Source: http://www.emiliocurci.net/home/bacheca
Timestamp: 2017-11-21 21:03:16+00:00
Document Index: 101071426

Matched Legal Cases: ['art. 624', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 606', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 591', 'sentenza ', 'art. 606', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 346', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 2635', 'art. 2635', 'art. 2635', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 19', 'art. 603', 'art. 139']

Bacheca - emiliocurci.net - portale di informazione, consulenza e assistenza legale dello studio dell'Avvocato Emilio Curci
Avv. Antonia Genovese
Curci&Genovese avvocati in rete
Lo spazio delle ultime novità e degli aggiornamenti normativi
In questa pagina vengono periodicamente inseriti aggiornamenti relativi a novità normative o, comunque, inerenti il mondo del diritto che sono ritenute di particolare rilevanza dai nostri autori.
Per ogni aggiornamento vengono pubblicati, se disponibili, i testi normativi ufficiali di riferimento o i link attraverso i quali accedervi tramite siti esterni.
Per ricevere in tempo reale le ultime novità pubblicate è possibile iscriversi ai post attraverso l'apposito pulsante posto in basso "Iscriviti ai post".
In vigore la nuova legge sulla concorrenza: sintesi delle novità più rilevanti
pubblicato 07 set 2017, 13:50 da Emilio Curci [ aggiornato in data 07 set 2017, 13:51 ]
In data 29 agosto 2017 è entrata in vigore la legge n. 124/2017 rubricata come "legge annuale per il mercato e la concorrenza".
La norma si compone di un unico articolo ripartito in ben 192 commi e dispone l'immediata entrata in vigore di alcune disposizioni, rinviandone la maggior partie a 90 giorni o anche oltre.
Tra quelle di immediata operatività segnaliamo le seguenti:
- cessazione del monopolio di Poste italiane per l'invio di multe e/o la notifica di atti giudiziari (dal 10 settembre);
- obbligo di preventivo per i professionisti;
- possibilità per le società di avvocati di essere composte anche da società di capitali o da altri professionisti (per almeno 2/3);
- aumento del numero dei notai ed obbligo per gli stessi di aprire un conto corrente su cui depositare le somme che i clienti versano a titolo di imposta o, a richiesta di una delle parti, il prezzo pattuito per il tasferimento di diritti reali su beni immobili;
- possibilità per le società di capitali di entrare nella titolarità delle farmacie private;
-possibilità di recedere da un contratto di telecomunicazioni nello stesso modo in cui lo si è stipulato e a costi ridotti (proporzionati al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta) che vanno comunicati ote al consumatore prima della sottoscrizione del contratto;
Per il resto la norma interviene con le seguenti misure.
Prevista una riduzione dei costi delle polizze auto stabilendo una riduzione del premio per gli automobilisti che accettano di far verificare il veicolo preventivamente dalla Compagnia ovvero di installare la scatola nera o dispositivi elettronici che impediscono l’avvio del motore in caso di un tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti stabiliti dalla legge.
Nel caso di incidenti senza danni alle persone, inoltre, l'identificazione di eventuali testimoni deve risultare dalla denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell'impresa di assicurazione ed i relativi nomi testimoni dovranno anche essere inseriti nella banca dati dei sinistri.
Tariffe per contattare i call center di banche e carte di credito
Previste novità anche per le tariffe per i servizi telefonici a pagamento con numerazioni speciali Il relativo l’importo dovrà, infatti, essere scalato solo dopo che un operatore avrà risposto, senza mettere in conto anche il tempo di attesa.
Nello specifico, invece, i servizi di assistenza telefonici di banche, assicurazionie e società di carte di credito dovranno essere addebitati con l a tariffa ordinaria urbana anche in caso di chiamata tramite cellulare.
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge Orlando con le modifiche ai Codici Penale e di Procedura Penale
pubblicato 02 ago 2017, 09:27 da Emilio Curci
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4.07.2017 è stata pubblicata la legge n. 103 del 23.06.2017 (c.d. legge "Orlando") che contiene importanti modifiche al Codice Penale e di Procedura Penale.
Il provvedimento, con alcune eccezioni di seguito meglio specificate entrerà in vigore, decorsi 30 giorni dalla sua pubblicazione e, dunque, il giorno 4 agosto 2017.
Rimandando alla lettura integrale del provvedimento segnaliamo le novità più interessanti della riforma
Nuova causa di estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie da parte dell'imputato
La legge prevede che, soltanto nelle ipotesi dei reati perseguibili a querela di parte (rimanendo perciò esclusi quelli perseguibili di ufficio) il giudice può dichiarare l’estinzione del reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l'imputato ha riparato interamente il danno con le restituzioni o il risarcimento e ha eliminato, ove possibile le conseguenze dannose o pericolose del reato;
Sanzioni più elevate per alcuni reati contro il patrimonio
Vengono aumentati i limiti edittali delle pene detentive e pecuniarie per i reati di cui all'art. 624 bis C.P. (furto aggravato: reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 927 a euro 1.500) e 628 C.P. (rapina: reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da euro 927 a euro 2.500).
Solo per i reati commessi dopo l'entrata in vigore della legge vengono apportate le seguenti modifiche:
- la decorrenza dei termini di prescrizione per alcuni reati in danno di soggetti minorenni (maltrattamenti in famiglia, tratta di persone, sfruttamento sessuale, violenza sessuale) parte al compimento del diciottesimo anno di età della vittima, salvo che l'azione penale non sia stata esercitata in precedenza (in tal caso, invece, caso il termine di prescrizione comincia a decorrere dall'acquisizione della notizia di reato);
- quanto alla sospensione della prescrizione viene introdotta una nuova ipotesi nel caso di sentenza di condanna in primo grado. In tal caso, infatti, il termine resta sospeso fino al deposito della sentenza di appello, e comunque, per un tempo non superiore a 1 anno e 6 mesi. A seguito dellaì sentenza di condanna in appello, il termine resta sospeso fino alla pronuncia della sentenza definitiva e comunque per un tempo non superiore ad un altro anno e 6 mesi.
Se l'imputato viene, invece, assolto in secondo grado, ovvero viene annullata la sentenza di condanna nella parte relativa all'accertamento della responsabilità o di dichiarazione di nullità della decisione, con conseguente restituzione degli atti al giudice ai sensi dell'articolo 604 c.p.p., i periodi di sospensione di un anno e sei mesi (per il giudizio d'appello) e di un anno e sei mesi (per il giudizio di Cassazione) vengano ricalcolati ai fini del calcolo del termine di prescrizione.
- a seguito della riforma anche l'interrogatorio reso dinanzi alla polizia giudiziaria su delega del P.M. determina l'interruzione del corso della prescrizione.
L'interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato, mentre la sospensione si applica soltanto per gli imputati nei cui confronti si sta procedendo con l'azione penale.
Incapacità dell'imputato
Se a seguito degli accertamenti svolti, risulta che lo stato mentale dell'imputato è tale da impedire la cosciente partecipazione al processo in modo irreversibile, il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere (fatta salva la possibilità di applicare, ove possibile, una misura di sicurezza diversa dalla confisca).
In caso di elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, deve essere comunicato all'autorità procedente, insieme alla dichiarazione di elezione, anche l'assenso del difensore domiciliatario.
Con la nuova disciplina la persona offesa potrà chiedere informazioni sullo stato del procedimento penale nel quale ha presentato la denuncia o la querela, decorsi 6 mesi dalla denuncia, ma le relative informazioni potranno essere fornite soltanto se ciò non pregiudichi il segreto istruttorio.
Alla scadenza del termine di durata massima delle indagini preliminari il Pubblico Ministero dovrà decidere entro tre mesi se chiedere l'archiviazione o esercitare l'azione penale. In difetto l'indagine sarà avocata dal procuratore generale presso la corte d'appello.
E' stato anche inserito un nuovo termine di 20 giorni (precedentemente era 10) concesso alla persona offesa per opporsi alla richiesta di archiviazione e chiedere la prosecuzione delle indagini.
Per quanto riguarda l'archiviazione, nel caso in cui il GIP non accolga la richiesta di archiviazione, dovrà fissare, entro tre mesi, la data dell'udienza in camera di consiglio.
Successivamente all'udienza dovrà provvedere sulle richieste entro il termine di tre mesi nel caso in cui non ritenga necessarie ulteriori indagini.
Nuova disciplina anche per la nullità del provvedimento di archiviazione. Il decreto di archiviazione è, infatti, nullo nei seguenti casi:
- se emesso in mancanza dell'avviso alla persona offesa;
- se emesso prima della scadenza del termine entro cui la parte offesa può prendere visione degli atti;
- se emesso prima della presentazione dell'atto di opposizione.
In tali casi la nullità deve essere eccepita dall'interessato entro 15 giorni con reclamo dinanzi al tribunale in composizione monocratica che, in caso di accoglimento, ordina la restituzione degli atti al giudice che ha emesso il provvedimento.
In caso di sentenza di non luogo a procedere resa in sede GUP la stessa è impugnabile in appello e non più soltanto in Cassazione alla quale può successivamente ricorrere sia l'imputato che il Procuratore Generale per i soli motivi di cui alle lettere a), b) e c) dell'art. 606 c.p.p.;
In caso di giudizio abbreviato se la richiesta dell'imputato è presentata subito dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice provvede soltanto dopo che sia decorso l'eventuale termine (al massimo 60 giorni) chiesto dal P.M. per lo svolgimento di indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tale ipotesi l'imputato potrà revocare la richiesta di giudizio abbreviato;
la richiesta di giudizio abbreviato in udienza preliminare comporta la sanatoria delle eventuali nullità (relative e non assolute) e la preclusione a sollevare questioni sulla competenza territoriale del giudice.
Nel caso in cui la richiesta di rito abbreviato sia subordinata ad integrazione probatoria che venga poi negata dal giudice, l'imputato può chiedere che il processo sia in ogni caso definito all'udienza preliminare ovvero chiedere il patteggiamento.
Rilevanti le novità in materia di riduzione di pena. Infatti se il rito abbreviato riguarda un delitto (come per la disciplina previgente) è possibile beneficiare della riduzione della pena di un terzo, mentre se trattasi di contravvenzione la pena viene ridotta alla metà.
Riguardo al patteggiamento va segnalato che il ricorso per Cassazione da parte del P.M. e dell'imputato contro la sentenza che lo accoglie può essere presentato soltanto per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato (vizi della volontà), al difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, all'erronea qualificazione del fatto e alla illegalità della pena o delle misure di sicurezza applicate.
Ragguaglio tra pene detentive e pene pecuniarie.
Il valore di un giorno di pena detentiva è ridotto da 250 a 75 euro. Per il procedimento per decreto penale si prevede espressamente che il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma di euro 75 e non può superare di tre volte tale ammontare.
Alcune novità riguardano anche il regime delle impugnazioni.
L'impugnazione può essere, infatti, proposta personalmente dall'imputato (con eccezione del ricorso per Cassazione) ed il relativo atto deve specificatamente indicare, a pena d'inammissibilità, le prove delle quali si deduce l'inesistenza o l'omessa o erronea valutazione;
Viene prevista l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell'ammenda o con una pena alternativa;
Introdotta la possibilità della rinnovazione dell'istruzione dibattimentale quando l'appello è proposto dal P.M. contro la sentenza di proscioglimento e si basa sulle valutazioni della prova dichiarativa.
In caso di rigetto o inammissibilità della richiesta di rimessione, le parti private che l'hanno richiesta potranno essere condannate a pagare una somma eventualmente aumentata fino al doppio in ragione della causa di inammissibilità del richiesta di rimessione.
Prevista l'inammissibilità del ricorso: nei casi di inammissibilità previsti dall'art. 591 c.p.p., c.1, lett. a), b), c) e d).
Se il giudice d'appello conferma la sentenza di proscioglimento, il ricorso per cassazione è possibile solo per i vizi di cui all'art. 606, lettere a), b) e c) c.p.p.;
Come sopra indicato, a differenza della previgente normativa la parte non può provvedere personalmente alla presentazione del ricorso per Cassazione.
Partecipazione a distanza
La partecipazione al dibattimento a distanza diviene la norma nelle seguenti ipotesi:
- quando l'imputato si trova in carcere per uno dei delitti di cui agli artt. 51, comma 3- bis, e 407, c.2, lett. a) n. 4) c.p.p.;
- quando la persona è ammessa a misure di protezione.
La presenza fisica in udienza può comunque essere prevista dal giudice con decreto motivato, così come, fuori dalle ipotesi obbligatorie, la partecipazione a distanza, anche quando vi siano ragioni specifiche di sicurezza o quando il dibattimento sia particolarmente complesso o debba essere assunta la testimonianza di un soggetto sottoposto a reclusione.
Il Jobs act del lavoro autonomo è legge.
pubblicato 17 giu 2017, 07:52 da Emilio Curci [ aggiornato in data 17 giu 2017, 07:52 ]
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13.06.2017 la legge 22 maggio 2017 n. 81 recante "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato".
Il provvedimento è suddiviso in due parti ed ossia: una che contiene diverse disposizioni finalizzate a creare un sistema di maggior tutela per i lavoratori autonomi (che svolgono la loro attività in forma non imprenditoriale) ed un'altra che tende a favorire, nell'ambito dei rapporti di lavoro subordinato, alcune modalità più flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative.
Di seguito indichiamo alcuni dei punti più rilevanti del provvedimento:
Clausole contrattuali e termini di pagamento: sono da considerarsi inefficaci le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, di poter recedere da esso senza congruo preavviso, nonché le clausole mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a sessanta giorni
Prestazioni sociali: Al fine di rinforzare le prestazioni sociali già erogate in favore dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, il Governo viene delegato ad adottare (entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge) uno o più decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo: "abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, ad attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che hanno subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie".
Prestazione di disoccupazione mensile: a far data dall'1 luglio 2017 detto trattamento viene riconosciuto oltre che ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data.
Congedo parentale: a decorrere dal 1 gennaio 2017, viene riconosciuto il diritto ad un trattamento economico per congedo parentale, per un periodo massimo di sei mesi entri i primi tre anni di vita del bambino, alle lavoratrici e ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, tenuti al versamento della contribuzione maggiorata.
Deducibilità delle spese per aggiornamento professionale: viene prevista la deducibilità integrale delle spese per l'iscrizione a master, corsi di formazione, nonchè spese di iscrizione a convegni e congressi entro il limite annuo di 10.000 euro
Sicurezza del lavoro presso gli studi professionali: Il Governo è delegato ad adottare (entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge), uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali.
Tutela della maternità e della paternità: all'articolo 64 del testo unico sulla tutela e sostegno della maternità e della paternità viene aggiunto il seguente periodo: “a prescindere, per quanto concerne l'indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi, dalla effettiva astensione dall'attività lavorativa”. Tale previsione viene introdotta al fine di venire incontro alle esigenze delle lavoratrici autonome, costrette, nei periodi di astensione obbligatoria, a non emettere fattura per evitare la perdita dell'indennità di maternità.
Gravidanza, malattia e infortunio del lavoratore autonomo: la legge prevede che in queste ipotesi i lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non determinino l'estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.
Smart working: Il capo II della Legge è dedicato al lavoro agile, o "smart working", inteso come particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, che si caratterizza per a flessibilità degli orari, delle sedi di lavoro per una maggiore utilizzazione degli strumenti informatici, nonché per l'assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti anche al di fuori dei locali aziendali.
La prestazione lavorativa, precisa la norma, può essere eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
In ogni caso tale forma di lavoro dovrà essere stipulata sempre in forma scritta.
In ogni caso il trattamento economico e normativo non potrà inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi nazionali e aziendali, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda.
Dal 6 maggio in vigore le nuove disposizioni sui minori stranieri non accompagnati
pubblicato 23 mag 2017, 01:54 da Emilio Curci [ aggiornato in data 23 mag 2017, 01:59 ]
In data 6 maggio 2017 è entrata in vigore la legge n. 47/2017, in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, in seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2017.
La nuova normativa introduce importanti novità rispetto alle previgenti disposizioni per le quali, erano state evidenziate diverse criticità dalla commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza.
La legge si applica indifferentemente tanto ai minori non accompagnati che siano cittadini di paesi dell’Unione europea che a quelli extracomunitari offrendo diverse forme di tutela. Secondo la definizione normativa, infatti, per minore straniero non accompagnato si intende "il minorenne non avente cittadinanza italiana o europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da arte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano".
In caso di dubbio sull'età la norma dispone che la Procura della repubblica presso il tribunale per i minorenni possa “disporre esami socio sanitari volti all'accertamento della stessa”.
Accertata la minore età il soggetto non accompagnato non può essere “respinto alla frontiera” , nè può esserne disposta l'espulsione (art. 3) ovvero, il “rimpatrio assistito o volontario”, se non con provvedimento adottato dal tribunale per i minorenni, ove “il ricongiungimento con i suoi familiari corrisponda all'interesse del minore, sentito il minore, il tutore, considerati i risultati delle indagini familiari e la relazione dei servizi sociali competenti” (art. 8 ).
Poi su richiesta del minore stesso può anche essere rilasciato un permesso di soggiorno, “anche prima della nomina del tutore ai sensi dell'art. 346 c.c.” (art. 10 della l. n. 47) e su richiesta del responsabile della struttura di prima accoglienza (art. 14) può essere anche disposta l'iscrizione al servizio sanitario nazionale e agli istituti scolastici. Inoltre il minorenne non accompagnato ha diritto all'assistenza psicologica in ogni stato e grado del procedimento” (attraverso associazioni specificamente competenti ed esperte in materia), nonchè "di partecipare per mezzo di un suo rappresentante legale a tutti i procedimenti giurisdizionali e amministrativi che lo riguardano e di essere ascoltato in merito” (art. 15), avvalendosi, inoltre del beneficio del patrocinio a spese dello Stato (art. 16).
Al fine di aumentare il numero di soggetti che possano svolgere funzioni tutelari (prima della riforma affidate ai sindaci) la nuova legge prevede l'istituzione nei novanta giorni successivi alla data di entrata in vigore, presso i tribunali per i minorenni, di “un elenco di tutori volontari a cui possono essere iscritti privati cittadini, selezionati ed adeguatamente formati, da parte dei garanti per l'infanzia e l'adolescenza, disponibili ad assumere la tutela di un minore straniero nona accompagnato”.
Va segnalato, inoltre, che la permanenza massima nelle strutture di prima accoglienza viene ridotta da 60 giorni a 30 e quindi il minore dovrà essere accolto in maniera stabile in spazi appositamente strutturati.
In Gazzetta Ufficiale le nuove norme sulla corruzione tra privati
pubblicato 03 apr 2017, 13:49 da Emilio Curci [ aggiornato in data 03 apr 2017, 13:52 ]
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30.03.2017 è stato pubblicato il decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 38, recante “Attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato”.
Il provvedimento entrerà in vigore, decorsi 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e prevede le seguenti novità normative:
- modifica dell'art. 2635 C.C. (reato di corruzione tra privati);
- introduzione dell'art. 2635 bis C.C. (istigazione alla corruzione);
- modifica delle sanzioni di cui al d.lgs. n. 231/2001 in materia di responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Testo del nuovo articolo 2635
«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, di societa' o enti privati che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per se' o per altri, denaro o altra utilita' non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedelta', sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. Si applica la stessa pena se il fatto e' commesso da chi nell'ambito organizzativo della societa' o dell'ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui al precedente periodo.
2. Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma.
3. Chi, anche per interposta persona, offre, promette o da' denaro o altra utilita' non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma, e' punito con le pene ivi previste.
4. Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell'Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni.
5. Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi.
6. Fermo quanto previsto dall'articolo 2641, la misura della confisca per valore equivalente non può essere inferiore al valore delle utilita' date, promesse o offerte.
In sostanza pur restando invariata la quantificazione della pena (da 1 a 3 anni) viene modificata la condotta del reato, in quanto a differenza della previgente fattispecie nella quale era punito il compimento o l'omissione di atti (in violazione di obblighi di ufficio), dietro promessa o pagamento di denaro, nella nuova versione la condotta punita è quella finalizzata sollecitare o ricevere, anche per interposta persona, per se' o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o accettarne la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà.
Nuovo articolo 2635 bis C.C.
«Art. 2635-bis (Istigazione alla corruzione tra privati). - Chiunque offre o promette denaro o altra utilita' non dovuti agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di societa' o enti privati, nonche' a chi svolge in essi un'attivita' lavorativa con l'esercizio di funzioni direttive, affinche' compia od ometta un atto in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio o degli obblighi di fedelta', soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma dell'articolo 2635, ridotta di un terzo.
La pena di cui al primo comma si applica agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di societa' o enti privati, nonche' a chi svolge in essi attivita' lavorativa con l'esercizio di funzioni direttive, che sollecitano per se' o per altri, anche per interposta persona, una promessa o dazione di denaro o di altra utilita', per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedelta', qualora la sollecitazione non sia accettata.
Si procede a querela della persona offesa.».
In sostanza la nuova norma punisce l'offerta la promessa di denaro (o altra utilità) non dovuta a soggetti aventi funzioni direttive in enti privati per compiere un'azione o un omissione in violazione dei loro obblighi quando la l'offerta o la promessa non sia accettata (comma 1) ovvero la sollecitazione per se' o per altri, anche per interposta persona, di una promessa o dazione di denaro o di altra utilita', per compiere o per omettere un atto in violazione dei loro obblighi, qualora la sollecitazione non sia accettata (comma 2).
In ambedue i casi si applicano le pene previste per la corruzione tra privati, ridotte di un terzo.
Il nuovo articolo 2635 ter introduce poi delle pene accessorie consistenti nell'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese nei confronti di chi abbia già riportato una precedente condanna per il medesimo reato o per l'istigazione di cui al comma 2 dell'art. 2635-bis.
Modificate, infine, anche le sanzioni previste dal dlgs 231/2001 in tema di responsabilità degli enti per illeciti da reato:
- per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell'articolo 2635, si applica la sanzione pecuniaria da 400 a 600 quote (anziché da 200 a 400);
- per l'istigazione alla corruzione da 200 a 400 quote.
Coniuge in stato di bisogno: pubblicato il decreto attuativo che rende operativo il fondo di solidarietà
pubblicato 20 gen 2017, 13:15 da Emilio Curci [ aggiornato in data 27 mar 2017, 02:15 ]
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 11 del 14 gennaio 2017 il decreto 15 dicembre 2017 del Ministero della Giustizia di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il quale sono stati individuati i Tribunali nazionali presso i quali avviare la sperimentazione del Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, nonché la previsione delle modalità per la corresponsione delle somme e per la riassegnazione al Fondo delle somme recuperate ai sensi dell’articolo 1, comma 416, della legge n. 208 del 2015 (c.d. legge di stabilità 2016).
Tale fondo era stato già istituito, in via sperimentale, dalla legge di stabilità 2016, ma sino ad oggi, in mancanza del detto decreto attuativo, di fatto non aveva potuto erogare alcuna somma.
Nel provvedimento ministeriale vengono innanzitutto individuati i Tribunali, situati nei capoluoghi dei distretti sede di corte d'appello, presso i quali avviare la sperimentazione del "Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno"
Il fondo, seppur nei limiti della sua dotazione (250.000 euro per il 2016 e 500.000 euro per il 2017) ha lo scopo di tutelare il coniuge separato che si trovi appunto in stato di bisogno e cioè, come previsto dalla norma, che non sia in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, (oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave), conviventi, nelle ipotesi in cui questi non abbia ricevuto l’assegno di mantenimento di cui all’art. 156 del codice civile per inadempienza del coniuge che vi era obbligato.
Il coniuge che si trovi in tale situazione può adire il Tribunale del luogo ove risiede onde ottenere da parte dello Stato un’anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno stesso.
La relativa istanza dovrà essere redatta in conformità ad un modulo disponibile a partire dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta (e, dunque, a partire dal 14 febbraio), sul sito del Ministero della Giustizia nella sezione dedicata al fondo.
Secondo le indicazioni normative la domanda deve contenere, a pena di inammissibilità, oltre alle generalità, dati anagrafici e codice fiscale del richiedente:
- l'indicazione degli estremi del conto corrente bancario o postale e la misura dell'inadempimento del coniuge tenuto a versare il mantenimento (specificando che lo stesso è maturato in epoca successiva all'entrata in vigore della legge di stabilità);
- l'indicazione se il coniuge inadempiente percepisca redditi da lavoro dipendente e, nel caso affermativo, l'indicazione che il datore dei lavoro si è reso inadempiente all'obbligo di versamento diretto a favore del richiedente (ex art. 156, 6° comma, c.c.);
- l'indicazione che il valore dell'indicatore ISEE (o dell'ISEE corrente in corso di validità) è inferiore o uguale a 3mila euro;
- l'indirizzo di posta elettronica ordinaria o certificata dove l'interessato intende ricevere le comunicazioni;
- la dichiarazione di versare in condizione di occupazione o di disoccupazione (ex art. 19 d.lgs. n. 150/2015) e, in tale ultimo caso, di non aver rifiutato offerte di lavoro negli ultimi due anni.
All'istanza vanno allegati, sempre a pena di inammissibilità: un documento valido di identità del richiedente, una copia conforme del verbale di pignoramento mobiliare negativo ovvero della dichiarazione negativa del terzo pignorato relativamente alle procedure esecutive promosse nei confronti dell'ex coniuge inadempiente, la visura (rilasciata dalla conservatoria dei registri immobiliari delle province di nascita e residenza del coniuge inadempiente) da cui risulti l'impossidenza di beni immobili, l'originale (o la copia con formula esecutiva) del titolo sul quale è fondato il diritto al mantenimento.
Se la domanda viene ritenuta ammissibile, in presenza dei requisiti richiesti dalla legge, il Presidente del Tribunale (o un suo delegato) entro 30 giorni, la trasmette al Ministero della Giustizia autorizzando il pagamento delle somme dovute e non corrisposte dal coniuge inadempiente sul quale, dopo aver erogato il denaro, lo Stato si andrà direttamente a rivalere.
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di bilancio (ex stabilità) 2017
pubblicato 06 gen 2017, 07:24 da Emilio Curci [ aggiornato in data 27 mar 2017, 02:17 ]
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21.12.2016 la legge 11 dicembre 2016 n. 232, rubricata come "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019" che, a differenza del passato (quando veniva emanata una legge autonoma)
ricomprende anche la ex legge di stabilità.
Il provvedimento si articola sostanzialmente in due parti, la prima che svolge le medesime funzioni dell'ex disegno di legge di stabilità e la seconda che contiene la legge di bilancio vera e propria.
Rimandando ad una più approfondita lettura della norma riportiamo di seguito alcune delle novità più rilevanti.
- viene dato avvio al c.d. piano "Casa Italia" che prevede una serie di interventi di messa in sicurezza delle abitazioni, riqualificazione delle periferie e di prevenzione al dissesto idrogeologico;
- viene prorogato per un ulteriore anno l'incentivo del 50% sulle ristrutturazioni e di cinque anni quello del 65% (c.d. ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici)
- viene abolita Equitalia e le relative competenze vengono trasferite all'Agenzia delle Entrate
- viene istituito un fondo per il sostegno ai nuclei familiari;
- nasce l'APE e cioè la possibilità di ottenere un anticipo della pensione per chi ha versato 20 anni di contributi e voglia ritirarsi dal lavoro 3 anni prima del termine;
- il canone Rai viene ridotto, per l'anno 2017 a 90 euro;
- nasce l'esenzione dal pagamento per le tasse per gli studenti a basso reddito e vengono istituite nuove borse di studio per quelli più meritevoli;
- viene prorogato il sistema della c.d. "Voluntary disclosure" che consente di ottenere benefici per i soggetti che fanno emergere volontariamente l'esistenza di redditi o capitali non ancora tassati;
- introdotte modifiche alla legge fallimentare con possibilità di proporre per il debitore il pagamento parziale o rateale di crediti tributari, contributivi e Iva, in sede di concordato preventivo o accordo di ristrutturazione dei debiti;
In Gazzetta Ufficiale la legge anticaporalato
pubblicato 08 nov 2016, 09:31 da Emilio Curci [ aggiornato in data 27 mar 2017, 02:17 ]
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3.11.2016, la legge 29 ottobre 2016, n. 199, recante "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo"
In sintesi il provvedimento prevede le seguenti novità più rilevanti:
- riforma del reato di cui all'art. 603 bis c.p.c rubricato come "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" il quale prevede la pena della reclusione da 1 a 6 anni e della multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, nei confronti di chiunque:
1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l'attività di intermediazione di cui al n. 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
La norma precisa che costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti condizioni: reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, reiterata violazione della normativa relativa all'orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all'aspettativa obbligatoria, alle ferie, sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.
E' stata prevista anche un'attenuante nel caso di collaborazione del "caporale" con le autorità;
- introduzione della possibilità di adottare misure cautelari nei confronti dell'azienda agricola al cui interno viene commesso il reato;
- estensione alle vittime del caporalato della possibilità di attingere al fondo antitratta di cui alla legge n. 228/2003;
- previsione di un progressivo riallineamento delle retribuzioni dei lavoratori nel settore agricolo.
Danno biologico di lieve entità: fissati i nuovi importi per l'anno 2016
pubblicato 25 ago 2016, 10:18 da Emilio Curci [ aggiornato in data 27 mar 2017, 02:16 ]
Con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19 luglio 2016, pubblicato nella GU Serie Generale n.189 del 13 agosto 2016 sono stati aggiornati gli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, di cui all'art. 139 del Codice delle Assicurazioni (D.lgs. 209/2005), derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
Il provvedimento, come previsto dalla legge tiene conto dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2016 ed i nuovi importi, applicabili a partire da tale mese sono stati rideterminati nella seguente misura:
790,35 € per quanto riguarda l'importo relativo al valore del primo punto di invalidità;
46,10 € per quanto riguarda l'importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta.
Tra gli allegati la nuova tabella sviluppata tenendo conto dei valori aggiornati. Vi ricordiamo che sulla nostra pagina dedicata al danno biologico sono presenti una serie di risorse di calcolo ed una raccolta di giurisprudenza in tema.
| Allegati: tabella2016.pdf
Giudice di Pace: ripristinati 51 uffici dal 2 gennaio 2017
pubblicato 24 ago 2016, 00:30 da Emilio Curci [ aggiornato in data 27 mar 2017, 02:17 ]
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 2 agosto 2016 il Decreto del Ministero della Giustizia del 27 maggio 2016, rubricato come "Ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, ai sensi dell'articolo 2, comma 1-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, con legge 27 febbraio 2015, n. 11".
Il provvedimento prevede, infatti, che, a far data dal 2 gennaio 2017 saranno ripristinate 51 sedi di uffici del Giudice di Pace già soppresse in occasione del riordino della geografia giudiziaria disposto con il Decreti legislativi n. 155 e 156 del 2012.
Il provvedimento si inserisce nel contesto della disposizione prevista dalla richiamata normativa secondo cui era concesso agli enti locali di richiedere il mantenimento degli uffici già soppressi facendosi carico delle relative spese.
Secondo quanto stabilito dal decreto, dunque, dal 2017 saranno nuovamente operanti i seguenti uffici: Abbiategrasso, Acerra, Ali' Terme, Amalfi, Barrafranca, Belvedere Marittimo, Capaccio, Cariati, Castel di Sangro, Castelnuovo di Garfagnana, Cetraro, Corato, Corigliano Calabro, Dolo, Empoli, Ferentino, Filadelfia, Finale Emilia, Frattamaggiore, Gragnano, Grottaglie, Guardiagrele, Gubbio, Irsina, Lauro, Legnago, Legnano, Lungro, Macomer, Maddaloni, Molfetta, Montecorvino Rovella, Nicotera, Oriolo, Ortona, Osimo, Pavullo nel Frignano, Polizzi Generosa, Rometta, San Giovanni in Fiore, San Giovanni Rotondo, San Sosti, Sansepolcro, Segni, Siderno, Subiaco, Termoli, Tortoli', Tricarico, Venafro, Vizzini.
1-10 of 222