Source: http://bko.upa.it/ita/news/upanews/2017/upa-news-commissione-giuridicaaggiornamenti-legislativi-e-giurisprudenziali-novembre-2017.html
Timestamp: 2018-09-24 18:24:51+00:00
Document Index: 68961896

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2033', 'art. 6', 'art.29']

Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - novembre 2017
Marchi Internazionali: prosegue l’allargamento in Asia del Sistema di Madrid.
A distanza di pochi mesi dall’adesione della Tailandia (operativa dal 7 novembre 2017), anche l’Indonesia ha recentemente aderito al Protocollo di Madrid relativo al Sistema di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi. Con l’adesione dell’Indonesia, il Sistema di Madrid, gestito dal World Intellectual Property Office (WIPO) di Ginevra, conta oggi 100 membri (e copre complessivamente 116 Paesi).
Italian sounding: l’AGCM accoglie impegni senza sanzionare .
La dicitura “made in Italy” può essere utilizzata in relazione ad un prodotto alimentare fabbricato in Italia, ma con ingredienti provenienti da altri paesi? E in relazione ad un prodotto che presenti queste caratteristiche, possono essere utilizzati simboli di italianità, come il tricolore, o marchi italiani? Si tratta di domande che da lungo tempo agitano il settore alimentare. La legge nazionale (art. 4 legge 24 dicembre 2003, sul punto modificata da ultimo con legge n. 134/2012), in termini generali, considera “falsa indicazione di provenienza”
L’Italia vicina all’Europa: marchi e protezione dati personali
Sulla Gazzetta Ufficiale del 6 novembre è stata pubblicata la legge di delegazione europea 2016 – 2017, con la quale il Governo è stato delegato ad emanare norme per l’adeguamento dell’ordinamento italiano ad un certo numero di direttive e regolamenti UE, fra cui la direttiva marchi (dir. 2015/2436) e il GDPR (regolamento 2016/679 sulla protezione dei dati personali).
AGCM e Federal Trade Commission: le raccomandazioni in materia di pubblicità sui social media.
Il mondo dei social media è in continua evoluzione e diffusione. Sempre più utenti accedono quotidianamente ad almeno un social media ed aumenta esponenzialmente il numero degli iscritti. Le aziende conoscono molto bene tale fenomeno e spostano il centro dei propri affari in questa direzione. Sono nate nuove figure professionali, gli ormai celebri “influencer” e “fashion blogger”, sempre più seguiti e amati dai ragazzi delle nuove generazioni. Le aziende lo hanno notato e hanno provveduto a stipulare differenti contratti pubblicitari con i più celebri personaggi pubblici.
LinkedIn e il problema della diffusione dei dati pubblici
Un argomento in primo piano in questo periodo di riforme legislative, soprattutto a livello europeo in seguito all’emanazione del regolamento UE 679/2016, è la protezione dei dati personali che circolano sul web. I dati personali degli utenti del web sono diventati ormai, una delle, se non la principale, forma di business per le aziende di tutto il mondo. E’ divenuto celebre il caso verificatosi ad Amburgo nel 2014, in cui una drogheria, ha venduto un barattolo di frutta ed una forma di pane tostato per cinque foto su Facebook, ed una decina di like.
Indirizzo ip - dato personale?
Con la sentenza del 19 ottobre 2016, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha provveduto a fornire una interpretazione più ampia del concetto di “dati personali”, estendendo tale definizione anche agli indirizzi IP c.d. “dinamici”. Tale sentenza, anche se non recentissima, è di particolare interesse in vista dell’entrata in vigore del GDPR a maggio 2018, in quanto risolve definitivamente l’annosa “querelle” circa la natura degli indirizzi IP quali dati personali o meno.
Domanda di accertamento di un’ipotesi di concorrenza sleale e competenza delle Sezioni Specializzate in Materia di Impresa
Con sentenza n. 25535 del 13 dicembre 2016, la Sezione VI della Cassazione Civile ha chiarito come in tema di competenza delle Sezioni Specializzate in materia di impresa, si ha interferenza tra fattispecie di concorrenza sleale e tutela della proprietà industriale o intellettuale sia nelle ipotesi in cui la domanda di concorrenza sleale si presenti come accessoria a quella di tutela della proprietà industriale e intellettuale, sia in tutte le ipotesi in cui, ai fini della decisione della domanda di repressione della condotta o di risarcimento danni, debba verificarsi se i comportamenti asseritamente di concorrenza sleale interferiscano con un diritto di esclusiva.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 ottobre 2017, che stabilisce le modalità e i termini per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di progetti di ricerca e sviluppo realizzati nell’ambito degli “Accordi per l’innovazione”. Il Ministero ha rifinanziato la misura con ulteriori 206,6 milioni di euro.
Con sentenza n. 195/2017, il Tribunale di Verona affronta il tema dell’equity crowdfunding strutturato in valuta virtuale (Bit Coin). Nel caso di specie, tre investitori convenivano in giudizio una società di cambio da valuta tradizionale (Euro) a valuta virtuale (Bit Coin), la quale risultava essere collegata al portale di equitycrowdfunding, al fine di accertare l’inesistenza del contratto stipulato con la medesima società per violazione della disciplina del Codice del Consumo ex artt. 67 bis ss. ed ottenere la restituzione delle somme versate ex art. 2033 c.c.
È stato approvato definitivamente dalla Camera il Disegno di Legge in materia di Whistleblowing che introduce importanti modifiche all’art. 6 del D. Lgs. 231/2001. In particolare, i Modelli Organizzativi dovranno prevedere dei canali che consentano ai soggetti apicali o subordinati dell’ente di segnalare condotte illecite rilevanti ex D. Lgs. 231/2001, o eventuali violazioni dello stesso Modello Organizzativo.
La legge di delegazione europea per il biennio 2016/2017 (legge 2 ottobre 2017 n. 163, pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 259 del 6.11.2017) contiene tre deleghe rilevanti in materia di diritti di proprietà industriale. In particolare, gli articoli 3, 4 e 15 delegano a: (i) dare attuazione alla Direttiva n. 2015/2436 di armonizzazione delle discipline nazionali in materia di marchi d’impresa
Via libera al regolamento AGCOM sulla gestione collettiva dei diritti d’autore
Il 23 ottobre il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato all’unanimità il regolamento che dà attuazione al decreto legislativo n. 35/2017 in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi. Il regolamento rappresenta l’ambiziosa cornice legale e procedurale entro cui l’AGCOM eserciterà il proprio potere di vigilanza. Molte le aspettative in termini di trasparenza e certezza del diritto per gli artisti interpreti ed esecutori, nonché per tutti gli organismi e entità di intermediazione collettiva del comparto liberalizzato dal D.L. 24.1 2012, c.d. decreto Monti per le liberalizzazioni.
Le Autorità di protezione dati europee, riunite nel Gruppo di lavoro ex art.29, hanno adottato le linee guida che aiuteranno amministrazioni pubbliche e imprese nella valutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA, Data Protection Impact Assessment). La DPIA, introdotta dal Regolamento europeo 2016/679, consiste in una procedura finalizzata a descrivere il trattamento dei dati, valutarne necessità e proporzionalità e facilitare la gestione dei rischi per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Si tratta di uno strumento importante, che aiuta il titolare non soltanto a rispettare le prescrizioni del Regolamento europeo, ma anche a dimostrare l’adozione di misure idonee a garantirne il rispetto. In altri termini, la DPIA è una procedura che permette al titolare di realizzare e dimostrare la conformità del trattamento alle norme.
Il debutto, nel 2018, della nuova normativa europea sulla protezione dei dati personali impone alle aziende di cominciare ad adeguare policy e organizzazione interna, fin da ora, per arrivare preparate alla data del 25 maggio, quando sarà efficace in tutta l’Unione il Regolamento generale 679/2016. Da quella data, infatti, la normativa europea sostituirà integralmente quella interna attualmente in vigore; il Regolamento sostituirà il nostro Codice privacy (in vigore dal 2003) e la disciplina in materia di trattamento dei dati tra i vari Paesi membri sarà uniforme.