Source: https://job.fanpage.it/come-leggere-la-certificazione-unica-2019/
Timestamp: 2019-06-19 16:42:03+00:00
Document Index: 84262323

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 67', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 67', 'art. 25', 'art. 4']

Dichiarazioni fiscaliFiscojob news 20 febbraio 2019 14:59
Tutti i datori di lavoro e gli enti previdenziali (Inps, ex Inpdap, ex Enpals, ecc.) devono consegnare entro il 31 marzo ai contribuenti (lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, percettori di ammortizzatori sociali come la Naspi, la mobilità, ecc.) il nuovo modello di Certificazione Unica 2019 (CU 2019) contenente i dati contenente i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati e ai redditi di lavoro autonomo percepiti dai contribuenti entro il 2018.
La Certificazione Unica 2019 certifica i redditi relativi all'anno 2018.
La scadenza per la consegna del modello di Certificazione Unica a lavoratori, pensionati e in generale tutti i contribuenti fino a qualche anno fa era fissata per il 28 febbraio di ogni anno, ma da qualche anno gli adempimenti e le scadenze sono doppie sia per gli obblighi di comunicazione all'Agenzia delle Entrate che per gli obblighi di consegna ai percipienti dei redditi:
entro il 7 marzo 2019 i dati delle certificazioni uniche vanno trasmessi telematicamente all'Agenzia delle Entrate
Entro il 31 ottobre 2019 vanno trasmesse le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata;
entro il 1 aprile 2019 (il 31 marzo 2019 è domenica) vanno consegnate due copie della Certificazione Unica 2019 ai lavoratori, ai pensionati, ai collaboratori, ai titolari di redditi di lavoro autonomo e in generale a tutti i contribuenti verso i quali sono stati erogati dei redditi.
Agli adempimenti di cui sopra sono tenuti tutti i datori di lavoro e tutti i sostituti d'imposta.
Nel modello CU 2019, che da da qualche anno sostituisce il vecchio modello CUD, sono certificati tutti i dati fiscali dell’anno 2018, dal reddito imponibile percepito alla tassazione applicata nelle buste paga o nella rata di pensione, nonché i dati previdenziali.
Da alcuni anni esistono due versioni di Certificazione Unica 2019:
Vediamo in questo approfondimento, punto dopo punto, come leggere la Certificazione Unica 2019 – modello CU 2019 per controllare i relativi dati inseriti che riguardano lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, agenti di commercio e tutti i contribuenti percettori di redditi nell‘anno d'imposta 2018.
Come controllare la tassazione nella Certificazione Unica 2019
Dalle buste paga alla Certificazione Unica 2019
Ritenute Irpef nella Certificazione unica 2019
Addizionali regionali e comunali nella Certificazione unica 2019
Welfare aziendale nella Certificazione unica 2019
Previdenza complementare nella Certificazione unica 2019
Oneri deducibili nella Certificazione unica 2019
Arretrati in busta paga nella Certificazione unica 2019
Conguagli in caso di redditi erogati da altri sostituti
Quando conviene presentare il 730/2019
Quando è obbligatorio presentare il Modello Redditi 2019
Redditi dichiarati nella Certificazione lavoro autonomo 2019
Certificazione redditi - Locazioni brevi 2019
Ritenuta del 21% sulle locazioni brevi nella Certificazione unica 2019
Compilazione Certificazione Redditi - Locazioni brevi
Principio di cassa Locazioni brevi
Esempi di compilazione con criterio di cassa e competenza
Dal CUD 2019 alla Certificazione Unica 2019 è il primo passaggio fondamentale. Molti lavoratori cercano su internet “come leggere il CUD”, per sapere come orientarsi tra le voci del modello e capire se sono correttamente indicate da parte del datore di lavoro. Va subito detto che dall’anno 2015, quindi da alcuni anni, il modello di certificazione dei redditi è cambiato. Il vecchio modello CUD è stato sostituito dal nuovo modello di certificazione, oggi chiamato per i redditi dello scorso anno d'imposta 2018, Certificazione Unica 2019.
La “Certificazione Unica 2019” cosa è? nello specifico come si legge nel modello è la “Certificazione di cui all’art. 4, commi 6-ter e 6-quater, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, relativo all’anno 2018”, per i dipendenti e pensionati non è altro che il nuovo CUD 2019 contenente i dati fiscali e previdenziali relativi ai redditi prodotti nell’anno 2018.
Si chiama Certificazione Unica dei redditi (CU 2019) in quanto è un modello più completo rispetto al passato ed è rilasciato anche ai lavoratori autonomi. Infatti essendo destinato sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi, la Certificazione dei redditi è diventata appunto “Unica”.
Infatti aprendo il PDF del modello sintetico della Certificazione Unica 2019 sul sito dell'Agenzia delle Entrate si può notare che nelle 9 pagine del modello vi sono tre certificazioni nel modello:
"Certificazione lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale" (da pagina 1 a pagina 5) che è quella parte compilata in caso di certificazione dei redditi a lavoratori dipendenti, collaboratori, pensionati e percettori di redditi assimilati a quello dipendente;
"Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi" (pagina 6) che è la certificazione che il sostituto d'imposta rilascia ai vari percipienti di redditi di lavoro autonomo, ivi compreso titolari di partita IVA, professionisti ecc.;
"Certificazione redditi – Locazioni brevi" che riguarda i contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni.
La certificazione unica deve essere firmata dal datore di lavoro, dall'ente di previdenza, dal committente o comunque dal sostituto d'imposta che la rilascia al percipiente nell'apposita casella "firma del sostituto d'imposta".
Il modello CU 2019 deve essere consegnato, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente nonché percettore di redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi), entro il 31 marzo (quest'anno 1 aprile) e non più entro 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati ovvero entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Vediamo il dettaglio di tutti i dati del modello, per leggere e controllare il modello di Certificazione Unica 2019 ricevuto dal proprio datore di lavoro o dall’Inps o dal sostituto d'imposta. Ecco come si legge il vecchio e storico modello CUD.
Come detto è la principale Certificazione rilasciata ai percipienti. Si tratta della Certificazione unica rilasciata a dipendenti, collaboratori e pensionati da parte dei datori di lavoro e degli enti previdenziali. Affrontiamo il contenuto della dichiarazione con uno sguardo al collegamento della stessa con le buste paga e con il modello 730.
Nella prima pagina della Certificazione Unica 2019 ci sono i “dati anagrafici” sia del datore di lavoro o dell’ente pensionistico o altro sostituto d’imposta che ha erogato il reddito o il compenso, sia del dipendente o pensionato o altro percettore delle somme (lavoratore autonomo e altri).
Per quest’ultimi vanno indicate le “Categorie particolari”, gli “eventi eccezionali” (contribuenti vittime di richieste estorsive e per i contribuenti colpiti da altri eventi eccezionali) e i “casi di esclusione dalla precompilata" (sarebbe dal 730 precompilato o Modello Redditi precompilato, tra i quali rientra il caso in cui stati certificati soltanto dati previdenziali ed assistenziali e/o dati relativi al TFR, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggetta a tassazione separata).
Dati relativi al datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d’imposta. Il soggetto che rilascia la certificazione deve riportare, oltre ai propri dati identificativi ed al proprio codice fiscale (non deve essere indicato il numero di partita IVA), anche l’indirizzo completo (Comune, sigla della provincia, C.A.P., via, numero civico, frazione, telefono, fax e indirizzo di posta elettronica) della propria sede (e non quella di altri soggetti, quali ad esempio, quello incaricato della tenuta della contabilità) al quale devono pervenire le comunicazioni relative ai conguagli sulle retribuzioni. Il soggetto deve altresì indicare il codice dell’attività svolta in via prevalente (con riferimento al volume d’affari) desunto dalla classificazione delle attività economiche, vigente al momento del rilascio della Certificazione Unica.
Nella casella “codice sede”, il sostituto di imposta che, per proprie esigenze organizzative, intende gestire separatamente gruppi di dipendenti, può indicare per ciascuna gestione un codice identificativo. Tale codice è costituito esclusivamente da valori numerici compresi tra il valore 001 ed il valore 999.
Dati relativi al dipendente, pensionato o altro percettore delle somme. Il sostituto d’imposta indica tra i dati anche il domicilio fiscale all’1/1/2018 e all’1/1/2019, solo se diverso da quello del 2018. Laddove il lavoratore dovesse accorgersi che vi è indicato un comune sbagliato, occorre immediatamente avvertire il datore di lavoro in quanto il calcolo delle addizionali comunali nel nuovo anno d'imposta 2019 dipende dal comune indicato come domicilio fiscale nella Certificazione unica 2019.
La sezione dati anagrafici accoglie infine la data di consegna della Certificazione Unica (la scadenza per la consegna per il 2019 è il 1 aprile 2019, essendo il 31 marzo di domenica) e la firma del sostituto d’imposta (ossia la firma del datore di lavoro o ente pensionistico).
Arrotondamenti importi nella Certificazione Unica 2019. Prima di affrontare le sezioni relative ai dati fiscali, è necessario precisare che la certificazione è compilata in euro esponendo i dati in centesimi, arrotondando per eccesso se la terza cifra decimale è uguale o superiore a cinque o per difetto se inferiore a detto limite. Ad esempio: 55,505 diventa 55,51; 65,626 diventa 65,63; 65,493 diventa 65,49.
Nella sezione “Dati fiscali”, a pagina 2 dove viene accolta la "Certificazione lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale" vanno certificati le somme e i valori assoggettati a tassazione ordinaria, i compensi con ritenuta a titolo d’imposta, quelli assoggettati ad imposta sostitutiva, quelli assoggettati a tassazione separata (arretrati di anni precedenti, indennità di fine rapporto di lavoro dipendente) nonché gli oneri di cui si è tenuto conto e gli altri dati necessari ai fini dell’eventuale presentazione della dichiarazione dei redditi (ad es. i giorni di lavoro dipendente e/o pensione).
La prima parte della sezione a pagina 2 della Certificazione Unica 2019 ci sono delle caselle riguardanti i “Dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi”. Questi dati sono da utilizzare per la presentazione del modello 730/2019 o anche del modello 730 precompilato 2019.
I punti da 1 a 4 della sezione dati fiscali sono molto importanti e la distinzione tra contratto a tempo indeterminato o determinato è tra le novità della Certificazione unica degli ultimi anni. In questi punti il datore di lavoro o l’Inps o il sostituto d’imposta certifica l’ammontare del reddito imponibile fiscale percepito dal lavoratore o dal pensionato nell’anno 2018.
Il punto 2 – Redditi di lavoro dipendente e assimilati con contratto a tempo determinato comprende il reddito imponibile fiscale dell’anno percepito dai lavoratori che hanno un contratto a termine. In questo punto ci sarà la somma dei redditi di tutti i contratti a termine avuti con lo stesso datore dell’anno nell’anno 2018, quindi il reddito totale annuo dal punto di vista fiscale. In questo punto va indicato anche le somme corrisposte a titolo di borse di studio.
Leggendo i dati fiscali che sono contenuti a pagina 2 della Certificazione Unica 2019, avendo appreso come è stata compilata la sezione relativa ai redditi imponibili dal punto di vista fiscale dichiarati nei punti da 1 a 4, si può controllare la tassazione applicata dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico nella busta paga, nella rata di pensione o nell'erogazione della prestazione pensionistica a sostegno del reddito.
L’imponibile fiscale dei punti da 1 a 4 è generalmente pari all’”Imponibile previdenziale”, inserito al punto 4 dei dati previdenziali ed assistenziali Inps a pagina 4 della Certificazione Unica 2019, meno i “Contributi a carico del lavoratore trattenuti”, inseriti al punto 6 successivo.
Si tratta quindi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) che il lavoratore ha pagato in tutte le buste paga dell’anno 2018. Oppure delle trattenute a titolo di Irpef nelle rate di pensione percepite per tutto l'anno 2018 dal pensionato.
La Certificazione Unica 2019, infatti, serve anche per certificare che l’Irpef è stata trattenuta dal datore di lavoro o ente pensionistico, il quale si è assunto l’obbligo di versarla all’Agenzia delle Entrate quale sostituto di imposta.
Nel punto 21 si ha evidenza di che importo si è pagato come imposta. Ovviamente il lavoratore o pensionato può ricalcolare il tutto in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi (730 2019 o Modello Redditi Persone fisiche 2019, che è l'ex modello Unico PF 2019).
Abbiamo capito quali sono i dati indicati nella sezione "Dati fiscali" della Certificazione unica 2019, soprattutto riguardo all'imponibile fiscale, all'imponibile previdenziale relativo ai redditi percepiti dal datore di lavoro o dall'Inps o ente previdenziale nell'anno 2019. Abbiamo capito quale è la tassazione e dove si legge la tassazione pagata nella Certificazione unica 2019, così abbiamo capito come individuare tutte le detrazioni fiscali che il sostituto d'imposta ha applicato durante l'anno 2018 (in particolare le detrazioni applicata dal datore di lavoro negli stipendi o dall'Inps nelle rate di pensione).
Ora però bisogna controllare se questi dati sono corrispondenti con quanto indicato nelle buste paga da gennaio a dicembre 2018 calcolate dal datore di lavoro, ivi compreso il conguaglio fiscale di fine anno.
Il lavoratore può ovviamente controllare anche che i dati certificati dal datore di lavoro nel nuovo modello CUD 2019 siano uguali (e quindi esatti) a quelli indicati nelle buste paga dell’anno, ossia lì dove il datore di lavoro ha applicato la tassazione.
Chiarito in via generale come è possibile controllare la tassazione applicata attraverso la lettura dei punti indicati nel nuovo modello CUD per il 2019, ossia la Certificazione Unica 2019, approfondiamo altri punti chiave.
Dati relativi al rapporto di lavoro. Nel punto 8 va indicata la data di inizio del rapporto di lavoro, nel punto 9 la data di cessazione. Nella ipotesi in cui il rapporto di lavoro, intercorso con lo stesso sostituto d’imposta venga interrotto e successivamente ripreso nel corso dell’anno, sarà barrato il punto 10 e quindi il lavoratore è in forza al 31/12/2018.
Le istruzioni della Certificazione unica 2019 stabiliscono che "In presenza di una pluralità di rapporti di lavoro nel corso dell’anno, l’informazione indicata nei punti 6 e 7 (ossia i giorni di calcolo della detrazione per lavoro dipendente) dovrà essere fornita per ogni rapporto, indicando altresì il relativo importo. In caso di conguaglio di redditi di lavoro dipendente e pensione, dovrà essere data sempre distinta indicazione del periodo, con riferimento a ciascuno dei redditi conguagliati".
Coloro che hanno avuto nell'anno 2018 un solo contratto a tempo determinato o un solo contratto a tempo indeterminato, quest'ultimo anche iniziato o finito in corso dell'anno, troveranno nei punti 6 e 7 e nei punti 8 e 9 rispettivamente il numero dei giorni di lavoro dipendente lavorati dal punto di vista fiscale e le date di inizio del rapporto di lavoro, anche riferita agli anni precedenti al 2018, e di cessazione del rapporto di lavoro, intesa quest'ultima come la data di termine del rapporto in caso di tempo determinato o la data di cessazione per licenziamento o dimissioni o risoluzione consensuale in caso di indeterminato.
Nel caso di più rapporti di lavoro con lo stesso datore di lavoro, è bene considerare che nella casella relativa ai giorni di detrazione spettante verranno indicati i giorni totali relativi a tutto il periodo lavorato nell'anno 2018, che poi sono anche calcolati nel conguaglio fiscale di fine anno, il quale dovrebbe tener conto di tutti i redditi intercorsi tra le parti nell'anno d'imposta.
Per quanto riguarda la sezione ritenute, oltre al punto 21 – Ritenute Irpef, cifra che rappresenta l’Irpef pagata e trattenuta in busta paga o sulla rata di pensione, ci sono anche il punto 22 dove viene indicato l’ammontare dell’addizionale regionale all’IRPEF, nonché l’eventuale acconto 2018, saldo 2018 e Acconto 2019 dell’Addizionale comunale all’Irpef trattenuta in busta paga (punti da 26 a 29).
Nel punto 22 viene indicato l’ammontare dell’addizionale regionale all’IRPEF dovuta dal lavoratore dipendente in base al reddito da lavoro dipendente dell'anno 2018. In particolare, il datore di lavoro nella busta paga di dicembre calcola l'importo dell'addizionale regionale e, laddove il rapporto di lavoro non sia finito al 31 dicembre 2018, ma continui nel 2019, trattiene l'addizionale regionale indicato nella Certificazione unica 2019, in undici rate da gennaio a novembre 2019.
Nel punto 26 è indicato l’acconto addizionale regionale relativo all’anno d’imposta di riferimento della Certificazione unica (nel caso di Certificazione unica 2018, l’anno d’imposta è il 2018) già pagato nelle buste paga da gennaio a dicembre 2018. Tale importo va sottrarsi nel calcolo dell’addizionale comunale e quindi nel calcolo dell’importo del saldo di cui al punto 27.
Nel punto 27 è indicato il saldo dell’addizionale comunale che viene trattenuto nelle buste paga da gennaio a novembre 2019 (11 rate), al netto dell’acconto già versato, eventualmente indicato nella Certificazione unica dell’anno precedente nel punto 26.
Il punto 28 accoglie invece l’acconto dell’addizionale comunale da versare nelle buste paga da marzo a novembre 2019 (9 rate).
Il bonus di 80 euro di Renzi spetta nel 2018 da gennaio a dicembre in busta paga per un totale di 960 euro. Ovviamente la cifra di 960 euro riguarda coloro che hanno lavorato tutto l'anno (365 giorni). Mentre coloro che hanno lavorato un periodo inferiore, il calcolo del bonus Irpef dipende dal numero di giorni di detrazione spettante nel punto 6 nella sezione "Dati Fiscali" della Certificazione unica.
Appurato che l'ammontare annuo del bonus Renzi è legato al numero di giorni di lavoro dipendente effettuati nell'anno d'imposta, va ricordato che i 960 euro si riducono per coloro che hanno un reddito imponibile fiscale da 24.600 a 26.600 euro. E coloro che hanno un reddito superiore a tale soglia, non hanno diritto al bonus Renzi.
Tornando a quanto indicato nella Certificazione Unica 2019, i lavoratori con meno di 24.600 euro di reddito imponibile fiscale (punto 1 – Redditi di lavoro dipendente e assimilati) avranno indicato “1” nel punto 391 – codice bonus, che indicata che il bonus Irpef è stato erogato.
Mentre nel punto 392 – Bonus erogato viene indicata la cifra di 960 euro, se il lavoratore ha lavorato tutto l’anno 2018 presso quel datore di lavoro ed ha percepito un reddito inferiore a 24.600 euro.
Ovviamente chi ha avuto diritto ad una cifra inferiore troverà la relativa cifra percepita nelle buste paga da gennaio a dicembre 2018 e il ricalcolo del bonus in sede di conguaglio fiscale.
A pagina 3 della Certificazione Unica 2019, in basso, ci sono dei degli ulteriori dati anagrafici, ossia i “dati relativi al coniuge e ai familiari a carico”. Nella Certificazione Unica, oltre ai dati del lavoratore, è prevista l’indicazione dei dati relativi ai familiari che nel 2017 sono stati fiscalmente a carico del sostituito (lavoratore, pensionato, ecc.), ai fini della corretta verifica dell’attribuzione delle detrazioni fiscali.
Questa sezione è compilata in presenza di importi indicati nei punti 362 – Detrazioni per carichi di famiglia e 363 – Detrazioni per famiglie numerose. I codici sono “C” per coniuge, “F1” per primo figlio, “F” per figli successivi al primo, “A” per altro familiare, “D” per figlio con disabilità). E’ importante anche il dato del numero dei mesi a carico, soprattutto per i familiari che producono un reddito superiore al consentito. Per maggiori informazioni vediamo lo status di familiare a carico.
Certificazione unica: codice fiscale coniuge non a carico. Negli anni scorsi era richiesta l’indicazione del codice fiscale del coniuge, anche se non a carico, pertanto se il lavoratore ha ricevuto dalla propria azienda la richiesta del codice fiscale del coniuge è per questo motivo. Da alcuni anni però le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate riportano testualmente "Per permettere all’Agenzia delle Entrate di predisporre la dichiarazione precompilata in modo più accurato, i sostituti potranno inserire anche il codice fiscale, comunicato dai propri dipendenti, del coniuge anche se non fiscalmente a carico". Pertanto non rappresenta più un obbligo del sostituto d'imposta ma una facoltà.
Per i datori di lavoro e per i lavoratori vi è la possibilità di godere delle agevolazioni fiscali relative alla detassazione di straordinari e premi di risultato e tale possibilità è valsa anche per l'anno d'imposta 2918. Quindi è stato possibile erogare i premi di risultato detassati anche per l'anno d'imposta 2018, che è l'anno di riferimento della Certificazione unica 2019.
La compilazione del rigo C4 del 730 precompilato proporrà la compilazione effettuata dal sostituto nel prospetto “Somme erogate per premi di risultato” della Certificazione Unica 2019.
Dal 2016, e anche per il 2017 e per l'anno d'imposta 2018, i premi di risultato percepiti in denaro scontano un'imposta sostitutiva del 10%; i premi percepiti sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non subiscono alcuna imposta (cfr. articolo 1, comma 184 della L. n. 208/2015).
Nella Certificazione unica 2019 sono annotati con evidenza i rimborsi effettuati dal datore di lavoro in applicazione dell'articolo 51, comma 2, lett. f-bis) e f-ter), Tuir a seguito delle pratiche di “welfare aziendale”.
Dove si trovano i dati del Welfare aziendale nella Certificazione unica 2019. La sezione dove si può trovare le evidenze dei piani di Welfare aziendale è la sezione "Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – Art. 51 TUIR" a pagina 3 della Certificazione unica 2019, punti da 701 a 706 del modello.
La sezione viene compilata riportando i dati relativi ai rimborsi di determinati oneri, individuati dai sottoelencati codici, effettuati dal datore di lavoro, sia del settore pubblico che privato, in applicazione dell’art. 51, comma 2, lett. f-bis) e f-ter), del TUIR, indipendentemente dalla compilazione della sezione “somme erogate per premi di risultato”. Perché non è detto che il piano di Welfare aziendale sia combinato con la detassazione dei premi di risultato.
Dall'anno d'imposta 2018 sono state previste due sezioni, la prima “sezione sostituto dichiarante”, nella quale devono essere indicati i rimborsi effettuati dal sostituto che rilascia la CU, la seconda “sezione altri sostituti”, nella quale devono essere indicati i rimborsi effettuati dai precedenti sostituti, nella ipotesi di operazioni di conguaglio di più CU.
La sezione va compilata riportando i dati relativi ai rimborsi di specifici oneri, l'anno nel quale è stata sostenuta la spesa rimborsata dal sostituto (punto 701) e l'importo rimborsato (punto 704); nel punto 702 deve essere indicato uno dei codici identificativi dell'onere rimborsato:
Un’altra sezione importante per i lavoratori dipendenti, e che è importantissimo controllare ogni anno, è quella relativa ai dati del TFR. La sezione, che è nella parte bassa a pagina 4 della Certificazione Unica 2019 è denominata “Trattamento di fine rapporto, indennità equipollenti, altre indennità e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata” ed è la sezione che risponde alle domande "dove si legge il TFR maturato sul CUD" .
Approfondiamo ora come leggere il TFR nella Certificazione unica 2019.
Se il lavoratore ha ricevuto l’anticipazione del TFR oppure il pagamento del TFR in quanto è finito il rapporto di lavoro durante l’anno 2018, troverà la relativa somma indicata nel punto 801 – Indennità, acconti, anticipazioni e somme erogate nell’anno. Gli eventuali acconti ricevuti nel 2018 o negli anni precedenti saranno indicati nel punto 802. La detrazione del punto 803 è quella spettante in base a quanto stabilito dal decreto del 20 marzo 2008.
Il TFR certificato dal datore di lavoro nei punti 809 e 810 rappresenta il proprio TFR accantonato al 31/12/2018. Si tratta di dati importanti in quanto consentono al lavoratore di conoscere quale l’importo del proprio TFR.
Per poter controllare il corretto aggiornamento del TFR, che ricordiamo è progressivo nel suo importo anno dopo anno, attraverso le proprie buste paga dell’anno 2018, si può partire dal dato indicato nel modello Certificazione Unica 2019, poi se nelle buste paga da gennaio a dicembre 2018 c’è indicato il TFR maturato mese per mese, è possibile sommare il dato estrapolato dal punto 810 del modello di certificazione 2018, con i vari importi del TFR mensile da gennaio a dicembre 2018 (se nella busta paga c’è indicato l’imponibile TFR basta dividerlo per 13,5), e si confronta la somma ottenuta con l’importo certificato dal datore di lavoro nel punto 810 della Certificazione Unica 2019.
L’ultima pagina del modello di Certificazione Unica relativamente alla "Certificazione lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale", la stessa pagina del modello che indica i dati relativi al TFR, accoglie i “Dati previdenziali ed assistenziali Inps”.
Si tratta del riepilogo della posizione previdenziale del lavoratore o del collaboratore nell’arco dell’anno 2018. In questa sezione infatti deve essere indicati e certificati i dati previdenziali Inps contenuti nelle denunce individuali dei lavoratori dipendenti (uniemens trasmessi mensilmente all'Istituto per ogni lavoratore).
In questa sezione devono essere certificati i compensi corrisposti durante l’anno 2018 ai collaboratori coordinati e continuativi o figure assimilate iscritti alla gestione separata INPS di cui all’art. 2, comma 26, L. 8 agosto 1995, n. 335.
In questa parte, per i lavoratori subordinati è possibile controllare il proprio imponibile previdenziale annuale dichiarato dal datore di lavoro all’Inps, che è utile al calcolo della propria pensione (punto 4). E’ possibile inoltre verificare l’ammontare dei contributi versata personalmente all’Inps, che sono stati trattenuti a proprio carico nelle buste paga (punto 6 – Contributi a carico del lavoratore trattenuti).
Questa sezione è riservata alla certificazione dei compensi corrisposti, durante l’anno 2018, agli iscritti alla Gestione Separata INPS, di cui all’art. 2, comma 26, L. 8 agosto 1995, n. 335, che hanno prodotto redditi disciplinati dall’art. 50 comma 1 lett. c bis del TUIR, dall’art. 67 comma 1 lett. l) e chi se pur esente ai fini fiscali ha prodotto redditi per i quali sono dovuti i contributi alla suddetta gestione, quali i Dottoranti di ricerca o particolari figure come gli assistenti parlamentari.
Al punto 41 – Compensi corrisposti al parasubordinato – in questa sezione troviamo il totale dei compensi corrisposti nell’anno, nei limiti del massimale contributivo annuo di cui all’art. 2, co.18, della L. n. 335 dell’8 agosto 1995, pari per l’anno 2018 ad euro 101.427,00.
Sono considerate erogate nel 2018 anche le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio 2019 ma relative all’anno 2018 così come previsto dall’ art. 51, co.1, DPR n. 917 del 22 dicembre 1986).
Nel punto 42 – Contributi dovuti – indicare il totale dei contributi dovuti all’INPS in base alle aliquote vigenti nella Gestione Separata nell’anno 2018. Nel caso di collaborazioni coordinate e continuativa (cococo) l'aliquota Inps è del 34,23%.
Nel punto 43– Contributi a carico del collaboratore – qui viene indicato il il totale dei contributi trattenuti al lavoratore per la quota a suo carico ed effettivamente trattenuta nella busta paga o notula. Si tratta di 1/3 dell'aliquota del 34,23% trattenuta nella busta paga del collaboratore coordinato e continuativo (cococo).
Acconti 2018 dichiarante e coniuge. I punti da 121 a 133 accolgono gli acconti 2018 del dichiarante. Ai fini dell’eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi da parte del sostituito, nei punti 121, 122, 123, 124 e 125 sono indicati gli importi del primo e secondo o unico acconto relativi all’IRPEF, dell’acconto di addizionale comunale all’IRPEF nonché della prima e della seconda o unica rata relative alla cedolare secca trattenuti dal sostituto al sostituito che si è avvalso dell’assistenza fiscale nel periodo d’imposta per il quale è consegnata la certificazione.
Nei punti da 321 a 333 gli acconti 2018 coniuge, nel caso in cui il sostituto (datore di lavoro o Inps) presti assistenza fiscale anche al coniuge del sostituito (dipendente o pensionato).
Per i soggetti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, nei punti 64, 74, 84, e 94 – crediti non rimborsati da assistenza fiscale 730/2018 dichiarante vanno indicati, rispettivamente, gli eventuali crediti di IRPEF (sia da tassazione ordinaria, separata e sostitutiva per premi di produttività e contributo di solidarietà), di addizionale regionale all’IRPEF, di addizionale comunale all’IRPEF nonché il credito di cedolare secca riferiti al sostituito e relativi all’anno precedente non rimborsati per qualsiasi motivo dal sostituto. Per i soggetti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, nei punti 264, 274, 284 e 294 vanno indicati gli stessi dati ma riferibili ai crediti non rimborsati del coniuge.
Nei punti da 411 a 423 vanno indicati i dati relativi alla previdenza complementare. Il punto 411 viene compilato qualora il sostituto ha versato contributi e/o TFR presso una forma di previdenza complementare o individuale. Nel punto 412 va indicato l’importo dei contributi e premi versato dal lavoratore e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari, dedotto dai punti 1, 3, 4 e 5. Nel punto 413 va indicato l’importo dei contributi e premi non dedotto dai citati punti 1, 3, 4 e 5, Nel punto 414 il TFR destinato al Fondo. Nel punto 415 va indicata la data di iscrizione al fondo di previdenza complementare. I punti da 416 a 420 riguardano i contributi di previdenza complementare lavoratori di prima occupazione, mentre i punti da 421 a 423 i contributi previdenza complementare per familiari a carico.
Nel punto 431 “Totale oneri deducibili esclusi dai redditi indicati nei punti 1, 3, 4 e 5” sono indicati il totale degli oneri di cui all’articolo 10 del TUIR, alle condizioni ivi previste ad eccezione dei contributi e premi versati alle forme pensionistiche complementari esclusi dall’importo di cui ai punti 1, 3, 4 e 5 evidenziati nel punto 412. Sono altresì indicate le erogazioni effettuate in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali a fronte delle spese sanitarie che non hanno concorso a formare il reddito di cui ai punti 1, 3, 4 e 5. E le erogazioni liberali a favore delle istituzioni religiose diverse dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana, previste da specifiche norme.
Reddito frontalieri. Nel punto 455 va indicato l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente da contratto a tempo indeterminato corrisposti al dipendente residente nel territorio dello Stato che presta in via continuativa la propria attività nelle zone di frontiera e in altri paesi limitrofi. Tale importo deve essere considerato al lordo della quota esente (euro 7.500,00). Nel caso di un contratto a tempo determinato (o contratto a termine) il punto compilato è il punto 456.
I punti 473 e 475 devono essere utilizzati in caso di incapienza delle retribuzioni, erogate fino a febbraio 2018, a subire il prelievo delle ritenute conseguenti alle operazioni di conguaglio di fine anno. In particolare, nel punto 473 va indicato l’importo dell’IRPEF che il sostituito ha chiesto di trattenere nei periodi di paga successivi a quello entro il quale devono terminare gli effetti economici delle operazioni di conguaglio fiscale di fine anno (28 febbraio).
Nel punto 474 viene indicato l’importo dell’Irpef trattenuto dal sostituto successivamente al 28 febbraio 2018 a causa di incapienza in sede di conguaglio.
Questa sezione è compilata quando ci sono i seguenti redditi:
I codici delle annotazioni della tabella C delle istruzioni della Certificazione unica 2019 fornite dall'Agenzia delle Entrate non vanno utilizzate relativamente ai redditi di lavoro autonomo. Resta fermo l’utilizzo dello spazio riservato alle annotazioni per qualsiasi altra informazione che il sostituto intenda fornire al sostituito.
Ecco l'elenco delle annotazioni della Certificazione unica 2019 e il loro significato:
Codice AA – Tributi sospesi: alla ripresa della riscossione il contribuente è tenuto autonomamente al versamento dei tributi oggetto di sospensione con le modalità previste dal provvedimento di ripresa;
Codice AY – Trattamento di fine rapporto, altre indennità e somme erogate: importo maturato fino al 31 dicembre 2000 (…), importo maturato dal 1° gennaio 2001 (…); prestazioni in forma di capitale erogate: importo maturato fino al 31 dicembre 2000 (…), importo maturato dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 (…);
Codice BB – Saldo 2018 dell’addizionale comunale all’IRPEF non operata in quanto in possesso dei requisiti reddituali per usufruire interamente della fascia di esenzione deliberata;
Codice BC – Il 90% delle somme percepite dai docenti e dai ricercatori che non hanno fruito dell’abbattimento della base imponibile importo (…). Per usufruire dell’agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi;
Codice BD – il 50% delle somme percepite dai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia che non hanno fruito dell’abbattimento della base imponibile, importo (…). Per usufruire dell’agevolazione il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi;
Codice BE – Riscatto volontario della posizione individuale maturata dall’1/1/2001 presso la forma pensionistica complementare: importo del riscatto e degli altri redditi certificati assoggettati a tassazione ordinaria (…), ritenute (…);
Codice BF – Riscatto volontario della posizione individuale maturata dall’1/1/2001 presso la forma pensionistica complementare: eccedenza d’imposta risultante dal conguaglio con anticipazioni di prestazioni in forma capitale erogate in anni precedenti ed assoggettate a tassazione separata utilizzata in compensazione delle ritenute (…), eccedenza d’imposta non utilizzata in compensazione (…);
Codice BG – Dati relativi alle detrazioni per canoni di locazione: codice canone di locazione (…), giorni (…), percentuale (…);
Codice BH – In assenza di altri redditi oltre quelli certificati, il contribuente potrà chiedere il rimborso del credito non riconosciuto (punto 365) in sede di dichiarazione dei redditi;
Codice BI – In assenza di altri redditi oltre quelli certificati, il contribuente potrà chiedere il rimborso del credito non riconosciuto (punto 371) in sede di dichiarazione dei redditi;
Codice BL – Ammontare totale erogato del bonus e delle stock option, importo (…); Ammontare del bonus e delle stock option che eccede la parte fissa della retribuzione, importo (…);
Codice BN – Acconto 2019 dell’addizionale comunale all’IRPEF non operata in quanto in possesso dei requisiti reddituali per usufruire interamente della fascia di esenzione deliberata;
Codice BP – Addizionale regionale all’Irpef certificata nella Certificazione unica precedente e sospesa a causa di eventi eccezionali, importo (…); saldo addizionale comunale all’Irpef certificata nella CU precedente e sospesa a causa di eventi eccezionali, importo (…);
Codice BR – Dati relativi all’assistenza fiscale: saldo Irpef sospeso, importo (…); addizionale regionale sospesa, importo (…); saldo addizionale comunale sospeso, importo (…); acconto tassazione separata sospeso, importo (…); imposta sostitutiva sui premi di risultato, sospesa, importo (…); cedolare secca su locazioni, sospesa, importo (…);
Codice BS – Acconto addizionale comunale all’Irpef certificata nella CU precedente e sospesa a causa di eventi eccezionali, importo (…);
Codice BT – Importi sospesi a seguito degli eventi sismici del 6 Aprile 2009 per i quali c’è stata la ripresa della riscossione, tramite il sostituto d’imposta, ma che residuano al momento della cessazione del rapporto di lavoro: IRPEF 2008, importo (…); Addizionale regionale all’irpef 2008, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2008, importo (…); Acconto TFR 2008, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2008, importo (…); Tassazione separata 2008, importo (…); IRPEF 2009, importo (…); Addizionale regionale all’irpef 2009, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2009, importo (…); Imposta TFR 2009, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2009, importo (…); Tassazione separata 2009, importo (…); IRPEF 2010, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2010, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2010, importo (…); Tassazione separata 2010, importo (…);
Codice BV – Importi sospesi a seguito degli eventi sismici del 6 Aprile 2009 per i quali c’è stata la ripresa della riscossione e versati dal sostituto: IRPEF 2008, importo (…); Addizionale regionale all’irpef 2008, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2008, importo (…); Acconto TFR 2008, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2008, importo (…); Tassazione separata 2008, importo (…); IRPEF 2009, importo (…); Addizionale regionale all’irpef 2009, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2009, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2009, importo (…); Tassazione separata 2009, importo (…); Imposta TFR 2009, importo (…); IRPEF 2010, importo (…); Addizionale comunale all’irpef 2010, importo (…); Imposta sostitutiva sui premi di produttività 2010, importo (…); Tassazione separata 2010, importo (…);
Codice BW – Redditi esentati da imposizione in Italia: importo del reddito esente percepito (…);
Codice BZ – Importo eccedente il milione di euro assoggettato a tassazione ordinaria, importo (…); ammontare della rivalutazione (…); importo dell’indennità principale corrisposto, importo (…); importo delle altre indennità corrisposto, importo (…);
Codice CC – In presenza di contributi per previdenza complementare certificati in più certificazioni uniche non conguagliate, verificare che non siano superati i limiti di deducibilità previsti dalle norme;
Codice CF – In caso di utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’agenzia delle entrate verificare i dati forniti dalla presente certificazione in quanto potrebbero essere non coincidenti con la dichiarazione precompilata a seguito di variazione della certificazione Unica 2019 avvenuta dopo il 7 marzo;
Codice CG – Il contribuente, per fruire della quota non dedotta, può presentare la dichiarazione dei redditi, riportare tale onere negli anni successivi ovvero chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente;
Codice CH – Importo dei contributi fruiti in sostituzione del premio di risultato, non dedotti in quanto superiore all’ammontare del premio agevolabile, importo (…);
Codice CM – Redditi esentati da imposizione in Italia: importo del reddito esente percepito (…);
Codice CN – Il credito non è stato rimborsato in sede di assistenza fiscale. Tali somme saranno corrisposte direttamente dall’Agenzia delle Entrate, importo (…). Tali somme non devono essere riportate nella dichiarazione dei redditi;
Codice CO – Codice fiscale sostituto secondario (…), emolumento non avente carattere fisso e continuativo, importo (…), Ritenute operate, importo (…), e Trattenute effettuate, importo (…);
Codice CP – C.F. sostituto (…), anno (…), codice onere detraibile (…), codice onere deducibile (…), importo rimborsato (…);
Codice GI – Le operazioni di conguaglio sono state effettuate dal sostituto estinto;
Codice GL – Importi non trattenuti a seguito di assistenza fiscale: Saldo Irpef 2017, importo (…); addizionale regionale 2017, importo (…); saldo addizionale comunale 2017, importo (…); saldo cedolare secca, importo (…); imposta sostitutiva premi di risultato, importo (…); acconto tassazione separata, importo (…);
Codice ZZ – Altre annotazioni obbligatorie.
Ora è bene chiarire al lavoratore, al pensionato o al contribuente che ha ricevuto la Certificazione Unica 2019 quale è l’utilizzo della certificazione.
Va subito detto che il contribuente che nell’anno ha posseduto soltanto redditi di lavoro dipendente attestati nella Certificazione Unica è esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi, sempreché, siano state correttamente effettuate le operazioni di conguaglio.
Il contribuente esonerato può, tuttavia, presentare la dichiarazione dei redditi qualora, ad esempio, nell’anno abbia sostenuto oneri diversi da quelli eventualmente attestati nella presente certificazione che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall’imposta (in tali oneri sono comprese anche le spese mediche sostenute dal contribuente e rimborsate da un’assicurazione sanitaria stipulata dal datore di lavoro la cui esistenza è segnalata al punto 444 della certificazione). In sostanza, in presenza delle detrazioni fiscali per spese da dichiarare nel quadro E del modello 730, al contribuente conviene comunque presentare la dichiarazione dei redditi.
Coloro che hanno ricevuto la Certificazione Unica 2019 devono, in ogni caso, presentare:
il quadro RM del Modello Redditi 2019 Persone fisiche (ex modello Unico PF):
– se hanno percepito nel 2018 redditi di capitale di fonte estera sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana, oppure interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239 e successive modificazioni;
– se hanno percepito nel 2018 indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta;
il quadro RT del Modello Redditi Persone fisiche 2018 (ex modello Unico PF):
– se nel 2018 hanno realizzato minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate;
– se nel 2018 hanno realizzato plusvalenze o minusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate ovvero intendono effettuare compensazioni;
– se nel 2018 hanno realizzato altri redditi diversi di natura finanziaria per determinare e versare l’imposta sostitutiva dovuta;
il modulo RW, se nel 2018 hanno detenuto investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria o hanno effettuato trasferimenti da o verso l’estero di denaro, titoli e attività finanziarie; l quadro AC del Mod. Redditi Persone Fisiche 2018 se esercenti le funzioni di amministratore di condominio per evidenziare l’elenco dei fornitori del condominio e le relative forniture.
Il contribuente non è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi qualora il sostituto abbia certificato sia redditi di lavoro dipendente che redditi di lavoro autonomo. Quindi se ha ricevuto due Certificazione Unica 2019, una come dipendente e l'altra come autonomo.
Dopo aver ampiamente trattato tutte le sezioni della Certificazione unica 2019 riguardante i lavoratori dipendenti, i collaboratori ed i pensionati, occupiamoci ora della certificazione del lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, ossia la Certificazione unica 2019 lavoratori autonomi.
Da qualche anno infatti l'ex modello CUD, che ora prende il nome di Certificazione unica interessa la certificazione anche dei compensi erogati ai lavoratori autonomi.
Nello specifico, la sezione "Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi", secondo quando indicato nelle istruzioni del modello di Certificazione Unica 2017, va utilizzata per indicare:
le corresponsioni di somme erogate nel corso del 2018 riferite a redditi di lavoro autonomo di cui all’art. 53 del TUIR o redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, dello stesso TUIR, cui si sono rese applicabili le disposizioni degli artt. 25 del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973 e 33, comma 4, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42;
i corrispettivi erogati nel 2018 per prestazioni relative a contratti d’appalto cui si sono resi applicabili le disposizioni contenute nell’art. 25-ter del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973.
Vediamo ora le tipologie reddituali da indicare nel modello 730/REDDITI Persone Fisiche 2019.
Nella sezione "Dati realtivi alle somme erogate" la prima cosa che viene indicata è la "Tipologia reddituale" che viene comunicata tramite una "Causale" secondo il seguente elenco di causali (le quali sono da indicare nel modello di dichiarazione dei redditi):
Nella sezione "Dati relativi alle somme erogate" come abbiamo detto viene indicata è la "Tipologia reddituale" che viene comunicata tramite una "Causale", secondo il seguente elenco di causali che riguarda "Tipologie reddituali da indicare esclusivamente nel modello REDDITI Persone Fisiche 2018 in quanto assoggettate a ritenuta a titolo d’acconto ovvero tipologie reddituali da non indicare in nessun modello di dichiarazione in quanto la tassazione si è resa già definitiva":
Nella sezione 2 – Anno va indicato l'anno di erogazione del compenso. Nella maggior parte dei casi è il 2018 ovviamente, trattando di Certificazione unica 2019.
La Certificazione Unica 2019 relativamente al lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi si conclude con due sezioni riguardanti le "Somme liquidate a seguito di pignoramento presso terzi" e le "Somme corrisposte a titolo di indennità di esproprio, altre indennità ed interessi".
Certificazione redditi – Locazioni brevi 2019
Con l’articolo 4, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 è stato introdotto un particolare regime fiscale per le locazioni brevi.
Quali sono le locazioni brevi. Per locazioni brevi si intendono i contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni.
Al comma 5 dell'art. 4 del D. Lgs. 50/2017 è previsto che i soggetti residenti nel territorio dello Stato che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici (esempio Airbnb), qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di cui ai commi 1 e 3 dell’articolo 4, ovvero qualora intervengano nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21 per cento sull’ammontare dei canoni e corrispettivi, all’atto del pagamento al beneficiario e provvedono al relativo versamento e al rilascio della relativa certificazione ai sensi dell’articolo 4 del DPR n. 322 del 1998.
Tale ritenuta è versata per assicurare il contrasto all'evasione fiscale.
Compilazione Certificazione Redditi – Locazioni brevi
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2017, ha previsto che per i contratti relativi alla medesima unità immobiliare e stipulati dal medesimo locatore, la comunicazione dei dati può avvenire anche in forma aggregata. Solo in questo caso viene compilato il punto 1 – N. contratti di locazione.
In ogni caso per ogni singola unità immobiliare, l’esposizione dei dati relativi ai contratti di locazione deve essere effettuata adottando sempre il medesimo criterio, o in forma aggregata o in forma analitica.
Qualora il corrispettivo percepito si riferisca ad un periodo di locazione che riguarda due periodi d’imposta (2017 e 2018 ovvero 2018 e 2019) si do- vranno compilare due distinti righi, riportando per ciascun rigo il numero di giorni relativo all’anno riportato nel punto 4.
Il punto 2 – Unità immobiliare intera viene barrato se si tratta di locazione breve relativa all'unità immobiliare intera. Nel caso di unità immobiliare parziale viene compilato il punto 3 – Unità immobiliare parziale.
I punti da 6 a 13 accolgono il Comune, la Provincia, il codice del Comune, la via, piazza o tipologia di indirizzo, l'indirizzo, il numero civico, la scala e l'interno relativo all'immobile oggetto della locazione breve.
Nel punto 14 viene indicato l'importo del corrispettivo percepito e nel punto 15 la relativa ritenuta del 21% versata dal sostituto d'imposta.
L'importo della ritenuta non può essere superiore al 21 per cento dell’importo del corrispettivo indicato al punto 14. Nel punto 15 deve essere riportato l’importo delle ritenute versato con il codice tributo 1919. Tale precisazione è valida anche relativamente ai campi 115, 215, 315 e 415.
Nel punto 16 barrare la casella se il percipiente al quale viene rilasciata la presente certificazione non riveste la qualifica di proprietario dell’unità immobiliare locata.
Per la compilazione della CU viene utilizzato il principio di cassa, pertanto a fronte di un reddito percepito scaturisce per il sostituto l’obbligo del versamento delle relative ritenute e del rilascio della certificazione unica. Il principio di cassa vuol dire che conta l'anno e quindi la specifica data di percezione del canone di locazione breve.
I corrispettivi percepiti a fronte di locazioni brevi possono assumere la qualifica alternativamente di redditi fondiari e redditi diversi per i quali è previsto, ai fini della tassazione una imputazione rispettivamente per competenza e per cassa. Pertanto, nella compilazione della Certificazione Unica è necessario coordinare il principio di cassa seguito nella CU, con la natura dei predetti corrispettivi percepiti, tenuto conto della successiva tassazione in sede di dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui è barrato il punto 16 riportare nel punto 4 sempre il valore 2018.
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 20 dicembre 2018 dal locatore proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2018 al 12 gennaio 2019. In questo caso il reddito percepito è di natura fondiaria, quindi, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di competenza. Nel caso di esposizione in forma analitica, la CU verrà così compilata:
Primo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2018)
Punto 2: barrato;
Punto 4: indicare anno 2018;
Punto 5: indicare 8 giorni di dicembre 2018;
Punti 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 compilati con i dati con i dati relativi all'immobile oggetto di locazione breve;
Punto 14: importo di 800 euro;
Punto 15: importo di 168 euro (ritenuta del 21%).
Secondo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2019) :
Punto 4: indicare anno 2019;
Punto 5: indicare 12 giorni di gennaio 2019;
Punti 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 compilati con i dati relativi all'immobile oggetto di locazione breve;
Punto 14: importo di 1.200 euro;
Punto 15: importo di 252 euro (ritenuta del 21%).
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 20 dicembre 2018 dal locatore non proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2018 al 15 gennaio 2019. Questa è l’ipotesi di contratto di sublocazione o di comodato, per i quali la norma ha previsto per i relativi corrispettivi l’inquadramento a redditi diversi. Pertanto, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di cassa. In tal caso la compilazione sarà la seguente:
Punto 5: indicare 20 giorni di locazione;
Punto 14: importo di 2.000 euro;
Punto 15: importo di 420 euro (ritenuta del 21%);
Punto 16: barrato.
In caso di locatore non proprietario dell’unità immobiliare evidenziato con la barratura del punto 16, nella compilazione della presente sezione sarà possibile riportare solo l’anno 2018 al punto 4.
Corrispettivo di 2.000 euro percepito il 13 gennaio 2018 dal locatore proprietario dell’unità immobiliare relativamente ad un contratto di locazione breve di 20 gg dal 24 dicembre 2017 al 12 gennaio 2018. In questo caso il reddito percepito è di natura fondiaria, quindi, in sede di dichiarazione tale reddito è imputato in base al criterio di competenza. Nel caso di esposizione in forma analitica, la CU verrà così compilata.
Primo rigo (riguardante la parte di locazione relativa al 2017)
Punto 4: indicare anno 2017;
Punto 5: indicare 8 giorni di dicembre 2017;
Punto 5: indicare 12 giorni di gennaio 2018;
Punto 15: importo di 252 euro (ritenuta del 21%)
Il punto “durata del contratto nell’anno di riferimento ” deve essere sempre compilato. In caso di esposizione dei dati in forma aggregata, i giorni da riportare nel presente punto devono essere conteggiati considerando una sola volta i periodi coincidenti.
I punti da 101 a 118, da 201 a 218, da 301 a 318 e da 401 a 418 devono essere compilati in analogia alle istruzioni fornite nei punti a 1 a 16.