Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/cognome
Timestamp: 2018-05-23 03:27:48+00:00
Document Index: 123991795

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 262', 'art. 262', 'art. 27', 'art. 299', 'art. 143', 'art. 156']

Cognome – La Legge per tutti
Che significa? Cognome
Cognome (d. civ.): Il cognome è il nome della famiglia (cd. patronimico); fa parte del nome, insieme al prenome, o nome individuale.
Il cognome può essere modificato solo in casi eccezionali (art. 6, co. 3 c.c.). Si acquista per nascita, per matrimonio (artt. 143bis e 156bis c.c.) e per adozione [vedi].
Il diritto al nome è un diritto personalissimo, inalienabile ed imprescrittibile [vedi Nome (Diritto al)].
I figli nati nel matrimonio assumono il cognome del padre. Sebbene non esista una norma specifica che imponga il cognome paterno, per consuetudine si nega ai genitori la possibilità di optare per il cognome materno o il doppio cognome. Secondo alcuni, il divieto si basa sulla lettura sistematica delle disposizioni in tema di filiazione.
I figli nati fuori del matrimonio, invece, assumono il cognomi del genitore che per primo li ha riconosciuti; se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, assumono il cognome del padre (art. 262 co. 1 c.c.).
Con la disciplina introdotta dal D.Lgs. 154/2013, attuativo della riforma della filiazione, per i nati fuori del matrimonio valgono inoltre le seguenti regole (art. 262 co. 2, 3, 4):
— se la filiazione nei confronti del padre è stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il figlio può assumere il cognome del padre aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo a quello della madre;
— il figlio può mantenere il cognome precedentemente attribuito se è diventato un autonomo segno della sua identità personale, aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo al cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto o al (—) dei genitori in caso di riconoscimento da parte di entrambi;
— nel caso di minore età del figlio il giudice decide circa l’assunzione del cognome del genitore, previo ascolto del figlio minore [vedi Ascolto del minore] che abbia compiuto 12 anni e anche di età inferiore se capace di discernimento.
I figli adottivi, infine, acquistano per effetto dell’adozione [vedi] lo stato di figli nati nel matrimonio degli adottanti, dei quali assumono e trasmettono il cognome (ex art. 27 L. 184/1983).
Nel caso di persone maggiori di età, ai sensi dell’art. 299 c.c., l’adottato assume il cognome dell’adottante e lo antepone al proprio, anche nel caso in cui la filiazione sia stata accertata o riconosciuta successivamente all’adozione. Se l’adozione è compiuta da coniugi, l’adottato assume il cognome del marito; se è compiuta da una donna maritata, l’adottato, che non sia figlio del marito, assume il cognome della famiglia di lei.
Cognome della moglie (d. civ.)
La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile fino a che passi a nuove nozze (art. 143bis c.c.).
La donna perde il cognome del marito in caso di divorzio; tuttavia il tribunale può autorizzarla a conservarlo, in aggiunta al proprio, quando sussista un interesse suo o dei figli degno di tutela. Il giudice, inoltre, può, in via più generale, vietare alla moglie l’uso del cognome del marito, quando tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole, e può parimenti autorizzare la moglie a non usare il cognome stesso, qualora dall’uso possa derivarle grave pregiudizio (art. 156bis c.c.).