Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/12-7/Associazioni+dei+consumatori
Timestamp: 2020-03-28 08:36:31+00:00
Document Index: 37175295

Matched Legal Cases: ['art. 1469', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 1469', 'art. 140', 'art. 37', 'art. 140', 'art 137', 'art. 140', 'art. 37']

E’ vessatoria in relazione al disposto di cui all'art. 1469 bis codice civile, nella formulazione antecedente alla riforma introdotta dal d.lgs. n. 206/2005, la clausola che prevede in danno del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, laddove rimette al mero giudizio unilaterale dell’intermediario la decisione di cessare il pagamento degli interessi al verificarsi di un “default” dello stato che ha emesso le obbligazioni sottoscritte dall’investitore; detta clausola deve pertanto essere dichiarata nulla e, in presenza di relativa richiesta da parte di associazione dei consumatori intervenuta in giudizio, deve esserne inibito l’uso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 31 Marzo 2010. Segue...
In base all’art. 140 del Codice del Consumo, le associazioni a tutela dei consumatori iscritte nell’apposito elenco sono legittimate ad agire in via diretta ed autonoma quando siano pregiudicati gli interessi collettivi dei consumatori, intendendosi per tali quelli che non attengono alla somma degli interessi di individui lesi da una specifica violazione, bensì quei diritti soggettivi collettivi, superindividuali, pertinenti la sfera soggettiva di più individui in relazione alla loro qualificazione e che assurgono al rango di interessi collettivi nel momento in cui il legislatore attribuisce la loro tutela ad enti esponenziali. Da tali diritti devono pertanto essere distinti quelli di cui i singoli individui lesi sono titolari e che possono ricevere tutela a livello individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Dicembre 2009, n. 0. Segue...
L’azione inibitoria di cui all’art. 140 del Codice del Consumo, che può essere esperita dalla associazioni dei consumatori al fine di correggere od eliminare gli effetti pregiudizievoli delle violazioni, può avere ad oggetto anche l’imposizione di un facere. (Nel caso di specie, la società convenuta aveva comunicato ai propri clienti che - contrariamente al vero - per effetto del fallimento Lehman Brothers sarebbe stato a rischio il rimborso del capitale investito in polizze vita ed aveva contestualmente formulato una proposta di transazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Dicembre 2009, n. 0. Segue...
In tema di azione collettiva, proposta, nella vigenza dell'art. 1469 sexies cod.civ., da una o più associazioni rappresentative dei consumatori, l'inibitoria dell'uso delle clausole vessatorie produce effetti anche sui contratti già stipulati al momento della pronuncia giudiziale, sia perché l'eliminazione delle clausole vessatorie da tutti i contratti che le contengono è coerente con la finalità attribuita dal legislatore comunitario all'azione collettiva sia perché l'applicazione del divieto ai contratti ad esecuzione differita o con durata reiterabile, vigenti al momento dell'adozione dell'inibitoria (come quelli bancari), realizza la funzione preventiva propria di questo specifico strumento di tutela, escludendo la necessità di ricorrere all'azione individuale per espungere, in concreto, dai singoli regolamenti negoziali, le condizioni colpite dal provvedimento giudiziale. Cassazione civile, sez. I, 21 Maggio 2008, n. 0. Segue...
Azione inibitoria ex art. 140 codice del consumo – Associazioni dei consumatori – Ambito di applicazione e contenuto – Cessazione della condotta lesiva – Obbligo di astensione da comportamenti antigiuridici – Clausola di capitalizzazione degli interessi – Ricalcalo della esposizione debitoria previa depurazione della capitalizzazione trimestrale.
Sebbene l’art. 37 del codice del consumo faccia riferimento sia alle azioni promosse dalle associazioni dei consumatori sia a quelle promosse dalle associazioni dei professionisti e dalle camere di commercio, esso si applica soltanto alle azioni promosse da questi secondi soggetti, posto che i primi ricadono nell’ambito di applicazione dell’art. 140. Con la conseguenza, sul piano applicativo, che le azioni così promosse da tali soggetti saranno diverse sia per l’ambito soggettivo sia per quello oggettivo. Le associazioni dei consumatori (quali l’Adiconsum) sono legittimate ad agire a tutela dei diritti e degli interessi collettivi, solo in quanto iscritte nell’elenco di cui all’art 137 e secondo le modalità di cui all’art. 140 il quale, a differenza dell’art. 37, oltre all’azione inibitoria ed accanto alla pubblicazione del provvedimento, prevede l’adozione di misure correttive idonee ad eliminare e correggere gli effetti dannosi delle violazioni accertate. Pertanto, le c.d. azioni di interesse collettivo a contenuto inibitorio, di cui alle richiamate disposizioni, mirano, da un lato, a fare cessare le condotte illecite già in essere e dall’altro ad imporre all’autore della condotta lesiva degli interessi dei consumatori un obbligo di astensione per l’avvenire da comportamenti dei quali sia stata accertata l’antigiuridicità. (Nella specie, il tribunale ha ordinato alla banca convenuta di astenersi dal respingere le istanze avanzate da titolari di rapporto di conto corrente (consumatori) finalizzate al ricalcolo della esposizione debitoria previa depurazione della capitalizzazione trimestrale ovvero quelle dirette alla ripetizione di somme corrisposte in eccedenza in virtù della applicata capitalizzazione trimestrale a debito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 20 Febbraio 2008. Segue...
Le azioni alle quali sono legittimate le associazioni di consumatori ed utenti ex L. 281/1998 non possono definirsi «class action», essendo invece azioni a tutela di un interesse diffuso riconducibile ad una determinata categoria di consumatori di cui l'associazione si può far carico a livello collettivo. Nel caso in cui la domanda svolta dai singoli risparmiatori attiene ad un diritto personale (e non collettivo) proprio di ciascuno di loro, non possono ravvisarsi gli estremi per una legittimazione dell'associazione o del comitato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02 Agosto 2005, n. 0. Segue...