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Timestamp: 2020-08-11 13:24:48+00:00
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Diritti LGBT, sentenza storica di un tribunale di Pechino
Stefano Venza	07/07/2020
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“Discriminatorio il licenziamento. La dipendente sarà riammessa”. Importanti le parole dei giudici: “La società sta diventando sempre più diversificata. Imparare ad accettare la comunità transgender”
Vittoria storica della comunità transgender cinese. Il tribunale di Pechino ha deciso a favore di una donna trans che è stata licenziata dopo un intervento di riassegnazione sessuale. I giudici hanno stabilito come “univocamente discriminatorio “ la decisione dell’azienda.
Ad essere condannata in questa rara sentenza sulla discriminazione transgender è stata piattaforma di e-commerce Beijing Dangdang Information Technology. Nella sentenza, si legge, l’azienda “ha sbagliato a licenziare Gao – nome di fantasia per tutelare la sua privacy – per ‘assenza di lavoro’ dopo che aveva preso due mesi di congedo per l’intervento chirurgico prenotato nel 2018”.
Ad onor del vero la corte ha emesso la sua sentenza a gennaio, ma sembra che abbia recentemente ricevuto un’attenzione più ampia solo in questi giorni. Basti pensare che l’hashtag della sentenza su Weibo ha raggiunto le 350 milioni di visualizzazioni.
Il tribunale non solo ha stabilito che la dipendente ha il diritto di tornare a tutti gli effetti a lavoro, ma ha altresì condannato il datore di lavoro a pagare lo stipendio non percepito che ammonta alla cifra di 120.000 yuan ( circa$ 17.069). Non solo, il tribunale della capitale ha deciso che la dipendente “potrà di usare il bagno delle donne dell’ufficio e che altri colleghi dovranno accettare la sua nuova identità e lavorare con lei con una mentalità inclusiva”.
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Questa non è la prima volta che una persona transgender si è rivolta ai tribunali cinesi per discriminazione sul lavoro. Nel 2016, un tribunale di Guiyang, nella provincia di Guizhou, nel sud-ovest della Cina, stabilì un risarcimento per licenziamento ingiusto, benché non si fosse pronunciato sul fatto che il licenziamento in questione fosse stato dettato da una discriminazione in base alla identità di genere dell’imputato.
Ciò che ha reso storica questa sentenza sono stati i commenti con il quale la corte di Pechino ha giudicato sul caso Gao. Il tribunale ha infatti posto l’accento su quegli atteggiamenti discriminatori di genere ed ha cercato di sollecitare l’opinione pubblica ad avere una mentalità più aperta, in particolare hanno attratto l’approvazione di alcuni membri della comunità transgender cinese.
“La società moderna sta diventando sempre più diversificata. Troviamo sempre novità intorno a noi e impariamo ad accettare gradualmente a meno che non minacciano gli altri, l’interesse collettivo, nazionale o sociale comune “, ha scritto la corte.
“Siamo abituati a comprendere la società in base alla nostra comprensione del genere biologico, ma ci sono ancora quelli che esprimono le loro identità di genere in base alle proprie esperienze di vita. Per questa persistente espressione sociale, abbiamo spesso bisogno di riesaminare e comprendere di nuovo, il che può richiedere molto tempo. Ma in realtà sempre più persone scelgono di essere più inclusivi ed è necessario per noi cambiare gradualmente i nostri atteggiamenti ”, ha scritto la corte.
La dichiarazione della corte è stata apprezzata non solo dalla comunità LGBT cinese, ma anche da buona parte dell’opinione pubblica. Molti i netizen a favore, ma anche il mondo delle toghe sembra aver dato il suo assenso.
Wang Yongmei, avvocato che ha dedicato l’intera sua carriera alla lotta di genere, ha affermato che questa sentenza ha infranto i malintesi, i pregiudizi e la discriminazione della società contro le persone transgender e li aiuterà a proteggere i loro diritti del lavoro.
“La sentenza è una mossa coraggiosa, saggia e responsabile, che non solo protegge i diritti dell’impiegato transgender ma dà fiducia all’intera comunità transgender nel difendere i propri diritti con la legge”, ha detto Wang. Yu Shuangshuang, anche lui avvocato, ha affermato che la sentenza potrebbe tornare utile come citazione nei futuri casi di discriminazione sul lavoro, sebbene l’effetto effettivo dipenderà dai singoli casi.
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