Source: https://www.notaioricciardi.it/Ufficio/Rescritti/comunione%20ordinaria%20e%20comunione%20legale,%20diversita'.htm
Timestamp: 2020-06-05 15:49:07+00:00
Document Index: 153717042

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2825', 'art. 1103', 'art. 189', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 194']

comunione ordinaria e comunione legale, diversità
Not. Tolomeo Maria, mtolomeo@notariato.it
In regime di comunione legale, e senza volerlo modificare, il marito intenderebbe donare alla moglie la metà del terreno agricolo, con fabbricato rurale, acquistato in regime di comunione legale.
L’operazione non è fattibile: ma qual è il punto della giurisprudenza?
Not. Massimo Saraceno, msaraceno@notariato.it
E’ indispensabile procedere ad una previa separazione dei beni, essendo – altrimenti – l’atto di donazione irricevibile, in quanto i diritti su un bene acquistato in comunione legale non sono giuridicamente "scomponibili" in quote indivise appartenenti a ciascuno dei coniugi, come nella comunione ordinaria (cfr. la sentenza della Corte costituzionale 10.03.1988, n.311, est. Mengoni).
C. cost. 10.03.1988, n.311
La comunione ordinaria è una comunione per quote.
La comunione legale è una comunione senza quote.
Nell'una le quote sono oggetto di un diritto individuale dei singoli partecipanti (art. 2825 cod.civ.) e delimitano il potere di disposizione di ciascuno della cosa comune (art. 1103, c.c.).
Nell'altra i coniugi non sono individualmente titolari di un diritto di quota, bensì solidalmente titolari, in quanto tali, di un diritto avente ad oggetto i beni della comunione (art. 189, c. 2, c.c.).
Nella comunione legale la quota non è un elemento strutturale, ma ha soltanto la funzione di stabilire la misura entro cui i beni della comunione possono essere aggrediti dai creditori particolari (art. 189, c.c.), la misura della responsabilità sussidiaria di ciascuno dei coniugi con i propri beni personali verso i creditori della comunione (art. 190, c.c.), e infine la proporzione con cui, sciolta la comunione, l'attivo e il passivo saranno ripartiti tra i coniugi o i loro eredi (art. 194, c.c.).