Source: https://www.verdimendrisio.ch/interpellanza-incarichi-e-trasparenza-chi-rappresenta-giorgio-comi/
Timestamp: 2019-10-23 01:12:29+00:00
Document Index: 136292688

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 100', 'art. 101', 'art. 57', 'art. 100', 'art. 83', 'art. 101', 'art. 57', 'art. 100', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 100', 'art. 57', 'art. 100', 'art. 57', 'art. 100', 'art. 57', 'art. 100', 'art. 57']

Interpellanza – Incarichi e trasparenza: chi rappresenta Giorgio Comi? – I Verdi di Mendrisio
Pubblicato il 17 Luglio 2019 17 Luglio 2019 adminPubblicato in In Consiglio Comunale, Interpellanze, Legislatura 2016-2020
L’interpellanza inviata dai Verdi di Mendrisio, a firma Andrea Stephani. In appendice anche altri documenti citati nell’interpellanza.
con la presente, avvalendomi delle facoltà concesse dalla LOC (art. 66), dal suo Regolamento di applicazione (RALOC, art. 14) e dal Regolamento comunale della Città di Mendrisio (art. 35), desidero interpellare questo lodevole Municipio riguardo alla presunta violazione da parte del Municipale Giorgio Comi degli art. 100 LOC (Collisione di interesse), art. 101 LOC (Divieto di prestazione) e art. 57 del Regolamento comunale della Città di Mendrisio (Collisione di interesse e divieto di prestazione).
Relazioni di interesse: poca trasparenza e chiarezza
Sul sito internet della Città, ogni Municipale dovrebbe essere tenuto a dichiarare le proprie relazioni di interesse, divise per Mandati in CdA/CdF, Mandati pubblici e Altri Mandati. Alla pagina a lui dedicata, il Capo Dicastero Politiche sociali e Quartieri Giorgio Comi (https://mendrisio.ch/author/giorgio-comi/) dichiarava (prima del 1. luglio 2019[1]) le seguenti affiliazioni: Fondazione Youlabor, SACD, Casa anziani Torriani, Casa Girotondo, Associazione INoltre. Già solo ad una prima, superficiale verifica la lista delle relazioni di interesse del signor Comi appare incompleta. Anche da un banale confronto con il biglietto da visita elettronico utilizzato dal Municipale nelle sue comunicazioni sia istituzionali che private si evincono ulteriori relazioni (e una mescolanza pubblico – privato ben poco chiara e delineata):
Consulente per i contesti educativi e sociali | Docente
Dicastero Politiche sociali e Quartieri – Mendrisio | sACD Mendrisiotto e Basso Ceresio
Labor Transfer | Associazione Inoltre | Fondazione youLabor | Ente Case Anziani ECAM
Spulciando il Registro di commercio, si nota poi che il signor Comi risulti anche essere membro di CdA della LABOR DOMUS SA (con firma collettiva a due). Quest’ultima, sempre stando a quanto si legge a Registro di Commercio, ha per scopo sociale “la realizzazione di transazioni immobiliari, in particolare l’acquisto, la vendita, l’amministrazione, l’intermediazione e la promozione di immobili”.
Inoltre il signor Comi è attivo in un’altra SA, la Labor Transfer (citata nella sua scheda personale sulla pagina della Città di Mendrisio), anche se non si capisce con che funzione specifica, e figura sul sito dell’Associazione FARIntercultura come “Capo Progetto” (http://farintercultura.ch/chi-siamo/) o “Coordinatore del gruppo” stando al profilo Facebook dello stesso Municipale. Facciamo notare che il recapito postale di FARIntercultura è presso l’abitazione della figlia dello stesso Municipale e che l’associazione in questione è nata nel 2014, un anno dopo l’entrata in Municipio del signor Comi.
(AF)FARIntercultura?
Nel corso degli approfondimenti nell’analisi del Consuntivo 2018, il signor Comi è stato ascoltato dalla Commissione della Gestione sulla conduzione del proprio Dicastero, ed in particolare sulla manifestazione METNICA, alla cui organizzazione ha partecipato anche l’Associazione FARIntercultura (che ancora non compare tra le relazioni di interesse del Capo Dicastero sulla pagina ufficiale della Città di Mendrisio) e sulla composizione della Commissione Integrazione (di nomina e convocazione municipale).
La stessa Associazione FARIntercultura era inoltre presente sul volantino della Settimana contro il razzismo 2019 – INTEGRAZIONE X ME (vedi Allegati) e partecipa attivamente – lo si apprende dalla newsletter di MidnightSports[2] – alla formazione dei monitori della Fondazione IdéeSport per i progetti MidnightSports, MiniMove, Open Sunday e EverFresh. Progetti (Midnight e MiniMOve) che la Città di Mendrisio – assieme ad altri Comuni del Distretto – finanzia lautamente ed i cui costi del personale e di formazione fanno la parte del leone nel totale dei costi di gestione e conduzione del progetto.
Il 26 settembre 2017, inoltre, l’Ufficio antenna sociale e giovani della Città di Mendrisio diramava a tutti i contatti del proprio indirizzario un invito ad una “merenda interculturale” organizzata a Chiasso, patrocinata dal Comune di confine ed organizzata dall’associazione del Capo Dicastero (o Progetto?) Comi.
Pochi giorni dopo, il 30 settembre (con sollecito il 29 novembre), la stessa Associazione FARIntercultura scriveva una missiva “Alle Segreterie comunali del Mendrisiotto e Basso Ceresio” (vedi Allegati) a firma Giorgio Comi (in qualità di Municipale di Mendrisio? Di Capo Progetto FARIntercultura?), offrendo una formazione indirizzata agli operatori pubblici d’accoglienza della popolazione migrante.
Da notare altresì che la presentazione del percorso di formazione summenzionato si è svolta giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 18 al… Centro Giovani di Mendrisio. Un Centro che, proprio in quel periodo, veniva disertato dai giovani, forse non particolarmente a proprio agio nel vedere i propri spazi colonizzati dal Capo Dicastero durante gli orari di maggiore frequenza. La presentazione, intitolata “Le relazioni interculturali in ambito professionale”, si rivolgeva “innanzitutto a persone delle amministrazioni e degli enti che, sul territorio, entrano in contatto con persone che giungono nei nostri paesi” (parole di Comi stesso a nome dell’Associazione FARIntercultura). Insomma, i dipendenti pubblici. L’e-mail che presentava l’evento si concludeva, sempre a firma Giorgio Comi, con la seguente richiesta: “Vi chiediamo di segnalare alla nostra segreteria (dell’Associazione, e non del Dicastero, n.d.r.), con un messaggio email la presenza di persone che operano nella vostra amministrazione. La formazione sarà attivata appena avremo un numero adeguato di partecipanti e sulla base di un calendario che sarà reso disponibile a breve”.
Un progetto – quello di FARIntercultura, e non del Dicastero o della Città di Mendrisio – che continua tuttora, alimentando la confusione sull’identità dei promotori e sul ruolo del signor Comi (Capo Dicastero? Rappresentante del Municipio? Capo Progetto?), come si evince dall’ultimo incontro, svoltosi poche settimane fa, il martedì 18 giugno 2019 (titolo: “Ruolo della rete nell’ambito dell’accoglienza di famiglie migranti”). Dove? Alla Filanda di Mendrisio…
Uno per tutti e tutto PER ME?
Il 6 dicembre 2018, va in scena l’apice del teatro dell’assurdo. Alla consueta riunione del Gruppo Intercomunale di lavoro, che si svolge mensilmente alla presenza di Sindaci e Municipali in rappresentanza dei Comuni del Distretto del Mendrisiotto, il signor Giorgio Comi era presente sia in qualità di inviato del Comune di Mendrisio sia come ospite, apparentemente (cfr. Verbale riunione) sempre e solo in rappresentanza della Città ma anche quale relatore del progetto #IlPostoPerMe, la cui presentazione è stata messa come punto 1 dell’Ordine del giorno.
A questo proposito una precisazione risulta doverosa. Già a prima vista il nome #IlPostoPerMe (nato nel dicembre 2013, qualche mese dopo l’elezione di Comi) richiama sfacciatamente il brand e la corporate identity della Città di Mendrisio, lasciando intendere che si tratti di un’iniziativa del Comune polo. Progetto del Dicastero Politiche sociali? Assolutamente no, come si legge tra le righe del discorso tenuto dallo stesso Comi, introducendo la trattanda e la persona che lo accompagnava alla suddetta riunione.
“Il Sig. Comi introduce il tema con una breve presentazione. Presenta NOME COGNOME (omesso) che si occupa più direttamente del programma di riqualifica professionale #IlPostoPerMe. Si tratta di un progetto gestito da Labor Transfer su mandato della fondazione YouLabor, membro dell’associazione Check Your Chance, che tramite una partnership tra pubblico e privato mira a ricollocare o riqualificare i giovani tra i 18 – 30 anni senza formazione conclusa o diplomati che non beneficiano di aiuti sociali o di indennità della disoccupazione. Si presenta la Sig.ra NOME COGNOME (omesso) collaboratrice di Labor Transfer”.
Ergo, il Capo Dicastero Politiche sociali della Città di Mendrisio, presente alla riunione sia in rappresentanza del Municipio di Mendrisio che di You Labor (o di Labor Transfer? O di Labor Domus?), di fronte ad una ventina di membri di quasi tutti gli Esecutivi del Distretto, presenta un progetto dal nome ambiguo e fuorviante che fa capo ad una SA alimentata unicamente da mandati pubblici e di cui lui stesso è nel CdA, che a sua volta dà mandati ad un’altra SA nel cui CdA siede sempre l’onnipresente Comi. Insomma, un sistema di scatole cinesi per garantirsi un flusso continuo di sovvenzioni pubbliche. Necessita altresì una riflessione – e un doveroso chiarimento – la presenza alla riunione del Gruppo Intercomunale di lavoro della dipendente di Labor Transfer, che, è opportuno ricordarlo, non è una dipendente del Comune di Mendrisio.
Inoltre, sarebbe interessante chiarire a che scopo è stato presentato il progetto #IlPostoPerMe ai Comuni del Distretto (presentazione allegata). Ci viene in soccorso lo stesso Comi che (cfr. Verbale) “parla di chi finanzia tali misure, come Check Your Chance, che ha un finanziamento anche dalla SECO. Vi è una collaborazione importante con l’USSI, che ha assicurato una copertura parziale per 60 posti. Vi è ancora un 50’000.- – 60’000.- fr. da coprire tramite fundraising. I Comuni possono collaborare attraverso dei finanziamenti diretti, oppure mettendo a disposizione dei posti di stage”.
Ecco spiegato l’obiettivo (del Municipale? Del Capo Progetto?) Comi: ottenere finanziamenti diretti o posti di stage per il suo (e non della Città) progetto, approfittando del proprio ruolo di Municipale e rappresentante dell’Esecutivo del Comune polo del Distretto in un’occasione ufficiale di fronte agli Esecutivi di tutta la regione. Un modo di porsi scorretto in quanto fa leva sulla posizione subordinata degli altri enti locali nei confronti della Città di Mendrisio. E proprio a rafforzare l’impressione che il signor Comi approfitti della sua carica istituzionale per garantirsi mandati, finanziamenti diretti e stage erogati da Comuni convenzionati con Mendrisio (e quindi assolutamente intenzionati a mantenere rapporti almeno cordiali con il Comune polo e con l’onnipresente Capo Dicastero), è lo stesso Comi che, rispondendo ad una specifica domanda, conferma che il progetto #IlPostoPerMe è circoscritto al “Mendrisiotto e Basso Ceresio (fondamentalmente a sud del Ponte Diga)”. Lo stesso comprensorio che ha come Comune polo la Città di Mendrisio: solo un caso?
A conferma di quanto possa essere trainante la posizione assunta dalla Città di Mendrisio nell’ottica dei Comuni del Distretto, basti pensare, a titolo esemplificativo, che durante la medesima riunione, il signor Comi interviene su un unico altro punto all’Ordine del giorno: ovvero il finanziamento straordinario di Casa Astra. Il signor Comi, (questa volta) a nome del Municipio di Mendrisio, informa che la Città ha deciso di stanziare l’equivalente di CHF 1 pro capite. Il Verbale riporta la conclusione della trattanda: “Si risolve che il Gruppo di collaborazione intercomunale scriverà a tutti i Comuni proponendo l’adesione con una donazione di 1.- fr. pro capite”. Misura adottata poi da tutti i Comuni del comprensorio. C.v.d.!
Collisione di interessi e divieto di prestazione: un caso da manuale
L’art. 100 LOC (Collisione di interesse), paragrafo 1 recita che “un membro del municipio non può essere presente alle discussioni e al voto su oggetti che riguardano il suo personale interesse e quello dei suoi parenti secondo l’art. 83”.
L’art. 101 LOC (Divieto di prestazione), invece, dice in maniera più stringata che “un membro del municipio non può assumere, né direttamente né indirettamente, lavori, forniture o mandati a favore del Comune”.
L’art. 57 del Regolamento comunale della Città di Mendrisio (Collisione di interesse e divieto di prestazione), che accorpa i due precedenti disposti LOC, è molto più esplicito: “1. Un membro del Municipio non può essere presente alla discussione e al voto su oggetti che riguardano suoi interessi ai sensi dell’art. 100 LOC. 2. Un membro del Municipio non può, in alcun modo, direttamente o indirettamente, a titolo oneroso o gratuito, assumere lavori, forniture o mandati a favore del Comune”.
A questo proposito, per fare luce su qualsiasi zona d’ombra interpretativa, è illuminante la lettura della giurisprudenza e della dottrina, in particolare del Ratti[3] che sul divieto di prestazione da parte dei Municipali fuga ogni dubbio: “con questa norma il legislatore ha chiaramente manifestato la volontà di escludere in modo assoluto il membro dell’esecutivo comunale da una gara di aggiudicazione di lavori e forniture rispettivamente all’assegnazione di mandati e incarichi” (sentenza TRAM 108/79 – 26.09.1979). Di conseguenza, il Municipale in carica non può “assumere mandati o incarichi, a pagamento o anche gratuitamente, a favore del Comune come ad esempio l’allestimento di progetti, di perizie, ecc.” (pag. 1090).
Le finalità di questo veto – da intendere come una “disposizione di carattere tassativo” – sono poi esplicitate: “evitare che un membro del Municipio possa avvalersi della privilegiata situazione personale di cui fruisce in seno al collegio di cui fa parte per conseguire, con il suo assenso, utilità e vantaggi economici a scapito e a detrimento di altri imprenditori concorrenti” (sentenza TRAM 108/79 – 26.09.1979). Sempre secondo la citata sentenza del TRAM il divieto di prestazione è inteso “per eliminare, il più possibile, eventuali influenze o turbative del municipale interessato nell’ambito e nel corso del procedimento di formazione e di maturazione della decisione del corpo municipale; decisione che deve essere scevra da ogni e qualsiasi condizionamento affinché sia garantita e assicurata la resa di una deliberazione di assoluta imparzialità e credibilità”.
Il Ratti specifica che “un membro del Municipio quindi, a qualunque ramo professionale appartenga, non deve minimamente offrire il sospetto (o l’ombra del sospetto) che possa avvalersi della sua posizione per ottenere l’assunzione di lavori forniture o mandati a favore del Comune” (pag. 1091). A sostegno dell’intransigenza di questo principio contemplato dalla LOC, il Ratti prosegue sostenendo che tale norma “è sicuramente fra le più restrittive” (pag. 1102) e che il divieto di prestazione deve “essere annoverato fra i principi fondamentali della LOC e quindi rigorosamente rispettato” (pag. 1103), citando addirittura il Messaggio del Consiglio di Stato del 31 maggio 1946 (pag. 12):
“(…) Ma qui se ci spostiamo dal principio (del divieto di prestazione, n.d.r.)? Qualsiasi inflessione richiamerebbe altra più importante e si aprirebbe la via ad abusi intollerabili. Per queste considerazioni ci siamo attenuti rigidamente alla massima della esclusione dei municipali da ogni lavoro o fornitura del Comune dove, per lavoro, devesi intendere qualsiasi opera, sia manovale che intellettuale”.
Per quanto attiene alla questione della gratuità delle prestazioni offerte, sempre il Ratti segnala che “adottando la norma del divieto di prestazione senza eccezioni (…). E ciò, senza mezzi termini, con il preciso intento di evitare disparità di trattamento fra i cittadini” (pag. 1105) si evita la discussione poiché irrilevante. Le altre motivazioni “che stanno a monte di questo divieto assoluto” da parte dei municipali in carica, “a qualsiasi ceto professionale appartengano”, sono quelle riprese anche dall’Onorevole Giuseppe Lepori, allora Direttore del Dipartimento dell’Interno (ora Istituzioni), di fronte al Gran Consiglio:
“Il fondamento di questa norma (…) risiede nel concetto secondo cui colui il quale presta la sua opera come magistrato (municipale) e che quindi si sacrifica in un certo senso in favore della cosa pubblica, deve sopportarne qualche conseguenza che potrà essere sgradevole e che può apparire una durezza ma che vale a mantenere il magistrato comunale in una posizione insospettata. Il legislatore antico nostro ha appunto voluto che non vi fosse questa interferenza di interessi; che il legale che siede nel Municipio giudichi unicamente sotto il profilo dei suoi doveri e delle sue responsabilità di magistrato e non sia trascinato per avventura a coinvolgere il Comune in azioni o in processi nei quali egli possa personalmente ricavare qualche vantaggio o qualche merito” (cfr. Verbali del Gran Consiglio)[4].
Conclude allora il Ratti: “la volontà di fondo del legislatore (…) è chiara e inequivocabile: il divieto di prestazione a parte i rarissimi casi di forza maggiore indicati al capitolo precedente non soffre di eccezioni”.
In riferimento a quanto sopra esposto, chiedo:
1) Come mai sul sito della Città di Mendrisio non compare (ancora) un elenco esaustivo dei mandati e delle relazioni di interesse del Capo Dicastero Politiche sociali?
2) Come mai in relazione al Capo Dicastero Politiche sociali non si fa menzione dell’Associazione FARIntercultura?
3) Il Capo Dicastero Politiche sociali ha partecipato alle discussioni e alle deliberazioni del Municipio sulle trattande relative all’organizzazione di METNICA 2018 e della giornata Integrazione X ME 2019 e ai mandati attribuiti all’Associazione FARIntercultura? In caso di risposta affermativa, il Municipio non ritiene che siano stati violati gli art. 100 e 101 LOC e l’art. 57 del Regolamento comunale?
4) Il Capo Dicastero Politiche sociali ha partecipato alle discussioni e alle deliberazioni del Municipio sulle trattande relative alla conferma dei progetti MidnightSports e MiniMove i cui monitori sono formati dall’Associazione FARIntercultura? In caso di risposta affermativa, il Municipio non ritiene che siano stati violati gli art. 100 e 101 LOC e l’art. 57 del Regolamento comunale?
5) Il Capo Dicastero Politiche sociali ha partecipato alle discussioni e alle deliberazioni del Municipio sulla trattanda relativa alla sua partecipazione alla riunione del Gruppo di collaborazione intercomunale del 6 dicembre 2018? In caso di risposta affermativa, il Municipio non ritiene che siano stati violati gli art. 100 e 101 LOC e l’art. 57 del Regolamento comunale?
6) Il Municipio era informato della doppia veste in cui si sarebbe presentato il Capo Dicastero Politiche sociali alla suddetta riunione? Chi ha proposto al Gruppo Intercomunale di lavoro di mettere all’Ordine del giorno la presentazione del progetto #IlPostoPerMe?
7) Quali sono i rapporti tra il Municipio e la Città di Mendrisio da una parte ed il progetto #IlPostoPerMe dall’altra? L’Esecutivo non ritiene fuorviante il nome scelto per il progetto dalla Fondazione You Labor?
8) Esistono altri mandati, contributi o agevolazioni fornite dalla Città all’Associazione FARIntercultura, al progetto #IlPostoPerMe o ad altre associazioni, fondazioni o persone giuridiche riconducibili al Capo Dicastero Politiche sociali? In caso di risposta affermativa, il Municipio non ritiene che siano stati violati gli art. 100 e 101 LOC e l’art. 57 del Regolamento comunale?
9) Il signor Comi ha proposto al Municipio la collaborazione in altri ambiti o su altre tematiche (ad esempio, la formazione dei nuovi animatori del Centro Giovani) dell’Associazione FARIntercultura o ad altre associazioni, fondazioni o persone giuridiche riconducibili al Capo Dicastero Politiche sociali?
10) All’interno dell’Ente Case Anziani del Mendrisiotto (ECAM) il signor Comi porta (almeno) tre cappelli: quello di membro del Consiglio di Direzione dell’Istituto Torriani, di membro del Consiglio di Fondazione della Casa Girotondo e di Delegato del Comune presso lo stesso ECAM. Il Municipio non crede che tutti questi incarichi siano tra loro incompatibili? Vi sono altri mandati o incarichi di rappresentanza assegnati al Capo Dicastero Politiche sociali per conto del Municipio in seno all’ECAM?
In conclusione, si fa presente, che, come preannunciato al Sindaco, al Municipio e ai Capi Gruppo in Consiglio comunale, il testo della presente Interpellanza viene integrato nell’Istanza di intervento al Consiglio di Stato – Dipartimento delle Istituzioni (DI) – Sezione degli enti locali (SEL) – Bellinzona, inviata in contemporanea alla presente.
Per i Verdi, Andrea Stephani
[1] Nella settimana seguente il Consiglio comunale del 1. luglio 2019, la pagina dedicata al Municipale Comi sul sito internet della Città di Mendrisio è stata completata e modificata (cfr. Allegati prima e dopo). Excusatio non (ancora) petita, accusatio (ancor più) manifesta? Tuttavia mancano ancora alcune sue affiliazioni.
[2] “Capi e vice capi progetto e senior coach hanno potuto beneficiare degli interventi da parte di formatori della SUPSI, dell’Associazione FARIntercultura, di Pro Juventute, del Servizio per l’aiuti alle vittime, oltre che dei formatori IdéeSport” (Newsletter del 12 dicembre 2018).
[3] Cfr. Ratti Eros, “Il Comune – Organizzazione politica e funzionamento”, Volume II, Tipografia Poncioni SA, Losone, 1988, pagg. 1087 – 1106.
[4] Citato in Ratti E., ibidem, Volume II, pag. 1105.
Allegati – Istanza
Presentazione_6.12.2018_IlPostoPerMe
Andrea Stephani, Giorgio Comi, I Verdi di Mendrisio