Source: http://dirittiefrontiere.blogspot.com/2016/01/frontex-identificazioni-forzate-hotspot.html
Timestamp: 2017-12-12 13:52:47+00:00
Document Index: 107782333

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritti e Frontiere: Frontex, identificazioni forzate, hotspot, rilocation e rimpatri. Mettiamo le carte in tavola. Alla ricerca delle basi legali.
Frontex, identificazioni forzate, hotspot, rilocation e rimpatri. Mettiamo le carte in tavola. Alla ricerca delle basi legali.
00:33 | Pubblicato da Fulvio Vassallo | Modifica post
Una nuova agenzia di polizia europea di frontiera o una espansione dei poteri di Frontex anche a scapito della sovranità, e delle Costituzioni degli stati membri ? Verso lo stato di polizia europeo, o un modo per nascondere gli ennesimi fallimenti ?
http://www.sinistrainrete.info/politica/6426-giorgio-agamben-dallo-stato-di-diritto-allo-stato-di-sicurezza.html
Dipenderà dal prossimo Consiglio Europeo di febbraio e dalla capacità di contrattare degli stati membri. Una proposta comunque equivoca. Un nuovo mandato per Frontex o una nuova agenzia in grado di negoziare autonomamente anche con i paesi terzi ? Al momento sembra soltanto una proposta che spaccherà ulteriormente l'Unione Europea.
Queste le ultime decisioni del Consiglio Europeo di Dicembre 2015, le uniche che potrebbero avere un qualche valore vincolante, ma che in realtà non dicono nulla né confermano le decisioni prese in autonomia dal Consiglio su proposta della Commissione, dopo un parere formale e generico del Parlamento europeo. Democrazia a rischio in Europa. Gli esecutivi e gli apparati di polizia decidono prima ed indipendentemente dalle Risoluzioni del Parlamento Europeo al quale si vorrebbe attribuire un ruolo di mera ratifica.
http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2015/12/18-euco-conclusions/
I punti cruciali rimangono sempre gli stessi. Identificazione forzata, respingimenti dei migranti economici, detenzione e deportazioni nei paesi di origine. In nome dell'emergenza e della sicurezza si spaccia la chiusura delle frontiere esterne anche nei confronti dei richiedenti asilo costretti a viaggiare senza documenti, e si intensificano i rapporti con i paesi terzi, malgrado il fallimento del Processo di Khartoum, dopo la Conferenza de La Valletta, a Malta, lo scorso novembre.
Il Parlamento europeo si limita a dare pareri o ad adottare Risoluzioni che non modificano gli orientamenti di Commissione e Consiglio, sempre più condizionati dai teorici della sicurezza.
Eppure il Parlamento di Bruxelles tenta almeno di salvare la faccia, le regole formali dello stato di diritto.
Reiterates its support for its resolution of 30 April 2015 on the latest tragedies in the Mediterranean and EU migration and asylum policies; recalls the need for the EU to base its immediate response to the current refugee situation on solidarity and fair sharing of responsibility, as stated in Article 80 of the Treaty on the Functioning of the European Union (TFEU), and on a holistic approach that takes into account safe and legal migration and full respect for fundamental rights and values;
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2F%2FEP%2F%2FTEXT+MOTION+P8-RC-2015-0832+0+DOC+XML+V0%2F%2FEN
Ma non sembra che i rimpatri forzati eseguiti da Frontex tengano molto in conto i principi enunciati dai parlamentari a Bruxelles. Da Varsavia, sede di Frontex, in Polonia, la visuale sui diritti fondamentali è molto diversa. Ecco l'elenco dei rimpatri gestiti da Frontex, una volta al mese, fino a dicembre dello scorso anno, dall'Italia verso la Nigeria.
Questo l'ultimo piano per i rimpatri deciso a livello europeo
E questi gli Hotspots, ma i documenti europei parlano anche di "Approccio Hotspot", perchè è evidente che gli attuali Hotspots non potranno nè identificare tutti i migranti in arrivo, nè contenere i trasferimenti secondari di persone alle quali non è stato possibile prelevare le impronte digitali.Nessuno ha il coraggio di ammettere che le procedure di rilocation sono bloccate dopo le stragi di Parigi del novembre scorso, e che senza rilocazioni la situazione degli Hotspots è destinata a degenerare, o a diventare una grande fabbrica di irregolari, se non di clandestini. La fine davvero del diritto di asilo europeo.
Ma anche a livello nazionale, persino in Grecia, circolano proposte prive di fondamento legale e di contenuto in aperta violazione con il divieto di respingimenti collettivi, affermato dall'art. 4 del Quarto Protocollo allegato alla Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo. Magari la Grecia conta proprio sull'aiuto di Frontex per realizzare queste deportazioni su navi.
http://www.ekathimerini.com/205026/article/ekathimerini/news/greece-said-to-propose-return-trips-for-illegal-migrants
Una testimonianza sui rimpatri forzati condotti con voli Frontex dall'Europa verso la Nigeria.
http://hurriya.noblogs.org/post/2016/01/13/una-testimonianza-sulla-deportazione-condotta-da-frontex-in-nigeria-il-14102015/
Ma per l'Unione Europea il 2015 si è chiuso con questi "progressi". Evviva lo stato di diritto.
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-6324_en.htm
Eppure, se si prendesse davvero atto della situazione in molti dei paesi dai quali i migranti fuggono, si potrebbe adottare una misura di protezione temporanea con visti di ingresso e permessi di soggiorno per motivi umanitari, come previsto dalla Direttiva 2001/55/CE e dall'art. 20 del T.U. 286 del 1998. Ma non si vuole fare. Si pensa solo al vantaggio elettorale a scapito della vita dei profughi.
http://sociale.regione.emilia-romagna.it/immigrati-e-stranieri/newsletter-coi
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2003/aprile/d-lgs-85-03.html
Le regole europee che dovrebbero essere rispettate in caso di rimpatrio forzato ed i diritti fondamentali che vanno garantiti anche ai cd. migranti irregolari, e non "illegali" come si continua a dire. Nessun essere umano è illegale.
Tuttavia più probabilmente si è trattato di casi di fraintendimento derivante dal fatto che taluni stranieri sono analfabeti o non comprendono bene la lingua con cui si parla loro o i moduli che sono loro forniti, il che è stato verosimilmente favorito dalle forze di polizia, che (tra l'altro) in questi giorni hanno apprestato un formulario da sottoporre ai richiedenti al loro arrivo, strutturato in forma di risposta multipla relativa alle ragioni per le quali si è deciso di venire in Italia, in cui compaiono diverse possibili risposte legate a motivazioni economiche, ma non l'intenzione di richiedere protezione internazionale. Al contempo, è noto come nel corso dell'ultimo anno moltissimi cittadini egiziani e tunisini sbarcati in Sicilia siano stati rimpatriati forzatamente nell'immediatezza del loro arrivo, subito dopo una intervista condotta tramite un mediatore delle forze dell'ordine dalla quale emergeva che l'interessato non voleva avanzare domanda di protezione internazionale ma era giunto in Italia per ragioni esclusivamente economiche. L'intervista era condotta senza la presenza di un avvocato o di un organo di garanzia. Appare poco plausibile che nessuno di questi stranieri avesse voluto presentare la domanda di protezione internazionale, mentre è ragionevole supporre che le forze di polizia abbiano indotto lo straniero ad essere frainteso.
Pertanto si chiede che il Ministero dell’Interno provveda immediatamente e nelle apposite linee guida sui centri di accoglienza per richiedenti asilo chiarisca la natura giuridica degli hotspot, fermo in ogni caso il rispetto del diritto di asilo garantito dall’art. 10, comma 3 Cost. e delle riserve assolute di legge e delle riserve di giurisdizione per le misure restrittive della libertà personale previste dall’art. 13 Cost., e che negli “hotspot” sia consentita una immediata e completa informazione circa il diritto di chiedere la protezione internazionale, senza che in essi avvenga alcuna forma di artificiosa selezione tra richiedenti asilo e migranti economici senza discriminazioni basate su criteri vietati dalla legge e consentendo che in tali strutture sia sempre garantita la presenza dell’UNHCR e delle associazioni umanitarie.
Una sentenza fondamentale della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, che sancisce i diritti di coloro che, per accedere al territorio di uno stato europeo e chiedere asilo, sono costretti ad utilizzare documenti falsi. Una sentenza valida ancora oggi contro la barbarie degli arresti in frontiera e dello smembramento delle famiglie
http://hudoc.echr.coe.int/fre?i=001-62547#{"itemid":["001-62547