Source: http://www.studiocataldi.it/codiceprocedurapenale/sentenza.asp
Timestamp: 2017-04-23 19:51:01+00:00
Document Index: 52772303

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Codice di procedura penale - Sentenza
Art. 525. Immediatezza della deliberazione. 1. La sentenza è deliberata subito dopo la chiusura del dibattimento.
Art. 526. Prove utilizzabili ai fini della deliberazione. 1. Il giudice non può utilizzare ai fini della deliberazione prove diverse da quelle legittimamente acquisite nel dibattimento.
Art. 527. Deliberazione collegiale. 1. Il collegio, sotto la direzione del presidente, decide separatamente le questioni preliminari non ancora risolte e ogni altra questione relativa al processo. Qualora l'esame del merito non risulti precluso dall'esito della votazione, sono poste in decisione le questioni di fatto e di diritto concernenti l'imputazione e, se occorre, quelle relative all'applicazione delle pene e delle misure di sicurezza nonché quelle relative alla responsabilità
2. Tutti i giudici enunciano le ragioni della loro opinione e votano su ciascuna questione qualunque sia stato il voto espresso sulle altre. Il presidente raccoglie i voti cominciando dal giudice con minore anzianità di servizio e vota per ultimo. Nei giudizi davanti alla corte di assise votano per
primi i giudici popolari, cominciando dal meno anziano per età.
Art. 529. Sentenza di non doversi procedere. 1. Se l'azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita, il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere indicandone la causa nel dispositivo.
2. Il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è
insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l'imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile.
Art. 531. Dichiarazione di estinzione del reato. 1. Salvo quanto disposto dall'articolo 129 comma 2, il giudice, se il reato è
estinto, pronuncia sentenza di non doversi procedere enunciandone la causa nel dispositivo.
1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza. 2. Se la condanna riguarda più reati, il giudice stabilisce la pena per
ciascuno di essi e quindi determina la pena che deve essere applicata in osservanza delle norme sul concorso di reati e di pene o sulla continuazione .
Nei casi previsti dalla legge il giudice dichiara il condannato delinquente o contravventore abituale o professionale o per tendenza.
Art. 534. Condanna del civilmente obbligato per la pena pecuniaria. 1. Nei casi previsti dagli articoli 205 e 206 del codice penale e nelle leggi speciali, il giudice condanna la persona civilmente obbligata a pagare, se il condannato risulterà insolvibile, una somma pari alla pena pecuniaria a questo inflitta.
Art. 535. Condanna alle spese. 1. La sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali.
4. Qualora il giudice non abbia provveduto circa le spese, la sentenza è
rettificata a norma dell'articolo 130.
Art. 536. Pubblicazione della sentenza come effetto della condanna. 1. Nei casi previsti dall'articolo 36 del codice penale, il giudice stabilisce nel dispositivo se la sentenza deve essere pubblicata per intero o per estratto e designa il giornale o i giornali in cui deve essere inserita.
Art. 537. Pronuncia sulla falsità di documenti. 1. La falsità di un atto o di un documento, accertata con sentenza di condanna, è dichiarata nel dispositivo.
Art. 538. Condanna per la responsabilità civile. 1. Quando pronuncia sentenza di condanna, il giudice decide sulla domanda per
le restituzioni e il risarcimento del danno, proposta a norma degli articoli 74
Art. 540. Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili. 1. La condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno è dichiarata provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi.
2. Con la sentenza che rigetta la domanda indicata nel comma 1 o che assolve l'imputato per cause diverse dal difetto di imputabilità, il giudice, se ne è
fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall'imputato e dal responsabile civile per effetto dell'azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale. Se vi è colpa grave, può inoltre condannarla al risarcimento dei danni causati all'imputato o al responsabile civile.
Art. 543. Ordine di pubblicazione della sentenza come riparazione del danno. 1. La pubblicazione della sentenza di condanna a norma dell'articolo 186 del codice penale è ordinata dal giudice su richiesta della parte civile con la stessa sentenza.
3-bis. Nelle ipotesi previste dall'articolo 533, comma 3-bis, il giudice provvede alla stesura della motivazione per ciascuno dei procedimenti separati, accordando precedenza alla motivazione della condanna degli imputati in stato di custodia cautelare. In tal caso il termine di cui al comma 3 è raddoppiato per
la motivazione della sentenza cui non si è accordata precedenza.
Art. 545. Pubblicazione della sentenza. 1. La sentenza è pubblicata in udienza dal presidente o da un giudice del collegio mediante la lettura del dispositivo.
3. La pubblicazione prevista dal comma 2 equivale a notificazione della sentenza per le parti che sono o devono considerarsi presenti all'udienza. Art. 546. Requisiti della sentenza.
2. La sentenza emessa dal giudice collegiale è sottoscritta dal presidente e dal giudice estensore. Se, per morte o altro impedimento, il presidente non può
sottoscrivere, alla sottoscrizione provvede, previa menzione dell'impedimento, il componente più anziano del collegio; se non può sottoscrivere l'estensore, alla sottoscrizione, previa menzione dell'impedimento, provvede il solo presidente.
Art. 547. Correzione della sentenza. 1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 546 comma 3, se occorre completare la motivazione insufficiente ovvero se manca o è incompleto alcuno degli altri requisiti previsti dall'articolo 546, si procede anche di ufficio alla correzione della sentenza a norma dell'articolo 130.
1. La sentenza è depositata in cancelleria immediatamente dopo la
pubblicazione ovvero entro i termini previsti dall'articolo 544 commi
2 e 3. Il pubblico ufficiale addetto vi appone la sottoscrizione e la
data del deposito.
2. Quando la sentenza non e' depositata entro il trentesimo giorno
o entro il diverso termine indicato dal giudice a norma dell'articolo
544 comma 3, l'avviso di deposito e' comunicato al pubblico ministero
e notificato alle parti private cui spetta il diritto di
impugnazione. E' notificato altresi' a chi risulta difensore
dell'imputato al momento del deposito della sentenza.
3. L'avviso di deposito con l'estratto della sentenza è in ogni
caso comunicato al procuratore generale presso la corte di appello. (1) (1) La L. 28 aprile 2014, n. 67, come modificata dalla L. 11 agosto