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Timestamp: 2019-02-22 23:37:59+00:00
Document Index: 139771160

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 107', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22']

L'art. 23 comma 1 lett. a) del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 non prevede che l'elenco dei beni ed il piano particellare debbano esseri notificati unitamente al decreto di esproprio, a pena di nullità e/o annullabilità.
Ai sensi dell'art. 25 del D.P.R. 327/2001, l'espropriazione del diritto di proprietà comporta l’estinzione automatica di tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini cui l'espropriazione è preordinata; tali diritti, ad intervenuta trascrizione del decreto di esproprio, possono essere fatti valere unicamente sull'indennità.
L'Amministrazione non può incidere sulla proprietà privata in maniera diversa da quella precedentemente stabilita. Al riguardo deve ritenersi innovativo e non meramente atto di mera rettifica del precedente, il decreto di esproprio che muti il titolo imposto (nel caso di specie) da costituzione coattiva di una servitù di transito a costituzione di diritto di superficie.
Ai fini della tempestività del decreto di esproprio a nulla rileva che siano scaduti i termini di occupazione d’urgenza qualora tale atto conclusivo della procedura espropriativa sia stato pronunciato nei termini di vigenza della dichiarazione di pubblica utilità, assolvendo dichiarazione di pubblica utilità e occupazione temporanea d'urgenza due diverse funzioni.
Il decreto di esproprio può essere trascritto senza indugio (ai sensi dell’art. 23, comma 2, D.P.R. 327 del 2001) soltanto dopo essere stato notificato; l’immissione in possesso, invece, ai sensi dell’art. 24, comma 1, D.P.R. 327 del 2001, può essere fatta entro due anni dall’emissione del decreto di esproprio.
Alla stregua delle funzioni e delle responsabilità demandate alla dirigenza dall’art. 107 del D.L. vo 18.8.2000, n. 267, l’adozione di atti di gestione, come elencati in tale disposizione (da tenersi nettamente distinti dagli atti di indirizzo politico di spettanza esclusiva degli organi politici dell’Ente), rientra proprio nelle attribuzioni dei funzionari burocratici aventi qualifica dirigenziale; non è pertanto contestabile la competenza del dirigente ad adotta ...
La legittima emanazione di un decreto di esproprio – momento terminativo della procedura ablatoria- poggia sui seguenti presupposti, secondo quanto si desume dall’art. 8 del D.P.R. 327/2001: a) la previsione dell’opera pubblica nello strumento urbanistico generale e l’apposizione sul bene del vincolo preordinato all’esproprio;b) la dichiarazione di pubblica utilità; c) la determinazione, anche in via provvisoria, dell'indennità di esproprio.
Decreto di esproprio: contenuto e adempimenti successivi all'emanazione
L’emanazione del decreto di esproprio, provvedimento comportante effetto traslativo della proprietà, può conseguire sia al pagamento che al deposito dell’indennità di espropriazione. La prima ipotesi consegue alla notifica dell’indennità e alla sua accettazione con relativa produzione della documentazione prevista. In alternativa, l’Autorità espropriante può procedere all’esecuzione del decreto di esproprio, da cui non può naturalmente discendere alcun effetto pregiudizievole per il proprietario
Decreto di esproprio: tassazione e notifica
Il decreto di esproprio è assoggettato a imposta di bollo, di registro, ipotecaria e catastale, oltre alla tassa ipotecaria e al tributo speciale catastale, con esenzioni varie a seconda del soggetto attivo. Una volta emanato, dovrà essere notificato ed eseguito e avrà efficacia sotto la condizione sospensiva della sua notifica ed esecuzione. L’Autorità procede alla notifica, unitamente al decreto, con indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione stessa del decreto
Decreto di esproprio: esecuzione ed effetti
L’immissione in possesso avviene su iniziativa dell’Autorità espropriante o del beneficiario dell’esproprio entro 2 anni dalla data di emissione: se scade questo termine il decreto non può più essere eseguito e non è più idoneo a trasferire il diritto. In questo caso l’Amministrazione deve effettuare una nuova dichiarazione di P.U., purché entro i successivi 3 anni. L’espropriazione del diritto di proprietà comporta l’estinzione automatica di tutti gli altri diritti reali o personali sul bene
La fase conclusiva del procedimento espropriativo è quella in cui viene emanato il decreto di esproprio, fase a partire dalla quale si determina il trasferimento della proprietà a titolo originario, libera da pesi o pregiudizi, in capo all’autorità espropriante o, se soggetto diverso, al beneficiario del potere espropriativo.
Il contenuto del decreto di esproprio di cui all’art. 22 va individuato sulla base delle disposizioni di cui allo stesso articolo nonché del successivo art. 23, negli elementi di seguito indicati ...
Decreto di esproprio: modalità di notifica e destinatari
Nulla è prescritto dall’art. 22 in ordine alle modalità di notifica. Elementi possono essere tratti dalle disposizioni relative alla notifica del decreto d’esproprio (23) nonché dell’indennità provvisoria d’espropriazione (23.4), partecipando il provvedimento di cui all’art. 22 di entrambi i contenuti.
Il duplice contenuto del provvedimento di cui all’art. 22, come già rilevato, consente, da una parte, di addivenire alla determinazione dell’indennità definitiva e dall’altra di eseguire la disposta espropriazione, attraverso l’immissione nel possesso.