Source: http://mobile.ilcaso.it/massimari/finanziario/1-1/Natura+e+contenuto
Timestamp: 2018-04-22 02:33:59+00:00
Document Index: 42600350

Matched Legal Cases: ['art. 2427', 'art. 1418', 'art. 23', 'art. 23', 'art.183', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 28', 'art. 1362', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 1711', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 1711', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 1711', 'art. 23', 'art. 47']

NATURA E CONTENUTO
Obblighi informativi dell’intermediario: sottoscrizione della documentazione ed effettiva attività di informazione. Responsabilità di Poste Italiane quale intermediario finanziario per aver collocato un prodotto finanziario non adeguato alla propensione all’investimento del cliente – Sussistenza
Rilevanza della consegna di documentazione informativa ai fini dell’esonero da responsabilità – Esclusione.
Non è sufficiente, per ritenere assolti gli obblighi informativi che gravano sull’intermediario finanziario, aver fornito e fatto sottoscrivere al cliente con propensione al rischio medio-bassa una serie di documenti, pur in osservanza delle disposizioni del T.U.F., qualora a ciò non si accompagni un’effettiva attività di informazione del cliente tesa a consentirne la formazione di una volontà pienamente consapevole, che tenga conto, in particolare, della concreta propensione al rischio desumibile anche da investimenti pregressi. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 12/07/2017. Segue...
Cambio di valuta tradizionale contro valuta virtuale bitcoin – Natura – Attività professionale di prestazioni di servizi a titolo oneroso svolta in favore di consumatori.
L’operazione di cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale bitcoin e viceversa, effettuate a fronte del pagamento di una somma corrispondente al margine costituito dalla differenza tra il prezzo di acquisto delle valute e quello di vendita praticato dall’operatore ai propri clienti è qualificabile - dal lato dell’operatore - come attività professionale di prestazioni di servizi a titolo oneroso, svolta in favore di consumatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24/01/2017. Segue...
Il Mark to Market è la sommatoria attualizzata dei differenziali futuri attesi sulla base delle condizioni dell’indice di riferimento al momento della sua quantificazione e necessita di essere sviluppato attraverso un conteggio che, mediante il ricorso a differenti formule matematiche, consenta di procedere all’attualizzazione dello sviluppo prognostico del contratto sulla base dello scenario esistente al momento del calcolo dell’MtM; affinché lo stesso sia determinabile è quindi necessario che sia esplicitata la formula matematica alla quale le parti intendono fare riferimento per procedere all’attualizzazione dei flussi finanziari futuri attendibili in forza dello scenario esistente. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016. Segue...
In difetto di esplicitazione del criterio di calcolo dell’MtM, il valore negativo attribuito dalla banca risulta sostanzialmente non verificabile e, quindi, rimesso alla rilevazione arbitraria di una delle parti del contratto; non è quindi sufficiente, ai fini della determinabilità del Mark to Market, la mera quantificazione iniziale dell’Mtm nel contratto. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016. Segue...
Il Mark to Market, quale sommatoria attualizzata di differenziali futuri attesi, rappresenta, sia pure nella dimensione temporalmente contestualizzata, un differenziale tra contrapposti flussi finanziari, ossia l’oggetto stesso del contratto; ciò è confermato dallo stesso legislatore, là dove all’art. 2427 bis c.c. ha previsto che le società debbano nella nota integrativa di bilancio indicare il fair value del contratto derivato, cioè il valore in sé del contratto (ossia l’MtM). (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016. Segue...
Dovendo l’oggetto del contratto e, quindi, tutte le sue componenti, essere determinate o quanto meno determinabili, pena la nullità del contratto stesso, è necessario che nel regolamento contrattuale venga indicato il metodo di calcolo di tale valore; in difetto, risolvendosi la quantificazione dell’MtM in una determinazione di una delle parti (la banca), non verificabile dall’altra, deve concludersi come esso non risulti determinabile, implicando la nullità dell’intero contratto ex art. 1418 c.c. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Natura contrattuale.
L'inadempimento degli obblighi informativi si colloca all'interno del rapporto negoziale già instaurato con il contratto-quadro, pur se anteriore ai singoli ordini d'acquisto che ne segnano lo svolgimento funzionale; ne consegue che ad esso deve essere riconosciuta natura contrattuale, e non precontrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Assenza di contenuto - Nullità - Sussistenza .
Deve essere dichiarata la nullità contrattuale quando nel contratto quadro sono assenti o almeno insufficienti specificazione e caratteristiche del servizio di negoziazione in conto proprio e del servizio di negoziazione in conto terzi nonché la specificazione dei mezzi costituiti per l’esecuzione delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati e warrant. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19/08/2015. Segue...
Intermediazione finanziaria - Documento sui rischi generali degli investimenti - Insufficienza.
Il contenuto del documento sui rischi generali degli investimenti non è di per sé idoneo ad integrare i requisiti del contratto quadro, avendo come fine una generale parità informativa ed essendo privo di specificazioni sulle modalità concrete di servizi o operazioni. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19/08/2015. Segue...
Polizze previdenziali con prevalente funzione di investimento e impignorabilità ex articolo 1923 c.c.. Polizze di assicurazione Europension e Medplus - Prevalente natura di investimento - Impignorabilità - Esclusione
Polizze di assicurazione - Prevalente natura di investimento rispetto a quella previdenziale - Elementi sintomatici - Obiettivo risparmio/investimento - Determinazione del premio sulla base della entità del saldo del conto corrente collegato.
In una polizza di assicurazione, la prevalenza della funzione di investimento rispetto a quella previdenziale può emergere dagli obiettivi di risparmio/investimento dichiarati dal contraente e dal fatto che il contratto sia collegato ad un conto corrente il cui saldo venga utilizzato per la determinazione dell’entità dei premi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01/07/2014. Segue...
Obbligazioni Lehman Brothers: imprevedibilità del default; obblighi informativi della banca aderente al consorzio Pattichiari; natura e contenuto dell’obbligo di informazione sulla variazione dei livelli di rischio dei titoli. Obblighi informativi degli intermediari - Variazione delle informazioni riguardanti le caratteristiche dei servizi - Variazione dei livelli di rischio dei titoli presenti in portafoglio - Esclusione
Obbligazioni Lehman Brothers - Mantenimento di un rating elevato fino al giorno della dichiarazione di insolvenza.
Il mantenimento di un rating elevato fino al giorno della dichiarazione d’insolvenza rende palese che il mercato finanziario non ha mai avvertito, prima dell’irreparabile, i sintomi del default, con la conseguenza che non può rimproverarsi alla banca di non aver previsto il default di Lehman Brothers. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10/06/2014. Segue...
Principio della domanda, preclusioni processuali e nullità relativa per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 del TUF.. Preclusioni processuali – Corrispondenza fra chiesto e pronunciato – Decadenza dalla possibilità di rilevare un vizio della relazione del CTU – Nullità relativa per mancanza di contratto quadro..
In ordine alla questione che attiene alla nullità relativa - che cioè solo l’investitore può far valere per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 TUF (D. Lgs. 58/98 e successive modificazioni e integrazioni) - e in particolare se la invalidità travolga necessariamente tutti i negozi d’investimento “a valle del contratto” oppure solo quelli espressamente indicati dall’investitore in veste d’attore, è fondamentale applicare il principio della domanda e di corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato, secondo cui l’attività cognitiva e valutativa non può che riguardare i profili indicati dagli attori nell’atto di citazione e quelli indicati dalla convenuta nella comparsa costitutiva. Quando la convenuta non abbia depositato la prima memoria prevista dal 6° comma dell’art.183 c.p.c., non possono prendersi in considerazione i profili indicati nella seconda memoria. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 09/04/2014. Segue...
Contratti di investimento - Clare loqui - Enunciazione del principio nella normativa nazionale..
Le regole comunitarie e nazionali che disciplinano il contenuto e la forma dei contratti di investimento impongono all'intermediario ed all'emittente il dovere del clare loqui, ovvero di "parlare chiaro". A livello di legislazione nazionale, il precetto in questione è ribadito: dagli articoli 1175 e 1375 c.c., i quali pongono a carico dei contraenti un obbligo di informazione e chiarezza; è desumibile dall'articolo 21 del D.lgs. n. 58 del 1998, nella parte in cui impone agli intermediari di "operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati"; è enunciato dal regolamento Consob n. 11522/98 e dall'allegato 7 allo stesso, ove si impone all'intermediario di "illustrare all'investitore in modo chiaro ed esauriente (…) gli elementi essenziali dell'operazione, del servizio o del prodotto". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014. Segue...
Contratti di investimento - Dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti - Corollario del dovere d'informazione - Consenso informato..
Il dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti di strumenti finanziari per quanto riguarda il contenuto e la forma dei contratti di investimento è un corollario indefettibile del dovere d'informazione: l'uno e l'altro hanno lo scopo di colmare le "asimmetrie informative" tra risparmiatore ed intermediario. Il risparmiatore è dunque titolare di un diritto il cui corretto e proficuo esercizio dipende dal possesso di informazioni che gli debbono essere fornite da altri e che esige un “consenso informato”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014. Segue...
Contratti di investimento - Contenuto e forma - Dovere di chiarezza - Rilievo sul piano morfologico e sintattico..
Il dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti di strumenti finanziari in ordine al contenuto ed alla forma dei contratti di investimento non può essere assolto in modo puramente formale, con la conseguenza che si deve evitare di sottoporre al risparmiatore profluvi di documenti disseminati di tecnicismi e solecismi, senza che alcuno provveda a chiarirne il significato. Il requisito di chiarezza in questione può mancare sul piano morfologico (impiego di lemmi di uso non comune) ed anche sul piano sintattico (adozione di periodi oscuri, rinvii, ipotassi, anacoluti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014. Segue...
Attività di intermediazione mobiliare - Nozione di investimento di natura finanziaria - Ogni conferimento di somme di denaro con un'aspettativa di profitto o remunerazione..
La nozione di investimento di natura finanziaria comprende ogni conferimento di una somma di denaro da parte del risparmiatore con un'aspettativa di profitto o di remunerazione, vale a dire di attesa di utilità a fronte delle disponibilità investite nell'intervallo determinato da un orizzonte temporale e con un rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 05/02/2013. Segue...
Attività di intermediazione mobiliare - Predeterminazione dell'importo promesso in restituzione al cliente - Natura di prodotto finanziario - Rischio emittente - Sussistenza..
La predeterminazione dell'importo promesso in restituzione al cliente dall'emittente un determinato prodotto finanziario non è circostanza sufficiente ad escludere il rischio e, quindi, la possibilità di riscontrare la presenza di un prodotto finanziario. Poiché anche il "rischio emittente" è incluso nell'area assunta dall'investitore mediante l'investimento, ai fini della configurabilità della presenza di un prodotto finanziario, con la correlata applicazione della disciplina in materia di sollecitazione, è sufficiente che sussista l'incertezza in merito non all'entità della prestazione dovuta o al momento in cui questa sarà erogata, bensì alla capacità stessa dell'emittente di restituire il tantundem con la maggiorazione promessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 05/02/2013. Segue...
Intermediazione finanziaria – Regolamentazione contrattuale – Contratto quadro – Integrazione normativa. .
Il contratto quadro che disciplina ed indica tutti i servizi di investimento oggetto della prestazione costituisce regolamentazione applicabile, in via di integrazione, ai contratti relativi alle singole operazioni di investimento, senza che a dette operazioni possa, però, disconoscersi il proprium di autonome operazioni contrattuali. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Disciplina generale – Contratto quadro – Mandato in rem propriam. .
Lo schema contrattuale del contratto normativo è apprezzabile alla stregua di un mandato in rem propriam conferito dal cliente all’istituto bancario, di guisa che esso istituto agisce, quale mandatario, per conto del mandante, ma nell’interesse proprio, ovvero acquistando per sé gli strumenti finanziari oggetto di pattuizione e rivendendoli, poi, con veri e propri contratti esecutivi del mandato, al medesimo cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Comunicazione con finalità informativa - Ristrutturazione del contratto - Schema negoziale - Fattispecie - Esclusione..
Una semplice comunicazione con finalità informativa non è assimilabile ad uno schema negoziale di ristrutturazione di un contratto in derivati finanziari. (Giovanni Canino) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 30/11/2010. Segue...
Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Forma del contratto costitutivo del rapporto – Contenuto. .
In materia di intermediazione mobiliare, nel momento genetico del rapporto tra il cliente e l’intermediario professionale la normativa di settore non si limita a richiedere la forma scritta per le pattuizioni “quadro”, ma impone che la regolamentazione abbia un contenuto minimo predeterminato, sia pure rimesso, per la sua concreta specificazione, alla volontà delle parti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010. Segue...
Contratto IRS, produzione parziale del contratto quadro e nullità. Contratto di negoziazione in derivati – Parte integrante del contratto quadro – Produzione in giudizio del solo contratto IRS – Mancanza dei requisiti di contenuto – Nullità delle operazioni di investimento – Sussistenza..
Non assolve all’onere di provare la stipula del cd. contratto quadro di negoziazione e trasmissione ordini la produzione in giudizio del solo contratto di investimento in prodotti derivati (nella specie IRS) che sia concepito come parte integrante del contratto quadro e non ne non contenga tutti i requisiti previsti dall’art. 30 reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23/03/2010. Segue...
Il collocamento, anche se ripetuto, non richiede il contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Collocamento – Collocamento fuori sede – Rapporto duraturo – Ripetute operazioni di collocamento – Necessaria sottoscrizione di contratto quadro – Esclusione..
L’art. 30 del reg. Consob n. 11522/1998 consente all’intermediario di prestare il servizio di collocamento – ivi compresa l’offerta fuori sede e di promozione e collocamento a distanza – anche senza che con l’investitore sia stato sottoscritto il cd. contratto quadro; in proposito, si deve precisare che la nozione di collocamento applicabile alla fattispecie presa in considerazione dalla norma riguarda non solo il collocamento di un singolo prodotto ma anche quei casi in cui tra intermediario e investitore si instauri un rapporto duraturo nel corso del quale abbiano luogo ripetuti collocamenti di prodotti finanziari (nella specie quote di fondi di investimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 10/02/2010. Segue...
Omessa indicazione delle modalità di costituzione della provvista e nullità delle operazioni. Intermediazione finanziaria – Operazioni eseguite con finanziamenti concessi dall’intermediario – Contratto quadro – Contenuto – Necessaria indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista – Necessità – Violazione – Nullità delle operazioni – Sussistenza..
Sono nulle le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari eseguite con finanziamenti concessi dalla banca intermediaria qualora il contratto di negoziazione non contenga il requisito di cui all’art. 30, comma 1, lett. e) del reg. Consob n. 11522/98, consistente nell’indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista o garanzia delle operazioni disposte. (fb) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 05/10/2009. Segue...
Profilo di rischio del cliente e adeguamento alla nuova normativa ex art. 70 reg. Consob n. 11522/98. Intermediazione finanziaria – Raccolta di informazioni relative al profilo di rischio del cliente – Omesso adeguamento della documentazione all’entrata in vigore della nuova normativa – Irrilevanza..
Qualora l’intermediario sia in grado di ricavare le informazioni relative al profilo di rischio del cliente sulla scorta di altri rapporti con lo stesso instaurati, diviene irrilevante il mancato tempestivo adeguamento all’entrata in vigore della nuova normativa prescritto dall’art. 70 del reg. Consob n. 11522/98, tanto più ove l’operazione impugnata non appaia inadeguata. (fb) Tribunale Reggio Emilia, 14/07/2009. Segue...
Mancato adeguamento degli ordini e risoluzione per impossibilità sopravvenuta. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Normativa sopravvenuta - Mancato adeguamento del contenuto del contratto - Risoluzione per impossibilità sopravvenuta - Ordini di negoziazione successivi - Nullità..
Il mancato adeguamento del contratto quadro ai contenuti imposti da norme imperative sopravvenute dopo la stipulazione, comporta la risoluzione per impossibilità sopravvenuta del rapporto e l’impossibilità di consentire l’effettuazione degli ordini di negoziazione, dei quali dovrà essere dichiarata la nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 08/03/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto di negoziazione - Forma - Contenuto - Adeguamento alla normativa sopravvenuta - Necessità - Nullità sopravvenuta - Sussistenza..
L’art. 23 Tuf va letto nel senso che la Consob ha il potere di imporre agli intermediari finanziari: a)che determinate tipologie di contratto possano o debbano essere stipulate per iscritto; b)che determinate tipologie di operazioni siano consacrate in altrettanti obblighi di forma-contenuto. Il contratto quadro posto dalla banca a fondamento di operazioni di negoziazione non risponde a questi ultimi obblighi ove non sia stato adeguato a quanto disposto dall’art. 30 reg. Consob 115822/98, previa consegna del documento generale sui rischi di investimento, così come stabilito dall’art. 36 del reg. Consob 10943/1997, ma sia rimasto invece vigente nella versione redatta sulla base della normativa precedentemente in vigore. Un tale contratto non ha, pertanto, il contenuto voluto da norme inderogabili di legge dettate a tutela dell’ordine pubblico economico e del pubblico risparmio ed è, perciò, da considerarsi affetto da nullità sopravvenuta. (ma) Tribunale Bologna, 02/03/2009. Segue...
Prodotto complesso, collegamento negoziale e nullità per indeterminatezza dell’oggetto. Strumenti finanziari – Prodotto complesso – Acquisto di BTP e contemporanea vendita di opzioni – Oggetto del contratto – Collegamento negoziale – Indeterminatezza dell’oggetto – Nullità – Sussistenza. (22/06/2010).
Qualora un prodotto finanziario (nella specie denominato BTP INDEX) sia concepito mediante acquisto di titoli di stato e contestuale vendita di opzioni put, dalla documentazione sottoscritta dall’investitore deve risultare chiaramente la natura del prodotto nonché il collegamento negoziale tra le due operazioni sopra indicate; in difetto, il contratto potrà essere considerato nullo per indeterminatezza dell’oggetto, non essendo determinate né determinabili le modalità di svolgimento del rapporto contrattuale. (fb) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 28/01/2009. Segue...
Contratto quadro non adeguato, consegna del documento sui rischi di investimento ed informazione sulla specifica operazione. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Omesso adeguamento alla nuova normativa – Omessa consegna del documento sui rischi generali di investimento – Omessa informazione sulla natura dell’operazione – Consapevolezza delle scelte dell’investitore – Rilevanza – Precedenti operazioni di natura speculativa – Irrilevanza..
In presenza di un’operazione di negoziazione effettuata dopo l’entrata in vigore della normativa di cui al d.lgs. n. 58/1998 sulla base di un contratto quadro stipulato in data precedente e non aggiornato, la consegna del documento sui rischi generali di investimento e l’informazione prevista dall’art. 28, comma 2, del reg. n. 11522/1998, assumono particolare importanza al fine di consentire all’investitore di effettuare consapevoli scelte di investimento, non potendosi desumere tale consapevolezza sulla scorta di precedenti operazioni di natura speculativa. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/01/2009. Segue...
Mancato adeguamento del contratto quadro e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Mancato adeguamento del contratto quadro alla normativa entrata in vigore il 1 luglio 1998 – Inefficacia – Sussistenza..
Sono privi di efficacia, con riferimento agli ordini conferiti dal 1 luglio 1998 in poi, i contratti d’intermediazione che non siano stati adeguati alla nuova normativa entrata in vigore in tale data. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 09/12/2008. Segue...
Contenuto del contratto quadro e nuova disciplina. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro sottoscritto anteriormente al 1 luglio 1998 – Contenuto conforme alle disposizioni successive – Validità – Sussistenza..
Non è necessaria la stipulazione di un nuovo contratto quadro se il contenuto di quello già sottoscritto è sostanzialmente conforme a quanto disposto dalla disciplina del TUF in vigore dal 1 luglio 1998. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24/11/2008. Segue...
Operazioni in derivati, oggetto del contratto e nullità degli ordini. Servizi di investimento mobiliare - Contratto quadro - Interpretazione - Criteri - Esame delle singole pattuizioni - Necessità - Comportamento successivo dell'investitore - Rilevanza - Condizioni - Fattispecie in tema di responsabilità per l'esecuzione di ordini di negoziazione di derivati esteri..
Ai fini dell'accertamento dell'ambito oggettivo di un contratto quadro relativo alla prestazione di servizi di investimento, il giudice di merito non può fermarsi all'intitolazione enunciativa del contratto, ma deve esaminare l'intero contenuto delle pattuizioni contrattuali, astenendosi dal conferire rilievo, ai sensi dell'art. 1362 cod. civ., al comportamento successivo dell'investitore, ove lo stesso si sia sostanziato nel conferimento di ordini di borsa che, privi del necessario fondamento causale nel contratto quadro per avere ecceduto dai limiti oggettivi dello stesso, non risultino a loro volta impartiti nella forma scritta richiesta dall'art. 23, comma 1, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la responsabilità di una S.I.M. per i danni derivanti dall'esecuzione di operazioni su derivati esteri, senza tener conto che il contratto quadro sottoscritto dall'investitore, pur riferendosi genericamente, nell'intitolazione, alla negoziazione di stramenti finanziari collegati a valori mobiliari quotati "nei mercati regolamentati" ed ai relativi indici, conteneva una clausola che limitava espressamente l'oggetto del contratto al servizio di negoziazione di prodotti derivati italiani). (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25/06/2008. Segue...
Contratto quadro non aggiornato e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Contratto quadro stipulato in data anteriore all’entrata in vigore del d. lgs. 58/98 – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
Sono nulli gli ordini di negoziazione eseguiti in contropartita diretta sulla base di un contratto quadro stipulato prima della nuova normativa del TUF entrata in vigore nel 1998 e privo pertanto dei contenuti a carattere imperativo che presiedono all’acquisto de titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 03/04/2008. Segue...
Servizi di investimento - Contratto scritto - Natura di contratto normativo - Sussistenza..
La fornitura dei servizi di investimento da parte degli intermediari autorizzati deve avvenire sulla base di un contratto scritto che ha natura di contratto normativo il quale precisa gli obblighi delle parti ovvero il modo con cui esse dovranno operare nel dar corso alle operazioni, disposizioni peraltro che non esauriscono il novero dei precetti cui l’intermediario deve attenersi. Appello Brescia, 20/06/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi di informazione come parte del contenuto negoziale – Violazione – Responsabilità contrattuale. .
La sottoscrizione del contratto quadro di negoziazione, sottoscrizione, collocamento, raccolta titoli da luogo ad un rapporto negoziale a definire il quale concorrono anche gli obblighi di informazione previsti dalla legge, la cui violazione determina, in capo all’intermediario una responsabilità di tipo contrattuale in senso proprio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 24/05/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Forma scritta ad substantiam – Necessità..
È sempre richiesta dall’articolo 23 del D.lgs. n. 58/1998 la forma scritta ad substantiam del contratto concernente la prestazione di attività di intermediazione finanziaria e servizi di investimento, del quale è indicato, all’articolo 30 del Regolamento Consob n. 11522/98, il contenuto minimo indispensabile di validità costituito dalla natura dei servizi forniti, modalità di svolgimento degli stessi, entità e criteri di calcolo della loro remunerazione, eventuali altre condizioni particolari convenuti con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/02/2007. Segue...
Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Natura – Contratto di mandato integrato da norme inderogabili..
La prestazione di servizi di investimento può oramai considerarsi un contratto nominato, regolato da speciali norme di settore, ma la figura giuridica base, cui esso si ricollega, e in cui trova disciplina in mancanza delle speciali disposizioni previste, è il contratto di mandato. La peculiarità dell’oggetto del mandato (acquisto e vendita di prodotti finanziari) coinvolge interessi primari tutelati dall’ordinamento e giustifica la disciplina speciale disegnata dalle norme del t.u.f. che hanno natura di norme inderogabili che tracciano uno schema legale dal quale l’intermediario e il risparmiatore che concludono “un contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento” non possono discostarsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26/01/2007. Segue...
Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Natura di negozio gestorio – Atti di negoziazione – Adempimento degli obblighi del contratto di mandato..
Il contratto quadro per la gestione dei servizi di investimento deve contenere il programma non solo dell’attività indispensabile alla conclusione del negozio gestorio ma anche di tutti gli sviluppi esecutivi. Dal contratto scaturisce dunque il rapporto gestorio, costituito da un complesso di diritti ed obblighi reciproci tra le parti, tra i quali è caratteristico l’obbligo dell’agente di impiegare la propria attività per la realizzazione dell’interesse del mandante.
In tale ricostruzione, l’ordine del cliente è un’istruzione (art. 1711 secondo comma c.c.) del mandante al mandatario per l’esecuzione del mandato. Tale atto di negoziazione, inteso come adempimento finale degli obblighi nascenti dal contratto di mandato, va annoverato nella categoria dei cosiddetti negozi di attuazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26/01/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Censura di inadempimento mossa dall’investitore – Oggetto – Distinzione fra fasi precontrattuale, costitutiva ed esecutiva..
Ove le censure mosse dall’investitore riguardino il rapporto negoziale nella sua interezza –non solo quindi le fasi prenegoziali e/o costitutivo-genetiche, ma anche quella esecutiva in senso stretto – diviene ininfluente la questione della natura contrattuale o meno dell’ordine di acquisto impartito all’intermediario. Bologna, 18/12/2006. Segue...
Mandato all'intermediario e singoli ordini di negoziazione. Intermediazione finanziaria – Rapporto tra investitore e intermediario – Qualificazione - Contratto di mandato – Sussistenza - Incarico gestorio -Ordini di acquisto come esecuzione del contratto di mandato.
Violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario – Inadempimento contrattuale al contratto di negoziazione – Sussistenza – Domanda di nullità, annullabilità o inadempimento riferita ai singoli ordini di negoziazione – Inaccoglibilità..
Gli obblighi comportamentali previsti a carico dell’intermediario dall’art. 21 D. lgs. n. 58/98 non attengono alla struttura o al contenuto del contratto quadro o del singolo ordine di acquisto, ma riguardano in generale l’esecuzione del contratto che ha regolamentato il servizio d’investimento, per cui la loro violazione concerne essenzialmente il profilo dell’adempimento o inadempimento agli obblighi assunti con detto negozio. Nullità, annullamento e risoluzione per violazione degli obblighi comportamentali non possono dunque che attenere al contratto quadro, non potendo configurarsi con riguardo all’ordine d’acquisto, nell’esecuzione del quale l’intermediario Banca agisce solo come commissionario del proprio cliente. Tribunale Mantova, 30/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi di correttezza e trasparenza – Qualità del documento contrattuale – Chiarezza – Necessità..
Il dovere dell’intermediario di agire con trasparenza si specifica anche attraverso la qualità del documento contrattuale che deve essere idoneo a porre l’utente in condizione di trarre dalla sua semplice consultazione gli elementi necessari per esprimere un consenso consapevole e, quindi, assumere una scelta negoziale responsabile. I contratti sottoposti agli investitori per la sottoscrizione devono quindi essere redatti con chiarezza al fine di consentire una precisa ed immediata rilevazione della portata economica dell’operazione. La regola della trasparenza dispiega i suoi effetti non solo sul piano contenutistico, ma anche sulle modalità di comunicazione. Vercelli, 30/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Gestione comune di investimenti – Negoziazione disgiunta – Sottoscrizione dei contratti da parte dei titolari – Necessità..
L’investimento di risparmi comuni impone la sottoscrizione dei contratti di sottoscrizione dei relativi prodotti finanziari (nella specie “BTP del Salento”) da parte di tutti gli investitori ancorché disgiuntamente operanti. Tribunale Bari, 17/07/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Contratto relativo alla prestazione di servizi di investimento – Qualificazione – Contratto di mandato..
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi d’investimento in strumenti finanziari disciplinato dall’art. 23 del D. lgs. 24 Febbraio 1998 n. 58 e dall’art. 30 del Regolamento Consob 11522/1998 va qualificato come contratto di mandato; l’ordine del cliente all’intermediario finanziario va qualificato come direttiva impartita dal mandante al mandatario ai sensi dell’art. 1711 C.c.; l’atto di negoziazione per conto terzi dell’intermediario finanziario va qualificato come negozio di attuazione del mandato. Tribunale Rovereto, 18/01/2006. Segue...
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi d’investimento in strumenti finanziari disciplinato dall’art. 23 del D. lgs. 24 Febbraio 1998 n. 58 e dall’art. 30 del Regolamento Consob 11522/1998 va qualificato come contratto di mandato; l’ordine del cliente all’intermediario finanziario va qualificato come direttiva dal mandante al mandatario ai sensi dell’art. 1711 c.c.; l’atto di negoziazione per conto terzi dell’intermediario finanziario va qualificato come negozio di attuazione del mandato. Tribunale Rovereto, 18/01/2006. Segue...
Obblighi di comportamento degli intermediari finanziari - Norme a tutela del risparmio – Natura imperativa ed inderogabile - Sussistenza..
Intermediazione finanziaria – Normativa a tutela del risparmiatore e del mercato – Natura di ordine pubblico ed imperativa – Violazione – Nullità e inadempimento – Distinzione..
Deve essere condivisa la soluzione delineata da parte della giurisprudenza di merito, secondo la quale le norme preposte al collocamento di strumenti finanziari contenute nel TUF e nei regolamenti attuativi non possano che definirsi di ordine pubblico in virtù della loro vocazione ad incidere in un settore caratterizzato da una elevata prevalenza dell’interesse pubblico e dalla natura, pubblica e generale, degli interessi garantiti dalle predette norme, che concernono la tutela dei risparmiatori "uti singuli" e quella del risparmio pubblico come elemento di valore della economia nazionale.L'insieme delle disposizioni che presiedono all'attività di intermediazione finanziaria, dunque, devono ritenersi imperative, perché dirette a tutelare interessi di carattere generale (alla regolarità dei mercati ed alla stabilità del sistema finanziario), come, peraltro, ha ritenuto la giurisprudenza di legittimità nel caso di violazione delle norme relative al funzionamento delle Società d'intermediazione mobiliare.Nel novero delle norme imperative sopra delineato sono da ricomprendersi anche le norme di natura attuativa e regolamentare, costituenti l'attuazione dei principi generali posti dal TUF, in quanto costituenti con questo un corpus unicum, da valutarsi unitariamente.E’ quindi possibile affermare che i contratti conclusi in violazione del complesso di norme sopra richiamato siano suscettibili di declaratoria di nullità, ove non siano stati in concreto rispettati gli specifici obblighi imposti agli intermediari finanziari, ovvero ove questi ultimi non siano in grado di provare per iscritto di averli rispettati. Ciò a condizione che la norma dalla cui violazione discende la sanzione della nullità abbia un contenuto sufficientemente specifico, preciso ed individuato, non potendosi, in mancanza di tali caratteri, pretendere di applicare una sanzione, seppure di natura civilistica, tanto grave quale la nullità del rapporto negoziale, se non a fronte di parametri di comportamento sufficientemente precisi e determinati.Si deve quindi ritenere che alla violazione di specifiche regole cui l’intermediario è tenuto può conseguire la nullità del contratto, mentre alla violazione di regole generali di prudenza e diligenza professionale, non meglio specificate o codificate in sede regolamentare o attuativa segue, in virtù dei principi generali d’inadempimento dell’obbligazione ed in foza dell’art. 23, co. VI° del TUF, l’azione per il risarcimento del danno. Tribunale Parma, 16/06/2005. Segue...
Sollecitazione all'investimento, prospetto informativo. Nullità e inadempimento, distinzione.. Sollecitazione all’investimento e negoziazione per conto proprio – Grey market – Obbligo del prospetto informativo – Insussistenza.
Intermediazione finanziaria – Normativa a tutela dei mercati – Ordine pubblico.
Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme a tutela dell’investitore e del mercato – Conseguenze – Nullità – Risarcimento del danno..
La negoziazione su base individuale da parte dell’intermediario per conto proprio o per conto terzi di titoli sul mercato secondario non costituisce sollecitazione all’investimento e non richiede pertanto la consegna del prospetto informativo e ciò anche in presenza di attività propositiva da parte dell’intermediario ed anche quando tale negoziazione abbia luogo sul nella fase cd di grey market.
Le norme preposte al collocamento di strumenti finanziari contenute nel TUF e nei regolamenti attuativi sono d'ordine pubblico in quanto destinate ad incidere in un settore contrassegnato da una elevata prevalenza dell'interesse pubblico e dalla natura pubblica e generale degli interessi garantiti che concernono la tutela dei risparmiatori e del risparmio pubblico in sé considerato come elemento di valore della economia nazionale. Tale normativa è di diretta attuazione del principio costituzionale previsto dall'art. 47, 1° comma, Cost., secondo il quale «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina e coordina l'esercizio del credito» e, come tale, costituisce diretta applicazione del principio costituzionale di tutela del risparmio.
La violazione delle norme del TUF può portare alla dichiarazione di nullità del contratto a condizione che la norma violata abbia un contenuto sufficientemente specifico, preciso ed individuato, non potendosi, in caso contrario, far discendere una sanzione tanto grave, qual è quella della nullità del rapporto, se non a fronte di parametri di comportamento sufficientemente precisi e determinati. Pertanto, alla violazione di specifiche regole che l'intermediario è tenuto a rispettare (ad esempio: gli intermediari autorizzati devono chiedere all'investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonché circa la sua propensione al rischio; devono consegnare, agli investitori il documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari) può conseguire, su domanda del cliente, la nullità del contratto per violazione di una regola di tutela, o di protezione del cliente medesimo, di natura imperativa; alla violazione di norme generali di prudenza e diligenza professionale nel proprio operato, non meglio specificate o codificate in sede regolamentare o attuativa, segue unicamente, in virtù dei principi generali in materia d'inadempimento della obbligazione, ed in particolare, in forza dello specifico disposto dell'ari. 23, 6° comma, TUF l'azione per il risarcimento dei danni. Tribunale Parma, 13/04/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione degli obblighi informativi – Natura imperativa – Tutela dell’integrità del mercato – Nullità – Sussistenza..
La conseguenza di tali presupposti è la nullità degli ordini di acquisto impartiti in violazione di tali norme. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 18/02/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Clausole contrattuali – Mancanza di chiarezza – Violazione degli obblighi informativi – Sussistenza..
Le clausole contenute nei contratti di intermediazione finanziaria (nel caso specifico aventi ad oggetto obbligazioni strutturate) devono sempre essere redatte in modo chiaro e comprensibile. L’equivocità e la non trasparenza della clausola è infatti essa stessa fonte di squilibrio tra le parti e di iniquità sostanziale nella misura in cui contribuisce ad aggravare l’asimmetria informativa già presente nei contratti di adesione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 30/05/2004. Segue...
Intermediazione finanziaria – Normativa a tutela dell’ordine pubblico – Violazione – Nullità – Sussistenza..
Pertanto, un contratto di investimento, concluso senza l’osservanza delle regole di condotta dettate dalla normativa richiamata, deve essere dichiarato nullo, perché contrario all’esigenza di trasparenza dei servizi finanziari che è esigenza di ordine pubblico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 30/05/2004. Segue...