Source: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/14596.aspx
Timestamp: 2017-05-26 07:21:47+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.2232', 'art.3', 'art.3', 'art.1', 'art.2', 'art. 7']

DPR 137/2012: nuovi oneri per gli architetti - di E.Milone e A.Schiattarella - Riforma delle professioni
DPR 137/2012: nuovi oneri per gli architetti	di E.Milone e A.Schiattarella - Riforma delle professioni
RIFORMA DELLA PROFESSIONE E NUOVI ONERI PER GLI ARCHITETTI
Il Regolamento della riforma delle professioni, DPR 137 del 7.8.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 agosto, ha dato attuazione alle due leggi 148/2011 e 27/2012. Non abroga l'ordinamento professionale di architetti e ingegneri del 1923, né il regolamento del 1925. L'ordinamento del 1923 non obbligava l'iscrizione all'Ordine per fare la professione. L'obbligo fu istituito con la legge 897/1938. Nel 1944 furono ricostituiti gli Ordini, che erano stati sciolti dal regime fascista, mantenendo il sistema del 1923 con alcune modifiche. Nel 2001 col DPR 380 vennero create, nell'ambito dell'Ordine architetti, le nuove professioni di pianificatore, paesaggista, conservatore, nonché architetto iunior e pianificatore iunior. Nel 2005 il DPR 169 ha cambiato il sistema elettorale dell'Ordine e del Consiglio nazionale. Ma anche in questi due casi è rimasto valido l'impianto della legge del 1923. Ridotti i poteri dell'Ordine. In realtà, per quanto riguarda l'Ordine, il nuovo DPR non produce una vera riforma, ma riduce i poteri del consiglio, in primis sottraendo quello della disciplina. Questa viene affidata ad un Consiglio di disciplina che viene nominato dal Tribunale, scegliendo tra una ristretta rosa di nomi proposti dall'Ordine. Anche il compito di gestire l'Albo degli iscritti viene sminuito, visto che l'Albo diventa unico e a livello nazionale, con ramificazioni territoriali per ciascun Ordine. Inoltre, il potere di dare pareri sugli onorari sopravvive, ma è ridotto quasi a zero con l'abrogazione della tariffa e con il decreto ministeriale 140 del 20 luglio 2012. Quest'ultimo fissa le tabelle dei compensi che il giudice deve adottare in caso di vertenza relativa all'onorario, senza invitare il giudice stesso a chiedere il parere dell'Ordine, nonostante ciò sia previsto nell'art.2232 del codice civile.
Le novità. Aumentati gli oneri per gli architetti. Innovativi sono l'obbligo di tirocinio per essere ammessi all'esame di abilitazione all'esercizio professionale, l'obbligo di formazione continua e l'obbligo di assicurazione per i rischi di danni al cliente. Si tratta di obblighi che si tradurranno in sensibili aumenti dei costi che graveranno sull'attività professionale. Le norme sul tirocinio, sull'aggiornamento e sull'assicurazione saranno applicabili tra un anno. Il quadro dei cambiamenti per gli architetti, viene completato dall'abrogazione della tariffa e dall'introduzione dell'obbligo di preventivo nell'accettare l'incarico. Questi sono cambiamenti dovuti non al nuovo Regolamento, ma alle leggi 148/2011 e 27/2012. Purtroppo, ancora una volta, nulla è stato innovato in merito ai campi di attività dell'architetto, che sono rimasti ancora quelli stabiliti nel 1925 (limitati all'edilizia civile), incautamente confermati nel DPR 380/2001 con l'adesione silenziosa dell'allora operante Consiglio nazionale architetti.
L'obbligo di iscrizione all'Ordine. La legge-delega 148/2011 art.3 ha stabilito l'abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni e delle attivita' economiche. Ciò avrebbe comportato la cancellazione dell'obbligo di iscrizione all'Ordine, senonché lo stesso art.3 al comma 6 mantiene in vita, come eccezione al principio di libertà d'impresa, il sistema degli Ordini professionali. Conseguentemente il regolamento all'art.1 non afferma né nega che vi sia l'obbligo di iscrizione all'Ordine. Sembra lo dia per scontato. In proposito, siamo convinti che realmente l'attività degli architetti, riveste un pubblico interesse, ma riteniamo che tale interesse sia tutelato dallo Stato attraverso l'esame di abilitazione all'esercizio della professione. Una volta abilitato dallo Stato all'esercizio della professione, l'architetto dovrebbe poter esercitare senza altre restrizioni alla libertà di lavorare. Finora l'obbligo di iscrizione all'Ordine era giustificato dal compito di controllare la correttezza del comportamento dell'iscritto. Ma ora che la disciplina è stata demandata ad un consiglio che non è quello dell'Ordine, non c'è più un convincente motivo per obbligare gli architetti ad iscriversi all'Ordine. L'iscrizione potrebbe essere volontaria: l'Ordine perderebbe ruolo come ente pubblico, ma crescerebbe la capacità di rappresentare gli architetti.
Autonomia e indipendenza dell'architetto. Afferma l'art.2 del Regolamento "l'accesso alla professione e' libero e il suo esercizio e' fondato e ordinato sull'autonomia e sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista." Queste parole sono molto significative perché individuano una figura professionale soggetta a grandi responsabilità tecniche e culturali. Figura che è chiamata a dare sostanza e forma agli spazi nei quali il cittadino vive e lavora. E ad operare per il rispetto dell'ambiente naturale e di quello costruito. Figura che ha il compito, in esclusiva, di progettare e dirigere i lavori per la conservazione del patrimonio storico e monumentale. L'autonomia e l'indipendenza di giudizio vanno intesi nei confronti del committente privato o pubblico. L'indipendenza nelle scelte professionali comporta che l'attenzione all'interesse generale abbia priorità rispetto all'interesse del cliente. Per l'architetto, il rispetto delle leggi e delle norme urbanistiche ed edilizie, la tutela dell'ambiente e della sicurezza dei cittadini negli edifici e dei lavoratori nei cantieri, vengono prima del rapporto fiduciario con il cliente. Rapporto tra Consiglio nazionale e Ordini. Attualmente tra Ordini e Consiglio nazionale non c'è un rapporto gerarchico. Non potrebbe esserci perché il livello nazionale deve decidere sui ricorsi contro le delibere dell'Ordine. Tuttavia di fatto il consiglio nazionale svolge una funzione di coordinamento anche se non coercitiva. Con questo DPR viene incrementato e rafforzato il potere di coordinamento che sembra diventare quasi di sovra-ordinazione. La attuale autonomia degli Ordini viene limitata dall'istituzione dell'albo unico nazionale. Inoltre il Consiglio nazionale assume il potere decisivo per le regole del tirocinio, della formazione permanente, dell'assicurazione obbligatoria. Queste innovazioni devono essere accolta con favore, perché facilitano un comportamento omogeneo nell'attività degli oltre 100 Ordini e degli oltre 140.000 professionisti. Ma a condizione che il Consiglio nazionale sia adeguato a svolgere il nuovo ruolo sovraordinato rispetto agli Ordini. Consiglio di disciplina. I membri dei consigli di disciplina sono scelti dal Tribunale su una rosa di nomi (il doppio del numero da nominare) fornita dal consiglio dell'Ordine. Ovviamente questo sistema non dà garanzia di indipendenza del consiglio di disciplina dal consiglio dell'Ordine. La soluzione alternativa sarebbe stata l'elezione del consiglio di disciplina da parte degli iscritti, contemporaneamente all'elezione del consiglio dell'Ordine. Tirocinio. E' obbligatorio solo per le professioni che già lo prevedono. Per gli architetti non esiste. Quindi la norma non si applica agli architetti. Ma il Regolamento ne consente l'introduzione nell'ordinamento della singola professione. Non crediamo che questo sia il momento adatto al tirocinio per gli architetti. Anche perché gli studi professionali di architettura non sono in grado di ospitare un elevato numero di giovani laureati. Sembra che il CNAPPC, molto opportunamente, sia intenzionato a rinviare l'avvio del tirocinio, preferendo prima rivedere i termini dell'esame di abilitazione all'esercizio.
Assicurazione. Il CNAPPC con circolare 26.4.2012 ha ritenuto, impropriamente, che l'assicurazione è obbligatoria dal 1.1.2012. In realtà oggi sappiamo dal DPR non solo che l'obbligo non è mai decorso dal 1.1.2012, ma che addirittura avrà inizio tra non meno di anno. In merito sarebbe opportuno chiarire la casistica: ad esempio l'obbligo non dovrebbe riguardare un professionista con attività ridotta, come la consulenza, che non può recare danni al cliente. Formazione continua. Sarebbe meglio parlare di aggiornamento professionale continuo. Infatti il professionista si forma con gli studi universitari e con l'abilitazione all'esercizio. Nel corso dell'attività ha bisogno non di formazione, ma solo di aggiornarsi alle innovazioni della tecnica e alle nuove normative. In ogni caso non è possibile che il professionista si possa aggiornare su tutto il campo di attività dell'architetto. Edilizia, urbanistica, restauro, strutture, impianti, prevenzione incendi, consumi energetici, sicurezza, eccetera. Pensiamo che spetti ad ogni professionista di scegliere il campo in cui aggiornarsi. Inoltre dovrebbe essere chiarito che non è necessario aggiornarsi in materia nella quale si è svolta attività professionale costante e dimostrabile. In ogni caso la cosa più importante è che il cliente possa sapere in quali campi il professionista di sua fiducia si è aggiornato. Come? Consultando la scheda del professionista tenuta dall'Ordine. Così si giustifica la funzione pubblica dell'Ordine. In alternativa, il cliente può chiedere direttamente al professionista di mostrare la documentazione che attesti il suo aggiornamento. Riduzione degli Ordini per accorpamento di province. Il Regolamento ha ignorato la sia pur debole indicazione della legge 148/2011 relativa a una possibile riduzione e ad un accorpamento degli Ordini di professioni simili. Comunque, una parziale riduzione del numero di ordini provinciali, dovrebbe derivare dalla soppressione-accorpamento di una parte delle province, come previsto dalla legge 135 del 7 agosto 2012, detta spending review. Alla cancellazione delle relative prefetture e di altri organi periferici dello Stato, dovrebbe corrispondere la eliminazione dei relativi Ordini provinciali. E' prevedibile che ci saranno resistenze. Vedremo.
Dimissioni dagli Albi. Legge 148/2011 e Regolamento mettono le basi, nel silenzio generale, per un graduale processo di esodo dagli Albi dei tanti architetti che fanno la professione stentando a trovare lavoro. I nuovi obblighi di formazione continua e assicurazione imporranno forti costi aggiuntivi all'attività del professionista. La mazzata finale verrà dall'imminente aumento del contributo annuale minimo portato da INARCASSA a 3.000 euro. Contributo che grava esclusivamente su coloro che hanno poco lavoro perché per gli altri costituisce solo un acconto sul saldo del reddito annuale. Parallelamente diminuirà il numero dei nuovi laureati che si abiliteranno all'esercizio della professione e che si iscriveranno all'Ordine. Molti ritengono che un minor numero di professionisti allineerà l'Italia alle medie europee e avrà effetti positivi sull'attività professionale. Condividiamo tale opinione. Ma non possiamo non criticare che una ristrutturazione della professione così imponente sia stata imposta dall'alto, senza che gli architetti siano stati informati e sollecitati ad un dibattito.
di Enrico Milone - Amedeo Schiattarelladel 10.09.12
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0159) (GU n. 189 del 14-8-2012 )Entrata in vigore del provvedimento: 15/08/2012[fonte: gazzettaufficiale.it - online entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
10/09/2012 14.45: titolo
Cos'è? Il resoconto di un fallimento? Che tristezza! La società non ha bisogno di architetti. Punto.
10/09/2012 17.51: lo sappiamo già
bene ....questa è la situazione....che già conosciamo tutti (aggiornamento continuo ...in anticipo sulla legge) e allora che possiamo fare (in concreto....) oltre a piangerci addosso e piegarci costantemente ad ogni decisione presa per noi da altri???
10/09/2012 19.41: addio
Basta, riconsegno il timbro . Punto. CHE BEL PAESE. CHE BEL PAESE. CHE BEL PAESE.
11/09/2012 12.52: Comunque siamo vivi? Mah... chissà!
Il 27/03/2010 20.04 scrivevo sul “Diario dell’ Architettura" "Comunque siamo vivi". Cari Colleghi, Caro Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, a me sembra - dai commenti che si possono leggere - che siamo vivi, ma esserlo forse non basta, certo sopravviveremo anche all'ennesima riduzione di competenze che oggi si chiama DIA. Io credo di si. Però nel contempo credo anche che il malumore che serpeggia nei commenti dei colleghi indichi un male peggiore, che non ha come radice solo la DIA, diciamocelo francamente noi da molto tempo sopravviviamo e non vediamo assolutamente se c'è uno straccio di futuro professionale. Siamo veramente arrabbiati. A tutte le età, nelle varie condizioni lavorative o non, siamo stanchi di vederci passare davanti prima di tutto il tempo che non torna indietro, e soprattutto le occasioni che sono sempre per gli altri, con fatturati da media azienda, con studi enormi, con sistemi informatici pari alla NASA...con... chi più ne ha più ne metta. Questa non è la realtà del professionista romano! Siamo invitati ad eventi fantasmagorici, inaugurazioni di edifici mostra, contenitori dello scibile globale, di conoscenze universali e noi, la maggior parte non lavora o se lavora parla della DIA, del piano casa regionale. Ed ora azzerano anche la DIA! "Ma mi faccia il piacere!" come direbbe Totò ma di cosa parliamo? Anche dell'Inarcassa che aumenta il contributo! E vabbene anche quello, ................................ ......architetto gianfranco volpicelli questo è solo ieri!!! Oggi.................... 11 settembre 2012 P.s.: oggi a due anni di distanza da ciò che ho scritto ,non sono più tanto sicuro che siamo ancora vivi !E soprattutto perchè? architetto gianfranco volpicelli
11/09/2012 13.53: la colpa e' nostra!
Siamo dei [...snip...] della società, non abbiamo mai fatto una battaglia o una vera protesta per denunciare la nostra situazione. Ogni giorno moriamo in silenzio, senza unirci, riuninrci in assemblea e intraprendere eclatanti azioni di lotta. Abbiamo accettato la Legge Ammazzagiovani in silenzio, e quindi è giusto morire in silenzio. Abbiamo accettato la riforma bersani e poi quella berlusconi-monti in silenzio ed è giusto che la società pensi che siamo dei privilegiati come i Notai. Non facciamo capire a nessuno le nostre ragioni ed è giusto che tutto finisca così... Stiamo peggio dei cassintegrati e non siamo mai andati sotto al parlamento per far modificare una legge che ci ammazzava.. e allora...Basta! Tristi saluti... Arch. Valerio Taccone
16/09/2012 17.44: molti problemi
E' evidente che la professione di architetto è sempre più penalizzata. Oltre a quanto presente nell'articolo, andrebbe rivisto tutto il rapporto con Inarcassa. Inoltre la farraginosità dei procedimenti amministrativi aumenta ogni giorno invece di diminuire. Ma mi sembra che non abbiamo alcun poitere contrattuale e mentre ormai tutti protestano in maniera eclatante anche per problemi molto minori noi non riusciamo a farci sentire. Penso che l'Ordine dovrebbe organizzare serie proteste invece di parlare solo tra noi. Licia Paolucci
18/09/2012 12.31: formazione continua
Quando scrivete "Sarebbe meglio parlare di aggiornamento professionale continuo" sono d'accordo con voi; l'art. 7, comma 7 del DPR 7 agosto 2012, n. 137 cita: resta ferma la normativa vigente sull'educazione continua in medicina (ECM). Pertanto, una volta individuati i termini inappropriati - la formazione è appunto diversa dall'aggiornamento - si può decidere per l'aggiornamento professionale continuo o ancora meglio per l'aggiornamento professionale in architettura.
arch. luigi daniele circhetta
15/01/2013 11.57: titolo
che tristezza! una professione dove non si guadagna mai..sempre e solo uscite..in pratica la regola è..trovati un altro lavoro e con i soldi guadagnati potrai permetterti il lusso di farti chiamare architetto...giusto chiamare perchè poi l'architettura è morta e noi stiamo percorrendo la stessa strada..ci chiamano ancora i giovani..ma siamo così stanchi che non arriveremo mai alla pensione (pensione???!!!ahahahah) fabiana
Manovra bis e riforma delle professioni
di Enrico Milone - Legge 148/2011
lunedì 10 settembre 2012	Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia - piazza Manfredo Fanti 47 - 00185 Roma - tel 06 97604560 - fax 06 97604561 - architettiroma@archiworld.it