Source: http://www.wadi-adrar.org/la-fondazione/statuto/
Timestamp: 2018-04-26 13:20:55+00:00
Document Index: 19392380

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'art. 2382', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 1002', 'art, 2']

Statuto – Wadi Adrar – Fondazione ONLUS
Art. 1- L’anno 2006 è costituita dai signori
Claudio Bencini: cittadino italiano nato a Milano l’ 11 agosto 1953, residente a Livorno in Piazza Pamela Ognissanti 19/15, c.f.: BNCCLD53M11F205H, di professione Medico.
Francesco dell’Aquila: cittadino italiano nato a Laterza (TA) il 23 gennaio 1944, residente a Udine in Via Marsala 102/2, c.f.: DLLFNC44A23E469I, di professione Imprenditore. Con atto privato reso pubblico mediante iscrizione al Pubblico Registro della Provincia di Livorno, la Wadi Adrar Fondazione O.N.L.U.S.. che è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale con sede in Livorno. Wadi Adrar Fondazione O.N.L.U.S.. assume nella propria denominazione la qualifica di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) come definita Legge Quadro sul Volontariato 266/91 e seguenti, e dal DL 460/97 sulle O.N.L.U.S. e seguenti, che ne costituisce peculiare segno distintivo e viene inserita in ogni manifestazione esterna della stessa. Sede provvisoria della Fondazione è stabilita in Livorno, Piazza Pamela Ognissanti 19/15.
Art. 2- La Fondazione non ha scopo di lucro.
La Fondazione persegue fini di solidarietà sociale nell’ambito dell’Area Mediterranea, intesa in senso lato come l’insieme delle Nazioni che possiedono un litorale che si affaccia sul Mediterraneo, nel settore dello studio, tutela, valorizzazione e promozione, dei beni comuni così come stabilito dal D.P.R. 1409/1963, dall’ art. 10 del DL 460/97, e dal D.L. 490/1999 e successivi, ed anche della natura e dell’ambiente nonché della persona umana in tutte le sue estrisecazioni così come definito dalla sentenza della corte costituzionale n. 210/1987 e successive pronunce dalla Consulta.
Modalità con le quali la Fondazione persegue i propri Scopi
Art. 3- La Fondazione persegue i propri scopi così come definiti dall’Art. 2 del presente Statuto attnenedosi ai seguenti limiti:
a) del rispetto e valorizzazione della persona umana in generale e delle sue peculiari caratteristiche culturali e tradizionali fintantochè queste non risultino in contrasto ai principi generali del rispetto reciproco, della pace, e del perdono;
b) del rispetto dell’Autorità Costituita vigente nel luogo dove opera, qualunque essa sia, e si adegua alle disposizioni e consuetudini locali che non siano in contrasto con i principi generali di cui alla lettera;
c) del rispetto dell’ambiente e della sua valorizzazione mediante lo sviluppo sostenibile.
Art. 4- Sono Organi della Fondazione:
• Il Presidente della Fondazione
Art. 5- La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione (CdA) composto da un numero di membri compreso tra tre e nove che durano in carica a tempo indeterminato. La cessazione della carica può avvenire per dimissioni del consigliere, per decadenza ex art. 2382 c.c. (interdizione, inabilitazione, fallimento), per revoca del consigliere da parte del CdA, o per scioglimento del CdA deciso dall’Autorità pubblica nei casi previsti dall’art. 25 cc.
Art. 6- Sono designatii membri del CdA dal presente Statuto i signori: Claudio Bencini e Francesco Dell’Aquila.
Art. 7- Entrano a far parte del CdA i fondatori, persone fisiche o persone giuridiche designate dal CdA stabilito nel presente statuo.
I fondatori che vengano a mancare saranno sostituiti in seno al Consiglio:
a) Dal discendente più vicino in grado, se esista nel grado più vicino un solo discendente;
b) Da persona designata dai discendenti del grado più vicino qualora siano più di uno, o, in difetto di accordo tra loro, dal Presidente del Tribunale di Livorno;
c) Da persona designata dai fondatori o dai discendenti che ne abbiano preso il posto o, in difetto delle precedenti di cui alla stessa lettera c), dal CdA.
Nelle ipotesi di cui alle lettere b) e c) la designazione dovrà cadere su persona avente rinomanza presso la comunità scientifica internazionale per i suoi studi documentati nel campo delle materie archeologiche, storiche, antropologiche, della tutela e valorizzazione dei beni comuni, ed anche della natura e dell’ambiente nonché della persona umana in tutte le sue estrisecazioni.
Nell’ipotesi di cui alla lettera b), i discendenti chiamati ad effettuare la designazione potranno designare tanto uno di essi, quanto persona estranea che risponda ai requisiti stabiliti dal presente statuto. Ugualmente il Presidente del Tribunale di Livorno potrà designare tanto uno dei discendenti, quanto persona estranea che risponda ai requisiti stabiliti dal presente statuto.
Art. 8- Il Presidente è eletto dal CdA tra i suoi componenti, dura in carica tre anni ed è rieleggibile. Il Presidente rappresenta la Fondazione di fronte a terzi, esegue le deliberazioni del CdA ed esercita le altre funzioni che gli siano espressamente delegate dal CdA stesso. Non è ammessa la delega per la deliberazione e l’approvazione dei bilanci (preventivo e consuntivo), per la nomina e revoca degli impiegati, per i contratti eccedenti i limiti ed il valore stabiliti dal CdA, per le liti attive e passive. In caso di parità dei voti prevale il voto del Presidente.
Art. 9- Il CdA è investito dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione; provvede alle attività della Fondazione e decide anche sulla destinazione delle rendite del patrimonio, in osservanza del disposto di cui alle lett. D) ed e) del comma 1 del D.L. 4 dicembre 1997 n. 460. Spetta al CdA tra l’altro:
c) Nominare il Collegio dei Revisori;
d) Nominare il Chief Executive Officer (CEO);
e) Vigilare e controllare l’esecuzione delle delibere e dei programmi della Fondazione, nonché la conformità dell’impiego dei contributi;
f) Deliberare in merito allo scioglimento della Fondazione nei casi previsti dal cc., dalla Legge Quadro sul Volontariato 266/91 e seguenti, e dal DL 460/97 sulle O.N.L.U.S. e seguenti.
Art. 10- il CdA ha la facoltà di nominare Commissioni ed ogni altro organismo che reputi necessario per le attività della Fondazione, tenuto conto del disposto di cui alla lett. e), comma 6 dell’art. 10 del DL 4 dicembre 1997, n. 460. In particolare, può nominare Commissioni Scientifiche, permanenti o temporanee finalizzate alla realizzazione di specifici progetti a termine, preposte a svolgere per conto del CdA l’analisi delle attività in corso valutandone gli aspetti operativo, tecnico e materiale, ma non quello finanziario che resta appannaggio del CdA. Membri di una Commissione (Commissari) possono essere sia membri del CdA che persone esterne in possesso delle competenze tecniche specifiche nell’area di intervento della Commissione. E’ facoltà del CdA assegnare o meno un eventuale compenso, sia esso simbolico o sostanziale, ai membri di un Comitato. Un Comitato di nuova nomina è tenuto a considerare prioritariamente i rapporti di collaborazione preesistenti tra la Fondazione ed eventuali altri organismi di supporto scientifico quali Gruppi di Studio, Società scientifiche, e quant’altro.
Art. 11- Il Cda è convocato:
a) Su iniziativa del Presidente almeno due volte l’anno, in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo e consultivo;
b) Su richiesta motivata dei due terzi del Consiglieri.
Art. 12- Il patrimonio della Fondazione è costituito:
• Dalla dotazione iniziale costituita di € 2.000.
• Dalle donazioni liberali in danaro, (totalmente deducibili dal reddito dell’impresa erogante secondo i D.P.R. 1409/1963, dal D.L. 490/1999 e dall’art. 1002(f) T.U.), e loro eventuale incremento derivante dalle attività economica, finanziaria e patrimoniale svolte, direttamente od indirettamente, dalla Fondazione.
• Dai beni immobili e da ogni altro contributo, erogazione ed entrata comunque pervenuti alla Fondazione.
Art. 13- L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 aprile di ogni anno il CdA deve approvare il bilancio consuntivo relativo all’anno precedente. Il CdA deve inoltre approvare entro il 31 dicembre di ogni anno il bilancio preventivo relativo all’anno successivo. Gli eventuali utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali di cui all’art, 2 del presente statuto e di quelle ad esse direttamente connesse. Gli utili e gli avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale non verranno distribuiti, neanche in forma indiretta, durante la vita della Fondazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che, per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
Art. 14- Per quanto non espressamente contemplato nel presente Statuto, si farà riferimento alle norme del codice civile e delle altre leggi vigenti in materia, con particolare riferimento a quelle del DL 4 dicembre 1997 n. 460, della Legge Quadro sul Volontariato 266/91, e dal DL 460/97 sulle O.N.L.U.S. e seguenti.