Source: http://www.federazionepagana.it/costituzioneegiustizia327.html
Timestamp: 2020-04-02 04:39:57+00:00
Document Index: 86570922

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 406', 'art. 405', 'art. 405']

Corte Costituzionale sentenza n.327/2002 sull'uguaglianza di ogni culto nello Stato italiano
Abrogazione privilegi di cui all’articolo 405 c.p. alla chiesa cattolica
rispetto alle altre confessioni religiose in Italia
Corte Costituzionale sentenza 327 del 2002
La Federazione Pagana pone estrema attenzione alla libertà religiosa in Italia. Dal momento che il Paganesimo Politeista riconosce il divino sia nell'attività dei soggetti nel mondo, sia nelle trasformazioni del mondo e nella sua produzione di fenomeni che nelle relazioni che intercorrono fra un soggetto e l'oggettività nella quale si trasforma, tutto ciò che si manifesta nel mondo è importante.
Quanto si manifesta nel Sistema Sociale va' ad influire sugli adattamenti dei nuovi nati ponendo le basi per l'elaborazione delle loro strategie d'esistenza.
Così il mondo (e il Sistema Sociale in esso) può essere un terreno magnifico nel quale gli Esseri Umani che oggi nascono possono costruire il loro futuro camminando assieme alle forze del mondo o può essere un mondo miserabile fatto da Esseri Umani rinchiusi in un campo di sterminio, come per quasi due millenni ci cristiani hanno fatto.
Noi, Pagani Politeisti, siamo attenti ad ogni frammento di libertà che viene ad esprimersi nel Sistema Sociale e ad imporsi mediante leggi e siamo attenti ad ogni operazione miserabile che tenta di rinchiudere gli Esseri Umani entro le mura grigie e ristrette dell'infamia quale manifestazione della verità rivelata.
Siamo convinti che all'Essere Umano debba essere garantita la libertà di scelta per tutto quanto riguarda la sua persone. Specialmente ai bambini, i futuri adulti! Anche oggi assistiamo all'orrore con cui viene imposta loro la sottomissione al fine di mutilarli nella psiche e nella struttura emotiva. Assistiamo all'orrore compiuto dalle persone di cui hanno fiducia che anziché fornire loro strumenti per affrontare al meglio la loro esistenza li costringono a pregare ossessivamente imponendo loro una morale che suona offesa al Dettato Costituzionale di questo paese.
Nella sentenza N. 327 del 2002 della Corte Costituzionale si ribadisce il principio di uguaglianza di ogni culto religioso all’interno dello Stato affermando che:
“Il principio fondamentale di laicità dello Stato, che implica equidistanza e imparzialità verso tutte le confessioni, non potrebbe tollerare che il comportamento di chi impedisca o turbi l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose di culti diversi da quello cattolico, sia ritenuto meno grave di quello di chi compia i medesimi fatti ai danni del culto cattolico.”
Troppo spesso assistiamo a delle Istituzioni che anziché fornire ai propri cittadini gli strumenti per essere cittadini insegnando ai bambini il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale, il Codice Civile, si preferisce insegnare loro la morale cattolica al fine di poterli IMBROGLIARE e TRUFFARE facendo uscire le leggi come un coniglio dal cappello del mago!
Per questo motivo è intendimento della Federazione Pagana diffondere tutte quelle norme che tendono a costruire l'uguaglianza fra i cittadini in campo RELIGIOSO!
Per questo motivo, grati alla Corte Costituzionale per l'attenzione posta alla legge fondamentale dello Stato, intendiamo diffondere questa sentenza affinché TUTTI i cittadini siano consapevoli di ciò!
Marghera, luglio 2002
1. ¾ Con ordinanza in data 5 dicembre 2000, la Corte di cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 405 del codice penale (Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico), in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 8, primo comma, della Costituzione.
2. ¾ Premesse le vicende del giudizio di merito, quanto al fatto storico e quanto alle omologhe conclusioni dei giudici di primo grado e di appello, la Corte remittente sottolinea in primo luogo la rilevanza della questione: si tratta, infatti, di verificare la legittimità costituzionale della norma incriminatrice oggetto della contestazione all’imputato, “la cui riforma, espulsione o conservazione nell’ordinamento penale influisce evidentemente sul giudizio finale di condanna o proscioglimento, ovvero sulla entità della pena comminata”.
3. ¾ Quanto alla non manifesta infondatezza, la Corte di cassazione ricorda che l’articolo 405 del codice penale punisce con la reclusione fino a due anni “chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico”, mentre ai sensi dell’articolo 406 dello stesso codice (Delitti contro i culti ammessi nello Stato) “la pena è diminuita” se il fatto è commesso contro un culto ammesso dallo Stato.
1. ¾ La Corte di cassazione solleva questione di legittimità costituzionale dell’articolo 405 del codice penale (Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico), che punisce con la reclusione fino a due anni “chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico”.
3. ¾ Esula dai compiti di questa Corte indagare se l’art. 406 cod. pen. costituisca un’attenuante di un reato base ovvero debba essere considerato autonoma figura di reato, come pure pronunciarsi sulla qualificazione da riservare alla previsione di cui al secondo comma dell’art. 405 cod. pen. (“se concorrono fatti di violenza o di minaccia, si applica la reclusione da uno a tre anni”). E tuttavia, quale che sia l’interpretazione che la giurisprudenza vorrà accreditare, l’istanza costituzionale di equiparazione della tutela penale dei culti va soddisfatta in relazione a tutte le previsioni dell’art. 405 cod. pen.