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Timestamp: 2017-11-23 05:26:14+00:00
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Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza n. 28451 depositata il 19 luglio 2011. La notificazione di un atto di cui sia destinatario l’imputato o altra parte privata, in ogni caso in cui esso possa o debba essere consegnato al difensore, può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell’art. 148, comma 2-bis, c.p.p.
By Avv. Renato D'Isa on 23 luglio 2011 • ( Lascia un commento )
Corte di Cassazione – S.U.P. – Sentenza 19 luglio 2011, n. 28451. La notificazione di un atto di cui sia destinatario l’imputato o altra parte privata, in ogni caso in cui esso possa o debba essere consegnato al difensore, può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell’art. 148, comma 2-bis, c.p.p.
Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza n. 28451 depositata il 19.7.2011
Con un unico motivo il ricorrente proponeva le eccezioni di nullità della notifica dell’udienza camerale dinanzi al Tribunale del riesame, deducendo che la notifica doveva essere eseguita, ai sensi dell’art. 157[1] cod. proc. pen., presso il domicilio eletto dall’indagato e non presso il difensore, ai sensi dell’art. 161[2], comma 4, cod. proc. pen . In ogni caso la notifica dell’avviso dell’udienza camerale non poteva essere effettuata a mezzo telefax, essendo tale modalità consentita per la notificazione di atti dei quali il difensore sia d i rettamente destinatario.
La sesta sezione penale rimetteva il ricorso alle Sezioni Unite con la seguente questione di diritto, ovvero: se la notificazione di un atto destinato all’imputato o ad altra parte privata, in ogni caso in cui la consegna debba essere fatta al difensore, possa essere eseguita con telefax o con altri mezzi idonei, a norma dell’art. 148[3], comma 2-bis, cod. proc. pen..
Le sezioni Unite, conformemente all’ordinanza di remissione, dava atto dell’esistenza di due contrapposti indirizzi interpretativi sulla questione.
Le pronunce che hanno escluso la legittimità della notificazione a mezzo telefax, diretta alla parte, ma eseguita presso il difensore, si riferiscono a casi nei quali il difensore era stato nominato domiciliatario dall’imputato o indagato (Sez. 2, n. 2827 del 10/12/2008, dep. 21/01/2009; Sez. 2, n. 5648 del 11/02/200,; Sez. 3, n. 16610 del 05/04/2005, tutte rese nell’ambito di procedure di riesame).
L’indirizzo interpretativo citato fa perno, in particolare, sulla previsione dell’art. 150[4] cod. proc. pen., osservando che l’uso di sistemi alternativi a quello ordinariamente previsto per le notifiche è consentito dalla disposizione citata solo nell’ipotesi in cui la notificazione sia destinata a «persona diversa dall’imputato».
Le sentenze che hanno, invece, concluso per la legittimità di tale modalità di notificazione si riferiscono tutte a casi nei quali la notificazione è stata eseguita ai sensi dell’art. 161, comma 4, cod. proc. pen., per la rilevata impossibilità di eseguire la notificazione nel domicilio determinato a norma del comma 2 ovvero di mancanza, insufficienza o inidoneità della dichiarazione nei casi previsti dai commi 1 e 3 (Sez. 3, n. 46703 del 03/11/2009, dep. 03/12/2009; Sez. 1, n. 40324 del 24/09/2008, dep. 29/10/2008; Sez. 5, n. 20586 del 12/04/2007, dep. 25/05/2007).
Orbene si legge nella sentenza, facendo riferimento al primo indirizzo interpretativo, che solo dalla interpretazione dell’art. 148, comma 2-bis, cod. proc. pen., quale disposizione di carattere generale in ordine alle modalità di notificazione degli atti o degli avvisi che devono essere ricevuti dai difensori, e dalla individuazione del rapporti di tale norma con l’art. 150 stesso codice deriva necessariamente che anche le notificazioni effettuate nei confronti del difensore, nella qualità di domiciliatario, a qualsiasi titolo, dell’imputato o indagato, possono essere eseguite ai sensi della disposizione citata.
Oltretutto, si continua a leggere, tale interpretazione trova un riscontro, difficilmente sormontabile, nell’art. 157, comma 8-bis, cod. proc. Pen.
Il riferimento all’art. 148, comma 2-bis, cod. proc. peno non può essere inteso come espressione della volontà del legislatore di escludere la possibilità di effettuare la notificazione con mezzi tecnici idonei, eseguita presso il difensore ma diretta all’assistito, in ogni altro caso diverso da quello previsto dal comma 8-bis dell’art. 157, ma piuttosto nel senso di chiarire che tale modalità di notificazione è generalmente impiegabile per le notifiche successive alla prima di cui sia destinatario l’imputato e consegnatario il difensore.
Inoltre i Giudici hanno affermato che a proposito del telefax […] va ancora osservato che si tratta di uno strumento tecnico che dà assicurazioni in ordine alla ricezione dell’atto da parte del destinatario, attestata dallo stesso apparecchio di trasmissione mediante il cosiddetto “OK” o altro simbolo equivalente (v. Sez. 2, n. 24798 del 03/06/2010, dep. 01/07/2010, secondo la quale per il perfezionamento della notificazione non è richiesta la conferma da parte del destinatario dell’avvenuta ricezione, essendo all’uopo sufficiente il rapporto di positiva trasmissione)
Alla stregua delle considerazioni svolte nella pronuncia, è stato, pertanto, emesso il seguente principio: «la notificazione di un atto di cui sia destinatario l‘imputato o altra parte privata, in ogni caso in cui esso possa o debba essere consegnato al difensore, può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell‘art. 148, comma 2-bis, c.p.p.».
Sicché, nel caso in esame, la notificazione eseguita a mezzo telefax dinanzi al Tribunale del riesame all’imputato presso il suo difensore è stata ritenuta regolare.
Sorrento 23/7/2011. Avv. Renato D’Isa
[1] Articolo 157 – Prima notificazione all’imputato non detenuto
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 161 e 162 , la prima notificazione all’ imputato non detenuto e` eseguita mediante consegna di copia alla persona. Se non e` possibile consegnare personalmente la copia, la notificazione e` eseguita nella casa di abitazione o nel luogo in cui l’imputato esercita abitualmente l’attivita` lavorativa, mediante consegna a una persona che conviva anche temporaneamente o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.
2. Qualora i luoghi indicati nel comma 1 non siano conosciuti, la notificazione e` eseguita nel luogo dove l’imputato ha temporanea dimora o recapito, mediante consegna a una delle predette persone.
3. Il portiere o chi ne fa le veci sottoscrive l’originale dell’atto notificato e l’ufficiale giudiziario da` notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.
5.L’autorita` giudiziaria dispone la rinnovazione della notificazione quando la copia e` stata consegnata alla persona offesa dal reato e risulta o appare probabile che l’imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell’atto notificato.
6. La consegna alla persona convivente, al portiere o a chi ne fa le veci e` effettuata in plico chiuso e la relazione di notificazione è effettuata nei modi previsti dall’articolo 148, comma 3 . (1)
8. Se neppure in tal modo e` possibile eseguire la notificazione, l’atto e` depositato nella casa del comune dove l’imputato ha l’abitazione, o, in mancanza..di questa, del comune dove egli esercita abitualmente la sua attivita` lavorativa. Avviso del deposito stesso e` affisso alla porta della casa di abitazione dell’imputato ovvero alla porta del luogo dove egli abitualmente esercita la sua attivita` lavorativa. L’ufficiale giudiziario da` inoltre comunicazione all’imputato dell’avvenuto deposito a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.
8 bis. Le notificazioni successive sono eseguite, in caso di nomina di difensore di fiducia ai sensi dell’articolo 96, mediante consegna ai difensori. Il difensore può dichiarare immediatamente all’autorità che procede di non accettare la notificazione. Per le modalità della notificazione si applicano anche le disposizioni previste dall’articolo 148, comma 2 bis. (2)
(1) Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 174, D.Lgs. 30.06.2003, n. 196, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:
“6.La consegna alla persona convivente, al portiere o a chi ne fa le veci e` effettuata in plico chiuso e la relazione di notificazione è scritta all’esterno del plico stesso.”.
(2) Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 2, D.L. 21.02.2005, n. 17, come modificato dall’allegato alla L. 22.04.2005, n. 60 con decorrenza dal 24.04.2005
[2] Articolo 161 – Domicilio dichiarato, eletto o determinato per le notificazioni
1. Il giudice, il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, nel primo atto compiuto con l’intervento della persona sottoposta alle indagini o dell’imputato non detenuto ne` internato, lo invitano a dichiarare uno dei luoghi indicati nell’articolo 157 comma 1 ovvero a eleggere domicilio per le notificazioni, avvertendolo che, nella sua qualita` di persona sottoposta alle indagini o di imputato, ha l’obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto e che in mancanza di tale comunicazione o nel caso di rifiuto di dichiarare o eleggere domicilio, le notificazioni verranno eseguite mediante consegna al difensore. Della dichiarazione o della elezione di domicilio, ovvero del rifiuto di compierla, e` fatta menzione nel verbale .
2. Fuori del caso previsto dal comma 1, l’invito a dichiarare o eleggere domicilio e` formulato con l’ informazione di garanzia o con il primo atto notificato per disposizione dell’autorita` giudiziaria. L’imputato e` avvertito che deve comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto e che in caso di mancanza, di insufficienza o di inidoneita`della dichiarazione o della elezione, le successive notificazioni verranno esegiute nel luogo in cui l’atto e` stato notificato.
3. L’imputato detenuto che deve essere scarcerato per causa diversa dal proscioglimento definitivo e l’imputato che deve essere dimesso da un istituto per l’esecuzione di misure di sicurezza, all’atto della scarcerazione o della dimissione ha l’obbligo di fare la dichiarazione o l’elezione di domicilio con atto ricevuto a verbale dal direttore dell’istituto. Questi lo avverte a norma del comma 1, iscrive la dichiarazione o elezione nell’apposito registro e trasmette immediatamente il verbale all’autorita` che ha disposto la scarcerazione o la dimissione.
4. Se la notificazione nel domicilio determinato a norma del comma 2 diviene impossibile, le notificazioni sono eseguite mediante consegna al difensore. Nello stesso modo si procede quando, nei casi previsti dai commi 1 e 3, la dichiarazione o l’elezione di domicilio mancano o sono insufficienti o inidonee. Tuttavia, quando risulta che, per caso fortuito o forza maggiore, l’imputato non e` stato nella condizione di comunicare il mutamento del luogo dichiarato o eletto, si applicano le disposizioni degli articoli 157 e 159. (1)
(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 5, D.Lgs. 14.01.1991 n. 12 (G.U. 16 .01.1991 n. 13).
[3] Articolo 148 – Organi e forme delle notificazioni
1.Le notificazioni degli atti, salvo che la legge disponga altrimenti , sono eseguite dall’ufficiale giudiziario o da chi ne esercita le funzioni.
2. Nei procedimenti con detenuti ed in quelli davanti al tribunale del riesame il giudice può disporre che, in caso di urgenza, le notificazioni siano eseguite dalla Polizia penitenziaria del luogo in cui i destinatari sono detenuti, con l’osservanza delle norme del presente titolo. (2)
2 bis, L’autorità giudiziaria può disporre che le notificazioni o gli avvisi ai difensori siano eseguiti con mezzi tecnici idonei. L’ufficio che invia l’atto attesta in calce ad esso di avere trasmesso il testo originale. (3)
[2 ter. Nei procedimenti avanti al tribunale per il riesame il giudice può disporre che, in caso di urgenza, le notificazioni siano eseguite dalle sezioni della polizia giudiziaria presso le procure della Repubblica con le medesime modalità di cui al comma 2.] (3) (6)
3. L’atto è notificato per intero, salvo che la legge disponga altrimenti, di regola mediante consegna di copia al destinatario oppure, se ciò non è possibile, alle persone indicate nel presente titolo. Quando la notifica non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, l’ufficiale giudiziario o la polizia giudiziaria consegnano la copia dell’atto da notificare, fatta eccezione per il caso di notificazione al difensore o al domiciliatario, dopo averla inserita in busta che provvedono a sigillare trascrivendovi il numero cronologico della notificazione e dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto. (4)
4.La consegna di copia dell’atto all’interessato da parte della cancelleria ha valore di notificazione. Il pubblico ufficiale addetto annota sull’originale dell’atto la eseguita consegna e la data in cui questa é avvenuta.
5.La lettura dei provvedimenti alle persone presenti e gli avvisi che sono dati dal giudice verbalmente agli interessati in loro presenza sostituiscono le notificazioni, purché ne sia fatta menzione nel verbale . (1)
5 bis. Le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito consegnati non in busta chiusa a persona diversa dal destinatario recano le indicazioni strettamente necessarie. (5)
(1) Il presente comma è stato così sostituito dall’art. 1 D.Lgs. 14.01.1991, n. 13 (G.U. 16.01. 1991, n. 12).
(2) Il presente comma prima sostituito dall’ art. 3, L. 26.03.2001, n. 128, poi modificato dall’ art. 9, D.L. 18.10.2001, n. 374, è stato, poi, così sostituito dall’art. 17, D.L. 27.07.2005, n. 144, con decorrenza dal 28.07.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:
“2. Nei procedimenti con detenuti, il giudice può disporre che le notificazioni siano eseguite dalla polizia giudiziaria, con l’osservanza delle norme del presente titolo.”
(3) Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 9, D.L. 18.10.2001, n. 374, con decorrenza dal 19.12.2001.
(4) Il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 174, D.Lgs. 30.06.2003, n. 196, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:
“3. L’atto è notificato per intero , salvo che la legge disponga altrimenti.”
(5) Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 174, D.Lgs. 30.06.2003, n. 196, con decorrenza dal 01.01.2004.
(6) Il presente comma è stato abrogato dall’art. 17, D.L. 27.07.2005, n. 144, con decorrenza dal 28.07.2005.
[4] Articolo 150 – Forme particolari di notificazione disposte dal giudice
1.Quando lo consigliano circostanze particolari, il giudice può prescrivere, anche di ufficio, con decreto motivato in calce all’atto, che la notificazione a persona diversa dall’imputato sia eseguita mediante l’impiego di mezzi tecnici che garantiscano la conoscenza dell’atto.
2.Nel decreto sono indicate le modalità necessarie per portare l’atto a conoscenza del destinatario.
Categorie:Cassazione penale 2011, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite
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