della consegna della tesi di laurea o di dottorato (n. 1 copia) lo studioso è tenuto a dichiarare su apposito modulo le modalità di consultazione e di riproduzione della propria tesi (fac-simile).
Le tesi di laurea o di dottorato possono essere consultate dopo cinque anni, salvo diversa indicazione dell'Autore.
L’Archivio di Stato di Gorizia può accettare le tesi di laurea anche in formato "CD -ROM" o “DVD”.
Le tesi di laurea e di dottorato possono essere riprodotte solo se la richiesta dell'utente è accompagnata dall’autorizzazione sottoscritta dall’Autore, al fine di garantire i diritti alla proprietà intellettuale che competono agli autori delle tesi stesse.