Source: http://ilcarcerepossibileonlus.it/pagina_menu.php?macro=8&sub=8
Timestamp: 2018-08-19 13:29:36+00:00
Document Index: 71834427

Matched Legal Cases: ['art. 656', 'art. 11', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 69', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3']

"FATE PRESTO". Dal 15 marzo 2012 presso la Camera Penale di Napoli sono stati collocati 2 striscioni di 5 metri con l'enorme scritta "FATE PRESTO" e l'indicazione del numero dei morti e dei suicidi negli ultimi tre anni, con una media di un decesso ogni due giorni, un suicidio ogni cinque. "FATE PRESTO", richiama il titolo de il quotidiano "IL MATTINO" all'indomani del terremoto in Irpinia. Una Giustizia "terremotata" dove sono urgenti immediate riforme, ma l'intervento primario deve essere quello di eliminare il sovraffollamento nelle carceri, perchè la vita è un bene primario. Le Camere Penali e l'Associazione "Il Carcere Possibile Onlus" da tempo hanno indicato la strada da seguire.
PROGETTO DI LEGGE. INTEGRAZIONE ART. 656 C.P.P. Inviato al Ministro della Giustizia un progetto di legge che prevede l'inserimento di un nuovo comma all'art. 656 C.P.P. in materia di esecuzione della pena, al fine di evitare inutili ingressi in carcere.
PROGETTO TEATRO-CARCERE. Per la messa in rete di tutte le compagnie teatrali impegnate negli Istituti di pena della Regione Campania.
ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI. Il 13 aprile 2011, l'Associazione ha depositato un esposto alla Corte ei Conti in merito al contratto stipulato , nel 2001, tra il Ministero della Giustizia e la Telecom, per l'uso dei c.d. braccialetti elettronici, per un costo di 11 milioni di euro all'anno, per dieci anni. I braccialetti sono, di fatto, inutilizzati.
DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI. Il 16 giugno 2009, l'Associazione ha depositato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, affinchè vengano accertate eventuali responsabilità per le condizioni igienico-sanitarie in cui versano gli Istituti di Poggioreale, Pozzuoli e Secondigliano ed in particolare emerga quanto accertato dalle ASL competenti nelle visite che - ai sensi dell'art. 11 dell'Ordinamento Penitenziario - devono effettuare due volte l'anno.
Progetto di collaborazione con la “Fondazione Premio Napoli”. Insieme alla Fondazione, che ha già avviato alcune iniziative che hanno coinvolto i detenuti, si sta elaborando un programma di lettura di libri e visione di film negli Istituti, che sarà proposto al Provveditorato Regionale della Campania.
LABORATORI DI CUCINA . In collaborazione con l' "Associazione Professionale Cuochi Italiani" anche per il 2012 previsti i laboratori in molti Istituti della Campania, con la collaborazione del Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Campania. In corso anche un laboratorio di cucina nell'Istituto Minorile di Nisida. Prevista una cena di fine corso, per finanziare i laboratori dell'Istituto.
RASSEGNA DI TEATRO. Conclusa il 28 ottobre 2011 la 7^ edizione. A gennaio 2012 inizieranno i laboratori per la prossima edizione, in collaborazione con il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Campania e il Teatro Stabile di Napoli.
SPORTELLO GIURIDICO. In collaborazione con il Tribunale di Sorveglianza e l'O.P.G. di Napoli, previsto uno sportello di consulenza all'interno del predetto Istituto.
Progetto di collaborazione con il CIDI . Per lezioni sulla legalità della pena da tenere negli Istituti Scolastici.
RECLAMO EX ART. 35 ORDINAMENTO PENITENZIARIO. Elaborato uno schema di reclamo, che il detenuto può inoltrare al Tribunale di Sorveglianza competente per territorio, per il trattamento inumano e degradante e per le condizioni igienico sanitarie in cui è costretto a vivere.
OGGETTO: reclamo ex art. 35 o.p. a tutela della dignità personale del detenuto e del diritto ad una pena che non si risolva in tortura o in trattamenti inumani e degradanti ,ai sensi dell’art. 3 della C.E.D.U. e che sia finalizzata alla rieducazione del condannato ai sensi dell’art. 27 della Costituzione italiana, e con efficacia vincolante per l’Amministrazione penitenziaria ai sensi dell’art. 69, V comma o.p., come interpretato dalla sentenza n.266/2009 Corte Costituzionale.
Il reclamante ___________________________________, nato a ___________________, il______________, in esecuzione pena presso l’Istituto___________________________________________
Premesso che la Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza SULEJMANOVIC c. ITALIA del 16/07/2009 ha affermato che “… L’art. 3 della Convenzione sancisce uno dei valori fondamentali delle società democratiche. Proibisce in termini assoluti le pene o i trattamenti disumani o degradanti, a prescindere dal comportamento della persona al riguardo . esso impone allo Stato di assicurarsi che ogni prigioniero sia detenuto nelle condizioni che sono compatibili con il rispetto della dignità umana, che le modalità di esecuzione del provvedimento non espongano l’interessato a pericoli o a prove di una intensità che eccede il livello inevitabile di sofferenza inerente la detenzione e che, avuto riguardo alle esigenze pratiche della detenzione , la salute ed il benessere del prigioniero siano assicurati in modo adeguato”.
Rilevato che una situazione di sovrappopolazione carceraria grave pone di per sé il problema del rispetto dell’art. 3 Convenzione e che a tal fine sono da prendere in considerazione in particolare: la dimensione della cella, il numero di persone che la occupano, le modalità di accesso alla luce ed all’aria naturali , la possibilità di utilizzare la toilette in modo privato, la qualità del riscaldamento, il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie di base.
Si descrivono le condizioni di detenzione del sottoscritto:
Rilevato che, nel caso di specie, le modalità di esecuzione della pena appaiono illegittime perché non rispondenti ai canoni di rispetto della dignità personale del soggetto ovvero alla tutela delle basilari esigenze di salute dello stesso, e comunque non idonee a realizzare la finalità rieducativa della pena ,
Si chiede che la S.V. , in accoglimento del reclamo, dia, all’amministrazione penitenziaria, disposizioni idonee ad eliminare le predette violazioni .