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Timestamp: 2018-06-20 01:51:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 11', 'art. 2096', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 11']

info riguardo aspettativa
» aspettativa per motivi professionali e congedo matrimoniale
» invalidita' civile al 100% e aspettativa retribuita
Michele77 il Lun 20 Mag 2013 - 0:35
ho bisogno di alcune info riguardo i periodi di aspettativa(anche non retribuita).
il primo ottobre 2012 ho cominciato il mio servizio di agente di polizia municipale a tempo indeterminato(part time 24 ore settimanali),alla fine dello stesso mese ho usufruito di congedo parentale(per due gemelli che a luglio compiranno 3 anni).Sono sposato ma mia moglie e i bambini vivono momentaneamente in francia e poiche' si rende assolutamente necessaria ancora la mia presenza vorrei sapere se e' possibile poter appunto richiedere un periodo di aspettativa dal serviziose si per quanto tempo), pur non avendo maturato alcuna anzianita' di servizio,e se questo e' possibile vorrei gentilmente sapere quali sono i riferimenti legislativi e per ultimo sapere se il datore di lavoro(comune) puo' rifiutare questa concessione.
certo di una sua cortese risposta,ringrazio e porgo distinti saluti
Paolo Gros il Lun 20 Mag 2013 - 0:41
art.11 del CCNL del 14.9.2000, sotto il profilo oggettivo dei motivi che possono giustificare la richiesta di aspettativa, menziona sia le esigenze personali che quelle di famiglia del lavoratore.
Conformemente a quell’orientamento giurisprudenziale consolidatosi nel precedente regime pubblicistico dell’istituto, tali esigenze posso identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola (Corte Conti, sez. contr., 3 febbraio 1984, n.1415).
Alla luce di tale configurazione, pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi ( con la connessa attribuzione all’ente di un potere di valutazione della sussistenza o meno del requisito della gravità), ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti dal dipendente di particolare rilievo che possono essere soddisfatti solo con la sua assenza dal lavoro.
La concessione dell’aspettativa per motivi personali, come nel regime precedente di stampo prettamente pubblicistico, non rappresenta mai un diritto per il dipendente, ma la sua concessione dipendeva da una valutazione della amministrazione sulla sua ricaduta sulle esigenze organizzative e funzionali da soddisfare.
Quindi, anche se non è chiamato a valutare l’effettiva sussistenza o gravità dei motivi addotti a sostegno della domanda di aspettativa, tuttavia, l’ente non è per ciò stesso obbligato a concedere sempre ed in ogni caso l’aspettativa richiesta.
Questa, infatti, non può andare a detrimento dell’organizzazione e della operatività degli uffici.
Pertanto, la fruizione dell’aspettativa può essere legittimamente rifiutata quando l’assenza del lavoratore non sia compatibile con le esigenze organizzative o di servizio, sulla base dell’autonoma valutazione fatta dal datore di lavoro pubblico di tutti gli interessi concretamente coinvolti nel caso specifico.
Inoltre, proprio perché a tutela del suo interesse organizzativo, all’ente sono riconosciuti ampi margini di discrezionalità della concessione dell’aspettativa con riferimento sia all’ “an” sia al “quantum”.
Pertanto, l’ente potrebbe anche:
a) concedere l’aspettativa per una durata inferiore a quella richiesta;
b) differire nel tempo l’accoglimento della stessa ricerca;
c) eventualmente disporre anche la revoca dell’aspettativa già concessa.
Michele77 il Ven 31 Mag 2013 - 10:23
grazie mille per le info; avrei bisogno ancora di un chiarimento in merito al periodo di aspettativa, il fatto di essere ancora in prova potrebbe rappresentare un ostacolo alla concessione dell'aspettativa stessa?
Paolo Gros il Dom 2 Giu 2013 - 22:56
L’art. 11, comma 1, del CCNL del 14.9.2000, stabilisce che: “al dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che ne faccia formale e motivata richiesta possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze organizzative o di servizio, periodi di aspettativa per esigenze personali o di famiglia, senza retribuzione e senza decorrenza dell'anzianità, per una durata complessiva di dodici mesi in un triennio da fruirsi al massimo in due periodi”.
Tale disposizione, come risulta dalla formulazione della stessa, è applicabile a tutti i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche se in prova.
Essa non prevede, infatti, che l’aspettativa debba essere riconosciuta solo a favore di chi abbia già superato il periodo di prova, mentre è pacifico che il dipendente in prova abbia gli stessi diritti e doveri degli altri dipendenti, fatta eccezione per quanto stabilito dall’art. 2096 del codice civile e dall’art. 14 - bis del CCNL del 6.7.1995.
La durata massima dell’aspettativa per motivi personali concedibile al dipendente in prova è identica a quella prevista per tutti gli altri dipendenti dal citato art. 11 del CCNL del 14.9.2000.
Infatti, quando le parti hanno voluto stabilire delle regole particolari per i dipendenti in prova, lo hanno fatto espressamente, come nel caso del periodo massimo di conservazione del posto in caso di malattia (art. 14 - bis del CCNL del 6.7.1995).
Se nel caso dell’aspettativa per motivi personali le parti non hanno stabilito alcuna regola particolare per i dipendenti in prova, si deve necessariamente applicare anche a loro la regola valida per tutti gli altri dipendenti.
Naturalmente, poiché l’art. 14 - bis, comma 2, del CCNL del 6.7.1995 prevede espressamente che “ai fini del compimento del … periodo di prova si tiene conto del solo servizio effettivamente prestato” il periodo di aspettativa per motivi personali concesso al dipendente avrà l’effetto di prolungare il suo periodo di prova.
Si coglie l’occasione per evidenziare, comunque, che l’aspettativa per motivi personali può sempre essere rifiutata dall’ente, se ritenuta incompatibile con le esigenze organizzative o di servizio.
La concessione dell’aspettativa per motivi personali anche nel regime precedente di stampo prettamente pubblicistico, non rappresentava mai un diritto per il dipendente, ma la sua concessione dipendeva da una valutazione della amministrazione sulla sua ricaduta sulle esigenze organizzative e funzionali da soddisfare. Pertanto, l’ente ben poteva rifiutare la concessione quando essa fosse risultata incompatibile con tali esigenze.
Alla luce di tale indicazione deve essere valutata anche la seconda problematica prospettata, concernente la possibilità di sostituzione della lavoratrice in aspettativa, rispetto alla quale non è possibile, a priori, fornire una indicazione unica e precisa.
Infatti, la disciplina legale concernente sia il lavoro a termine che il contratto di somministrazione, in generale, prevede indubbiamente la possibilità di ricorrere a tale tipologia di contratti flessibili di lavoro “per ragioni sostitutive”.
Tuttavia, certamente, potrebbero nutrirsi perplessità in presenza di una situazione in cui il datore di lavoro prima concede un periodo di aspettativa, ritenendo insussistenti motivi ostativi connessi alle proprie esigenze organizzative e funzionali, e, successivamente, invochi queste medesime esigenze per la sostituzione del dipendente in aspettativa.
Diversa sarebbe la situazione nel caso di esigenze organizzative e funzionali sopraggiunte nel corso del periodo di aspettativa e, proprio per tale aspetto, imprevedibili al momento della concessione dell’aspettativa.
Re: info riguardo aspettativa
Michele77 il Gio 13 Giu 2013 - 3:26
grazie come sempre per la vostra gentile disponibilita'
avrei bisogno di un'altra info,poiche' ho deciso di presentare domanda per aspettativa non retribuita , avrei bisogno dei riferimenti legislativi al fine di compilare in modo esatto e corretto la domanda stessa. Ho gia, scritto " in rif. all'art. 11 del CCNL del 14.09.2000" ma non so a quale legge fare richiamo.Io sono vigile urbano.
grazie mille in attesa di una Vostra gentile risposta.
Paolo Gros il Gio 13 Giu 2013 - 23:10
nessuna legge poiche' si e' nell'ambito della natura contrattuale che e' regolata dal contrratto nazionale e da quello individuale