Source: https://www.scribd.com/doc/170173872/Apparenza-e-Obbligazioni
Timestamp: 2016-07-30 17:39:53+00:00
Document Index: 151036379

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 933', 'art. 2652', 'art. 2652', 'art. 534', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1069', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1050', 'sentenza ', 'art. 105', 'art. 19', 'art. 2087', 'art. 150', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 1998', 'sentenza ']

Apparenza e Obbligazioni
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A fianco dell'esigenza, avvertita nel mondo giuridico, di rendere più spedito il traffico mercantile, si è imposta una rafforzata difesa dei terzi che in buona fede abbiano confidato nella altrui condotta affidante (1). In particolare, tutelando il destinatario della dichiarazione e consentendogli di invocare la dottrina dell'affidamento il sistema garantisce in definitiva l'interesse all'agilità del traffico giuridico. Al riguardo è appena il caso di osservare che tra Ottocento e Novecento si è assistito infatti ad una contrapposizione di orientamenti: con l'affermazione dell'io assoluto hegeliano la volontà, forza creatrice degli effetti giuridici, richiede protezione a prescindere dall'affidamento; a séguito del successivo passaggio dalla teoria volontaristica a quella della dichiarazione si giunse al diverso epilogo secondo cui una manifestazione di volontà, espressa anche solo per fatti concludenti, crea l'obligatio siccome il destinatario della dichiarazione confida su ciò che appare, quantunque la effettiva volontà del soggetto in tal modo vincolato non collimi con la prospettata manifestazione. 2. In questo sfondo le sezioni unite della suprema Corte (2) sono state chiamate a risolvere il contrasto sorto fra le sezioni semplici circa la titolarità in capo al condomino, che ha medio tempore alienato la proprietà solitaria, dell'obbligazione di pagamento delle spese comuni e della conseguente legittimazione ad agire del soggetto passivo. La controversia che sottostà all'intervento delle sezioni unite è scaturita da un ricorso monitorio proposto dall'amministratore del condominio contro il precedente condomino, anziché nei riguardi del neoacquirente. I giudici di merito respinsero le doglianze dell'opponente, imputandogli di non aver comunicato l'avvenuta alienazione della sua "porzione immobiliare"; ritennero inoltre ininfluente il fatto che il rogito fosse antecedente alla deliberazione di riparto delle spese condominiali, perché il venditore originale continuò ad esercitare i poteri dominicali senza rendere nota all'amministratore la predetta vicenda traslativa. I diversi nodi interpretativiche emergono dalla motivazione della sentenza di legittimità qui esaminata si incentrano sul problema dell'applicabilità del principio dell'apparenza giuridica in materia di oneri condominiali nei rapporti fra condominio e condomino in ipotesi di trasferimento della proprietà solitaria. L'iter argomentativo si sviluppa dall'accennato contrasto giurisprudenziale che ha alimentato il sorgere di due orientamenti opposti. Il primo, più remoto, ma ripreso in tempi recenti da un precedente di legittimità (3), sostiene che il condomino il quale alieni la propria "unità immobiliare" è obbligato a pagare i pregressi oneri condominiali se continua ad esercitare in concreto i diritti inerenti alla qualifica di condomino. Più in dettaglio, negli anni ottanta del secolo scorso la Corte di cassazione, seguendo il primo dei due indirizzi, sancì che il pagamento delle spese condominiali è suscettibile di essere preteso nei confronti dell'" apparente"
condomino qualora egli mediante comportamento concludente abbia indotto l'amministratore a confidare sulla situazione apparente, nonostante il rilievo che questi non si sia premurato di consultare i registri immobiliari prima di promuovere il ricorso monitorio (4). In tal modo la giurisprudenza accredita il carattere generale dell'apparenza del diritto, applicabile anche al di fuori delle ipotesi tipiche (5), quando da un lato la situazione di fatto corrisponda astraendo dalla titolarità effettiva all'immagine riflessa della situazione di diritto e, dall'altro, a condizione che chi la invochi abbia maturato un giustificato convincimento di essere entrato in relazione con l'avente diritto (6). Senza qui considerare i profili di giustizia sostanziale che possono aver ispirato l'interpretazione in esame, è esplicita la volontà di ricondurre alla tutela della buona fede l'istituto dell'apparenza, trascurando però di chiarirne i rapporti con la pubblicità immobiliare. Conviene sin d'ora rimarcare che pubblicità e apparenza non sembrano concetti inconciliabili perché la prima non esclude una possibile discrasia fra situazione reale, risultante dai pubblici registri, e situazione apparente idonea ad indurre il terzo inconsapevole a confidare nella rispondenza al diritto di ciò che risulta dalla condotta affidante (7); si dovrà quindi verificare, alla luce del caso concreto, la rilevanza giuridica dell'errore scusabile del terzo (8). Il secondo indirizzo ritiene viceversa legittimato passivo soltanto il vero proprietario della porzione immobiliare e non anche chi possa apparire tale. Nel rapporto tra condominio e singolo condomino non sarebbe invocabile la teoria dell'apparenza al fine di risolvere il conflitto di interessi nascente fra la "massa" e l'ex condomino, ove quest'ultimo continui ad esercitare di fatto i relativi diritti. L'assunto si fonda sulla costatazione a mente della quale il condominio non è terzo meritevole di tutela, ma è parte di un rapporto che esiste nella realtà ed è positivamente disciplinato (9). Tale statuto normativo si riferisce all'obbligazione di pagamento delle spese della porzione d'immobile di proprietà esclusiva ed alla ripartizione pro quota delle spese per le parti comuni(ex artt. 1123 c.c. e 63 disp. att. c.c.): se in casi simili si applicasse il principio dell'apparenza si giungerebbe secondo i giudici ad un paradosso dando forza, senza necessità alcuna, ad una situazione meramente apparente a scapito di quella effettiva, riguardo alla quale non sembra rintracciabile l'esigenza di tutelare il terzo in buona fede (10). Ciò posto, le sezioni unite giungono alla conclusione secondo cui la descritta contrapposizione vada composta nel senso da ultimo rappresentato. Prima di addentrarci nei meandri degli oneri condominiali e della tutela delle situazioni affidanti, pare opportuno esaminare gli elementi costitutivi dell'apparenza. 3. Un'accreditata dottrina, dopo aver definito l'apparentia iuris come "una situazione di fatto che manifesta come reale una situazione giuridica non reale", suddivide la fattispecie in due sottoclassi: quella pura, legislativamente prevista e di natura eccezionale, che ricorre quando l'errore e lo stato di fatto non corrispondente allo stato di diritto sono da soli sufficienti a dare prevalenza alla tutela del terzo che si inganna; quella colposa la quale invece esige che l'errore sia imputabile alla colpa del titolare del diritto (11). I primi casi, prescindendo dal dolo o dalla colpa del dominus, vanno interpretati restrittivamente, mentre l'applicazione giurisprudenziale dell'apparentia iuris al di là delle previsioni legislative presuppone l'imputabilità della condotta affidante (12). Ne discende che il carattere transtipico dell'apparenza si fonda sul presupposto del concorso colposo del titolare, nella misura in cui secondo la communis opinio il comportamento negligente di questi sopperisce, per così dire, alla mancanza di corrispondenza tra fatto e diritto (13).
La dottrina degli anni trenta. all'apparenza del diritto proprio (23). al posto di alcune fattispecie complesse fonti di una determinata situazione giuridica. È appena il caso di osservare che ciò che Krückmann definisce possesso del diritto altrui corrisponde. l'apparenza giuridica equivale ad una legittimazione all'esercizio di un diritto proprio o altrui. sedotta dalla letteratura tedesca. Fondamentale importanza rivestì l'opera di Huber (19) sulla Gewere. sebbene nel corpo del code civil non è dato scorgere una disposizione corrispondente all'art. La teoria del Rechtsschein non ha tuttavia influenzato i sistemi di common law. 933 c. Sulla scorta di questa letteratura l'apparenza è vista come una sorta di legge della fenomenologia giuridica per la quale. da cui però non si può prescindere nel trattare il tema relativo alla tutela delle situazioni affidanti (15).c. secondo l'interpretazione proposta da Naendrup. che implicano l'insorgere di una legittimazione meramente formale. non può sfuggire al lettore la circostanza che gli studi più approfonditi sull'apparenza giuridica si devono alla dommatica tedesca. per tutelare analoghe situazioni di diritto (25). In questo quadro conviene cogliere seppur per sommi capi i punti cardinali seguìti dalla letteratura giuridica nello studio dell'apparenza. Siffatta prospettiva. a titolo oneroso. esercizio che dà luogo alla fattispecie del possesso del diritto (22). è superata dal principio di pubblicità (Publizitätsprinzip) ispirato all'esigenza di tutelare la pubblica fede: si valorizza l'aspetto esteriore delle situazioni giuridiche che si palesano nel traffico dei diritti e si configura l'apparentia iuris come una forma di manifestazione all'esterno della realtà giuridica. l'apparente titolarità del diritto reale diventa una Wahrscheinlichkeit per il giudice (21). Se le osservazioni che precedono attestano l'interesse della letteratura francese per l'argomento che si sta trattando. invece. risulta
. in talune circostanze trovano applicazione ipotesi più semplici. il pagamento al creditore apparente e altre ipotesi ancora (17). Ad avviso di Naendrup la Gewere è una fattispecie integrante gli estremi del mero potere sulle cose connesso all'effettivo o apparente diritto sulle cose stesse (20). con la formulazione della dottrina della Gewere e del possesso dei diritti. del 1865 riconobbe un fondamento normativo alla dottrina dell'apparenza: nei rapporti dell'erede apparente con i terzi sono fatti salvi i diritti acquistati da questi ultimi per effetto di convenzioni. del 1865 che come si noterà tra breve rappresentò la pietra miliare dell'elaborazione dottrinale italiana in questo campo (16). che diede un rilevante contributo all'elaborazione dell'apparenza. A tal fine occorre volgere lo sguardo all'elaborazione d'oltralpe del XIX secolo per scorgere in nuce una dottrina dell'apparenza che ha come epicentro l'istituto dell'erede apparente. Esso costituisce infatti l'architrave della struttura plasmata dagli interpreti per sorreggere la teoria dell'apparenza anche al di fuori del diritto successorio. dai contorni alquanto sfumati. il mariage apparent. In Francia assunsero così rilevanza il domicile apparent. ove per proteggere il terzo in buona fede si ricorre a rimedi di equity o a talune applicazioni dell'estoppel(24). rispettivamente. ad essa seguirono i saggi di Naendrup e Krückmann. 933 c.La dottrina che precede pare fondarsi su un'analisi prevalentemente dommatica (14). in cui lo studio dell'apparentia iuris si intreccia. fra cui spicca la proprietà apparente la quale rileva anche in nome della massima error communis facit ius(18). Giova sottolineare che la giurisprudenza fece leva su tale disposizione considerandola espressione di un principio generale.c. in particolare. Nel panorama italiano l'art. Per Krückmann. perfezionate in buona fede con l'erede apparente.
. vigente. allora primo presidente della Corte di cassazione (27). là ove. ma anche qualora il terzo non abbia agito secondo i dettami della diligenza ordinaria (36). L'art.. come è stato sostenuto dalla letteratura. con particolare riferimento all'ipotesi dell'art. ma soddisfa il principio della continuità delle trascrizioni ex art. che può rilevare come elemento della fattispecie di cui all'art. fu così chiarito che la buona fede dell'erede apparente non rientrava nella fattispecie (29). di tutelare l'interesse del vero erede alla conservazione dell'asse (dunque la sua "proprietà sacrificata") (33). e 2690. mentre è il terzo ad essere gravato dall'onere di dimostrare la sua buona fede (30). c. costituisce una fattispecie complessa la quale.c. nodale nel diritto successorio. Tornando al particulare.. l'efficacia dell'acquisto da parte del terzo in buona fede è subordinata all'avvenuta trascrizione. 2652.: l'onere pubblicitario assurgerebbe così inteso ad ulteriore elemento costitutivo della fattispecie complessa di cui all'art. 933 c. e cioè la buona fede del terzo. 1147 c. pone la necessità di contemperare interessi conflittuali: da un lato l'esigenza. secondo il disposto dell'art. Quelli gratuiti risultano tuttavia contemplati limitatamente alle ipotesi particolari previste dagli artt. 2644 c. abrogato è stato sostanzialmente riprodotto nell'art. c. n. Parte della dottrina ha nondimeno sostenuto. Nel contempo la giurisprudenza tese vieppiù ad accreditare la forza espansiva della dottrina dell'apparenza: non a caso autorevoli contributi in questa materia si devono a D'Amelio. Ci troviamo dinanzi ad una delle più rilevanti figure di acquisto a non domino e l'unica.c. c. 7. 4. 2650 c. è appena il caso di rammentare che sono presi in considerazione da tale disposizione soltanto gli atti a titolo oneroso. l'art.. presuppone l'esistenza di tutti quegli elementi che concorrono ad integrarne lo schema tipico: una situazione di fatto che manifesta come reale una situazione giuridica non reale. Giova segnalare che in detti casi la pubblicità il cui rapporto con l'apparenza sarà meglio esaminato infra non esplica la funzione tipica di cui all'art. con riguardo rispettivamente ai beni immobili ed ai mobili registrati.c.c. Quest'ultima dovrebbe intendersi non già come mera ignoranza di ledere l'altrui diritto. la buona fede di chi acquista dall'erede apparente e la natura onerosa dell'atto posto in essere.c. rientrando nel più vasto fenomeno dell'apparenza (34). dall'altro il fine di rendere più efficiente la circolazione giuridica. sotto la vigenza del codice abrogato ci si interrogava intorno ai limiti del principio in materia successoria (28). Proprio l'esigenza di sicurezza e speditezza nei rapporti giuridici e sociali che si persegue con gli acquisti a non domino rappresenta il fine ultimo della tutela delle situazioni affidanti fondate sull'apparenza. La citata ipotesi di acquisto a non domino. cpv. due facce di uno stesso principio generale: l'affidamento legittimo. che quest'ultima disposizione differisce
. in riferimento alla quale non rileva che l'erede sia possessore dei beni ereditari (32). n.. 534 c. n. Per quanto concerne la natura del negozio. cpv.c. 7. concluso fra erede apparente e terzo.c.tuttavia ancora lontana da una vera e propria generalizzazione del principio (26).. cpv. 534. 534. per di più la buona fede è fatto costitutivo non presunto che dunque il terzo ha l'onere di provare (37).c. Più in dettaglio. bensì alla stregua dell'erronea convinzione di acquistare dall'erede vero e dunque di comportarsi iure.c. L'elemento soggettivo in parola non è escluso solo in caso di colpa grave. a fondarsi su una situazione di apparenza del diritto in senso tecnico (31). (38).. c. 2652..c. A questo punto dell'indagine conviene concentrare l'attenzione non potendosi intrattenere oltre misura sulle applicazioni giurisprudenziali (35) sul presupposto che costituisce il filo conduttore del nostro lavoro. c. 534.
non senza però qualche
.c. la quale assume coloriture talvolta deboli. per il quale alla pubblicità dell'acquisto. che lo richiama (42). 4. così per il pagamento compiuto dal solvens nelle mani di chi non è il vero legittimato. 534. L'esigenza di tutelare la posizione dei terzi che confidano su una data situazione ha spinto il legislatore del 1942 ad accogliere l'istituto al di là dei confini del diritto successorio (43). di estendere all'eccesso la portata dell'apparenza. n. 534 c. n. c. sostiene che l'apparenza sia invocabile allorché. tesa a ricomprendere in essa il terzo acquirente dal legatario apparente. In entrambe le fattispecie parrebbe dunque irrilevante la colpa del controinteressato..c. Parrebbe comunque emergere il timore.c. ricorra non solo una situazione oggettiva capace di ingenerare l'erroneo affidamento del terzo di buona fede. cpv. ma non sono i soggetti con cui il terzo entra in contatto. Come per l'acquisto dall'erede apparente. per l'altro emerge che il principio di buona fede. Basti pensare innanzitutto alla fattispecie del pagamento al creditore apparente ex art. 2652. Nei casi testé menzionati si pone un problema di legittimazione apparente (a trasferire la proprietà della res o a ricevere il pagamento) fondata sulla titolarità putativa del diritto soggettivo sottostante (44). L'esame dei precedenti in materia di rappresentanza attesta un'applicazione del principio dell'apparentia iuris fondata perlopiù sulla colpa dell'apparente gerito. assieme ai rapporti intercorrenti fra tale principio e la disciplina della pubblicità immobiliare. per la stabilità del sistema. nell'àmbito della tutela delle situazioni affidanti. mezzo di tutela del terzo non risulterebbe l'apparentia iuris ma un mero meccanismo intriso di formalismo giuridico. anche se la giurisprudenza in riferimento all'art. La tutela dell'affidamento del terzo è assicurata solo là ove sussistano i requisiti stabiliti ex lege: la presenza di circostanze univoche nell'ipotesi di pagamento al creditore apparente. non contestato per un quinquennio. ma vi è piuttosto un soggetto che afferma di avere il potere di trattare affari conferitogli dal titolare reale (46). 7.. sino a ricomprendere anche un contegno di tolleranza verso il sedicente rappresentante (47). 7. l'erede vero ed il titolare del credito esistono nella realtà.c. Dalle notazioni che precedono affiora per un verso la centralità dell'art. che ha come noto efficacia liberatoria per il debitore che effettui la solutio a chi si trovi nel godimento di fatto di una determinata situazione giuridica da cui promana la titolarità del credito. confortata dalla lettera dell'art. il requisito del comportamento colposo costituisce un quid pluris utilizzato per estendere l'istituto dell'apparenza ad ipotesi non previste ex lege. costituiscono aspetti centrali dell'apparentia iuris. 1189 c. Tale compressione della portata del principio dell'apparentia iuris sembra però vacillare dinanzi all'interpretazione dell'art. 2652. È il caso della rappresentanza apparente in cui non emerge un problema di falsa titolarità di un diritto. Così configurato. la funzione dell'apparenza sarebbe posta in secondo piano rispetto a quella espletata nell'ipotesi di acquisto di beni mobili (40). Nella fattispecie prevista dall'art. ma che tale situazione sia addebitabile a dolo o colpa del soggetto nei cui confronti è invocata (45).c. il cui comma 2° si giustificherebbe alla luce del rilievo che l'accertamento della qualità di erede presenta di regola non marginali difficoltà (39). ove è richiesta la trascrizione sia dell'acquisto dell'erede apparente sia di quello del terzo. 1189 c. propagandata da un soggetto. mentre nel caso in cui l'acquisto riguardi beni immobili. lo stato soggettivo di buona fede dell'acquirente a titolo oneroso nella previsione dell'art. nel caso concreto. c.per fondamento e disciplina dall'art. 534 c.c. è attribuito nei rapporti con l'erede vero l'effetto di pubblica fede (41).c.c. 534 c. c.
merita almeno un cenno la regola del possesso vale titolo la quale lo dimostra il dato storico presenta molteplici punti di contatto con la tutela delle situazioni affidanti. 1153 c. Basti pensare. Sennonché pare poco persuasivo imboccare percorsi argomentativi che finiscono con il dare sfogo a meri esercizi formalistici volti a distinguere due princìpi che sono piuttosto in stretta correlazione tra loro. la quale in alcune occasioni ha preferito parlare nel settore specifico della rappresentanza di solo principio dell'affidamento in cui convoglierebbe l'apparenza. ma allo stato dell'arte le linee direttrici ora esposte sembrerebbero confermare la portata generale del principio dell'apparentia iuris. Su queste tracce vale la pena rimarcare che il titolare del diritto soggettivo può essere pregiudicato solo da colui il quale invochi l'affidamento suscitato dalla condotta riflettente l'immagine di tale diritto. come si osserverà di qui in avanti. allorché ci soffermammo intorno all'operatività dell'apparenza nel diritto successorio. all'applicazione dell'apparentia anche quando il preponente abbia provveduto agli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge per informare i terzi delle limitazioni di poteri dei suoi rappresentanti. l'attenzione si è appuntata sull'art. Sul rapporto fra apparenza e pubblicità si tornerà tra breve. 5. Prova ne sia che la tutela della condotta affidante assicurata dalla dottrina dell'apparenza presuppone il riconoscimento in capo a chi la invoca della buona fede: un requisito basilare che accentua il legame indissolubile fra apparentia iuris e affidamento. Nelle pagine precedenti. cardine fondamentale di un sistema basato sull'esigenza di assicurare il rapido commercio dei beni mobili è stato mutuato dal code civil. quando le circostanze oggettive avvalorino la convinzione poniamo di pagare al creditore o al rappresentante apparente. La regola aurea del trapasso dei diritti reali è racchiusa nel passo di Ulpiano che recita nemo plus iuris transferre potest quam ipse haberet(52): non si tratterebbe di un mero assioma logico. Ciò tuttavia non implica che l'onere di diligenza di chi confida sull'apparenza renda necessaria un'indagine tesa a svelare la situazione reale. 534 c. volendo restare nel campo della rappresentanza. Il principio sancito dall'art. a patto che questi abbia confidato sulla situazione apparente.tentativo di senso contrario volto a salvaguardare l'affidamento del terzo anche quando non ricorra neppure il citato elemento soggettivo della colpa (48). Con riguardo alla circolazione degli iura in re. quali appunto gli acquisti a non domino(53). Nel diritto consuetudinario l'azione di "rivendica" ante litteram dei beni mobili sottratti al dominus non era collegata alla
. Le implicazioni di una siffatta impostazione hanno però suscitato talune perplessità da parte della letteratura. ma di un principio normativo che prevede delle eccezioni.c.. ma abbia poi assunto un comportamento colposo tale da trarre in inganno i terzi medesimi (51). Il sommario inquadramento dei criteri ordinatori dell'istituto esaminato è funzionale all'esame della già citata sentenza pronunciata dalle sezioni unite della Cassazione. è bene comunque segnalare che le Corti hanno nel complesso accreditato la valenza generale del principio dell'apparenza muovendo dalle sue applicazioni nel campo della rappresentanza e della tutela delle condotte affidanti (49). Non intendendo indulgere in eccessive esemplificazioni. che recepì un'antica regola del diritto francogermanico (54). la quale invero non assumerebbe i connotati di principio autonomo (50).c. Il dictum pone in primo piano il problema dell'applicabilità dell'apparenza agli iura in re: molteplici sono i nodi della questione da sciogliere. che ha offerto lo spunto a questa indagine. che costituisce il paradigma dell'acquisto dal non titolare a prescindere dal possesso.
1123 c. come sinonimo di obbligazione propter rem(60). concernente l'individuazione del soggetto su cui grava l'obbligo di pagamento delle spese ex art. Nelle obbligazioni reali. sorta a seguito della vendita di un appartamento compreso all'interno di un condominio. esemplificazioni a parte. e 63. integrante gli estremi del possesso inteso come investitura formale del diritto. Non è senza significato ribadire che dagli studi in tema di Gewere il passo è stato breve per porre. il suo acquisto. l'apparenza del diritto suscitata dalla antecedente condotta del titolare consistente nello spossessamento volontario mediante consegna della res al non titolare. in cui la persona del debitore cambia sulla base del mutamento di titolarità del ius in re(58). e segnatamente la buona fede. invece. cpv. 5035 del 2002. ma alla saisine. le sezioni unite tacciono in merito alla vexata quaestio sulla natura degli oneri condominiali. chiunque si
. Allo scopo di risolvere la questione dell'applicabilità o meno in questo campo del principio dell'apparenza. Nella sentenza n. 1104. In realtà. (59)..c.c. conviene porre in chiaro che quando si parla di onere reale con riferimento all'ordinamento vigente tanto la dottrina quanto la giurisprudenza usano l'espressione perlopiù in senso ampio. ove il principio consensualistico governa il trasferimento della proprietà: la regola solo consensu preclude la possibilità di considerare il mero possesso di cose mobili come fonte di apparenza di diritto (56).proprietà. sennonché tale regola è derogata dalla disciplina in tema di comunione (e dunque anche nel condominio di edifici) ove la legge accolla all'acquirente l'obbligazione di pagamento delle spese dovute dall'alienante ex artt. al fine di salvaguardare l'affidamento del terzo incolpevole e. richiama inevitabilmente la categoria delle obbligazioni ambulatorie di contenuto reale (propter rem o ob rem). il problema posto all'attenzione delle sezioni unite scaturisce come osservammo all'inizio di questo lavoro da una controversia. Eppure nella citata lite la questione dell'obbligo di pagare le spese ex art. se così. comma 3°. att. in virtù dell'acquisto. Appurato che nelle obbligazioni ob rem. disp.c. Il possesso ex fide bona è noto funziona dunque rispetto ai mobili non registrati alla stessa stregua dei mezzi di pubblicità attuati con la trascrizione degli atti traslativi dei diritti reali immobiliari. di regola obbligata dovrebbe essere soltanto la persona nella cui sfera patrimoniale ricadono gli obblighi per le prestazioni maturate dopo l'inizio del rapporto relativo al bene. di riflesso. c. Occorre dunque stabilire se il debitore sia l'attuale proprietario oppure sia colui il quale possa apparire tale avendo continuato ad esercitare i diritti di condomino. l'obligatio di chi gode della res si estende anche alle prestazioni maturare precedentemente al rapporto con essa. ma il discrimen si è rivelato molto labile: lo dimostra il fatto che negli oneri reali l'obbligo ricade sulla cosa. equivalente del concetto tedesco di Gewere: con entrambi gli istituti lo si è già accennato retro in passato si intendeva alludere alla disponibilità fisica della cosa.c. purché caratterizzato dalla buona fede e qualificato da un titolo idoneo (57). da cui derivava una sorta di presunzione di proprietà in capo all'apparente titolare (55). a fondamento dell'acquisto di buona fede delle cose mobili. sono stati preferiti all'apparenza determinata dalla situazione anteriore posta in essere dal titolare del diritto. Sul versante della circolazione dei diritti reali sui beni mobili altri principi. Una costruzione dottrinale cosiffatta non ha potuto tuttavia affermarsi nel nostro ordinamento. c. Occorre segnalare che la dottrina ha cercato di separare le obbligazioni propter rem dagli oneri reali. 1123 c. proprio per il favor commercii è prevalsa la tutela dello stato di fatto.
tenuti a provvedere a determinate spese per la cosa comune.
.. sullo stesso livello si adagiano gli artt. 1118 e 1123 c.c. cpv. con maggior certezza. 1104 c. 1044 c.c. 1123 c. ex 1030 c. Ulteriori esempi significativi si rinvengono nelle prestazioni cui in materia di servitù può essere eccezionalmente tenuto il titolare del fondo servente in forza dell'atto costitutivo o della legge (arg. stante da un lato l'alterato rapporto che ne discenderebbe tra apparenza e pubblicità. Le sezioni unite hanno accolto lo notammo addietro l'indirizzo che nega in subiecta materia l'applicabilità dell'apparenza al fine di individuare il legittimato passivo al pagamento degli oneri condominiali. 1091 c.c. Quest'ultima disposizione costituisce infatti esempio tipico di obbligazione ambulatoria gravante sui partecipanti alla comunione. c. (65). comunione e condominio.c. 1004 c.c. Prendendo le mosse da questo secondo profilo. o comunque interessati da lavori eseguiti in forza dell'art.). non sembra dopotutto convincente far rifluire sic et simpliciter le obbligazioni reali nell'alveo degli iura in re(63). 883 c.c.c. oppure si pensi agli oneri di manutenzione spettanti al concedente in funzione della normale distribuzione delle acque (art.).c). dall'altro il travisamento dei caratteri salienti delle obbligazioni reali. 1045 c. ai proprietari dei fondi. con l'esito di paralizzare la possibilità di invocare la fattispecie dell'apparentia iuris. attraversati da fogne o fossi altrui. si pensi infatti alle ipotesi ricorrenti di obbligazioni reali che dottrina e giurisprudenza individuano. 882.trovi nella situazione di titolarità del diritto sulla res succede automaticamente nel rapporto obbligatorio.. considerate applicazioni particolari dell'art. servitù. giova sottolineare che nell'obligatio propter rem si rivela più tenue quella nuance di realità che è invece come si è visto peculiare dell'onere reale. Trattasi di un obbligo ob rem avente ad oggetto il contributo dovuto per la manutenzione dei canali utilizzatati e resi comuni. il quale si pone sul medesimo piano di altre norme del codice come quelle previste rispettivamente negli artt.c. Altra ipotesi di obbligazione reale è data dalla facoltà riconosciuta ex art. in esse prevarrebbe il carattere della realità il quale le renderebbe ex se opponibili erga omnes. In più si aggiunga che individuare con le lame del coltello un criterio discretivo fra obbligazioni e oneri reali può apparire arduo (se non sterile). al di là di ogni altra considerazione.c. 1008 e 1009 c.).c. Ma. A questo riguardo spiccano le obbligazioni dell'usufruttuario di restituzione del fondo (art. di pagamento del canone (se l'usufrutto non è gratuito) e dei carichi annuali imposti sul reddito e sulla proprietà (artt. secondo il principio cuius commoda eius et incommoda esse debent(61). in materia di usufrutto.c. di massima strumentale a garantire la tutela dell'affidamento maturato dall'amministratore del condominio sulla base della prospettata situazione apparente (62). nonché gli oneri di custodia. A dimostrazione di quanto testé affermato.. Dalla motivazione delle sentenze che si uniformano a suddetto orientamento pare però emergere sia pure implicitamente una distorsione dell'essenza strutturale delle obbligazioni ob rem: vale a dire. 1001 c. per la riparazione e l'abbattimento del muro comune. ne consegue che in materia condominiale le spese per la conservazione ed il godimento delle cose comuni incombono sul nuovo comproprietario ex art. di utilizzare a vantaggio del proprio predio le opere realizzate da altri a patto che ne sostengano in misura proporzionale le spese necessarie (64). amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa (art. 1069. Ma proprio questo assunto costituirebbe il punto debole dell'argomentazione qui criticata.): così si deduce che le spese necessarie per la conservazione della servitù possono ex lege o ex contractu formare il contenuto di un'obbligazione ob rem posta a carico del proprietario del fondo servente (art.).
assumano una veste accessoria rispetto agli iura in re cui afferiscono. l'atto traslativo sia stato trascritto. Ciò in quanto detto orientamento ricade nell'area della fattispecie costitutiva senza direttamente incidere su quella delimitante il rapporto obbligatorio nascente dal ius in re.Sembra fondato desumere da queste esemplificazioni che le obbligazioni in esame. pur qualificate come reali. viceveresa. Cosicché il Collegio incentra la motivazione sul rapporto che intercorrerebbe fra pubblicità e apparenza: là ove peraltro. di modo che collegando tali rapporti ad una relazione di fatto con la res si finirebbe con l'aprire le porte al superamento del principio di tipicità.c. Possiamo dunque ritenere che l'obligatiopropter rem nasca sì dal diritto reale. essendo invocabile per un verso contro il titolare del diritto reale. come a ben vedere non era sfuggito alla dottrina più attenta (68). ne discende che il suaccennato rischio di aggiramento risulterebbe alquanto ridotto siccome entrerebbe qui in scena la regola a mente della quale la legge lascia ai privati la facoltà di integrare la disciplina legale in tema di diritti reali entro i confini del numero chiuso (67). pur nascendo sotto il profilo della fattispecie costitutiva dal ius in re. Nella sentenza n. ove si condivida la già citata tesi secondo cui le obbligazioni reali soggiacciono alla regola della tipicità. come previsto per ogni rapporto obbligatorio. 6. ma non emerge alcun potere immediato sulla cosa che. Non è difatti revocabile in dubbio che l'onere correlato al diritto sulla cosa. L'obbligazione reale non può infatti essere ex se trascritta come le vicende riguardanti la costituzione e il trasferimento di diritti reali: l'onere della trascrizione può solo interessare la fattispecie costituiva del vincolo legato alla cosa. ma per così dire viva di "vita" obbligatoria. 1123 c. 5035 del 2002 la Corte. I privati sono legittimati a costituire rapporti obbligatori allo scopo di realizzare interessi meritevoli di tutela. come nel caso di specie. fonda il suo argomentare su una premessa debole: della presunta realità degli obblighi di ripartizione delle spese previsti nell'art. la mancanza di assolutezza. nulla quaestio. innanzitutto. Sennonché. A compimento delle riflessioni sin qui svolte sembra evidente che nell'area occupata dalle obligationes propter rem viene alla luce una relazione eminentemente personale fra il titolare della pretesa alla prestazione e l'onerato. Quanto precede si riflette altresì sul problema della tipicità dato che come noto gli iura in re sono governati dal principio del numerus clausus. sebbene tale limite potrebbe essere aggirato tramite un amplio riconoscimento di obbligazioni reali. Prova ne sia. con riguardo alla servitù negativa ove peraltro il discrimen tra diritto reale ed obbligo ob rem sembra più labile (66). e per l'altro esclusivamente a favore di colui che beneficia di un rapporto qualificato (dalla vicinitas o da altra circostanza) con il titolare del ius in re. deriva dal diritto reale opponibile erga omnes. ma non l'obbligo il quale appunto non partecipa della natura del diritto reale cui accede. Resta da osservare che quest'ultimo indirizzo restrittivo non entra necessariamente in contraddizione con la tesi postulante la natura pienamente obbligatoria (sotto il profilo degli effetti) delle obbligazioni reali. profilo questo che non è sfuggito alla dottrina più attenta. poiché la
. è attratto nelle maglie del rapporto obbligatorio. La prospettata distinzione fra il profilo genetico ed il rapporto scaturente dall'obligatioob rem è utile a mettere in chiaro che dalla dimostrata relatività del vinculum iuris ob rem è possibile trarre un non infondato argomento a supporto dell'intrascrivibilità della categoria qui indagata. non ponendosi l'interrogativo circa la natura delle obligationes ob rem. la quale si esprime attraverso il dominio sulla cosa adversus omnes che solo il diritto reale conferisce al soggetto titolare del ius in re.
Il ragionamento della Corte pare poco persuasivo: il punctum dolens si scorge. I giudici. 1123 c. cerca di rafforzarlo osservando che in ipotesi di procedimento civile. I giudicanti. Prova ne sia che la parte venditrice. e 63 disp. att. (69). da un lato. A questo riguardo è appena il caso di osservare riservandoci di tornare sul punto fra poco che gli istituti di diritto sostanziale non possono di massima subire mutamenti a seconda della circostanza che sia o no stata proposta un'azione giudiziale. non si vede come non possa similmente rilevare all'interno del giudizio civile. come se la portata dell'apparenza fosse addirittura condizionata dalla diligenza di chi si dovrebbe adoperare per effettuare sempre le opportune ricerche. infatti. trascurano di verificare se nel caso sottoposto alla loro attenzione ricorressero gli estremi per invocare l'apparenza. promosso per ottenere la condanna al pagamento delle spese condominiali. A questo punto dell'indagine conviene rammentare che colui il quale invochi l'apparenza deve essere in buona fede. cui si affianca un comportamento perlomeno colposo del nuovo acquirente. si sia confidato su una situazione apparente.c. Pare dunque ragionevole intravedere nel venditore una condotta atta a ledere l'affidamento riposto dall'amministratore del condominio sull'effettiva corrispondenza della concreta situazione apparente a quella realmente esistente. c. non è necessario alcun principio che protegge la buona fede del terzo" (72). Quantunque la sussistenza di siffatto ulteriore requisito non sembrerebbe sindacabile nel caso in esame. forse consapevole della debolezza intrinseca del proprio ragionamento. avallano l'inatteso epilogo che vedrebbe l'amministratore di condominio (o comunque il legale incaricato all'uopo di agire in giudizio) tenuto a consultare in ogni caso i registri immobiliari. ma esista dall'altro una forma di pubblicità dichiarativa. nell'omessa qualificazione del pagamento degli oneri condominiali come adempimento di un'obbligazione pecuniaria soltanto connessa con la titolarità del diritto di proprietà. Il sorprendente argomentare non può non destare motivate perplessità se solo si confronti il dictum con quanto rappresentato retro sul versante dei criteri ordinatori dell'apparentia iuris e sulle sue applicazioni pratiche (71). Il supremo Collegio. tuttavia la suprema Corte accoglie l'orientamento secondo cui "quando la legge con i normali sistemi di pubblicità consente al contraente di accertarsi del vero stato delle cose. l'apparenza non potrebbe operare a causa della sua asserita (sic) natura di istituto proprio del diritto sostanziale e non processuale.
. nonostante il rilievo empirico che la condotta affidante del venditore dell'immobile. Le sezioni unite alludono come si è anticipato al rapporto che intercorrerebbe fra apparenza e trascrizione immobiliare: là ove. in primo luogo. contro cui era stato proposto il ricorso monitorio. Si badi però che la stessa Corte non esita a pervenire alla soluzione opposta. ove egli abbia continuato ad esercitare i diritti di condomino. si trincerano dietro l'apodittico assunto che il rapporto giuridico fra condominio ed effettivo condomino esiste "in ogni caso" nella realtà essendo previsto dagli artt."realtà" risultante dai registri immobiliari dovrebbe sempre prevalere sulla situazione apparente. la prima dovrebbe cedere dinanzi alla trascrizione del titolo. invece. I giudici. sia stata fonte di inganno per l'amministratore del condominio.c. là ove l'apparente condomino non sollevi alcuna contestazione alla richiesta stragiudiziale di pagamento degli oneri condominiali (70). attraverso questa tesi. oppure se rileva nei rapporti posti al di fuori del processo. aveva continuato ad esercitare i diritti di condomino presentandosi come effettivo proprietario. Delle due l'una: o l'apparenza non può trovare mai applicazione in materia di oneri condominiali.
con la trascrizione. attraverso la tempestiva trascrizione. la dottrina non ha esitato a precisare che. per questo motivo il sistema è incentrato sul dettato dell'art. Cosicchè. il criterio di preferenza tra due atti d'acquisto incompatibili in opposizione al canone prior in tempore potior in iure. Nonostante la chiarezza della lettera della legge.c.È di immediata percezione che. e non già un contrasto fra iura in re. si giunge come accennato al paradosso di considerare l'azione giudiziaria alla stregua di elemento demolitore dell'apparenza. non dovrebbe assumere qui rilevanza il meccanismo pubblicitario cui spetta invece come si è cercato di dimostrare il compito di dirimere un contrasto fra diritti reali (78). mancando un dissidio fra conflittuali atti traslativi o costitutivi di iura in re. a mente del quale si accredita. il quale sembra essersi ispirato più a criteri equitativi. al limite. gli effetti della trascrizione sono sul punto neutri (76). giacché il problema si gioca su due piani diversi: la proprietà è opponibile. assurta a mera indagine cautelativa (73). 2644 c.. che nel caso qui indagato è rappresentata dall'acquisto della porzione solitaria. con l'esito di riconoscere alla trascrizione il ruolo di limite dell'apparenza (77). così motivando. prendendo le mosse da un siffatto assunto. è possibile rivendicare un immobile a prescindere dall'avvenuta pubblicità dell'acquisto. Merita aggiungere che la riconduzione implicita delle obbligazioni ob rem nei confini dei diritti reali non ha ragion d'essere neppure ipotizzando di dover soddisfare un'esigenza di opponibilità dell'onere reale ai terzi. prescinde dalla pubblicità del contratto. al contrario. posta questa base. sembrano di riflesso svanire le remore all'operatività
. In realtà. risolvere il conflitto sulla base della considerazione che la pubblicità sia sempre un limite all'efficacia dell'apparenza (74). ma l'onere reale è un obbligo in riferimento al quale torniamo a ripetere è suscettibile di trascrizione la sola fattispecie costitutiva. nelle controversie in materia di obbligazioni reali. Tuttavia occorre tener presente che la pubblicità non è elemento costitutivo dell'acquisto del diritto di proprietà. parrebbe preferibile riconoscere la natura obbligatoria del rapporto scaturente dagli oneri condominiali.c. Poste queste premesse. il quale ultimo farebbe entrare in azione l'art. a differenza di analoghe controversie ove. Alla luce del quadro appena tratteggiato. 5035 del 2002 si scorge un conflitto fra diritto dominicale e obbligazione costituita dal pagamento degli oneri condominiali. Ma sussistono ulteriori ragioni in grado di suffragare l'opinione secondo cui non sarebbe conferente. limitatamente alla soluzione di conflitti. L'assunto deve infatti essere in primo luogo posto in correlazione sistematica con la funzione tipica della trascrizione che come noto è quella di rendere pubbliche le vicende relative alla circolazione giuridica di determinati beni: il fine ultimo dell'istituto è pertanto quello di garantire una presunzione legale di conoscenza e. e costatato che l'obligatio propter rem non è un diritto reale. 2644 c. si palesa la già evocata debolezza dell'iter argomentativo sorreggente il precedente. come effetto. Il rilievo è fondamentale per il discorso che si sta svolgendo siccome dalla pronuncia n. il sistema pubblicitario ha ceduto il passo all'operatività dell'apparenza e la consultazione dei registri immobiliari è. che non ai principi di diritto destinati ad orientare il giudizio di legittimità: si è così imposto al destinatario della condotta affidante un onere di diligenza alquanto gravoso. ovviamente. La trascrizione dei negozi traslativi ha funzione dichiarativa e svolge infatti il precipuo compito di risolvere un conflitto fra titoli quando vi siano più acquirenti dallo stesso autore. sempre che altri non abbia trascritto prima (75): la validità dell'atto traslativo. l'inopponibilità ai terzi dell'atto non trascritto.
Non si può negare che la questione della rappresentanza apparente.dell'apparenza in subiecta materia. in esecuzione delle direttive Cee in materia societaria volte ad armonizzare la disciplina fra gli Stati membri relativa alle persone che hanno il potere di obbligare la società. escludersi a vicenda. posto che l'ex rappresentante. Oppure si è reputata colposa la condotta di una società. Tuttavia tra le pronunce più recenti emerge che spesso le Corti hanno messo addirittura fuori gioco l'apparato pubblicitario ogni qual volta la situazione apparente era a tal punto persuasiva da non suscitare neppure il dubbio circa l'esigenza di effettuare dei controlli. in passato. ha novellato l'art. ma di comprendere che il nodo della controversia sottesa dalla sentenza qui discussa non implica l'applicazione della disciplina in tema di trascrizione. 29 dicembre 1969. pur con altra mansione. 7. La pubblicità dovrebbe farsi dunque da parte e non porsi in contrapposizione con l'istituto dell'apparenza qualora sia dato scorgere al limite un onere cautelativo di consultazione. Non si tratterebbe dunque di affievolire la portata del sistema pubblicitario. il quale di fatto è rimasto incompleto fino all'istituzione del registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993. Come si è già accennato retro. in riferimento allo statuto dell'imprenditore commerciale. anche perché risponderebbe ai dettami della legislazione comunitaria. Se dunque l'apparentia iuris prevale di massima sulla pubblicità commerciale. n. Questo orientamento giurisprudenziale sembra convincente. nel senso di ritenere di massima il terzo pregiudicato dalla pubblicità. 580. salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società".p.c. Si allude al sistema pubblicitario in materia di società commerciali.r. pur non mancando però pronunce di segno opposto (80). sia pure
. dal momento che richiamate le considerazioni sopra esposte ciò che rileva è la lesione dell'affidamento dell'amministratore con la conseguente irrilevanza del dibattito incentrato sul conflitto fra diritti dominicali ex art. Avviandoci alla conclusione di questo lavoro. nel caso sottoposto all'esame delle sezioni unite. è stato per la giurisprudenza terreno di scontro fra apparenza e pubblicità risoltosi. che aveva provveduto a far iscrivere presso il registro delle imprese la revoca della procura di un suo agente. ma non un conflitto fra titoli: campo di prova di quanto esposto è l'ipotesi della rappresentanza apparente. n. non sono opponibili ai terzi. 2644 c. ritenendo tale adempimento insufficiente per informare la clientela. il principio in parola ha trovato applicazione anche in ipotesi ove la legge prescrive strumenti ad hoc per rendere noto al terzo la reale situazione di diritto. 2384 c. pare importante sottolineare che le sezioni unite finiscono con l'indebolire la criticata interpretazione double face dell'apparenza in subiecta materia (a seconda che sia stato promosso il giudizio civile) là dove riconoscono.c. Basti pensare infatti al d.: il comma 2° dispone che "le limitazioni al potere di rappresentanza che risultano dall'atto costitutivo o dallo statuto. in quanto trattandosi di vicenda obbligatoria rileva solo indirettamente la proprietà della res vendita(79). pare giustificato dubitare che in materia immobiliare la soluzione debba essere diversa: trascrizione e apparenza non avrebbero dovuto. anche se pubblicate. apparente rappresentata. accennando ai criteri ordinatori dell'apparenza. Così si è risolta la controversia applicando l'apparentia iuris anche se i poteri di rappresentanza erano stati pubblicati e dunque sarebbe bastata una "visura camerale" per accertarli (81). era rimasto senza soluzione di continuità a lavorare nei locali dell'agenzia (82). 1127 che.
. I. (mette conto segnalare al lettore che le citazioni che seguono si riferiscono alla seconda delle fonti indicate). all'acquisto della proprietà per usucapione decennale (art. p. ma il vulnus affiorante dagli obiter dicta forse stimolerà un auspicabile ripensamento delle Corti in materia di applicazione dell'apparenza alle obbligazioni propter rem. alla validità del matrimonio celebrato dinanzi ad un apparente ufficiale dello stato civile (art. Bessone-DiPaolo.. p.. assurgendo a principio generale (84). p. 20 marzo 1999. alle annotazioni sul libretto di deposito al risparmio firmate dall'impiegato che appare addetto al servizio (art.. 1999.c. 1189 c. n. in questo contesto. p. 17. 2002. forgiatasi in materia contrattuale...c. p. II. 2617. 1835
. 97 ss. dei diritti acquistati dai terzi in buona fede per effetto di convenzioni a titolo oneroso dall'erede apparente. 3000 s. D'Amelio. 1318 s. (si rammenti che le successive citazioni della sentenza si riferiscono a questa pubblicazione). sempre più avvertita dal diritto privato moderno. (5) Sono tali i casi di apparenza previsti e riconosciuti dal legislatore su cui cfr. in Giust. 2998 ss. 14 febbraio 1981.. 42 ss.. (4) In particolare v. p.. la portata generale del principio (83).c. con nota redazionale di Sforza (si segnala che le successive citazioni della sentenza si riferiscono alla prima delle due pubblicazioni indicate). giur. I. 1958. I. assume analoga funzione. L'apparenza. per un primo inquadramento. p. sez. 2002. Milano. di tutelare le situazioni affidanti.. Spese condominiali ed accertamento della titolarità dell'immobile.). al pagamento effettuato al creditore apparente (art. p.. vuoi di apparenza giuridica.).obiter. voce Apparenza. con nota di Piselli. civ. 1981. Il principio dell'apparenza del diritto e la sua applicazione in materia condominiale: le sezioni unite compongono il contrasto di giurisprudenza. Villani. 682 ss. in Enc. si va estendendo dall'àmbito dei diritti privati a quello dei rapporti pubblici. ivi.. sia pure non corrispondente a quella reale. con nota di Monticelli. in Arch. dir.. con nota di Izzo. in Mon. 1981. agli atti compiuti dal mandatario prima di conoscere l'estinzione del mandato (art. In conclusione il precedente delle sezioni unite entra in collisione con questi principia. (1) Cfr. Inapplicabile il principio dell'apparenza del diritto quando non si deve tutelare la buona fede dei terzi. Si parli infatti vuoi di principio di autoresponsabilità. 1729 c. giur.. L'apparentia iuris per tutto dire esprime al massimo livello l'esigenza. p. con nota di Raganelli. II. ivi. 907. Cass. Apparenza del diritto e risultanze dei registri immobiliari.. Sull'apparenza del diritto. 1159 c. spec. affiora sempre un aggregante punto di riferimento. dovrà assumersi il rischio della sua condotta noncurante. (3) Trattasi di Cass. p. Sull'apparenza del diritto nel condominio e l'onere di consultazione dei registri immobiliari.). trib. voce Apparenza.c. ivi. ivi. in Enc. garantendo la protezione di quei terzi in buona fede che altrimenti vedrebbero ingiustamente disattesa la loro legittima aspettativa di tutela. loc. civ.. Roma. 523. nonché con nota di Mazzieri. 113 c. con nota di C. c. p. p. 2002. 3. p. ivi.). 2003. un.c. 1582 ss. 410 s. S'intende alludere alla salvezza ex art.. n.. p. 8 aprile 2002. la Suprema Corte pone termine a un dibattito ventennale sull'apparenza del diritto. Milano. 1836 ss. 534 c. in Corr. in Giust. civ.. 1985. 1934. 48 ss. ora pubblicata in Voci di teoria generale del diritto³. 1641 ss.. n. p. 1988. in Guida al dir. 1827 ss. nel senso che chi ingenera l'aspettativa di colui che è indotto a confidare in buona fede su una data situazione. Treccani. I. 5035. Quando la "formalità sufficiente" esclude l'operatività e la tutela del principio dell'apparenza del diritto. D'altronde la tutela dell'affidamento. (2) Cass. nonché in Foro it. 1577.. Falzea. in Giust.. 1901 ss. ivi..
101 ss.. ivi. 2763 ss. cit. c. ivi. 1994. 144 cpv. p. in Giust. c. Cosicché. n. giur. 1336 s. (11) Cfr. 1986. 1998. cit.. n. 5818. ingenerato dai coniugi stessi con il loro comportamento.. giur.). p.. Carbone. 476 s. 829 ss. Apparenza del diritto e pagamento delle quote condominiali: permane il contrasto nella giurisprudenza di legittimità. con nota di Renga. cit. n. che opera un singolare distinguo su cui si ritornerà infra fra casi in cui vi è un nesso diretto fra trascrizione nei registri immobiliari e apparenza ed altri. civ. 2000. 14 febbraio 1981. Milano. rilevante autonomamente sul piano giuridico". n. e in Corr. loc. Cass. bensì da una non transitoria condotta la quale permette ai terzi di desumere il contenuto dell'accordo sull'indirizzo della vita familiare rilevante ai sensi dell'art. 1050 ss. ult. (12) Falzea. in particolare.. 2004. 3 marzo 1986. Falzea. I..". Apparenza del diritto ed oneri condominiali. cit. p. p.. in Foro it. 81. edilizia. nel secondo caso ciò che risulta dai libri fondiari declasserebbe a semplice indagine cautelativa. 2764 s.. La sentenza è esaminata da Calvo. in Arch. I. 140. voce Apparenza.. 6653. 8 luglio 1998. 14 febbraio 1981. 1995. in Foro it.. n.c. 136 ss. con nota redazionale di Piombo. 1049 ss. n. perché "la solidarietà nasce non già dall'immagine riflessa di una procura o di una legittimazione "proiettata" dall'azione noncurante del soggetto falsamente rappresentato. o nei suoi riflessi reali". p. spec. oltre a soddisfare l'interesse della famiglia. (6) V.. Il principio dell'apparenza del diritto nella ripartizione delle spese condominiali. p. in particolare. Cass. Trib. comm. 8995.. p. p. p. con nota di DeTilla. che l'obbligazione sia stata contratta anche per conto del coniuge non stipulante": così Cass. ivi. conclude il Collegio. voce Apparenza. p. 25 luglio 1992. con nota di DeMarzo. p. Casi e problemi.. e in Riv. p. 285. p. rilevi "l'affidamento. (9) Cfr.. 2783 ss. 1998. Cass.. con nota di Caravaglios. al diritto di famiglia ove il coniuge rimasto estraneo al contratto è stato chiamato a rispondere delle obbligazioni contratte dalla consorte là ove.. La famiglia e le successioni. giur.. in Corr. ma solo come presupposto della fattispecie complessa. l'apparenza può essere applicata quando la situazione risultante dai pubblici registri "non venga in rilievo direttamente. 6187. I. p. ivi. p. p. L'iter argomentativo trova riscontro anche nella successiva giurisprudenza di merito: v. ad esempio. Falzea. 831 ss.. ed anche Cass. 19 aprile 2000. 27 giugno 1994. 29 ss. Rilevanza esterna del regime primario della famiglia e responsabilità solidale dei coniugi. c.. (10) Così Cass. civ.. ivi. op. invece. I. Occorre tuttavia osservare che nel precedente ora menzionato la res litigiosa aveva ad oggetto un contratto di locazione e non già di vendita. il quale precisa che la pretesa di riscossione dei contributi condominiali fatta valere dall'amministratore non implica l'accertamento della posizione di proprietario del presunto condomino. in Riv. n. I. Più di recente cfr. il quale mette in luce che nel precedente ora citato l'apparenza sarebbe tuttavia intesa in senso improprio. cit. 1335 ss.c. ivi.. 1995. 796 ss. poiché essa concerne "l'adempimento di un'obbligazione pecuniaria connessa con la titolarità del diritto di proprietà.c. (7) Cfr... in cui il rapporto negoziale sarebbe suscettibile di essere ricondotto solo in via mediata alla situazione giuridica resa pubblica.. 866 ss. Nella prima ipotesi la tutela dell'apparenza non potrebbe essere invocata da chi abbia trascurato di accertare sui pubblici registri la situazione giuridica. I. loc. (8) Così infatti Cass. 1994. e non questo diritto di per sé.... con nota di Avolio. Contrasti sulla legittimazione del condomino apparente.... 26 ss. p. giur. (13) Si pensi.. 16 novembre 1984. in Nuova giur.. con nota di V. edil.
. Apparenza del diritto e spese condominiali. Torino. 907. 2000. in Arch. 907. 5122. 792 ss. 1985. p.
Cass. (20) Naendrup. p.. cui l'errore si riferisce". osserva: "ogni contaminazione fra fatto apparente (contrapposto e reale) e elemento esterno della fattispecie è sconfessato. Jobard-Bachellier. in Dig. L'apparenza del diritto nella giurisprudenza francese. Paris. p. c. è essa stessa che trae in inganno le persone di buona fede. il quale osserva che di proprietà apparente "si riconoscono tre epifanie: il proprietario simulato. 641. Die Gewere Theorien.. 5063. L'apparence en droit international privé. 1910. 101 ss. (22) Krückmann. cit. principalmente il detto contegno. 45 ss. che noi già conosciamo. 78. p. 172 s. Bessone-DiPaolo. voce Apparenza. (21) Naendrup. sez.. p. source de droit.. ivi. altresì. (23) Naendrup. p. 7501. I. en matière d'apparence. nonché Jobard-Bachellier.. Roma. Sacco. cit.. n. v.). civ. disc. il quale.. e l'analisi concettuale della categoria si raffina con rigore che raggiunge il virtuosismo". 367 ss. 1957. spiega che "costituitasi cotesta opinione generale. Torino.. p. p. Il principio dell'apparenza giuridica. p. in Mon. Trento. (24) Cfr. c. n. (15) Cfr. ivi. L'apparence. 74. 241 ss.. p. ma per esaminare i punti nodali del problema muove proprio dalla disciplina dell'errore. passim. Bern. sul punto Rajneri. Einführung in das Recht. 3. p. però. p.Evocano altresì il principio dell'apparenza in materia di responsabilità patrimoniale dei coniugi: Cass. Id. 87. Come osserva Rajneri.. Gli aa.. 1932. 49 ss. (14) Cfr. 1998. civ. I. Tardivo. Münster. 1894. cit. it. 8 gennaio 1998. con nota di Quadri. Sulla scia della predetta dottrina si colloca l'opera di Finzi. 2002. fra apparenza ed errore comune anche se i due princìpi non andrebbero confusi: v. 80 nota 5.. comm. source de droit. p. I. p. 189. L'erede apparente. che è causa dell'inganno del terzo". Milano. 1973. in Nuova giur. I. Contributo alla teoria dell'apparenza giuridica. le osservazioni di Moschella.. doit être distinguée des autres erreurs. la quale incentra la sua analisi sugli effetti dell'applicazione dell'apparenza nel diritto internazionale privato. 1968 (rist. Die Bedeutung der Gewere in deutschen Sachenrecht. p. 1912.. voce Apparenza del diritto. ult. 16 ss. voce Apparenza. p. indipendentemente dal contegno o comportamento della persona. o prestanome. p.. 1992. (19) Huber... n. cit. cercando di chiarire come si forma l'error communis. in Giust. Padova. 28 aprile 1992. cit. p. concetto evanescente derivante dalle consuetudini germaniche ed assimilabile alla Gewere che indicava sia la signoria fisica sul bene sia la capacità di disporne. 142 ss. che mette in
. invece. 57 (1910). Il possesso dei diritti. ponendo in luce. 1314 ss. Die Gewere Theorien. la massima dell'error communis facit ius aveva trovato fortuna presso le corti francesi superando la teoria della saisine collective. spec. Nachlese zur Unmöglichkeitslehre. nonché Cass. 7 luglio 1995. en raison de ses effets spécifiques qui permettent exclusivement de valider les situations mises en cause" (ivi. 354.. francesi non distinguono. priv. Torino. V.. cit. D'Amelio. dig. in Jherings Jahrbüchern für Dogmatik. civ. 1987. (16) Per un'analisi dell'evoluzione storica dell'istituto dal diritto romano a quello francese ed austriaco. (18) Così Sacco. esaminando la teoria di Falzea. Tübingen. 11).. in Noviss. 1984... spec. cui qualche interprete aggiunge colui che risulti tale per un errore generalizzato della comunità giuridica".. e l'erede apparente. 822 ss. L'apparenza del diritto nella giurisprudenza francese. Id. sul punto la casistica esaminata da D'Amelio.. (17) Cfr. Il principio dell'apparenza giuridica. 716. Sulle origini della teoria dell'errore comune cfr.. mentre "nell'apparenza del diritto gioca. I. 641 ss. cit.. 820 ss. che "l'erreur. Obbligazioni contratte per soddisfare necessità familiari e responsabilità dei coniugi. trib. 1934. p. op. fin dall'incipit del suo lavoro. pp. p. 1-19. voce Apparenza. p. 1996. 357 che.
secondo cui per contraddistinguere l'erede apparente bisogna guardare alla "sua esteriore parvenza di fronte ai terzi. non ha portata generale. p. c. Il problema dell'erede apparente. Contributo allo studio delle circolazioni acquisitive legali. 31. in Foro it. (31) Così v. sentore forse questo che l'elaborazione contenuta nella prima pubblicazione del contributo vigente il codice del 1865 era già rappresentativa dell'affermarsi a pieno titolo dell'istituto. c. I. Stolfi. pacifico e non equivoco dell'eredità". Roma. 702 c. Foro it. I. con nota di A. c. che valesse la presunzione ex art. (26) Il primo interlocutore italiano con la dottrina germanica fu Finzi (Il possesso dei diritti. p. 100 ss. che minacciano di sconvolgere senza ragione il nostro sistema giuridico". 153. 1943-45. Osservazioni sull'erede apparente.. Segni. Mengoni. si obietta tuttavia di non spiegare con chiarezza il fondamento di un istituto considerato così sui generis e neppure di definirne i limiti di applicazione: v. ad esempio. voce "Successione legittima o testamentaria". G.. 1930. p. all'opinione che altri o il pubblico n'abbia". 19 luglio 1932.luce le differenze fra istituto dell'estoppel e teoria dell'apparenza così come elaborata nel sistema francese. 183 ss. quindi solo quando quest'ultimo fosse tale". Osservazioni sull'erede apparente.. I. (ivi. p. in tal senso. 702 c.). 305 ss. l'elaborazione di Mossa (Dichiarazione cambiaria. in Foro it.. 1934. ivi. comm. Successione Erede apparente Alienazione. cit. comm. Le teorie sull'apparenza giuridica (Note critiche). (33) Per usare gli stessi termini con cui affronta il tema Messinetti. I.. 14 luglio 1955. Sull'apparenza del diritto. p.. Padova. 2231. L'erede apparente. L'erede apparente. Firenze.c. 1971. 521 ss. 1895.). nota ad App. (32) Cfr. 1975. p. 714 ss. n. Modena.. mette invece in luce che la presunzione ex art. mentre nel diritto romano continua l'a. purché appaia ai terzi possessore pubblico. II. pp. in Riv. Cass. 131 s. p.. 12 giugno 1945. I. in Rep. Milano. con nota di Sacco. p. voce Apparenza del diritto. (27) Cfr. 5 ss. Al riguardo Tardivo. 1935. p. cit. Bonfante. p.. p. p. cit. 103 ss. p.. 1934. 104 ss. e spec. Segni. cit. p.. p. (29) Cfr.. Milano.. nell'àmbito del diritto commerciale. comm. dir. civ. 23 aprile 1894. il quale sostiene che "il cardine della disciplina legislativa non è tanto l'erede apparente. in Riv. 1865 di buona fede del terzo: v. 1955. in Riv. 1245.. 1930. (25) V. 1949. 152. c. 263 ss. 100 ss. 104 ss.. ad esempio.. dir. Gli acquisti "a non domino"³.. 261.. L'apparenza del diritto.. Cass. (28) Cfr. che esprime "netto dissenso dalle tendenze dottrinali in parola. I. spec.. dir. it. Si profila altresì l'opinione di chi ritiene che la tutela dell'apparenza vada posta a confronto con l'effetto della pubblicità: così Bolaffi. Venezia. 9 agosto 1934. quanto piuttosto ed in primo luogo l'intera vicenda successoria" e continua
. in Giust. D'Amelio. 237 ss. Roma.. (34) Per una diversa prospettiva v. Tardivo. Si badi che l'articolo riproduce pressoché integralmente la stessa voce già apparsa nel 1937 sul Nuovo dig. (30) In giurisprudenza si è anche sostenuto. 60) "la validità delle alienazioni era ammessa per tutelare la buona fede dell'erede apparente. 27 febbraio 1948. ma vale unicamente per i possessori di beni ereditari e non anche per i terzi acquirenti. 238. A questi aa. Galli. con nota di A.. cit. n. sviluppata ulteriormente da Sotgia (Apparenza giuridica e dichiarazioni alla generalità. a prescindere dalla sua buona o male fede. cit.c. in Foro it. Alcuni rilievi anche in App. App. ivi. la casistica riportata da D'Amelio. Cass. e come tale si comporta senz'esserlo. n. P. La tutela della proprietà "sacrificata". 113. al contrario. 31 chiarisce che "erede apparente è colui che possiede con veste di erede. Se il detentore di beni ereditari sia erede apparente. 425. 1999. 1935.) cui seguì. ivi.
Acquisti. 92 s. 1102 ss. p. dir.. 1971. cit. ivi. 1957. 3393. 1. Della trascrizione immobiliare³. l'accettazione". ivi. 366. 1990.. 828 ss.. L. già erede apparente.. il tipo di delazione.c.. ad esempio. Cass. ma è la stessa legge ad instaurare un nesso inscindibile tra acquisto di immobili (o mobili registrati) dall'erede apparente e trascrizione dell'acquisto dell'erede apparente" (ivi. (40) In questo senso v. Della trascrizione immobiliare. p. p. Galli. 2652. n. 1. 21 marzo 1989. nonché Cass. 2652... 1956. Ferri-Zanelli. 7 ottobre 1954. c.. n. c. Contra. Busnelli. voce "Successione legittima o testamentaria". n. Galli. non sia applicabile tutte le volte in cui l'errore del terzo sia dipeso dall'omissione. n. p. 348. civ. in Comm... 272 s. stabilita dal secondo comma dell'art. not. 15 marzo 1980. c. Acquisti. nonché in Giur. Il problema dell'erede apparente. in Enc.. p. 1741. 1909 ss. cit. cit. ulteriori riferimenti in Tardivo. 2005. in Rep. L'art. nel senso di un'interpretazione
. 206. p.c. con nota adesiva di DeRosa. Milano. 530 ss. (36) In questo senso v. (38) In questo senso cfr. DelBene.. Ferri-Zanelli. n. n. I.. in Familia. spec. c. cit. n.. 2652 n. 208. spec. 24 aprile 1954. (39) Cfr. Acquisti immobiliari a titolo gratuito dall'erede apparente e onere di prova della buona fede: un nuovo orientamento della Corte di cassazione. 56). in particolare Busnelli. pp. (42) La dottrina pare favorevole all'applicazione estensiva: v. 7. (41) Mengoni. 1409. 1995.) ritenendo che per l'art.. 91.. p. anche in Riv. 253 ss. operi il principio generale secondo cui la buona fede si presume: così Cass. 295 s. it. spec. e 298 ss.. 526 ss.. Foro it.. p. c. 1713 ss. in Giust. 1980.. comm.c. p.. n. 534 c. 29 settembre 1959.. 15 marzo 1980. della normale diligenza in ordine all'accertamento della reale situazione giuridica". 1714 ss. con nota di Mengoni. 2004. quanto l'intero procedimento successorio mortis causa" perché ad esempio "apparente può essere la morte (e quindi l'apertura della successione).. ivi... c. con nota critica di Triola. Erede apparente. 737 ss. L. distinto dalla previsione di cui all'art. altresì. in cui si asserisce che la qualità di erede apparente non si può trasferire all'erede che subentra nella posizione giuridica del defunto.. Milano.. che ritiene configurabile una sorta di concorso nella stessa persona della qualità di erede vero ed erede apparente. 1262. Cass. 161 s. Erede apparente. Condividendo questo argomentare i giudici di legittimità hanno allora modificato un loro precedente orientamento (si allude a Cass. 27 s. n. p. L'erede apparente. 62bis. ove i giudici chiariscono che "la tutela della buona fede del terzo acquirente dall'erede apparente. Mengoni. p. in Familia.. ivi... 1741.. p... Acquisto dal legatario apparente. Sulla prova della buona fede del terzo acquirente nelle ipotesi dell'art. 105 ss. sul punto diffusamente Mengoni. e la prova della buona fede. (37) V. Bucelli-Galli. L'orientamento è stato accolto anche dai giudici di legittimità: cfr. cit. 534 c. cit. n. Così anche Cass. 53-55.. p. pp. 1960. p. 1966. 2000. Cass. n. it. dir. Palazzo.c. p. 34. n. 1961. 352 ss.. Il problema dell'erede apparente. in Riv. in Giur.. a cura di Galgano. p.. 2627. I.c."apparente e non vero non è tanto l'erede. 7 c.c. In tema di terzi acquirenti mediati dall'erede apparente. 1954. cit. c. p. 30 marzo 1971. ult. 200. XV. in Foro pad. voce Erede apparente. 929. Busnelli.. p. in Giust. trascrizione e apparenza. cit. II. da parte sua. 7. ivi. 105 ss.. nota 195. cit. 479. Apparenza e pubblicità degli acquisti mortis causa e trans mortem. Scialoja-Branca. p. Bologna-Roma.. c. il quale puntualizza non si possa negare che "il fenomeno dell'apparenza sia del tutto autonomo da quello pubblicitario. civ. 6 marzo 1961. V.. I. 28 ss... con nota adesiva di Buonpensiere... p. p. Acquisti mortis causa. (35) Pare opportuno almeno segnalare Cass. spec. 1989.. 338 s. op. I. I. 1913 s.
in realtà inesistente. e disciplina della trascrizione. Cass. n. p. osservando l'organizzazione delle imprese commerciali. e cioè a chi appare come il creditore ovvero come una di quelle persone elencate dall'art. 19 febbraio 1993. (46) In questo àmbito ciò che appare è la relazione. senza sua colpa. 1189 comprenda tutte le ipotesi di pagamento effettuato a chi. in particolare.c. in Giur. privo dei necessari poteri di rappresentanza.. p. con nota di Traniello. Con un iter argomentativo che si discosta dall'orientamento maggioritario..c. che ritiene ancora aperto il problema della configurabilità in capo al legatario di una situazione di apparenza. 2020. in Studi urbinati. 1189 c. abilitati a ricevere l'adempimento. 534 c. deve essere tutelata. not. ivi. v. Profili di tolleranza nel diritto privato. p. spec... Zanelli. nel conflitto di
. 7 maggio 1992. in Foro it. tra rappresentato putativo e rappresentante e non la titolarità del diritto. 1993.. civ. 296 ss. delle annotazioni sul libretto di risparmio firmate dall'impiegato. davanti ad un apparente ufficiale di stato civile e alla piena prova fra banca e depositante ex art. c. in Nuova giur. L'a. Cass.... it. 6756. 1415 c. 2088 ss. Creditore apparente. 371 ss. Apparenza e responsabilità della banca per fatto degli ausiliari. Acquisti. si allude alla protezione del diritto del terzo ex art. cit. cpv... 160 ss. 1873 ss. I.c. 1835. 423. con nota redazionale di DeMarzo.c. comm. 1992.1987. 534. 1129. con nota redazionale di Ceccherini. per tutti. 564 ss. 1.. Napoli. anche Moschella. n. 1048. 164 ss. n. 28 gennaio 1995. Cfr. 534 c.. Cass. fra le tante. 1988... I.... appare legittimato a ricevere la prestazione. 19 gennaio 1987. in particolare.. ex pluribus.. che ha acquistato in buona fede dal titolare apparente. 9083 in Giur. p.c. 1189 c. comm. in cui si sottolinea che la responsabilità del rappresentato è riconducibile alla violazione del principio di buona fede. p.. 5436. 113 c. 1978.. comma 2°. p. p. c. 1188".. in base a circostanze univoche.letterale dell'art. 2087 ss. in Scritti minori. p.c. Patti. n. 486 ss. ed a quella di cui si dirà subito nel testo del pagamento al creditore apparente ex art. 150 ss. p. in Giust.. n... (48) V. con nota di Meoli. con nota redazionale di Weigmann. n. civ. apparente addetto al servizio.. civ. I. costata che "l'àmbito di applicazione dell'art. Cass. cit. c.c. in verità. p. c. all'efficacia del matrimonio celebrato ai sensi dell'art. Lamenta una sistematica difettosa nel rapporto fra acquisto ex art. la Corte osserva in punto colpa della società che "la posizione di colui al quale la situazione giuridica appare. Rappresentanza e gestione. oltre all'esaminata fattispecie dell'art. (45) Cfr.. (44) In merito alla fattispecie disciplinata nell'art. 366 ove si chiarisce che "alla mancanza del diritto nell'apparente creditore in che consiste l'essenza della cosiddetta apparenza corrisponde la mancanza della legittimazione a ricevere l'adempimento nell'apparente legittimato: entrambi non sono. 2680 ss. 1993. I. in Riv. 29 luglio 1992. (43) In particolare.. esistente.In dottrina v. (47) Rileva dunque anche un comportamento omissivo del rappresentato: v. V. 1.c. it. Napoli. ivi. I. Mengoni.. si è espressa Cass. I. 17 maggio 2001. per cui l'eccezionale liberazione del solvens è fondata esclusivamente sulla tutela della sua buona fede di fronte a "circostanze univoche" che l'hanno tratto in inganno malgrado l'uso della diligenza richiesta". p.. Cass. c. Oppure si pensi ai casi in cui gli amministratori di una società abbiano consentito più volte ad un agente senza rappresentanza di compiere atti giuridici in nome e per conto della società stessa: cfr. ivi. in Nuova giur. Cass... 1965-66. 1996. c. 1287 ss. 488 ss. 2002. 2680 s. 365 ss. n. 20 aprile 1970. ivi..: la controversia ha ad oggetto la validità di un accordo transattivo stipulato dal capo dipartimento vendite prodotti speciali di una società. 1970. p. Giorgianni. Preposizione institoria ed apparenza: brevi note su orientamenti vecchi e nuovi. Contributo alla teoria dell'apparenza.
la possession vaut titre". Studi in tema di rappresentanza e di responsabilità dell'imprenditore. Oppure sostenendo che l'interposizione non era reale ma fittizia. illimitata. p. n. laddove il pagamento del prezzo ex latere accipientis nelle mani del mandante avrebbe permesso d'intravedere il perfezionamento di un accordo diretto fra terzo avente causa del mandatario e dominus negotii". civ. (54) Così infatti l'art. spec. Mengoni. 50. emergendo dall'interpretazione del diritto positivo e non dalla invocazione aprioristica di un generale principio di apparenza. 171 ss.. p. BustosPueche. Così anche. tra le altre..interessi contrapposti. p. 308 ss. Bruxelles. (56) Mengoni. 2004.c. Cass.... 2279 code civil il cui comma 1° specifica che "en fait de meubles. c. cit. La doctrina de la apariencia
. Mengoni. 1996. in Mélanges offerts à Pierre Van Ommeslaghe. p. (50) Occorre dunque individuare i limiti di operatività dell'istituto: v. 1996. n. 43 ss. Acquisti.. 426 ss. Fondamento. in Foro it. pp. del resto.. se si vuole evitare che la sua protezione divenga evanescente". spec. Per ulteriori rilievi sul punto v. Essa. 1252 ss. una volta che il mandante abbia con la domanda di pagamento diretto. 16 dicembre 1968.... DiGregorio. in Giur. p. IV. in Giust. p. In questo senso spicca Cass. La sentenza è criticata da Calvo. anche senza ed indipendentemente dal concorso di un simile elemento. e prev.. 19 settembre 1995. 21 ss.. Ciò che la Cassazione non dice sull'apparenza "pura". (52) D. pp. (57) Mette conto segnalare che nell'ordinamento spagnolo le applicazioni paradigmatiche dell'apparenza giuridica si rinvengono proprio negli acquisti a non domino sulla base del principio a mente del quale. spec. 92. (53) In tal senso cfr. però. I. I. Bonelli. ult. 158 ss. Cass. 2-4. pervenuto alla sua fase esecutiva. 13 gennaio 1990. p.. ove si legge che "anche sotto il profili della apparenza del diritto. 9083. in forza della condotta affidante posta in essere dal mandante.. 169 ss. Sul punto cfr.. 892 ss. è contenuta entro confini ben precisati". 227 s. Verbruggen. Tranquillo.. 29 luglio 1992. sia ormai soltanto colui che accentra in sé la titolarità del credito (azionato) e la disponibilità del bene alienato" (ivi. 1990. la legittimazione del terzo ad agire contro il mandante stesso al fine di ottenere la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo. p. (51) Così. civ. manifestato di volere assumere a proprio carico ed in prima persona la esecuzione dell'affare sembra ragionevole il convincimento nel terzo il quale abbia contrattato con il mandatario-commisionario che i compiti gestori a quest'ultimo affidati siano stati ormai esauriti e che controparte nel rapporto. (49) Cfr. in quel sistema giuridico. La rappresentanza apparente. Milano. e 272 ss. più di recente. 84 ss. ove si legge che "la protezione che il terzo può ricevere sulla base del sistema di rappresentanza in forza di apparenza non è.. 24. I singoli contratti. p.. 2000. it. cit. 143 s. secondo cui sarebbero state preferibili altre vie per proteggere il terzo acquirente. Torino. c. (55) V. in Resp. con nota di Rajneri. Casi e problemi. in particolare. n.. per ulteriori riferimenti. 1968. 2740 c. 17. ivi. ponendo in luce che "il mandato senza procura rappresentava nel raffigurato contesto una fattispecie negoziale ingegnosamente sfruttata allo scopo di eludere la responsabilità patrimoniale del mandante (art. La pronuncia ha suscitato le critiche della dottrina: v. 3998. limiti e tendenze del principio di apparenza in materia di rappresentanza. La théorie de l'apparence: quelques acquis et beaucoup d'incertitudes.)... Padova. 1969. op. cit. tra le altre. cit. Cass. p. La forza espansiva dell'apparenza ha peraltro indotto la suprema Corte ad applicare l'istituto anche in casi di mandato senza procura riconoscendo. 1256). Acquisti. i diritti reali si trasmettono con la coesistenza del titolo e del modo. 9902. 1997. n.
. p.. p. 305 ss. 2004. 50. 1980. Cass. in questo senso. Cass. p. ove si spiega che "en derecho español la propiedad y demás derechos reales se transmiten mediante la concurrencia del título y el modo (artículos 609 y 1095 c. 5122. il criterio distintivo rappresentato da Trabucchi. colonizzazione e simili". in Trattato dir. 6187. esto es. 111 s. p. cit. in particolare. voce Onere reale. Comporti. Cómo se explica tan llamativa exceptión? Por aplicatión de la teoría de la apariencia jurídica". 6653. pur distinguendo nella sua trattazione i due istituti. p. cioè "l'imposta locale sui redditi [. 139 ss. continuato da Mengoni. el artículo 34 de la ley hipotecaria. l'istituto dunque si applica sulla base della costatazione che l'accipiens ha confidato sulla situazione apparente.c.h.. in Enc. nell'obligatio propter rem la proprietà non è gravata da un peso.. p. Oneri reali e obbligazioni propter rem. (64) Anche se sul punto BigliazziGeri. che si sofferma anche ad esaminare le ipotesi di oneri ormai sconosciuti all'attuale codice civile. Milano. teoría del título y el modo. rimarca che in realtà la necessità di sopportare le spese per modificare gli impianti esistenti assumerebbe la veste di obbligo solo
. Milano. La ratio giustificatrice dell'applicazione giurisprudenziale dell'apparenza si rinviene infatti nella tutela dell'affidamento. 148).. p. 117 ss. 46 s. del tutto aggiornati nei contorni alla luce dell'esperienza comparatistica. Nello stesso senso cfr. l'onere reale non esiste più nel nostro ordinamento come istituto del diritto civile inteso quale strumento suscettibile di utilizzazione da parte dell'autonomia privata". (59) Cfr. 1977. Le obbligazioni propter rem. Le obbligazioni propter rem. p.] e il contributo consorziale di bonifica. 1984. n. civ. 1999. 147 ove spiega che "se si prescinde dai rapporti di antica origine.. la ausencia de uno de estos elementos normalmente. Madrid. 19 aprile 2000. già a partire dalla rivoluzione francese. adquire el derecho real objecto del negocio. (60) V. 110 s. (62) Cfr.. XXX. cit. adquirir a pesar de que el tradens carecía de poder dispositivo sobre la cosa. Balbi. L'a. Milano.. diretto da Cicu e Messineo. in particolare delle codificazioni dell'area germanica (ivi. il quale osserva che "l'onere reale e l'obbligazione reale sono entrambi rapporti obbligatori". Le obbligazioni propter rem. Istituzioni di diritto civile40. per l'analisi storica approfondita. Padova. (63) Sul punto v. cit. por ineficacia declarada con posteriodad del título o negocio impide que tenga la eficacia prevista el negocio traslativo: que transmita el derecho real al accipiens. i livelli. y el 464 del código civil. Si segnala. 45.. Torino.. cit. hacen posible la adquisición a non domino. 27 giugno 1994. (61) V. Según el sistema legal. n. l'analisi di BigliazziGeri. le precarie. Sin embargo.. in particolare. cit.. Cass. o del 464 c. spec. 3. Esta es la regla. come ad esempio il censo. Pues bien. che caratterizzavano l'assetto feudale e furono oggetto di una copiosa legislazione abrogativa. ma secondo l'a.. della "proteccíon de terceros" (ivi. (58) Il tema è approfondito da Balbi.. p. dir.). XI. cit. p. tuttavia auspica una reviviscenza degli oneri reali. para muebles. Gandolfi. n. e spec. Balbi. para cosas inmuebles. il quale osserva che "nel nostro ordinamento vigente non si danno casi di onere reale".c... Contributo allo studio del diritto reale.. 635: "nell'onere reale si considera il peso che è fatto gravare obiettivamente sul fondo per ottenere la prestazione di cui si tratta da colui che risponde con la cosa stessa. Secondo l'a. Oneri reali e obbligazioni propter rem. el accipens que se halla comprendido en el àmbito del artículo 34 l. ma l'appartenenza del bene vale per individuare il soggetto che resta personalmente obbligato". ne permangono due esempi nell'àmbito pubblicistico. 8 luglio 1998. 1950. p. vale a dire sul legittimo potere dispositivo del tradens sul bene. e comm.jurídica. p. 111 ss.).
I. il quale scrive che "la caratteristica della obbligazione in esame non riguarda il contenuto del rapporto. anche Grosso. disc. p. cit. manca sempre nell'obbligazione reale". la preventiva offerta) delle spese già sostenute dal dominus dei canali. Le servitù prediali.. Torino. voce Obbligazione "propter rem" ed onere reale.Oneri reali e obbligazioni propter rem: a proposito della distinzione fra diritti di credito e diritti reali. In senso dubitativo sulla fondatezza della soluzione dottrinale che fa ricadere le spese legali ob rem sul condomino dissociatosi. 1953. analogo a quello concernente la comunione forzosa del muro (art. distingue quei profili essenziali per configurare il ius in re immodificabili dall'autonomia privata denominati doveri assoluti da quelli invece che chiamati obblighi o obbligazioni trovano la loro causa nella legge. 51. Balbi. 1949. sez. proprio l'assolutezza scioglie il nodo più intricato della distinzione dell'obbligazione dal diritto reale. 1069. anche Grosso.. Roma. questi è tenuto a concorrere nelle spese di giustizia che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente.. Biondi. o resistere ad una lite.. 169 per cui "la tipicità delle obbligazioni reali è tuttavia temperata dalla facoltà.. gli estremi dell'obligatio propter rem: qualora l'assemblea abbia deliberato di promuovere. I. (67) Sul punto v. poichè "è decisiva per distinguere la servitù di non fare dall'obbligazione ob rem negativa". anche Balbi... 114. ult. ma possono essere regolati dalle
. 11. continua l'a. 1953. di modificare il contenuto (la prestazione) senza che vengano meno gli effetti caratteristici di esse". cit. 67. in Giust. spec.. cit. Diritto e obbligo nella teoria del diritto reale. L'azione legale di cui alla disposizione succitata risponderebbe infatti alle stesse esigenze di conservazione della cosa comune già espresse dagli obblighi di cui agli artt.. XII.BigliazziGeri. Torino.it. civ. 50 e 66 s. cit. Allara.. 22 ss. in Dig. Fusaro. I) Teoria generale. 59. in Enc. 351 s.c. Contra Fr. spec. 173. p. 1990. BigliazziGeri. Le obbligazioni propter rem.. ma allora varrebbe l'art. c. Cfr. per contro.. DiMajo. spec. Le obbligazioni propter rem. 1967. E. in Grosso-Dejana.. Sul punto v. p. pp. Le servitù prediali. 1. c. e 51 ss. Balbi. 167 ss. "un obbligo (personale) è invece sicuramente quello avente ad oggetto il preventivo pagamento (o.. E. riconosciuta ai privati... pp. il quale mira a ridimensionare la concezione dell'assolutezza e pienezza del diritto reale per giungere a ritenere la situazione reale alla stregua di "una sintesi complessa del potere e del dovere". (66) V. Cfr. Romano... giur. priv. 55 ss. I. Grosso. Torino. p. cit. civ. 443.c. 393 s.c.. e 73 ss. questa accessorietà significa che intercedono delle relazioni tra le vicende del rapporto reale o del possesso e le vicende della obbligazione". c. in Foro pad. e l'esito positivo della causa giovi anche al condomino dissenziente. in Grosso-Dejana. in Grosso-Dejana. cit. (65) In àmbito condominiale la dottrina rinviene anche nell'art. pp. e 187 ss. p. Oneri reali ed obbligazioni propter rem. l'a. p. in Trattato dir. Le nozioni fondamentali del diritto civile³. 1104 e 1123 c. cpv. pp... quale corrispettivo di un acquisto (trasferimento coattivo) della comproprietà delle opere. Oneri reali e obbligazioni propter rem. 1995. civ.se le opere fossero eseguite dal proprietario dei canali. 1951. spec.]. Funaioli. ma consiste nella accessorietà di tale rapporto rispetto al rapporto reale od al possesso [.. diretto da Vassalli. il quale puntualizza che "l'assolutezza costituisce la caratteristica che si accompagna costantemente all'elemento obbligatorio nella servitù e che. In riferimento al dovere. XXI. spec. Le servitù prediali.. p. comma 3°. p. V. continua l'a. Le obbligazioni propter rem. p. cfr. 1132.. Treccani. voce Obbligazione. quanto meno. Oneri reali e obbligazioni propter rem. 874)". a mente del quale se le opere giovano anche al fondo servente le spese sono sostenute in proporzione dei rispettivi vantaggi.. p. cit. Napoli. 37 s. (68) Cfr.
I. p. risultanti da regole di esercizio.. p. n. 117 ss.. chiaramente. cfr.. 175. 2004. pp. (77) Tuttavia accreditata dottrina riconduce anche l'art. 1998. Cfr. Interessanti rilievi anche in Danis. per tutti. por el Estado.. In giurisprudenza. constituye el primer elemento de la apariencia jurídica". spec. Nicolò.. p. ritiene legittimo nel secondo caso il pagamento da parte dell'apparente condomino in quanto configurabile anche come adempimento del terzo ex art.. p. Betti. spec. per usare una formula sintetica. 1973. l'a. n. un.. 2 giugno 1993. in Riv. Napoli. p. Caducazione del contratto ad effetti reali. 8 aprile 2002. 1951. n. secondo cui "in virtù dei criteri che determinano la preferenza fra più aventi causa da un medesimo autore. il quale osserva che "se io acquisto un immobile posso poi rivendicarlo. ove si mette in evidenza che "la trascrizione ha dunque la funzione di far prevalere un titolo su di un altro. Cass. 1180 c. 72 ove si chiarisce che "para el tercero non es duboso que el registro. 46. Così.c. Per ulteriori riferimenti v. (74) Merita attenzione rilevare che.. Apparence et contrat. 175. in dvd Juris data. 352 ss. osserva che "rimane altamente equivoco il parlare di obbligazione propter rem [. 5818. Cass. Contributo allo studio del diritto reale. un. cit.. 1977. 5035. La doctrina de la apariencia. ad esempio. (76) V. como medida de publicidad organizada en su favor. cfr. Cass. volendo rafforzare la sua distinzione fra ipotesi contenziosa e non contenziosa. Paris. nell'ordinamento spagnolo il sistema pubblicitario è annoverato fra i requisiti obiettivi dell'istituto. 228. v. 8 aprile 2002.c. 14 febbraio 1981.. n. 220). con esso incompatibile. Izzo. c.. spec.. spec. n. (70) Cass. 119. cit. 1984. cit. 93 ss. precisamente.. un. (75) Così. spec. ma non fra diritti".. Funaioli. nell'alveo della legittimazione apparente. Oneri reali e obbligazioni propter rem. salvo che altri non abbia acquistato e trascritto contro il mio autore un diritto eguale o incompatibile".. 8 aprile 2002... cit. p. 2644 c. nonché Argiroffi. giurisprudenza e legislazione in tema di trascrizione. 1104.. secondo detta elaborazione l'obligatio viene dunque fatta rifluire nel diritto reale. Cass. cit.. Teoria generale del negozio giuridico². ove la Corte. 107 ss. anche se non ho trascritto. 5035. p. completano la definizione della proprietà. p. Gazzoni. p. facendola dipendere dall'anteriorità della trascrizione o
. 5035. (72) Cass. La trascrizione immobiliare. Milano. diretto da Schlesinger.c. altresì L. (73) V. Note introduttive ad uno studio sulla trascrizione immobiliare. contrariamente al sistema italiano.. 308 ss. comm. 16 novembre 1984. 907. ed in quanto tali riguardano ogni proprietario che si sostituisca nel rapporto con la res" (ivi. p.. diverso da quello dell'autore dell'atto di disposizione. Oneri reali e obbligazioni propter rem. p. risolve cioè. in Studi in onere di Antonio Cicu. ivi. n.. 394-410 e 447 ss. criticando l'orientamento prevalente... La trascrizione.convenzioni delle parti secondo la disciplina dei rapporti obbligatori. (69) V.] Questi doveri. 1994 (rist. 6152. 47. 46. cit..). Milano. not. 1989. BustosPueche. Milano. n. anche Ragazzini. 49 ss.. sulla possibilità che il titolare del diritto reale possa agire a sua tutela anche senza previa trascrizione del relativo titolo di acquisto. in C. p. p. p. sez. Milano. sez. cit. (71) Cfr. sez. p. a proposito di obblighi ob rem di ripartizione delle spese fra comunisti ex art. cit. cit. p. Nuovi orientamenti di dottrina. comma 1°.. 5 luglio 1996. ma non è fonte di un diritto autonomo. Così anche Comporti.Fatôme.c. il quale pone in luce l'incoerenza di un principio di diritto applicato in modo altalenante. Sull'apparenza del diritto nel condominio. Cass. Funaioli. Napoli. in particolare. un conflitto fra titoli. Sul punto v. spec. spec. 1844 s.. Ferri. 6159.
Testo e contesto. 2005. 14 febbraio 1981. (80) Si sono infatti registrate già prima dell'istituzione del registro delle imprese alcune aperture verso un riconoscimento della rilevanza dell'apparenza anche contro le risultanze pubblicitarie: v. in dvd Juris data. p. Così anche le pronunce della Corte conformi al dictum delle sezioni unite: cfr. Barcellona.. p. e giust.. Cass. v. 13099. Cass. cit. 156 ss. p. Roma.. n. 46. n. 5 luglio 1979. un. n. Sacco.. 2003.. cit. n. Padova. ove si chiarisce che il principio dell'apparenza giuridica risulta "rispondente (come ammesso in dottrina. 26 maggio 2004. 5.. Irti. n.. 1996... 20 aprile 1970. 30 agosto 2002. 456 ss. Modugno. Milano. ivi. nonché Cass. Cass.. p. in Dir. 2616. it. 434 ss. in dvd Juris data. n. cit. p.. ivi. altresì Cass. 127 ss.. salvo qualche riferimento: v. 9083. Treccani. 3 marzo 1986. p.. p. 10133. Più di recente cfr. 29 luglio 1992. c. in Danno e resp... n.. c. e Trib. chi ha già disposto del diritto sull'immobile o conferitane l'aspettativa appare legittimato ad ulteriori atti di disposizione o di attribuzione del godimento fino a che il negozio antecedente non sia stato reso riconoscibile ai terzi nei modi prescritti". Diritto privato e società moderna. in Contr.. nonché le riflessioni conclusive di BustosPueche. civ. 14. 907.. 5035 del 2002...dell'iscrizione per gli acquisti immobiliari [. dir. in dvd Juris data. n. 30 dicembre 1997. c. 130 ss.. Cass.. 1980. Riccio. 13084. 1996.. 5035.. e impr. 10978. p. altresì. p. (82) In questo senso Cass. p. Spese condominiali ed accertamento della titolarità dell'immobile. Principio dell'apparenza del diritto. p. 6323.. ad es. in Enc. in Enc.. 2003. 14 luglio 2004.. 69 ss. XXIV. 661 ss. n. voce Principi generali dell'ordinamento. Verbruggen. cit. I.. e impr. in Dir. spec. con nota redazionale di Cagnasso. 153 ss. p. Il contratto concluso dal falsus procurator ed il principio dell'apparenza. Mazzieri. 520 ss. Cass. Cass. trascendente l'àmbito delle singole figure legislativamente disciplinate e riconducibile a quello più generale della tutela dell'affidamento incolpevole". cit. spec. V. ed anche v.. p. I. p. 2005. n.. 498 ss. n... tra gli altri.]. 73 ss. 1. 458 ss. (79) V. in particolare. 1129.. 3510.. 1998. p. 8 aprile 2002. in Foro it. 9902. in particolare. in Contr... n. 204. 10 gennaio 2003. La doctrina de la apariencia. 664 s... con nota di Rossetti. 12709. Contratto di assicurazione e tutela dell'apparenza incolpevole. cit. cit. con nota di Tassone. 308 ss. n. Per un'applicazione dell'istituto anche nei casi di trascrizione degli atti relativi a beni mobili registrati v. ivi. I. ma soprattutto in giurisprudenza) ad uno schema negoziale di vasta portata. in Danno e resp. giur. con nota di Laghezza. La tendenza generalizzatrice del principio dell'apparenza del diritto. ad esempio. P.. 46 s. spec.. 2005. Contra. n. cit. Cass. 1958... p. (81) Così Cass. 9 marzo 2005.. sez. V. 497 ss. ivi. concorso di colpa e responsabilità civile. p. cit. 1901 ss.. La théorie de l'apparence. 6. Napoli. in Giur.. 2384 ss. n. 2003. voce Affidamento. 4. (84) Cfr. Cass. 3859. 19 settembre 1995.
. 3 novembre 1998. n. 18 aprile 2003.: Cass. 1972. 4 dicembre 1971. Cass. I... 1991. Milano. 882 ss. spec. p. in Giust.. in corso di pubblicazione. (78) Non paiono attratti da un discorso intorno alla natura delle obbligazioni reali neppure gli annotatori della sentenza n. Calvo. Con attenzione al profilo dell'interpretazione e dell'analisi del linguaggio. e giust. Giurisdizione di equità e gerarchie assiologiche. (83) Cass.
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