Source: http://amicidichicca.blogspot.com/2017/11/noi-e-nostri-amici-4-zampe-un-avvocato.html
Timestamp: 2018-01-22 04:33:29+00:00
Document Index: 109968197

Matched Legal Cases: ['art.189', 'art.2052', 'art.117', 'art.2043', 'art. 1138', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5']

AMICI DI CHICCA: Noi e nostri amici a 4 zampe - Un avvocato risponde alle domande frequenti
L’Avvocato Risponde - IO CON FIDO.COM
Fonte https://www.ioconfido.com/lavvocato-risponde/
L’art.189/9bis del C.d.S. prevede l’obbligo per l’automobilista di fermarsi, in caso di incidenti, per prestare soccorso all’animale ferito. Chi, dopo di avere investito un qualunque animale, non si fermi a recargli soccorso, rischia – una volta individuato – di essere sanzionato anche per non avere richiesto l’intervento di un veterinario o della Asl. Se ad essere investito è un animale selvatico occorre chiamare subito il 112.
Dunque, in caso d’impatto, l’obbligo è chiaro: fermarsi e prestare soccorso oppure fare accorrere sul posto un veterinario od una Forza di Polizia; in pratica occorre comportarsi proprio come se il danno fosse stato cagionato ad un umano. In attesa dei soccorsi l’animale, qualunque sia la sua mole, non deve essere rimosso. Se l’impatto provoca il decesso dell’animale, è sufficiente fare intervenire una Forza di Polizia
Se l’animale investito è un animale domestico, la responsabilità ricade sui proprietari (art.2052 c.c.) a meno che il proprietario non riesca a dimostrare di aver messo in atto tutte le misure di custodia possibili e che la fuga o lo smarrimento sia avvenuta per caso fortuito. Per i cani, la presenza del microchip consente di risalire al proprietario. Se non c’è microchip, la responsabilità è del Comune. Per gli animali selvatici le cose si complicano notevolmente. Le leggi 968/77 e 152/92 considerano la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato. Tuttavia è altrettanto vero che per l’art.117 della Costituzione� la tutela della fauna selvatica e della caccia è di competenza delle Regioni. Ai sensi dell’art.2043 c.c. dunque, le Regioni devono adottare tutte le misure di competenza per evitare che la fauna selvatica arrechi danni a cose o persone. La Corte di Cassazione (Sez.III, n.60 dell’8.1.2010) ha stabilito che “La responsabilità aquiliana per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata all’Ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata”. Se il sinistro avviene in autostrada, è tutto molto più semplice perché le strade sono tutte fornite di guardrail, perché l’automobilista paga un pedaggio e dunque, l’autostrada ha l’obbligo di garantire la massima sicurezza. In tal caso non sarà l’automobilista a dover dimostrare la responsabilità della società Autostrade ma sarà quest’ultima a dover dimostrare di aver adottato tutte le cautele idonee ad evitare l’evento.
Cosa accade se il nostro amico a 4 zampe abbaia persistentemente in un condominio?
Assolutamente no. In virtù dell’art. 1138 del Codice Civile, così come modificato dalla legge 220/12, “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.” La delibera che eventualmente ne vietasse la detenzione è passibile di impugnazione dinnanzi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla data della deliberazione (per i dissenzienti o astenuti) o dalla data di ricevimento del verbale per gli assenti.
Legge n. 281/91 – Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.
Legge 244/2007 art. 2 comma 371 – modifica l’art. 4 della Legge n. 281/1997 e prevede la presenza nei canili di volontari preposti alla gestione delle adozioni dei cani come condizione essenziale perché i Comuni possano stipulare convenzioni con le aziende private per la gestione dei canili.
Accordo Stato Regioni del 6.02.2003 – norme per la detenzione e il commercio di animali da compagnia
Decreto Legislativo n. 116/92 – dal 1° gennaio 2017 verrà abrogato dal D. Lgs. 26/2014. Attua la Direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici, stabilisce norme sugli spazi riservati agli animali da esperimento.
Decreto Legislativo 26/2014 – in attuazione della Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, abroga il precedente D. Lgs. 116 /92 e sarà in vigore dal 2017; contiene nell’ allegato III norme sugli spazi riservati agli animali da esperimento. Tali spazi minimi, ai quali non si può derogare, riguardano i canili sanitari di prima accoglienza dove i cani devono restare per il breve periodo in cui vengono loro somministrate le prestazioni sanitarie obbligatorie (sverminazione, vaccinazione, sterilizzazione, eventuali cure urgenti di patologie presenti alla cattura), nei canili rifugio, dove i cani entreranno successivamente, le condizioni devono tenere conto – come affermato dalla L.R. 34/97 art. 5 – delle loro esigenze etologiche e del tempo di permanenza che può essere anche molto lungo, prima dell’adozione.
Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani. G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009
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