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Timestamp: 2020-07-15 10:43:17+00:00
Document Index: 30438474

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 63']

Trentinosociale.it - Proroga del termine per l’adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore al 30 OTTOBRE 2020
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Proroga del termine per l’adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore al 30 OTTOBRE 2020
Su "Proroga del termine per l’adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore al 30 OTTOBRE 2020" vedi anche
Circolare Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 20 del 27 dicembre 2018 |
Avviso n. 3/16 – P.O.N.“Inclusione”. Bando per proposte progettuali volte all'attivazione dei beneficiari di misure di contrasto alla povertà
ANNO 2019_Contributi per la realizzazione di attività di interesse generale di cui all'articolo 5 del D.Lgs. 117/2017 "Codice del Terzo settore"
L’art. 35, commi 1 e 2, del decreto-legge "Cura Italia" proroga il termine per l’adeguamento degli statuti delle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus con la modalità semplificata dal 30 giugno 2020 al 31 ottobre 2020. Si ricorda che la modalità semplificata consente di modificare gli statuti in adeguamento alle norme inderogabili del Codice del Terzo settore con le modalità previste per l’assemblea ordinaria (anziché straordinaria)
Restano fermi i contenuti e le indicazioni fornite in materia dal Codice codice del terzo settore e dalle Circolari del Ministero del lavoro e delle Politiche sociale che per comodità riassumiamo di seguito. In particolare la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 20 del 27 dicembre 2018 affronta la disciplina degli adeguamenti statutari, configurando tre tipologie di norme del Codice del terzo Settore, suscettibili di formare oggetto di adeguamento statutario:
a) norme inderogabili (o obbligatorie):
Un esempio è l’individuazione delle attività di interesse generale che l’ente svolge (o intenderà svolgere), che devono essere scelte dall’elenco di cui all’art. 5 comma 1 del CTS. e quindi vanno enucleate nello statuto in maniera molto precisa e puntuale. E’ comunque opportuno, individuare puntualmente anche le azioni pratiche e concrete attraverso le quali vengono realizzate le attività di interesse generale e perseguite le finalità.
Altro esempio è la previsione del divieto di distribuzione degli utili di cui all’art. 8 comma 2 del CTS.
b) norme derogabili solo attraverso previsione statutaria (tali norme sono di regola individuabili per la formula “se l’atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente”): in tal caso, se lo statuto non dispone diversamente o non dispone nulla in merito, vale quanto previsto dal CTS.
Un esempio è il procedimento di ammissione degli associati, disciplinato dall’art. 23 CTS, in cui il comma 1 assegna al Consiglio Direttivo la competenza a deliberare sull’ammissione, a meno che l’atto costitutivo o lo statuto non dispongano diversamente (quindi lo statuto potrebbe affidare ad altro organo sociale la competenza a deliberare sull’ammissione). Altro esempio di previsione derogatoria è quella relativa al diritto di voto dei neoassociati iscritti da almeno tre mesi nel libro degli associati (lo statuto può prevedere periodi inferiori a tre mesi, ma non maggiori di tre mesi).
c) norme che attribuiscono all’autonomia statutaria mere facoltà, sono cioè disposizioni facoltative (tali norme sono di regola individuabili per la formula “l’atto costitutivo o lo statuto possono….” oppure per la formula “se l’atto costitutivo o lo statuto lo consentono...”).
Un esempio è rappresentato dall’art. 24 comma 2 del CTS, il quale ammette la possibilità di intervenire in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, laddove previsto in statuto. Altro esempio è dato dall’art. 32 comma 2 laddove è prevista per le ODV la possibilità di prevedere l’ammissione come associati di altri enti del Terzo settore o senza scopo di lucro.
Nei casi previsti alle lettera a) e b) è possibile utilizzare la procedura semplificata o alleggerita (cioè convocazione dell’assemblea ordinaria), nel caso sub c) si deve necessariamente procedere con assemblea straordinaria.
Risulta in ogni caso evidente che al di là delle modifiche statutarie richieste, è necessario che ogni ODV/APS si interroghi anche sull’opportunità/possibilità/impossibilità di rimanere nei rispettivi albi/registri o di cambiare la propria tipologia alla luce del mutato quadro normativo delineato dal CTS. Le attività di interesse generale svolte da ODV ed APS sono le medesime, ma cambiano le modalità di realizzazione, i destinatari, il calcolo della prevalenza del volontariato (oltre al regime fiscale).
Le modifiche da apportare agli statuti e le agevolazioni previste
Le ODV e le APS iscritte nei rispettivi registri (albo del volontariato e registro delle associazioni di promozione sociale), possono utilizzare le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria qualora:
1) adeguino i rispettivi statuti alla nuove disposizioni inderogabili (“modifiche obbligatorie”); oppure
2) vi introducano clausole “che escludono l’applicazione di nuove disposizioni derogabili mediante specifica clausola statutaria” (“modifiche derogatorie”).
3) le modifiche statutarie sub 1 e/o 2 vengano adottate entro il termine del 30 giugno 2020
4) si siano costituite prima del 3 agosto 2017 (data di entrata in vigore del Codice del Terzo settore)
Dovranno invece essere fatte per assemblea straordinaria le modifiche che prevedono disposizioni facoltative. Se quindi un’associazione modifica lo statuto sia per adeguarlo alle norme inderogabili che inserendo norme derogabili, ed inserisce disposizioni facoltative, dovrà procedere necessariamente per via straordinaria.
La registrazione del nuovo statuto presso l’Agenzia delle Entrate godrà:
- per le ODV: esenzione dall’imposta di bollo (art. 82 comma 5 D.LGS. 117/2017) e dall’imposta di registro (ex art. 82 comma 3), sia che si tratti di modifiche adottate in assemblea ordinaria che straordinaria;
- per le APS: esenzione dall’imposta di bollo (ex art. 82 comma 5 D.LGS. 117/2017) sia che si tratti di modifiche adottate in assemblea ordinaria che straordinaria; per quanto riguarda l’imposta di registro, l’esenzione vi è solo per le modifiche statutarie necessarie per adeguarsi alla Riforma (cioè per quelle di carattere obbligatorio e derogatorio)
I suggerimenti della Provincia Autonoma di Trento (Ufficio Accreditamento, Affidamento e rapporto con il Terzo settore)
Considerando la complessità della materia - con specifico riferimento alla distinzione tra modifiche per le quali è possibile utilizzare l’assemblea ordinaria (norme inderogabili e norme derogabili) e quelle per le quali è obbligatorio utilizzare l’assemblea straordinaria (disposizioni facoltative) e considerando che la modifica di uno statuto è spesso l’occasione per migliorare/modificare elementi che vanno nel senso di stare al passo con i tempi e/o con la realtà associativa mutata negli anni, si suggerisce, laddove possibile (dove cioè le maggioranze previste nell’attuale statuto possano essere verosimilmente raggiunte, eventualmente anche con lo strumento della delega) – a maggiore tutela delle associazioni - di modificare gli statuti attraverso l’utilizzo dell’assemblea straordinaria.
Ci sono infatti modifiche (per esempio la modifica della denominazione sociale, la modifica dell’indirizzo, del numero di consiglieri, il numero di deleghe concesse al socio in assemblea, la soppressione di una previsione statutaria) che vengono effettuate perché sono cambiati dei dati fattuali (l’indirizzo non è più quello) o dati che esprimono l’associazione (il nome che non rappresenta più l’associazione) o dati superati (un organo che non si ritiene più necessario, V. Collegio dei Probiviri) o perché l’associazione ha deciso di modificare qualcosa e magari nel momento della convocazione dell’assemblea ancora non ci si pensava. Anche in questo caso siamo di fronte a disposizioni facoltative, che necessitano di assemblea straordinaria: effettuarle con quella ordinaria potrebbe inficiarne la validità. Ed è evidente che, nel momento in cui modifico uno statuto, perché sono obbligato a farlo, coglierò (eventualmente) occasione per un restyling complessivo del documento che sta alla base della mia associazione (lo statuto appunto).
Tale suggerimento è condiviso anche da Non profit Network – CSV Trentino (in breve CSV Trentino), proprio a maggiore tutela delle associazioni.
Gli strumenti a disposizione delle associazioni
Le ODV e le APS iscritte avranno a disposizione:
- modelli di statuto: essi, liberamente scaricabili dal seguente link http://www.volontariatotrentino.it/terzo_settore,(previa registrazione)
- corsi di accompagnamento alla modifica degli statuti: data da stabilire
- consulenza fornita ai sensi dell’art. 63 del D.Lgs. 117/2017 – da CSV Trentino (sede di Trento, via Lunelli, 4 tel 0461/916604)
Adempimenti nei confronti della Provincia Autonoma di Trento – Ufficio accreditamento, accessibilità e relazione con il terzo settore e volontariato
Una volta effettuate le modifiche statutarie per adeguarsi alle previsioni del Codice del Terzo settore, le ODV e le APS rispettivamente iscritte nell’albo e nel registro sono tenute a produrre entro 30 (trenta) giorni dalla deliberazione assembleare:
- copia del verbale dell’assemblea di modifica statutaria, sottoscritto dal presidente dell’assemblea e dal segretario verbalizzante;
- copia dello statuto modificato.
Per eventuali chiarimenti potete contattare l’Ufficio competente ai numeri dott.ssa Elisabetta Ambrogetti 0461/492734 - Segretaria:492749/493805.
(ultimo aggiornamento: 08/04/2020)