Source: http://www.consiglio.basilicata.it/consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?sec=107173&otype=1150&id=3378533&anno=1998
Timestamp: 2019-01-16 22:41:59+00:00
Document Index: 56866641

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 127', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 17']

Legge Regionale 14 dicembre 1998, n. 47
Disciplina della valutazione di impatto ambientale e norme per la tutela dell'ambiente
Bollettino Ufficiale n. 73 del 21 dicembre 1998
TESTO AGGIORNATO E COORDINATO CON: L.R. n. 9 del 26 aprile 2007; L.R. n. 31 del 24 dicembre 2008; L.R. n. 1 del 19 gennaio 2010; L.R. n. 8 del 26 aprile 2012; con L.R. n. 16 del 8 agosto 2012 e con L.R. n. 7 del 30 aprile 2014.
Principi generali e opere soggette alla disciplina
1. La Regione Basilicata, al fine di tutelare e migliorare la salute umana, la qualità della vita dei cittadini, della flora e della fauna, salvaguardare il patrimonio naturale e culturale, la capacità di riproduzione dell'ecosistema, delle risorse e la molteplicità della specie, disciplina con la presente legge, in attuazione del D.P.R. 12 aprile 1996 ed in conformità alle direttive CEE 85/377 e 97/11 la procedura per la valutazione di impatto ambientale dei progetti pubblici e privati di cui al successivo art. 4, riguardanti lavori di costruzione, impianti, opere, interventi che possano avere rilevante incidenza sull'ambiente.
2. La valutazione dell'impatto ambientale consiste nel preventivo giudizio complessivo da esprimersi sulle opere e sugli interventi proposti in relazione alle modificazioni ed ai processi di trasformazione che la loro realizzazione potrebbe determinare direttamente o indirettamente, a breve o a lungo termine, temporaneamente e permanentemente, positivamente o negativamente nell'ambiente naturale e nella realtà sociale ed economica.
3. Nella procedura di valutazione di impatto ambientale si distinguono:
a) la fase di valutazione (V.I.A.) finalizzata all'analisi dello studio di impatto ambientale ed alla successiva espressione del giudizio di compatibilità ambientale;
b) la fase di verifica (screening) finalizzata a determinare se il progetto debba o meno essere sottoposto alla successiva fase di valutazione.
Fattori essenziali della valutazione d'impatto ambientale
1. La valutazione dell'impatto ambientale concerne i seguenti fattori essenziali e le loro interrelazioni:
b) il suolo, l'acqua, l'aria, i fattori climatici ed il paesaggio;
d) l'interazione tra i fattori di cui alle lett. a), b) e c).
1. All'interno delle aree naturali protette e nei territori sottoposti a tutela paesistica, sono possibili solo le tipologie ammesse dai relativi piani, regolamenti e leggi istitutive.
Opere soggette alla procedura di valutazione dell'impatto ambientale
1. Sono sottoposti alla fase di valutazione:
a) i progetti di opere o interventi elencati nell'allegato A;
b) i progetti di opere o interventi elencati nell'allegato B se ricadenti, anche parzialmente, in aree naturali protette;
c) i progetti di opere o interventi elencati nell'allegato B non ricadenti in aree naturali protette sottoposti a valutazione a seguito della fase di verifica;
d) gli interventi di ampliamento di opere esistenti, rientranti in quelle comprese negli allegati A e B, per aumenti delle superfici o dei volumi superiori alla misura del trenta per cento.
2. Sono sottoposti alla fase di verifica:
a) i progetti di cui all'allegato B se non ricadenti in aree naturali protette;
b) gli interventi di ampliamento di opere esistenti, rientranti in quelle comprese negli allegati A e B, per aumenti delle superfici e dei volumi, fino alla misura del trenta per cento.
3. Per i progetti sottoposti alla fase di verifica la Regione decide se dare corso alla fase di valutazione.
4. Per i progetti di opere o interventi sottoposti alla fase di valutazione il proponente ha facoltà di chiedere alla Regione l'effettuazione di una fase preliminare finalizzata alla definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (SCOPING).
5. Sono esclusi dalla procedura di VIA gli interventi disposti in via d'emergenza per la salvaguardia dell'incolumità delle persone o a seguito di dichiarazioni di uno stato di emergenza ai sensi dell'art. 5 della L. 24 febbraio 1992 n. 225.
6. Nel caso di opere rientranti negli allegati A e B la cui realizzazione è prevista in più fasi funzionalmente connesse, il proponente è tenuto a presentare una relazione relativa al progetto complessivo, corredata degli elementi di cui all'art. 13, comma 1 della presente legge.
7. Ai fini della presente legge si intendono aree naturali protette quelle definite dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dalla relativa normativa regionale vigente.
8. Gli studi di impatto ambientale devono essere redatti da professionisti abilitati.
Fase di valutazione e giudizio di compatibilità ambientale
1. Chiunque intende realizzare un'opera sottoposta ai sensi della presente legge alla fase di valutazione di cui al precedente art. 4 comma 1 è tenuto a presentare presso l'Ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento regionale alla Sicurezza Sociale e Politiche Ambientali di seguito denominato Ufficio regionale Competente, apposita domanda di pronuncia di compatibilità ambientale corredata dai seguenti documenti in triplice copia:
a) studio d'impatto ambientale (S.I.A.) articolato secondo i quadri di riferimento di cui all'allegato C;
b) elaborati di progetto con livello di approfondimento tecnico sufficiente ad individuare compiutamente i lavori da realizzare e contenere tutti gli elementi necessari per il rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni;
c) sintesi non tecnica destinata a fornire un quadro riepilogativo dello studio di impatto ambientale.
Tale elaborato dovrà comunque contenere una cartografia con ubicazione dell'opera e dovrà essere redatto con modalità tali da consentire un'agevole comprensione da parte del pubblico ed una facile riproduzione;
d) supporto magnetico contenente la sintesi non tecnica e le coordinate in formato U.T.M., per le opere a sviluppo lineare (acquedotti, strade, oleodotti, ecc.) le coordinate, in formato U.T.M., dovranno essere espresse con intervalli non superiori a 200 metri.
2. L'esattezza degli allegati è attestata da apposita dichiarazione giurata dai redattori dello studio di impatto ambientale.
1. Per le opere soggette alla fase di valutazione, il giudizio di compatibilità ambientale spetta alla Giunta regionale che si esprime, visto il parere del Comitato tecnico regionale per l'ambiente (C.T.R.A.) di cui al successivo art. 16, con atto definitivo che considera le eventuali osservazioni proposte e allegazioni presentate ai sensi dei successivi artt. 8 - 9 e 10, esprimendosi sulle stesse.
1 bis. Per gli impianti assoggettati ad autorizzazione unica di cui all'articolo 12 comma 3 del D.Lgs. n. 387/2003, sottoposti alla procedura di V.I.A., il parere del Comitato tecnico regionale per l'ambiente (C.T.R.A.), di cui al successivo articolo 16 a conclusione delle procedure di cui ai commi n. 7 e 8 dello stesso articolo 16 viene riportato dall'ufficio regionale competente nella fase di procedimento unico di cui all'articolo 12 comma 4 del D.Lgs. n. 387/2003 (1).
2. Il giudizio di cui al comma precedente è espresso entro 150 giorni dall'avvio del procedimento di VIA come indicato nell'art. 11 comma 3 salvo le prologhe di cui ai commi 4 e 5 dell'art. 7, al comma 5 dell'art. 9 ed al comma 7 dell'art. 10.
3. La Giunta regionale saluta positivamente l'impatto ambientale quando sussistono le seguenti condizioni:
a) il progetto risulti globalmente compatibile con le finalità della presente legge, con particolare riguardo alle esigenze di prevenzione e tutela igienico-sanitaria, di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, di salvaguardia delle aree che presentano particolari fragilità dal lato geologico ed idrogeologico;
b) la realizzazione del progetto sia conforme agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti.
Istruttoria - Provvedimento finale. Efficacia temporale
1. L'istruttoria sullo studio d'impatto ambientale è condotta dall'Ufficio regionale competente entro 60 giorni dall'inizio del procedimento di V.I.A.
2. Entro 60 giorni dal termine di cui al comma precedente il C.T.R.A. esprime parere sull'impatto ambientale dell'opera proposta.
3. Entro 30 giorni dall'espressione del parere da parte del C.T.R.A. la Giunta regionale emette il provvedimento definitivo.
[3 bis. Per le opere sottoposte alla procedura di V.I.A. e contemporaneamente assoggettate ad autorizzazione unica di cui all'articolo 12 comma 3 del D.Lgs. n. 387/2003, il provvedimento definitivo, di cui al precedente comma 3, è compreso nel provvedimento di autorizzazione unica di cui all'articolo 12, comma 3, del D.Lgs. n. 387/ 2003] (2).
4. Nel caso di provvedimenti complessi relativi ad opere che richiedono particolari approfondimenti, indagini o pubbliche audizioni i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo possono essere prolungati per non oltre 60 giorni con atto del Dirigente dell'Ufficio competente.
5. L'Ufficio regionale competente può richiedere al proponente integrazioni alla documentazione presentata, con l'indicazione di un congruo tempo per la risposta. Anche il proponente può, di propria iniziativa, fornire integrazioni alla documentazione presentata. Se le integrazioni sono giudicate di rilevante interesse per il pubblico, l'Ufficio regionale competente può richiedere che ne venga data conoscenza secondo le modalità di cui all'art. 11. Nel caso in cui il proponente non ottemperi, non si procede all'ulteriore corso della valutazione.
6. Il periodo di efficacia temporale del giudizio positivo di compatibilità ambientale per ogni opera o iniziativa è stabilito dalla Giunta regionale su proposta del C.T.R.A. e può essere, su richiesta del proponente, prorogato con apposito provvedimento motivato.
7. L'autorizzazione alla realizzazione di ogni opera o iniziativa soggetta a V.I.A. è subordinata all'esito positivo del giudizio di compatibilità ambientale.
Parere Enti territorialmente interessati
1. Il proponente è tenuto a depositare presso le Amministrazioni provinciali e comunali territorialmente interessate alla realizzazione delle opere soggette a V.I.A. una copia dei documenti di cui al precedente art. 5 comma 1.
2. Entro il termine perentorio di 60 giorni le Amministrazioni provinciali e comunali trasmettono il loro parere sull'opera proposta all'Ufficio regionale competente. Trascorso tale termine il parere si intende espresso positivamente.
Istanza del pubblico interessato e contraddittorio
1. Gli Enti, le associazioni, i comitati rappresentanti di categoria o di interessi collettivi, le associazioni di protezione ambientale, i cittadini, singoli od associati, interessati all'opera, possono presentare all'Ufficio regionale competente osservazioni, istanze, pareri entro 45 giorni dall'avvio del procedimento di V.I.A.
2. Una copia degli elaborati presentati per la V.I.A. è depositata presso l'Ufficio regionale competente a disposizione del pubblico.
3. Il Dirigente generale del Dipartimento sicurezza sociale e politiche ambientali, sentito l'Ufficio regionale competente, secondo l'importanza dell'opera, promuove consultazioni e udienze conoscitive con soggetti, istituzioni e associazioni interessate o che hanno presentato osservazioni al fine di informare, acquisire elementi di conoscenze, indicare misure di mitigazione e controllo.
3 bis. Le consultazioni e udienze conoscitive di cui al comma 3 sono obbligatorie per i progetti di cui all'allegato A, punto 23, della presente legge relativamente ai progetti che definiscono i programmi di sviluppo delle attività di coltivazione degli idrocarburi (3).
4. Il soggetto proponente può chiedere all'Ufficio regionale competente di convocare uno specifico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato pareri o osservazioni. Il verbale del contraddittorio è acquisito e valutato ai fini del giudizio di cui all'art. 6.
5. Quando il soggetto proponente intende uniformare il progetto, in tutto o in parte, ai pareri o osservazioni, ovvero ai rilievi emersi nel corso dell'audizione pubblica, delle consultazioni o del contraddittorio, ne fa richiesta all'Ufficio regionale competente, indicando il tempo necessario. La richiesta interrompe il termine della procedura che riprende il suo corso con il deposito del progetto modificato.
1. Il pubblico di cui all'art. 9 può essere consultato anche su iniziativa della Giunta regionale che, per opere di particolare rilevanza, può indire entro 60 giorni dall'avvio del procedimento un'audizione pubblica.
1 bis. In attuazione dell'articolo 117 della Costituzione, nel rispetto del principio di sussidiarietà nei rapporti con le autonomie territoriali e funzionali, al fine di garantire l'equilibrato sviluppo e la massima partecipazione delle popolazioni interessate, per tutti i progetti di cui all'allegato A, punto 23 della presente legge, relativi ai progetti che definiscono i programmi di sviluppo delle attività di coltivazione degli idrocarburi, la Giunta regionale, entro il termine di cui al comma 1, della legge regionale n. 47/1998 indice un'audizione pubblica (4).
2. L'audizione ha luogo nel Comune o in uno dei Comuni interessati all'esecuzione dell'opera.
3. Dell'audizione si dà notizia mediante avviso pubblicato su un quotidiano a diffusione regionale e mediante manifesti pubblici da affiggere nel Comune o nei Comuni interessati all'opera.
4. La Giunta regionale provvede alla nomina del Presidente dell'Inchiesta pubblica nonché di un esperto e di un Segretario che assistono il Presidente.
5. Chiunque può partecipare all'audizione pubblica ed intervenire in ordine a questioni di carattere conoscitivo, tecnico e scientifico direttamente attinenti l'opera o intervento progettato ed i suoi effetti sull'ambiente.
6. Della pubblica audizione viene, a cura del Segretario, redatto processo verbale che sottoscritto dallo stesso e dal Presidente, viene trasmesso all'Amministrazione regionale entro dieci giorni dalla data di ultimazione dell'audizione.
7. Nel caso si proceda ad una pubblica audizione ai sensi del presente articolo, il termine di cui al comma 1 dell'art. 7 è prolungato di 30 giorni.
Pubblicazione dello studio e inizio procedura
1. A cura e spese del soggetto promotore dell'opera soggetta a V.I.A. viene data notizia dell'avvenuto deposito dello studio d'impatto ambientale mediante inserzione nell'Albo Pretorio del Comune o dei Comuni territorialmente interessati e su un quotidiano a diffusione regionale di un annuncio contenente l'indicazione dell'opera, la sua localizzazione ed alla sommaria descrizione del progetto.
2. Il proponente integra i documenti di cui al precedente art. 5 della documentazione attestante l'avvenuta pubblicazione di cui al comma 1 l'avvenuto deposito presso le Amministrazioni provinciali e comunali dei documenti previsti dall'art. 8 comma 1 e, per le opere interessate, l'avvenuto avvio delle procedure di cui al successivo art. 18 comma 2.
3. Il procedimento di istruttoria per opere soggette a V.I.A. si intende avviato dalla data di presentazione all'Ufficio regionale competente dell'integrazione di cui al comma precedente.
Fase preliminare di definizione delle informazioni («SCOPING»)
1. Per i progetti sottoposti alla fase di valutazione, è facoltà del proponente richiedere, all'Ufficio regionale competente, l'avvio di una fase preliminare volta a stabilire, nell'ambito di quanto compreso nell'allegato C ed in relazione alle caratteristiche del progetto e delle componenti ambientali che possono subire un pregiudizio, le informazioni che devono maggiormente caratterizzare lo studio di impatto ambientale ed il loro grado di approfondimento.
2. Per l'avvio della fase di cui al comma 1 il proponente presenta un'apposita istanza corredata da:
a) elaborati di progetto sufficienti ad indicare i parametri dimensionali e strutturali dell'opera;
b) relazione che, sulla base degli impatti ambientali attesi, definisce il piano di lavoro per la redazione dello studio d'impatto ambientale.
3. L'Ufficio regionale competente esprime il proprio parere entro il termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza, trascorso tale termine il proponente può comunque presentare lo studio d'Impatto Ambientale prescindendo da tale parere.
4. Il parere emesso in tale fase non osta ad ulteriori richieste di informazioni nel corso delle fasi di valutazione.
Fase di Verifica («Screening»)
1. Chiunque intenda realizzare un'opera sottoposta ai sensi della presente legge alla fase di verifica di cui al precedente art. 4 comma 2 è tenuto a presentare al competente Ufficio regionale, apposita richiesta di pronuncia corredata dai seguenti documenti in triplice copia:
a) elaborati di progetto con livello tecnico di approfondimento sufficiente a indicare i parametri dimensionali e strutturali dell'opera, completi di cartografia tematica di descrizione del sito e dell'area circostante;
b) relazione sui rapporti dell'opera con la normativa ambientale vigente, i piani ed i programmi, nonché l'elenco degli atti autorizzativi necessari per la realizzazione del progetto e delle soluzioni alternative prese in considerazione;
c) relazione sui possibili effetti ambientali, derivanti dalla realizzazione del progetto proposto, da redigersi sulla base di un'analisi delle componenti ambientali potenzialmente interessate, e descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e, se possibile, compensare gli effetti negativi del progetto sull'ambiente.
2. Una copia degli elaborati di cui al precedente comma è depositata presso l'Ufficio competente a disposizione del pubblico.
Partecipazione degli Enti e del pubblico interessato
1. Il proponente di un'opera sottoposta alla fase di verifica è tenuto a depositare presso le Amministrazioni comunali territorialmente interessate alla realizzazione dell'opera una copia dei documenti di cui al precedente art. 13 e di dare notizia dell'avvenuto deposito presso la Regione mediante inserzione nell'Albo pretorio del Comune o dei Comuni interessati di un annuncio contenente l'indicazione dell'opera, la sua localizzazione ed una sommaria descrizione del progetto.
2. L'istruttoria ha avvio con l'integrazione da parte del proponente della documentazione attestante l'avvenuto deposito presso le Amministrazioni comunali interessate e l'avvenuta pubblicazione in Albo pretorio di cui al comma precedente.
3. Il pubblico interessato può far pervenire osservazioni, istanze, pareri entro 30 giorni dall'avvio del procedimento.
4. Le Amministrazioni comunali interessate esprimono il proprio parere entro 30 giorni dal deposito trascorsi i quali il parere si intende acquisito positivamente.
1. L'Ufficio regionale competente entro 60 giorni dall'avvio della procedura si pronuncia sulla necessità di sottoporre il progetto alla fase di valutazione. Trascorso il termine suddetto, in mancanza del pronunciamento da parte dell'ufficio competente, il progetto si intende sottoposto alla fase di valutazione.
2. L'Ufficio regionale competente può subordinare la decisione di esclusione dalla V.I.A. indicando eventuali prescrizioni o adempimenti da adottare da parte del richiedente.
3. Presso l'Amministrazione regionale è istituito un registro, disponibile per la consultazione del pubblico, contenente l'elenco dei progetti sottoposti a verifica unitamente al relativo esito.
4. Il parere di cui al comma 1 viene espresso tenendo conto delle osservazioni pervenute e l'esclusione dalla procedura di V.l.A. viene valutata positivamente quando la realizzazione del progetto è conforme agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti ed i principali effetti sono compatibili con le esigenze di tutela igienico-sanitaria e di salvaguardia dell'ambiente (5).
5. Il proponente di un opera, sottoposta ai sensi della presente legge alla fase di verifica di cui al precedente art. 4 comma 2, può, di propria iniziativa, attivare direttamente la fase di valutazione.
Organi tecnici e coordinamento procedure
Comitato tecnico regionale per l'Ambiente
1. È istituto presso il Dipartimento sicurezza sociale e politiche ambientali della Regione il Comitato tecnico regionale per l'ambiente che esprime il parere di cui all'art. 6 comma 1 e art. 18 comma 4.
2. Il Comitato di cui al comma precedente è convocato e presieduto dal Dirigente Generale del Dipartimento sicurezza sociale e politiche ambientali o suo delegato ed è composto:
a) dal Dirigente generale del Dipartimento regionale sicurezza sociale e politiche ambientali o suo delegato;
b) dal Dirigente Ufficio regionale compatibilità ambientale;
c) dal Dirigente Ufficio regionale prevenzione e sicurezza ambientale;
d) dal Dirigente Ufficio regionale tutela della natura;
e) dal Dirigente Ufficio regionale urbanistica ed ambiente;
f) dal Dirigente del Servizio cave e miniere;
g) dal Direttore generale dell'A.R.P.A.B. o suo delegato.
Il Dirigente generale del Dipartimento regionale sicurezza sociale e politiche ambientali ed il Direttore generale dell'A.R.P.A.B. possono con propria delega essere sostituiti da altro dirigente o funzionario in servizio presso l'Ufficio stesso.
2 bis. In attuazione dei principi di azione preventiva e di tutela in materia ambientale e paesaggistica, il Ministero per i beni e le attività culturali partecipa al Comitato Tecnico Regionale per l'Ambiente nell'ambito dell'istruttoria di valutazione di impatto ambientale degli impianti eolici, anche qualora l'impianto non ricada in area sottoposta a tutela ai sensi del citato Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e nei casi in cui la Soprintendenza verifichi che l'impianto alimentato da fonte rinnovabile ricade in aree interessate da procedimenti di tutela ovvero da procedure di accertamento della sussistenza di beni archeologici in itinere alla data di presentazione dell'istanza di autorizzazione unica di cui all'art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 (6).
3. Le funzioni di segreteria sono assicurate da un dipendente in servizio presso il Dipartimento sicurezza sociale e politiche ambientali nominato dal Dirigente generale.
4. Alle sedute della Commissione, ove il Presidente ne ravvisi l'opportunità, partecipano, a scopo consultivo esperti e/o consulenti nominati dalla Giunta regionale, ovvero altri dirigenti o funzionari della Regione o altra Amministrazione pubblica interessata.
5. Le riunioni della Commissione sono svolte con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti. Le determinazioni sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Di ogni riunione della Commissione viene redatto il processo verbale da cui risulti in sintesi lo svolgimento dei lavori, il nome degli intervenuti e le conclusioni e decisioni adottate. Su proposta del Presidente o dei componenti della Commissione, possono essere istituiti gruppi di lavoro per l'esame preliminare degli atti sottoposti all'esame della Commissione stessa. Della costituzione di tali gruppi di lavoro si dà atto nel processo verbale.
6. Il parere del C.T.R.A. deve essere motivato e può proporre prescrizioni in ordine all'adozione di eventuali varianti al progetto ovvero di misure da osservare durante l'esecuzione dei lavori e l'esercizio dell'opera proposta.
7. Il parere con prescrizioni di cui al comma precedente viene comunicato entro sette giorni al soggetto proponente, che può esprimere in merito eventuali osservazioni, le quali vanno trasmesse all'Ufficio regionale Competente entro e non oltre sette giorni dalla ricezione del parere del C.T.R.A.
8. Il Dirigente dell'Ufficio regionale competente predispone una sintetica relazione, nella quale riassume il parere del C.T.R.A. e le osservazioni eventualmente proposte in base al comma precedente con le sue valutazioni, e la sottopone, unitamente a tali pareri ed osservazioni, alla Giunta regionale affinché si esprima ai sensi dell'art. 6 della presente legge.
Supporto tecnico-scientifico dell'Agenzia regionale per l'ambiente
1. L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Basilicata assicura, ai sensi della L.R. 19 maggio 1997, n. 27, art. 3 comma 1 lettera j, nell'ambito dello svolgimento dell'istruttoria e delle attività di cui alla presente legge il necessario supporto tecnico-scientifico su richiesta dell'Ufficio regionale competente.
1. Per i progetti sottoposti alla procedura di V.I.A. e contemporaneamente assoggettati a pareri o autorizzazioni o nulla osta, da esprimersi in materia di emissioni in atmosfera, rifiuti e cave e bellezze paesaggistiche, la Regione si esprime con unico atto deliberativo a conclusione della fase di valutazione nell'ambito del giudizio, di cui al comma 1 del precedente art. 6.
2. A tal fine i soggetti proponenti, contemporaneamente all'avvio della procedura di V.I.A., depositano presso gli Uffici regionali competenti la documentazione richiesta per l'avvio dei relativi procedimenti.
3. Gli uffici interessati entro i successivi 90 giorni completano l'istruttoria sentiti i rispettivi organismi tecnici.
4. Per i progetti di cui al precedente comma 1, il C.T.R.A. viene convocato non prima di 90 giorni dall'inizio del procedimento ed esprime il proprio parere entro i successivi 30 giorni. Per tali progetti il C.T.R.A., anche sulla base dell'istruttoria di cui al precedente comma 3, si esprime con un unico parere sia in ordine alla compatibilità ambientale sia in ordine al rispetto delle norme per le materie di cui al precedente comma 1.
Sanzioni e vigilanza sulla costruzione ed esercizio delle opere
1. L'Ufficio regionale competente, anche con il supporto dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale, vigila sulla puntuale osservanza del contenuto e delle prescrizioni dei provvedimenti adottati in base alla presente legge.
2. Qualora durante la realizzazione e l'esercizio di opere o iniziative vengano accertate violazioni alle disposizioni della presente legge o ai contenuti ed alle prescrizioni dei procedimenti adottati in base alla legge medesima, il Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'Ufficio competente, ordina l'adeguamento dell'opera o delle modalità di esercizio, dell'opera medesima; dispone, altresì, ove necessario, la sospensione dei lavori o l'interruzione dell'esercizio.
3. Nei casi di cui al precedente comma la ripresa dei lavori o dell'esercizio è subordinata al giudizio favorevole del C.T.R.A.; in caso di parere negativo il Presidente della Giunta regionale ordina il ripristino dello stato dei luoghi o, in alternativa, l'adozione delle misure necessarie per la rimozione delle conseguenze negative sull'ambiente prodotte dalle violazioni medesime.
Opere soggette a pronuncia del Ministero dell'ambiente
1. Il giudizio di compatibilità ambientale per opere assoggettate al parere di cui all'art. 6 della L. n. 349/1986 viene espresso dalla Giunta regionale sentito il parere del C.T.R.A.
1. Con l'entrata in vigore della presente legge sono abrogate la legge regionale l9 dicembre 1994 n. 47 e la legge regionale 16 gennaio 1996 n. 3.
1. La presente legge regionale è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
(1) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1;
(2) Comma dapprima aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1 e poi abrogato dall'art. 3, comma 2, L.R. 30 aprile 2014, n. 7;
(3) Comma aggiunto dall'art. 38, comma 1, L.R. 8 agosto 2012, n. 16;
(4) Comma aggiunto dall'art. 38, comma 2, L.R. 8 agosto 2012, n. 16;
(5) Il Commissario di Governo con nota, prot. n. 45/2.30.02 dell’11-12-1998, nel restituire la legge alla Regione ha così osservato in ordine al presente comma: «...la Regione per la valutazione di cui all'art. 15, comma 4, è tenuta anche alla conformità degli elementi contenuti nell'allegato D del D.P.R. 12 aprile 1996 - Atto di indirizzo e coordinamento in materia di V.I.A. Si soggiunge che i giudizi di compatibilità ambientale di cui alle istruttorie in corso debbano comunque essere resi»;
(6) Comma aggiunto dall'art. 2, comma 1, L.R. 30 aprile 2014, n. 7.
Omissis [7] [8] [9] [10]
(7) Punto aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera c), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1;
(8) Punto aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera c), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1; Successivamente la Corte costituzionale, con sentenza 23 febbraio-3 marzo 2011, n. 67 (Gazz. Uff. 9 marzo 2011, n. 11, 1a serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della suddetta lettera c) del comma 1 dell'art. 7, L.R. n. 1/2010, nella parte in cui aggiunge il presente punto, con la conseguente estensione di detta dichiarazione di illegittimità costituzionale allo stesso. Inoltre l'art. 17, comma 3, lettera c), L.R. 26 aprile 2012, n. 8 ha abrogato la citata lettera c), a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 18, comma 1, della stessa legge);
(9) Punto aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera c), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente l'art. 17, comma 3, lettera c), L.R. 26 aprile 2012, n. 8 ha abrogato la citata lettera c);
(10) Punto aggiunto dall'art. 7, comma 1, lettera c), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente l'art. 17, comma 3, lettera c), L.R. 26 aprile 2012, n. 8 ha abrogato la citata lettera c).
Omissis [11] [12] [13] [14] [15]
(11) Lettera aggiunta dall'art. 7, comma 1, lettera d), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente la suddetta lettera d) è stata abrogata dall'art. 17, comma 3, lettera c), L.R. 26 aprile 2012, n. 8;
(12) La presente lettera, già sostituita dall'art. 5, comma 1, n. 1, L.R. 26 aprile 2007, n. 9, è stata poi nuovamente così sostituita dall'art. 10, comma 7, L.R. 24 dicembre 2008, n. 31. Successivamente entrambe le norme citate sono state abrogate dall'art. 17, comma 3, L.R. 26 aprile 2012, n. 8. Il testo precedente era così formulato: «g) impianti di produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento (tutti i progetti, esclusi quelli degli impianti costituiti da uno o più generatori la cui potenza nominale non superi 100 kW). Soglia in aree naturali protette: tutti i progetti, esclusi quelli degli impianti costituiti da uno o più generatori la cui potenza nominale complessiva non superi 50 Kw.»;
(13) La presente lettera, aggiunta dall'art. 5, comma 1, n. 2, L.R. 26 aprile 2007, n. 9, è stata poi così sostituita dall'art. 7, comma 1, lettera e), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente entrambe le norme citate sono state abrogate dall'art. 17, comma 3, L.R. 26 aprile 2012, n. 8. Il testo originario era così formulato: «l) impianti di produzione di energia mediante l'utilizzo di pannelli fotovoltaici (tutti i progetti, esclusi quelli degli impianti relativi: a dispositivi di sicurezza; a singoli dispositivi di illuminazione; ad installazioni integrati e installazioni parzialmente integrati in altri manufatti anche preesistenti, che occupino una area inferiore a 2000 mq). Soglia in aree naturali protette: tutti i progetti, esclusi quelli degli impianti relativi: a dispositivi di sicurezza; a singoli dispositivi di illuminazione; ad installazioni su altri manufatti anche preesistenti, che occupino una area inferiore a 1000 mq.»;
(14) La presente lettera, aggiunta dall'art. 10, comma 8, L.R. 24 dicembre 2008, n. 31, è stata poi abrogata dall'art. 7, comma 1, lettera f), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente entrambe le norme citate sono state abrogate dall'art. 17, comma 3, L.R. 26 aprile 2012, n. 8;
(15) Lettera aggiunta dall'art. 7, comma 1, lettera d), L.R. 19 gennaio 2010, n. 1. Successivamente la suddetta lettera d) è stata abrogata dall'art. 17, comma 3, lettera c), L.R. 26 aprile 2012, n. 8.