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Timestamp: 2019-06-18 01:15:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art 4', 'art 6', 'art 4', 'art 6', 'art 22', 'art 6', 'art 4', 'art 6', 'art 22', 'art 20', 'art 20']

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A far data da ieri martedì 25 settembre decorre il divieto per le pubbliche amministrazioni di disporre nuove assunzioni non previste nella programmazione del fabbisogno 2018, in ottemperanza a quanto già prescritto al comma 1 art. 22 del decreto Lgs 75/2017, fino a quando le stesse non adegueranno il piano alle linee guida della funzione pubblica approvate con decreto 8 maggio 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 2018.
L’adeguamento alle novità introdotte dall’art 4 del decreto Lgs 75/2017 (modifica dell’art 6 del D. Lgs 165/2001), comporta l’avvio di un procedimento che coinvolge le posizioni apicali dell’ente e l’amministrazione , tendente a:
a) una verifica delle professionalità esistenti all'interno dell'ente e di eventuali situazioni di esubero del personale;
b) la ricognizione dei vincoli finanziari sottesi alla gestione del personale contenuti nell'articolo 1, commi 557 e 562 della legge 296/2006 e dell'articolo 9, comma 28, del Dl 78/2010 per quanto riguarda le forme flessibili di lavoro e dei margini di manovra disponibili, tenuto conto anche delle capacità di bilancio;
c) l'analisi dei fabbisogni e l'individuazione dei profili professionali necessari, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, tenuto conto dell'evoluzione nell'organizzazione del lavoro e degli obiettivi strategici dell'amministrazione da perseguire nell'arco del mandato.
Superare il concetto di dotazione organica come contenitore statico dal quale partire per la definizione del fabbisogno di personale, risulta essere la priorità, che vincolano le amministrazioni al rispetto della spesa potenziale massima per il personale (spesa media nel triennio 2015/2017, depurata da quelle imputabile a spesa per lo straordinario, il fondo per le risorse decentrate, le spese per la formazione e le missioni, i buoni pasto, gli assegni al nucleo familiare o l'equo indennizzo, solo per citarne alcune.) sarà cura degli Uffici preposti (personale e ragioneria) predisporre i conteggi e relativi prospetti di aggregati spesa personale cui fare riferimento .
Il piano triennale del fabbisogno di personale rappresenta un atto di programmazione settoriale che gli enti locali sono chiamati a inserire nel DUP (documento unico di programmazione), alla luce anche delle modifiche apportate al principio contabile allegato 4/1 dal Dm 29 agosto 2018; nel caso in cui l’amministrazione ha previsto assunzioni nel piano occupazionale 2018 inserite nella programmazione triennale 2018-2020 precedentemente approvata, questa può definire e portare a termine le procedere di assunzioni, siano esse già avviate o da avviare entro la fine dell'anno.
Diversamente, gli enti interessati da processi di stabilizzazione, che :
a) non hanno approvato il programma triennale del fabbisogno di personale 2018-2020 e lavorano su quello 2017-2019;
b) hanno necessità di modificare il piano occupazionale 2018 inserendo nuove assunzioni;
c) non sono in regola con tutti gli adempimenti previsti dalla legge per le assunzioni.
non potranno procedere, sino all'approvazione del nuovo piano del fabbisogno del personale, attraverso una nota di aggiornamento al DUP e alla predisposizione del bilancio 2019-2020, a nuove assunzioni .
Si Invita tutto il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo determinato di riscontrare tempestivamente la propria posizione in ordine al piano triennale del fabbisogno personale che lo riguarda, approvato dalla rispettiva amministrazione ; ciò che interessa sono i fatti non gli annunci e le buone intenzioni .
Si concretizza il prossimo 25 settembre 2018 il passaggio tra il vecchio concetto di “dotazione organica” e il nuovo “piano triennale del fabbisogno del personale” a cui viene affidato l’assetto organizzativo delle pubbliche amministrazioni; entra così a regime l’art 4 del decreto 75/2017 che ha innovato l’art 6 del Dlgs 165/2001 e scatta il regime sanzionatorio (divieto di assunzione personale) prescritto dall’art 22 comma 1 del medesimo decreto 75/2017, in caso di mancato adempimento da parte delle amministrazioni interessate al nuovo orientamento del legislatore, che subordina le assunzioni a un’autorizzazione alla spesa (c.d. budget per le assunzioni) determinata proprio dal nuovo piano triennale del fabbisogno del personale . In sostanza il nuovo dettato dell’art 6 opera una sorta di inversione , per quanto concerne le necessità organizzative delle pubbliche amministrazioni, non è più la dotazione organica a definire il fabbisogno di personale ma è quest’ultimo a determinare la dotazione organica .
Il comma 1 dell’art 4 del decreto 75/2017 introduce molteplici modifiche all’art 6 del D.lgs 165/2001 e inserisce il nuovo comma 6 bis e 6 ter , quest’ultimo reca proprio le linee di indirizzo per la pianificazione dei fabbisogni di personale .
Al fine di adempiere alle prescrizioni previste dalle linee di indirizzo emanate con proprio decreto dal ministro per la Pubblica Amministrazione lo scorso 8 Maggio, gli enti locali per sganciarsi dal divieto di assunzione dovranno predisporre gli adempimenti a seguire, nel merito i responsabili che ricoprono posizione organizzativa all’interno dell’ente interessato, sono chiamati, ciascuno per quanto di competenza a:
indicare le concrete necessità presenti e future di profili professionali e come queste si coniugano con il piano della performance e con gli obbiettivi strategici, andando oltre la semplice sostituzione del personale cessato ;
indicare eventuali eccedenze di personale ed eventuali servizi da esternalizzare o internalizzare ;
spetta al responsabile del settore risorse umane, elaborare la dotazione organica finanziaria (spesa media personale nel triennio 2015/2017 imputata la titolo I del bilancio) superando quella numerica, aggiungendo tutte le altre spese del personale ;
verificare il rispetto dei limiti stanziati in bilancio , il non superamento della spesa media nel triennio 2015/2017 , indicare i limiti degli spazi assunzionali disponibili sia tempo indeterminato che flessibile .
Compito dell’organo esecutivo dell’ente (Giunta Comunale, etc.) ricevute le informazioni di cui sopra , è quello di procedere nella sua piena discrezionalità al riscontro delle richieste e degli spazi assunzionali disponibili, con i limiti delle risorse in bilancio a seguito del quale sarà definito il programma delle assunzioni indicando sia il tipo di approvvigionamento( a tempo indeterminato o flessibile) sia le modalità attuative (concorso, mobilità interna ed esterna, comando, trasformazione del tempo parziale a tempo pieno, stabilizzazione, selezione interna) .
Il piano triennale del fabbisogno del personale, munito del parere dell’organo di revisione contabile sulla compatibilità delle spese di personale con i vincoli di bilancio e di finanza pubblica, dovrà quindi essere inserito quale modifica al documento unico di programmazione DUP, da sottoporre al consiglio comunale cui spetta l’adozione quale integrazione al DUP 2019/2021, a seguito della quale si procederà alla sua pubblicazione in sul sito istituzionale dell’ente .
Ultimo adempimento è quello del suo invio al Sico (Il sistema informativo SICO è dedicato all’acquisizione dei flussi informativi previsti dal Titolo V del d.lgs. n.165/2001, riguardanti il personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche) entro 30 giorni dalla data di adozione , pena la nullità degli atti .
Per quanto sopra rappresentato, si sollecitano le Amministrazioni, i funzionari preposti e il personale interessati dalle porocedure di stabilizzazione, a porre in essere gli atti propedeutici alla definizione del piano triennale del fabbisogno del personale prima dell'entrata in vigore delle ristrette condizioni operative dettate dal decreto ministeriale sulle linee di indirizzo pubblicate in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 Maggio 2018, al fine di utilizzare al meglio la deroga all'apparato sanzionatorio prescritto all'art 22 comma 1 del D.Lgs 75/2017 come più volte sollecitato da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali .
comunicato stampa 27 agosto 2018
Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, diamo continuità alla nostra attività sindacale, prioritariamente incentrata su un’azione di principio, volta ad affermare la certezza del diritto maturato dal personale dipendente della Pubblica Amministrazione e in servizio presso gli enti locali e non, sul territorio della Regione Siciliana con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato, al fine di avviare e portare a conclusione entro il prossimo 31 Dicembre le procedure di stabilizzazioni, mediante conversione degli stessi a tempo indeterminato, ai sensi dell’art 20 comma 1 del decreto n. 75/2017, come meglio esplicitato dalle direttive del Ministero per la Funzione Pubblica con propria circolare 3/2017. Di fatto, l’attenzione volge lo sguardo alla posizione giuridica cui viene a trovarsi il lavoratore dipendente interessato, prima e dopo la procedura di stabilizzazione; una condizione che non può essere di secondo piano, stante che la stessa sarà assoggettata a disposizioni di legge che regolamentano sia l’aspetto normativo che contributivo, a secondo se il rapporto di lavoro a tempo indeterminato è da considerare come “nuova assunzione” o meno; nel merito si richiama la circolare ministeriale n. 5/2008 che definisce il concetto di stabilizzazione e delinea i tratti distintivi della stessa. Per queste ragioni siamo determinati a difendere e tutelare diritti acquisiti al fine di non pregiudicare l’anzianità di servizio maturata e i diritti a questa correlati, tanto più in un contesto normativo a noi favorevole com’è l’art 20 comma 1 del decreto 75/2017, dal legislatore esitato e approvato a tutela e riconoscimento delle professionalità e delle competenze maturate in trentasei mesi di servizio prestato, nel nostro caso in trent’anni di precariato. Come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali andiamo avanti con la giusta e fondata conoscenza in materia, portando avanti un confronto costruttivo di apertura e non di preclusione con tutte le istituzioni preposte (Comuni, Regione, Stato) e di cui vi renderemo conto nelle settimane a seguire, al contempo pretendiamo dalla categoria, senza che questa si abbandoni a facili ottimismi o si addentri in ragionamenti precostituiti da altri, il massimo della condivisione e del sostentamento.
Corre l'obbligo fare delle precisazioni in ordine ai chiarimenti richiesti da questa segreteria MGL Regione e Autonomie Locali, esplicitati nel comunicato stampa pubblicato lo scorso 30 Giugno e riscontrati dal Dipartimento Regionale Autonomie Locali con nota prot. n. 9650 pubblicata ieri 9 luglio sul sito istituzionale dell'assessorato regionale .
A tal uopo si ribadisce che, mai questa organizzazione ha agito in funzione di questa o quell'altra forza politica, anzi, se ancora oggi continuiamo ad essere punto di riferimento e proprio perchè abbiamo portato avanti e custodito negli anni un'azione sindacale aperta che interloquisce con tutti perchè consapevoli che agisce e parla a nome di una platea che contempla una moltitudine e diversificata presenza di soggetti accomunati solo da un unico destino e un obiettivo da conseguire, pertanto non riteniamo che le considerazioni fatte siano "di natura politica", ma bensì rappresentano il libero pensiero di chi scrive .
Nulla di personale ma solo annotare l'uso improprio di termini che può generare conflittualità e distrazione, come quella di non rappresentare al meglio la diversità che passa tra lavoratore ASU e lavoratore dipendente, presso le sedi istituzionali chiamate a cogliere la natura giuridica dei due rapporti d'impiego; questo a ragione di quanto in riportato nel comunicato stampa del 30 Giugno 2018, ovvero che, sulla problematica gravano più responsabilità politiche che amministrative imputabili ai funzionari, per scelte che l'assessore poteva fare e non ha fatto, ma che è sempre nelle condizioni di fare .
Oggi possiamo comunque affermare che ancora una volta come segreteria MGL Regione e Autonomie Locali non improvvisiamo ma agiamo con consapevolezza e conoscenza, prova nè e la rettifica operata dagli Uffici del Dipartimento Autonomie Locali in ordine a quanto da noi attenzionato, a cui rivolgiamo la nostra gratitudine per la disponibilità e attenzione sempre riservataci .
Ciò premesso, si rende noto agli enti che hanno definito le procedure di stabiulizzazione con immissione in ruolo del personale precario interessato, di procedere alla richiesta delle trimestralità con le stesse modalità operate per il personale a tempo determinato fino a nuove disposizioni , stante che il fondo a cui fare riferimento è lo stesso .