Source: https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitsbedingungen/faq_arbeitsbedingungen/faq_mutterschutz.html
Timestamp: 2019-09-19 00:08:45+00:00
Document Index: 183492604

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 18', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 15', 'art. 61', 'art. 35', 'art. 61', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 4', 'art. 4']

Protezione della maternità selected
FAQ - Protezione della maternità
Quali attività non possono svolgere le donne incinte e le madri che allattano e quali possono svolgere solo se sono state adottate le opportune misure di protezione?
Nell’ordinanza sulla protezione della maternità (RS 822.111.52) è stabilito quali lavori sono considerati pericolosi o gravosi in quanto si ripercuotono negativamente sulla salute delle donne incinte e delle madri che allattano e sui loro bambini. Questi includono in particolare:
i lavori in condizioni di sovrappressione come il lavoro in camera di pressione, l’immersione ecc.;
i lavori che espongono al freddo o al caldo oppure a un’umidità eccessiva;
i lavori nell’ambito di sistemi di organizzazione del tempo di lavoro che, per esperienza, portano a un forte aggravio.
Vanno in ogni caso rispettati i limiti d’esposizione riportati nell’ordinanza e, in particolare, il divieto di svolgere determinate occupazioni.
Per maggiori informazioni si rinvia al sito della SECO (v. in particolare i link a opuscoli e liste di controllo).
Lavori pericolosi o gravosi durante la gravidanza e la maternità (art. 62 OLL 1)
Opuscolo «Maternità – Protezione delle lavoratrici»
Ordinanza sulla protezione della maternità
Lista di controllo «Protezione della maternità al posto del lavoro»
Quando il datore di lavoro è tenuto a informare le donne sui pericoli cui sono esposte?
Le donne dovrebbero essere informate sui pericoli cui possono essere esposte già al momento dell’assunzione (v. lista di controllo «Protezione della maternità al posto del lavoro») e firmare una dichiarazione in base alla quale hanno preso atto di tali informazioni. In questo modo il datore di lavoro può dimostrare di aver adempiuto l’obbligo di cui all’articolo 63 capoverso 4 OLL 1.
Ordinanza sulla protezione della maternità (art. 18)
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 63 cpv. 4 OLL 1)
Quali aziende devono fare effettuare una valutazione dei rischi cui sono esposte le lavoratrici incinte? E chi deve effettuarla?
Tutte le aziende in cui vengono svolti lavori pericolosi o gravosi per la salute della madre o del bambino devono fare effettuare una valutazione dei rischi da parte di un esperto competente (art. 63 cpv. 1 OLL 1).
I datori di lavoro possono informarsi presso l’associazione del settore per sapere se è già stata effettuata una valutazione dei rischi che includa le misure del caso.
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 63 cpv. 1 OLL 1, Valutazione dei rischi)
Cosa succede se, anche dopo aver adottato le misure di protezione per le onne incinte o le madri che allattano rimangono da svolgere lavori pericolosi o gravosi?
Il datore di lavoro deve trasferire una donna incinta o una madre che allatta a un posto di lavoro equivalente e che non presenti pericoli. Se non può offrirle un lavoro equivalente, è tenuto a versarle l’80 per cento del salario e la lavoratrice ha il diritto di rimanere a casa (art. 35 cpv. 3 LL). Questo importo non è coperto dall’assicurazione per la perdita di guadagno.
Legge sul lavoro (art. 35 cpv. 3 LL, Tutela della salute durante la maternità)
Le donne incinte possono lavorare in un locale fumoso ed essere quindi esposte al fumo passivo?
No. Se la lavoratrice è impiegata in un locale fumoso ed è incinta, il medico curante deve emettere un divieto di occupazione.
Anche gli altri dipendenti devono essere protetti contro il fumo passivo. Il personale impiegato nella ristorazione può invece lavorare in locali fumosi, ma solo previo consenso esplicito.
Ordinanza sulla protezione della maternità (art. 2)
Modulo «Certificato medico per le donne incinte e le madri che allattano (secondo l’art. 3 dell’ordinanza sulla protezione della maternità)» (PDF, 1 MB, 02.08.2016)
Il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione delle donne incinte o delle madri che allattano un locale apposito?
Sì. Alle donne incinte e alle madri che allattano dev’essere offerta la possibilità di stendersi e riposarsi in condizioni adeguate, mettendo ad esempio a disposizione un comodo lettino in una stanza separata dotata di buone condizioni climatiche (art. 34 OLL 3).
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 34 OLL 3, Protezione delle donne incinte e delle madri che allattano)
Quante ore al giorno possono lavorare le donne incinte e le madri che allattano?
Le donne incinte e le madri che allattano non possono assolutamente essere occupate oltre la durata ordinaria concordata del lavoro giornaliero, ma in ogni caso non oltre nove ore anche se la durata concordata supera questa soglia massima (art. 60 cpv. 1 OLL 1).
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 60 cpv. 1 OLL 1, Durata del lavoro e dell’allattamento in caso di gravidanza e di maternità)
Come devono essere alleviati i compiti di una donna incinta che lavora prevalentemente in piedi (o camminando)?
Le donne incinte che esercitano la loro attività principalmente in piedi beneficiano, a partire dal quarto mese di gravidanza, di un riposo giornaliero di 12 ore. Oltre alle pause ordinarie (art. 15 LL), dopo ogni periodo di due ore hanno diritto a una breve pausa di dieci minuti. Un’attività è svolta in piedi quando comporta una posizione eretta, il che include anche le attività svolte camminando.
A partire dal sesto mese di gravidanza, le attività esercitate in piedi vanno limitate complessivamente a quattro ore giornaliere (art. 61 cpv. 1 e 2 OLL 1). Se il datore di lavoro non è in grado di offrire un’occupazione alternativa, è tenuto a versare un’indennità salariale dell’80 per cento per la parte di salario che viene a mancare (art. 35 LL).
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 61 cpv. 1 e 2 OLL1, Alleviamento dei compiti)
Sono stata assunta per svolgere i turni di notte e ora sono incinta. Il mio datore di lavoro mi offre un lavoro diurno equivalente, che devo rifiutare a causa di obblighi di assistenza. Posso continuare a lavorare di notte?
Il datore di lavoro può occupare una donna incinta tra le 20.00 e le 6.00 fino a otto settimane prima del parto (art. 35a cpv. 4 LL), sempre che la lavoratrice sia d’accordo e che non sia esposta a lavori pericolosi o gravosi. Più di tre turni notturni consecutivi sono considerati un sistema di orario di lavoro molto stressante e quindi non ammesso (art. 14 ordinanza sulla protezione della maternità). Il massimo periodo di lavoro notturno è quindi di tre notti; il datore di lavoro ha adempiuto al suo obbligo offrendo un lavoro diurno equivalente (art. 35b cpv. 1 LL). La perdita di salario è a carico della lavoratrice.
Legge sul lavoro (art. 35 segg. LL)
Il tempo di allattamento conta come tempo di lavoro retribuito?
Sì, nei limiti previsti all’art. 60 cpv. 2 OLL 1, il tempo concesso per l’allattamento o al tiraggio del latte è computato come tempo di lavoro retribuito nel primo anno di vita del bambino. La durata del tempo di allattamento da accordare come tempo di lavoro retribuito è di 30 minuti per le madri che lavorano fino a quattro ore al giorno, di 60 minuti per le madri che lavorano più di quattro ore al giorno e di 90 minuti per quelle che lavorano più di sette ore al giorno.
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (art. 60 cpv. 2 OLL 1, Durata del lavoro e dell’allattamento in caso di gravidanza e di maternità)
Chi paga la fattura del ginecologo per la valutazione della capacità lavorativa di una lavoratrice incinta?
La fattura è a carico del datore di lavoro, il quale copre i costi sia della valutazione della capacità lavorativa sia del certificato medico (art. 4 ordinanza sulla protezione della maternità).
Ordinanza sulla protezione della maternità (art. 4)
Quando il medico curante della lavoratrice incinta deve emanare un divieto di occupazione?
Il divieto d’occupazione va emanato se sono presenti pericoli in azienda e:
è stata effettuata una valutazione dei rischi, ma le misure di protezione necessarie non sono attuate o rispettate;
le misure di protezione adottate non sono sufficientemente efficaci;
Il medico comunica al datore di lavoro i risultati della valutazione e gli fornisce le indicazioni necessarie affinché possano essere adottate le misure del caso.
Opuscolo «Guida per medici curanti di lavoratrici incinte»
Certificato medico per le donne incinte e le madri allattanti
La maternità in azienda - Guida per i datori di lavoro
Guida per medici curanti di lavoratrici incinte
Lavoro e salute - Gravidanza, Maternità, Periodo dell'allattamento
Certificato medico per le donne incinte e le madri allattanti (seconde l'articolo 3 dell'ordinanza sulla protezione della maternità) (PDF, 1 MB, 02.08.2016)
Tel. +41 (0)58 462 29 48
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