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Timestamp: 2017-09-23 14:49:38+00:00
Document Index: 128558971

Matched Legal Cases: ['art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art.18', 'art. 18']

AUT-Frosinone: 2017-01-22
Eleggiamo i delegati sindacali all'interno della Consulta
L’inizio del nuovo anno ha visto protagonista, come primo movimento politico, la Corte Costituzionale. La Consulta si è espressa sull’ammissibilità dei referendum inerenti il lavoro, proposti dalla CGIL, e sulla legittimità costituzionale della legge elettorale Italicum. A dire il vero già nel 2016 i giudici costituzionali avevano cassato il decreto Madia nella parte riguardante la gestione di servizi pubblici a rilevanza economica. Tutti interventi volti a smontare norme licenziate dal governo Renzi, il che la dice lunga sull’effettiva capacità di questo esecutivo e dei suoi riformatori.
In realtà fra le macerie di tali immondizie rimane in piedi forse la legge più odiosa, quella che all’interno del jobs act elimina le tutele dell’art.18 . Infatti il quesito proposto dalla CGIL, che chiedeva l’abrogazione della norma funzionale alla sostituzione della reintegra di un lavoratore licenziato ingiustamente con un semplice indennizzo economico da parte dell’azienda, non è stato ammesso alla prova referendaria. Tale pronunciamento della Corte, emesso l’11 gennaio, è stato oggetto di contestazioni. I giudici costituzionali sono stati accusati di aver fatto politica, insomma si è sollevato un vespaio di polemiche.
Ebbene l’altro ieri la Consulta ha emesso e depositato le sentenze sulle motivazioni secondo le quali non ha promosso il referendum sull’art.18, a differenza delle altre due materie (voucher e responsabilità negli appalti) a cui è stata concessa l’ammissibilità. In relazione alla bocciatura del quesito sull’art.18 la Corte ha di fatto bacchettato la CGIL perché, nel proporre l’abrogazione dell’interdizione alla reintegra, è stata troppo morbida.
Nelle motivazioni si sostiene che “l’allargamento a tutti i settori del limite dei cinque lavoratori per applicare le tutele reali in caso di licenziamento illegittimo (la reintegra in luogo del risarcimento monetario ndr) avrebbe indotto un assetto normativo sostanzialmente nuovo”. La CGIL ,cioè, avrebbe dovuto chiedere “l’abrogazione integrale del limite occupazionale” dunque il conseguente ripristino dell’art.18 a tutte le unità produttive senza alcun limite sul numero di addetti impiegati . Infatti, sostiene la Corte, “laddove non intenda abrogare l’opzione di base ma articolarla in modo differente, il quesito assume un tratto propositivo che ne determina l’inammissibilità”. Ad esempio, il referendum proposto da Rifondazione nel 2003, che estendeva la protezione dell’art.18 a tutti i lavoratori, fu ammesso perché intendeva abrogare nel suo complesso l’intera legge vigente.
Rimanendo nell’ambito dei tre quesiti posti dalla CGIL, quello sui voucher è stato ammesso proprio perché se ne chiede la completa abrogazione. Il che rende anche difficile, se non impossibile, un intervento legislativo teso a scongiurare il referendum. Infatti qualsiasi modifica finalizzata a rimodulare la normativa sui voucher sarebbe inutile, in quanto se ne chiede l’abrogazione totale.
Dunque la Corte Costituzionale è più estremista della CGIL? E’un giudizio suggestivo. Di certo salta agli occhi il pressapochismo con cui è stato redatto il quesito sull’art. 18. E legittimo sale il dubbio se tale operazione non entri nel novero del modus operandi che caratterizza la CGIL, ma anche gli altri sindacati confederali. Cioè la consuetudine riformista per cui si fa finta di fare gli interessi dei lavoratori, mettendo in campo atti dirompenti solo sulla carta. In realtà la finalità vera di certe azioni è quella di mantenere la pace sociale, tenere buoni i lavoratori scornati dall’ennesimo sopruso escogitato dal finanz-capitalismo. Nello specifico, per scongiurare la protesta di piazza contro il jobs act, si è proposta la più quieta via referendaria ad eliminazione del danno. Risultato: il jobs act è passato nella totale narcolessia sociale e il referendum abrogativo non è stato ammesso. Missione compiuta.
PORTARE AVANTI IL PROGETTO SAXAGRES CON UN’INCHIESTA APERTA SUL TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI E’ DA IRRESPONSABILI”
“C’è una questione abbastanza preoccupante che sta andando avanti in provincia di Frosinone in spregio a quanto accaduto in questi giorni e forse in spregio ad alcuni aspetti normativi e mi riferisco al progetto dell’azienda Saxa Gres di Anagni, sul riutilizzo delle ceneri dell’inceneritore di San Vittore come materiale per farci le piastrelle. Sono preoccupato perché innanzitutto bisogna dire che la maggior parte delle ceneri prodotte da quell’impianto, da quanto dichiarato dall’ISPRA, contengono scorie pericolose, ma anche se ora l’azienda dichiarasse che verrebbero utilizzate solo la minima parte di quelle non pericolose, vorrei capire chi garantirebbe questo oggi, con un’indagine aperta sul traffico illecito di rifiuti in provincia, che consiste proprio nell’aver scoperto che venivano conferiti rifiuti pericolosi come non pericolosi, grazie a un criminoso cambio di codici CER. Sono molto preoccupato in particolare della superficialità del sindaco di Anagni Bassetta, che ieri ha siglato un protocollo d’intesa con l’azienda, senza tenere conto dell’inchiesta in corso che rende tutto molto poco trasparente e dunque pericoloso per la salute pubblica.” – a dichiararlo è il deputato 5 Stelle Frusone che continua – “Ho deciso d’informare il ministro Galletti su quanto sta accadendo, anche perché c’è stato un parere negativo della Regione Lazio per questo progetto che non può essere non considerato, solo perché si vuole usare l’escamotage della “sperimentazione”. Il Decreto ministeriale 5/02/1998, come modificato dal DM 186/2006, è molto chiaro su questa materia, le ceneri non pericolose possono essere utilizzate solo in cementifici e quelle pericolose, che nell’inceneritore di San Vittore stranamente sono per la maggior parte ed è per questo che ho depositato un’interrogazione nel merito, non esiste addirittura alcuna normativa di riferimento per cui possa essere ammesso tale rifiuto. Chiederei dunque di procedere con molta cautela su questo argomento, perché di disastri ambientali questo territorio ne porta sul groppone già tanti e molti di questi, se non quasi tutti, sono dovuti all’incapacità, al pressapochismo e alla negligenza degli amministratori locali.”
SPERO CHE L’INCHIESTA SUI RIFIUTI PROCEDA SPEDITA E SI FACCIA CHIAREZZA PER LA SALUTE DI TUTTI I CITTADINI
Ufficio Stampa del Deputato Luca Frusone, Movimento 5 Stelle
“Per anni abbiamo ascoltato politici che si vantavano del ciclo dei rifiuti della provincia di Frosinone, definendolo quasi un’eccellenza italiana, quando oggi si scopre che non era affatto così e che, anzi, tutte le preoccupazioni sollevate da me, dai consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle e da molti attivisti della provincia, su alcuni dati poco chiari o atti votati in Regione all’ultimo momento, erano più che legittime. Sono stato accusato persino di sensazionalismo per aver denunciato il fatto che non si ha chiarezza di come vengano smaltite in provincia di Frosinone le ceneri che provengono dall’inceneritore di Acerra, né quelle dell’inceneritore di San Vittore. Ora che la provincia è investita da un’inchiesta che mette sotto sequestro la SAF e la MAD e coinvolge decine di imprenditori che si occupano di smaltimento di rifiuti, da Cassino a Ferentino, passando per Ceccano e così via, il momento di dire basta al disastro ecologico in cui versa il nostro territorio.” –“Già a fine 2015 i consiglieri regionali M5S presentarono una mozione a Zingaretti nella quale si chiedeva espressamente di sospendere l’attività di smaltimento rifiuti della discarica di Roccasecca e l’immediata messa in sicurezza del sito. Questo perché Il comando dei NOE a seguito di alcune indagini sulle falde acquifere sottostanti la zona dove insistono il sito della discarica gestito dalla MAD e l’impianto di trattamento rifiuti, gestito dalla SAF spa, aveva riscontrato valori di concentrazione di inquinanti superiori ai valori limite, che mettevano a rischio la salute umana e l’ambiente. Nonostante la drammatica situazione denunciata, la Regione Lazio di tutta risposta approva assurdamente l’ampliamento della discarica.” – “Ci sono molte persone implicate nella vicenda e spero che l’inchiesta vada avanti in modo spedito e che faccia chiarezza il più possibile su una questione che riguarda la salute di tutti. Io intanto ho depositato un’interrogazione per chiedere chiarezza sull’elevata produzione di scorie pericolose dell’impianto di San Vittore, perché anche la questione dello smaltimento di queste ceneri pericolose deve essere assolutamente approfondita.”
Pubblicato da Luciano Granieri a 10:18 Nessun commento:
Pubblicato da Luciano Granieri a 09:36 Nessun commento:
PRESIDIO- FIACCOLATA VERITA’ E GIUSTIZIA PER GIULIO REGENI
Il Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Frosinone, domani sera si fa promotore, nell’ambito della campagna avviata da Amnesty International Italia, di una mobilitazione che si svolgerà ad Isola del Liri, presso la cascata, per dire che quello di Giulio Regeni non è più un caso bensì un omicidio di stato. Alla luce delle nuove acquisizioni video, non può esserci più dubbio che il nostro giovane è stata vittima dei servizi segreti Egiziani. Ogni cittadino deve essere consapevole di ciò e per tale motivo, è stato chiesto all’Amministrazione Comunale della città di Isola del Liri di predisporre la colorazione di giallo della cascata, colore che ormai simboleggia questa vicenda. Il Prc invita ogni singolo cittadino ad esser presente all’iniziativa a partire dalle ore 18:00 in Piazza XX Settembre.
Frosinone 24.01.2017