Source: https://vacanzarovinata.it/rimborso-volo-cancellato-lufthansa/
Timestamp: 2019-03-20 09:14:31+00:00
Document Index: 68470611

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1218', 'art. 7', 'art. 1226']

Rimborso volo cancellato Lufthansa - Vacanza Rovinata
Se il tuo volo Lufthansa è stato cancellato, rivolgiti a noi ed ottieni il dovuto risarcimento senza sostenere alcuna spesa.
In virtù della normativa dettata a tutela del passeggero, in caso di volo cancellato così come per ritardo aereo, perdita coincidenza o negato imbarco, si ha diritto al rimborso biglietto, una compensazione pecuniaria (da € 250 fino ad € 600) ed il risarcimento danni subiti.
Non di rado tuttavia la Lufthansa si rifiuta di corrispondere il dovuto rimborso e risarcimento ai passeggeri appellandosi a circostanze eccezionali quali ad esempio un guasto tecnico o condizioni meteo avverse.
Sulla base della consolidata esperienza maturata sul campo da VacanzaRovinata.it vi possiamo assicurare che nella stragrande maggioranza dei casi, quella della “circostanza eccezionale”, non è altro che un subdolo escamotage al quale ricorrono le compagnie aeree per negare ai passeggeri un adeguato rimborso e risarcimento per i disagi subiti o, comunque, per disincentivare i viaggiatori dall’intentare azioni risarcitorie.
VacanzaRovinata.it valutata la sussistenza dei presupposti ti aiuterà quindi a superare tutti gli ostacoli frapposti dalla Lufthansa fino a farti ottenere un adeguato rimborso ed il giusto risarcimento senza dover corrispondere alcuna spesa.
Come ottenere il rimborso ed il risarcimento di un volo Lufthansa?
In una recente sentenza ottenuta dai legali di VacanzaRovinata.it in favore di un nostro assistito, è stata inflitta una dura condanna alla compagnia aerea Lufthansa ritenuta responsabile, in una recentissima sentenza, di aver illegittimamente provveduto all’improvvisa cancellazione del volo di rientro dall’America che ha costretto i passeggeri di tale volo ad una lunga notte di forzata permanenza in aeroporto in attesa della partenza del volo di riprotezione. La sentenza in questione ha riconosciuto alla passeggera vittima di tale disavventura la somma complessiva di € 1.100 a titolo di compensazione pecuniaria, nonché di risarcimento per i gravi disagi subiti.
Oltre che per l’ottimo risultato raggiunto in favore della nostra assistita, tale sentenza merita attenzione anche perché rappresenta l’ulteriore conferma del fatto che le compagnie aeree, al fine di poter essere esonerate dagli obblighi risarcitori nei confronti dei passeggeri vittime di cancellazioni e/o ritardi dei voli, devono idoneamente dimostrare (e non solo affermare!) il verificarsi di “circostanze eccezionali” che hanno impedito il regolare svolgimento del volo.
Con atto di citazione ritualmente notificato, l’attrice Sig.ra P. E. come sopra descritta, conveniva per l’udienza del 14 gennaio 2011 la compagnia aerea Lufthansa, al fine di vedersi accogliere le conclusioni come rassegnate in citazione.
Parte attrice, infatti, nel primo scritto difensivo chiedeva accertarsi preliminarmente l’inadempimento della convenuta nell’esecuzione del contratto di trasporto aereo ed in conseguenza di ciò, chiedeva la condanna di tale società al pagamento di Euro 600,00 a titolo di compensazione pecuniaria per la cancellazione del volo Lufthansa LH0413 del 13.09.2010, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali anche a titolo di “vacanza rovinata”…
In tale udienza si costituiva la compagnia aerea Lufthansa, depositando propria comparsa di costituzione e risposta con relativa produzione ed allegati e precisate le conclusioni, la causa, matura per la decisione, veniva riservata a sentenza.
Entrando nel merito della questione, la domanda proposta dall’attrice, risulta fondata e come tale meritevole di accoglimento sulla scorta dei fatti dedotto e della prodotta documentazione.
La Sig.ra P., ha documentalmente provato di aver acquistato tramite il sito web della Lufthansa i voli aerei a/r Milano Malpensa-Francoforte-Newark per le date del 07.09.2010 (andata) e 13.09.2010 (ritorno).
In particolare, alla Sig.ra P. all’atto della prenotazione ed acquisto di tali voli, veniva confermato tale programma di viaggio:
partenza con volo Lufthansa LH3881 dall’aeroporto di Milano il 07.09.2010 alle ore 09.05 con arrivo a Francoforte alle ore 1025 e ripartenza con volo Lufthansa Lh0402 delle ore 13.15 con arrivo a Newark alle 15.40;
ritorno con volo Lufthansa LH0413 dall’aeroporto di Newark il 13.09.2010 alle ore 20.10 con arrivo all’aeroporto di Monaco alle ore 19.10 e ripartenza con volo Lufthansa LH3900 delle ore11.05 con arrivo previsto a Milano alle ore 12.15.
Tuttavia, il volo di rientro veniva cancellato – senza alcuna motivazione e preventiva informazione – dalla compagnia aerea, e l’attrice ne aveva contezza solo quando raggiungeva il check-in dell’aeroporto di Newark in data 13.09.2010.
La convenuta compagnia aerea, in seguito alla cancellazione del volo per Milano del 13.09.2010, non forniva alcuna alternativa per raggiungere l’Italia, tanto che la Sig.ra P. si vedeva costretta ad attendere l’intera nottata in aeroporto in attesa di ricevere valide informazioni sulla propria sorte.
La mattina successiva, veniva offerta – quale unica forma di riprotezione –la partenza con volo delle ore 03.30 del 15.09.2010, scalo tecnico all’aeroporto di Monaco e ripartenza con volo Lufthansa LH 3908 delle ore 19.00 con arrivo previsto a Milano alle ore 20.15.
L’attrice documenta come, in seguito alla cancellazione del volo originario, la riprotezione offertale era con partenza prevista in data 15.09.2010 da Newark (ossia un giorno e mezzo dopo).
La cancellazione dell’originario volo di ritorno Lufthansa identificato con codice LH0413 del 13.09.2010 e la riprotezione offerta all’attrice con volo decollato solo in data 15.09.2010, comportavano l’arrivo a destinazione con 1 giorno e mezzo di ritardo.
L’evento cancellazione che coinvolgeva il volo di ritorno Newark- Monaco- Milano del 13.09.2010 acquistato dall’attrice, non viene contestato dalla compagnia aerea la quale, però sostiene che il mancato decollo e la cancellazione di tale volo sia conseguenza di un evento imprevedibile ed eccezionale, ossia il passaggio dell’Uragano Earl sulle coste degli Stati Uniti d’America.
Questo Giudice ritiene che, non avendo parte convenuta assolta all’onere probatorio imposto dall’art. 5 comma 3 del citato regolamento CE secondo il quale il vettore aereo è esonerato dall’obbligo risarcitorio nei confronti del passeggero solo se venga dimostrato che “… la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se si fossero adottate tutte le misure del caso”, alla Sig.ra P. spetta la compensazione pecuniaria prevista dall’art. 7 del Regolamento CE n. 261/2004 (richiamato dalle parti), oltre al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per l’inadempimento nell’esecuzione del contratto ex art. 1218 C.C..
Per quanto riguardo la mancata compensazione pecuniaria ex art. 7 Regolamento Ce n. 261/2004 è dovuta la compensazione pecuniaria di Euro 600,00 rientrando nelle ipotesi previste dalla lettera c) (ossia “per le tratte aeree che non rientrano nelle lettere a) o b)).
Occorre ora esaminare il danno non patrimoniale subito dall’attrice in conseguenza della cancellazione del volo di rientro.
L’attrice ha documentalmente dimostrato come – in conseguenza della cancellazione del volo Lufthansa LH0413 del 13.09.2010, questa abbia fatto rientro in Italia con ben 1 giorno e mezzo di ritardo.
Durante l’attesa della partenza del volo di riprotezione, inoltre, questa veniva letteralmente abbandonata nell’aeroporto di Newark senza un’adeguata assistenza, vedendosi costretta a dormire in aeroporto senza coperte e pasti, come la stessa descrive nella e.mail inviata alla convenuta ed allegata nella produzione della stessa.
Per quanto attiene il danno non patrimoniale il Giudice ritiene che effettivamente, in conseguenza della cennata situazione, la viaggiatrice abbia subito una turbativa ed uno stato di ansia con stress per mancata informazione e per violazione degli obblighi di assistenza da parte del vettore e per l’impossibilità di far rientro in Italia il giorno previsto nell’originario programma di viaggio; quindi, facendo riferimento anche alle presunzioni semplici, tenuto conto che l’attrice ha fornito elementi concordanti di gravità del fatto subendo un pregiudizio che ha alterato le sue abitudini ed i suoi assetti relazionali, si stima giusto ed equilibrato quantificare detto danno, ex art. 1226 c.c., in € 500,00.
In conclusione, al Lufthansa va condannata al pagamento della somma totale di € 1.100,00 oltre interessi al tasso legale dalla domanda al soddisfo.
Le spese di giudizio, seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispovo
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando nella causa proposta, così come in narrativa provvede:
accoglie la domanda attorea;
per l’effetto condanna la Lufthansa al pagamento in favore di P.E. della somma di € 1.100,00 per le causali in motivazione, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo;
condanna, altresì, la convenuta al pagamento delle spese di giudizio.