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Timestamp: 2019-05-21 13:18:40+00:00
Document Index: 44388194

Matched Legal Cases: ['art. 433', 'art. 12', 'art. 433', 'art. 43', 'art. 12', 'art. 438']

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Lo status di familiare a carico per il diritto alle detrazioni fiscali: ecco come funziona e cosa bisogna sapere
Per la detrazione fiscale per figli o coniuge a carico, o altri familiari, è necessario presentare una richiesta ed attestare un loro reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro
Per la detrazione fiscale per figli o coniuge a carico, o altri familiari, è necessario presentare una richiesta ed attestare un loro reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro, al netto degli oneri deducibili
I contribuenti italiani che hanno a proprio carico dei familiari possono richiedere le detrazioni fiscali per carichi di famiglia. I figli a carico, il coniuge a carico e gli altri familiari danno diritto ad un’agevolazione fiscale consistente nell’abbattimento dell’imposta lorda Irpef da pagare annualmente sul proprio reddito complessivo. A tal fine, condizione necessaria per il diritto alla detrazione è il possesso dello status di familiare a carico del figlio, della moglie o del parente convivente con il contribuente che fa richiesta di detrazione.
Riveste quindi particolare importanza capire quali sono i familiari a carico, oltre i figli e la moglie o il marito, per i quali è possibile richiedere le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, quali sono le condizioni dettate dal TUIR e dal legislatore per poter considerare un familiare fiscalmente a carico. Detrazioni che possono essere oggetto di richiesta al proprio datore di lavoro oppure essere utilizzate in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. Approfondiamo questi aspetti.
Quali sono i familiari a carico. I familiari fiscalmente a carico sono quelli indicati nell’art. 433 del codice civile ossia i seguenti soggetti:
i figli compresi quelli naturali riconosciuti;
I figli adottivi e gli affidati o affiliati;
i genitori, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera;
i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.
Lo status di familiare a carico
Per aver diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, il contribuente interessato all’agevolazione fiscale deve produrre una richiesta. Il contribuente non è legittimato a fruire della detrazione d’imposta per la sola presenza del familiare nello stato di famiglia, ma è necessario un requisito reddituale del familiare oggetto di richiesta.
Lo status di familiare a carico è riconosciuto se nel corso dell’anno (quello d’imposta al quale si riferisce la richiesta di detrazione o al quale si riferisce la dichiarazione dei redditi, modello 730 o unico), i familiari hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Il reddito da prendere a riferimento è quello lordo, non il netto. Vanno però tolti gli oneri deducibili come ad esempio i contributi versati, le erogazioni liberali, ecc. Nel caso di un lavoro dipendente del familiare, va preso a riferimento l’imponibile fiscale Irpef indicato nel modello Cud ricevuto dal datore di lavoro.
Il limite di reddito di 2.840,51 euro che consente di poter considerare un familiare a carico oppure no, va considerato in riferimento all’intero periodo d’imposta, ossia l’intero anno. Non sono fiscalmente rilevanti i periodi durante l’anno nei quali è stato prodotto tale reddito. Se al termine del periodo d’imposta il suddetto limite è stato superato, il familiare non può essere considerato a carico del contribuente richiedente e quindi non sono legittimamente riconosciute le detrazioni fiscali per familiari a carico. E questo neppure per la parte dell’anno in cui il familiare era privo di un reddito.
Esempio. Se un padre è intenzionato a chiedere, nel modello 730 del 2013 da presentarsi a metà anno 2013, le detrazioni per figlio a carico, ma il proprio figlio, pur non avendo lavorato per tutto il 2012 fino ad ottobre, ha avuto nei mesi di novembre e dicembre 2012 un contratto a termine di due mesi per un incasso di 3.000 euro di imponibile Irpef, come da modello Cud ricevuto dal figlio dal suo datore di lavoro, la detrazione fiscale per figlio a carico non spetta, essendo stato superato dal figlio, nell’arco del periodo d’imposta (anno 2012), il reddito di 2.840,51 che consente di ottenere lo status di familiare a carico.
Retribuzioni computate nel limite di reddito di 2.840,51 euro. Sono da computare nel calcolo, ai fini dell’individuazione del reddito complessivo entro 2.840,51 euro, anche i seguenti elementi retributivi:
il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Si tratta dei vecchi contribuenti minimi;
il reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto ad imposta sostitutiva sulle nuove attività produttive;
il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca;
la quota esente prevista per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi, nel caso in cui la prestazione venga fornita in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto da soggetti residenti in Italia (cosiddetti lavoratori frontalieri);
le retribuzioni corrisposte da enti e organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica.
Esclusi i redditi a tassazione separata. Non sono da considerare nel calcolo del reddito complessivo, al fine della verifica della condizione di familiare a carico, i redditi assoggettati a tassazione separata (circolare n. 55/e del 20 giugno 2002).
Assegno di reversibilità e detrazioni per familiari a carico. Un contribuente titolare di assegno di reversibilità può fruire delle detrazioni per il figlio e la nuora a carico se ciascuno di questi non percepisce redditi superiori a 2.840,51 euro. Il requisito della convivenza è però necessario soltanto per la nuora e non per il figlio.
Richiesta della detrazione e attestazione del reddito del familiare
Chiarito quali sono i familiari che possono essere fiscalmente a carico e chiarito quali redditi sono considerati ai fini del limite di 2.840,51 euro, è importante chiarire in che modo il contribuente, richiedente la detrazione fiscale per carichi di famiglia, deve attestare il loro status di familiare a carico ed effettuare la richiesta di detrazioni fiscali per figli a carico, o coniuge a carico o per altri familiari a carico.
Il modulo detrazioni al datore di lavoro. Va subito precisato che l’attestazione è sotto la responsabilità del contribuente richiedente. Essa, nel caso di lavoratori dipendenti, può essere fatta al datore di lavoro sostituto d’imposta, attraverso la presentazione del modulo detrazioni firmato. Con questa richiesta al datore di lavoro, il lavoratore dipendente contribuente, su propria responsabilità, dichiara che il familiare non ha un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro e quindi possiede lo status di familiare a carico.
Sulla base di questa dichiarazione il datore di lavoro attribuisce la detrazione fiscale richiesta, nelle buste paga e mensilmente. La detrazione fiscale può essere quella per figli a carico, per coniuge a carico e per altri familiari. Il modulo detrazioni presentato va ripresentato successivamente solo se sono cambiate le condizioni familiari (ad esempio il figlio ha trovato lavoro e supera il reddito di 2.840,51 euro).
La richiesta di detrazioni nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico PF). Nel caso in cui nelle buste paga il datore di lavoro ha correttamente calcolato le detrazioni per tutto l’anno ma, a seguito del superamento del reddito nell’anno, il familiare considerato a carico per tutto l’anno in realtà non aveva diritto alla detrazione fiscale, il ricalcolo del proprio reddito senza le detrazioni fiscali va effettuato in sede di presentazione dei redditi, modello 730 o modello Unico. In sostanza, se non si ha avuto diritto ad un ammontare annuo di detrazioni fiscali per il familiare, si è fiscalmente obbligati alla restituzione dell’agevolazione fiscale usufruita nelle buste paga.
Oltre al caso appena descritto, il contribuente, oltre alla richiesta delle detrazioni al proprio datore di lavoro, può sempre attestare e richiedere la detrazione fiscale (per figli a carico, per coniuge a carico o altri familiari), con la sottoscrizione della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico PF).
Calcolo e computo delle detrazioni per carichi di famiglia
Il computo delle detrazioni. L’art. 12 comma 3 del TUIR stabilisce che l’importo delle detrazioni deve essere rapportato ai mesi dell’anno per i quali i familiari sono rimasti a carico e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. I periodi inferiori al mese sono comunque considerati per intero.
Detrazioni fiscali per familiari residenti all’estero. Dal 2007 in poi, compreso il 2013 a seguito della proroga della Legge di Stabilità 2012, i familiari residenti all’estero possono rientrare tra coloro sui quali un contribuente può richiedere la detrazione fiscale. Questo sia che è il familiare è in un paese dell’Unione Europea, sia che è un residente in un paese extracomunitario.
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18 Aprile 2019 @ 3:37 PM
Salve, vista la Vostra competenza volevo porVi questo quesito.
Fino a settembre 2018 sono stata io e mio figlio ( con affido esclusivo) a carico fiscalmente di mio padre, da fine settembre alla fine dell’anno ho lavorato e percepito un reddito che mi ha fatto superare la soglia per poter essere a carico e adesso in dichiarazione dei redditi si presenta la seguente problematica, ovvero che mio figlio risulta sia nella mia precompilata che in quella di mio padre. Nel mio CU mio figlio risulta a mio carico per mesi 12 al 100% mentre nel CU di mio padre per 9 mesi con la stessa percentuale.
Devo dichiararlo solo io madre avendo superato il reddito o sia io che mio padre in proporzione ai mesi in cui risulta a carico?
Vi ringrazio anticipatamene. Saluti
Alfio Alfredo Grossi ha detto:
16 Ottobre 2017 @ 3:29 PM
Buongiorno scusate la mia domanda forse sciocca come posso usare le detrazioni per il coniuge a carico? Nel senso che mi hanno detto che potrei usarle anche per multe è vero?? E se si come?
16 Ottobre 2017 @ 3:56 PM
Non si possono compensare le detrazioni per il coniuge a carico con le multe, non vi è alcuna normativa che lo preveda. Le detrazioni vanno semplicemente a ridurre l’Irpef da pagare sul reddito.
22 Luglio 2014 @ 4:10 PM
vista la Vs competenza, ho anche io 2 domande da porvi dato che ogni CAF mi dà una risposta diversa:
1) Mi sono sposato a Giugno 2014. Ho entrambi i miei genitori a carico in quanto non percepiscono reddito. Ora ho cambiato abitazione e sono andato a vivere con mia moglie (a 500 metri, comunque sono rimasto nella stessa località). Sono figlio unico (non so se c’entri questo particolare) . La mia domanda è: posso continuare a usufruire delle detrazioni (cioè ad averli a carico) o devo toglierli?
2) Mia moglie deve fare cambio di residenza al comune o avendo firmato i documenti del matrimonio in automatico risulta che vive con me nella nuova abitazione?
22 Luglio 2014 @ 9:33 PM
Ciao Francesco, per rispondere al primo quesito è necessario premettere che il genitore rientra tra gli “altri” familiari di cui all’art. 433 c.c. che possono essere considerati a carico qualora posseggano un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili, a condizione che convivano con il contribuente ovvero che percepiscano dal contribuente assegni alimentari non previsti dall’Autorità giudiziaria.
Nel caso in esame, venendo meno il requisito della convivenza, la detrazione per familiare a carico non può più essere riconosciuta.
La circostanza secondo la quale la nuova residenza disti soltanto 500 metri da quella dei genitori è del tutto irrilevante non essendo la detrazione legata a particolari vincoli di lontananza, ma semplicemente alla condizione di non convivere più con i genitori.
In merito al secondo quesito, i coniugi possono conservare differenti residenze individuali ai sensi dell’art. 43 del codice civile. Per questo motivo, il cambio di residenza necessita di apposita domanda di variazione da presentare al Comune.
12 Aprile 2019 @ 5:21 PM
Buongiorno volevo fare una domanda.mio marito lavorava per un agenzia interinale ,aveva me a carico “moglie” fino a quando poi.ho trovato lavoro e abbiamo tempestivamente avvisato l agenzia ,che ad oggi scopro che non mi avevano tolta dalle detrazioni.qyindi mi ritrovo ad restituire irpef per intero per un errore d ufficio.cosa posso fare?
18 Giugno 2014 @ 4:11 PM
faro’ una domanda stupida immagino..
Sono sposato ( per tutto il 2013 ) moglie e figlio di 1 anno a carico.
Suocera inoccupata non residente ( avrei la possibilita’ di farle trasferire la residenza da me )
Reddito lordo 23.000
cosa mi spetta? come devo muovermi?
Attendo vostre dritte e consigli
18 Giugno 2014 @ 5:28 PM
Ciao Marco. Hai diritto all’Assegno al Nucleo Familiare, il cui ammontare varia in relazione al reddito ed alla composizione del nucleo familiare. Ai sensi della tab. 11, con validità dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014, per un nucleo composto da entrambi i genitori più un figlio minore ed un reddito compreso tra € 22.944,74 ed € 23.058,31 l’importo dell’Anf è pari ad € 77,05. Per richiedere gli Anf bisogna scaricare il modello ANF/DIP, compilarlo e consegnarlo al datore di lavoro. Il modello è scaricabile dal seguente link: http://www.inps.gov.it/portale/image.aspx?iIDModulo=1558&tipomodulo=1&intra=
Oltre agli Anf, hai diritto alle detrazioni per lavoro dipendente, che vengono inserite automaticamente dal datore di lavoro in busta paga, in relazione al reddito percepito.
19 Giugno 2014 @ 1:18 PM
Non so quali parole usare per complimentarmi per il Vs.eccellente lavoro.
Una domanda ulteriore, leggevo della possibilita’ di “avere a carico” suocera/o…
La mia pur non abitando con noi ( diversa residenza ) , non percepisce alcun reddito di pensione ( giovane eta’ 53 ) , ovviamente provvedo io al sostentamento primario di genere per lo meno alimentare.
Posso usufruirne in qualche modo?
Attendo vostre considerazione
19 Giugno 2014 @ 1:37 PM
Grazie per i complimenti. La risposta alla tua domanda non può che essere affermativa.
Se convivono con il contribuente o da lui ricevono un assegno alimentare non risultante da provvedimento dell’autorità giudiziaria, si possono considerare a carico anche i seguenti altri familiari (previsti dall’articolo 433 del codice civile):
– i fratelli e le sorelle, anche unilaterali;
Si veda, a tal fine, l’art. 12, comma 1, lettera d), del TUIR, a mente del quale “Dall’imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i seguenti importi:
d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell’articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro”.
Ai fini della detrazione Irpef, è necessario conservare la documentazione (assegni o bonifici) giustificativa delle erogazioni economiche corrisposte alla suocera.
19 Giugno 2014 @ 5:26 PM
Approfitto della vostra competenza… 🙂
Quando mi dice : “Ai fini della detrazione Irpef, è necessario conservare la
documentazione (assegni o bonifici) giustificativa delle erogazioni
economiche corrisposte alla suocera”…
ci sono importi minimi/ massimi ?
O per esempio/assurdo , basterebbe presentare fotocopia di assegno circolare mensile/bimestrale/trimestrale/saltuaria di 20 euro per avere comunque diritto a tale detrazione di euro 750 euro ( parametrizzata al reddito lordo) ???
Grazie per il sostegno che sono certo mi darete! 🙂
19 Giugno 2014 @ 5:37 PM
Ovviamente un assegno saltuario (es. trimestrale) di 20 euro non comprova l’erogazione degli alimenti a favore della suocera 🙂 in aiuto ci può venire l’art. 438 del codice civile, rubricato “Misura degli alimenti”, in forza del quale “Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell’alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.
Il primo presupposto è dunque lo stato di bisogno (incolpevole) dell’alimentando, ossia la carenza e/o limitatezza delle risorse indispensabili al soddisfacimento delle primarie esigenze di vita.
Ad esso è correlata l’incapacità di provvedere al proprio sostentamento tale da consentire un mantenimento (ad es. mediante esplicazione di attività lavorativa, impedita da invalidità al lavoro per incapacità fisica).
La capacità economica dell’obbligato risulta fondamentale perchè è ad essa che dovrà ancorarsi la condizione economica complessiva, dovendosi soddisfare le esigenze ed i fabbisogni tanto della famiglia dell’alimentante quanto delll’alimentando.
Gli alimenti verranno versati in proporzione, ovviamente, al bisogno dell’alimentando.
Questi sono, in linea di massima, i principi che governano la misura degli alimenti.
20 Giugno 2014 @ 10:40 AM
presumo quindi, che nella misura di 100 euro mensili ci starei dentro…
in proporzione alla mia possibilita’ e al fabbisogno di mia suocera !
Attendo considerazioni Vostre
20 Giugno 2014 @ 10:42 AM
Questa è una valutazione che dovrai fare tu, noi non possiamo farla aprioristicamente. Tieni in considerazione tutti i parametri che ti abbiamo elencato.
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