Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1587-codice-civile-obbligazioni-principali-del-conduttore
Timestamp: 2016-10-26 13:15:05+00:00
Document Index: 91623348

Matched Legal Cases: ['art. 1575', 'art. 1576', 'art. 1456', 'art. 282', 'sentenza ', 'art.1460', 'art. 1578']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il conduttore deve:
1) prendere in consegna la cosa (1) e osservare la diligenza del buon padre di famiglia (2) nel servirsene per l’uso determinato nel contratto (3) o per l’uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze;
2) dare il corrispettivo nei termini convenuti (4).
CommentoConduttore: [v. 1575]; Corrispettivo: [v. 1571].
Diligenza del buon padre di famiglia: [v. 1176] l’obbligo generale di diligenza impone al conduttore di non cagionare danni materiali alla cosa locata, di eseguire le opere di piccola manutenzione [v. 1576], di astenersi da qualsiasi comportamento che risulti lesivo degli interessi del locatore.
(1) L’obbligo di prendere in consegna (ricevere) la cosa locata costituisce il reciproco di quello previsto dall’art. 1575 n. 1 ed è espressione del più ampio dovere di custodire e conservare il bene al fine di restituirlo al locatore.
(2) Alla necessità dell’uso diligente della cosa locata è collegata la responsabilità del conduttore per la perdita o il deterioramento della cosa [v. 15881, 15903].
(3) Il conduttore è tenuto a non fare della cosa un uso diverso da quello pattuito; altrimenti può scattare il rimedio della risoluzione.
(4) Le altre norme che completano il quadro dei comportamenti doverosi del conduttore sono quelle di cui agli artt. 1588 e 1590 (nonché l’art. 1576 che impone al conduttore di eseguire le riparazioni previste a suo carico).
Nelle locazioni non abitative (nella specie, ad uso turistico-alberghiero), la valutazione della gravità dell'inadempimento va operata caso per caso e non può ridursi alla mera constatazione della violazione di una obbligazione principale ma deve considerare l'importanza dell'inadempimento in rapporto al complesso delle pattuizioni e dell'operazione economica posta in essere, nonché all'interesse che intendeva realizzare la parte non inadempiente, così da verificare in quale misura l'inadempimento abbia determinato un effettivo squilibrio nel sinallagma contrattuale, che giustifichi la risoluzione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che la violazione dell'obbligazione di custodia della cosa locata, per l'omessa esecuzione di lavori di piccola manutenzione per un valore di settanta milioni di vecchie lire, non fosse idonea a giustificare la risoluzione per inadempimento a fronte di canoni corrisposti in nove anni per un importo di oltre tre miliardi). Cassa con rinvio, App. Roma, 04/09/2007
Cassazione civile sez. III 28 luglio 2014 n. 17066 L'azione di accertamento dell'avvenuta risoluzione del contratto per effetto d'una clausola risolutiva espressa, ex art. 1456 cod. civ., tende ad una pronuncia dichiarativa, perché implica l'accertamento dell'inadempienza, con la conseguenza che non ha l'idoneità, con riferimento all'art. 282 cod. proc. civ., all'efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato; pertanto fino al momento della definitività della sentenza di accertamento - che in quanto tale deve acquisire quel grado di stabilità che si identifica con il giudicato - il rapporto contrattuale permane e con esso, nel caso di contratto a prestazioni corrispettive, qual è quello di locazione, l'obbligo del conduttore di continuare a corrispondere il canone. Rigetta, App. Brescia, 19/01/2010
Cassazione civile sez. III 15 novembre 2013 n. 25743 Locazione
Tribunale Bari sez. III 13 marzo 2014 Le contestazioni mosse dal conduttore nel procedimento avente a oggetto la domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del medesimo all'obbligazione di pagamento dei relativi canoni, in merito al difetto di manutenzione dell'immobile locato e alla conseguente riduzione di godimento dello stesso, non possono ritenersi idonee a sostenere l'eccezione di inadempimento ex art.1460 c.c., poiché, essendo il pagamento del canone di locazione la principale obbligazione del conduttore, non è consentito a questi sospenderne unilateralmente il pagamento nel caso in cui si verifichi una riduzione di godimento dell'immobile locato. La sospensione di pagamento del canone, invero, può ritenersi legittima nella sola ipotesi in cui venga meno la controprestazione in capo al locatore. Qualora, dunque, come nella fattispecie concreta, il godimento dell'immobile locato non sia mai venuto meno, avendo il conduttore sospeso il pagamento dei canoni pur continuando ad abitare nell'immobile, deve trovare accoglimento la domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore.
Tribunale Milano sez. XIII 07 giugno 2013 n. 8104
Cassazione civile sez. III 29 gennaio 2013 n. 2099 In tema di locazione di immobili urbani per uso diverso da quello abitativo, la cosiddetta autoriduzione del canone (e, cioè, il pagamento di questo in misura inferiore a quella convenzionalmente stabilita) costituisce fatto arbitrario ed illegittimo del conduttore, che provoca il venir meno dell'equilibrio sinallagmatico del negozio, anche nell'ipotesi in cui detta autoriduzione sia stata effettuata dal conduttore in riferimento al canone dovuto a norma dell'art. 1578, comma 1, c.c., per ripristinare l'equilibrio del contratto, turbato dall'inadempimento del locatore e consistente nei vizi della cosa locata. Tale norma, infatti, non dà facoltà al conduttore di operare detta autoriduzione, ma solo a domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, essendo devoluto al potere del giudice di valutare l'importanza dello squilibrio tra le prestazioni dei contraenti.
Cassazione civile sez. III 26 giugno 2012 n. 10639 Art. precedente
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