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Timestamp: 2019-08-21 18:48:45+00:00
Document Index: 50654255

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 81', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 52', 'art. 81', 'art. 13', 'art. 81', 'art. 81']

DPR 13-02-2004 - Normativa Nazionale
D.P.R. 13/02/2004
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 FEBBRAIO 2004
(GU n. 47 del 26-2-2004)
Autorizzazione alla costruzione e all'esercizio delle opere di cui al progetto di variante del tracciato dell'elettrodotto Matera-S. Sofia.
- Visti gli articoli 80, 81, 82, 83 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 «Attuazione della delega di cui all'art. 1 della Legge 22 luglio 1975, n. 382», e successive modificazioni ed integrazioni;
- Visto in particolare, l'art. 81, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, che prevede nell'ipotesi di mancata realizzazione dell'intesa la possibilità di provvedere, sentita la commissione interparlamentare per le questioni regionali, con Decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro o dei Ministri competenti per materia;
-Visto l'art. 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383 «Regolamento recante disciplina dei procedimenti di localizzazione delle opere di interesse statale», che disciplina il procedimento per la localizzazione delle suddette opere nelle ipotesi di difformità dagli strumenti urbanistici e di mancato perfezionamento dell'intesa tra lo Stato e la regione interessata sull'accertamento della conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi;
-Visto in particolare il comma 4 del predetto art. 3, che prevede il ricorso alla procedura di cui all'art. 81, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, in mancanza dell'unanimità in sede della Conferenza dei servizi convocata ai sensi dell'art. 3, comma 1;
-Visto l'art. 1-sexies del Decreto-Legge 29 agosto 2003, n. 239, aggiunto dalla Legge di conversione 27 ottobre 2003, n. 290, concernente «Semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per le reti nazionali di trasporto dell'energia»;
- Visto l'art. 9 del Decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342, e le disposizioni del testo unico sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775;
-Vista la Legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni ed integrazioni;
-Visto l'art. 2 della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi;
- Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 in materia di valutazione di impatto ambientale, e successive modificazioni ed integrazioni;
-Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988, in materia di impatto ambientale, e successive modificazioni ed integrazioni;
-Vista la Circolare del Ministero dei lavori pubblici 4 giugno 1996, n. 4294/25;
-Visto l'art. 52, comma 1 del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
- Visto il Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, attuativo della direttiva 96/92/CE che ha disciplinato il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica, riservando allo Stato le attività di trasmissione e dispacciamento, attribuite in concessione al Gestore della rete di trasmissione nazionale;
-Vista la Legge 22 febbraio 2001, n. 36, Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici;
-Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992, in materia di limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico, e successive modificazioni ed integrazioni;
-Visto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003, in materia di limiti di esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti;
-Vista la nota prot. n. 236 del 2 aprile 2003 avente ad oggetto «Elettrodotto a 380 kV Matera-S. Sofia. Progetto di variante ricadente nei comuni di Melfi e Rapolla» (provincia di Potenza), con cui il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha proposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il ricorso alla procedura di cui all'art. 81, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;
- Visto il progetto di variante al tracciato originario della linea elettrica 380 kV Matera-S. Sofia, approvato con Decreto ministeriale dei lavori pubblici n. 780/1992, ricadente nei comuni di Rapolla e Melfi, trasmesso al Ministero delle infrastrutture e trasporti, al provveditorato regionale alle opere pubbliche per la Basilicata ed alla regione Basilicata - Dipartimento ambiente e territorio in data 11 dicembre 2001 ai fini del rilascio del Decreto di autorizzazione;
- Visto il progetto di variante al tracciato originario della linea elettrica 380 kV Matera-S. Sofia, ricadente nei comuni di Rapolla e Melfi, comprensivo delle prescrizioni formulate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della regione Basilicata, depositato ai fini della pronuncia di compatibilità ambientale, procedura di fase di verifica «screening» presso la regione Basilicata in data 31 luglio 2003 ed inviato, in pari data, ai comuni di Rapolla e Melfi per la pubblicazione presso l'albo pretorio, ai sensi della Legge regione Basilicata 14 dicembre 1998, n. 47;
-l'Enel S.p.a. è stata autorizzata, in data 6 novembre 1992, con Decreto del Ministero dei lavori pubblici n. 790 (successivamente prorogato dai decreti numeri 472/Sc del 29 maggio 1997, 11277/Sc del 5 novembre 1999, 10581/Sc del 3 novembre 2000, 8940/Sc del 5 novembre 2001, 5116/Sc del 5 settembre 2002) a costruire un elettrodotto a 380 kV della lunghezza complessiva di circa 207 km, per il collegamento della stazione di S. Sofia (Caserta) alla stazione di Matera, comprensivo di un tratto di 78 km nell'ambito territoriale della regione Basilicata (59 km nella provincia di Potenza, 19 nella provincia di Matera);
- la realizzazione di tale intervento è ricompresa nel programma delle infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale di cui all'allegato 4 (piano di interventi nel comparto energetico) della delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001;
-i lavori, iniziati nel 1993, hanno subito rallentamenti nei tratti ricadenti nel territorio della regione Basilicata, ove i comuni di Rapolla, di Barile e di Melfi hanno più volte emanato provvedimenti di sospensione dei lavori di realizzazione dell'elettrodotto, successivamente censurati dal T.A.R. e dal Consiglio di Stato;
-in data 14 settembre 2000, la T.E.R.Na. S.p.a. - Trasmissione elettrica rete nazionale - (Gruppo Enel), costituita in attuazione dell'art. 13 del Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, sul riassetto del settore elettrico e succeduta a titolo particolare all'Enel S.p.a., in quanto conferitaria del ramo di azienda relativo alla proprietà della rete elettrica di trasmissione nazionale della quale fa parte l'elettrodotto Matera-S. Sofia, ha richiesto alla regione Basilicata la proroga del nulla-osta paesaggistico per il completamento dei lavori nei comuni di Rapolla, Melfi e Rionero in Vulture sul cui territorio erano già stati installati quasi tutti i sostegni;
-in data 23 marzo 2000, la regione Basilicata, su insistente richiesta dei comuni di Rapolla e di Melfi di allontanamento dell'elettrodotto rispetto alle abitazioni esistenti, ha convocato un apposito «tavolo di lavoro», composto da rappresentanti della regione, della provincia di Potenza, dei comuni di Barile, Rapolla e Melfi e della T.E.R.Na. S.p.a., per studiare una variante al tracciato originario;
-nella riunione conclusiva del 19 ottobre 2001 «il tavolo di lavoro» ha presentato la soluzione alternativa, IV variante (denominata piccola variante). Il nuovo tracciato, della lunghezza di circa 6 km, allontana di 80/90 metri i conduttori dalle abitazioni esistenti. Inoltre, nell'elaborato tecnico redatto dai periti si afferma che l'ipotesi di variante individuata «garantisce livelli ottimali di protezione della popolazione contro le esposizioni ai campi elettromagnetici prodotti dalla linea in oggetto;
- riduce notevolmente l'impatto globale dell'elettrodotto sul territorio dei comuni interessati;
- non preclude, in particolare nel territorio del comune di Rapolla, la futura espansione di aree destinate ad essere ulteriormente urbanizzate;
- comporta lo smantellamento di ben sei tralicci già realizzati nel territorio di Rapolla (193, 194, 195, 196, 197 e 198) ed il loro definitivo spostamento in aree periferiche ai margini del territorio comunale»;
-per ottemperare alle determinazioni assunte nel «tavolo di lavoro», suddetto, la T.E.R.Na. S.p.a., in data 30 novembre 2001, ha richiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l'autorizzazione per la realizzazione della variante riguardante il tratto di elettrodotto che attraversa il territorio dei comuni di Rapolla e di Melfi;
- in data 10 aprile 2002, la T.E.R.Na. S.p.a. ha richiesto alla regione Basilicata il nulla-osta paesaggistico per la realizzazione della variante al tracciato originario dell'elettrodotto;
-il provveditorato alle opere pubbliche della Basilicata, con nota del 15 aprile 2002, ha convocato, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 383/1994, una Conferenza di servizi per l'acquisizione dei pareri, assensi, concertazioni, nulla osta ovvero atti comunque denominati relativi al rilascio della autorizzazione richiesta dalla T.E.R.Na. S.p.a. per la realizzazione della variante (c.d. «piccola variante») ricadente nei comuni di Rapolla e Melfi;
-la Conferenza di servizi, svoltasi in data 16 maggio 2002 ed in data 27 giugno 2002, ha avuto esito negativo, a seguito del dissenso espresso dai comuni di Rapolla e di Melfi e dalla provincia di Potenza, i quali si sono inoltre fatti promotori di una nuova variante al tracciato originario, denominata «grande variante»;
-successivamente all'espletamento della Conferenza di servizi, la regione Basilicata, Dipartimento ambiente e territorio - ufficio urbanistica e tutela del paesaggio, ha emesso, in data 30 luglio 2002, il provvedimento n. 16280/75C con cui rilasciava nulla-osta paesaggistico per la variante nei territori comunali di Rapolla e Melfi;
-in data 20 settembre 2002, la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata ha annullato, con Decreto n. 48182, l'autorizzazione paesaggistica relativa alle varianti rilasciata dalla regione Basilicata, con la motivazione della «negativa sovrapposizione prospettica al contesto dei luoghi»;
- il provveditorato regionale alle opere pubbliche per la Basilicata, in data 3 settembre 2002, con nota prot. n. 4739, ha rimesso i verbali e gli atti della Conferenza di servizi, tenutasi nelle sedute del 16 maggio e 27 giugno 2002, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per il coordinamento dello sviluppo del territorio, per le politiche del personale e per gli affari generali, per la valutazione dei dissensi dei comuni di Rapolla e di Melfi e della provincia di Potenza;
- il Ministero delle infrastrutture, in data 2 ottobre 2002, con nota n. 599, ha rinviato gli atti al provveditorato regionale alle opere pubbliche per la Basilicata al fine di concludere il procedimento di intesa di cui all'art. 81 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977, come modificato dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 383/1994, acquisendo il nulla osta paesaggistico di competenza regionale e respingendo le opposizioni dei comuni di Rapolla e di Melfi e della provincia di Potenza;
-con nota prot. n. 236 del 2 aprile 2003, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, rilevato il mancato raggiungimento dell'intesa Stato-regione, ha proposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il ricorso alla procedura di cui all'art. 81, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;
- a seguito della trasmissione degli atti da parte del Ministro delle infrastrutture, la Presidenza del Consiglio - Dipartimento per il coordinamento amministrativo, competente per l'istruttoria, ha acquisito gli elementi informativi e le posizioni dei soggetti interessati (Ministeri delle infrastrutture, attività produttive, beni e attività culturali - Soprintendentenza per i beni architettonici ed il paesaggio della regione Basilicata, regione Basilicata, provincia di Potenza, comuni di Melfi, Rapolla e Barile, T.E.R.Na. S.p.a. e GRTN) nel corso di quattro riunioni svoltesi in data 1° e 24 luglio e 20 e 29 ottobre 2003;
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