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Timestamp: 2018-01-21 17:06:46+00:00
Document Index: 113422081

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 37', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 10']

Guida alle norme sulle infrastrutture stradali - PDF
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1 Domenico Crocco Maria Francesca Mattei DOWNLOAD - Prezzario Anas Quaderno AIPCR Pavimentazioni Stradali Guida alle norme sulle infrastrutture stradali con PREZZARIO ANAS 2015 Prefazione di Gianni Vittorio Armani Interventi di Ornella Segnalini Massimo Schintu
2 INDICE Prefazione di Ing. Gianni Vittorio Armani L utilità di una guida come questa di Arch. Ornella Segnalini Il ruolo strategico delle concessioni autostradali di Ing. Massimo Schintu I soggetti 1.1 Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Il CIPE ed il DIPE Il Nucleo di consulenza per l attuazione e regolazione dei servizi di pubblica utilità L Unità Tecnica Finanza di Progetto L Autorità di regolazione dei trasporti L AVCP e l ANAC L Agenzia per la coesione territoriale L ANAS SpA Le società miste ANAS-Regioni Le società concessionarie autostradali Il corpus normativo di base L introduzione della cosiddetta Convenzione Unica Il sistema tariffario Le recenti novità normative sulla regolazione del rapporto concessorio Elenco delle Norme La rete 2.1 La rete stradale ed autostradale italiana Il demanio stradale La definizione di strade ed autostrade Il trasferimento della rete stradale alle Regioni e agli Enti locali ed il fenomeno di cosiddetto ritorno La riforma del Titolo V della Costituzione Le nuove procedure previste dalla legge 120/2010 per la classificazione della rete Il federalismo demaniale Una rete integrata di trasporti a livello europeo L affermazione della politica europea dei trasporti... 67
3 La nuova rete TEN-T Attuazione della rete Riflessi sulle politiche nazionali Elenco delle Norme Progettazione, esecuzione, direzione lavori e collaudo di Opere Pubbliche 3.1 La progettazione L esecuzione La consegna dei lavori La sospensione dei lavori L accettazione dei materiali Le varianti Determinazione di nuovi prezzi La contabilità dei lavori L istituto delle riserve e l accordo bonario Il Responsabile del Procedimento La Direzione Lavori La disciplina del collaudo La nuova disciplina degli incentivi per la progettazione Elenco delle Norme Le norme per favorire il Partenariato pubblico - privato 4.1 Il partenariato pubblico privato come strumento per favorire lo sviluppo della rete TEN-T nell ambito dell Unione Europea La codificazione del PPP nell ordinamento nazionale Le misure recentemente introdotte dal legislatore per favorire il ricorso al PPP Elenco delle Norme Le norme a favore delle piccole e medie imprese 5.1 L emanazione della legge n. 180/2011 Lo Statuto delle imprese DL 201/2011, recante Disposizioni urgenti per la crescita, l equità ed il consolidamento dei conti pubblici e convertito in legge n. 214/ DL 5/2012 contenente Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e di sviluppo, convertito in legge n. 35/ DL 83/2012 convertito in legge n. 134/2012 e recante Misure urgenti per la crescita del Paese DL 95/2015 convertito in legge n. 135/2012 e recante Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini
4 5.6 DL 179/2012 recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, convertito in legge n. 221/ DLgs 192/2012, recante Modifiche al DLgs 231/2002, per l integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell art. 10, comma 1, della legge n. 180/ DL 35/2013 recante Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della PA, per il riequilibrio finanziario degli Enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli Enti locali, convertito in legge n. 64/ DL 76/2013 recante Primi interventi urgenti per la promozione dell occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale nonché in materia di IVA e altre misure finanziarie urgenti convertito dalla legge n. 99/ DL 101/2013 recante Disposizioni urgenti per il perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche Amministrazioni, convertito con modificazioni dalla legge n. 125/ DL 145/2013 recante Interventi urgenti di avvio del piano Destinazione Italia, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC - auto, per l internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015 convertito dalla legge 21 febbraio Legge n. 147/2013 recante Disposizioni per la redazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014) DL 150/2013, recante Proroga di termini previsti da disposizioni legislative DL 34/2014, recante Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, convertito dalla legge n. 78/ DL 47/2014, recante Misure urgenti per l emergenza abitativa, convertito dalla legge n. 80/ DL 66/2014 recante Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un T.U. in materia di contabilità di Stato e di tesoreria convertito dalla legge n. 89/ DL 90/2014, recante Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari, convertito dalla legge n. 114/ Legge n. 161/2014, recante Disposizioni per l adempimento degli obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia all Unione europea Legge europea 2013 bis Il recepimento delle nuove Direttive comunitarie in materia di appalti e concessioni Elenco delle Norme
5 8 6. Le norme in materia di legalità e trasparenza 6.1 L impianto originario delineato dalla legge 575/1965, come successivamente modificato Il sistema delle cautele antimafia introdotto dal DLgs 490/1994 come modificato dal DPR 252/ Il sistema di controlli previsto per le infrastrutture strategiche nell ambito della legge Obiettivo Il Codice dei Contratti Pubblici ed i successivi interventi correttivi ed integrativi L esperienza della ricostruzione post sisma in Abruzzo e gli interventi per l EXPO 2015 di Milano La nuova disciplina della tracciabilità dei flussi finanziari prevista dalla legge n. 136/ Il Codice Antimafia Le ulteriori misure in materia contenute nei più recenti provvedimenti normativi La legge n. 190/2012 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella Pubblica Amministrazione ed il DLgs 33/ L istituto delle White List I decreti correttivi al Codice Antimafia La disciplina sul monitoraggio dello stato di attuazione delle opere pubbliche (Decreti del MEF 26 febbraio 2013 e del 1 agosto 2013) Le recenti misure in materia di contrasto alla corruzione contenute nel DL 90/2014, convertito dalla legge n. 114/ Il DPCM 193/2014 sul funzionamento della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia Il nuovo reato di autoriciclaggio Elenco delle Norme Le norme in materia di protezione dell ambiente 7.1 La cornice normativa in materia di ambiente Il quadro di riferimento comunitario Il Testo Unico in materia ambientale (DLgs 152/2006) La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale La Valutazione Ambientale Strategica La nuova direttiva 2014/52/UE che modifica la direttiva 2011/92/UE sulla valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati La tutela paesaggistica: dalla legge n del 1939 al Testo Unico in materia paesaggistica (DLgs 42/2004) Le norme in materia di inquinamento acustico La legge quadro sull inquinamento acustico
6 7.3.2 I decreti attuativi La Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e la gestione del rumore ambientale attuata con il DLgs 194/ La direttiva 2000/14/CE relativa all emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all aperto ed il recepimento in Italia Elenco delle Norme Le norme tecniche e di sicurezza nella costruzione delle strade 8.1 Le norme tecniche per le costruzioni Le norme in materia di sicurezza I primi provvedimenti a livello comunitario e nazionale La normativa in materia di sicurezza delle gallerie stradali La normativa in materia di sicurezza stradale La normativa in materia di barriere stradali Le norme in materia di overdesign Elenco delle Norme Le nuove direttive UE in materia di appalti ordinari e concessioni 9.1 La semplificazione Qualità ed innovazione Le nuove procedure di gara L esecuzione del contratto aggiudicato e la sua rinegoziazione L attenzione alle piccole e medie imprese Ambiente, lavoro e finalità sociali La centralizzazione degli appalti La direttiva sulle concessioni La legge delega per il recepimento delle nuove direttive comunitarie Elenco delle Norme L esecuzione dei lavori stradali La cornice degli interventi infrastrutturali nel comparto stradale La composizione dell ufficio di Direzione Lavori La consegna dei lavori Il coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione Gli ordini di servizio Buone prassi in tema di accettazione dei materiali I processi gestionali della commessa Gli accertamenti (in particolare) contabili della Direzione Lavori Le varianti e le modifiche degli aspetti di dettaglio
7 Le riserve e l accordo bonario. Un ipotesi ricorrente: l anomalo andamento dei lavori Il collaudo. Le conseguenze dell inosservanza dei termini previsti dalla vigente normativa
8 PREFAZIONE Ing. Gianni Vittorio Armani Presidente e Amministratore Delegato ANAS SpA La rilevanza del sistema stradale nello sviluppo economico e sociale non è una scoperta dell era moderna ma è da millenni una costante del sistema di governo. Nell antica Roma l inaugurazione di una nuova strada aveva la stessa dignità della celebrazione di una grande vittoria militare. E nella ramificazione delle strade romane, veicolo d espansione dell Impero, troviamo l antesignano della attuale rete europea dei trasporti, base di ogni scambio continentale economico e sociale. Possiamo, quindi, definire la strada come un elemento permanente ed essenziale della storia, in quanto è stata percepita nei secoli, nella sua evoluzione, come un patrimonio da tutelare da parte della politica. Le rivoluzioni, le riforme, i cambiamenti anche radicali degli assetti geopolitici hanno provocato lo stravolgimento del modo di vivere e dei costumi sociali ma hanno lasciato praticamente inalterati i tracciati della antiche strade, tutt al più aggiungendo altre diramazioni. Per decenni si è parlato della necessità di costruire l Europa. Ma quel costruire va inteso innanzitutto in senso stretto, poiché senza strade e senza reti di trasporto l Europa semplicemente non sarebbe possibile. Riferendosi all Italia, il sistema delle strade è stato paragonato al sistema arterioso della Penisola. Ed è questa effettivamente l immagine della rete stradale se la guardiamo dall alto, magari atterrando in aeroplano. È una rete che rende possibile ogni scambio, una rete sempre più complessa, che è costata soldi e sacrifici e che è diventata un grande valore. In passato costruire strade era più semplice. Ora le regole per costruire strade sono diventate più complesse, perché la società stessa è diventata più complessa e la crescita di attenzione all ambiente, alla sicurezza, alla legalità, alla trasparenza, al coinvolgimento di capitali privati si è sedimentata dentro norme sempre più articolate. L attuale cornice normativa in materia di infrastrutture stradali risulta quindi particolarmente articolata, considerate, da un lato, la pluralità di Autorità ed Enti dotati di poteri regolatori del settore e, dall altro, la molteplicità di pro-
9 12 fili che necessitano di apposita regolamentazione sia a livello nazionale che comunitario: dalla stessa definizione della rete, alla normativa che regola gli affidamenti e l esecuzione dei lavori, dalla disciplina in materia di tutela ambientale alle regole tecniche ed in materia di sicurezza. L attuale contesto di crisi economica internazionale e di carenza di risorse del bilancio pubblico da destinare allo sviluppo del sistema infrastrutturale italiano ha recentemente arricchito il quadro regolamentare di riferimento di una pluralità di misure volte a favorire una più significativa partecipazione delle piccole e medie imprese nonché a facilitare forme di partenariato pubblico privato nella realizzazione e gestione delle infrastrutture, anche allo scopo di attrarre capitali privati. Sotto un diverso profilo, la recente produzione normativa ha dimostrato l attenzione del legislatore nel dettare previsioni volte non solo a contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici ma anche a prevenirle mediante la costruzione di un sistema positivo di legalità, che vede nelle norme in materia di anticorruzione e di trasparenza il proprio punto di riferimento. In questo contesto, gli scandali che negli ultimi tempi hanno affollato le cronache giudiziarie hanno condotto ad un ulteriore inasprimento delle misure preventive e sanzionatorie al fine di contrastare i fenomeni corruttivi nel delicato settore delle opere pubbliche: basti pensare alle misure straordinarie di gestione/monitoraggio di imprese per prevenire la corruzione, alle norme sul monitoraggio finanziario dei lavori relativi a infrastrutture strategiche, all obbligo di trasmissione all Autorità Anticorruzione delle varianti in corso d opera nonché alle misure volte ad inasprire la normativa in materia di corruzione nell ambito del più ampio disegno di legge di riforma della normativa penale sostanziale e processuale. Da quanto sopra deriva un quadro normativo caratterizzato da un numero elevatissimo di disposizioni, che necessiterebbe di maggiore organicità, che causa talora difficoltà interpretative e rallentamenti dell attività delle Amministrazioni aggiudicatrici, oltre che frequenti contenziosi con le imprese, e che per questo andrebbe ora semplificato e riformato. Con l auspicio che l occasione del recepimento delle nuove direttive europee in materia di appalti e concessioni venga valorizzata allo scopo di riformare l intero sistema che regola il settore dei contratti pubblici, con il varo del nuovo Codice degli Appalti al quale stanno lavorando Governo e Parlamento, particolarmente apprezzabile è lo sforzo compiuto dalla Guida alle norme sulle infrastrutture stradali di fornire agli operatori del settore una raccolta aggiornata e commentata della normativa nazionale e comunitaria di riferimento mediante la quale potersi orientare con maggiore agilità in un contesto ad oggi davvero complesso.
10 L UTILITÀ DI UNA GUIDA COME QUESTA Arch. Ornella Segnalini Direttore generale per le strade, le autostrade e per la vigilanza e sicurezza delle infrastrutture stradali del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Difficilmente ci si trova di fronte ad un testo come quello in esame che pur non prefiggendosi di essere completamente esaustivo, riesce tuttavia ad essere rappresentativo dell ampio ventaglio di problematiche, e quindi delle norme ad esse connesse, che ineriscono la specifica materia delle infrastrutture stradali. Nel loro insieme, tali problematiche contribuiscono a fare della strada un oggetto per certi versi cangiante a seconda dell angolo di visuale con il quale lo si traguarda. Se, infatti, tale angolo mette in risalto la strada sotto l aspetto della funzione di collegamento che deve svolgere, questo libro prende in considerazione il concetto di rete, partendo dal demanio cui le strade appartengono fino a delineare l evolversi della nozione di rete a livello europeo. Se, invece, la strada è analizzata in termini di requisiti di sicurezza che deve garantire, a spiccare in primo piano è la normativa più prettamente tecnica, che il testo opportunamente tratta secondo il suo evolversi nel tempo, spaziando dalle cosiddette barriere di sicurezza alle caratteristiche geometriche che rendono più sicura l infrastruttura. Se, poi, la strada è esaminata nell accezione di opera pubblica, ecco che prende corpo la copiosa produzione legislativa che ha caratterizzato il quadro nazionale da metà degli anni Novanta ad oggi in tema di realizzazione dei lavori pubblici. Se, ancora, la strada è intesa quale opera soggetta a tariffazione, il testo e- samina l evolversi della disciplina delle concessioni di lavori pubblici, dalle prime iniziative nel campo delle autostrade in concessione fino al mutato quadro legislativo, a valle del quale è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che svolge il ruolo di concedente fino al 2012 in capo all ANAS. Da questi primi elementi è già possibile desumere l impegno che ha richiesto questo testo nel prendere in esame le differenti materie (demanio, sicurezza stradale, appalti), i diversi soggetti coinvolti (Ministeri, ANAS, Enti territoriali e locali, concessionari autostradali, società miste), le diverse iniziative
11 14 con le quali realizzare le strade (partenariato pubblico-privato, project financing ecc.). Contrassegnato da un forte carattere interdisciplinare, il testo stesso si trasforma e in tal senso andrebbe interpretato in una rilevante occasione per rileggere l infrastruttura stradale in relazione al quadro normativo e al contesto storico in cui la stessa ricade. Non vi è dubbio che nell ambito dei soggetti trattati, l ANAS occupi un posto di rilievo, tenuto conto del ruolo svolto nel processo di infrastrutturazione del Paese dal lontano 1928 fino ad oggi, quando, alle soglie di una possibile evoluzione della società nella direzione della privatizzazione, sarebbe necessario aprire un approfondimento sulla funzione e sulle finalità cui il nuovo soggetto ANAS sarà chiamato a rispondere, ancor prima di esaminarne i pur rilevanti vantaggi che tale trasformazione potrebbe comportare in termini di riduzione della spesa pubblica. A tale ultimo riguardo, taluni degli spunti di riflessione contenuti nelle premesse ai vari capitoli di questo testo possono venirci in aiuto, laddove, in particolare, si richiamano la definizione dei beni demaniali e la configurazione giuridica delle strade, ma anche quando si esaminano le funzioni dei vari soggetti o, più in generale, si affronta da vicino il processo di programmazione degli interventi stradali. Se, da un lato, le implicazioni connesse all evoluzione legislativa degli ultimi anni scontano, come il testo mette in luce più volte, la novità di alcuni ruoli precedentemente svolti da altri soggetti (prima, fra tutte, la richiamata funzione di concedente delle autostrade da parte del Ministero), è pur vero che una disamina così completa della materia costituisce un esercizio innovativo che è valsa la pena sperimentare, se non altro per superare quel grado di settorialità che impronta da sempre la specifica materia stradale. È evidente, quindi, che, oltre ad una descrizione dettagliata del corpus normativo, l ampiezza delle casistiche affrontate e, di conseguenza, la rilevanza delle problematiche esaminate fanno sì che questo volume possa ritenersi un testo utile sotto molteplici punti di vista, non solo per chi si avvicina per la prima volta alla complessa disciplina che caratterizza il manufatto stradale, ma anche, e soprattutto, per gli addetti ai lavori, per tutti coloro, cioè, che a vario titolo e livello hanno a che fare quotidianamente con la pianificazione, la programmazione, la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali.
12 Estratto dal CAPITOLO 1 I SOGGETTI
13 CAPITOLO 1 I SOGGETTI PREMESSA Il settore delle infrastrutture viarie in Italia presenta un articolazione complessa: da un lato, le Autorità e le Istituzioni che a diverso titolo e- spletano le funzioni regolatorie e di vigilanza in materia (il Parlamento, i competenti Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell Economia e delle Finanze, il CIPE nonché l Autorità per la Regolazione dei Trasporti, per effetto della sua recente istituzione ex art. 37 del DL 6 dicembre 2011, n. 201, dall altro, l ANAS SpA, concessionaria ex lege della rete viaria di interesse nazionale di oltre 25 mila km (mentre, come meglio si vedrà nel Capitolo 2, le strade non di interesse nazionale sono state trasferite alle Regioni), a cui si aggiungono una pluralità di concessionari privati di autostrade a pedaggio. 1.1 IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (di seguito anche MIT ), recentemente riorganizzato nei termini previsti dal DPCM 11 febbraio 2014, n. 72, ha anche il compito di realizzare per il Paese grandi opere infrastrutturali strategiche ed organizzare le grandi linee di comunicazione ferroviaria, stradale, aerea e marittima.
14 20 CAPITOLO 1 Per quanto concerne, in particolare, le infrastrutture viarie, il MIT realizza infrastrutture stradali attuando la vigilanza tecnica, finanziaria ed o- perativa sugli interventi di viabilità dell'anas e delle Concessionarie autostradali ed implementa l'archivio informatico delle strade. Il Ministero detta, al contempo, le norme tecniche costruttive per ogni settore infrastrutturale, svolgendo un delicatissimo compito in ordine alla vigilanza e al controllo sulle modalità costruttive delle opere strategiche di diretta competenza delle Amministrazioni o di quelle delle Società vigilate, senza trascurare la sicurezza e l'incolumità nel trasporto stradale (nell ambito del quale provvede all'adozione e all'attuazione del "Piano nazionale della sicurezza stradale", disciplinando anche la normativa relativa alla segnaletica stradale e sperimentando soluzioni alternative, all'attuazione e alla revisione del Codice della Strada, all'omologazione ed all'accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione stradale dei veicoli e dei conducenti, nonché alla disciplina normativa del trasporto di merci pericolose), nonché i profili ambientali. Detta, altresì, gli indirizzi generali in materia di politica tariffaria, salvaguardando la concorrenza e la qualità dei servizi di trasporto. Le azioni fin ora descritte hanno come obiettivo l'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio con gli adempimenti tecnici e amministrativi relativi all'espletamento delle procedure di localizzazione di opere strategiche di rilievo nazionale, in sintonia con gli indirizzi europei e gli accordi internazionali. Il MIT, inoltre, indirizza e coordina la normativa in materia di contratti pubblici di servizi e forniture nei settori ordinari e speciali, svolgendo anche attività di supporto e consulenza in materia alle Amministrazioni aggiudicatrici e ai soggetti aggiudicatori. L assetto delle competenze in materia di gestione della rete stradale e autostradale di interesse nazionale è stato modificato per effetto dell art. 36 del DL 98/2011. In particolare, nella sua formulazione originaria, la norma prevedeva l istituzione, a decorrere dal 1 gennaio 2012, dell Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che doveva subentrare ad ANAS SpA nelle funzioni di concedente per le convenzioni in essere e in tutti gli atti convenzionali con le società regionali nonché con i conces-
15 ISOGGETTI 21 sionari autostradali nonché la conseguente ridefinizione delle funzioni di ANAS stessa. L operatività di tale subentro era stata prorogata al 30 settembre 2012 (termine ultimo per l istituzione effettiva dell Agenzia) dal comma 78, lett. b), dell art. 12 del DL 95/2012. Nelle more dell adozione dello statuto della nuova Agenzia, l art. 11, comma 5, del DL 216/2011 (come novellato dall'art. 12, comma 78, lett. a), del DL 95/2012) ha previsto, in caso di mancata adozione entro il 30 settembre 2012 dello statuto e del DPCM di individuazione delle unità di personale da trasferire all'agenzia 1, la soppressione dell'agenzia stessa e il trasferimento al MIT, a decorrere dal 1 ottobre 2012, delle attività e dei compiti già attribuiti alla medesima. Nonostante l ottenimento del parere favorevole delle competenti commissioni parlamentari sullo schema di statuto, il Governo non ha provveduto all emanazione dello stesso nel termine previsto. Scaduto il termine, e quindi considerata soppressa l Agenzia, con il DM Infrastrutture e Trasporti 1 ottobre 2012, n. 341, il MIT ha provveduto all istituzione della Struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali (SVCA) 2, cui sono state affidate le competenze sulle concessioni autostradali a pedaggio fino a quel momento svolte dall ANAS. In esito alla riorganizzazione del MIT disposta dal citato DPCM n. 72/2014 adottato ai sensi dell art. 2, comma 10 ter del DL 95/2012 (convertito in legge 135/2012) al fine di assicurare la riduzione del numero delle strutture di primo livello alla luce delle misure di contenimento della finanza pubblica e di razionalizzazione degli assetti organizzativi 1 Con il DPCM 30 settembre 2014 recante il Trasferimento del personale proveniente dall'ispettorato Vigilanza concessionarie dell'anas Spa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai sensi dell'art. 25 del DL 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n Tabelle di equiparazione è infine stato individuato il personale proveniente dall Ispettorato vigilanza concessionarie di ANAS ( IVCA ) da trasferire al MIT, definendo altresì le tabelle di equiparazione, indicative dell area e dei profili professionali di inquadramento del personale trasferito da ANAS. 2 Dal 2006 tali funzioni erano state esercitate da ANAS attraverso l Ispettorato vigilanza concessioni autostradali (IVCA), una struttura ad hoc, separata sotto l aspetto amministrativo, finanziario e contabile dalle altre direzioni aziendali rispetto al contesto operativo dell Azienda.
16 22 CAPITOLO 1 esistenti le funzioni di vigilanza e controllo sui concessionari autostradali, ivi incluse quelle di vigilanza sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e di controllo della gestione delle autostrade il cui esercizio è dato in concessione, già facenti capo alla predetta SVCA sono state trasferite in capo alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali, istituita ai sensi del citato art. 11 del DL 216/2011 nell ambito del Dipartimento per le Infrastrutture, i sistemi informativi e statistici. Restano invece in capo alla Direzione generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali (che ha inglobato sia la precedente Direzione generale per le infrastrutture stradali sia la Direzione generale per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture, istituite anch esse all interno del Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici), tra le altre, le funzioni di concedente della rete stradale e autostradale in concessione, di selezione dei concessionari autostradali e di approvazione delle concessioni di costruzione e gestione delle infrastrutture viarie, di indirizzo, vigilanza e controllo tecnico-operativo su ANAS SpA e sui gestori delle infrastrutture viarie appartenenti alla rete nazionale, di classificazione e declassificazione delle strade di competenza statale ai fini della programmazione, monitoraggio e vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza nonché di verifica del rispetto delle norme tecniche di costruzione nella fase realizzativa delle opere pubbliche e i rapporti con il CIPE in materia di infrastrutture stradali. Fanno inoltre capo alla Direzione generale per la sicurezza stradale, istituita presso il Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, tra le altre, le funzioni di regolamentazione della circolazione stradale e coordinamento dei servizi di polizia stradale di competenza, di uso e tutela delle strade nonché di adozione ed attuazione del piano nazionale della sicurezza stradale e dei programmi operativi, d'intesa, per quanto di competenza, con la predetta Direzione generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali.
17 Estratto dal CAPITOLO 3 PROGETTAZIONE
18 CAPITOLO 3 PROGETTAZIONE, ESECUZIONE, DIREZIONE LAVORI E COLLAUDO DI OPERE PUBBLICHE 3.1. LA PROGETTAZIONE Il Codice dei Contratti Pubblici ha previsto per l attività di progettazione tre livelli successivi di approfondimento, definiti rispettivamente: progetto preliminare, progetto definitivo ed infine progetto esecutivo, rinviando al Regolamento attuativo (si veda Parte II Contratti pubblici relativi a lavori nei settori ordinari, Titolo II Progettazione e verifica del progetto, Capo I Progettazione) la precisa definizione della tipologia di elaborati appartenenti a ciascun livello. L attività di progettazione prende l avvio con la redazione del Documento Preliminare alla Progettazione (DPP) a cura del Responsabile del procedimento (art. 10 del Regolamento attuativo, lettere c), e), f) ed o), nell ambito del quale la stazione appaltante definisce i passaggi progettuali che devono essere svolti, la programmazione temporale delle attività; il modello di procedura e quello di controllo; nonché il costo dell intervento). La normativa di rango primario e secondario non indicano un modello di documento da prendere come base. Il RUP deve inoltre svolgere un azione di coordinamento delle attività alla base della redazione del progetto preliminare verificandone l aderenza alle indicazioni fornite dal DPP, verificando altresì che nella progettazione preliminare siano presenti e ben specificati, gli indirizzi da sviluppare nei successivi livelli di approfondimento progettuale.