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Timestamp: 2018-02-19 10:28:54+00:00
Document Index: 129297866

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art 24', 'art.14', 'art 20', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 36', 'art.59', 'art 54', 'art. 54', 'art.59', 'art. 27', 'art.13', 'art.5', 'art.47', 'art.45', 'art.18', 'art.2', 'art. 50', 'art.39', 'art.40', 'art.59', 'art. 14', 'art.53', 'art. 40']

Premessa. Il sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna - PDF
Premessa. Il sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna
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1 Accordo Regionale in attuazione dell ACN reso esecutivo in data 23 Marzo 2005, mediante Intesa nella Conferenza Stato Regioni, per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale. Premessa Il sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna Il Sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna ha subìto profonde trasformazioni negli ultimi dieci anni. Alcuni aspetti fondamentali di tale evoluzione sono riconducibili a: - evoluzione demografica della popolazione e suo progressivo invecchiamento, particolarmente accentuato in Emilia-Romagna; - parallelo e conseguente mutare del quadro epidemiologico sempre più caratterizzato da patologie di tipo cronico; - incessante sviluppo di nuove tecnologie di tipo diagnostico, terapeutico, riabilitativo che concorre ad allungare la speranza di vita accentuando l effetto precedentemente citato; - evoluzione delle forme di organizzazione sociale, con particolare riferimento alla famiglia e alle sue crescenti difficoltà a garantire significative forme di sicurezza, assistenza, cura ai propri componenti, data la modifica della sua struttura (anziani soli) e la difficoltà di conciliare tempi e obblighi di lavoro e necessità di cura; - presenza crescente di cittadini provenienti da nuovi paesi della Comunità e paesi extracomunitari, esprimenti in generale una domanda di integrazione nel tessuto sociale di accoglienza e, in particolare, portatori di una gamma variegata di bisogni assistenziali. Dall insieme di tali fenomeni deriva, direttamente o indirettamente, una domanda di servizi pubblici che sempre più spesso presenta le caratteristiche di una presa in carico globale e ciò ha segnato, in particolare, la progressiva insufficienza dell assistenza ospedaliera, come unica risposta a necessità assistenziali. A questo, la programmazione della Regione Emilia-Romagna ha risposto con una profonda riorganizzazione della rete ospedaliera ed il progressivo adeguamento e contemporaneo spostamento di risorse verso attività territoriali. I più recenti provvedimenti legislativi regionali (L.R. n. 2/03, L.R. n.27/04, L.R. n.29/04) e la prima bozza di Piano Sociale e Sanitario muovono coerentemente verso un obiettivo comune: garantire una risposta il più possibile integrata, sotto il profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze professionali, alla emergente complessità dei bisogni. La legge 29/2004 tende a completare la riorganizzazione dell assistenza territoriale, consolidando il ruolo di committenza ed integrazione proprio del Distretto. Fra gli Organismi del Distretto, il Piano Sociale e Sanitario punta, in particolare, sul Nucleo delle Cure Primarie (NCP). I Nuclei di Cure Primarie attraverso l azione congiunta dei medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale), pediatri di libera scelta, specialisti territoriali, infermieri, ostetriche ed operatori socio assistenziali, rendono possibile lo sviluppo del modello di reti integrate, fondato su di un sistema di autonomie e 1
2 responsabilità e finalizzato a rispondere alle differenti esigenze assistenziali sanitarie e sociali dei cittadini. In questo contesto i medici di medicina generale assumono un ruolo fondamentale in quanto chiamati, non solo alle funzioni di erogazione delle prestazioni, ma anche di partecipazione a quelle di committenza e quindi alla definizione delle decisioni strategiche delle Aziende sanitarie ( art. 6 A.C.N.) Il nuovo ACN, finalizzando le attività della medicina generale alla gestione globale della salute del cittadino, mette a disposizione diverse opportunità per sviluppare questo disegno organizzativo, anche attraverso un interpretazione condivisa degli istituti normativi dell ACN, tra OO.SS. e Parte pubblica, ed un uniforme orientamento applicativo su tutto il territorio regionale. Sarà istituito, a tal fine, un Osservatorio regionale permanente per monitorare l attuazione dell accordo regionale e lo sviluppo dei successivi accordi locali, per garantire livelli di attuazione uniformi, a norma dell art 24 comma 4. La Regione Emilia-Romagna, nel confermare che gli obiettivi di innovazione nella organizzazione e qualificazione dell assistenza ai cittadini trovano concreta applicazione nel sistema delle cure primarie, promuove un evoluzione dei Nuclei di Cure Primarie, nelle configurazioni strutturali e nel sistema di relazioni, valorizzando l apporto professionale dei medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale) e degli altri operatori sanitari. Peraltro, la L.R. 29/04 prevede la partecipazione al Collegio di direzione anche del personale medico convenzionato, così riconoscendo le responsabilità assunte dai medici nel miglioramento continuo della qualità dell assistenza (governo clinico) e nella formulazione di proposte per la organizzazione e lo sviluppo dei servizi, delle attività di ricerca e innovazione e la valorizzazione delle risorse umane e professionali degli operatori. Lo spazio lasciato dalla nuova convenzione alle norme demandate alla contrattazione regionale (art.14) rappresenta uno degli strumenti per favorire l assunzione di ruolo, da parte dei medici di medicina generale, nell ambito delle cure primarie e realizzare pienamente la struttura organizzativa del Distretto e dei Nuclei di Cure Primarie. L Accordo regionale per la medicina generale si pone come strumento per il governo della domanda di salute dei cittadini, nell ambito di una programmazione dei servizi, efficiente e sostenibile, finalizzata a fornire le risposte appropriate e con continuità; individua le aree prioritarie e i principi di intervento, demandando agli accordi aziendali la definizione di ulteriori azioni in relazione alle esigenze locali. 1. Le aree prioritarie di intervento Le linee di riferimento per il nuovo Piano Sociale e Sanitario regionale pongono come obiettivi centrali la garanzia per i cittadini della continuità delle cure e dell appropriatezza dell assistenza, attraverso il nuovo modello organizzativo che prevede: 1. lo sviluppo organizzativo dei Nuclei di Cure Primarie, quale strumento di valorizzazione dell assistenza primaria e delle funzioni del medico di medicina generale(assistenza primaria e continuità assistenziale) per le esigenze assistenziali, anche urgenti, nell arco delle 24 ore ed in tutte quelle situazioni in cui non sia appropriato il ricovero ospedaliero; 2. l individuazione di aree di autonomia e responsabilità, attraverso un percorso che tenga in giusto conto le caratteristiche proprie del Nucleo di Cure Primarie; 2
3 3. lo sviluppo degli investimenti tecnologici per l implementazione e il completamento della rete informativa anche con gli studi medici (progetto SOLE); 4. lo sviluppo della formazione e della ricerca; 5. l integrazione delle attività professionali sanitarie e sociali. Obiettivo di sviluppo sarà caratterizzare i Nuclei di Cure Primarie con una sede di riferimento, tenuto conto delle caratteristiche del territorio, che favorisca l integrazione dei medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale) e pediatri di libera scelta con il servizio infermieristico ed il servizio sociale, a supporto dell assistenza medica erogata sul territorio, al fine di garantire percorsi condivisi per la continuità assistenziale. Nella stessa sede saranno assicurati l accesso per l assistenza sociale, l assistenza ostetrica e i servizi di base del Dipartimento di Sanità pubblica e del Dipartimento di Salute mentale. Andranno definite le modalità di integrazione dell attività dei medici di continuità assistenziale con i medici di assistenza primaria, i pediatri di libera scelta, il sistema dell emergenza, al fine di creare maggiore sinergia nell ambito dell organizzazione del Nucleo di Cure Primarie in funzione di un sempre più efficace intervento assistenziale in grado di ottimizzare la risposta alle esigenze di salute dei cittadini. Sempre nell ambito di percorsi condivisi, i cittadini di quell area territoriale potranno rivolgersi anche alla sede di riferimento del Nucleo di Cure Primarie, per un problema ambulatoriale urgente e/o per assistenza mirata a determinate patologie. La sede potrà essere individuata, in maniera condivisa, in una sede di medicina associata o in uno degli studi di singoli medici. I medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale) e pediatri di libera scelta potranno svolgere parte della propria attività in modo coordinato presso la struttura. La responsabilità del Nucleo di Cure Primarie è affidata ad un Coordinatore, individuato fra i medici di scelta su indicazione dei medici operanti nel Nucleo, il cui profilo funzionale è definito nell Allegato n. 3. Attraverso i coordinatori del Nucleo di Cure Primarie potranno trovare riconoscimento e sviluppo le peculiari specificità dell approccio assistenziale della medicina generale, i cui contenuti formativi ed i relativi modelli operativi, decisionali, relazionali ed ambientali non possono essere mutuati o riprodotti dall esperienza assistenziale ospedaliera. Le forme associative dei medici, previste dall ACN, possono essere considerate funzionali allo sviluppo del Nucleo di Cure Primarie. Si ritiene di promuovere la trasformazione delle forme associative, già attivate, verso forme più idonee allo sviluppo della progettualità dei Nuclei, senza peraltro rinunciare alla capillare presenza del medico di medicina generale sul territorio. Il pieno sviluppo delle attività previste per i Nuclei di Cure Primarie e la collaborazione professionale tra i medici di medicina generale saranno facilitate anche dalla modifica dell attuale rapporto ottimale tra medici di assistenza primaria ed abitanti (1/1300). Tale scelta, mediata da elementi di flessibilità sulla base di particolari situazioni locali (o altre situazioni valutabili in sede di Comitato Aziendale), costituisce condizione indispensabile per promuovere la stabilità occupazionale dell area, con garanzie concrete di lavoro e di guadagno in tempi accettabili per i medici neoinseriti, favorendone così il pieno impegno nell ambito dei Nuclei di Cure Primarie. 3
4 A sostegno del predetto modello organizzativo, il progetto SOLE costituisce lo strumento informatico per la realizzazione di una rete integrata finalizzata allo scambio di informazioni, all interno della quale il medico di medicina generale potrà più compiutamente sviluppare il suo ruolo di riferimento clinico per il trattamento delle patologie più comuni e, in particolare, l accompagnamento del paziente affetto da patologie croniche. L evoluzione tecnologica pone la necessità di adeguati investimenti atti a garantire lo sviluppo dell informatizzazione dei medici di medicina generale che potrà essere anche occasione per concordare standard e modalità per la tenuta della scheda individuale, per la condivisione di documentazione on-line fra gli studi dello stesso Nucleo di Cure Primarie e con l Azienda USL, nonché per la realizzazione di progetti specifici di natura epidemiologica e di revisione della qualità. Il medico di medicina generale, nel suo ruolo di primo contatto con il sistema sanitario da parte del cittadino e della sua famiglia e di osservatore dello stato epidemiologico e sociale della popolazione assistita, rappresenta il soggetto privilegiato per la costruzione di un sistema di conoscenze dei bisogni che è parte fondamentale del processo di cura, in modo integrato e della formazione della committenza. Sempre al fine di sostenere lo sviluppo evolutivo del Nucleo di Cure Primarie la formazione dei medici di medicina generale è uno degli strumenti attraverso i quali si forniscono competenze finalizzate alla appropriatezza clinica, oltre che al governo complessivo del sistema delle cure primarie, nonché di promozione dell integrazione del medico di medicina generale con le altre figure coinvolte nell assistenza. Il coordinamento funzionale dell attività sarà reso possibile anche attraverso la partecipazione dei medici di medicina generale alle opportunità culturali e professionali connesse con la pratica professionale in forma coordinata ed integrata. Il Centro regionale di formazione, già attivato nella Regione Emilia Romagna, dovrà acquisire un ruolo di coordinamento ed indirizzo delle attività di formazione, ricerca e sperimentazione dei medici di medicina generale nelle diverse realtà aziendali e di promozione per la strutturazione delle attività previste dall ACN, correlate alle attività formative della medicina generale territoriale, con particolare riferimento a quelle di docenza e di tutoring nell ambito del tirocinio pre e post laurea così come specificato nella parte normativa (art 20). 2. Gli indirizzi organizzativo-aziendali Il presente Accordo prevede l inserimento formale dei medici di medicina generale dell ambito territoriale di riferimento nella organizzazione delle Aziende sanitarie ai livelli aziendale, distrettuale e dipartimentale di cure primarie, con specifiche attribuzioni e competenze di supporto, consulenza e proposizione alle rispettive figure dirigenziali responsabili, in coerenza con quanto previsto, oltre che dalla L.R. 29/04, anche dagli artt. 4 e 5 dell ACN. Tali attività di supporto saranno affidate al Referente di Distretto e Dipartimento Cure Primarie per la Medicina Generale, il cui profilo funzionale è definito nell Allegato n. 2. Il rispetto dei principi dell appropriatezza sarà reso possibile dalla uniformità, equità e identificabilità delle responsabilità tra tutte le figure professionali coinvolte in ambito 4
5 aziendale. Attraverso la strutturazione della continuità assistenziale sul territorio, sarà anche possibile sviluppare con il livello ospedaliero e con altri dipartimenti aziendali un sistema di relazioni funzionali e di percorsi assistenziali integrati. I vincoli del finanziamento nazionale e l intesa fra Stato e Regioni impongono considerazioni e temi di grande interesse per tutti i professionisti del SSR, in special modo sul tema dell appropriatezza prescrittiva. Gli accordi regionali e aziendali possono trasformare tali vincoli in opportunità di salute per il cittadino e di confronto per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti e per tutte le figure professionali che hanno rapporti con il S.S.R, dipendenti, convenzionate ed accreditate. La sicurezza farmacologica del paziente anziano o in politerapia, la valutazione dei rischi legati all assunzione di farmaci, la raccolta di informazioni su eventi avversi da farmaci, sulle migliori scelte terapeutiche, sull adesione a corretti stili di vita, sottintendono obiettivi di salute trasversali ai diversi contesti assistenziali che rappresentano opportunità di scambio conoscitivo e formativo. L attuazione dei programmi, definiti con i medici di medicina generale all interno del Dipartimento di cure primarie, deve assicurare appropriatezza dei servizi, delle prestazioni e delle procedure attivate. Il raggiungimento degli obiettivi dovrà essere oggetto di verifica, valutazione ed incentivazione, in analogia al sistema premiante per il raggiungimento degli obiettivi dei medici dipendenti. E necessario giungere ad operare nell ambito di risorse preventivamente quantificate, secondo una metodologia di budget che rende espliciti gli obiettivi, le risorse premianti, le fonti e gli indicatori idonei alla valutazione. 3. Gli obiettivi I progetti faranno riferimento all area organizzativa, assistenziale, per l appropriatezza e il governo clinico. Le priorità riguardano: 1. lo sviluppo dei Nuclei di Cure Primarie con la definizione di modalità condivise, per favorire l integrazione di lavoro con gli altri operatori e la realizzazione della continuità assistenziale territoriale; 2. il rafforzamento delle forme associative più funzionali allo sviluppo degli obiettivi propri del Nucleo di Cure Primarie, anche attraverso l evoluzione delle forme già esistenti; 3. l implementazione del progetto SOLE per le comunicazioni e scambio di informazioni fra medici e strutture dell azienda, attivando i flussi informativi necessari a migliorare la qualità del servizio per la realizzazione di progetti di prevenzione; 4. la sperimentazione di progetti con il coinvolgimento di professionisti ed operatori sanitari e sociali; 5. l'attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici per patologie croniche e patologie rilevanti; 6. la garanzia della continuità delle cure ed il potenziamento delle forme alternative al ricovero ospedaliero: assistenza domiciliare programmata, integrata, residenziale e semi-residenziale, cure palliative ai malati terminali; 7. progetti di educazione-informazione-prevenzione verso le dipendenze, alterati stili di vita o disturbi connessi con l età anziana; 8. attività di educazione permanente individuale finalizzata a corretti stili di vita. I medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale) componenti i Nuclei di Cure Primarie: 5
6 - partecipano alle decisioni generali organizzative del Nucleo, alla realizzazione degli obiettivi ed alla loro valutazione; - scambiano informazioni con gli altri professionisti, soprattutto finalizzate alla continuità della cura e all approfondimento delle conoscenze dello stato di salute, nel rispetto delle normative sulla privacy e sul consenso informato; - gestiscono in modo coordinato, all interno del Nucleo di Cure Primarie, l attività urgente riferita all assistenza domiciliare h 24 e ambulatoriale h 12, anche con adeguate modalità di accesso agli studi medici; - partecipano ad almeno due incontri annuali per la valutazione dei reports di attività del Nucleo di Cure Primarie; - partecipano ad incontri di formazione ed aggiornamento, nell ambito dell ECM, all interno del Nucleo di Cure Primarie, finalizzati alla programmazione dei piani assistenziali e valutazione dei risultati; - utilizzano, senza oneri a carico dei singoli medici, le sedi di riferimento e le eventuali attrezzature aziendali, per lo svolgimento delle attività previste nel presente Accordo; - predispongono i piani assistenziali per le ADI complesse, con il supporto dei servizi infermieristici e sociali, utilizzano modelli di cartella clinica integrata informatizzata; - condividono e utilizzano strumenti di lavoro realizzati sulla base delle evidenze di efficacia ed efficienza - partecipano al funzionamento del progetto Sole. L'adesione ai Nuclei di Cure Primarie è obbligatoria nella forma organizzativa funzionale, come prevista dall'art. 45, comma 3, secondo e terzo capoverso. L'adesione al Nucleo di Cure Primarie nella forma organizzativa strutturale così come previsto dal presente accordo (capo 5: evoluzione dei Nuclei di Cure Primarie) sarà graduale, come previsto nelle Norma transitoria n.1, punto c), del presente Accordo, anche mediante progetti sperimentali, e prevede incentivazione di partecipazione, di funzione e di risultato, in quanto forma organizzativa complessa, a norma del 4 capoverso, comma 3, dello stesso art. 45. L incentivazione di partecipazione è subordinata all assunzione di responsabilità da parte del medico, mediante dichiarazione da rilasciare all Azienda USL. (Allegato n. 1) 4. Il sistema delle risorse L ACN ha ristrutturato e semplificato le voci che compongono il trattamento economico, finalizzandolo verso un maggior riconoscimento delle prestazioni e del raggiungimento di obiettivi assistenziali programmati. Con gli accordi regionali ed aziendali, conseguenti al nuovo ACN, la Regione indirizza le incentivazioni previste per i medici di medicina generale al funzionamento del Nucleo di Cure Primarie, così come definito nel presente Accordo. 5. L evoluzione dei Nuclei di cure primarie Nell ambito del Distretto, i Nuclei di Cure Primarie sono le articolazioni organizzative multiprofessionali del Dipartimento di Cure Primarie e devono perseguire il miglioramento dell assistenza territoriale per l intero arco delle 24 ore, sette giorni su sette. 6
7 Tale attività si realizzerà come segue: attraverso lo sviluppo ulteriore dell associazionismo nelle forme di medicina in rete e medicina di gruppo all interno dei Nuclei di Cure Primarie; l espansione dei supporti informatici; l integrazione con i medici di continuità assistenziale che entreranno a far parte, a tutti gli effetti, dell organizzazione dei Nuclei di Cure Primarie; la possibilità di utilizzo di spazi ambulatoriali messi a disposizione dalle Aziende sanitarie, anche con dotazione strumentale, per l esecuzione di prestazioni diagnostiche di primo livello da parte dei medici di medicina generale, collegate a specifici progetti aziendali definiti in Comitato Aziendale (ad esempio ecografia generalista, ecg, holter pressorio ecc.), in coerenza con le procedure del governo clinico, per il miglioramento dei percorsi diagnostico terapeutici, la riduzione delle liste di attesa e della mobilità passiva. Per il pieno funzionamento delle attività dei medici del Nucleo di Cure Primarie, si ritengono non più vincolanti i tetti percentuali per le forme associative mediche, per il personale di studio ed infermieristico. I medici aderenti al medesimo Nucleo di Cure Primarie partecipano all individuazione di obiettivi, finalità, modalità operative condivise, indispensabili per l espletamento dei compiti e delle funzioni loro attribuite. L organizzazione delle figure professionali coinvolte nelle attività dei Nuclei di Cure Primarie trova elementi di facilitazione dallo sviluppo delle forme associative, che hanno consentito e diffuso metodologie di lavoro integrato e di valutazione circa la corrispondenza delle attività svolte con gli obiettivi del Distretto. Ulteriore sviluppo e investimento deve avere a riferimento l organizzazione dei medici nel Nucleo, assimilabile, come livello minimo, alla medicina in rete e riguardante tutti i medici aderenti al medesimo Nucleo, collegati alla rete informatizzata (Progetto Sole). Il percorso verso questo obiettivo deve raggiungere prioritariamente i seguenti risultati: 1. riconoscimento di nuove forme associative, con l obbligo per i medici aderenti di operare nell ambito territoriale dello stesso Nucleo. Le forme associative già esistenti e che non soddisfino a questo requisito, fatte salve obiettive situazioni ostative condivise in Comitato Aziendale, dovranno essere gradualmente ricondotte al Nucleo, anche attraverso la ridefinizione territoriale dei Nuclei di Cure Primarie. 2. fornitura a tutti i medici del Nucleo degli strumenti informatici e dei relativi supporti ed assistenza soft/hardware, con oneri di utenza a carico della Regione, per garantire il collegamento fra di loro e con la rete dei servizi aziendali. 3. condivisione di modalità per assicurare l assistenza ambulatoriale nell arco delle 12 ore diurne, anche mediante il coordinamento delle fasce orarie di attività ambulatoriale dei medici associati, indipendentemente dalla forma associativa istituita, così da garantire complessivamente da parte del Nucleo di Cure Primarie o, in subordine, delle associazioni, una disponibilità all accesso ambulatoriale di almeno 7 ore giornaliere, distribuite nel mattino e nel pomeriggio, fatto salvo quanto previsto all art. 36, per quanto riguarda l orario minimo. Le fasce orarie di riferimento si intendono dalle 8 alle 13 per il mattino e dalle 13 alle 19 per il pomeriggio, con un minimo di due ore per fascia. Per garantire l assistenza ambulatoriale ed eventuali urgenze saranno concordate, in sede di Comitato aziendale, attività diurne dei 7
8 medici della Continuità Assistenziale e/o incrementi di orario di apertura dei singoli studi. Il progressivo collegamento in rete per tutti i medici del medesimo Nucleo di Cure Primarie consentirà l implementazione di progetti e di protocolli standard di comunicazione per condividere, fra professionisti territoriali e ospedalieri, le informazioni cliniche rilevanti ai fini dell attività di cura e di continuità assistenziale, con particolare riferimento alle informazioni relative a pre e post-ricovero, ai percorsi assistenziali di pazienti con patologia cronica ed in assistenza domiciliare. La messa a regime del sistema informatico, per l effettivo utilizzo di modalità comunicative con altri professionisti e con i servizi aziendali, anche amministrativi, costituisce raggiungimento dell obiettivo organizzativo. Tale standard organizzativo prevede forme di compenso, così come previsto dall ACN, e forme di compenso specifico dell accordo regionale, per il raggiungimento dei presupposti e l attuazione delle attività e delle procedure derivanti dal nuovo modello. I medici aderenti al percorso di evoluzione del Nucleo di Cure Primarie, così come previsto dal presente Accordo, al completamento dello stesso saranno in condizione di: - partecipare all individuazione di obiettivi, finalità, modalità operative condivise indispensabili per l espletamento dei compiti e delle funzioni loro attribuite; - operare per una più ampia integrazione con le altre figure coinvolte nell assistenza territoriale; - svolgere parte della propria attività in modo coordinato presso la sede del Nucleo di Cure Primarie; - collaborare professionalmente con gli altri medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale, nonché con i servizi aziendali, per lo sviluppo dell appropriatezza, mediante l utilizzo degli strumenti informatici ed amministrativi della rete aziendale, così come previsto all Allegato n.8; - condividere modalità operative, così come definito al sopraindicato punto 3 ; - utilizzare la rete aziendale per l implementazione di progetti e di protocolli standard di comunicazione, per condividere fra professionisti territoriali e ospedalieri, le informazioni cliniche rilevanti ai fini dell attività di cura e di continuità assistenziale, con particolare riferimento alle informazioni relative a pre e post-ricovero, ai percorsi assistenziali di pazienti con patologia cronica e pazienti in assistenza domiciliare Lo scambio di informazioni fra medici e strutture dell azienda costituisce raggiungimento dell obiettivo organizzativo.tale standard organizzativo prevede forme di compenso per il raggiungimento dei presupposti e l attuazione delle attività e delle procedure derivanti dal nuovo modello, come evidenziato nell Allegato n Incentivazioni per la realizzazione dei Nuclei di cure primarie A fronte della condivisione da parte dei medici di medicina generale degli obiettivi previsti al capitolo 3 (Obiettivi), previa dichiarazione sottoscritta, (Allegato n. 1), il compenso, a fronte degli obiettivi organizzativi sottoelencati, sarà così articolato: 8
9 a) 1 euro/assistito/anno per la disponibilità all integrazione, che retribuisce l accettazione della logica interprofessionale del Nucleo di Cure Primarie come rappresentata nel presente Accordo e la conoscenza informatica come requisito indispensabile di partecipazione effettiva allo sviluppo dell integrazione; b) 0,30 euro/assistito/anno per la disponibilità all allacciamento alla rete informatica, sia fra i medici del Nucleo che fra questi e la rete aziendale. Anche al fine di favorire lo sviluppo dei Nucleo di Cure Primarie con la definizione di modalità condivise, per facilitare l integrazione di lavoro con gli altri operatori e l integrazione con la Continuità Assistenziale territoriale, i compensi di cui sopra, sono riconosciuti a tutti i medici di assistenza primaria, in un unica soluzione, successivamente alla delibera di Giunta Regionale di recepimento dell Accordo regionale, previa dichiarazione di adesione sottoscritta da ciascun professionista (Allegato n. 1) Le Aziende, al ricevimento delle dichiarazioni di adesione da parte dei medici, danno corso alla liquidazione dell incentivo a valere per l anno I medici che non dichiarano il possesso del requisito di conoscenza informatica dovranno dichiarare l impegno alla informatizzazione, al massimo entro i termini previsti dall ACN, art.59, lett.b, comma 12. c) Partecipazione operativa al Nucleo di Cure Primarie c1) una nuova medicina in rete, sviluppata da medici singoli o già associati nella forma semplice, deve rispondere ai requisiti di cui all art 54, comma 8, dell ACN, ivi compreso il punto d); in funzione dei risultati di cui ai precedenti punti 1,2,3 del presente Accordo è retribuita con il compenso di 4,70 euro/assistito/anno; c2) i medici già in rete o in medicina di gruppo che sviluppano, in funzione del progressivo adeguamento con le tipologie organizzative ed erogative previste per il Nucleo di Cure Primarie, ivi compresa la promozione di forme di integrazione con i medici di continuità assistenziale, le caratterizzazioni di cui in precedenza al punto 3, sono compensati con 1 euro/assistito/anno, aggiuntivo rispetto alle tariffe dell ACN per tali forme associative (eventuali compensi derivanti dall implementazione di procedure ed obiettivi aggiuntivi saranno materia degli accordi aziendali); c3) al fine del rafforzamento delle forme associative più funzionali allo sviluppo degli obiettivi propri del Nucleo di Cure Primarie, pure attraverso l evoluzione delle forme già esistenti, l ulteriore estensione della fascia oraria giornaliera di accesso ambulatoriale per 5 gg. /settimana, oltre le sette ore stabilite al punto 3 del presente Accordo, 1 euro/assistito/anno per ogni ora aggiuntiva. Gli incrementi orari oltre la settima ora dovranno essere garantiti per tutto l arco dell anno con orari costanti e dovranno essere finalizzati al funzionamento delle attività del Nucleo di Cure Primarie. Il predetto obiettivo si svilupperà con gradualità secondo scaglioni percentuali annui definiti in base alle compatibilità finanziarie, come indicato nell apposita tabella. (Norma transitoria n.1, lettera c). I compensi di cui sopra saranno erogati, successivamente all adozione della delibera regionale di recepimento dell Accordo regionale, con le seguenti decorrenze : 9
10 - Voci a) e b) : dopo la presentazione della dichiarazione di adesione (Allegato n.1), con decorrenza ; - Voce c1):entro 30 giorni dalla comunicazione all Azienda, in modo da consentire le opportune verifiche dei requisiti di cui all art. 54, comma 8, dell ACN; - Voce c2) dalla data di comunicazione all Azienda, da parte della forma associativa, della copertura della 7 ora giornaliera di cui al punto 3. - Voce c3: dalla comunicazione all Azienda da parte della forma associativa dell estensione oltre le 7 ore della accessibilità ambulatoriale, a decorrere da data successiva al ( data di sottoscrizione della prima parte del presente Accordo), anche nei casi in cui l estensione dell orario oltre le 7 ore sia stata adottata e comunicata precedentemente a tale data. Il raggiungimento degli obiettivi, cui corrispondono i compensi sopra indicati, è sottoposto a verifica secondo criteri, tempi e modalità da stabilire a livello di accordi aziendali. Il mancato raggiungimento degli obiettivi comporterà, previa verifica in Comitato Aziendale, la sospensione dei rispettivi compensi previsti ai punti a) b) c), fatta eccezione per le situazioni non dipendenti da responsabilità dei medici. Il compenso di cui all art.59,lettera B, comma 15 dell ACN, che continuerà ad essere erogato nella misura e secondo le cadenze previste dall ACN,corrisponde a: - 20% per l adesione al progetto diabete, al fine di favorire i progetti di educazioneinformazione-prevenzione verso le dipendenze, alterati stili di vita o disturbi connessi con l età anziana; - 40 % per l attività di educazione permanente individuale finalizzata a corretti stili di vita; - 40% per l impegno nella corretta applicazione dei percorsi e delle procedure di accesso alle prestazioni (delibera regionale n. 2142/2000), finalizzato anche al governo clinico, inteso come adesione ai programmi relativi all appropriatezza di accesso alle prestazioni ed alle cure, concordati a livello locale a norma dell art. 27 dell ACN. La quota parte del fondo eventualmente non distribuita, per il mancato raggiungimento degli obiettivi sopra indicati da parte di alcuni, sarà distribuita fra i medici che avranno raggiunto quegli stessi obbiettivi, secondo le modalità concordate in sede di accordi aziendali. A quadro organizzativo concordemente ritenuto completato dipendente dai tempi tecnici delle Regione e delle Aziende, i medici di medicina generale svolgeranno la propria attività convenzionata esclusivamente all interno dei Nuclei di Cure Primarie come definiti dal presente Accordo. Le parti condividono la facoltà, da parte dei medici, di implementazione delle medicine di gruppo. Si intendono progressivamente riassorbite nell organizzazione dei Nuclei di Cure Primarie le forme di associazionismo semplice. 10
11 PRINCIPI GENERALI Art.15 - Graduatoria regionale Comma 1 - A livello regionale sono predisposte graduatorie di settore, una per ciascuna delle attività di cui all'art.13, a valere dal 2007( con riferimento alle domande presentate entro il 31 gennaio 2006).Le graduatorie restano valide per tutto l'anno di riferimento e comunque fino al completamento delle procedure di assegnazione delle zone carenti ed incarichi vacanti precedentemente pubblicati. La domanda per l'inserimento nelle graduatorie regionali di settore è valida fino a revoca da parte del medico o d ufficio nel seguente caso: la mancata integrazione titoli per almeno due anni consecutivi comporta una richiesta al medico di conferma o meno alla permanenza nelle graduatorie. In caso di comunicazione di non interesse, di assenza di risposta o di irreperibilità del medico, il nominativo è cancellato dalle graduatorie valevoli per l'anno successivo. Comma 12 - Le Aziende USL, successivamente alla pubblicazione delle graduatorie regionali di settore, predispongono specifiche graduatorie di medici disponibili all eventuale conferimento di incarichi provvisori o di sostituzione, con priorità per i medici iscritti nella graduatoria regionale residenti nel territorio dell'azienda (a seguire i medici residenti nelle Aziende limitrofe e nelle altre Regioni); in caso di carenza di medici disponibili per detti incarichi sono predisposti separati elenchi secondo quanto previsto dalle norma finale n.5 e norme transitorie n.4 e 7dell ACN. In caso di mancato esito delle procedure sopra indicate, per incarichi provvisori di assistenza primaria, è possibile il conferimento ad un medico già inserito nell'ambito territoriale limitrofo con numero di scelte inferiore a 650, purché il numero complessivo degli assistiti in carico e di quelli acquisibili non superi Art.16 - Titoli per la formazione delle graduatorie Comma 7 - Per l'assegnazione a tempo indeterminato degli incarichi vacanti di assistenza primaria e continuità assistenziale, a decorrere dal 2006, la percentuale di riserva in favore dei medici in possesso dell'attestato di formazione in medicina generale è pari al 70%, in favore dei medici con titolo equipollente è pari al 30%. Art.18 - Sospensione del rapporto e dell'attività convenzionata Comma 2, lettera f)- Eventuali richieste di sospensione dall'attività di medicina generale per partecipazione a corsi di formazione, oltre il limite di 60 giorni nell'anno, sono valutate in sede di Comitato Aziendale. Comma 3 - Il periodo massimo di sospensione parziale dall'attività è ridotto da 3 anni a 18 mesi nell'arco di 5 anni. Per i periodi di sospensione del rapporto convenzionale, iniziati prima dell'entrata in vigore del vigente ACN, si applicano i limiti temporali indicati all'art.5, comma 3, del DPR 270/00. Comma 4 - Il medico comunica all'azienda la sospensione dell'attività per gravidanza e puerperio per il periodo previsto come obbligatorio per i lavoratori dipendenti ( 5 mesi). Qualora intendesse rientrare anticipatamente dopo il parto, dovrà rilasciare all'azienda USL una dichiarazione di "assunzione di responsabilità". 11
12 Il medico può usufruire del congedo di maternità ( tre mesi) per adozione o affidamento di un bambino di età non superiore ai 6 anni. Comma 13 - In caso di più rapporti convenzionali, la sospensione dall'attività, per i motivi di cui al comma 2, ha effetti su tutti i rapporti di lavoro e per tutte le sedi di attività del medico, per motivi disciplinari ha efficacia solo per il rapporto di convenzione oggetto della sanzione. Art. 20 Formazione continua Si concorda di dare ulteriore impulso alla formazione professionale in medicina generale in coerenza con i principi sanciti nel presente articolo attraverso le seguenti azioni: 1) Riconoscere, anche in accordo con l Università per le parti di rispettiva competenza, attività formative del medico di medicina generale nelle seguenti aree: a) formazione medica pre-laurea b) tirocinio valutativo pre-abilitazione alla professione medica c) formazione specifica in Medicina generale d) aggiornamento ed audit e) ricerca clinico epidemiologica e sperimentazione 2) Proseguire nell esperienza già avviata del Centro di Formazione regionale, per il conseguimento degli obiettivi fissati al comma 4 del presente articolo, nonché quelli connessi con la realizzazione applicativa del processo di evoluzione del Nucleo di Cure Primarie di cui al punto 5 L evoluzione dei Nuclei di Cure Primarie del presente Accordo, condividendo la scelta che il coordinamento tecnico organizzativo dello stesso sia affidato ad un medico di medicina generale. L impegno dei medici di medicina generale coinvolti nelle attività didattico formative di cui al presente articolo è retribuito secondo le tariffe fissate nella tabella allegata al presente Accordo (Allegato n 5 ). Gli importi per le attività di cui ai precedenti punti a) e b) costituiranno la base di riferimento per le relative intese tra Regione e Università. Art. 21 Diritti sindacali Comma 1 - Per la partecipazione ai Comitati e Commissioni previste dagli Accordi nazionale, regionale ed aziendali è rimborsata ai medici convenzionati, che presentano attestato di partecipazione alle sedute, una quota oraria pari a 60/ora, da erogarsi nel mese successivo a quello di svolgimento degli incontri. La partecipazione è definita nel modo seguente: a livello regionale( a decorrere dall ): 4 ore forfettarie per i medici residenti nel territorio provinciale di Bologna 5 ore forfettarie per i medici residenti in altri Comuni della Regione a livello locale: ( a decorrere dall ) 2,5 ore forfettarie complessive per ciascuna riunione, fatte salve speciali esigenze locali. Per la partecipazione alle riunioni del Comitato Regionale e Comitati Aziendali sono riconosciute quote di rimborso direttamente proporzionali alla consistenza associativa delle organizzazioni sindacali: per il Comitato Regionale non superiore alle 8 unità ( cfr. Del.GR n.962 del ), per i Comitati Aziendali non superiore alle 6 unità. 12
13 Comma 6 - Il pagamento del compenso per gli oneri di sostituzione di cui al comma 5, è corrisposto direttamente ai medici, indicati dalle segreterie delle organizzazioni sindacali, con cadenza mensile, fatti salvi diversi accordi con i singoli medici, entro il mese successivo alla presentazione della notula. Art.29 Funzioni della medicina generale Comma 6 - Le Aziende possono avviare, in via sperimentale ed in coerenza con la programmazione sanitaria regionale, progetti finalizzati all assistenza di soggetti fragili dal punto di vista socio-sanitario. Art Esercizio del diritto di sciopero. Prestazioni indispensabili e loro modalità di erogazione. I medici che aderiscono allo sciopero si astengono dall'attività ambulatoriale ma devono assicurare l'effettuazione delle prestazioni indispensabili senza richiesta di pagamento delle prestazioni da parte degli assistiti. Si concorda di effettuare una trattenuta pari al 60% del compenso forfetario annuo di euro 38,62. Gli accessi domiciliari per pazienti in ADI sono retribuiti previa presentazione di notula. I medici non iscritti ad alcun sindacato, in caso di non partecipazione allo sciopero, devono darne comunicazione all'azienda USL entro i termini e secondo le modalità di cui al comma 6, con ( comunicazione scritta entro 24 ore precedenti la giornata di sciopero. La mancata o tardiva comunicazione comporta la trattenuta economica sopraindicata. Su richiesta delle OO.SS, le Aziende USL certificheranno il numero dei medici aderenti allo sciopero ed il numero di comunicazioni scritte di non adesione. Art. 32 Assistenza ai turisti Il servizio di assistenza sanitaria è attivato dalle Aziende USL, nelle località di notevole afflusso turistico dalle stesse individuate. L organizzazione è demandata alla trattativa locale con le OO.SS. firmatarie, stante la diversificazione delle esigenze assistenziali e delle modalità di erogazione nella singole realtà, ferma restando la priorità riservata ai medici di medicina generale. In caso di carente disponibilità di medici convenzionati, le Aziende USL potranno avvalersi dei medici che presentano domanda per il conferimento di incarico a seguito di avviso pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione. Le visite sono compensate direttamente dal cittadino con le seguenti tariffe: - visita ambulatoriale:15,00 euro - visita domiciliare: 25,00 euro. La trascrizione di ricetta è atto medico ricompreso nelle prestazioni di cui sopra. Dette cifre comprendono le visite, le certificazioni di legge e le eventuali prestazioni aggiuntive ivi compresi i piccoli interventi di pronto soccorso. Ai medici, incaricati in base alla graduatoria formulata a seguito delle domande presentate per l avviso pubblicato sul BUR, è riconosciuto un compenso forfetario onnicomprensivo di euro 10,00 per ogni ora di attività prestata. Su tale compenso si applica l aliquota ENPAM nella misura del 9,375% a carico dell Azienda e del 5,625% a carico del medico. Nelle fasce orarie nelle quali non è attivo il servizio di assistenza turistica,le prestazioni erogate ai turisti da parte dei medici del Servizio di continuità assistenziale, sono regolamentate da quanto previsto nell accordo per la Continuità Assistenziale al punto ( Utilizzazione del Servizio di Continuità assistenziale). 13
14 ASSISTENZA PRIMARIA Art. 33- Rapporto ottimale Il comma 5 indica il riferimento numerico di popolazione residente per la definizione degli ambiti territoriali di assistenza primaria, ai fini del calcolo delle zone carenti, per l'inserimento di medici convenzionati e per l'acquisizione delle scelte. In caso di non rispondenza delle attuali articolazioni territoriali al minimo di residenti previsto, le Aziende USL verificano le condizioni e le possibilità di adeguamento ai criteri indicati, fatte salve particolari situazioni, e rideterminano i nuovi ambiti, previo parere del Comitato Aziendale. La scelta del medico di assistenza primaria è effettuata tra i medici iscritti nell'ambito così definito, fatta salva la facoltà per le ASL di mantenere o determinare diversi criteri per ampliare le possibilità di scelta ai cittadini. Il rapporto medico di assistenza primaria/popolazione residente, è così determinato: - iscrizione di un medico ogni residenti, o frazione di superiore a 650, detratta la popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni risultante alla data del 31 dicembre dell'anno precedente, con possibilità per le Aziende - sulla base di una valutazione condivisa in sede di Comitato Aziendale - di determinare una diminuzione del rapporto numerico in particolari ambiti territoriali (zone disagiate, a popolazione sparsa, con peculiari caratteristiche del territorio), o in altre particolari situazioni locali. Per la definizione degli ambiti da considerarsi carenti, ciascuna ASL - sulla base di una valutazione condivisa in sede di Comitato Aziendale - verifica l'effettiva capacità ricettiva, avuto riguardo al numero medio di assistiti in carico ai medici dell'ambito, al numero di medici di recente inserimento o di prossima cessazione dall'attività, al numero complessivo di scelte effettivamente in carico ai medici ed al rapporto popolazione residente/assistiti. In ogni caso, il rapporto ottimale non può essere inferiore a 1/1.000 e la frazione che determina la zona carente deve essere superiore a 500. Art.34 - Copertura degli ambiti territoriali carenti di assistenza primaria La graduatoria di settore sarà utilizzata per il conferimento degli incarichi vacanti pubblicati dal I medici titolari di incarico di assistenza primaria possono concorrere all'assegnazione degli incarichi vacanti solo per trasferimento; i medici inseriti nella graduatoria regionale di settore che abbiano conseguito la titolarità in data successiva alla presentazione della domanda di inclusione in graduatoria non possono partecipare all'assegnazione degli incarichi per graduatoria. Comma 12 - In caso di ambiti territoriali comprendenti più Comuni, prima di procedere alla pubblicazione di zone carenti, l'azienda informa i medici già inseriti nello stesso ambito, sulla possibilità di trasferire lo studio medico in altro Comune (del medesimo ambito) con procedure di "mobilità interna". Se pervengono più richieste di trasferimento " interno", le Aziende valutano le istanze dei medici secondo l'anzianità di iscrizione nell'elenco di provenienza, con priorità per quelli operanti nelle zone con vincolo di apertura dello studio da almeno 3 anni. Tale procedura, da concludere prima della pubblicazione delle zone carenti, consente all'asl di pubblicare, se necessario, la zona resasi disponibile. 14
15 Procedure di assegnazione delle zone carenti I medici interessati possono inoltrare domanda di partecipazione all'assegnazione degli incarichi entro 30 giorni dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione degli ambiti territoriali carenti. 2a) per trasferimento Possono partecipare i medici titolari di incarico di assistenza primaria in una Azienda USL della Regione o di altra Regione che, al momento del conferimento del nuovo incarico non svolgano altra attività nell'ambito del S.S.N., fatta eccezione per la continuità assistenziale. Tale condizione deve risultare al momento dell assegnazione dell'incarico ( in caso contrario il medico che accetta deve provvedere a rimuovere le condizioni ostative entro 7 giorni), e costituisce il presupposto per la prosecuzione della procedura di trasferimento. La data cui fare riferimento per il calcolo dell'anzianità è quella riportata in calce nella sottoscrizione della domanda. 2b) per graduatoria I medici già convenzionati per l'assistenza primaria possono partecipare per graduatoria all'assegnazione delle zone carenti pubblicate entro il 2006; dal 2007 possono partecipare solo per trasferimento. I medici che, negli ultimi due anni antecedenti la scadenza del termine per la presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria regionale, sono stati convenzionati in altro ambito territoriale e non hanno cambiato la residenza, non possono avvalersi del punteggio aggiuntivo di 5 punti in occasione di loro partecipazione alla copertura di zone carenti riguardanti il Comune in cui abbiano conservato la residenza anagrafica. In entrambi i casi Le Aziende USL, (o il soggetto individuato dalla Regione) procedono a convocare, contemporaneamente o in maniera programmata, un numero di medici pari o superiore al numero di posti disponibili. In caso di impedimento a partecipare nella data ed ora fissati, il medico può comunicare la propria accettazione mediante telegramma o fax che dovrà pervenire all'azienda almeno 5 giorni antecedenti la data di convocazione. Il medico già convenzionato che accetta l'incarico è cancellato dall'elenco di provenienza e pertanto non può acquisire ulteriori scelte, pur mantenendo il rapporto convenzionale con l'azienda di provenienza fino al conferimento definitivo da parte dell'azienda di destinazione. In caso di rinuncia o decadenza dall'incarico, non è possibile ripristinare il precedente rapporto convenzionale con l'azienda di provenienza. Le condizioni ed i requisiti previsti devono permanere fino all'assegnazione degli incarichi. Il medico già convenzionato non può partecipare all'assegnazione di zona carente all'interno del medesimo ambito territoriale ove è iscritto, in quanto già compreso nel numero dei medici presi in considerazione per il calcolo del rapporto ottimale. La presentazione dell'atto sostitutivo di notorietà per l'accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità è rinviato al momento dell'accettazione dell'incarico. Eventuali situazioni di incompatibilità dovranno comunque cessare all'atto del definitivo conferimento dell'incarico. 15
16 Art.35 - Instaurazione del rapporto convenzionale Comma 3 - In analogia con i medici neo inseriti, il medico di assistenza primaria già convenzionato può mantenere o trasferire la residenza in altro Comune, purché elegga o mantenga il domicilio nell'ambito di iscrizione, con obbligo di comunicazione all'azienda. Comma 11 - Nel caso di esercizio dell'attività convenzionata in ambulatorio e/o con personale, strumentazione, utenze, servizi forniti dall'azienda, sono definite in sede di Comitato Aziendale modalità e importi della compensazione da parte del medico, con trattenuta mensile sull'importo netto indicato nel cedolino. Con apposita intesa sottoscritta dalle parti interessate sono definiti tempi e modalità d'uso dell'ambulatorio. In caso di esigenze assistenziali in particolari località o per incentivare l'insediamento di medici nelle zone riconosciute disagiate, l'azienda può mettere a disposizione l'ambulatorio pubblico a costo ridotto o eventualmente anche a titolo gratuito. Art.36 - Requisiti e apertura degli studi medici Lo studio del medico di assistenza primaria è uno studio professionale privato destinato allo svolgimento di pubblico servizio e deve rispondere unicamente ai requisiti ed alle condizioni previste dalla Convenzione. Comma 9 - L'orario di apertura dello studio medico è articolato, convenzionalmente, all'interno della fascia oraria 8-20, con inizio della fascia pomeridiana alle ore 13. Al di fuori dell'orario di apertura dello studio il medico è contattabile tramite telefono dotato di segreteria telefonica con ricezione dei messaggi. Il giorno precedente la festività del patrono non è da considerare prefestivo e pertanto non si applicano le disposizioni previste dall'art.47, comma 7. Art.37 Sostituzioni Comma 2 - In via ordinaria la sostituzione tra medici avviene secondo il rapporto: 1 titolare/1 sostituto. In caso di difficoltà a reperire sostituti, o in particolari periodi dell'anno, è possibile la sostituzione di due medici titolari con un medico sostituto, per un periodo non superiore a 30 giorni e per un numero massimo di assistiti pari a unità, fatta salva la possibilità di diversi accordi aziendali. Il medico sostituto deve assolvere tutti i compiti e gli obblighi previsti per il titolare. Le eventuali conseguenti modifiche dell'orario di apertura degli studi medici o l'accorpamento degli stessi, in caso di vicinanza, devono essere opportunamente segnalati agli utenti ed all'azienda, al fine di non creare disservizi. Comma 12 - Il medico sostituito deve informare i propri assistiti relativamente alla durata della sostituzione, al nominativo del sostituto, all'eventuale variazione di orario dello studio. Per i medici in gruppo la comunicazione deve avvenire solo in caso di sostituzione da parte di un medico estraneo al gruppo. Comma 13 - In caso di sostituzione continuativa le Aziende dal 31 giorno corrispondono i compensi direttamente al medico sostituto (nella misura e secondo i criteri di cui all'allegato C) anche se privo dei requisiti per l'iscrizione nella graduatoria regionale. 16
17 Art.38 - Incarichi provvisori Comma 2 -In casi particolari ed a fini di continuità assistenziale, l'incarico provvisorio potrà essere prorogato, di ulteriori sei mesi - su valutazione dell Azienda, d intesa con il Comitato aziendale - in attesa del completamento delle procedure di conferimento dell'incarico di titolarità, comma 7 - L'Azienda, con comunicazione diretta, informa i cittadini della necessità di procedere ad una nuova scelta del medico in caso di imprevista interruzione dell'attività del medico titolare. Art.39 - Massimale di scelte e sue limitazioni Comma 2 - I medici che avevano quota individuale pari a scelte devono rientrare gradualmente nel massimale di scelte, mediante la sospensione dell attribuzione di nuove scelte e non hanno più diritto alla quota annuale di cui all art.45, lettera D, del DPR 270/2000 per le revoche intervenute successivamente al mese di ottobre Agli stessi medici sono riconosciute le quote per revoche avvenute entro ottobre 2004, con saldo definitivo nel mese di gennaio Si conferma, parimenti, quanto previsto nei precedenti accordi regionali relativamente all'acquisizione di nuove scelte per ricongiunzione e per anziani non autosufficienti stabilmente ospitati in strutture protette. Comma 4- L'esercizio di attività libero professionale strutturata, eccedente le 5 ore settimanali, non può determinare una riduzione del massimale di scelte inferiore a 1300; è consentito, pertanto, lo svolgimento di tale attività per un massimo di 11 ore settimanali. In caso di attribuzione al medico degli incarichi di cui all'art.18, comma 2 lett.b), fermo restando che l'incarico non determina riduzione del massimale, il medico è impegnato a garantire l'attività assistenziale e ad assicurare il rispetto dell'orario convenzionale, anche con sostituzioni. Comma 6- I medici possono autolimitare il proprio massimale con numero di scelte non inferiore a Comma 7 - Le Aziende provvedono a comunicare ai medici che alla data di entrata in vigore dell'acn avevano riduzione del massimale o autolimitazione inferiori a scelte (commi 4 e 6), che il loro massimale sarà adeguato d'ufficio al nuovo limite, entro 60 giorni dalla data di comunicazione. Comma 9 - per i medici penitenziari trova applicazione la disposizione di cui all'art.2,comma 3 della legge n.740, così come integrata dalla legge , n.296, che così dispone: "A tutti i medici che svolgono, a qualsiasi titolo, attività nell'ambito degli istituti penitenziari non sono applicabili altresì le incompatibilità e le limitazioni previste dai contratti e dalle convenzioni con il SSN. Art.40 - Scelta del medico Comma 3 - Le Aziende USL, ad integrazione della Carta dei Servizi, al fine di consentire al cittadino di poter esercitare la scelta dl medico in modo consapevole ed informato, promuovono iniziative volte ad informare gli utenti sulle caratteristiche e le modalità dell'attività professionale dei medici iscritti negli elenchi di scelta, mediante l'adozione di una scheda informativa riportante, almeno, i seguenti dati: 17
18 - ubicazione, orario, modalità di accesso, numero telefonico dello studio ( numero di cellulare se espressamente messo a disposizione dal medico); - adesione a forme associative e relative modalità organizzative; - dotazione di personale di segreteria, infermieristico, dotazione informatica. Comma 4 - All'atto del rilascio del documento di iscrizione al SSR il cittadino sceglie il medico per sé e per i propri familiari o soggetti anagraficamente conviventi (con delega se maggiorenne); qualora non intendesse effettuare la scelta, l'asl è tenuta a consegnare al cittadino, unitamente al documento di iscrizione al SSR, una nota di avvertenze che riporti quanto previsto dall'art. 50 comma 8. Commi la scelta a tempo determinato dei cittadini extracomunitari è automaticamente rinnovata alla scadenza del permesso di soggiorno, anche nelle more del rinnovo, purché il cittadino comunichi l'avvenuto inizio dell'iter procedurale per il rinnovo. E'necessario che le Aziende USL verifichino sistematicamente le date di scadenza dei permessi di soggiorno ed avvertano, se possibile, i diretti interessati, prima della data di scadenza, sugli adempimenti connessi al rinnovo della scelta. In assenza di qualsiasi comunicazione da parte del cittadino, la scelta è comunque mantenuta in carico al medico per tre mesi, trascorsi i quali, se il cittadino non ha provveduto a comunicare l'avvenuta regolarizzazione, si procede al recupero delle somme relative a due mensilità, per compensare eventuali prestazioni erogate dal medico nel periodo successivo alla scadenza del permesso di soggiorno. Il numero di scelte in carico a ciascun medico, comprese quelle che non concorrono alla determinazione del massimale individuale ( art.39, comma 12 e art.40, commi 5 e 12), non può essere superiore a Nulla è dovuto per gli assistiti oltre tale numero. In caso di autolimitazione o riduzione del massimale il numero massimo di scelte non può essere superiore alla quota individuale maggiorata del 5%. E necessaria l'attivazione, a livello aziendale, di una procedura di gestione di liste separate delle scelte ed un attento monitoraggio( semestrale/annuale) di quelle che non concorrono al massimale per una verifica, in sede di Comitato aziendale, degli aspetti qualitativi e quantitativi finalizzata a definire, eventualmente, una regolamentazione. Commi 10,11 - Il trasferimento di un assistito in un Comune della stessa Azienda, non determina, in automatico, la cancellazione; l'assistito rimane iscritto nell'elenco del MMG di provenienza fino ad eventuale nuova scelta in favore di altro medico. Se intende mantenere il medico di provenienza, non è necessaria l'accettazione formalizzata da parte di quest'ultimo. In caso di trasferimento in Comune limitrofo di altra Azienda l assistito è cancellato dall elenco del medico di provenienza. Se intende mantenere lo stesso medico, per motivi di continuità assistenziale o per particolari situazioni, è necessaria la formale accettazione da parte del medico e la scelta è riattribuita con decorrenza ex tunc. Il cittadino che trasferisce la residenza in altro Comune deve essere informato, all'atto della richiesta di variazione della residenza presso gli uffici Anagrafe, sulle modalità per effettuare la variazione di scelta del medico ovvero per mantenere l'iscrizione presso il medico di provenienza. A tal fine si rende necessaria la predisposizione, da parte delle Aziende USL, di una nota informativa da consegnare all'ufficio Anagrafe dei Comuni, che provvederanno a rilasciarne copia ai cittadini all'atto della presentazione della domanda di residenza. 18
19 La puntuale applicazione dei predetti adempimenti sarà oggetto di monitoraggio in sede di Comitato Aziendale. Art.41 - Revoca e ricusazione della scelta Comma 2 - per particolari situazioni, sono concordate a livello aziendale le modalità per garantire la continuità dell'assistenza tra medico revocato e medico scelto. Art.42 - Revoche d'ufficio Comma 1- La riattribuzione automatica al medico delle scelte di cittadini temporaneamente sospesi dagli elenchi è effettuata alla scadenza del periodo di sospensione, salvo esplicita richiesta di proroga formulata dal cittadino. Comma 5- le Aziende devono assicurare l allineamento delle anagrafi degli assistiti dai medici di medicina generale con le anagrafi comunali, con cadenza almeno annuale. Si concorda che, fino alla completa messa a regime del sistema informativo sanitario, le Aziende applichino gli effetti economici delle revoche per decesso e/o dell attribuzione di scelte decorrenza non superiore ad un anno. Comma 14- Fermo restando l obbligo di puntuale osservanza da parte dell azienda,delle procedure di cui ai commi 11 e 12 del presente articolo, il recupero delle somme dovute avviene d'ufficio, in unica soluzione, o in rate mensili di importo comunque non superiore al 20% dei compensi mensili di cui all art.59, lettera A, fatte salve diverse intese fra le parti. Art. 45 Compiti del medico Comma 2, lettera g) - Per le certificazioni sportive di cui all accordo regionale recepito con deliberazione n.1632/2004,applicativa della delibera di G.R. n. 775/2004 non è più in vigore il limite del 25% degli assistiti in carico ( 6-17 anni). Art.53 Assistenza domiciliare programmata Il crescente invecchiamento della popolazione e, in particolare, l aumento della necessità di ricevere cure in senso globale, hanno fortemente differenziato il bisogno di assistenza legato alle varie forme e livelli di non autosufficienza. L esigenza per meglio intercettare le caratteristiche di questa domanda di servizi ed organizzare risposte sanitarie e sociali più appropriate ed efficaci, rappresenta un momento di evoluzione verso una più adeguata disciplina dell organizzazione dei servizi sia per l assistenza a domicilio sia nelle attuali strutture di tipo socio-sanitario e di tipo socio-assistenziale. Le attività di assistenza domiciliare di cui al presente articolo sono disciplinate dal Protocollo ( Allegato n.7) che include anche le modifiche degli Allegati G) e H) dell ACN, secondo quando disposto dall art. 14 del presente Accordo: 19
20 Assistenza domiciliare agli ospiti in Residenze protette e collettività (art.53, comma 1 c) Si ritiene di mantenere l accordo regionale già in vigore, per l espletamento delle funzioni e delle attività mediche di diagnosi e cura di cui all allegato 1 della delibera di G.R. n.1378/99, nelle more di una modificata programmazione regionale. Al testo dell Accordo regionale già in vigore (di cui alla DGR 3085/2001) vengono apportate le variazioni di cui all Allegato n. 6 del presente Accordo. Art Forme associative dell assistenza primaria I principi organizzativi ed operativi condivisi nel precedente Accordo regionale ex DPR 270/00, art. 40, sono stati ulteriormente sviluppati attraverso il riconoscimento delle forme associative (medicine in rete e medicina di gruppo), come strumento prioritario per il conseguimento dell obiettivo di integrazione multiprofessionale, su cui si basa il modello assistenziale di Nucleo di Cure Primarie, così come definito dal presente Accordo. Si riconferma che le medicine in rete dovranno altresì adeguare i loro sistemi informatici a quanto previsto al comma 8) anche alla luce delle recenti normative relative al trattamento dei dati. Con riferimento a quanto indicato al paragrafo 5 L evoluzione dei Nuclei di Cure Primarie, punto 2, i medici in rete potranno utilizzare a proprie spese, anche un sistema di collegamento diverso purchè soddisfi gli obiettivi di interscambio di informazioni cliniche e tutela della privacy. Fermo restando quanto sopra si riconoscono le forme associative di cui al comma 3 secondo capoverso (società di servizio, anche cooperativa), purché non in contrasto con le caratteristiche organizzative del Nucleo di Cure Primarie. Per dette forme associative si rileva quanto segue: 1) La società di servizio, anche cooperativa è una società che può formire beni e servizi ai medici che operano in forma singola e/o associata con oneri a proprio carico; 2) Nel caso in cui l azienda richieda attività che comportino uno specifico impegno organizzativo ai medici in rete o in gruppo, la cooperativa potrà fornire i supporti necessari ( personale sanitario, dotazioni strumentali ecc) 3) La società di servizio, anche cooperativa, in quanto soggetto dotato di personalità giuridica può impegnare i propri soci a fornire, nell ambito dei compiti e mansioni derivanti dalla titolarità convenzionale, allo svolgimento di attività professionali aggiuntive o erogate con modalità diverse. Eventuali altre attività svolte dai medici soci della cooperativa dovranno essere preventivamente approvate in sede di Comitato Aziendale. 4) La società di servizi anche cooperativa, può fornire beni e/o servizi alle aziende USL nel rispetto nella normativa vigente. I beni e/o servizi oggetto della fornitura non dovranno in ogni caso determinare delle condizioni di incompatibilità, a termini convenzionali, per i medici stessi. 5) Laddove la cooperativa sia organizzata territorialmente in forme di medicina in rete o di gruppo, coerenti con l organizzazione del Nucleo di Cure Primarie, i medici di medicina generale soci della stessa hanno gli stessi diritti e doveri previsti nel presente accordo per la medicina di rete e di gruppo. 6) Il verificarsi di attività sanitarie complesse (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta,medici di continuità assistenziale, collaboratori ed infermieri di studio, servizio CUP e prelievi, infermieri e specialisti SSN) all interno di strutture con polistudi, fornite e/o gestite da società di servizi anche cooperativa riconosciuta ex comma 3 b per i medici o per i Nuclei di Cure Primarie e limitate a prestazioni previste da accordi locali od approvate 20
Allegato A. Premessa. Il sistema sanitario della Regione Emilia-Romagna
Allegato A Accordo Regionale in attuazione dell ACN reso esecutivo in data 23 Marzo 2005, mediante Intesa nella Conferenza Stato Regioni, per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale.
Accordo Regionale in attuazione dell ACN reso esecutivo in data 23 Marzo 2005, mediante Intesa nella Conferenza Stato Regioni, per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale - periodo
Proposte della FIMP Campania per il nuovo ACR
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CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA (ARTT. 37 del D.Lgs. n. 368/1999 e successive modifiche)
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