Source: http://biblus.acca.it/wp-content/uploads/2019/05/news_612.htm
Timestamp: 2020-08-08 15:52:01+00:00
Document Index: 44193817

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art 1', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 30']

Newsletter n. 612 del 2 maggio 2019
Focus calcolo strutturale
Decreto crescita: fondi per tutti i Comuni da 50.000 a 250.000 euro
Il Comune ha l’obbligo di procedere a seguito di un’ordinanza di demolizione?
ACCA incontrus 2019: le prossime tappe dei corsi su BIM, NTC 2018 e direzione lavori
Si noti che, a vantaggio di sicurezza, si è proceduto a trascurare la presenza di eventuali armature a flessione nella soletta (ρl) e l’effetto della precompressione (σcp). Siccome vEd,1 = 1,16 MPa > vRd,c = 1,24 MPa non occorrerebbe disporre un’opportuna armatura a punzonamento.
Tuttavia, si dispongono comunque dei ferri piegati con area totale di Asw = 8 Φ 10 = 628,32 mm2 e con angolo di piegatura 45 gradi. In questo caso la verifica risulta ancora soddisfatta essendo:
In definitiva, si ritiene quindi sufficiente disporre una singola fila di armature.
Esempio di calcolo automatico tramite EdiLus
Decreto crescita 2019: dall’estensione del sismabonus alle zone 2 e 3 al trasferimento del credito dell’ecobonus, dal super-ammortamento alla nuova Sabatini. Scopri i dettagli
Molte novità in arrivo per professionisti, imprese e cittadini: il testo del decreto crescita (dl 34/2019) è stato pubblicato Gazzetta Ufficiale (n. 100 del 30 aprile 2019).
Il provvedimento introduce misure fiscali per:
il rilancio degli investimenti privati
la tutela de l made in Italy.
Di seguito una sintesi delle principali novità di interesse per tecnici, imprese e cittadini.
Reintrodotto dal 1° aprile 2019 il superammortamento al 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi, fino a 2,5 milioni di euro.
Per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto, il costo di acquisizione è maggiorato del 30%.
Per i datori di lavoro (imprenditori e autonomi) in regime forfetario è previsto l’obbligo di ritenuta sui dipendenti, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2019, ovvero i forfetari devono operare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati corrisposti.
Prevista fino al 31 dicembre 2021 l’applicazione, nella misura fissa di 200 euro ciascuna, dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti di immobili a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare.
Condizione necessaria è che tali imprese provvedano entro i successivi 10 anni alla demolizione e ricostruzione degli immobili, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonché all’alienazione degli stessi.
Previsto il potenziamento del sismabonus: chi acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito anche nelle zone 2 o 3 (oggi previsto solo per gli edifici in zona 1) potrà ottenere una detrazione, su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro, pari al:
85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore.
72.000 € con riduzione di una classe di rischio sismico
81.600 € in caso di riduzione di 2 classi di rischio sismico.
Introdotta la possibilità di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficientamento energetico (ecobonus)e messa in sicurezza dal rischio sismico (sismabonus).
In particolare, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi; tale sconto sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo.
Al via la rottamazione ter : gli enti territoriali possono disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, con stralcio della sanzione, circa le ingiunzioni di pagamento ricevute dal 2000 al 2017 al netto delle sanzioni.
Al Fondo di garanzia per la prima casa sono assegnati 100 milioni di euro nell’anno 2019. Per ogni finanziamento ammesso alla garanzia del Fondo viene accantonato a copertura del rischio un importo non inferiore all’8% dell’importo garantito.
In riferimento alla nuova Sabatini viene previsto:
l’aumento a 4 milioni di euro del valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa
efficientamento energetico, compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
Il Decreto crescita prevede fondi per progetti di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile: si parte da 50.000 euro per i Comuni con meno di 5000 abitanti
Il dl n.34/2019 (Decreto crescita), pubblicato in Gazzetta il 30 aprile scorso, prevede all’art. 30: “Contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile“.
La norma chiarisce che vi sarà, entro 20 giorni, un ulteriore decreto del Ministero dello sviluppo economico (MISE) che assegnerà contributi in favore dei Comuni, nel limite massimo di 500 milioni di euro per il 2019 a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), per la realizzazione di progetti di:
efficientamento energetico – compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
Nello specifico lo Sblocca cantieri al capo I, art 1, comma v, riporta le seguenti 6 modifiche all’art. 105 del codice appalti:
comma 4 (lettera a abrogata): Viene ammessa la partecipazione ai subappalti delle imprese non vincitrici dell’appalto
comma 4 (lettera d abrogata): Il concorrente non deve più dimostrare l’assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione
Il Tar Sicilia chiarisce che a seguito di un’ordinanza di demolizione l’amministrazione è tenuta a procedere; in caso di inadempienza potrà essere nominato un commissario
Con la sentenza n.1029/2019 del Tar Sicilia vengono chiariti gli obblighi per la Pubblica Amministrazione derivanti da un’ordinanza di demolizione, i tempi entro cui essa deve agire e le eventuali conseguenze di una sua prolungata inerzia.
La proprietaria di un immobile realizzava senza valido titolo abilitativo e senza autorizzazione del condominio alcune opere e manufatti abusivi in corrispondenza dell’unità immobiliare di sua proprietà posta al terzo piano di uno stabile.
Successivamente il Comune, che aveva inizialmente autorizzato il mantenimento delle opere, emetteva un’ordinanza con la quale revocava la precedente autorizzazione ed ordinava alla proprietaria: “la demolizione di tutte le opere realizzate abusivamente ed il ripristino dello stato dei luoghi, entro novanta giorni, con avvertenza che in caso di inottemperanza si procederà alla demolizione coattiva”.
A seguito della suddetta ordinanza la proprietaria dell’immobile:
proponeva ricorso al TAR, il quale con apposita ordinanza lo respingeva
non proponeva appello contro l’ordinanza del TAR
non avrebbe in alcun modo dato esecuzione all’ordine di demolizione del Comune né provveduto a ripristinare lo stato dei luoghi
avrebbe realizzato ulteriori interventi di completamento e di definizione del manufatto abusivo in palese contrasto e violazione del suddetto provvedimento repressivo adottato dal Comune.
Il condominio, pertanto, chiedeva al predetto Comune di esercitare i poteri sanzionatori e repressivi al fine di eliminare i manufatti abusivi, ed ogni pregiudizio per la proprietà e le strutture condominiali; non avendo alcun riscontro, presentava a sua volta ricorso al Tar Sicilia.
Infatti pur essendo l’ordinanza di demolizione pienamente efficace il Comune non avrebbe provveduto ad esercitare i propri ulteriori poteri repressivi.
In particolare per il condominio:
il Comune avrebbe dovuto concludere il procedimento avviato a seguito dell’istanza inoltrata mediante un provvedimento espresso e ciò anche in esecuzione dei provvedimenti già in precedenza adottati dalla stessa Amministrazione resistente; l’Amministrazione comunale, invece, sarebbe rimasta totalmente inerte, pur a fronte di una precisa e circostanziata richiesta finalizzata all’attivazione dei propri poteri sanzionatori per il ripristino della legalità violata dai manufatti realizzati dalla controinteressata contravvenendo agli strumenti urbanistici, alle prescrizioni attuative del P.P.E. del Centro Storico della Città ed in palese violazione della normativa antisismica
Il Tar premette nella sentenza, in merito alla legittimità a ricorrere del condominio, che:
a fronte di un’istanza volta a sollecitare l’esercizio dei poteri repressivi in materia edilizia, è consentito all’interessato di ricorrere avverso il silenzio del Comune
In merito alla sostanza del ricorso inoltre aggiunge che:
nel caso di specie, l’inerzia serbata dal Comune nell’esecuzione dell’ordinanza di demolizione non appare giustificata dalla circostanza che avverso il provvedimento sanzionatorio sia pendente il ricorso innanzi a questo Tribunale perché la domanda di sospensione cautelare dell’esecuzione è stata respinta e, dunque, il suddetto provvedimento e gli atti conseguenti sono pienamente efficaci; né può conferire legittimità alla protratta inerzia la scelta soprassessoria di rinvio dell’adozione della deliberazione di cui l’art. 31 del D.P.R. 380/2001, condizionandola alla definizione, con la decisione di merito, del predetto ricorso.
Difatti l’art. 31 del dpr 380/2001 recita:
L’opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali.
Quindi, secondo il Tar, il responsabile del competente ufficio comunale è “tenuto” a dare esecuzione ai provvedimenti repressivi in precedenza adottati posto che la demolizione costituisce atto dovuto (da parte del responsabile o dirigente del competente ufficio comunale) e, inoltre, rigorosamente vincolato.
Per le esposte ragioni il Tar accoglie il ricorso stabilendo l’obbligo del Comune di portare a compimento il procedimento repressivo entro 30 giorni dalla notifica della sentenza.
In caso di perdurante inerzia dell’Ente, il Tar stabilisce che, provvederà all’adozione di tali provvedimenti, un Commissario ad acta, in questo caso specifico, il Prefetto.
Bando ISI 2018: 180 milioni di euro per le imprese che investono in sicurezza e 2 milioni per l’adozione di modelli organizzativi. Ecco come procedere
L’Inail mette a disposizione circa 370 milioni di euro a fondo perduto per finanziare i progetti di investimento e per i progetti relativi all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Dall’11 aprile 2019 al 30 maggio 2019 è possibile compilare la domanda di partecipazione attraverso l’applicazione informatica, nella sezione “Accedi ai servizi online“.
Asse 1 – Bando ISI 2019
Il primo dei cinque asse di finanziamento, Asse 1, mette a disposizione:
182 milioni di euro per le imprese che investono in sicurezza
2 milioni per quelle che decidono di adottare modelli organizzativi e di responsabilità sociale
Per la prima volta, quindi, nel bando è stato aggiunto un sub-asse di finanziamento specifico (Asse 1.2): 2 milioni di euro riservati ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, tra cui:
alcuni sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, come quelli certificati UNI ISO 45001:2018 o scaturiti da accordi stipulati tra l’Inail e le parti sociali
l’adozione di modelli organizzativi e gestionali previsti dall’art. 30 del dlgs 81/2008
l’adozione di sistemi di responsabilità sociale certificati per lo standard internazionale SA 8000 e le modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente.
Relativamente all’Asse 1 (sub Asse 1.1. e 1.2), è concesso un finanziamento in conto capitale nella misura del 65% calcolato sull’importo delle spese ritenute ammissibili.
Il finanziamento va da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 130.000 euro. Il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (sub Asse 1.2).
I soggetti beneficiari sono esclusivamente le imprese, anche individuali:
in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico ISI 2018.
le micro e piccole imprese anche individuali, operanti nei settori Pesca (codice Ateco 2007 A03.1) e Tessile-Confezione-Articoli in pelle e calzature (codici Ateco 2007 C13, C14 e C15)
Clicca qui per accedere al bando ISI 2018
Gli ACCA incontrus sono dei corsi di formazione gratuiti che ACCA software offre ai tecnici, per adempiere ai nuovi obblighi normativi per l’aggiornamento professionale, in materia di:
software di progettazione (BIM Authoring e BIM tools)
piattaforme collaborative aperte per il processo BIM (D.Lgs. 50/2016 – UNI 11337)
Direzione Lavori su piattaforme aperte (D.M. 49/2018)
calcolo strutturale (NTC 2018 e Circolare esplicativa 2019)
classificazione del rischio sismico e Sismabonus
RAVENNA – 7 maggio
PESARO – 8 maggio
Montegranaro (FERMO) – 9 maggio
Lanciano (CHIETI) – 10 maggio
BERGAMO – 14 maggio
GENOVA – 15 maggio
PERUGIA – 17 maggio
Temi delle giornate di studio
il visualizzatore di dati IFC (usBIM.viewer+) come base per le attività di Code Cheking, ClashDetection, computo e programmazione dei lavori e di interazione con il Common Data Environment
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Approvati dal Governo finanziamenti per 260 milioni di euro per 57 opere strategiche nel settore idraulico
È stato firmato a palazzo Chigi il Dpcm di adozione del Piano nazionale del settore idrico – sezione invasi, contiene una prima tranche di finanziamenti, per un importo pari a 260 milioni di euro, parte di un piano più ampio da ben 1 miliardo di euro.
Le risorse sono state stanziate:
per 200 milioni di euro dal Fondo investimenti
per 60 milioni dalla legge di Bilancio 2019
Questo stralcio è in grado di finanziare 57 interventi di cui:
18 interventi di sola progettazione
39 interventi di progettazione e realizzazione
I finanziamenti ed il Dpcm sono frutto dell‘intesa raggiunta a novembre 2018 in sede di conferenza unificata Stato-Regioni.
Il Mit procederà ora alla stipula delle convenzioni con i soggetti attuatori, dando priorità ai progetti immediatamente cantierabili; tra questi ultimi ricordiamo:
Parma: Cassa di espansione Baganza, cofinanziata per 6 milioni di euro su 61 di costo totale, proteggerà la città dalle inondazioni dell’omonimo torrente
Molise: una nuova diga destinata a contenere le piene è prevista in Molise, finanziata con 30 milioni di euro
Sicilia: diga di Lentini, per cui vengono finanziati 1,8 milioni di euro per i lavori di sistemazione del paramento di valle che contribuiscono alla sicurezza complessiva, anche dall’erosione delle piogge
Nella prima fattispecie ricadono:
la traversante di Mirafiori nel piacentino, dell’importo di 8,7 milioni di euro
il sistema idrico derivante dalla diga di Pianfei in Piemonte, finanziata per 7,3 milioni di euro
Con funzione irrigua sono, inoltre, previsti gli interventi per la messa in sicurezza del canale LEB nel Veneto, finanziato per 20 milioni, e per l’ottimizzazione delle condotte dell’impianto di Tavo-Saline in Abruzzo, per altri 20 milioni di euro.
Sono poi state finanziate circa una ventina di opere di costo più contenuto, spesso non superiore a 5 milioni di euro, ma non per questo con funzione meno rilevante ai fini sia del contenimento della dispersione idrica sia dell’incremento della capacità di invaso tra queste opere si citano:
il canale essiccatore principale nell’Alberese (1 milione) in Toscana
la derivazione dalla diga di Montedoglio (1,1 milioni di euro) in Toscana
il collettore padano (2,5 milioni) in Veneto
l’interconnessione tra i bacini di Olai e Gavossai (0,8 milioni) in Sardegna, finalizzata a incrementare la capacità complessiva dell’intero sistema attraverso il collegamento di bacini contermini
In allegato la tabella con le opere (progetti esecutivi e progetti definitivi) ed i relativi finanziamenti.