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Timestamp: 2019-07-17 09:10:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 101', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 66', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 13']

Cassazione Ordinanza del 14/01/2015 n. 403 - testo integrale Sentenza
Cassazione Ordinanza del 14/01/2015 n. 403
Crediti · debiti · inesigiti · deducibilita' · tributario
fonte:http://www.professionegiustizia.it/notizie/notizia.php?id=642&t=sentenza
" Orbene, la parte contribuente prospetta la violazione o falsa applicazione dell'art. 101 TUIR da parte della CTR che, per converso, nell'esercizio dei suoi poteri valutativi, ha stimato non ricorrere il requisito della certezza della perdita per effetto delle due missive che sollecitavano l'adempimento degli obblighi contrattuali."
La P. srl propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CTR Campania n.4.3.13, depositata il 10.1.2013. La CTR, in parziale riforma della sentenza resa dal giudice di primo grado, ha ritenuto la legittimita' della pretesa fiscale contenuta nell'avviso di accertamento notificato alla societa' contribuente relativa alla indeducibilita' della perdita su crediti di Euro 223.451,11, considerando che le due missive con le quali era stato sollecitato il rispetto degli obblighi contrattuali non poteva provare la non esigibilita' e la deducibilita' di tale importo. La societa' contribuente ha contestato la sentenza di appello sotto il profilo violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 101.
L'Agenzia delle entrate ha resistito con controricorso, chiedendo il rigetto del ricorso.
L'unica censura prospettata dalla contribuente e' manifestamente inammissibile e infondata.
Sul tema della deducibilita' delle perdite su crediti ai fini fiscali non correlate all'assoggettamento del debitore a procedure concorsuali la giurisprudenza di questa Corte resa dapprima sull'art. 66 TUIR e, successivamente, sull'art. 101 TUIR - applicabile ratione temporis alla fattispecie - e' ormai ferma nel ritenere la necessita', a carico del contribuente che voglia portare in deduzione la perdita, di dimostrare gli elementi "certi e precisi" che hanno dato luogo ad una perdita, chiarendo ulteriormente che si puo' parlare di perdita su crediti quando il debitore non paga volontariamente e il credito non risulta attuabile coattivamente.
Si e' pure aggiunto che la certezza che si e' verificata una perdita (fiscalmente rilevante) puo' darsi con ogni mezzo di prova utilizzabile nel processo tributario, peraltro aggiungendo che il riferimento alla presenza di "elementi" certi, lascia intendere che un solo elemento non e' di sicuro sufficiente ai fini della prova della certezza della perdita - cfr. Cass. n. 14568/2001 -. Ma il dato unitario che emerge dall'esame della giurisprudenza di questa Corte e' dato dal fatto che la ponderazione degli elementi forniti dalla parte contribuente per ritenere il credito di difficile esazione integrano una valutazione di fatto incensurabile in Cassazione, implicando indagini sul merito precluse a questa Corte - cfr. Cass. n. 14568/2001 cit.; Cass. n. 16330/2005; v. anche, in ordine al potere valutativo del giudice di merito, Cass. n. 19918/2005. Orbene, la parte contribuente prospetta la violazione o falsa applicazione dell'art. 101 TUIR da parte della CTR che, per converso, nell'esercizio dei suoi poteri valutativi, ha stimato non ricorrere il requisito della certezza della perdita per effetto delle due missive che sollecitavano l'adempimento degli obblighi contrattuali.
Cosi' facendo la CTR non solo si e' mantenuta nel perimetro normativo dell'indicata disposizione senza determinare alcuna violazione di legge del tipo di quella prospettata dalla parte ricorrente, ma ha dato luogo ad una valutazione incensurabile in sede di legittimita', tanto piu' dopo la modifica dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, applicabile nella sua nuova formulazione al presente giudizio-cfr.Cass. S.U. 7 aprile 2014 nn. 8053 e 8054-.
Alla stregua delle superiori considerazioni, che il Collegio condivide anche all'esito delle difese orali esposte dalla parte ricorrente, il ricorso fa rigettato. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in favore dell'Agenzia delle Entrate nella misura indicata in dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in favore dell'Agenzia delle entrate in Euro 3500,00, oltre spese prenotate a debito.
Da atto della ricorrenza dei presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
Cosi' deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta Civile, il 3 dicembre 2014.
Crediti Debiti Inesigiti Deducibilita' Tributario