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Timestamp: 2018-08-19 07:37:48+00:00
Document Index: 80438650

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 29', 'art. 15']

Pubblicato: Sabato, 08 Luglio 2017
L’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) incentiva con un bando operativo sull’intero territorio nazionale il coinvolgimento dei giovani nel settore agricolo. Ammonta a 65 milioni di euro lo stanziamento per finanziare le operazioni in agricoltura da parte dei giovani. L’agevolazione, chiamata appunto “Agevolazioni per l’insediamento di giovani nell’agricoltura”, si pone come obiettivo quello di sostenere le operazioni fondiarie riservate ai giovani che, per la prima volta, subentrano nelle aziende agricole in qualità di capo azienda, mediante l’erogazione di un contributo pubblico.
L’agevolazione prevede un contributo in conto interessi su finanziamenti fino a 2 milioni di euro con un abbattimento di interessi fino a 70 mila euro. Questi saranno erogabili ai giovani beneficiari per il 60% alla conclusione del periodo di preammortamento (dunque all’avvio dell’ammortamento dell’operazione) e per il 40% all’esito della corretta attuazione del piano aziendale allegato alla domanda di partecipazione.
I giovani imprenditori interessati a fare richiesta devono tenere conto dei requisiti fondamentali da possedere per avere accesso al bando. Essi dovranno avere un età compresa fra i 18 e i 40 anni, cittadinanza di uno degli Stati Membri dell’unione europea e residenza nel territorio della Repubblica Italiana. Sono richieste adeguate conoscenze e competenze professionali di settore, attestate da una laurea o un diploma in agraria, esperienza lavorativa post-diploma di almeno due anni come lavoratore agricolo o un attestato di frequenza a idonei corsi di formazione professionale. Nonostante questo, nel caso in cui il giovane, al momento della presentazione della domanda, non sia in possesso di adeguate capacità e competenze professionali, è ugualmente ammesso alla partecipazione, a condizione che dichiari di impegnarsi ad acquisire tali requisiti entro 36 mesi dalla data di richiesta ammissione all’agevolazione. Il giovane dovrà insediarsi in un’impresa individuale o in una società agricola. Entro tre mesi dall’inserimento in queste attività, il giovane imprenditore dovrà essere in possesso di determinati elementi come la partita iva, nonché l’iscrizione alla camera di commercio e al regime previdenziale agricolo.
Le operazioni fondiarie del bando ISMEA si realizzano attraverso l’acquisto a cancello aperto, ovvero vengono valutati solo i terreni e i fabbricati rurali della struttura agricola, con patto di riservato dominio. L’importo dell’operazione, richiesto per la validità della domanda, deve essere compreso fra i 250 mila euro e i 2 milioni di euro. Possono essere inoltre richieste operazioni comprese fra i 100 mila euro e i 250 mila euro, qualora si inseriscano in un contesto di arrotondamento fondiario.
La durata del piano di ammortamento dell’operazione può, su domanda del richiedente, essere alternativamente di: 15 anni (più 2 anni di preammortamento), oppure 20 anni (più 2 anni di preammortamento), oppure 30 anni (comprensivi di 2 anni di preammortamento). Il tasso annuale di riferimento massimo applicabile alle operazioni è corrispondente al tasso base vigente al momento della determinazione di ammissione delle domande alle agevolazioni aumentato fino a 220 punti base, con una soglia minima dello 0,50% annuo.
La domanda di partecipazione, compilata secondo modalità da parte dell’interessato, deve essere presentata mediante il portale dedicato http://strumenti.ismea.it. Allo stesso soggetto non è permesso di presentare più domande per questo bando. Il portale di iscrizione è operativo dal 28 marzo 2017 e gli interessati avranno a disposizione fino alle ore 12:00 del 12 maggio 2017 per fare domanda. Divisa in tre lotti, l’agevolazione copre tutte le regioni italiane con un fondo di 60 milioni totali, di cui 30 milioni per le regioni del centro-nord e altri 30 milioni per le regioni del sud, oltre ad uno stanziamento supplementare di 5 milioni di euro destinato alle aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
Le domande di ciascun lotto vengono prese in considerazione e analizzate secondo l’ordine cronologico di presentazione dalla stessa ISMEA.
L'Inail finanzia, anche quest’anno, in conto capitale, le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Per i progetti di cui al punto 4, nello specifico, i soggetti destinatari dei finanziamenti sono le micro e piccole imprese appartenenti al settore del Food & Beverage, che svolgono le attività classificate con uno dei seguenti codici ATECO 2007: 56.10.11, 56.10.12, 56.10.20, 56.10.30, 56.10.41, 56.10.42, 56.10.50, 56.21.00, 56.29.10, 56.29.20, 56.30.00, 47.11.40, 47.29.90.
In generale, per tutti i citati progetti, destinatarie del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate in ciascun territorio regionale e iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ad esclusione delle micro e piccole imprese agricole operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.
L’importo destinato dall’INAIL ai citati progetti, per l’anno 2016, è ripartito sui singoli Avvisi regionali pubblicati sul portale dell’Inail.
Per i progetti di investimento, i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto il finanziamento massimo erogabile è pari a 130.000,00 Euro ed il finanziamento minimo ammissibile è pari a 5.000,00 Euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di finanziamento. Per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività il finanziamento massimo erogabile è pari a 50.000,00 Euro e il finanziamento minimo ammissibile è pari a 2.000,00 Euro.
La domanda deve essere presentata in modalità telematica: sul sito www.inail.it - ACCEDI AI SERVIZI ONLINE - le imprese hanno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento dal 19 aprile 2017, fino alle ore 18.00 del 5 giugno 2017.
L’Inail incentiva, attraverso il Bando ISI Agricoltura 2016, le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Gli acquisti da realizzare devono soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell'azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione. I macchinari e le attrezzature ammissibili a finanziamento devono pertanto determinare una riduzione concreta delle emissioni inquinanti, garantendo altresì un aumento di produttività pari o superiore al 25%, anche attraverso l’automazione di fasi di lavoro precedentemente svolte manualmente e, al contempo, devono assicurare un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori attraverso una riduzione del rischio rumore sia nei confronti dell’operatore che rispetto all’ambiente.
Lo stanziamento ai fini del presente Avviso è pari a complessivi Euro 45.000.000,00 suddivisi nei seguenti due assi di finanziamento differenziati in base ai destinatari:
Asse 1: riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria. La dotazione destinata a finanziare l’Asse 1 è pari a Euro 5.000.000,00;
Asse 2: per la generalità delle imprese agricole. La dotazione destinata a finanziare l’Asse 2 è pari a Euro 40.000.000,00.
- in caso di impresa individuale: il titolare deve possedere la qualifica di imprenditore agricolo e un’età non superiore ai quarant’anni alla data di presentazione della domanda;
- in caso di società semplici, in nome collettivo e cooperative: almeno i due terzi dei soci devono possedere la qualifica di imprenditore agricolo e un’età non superiore ai quarant’anni alla data di presentazione della domanda. Per le società in accomandita semplice la qualifica di imprenditore agricolo e un’età non superiore ai quarant’anni può essere posseduta anche dal solo socio accomandatario; in caso di due o più soci accomandatari si applica il criterio dei due terzi di cui al primo periodo;
- in caso di società di capitali: i conferimenti dei giovani agricoltori con qualifica di imprenditore agricolo ed età non superiore ai quarant’anni alla data di presentazione della domanda devono costituire oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi di amministrazione della società devono essere costituiti in maggioranza da giovani agricoltori con qualifica di imprenditore agricolo ed età non superiore ai quarant’anni alla data di presentazione della domanda.
Le spese ammissibili per l’acquisto dei trattori e delle macchine, anche nel caso di acquisto tramite noleggio con patto d’acquisto, devono essere calcolate, al netto dell’IVA, con riferimento al preventivo di importo inferiore tra i tre da presentare a corredo della domanda e, comunque, nei limiti dell’80% della somma dei prezzi di listino dei trattori agricoli o forestali e/o delle macchine agricole o forestali richiesti con pari allestimento.
Per quanto concerne l’acquisto di trattori e di macchine tramite noleggio con patto d’acquisto, il contributo potrà essere riconosciuto solo successivamente al trasferimento della proprietà del bene; nelle spese considerate ammissibili, nei limiti fissati dall’Avviso, sono ricomprese l’eventuale caparra, i canoni del noleggio, nonché l’eventuale saldo.
Il contributo è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. In ogni caso, il contributo massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il contributo minimo è pari a Euro 1.000,00. Le spese ammissibili a contributo devono essere riferite a progetti avviati solo successivamente alla data di presentazione della documentazione a completamento della domanda.
Sul sito www.inail.it - ACCEDI AI SERVIZI ONLINE - le imprese hanno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento entro e non oltre le ore 18.00 del 28 aprile 2017.
Pubblicato: Sabato, 05 Novembre 2016
La disposizione, contenuta nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017, prevede la definizione agevolata dei ruoli dal 2000 al 2015. Tale provvedimento, aspettato da tempo, aiuta i contribuenti a chiudere con il passato, naturalmente versando il dovuto con esclusione di alcuni importi, anche se la dilazione concessa si espone a critiche data la percentuale, rappresentante le rate, molto alta.
Il 23 gennaio 2017 è il termine massimo entro cui è possibile presentare l’istanza per poter rottamare le cartelle.
E’ stato pubblicato sul sito internet di Equitalia il modulo per aderire alla rottamazione dei ruoli dal 2000 al 2015, prevista dal decreto fiscale. Il modello può essere presentato sia direttamente presso gli sportelli dell’ente di riscossione che tramite posta elettronica certificata (modulo DA1).
Una volta presentata la domanda, Equitalia comunicherà al contribuente entro il 24 aprile 2017 (180 giorni dopo la pubblicazione del D.L. sulla Gazzetta Ufficiale) l’ammontare complessivo delle somme dovute e gli invierà i bollettini di pagamento.
Sotto il profilo soggettivo, l’art. 6 del decreto fiscale (D.L. n. 193/2016) non prevede limitazioni: possono pertanto usufruire dell’agevolazione tutti i contribuenti che hanno somme iscritte a ruolo.
In generale, quindi, rientrano le persone fisiche, le società di persone e di capitali, le imprese individuali, i lavoratori autonomi, gli enti non commerciali, i consorzi e i soggetti non residenti con stabile organizzazione. L’elenco non è esaustivo, poiché possono aderire alla definizione agevolata tutti coloro che hanno importi iscritti a ruolo affidati agli agenti della riscossione.
L'art. 6 richiama gli agenti della riscossione nella più ampia accezione e, quindi, non sono necessariamente individuati nella sola Equitalia, ma possono essere anche altri soggetti che esercitato attività di riscossione.
Sul punto, sembra opportuno precisare che proprio questi ultimi soggetti, contrariamente a quanto svolto da Equitalia, riscuotono le somme con ingiunzione di pagamento. Da una interpretazione letterale della norma, le somme riscosse tramite ingiunzione di pagamento non rientrerebbero nella definizione in quanto non sono importi iscritti a ruolo.
Rientrano nella definizione agevolata tutti carichi di natura sia patrimoniale sia tributaria inclusi in ruoli affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015. In pratica, i soggetti interessati dovranno versare:
a) le somme riguardanti il capitale e gli interessi;
b) le somme spettanti all’agente della riscossione a titolo di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.
Rientrano nella definizione agevolata anche le somme iscritte nei ruoli per i quali i debitori hanno ottenuto un provvedimento di dilazione.
Non devono essere versate (ed è questa l’agevolazione) le sanzioni, gli interessi di mora e gli interessi di dilazione.
Non sono oggetto di definizione le somme iscritte nei ruoli e riguardanti:
- le riserve comunitarie, ossia dazi e accise;
- l’IVA riscossa all’importazione;
- le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada.
In merito all’ultimo punto, l’agevolazione risulta applicabile limitatamente alle somme aggiuntive alla sanzione.
Infine, la rottamazione comprende anche gli importi iscritti in ruoli derivanti da pendenza di giudizi ma, in questo caso, il debitore deve assumere l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi.
Proprio con riguardo alla definizione dei ruoli riguardanti i giudizi pendenti, appare opportuno formulare alcune riflessioni riguardanti gli effetti del ricorso sull’atto impugnato.
Nel sistema del contenzioso tributario è previsto che la proposizione del ricorso non sospende gli effetti giuridici dell’atto impugnato, in quanto gli Uffici sono legittimati a riscuotere le somme dovute sulla base del provvedimento impositivo notificato.
In proposito, l’art. 15, comma 1, D.P.R. n. 602/1973, dispone, nei fatti, che una volta notificato l’atto impositivo, l’ente creditore forma il ruolo a titolo provvisorio, per la riscossione di un terzo degli importi indicati nell’atto stesso a titolo di imposte, contributi, premi e relativi interessi.
La norma, in realtà, tratta delle imposte sui redditi, ma stante il rinvio operato dall’art. 25, D.Lgs n. 446/1997 alle regole contenute nel D.P.R. n. 602/1997, l’iscrizione a titolo provvisorio riguarda anche l’IRAP. Inoltre, per effetto dell’art. 23, comma 1, D.Lgs n. 46/1999, la disciplina di cui all'art. 15 citato si applica anche all’IVA.
Occorre, infine, osservare che, a partire dal 1° luglio 2011, ai sensi dell’art. 29, D.L. n. 78/2010, gli accertamenti sono divenuti esecutivi, con la conseguenza che viene eliminata la fase dell’iscrizione a ruolo, ma il contribuente ha l’obbligo di versare gli importi nella percentuale, indicata nel menzionato art. 15, entro il termine di proposizione del ricorso.
Ciò detto, nel momento in cui è pendente il ricorso con importi già iscritti nei ruoli nei limiti di 1/3, per esempio, per imposte, contributi ed interessi, si è dell’avviso che sia necessario conoscere se vi sia o meno la richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate delle somme residue. In pratica, aderendo alla definizione agevolata, il debitore in contenzioso ha la possibilità di versare quanto dovuto a titolo di imposte, contributi ed interessi. Non versa le sanzioni perché non sono iscritte nei ruoli. Ne deriva che, versando il terzo richiesto, rinuncia al prosieguo del contenzioso ma, in realtà, non viene scritto se estingue l’intera controversia. Dal dato letterale della norma, infatti, si evince che solo le sanzioni iscritte nei ruoli sono escluse dalla definizione, ma null’altro viene disposto con riguardo alle sanzioni e alle residue imposte risultanti nell’atto impositivo. Tanto precisato, occorre stabilire, quindi, se l’Ufficio successivamente alla definizione, richiede al contribuente la restante parte delle imposte, dei contributi, degli interessi e delle sanzioni non iscritti nei ruoli, ma risultanti dall’atto di accertamento. Se questa dovesse essere “l’amara” verità, ossia il versamento delle somme residue, sembra opportuno che il debitore, in pendenza di giudizio, valuti attentamente la convenienza di aderire alla rottamazione dei ruoli, rinunciando al giudizio pendente. E’ da sperare che, in sede di conversione del decreto o, almeno, tramite un intervento chiarificatore, venga risolto anche questo problema.
Strumenti di incentivazione per l’imprenditorialità lucana: Pacchetto CreOpportunità.
Benefici per imprese culturali