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Timestamp: 2020-01-25 10:49:36+00:00
Document Index: 175898576

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 18', 'art.53', 'art.10', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 13']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 gennaio 2020, n. 317 - L'esercizio occasionale dell’attività professionale senza obbligo di iscrizione alla Cassa Forense comporta l'iscrizione obbligatoria alla Gestione separata Inps - Studio Cerbone
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 gennaio 2020, n. 317
Previdenza – Avvocato – Esercizio occasionale dell’attività professionale – Iscrizione all’Albo senza obbligo di iscrizione alla Cassa Forense – Obbligo di contribuzione alla Gestione separata Inps – Condizioni
che la Corte d’appello di Palermo ha confermato, con diversa motivazione, la pronuncia di primo grado resa dal tribunale di Termini Imerese che aveva accolto la domanda dell’avvocato R.D. che aveva chiesto dichiararsi illegittima la propria iscrizione nella Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, L. n. 335/1995, con conseguente accertamento negativo del debito contributivo, il cui pagamento era preteso dall’INPS in relazione all’attività libero professionale svolta senza che lo stesso professionista, pur iscritto all’Albo Forense, fosse iscritto alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense;
che R.D. ha resistito con controricorso;
che, con l’unico motivo di censura, l’Istituto ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 3, comma 26-31, L. n. 335/1995, e dell’art. 18, comma 1 e 2, d.l. n. 98/2011 (conv. con L. n. 111/2011), dell’art.53 d.P.R. 917/1986 modificato dal d.lgs. 344/2003, degli art.10, 11 e 22, L. 576/1980, dell’art. 21, comma 10 L. 247/2012 per avere la Corte di merito ritenuto che non sussista alcun obbligo di iscriversi alla Gestione separata presso l’INPS a carico del professionista avvocato che, pur esercitando la libera professione, non possa iscriversi alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense;
che il motivo di ricorso è manifestamente fondato, essendosi ormai consolidato il principio di diritto secondo cui “gli avvocati iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie che, svolgendo attività libero professionale priva del carattere dell’abitualità, non hanno – secondo la disciplina vigente “ratione temporis”, antecedente l’introduzione dell’automatismo della iscrizione – l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della L. n. 335 del 1995, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale (Cass.n. 32167/2018; n. 32166/ 2018; n. 32508/2018);
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1-bis dello stesso 13.
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