Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=178
Timestamp: 2020-04-01 08:38:07+00:00
Document Index: 77972766

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 117', 'art. 60', 'art. 117', 'art. 60', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1965', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 3']

Sentenza 178/2010 (ECLI:IT:COST:2010:178)
Udienza Pubblica del 28/04/2010; Decisione del 10/05/2010
Deposito del 14/05/2010; Pubblicazione in G. U. 19/05/2010 n. 20
Norme impugnate: Artt. 1, 2 e 3 della legge della Regione Veneto 31/07/2009, n. 15.
Massime: 34665 34666 34667 34668
Atti decisi: ric. 87/2009
Massima n. 34665 Massima successiva
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Individuazione, disciplina e promozione delle procedure funzionali alla composizione stragiudiziale delle controversie insorte in occasione dell'erogazione di prestazioni sanitarie - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità per generica impugnativa di una intera legge - Reiezione.
Va rigettata l'eccezione di inammissibilità della questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Veneto n. 15 del 2009, in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario, ed in particolare degli artt. 1, comma 2, 2 e 3, sollevata in relazione agli artt. 11 e 117, commi primo, secondo lettera l), e terzo, Cost., all'art. 60, comma 3, lettere b), c) e d), della legge 18 giugno 2009, n. 69, ed alla direttiva CE 21 maggio 2008 n. 2008/52/CE, in ragione della asserita generica impugnativa di una intera legge. Innanzitutto, il ricorrente non si limita ad impugnare genericamente l'intera legge, ma formula specifiche censure agli artt. 1, comma 2, 2 e 3, oltre a precisare che le altre disposizioni sono inscindibilmente connesse a quelle impugnate. In secondo luogo, la legge impugnata, finalizzata alla riduzione del contenzioso sanitario attraverso la promozione di modalità di composizione stragiudiziale delle controversie sanitarie, presenta un contenuto omogeneo che avrebbe reso il ricorso immune dal vizio di inammissibilità anche in assenza di specifiche censure.
In senso analogo v., citata, sentenza n. 201 del 2008.
legge della Regione Veneto 31/07/2009 n. 15
legge della Regione Veneto 31/07/2009 n. 15 art. 1 co. 2
legge della Regione Veneto 31/07/2009 n. 15 art. 2
legge della Regione Veneto 31/07/2009 n. 15 art. 3
legge 18/06/2009 n. false art. 60 co. 3
direttiva CE 21/05/2008 n. false
Massima n. 34666 Massima successiva Massima precedente
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Individuazione, disciplina e promozione delle procedure funzionali alla composizione stragiudiziale delle controversie insorte in occasione dell'erogazione di prestazioni sanitarie - Istituzione di apposita "Commissione conciliativa regionale" ed attribuzione alla Giunta regionale di compiti di disciplina della organizzazione e delle modalità di funzionamento della stessa - Definizione della conciliazione con atto negoziale di diritto privato - Ricorso del Governo - Asserita violazione della competenza legislativa esclusiva statale in tema di "giurisdizione e norme processuali" e di "ordinamento civile" - Esclusione, stante la riferibilità delle disposizioni denunciate alla materia di competenza legislativa concorrente "tutela della salute" - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Veneto n. 15 del 2009 in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario, ed in particolare degli artt. 1, comma 2, 2 e 3, sollevata in relazione all'art. 117, comma secondo, lettera l), Cost. ed all'art. 60, comma 3, lettera b), della legge 18 giugno 2009, n. 69. Innanzitutto, la legge regionale censurata prevede la volontarietà dell'avvio del procedimento conciliativo e la sua subordinazione al consenso di tutte le parti; inoltre, la decisione non è vincolante, lasciando alle parti stesse la facoltà di adire successivamente l'autorità giudiziaria. Diversamente dal procedimento conciliativo previsto dalle norme statali per le controversie civili e commerciali, la scelta, anche di una sola delle parti interessate, di non avvalersi dell'opportunità offerta dalla legge regionale in esame non condiziona in alcun modo l'esercizio del diritto di azione, né il rifiuto della proposta conciliativa produce conseguenze sfavorevoli su chi lo esprime, quale che sia il contenuto di eventuali pronunce giurisdizionali successive. La Regione si è limitata a porre a disposizione dei cittadini e delle aziende sanitarie pubbliche e di quelle private accreditate uno strumento tecnico-giuridico di facilitazione e di supporto delle trattative, che i soggetti interessati ritengano liberamente di intavolare, allo scopo di individuare soluzioni condivise in relazione a pretese risarcitorie nascenti da attività sanitaria, consentendo al cittadino un più rapido soddisfacimento delle proprie richieste ed alle amministrazioni sanitarie una riduzione dei pesi finanziari ed amministrativi di lunghe e costose controversie.
Le norme impugnate afferiscono alla materia di legislazione concorrente della «tutela della salute». La ratio della legge censurata, individuata nella prevenzione delle controversie, e dei loro costi elevati, rientra pienamente tra gli strumenti idonei a raggiungere gli obiettivi di economicità, di completezza e di qualità delle prestazioni sanitarie, che devono necessariamente caratterizzare tutta l'organizzazione posta a tutela della salute dei cittadini, e devono essere perseguiti dalle aziende sanitarie, con l'effetto di liberare risorse da impiegare nel miglioramento dei servizi.
Massima n. 34667 Massima successiva Massima precedente
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Individuazione, disciplina e promozione delle procedure funzionali alla composizione stragiudiziale delle controversie insorte in occasione dell'erogazione di prestazioni sanitarie - Istituzione e composizione della Commissione conciliativa regionale - Ricorso del Governo - Ritenuta indebita individuazione di nuove figure professionali, con i relativi titoli abilitanti - Asserita violazione della competenza legislativa statale nella materia concorrente delle "professioni" - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Veneto n. 15 del 2009 in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario, ed in particolare degli artt. 1, comma 2, 2 e 3, sollevata in relazione all'art. 117, terzo comma, Cost. ed alla legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 60, comma 3, lettere c) e d). Il citato art. 2, al comma 4, non introduce alcuna nuova figura professionale poiché prevede che la Commissione conciliativa regionale è composta da un magistrato a riposo, da un avvocato e da un medico legale, che possiedono già ben precisi profili professionali e non acquistano alcuna ulteriore qualificazione per effetto della loro partecipazione alle attività della Commissione stessa. Nessuna interferenza, pertanto, sussiste con la normativa statale, che disciplina la figura dei mediatori nell'ambito delle procedure conciliative obbligatorie, avendo la Regione scelto di avvalersi di figure professionali già esistenti.
Massima n. 34668 Massima precedente
Sanità pubblica - Norme della Regione Veneto - Individuazione, disciplina e promozione delle procedure funzionali alla composizione stragiudiziale delle controversie insorte in occasione dell'erogazione di prestazioni sanitarie - Ricorso del Governo - Asserita violazione della disciplina comunitaria concernente la mediazione in materia civile e commerciale - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Veneto n. 15 del 2009 in materia di gestione stragiudiziale del contenzioso sanitario, ed, in particolare, degli artt. 1, comma 2, 2 e 3, sollevata in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, Cost., per asserito contrasto con la direttiva 21 maggio 2008 n. 2008/52/CE. sulla mediazione in materia civile e commerciale. L'art. 1, comma 2, del suddetto atto normativo comunitario dispone, infatti, che lo stesso si applichi soltanto alle controversie transfrontaliere.
Infine, la difesa regionale ritiene che non sia condivisibile la lettura dell’art. 3, comma 2, lettera h), della legge reg. n. 15 del 2009, operata dal ricorrente, secondo cui la predetta norma qualificherebbe come transazione, ai sensi dell’art. 1965 cod. civ., l’accordo che conclude il procedimento di conciliazione «anche laddove non sia caratterizzato […] da reciproche concessioni». A tal proposito, la resistente osserva che la non vincolatività della decisione della Commissione (art. 3, comma 2, lettera d) e quindi la possibilità per le parti di adire successivamente l’autorità giudiziaria, implicano l’esistenza di reciproche concessioni tra le stesse parti, nel caso in cui queste decidano di accettare l’esito del procedimento di conciliazione.
Lo stesso richiamo all’istituto della transazione, di cui agli artt. 1965 e seguenti del codice civile, contenuto nell’art. 3, comma 2, lettera h), della legge regionale impugnata, non solo non dimostra lo sconfinamento di quest’ultima nel campo dell’ordinamento civile, ma fornisce invece conferma dell’assenza di ogni condizionamento, sostanziale e processuale, sui soggetti interessati. La prova a contrario di tale ultima considerazione è fornita dall’art. 12 del d.lgs. n. 28 del 2010, che prevede invece l’efficacia esecutiva del verbale di accordo, dopo la sua omologazione da parte del Presidente del Tribunale competente per territorio. Neppure è condivisibile in proposito il rilievo del ricorrente, basato sulla presunta introduzione, da parte della normativa regionale, di un tipo di transazione, diverso da quello codicistico, in cui non avrebbero rilievo le «reciproche concessioni». La lettura del citato art. 3, comma 2, lettera h), della legge regionale impugnata dimostra viceversa che si è in presenza di un mero rinvio alle norme del codice civile, senza che vi sia traccia di alcuna innovazione o modifica, che certo sarebbe stata estranea alla competenza legislativa regionale.