Source: https://www.testo-unico-sicurezza.com/d-lgs-231-resposanbilita-ammistrative.html
Timestamp: 2020-01-26 00:48:13+00:00
Document Index: 114406691

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D.Lgs.231 Resposanbilità ammistrative
Capo I - RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELL'ENTE
1. L'ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto che secondo una legge posteriore non costituisce più reato o in relazione al quale non é più prevista la responsabilità amministrativa dell'ente, e, se vi é stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti giuridici.
2. Se la legge del tempo in cui é stato commesso l'illecito e le successive sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli, salvo che sia intervenuta pronuncia irrevocabile.
1. Nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale, gli enti aventi nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche in relazione ai reati commessi all'estero, purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui é stato commesso il fatto.
2. Nei casi in cui la legge prevede che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della giustizia, si procede contro l'ente solo se la richiesta é formulata anche nei confronti di quest'ultimo.
1. L'ente é responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
1. Se il reato é stato commesso dalle persone indicate nell'articolo 5, comma 1, lettera a), l'ente non risponde se prova che:
b) il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento é stato affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
d) non vi é stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di cui alla lettera b).
5. É comunque disposta la confisca del profitto che l'ente ha tratto dal reato, anche nella forma per equivalente.
1. Nel caso previsto dall'articolo 5, comma 1, lettera b), l'ente é responsabile se la commissione del reato é stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza.
2. In ogni caso, é esclusa l'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza se l'ente, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
a) l'autore del reato non é stato identificato o non é imputabile;
2. Salvo che la legge disponga diversamente, non si procede nei confronti dell'ente quando é concessa amnistia per un reato in relazione al quale é prevista la sua responsabilità e l'imputato ha rinunciato alla sua applicazione.
4. Non é ammesso il pagamento in misura ridotta.
2. L'importo della quota é fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente allo scopo di assicurare l'efficacia della sanzione.
3. Nei casi previsti dall'articolo 12, comma 1, l'importo della quota é sempre di lire duecentomila.
1. La sanzione pecuniaria é ridotta della metà e non può comunque essere superiore a lire duecento milioni se:
b) il danno patrimoniale cagionato é di particolare tenuità;
2. La sanzione é ridotta da un terzo alla metà se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado:
a) l'ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si é comunque efficacemente adoperato in tal senso;
b) é stato adottato e reso operativo un modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
3. Nel caso in cui concorrono entrambe le condizioni previste dalle lettere del precedente comma, la sanzione é ridotta dalla metà ai due terzi.
a) l'ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità e il reato é stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all'altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato é stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative;
b) l'interruzione dell'attività dell'ente può provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui é situato, rilevanti ripercussioni sull'occupazione.
2. Con la sentenza che dispone la prosecuzione dell'attività, il giudice indica i compiti ed i poteri del commissario, tenendo conto della specifica attività in cui é stato posto in essere l'illecito da parte dell'ente.
2. Il giudice può applicare all'ente, in via definitiva, la sanzione del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione ovvero del divieto di pubblicizzare beni o servizi quando é già stato condannato alla stessa sanzione almeno tre volte negli ultimi sette anni.
3. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione di reati in relazione ai quali é prevista la sua responsabilità é sempre disposta l'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività e non si applicano le disposizioni previste dall'articolo 17.
2. La sentenza é pubblicata una sola volta, per estratto o per intero, in uno o più giornali indicati dal giudice nella sentenza nonché mediante affissione nel comune ove l'ente ha la sede principale.
3. La pubblicazione della sentenza é eseguita, a cura della cancelleria del giudice, a spese dell'ente.
1. Nei confronti dell'ente é sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede.
2. Quando non é possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato.
1. Quando l'ente é responsabile in relazione ad una pluralità di reati commessi con una unica azione od omissione ovvero commessi nello svolgimento di una medesima attività e prima che per uno di essi sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva, si applica la sanzione pecuniaria prevista per l'illecito più grave aumentata fino al triplo. Per effetto di detto aumento, l'ammontare della sanzione pecuniaria non può comunque essere superiore alla somma delle sanzioni applicabili per ciascun illecito.
4. Se l'interruzione é avvenuta mediante la contestazione dell'illecito amministrativo dipendente da reato, la prescrizione non corre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio.
1. Chiunque, nello svolgimento dell'attività dell'ente a cui é stata applicata una sanzione o una misura cautelare interdittiva trasgredisce agli obblighi o ai divieti inerenti a tali sanzioni o misure, é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
2. Nel caso di cui al comma 1, nei confronti dell'ente nell'interesse o a vantaggio del quale il reato é stato commesso, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da duecento e seicento quote e la confisca del profitto, a norma dell'articolo 19.
SEZIONE III - Responsabilità amministrativa per reati previsti dal codice penale
2. Se, in seguito alla commissione dei delitti di cui al comma 1, l'ente ha conseguito un profitto di rilevante entità o é derivato un danno di particolare gravità; si applica la sanzione pecuniaria da duecento a seicento quote.
Capo II - RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE E VICENDE MODIFICATIVE DELL'ENTE
SEZIONE I - Responsabilità patrimoniale dell'ente
2. Gli enti beneficiari della scissione, sia totale che parziale, sono solidalmente obbligati al pagamento delle sanzioni pecuniarie dovute dall'ente scisso per i reati commessi anteriormente alla data dalla quale la scissione ha avuto effetto. L'obbligo é limitato al valore effettivo del patrimonio netto trasferito al singolo ente, salvo che si tratti di ente al quale é stato trasferito, anche in parte il ramo di attività nell'ambito del quale é stato commesso il reato.
3. Le sanzioni interdittive relative ai reati indicati nel comma 2, si applicano agli enti cui é rimasto o é stato trasferito, anche in parte, il ramo di attività nell'ambito del quale il reato é stato commesso.
1. Se la fusione o la scissione é avvenuta prima della conclusione del giudizio, il giudice, nella commisurazione della sanzione pecuniaria a norma dell'articolo 11, comma 2, tiene conto delle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente originariamente responsabile.
2. Salvo quanto previsto dall'articolo 17, l'ente risultante dalla fusione e l'ente al quale, nel caso di scissione, é applicabile la sanzione interdittiva possono chiedere al giudice la sostituzione della medesima con la sanzione pecuniaria, qualora, a seguito della fusione o della scissione, si sia realizzata la condizione prevista dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 17, e ricorrano le ulteriori condizioni di cui alle lettere a) e c) del medesimo articolo.
3. Rispetto agli enti beneficiari della scissione, la reiterazione può essere ritenuta, a norma dei commi 1 e 2, solo se ad essi é stato trasferito, anche in parte, il ramo di attività nell'ambito del quale é stato commesso il reato per cui é stata pronunciata condanna nei confronti dell'ente scisso.
1. Nel caso di cessione dell'azienda nella cui attività é stato commesso il reato, il cessionario é solidalmente obbligato, salvo il beneficio della preventiva escussione dell'ente cedente e nei limiti del valore dell'azienda, al pagamento della sanzione pecuniaria.
2. L'obbligazione del cessionario é limitata alle sanzioni pecuniarie che risultano dai libri contabili obbligatori, ovvero dovute per illeciti amministrativi dei quali egli era comunque a conoscenza.
1. Il procedimento per l'illecito amministrativo dell'ente é riunito al procedimento penale instaurato nei confronti dell'autore del reato da cui l'illecito dipende.
a) é stata ordinata la sospensione del procedimento ai sensi dell'articolo 71 del codice di procedura penale;
b) il procedimento é stato definito con il giudizio abbreviato o con l'applicazione della pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, ovvero é stato emesso il decreto penale di condanna;
Art. 39.Rappresentanza dell'ente
3. La procura, conferita nelle forme previste dall'articolo 100, comma 1, del codice di procedura penale, é depositata nella segreteria del pubblico ministero o nella cancelleria del giudice ovvero é presentata in udienza unitamente alla dichiarazione di cui al comma 2.
1. L'ente che non ha nominato un difensore di fiducia o ne é rimasto privo é assistito da un difensore di ufficio.
1. L'ente che non si costituisce nel processo é dichiarato contumace.
4. Se non é possibile eseguire le notificazioni nei modi previsti dai commi precedenti, l'autorità giudiziaria dispone nuove ricerche. Qualora le ricerche non diano esito positivo, il giudice, su richiesta del pubblico ministero, sospende il procedimento.
Art. 45 Applicazione delle misure cautelari
2. Se la richiesta di applicazione della misura cautelare é presentata fuori udienza, il giudice fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso al pubblico ministero, all'ente e ai difensori. L'ente e i difensori sono altresi' avvisati che, presso la cancelleria del giudice, possono esaminare la richiesta dal pubblico ministero e gli elementi sui quali la stessa si fonda.
2. La cauzione consiste nel deposito presso la Cassa delle ammende di una somma di denaro che non può comunque essere inferiore alla metà della sanzione pecuniaria minima prevista per l'illecito per cui si procede. In luogo del deposito, é ammessa la prestazione di una garanzia mediante ipoteca o fideiussione solidale.
3. Nel caso di mancata, incompleta o inefficace esecuzione delle attività nel termine fissato, la misura cautelare viene ripristinata e la somma depositata o per la quale é stata data garanzia é devoluta alla Cassa delle ammende.
4. La durata delle misure cautelari é computata nella durata delle sanzioni applicate in via definitiva.
1. Il giudice può disporre il sequestro delle cose di cui é consentita la confisca a norma dell'articolo 19. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 321, commi 3, 3-bis e 3-ter, 322, 322-bis e 323 del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
1. Se vi é fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della sanzione pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all'erario dello Stato, il pubblico ministero, in ogni stato e grado del processo di merito, chiede il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili dell'ente o delle somme o cose allo stesso dovute. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 316, comma 4, 317, 318, 319 e 320 del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
2. L'annotazione di cui al comma 1 é comunicata all'ente o al suo difensore che ne faccia richiesta negli stessi limiti in cui é consentita la comunicazione delle iscrizioni della notizia di reato alla persona alla quale il reato é attribuito.
1. Quando non dispone l'archiviazione, il pubblico ministero contesta all'ente l'illecito amministrativo dipendente dal reato. La contestazione dell'illecito é contenuta in uno degli atti indicati dall'articolo 405, comma 1, del codice di procedura penale.
1. Non può procedersi alla contestazione di cui all'articolo 59 quando il reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell'ente é estinto per prescrizione.
3. La riduzione di cui all'articolo 442, comma 2, del codice di procedura penale é operata sulla durata della sanzione interdittiva e sull'ammontare della sanzione pecuniaria.
4. In ogni caso, il giudizio abbreviato non é ammesso quando per l'illecito amministrativo é prevista l'applicazione di una sanzione interdittiva in via definitiva.
1. L'applicazione all'ente della sanzione su richiesta é ammessa se il giudizio nei confronti dell'imputato é definito ovvero definibile a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale nonché in tutti i casi in cui per l'illecito amministrativo é prevista la sola sanzione pecuniaria. Si osservano le disposizioni di cui al titolo II del libro sesto del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
2. Nei casi in cui é applicabile la sanzione su richiesta, la riduzione di cui all'articolo 444, comma 1, del codice di procedura penale é operata sulla durata della sanzione interdittiva e sull'ammontare della sanzione pecuniaria.
1. Se l'illecito amministrativo contestato all'ente non sussiste, il giudice lo dichiara con sentenza, indicandone la causa nel dispositivo. Allo stesso modo procede quando manca, é insufficiente o é contraddittoria la prova dell'illecito amministrativo.
1. Il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere nei casi previsti dall'articolo 60 e quando la sanzione é estinta per prescrizione.
1. Nel caso di trasformazione, fusione o scissione dell'ente responsabile, il giudice dà atto nel dispositivo che la sentenza é pronunciata nei confronti degli enti risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero beneficiari della scissione, indicando l'ente originariamente responsabile.
2. Contro la sentenza che applica una o più sanzioni interdittive, l'ente può sempre proporre appello anche se questo non é ammesso per l'imputato del reato dal quale dipende l'illecito amministrativo.
1. Competente a conoscere dell'esecuzione delle sanzioni amministrative dipendenti da reato é il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale.
2. Il giudice indicato nel comma 1 é pure competente per i provvedimenti relativi:
4. Quando é applicata l'interdizione dall'esercizio dell'attività, il giudice, su richiesta dell'ente, può autorizzare il compimento di atti di gestione ordinaria che non comportino la prosecuzione dell'attività interdetta. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale.
1. La pubblicazione della sentenza di condanna é eseguita a spese dell'ente nei cui confronti é stata applicata la sanzione. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 694, commi 2, 3 e 4, del codice di procedura penale.
1. L'estratto della sentenza che ha disposto l'applicazione di una sanzione interdittiva é notificata all'ente a cura del pubblico ministero.
2. La richiesta é presentata al giudice dell'esecuzione e deve contenere la documentazione attestante l'avvenuta esecuzione degli adempimenti di cui all'articolo 17.
3. Entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, il giudice fissa l'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso alle parti e ai difensori; se la richiesta non appare manifestamente infondata, il giudice può sospendere l'esecuzione della sanzione. La sospensione é disposta con decreto motivato revocabile.
1. Quando deve essere eseguita la sentenza che dispone la prosecuzione dell'attività dell'ente ai sensi dell'articolo 15, la nomina del commissario giudiziale é richiesta dal pubblico ministero al giudice dell'esecuzione, il quale vi provvede senza formalità.
2. Il commissario riferisce ogni tre mesi al giudice dell'esecuzione e al pubblico ministero sull'andamento della gestione e, terminato l'incarico, trasmette al giudice una relazione sull'attività svolta nella quale rende conto della gestione, indicando altresi' l'entità del profitto da sottoporre a confisca e le modalità con le quali sono stati attuati i modelli organizzativi.
1. Presso il casellario giudiziale centrale é istituita l'anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative di cui al capo II.
3. Le iscrizioni dell'anagrafe sono eliminate trascorsi cinque anni dal giorno in cui hanno avuto esecuzione se é stata applicata la sanzione pecuniaria o dieci anni se é stata applicata una sanzione diversa sempre che nei periodi indicati non é stato commesso un ulteriore illecito amministrativo.
1. Ogni organo avente giurisdizione, ai sensi del presente decreto legislativo, in ordine all'illecito amministrativo dipendente da reato ha diritto di ottenere, per ragioni di giustizia, il certificato di tutte le iscrizioni esistenti nei confronti dell'ente. Uguale diritto appartiene a tutte le pubbliche amministrazioni e agli enti incaricati di pubblici servizi quando il certificato é necessario per provvedere ad un atto delle loro funzioni, in relazione all'ente cui il certificato stesso si riferisce.
1. Sulle questioni relative alle iscrizioni e ai certificati dell'anagrafe é competente il tribunale di Roma, che decide in composizione monocratica osservando le disposizioni di cui all'articolo 78.
Capo IV DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE E DI COORDINAMENTO
2. Se, in conseguenza dell'illecito, all'ente é stata già applicata una sanzione amministrativa di contenuto identico o analogo a quella interdittiva prevista dal presente decreto legislativo, la durata della sanzione già sofferta é computata ai fini della determinazione della durata della sanzione amministrativa dipendente da reato.