Source: http://relazione.ambiente.piemonte.it/2018/it/territorio/fattori/foreste
Timestamp: 2019-03-22 19:15:18+00:00
Document Index: 128140305

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 70']

• protezione del territorio dall'erosione, dalla caduta di valanghe o massi, dal dissesto idrogeologico, generale e diretta di infrastrutture e vite umane;
• conservazione della biodiversità;
• regolazione del ciclo dell’acqua e del clima, anche attraverso la fissazione del carbonio;
• caratterizzazione del paesaggio;
• fruizione turistica e l'accoglienza del pubblico.
Nel corso del 2016 è stato predisposto, in attuazione della legge regionale forestale n. 4/2009, il Piano Forestale Regionale (PFR) valido per il periodo 2017-2017. Esso è stato condiviso con le parti sociali nell’ambito del Comitato Tecnico Regionale Foreste e Legno e sottoposto a procedura di Valutazione Ambientale Strategica prima di essere inviato al parere della III Commissione del Consiglio Regionale, infine approvato con DGR n. 8-4583 il 23.01.2017.
Nel PFR è contenuto il quadro conoscitivo della risorse forestali piemontesi e soprattutto sono delineati gli obiettivi della politica forestale regionale con la descrizione delle relative strategie, delle risorse e degli indicatori. Nell’ambito del quadro conoscitivo e delle strategie viene posta una particolare attenzione agli aspetti ambientali.
Per poter definire il loro stato e le ripercussioni sull’ambiente regionale bisogna analizzarle nella loro complessità, considerandole non come un elemento statico del territorio ma il frutto di complesse interazioni tra fattori naturali e antropici, che determinano una continua evoluzione del loro stato.
La Regione Piemonte, con il supporto tecnico di IPLA, si è impegnata nella pianificazione forestale multifunzionale: con DGR n. 27-3480 del 13 giugno 2016 sono state approvate le nuove indicazioni tecnico-metodologiche per la Pianificazione Forestale Aziendale, aggiornate a seguito dei mutamenti normativi in campo forestale (il Regolamento forestale) e ambientale (le Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000).
Le nuove indicazioni tecnico-metodologiche approfondiscono i temi della certificazione della gestione forestale sostenibile e responsabile, della certificazione dei crediti di Carbonio volontari generati dalla gestione attiva del bosco; la redazione di Piani di approvvigionamento energetico (PAE) per filiere forestali locali; l’avvio della pianificazione forestale operativa di contesti particolari ed interdisciplinari quali le fasce fluviali, le Aree naturali protette ed i Siti della Rete Natura 2000 e i sistemi silvo-pastorali; la valorizzazione dei prodotti non legnosi del bosco.
Legno: energia - legname
Gli investimenti del PSR
Emissioni delle foreste
Incendi boschivi - autunno 2017
Nel 2015 la Regione Piemonte ha incaricato IPLA S.p.A. di aggiornare il limite del bosco e delle altre superfici forestali, riferiti alla carta forestale inserita nel SIFOR, risalente all’anno 2000, operando in parallelo allo sviluppo del nuovo Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio (INFC).
La carta forestale regionale è uno degli elementi conoscitivi fondamentali del Piano Forestale Regionale, che ne prevede periodici aggiornamenti anche a scopo di monitoraggio.
Rispetto alla precedente carta forestale (anno 2000), oltre alle superfici boscate e all’arboricoltura da legno secondo le definizioni contenute nella LR 4/09, a dettaglio dell’art. 2 del DLgs 227/01, sono state cartografate anche le “Altre superfici forestali” secondo lo standard FRA2000 della FAO, in conformità con l’INFC voce “Altre terre boscate”.
L’aggiornamento della superficie forestale è stato realizzato mediante fotointerpretazione a video della più recente copertura aerofotogrammetrica regionale (Ripresa aerea ICE 2009-2011 ortoimmagini RGB), con utilizzo delle ortoimmagini Agea 2012 a titolo di confronto e verifica, in particolare per le aree interessate da impianti di arboricoltura da legno. La fotointerpretazione è stata effettuata con una scala di visualizzazione di riferimento compresa tra 1:5.000 e 1:7.000; la copertura finale, pertanto, si presenta omogenea e continua, con caratteristiche geometriche e tematiche idonee alla rappresentazione alla scala 1:10.000. A seguito della fotointerpretazione sono stati realizzati mirati controlli speditivi del contenuto tematico nelle zone che hanno evidenziato le variazione più significative. A complemento dell’attività sono anche state riviste le formazioni lineari.
Dalla nuova carta forestale risulta che la superficie forestale complessiva del Piemonte al 2016 è di 976.953 ha. Nel quindicennio intercorso dal rilievo della precedente carta forestale (SIFOR - anno medio 2000), complessivamente si è registrato un incremento di 44.740 ha (4,6%), dato da un aumento per i soli boschi di 57.854 ha pari al 6,6%, al netto delle aree trasformate da bosco in altre destinazioni.
Si conferma quindi la tendenza all’incremento della superficie boscata, che dal secondo dopoguerra è quasi raddoppiata, a seguito della colonizzazione spontanea di terre abbandonate ed in minima parte per il rimboschimento artificiale. Rispetto ai dati confrontabili della prima carta forestale regionale (anno 1980), la superficie dei soli boschi è aumentata di circa il 38% e risulta più che doppia rispetto ai dati storici risalenti all’unità d’Italia.
Dalla carta forestale regionale si evidenzia come ben i ¾ sia costituito da 5 sole categorie tra le 21 individuate: Castagneti (22%), Faggete (15%), Robinieti (12%), Larici-cembrete (10%) e Boscaglie pioniere e d’invasione (8%).
Tra le fasce altimetriche la massima diffusione dei boschi è in montagna (circa il 57% del totale) segue la collina (circa 40%) e la pianura (circa 10%).
Gli alberi monumentali sono un bene comune da tutelare e valorizzare, non solo per l’importanza ambientale ma anche per quella paesaggistica, culturale e turistica.
Queste eccellenze del patrimonio arboreo, siano essi inserite in un bosco o isolati presidi vegetali a guardia di un ponte o di una piazza, sono da molti anni oggetto di particolare attenzione da parte della Regione Piemonte che, in attuazione alla specifica legge LR 50/95 circa 10 anni fa aveva approvato un primo elenco regionale di 39 alberi (DGR n. 16-9603 del 15.09.2008).
Con l’articolo 7 della legge n. 10 del 14 gennaio 2013, sono state dettate nuove disposizioni nazionali per il Censimento degli alberi e la redazione dell’Elenco nazionale, contenenti una definizione giuridica di albero monumentale univoca; successivamente, con DM 23.10.2014 ("Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento"), sono stati definiti principi, criteri e competenze: ai Comuni spettano le operazioni di censimento degli alberi monumentali per i rispettivi territori; alle Regioni il coordinamento di tale attività e la redazione del rispettivo elenco regionale, al Corpo Forestale dello Statospettava la gestione dell’elenco nazionale, la vigilanza e il rilascio dei pareri per le istanze di modifica e abbattimento. Va precisato che dal 1 gennaio 2017 il Corpo Forestale dello Stato è confluito nell'Arma dei Carabinieri; nel corso di tale anno le competenze statali in materia di alberi monumentali, compreso il parere vincolante preliminare all’autorizzazione (in capo ai Comuni) per gli interventi di abbattimento o modifica, sono state trasferite a un organo centrale, la neonata Direzione Foreste del MiPAAF.
Elenco regionale del Piemonte
Il censimento è stato avviato nel 2015 valutando le segnalazioni pervenute dai Comuni, integrate con indagini di iniziativa della Regione. A seguito delle successive verifiche tecniche è stato approvato il primo Elenco regionale degli alberi monumentali a dicembre 2015, con 82 nuovi alberi, integrato a giugno 2016 con 36 dei 39 alberi già classificati ai sensi della LR 50/95: si è portato così a 118 il totale degli alberi o gruppi di alberi monumentali.
Perciò nella seconda metà del 2016 la Regione ha avviato, tramite l'IPLA, ulteriori indagini, mentre il Corpo Forestale dello Stato si è occupato prevalentemente della verifica degli alberi già individuati nel corso del censimento nazionale del 1982.
Nel corso del 2017 si sono svolte ulteriori verifiche, la presa d'atto delle schede di identificazione da parte dei Comuni e le istruttorie sui requisiti di monumentalità delle piante candidate: si è arrivati così all’individuazione di 58 nuovi elementi, portando a 176 il numero di alberi o gruppi di alberi monumentali inseriti nell’Elenco regionale approvato con Determinazione del Settore regionale Foreste n. 2512 del 3 agosto 2017.
Consulta l’elenco regionale
• tra le autoctone il Faggio e il Larice, entrambe con 10 esemplari, poi la Farnia (9) e il Castagno (8);
• tra le esotiche il Platano (17 presenze), l’Ippocastano (10) e il Cedro dell’Atlante (7).
L’Elenco regionale piemontese aggiornato al 2017 è confluito nel primo Elenco degli alberi monumentali d'Italia , approvato con Decreto del Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del MiPAAF del 19 dicembre 2017.
L’Elenco nazionale è composto da due sezioni: la sezione 1 annovera gli alberi il cui iter amministrativo di iscrizione è completo, la sezione 2 quelli per i quali a dicembre 2017 era ancora attesa la presa d’atto da parte dei Comuni.
I boschi e le foreste sono fortemente influenzate dal clima. Eccessi di temperature, siccità oppure all’opposto precipitazioni elevate possono indebolire i boschi e renderli più sensibili agli attacchi dei patogeni. A esempio gli insetti rispondono in modo immediato a cambiamenti climatici anche momentanei come il susseguirsi di annate calde e siccitose che hanno contribuito, qualche anno fa, al diffondersi di specie di lepidotteri più termofili che hanno dato luogo a defogliazioni di elevata intensità.
• Monitoraggio della diffusione e azioni di contenimento delle popolazioni del coleottero scarabeide del Giappone (Popillia japonica), insetto esotico segnalato nel luglio 2014 nella zona del Ticino tra Piemonte e Lombardia. Questo scarabeide, introdotto accidentalmente negli Stati Uniti circa 100 anni fa, si è rivelato particolarmente dannoso su un gran numero di piante coltivate e spontanee tra cui diverse specie forestali. Nella normativa fitosanitaria è inserito tra gli organismi di quarantena (Direttiva 2000/29/CEE e s.m.i.) di cui deve essere vietata l’introduzione e la diffusione nel territorio dell’Unione Europea. Nel 2017 continua nella sua espansione territoriale, l'area infestata interessa ormai gran parte della provincia di Novara. Ha raggiunto anche le zone viticole del nord ovest della provincia. In ambito forestale non si segnalano danni di rilievo. Gli adulti, preferendo esposizioni soleggiate, difficilmente attaccano alberi e arbusti in bosco.
• Raccolta segnalazioni su attacchi di processionaria del Pino (Traumatocampa pityocampa) dal territorio piemontese, in cui spesso sono coinvolte aree montane e pedemontane. Divulgazione informazioni su quanto previsto dal relativo Decreto di lotta obbligatoria (DM 30/10/2007) nonché sulle tecniche di lotta consigliabili. Tale parassita è da sempre presente nei boschi piemontesi ma negli ultimi 3-4 anni si sono avute segnalazioni causate da una sua crescente e preoccupante espansione che può provocare problemi per la salute di persone ed animali che frequentano le zone infestate. Visto l'andamento degli ultimi anni la fase di massima infestazione dovrebbe essere stata raggiunta, ma andrà verificato se il progressivo incremento delle temperature (global warming), riducendo i fattori di mortalità invernale, non tenderà a favorire elevati livelli di attacchi anche nei prossimi anni.
•Raccolta segnalazioni, sopralluoghi, identificazione e consulenza su insetti e patologie che interessano essenze forestali di zone montane, tra cui attacchi del dittero cecidomide (Dasineura laricis) su larice in Val Varaita (alcuni anni fa, articolo su Quaderni Agricoltura
•Raccolta segnalazioni, sopralluoghi, identificazione e consulenza su insetti e patologie che interessano essenze forestali di zone montane, tra cui nel 2016 attacchi del lepidottero tortricide defogliatore Zeiraphera griseana su larice in diverse vallate alpine.
• Osservazioni su diffusione della piralide del bosso (Cydalima perspectalis), insetto particolarmente dannoso al bosso e introdotto accidentalmente dalla Cina che si sta diffondendo in tutta Europa. I primi attacchi di questo lepidottero in Piemonte risalgono al 2012. Forti infestazioni, con esiti spesso devastanti per le siepi di bosso, sono state riscontrate in tutto il Piemonte. Attacchi non controllati possono mettere a rischio la sopravvivenza stessa del bosso, specie ornamentale tipica del giardino all’italiana. Purtroppo nel 2016 l'insetto esotico ha attaccato anche popolamenti naturali di bosso in Val Tanaro, causando estesi disseccamenti. Anche nel 2017 è continuata la diffusione di questo lepidottero in popolamenti naturali di bosso, sia in Val Tanaro che in Valle Grana anche se con una minor virulenza, causa l'andamento stagionale primaverile sfavorevole per le larve svernanti.
Per approfondimenti consulta la scheda specifica.
• Raccolta segnalazioni sulla cimice asiatica (Halyomorpha halys). Questo insetto, originario dell’Estremo Oriente e segnalato per la prima volta in Italia nel 2012 in provincia di Modena, è stato ritrovato in Piemonte già nel 2013, nel Saluzzese. Nel periodo 2014-2016 ha causato danni importanti in frutteti (nettarine, melo, pero, nashi), noccioleti e coltivazioni quali mais di secondo raccolto e soia. È una specie altamente polifaga, adulti e giovani si nutrono a spese dei tessuti vegetali, soprattutto di frutti e semi, di molte colture, causando danni elevati. Non avendo limitatori naturali specifici nel nostro continente, questa cimice si sta diffondendo velocemente in nuove aree, con un progressivo incremento delle popolazioni. Anche nel 2017 i danni alle coltivazioni sono risultati elevati. Tra le colture più colpite va annoverato il nocciolo, soprattutto in aree di fondovalle in provincia di Cuneo.
• Osservazioni sul fenomeno fitopatologico del deperimento del noce nero (Juglans nigra) denominato TCD (Thousand Cankers Disease), causato dal coleottero scolitide Pityophthorus juglandis e dal fungo Geosmithia morbida, che provoca disseccamenti e morte degli alberi di questa specie. Originari del Nord America, sia lo scolitide che il fungo sono stati recentemente ritrovati in Veneto (2013). In Piemonte sono stati trovati inizialmente nel 2015 in due località, rispettivamente in provincia di Torino e di Novara, ma nel corso del 2016 la presenza di questa patologia è stata riscontrata in diverse altre località piemontesi. È stata accertata la comparsa di questo deperimento sul noce europeo (Juglans regia) anche se finora non sembra avere la stessa virulenza che manifesta nei confronti della specie di origine nordamericana.
• A partire dagli anni '80 del secolo scorso, i Querco-carpineti presenti nella pianura padano-veneta sono stati interessati da fenomeni di deperimento a carico, in modo particolare, della farnia. Per indagare su questo fenomeno è stato attivato un progetto per valutare la diffusione e la gravità del fenomeno del deperimento, sperimentando anche il ricorso al telerilevamento a fini di monitoraggio; sono stati analizzati il regime idrico e i rapporti tra deperimento e fattori pedo-climatici e, infine, sono state condotte alcune esperienze di interventi fitosanitari in favore della rinnovazione di farnia e di interventi selvicolturali su soprassuoli maturi sempre di farnia. Per approfondimenti consulta il progetto Querco-carpineti planiziali in deperimento: linee guida per la gestione”
Quadro GESTIONALE - NormativA
Per la salvaguardia, il corretto utilizzo, lo sviluppo di tutte le attività inerenti le foreste risulta fondamentale regolamentare gli approcci utilitaristici che sono indirizzati in questo ambito.
Pertanto la Regione Piemonte ha sviluppato norme e regolamenti per tali scopi.
Le difficoltà nella conciliazione di obiettivi spesso conflittuali sono molte ma l'armonizzazione raggiunta su temi quali biodiversità o paesaggio e la regolamentazione dei tagli boschivi sono ormai assodate. Gli interventi più recenti mirano ad una semplificazione amministrativa e ad una valorizzazione della professionalità degli operatori.
Cosa non è bosco
Con DPGR n. 2/R del 23.01.2017 è stato emanato il Regolamento regionale recante “Attuazione dell’articolo 3, comma 3ter, della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4 (Gestione e promozione economica delle foreste). Approvazione” che dettaglia le fattispecie non considerate bosco (art. 3, comma 3bis, della LR 4/2009) e definisce modalità e criteri per la loro applicazione.
Al riguardo si rammenta che la normativa regionale forestale (LR 4/09) definisce a) il bosco (art. 3 comma 1), b) le fattispecie assimilate ad un bosco (art. 3, comma 2) e c) i casi non considerati bosco (art. 3, comma 3 e comma 3bis).
In particolare l’art. 3, comma 3bis, individua tra le porzioni di territorio ricoperte da vegetazione arborea e arbustiva non considerate bosco anche le seguenti fattispecie:
d) i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi.
Il Regolamento 2/R/17 dettaglia tali fattispecie e definisce modalità e criteri per la loro applicazione, dando attuazione a quanto previsto dall’art. 3, comma 3ter della legge forestale; si precisa che con l’entrata in vigore di tale Regolamento è superata la Circolare 2/AGR/URB del 18.2.2014 (Definizione di bosco: applicazione dell’art. 3, comma 3bis della LR 4/09).
Nello specifico sarà possibile da parte di Comuni o di loro forme associative, anche su istanza di parte, provvedere alla perimetrazione delle fattispecie di cui alle lettere a), c) e d), sulla base di studi e analisi di professionisti abilitati nelle discipline forestali, agronomiche e paesaggistiche.
Tali perimetrazioni, deliberate dai rispettivi Consigli, dovranno successivamente essere trasmesse al Settore Foreste che, sulla base di un’istruttoria forestale del Settore tecnico regionale territorialmente competente e del parere del Settore Territorio e Paesaggio (rilasciati entro 30 gg dalla richiesta del Settore Foreste), predisporrà, entro 90. gg., il provvedimento di Giunta regionale sulla conformità della proposta di perimetrazione rispetto al Regolamento 2/R/2017 ed agli strumenti di pianificazione vigenti.
Analogamente, nelle more della perimetrazione sopra descritta, il Comune potrà trasmettere al Settore Foreste la richiesta di parere in merito ad interventi puntuali che abbiano già acquisito l’assenso della locale commissione paesaggio, ove esistente. Il Settore Foreste ed il Settore Territorio e Paesaggio redigeranno, entro 90 gg., il parere sulla sussistenza delle fattispecie di cui all’art. 3, comma 3 bis, lettere a), c) e d) della LR 4/2009, basandosi, ove necessario, sull’istruttoria forestale del Settore tecnico regionale territorialmente competente, da rilasciarsi entro 30 gg dalla sua richiesta.
Per un maggiore approfondimento visita la sezione Il bosco e le sue funzioni
Con DGR 23-4637 del 6.2.2017 è stato approvato, in attuazione dell’art. 19, comma 3 della l.r. 4/2009, il documento “Disposizioni sulle trasformazioni del bosco ad altra destinazione d’uso e approvazione dei criteri e delle modalità per la compensazione”, che si applica alle richiesta di autorizzazione paesaggistica presentate dal 1°marzo 2017.
la trasformazione del bosco, di norma vietata, è consentita in presenza delle autorizzazioni previste (paesaggistica, idrogeologica, valutazione d’incidenza, ecc);
salvo deroghe (art. 19, comma 7), è prevista una compensazione fisica o monetaria della superficie forestale trasformata;
tale compensazione comprende quella connessa al vincolo idrogeologico, ove prevista;
nel caso di compensazione fisica vi è l’obbligo di un deposito cauzionale a garanzia della sua corretta esecuzione;
il calcolo economico della compensazione, sia fisica che monetaria, è legato al valore del bosco trasformato e alla reversibilità dell’intervento di trasformazione.
Nelle more dell’entrata in funzione di un applicativo informatico ad hoc, il cui sviluppo è in corso di affidamento a CSI Piemonte, è previsto che il richiedente la trasformazione faccia pervenire ai Settori tecnici regionali territorialmente competenti (almeno 15 gg. prima dell’avvio della trasformazione), anche nei casi in cui la compensazione non sia dovuta, l’autocertificazione e dichiarazione d’atto notorio ai sensi del DPR 445/00 di cui all’allegato C medesimo provvedimento.
Per un maggiore approfondimento visita la sezione Trasformazione del bosco in altra destinazione d'uso
Anno 2010 Box: La legge e il Regolamento forestale regionale
Consulta le Risposte dell'argomento Foreste
Con l’entrata in vigore del regolamento forestale da settembre 2010 per effettuare i tagli boschivi è prevista una segnalazione alla Regione. Le istanze di taglio possono essere presentate in proprio o rivolgendosi ad uno sportello forestale: a fine 2017 le sedi di sportello forestale attive sono 58, di cui 19 presso uffici regionali, 19 presso Enti di gestione delle Aree protette e 20 presso Comuni o Unioni di Comuni.
Dei circa 932.514 ettari di boschi piemontesi nell’ultima stagione silvana (da settembre 2016 a agosto 2017), e sulla base delle segnalazioni di taglio , sono stati tagliati circa 3.150 ettari, con un prelievo di circa 252.000 metri cubi di materiale legnoso. Rispetto alle stagioni silvane precedenti non si riscontrano variazioni significative (tabella 2).
Riepilogo tagli boschivi 2011-2017
Analizzando in dettaglio i dati dell'ultima stagione silvana (2016-2017), emerge che le province di Torino e Cuneo presentano i maggiori valori per superfici tagliate (tabella 3).
Superfici boscate percorse al taglio per provincia - stagione silvana 2016-2017
Le analisi della superficie tagliata in base del tipo di governo indicano una sostanziale equivalenza fra gli interventi nel ceduo (castagneti, robinieti e altri cedui) e quelli nella fustaia (tabella 4). Per quanto riguarda i prelievi medi ad ettaro, questi sono più elevati per le ceduazioni e in particolare per i tagli nel castagneto, dove si evidenzia l'elevata biomassa disponibile dovuta all'abbandono dei cedui a regime (tabella 5).
Superfici boscate percorse al taglio per forma di governo - stagione silvana 2016-2017
Superfici boscate percorse al taglio per tipo di intervento, prelievi totali e medi - stagione silvana 2016-2017
Le specie più tagliate sono, in ordine, il castagno, la robinia, il larice e faggio: queste quattro specie rappresentano i due terzi della superficie tagliata esono, peraltro, le specie più rappresentate sul territorio regionale. L'analisi territoriale secondo la classificazione altimetrica ISTAT indica che circa metà della superficie tagliata è in montagna (49%), seguita da collina (27%) e pianura (24%). Circa il 20% della superficie tagliata ricade in Aree naturali protette, dato in linea con il fatto che in tali aree è sempre obbligatorio inviare la segnalazione di taglio.
Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito ufficiale della Regione Piemonte - Foreste
Quadro GESTIONALE - Gli investimenti del PSR in campo forestale
Nel PSR 2007-2013 Il programma era articolato in 4 assi d’intervento con misure specifiche in cui l’ Asse I favorisce gli investimenti nel settore agricolo e forestale finanziando misure specifiche di intervento.
Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) relativo al periodo 2014-2020 è stato approvato a fine 2015 e prevede, per il comparto forestale, un ammontare complessivo di circa 80,6 M€ di risorse pubbliche, così ripartite sulle principali aree di intervento:
“risorse umane”: 8 M di Euro (Misura 1);
“sviluppo economico locale”: 46,64 M di Euro (Misure: 4, 8.1, 8.6, 16), comprensivi di circa 9 M di Euro di “trascinamenti” (risorse destinata al pagamenti di impegni assunti nei precedenti PSR);
“ambiente”: 25,96 M di Euro (Misure 8.3, 8.4, 8.5, 12).
Si rimanda per il dettaglio delle misure in ambito forestale al link Territorio Risposte Foreste
Quadro GESTIONALE - Formazione professionale forestale
Di fondamentale importanza per una corretta, proficua gestione dei boschi è una adeguata competenza da parte delle maestranze che vi operano.
Istituendo l'Albo delle imprese forestali del Piemonte, come da Legge forestale e suo Regolamento, è stato attivato il sistema di formazione professionale forestale utilizzando le misure idonee previste dai PSR per realizzare corsi per incrementare le competenze, la sicurezza, e per acquistare i requisiti professionali per l’iscrizione all'Albo delle imprese.
Per maggiori dettagli vedi link a Territorio Risposte Foreste
I SERVIZI ECOSISTEMICI - Protezione del territorio
Tra le funzioni del bosco quella protettiva assume un ruolo fondamentale per la sicurezza e la conservazione territoriale. Questo ruolo si manifesta sia quando i boschi svolgono la loro naturale funzione di protezione del suolo con la regimazione delle acque (difesa indiretta) sia quando con la loro presenza impediscono che eventi calamitosi, frane, valanghe, ecc., colpiscano insediamenti umani o infrastrutture (difesa diretta).
In questi anni in Regione Piemonte si sono studiate e applicate tecniche selvicolturali idonee al mantenimento di tali boschi che sono state raccolte in pubblicazioni disponibili ai professionisti che operano in campo selvicolturale.
http://www.regione.piemonte.it/foreste/it/foreste/bosco.html#la-funzione-di-protezione
http://www.regione.piemonte.it/foreste/it/pubblicazioni/89-pubblicazioni/manualistica/837-foreste-di-protezione-diretta.html
http://www.regione.piemonte.it/foreste/it/pubblicazioni/89-pubblicazioni/manualistica/744-selvicoltura-nelle-foreste-di-protezione.html
I SERVIZI ECOSISTEMICI - Le foreste e lo stoccaggio di CO2
Le foreste rivestono la fondamentale funzione di sequestratori di anidride carbonica (CO2) il principale gas ad effetto serra. Grazie al processo della fotosintesi il carbonio di questo gas viene utilizzato, quindi fissato, per la formazione dei tessuti vegetali nella cellulosa e nella lignina.
Dal sequestro della CO2 deriva un miglioramento climatico in quanto questo gas serra viene sottratto dall’atmosfera. Per convenzione una tonnellata di CO2 sequestrata corrisponde ad un credito di carbonio che può essere scambiato sul mercato internazionale come compensazione alle emissioni derivanti da attività produttive o da cui derivano emissioni di gas effetto serra.
Questi crediti di carbonio sono quindi un prodotto del bosco commerciabile quanto i prodotti legnosi.
Anno 2008 - Il potenziale stoccaggio di CO2 nelle foreste del Piemonte pagina 11, Protocollo di Kyoto pagina 43
I PRODOTTI - CREDITI DI CARBONIO
La segregazione del carbonio da parte dei boschi e delle foreste ha permesso di ottenere un nuovo prodotto commerciale: i Crediti di Carbonio.
Questi vengono comperati da coloro che, svolgendo attività produttive o di altro tipo con emissioni di gas serra, devono compensare queste emissioni.
In particolare si comprano quantità di CO2 sequestrata nel bosco a fronte di quella emessa dalle attività.
Per convenzione, una tonnellata di CO2 sequestrata corrisponde ad un credito di carbonio che può essere scambiato sul mercato internazionale.
- nell'adozione di una deliberazione (DGR 24-4638 del 06/02/17) propedeutica allo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio in ambito forestale;
- nella definizione di linee guida per la gestione dei crediti di carbonio..
La maggior parte dei boschi piemontesi sono a netta prevalenza di latifoglie, spesso di origine cedua, nei quali, salvo rari casi, non vi sono strumenti di pianificazione a livello di dettaglio (PFA).
Le Linee Guida inoltre ipotizzano i parametri per gli impegni aggiuntivi in alcuni casi riferendosi ad un cambio di sistema selvicolturale, in senso più conservativo, definito nell’ambito del regolamento (es. dal ceduo al governo misto, alla fustaia) o facendo riferimento ad esperienze gestionali maturate sul territorio piemontese (es. intensità di prelievo nei tagli di avviamento e nei tagli a scelta colturali).
Per approfondimenti vedi i seguenti link corrispondenti ad una reale ed effettiva applicazione di tale mercato in Regione Piemonte
Progetto PIEMONTE-KYOTO (PTK-For 2008-2011)
Progetto FORCREDIT (2011-2013)
Anno 2012 - Protocollo di Kyoto, pagina 43; Mercati volontari di crediri di carbonio pagina 51
Consulta l'argomento Foreste nel Tema Aria
I PRODOTTI - le foreste: legno ed energia rinnovabile
Il legno è il materiale che ha accompagnato l’uomo nella sua storia. Sia come combustibile sia come materiale da costruzione.
Attualmente l’utilizzo della biomassa legnosa come combustibile è, dopo anni di minor utilizzo, in fase di espansione sia per l’aumento dei costi dei combustibili fossili sia per scelte di politiche regionali.
A livello normativo, l'art. 70 della L. 221/15 ha delegato il governo ad adottare specifici decreti legislativi in materia di servizi ecosistemici ed ambientali, tra i quali viene citata la fissazione del carbonio nelle foreste.
Anno 2012 - La gestione forestale sostenibile pagina 51, Utilizzo dei boschi come fonte di energia rinnovabile pagina 44, Progetto per la valorizzazione del legname di castagno piemontese pagina 57, Progetto Wood E3 - Utilizzo risorse forestali per lo sviluppo futuro sostenibile pagina 61, Progetto RENERFOR pagina 62.
I PRODOTTI - Emissioni da foreste