Source: https://www.iusinitinere.it/decreto-sblocca-cantieri-e-criteri-di-aggiudicazione-21208
Timestamp: 2019-06-19 06:38:49+00:00
Document Index: 182621673

Matched Legal Cases: ['art. 81', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 95', 'art. 95', 'art 95']

Decreto Sblocca Cantieri e criteri di aggiudicazione - Ius in itinere
di Federica Gatta · Pubblicato 12 Giugno 2019 · Aggiornato 16 Giugno 2019
Le numerose modifiche effettuate dal c.d. Decreto Sblocca Cantieri (D.l. 32/2019 in attesa di conversione) hanno colpito anche i criteri di selezione dell’offerta migliore – ossia i c.d. criteri di aggiudicazione – che svolgono un ruolo fondamentale all’interno della disciplina dei contratti pubblici: il loro scopo è quello di garantire che l’aggiudicazione dei contratti avvenga, in un contesto concorrenziale e trasparente, nel pieno rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrazione.
Il codice del 2006 all’art. 81 disponeva che <<la miglior offerta è selezionata con il criterio del prezzo più basso o con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa>>.
Il D.lgs. n. 50/2016 – come modificato dal c.d. correttivo del 2017 – in attuazione delle suddette ha sancito la preminenza del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, incentrato sul rapporto qualità-prezzo.3
Il testo dell’art. 95 del D.lgs. n. 50/2016, come accennato in premessa è stato modificato dal c.d. Sblocca Cantieri (D.l. n. 32/2019 in attesa di conversione). L’intervento normativo ha portato:
al comma 3, disciplinante i casi in cui è obbligatorio ricorrere al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa , oltre alle lett. a) e b) ora c’è anche la lett. b-bis) che impone detto criterio anche ai “contratti di servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo”;
al comma 4, disciplinante i casi in cui è possibile ricorrere al criterio del prezzo più basso, sempre previa motivazione come disposto dal comma 5, sono stata soppresse le lett. a) e c) lasciando così la sola lett. b) che di recente è stata oggetto di scrutinio da parte dell’Adunanza Plenaria nel suo rapporto con il comma 3;45
al comma 10-bis, il quale prevede che le s.a. per assicurare un’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo valorizzano gli elementi qualitativi dell’offerta individuando dei criteri per garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici, è stato soppresso il secondo periodo secondo cui “ a tal fine la stazione appaltante stabilisce un tetto massimo per il punteggio economico entro il limite del 30 per cento”;
il comma 15 è stato sostituito dal seguente: “ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase amministrativa di prima ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, ne’ per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte”.6
Il comma 10-bis era stato introdotto nel codice dal c.d. Correttivo del 2017 fissando un tetto massimo attribuibile al prezzo nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa: il Legislatore nazionale ha così limitato la discrezionalità della stazione appaltante al fine di evitare che detto elemento potesse schiacciare il peso dell’offerta tecnica, trasformando l’o.e.p.v. surrettiziamente nel criterio del prezzo più basso Sul tema l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con la segnalazione “AS1422 – NORMATIVA IN MATERIA DI CRITERI DI AGGIUDICAZIONE DI APPALTI” ha ritenuto che l’intervento del legislatore in vero si rivelasse lesivo della concorrenza.
Secondo l’Autorità prevedendo il tetto massimo del 30% veniva limitata eccessivamente la discrezionalità della stazione appaltante di tener conto delle offerte economiche che, lungi dall’esser controbilanciata dalla maggiore discrezionalità nella valutazione delle offerte tecniche, invero recava un possibile e concreto pregiudizio al corretto ed efficiente svolgimento della gara nonché della concorrenza sull’elemento del prezzo tra gli offerenti; ancora, la scelta del legislatore impediva una giusta valorizzazione dell’offerta economica, soprattutto in relazione a quei prodotti o servizi oggettivamente omogenei.
Pertanto, alla luce dei rilievi espressi, l’Autorità ha giudicato l’art. 95, comma 10-bis in contrasto con i principi di concorrenza, non discriminazione e parità di trattamento poiché la norma non permetteva che l’aggiudicazione dell’appalto avvenisse garantendo un raffronto obiettivo e ponderato delle offerte in effettiva concorrenza.
Laddove con la legge di conversione – che dovrà intervenire entro il 19 Aprile – l’abrogazione del comma 10-bis venisse confermata, sarà possibile attribuire qualsiasi valore all’offerta economica nell’ambito dell’o.e.p.v. e ciò con il rischio che detto elemento diventi preponderante, finendo così per svilire la ratio stessa dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Le ulteriori modifiche introdotte dallo Sblocca Cantieri invertono l’imprinting del Legislatore comunitario, ovverosia la chiara preferenza per l’o.e.p.v. come criterio di aggiudicazione, a favore del criterio del prezzo più basso. Quest’ultimo potrà esser utilizzato:
per i contratti sopra soglia relativi ai servizi e le forniture a carattere standardizzato o le cui condizioni sono definite dal mercato (art. 95. c.4);
per i contratti sotto soglia deve essere utilizzato il criterio del prezzo più basso, motivando espressamente la scelta di ricorrere all’o.e.p.v., rispetto ai contratti relativi a servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica nonché ad alta intensità di manodopera – laddove affidati ex art. 36, c. 1. lett.a) (art. 95, comma 3, lett. a);
ancora per i contratti sotto soglia, i contratti relativi all’aaffidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale, di importo inferiore a 40.000 euro (art. 95, c. 3, lett. b);
per i contratti sotto soglia, i contratti di servizi e forniture di importo inferiore a 40.000 euro, anche se caratterizzati da notevole contenuto tecnologico o carattere innovativo (art. 95, c. 3, lett. b-bis);
ancora, i sotto soglia relativi a lavori sotto soglia (art. 36, c. 9-bis);
nell’ambito dei sottosoglia i contratti di servizi e forniture sotto soglia diversi da quelli elencati nell’art. 95, c. 3, ovverosia che non riguardino servizi sociali e di ristorazione, servizi di ingegneria e architettura, e servizi di notevole contenuto tecnologico o con contenuto innovativo (art. 36, c. 9-bis).
2 Il quale comunque era mitigato dal c.d. principio di adeguatezza del criterio prescelto che imponeva la scelta del criterio più adeguato ai fini dell’aggiudicazione in relazione alle specifiche dell’oggetto del contratto.
3 Questo obiettivo è stato indicato dalla Commissione Europea con la comunicazione COM/2010/2020 del 3 marzo 2010 , poi ripreso dalla risoluzione del 25 ottobre 2011 relativa alla modernizzazione degli appalti (2011/2048INI) del Parlamento Europeo e da ultimo confermato dalla risoluzione del 4 ottobre 2018 relativa al pacchetto sulla strategia in materia di appalti pubblici (2017/2278/INI) in cui il Parlamento Europeo ha apprezzato come” “molti Stati membri abbiano adottato misure per l’uso di criteri di qualità (compreso il miglior rapporto qualità/prezzo)” incoraggiando “criteri diversi dal semplice prezzo più basso, tenendo conto di aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali”.
4Art. 95, c. 4:
“Puo’ essere utilizzato il criterio del minor prezzo:
a) fermo restando quanto previsto dall’articolo 36, comma 2, lettera d), per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo; in tali ipotesi, qualora la stazione appaltante applichi l’esclusione automatica, la stessa ha l’obbligo di ricorrere alle procedure di cui all’articolo 97, commi 2 e 8);
c) per i servizi e le forniture di importo fino a 40.000 euro, nonche’ per i servizi e le forniture di importo pari o superiore a 40.000 euro e sino alla soglia di cui all’articolo 35 solo se, caratterizzati da elevata ripetitivita’, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.”
5 Sulla questione di diritto sottoposta all’Adunanza Plenaria si rinvia a Per cui si rinvia a F.Gatta,Criteri di aggiudicazione: il rapporto tra i commi 3 e 4 dell’art. 95 del Codice, IUS IN ITINERE; F.Gatta, A.P. 8/2019: il rapporto tra i commi 3 e 4 dell’art. 95, IUS IN ITINERE.
6 Il testo originario del comma 15 prevedeva che: ”ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronuncia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di medie nella procedura, ne’ per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte”.
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