Source: http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=5010
Timestamp: 2019-03-23 12:51:44+00:00
Document Index: 164309002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

ROVERSANO CESENA 05.05.1944
Località Roversano, Cesena, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna
Descrizione: Il 5 maggio 1944 Geremia Colli, iscritto al PFR e milite della GNR, e un soldato tedesco che era con lui dalla sera precedente (quando i due lanciarono alcune bombe a mano nel paese senza motivo) spararono alcuni colpi di moschetto dalla finestra della casa di Colli a Roversano. Restò colpito un milite del battaglione M che si trovava in zona per un’operazione di polizia. I militi fascisti, ritenendo che si fosse trattato di fuoco nemico, organizzarono un’immediata rappresaglia. Nei primi interrogatori rilasciati agli inquirenti nel dopoguerra Colli disse che i compagni del milite colpito dagli spari si recarono a casa sua e lo schiaffeggiarono e minacciarono come responsabile, ma saputo che era un milite della GNR, gli chiesero di indicare le case degli antifascisti (forse in base ad una lista sempre secondo una dichiarazione di Colli). Alcuni militi si recarono a casa di Boschi che non era in casa. Boschi fu però visto da un altro gruppo di fascisti vicino al cimitero, individuato come renitente alla leva (pare fosse invece esonerato dal servizio militare) e ucciso. Inoltre i fascisti picchiarono alcune persone, fermarono alcuni uomini e secondo alcuni testimoni avrebbero minacciato di incendiare il paese. Il corpo di Boschi fu lasciato sul luogo dell’uccisione e solo dopo l’ottenimento del permesso fu possibile seppellirlo nel cimitero di Roversano.
Estremi e note penali: Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Geremia Colli, conclusosi con sentenza del 18/10/1945 con la condanna per collaborazionismo e l’assoluzione per lo specifico caso di Guido Boschi per non aver commesso il fatto. Colli presentò ricorso in Cassazione, la quale con sentenza del 17/08/1946 dichiarò estinto il reato per amnistia.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-29 13:32:09
Boschi Guido, nato a Teodorano (Forlì Cesena) l’11/07/1923, residente a Roversano, falegname. Riconosciuto artigiano dal 22/03/1944 al 05/05/1944 nella 29. brigata Gap.
Geremia Colli
Cognome Colli
Note responsabile nato a Cesena l’08/05/1903, residente a Mercato Saraceno (Forlì Cesena). Membro della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nel ventennio fascista; dopo l’8 settembre 1943 iscritto al Partito fascista repubblicano e volontario nella Guardia nazionale repubblicana. Arrestato il 03/06/1945 e detenuto a Forlì. Imputato in un procedimento celebrato davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per il reato di collaborazionismo; fu accusato anche di minacce e di alcuni reati legati al periodo precedente l’8 settembre 1943; inoltre fu accusato di aver indicato ai militi che cercavano Boschi la sua abitazione e di averne così causato l’uccisione (un fatto ammesso da Colli negli interrogatori precedenti il dibattimento, tanto che Colli consapevole che il suo gesto aveva causato la reazione dei militi e quindi la morte di Boschi disse di essere disposto a risarcire la madre della vittima). Nel dibattimento il fratello di Boschi, Gaspare, dichiarò che Colli giunse a casa sua con alcuni militi fascisti e che indicò loro la madre dei Boschi come «madre di un traditore», ma disse anche che quando Colli e i fascisti arrivarono suo fratello Guido era fuori di casa ed era già stato trovato e ucciso da altri militi. La denuncia di Colli e il fatto che accompagnò i fascisti a casa di Boschi non furono dunque la causa diretta dell’uccisione di Boschi e la Corte lo assolse da quel capo di imputazione per non aver commesso il fatto.
Note procedimento Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Geremia Colli, conclusosi con sentenza del 18/10/1945 con la condanna per collaborazionismo e l’assoluzione per lo specifico caso di Guido Boschi per non aver commesso il fatto. Colli presentò ricorso in Cassazione, la quale con sentenza del 17/08/1946 dichiarò estinto il reato per amnistia.
Descrizione: Cesena, piazza del Popolo, loggia del palazzo comunale: lapidario dedicato ai caduti partigiani; vi compare Boschi.
monumento a Cesena, Roversano
Ubicazione: Cesena, Roversano
Descrizione: Roversano: monumento sul luogo dell’uccisione di Boschi eretto subito dopo la guerra, restaurato e nuovamente inaugurato nel 2015 direttamente dai familiari.
Descrizione: Forlì, piazza Saffi, portico di San Mercuriale: sacrario dei caduti partigiani; vi compare Boschi.
Maurizio Balestra, Il passaggio del fronte e la resistenza a Cesena e dintorni. Testimonianze, Tosca, Arci solidarietà, Cesena, 2005, pp. 411-414.
Antonio Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Lacaita, Manduria, Bari, Roma, vol. I, p. 608.
AISRFC, Eccidi, b. 4, f. 8 cart. 3.
Tribunale di Forlì, Sezione penale, Sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Forlì 1945-1947, vol. 1945, sentenza n. 137/45.