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Timestamp: 2020-02-24 07:18:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 14', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 25']

﻿ Atto d’indirizzo 2017 per le attività della scuola e le scelte di gestione e di amministrazione inerenti all’avvio della progettazione del PTOF.
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Atto d’indirizzo 2017 per le attività della scuola e le scelte di gestione e di amministrazione inerenti all’avvio della progettazione del PTOF.
Pubblicato: 21 Settembre 2017 | Stampa
Scordia, li 21/09/2017
Oggetto: Atto d’indirizzo per le attività della scuola e le scelte di gestione e di amministrazione inerenti all’avvio della progettazione del PTOF.
- Visto l’art. 25 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
- Visto l’art. 14 del C.C.N.L., commi 2, 3, 4 dell’Area V relativo al quadriennio normativo 2006/2009;
- Visto il D.P.R. n. 275 dell’8 marzo 1999 così come modificato ed integrato dalla Legge n. 107 del 13 luglio 2015;
- Visto l’art. 1, commi 14, 15, 16, 17, 29,40,63, 78, 85, 93 della Legge n. 107/2015;
- Visto il D.P.R. n. 80 del 28 marzo 2013;
- Esaminato il Piano dell’Offerta Formativa della scuola per l’anno scolastico 2016/2017;
- Presa visione della Nota MIUR del 10 settembre 2015, relativa al Rapporto di Autovalutazione e al Piano di Miglioramento;
- Tenuto conto che l’Istituto negli anni ha elaborato un piano dell’offerta formativa sulla base dei bisogni e delle esigenze espresse dalle famiglie e dagli alunni, nonché delle offerte educative programmate sul territorio;
- PRESO ATTO che l’art.1 della Legge n. 107 del 13 luglio 2015, ai commi 12-17, prevede che:
1) le istituzioni scolastiche predispongono il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (d’ora in poi: Piano);
comunica al Collegio dei Docenti
i seguenti indirizzi relativi alla realizzazione delle attività didattiche e formative della scuola, in una logica di continuità con le buone pratiche già esistenti e dentro una prospettiva orientata alla successiva e puntuale pianificazione triennale dell’Offerta Formativa:
- 1. Rendere coerente il PTOF con quanto emerso dal RAV e con quanto previsto nel PdM.
- 2. Migliorare la qualità dei processi formativi individuando uno o più obiettivi strategici di cui al comma 7, punti a-s dell’art. 1 della Legge n. 107/2015.
- 3. Vagliare i progetti e le attività di arricchimento ed ampliamento dell’Offerta Formativa, alla luce della loro coerenza con i punti 1 e 2.
- 4. Trovare modalità e forme per presidiare il Piano dell’Offerta formativa nelle fasi di realizzazione, monitoraggio, autovalutazione e rendicontazione sociale dei risultati.
- 5. Individuare i bisogni formativi del personale in coerenza con le azioni di miglioramento da attivare, con particolare attenzione alla valorizzazione delle professionalità esistenti e alle esigenze espresse dalla Legge n. 107/2015.
Quanto sopra indicato ha il solo scopo di orientare l’attività decisionale del Collegio dei Docenti in ordine ai contenuti tecnici di competenza, facendo emergere gli obiettivi della scuola, all’interno di un quadro generale e di sistema della cui gestione è, invece, responsabile il Dirigente Scolastico.
Pertanto, le linee di indirizzo sopra formulate rappresentano il risultato di un’attenta ancorché incompiuta analisi del Piano dell’Offerta Formativa della scuola e delle numerose innovazioni previste dalla normativa più recente.
Al fine di meglio definire gli ambiti di intervento da parte del Collegio dei Docenti, si precisa quanto segue:
In ordine al punto 1, qui di seguito si riportano le priorità emerse dal RAV, in riferimento alle quali la nostra Istituzione Scolastica sarà valutata.
Priorità di miglioramento
(N.B. per una corretta visualizzazione della tabella su smartphone scorrere con le dita verso destra o sinistra)
Esiti degli
nazionali Migliorare le performance degli
studenti degli indirizzi del
Tecnico AFM , del Liceo Artistico
e delle Scienze Umane nelle prove
standardizzate. Avvicinarsi al trend regionale
relativo alle scuole con background
socio-culturale simile.
chiave europee
Potenziare nei discenti le
competenze chiave e di
Valutare olisticamente
l'apprendimento degli alunni
attraverso l'utilizzo di griglie,
opportunamente rubricate, relative
alle competenze sociali.
Descrizione dell’obiettivo di processo
Curricolo, progettazione e valutazione Elaborazione di un curricolo di Istituto,
organicamente strutturato, che includa anche le
competenze sociali e che sia condiviso con gli
Integrazione con il territorio e rapporti con le
Coinvolgimento delle famiglie nei percorsi
educativi. Promozione di politiche culturali nel
Quanto al PdM, pur essendo affidata al Dirigente Scolastico la gestione del suo processo, di fatto chiama in causa tutti i docenti collegialmente e individualmente. È opportuno, dunque, che i docenti definiscano cosa, in concreto, credono sia praticabile in termini di efficacia per migliorare gli esiti degli alunni. Ovviamente si stratta di migliorare approcci metodologici e didattici, di interventi sul curricolo di scuola, in una logica focalizzata sugli esiti e non semplicemente aggiuntiva.
In ordine al punto 2, l’attenta lettura dei commi della legge 107/2015 rende necessario individuare uno o più (certamente non tutti) obiettivi, in una logica di coerenza con il PTOF della nostra scuola, la tipologia dell’Istituto, le priorità del PdM, le risorse disponibili, anche di natura professionale, da integrare con la puntuale richiesta dell’organico aggiuntivo. In considerazione di ciò, gli obiettivi strategici individuati sono i seguenti:
a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea, anche mediante l'utilizzo della metodologia Content language integrated learning;
d) sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell'assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri;
potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria e di educazione all'autoimprenditorialità;
l) prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e del bullismo, anche informatico; potenziamento dell'inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e delle associazioni di settore e l'applicazione delle linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, emanate dal Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca il 18 dicembre 2014;
m) valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese.
In ordine al punto 3, risulta evidente che tutti i progetti ed attività previsti nel PTOF debbono subire un vaglio rigoroso che non può e non deve essere fatto in riferimento al gradimento, bensì all’efficacia educativa e didattica rapportata al piano di miglioramento di cui al punto 1 e agli obiettivi strategici individuati tra quelli enumerati nella recente legge di riforma, lettere a, b, d, e, l, m.
In ordine al punto 4, ferma restando l’incertezza interpretativa della legge di riforma, soprattutto per quanto riguarda le modalità di designazione ed utilizzo di funzioni e figure - alcune già presenti nella scuola, altre da identificare in relazione al PTOF e al PdM, si sottolinea la necessità di presidiare gli snodi più critici del PdM. Anche in questo caso si tratta di vagliare in modo accurato tutte le disponibilità esistenti, in vista di un organigramma in grado di supportare la transizione dal POF al PTOF.
Infine, in ordine al punto 5, è necessario sottolineare che, con la Legge n. 107/2015, la formazione in servizio è diventata “obbligatoria, permanente e strutturale”. Pertanto, essa va rapportata al fabbisogno professionale della scuola, definito in base alle esigenze di miglioramento, che sono ineludibili perché emerse dall’autovalutazione d’istituto. Per quanto riguarda, invece, l’aggiornamento professionale personale, la legge prevede l’attribuzione nominale di una “Carta elettronica”.
Si tratta, in ogni caso, di arricchire le competenze professionali, sviluppando un’articolazione della funzione docente sempre più qualificata e complessa. La qualità di una scuola ha come condizione essenziale una elevata qualità della professionalità docente, intesa anche come la capacità dei singoli professionisti di porsi all’interno di una logica di sistema che vede il contributo di ciascuno per il miglioramento dell’Offerta Formativa di tutta la scuola, valutata in base ai risultati formativi e
tesa al raggiungimento degli obiettivi strategici regionali di seguito elencati:
Obiettivi regionali:
1. Ridurre il fenomeno della varianza fra classi della medesima Istituzione scolastica, negli
esiti degli apprendimenti rilevati nelle prove standardizzate nazionali di ITALIANO e MATEMATICA;
2. Ridurre il tasso di dispersione scolastica (evasione, abbandono, bocciature e frequenza irregolare) per tutte le Istituzioni con particolare riferimento a quelle situate in aree a rischio.
Si riportano, qui di seguito, anche gli obiettivi strategici nazionali assegnati al D.S.:
Obiettivi strategici nazionali
a. Assicurare la direzione unitaria della scuola, promuovendo la partecipazione e la collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, con particolare attenzione alla realizzazione del Piano triennale dell’offerta formativa;
b. Assicurare il funzionamento generale dell’istituzione scolastica, organizzando le attività secondo criteri di efficienza, efficacia e buon andamento dei servizi;
c. Promuovere l’autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, in coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche;
d. Promuovere la cultura e la pratica della valutazione come strumento di miglioramento della scuola, anche attraverso la valorizzazione della professionalità dei docenti.
Gli obiettivi di cui sopra sono perseguiti nell’esercizio delle funzioni di cui all’art. 25 del D. Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni nonché di cui alla legge 107/2015.
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