Source: https://osservatorio.urbanit.it/la-pianificazione-strategica-e-lagenda-urbana-della-citta-metropolitana-di-bologna/
Timestamp: 2019-11-13 14:19:31+00:00
Document Index: 119605390

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 43']

La Pianificazione strategica e l’agenda urbana della Città metropolitana di Bologna – Osservatorio Urban@it
La Pianificazione strategica e l’agenda urbana della Città metropolitana di Bologna
STATUTO CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA:
Articoli dello Statuto relativi alla pianificazione strategica: Artt. 8, 12, 13, 14, 31, 43
Legge regionale 30 luglio 2015 n. 13 di riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su città metropolitana di bologna, province, comuni e loro unioni
Articolo di riferimento: 5, 10.
Intesa Generale Quadro Regione e Città Metropolitana Bologna
http://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServeFile.php/f/Provincia_oggi/Intesa_Rer_definitiva.pdf
Articoli di riferimento: 1, 2, 3.
Sottopone al Consiglio metropolitano le proposte di revisione e adeguamento del Piano strategico (art. 12)
Approva e aggiorna annualmente il piano strategico metropolitano triennale (art. 12)
Esprime parere non vincolante in merito al Piano strategico metropolitano con i voti che rappresentino almeno un terzo dei Comuni compresi nella Città metropolitana e la maggioranza della popolazione complessivamente residente (art. 31)
Conferenza interistituzionale per l’integrazione territoriale
(presidente della Regione, assessore regionale competente in materia di riordino istituzionale, sindaco metropolitano, presidenti delle Province, presidente di ANCI regionale).
Partecipa indirettamente alla definizione degli contenuti e dei criteri della pianificazione strategica definendo un documento unitario di strategia istituzionale e di programmazione degli obiettivi del governo territoriale (art. 2, Intesa generale quadro e art. 10 LR 13/2015).
L’art. 12, comma primo, definisce il Psm come “atto di indirizzo per l’ente e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nel territorio dell’area metropolitana, anche, e con particolare riferimento, all’esercizio di funzioni delegate o attribuite dalla Regione”. In particolare, il Psm definisce gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo di medio e lungo periodo, individuando le priorità di intervento, le risorse necessarie al loro perseguimento e il metodo di attuazione (art. 12, comma primo).
Secondo le logiche partecipative e inclusive che hanno animato la prima stagione della pianificazione strategica e sebbene il coinvolgimento degli attori privati non sia espressamente previsto al comma 44 l. 56/2014, nella formulazione del piano strategico si prevede esplicitamente il coinvolgimento non solo degli altri enti pubblici, ma anche dei cittadini singoli o associati, delle organizzazioni rappresentative delle categorie produttive e delle organizzazioni sindacali (art. 8). In particolare, un regolamento disciplina le forme di partecipazione nella fase di elaborazione del Psm (art. 8, comma quinto). Attraverso la pianificazione strategica metropolitana, d’intesa con la Regione, sono altresì sviluppate le strategie territoriali necessarie affinché la Città metropolitana stessa possa sviluppare pienamente il suo ruolo di hub dell’intera comunità regionale (art. 2 Intesa quadro).
Le funzioni di pianificazione territoriale e quelle rivolte allo sviluppo economico sono svolte coerentemente agli obiettivi del PSM (art. 13, comma quarto e art. 14, comma primo). I contenuti e i criteri della pianificazione strategica metropolitana sono definiti, inoltre, in coerenza con gli indirizzi unitari di strategia istituzionale e di programmazione degli obiettivi del governo territoriale, ai sensi dell’art. 10 della L.R. Emilia Romagna n. 13 del 2015.
Quanto al monitoraggio, all’art. 12 dello Statuto si prevede che l’attività di attuazione del Psm posta in essere dalla Città metropolitana, dai Comuni e dalle Unioni di Comuni sia oggetto di periodico monitoraggio e valutazione in relazione agli obiettivi prefissati.
Le risposte della Città metropolitana di Bologna al questionario sullo stato di avanzamento e sui possibili contenuti del futuro Piano strategico (11 giugno 2016)
La Città metropolitana di Bologna non si è ancora dotata di un piano strategico. Si noti che l’art. 43 dello Statuto fissa la scadenza per l’adozione del Psm entro un anno dall’approvazione dello Statuto stesso (avvenuta il 23 dicembre 2014).
A partire dall’autunno 2015, si è però avviata la progettazione del nuovo piano strategico metropolitano di Bologna 2.0 attraverso la realizzazione di un percorso di ascolto dei territori che si è tenuto nei mesi di gennaio e febbraio 2016. Con il supporto di tutte le Unioni dei Comuni si sono svolti 6 incontri dal titolo “LA VOCE DELLE UNIONI sei incontri per raccogliere idee, progetti e proposte per il Piano Strategico metropolitano di Bologna”. Il percorso si è concluso con un evento finale dal titolo “FUTURO METROPOLITANO.DALLA VOCE DELLE UNIONI AGLI INDIRIZZI PER IL NUOVO PIANO STRATEGICO” dove sono state presentate le linee di Indirizzo del PSM2.0. (poi approvate dal Consiglio metropolitano in data 11 maggio 2016).
La città metropolitana non ravvisa alcun problema nel passaggio dal Comune capoluogo alla Città metropolitana come attore principale del nuovo Piano strategico, poiché già “il PSM2013 era stato elaborato in modo congiunto fra Comune di Bologna e Provincia senza alcun ruolo predominante fra i due Enti”. Diversamente, rispetto al passato, si pone il problema del carattere triennale che la legge Delrio ha dato alla nuova pianificazione strategica. La Città metropolitana di Bologna è, infatti, restia ad abbandonare la precedente struttura del Piano strategico: “Si potrebbe aprire quindi, una nuova stagione di pianificazione strategica capace di coniugare obiettivi almeno decennali ed azioni/progetti di medio-breve periodo. Il Psm dovrebbe configurarsi quindi come lo strumento essenziale per l’allocazione calibrata e razionale delle risorse disponibili”.
Quanto alla visione della Città metropolitana è opportuno richiamare le linee di Indirizzo, che definiscono 7 Obiettivi e 3 fattori trasversali.
I 7 Obiettivi:
Più mobilità meno e gas serra
Bologna metropolitana come capitale della produzione culturale e della creatività. Accesso alla conoscenza aperto, libero facile
I 3 fattori trasversali:
L’attenzione ai generi e alle generazioni
L’implementazione delle tecnologie digitali
In particolare, gli ambiti tematici oggetto del futuro piano strategico saranno: la qualità della vita dei cittadini in ogni sua dimensione; la relazione fra istruzione, ricerca e manifattura; il rafforzamento di una mobilità veloce e sostenibile; una nuova coniugazione dell’idea di rigenerazione urbana; il ruolo della cultura come elemento identitario e di attrattività.
Quanto al rapporto con i soggetti privati, di particolare interesse è la proposta di costituire un “Consiglio di sviluppo composto dalla parte non istituzionale del Comitato (quella istituzionale è già presente in Conferenza metropolitana), ossia costituito dai rappresentanti di Università, Camera di Commercio, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Terzo settore, fondazioni, con un ruolo consultivo sui contenuti del piano”.
Il 9 luglio 2013 è stato sottoscritto il “Patto metropolitano per il Piano Strategico Metropolitano di Bologna“, a seguito di un processo avviato con la costituzione nel 2011 del “Comitato Promotore Bologna 2021” e proseguito nei 4 tavoli tematici di progettazione e nei 3 Forum Metropolitani. Il Piano conteneva 67 progetti, rispetto ai quali “dal 2013 il Comitato ha continuato a svolgere un ruolo di implementazione ed attuazione (…), attraverso il confronto e la collaborazione con enti pubblici, soggetti e organizzazioni private espressioni delle forze sociali, economiche,culturali ed ambientali del territorio”.
Interessante sottolineare che la Segreteria tecnica del Piano strategico ha effettuato un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei 67 progetti, i cui risultati sono consultabili al seguente link. Il Comune di Bologna nel 2014 ha sottoscritto un accordo di sponsorizzazione con la società di consulenza specializzata SCS che ha definito un modello di “program management” volto alla raccolta di un set di indicatori quantitativi per ogni progetto.
La città metropolitana di Bologna segnala che “con il PSM2013 molti dei progetti in attuazione sono stati implementati dalle due Istituzioni e quindi rientrati all’interno delle singole attività di pianificazione. Ne sono un esempio il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico, il PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile)“.
← Torna alla Carta d’Identità della Città metropolitana di Bologna