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Timestamp: 2018-09-20 18:05:39+00:00
Document Index: 108863192

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 659', 'art. 659', 'sentenza ']

Illegittimità del diniego di autorizzazione annuale per uno stabilimento balneare amovibile per il quale è già stata rilasciata l’autorizzazione per il periodo estivo : il parere del Consiglio di Stato
Consiglio di Stato, sez. VI, ordinanza 2 agosto 2018, n. 3691
Appare illegittimo il provvedimento con il quale la Soprintendenza ha respinto una istanza avanzata dal titolare di uno stabilimento balneare tendente ad ottenere l’autorizzazione a mantenere per tutto l’anno le strutture dello stabilimento stesso che non sia motivato, atteso che la Soprintendenza stessa è tenuta a dar buona contezza, certo fin dalla originaria autorizzazione paesaggistica (per far constare la consustanzialità della temporaneità delle strutture balneari rispetto alla fruizione collettiva del paesaggio costiero) e, a più forte ragione, quando si tratta del mantenimento per tutto l’anno delle strutture stesse, delle ragioni specifiche in ordine alla contrarietà della permanenza dello stabilimento coi valori del paesaggio e dell’ambiente costiero, sottesi al vincolo. Sullo stesso tema si registrano due orientamenti divergenti a livello della stessa Sez. VI del Cons. Stato (in senso conforme Consiglio di Stato, sez. VI,sentenza n.103345/2018; in senso difforme Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n.100884/2018).
Consiglio di Stato_ ordinanza n. 3691.2018
L'Adunanza Plenaria: i suoi poteri e il ruolo di spettanza della Sezione remittente
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 23 febbraio 2018, n. 2
Il Consiglio di Stato ha specificato il senso della propria funzione nomofilattica, con il dichiarato obiettivo di dare ordine alle questioni interpretative poste dalle Sezioni remittenti. L'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. deve essere inteso nel senso di rimettere all'Adunanza plenaria la sola opzione fra l'integrale definizione della controversia e l'enunciazione di un principio di diritto, mentre non è predicabile (per ragioni sia testuali, che sistematiche) l'ulteriore distinzione in princìpi di diritto di carattere astratto e princìpi maggiormente attinenti alle peculiarità del caso concreto. Ai princìpi di diritto enunciati dall'Adunanza plenaria ai sensi dell'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. non può essere riconosciuta l'autorità della cosa giudicata. L'attività di contestualizzazione e di sussunzione del principio di diritto enunciato dall'Adunanza plenaria ai sensi dell'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. in relazione alle peculiarità del caso concreto spetta alla Sezione cui è rimessa la decisione del ricorso.
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria_sentenza n.2.2018
Disturbo della quiete pubblica: non è necessario che una perizia o consulenza accerti il superamento della soglia di tollerabilità
Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9361
Il Tribunale di Genova aveva riconosciuto l’imputato responsabile del reato di cui all’art. 659 c.p. (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) per aver disturbato il riposo dei condomini attraverso rumori, urla e schiamazzi in orario notturno. L’imputato aveva presentato ricorso in Cassazione deducendo il mancato esame del livello di tollerabilità dei rumori prodotti. Il Collegio ha ricordato che il reato previsto dall’art. 659 c.p. si configura, secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, nel caso in cui le emissione sonore siano potenzialmente idonee a disturbare le occupazioni o il riposo di un numero indiscriminato di persone secondo il parametro della normale tollerabilità; è quindi necessario che i rumori “abbiano una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito dalla collettività”. Ai fini dell’accertamento del superamento della soglia della normale tollerabilità non è necessario effettuare una perizia o una consulenza tecnica, potendo il giudice formare il proprio convincimento sulla base dei elementi probatori di diversa natura, in primis, sulle dichiarazioni di chi è in grado di riferire dettagli sulla vicenda. Nel caso di specie il giudice ha correttamente accertato la propagazione eccessiva delle urla e dei rumori prodotti dall’imputato sulla base delle dichiarazioni rese da un carabiniere che si trovava a passare lungo la strada sottostante all’edificio condominiale.
Corte di Cassazione_sentenza n. 9361.2018
Legge Delrio: c'è differenza tra riordino e trasferimento delle funzioni dalle Regioni alle Province
Imprese in crisi, l'Anac studia le linee guida per l'ammissione alle gare con l'avvalimento "rinforzato"