Source: http://www.anceagrigento.it/varie.html?start=20
Timestamp: 2019-12-08 18:25:20+00:00
Document Index: 181389461

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.10', 'art.6', 'art.9', 'art.40', 'art.2', 'art.28']

Pubblicato Venerdì, 02 Agosto 2019 10:19
o il contratto preliminare di compravendita (a prescindere dall’applicabilità, o meno, del regime IVA) deve essere assoggettato ad imposta di registro nella misura fissa di 200 euro[1];
o in presenza di caparra confirmatoria, si applica l’imposta proporzionale pari allo 0,50%[2] (a prescindere dall’applicabilità, o meno, del regime IVA sul preliminare)[3];
o nell’ipotesi di pagamento di acconti, l’Agenzia delle Entrate ricorda che:
- se il preliminare non è assoggettato ad IVA (ad esempio cessione da un privato, non soggetto IVA), sugli stessi si applica l’imposta proporzionale pari al 3%[4];
- se il compromesso è assoggettato ad IVA (ad esempio, cessione da impresa costruttrice/ristrutturatrice su opzione), sugli acconti si applica l’imposta di registro nella misura fissa di 200 euro[5].
[1] Ai sensi dell'art.5 del D.P.R. 131/1986, nonché dell'art.10 della tariffa, parte prima, a questo allegata.
[2]Cfr. l'art.6 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986.
[3]Infatti, stante la funzione risarcitoria della caparra confirmatoria, nonché per la mancanza del presupposto oggettivo, la stessa è esclusa dal campo di applicazione dell'IVA (cfr. gli artt.2-3 e 15 del D.P.R. 633/1972).
[4]Cfr. l'art.9 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986.
[5] Ai sensi del principio di alternatività IVA/Registro - art.40 del medesimo D.P.R.
[6] Cfr. anche la R.M. 197/E/2007 – ANCE "Contratti preliminari – Registrazione in presenza di somme a titolo di caparra e di acconti", ID n.3824 del 22 agosto 2007, la C.M. 18/E/2013 e la R.M. 302028/1974.
[7]In linea generale, invece, l'imposta pagata ai fini della registrazione del preliminare è imputata all'imposta principale dovuta per la registrazione del contratto definitivo.
Risposta n.311-24 luglio 2019
Pubblicato Mercoledì, 31 Luglio 2019 12:37
La Commissione per gli interpelli si è espressa, con l’interpello n. 5, in merito alla “validità dei corsi di aggiornamento erogati secondo le regole del decreto interministeriale 4 marzo 2013, recante criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione di segnaletica stradale destinata ad attività lavorative in presenza di traffico veicolare, recentemente abrogato a seguito dell’entrata in vigore (15 marzo 2019) del decreto interministeriale 22 gennaio 2019”.
L’allegato II al decreto interministeriale del 22 gennaio 2019, al punto 10, rubricato “Modulo di aggiornamento” stabilisce che “L'aggiornamento della formazione dei lavoratori e dei preposti, distribuito nel corso di ogni quinquennio successivo al corso di formazione, va garantito, alle condizioni di cui al presente allegato, per mezzo di interventi formativi della durata complessiva minima di 6 ore, in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche e in caso di interruzione prolungata dell’attività lavorativa…”.
Di conseguenza si conferma che gli attestati conseguiti precedentemente all’entrata in vigore del decreto interministeriale del 22 gennaio 2019 manterranno la loro validità fino alla scadenza prevista dalla previgente normativa, come anticipato dell’Ance nel documento “Approfondimento sul decreto segnaletica stradale per attività lavorative in presenza di traffico veicolare” del 28 febbraio 2019.
Interpello-Dlgs-81-08-n-5-2019
Pubblicato Mercoledì, 31 Luglio 2019 09:59
- denuncia relativa ad opere in cemento armato (cd. “documentazione strutturale”), munita dell’attestazione di avvenuto deposito al Comune[1].
- istanza per l’effettuazione di sopraelevazioni di edifici (per le quali sia obbligatorio il parere tecnico) e la relativa autorizzazione (o diniego)[3];
[2]Cfr. l’art.2, co.2, del D.P.R. 642/1972 e art.28 della tariffa, parte seconda a questo allegata.
Bonus Edilizia – Definizione di “impresa di costruzione e ristrutturazione”