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Timestamp: 2016-10-28 15:53:30+00:00
Document Index: 12561158

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 139', 'art. 136', 'art. 87', 'art. 5', 'art. 37', 'art. 136', 'art. 2400']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 60 del 23.03.2007
Luglio 2000, n. 212
interpello, concernente il trattamento fiscale ai fini dell'imposta di registro
di trasferimenti aventi ad oggetto terreni agricoli e boschivi con annessi
ruderi di fabbricati ricompresi in aree boschive e forestali e/o in ambito di
reperimento per parchi, riserve ed aree naturali protette di interesse locale,
A seguito di asta pubblica svoltasi in data .....,
nell'ambito di una procedura approvata dal Consiglio Regionale con deliberazione
n. 170 del 22 novembre 2002, il signor ALFA si è reso aggiudicatario di un
lotto immobiliare denominato "........", sito nel territorio del
comune di ......, costituito da due fabbricati ridotti a ruderi e da terreni
agricoli e boschivi, ricompresi "in aree boschive e forestali e/o in ambito
di reperimento per parchi, riserve ed aree naturali protette di interesse locale
e soggetti, in caso di modifica, alla disciplina di cui all'art. 87
(autorizzazione paesaggistica) della Legge Regionale Toscana 3 gennaio 2005 n.
1", giusta certificazione rilasciata dall'amministrazione comunale.
Il notaio incaricato della stipula del contratto avente
ad oggetto il trasferimento del lotto in questione chiede se lo stesso possa
essere assoggettato ad imposta di registro proporzionale con aliquota del 3 per
cento, ai sensi dell'articolo 1 Tariffa
parte prima, punto 4, D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
Il notaio istante ritiene applicabile al caso di
specie l'aliquota agevolata del 3% di cui all'art. 1, comma 4, Tariffa Parte I, D.P.R. 26 aprile 1986
n. 131, in quanto si tratta di cessione di "cose immobili che hanno
cospicui caratteri di bellezza naturale" (art. 1 L. 29 giugno 1939, n.
1497, poi art. 139, D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, ora art. 136 D. Lgs. 22
gennaio 2004, n. 42) trasferite dalla Regione Toscana, sulla base della
disposizione di cui all'articolo 37, L. 6 dicembre 1991, n. 394.
Tale norma - contenuta nella Legge quadro sulle aree
protette - al comma 3, dispone quanto segue: "Le agevolazioni di cui
all'articolo 5 della legge 2 agosto 1982, n. 512, sono accordate nel caso di
trasferimenti delle cose di cui ai numeri 1) e 2) dell'articolo 1 della citata
legge n. 1497 del 1939 effettuati da soggetti che abbiano fra le loro finalità
la conservazione di dette cose".
Il legislatore ha quindi condizionato l'applicazione
del beneficio fiscale alla sussistenza di due requisiti:
a) il primo è determinato in relazione
all'oggetto del trasferimento. Infatti, per fruire dell'agevolazione fiscale
occorre che il trasferimento concerna beni rientranti nelle categorie di cui ai
numeri 1) e 2) dell'articolo 1 della L. 29 giugno 1939, n. 1497:
1) le cose immobili che hanno
cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;
2) le ville, i giardini e i
parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse
artistico o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza;
b) il secondo requisito è determinato,
invece, con riguardo al soggetto che esegue il trasferimento.
L'interpellante precisa che il requisito oggettivo è
attestato da una certificazione comunale, secondo la quale i fondi oggetto di
trasferimento sarebbero ricompresi "in aree boschive e forestali e/o in
ambito di reperimento per parchi, riserve ed aree naturali protette di interesse
locale e soggetti, in caso di modifica, alla disciplina di cui all'art. 87
Per il requisito soggettivo rinvia all'articolo 4,
lettere l e m dello Statuto 11 febbraio 2005 della Regione Toscana, dove è
detto: "La Regione (dante causa), persegue, tra le finalità prioritarie:
l) il rispetto dell'equilibrio geologico,
la tutela dell'ambiente e del patrimonio naturale, la conservazione della
biodiversità, la promozione della cultura del rispetto degli animali;
m) la tutela e la valorizzazione del
patrimonio storico, artistico e paesaggistico".
Della norma agevolativa il notaio istante dà una
lettura aggiornata in ragione del fenomeno di successione di leggi nel tempo che
ha interessato la disciplina dei beni paesaggistici e ambientali, oggi contenuta
nel D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio,
nonché il Testo Unico dell'imposta di registro.
Per la migliore comprensione del quesito proposto,
occorre preliminarmente considerare l'evoluzione normativa concernente il regime
agevolato riservato ai trasferimenti di immobili di interesse storico artistico
- L'articolo 5 della Legge 2 agosto 1982,
n. 512, ha aggiunto un comma all'articolo 1 della Tariffa, parte prima, annessa
al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 634. In tal modo, è stata prevista, a decorrere
dall'8 agosto 1982, l'imposta di registro ridotta al 50 per cento dell'aliquota
applicabile ai trasferimenti di immobili (8%), per quelli aventi ad oggetto
immobili di interesse storico, artistico o archeologico soggetti alla legge 1
giugno 1939, n. 1089.
- Il nuovo Testo unico sull'imposta di
registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, all'articolo 1, comma 4,
della Tariffa parte prima prevedeva
l'applicazione dell'aliquota del 4 per cento per i trasferimenti degli immobili
di interesse storico, artistico, archeologico.
- L'articolo 7, comma 6, della legge 23 dicembre
1999, n. 488 ha ridotto l'aliquota del 4 per cento al 3 per cento.
Ciò posto, occorre considerare che per i beni di
rilevante interesse paesaggistico e naturale, l'articolo 37, comma 3, della
legge 6 dicembre 1991, n. 394, prevede l'applicazione delle agevolazioni di cui
all'art. 5 della legge 2 agosto 1982, n. 512.
Il richiamo all'articolo 5 della legge n. 512/1982 non
è coordinato con la evoluzione del quadro normativo sopra delineato, che alla
data del 6 dicembre 1991, in cui la legge n. 394 del 1991 è entrata in vigore,
prevedeva per i trasferimenti dei beni di interesse storico, artistico, e
archeologico (tra i quali rientravano anche i beni di interesse paesaggistico e
naturale ai sensi dell'art. 37 della legge 394 del 1991) un trattamento
differenziato rispetto a quello contemplato dalla citata legge n. 512 del 1982.
In base alla norma vigente, è da ritenere che il
regime di favore dei beni paesaggistici è quello stabilito dall'articolo 1,
comma 4, della Tariffa, parte
prima, del TUR vigente, che prevede l'aliquota del 3 per cento.
Occorre considerare peraltro i presupposti normativi di
tale agevolazione.
In particolare, i beni di interesse paesaggistico e
ambientale erano prima individuati dall'articolo 139 del d.lgs. 29 ottobre 1990,
n. 490 e precedentemente dall'articolo 1 della Legge 29 giugno 1939, n. 1497,
cui espressamente rinvia l'articolo 37 della legge n. 394 del 1991.
Le norme sopra citate, che si sono succedute nel tempo,
elencano le tipologie di beni soggetti a tutela, in ragione del loro notevole
Inoltre prevedevano la compilazione di appositi
elenchi, evidenziando l'iter per l'emissione del provvedimento di dichiarazione
di notevole interesse pubblico.
Il d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 (c.d. Codice Urbani)
stabilisce la procedura che la Regione deve seguire per il provvedimento
relativo alla dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico degli
immobili (artt. 134, 136, 137, 138, 139, 140, 141).
Ciò posto, si ritiene che la dichiarazione di notevole
interesse pubblico, emanata ai sensi dell'articolo 140 del codice Urbani, sia
condizione indispensabile per la applicabilità dell'aliquota agevolata di cui
all'articolo 1, comma 4, Tariffa
parte prima del TUR, ai trasferimenti che abbiano ad oggetto (non genericamente
immobili con cospicui caratteri di bellezza o singolarità geologica, nonché di
ville, giardini e parchi che si distinguono per la loro non comune bellezza,
bensì) beni appartenenti alle sopraelencate categorie che siano espressamente
dichiarati di notevole interesse pubblico dalle autorità competenti nelle forme
previste dalla legge. Ciò in conformità al disposto dell'articolo 134, l. a)
del Codice Urbani secondo cui "sono beni paesaggistici gli immobili e le
aree indicati nell'art. 136, individuati ai sensi degli articoli da 138 a
Ai beni in argomento si applicano, in quanto
compatibili, le seguenti prescrizioni, con riguardo ai beni di rilevante
interesse culturale, in nota all'articolo 1, Tariffa parte I del TUR:
"Ai fini dell'applicazione
dell'aliquota del 3 per cento la parte acquirente:
a) ove già sussista il vincolo
previsto dalla legge 1 giugno 1939, n. 1089, per i beni culturali dichiarati,
deve dichiarare nell'atto di acquisto gli estremi del vincolo stesso in base
alle risultanze dei registri immobiliari;
b) qualora il vincolo non sia
stato ancora imposto deve presentare, contestualmente all'atto da registrare,
una attestazione, da rilasciarsi dall'Amministrazione per i beni culturali e
ambientali, da cui risulti che è in corso la procedura di sottoposizione dei
beni al vincolo.
L'agevolazione è revocata nel caso in cui,
entro il termine di due anni decorrente dalla data di registrazione dell'atto,
non venga documentata l'avvenuta sottoposizione del bene al vincolo.
Con riguardo ai beni paesaggistici, in breve, ai fini
della fruizione della agevolazione in esame, è necessario il provvedimento di
dichiarazione di notevole interesse pubblico, emanato dall'autorità competente,
di cui è prevista la trascrizione nei registri immobiliari, ai sensi
dell'articolo 140, comma 4 del Codice Urbani.
Alla richiesta di registrazione, gli interessati devono
esibire la dichiarazione di notevole interesse pubblico o comunque l'avvio del
relativo procedimento, come richiesto dal citato articolo 1, Tariffa parte prima del TUR, nelle
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