Source: http://www.editrice-edis.it/index/rivista/atti-legislativi-o-regolamentari-decreto-legge-4-ottobre-2018-n-113-nel-coordinato-con-la-legge-1-dicembre-2018-n-132-gazzetta-ufficiale-n-231-del-4-ottobre-2018-gazzetta-ufficiale-n-281-del-3-dicembre-2018-disposizioni-urgenti-in-materia-di-protezione-internazionale-e-immigrazione-sicurezza-pubblica-nonch-misure-per-la-funzionalit-del-ministero-dell-interno-e-l-organizzazione-e-il-funzionamento-dell-agenzia-nazionale-per-l-amministrazione-e-la-destinazione-dei-beni-sequestrati-e-confiscati-alla-criminalit-organizzata/ZWRpc19ibHQ=/NDIyMjg=.html
Timestamp: 2020-06-02 03:59:11+00:00
Document Index: 129889824

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 28', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arte\n1', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'art. 42', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113 (*).nel coordinato con la LEGGE 1 dicembre 2018, n. 132.
(Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2018) (Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2018)
IN MATERIA DI DISCIPLINA DI CASI SPECIALI
E DI CONTRASTO ALL'IMMIGRAZIONE ILLEGALE
Disposizioni in materia di permessi di soggiorno
per motivi umanitari e disciplina di casi speciali
di permessi di soggiorno temporanei
a) all'articolo 4-bis, al comma 2, 3° periodo, le parole "per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari," sono sostituite dalle seguenti: "per protezione sussidiaria, per i motivi di cui all'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,";
1) al comma 2-ter, al 2° periodo, le parole "per motivi umanitari " sono sostituite dalle seguenti: "per cure mediche nonchè dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, e del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 ";
2) il comma 6, è sostituito dal seguente: "6. Il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno possono essere altresì adottati sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti. ";
3) al comma 8.2, lettera e), le parole "o per motivi umanitari" sono sostituite dalle seguenti: "e nei casi di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, " e dopo la lettera g) è aggiunta la seguente: "g-bis) agli stranieri di cui all'articolo 42-bis.";
c) all'articolo 9, comma 3, lettera b), le parole "o per motivi umanitari " sono sostituite dalle seguenti: ", per cure mediche o sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis nonchè del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25. ";
d) all'articolo 10-bis, comma 6, le parole "di cui all'articolo 5, comma 6, del presente Testo unico, " sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, nonchè nelle ipotesi di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, 42-bis del presente Testo unico e nelle ipotesi di cui all'articolo 10 della legge 7 aprile 2017, n. 47, ";
e) all'articolo 18, comma 4, dopo le parole "del presente articolo " sono inserite le seguenti: "reca la dicitura casi speciali, ";
1) al comma 1 le parole "ai sensi dell'articolo 5, comma 6, " sono soppresse;
"1-bis. Il permesso di soggiorno rilasciato a norma del presente articolo reca la dicitura "casi speciali", ha la durata di un anno e consente l'accesso ai servizi assistenziali e allo studio nonchè l'iscrizione nell'elenco anagrafico previsto dall'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2000, n. 442, o lo svolgimento di lavoro subordinato e autonomo, fatti salvi i requisiti minimi di età. Alla scadenza, il permesso di soggiorno di cui al presente articolo può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo, secondo le modalità stabilite per tale permesso di soggiorno ovvero in permesso di soggiorno per motivi di studio qualora il titolare sia iscritto ad un corso regolare di studi. ";
"d-bis) degli stranieri che versano in condizioni di salute di particolare gravità, accertate mediante idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. In tali ipotesi, il questore rilascia un permesso di soggiorno per cure mediche, per il tempo attestato dalla certificazione sanitaria, comunque non superiore ad un anno, rinnovabile finchè persistono le condizioni di salute di particolare gravità debitamente certificate, valido solo nel territorio nazionale.";
"Art. 20-bis (Permesso di soggiorno per calamità). - 1. Fermo quanto previsto dall'articolo 20, quando il Paese verso il quale lo straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non consente il rientro e la permanenza in condizioni di sicurezza, il questore rilascia un permesso di soggiorno per calamità.
2. Il permesso di soggiorno rilasciato a norma del presente articolo ha la durata di 6 mesi, ed è rinnovabile per un periodo ulteriore di 6 mesi se permangono le condizioni di eccezionale calamità di cui al comma 1; il permesso è valido solo nel territorio nazionale e consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.";
1) al comma 12-quater, le parole: "ai sensi dell'articolo 5, comma 6" sono soppresse;
2) dopo il comma 12-quinquies, è aggiunto il seguente: "12-sexies. Il permesso di soggiorno di cui ai commi 12-quater e 12-quinquies reca la dicitura casi speciali, consente lo svolgimento di attività lavorativa e può essere convertito, alla scadenza, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo.";
l) all'articolo 27-ter, comma 1-bis, lettera a), le parole "o per motivi umanitari;" sono sostituite dalle seguenti: ", per cure mediche ovvero sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater e 42-bis nonchè del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;";
m) all'articolo 27-quater, comma 3, lettera a), le parole "o per motivi umanitari;" sono sostituite dalle seguenti: "per cure mediche ovvero sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, 42-bis nonchè del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,";
1) alla lettera b), le parole "di cui all'articolo 20" sono sostituite dalle seguenti: "di cui agli articoli 20 e 20-bis";
n-bis) all'articolo 32, comma 1-bis, gli ultimi 2 periodi sono soppressi;
o) all'articolo 34, comma 1, lettera b), le parole "per asilo politico, per asilo umanitario," sono sostituite dalle seguenti: "per asilo, per protezione sussidiaria, per casi speciali, per protezione speciale, per cure mediche ai sensi dell'articolo 19, comma 2, lettera d-bis),";
1) al comma 5, le parole "per motivi umanitari, o per motivi religiosi" sono sostituite dalle seguenti: "per motivi religiosi, per i motivi di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, nonchè ai titolari del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;";
2) al comma 5-quinquies, lettera a), le parole "o per motivi umanitari" sono sostituite dalle seguenti: ", per cure mediche ovvero sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, nonchè del permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25";
"Art. 42-bis. (Permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile) - 1. Qualora lo straniero abbia compiuto atti di particolare valore civile, nei casi di cui all'articolo 3, della legge 2 gennaio 1958, n. 13, il Ministro dell'Interno, su proposta del Prefetto competente, autorizza il rilascio di uno speciale permesso di soggiorno, salvo che ricorrano motivi per ritenere che lo straniero risulti pericoloso per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, ai sensi dell'articolo 5, comma 5-bis. In tali casi, il questore rilascia un permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile della durata di 2 anni, rinnovabile, che consente l'accesso allo studio nonchè di svolgere attività lavorativa e può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o subordinato.".
a) all'articolo 32, il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Nei casi in cui non accolga la domanda di protezione internazionale e ricorrano i presupposti di cui all'articolo 19, commi 1 e 1.1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, la Commissione territoriale trasmette gli atti al questore per il rilascio di un permesso di soggiorno annuale che reca la dicitura protezione speciale, salvo che possa disporsi l'allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga. Il permesso di soggiorno di cui al presente comma è rinnovabile, previo parere della Commissione territoriale, e consente di svolgere attività lavorativa ma non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.";
b) all'articolo 35-bis, comma 1, dopo le parole "articolo 35" sono inserite le seguenti: "anche per mancato riconoscimento dei presupposti per la protezione speciale a norma dell'articolo 32, comma 3,".
1) alla lettera c) le parole "in materia di riconoscimento della protezione internazionale di cui all'articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25" sono sostituite dalle seguenti: "aventi ad oggetto l'impugnazione dei provvedimenti previsti dall'articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, anche relative al mancato riconoscimento dei presupposti per la protezione speciale a norma dell'articolo 32, comma 3, del medesimo decreto legislativo";
"d) per le controversie in materia di rifiuto di rilascio, diniego di rinnovo e di revoca del permesso di soggiorno per protezione speciale nei casi di cui all'articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;";
"d-bis) per le controversie in materia di rifiuto di rilascio, di diniego di rinnovo e di revoca dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis, 19, comma 2, lettere d) e d-bis), 20-bis, 22, comma 12-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;";
"4-bis. Le controversie aventi ad oggetto l'impugnazione dei provvedimenti previsti dall'articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, anche relative al mancato riconoscimento dei presupposti per la protezione speciale a norma dell'articolo 32, comma 3, del medesimo decreto legislativo, e quelle aventi ad oggetto l'impugnazione dei provvedimenti adottati dall'Autorità preposta alla determinazione dello Stato competente all'esame della domanda di protezione internazionale sono decise dal Tribunale in composizione collegiale. Per la trattazione della controversia è designato dal presidente della sezione specializzata un componente del collegio. Il Collegio decide in Camera di consiglio sul merito della controversia quando ritiene che non sia necessaria ulteriore istruzione.".
5. Dopo l'articolo 19-bis del decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150, è inserito il seguente:
"Art. 19-ter. (Controversie in materia di diniego o di revoca dei permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario) - 1. Le controversie di cui all'articolo 3, comma 1, lettere d) e d-bis), del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, sono regolate dal rito sommario di cognizione.
2. E' competente il Tribunale sede della Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea del luogo in cui ha sede l'Autorità che ha adottato il provvedimento impugnato.
4. Il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro 60 giorni se il ricorrente risiede all'estero, e può essere depositato anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In tal caso l'autenticazione della sottoscrizione e l'inoltro alla autorità giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al difensore è rilasciata altresì dinanzi alla Autorità consolare.
6. L'ordinanza che definisce il giudizio non è appellabile. Il termine per proporre ricorso per cassazione è di giorni 30 e decorre dalla comunicazione dell'ordinanza a cura della Cancelleria, da effettuarsi anche nei confronti della parte non costituita. La procura alle liti per la proposizione del ricorso per Cassazione deve essere conferita, a pena di inammissibilità del ricorso, in data successiva alla comunicazione dell'ordinanza impugnata; a tal fine il difensore certifica la data di rilascio in suo favore della procura medesima. In caso di rigetto, la Corte di cassazione decide sull'impugnazione entro 6 mesi dal deposito del ricorso.
7. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 14 e 15 dell'articolo 35-bis del D.L.vo 28 gennaio 2008, n. 25.".
b) all'articolo 13, comma 1, le parole da ", salvo che ricorrano" fino alla fine del comma sono soppresse;
c) all'articolo 14, comma 1, lettera c), le parole ", per motivi umanitari" sono soppresse;
b) all'articolo 14, comma 4, le parole da ", ovvero se ritiene che sussistono" fino alla fine del comma sono soppresse.
9. Nei procedimenti in corso, alla data di entrata in vigore del presente decreto, per i quali la Commissione territoriale non ha accolto la domanda di protezione internazionale e ha ritenuto sussistenti gravi motivi di carattere umanitario allo straniero è rilasciato un permesso di soggiorno recante la dicitura casi speciali ai sensi del presente comma, della durata di 2 anni, convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o subordinato. Alla scadenza del permesso di soggiorno di cui al presente comma, si applicano le disposizioni di cui al comma 8.
Prolungamento della durata massima
del trattenimento dello straniero
nei Centri di permanenza per il rimpatrio
e disposizioni per la realizzazione dei medesimi Centri
a) al 5° periodo la parola "90" è sostituita dalla seguente: "180";
b) al 6° periodo la parola "90" è sostituita dalla seguente: "180".
2. Al fine di assicurare la tempestiva esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l'adeguamento e la ristrutturazione dei centri di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per un periodo non superiore a 3 anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e per lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, è autorizzato il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Nel rispetto dei princìpi di trasparenza, concorrenza e rotazione, l'invito contenente l'indicazione dei criteri di aggiudicazione è rivolto ad almeno 5 operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei.
2-bis. Nell'ambito delle procedure di cui al comma 2, l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) svolge l'attività di vigilanza collaborativa ai sensi dell'articolo 213, comma 3, lettera h), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
Trattenimento per la determinazione o la verifica
dell'identità e della cittadinanza dei richiedenti asilo
"3-bis. Salvo le ipotesi di cui ai commi 2 e 3, il richiedente può essere altresì trattenuto, per il tempo strettamente necessario, e comunque non superiore a trenta giorni, in appositi locali presso le strutture di cui all'articolo 10-ter, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per la determinazione o la verifica dell'identità o della cittadinanza. Ove non sia stato possibile determinarne o verificarne l'identità o la cittadinanza, il richiedente può essere trattenuto nei centri di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, con le modalità previste dal comma 5 del medesimo articolo 14, per un periodo massimo di 180 giorni.";
b) al comma 7, le parole "2 e 3" sono sostituite dalle seguenti: "2, 3 e 3-bis, 2° periodo";
c) al comma 9, le parole "2, 3 e 7" sono sostituite dalle seguenti: "2, 3, 3-bis e 7".
a) all'articolo 23-bis, comma 1, dopo le parole "alla misura del trattenimento" sono inserite le seguenti "nelle strutture di cui all'articolo 10-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ovvero";
b) all'articolo 28, comma 1, lettera c), dopo le parole "è stato disposto il trattenimento" sono inserite le seguenti: "nelle strutture di cui all'art. 10-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ovvero";
c) all'articolo 35-bis, comma 3, lettera a), le parole da "provvedimento di trattenimento" fino alla fine della medesima lettera sono sostituite dalle seguenti: "provvedimento di trattenimento nelle strutture di cui all'articolo 10-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ovvero nei centri di cui all'articolo 14 del medesimo decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;".
2-bis. All'articolo 7, comma 5, lettera e), del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, dopo le parole: "del Testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni," sono inserite le seguenti: "nonchè presso i locali di cui all'articolo 6, comma 3-bis, 1° periodo, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142,".
Disposizioni in materia di modalità di esecuzione
1. All'articolo 13, comma 5-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo le parole "centri disponibili" sono inseriti i seguenti periodi: ", ovvero salvo nel caso in cui non vi sia disponibilità di posti nei Centri di cui all'articolo 14 ubicati nel circondario del Tribunale competente. In tale ultima ipotesi il Giudice di pace, su richiesta del Questore, con il decreto di fissazione dell'udienza di convalida, può autorizzare la temporanea permanenza dello straniero, sino alla definizione del procedimento di convalida in strutture diverse e idonee nella disponibilità dell'Autorità di pubblica sicurezza. Qualora le condizioni di cui al periodo precedente permangono anche dopo l'udienza di convalida, il Giudice può autorizzare la permanenza, in locali idonei presso l'Ufficio di frontiera interessato, sino all'esecuzione dell'effettivo allontanamento e comunque non oltre le 48 ore successive all'udienza di convalida. Le strutture ed i locali di cui ai periodi precedenti garantiscono condizioni di trattenimento che assicurino il rispetto della dignità della persona.".
2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, primo e secondo periodo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Agli oneri derivanti dal comma 1, terzo periodo, pari a € 1.500.000 per l'anno 2019, si provvede a valere sulle risorse del Fondo asilo, migrazione e integrazione (FAMI), cofinanziato dall'Unione europea per il periodo di programmazione 2014-2020.
1. All'articolo 13, comma 14-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole "di cui alla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen, resa esecutiva con legge 30 settembre 1993, n. 388." sono sostituite dalle seguenti: "di cui al Regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2006 e comporta il divieto di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri della Unione europea, nonchè degli Stati non membri cui si applica l'acquis di Schengen.".
Disposizioni in materia di convalida
del respingimento disposto dal Questore
e di registrazione nel sistema di informazione Schengen
2-ter. Lo straniero destinatario del provvedimento di respingimento di cui al comma 2 non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dell'Interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da 1 a 4 anni ed è espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. Si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 13, 3° periodo.
2-quater. Allo straniero che, già denunciato per il reato di cui al comma 2-ter ed espulso, abbia fatto reingresso nel territorio dello Stato si applica la pena della reclusione da uno a 5 anni.
2-sexies. Il divieto di cui al comma 2-ter opera per un periodo non inferiore a 3 anni e non superiore a 5 anni, la cui durata è determinata tenendo conto di tutte le circostanze concernenti il singolo caso.";
"6-bis. Il divieto di cui al comma 2-ter è inserito, a cura dell'Autorità di pubblica sicurezza, nel sistema di informazione Schengen di cui al Regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, e comporta il divieto di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri dell'Unione europea, nonchè degli Stati non membri cui si applica l'acquis di Schengen.".
"b) al fine di potenziare le misure di rimpatrio, il Fondo di cui all'articolo 14-bis, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è incrementato di € 500.000 per il 2018, di € 1.500.000 per il 2019 e di € 1.500.000 per il 2020;".
Regolazione e controllo del lavoro dei familiari
del personale di rappresentanze diplomatico-consolari
straniere e di organizzazioni internazionali
1. Gli stranieri notificati come familiari conviventi di agenti diplomatici, di membri del personale amministrativo e tecnico, di funzionari e impiegati consolari o di funzionari internazionali possono, previa comunicazione tramite i canali diplomatici, svolgere attività lavorativa nel territorio della Repubblica, a condizioni di reciprocità e limitatamente al periodo in cui possiedano in Italia la condizione di familiare convivente ai sensi dell'articolo 37, paragrafi 1. e 2., della Convenzione sulle relazioni diplomatiche, fatta a Vienna il 18 aprile 1961, dell'articolo 46 della Convenzione sulle relazioni consolari, fatta a Vienna il 24 aprile 1963, o delle pertinenti disposizioni degli accordi di sede con organizzazioni internazionali.
2. Tra i soggetti conviventi di cui al comma 1 sono compresi il coniuge non legalmente separato di età non inferiore ai 18 anni, la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso, i figli minori, anche del coniuge, o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l'altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso, i figli di età inferiore ai 25 anni qualora a carico, i figli con disabilità a prescindere dalla loro età, nonchè i minori di cui all'articolo 29, comma 2, 2° periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, adottati o affidati o sottoposti a tutela. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale accerta l'equivalenza tra le situazioni regolate da ordinamenti stranieri e quelle di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROTEZIONE
Disposizioni in materia di diniego
e revoca della protezione internazionale
a) all'articolo 12, al comma 1, lettera c), le parole "del Codice di procedura penale" sono sostituite dalle seguenti: "del Codice di procedura penale ovvero dagli articoli 336, 583, 583-bis, 583-quater, 624 nell'ipotesi aggravata di cui all'articolo 625, comma 1, numero 3), e 624-bis, comma 1, del Codice penale. I reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 2), 6) e 7-bis), del Codice di procedura penale, sono rilevanti anche nelle fattispecie non aggravate";
b) all'articolo 16, al comma 1, lettera d-bis) le parole "del Codice di procedura penale" sono sostituite dalle seguenti: "del Codice di procedura penale ovvero dagli articoli 336, 583, 583-bis, 583-quater, 624 nell'ipotesi aggravata di cui all'articolo 625, comma 1, numero 3), e 624-bis, comma 1, del Codice penale. I reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 2), 6) e 7-bis), del Codice di procedura penale, sono rilevanti anche nelle fattispecie non aggravate.".
Disposizioni in materia di Paesi di origine sicuri
e manifesta infondatezza della domanda
a) dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: "Art. 2-bis. (Paesi di origine sicuri) - 1. Con decreto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di concerto con i Ministri dell'Interno e della Giustizia, è adottato l'elenco dei Paesi di origine sicuri sulla base dei criteri di cui al comma 2. L'elenco dei Paesi di origine sicuri è aggiornato periodicamente ed è notificato alla Commissione europea.
b) il rispetto dei diritti e delle libertà stabiliti nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, aperto alla firma il 19 dicembre 1966, ratificato ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, e nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 10 dicembre 1984, in particolare dei diritti ai quali non si può derogare a norma dell'articolo 15, paragrafo 2., della predetta Convenzione europea;
4. La valutazione volta ad accertare che uno Stato non appartenente all'Unione europea è un Paese di origine sicuro si basa sulle informazioni fornite dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo, che si avvale anche delle notizie elaborate dal centro di documentazione di cui all'articolo 5, comma 1, nonchè su altre fonti di informazione, comprese in particolare quelle fornite da altri Stati membri dell'Unione europea, dall'EASO, dall'UNHCR, dal Consiglio d'Europa e da altre organizzazioni internazionali competenti.
b) all'articolo 9, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. La decisione con cui è rigettata la domanda presentata dal richiedente di cui all'articolo 2-bis, comma 5, è motivata dando atto esclusivamente che il richiedente non ha dimostrato la sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese designato di origine sicuro in relazione alla situazione particolare del richiedente stesso";
e) all'articolo 28-bis, comma 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) il richiedente rientra in una delle ipotesi previste dall'articolo 28-ter";
"Art. 28-ter. (Domanda manifestamente infondata) - 1. La domanda è considerata manifestamente infondata, ai sensi dell'articolo 32, comma 1, lettera b-bis), quando ricorra una delle seguenti ipotesi:
g) all'articolo 32, comma 1, lettera b-bis), le parole: "nei casi di cui all'articolo 28-bis, comma 2, lettera a)" sono sostituite dalle seguenti: "nei casi di cui all'articolo 28-ter".
"2-ter. Per l'applicazione del comma 1, lettera d), è rilevante ogni rientro nel Paese di origine, ove non giustificato da gravi e comprovati motivi.".
2. All'articolo 15 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, dopo il comma 2-bis, è aggiunto il seguente: "2-ter. Ai fini di cui al comma 2, è rilevante ogni rientro nel Paese di origine, ove non giustificato da gravi e comprovati motivi.".
0a) all'articolo 2, comma 1, dopo la lettera b) è inserita la seguente:
"b-bis) domanda reiterata: un'ulteriore domanda di protezione internazionale presentata dopo che è stata adottata una decisione definitiva su una domanda precedente, anche nel caso in cui il richiedente abbia esplicitamente ritirato la domanda ai sensi dell'articolo 23 e nel caso in cui la Commissione territoriale abbia adottato una decisione di estinzione del procedimento o di rigetto della domanda ai sensi dell'articolo 23-bis, comma 2;";
"2. La previsione di cui al comma 1 non si applica a coloro che:
e) manifestano la volontà di presentare un'altra domanda reiterata a seguito di una decisione definitiva che considera inammissibile una 1ª domanda reiterata ai sensi dell'articolo 29, comma 1, o dopo una decisione definitiva che respinge la 1ª domanda reiterata ai sensi dell'articolo 32, comma 1, lettere b) e b-bis).";
"1-bis. Nel caso previsto dall'articolo 28, comma 1, lettera c-ter), e dall'articolo 29, comma 1, lettera b), la Questura provvede senza ritardo alla trasmissione della documentazione necessaria alla Commissione territoriale che adotta la decisione entro 5 giorni.
1-ter. La procedura di cui al comma 1 si applica anche nel caso in cui il richiedente presenti la domanda di protezione internazionale direttamente alla frontiera o nelle zone di transito di cui al comma 1-quater, dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di eludere i relativi controlli, e nei casi di cui all'articolo 28, comma 1, lettera c-ter). In tali casi la procedura può essere svolta direttamente alla frontiera o nelle zone di transito.
1-quater. Ai fini di cui al comma 1-ter, le zone di frontiera o di transito sono individuate con decreto del Ministro dell'Interno. Con il medesimo decreto possono essere istituite fino a 5 ulteriori Sezioni delle Commissioni territoriali di cui all'articolo 4, comma 2, per l'esame delle domande di cui al medesimo comma 1-ter.";
3) al comma 2, lettera c), le parole "dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di eludere i controlli di frontiera ovvero" sono soppresse;
d) dopo l'articolo 29 è inserito il seguente: "Art. 29-bis. (Domanda reiterata in fase di esecuzione di un provvedimento di allontanamento) - 1. Nel caso in cui lo straniero abbia presentato una 1ª domanda reiterata nella fase di esecuzione di un provvedimento che ne comporterebbe l'imminente allontanamento dal territorio nazionale, la domanda è considerata inammissibile in quanto presentata al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione del provvedimento stesso. In tale caso non si procede all'esame della domanda ai sensi dell'articolo 29.";
1) al comma 3, lettera d), le parole "di cui all'art. 28-bis, comma 2," sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 28-bis, commi 1-ter e 2,";
2) al comma 5 le parole: ", per la 2ª volta," sono soppresse.
2. Per le finalità di cui al comma 1, lettera b), è autorizzata la spesa di € 1.860.915 a decorrere dall'anno 2019. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 39.
2-bis. Al fine di velocizzare l'esame delle domande di protezione internazionale pendenti, con decreto del Ministro dell'Interno possono essere istituite, dall'1 gennaio 2019 con durata massima di 8 mesi, ulteriori Sezioni delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, fino ad un numero massimo di 10.
2-ter. Per le finalità di cui al comma 2-bis è autorizzata la spesa di € 2.481.220 per l'anno 2019. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 39.
Procedimento immediato
innanzi alla Commissione territoriale
per il riconoscimento della protezione internazionale
0a) all'articolo 32, comma 1, dopo la lettera b-bis) è aggiunta la seguente:
"b-ter) rigetta la domanda se, in una parte del territorio del Paese di origine, il richiedente non ha fondati motivi di temere di essere perseguitato o non corre rischi effettivi di subire danni gravi o ha accesso alla protezione contro persecuzioni o danni gravi, può legalmente e senza pericolo recarvisi ed esservi ammesso e si può ragionevolmente supporre che vi si ristabilisca;";
"1-bis. Quando il richiedente è sottoposto a procedimento penale per uno dei reati di cui agli articoli 12, comma 1, lettera c), e 16, comma 1, lettera d-bis), del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e successive modificazioni, e ricorrono le condizioni di cui all'articolo 6, comma 2, lettere a), b), e c), del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, ovvero è stato condannato anche con sentenza non definitiva per uno dei predetti reati, il Questore, salvo che la domanda sia già stata rigettata dalla Commissione territoriale competente, ne dà tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente, che provvede nell'immediatezza all'audizione dell'interessato e adotta contestuale decisione, valutando l'accoglimento della domanda, la sospensione del procedimento o il rigetto della domanda. Salvo quanto previsto dal comma 3, in caso di rigetto della domanda, il richiedente ha in ogni caso l'obbligo di lasciare il territorio nazionale, anche in pendenza di ricorso avverso la decisione della Commissione. A tal fine si provvede ai sensi dell'articolo 13, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.";
b) all'articolo 35-bis, comma 5, le parole "ai sensi dell'articolo 29, comma 1, lettera b)" sono sostituite dalle seguenti: "ai sensi dell'articolo 29, comma 1, lettera b), nonchè del provvedimento adottato nei confronti del richiedente per il quale ricorrono i casi e le condizioni di cui all'articolo 32, comma 1-bis. Quando, nel corso del procedimento giurisdizionale regolato dal presente articolo, sopravvengono i casi e le condizioni di cui all'articolo 32, comma 1-bis, cessano gli effetti di sospensione del provvedimento impugnato già prodotti a norma del comma 3.".
1. All'articolo 3, al comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, le parole "del Ministero dell'Interno" sono sostituite dalle seguenti: "del Ministero dell'Interno e le sue articolazioni territoriali operanti presso le Prefetture individuate, fino ad un numero massimo di 3, con decreto del Ministro dell'Interno, che provvedono nel limite delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente".
"2-bis. Per l'assegnazione delle controversie di cui all'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, l'Autorità di cui al comma 1 è costituita dall'articolazione dell'Unità Dublino operante presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno nonchè presso le Prefetture-Uffici territoriali del Governo che ha adottato il provvedimento impugnato.".
"1. Gli Enti locali che prestano servizi di accoglienza per i titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati, che beneficiano del sostegno finanziario di cui al comma 2, possono accogliere nell'ambito dei medesimi servizi anche i titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 19, comma 2, lettera d-bis), 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, qualora non accedano a sistemi di protezione specificamente dedicati.";
"2. Con decreto del Ministro dell'Interno, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che si esprime entro 30 giorni, sono definiti i criteri e le modalità per la presentazione da parte degli Enti locali delle domande di contributo per la realizzazione e la prosecuzione dei progetti finalizzati all'accoglienza dei soggetti di cui al comma 1. Nei limiti delle risorse disponibili del fondo di cui all'articolo 1-septies, il Ministro dell'Interno, con proprio decreto, provvede all'ammissione al finanziamento dei progetti presentati dagli Enti locali";
b) al comma 4, le parole da "del richiedente asilo" fino a "di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286," sono sostituite dalle seguenti: "dei soggetti di cui al comma 1";
c) al comma 5, alla lettera a), le parole "dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario" sono sostituite dalle seguenti: "dei soggetti di cui al comma 1";
d) la Rubrica è sostituita dalla seguente: "Art. 1-sexies. Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati".
1) al comma 2, le parole "agli articoli 6, 9, 11 e 14" sono sostituite dalle seguenti: "agli articoli 6, 9 e 11";
2) al comma 5, le parole "agli articoli 6, 9 e 14" sono sostituite dalle seguenti: "agli articoli 6 e 9";
b) all'articolo 8, al comma 1, le parole "di cui all'articolo 16, " fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 16. ";
1) al comma 1, le parole "delle strutture di cui agli articoli 9 e 14," sono sostituite dalle seguenti: "dei centri di cui all'articolo 9,";
2) al comma 3, le parole "nelle strutture di cui all'articolo 9" fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "nei centri di cui all'articolo 9";
e) all'articolo 12, al comma 3, le parole "strutture di cui agli articoli 9, 11 e 14." sono sostituite dalle seguenti: "strutture di cui agli articoli 9 e 11.";
1) al comma 1, le parole da "Sistema di protezione" fino alla fine del comma, sono sostituite dalle seguenti: "presente decreto";
3) al comma 3 è premesso il seguente periodo: "Al fine di accedere alle misure di accoglienza di cui al presente decreto, il richiedente, al momento della presentazione della domanda, dichiara di essere privo di mezzi sufficienti di sussistenza.";
4) al comma 4, 2° periodo, le parole "ai sensi del comma 1" sono soppresse;
5) la Rubrica dell'articolo 14 è sostituita dalla seguente: "Art. 14. Modalità di accesso al sistema di accoglienza";
2) la Rubrica dell'articolo 15 è sostituita dalla seguente: "Art. 15. Individuazione della struttura di accoglienza";
2) al comma 6, le parole "ai sensi dei commi 3 e 4" sono sostituiti dalle seguenti: "ai sensi del comma 3";
h-bis) all'articolo 19, comma 3, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e comunque senza alcuna spesa o onere a carico del comune interessato all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati";
1) al comma 1, le parole da "Ferme restando" fino a "il Dipartimento per le libertà civili" sono sostituite dalle seguenti: "Il Dipartimento per le libertà civili";
2) al comma 2, le parole "e agli articoli 12 e 14, comma 2," sono sostituite dalle seguenti: "e all'articolo 12,";
m) all'articolo 22-bis, commi 1 e 3, la parola: "richiedenti" è sostituita dalle seguenti: "titolari di";
1) al comma 1, le parole "di cui all'articolo 14" sono sostituite dalle seguenti: "di cui agli articoli 9 e 11";
2) al comma 7, le parole "di cui agli articoli 9, 11 e 14" sono sostituite dalle seguenti: "di cui agli articoli 9 e 11".
a) all'articolo 4, comma 5, 2° periodo, le parole "governativa o in una struttura del sistema di protezione di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39," sono soppresse;
b) all'articolo 13, comma 2, le parole "di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140," sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142,".
4. Le definizioni di "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" ovvero di "Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati" di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, ovunque presenti, in disposizioni di legge o di regolamento, si intendono sostituite dalla seguente: "Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati" di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, e successive modificazioni.
5. I richiedenti asilo presenti nel Sistema di protezione di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, numero 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, alla data di entrata in vigore del presente decreto, rimangono in accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, già finanziato.
Obblighi di trasparenza per le cooperative sociali
che svolgono attività in favore di stranieri
1. Al comma 125 dell'articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, dopo il 1° periodo è inserito il seguente: "Le cooperative sociali sono altresì tenute, qualora svolgano attività a favore degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, a pubblicare trimestralmente nei propri siti internet o portali digitali l'elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione sociale".
1) al comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il permesso di soggiorno costituisce documento di riconoscimento ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.";
"1-bis. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l'iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell'articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.";
"3. L'accesso ai servizi previsti dal presente decreto e a quelli comunque erogati sul territorio ai sensi delle norme vigenti è assicurato nel luogo di domicilio individuato ai sensi dei commi 1 e 2.";
2) al comma 4, le parole "un luogo di residenza" sono sostituite dalle seguenti: "un luogo di domicilio";
a-bis) dopo l'articolo 9 è inserito il seguente:
"Art. 9.1. - 1. La concessione della cittadinanza italiana ai sensi degli articoli 5 e 9 è subordinata al possesso, da parte dell'interessato, di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER). A tal fine, i richiedenti, che non abbiano sottoscritto l'accordo di integrazione di cui all'articolo 4-bis del Testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, o che non siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all'articolo 9 del medesimo Testo unico, sono tenuti, all'atto della presentazione dell'istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ovvero a produrre apposita certificazione rilasciata da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.";
b) all'articolo 9-bis, comma 2, le parole "di importo pari a 200" sono sostituite dalle seguenti "di importo pari a 250";
"Art. 9-ter. - 1. Il termine di definizione dei procedimenti di cui agli articoli 5 e 9 è di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.
"Art. 10-bis. - 1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del Codice di procedura penale, nonchè per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del Codice penale. La revoca della cittadinanza è adottata, entro 3 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui al 1° periodo, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno.".
2-bis. Il termine per il rilascio degli estratti e dei certificati di stato civile occorrenti ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana è stabilito in 6 mesi dalla data di presentazione della richiesta da parte di persone in possesso di cittadinanza straniera.
3. All'articolo 1, comma 1, della legge 12 gennaio 1991, n. 13, la lettera aa) è sostituita dalla seguente: "aa) concessione e revoca della cittadinanza italiana;".
01. Le funzioni di agente del Governo a difesa dello Stato italiano dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo sono svolte dall'Avvocato generale dello Stato, che può delegare un avvocato dello Stato.
"Art. 130-bis. (L) (Esclusione dalla liquidazione dei compensi al difensore e al consulente tecnico di parte) - 1. Quando l'impugnazione, anche incidentale, è dichiarata inammissibile, al difensore non è liquidato alcun compenso.
2. Non possono essere altresì liquidate le spese sostenute per le consulenze tecniche di parte che, all'atto del conferimento dell'incarico, apparivano irrilevanti o superflue ai fini della prova.".
1-bis. All'articolo 7, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2016, n. 197, le parole: "e sino all'1 gennaio 2019" sono soppresse.
Obblighi di comunicazioni a favore del Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni
1. Dopo l'articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354, è inserito il seguente:
"Art. 11-bis. (Comunicazioni al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni) - 1. Gli Istituti penitenziari e gli istituti a custodia attenuata per detenute madri trasmettono semestralmente al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede l'elenco di tutti i minori collocati presso di loro con l'indicazione specifica, per ciascuno di essi, della località di residenza dei genitori, dei rapporti con la famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, assunte le necessarie informazioni, chiede al Tribunale, con ricorso motivato, di adottare i provvedimenti di propria competenza.
2. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, che trasmette gli atti al medesimo Tribunale con relazione informativa, ogni 6 mesi, effettua o dispone ispezioni nei medesimi istituti indicati, ai fini di cui al comma 1. Può procedere a ispezioni straordinarie in ogni tempo.
3. I Pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio, gli esercenti un servizio di pubblica necessità che entrano in contatto con il minore di cui al comma 1 debbono riferire al più presto al Direttore dell'istituto su condotte del genitore pregiudizievoli al minore medesimo. Il Direttore dell'istituto ne dà immediata comunicazione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.".
a) dopo l'articolo 387 è aggiunto il seguente:
"Art. 387-bis. (Adempimenti della Polizia giudiziaria nel caso di arresto o di fermo di madre di prole di minore età) - 1. Nell'ipotesi di arresto o di fermo di madre con prole di minore età, la Polizia giudiziaria che lo ha eseguito senza ritardo ne dà notizia al Pubblico Ministero territorialmente competente, nonchè al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del luogo dell'arresto o del fermo.";
b) all'articolo 293, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: "4-bis. Copia dell'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di madre di prole di minore età è comunicata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del luogo di esecuzione della misura.";
c) all'articolo 656, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: "3-bis. L'ordine di esecuzione della sentenza di condanna a pena detentiva nei confronti di madre di prole di minore età è comunicato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del luogo di esecuzione della sentenza.".
Funzioni del personale del Corpo di polizia penitenziaria
1. Al Capo II del Titolo I delle Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l'articolo 4-bis è aggiunto il seguente:
"Art. 4-ter. (Nucleo di polizia penitenziaria a supporto delle funzioni del Procuratore nazionale antimafia) - 1. Nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 371-bis, commi 1 e 2, del codice e con specifico riferimento all'acquisizione, all'analisi ed all'elaborazione dei dati e delle informazioni provenienti dall'ambiente penitenziario, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo si avvale di un apposito nucleo costituito, fino a un massimo di 20 unità, nell'ambito del Corpo di polizia penitenziaria e composto da personale del medesimo Corpo. L'assegnazione al predetto nucleo non determina l'attribuzione di emolumenti aggiuntivi.".
IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA,
E ALLA CRIMINALITA' MAFIOSA
dell'ottemperanza al provvedimento
di allontanamento dalla casa familiare
1. All'articolo 282-bis, comma 6, del Codice di procedura penale, dopo la parola "571," è inserita la seguente: "572," e dopo le parole "612, comma 2," è inserita la seguente: "612-bis,".
di autoveicoli per finalità di prevenzione del terrorismo
1. Per le finalità di prevenzione del terrorismo, gli esercenti di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 2001, n. 481, comunicano, per il successivo raffronto effettuato dal Centro elaborazione dati, di cui all'articolo 8 della legge 1 aprile 1981, n. 121, i dati identificativi riportati nel documento di identità esibito dal soggetto che richiede il noleggio di un autoveicolo, di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. La comunicazione è effettuata contestualmente alla stipula del contratto di noleggio e comunque con un congruo anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo. Sono esclusi dalla previsione del presente comma i contratti di noleggio di autoveicoli per servizi di mobilità condivisa, quali in particolare il car sharing, al fine di non comprometterne la facilità di utilizzo.
2. Il Centro di cui al comma 1 procede al raffronto automatico dei dati comunicati ai sensi del comma 1 con quelli in esso conservati, concernenti provvedimenti dell'Autorità giudiziaria o dell'Autorità di pubblica sicurezza, ovvero segnalazioni inserite, a norma delle vigenti leggi, dalle Forze di polizia, per finalità di prevenzione e repressione del terrorismo. Nel caso in cui dal raffronto emergano situazioni potenzialmente rilevanti per le finalità di cui al comma l, il predetto Centro provvede ad inviare una segnalazione di allerta all'ufficio o comando delle Forze di polizia per le conseguenti iniziative di controllo, anche ai fini di cui all'articolo 4, comma 1, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
3. I dati comunicati ai sensi del comma 1 sono conservati per un periodo di tempo non superiore a 7 giorni. Con decreto del Ministro dell'Interno di natura non regolamentare, da adottarsi entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità tecniche dei collegamenti attraverso i quali sono effettuate le comunicazioni previste dal comma l, nonchè di conservazione dei dati. Il predetto decreto è adottato, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale esprime il proprio parere entro 45 giorni dalla richiesta, decorsi i quali il decreto può essere comunque emanato.
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16-quater del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, il personale dei Corpi e servizi di polizia municipale dei comuni con popolazione superiore ai centomila abitanti, addetto ai servizi di polizia stradale, in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, quando procede al controllo ed all'identificazione delle persone, accede, in deroga a quanto previsto dall'articolo 9 della legge 1 aprile 1981, n. 121, al Centro elaborazione dati di cui all'articolo 8 della medesima legge al fine di verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di rintraccio esistenti nei confronti delle persone controllate. La presente disposizione si applica progressivamente, nell'anno 2019, agli altri comuni capoluogo di provincia.
1-bis. Con decreto del Ministro dell'Interno, adottato previo accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città ed Autonomie locali, sono determinati i parametri connessi alla classe demografica, al rapporto numerico tra il personale della Polizia municipale assunto a tempo indeterminato e il numero di abitanti residenti, al numero delle infrazioni alle norme sulla sicurezza stradale rilevate nello svolgimento delle funzioni di cui all'articolo 12 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in relazione ai quali le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione anche con riguardo a comuni diversi da quelli di cui allo stesso comma 1.
2. Con decreto del Ministro dell'Interno, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sentita la Conferenza Stato-città ed Autonomie locali, nonchè il Garante per la protezione dei dati personali, sono definiti le modalità di collegamento al Centro elaborazione dati e i relativi standard di sicurezza, nonchè il numero degli operatori di polizia municipale che ciascun comune può abilitare alla consultazione dei dati previsti dal comma 1.
3. Per l'attuazione del comma 1 è autorizzata la spesa di € 150.000 per l'anno 2018 e di € 175.000 per l'anno 2019. Ai relativi oneri si provvede, per l'anno 2018, ai sensi dell'articolo 39 e, per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
3-bis. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1-bis, nel limite di € 25.000 per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999, n. 44.
Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici da parte
1. Previa adozione di un apposito regolamento comunale, emanato in conformità alle linee generali adottate in materia di formazione del personale e di tutela della salute, con accordo sancito in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i comuni capoluogo di provincia, nonchè quelli con popolazione superiore ai centomila abitanti possono dotare di armi comuni ad impulso elettrico, quale dotazione di reparto, in via sperimentale, per il periodo di 6 mesi, 2 unità di personale, munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, individuato fra gli appartenenti ai dipendenti Corpi e Servizi di Polizia locale.
1-bis. Con decreto del Ministro dell'Interno, adottato previo accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città ed Autonomie locali, sono determinati i parametri connessi alle caratteristiche socioeconomiche, alla classe demografica, all'afflusso turistico e agli indici di delittuosità, in relazione ai quali le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione anche per comuni diversi da quelli di cui al medesimo comma.
2. Con il regolamento di cui al comma 1, i comuni definiscono, nel rispetto dei principi di precauzione e di salvaguardia dell'incolumità pubblica, le modalità della sperimentazione che deve essere effettuata previo un periodo di adeguato addestramento del personale interessato nonchè d'intesa con le aziende sanitarie locali competenti per territorio, realizzando altresì forme di coordinamento tra queste ed i Corpi e Servizi di Polizia locale.
5. All'articolo 8, comma 1-bis, del decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, le parole "della pistola elettrica Taser" sono sostituite dalle seguenti: "dell'arma comune ad impulsi elettrici".
Interpretazione autentica dell'articolo 109
del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
1. L'articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si interpreta nel senso che gli obblighi in esso previsti si applicano anche con riguardo ai locatori o sublocatori che locano immobili o parti di essi con contratti di durata inferiore a 30 giorni.
Dotazioni della Polizia municipale.
Interpretazione autentica dell'articolo 5, comma 5,
1° periodo, della legge 7 marzo 1986, n. 65
1. L'articolo 5, comma 5, 1° periodo, della legge 7 marzo 1986, n. 65, si interpreta nel senso che gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualifica di agente di pubblica sicurezza possono portare, senza licenza, le armi di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, nonchè nei casi di operazioni esterne di polizia, d'iniziativa dei singoli durante il servizio, anche al di fuori del territorio dell'ente di appartenenza esclusivamente in caso di necessità dovuto alla flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza.
Estensione dell'ambito di applicazione del divieto
di accesso ai luoghi in cui si svolgono
1. All'articolo 6, comma 1, della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il 1° periodo è inserito il seguente: "Il divieto di cui al presente comma può essere adottato anche nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.".
Contributo delle società sportive agli oneri
per i servizi di ordine pubblico in occasione
di manifestazioni sportive
1. All'articolo 9, comma 3-ter, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41, le parole: "Una quota non inferiore all'1% e non superiore al 3%" sono sostituite dalle seguenti: "Una quota non inferiore al 5% e non superiore al 10%".
a) dopo le parole "su cui insistono" sono inserite le seguenti: "presidi sanitari,";
b) dopo le parole "flussi turistici," sono inserite le seguenti: "aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli,".
1-bis. All'articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, le parole: "6 mesi" sono sostituite dalle seguenti: "12 mesi".
"Art. 13-bis. (Disposizioni per la prevenzione di disordini negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico trattenimento) - 1. Fuori dai casi di cui all'articolo 13, il Questore può disporre per ragioni di sicurezza, nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi 3 anni per reati commessi in occasione di gravi disordini avvenuti in pubblici esercizi ovvero in locali di pubblico trattenimento, per delitti non colposi contro la persona e il patrimonio, nonchè per i delitti previsti dall'articolo 73 del Testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il divieto di accesso agli stessi locali o ad esercizi pubblici analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi.
2. Il divieto di cui al comma 1 può essere limitato a specifiche fasce orarie e non può avere una durata inferiore a 6 mesi; nè superiore a 2 anni; il divieto è disposto, con provvedimento motivato, individuando comunque modalità applicative compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario dell'atto.
3. Il divieto di cui al comma 1 può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che hanno compiuto il 14° anno di età. Il provvedimento è notificato a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale.
4. Il Questore può prescrivere alle persone alle quali è notificato il divieto previsto dal comma 1 di comparire personalmente una o più volte negli orari indicati, nell'Ufficio o Comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell'obbligato o in quello specificamente indicato.
6. La violazione del divieto di cui al presente articolo è punita con la reclusione da 6 mesi ad 1 anno e con la multa da € 5.000 a € 20.000.".
1-quater. All'articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo le parole: "sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza," sono inserite le seguenti: "di non accedere agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, anche in determinate fasce orarie,".
1. Ai fini di una più efficace prevenzione di atti illegali o di situazioni di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica all'interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici, individuati a norma dell'articolo 86 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, con appositi accordi sottoscritti tra il Prefetto e le organizzazioni maggiormente rappresentative degli esercenti possono essere individuate specifiche misure di prevenzione, basate sulla cooperazione tra i gestori degli esercizi e le Forze di polizia, cui i gestori medesimi si assoggettano, con le modalità previste dagli stessi accordi.
Sanzioni in caso di inottemperanza al divieto
a) al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il contravventore al divieto di cui al presente comma è punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno";
b) al comma 3, dopo il 1° periodo è inserito il seguente: "Il contravventore al divieto emesso in relazione ai casi di cui al presente comma è punito con l'arresto da 1 a 2 anni".
Introduzione del delitto di esercizio
molesto dell'accattonaggio
1. Dopo l'articolo 669 del Codice penale è inserito il seguente: "Art. 669-bis. (Esercizio molesto dell'accattonaggio) - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque esercita l'accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l'altrui pietà è punito con la pena dell'arresto da 3 a 6 mesi e con l'ammenda da € 3.000 a € 6.000. E' sempre disposto il sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a commettere l'illecito o che ne costituiscono il provento.".
a) è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Chiunque organizzi l'altrui accattonaggio, se ne avvalga o comunque lo favorisca a fini di profitto è punito con la reclusione da uno a 3 anni.";
"15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 771 ad € 3.101. Se nell'attività sono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo, si applica la pena dell'arresto da 6 mesi a un anno e dell'ammenda da € 2.000 a € 7.000. E' sempre disposta la confisca delle somme percepite, secondo le modalità indicate al Titolo VI, Capo I, Sezione II.".
1. Al fine di corrispondere alle contingenti e straordinarie esigenze connesse all'espletamento dei compiti istituzionali della polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per l'acquisto e il potenziamento dei sistemi informativi per il contrasto del terrorismo internazionale, ivi compreso il rafforzamento dei nuclei "Nucleare-Batteriologico-Chimico-Radiologico" (NBCR) del suddetto Corpo, nonchè per il finanziamento di interventi diversi di manutenzione straordinaria e adattamento di strutture ed impianti, è autorizzata in favore del Ministero dell'Interno la spesa complessiva di € 15.000.000 per l'anno 2018 e di € 49.150.000 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, da destinare:
a) quanto a € 10.500.000 per l'anno 2018 e a € 36.650.000 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, alla polizia di Stato;
b) quanto a € 4.500.000 per l'anno 2018 e a € 12.500.000 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Misure per il potenziamento
e la sicurezza delle strutture penitenziarie
1. Al fine di favorire la piena operatività del Corpo di polizia penitenziaria, nonchè l'incremento degli standard di sicurezza e funzionalità delle strutture penitenziarie, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2018, di 15 milioni di euro per l'anno 2019 e di 25 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2020 al 2026, da destinare ad interventi urgenti connessi al potenziamento, all'implementazione e all'aggiornamento dei beni strumentali, nonchè alla ristrutturazione e alla manutenzione degli edifici e all'adeguamento dei sistemi di sicurezza.
2. Per le ulteriori esigenze del Corpo di polizia penitenziaria connesse all'approvvigionamento di nuove uniformi e di vestiario, è autorizzata la spesa di € 4.635.000 per l'anno 2018.
b) l'articolo 1-bis è sostituito dal seguente: "Art. 1-bis. - 1. Chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di un somma da € 1.000 a € 4.000. La medesima sanzione si applica ai promotori ed agli organizzatori.".
2. All'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo le parole "e degli articoli 473 e 474 del Codice penale" sono inserite le seguenti: ", nonchè dall'articolo 1 del decreto legislativo 22 gennaio 1948, n. 66 , e dall'articolo 24 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.".
"Art. 213. (Misura cautelare del sequestro e sanzione accessoria della confisca amministrativa) - 1. Nell'ipotesi in cui il presente Codice prevede la sanzione accessoria della confisca amministrativa, l'Organo di polizia che accerta la violazione provvede al sequestro del veicolo o delle altre cose oggetto della violazione facendone menzione nel verbale di contestazione della violazione.
3. Nelle ipotesi di cui al comma 5, qualora il soggetto che ha eseguito il sequestro non appartenga ad una delle Forze di polizia di cui all'articolo 16 della legge 1 aprile 1981, n. 121, le spese di custodia sono anticipate dall'Amministrazione di appartenenza. La liquidazione delle somme dovute alla depositeria spetta alla Prefettura-Ufficio territoriale del Governo. Divenuto definitivo il provvedimento di confisca, la liquidazione degli importi spetta all'Agenzia del demanio, a decorrere dalla data di trasmissione del provvedimento.
5. All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligati che rifiutino ovvero omettano di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall'Organo di polizia, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.818 a € 7.276, nonchè la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi. In caso di violazione commessa da minorenne, il veicolo è affidato in custodia ai genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia. Quando i soggetti sopra indicati si rifiutino di assumere la custodia del veicolo o non siano comunque in grado di assumerla, l'Organo di polizia dispone l'immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto presso uno dei soggetti di cui all'articolo 214-bis. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Il veicolo è trasferito in proprietà al soggetto a cui è consegnato, senza oneri per l'Erario, quando, decorsi 5 giorni dalla comunicazione di cui al periodo seguente, l'avente diritto non ne abbia assunto la custodia, pagando i relativi oneri di recupero e trasporto. Del deposito del veicolo è data comunicazione mediante pubblicazione nel sito internet istituzionale della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo competente. La somma ricavata dall'alienazione è depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al quale è stato disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero presso la tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha ad oggetto la somma depositata; in ogni altro caso la medesima somma è restituita all'avente diritto.
6. Fuori dei casi indicati al comma 5, entro i 30 giorni successivi alla data in cui, esauriti i ricorsi anche giurisdizionali proposti dall'interessato o decorsi inutilmente i termini per la loro proposizione, è divenuto definitivo il provvedimento di confisca, il custode del veicolo trasferisce il mezzo, a proprie spese e in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, presso il luogo individuato dal Prefetto ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis. Decorso inutilmente il suddetto termine, il trasferimento del veicolo è effettuato a cura dell'Organo accertatore e a spese del custode, fatta salva l'eventuale denuncia di quest'ultimo all'Autorità giudiziaria qualora si configurino a suo carico estremi di reato. Le cose confiscate sono contrassegnate dal sigillo dell'Ufficio cui appartiene il Pubblico ufficiale che ha proceduto al sequestro. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero dell'Interno e l'Agenzia del demanio, sono stabilite le modalità di comunicazione, tra gli Uffici interessati, dei dati necessari all'espletamento delle procedure di cui al presente articolo.
8. Il soggetto che ha assunto la custodia il quale, durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al sequestro, circola abusivamente con il veicolo stesso o consente che altri vi circolino abusivamente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.988 a € 7.953. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente. L'Organo di polizia dispone l'immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto presso uno dei soggetti di cui all'articolo 214-bis. Il veicolo è trasferito in proprietà al soggetto a cui è consegnato, senza oneri per l'erario.
10. Il provvedimento con il quale è stata disposta la confisca del veicolo è comunicato dal Prefetto al PRA per l'annotazione nei propri registri.";
"Art. 214. (Fermo amministrativo del veicolo) - 1. Nelle ipotesi in cui il presente Codice prevede che all'accertamento della violazione consegua l'applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche definite con decreto del Ministero dell'Interno, che, decorso il periodo di fermo amministrativo, è rimosso a cura dell'Ufficio da cui dipende l'Organo di polizia che ha accertato la violazione ovvero di uno degli Organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1. Il documento di circolazione è trattenuto presso l'Organo di polizia, con menzione nel verbale di contestazione. All'autore della violazione o ad uno dei soggetti con il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni fornite dall'Organo di polizia si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 776 a € 3.111, nonchè la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi. L'Organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni dell'articolo 214-bis, secondo le modalità previste dal regolamento. Di ciò è fatta menzione nel verbale di contestazione della violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all'articolo 213, comma 5, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di custodia.
8. Il soggetto che ha assunto la custodia il quale, durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al fermo, circola abusivamente con il veicolo stesso o consente che altri vi circolino abusivamente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.988 a € 7.953. Si applicano le sanzioni amministrative accessorie della revoca della patente e della confisca del veicolo. L'Organo di polizia dispone l'immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto presso uno dei soggetti di cui all'articolo 214-bis. Il veicolo è trasferito in proprietà al soggetto a cui è consegnato, senza oneri per l'Erario.";
c) all'articolo 214-bis, commi 1 e 2, le parole "comma 2-quater" sono sostituite dalle seguenti: "comma 5";
d) dopo l'articolo 215 è inserito il seguente: "Art. 215-bis. (Censimento dei veicoli sequestrati, fermati, rimossi, dissequestrati e confiscati) - 1. I Prefetti, con cadenza semestrale, provvedono a censire, sentiti anche gli Organi accertatori per quanto di competenza, i veicoli giacenti da oltre 6 mesi presso le depositerie di cui all'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, a seguito dell'applicazione, ai sensi del presente Codice, di misure di sequestro e fermo, nonchè per effetto di provvedimenti amministrativi di confisca non ancora definitivi e di dissequestro. Di tali veicoli, individuati secondo il tipo, il modello e il numero di targa o di telaio, indipendentemente dalla documentazione dello stato di conservazione, è formato apposito elenco, pubblicato nel sito internet istituzionale della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo competente per territorio, in cui, per ciascun veicolo, sono riportati altresì i dati identificativi del proprietario risultanti al Pubblico registro automobilistico.
2. Nei 30 giorni successivi alla pubblicazione dell'elenco di cui al comma 1, il proprietario o uno degli altri soggetti indicati all'articolo 196 può assumere la custodia del veicolo, provvedendo contestualmente alla liquidazione delle somme dovute alla depositeria, con conseguente estinzione del debito maturato nei confronti dello Stato allo stesso titolo. Di tale facoltà è data comunicazione in sede di pubblicazione dell'elenco di cui al comma 1, con l'avviso che in caso di mancata assunzione della custodia i veicoli oggetto di fermo, sequestro e dissequestro sono da ritenersi abbandonati, mentre quelli oggetto di confisca non ancora definitiva sono da ritenersi definitivamente confiscati. Di tale confisca è data comunicazione a cura del Prefetto al Pubblico registro automobilistico per l'annotazione nei propri registri. La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo informa dell'inutile decorso dei predetti termini l'Agenzia del demanio, che provvede a gestire tali veicoli, anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento, secondo le procedure e le modalità dettate dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189. La liquidazione delle relative spese compete alla medesima Agenzia a decorrere dalla data di ricezione dell'informativa di cui al periodo precedente.
4. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero dell'Interno e l'Agenzia del demanio, sono stabilite le modalità di comunicazione, tra gli uffici interessati, dei dati necessari all'espletamento delle procedure di cui al presente articolo.".
E CONTRASTO ALLA CRIMINALITA' MAFIOSA
a) all'articolo 10, dopo il comma 2-ter è inserito il seguente: "2-quater. In caso di conferma del decreto impugnato, la Corte di appello pone a carico della parte privata che ha proposto l'impugnazione il pagamento delle spese processuali.";
1) alla lettera c), dopo la parola "comunicazione" è inserita la seguente: "sintetica" e le parole: "La mancata comunicazione comporta l'inammissibilità della proposta" sono sostituite dalle seguenti: "Il Procuratore nei 10 giorni successivi comunica all'Autorità proponente l'eventuale sussistenza di pregiudizi per le indagini preliminari in corso. In tali casi, il Procuratore concorda con l'Autorità proponente modalità per la presentazione congiunta della proposta.";
c) all'articolo 19, comma 4, all'ultimo periodo, dopo le parole "sequestro della documentazione" sono inserite le seguenti: "di cui al 1° periodo";
d) all'articolo 67, al comma 8, dopo le parole "comma 3-bis, del Codice di procedura penale" sono inserite le seguenti: "nonchè per i reati di cui all'articolo 640, comma 2, n. 1), del Codice penale, commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico, e all'articolo 640-bis del Codice penale".
1-bis. Le disposizioni degli articoli 83, comma 3-bis, e 91, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di Fondi europei per importi non superiori a € 25.000, non si applicano fino al 31 dicembre 2019.
1. All'articolo 21, comma 1, della legge 13 settembre 1982, numero 646, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al 1° periodo, le parole "l'arresto da 6 mesi ad un anno e con l'ammenda" sono sostituite dalle seguenti: "la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa";
b) al 2° periodo, le parole "dell'arresto da 6 mesi ad 1 anno e dell'ammenda" sono sostituite dalle seguenti: "della reclusione da 1 a 5 anni e della multa.".
1. All'articolo 99, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (4), dopo le parole "provinciale del lavoro" sono inserite le seguenti: "nonchè, limitatamente ai lavori pubblici, al Prefetto".
Piano di emergenza interno per gli impianti
di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti
2. Il piano di emergenza interna è riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato dal gestore, previa consultazione del personale che lavora nell'impianto, ivi compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, ad intervalli appropriati, e, comunque, non superiori a 3 anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti nell'impianto e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidente rilevante.
3. Per gli impianti esistenti, il piano di emergenza interna di cui al comma 1 è predisposto entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
7. Il Prefetto redige il piano di emergenza esterna entro 12 mesi dal ricevimento delle informazioni necessarie da parte del gestore, ai sensi del comma 4.
8. Il piano di cui al comma 5 è riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato, previa consultazione della popolazione, dal Prefetto ad intervalli appropriati e, comunque, non superiori a 3 anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti negli impianti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidenti rilevanti.
"Art. 160. - Per le finalità di prevenzione generale di reati e per l'esercizio del potere di proposta di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le Cancellerie dei Tribunali e delle Corti di appello hanno l'obbligo di trasmettere ogni 15 giorni, anche per via telematica, il dispositivo delle sentenze di condanna irrevocabili a pene detentive al questore della provincia in cui il condannato ha la residenza o l'ultima dimora e al direttore della Direzione investigativa antimafia. Analogo obbligo sussiste per le cancellerie presso la Sezione misure di prevenzione e presso l'Ufficio GIP del Tribunale in relazione alla comunicazione di copia dei provvedimenti ablativi o restrittivi, emessi nell'ambito delle rispettive attribuzioni, alle questure competenti per territorio e alla Direzione investigativa antimafia.".
"7-bis. Nell'ipotesi di cui al comma 7, qualora dalla relazione del Prefetto emergano, riguardo ad uno o più settori amministrativi, situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate, tali da determinare un'alterazione delle procedure e da compromettere il buon andamento e l'imparzialità delle Amministrazioni comunali o provinciali, nonchè il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, il Prefetto, sulla base delle risultanze dell'accesso, al fine di far cessare le situazioni riscontrate e di ricondurre alla normalità l'attività amministrativa dell'ente, individua, fatti salvi i profili di rilevanza penale, i prioritari interventi di risanamento indicando gli atti da assumere, con la fissazione di un termine per l'adozione degli stessi, e fornisce ogni utile supporto tecnico-amministrativo a mezzo dei propri uffici. Decorso inutilmente il termine fissato, il Prefetto assegna all'ente un ulteriore termine, non superiore a 20 giorni, per la loro adozione, scaduto il quale si sostituisce, mediante Commissario ad acta, all'Amministrazione inadempiente. Ai relativi oneri gli Enti locali provvedono con le risorse disponibili a legislazione vigente sui propri bilanci.".
1-bis. All'articolo 143, comma 11, del Testo unico delle leggi sull'Ordinamento degli Enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il 1° periodo è sostituito dal seguente: "Fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente articolo non possono essere candidati alle elezioni per la Camera dei deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo nonchè alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, in relazione ai due turni elettorali successivi allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo.".
Modifiche in materia di attività svolte negli Enti locali
dal personale sovraordinato ai sensi dell'articolo 145
1. Le risorse di cui all'articolo 1, comma 706, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (5), possono essere incrementate, nel rispetto dell'invarianza dei saldi di finanza pubblica, fino ad un massimo di € 5.000.000 annui a decorrere dal 2018, mediante utilizzo delle risorse che si rendono disponibili nel corso dell'anno, relative alle assegnazioni a qualunque titolo spettanti agli Enti locali, corrisposte annualmente dal Ministero dell'Interno.
Modifiche al Codice della strada, in materia
di circolazione di veicoli immatricolati all'estero
"1-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all'estero.
1-ter. Nell'ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un'impresa costituita in un altro Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, nonchè nell'ipotesi di veicolo concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un'impresa costituita in un altro Stato membro dell'Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva, nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice doganale comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un documento, sottoscritto dall'intestatario e recante data certa, dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo. In mancanza di tale documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente.
1-quater. Nell'ipotesi di cui al comma 1-bis e ferma restando l'applicazione delle sanzioni previste dal comma 7bis, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l'intestatario chiede al competente Ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai sensi dell'articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i transiti di confine. L'ufficio della motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle competenti Autorità dello Stato che li ha rilasciati.";
"7-bis. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 712 a € 2.848. L'Organo accertatore trasmette il documento di circolazione all'Ufficio della motorizzazione civile competente per territorio, ordina l'immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 213. Qualora, entro il termine di 180 giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi dell'articolo 213.
7-ter. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-ter, 1° periodo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 250 a € 1.000. Nel verbale di contestazione è imposto l'obbligo di esibizione del documento di cui al comma 1-ter entro il termine di 30 giorni. Il veicolo è sottoposto alla sanzione accessoria del fermo amministrativo secondo le disposizioni dell'articolo 214, in quanto compatibili, ed è riconsegnato al conducente, al proprietario o al legittimo detentore, ovvero a persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stato esibito il documento di cui al comma 1-ter o, comunque, decorsi 60 giorni dall'accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione del documento, l'Organo accertatore provvede all'applicazione della sanzione di cui all'articolo 94, comma 3, con decorrenza dei termini per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la presentazione dei documenti.";
"5. Fuori dei casi indicati all'articolo 93, comma 1-ter, chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 712 a € 2.848. L'Organo accertatore trasmette il documento di circolazione all'Ufficio della motorizzazione civile competente per territorio, ordina l'immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 213. Se entro il termine di 180 giorni, decorrenti dalla data della violazione, il veicolo non è immatricolato in Italia o non è richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi dell'articolo 213.";
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI OCCUPAZIONI
ARBITRARIE DI IMMOBILI
1. L'articolo 633 del Codice penale è sostituito dal seguente: "Art. 633. (Invasione di terreni o edifici) - Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da € 103 a € 1032. Si applica la pena della reclusione da 2 a 4 anni e della multa da € 206 a € 2064 e si procede d'ufficio se il fatto è commesso da più di 5 persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata. Se il fatto è commesso da due o più persone, la pena per i promotori o gli organizzatori è aumentata.".
Modifiche all'articolo 266
1. All'articolo 266, comma 1, lettera f-ter), del Codice di procedura penale, le parole "516 e 517-quater del Codice penale;" sono sostituite dalle seguenti: "516, 517-quater e 633, comma 2, del Codice penale;".
1. All'articolo 284 del Codice di procedura penale, dopo il comma 1-bis è inserito il seguente:
"1-ter. La misura cautelare degli arresti domiciliari non può essere eseguita presso un immobile occupato abusivamente.".
Disposizioni in materia di occupazione arbitraria
"1. Il Prefetto, acquisito il parere del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in seduta allargata ai rappresentanti della regione, emana, ai sensi dell'articolo 13 della legge 1 aprile 1981, n. 121, direttive per la prevenzione delle occupazioni arbitrarie di immobili.
3.1. Il Prefetto, qualora ravvisi la necessità di definire un piano delle misure emergenziali necessarie per la tutela dei soggetti in situazione di fragilità che non sono in grado di reperire autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, istituisce una cabina di regia incaricata di provvedere nel termine di 90 giorni. Della cabina di regia fanno parte, oltre a rappresentanti della prefettura, anche rappresentanti della regione e degli Enti locali interessati, nonchè degli Enti competenti in materia di edilizia residenziale pubblica. Ai rappresentanti della Cabina di regia non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o altro emolumento comunque denominato.
3.2. Alla scadenza del termine di 90 giorni di cui al comma 3.1, il Prefetto riferisce all'Autorità giudiziaria gli esiti dell'attività svolta dalla Cabina di regia, indicando i tempi di esecuzione del provvedimento di rilascio ovvero le ragioni che ne rendono necessario il differimento. L'Autorità giudiziaria competente per l'esecuzione, tenuto conto delle informazioni ricevute, adotta i provvedimenti necessari, ivi compreso quello di differimento dell'esecuzione. Ferma restando la responsabilità anche sotto il profilo risarcitorio degli autori del reato di occupazione abusiva, al proprietario o al titolare di altro diritto reale di godimento sull'immobile è liquidata dal Prefetto un'indennità onnicomprensiva per il mancato godimento del bene, secondo criteri equitativi che tengono conto dello stato dell'immobile, della sua destinazione, della durata dell'occupazione, dell'eventuale fatto colposo del proprietario nel non avere impedito l'occupazione. L'indennità è riconosciuta a decorrere dalla scadenza del termine di novanta giorni di cui al comma 3.1 e non è dovuta se l'avente diritto ha dato causa o ha concorso a dare causa con dolo o colpa grave all'occupazione arbitraria. Avverso il provvedimento che ha disposto la liquidazione dell'indennità il proprietario dell'immobile può proporre ricorso dinanzi al Tribunale del luogo ove l'immobile si trova. Il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento di liquidazione dell'indennità. Si applicano gli articoli 737 e seguenti del Codice di procedura civile e il Tribunale decide in composizione monocratica. Il reclamo si propone al Tribunale e del collegio non può far parte il Giudice che ha pronunciato il provvedimento.
3.5. Qualora al Prefetto sia richiesto l'ausilio della Forza pubblica per l'esecuzione di una pluralità di ordinanze di rilascio da cui può derivare pericolo di turbative per l'ordine e la sicurezza pubblica, convoca il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargato ai rappresentanti della regione, per la predisposizione del programma degli interventi. La determinazione del programma degli interventi avviene secondo criteri di priorità che tengono conto della situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per l'incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonchè dei livelli assistenziali che devono essere garantiti agli aventi diritto dalle regioni e dagli Enti locali. Il programma degli interventi è comunicato all'Autorità giudiziaria che ha adottato le ordinanze di rilascio nonchè ai soggetti proprietari. Il termine di 90 giorni di cui al comma 3.1 inizia a decorrere, per ciascun intervento, dalla data individuata in base al programma degli interventi.
3.6. Avverso il programma di cui al comma 3.5 è ammesso ricorso innanzi al Giudice amministrativo, che decide con il rito di cui all'articolo 119 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. L'eventuale annullamento del predetto provvedimento può dar luogo, salvi i casi di dolo o colpa grave, esclusivamente al risarcimento in forma specifica, consistente nell'obbligo per l'amministrazione di disporre gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della situazione di occupazione arbitraria dell'immobile.".
DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITA'
Disposizioni per la riorganizzazione
dell'amministrazione civile del Ministero dell'Interno
1. Nell'ambito dei processi di riduzione organizzativa e al fine di garantire gli obiettivi complessivi di economicità e di revisione della spesa previsti dalla legislazione vigente, il Ministero dell'Interno applica la riduzione percentuale del 20% prevista dall'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nella misura pari a ventinove posti di livello dirigenziale generale, attraverso:
a) la riduzione di 8 posti di livello dirigenziale generale assegnati ai prefetti nell'ambito degli Uffici centrali del Ministero dell'Interno di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001, n. 398, con conseguente rideterminazione della dotazione organica dei prefetti di cui alla Tabella 1 allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18 settembre 2015;
1) all'articolo 237 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, il comma 3 è sostituito dal seguente: "I Prefetti a disposizione non possono eccedere il numero di 2 oltre quelli dei posti del ruolo organico";
2) all'articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410, le parole "del 15%" sono sostituite dalle seguenti: "del 5%";
3) all'articolo 12, comma 2-bis, 1° periodo, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dopo le parole "i Prefetti", sono inserite le seguenti: "entro l'aliquota dell'1%".
2. Restano ferme le dotazioni organiche dei viceprefetti e dei Viceprefetti aggiunti, del personale appartenente alle qualifiche dirigenziali di I e di II fascia, nonchè del personale non dirigenziale appartenente alle aree 1ª, 2ª e 3ª dell'Amministrazione civile dell'interno di cui alla Tabella 1 allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18 settembre 2015.
3. All'art. 42, c. 1, della legge 1/4/1981, n. 121, le parole "di 17 posti" sono sostituite dalle seguenti: "di 14 posti".
4. Il Ministero dell'Interno adotta, con le modalità e nel termine di cui all'articolo 12, comma 1-bis, 1° periodo, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, il relativo regolamento di organizzazione. Entro il medesimo termine si provvede a dare attuazione alle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 11, lettera b), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con conseguente riassorbimento, entro il biennio successivo, degli effetti derivanti dalle riduzioni di cui ai commi 1 e 2.
Istituzione del Nucleo per la composizione
delle Commissioni straordinarie per la gestione
degli Enti sciolti per fenomeni di infiltrazione
e di condizionamento di tipo mafioso o similare
1. Presso il Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell'Interno - Direzione centrale per le risorse umane è istituito un apposito nucleo, composto da personale della carriera prefettizia, nell'ambito del quale sono individuati i componenti della commissione straordinaria di cui agli articoli 143 e 144 del Testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la gestione degli Enti sciolti per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare.
2. Al nucleo di cui al comma 1 è assegnato, nell'ambito delle risorse organiche della carriera prefettizia, un contingente di personale non superiore a 50 unità, di cui 10 con qualifica di Prefetto e 40 con qualifica fino a viceprefetto.
4. Con decreto del Ministro dell'Interno di natura non regolamentare, sono individuati le modalità, i criteri e la durata di assegnazione al nucleo di cui al comma 1, in conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.
Nomina del presidente della Commissione
per la progressione in carriera di cui all'articolo 17
del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139
1. All'articolo 17, comma 1, 1° periodo, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, le parole: "scelto tra quelli preposti alle attività di controllo e valutazione di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286," sono soppresse.
1. All'articolo 1, comma 1036, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: ", avvalendosi degli organi della polizia postale e delle comunicazioni ai sensi dell'articolo 98 del codice di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259" sono sostituite dalle seguenti: ". A tal fine i predetti Ispettorati possono richiedere al Prefetto l'ausilio della Forza pubblica".
a) al comma 1, al periodo 1°, le parole: "Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica" sono sostituite dalle seguenti: "Ministro dell'Economia e delle Finanze e il 2° periodo è sostituito dal seguente: "Il Servizio centrale di protezione è articolato in almeno 2 divisioni dotate di personale e strutture differenti e autonome, in modo da assicurare la trattazione separata delle posizioni dei collaboratori di giustizia e dei testimoni di giustizia";
Art. 32-sexies.
Istituzione del Centro Alti Studi
1. Per la valorizzazione della cultura istituzionale e professionale del personale dell'Amministrazione civile dell'interno è istituito il Centro Alti Studi del Ministero dell'Interno nell'ambito del Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie che opera presso la Sede didattico-residenziale, con compiti di promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative, anche di carattere seminariale, finalizzate allo studio e all'approfondimento dei profili normativi e amministrativi attinenti all'esercizio delle funzioni e dei compiti dell'Amministrazione civile dell'interno, nonchè alla realizzazione di studi e ricerche sulle attribuzioni del Ministero dell'Interno.
3. Per le spese di promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative, anche di carattere seminariale, nonchè realizzazione di studi e ricerche, è autorizzata la spesa di € 50.000 annui a decorrere dal 2019. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente utilizzo delle risorse destinate alle spese di funzionamento della Sede didattico-residenziale di cui al comma 1.
1. Al fine di garantire le esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, a decorrere dall'esercizio finanziario 2018, per il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dagli appartenenti alle Forze di polizia, di cui all'articolo 16 della legge 1 aprile 1981, n. 121, è autorizzata, a valere sulle disponibilità degli stanziamenti di bilancio, la spesa per un ulteriore importo di € 38.091.560 in deroga al limite di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.
2. Il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario di cui al comma 1, nelle more dell'adozione del decreto di cui all'articolo 43, comma 13, della legge 1 aprile 1981, n. 121, è autorizzato entro i limiti massimi fissati dal decreto applicabile all'anno finanziario precedente.
1. Per le finalità di cui all'articolo 9, commi 1 e 2, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, gli stanziamenti di spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'Interno, nell'ambito della missione "Soccorso civile", sono incrementati di 5,9 milioni di euro per l'anno 2019 e di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020.
2. L'impiego del personale volontario, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, è disposto nel limite dell'autorizzazione annuale di spesa, pari a € 20.952.678 per l'anno 2019 e a € 20.052.678 a decorrere dall'anno 2020.
Ulteriori disposizioni in materia di riordino dei ruoli
e delle carriere del personale delle Forze di polizia
1. Al fine di adottare provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, ivi comprese le Capitanerie di porto, volti a correggere ed integrare il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, e il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel quale confluiscono le risorse di cui all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 155, 2° periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, con riferimento alle risorse già affluite ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera a), del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, e non utilizzate in attuazione dell'articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, alle quali si aggiunge una quota pari a € 5.000.000, a decorrere dall'anno 2018, dei risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere c) e d), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.
Disposizioni in materia di assunzioni
1. Al fine di rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana, i comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 228, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (6), assumere a tempo indeterminato personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell'anno 2016 e fermo restando il conseguimento degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell'anno 2018 del predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facoltà assunzionali del restante personale.
Modifiche all'articolo 50 del Testo unico
a) al comma 7-bis, dopo le parole: "anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi," sono inserite le seguenti: "o in altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione notturna," e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", nonchè limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto, e delle attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici";
"7-bis.1. L'inosservanza delle ordinanze emanate dal Sindaco ai sensi del comma 7-bis è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da € 500 a € 5.000. Qualora la stessa violazione sia stata commessa per 2 volte in un anno, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione in misura ridotta, ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.".
Potenziamento delle iniziative in materia
di sicurezza urbana da parte dei comuni
1. Per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei comuni è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'Interno un apposito fondo, con una dotazione pari a 2 milioni di euro per l'anno 2018 e a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Le risorse del suddetto fondo possono essere destinate anche ad assunzioni a tempo determinato di personale di polizia locale, nei limiti delle predette risorse e anche in deroga all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
a) quanto a euro un milione per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
b) quanto a euro un milione per l'anno 2018 e a € 5 milioni per l'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
4. Le modalità di presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati nonchè i criteri di ripartizione delle risorse del fondo di cui al comma 1 sono individuate, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro dell'Interno, da adottare di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed Autonomie locali.
Art. 35-quinquies.
Art. 35-sexies.
Utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto
da parte delle Forze di polizia di cui all'articolo 16,
comma 1, della legge 1 aprile 1981, n. 121
1. All'articolo 5 del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2015, n. 43, il 1° periodo del comma 3-sexies è sostituito dal seguente: "Fermo restando quanto disposto dal Codice della navigazione e dalla disciplina dell'Unione europea, con decreto del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro della Difesa, con il Ministro dell'Economia e delle Finanze e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, da emanare, sentito l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono disciplinate le modalità di utilizzo, da parte delle Forze di polizia, degli aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente denominati droni, ai fini del controllo del territorio per finalità di pubblica sicurezza, con particolare riferimento al contrasto del terrorismo e alla prevenzione dei reati di criminalità organizzata e ambientale, nonchè per le finalità di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, e, per il Corpo della Guardia di finanza, anche ai fini dell'assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68.".
1. All'articolo 35 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al comma 2, 2° periodo, dopo le parole "comunque non superiore a 3," sono inserite le seguenti: "con esclusione degli incarichi già in corso quale coadiutore,".
1-bis. All'articolo 35-bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Al fine di consentire la prosecuzione dell'attività dell'impresa sequestrata o confiscata, dalla data di nomina dell'amministratore giudiziario e fino all'eventuale provvedimento di dissequestro dell'azienda o di revoca della confisca della stessa, o fino alla data di destinazione dell'azienda, disposta ai sensi dell'articolo 48, sono sospesi gli effetti della pregressa documentazione antimafia interdittiva, nonchè le procedure pendenti preordinate al conseguimento dei medesimi effetti.".
1) al 1° periodo, le parole: "sequestro e" sono sostituite dalla seguente: "sequestro," e dopo la parola: "straordinaria" sono inserite le seguenti: "e i dati, individuati dal regolamento di attuazione previsto dall'articolo 113, comma 1, lettera c), indispensabili per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali";
2) al 2° periodo, le parole: "inserendo tutti" sono sostituite dalle seguenti: "aggiornando dalla data del provvedimento di confisca di secondo grado";
3) il 3° periodo è soppresso;
1) al 2° periodo, dopo la parola "coadiutore," sono inserite le seguenti: "che può essere";
2) dopo il 2° periodo è inserito il seguente: "Qualora sia diverso dall'amministratore giudiziario, il coadiutore nominato dall'Agenzia deve essere scelto tra gli iscritti, rispettivamente, agli albi richiamati all'articolo 35, commi 2 e 2-bis.";
3) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "All'attuazione del presente comma, si provvede con le risorse umane e finanziarie disponibili a legislazione vigente.".
2-bis. All'articolo 41-ter, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nell'alinea, le parole: "sono istituiti, presso le Prefetture-Uffici territoriali del Governo, Tavoli provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, aventi il compito di" sono sostituite dalle seguenti: "il Prefetto può istituire, presso la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, un Tavolo provinciale sulle aziende sequestrate e confiscate, avente il compito di".
a) al comma 1, le parole: "il provvedimento di confisca di primo grado, entro 60 giorni dal deposito" sono sostituite dalle seguenti: "i provvedimenti di confisca di primo e di secondo grado, entro 60 giorni dal deposito di ciascuno dei medesimi provvedimenti";
b) il comma 5-bis è sostituito dal seguente: "5-bis. Dopo il conferimento di cui all'articolo 38, comma 3, l'Agenzia provvede al rendiconto ai sensi dei commi precedenti qualora la confisca venga revocata. In caso di confisca definitiva l'Agenzia trasmette al Giudice delegato una relazione sull'amministrazione dei beni, esponendo le somme pagate e riscosse, le spese sostenute e il saldo finale, con l'indicazione dei limiti previsti dall'articolo 53. In tale ultimo caso, il Giudice delegato, all'esito degli eventuali chiarimenti richiesti, prende atto della relazione".
"2-bis. Per il recupero e la custodia dei veicoli a motore e dei natanti confiscati, l'Agenzia applica le tariffe stabilite con il decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, emanato ai sensi dell'articolo 59 del Testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. Ferme restando le tariffe stabilite dal periodo precedente, l'Agenzia può avvalersi di aziende da essa amministrate operanti nello specifico settore.".
1) alla lettera b) le parole "Presidente del Consiglio dei Ministri" sono sostituite dalle seguenti: "Ministro dell'Interno";
2) alla lettera c) le parole "al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione" sono sostituite dalle seguenti: "al patrimonio indisponibile del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio indisponibile della provincia, della città metropolitana o della regione";
2-bis) alla lettera c), quartultimo periodo, le parole: "Se entro 1 anno" sono sostituite dalle seguenti: "Se entro 2 anni";
2-ter) alla lettera c), terzultimo periodo, sostituire le parole: "Alla scadenza dei 6 mesi" sono sostituite dalle seguenti: "Alla scadenza di 1 anno";
"d) trasferiti prioritariamente al patrimonio indisponibile dell'ente locale o della regione ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di cui all'articolo 74 del citato Testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, numero 309, qualora richiesti per le finalità di cui all'articolo 129 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica. Se entro 2 anni l'ente territoriale destinatario non ha provveduto alla destinazione del bene, l'Agenzia dispone la revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi.";
b) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole ", nonchè, per una quota non superiore al 30%, per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa anche allo scopo di valorizzare l'apporto del personale dirigenziale e non dirigenziale al potenziamento dell'efficacia ed efficienza dell'azione dell'Agenzia. La misura della quota annua destinata all'incremento dei fondi per la contrattazione integrativa viene definita con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze su proposta dell'Agenzia e l'incremento non può essere superiore al 15% della componente variabile della retribuzione accessoria in godimento da parte del predetto personale";
"4-bis. Fermi restando i vincoli connessi al trasferimento nel patrimonio indisponibile dell'ente destinatario, nell'ambito delle finalità istituzionali di cui al comma 3, lettera c), rientra l'impiego degli immobili, tramite procedure ad evidenza pubblica, per incrementare l'offerta di alloggi da cedere in locazione a soggetti in particolare condizione di disagio economico e sociale anche qualora l'ente territoriale ne affidi la gestione all'ente pubblico a ciò preposto.";
"5. I beni di cui al comma 3, di cui non sia possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per le finalità di pubblico interesse ivi contemplate, sono destinati con provvedimento dell'Agenzia alla vendita, osservate, in quanto compatibili, le disposizioni del Codice di procedura civile. Qualora l'immobile si trovi nelle condizioni previste per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, l'acquirente dovrà presentare la relativa domanda entro 120 giorni dal perfezionamento dell'atto di vendita. L'avviso di vendita è pubblicato nel sito internet dell'Agenzia e dell'avvenuta pubblicazione è data notizia nel sito internet dell'Agenzia del demanio. La vendita è effettuata per un corrispettivo non inferiore a quello determinato dalla stima formulata ai sensi dell'articolo 47. Qualora, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione dell'avviso di vendita, non pervengano proposte di acquisto per il corrispettivo indicato al precedente periodo, il prezzo minimo della vendita non può, comunque, essere determinato in misura inferiore all'80% del valore della suddetta stima. Fatto salvo il disposto dei commi 6 e 7 del presente articolo, la vendita è effettuata al miglior offerente, con esclusione del proposto o di colui che risultava proprietario all'atto dell'adozione della misura penale o di prevenzione, se diverso dal proposto, di soggetti condannati, anche in primo grado, o sottoposti ad indagini connesse o pertinenti al reato di associazione mafiosa o a quello di cui all'articolo 416-bis.1 del Codice penale, nonchè dei relativi coniugi o parti dell'unione civile, parenti e affini entro il terzo grado, nonchè persone con essi conviventi. L'Agenzia acquisisce, con le modalità di cui agli articoli 90 e seguenti, l'informazione antimafia, riferita all'acquirente e agli altri soggetti allo stesso riconducibili, indicati al presente comma, affinchè i beni non siano acquistati, anche per interposta persona, da soggetti esclusi ai sensi del periodo che precede, o comunque riconducibili alla criminalità organizzata, ovvero utilizzando proventi di natura illecita. Si applica, in quanto compatibile, il comma 15. I beni immobili acquistati non possono essere alienati, nemmeno parzialmente, per 5 anni dalla data di trascrizione del contratto di vendita e quelli diversi dai fabbricati sono assoggettati alla stessa disciplina prevista per questi ultimi dall'articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191. I beni immobili di valore superiore a € 400.000 sono alienati secondo le procedure previste dalle norme di contabilità dello Stato.
7. La prelazione deve essere esercitata, a pena di decadenza, nei termini stabiliti dall'avviso pubblico di cui al comma 5, salvo recesso qualora la migliore offerta pervenuta non sia ritenuta di interesse.";
"7-ter. Per la destinazione ai sensi del comma 3 dei beni indivisi, oggetto di provvedimento di confisca, l'Agenzia o il partecipante alla comunione promuove incidente di esecuzione ai sensi dell'articolo 666 del Codice di procedura penale. Il Tribunale, disposti i necessari accertamenti tecnici, adotta gli opportuni provvedimenti per ottenere la divisione del bene. Qualora il bene risulti indivisibile, i partecipanti in buona fede possono chiedere l'assegnazione dell'immobile oggetto di divisione, previa corresponsione del conguaglio dovuto in favore degli aventi diritto, in conformità al valore determinato dal perito nominato dal Tribunale. Quando l'assegnazione è richiesta da più partecipanti alla comunione, si fa luogo alla stessa in favore del partecipante titolare della quota maggiore o anche in favore di più partecipanti, se questi la chiedono congiuntamente. Se non è chiesta l'assegnazione, si fa luogo alla vendita, a cura dell'Agenzia e osservate, in quanto compatibili, le disposizioni del Codice di procedura civile o, in alternativa, all'acquisizione del bene per intero al patrimonio dello Stato per le destinazioni di cui al comma 3, e gli altri partecipanti alla comunione hanno diritto alla corresponsione di una somma equivalente al valore determinato dal perito nominato dal Tribunale, con salvezza dei diritti dei creditori iscritti e dei cessionari. In caso di acquisizione del bene al patrimonio dello Stato, il Tribunale ordina il pagamento delle somme, ponendole a carico del Fondo unico giustizia. Qualora il partecipante alla comunione non dimostri la propria buona fede, la relativa quota viene acquisita a titolo gratuito al patrimonio dello Stato ai sensi del comma 1, dell'articolo 45.
7-quater. Le modalità di attuazione della disposizione di cui al comma 7-ter, ai sensi della quale, in caso di acquisizione del bene al patrimonio dello Stato, il Tribunale ordina il pagamento delle somme, ponendole a carico del Fondo unico giustizia, sono stabilite con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della Giustizia";
"10. Il 90% delle somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5, al netto delle spese per la gestione e la vendita degli stessi, affluiscono al Fondo unico giustizia per essere riassegnate, previo versamento all'entrata del bilancio dello Stato, nella misura del 40% al Ministero dell'Interno, per la tutela della sicurezza pubblica e per il soccorso pubblico, nella misura del 40% al Ministero della Giustizia, per assicurare il funzionamento ed il potenziamento degli Uffici giudiziari e degli altri servizi istituzionali, e, nella misura del 20% all'Agenzia, per assicurare lo sviluppo delle proprie attività istituzionali, in coerenza con gli obiettivi di stabilità della finanza pubblica.";
f-bis) dopo il comma 10 è inserito il seguente: "10-bis. Il 10% delle somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5 confluisce in un fondo, istituito presso il Ministero dell'Interno, per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni di cui al comma 3, lettera c)";
"12-ter. I beni mobili, anche iscritti in Pubblici registri, non destinati ai sensi dei commi 12 e 12-bis, possono essere destinati alla vendita, con divieto di ulteriore cessione per un periodo non inferiore a un anno, nel rispetto di quanto previsto dal comma 5, 6° periodo, ovvero distrutti.";
"15-quater. I beni di cui al comma 5 che rimangono invenduti, decorsi 3 anni dall'avvio della relativa procedura, sono mantenuti al patrimonio dello Stato con provvedimento dell'Agenzia. La relativa gestione è affidata all'Agenzia del demanio.".
3-bis. All'articolo 51, comma 3-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: "Qualora sussista un interesse di natura generale" sono sostituite dalle seguenti: "Ai fini del perseguimento delle proprie finalità istituzionali".
1. Nel Capo IV del Titolo III del Libro I del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo l'articolo 51 è inserito il seguente:
"Art. 51-bis. (Iscrizione di provvedimenti al Registro delle imprese) - 1. Il decreto di sequestro di cui all'articolo 20, il decreto di confisca di cui all'articolo 24, i provvedimenti di cui agli articoli 34 e 34-bis, la nomina dell'amministratore giudiziario ai sensi dell'articolo 41, il provvedimento di cui all'articolo 45, nonchè tutti i provvedimenti giudiziari di cui al presente decreto comunque denominati, relativi ad imprese, a società o a quote delle stesse, sono iscritti al registro delle imprese, su istanza della Cancelleria, entro il giorno successivo al deposito in Cancelleria, con le modalità individuate dal regolamento emanato ai sensi dell'articolo 8, comma 6-bis, della legge 29 dicembre 1993, n. 580. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al periodo precedente si applica l'articolo 8, comma 6-ter, della citata legge n. 580 del 1993.".
e di organico dell'Agenzia
1. All'articolo 110, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il 1° periodo è sostituito dal seguente: 1. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è posta sotto la vigilanza del Ministro dell'Interno, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia organizzativa e contabile, ha la sede principale in Roma e fino a 4 sedi secondarie istituite con le modalità di cui all'articolo 112, nei limiti delle risorse ordinarie iscritte nel proprio bilancio.".
1) dopo la lettera c) è inserita la seguente: "c-bis) provvede all'istituzione, in relazione a particolari esigenze, fino a un massimo di 4 sedi secondarie, in regioni ove sono presenti in quantità significativa beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, nei limiti delle risorse di cui all'articolo 110, comma 1;";
2) la lettera h) è sostituita dalla seguente: "h) approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo;";
b) al c. 5, alla lettera a) la parola ", h)" è soppressa.
a) al comma 2, 1° periodo, dopo le parole "si provvede" sono inserite le seguenti: ", nel limite di 100 unità";
"2-bis. Per la copertura delle ulteriori 70 unità di incremento della dotazione organica, il reclutamento avviene mediante procedure selettive pubbliche, in conforxmità alla legislazione vigente in materia di accesso agli impieghi nelle PA. Per l'espletamento delle suddette procedure concorsuali, il Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell'Interno collabora con l'Agenzia. Gli oneri per lo svolgimento delle procedure concorsuali sono a carico dell'Agenzia.";
"4-bis. Nell'ambito della contrattazione collettiva 2019/2021 viene individuata l'indennità di amministrazione spettante agli appartenenti ai ruoli dell'Agenzia, in misura pari a quella corrisposta al personale della corrispondente area del Ministero della Giustizia.
4-ter. Oltre al personale di cui al comma 1, l'Agenzia è autorizzata ad avvalersi di una aliquota non superiore a 100 unità di personale non dirigenziale appartenente alle Pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonchè ad Enti pubblici economici. Nei limiti complessivi della stessa quota l'Agenzia può avvalersi in posizione di comando di personale delle Forze di polizia ad Ordinamento civile e militare con qualifica non dirigenziale fino a un massimo di 20 unità. Il predetto personale è posto in posizione di comando, distacco o fuori ruolo anche in deroga alla vigente normativa generale in materia di mobilità temporanea e nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fisso, continuativo ed accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, con oneri a carico dell'amministrazione di appartenenza e successivo rimborso da parte dell'Agenzia all'Amministrazione di appartenenza dei soli oneri relativi al trattamento accessorio.".
4. Per l'attuazione del comma 3, lettera b), è autorizzata la spesa di € 570.000 per l'anno 2019 e € 3.400.000 a decorrere dall'anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 39.
1. All'articolo 113 del decreto legislativo 6 settembre 2011, numero 159, il comma 3 è sostituito dal seguen-
"3. Sulla base di apposite convenzioni, anche onerose, l'Agenzia, per l'assolvimento dei suoi compiti e delle attività istituzionali, può richiedere, nei limiti degli stanziamenti del proprio bilancio, la collaborazione di Amministrazioni centrali dello Stato, ivi comprese società e associazioni in house ad esse riconducibili di cui può avvalersi con le medesime modalità delle Amministrazioni stesse, di Agenzie fiscali o di Enti pubblici".
"3-bis. Al fine di assicurare la piena ed efficace realizzazione dei compiti affidati all'Agenzia le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 7, 8, 9, 12 e 13 e 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonchè di cui all'articolo 2, commi da 618 a 623, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non trovano applicazione nei confronti dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata fino al terzo esercizio finanziario successivo all'adeguamento della dotazione organica di cui all'articolo 113-bis, comma 1. Allo scadere della deroga di cui al presente comma, entro 90 giorni, con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze su proposta dell'Agenzia vengono stabiliti i criteri specifici per l'applicazione delle norme derogate sulla base delle spese sostenute nel triennio.".
2. Per l'attuazione del comma 1, è autorizzata la spesa di € 66.194 a decorrere dal 2018. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell'articolo 39.
Disposizioni a sostegno delle vittime delle attività
di estorsione e dell'usura
b) all'articolo 13, comma 3, le parole "120 giorni" sono sostituite dalle seguenti: "24 mesi";
c) all'articolo 14, dopo il comma 1, è inserito il seguente:
d) all'articolo 19, al comma 1, lettera d), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "I membri di cui alla presente lettera devono astenersi dal prendere parte all'attività del Comitato, incluse eventuali votazioni, quando sono chiamati ad esprimersi su richiedenti l'accesso al fondo di cui all'articolo 18 i quali siano, ovvero siano stati nei 10 anni precedenti, membri delle loro associazioni ovvero abbiano ricevuto supporto in sede di giudizio dalle medesime associazioni. Ogni decisione assunta in violazione di quanto previsto dal precedente periodo è da considerarsi nulla";
e) all'articolo 19, dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. In un'apposita Sezione del sito internet del Ministero dell'Interno sono pubblicati i decreti di nomina dei componenti di cui al comma 1, lettera d).";
f) all'articolo 20, al comma 1, le parole "300 giorni" sono sostituite dalle seguenti: "2 anni a decorrere dal provvedimento di sospensione. Non sono dovuti interessi di mora nel frattempo eventualmente maturati".
2. All'articolo 14, comma 5, della legge 7 marzo 1996, n. 108, la parola "6" è sostituita dalla seguente: "24".
DISPOSIZIONI FINANZIARIE E F INALI
1. Agli oneri derivanti dagli articoli 9, 18, comma 3, limitatamente all'anno 2018, 22, 22-bis, 34, 37 e 38, pari a € 21.851.194 per l'anno 2018, a € 75.028.329 per l'anno 2019, a € 84.477.109 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2025, € a 35.327.109 per l'anno 2026 e a € 10.327.109 a decorrere dall'anno 2027, si provvede:
a) quanto a € 5.900.000 per l'anno 2019 e a 5.000.000 di euro annui a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento del Ministero dell'Interno;
a-bis) quanto a € 4.635.000 per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della Giustizia;
a-ter) quanto a 2.000.000 di euro per l'anno 2018, a 15.000.000 di euro per l'anno 2019 e a 25.000.000 di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2026, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della Giustizia;
b) quanto a € 15.150.000 per l'anno 2018 e a € 49.150.000 per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'Interno;
c) quanto a € 66.194 per l'anno 2018, a € 4.978.329 per l'anno 2019, a € 5.327.109 annui a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999, numero 44, affluite all'entrata del bilancio dello Stato, che restano acquisite all'Erario.