Source: https://www.studiolegalenardone.it/il-costo-della-estinzione-anticipata-del-finanziamento-puo-concretizzare-una-promessa-usuraria-conseguente-applicazione-dellart-1815-2-comma-c-c-non-debenza-di-interessi-tribunale-co/
Timestamp: 2019-04-23 08:04:44+00:00
Document Index: 10190400

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1815', 'art 1815', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 1186', 'art. 1815', 'art. 2']

IL COSTO DELL’ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO PUÒ CONCRETIZZARE UNA PROMESSA USURARIA – CONSEGUENTE APPLICAZIONE DELL’ART. 1815, 2° COMMA, C.C., NON DEBENZA DI INTERESSI – Tribunale collegiale di Pescara, ord. del 21/28.11.2014 – Studio Legale Avvocato Dario Nardone
Studio Legale Avvocato Dario Nardone > Blog > USURA TAEG ESTINZIONE ANTICIPATA > IL COSTO DELL’ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO PUÒ CONCRETIZZARE UNA PROMESSA USURARIA – CONSEGUENTE APPLICAZIONE DELL’ART. 1815, 2° COMMA, C.C., NON DEBENZA DI INTERESSI – Tribunale collegiale di Pescara, ord. del 21/28.11.2014
Dicembre 16, 2014 USURA TAEG ESTINZIONE ANTICIPATAdario
Accogliendo il 21 novembre 2014 le deduzioni che l’Avv. Dario Nardone (coadiuvato sotto il profilo tecnico dal Dott. Comm. Fabrizio Cappelluti) ha portato in un procedimento giudiziario civile, il Tribunale di Pescara, in composizione collegiale, con ordinanza non impugnabile ha riconosciuto l’usurarietà di un contratto di finanziamento fondiario nella sola clausola disciplinante la “ESTINZIONE ANTICIPATA”, senza riferimenti agli interessi convenzionali e moratori (che nella fattispecie risultavano leciti).
qualora il costo potenziale dell’estinzione anticipata si riveli usurario, il cliente è tenuto alla restituzione della sola somma ricevuta a prestito e non deve più pagare gli interessi del finanziamento (e se li ha pagati, anche in parte, ha diritto alla restituzione): tanto è legittimo dedurre dal fatto che il Collegio pescarese, trascrivendo la nota sentenza della Corte di Cassazione n° 350/2013, richiama espressamente l’art. 1815, 2° comma, codice civile, il quale sancisce come conseguenza dell’usura la non debenza di alcun interesse dal cliente alla banca, ponendosi in linea con altra giurisprudenza fra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo: Corte di Appello Venezia del 18 febbraio 2013, “L’articolo 1815, comma 2, c.c. esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie e, a seguito della revisione legislativa operata dall’articolo 4 della legge 7 marzo 1996, n. 108 e dalla legge 28 febbraio 2001, n. 24 – di conversione del decreto legge 29 dicembre 2000, n. 394 – esso prevede la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito”; Trib. Padova, ordinanza 13 maggio 2014, “Quando in un contratto di mutuo si riscontri la pattuizione di un tasso di interesse moratorio superiore al tasso soglia di usura, la clausola è nulla ex art 1815 comma 2 c.c., con la conseguenza che nessun interesse è dovuto dal cliente che deve restituire all’istituto di credito solo la somma capitale mutuata. La lettera della norma infatti , in base alla quale “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” non consente di effettuare alcuna distinzione tra interessi corrispettivi e moratori”; Tribunale di Udine del 26.09.2014, per il quale “Constatato il superamento della soglia di usura da parte del TEG, l’applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c. determina la gratuità dell’intero negozio e, pertanto, l’obbligo di restituzione del solo capitale mutuato”; Tribunale di Rimini, ordinanza del 27.04.2015: “…I debitori, in sede di opposizione, deducono: l’usurarietà del tasso di mora… la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito… I motivi di opposizione appaiono fondati… E’ pacifico dunque che fin dalla conclusione del contratto il tasso di mora era superiore al tasso soglia… A fronte dunque di una previsione iniziale non rispettosa dei limiti poste dalle norme di legge in materia di usura … deve trovare applicazione il disposto del citato secondo comma dell’art. 1815 c.c., con riferimento alla non debenza degli interessi”; Tribunale di Lecce, ordinanza del 10.09.2015: “In un contratto di finanziamento, al fine della verifica del superamento del c.d. tasso soglia, occorre accertare il tasso effettivo al momento della detta pattuizione contrattuale, computando le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse. In caso di superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale, occorre rideterminare l’ammortamento contrattuale con espunzione delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo convenute, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse, ed imputazione dei pagamenti dovuti al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., e, nell’ipotesi di contratto risolto per decadenza dal beneficio del termine, ai sensi dell’art. 1186 c.c., occorre determinare il dare avere tra le parti contrattuali al momento della decadenza con imputazione di quanto già versato a titolo di interessi, competenze ed oneri non dovuti, al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c.”
Pertanto, considerato come ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’art. 2 L. 108/1996 il costo del denaro deve, dunque, essere contenuto entro il limite del Tasso Soglia D’Usura, determinato dal Legislatore, con TEG rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia, e pubblicato trimestralmente sulla Gazzetta Ufficiale, aumentato del 50%, si deduce, nel caso di specie, che il tasso TAEG relativo a mutui a tasso variabile per il primo trimestre del 2011 corrisponda a 4,02 (2.68 + 1.34) sia stato abbondantemente superato dal TAEG legato al contratto di finanziamento ripassato tra le parti”.
L’Avv. Dario Nardone, a seguito dei numerosi contatti ricevuti dagli utenti bancari, dai Colleghi o comunque da soggetti a vario titolo interessati dal contenuto del sopra citato provvedimento, ritiene, al fine di chiarire tutti gli aspetti della vicenda giudiziaria riportata, di fornire le seguenti delucidazioni.
L’atto di reclamo che ha dato luogo al suindicato provvedimento e che aveva come fine quello di sospendere, in via cautelare, l’esecuzione immobiliare promossa dall’Istituto di credito, è stato rigettato dal Tribunale di Pescara, il quale non ha concesso la chiesta sospensione della procedura esecutiva immobiliare azionata dalla banca.
Tale provvedimento, nella sua integrale estensione, su istanza dell’Avv. Dario Nardone e del Dott. Commercialista Fabrizio Cappelluti che appaiono infatti quali fonti, è stato pubblicato sulla rivista online di diritto bancario al seguente link:
http://www.dirittobancario.it/sites/default/files/allegati/tribunale_di_pescara_28_novembre_2014_completa.pdf
La pubblicazione, effettuata appunto su una rivista specialistica di diritto bancario, è stata chiesta nell’ottica di rendere un servigio esaustivo a coloro che sono tecnici della materia bancaria.
Di conseguenza si invita chi sia interessato all’aspetto più squisitamente tecnico-processuale della vicenda, a leggere le motivazioni integrali esplicitate nell’ordinanza; in proposito si vuole precisare che l’inammissibilità in punto procedurale del reclamo declinata dal Collegio pescarese, muove da scelte opportunistiche di natura sostanziale e processuale che sono da ritenersi riservate essendo intimamente attinenti alla strategia difensiva nella fattispecie perseguita.
Tanto premesso, l’intento sperato dall’Avv. Dario Nardone con il post sopra trascritto, del tutto decontestualizzato dal caso concreto e dall’esito processuale (comunque entrambi apprendibili nella citata specialistica sede), è quello di divulgare un principio di diritto, sostenuto in giudizio con argomentazioni proprie della scienza giuridica nell’ambito del diritto bancario, che è stato evidentemente ritenuto fondato poiché condiviso da un Giudice peraltro in composizione Collegiale.
Il principio di diritto, già per quanto sopra specificato, è di indubbio interesse per gli addetti ai lavori e per la clientela bancaria.
In primis perché è fatto proprio dalla Giurisprudenza italiana per la prima volta ed è giocoforza caratterizzato da intrinseca novità giurisprudenziale.
In secundis perché ha una rilevanza estrinseca estremamente favorevole per l’utenza bancaria, nella misura in cui offre un agevole e “nuovo” titolo giuridico (se utilizzato con competenza) per ottenere la ripetizione di somme indebitamente pretese dal sistema creditizio.
Orbene, anche chi non ha dimestichezza del contenzioso bancario, intuirà agevolmente che l’accertamento dell’usura di un finanziamento, anche se avvenuto in sede civile come nella fattispecie, conferisce alla parte finanziata un notevole potere di spuntare una transazione vantaggiosa: l’usura è prima di tutto un reato, che, se denunciato in sede penale, coinvolge le persone fisiche responsabili all’interno dell’organico bancario.
In estrema sintesi vuole qui evidenziarsi che, nel caso esaminato dal Tribunale di Pescara, il rigetto dell’atto di reclamo e la conseguente non concessa sospensiva delle procedure esecutive, sono ipercompensati dal preponderante potere negoziale che la perseguibilità penale del reato di usura concede al presunto debitore.
Difatti, a seguito del suindicato provvedimento, l’Istituto di credito avversato nella vicenda de qua, nel chiaro intento di evitare procedimenti penali per usura bancaria a carico dei responsabili, ha di fatto sospeso la prosecuzione della espropriazione immobiliare e si è dichiarato disponibile a valutare proposte di transazione.
← CONTRATTI BANCARI – NORMATIVA DI TRASPARENZA – NULLITÀ DI PROTEZIONE – A VANTAGGIO DEL CLIENTE – CONTRATTO PRIVO DI FORMA SCRITTA – INTERESSE DEL CLIENTE PER L’ESISTENZA MATERIALE DEL CONTRATTO AMORFO – SUSSISTENZA – PROVA LIBERA DEL CONTRATTO AMORFO – USURA – COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO – RILEVANZA – ANCHE PRIMA DEL 2010 – AFFERMAZIONE – MODALITÀ DI CONTEGGIO – USURA – USURA SOPRAVVENUTA – RILEVANZA – AFFERMAZIONE – CONSEGUENZE – CONTRATTI BANCARI – NORMATIVA DI TRASPARENZA – INDICAZIONE SPECIFICA DELLE VOCI ECONOMICHE EX ART. 117, COMMA 4, TUB – COMMISSIONE DI CONCESSIONE/RINNOVO FIDO – COMMISSIONE DI DISPONIBILITÀ IMMEDIATA – ASSENZA – NON APPLICAZIONE DELLE VOCI – Tribunale Torino 31 ottobre 2014 – Est. Astuni	CONTO CORRENTE – SALDO ZERO – VALUTA – INTERESSI – ANATOCISMO – VICINANZA DELLA PROVA; CONTO CORRENTE – INTERESSI – CLAUSOLA «USO PIAZZA» – NULLITÀ – RIPETIZIONE; CONTO CORRENTE – DELIBERA CICR 9 FEBBRAIO 2002 – ADEGUAMENTO CLAUSOLE ANATOCISTICHE – SPECIFICA APPROVAZIONE PER ISCRITTO; CONTO CORRENTE – SALDO ZERO – VALUTA DATA DI REGOLAMENTO – INDETERMINATEZZA – Tribunale Ancona 18 novembre 2014 – Est. Francesca Ercolini →
2 thoughts on “IL COSTO DELL’ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO PUÒ CONCRETIZZARE UNA PROMESSA USURARIA – CONSEGUENTE APPLICAZIONE DELL’ART. 1815, 2° COMMA, C.C., NON DEBENZA DI INTERESSI – Tribunale collegiale di Pescara, ord. del 21/28.11.2014”
Pingback: IL COSTO DELL’ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO PUÒ CONCRETIZZARE UNA PROMESSA USURARIA – CONSEGUENTE APPLICAZIONE DELL’ART. 1815, 2° COMMA, C.C., NON DEBENZA DI INTERESSI E GRATUITA’ DEL MUTUO – Tribunale collegiale di Bari, ord. del 01