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Timestamp: 2018-01-17 10:54:16+00:00
Document Index: 67300635

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DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2012, n. 160 - Ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo, a norma dell'articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (12G0181) - (GU n. 218 del 18-9-2012 | Architetto.info
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 27 luglio 2012
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 10 agosto 2012, n. 161 – Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo. (12G0182) – (GU n. 221 del 21-9-2012>
DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2012, n. 160 – Ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo, a norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (12G0181) – (GU n. 218 del 18-9-2012
DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2012, n. 160 - Ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo, a norma dell'articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (12G0181) - (GU n. 218 del 18-9-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/10/2012
DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2012 , n. 160
Ulteriori  disposizioni  correttive   ed   integrative   al   decreto
legislativo 2 luglio  2010,  n.  104,  recante  codice  del  processo
amministrativo, a norma dell’articolo 44, comma  4,  della  legge  18
giugno 2009, n. 69. (12G0181)
Visti gli articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera  l),  della
Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, ed in particolare  l’articolo
44, recante delega al Governo per il riassetto della  disciplina  del
processo amministrativo, nel quale, al comma 4, e’  previsto  che  il
Governo puo’ avvalersi della facolta’ di cui all’articolo 14,  numero
2), del testo unico sul Consiglio di Stato, di cui al  regio  decreto
26 giugno 1924, n. 1054;
Vista la nota in data 8 luglio  2009,  con  la  quale  il  Governo,
avvalendosi della facolta’ di cui all’articolo  14,  numero  2),  del
citato testo unico n. 1054 del 1924,  ha  commesso  al  Consiglio  di
Stato la formulazione del progetto del suddetto decreto legislativo;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio di Stato in  data  23
luglio 2009, con il quale la formulazione di detto progetto e’  stata
deferita ad una commissione speciale  e  ne  e’  stata  stabilita  la
Visto il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104,  di  attuazione
dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69;
Visto l’articolo 44, comma 4, quarto periodo, della legge 18 giugno
2009, n. 69, il quale prevede che: “entro  due  anni  dalla  data  di
entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1,  possono
ad  essi  essere  apportate  le   correzioni   e   integrazioni   che
l’applicazione pratica renda necessarie od opportune, con  lo  stesso
procedimento e in base  ai  medesimi  principi  e  criteri  direttivi
previsti per l’emanazione degli originari decreti”;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio di Stato  in  data  6
ottobre 2010, con il quale la commissione speciale e’ stata integrata
nella sua composizione;
“Disposizioni correttive ed  integrative  al  decreto  legislativo  2
luglio 2010, n. 104, recante codice  del  processo  amministrativo  a
norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69.”;
Vista la proposta di un secondo correttivo recante: “Correzioni  ed
integrazioni al Codice del processo amministrativo”, redatta da detta
commissione  speciale  e  trasmesso  al  Governo  con  la  nota   del
Presidente del Consiglio di Stato in data 13 luglio 2012;
adottata nella riunione del 27 luglio 2012;
Considerato che sono state ottemperate le  condizioni  poste  dalle
Commissioni  parlamentari  tenendo  conto  dei  limiti  della  delega
conferita ed in ossequio ai principi generali che informano  l’intero
sistema  giuridico  processuale  italiano  e  all’articolo  81  della
riunione del 14 settembre 2012;
Modifiche al codice del processo amministrativo di cui all’allegato 1
al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104
1. Al codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1  al
decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, sono apportate le seguenti
” 4. La competenza di cui al presente articolo e all’articolo
14 e’ inderogabile anche in ordine alle misure cautelari.”;
2) dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
“4-bis. La competenza territoriale relativa al  provvedimento
da cui deriva l’interesse a  ricorrere  attrae  a  se’  anche  quella
relativa agli atti presupposti dallo stesso provvedimento tranne  che
si tratti di atti normativi  o  generali,  per  la  cui  impugnazione
restano  fermi   gli   ordinari   criteri   di   attribuzione   della
competenza.”;
b) l’articolo 15 e’ sostituito dal seguente:
“Art.  15  (Rilievo  dell’incompetenza)  –  1.  Il  difetto  di
competenza e’ rilevato d’ufficio finche’ la causa non  e’  decisa  in
primo grado. Nei giudizi di impugnazione esso e’ rilevato se  dedotto
con specifico motivo avverso il capo della pronuncia  impugnata  che,
in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla competenza.
2. In ogni caso il giudice decide  sulla  competenza  prima  di
provvedere sulla domanda cautelare e, se  non  riconosce  la  propria
competenza ai sensi degli articoli 13 e 14, non decide sulla stessa.
3. In mancanza di domanda cautelare, il difetto  di  competenza
puo’ essere eccepito entro il termine previsto per la costituzione in
giudizio. Il presidente fissa la camera di consiglio per la pronuncia
immediata sulla questione di competenza. Si osserva  il  procedimento
di cui all’articolo 87, comma 3.
4. Il giudice provvede con ordinanza, nei casi di cui ai  commi
2 e 3.  Se  dichiara  la  propria  incompetenza,  indica  il  giudice
ritenuto competente. Se, nel  termine  perentorio  di  trenta  giorni
dalla comunicazione di tale ordinanza, la causa e’ riassunta  davanti
al giudice dichiarato competente, il  processo  continua  davanti  al
nuovo giudice. Salvo quanto previsto  al  comma  6,  la  riassunzione
preclude  alla  parte  che  l’ha  effettuata  la   proposizione   del
5. L’ordinanza che pronuncia sulla  competenza  senza  decidere
sulla  domanda  cautelare  e’  impugnabile  esclusivamente   con   il
regolamento di competenza di cui all’articolo 16. Il giudice  dinanzi
al quale la causa e’ riassunta, se ritiene  di  essere  a  sua  volta
incompetente,  richiede  d’ufficio  il  regolamento  di   competenza.
L’ordinanza che pronuncia sulla competenza e sulla domanda  cautelare
puo’ essere impugnata col regolamento di competenza, oppure nei  modi
ordinari quando insieme con la pronuncia sulla competenza si  impugna
quella sulla domanda cautelare.
6.  In  pendenza  del  regolamento  di  competenza  la  domanda
cautelare  si   propone   al   giudice   indicato   come   competente
nell’ordinanza di cui al comma 4, che  decide  in  ogni  caso,  fermo
restando quanto disposto dal comma 7.
7. I provvedimenti cautelari pronunciati dal giudice dichiarato
incompetente perdono efficacia alla scadenza del  termine  di  trenta
giorni dalla data  di  pubblicazione  dell’ordinanza  che  regola  la
8. La domanda  cautelare  puo’  essere  riproposta  al  giudice
dichiarato competente.
9. Le disposizioni di cui ai commi 7 e 8 si applicano anche  ai
provvedimenti cautelari pronunciati dal giudice privato del potere di
decidere il ricorso dall’ordinanza presidenziale di cui  all’articolo
47, comma 2.”;
c) l’articolo 16 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 16 (Regolamento di competenza) –  1.  Il  regolamento  di
competenza e’ proposto con istanza notificata alle  altre  parti  nel
termine, perentorio e non soggetto a dimezzamento, di  trenta  giorni
dalla notificazione ovvero di  sessanta  giorni  dalla  pubblicazione
dell’ordinanza che  pronuncia  sulla  competenza  ed  e’  depositato,
unitamente a copia degli atti utili al fine del  decidere,  entro  il
termine  di  cui  all’articolo  45  ridotto  alla  meta’  presso   la
segreteria del Consiglio di Stato. Nel caso di regolamento  richiesto
di ufficio, ai  sensi  dell’articolo  15,  comma  5,  l’ordinanza  e’
immediatamente  trasmessa  al  Consiglio  di  Stato  a   cura   della
segreteria e comunicata alle parti.
2. Il Consiglio di Stato decide  con  ordinanza  in  camera  di
consiglio, previo avviso della  fissazione  della  medesima,  inviato
almeno dieci giorni prima  ai  difensori  che  si  siano  costituiti.
L’ordinanza provvede anche sulle spese del regolamento salvo il  caso
di regolamento richiesto d’ufficio. La pronuncia sulle spese conserva
efficacia anche dopo la sentenza che  definisce  il  giudizio,  salvo
diversa statuizione  espressa  nella  sentenza.  Al  procedimento  si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 55, commi da 5 a 8.
3. La pronuncia sulla competenza resa dal Consiglio  di  Stato,
in sede di regolamento o di appello ai sensi dell’articolo 62,  comma
4, vincola i tribunali amministrativi regionali.  Se  viene  indicato
come competente un tribunale diverso da  quello  adito,  il  giudizio
deve essere riassunto nel termine perentorio di trenta  giorni  dalla
notificazione dell’ordinanza che pronuncia  sul  regolamento,  ovvero
entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.”;
d) all’articolo 26, comma 1, dopo le parole: “codice di procedura
civile” sono  aggiunte  le  seguenti:  “,  tenendo  anche  conto  del
rispetto dei principi di chiarezza e sinteticita’ di cui all’articolo
3, comma 2 “;
e) all’articolo 34, comma 1,  lett.  c),  dopo  le  parole:  “del
codice civile”, sono aggiunte le seguenti: “. L’azione di condanna al
rilascio di un provvedimento richiesto e’ esercitata, nei  limiti  di
cui  all’articolo  31,  comma  3,   contestualmente   all’azione   di
annullamento del provvedimento di diniego  o  all’azione  avverso  il
silenzio”;
f) l’articolo 40 e’ sostituito dal seguente:
“Articolo 40 (Contenuto del  ricorso)  –  1.  Il  ricorso  deve
contenere distintamente:
a)  gli  elementi  identificativi  del  ricorrente,  del  suo
difensore e delle parti nei cui confronti il ricorso e’ proposto;
b) l’indicazione dell’oggetto  della  domanda,  ivi  compreso
l’atto o il provvedimento eventualmente impugnato, e  la  data  della
sua notificazione, comunicazione o comunque della sua conoscenza;
g) la sottoscrizione del ricorrente, se esso sta in  giudizio
personalmente, oppure del difensore, con indicazione, in questo caso,
della procura speciale.
2. I motivi proposti in violazione del  comma  1,  lettera  d),
sono inammissibili.”;
g) all’articolo 55, comma 13, le parole :  “commi  5  e  6”  sono
sostituite dalle seguenti: “comma 4”;
h) all’articolo 62, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
“4. Nel giudizio di cui al presente articolo e’ rilevata  anche
d’ufficio la violazione, in primo grado, degli articoli 10, comma  2,
13, 14, 15, comma 2, 42, comma 4,  e  55,  comma  13.  Se  rileva  la
violazione degli articoli 13, 14, 15, comma 2,  42,  comma  4  e  55,
comma 13, il giudice competente per l’appello cautelare sottopone  la
questione al contraddittorio delle parti ai sensi  dell’articolo  73,
comma 3, e regola d’ufficio la competenza ai sensi dell’articolo  16,
comma 3. Quando dichiara l’incompetenza del tribunale  amministrativo
regionale adito, con la stessa ordinanza annulla le misure  cautelari
emanate da un giudice diverso da quello di cui all’articolo 15, comma
6. Per la definizione della fase cautelare si applica l’articolo  15,
comma 8.”;
i) all’articolo 76, comma 4, le parole: “gli articoli 114, quarto
comma, e” sono sostituite dalle seguenti: “l’articolo”;
l) all’articolo 85, il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
“8. Il giudizio di appello si svolge secondo le disposizioni di
cui all’articolo 87, comma 3.”;
m) all’articolo 96, comma 5, le parole: “entro dieci giorni” sono
sostituite dalle seguenti: “nel termine di cui all’articolo 45”;
n) all’articolo 98, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. Il procedimento si svolge secondo le disposizioni del libro
II, titolo II, in quanto applicabili.”;
o) all’articolo 99, comma 1, e’ aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: “L’adunanza plenaria,  qualora  ne  ravvisi  l’opportunita’,
puo’ restituire gli atti alla sezione.”;
p) all’articolo 105 sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo le parole: “o  riforma  la  sentenza”  sono
inserite le seguenti: “o l’ordinanza”;
“3.  Le  parti  devono  riassumere  il  processo  con   ricorso
notificato  nel  termine   perentorio   di   novanta   giorni   dalla
notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della  sentenza  o
dell’ordinanza.”;
q) all’articolo 111, comma 1, e’ aggiunto, in fine,  il  seguente
“Copia dell’ordinanza e’ trasmessa alla cancelleria della Corte
di cassazione.”;
r) all’articolo 119, comma 1, la lettera e) e’  sostituita  dalla
“e) i provvedimenti di scioglimento  degli  organi  di  governo
degli  enti  locali  e  quelli  connessi,  che  riguardano  la   loro
formazione e il loro funzionamento;”;
s) all’articolo 129 sono apportate le seguenti modificazioni:
“1. I provvedimenti immediatamente  lesivi  del  diritto  del
ricorrente a partecipare al procedimento elettorale preparatorio  per
le elezioni comunali, provinciali e regionali e per  il  rinnovo  dei
membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia  sono  impugnabili
innanzi al tribunale amministrativo regionale competente nel  termine
di tre giorni dalla pubblicazione, anche mediante affissione,  ovvero
dalla comunicazione, se prevista, degli atti impugnati.
2. Gli atti  diversi  da  quelli  di  cui  al  comma  1  sono
impugnati alla conclusione del procedimento  unitamente  all’atto  di
proclamazione degli eletti.”;
2) al comma 3, lettera b), dopo le parole: “che provvede”  sono
inserite  le  seguenti:  “a  pubblicarlo  sul  sito  internet   della
giustizia amministrativa e”;
3) al comma 8, lettera c), dopo le parole: “che provvede”  sono
inserite  le  seguenti:  “a  pubblicarlo  nel  sito  internet   della
t)  all’articolo  133,  comma  1,  sono  apportate  le   seguenti
1) alla lettera l), dopo le parole: “n. 385,” sono soppresse le
seguenti: “dalla Commissione nazionale per la societa’ e la borsa,”;
2) alla lettera p), dopo le parole: “n. 225,” sono inserite  le
seguenti: “nonche’ gli atti, i provvedimenti e le  ordinanze  emanati
ai sensi dell’articolo 5, commi 2 e 4 della medesima legge n. 225 del
1992”;
u) all’articolo 135, comma 1, lettera e),  dopo  le  parole:  “n.
225,” sono inserite le seguenti: “nonche’ gli atti, i provvedimenti e
le ordinanze emanati ai sensi dell’articolo 5,  commi  2  e  4  della
medesima legge n. 225 del 1992”;
v) all’articolo 136, dopo il comma 2 e’  aggiunto,  in  fine,  il
“2-bis. Tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei  suoi
ausiliari, del  personale  degli  uffici  giudiziari  e  delle  parti
possono essere sottoscritti con firma digitale.”.
Si riporta il testo dell’articolo  44  della  legge  18
processo civile), pubblicata nella  Gazz.  Uff.  19  giugno
2009, n. 140, S.O:
“Art. 44. Delega al  Governo  per  il  riassetto  della
disciplina del processo amministrativo.
1. Il Governo e’ delegato ad adottare,  entro  un  anno
piu’ decreti legislativi  per  il  riassetto  del  processo
avanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consiglio
di Stato,  al  fine  di  adeguare  le  norme  vigenti  alla
giurisprudenza   della   Corte   costituzionale   e   delle
giurisdizioni superiori, di coordinarle con  le  norme  del
codice  di  procedura  civile  in  quanto  espressione   di
principi generali e di assicurare la  concentrazione  delle
tutele.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1,  oltre  che
ai principi e criteri direttivi di cui  all’  articolo  20,
comma 3, della legge  15  marzo  1997,  n.  59,  in  quanto
applicabili, si attengono ai seguenti  principi  e  criteri
a)   assicurare   la   snellezza,   concentrazione   ed
effettivita’ della tutela, anche al fine  di  garantire  la
ragionevole durata del processo, anche mediante il  ricorso
a  procedure  informatiche  e   telematiche,   nonche’   la
razionalizzazione  dei  termini  processuali,  l’estensione
delle funzioni istruttorie esercitate in forma  monocratica
e  l’individuazione  di  misure,  anche   transitorie,   di
eliminazione dell’arretrato;
1) riordinando le norme vigenti sulla giurisdizione del
giudice   amministrativo,   anche   rispetto   alle   altre
giurisdizioni;
2)  riordinando  i  casi  di  giurisdizione  estesa  al
merito, anche mediante soppressione delle  fattispecie  non
piu’ coerenti con l’ordinamento vigente;
3) disciplinando, ed eventualmente riducendo, i termini
di decadenza o prescrizione delle azioni  esperibili  e  la
tipologia dei provvedimenti del giudice;
4) prevedendo le pronunce dichiarative,  costitutive  e
di condanna idonee a  soddisfare  la  pretesa  della  parte
c) procedere alla  revisione  e  razionalizzazione  dei
riti speciali, e delle materie cui essi si applicano, fatti
salvi quelli  previsti  dalle  norme  di  attuazione  dello
statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige;
d) razionalizzare e unificare le norme vigenti  per  il
processo   amministrativo   sul   contenzioso   elettorale,
prevedendo il dimezzamento, rispetto a quelli ordinari,  di
tutti i termini processuali,  il  deposito  preventivo  del
ricorso e la successiva notificazione in entrambi i gradi e
introducendo  la  giurisdizione   esclusiva   del   giudice
amministrativo  nelle  controversie  concernenti  atti  del
procedimento elettorale preparatorio per le elezioni per il
rinnovo della  Camera  dei  deputati  e  del  Senato  della
Repubblica, mediante la previsione di un rito abbreviato in
camera  di  consiglio  che  consenta  la  risoluzione   del
contenzioso  in  tempi  compatibili  con  gli   adempimenti
organizzativi del procedimento elettorale e con la data  di
e)  razionalizzare  e  unificare  la  disciplina  della
riassunzione del processo e dei relativi termini,  anche  a
seguito  di  sentenze  di  altri  ordini   giurisdizionali,
nonche’ di sentenze dei tribunali amministrativi  regionali
o del Consiglio  di  Stato  che  dichiarano  l’incompetenza
f) riordinare la tutela cautelare, anche generalizzando
quella  ante  causam,  nonche’  il  procedimento  cautelare
innanzi al giudice amministrativo in caso  di  ricorso  per
cassazione avverso le  sentenze  del  Consiglio  di  Stato,
1) la domanda di  tutela  interinale  non  puo’  essere
trattata fino a quando il ricorrente non  presenta  istanza
di fissazione di udienza per la trattazione del merito;
2) in caso di istanza cautelare ante causam, il ricorso
introduttivo  del  giudizio  e’  notificato  e  depositato,
unitamente alla relativa istanza di fissazione  di  udienza
per la trattazione del merito, entro i termini di decadenza
previsti dalla legge o, in difetto di  essi,  nei  sessanta
giorni dalla istanza cautelare,  perdendo  altrimenti  ogni
effetto la concessa tutela interinale;
3) nel caso di accoglimento  della  domanda  cautelare,
l’istanza di fissazione di udienza non puo’ essere revocata
e l’udienza di merito e’ celebrata entro il termine  di  un
g)   riordinare   il   sistema   delle    impugnazioni,
individuando le disposizioni applicabili, mediante rinvio a
quelle del processo di  primo  grado,  e  disciplinando  la
concentrazione  delle  impugnazioni,  l’effetto  devolutivo
dell’appello, la proposizione di nuove  domande,  prove  ed
3. I decreti legislativi di cui  al  comma  1  abrogano
espressamente tutte le disposizioni riordinate o  con  essi
incompatibili, fatta salva l’applicazione dell’articolo  15
delle disposizioni sulla  legge  in  generale  premesse  al
codice civile,  e  dettano  le  opportune  disposizioni  di
coordinamento in relazione alle disposizioni non abrogate.
4. I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono
adottati su  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri. Sugli schemi di decreto legislativo e’  acquisito
il  parere  del  Consiglio  di  Stato  e  delle  competenti
Commissioni  parlamentari.  I  pareri   sono   resi   entro
quarantacinque  giorni  dalla   richiesta.   Decorso   tale
termine, i decreti possono essere  emanati  anche  senza  i
predetti pareri.  Ove  il  Governo,  nell’attuazione  della
delega di cui al presente articolo, intenda avvalersi della
facolta’ di cui all’ articolo  14,  numero  2°,  del  testo
unico sul Consiglio di Stato, di cui al  regio  decreto  26
giugno  1924,  n.  1054,  il  Consiglio   di   Stato   puo’
utilizzare,   al   fine   della   stesura   dell’articolato
normativo,   magistrati   di    tribunale    amministrativo
regionale, esperti esterni e rappresentanti del libero foro
e dell’Avvocatura generale dello Stato, i quali prestano la
propria attivita’ a titolo  gratuito  e  senza  diritto  al
rimborso delle spese. Sugli schemi redatti dal Consiglio di
Stato non e’ acquisito il parere dello  stesso.  Entro  due
anni  dalla  data  di  entrata  in   vigore   dei   decreti
legislativi di cui al  comma  1,  possono  ad  essi  essere
apportate le correzioni e integrazioni  che  l’applicazione
pratica  renda  necessarie  od  opportune,  con  lo  stesso
procedimento e in  base  ai  medesimi  principi  e  criteri
direttivi  previsti  per   l’emanazione   degli   originari
6. All’ articolo 1, comma 309, della legge 30  dicembre
2004, n. 311, dopo  le  parole:  «tribunali  amministrativi
regionali» sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  ivi  comprese
quelle occorrenti per incentivare progetti speciali per  lo
smaltimento dell’arretrato e per il  miglior  funzionamento
del processo amministrativo».”.
Si riporta il testo  dell’articolo  14,  comma  4,  del
regio decreto 26 giugno 1924,  n.  1054  (Approvazione  del
testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato), pubblicato
nella Gazz. Uff. 7 luglio 1924, n. 158:
“Art. 14. (Art. 10 del testo unico 17 agosto  1907,  n.
638) – Il Consiglio di Stato:
1° da’ parere sopra le proposte di legge e sugli affari
di ogni natura, pei quali sia interrogato dai Ministri  del
2° formula quei progetti di legge ed i regolamenti  che
gli vengono commessi dal Governo.”.
Il  decreto  legislativo  15  novembre  2011,  n.   195
(Disposizioni  correttive   ed   integrative   al   decreto
legislativo 2 luglio  2010,  n.  104,  recante  codice  del
processo amministrativo a norma dell’articolo 44, comma  4,
della legge 18 giugno 2009, n.  69),  e’  pubblicato  nella
Gazz. Uff. 23 novembre 2011, n. 273.
– Si riporta il testo degli articoli 13,  15,  16,  26,
34, 40, 55, 62, 76, 85, 96, 98, 99,105, 111, 119,  129,133,
135, 136 del codice del  processo  amministrativo,  di  cui
all’allegato 1 al citato decreto  legislativo  n.  104  del
2010, come modificati dal presente decreto:
“Art. 13. Competenza territoriale inderogabile
1. Sulle controversie riguardanti provvedimenti,  atti,
accordi o comportamenti  di  pubbliche  amministrazioni  e’
inderogabilmente  competente  il  tribunale  amministrativo
regionale nella cui circoscrizione territoriale esse  hanno
sede. Il tribunale  amministrativo  regionale  e’  comunque
inderogabilmente competente sulle controversie  riguardanti
provvedimenti, atti, accordi o comportamenti  di  pubbliche
amministrazioni  i  cui  effetti  diretti   sono   limitati
all’ambito territoriale della regione in cui  il  tribunale
2. Per le controversie riguardanti pubblici  dipendenti
e’  inderogabilmente  competente  il  tribunale  nella  cui
circoscrizione territoriale e’ situata la sede di servizio.
3. Negli altri casi e’ inderogabilmente competente, per
gli atti statali, il Tribunale amministrativo regionale del
Lazio, sede di Roma e, per gli atti dei soggetti pubblici a
carattere  ultra  regionale,  il  tribunale  amministrativo
regionale nella cui circoscrizione ha sede il soggetto.
4.  La  competenza  di  cui  al  presente  articolo   e
all’articolo 14 e’ inderogabile anche in ordine alle misure
4-bis.   La   competenza   territoriale   relativa   al
provvedimento da cui deriva l’interesse a ricorrere  attrae
a se’ anche quella relativa  agli  atti  presupposti  dallo
stesso provvedimento tranne che si tratti di atti normativi
o generali, per  la  cui  impugnazione  restano  fermi  gli
ordinari criteri di attribuzione della competenza.”
“Art. 15. Rilievo dell’incompetenza
1. Il  difetto  di  competenza  e’  rilevato  d’ufficio
finche’ la causa non e’ decisa in primo grado. Nei  giudizi
di impugnazione esso e’ rilevato se dedotto  con  specifico
motivo avverso il capo della pronuncia  impugnata  che,  in
modo implicito o esplicito, ha statuito sulla competenza.
2. In ogni caso  il  giudice  decide  sulla  competenza
prima di provvedere  sulla  domanda  cautelare  e,  se  non
riconosce la propria competenza ai sensi degli articoli  13
e 14, non decide sulla stessa.
3. In mancanza di  domanda  cautelare,  il  difetto  di
competenza puo’ essere eccepito entro il  termine  previsto
per la costituzione in giudizio.  Il  presidente  fissa  la
camera  di  consiglio  per  la  pronuncia  immediata  sulla
questione di competenza. Si osserva il procedimento di  cui
all’articolo 87, comma 3.
4. Il giudice provvede con ordinanza, nei casi  di  cui
ai commi 2 e 3. Se dichiara la propria incompetenza, indica
il giudice ritenuto competente. Se, nel termine  perentorio
di trenta giorni dalla comunicazione di tale ordinanza,  la
causa  e’   riassunta   davanti   al   giudice   dichiarato
competente, il processo continua davanti al nuovo  giudice.
Salvo quanto previsto al comma 6, la riassunzione  preclude
alla  parte  che  l’ha  effettuata  la   proposizione   del
5. L’ordinanza che  pronuncia  sulla  competenza  senza
decidere   sulla   domanda   cautelare    e’    impugnabile
esclusivamente con il  regolamento  di  competenza  di  cui
all’articolo 16. Il giudice dinanzi al quale  la  causa  e’
riassunta, se ritiene di essere a sua  volta  incompetente,
richiede   d’ufficio   il   regolamento   di    competenza.
L’ordinanza che pronuncia sulla competenza e sulla  domanda
cautelare  puo’  essere  impugnata   col   regolamento   di
competenza, oppure nei modi ordinari quando insieme con  la
pronuncia sulla competenza si impugna quella sulla  domanda
6. In pendenza del regolamento di competenza la domanda
cautelare si propone al giudice  indicato  come  competente
nell’ordinanza di cui al comma 4, che decide in ogni  caso,
fermo restando quanto disposto dal comma 7.
7. I provvedimenti cautelari  pronunciati  dal  giudice
dichiarato incompetente perdono efficacia alla scadenza del
termine  di  trenta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione
dell’ordinanza che regola la competenza.
8. La  domanda  cautelare  puo’  essere  riproposta  al
giudice dichiarato competente.
9. Le disposizioni di cui ai commi 7 e 8  si  applicano
anche ai provvedimenti cautelari  pronunciati  dal  giudice
privato del potere di decidere  il  ricorso  dall’ordinanza
presidenziale di cui all’articolo 47, comma 2.”
“Art. 16. Regolamento di competenza
1. Il regolamento di competenza e’ proposto con istanza
notificata alle altre parti nel termine, perentorio  e  non
soggetto   a   dimezzamento,   di   trenta   giorni   dalla
notificazione ovvero di sessanta giorni dalla pubblicazione
dell’ordinanza  che  pronuncia  sulla  competenza   ed   e’
depositato, unitamente a copia degli atti utili al fine del
decidere, entro il termine di cui all’articolo  45  ridotto
alla meta’ presso la segreteria del Consiglio di Stato. Nel
caso  di  regolamento  richiesto  di  ufficio,   ai   sensi
dell’articolo 15, comma 5,  l’ordinanza  e’  immediatamente
trasmessa al Consiglio di Stato a cura della  segreteria  e
comunicata alle parti.
2. Il Consiglio di Stato decide con ordinanza in camera
di  consiglio,  previo  avviso   della   fissazione   della
medesima, inviato almeno dieci giorni  prima  ai  difensori
che si siano costituiti. L’ordinanza provvede  anche  sulle
spese  del  regolamento  salvo  il  caso   di   regolamento
richiesto d’ufficio.  La  pronuncia  sulle  spese  conserva
efficacia anche dopo la sentenza che definisce il giudizio,
salvo  diversa  statuizione  espressa  nella  sentenza.  Al
procedimento  si   applicano   le   disposizioni   di   cui
all’articolo 55, commi da 5 a 8.
3. La pronuncia sulla competenza resa dal Consiglio  di
Stato, in  sede  di  regolamento  o  di  appello  ai  sensi
dell’articolo   62,   comma   4,   vincola   i    tribunali
amministrativi regionali. Se viene indicato come competente
un tribunale diverso da  quello  adito,  il  giudizio  deve
essere riassunto nel termine perentorio  di  trenta  giorni
dalla  notificazione  dell’ordinanza  che   pronuncia   sul
regolamento,  ovvero  entro  sessanta  giorni   dalla   sua
pubblicazione.”
“Art. 26. Spese di giudizio
1. Quando emette una  decisione,  il  giudice  provvede
anche sulle spese del giudizio, secondo  gli  articoli  91,
92, 93, 94, 96 e 97 del codice di procedura civile, tenendo
anche conto  del  rispetto  dei  principi  di  chiarezza  e
sinteticita’ di cui all’articolo 3, comma  2  del  presente
2. Il giudice condanna d’ufficio la  parte  soccombente
al pagamento di una  sanzione  pecuniaria,  in  misura  non
inferiore al  doppio  e  non  superiore  al  quintuplo  del
contributo unificato dovuto per il ricorso introduttivo del
giudizio, quando la parte soccombente ha agito o  resistito
temerariamente  in  giudizio.  Al  gettito  delle  sanzioni
previste dal presente comma si applica l’articolo 15  delle
norme di attuazione.”
“Art. 34. Sentenze di merito
1. In caso di accoglimento del ricorso il giudice,  nei
a)  annulla  in  tutto  o  in  parte  il  provvedimento
b)  ordina  all’amministrazione,  rimasta  inerte,   di
provvedere entro un termine;
c) condanna al pagamento di una somma di denaro,  anche
a titolo di  risarcimento  del  danno,  all’adozione  delle
misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva
dedotta in giudizio e dispone  misure  di  risarcimento  in
forma specifica ai  sensi  dell’articolo  2058  del  codice
civile. L’azione di condanna a rilascio di un provvedimento
richiesto e’ proposta, nei limiti di cui  all’articolo  31,
comma 3, contestualmente  all’azione  di  annullamento  del
provvedimento di diniego o all’azione avverso il silenzio;
d) nei casi di giurisdizione di merito, adotta un nuovo
atto, ovvero modifica o riforma quello impugnato;
e) dispone le misure idonee ad assicurare  l’attuazione
del giudicato e delle pronunce  non  sospese,  compresa  la
nomina di un commissario ad acta, che puo’  avvenire  anche
in sede di cognizione con  effetto  dalla  scadenza  di  un
termine assegnato per l’ottemperanza.
2. In nessun  caso  il  giudice  puo’  pronunciare  con
riferimento a poteri amministrativi non ancora  esercitati.
Salvo quanto previsto dal comma  3  e  dall’  articolo  30,
comma 3, il giudice non puo’ conoscere  della  legittimita’
degli atti che il ricorrente avrebbe dovuto  impugnare  con
l’azione di annullamento di cui all’ articolo 29.
3. Quando, nel corso del giudizio,  l’annullamento  del
provvedimento impugnato  non  risulta  piu’  utile  per  il
ricorrente, il giudice accerta  l’illegittimita’  dell’atto
se sussiste l’interesse ai fini risarcitori.
4. In caso di condanna pecuniaria, il giudice puo’,  in
mancanza di opposizione delle parti, stabilire i criteri in
base ai quali  il  debitore  deve  proporre  a  favore  del
creditore il  pagamento  di  una  somma  entro  un  congruo
termine. Se le parti non giungono ad un accordo, ovvero non
adempiono agli obblighi  derivanti  dall’accordo  concluso,
con il ricorso previsto dal Titolo I del Libro IV,  possono
essere chiesti la determinazione della somma dovuta  ovvero
l’adempimento degli obblighi ineseguiti.
5. Qualora  nel  corso  del  giudizio  la  pretesa  del
ricorrente  risulti  pienamente  soddisfatta,  il   giudice
dichiara cessata la materia del contendere.”.
“Art. 40. Contenuto del ricorso
a) gli elementi identificativi del ricorrente, del  suo
difensore e delle parti nei cui  confronti  il  ricorso  e’
b)  l’indicazione  dell’oggetto  della   domanda,   ivi
compreso l’atto o il provvedimento eventualmente impugnato,
e la data della sua notificazione, comunicazione o comunque
della sua conoscenza;
g) la sottoscrizione del ricorrente,  se  esso  sta  in
giudizio   personalmente,   oppure   del   difensore,   con
indicazione, in questo caso, della procura speciale.
2. I motivi proposti in violazione del comma 1, lettera
d), sono inammissibili.”
“Art. 55. Misure cautelari collegiali
1. Se il ricorrente, allegando di subire un pregiudizio
grave e irreparabile durante il tempo necessario a giungere
alla decisione sul ricorso, chiede l’emanazione  di  misure
cautelari, compresa l’ingiunzione a pagare una somma in via
provvisoria, che appaiono,  secondo  le  circostanze,  piu’
idonee  ad  assicurare  interinalmente  gli  effetti  della
decisione  sul  ricorso,  il  collegio  si  pronuncia   con
ordinanza emessa in camera di consiglio.
2. Qualora  dalla  decisione  sulla  domanda  cautelare
derivino effetti irreversibili, il collegio  puo’  disporre
la   prestazione   di   una   cauzione,   anche    mediante
fideiussione, cui subordinare la concessione o  il  diniego
della misura cautelare. La concessione o il  diniego  della
misura cautelare non puo’  essere  subordinata  a  cauzione
quando la domanda cautelare attenga a diritti  fondamentali
della  persona  o  ad  altri  beni  di   primario   rilievo
costituzionale. Il provvedimento che impone la cauzione  ne
indica l’oggetto, il modo di prestarla e il  termine  entro
cui la prestazione va eseguita.
3. La domanda cautelare puo’  essere  proposta  con  il
ricorso di merito o con distinto  ricorso  notificato  alle
4. La domanda cautelare e’ improcedibile finche’ non e’
presentata l’istanza di fissazione dell’udienza di  merito,
salvo che essa debba essere fissata d’ufficio.
5. Sulla domanda cautelare il collegio pronuncia  nella
prima camera di consiglio successiva  al  ventesimo  giorno
dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell’ultima
notificazione e, altresi’, al decimo  giorno  dal  deposito
del  ricorso.  Le  parti  possono  depositare   memorie   e
documenti fino a due giorni liberi prima  della  camera  di
6. Ai fini del giudizio cautelare, se la  notificazione
e’ effettuata a mezzo del servizio postale, il  ricorrente,
se non e’ ancora in possesso  dell’avviso  di  ricevimento,
puo’ provare la data di perfezionamento della notificazione
producendo copia dell’attestazione di consegna del servizio
di monitoraggio  della  corrispondenza  nel  sito  internet
delle poste. E’ fatta salva la prova contraria.
7.  Nella  camera  di  consiglio   le   parti   possono
costituirsi e i difensori  sono  sentiti  ove  ne  facciano
richiesta. La trattazione si svolge  oralmente  e  in  modo
8. Il collegio, per gravi ed eccezionali ragioni,  puo’
autorizzare  la  produzione  in  camera  di  consiglio   di
documenti, con consegna di  copia  alle  altre  parti  fino
all’inizio della discussione.
9.  L’ordinanza  cautelare  motiva   in   ordine   alla
valutazione del pregiudizio allegato  e  indica  i  profili
che, ad un sommario  esame,  inducono  ad  una  ragionevole
previsione sull’esito del ricorso.
10. Il  tribunale  amministrativo  regionale,  in  sede
cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente  siano
apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente  con
la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con
ordinanza collegiale la data della discussione del  ricorso
nel merito. Nello stesso senso puo’ provvedere il Consiglio
di Stato,  motivando  sulle  ragioni  per  cui  ritiene  di
riformare l’ordinanza cautelare  di  primo  grado;  in  tal
caso, la pronuncia di appello  e’  trasmessa  al  tribunale
amministrativo  regionale  per  la   sollecita   fissazione
dell’udienza di merito.
11.  L’ordinanza  con  cui  e’  disposta   una   misura
cautelare fissa la data  di  discussione  del  ricorso  nel
merito. In caso  di  mancata  fissazione  dell’udienza,  il
Consiglio di  Stato,  se  conferma  in  appello  la  misura
cautelare,  dispone   che   il   tribunale   amministrativo
regionale  provveda  alla  fissazione  della   stessa   con
priorita’. A tal fine l’ordinanza e’ trasmessa a cura della
segreteria al primo giudice.
12.  In  sede  di  esame  della  domanda  cautelare  il
collegio adotta,  su  istanza  di  parte,  i  provvedimenti
necessari per assicurare la completezza dell’istruttoria  e
l’integrita’ del contraddittorio.
13. Il giudice adito  puo’  disporre  misure  cautelari
solo se ritiene sussistente la propria competenza ai  sensi
degli articoli 13 e 14; altrimenti provvede ai sensi  dell’
articolo 15, comma 4.”
“Art. 62. Appello cautelare
1. Contro le ordinanze cautelari e’ ammesso appello  al
Consiglio di Stato,  da  proporre  nel  termine  di  trenta
giorni  dalla  notificazione  dell’ordinanza,   ovvero   di
2.  L’appello,  depositato  nel  termine  di  cui  all’
articolo  45,  e’  deciso  in  camera  di   consiglio   con
ordinanza. Al giudizio si applicano gli articoli 55,  comma
2 e commi da 5 a 10, 56 e 57.
3.  L’ordinanza  di  accoglimento  che  dispone  misure
cautelari e’ trasmessa a cura  della  segreteria  al  primo
giudice, anche agli effetti dell’ articolo 55, comma 11.
4. Nel giudizio di cui al presente articolo e’ rilevata
anche  d’ufficio  la  violazione,  in  primo  grado,  degli
articoli 10, comma 2, 13, 14, 15, comma 2, 42, comma  4,  e
55, comma 13. Se rileva la violazione  degli  articoli  13,
14, 15, comma 2, 42, comma 4 e 55,  comma  13,  il  giudice
competente per l’appello cautelare sottopone  la  questione
al contraddittorio delle parti ai sensi  dell’articolo  73,
comma  3,  e  regola  d’ufficio  la  competenza  ai   sensi
dell’articolo 16, comma 3. Quando  dichiara  l’incompetenza
del tribunale amministrativo regionale adito, con la stessa
ordinanza annulla le misure cautelari emanate da un giudice
diverso da quello di cui all’articolo 15, comma 6.  Per  la
definizione della fase cautelare si applica l’articolo  15,
comma 8.;”
“Art. 76. Modalita’ della votazione
1. Possono essere presenti in  camera  di  consiglio  i
magistrati designati per l’udienza.
2. La decisione e’ assunta in camera di  consiglio  con
il voto dei soli componenti del collegio.
3. Il presidente raccoglie  i  voti.  La  decisione  e’
presa a maggioranza di  voti.  Il  primo  a  votare  e’  il
relatore, poi il secondo componente del collegio e, infine,
il presidente. Nei giudizi davanti al Consiglio di Stato il
primo a votare e’ il  relatore,  poi  il  meno  anziano  in
ordine di ruolo, e cosi’ continuando sino al presidente.
4. Si  applicano  l’articolo  276,  secondo,  quarto  e
quinto comma, del codice di procedura civile  e  l’articolo
118, quarto comma, delle disposizioni per l’attuazione  del
codice di procedura civile.”
“Art.  85.  Forma  e  rito  per  l’estinzione   e   per
l’improcedibilita’
1.  L’estinzione  e  l’improcedibilita’  di  cui   all’
articolo 35 possono  essere  pronunciate  con  decreto  dal
presidente o da un magistrato da lui delegato.
2. Il decreto e’ depositato in segreteria, che  ne  da’
comunicazione alle parti costituite.
3. Nel termine di sessanta giorni  dalla  comunicazione
ciascuna delle parti costituite puo’  proporre  opposizione
al collegio, con atto notificato a tutte le altre parti.
4. Il giudizio di opposizione si svolge ai sensi  dell’
articolo 87, comma 3, ed e’ deciso con  ordinanza  che,  in
caso di accoglimento dell’opposizione, fissa  l’udienza  di
5. In caso di rigetto, le spese  sono  poste  a  carico
dell’opponente  e  vengono  liquidate  dal  collegio  nella
stessa ordinanza, esclusa la possibilita’ di  compensazione
6. L’ordinanza e’ depositata in segreteria, che ne  da’
7. Avverso l’ordinanza che decide sull’opposizione puo’
essere proposto appello.
8.  Il  giudizio  di  appello  si  svolge  secondo   le
disposizioni di cui all’articolo 87, comma 3.
9. L’estinzione e  l’improcedibilita’  sono  dichiarate
con  sentenza  se  si  verificano,  o  vengono   accertate,
all’udienza di discussione.”
“Art. 96. Impugnazioni avverso la medesima sentenza
1. Tutte le impugnazioni proposte separatamente  contro
la  stessa  sentenza  devono  essere  riunite  in  un  solo
2. Possono essere proposte impugnazioni incidentali, ai
sensi degli articoli 333 e  334  del  codice  di  procedura
3. L’impugnazione incidentale di cui  all’articolo  333
del codice di procedura civile puo’ essere  rivolta  contro
qualsiasi capo di sentenza e  deve  essere  proposta  dalla
parte  entro  sessanta  giorni  dalla  notificazione  della
sentenza o, se anteriore, entro sessanta giorni dalla prima
notificazione nei suoi confronti di altra impugnazione.
4. Con l’impugnazione  incidentale  proposta  ai  sensi
dell’articolo 334 del codice di  procedura  civile  possono
essere  impugnati  anche  capi  autonomi  della   sentenza;
tuttavia,  se  l’impugnazione  principale   e’   dichiarata
inammissibile,  l’impugnazione   incidentale   perde   ogni
5. L’impugnazione incidentale di cui  all’articolo  334
del codice di procedura civile deve essere  proposta  dalla
parte entro  sessanta  giorni  dalla  data  in  cui  si  e’
perfezionata   nei   suoi   confronti   la    notificazione
dell’impugnazione principale e depositata, unitamente  alla
prova  dell’avvenuta  notificazione,  nel  termine  di  cui
all’articolo 45.
6. In caso di mancata  riunione  di  piu’  impugnazioni
ritualmente  proposte  contro  la   stessa   sentenza,   la
decisione  di  una   delle   impugnazioni   non   determina
l’improcedibilita’ delle altre.”
“Art. 98. Misure cautelari
1. Salvo quanto disposto dall’ articolo 111, il giudice
dell’impugnazione puo’, su istanza  di  parte,  valutati  i
motivi proposti e qualora dall’esecuzione possa derivare un
pregiudizio grave e irreparabile, disporre  la  sospensione
dell’esecutivita’  della  sentenza  impugnata,  nonche’  le
altre opportune misure cautelari, con ordinanza pronunciata
2. Il procedimenti si svolge  secondo  le  disposizioni
del libro II, titolo II, in quanto applicabili.”
“Art. 99. Deferimento all’adunanza plenaria
1. La sezione cui e’ assegnato il  ricorso,  se  rileva
che il punto di diritto sottoposto al  suo  esame  ha  dato
luogo o possa dare luogo a contrasti giurisprudenziali, con
ordinanza emanata su richiesta delle parti o d’ufficio puo’
rimettere  il  ricorso  all’esame  dell’adunanza  plenaria.
L’adunanza plenaria,  qualora  ne  ravvisi  l’opportunita’,
puo’ restituire gli atti alla sezione.
2. Prima della decisione, il presidente  del  Consiglio
di Stato,  su  richiesta  delle  parti  o  d’ufficio,  puo’
deferire  all’adunanza  plenaria  qualunque  ricorso,   per
risolvere questioni di massima  di  particolare  importanza
ovvero per dirimere contrasti giurisprudenziali.
3. Se la sezione cui e’ assegnato il ricorso ritiene di
non  condividere  un   principio   di   diritto   enunciato
dall’adunanza  plenaria,  rimette   a   quest’ultima,   con
ordinanza motivata, la decisione del ricorso.
4. L’adunanza plenaria  decide  l’intera  controversia,
salvo che ritenga di enunciare il principio di diritto e di
restituire  per  il  resto   il   giudizio   alla   sezione
5. Se  ritiene  che  la  questione  e’  di  particolare
importanza, l’adunanza plenaria puo’ comunque enunciare  il
principio  di  diritto  nell’interesse  della  legge  anche
quando dichiara il ricorso  irricevibile,  inammissibile  o
improcedibile, ovvero l’estinzione del  giudizio.  In  tali
casi, la pronuncia dell’adunanza plenaria  non  ha  effetto
sul provvedimento impugnato.”
“Art. 105. Rimessione al primo giudice
1. Il Consiglio di Stato rimette la causa al giudice di
primo grado soltanto  se  e’  mancato  il  contraddittorio,
oppure e’ stato leso il diritto  di  difesa  di  una  delle
parti,  ovvero  dichiara  la  nullita’  della  sentenza,  o
riforma la sentenza  o  l’ordinanza  che  ha  declinato  la
giurisdizione  o  ha  pronunciato  sulla  competenza  o  ha
dichiarato l’estinzione o la perenzione del giudizio.
2. Nei giudizi di appello contro  i  provvedimenti  dei
tribunali amministrativi regionali che hanno  declinato  la
giurisdizione o la competenza si segue il  procedimento  in
camera di consiglio, di cui all’ articolo 87, comma 3.
3. Le parti devono riassumere il processo  con  ricorso
notificato nel termine perentorio di novanta  giorni  dalla
notificazione o, se anteriore,  dalla  comunicazione  della
sentenza o dell’ordinanza.”
“Art. 111. Sospensione della sentenza
1. Il Consiglio di  Stato,  se  richiesto  con  istanza
previamente  notificata  alle  altre  parti,  in  caso   di
eccezionale  gravita’  ed  urgenza,  puo’  sospendere   gli
effetti  della  sentenza  impugnata  e  disporre  le  altre
opportune misure cautelari. Al  procedimento  si  applicano
gli articoli 55, commi 2, 5, 6 e 7, e 56,  commi  1,  primo
periodo, 2, 3, 4 e 5.  Copia  dell’ordinanza  e’  trasmessa
alla cancelleria della Corte di Cassazione.”
“Art. 119. Rito abbreviato comune a determinate materie
1. Le disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  si
applicano nei giudizi aventi  ad  oggetto  le  controversie
a)  i  provvedimenti  concernenti   le   procedure   di
affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture,  salvo
quanto previsto dagli articoli 120 e seguenti;
b)   i   provvedimenti   adottati    dalle    Autorita’
amministrative  indipendenti,  con  esclusione  di   quelli
relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti;
c)  i  provvedimenti   relativi   alle   procedure   di
istituzioni da parte degli enti locali;
c-bis)  i  provvedimenti  adottati  nell’esercizio  dei
poteri  speciali  inerenti  alle  attivita’  di   rilevanza
strategica nei  settori  della  difesa  e  della  sicurezza
nazionale e nei settori dell’energia, dei trasporti e delle
d) i provvedimenti di nomina, adottati previa  delibera
e) i provvedimenti  di  scioglimento  degli  organi  di
governo degli enti locali e quelli connessi, che riguardano
la loro formazione e il loro funzionamento;
f)  i  provvedimenti   relativi   alle   procedure   di
occupazione  e  di  espropriazione  delle  aree   destinate
all’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilita’  e
i provvedimenti di espropriazione delle invenzioni adottati
ai sensi del codice della proprieta’ industriale;
g) i  provvedimenti  del  Comitato  olimpico  nazionale
italiano o delle Federazioni sportive;
h) le ordinanze adottate  in  tutte  le  situazioni  di
emergenza dichiarate ai sensi dell’ articolo  5,  comma  1,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225,  e  i  consequenziali
provvedimenti commissariali;
i) il rapporto di lavoro del personale dei  servizi  di
informazione per la sicurezza, ai sensi dell’ articolo  22,
della legge 3 agosto 2007, n. 124;
l) le controversie comunque attinenti alle procedure  e
ai provvedimenti della pubblica amministrazione in  materia
di impianti di generazione di energia elettrica di  cui  al
decreto legge  7  febbraio  2002,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n.  55,  comprese
quelle concernenti la produzione di  energia  elettrica  da
fonte  nucleare,   i   rigassificatori,   i   gasdotti   di
importazione,  le  centrali  termoelettriche   di   potenza
termica superiore a  400  MW  nonche’  quelle  relative  ad
infrastrutture di trasporto ricomprese o  da  ricomprendere
nella rete di trasmissione nazionale o  rete  nazionale  di
gasdotti;
m) i provvedimenti della commissione  centrale  per  la
definizione  e  applicazione  delle  speciali   misure   di
protezione, recanti applicazione, modifica e  revoca  delle
speciali   misure   di   protezione   nei   confronti   dei
collaboratori e testimoni di giustizia;
m-bis)   le   controversie   aventi   per   oggetto   i
provvedimenti dell’Agenzia  nazionale  di  regolamentazione
del settore postale di cui alla  lettera  h)  del  comma  2
dell’articolo 37 della legge 4 giugno 2010, n. 96, compresi
quelli sanzionatori ed esclusi quelli inerenti ai  rapporti
di impiego;
m-ter) i provvedimenti dell’Agenzia  nazionale  per  la
regolazione e la vigilanza in materia  di  acqua  istituita
dall’articolo 10, comma 11,  del  decreto-legge  13  maggio
2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge  12
luglio 2011, n. 106;
m-quater) le azioni individuali e collettive avverso le
discriminazioni di genere in  ambito  lavorativo,  previste
dall’articolo 36 e  seguenti  del  decreto  legislativo  11
aprile 2006, n. 198, quando rientrano, ai sensi del  citato
decreto, nella giurisdizione del giudice amministrativo.
2. Tutti i termini processuali ordinari sono  dimezzati
salvo,  nei  giudizi  di  primo  grado,   quelli   per   la
notificazione  del  ricorso   introduttivo,   del   ricorso
incidentale e dei motivi aggiunti, nonche’  quelli  di  cui
all’  articolo  62,  comma  1,   e   quelli   espressamente
disciplinati nel presente articolo.
3. Salva l’applicazione dell’ articolo 60, il tribunale
amministrativo  regionale  chiamato  a  pronunciare   sulla
domanda   cautelare,   accertata   la    completezza    del
contraddittorio  ovvero   disposta   l’integrazione   dello
stesso,  se  ritiene,  a  un  primo  sommario   esame,   la
sussistenza di profili di fondatezza del ricorso  e  di  un
pregiudizio grave e irreparabile, fissa  con  ordinanza  la
data  di  discussione  del  merito   alla   prima   udienza
successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dalla
data di deposito  dell’ordinanza,  disponendo  altresi’  il
deposito dei documenti  necessari  e  l’acquisizione  delle
eventuali  altre  prove  occorrenti.  In  caso  di  rigetto
dell’istanza   cautelare    da    parte    del    tribunale
amministrativo regionale, ove il Consiglio di Stato riformi
l’ordinanza di primo grado,  la  pronuncia  di  appello  e’
trasmessa al  tribunale  amministrativo  regionale  per  la
fissazione dell’udienza di  merito.  In  tale  ipotesi,  il
termine di trenta giorni decorre dalla data di  ricevimento
dell’ordinanza da  parte  della  segreteria  del  tribunale
amministrativo regionale, che ne da’ avviso alle parti.
4. Con l’ordinanza di  cui  al  comma  3,  in  caso  di
opportune misure cautelari. Al  procedimento  cautelare  si
applicano le disposizioni del Titolo II del  Libro  II,  in
quanto non derogate dal presente articolo.
5.  Quando  almeno  una   delle   parti,   nell’udienza
discussione, dichiara di avere interesse alla pubblicazione
anticipata  del  dispositivo  rispetto  alla  sentenza,  il
dispositivo e’ pubblicato mediante deposito in  segreteria,
non oltre sette giorni  dalla  decisione  della  causa.  La
dichiarazione  della  parte  e’   attestata   nel   verbale
d’udienza.
6. La parte puo’ chiedere  al  Consiglio  di  Stato  la
sospensione dell’esecutivita’ del  dispositivo,  proponendo
appello entro trenta giorni dalla  relativa  pubblicazione,
con riserva dei motivi  da  proporre  entro  trenta  giorni
dalla notificazione della sentenza ovvero  entro  tre  mesi
dalla  sua   pubblicazione.   La   mancata   richiesta   di
sospensione dell’esecutivita’ del dispositivo non  preclude
la    possibilita’    di    chiedere     la     sospensione
dell’esecutivita’ della sentenza dopo la pubblicazione  dei
7. Le disposizioni del presente articolo  si  applicano
anche nei giudizi di appello, revocazione e opposizione  di
terzo.”
“Art. 129. Giudizio avverso gli atti di esclusione  dal
procedimento  preparatorio  per   le   elezioni   comunali,
1. I provvedimenti immediatamente  lesivi  del  diritto
del ricorrente a  partecipare  al  procedimento  elettorale
preparatorio  per  le  elezioni  comunali,  provinciali   e
regionali e  per  il  rinnovo  dei  membri  del  Parlamento
europeo spettanti all’Italia sono  impugnabili  innanzi  al
tribunale amministrativo regionale competente  nel  termine
di  tre  giorni   dalla   pubblicazione,   anche   mediante
affissione, ovvero dalla comunicazione, se prevista,  degli
2. Gli atti diversi da quelli di cui al  comma  1  sono
impugnati  alla  conclusione  del  procedimento  unitamente
all’atto di proclamazione degli eletti.
3. Il ricorso di  cui  al  comma  1,  nel  termine  ivi
previsto, deve essere, a pena di decadenza:
a) notificato, direttamente dal ricorrente  o  dal  suo
difensore, esclusivamente mediante consegna diretta,  posta
elettronica certificata o fax, all’ufficio che  ha  emanato
l’atto impugnato, alla Prefettura e,  ove  possibile,  agli
eventuali controinteressati; in ogni caso, l’ufficio che ha
emanato l’atto impugnato rende pubblico il ricorso mediante
affissione di una sua copia  integrale  in  appositi  spazi
all’uopo destinati sempre accessibili al  pubblico  e  tale
pubblicazione ha valore di notifica per  pubblici  proclami
per tutti i controinteressati; la notificazione si  ha  per
avvenuta il giorno stesso della predetta affissione;
b) depositato presso la segreteria del tribunale adito,
che  provvede  a  pubblicarlo  sul  sito   internet   della
giustizia amministrativa e ad affiggerlo in appositi  spazi
4. Le parti indicano,  rispettivamente  nel  ricorso  o
negli  atti   di   costituzione,   l’indirizzo   di   posta
elettronica certificata o il numero di fax  da  valere  per
ogni eventuale comunicazione e notificazione.
5.  L’udienza  di   discussione   si   celebra,   senza
possibilita’  di  rinvio  anche  in  presenza  di   ricorso
incidentale, nel termine di tre  giorni  dal  deposito  del
ricorso,  senza   avvisi.   Alla   notifica   del   ricorso
incidentale si  provvede  con  le  forme  previste  per  il
6. Il giudizio e’  deciso  all’esito  dell’udienza  con
sentenza in forma semplificata, da pubblicarsi nello stesso
giorno. La relativa motivazione puo’ consistere anche in un
mero richiamo delle argomentazioni contenute negli  scritti
delle parti che il giudice  ha  inteso  accogliere  e  fare
7.  La  sentenza  non  appellata  e’  comunicata  senza
indugio dalla segreteria del tribunale all’ufficio  che  ha
emanato l’atto impugnato.
8. Il ricorso di appello, nel  termine  di  due  giorni
dalla pubblicazione della sentenza, deve essere, a pena  di
avvenuta il giorno stesso della predetta affissione; per le
parti  costituite  nel   giudizio   di   primo   grado   la
trasmissione  si  effettua  presso  l’indirizzo  di   posta
elettronica certificata o il numero di fax  indicato  negli
atti difensivi ai sensi del comma 4;
b)   depositato   in   copia   presso   il    tribunale
amministrativo regionale che ha emesso la sentenza di primo
grado, il quale provvede ad affiggerlo  in  appositi  spazi
c) depositato presso la  segreteria  del  Consiglio  di
Stato, che provvede a pubblicarlo sul sito  internet  della
9. Nel giudizio di appello si applicano le disposizioni
10. Nei giudizi di cui al comma 1 non si  applicano  le
disposizioni di cui agli articoli 52, comma 5, e 54,  commi
1 e 2.”
“Art. 133. Materie di giurisdizione esclusiva
1.  Sono  devolute  alla  giurisdizione  esclusiva  del
giudice  amministrativo,  salvo  ulteriori  previsioni   di
1)  risarcimento  del  danno  ingiusto   cagionato   in
conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del  termine
di conclusione del procedimento amministrativo;
2) formazione, conclusione ed esecuzione degli  accordi
integrativi o sostitutivi di provvedimento amministrativo e
degli accordi fra pubbliche amministrazioni;
3) silenzio di cui all’articolo 31, commi 1, 2 e  3,  e
provvedimenti espressi adottati  in  sede  di  verifica  di
segnalazione  certificata,  denuncia  e  dichiarazione   di
inizio attivita’, di  cui  all’articolo  19,  comma  6-ter,
4)  determinazione  e  corresponsione   dell’indennizzo
dovuto in caso di revoca del provvedimento amministrativo;
5) nullita’ del provvedimento  amministrativo  adottato
in violazione o elusione del giudicato;
a-bis)  le   controversie   relative   all’applicazione
dell’articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
b)  le  controversie   aventi   ad   oggetto   atti   e
provvedimenti relativi a rapporti di  concessione  di  beni
pubblici,  ad  eccezione  delle  controversie   concernenti
indennita’,  canoni  ed  altri   corrispettivi   e   quelle
attribuite  ai  tribunali  delle  acque  pubbliche   e   al
Tribunale superiore delle acque pubbliche;
c) le  controversie  in  materia  di  pubblici  servizi
relative a concessioni di pubblici servizi, escluse  quelle
concernenti  indennita’,  canoni  ed  altri  corrispettivi,
ovvero relative a  provvedimenti  adottati  dalla  pubblica
amministrazione o dal gestore di un pubblico servizio in un
procedimento   amministrativo,   ovvero   ancora   relative
all’affidamento di un pubblico servizio, ed alla  vigilanza
e controllo nei confronti del  gestore,  nonche’  afferenti
alla vigilanza  sul  credito,  sulle  assicurazioni  e  sul
mercato mobiliare, al servizio farmaceutico, ai  trasporti,
alle telecomunicazioni e ai servizi di pubblica utilita’;
d) le controversie concernenti l’esercizio del  diritto
a chiedere e ottenere l’uso  delle  tecnologie  telematiche
nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni e  con
i gestori di pubblici servizi statali;
1) relative a  procedure  di  affidamento  di  pubblici
lavori, servizi, forniture,  svolte  da  soggetti  comunque
tenuti,  nella  scelta  del   contraente   o   del   socio,
all’applicazione  della  normativa  comunitaria  ovvero  al
rispetto dei procedimenti  di  evidenza  pubblica  previsti
dalla normativa statale o  regionale,  ivi  incluse  quelle
risarcitorie e con estensione della giurisdizione esclusiva
alla dichiarazione di inefficacia del contratto  a  seguito
di  annullamento  dell’aggiudicazione  ed   alle   sanzioni
2) relative al divieto di rinnovo tacito dei  contratti
pubblici  di  lavori,  servizi,  forniture,  relative  alla
continuata o periodica, nell’ipotesi di cui  all’  articolo
115 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonche’
quelle    relative     ai     provvedimenti     applicativi
dell’adeguamento dei prezzi ai sensi  dell’  articolo  133,
commi 3 e 4, dello stesso decreto;
f) le controversie aventi  ad  oggetto  gli  atti  e  i
provvedimenti delle pubbliche  amministrazioni  in  materia
urbanistica  e  edilizia,  concernente  tutti  gli  aspetti
dell’uso del territorio, e ferme restando le  giurisdizioni
del  Tribunale  superiore  delle  acque  pubbliche  e   del
Commissario liquidatore per gli  usi  civici,  nonche’  del
giudice  ordinario  per  le  controversie  riguardanti   la
determinazione e  la  corresponsione  delle  indennita’  in
conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o
ablativa;
g) le  controversie  aventi  ad  oggetto  gli  atti,  i
provvedimenti,   gli    accordi    e    i    comportamenti,
riconducibili,  anche  mediatamente,  all’esercizio  di  un
pubblico potere, delle pubbliche amministrazioni in materia
di espropriazione per pubblica utilita’, ferma restando  la
giurisdizione del giudice ordinario per quelle  riguardanti
la determinazione e la corresponsione delle  indennita’  in
h) le controversie  aventi  ad  oggetto  i  decreti  di
espropriazione  per  causa  di  pubblica   utilita’   delle
i) le controversie relative ai rapporti di  lavoro  del
personale in regime di diritto pubblico;
l)  le  controversie  aventi   ad   oggetto   tutti   i
provvedimenti,  compresi  quelli  sanzionatori  ed  esclusi
quelli  inerenti  ai  rapporti  di  impiego   privatizzati,
adottati dalla Banca d’Italia, dagli Organismi di cui  agli
articoli  112-bis,  113   e   128-duodecies   del   decreto
legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,  dall’Autorita’
garante della concorrenza e del mercato, dall’Autorita’ per
le  garanzie  nelle   comunicazioni,   dall’Autorita’   per
l’energia elettrica e  il  gas,  e  dalle  altre  Autorita’
istituite ai sensi della legge 14 novembre  1995,  n.  481,
dall’Autorita’ per la vigilanza sui contratti  pubblici  di
lavori, servizi e forniture,  dalla  Commissione  vigilanza
fondi pensione, dalla Commissione per  la  valutazione,  la
trasparenza e l’integrita’ della pubblica  amministrazione,
dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private,
comprese le controversie relative ai  ricorsi  avverso  gli
atti che applicano le sanzioni ai sensi dell’ articolo  326
del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209;
m) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in
materia  di  comunicazioni  elettroniche,  compresi  quelli
relativi all’imposizione di  servitu’,  nonche’  i  giudizi
riguardanti   l’assegnazione   di   diritti   d’uso   delle
frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi  da
8 a 13 dell’articolo 1 della legge  13  dicembre  2010,  n.
220,  incluse  le  procedure  di  cui  all’articolo  4  del
decreto-legge  31  marzo  2011,  n.  34,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75;
n)   le    controversie    relative    alle    sanzioni
amministrative ed ai provvedimenti adottati  dall’organismo
di regolazione  competente  in  materia  di  infrastrutture
ferroviarie  ai  sensi  dell’  articolo  37   del   decreto
legislativo 8 luglio 2003, n. 188;
o)  le  controversie,  incluse   quelle   risarcitorie,
attinenti alle procedure e ai provvedimenti della  pubblica
amministrazione concernenti la  produzione  di  energia,  i
rigassificatori, i gasdotti di  importazione,  le  centrali
termoelettriche e  quelle  relative  ad  infrastrutture  di
trasporto ricomprese  o  da  ricomprendere  nella  rete  di
trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti
p) le controversie aventi ad oggetto le ordinanze  e  i
provvedimenti commissariali adottati in tutte le situazioni
di emergenza dichiarate ai sensi dell’ articolo 5, comma 1,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonche’ gli  atti,  i
provvedimenti e le ordinanze emanati ai sensi dell’articolo
5, commi 2 e 4 della medesima legge n. 225 del  1992  e  le
controversie comunque attinenti alla complessiva azione  di
gestione del ciclo dei rifiuti, seppure posta in essere con
comportamenti della pubblica amministrazione riconducibili,
anche mediatamente, all’esercizio di  un  pubblico  potere,
quand’anche relative a diritti costituzionalmente tutelati;
q) le controversie aventi ad  oggetto  i  provvedimenti
anche contingibili  ed  urgenti,  emanati  dal  Sindaco  in
materia di ordine  e  sicurezza  pubblica,  di  incolumita’
pubblica e di sicurezza urbana, di edilita’  e  di  polizia
locale, d’igiene pubblica e dell’abitato;
r) le controversie aventi ad  oggetto  i  provvedimenti
relativi  alla  disciplina  o  al  divieto   dell’esercizio
d’industrie insalubri o pericolose;
s)  le  controversie   aventi   ad   oggetto   atti   e
provvedimenti adottati in violazione delle disposizioni  in
materia di danno all’ambiente, nonche’ avverso il  silenzio
inadempimento del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare  e  per  il  risarcimento  del  danno
subito a causa del ritardo nell’attivazione, da  parte  del
medesimo  Ministro,  delle  misure   di   precauzione,   di
prevenzione o di contenimento del danno ambientale, nonche’
quelle inerenti le  ordinanze  ministeriali  di  ripristino
ambientale e di risarcimento del danno ambientale;
t)  le  controversie  relative   all’applicazione   del
prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-caseari;
u) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti in
materia di passaporti;
v) le controversie tra lo  Stato  e  i  suoi  creditori
riguardanti  l’interpretazione  dei  contratti  aventi  per
oggetto i titoli di Stato o le leggi  relative  ad  essi  o
comunque sul debito pubblico;
z) le controversie aventi ad oggetto atti del  Comitato
olimpico nazionale italiano o  delle  Federazioni  sportive
non riservate agli  organi  di  giustizia  dell’ordinamento
sportivo ed escluse quelle inerenti i rapporti patrimoniali
tra societa’, associazioni e atleti;
z-bis)  le  controversie  aventi  ad  oggetto  tutti  i
quelli   inerenti   i   rapporti   di   impiego,   adottati
dall’Agenzia  nazionale  di  regolamentazione  del  settore
postale di cui alla lettera h) del comma 2 dell’articolo 37
della legge 4 giugno 2010, n. 96;
z-ter)   le   controversie   aventi   ad   oggetto    i
provvedimenti dell’Agenzia nazionale per la  regolazione  e
la vigilanza in materia di  acqua  istituita  dall’articolo
10, comma 11, del decreto-legge  13  maggio  2011,  n.  70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  2011,
z-quater)  le  controversie   aventi   ad   oggetto   i
provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3,  comma  2,
del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149;
z-quinquies) le controversie relative all’esercizio dei
comunicazioni.”
“Art.  135.  Competenza  funzionale  inderogabile   del
Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma
1.  Sono  devolute  alla  competenza  inderogabile  del
Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma,
salvo ulteriori previsioni di legge:
a)   le   controversie   relative   ai    provvedimenti
riguardanti i magistrati ordinari adottati ai  sensi  dell’
articolo 17, primo comma, della legge  24  marzo  1958,  n.
195, nonche’ quelle relative ai provvedimenti riguardanti i
magistrati  amministrativi  adottati   dal   Consiglio   di
Presidenza della Giustizia Amministrativa;
b) le controversie aventi ad  oggetto  i  provvedimenti
dell’Autorita’ garante per la concorrenza ed il  mercato  e
quelli dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni;
c) le controversie di cui all’ articolo 133,  comma  1,
lettera l)  ,  fatta  eccezione  per  quelle  di  cui  all’
articolo 14, comma 2, nonche’ le controversie di  cui  all’
articolo 104, comma 2,  del  testo  unico  delle  leggi  in
legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
d) le controversie contro i provvedimenti  ministeriali
di cui all’ articolo 133, comma 1, lettera  m),  nonche’  i
giudizi riguardanti l’assegnazione di diritti  d’uso  delle
8 al 13 dell’articolo 1, della legge 13 dicembre  2010,  n.
e) le controversie aventi ad oggetto le ordinanze  e  i
di emergenza dichiarate ai sensi dell’articolo 5, comma  1,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225; nonche’ gli  atti,  i
5, commi 2 e 4 della medesima legge n. 225 del 1992;
f) le controversie di cui all’ articolo 133,  comma  1,
lettera  o)  ,  limitatamente  a  quelle   concernenti   la
produzione  di  energia  elettrica  da  fonte  nucleare,  i
termoelettriche di  potenza  termica  superiore  a  400  MW
nonche’ quelle  relative  ad  infrastrutture  di  trasporto
ricomprese o da ricomprendere nella  rete  di  trasmissione
nazionale  o  rete  nazionale  di  gasdotti,  salvo  quanto
previsto dall’ articolo 14, comma 2;
g) le controversie di cui all’ articolo 133,  comma  1,
lettera z) ;
h) le controversie relative  all’esercizio  dei  poteri
speciali inerenti alle attivita’  di  rilevanza  strategica
nei settori della difesa e della sicurezza nazionale e  nei
settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni;
i) le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti di
espulsione  di  cittadini  extracomunitari  per  motivi  di
ordine pubblico o di sicurezza dello Stato;
l)  le  controversie   avverso   i   provvedimenti   di
allontanamento  di  cittadini  comunitari  per  motivi   di
sicurezza dello Stato o per motivi di  ordine  pubblico  di
cui all’ articolo 20, comma 1, del  decreto  legislativo  6
febbraio 2007, n. 30, e successive modificazioni;
m) le controversie avverso i provvedimenti previsti dal
n) le controversie  disciplinate  dal  presente  codice
relative alle elezioni dei membri  del  Parlamento  europeo
spettanti all’Italia;
o) le controversie relative al rapporto di  lavoro  del
personale del DIS, dell’AISI e dell’AISE;
p) le controversie attribuite  alla  giurisdizione  del
giudice  amministrativo  derivanti  dall’applicazione   del
Titolo II del Libro III del decreto legislativo 6 settembre
2011,  n.   159,   relative   all’Agenzia   nazionale   per
l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati  e
confiscati alla criminalita’ organizzata;
q) le controversie relative ai  provvedimenti  adottati
ai sensi degli articoli 142 e 143  del  testo  unico  delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
q-bis) le controversie di cui all’articolo  133,  comma
1, lettera z-bis);
q-ter) le controversie di cui all’articolo  133,  comma
1, lettera z-ter);
q-quater)  le  controversie   aventi   ad   oggetto   i
provvedimenti  emessi  dall’Amministrazione  autonoma   dei
monopoli di Stato in materia di giochi pubblici con vincita
in  denaro  e  quelli  emessi  dall’Autorita’  di   polizia
relativi al rilascio di autorizzazioni in materia di giochi
pubblici con vincita in denaro.
2. Restano esclusi dai casi di competenza  inderogabile
di cui al comma 1 le controversie sui  rapporti  di  lavoro
dei pubblici dipendenti, salvo quelle di cui  alla  lettera
o) dello stesso comma 1.”
“Art.  136.  Disposizioni  sulle  comunicazioni  e  sui
depositi informatici
1. I difensori indicano nel ricorso o  nel  primo  atto
difensivo un indirizzo di posta elettronica  certificata  e
un recapito di fax, che possono essere anche diversi  dagli
indirizzi del domiciliatario, dove  intendono  ricevere  le
comunicazioni relative al processo. Una volta espressa tale
indicazione  si  presumono  conosciute   le   comunicazioni
pervenute  con  i  predetti  mezzi   nel   rispetto   della
normativa,  anche  regolamentare,  vigente.  E’  onere  dei
difensori  comunicare  alla   segreteria   e   alle   parti
costituite ogni variazione dei suddetti dati.
2. I  difensori  costituiti  forniscono  copia  in  via
informatica di tutti gli atti di parte  depositati  e,  ove
possibile, dei documenti prodotti e di ogni altro  atto  di
causa. Il difensore attesta la conformita’ tra il contenuto
del documento in formato elettronico e quello cartaceo.  Il
deposito del materiale informatico, ove non sia  effettuato
unitamente a quello  cartaceo,  e’  eseguito  su  richiesta
della segreteria e nel termine da questa assegnato, esclusa
ogni decadenza. In  casi  eccezionali  il  presidente  puo’
dispensare dall’osservanza di quanto previsto dal  presente
2-bis. Tutti gli atti e i  provvedimenti  del  giudice,
dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e
delle  parti  possono   essere   sottoscritti   con   firma
digitale.”.
Modifiche alle norme di attuazione, di cui all’allegato 2 al  decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104
1. L’articolo 9 delle norme di attuazione, di cui all’allegato 2 al
decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  e’  sostituito  dal
“Art. 9. Calendario delle udienze e formazione dei collegi – 1. I
presidenti delle sezioni giurisdizionali del Consiglio di  Stato,  il
presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per  la  Regione
siciliana e  i  presidenti  dei  tribunali  amministrativi  regionali
ovvero, nel caso in cui il  tribunale  e’  suddiviso  in  sezioni,  i
presidenti delle sezioni staccate e interne, all’inizio di ogni anno,
stabiliscono il  calendario  delle  udienze,  con  l’indicazione  dei
magistrati chiamati a parteciparvi e, all’inizio di  ogni  trimestre,
la composizione dei collegi giudicanti, in base ai criteri  stabiliti
dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.”.
– Si riporta il testo dell’articolo 9  delle  norme  di
attuazione  di  cui  all’allegato  2  del  citato   decreto
legislativo n. 104 del 2010, come modificato  dal  presente
“Art. 9. Calendario  delle  udienze  e  formazione  dei
I  presidenti   delle   sezioni   giurisdizionali   del
Consiglio  di  Stato,  il  presidente  del   Consiglio   di
giustizia amministrativa  per  la  Regione  siciliana  e  i
presidenti dei tribunali amministrativi  regionali  ovvero,
nel caso in cui il tribunale e’  suddiviso  in  sezioni,  i
presidenti delle sezioni staccate e interne, all’inizio  di
ogni anno, stabiliscono il calendario  delle  udienze,  con
l’indicazione dei magistrati  chiamati  a  parteciparvi  e,
all’inizio di ogni trimestre, la composizione  dei  collegi
giudicanti, in base ai criteri stabiliti dal  Consiglio  di
presidenza della giustizia amministrativa.”.
Modifiche  alle  norme  di  coordinamento  e  abrogazioni,   di   cui
all’allegato 4 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104
1.  All’articolo  4,  comma  1,  delle  norme  di  coordinamento  e
abrogazioni, di cui all’allegato 4 al decreto  legislativo  2  luglio
2010, n. 104, il numero 19) e’ soppresso.
2. Al comma 6-bis dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992,  n.
225, come  introdotto  dall’articolo  3,  comma  5,  delle  norme  di
coordinamento  e  abrogazioni,  di  cui  all’allegato  4  al  decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104, dopo  la  parola:  “commissariali”
sono inserite le seguenti: “nonche’ avverso gli atti, i provvedimenti
e le ordinanze emanati ai sensi dei commi 2 e 4”.
Dato a Roma, addi’ 14 settembre 2012
– Si riporta il testo degli articoli 3 e 4 delle  norme
di coordinamento e abrogazioni, di cui all’allegato  4  del
citato decreto legislativo n. 104 del 2010, come modificati
“Art. 4. Ulteriori abrogazioni
1. A decorrere  dall’entrata  in  vigore  del  presente
decreto legislativo sono o restano abrogati i seguenti atti
4) regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054: articoli da 1
a 4 compresi; da 6 a 10 compresi; da 26 a 32 compresi;  33,
secondo comma; da 34 a 47; da 49 a 56 compresi;
6) regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148:  articolo  58,
6-bis) regio decreto 21 aprile 1942, n.  444:  articoli
da 71 a 74;
8) legge 21 dicembre 1950, n. 1018: articoli 5;  6;  9;
10) legge 6 dicembre 1971, n. 1034: articoli da 2  a  8
compresi; 10; da 19 a 39 compresi; 40, primo comma; da 42 a
52 compresi;
11) decreto del Presidente della Repubblica  21  aprile
1973, n. 214: articoli  3;  4;  5;  12;  13;  da  23  a  27
compresi; 30; 34; da 37 a 40 compresi;
11-bis) legge 27 maggio 1975, n. 166: articolo 8;
11-ter) legge 7 giugno 1975, n. 227: articolo 9;
11-quater) legge 8 agosto 1977,  n.  546:  articolo  4,
comma 11;
13) legge 27 aprile 1982, n. 186:  articoli  1,  quarto
comma , dalle parole:  «le  sezioni  giurisdizionali»  fino
alla fine; 5; 55;
14) legge 7 agosto 1990, n. 241: articoli 2-bis,  comma
2; 11, comma 5; 19, comma 5; 20, comma 5-bis; 21-quinquies,
comma 1, ultimo periodo; 21-septies,  comma  2;  25,  commi
5-bis e 6;
15) decreto legge 15 gennaio 1991,  n.  8,  convertito,
con modificazioni,  dalla  legge  15  marzo  1991,  n.  82:
articolo 10, commi 2-sexies , 2-septies , 2-octies;
17) decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385:
articolo 145, commi da 4 a 8; articolo 145-bis, comma 3;
18) (Abrogato)
19) (soppresso)
20) decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80:  articoli
33, 34 e 35;
22) legge 22 febbraio 2000, n. 28: articoli  10,  comma
10; 11-quinquies, comma 4;
23) legge 21 luglio 2000, n. 205:  articoli  1;  2;  3,
commi 1, 2, 3; 4; 6, comma 2; 7; 8; 11; 12; 16;
24) legge 7 dicembre 2000, n. 383: articolo  10,  comma
25) decreto legislativo 6 giugno 2001, n. 378: articolo
45, comma 2;
26) decreto del Presidente della  Repubblica  6  giugno
2001, n. 380: articolo 45, comma 2;
27) decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188: articolo
37, comma 7;
28)  decreto  legislativo  1°  agosto  2003,  n.   259:
articolo 92, comma 9;
29) decreto-legge 19 agosto 2003, n.  220,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 17  ottobre  2003,  n.  280:
articolo 3, commi 2, 3 e 4;
30) legge 30 dicembre 2004, n. 311: articolo  1,  comma
31) decreto-legge 26 aprile 2005,  n.  63,  convertito,
con modificazioni, dalla legge  25  giugno  2005,  n.  109:
articolo 2-sexies, comma 1;
32) decreto-legge 27 luglio 2005, n.  144,  convertito,
con modificazioni, dalla legge  31  luglio  2005,  n.  155:
articolo 3, comma 4-bis ;
33) decreto  legislativo  6  settembre  2005,  n.  206:
articolo 27, comma 13, primo periodo;
34) decreto legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito,
con modificazioni, dalla legge  27  gennaio  2006,  n.  21:
articolo 3, commi 2-bis , 2-ter e 2-quater ;
35) legge 28 dicembre 2005, n. 262: articolo 24,  commi
36) decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: articoli
310, comma 2, limitatamente alle  parole:  «,  in  sede  di
giurisdizione esclusiva,»; 316, comma 1, limitatamente alle
parole: «, in sede di giurisdizione esclusiva,»;
36-bis) decreto legislativo 12  aprile  2006,  n.  163:
articolo 246-bis;
37) legge 27 dicembre 2006, n. 296; articolo  1,  comma
38) decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145: articolo
8, comma 13, primo periodo;
39) decreto-legge 23 maggio 2008,  n.  90,  convertito,
con modificazioni, dalla legge  14  luglio  2008,  n.  123:
40) decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,  convertito,
con modificazioni, dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133:
articolo 54, comma 3, lettere c) e d);
41) decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni, dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2:
articolo 20, comma 8, fermo quanto previsto dall’  articolo
15, comma 4, del decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53;
42) legge 18 giugno 2009, n. 69: articolo 46, comma 24,
limitatamente alle parole: «amministrativi e»;
43) legge 23 luglio 2009, n. 99: articoli 41; 53, comma
2.”.
Si riporta il testo dell’ articolo  5  della  legge  24
febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del  Servizio  nazionale
della protezione civile), pubblicata nella  Gazz.  Uff.  17
marzo 1992, come modificato dal presente decreto :
“Art. 5. Stato di emergenza e potere di ordinanza
sessanta giorni .
finanze, limitatamente ai profili finanziari.
normativa vigente .
previsto per il primo presidente della Corte di  cassazione
di beni e servizi .
successiva riassegnazione .
comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142 .
6-bis. La tutela  giurisdizionale  davanti  al  giudice
avverso  i   consequenziali   provvedimenti   commissariali
nonche’ avverso gli atti, i provvedimenti  e  le  ordinanze
emanati ai sensi dei commi 2 e 4 e’ disciplinata dal codice
del processo amministrativo.”.
DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2012, n. 160 – Ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo, a norma dell’articolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69. (12G0181) – (GU n. 218 del 18-9-2012 redazione redazione 2015-05-06T00:15:06+00:00