Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/03/
Timestamp: 2018-08-18 20:17:16+00:00
Document Index: 91759668

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'sentenza ', 'art.5', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1136', 'art. 1120', 'art. 1136', 'art. 1102', 'art. 907', 'art.34', 'art.1', 'art 34', 'art.21', 'art.1', 'art.3', 'art. 3', 'art.4', 'art.5', 'art.5', 'art.13', 'art.5', 'art.9', 'art.8', 'art.13', 'art.10', 'art 12', 'art.1', 'art.18', 'art.1', 'art.49', 'art. 429', 'art.1']

marzo | 2016 | Francesco Colaci's BLOG
MLPS:FIRMATO DECRETO TASSAZIONE AGEVOLATA PREMI RISULTATO ED UTILI IMPRESA
Si avvia verso la concreta applicazione la norma, contenuta nella legge di stabilità 2016, che prevede una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, per i premi di risultato e per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, entro il limite di 2.000 euro lordi (che sale a 2.500 euro per le aziende che «coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro») in favore di lavoratori con redditi da lavoro dipendente fino a 50mila Euro.
Il Ministro del lavoro e il Ministro dell’economia e delle finanze , hanno infatti firmato il decreto -redatto in collaborazione con la Presidenza del Consiglio- che disciplina i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione ai quali i contratti aziendali o territoriali legano la corresponsione di premi di risultato di ammontare variabile nonché i criteri di individuazione delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.
Il decreto disciplina, inoltre, gli strumenti e le modalità attraverso cui le aziende realizzano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro e l’erogazione tramite voucher di beni, prestazioni e servizi di welfare aziendale (come, ad esempio, servizi di educazione e istruzione per i figli, o di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, ecc.).
Il decreto sarà trasmesso a breve alla Corte dei Conti per la relativa registrazione.
I criteri di misurazione per i premi di risultato
Il decreto dispone che i contratti collettivi di lavoro devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, che possono consistere nell’aumento della produzione o in risparmi dei fattori produttivi ovvero nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro agile quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati.
La partecipazione agli utili dell’impresa
Il decreto chiarisce che per somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa si intendono gli utili distribuiti ai sensi dell’articolo 2102 del codice civile e che l’applicazione dell’imposta sostituiva del 10% si applica, sussistendo le condizioni ivi previste, anche alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili relativi al 2015.
Il decreto stabilisce che l’incremento del limite a 2.500 euro lordi per i premi di risultato con tassazione agevolata viene riconosciuto qualora i contratti collettivi di lavoro prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro da realizzarsi attraverso un piano che stabilisca, a titolo esemplificativo, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione, e che prevedono strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie nonché la predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti. Non costituiscono invece strumenti e modalità utili al fine dell’incremento del limite i gruppi di lavoro di semplice consultazione, addestramento o formazione.
L’applicazione dell’imposta sostitutiva al 10% è subordinata al deposito del contratto da effettuare entro 30 giorni dalla sottoscrizione dei contratti collettivi aziendali o territoriali, insieme con la dichiarazione di conformità del contratto alle disposizioni del decreto, redatta in conformità allo specifico modello che verrà reso disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per i premi di risultato relativi al 2015, il deposito del contratto e della dichiarazione di conformità deve avvenire entro i 30 giorni successivi all’entrata in vigore del decreto.
MLPS:FONDO INTEGRAZIONE SALARIALE
Fondo di integrazione salariale. (Decreto n. 94343). (16A02458) (GU Serie Generale n.74 del 30-3-2016
MPLS:SOSTEGNO REDDITO LAVORATORI CALL-CENTER
La Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e Incentivi all’Occupazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 15 del 29 marzo 2016, con la quale fornisce i chiarimenti in merito alla durata del trattamento di sostegno al reddito in favore dei lavoratori del settore call-center, previsto dal Decreto InterMinisteriale n. 22763 del 12 novembre 2015, in attuazione del comma 7 dell’art. 44 del D.Lvo n. 148/2015.
In particolare, la normativa richiamata prevede la possibilità di concedere il trattamento – sulla base di specifici accordi, siglati in ambito ministeriale – per periodi non superiori a 12 mesi, nel limite massimo di euro 5.286.187, per l’anno 2015, e di euro 5.510.658, per il 2016.
In considerazione della specialità della normativa, la circolare chiarisce inoltre che, in presenza di un accordo siglato nell’anno 2016 – con domanda ed inizio della sospensione o riduzione di orario sempre nel 2016, e fermo restando il limite di finanziamento – è possibile concedere il trattamento della durata di 12 mesi, superando il limite temporale del 31.12.2016 attualmente previsto per gli ammortizzatori sociali in deroga.
Fonte: Ministero
CASSAZIONE:LEGITTIMO LICENZIAMENTO DIPENDENTE CHE PARTECIPA BATTUTA CACCIA DURANTE ASSENZA MALATTIA E CONGEDO PARENTALE
La Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un
lavoratore che durante una malattia, giustificata da un regolare certificato medico ,al quale aveva aggiunto la fruizione di congedi parentali, aveva partecipato ad una battuta di caccia all’estero.
La Suprema Corte ha riconosciuto legittimo il comportamento datoriale in quanto il lavoratore deve astenersi da condotte che possono ritardare la guarigione ed, inoltre, lo stesso non può utilizzare i congedi parentali per un uso improprio non previsto dal Legislatore.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 6054/16
INAIL:SEMPRE INDENNIZZABILE INFORTUNIO IN ITINERE PER USO BICICLETTA
Nei termini di cui al titolo si e’ espresso l’Inail riassumendo brevemente la disciplina giuridica dell’infortunio in itinere che resta integralmente confermata, sia in termini generali, sia con specifico riferimento alle ipotesi in cui l’evento occorra a bordo del velocipede, salva la novità introdotta dalla predetta disposizione normativa illustrata dalla sottostante circolare,secondo cui ,”grazie all’art.5 della legge n.221/15,l’uso della bicicletta e’ equiparato a queòllo del mezzo pubblico ovvero al percorso a piedi”
Testo integrale circolare n. 14 del 25 marzo 2016
TAR CAMPANIA:PER INSTALLARE ASCENSORE IN CONDOMINIO NON NECESSARI TUTTI CONSENSI
Si richiama l’attenzione sulla sotto evidenziata sentenza del TAR Campania -Sede di Salerno ,relativa alla ricorso di un proprietario di un appartamento , in cui si esponeva che per accedere a detto appartamento bisognava superare un dislivello di circa mt. 10,80, con alzate di ogni scalino mediamente di circa cm. 22,50, rendendo per tal via pressoché impossibile alla propria moglie, affetta da “dispnea da sforzo in soggetto con insufficienza respiratoria operata di lobectomia polmonare per adenocarcinoma”, l’accesso alla abitazione.
Superato l’ostacolo frapposto dal diniego della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Salerno ed Avellino,, il ricorrente si era, nondimeno, visto sollecitare la produzione di nuova documentazione integrativa, intesa, fra l’altro, a conseguire l’assenso di tutti i proprietari del cortile e, quindi, di tutti coloro i quali avevano diritto alla servitù di passaggio e di tutti i proprietari delle abitazioni prospicienti, oltre alla verifica della sussistenza delle distanze stabilite dal codice civile.
Faceva seguito, all’esito di ulteriore interlocuzione endoprocedimentale, il provvedimento impugnato, con il quale il Responsabile del’U.T.C. ribadiva l’asserita necessità dell’assenso di tutti i proprietari delle unità abitative di altri fabbricati che si affacciavano nella corte, oltre al rispetto delle distanze e, in difetto, rigettava l’articolata istanza.
Avverso tale lesiva determinazione insorgeva il ricorrente, lamentando violazione di legge ed eccesso di potere sotto plurimo profilo.
Nella resistenza dell’Amministrazione comunale intimata, alla pubblica udienza del 9 dicembre 2015, , la causa veniva riservata per la decisione ,che è risultata favorevole al proprietario dell’appartamento nei cui confronti il Tar ha riconosciuto essere ricorso fondato e meritevole di essere accolto.
È noto che l’art. 2 l. 9 gennaio 1989 n. 13, recante norme per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, ha previsto la possibilità per l’assemblea condominiale di approvare le innovazioni preordinate a tale scopo con le maggioranze indicate nell’art. 1136, 2 e 3 comma, c.c., così derogando all’art. 1120, 1 comma, che richiama il 5 comma dell’art. 1136 e, quindi, le più ampie maggioranze ivi contemplate: cfr., fra le tante, Cass., sez. II, 24 luglio 2012, n. 12930
Sotto distinto profilo, è altresì noto che l’installazione di un ascensore, al fine dell’eliminazione delle barriere architettoniche, realizzata da un condomino su parte di un cortile e di un muro comuni, deve considerarsi indispensabile ai fini dell’accessibilità dell’edificio e della reale abitabilità dell’appartamento, e rientra, pertanto, nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell’art. 1102 c.c., senza che, ove siano rispettati i limiti di uso delle cose comuni stabiliti da tale norma, rilevi, la disciplina dettata dall’art. 907 c.c. sulla distanza delle costruzioni dalle vedute (cfr. Cass.., sez. II, 16 maggio 2014, n. 10852).
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo ha accolto accoglie annullando per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
201600561 (SALERNO, SEZIONE 2)
JOB ACTS E DISCIPLINA COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO
Le disposizioni integrative e modificative che lo job acts ha introdotto nella disciplina del collocamento obbligatorio di cui alla legge n.68/99 sono previste dai decreti legvi n.81/15 e n.151/15 .
A)DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL DEC:LEGVO n.81/15
Il primo provvedimento risulta aver dedicato alla materia il secondo periodo del comma 3 dell’art.34 ,secondo cui: ” In caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi, il lavoratore somministrato e’ computato nella quota di riserva di cui all’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68″. Volendo soffermare l’attenzione su tale disposizione ,appare confacente rimarcare alcuni aspetti meritevoli di particolare considerazioneIl primo aspetto si riferisce ai “lavoratori disabili”,che gli artt.1 e 2 della legge n.68/99 individuano come segue:
a) persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dalla Organizzazione mondiale della sanità
b) persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento, accertata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti
c) persone non vedenti o sordomute, di cui alle leggi 27 maggio 1970, n. 382, e successive modificazioni, e 26 maggio 1970, n. 381, e successive modificazioni
d) persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni nonché alle persone nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 12 giugno 1984, n. 222.
f) non vedenti ,ossia coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione.
g) sordomuti,ossiai coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata.
Il secondo aspetto concerne la durata della “missione”,che puo’ essere anche a tempo determinato , ma comunque giammai inferiore a 12 mesi .
Il terzo aspetto coinvolge l’utilizzatore del lavoratore somministrato,nel senso che egli ,se soggetto alla normativa del collocamento obbligatorio,ha la facolta di computare detto lavoratore se disabile nella quota di riserva spettante e da coprire .
Preso atto che ‘ la norma di riferimento nulla dice circa le modalita’ da seguire affinche’ il computo di tali soggetti disabili venga riconosciuto nei riguardi del datore di lavoro interessato da parte del servizio impiego competente,si ritiene confacente soffermarsi su tale aspetto, esprimendo in merito opinioni suggerite dalle conoscenze ed esperienze in materia ,ma che,in ogni caso , attendono di essere avallate da conformi indicazioni da parte degli organi istituzionali,che ,ad esempio ,potrebbero rinvenirsi dalle nuove linee guida per la legge 68/99 , che l’art.1 del Dlgs 151/15 prevede doversi emanare da emanare entro Aprile 2016.
Si aggiunge che , mancando al momento un’esplicita indicazione operativa da parte degli organi istituzionali competenti , in attesa,come detto, delle linee guida da emanare entro aprile 2016, trattandosi di assunzione ex art 34 ,comma 3 dec.legvo n.81/15,
di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi,per cui il lavoratore somministrato e’ computato nella quota di riserva di cui all’articolo 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68, occorre che per il lavoratpore coinvolto ricorrano anche le seguenti specifiche condizioni per il lavoratore :
– appartenere alle categorie dei soggetti disabili protette secondo la legge 68/99,
– avere almeno 15 anni d’eta’ e 10 anni di frequenza scolastica
-trovarsi in stato di disoccupazione o , pur occupati, conservare lo stato di disoccupazione.
-essere scritti al collocamento ordinario e nelle liste del collocamento obbligatorio
-aver ottenuto il rilascio della valutazione del Comitatio tecnico circa l’idoneità lavorativa
Inoltre , mancando al momento un’esplicita diversa indicazione operativa da parte degli organi istituzionali competenti , nel rispetto della previsione del decreto 81/15,l’assunzione dei lavoratori in questione si ritiene debba avvenire secondo le previsioni normative del collocamento ordinario ,ossia mediante la comunicazione obbligatoria UniSomm e la comunicazione prevista dall’art.21 ,comma 3 ,del dec.legvo n.276/03 da parte dell’Agenzia rispettivamente ai servizi impiego competenti ed al prestatore .
B ) DIPOSIZIONI CONTENUTE NEL DEC.LEGVO N. 151/2015
Piu’ numerose e significative appaiono le disposizioni del decreto leg.vo di cui al titolo ,dedicato alle intergrazioni e modifiche alla disciplina della legge n.68/99 sul collocamento obbligastorio ,che di seguito vengono evidenziate distintamente, in relazione ai singoli aspetti coinvolti.
1) Linee guida per collocamento obbligatorio mirato
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo, con uno o piu’ decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilita’ sulla base dei principi precisati nelle lettere da a) ad f)
2) Estensione normativa collocamento obbligatorio titolari assegno invalidita’
Si estende l’applicazione della normativa del collocamento mirato di cui all’art.1 comma 1,lettera a) legge 68/99 ,ai titolari di assegno d’invalidita’,di cui alla Legge 12 giugno 1984 n. 222,secondo cui :“1. Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.”
3) Collocameto oìbbligatorio datori lavoro da 15 a 35 dipendenti
L’art.3 del decreto legvo in esame dispone la soppressione dall’1.1.2017,dell’articolo 3, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68 secondo cui :Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni.
4)Assunzioni obbligatorie partiti politici .oo.ss.ed organizzazioni senza scopo di lucro
Al testo dell’art. 3, comma 3, della legge n. 68/99 ,dall’1.1.2017 le parole «e l’obbligo di cui al comma 1 insorge solo in caso di nuova assunzione» sono soppresse .Pertanto ,da tale data il predetto comma assumera’ il seguente testo ” Per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell’assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative ”
5) Computo in quota riserva lavoratori gia’ invalidi assunti tramite collocamento ordinario
All’art.4 della legge n.68/99 risulta inserito .dopo il comma 3 ,il comma 3 bis , secondo cui i lavoratori, gia’ disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 a condizioone che;
a )abbiano una riduzione della capacita’lavorativa superiore al 60 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unicodelle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decretodel Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915,
b)registrano una riduzione della capacita’lavorativa superiore al 45% per una disabilita’ intellettiva e psichica, accertata dagli organi competenti
6) Sostituzione procedura esonero con autocertificazione
All’art.5 della legge 68/99 ,risulta aggiunto, dopo il comma 3 ,omma 3bis ,secondo cui ,fermo restando l’obbligo del versamento del contributo di cui al comma 3 dell’art.5 legge 68/99 al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, per le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per cento, la procedura di esonero prevista è sostituita da un’autocertificazione del datore di lavoro che attesta l’esclusione dei lavoratori interessati dalla base di computo e sonom inoltre tenuti a versare aòl Fondio per il dititto al lavoro dei disabili di cui all’art.13 un ciontributo esonerativo pari a 30.64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilita’ non occupato-
7) Autorizzazione datori lavoro pubblici assumere in numero superiore per collocamento obbligatorio in una unita’ produttiva
Nell’art.5 ,dopo il testo del comma 8ter e’ sostituito da un nuobvo testo il comma 8 ter che consente ai datori di lavoro pubblici di possono assumere in una unita’produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze acompenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unita’produttive della medesima regione. I datori di lavoro pubblici che si avvalgono di tale facolta’ trasmettono in via telematica a ciascuno degli uffici competenti, il prospetto informativo di cui all’articolo 9, comma 6.
8)Facolta’ assunzione con richiesta nominativa o convenzione per datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici
Tale aspetto è disciplinato dall’articolo 7 legge 68/99 1999, n. 68, che al testo precedente hja apportato le seguenti modificazioni:
«1. Ai fini dell’adempimento dell’obbligo previsto dall’articolo 3,
all’articolo 11. La richiesta nominativa puo’ essere preceduta dalla
persone con disabilita’ iscritte nell’elenco di cui all’articolo 8
qualifiche e secondo le modalita’ concordate dagli uffici con il
b) dopo il comma 1 e’ inserito i seguenti:
«1-bis Nel caso di mancata assunzione secondo le modalita’ di cui
al comma 1 entro il termine di cui all’articolo 9, comma 1, gli
uffici competenti avviano i lavoratori secondo l’ordine di
comma 1 in termini di occupazione delle persone con disabilita’ e
miglioramento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Da tale
Contestualmente ,si prevede l’abrogazione dei commi 2 e 5 dell’art.9 della legge n.68/99,sostituiti dalle disposizioni sopra evidenziate ,ricordando chjhe i commi suddeti abriogati stabilivano quanto segue:
” 2. In caso di impossibilità di avviare lavoratori con la qualifica richiesta, o con altra concordata con il datore di lavoro, gli uffici competenti avviano lavoratori di qualifiche simili, secondo l’ordine di graduatoria e previo addestramento o tirocinio da svolgere anche attraverso le modalità previste dall’articolo 12.”
“5. Gli uffici competenti possono determinare procedure e modalità di avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro; la chiamata per avviso pubblico può essere definita anche per singoli ambiti territoriali e per specifici settori.”
9) Modifiche riguardanti l’iscrizione dei lavoratori aspiranti al collocameno obbligatorie ,le graduatorie e l’istituzione del Comitato tecnico preso i servizi impiego
Le modifichi di cui sopra interessano l’art.8 della legge 68/99 e concernono i seguenti aspetti
a) per l’iscrizione nell’elenco degli aspiranti al collocamento si stabilisce che la stessa avvenga nella struttura nel cui ambito territoriale sitrova la residenza dell’interessato,con facolta’ per il medesimo di iscriversi nel’elenco di altro servizio nel territorio dello statpo ,previa cancellazione dall’elenco precedente;
b) per ogni persona ,il comitato tecnico di cui alla sottostante lettera c) ,annnota in apposita scheda le capacita’ lavorative ,le abilita’ ,le competenzxe e le inclinazioni ,nonche la natiura ed il grado della disabilita e analizza le e delle prestazioni atti caratteristiche dei posti da assegnare ai lavoratori disabili,favorendo l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro
c) presso i servizi per il collocamento mirato opera un comitato tecnico senza alcun compenso ,indennita’ ,gettone di presenza o altro emolumento comunque denominato ,composto da funzionari dei servizi medesimi e da esperti del settore sociale e medico legale , con particolare riferimento alla materia delle disabilita’,con compiti di valutazione d delle condizioni di disabilita’elle capacita’ lavorativer ,di definizione degli strumenti e della prestazioni atti all’insrimento e di predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza
10)Istituzione Banca dati del collocamento mirato
Nell’Art.9 della legge 68/99 ,dopo il comma 6, e’ inserito il seguente:
di rafforzare i controlli, nonche’ di migliorare il monitoraggio e la
dati politiche attive e passive di cui all’articolo 8 del
dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, e’ istituita, senza nuovi o
denominata “Banca dati del collocamento mirato” che raccoglie le
gli accomodamenti ragionevoli adottati. Ai fini dell’alimentazione
all’articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510,
all’articolo 3, comma 5, agli esoneri autorizzati di cui all’articolo
nonche’ a quelle di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276. Gli uffici competenti comunicano altresi’ le
obbligatorio, le schede di cui all’articolo 8, comma 1, e gli
avviamenti effettuati. L’INPS alimenta la Banca dati con le
beneficia ai sensi dell’articolo 13. L’INAIL alimenta la Banca dati
disabilita’ da lavoro. Le regioni e le province autonome di Trento e
persone con disabilita’ erogate sulla base di disposizioni regionali,
nonche’ ai sensi dell’articolo 14. Le informazioni della Banca dati
territoriale di competenza, nonche’ all’INAIL ai fini della
e di integrazione lavorativa delle persone con disabilita’ da lavoro.
Casellario dell’assistenza, di cui all’articolo 13 del decreto-legge
luglio 2010, n. 122, mediante l’utilizzo del codice fiscale.
Successivamente all’integrazione le informazioni acquisite sono rese
1.Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di Bolzano ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto
trasmettere nonche’ le altre modalita’ attuative del comma 1, lettera
b), ferme restando le modalita’ di trasmissione di cui all’articolo
11)Modifiche alla disciplina degli incentivi per l’assunzione delle persone invalide
All’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate le seguenti modificazioni
a) viene sostituito il testo del comma comma 1 che in precedenza recitava :
“1. Nel rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002, e successive modifiche e integrazioni, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 337 del 13 dicembre 2002, le regioni e le province autonome possono concedere un contributo all’assunzione, a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 4 e nei limiti delle disponibilità ivi indicate: a) nella misura non superiore al 60 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, ovvero con handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalle percentuali di invalidità; b) nella misura non superiore al 25 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni di cui all’articolo 11 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate nella lettera a); c) in ogni caso l’ammontare lordo del contributo all’assunzione deve essere calcolato sul totale del costo salariale annuo da corrispondere al lavoratore; d) per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa del disabile.
Esso viene sostituito dal 24.9.2015 dai seguenti:
«1. Nel rispetto dell’articolo 33 del Regolamento UE n. 651/2014
della Commissione del 17 giugno 2014, ai datori di lavoro e’ concesso:
-a) su domanda un incentivo per un periodo di trentasei mesia) nella misura del 70 per cento della retribuzione mensile lorda
riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 79 per cento o
riduzione della capacita’ lavorativa compresa tra il 67 per cento e
1-bis. L’incentivo di cui al comma 1 e’ altresi’ concesso, nella
ai fini previdenziali, per ogni lavoratore con disabilita’
intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacita’
1-ter. L’incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis e’ corrisposto al
mensili. La domanda per la fruizione dell’incentivo e’ trasmessa,
attraverso apposita procedura telematica, all’INPS, che provvede,
in ordine alla sussistenza di una effettiva disponibilita’ di risorse
per l’accesso all’incentivo. A seguito della comunicazione, in favore
del richiedente opera una riserva di somme pari all’ammontare
previsto dell’incentivo spettante e al richiedente e’ assegnato un
contratto di lavoro che da’ titolo all’incentivo. Entro il termine
l’onere di comunicare all’INPS, attraverso l’utilizzo della predetta
procedura telematica, l’avvenuta stipula del contratto che da’ titolo
all’incentivo. In caso di mancato rispetto dei termini perentori di
disposizione di ulteriori potenziali beneficiari. L’incentivo di cui
al presente articolo e’ riconosciuto dall’INPS in base all’ordine
l’effettiva stipula del contratto che da’ titolo all’incentivo e, in
pluriennale con riferimento alla durata dell’incentivo, l’INPS non
istituzionale. L’INPS provvede al monitoraggio delle minori entrate
valutate con riferimento alla durata dell’incentivo, inviando
sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. L’INPS provvede
all’attuazione del presente comma con le risorse umane, strumentali e
finanziarie gia’ disponibili a legislazione vigente.»;
b) viene abrogato il comma 2 ,che disponeva:
“. Possono essere ammesse ai contributi di cui al comma 1 le assunzioni a tempo indeterminato. Le assunzioni devono essere realizzate nell’anno antecedente all’emanazione del provvedimento di riparto di cui al comma 4. La concessione del contributo è subordinata alla verifica, da parte degli uffici competenti, della permanenza del rapporto di lavoro o, qualora previsto, dell’esperimento del periodo di prova con esito positivo.”
c) e’ modificato il comma 3 ,che stabiliva:
“3. Gli incentivi di cui al comma 1 sono estesi anche ai datori di lavoro privati che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, hanno proceduto all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili con le modalità di cui al comma 2.
Il predetto dal 24.9.2015 acquisisce il seguente testo :”Le agevolazioni di cui al comma 1 sono estese anche ai datori di lavoro che, pur non essendo soggetti agli obblighi della presente legge, procedono all’assunzione di disabili”. e ne fanno domanda con le modalita’ di cui alcomma 1-ter»;
ritenute ammissibili secondo le modalita’ e i criteri definiti nel
disabilita’ da parte del Ministero del lavoro e delle politiche
guida adottate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.»
f) e’ sostituito il comma 5 ,che recitava “ Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, sono definiti i criteri e le modalità per la ripartizione delle disponibilità del Fondo di cui al comma 4.“
Dal 24.9.2015 detto comma prevede::
«5. Con decreto delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ definito l’ammontare delle
risorse del Fondo di cui al comma 4 che vengono trasferite all’INPS a
dell’incentivo al datore di lavoro di cui ai commi 1 e 1-bis. Con il
medesimo decreto e’ stabilito l’ammontare delle risorse attribuite al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali per le finalita’ di
comma e’ aggiornato annualmente al fine di attribuire le risorse che
contributi di cui all’articolo 5, comma 3-bis.»;
g) i commi 8 e 9 sono abrogati,ricordando, che essi prevedevano quanto segue:
“8. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro centoventi giorni dalla data di cui all’articolo 23, comma 1, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Conferenza unificata, sono indicati i criteri e le modalità per la ripartizione fra le regioni delle disponibilità del Fondo di cui al comma 4, nonché la disciplina dei procedimenti per la concessione delle agevolazioni di cui al comma 1.”
“9. Il Governo della Repubblica, entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, procede ad una verifica degli effetti delle disposizioni del presente articolo e ad una valutazione dell’adeguatezza delle risorse finanziarie ivi previste”.
12) Applicazione incentivi art.13 assunzioni realizzata dall’1.1,.2016
Si evidenzia che l’art.10 ,comma 1 del dec.legvo n.151/15 dispone : “L’incentivo di cui ai commi 1 e 1-bis dell’articolo 13 della
articolo, si applica alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1°gennaio 2016″
13) Soppressione Albo centralinisti telefonici non vedenti
Detta soppressione e’ prevista dall’ art 12
14) Modifiche legge 113/85
Alla legge 29 marzo 1985, n. 113, sono apportate le seguentimodificazioni:
1) il comma 1 e’ abrogato ,ricordando che lo stesso recitava quanto segue:
” . Albo professionale. – 1. L’albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici privi della vista, istituito con la legge 14 luglio 1957, n. 594, è articolato a livello regionale. Gli uffici regionali del lavoro e della massima occupazione provvedono alla iscrizione nell’albo professionale dei privi della vista abilitati alla funzione di centralinista telefonico, residenti nella regione. Per le province autonome di Trento e di Bolzano l’albo professionale è istituito presso i rispettivi uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione.
2) al comma 3, primo periodo, le parole «All’albo professionale»
sono sostituite dalle seguenti: «Nell’elenco di cui all’articolo 6,
3) al comma 3, secondo periodo, le parole «all’albo» sono
sostituite dalle seguenti: «nell’elenco»;
4) al comma 4 le parole «all’albo professionale» sono sostituite
dalle seguenti: «nell’elenco di cui all’articolo 6, comma 7, della
ispettorato provinciale del lavoro» sono soppresse
1) al comma 1 le parole: «Ai fini dell’iscrizione nell’albo
professionale nazionale di cui all’articolo 1» sono soppresse;
2) al comma 12 le parole «per l’iscrizione all’albo professionale
1) al comma 2 le parole: «all’albo professionale di cui
all’articolo 1 della presente legge» sono sostituite dalle seguenti:
«nell’elenco di cui all’articolo 6, comma 7, della presente legge»;
2) al comma 3 le parole: «all’albo professionale disciplinato dalla
presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «nell’elenco di cui
3)all’articolo 6, comma 7, della presente legge
2) il comma 7 e’ sostituito dal seguente:
all’articolo 2, che risultano disoccupati, si iscrivono nell’apposito
trova la residenza dell’interessato. Il servizio verifica il possesso
dell’abilitazione e la condizione di privo della vista e rilascia
apposita certificazione. L’interessato puo’ comunque iscriversi
nell’elenco di un unico altro servizio nel territorio dello Stato.»;
3) al comma 8 le parole «all’albo professionale» sono
sostituite dalle seguenti «nell’elenco»;
I privi della vista iscritti in piu’ di un elenco, oltre a
hanno la residenza, scelgono l’elenco presso cui mantenere
l’iscrizione entro trentasei mesi dall’entrata in vigore della
POSIZIONE TITOLARI DI PENSIONE RIGUARDO AL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO
L’occasione per trattare l’argomento di cui al titolo risulta fornita da un quesito posto in proposito da un visitatore del Blog , con cui , appunto, ha domandato se ai titolari di pensione sia o meno consentito iscriversi nelle liste del collocamento obbligatorio per aspirare alle assunzioni obbligatorie riservate alle categorie protette invalide e non invalide .
Si risponde di seguito alla richiesta ,precisando ,anzitutto ,che per partecipare al collocamento obbligatorio i soggetti interessati ,non solo devono appartenere ad una delle categorie di disabili di cui agli articoli 1 e 2 della legge n.68/99 ,e l’art.1 dpr 3333/2000,cioe’:
g) sordomuti ,ossia coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata
ovvero delle categorie di cui all’art.18 della medesima legge ,cioe’
-orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché dei coniugi e dei figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati, il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763;
ma altresì devono sussistere le seguenti condizioni:
a)avere almeno 15 anni d’eta’ e 10 anni di frequenza scolastica, se minore;
b) non aver raggiunto,se disabile , l’età pensionabile prevista dall’ordinamento, rispettivamente per il settore pubblico e per il settore privato.
c)trovarsi in stato di disoccupazione o , pur occupato ,aver titolo a conservare lo stato di disoccupazione;.
d)essere scritto al collocamento ordinario e nelle liste del collocamento obbligatorio; –
-e)aver ottenuto il rilascio della valutazione del Comitatio tecnico circa l’idoneità lavorativa
Alla condizione di cui alla lettera c)(stato di disoccupazione) deroga l’art.1 del dpr n.333/2000 ,secondo cui : possono essere iscritti negli elenchi di cui al comma 1 i soggetti di cui all’articolo 18, comma 2, della legge n. 68 del 1999, nonché quelli di cui alla legge 23 novembre 1998, n. 407, recante: “”Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.”, come modificata dalla legge 17 agosto 1999, n. 288, questi ultimi anche se non in possesso dello stato di disoccupazione. Per i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra o di lavoro, nonché per i soggetti di cui alla citata legge n. 407 del 1998 e successive modificazioni e integrazioni, l’iscrizione nei predetti elenchi è consentita esclusivamente in via sostitutiva dell’avente diritto a titolo principale. Tuttavia, il diritto all’iscrizione negli elenchi per le predette categorie sussiste qualora il dante causa sia stato cancellato dagli elenchi del collocamento obbligatorio senza essere mai stato avviato ad attività lavorativa, per causa al medesimo non imputabile”.
Pertanto ,aie il titolo fini di valutare se per i titolari di pensione sussiste il titolo per iscriversi nelle liste del collocamento obbligatorio ed aspirare alle asunzioni riservate alle categiorie protette in particolare che non ostino due ostacoli ,ossia l’impossibilita’ di dichiarare e conservare lo stato di disoccupazione e di aver raggiunto,se disabile , l’età pensionabile prevista dall’ordinamento, rispettivamente per il settore pubblico e per il settore privato.
Mentre per il secondo aspetto non si ritiene determinante condurre specifici approfondimenti.invece significativo appare intrattenersi sul secondo aspetto
A tal fine ,si richiama il decreto legvo n.181/2000 ,come modificato dal dec,.legvo n.297/2002.che:
-all’art1 lett.c )dispone: “stato di disoccupazione , la condizione del soggetto privo dilavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attivita’ lavorativa secondo modalita’ definite con i servizi competenti;
-all’art4 prevede :, 1. Le Regioni stabiliscono i criteri per l’adozione da parte dei servizi competentidi procedure uniformi in materia di accertamento dello stato didisoccupazione sulla base dei seguenti principi : a) conservazione dello stato di disoccupazione a seguito disvolgimento di attivita’ lavorativa tale da assicurare un redditoannuale non superiore al reddito minimo personale escluso daimposizione. Tale soglia di reddito non si applica ai soggetti di cuiall’articolo 8, commi 2 e 3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997,n. 468; b) perdita dello stato di disoccupazione in caso di mancatapresentazione senza giustificato motivo alla convocazione delservizio competente nell’ambito delle misure di prevenzione di cuiall’articolo 3; c) perdita dello stato di disoccupazione in caso di rifiuto senzagiustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno edindeterminato o determinato o di lavoro temporaneo ai sensi dellalegge 24 giugno 1997, n. 196, con durata del contratto a termine o,rispettivamente, della missione, in entrambi i casi superiore almenoa otto mesi, ovvero a quattro mesi se si tratta di giovani,nell’ambito dei bacini, distanza dal domicilio e tempi di trasportocon mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni; d) sospensione dello stato di disoccupazione in caso diaccettazione di un’offerta di lavoro a tempo determinato o di lavorotemporaneo di durata inferiore a otto mesi, ovvero di quattro mesi sesi tratta di giovani.”.In spplucazione delle disposizioni sioopra riportate ,dunque,lo ststo di disoccupazione non puo’ essere rinosciouto ovvero si puo perdere quando l’interesato consegue un reddito da lavoro un reddito annuo superiore a qiuello esente da imposizione fiscale,che attualmente e’ fidssato ad euro 8000 per il lavoro dipendente o parasubordinato ed a 4500 euro per quello autonomo .
Inoltre si richiama l’art.49 del TUIR ,secondo cui:
“1. Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando e’ considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro.
Costituiscono, altresi’, redditi di lavoro dipendente: a) le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati; b) le somme di cui all’art. 429, ultimo comma, del codice di procedura civile.”
Combinando le disposizioni di cui sopra ,si perviene alla conclusione per cui , quando i titolari di pensione percepiscono un assegno, d’importo superiore al limite di 8.000 euro annui,agli stessi è precluso di rendere la dichiarazione circa lo stato di disoccupazione ovvero, non riuscendo a conservare lo stato di disoccupazione ,non possono iscriversi al collocamento odinario ne’ a quello obbligatorio .e ,dunque, restano esclusi ,tranne che per la deroga di cui all’art.1 dpr n.333/2000 , dalla partecipazione alle assunzioni riservate alle categorie protette valide ed invalide, per cui risulta indispensabile tale condizione.ex legge 68/99.
CORTE CONTI LAZIO:PARERE ASSUNZIONE VIGILI SINO A 5 MESI ANNO
I magistrati contabili del Lazio, con la deliberazione 43/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 10 marzo, hanno evidenziato che in relazione al personale di polizia municipale opera l’eccezione di cui all’articolo 5, comma 6, del d.l. 78/2015, che consente forme di reclutamento a condizione che si tratti di personale stagionale, assunto a tempo determinato e per un periodo di durata non superiore a cinque mesi, non prorogabili nell’anno solare, ma ripetibili, con nuovo contratto stagionale, negli anni a venire.
Come evidenziato dai magistrati contabili, la clausola di garanzia della non prorogabilità dei cinque mesi del lavoro stagionale è diretta ad evitare forme di aggiramento del divieto di assunzione, “con qualsiasi altra forma contrattuale”, fino al completamento del personale di polizia provinciale.
Pertanto, il divieto di proroga non attiene alla prorogabilità intesa come ripetibilità del contratto stagionale negli anni a venire, bensì alla ripetizione del contratto di polizia municipale di cinque mesi in cinque mesi nel medesimo anno.
CC Sez. controllo Lazio del. n. 43-16
MLPS CONFERMA VALIDITA’ ELENCO ATTIVITA’ DISCONTINUE R.D. n. 2657/ 1923
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