Source: https://interfilereport.it/reports/il-contributo-a-fondo-perduto-del-decreto-rilancio
Timestamp: 2020-06-02 23:43:16+00:00
Document Index: 133860464

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 38', 'art. 44', 'art. 74', 'art. 162', 'art. 28']

IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DEL DECRETO RILANCIO - Interfile Report
Recensione di Roberto Castegnaro	Pubblicata il 19/05/2020
Autore: Castegnaro Roberto Fonte: Interfile Fiscale del 19/05/2020
Come calcolare il previsto contributo a fondo perduto
Il decreto Rilancio ex decreto aprile, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, di conseguenza dal punto di vista giuridico, non esiste ancora.
Nelle bozze che circolano c’è però una previsione che può rivelarsi interessante, si tratta di un contributo a fondo perduto, quindi una erogazione di denaro senza obbligo di restituzione, a favore delle imprese, anche quelle agricole e a favore dei professionisti.
Il contributo spetta a condizione che non si abbia diritto alla percezione di alcune delle indennità previste dal Decreto Cura Italia il DL 18/2020, le indennità che inibiscono il contributo a fondo perduto sono quelle previste:
dall’art. 27 per liberi professionisti, con P. IVA al 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo iscritti alla Gestione separata INPS;
dall’art. 38, per i lavoratori dello spettacolo;
dall’art. 44, per gli altri soggetti non ricompresi in altre indennità, fra cui i professionisti iscritti alle casse privatizzate, che non hanno superato nel 2018 un reddito complessivo netto di 50.000 euro.
L’esclusione per i professionisti pare sia netta, quindi esclusi quelli iscritti alla gestione separata e anche quelli con le casse di previdenza private (commercialisti, avvocati, geometri, architetti ecc.) di fatto i professionisti che potrebbero beneficiare di questo aiuto sono esigui, ci risulta ad esempio le ostetriche in quanto iscritte all’IVS INPS commercianti.
Il contributo a fondo perduto non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020.
Ancora sono esclusi:
gli Enti pubblici (art. 74 TUIR);
gli intermediari finanziari e società di partecipazione (art. 162-bis TUIR).
Il provvedimento non esclude i percettori dell’indennità di cui all’art. 28 del DL 18/2020; si tratta degli artigiani e commercianti che hanno goduto del bonus di 600 euro nel mese di marzo e che continueranno a beneficiarne nel mese di aprile.
Questi soggetti, pare quindi possano percepire il contributo a fondo perduto.
Infine altro gruppo di soggetti interessati sono le società.
L’erogazione del contributo è subordinata a un invio telematico all’Agenzia delle Entrate, contenente la relativa domanda.
Presupposto per aver diritto al contributo è una diminuzione del fatturato e corrispettivi di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. La riduzione deve superare il terzo. Quindi a un fatturato di 300 di aprile 2019 deve corrispondere un fatturato minore di 200 in aprile 2020, la riduzione deve superare 100.
Il contributo spetta in ogni caso per i soggetti che hanno iniziato l’attività da 1° gennaio 2019.
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