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Timestamp: 2017-05-30 08:20:45+00:00
Document Index: 53707179

Matched Legal Cases: ['art.29', 'art. 29', 'art.1321', 'art.3', 'art. 7', 'art.143', 'art.29', 'art.29', 'art.30', 'sentenza ', 'art. 4', 'art.4', 'art.36', 'art.37', 'art.36', 'art.38', 'art.38', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 11']

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1 UNITÀ DIDATTICA: DESTINATARI: IL TEMA DELLA FAMIGLIA NELLA COSTITUZIONE E LE SUE RELAZIONI CON L AMBITO SOCIALE ED ECONOMICO Studenti del biennio delle scuole medie superiori OBIETTIVI: 1) conoscenza terminologica e contenutistica di famiglia, matrimonio, filiazione, adozione, affidamento, lavoro, reddito, consumo, risparmio, investimento; 2) confronto tra quanto appreso e quanto conosciuto per esperienza e conoscenza personale; 3) sensibilizzazione alla solidarietà familiare e ai problemi dei minori; 4) consapevolezza dell importanza delle famiglie nell economia, soprattutto attraverso il lavoro, il risparmio e gli investimenti; 5) comprensione del rilievo che ha l istituto familiare nella Costituzione e dell ispirazione di questa ai principi di uguaglianza e solidarietà all interno della famiglia. CONTENUTI: 1) la famiglia nella comune considerazione; 2) la famiglia nella Costituzione italiana; 3) il matrimonio ed i suoi obblighi; 4) i rapporti tra genitori e figli; 5) l adozione; 6) l affido; 7) il lavoro come principale fonte di reddito delle famiglie italiane; 8) il consumo; 9) il risparmio; 10) l investimento. TEMPI DI SVOLGIMENTO: N. 13 ore complessive di lezione, organizzate in 1 ora destinata all accertamento dei prerequisiti, 7 ore di lezione frontale, 1 ora di lavoro di gruppo, 1 ora dedicata ad un incontro con le assistenti sociali del Comune, 1 ora ad un incontro con famiglie adottive, 1 ora di interdisciplinarietà con Storia e 1 ora condotta con l insegnante di Religione. INTERDISCIPLINARIETÀ: 1) attività concordate con l insegnante di religione, per evidenziare il significato della famiglia dal punto di vista religioso, approfondire la funzione sociale della famiglia e riflettere sui rapporti interni ad essa, cercando di cogliere e, se possibile, affrontare, eventuali situazioni di disagio in famiglia; 2) sensibilizzazione ai temi dell adozione, mediante testimonianze rese ai ragazzi da genitori adottivi, utilizzo di documenti ed interviste, tratti da riviste specializzate. Sensibilizzazione al tema dell affido, richiedendo interventi delle assistenti sociali del Comune; 3) percorsi comuni da attivare con l insegnante di storia sul tema dell evoluzione della famiglia nel tempo e nello spazio. STRUMENTI DI VERIFICA: prove a scelta multipla, esercizi di vocabolario, domande aperte sui contenuti, domande volte a sollecitare lo spirito di riflessione.2 SVOLGIMENTO DELL UNITÀ DIDATTICA: LEZIONE N. 1 2 ORE INTRODUZIONE ALL ARGOMENTO 1.1 L EVOLUZIONE DELLA FAMIGLIA NEL TEMPO La lezione è tenuta dal docente di storia della classe, in base a quanto precedentemente concordato con l insegnante di Diritto. Gli argomenti trattati riguardano l evoluzione della famiglia nei secoli, dall antichità ad oggi. 1.2 ACCERTAMENTO DEI PREREQUISITI Prima di entrare nella specifica trattazione dell argomento, ritengo opportuno fare leva sulle conoscenze che i ragazzi già possiedono su di esso, attraverso una serie di domande da porsi in modo colloquiale o con l aiuto di brevi questionari. Si potrà così operare sulla base di una serie di prerequisiti provenienti dalla sfera personale degli studenti. Un esempio di questionario da proporre potrebbe essere il seguente: 1) Da quanti membri è composta la tua famiglia?... 2) Quali sono i compiti di ciascuno all interno di essa?... 3) Quali sono le fonti di entrate economiche nella tua famiglia?... 4) A quali consumi vengono prevalentemente destinate le entrate familiari?... 5) In caso di risparmio, come organizzate i vostri investimenti e secondo quali criteri preferenziali?... 6) Conosci la differenza tra adozione e affido? Se sì, spiegala... In questa fase, analizzando e discutendo le risposte fornite dai ragazzi, è possibile introdurre l argomento della famiglia, sottolineando i diversi aspetti in cui si articolerà la trattazione successiva. LEZIONE N. 2 2 ORE LA FAMIGLIA E IL MATRIMONIO NELLA COSTITUZIONE E NEL CODICE CIVILE 2.1 LA FAMIGLIA Buongiorno, ragazzi. Nel corso della precedente lezione abbiamo cercato di capire cosa è per voi la famiglia. Alcuni hanno suggerito che si tratta di un nucleo affettivo, formato da almeno due persone, i coniugi, che si vogliono bene ed estendono questo bene ai figli che nascono da loro o che accolgono per altre vie, come l adozione. Qualcun altro ha sottolineato che la famiglia 23 indica l insieme di soggetti che vivono insieme, ma non sempre questo comporta l esistenza tra loro di legami sentimentali: effettivamente non in tutte le famiglie regna l amore, e questo succede per tante ragioni, comprese quelle economiche: la precarietà del lavoro, i mille impegni monetari che si devono fronteggiare, la scarsità dei mezzi economici disponibili, rendono difficile l esistenza quotidiana e spesso minano la solidità degli affetti. Ma vediamo come viene definita la famiglia dalla nostra Costituzione. Esaminiamo l art.29 Cost. Alessandro, per favore, leggine il primo comma. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Sottolineate l espressione società naturale fondata sul matrimonio: cosa intendevano con essa i nostri costituenti? Richiamatevi al percorso di studi che avete affrontato la settimana scorsa con il professore di storia. Risponde Chiara: Ci si vuole richiamare al fatto che la famiglia è quell ambiente all interno del quale gli uomini hanno sempre cercato di dare risposta ai loro naturali bisogni di sopravvivenza, di riproduzione e di affettività. Bene, Chiara, è proprio così. Ma osservate cosa sottolinea l art. 29: questa società naturale è fondata sul matrimonio, su un accordo che l uomo e la donna stipulano per impegnarsi a costruire il nucleo familiare. In pratica, prof., il matrimonio è un contratto! No, Paolo; perché il contratto, come puoi leggere nell art.1321 c.c., è un accordo destinato a costituire un rapporto giuridico patrimoniale, valutabile cioè in termini economici. Il matrimonio intende invece creare prioritariamente un rapporto affettivo, sebbene ne possano derivare anche effetti patrimoniali. 2.2 IL MATRIMONIO Il matrimonio è dunque un accordo destinato a creare una comunione di vita e di interessi, e deve essere stipulato per legge secondo una determinata forma. Attualmente, è possibile ottenere gli effetti civili del matrimonio in due modi: con il rito civile o con quello concordatario. Nel primo caso il matrimonio viene celebrato davanti all ufficiale di stato civile, che è il Sindaco o un suo sostituto, e produce soltanto effetti civili; nel secondo caso il matrimonio si celebra in chiesa, davanti al sacerdote, e produce sia effetti religiosi che civili. Se avete partecipato a qualche matrimonio cattolico, avrete sentito il celebrante leggere agli sposi gli articoli del codice civile, e avrete visto firmare dagli sposi e dai loro testimoni un registro, che è appunto quello dello stato civile. Perché gli effetti civili si possono ottenere solo con il matrimonio cattolico, e non con quello di altre religioni? Secondo me, prof., ciò va contro il principio di uguaglianza sancito dall art.3 Cost.. Questo dipende dalla conclusione dei Patti Lateranensi, che, come ricorderete, furono firmati tra lo Stato e la Chiesa cattolica nel 1929, e che sono richiamati dall art. 7 della nostra Costituzione. Il privilegio concesso dallo Stato alla religione cattolica fu molto discusso nell ambito dei lavori dell Assemblea costituente, ma fu votato favorevolmente anche dagli esponenti della sinistra italiana, in considerazione del fatto che una larghissima maggioranza dei cittadini italiani erano, e sono tuttora, di religione cattolica. Certo, se si volesse tutelare in assoluto il principio di uguaglianza, si potrebbe vincolare l ottenimento degli effetti civili al solo matrimonio civile. Poi, 34 per ottenere quelli religiosi, ognuno opterebbe per la celebrazione secondo il proprio credo religioso. Torniamo ora agli effetti civili del matrimonio. Dal matrimonio scaturiscono, sia per il marito che per la moglie, degli obblighi reciproci, come risulta dalla lettura dell art.143 c.c. Leggiamolo insieme: Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l obbligo reciproco alla fedeltà, all assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. Il primo obbligo cui si fa riferimento è la fedeltà, da intendersi non solo in senso sessuale, ma come segno di dedizione e rispetto verso l altro. L assistenza comporta invece la totale disponibilità ad aiutare l altro nei momenti di difficoltà, sia fisica che spirituale. La collaborazione implica l impegno a costruire le basi affettive ed economiche della famiglia. La coabitazione richiede la condivisione materiale di vita, strumento necessario per la costruzione dell impalcatura familiare. Il matrimonio è ordinato, in base al secondo comma dell art.29 Cost., sulla uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Questo principio ci appare, oggi, estremamente naturale e, per così dire, scontato. In realtà, in un passato non tanto lontano, l uguaglianza tra coniugi non sempre era rispettata, anche a livello legislativo. Esisteva di fatto una mancanza di corrispondenza tra la Costituzione e la normativa vigente. Ricorderete certamente la distinzione tra Costituzione formale e Costituzione materiale, che abbiamo trattato in una lezione di qualche settimana fa: mentre la prima si riferisce ai principi della Costituzione così come sono formulati, la seconda ha per oggetto l applicazione effettiva di questi principi alla realtà, traducendosi nell impegno dello Stato a creare le condizioni necessarie perché i principi costituzionali possano essere concretamente realizzati.. Sappiamo che la traduzione pratica delle norme della nostra Costituzione è avvenuta nel nostro paese con un certo ritardo, e, anzi, tuttora alcuni principi costituzionali mancano di un effettivo riscontro pratico. Fino al 1975, anno in cui fu realizzata la riforma del diritto di famiglia, il principio di uguaglianza tra coniugi sancito dall art.29 Cost. rimase privo di applicazione. La potestà sui figli, il potere cioè di prendere le decisioni relative alla loro educazione, era riservata al padre; la moglie assumeva il cognome del marito, rinunciando al proprio; la moglie doveva avere lo stesso domicilio (che, vi ricordo, è il luogo dei principali affari ed interessi di una persona) del coniuge; solo l adulterio della moglie era perseguibile penalmente. Grazie all attività della Corte Costituzionale, organo che sovrintende al rispetto e all interpretazione della nostra Costituzione, le leggi che privilegiavano la posizione del marito su quella della moglie furono annullate, consentendo la piena realizzazione del dettato costituzionale. 2.3 I RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI Quando parliamo di figli, ci riferiamo sia ai figli legittimi, che a quelli naturali ed adottivi. I figli legittimi sono quelli concepiti da genitori uniti in matrimonio e conviventi, quelli naturali sono i figli nati da genitori non sposati tra loro; i figli adottivi entrano nella famiglia attraverso l istituto dell adozione, di cui parleremo. La nostra Costituzione si occupa del rapporto tra genitori e figli nell art.30. Leggilo a voce alta, Matteo. 45 E dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. I genitori hanno innanzitutto l obbligo di mantenere i loro figli, nonché di educarli ed istruirli, rispettando le loro inclinazioni naturali, le loro capacità ed aspirazioni. Se essi non rispettano tali obblighi fondamentali, il Tribunale per i minorenni può adottare i provvedimenti che ritiene più idonei, fino all estrema soluzione di togliere loro la potestà sui figli. Sono quotidiani gli avvenimenti di cronaca che ci parlano di soprusi sui figli, se non addirittura di violenze ed abusi. Raccogliete, per la prossima lezione, articoli tratti da giornali e riviste in cui siano affrontati questi temi; riflettete poi su quali possano essere le motivazioni che spingono un padre o una madre a tali comportamenti e a quali interventi, di carattere personale o sociale, ci si possa indirizzare per contrastare questi fenomeni e per tutelare i diritti dei bambini e dei giovani. LEZIONE N. 3 1 ORA IL SIGNIFICATO DELLA FAMIGLIA IN UN CONTESTO RELIGIOSO E SOCIALE La lezione viene condotta insieme all insegnante di religione. Egli provvede a presentare il significato della famiglia dal punto di vista religioso. Quindi, prendendo spunto dagli articoli raccolti dai ragazzi, si inizia ad esaminare il significato della famiglia in un contesto sociale e a riflettere sui rapporti interni alla famiglia, sulle possibili forme di violenza o di mancato rispetto dei sentimenti reciproci. Particolare attenzione verrà posta per cogliere eventuali situazioni di disagio che dovessero emergere durante la discussione con i ragazzi. LEZIONE N. 4 2 ORE L ADOZIONE 4.1 LA LEGGE ITALIANA SULL ADOZIONE L adozione è regolata dalla legge 4/5/1983 n.184. In base ad essa, possono essere adottati i minori dichiarati in stato di adottabilità dal Tribunale per i minorenni: si tratta dei minori che si trovano in una situazione di abbandono definitivo, o perché sono privi di genitori o perché questi non possono o non vogliono provvedere ad essi. Possono fare richiesta di adozione solo i coniugi che siano sposati da almeno tre anni, non abbiano una differenza di età rispetto al minore superiore ai 40 anni o inferiore ai 18, e che siano giudicati idonei dal Tribunale dei minorenni in base a criteri economici, psicologici ed educativi. Prima di pronunciare la sentenza definitiva di adozione, il Tribunale affida il minore ai genitori per un anno, per valutare la positività o meno dell inserimento familiare: si parla in tal senso di affidamento preadottivo. 56 Essendo la legge italiana molto rigorosa, volta com è a perseguire nel modo migliore l interesse del minore, parecchie coppie italiane ricorrono all adozione internazionale, che, per quanto sottoposta a lunghe pratiche burocratiche, risulta più agevole e diretta. Vengono ora letti in classe, e commentati assieme ai ragazzi, alcuni brani tratti da Modena Amica, pubblicazione mensile specializzata sui temi sociali e del volontariato. In questo articolo viene trattato il tema dell adozione internazionale e vengono presentate alcune esperienze di famiglie che hanno adottato bambini nati nei paesi del Terzo Mondo. La prossima volta saranno qui con noi alcuni genitori adottivi che ci parleranno della loro esperienza. 4.2 L ADOZIONE COME ESPERIENZA DI VITA La lezione è dedicata all incontro con una o più famiglie adottive, contattate mediante conoscenza diretta o mediante associazioni religiose o sociali. Al termine dell incontro l insegnante sollecita i ragazzi ad una riflessione sugli argomenti trattati: Avete trovato interessante l incontro con le famiglie sul tema dell adozione? Quali osservazioni vi sentite di fare su di esso?. Segue una breve discussione con i ragazzi. 4.3 L ADOZIONE A DISTANZA Sapete, ragazzi, che tutti insieme, come classe, possiamo fare un adozione? In che modo? Attraverso un adozione a distanza! Sappiamo bene in che condizione si trovano a vivere e a crescere i bambini di certi Stati poveri, nella miseria, nell ignoranza, nella prospettiva di una vita squallida e senza speranza. Chi si sente disponibile, ha la possibilità di fornire un aiuto economico ad uno o più di questi bambini sfortunati, mandando loro, attraverso conti correnti bancari collegati ad associazioni di volontari, il denaro necessario per consentire i pasti quotidiani, l acquisto del vestiario e la possibilità di frequentare la scuola. Questa forma di aiuto viene comunemente definita adozione a distanza, per sottolineare che c è un collegamento preciso tra chi fornisce l aiuto e il bambino che lo riceve (in molti casi, tra l altro, vi sono scambi di lettere e di fotografie); non si tratta tuttavia di adozione in senso giuridico, perché nessun rapporto giuridico viene effettivamente instaurato. Cosa ne pensate? Siamo in grado di fare una piccola rinuncia nelle nostre spese (bastano importi assai modesti) a favore di chi ne ha bisogno, consentendogli di vivere meglio, rimanendo però nella sua famiglia, con i suoi genitori e i suoi fratelli, o nella comunità in cui già è inserito? Vediamo insieme qualche diapositiva, con immagini di bambini brasiliani, che, grazie ad adozioni a distanza, riescono a condurre una vita fondamentalmente serena e giusta per la loro età. Proiezione delle diapositive. 67 Se, a seguito della lezione, i ragazzi si mostrano interessati e disponibili, si può dare vita ad un progetto di adozione a distanza con la classe singola o unita ad altre dell Istituto sensibilizzate sull argomento. 78 LEZIONE N. 5 2 ORE L AFFIDAMENTO La parte iniziale di questa lezione viene dedicata al riepilogo degli argomenti finora trattati nell unità didattica. 5.1 L AFFIDAMENTO NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA Come abbiamo avuto modo di esaminare, l adozione crea un rapporto definitivo tra gli adottanti e gli adottati, i quali assumono la stessa posizione dei figli legittimi. Sappiamo però che è necessario, al fine dell adozione, uno stato di totale abbandono del minore. La realtà odierna ci presenta con frequenza sempre maggiore situazioni di difficoltà familiare che rappresentano fonte di pericolo per la crescita equilibrata dei minori. In base agli artt. 2, 3, 4, 5 della legge n.184, l autorità amministrativa (se i genitori sono d accordo) o il Tribunale dei minorenni possono disporre, per un minore esposto ad una situazione di abbandono temporaneo, l affido ad una famiglia, all interno della quale si trovino preferibilmente altri minori, o a singoli o a comunità. Gli affidatari hanno gli stessi obblighi e responsabilità dei genitori sui propri figli; sono tenuti inoltre a favorire il reinserimento degli affidati nella famiglia originaria, senza quindi pretendere l instaurazione di un rapporto definitivo. In pratica, si richiede la capacità concreta di sostenere situazioni familiari segnate da difficoltà, di supplire alla famiglia propria del bambino, di non fare mancare al minore quel sostegno affettivo così importante nell età infantile ed adolescenziale. E un esperienza che richiede sicuramente grande forza d animo, disponibilità, altruismo, ma che può riservare gioia e grandi legami affettivi. Martedì prossimo verranno nella nostra classe le assistenti sociali del nostro Comune, per parlarci dell affido familiare nella nostra zona, delle situazione di disagi in famiglia e della loro diffusione nell ambito locale e di come l istituto dell affidamento consenta di scongiurare i gravi pericoli di una crescita non supportata da un solido contesto familiare. Arrivederci a martedì! 5.2 L AFFIDAMENTO NELLA NOSTRA REALTÀ SOCIALE Incontro con le assistenti sociali, che trattano il tema dell affido familiare, con particolare riferimento alla situazione esistente nella zona in cui viviamo. LEZIONE N. 6 1 ORA IL LAVORO, FONTE DI REDDITO DELLA FAMIGLIA Finora, ragazzi, ci siamo occupati degli aspetti sociali ed educativi della famiglia. Ma ci sono, e ne conosciamo l importanza, anche gli aspetti economici. Nel programma di Economia Politica abbiamo già affrontato i temi del patrimonio e del reddito: sappiamo che quest ultimo può derivare dall investimento di un capitale, da una rendita, da un attività d impresa. Sicuramente, però, la fonte di reddito più diffusa nelle nostre famiglie è rappresentata dal lavoro. La nostra Costituzione ha, verso il lavoro, una posizione di elevato rispetto e considerazione. Lo dimostra 89 innanzitutto il fatto che il principio del lavoro sia stato posto tra i principi fondamentali. Leggiamo l art. 4 Cost.: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Se rileggete con attenzione il primo comma, riuscirete ad individuare in esso gli aspetti sia della Costituzione formale che di quella materiale. Sì, quando si afferma che tutti i cittadini hanno il diritto di lavorare ci troviamo in presenza della Costituzione formale; nel dire che la Repubblica promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto si affronta invece il percorso di Costituzione materiale. Bene, Matteo. Osservate che la nostra Costituzione definisce il lavoro prima come un diritto, ma poi anche come un dovere. Questo vuol dire che chi non lavora può essere punito dallo Stato? No, Elisa, perché il lavoro è inquadrato come dovere civico, allo stesso modo per esempio del dovere di votare: se non adempiamo ad essi non subiamo delle sanzioni, ma manchiamo ad un impegno che ci qualifica come buoni cittadini. Mia madre non lavora, perché si occupa della casa: deve considerarsi allora una cattiva cittadina? Certamente no! La nostra Costituzione parla di lavoro, senza specificare se domestico o extra domestico. La tua mamma, Antonio, svolge una funzione fondamentale nella famiglia, non se ne sta con le mani in mano; quindi collabora sicuramente al progresso spirituale della società di cui parla l art.4.. Il tema del lavoro, data l importanza che riveste, viene ripreso nella prima parte della Costituzione, negli articoli 35 e seguenti. In particolare, l art.36 stabilisce che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un esistenza libera e dignitosa. Sappiamo che in questi tempi l Italia sta attraversando un periodo molto difficile per quanto riguarda il lavoro: il tasso di disoccupazione supera il 12% e il fenomeno riguarda soprattutto le nostre regioni meridionali. A questo proposito esaminiamo i dati statistici forniti dall ISTAT che vi ho portato. Segue consultazione dei dati e commento Il governo sta approntando una serie di provvedimenti per fronteggiare il problema, noti con il nome di pacchetto Treu in riferimento al cognome del nostro attuale ministro del lavoro. Per la prossima volta, raccogliete informazioni su queste iniziative e su altre proposte esistenti sugli stessi argomenti: ritagliate articoli di giornali, registrate spezzoni di telegiornali o altre trasmissioni che si occupino di esse. LEZIONE N. 7 1 ORA I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO CONTRO LA DISOCCUPAZIONE La lezione viene dedicata alla visione e all esame dei materiali raccolti dai ragazzi. La classe viene organizzata in gruppi, in ciascuno dei quali vengono individuati un coordinatore e un segretario. Ciascun gruppo deve esaminare il materiale raccolto dai propri componenti, 910 individuare un criterio di classificazione delle informazioni in esso contenute e redigere, ad opera del segretario, un elenco delle principali proposte all attenzione del mondo politico, imprenditoriale e sindacale. Segue la presentazione dei risultati del lavoro da parte dei coordinatori e la sintesi da parte dell insegnante: Dall esame dei dati che avete raccolto emergono, in sintesi, alcune proposte che sono attualmente in discussione nell ambito politico: 1) introduzione del lavoro interinale, o in affitto, in base al quale si romperà il monopolio pubblico del collocamento e una società potrà assumere e poi prestare i propri dipendenti alle aziende che ne avranno necessità; 2) allargamento del contratto di apprendistato: l età massima salirebbe da 16 a 24 anni; 3) ampliamento anche del contratto di formazione e lavoro, la cui durata potrà raggiungere i tre anni (oggi due), e che potrà essere esteso ai giovani fino a 35 anni (oggi 32); 4) incentivi alle imprese di nuova costituzione; 5) norme per favorire l emersione dei lavori in nero; 6) sostenimento di spese pubbliche per la realizzazione di infrastutture al Sud, favorendo così il reclutamento di manodopera locale. Il materiale, così raccolto e classificato, viene conservato dall insegnante per eventuali futuri utilizzi. LEZIONE N. 8 1 ORA IL LAVORO FEMMINILE E MINORILE Se passiamo ora alla lettura dell art.37 Cost., in esso troviamo ribadito il principio di uguaglianza tra uomo e donna, con specifico riferimento all ambiente lavorativo. Anche l attuazione di questo articolo ha subito un certo ritardo, dovuto prevalentemente ad un diffuso sentimento sociale di inferiorità della donna rispetto all uomo, oggi per fortuna superato. Le condizioni di lavoro, afferma la Costituzione, devono però consentire alla donna l adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. Ciò è stato garantito attraverso l emanazione di leggi ordinarie, in particolare quelle che tutelano la donna nel periodo della gravidanza e della maternità. La donna infatti è esentata obbligatoriamente dal lavoro nei due mesi che precedono e nei tre che seguono il parto, mantenendo il diritto alla conservazione del posto di lavoro e della retribuzione; può inoltre richiedere un prolungamento del periodo di riposo, rinunciando a parte della retribuzione, ma mantenendo sempre la garanzia del proprio posto di lavoro. Il terzo comma dell art.36 Cost. stabilisce che la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione. Quest affermazione vi riguarda da vicino, ragazzi, e intende proteggervi. In base ad essa sono state emanate leggi in base alle quali l età minima per accedere al lavoro è stata fissata a 15 anni, riducibile a 14 nell agricoltura e in altri particolari settori. Ciò consente il pieno rispetto dell obbligo scolastico. I minori non possono inoltre essere adibiti ad attività pericolose od insalubri, a tutela della loro salute, maggiormente esposta a rischi. Quanto stiamo affermando appare in un certo senso scontato e doveroso in un paese civile, ma non mancano nel mondo tantissime situazioni di sfruttamento del lavoro minorile, senza alcun 1011 rispetto né per la salute né per la sana crescita psicologica dei bambini. A questo proposito ho portato un documento: si tratta di una videocassetta sul tema del lavoro dei minori e sulle conseguenze fisiche e psichiche a cui vengono esposti. Vediamola insieme. Visione della cassetta e dibattito LEZIONE N. 9 1/2 ORA L ASSISTENZA STATALE Ci occuperemo oggi di un tema molo attuale: quello dell assistenza pubblica. Partiamo dalla lettura dell art.38 Cost., c.1 e 2: Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità o vecchiaia, disoccupazione involontaria. Attraverso questo articolo i nostri costituenti hanno mostrato il loro orientamento verso una forma di stato sociale. Vogliamo ricordare, Davide, il significato di questo termine, che abbiamo già studiato? Lo stato sociale si propone di favorire il principio di uguaglianza sostanziale tra i cittadini, fornendo ai ceti più deboli forme di sostentamento di cui tutta la collettività si fa carico. Molto bene. Attraverso l art.38, lo Stato si impegna ad intervenire in aiuto di chi, per le ragioni indicate, si trova senza colpa nell impossibilità di percepire un reddito: pensiamo ai lavoratori che hanno subito un infortunio, che si sono ammalati, che sono disoccupati o sono diventati vecchi. Per fronteggiare le loro necessità, lo Stato ha predisposto una serie di aiuti, chiamati ammortizzatori sociali : ricordiamo, in particolare, le indennità di disoccupazione e le pensioni. Sappiamo che proprio in questo periodo è acceso il dibattito sullo stato sociale, perché, se da un lato se ne sostiene il fondamento, dall altro si impongono misure di riduzione delle spese pubbliche sostenute per esso, in considerazione delle politiche di rigore necessarie per consentire al nostro paese un accettabile risanamento finanziario e l ingresso nell unione monetaria europea. Cercate di seguire attraverso i mass - media l evoluzione di questo dibattito, inquadrando le opinioni delle diverse forze politiche e cercando di formarvi un opinione personale: questo è il vostro compito per la prossima settimana. LEZIONE N. 10 1/2 ORA CONSUMO, RISPARMIO, INVESTIMENTI Il reddito che entra nelle nostre famiglie viene prevalentemente consumato, cioè utilizzato per l acquisto di beni e servizi. In media, circa l 80% dei redditi italiani è assorbito dal consumo. Questo, oltre che dipendere da effettive necessità esistenziali, è spesso legato al fenomeno del consumismo, all imitazione degli altri, alla pubblicità. La parte di reddito che non viene consumata costituisce il risparmio. Consultiamo insieme una tabella ISTAT relativa ai consumi e ai risparmi dei cittadini italiani nell ultimo anno, e confrontiamola con quella dell anno precedente per osservarne ed interpretarne le variazioni. 1112 Esame dei dati statistici ed osservazioni emergenti a seguito del confronto dei dati. Cosa fanno dei propri risparmi i cittadini italiani? Li investono, cercano cioè di utilizzarli in modo da farli fruttare. Sono tante le possibilità di investimento che ci vengono offerte. Tra le più diffuse possiamo indicare: 1) i titoli di stato ( Bot, Cct, Btp, ecc.). Si tratta di obbligazioni, attraverso le quali noi prestiamo denaro allo Stato, e questo si impegna, oltre che a restituirci la somma mutuata, a pagarci degli interessi su di essa; 2) azioni emesse da società, per cui assumiamo il diritto di partecipare agli utili realizzati dalla società; 3) obbligazioni emesse da società, attraverso le quali prestiamo denaro ad una S.p.A. e questa si obbliga a restituircelo maggiorato di un determinato interesse; 4) assicurazioni, con diverse possibilità di investimento; 5) depositi bancari, attraverso i quali la banca ci corrisponde periodicamente un interesse; 6) fondi comuni di investimento: si tratta di enti, che raccogliendo ingenti capitali dai risparmiatori, provvedono ad investirli in modo estremamente diversificato attraverso le scelte di operatori esperti e professionalmente preparati; 7) acquisto di immobili ed opere d arte. Gli investimenti degli italiani erano prevalentemente orientati, fino a qualche anno fa, ai prestiti pubblici, in considerazione dell appetibilità degli interessi offerti. Circa il 90% del risparmio pubblico confluiva in questa forma di investimento, determinando il cosiddetto effetto di spiazzamento: il settore pubblico spiazzava le imprese private, cui rimaneva solo il 10% del pubblico risparmio. Oggi questo squilibrio si è ridotto, in considerazione della diminuzione degli interessi statali e di un atteggiamento sempre più saggio ed oculato delle famiglie, che, nei loro investimenti, si sono cautelate con una maggiore informazione e si sono orientate verso la diversificazione, cioè verso forme differenziate di impiego dei propri risparmi, per compensare eventuali perdite di un settore con i guadagni di un altro. Con l analisi degli aspetti economici chiudiamo la nostra analisi sulla famiglia: ci siamo resi conto, credo, dell importanza che questa istituzione ha nella società e siamo anche consapevoli del contributo che ognuno di noi può dare all interno del proprio gruppo familiare, non solo in senso economico, ma anche e soprattutto affettivo e solidale. 12 Documenti analoghi
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