Source: https://renatodisa.com/2017/05/23/consiglio-di-stato-sezione-v-sentenza-11-maggio-2017-n-2199/
Timestamp: 2017-07-28 06:52:58+00:00
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 11 maggio 2017, n. 2199 – Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 11 maggio 2017, n. 2199	By Avv. Renato D'Isa on 23 maggio 2017	• ( Lascia un commento )
Per le gare bandite anteriormente all’entrata in vigore del nuovo c.d. codice degli appalti pubblici e delle concessioni (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50), nelle ipotesi in cui l’obbligo di indicazione separata dei costi di sicurezza aziendale non sia stato specificato dalla legge di gara, e non sia in contestazione che dal punto di vista sostanziale l’offerta rispetti i costi minimi di sicurezza aziendale, l’esclusione del concorrente non può essere disposta se non dopo che lo stesso sia stato invitato a regolarizzare l’offerta dalla stazione appaltante nel doveroso esercizio dei poteri di soccorso istruttorio
sentenza 11 maggio 2017, n. 2199
Ri. Co. s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dagli avvocati Ge. Ma. Am. e Fr. Ma., con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo, in Roma, via (…);
Provincia di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Domenico Barresi, e domiciliata, ex art. 25 cod. proc. amm., presso la Segreteria sezionale del Consiglio di Stato, in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;
Co. s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Um. Il., con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, via (…);
Co. Co. Ar. Co. – soc. Co. a r.l., Coop. Co. Soc. Coop. in L.C., in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, non costituite in giudizio;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Provincia di Reggio Calabria e di Co. s.p.a.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 maggio 2017 il Cons. Alessandro Maggio e uditi per le parti gli avvocati St., per delega di Am., e Il.;
Alla gara hanno, tra l’altro, partecipato la Ri. Co. s.r.l. e la CO. s.p.a..
All’esito della procedura, la Ri. Co. si è classificata al secondo posto dietro la CO. alla quale è stata provvisoriamente aggiudicata la commessa.
Contestualmente, constatato che la Ricciradello Co. non aveva indicato gli oneri della sicurezza aziendale, ha invitato l’impresa a integrare sul punto l’offerta economica.
Acquisita la documentazione recante la specificazione dei detti oneri e le giustificazioni atte a dimostrare la congruità della proposta contrattuale, la Provincia ha dato corso al procedimento di verifica, nell’ambito del quale ha disposto l’esclusione dalla gara della Ri. Co., rilevando che la sopravvenuta sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 9 del 2 febbraio 2015, escludeva la possibilità di sopperire alla mancata indicazione degli oneri della sicurezza aziendale mediante soccorso istruttorio, anche in assenza di una specifica previsione della lex specialis che imponesse di quantificare i detti oneri.
Dopodiché l’appalto è stato definitivamente aggiudicato alla CO..
Ritenendo tanto l’aggiudicazione, quanto la propria esclusione dalla gara illegittime, la Ri. Co. le ha impugnate con ricorso, seguito da motivi aggiunti, proposto davanti al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria – Sezione staccata di Reggio Calabria, il quale, con sentenza 8 settembre 2016, n. 906, lo ha respinto.
Per resistere al ricorso si sono costituite in giudizio la Provincia di Reggio Calabria e la CO..
Con successive memorie sia l’appellante, sia la CO. hanno ulteriormente illustrato le rispettive tesi difensive.
Con atto ritualmente notificato alle controparti e depositato in giudizio in data 31 gennaio 2017, l’appellante ha, poi, rinunciato all’azione impugnatoria rivolta contro l’aggiudicazione in favore della CO., dichiarando di conservare interesse alla decisione limitatamente alla propria esclusione dalla gara.
In via pregiudiziale il Collegio rileva che, conformemente alla volontà manifestata dalla Ri. Co. con l’atto di rinuncia di cui sopra, l’odierno appello va esaminato con esclusivo riguardo alla domanda impugnatoria rivolta contro il provvedimento con cui la medesima è stata esclusa dalla gara, avendo costei in tale ambito confinato il proprio interesse ad agire.
Ciò priva la CO. di ogni interesse ad opporsi alle contestazioni sul punto mosse dall’appellante.
Più di recente, però, la medesima Adunanza plenaria è nuovamente intervenuta sulla tematica con la sentenza 27 luglio 2016, n. 19 che, rettificando il precedente indirizzo, alla luce dei principi eurounitari della tutela dell’affidamento, della certezza del diritto, della parità di trattamento, della non discriminazione, della proporzionalità e della trasparenza, ha affermato che per le gare bandite anteriormente all’entrata in vigore del nuovo c.d. codice degli appalti pubblici e delle concessioni (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50), nelle ipotesi in cui l’obbligo di indicazione separata dei costi di sicurezza aziendale non sia stato specificato dalla legge di gara, e non sia in contestazione che dal punto di vista sostanziale l’offerta rispetti i costi minimi di sicurezza aziendale, l’esclusione del concorrente non può essere disposta se non dopo che lo stesso sia stato invitato a regolarizzare l’offerta dalla stazione appaltante nel doveroso esercizio dei poteri di soccorso istruttorio (in termini anche Cons. Stato, V, 18 gennaio 2017, n. 194; 23 dicembre 2016, n. 5444; III, 27 ottobre 2016, n. 4527).
La pronuncia riprende l’affermazione più generale fatta dalla stessa Corte di Giustizia nella sentenza della Sez. VI, 2 giugno 2016, in C-27/15, secondo la quale: “Il principio di parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza devono essere interpretati nel senso che ostano all’esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico in seguito al mancato rispetto, da parte di tale operatore, di un obbligo che non risulta espressamente dai documenti relativi a tale procedura o dal diritto nazionale vigente, bensì da un’interpretazione di tale diritto e di tali documenti nonché dal meccanismo diretto a colmare, con un intervento delle autorità o dei giudici amministrativi nazionali, le lacune presenti in tali documenti. In tali circostanze, i principi di parità di trattamento e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che non ostano al fatto di consentire all’operatore economico di regolarizzare la propria posizione e di adempiere tale obbligo entro un termine fissato dall’amministrazione aggiudicatrice”.
c) non è, infine, contestato che l’offerta economica della Ri. Co., rispettasse i costi minimi della sicurezza aziendale e ciò, nonostante l’esclusione sia stata disposta nell’ambito del procedimento finalizzato alla verifica di congruità delle offerte, posto che, come più sopra rilevato, l’avversato provvedimento espulsivo è motivato unicamente con riguardo alla mancata indicazione dei detti oneri, senza alcun riferimento ad un eventuale insufficienza dell’offerta a coprire i costi della sicurezza interna.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei limiti di quanto specificato in motivazione e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie in parte il ricorso di primo grado e conseguentemente annulla il provvedimento di esclusione dalla gara dell’odierna appellante.
Categorie:Codice degli appalti, Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2017, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze	Con tag:costi di sicurezza,Criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa,d.lgs. n. 50/2016,Gare bandite anteriormente all'entrata in vigore del nuovo c.d. codice degli appalti pubblici e delle concessioni (d.lgs. 18 aprile 2016,Progettazione esecutiva ed esecuzione lavori per intervento su strada pedemontana	Navigazione articolo