Source: https://www.studiomattonai.it/2019/10/18/novita-e-agevolazioni-97/
Timestamp: 2020-06-05 03:31:28+00:00
Document Index: 181486820

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 8']

Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 11 ottobre 2019, n. 411
Scade il 2 dicembre 2019 (il 30 novembre cade di sabato) il termine per l’invio delle dichiarazioni dei rediti relative all’anno 2018.
Si ricorda che, nel caso siano presenti crediti d’imposta superiori a 5.000 euro è necessario, per utilizzare il credito in compensazione orizzontale (quindi con altre imposte e/o contributi), l’apposizione del visto di conformità da parte di un professionista abilitato.
In caso di mancata apposizione del visto, le sanzioni sono pari al 30% del credito indebitamente utilizzato in compensazione.
È da precisare che non è l’entità del credito a determinare la necessità del visto di conformità, ma solo il suo eventuale utilizzo in compensazione orizzontale sopra la soglia dei 5.000 euro.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad istanza di interpello n. 411 dell’11 ottobre 2019, ha in proposito chiarito che il socio di una società virtuosa sul fronte Isa, deve comunque richiedere l’apposizione del visto di conformità per poter portare in compensazione orizzontale il credito Irpef, a prescindere dal fatto che la compagine, in ragione del suo alto livello di affidabilità fiscale non sia tenuta all’apposizione dello stesso, in relazione alla propria dichiarazione dei redditi.
Il visto di conformità infatti non è apposto su singole voci della dichiarazione ma alla totalità dei dati esposti nel modello dal quale emerge il credito che si intende utilizzare in compensazione «orizzontale» oltre le soglie normativamente fissate.
Pertanto, se successivamente allo scomputo delle ritenute dalle imposte dovute dal singolo socio, associato o partecipante si determina un credito Irpef superiore a 5.000 euro annui, il contribuente dovrà richiedere l’apposizione del visto di conformità, a prescindere dal fatto che la società, l’associazione o l’impresa non sia tenuta all’apposizione del visto di conformità in relazione alla propria dichiarazione.
I contribuenti IVA che hanno realizzato nel trimestre solare un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma (o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi), devono presentare il modello TR entro la fine del mese successivo, quindi entro il 31 ottobre 2019, per il terzo trimestre dell’anno.
La presentazione dell’istanza deve avvenire telematicamente e l’utilizzo del credito per importi superiori a 5.000 euro (da calcolarsi cumulativamente tra i trimestri oggetto di richiesta) deve avvenire, salvo apposizione del visto di conformità, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza. Invece, per richieste di rimborso inferiori a 30.000 euro non occorre né visto di conformità né garanzia.
si effettuano acquisti ed importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Tra i beni ammortizzabili non si considerano i canoni di leasing di beni strumentali; in tal caso il diritto al rimborso dell’IVA viene riconosciuto solo alla società concedente in quanto proprietaria dei beni (Risoluzione n. 392/E del 23 dicembre 2007 );
si effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività:
prestazioni indicate nell’art. 19, comma 3, lettera a-bis), del D.P.R. n. 633/1972 (art. 8 della legge comunitaria n. 217/2011).
Il prossimo 31 ottobre 2019 scade il termine per la presentazione telematica all’Agenzia Entrate, da parte dei sostituti d’imposta, dei modelli 770/2019 relativi al 2018.
Sono obbligati alla presentazione del Mod. 770 i soggetti che nel 2018 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte su redditi di capitale, compensi per avviamento commerciale, contributi ad enti pubblici e privati, riscatti da contratti di assicurazione sulla vita, premi, vincite ed altri proventi finanziari ivi compresi quelli derivanti da partecipazioni a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero, utili e altri proventi equiparati derivanti da partecipazioni in società di capitali, titoli atipici, e redditi diversi, nonché coloro che hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte.
Scade il 31 ottobre 2019 il termine per l’invio (mediante trasmissione esclusivamente telematica) della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, il cosiddetto “Esterometro”.
Si tratta della comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, con cadenza mensile, contenente i dati delle operazioni attive e passive intercorse tra soggetti passivi IVA stabiliti in Italia e soggetti esteri (UE o Extra UE) nel mese precedente.
L’art. 10, comma 1, del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito in legge n. 136/2018, modificando l’art. 1, comma 6, del D.Lgs. n. 127 del 2015, ha delineato un peculiare quadro sanzionatorio proprio delle sole fatture elettroniche.
In particolare, per il primo semestre del periodo d’imposta 2019 – e fino al 30 settembre 2019 per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile – le sanzioni:
b) sono ridotte al 20% se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo.
La disapplicazione/riduzione delle sanzioni non riguarda fattispecie diverse da quelle dell’art. 6 del d.lgs. n. 471 del 1997. Rimangono quindi interamente applicabili, tra le altre, le sanzioni relative all’omesso versamento dell’IVA da parte del cedente o all’utilizzo di crediti non spettanti.
In altri termini, laddove entro il 16 novembre 2019 (termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo – ottobre) il cedente/prestatore che liquida l’IVA su base mensile emetta una fattura elettronica per documentare operazioni effettuate a settembre 2019, vedrà le sanzioni di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 471 ridotte al 20%.
Scade il prossimo 21 ottobre 2019 (il 20 cade di domenica) il termine per il versamento tramite F24 dell’imposta di bollo virtuale applicata sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre dell’anno 2019.
RISCOSSIONE, VERSAMENTI
D.L. 14 ottobre 2019, n. 111, art. 8
Con il “decreto Ambiente” (D.L. 14 ottobre 2019, n. 111), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato disposta la proroga dal 15 ottobre 2019 al 15 gennaio 2020 del termine entro il quale:
dovranno essere restituiti, senza applicazione di sanzioni e interessi, i tributi sospesi a seguito degli eventi sismici che hanno colpito i territori del Centro Italia;
dovrà essere versata la prima rata qualora il contribuente – danneggiato dagli eventi di cui sopra – abbia optato per la rateizzazione del debito.
Tra le principali novità contenute nel provvedimento, che ora passerà all’esame di Camera e Senato, anche il “buono mobilità”, contributi per la vendita di prodotti sfusi o alla spina e incentivi finalizzati alla realizzazione o implementazione di servizi di trasporto scolastico sostenibile.
Dal 1° gennaio 2020, a seguito della conversione in legge del D.L. 30 aprile 2019, n. 34 (cosiddetto Decreto Crescita), si applicheranno alcune semplificazioni nella gestione delle dichiarazioni intento da parte degli esportatori abituali.
Gli esportatori abituali sono i soggetti passivi IVA che nei 12 mesi precedenti hanno effettuato esportazioni o altre operazioni assimilate, per un ammontare superiore al 10% del proprio volume d’affari. Il valore di queste operazioni costituisce il cosiddetto plafond tramite cui possono acquistare senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera c), del D.P.R. n. 633/1972.
A partire dal 1° gennaio 2020 si applicheranno alcune semplificazioni rispetto agli obblighi previsti fino al 31 dicembre 2019, riguardanti in particolare:
la numerazione e annotazione della dichiarazione d’intento nell’apposito registro,
la trasmissione della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate e
la consegna della dichiarazione d’intento al proprio fornitore/prestatore.
l Registro Nazionale Aiuti di Stato: come e perché è importante consultarlo
Il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato è lo strumento nazionale per verificare che la concessione degli aiuti pubblici sia avvenuta nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa comunitaria, al fine di verificare il cumulo dei benefici e, nel caso degli aiuti “de minimis”, il superamento del massimale di aiuto concedibile previsto dall’Unione Europea.
Il Registro contiene, l’elenco e i codici delle misure di aiuto vigenti nel Paese e delle concessioni effettuate dalle amministrazioni a favore delle imprese, nonché l’elenco dei soggetti tenuti alla restituzione di un aiuto oggetto di decisione di recupero della Commissione europea (cosiddetta lista “Deggendorf”) e che quindi non possono ricevere aiuti.
Nella sezione “Trasparenza degli Aiuti Individuali”, accessibile a tutti, è possibile reperire tutte le informazioni sulle Misure di aiuto e sugli Aiuti individuali, purché concessi e registrati, rese pubbliche ed accessibili anche ai soggetti beneficiari.
È opportuno precisare che, tenuto conto della disciplina europea in materia di aiuti “de minimis”, ai sensi della quale il calcolo del massimale di aiuto concedibile va riferito alla figura di “impresa unica” (come definita, tra gli altri, dall’art. 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1407/2013), il dichiarante dovrà effettuare la ricerca in questione con riferimento a ciascuna delle imprese tra le quali sussista una o più delle relazioni che determinano la predetta qualificazione di “impresa unica”.
Attenzione però perché (come precisato nella FAQ 3.3) resta in ogni caso in capo al soggetto dichiarante la responsabilità in merito alla veridicità e completezza delle dichiarazioni rese ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 relativamente agli aiuti a titolo di “de minimis” ricevuti dall’impresa nell’esercizio finanziario in corso e nei due esercizi finanziari precedenti, anche non presenti nel Registro.
La consultazione del Registro mette a disposizione, per ciascun aiuto ottenuto, una scheda di dettaglio con informazioni utili anche per la compilazione del quadro RS dei modelli REDDITI 2019.
Dal 2019 il credito di imposta è previsto, per tutti i beneficiari, nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati (è venuto quindi meno l’innalzamento al 90% in caso di microimprese, PMI e start-up innovative), nel limite massimo delle risorse appositamente stanziate e, in ogni caso, nei limiti di cui ai regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato c.d. “de minimis”.
Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa 8 ottobre 2019
Sono in arrivo le prime cartelle dell’Agenzia Entrate-Riscossione che contengono il nuovo modulo di pagamento pagoPA, adottato con lo scopo di agevolare le operazioni di pagamento verso le pubbliche amministrazioni ed i gestori di servizi di pubblica utilità.
Rispetto al bollettino RAV il nuovo modulo ha una nuova veste grafica, permette di trovare le informazioni di cui si ha bisogno in modo più rapido (destinatario, importo, codice fiscale, oggetto del pagamento, scadenza) e contiene il “Codice modulo di pagamento”, che permette di tracciare le operazioni che transitano sul sistema pagoPA e collegarle in modalità univoca alla cartella o all’atto ricevuto.
È costituito da due sezioni, utilizzabili alternativamente in base alla modalità di pagamento che si intende scegliere, ossia:
Nulla cambia per i pagamenti online tramite il portale di Agenzia Entrate-Riscossione: è sufficiente inserire negli appositi campi il codice fiscale del soggetto a cui è intestato il Modulo pagoPA, il Codice Modulo di pagamento (18 cifre) oppure il numero della cartella/avviso di pagamento che si intende saldare ed il relativo importo. Proseguendo con l’operazione si sarà reindirizzati alla piattaforma pagoPA.
Il versamento dei bolli sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre 2019
Si ricorda che di regola le fatture non assoggettate ad IVA e di importo superiore a euro 77,47 sono assoggettate all’imposta di bollo pari a euro 2,00.
Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, l’imposta di bollo deve essere assolta in modalità virtuale.
L’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche, deve essere versata in maniera cumulativa, a cadenza trimestrale, entro il 20 del mese successivo al trimestre di riferimento.
È l’Agenzia delle Entrate a conteggiare l’ammontare dell’imposta dovuta, in base ai dati comunicati dai contribuenti stessi con le fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. L’importo verrà comunicato all’interno dell’area riservata sul sito dell’Agenzia. Il versamento potrà avvenire tramite modello F24, oppure richiedendo direttamente l’addebito in conto corrente postale o bancario.
Dopo che il sistema ha effettuato i controlli sulla correttezza formale dell’IBAN, al soggetto passivo è consegnata una prima ricevuta a conferma del fatto che la richiesta di pagamento è stata inoltrata.
Successivamente ne verrà rilasciata una seconda, attestante l’avvenuto pagamento o l’esito negativo dello stesso.
Con risoluzione n. 42/E del 10 aprile 2019 sono stati istituiti i codici tributo che consentono il pagamento dell’imposta di bollo distinti in relazione al periodo di competenza (“2521” per il primo trimestre, “2522” per il secondo, “2523” per il terzo e “2524” per il quarto).
Fino al 31 dicembre 2019 l’esportatore abituale avrà l’obbligo di:
numerare la dichiarazione d’intento emessa annotandola, entro 15 giorni dall’emissione, in un apposito registro;
trasmettere telematicamente la dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate;
consegnare la dichiarazione d’intento completa di ricevuta di presentazione al proprio fornitore.
A partire dal 1° gennaio 2020 si applicheranno le seguenti semplificazioni:
la dichiarazione non dovrà più essere annotata in alcun registro, sia da parte del fornitore che del cliente;
non è più previsto l’obbligo di consegnare al fornitore/prestatore la dichiarazione d’intento completa di ricevuta di presentazione;
gli estremi di ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate dovranno comunque essere indicati sulle fatture emesse.
È altresì prevista la reintroduzione della sanzione proporzionale dal 100% al 200% dell’imposta nei confronti del cedente/prestatore che non effettua la verifica della trasmissione telematica della dichiarazione ai fini dell’emissione del documento non imponibile ai fini IVA.
Di fatto, da gennaio 2020 non vi è obbligo di comunicare al fornitore le dichiarazioni di intento trasmesse all’Agenzia delle Entrate, ma dal momento che il fornitore si trova comunque obbligato a verificare e ad inserire il numero di protocollo della dichiarazione in fattura, l’esportatore abituale dovrà comunque comunicare il numero di ricevuta al fornitore.
Soltanto in questo modo potrà essere emessa in modo corretto la fattura senza l’applicazione dell’IVA ex art. 8, comma 1, lettera c), D.P.R. n. 633/1972.
Lunedì 21 ottobre 2019 Imposta di bollo Versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre dell’anno. Soggetti obbligati all’emissione di fatture elettroniche soggette all’imposta di bollo. Mod. F24
Venerdì 25 ottobre 2019 Modello 730 – Integrativo Presentazione al Centro di assistenza fiscale (CAF) del modello 730 “integrativo” da parte di coloro che hanno presentato il modello 730 e si accorgono di non aver fornito alcuni elementi da indicare nella dichiarazione che non incidono sulla determinazione dell’imposta o che comportano un rimborso o un minor debito fiscale. I contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale e hanno presentato il modello 730. Consegna diretta al Centro di assistenza fiscale (CAF)
Bientina lì, 18/10/2019