Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20020-del-06-10-2016
Timestamp: 2020-07-06 10:00:08+00:00
Document Index: 108973656

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1578', 'art. 1578']

Sentenza Cassazione Civile n. 20020 del 06/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20020 del 06/10/2016
Cassazione civile sez. III, 06/10/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 06/10/2016), n.20020
sul ricorso 4512-2013 proposto da:
G.A., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
PORTUENSE 104, presso lo studio dell’avvocato DE ANGELIS ANTONIA,
rappresentata e difesa dagli avvocati ERNESTO RUSSOMANDO, VITALE
CRISTINA giusta procura speciale a margine del ricorso;
GA.AN. ved. N., N.A., N.M.,
N.G., in proprio e tutti quale eredi di N.C.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA NICOLO ODERO 19 SCALA H INT.
8, presso lo studio dell’avvocato VITTORIO MARTONE, rappresentati e
difesi dall’avvocato RAFFAELE MARTONE giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 74/2012 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
udito l’Avvocato GAETANO VENGO per delega non scritta;
udito l’Avvocato RAFFAELE MARTONE;
art. 369 c.p.c. e in subordine per l’accoglimento del ricorso.
La Corte di appello di Salerno, con sentenza depositata il 23 gennaio 2012, ha confermato il rigetto della domanda proposta da G.A. nei confronti C. e N.G., volta ad ottenere la riduzione del canone di locazione, oltre al risarcimento del danno, in relazione alla locazione dì un immobile ad uso bar- ristorante, a causa della riduzione dell’utilizzo dell’area esterna al locale (marciapiede) oggetto di espropriazione da parte della P.A.
Avverso questa sentenza propone ricorso con un motivo G.A..
Resistono con controricorso gli eredi di C. e N.G..
1 Con l’unico motivo di ricorso si denunzia violazione dell’art. 1578 c.c..
Sostiene la ricorrente che non vi era la prova della conoscenza da parte sua del provvedimento di esproprio della Pubblica Amministrazione e che la limitazione dell’uso del marciapiede non era facilmente desumibile perchè non vi era alcuna forma di picchettamento e perchè la consegna dell’area antistante il bar alla società aggiudicataria dei lavori era avvenuto a distanza di tre mesi dall’inizio della locazione.
La Corte d’appello ha ritenuto che mancassero i presupposti richiesti per l’applicazione dell’art. 1578 c.c..
La Corte ha confermato quanto ritenuto dal primo giudice, vale a dire che vi era incertezza sulla dimensione del marciapiede, solo genericamente indicato nel contratto,e che la riduzione dell’area esterna doveva essere nota alla conduttrice in quanto oggetto di un’espropriazione antecedente al contratto.
Ha evidenziato che l’immissione dell’espropriante in possesso, siccome anteriore al contratto e realizzata mediante materiali operazioni di picchettamento,non poteva non essere nota alla conduttrice o quantomeno doveva esserlo con l’ordinaria diligenza.
3. si osserva che la ricorrente in realtà non deduce alcuna violazione di legge, ma la censura si risolve nella contestazione delle valutazioni in fatto circa la riconoscibilità del vizio.
La valutazione delle risultanze delle prove ed il giudizio sull’attendibilità dei testi, come la scelta, tra le varie risultanze probatorie, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito il quale è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove che ritenga più attendibili Cass. sent. 07/01/2009 n. 42.
La corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 2.900,00, di cui Euro 200,00 per esborsi oltre accessori e spese generali.