Source: http://biblioteca.comune.simala.or.it/modules.php?modulo=mackey_html&title=Edilizia+-+FAQ+-+Domande+Frequenti
Timestamp: 2020-02-18 02:54:39+00:00
Document Index: 114264166

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Edilizia - FAQ - Domande Frequenti - Comune di Simala
Edilizia - FAQ - Domande Frequenti
Quali procedure deve seguire il cittadino che debba effettuare interventi sul suolo e sottosuolo in aree di proprietà comunale e/o di altri enti pubblici?
La materia è disciplinata dal Regolamento per la manomissione del suolo pubblico comunale approvato con deliberazione Consiglio Comunale n. 24 del 11.07.2007 scaricabile dal sito internet del Comune di Simala alla sezione ATTI e DOCUMENTI – Statuto e regolamenti.
Premesso che l’esecuzione di interventi sul suolo e sottosuolo pubblico prevedono il rilascio di apposita autorizzazione da parte del Comune, il cittadino dovrà inoltrare al Comune di Simala, apposita domanda in bollo, redatta preferibilmente secondo lo schema scaricabile dal sito internet del Comune di Simala, sezione modulistica, nella domanda dovrà essere precisato il motivo per cui si chiede la manomissione, la tipologia e le caratteristiche della superficie stradale e/o marciapiedi o altro tipo di suolo pubblico da manomettere, la lunghezza e larghezza del taglio, allegando una planimetria dell’area interessata, i disegni delle opere da eseguire, i rilievi e la documentazione fotografica della pavimentazione da manomettere.
Nel caso di manomissioni di suolo pubblico su Strade Provinciali e/o traverse interne di strade provinciali (Via Roma e Via Cagliari) dovrà essere obbligatoriamente allegata la planimetria dei luoghi con indicazione delle dimensioni della manomissione e della larghezza stradale.
Nel caso suddetto il rilascio dell’autorizzazione è subordinato al nulla osta della Provincia.
A corredo della domanda o su successiva richiesta dell’Ufficio Tecnico Comunale, deve essere allegata la ricevuta del versamento del deposito cauzionale.
Il deposito cauzionale a garanzia del ripristino della manomissione del suolo pubblico è stabilito nella tabella allegata in calce al Regolamento su citato.
Cosa si intende per "Intervento Edilizio"?
La definizione degli Interventi edilizi" è disciplinata dall'art. 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia D.P.R. 06.06.2001, n. 380 e successive modificazioni che cita:
Le definizioni di cui al comma 1 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta ferma la definizione di restauro prevista dall’articolo 34 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (ora articolo 29, comma 3, decreto legislativo n. 42 del 2004 ).
Cosa si intende per edilizia libera, quali interventi comprende e come è disciplinata?
L'attività di "Edilizia Libera" è disciplinata dall'art. 6 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia D.P.R. 06.06.2001, n. 380 così come sostituito dall'art. 5 della legge n. 73/2010 che cita:
(articolo così sostituito dall'art. 5 della legge n. 73 del 2010)
(ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo n. 128 del 2006 «L'installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc è considerata, ai fini urbanistici ed edilizi, attività edilizia libera, come disciplinata dall'art. 6 del d.P.R. n. 380 del 2001»)
Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:
(lettera così modificata dall'art. 7, comma 3, d.lgs. n. 28 del 2011)
e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, ovvero le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.
(lettera aggiunte dall'art. 13-bis, comma 1, lettera a), legge n. 134 del 2012)
(comma abrogato dall'art. 13-bis, comma 1, lettera b), legge n. 134 del 2012)
4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed e-bis), l’interessato, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori, trasmette all’amministrazione comunale i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori e una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiara preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che assevera, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera e-bis), sono trasmesse le dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia per le imprese di cui all’articolo 38, comma 3, lettera c), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al presente comma.
(comma così sostituito dall'art. 13-bis, comma 1, lettera c), legge n. 134 del 2012)
Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel termine di cui all’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.
b) possono individuare ulteriori interventi edilizi, tra quelli indicati nel comma 2, per i quali è fatto obbligo all’interessato di trasmettere la relazione tecnica di cui al comma 4;
c) possono stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica di cui al comma 4, nel rispetto di quello minimo fissato dal medesimo comma.
La mancata comunicazione dell’inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
Agibilità?
Il Testo Unico DPR 380 nel 2001 ha voluto chiarire l’ambiguità tra certificato di abitabilità e certificato di agibilità introducendo negli articoli 24,25 e 26 l'esistenza di un solo documento: il certificato di agibilità.
Rispetto al passato, il testo unico prevede che l'agibilità debba essere realizzato per tutte le costruzioni e per ottenerlo bisogna verificare anche il rispetto delle normative sul risparmio energetico e sulla conformità degli impianti.
Il rilascio del Certificato di agibilità attesta la regolarità urbanistica di un edificio?
Diverse sentenze hanno confermato che il certificato di agibilità ha solo la funzione di attestare la regolarità dell'edificio dal punto di vista igienico-sanitario, del risparmio energetico e della sicurezza. La sua natura non è quella di attestare la regolarità urbanistica di un edificio.In altri termini l'agibilità non è il documento che dimostra la presenza di un abuso edilizio.
Il comune può intervenire in caso di abuso edilizio anche se è stato rilasciato il certificato di agibilità.
In quali sanzioni incorre il soggetto che non presenta la richiesta del "Certificato di agibilità"?
Il soggetto che non presenta la richiesta del certificato di agibilità entro 15 giorni dalla data di conlusione dei lavori di finitura è sanzionato con una pena amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro (Art. 24 co. 3 DPR 380/01).
Senza agibilità non solo si è soggetti alla sanzione ma soprattutto si potrebbero avere dei problemi al momento della vendita dell'immobile.
Secondo alcune interpretazioni normative la responsabilità della mancata richiesta viene trasmessa ai successori o aventi causa (come il nuovo proprietario o l'erede) anche se loro non hanno effettuato i lavori.
E' obbligatorio presentare il certificato di agibilità al rogito di un immobile?
La mancanza dell'agibilità non incide sulla commerciabilità dell'immobile.
L'assenza del certificato non annulla la compravendita ma potrebbe comportare una richiesta di danni.
Cosè il certificato di abitabilità e qual'è la procedura per richiederlo?
Il testo normativo di riferimento relativo al "certificato di abitabilità" è il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, il D.P.R. 380/2001, che ai suoi articoli 24 e 25, ne disciplina la natura, nonche' il procedimento da seguire per ottenerne il rilascio, così come di seguito riportato:
Il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.
Con riferimento agli interventi di cui al comma 2, il soggetto titolare del permesso di costruire o il soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività, o i loro successori o aventi causa, sono tenuti a chiedere il rilascio del certificato di agibilità. La mancata presentazione della domanda comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro.
Alla domanda per il rilascio del certificato di agibilità deve essere allegata copia della dichiarazione presentata per la iscrizione in catasto, redatta in conformità alle disposizioni dell'articolo 6 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652 e successive modificazioni e integrazioni.
Entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto di cui all’articolo 24, comma 3, è tenuto a presentare allo sportello unico la domanda di rilascio del certificato di agibilità, corredata della seguente documentazione:
a) richiesta di accatastamento dell’edificio, sottoscritta dallo stesso richiedente il certificato di agibilità, che lo sportello unico provvede a trasmettere al catasto;
b) dichiarazione sottoscritta dallo stesso richiedente il certificato di agibilità di conformità dell’opera rispetto al progetto approvato, nonché in ordine alla avvenuta prosciugatura dei muri e della salubrità degli ambienti;
Lo sportello unico comunica al richiedente, entro dieci giorni dalla ricezione della domanda di cui al comma 1, il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Entro trenta giorni dalla ricezione della domanda di cui al comma 1, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, previa eventuale ispezione dell’edificio, rilascia il certificato di agibilità verificata la seguente documentazione:
Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 3, l’agibilità si intende attestata nel caso sia stato rilasciato il parere dell’ASL di cui all’articolo 5, comma 3, lettera a). In caso di autodichiarazione, il termine per la formazione del silenzio assenso è di sessanta giorni.
Il termine di cui al comma 3 può essere interrotto una sola volta dal responsabile del procedimento, entro quindici giorni dalla domanda, esclusivamente per la richiesta di documentazione integrativa, che non sia già nella disponibilità dell’amministrazione o che non possa essere acquisita autonomamente. In tal caso, il termine di trenta giorni ricomincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa.