Source: http://www.comune.torino.it/stranieri-nomadi/stranieri/servizi/fare/carta_sogg.htm
Timestamp: 2018-06-20 12:49:19+00:00
Document Index: 131929581

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 27', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art 1', 'art. 13', 'art. 380', 'art. 381', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 5']

Cosa fare per... Chiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
A decorrere dall'8 gennaio 2007, la carta di soggiorno per cittadini stranieri è stata sostituita dal permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Questo tipo di permesso di soggiorno è a tempo indeterminato. Non ha scadenza, non deve essere rinnovato. È valido come documento di identificazione personale per cinque anni. La data di scadenza apposta sul titolo dunque è riferita alla sola validità del titolo come documento identificativo.
REQUISITI PER LA RICHIESTA DEL PERMESSO UE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO
Cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia da almeno cinque anni
Che sono titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità
Che possono dimostrare la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale (5.830,63 euro), riferito ad una qualsiasi tipologia di contratto (determinato o indeterminato ed anche apprendistato) e che abbiano superato il test di lingua italiana.
I cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per attesa occupazione che abbiano dopo la perdita del posto di lavoro trovato un nuovo impiego, potranno richiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo dimostrando l'attualità delle risorse (sempre che soddisfino gli altri requisiti).
Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo può essere richiesto anche dai titolari di un permesso di soggiorno per assistenza minore (ex art. 31, comma 3 del Testo Unico 286/98), dai titolari di permesso per motivi religiosi o residenza elettiva, dai titolari di protezione internazionale (Asilo politico - Protezione sussidiaria), dai titolari permesso di soggiorno art. 27 TU 286/98 che abbiano la qualifica di infermieri professionali, sempre che soddisfino i requisiti richiesti.
La richiesta può essere presentata anche per il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni; figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, figli maggiorenni a carico che non possano permanentemente provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita anche in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale, genitori a carico, genitori ultrasessantacinquenni.
I requisiti per l'estensione del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo ai familiari sono i seguenti:
Alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica o che risponda ai requisiti igienico-sanitari certificati dalla ASL competente
Reddito sufficiente (anche derivato dal cumulo dei redditi dei familiari conviventi)
I familiari a carico non devono possedere il requisito dell'anzianità del soggiorno (cinque anni)
Non è possibile chiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo nei seguenti casi:
Titolari di permesso per titolo di studio o formazione professionale e ricerca scientifica
Soggiorni a titolo di protezione temporanea (o per motivi umanitari)
Titolari di soggiorno in attesa di riconoscimento dello status per rifugiato
Titolari di permesso di soggiorno di breve durata
Diplomatici, consoli, soggetti che godono di funzioni equiparate ed i componenti di rappresentanze accreditate presso organizzazioni internazionali di carattere universale
Cittadini stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato
Attenzione: la presenza di condanne non può comportare un automatico diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Dovranno infatti essere prese in considerazione la durata del soggiorno sul territorio, l'inserimento sociale, familiare e lavorativo del cittadino straniero.
Il permesso di soggiorno UE può essere revocato:
Se acquisito in maniera fraudolenta
Quando il cittadino straniero diventi un problema per l'ordine pubblico e la sicurezza
In caso di assenza dall'UE per dodici mesi consecutivi
In caso di assenza dal territorio nazionale per sei anni
Quando vengano a mancare le condizioni per il rilascio
La separazione legale o lo scioglimento del matrimonio non comportano in ogni caso la revoca del permesso UE.
Nel caso di revoca per assenza dal territorio dello stato o per conferimento di permesso UE da parte di altro stato membro dell'UE è possibile riottenere il permesso di soggiorno UE dopo tre anni e, in ogni caso, ottenere un normale permesso di soggiorno.
Tuttavia, ad esclusione dei permessi di soggiorno per breve periodo, tutti gli altri sopra elencati possono essere utili nel calcolo dell'anzianità di soggiorno (esempio un titolare di permesso di soggiorno per motivi umanitari converte il suo permesso in lavoro e dopo cinque anni di residenza chiede il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo: in questo caso viene calcolato anche il periodo di permanenza per motivi umanitari).
STRANIERO TITOLARE DI PERMESSO UE RILASCIATO DA ALTRO STATO MEMBRO DELL'U.E.
Il cittadino straniero titolare di un permesso di soggiorno UE rilasciato da altro stato membro dell'Unione Europea può rimanere in Italia oltre i tre mesi per:
Esercitare un'attività economica come lavoratore regolare
Soggiornare, dimostrando di possedere sufficienti mezzi di sostentamento (reddito superiore al doppio dell'importo minimo previsto per l'esenzione dalla spesa sanitaria) e stipulando un'assicurazione sanitaria per l'intero periodo del soggiorno
In tal caso il cittadino straniero titolare di permesso di soggiorno UE rilasciato da altro Stato U.E. ottiene un permesso di soggiorno rinnovabile alla scadenza mentre ai familiari verrà rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia.
La domanda va presentata presso gli uffici postali ( il minore dovrà essere accompagnato) oppure, senza utilizzare il kit, ci si può recare presso i Comuni che offrono questi servizi (Comune di Torino – Servizio Stranieri – via Bologna 51: per appuntamenti telefonare il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30 ed il martedì dalle 14.30 alle 17.30 ai seguenti numeri:01101120088/0095) oppure presso i Patronati.
Il pagamento di un contributo di 200 euro
Il pagamento di 16,00 euro della marca da bollo da apporre sul modulo
Il pagamento di 30 euro da corrispondere allo sportello postale per le spese di spedizione della busta tramite raccomandata
Copia della dichiarazione dei redditi relativa all'anno precedente (il reddito deve essere superiore all'importo annuo dell'assegno sociale) Cud/Unico.
In caso di Modello Unico, prova dell'avvenuta presentazione presso l'Agenzia delle Entrate e attestazione di avvenuto pagamento del modello F24; per i collaboratori domestici (colf/badanti): esibizione dei bollettini INPS o estratto contributivo analitico rilasciato dall'INPS.
In sostituzione dell'anno precedente esibizione delle prove delle risorse economiche sufficienti(busta paga. Bollettino INPS, contratto di lavoro, reddito proveniente da una pensione percepita all'estero).
Copie delle buste paga relative all'anno in corso.
Per i lavoratori subordinati: ultima busta paga o contratto di soggiorno, dichiarazione del datore di lavoro (con fotocopia del suo documento di riconoscimento) che attesti la continuità del rapporto di lavoro; per i lavoratori domestici: dichiarazione del datore di lavoro che attesti l'attualità del rapporto, la durata e la retribuzione mensile, fotocopie delle ricevute (fronte e retro) dei contributi previdenziali riferiti all'anno precedente; per i soci lavoratori delle cooperative: busta paga, dichiarazione del presidente o del legale rappresentante che attesti l'attualità del rapporto e la sua durata; per i lavoratori autonomi visura camerale rilasciata dalla Camera di Commercio competente o licenza o iscrizione all'albo; ai liberi professionisti non iscritti alla Camera di Commercio: certificato di attribuzione della partita IVA.
Certificato di superamento del test di lingua italiana livello A2
Copia del contratto di locazione/comodato d'uso/proprietà dell'alloggio
In caso di richiesta estesa a uno o più familiari: fotocopia del passaporto in corso di validità dei familiari, fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità dei familiari, per il coniuge casellario giudiziario, carichi pendenti e superamento test lingua italiana livello A2, certificato di idoneità abitativa (non per i figli minori di anni 14), reddito equivalente all'importo annuo dell'assegno sociale aumentato della metà per ogni persona cui va estesa la richiesta, certificazione attestante il rapporto di parentela (in caso di documentazione proveniente dall'estero essa dovrà essere tradotta, legalizzata e validata dall'autorità consolare italiana con sede nel paese di provenienza), certificato di locazione/compravendita/comodato d'uso intestato al titolare del permesso UE o al coniuge, in caso di figli minori con più di 14 anni attestato di frequenza di un istituto scolastico.
Nel caso di richiesta estesa solo ai figli minori non si paga il contributo di duecento euro.
Nel caso di richiesta di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo da parte di un figlio maggiore di anni 18 in precedenza inserito nel titolo del genitore (pds UE di lungo periodo) non dovrà essere richiesta la dimostrazione dei requisiti. Infatti, il rilascio del titolo, rappresenta la mera prosecuzione del diritto di soggiorno già acquisito in precedenza.
L'aggiornamento del permesso di soggiorno UE deve essere richiesto nei seguenti casi:
Inserimento figlio minore di 14 anni
Aggiornamento foto (questo aggiornamento è necessario se il permesso UE viene utilizzato come documento di identità).
a decorrere dal 9 dicembre 2010 il/la cittadino/a straniero/a che richiede il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo che non sia in possesso di:
Attestati o titoli che certifichino la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore al livello A2 del Quadro Comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d'Europa, rilasciato dagli enti certificatori riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e da quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: Università degli Studi Roma Tre, Università per Stranieri di Perugina, Università per Stranieri di Siena, Società Dante Alighieri.
Titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati.
Attestazione che il/la cittadino/a sia entrato/a in Italia secondo quanto previsto dal Testo Unico e svolga una delle attività indicate nelle disposizioni del Testo Unico ai sensi dell'articolo 27, comma 1, lettere a), c), d), e), e q).
Riconoscimento del livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 nell'ambito dei crediti maturati per l'accordo di integrazione.
Certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica, nella quale sia dichiarato che lo straniero sia affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall'età, da patologie o handicap.
dovrà sostenere un test di conoscenza della lingua italiana (livello A2 del quadro comune di riferimento europeo):
il cittadino straniero accede all'indirizzo http://testitaliano.interno.it del Dipartimento per le Libertà Civili e l'immigrazione
Il cittadino inserisce la richiesta di sostenere il test ed i dati personali
Il cittadino inoltra telematicamente la domanda
Le Prefetture gestiscono le richieste dei test:
Effettuano i controlli: età superiore ai 14 anni, possesso del permesso di soggiorno, assenza di altra prenotazione o superamento del test
Fissano l'appuntamento: una volta effettuati i controlli entro 60 giorni le Prefetture inviano una lettera di convocazione all'indirizzo indicato nella richiesta per lo svolgimento del test. Nel caso i controlli non abbiano dato esito positivo verrà inviata una lettera al richiedente per la richiesta di rettifica delle informazioni e la richiesta di rinvio della domanda una volta effettuate le correzioni.
Il cittadino straniero svolge il test presso i Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti
Le Prefetture inviano l'esito del test alle Questure ai fini del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
I cittadini possono consultare l'esito del test sul sito web: http://testitaliano.interno.it
Modifica all'art. 9 del Testo Unico sull'Immigrazione - Decreto Legislativo 13 febbraio 2014 n. 12 che va a modificare la direttiva 2003/109/CE e che estende il diritto a chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo ai titolari di protezione internazionale
All'articolo 9 del testo Unico per l'Immigrazione sono apportate le modifiche in grassetto:
1) Il cittadino straniero in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostri la disponibilità di un reddito annuale non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i parametri indicati nell'art. 29, comma 3, lettera b (ricongiungimento familiare) e di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito di requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall'Azienda unità sanitaria locale competente per territorio, può chiedere alla questura il rilascio di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari di cui all'articolo 29, comma 1.
1 bis) Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato al cittadino straniero titolare di protezione internazionale come definita dall'art. 2, comma 1, lettera a del decreto legislativo 19 settembre 2007, n. 251, reca nella rubrica "annotazioni" la dicitura "protezione internazionale riconosciuta dall'Italia il" e riporta , di seguito, la data in cui la protezione è stata riconosciuta.
1 ter) Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui al comma 1 bis, non è richiesta al titolare di protezione internazionale ed ai suoi familiari la documentazione relativa all'idoneità alloggiativi dell'alloggio di cui al comma 1, ferma restando la necessità di indicare un luogo di residenza ai sensi dell'art. 16, comma 2, lettera c del regolamento di attuazione. Per i cittadini stranieri titolari di protezione internazionale che si trovano in condizioni di vulnerabilità di cui all'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140 (minori, disabili, anziani,donne in stato di gravidanza, genitori singoli con figli minori, persone per le quali è stato accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale) la disponibilità di un alloggio concesso a titolo gratuito, a fini assistenziali o caritatevoli, da parte di enti pubblici o privati riconosciuti, concorre figurativamente alla determinazione del reddito cui al comma 1 nella misura del 15% del relativo importo.
2) Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato ed è rilasciato entro novanta giorni dalla richiesta.
2 bis) Il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento, da parte del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana, le cui modalità di svolgimento sono determinate con decreto del Ministero dell'Interno , di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Nel caso di permesso di soggiorno UE rilasciato per lo svolgimento di attività di ricerca presso le Università e gli enti vigilati dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213, non è richiesto il superamento del test di cui al primo periodo.
2 ter) La disposizione di cui al comma due bis non si applica al cittadino straniero titolare di protezione internazionale (ovvero sono esentati dal test di lingua italiana)
3) La disposizione di cui al comma 1 (ovvero il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo) non si applica alle seguenti categorie di cittadini stranieri non comunitari:
a) soggiornano per motivi di studio o formazione professionale
b) soggiornano a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari ovvero hanno chiesto il permesso di soggiorno a tale titolo e sono in attesa di una decisione su tale richiesta
c) hanno chiesto il permesso di soggiorno per protezione internazionale come definita dall'art. 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251e sono ancora in attesa di una decisione definitiva circa tale richiesta
d) sono titolari di un permesso di soggiorno di breve durata previsto dal presente testo unico e dal regolamento di attuazione
e) godono di uno status giuridico previsto dalla Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, della Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni consolari, dalla Convenzione del 1969 inerente missioni speciali o dalla Convenzione di Vienna del 1975 sulla rappresentanza degli Stati nelle loro relazioni o organizzazioni internazionale di carattere universale
4) Il Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato ai Cittadini stranieri pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. Nel valutare la pericolosità si tiene conto anche dell'appartenenza del cittadino straniero ad una delle categorie indicate nell'art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituito dall'art. 2 della legge 3 agosto 1988 n. 327 o nell'art 1 della legge 31 maggio 1965 n. 575, come sostituito dall'art. 13 della legge 13 settembre 1982 n. 646, ovvero in relazione ad eventuali condanne, anche non definitive, per i reati previsti dall'art. 380 del codice di procedura penale nonché, limitatamente ai delitti non colposi, dall'art. 381 del medesimo codice. Ai fini dell'adozione di un provvedimento di diniego del permesso di soggiorno di cui al presente comma il questore tiene conto anche della durata del permesso di soggiorno nel territorio nazionale e dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo del cittadino straniero.
4bis) Salvo i casi di cui ai commi 4 e 7, il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui al comma 1 bis è rifiutato ovvero revocato nei casi di revoca o cessazione dello status di rifugiato o protezione sussidiaria previsti dagli artt. 9, 13, 15 e 18 del decreto legislativo 19 novembre 2007 n. 251. Nei casi di cessazione di cui agli artt. 9 e 15 del medesimo decreto legislativo al cittadino straniero è rilasciato un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, aggiornato con la cancellazione del comma 1 bis, ovvero un permesso di soggiorno ad altro titolo in presenza dei requisiti richiesti previsti dal presente testo unico
5) Ai fini del calcolo del periodo di cui al comma 1) non si computano i permessi di soggiorno indicati nelle lettere d) ed e) (permessi di breve periodo e permessi motivi diplomatici, consolari ecc.)
5 bis) Il calcolo del periodo di soggiorno di cui al comma 1 (cinque anni di soggiorno regolare) ai fini del rilascio di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo per coloro che sono titolari di protezione internazionale si calcola a partire dalla data di presentazione della domanda di protezione internazionale in base alla quale la stessa è stata riconosciuta.
6) Le assenze del cittadino straniero dal territorio nazionale non interrompono la durata del periodo di cui al comma 1 e sono incluse nel computo del medesimo periodo (cinque anni di soggiorno regolare) quando sono inferiori ai sei mesi continuativi e non superano complessivamente dieci mesi nel quinquennio, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari, da gravi e documentati motivi di salute ovvero da altri gravi e comprovati motivi.
7) Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 è revocato:
a) nel caso sia stato acquisito in modo fraudolento
b) in caso di espulsione, di cui al comma 9
c) quando mancano o vengano a mancare i requisiti per il rilascio di cui al comma 4
d) In caso di assenza continuativa dal territorio dell'Unione per un periodo di dodici mesi consecutivi
e) In caso di conferimento di permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di un altro Stato membro dell'Unione Europea, previa comunicazione da parte di quest'ultimo e comunque in caso di assenza dal territorio dello Stato per un periodo superiore a sei anni
8) Il cittadino straniero al quale è stato revocato il permesso di soggiorno ai sensi delle lettere d) ed e) del comma 7, può riacquistarlo, con le stesse modalità di cui al presente articolo. In tal caso, il permesso di cui al comma 1, è ridotto a tre anni (non cinque).
9) Al cittadino straniero , cui sia stato revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e nei cui confronti non debba essere disposta l'espulsione è rilasciato un permesso di soggiorno per altro tipo in applicazione del presente testo unico.
10) Nei confronti del titolare di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, l'espulsione può essere disposta:
a) per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato
b) nei casi di cui all'art. 3 del comma 1 del decreto legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito dalla legge 31 luglio 2005 n. 155
c) quando il cittadino straniero appartiene ad una delle categorie indicate dall'art. 1 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 ovvero all'art. 1 della legge 31 maggio 1965 n. 575 sempre che sia stata applicata anche in via cautelare una delle misure di cui all'art. 14 della legge 19 marzo 1990 n. 55
10 bis) L'espulsione del rifugiato o del cittadino straniero ammesso alla protezione sussidiaria e titolare del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui al comma 1 bis è disciplinata dall'art. 20 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251
11) Ai fine dell'adozione del provvedimento di espulsione di cui al comma 10, si tiene conto anche dell'età dell'interessato, della durata del soggiorno sul territorio nazionale, delle conseguenze dell'espulsione per l'interessato ed i suoi familiari, dell'esistenza di legami sociali e familiari nel territorio nazionale e dell'assenza di tali vincoli con il Paese di origine.
12) Oltre a quanto previsto per il cittadino straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato, il titolare del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può:
a) fare ingresso nel territorio dello Stato in esenzione di visto e circolare liberamente sul territorio nazionale salvo quanto previsto dall'art. 6, comma 6
b) svolgere nel territorio dello Stato ogni attività lavorativa subordinata o autonoma salvo quelle che la legge espressamente riserva al cittadino o vieta allo straniero. Per lo svolgimento di attività di lavoro subordinato non è richiesta la stipula del contratto di soggiorno di cui all'art. 5 – bis
c) usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative ad erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all'accesso di beni e servizi a disposizione del pubblico, salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l'effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale;
d) partecipare alla vita pubblica locale, con le forme e nei limiti previsti dalla vigente normativa
13) E' autorizzata la riammissione sul territorio nazionale del cittadino straniero espulso da altro Stato membro dell'Unione Europea titolare del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui al comma 1 che non costituisce un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.
13 bis) E' autorizzata altresì la riammissione sul territorio nazionale del cittadino straniero titolare di permesso UE per soggiornanti di lungo periodo titolare di protezione internazionale allontanato da altro Stato membro dell'Unione Europea e dei suoi familiari, quando nella rubrica "annotazioni" del medesimo permesso è riportato che la protezione internazionale è stata riconosciuta dall'Italia. Entro trenta giorni dal ricevimento della relativa richiesta di informazione si provvede a comunicare allo Stato membro richiedente se il cittadino straniero beneficia ancora della protezione riconosciuta dall'Italia.