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Timestamp: 2016-10-27 01:18:49+00:00
Document Index: 15860815

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 78', 'art.\n10', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 10', 'art.3', 'art.6', 'art. 13', 'art.\n13', 'art. 116', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 17']

Circolare INPS n. 132 del 20.09.2004
Attività di vigilanza. Decreto Legislativo 23
aprile 2004, n.124. Indirizzi operativi
SOMMARIO: Coordinamento e razionalizzazione dellattività
di vigilanza - I poteri degli ispettori di vigilanza - Attività di prevenzione
e promozione - Il diritto di interpello - Conciliazione monocratica - Ricorsi ai
Comitati Regionali del Lavoro
Con circolare n. 24 del 24 giugno 2004 (all. 1), il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato i chiarimenti e le
indicazioni operative per lattuazione del Decreto Legislativo 23 aprile 2004,
n. 124 (all. 2), attuativo della delega
contenuta nellart. 8 della Legge Biagi.
Di particolare valenza è lassunzione, da parte del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di tutte le iniziative di
contrasto del lavoro sommerso e irregolare, di vigilanza in materia di rapporti
di lavoro, di applicazione dei contratti collettivi e della disciplina
previdenziale garantendo, su tutto il territorio nazionale, i livelli essenziali
delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali.
A tal fine si avvale della Direzione Generale, da
istituire ai sensi dellart. 2 del Decreto Legislativo, e della Commissione
Centrale di coordinamento dellattività di vigilanza.
La Direzione generale, secondo il dettato normativo,
avrà compiti di direzione e di coordinamento delle attività ispettive,
assicurando lesercizio unitario e luniformità di comportamento degli
Organi di vigilanza del Ministero del Lavoro e degli Enti Previdenziali.
Alla Commissione Centrale di coordinamento, nominata
con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, presieduta dallo
stesso Ministro o da un Sottosegretario delegato e composta dal Direttore della
Direzione Generale, dai Direttori Generali degli Enti previdenziali, dal
Comandante Generale della Guardia di Finanza, dal Direttore Generale dellAgenzia
delle Entrate, dal Coordinatore Nazionale delle Aziende Sanitarie Locali, dal
Presidente del Comitato Nazionale per lemersione del lavoro non regolare di
cui allart. 78, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e da
rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, spetta il compito di
individuare gli obiettivi e gli indirizzi strategici, nonché le priorità degli
interventi ispettivi.
Alla stessa Commissione, secondo la previsione dellart.
10 del Decreto Legislativo, può essere attribuito il compito di definire le
modalità di attuazione della banca dati e di definire le linee per la
realizzazione del modello unificato di verbale di rilevazione degli illeciti
Ciò premesso, le norme di maggiore interesse
- il coordinamento dellattività di
vigilanza a livello territoriale (artt. 4 e 5);
- la razionalizzazione e coordinamento dellattività
ispettiva (art. 10);
- i poteri attribuiti agli ispettori di
vigilanza (artt .6 e 13);
- lattività di prevenzione e promozione
(art. 8);
- il diritto di interpello (art. 9);
- la conciliazione monocratica (art. 11);
- i ricorsi ai Comitati Regionali per il
Lavoro (art. 17).
Nel merito dei singoli aspetti si forniscono i seguenti
1. Coordinamento a livello territoriale
Gli artt. 4 e 5 del Decreto
Legislativo prevedono forme di coordinamento a livello regionale e provinciale
attribuite, rispettivamente, alle Direzioni Regionali e alle Direzioni
Provinciali del Lavoro.
Si sottolinea al riguardo la valenza attribuita dal
Decreto, e ribadita nella circolare del Ministero, al coinvolgimento dei
Direttori Regionali e Provinciali dellINPS e dellINAIL, da attuarsi
attraverso consultazioni e riunioni periodiche da tenersi almeno ogni tre mesi.
Viene inoltre istituita, a livello regionale, la
Commissione Regionale di coordinamento, costituita dal Direttore della Direzione
Regionale del lavoro, che la presiede, dai Direttori Regionali dellINPS e
dellINAIL, dal Comandante Regionale della Guardia di Finanza, dal Direttore
Regionale dellAgenzia delle Entrate, dal Coordinatore Regionale delle Aziende
Sanitarie Locali, da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori.
In tale quadro è pertanto necessaria una
partecipazione attiva da parte dellIstituto alle predette riunioni nelle
quali i Dirigenti interessati prospetteranno gli indirizzi forniti da questa
Direzione Generale in materia di attività ispettive per concordare, in tale
sede, le rispettive attività in modo tale da evitare duplicazioni di indagini e
ottimizzare lutilizzo delle risorse.
Si ritiene che, nel corso delle riunioni, particolare
attenzione dovrà essere attribuita ai risultati delle diverse iniziative
programmate, in modo da valutare lefficacia delle azioni e, se del caso,
modificare o integrare i programmi predisposti.
2. Razionalizzazione dellattività di
Fra gli obiettivi del
Decreto, come si è detto, vi è quello di evitare duplicazioni di indagini
ispettive nei confronti della stessa azienda, indice questo di inefficacia dellattività
A tal fine lart. 10 prevede la creazione di una
banca dati telematica sulla quale far affluire tutte le informazioni circa linizio
e i risultati delle singole verifiche, da qualsiasi amministrazione siano state
Nelle more dellemanazione del Decreto Ministeriale,
al quale è demandata la definizione delle modalità di attuazione e
funzionamento della predetta banca dati, la circolare ministeriale ha previsto
che le informazioni, al momento, siano trasmesse tramite posta elettronica,
secondo modalità da definire in sede locale.
Al fine di facilitare loperatività delle Sedi si
sta predisponendo, nellArchivio Nazionale Vigilanza, una specifica funzione
che consente di evidenziare tutte le ispezioni iniziate in un determinato
periodo, da individuare a scelta delloperatore.
La stessa funzione trasforma in foglio excell lelenco
delle aziende interessate riportando, per ciascuna, tutti gli estremi
anagrafici; tale elaborato sarà utilizzato per la comunicazione.
Sempre ai fini della comunicazione è necessario
pertanto che lArchivio sia costantemente aggiornato sulliter della pratica
(assegnazione, inizio, definizione).
Parimenti si sta predisponendo, sempre nellArchivio
Vigilanza, una particolare sezione ove far confluire le informazioni provenienti
dalle Direzioni Provinciali del Lavoro e dagli altri Enti che svolgono attività
E di tutta evidenza che, prima di disporre o
iniziare una indagine, tale archivio va consultato dal responsabile dellarea
vigilanza o dal funzionario ispettivo.
Sempre in materia di razionalizzazione la norma prevede
che, attraverso un prossimo Decreto Interministeriale, verrà adottato un
modello unificato di verbale di rilevazione degli illeciti amministrativi ad uso
degli Organi di vigilanza, secondo le linee che potranno essere definite dalla
Commissione Centrale di coordinamento.
Di particolare rilevanza è, infine, il dettato del
comma 5, secondo il quale i verbali di accertamento del personale che effettua
vigilanza costituiscono fonte di prova in ordine agli elementi di fatto
acquisiti e documentati e possono essere reciprocamente utilizzati per ladozione
di eventuali provvedimenti sanzionatori, amministrativi e civili, di competenza
dei diversi organi ispettivi.
A tale riguardo, considerati i riflessi che possono
derivare dai singoli accertamenti e, in particolare, la previsione di cui allart.3,
terzo comma della legge 29 luglio 1996, n. 402 che impedisce il reiterarsi delle
indagini se non in casi definiti dalla norma stessa, è necessario che venga
posta la massima cura nella rilevazione delle irregolarità, recependo
informazioni che possono essere di utilità anche per le altre Amministrazioni.
Se poi laccertamento disposto è riferito solo ad
alcune tipologie di irregolarità o a periodi di tempo limitati, la limitatezza
del mandato va esplicitata nel verbale, come va esplicitata la riserva
relativamente ad altre inadempienze al momento non rilevate.
La completezza delle informazioni, ed eventuali riserve
per ulteriori accertamenti sono necessarie, anche per i verbali che pervengono
allIstituto da parte di altre Amministrazioni, e ciò al fine di evitare una
duplicazione di interventi al solo scopo di acquisire elementi per la
quantificazione degli addebiti.
Si ritiene pertanto opportuno che, in sede di
coordinamento regionale e/o in sede di riunioni periodiche presso le Direzioni
Provinciali del lavoro, siano definite, fra tutte le Amministrazioni coinvolte,
linee comuni che evitino gli inconvenienti sopra indicati.
3. I poteri attribuiti agli ispettori di
Sulla base di quanto previsto
dal Decreto Legislativo, e in particolare dagli artt.6 e 13, i poteri attribuiti
agli ispettori previdenziali vengono confermati e ampliati.
Confermati in quanto il comma 3 dellart.6 del D.lgs.
124/2004, di fatto, ribadisce le
disposizioni già vigenti, (art. 13 della legge 638/83 di conversione del D.L.
463/83) sul conferimento agli ispettori previdenziali dei vari poteri di accesso
ai locali, di esame delle scritture aziendali, di acquisizione delle
dichiarazioni da datori e prestatori di lavoro.
Ampliati perché viene attribuito, dal comma 4 dellart.
13, agli ispettori previdenziali il potere di diffida nei casi per i quali siano
irrogabili le sanzioni amministrative.
La diffida può riguardare unicamente comportamenti
illeciti, dai quali derivino sanzioni amministrative, che siano accertati nel
corso di unispezione e che possono considerarsi sanabili.
Al riguardo si sottolinea che dopo lentrata in
vigore dellart. 116, comma 12
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che ha riformato il sistema sanzionatorio,
anche amministrativo, gli illeciti amministrativi che possono formare oggetto di
contestazione da parte dei funzionari di vigilanza dellIstituto sono quelli
riconducibili agli artt. 14 e 35, 7° comma della legge 24 novembre 1981, n.
In allegato (all. 3) si riporta unelencazione dei
principali illeciti amministrativi che possono ritenersi sanabili.
4. Attività di prevenzione e promozione
Lart. 8, al comma 4,
attribuisce anche agli Enti previdenziali, secondo le rispettive competenze, la
possibilità di svolgere attività di prevenzione e promozione, attraverso la
diffusione di informazioni sulle novità legislative di maggior rilievo e/o su
questioni di carattere generale che investono il rapporto
previdenziale-assicurativo.
Sulla materia, peraltro, si fa riserva di successive
istruzioni, considerando che la circolare ministeriale rinvia lapplicazione
della disciplina a dopo lemanazione del citato Decreto.
5. Il diritto di interpello
Lart. 9 del decreto
introduce, in materia di lavoro e previdenziale-assicurativa, il diritto di
interpello da esercitare esclusivamente da parte di Enti pubblici, associazioni
di categoria e ordini professionali su questioni di ordine generale circa lapplicazione
della normativa.
Per quanto di competenza dellIstituto, linterpello
dovrà riguardare materie strettamente previdenziali come, ad esempio,
inquadramenti, imponibile contributivo ecc. e potrà essere inviato, solo in via
telematica, alla Direzione Centrale Entrate Contributive, allindirizzo di
posta elettronica interpello.entratecontributive@inps.it di prossima
istituzione, ovvero alle Sedi dellIstituto che provvederanno a trasmetterlo
alla predetta Direzione Centrale, che curerà listruttoria e il successivo
inoltro alla Direzione Generale del Ministero.
Non potranno essere inoltrati, sotto forma di
interpello, e quindi evasi, quesiti di carattere particolare o proposti da
singole aziende, restando peraltro impregiudicata lattività abitualmente
svolta finalizzata a dare informazioni e chiarimenti a singole aziende o
Circa gli effetti che possono scaturire ad un eventuale
adeguamento da parte del datore di lavoro agli indirizzi forniti a seguito di
interpello si rinvia alle precisazioni fornite dalla circolare ministeriale.
Per quanto di interesse dellIstituto, si fa presente
che, ferme restando le conseguenze sul piano previdenziale, la valutazione del
comportamento adesivo agli indirizzi forniti a seguito di interpello, produrrà,
in analogia a quanto previsto dalla citata circolare in materia di sanzioni
amministrative, la non applicazione di sanzioni civili e somme aggiuntive.
6. Conciliazione monocratica
E di esclusiva competenza
delle Direzioni del lavoro e si rinvia, per il necessario approfondimento, alla
circolare ministeriale allegata.
Per la parte di interesse dellIstituto si richiamano
peraltro gli effetti, ai fini del versamento dei contributi previdenziali, che
dalla stessa derivano.
La norma prevede, infatti, che sulle somme conciliate
vengano versati i contributi che, secondo la circolare ministeriale, non possono
essere inferiori a quelli calcolati sui minimali previsti per legge.
Occorrerà quindi, al fine della quantificazione del
dovuto e del conseguente accredito sulle posizioni individuali, che le somme
conciliate siano ripartite per i periodi di competenza.
Circa il momento di insorgenza dellobbligo
contributivo si ritiene che lo stesso coincida con il termine indicato nel
verbale di accordo per il pagamento delle somme dovute al lavoratore.
Conseguentemente, il versamento di quanto dovuto allIstituto dovrà avvenire
entro il sedicesimo giorno del mese successivo al predetto termine.
Si fa riserva di fornire successive istruzioni circa le
modalità di versamento e la compilazione della modulistica.
Ulteriore condizione, affinché la conciliazione
esplichi i suoi effetti, è che i contributi siano effettivamente versati in
unica soluzione, o anche ratealmente con la dimostrazione, secondo lindirizzo
ministeriale, del versamento della prima rata della dilazione.
Al riguardo di sottolinea che, oltre ad impostare
adeguati canali di comunicazione con le Direzioni Provinciali del Lavoro per
ricevere e trasmettere i dati necessari a dare esecuzione al dettato normativo,
è necessario che le dilazioni concesse a tale titolo siano costantemente
monitorate fino alla loro conclusione.
I casi per i quali si verificassero interruzioni nei
pagamenti, infatti, andranno immediatamente comunicati alle Direzioni del Lavoro
per gli eventuali adempimenti di loro competenza.
7. Ricorsi ai Comitati Regionali del Lavoro
Lart. 17, infine, introduce importanti novità
in materia di gravame amministrativo.
Infatti, i ricorsi avverso i verbali ispettivi aventi
ad oggetto la qualificazione e la sussistenza dei rapporti di lavoro, che fino
allentrata in vigore del Decreto Legislativo erano di competenza dei Comitati
Regionali dellIstituto, sono ora attribuiti alla competenza dei Comitati
Regionali del Lavoro, organi di nuova istituzione, composti dal Direttore
Regionale del Lavoro, che lo presiede, e dai Direttori Regionali dellINPS e
dellINAIL.
I ricorsi vanno decisi entro novanta giorni dalla loro
presentazione, decorsi i quali devono intendersi respinti.
Al riguardo, la circolare ministeriale fissa un termine
per la presentazione del ricorso (30 giorni dalla notifica della contestazione)
e prevede che in caso di assenza o impedimento dei membri del Comitato, questi
possano essere sostituiti dai rispettivi vicari.
Sotto laspetto operativo le Direzioni regionali
concorderanno, in sede di Comitato Regionale per il Lavoro, le modalità e i
tempi di trasmissione degli atti, designando il funzionario che affiancherà il
Segretario di tale Comitato per listruttoria dei ricorsi e per leventuale
attività consulenziale.
Relativamente ai ricorsi presentati fino alla data di
entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 124 (27 maggio 2004), come già indicato
nel messaggio n. 20291 del 25 giugno 2004 (all. 4), questi restano attribuiti
alla competenza dei Comitati Regionali dellIstituto.
N.1 [ in Raccolta di T&L ]
Allegato N.2 [ in Raccolta di T&L ]
Allegato N.3 [in formato pdf dal sito INPS]
Allegato N.4 [in formato pdf dal sito INPS]
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