Source: https://www.scuolaguida.it/it/Normative/art/2164/
Timestamp: 2019-09-17 06:24:22+00:00
Document Index: 122478440

Matched Legal Cases: ['art. 213', 'art. 214', 'art. 193', 'art. 2', 'art. 213', 'art. 171', 'art. 214', 'art. 213', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 193', 'art. 349']

Fermo e Sequestro Amministrativo Autoveicoli!
Tags : fermo amministrativo auto veicolo sequestrato sequestro amministrativo norme regole codice della strada
Un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo, in procinto di confisca, in custodia al proprietario che l'ha venduto ad un altro, che ne è divenuto intestatario, si può recuperare o resta del nuovo intestatario?
Nella fattispecie, l'Art. 213 del nuovo Codice della Strada prevede la denuncia all'autorità giudiziaria del soggetto nominato come custode, quando si configurino a suo carico estremi di reato, configurandosi l'ipotesi prevista dall'Art. 334 del Codice Penale. L'acquirente, in buona fede, non può essere perseguibile, rimanendo unico intestatario del veicolo. Sarebbe comunque opportuno contattarlo per capire come mai avrebbe acquistato un veicolo privo di libretto e carta di circolazione, ritenendo che sia stata ritirata come prescritto dalla normativa. Una circolare del Ministero dell'Interno, in data 21 Settembre 2007 n. 300/26711, aveva a suo tempo, emanato le istruzioni operative in materia di sequestro e fermo amministrativoriguardo ogni veicolo. Esplicando le procedure con cui si dovrà applicare la misura cautelare del sequestro amministrativo e della sanzione accessoria del sequestro del veicolo secondo quanto previsto dagli artt. 213 e 214 del nuovo Codice della Strada.
Artt. 213 e 214 Codice della Strada: “Nuove procedure per l’applicazione della misura cautelare del sequestro amministrativo e della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo”.
La misura cautelare del sequestro amministrativo e la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, disciplinate rispettivamente dall’art. 213 e dall’art. 214 C.d.S, hanno subito sostanziali modifiche a seguito dell’approvazione del Dl 30.9.2003 n. 269 convertito in legge 24.11.2003 n. 326. L’espletamento delle gare per l’individuazione dei custodi-acquirenti, l’approvazione della contratto-tipo tra Ministero dell’Interno, Agenzia del Demanio e custodi-aquirenti (All. 1) e di un Decreto dirigenziale sulla comunicazione dei dati tra Ministero dell’Interno e Agenzia del Demanio (All. 2) consentono, oggi, di sciogliere ogni riserva precedentemente formulata e di dare avvio alle procedure delle richiamate norme degli artt. 213 e 214 C.d.S.
L’avvio delle nuove procedure, sarà graduale in quanto riguarderà le province nelle quali stanno per essere stipulati i contratti con i custodi-acquirenti. Nelle altre province si continueranno ad applicare, temporaneamente, le attuali procedure.
Le seguenti procedure trovano applicazione in tutti i casi sia previsto il sequestro amministrativo finalizzato alla successiva confisca del veicolo, compresi quelli derivanti dalla mancanza di copertura assicurativa di cui all’art. 193 C.d.S, ed in tutte le ipotesi in cui è disposto il fermo amministrativo del veicolo, comprese quelle richiamate dagli artt. 26 e 46 della Legge 298/1974 (trasporto abusivo di merci).
Salvo quanto diversamente previsto per ciclomotori e motocicli, il veicolo sottoposto a sequestro ovvero a fermo amministrativo deve essere affidato al proprietario, ovvero, se questi non è presente al momento dell’accertamento o non è prontamente reperibile, al conducente o ad altri soggetti obbligati in solido presenti (usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, utilizzatore a titolo di locazione finanziaria cioè in regime di leasing). Se il conducente è minorenne, il veicolo deve essere sempre affidato a chi esercita la potestà familiare o a chi ne fa le veci, se presente o prontamente reperibile. La pronta reperibilità dell’avente titolo non presente al momento del sequestro o del fermo del veicolo, è oggetto di prudente apprezzamento degli operatori, anche in relazione all’attività di servizio svolta ed alle eventuali priorità operative emergenti. Soltanto nel caso in cui i soggetti predetti rifiutino ovvero non abbiano i requisiti previsti per assumere la custodia, il veicolo sequestrato o fermato deve essere consegnato al custode-acquirente convenzionato e competente per territorio.
1.1.2. Luogo di custodia
L’affidamento del veicolo ad un custode-acquirente da parte degli organi di polizia deve avvenire soltanto se l’avente diritto: - è assente ovvero si rifiuta di assumere la custodia; - è minorenne e i genitori o il tutore non sono prontamente reperibili; - risulta essere sprovvisto dei prescritti requisiti di idoneità psico-fisica o morale, ai sensi della richiamata disciplina degli artt. 120 e 259 c.p.p. L’affidamento del veicolo ad un custode-acquirente da parte degli organi di polizia deve, inoltre, avvenire, pur in presenza di un avente diritto idoneo ad assumere la custodia, in tutti i casi in cui oggetto del sequestro o del fermo amministrativo è un ciclomotore o un motociclo, come sarà meglio precisato al punto 3).
Sul veicolo sottoposto a fermo amministrativo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalità e con le caratteristiche fissate dal decreto del Ministro dell’Interno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 71 del 25.3.2004. In particolare, si richiamano le disposizioni dell’art. 2, comma 3, circa le modalità di applicazione del sigillo sugli autoveicoli con carrozzeria chiusa e superfici vetrate. Tali sigilli, infatti, possono essere collocati sul lunotto posteriore e sulla parte laterale sinistra, sul vetro anteriore o posteriore. Sui ciclomotori, motocicli, macchine agricole o operatrici può essere collocato un solo sigillo nella parte anteriore. In ogni caso i pannelli non devono recare pregiudizio alla visuale del conducente, alla sua libertà di movimento e alla possibilità di azionare i comandi di guida.
3. PROCEDURA SEQUESTRO E FERMO AMMINISTRATIVO DI CICLOMOTORI E MOTOCICLI
Secondo le disposizioni dell’art. 213, comma 2-quinquies, C.d.S., introdotto dalla legge 168/2005, in caso di sequestro di ciclomotore o di motociclo, finalizzato alla confisca amministrativa dello stesso, non è possibile l’affidamento in custodia al conducente o al proprietario, ma il veicolo sequestrato deve essere sempre consegnato al custode-acquirente convenzionato. Il proprietario del mezzo sequestrato, se non è già stato emesso il provvedimento di confisca, può chiederne l’affidamento in custodia solo dopo che siano trascorsi almeno 30 giorni dal sequestro. Analoga procedura si applica per i ciclomotori ed i motocicli sequestrati a seguito dell’accertamento di reati commessi alla guida di tali mezzi. La facoltà di chiedere la custodia dopo 30 giorni non è concessa al proprietario di un motoveicolo diverso dal motociclo. Salvo i casi di fermo amministrativo di cui all’art. 171 C.d.S, la citata disciplina, in quanto compatibile, si applica anche per il fermo amministrativo di ciclomotori, motocicli e altri motoveicoli che, perciò, non possono essere mai affidati in custodia al proprietario o al trasgressore, ma fatti depositare presso il custode-acquirente convenzionato. Come disposto dal comma 1-ter dell’art. 214 C.d.S, che richiama espressamente il comma 2-quinquies dell’art. 213 C.d.S, anche in caso di fermo amministrativo di ciclomotore o di motociclo, il veicolo è tenuto in custodia presso il custode-acquirente convenzionato per 30 giorni e, successivamente su sua richiesta, può essere affidato in custodia al proprietario. Nel verbale di contestazione ed in quello di sequestro o di fermo redatti dall’organo di polizia deve essere indicata espressamente la previsione secondo la quale il proprietario del ciclomotore o del motociclo, decorsi 30 giorni dal momento del sequestro, ha la possibilità di recuperare il mezzo e di tenerlo in custodia presso un luogo idoneo, in attesa del provvedimento di confisca, o dello scadere del termine per il fermo amministrativo.
3.1 Fermo amministrativo per violazione dell’Art. 171 Codice della Strada.
4. PROCEDURE SPECIALI - FERMO AMMINISTRATIVO VEICOLO
Per effetto delle disposizioni del comma 2-sexies dell’articolo 213 C.d.S. è sempre disposta la confisca amministrativa del veicolo nei casi in cui, con un ciclomotore o un motoveicolo, sia stato commesso un reato previsto dallo stesso Codice della Strada o da altre fonti normative (codice penale e leggi complementari). In tali casi la norma, che prevede l’applicazione della sanzione anche se la violazione è commessa da un detentore minorenne, impone agli organi di polizia stradale di disporre il sequestro. Sebbene si tratti di una misura cautelare finalizzata all’applicazione di una sanzione accessoria di natura amministrativa, la stessa è irrogata a seguito della sentenza di condanna da parte dell’Autorità Giudiziaria. Pertanto si ritiene che, se il reato è punibile a querela di parte, il sequestro del veicolo debba avvenire dopo la presentazione della querela stessa che, avviando il procedimento penale, determina la possibilità di applicare la sanzione della confisca. Così, a titolo esemplificativo, nel caso di incidente stradale il cui responsabile sia un conducente di ciclomotore o di motoveicolo, il sequestro in argomento, è obbligatorio quando dal sinistro sia derivata la morte di una persona. Se dall’incidente derivano lesioni personali, il sequestro dovrà essere disposto solo dopo la presentazione della querela.
Quando il veicolo è stato affidato ad un custode-acquirente (4), insieme al verbale di sequestro deve essere notificato al proprietario anche un avviso contenente l’intimazione ad assumerne la custodia entro il termine di 10 giorni dalla notifica, con l’espressa avvertenza che, in caso contrario, il veicolo sarà trasferito in proprietà al custode (All. 10).
Secondo le disposizioni dell’allegato decreto dirigenziale (cfr. All. 2), le comunicazioni tra le Amministrazioni interessate devono avvenire in via telematica. A tal scopo, l’Agenzia del Demanio, d’intesa con il Ministero dell’Interno, ha predisposto un sistema informatico, al quale hanno accesso gli organi di polizia stradale, i custodi-acquirenti, le Prefetture e le Filiali dell’Agenzia del Demanio, per alimentare una banca-dati ove dovranno essere annotate tutte le operazioni relative ai veicoli sequestrati o fermati. Tutti gli organi di polizia stradale, per il tramite delle Prefetture, devono accreditarsi per ottenere i necessari accessi al predetto sistema informatico, attraverso l’accesso www. sives.it/registrazione. Per ciascuno degli utenti del sistema sono stati predisposti degli appositi manuali operativi il cui contenuto è parte integrante della procedura disciplinata con la presente circolare e che saranno resi disponibili, per ciascun utente, al momento dell’accreditamento. Va tenuto, inoltre, in attenta considerazione quanto indicato nell’art. 3 del decreto dirigenziale predetto circa la completezza delle comunicazioni che devono essere effettuate esclusivamente con modalità telematiche, e negli artt. 4, 5 e 6 che riguardano il coordinamento dell’attività svolta dagli organi di polizia stradale e le segnalazioni di eventuali criticità operative nel sistema informatico sopraindicato che dovranno essere inviate all’Ufficio che si fa riserva di individuare con successiva comunicazione.
I documenti di circolazione del veicolo sottoposto a sequestro amministrativo ovvero a fermo amministrativo, sono oggetto dei seguenti adempimenti: a) in caso di fermo amministrativo, devono essere conservati presso l’Ufficio o il Comando da cui dipende l’organo accertatore; trascorso il periodo di fermo amministrativo, i documenti devono essere restituiti al proprietario del veicolo o ad un suo delegato incaricato del ritiro ovvero, se il veicolo non è ritirato entro i successivi 3 mesi, previa comunicazione in tal senso dell’Agenzia del Demanio, devono essere trasmessi al custode-acquirente a cui è stato alienato il veicolo; b) in caso di sequestro amministrativo con deposito del veicolo presso il custode-acquirente, salvo che l’organo di polizia non debba procedere all’immediato dissequestro del veicolo, ai sensi dell’art. 193 comma 4, C.d.S., i documenti devono essere conservati presso l’Ufficio o il Comando fino alla dichiarazione di trasferimento in proprietà al custode acquirente da parte della Prefettura competente; successivamente a tale dichiarazione, secondo le indicazioni della stessa Prefettura, devono essere trasmessi al custode-acquirente a cui è stata ceduta la proprietà del veicolo; c) in caso di sequestro amministrativo con affidamento in custodia al conducente o al proprietario, devono essere conservati presso l’Ufficio o il Comando da cui dipende l’organo accertatore in attesa della confisca definitiva; completate le procedure di confisca e di alienazione, previa comunicazione dell’Agenzia del Demanio che ne autorizza la consegna, sono trasmessi al custode-acquirente convenzionato a cui è stato alienato il veicolo.
6. RESTITUZIONE - ALIENAZIONE DEL VEICOLO SOTTOPOSTO A FERMO AMMINISTRATIVO
La restituzione dei documenti al proprietario del veicolo sottoposto a fermo amministrativo o ad una persona delegata deve avvenire contestualmente alla rimozione dei sigilli salvo che quest’ultima operazione non sia effettuata da un diverso organo di polizia. In questo caso, peraltro, se il proprietario del veicolo ne ha fatto espressa richiesta, i documenti ritirati devono essere immediatamente trasmessi all’Ufficio o Comando di Polizia presso il quale l’interessato intende procedere alla rimozione dei sigilli affinché quell’Ufficio provveda alla loro restituzione, ove possibile, contestualmente alla rimozione stessa.
Gli Uffici procedenti, trascorso il termine sopraindicato, dopo aver proceduto ad aggiornare il sistema informatico di gestione dei veicoli di cui al punto 5.4), trasmettono, alla Filiale dell’Agenzia del Demanio competente per territorio una dichiarazione, conforme al modello allegato (All. 12), con la quale si attesta che il veicolo può essere alienato per lo spirare del termine di 3 mesi. Sulla base degli accordi intercorsi con l’Agenzia del Demanio, la trasmissione della dichiarazione di cui sopra può essere effettuata per posta a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento ovvero, attraverso una comunicazione a mezzo fax, conforme all’allegato modello (All. 13). Anche dopo il completamento della procedura di alienazione, devono essere conservati per almeno 5 anni presso l’Ufficio o il Comando da cui dipende l’organo accertatore: a) copia dei documenti di circolazione del veicolo, ritirati al momento del fermo amministrativo se disponibili; b) copia del verbale di contestazione della violazione che ha determinato l’applicazione della sanzione accessoria, unitamente alla prova dell’avvenuta notificazione dello stesso al proprietario del veicolo secondo le prescrizioni dell’articolo 201 C.d.S.; c) copia della documentazione relativa all’affidamento in custodia del veicolo (cfr. All. 8); d) copia dell’intimazione al proprietario a ritirare il veicolo, unitamente alla prova dell’avvenuta notificazione dell’atto secondo le prescrizioni dell’articolo 201 C.d.S. (cfr. All. 10); e) copia della dichiarazione di alienabilità trasmessa alla filiale dell’Agenzia del Demanio (cfr. All. 12); f) ricevuta della trasmissione via fax all’Agenzia del Demanio della comunicazione di avvio della procedura di alienazione (cfr. All. 13).
Alla luce delle vigenti disposizioni in materia, fino al momento dell’avvio della procedura di alienazione, le spese di custodia del veicolo non ritirato dal proprietario -che sono poste a carico dello stesso unitamente alle sanzioni amministrative pecuniarie- devono essere anticipate dall’Amministrazione da cui dipendono gli organi di polizia stradale che hanno proceduto al fermo amministrativo. Le spese di custodia, fatti salvi i 5 giorni di franchigia previsti a favore dell’Agenzia del Demanio dalla convenzione con il custode-acquirente, graveranno, invece, sull’Amministrazione Finanziaria dal momento dell’avviso dell’avvenuta ricezione, da parte della filiale dell’Agenzia del Demanio competente per l’esecuzione delle procedure di alienazione, della comunicazione di alienabilità del veicolo non ritirato.
L’organo di polizia stradale incaricato dell’assistenza al recupero del veicolo confiscato, d’intesa con il custode-acquirente e compatibilmente con le altre prioritarie attività istituzionali, provvede a ricercare il veicolo nel luogo in cui il proprietario o altra persona a cui era stato affidato avevano dichiarato di custodirlo. Se il veicolo non viene trovato nel luogo sopraindicato, fatte salve le conseguenze penali e civili per inadempimento degli obblighi di custodia a carico del soggetto affidatario, deve essere data immediata comunicazione alla Prefettura e alla filiale dell’Agenzia del Demanio utilizzando il modulo allegato (All. 15).
Gli artt. 213, comma 2-ter, e 214, comma 1, C.d.S. prevedono sanzioni amministrative pecuniarie per il proprietario, per il conducente o per gli altri obbligati in solido che si rifiutano di assumere la custodia del veicolo. Dalle violazioni, consegue, altresì, la sospensione della patente di guida. Quando il veicolo è condotto da un soggetto diverso dal proprietario che, tuttavia, è presente al momento dell’accertamento dell’illecito da cui deriva il sequestro o il fermo, il rifiuto di prendere in consegna il veicolo da parte di questo impone all’organo di polizia stradale di invitare anche il conducente ad assumere la custodia del veicolo stesso, applicando, in caso di rifiuto, una distinta sanzione anche a carico di quest’ultimo. Le sanzioni predette, invece, non trovano applicazione nel caso in cui il proprietario o altro obbligato in solido, non presenti al momento del sequestro o del fermo, si rifiutino di assumere la custodia a seguito dell’invito loro notificato.
Gli artt. 213 e 214 C.d.S. puniscono chiunque circola con un veicolo sottoposto a sequestro o a fermo amministrativo al di fuori dei tempi e dall’itinerario espressamente autorizzati dall’organo di polizia stradale in sede di accertamento dell’infrazione. L’ampiezza della previsione normativa include tra i destinatari delle sanzioni chi si trovi alla guida del veicolo anche se non è stato nominato custode.
La rimozione abusiva dei sigilli apposti sui veicoli sottoposti a sequestro ovvero a fermo amministrativo è punita secondo le disposizioni dell’art. 349 c.p. Costituisce rimozione abusiva del sigillo anche l’eventuale sostituzione della parte di veicolo su cui questo è collocato.
Per effetto delle disposizioni della presente circolare cessano di avere effetto le istruzioni impartite con le seguenti circolari: a) la circolare n. 300/A/1/34040/101/20/21/4 del 12.7.2001, limitatamente alle procedure che riguardano l’alienazione dei veicoli fermati e non ritirati dai proprietari ovvero dei veicoli dissequestrati; b) la circolare n. 300/A/1/31772/101/20/21/4 del 10.5.2004; c) i punti 3 e 4 della circolare n. 300/A/1/44285/101/3/3/9 del 7.9.2005. Inoltre, cessano di avere effetto tutte le disposizioni impartite da questo Dipartimento con circolari, direttive o note, non espressamente richiamate nella presente, che hanno contenuto incompatibile con le istruzioni sopraindicate.
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