Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22395-del-06-09-2019
Timestamp: 2020-08-12 19:11:34+00:00
Document Index: 110755041

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 22395 del 06/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22395 del 06/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 06/09/2019, (ud. 04/06/2019, dep. 06/09/2019), n.22395
sul ricorso 28933-2018 proposto da:
AIMIEGHOMWAN HAPPY, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
difeso dall’avvocato MARIA MONICA BASSAN;
INTERNAZIONALE di VERONA SEZIONE di PADOVA, PROCURATORE GENERALE
avverso il decreto n. R.G. 10967/2017 del TRIBUNALE di VENEZIA,
depositato il 21/08/2018;
Il Tribunale di Venezia sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, con decreto in data 21/8/2018, ha confermato il provvedimento di rigetto pronunciato dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Monza in ordine alle istanze avanzate da AIMIEGHOMWAN HAPPY nato in Nigeria il (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.
Il richiedente asilo aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Padova di essere fuggito dal proprio paese perchè perseguitato dalla setta (OMISSIS); inoltre a causa di un incendio della sua casa era fuggito. Avverso il decreto del Tribunale di Venezia ha proposto ricorso per cassazione il ricorrente affidato ad un motivo.
Con unico motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 3 c.p.c., del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, in quanto il Tribunale di Venezia, nonostante la situazione di vulnerabilità e le violenze subite dal ricorrente, non ha riconosciuto il diritto alla protezione umanitaria.
Il motivo di merito proposto contiene una serie di critiche agli accertamenti in fatto espressi nella motivazione della corte territoriale che, come tali, si palesano inammissibili, in quanto dirette a sollecitare un riesame delle valutazioni riservate al giudice del merito, che del resto ha ampiamente e rettamente motivato la statuizione impugnata, esponendo le ragioni del proprio convincimento. La censura si risolve quindi in una generica critica del ragionamento logico posto dal giudice di merito a base dell’interpretazione degli elementi probatori del processo e, in sostanza, nella richiesta di una diversa valutazione degli stessi, ipotesi integrante un vizio motivazionale non più proponibile in seguito alla modifica dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, apportata dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54, convertito in L. n. 134 del 2012 (v. Cass., sez. un., n. 8053/2014).
Il motivo in ordine alla verifica delle condizioni per il riconoscimento della protezione umanitaria si rileva inammissibile in quanto censura, senza peraltro alcun riferimento alla situazione individuale, l’accertamento di merito compiuto dal Tribunale in ordine alla insussistenza di una particolare situazione di vulnerabilità del ricorrente. Del tutto generica, comunque, si mostra la doglianza avverso il diniego di protezione umanitaria: il ricorrente invero, a fronte della valutazione espressa con esaustiva indagine officiosa dalla Corte di merito (in sè evidentemente non rivalutabile in questa sede) circa la insussistenza nella specie di situazioni di vulnerabilità), non ha neppure indicato se e quali ragioni di vulnerabilità avesse allegato, diverse da quelle esaminate nel provvedimento impugnato.
Dichiara inammissibile il ricorso. Nulla spese. Ricorrono i presupposti per l’applicazione del doppio contributo di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, non essendo il ricorrente stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato.