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Timestamp: 2020-05-31 13:46:08+00:00
Document Index: 7389782

Matched Legal Cases: ['art. 1321', 'art. 1321', 'art. 1418', 'art. 1325', 'art. 1397', 'art. 1396', 'art. 1415', 'art. 1428', 'art. 1429', 'art. 1431', 'art. 1432', 'art. 1439', 'art. 1440']

I NEGOZI GIURIDICI
La più importante categoria di atti giuridici leciti e volontari è costituita dai NEGOZI GIURIDICI che consiste in un'espressione di volontà di due o più soggetti circa la costituzione, l'estinzione o la modifica di una situazione giuridica meritevole di tutela secondo l'ordinamento giuridico (Es. tipico negozio giuridico patrimoniale è il contratto secondo l'art. 1321 cod. civ.).
Il negozio giuridico è il mezzo con cui si attua la maggiore autonomia dei soggetti privati.
Abbiamo visto, appunto, che nella vita pratica molti diritti vengono gestiti secondo vari istituti (Es. testamento mortis causa, donazione, matrimonio, contratti, ecc.) e solo tramite i negozi giuridici possono essere messi in attuazione e concretarsi.
I principali effetti del negozio giuridico sono previsti dall'ordinamento, altri, invece, sono indiretti e spesso frutto della legge.
Il contratto (art. 1321 Cod. civ.) è un negozio giuridico per eccellenza e prototipo.
I negozi giuridici si distinguono, in relazione alla struttura soggettiva, in:
unilaterale se è perfezionato dalla dichiarazione di una sola parte (Es. il te 949c28j stamento, ecc.);
bilaterale se le parti sono due (Es. il contratto, ecc.) o plurilaterale se sono più di due (Es. società, ecc.).
inter vivos quando il negozio giuridico è fattibile da due soggetti in vita (Es. contratto, ecc.),
mortis causa quando il negozio giuridico presuppone la morte del proprio autore (Es. unico è il testamento).
Distinguiamo ancora:
negozi solenni se la legge prevede, pena la nullità del negozio giuridico, una forma predeterminata;
negozi non solenni negozio giuridico quando la legge non prevede alcuna forma, fino al punto che in alcuni casi si possono anche avere dei negozi giuridici non scritti.
negozi gratuiti il negozio giuridico avviene senza alcuna corrispondenza (Es. donazione, ecc.);
negozi onerosi quando, invece, il negozio giuridico prevede un corrispettivo (Es. compravendita, ecc.).
negozi di amministrazione con questo tipo di negozio giuridico non si incide sulla sostanza del patrimonio limitandosi a trarne i frutti;
negozi di disposizione con questo tipo di negozio giuridico si amministra anche il patrimonio incidendo sugli elementi giuridici ed economici dello stesso (Es. vendite, donazioni, ecc.).
GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL NEGOZIO GIURIDICO
Nel negozio giuridico esistono alcuni elementi, detti ESSENZIALI, che mancando, anche uno solo, annullano l'intera validità del negozio giuridico stesso (art. 1418 cod. civ.). Essi, a norma dell'art. 1325 cod. civ., sono:
uno o più soggetti,
una forma scritta di manifestazione, se richiesta dalla legge,
Come atto, il negozio giuridico, deve contenere almeno un soggetto che manifesti una propria volontà, quindi almeno un soggetto che abbia capacità di agire.
Nel negozio giuridico si distinguono le parti, che non sono soggetti, ma centri di interessi diversi ed opposti in modo che due parti possano coincidere con due soggetti distinti o con due gruppi di soggetti.
Per cui, la parte può essere:
Semplice se composta da un solo soggetto;
Complessa se composta da una moltitudine di soggetti.
Se accomunati da uno stesso interesse si costituisce l'atto collettivo, invece, se i soggetti si muovono distintamente per l'interesse comune, il negozio giuridico diverrà atto complesso.
Il soggetto che ha la capacità di agire, e manifesta la propria volontà circa un negozio giuridico è definito legittimo ad agire.
In alcuni casi, per la volontà del soggetto ad agire circa un negozio giuridico, è ammessa la potestà di RAPPRESENTANZA, cioè la volontà di un soggetto interviene per il compimento di atti giuridici per conto di altri e con effetti per altri.
Il rappresentante è colui che agisce per nome e per conto del rappresentato.
Chi pone in essere un negozio giuridico in nome di un altro, ne rimane al di fuori per quanto riguarda le conseguenze provocate (Es. avvocato, ecc.).
Non tutti i negozi giuridici si possono rappresentare. Essa è ammessa soltanto per i negozi giuridici di tipo patrimoniale mentre, ad esempio, è esclusa per i negozi di tipo personalissimi (Es. testamento, ecc.).
La figura del rappresentante è diversa da quella di messo (o portavoce) il quale è soltanto un portatore dell'altrui volontà mentre il rappresentante concorre anche alla formazione della volontà
La rappresentanza può avere origine da:
la legge in tutti quei casi n cui l'ordinamento giuridico lo preveda (Es. rappresentanza legale degli incapaci o interdetti, ecc.);
la volontà del soggetto dominus tramite la procura che è quel negozio giuridico che permette al rappresentante di impegnare il dominus verso altri al posto e con il nome suo (Es. avvocati, ecc.).
Talora, la rappresentanza, è inserita automaticamente in altri negozi giuridici come parte costituente (Es. mandato, ecc.). Talora sta a se (Es. procura, ecc.).
La procura può essere fatta espressamente, tramite un documento scritto affermante la volontà del dominus di demandare la propria volontà, o tacitamente, tramite la tipologia di mansione che si fanno eseguire al rappresentante (Es. commesso in un negozio, ecc.).
A norma dell'art. 1397 cod. civ. quando i poteri di rappresentanza sono cessati, il rappresentante deve tornare i documenti dove risulti la procura, se esistenti (se, cioè espressamente concessa), al dominus.
Se il rappresentante ha agito con procura eccedendo dai propri poteri conferitogli, egli potrà fare ratificare l'atto compiuto dal dominus. Se, invece, provocherà danni con l'eccesso di rappresentanza, egli sarà direttamente responsabile dell'accaduto.
speciale quando tratta la rappresentanza di un affare o di una tipologia sola di affari (Es. avvocato per una causa, ecc.);
generale quando tratta ogni tipo di affari del dominus (Es. amministratore delegato, ecc.).
Il dominus, per dare la procura, deve necessariamente possedere la capacità di agire. Mentre il rappresentante deve avere solamente la capacità di intendere e di volere.
Il conflitto eventuale tra dominus e rappresentante è annullabile dal primo se riconosciuto da un terzo qualsiasi.
La procura a norma dell'art. 1396 cod. civ. è revocabile da parte del relativo dominus, mentre il rappresentante può rinunziare alla stessa.
Altro modo di estinzione della procura è la morte o del rappresentante o del dominus.
Altre forme minori di rappresentanza, oltre quelle per procura, sono:
l'istintore è colui che rappresenta il titolare dell'attività commerciale e ne detiene i pieni poteri al punto di prendere iniziative per conto suo limitatamente ad un ramo dell'azienda o ad un settore (Es. potere di licenziamento, ecc.);
il rappresentante (o procuratore commerciale) è colui che al pari dell'istintore non può, però, gestire l'attività al posto del titolare (Es. rappresentante di commercio, ecc.);
il commesso è colui che ha il compito di fare solamente ciò che il titolare dell'attività commerciale ha demandato lui di fare. Ha quindi un limitatissimo potere di rappresentanza.
il concessionario è colui che in campo industriale acquista dal titolare dell'impresa a prezzi bassi e rivende al cliente a prezzi maggiori traendone guadagno a propri rischi e pericoli.
È un altro elemento essenziale per la costituzione e la vita del negozio giuridico. Essenziale è che venga esternata perché in caso contrario i avrà una riserva mentale con la conseguente nullità dell'atto giuridico così composto.
Si ha anche nullità in caso di errore ostativo, cioè quando si dice o si compie una cosa inconsapevolmente dicendo o facendone un'altra.
Una causa molto importate e ricorrente in cui si procura la nullità dell'atto giuridico così compiuto è quello della SIMULAZIONE.
simulazione assoluta quando si dichiara di volere la realizzazione di un negozio, mentre, in realtà, non si vuole compiere alcun atto giuridico;
simulazione relativa quando, invece, si dichiara un negozio giuridico e se ne compie in verità un altro.
Quando, inoltre, si nasconde in un negozio giuridico una persona con l'introduzione nello stesso di un'altra, si ha la simulazione di persona che porta parimenti alla nullità dell'atto giuridico così compiuto. In questo caso, il prestanome, non assume alcuna obbligazione tra le due vere parti definendo tale situazione come interposizione fittizia di persona (Es. Tizio, per sottrarre un bene ai creditori, finge di vendere a Caio il bene stesso, ecc.).
In questi casi, la legge tutela coloro che hanno acquistato in buona fede da coloro che dolosamente hanno usato interporre fittiziamente persone terze a norma dell'art. 1415 cod. civ..
In caso di conflitto fra creditori dell'una e dell'altra parte del contratto simulato, la legge protegge i creditori del finto alienante rispetto a quelli del finto acquirente, purchè il credito sia anteriore all'atto con il quale il bene in questione fu alienato al finto acquirente.
Si ha il negozio indiretto quando l'effetto giuridico non si ottiene tramite un determinato negozio ma dalla combinazione, traversa, di diversi altri atti giuridici che singolarmente non avrebbero efficacia per quel fine ma che combinati perseguono lo stesso fine voluto (Es. un mandato a vendere accompagnato a una procura irrevocabile uguaglia una vendita, ecc.).
Un negozio di questo tipo rimane valido e validi sono i suoi frutti, tranne se illeciti, perché è realmente voluto dalle parti e non si viola l'ordinamento giuridico.
I negozi fiduciari sono dei negozi indiretti, quelli più importanti e consistono nel passaggio di titolarità di un bene da una persona (fiduciante) ad un'altra (fiduciaria) che diverrà l'effettivo proprietario continuando però ad utilizzare il bene non per i propri interessi ma per quelli dell'originario proprietario osservando le direttive e le condizioni impartite dal fiduciante stesso.
Nello studio della volontà, troviamo anche dei vizi che si manifestano in modo negativo sull'efficacia del negozio giuridico portando all'annullabilità del negozio così formato. Tra questi ricordiamo:
L'ERRORE ( 1 )
Consiste nella falsa rappresentazione della realtà che concorre a creare la volontà del soggetto autore del negozio giuridico. In questo senso l'ignoranza viene equiparata all'imperfetta conoscenza e quindi produce gli stessi effetti dell'errore.
L'errore può essere di due specie:
Errore di diritto consiste nella falsa conoscenza o totale ignoranza della norma che ha contribuito alla realizzazione dell'errore da parte del soggetto autore (Es. Tizio compera da Caio un terreno per fabbricarvi una fornace non sapendo che non può elevare edifici oltre una determinata altezza e quindi non può realizzare i propri interessi). In ogni caso il negozio giuridico prodotto con errore di diritto è nullo con effetti retroattivi fino al momento della stipula del negozio giuridico in questione;
Errore di fatto consiste nell'errore causato da una situazione o circostanza di fatto.
Perché l'errore produca l'annullabilità del negozio giuridico è necessario che lo stesso sia contemporaneamente essenziale e riconoscibile dall'altro contraente (art. 1428 cod. civ.).
L'errore è essenziale quando è stato:
sia tale da aver determinato la parte a concludere il negozio giuridico, se, invece, l'errore non ci fosse stato non si sarebbe stipulato l'accordo;
sia quando, a norma dell'art. 1429 cod. civ., cade su:
la natura del negozio (error in negotio), ad esempio credo di dare una cosa in locazione mentre è un'enfiteusi,
l'oggetto del negozio (error in corpore), ad esempio credo che siano viti invece sono chiodi,
la qualità della cosa (error in substantia), ad esempio credo che sia lana animale invece è lana sintetica,
la persona (error in persona), ad esempio credo che sia Tizio invece è Caio,
la quantità della prestazione (error in quantitatae).
In tutti gli altri casi l'errore non è causa che può portare all'annullabilità del negozio giuridico.
L'errore è riconoscibile quando, a norma dell'art. 1431 cod. civ., una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo in base alle circostanze, al contenuto e alla qualità dei contraenti.
A norma dell'art. 1432 cod. civ. si può chiedere, a chi è caduto in errore, di evitare l'annullamento del contratto stipulato con errore eseguendo il contratto che egli intendeva concludere in origine (mantenimento del contratto rettificato).
In fine l'errore di calcolo non produce annullabilità del negozio giuridico ma l'indicazione dovrà essere corretta.
LA VIOLENZA ( 2 )
L'atto compiuto sotto minaccia è pur sempre voluto quindi non nullo ma annullabile.
Perché si configuri la minaccia occorre che ci sia un soggetto attivo che la eserciti di tale gravità da indurre chi la subisce a temere per se e per i propri beni. Non ha importanza se la minaccia derivi dall'altra parte del negozio giuridico o da terzi estranei allo stesso.
Non è minaccia quella che induce a dover compiere un'azione di diritto ma solamente quella che induce a compiere un'azione ingiusta nel fine.
La gravità del male minacciato si valuta secondo un duplice criterio: oggettivamente, tramite il calcolo del danno minacciato alle persone o alle cose, l'altro, soggettivo, è quello che valuta chi subisce la violenza. Quest'ultimo elemento è variabile in base a diversi fattori (sesso, età, condizione socio-economica, ecc.).
IL DOLO ( 3 )
Costituiscono tutti quei giri ed artifizi che portano il soggetto a compiere il negozio giuridico facendone trarre per se un profitto che in caso contrario non avrebbero portato alla realizzazione negozio giuridico. In questo caso la conseguenza è l'annullabilità del negozio giuridico compiuto illecitamente.
Il dolo deve essere provocato da una parte del negozio giuridico o da un terzo di cui però l'altra parte ne sia a conoscenza (art. 1439 cod. civ.).
L'errore è causa di annullabilità nei soli casi previsti dalla legge, mentre è causa di annullamento quando è determinato dal volere della parte.
Nel caso del dolo incidente, cioè di quel dolo che porta ad aggravare i patti di un negozio che si sarebbe ugualmente compiuto, la sola conseguenza è il risarcimento degli eventuali danni provocati (art. 1440) e non sull'efficacia dell'atto giuridico.
tacitamente quando avviene non per forma scritta ma per atti dimostrativi della propria volontà (Es. la restituzione rappresenta una dichiarazione di rimessa, ecc.);
espressamente quando, invece, avviene tramite una forma scritta, o tramite parole o cenni che esprimano chiaramente la propria volontà (Es. testamento, contratto, ecc.).