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Timestamp: 2020-08-12 04:56:56+00:00
Document Index: 65462895

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 39', 'art. 380', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 13054 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13054 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/05/2017, (ud. 21/04/2017, dep.24/05/2017), n. 13054
sul ricorso iscritto al n. 5789/2012 R.G. proposto da:
G.G., rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe
Falcone, con domicilio eletto in Roma, corso Vittorio Emanuele II,
n. 287, presso lo studio dell’Avv. Antonio Iorio;
Lombardia, sezione staccata di Brescia, n. 172/66/11 depositata il 5
Rilevato che G.G. ricorre con tre mezzi, nei confronti dell’Agenzia delle entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza in epigrafe con la quale la C.T.R. della Lombardia, sezione staccata di Brescia, ha rigettato l’appello da essa proposto, ritenendo legittimo l’avviso di accertamento nei suoi confronti emesso per il recupero a tassazione, a fini Irpef, Iva e Irap per l’anno 2004, di maggiori ricavi induttivamente determinati ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), applicando, sul costo del venduto, la percentuale di ricarico media propria del settore e dell’ambito territoriale di competenza, pari al 162%, in luogo di quella del 133% applicata dalla contribuente;
che la ricorrente ha depositato memoria ex art. 380-bis.1 c.p.c.;
considerato che con il primo motivo di ricorso la contribuente denuncia violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la C.T.R. avallato un accertamento induttivo, condotto sulla sola base della percentuale di ricarico determinata nell’ambito del territorio di competenza, senza considerare che, per l’anno di riferimento (2004), erano già in vigore gli studi di settore, strumento presuntivo generale e più recente ai cui indici essa contribuente si era adeguata dichiarando il ricavo minimo ritenuto congruo in base agli stessi, e, sotto altro profilo, per avere posto a base dell’accertamento detta percentuale media di ricarico, di per sè solo inidonea a costituire idoneo fondamento presuntivo;
che con il secondo motivo la ricorrente denuncia altresì insufficiente motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere la Commissione regionale omesso di spiegare le ragioni per cui il solo scostamento dalla percentuale media di ricarico applicata nel settore possa giustificare l’accertamento induttivo e per avere altresì fatto riferimento a un parametro, l’entità del reddito, diverso da quello considerato dalla norma;
che quest’ultimo rilievo è posto a fondamento anche del terzo motivo di ricorso, con il quale la contribuente denuncia ancora violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d);
che, nel caso di specie, l’esistenza di un siffatto livello di “abnormità e irragionevolezza” non viene affermata, nè tantomeno giustificata, nella sentenza impugnata, giustificazione tanto più necessaria a fronte di un dato aritmetico che di per sè oggettivamente non evidenzia uno scostamento tra ricarico applicato (133%) e ricarico medio (162%) di rilevanti proporzioni;
che in accoglimento di tale censura la sentenza va pertanto cassata, con rinvio al giudice a quo, anche per il regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità, rimanendo assorbito l’esame dei restanti motivi di ricorso.