Source: https://issuu.com/silpcgilnazionale/docs/2014_6_marzo_17cdff34fec3af
Timestamp: 2017-10-20 20:04:09+00:00
Document Index: 178231973

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 9', 'art.1', 'art.44', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 98', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 78', 'art. 82', 'art. 91', 'art. 98', 'art. 78', 'art. 1', 'art. 6', 'art.10']

iPol n.43 by SILP CGIL Segreteria Nazionale - issuu
P RE S I DI P O L I Z I A CHIESTO INCONTRO CON IL MINISTRO I N AS S E NZ A DI RI S P O S T E P RO NT I AL L A MOBILITAZIONE
IN QUESTO NUMERO Esito incontro con V. Capo Vicario Prefetto Marangoni, comunicato congiunto ­ Mafia, taglio accessi banca dati pessimo segnale ­ Sicurezza, unificare polizia e carabinieri ­ Schema regolamento attuazione art.3 del d.lgs 81/2008, comunicato congiunto ­ Richiesta congiunta per incontro capigruppo Senato ­ Trattamento di fine servizio ­ Sfera di operatività dell'Istituto dell'assegno alimentare, osservazioni ­ Il Viminale taglia 1,8 mld di stipendi e oltre 200 presidi e sezioni ­ Spray urticante utilizzato prima volta a Milano ­ 8 marzo "Libertà, condizioni di genere femminile" ­ Vittime del dovere, assistenza ­ Lavori Congressuali ­ News e Circolari
Razionalizzazione delle risorse e presidi della Polizia di S ta to s u l te r r i to r i o Esito dell’incontro con il V. Capo Vicario Prefetto Marangoni Così come anticipato, si è svolto nella giornata del 4 marzo, un primo interlocutorio incontro sul progetto di riorganizzazione degli uffici territoriali della Polizia di Stato alla luce di quanto emerso in altre discussioni ed a seguito delle anticipazioni giornalistiche e dei documenti pubblicati negli ultimi giorni che hanno costretto il dipartimento a convocare le OO.SS. del personale della Polizia di Stato. Le OO.SS. unitariamente hanno aspramente criticato il metodo di condurre le relazioni sindacali che da alcuni mesi i vertici del Dipartimento hanno adottato, un sistema che segna l’inasprimento del confronto sindacale ed il tentativo mal celato di sfuggire al dovuto confronto. La delegazione dell’Amministrazione guidata dal V. Capo Vicario Prefetto Marangoni e composta dal Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali V. Prefetto Ricciardi, dal Direttore Centrale degli Affari Generali Prefetto Truzzi. Il Vice Capo Vicario della Polizia ha esposto le linee guida del progetto di razionalizzazione e chiusura dei 261 presidi territoriali di Polizia ed ha rappresentato che le previsioni di chiusura riguardano 11 commissariati distaccati che espletano le funzioni di autorità locale di PS, 73 Uffici di Polizia Ferroviaria, 73 sezioni di Polizia Postale, 27 sezioni /sotto sezioni Polizia Stradale, 4 Nuclei Artificieri, 11 Squadre a Cavallo, 4 Sezioni Sommozzatori, 50 Squadre Nautiche oltre agli accorpamenti e rimodulazione delle competenze di alcuni compartimenti in ambito Stradale, Ferroviario e della Zona di Polizia di Frontiera, fermo restando la struttura organizzativa dei compartimenti della Polizia Postale nei capoluoghi di regione. Questo in estrema sintesi il progetto in chiave meramente ragioneristica, dal quale non si rinviene un solo criterio, una sola garanzia o anche una sola parola con riferimento alle tante specifiche professionalità acquisite nel tempo e alle migliaia di uomini e donne che dovrebbero essere ricollocati e che si celano dietro la freddezza di quei numeri . Acquisito parzialmente l’intendimento dell’Amministrazione della P.S. le scriventi OO.SS. hanno contestato con ferma durezza il “progetto”, prendendo atto nel corso della riunione che quanto rappresentato è un progetto parziale e incompleto, che successivamente dovrà interessare la razionalizzazione/chiusura di alcuni Istituti di Formazione, dei commissariati Sezionali, la rivisitazione degli organici e delle competenze del Dipartimento di P.S., le Organizzazioni Sindacali hanno censurato ulteriormente il comportamento del Dipartimento della P.S., che tenta di parcellizzare, un programma di sostanziale ripiegamento del Sistema Sicurezza del Paese, ridefinendo concretamente ambiti di competenza e funzioni della Polizia di Stato. Le scriventi OO.SS. hanno chiesto che, in considerazione dell’importanza delle tematiche trattate, il confronto sia effettuato anche con chi ha la responsabilità politica della sicurezza interna del Paese, ossia il Ministro dell’Interno, al fine di illustrare ai Poliziotti ed ai Cittadini quale modello di sicurezza si concretizzerà in futuro, dopo la proposta di riorganizzazione e chiusura dei presidi territoriali della Polizia di Stato. L’Amministrazione della P.S. anche in questa occasione ha dimostrato di non considerare le grandi professionalità acquisite sul campo nel corso del tempo dal personale della Polizia di Stato, e su cui l’amministrazione ha investito in formazione attraverso corsi di specializzazione. Abbiamo, dunque, chiesto ed ottenuto nell’immediatezza un confronto con l’Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, l’incontro con il Ministro dell’Interno veniva fissato per il prossimo 20 marzo.
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Nel corso dell’incontro le OO.SS. hanno rivendicato la necessità di sbloccare gli automatismi stipendiali e realizzare concretamente il riordino delle carriere su cui torneranno a chiedere l’impegno diretto del Ministro dell’Interno e del Governo, anche per ciò che attiene alle risorse finanziarie necessarie, tema su cui il Capo della Polizia si è direttamente impegnato con le OO.SS. Ribadiamo con determinazione che qualora nell’incontro con il Ministro dell’Interno non dovessimo ottenere le dovute garanzie, sui di temi oggetto del comunicato e sulla vertenza sblocco delle retribuzioni e dei diritti di progressione economici, e il confronto non dovesse ritornare sui giusti binari, mortificando le esigenze del nostro personale, saremo costretti ad interrompere ogni dialogo e dare la parola alla piazza attraverso mobilitazioni unitarie su tutto il territorio nazionale. Roma, 5 marzo 2014
Ma fi a , ta g l i o a c c e s s i b a n c a d a ti p e s s i m o s e g n a l e (ANSA) ­ROMA, 5 MAR­ Un "pessimo segnale che conferma una volontà tesa al depotenziamento della struttura principalmente deputata al contrasto del crimine organizzato nel nostro Paese". Cosi' Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp­Cgil, commenta l'articolo pubblicato sul sito dell'Espresso secondo cui il direttore della Dia ha disposto il dimezzamento degli accessi per gli operatori di polizia giudiziaria alle banche dati delle forze dell'ordine (Sdi) e delle Camere di commercio (Infocamere). "Ridurre tali accessi ­ secondo Tissone ­ comporterà una grave
diminuzione nella funzione investigativa e preventiva della struttura stessa a scapito dei risultati che si potrebbero ottenere in assenza di una simile limitazione".
Sicurezza, unificare polizia e carabinieri
(DIRE) Roma, 4 mar. ­ "Unificare Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri per consentire, senza ipocrisie, di aumentare gli attuali standard di sicurezza, nei centri come nelle periferie del Paese, con una vera razionalizzazione e con un forte risparmio di spesa". A lanciare la proposta e' il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone. La riorganizzazione del settore, aggiunge
il dirigente sindacale anche in relazione alle parole del sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione, oggi su 'L'Unita', "non ci spaventa ma va compiuta tenendo in mente il fatto che la priorità di una scelta è sempre data dalle esigenze dei cittadini, dalla valorizzazione dei compiti degli operatori addetti, dall'efficienza del servizio e dalla razionalizzazione delle risorse a disposizione". Per Tissone, quindi, la riorganizzazione "va disegnata in un'ottica complessiva di sistema dell'intero apparato di sicurezza e non frenata dagli egoismi di parte dei singoli corpi", ecco perchè invita il sottosegretario Manzione ad avviare un confronto: "Credo che sia venuto il momento di affrontare, seriamente, un tale problema facendo sedere ad un tavolo tutti gli attori ed i protagonisti di un simile progetto", conclude Tissone.
SCHEMA DI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 3 DEL d.lgs 81/ 2008 I SINDACATI DI POLIZIA RESPINGONO L'IRRICEVIBILE PROPOSTA D E L L ' A MMI N I S T R A Z I O N E Si è svolta al Dipartimento la prevista riunione relativa allo schema di Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 3 del d.lgs.81/2008 (sicurezza nei luoghi di lavoro). Tutti i Sindacati di Polizia presenti hanno concordato nel rigettare in toto la proposta dell’Amministrazione, non tanto perché nel merito non si riscontrano elementi positivi ai fini del decreto attuativo dell’articolo 3 del d.lgs 81/2008, quanto perché l’emanazione del predetto Regolamento risulta avere, allo stato, unicamente finalità di autotutela dell’Amministrazione, relativamente alle responsabilità che la materia della sicurezza sul posto del lavoro individua in capo al datore di lavoro. In maniera artificiosa si è cercato di dividere la responsabilità che la normativa pone in capo ad un unico soggetto (il datore di lavoro) in più livelli, utilizzando in maniera strumentale la motivazione che, frequentemente, il dirigente non è titolare dei poteri qualificanti il datore di lavoro: potere decisionale e di spesa. In tal modo, lo ribadiamo, si è perseguito unicamente lo scopo di “tutelare” il datore di lavoro e non gli operatori che hanno diritto a lavorare in luogo sicuro. Frazionare i livelli di responsabilità significa voler intorbidire le acque e non consentire, in caso di contenzioso giurisdizionale, unaindividuazione di responsabilità. La pretestuosità delle argomentazioni dell’Amministrazione si dimostra dal fatto che la medesima problematica è riscontrabile in tutto il restante pubblico impiego che non ha invocato una diminuzione di responsabilità come quella sopra evidenziata. In tale direzione, l’atteggiamento dell’Amministrazione di Pubblica Sicurezza non trova legittimazione dal fatto che l’Arma dei Carabinieri abbia approvato una soluzione analoga a quella proposta che, a nostro parere, ben difficilmente può essere considerata regolare, in quanto emanata dal “controllato” in difformità allo spirito della legge. I Sindacati di Polizia compatti ribadiscono, con forza, che prima di affrontare le questioni relative all’attuazione dell’articolo 3 del d.lgs 81/2008, si deve mettere mano a tutti quegli istituti che da 20 anni impediscono l’applicazione del d.lgs. 626/1994; per i nostri rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) non hanno mai trovato applicazione le prerogative in tema di permessi e di formazione. Prima di emanare questo decreto “scarica responsabilità”, che comunque non possiamo accettare nella forma e nella sostanza, si deve procedere nella direzione di dare dignità alla figura degli RLS. E' certamente da stigmatizzare la reiterata violazione delle norme sulla sicurezza presso gran parte dei luoghi di lavoro sul territorio nazionale, così come è inaccettabile l'interruzione delle trattative per la nomina e la designazione degli RLS. Il tentativo dell’Amministrazione è, pertanto, inaccettabile, anche rispetto alla condizione di chi – vestendo la divisa della Polizia di Stato – deve andare a controllare e censurare gli ambienti di lavoro esterni, magari di imprenditori in difficoltà a causa della crisi economica, sanzionandoli, pure gravemente, secondo le disposizioni vigenti, nonostante i propri ambienti di lavoro siano in condizioni assai peggiori. Una contraddizione che è rappresentativa dello stato delle cose e che ci impone, ribadiamo, di respingere al mittente le proposte dell’Amministrazione! Roma, 5 marzo 2014
R i c h i e s t a c o n g i u n t a s i n d a c a t i d i p o l i zi a d i s t a t o , penitenziaria, forestale e vigili del fuoco per incontro c a p i g r u p p o S e n a to Ai Capigruppo dei gruppi parlamentari del Senato della Repubblica Oggetto: Congelamento incrementi retributivi ex art. 9/1­2 DL 78/2010 conv. L. 122 del 30/7/2010. Richiesta incontro urgente. E’ in questo momento in atto presso la VII^ Commissione Cultura e Istruzione del Senato una discussione che ha per oggetto lo sblocco degli automatismi per detto Comparto. Anche per quanto concerne il Comparto Sicurezza e Difesa vi sono problematiche molto simili in merito al reperimento di fondi connessi al soddisfacimento dei propri automatismi stipendiali e per le progressioni di carriera ove, in passato, si è attinto con risorse proprie oggi insufficienti a coprire, per intero, il periodo 2012 – 2014. E' necessario, infatti, sottolineare come la struttura salariale e le promozioni e progressioni di carriera del personale che determinano l'assegnazione degli incarichi e delle responsabilità professionali nel
Comparto Sicurezza e Difesa, abbiano una peculiarità non riscontrabile in alcun altro ambito della pubblica amministrazione. L'attuale condizione di "blocco del tetto salariale" ha determinato situazioni operative e gestionali del personale e degli Uffici, discutibili sul piano normativo ed al limite del paradosso, con gravi danni sul piano dell'efficienza e della funzionalità del sistema sicurezza e difesa in quanto, il personale a fronte di maggiori oneri e responsabilità derivanti dall'esperienza di servizio e dalla qualifica posseduta, percepisce una retribuzione inferiore. Per questo chiediamo un incontro con le SS. VV. affinchè si affronti nelle commissioni di merito una questione che sta a cuore alle donne e agli uomini della sicurezza che assicurano, nonostante i continui e crescenti disagi, il proprio impegno a difesa delle istituzioni. Roma, 1 marzo 2014
Trattamento di fine servizio, valorizzazione periodi di frequenza corsi Il giorno 4 marzo la segreteria nazionale scrive al dipartimento: Con la circolare nr. 333/H/G49 del 20 febbraio scorso sono state diramate ulteriori nuove disposizioni in materia di liquidazione del T.F.S e riguardo i periodi utili ai fini del trattamento pensionistico e di buonuscita. Orbene questa O.S. chiede nel merito i necessari chiarimenti, rispetto a quanto disposto nella citata circolare , circa l’ulteriore differimento del pagamento del TFS sia in caso di collocamento a riposo d’ufficio che in caso accesso al pensionamento a domanda. Premesso che nella circolare nr. 333/H/ G49 della Direzione Centrale Risorse Umane del 28 maggio 2013 con oggetto: ”Chiarimenti relativi ai termini di pagamento del trattamento di fine servizio per il personale appartenente al comparto sicurezza,
difesa e soccorso pubblico”, venivano, per esplicita previsione normativa, salvaguardati i diritti acquisiti anteriormente al 12/08/2011, ovvero per il personale che aveva raggiunto i requisiti di continua a pagina successiva...
accesso al pensionamento anteriormente alla predetta data venivano salvaguardati i termini di 105 giorni per il pagamento della liquidazione ai sensi della L.148/2011 art.1.c. 22 e 23 e nei casi di: ”dispensa per fisica inabilità – decesso – limiti di età ­ 80% + 53 anni entro il 12./08/2011“. Ciò posto, si chiede di confermare che dall’1.01.2014 le nuove decorrenze (12 mesi almeno ed erogazione di una prima tranche di 50.000 euro) per il pagamento del T.F.S., non limitino i diritti acquisiti di coloro i quali avevano, appunto, raggiunto i requisiti entro il 12.08.2011, poiché nella nuova circolare questo aspetto non viene evidenziato. Per quanto riguarda, invece, la valorizzazione dei corsi di formazione successivi all’1.01.1998, è evidente che il profilo interpretativo adottato, ovvero la valorizzazione ai
fini della pensione solo per i volontari in ferma prefissata, mentre per gli Allievi Agenti il periodo di corso dovrà essere riscattato, crea una ingiustificata disparità di trattamento. Infatti ciò è anche in netto contrasto con il disposto normativo previsto dall’art.44 della legge 121/81, tuttora vigente, che prevede, ad ogni effetto, il servizio prestato in Polizia per più di due anni, ivi compreso il periodo di frequenza dei corsi, sia adempimento degli obblighi di leva. Anche su questo aspetto si richiedono urgenti chiarimenti ed un intervento correttivo, peraltro già in passato assicurato da codesto Ministero con nota del 29 aprile 2011.
per vedere la circolare nr. 333/H/G49 del 20 febbraio clicca qui
S fe r a d i o p e r a ti v i tà d e l l ’ i s ti tu to d e l l ’ a s s e g n o alimentare di cui all’art. 82 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3. osservazioni
Il giorno 4 marzo la segreteria nazionale scrive al dipartimento: Con riferimento alla nota pari oggetto di codesto Ufficio del 21 febbraio u.s., con cui è stata trasmessa la bozza di circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane, volta a chiarire alcuni aspetti applicativi dell’istituto dell’assegno alimentare nei casi di dipendenti sospesi dalla qualifica a seguito di sentenza penale irrevocabile
di condanna, il Silp per la Cgil formula le seguenti osservazioni. La norma principale alla quale occorre fare riferimento in materia è l’art. 82 del D.P.R. 3/1957 che disciplina l’assegno alimentare. Stabilisce la norma che all'impiegato sospeso è concesso un assegno alimentare in misura non superiore alla metà dello stipendio, oltre gli assegni per carichi di famiglia. La norma si applica, come la stessa Amministrazione conferma, anche alle fattispecie di cui agli artt. 91 e 92 del Testo Unico citato, che disciplinano rispettivamente la sospensione cautelare obbligatoria e la sospensione cautelare facoltativa. Tali norme prevedono espressamente l’applicabilità dell’art. 82. Diversamente, l’art. 98 del D.P.R. 3/1957, disciplinante la sospensione dalla qualifica inflitta al dipendente condannato con sentenza passata in giudicato, non destituito, non richiama l’art. 82, di tal che l’Amministrazione è giunta ad affermare che nel caso di applicazione continua a pagina successiva...
della sospensione dalla qualifica non sia dovuto l’assegno alimentare, non potendosi ricorrere legittimamente all’applicazione analogica. Ad avviso della scrivente, quanto si legge nella nota dell’Amministrazione pare il frutto di un fraintendimento e pertanto occorre fare chiarezza. Al personale della Polizia di Stato si applica – quale regolamento disciplinare – il D.P.R. 737/1981, che è normativa speciale, non derogabile da altre e diverse fonti normative, benché integrabile ­ per quanto non diversamente stabilito ­ dal D.P.R. 3/1957. L’impianto al quale si fa riferimento nella nota dell’Amministrazione è unitariamente tratto da tale fonte normativa e ben connesso con le sanzioni dallo stesso previste. In particolare, l’art. 78 del D.P.R. 3/1957 prevede, quali sanzioni applicabili all’impiegato, le seguenti: la censura, la riduzione dello stipendio, la sospensione dalla qualifica, la destituzione. La questione presa in esame dall’Amministrazione ­ che si è posta il quesito dell’applicabilità o meno dell’art. 82 alla fattispecie dell’art. 91 ­ non riguarda e non potrebbe riguardare i dipendenti della Polizia di Stato. Ed infatti, la questione poteva essere correttamente posta nei confronti dei pubblici impiegati prima dell’adozione del D. Lgs. 165/2001. Ma non ha nulla a che vedere con i dipendenti della Polizia di Stato. Valga il vero. L’art. 98 prevede l’applicazione della sanzione
della sospensione dalla qualifica per il caso di condanna a pena detentiva del pubblico dipendente. La sospensione dalla qualifica è una delle sanzioni prevista dall’art. 78. La sospensione dalla qualifica non è sanzione prevista per i dipendenti della Polizia di Stato. In particolare, le
sanzioni applicabili ai dipendenti della Polizia di Stato sono stabilite dall’art. 1 del D.P.R. 737/1981 e sono le seguenti: il richiamo orale, il richiamo scritto, la pena pecuniaria, la deplorazione, la sospensione dal servizio e la destituzione. Il D.P.R. 737/1981 non prevede, tra le sanzioni applicabili agli appartenenti alla Polizia di Stato ­ evidentemente non estensibili ­ la sospensione dalla qualifica per la quale l’Amministrazione si è posta il problema, ma la diversa sanzione della sospensione dal servizio. La norma che disciplina la sospensione dal servizio è l’art. 6 del D.P.R. 737/1981 il quale testualmente stabilisce che: <<La sospensione dal servizio consiste nell'allontanamento dal servizio per un periodo da uno a sei mesi, con la privazione della retribuzione mensile, salva la concessione di un assegno alimentare di importo pari alla metà dello stipendio e degli altri eventuali emolumenti valutabili a tal fine a norma delle disposizioni vigenti, oltre gli assegni per carichi di famiglia.>> Va da sé che con riferimento ai dipendenti della Polizia di Stato, l’Amministrazione non potrà che continuare ad erogare l’assegno alimentare, ove si determini per la sospensione dal servizio quale sanzione da comminare.
Polizia, il Viminale taglia 1,8 mld di stipendi e oltre 200 presidi e sezioni La Repubblica ­ 3 marzo ­ Il ministero dell'Interno taglia un miliardo e 800 milioni di euro agli stipendi delle forze dell'ordine, proprio mentre si fa un gran parlare di lotta alla mafia, con Saviano che lancia un appello contro l'economia criminale, il premier che promette cinque punti per aggredire i patrimoni mafiosi, il presidente dell'Antimafia che sprona ad appovare un decreto per i reati spia, il sottosegretario ai servizi segreti che conferma che la mafia durante la crisi s'è rafforzata. Ma il Viminale non taglia solo gli stipendi: propone la chiusura di undici commissariati; la soppressione di due compartimenti e 27 presidi della Stradale; la cancellazione di 73 sezioni di polizia ferroviaria. In un momento in cui si denunciano nuovi reati telematici, elettronici compreso il cybercrime, saranno chiuse 73 sezioni provinciali della polizia postale, deputata a fronteggiare questa nuova frontiera del crimine online. E in un momento in cui in Italia si registra un'emergenza immigrazione, con flussi migratori che attraversano soprattutto le frontiere Schengen (oltreché il Mediterraneo), saranno chiuse due zone di frontiera e 10 presidi minori. Tutte le 50 squadre nautiche infine saranno soppresse, quattro sezioni di sommozzatori, undici squadre a cavallo e perfino quattro nuclei artificieri. È in corso anche la riduzione delle scuole di formazione. Le forze dell'ordine sono sul piede di guerra, nei giorni scorsi la Silp­Cil ha inscenato una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio. Il malumore serpeggia anche tra i carabinieri che, essendo privi di formazioni sindacali, ufficialmente non parlano. Ma anche tra le alte sfere c'è chi lamenta che prima dei piani di riordino, il governo dovrebbe saldare agli agenti e ai militari i conti dei loro salari. Dal 2011 a oggi, infatti, i tagli fatti dai governi Berlusconi, Monti e Letta alle buste paga delle forze dell'ordine (tra tagli agli scatti di carriera, promozioni, indennità) ammontano a 1 miliardo e 800 milioni di euro. Facendo una media, è come se ad ogni operatore della sicurezza fosse stato tagliato lo stipendio per 1300 euro all'anno negli ultimi tre anni.
Martedì 3 marzo, alle 18, tutte le sigle sindacali della polizia di Stato (dall'Anfp al Siap, dal Coisp al Siulp, dall'Ugl al Sap) saranno ricevute dal capo vicario Alessandro Marangoni per discutere il piano di riordino. Del resto, la circolare di "razionalizzazione" firmata dal direttore degli Affari Generali Gaudenzio Truzzi non lascia presagire nulla di buono fin dalle prime righe. "Si evidenzia ­ scrive Truzzi ­ l'esigenza di una condivisa razionalizzazione della dislocazione dei presidi di polizia sul territorio che tenga conto la conclamata carenza di organico in cui versano le forze dell'ordine e l'attuale congiuntura economica". I tagli a commissariati e caserme dei carabinieri arrivano dopo l'allarme lanciato su Repubblica qualche mese fa dal capo della Polizia. "Tutti mi chiedono di aumentare il livello di sicurezza sul territorio ­ aveva dichiarato Pansa il 22 novembre scorso, gelando il ministro dell'Interno Angelino Alfano ­ ma con 15.000 poliziotti in meno non possiamo offrire lo stesso grado di qualche anno fa. Nel 2014 saremo 94mila e non possiamo darci i compiti come se fossimo ancora 110mila". Il 2014 è arrivato e Pansa, Marangoni, con l'avallo politico del ministro Alfano, stanno mantenendo quanto annunciato. La sicurezza sarà parametrata su 94mila addetti con gli stipendi decurtati. I commissariati saranno tagliati a Osimo (Ancona), Teviglio (Bergamo), Bressanone (Bolzano), Alassio (Savona), Duino (Trieste), Tolmezzo (Udine), Pescia (Pistoia), Colleferro, Frascati e Genzano (Roma), Porto Tolle (Rovigo).
Spray urticante, utilizzato per la prima volta dai poliziotti di Milano Il primato poco invidiabile se lo è aggiudicato un ragazzo rumeno di 26 anni che, a Milano, ha sperimentato per primo sui propri occhi gli effetti dello spray urticante, dal 10 febbraio in dotazione alle forze dell’ordine. Venerdì 28 febbraio, una volante della polizia ferma per un controllo una Skoda in Corso Plebisciti, zona est della città. A bordo dell’auto ci sono cinque ragazzi che si agitano, fanno storie, vogliono andarsene in fretta. I due agenti li fanno scendere e a quel punto uno dei cinque dà in escandescenza e si scaglia contro i poliziotti. Scoppia il parapiglia. Uno degli agenti, per bloccarlo, estrae lo spray al peperoncino e glielo spruzza in faccia. Pochi secondi, e il violento bruciore alla gola e agli occhi lo immobilizza, ed è a questo punto che il giovane viene ammanettato. Sulle spalle del 26enne, arrestato per resistenza, ci sono precedenti per furto e ricettazione e un provvedimento di allontanamento da Milano firmato dal prefetto. E’ la prima volta che la polizia di Milano utilizza questo strumento per la difesa personale. Lo spray è stato dato in dotazione ai reparti Volanti e Polfer di Milano, e ai nuclei radiomobili dell’Arma
dei carabinieri di Roma e Napoli per un periodo di sei mesi (fino al 10 agosto). Ogni pattuglia ne ha uno. Sono esclusi i reparti mobili, quindi non sarà utilizzato nelle manifestazioni. Il via libera è arrivato a febbraio con un decreto del capo della
polizia, Alessandro Pansa. Insieme allo spray, agenti e carabinieri, sono stati dotati di un kit di intervento per far cessare l’effetto urticante che dura pochi secondi e può essere attenuto lavando gli occhi con dell’acqua. Dubbi sono stati espressi sulla pericolosità della sostanze contenuta nella soluzione irritante, in primis lo stesso ministero della Salute. Perplessità che sono state sciolte con l’impiego di precise norme: lo spruzzo non potrà superare i tre metri ed il principio attivo contenuto (capsicum disciolto) non dovrà essere superiore al 10%. In quantità modesta, la sostanza non ha alcuna ripercussione sulla salute. Inoltre lo spray “non può essere usato – dice il Dipartimento – in via preventiva o intimidatoria”, ma solo quando le forze dell’ordine si trovano davanti a un’azione violenta, di resistenza attiva e quando ogni tentativo di mediazione, dialogo o negoziazione fallisce. La dotazione dello spray è accolta positivamente dal sindacato di polizia Silp­ Cgil. “Che gli operatori della sicurezza possano disporre di uno strumento di azione efficace e al contempo adeguato al contesto – osserva il segretario Daniele Tissone – renderà sempre più remoto l’utilizzo di strumenti di coazione fisica più dannosi esponendo, in tal modo, le persone coinvolte a sempre minori rischi”. fonte: Il Fatto Quotidiano
8 marzo "Libertà. Condizione di genere femminile" 'Libertà. Condizione di genere femminile', è lo slogan scelto quest'anno dalla CGIL per festeggiare la Giornata Internazionale della donna e per rimettere al centro il suo diritto all'autodeterminazione. In Italia, ma anche negli altri Paesi Europei, si sta assistendo ad una pesante regressione della condizione femminile. Nel nostro Paese, secondo la CGIL, il diritto all'autodeterminazione è messo fortemente in discussione su due versanti: l'interruzione volontaria di gravidanza ­ a causa della mancata applicazione della 194 ­ e il diritto di scegliere la maternità, limitato quest'ultimo dalle condizioni economiche e sociali, dalla precarietà diffusa, dalla forte crisi occupazionale e dall'erosione del welfare, che riduce sempre di più i servizi all'infanzia. "La legislazione sulla maternità è costruita per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato" sottolinea la CGIL, "le altre sono costrette a vivere in bilico tra salari bassissimi, pochi diritti e ancora meno welfare e tutele. Scegliere di avere un figlio è per loro una sfida al limite dell'impossibile”. Per questo aggiunge la CGIL “è urgente tornare a investire sul welfare e rendere più uguali e universali i diritti. Non solo per una giustizia sociale, ma perchè in gioco c'è la libertà, la libertà per le donne di decidere della propria vita, del proprio corpo, della propria salute e del proprio futuro”. Alle numerose iniziative in programma per sabato 8 marzo promosse dalla Confederazione, si aggiungeranno le numerose manifestazioni in tutta Europa organizzate dal comitato womenareurope a sostegno delle donne spagnole, mobilitate contro la proposta di legge Gallardon sull'aborto. In Spagna, l'autodeterminazione delle donne è stata messa in discussione da un disegno di legge che per la CGIL “non è contro l'aborto,
ma contro le donne”, un provvedimento che ha generato l'immediata reazione delle donne europee che si sono messe in rete per proteggere le importanti conquiste ottenute negli anni con una mobilitazione che va avanti da mesi e sabato prossimo scenderanno ancora in piazza in tutta Europa per respingere le aggressioni alla dignità delle donne e per una nuova idea di cittadinanza che ridefinisca il rapporto tra uomini e donne.
Vittime del dovere ­ assistenza
Il Silp per la Cgil ha predisposto un servizio di assistenza per le Vittime del Terrorismo, delle Mafie e del Dovere con il proposito di fornire informazioni su come comprendere e definire il proprio status in relazione a queste figure così come sono delineate dalle leggi vigenti, assistenza per tutti quelli che sono i passi da compiere e presso chi si devono fare per il riconoscimento dello status e l’ottenimento dei diritti collegati e supporto per quelli che sono gli aspetti eventualmente controversi legati al riconoscimento. Contattaci al seguente indirizzo di posta elettronica: vittimedeldovere@silp.cgil.it Normativa vigente in materia di "Vittime del dovere"
LAVORI CONGRESSUALI SILP CGIL Congresso Provinciale Firenze 28 febbraio, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Antonello Marrocco
Congresso Provinciale Savona 28 febbraio, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Luigi Sanguinetti
Congresso Provinciale Pesaro 28 febbraio, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Paolo Frega
Congresso Provinciale Prato 3 marzo, eletto il Segretario Provinciale : Zacchei Federico
Congresso Provinciale Lecce 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Antonio Ianne
Congresso Provinciale Pisa 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Meoli Claudio
Congresso provinciale Pistoia 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Mauro Additati
Congresso Provinciale Biella 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Liborio Spagnolo
Congresso Provinciale Livorno 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Luca Filippi
Congresso Provinciale Catanzaro 4 marzo, eletto il Segretario Provinciale: Antonio Tolomeo
Congresso provinciale Crotone 4 marzo, riconfermato il Segretario Provinciale uscente: Serafino Scalise
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Decreto relativo alla mensa non obbligatoria di servizio per la Polizia di Stato per la versione web: clicca qui
Cambi turno e reperibilità. Convocazione per la versione web: clicca qui
Incontro con il Signor Vice Capo della Polizia ­ Vice Direttore Generale con funzioni vicarie. Riunione del 4.3.2014. per la versione web: clicca qui Concorso interno a 7563 posti per la qualifica di vicesovrintendente della Polizia di Stato.Nomina commissione esaminatrice per la versione web: clicca qui
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