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Timestamp: 2020-01-27 19:00:17+00:00
Document Index: 52519650

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 137']

Sentenza Cassazione Civile n. 17954 del 20/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17954 del 20/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/07/2017, (ud. 22/06/2017, dep.20/07/2017), n. 17954
sul ricorso 10818-2013 proposto da:
R.M.T.;
avverso la sentenza n. 598/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 17/9/2012;
– con la sentenza impugnata la Corte di appello di Milano, in parziale accoglimento dell’appello del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e, in riforma della decisione di primo grado, ha accolto la domanda di R.M.T., docente non di ruolo, incaricata di supplenze in forza di consecutivi contratti a tempo determinato, limitatamente alla lamentata illegittima discriminazione nel trattamento retributivo ed alla condanna del Ministero al pagamento delle differenze tra quanto percepito ed il trattamento spettante a un lavoratore a tempo indeterminato di pari livello di anzianità;
– la Corte territoriale, richiamato il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, ha svolto le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo e, quindi, anche l’anzianità riconosciuta ai lavoratori a tempo indeterminato, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito non di ruolo quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; – la clausola 4, in quanto precisa ed incondizionata, impone la disapplicazione del diritto interno, ed in particolare delle clausole del contratto collettivo che escludono per gli assunti a tempo determinato qualsiasi rilevanza dell’anzianità maturata in forza di precedenti contratti a termine;
– R.M.T. è rimasta intimata;
– con l’unico articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, co. 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4 del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, 526 della direttiva 99/70/CE. Assume che: – i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001; – il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla supplenza e alla stipula di contratti a termine del personale scolastico trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; – il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente;
– la clausola 4 dell’Accordo quadro è stata più volte oggetto di esame da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha affrontato tutte le questioni rilevanti nel presente giudizio rilevandone il carattere incondizionato idoneo alla disapplicazione di qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (Corte di Giustizia 15.4.2008, causa C268/06, Impact; 13.9.2007, causa C- 307/05, Del Cerro Alonso; 8.9.2011, causa C-177/10 Rosado Santana) ed affermando la esclusione di ogni interpretazione restrittiva, non potendo la riserva in materia di retribuzioni contenuta nell’art. 137, n. 5 del Trattato (oggi 153 n. 5), “impedire ad un lavoratore a tempo determinato di richiedere, in base al divieto di discriminazione, il beneficio di una condizione di impiego riservata ai soli lavoratori a tempo indeterminato, allorchè proprio l’applicazione di tale principio comporta il pagamento di una differenza di retribuzione” (Del Cerro Alonso, cit., punto 42);
– nulla va disposto in ordine alle spese non avendo la parte intimata svolto attività difensiva;