Source: http://www.slideshare.net/eterrait/legge10-91
Timestamp: 2016-12-07 08:55:36+00:00
Document Index: 16651643

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 28', 'sentenza ']

Legge 46, 5 marzo 1990
Legge 10/91 – Norme in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
Legge nr. 10 del 09/01/1991Norme per lattuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionaledellenergia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energiaSOMMARIOTITOLO I - Norme in materia di uso razionale dellenergia, di risparmio energetico e disviluppo delle fonti rinnovabili di energia.Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione.Art. 2 Coordinamento degli interventi.Art. 3 Accordo di programma.Art. 4 Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive.Art. 5 Piani regionali.Art. 6 Teleriscaldamento.Art. 7 Norme per le imprese elettriche minori.Art. 8 Contributi in conto capitale a sostegno dellutilizzo delle fonti rinnovabili di energianelledilizia.Art. 9 Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.Art. 10 Contributi per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale,artigianale e terziarioArt. 11 Norme per il risparmio di energia e lutilizzazione di fonti rinnovabili di energia oassimilate.Art. 12 Progetti dimostrativiArt. 13 Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia nel settoreagricolo.Art. 14 Derivazioni di acqua.Contributi per la riattivazione e per la costruzione di nuoviimpianti.Art. 15 Locazione finanziaria.Art. 16 Attuazione della legge Competenza delle regioni e delle province autonome diTrento e di Bolzano.Art. 17 Cumulo di contributi e casi di revoca.Art. 18 Modalità di concessione ed erogazione dei contributi.Art. 19 Responsabile per la conservazione e luso razionale dellenergia.Art. 20 Relazione annuale al Parlamento.Art. 21 Disposizioni transitorie.Art. 22 Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie dibase.Art. 23 Abrogazione espressa di norme e utilizzazione di fondi residui.Art. 24 Disposizioni concernenti la metanizzazione.TITOLO II - Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici.Art. 25 Ambito di applicazione.Art. 26 Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti.Art. 27 Limiti ai consumi di energia. 2.
Art. 28 Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni.Art. 29 Certificazione delle opere e collaudo.Art. 30 Certificazione energetica degli edifici.Art. 31 Esercizio e manutenzione degli impianti.Art. 32 Certificazioni e informazioni ai consumatori.Art. 33 Controlli e verifiche.Art. 34 Sanzioni.Art. 35 Provvedimenti di sospensione dei lavori.Art. 36 Irregolarità rilevate dallacquirente o dal conduttore.Art. 37 Entrata in vigore delle norme del titolo II e dei relativi decreti ministeriali.TITOLO III - Disposizioni finali.Art. 38 Ripartizione fondi e copertura finanziaria.Art. 39 Entrata in vigore.Tabella (Articolo 8) Regole tecniche per gli interventi di cui allarticolo 8 nel caso di edificiesistenti.TITOLO I - Norme in materia di uso razionale dellenergia,di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.Art. 1 - Finalità ed ambito di applicazione.1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dellenergia, di ridurre i consumi dienergia e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dellutilizzo dellenergia aparità di servizio reso e di qualità della vita, le norme del presente titolo favoriscono edincentivano, in accordo con la politica energetica della Comunità economica europea, lusorazionale dellenergia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione enellutilizzo di manufatti, lutilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione deiconsumi specifici di energia nei processi produttivi, una più rapida sostituzione degliimpianti in particolare nei settori a più elevata intensità energetica, anche attraverso ilcoordinamento tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzioneindustriale.2. La politica di uso razionale dellenergia e di uso razionale delle materie prime energetichedefinisce un complesso di azioni organiche dirette alla promozione del risparmio energetico,alluso appropriato delle fonti di energia, anche convenzionali, al miglioramento dei processitecnologici che utilizzano o trasformano energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili denergia, alla sostituzione delle materie prime energetiche di importazione.3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate:- il sole, il vento, lenergia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e latrasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali.Sono considerate altresì fonti di energia assimilate alle fonti rinnovabili di energia:- la cogenerazione, intesa come produzione combinata di energia elettrica o meccanica e dicalore, il calore recuperabile nei fumi di scarico e da impianti termici, da impianti elettrici e 3.
da processi industriali, nonché le altre forme di energia recuperabile in processi, in impiantie in prodotti ivi compresi i risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione enellilluminazione degli edifici con interventi sullinvolucro edilizio e sugli impianti.Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed in particolare lanormativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, esuccessive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361,convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.4. Lutilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 è considerata di pubblico interessee di pubblica utilità e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili eurgenti ai fini dellapplicazione delle leggi sulle opere pubbliche.Art. 2 Coordinamento degli interventi.1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gliobiettivi di cui allarticolo 1, il Comitato interministeriale per la programmazione economica(CIPE) su proposta del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, sentiti ilMinistro dellagricoltura e delle foreste, il Ministro delluniversità e della ricerca scientificae tecnologica, il sinistro dei lavori pubblici, il Ministro dei trasporti, il Ministrodellambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano, emana, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, e successivamente con cadenza almeno triennale, direttive per il coordinatoimpiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, dellaricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e dellutilizzodelle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici.Art. 3 Accordo di programma.1. Per lo sviluppo di attività aventi le finalità di cui allarticolo 1, il Ministro dellindustria,del commercio e dellartigianato provvede a stipulare con lENEA un accordo diprogramma, con validità triennale, ove sono stabiliti gli obiettivi, i tempi di attuazione e leprevisioni di spesa dei progetti relativi al programma medesimo per un ammontarecomplessivo non superiore al 10 per cento degli stanziamenti previsti dalla presente legge.Art. 4 Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive.1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decretodel Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri,sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, diconcerto con il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, sentiti il Consiglionazionale delle ricerche (CNR), lENEA, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano, sono emanate norme che, anche nel quadro delle indicazioni e delle priorità dellalegge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni ed integrazioni, definiscono i criterigenerali tecnico-costruttivi e le tipologie per ledilizia sovvenzionata e convenzionatanonché per ledilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edificiesistenti, che facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui allarticolo 1 e al titolo II. Talinorme sono aggiornate, secondo la medesima procedura, ogni due anni. 4.
2. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro dellindustria, del commercio edellartigianato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,in relazione agli obiettivi di cui allarticolo 1, emana con decreto la normativa tecnica al cuirispetto è condizionato il rilascio delle autorizzazioni e la concessione e lerogazione difinanziamenti e contributi per la realizzazione di opere pubbliche.3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decretodel Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri,sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dellagricoltura e delleforeste, di concerto con il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, sentiti ilCNR, lENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanatenorme per definire i criteri generali per la costruzione o la ristrutturazione degli impianti diinteresse agricolo, zootecnico e forestale che facilitino il raggiungimento degli obiettivi dicui allarticolo 1.4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decretodel Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri,sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dellindustria, delcommercio e dellartigianato, sentiti il CNR, gli enti energetici, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, nonché le associazioni di categoria interessate e leassociazioni di istituti nazionali operanti per luso razionale dellenergia, sono emanatenorme per il contenimento dei consumi di energia, riguardanti in particolare progettazione,installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici, e i seguenti aspetti:- determinazione delle zone climatiche; durata giornaliera di attivazione nonché periodi diaccensione degli impianti termici;- temperatura massima dellaria negli ambienti degli edifici durante il funzionamento degliimpianti termici; rete di distribuzione e adeguamento delle infrastrutture di trasporto, diricezione e di stoccaggio delle fonti di energia al fine di favorirne lutilizzazione da partedegli operatori pubblici e privati per le finalità di cui allarticolo 1.5. Per le finalità di cui allarticolo 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previadeliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su propostadel Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, dintesa con il Ministro deitrasporti, sono emanate norme per il contenimento dei consumi energetici in materia di reti edi infrastrutture relative ai trasporti nonché ai mezzi di trasporto terrestre ed aereo pubblicoe privato.6. Il Ministro dellindustria, del commercio dellartigianato, sentiti i Ministri interessati, puòemanare norme specifiche, efficaci anche solo per periodi limitati, dirette ad assicurare ilcontenimento dei consumi energetici.7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro centottantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate norme idonee arendere apprezzabile il conseguimento dellobiettivo delluso razionale dellenergia edellutilizzo di fonti rinnovabili di energia nei criteri di aggiudicazione delle gare di appaltoeconomicamente rilevanti per la fornitura di beni o servizi per conto della pubblica 5.
amministrazione, degli enti territoriali e delle relative aziende, degli istituti di previdenza edi assicurazione. Tale normativa è inserita di diritto nella normativa che disciplina le garedappalto e nei capitolati relativi.Art. 5 Piani regionali.1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalladata di entrata in vigore della presene legge, dintesa con lENEA, individuano i bacini chein relazione alle caratteristiche, alle dimensioni, alle esigenze di utenza, alla disponibilità difonti rinnovabili di energia, al risparmio energetico realizzabile e alla preesistenza di altrivettori energetici, costituiscono le aree più idonee ai fini della fattibilità degli interventi diuso razionale dellenergia e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.2. Dintesa con gli enti locali e le loro aziende inseriti nei bacini di cui al comma 1 ed incoordinamento con lENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entrocentottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispongonorispettivamente un piano regionale o provinciale relativo alluso delle fonti rinnovabili dienergia.3. I piani di cui al comma 2 contengono in particolare: a) il bilancio energetico regionale o provinciale; b) lindividuazione dei bacini energetici territoriali; c) la localizzazione e la realizzazione egli impianti di teleriscaldamento; d) lindividuazione delle risorse finanziarie da destinare alla realizzazione di nuoviimpianti di produzione di energia; e) la destinazione delle risorse finanziarie, secondo un ordine di priorità relativo allaquantità percentuale e assoluta di energia risparmiata, per gli interventi, di risparmioenergetico; f) la formulazione di obiettivi secondo priorità di intervento; g) le procedure per lindividuazione e la localizzazione di impianti per la produzione dienergia fino a dieci megawatt elettrici per impianti installati al servizio dei settoriindustriale, agricolo, terziario, civile e residenziale, nonché per gli impianti idroelettrici.4. In caso di inadempimento delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzanoa quanto previsto nei commi 1, 2 e 3 nei termini individuati, ad esse si sostituisce il Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato, che provvede con proprio decreto suproposta dellENEA, sentiti gli enti locali interessati.5. I piani regolatori generali di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive 6.
modificazioni e integrazioni, dei comuni con popolazione superiore a cinquantamilaabitanti, devono prevedere uno specifico piano a livello comunale relativo alluso delle fontirinnovabili di energia. Art. 6 Teleriscaldamento.1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalladata di entrata in vigore della presente legge, individuano le aree che risultano idonee allarealizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento nonché i limiti ed i criteri nel cuiambito le amministrazioni dello Stato, le aziende autonome, gli enti pubblici nazionali olocali, gli istituti di previdenza e di assicurazione, devono privilegiare il ricorso allallaccio areti di teleriscaldamento qualora propri immobili rientrino in tali aree.Art. 7 Norme per le imprese elettriche minori.1. Il limite stabilito dallarticolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 ,modificatodallarticolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, non si applica alle imprese produttrici edistributrici a condizione che lenergia elettrica prodotta venga distribuita entro i confiniterritoriali dei comuni già serviti dalle medesime imprese produttrici e distributrici alla datadi entrata in vigore della presente legge.2. La produzione di energia elettrica delle medesime imprese produttrici e distributricimediante le fonti rinnovabili di energia di cui allarticolo 1, comma 3, resta disciplinata dalledisposizioni legislative vigenti per i relativi impianti.3. Il Comitato interministeriale dei prezzi (CIP), su proposta della Cassa conguaglio per ilsettore elettrico, stabilisce entro ogni anno, sulla base del bilancio dellanno precedente delleimprese produttrici e distributrici di cui al comma 1, lacconto per lanno in corso ed ilconguaglio per lanno precedente da corrispondere a titolo di integrazione tariffaria allemedesime imprese produttrici e distributrici.4. Il CIP può modificare lacconto per lanno in corso rispetto al bilancio dellannoprecedente delle imprese produttrici e distributrici di cui al comma 1 qualora intervenganovariazioni nei costi dei combustibili e/o del personale che modifichino in modo significativoi costi di esercizio per lanno in corso delle medesime imprese produttrici e distributrici.Art. 8 Contributi in conto capitale a sostegno dellutilizzo delle fonti rinnovabili dienergia nelledilizia.1. Al fine di incentivare la realizzazione di iniziative volte a ridurre il consumo specifico dienergia, il miglioramento dellefficienza energetica, lutilizzo delle fonti di energia di cuiallarticolo 1, nella climatizzazione e nella illuminazione degli ambienti, anche adibiti aduso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, nellilluminazionestradale, nonché nella produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria nelleabitazioni adibite ad uso civile e ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico,sportivo ed agricolo, possono essere concessi contributi in conto capitale nella misuraminima del 20 per cento e nella misura massima del 40 per cento della spesa di investimentoammissibile documentata per ciascuno dei seguenti interventi: a) coibentazione negli edifici esistenti che consenta un risparmio di energia non inferiore 7.
al 20 per cento ed effettuata secondo le regole tecniche di cui allallegata tabella A; b) installazione di nuovi generatori di calore ad alto rendimento, che in condizioni diregime presentino un rendimento, misurato con metodo diretto, non inferiore al 90 percento, sia negli edifici di nuova costruzione sia in quelli esistenti; c) installazione di pompe di calore per riscaldamento ambiente o acqua sanitaria o diimpianti per lutilizzo di fonti rinnovabili di energia che consentano la copertura almeno del30 per cento del fabbisogno termico dellimpianto in cui è attuato lintervento nellambitodelle disposizioni del titolo II; d) installazione di apparecchiature perla produzione combinata di energia elettrica e dicalore; e) installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; per taliinterventi il contributo può essere elevato fino all80 per cento; f) installazione di sistemi di controllo integrati e di contabilizzazione differenziata deiconsumi di calore nonché di calore e acqua sanitaria di ogni singola unità immobiliare, disistemi telematici per il controllo e la conduzione degli impianti di climatizzazione nonchétrasformazione di impianti centralizzati o autonomi per conseguire gli obiettivi di cuiallarticolo 1; g) trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gasper il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dotati di sistema automatico diregolazione della temperatura, inseriti in edifici composti da più unità immobiliari, condeterminazione dei consumi per le singole unità immobiliari, escluse quelle situate nellearee individuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensidellarticolo 6 ove siano presenti reti di teleriscaldamento; h) installazione di sistemi di illuminazione ad alto rendimento anche nelle aree esterne.2. Nel caso di effettuazione da parte del locatore di immobili urbani di interventi compresitra quelli di cui al comma 1 si applica larticolo 23 della legge 27 luglio 1978, n. 392.Art. 9 Competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.1. La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli articoli 8, 10 e 13 è delegataalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano.2. Il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, sentito il Ministro del tesoro,emana, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presentelegge, le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande, le procedure e lemodalità di concessione e di erogazione dei contributi da parte delle regioni e delle provinceautonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzanotengono conto nellistruttoria di propria competenza dei tempi di realizzazione delle singoleiniziative, dei consumi di energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantità dienergia primaria risparmiata per unità di capitale investito, nonché: per gli interventi di cuiallarticolo 8, della tipologia degli edifici e dei soggetti beneficiari dei contributi con priorità 8.
per gli interventi integrati; per gli interventi di cui allarticolo 10, dellobsolescenza degliimpianti e dellutilizzo energetico dei rifiuti; per gli interventi di cui allarticolo 13, dellatipologia delle unità produttive e delle potenziali risorse energetiche del territorio.3. Entro il 31 marzo di ciascun anno le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano inoltrano al Ministero dellindustria, del commercio e dellartigianato appositarichiesta di fondi documentata sulla base delle domande effettivamente pervenute efavorevolmente istruite.4 Tenuto conto delle richieste delle regioni e delle province autonome di Trento e diBolzano pervenute entro il termine di cui al comma 3, il Ministero dellindustria, delcommercio e dellartigianato propone entro trenta giorni al CIPE, che provvede entro isuccessivi trenta giorni, la ripartizione tra le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano dei fondi in relazione a ciascuno degli interventi di cui agli articoli 8, 10 e 13.5. I fondi assegnati alle singole regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzanosono improrogabilmente impegnati mediante appositi atti di concessione dei contributi entrocentoventi giorni dalla ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano non hanno fornito la documentazione relativaagli atti di impegno entro i trenta giorni successivi, vengono destinati dal Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato con proprio provvedimento ad iniziativeinevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano sulla base dellepercentuali di ripartizione già adottate dal CIPE ai sensi del comma 4.6. Per il primo anno di applicazione della presente legge il termine di cui al comma 3 èfissato al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della stessa e la nuovaripartizione dei fondi residui di cui al comma 5 riguarda anche eventuali fondi residuitrasferiti alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano per le medesimefinalità sulla base della normativa previgente la presente legge e non impegnati entro iltermine di centoventi giorni di cui al medesimo comma 5.7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avvalendosi anche dellENEAai sensi dellarticolo 16, comma 3, provvedono ad accertare leffettivo conseguimento delrisparmio energetico, attraverso idonei strumenti di verifica con metodo a campione e/osecondo criteri di priorità. In caso di esito negativo delle verifiche le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano ne danno informazione immediata al Ministerodellindustria, del commercio e dellartigianato e provvedono allimmediata revoca totale oparziale dei contributi concessi ed al recupero degli importi già erogati, maggiorati di uninteresse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dellordinativo di pagamento, conle modalità di cui allarticolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative allaprocedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri entipubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari,approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Le somme recuperate sono annualmenteripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con le modalità di cuial comma 4.8. Per i pareri delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dallapresente legge, decorso il termine per lemanazione dellatto cui il parere è preordinato,lautorità competente può provvedere anche in assenza dello stesso. 9.
Art. 10 Contributi per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale,artigianale e terziario1. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui allarticolo 1 nei settori industriale, artigianale eterziario e nella movimentazione dei prodotti possono essere concessi contributi in contocapitale fino al 30 per cento della spesa ammissibile preventivata, per realizzare omodificare impianti fissi, sistemi o componenti, nonché mezzi per il trasporto fluviale dimerci.2. Possono essere ammessi a contributo interventi riguardanti impianti con potenza fino adieci megawatt termici o fino a tre megawatt elettrici relativi ai servizi generali e/o al cicloproduttivo che conseguano risparmio di energia attraverso lutilizzo di fonti rinnovabili dienergia e/o un migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la sostituzione diidrocarburi con altri combustibili.Art. 11 Norme per il risparmio di energia e lutilizzazione di fonti rinnovabili dienergia o assimilate.1. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle province ed ai comuni eloro consorzi e associazioni, sia direttamente sia tramite loro aziende e società, nonché alleimprese di cui allarticolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificatodallarticolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, ad imprese e a consorzi tra impresecostituiti ai sensi degli articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti traimprese ed Ente nazionale per lenergia elettrica (ENEL) e/o altri enti pubblici, possonoessere concessi contributi in conto capitale per studi di fattibilità tecnico-economica perprogetti esecutivi di impianti civili, industriali o misti di produzione, di recupero, ditrasporto e di distribuzione dellenergia derivante dalla cogenerazione, nonché per iniziativeaventi le finalità di cui allarticolo 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 o 3 del presentearticolo, escluse le iniziative di cui agli articoli 12 e 14.2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso con decreto del Ministro dellindustria, delcommercio e dellartigianato, sentiti i Ministri dellambiente, per le aree urbane e deitrasporti, nel limite massimo del 50 per cento della spesa ammissibile prevista sino ad unmassimo di lire cinquanta milioni per gli studi di fattibilità tecnico-economica e di liretrecento milioni per i progetti esecutivi purché lo studio sia effettuato secondo leprescrizioni del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato e limpianto abbia leseguenti caratteristiche minime: a) potenza superiore a dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici; b) potenza elettrica installata per la cogenerazione pari ad almeno il 10 per cento dellapotenza termica erogata allutenza.3. Ai soggetti di cui al comma 1 possono altresì essere concessi contributi in conto capitaleper la realizzazione o la modifica di impianti con potenza uguale o superiore a diecimegawatt termici o a tre megawatt elettrici relativi a servizi generali e/ al ciclo produttivoche conseguano risparmio di energia attraverso lutilizzo di fonti rinnovabili di energia e/oun migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la sostituzione di idrocarburi con 10.
altri combustibili. Il limite suddetto non si applica nel caso di realizzazione di nuoviimpianti, quando ciò deriva da progetti di intervento unitari e coordinati a livello di poloindustriale, di consorzi e forme associative di impresa.4. Il contributo di cui al comma 3 è concesso e liquidato con decreto del Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato nel limite massimo del 30 per cento dellaspesa totale ammessa al contributo preventivata e documentata, elevabile al 40 per cento nelcaso di impianti di cogenerazione e per gli impianti di cui allarticolo 6.5. La domanda di contributo di cui al comma 3 deve essere corredata del progetto esecutivo.6. LENEL, salvo documentate ragioni di carattere tecnico ed economico che ostino, deveincludere nei progetti per la costruzione di nuove centrali elettriche e nelle centrali esistentisistemi per la cessione, il trasporto e la vendita del calore prodotto anche al di fuori dellareadellimpianto fino al punto di collegamento con la rete di distribuzione del calore.7. La realizzazione degli impianti di teleriscaldamento, ammissibili ai sensi dellarticolo 6,da parte di aziende municipalizzate, di enti pubblici, di consorzi tra enti pubblici, tra entipubblici ed imprese private ovvero tra imprese private che utilizzano il calore dei cicli diproduzione di energia delle centrali termoelettriche nonché il calore recuperabile da processiindustriali possono usufruire di contributi in conto capitale fino al 50 per cento del relativocosto. LENEL è tenuto a fornire la necessaria assistenza per la realizzazione degli impiantiammessi ai contributi con diritto di rimborso degli oneri sostenuti.8. I contributi di cui al comma 7 sono erogati dal Ministero dellindustria, del commercio edellartigianato.Art. 12 Progetti dimostrativi1. Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di imprese ed enti pubblicipossono essere concessi contributi in conto capitale per la progettazione e la realizzazione diimpianti con caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o organizzativi,che utilizzino fonti rinnovabili di energia e/o combustibili non tradizionali ovverosviluppino prototipi a basso consumo specifico ovvero nuove tecnologie di combustione, digassificazione, di liquefazione del carbone e di smaltimento delle ceneri, nonché iniziativeutilizzanti combustibili non fossili la cui tecnologia non abbia raggiunto la maturitàcommerciale e di esercizio. Sono ammessi altresì ai contributi sistemi utilizzanti le fontirinnovabili di energia di origine solare finalizzati a migliorare la qualità dellambiente e, inparticolare, la potabilizzazione dellacqua.2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso, nel limite del 50 per cento della spesaammissibile preventivata, con decreto del Ministro dellindustria, del commercio edellartigianato, su delibera del CIPE.Art. 13 Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia nel settoreagricolo.1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui allarticolo 1 nel settore agricolo, possono essereconcessi alle imprese agricole singole o associate, a consorzi di imprese agricole, ovvero a 11.
società che offrono e gestiscono il servizio-calore, che prevedano la partecipazionedellENEL e/o di aziende municipalizzate e/o di altri enti pubblici, contributi in contocapitale per la realizzazione di impianti con potenza fino a dieci megawatt termici o fino atre megawatt elettrici per la produzione o il recupero di energia termica, elettrica emeccanica da fonti rinnovabili di energia, nella misura massima del 55 per cento della spesaammessa, elevabile al 65 per cento per le cooperative.2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuovono con leassociazioni di categoria degli imprenditori agricoli e dei coltivatori accordi tesiallindividuazione di soggetti e strumenti per la realizzazione di interventi di uso razionaledellenergia nel settore agricolo.Art. 14 Derivazioni di acqua. Contributi per la riattivazione e per la costruzione dinuovi impianti.1. Ai soggetti che producono energia elettrica per destinarla ad usi propri o per cederla intutto o in parte allENEL e/o alle imprese produttrici e distributrici di cui allarticolo 4, n. 8),della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dallarticolo 18 della legge 29 maggio1982, n. 308, alle condizioni previste dalla vigente normativa, nonché alle predette impreseproduttrici e distributrici, possono essere concessi contributi in conto capitale per iniziative: a) di riattivazione di impianti idroelettrici che utilizzino concessioni rinunciate o il cuiesercizio sia stato dismesso prima della data di entrata in vigore della presente legge; b) di costruzione di nuovi impianti nonché di potenziamento di impianti esistenti, cheutilizzino connessioni di derivazioni di acqua.2. Larticolo 5 della legge 27 giugno 1964, n. 452, non si applica quando lenergia elettricaacquistata proviene dalle fonti rinnovabili di energia di cui allarticolo 1, comma 3.3. La domanda di ammissione al contributo di cui al comma 1, corredata dagli elementitecnico-economici, dal piano finanziario, dal piano di manutenzione e di esercizio, nonchéda ogni elemento relativo agli eventuali atti di competenza regionale o delle provinceautonome di Trento e di Bolzano, ivi comprese le valutazioni ambientali, è presentata alMinistero dellindustria, del commercio e dellartigianato, alla regione o alla provinciaautonoma di Trento o di Bolzano a seconda della competenza dellimpianto.4. I contributi di cui al comma 1, per gli impianti di propria competenza, previa istruttoriatecnico-economica espletata dallENEL, sono concessi ed erogati con decreto del Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato, nella misura massima del 30 per cento dellaspesa ammissibile documentata.Art. 15 Locazione finanziaria.1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono concessi anche per iniziativeoggetto di locazione finanziaria, effettuate da società iscritte nellalbo istituito presso ilMinistero dellindustria, del commercio e dellartigianato, ai sensi dellarticolo 1 del decretodel Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno del 12 novembre 1986, inattuazione dellarticolo 9, comma 13, della legge 1° marzo 1986, n. 64. 12.
2. Le procedure e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di cui al comma 1,nonché le modalità di controllo del regolare esercizio degli impianti incentivati, sarannodeterminate in apposita convenzione da stipularsi tra il Ministero dellindustria, delcommercio e dellartigianato e le società di cui al comma 1.Art. 16 Attuazione della legge. Competenza delle regioni e delle province autonome diTrento e di Bolzano.1. Le regioni emanano, ai sensi dellarticolo 117, terzo comma, della Costituzione, normeper lattuazione della presente legge.2. Resta ferma la potestà delle province autonome di Trento e di Bolzano di emanare normelegislative sul contenimento dei consumi energetici e sullo sviluppo delle fonti rinnovabilidi energia nellambito delle materie di loro competenza, escluse le prescrizioni tecnicherispondenti ad esigenze di carattere nazionale contenute nella presente legge e nelle direttivedel CIPE.3. Su richiesta delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano lENEL,lEnte nazionale idrocarburi (ENI), lENEA, il CNR e le università degli studi, in base adapposite convenzioni e nellambito dei rispettivi compiti istituzionali, assistono le regioni ele province autonome di Trento e di Bolzano nellattuazione della presente legge. Le regionie le province autonome di Trento e di Bolzano e i comuni, singoli o associati, possonodotarsi di appositi servizi per lattuazione degli adempimenti di loro competenza previstidalla presente legge.Art. 17 Cumulo di contributi e casi di revoca.1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14, sono cumulabili con altreincentivazioni eventualmente previste da altre leggi a carico del bilancio dello Stato, fino al75 per cento dellinvestimento complessivo.2. Il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, di intesa con il Ministro deltesoro può promuovere, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, apposite convenzionicon istituti di credito, istituti e società finanziari al fine di facilitare laccesso al credito per larealizzazione delle iniziative agevolate ai sensi della presente legge.3. Nellambito delle proprie competenze e su richiesta del Ministero dellindustria, delcommercio e dellartigianato, lENEA, effettua verifiche a campione e/o secondo criteri dipriorità circa leffettiva e completa realizzazione delle iniziative di risparmio energeticoagevolate ai sensi degli articoli 11, 12 e 14. In caso di esito negativo delle verifiche lENEAdà immediata comunicazione al Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato cheprovvede alla revoca parziale o totale dei contributi ed al recupero degli importi già erogati,maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dellordinativo dipagamento, con le modalità di cui allarticolo 2 del testo unico delle disposizioni di leggerelative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e 13.
degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tassesugli affari, approvato dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.Art. 18 Modalità di concessione ed erogazione dei contributi.1. Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalità di concessione ed erogazione, leprescrizioni tecniche richieste per la stesura degli studi di fattibilità e dei progetti esecutivi,le prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degliimpianti incentivati, nonché i criteri i valutazione delle domande di finanziamento sonofissati con apposito decreto del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, daemanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.2. Ai fini dellacquisizione dei contributi di cui al comma 1, le spese sostenute possonoessere documentate nelle forme previste dallarticolo 18, quinto comma, della legge 26aprile 1983, n. 130. Agli adempimenti necessari per consentire lutilizzo di tali facoltà, siprovvede in conformità a quanto disposto dallarticolo 18, sesto comma, della legge 26aprile 1983, n. 130, a cura del Ministero dellindustria, del commercio e dellartigianato.3. Su tutti i contributi previsti dalla presente legge possono essere concesse anticipazioni incorso dopera garantite da polizze fidejussorie bancarie ed assicurative emesse da istitutialluopo autorizzati, con le modalità ed entro i limiti, fissati con decreto del Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato di concerto con il Ministro del tesoro, daemanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.Art. 19 Responsabile per la conservazione e luso razionale dellenergia.1. Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario edei trasporti che nellanno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamentesuperiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al Ministerodellindustria, del commercio e dellartigianato il nominativo del tecnico responsabile per laconservazione e luso razionale dellenergia.2. La mancanza della comunicazione di cui al comma 1 esclude i soggetti dagli incentivi dicui alla presente legge. Su richiesta del Ministero dellindustria, del commercio edellartigianato i soggetti beneficiari dei contributi della presente legge sono tenuti acomunicare i dati energetici relativi alle proprie strutture e imprese.3. I responsabili per la conservazione e luso razionale dellenergia individuano le azioni, gliinterventi, le procedure e quanto altro necessario per promuovere luso razionaledellenergia, assicurano la predisposizione di bilanci energetici in funzione anche deiparametri economici e degli usi energetici finali, predispongono i dati energetici di cui alcomma 2.4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge lENEA provvedea definire apposite schede informative di diagnosi energetica e di uso delle risorse, 14.
diversamente articolate in relazione ai tipi dimpresa e di soggetti e ai settori diappartenenza.5. Nellambito delle proprie competenze lENEA provvede sulla base di appositeconvenzioni con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano a realizzareidonee campagne promozionali sulle finalità della presente legge, allaggiornamento deitecnici di cui al comma 1 e a realizzare direttamente ed indirettamente programmi didiagnosi energetica.Art. 20 Relazione annuale al Parlamento.1. Il Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, entro il 30 aprile di ogni anno,riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione della presente legge, tenendo conto dellerelazioni che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano debbono inviare alMinistero dellindustria, del commercio e dellartigianato entro il mese di febbraio delmedesimo anno, sugli adempimenti di rispettiva competenza, in modo particolare conriferimento agli obiettivi e ai programmi contenuti nei rispettivi piani energetici.2. Un apposito capitolo della relazione di cui al comma 1 illustra i risultati conseguiti e iprogrammi predisposti dallENEA per lattuazione dellarticolo 3.Art. 21 Disposizioni transitorie.1. Alla possibilità di fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge sono ammesseanche le istanze presentate ai sensi della legge 29 maggio 1982, n. 308, e successivemodificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, per iniziative rientranti fra quelle previste dagli articoli8, 10, 11, 12, 13 e 14 che non siano ancora state oggetto di apposito provvedimento diaccoglimento o di rigetto.2. Per le istanze di finanziamento di cui al comma 1 la concessione delle agevolazioni restadi competenza dellamministrazione cui sono state presentate ai sensi della legge 29 maggio1982, n. 308, e successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364,convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445.Art. 22 Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e delleindustrie di base.OmissisArt. 23 Abrogazione espressa di norme e utilizzazione di fondi residui.1. Gli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 22, 24 e 26 della legge29 maggio 1982, n. 308, sono abrogati.2. Le somme destinate ad incentivare gli interventi di cui alla legge 29 maggio 1982, n. 308,e successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui al decreto-legge 31 agosto 1987, n.364, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonché quelle di cui 15.
allarticolo 15, comma 37, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, chealla data di entrata in vigore della presente legge non sono state ancora trasferite alle regionio alle province autonome di Trento e di Bolzano o non sono state ancora formalmenteimpegnate dal Ministero dellindustria, del commercio e dellartigianato per gli interventi dipropria competenza, possono essere utilizzate rispettivamente per le finalità di cui agliarticoli 8, 10 e 13 e per quelle di cui agli articoli 11, 12 e 14.3. Alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 spettanti alle regioni o alle provinceautonome di Trento e di Bolzano si provvede con le procedure e le modalità di cuiallarticolo 9.Alla ripartizione delle restanti somme fra i vari interventi si provvede, tenendo conto delleproporzioni fissate al comma 2 dellarticolo 38, con le modalità di cui ai commi 6 e 7 delmedesimo articolo 38.Art. 24 Disposizioni concernenti la metanizzazione.1. Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per larealizzazione dei progetti indicati nel programma generale di metanizzazione delMezzogiorno approvato dal CIPE con deliberazione dell11 febbraio 1988 è sostituito ointegrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei regolamenti del Consigliodelle Comunità europee n. 2052 del 24 giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n.4254 del 19 dicembre 1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cuial comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa ammessa per ogni singolainiziativa alle agevolazioni di cui allarticolo 11 della legge 28 novembre 1980, . 784, esuccessive modificazioni e integrazioni, e il contributo concesso a carico del FESR.2. Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, dintesa con il Ministro deltesoro, nonché con la Cassa depositi e prestiti per la concessione ed erogazione deifinanziamenti, provvede a disciplinare con decreto la procedura per lapplicazione delleagevolazioni nazionali e comunitarie agli interventi di cui al comma 1.3. Allavvio del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno relativo al primotriennio approvato dal CIPE con deliberazione dell11 febbraio 1988, si fa fronte con lostanziamento di lire 50 miliardi autorizzato dallarticolo 19 della legge 26 aprile 1983, n.130, e con lo stanziamento di lire 730 miliardi autorizzato dal decreto-legge 31 agosto 1987,n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, integrato di lire300 miliardi con larticolo 15, comma 36, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successivemodificazioni.4. I programma di cui al comma 3 si intende ridotto nella misura corrispondente al maggioronere a carico del bilancio dello Stato derivante dal contributo di cui al comma 1.5. A parziale modifica dellarticolo 4 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito,con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, il CIPE, definendo il programma perla metanizzazione del territorio della Sardegna, provvede ad individuare anche il sistema diapprovvigionamento del gas metano.6. Previa deliberazione del programma per la metanizzazione del territorio della Sardegna di 16.
cui allarticolo 4 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni,dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonché del sistema di approvvigionamento del gasmetano di cui al comma 5, il CIPE stabilisce una prima fase stralcio in conformità alprogramma deliberato, per la realizzazione di reti di distribuzione che potranno essereprovvisoriamente esercitate mediante gas diversi dal metano, nelle more della esecuzionedelle opere necessarie per lapprovvigionamento del gas metano.TITOLO II - Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici.Art. 25 Ambito di applicazione.1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici eprivati, qualunque ne sia la destinazione duso, nonché, mediante il disposto dellarticolo 31,lesercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.2. Nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente, lapplicazione del presente titolo ègraduata in relazione al tipo di intervento, secondo la tipologia individuata dallarticolo 31della legge 5 agosto 1978, n. 457.Art. 26 Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti.1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili dienergia, alla conservazione, al risparmio e alluso razionale dellenergia, si applicano ledisposizioni di cui allarticolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, nel rispetto delle normeurbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli interventi di utilizzo delle fonti dienergia di cui allarticolo 1 in edifici ed impianti industriali non sono soggetti adautorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria dicui agli articoli 31 e 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457.Linstallazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati,destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e neglispazi liberi privati annessi, è considerata estensione dellimpianto idrico-sanitario già inopera.2. Per gli interventi in parti comuni di edifici, volti al contenimento del consumo energeticodegli edifici stessi ed allutilizzazione delle fonti di energia di cui allarticolo 1, ivi compresiquelli di cui allarticolo 8, sono valide le relative decisioni prese a maggioranza delle quotemillesimali.3. Gli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione duso, e gli impianti non diprocesso ad essi associati devono essere progettati e messi in opera in modo tale dacontenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termicaed elettrica.4. Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma 1 dellarticolo 4, sonoregolate, con riguardo ai momenti della progettazione, della messa in opera e dellesercizio,le caratteristiche energetiche degli edifici e degli impianti non di processo ad essi associati,nonché dei componenti degli edifici e degli impianti. 17.
5. Per le innovazioni relative alladozione di sistemi di termoregolazione e dicontabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in baseal consumo effettivamente registrato, lassemblea di condominio decide a maggioranza, inderoga agli articoli 1120 e 1136 del codice civile.6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cuiconcessione edilizia, sia rilasciata dopo la data di entrata in vigore della presente legge,devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire ladozione di sistemi ditermoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare ilfabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia oassimilate salvo impedimenti di natura tecnica od economica.8. La progettazione di nuovi edifici pubblici deve prevedere la realizzazione di ogniimpianto, opera ed installazione utili alla conservazione, al risparmio e alluso razionaledellenergia.Art. 27 Limiti ai consumi di energia.1. I consumi di energia termica ed elettrica ammessi per gli edifici sono limitati secondoquanto previsto dai decreti di cui allarticolo 4, in particolare in relazione alla destinazioneduso degli edifici stessi, agli impianti di cui sono dotati e alla zona climatica diappartenenza.Art. 28 Relazione tecnica sul rispetto delle prescrizioni.1. Il proprietario delledificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in comune, in doppia copiainsieme alla denuncia dellinizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26, ilprogetto delle opere stesse corredate da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista odai progettisti, che ne attesti la rispondenza alle prescrizioni della presente legge.2. Nel caso in cui la denuncia e la documentazione di cui al comma 1 non sono statepresentate al comune prima dellinizio dei lavori, il sindaco, fatta salva la sanzioneamministrativa di cui allarticolo 34, ordina la sospensione dei lavori sino al compimento delsuddetto adempimento.3. La documentazione di cui al comma 1 deve essere compilata secondo le modalità stabilitecon proprio decreto dal Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato.4. Una copia della documentazione di cui al comma 1 è conservata dal comune ai fini deicontrolli e delle verifiche di cui allarticolo 33.5. La seconda copia della documentazione di cui al comma 1, restituita dal comune conlattestazione dellavvenuto deposito, deve essere consegnata a cura del proprietariodelledificio, o di chi ne ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel caso lesistenza di questinon sia prevista dalla legislazione vigente, allesecutore dei lavori. Il direttore ovvero 18.
lesecutore dei lavori sono responsabili della conservazione di tale documentazione incantiere .Art. 29 Certificazione delle opere e collaudo.1. Per la certificazione e il collaudo delle opere previste dalla presente legge si applica lalegge 5 marzo 1990, n. 46.Art. 30 Certificazione energetica degli edifici.1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto delPresidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentitoil parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dellindustria, del commercio edellartigianato, sentito il Ministro dei lavori pubblici e lENEA, sono emanate norme per lacertificazione energetica degli edifici. Tale decreto individua tra laltro i soggetti abilitatialla certificazione.2. Nei casi di compravendita o di locazione il certificato di collaudo e la certificazioneenergetica devono essere portati a conoscenza dellacquirente o del locatario dellinteroimmobile o della singola unità immobiliare.3. Il proprietario o il locatario possono richiedere al comune ove è ubicato ledificio lacertificazione energetica dellintero immobile o della singola unità immobiliare. Le speserelative di certificazione sono a carico del soggetto che ne fa richiesta.4. Lattestato relativo alla certificazione energetica ha una validità temporale di cinque annia partire dal momento del suo rilascio.Art. 31 Esercizio e manutenzione degli impianti.1. Durante lesercizio degli impianti il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume laresponsabilità, deve adottare misure necessarie per contenere i consumi di energia, entro ilimiti di rendimento previsti dalla normativa vigente in materia.2. Il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilità, è tenuto a condurregli impianti e a disporre tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinariasecondo le prescrizioni della vigente normativa UNI e CEI.3. I comuni con più di quarantamila abitanti e le province per la restante parte del territorioeffettuano i controlli necessari e verificano con cadenza almeno biennale losservanza dellenorme relative al rendimento di combustione, anche avvalendosi di organismi esterni aventispecifica competenza tecnica, con onere a carico degli utenti.4. I contratti relativi alla fornitura di energia e alla conduzione degli impianti di cui allapresente legge, contenenti clausole in contrasto con essa, sono nulli. Ai contratti checontengono clausole difformi si applica larticolo 1339 del codice civile.Art. 32 Certificazioni e informazioni ai consumatori.1. Ai fini della commercializzazione, l caratteristiche e le prestazioni energetiche dei 19.
componenti degli edifici e degli impianti devono essere certificate secondo le modalitàstabilite con proprio decreto dal Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato, diconcerto con il Ministro dei lavori pubblici, entro centoventi giorni dalla data di entrata invigore della presente legge.2. Le imprese che producono o commercializzano i componenti di cui al comma 1 sonoobbligate a riportare su di essi gli estremi dellavvenuta certificazione.Art. 33 Controlli e verifiche.1. Il comune procede al controllo dellosservanza delle norme della presente legge inrelazione al progetto delle opere, in corso dopera ovvero entro cinque anni dalla data di finelavori dichiarata dal committente.2. La verifica può essere effettuata in qualunque momento anche su richiesta e a spese delcommittente, dellacquirente dellimmobile, del conduttore, ovvero dellesercente gliimpianti.3. In caso di accertamento di difformità in corso dopera, i sindaco ordina la sospensione deilavori.4. In caso di accertamento di difformità su opere terminate il sindaco ordina, a carico delproprietario, le modifiche necessarie per adeguare ledificio alle caratteristiche previste dallapresente legge.5. Nei casi previsti dai commi 3 e 4 il sindaco informa il prefetto per la irrogazione dellesanzioni di cui allarticolo 34.Art. 34 Sanzioni.1. Linosservanza dellobbligo di cui al comma 1 dellarticolo 28 è punita con la sanzioneamministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinque milioni.2. Il proprietario delledificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazionedepositata ai sensi dellarticolo 28 e che non osserva le disposizioni degli articoli 26 e 27 èpunito con la sanzione amministrativa in misura non inferiore al 5 per cento e non superioreal 25 per cento del valore delle opere.3. Il costruttore e il direttore dei lavori che omettono la certificazione di cui allarticolo 29,ovvero che rilascino una certificazione non veritiera nonché il progettista che rilascia larelazione di cui al comma 1 dellarticolo 28 non veritiera, sono puniti in solido con lasanzione amministrativa non inferiore all1 per cento e non superiore al 5 per cento delvalore delle opere, fatti salvi i casi di responsabilità penale.4. Il collaudatore che non ottempera a quanto stabilito dallarticolo 29 è punito con lasanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo la vigentetariffa professionale.5. Il proprietario o lamministratore del condominio, o leventuale terzo che se ne è assunta 20.
la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito dallarticolo 31, commi 1 e 2, è punitocon la sanzione amministrativa non inferiore a lire un milione e non superiore a lire cinquemilioni. Nel caso in cui venga sottoscritto un contratto nullo ai sensi del comma 4 delmedesimo articolo 31, le parti sono punite ognuna con la sanzione amministrativa pari a unterzo dellimporto del contratto sottoscritto, fatta salva la nullità dello stesso.6. Linosservanza delle prescrizioni di cui allarticolo 32 è punita con la sanzioneamministrativa non inferiore a lire cinque milioni e non superiore a lire cinquanta milioni,fatti salvi i casi di responsabilità penale.7. Qualora soggetto della sanzione amministrativa sia un professionista, lautorità cheapplica la sanzione deve darne comunicazione allordine professionale di appartenenza per iprovvedimenti disciplinari conseguenti.8. Linosservanza, della disposizione che impone la nomina, ai sensi dellarticolo 19, deltecnico responsabile per la conservazione e luso razionale dellenergia, è punita con lasanzione amministrativa non inferiore a lire dieci milioni e non superiore a lire centomilioni.Art. 35 Provvedimenti di sospensione dei lavori.1. Il sindaco, con il provvedimento mediante il quale ordina la sospensione dei lavori,ovvero le modifiche necessarie per ladeguamento delledificio, deve fissare il termine per laregolarizzazione.Linosservanza del termine comporta la comunicazione al prefetto, lulteriore irrogazionedella sanzione amministrativa e lesecuzione forzata delle opere con spese a carico delproprietario.Art. 36 Irregolarità rilevate dallacquirente o dal conduttore.1. Qualora lacquirente o il conduttore dellimmobile riscontra difformità dalle norme dellapresente legge, anche non emerse da eventuali precedenti verifiche, deve farne denuncia alcomune entro un anno dalla constatazione, a pena di decadenza dal diritto di risarcimentodel danno da parte del committente o del proprietario.Art. 37 Entrata in vigore delle norme del titolo II e dei relativi decreti ministeriali.1. Le disposizioni del presente titolo entrano in vigore centottanta giorni dopo la data dipubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e siapplicano alle denunce di inizio lavori presentate ai comuni dopo tale termine di entrata invigore.2. I decreti ministeriali di cui al presente titolo entrano in vigore centottanta giorni dopo ladata della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e siapplicano alle denunce di inizio lavori presentate ai comuni dopo tale termine di entrata invigore.3. La legge 30 aprile 1976, n. 373, e la legge 18 novembre 1983, n. 645, sono abrogate. Ildecreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1977, n. 1052, si applica, in quanto 21.
compatibile con la presente legge, fino alladozione dei decreti di cui ai commi 1, 2 e 4dellarticolo 4, al comma 1 dellarticolo 30 e al comma 1 dellarticolo 32.TITOLO III - Disposizioni finali.Art. 38 Ripartizione fondi e copertura finanziaria.1. Per le finalità della presente legge è autorizzata la spesa di lire 427 miliardi per il 1991,992 miliardi per il 1992 e 1.192 miliardi per il 1993. Il dieci per cento delle suddette sommeè destinato alle finalità di cui allarticolo 3 della presente legge.2. Per le finalità di cui agli articoli 11, 12 e 14 è autorizzata la spesa di lire 267,5 miliardiper il 1991, di lire 621,6 miliardi per il 1992 e di lire 746,4 miliardi per il 1993, secondo laseguente ripartizione:a) per larticolo 11, lire 220 miliardi per il 1991, lire 510 miliardi per il 1992 e lire 614miliardi per il 1993;b) per larticolo 12, lire 33 miliardi per il 1991, lire 75 miliardi per il 1992 e lire 92 miliardiper il 1993;c) per larticolo 14, lire 14,5 miliardi per il 1991, lire 36,6 miliardi per il 1992 e lire 40,4miliardi per il 1993.3. Allonere derivante dallattuazione dei commi 1, secondo periodo, e 2 si provvedemediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale1991-1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno1991, alluopo parzialmente utilizzando le proiezioni dellaccantonamento "Rifinanziamentodella legge n. 308 del 1982 in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio deiconsumi energetici, nonché dellarticolo 17, comma 16, della legge n.67 del 1988".4. Per le finalità di cui agli articoli 8, 10 e 13 è autorizzata la spesa di lire 116,8 miliardi peril 1991, di lire 271,2 miliardi per il 1992 e di lire 326,4 miliardi per il 1993.5. Allonere derivante dallattuazione del comma 4, si provvede mediante corrispondenteriduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993 al capitolo9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1991 alluopo parzialmenteutilizzando le proiezioni dellaccantonamento "Rifinanziamento della legge n. 308 del 1982in materia di fonti rinnovabili di energia e di risparmio dei consumi energetici, nonchédellarticolo 17, comma 16, della legge n. 67 del 1988".6. Alleventuale modifica della ripartizione tra i vari interventi delle somme di cui al comma2, si provvede con decreto motivato del Ministro dellindustria, del commercio edellartigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, tenuto conto degli indirizzigovernativi in materia di politica energetica.7. Alle ripartizioni degli stanziamenti di cui al comma 2 del presente articolo lettera a) tragli interventi previsti dallarticolo 1 della presente legge si provvede con decreti del Ministrodellindustria, del commercio e dellartigianato.8. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrentivariazioni di bilancio. 22.
Art. 39 Entrata in vigore.1. La presente legge entra in vigore, salvo quanto previsto dallarticolo 37, il giornosuccessivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana.Tabella (Articolo 8)Regole tecniche per gli interventi di cui allarticolo 8 nel caso di edifici esistenti.Strutture da coibentareLintervento deve comportare un aumento della resistenza termica della superficie trattataalmeno pari a R = a (delta)t (m(elevato 2) °C h/kCal), (delta)t è il salto termico di progettodefinito dallarticolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1052 del 28 agosto1977, e "a" è il coefficiente indicato di seguito per i diversi interventi- Sottotetti a = 0,1- Terrazzi e porticati a = 0,04- Pareti dambito isolate allesterno a = 0,04- Pareti dambito isolate nellintercapedine senza limitazione- Pareti dambito isolate allinterno a = 0,04Doppi vetriAmmessi allincentivo solo nelle zone climatiche D, E ed F, del territorio nazionale comedefinite dal decreto del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato 10 marzo1977 e purché sia assicurata una tenuta allaria dei serramenti corrispondente almeno ad unapermeabilità allaria inferiore a 6 m cubi/ora per metro lineare di giunto apribile e di 20 mcubi/ora per m quadri di superficie apribile in corrispondenza di un differenziale dipressione di 100 PascalTubature di adduzione dellacqua caldaAmmessa allincentivo solo la spesa di fornitura e posa del materiale isolante (non leeventuali opere murarie)NOTEArt. 4, punto 4: si veda anche il D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412.Art. 5, punto 1 e 2: la Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (G. U.4 gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato lillegittimità costituzionale dellart. 5,primo comma, nella parte in cui prevede che le province autonome di Trento e Bolzano 23.
individuano i bacini, ivi considerati, "dintesa con" anziché "sentito" lENEA, nonchédellart. 5, secondo comma, nella parte in cui prevede che le province autonome di Trento edi Bolzano predispongono i loro piani "dintesa con" anziché "sentiti" gli enti locali e le loroaziende.Art.5, punto 4: la Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (G. U. 4gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato lillegittimità costituzionale dellart. 5,quarto comma, nella parte in cui non prevede un congruo preavviso, nei sensi espressi inmotivazione, alle province autonome di Trento e di Bolzano, in ordine allesercizio deipoteri sostitutivi ivi disciplinati.Art.9: la Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (G. U. 4 gennaio1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato lillegittimità costituzionale degli artt. 9 e 38, nellaparte in cui, includendo le province autonome di Trento e di Bolzano nella delega legislativarelativa alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevedono per queste lemodalità di finanziamento secondo le norme statutarie.Art.11, punto 8: Con D.M. 7 giugno 1991 (G. U. 12 agosto 1991, n. 188, S.O.), sono statistabiliti i criteri generali per la concessione di anticipazioni garantite da fidejussioni perfinanziamenti su progetti o realizzazioni che comportino risparmio energetico e sviluppodelle fonti rinnovabili di energia. Con D.M. 17 luglio 1991 (G. U. 12 agosto 1991, n. 188,S.O.) e con D.M. 7 maggio 1992 (Gazz. Uff. 22 giugno 1992, n. 145, S.O.), sono statestabilite le modalità di concessione ed erogazione dei contributi di cui allart. 11 dellapresente legge.Art.12, punto 2: con D.M. 17 luglio 1991 (G. U. 12 agosto 1991, n. 188, S.O.) e con D.M. 7maggio 1992 (G. U. 22 giugno 1992, n. 145, S.O.), sono state stabilite le modalità diconcessione ed erogazione dei contributi di cui allart. 12 della presente leggeArt.13, punto 2: la Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (G. U. 4gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato lillegittimità costituzionale dellart. 13,secondo comma, nella parte in cui prevede che anche la provincia autonoma di Bolzanopromuova accordi con le categorie professionali ivi indicate.Art.15, punto 4: con D.M. 17 luglio 1991 (G. U. 12 agosto 1991, n. 188, S.O.), e con D.M. 7maggio 1992 (G. U. 22 giugno 1992, n. 145, S.O.), sono state stabilite le modalità diconcessione ed erogazione dei contributi di cui allart. 14 della presente legge.Art. 16, comma 1: in sede di attuazione regionale, cfr. la Deliberazione della Giuntaregionale (Lazio) 14 marzo 1995, n. 1517.Art. 22, punto 4: si veda anche il regolamento di attuazione del presente art. 22 approvatocon D.P.R. 23 luglio 1991, n. 241.Art. 28, punto 5: con D.M. 13 dicembre 1993 (Gazz. Uff. 20 dicembre 1993, n. 297) sonostati approvati i modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui allart. 28,attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumoenergetico degli edifici. 24.
Art. 38: per lanno 1991 le modalità per la ripartizione dei fondi sono state stabilite dal D.M.25 marzo 1991 (G. U. 12 agosto 1991, n. 188, S.O.).Art.38, punto 8: la Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483 (G. U. 4gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato lillegittimità costituzionale degli artt. 9 e38, nella parte in cui, includendo le province autonome di Trento e di Bolzano nella delegarelativa alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevedono per queste lemodalità di finanziamento secondo le norme statutarie.Vai a indice della Normativa Ambientale Vai a Home Page del Settore Ambiente. Recommended