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Timestamp: 2019-02-23 09:00:26+00:00
Document Index: 84363876

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 80', 'art. 75', 'art. 80', 'art. 75', 'art. 80']

Veicoli atipici e revisione auto d'epoca - Automotor Adriatica
Veicoli atipici e revisione auto d’epoca
E' da qualche mese che cerco di scrivere questo post, volevo creare una pagina che raccogliesse tutte le normative riguardanti i veicoli atipici in ordine cronologico, con un'attenzione particolare alle auto d'epoca e di interesse storico. Sentito anche il parere del nostro referente alla Motorizzazione, che afferma che i veicoli d'epoca e di interesse storico vanno revisionati ogni anno, ho cercato di inserire tutte le normative e le successive modifiche in modo da avere un quadro il più chiaro possibile (almero spero).
Nei documenti e leggi che riguardano le revisioni e in un quadro più generale nel codice della strada, si sente parlare di veicoli atipici, ma cosa sono i veicoli atipici, il veicolo o auto che noi abbiamo rientra in questa categoria?
Cominciamo col vedere cosa dice l'art. 59 del D.L. 285 30/04/1992:
Dal Decreto Legge 285 del 30/04/1992
Art. 59. Veicoli con caratteristiche atipiche.
1. Sono considerati atipici i veicoli elettrici leggeri da città, i veicoli ibridi o multimodali e i microveicoli elettrici o elettroveicoli ultraleggeri, nonché gli altri veicoli che per le loro specifiche caratteristiche non rientrano fra quelli definiti negli articoli dal 52 al 58.
2. Il Ministro dei trasporti, sentiti i Ministri interessati, stabilisce, con proprio decreto:
2. Rientrano nella categoria dei veicoli d'epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l'ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico della Direzione generale della M.C.T.C.
4. Rientrano nella categoria dei motoveicoli ed autoveicoli di interesse storico o collezionistico tutti quelli di cui risulti l'iscrizione nei registri previsti dall'art. 5, comma trentaquattresimo, del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1983, n. 53. I detti veicoli, qualora non iscritti al P.R.A. alla data di entrata in vigore del presente codice, per poter circolare devono essere reimmatricolati ed iscritti nei registri del P.R.A., secondo le norme del presente codice. La reimmatricolazione è ammessa quando i motoveicoli e gli autoveicoli rivestono le caratteristiche di valore storico o collezionistico necessarie per individuare tale tipo di veicoli, determinate dal regolamento. Il regolamento stabilisce anche le caratteristiche ed i requisiti tecnici che i predetti veicoli devono presentare e che si ricollegano ai requisiti previsti al momento della costruzione, con le modificazioni necessarie per adattarli alle attuali esigenze della circolazione. I medesimi veicoli sono iscritti in apposito elenco presso la Direzione generale della M.C.T.C.
5. I veicoli di interesse storico o collezionistico possono circolare sulle strade purché posseggano i requisiti previsti per questo tipo di veicoli, determinati dal regolamento ai sensi del comma 4.
6. Chiunque circola con veicoli d'epoca senza l'autorizzazione prevista dal comma 3, ovvero con veicoli di cui al comma 5 sprovvisti dei requisiti previsti per questo tipo di veicoli dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 127.020 a lire 508.070 se si tratta di autoveicoli, o da lire 63.510 a lire 254.030 se si tratta di motoveicoli (1).
(1) Articolo così modificato, con effetto dal 1° ottobre 1993, dall'art. 26, d.lg. 10 settembre 1993, n. 360. Con d.m. 29 dicembre 2000, la sanzione è stata aggiornata nella misura indicata.
Il comma 4 fu sostituito dalla legge 214 del 1/8/2003 , di conv. D.L. n. 151/2003.
2-quater. Il comma 4 dell'articolo 60 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, e' sostituito dal
"4. Rientrano nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di
interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui risulti
l'iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia,
Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI".
La legge 214 e l'art. 60 furono poi integrate dalla legge 215
Poi fu emanata la Circolare 4437/M360 23/11/2003, che ERA l'ultima in ordine di tempo fino al 19/03/2010 quando è stata emanata l'ultima modifica.
10 resta in ogni caso ferma la necessità che il veicolo di interesse storico e
collezionistico, per poter circolare su strada, debba essere in regola con gli
obblighi di revisione annuale, stante il combinato disposto di cui agli art. 80,
comma 4, e 60, comma 1, c.d.s.; pertanto, si richiama la necessità che sul
duplicato della carta di circolazione sia annotato che il veicolo deve essere
sottoposto a revisione prima della immissione in circolazione;
E' stata emesso una circolare che risolve il problema delle vetture che risultano con il numero di telaio sbagliato, o che erano non esistenti negli archivi della motorizzazione, adesso è possibile farsi correggere il numero di telaio sul database e poi fare la revisione in un centro revisioni privato.
Il nuovo servizio revisioni entrato in vigore il 17 agosto 2009 ha introdotto, come noto, la non
revisionabilità presso i centri revisione di veicoli nel caso in cui il telaio riportato sulla carta di circolazione sia
assente o difforme da quello presente nell'archivio nazionale veicoli.
Tale scelta è stata dettata dalla imprescindibile necessità di affidare esclusivamente agli Uffici della
motorizzazione le attività di inserimento o modifica permanente di dati nel SIMOT.
Di seguito sono individuati i casi più frequenti di anomalie relative al telaio ed indicate le modalità di
1. Telaio mancante per vetustà del mezzo e/o carta di circolazione non meccanizzata.
L'Ufficio provvede, esclusivamente mediante la verifica della carta di circolazione, all'aggiornamento
dell'archivio utilizzando la funzione SC67, senza stampa della carta di circolazione secondo le modalità già
Per questa operazione l'utente non sarà chiamato a corrispondere alcun importo.
Dal giorno successivo all'aggiornamento dei dati in archivio, il veicolo potrà essere presentato presso
qualsiasi centro revisione per essere sottoposto alla revisione.
2. Telaio corretto manualmente sulla carta di circolazione e non aggiornato in archivio.
2.1 Nel caso in cui la correzione sia stata effettuata dal medesimo Ufficio che sta provvedendo
all'aggiornamento del dato in archivio, si deve procedere, come di consueto, utilizzando la mappa
GPRA funzione 09.
Anche in questo caso non dovrà essere corrisposto alcun importo.
La revisione potrà essere effettuata presso un qualsiasi centro revisione dal lunedì successivo
all'aggiornamento dei dati in archivio.
2.2 Nel caso in cui la correzione sia stata effettuata da Ufficio diverso da quello presso il quale è avanzata
la richiesta di aggiornamento dell'archivio, si procederà come segue. Il veicolo al quale è associata la
carta di circolazione di cui trattasi dovrà essere sottoposto a revisione presso l'Ufficio al quale è
presentata la richiesta (come detto diverso da quello che ha effettuato manualmente la correzione della
CDC) al fine di consentire anche ogni necessaria verifica sul telaio punzonato.
L'operazione di aggiornamento del telaio all'interno del sistema informativo, propedeutica all'inserimento
dell'esito della revisione, dovrà essere comunque effettuata tramite l'uso della mappa GPRA funzione 09.
In questo caso dovrà essere corrisposta la sola tariffa di revisione.
Il 19-03-2010 c'è stato un aggiornamento legislativo che ha chiarito lo spinoso dilemma delle vetture d'epoca o di interesse storico. Allego il decreto ministeriale e i 4 allegati dove si regolamenta le revisioni, le modalità di revisione, l'iscrizione, la reimmatricolazione o la cancellazione di una vettura d'epoca. Quello che a noi interessa, per l'argomento trattato in questo post, è che le revisioni periodiche per le auto d'epoca o di interesse storico sono definitivamente tornate a due anni e non più ad un anno.
Dall'allegato 3 leggiamo:
Le presenti disposizioni si applicano ai veicoli classificati di interesse storico e collezionistico appartenenti alle guenti categorie:
c) autoveicoli destinati al trasporto di cose di massa complessiva a pieno carico non
superiore a 3 500 kg;
d) autoveicoli isolati destinati al trasporto di persone e il cui numero di posti a
sedere,escluso quello del conducente, e' superiore a otto;
e) autoveicoli isolati destinati al trasporto di cose di massa complessiva a pieno carico
superiore a 3.500 kg;
f) rimorchi e semirimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore
a 3 500 kg, facenti parte di un complesso di veicoli classificato di interesse storico e
collezionistico.
I veicoli indicati al precedente punto 1 sono sottoposti a revisione periodica ogni due anni, sempre che i veicoli non siano stati sottoposti, nell’anno in cui ricorre l’obbligo della
revisione, a visita e prova per l’accertamento dei requisiti alla idoneità alla circolazione ai
sensi dell’art. 75 del Codice della Strada, entro il mese di rilascio della carta di circolazione
ovvero entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.
4.1 La competenza per le revisioni periodiche dei veicoli di interesse storico e
collezionistico è stabilita, avuto riguardo delle categorie internazionali di appartenenza dei
veicoli stessi, a norma dell’art. 80 del DPR 16 dicembre 1992. n. 495, fatto salvo quanto
indicato al punto successivo;
4.2 Le revisioni dei veicoli di interesse storico e collezionistico costruiti prima dell’1°
gennaio 1960 sono effettuate esclusivamente dai competenti uffici motorizzazione civile.
Il 04/10/2010, con la circolare 79260, si puntualizza di nuovo le competenze della Motorizzazione Civile in materia di veicoli precedenti al 1960 e la periodicità biennale della revisione, inoltre, nella circolare ci precisano alcuni punti controversi della materia.
A norma dell’articolo 9 del decreto ed, in particolare, secondo quanto specificato
nell’allegato III allo stesso decreto, i veicoli di interesse storico e collezionistico sono
sottoposti a revisione periodica con cadenza biennale, secondo il consueto calendario:
entro il mese di rilascio della carta di circolazione ovvero entro il mese corrispondente a 7
quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione, sempre che i veicoli non siano
stati sottoposti, nell’anno in cui ricorre l’obbligo della revisione, a visita e prova per
l’accertamento dei requisiti alla idoneità alla circolazione ai sensi dell’art. 75 CdS.
I controlli tecnici da effettuare in sede di revisione sono specificati nel citato allegato III al
Si ritiene opportuno evidenziare che, fermo restando quanto stabilito dall’art. 80 del CdS
in merito alla competenza per le revisioni periodiche in relazione alle categorie
internazionali di appartenenza dei veicoli stessi, le revisioni dei veicoli di interesse storico e collezionistico costruiti prima dell’1° gennaio 1960 sono effettuate esclusivamente dagli UMC.
Non avendo un titolo di studio adeguato per potermi districare tra leggi e comma (praticamente una giungla), l'articolo scritto potrebbe essere privo di qualche legge o passaggio intermedio, sono bene accetti interventi, suggerimenti o correzioni.
86 pensieri su “Veicoli atipici e revisione auto d’epoca”
Matteo 22 Settembre 2011 alle 11:37
per la mia motorizzazione (brescia) solo le autovetture iscritte all' ASI o comunque iscritti in pubblici registri "storici" e antecedenti al 1 gennaio 1960 devono essere fatte in motorizzazione. Se la vettura in questione non è iscritta ASI la si può fare anche in un centro privato, facendo tutte le prove...per conto mio quelle prima del 1960 non le faccio!!!saranno 4-5 all'anno e non vale la pena rischiare per 200 euro. Grazie
en_ry Autore articolo 15 Settembre 2011 alle 10:42
Ciao Franco, in motorizzazione non risulta niente, mi hanno confermato che le vetture prima del 1960 non le possiamo fare.
Fatti dire dal tuo referente in motorizzazione, con che argomentazioni sostiene il contrario, ha qualche circolare, qualche informatica, come fà a dirlo. Vediamo se riusciamo a scoprire qualcosa....
franco 9 Settembre 2011 alle 09:44
ok.grazie come sempre e ci sentiamo alla prossima.
en_ry Autore articolo 8 Settembre 2011 alle 13:07
Salve Franco, le vacanze sono ormai alle spalle, qui per le revisioni delle vetture antecedenti al 1960 stiamo allo stesso livello di prima, adesso mi informo se è uscito qualche legge particolare, ma a dir la verità non ne ho sentito parlare...
franco 8 Settembre 2011 alle 11:06
Un caro saluto a tutti in particolare alla automotoradriatica per la loro gentilezza spero che le vacanze siano andate bene e adesso ci tuffiamo tutti nel lavoro,in un post precedente avevo domandato per una fiat 500 del 1951 se un centro di revisione privato poteva farla oppure direttamente alla motorizazzione civile ,come io ho letto in vari post le auto immatricolate prima del 1960 dovevano andare alla motorizazzione civile ,una settimana fà ce stato al nostro centro revisione l'ispettore della motorizazzione per il consueto collaudo annuale ho domandato a lui e mi ha detto che noi come centro privato lo possiamo fare adesso ho qui in calabria abbiamo unaltra legge o io non so come fare,voi che mi dite in proposito,le auto immatricolate prima del 1960 le possiamo fare come centro privato o no grazie come sempre per la vostra gentilezza e buon lavoro.