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Timestamp: 2018-11-19 18:23:01+00:00
Document Index: 42923451

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 18', 'art 13', 'art. 12', 'art. 28', 'art. 68', 'art. 47']

Costanzo Piva
1 CITTÀ DI AVIGLIANA Città Metropolitana di Torino Regione PIEMONTE REGOLAMENTO EDILIZIO TESTO INTEGRATO ART. 3 COMMA 3 L.R. 8 LUGLIO 1999 N. 19 UFFICIO TECNICO COMUNALE AREA URBANISTICA MAGGIO 2015 Pagina di 68 1
2 Art. 1. Oggetto del Regolamento edilizio (R.E.) TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il regolamento edilizio, in conformità con quanto disposto all art. 2 della legge regionale 8 luglio 1999, n 19 (norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n 56 Tutela ed uso del suolo ), disciplina: A) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia; B) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; C) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; D) l inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; E) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; F) l esercizio dell attività costruttiva e dei cantieri; G) la vigilanza e le sanzioni. 2. Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. Art. 2. Formazione della Commissione Edilizia 1. La Commissione Edilizia è l organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico edilizio. 2. La Commissione è composta da n. 7 componenti, nominati dal competente organo comunale. Il Presidente è scelto dai membri della Commissione Edilizia nella prima seduta. Al fine di verificare il concreto andamento dell attività edilizia, l Assessore delegato all Edilizia Privata ha facoltà di assistere alle sedute della Commissione; in ogni caso dovrà abbandonare la seduta al momento della votazione. 3. I membri elettivi sono scelti dal competente organo comunale fra i cittadini di maggiore età, ammessi all esercizio dei diritti politici, che abbiano competenza, provata dal possesso di adeguato titolo di studio, e dimostrabile esperienza nelle materie attinenti all architettura, all urbanistica, all attività edilizia, all ambiente, allo studio ed alla gestione dei suoli; di essi almeno due devono essere Ingegneri o Architetti ed uno Geometra, iscritti ai rispettivi ordini professionali. 4. Il Presidente attribuisce ai singoli componenti della Commissione specifiche mansioni con particolare riguardo a: Risparmio energetico, Tecnologie e materiali costruttivi, Problematiche idrogeologiche, Viabilità ed eliminazione barriere architettoniche. 5. Non possono far parte della Commissione il Sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali; parimenti non possono far parte della Commissione i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, Organi o Istituti, devono esprimere pareri obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione. I componenti che esercitano la libera professione nel settore edilizio possono assumere nell ambito del Comune soltanto incarichi di progettazione e direzione lavori di opere pubbliche. 6. La Commissione resta in carica fino alla scadenza del mandato del competente organo comunale che l ha eletta: pertanto, al momento dell insediamento del nuovo Organo comunale che l ha eletta, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 7. I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che il Consiglio comunale non li abbia sostituiti. Pagina di 68 2
3 8. I componenti della commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 9. La decadenza è dichiarata dall Organo Comunale che l ha eletta. 10. I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dichiara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. Art. 3. Attribuzioni della Commissione Edilizia 1. La Commissione esprime parere preventivo, obbligatorio (tranne nei casi in cui le leggi dispongono diversamente), non vincolante, per: A) Progetti di Piani Esecutivi Convenzionati, Piani di Recupero, Interventi significanti di demolizioni con ricostruzioni e ogni tipo di intervento che venga ritenuto di particolare rilevanza da parte dell Amministrazione comunale ovvero del tecnico istruttore; 2. L Autorità competente all emanazione del provvedimento, qualora ritenga di doversi pronunciare in difformità del parere di cui al precedente comma, ha l obbligo di motivare il proprio dissenso. 3. Il Sindaco o l Assessore delegato, la Giunta ed il Consiglio comunale ciascuno nell ambito delle proprie competenze hanno facoltà di richiedere pareri alla Commissione in materia di: A) strumenti urbanistici, generali ed esecutivi e loro varianti; B) convenzioni; C) programmi pluriennali di attuazione; D) regolamenti edilizi e loro modifiche; E) modalità di applicazione del contributo di permesso di costruire; F) progetti di opere pubbliche. 4. La Commissione Edilizia potrà esprimere pareri e indirizzi riguardo alle seguenti tematiche: Barriere Architettoniche, Stabilità dei versanti-vincolo idrogeologico, Smaltimento reflui, Approvvigionamento idrico, Arredo Urbano, Patrimonio comunale. Art. 4. Funzionamento della Commissione Edilizia 1. La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente una volta al mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. 2. L Organo comunale che l ha eletta designa il funzionario chiamato a svolgere le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto. 3. Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all esame della Commissione stessa. 4. I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall assistere all esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall aula; dell osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma 9. La mancata osservanza di questa norma comporta la revoca da componente della Commissione Edilizia. 5. Vi è interesse all argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell intervento; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di permesso di costruire; quando sia proprietario o Pagina di 68 3
4 possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dell intervento sottoposto all esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6. La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall ufficio comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7. La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha facoltà di richiedere al Sindaco di poter sentire uno o più esperti in specifiche materie; ha altresì facoltà con le stesse modalità decisionali di convocare e sentire i richiedenti le concessioni e le autorizzazioni, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8. La Commissione deve sempre motivare l espressione del proprio parere, anche in relazione alle risultanze della relazione istruttoria. 9. Il Segretario della Commissione redige il verbale della seduta su registro o su schede preventivamente numerate vidimate mediante il bollo del Comune e la firma del Segretario comunale. 10. Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all istruttoria della pratica o all argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori; l esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 11. Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti. 12. Al termine del mandato, ovvero quando lo ritenga opportuno, la C.E. redige un rapporto consuntivo sulla propria attività, che consentirà di formulare suggerimenti e/o proposte onde favorire il superamento di eventuali problemi incontrati durante il mandato, al fine di migliorare l attività della Commissione stessa. Pagina di 68 4
5 TITOLO II ADEPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5. Certificato urbanistico ( C.U.) 1. La richiesta del certificato urbanistico C.U. può essere formulata dal proprietario o dal titolare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il certificato urbanistico è rilasciato dall Autorità comunale entro sessanta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: A) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l immobile; B) l area urbanistica in cui è compreso l immobile e le destinazioni d uso ammesse; C) i tipi e le modalità d intervento consentiti; D) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; E) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni F) i vincoli incidenti sull immobile. 3. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 6. Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1. La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) può essere formulata dal proprietario o dal possessore dell area interessata; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il C.D.U. è rilasciato dall Autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l area interessata, in particolare: A) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l immobile; B) l area urbanistica in cui è compreso l immobile e le destinazioni d uso ammesse; C) le modalità d intervento consentite; D) la capacità edificatoria consentita; E) i vincoli incidenti sull immobile. 3. Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e conserva validità per un anno dalla data di rilascio, salvo che intervengono modificazioni degli strumenti urbanistici. Art. 7. Richiesta di permesso di costruire e di autorizzazione edilizia e progetto municipale 1. Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l uso o il godimento di entità immobiliari con l anzidetta facoltà, richiede all autorità comunale il permesso di costruire o l autorizzazione per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili. Pagina di 68 5
6 2. La richiesta di permesso di costruire o di autorizzazione edilizia è composta dai seguenti atti: A) domanda indirizzata all Autorità comunale contenente: 1) generalità del richiedente; 2) numero del codice fiscale o della partita IVA nel caso si tratti di Società del proprietario e del richiedente; 3) estremi catastali e ubicazione dell immobile sul quale si intende intervenire; B) documento comprovante la proprietà o l altro titolo che abilita a richiedere l atto di assenso edilizio a norma di legge; C) progetto municipale. 3. Qualora il richiedente intenda obbligarsi all esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2, lett. A), deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 4. Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: a) estratto della mappa catastale; b) estratti degli elaborati del P.R.G. e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l area d intervento; c) rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell esistente (in scala 1:20 1:50 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1:100, 1:200) con specificazioni delle destinazioni d uso di ogni singolo vano, dei materiali delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; d) specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; e) documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente; f) simulazione fotografica dell inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano; g) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d uso di ogni singolo vano, dagli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.); h) piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: 1) le piante sono redatte per ogni piano, dall interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; 2) le sezioni, almeno due, con indicate le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato; 3) i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui; 4) i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; 5) nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso; i) relazione illustrativa, redatta secondo il modello allegato al presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici. 5. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità. Pagina di 68 6
7 6. Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo dell intervento, la firma dell avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7. La richiesta di variante al permesso di costruire o alla autorizzazione edilizia segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all originaria stesura. Le opere non realizzate saranno campite in azzurro. Art. 8. Rilascio di permesso di costruire edilizia e di autorizzazione edilizia 1. I Permessi di costruire e le autorizzazioni sono rilasciate dall Autorità comunale in forma scritta e sono redatte secondo i modelli ministeriali. 2. I Permessi di costruire e le autorizzazioni rilasciate sono pubblicate all albo pretorio del Comune e sono annotate nell apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 3. I Permessi di costruire e le autorizzazioni devono contenere: A) il riferimento alla domanda ( generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico delle domande di permesso di costruire ed autorizzazione); B) Il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dall Autorità comunale, è allegato al permesso di costruire e all autorizzazione, della quale costituisce parte integrante; C) l indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d uso; D) l identificazione catastale dell immobile oggetto dell intervento, la sua ubicazione ( località, via, numero civico) il riferimento all area urbanistica nella quale l immobile è situato; E) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l atto di assenso edilizio; F) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell atto; in quest ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; G) il riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; H) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione del contributo di permesso di costruire; I) negli atti di assenso edilizio onerosi, l entità e le modalità di riscossione del contributo di concessione e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; J) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità; K) il riferimento all eventuale atto con il quale il richiedente assume l impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad esse relativa) e l assenso ad eseguire dette opere; L) le modalità dell eventuale cessione al Comune, o dell assoggettamento ad uso pubblico delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; M) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; N) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all inizio dei lavori; O) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere; P) le condizioni e le modalità esecutive imposte al permesso di costruire o all autorizzazione; Pagina di 68 7
8 Q) il riferimento alla convenzione o all atto di obbligo, qualora il rilascio dell atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 9. Diniego di permesso di costruire e di autorizzazione edilizia 1. Il diniego del permesso di costruire è assunto dall Autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, dalla Commissione Edilizia. 2. Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del permesso di costruire. 3. Il provvedimento di diniego è notificato al richiedente. 4. Le disposizioni dei commi precedenti valgono, per quanto applicabili, anche per il diniego dell autorizzazione edilizia. Art. 10. Comunicazione dell inizio dei lavori 1. Il titolare del permesso di costruire o dell autorizzazione edilizia deve comunicare con atto scritto all Autorità comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l inizio stesso. 2. La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente regolamento e deve menzionare: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, dalla pratica inerente alle opere i cemento armato, ove presenti, b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. 3. Qualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere nota al Comune, a cura del titolare del permesso di costruire o dell autorizzazione, entro il termine di giorni otto dell avvenuta variazione. 4. Per le costruzioni, gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita vista intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e planimetriche, prima o al momento dell inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5. Qualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l Autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. Art. 11. Voltura di permesso di costruire e di autorizzazione edilizia 1. Il trasferimento del permesso di costruire o dell autorizzazione ad altro titolare ( voltura) deve essere richiesto all Autorità comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2. L istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo al permesso di costruire o all autorizzazione. 3. La voltura del permesso di costruire o dell autorizzazione è rilasciata entro 30 giorni dal deposito della relativa istanza. 4. Qualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, l Autorità comunale inibisce o sospende i lavori fino alla regolarizzazione amministrativa. Pagina di 68 8
9 Art. 12. Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di abitabilità 1. Entro il termine per la conclusione dei lavori è fatta salva la richiesta di un ulteriore permesso di costruire o autorizzazione per le opere mancanti, il titolare del permesso di costruire o dell autorizzazione deve comunicare all Autorità comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l ultimazione dei lavori di esecuzione dell opera assentita. 2. Contestualmente o successivamente, il proprietario richiede all Autorità comunale se dovuto, il certificato di abitabilità, con le procedure e gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti. 3. La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di stabilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento Pagina di 68 9
10 TITOLO III PARAMETRI ED INDICI ED URBANISTICI Art. 13. Altezza dei fronti del permesso di costruire ( Hf) 1. Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri (m), tra l estradosso dell ultimo solaio ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. 3. L ultimo solaio è quello che sovrasta l ultimo spazio abitabile o agibile ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili con esclusione dei volumi tecnici. 4. Il filo di gronda è dato dall intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro l intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5. La linea di spiccato è data dall intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6. Nel caso in cui l ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell ultimo spazio di cui al comma 3 ( comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. art. 18), al netto di eventuali soppalchi; l altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l altezza di ciascun fronte. 7. Dal composto dell altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell ultimo solai, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l utilizzo di fonti energetiche alternative. Art. 13. bis Terreno sistemato 1. Si intende il terreno derivante da eventuali sbancamenti o riporti. In ogni caso i riporti ammissibili di terreno non devono superare 1 m rispetto alla quota del terreno prima della sistemazione. In ogni caso sulla linea di confine non sono ammessi riporti superiori alla quota del terreno confinante. Oltre a quanto consentito al precedente comma non sono consentiti terrazzamenti e sistemazioni di terreno che modifichino la morfologia preesistente, le caratteristiche della quale si devono documentare con allegati fotografici, rilievo completo e quotato, sezioni significative in scala 1:100 in sede di istanza per l'ottenimento del permesso di costruire e da produrre per l'esame della C.I.E. estese anche al terreno confinante. Art. 14. Altezza della costruzione (H) 1. L altezza della costruzione, misurata in metri (m) è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 13. Art. 15. Numero dei piani della costruzione (Np) 1. Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati tali e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. Pagina di 68 10
11 2. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perimetrali ( definite ex art. 13, comma 5), nonché gli eventuali soppalchi. Art. 16. Distanza tra le costruzioni ( D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine Stradale (Ds) 1. Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri ( m) e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i bow window, le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. 3. La distanza tra: A) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un altra costruzione frontistante (D) è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale congiungente i due fili di fabbricazione, ad eccezione degli ambiti di tipo A, fatte salve diverse prescrizioni degli strumenti urbanistici esecutivi, distanza minima assoluta di mt. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Tale distanza minima non deve essere, comunque, inferiore all altezza del fabbricato più alto edificabile nell ambito normativo di P.R.G.C. Tali norme si applicano anche quando una sola parete sia finestrata. In caso di intervento su terreno prospettante su fondo libero o che si renderà libero al fine del rispetto di detta norma, si dovrà osservare dal confine una distanza minima pari alla metà dell altezza massima realizzabile nell ambito normativo con un minimo di mt. 5 (cinque), fatte salve le norme sulle distanze minime dei confini di cui ai commi successivi: in caso di intervento su area al perimetro di ambiti normativi a differente disciplina l altezza assunta a base del calcolo è quella massima tra le due. E permessa l edificazione a confine, secondo progetti unitari o le indicazioni planovolumetriche di P.R.G.C. o di strumento urbanistico esecutivo. L edificazione a confine è comunque ammessa, qualora nel fondo confinante preesista un fabbricato attestato sul confine stesso, con l obbligo di sistemare convenientemente le parti di pareti cieche che fosse necessario conservare. Detta facoltà è concessa anche qualora il fabbricato preesistente disti dal confine meno di mt. 1,50; in questo caso chi costruisce può chiedere la comunione del muro al solo scopo di costruire in aderenza. Al fine della costruzione in aderenza non costituiscono edificio preesistente i bassi fabbricati in genere. B) filo di fabbricazione di una costruzione e linea di confine della proprietà (Dc) è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante, ad eccezione degli ambiti di tipo A è prescritta la distanza minima assoluta di mt. 5 dai confini delle aree e ambiti urbanistici del P.R.G.C. e dai confini di proprietà non coincidenti con cigli stradali, fatte salve le prescrizioni di cui agli articoli del P.R.G.C. per ogni singola zona e diverse prescrizioni degli strumenti urbanistici esecutivi. La distanza tra fabbricato finestrato e confine non potrà, comunque, essere inferiore alla metà dell altezza massima realizzabile nell ambito normativo. Le aree soggette a vincolo di uso pubblico danno luogo a nuovo confine di proprietà. E possibile derogare a tali limiti sulla singola proprietà nel caso di accordi tra proprietà confinanti, opportunamente registrate e trascritte, che consentano comunque il rispetto delle distanze complessive previste. C) filo di fabbricazione di una costruzione e confine di una strada o, in assenza di questo, ciglio di una strada (Ds) è rappresentato dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada, ad eccezione degli ambiti di tipo A, fatte salve eventuali maggiori distanze indicate negli elaborati grafici di P.R.G.C., o diverse prescrizioni degli strumenti urbanistici, ad eccezione degli interventi di ristrutturazione edilizia ed ampliamento, si debbono osservare le distanze delle strade esistenti e previste di cui all art. 9 del D.M. n. 1444/68: il minimo assoluto per gli interventi di nuova costruzione, giusto quanto disposto dal 2 comma dell art. 27 della L.R. 56/77, è elevato a mt. 6. Gli interventi di ristrutturazione edilizia e quelli di ampliamento, nonché i bassi fabbricati da costruirsi ai sensi dell art. 28 delle N.T.A. del P.R.G.C., possono essere realizzati a mt. 3,00 dal confine di proprietà verso strada solo nel caso in cui le strade siano già realizzate e siano conformi nella dimensione alle disposizioni legislative e alle norme tecniche in materia e vengano dotate, se non lo fossero già, di marciapiedi, ed in Pagina di 68 11
12 prosecuzione dei fili di fabbricazione preesistenti, fatti salvi i sedimi stradali previsti e/o esistenti, le confrontanze ed i diritti di terzi. All interno delle aree urbanizzate ed urbanizzande, eccezione fatta per gli ambiti di interesse storicoartistico, ambientale, paesaggistico, e per quelli a destinazione produttiva, per gli stessi interventi deve essere osservata una distanza minima dalle recinzioni di mt. 5 dall asse delle strade esistenti o previste. In caso di recinzioni preesistenti situate a distanze inferiori si dovranno osservare gli allineamenti fissati, di volta in volta, dall Amministrazione Comunale, sulla base di un progetto unitario relativo all intera via interessata dall intervento; il progetto è redatto dall Amministrazione Comunale ed i costi del progetto sono ripartiti quali oneri di urbanizzazione sui richiedenti. All esterno delle aree urbanizzate ed urbanizzande, per gli stessi interventi deve essere osservata una distanza minima delle recinzioni dal ciglio stradale pari alla metà della larghezza della strada, con un minimo di mt. 3. In caso di recinzioni lungo le strade pedonali dovrà essere rispettato un arretramento di mt. 1,50 dall asse della strada. Si richiamano, in ogni caso, le disposizioni del nuovo codice della strada di cui al D.L. 30 aprile 1992, n. 285, e del relativo regolamento approvato con D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e s.m.i. Art. 17. Superficie coperta della costruzione (Sc) 1. La superficie coperta è l area, misurata in metri quadrati [m 2 ] della proiezione orizzontale dell intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i bow window, i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. Nel caso di edifici senza muri perimetrali (tettoie, pensiline, ecc.) il perimetro dell area è rappresentato dalla proiezione orizzontale della copertura al netto della gronda esterna. 2. Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1,50 mt dal filo di fabbricazione. Art.18. Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 1. La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 2. Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: A. ai bow window ed alle verande; B. ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: C. ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; D. ai porticati, ai pilotis, alla legge, ai balconi, ai terrazzi; E. agli spazi compresi nel corpo principale o a quelli coperti ad esso esterni adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; F. ai locali cantina, ai locali accessori interrati o seminterrati, alle soffitte ed ai locali sottotetto non abitabili o agibili; G. ai cavedi. Art. 19. Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1. La superficie utile, netta misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all art. 18, tutte le superfici non destinate al calpestio 2. Le soglie di passaggio da un vano all altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Pagina di 68 12
13 Art. 20 Volume della costruzione (V) 1. Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m 3 ], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2. Per l ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l estradosso dell ultimo solaio o in sua assenza l estradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell art 13. 4) Sono compresi nel calcolo del volume : - i volumi in tutto o in parte interrati, corrispondenti a locali aventi i requisiti richiesti dalle leggi e dalle norme in tema di igiene, sanità coibentazione e sicurezza degli ambienti di abitazione e di lavoro, per il tempo libero, per le attività di servizio; - Le rientranze coperte di profondità superiore a m. 1,50 come pure i corpi aggettanti coperti e chiusi sui tre lati. 5) Sono esclusi dal calcolo i volumi relativi a : - i corpi tecnici emergenti dalla copertura (solaio o falde) ; - le logge aperte prive di serramenti ; - le parti dei porticati o pilotis aperte per una superficie pari o maggiore al 70% delle superfici dei relativi prospetti e prive di serramenti sia fissi sia rimovibili. - gli interrati con accessi e/o rampe di larghezza non superiore a mt e se con rampe parallele al fabbricato stesso che prevedano un intercapedine (tra muro della rampa e muro del fabbricato) in terrapieno non inferiore a mt le costruzioni sotterranee e le parti seminterrate che non siano destinate alla residenza, emergenti non oltre m. 1,20 in media all'estradosso dal piano terreno a sistemazione avvenuta, solo se destinate ad usi accessori alla residenza. - le rientranze per una profondità superiore a mt. 1.50, chiuse su tre lati finalizzate a contenere vani scala, che siano però caratterizzate da una copertura realizzata in modo tale da consentire, mediante idonei distacchi dalla muratura del vano, l aerazione naturale dello stesso. Art. 21. Superficie fondiaria (Sf) 1. E l area del terreno asservita e/o asservibile alle costruzioni realizzate e/o realizzabili, misurata in metri quadrati [m 2 ] al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. 2. In particolare si definisce: SUPERFICIE FONDIARIA CON ESCLUSIONE DELLE AREE AGRICOLE : si intende l'area o il complesso di aree occupate o occupabili da edifici e dagli spazi di loro stretta pertinenza e cioè: - la rete delle strade carrabili e pedonali, non dismesse né da dismettere in uso pubblico (in base alle indicazioni del PRGC o dei relativi SUE), destinate al servizio esclusivo dell edificio o del complesso di edifici considerati e dei relativi parcheggi; - gli spazi destinati alla formazione di parcheggi privati al sensi delle presenti norme o realizzabili ai sensi di legge; - gli spazi destinati alla formazione di verde privato o consortile; - gli spazi destinati alla formazione dei distacchi regolamentari degli edifici tra di loro ovvero dai confini e dai cigli delle sedi stradali; SUPERFICIE FONDIARIA DEL TERRITORIO AGRICOLO: si intende l'area o l'insieme di aree sulle quali sono praticate colture (esclusi terreni incolti o abbandonati), compresa, le aree di parcheggio o di ricovero di mezzi meccanici funzionali all attività agricola; Pagina di 68 13
14 Art. 22. Superficie territoriale (St) 1. E l area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m 2 ], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Art. 23. Rapporto di copertura (Rc) 1. Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale (%) tra la superficie coperta delle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente ( Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla superficie fondiaria. Art. 24. Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1. L indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 2 ] [m 2 ]. Art. 25. Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1. L indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/St); rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 2 ] / [m 2 ]. Art. 26. Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1. L indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie fondiaria (IF = V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 3 ]/[m 2 ]. Art. 26. Bis. Densità edilizia fondiaria massima (If max) 1. Si intende la densità edilizia fondiaria realizzabile nel caso che operi in presenza di strumento urbanistico esecutivo, ferma restando la densità edilizia fondiaria riferita all'area oggetto dello strumento stesso. Art. 27. Indice di densità edilizia territoriale ( It) 1. L indice di densità edilizia territoriale (It = V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 3 ]/[m 2 ]. Art. 27. bis. Disposizione transitoria 1. Fino all adeguamento previsto dall art. 12, comma 5, della legge regionale 8 luglio 1999 n. 19, in luogo delle definizioni di cui al precedente articolo 20 commi 1-2-3, continuano ad essere vigenti le definizioni del Piano Regolatore Generale. In sede di attuazione di nuovi interventi, in alternativa potranno essere applicate le definizioni di cui al precedente articolo 20 commi 1 2 3, con la prescrizione, per quanto riguarda i locali destinati al ricovero dei veicoli e i depositi, non rientranti nel conteggio della superficie utile lorda e quindi della volumetria, del rispetto dell art. 28 delle N.T.A. del vigente P.R.G.C.. Art. 27. ter. Definizioni varie AREA: si intende una porzione limitata del territorio, edificata e non, topograficamente individuata nelle tavole di piano e catastalmente precisabile; Pagina di 68 14
15 AMBITO NORMATIVO: si intende una porzione limitata del territorio, edificata e non, costituita da una o più aree, specificatamente identificata nelle tavole del P.R.G., in cui agiscono le particolari prescrizioni sulle destinazione d'uso, sui tipi di intervento e relativi parametri, sulle modalità di attuazione, contenute nelle allegate tabelle; UNITA'MINIMA DI INTERVENTO: è la porzione di edificato a cui deve essere esteso uno specifico tipo di intervento; l unità minima di intervento è costituita dal singolo edificio, o unità edilizia, nei seguenti tipi di intervento : risanamento conservativo, restauro, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione edilizia con ampliamento, demolizione, demolizione con ricostruzione, ampliamento ; UNITA'EDILIZIA: si intende l'insieme costituito dal singolo edificio e dall'area libera funzionalmente aggregata ad esso: essa quindi può essere formata da una o più unità immobiliari; per singolo edificio si intende l insieme dei manufatti dotati di continuità fisica, sede di una o più destinazioni d uso, dotati di impianti ed attrezzature finalizzate all autonomia di funzionamento rispetto ad altri organismi edilizi; UNITA'IMMOBILIARE: si intende la minima porzione in cui è suddivisa ogni unità edilizia ai fini catastali: essa quindi può coincidere con l'unità funzionale costituita dal singolo alloggio; DESTINAZIONE D'USO: si intende l'insieme delle attività e delle utilizzazioni specifiche che sono prescritte od ammesse nell'area considerata; DESTINAZIONE D'USO SPECIFICA: si intende l'attività soggettiva svolta e utilizzazione specifica di un'area, di un edificio o di parte di esso. CAPACITA INSEDIATIVA: si intende il numero massimo di abitanti insediabili; esso è calcolato in funzione del rapporto prescelto tra gli abitanti insediati ed insediabili e gli spazi a pubblici servizi e le reti principali delle infrastrutture tecniche esistenti o previste nell arco temporale di riferimento. SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO: per superficie lorda di pavimento ( s.l.p. ) degli edifici si intende la superficie del solaio al lordo dei muri di tutte le parti dell'edificio che vengono considerate nel calcolo del volume edilizio, in particolare si intende la sommatoria: - delle superfici utili di pavimento di tutti i locali, entro e fuori terra, rispondenti ai requisiti richiesti dalle leggi e dalle norme in tema di igiene, sanità e sicurezza degli ambienti di abitazione e di lavoro, per il tempo libero, per le attività di servizio; delle superfici occupate dalle murature che delimitano detti locali; - delle superfici ( conteggiate per ogni piano abitabile o porzione di esso in proiezione orizzontale ) corrispondenti ai collegamenti verticali ( scale, vani ascensori ): sono escluse le scale esterne. Pagina di 68 15
16 TITOLO IV INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art. 28. Salubrità del terreno e della costruzione 1. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di materiali insalubri (immondizie, letame, residui organici, ecc.) se non dopo aver risanato il sottosuolo corrispondente. 2. Il giudizio concernente l opera di risanamento è dato dall Organo competente in materia igienico - sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari, i cui oneri sono a carico del richiedente. 3. Se il terreno da edificare è umido e/o soggetto alle infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad impedire che l'umidità si trasmetta dalle fondazioni alle murature e/o alle strutture sovrastanti. 4. In ogni caso devono essere adottate soluzioni costruttive tali da impedire la risalita dell acqua per capillarità e le parti murarie dei locali sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini. 5. I pavimenti non devono appoggiare direttamente nel terreno e l edificio deve essere isolato dal suolo mediante vespaio di altezza non inferiore a 0,30 m, ventilato tramite condotti sfocianti in bocchette di aerazione. 6. Il pavimento del piano terreno non deve essere, di norma, situato ad una quota inferiore rispetto al piano dell area esterna alla soglia di accesso. 7. Possono essere ammesse, su conforme parere del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente in materia ovvero su asseverazione del progettista, soluzioni tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la protezione dall umidità e dalle infiltrazioni di acqua, soprattutto nel caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente. 8. Il solaio dei locali, abitabili e non, deve sempre essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico. 9. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che emettono sorgenti radioattive nocive alla salute. E vietato utilizzare materiali che emettono radiazioni in quantità nocive alla salute. Art. 29. Allineamenti 1. L allineamento con edifici o manufatti preesistenti è quello riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che, per garantire il rispetto dell unitarietà compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto ad una cortina più avanzata. Art. 30. Salvaguardia e formazione del verde 1. La conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, sia sulla proprietà pubblica sia su quella privata, sono riconosciute quali fattori di qualificazione ambientale. 2. L Autorità comunale, con ordinanza o con esplicita condizione apposta agli atti di assenso relativi a procedimenti edilizi, può imporre la piantumazione di alberi, arbusti, siepi, o la creazione di superfici arboree su aree di proprietà privata fronteggianti spazi pubblici. 3. E fatto obbligo ai proprietari di alberi, o di altra vegetazione adiacente alla via pubblica, di effettuare i tagli necessari affinché non sia intralciata la viabilità veicolare e pedonale, o compromessa la leggibilità della segnaletica, la visione di eventuali sprechi riflettenti e la visibilità della carreggiata. Pagina di 68 16
17 4. Qualora, per qualsiasi causa, cadono sul piano stradale alberi, arbusti o ramaglie afferenti a terreni privati il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile a sue spese, ferma restando la responsabilità degli eventuali danni arrecati. 5. L Autorità comunale, può imporre, con ordinanza, il taglio di alberi ed arbusti che costituiscano potenziali situazioni di pericolo per l integrità delle reti impiantistiche o che rappresentino insuperabile ostacolo per la loro realizzazione. 6. Negli interventi edilizi di completamento e di nuova costruzione di edifici residenziali deve essere ricavata un area a verde privato nella misura minima del 40% della superficie fondiaria del lotto. Per i lotti già edificati qualora si modifichi la sistemazione del terreno di pertinenza dovrà (ove possibile) essere ricavata un area a verde privato nella misura minima del 40% della superficie fondiaria del lotto (fatta salva l area a Parcheggio privato di 1/10 della volumetria). 7. Tutti gli interventi di trasformazione edilizia ed urbanistica devono garantire, di norma, che almeno il 30% della superficie fondiaria sia mantenuta con caratteristiche di permeabilità: il non raggiungimento di tale quantità è ammissibile se e solo se specifici elaborati predisposti da tecnici abilitati dimostrano l'impossibilità di raggiungere tale obiettivo. Negli ambiti industriali, al fine di non compromettere la funzionalità degli spazi di manovra, è possibile non raggiungere la percentuale del 30%: in tal caso si dovrà verificare la possibilità che le acque bianche vengano disperse nel terreno mediante tubazioni di raccolta percolanti ovvero pozzetti disperdenti. Qualora tale alternativa sia possibile dovrà essere predisposto apposito progetto e relazione geologico - idraulica sottoscritti da professionista, attestanti la funzionalità del sistema di smaltimento delle acque bianche. 8. Per tutte le nuove costruzioni residenziali, tutte le acque meteoriche dovranno essere convogliate in una vasca di raccolta provvista di scarico di troppo pieno da collegarsi alla fognatura comunale mista o bianca dove esistente avente le seguenti caratteristiche: - Per costruzioni residenziali con area impermeabile fino a 300 mq è prescritto l'obbligo di una vasca di raccolta acque piovane di capienza minima pari a mc 5; - Per costruzioni residenziali con area impermeabile fino a 600 mq è prescritto l'obbligo di una vasca di raccolta acque piovane di capienza minima pari a mc 10; - Per costruzioni residenziali con area impermeabile fino a 1500 mq è prescritto l'obbligo di una vasca di raccolta acque piovane di capienza minima pari a mc 15; - Per costruzioni residenziali con area impermeabile superiore a 1500 mq è prescritto l'obbligo di una vasca di raccolta acque piovane di capienza minima pari a mc 20. Art. 31. Requisiti delle costruzioni 1. Chiunque diriga ed esegua lavori di realizzazione di manufatti edilizi, di costruzione di nuovi fabbricati esistenti di installazione o modifica di impianti tecnologici a servizio dei fabbricati, di installazione o modifica di impianti destinati ad attività produttive all interno dei fabbricati od in aree ad essi pertinenti, deve provvedere, sotto personale responsabilità, che le opere siano compiute a regola d arte e rispondano alle norme di sicurezza e di igiene prescritte dalle leggi, dai regolamenti e dalle direttive in vigore. 2. Le norme di settore alle quali debbono conformarsi i requisiti tecnici e prestazionali degli interventi edilizi sono riferite alle sotto riportate esigenze di: A) resistenza meccanica e stabilità; B) sicurezza in caso di incendio; C) tutela dell igiene, della salute e dell ambiente; D) sicurezza nell impiego; E) protezione contro il rumore; F) risparmio energetico e ritenzione del calore; G) facilità di accesso, fruibilità e disponibilità di spazi ed attrezzature. 3. Se per il soddisfacimento dei requisiti, le vigenti norme impongono di procedere a deposito di atti, approvazione di progetti, collaudi, controlli finali o altro, presso istituzioni pubbliche diverse dal Comune, il professionista incaricato ai fini della conformità ai suddetti requisiti deve comunicare all Autorità comunale gli estremi dei relativi atti e la denominazione dell ufficio pubblico competente. 4. Nel caso di approvazione condizionata, soggetta a prescrizione, il professionista incaricato ai fini della conformità al requisito deve produrre copia del documento rilasciato dal pubblico ufficio competente, riportante per esteso le Pagina di 68 17
18 condizioni imposte; il Comune, in sede di controllo, ha facoltà di richiedere copia completa della pratica presentata presso l ufficio suddetto. Art. 31 bis Accessibilità delle costruzioni Tutte le costruzioni dovranno essere realizzate in modo tale che ogni unità abitativa sia facilmente accessibile a tutti i livelli. In modo particolare, oltre al rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia, i piani oltre quello terreno dovranno essere dotati di adeguate scale di accesso a rampe con larghezza sufficiente alla eventuale installazione di servo scala o simile. Laddove non sia possibile l inserimento di una scala con tali caratteristiche, l accesso dovrà essere garantito da idoneo ascensore. E pertanto escluso che la scala a chiocciola possa rappresentare l unico acceso alle unità abitative poste ai piani superiori a quello terreno. Art. 32. Inserimento ambientale delle costruzioni 1. Tutte le costruzioni devono essere inserite armonicamente nel contesto ambientale. 2. I fabbricati di nuova costruzione, o soggetti a ricostruzione o a recupero, devono armonizzare nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture con gli edifici circostanti, in particolare con quelli costituenti matrice ambientale, anche senza essere necessariamente simili a questi nonché inserirsi convenientemente nell ambiente urbano o naturale rispettandone le caratteristiche peculiari. 3. L Autorità comunale, sentito il parere della Commissione Edilizia, in sede di rilascio degli atti di assenso all edificazione, ha facoltà di prescrivere, con congrua motivazione, soluzioni progettuali specifiche e di imporre direttive intese ad ottenere specifici risultati di inserimento ambientale. L'Autorità Comunale potrà individuare le tinte da adottare nella colorazione delle facciate tenendo conto della suddivisione del territorio in zone così articolate: - Centro Storico, - Borgate e nuclei sparsi, - Zone di completamento, - Zone di espansione, - Zone industriali. A tale scopo ci si potrà avvalersi sia di progetti specifici di colore per particolari ambiti urbani (vie, piazze, Pec, ecc.) che di abachi di riferimento relativi ai principali elementi compositivi (cornici, cornicioni, balconi, ringhiere, inferriate, cancellate, insegne, zoccoli, pavimentazioni, serramenti, coperture, etc.) 4. L Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può altresì disporre la sostituzione o la rimozione di elementi accessori esistenti quali scritte, insegne, decorazioni, sovrastrutture, ecc. che non si accordano con le caratteristiche ambientali. Nel caso di interventi di trasformazione dei fabbricati che implichino il rifacimento dei prospetti, è richiesto l adeguamento alle norme regolamentari o la rimozioni degli elementi incongruenti. 5. I lavori e le opere necessarie per l arredo complementare, secondo le prescrizioni imposte negli atti di assenso all edificazione, devono essere totalmente compiuti allo scadere del periodo fissato. 6. Nelle zone di P.R.G.C. Aa/Ab/Ac/Ad/ sono vincolanti le prescrizioni di cui alla Variante Parziale al P.R.G.C. relativa al Centro Storico. 7. Le costruzioni localizzate in zona collinare dovranno prevedere edifici che si avvalgano di tipologie e materiali costruttivi che bene si inseriscano nel contesto ambientale circostante, e che seguano l andamento planoaltimetrico del terreno esistente, evitando scavi e riporti che possano creare fratture alle caratteristiche della zona di alto pregio ambientale. Gli eventuali scavi e riporti, contenuti nella misura massima di mt. 1.00, dovranno comunque essere finalizzati ad un livellamento del terreno e non alla formazione di rilevati e/o terrazzamenti. I nuovi edifici dovranno in sostanza adagiarsi sul terreno senza sbancamenti finalizzati alla realizzazione di locali abitabili fuori terra, anche se tale soluzione dovesse richiedere la creazione delle singole unità immobiliari su piani diversi. Particolare attenzione dovrà essere posta alla localizzazione dei nuovi fabbricati, evitando le parti dell ambito interessato che, anche se caratterizzate da una migliore esposizione, possono creare un maggiore impatto visivo. In ogni caso sarà vincolante il parere della Commissione Edilizia, anche nei casi in cui l intervento non sia sottoposto a vincolo ambientale ovvero, se sottoposto, anche se non in regime di subdelega. Sono esclusi dalle norme del presente comma i movimenti terra necessari alle opere di fondazione e i locali interrati non abitabili, che dovranno comunque seguire l andamento planoaltimetrico dei locali abitabili posti superiormente Pagina di 68 18
19 8. In caso di ristrutturazione edilizia e/o demolizione con ricostruzione di fabbricati esistenti, dovranno essere rispettate scrupolosamente le tipologie edilizie preesistenti, qualora le stesse siano significativamente rappresentative di un patrimonio edilizio di pregio, a testimonianza di qualificanti valori architettonici e ambientali e rurali. In ogni caso sarà vincolante il parere della Commissione Edilizia, anche nei casi in cui l intervento non sia sottoposto a vincolo ambientale ovvero, se sottoposto, anche se non in regime di subdelega. Nel caso di demolizione con ricostruzione senza rispetto fedele della tipologia preesistente, il risultato edilizio dovrà essere comunque di alto pregio architettonico e ben inserirsi nel contesto dell ambito ambientale paesaggistico edilizio circostante. 9. Qualora la struttura del tetto esistente non consenta la realizzazione di un cordolo antisismico, non costituisce aumento del fronte dell edificio, né sopraelevazione o ampliamento, la realizzazione di cordoli d imposta, aventi semplicemente funzioni strutturali o di miglioramento antisismico, sempre che non eccedano la misura massima di 35 cm misurati dall estradosso della soletta del sottotetto. Nel caso di fabbricati non isolati per consentire il mantenimento della geometria dei tetti e delle pendenze delle falde sarà ammissibile anche la traslazione delle falde stesse con conseguente innalzamento del colmo del tetto. Sempre a garanzia della geometri adei tetti tali quote diventeranno il riferimento per eventuali adeguamenti sismici realizzati in adiacenza. Sono comunque fatte salve eventuali norme più restrittive, le normative specifiche dei fabbricato in zona Aa, Ab ed Eb. Art. 33. Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private 1. Le costruzioni, le singole parti delle stesse e le aree di pertinenza debbono essere mantenute efficienti, per quanto attiene alla sicurezza, all estetica, al decoro, all igiene. 2. E prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storico artistiche di pregio, nonché interesse di testimonianza storica, quali fontane, esedre, lapidi, bassorilievi, edicole sacre, antiche targhe e simili. 3. Il proprietario ha l obbligo di eseguire i lavori di manutenzione, di riparazione e di ripristino necessari, nonché quelli di intonacatura e ritinteggiatura delle costruzioni deterioratesi. 4. I prospetti architettonicamente unitari debbono essere tinteggiati in modo omogeneo; detta omogeneità va mantenuta anche se gli interventi di tinteggiatura avvengono in tempi diversi e riguardano proprietà diverse. 5. La scelta del colore della tinteggiatura di edifici non soggetti a specifico vincolo di tutela è sottoposta all approvazione degli uffici comunali competenti presso i quali deve essere esibita e depositata specifica campionatura. 6. Le aree libere inedificate, a destinazione non agricola o di pertinenza delle costruzioni, devono essere convenientemente mantenute e recintate; è vietato procurarne o consentirne lo stato di abbandono ed è altresì vietato l accumulo e l abbruciamento di materiali o di rifiuti. 7. Ove le condizioni delle costruzioni e delle singole parti delle stesse o lo stato delle aree siano degradati tanto da arrecare pregiudizio all ambiente o alla sicurezza ed alla salute delle persone, l Autorità comunale ha facoltà di ingiungere entro un termine prestabilito, al proprietario o al possessore dell immobile l esecuzione dei lavori necessari per rimuovere ogni inconveniente; in caso di inottemperanza, totale o parziale, l Autorità comunale può disporre l esecuzione d ufficio a spese dell inadempiente, tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta, in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 14 aprile 1910, n Art. 34. Interventi urgenti 1. Nei casi in cui ricorrano condizioni di pericolo per la stabilità della costruzione o si manifestino situazioni di emergenza con possibile compromissione per l integrità dell ambiente e rischio per l incolumità delle persone, il proprietario degli immobili interessati procede mediante un intervento urgente alle operazioni necessari per rimuovere la situazione di pericolo, sotto personale responsabilità sia per quanto attiene la valutazione dello stato di pericolo sia per l effettiva consistenza delle operazioni medesime. Pagina di 68 19
20 2. E comunque fatto obbligo al proprietario di dare immediata comunicazione dei lavori all Autorità comunale nonché agli eventuali Organi di Tutela, nel caso di edifici gravati da specifici vincoli e di presentare nel minor tempo possibile, comunque non oltre 30 giorni, istanza per ottenere gli atti di assenso necessari nelle normali condizioni di intervento. 3. Ogni abuso in materia è sanzionato ai sensi dell art. 68, fatto salvo l eventuale accertamento di fatti e comportamenti penalmente rilevanti e perseguibili. Art. 35. Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione 1. Le strade, le piazze, i suoli pubblici o assoggettati ad uso pubblico, all interno del centro abitato, devono essere provvisti di pavimentazione idonea allo scolo delle acque meteoriche e di mezzi per lo smaltimento delle stesse, sistemati nel sottosuolo. 2. E vietata la formazione di nuovi frontespizi ciechi (se non preordinati alla successiva costruzione in aderenza) visibili da spazi pubblici o assoggettati all uso pubblico; in caso di preesistenza degli stessi sul confine di proprietà, l Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può imporre l edificazione in aderenza, ove questa sia tra le soluzioni previste dalle N.T.A. dello S.U. vigente, ovvero ingiungere al proprietario del frontespizio di sistemarlo in modo conveniente. 3. Chiunque intenda occupare porzioni di suolo pubblico per attività temporanee, per eseguire lavori o per depositarvi materiali deve chiedere al Comune lo specifico permesso di costruire, indicando l uso, la superficie che intende occupare e le opere che intende eseguire; l occupazione delle sedi stradali è comunque regolata dalle leggi vigenti. 4. Salve restando le disposizioni di carattere tributario, il rilascio del permesso di costruire può essere subordinato alla corresponsione di un canone per l uso da disciplinare con apposito regolamento ed al versamento di un deposito cauzionale per la rimessa in pristino del suolo. 5. Il permesso di costruire contiene le prescrizioni da seguire per l occupazione e indica il termine finale della medesima. 6. Scaduto il termine di cui al precedente comma, senza che ne sia stato disposto il rinnovo, il titolare del permesso di costruire ha l obbligo di sgomberare il suolo occupato ripristinando le condizioni ambientali preesistenti. 7. In caso di inottemperanza, il ripristino è eseguito dall Amministrazione a spese del concessionario; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 14 aprile 1910, n I passi carrabili sono consentiti, in conformità alle norme di legge e con l osservanza degli obblighi fissati nell art. 47, semprechè non costituiscano pericolo per la circolazione. Pagina di 68 20