Source: http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/medici-specialisti-82-91/author/907-claudiapalladino?start=80
Timestamp: 2019-10-19 06:45:51+00:00
Document Index: 46104846

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 9', 'sentenza ']

Venerdì, 01 Febbraio 2019 11:42
Anche l’illustre sito istituzionale della Giustizia Amministrativa riporta, nel proprio focus giurisprudenziale, la sentenza emessa dall’On.le TAR della Campania- sede di Napoli che ha accolto il nostro ricorso sostenuto dall’ANPRI e relativo alla battaglia per il riconoscimento della rappresentanza elettiva dei ricercatori e tecnologi negli organi di governo degli Enti pubblici di ricerca.
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Lunedì 4 febbraio 2019, dalle ore 11, presso l’aula magna dell’I.I.S.S. “Calamatta” di Civitavecchia, la Dott.ssa Annamaria Giorgione, Presidente aggiunto onorario della Corte dei Conti, nonché socia dell’Associazione Partigiani, moglie del Presidente Imposimato e l’Avvocato Michele Bonetti, socio fondatore del Comitato “in difesa della Costituzione con Ferdinando Imposimato”, parleranno di Cittadinanza e Costituzione, nell’ambito della settimana dello studente, toccando - dal punto di vista tecnico - varie questioni, tra cui: reddito di cittadinanza, decreto dignità e diritto al lavoro, i casi della nave Diciotti e dell’ong Sea Watch, l’autorizzazione a procedere sul ministro Salvini, il suicidio del giovane studente che si è visto negato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari a seguito dell’introduzione del DDL sicurezza e immigrazione e altre tematiche di attualità alla luce di una analisi della nostra Carta Costituzionale.
Modererà l’incontro la Dott.ssa Francesca Toto, dell'Associazione "Mamme contro la corruzione", alla presenza della Dott.ssa Paola Vegliantei, Presidente delle sezioni Civitella e Fiano Romano e Consigliera nazionale per l’Italia centrale dell’Associazione Nazionale combattenti Forze Armate Regolari della Guerra di Liberazione, dell’Avv. Manuela Giorgi, rappresentante della ONLUS “Le Ali dei Pesci”, nonché della Dott.ssa Beatrice Colella, legale specializzata sulle tematiche giovanili e universitarie.
Con sentenza n. 1039/2019, pubblicata in data 28.01.2019, il TAR Lazio ha accolto il ricorso dei medici del corso di formazione di Medicina Generale per il triennio 2014/2017, che sono stati così definitivamente ammessi allo stesso alcuna riserva, seppur in assenza del diritto all’erogazione della borsa di studio.
I ricorrenti entrarono con provvedimento cautelare in appello (Consiglio di Stato, Sez. III, ordinanza n. 339/2015). E successivamente, nella lunga e complessa vicenda giudiziaria, ottennero poi una pronuncia negativa, dapprima del TAR e poi del Consiglio di Stato. I ricorrenti impugnarono poi una nota dell’Amministrazione che confermava la presenza di posti disponibili, chiedendo così di poter rientrare nel corso di Medicina Generale.
La pronuncia, oltre che sul comportamento acquiescente dell’Amministrazione resistente, fa leva sul c.d. principio del consolidamento, principio immanente dell’ordinamento Italiano e che tutela l’affidamento come conseguenza dell’ammissione intervenuta riserva.
Tutti i medici, difatti, già dal 2015, a seguito di un provvedimento cautelare emesso dallo stesso TAR Lazio, erano stati ammessi alla frequenza del corso di formazione.
Si legge nella pronuncia, che “l’operato della Regione ha consentito agli interessati di “recuperare i seminari e tutte le connesse attività previste per il 2014/2017”, permettendo che gli stessi, che in realtà avevano potuto frequentare il corso relativo al detto triennio sin dal 2015, quando vi erano stati inseriti con riserva in virtù del provvedimento cautelare n. 2131 del 20 maggio 2015, potessero concludere il corso come sopra rilevato e senza più alcuna riserva.
In base alle superiori osservazioni va pertanto accolta la censura proposta dai ricorrenti con la quale fanno valere che dal modus operandi della Regione viene in rilievo un adeguamento spontaneo dell’Ente ai provvedimenti a suo tempo emessi dal TAR e, occorre specificare pure, dal Consiglio di Stato in riforma di quello cautelare adottato nel presente ricorso, con la conseguenza che l’effettiva e regolare partecipazione dei ricorrenti a tutte le attività programmate del corso stesso forma il consolidamento della posizione acquisita in capo agli interessati, in base al principio quod factum est infectum fieri nequit. L’obbligo di eliminare le conseguenze pregiudizievoli dell’atto annullato trova appunto un limite tutte le volte in cui nel tempo intercorso tra l’emanazione dell’atto illegittimo ed il suo annullamento si siano prodotte trasformazioni della realtà fattuale tali da non consentire, per la forza stessa del fatto, la puntuale retroattività degli effetti della pronuncia giurisdizionale (TAR Lazio, I, 8 marzo 2011, n. 2082).
Ma proprio il consolidamento della posizione dei ricorrenti si oppone al riconoscimento del diritto al pagamento della borsa di studio, dal momento che, vista nel suo insieme la vicenda fattuale consolidata, se ha consentito agli interessati di terminare il corso senza alcuna riserva, anche per effetto da ultimo della pronuncia cautelare del Consiglio di Stato n. 4044/2017, tuttavia ciò è stato effettuato specificando chiaramente l’Alto Consesso “senza borsa di studio”.
Il TAR Lazio ha, in tal modo, disposto la definitiva ammissione dei medici al corso di Medicina Generale per il triennio 2014/2017, senza intaccare la posizione acquisita negli anni e già definita con il conseguimento del titolo finale di medicina generale.
Venerdì, 08 Febbraio 2019 15:59
SCORRIMENTO GRADUATORIA ALLIEVI AGENTI POLIZIA DI STATO: IL FORM DI PREADESIONE PER CHI VUOLE ADERIRE AI RICORSI COLLETTIVI ED INDIVIDUALI.
L’Amministrazione ha finalmente previsto lo scorrimento della graduatoria relativa alle prove scritte del concorso indetto nel 2017, volto all’assunzione di 1148 allievi agenti. Tuttavia, un emendamento recentemente presentato del Decreto Semplificazioni esclude gli idonei civili con più di 26 anni dallo scorrimento della graduatoria per agenti di polizia.
In base al predetto decreto, che diventerà legge entro il mese di febbraio, saranno chiamati a svolgere le successive prove del concorso solo coloro che non abbiano compiuto i 26 anni d’età e che sono in possesso di un diploma di scuola superiore. Dunque, lo scorrimento riguarderebbe solo gli idonei civili nella prova scritta in possesso del requisito anagrafico previsto dall’articolo 6 del DPR n. 335 del 1982, esplicitamente citato nell’emendamento.
Un provvedimento amministrativo in tal senso comporta una sostanziale quanto ingiusta modifica dei criteri previsti nel bando di concorso del 26 maggio 2017, il quale prevedeva come requisiti per la partecipazione un’età inferiore ai 30 anni.
Allo stesso modo, l’emendamento non tiene illegittimamente in considerazione, ai fini dello scorrimento della graduatoria, della categoria dei militari, di cui alle lett. b) e c) dell’art. 1 del bando.
Il nostro studio legale si è già occupato di tale procedura concorsuale, impugnando vittoriosamente illegittime esclusioni di candidati durante le prove psico-attitudinali. Inoltre, sempre con il sostegno del sindacato ANIP – ITALIA SICURA, lo studio ha patrocinato ricorsi relativi ad altri concorsi per l’ammissione alle Forze di Polizia (559 Allievi Agenti), ottenendo l’ammissione alle successive prove di una pluralità di candidati, alla luce di una gestione della procedura selettiva non conforme ai principi di par condicio e segretezza della prova.
In virtù di tale esperienza, riteniamo che tale emendamento costituisca una palese disparità di trattamento, che andrebbe a premiare i più giovani a scapito dei candidati più meritevoli. Infatti, gli idonei che hanno compiuto 26 anni si vedrebbero scavalcare da chi ha ottenuto un punteggio più basso, atteggiamento di certo non conforme ai principi della meritocrazia e della non discriminazione.
Ugualmente, i militari sarebbero esclusi dallo scorrimento, senza possibilità di completare la procedura concorsuale.
Il nostro studio ritiene che vi siano gli estremi per un’azione legale, volta a tutelare i soggetti rimasti illegittimamente esclusi dallo scorrimento della graduatoria. Viste le numerose richieste che stanno pervenendo in questi giorni, lo studio ha predisposto il seguente FORM di preadesione, al fine di fornirci i vostri dati.
Coloro che compileranno il form, che non è vincolante per l’adesione al ricorso, saranno ovviamente informati circa i prossimi passaggi che interesseranno il contenzioso, quali l’organizzazione di eventuali riunioni, i costi dell’azione collettiva ed individuale nonché la predisposizione di moduli per l’adesione.
Con il provvedimento emesso in data 14.01.2019 in riferimento all’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, l’On.le TAR del Lazio ha disposto il riesame dei risultati conseguiti dal ricorrente al test d’ingresso per la facoltà di medicina e chirurgia in lingua inglese (IMAT) a.a. 2018/2019.
Nel caso di specie il lettore ottico utilizzato dalla p.a. in sede di correzione del test, in presenza di una risposta corretta, aveva omesso la relativa attribuzione di 1,50 punti poiché il segno grafico era stato apposto in maniera decentrata rispetto alla casella di riferimento.
Trattavasi, pertanto, di una problematica meramente formale ma che nondimeno comportava l’esclusione del candidato dalla facoltà prescelta.
Il Tribunale Amministrativo, rilevando come il ricorrente fosse in posizione utile per l’accesso ad almeno uno degli Atenei prescelti una volta riconosciutogli il punteggio supplementare indebitamente decurtato, ha precisato che “se è vero che l’amministrazione, in linea generale, non può che fare riferimento alle risultanze fornite dal lettore ottico, è pur vero che in caso di specifica contestazione di tali risultanze, essa sia tenuta ad esaminare gli atti che vengono in rilievo onde pervenire alle conclusioni che ritiene più corrette, indipendentemente dall’esito dell’esame automatico dei sistemi ottici (in tal senso, T.A.R. per la Sicilia, Palermo, Sezione I, n. 8680/2010)”.
Ancora una volta, quindi, si rimarca in tal modo la prevalenza della sostanza sulla forma, abbracciando un orientamento maggiormente conforme ai principi sottesi all’attività amministrativa ed a garanzia degli interessi del singolo, e si ordina all’amministrazione, di concerto con il principio di diritto sopra riportato, di procedere alla ricorrezione della prova svolta dal ricorrente.
ammissione definitiva
Con il ricorso spiegato davanti l’On.le TAR della Campania, sede di Napoli, l’associazione ANPRI (Associazione nazionale professionale per la ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori dipendenti dell’Ente Pubblico di Ricerca Stazione Zoologica “Anton Dohrn”, assistiti dallo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, chiedevano l’annullamento parziale dello Statuto della stessa SZN pubblicato in data 20 ottobre 2017.
Tramite il neonato Statuto, approvato per dare esecuzione al decreto legislativo n. 218/2016 di riordino della normativa vigente in tema di Enti pubblici di ricerca, difatti, la SZN negava il diritto dei ricercatori e tecnologi interni ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione nonché all’interno del Consiglio scientifico, diritto espressamente sancito dall’art. 2 del citato decreto 218.
Stanti le palesi illegittimità scaturenti da siffatto atto, nonché il considerevole impatto delle attività svolte dall’Ente sul territorio nazionale nell’ambito della ricerca, si procedeva ad adire il TAR di Napoli per veder finalmente riconosciuto il giusto diritto dei dipendenti dell’Ente ad incidere, seppur indirettamente, sulle politiche e sulle decisioni organizzative della Stazione Zoologica di Napoli.
Secondo la Dott.ssa Verzicco, legale rappresentante dell'ANPRI “Il Tribunale amministrativo ha emesso, in data 20.12.2018, un provvedimento ampiamente motivato nel quale non solo ha evidenziato la titolarità di posizione legittimante da parte dell’ANPRI, <<quale associazione avente lo scopo di riunire e rappresentare tutti coloro che svolgono attività di ricerca scientifica e tecnologica (…) che la rende portatore di un interesse differenziato e qualificato alla tutela delle posizioni dei soggetti rappresentati>>, ma ha altresì posto efficacemente in luce l’orientamento dell’U.E. che, partendo dalla valorizzazione della Carta Europea dei ricercatori deliberata con la raccomandazione della Commissione europea n. 2005/251/CE, deve leggersi nel senso di incentivare <<una disciplina favorevole alla maggiore rappresentatività dei ricercatori>> al fine di <<non mortificare una professionalità che, per affrancarsi in maniera soddisfacente dalle influenze governative dei singoli paesi, trainando così gli Enti verso l’effettivo raggiungimento delle finalità istituzionali e del libero mercato europeo, coinvolga la ricerca in senso stretto>>”.
Si evince, quindi, una visione del TAR multilivello e coraggiosamente garantista nella misura in cui si attesta con fermezza la prevalenza della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (il cui art. 13 tutela la libertà di ricerca) sulle norme interne di rango primario, e si evidenzia il contrasto tra lo Statuto dell’Ente di ricerca e l’art. 33 della Costituzione, quale disposizione volta a garantire la libertà dell’arte e della scienza e dei loro rispettivi insegnamenti, in quanto strumentali alla crescita culturale e al progresso dell’umanità.
In conclusione pertanto, il giudice amministrativo ha evidenziato come la mancanza di rappresentatività dei ricercatori si ponga in "contrasto con la normativa primaria e comporta di conseguenza l’annullamento dell’art. 8 e dell’art. 12 dello statuto della SZN, nella parte in cui non prevedono la “rappresentanza elettiva” di ricercatori e tecnologi interni all’ente e in particolare la possibilità di “eleggere almeno un membro del consiglio di amministrazione” e dell’art. 9 dello Statuto, laddove esclude la possibilità di eleggere almeno un membro del consiglio scientifico, tra ricercatori e tecnologi interni all’Ente”.
Tale pronuncia, peraltro, fa seguito ad una precedente sentenza dell’On.le TAR del Lazio mediante cui veniva annullato, per le medesime motivazioni, parte dello Statuto dell’ENEA che escludeva i ricercatori e tecnologi interni dagli organi di governo dell’Ente.
Quello odierno si configura come un ulteriore ed importante risultato nella battaglia patrocinata dall’ANPRI, volta alla concreta tutela dei diritti dei ricercatori italiani e al raggiungimento del graduale autogoverno degli enti pubblici di ricerca.
Lo studio legale ha deciso di dar voce a tutti coloro che dopo essersi sottoposti alle prove preselettive per il concorso INPS per 967 consulenti di protezione sociale in data 20 settembre 2018 sostenevano le due prove scritte, senza essere ammessi alle successive prove orali.
Soglia rispetto alla quale si nutrono molti dubbi di legittimità considerando che è nettamente superiore a quella della sufficienza e quindi non conforme ai criteri più volte determinati dalla giurisprudenza in altri concorsi, ma con principi applicabili anche a quello che oggi ci occupa (http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/1795-tfa-sostegno-salta-la-soglia-anche-nella-prova-orale; http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1777-concorsone-2016-un-altra-sentenza-favorevole).
In particolare, l’azione è indicata a chi nella prima prova scritta aveva somministrata la domanda inerente alla "definizione del codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni" e avesse risposto in maniera diversa dalle previsioni dell’Istituto.
Lo studio si riserva di effettuare ricorsi individuali il cui prezzo è pari ad euro 2.000,00.
Le adesioni dovranno pervenire presso lo studio entro lunedi 14 gennaio 2019.
Trattasi di azioni individuali le cui modalità di adesione saranno comunicate contattandoci ai numeri di studio tel. +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 oppure tramite appuntamento presso lo studio.
967 posti di protezione sociale
Mercoledì, 09 Gennaio 2019 17:55
DOTTORATO DI RICERCA - LA TUTELA VERSO I NOSTRI RICERCATORI
Consapevoli del valore accademico e sociale del dottorato di ricerca quale massimo grado di istruzione universitaria nell’ordinamento italiano, sempre più giovani laureati intraprendono tale percorso per conseguire le competenze necessarie a svolgere attività di ricerca altamente qualificata o per avviarsi alla carriera universitaria.
L’impegno costante per la tutela fondamentale del diritto allo studio e per la promozione della meritocrazia, che da sempre connota lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti e Santi Delia, ci induce ad affiancare tutti i dottorandi di ricerca contro le illegittimità ed ingiustizie che potrebbero palesarsi durante il percorso di istruzione superiore.
Trattasi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, di mancata ammissione ad anni successivi al primo, mancata ammissione alla discussione della tesi di dottorato, esclusione dal dottorato di ricerca, etc.
Le doglianze dovranno essere valutate caso per caso relativamente alle illegittimità riscontrate.
Quanti siano interessati potranno perciò contattare lo studio via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonicamente ai seguenti recapiti http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/contatti per una prima consulenza valutativa ed eventualmente concordare un appuntamento de visu.
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