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Timestamp: 2016-10-28 10:12:09+00:00
Document Index: 3244996

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 6', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 143', 'art. 142', 'art. 8', 'art. 143', 'art. 139', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 77', 'art. 143', 'art. 77', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 327', 'art. 395', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 644', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 32', 'art. 15']

Art. 143 cod. proc. civile: Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi è il procuratore previsto nell’articolo 77, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario (1).
Nei casi previsti nel presente articolo e nei primi due commi dell’articolo precedente, la notificazione si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte (2) (3).
Commento(1) Per poter procedere a tale forma di notificazione è necessario altresì che siano state eseguite, usando la normale diligenza, tutte le ricerche atte ad individuare il recapito del destinatario. Si deve, dunque, trattare di impossibilità oggettiva di individuare il luogo effettivo, incorrendo, qualora non risulti dalla relata di notifica l’esperimento di tali indagini, nella cd. ignoranza colpevole.
(2) Tale ultimo comma è dettato a tutela del destinatario dell’atto, il quale ha a disposizione 20 giorni (dal compimento delle formalità prescritte nei commi precedenti) per compiere gli atti di sua pertinenza. Il legislatore, operando un distacco tra il momento perfezionativo e quello dell’efficacia della notificazione, ha in tal modo previsto che la notifica è perfetta nei confronti dell’istante dal momento in cui sono compiute le dovute formalità, ma è efficace, nei confronti del destinatario, solo dopo i 20 giorni suddetti.
(3) Comma così sostituito dalla l. 6-2-1981, n. 42. (5) La Corte cost., con sent. 3-3-1994, n. 69, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 142, c. 2, e degli artt. 143, comma 3, e 680, comma 1, del presente decreto, nella parte in cui non prevedono che la notificazione all’estero del sequestro si perfezioni ai fini dell’osservanza del prescritto termine, con il tempestivo compimento delle formalità imposte al notificante dalle convenzioni internazionali e dagli artt. 30 e 75, d.P.R. 5-1-1967, n. 200.
1.1. Ignoranza effettiva ed ordinaria diligenza.
I requisiti oggettivi e soggettivi che giustificano la notificazione ex articolo 143, c.p.c., sono strettamente correlati ai concreti rapporti intercorrenti tra le parti: sul piano soggettivo chi la chiede deve versare in uno stato di ignoranza incolpevole circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell’atto, sul piano oggettivo devono essere provate le indagini compiute da chi ha domandato la notificazione, che non devono essersi basate solo sulle risultanze anagrafiche ma devono essere state estese anche al reperimento di informazioni sul reale avvenuto trasferimento del destinatario dell’atto in luogo sconosciuto, ovvero a scoprire quale fosse detto luogo dopo l’inutile tentativo dell’ufficiale giudiziario di eseguire la notifica all’indirizzo indicato. App. Napoli, 5 gennaio 2012.
In tema di notificazione alle persone irreperibili, può procedersi alla notifica ex art. 143 c.p.c. quando, sul piano soggettivo, la ignoranza di chi la chiede all'ufficiale giudiziario circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell'atto sia incolpevole e, sul piano oggettivo, se siano provate le indagini compiute da chi ha domandato la notificazione, non fondate solo sulle risultanze anagrafiche, ma estese ad accertamenti ed informazioni sul reale avvenuto trasferimento di detto destinatario in luogo sconosciuto ovvero su quale sia questo, dopo l'inutile tentativo dell'ufficiale giudiziario di eseguire la notifica all'indirizzo indicato; per accertare la validità di detta notifica, non può prescindersi dai concreti rapporti tra le parti della vicenda controversa, dai quali di regola possono rilevarsi i requisiti soggettivi ed oggettivi che giustificano tale tipo di notificazione (nella specie, la Corte ha dichiarato radicalmente invalida la notificazione del ricorso per separazione personale, effettuata ai sensi dell'art. 143 c.p.c., in quanto eseguita esclusivamente sulla base del mancato reperimento della parte presso il domicilio coniugale e senza l'esecuzione di alcuna ricerca, salvo l'attestazione anagrafica, del tutto ininfluente, ai fini del perfezionamento del requisito della diligenza per tale tipologia di notifica).
Cassazione civile sez. VI 17 dicembre 2014 n. 26643 1.1.1. Limiti di esigibilità.
È valida la notificazione eseguita per affissione ai sensi dell’art. 143 c.p.c. nell’ipotesi in cui alla prima notificazione effettuata presso la residenza anagrafica sia risultata la separazione coniugale del destinatario e il suo allontanamento per destinazione non conosciuta, e, ripetuta successivamente la ricerca di certificazione anagrafica, sia risultato ancora l’indirizzo presso il quale era stata infruttuosamente tentata la prima notificazione, giacchè, se è vero che la procedura di cui all’art. 143 citato può essere utilizzata solo in presenza di una effettiva irreperibilità che resista alle ricerche effettuate secondo la normale diligenza, tuttavia, quando il destinatario risulti aver definitivamente abbandonato la residenza anagrafica e non sia possibile conoscere la nuova, non può ritenersi che la “normale diligenza” debba spingersi fino ad una ulteriore e inesigibile ricerca in qualunque altra possibile località. Cass. 19 gennaio 2000, n. 540.
1.2. Insufficienza dell’affidamento sulle risultanze anagrafiche.
È affetta da nullità la notifica eseguita nei confronti di soggetti irreperibili qualora l’attore non abbia eseguito alcuna indagine anagrafica volta ad accertare la residenza del convenuto, né risulti aver richiesto al G.I. una proroga finalizzata allo svolgimento della suddetta indagine. Trattandosi di notifica da eseguire nei confronti di cittadini residenti all’estero, l’attore avrebbe dovuto richiedere informazioni all’autorità consolare, ai sensi dell’art. 6 della legge n. 470 del 1988, quale tramite istituzionale cui sono devoluti poteri sussidiari di accertamento e di rilevazione, atti a porre rimedio alla lacuna informativa derivante dall’inerzia dei cittadini emigrati. Qualora le suddette indagini avessero dato esito negativo, allora l’attore avrebbe potuto eseguire la notifica ai sensi dell’art. 143 c.p.c. App. Napoli, 10 maggio 2010.
1.2.1. Rilevanza dei rapporti tra le parti.
1.3. Necessaria menzione delle ricerche.
La notifica dell’intimazione di sfratto per morosità e contestuale citazione per la convalida ai sensi dell’art. 143 c.p.c. impone il mutamento del rito da sommario in ordinario locatizio, stante l’incompatibilità strutturale tra la disposta notifica nelle forme suddette, inidonea in quanto tale a realizzare una sufficiente probabilità di conoscenza effettiva dell’atto, ed il procedimento sommario di convalida dello sfratto. Trib. Milano, 17 dicembre 2010.
1.4. Cittadini Italiani trasferiti all’estero.
Sebbene la disciplina degli adempimenti anagrafici dovuti dai cittadini italiani che trasferiscano all’estero la propria residenza risulti improntata al principio dell’acquisizione anche dal lato costituito dall’indirizzo dell’interessato e della disponibilità del medesimo attraverso i registri dell’AIRE, il difetto di risultanze anagrafiche relative ad esso, ancorché imputabile, in via prioritaria, ad inerzia del destinatario di una notificazione, non legittima, per questo solo fatto il notificante al ricorso alle formalità di notificazione di cui all’art. 143 c.p.c., che resta, invece, subordinato all’esito negativo di ulteriori ricerche eseguibili con l’impiego dell’ordinaria diligenza presso l’ufficio consolare di cui all’art. 6 della legge 27 ottobre 1988, n. 470, che costituisce non solo il tramite istituzionale attraverso il quale il contenuto informativo dell’adempimento agli obblighi di dichiarazione del cittadino all’estero perviene alle amministrazioni competenti alla tenuta dei menzionati registri, ma anche l’organo cui competono poteri sussidiari di accertamento e rilevazione, intesi a porre rimedio alle lacune normative derivanti dall’inerzia suddetta. App. Napoli, 27 gennaio 2011.
Controllo giudiziale dei presupposti.
In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, in caso di rifiuto di ricevimento da parte delle persone abilitate, ovvero di mancanza, inidoneità o assenza delle stesse, oppure di temporanea assenza del destinatario (art. 8, legge n. 890/1982) al pari di quanto accade in tema di notificazione a persona di residenza, dimora o domicilio sconosciuti (art. 143, ultimo comma, c.p.c.) ovvero a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica (art. 142 c.p.c.) bisogna distinguere il perfezionamento della notificazione nei riguardi del notificante da quello nei confronti del destinatario, identificandosi il primo con il momento in cui viene completata l’attività incombente sul notificante, alla quale può essere collegato il rispetto di un termine posto dalla legge a suo carico, coincidente, nella notificazione a mezzo posta, con la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario (Corte cost. n. 477/2002), ed il secondo con il momento in cui si realizza il risultato della conoscenza, o l’effetto di conoscenza, dell’atto per il destinatario coincidente nel sistema di cui al richiamato art. 8 con il ritiro del piego ovvero con gli altri elementi previsti per facilitare la conoscenza dell’atto, ivi compreso il decorso del tempo, nell’ipotesi della cosiddetta “compiuta giacenza”. Trib. Milano, 12 luglio 2011.
2.1. Sussistenza di ignoranza oggettiva ed incolpevole.
È nulla la notificazione effettuata con le modalità previste dell’art. 143 c.p.c., quando sia noto il luogo di lavoro del destinatario e tale notifica non può essere equiparata a quella eseguita ai sensi dell’art. 139 c.p.c., nemmeno quando il destinatario abbia come luogo di lavoro la casa comunale nella quale è depositata copia dell’atto ai sensi dell’art. 143 c.p.c. Cass. 10 maggio 2011, n. 10217.
2.2. Controllo giudiziale per mezzo della relata di notifica.
Come ribadito dalla giurisprudenza di legittimità, le condizioni legittimanti la notificazione a norma dell’art. 143 c.p.c. non sono rappresentate soltanto dal dato soggettivo dell’ignoranza da parte del richiedente dell’ufficiale giudiziario circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell’atto, né del possesso del solo certificato anagrafico dal quale risulti che il destinatario si è trasferito per ignota destinazione, essendo richiesto altresì che la condizione di ignoranza non possa essere superata attraverso le indagini possibili nel caso concreto, occorrendo verificare che nella relata siano indicate tutte le indagini compiute per accertare la residenza del destinatario. Cass. lav., 9 febbraio 2009, n. 3073; conforme Trib. Novara, 23 settembre 2009.
2.2.1. Limite della diligenza straordinaria.
Nel processo civile, la notifica ex art. 143 c.p.c. può essere effettuata solo quando, sul piano soggettivo, l’ignoranza di chi la richiede all’ufficiale giudiziario circa la residenza, la dimora o il domicilio del destinatario dell’atto sia incolpevole e, sul piano oggettivo, se siano provate le indagini compiute da chi ha domandato la notificazione, non fondate solo sulle risultanze anagrafiche, ma estese ad accertamenti ed informazioni sul reale avvenuto trasferimento di detto destinatario in luogo sconosciuto ovvero su quale sia questo, dopo l’inutile tentativo dell’ufficiale giudiziario di eseguire la notifica all’indirizzo indicato. Per accertare la validità di detta notifica, non può prescindersi dai concreti rapporti tra le parti della vicenda controversa, dai quali di regola possono rilevarsi i requisiti soggettivi ed oggettivi che giustificano tale tipo di notificazione. In tale ottica, ove il notificato risulti emigrato, se il destinatario ha realmente trasferito all’estero la propria residenza ed il proprio domicilio, la notifica eseguita con le dette formalità è valida soltanto se il richiedente prova di aver svolto senza esito, presso l’ufficio anagrafico dell’ultimo recapito della controparte ovvero nell’ambiente dei familiari o conoscenti di quest’ultima, tutte le indagini suggerite dalla comune diligenza, per avere notizie della nuova residenza di essa. App. Roma, 5 settembre 2011.
2.2.2. Limiti per il caso di trasferimento all’estero.
2.2.3. Irrilevanza dell’avvenuta nomina di procuratore generale ex art. 77.
In tema di notifica tentata, presso il luogo dell’ultima residenza anagrafica, al destinatario sconosciuto il quale risulti trasferito all’estero, non osta all’applicazione del procedimento di cui all’art. 143 c.p.c. la circostanza della nomina di un P.G. ai sensi dell’art. 77 c.p.c., essendo sufficiente la non conoscenza o quantomeno la non conoscibilità della sua esistenza, usando l’ordinaria diligenza, da parte di chi richiede la notifica. Cass. 24 luglio 2007, n. 16382.
2.3. Il rimedio speciale dell’art. 327.
La nullità della sentenza di primo grado conseguente al vizio di notificazione dell’atto di citazione eseguito ai sensi dell’art. 143 c.p.c., in carenza delle relative condizioni, va fatta valere con l’ordinario mezzo di impugnazione dell’appello, ancorché a norma dell’art. 327, 2° comma, c.p.c. e non con la istanza di revocazione prevista dall’art. 395 c.p.c. Cass. 3 febbraio 1993, n. 1322.
Ai fini della notificazione civile le risultanze anagrafiche hanno mero valore presuntivo, potendosi accertare la residenza quale situazione de facto con ogni mezzo di prova. Effettuata la prima notificazione dell’atto di precetto e di pignoramento all’indirizzo dichiarato, con valenza confessoria, in sede di opposizione all’esecuzione mobiliare ed accertata la irreperibilità del destinatario, è legittima la successiva notifica eseguita con il rito degli irreperibili ai sensi dell’art. 143 c.p.c. Deve, in ogni caso, rilevarsi che l’opposizione ha effetto sanante dei vizi di notificazione di precetto e pignoramento per convalidazione oggettiva, in quanto si ha sanatoria dei vizi di notificazione lamentati qualora la parte notificata tiene il comportamento che la notificazione ha lo scopo di rendere possibile. Trib. Trieste, 5 giugno 2010.
3.1. Sanatoria e processo esecutivo.
In materia di esecuzione forzata, la nullità della notificazione del precetto eseguita ai sensi dell’art. 143 c.p.c, in difetto dei relativi presupposti risulta sanata, in applicazione del principio del conseguimento dello scopo dell’atto, dalla costituzione nel processo di esecuzione del debitore convenuto. Cass. 10 gennaio 2003, n. 193.
3.2. Sanatoria e giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.
Il principio per cui la notificazione effettuata ai sensi dell’art. 143 c.p.c. in assenza dei presupposti necessari per l’applicazione di tale disposizione è nulla ma non è giuridicamente inesistente comporta che qualora la notificazione eseguita con modalità di cui alla norma sopraindicata abbia ad oggetto un decreto ingiuntivo l’opposizione dell’intimato esplica effetto sanante della pregressa nullità, sicchè ove l’opponente si limiti a dedurre l’inefficacia del decreto a norma dell’art. 644 c.p.c. senza contestare ulteriormente la pretesa fatta valere in via monitoria, l’inammissibilità dell’opposizione, per difetto di interesse, rende inammissibile, sotto lo stesso profilo, l’appello proposto contro la sentenza che abbia deciso sull’opposizione e il ricorso per cassazione contro quest’ultima. Cass. 22 gennaio 1997, n. 668.
Rapporti con fattispecie particolari.
Nel processo tributario la notifica del ricorso in appello ad opera dell’Amministrazione finanziaria, soccombente in primo grado, da effettuarsi ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 546 del 1992, (che riproduce l’art. 32 bis del D.P.R. n. 636 del 1972) quando non possa essere eseguita presso il luogo indicato dal contribuente come propria residenza o domicilio, a seguito del suo trasferimento per ignota destinazione, va effettuata, non con le modalità di cui agli artt. 142 e 143 c.p.c., ma presso la segreteria della Commissione tributaria dovendo intendersi equiparata alla disciplina relativa al trasferimento della parte per ignota destinazione quella riguardante il contribuente che, per avere trasferito la residenza all’estero, abbia fatto venir meno l’originaria indicazione di residenza nel territorio dello Stato e non abbia provveduto ad eleggervi domicilio. Cass. 10 agosto 2010, n. 18527.
4.1. Fallimento.
In tema di esercizio del diritto di difesa dell’imprenditore nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, il rispetto dell’obbligo del tribunale di disporne la previa comparizione in camera di consiglio (come previsto dall’art. 15 legge fallim., nel testo vigente anteriormente al D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), effettuando, a tal fine, ogni ricerca per provvedere alla notificazione dell’avviso di convocazione, va assicurato compatibilmente con le esigenze di speditezza ed operatività cui deve essere improntato il procedimento concorsuale; ne consegue che il tribunale resta esonerato dall’adempimento di ulteriori formalità, ancorché normalmente previste dal codice di rito, allorquando la situazione di oggettiva irreperibilità dell’imprenditore debba imputarsi a sua stessa negligenza ed a condotta non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico. Cass. 8 febbraio 2011, n. 3062.
Perfezionamento e sfalsamento delle fasi.
In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, a seguito della pronunzia n. 477 del 2002 della C.cost., la notificazione a mezzo posta deve ritenersi tempestiva per il notificante al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia con la consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, mentre per il destinatario resta fermo il principio del perfezionamento della notificazione soltanto alla data di ricezione dell’atto, attestata dall’avviso di ricevimento del plico postale che lo contiene. Cass. lav., 3 settembre 2003, n. 12834.
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