Source: https://stayhumanistic.com/2016/10/07/studente-lavoratore/
Timestamp: 2018-07-22 23:36:55+00:00
Document Index: 101914312

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 34', 'sentenza ']

Studente lavoratore? Ecco i tuoi diritti | Stay Humanistic
ottobre 7, 2016 novembre 16, 2016 stayhuma
Sei uno studente lavoratore o pensi di diventarlo?
La tua è una scelta di per sé coraggiosa e impegnativa.
Per questo è fondamentale che tu conosca i tuoi diritti, in modo da poter conciliare al meglio le due attività 😉
Molto probabilmente lo sai già:
Hai diritto a dei permessi studio retribuiti.
Tale diritto è sancito dall’art. 10 dello Statuto dei Lavoratori (L. 20 maggio 1970, n. 300):
Il monte ore dei permessi studio viene stabilito dai singoli contratti collettivi nazionali (CCNL), ma è ormai prassi comune quella di concedere 150 ore di permesso da utilizzare in un determinato periodo di tempo, solitamente un triennio (quindi, indicativamente, si possono richiedere 50 ore l’anno).
Inoltre è bene sapere che lo studente lavoratore non può essere discriminato su base contrattuale a causa della sua condizione.
Anche la sentenza n. 20658 del 25/10/2005 della Suprema Corte di Cassazione attesta i diritti di chi lavora e studia. Ecco un estratto:
La Suprema Corte di Cassazione, nella sentenza n. 20658 del 25/10/2005 , specifica e afferma i diritti del lavoratore con riferimento al diritto allo studio.
Il lavoratore, dev’essere agevolato nella possibilita’ di frequentare o sostenere degli esami in caso di Università. Pertanto sussiste il diritto per il lavoratore ad ottenere turni di lavoro che consentano la frequenza ai corsi e la preparazione per gli esami finali.
Altresì, sempre al fine di consentire un’idonea preparazione e studio per la crescita culturale e professionale del lavoratore, non possono essere assegnati al lavoratore turni straordinari o che ricadano sui riposi settimanali regolari. È inoltre nei diritti del lavoratore la possibilita’ di ottenere ore di lavoro retribuite per fini scolastici.
Nella sentenza la Corte ricorda che il diritto allo studio e’ riconosciuto e garantito dall’art. 34 della Costituzione* e che l’art. 10 dello Statuto dei lavoratori ne stabilisce l’applicazione nel campo lavorativo, incoraggiando e agevolando il lavoratore che desideri dedicare il proprio tempo libero ad accrescere le proprie capacità e competenze culturali e professionali tramite studi scolastici con valore legale. Accrescimento personale che si ripercuote tra l’altro positivamente sull’intera società.
Cosa bisogna fornire al proprio datore di lavoro per ottenere i permessi studio retribuiti?
Prima di tutto, per ottenere questi permessi, il lavoratore deve fare richiesta al proprio datore di lavoro e specificare: il titolo che si vuole conseguire, il corso di studi che si intende frequentare o portare a termine, la scuola o l’università presso la quale si è iscritti.
Al datore di lavoro vanno poi presentate delle certificazioni volte ad attestare la propria presenza alle lezioni o all’esame (indicandone anche sedi e date). Questi documenti vanno validati dall’ente di formazione.
E dal lato Università cosa è previsto per i lavoratori?
Questo dipende dall’ateneo. Sempre più spesso comunque le università agevolano i lavoratori organizzando corsi nel tardo pomeriggio, attivando piattaforme di e-learning e dedicando orari di ricevimento particolari agli studenti lavoratori (questo punto implica una certa disponibilità da parte dei docenti).
A questo punto, cos’altro dire…
Buon lavoro, e buono studio! 😉
[E ovviamente… Stay Human(istic!)]
*Questo è l’art. 34 della Costituzione citato nella sentenza n. 20658 del 25/10/2005 della Suprema Corte di Cassazione:
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