Source: http://nodegradoemalamovida.it/?p=1734
Timestamp: 2018-02-21 21:03:02+00:00
Document Index: 182797381

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 700', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2909', 'art. 612', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 614', 'art. 614', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 614', 'art.\n49', 'sentenza ', 'art. 8', 'art.8']

PRIMO RICORSO ITALIANO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO su danni salute da movida selvaggia. | Coordinamento Nazionale No Degrado e Mala Movida
PARTE DA TORINO IL PRIMO RICORSO ITALIANO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SUL TEMA DEL DANNO ALLA SALUTE DA MOVIDA “SELVAGGIA”, IL NOSTRO COORDINAMENTO NAZIONALE STA LAVORANDO IN TUTTO IL PAESE ATTRAVERSO LE SUE ASSOCIAZIONI E I SUOI COMITATI PER SOSTENERE UNITARIAMENTE QUESTA AZIONE
67075 STRASBOURG – CEDEX (Francia)
presentato ai sensi dell’art. 34 della Convenzione Europea per la
Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali,
nonché in conformità degli artt. 45 e 47 del Regolamento della Corte
I – LE PARTI
Data e luogo di nascita: xx1950 a xxxxx(CN)
Domicilio: xxxxx, Torino (TO)
Cod. Fisc xxxxx
Indirizzo attuale: Piazza Vittorio, Torino (TO)
Nome e cognome del rappresentante: Del Noce Alberto
Professione del rappresentante: Avvocato
Indirizzo del rappresentante: Corso Vinzaglio n.4, Torino (TO)
Tel. n. 0039 / 011 / 56361235
II – ESPOSIZIONE DEI FATTI
La signora xxxx è da molti anni proprietaria di un immobile sito al piano
1° piano ammezzato dello stabile in Torino, Piazza Vittorio Veneto n. xx. In
tale appartamento la ricorrente ha stabilmente vissuto dal 1985 e per tutta
l’epoca dei fatti qui esposti.
Nel 2004 venne aperto un locale notturno al piano terreno di tale edificio,
locale prospiciente la piazza e posto immediatamente sotto l’appartamento
della ricorrente. La proprietà di tale immobile al piano terreno era ed è di un
condomino dell’edificio (società RESIDENCE C-13 S.a.s. di Comunian
Meri & C.), il quale all’epoca lo aveva concesso in locazione alla società
BOKAOS TORINO S.r.l.
Tale esercizio (denominato Bokaos) iniziò a diffondere subito musica ad
altissimo volume fino all’alba, pregiudicando il riposo di tutti gli inquilini
ed in particolare modo della D.ssa xxxxxxxxx. Ciò tra l’altro, in
palese contrasto non solo con il regolamento condominiale (che prevedeva e
prevede il divieto di emissioni sonore dopo le 22,00), ma anche con la
normativa comunale (che prevedeva e prevede il divieto di emissioni sonore
dopo le 24,00).
Tutto il Condominio di Piazza Vittorio Veneto xx insorse e citò in giudizio
il titolare del locale notturno ed il condomino proprietario. Dopo un’attenta
istruttoria (che fece emergere l’esistenza della grave violazione, della
conseguente propagazione di rumori e vibrazioni in tutto l’edificio,
dell’impossibilità di riposare dopo le 22,00, ecc.) il Tribunale Civile di
Torino confermò un importante principio di carattere anche negoziale, e
cioè che la diffusione dalle proprietà esclusive (compreso quello oggetto di
causa) di musica e di suoni di strumenti musicali dalle ore 22,01 alle ore
7,59 si poneva “in contrasto con gli artt. 2 e 9 del Regolamento di
Condominio” di Piazza Vittorio Veneto xx – Torino (doc. A).
Ebbene, in forza di tale assunto con sentenza n. 7432 del 20/11/2006 il
Tribunale ordinò quindi sia al condomino proprietario dei locali sia al
titolare del locale notturno di cessare immediatamente l’accertata “indebita
utilizzazione” dei locali. In altre parole, il locale notturno venne
condannato ad interrompere immediatamente ogni emissione musicale
dalle ore 22,01 alle ore 7,59. La sentenza non venne impugnata onde passò
Ciò nonostante le gravi molestie provenienti dal locale in oggetto
continuarono imperturbate. A nulla servirono sia le diffide, sia le
intimazioni con precetto, sia le richieste di intervento della Polizia
Municipale di Torino a tutela sia dei diritti violati sia dei precetti del
Subito dopo la sentenza l’immobile oggetto di causa venne concesso in
locazione ad altro esercente, e cioè la OLS S.r.l. Ed anche tale conduttore
proseguì incessantemente a diffondere musica e suoni di strumenti musicali
nelle ore vietate. A nulla servirono sia le nuove diffide sia le nuove richieste
di intervento della Polizia Municipale di Torino.
Così come a nulla servirono i procedimenti penali promossi contro i titolari
del locale notturno, poiché ogni provvedimento cautelare e di sigillo degli
impianti venne aggirato mediante l’utilizzo di altri strumenti (PC,
smartphone, ecc.).
Il Condominio dovette ricorrere quindi nuovamente al Tribunale di Torino,
il quale, con provvedimento cautelare del 30/10/2007, depositato il
5/11/2007, ordinò anche alla OLS S.r.l. (e di nuovo al condomino
proprietario) l’immediata cessazione delle emissioni sonore fra le ore
22,01 e le ore 7,59 (doc. B). Tale provvedimento venne reclamato dalla
OLS S.r.l., ma tale impugnazione venne respinta con provvedimento del
18/1/2008. Con tale rigetto, il Collegio giudicante confermò sia
l’opponibilità del Regolamento condominiale sia il divieto di emissioni
sonore dalle 22,01 alle 7,59.
Purtroppo le molestie proseguirono. Ad opera questa volta di altro
conduttore: infatti, dopo l’ennesima condanna il condomino proprietario del
locale in oggetto concesse in locazione l’immobile alla DUNA S.r.l., la
quale, con il suo esercizio denominato Soho, imperturbabile continuò e
continua tuttora a diffondere musica sino all’alba (sette giorni su sette).
La D.ssa xxxxxxx decise quindi di proporre personalmente altro
ricorso cautelare (ex art. 700 c.p.c.) volto a far cessare l’indebita
utilizzazione di locali da parte della nuova inquilina (DUNA S.r.l.): con
provvedimento del 19/6/2010 il Tribunale di Torino ribadì per l’ennesima
volta la piena opponibilità del Regolamento condominiale alla RESIDENCE
C-13 S.a.s. ed ai suoi aventi causa e dichiarò la sentenza n. 7432 del 2006
(che aveva condannato il Bokaos – doc. A) doveva intendersi valida ed
efficace anche contro la DUNA S.r.l. (doc. C). Tale provvedimento non
venne impugnato né dalla RESIDENCE C-13 S.a.s. né dalla DUNA S.r.l.
A questo punto finalmente la Pubblica Amministrazione cominciò a
muoversi: chiamati dagli abitanti della zona i Vigili Urbani sanzionarono il
titolare del Soho per la violazione del divieto di emissioni sonore: con
provvedimento del prot. n. 15319/5.1.3 del 26/3/2010 Il Comune di Torino
appose all’autorizzazione della DUNA S.r.l. la “…prescrizione di cessare le
immissioni sonore, anche se non relative a trattenimenti danzanti o
musicali, provenienti dal locale in oggetto fra le ore 22,101 e le ore 7,59”.
E’ interessante leggere le premesse di tale provvedimento poiché il Comune
ammise che “… Quasi quotidianamente si ricevono (o presso la Centrale
Operativa o presso il Contact Center della Polizia Municipale segnalazioni
dei residenti di emissioni sonore disturbanti… Visto che continuano a
pervenire al Corpo di Polizia Municipale ripetute segnalazioni per
emissioni disturbanti provenienti dall’esercizio pubblico in oggetto; Visto
l’interesse pubblico al mantenimento della quiete e alla prevenzione di ogni
forma di disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone, in particolare
dei condomini, nonché l’interesse pubblico a che venga data applicazione ai
provvedimenti giurisdizionali ed in particolare, specie nel caso, quale
quello in questione, di definitività a seguito di passaggio in giudicato nei
confronti delle parti, ed aventi causa, della sentenza ai sensi dell’art. 2909
c.c….”
Ebbene, nella notte del 18/4/2010 i Vigili Urbani si recarono nell’alloggio
della D.ssa xxxxxx per verificare il rispetto della prescrizione ed
accertarono che si “udivano distintamente il rumore (prevalentemente bassi)
della musica all’interno del locale sottostante e che… all’interno la musica
era diffusa da due casse amplificate” e “che sia durante la rilevazione del
rumore ambientale che durante quello del rumore residuo gli agenti in abiti
civili verificavano che dagli altri locali adiacenti non perveniva musica”.
Pertanto, in data 5/5/2010 venne contestata l’inosservanza della predetta
prescrizione con emissione di apposito verbale.
Inoltre, due mesi dopo, e cioè il 22/7/2010, l’Ufficio Divisione Ambiente
del Comune di Torino (Settore Acustica) convocò la società DUNA S.r.l., la
quale, anche avanti l’amministratore del condominio ed il sottoscritto legale,
si impegnò ad evitare la diffusione della musica e dei suoni strumentali
negli orari vietati. Il pubblico funzionario ammonì l’amministratore della
DUNA S.r.l. che in caso di una sola ulteriore violazione la licenza sarebbe
stata sospesa. Questo accadeva nel 2010.
Tale impegno venne però tranquillamente ed assolutamente disatteso poiché
il locale continuò (e continua tuttora) a contravvenire imperturbabile non
solo il Regolamento di Condominio ma anche tutte le disposizioni
giudiziarie nonché ancora le norme amministrative attualmente in vigore. E
ciò ogni giorno della settimana, sette giorni su sette.
Il 29/9/2010 venne quindi notificato al titolare della DUNA S.r.l. l’atto di
precetto con intimazione ad adempiere alle disposizioni sia regolamentari
sia giudiziali. Intimazione assolutamente inascoltata. Nel frattempo, il
sottoscritto legale avvisò il Comune di Torino che le violazioni
continuavano imperturbabili, ricordando l’avviso fatto dal funzionario il
22/7/2010 e cioè che la Pubblica Amministrazione avrebbe dovuto
sospendere la licenza del locale in oggetto. Ogni comunicazione al
Comune non venne neppure minimente riscontrata e nessuna sanzione
venne erogata. Tanto meno la sospensione minacciata.
Alla luce dell’assoluta inerzia dello Stato il 7/10/2010 venne quindi
depositato ricorso ex art. 612 c.p.c. volto a chiedere al Giudice le modalità
di esecuzione pratica della “vecchia” sentenza del 2006, sentenza che, in
pratica, costituiva un obbligo di non fare. Nel corso del procedimento
attivato il Giudice dispose alcune visite notturne a sorpresa da parte
dell’Ufficiale Giudiziario ed in occasione di tali visite il pubblico ufficiale
riscontrò emissioni sonore ben oltre le 24,00.
Ebbene, con provvedimento del 25/5/2011 il Giudice, non riuscendo ad
individuare un provvedimento idoneo agli scopi richiesti, dichiarò di non
poter provvedere, suggerendo tuttavia di ricorrere al rimedio previsto
dall’art. 614 bis c.p.c. (doc. D).
Nel frattempo, il sottoscritto legale inviò al Comune di Torino copia dei
verbali dell’Ufficiale Giudiziario (comprovanti la violazione del divieto di
emissioni sonore oltre le 24,00), ricordando per l’ennesima volta l’obbligo
della sospensione della licenza al Soho: anche questa comunicazione non
venne minimamente riscontrata dalla Pubblica Amministrazione.
Atteso che il Soho, di proprietà della DUNA S.r.l., continuava imperterrita a
violare sia le norme del Regolamento di condominio sia quelle
amministrative, il Condominio decise di seguire il suggerimento del Giudice
proponendo il 18/12/2012 un’azione giudiziaria volta ad ottenere la
condanna accessoria prevista dall’art. 614 bis c.p.c., da aggiungersi alla
sentenza originaria del 2006 (epoca in cui non esisteva ancora tale norma).
L’azione giudiziaria non aveva precedenti ed implicava un’interpretazione
della recente norma.
Dopo un dibattimento durato un anno e mezzo, con sentenza del 3/6/2014 il
Tribunale rigettò la domanda ritenendo che l’art. 614 bis c.p.c., essendo
entrato nell’ordinamento giuridico nel 2009 (e più in particolare con l’art.
49 della Legge 18/06/2009 n. 69), non poteva essere applicato
retroattivamente ad una sentenza emessa prima della sua entrata in vigore
(doc. E).
Nel tempo del nuovo processo la D.ssa xxxxxx richiese
numerosi ed ulteriori interventi a causa delle imperturbabili violazioni
normative della DUNA S.r.l. La Pubblica Amministrazione decise
finalmente di intervenire nella notte del 6/4/2013, unitamente a funzionari
dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA). Come il
Giudicante potrà leggere (doc. L), i funzionari certificarono la grave
violazione del Soho con riferimento alle emissioni sonore, con picchi verso
le 2,00 del mattino… A seguito di tale certificazione il Comune non poté
non emettere una sanzione: tuttavia, invece di sospendere la licenza (come
dovuto) venne erogata una mera e semplice multa. Si allega altresì il
rapporto amministrativo effettuato dal responsabile del Nucleo di Polizia
Amministrativa con il quale si prendeva atto delle violazioni poste in essere
dal Soho (doc. M).
Nonostante ciò, la multa e ben sette provvedimenti giudiziari, le gravi
molestie continuarono imperterrite. Dal 2014 ad oggi alla D.ssa xxxxxi ed agli abitanti della zona sono rimasti, a tutela dei propri diritti,
solo gli esposti alle Forze dell’Ordine ed al Comune di Torino. In questo
ultimo anno si è tentata solo questa via, ma ogni richiesta di intervento da
parte della Pubblica Amministrazione è rimasta priva di alcun concreta
Si è anche costituita un’Associazione a tutela dei diritti degli abitanti della
zona nei confronti delle gravi violazioni commesse dai gestori dei locali
notturni che si affacciano sulla Piazza Vittorio Veneto. Basta una semplice
esplorazione del sito (https://associazionepiazzavittorio.wordpress.com) per
rendersi conto di come lo Stato Italiano sia stato e sia tuttora
assolutamente sordo ad ogni richiesta di tutela della vita privata e
Quale ultimo atto cronologico, in data 8/5/2015 è stata disposta una perizia
tecnica che ha lasciato sconcertati: come potrà leggere il Giudicante detta
perizia ha certificato che l’inquinamento acustico prodotto dal Soho (di
proprietà della DUNA S.r.l.) non solo avviene ben oltre le ore 22,00, non
solo supera abbondantemente i limiti di legge (D.P.C.M. 14/11/1997) ma
mostra i picchi inquinamento più alti attorno alle ore 2,00 del mattino
(doc. H). Si tenga conto che secondo la classificazione acustica del territorio
comunale Piazza Vittorio è posta in Classe III (area di tipo misto) e che
dalle 22,00 non possono esser superati comunque i 45 dB (e nella notte il
livello si attesta attorno ai 75 dB…).
Neppure alle ultime richieste di intervento (perizia alla mano) lo Stato è
mai intervenuto! In altre parole, in questi ultimi 10 anni, nonostante i
provvedimenti giudiziari favorevoli, nulla è cambiato e la D.ssa xxxxxxx si trova costretta a procedere in sede europea, sperando di trovare
Anzi, l’impunità di chi ha ripetutamente trasgredito le norme vigenti, ha
incentivato l’apertura di molti esercizi commerciali dando vita al fenomeno
“movida” di Piazza Vittorio, che è diventato un punto di riferimento noto a
livello nazionale per la cosiddetta “vita notturna”. L’impatto del fenomeno
non è sfuggito ai quotidiani che ne hanno trattato diffusamente. Si produce
solo a titolo di campione l’articolo pubblicato da La Stampa in data
24/5/2009 (doc. N).
Tuttavia, se la situazione delle violazioni non è cambiata per l’inerzia dello
Stato, molto è invece mutato con riferimento alla condizione psicofisica
della D.ssa xxxxxxxxxx
In questi anni la privazione del sonno e lo stress dovuto all’inquinamento
acustico a causa del locale notturno posto sotto le finestre della propria
abitazione hanno causato alla ricorrente gravi malesseri, come comprovato
da numerosi certificati medici (doc. F). La ricorrente è stata addirittura
sottoposta ad un intervento chirurgico a causa di patologia riconducibile allo
scarso riposo (doc. O). Si tenga in debito conto che la D.ssa xxxxxx è un medico dipendente presso la ASL TO 1 di Torino e che
quindi, al di là del suo diritto alla salute e riposo, essa non può permettersi
di esser sottoposta a stress anche al di fuori dell’orario di lavoro.
L’ultima certificazione in ordine cronologico è del 12/5/2015: tale
certificazione riconosce in capo alla ricorrente un’ipertensione con episodi
tachicardici dovuti alla privazione del sonno (ovviamente a causa della
pessima qualità del riposo notturno).
III – ESPOSIZIONE DELLA VIOLAZIONE.
Come emerge in modo inequivocabile dalla descrizione dei fatti, lo Stato italiano
ha violato l’art. 8 della Convenzione Europea che tutela il rispetto della vita
Infatti, il suo non attivarsi a tutela di diritti riconosciuti con più sentenze passate
in giudicato ha pregiudicato il bene giuridico tutelato dal Trattato. L’ultima
inattività dello Stato risale a pochi giorni or sono, allorquando la Pubblica
Amministrazione non è intervenuta a fronte della relazione tecnica dell’8/5/2015
che ha certificato la gravità delle ultime (dopo dieci anni ininterrotti) violazioni
poste in essere dalla DUNA S.r.l.
Il primo comma dell’art.8 della menzionata Convenzione infatti sancisce che
“ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo
domicilio e della sua corrispondenza”. Lo Stato italiano, firmando il Trattato si è
assunto l’onere di rispettare e proteggere i diritti in esso stabiliti.
Di conseguenza, non solo esso si deve impegnare a non violarli, ma deve anche
impegnarsi attivamente affinché questi siano effettivamente tutelati.
Qualora invece, di fronte a una situazione conclamata di violazione, lo Stato non
si attivi per ristabilire la situazione di diritto, esso diventa complice della
violazione e, seppur in via per così dire “indiretta”, viola palesemente la
Convenzione firmata.
Questo ragionamento è confortato da una decisione recente di codesta Corte. Il
caso Dordevic c. Croazia (41526/10) ha infatti stabilito un precedente
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