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Timestamp: 2020-02-17 10:32:36+00:00
Document Index: 70775431

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 120', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 411', 'art. 12', 'art. 1']

Commercio - Cooperative di consumo: CCNL, 12 ottobre 1976
Data firma: 12 ottobre 1976
Validità: 01.10.1976 - 30.06.1979
Parti: Federazione nazionale delle cooperative di consumo - Confederazione cooperative italiane, Associazione nazionale delle cooperative di consumo - Lega nazionale delle cooperative e mutue, Federazione nazionale delle cooperative di consumo - Associazione generale delle cooperative italiane e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uidatca-Uil e Uilcoc-Uil
Settori: Commercio, Cooperative di consumo
Titolo I -Sfera di applicazione del contratto
Titolo VII - Lavoro straordinario
Titolo VIII - Riposo settimanale e festività
Titolo IX - Ferie
Titolo X - Assenze e congedi - Diritto allo studio
Titolo XI - Chiamata e richiamo alle armi
Titolo XII - Missioni e trasferimenti
Titolo XIII - Malattia ed infortunio
Titolo XIV - Gravidanza e puerperio
Titolo XV - Sospensione del lavoro
Titolo XVI - Anzianità di servizio
Titolo XVII - Anzianità convenzionali
Art. 67 Titolo XVIII - Passaggi di qualifica
Titolo XIX - Scatti di anzianità
Titolo XX - Trattamento economico
Titolo XXI - Tredicesima e quattordicesima mensilità
Titolo XXII - Risoluzione del rapporto di lavoro
Titolo XXIII - Diritti e doveri dei lavoratori; Norme disciplinari
Titolo XXIV - Cauzioni
Titolo XXV - Calo merci e inventario
Titolo XXVI - Coabitazione, vitto e alloggio
Concessione del credito ai clienti degli spacci
Titolo XXVII - Divise
Titolo XXVIII - Diritti sindacali
Titolo XXIX - Contrattazione integrativa aziendale
Titolo XXX - Appalti
Titolo XXXI - Regolamenti aziendali
Titolo XXXII - Conciliazione delle controversie
Titolo XXXIII - Ambiente e salute
Titolo XXXIV - Piani di sviluppo, investimenti, politica strutturale
Titolo XXXV - Cassa integrazione
Titolo XXXVI - Decorrenza e durata
L’anno 1976 il giorno 12 del mese di ottobre in Roma tra la Federazione nazionale delle cooperative di consumo (Confederazione cooperative italiane), con la partecipazione della Confederazione cooperative italiane; l’Associazione nazionale delle cooperative di consumo (Lega nazionale delle cooperative e mutue), la Federazione nazionale delle cooperative di consumo (Associazione generale delle cooperative italiane), con la partecipazione dell’Associazione generale delle cooperative italiane e la Federazione italiana lavoratori commercio, alberghi, mensa e servizi (Filcams-Cgil), con l’assistenza della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil); la Federazione italiana sindacati addetti servizi commerciali affini e turismo (Fisascat-Cisl), con l’intervento della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl); l’Unione italiana dipendenti aziende turistiche commerciali ed affini (Uidatca-Uil), unitamente alla Unione italiana cooperative di consumo (Uilcoc) e con l’intervento dell’Unione italiana del lavoro (Uil), si è stipulato il presente Contratto collettivo di lavoro.
Le parti contraenti intendono, con il presente contratto, attuare una disciplina normativa corrispondente alle caratteristiche e alle esigenze dell’organizzazione del lavoro nelle cooperative di consumo e nei consorzi da esse costituiti, assumendo l’impegno di rendere operativo il contratto stesso, per creare le premesse che favoriranno l’esclusione di ogni e qualsiasi diverso tipo di rapporto tra cooperative e personale non consono allo spirito informatore della presente regolamentazione.
Le organizzazioni che sono addivenute alla stipula del presente contratto, sia in rappresentanza delle cooperative di consumo che dei lavoratori da esse dipendenti, si sono concordemente ispirate ai principi della reciproca collaborazione e solidarietà, principi che devono intercorrere tra le une e gli altri tenendo presente la particolare importanza che la sua attività assume in rapporto alla funzione che viene svolta dalle cooperative nell’interesse di vaste categorie di consumatori.
E pertanto l’opera dei lavoratori dipendenti delle cooperative deve essere improntata a spirito di viva partecipazione alla vita e allo spirito economico-sociale della cooperativa, a comprensione delle esigenze ad essa proprie e da parte di questa deve essere riconosciuta e tutelata la dignità del lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni e in tutto quanto attiene ai diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana che ad essa si riferiscono.
Le parti contraenti convengono che il contenuto di questa premessa informa il presente contratto in ogni sua clausola e che pertanto esso, secondo tale spirito, deve essere applicato e interpretato.
Titolo I - Sfera di applicazione del contratto
Il presente contratto, che per tutto il periodo della sua validità deve essere considerato un complesso normativo unitario e inscindibile, e che ha efficacia in tutto il territorio nazionale, sostituisce ad ogni effetto le norme di tutti i precedenti contratti collettivi nazionali, provinciali, aziendali, accordi speciali, usi e consuetudini riferentisi ai medesimi settori e categorie indicati nel precedente comma. Sono fatte salve, per tutti i lavoratori, le relative condizioni di miglior favore comunque acquisite, ad eccezione di quanto previsto dal chiarimento a verbale di cui al successivo art. 74.
Chiarimento a verbale - Ai fini dell’applicazione del presente contratto le sedi secondarie dei Consorzi nazionali e regionali vengono considerate, a tutti gli effetti, aziende autonome, in quanto autogestite, a termine dei singoli Statuti, dalle cooperative delle rispettive zone.
e) libretto di idoneità sanitaria per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all’art. 14 della legge 30-4-1962, n. 283.
L’apprendistato non è ammesso per i giovani in possesso di diploma di qualifica rilasciato dagli Istituti professionali di Stato istituiti con decreti presidenziali dell’art. 9 del RDL 21-9-1938, n. 2038, convertito nella legge 2-6-1939, n. 739 e dagli istituti legalmente riconosciuti (parificati) ai sensi della legge 18-1-1942, n. 86, limitatamente alle mansioni corrispondenti al diploma.
È tuttavia consentita l’assunzione di un apprendista anche nelle cooperative che abbiano soltanto due o tre lavoratori alle proprie dipendenze.
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a 15 anni e non superiore a 20, salvi i divieti e le limitazioni previste dalla legge 17-10-1967, n. 977, sulla tutela del lavoro dei fanciulli ed adolescenti.
La durata massima dell’apprendistato è stabilita in 18 mesi a partire dal 1-1-1974.
Il periodo di apprendistato effettuato in precedenza presso altre aziende delle stesso settore merceologico e per le stesse mansioni sarà computato ai fini del completamento del periodo prescritto dal presente contratto, purché non vi sia stata una interruzione superiore ad un anno.
a) di impartire o di fare impartire nell’azienda all’apprendista alle dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità di diventare lavoratore qualificato;
Le ore di insegnamento complementare sono comprese nell’orario di lavoro.
La durata normale del lavoro effettivo è di 40 ore settimanali e si realizza mediamente la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale prevista dalle norme locali in vigore, e per le restanti 4 ore mediante la concessione di una ulteriore mezza giornata a turno settimanale.
Si darà luogo alla distribuzione dell’orario settimanale su 5 giornate, là dove non sussistono obiettivi impedimenti di carattere tecnico-organizzativo.
Sempre nel limite dell’orario settimanale, è consentito al datore di lavoro di richiedere prestazioni giornaliere eccedenti alle 8 ore.
Per lavoro effettivo si intende ogni lavoro che richieda un’applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il tempo per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia nell’interno che all’esterno dell’azienda, le soste comprese tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro giornaliero.
L’orario di lavoro delle donne non può durare senza interruzione più di sei ore.
Fermi restando i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto, nonché il carattere di eccezionalità del lavoro straordinario, gli orari di lavoro saranno stabiliti secondo le modalità previste dall’art. 120, armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell’azienda.
I turni di lavoro devono risultare da apposita tabella collocata in posizione ben visibile a tutto il personale interessato.
L’orario normale settimanale di lavoro per gli addetti a lavori discontinui e di semplice attesa e custodia è fissato in 44 ore.
Non sono considerati addetti a lavori discontinui e di semplice attesa e custodia, di cui alla tabella approvata con RD 6-12-1923, n. 2657, i lavoratori aventi qualifiche e le attribuzioni sotto elencate:
Nelle cooperative che abbiano in prevalenza negozi e spacci ove non è applicabile il comma precedente del presente articolo, potranno essere esaminati in sede aziendale eventuali soluzioni atte a eliminare ingiustificate sperequazioni.
L’orario di lavoro non potrà comunque superare: le sette ore giornaliere e le trentacinque ore settimanali, per i minori che non abbiano compiuto i quindici anni; le otto ore giornaliere e le quaranta ore settimanali, per i minori tra i quindici ed i diciotto anni compiuti.
Le mansioni ordinarie di ciascun lavoratore debbono essere svolte durante il normale orario fissato dal presente contratto.
Il ricorso al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale e deve trovare obiettiva giustificazione in necessità di ordine tecnico-organizzativo.
Il ricorso al lavoro straordinario sarà preventivamente esaminato fra la direzione della cooperativa e la rappresentanza sindacale, quando non sia causato da necessità impreviste e/o indifferibili.
Tale prestazione sarà comunque contenuta nei limiti di 200 ore annue riferite al singolo dipendente.
Le ore di lavoro straordinario saranno cronologicamente annotate, a cura dell’azienda su apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria, e che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle Organizzazioni sindacali provinciali, presso la sede della cooperativa.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale nei modi previsti dalle vigenti disposizioni di legge, alle quali il presente contratto fa esplicito riferimento.
Qualora le cooperative siano autorizzate all’apertura domenicale dei negozi o degli spacci - limitatamente alla vendita al minuto di generi alimentari - ai sensi dell’art. 7 della legge 22-2-1934, n. 370, esse sono tenute a dare il riposo settimanale ai propri dipendenti addetti a tale vendita in conformità dell’ultimo comma del suddetto art. 7 senza corresponsione di maggiorazione straordinaria per le ore normali di lavoro prestate la domenica.
Le ore di lavoro prestate nei giorni di riposo settimanale di cui alla legge 22-2-1934, n. 370, dovranno essere retribuite con la sola maggiorazione del 30 per cento sulla paga oraria normale conglobata, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizioni di legge vigenti in materia.
Per le ferie verrà istituito, presso le aziende, apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 27 per il lavoro straordinario.
I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in istituti sanitari o case di cura a carico dell’assicurazione obbligatoria TBC o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a diciotto mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; oppure, in caso di ricovero fino a sei mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta guarigione o stabilizzazione.
Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito alla inidoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Consorzio provinciale antitubercolare assistito a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10 della legge 28-2-1953, n. 86.
Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, alla propria cooperativa; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e la cooperativa, non essendo venuta altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’Inail, la cooperativa resta esonerata da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di malattia e infortuni valgono le norme di legge e regolamenti vigenti. Restano ferme le norme previste dagli ordinamenti speciali regionali.
a) per i due mesi precedenti la data presunta dal parto indicata nel certificato medico di gravidanza;
La cooperativa deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore alle 6 ore.
I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro; essi comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall’azienda.
I rapporti tra i lavoratori ed i rappresentanti legali ed i dirigenti della cooperativa saranno improntati ai sensi di reciproca correttezza, nello spirito di una comune costante collaborazione al buon andamento della cooperativa e allo sviluppo del movimento cooperativo.
Il licenziamento senza preavviso si applica, altresì, nel caso di infrazione alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, deposito, vendita e trasporto, qualora esistenti.
[…] È parimenti a carico della cooperativa la spesa relativa agli indumenti che i lavoratori siano tenuti ad usare per ragioni di carattere igienico- sanitario o per particolari lavorazioni.
Le spese relative agli indumenti di cui al primo comma del presente articolo, possono essere sostituite con un’indennità aggiuntiva della retribuzione, che sarà fissata in sede aziendale.
Nelle cooperative con più di otto dipendenti, la Filcams-Cgil, la Fisascat- Cisl e Uidatca-Uil, possono costituire, in sostituzione delle rappresentanze sindacali aziendali, consigli di delegati alle seguenti condizioni:
Il consiglio dei delegati così costituito conserva le prerogative ed i compiti delle rappresentanze sindacali aziendali secondo le disposizioni di cui all’art. 19 della legge 20-5-1970, n. 300.
Nelle cooperative con più di cinque dipendenti le predette Organizzazioni sindacali possono istituire il delegato aziendale con le stesse norme e modalità e con gli stessi diritti e tutele riconosciuti al consiglio dei delegati.
Le riunioni potranno essere tenute fuori dell’orario di lavoro e anche durante l’orario di lavoro, entro un limite massimo di dodici ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Art. 120 - Art. 120
La contrattazione aziendale unica integrativa a quella nazionale, tratta gli aspetti tipici del rapporto di lavoro dell’azienda come ad esempio: problemi relativi all’organizzazione del lavoro, organici, trasferimenti per motivi di ristrutturazione e concentrazione, qualifiche non esemplificate nella classificazione, distribuzione dell’orario di lavoro, turni, nastri orari, ambiente di lavoro […]
In base a questa premessa - fermo restando le norme che disciplinano la materia di cui alla legge 23-10-1960, n. 1369, in base alla quale sono esclusi dagli appalti i lavori che sono strettamente pertinenti all’attività propria dell’azienda - le parti si danno reciprocamente atto che la materia degli appalti debba trovare il suo fondamento in un principio di correttezza nei rapporti. A tale proposito, le Direzioni delle cooperative appaltanti informeranno preventivamente i consigli aziendali sulla natura delle attività da conferire in appalto e sulle caratteristiche delle relative imprese appaltatrici.
Resta, comunque, esclusa dalla presente disciplina la manutenzione degli impianti detenuti in locazione e/o impianti di manutenzione esclusiva delle ditte fornitrici.
Per gli altri casi di appalto, ivi compresi i trasporti, si darà luogo ad incontri in sede aziendale per ricercare, ove possibile, adeguate soluzioni.
La stipulazione dei contratti di appalto per opere e/o servizi sarà subordinata all’inclusione nei contratti di clausole che prevedano l’obbligo delle imprese appaltatrici al rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico a cui esse appartengono, delle norme previdenziali e antinfortunistiche, nonché degli obblighi ad esse derivanti dalla legge 20-5-1970, n. 300, e delle altre leggi in materia di lavoro.
Per tutte le controversie individuali relative all’applicazione del presente contratto e di altri contratti e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, potrà essere effettuato il tentativo di conciliazione da esperirsi presso l’organizzazione delle cooperative di consumo competente per territorio, alla quale aderisce la cooperativa interessata, con l’assistenza:
b) per i prestatori d’opera, dall’organo sindacale di una delle Associazioni nazionali firmatarie del presente contratto a cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito mandato.
La parte interessata alla definizione della controversia chiederà il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta o abbia conferito mandato. L’Organizzazione sindacale che rappresenta la parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia all’organizzazione contrapposta per mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Ricevuta comunicazione, l’organizzazione delle cooperative di consumo provvede entro 10 giorni alla convocazione delle parti e delle Organizzazioni sindacali, fissando il giorno e l’ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione. I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in cinque copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive organizzazioni.
Copia del verbale sarà inviata dall’organizzazione delle cooperative di consumo all’Ufficio del lavoro competente per territorio per gli effetti di cui all’art. 12 della legge 22-7-1961, n. 628 e dall’art. 411 del Codice di procedura civile. Le altre copie resteranno a disposizione delle parti interessate e delle rispettive Organizzazioni sindacali.
A detta commissione dovranno rivolgersi, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, le Organizzazioni sindacali locali facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti detto contratto o le cooperative aderenti alle rispettive organizzazioni tramite le organizzazioni territoriali di categoria. Della Commissione paritetica nazionale fanno parte di diritto le parti stipulanti del presente contratto.
a) Impegno a ricercare presso gli enti locali e gli istituti sanitari pubblici le necessarie intese per avviare una politica sanitaria pubblica e gratuita imperniata sulla prevenzione e orientata nel senso della riforma sanitaria propugnata dai sindacati e dalle cooperative.
Nel contempo le cooperative si impegnano a dotare i lavoratori, entro i tempi tecnici necessari, del libretto sanitario, la cui conservazione è a carico del lavoratore.
Parimenti le cooperative forniranno alle strutture sindacali aziendali i libretti per la rilevazione dei dati ambientali e biostatistici.
L’utilizzo dei libretti predetti avverrà a cura delle strutture sindacali aziendali che si avvarranno dell’ausilio dei patronati delle organizzazioni democratiche dei lavoratori.
I dati biostatistici saranno a disposizione del costituendo servizio sanitario nazionale, degli enti di diritto pubblico preposti nell’ambito della Regione alla tutela della salute dei lavoratori.
Per l’attuazione di quanto sopra si darà luogo a specifici accordi in sede aziendale.
b) I Consigli aziendali dei delegati hanno diritto a controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione delle misure idonee a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori.
Le Associazioni cooperative, ferma restando l’autonomia dell’attività aziendale e le rispettive distinte responsabilità delle cooperative e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, riconoscono alla Federazione sindacale unitaria di categoria il diritto, ai diversi livelli di competenza, aziendale e territoriale, all’informazione e all’esame preventivo dei piani di sviluppo e di investimento, nonché dei processi di ristrutturazione delle cooperative, per consentire alla federazione stessa un ruolo reale alla formazione delle scelte relative.
In questa occasione le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti derivanti dai processi di ristrutturazione su: occupazione, organici, mobilità (escluso gli spostamenti momentanei e quelli derivanti da normali esigenze tecniche organizzative e produttive), ambiente e condizioni di lavoro, che potranno costituire oggetto di contrattazione.
In sede aziendale tale diritto viene limitato alle cooperative superiori ai 60 dipendenti.
Le Associazioni cooperative si impegnano altresì a confrontarsi con le Organizzazioni sindacali di categoria a livello territoriale (regioni, province, comuni, zone), su richiesta della parte interessata, per l’esame delle politiche generali nell’ambito della pianificazione territoriale, urbanistico-commerciale (con specifico riguardo al loro coordinamento con la presenza ed il ruolo della cooperazione di consumo, per la riforma democratica del settore).
Quando di comune accordo, ai diversi livelli di competenza, si riconosce la necessità di promuovere le relative indagini attraverso i preposti istituti sanitari pubblici e adottare i provvedimenti conseguenti, in caso di eventuale temporanea carenza dei predetti istituti sanitari pubblici, le spese relative faranno carico all’azienda interessata.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 12 della legge 20-5-1970, n. 300, si conviene che gli istituti di patronato potranno svolgere i compiti previsti dall’art. 1 del DLgsCPS 29-7-1947, n. 804, mediante propri rappresentanti i cui nominativi dovranno essere portati preventivamente a conoscenza delle aziende.