Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=522
Timestamp: 2019-04-21 22:10:23+00:00
Document Index: 11240152

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 11', 'art. 33', 'art. 1456', 'art. 6', 'art. 16']

PAGAMENTI DELLE COMMESSE PUBBLICHE SOLO SU CONTI DEDICATI
A rischio di nullità i contratti di appalto delle commesse pubbliche qualora i relativi pagamenti non risultino canalizzati. Tale tracciabilità obbligatoria dei flussi finanziari viene estesa a tutta la filiera degli appalti e dei concessionari di finanziamenti pubblici. Pesanti sanzioni ad hoc per tutte le ipotesi di inosservanza delle regole di tracciabilità. È quanto deriva da alcune delle previsioni della legge 13/8/2010, n. 136 recante: «Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al governo in materia di normativa antimafia», pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 23/8/2010 il cui testo entrerà in vigore dal 7/9/2010.
La verifica dei flussi finanziari.
Sempre più stringenti i cosiddetti controlli antimafia per prevenire ogni possibile infiltrazione di tipo criminale nella contrattualistica pubblica (sul tema si veda ItaliaOggi del 24/8/2010). Da ciò deriva l'obbligo, introdotto dall'art. 3 della legge 136/2010, della tracciabilità dei flussi finanziari a carico di appaltatori, subappaltatori e subcontraenti della filiera, per le transazioni relative a lavori, servizi, forniture pubbliche e gestione dei finanziamenti. In particolare, la legge impone agli operatori delle imprese a qualsiasi titolo interessate ai citati contratti, ad utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali dedicati alle pubbliche commesse. Sulla scorta anche dell'esperienza del decreto legge per la ricostruzione in Abruzzo (dl 139/2009, convertito nella legge 77/2009) la norma prevede che su detti conti devono essere appoggiati tutti i movimenti finanziari (incassi e pagamenti), di qualsiasi importo (fatta eccezione per le piccole spese di cantiere di importo giornaliero di massimo 500 euro), da e verso altri conti, connessi all'esecuzione del contratto, sub-contratto o affidamento e finalizzati alla realizzazione dell'intervento. Sul punto occorre precisare due aspetti. Per il primo, si rileva che i conti devono essere dedicati, ma possono esserlo: «Anche non in via esclusiva_ alle commesse pubbliche», ossia gli stessi potrebbero essere impiegati anche per transazioni che non rientrino nell'oggetto del contratto di appalto, tuttavia, il successivo comma 4 ha cura di precisare che ove per il pagamento di spese estranee ai lavori, ai servizi e alle forniture in commento, sia necessario il ricorso a somme provenienti da conti dedicati, questi ultimi possono essere successivamente reintegrati mediante bonifico bancario o postale. Mentre, ciò che non appare assolutamente ammissibile è il pagamento, anche solo «provvisoriamente», di operazioni attinenti i citati contratti con fondi provenienti da conti diversi da quelli dedicati o con metodi alternativi ai bonifici.
In merito al secondo, si fa notare che i conti dedicati possono essere accesi esclusivamente presso banche o presso la società Poste italiane s.p.a. e non invece, presso tutti i soggetti definiti «intermediari finanziari e altri soggetti esercenti attività finanziaria» ai fini della normativa antiriciclaggio, dall'art. 11 del decreto legislativo 231/2001.
Unica eccezione prevista all'impiego dello strumento del bonifico si rinviene nella possibilità, fermo restando l'obbligo di documentazione della spesa, di pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi, istituzionali e quelli in favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi, nonché per le piccole spese giornaliere, di importo fino a 500 euro, salvo ribadire, tuttavia per queste ultime, il divieto di impiego del contante.
I presìdi per il monitoraggio. Tutte le movimentazioni relative al contratto di appalto, ai fini della tracciabilità dei flussi, dovranno essere appositamente targati riportando nella causale del bonifico bancario o postale l'indicazione del Cup ossia del codice unico di progetto relativo all'investimento pubblico sottostante. Articolata la procedura di rilascio del Cup che deve essere richiesto alla Stazione unica appaltante (Sua) che opera da tramite fra il Dipartimento per la programmazione della politica economica e gli appaltatori i quali comunicano alla stessa gli estremi identificativi dei conti correnti dedicati entro sette giorni dalla loro accensione, nonché le generalità e il codice fiscale delle persone delegate ad operare su di essi.
La Sua, che ricalca le centrali di committenza previste dall'art. 33 del Codice degli appalti (dlgs. 163/2006), verrà istituita in ambito regionale con un decreto del presidente del consiglio dei ministri, da adottare entro sei mesi dall'entrata in vigore del provvedimento in oggetto. Interessante segnalare, in proposito, che la regione Calabria è stata la prima ad adottare tale sistema centralizzato istituendo la propria Sua, che è già operativa con legge regionale 7/12/2007, n. 26.
Nullità dei contratti e clausola risolutiva espressa. Viene prevista una doppia barriera difensiva per i contratti in commento che sono sottoposti a nullità assoluta qualora non prevedano la clausola di assunzione dell'obbligo di tracciabilità e a risoluzione espressa dell'accordo qualora le transazioni finanziarie siano eseguite senza avvalersi di banche o Poste Italiane spa.
Molto efficaci, in ottica giuridica, quindi, le tutele poste all'osservanza delle norme sulla tracciabilità in aggiunta alle previsioni sanzionatorie. Si tratta, in pratica, del vincolo di inserire, da parte della Sua, nei contratti sottoscritti con gli appaltatori, una specifica clausola di assunzione dell'obbligo di tracciabilità dei flussi. Detta clausola agisce a pena di nullità assoluta del contratto, ossia comporta una invalidità a monte del contratto, insanabile e nei confronti di tutti i soggetti ai sensi dell'articolo 1418 c.c. Inoltre, il contratto deve essere munito, della clausola risolutiva espressa ai sensi dell'art. 1456 c.c. che preveda la risoluzione immediata dello stesso allorché le transazioni finanziarie siano state eseguite senza avvalersi di banche o Poste. Per di più la norma precisa che qualsiasi soggetto che abbia notizia dell'inadempimento della propria controparte agli obblighi di tracciabilità deve procedere all'immediata risoluzione del rapporto contrattuale, informandone contestualmente la Sua e la prefettura-ufficio territoriale del governo territorialmente competente.
Le medesime regole devono essere osservate anche nei contratti sottoscritti con i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese a qualsiasi titolo interessate ai lavori.
Le sanzioni. Per i contratti che superano la prova della nullità e della risoluzione, la norma ipotizza una serie di deterrenti ad hoc a salvaguardia della trasparenza delle movimentazioni e della correttezza nell'aggiudicazione degli appalti che consistono sia in sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi dell'art. 6 (per le quali si paventa, tuttavia, la possibilità di pagamento in misura ridotta con applicazione dell'oblazione di cui all'art. 16 della legge 689/81), sia in apposite previsioni del codice penale.