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Timestamp: 2018-05-23 18:51:59+00:00
Document Index: 11055228

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 101', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 19', 'art. 5']

Novità fiscali dell'11 dicembre 2008: deduzione delle perdite su crediti per operazioni straordinarie; falso in bilancio: l'amministratore “inerte” è responsabile per il reato commesso da altri manager
1) Falso in bilancio: L’amministratore “inerte” è responsabile per il reato commesso da altri soggetti che gestiscono la società
2) Deduzione delle perdite su crediti per operazioni straordinarie
3) Altre notizie del giorno
L’amministratore di una società è ritenuto responsabile penalmente per il reato commesso da altro amministratore (che il potere di gestione aziendale), nel momento in cui ciò comporti un fatto pregiudiziale per la società.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 45513/2008 del 05/11/2008, depositata il 09/12/2008,
La Suprema Corte ha osservato che “la responsabilità concorsuale può ascriversi anche nella forma del dolo eventuale, quando chi agisce si rappresenta la probabilità del fatto illecito e, ciononostante, permanga nella “colpevole inerzia”, accettando così il rischio della perdita patrimoniale per l’organismo che amministra, con conseguente dolo per i creditori”.
A giudizio della Cassazione, la responsabilità sussiste in capo ai suddetti soggetti per il solo fatto di non essere intervenuti pur potendo prevenire e immaginare la falsa rappresentazione della situazione patrimoniale dell’impresa.
A tal fine viene fatto riferimento all’indice di allarme, rivolto agli amministratori, del Collegio Sindacale sulla carenza di capitale della società, “nonostante la recisa asserzione del suo versamento nelle casse sociali”.
Responsabilità ampia per gli amministratori nei riguardi della società
Un amministratore può, quindi, essere chiamato a condividere la responsabilità per il reato di falso in bilancio commesso da un altro dei manager esecutivi. (Corte di Cassazione, sentenza n. 45513/2008 del 05/11/2008, depositata il 09/12/2008)
L’esercizio in cui dedurre le perdite su crediti nei confronti di clienti falliti o sottoposti ad altre procedure concorsuali è quello in cui le perdite si manifestano e sono iscritte in bilancio secondo il prudente apprezzamento degli amministratori, il che può avvenire o nell’esercizio stesso di inizio della procedura concorsuale o anche, in tutto o in parte, in quelli successivi.
L’art. 101, comma 5, del D.P.R. 22.12.1986 n. 917 (TUIR) stabilisce che le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso quando si è in presenza di procedure concorsuali (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo e amministrazione straordinaria).
In sostanza, l’art. 101 comma 5 del TUIR – nel momento in cui riconosce la perdita del credito all’apertura della procedura concorsuale – non va considerato come un’imposizione al contribuente dell’obbligo di dedurre in quell’esercizio l’intero ammontare del credito stesso (pena il disconoscimento da parte dell’Amministrazione Finanziaria in caso di deduzione della perdita in un esercizio successivo), ma riconosce, anche sul piano fiscale, la validità della stima del valore di presumibile realizzo effettuata dall’imprenditore caso per caso.
La presunzione di sussistenza di elementi certi e precisi vale per tutta la durata della procedura concorsuale; pertanto la deducibilità della perdita viene ritenuta ammissibile, per tutta la durata della procedura, nei limiti dell’imputazione a bilancio.
La valutazione dell’imprenditore, qualora correttamente effettuata ed iscritta in bilancio, diviene vincolante anche ai fini fiscali.
Se l’imprenditore ha sufficientemente documentato i criteri in base ai quali ha operato la stima del presumibile valore di realizzo dei crediti nei confronti di soggetti in procedura concorsuale (ad esempio – in presenza di crediti di importo significativo – mediante pareri di legali interni od esterni riguardanti l’effettiva recuperabilità del credito), sarà l’Amministrazione finanziaria a dovere dimostrare, se ve ne saranno i motivi, che i criteri seguiti dall’imprenditore sono erronei, tanto da inficiare la verità e correttezza del bilancio.
Tali principi non sono stati contraddetti dalla giurisprudenza della Cassazione (sentenza n. 16330/2005) in cui si afferma che “l’anno di competenza per operare la deduzione deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto perché in quel momento stesso si materializzano gli elementi “certi e precisi” della sua irrecuperabilità”.
Tale giurisprudenza, infatti:
– riguarda una controversia relativa a perdite su crediti verso soggetti non interessati da procedure concorsuali;
– conferma che le perdite su crediti devono essere dedotte obbligatoriamente nell’esercizio in cui divengono certe, senza che il contribuente abbia la facoltà di scegliere a sua discrezione l’esercizio in cui dedurle, ma non entra nel merito dei criteri da utilizzare per l’effettiva quantificazione dell’entità della perdita che, in ciascun esercizio, abbia acquisito il connotato della certezza.
Pertanto, la Suprema Corte non afferma che l’intero ammontare del credito deve essere stralciato in un solo esercizio, a pena di indeducibilità del residuo ammontare negli esercizi successivi, né potrebbe essere diversamente, dato che, altrimenti, la norma fiscale condizionerebbe la deducibilità della perdita ad un comportamento che, in molti casi, costituirebbe violazione delle norme di redazione del bilancio.
(Associazione Italiana Dottori Commercialisti, norma di comportamento n. 172/2008)
3) Altre notizie
a) Garante Privacy: Introdotte modalità semplificate
Il Garante della Privacy, attuando l’art. 29, del D.L. n. 112/2008, ha introdotto delle modalità semplificate per l’applicazione delle misure di sicurezza previste dal Codice della Privacy.
Infatti, é stato pubblicato nella G.U. n. 287 del 9.12.2008, il Provvedimento 27.11.2008 denominato “Semplificazione delle misure minime di sicurezza contenute nel disciplinare tecnico, di cui all’allegato B) al codice in materia di protezione dei dati personali”.
Delibera del 22.10.2008, in G.U. n. 287/2008: Semplificato anche il modello utilizzato per effettuare le notifiche al Garante
(Provvedimento 27.11.2008, pubblicato in G.U. n. 287 del 09.12.2008)
b) Inps: abolizione del divieto di cumulo
l’Inps, con la Circolare n. 108 del 9.12.2008, ha fornito chiarimenti in merito all’abolizione dei limiti di cumulo tra i trattamenti pensionistici e i redditi da lavoro dipendente e autonomo, ciò ai sensi dell’art. 19 del D.L. n, 112/2008, convertito nella Legge n. 133/2008.
In particolare la circolare ha precisato che i redditi da lavoro dipendente e autonomo sono cumulabili con:
– Le pensioni di anzianità e le pensioni di vecchiaia liquidate nel regime contributivo a soggetti con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne, nonché con quelle con anzianità contributiva pari o superiori a 40 anni.
(Inps, circolare n. 108 del 09.12.2008)
c) Libro unico del lavoro: Comunicazione telematica all’INAIL
Come è noto, ai sensi del D.M. 9.7.2008, la richiesta di autorizzazione alla numerazione unitaria del Libro unico del lavoro deve essere presentata esclusivamente per via telematica.
I soggetti già autorizzati alla numerazione unitaria del preesistente libro paga, non devono chiedere una nuova autorizzazione.
Comunque, entro il 31.12.2008, devono comunicare all’INAIL l’elenco dei datori di lavoro assistiti.
Tale procedura, collaudata in data 10.12.2008, sarà operativa a decorrere dal 12.12.2008.
(INAIL, nota protocollo n. 9159 del 09.12.2008)
d) Accise – Aliquota agevolata GPL per usi industriali: chiarimenti
L’obbligo di comunicazione preventivo, da effettuare 30 giorni prima dell’inizio della fornitura, così come dettato dall’art. 5, comma 1, del decreto n. 165/2008, è da intendersi con esclusivo riferimento ai nuovi soggetti che vogliano diventare fornitori e non si applica a quelli preesistenti.
(Nota Agenzia Dogane n. 59153 del 03.12.2008)
e) Posta elettronica certificata: L’obbligo è già in vigore per le nuove imprese societarie
Il D.L. n. 185/2008 (cd. decreto legge anticrisi) ha accelerato l’obbligo di istituire una versione virtuale della sede legale tramite la Posta elettronica certificata (Pec).
Infatti, per le nuove imprese societarie l’obbligo è già scattato il 29.11.2008 e l’indirizzo deve essere inserito nella domanda di iscrizione al Registro delle imprese.
La casella può essere attivata presso i gestori accreditati dal Cnipa.
Le vecchie società già iscritte al 29.11.2008 hanno, invece, tre anni di tempo per adeguarsi, mentre un solo anno è stato concesso per l’adeguamento dei professionisti.
Peraltro, il valore giuridico della Pec è del tutto equiparato non solo alla tradizionale raccomandata A/R ma anche alle notificazioni a mezzo posta, ove consentite dalla legge.
(Mauro Pirazzini, Aziende con sede virtuale, in Il Sole 24 Ore del 10.12.2008)
f) Ravvedimento operoso:Sanzioni ridotte anche per gli adempimenti verso il PRA
Le nuove percentuali delle sanzioni amministrative, introdotte dal D.L. n. 185/2008, si applicano a tutte le formalità tardive presentate al PRA a partire dal 1.12.2008.
(Circolare ACI, n. 15451 del 04/12/2008)
g) Gas naturale: Versamento dei proventi delle aliquote dovute allo Stato
I titolari di concessioni di coltivazione di gas naturale devono versare i proventi derivanti dalla vendita nel mercato regolamentato delle aliquote di prodotto dovute allo Stato entro trenta giorni dalla procedura che stabilisce l’assegnazione.
(D.M. Ministero dell’economia e delle finanze 15/10/2008, G.U. 09/12/2008, n. 287)