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Timestamp: 2016-12-08 00:10:51+00:00
Document Index: 114182581

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'art. 3', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 7']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 18 del 15.02.2005
Istanza di Interpello. Art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212. XX
YY. Contributi versati dai membri di un GEIE alla sua stabile organizzazione
Con istanza di cui all'oggetto, pervenuta in data ......, e
successivamente integrata in data ......, concernente l'esatta applicazione
dell'art. 110 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR),
L'interpellante è la stabile organizzazione in Italia di un GEIE
comunitario con sede a ..... (Regno Unito), il quale ha il compito di
effettuare delle prestazioni di servizi di assistenza tecnica e di marketing relativamente alla commercializzazione di prodotti di un gruppo statunitense
(prodotti XX).
In particolare, il Gruppo XX svolge attività di disegno, produzione
e distribuzione di cavi e di altri mezzi di trasmissione per diversi settori
di attività, incluse le telecomunicazioni, le costruzioni e le attrezzature automatizzate di ufficio.
Le vendite di tali prodotti, in generale, sono effettuate attraverso
distributori locali indipendenti che, a loro volta, vendono i prodotti ai
clienti finali, operanti nel settore industriale e manifatturiero.
I contratti di vendita con i predetti distributori prevedono, oltre
alla fornitura di beni, anche la prestazione di servizi di assistenza
tecnica e di marketing, che finora venivano forniti da una società del
gruppo residente in Italia, la società XX ZZ srl.
A seguito della ristrutturazione delle attività del gruppo,
è stato riorganizzato il sistema distributivo nel mercato europeo come segue:
1) le vendite ai distributori saranno effettuate nella UE da una
diritto statunitense;
2) i servizi relativi alla distribuzione dei prodotti,
saranno resi da una società di diritto inglese (XX 1) e da una società di
diritto olandese (XX 2); 3) ai fini della prestazione dei servizi di
assistenza tecnica e di marketing, le predette XX 1 e XX 2 hanno istituito
un GEIE con sede a Londra, che opererà in diversi stati UE per il tramite
di uffici di rappresentanza o di stabili organizzazioni.
In Italia, è stata costituita una stabile organizzazione del GEIE,
che si occuperà della prestazione di servizi di assistenza tecnica e di
marketing per i distributori e i clienti finali (operatori del settore
industriale e manifatturiero), e alla quale i membri del GEIE stesso
corrisponderanno annualmente dei contributi destinati a ricoprire i costi
sostenuti. Tutto ciò premesso, si chiede di conoscere il trattamento
fiscale, ai fini delle imposte dirette nonchè ai fini IVA, dei contributi
In ordine alla questione proposta, l'istante prospetta di adottare i
Ai fini delle imposte sui redditi, il contribuente afferma che i
contributi versati alla stabile organizzazione "non costituiscono
corrispettivo specifico per la prestazione di servizi, bensì meri contributi alla copertura di costi". Essi sarebbero inoltre esclusi dalla
disciplina dell'art. 110, comma 7, del TUIR. In proposito il contribuente
osserva che i prezzi di trasferimento non possono applicarsi al GEIE, che si
qualifica come un soggetto giuridico che non persegue, per se medesimo, uno scopo di lucro e che, ai sensi dell'art. 3 del Regolamento CEE n. 2137/85,
non può esercitare il controllo sull'attività dei suoi membri.
In subordine, qualora i predetti contributi fossero qualificabili come
corrispettivi per la prestazione di servizi, da determinare in conformità
alla disciplina dei prezzi di trasferimento, l'istante ritiene applicabile
il criterio del costo maggiorato.
Ai fini IVA, il contribuente sostiene che i contributi in parola non
rientrerebbero nel campo di applicazione dell'imposta in quanto privi del
carattere della corrispettività e afferma, in via subordinata, che essi
sarebbero comunque non soggetti ad IVA in quanto relativi a servizi di
pubblicità o di assistenza tecnica resi a soggetti non residenti (i membri
del GEIE).
1. Imposte sui redditi.
La scrivente Agenzia è del parere che i contributi versati dai
membri del GEIE alla stabile organizzazione del medesimo debbano essere
qualificati come corrispettivi delle prestazioni di assistenza e promozione
che essa fornisce, per loro conto, a distributori e clienti finali in
Italia. La stabile organizzazione del GEIE è stata costituita per svolgere
una complessa attività di impresa - prima condotta, all'interno del gruppo,
da un'entità giuridica autonoma - da remunerare secondo parametri di
mercato, affinché resti acquisita allo Stato della fonte la potestà
impositiva sui risultati conseguiti. A tal fine si rende, infatti,
pienamente applicabile la disposizione di cui all'articolo 110, comma 7, del
TUIR, che prevede la valutazione al valore normale dei "componenti di
reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne
sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla
l'impresa".
Occorre, al riguardo, ribadire che il concetto di controllo nei
termini previsti dalla disciplina dei prezzi di trasferimento è più ampio
di quello accolto dall'articolo 2359 del codice civile, che - significativamente - non viene richiamato. Come
già precisato con la
circolare n. 32 del 22 settembre 1980, il controllo di cui trattasi deve
trovare collocazione in un contesto economico dinamico, "tenendo presente
che le variazioni di prezzo nelle transazioni commerciali trovano spesso il
loro presupposto nel potere di una parte di incidere sull'altrui volontà
non in base al meccanismo del mercato, ma in dipendenza degli interessi di
una sola delle parti contraenti o di un gruppo". Il concetto di controllo
deve essere esteso ad ogni ipotesi di influenza economica potenziale o
attuale, tra cui la richiamata circolare comprendeva - nel contesto di una
elencazione non tassativa - anche fattispecie in cui sia ravvisabile
"l'impossibilità di funzionamento dell'impresa senza il capitale, i
prodotti e la cooperazione tecnica dell'altra impresa (fattispecie
comprensiva delle joint ventures)", o "il diritto di nomina dei membri del
consiglio di amministrazione o degli organi direttivi" dell'ente.
Né può essere negato, in presenza di un GEIE, il potere dei membri
(società, enti, operatori economici o professionisti) di incidere sulla sua
volontà. Per quanto previsto dall'articolo 16 del Regolamento CEE n.
2137/85, i membri sono organi del gruppo che agiscono collegialmente e
"possono prendere qualsiasi decisione ai fini della realizzazione
dell'oggetto del gruppo". Il GEIE ha lo scopo, del resto, " di agevolare o
di sviluppare l'attività economica dei suoi membri, di migliorare o di
aumentare i risultati di questa attività" (articolo 3). Il GEIE esercita
un'attività economica profittevole, meramente ancillare rispetto alla
attività economica dei suoi membri, cui "deve collegarsi".
Il potere di controllo dei membri sul gruppo - e dunque sulla sua
stabile organizzazione - è diretta conseguenza del regime giuridico del
GEIE. Secondo il disegno tracciato dal regolamento comunitario, infatti, il
GEIE ha la capacità di essere titolare, a proprio nome, di diritti e di
obbligazioni (e può anche dotarsi di personalità giuridica, se prevista
dalle disposizioni interne degli Stati membri), ma si presenta, sotto altri
determinanti profili, come soggetto trasparente. I suoi membri rispondono
illimitatamente e solidalmente per le sue obbligazioni (articolo 23), i suoi
profitti sono considerati profitti dei membri (articolo 21) da ripartire
secondo la proporzione prevista dal contratto e da assoggettare a tassazione
a loro carico (articolo 40).
Con il decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240, il legislatore
nazionale ha, coerentemente, disciplinato il GEIE come entità trasparente
ai fini delle imposte dirette, priva di autonoma soggettività passiva.
L'articolo 11 prevede infatti che il GEIE sia soggetto di dichiarazione e di
accertamento, obbligato a tenere le scritture contabili e a presentare la
dichiarazione agli effetti delle imposte dirette che sono, tuttavia, dovute
dai suoi membri. I redditi e le perdite del GEIE residente o della stabile
organizzazione in Italia di un GEIE non residente sono imputati ai membri -
soggetti passivi di imposta - indipendentemente dalla effettiva percezione.
E ciò amplifica il potere dei membri di incidere sulle politiche di prezzo
del GEIE, che sono di diretta rilevanza ai fini della determinazione delle
imposte da essi dovute.
inconferente, inoltre, è il richiamo al principio
comunitario di libertà di stabilimento. A parere dell'istante, l'eventuale
applicazione delle norme sui prezzi di trasferimento nelle transazioni tra
la stabile organizzazione del GEIE non residente e i suoi membri potrebbe
costituire un elemento di discriminazione rispetto a quanto è previsto nei
rapporti tra consorzi (soggetti residenti, con una struttura giuridica
similare) e consorziati. La scrivente osserva, al riguardo, che i prezzi di
trasferimento sono un istituto destinato a ripartire correttamente la
potestà impositiva tra gli Stati interessati, in coerenza con il principio
di territorialità. La determinazione, secondo parametri di libera
concorrenza, dei corrispettivi riconosciuti dai membri al GEIE consente di
attribuire allo Stato della fonte il potere impositivo sul differenziale,
positivo o negativo rispetto ai costi sostenuti, conseguito dalla stabile
organizzazione a fronte della attività ivi esercitata. Diversamente, si
verificherebbe uno spostamento di giurisdizione fiscale, improponibile nei
rapporti tra soggetti residenti. I prezzi di trasferimento ripristinano
l'equilibrio rispetto alla situazione in cui tutti i membri del gruppo sono
residenti e, disciplinando in modo diverso fattispecie diverse, sono
perfettamente coerenti con il principio comunitario di non discriminazione.
In definitiva, per quanto attiene ai profili di diritto, la scrivente
ritiene che siano pienamente applicabili le disposizioni dell'art. 110,
comma 7, del TUIR. Nel merito, tuttavia, l'individuazione del metodo di
determinazione del transfer pricing più adatto alla fattispecie (cost plus
o altro) è questione che potrebbe essere esaminata nel contesto della
specifica procedura di interpello, ora prevista dall'articolo 8 del decreto
legge 24 novembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. La relativa istanza
potrà, pertanto, essere presentata all'ufficio
competente, secondo le disposizioni di attuazione, stabilite dal
provvedimento Direttore dell'Agenzia 23 luglio 2004.
Come già affermato, i contribuiti versati dai membri del GEIE si
configurano quale corrispettivi dei servizi forniti, per loro conto, dalla
stabile organizzazione a distributori e clienti, e come tali sono rilevanti anche ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.
Al riguardo, si osserva che una corretta qualificazione giuridica
delle prestazioni rese consente di annoverarle tra i servizi di assistenza
tecnica piuttosto che di pubblicità. Infatti, secondo quanto stabilito
dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee (sentenza del 17 novembre
1993 C-68/92) "nelle prestazioni pubblicitarie deve intendersi ricompresa
ogni attività indirizzata alla trasmissione di un messaggio promozionale,
relativo a beni e servizi, purché le prestazioni rese siano riconducibili
ad un unicum rappresentato dalla prestazione principale e prevalente
qualificabile come attività pubblicitaria" (vedi anche ris. n. 6 del 1998.
Dalla descrizione offerta dall'istante, invece, emerge che si tratta
di prestazioni rese nei confronti dei membri del GEIE, cioè di società con
sede, rispettivamente, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Dette prestazioni,
ai fini IVA, hanno un contenuto ben più ampio di quello strettamente
pubblicitario, sostanziandosi piuttosto in servizi di marketing. Ai fini
IVA, tali prestazioni rientrano nel concetto di assistenza tecnica e sono
quindi territorialmente rilevanti nel luogo del committente, se
quest'ultimo è soggetto passivo d'imposta residente in altro Stato
comunitario (art. 7, quarto comma, lett. e del D.P.R. 26 ottobre 1972 n.
Si deve quindi concludere che i servizi prestati dalla stabile
organizzazione italiana ai membri del GEIE non sono assoggettati a IVA in
interpello presentata alla Direzione Regionale della ...., viene resa dalla
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