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Timestamp: 2019-07-16 02:39:13+00:00
Document Index: 81624882

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 617', 'art. 4', 'art. 125', 'art. 442', 'art. 1']

Notiziario giuridico e giudiziario del 9.4.2019
Modifiche al codice di procedura penale in tema di giudizio abbreviato – esclusione per i delitti puniti con l’ergastolo - approvato il disegno di legge – Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 925 relativo alla Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo: non è ammesso il giudizio abbreviato per delitti per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo (nuovo comma 1-bis); l’articolo 2 modifica l’articolo 441-bis c.p.p., che disciplina l’ipotesi di nuove contestazioni del pubblico ministero. La riforma entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione con prevista applicabilità ai fatti commessi successivamente – Testo – Dossier Servizio Studi del Senato.
Rassegna ufficiale della giurisprudenza penale di legittimità 2018 – L’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte Suprema di Cassazione ha pubblicato la rassegna sistematica, corredata di indice, degli orientamenti delle Sezioni Penali dell’anno 2018 - Rassegna giurisprudenza penale 2018
P.M. - appello - dichiarazione resa dal perito o dal consulente tecnico - prova dichiarativa - rinnovazione dibattimentale nel caso di riforma della sentenza di assoluzione - Con ordinanza n. 41737/2018 era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto: «se la dichiarazione resa dal perito o dal consulente tecnico costituisca o meno prova dichiarativa assimilabile a quella del testimone, rispetto alla quale, se decisiva, il giudice di appello avrebbe l’obbligo di procedere alla rinnovazione dibattimentale, nel caso di riforma della sentenza di assoluzione sulla base di un diverso apprezzamento di essa». Con la sentenza n. 14426/2019, le Sezioni Unite hanno affermato i seguenti principi di diritto: a) «la dichiarazione resa dal perito nel corso del dibattimento costituisce una prova dichiarativa. Di conseguenza, ove risulti decisiva, il giudice di appello ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dibattimentale, nel caso di riforma della sentenza di assoluzione sulla base di un diverso apprezzamento di essa»; b) «ove, nel giudizio di primo grado, della relazione peritale sia stata data la sola lettura senza esame del perito, il giudice di appello che, su impugnazione del pubblico ministero, condanni l’imputato assolto nel giudizio di primo grado, non ha l’obbligo di rinnovare l’istruzione dibattimentale attraverso l’esame del perito»; c) «le dichiarazioni rese dal consulente tecnico oralmente vanno ritenute prove dichiarative, siche, ove siano poste a fondamento dal giudice di primo grado della sentenza di assoluzione, il giudice di appello, nel caso di riforma della suddetta sentenza sulla base di un diverso apprezzamento delle medesime, ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dibattimentale tramite l’esame del consulente» - SS.UU. 2019, n. 14426 (dep. 2.4.2019)
Spy-software installati in modo occulto su cellulare, tablet o computer – I programmi informatici denominati “spy-software” che, se installati in modo occulto su un telefono cellulare, un tablet o un computer, consentono di captare tutto il traffico dei dati in arrivo o in partenza dal dispositivo, rientrano tra gli “apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti” diretti all’intercettazione o all’impedimento di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone, di cui all’art. 617-bis, co. 1, c.p., in quanto categoria aperta, suscettibile di essere implementata per effetto delle innovazioni tecnologiche - Cass. 2019, n. 15071(dep. 5.4.2019)
P.M. - ordine europeo di indagine passivo - perquisizione e sequestro – decreto di riconoscimento - esigenza di specifica ed autonoma motivazione - In tema di ordine europeo di indagine passivo relativo all’adozione di un provvedimento di perquisizione e sequestro probatorio, il decreto di riconoscimento che il P.M. deve emettere, ai sensi dell’art. 4, co. 4, d.lgs. 2017, n. 108, è atto autonomo, che deve essere specificamente motivato, ai sensi dell’art. 125, co. 3 c.p.p., non potendo ad esso equipararsi il decreto di sequestro probatorio adottato dall’autorità che provvede all’esecuzione nella cui motivazione si faccia riferimento al contenuto dell’ordine emesso dall’autorità straniera - Cass. 2019, n. 14413 dep. 2.4.2019 – (dep. 2.4.2019)
Rito abbreviato – continuazione - delitti e contravvenzioni – riduzione della pena – esigenza di distinta determinazione - Nel rito abbreviato la riduzione della metà della pena per le contravvenzioni, prevista dall’art. 442, co. 2 c.p.p. come riformato dall’art. 1, co. 44 l. 2017, n. 103, costituisce norma penale di favore e, pertanto, in caso di continuazione tra contravvenzioni e delitti, la riduzione deve essere effettuata distintamente per gli aumenti di pena disposti per le contravvenzioni (nella misura della metà) e per quelli disposti per i delitti (nella misura di un terzo) - Cass. 2019, 14068 (dep. 1.4.2018)
Patteggiamento – legalità della pena – circostanze del reato - In tema di patteggiamento, oltre al giudizio di congruità della pena il giudice è tenuto ad effettuare la verifica della legalità di quest’ultimo anche nella parte relativa al procedimento di computo derivante dal riconoscimento di circostanze e dall’eventuale giudizio di bilanciamento, dal momento che la valutazione della correttezza dell’applicazione e della comparazione delle stesse determina l’obbligo di verificare che siano conformi ai criteri legali i corrispondenti aumenti e diminuzioni di pena - Cass. 2019, n. 12691 (dep 21.3.2019)