Source: https://pillolericostituenti.org/2020/06/04/b-come-bce-bei-e-bilancio/
Timestamp: 2020-07-02 09:13:23+00:00
Document Index: 106594377

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 97', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81']

B come BCE, BEI e Bilancio – pillole ricostituenti
4 giugno 2020 4 giugno 2020 pillolericostituenti
B come BCE, BEI e Bilancio
E’ l’istituzione europea che svolge la funzione di banca centrale per i 19 Stati membri dell’Unione europea che hanno adottato l’euro. Ha sede a Francoforte. Il suo compito principale è quello di attuare la politica monetaria dell’eurozona. Il suo presidente è nominato dal Consiglio europeo e dura in carica 8 anni. La carica non è rinnovabile.
Per contrastare la crisi economica determinata dalle misure restrittive di contenimento dell’epidemia, la BCE ha deciso di avviare un nuovo programma di acquisto temporaneo di titoli del settore pubblico e privato. Questo programma di acquisto prende il nome di Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) avrà una dotazione complessiva di 750 miliardi di euro e gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020.
In data 6 maggio 2020, è stata depositata un’importante sentenza del Bundesverfassungsgericht (Corte Costituzionale Federale della Repubblica di Germania) a proposito del programma di acquisto di titoli di Stato messo in campo da parte della BCE a partire dal 2015 (Public Sector Purchase Programme). La sentenza ha messo in dubbio il fatto che il programma rispettasse pienamente le competenze riservate alla BCE da parte dei Trattati, criticando la verifica di proporzionalità dello stesso posta in essere da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il Bundesverfassungsgericht ha accordato 3 mesi di tempo alla Banca Centrale Europea per esporre il proprio punto di vista, argomentando in ordine al rispetto del principio di proporzionalità. La pronuncia potrebbe avere delle conseguenze sull’adozione di ulteriori misure da parte della BCE nell’ambito dell’acquisto di titoli di Stato.
E’ un’istituzione di credito senza fini di lucro dell’Unione Europea, costituita nel 1957 in attuazione degli articoli 129 e 130 del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea (Trattato di Roma). La sua funzione è quella di contribuire allo sviluppo equilibrato del mercato interno attraverso la promozione di progetti di investimento. Membri della BEI sono tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, che ne sottoscrivono il capitale. La BEI ha sede a Lussemburgo.
Fra i vari provvedimenti approvati dall’Eurogruppo in risposta all’emergenza dovuta al virus Covid-19, è stata aperta una nuova linea di credito da parte della BEI per un ammontare complessivo di 200 miliardi di euro, che si aggiunge a una linea di credito già attiva per 40 miliardi. Ciò consente l’erogazione di prestiti a tassi di interesse particolarmente bassi e vantaggiosi.
L’art. 81 Cost. contiene le disposizioni fondamentali in materia di bilancio dello Stato. È stato riformato per mezzo della legge costituzionale 1 del 2012, in seguito alla sottoscrizione da parte dell’Italia del c.d. Fiscal Compact, con l’introduzione al comma primo del principio di equilibrio di bilancio fra entrate e spese. Allo stesso modo, la legge costituzionale 1 del 2012 ha riformato gli art. 97 Cost. e 119 Cost., stabilendo che tale principio deve essere osservato anche dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti territoriali.
L’art. 81 comma 2 Cost. disciplina, altresì, quelli che sono i casi limitati e le procedure di ricorso all’indebitamento da parte dello Stato, scelta che è possibile al «verificarsi di eventi eccezionali», per mezzo di autorizzazione deliberata a maggioranza assoluta da parte delle Camere: la legge costituzionale 1 del 2012 specifica come, fra le ipotesi di «eventi eccezionali», possano essere ricomprese «gravi recessioni economiche», «crisi finanziarie» e «calamità naturali».
L’art. 81 comma 3 Cost. distingue, successivamente, fra quello che è un primo provvedimento, la legge contenente il rendiconto annuale, approvata ogni anno dalle Camere, che di fatto fornisce un quadro generale delle entrate e delle spese dell’anno precedente, e quello che è un secondo provvedimento, la legge di bilancio vera e propria, contenente sia misure di carattere finanziario, sia una previsione delle entrate e delle spese future.
Lo stesso art. 81 comma 4 Cost. prevede la necessità di una legge ad hoc che disciplini il contenuto del bilancio, nonché le norme fondamentali e i criteri per garantire l’equilibrio fra entrate e spese. La legge cui fare riferimento, in questo caso, è la legge 243 del 2012.
Per un quadro completo della normativa in materia di bilancio, è necessario tenere conto altresì delle norme di diritto europeo, in particolar modo del regolamento 1175 del 2011 e del regolamento 473 del 2013. Si tratta di due regolamenti che disciplinano il c.d. semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e il calendario di bilancio comune agli stati membri.
Nei primi tre mesi dell’anno, sono fissati a livello europeo gli indirizzi fondamentali in materia di politica economica e di bilancio. Entro il 10 aprile di ogni anno il Governo sottopone alle Camere il documento di economia e finanza (DEF), che riassume la situazione economico-finanziaria del paese. Il DEF contiene sia gli obiettivi finanziari per i tre anni successivi, che l’indicazione delle riforme strutturali da realizzare per promuovere la crescita e l’occupazione. Entro la fine del mese di aprile, il DEF viene inviato alle istituzioni europee. Successivamente, il governo predispone entro giugno il rendiconto generale dello Stato per la gestione finanziaria dell’anno precedente. Il Consiglio europeo analizza il DEF e si pronuncia sul suo contenuto entro luglio. I suggerimenti di modifica e le raccomandazioni del Consiglio possono essere recepiti dal governo nella nota di aggiornamento al DEF, che deve essere predisposta entro fine settembre.
Il disegno di legge di bilancio viene presentato alle camere da parte del governo entro il 20 ottobre. Il suo contenuto è riassunto nel documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione europea che, compiuto un esame complessivo, può formulare un parere onde sollecitare delle modifiche.
Sul nascere dell’emergenza legata al virus Covid-19, già all’inizio del mese di marzo il Parlamento italiano, su proposta del Governo, deliberava l’autorizzazione a ricorrere a misure di indebitamento ex art. 81 comma 2 Cost.
Successivamente, a distanza di alcuni giorni la Presidentessa della Commissione Europea annunciava la proposta di sospendere temporaneamente il Patto di stabilità e crescita e, in particolar modo, le sue due regole fondamentali, quella di garantire un rapporto deficit/PIL inferiore al 3% e un rapporto debito/PIL inferiore al 60%, con chiare ripercussioni sull’ampiezza delle possibili decisioni di bilancio degli Stati membri.
In sede di presentazione del DEF alle Camere, alla fine del mese di aprile, è stata avanzata da parte del Governo un’ulteriore richiesta di autorizzazione da parte delle Camere per il ricorso all’indebitamento.
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