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Timestamp: 2018-04-25 20:24:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'art.50', 'art.7', 'art.8', 'sentenza ']

TAR ricorso ,in opposizione alle decadenze dei benefici .allegata sentenza Tar -N. 0197 ANNO 2003 REG. DEC. | Enzo62's Weblog
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLE MARCHE:in nome del popolo italiano
sul ricorso n.127 del 2003 proposto da MURARO Roberta, rappresen-tata e difesa dagli avv.ti Barbara Schiadà e Maurizio Discepolo, presso il secondo elettivamente domiciliata in Ancona, Via Matteotti n.99;
– il COMUNE di ANCONA, in persona del Sindaco pro-tempore, rap-presentato e difeso dall’avv. Mariella Grippo ed elettivamente domici-liata in Ancona, Piazza 24 Maggio n.1;
– l’ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI di ANCONA, non costituito in giudizio;
– del decreto n.12 del 14.1.2003 con il quale il Sindaco di Ancona ha dichiarato la decadenza della ricorrente dall’assegnazione dell’allog-gio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dello I.A.C.P. sito in via Rubicone n.17 con conseguente risoluzione di diritto del relativo contratto di locazione;
– nonchè di ogni altro atto presupposto, inerente, connesso e conse-quenziale in particolare dei verbali di sopralluogo dello I.A.C.P. di Ancona datato 4.7.2002 e dei Vigili Urbani datati 7.10.2002 e 6 di-cembre 2002.
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ancona;
Relatore, alla camera di consiglio dell’11 marzo 2002, il Consi-gliere Giancarlo Giambartolomei;
Uditi, altresì, l’avv. Maurizio Discepolo per la ricorrente e l’avv. Gianni Fraticelli, sostituto processuale dell’avv. Mariella Grippo, per il Comune di Ancona;
Ritenuto che sussistono i presupposti per decidere il ricorso con sentenza succintamente motivata, in conformità di quanto previsto dall’art.3, co.1°, della L. 21 luglio 2000, n.205;
1.- La sig.ra Roberta Muraro è assegnataria di un alloggio residenziale pubblica, sito in Ancona, di proprietà dello I.A.C.P..
Con nota 11 ottobre 2002 prot. n.76094 il servizio Alloggi del Comune le contestava l’asserita inutilizzazione dell’alloggio ove, ri-masta vedova, abitava unitamente ai suoi tre figli e la invitava a pro-durre, nel termine di trenta giorni, eventuali deduzioni scritte.
Con nota protocollata in arrivo il 4 novembre 2002, la sig. Muraro presentava le proprie osservazioni, facendo presente, tra l’altro, d’aver avuto necessità d’allontanarsi saltuariamente per motivi di salute (ri-coveri ospedalieri).
All’esito d’un ulteriore sopralluogo da parte della Polizia Munici-pale (vedi: note 5 novembre 2002 e 6 dicembre 2002) con decreto 14 gennaio 2003 n.13 il Sindaco dichiarava la sig.ra Muraro decaduta dall’assegnazione dell’alloggio che le ingiungeva di riconsegnare en-tro il termine di trenta giorni.
Il decreto e tutti gli atti del procedimento sono l’oggetto del pre-sente ricorso.
Il Comune di Ancona si è costituito ed ha depositato documenti e memorie; anche la ricorrente ha prodotto note e documenti, al fine di illustrare la concreta situazione e di giustificare l’accertata non pre-senza nell’abitazione in occasione degli effettuati sopralluoghi.
2.- Priva di pregio è l’eccezione di difetto di giurisdizione dedotta in memoria dal Comune resistente.
Per costante indirizzo della giurisprudenza amministrativa (cfr. Cons.St., sez.VI, 15 maggio 2002, n.2645; id.: Ad.Pl., 5 settembre 1995, n.28; TAR Marche, 20 aprile 2001, n.445), le controversie che hanno a loro oggetto atti d’annullamento o di revoca dell’assegnazione degli alloggi di edilizia economica e popolare rientrano nella giurisdi-zione di questo Giudice. Detti provvedimenti sono, infatti, espressione del più generale potere di autotutela della Pubblica Amministrazione che non si spoglia del potere di controllo e di verifica del permanere, in capo al soggetto beneficiario, dei requisiti di legittimazione all’as-segnazione. In tali ipotesi, in cui l’Autorità si pone in posizione sopra ordinata ed utilizza strumenti di carattere pubblicistico, il privato è ti-tolare di un interesse legittimo.
3.- La ricorrente, assegnataria “in locazione semplice” di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (E.R.P.), ed in quanto concessionaria, è soggetta alla disciplina della L.R. 22 luglio 1997, n.44 ed ai poteri di verifica della permanenza dei requisiti richiesti per l’assegnazione.
Il Sindaco del Comune di Ancona ha dichiarato la decadenza del-l’assegnazione nel presupposto che nella specie si fosse verificata l’ipotesi di cui all’art.50, co.1, lett.b), della L.R. Marche 22 luglio 1997, n.44 in quanto, da sopralluoghi effettuati sarebbe risultato che l’assegnataria non occupa l’alloggio ed abita con i genitori.
La ricorrente, dunque, avrebbe smesso di abitare “stabilmente nell’alloggio” secondo l’espressione tratta dalla lettura della norma, il cui contenuto deve essere definito.
Perché si abbia una stabile ed effettiva relazione abitativa non è certo sufficiente arredare l’alloggio con mobilio ed oggetti personali, né compiere atti formali o strumentali, quali l’assunzione di residenza anagrafica, la stipulazione di contratti per la fornitura di acqua ed e-nergia elettrica, e l’intestazione delle relative bollette di pagamento. Occorre che l’assegnatario dell’alloggio vi abbia fissato effettivamente e stabilmente la propria abitazione.
Abitare “stabilmente”, tuttavia, non significa che sia precluso al-lontanarsi per esigenze periodiche e contingenti.
Il requisito d’abitualità dell’abitazione nell’alloggio di edilizia re-sidenziale pubblica (che già esclude un rigido obbligo di abitazione assolutamente costante ed uniforme, consentendo per sua natura l’as-senza dalla casa per brevissimi e discontinui periodi) deve essere op-portunamente contemperato con le contingenti ed imprescindibili esi-genze (di lavoro, d’età, per malattia, di studio, ecc.) dell’assegnatario (cfr. TAR Marche, 20 aprile 2001, n.445).
L’accertamento, poi, dell’eventuale insussistenza dell’elemento della stabile occupazione dell’immobile, in quanto destinato a privare l’interessato della fruizione di un bene essenziale, deve essere condotto dall’Amministrazione con estrema attenzione e assoluto rigore sotto il profilo probatorio e deve essere, altresì, supportato da un’adeguata e puntuale motivazione (con la necessaria attestazione di fatti materiali precisi e circostanziati e con l’indicazione dei relativi riscontri), do-vendo per lo meno raggiungere una soglia minima di specificità e det-taglio, anche in relazione alle circostanze oggettive indicate dall’inte-ressato in sede di controdeduzioni (cfr.TAR Marche, n.445 del 2001 cit.).
Nella specie, con lettera 29 ottobre 2002, pervenuta al Comune di Ancona il 30 ottobre-4 novembre 2002 (prot. n.81704) la sig.ra Mura-ro, nel riscontrare la sopra citata nota 11 ottobre 2002 prot. n.76094 con la quale il Comune di Ancona le aveva comunicato la contestuale attivazione della procedura di decadenza, oltre ad aver trasmesso le bollette delle utenze domestiche ed una dichiarazione sottoscritta a suo favore dai condomini, aveva fatto presente di aver avuto “rilevanti problemi di salute, che l’hanno (avevano) talvolta saltuariamente co-stretta a farsi assistere dai propri genitori, o a ricoveri ospedalieri”.
Tale circostanza è stata ampiamente documentata dalla ricorrente che nel corso del giudizio ha depositato cartelle cliniche, certificati medici e di analisi atti a dimostrare la sua assenza in giorni coinciden-ti o immediatamente a ridosso delle date in cui sono stati effettuati i sopralluoghi. D’altra parte, essendo la sig.ra Muraro vedova e, oltre a svolgere attività lavorativa, avendo da accudire a tre figli d’età mino-re, la circostanza di un ricercato e concesso “appoggio” dei suoi geni-tori (presso i quali avrebbe stabilito la propria dimora) non appare as-sumere connotati tali da comportare una sanzione tanto grave quale la definitiva ed irreversibile perdita della propria abitazione.L’omessa presa in considerazione (nel documento impugnato e negli atti ad esso preparatori) di quanto dedotto e prospettato dalla ri-corrente, nella fase procedimentale conformata dalla L. n.241 del 1990 come finalizzata ad un apporto del soggetto e/o dei soggetti destinatari del provvedimento finale, configura una palese violazione (dedotta in ricorso) dell’art.7 e dell’art.8 della citata L. n.241 del 1990.
L’accertata violazione di una disposizione procedimentale ha inci-so negativamente sull’istruttoria e sulla motivazione, rendendone cre-dibili gli ulteriori dedotti vizi, ai quali si aggiunge la carenza di pre-supposti (vizio quest’ultimo che tocca aspetti e momenti non più for-mali, ma sostanziali del controverso rapporto).
4.- Per quanto sopra considerato e dedotto il ricorso deve essere accol-to.
Le spese e gli onorari di giudizio possono essere compensati tra le parti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche accoglie il ricor-so.
Così deciso in Ancona, nella camera di consiglio dell’11 marzo 2003, con l’intervento dei Magistrati:
Dott. Bruno Amoroso	– Presidente
Dott. Giancarlo Giambartolomei	– Consigliere, est.
Dott. Galileo Omero Manzi	– Consigliere
Pubblicata nei modi di legge, mediante deposito in Segreteria, il giorno 31 MAR. 2003, Ancona,
Fonte di riferimento:www.parlamento.it
Una Risposta to “TAR ricorso ,in opposizione alle decadenze dei benefici .allegata sentenza Tar -N. 0197 ANNO 2003 REG. DEC.”
aprile 27, 2011 alle 3:31 pm | Rispondi