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Timestamp: 2018-10-17 22:14:33+00:00
Document Index: 137874505

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 294', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 324', 'art. 324', 'art. 582', 'art. 324', 'art. 324', 'art. 582', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 299', 'Cass. Sez. ', 'art. 299', 'Cass. Sez. ']

Misure cautelari personali - Estinzione - Omesso interrogatorio - Interrogatorio reso nell'udienza di convalida dell'arresto o del fermo - Misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari in relazione ad un reato diverso da quello per cui è stato eseguito l'arresto o il fermo - Ulteriore interrogatorio - Necessità - Esclusione
La sentenza in esame esclude la necessità un ulteriore interrogatorio dell'indagato ex art. 294 c.p.p., quando, all'esito dell'udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari emetta un'ordinanza cautelare per un reato diverso da quello per cui si è proceduto all'arresto o al fermo, sempre che nell'udienza di convalida sia stato pienamente rispettato il contraddittorio tra le parti, attraverso la contestazione dell'ulteriore imputazione e l'accesso agli atti da parte della difesa, e, nel corso di detta udienza, l'indagato sia stato interrogato anche su tale diverso reato. La sentenza si contrappone ad un diverso, risalente orientamento secondo il quale in tale ipotesi è necessario procedere ad un apposito interrogatorio di garanzia, non potendosi considerare idoneo a soddisfare le esigenze di difesa l'interrogatorio effettuato in occasione dell'udienza di convalida relativamente ad un diverso episodio (Cass., sez. II, 30 maggio 2001, n. 22539)
Misure cautelari reali – impugnazione – presentazione della richiesta fuori sede – inammissibilità
La sentenza in esame evidenzia un contrasto nella giurisprudenza di Cassazione in ordine alle forme di presentazione della richiesta di riesame avverso provvedimenti in materia di misure cautelari reali. Secondo un orientamento, la richiesta di riesame può essere presentata esclusivamente nella cancelleria del Tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento, ai sensi dei commi 1 e 5 dell’art. 324 c.p.p., con la conseguente inammissibilità del gravame presentato nella cancelleria di altro Tribunale (Cass. sez. III, 20 dicembre 2016, n. 53935; Cass., sez. III, 3 febbraio 2016, n. 12209; Cass., sez. III , 2 luglio 2015 n. 31961). Diversamente si darebbe luogo ad un’interpretatio abrogans dell’art. 324, comma 1, c.p.p., in parte qua, la cui specifica disciplina verrebbe “svuotata” in ragione di un’applicazione ampia dell’art. 582 (comprensiva, cioè, anche del comma 2), che lo stesso art. 324, per contro, non consente. Secondo un altro orientamento, la richiesta di riesame può essere validamente presentata anche nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano le parti private e i difensori, pur se questo è diverso da quello in cui è stato emesso il provvedimento impugnato, e ciò in base al rinvio contenuto nell’art. 324, comma 2, c. p.p. alle forme previste dall’art. 582, comma 2, c.p.p., con la conseguenza che, una volta avvenuta la presentazione della richiesta nei suddetti uffici entro il termine di dieci giorni dalla data di esecuzione del sequestro, è del tutto irrilevante, ai fini della tempestività del gravame, che l’atto pervenga entro lo stesso termine al tribunale competente a decidere (Cass., sez. III, 27 ottobre 2016, n. 45425; Cass., sez. III, 26 gennaio 2016, n. 23369; Cass., sez. II, 21 dicembre 2015 n. 50170)
Cass. Sez. I, 11 aprile 2016, n. 14831
Misure cautelari personali - Revoca e sostituzione - Procedimenti aventi ad oggetto delitti commessi con violenza alla persona - Onere della notificazione dell'istanza "de libertate" al difensore della persona offesa - Ipotesi di vittima "occasionale" non legata da pregresso rapporto con l'autore del reato – Sussistenza
La sentenza in esame segnala un contrasto sui confini della categoria dei delitti commessi “con violenza alla persona” in presenza dei quali, a norma dell’art. 299 comma 3 c.p.p., è imposto alla parte che chieda la modifica dello stato cautelare l’onere di notificare la richiesta al difensore della persona offesa e, in mancanza, alla stessa parte lesa, a pena di inammissibilità. Secondo un indirizzo giurisprudenziale il riferimento ai delitti commessi “con violenza” è limitato alle fattispecie in cui la condotta violenta si caratterizza per l’esistenza di un pregresso rapporto relazionale tra autore del reato e vittima (Cass. Sez. II, 27.10.2015, n. 43353); nella pronuncia in esame si si afferma invece che l’art. 299, comma 3 c.p.p. trovi applicazione anche nei casi di cd. violenza occasionale, non essendo richiesta una relazione personale- affettiva tra autore e vittima del reato e persona offesa per far sorgere l’obbligo di preventiva notifica alla persona offesa (Cass. Sez. I, 11 aprile 2016, n. 14831)