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Timestamp: 2016-12-09 00:42:20+00:00
Document Index: 130686353

Matched Legal Cases: ['arto 24', 'arto 25', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 183', 'art. 2', 'art. 193', 'art. 190', 'art. 189', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 179', 'art. 61', 'art. 21', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 195', 'art. 2', 'art. 183', 'art. 186', 'art. 40', 'art. 206', 'art. 206']

⭐Soprintendenza Archivistica per l Emilia-Romagna. Selezione e scarto di documenti nelle aziende sanitarie
Soprintendenza Archivistica per l Emilia-Romagna. Selezione e scarto di documenti nelle aziende sanitarie
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Ottaviana De Marco
1 Soprintendenza Archivistica per l Emilia-Romagna Selezione e scarto di documenti nelle aziende sanitarie Bologna, 15 febbraio 20082 1 Indice Introduzione 2 1. Riferimenti normativi 3 2. Definizioni 4 3. Scopo del presente documento I documenti d'archivio su supporto cartaceo I documenti d archivio su supporti diversi da quello cartaceo Considerazioni 8 4. Procedura di scarto e autorizzazione Documenti d archivio su supporto cartaceo conferiti a una cartiera (Flow chart n. 1) Casi diversi dal precedente (Flow chart n. 2) La gestione dei rifiuti Classificazione dei rifiuti Operazioni preliminari (da effettuare in Azienda) Operazioni necessarie a rendere irriconoscibili i dati sensibili Imballaggio Movimentazione interna e conferimento al luogo di raggruppamento preliminare Trasporto, recupero o smaltimento Registrazioni Controlli sul processo 22 Allegato A Elenco quali-quantitativo del materiale di archivio proposto per lo scarto 24 Allegato B Modulo di autorizzazione allo scarto 25 Allegato C Procedura per l esecuzione dello scarto archivistico 26 Allegato D Verbale di cessione della documentazione cartacea 29 Allegato E Verbale di cessione della documentazione come rifiuto 30 Allegato F - Classificazione dei rifiuti e attribuzione del codice CER in relazione alla pericolosità 31 Allegato G - Come si attribuisce il codice CER a un rifiuto 343 2 Introduzione I contenuti della presente nota sono stati elaborati congiuntamente dalle persone riportate nel seguente elenco, scelte in modo da rappresentare le diverse competenze tecniche necessarie a delineare un quadro che tenesse conto dei molti punti di vista dai quali è opportuno affrontare il problema della gestione dei documenti. Paola Antonioli Lilia Borghi Antono Di Giorgio Antonio Di Mare Silvia Filippi Olga Gamberini Giampiero Romanzi Davide Sgarzi Annalisa Venturi-Casadei Gilberto Zacché Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Direzione sanitaria Regione Emilia-Romagna Servizio Organizzazione e Sviluppo Azienda USL di Ferrara Direzione sanitaria Azienda USL di Reggio Emilia Direzione sanitaria Azienda USL di Reggio Emilia Servizio Affari Generali Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara Servizio per la Tenuta del Protocollo Informatico e la Gestione dei Flussi Documentali Soprintendenza Archivistica per l'emilia Romagna Regione Emilia-Romagna Servizio Sanità Pubblica Azienda USL di Cesena Direzione sanitaria Soprintendenza Archivistica per l'emilia Romagna La redazione della presente nota è stata affidata a Paola Antonioli, Olga Gamberini e Davide Sgarzi. I contenuti sono stati condivisi dal Gruppo regionale "Rifiuti sanitari", in cui sono rappresentate tutte le Aziende sanitarie della Regione, il Servizio Sanità pubblica e il Servizio Rifiuti e Bonifica Siti. Si ritiene che l'applicazione e la diffusione delle indicazioni fornite di seguito possano contribuire alla razionalizzazione della gestione dei documenti, alla riduzione della quantità di rifiuti costituiti da documenti di scarto avviati a smaltimento e all'aumento della quantità di tali rifiuti avviati a recupero di materia e di energia, contribuendo in tal modo alla riduzione dell'impatto ambientale delle strutture sanitarie, nell'ottica della promozione di uno sviluppo sostenibile del Servizio Sanitario Regionale. Il documento è composto da una parte introduttiva (Capitoli 1-3), in cui si richiamano i riferimenti normativi e si traccia un quadro sommario della situazione esistente; da una parte in cui si descrive dettagliatamente la procedura di scarto documentale, le necessarie autorizzazioni e le operazioni relative al conferimento dei documenti alle cartiere (Capitolo 4); da una parte in cui si descrive la procedura da seguire nel caso in cui i documenti da eliminare debbano essere gestiti come rifiuti (Capitolo 5).4 3 1. Riferimenti normativi Scarto della documentazione: - Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 Disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. - Decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37 "Regolamento di semplificazione dei procedimenti di costituzione e rinnovo delle commissioni di sorveglianza sugli archivi e per lo scarto dei documenti degli uffici dello stato (n. 42, allegato 1, della legge n. 50/1999)", che all'art. 8 prevede che "Le modalità di cessione degli atti di archivio di cui è stato disposto lo scarto, vengono stabilite da ciascuna amministrazione anche attraverso le organizzazioni di volontariato o la Croce Rossa italiana". - Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 art. 21 lettera d) Codice dei beni culturali del paesaggio, ai sensi dell articolo 10 della Legge 6 luglio 2002, n. 137, e successive modificazioni e integrazioni", che prevede il rilascio di un'autorizzazione ministeriale per lo scarto dei documenti degli archivi pubblici, in quanto beni culturali. - Circolare del Ministero del Tesoro Prot. n. 2/662 del 07 aprile 2004 Croce Rossa Italiana. Servizio ritiro carta da macero. - Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell amministrazione digitale. - Circolare del Ministero per i Beni e le Attività Culturali n. 5, Prot del 08 marzo 2007 "Scarto materiale archivistico e cessione alla Croce Rossa Italiana" in cui si ricorda che la cessione gratuita degli atti di archivio da parte degli uffici statali e degli enti pubblici può andare a favore della C.R.I. o di altre organizzazioni di volontariato. Dati personali e sensibili: - Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice di protezione dei dati personali. Rifiuti sanitari: - Decreto Ministeriale 1 aprile 1998, n. 145 Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n Decreto Ministeriale 1 aprile 1998, n. 148 Regolamento recante la approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli articoli 12, 18, comma 2, lettera m), e 18, comma 4, del Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n Circolare ministeriale 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 Circolare esplicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati individuati, rispettivamente, dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 145, e dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n Decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n Decreto Legislativo, 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale, parte Quarta e s.m. i. (in particolare il D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4). - Deliberazione della Giunta Regionale 9 ottobre 2006, n Approvazione delle Linee guida regionali per la gestione dei rifiuti prodotti nelle Aziende sanitarie dell Emilia- Romagna.5 4 2. Definizioni Ai fini del presente documento si intende per: Documento amministrativo: ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni o comunque utilizzati ai fini dell attività amministrativa. (DPR 445/2000, art. 1, lett. A). Documento analogico: documento formato utilizzando una grandezza fisica che assume valori continui, come le tracce su carta (es. documenti cartacei), come le immagini su film (es. pellicole mediche, microbiche, microfilm), come le magnetizzazioni su nastro (es. cassette e nastri magnetici audio e video). (Deliberazione AIPA 19 febbraio 2004, art. 1). Documento informatico: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti. (DPR 445/2000, art. 1, lett. B) e Deliberazione AIPA 19 febbraio 2004, art. 1). Sistema di gestione informatica dei documenti: l insieme delle risorse di calcolo, degli apparati, delle reti di comunicazione e delle procedure informatiche utilizzate dalle amministrazioni per la gestione dei documenti (DPR 445/2000, art. 1 lett. R). Segnatura di protocollo: l apposizione o l associazione, all originale del documento, in forma permanente e non modificabile, delle informazioni che consentono di identificare/individuare in modo inequivocabile il documento stesso (DPR 445/2000, art. 1 lett. S). Manuale di gestione dei documenti: il testo che descrive il sistema di gestione e di conservazione dei documenti e fornisce le istruzioni per il corretto funzionamento del servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi (DPCM 31 ottobre 2000, art. 5). Titolario di classificazione: un sistema precostituito di partizioni astratte gerarchicamente ordinate, individuato sulla base dell analisi delle competenze dell Amministrazione, al quale deve ricondursi la molteplicità dei documenti prodotti, per consentire la sedimentazione secondo un ordine logico che rispecchi storicamente lo sviluppo dell attività svolta. Massimario di selezione e scarto: il prospetto in cui sono descritte le serie documentarie che costituiscono l archivio dell Ente e definisce i relativi tempi di conservazione. Piano di conservazione di un archivio: il piano, integrato con il Titolario di classificazione e il Massimario di selezione e scarto, che definisce i criteri di organizzazione dell archivio, di selezione periodica e conservazione permanente dei documenti, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di tutela dei beni culturali (DPR 445/2000, art. 68 c. 1). Supporto ottico di memorizzazione: il mezzo fisico che consente la memorizzazione di documenti digitali mediante l impiego della tecnologia laser (ad es. dischi ottici, magneto ottici, DVD). (Deliberazione AIPA 19 febbraio 2004, art. 1). Archiviazione elettronica: il processo di memorizzazione su qualsiasi supporto idoneo, di documenti digitali, anche informatici, univocamente identificati mediante un codice di riferimento, antecedente all eventuale processo di conservazione (Deliberazione AIPA 19 febbraio 2004, art. 1). Conservazione digitale: il processo effettuato con le modalità di cui agli artt. 3 e 4 della Deliberazione AIPA 13 dicembre 2001, n. 42.6 5 Dato personale: qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale (D.Lgs. n. 196/2003, all art. 4 lett. b). Dati identificativi: i dati personali che permettono l identificazione diretta dell interessato (D.Lgs. n. 196/2003, all art. 4 lett. c). Dati sensibili: i dati personali idonei a rivelare l origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (D.Lgs. n. 196/2003, all art. 4 lett. d). Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto [...] di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi (D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art. 183, c. 1, lett. a). Rifiuti sanitari: sono "i rifiuti [...] che derivano da strutture pubbliche e private, individuate ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano le prestazioni di cui alla legge 23 dicembre 1978, n. 833" (DPR 254/2003, art. 2 c. 1, lett. a). Formulario di identificazione dei rifiuti: durante il trasporto effettuato da enti o imprese i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione, che segue lo schema riportato nel DM 145/98, dal quale devono risultare almeno i seguenti dati: a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore; b) origine, tipologia e quantità del rifiuto; c) impianto di destinazione; d) data e percorso dell'istradamento; e) nome ed indirizzo del destinatario (D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art. 193) Registro di carico/scarico dei rifiuti: è il documento sul quale devono essere annotate le informazioni relative a quantità e qualità dei rifiuti prodotti (D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art. 190). Segue lo schema riportato nel DM 148/98. MUD: Modello Unico di Dichiarazione ambientale previsto dalla Legge n 70/1994 e presentato annualmente alla sezione regionale del catasto rifiuti dai produttori secondo quanto previsto dal D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art. 189.7 6 3. Scopo del presente documento L attività svolta dalle Aziende Sanitarie ha portato negli ultimi anni a produrre documenti amministrativi e sanitari non solo in formato analogico, ma anche digitale, con conseguenze importanti sul sistema di gestione del loro flusso, sulla loro archiviazione, sulla selezione periodica finalizzata alla conservazione o allo scarto. Le Aziende gestiscono pertanto documenti su supporto cartaceo, CD, nastri magnetici, dischi rigidi, lastre fotografiche (radiografie), diapositive, vetrini da microscopio, ecc., che, non essendo più di interesse pratico, amministrativo, giuridico o culturale per l Azienda, devono essere eliminati attraverso un sistema che garantisca il rispetto delle normative di riferimento e il rispetto per l ambiente. Ogni Azienda Sanitaria è dotata di un "Manuale di Gestione dei documenti", che definisce le modalità di identificazione, gestione e archiviazione degli stessi. I documenti in entrata o in uscita sono identificati mediante la segnatura di protocollo e sono classificati sulla base del Titolario. Il Piano di conservazione d archivio (Titolario e Massimario) consente poi di individuare quali atti devono essere eliminati, quando e con quali modalità. Buona parte dei documenti, indipendentemente dal supporto che li contiene, non solo non è soggetta alla segnatura e classificazione, ma spesso non è compresa nel Massimario e ciò induce gli operatori a procedere autonomamente all eliminazione, con il rischio per le Aziende di incorrere nelle sanzioni di legge (D.Lgs. n. 42/2004). Si rende pertanto necessario sottoporre a revisione periodica il Titolario e il Massimario al fine di ricomprendere tutte le casistiche di documenti esistenti in Azienda. Una delle criticità riscontrate in ambito sanitario è rappresentata dal fatto che la maggior parte dei documenti esistenti contiene dati personali identificativi e sensibili. Il D.Lgs. 196/2003 all art. 16, c. 1 lett. A) prevede che, alla cessazione del loro trattamento, i dati (personali, identificativi e sensibili) debbano essere distrutti. Attualmente le Aziende sanitarie provvedono in via principale alla distruzione, tramite incenerimento, dei documenti d archivio contenenti dati sensibili e alla cessione di quelli che non ne contengono, conferendoli alla Croce Rossa Italiana (C.R.I.) o a soggetto da questa individuato e preposto alla distruzione mediante macerazione. La tendenza a prediligere l incenerimento dei documenti trattati in ambito sanitario (siano essi personali, identificativi o sensibili), è riconducibile in parte ad un eccesso di tutela dei diritti degli interessati e in parte ai casi in cui la C.R.I. non ha accettato di farsi carico del prelievo ed eliminazione gratuita del materiale, né ha individuato un soggetto preposto allo scopo. La prassi adottata presenta le seguenti criticità: l aumento dei costi del servizio di eliminazione, poiché le Aziende Sanitarie devono cedere il materiale a Ditte che richiedono il pagamento del servizio; un impatto ambientale negativo, per il mancato recupero di materia e di energia 1 ; la perdita di preziosa materia di cui l Italia è importatrice. 1 E' possibile che l'impianto di incenerimento non consenta il recupero di energia.8 7 Secondo quanto previsto dalla Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti (art. 3) ed attuato dal D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art. 179, la gestione dei rifiuti deve obbedire ad una precisa scala di priorità 2 : 1. Prevenzione della produzione 2. Riduzione delle quantità prodotte 3. Riduzione della pericolosità 4. Recupero di materia e/o recupero di energia. Pertanto, il materiale cartaceo, contenente o meno dati sensibili, deve essere ceduto in via preferenziale al Comitato Provinciale della C.R.I., o ad altre organizzazioni di volontariato, o ad una cartiera con queste convenzionata, soggetti che effettuano gratuitamente le operazioni di distruzione dei documenti mediante macerazione. Informazioni e assistenza in merito possono essere richieste alla Soprintendenza Archivistica per l'emilia-romagna. Qualora non sia possibile la cessione del materiale ad una cartiera, l'azienda sanitaria cede il materiale come rifiuto a una Ditta privata, autorizzata al recupero o allo smaltimento ai sensi del D.Lgs. n. 152/ I documenti d'archivio su supporto cartaceo Attualmente e per molto tempo anche in futuro, la maggioranza dei documenti di archivio sarà su supporto cartaceo. La C.R.I. e le altre organizzazioni di volontariato hanno accettato di farsi carico del ritiro della documentazione d archivio o hanno identificato un incaricato in loro vece solo in alcune realtà provinciali della Regione. Questa situazione ha determinato la necessità per le Aziende sanitarie di ricorrere nel tempo a scelte diverse, in base alla situazione locale, per effettuare l eliminazione periodica necessaria dei documenti in condizioni tali da garantire la tutela dei dati sensibili in essi contenuti. Le attuali modalità di eliminazione dei documenti di archivio su supporto cartaceo sono l incenerimento, la cessione seguita da macerazione e la triturazione. Per ciascuna modalità adottata, le Aziende sostengono costi che derivano dalla movimentazione interna del materiale, dal pagamento di un canone annuale per il compattatore al quale conferirlo e costi relativi all organizzazione di un percorso dedicato per la documentazione contenente dati sensibili. Quanto all impatto ambientale, la cessione e la triturazione consentono di avviare il materiale alla raccolta differenziata finalizzata al recupero di materia, mentre l incenerimento consente il recupero di energia (termovalorizzazione). 2 "Le pubbliche amministrazioni perseguono, nell'esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti [...] le pubbliche amministrazioni adottano, inoltre, misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, nonche' all'uso di rifiuti come fonte di energia".9 8 3.2 I documenti d archivio su supporti diversi da quello cartaceo Oltre alla documentazione di archivio su supporto cartaceo, devono essere presi in considerazione altri supporti quali pellicole e lastre fotografiche con eventuale busta cartacea, diapositive, vetrini da microscopio, nastri magnetici, dischi rigidi, CD, ecc. Lo sviluppo della digitalizzazione delle informazioni sta portando alla progressiva scomparsa di alcuni di questi supporti, come le pellicole fotografiche, e all'incremento della produzione di supporti ottici di memorizzazione. Ad esempio, per quanto riguarda le lastre fotografiche con eventuale busta cartacea, tutte le Aziende sanitarie si servono di Ditte specializzate nella raccolta, trasporto e recupero dell argento. Tali Ditte sono scelte mediante procedura di gara d Appalto di servizio e i costi sostenuti sono relativi al percorso di gestione del materiale, in funzione della quantità prodotta da ogni Azienda. Si tratta di una soluzione positiva in termini di impatto ambientale, perché consente il recupero dell argento e, in alcuni casi, della plastica (PET). 3.3 Considerazioni Le considerazioni sopra esposte illustrano i motivi per cui nasce la necessità di fornire indicazioni condivise fra Regione e Soprintendenza per l'eliminazione dei documenti di archivio e la gestione dei rifiuti che sono originati da tali operazioni, secondo criteri che consentano di rispondere alle diverse normative vigenti in materia. In particolare, per quanto riguarda il percorso di eliminazione dei documenti di archivio su supporto cartaceo, esso deve essere uniformato verso la cessione alla cartiera, anche in assenza di convenzione fra la stessa e le associazioni di volontariato o la C.R.I., modalità questa che consente di abbattere i costi e gli impatti ambientali derivanti dalla pratica dell incenerimento. In altre parole, il ricorso alla gestione come rifiuti dei documenti cartacei deve essere applicato solo nei casi in cui non sia possibile per l'azienda cedere gli stessi alle cartiere. Il presente documento descrive, per completezza, sia le modalità operative per la cessione alla cartiera, sia quelle per la gestione dei rifiuti costituiti da documenti cartacei. I capitoli successivi illustrano, inoltre, il processo di gestione delle altre tipologie di rifiuti costituiti da documenti contenuti su supporti materiali diversi dalla carta. La presenza nell'azienda sanitaria di documenti da eliminare attiva processi distinti, ma integrati fra loro: La procedura di scarto autorizzato dalla Soprintendenza archivistica: è un procedimento amministrativo che si attiva indipendentemente dalla natura del supporto materiale dei documenti da scartare. E' descritto nel capitolo 4 e dettagliato nei capitoli: o o 4.1, procedura di scarto da attivare nel caso in cui si prevede la cessione alla cartiera del materiale cartaceo: si attiva nel caso in cui i documenti siano cartacei e l'azienda abbia individuato una cartiera di destinazione; 4.2, procedura di scarto da attivare nei casi diversi da 4.1, in cui si deve prevedere la gestione dei documenti come rifiuti. Il processo di gestione dei rifiuti è descritto nel capitolo 5;10 9 Il processo di gestione dei rifiuti: si attiva quando l'azienda ha l'obbligo di disfarsi dei documenti o decide di disfarsene, nel caso in cui non sia possibile cedere alla cartiera i supporti documentali, ossia per i documenti non cartacei, oppure per i documenti cartacei nel caso in cui sia impossibile conferirli a una cartiera. In questi casi occorre classificare e gestire i documenti come rifiuti sanitari. E' descritto nel capitolo 5.11 10 4. Procedura di scarto e autorizzazione Per garantire una corretta esecuzione della procedura di eliminazione di documenti analogici o informatici di tipo amministrativo e sanitario, ciascuna Azienda Sanitaria è tenuta a nominare un Referente Unico per la Procedura di scarto (indicato di seguito, per brevità, come "Referente unico"), che di norma coincide con il Responsabile del Protocollo Generale Archivio, ma può essere un'altra persona, purché scelto in base a comprovata esperienza tecnico operativa nel settore. Il nominativo e recapito telefonico devono essere comunicati al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali Soprintendenza Archivistica per l'emilia-romagna 3. Il Referente Unico è responsabile del procedimento amministrativo di scarto dei documenti e rappresenta l interlocutore unico tra l Azienda Sanitaria e la Soprintendenza Archivistica per tutte le problematiche relative a tale procedimento. Il compito principale del Referente Unico è coordinare ogni fase della procedura per l eliminazione dei documenti, così come di seguito descritta e rappresentata nelle flow-chart n.1 e n. 2. Nelle Aziende USL, in ragione della diversa complessità organizzativa rispetto alle Aziende Ospedaliere, è facoltativa la nomina di un Referente Locale per la Procedura di scarto di Presidio ospedaliero, Distretto, ecc. con il compito di collaborare con il Referente Unico per la corretta applicazione della procedura, in particolare per quanto riguarda l organizzazione delle operazioni di raccolta, imballaggio e conferimento del materiale da scartare alla Ditta incaricata del trasporto alla cartiera o all'impianto di smaltimento o recupero. In questo caso, è necessario che l'azienda definisca con un proprio documento come sono ripartiti i compiti fra il Referente Unico e i Referenti Locali. Il Responsabile di ogni Unità Operativa/ Direzione/ Ufficio Aziendale deve far pervenire al Referente Unico, con periodicità definita, una richiesta di autorizzazione allo scarto, corredata dell elenco quali-quantitativo del materiale. (Elenco = allegato A; Modalità di compilazione = Allegato C); tale richiesta deve essere inoltrata al Referente Unico anche per il tramite del Referente Locale. Il modello proposto per la richiesta di autorizzazione allo scarto contiene le informazioni minime da comunicare alla Soprintendenza. In particolare è necessario indicare in calce all elenco il numero totale dei colli ed il peso complessivo in kg. Per il materiale cartaceo, il peso può essere stimato in base alle indicazioni riportate nella seguente tabella di equivalenza tra metri lineari, peso e volume dei documenti d archivio: 1 metro lineare d archivio Da 35 a 80 kg (media 50kg) Da 0,06 a 0,12 m 3 (media 0,08 m 3 ) 1 kg d archivio Da 0,010 a 0,040 m. (media 0,025 m.) Da 0,0008 a 0,0030 m 3 (media 0,016 m 3 1 tonnellata d archivio Da 10 a 40 m. (media 25 m.) Da 0,8 a 3,0 m 3 (media 1,6 m 3) 1 m3 d archivio Da 8 a 16 m. (media 12 m.) Da 400 a 800 kg (media 600 kg) 3 DPR 445/2000, art. 61.12 11 Il Responsabile di ogni Unità Operativa/ Direzione/ Ufficio Aziendale garantisce la corrispondenza tra l elenco del materiale di cui chiedere l autorizzazione allo scarto e la documentazione raccolta e imballata a tale scopo. Il Referente Unico, verificata la conformità del contenuto dell elenco, in base a quanto stabilito dal Massimario vigente nell Azienda sanitaria di appartenenza e valutata la completezza dei dati riportati nell'elenco redatto in duplice copia come mostrato in Allegato A (descrizione delle serie distinte, estremi cronologici, ecc.), inoltra la richiesta di autorizzazione allo scarto, con periodicità definita, alla Soprintendenza Archivistica per l'emilia-romagna, ai sensi dell art. 21 lett. D) del D.Lgs. 42/2004. Nelle Aziende USL, il Referente Unico può avvalersi della collaborazione del Referente Locale per le operazioni di verifica di conformità al Massimario del contenuto dell elenco dei documenti da scartare. Ottenuta l autorizzazione dalla Soprintendenza (Allegato B), il Referente Unico attiva la procedura di scarto, direttamente o avvalendosi della collaborazione dei Referenti Locali nelle Aziende USL, secondo le modalità schematizzate nelle successive flow-chart: n. 1 per i documenti cartacei, sanitari e amministrativi, contenenti dati sensibili e non sensibili; n. 2 per i documenti non cartacei, contenuti su supporti materiali. Come illustrato nel paragrafo introduttivo, la distinzione fra le due procedure è motivata dalla presenza nella normativa sullo scarto della documentazione di indicazioni specifiche relative alla destinazione finale dei soli documenti cartacei, da inviare, per quanto possibile, al macero nelle cartiere, e dalla corrispondente mancanza di indicazioni sul destino dei documenti conservati su supporti di altra natura, che devono pertanto essere gestiti come rifiuti sanitari Documenti d archivio su supporto cartaceo conferiti a una cartiera (Flow chart n. 1) Il Referente Unico coordina le operazioni di raccolta, imballaggio, movimentazione interna e conferimento del materiale da scartare alla C.R.I. o all'organizzazione di volontariato, o alla Ditta incaricata del trasporto alla cartiera, definendo la data di raccolta e comunicandola alle Unità Operative/ Servizi/ Direzioni interessati. Al termine delle operazioni di prelievo, in accordo con i soggetti sopra richiamati, il Referente Unico o il Referente Locale compilano e firmano il Verbale di cessione della documentazione cartacea, specificando il peso stimato del materiale consegnato (Allegato D ). A trasporto avvenuto e dopo la consegna del materiale alla cartiera, la C.R.I. o l'organizzazione di volontariato, o la Ditta incaricata del trasporto inviano al Referente Unico o al Referente Locale (che provvede a consegnarlo al Referente Unico) la bolla con l indicazione della pesatura a destino del materiale consegnato, che sarà allegata al Verbale di cessione originale. (Allegato D) A chiusura della procedura di scarto ed entro 60 giorni dal termine della stessa, il Referente Unico invia alla Soprintendenza copia del Verbale di Cessione, corredato di copia della bolla con la pesatura a destino.13 Casi diversi dal precedente (Flow chart n. 2) Il Referente Unico, avvalendosi della collaborazione del servizio aziendale identificato dalle procedure per la gestione dei rifiuti predisposte ai sensi della DGR 1360/2006 4, coordina le operazioni di raccolta, imballaggio e conferimento del materiale da scartare alla Ditta incaricata dello smaltimento / recupero, definendo la data di raccolta e comunicandola alle Unità Operative/ Servizi/ Direzioni interessati. Al termine delle operazioni di prelievo, in collaborazione con la Ditta che effettua il trasporto 5, il Referente Unico o il Referente Locale compilano e firmano il Formulario di identificazione dei Rifiuti; trattengono la 1 copia che deve essere immediatamente consegnata alla sede aziendale identificata per la raccolta e conservazione dei formulari medesimi. A trasporto avvenuto e dopo la presa in carico del rifiuto da parte dell impianto di smaltimento o recupero, il trasportatore riceve la 4 a copia del Formulario, che riporta il peso del rifiuto verificato a destino, e la trasmette al Referente Unico o al Referente Locale che provvede a farne pervenire la fotocopia al Referente Unico. Al ricevimento della stessa da parte del trasportatore, il Referente Unico o il Referente Locale, deve far pervenire la 4 a copia del Formulario, che sarà allegata alla 1 copia, alla sede aziendale identificata dalle procedure per la raccolta e conservazione dei formulari di identificazione dei rifiuti. Nel caso in cui il rifiuto sia pericoloso, l'azienda deve inoltre provvedere alla registrazione nel registro di carico e scarico dei rifiuti 6. Il Referente unico, infine, con propria lettera redatta sul modello del "Verbale di cessione di documentazione come rifiuto", Allegato E, trasmette una copia della 4 a copia del formulario alla Soprintendenza, al fine di comunicare il peso rilevato a destino e la conclusione sia della procedura di scarto, sia del processo di gestione del rifiuto. 4 Tale soggetto è responsabile della gestione dei rifiuti prodotti nell'azienda sanitaria descritta al successivo capitolo 5. 5 Il soggetto che effettua il trasporto di rifiuti deve essere iscritto all'albo nazionale dei gestori ambientali previsto dal D.lgs 152/2006, Parte Quarta, art L'iscrizione a tale Albo comporta l'autorizzazione allo svolgimento di tale attività. 6 Le quantità di rifiuti pericolosi prodotti dalle Aziende sanitarie devono essere inoltre indicate nel MUD.14 13 FLOW-CHART N. 1 - percorso di cessione a una cartiera, finalizzata al recupero, della documentazione cartacea di archivio (sanitaria e amministrativa) contenente sia dati sensibili che non sensibili DOCUMENTAZIONE CARTACEA DI SCARTO U.O. SANITARIA / AMMINISTRATIVA: con periodicità definita, comunica al Referente Unico (e, per conoscenza, al Referente locale) per la Procedura di scarto l ELENCO QUALI-QUANTITATIVO del materiale cartaceo da avviare allo scarto (Allegato A): descrizione, anno di produzione, modalità di stoccaggio, n colli, sede di stoccaggio REFERENTE UNICO PER LA PROCEDURA DI SCARTO: Verifica la conformità del contenuto dell Elenco, in base a quanto stabilito dal Massimario vigente nell Azienda, avvalendosi anche della collaborazione del Referente locale, quando nominato; Richiede autorizzazione allo scarto alla Soprintendenza Archivistica; Ottenuto il nulla osta allo scarto, adotta la Determina per avvio allo scarto; Attiva il percorso aziendale di scarto, avvalendosi anche della collaborazione del Referente locale, quando nominato: contatta il settore amministrativo aziendale per attivare la Ditta autorizzata al trasporto, richiedendo la fornitura di CONTAINER-SCARRABILE CHIUSO da posizionare in area utile per facilitare le operazioni di scarto; contatta il settore amministrativo aziendale per attivare la Ditta di facchinaggio per le operazioni di movimentazione interna e carico del container ; concorda con il settore ammninistrativo aziendale il giorno stabilito per la cessione comunica alle UU.OO. interessate l avvenuta autorizzazione allo scarico, la DATA fissata per le operazioni di prelievo e cessione e trasmette le istruzioni specifiche. IL GIORNO STABILITO: DITTA INCARICATA DEL TRASPORTO: Posiziona il CONTAINER CHIUSO nell area stabilita U.O. SANITARIA / AMMINISTRATIVA: Presenzia alle operazioni di prelievo del materiale cartaceo DITTA DI FACCHINAGGIO Provvede alla movimentazione del materiale dal luogo di stoccaggio al container, adottando tutte le misure necessarie affinché il materiale cartaceo non venga disperso durante le operazioni di movimentazione interna DITTA INCARICATA DEL TRASPORTO: Al termine delle operazioni, preleva il container e trasporta la documentazione cartacea alla cartiera di destinazione. Le operazioni di carico e prelievo del container devono concludersi nel più breve tempo possibile, preferibilmente in giornata, con compilazione e firma del Verbale di cessione della documentazione cartacea, specificando il peso stimato del materiale consegnato. Qualora le operazioni non possano essere concluse in giornata, il container deve essere custodito in luogo che ne consenta l accesso ai soli soggetti autorizzati. REFERENTE UNICO Entro 60 giorni invia alla Soprintendenza copia del Verbale di cessione della documentazione cartacea (Allegato C), includendo la bolla che riporta il peso verificato a destino.15 14 FLOW-CHART N. 2 - percorso di gestione dei documenti classificati come rifiuti (sanitari e amministrativi) contenenti sia dati sensibili che non sensibili (rifiuti speciali) DOCUMENTI DI SCARTO : L'AZIENDA HA L'OBBLIGO DI DISFARSENE O DECIDE DI DISFARSENE U.O. SANITARIA / AMMINISTRATIVA: Con periodicità definita, comunica al Referente Unico (e, per conoscenza, al Referente locale) per la Procedura di scarto l ELENCO QUALI-QUANTITATIVO del materiale da avviare allo scarto (Allegato A): descrizione, anno di produzione, modalità di stoccaggio, n colli, sede di stoccaggio. REFERENTE UNICO PER LA PROCEDURA DI SCARTO: Verifica la conformità del contenuto dell Elenco, in base a quanto stabilito dal Massimario vigente nell Azienda, avvalendosi anche della collaborazione del Referente locale, quando nominato; Richiede autorizzazione allo scarto alla Soprintendenza Archivistica; Ottenuto il nulla osta allo scarto, adotta la Determina per avvio allo scarto; Attiva il percorso aziendale di scarto, avvalendosi anche della collaborazione del Referente locale, quando nominato (vedi FLOW CHART N. 1) Attiva il percorso aziendale di gestione dei rifiuti, avvalendosi della collaborazione del servizio aziendale identificato dalle procedure per la gestione dei rifiuti: Classificazione e codifica Eventuali operazioni preliminari Imballaggio ed etichettatura Movimentazione interna dei rifiuti e conferimento al luogo di raggruppamento preliminare DITTA AUTORIZZATA AL TRASPORTO iscritta all'albo Gestori Ambientali: Provvede a mettere a disposizione mezzi e attrezzature necessarie U.O. SANITARIA / AMMINISTRATIVA: Presenzia alle operazioni di prelievo del materiale IL GIORNO STABILITO DITTA DI FACCHINAGGIO Provvede alla movimentazione del materiale dal luogo di stoccaggio e al caricamento sui mezzi, adottando tutte le misure necessarie affinché il rifiuto sia movimentato in sicurezza DITTA INCARICATA DEL TRASPORTO: Al termine delle operazioni di caricamento del mezzo: compila, in accordo con le procedure aziendali, il FORMULARIO di identificazione dei rifiuti (di seguito, per brevità, indicato come "formulario"), specificando il peso stimato del rifiuto consegnato, o, in alternativa, la descrizione e il volume dei colli; trasporta i rifiuti all impianto di recupero/ smaltimento. Le operazioni di carico, trasporto e scarico devono concludersi nel più breve tempo possibile, preferibilmente in giornata. Qualora le operazioni non possano essere concluse in giornata, i rifiuti devono essere depositati in luogo che ne consenta l accesso ai soli soggetti autorizzati; trasmette tempestivamente la 4 copia del formulario in cui è indicato il peso a destino al Referente Unico. REFERENTE UNICO Al momento della ricezione, consegna la 4 copia del formulario alla sede aziendale preposta alla conservazione Entro 60 giorni invia alla Soprintendenza copia del Verbale di cessione di documentazione come rifiuto (Allegato E), includendo la fotocopia della 4 copia del formulario che riporta il peso verificato a destino. SERVIZIO AZIENDALE IDENTIFICATO DALLE PROCEDURE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI Conservazione del formulario per 5 anni Per i rifiuti pericolosi, compilazione del registro di carico/scarico e del MUD16 15 5. La gestione dei rifiuti Ricordato ancora una volta che la disciplina dei rifiuti descritta nel presente capitolo non si applica ai documenti cartacei autorizzati allo scarto conferiti direttamente alle cartiere, si riportano le indicazioni per la corretta gestione dei rifiuti costituiti da documenti da scartare. Le principali fonti normative di riferimento per la gestione dei rifiuti sono rappresentate dal D.Lgs 152/2006 e dal DPR 254/2003. La gestione comprende le fasi di: Classificazione e attribuzione del codice CER Imballaggio, etichettatura Movimentazione interna Deposito preliminare (deposito temporaneo) Trasporto, smaltimento o recupero Registrazioni: formulario, registro, MUD 5.1. Classificazione dei rifiuti Una volta identificato il rifiuto da gestire, si procede alla sua classificazione. Il D.Lgs. 152/2006 classifica i rifiuti in base alla provenienza in rifiuti urbani e rifiuti speciali e in base alla pericolosità in rifiuti pericolosi e non pericolosi (art. 184). Nel medesimo articolo, al c. 3, lett. h), "i rifiuti derivanti da attività sanitarie" sono inseriti fra i rifiuti speciali ed al c. 5 si specifica che Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'allegato D 7 alla parte quarta del presente decreto, sulla base degli allegati G 8, H 9 ed I 10 alla medesima parte quarta. L'art. 184, c. 2 lett. b) prevede che i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi dalla "civile abitazione" possano essere "assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità", (e quindi assoggettati al regime giuridico e alle modalità di gestione dei medesimi) secondo quanto previsto dai regolamenti comunali o di ambito per la gestione dei rifiuti urbani, predisposti ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g) sulla base dei criteri stabiliti dallo Stato 11 ; 7 Riporta il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) 8 Riporta le categorie o tipi generici di rifiuti pericolosi 9 Riporta un elenco di costituenti che rendono pericolosi i rifiuti 10 Riporta le caratteristiche di pericolo per i rifiuti 11 Tali criteri saranno contenuti in un apposito regolamento emanato ai sensi dell'art. 195, c. 2, lett. e), come modificato dal DLgs 4/2008.17 16 Sulla base delle considerazioni sopra esposte, la classificazione dei rifiuti può essere schematizzata come nella seguente Figura Figura 1 RIFIUTI ORIGINE CARATTERISTICHE DI PERICOLOSITÀ URBANI SPECIALI PERICOLOSI NON PERICOLOSI Urbani pericolosi Urbani non pericolosi Speciali non pericolosi Speciali pericolosi Assimilati agli urbani Non assimilati agli urbani Il DPR 254/2003 identifica come "rifiuti sanitari" tutti i rifiuti prodotti dalle Aziende sanitarie. In base a quanto sopra esposto, i rifiuti sanitari risultano essere tutti rifiuti speciali, in parte pericolosi, e sono distinti in 5 tipologie secondo l'art. 2 al DPR 254/03: assimilati agli urbani; non pericolosi; che richiedono particolari modalità di smaltimento; pericolosi a rischio infettivo; pericolosi non a rischio infettivo. 12 Si veda anche "Reprocessing degli endoscopi Eliminazione dei prodotti di scarto" Dossier , ASR, cap. 4.218 17 Sulla base di tali considerazioni, lo schema logico per la classificazione dei rifiuti sanitari è il seguente (Figura 2) 13 : Figura 2 RIFIUTI ORIGINE CARATTERISTICHE DI PERICOLOSITÀ URBANI SPECIALI PERICOLOSI NON PERICOLOSI RIFIUTI SANITARI Rifiuti provenienti da attività sanitarie Pericolosi a rischio infettivo Pericolosi non a rischio infettivo (rischio chimicofisico) Che richiedono particolari modalità di smaltimento Non pericolosi Assimilati agli urbani Indicazioni dettagliate sulla classificazione dei rifiuti e l'attribuzione del codice CER in funzione della pericolosità sono riportate nell'allegato F. I rifiuti costituiti da documenti da scartare, classificati in base allo schema riportato in Figura 2, appartengono alle seguenti categorie: Pericolosi a rischio infettivo: sono costituiti dai vetrini di laboratorio etichettati e dagli altri rifiuti che contengono materiale biologico; Pericolosi non a rischio infettivo: sono costituiti da quelle apparecchiature elettroniche o parti di esse che contengono sostanze pericolose la cui natura o concentrazione sono tali da rendere pericoloso il rifiuto; Non pericolosi: sono costituiti, per esclusione, dai rifiuti che non rientrano nelle categorie precedenti. Una parte di essi possono essere assimilati ai rifiuti urbani. In base a tali considerazioni, si riporta la successiva Tabella 1, in cui si riassumono classificazione dei rifiuti e attribuzione del corrispondente codice CER. 13 Si veda anche "Reprocessing degli endoscopi Eliminazione dei prodotti di scarto" Dossier , ASR, cap19 18 Tabella 1 Supporto Carta CD (plastica) Nastri magnetici (plastica) Diapositive (plastica) Pellicole fotografiche/ radiografiche Apparecch. elettroniche o loro parti (es. dischi rigidi) Vetrini di laboratorio etichettati Operazioni preliminari (da effettuare in Azienda) - Triturazione (quando necessario per evitare l utilizzo fraudolento) - Imballaggio - Pesatura Triturazione Triturazione Triturazione Imballaggio in contenitore di raccolta dedicato - Eventuale frantumazione - Imballaggio in contenitore di raccolta dedicato Imballaggio in contenitore di raccolta dedicato Classificazione del rifiuto assimilato agli urbani speciale non pericoloso assimilato agli urbani speciale non pericoloso assimilato agli urbani speciale non pericoloso assimilato agli urbani speciale non pericoloso speciale non pericoloso speciale non pericoloso speciale pericoloso speciale pericoloso Operazione di recupero o smaltimento Codice CER Raccolta differenziata Recupero di materia Raccolta differenziata Recupero di materia Raccolta differenziata Rifiuti Urbani misti Recupero di materia Raccolta differenziata Rifiuti Urbani misti Recupero di materia Recupero dell argento ed eventualmente della plastica Recupero di materia Recupero di materia o smaltimento * Incenerimento * Per quanto riguarda i documenti non contenenti dati sensibili, si specifica che non sono necessarie operazioni preliminari atte a rendere irriconoscibili i dati in essi contenuti (vedi punto 5.2.1). Ulteriori indicazioni su come si attribuisce il codice CER ad un rifiuto sono riportate nell'allegato G Operazioni preliminari (da effettuare in Azienda) Operazioni necessarie a rendere irriconoscibili i dati sensibili Triturazione dei supporti cartacei (esclusa la carta destinata al macero); Triturazione dei supporti in plastica (CD, Nastri magnetici, Diapositive, Pellicole fotografiche e lastre radiografiche); Frantumazione dei dischi rigidi. Nel caso in cui il rifiuto sia pericoloso, occorre valutare con il Servizio Prevenzione e Protezione Aziendale (SPPA) l'opportunità di tale operazione.20 Imballaggio Il rifiuto viene introdotto nel contenitore ritenuto idoneo (imballaggio), che deve riportare i dati di identificazione, comprendenti CER, descrizione, specificazione (es. CD inutilizzabili ), data di chiusura del contenitore, unità operativa o reparto che ha prodotto il rifiuto. A questo proposito si ricorda che ai rifiuti non si applicano le norme che disciplinano l immissione sul mercato delle sostanze e dei preparati pericolosi e ne definiscono i requisiti per l imballaggio e l etichettatura; si applicano invece le norme che disciplinano l imballaggio delle merci pericolose per il trasporto. I rifiuti non pericolosi costituiti da documenti di archivio su supporto cartaceo non triturati devono essere imballati in cartoni, cartelle, scatole o sacchi, mantenendo separati gli atti contenenti dati sensibili da quelli che non ne contengono e rendendo facilmente riconoscibile il contenuto, ad esempio con un'etichetta o impiegando imballaggi di colore diverso. Per i rifiuti non pericolosi costituiti da supporti triturati o frantumati di carta o plastica, si utilizzano gli imballaggi (riutilizzabili o a perdere) di colore distinto a seconda del materiale di cui sono costituiti i rifiuti. Per i rifiuti non pericolosi costituiti da lastre e pellicole fotografiche e radiografiche, devono essere utilizzati imballaggi specifici. Per i rifiuti pericolosi non a rischio infettivo, si devono utilizzare contenitori rigidi di resistenza adeguata in relazione al contenuto e chiudibili ermeticamente, in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa sul trasporto delle merci pericolose. Infine, i rifiuti pericolosi a rischio infettivo, costituiti da vetrini di laboratorio o altri rifiuti taglienti, devono essere introdotti negli appositi imballaggi rigidi, a loro volta inseriti in contenitori rigidi idonei al trasporto Movimentazione interna e conferimento al luogo di raggruppamento preliminare Una volta chiuso l imballo e, se pericoloso, registrata la produzione, il rifiuto viene raggruppato in una o più aree per il ritiro, come descritto nella Flow chart n. 2. Tale raggruppamento costituisce il deposito temporaneo, non soggetto ad autorizzazione se rispetta le condizioni di cui all art. 183, comma 1 del DLgs 152/2006, come modificato dal DLgs 4/2008, di seguito riportate: " m) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1) i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 parti per milione (ppm), ne' policlorobifenile e policlorotrifenili in quantità superiore a 25 parti per milione (ppm); 2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiuti pericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l'anno e il quantitativo di rifiuti non pericolosi non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; Vedere altro
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