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Timestamp: 2018-05-25 01:20:52+00:00
Document Index: 49945713

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 38', 'art.  1', 'art.  1', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 230', 'art. 10', 'art.  6']

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2010, n. 277 - Regolamento recante criteri e modalita' per la concessione dei contributi di cui all'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53. (11G0103) - (GU n. 101 del 3-5-2011 | Edilone.it
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2010, n. 277 – Regolamento recante criteri e modalita’ per la concessione dei contributi di cui all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53. (11G0103) – (GU n. 101 del 3-5-2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2010, n. 277 - Regolamento recante criteri e modalita' per la concessione dei contributi di cui all'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53. (11G0103) - (GU n. 101 del 3-5-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/05/2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2010 ,
Regolamento recante  criteri  e  modalita’  per  la  concessione  dei
contributi di cui all’articolo 9 della legge 8  marzo  2000,  n.  53.
(11G0103)
Capo I   Disposizioni comuni
Viste le conclusioni adottate dal Consiglio Europeo di Lisbona  del
23  e  24  marzo  2000  che   hanno   ribadito   l’importanza   della
conciliazione tra vita professionale e vita familiare, in  vista  del
raggiungimento degli obiettivi strategici in materia  di  occupazione
femminile, nel rispetto dei principi di pari opportunita’;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto  1988,  n.  400
Visto l’articolo  9  della  legge  8  marzo  2000,  n.  53  recante
“Disposizioni per il sostegno della maternita’  e  della  paternita’,
tempi delle citta’”, come modificato dall’articolo 38 della legge  18
Visto, in particolare, il comma 4 dell’articolo  9  della  legge  8
marzo 2000, n. 53,  che  rinvia  ad  un  successivo  decreto  per  la
definizione dei nuovi criteri e  modalita’  per  la  concessione  dei
contributi ivi previsti;
Visto l’articolo 1, comma 19 del decreto-legge 18 maggio  2006,  n.
181, recante “Disposizioni  urgenti  in  materia  di  riordino  delle
attribuzioni della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  e  dei
ministeri”, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri,
tra le altre, le competenze statali in materia di  conciliazione  dei
tempi di lavoro e dei tempi di cura  della  famiglia,  convertito  in
legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 17 luglio 2006,
n. 233;
Visto l’articolo 1, comma 14, lett. b) del decreto-legge 16  maggio
2008, n. 85, recante “Disposizioni urgenti  per  l’adeguamento  delle
strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377
della legge 24 dicembre 2007,  n.  244”,  convertito  in  legge,  con
modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 14 luglio  2008,
Visto il decreto del Presidente  della  Repubblica  del  12  maggio
2008, con il quale il sen. Carlo Amedeo Giovanardi e’ stato  nominato
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
giugno 2008, di delega delle funzioni del  Presidente  del  Consiglio
dei  Ministri  al  Sottosegretario  di  Stato   sen.   Carlo   Amedeo
Giovanardi, ed in particolare l’articolo 1, comma 2, lett. e);
ottobre 2009 che istituisce il Dipartimento per  le  politiche  della
famiglia tra le strutture generali della Presidenza del Consiglio dei
Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante “Disposizioni
urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la
razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’ interventi in materia
di entrate e di contrasto all’evasione  fiscale”  ed  in  particolare
l’articolo 19,  che  istituisce  il  Fondo  per  le  politiche  della
Visto l’articolo 1, commi 1250 e 1252 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296  “Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio  annuale  e
pluriennale dello Stato”(legge finanziaria 2007);
Visto il decreto del 15 maggio 2001 del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro per  la  solidarieta’
sociale ed il Ministro per le pari opportunita’, di prima  attuazione
dell’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53;
Visto il parere reso dalla Conferenza unificata in data  29  aprile
Visto  il  parere  interlocutorio  reso  dal  Consiglio  di   Stato
nell’adunanza del 24 maggio e trasmesso in data 9 giugno 2010;
nell’adunanza del 22 luglio e trasmesso in data 3 agosto 2010;
Visto il parere reso dal Consiglio di  Stato  nell’adunanza  dell’8
novembre e trasmesso in data 23 novembre 2010;
Di concerto con il Ministro per  le  pari  opportunita’  e  con  il
b) ufficio: il Dipartimento  per  le  politiche  della  famiglia,
competente per la gestione del procedimento  di  cui  all’articolo  9
c) pubblici registri: i documenti che assolvono ad  una  funzione
di certezza  pubblica  o  legale,  ivi  compresi  il  registro  delle
d) azioni positive: le misure dirette a sostenere i soggetti  con
responsabilita’ genitoriali  o  familiari,  attraverso  la  rimozione
degli  ostacoli  alla  realizzazione  del  principio  di  uguaglianza
sostanziale in ambito familiare e lavorativo e  la  promozione  della
qualita’ delle relazioni familiari grazie ad un  maggiore  equilibrio
di soggetti pubblici e privati alla  progettazione,  realizzazione  o
finanziamento di  azioni  positive  per  la  conciliazione  tra  vita
f)   sostituzione   del   titolare   di   impresa,   del   libero
professionista  o  del  lavoratore  autonomo:  azione  con   cui   il
promotore, instaurando un rapporto di natura  autonoma,  incarica  un
soggetto  in  possesso  dei  necessari  requisiti  professionali,  di
svolgere la totalita’ delle proprie attivita’ lavorative, in modo  da
liberare tempo per la cura dei figli minori o figli  disabili,  senza
pregiudicare l’andamento della propria vita professionale;
g)  collaborazione  con  il  titolare  di  impresa,   il   libero
instaurando un rapporto di natura autonoma o dipendente, incarica  un
svolgere  parte  delle  proprie  attivita’  lavorative,  in  modo  da
pregiudicare l’andamento della propria vita professionale.
–  Il  Consiglio  europeo  ha   tenuto   una   sessione
straordinaria  il  23  e  24  marzo  2000  a  Lisbona   per
concordare un nuovo obiettivo strategico  per  l’Unione  al
fine di sostenere l’occupazione, le riforme economiche e la
coesione sociale nel contesto di un’economia  basata  sulla
conoscenza. In relazione  allo  sviluppo  di  una  politica
attiva dell’occupazione, il Consiglio e la Commissione sono
invitati, tra l’altro, a favorire tutti gli  aspetti  della
parita’  di  opportunita’,  compresa  la  riduzione   della
segregazione occupazionale, rendendo piu’ facile conciliare
la vita professionale con la vita familiare.
della Presidenza del Consiglio dei Ministri), disciplina  i
regolamenti ministeriali ed interministeriali.
– Si riporta il testo dell’art. 9 della legge  8  marzo
2000, n. 53 (Disposizioni per il sostegno della  maternita’
e della  paternita’,  per  il  diritto  alla  cura  e  alla
formazione e per il coordinamento dei tempi delle  citta’),
come modificato dall’art. 38 della legge 18 giugno 2009, n.
69   (Disposizioni   per   lo   sviluppo   economico,    la
«Art. 9. Misure per conciliare tempi di vita e tempi di
lavoro – 1. Al fine  di  promuovere  e  incentivare  azioni
volte a  conciliare  tempi  di  vita  e  tempi  di  lavoro,
nell’ambito del Fondo per le politiche per la  famiglia  di
cui all’articolo 19 del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla  legge  4  agosto
2006,  n.  248,  e’   destinata   annualmente   una   quota
individuata con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
ministri o del Ministro  delegato  alle  politiche  per  la
famiglia, al fine di erogare contributi in favore di datori
di lavoro privati,  ivi  comprese  le  imprese  collettive,
iscritti in pubblici registri, di aziende sanitarie locali,
di   aziende   ospedaliere   e   di   aziende   ospedaliere
universitarie i  quali  attuino  accordi  contrattuali  che
prevedano le seguenti tipologie di azione positiva:
a) progetti articolati per consentire alle  lavoratrici
e ai  lavoratori  di  usufruire  di  particolari  forme  di
flessibilita’ degli orari e dell’organizzazione del lavoro,
quali  part  time  reversibile,  telelavoro  e   lavoro   a
domicilio, banca delle ore, orario flessibile in entrata  o
in uscita, sui turni e su sedi diverse, orario concentrato,
con specifico interesse per i  progetti  che  prevedano  di
applicare,  in  aggiunta  alle  misure  di   flessibilita’,
sistemi innovativi per la valutazione della  prestazione  e
b)  programmi   ed   azioni   volti   a   favorire   il
reinserimento delle lavoratrici e dei  lavoratori  dopo  un
periodo di congedo parentale o per motivi  comunque  legati
ad esigenze di conciliazione;
c) progetti che, anche attraverso l’attivazione di reti
tra enti territoriali, aziende e parti sociali,  promuovano
interventi e servizi innovativi in risposta  alle  esigenze
di conciliazione  dei  lavoratori.  Tali  progetti  possono
essere presentati  anche  da  consorzi  o  associazioni  di
imprese,  ivi  comprese  quelle  temporanee,  costituite  o
costituende,  che  insistono  sullo  stesso  territorio,  e
possono prevedere la partecipazione degli enti locali anche
nell’ambito dei piani per l’armonizzazione dei tempi  delle
2. Destinatari dei progetti di  cui  al  comma  1  sono
lavoratrici o lavoratori, inclusi i  dirigenti,  con  figli
minori, con priorita’ nel caso  di  disabilita’  ovvero  di
minori fino a dodici anni di eta’, o fino a  quindici  anni
in caso di affidamento o di adozione, ovvero con  a  carico
persone disabili  o  non  autosufficienti,  ovvero  persone
affette da documentata grave infermita’.
3. Una quota delle  risorse  di  cui  al  comma  1,  da
stabilire con il provvedimento  di  cui  al  comma  4,  e’,
inoltre, impiegata per l’erogazione di contributi in favore
di progetti che  consentano  ai  titolari  di  impresa,  ai
lavoratori  autonomi  o  ai  liberi   professionisti,   per
esigenze legate alla maternita’ o alla  presenza  di  figli
minori ovvero disabili, di avvalersi della collaborazione o
sostituzione  di  soggetti  in   possesso   dei   necessari
famiglia, di concerto con il  Ministro  del  lavoro,  della
salute e delle politiche sociali e con il Ministro  per  le
pari opportunita’, sentita  la  Conferenza  unificata,  nei
limiti delle risorse di cui al comma  1,  sono  definiti  i
criteri e le modalita’ per la concessione dei contributi di
cui al presente articolo e, in particolare, la  percentuale
delle   risorse   da   destinare   a   ciascuna   tipologia
progettuale, l’importo massimo  finanziabile  per  ciascuna
tipologia progettuale e la durata delle azioni progettuali.
In ogni caso, le richieste dei contributi  provenienti  dai
soggetti pubblici saranno soddisfatte a  concorrenza  della
somma che  residua  una  volta  esaurite  le  richieste  di
contributi dei soggetti privati.
5. Le risorse di cui al  comma  1  possono  essere,  in
misura non  superiore  al  10  per  cento,  destinate  alle
attivita’  di  promozione  delle  misure  in  favore  della
conciliazione,  di  consulenza   alla   progettazione,   di
monitoraggio delle azioni da  effettuare  anche  attraverso
reti territoriali».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  1,  comma  19,  del
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233:
«19. Sono attribuite al Presidente  del  Consiglio  dei
a) le funzioni  di  competenza  statale  attribuite  al
Ministero  per  i  beni  e  le  attivita’  culturali  dagli
articoli 52, comma 1,  e  53  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, in  materia  di  sport.  Entro  trenta
conversione del presente decreto, lo statuto  dell’Istituto
per il credito sportivo e’ modificato al fine di  prevedere
la vigilanza da parte  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri  e  del  Ministro  per  i  beni  e  le   attivita’
b) le funzioni di vigilanza sull’Agenzia dei  segretari
comunali e provinciali nonche’ sulla Scuola  superiore  per
la formazione e la  specializzazione  dei  dirigenti  della
c)   l’iniziativa    legislativa    in    materia    di
individuazione e allocazione delle funzioni fondamentali di
comuni, province e citta’ metropolitane di cui all’articolo
117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, nonche’
le competenze in  materia  di  promozione  e  coordinamento
relativamente all’attuazione  dell’articolo  118,  primo  e
secondo comma, della Costituzione;
d) le funzioni di indirizzo e coordinamento in  materia
di politiche giovanili, nonche’ le funzioni  di  competenza
statale  attribuite  al  Ministero  del  lavoro   e   delle
politiche sociali dall’articolo 46, comma  1,  lettera  c),
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in  materia
di coordinamento delle politiche delle giovani generazioni,
ivi  comprese  le  funzioni  di   indirizzo   e   vigilanza
sull’Agenzia nazionale italiana del  programma  comunitario
gioventu’, esercitate congiuntamente con il Ministro  della
solidarieta’  sociale.  La  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri puo’  prendere  parte  alle  attivita’  del  Forum
nazionale dei giovani;
e) le funzioni di indirizzo e coordinamento in  materia
problematiche  generazionali   nonche’   le   funzioni   di
competenza statale attribuite al  Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali dall’articolo 46, comma 1,  lettera
c), del decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.  300,  in
materia di coordinamento delle  politiche  a  favore  della
famiglia, di interventi per il sostegno della maternita’  e
della paternita’, di conciliazione dei tempi  di  lavoro  e
dei tempi di cura della famiglia,  di  misure  di  sostegno
alla famiglia, alla genitorialita’  e  alla  natalita’,  di
supporto  all’Osservatorio  nazionale  sulla  famiglia.  La
Presidenza del Consiglio dei Ministri subentra al Ministero
del lavoro e  delle  politiche  sociali  in  tutti  i  suoi
rapporti con  l’Osservatorio  nazionale  sulla  famiglia  e
tiene informato il  Ministero  della  solidarieta’  sociale
della relativa attivita’. La Presidenza del  Consiglio  dei
Ministri,  unitamente  al  Ministero   della   solidarieta’
sociale,     fornisce     il     supporto     all’attivita’
dell’Osservatorio nazionale per  l’infanzia  e  del  Centro
nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia  di
cui agli articoli 2 e 3 della legge 23  dicembre  1997,  n.
451, ed esercita altresi’ le funzioni  di  espressione  del
concerto in sede di esercizio delle funzioni di  competenza
statale  attribuite  al  Ministero  del  lavoro   e   della
previdenza sociale in materia di «Fondo di  previdenza  per
le persone che  svolgono  lavori  di  cura  non  retribuiti
derivanti da responsabilita’ familiari», di cui al  decreto
legislativo 16 settembre 1996, n. 565;
f) le funzioni di espressione del concerto in  sede  di
esercizio delle funzioni di competenza  statale  attribuite
al Ministero del lavoro e  delle  politiche  sociali  dagli
articoli 8, 9, 10, 11, 18, 19, 20, 43, 44, 45, 46, 47 e  48
g) le funzioni  di  competenza  statale  attribuite  al
Ministero  delle  attivita’  produttive  dalla   legge   25
febbraio 1992, n. 215, e dagli articoli 21, 22, 52, 53,  54
e 55 del citato codice di cui  al  decreto  legislativo  11
aprile 2006, n. 198.».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  1,  comma  14,  del
dalla legge 14 luglio 2008, n. 121:
«14. Sono, in ogni caso, attribuite al  Presidente  del
a) le funzioni di indirizzo e coordinamento in  materia
di coordinamento delle politiche delle giovani generazioni;
le funzioni gia’ attribuite al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale dall’articolo 1,  commi  72,  73  e  74,
della  legge  24  dicembre  2007,  n.  247,  in   tema   di
finanziamenti  agevolati  per   sopperire   alle   esigenze
derivanti  dalla  peculiare  attivita’  lavorativa   svolta
ovvero    per    sviluppare    attivita’    innovative    e
imprenditoriali;  le  funzioni  in  tema  di  contrasto   e
trattamento della devianza e  del  disagio  giovanile.  Per
l’esercizio delle funzioni di cui alla presente lettera  la
Presidenza del Consiglio dei Ministri si avvale anche delle
relative risorse  finanziarie,  umane  e  strumentali,  ivi
compresi l’Osservatorio per  il  disagio  giovanile  legato
alle dipendenze ed  il  relativo  Fondo  nazionale  per  le
comunita’ giovanili di cui al  comma  556  dell’articolo  1
della legge 23 dicembre 2005, n. 266,  delle  risorse  gia’
trasferite  al   Ministero   della   solidarieta’   sociale
dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  17
luglio 2006, n. 233, nonche’ delle altre  risorse  inerenti
le  medesime  funzioni  attualmente  attribuite  ad   altre
b) le funzioni di indirizzo e coordinamento in  materia
problematiche  generazionali,  nonche’   le   funzioni   di
alla  famiglia,  alla  genitorialita’  e  alla   natalita’,
nonche’ quelle concernenti l’Osservatorio  nazionale  sulla
famiglia di cui all’articolo 1, comma 1250, della legge  27
dicembre 2006,  n.  296,  e  successive  modificazioni.  La
Presidenza del Consiglio dei Ministri esercita altresi’  le
funzioni  di  competenza  del  Governo  per  l’Osservatorio
nazionale  per  l’infanzia  e  l’adolescenza  di  cui  agli
articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della  Repubblica
14 maggio 2007, n. 103, unitamente al Ministero del lavoro,
della salute e delle politiche sociali. La  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri esercita altresi’ la gestione  delle
risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia
ed, in particolare, la gestione dei  finanziamenti  di  cui
all’articolo 1, commi 1250 e 1259, della legge 27  dicembre
c) le  funzioni  concernenti  il  Centro  nazionale  di
documentazione e di analisi per l’infanzia e  l’adolescenza
di cui all’articolo 3  del  decreto  del  Presidente  della
sociali, e l’espressione del concerto in sede di  esercizio
delle  funzioni  di  competenza   statale   attribuite   al
Ministero del lavoro e della previdenza sociale in  materia
di «Fondo di previdenza per le persone che svolgono  lavori
di  cura  non  retribuiti  derivanti   da   responsabilita’
familiari», di cui  al  decreto  legislativo  16  settembre
d) l’espressione del  concerto  in  sede  di  esercizio
e) le funzioni  di  competenza  statale  attribuite  al
54 e 55 del citato codice di cui al decreto legislativo  11
aprile  2006,  n.  198.   In   ordine   al   Comitato   per
l’imprenditoria femminile resta fermo quanto  disposto  dal
Repubblica 14 maggio 2007, n. 101 ».
– Il Decreto del Presidente della Repubblica 12  maggio
2008 (Nomina  dei  Sottosegretari  di  Stato)  contiene  la
nomina a Sottosegretario di Stato  del  sen.  Carlo  Amedeo
– Il Decreto del .Presidente del Consiglio dei Ministri
13 giugno 2008  (Delega  di  funzioni  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri al  Sottosegretario  di  Stato  alla
Presidenza del Consiglio dei  Ministri  sen.  Carlo  Amedeo
Giovanardi) e’ pubblicato nella Gazz. Uff. 28 giugno  2008,
29 ottobre 2009 (Modifiche  al  D.P.C.M.  23  luglio  2002,
recante:  «Ordinamento  delle  strutture   generali   della
Presidenza del Consiglio dei Ministri»  e  rideterminazione
delle dotazioni organiche dirigenziali) e’ pubblicato nella
Gazz. Uff. 30 dicembre 2009, n. 302.
– Si riporta il testo dell’art. 19 del decreto-legge  4
luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per  il  rilancio
razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’  interventi
in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale),
convertito, con modificazioni, dalla legge4 agosto 2006, n.
«Art. 19. Fondi per le politiche della famiglia, per le
politiche giovanili e per le politiche relative ai  diritti
e alle pari opportunita’ –  1.  Al  fine  di  promuovere  e
realizzare interventi per  la  tutela  della  famiglia,  in
tutte  le   sue   componenti   e   le   sue   problematiche
generazionali,  nonche’   per   supportare   l’Osservatorio
nazionale  sulla  famiglia,  presso   la   Presidenza   del
Consiglio dei Ministri e’  istituito  un  fondo  denominato
«Fondo per  le  politiche  della  famiglia»,  al  quale  e’
assegnata la somma di 3 milioni di euro per l’anno  2006  e
di dieci milioni di euro a decorrere dall’anno 2007.
2. Al fine di promuovere il diritto  dei  giovani  alla
formazione  culturale  e  professionale  e  all’inserimento
nella vita sociale, anche attraverso  interventi  volti  ad
agevolare  la  realizzazione  del   diritto   dei   giovani
all’abitazione, nonche’ a facilitare l’accesso  al  credito
per l’acquisto e l’utilizzo di beni e  servizi,  presso  la
Presidenza del Consiglio dei Ministri e’ istituito un fondo
denominato «Fondo per le politiche giovanili», al quale  e’
3. Al fine  di  promuovere  le  politiche  relative  ai
diritti e alle pari opportunita’, presso la Presidenza  del
«Fondo per le politiche relative ai  diritti  e  alle  pari
opportunita’», al quale e’ assegnata la somma di 3  milioni
di euro per l’anno 2006  e  di  dieci  milioni  di  euro  a
decorrere dall’anno 2007. ».
– Si riportano i commi  1250  e  1252  della  Legge  27
dicembre 2006,  n.  (Disposizioni  per  la  formazione  del
finanziaria 2007):
«1250. Il Fondo per le politiche della famiglia di  cui
all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto
2006, n. 248, e’ incrementato di 210 milioni  di  euro  per
l’anno 2007 e di 180 milioni di  euro  per  ciascuno  degli
anni 2008 e  2009.  Il  Ministro  delle  politiche  per  la
famiglia utilizza il  Fondo:  per  istituire  e  finanziare
l’Osservatorio  nazionale  sulla  famiglia  prevedendo   la
rappresentanza paritetica delle amministrazioni statali  da
un lato e delle regioni, delle province autonome di  Trento
e di Bolzano e degli enti  locali  dall’altro,  nonche’  la
partecipazione dell’associazionismo e  del  terzo  settore;
per finanziare le iniziative di conciliazione del tempo  di
vita e di lavoro di cui all’articolo 9 della legge 8  marzo
2000, n. 53; per sperimentare  iniziative  di  abbattimento
dei costi dei servizi per le famiglie con numero  di  figli
pari o  superiore  a  quattro;  per  sostenere  l’attivita’
dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e  della
pornografia minorile di cui all’articolo 17 della  legge  3
agosto  1998,   n.   269,   e   successive   modificazioni,
cui alla legge 23 dicembre 1997,  n.  451;  per  sviluppare
iniziative  che  diffondano  e  valorizzino   le   migliori
iniziative in materia di politiche  familiari  adottate  da
enti  pubblici  e   privati,   enti   locali,   imprese   e
associazioni; per sostenere le  adozioni  internazionali  e
garantire il pieno funzionamento della Commissione  per  le
adozioni internazionali.»
«1252. Il Ministro delle politiche per la famiglia, con
proprio decreto,  ripartisce  gli  stanziamenti  del  Fondo
delle politiche per la famiglia tra gli interventi  di  cui
ai commi 1250 e 1251.».
– Il decreto interministeriale  15  maggio  2001  reca:
“Approvazione delle modalita’ di erogazione dei  contributi
ex art. 9, comma 2, della L.  8  marzo  2000,  n.  53,  che
dispone la concessione di contributi a carico del Fondo per
l’occupazione, in favore di aziende che applichino  accordi
contrattuali  che  prevedono   azioni   positive   per   la
flessibilita’.”
1) per il  90%  al  finanziamento  delle  tipologie  di  progetto
previste all’articolo 9, comma 1, della legge;
2) per il 10% al finanziamento dei progetti di  cui  all’articolo
2. Le quote percentuali da  destinare  alle  diverse  tipologie  di
azione previste dalle lettere a), b) e c) dell’articolo 9,  comma  1,
a)  numero  medio  delle  richieste  di  finanziamento   ricevute
nell’anno precedente, in relazione a ciascuna tipologia di azione;
b) numero medio di progetti approvati  e  positivamente  conclusi
nell’anno precedente, in relazione a ciascuna  tipologia  di  azione;
Capo II  Progetti per la flessibilita’, il reinserimento e
gli interventi innovativi in favore di lavoratori dipendenti ai sensi
dell’articolo 9, comma 1, della legge
1. I progetti disciplinati dal presente capo, sono  finanziati  per
a) progetti articolati  per  consentire  alle  lavoratrici  e  ai
lavoratori di usufruire di particolari forme di  flessibilita’  degli
orari   e   dell’organizzazione   del   lavoro,   quali,   a   titolo
esemplificativo,  part  time  reversibile,  telelavoro  e  lavoro   a
su turni  e  su  sedi  diverse,  orario  concentrato,  con  specifico
misure di flessibilita’, sistemi innovativi per la valutazione  della
prestazione e dei risultati, in base a quanto previsto  dall’articolo
7, comma 2. L’elenco delle predette azioni di flessibilita’  non  e’,
b) programmi ed azioni, comprese le  attivita’  di  formazione  e
aggiornamento, volti a favorire il reinserimento delle lavoratrici  e
dei lavoratori dopo un periodo di assenza dal lavoro non inferiore  a
sessanta giorni a titolo di congedo  di  maternita’  e  paternita’  o
vita professionale e vita familiare. Nel caso di congedo parentale  o
per altri motivi legati alla conciliazione tra vita  professionale  e
c) progetti che, anche attraverso l’attivazione di reti tra  enti
territoriali,  aziende  e  parti  sociali,  promuovano  interventi  e
servizi innovativi in risposta alle  esigenze  di  conciliazione  tra
vita  professionale  e  vita  familiare  delle  lavoratrici   e   dei
1. Possono presentare progetti di cui al presente capo, sulla  base
di specifico accordo contrattuale, stipulato con le modalita’ di  cui
a) i  datori  di  lavoro  privati  che  esercitano  attivita’  di
impresa, anche in forma collettiva (societa’), nonche’ i consorzi,  i
gruppi di imprese e le associazioni di imprese, ivi  comprese  quelle
temporanee,  costituite  o  costituende,  anche  ove   prevedano   la
b) altri datori di lavoro  privati  non  esercenti  attivita’  di
c) le aziende sanitarie  locali,  le  aziende  ospedaliere  e  le
aziende  ospedaliere  universitarie,  a   concorrenza   della   somma
eventualmente residua, una volta soddisfatte, per ciascuna  scadenza,
le richieste di  contributi  presentate  dai  soggetti  di  cui  alle
lettere a) e b) e dichiarate “ammissibili a finanziamento”  ai  sensi
dell’articolo 16, comma 3.
2. Gli enti pubblici diversi da quelli elencati al comma  1,  lett.
c) non rientrano, comunque, tra i soggetti  finanziabili,  anche  nel
caso in cui prendano parte a progetti  promossi  nell’ambito  di  una
3. Parimenti, non sono finanziabili i soggetti che  si  trovino  in
stato di  fallimento,  liquidazione,  amministrazione  controllata  o
concordato preventivo o per  i  quali  siano  in  corso  procedimenti
diretti all’apertura di una delle predette procedure.
4. I soggetti che hanno  gia’  usufruito  di  contributi  ai  sensi
dell’articolo 9 della legge possono presentare una nuova  domanda  di
a) che il progetto finanziato sia realizzato in ogni sua fase,  e
siano concluse le  procedure  di  verifica,  nonche’  sia  rilasciata
l’autorizzazione al pagamento del saldo;
b)  che  il  nuovo  progetto  presentato   contenga   e   indichi
chiaramente elementi di novita’ sostanziale rispetto  al  precedente,
sviluppando un’azione riferita ad una diversa  tipologia  progettuale
ovvero, nell’ambito della  medesima  tipologia  progettuale,  ad  una
differente  azione  positiva  di  flessibilita’,  ovvero  a   diversi
5. In caso di progetti presentati da consorzi, gruppi di imprese  e
associazioni temporanee di imprese  finalizzate  alla  promozione  di
dipendenti delle  aziende  consorziate  o  partecipanti,  le  singole
aziende coinvolte  possono  presentare  anche  individualmente  altri
progetti a  valere  sull’articolo  9  della  legge,  solo  quando  il
1. Destinatari dei progetti disciplinati dal presente capo sono  le
lavoratrici ed i lavoratori  dipendenti,  inclusi  i  dirigenti,  con
figli  minori  ovvero  con  a   carico   persone   disabili   o   non
autosufficienti,  ovvero  persone  affette   da   documentata   grave
2. Tra i soggetti di cui al comma 1 sono  compresi  altresi’,  alle
medesime condizioni, i soci lavoratori  e  le  socie  lavoratrici  di
societa’   cooperative,   le   lavoratrici   ed   i   lavoratori   in
somministrazione, nonche’ i  soggetti  titolari  di  un  rapporto  di
collaborazione coordinata e continuativa nella modalita’ a  progetto,
purche’ la natura del rapporto sia compatibile con la tipologia e con
la durata dell’azione proposta con la domanda di finanziamento.
a) l’accordo con le organizzazioni  di  rappresentanza  sindacale
firmatarie il contratto collettivo nazionale di lavoro  applicato  in
b) l’accordo collettivo  di  secondo  livello  stipulato  con  le
rappresentanze sindacali aziendali o con le rappresentanze  sindacali
c) l’accordo collettivo  di  secondo  livello  stipulato  con  le
strutture territoriali di organizzazioni  sindacali  comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale;
d) l’accordo quadro  stipulato  a  livello  territoriale  tra  le
associazioni dei datori  di  lavoro  e  le  organizzazioni  sindacali
comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale;
e) le intese definite dagli enti bilaterali per  il  comparto  di
tra le organizzazioni sindacali e le  organizzazioni  datoriali  piu’
f) nel caso di datori che occupino alle loro dipendenze  meno  di
15 prestatori di lavoro, l’accordo tra  il  datore  di  lavoro  e  il
2.  L’accordo  contrattuale  e’  presupposto   indispensabile   per
l’ammissibilita’ dei progetti  disciplinati  dal  presente  capo,  in
funzione di garanzia dell’adattamento  del  contesto  aziendale  alle
esigenze di conciliazione tra vita  professionale  e  vita  familiare
3. Il predetto accordo fornisce soluzioni specifiche alle  esigenze
vita  professionale  e  vita  familiare  ovvero  introduce  procedure
generali che consentano  alle  esigenze  di  conciliazione  tra  vita
4.  L’accordo  illustra  espressamente,  in  relazione  ai  singoli
interventi proposti, la valenza di azione  positiva  e  l’innovazione
apportata  dal  progetto  rispetto  a  quanto  gia’  previsto   dalla
legislazione  vigente,  dal   contratto   collettivo   nazionale   di
riferimento, ovvero, ove piu’ avanzata, dalla prassi gia’ adottata in
gli interventiinnovativi in favore di lavoratori dipendenti ai sensi
1.  Per  tutti  i  progetti  disciplinati  dal  presente  capo,  e’
a) le azioni  previste  siano  rivolte  in  misura  prevalente  a
destinatari che abbiano figli con  disabilita’  ovvero  figli  minori
fino a dodici anni di eta’,  o  fino  a  quindici  anni  in  caso  di
b) il proponente sia un’impresa che realizza un fatturato annuo o
un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro e  che
si avvale dell’apporto complessivo di non piu’  di  50  persone,  ivi
compreso il titolare che partecipi personalmente al lavoro  aziendale
con carattere di abitualita’ e prevalenza.
2. Per i progetti di cui all’articolo 9, comma 1, lettera a), della
legge, e’ inoltre attribuito un punteggio aggiuntivo nel caso in cui,
contestualmente alle misure di flessibilita’, si preveda di applicare
sistemi  innovativi  per  la  valutazione  della  prestazione  e  dei
del contributo prestato dai  soggetti  beneficiari  delle  misure  di
3. Per i progetti di cui all’articolo 9, comma 1, lettera b), della
legge, fermo restando quanto previsto dall’articolo  56  del  decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e’ inoltre attribuito un punteggio
aggiuntivo ai progetti che prevedano il rientro della  lavoratrice  o
del lavoratore nella medesima unita’ produttiva  e  con  le  funzioni
4. Per i progetti di cui all’articolo 9, comma 1, lettera c), della
legge, e’ inoltre attribuito un punteggio aggiuntivo nel caso in  cui
gli stessi prevedano l’attivazione di reti funzionali agli interventi
1.  Fermo  restando  quanto  previsto  all’articolo   7,   per   la
valutazione dei progetti di cui al  comma  1  dell’articolo  9  della
legge, la commissione tecnica  di  cui  all’articolo  15  utilizza  i
a)  innovativita’  dell’azione,  intesa  come  introduzione,  non
sperimentata  in  precedenza,  di  pratiche  o  servizi  migliorativi
rispetto a quelli gia’  in  vigore  in  base  alla  legislazione,  al
contratto collettivo e alle prassi applicate all’interno del luogo di
b) concretezza dell’azione, intesa come chiara  individuazione  e
coerenza  delle  azioni  progettate  e  dei  loro  presupposti,   con
particolare  riguardo  alle  esigenze  di  conciliazione   tra   vita
c) efficacia dell’azione, intesa come idoneita’  delle  azioni  a
luce degli strumenti di  monitoraggio  predisposti  e  del  grado  di
d) economicita’ dell’azione, intesa come corretta articolazione e
congruita’ dei costi illustrati nel piano finanziario;
e) sostenibilita’ dell’azione, intesa come capacita’ di mantenere
i benefici nel tempo, anche  in  virtu’  dei  contenuti  dell’accordo
contrattuale  e  della  presenza  di  reti  in  grado  di   sostenere
l’intervento ovvero della coerenza del progetto con le  politiche  di
conciliazione tra vita professionale  e  vita  familiare  attivate  a
Capo III  Progetti di sostituzione o collaborazione in favore
di soggetti autonomi ai sensi dell’articolo 9, comma 3, della legge
1. Per i progetti disciplinati dal presente capo, l’importo massimo
finanziabile e’ di euro 35.000,00; il compenso  da  corrispondere  al
sostituto o al collaboratore non puo’ superare il reddito  imponibile
relativo all’attivita’ svolta dall’interessato  nell’anno  precedente
ovvero,  ove  piu’  favorevole,  la  media  dei  redditi   imponibili
nel caso di sostituzione,  quanto  nel  caso  di  collaborazione,  il
compenso non puo’, comunque, essere inferiore al  minimo  retributivo
previsto dal CCNL per il lavoratore subordinato che  svolge  funzioni
comparabili, con  specifico  riferimento,  per  i  professionisti  ed
2. La durata massima, riferita alla coppia genitoriale, e’  fissata
in 12 mesi, anche frazionabili nell’arco di 24 mesi.
impresa, ai lavoratori  autonomi  o  ai  liberi  professionisti,  per
esigenze legate alla maternita’ o alla presenza  di  figli  minori  o
sensi di quanto previsto dall’articolo 1, lettere f) e g).
4. I familiari partecipanti, i soci partecipanti all’impresa e  gli
eventuali associati in partecipazione non possono,  in  nessun  caso,
i lavoratori a progetto. Questi ultimi  devono  dimostrare  l’assenso
esplicito del  committente,  al  quale  possono  anche  scegliere  di
delegare integralmente gli adempimenti relativi alla presentazione  e
c) i titolari di impresa collettiva,  limitatamente  ai  casi  in
1. partecipino personalmente al lavoro aziendale con  carattere
di abitualita’ e prevalenza e risultino iscritti, da almeno  6  mesi,
ad un’assicurazione obbligatoria;
2. sussista l’autorizzazione da parte  degli  altri  soci  alla
b) i familiari partecipanti all’impresa di cui  all’articolo  230
c) gli associati in partecipazione di cui agli  articoli  2549  e
per ciascuna scadenza, coloro la cui media  del  reddito  imponibile,
dichiarato negli ultimi due anni antecedenti alla  domanda,  non  sia
superiore a euro 70.000,00, sempre che, laddove titolari  di  impresa
individuale  o  collettiva,  la  stessa   si   avvalga   dell’apporto
lavorativo complessivo di non piu’ di dieci soggetti, ivi compresi il
titolare o i soci che partecipino personalmente al  lavoro  aziendale
4. I soggetti che hanno gia’ usufruito di  finanziamenti  ai  sensi
dell’articolo 9, comma 3, della legge possono  presentare  una  nuova
b) che si presenti una specifica esigenza  di  conciliazione  tra
vita professionale e vita familiare legata ad un nuovo evento,  quale
una nuova maternita’ o adozione.
– Si riporta l’art. 230 bis del codice civile:
«Art. 230 bis (Impresa  familiare).  –  Salvo  che  sia
configurabile un diverso rapporto, il familiare che  presta
in modo continuativo  la  sua  attivita’  di  lavoro  nella
famiglia   o   nell’impresa   familiare   ha   diritto   al
mantenimento  secondo  la  condizione  patrimoniale   della
famiglia e partecipa agli utili dell’impresa  familiare  ed
ai  beni  acquistati  con  essi  nonche’  agli   incrementi
dell’azienda,   anche   in   ordine   all’avviamento,    in
proporzione alla quantita’ e qualita’ del lavoro  prestato.
Le decisioni concernenti  l’impiego  degli  utili  e  degli
incrementi   nonche’   quelle   inerenti   alla    gestione
straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla  cessazione
dell’impresa sono adottate, a  maggioranza,  dai  familiari
che   partecipano   all’impresa   stessa.    I    familiari
partecipanti all’impresa che non hanno la  piena  capacita’
di agire sono rappresentati nel voto  da  chi  esercita  la
potesta’ su di essi.
Il lavoro della  donna  e’  considerato  equivalente  a
Ai fini della disposizione di cui  al  primo  comma  si
grado, gli affini entro il secondo; per  impresa  familiare
Il diritto di partecipazione di cui al primo  comma  e’
di familiari indicati nel comma precedente col consenso  di
tutti i partecipi. Esso puo’  essere  liquidato  in  danaro
lavoro, ed altresi’ in caso di alienazione dell’azienda. Il
pagamento puo’ avvenire in piu’ annualita’, determinate, in
In caso di  divisione  ereditaria  o  di  trasferimento
dell’azienda i  partecipi  di  cui  al  primo  comma  hanno
diritto di prelazione sull’azienda. Si applica, nei  limiti
in cui e’ compatibile, la disposizione dell’articolo 732.
Le   comunioni    tacite    familiari    nell’esercizio
dell’agricoltura  sono   regolate   dagli   usi   che   non
– Si riporta il testo degli articoli 2549, 2550,  2551,
2552, 2553 e 2554 del codice civile:
«Art.  2549  (Nozione).   –   Con   il   contratto   di
determinato apporto.».
«Art. 2550 (Pluralita’ di associazioni). – Salvo  patto
contrario, l’associante non puo’ attribuire  partecipazioni
per la stessa impresa o  per  lo  stesso  affare  ad  altre
persone senza il consenso dei precedenti associati.».
«Art. 2551 (Diritti ed obbligazioni  dei  terzi).  –  I
terzi acquistano diritti e assumono  obbligazioni  soltanto
verso l’associante.».
«Art. 2552 (Diritti dell’associante e  dell’associato).
–   La   gestione   dell’impresa   o   dell’affare   spetta
all’associante.
Il contratto puo’  determinare  quale  controllo  possa
esercitare l’associato  sull’impresa  o  sullo  svolgimento
dell’affare per cui l’associazione e’ stata contratta.
In ogni  caso  l’associato  ha  diritto  al  rendiconto
dell’affare compiuto o a quello annuale della  gestione  se
questa si protrae per piu’ di un anno.».
«Art. 2553 (Divisione degli utili e delle  perdite).  –
Salvo patto contrario, l’associato partecipa  alle  perdite
nella stessa misura in cui  partecipa  agli  utili,  ma  le
perdite che colpiscono l’associato non possono superare  il
valore del suo apporto.».
«Art. 2554 (Partecipazione agli utili e alle  perdite).
– Le disposizioni degli articoli 2551 e 2552  si  applicano
anche al contratto di  cointeressenza  agli  utili  di  una
impresa senza partecipazione alle perdite, e  al  contratto
con il quale un contraente  attribuisce  la  partecipazione
agli utili e alle  perdite  della  sua  impresa,  senza  il
corrispettivo di un determinato apporto.
Per  le  partecipazioni  agli   utili   attribuite   ai
prestatori  di   lavoro   resta   salva   la   disposizione
dell’articolo 2102.».
1. Per i progetti disciplinati dal presente capo, e’  assegnato  un
punteggio addizionale in presenza di figli fino a tre anni di eta’  o
figli disabili ovvero in presenza di  particolari  carichi  di  cura,
nonche’ nel caso in cui gli stessi siano promossi attraverso reti.
1.  Fermo  restando  quanto  previsto  all’articolo  11,   per   la
valutazione dei progetti di cui al  comma  3  dell’articolo  9  della
a) concretezza dell’azione, intesa come chiara  individuazione  e
b) efficacia dell’azione, intesa come idoneita’  delle  azioni  a
c) economicita’ dell’azione, intesa come corretta articolazione e
congruita’  dei  costi  illustrati   nel   piano   finanziario,   con
Capo IV   Presentazione, valutazione e selezione dei progetti
1. I soggetti proponenti fanno pervenire  all’ufficio  i  progetti,
allegando l’apposita domanda  di  ammissione  a  finanziamento  e  il
disponibili dall’ufficio stesso.
2. Le domande sono presentate entro il 10 febbraio, il 10 giugno  e
il 10 ottobre di ciascun anno, salva  diversa  indicazione  contenuta
nell’avviso di finanziamento annuale.
1.  L’ufficio  verifica  la  regolare  presentazione  dei  progetti
pervenuti e li dichiara “non ammissibili a valutazione”  in  presenza
di una o piu’ delle seguenti condizioni:
b) la domanda  di  finanziamento  non  risulta  sottoscritta  dal
proponente o dal suo legale rappresentante ovvero da  altro  soggetto
dall’ufficio e non e’ possibile  operare  un’esatta  imputazione  dei
costi alle attivita’, ne’ valutare la congruita’ dei costi stessi;
f) per i progetti di cui all’articolo 9, comma  1,  della  legge,
manca l’accordo contrattuale.
2.  L’ufficio  chiede  l’integrazione  della   documentazione,   da
produrre nel termine perentorio di quindici giorni,  in  presenza  di
una o piu’ delle seguenti condizioni:
a)  non  e’  possibile  risalire   con   evidenza   ai   soggetti
sottoscrittori  dell’accordo   contrattuale,   purche’   gli   stessi
b) manca l’indicazione del  CCNL  o,  in  mancanza,  dell’accordo
c)  manca  la  documentazione  giustificativa  (delega   o   atto
costitutivo) che autorizza un soggetto diverso  dal  proponente  alla
sottoscrizione della domanda di finanziamento, del piano  finanziario
o dell’accordo contrattuale;
d) per i progetti di cui all’articolo 9, comma 3, della legge del
prodotto nei due anni precedenti alla presentazione della domanda  di
1. La selezione e’ affidata ad un’apposita commissione nominata con
2.  La  commissione,  la  cui  composizione  e’   individuata   nel
successivo decreto di nomina, e’ presieduta dal Capo del Dipartimento
per le politiche della famiglia o da un dirigente da lui  delegato  e
vede rappresentate le amministrazioni concertanti, nonche’ le regioni
e gli enti locali. La commissione puo’ avvalersi della consulenza  di
3. La commissione funziona a titolo  gratuito.  Il  rimborso  delle
eventuali spese di missione in favore dei componenti fuori sede e’  a
4.  Ai  fini  della   individuazione   della   composizione   della
commissione,  si  terra’  conto  dell’opportunita’  di  garantire  il
coordinamento con il Comitato nazionale per l’attuazione dei principi
di  parita’  di  trattamento  ed  uguaglianza  di  opportunita’   tra
lavoratori e lavoratrici di cui agli articoli  8,  9,  10  e  11  del
decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198  e  con  il  Comitato  per
l’imprenditoria femminile di cui  al  decreto  del  Presidente  della
– Gli articoli 8, 9, 10 e 11 del decreto legislativo 11
aprile 2006 n. 198 (Codice delle pari opportunita’ tra uomo
e donna, a norma dell’articolo 6 della L. 28 novembre 2005,
n. 246) disciplinano la costituzione, la  composizione,  la
convocazione, il funzionamento e  i  compiti  del  Comitato
nazionale per  l’attuazione  dei  principi  di  parita’  di
trattamento ed uguaglianza di opportunita’ tra lavoratori e
lavoratrici,  nonche’  il   collegio   istruttorio   e   la
segreteria tecnica (Libro I Disposizioni per la  promozione
delle pari opportunita’  tra  uomo  e  donna  –  Titolo  II
Organizzazione per la promozione delle pari opportunita’  –
Capo III – Comitato nazionale per l’attuazione dei principi
di parita’ di trattamento ed  uguaglianza  di  opportunita’
tra lavoratori e lavoratrici.).
2007, n. 101 reca il  Regolamento  per  il  riordino  della
Commissione per l’imprenditoria femminile, operante  presso
il Dipartimento per i diritti e  le  pari  opportunita’,  a
norma dell’articolo 29 del D.L.  4  luglio  2006,  n.  223,
convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto  2006,  n.
1. Le risorse annualmente  disponibili  per  il  finanziamento  dei
progetti disciplinati, rispettivamente, al comma  1  ed  al  comma  3
dell’articolo 9 della legge sono ripartite, nei  limiti  delle  quote
stabilite dall’articolo 2, comma 1, in base  al  numero  di  scadenze
fissate nell’arco dell’anno per la  presentazione  delle  domande  di
inseriti in due elenchi distinti, all’interno dei quali sono  formate
graduatorie prioritarie  in  relazione  alle  categorie  di  soggetti
individuati, rispettivamente, all’articolo 4, comma 1, lettere  a)  e
b) e all’articolo 10, comma 3.
3. Sono dichiarati “ammissibili a  finanziamento”  i  progetti  che
4. Sono, infine, “ammessi a finanziamento”, in ordine di punteggio,
i progetti dichiarati “ammissibili a finanziamento”, a partire  dalle
1. Nel caso di risorse eccedenti rispetto alle somme richieste  per
finanziare i progetti dichiarati “ammissibili  a  finanziamento”  per
ciascuna  scadenza,  le  stesse   sono   riportate   sulla   scadenza
successiva, nei limiti dell’anno di riferimento.
2. Nel caso di risorse insufficienti rispetto alle somme  richieste
per  finanziare  tutti   i   progetti   dichiarati   “ammissibili   a
finanziamento” per  ciascuna  scadenza,  i  progetti  non  finanziati
concorrono, nel rispetto dei requisiti di  priorita’,  a  formare  le
graduatorie  della  scadenza  successiva,  nei  limiti  dell’anno  di
3. Quando le risorse che  residuano  dall’attribuzione  progressiva
delle somme riconosciute dalla commissione ai singoli proponenti  non
sono sufficienti a finanziare  tutti  i  progetti  che  riportano  il
medesimo punteggio nell’ambito della categoria di riferimento,  detti
progetti concorrono, nel  rispetto  dei  requisiti  di  priorita’,  a
formare le graduatorie delle scadenze successive,  sulle  quali  sono
altresi’ riportate le somme residue disponibili, nei limiti dell’anno
1. I progetti selezionati sono  approvati  e  ammessi  al  rimborso
totale o parziale degli oneri connessi alla loro  realizzazione,  con
o Sottosegretario delegato alle politiche per la famiglia, entro  180
giorni dalla data di scadenza prevista  per  la  loro  presentazione,
sulla base di una specifica convenzione  predisposta  dall’ufficio  e
2. L’erogazione totale del contributo complessivamente destinato al
finanziamento di ciascun progetto e’  subordinata  alla  effettiva  e
corretta attuazione e rendicontazione dello stesso, nonche’ all’esito
delle eventuali verifiche  disposte  dall’ufficio,  anche  tramite  i
3. In particolare, il contributo concesso e’ erogato in  due  quote
a) la  prima  quota,  pari  al  40%  del  contributo  ammesso  al
finanziamento,  e’  corrisposta  a  titolo  di  anticipo,   dopo   la
comunicazione   circa   l’accoglimento    della    domanda,    previa
presentazione di idonea fideiussione bancaria o assicurativa e  della
ulteriore documentazione richiesta dall’ufficio;
b) il saldo, pari al 60% del contributo ammesso a  finanziamento,
e’ corrisposto a  conclusione  di  tutte  le  azioni  programmate  in
dietro presentazione all’ufficio di apposita relazione,  che,  per  i
progetti di cui all’articolo 9, comma 1, della legge, e’ sottoscritta
dichiarazione  sindacale  di  conformita’  al  progetto   concordato,
rilasciata dalla stessa struttura stipulante l’accordo.
4. L’ufficio competente puo’ rivolgersi, in ogni momento fino  alla
corresponsione del saldo, ai  servizi  ispettivi  del  Ministero  del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  per  la  verifica  presso   il
5.  I  proponenti  destinatari  dei  contributi   sono   tenuti   a
collaborare  alle  attivita’  di  monitoraggio   qualitativo   svolte
Capo V   Sanzioni e disposizioni finali
1. In caso  di  mancata  osservanza  della  convenzione  ovvero  di
irregolarita’ nell’attuazione o nella rendicontazione  del  progetto,
anche sulla base dei riscontri effettuati dai servizi  ispettivi  del
Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali,  l’ufficio,  previo
preavviso ovvero diffida ad adempiere entro il termine perentorio  di
10 giorni ed esaminate  le  eventuali  osservazioni  dell’interessato
rese ai sensi dell’articolo 10 bis della legge 241/1990, con  decreto
motivato revoca il finanziamento e procede al  recupero  delle  somme
eventualmente gia’ erogate, maggiorate degli interessi legali.
– Si riporta l’art. 10 bis della Legge 7  agosto  1990,
amministrativi.), cosi’ come  aggiunto  dall’art.  6  della
Legge 11 febbraio 2005, n. 15  (Modifiche  ed  integrazioni
alla L. 7 agosto 1990, n. 241, concernenti  norme  generali
sull’azione amministrativa):
«Art.  10  bis  (Comunicazione  dei   motivi   ostativi
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2010, n. 277 – Regolamento recante criteri e modalita’ per la concessione dei contributi di cui all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53. (11G0103) – (GU n. 101 del 3-5-2011 redazione redazione 2015-05-19T06:50:13+00:00