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Timestamp: 2018-03-17 04:04:26+00:00
Document Index: 74481329

Matched Legal Cases: ['art. 2843', 'art. 797', 'art. 1203', 'art. 3', 'art. 2866', 'art. 1203', 'art. 2866', 'art. 1203', 'art. 2866', 'art. 2866', 'art. 55', 'art. 1949', 'art. 2843']

Art. 2866 codice civile: Diritti del terzo nei confronti del debitore e di altri terzi acquirenti
Codice civile Art. 2866 codice civile: Diritti del terzo nei confronti del debitore e di altri terzi acquirenti
Il terzo che ha pagato i creditori iscritti ovvero ha rilasciato l’immobile o sofferto l’espropriazione ha ragione d’indennità verso il suo autore, anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito (1).
Ha pure diritto di subingresso (2) nelle ipoteche costituite a favore del creditore soddisfatto sugli altri beni del debitore; se questi sono stati acquistati da terzi, non ha azione che contro coloro i quali hanno trascritto il loro acquisto in data posteriore alla trascrizione del suo titolo. Per esercitare il subingresso deve fare eseguire la relativa annotazione in conformità dell’art. 2843.
Creditori iscritti: sono i creditori ipotecari a vantaggio dei quali è iscritta l’ipoteca.
(1) Il comma 1 della norma dispone che il terzo acquirente che paga i creditori ipotecari deve essere rimborsato della somma spesa, ciò anche se il trasferimento del bene sia avvenuto a titolo gratuito. In tal caso siamo dinanzi ad un’applicazione del generale principio disposto dall’art. 797, secondo cui «il donante è tenuto alla garanzia per evizione dipendente dal fatto proprio» [v. 797].
(2) Il subingresso spetta al terzo acquirente anche se i beni ipotecati sono stati venduti a terzi che hanno trascritto il loro titolo dopo la trascrizione del titolo del terzo acquirente. La surrogazione prevista dall’articolo è stata avvicinata a quella prevista dall’art. 1203 n. 3.
Il terzo acquirente di un immobile ipotecato a garanzia di mutuo fondiario no può vantare alcun diritto contrario nè alla suddivisione del mutuo stesso, nè al correlato frazionamento della ipoteca, stante la sua estraneità al contratto di finanziamento e, configurandosi, inoltre, ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, detto frazionamento come oggetto di una rinuncia del creditore ipotecario al diritto all'indivisibilità dell'ipoteca e perciò come riconducibile ad un atto unilaterale, che non cessa di essere tale anche se consacrato nel contesto degli accordi intercorsi col mutuatario al fine della suddivisione del mutuo. Pertanto, qualora detto terzo abbia dovuto soddisfare, nei limiti della quota gravante sull'immobile trasferitogli, le ragioni del creditore ipotecario, non può da questi pretendere alcun indennizzo, sotto il profilo dell'impedimento frapposto dall'intervenuto frazionamento al subingresso, ex art. 2866 comma 2 c.c., nelle ipoteche costituite sugli altri beni del debitore inadempiente - operando tale norma solo quando il terzo sia stato chiamato a rispondere dell'intero debito del suo "dante causa" e, comunque, esclusivamente nei rapporti fra questi due soggetti, sicché un eventuale profilo risarcitorio, connesso a comportamenti asseritamente idonei a compromettere la compiuta realizzazione del diritto di cui al comma 1 della medesima norma, può utilmente affermarsi nei soli confronti di detto "dante causa" - o del venir meno delle garanzie, connesse all'originaria unità dell'ipoteca, che sarebbero state utilizzabili in sede di surrogazione ex art. 1203 c.c.
Cassazione civile sez. I 14 dicembre 1990 n. 11916
La norma di cui all'art. 2866 c.c. attribuisce al terzo che abbia pagato il creditore iscritto un mezzo di tutela che non è alternativo ma semmai complementare a quello previsto dall'art. 1203 c.c.
Tribunale Sassari 07 giugno 1990
In tema di rescissione per lesione di un contratto di vendita di immobile gravato da ipoteca, al fine di stabilire il corrispettivo deve tenersi conto del prezzo dichiarato dalle parti e non anche dell'importo del debito ipotecario, a meno che non vi sia stato da parte dell'acquirente un accollo del debito stesso con espressa liberazione del debitore atteso che, in mancanza, l'incidenza economica del debito rimane a carico del patrimonio dell'alienante, come si evince dal disposto dell'art. 2866 c.c., secondo cui il terzo che ha pagato i creditori iscritti ovvero ha rilasciato l'immobile o sofferto l'espropriazione ha ragione d'indennità verso il suo autore, anche se si tratta di acquisto a titolo gratuito.
Cassazione civile sez. II 26 ottobre 1989 n. 4412
Si può ricondurre alla figura del credito condizionale la situazione giuridica in cui versa il proprietario di bene ipotecato, quando, al momento del fallimento del venditore-debitore, non si sia ancora verificato uno degli eventi previsti dall'art. 2866 c.c.
Tribunale Roma 27 gennaio 1987
I crediti condizionali di cui agli art. 55 e 95 l. fall. vanno ricollegati ad una fattispecie complessa realizzatasi soltanto in parte prima della dichiarazione di fallimento che determina un vincolo sul patrimonio del debitore ed il cui completamento dipende da un evento futuro ed incerto, senza che si renda necessaria un'ulteriore attività del fallito. (Nella specie il tribunale, sulla base del principio suenunciato, ha statuito che l'acquirente di una porzione d'immobile dal venditore, poi, fallito, che aveva mancato di adempiere all'obbligazione di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull'intero bene, potesse essere considerato creditore condizionale, ancor prima di pagare il beneficiario della garanzia).
Il fidejussore che paga il debito prima della dichiarazione di fallimento del debitore garantito, è surrogato nei diritti che il creditore aveva contro il debitore (art. 1949 c.c.) e ne assume la stessa posizione anche con riferimento alle garanzie che assistevano il credito. Tuttavia, nell'ipotesi di credito assistito da garanzia reale, in considerazione dell'efficacia costitutiva dell'annotazione della trasmissione del vincolo ipotecario (art. 2843 c.c.) nei confronti dei terzi estranei al rapporto che ha dato luogo alla surrogazione del fidejussore nei diritti del creditore, il trasferimento dell'ipoteca in favore del fidejussore è inefficace nei confronti dei creditori concorrenti, qualora l'annotazione sia stata eseguita dopo la dichiarazione di fallimento del debitore garantito, e può farsi valere solo dopo la chiusura della procedura concorsuale ove ciò sia ancora possibile.
Cassazione civile sez. I 14 febbraio 1980 n. 1060