Source: https://studiobugamelli.it/pareri/cessione-azienda-100-per-cento-tutte-quote-partecipazione-imposta-registro-elusione
Timestamp: 2019-05-24 01:27:27+00:00
Document Index: 144639614

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 20']

Studio Bugamelli | Cedere la societ&agrave; equivale a cedere l&apos;azienda
Cedere la società equivale a cedere l&apos;azienda
La cessione dell&apos;intera partecipazione societaria può corrispondere alla cessione di azienda ai fini dell&apos;applicazione dell&apos;imposta di registro
La cessione di azienda va di regola sottoposta all&apos;imposta di registro e quindi si applica un prelievo:
del 9&percnt; sul corrispettivo dei beni immobili se presenti nell&apos;azienda;
del 3&percnt; sul corrispettivo per i beni mobili e avviamento;
dello 0,5&percnt; sui crediti vantati dall&apos;azienda.
Qualora non siano separatamente indicati i corrispettivi di ciascun bene aziendale, si applicherà l&apos;aliquota più elevata sull&apos;intera base imponibile (art. 23, D.P.R. 131/86).
La Commissione Tributaria Regionale per la Toscana ha recentemente affrontato una vicenda in cui il contribuente non aveva ceduto l&apos;azienda costituita in società, bensì aveva venduto le quote di partecipazione sulla medesima in misura del 100&percnt; del capitale sociale.
La cessione delle quote non è assoggetta a registro ed è evidente il risparmio fiscale che può ottenersi rispetto alla cessione dell&apos;azienda, pur essendo identici gli effetti concretamente conseguiti.
Per tale ragione l&apos;Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di liquidazione per recuperare l&apos;imposta di registro non assolta. La Commissione tributaria (sent. C.T.R. Toscana, sez. 13, 07/07/2016 n. 1252) ha confermato la legittimità di tale provvedimento esprimendo due ragioni autonome.
In primo luogo la sentenza si rifà al disposto dell&apos;art. 20, D.P.R. 131/86, ai sensi del quale l&apos;imposta di registro va applicata avuto riguardo alla natura e agli effetti giuridici dell&apos;atto; dunque, la cessione del 100&percnt; della partecipazione andrebbe per ciò solo sottoposta a registro in quanto comporta in maniera automatica la cessione dell&apos;azienda.
Sotto questo profilo, riflettiamo noi, dovrebbe ritenersi che la contestazione mossa al contribuente vada ricondotta all&apos; “abuso del diritto”, quale condotta formalmente legittima ma che nella sostanza rincorre un obiettivo contrario all&apos;ordinamento; quindi, a rigore, dovrebbero valere le tutele poste dall&apos;art. 10-bis, L. 212/00.
Si noti, peraltro, che l&apos;operatività dell&apos;art. 20, D.P.R. 131/86, rimarrebbe comunque svincolata dall&apos;art. 10-bis, L. 212/00 giacché la prima norma guarda la configurazione obiettiva degli effetti giuridici del contratto collocandolo nella giusta fattispecie impositivia, mentre con l&apos;abuso del diritto si compie una ricostruzione più ampia e complessa della vicenda e degli scopi conseguiti dai contraenti, revocando i benefici fiscali conseguiti.
La decisione della C.T.R. Toscana si pone sulla scia della Corte di Cassazione che si è espressa su un caso analogo di cessione totalitaria di quote societarie (Cass. civ., sez. trib. n. 24594 del 2016) nel quale, tra l&apos;altro, si era proprio confermato l&apos;autonomia dell&apos;art. 20, D.P.R. 131/86, rispetto a profili di abusività che possono anche non essere ravvisabili.
Ciò non toglie che anche la cessione delle quote societarie in luogo dell&apos;azienda può astrattamente trovare ragioni economiche e commerciali tali da rendere sostenibile l&apos;impianto negoziale di fronte alla pretese dell&apos;Agenzia delle Entrate.
(pubblicato su www.prontoprofessionista.it il 20/09/2016)