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Timestamp: 2018-09-25 11:38:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 76']

17 | marzo | 2018 | Edscuola
Archivi giornalieri: sabato 17 marzo 2018
L’Istat ha pubblicato il rapporto relativo all’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado a.s. 2016/17.
Scuola primaria: 90.000 (pari al 3% del totale degli iscritti).
Scuola secondaria di primo grado 69.000 (il 4% del totale degli iscritti)
Rispetto al 2015/16, il numero di alunni disabili, nel 2016/17, è aumentato di 3 mila unità.
Gli alunni disabili maschi, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, costituiscono la maggioranza (più del 64%).
Il 7% degli alunni disabili, iscritti alla scuola primaria, non è autonomo in una delle seguenti attività: spostarsi, mangiare, andare in bagno.
Nella scuola secondaria di primo grado, la percentuale di alunni, che non risulta autonomo in una delle succitate attività, è pari 6%.
Sia nella scuola primaria che nella secondaria di primo grado, i problemi maggiormente riscontrati sono i seguenti:
L’ANAC, con la Determinazione n. 241 dell’8 marzo 2017, ha fornito indicazioni sugli obblighi di pubblicazione, previsti dall’art. 14, comma 1-ter, ultimo periodo, del d.lgs. 33/2013.
Il predetto articolo riguarda l’obbligo dell’amministrazione di pubblicare sul proprio sito il dato trasmesso da ciascun dirigente, relativamente all’importo complessivo degli emolumenti percepiti a carico della finanza pubblica.
RICORSO GARANTE
Il Presidente dell’Autorità, con il Comunicato del 7 marzo u.s., ha sospeso la Determinazione suddetta, in seguito alla sentenza del TAR Lazio n. 84/2018 relativa al ricorso proposto dal Garante per la protezione dei dati personali.
Il Garante ha presentato ricorso per la corretta interpretazione
dell’ordinanza cautelare dello stesso TAR del 2 marzo 2017 n. 1030, che ha sospeso gli atti del Garante, volti a dare attuazione agli obblighi di trasparenza riguardanti i dati reddituali e patrimoniali, i compensi e gli importi di viaggio di servizio dei dirigenti (c.1, lettere c) ed f) e 1-bis dell’art. 14 d.lgs. 33/2013).
Il Garante, nello specifico, ha chiesto al TAR di precisare se l’ottemperanza all’ordinanza cautelare 1030/2017 precluda o meno anche la pubblicazione degli “emolumenti complessivi ….a carico della finanza pubblica” percepiti da ciascun dirigente, non oggetto diretto dell’ordinanza cautelare n. 1030/2017. Tale richiesta è stata avanzata anche per il fatto che, nel prosieguo del giudizio di merito, lo stesso TAR ha rimesso d’ufficio alla Corte costituzionale la questione di legittimità del co. 1-ter dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013, in quanto «l’oggetto della pubblicazione prevista dall’ultimo periodo dal predetto comma costituisce un dato aggregato che contiene quello di cui al comma 1, lett. c) dello stesso articolo e può anzi corrispondere del tutto a quest’ultimo, laddove il dirigente non percepisca altro emolumento se non quello corrispondente alla retribuzione per l’incarico assegnato».
Il TAR, con la summenzionata sentenza n. 84/2018, ha deciso che «la corretta interpretazione dell’ordinanza cautelare di cui trattasi, alla luce del conseguimento da parte dei ricorrenti dell’effetto utile che le è proprio, preclude anche la pubblicazione del dato aggregato di cui al comma 1-ter dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013».
SOSPENSIONE DETERMINAZIONE N. 241/2017
Alla luce di quanto sopra riferito, l’Anac ha deciso di “sospendere l’efficacia della Determinazione dell’8 marzo 2017 n. 241 limitatamente alle indicazioni relative alla pubblicazione dei dati di cui all’art. 14 co. 1-ter ultimo periodo, in attesa della definizione della questione di legittimità costituzionale.”
Come ogni anno, il Miur ha pubblicato la circolare contenente tutte le indicazioni per la formazione delle commissioni agli esami di Stato conclusivi del II ciclo.
Tra le varie informazioni, il Miur, con la C.M. 4537 del 16 marzo, ha indicato anche la tempistica per eseguire tutte le operazioni.
Il concorso di religione cattolica dovrebbe rientrare fra le azioni che il nuovo Governo dovrà attuare per la scuola. Si sa al momento che la procedura avrà il compito di coprire almeno 4mila posti, destinato ai precari che ancora non sono stabilizzati. Ma adesso, dopo gli ultimi aggiornamenti delle passate settimane, arriva una richiesta d’incontro al Miur da parte dello Snadir, una delle sigle sindacali che si sta battendo per la stabilizzazione dei precari.
Concorso riservato come per la secondaria
Il Miur, nelle precedenti settimane aveva fatto intendere che il concorso di religione si farà, ma non avrà una procedura riservata bensì seguirà quella ordinaria. Il concorso dovrà essere organizzato in tempo utile al fine di evitare l’attivazione dell’applicazione del comma 131 della legge 107/2015, ovvero il divieto di superare i 36 mesi di contratti a tempo determinato.
Ma i sindacati vorrebbero che si procedesse con una procedura non ordinaria. Lo Snadir in particolare vorrebbe delle regole sulla falsariga di quelle relative al concorso docenti riservato alla scuola secondaria: “deve essere predisposta anche per i precari di religione abilitati, scrive il segretario generale Snadir Orazio Ruscica, ai sensi del precedente concorso indetto con DDG 2 febbraio 2004 nonché quelli che in forza della normativa speciale di settore sono da considerarsi abilitati secondo il Parere del Consiglio di Stato del 4 marzo 1958, una procedura di assunzione che – rispecchiando l’iter della graduatoria degli abilitati per le altre discipline – preveda la sola prova di esame orale
secondo i contenuti previsti dall’art. 3, comma 5 della legge 186/2003″.
Da qui la richiesta del sindacato di un incontro urgente per discutere in merito alla questione che creerebbe “l’ingiusta
contraddizione di lasciare solo i docenti di religione privi di una prospettiva di superamento definitivo della condizione
lavorativa precaria“.
La legge 107 e il nuovo Governo
Il punto dolente è comunque la legge 107, riforma che a parere dello Snadir ha escluso solamente gli insegnanti di religione, predisponendo un piano di assunzione nazionale per risolvere il precariato, senza tenere minimamente conto dei precari di religione cattolica.
Ad ogni modo, si spera nel nuovo Governo, affinché possa avere un piano diverso da quello precedente e sopratutto si convinca della possibilità di una procedura riservata con la sola prova orale per i candidati.
C’è tempo fino al 22 marzo per compilare e inviare la domanda per partecipare al concorso docenti riservato a chi è in possesso dell’abilitazione e/o specializzazione sul sostegno.
In attesa delle prossime FAQ del Miur, dopo quelle dell’8 marzo, facciamo chiarezza su alcuni punti ancora non molto chiari ai candidati, per cercare di non sbagliare, ricordando che la domanda è presentata in autocertificazione ai sensi del DPR 445/00.
Come sappiamo, i candidati in possesso di altra abilitazione possono indicare tale titolo nella domanda, o per la stessa classe di concorso o per l’ambito verticale per il quale si concorre.
A tal proposito, tabella di valutazione, alla voce B.1.1. riporta: “Ulteriore abilitazione sullo specifico posto per la specifica classe di concorso, anche ricompresa nell’ambito disciplinare verticale per cui si procede alla valutazione”. Così come per gli ITP al punto B.2.1.
Pertanto, a quella voce si deve indicare soltanto una eventuale “ulteriore” abilitazione posseduta (sono casi abbastanza rari, ma possono esistere) per la stessa classe di concorso o per l’ambito verticale che la contiene.
Se invece si è in possesso di un’abilitazione a cascata, ovvero valida per più classi di concorso, bisogna indicarla come titolo di accesso, ma non deve essere dichiarata come “ulteriore”, perchè si tratta della stessa abilitazione e non una aggiuntiva.
Se si dovesse dichiarare il rischio si andrebbe a ripercuotere sul punteggio aggiuntivo, come ricorda anche Flc Cgil, falsando la graduatoria e qualora poi, ad una attenta verifica dei titoli, si scopra l’errore, oltre alla revisione del punteggio, si rischia la revoca della nomina ai sensi dell’art. 75 del DPR 445/00.
Nella domanda si possono indicare ulteriori titoli di studio di II livello. La tabella di valutazione allegata al DM 995/17, alla voce B.5.5. recita: “Diploma di laurea, laurea specialistica, laurea magistrale, diploma accademico di vecchio ordinamento e diploma accademico di II livello, ulteriori rispetto al titolo di accesso all’abilitazione.”
Anche in questo caso non deve essere dichiarato il titolo di studio che ha permesso di acquisire l’abilitazione ma solo eventuali “ulteriori” titoli di secondo livello posseduti, e nel caso si dovesse scoprire, si rischia la revoca della nomina, come visto in precedenza.
Per quanto riguarda i candidati ITP, è prevista la possibilità di indicare nella domanda il diploma di Istituto tecnico superiore. La tabella di valutazione allegata al DM 995/17 alla voce B.2.1. recita: “Diploma di Istituto tecnico superiore, dal contenuto strettamente inerente gli insegnamenti impartiti per la classe di concorso a insegnante tecnico pratico“. Si tratta dei diplomi rilasciati dagli ITS (istituti tecnici superiori), che sono un percorso post diploma successivo alla maturità.
Di conseguenza, in questa voce non va dichiarato il diploma di maturità tecnica, che oltre ad essere anche il titolo che ha permesso di acquisire il requisito di accesso, non è un diploma di Istituto tecnico superiore, ma solo di istituto tecnico.
Anche in questo caso, l’eventuale dichiarazione del diploma, rischia di falsare il punteggio, con le conseguenze descritte anche in precedenza.
Altro punto dubbio è rappresentato dalle certificazioni linguistiche, di livello almeno C1 rilasciate da enti riconosciuti dal Miur. Sulla tabella di valutazione alla voce B.5.10. c’è scritto: “Certificazioni linguistiche di livello almeno C1 in lingua straniera conseguite ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 7 marzo 2012, prot. 3889, pubblicato sulla G.U. n. 79 del 3 marzo 2012 ed esclusivamente presso gli Enti certificatori ricompresi nell’elenco degli Enti certificatori riconosciuti dal Miur ai sensi del predetto decreto.”
Quindi, per non sbaglaire è necessario verificare che l’eventuale certificazione posseduta sia rilasciata da uno degli enti riconosciuti dal MIUR (CLICCA QUI)
Anche in questo caso, se si dovesse dichiarare una certificazione sbagliata, ovvero che non rientra tra quelle rilasciate dagli enti riconosciuti, si rischia di ottenere il punteggio aggiuntivo falsando la graduatoria e qualora poi, ad una attenta verifica dei titoli, si scopra l’errore, oltre alla revisione del punteggio, si rischia la revoca della nomina ai sensi dell’art. 75 del DPR 445/00.
In tutti questi casi, ricordiamo, la commissione potrebbe anche decidere di valutare le dichiarazioni come mendaci e procedere ai sensi dell’art. 76 del DPR 445/00.
Tuttavia, vogliamo rincuorare tutti i lettori che hanno solo alcuni dubbi. Ribadiamo ancora una volta il suggerimento che arriva direttamente dalle FAQ, che riguarda i dubbi dei candidati per dichiarare i titoli. Il Miur specifica che il “candidato può dichiarare tutti i titoli in suo possesso, è esclusiva competenza delle Commissioni di Concorso valutare i titoli in base alla tabella punteggi allegata al DM 995/2017. Non rappresenta falsa dichiarazione dichiarare titoli effettivamente posseduti che si rivelino a giudizio delle Commissioni non valutabili. Per qualsiasi precisazione o dichiarazione titoli che non possa essere indicata nei campi previsti del modello di domanda, si invita a utilizzare la sezione NOTE”.
Però è anche vero, come nei casi appena riportati, che eventuali dichiarazioni mendaci potrebbero risultare dannose, compromettendo l’ammissione al concorso.
«Il ricordo di quello che è avvenuto in via Fani 40 anni fa è nitido in noi che quei tempi li abbiamo vissuti. Il rapimento del presidente della Democrazia cristiana e l’uccisione dei cinque uomini della scorta per mano di un commando di terroristi sono immagini di una pagina terribile della storia del nostro Paese che rimane indelebile nella nostra memoria. Ma ancora più indelebili rimangono la figura e la lezione di Aldo Moro, eccelso statista, uomo di valori democratici, di inestimabili serietà e apertura. Oggi, a 40 anni di distanza, abbiamo il dovere di mantenere vivo il suo ricordo e quello dei fatti che lo hanno visto protagonista: le nuove generazioni devono conoscere la storia di chi ha lottato a costo della vita per costruire un Paese di diritti e di partecipazione democratica». Così la Ministra dell’Istruzione,Valeria Fedeli, in un comunicato stampa del Miur.
«La sua vita è stata tutta orientata a garantire una tenuta democratica al nostro Paese: da professore universitario, da componente della Commissione dei Settantacinque che aveva il compito di redigere il testo costituzionale, da uomo di governo. È a lui che, da Ministro della Pubblica Istruzione, dobbiamo l’introduzione dell’Educazione civica come materia d’insegnamento nelle scuole. È a lui che dobbiamo il tentativo – a dispetto delle resistenze esterne e interne al suo partito – di costruire un’esperienza di governo che si giovasse del contributo del PCI con l’obiettivo di imprimere una nuova spinta riformista al Paese. L’uomo del Compromesso storico fu rapito mentre si stava recando in Parlamento dove si votava la fiducia al primo governo con il sostegno dei comunisti. Cinquantacinque giorni dopo il suo corpo verrà ritrovato nel portabagagli di un’auto in via Caetani a Roma. Ma la sua lezione è viva ancora oggi, i valori per cui si è battuto sono a fondamento della vita civile e sociale del nostro Paese. Lavoriamo per continuare a dare loro forza, per rinnovarli e per trasmetterli alle nostre giovani e ai nostri giovani affinché li riconoscano e non li disperdano», ha concluso la Ministra.
Dal 20 marzo al 9 aprile sarà disponibile l’istanza on-line per la presentazione delle candidature come presidente, componente e membro aggregato del concorso docenti abilitati. Il Miur ha emanato la nota prot. n. 14192 del 15.3.2018 con la quale l’Amministrazione comunica agli interessati che saranno aperte le funzioni (per la presentazione delle domande per la formazione delle commissioni giudicatrici del concorso per “docenti abilitati” di cui al DM 995/2017.
Le domande dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica dal personale in possesso dei requisiti previsti dagli articoli 11 e 12 del suddetto decreto (dirigente scolastico, dirigente tecnico, docente e direttore delle istituzioni AFAM e docenti del comparto scuola, anche se collocati a riposo) che vorranno candidarsi rispettivamente come presidente, componente e membro aggregato. Il personale, per candidarsi, dovrà essere comunque esente dalle condizioni ostative all’incarico.
Una mamma che fotografa suo figlio nella bara, un’altra che accusa pubblicamente i compagni di scuola di aver bullizzato per anni il figlio che, alla fine, ha deciso di togliersi la vita. Questi sono solamente due dei casi più recenti che hanno posto sotto la luce dei riflettori, per l’ennesima volta, l’emergenza bullismo. Il bullismo giovanile è uno dei problemi maggiormente diffusi, privo di confini geografici o di ceto sociale dietro i quali barricarsi, con il quale la nostra società si trova a confrontarsi e fin dalla più tenera età e dalla scuola dell’infanzia. Ne abbiamo parlato in un articolo a firma di Filomena Rossi nel numero di marzo di Tuttoscuola.
Sulla questione esiste ormai un altrettanto diffusa cultura e consapevolezza scientifica con la quale i diversi operatori socio – culturali e la scuola si trovano quotidianamente a relazionarsi e interagire. Pertanto, non volendo e non potendo assumere compiti e funzioni diverse da quelle che mi sono attribuite, la mia sarà una riflessione agita nel tempo e sul campo là dove è stato possibile assistere e vivere le profonde trasformazioni sociali che, per un verso, sono fattori di cambiamento dei modelli educativi, per l’altro e contestualmente, ne sono assoggettati in quanto destinatarie e fruitrici.
Mentre il modello genitoriale del padre e del docente padrone era funzionale e corrispondeva al modello di una società fortemente centrata sulla sottomissione del singolo, senza se e senza ma, all’ordine costituito dalla stessa società e all’interno del quale ruoli, funzioni e status erano definiti, strutturati ed ereditati per lo più alla nascita, al contrario, il modello padre – amico, cui capita spesso di assistere, può rappresentare la prevalenza del singolo sulla società che, a sua volta, diventa assolutamente secondaria rispetto al singolo, là dove per singolo non s’intende più la famiglia – genitori e figli – ma proprio il singolo individuo.
In questo contesto, il singolo può trovarsi a vedere negli altri singoli un ostacolo da superare per soddisfare il proprio desiderio di affermazione e supremazia o, nel peggiore dei casi, da abbattere dal punto di vista dell’autostima o ancora, in casi estremi, anche fisicamente. Ciò non poteva non determinare la crisi della funzione educativa della famiglia, comunque la si voglia intendere, e, con essa, della scuola. Abbiamo approfondito la tematica nel numero di marzo di Tuttoscuola.
La scuola italiana protagonista, con le sue eccellenze, anche all’estero. Quarantacinque tra studentesse e studenti e docenti, rappresentanti di 22 scuole di tutte le Regioni italiane, partecipano all’edizione 2018 del Global Education & Skills Forum di Dubai che prenderà il via il 17 marzo. Si tratta delle vincitrici e dei vincitori delle competizioni promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sull’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (Hack-2030 & Model-2030).
Nell’ambito dei lavori del Forum di Dubai, alcune studentesse e alcuni studenti parteciperanno alla “United Nations Simulation Conference”, una simulazione studentesca dei processi negoziali dell’Assemblea Generale dell’ONU. Altri saranno invece impegnati nel prestigioso workshop “Solveathon” organizzato e condotto dai docenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. In linea con il programma del Forum di Dubai, le nostre studentesse e i nostri studenti lavoreranno insieme ad altri coetanei internazionali, con l’aiuto di mentori, esperti e ricercatori, con l’obiettivo di immaginare nuovi modelli e soluzioni in grado di favorire una cooperazione sempre più stretta sui temi della cosiddetta cittadinanza globale che è al centro di un forte rilancio da parte del MIUR. Sarà un’esperienza di grande valore: avranno l’opportunità di apprendere strumenti e metodologie innovative di co-progettazione, di condividere la loro visione di società e di futuro, lavorando in gruppi di lavoro eterogenei, sia per provenienza geografica che per indirizzo scolastico.
Il Forum sarà anche l’occasione per il primo incontro tra il Commissario Italiano per EXPO Dubai 2020, Paolo Glisenti, e tutta la delegazione del MIUR. Questo incontro si colloca nell’ambito dell’Accordo di collaborazione, siglato il 5 marzo, tra il Commissario Italiano per Expo Dubai 2020 e il MIUR, per favorire la partecipazione attiva del mondo della scuola, delle università e dei centri di ricerca alla prossima Esposizione Universale. L’accordo di collaborazione apre la strada a una ricca programmazione triennale, da realizzare nel percorso di avvicinamento e durante i sei mesi di EXPO. Un percorso che metterà al centro la partecipazione attiva del mondo della scuola, delle università, in collaborazione con il Commissariato, per lo sviluppo di progetti sui temi di EXPO e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
A Dubai in questi giorni è presente anche Lorella Carimali, unica docente italiana arrivata fra i 50 finalisti del Global Teacher Prize, il Premio organizzato dalla Varkey Foundation, il cosiddetto ‘Nobel’ degli insegnanti, che sarà consegnato domenica al termine del Forum. Essendo arrivata fra i 50 finalisti, Carimali è stata nominata Ambassador dalla Fondazione e, nei prossimi 10 anni, sarà impegnata nella diffusione e nel racconto del suo metodo didattico. La docente è stata ricevuta nei giorni scorsi dalla Ministra Valeria Fedeli e sarà coinvolta dal MIUR su due temi: l’innovazione della didattica della matematica e la diffusione delle materie cosiddette “Stem” (acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics).
n° 64 del 17-03-2018