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Timestamp: 2017-08-20 19:22:46+00:00
Document Index: 158825578

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 148', 'art. 6']

GO INTERNET S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO REDATTO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N PDF
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1 GO INTERNET S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO REDATTO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 Adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio 2014
3 INDICE DEFINIZIONI 6 PARTE GENERALE 8 Capitolo 1 8 Il Decreto legislativo 8 giugno 2001, n La responsabilità amministrativa degli enti Le sanzioni I reati che determinano la responsabilità amministrativa degli enti L adozione del Modello quale esimente dalla responsabilità amministrativa degli enti 12 Capitolo 2 14 Descrizione della realtà aziendale di Go internet S.p.A. Capitolo 3 16 Il modello di Go internet: finalità, destinatari e modalità operative seguite per la redazione del Modello 3.1 Finalità del Modello Destinatari Modalità operative seguite per la redazione del Modello Le linee guida individuate dalla best practice 18 Capitolo 4 20 Elementi costitutivi del Modello 4.1 Identificazione dei reati presupposti applicabili e delle aree sensibili L Organismo di Vigilanza: ruolo e composizione Requisiti dell Organismo di Vigilanza Nomina, composizione e revoca dell Organismo di Vigilanza Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza Obblighi di informazione nei confronti dell O.d.V. Flussi informativi Informativa dell O.d.V. agli organi societari Il Codice Etico Il sistema sanzionatorio Lavoratori subordinati Dirigenti Soggetti esterni aventi rapporti contrattuali con la Società Organismo di Vigilanza 28 2
4 4.4.5 Amministratori Sindaci Approvazione, modifica e integrazione del Modello 29 Capitolo 5 30 La divulgazione del Modello 5.1 Diffusione del Modello Formazione del personale 31 PARTE SPECIALE 32 Sezione A 33 I reati contro la Pubblica Amministrazione 1.A. Potenziali aree di rischio 34 2.A. Principi di comportamento e controllo 36 Sezione B 37 I reati societari 1.B. Potenziali aree di rischio 37 2.B. Principi di comportamento e controllo 38 Sezione C 39 I reati finanziari o di abuso di mercato 1.C. Potenziali aree a rischio 39 2.C. Principi di comportamento e controllo 40 Sezione D 41 I reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi e gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro 1.D. Potenziali aree di rischio 41 2.D. Principi di comportamento e controllo 41 Sezione E 43 I reati di riciclaggio, ricettazione ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita 1.E. Potenziali aree di rischio 43 2.E. Principi di comportamento e controllo 43 3
5 Sezione F 44 I reati informatici 1.F. Potenziali aree di rischio 44 2.F. Principi di comportamento e controllo 44 Sezione G 45 I reati ambientali 1.G. Potenziali aree di rischio 45 2.G. Principi di comportamento e controllo 45 Sezione H 46 I delitti verso l industria e il commercio 1.H. Potenziali aree di rischio 46 2.H. Principi di comportamento e controllo 46 Sezione I 47 I delitti contro la personalità individuale 1.I. Potenziali aree di rischio 47 2.I. Principi di comportamento e controllo 47 Sezione L 48 Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria 1.L. Potenziali aree di rischio 48 2.L. Principi di comportamento e controllo 48 Sezione M 49 I Reati di criminalità organizzata 1.M. Potenziali aree di rischio 49 2.M. Principi di comportamento e controllo 50 Sezione N I reati transnazionali 50 1.N. Potenziali aree di rischio 50 2.N. Principi di comportamento e controllo 50 ALLEGATI 1. I reati previsti dal D.lgs 231/
6 2. I reati rilevanti per Go internet Il Codice Etico 89 5
7 DEFINIZIONI AIM Italia indica il sistema multilaterale di negoziazione AIM Italia/Mercato Alternativo del Capitale organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. Assemblea indica l assemblea dei soci della Società. Broadband Wireless Access o BWA indica una famiglia di tecnologie utilizzabili per l offerta di servizi di accesso a internet a banda larga, in modalità fissa, nomadica e mobile. Tra tali tecnologie sono incluse WiMax e LTE. CCNL indica i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro applicati dalla Società. Codice di Autodisciplina indica il Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle società quotate istituito da Borsa Italiana, nella versione del dicembre Codice Etico indica il codice adottato dalla Società e contenente i valori essenziali, gli standard di riferimento e le norme di condotta, nonché i principi cui devono essere orientati i comportamenti di coloro che agiscono per conto e nell interesse della Società al fine di ridurre il rischio di commissione di uno o più reati di cui al D. lgs. 231/2001. Collaboratori indica le persone fisiche che svolgono in favore della Società un incarico di collaborazione autonoma coordinata e continuativa o occasionale, a progetto, senza vincolo di subordinazione. Ai fini del Modello, i Collaboratori sono equiparati ai Dipendenti. Consiglio di Amministrazione indica il consiglio di amministrazione della Società. Decreto o D. lgs 231/2001 indica il Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 recante la «Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300» e successive modifiche e integrazioni, ivi compresa la Legge del 16 marzo 2006, n. 146 che all art. 10 ne richiama l applicazione. Destinatari indica tutti i soggetti indicati all art. 3.2 del presente Modello. Dipendenti indica i soggetti che svolgono in favore della Società una prestazione lavorativa, alle dipendenze e sotto la direzione della Società con contratto a tempo indeterminato o determinato. Nella definizione sono quindi inclusi a titolo esemplificativo e non esaustivo i dirigenti, i quadri, i funzionari, gli impiegati e gli operai i cui rapporti di lavoro sono regolati da un CCNL. I lavoratori con contratto di collaborazione autonoma, interinali, stagisti, sono equiparati ai Dipendenti per ciò che riguarda l osservanza delle norme del Decreto. Fornitori indica quei soggetti che forniscono alla Società beni e/o servizi in virtù di accordi e/o contratti con la Società stessa. Go internet o la Società indica la società Go internet S.p.A. con sede legale in Via degli Artigiani, 27 Zona Industriale Padule, Gubbio (PG). Internet Service Provider indica un operatore di comunicazioni elettroniche che offre agli utenti (residenziali o imprese) servizi inerenti ad internet. Linee Guida ha il significato indicato al paragrafo 3.4. del presente Modello. LTE o (Long Term Evolution) indica le diverse versioni di uno standard per le comunicazioni mobili a banda larga. La prima versione dello standard corrisponde all ottavo aggiornamento (release 8) della famiglia delle raccomandazioni IMT
8 ITU-R M.1457, e offre cinque categorie di servizio in base alla velocità di picco (downlink/uplink) raggiungibili dal dispositivo utente: 10/5, 50/25, 100/50, 150/50 e 300/75 Mbps, con un efficienza spettrale di 15 bit/s/hz nel downlink e di 3.75 bit/s/hz nell uplink. Modello indica il presente documento adottato dalla Società ai sensi dell art. 6, comma 1, lett. e), del Decreto con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio Organismo di Vigilanza o O.d.V. indica l organismo della Società dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, al quale è affidato il compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza del Modello, nonché di curarne l aggiornamento. Partners Commerciali indica le persone fisiche e giuridiche, di diritto pubblico o privato, con le quali i Destinatari hanno in corso rapporti contrattuali o commerciali, anche occasionali. TUF indica il Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche ed integrazioni recante il Testo Unico della Finanza. VoIP o (Voice over IP) indica una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet o un altra rete dedicata che utilizza l Internet Protocol (IP). Più specificamente, con VoIP si intende l insieme dei protocolli di comunicazione di strato applicativo che rendono possibile tale tipo di comunicazione. Wimax indica l acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access. È una tecnologia e un protocollo di trasmissione radio (wireless) a banda larga. Può essere utilizzata, al pari di altre tecnologie wireless, su diversi tipi di territorio (urbano, suburbano, rurale). La tecnologia supporta velocità di trasmissione di dati condivisi fino a 70 Mbit/s in aree metropolitane. 7
9 PARTE GENERALE CAPITOLO 1 IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2011, N LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI Il D. lgs 231/2001 ha introdotto per la prima volta nell ordinamento giuridico italiano un regime di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica (enti) per alcuni reati consumati o tentati in Italia o all estero nell interesse o a vantaggio delle società stesse: (i) (ii) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dell ente stesso (cosiddetti soggetti in posizione apicale o semplicemente apicali ); da persone sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei soggetti indicati al precedente punto (i) (cosiddetti sottoposti )( 1 ). Si tratta di una responsabilità penale-amministrativa, poiché, pur comportando sanzioni amministrative, consegue da reato e può essere sanzionata solo attraverso le procedure proprie del processo penale. Tale responsabilità degli enti, peraltro, è autonoma rispetto alla responsabilità penale della persona fisica che ha commesso il reato e si affianca a quest ultima, mirando a coinvolgere nella sanzione di taluni illeciti penali il patrimonio degli enti a vantaggio o nell interesse dei quali tali illeciti sono stati compiuti. L ente non risponde se le persone indicate sub (i) e (ii) hanno agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi. Secondo quanto previsto dall art. 4 del Decreto, l ente che ha la propria sede principale nel territorio dello Stato italiano può essere chiamato a rispondere in Italia anche in relazione a reati presupposto commessi all estero, sempre che siano soddisfatti i criteri di imputazione oggettivi e soggettivi stabiliti dal Decreto. Fatte salve ulteriori specifiche ipotesi, i presupposti su cui si fonda la responsabilità dell ente italiano per reati commessi all estero sono più precisamente i seguenti: (a) che non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il reato; (b) nell eventualità in cui la legge preveda che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della giustizia, che tale richiesta sia formulata anche nei confronti dell ente; (c) che il reato sia stato commesso all estero da un soggetto funzionalmente legato all ente; (d) che sussistano le condizioni di procedibilità previste dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale. ( 1 ) Con l emanazione del Decreto, il Legislatore ha dato attuazione agli impegni comunitari ed internazionali che imponevano l adeguamento dell ordinamento italiano all esigenza di prevenzione della criminalità d impresa. In particolare, il Decreto recepisce la Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 (sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee) e relativi protocolli, la Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 (sulla lotta alla corruzione nella quale sono coinvolti funzionari dell Unione Europea o degli Stati membri), la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 (sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche e internazionali) e la Convenzione del Consiglio d Europa (sulla criminalità informatica, di cui alla Legge 18 marzo 2008, n. 4). 8
10 1.2 LE SANZIONI Le sanzioni previste dal Decreto, a fronte dell accertamento di una responsabilità amministrativa dell ente, si distinguono in: (i) (ii) sanzioni pecuniarie, che sono sempre applicate in caso di responsabilità dell ente e sono determinate dal giudice attraverso un sistema basato su «quote». L importo della singola quota va da un minimo di Euro 258,00 ad un massimo di Euro 1.549,00 e viene fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell ente allo scopo di assicurare l effettività della sanzione. Il giudice determina il numero delle quote (in un numero non inferiore a 100 e non superiore a 1.000) tenendo conto: - della gravità del fatto; - del grado di responsabilità dell ente; - dell attività svolta per eliminare le conseguenze del fatto, per attenuarle o per prevenire la commissione di ulteriori illeciti. Sono previsti casi di riduzione della sanzione pecuniaria. In particolare, le sanzioni pecuniarie possono essere ridotte: - della metà se: (a) l autore del reato abbia commesso il fatto nel prevalente interesse proprio o di terzi e l ente non ne abbia ricavato un vantaggio o ne ha ricavato un vantaggio minimo; (b) il danno patrimoniale cagionato è di particolare tenuità; - da un terzo alla metà se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado: (a) l ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si sia adoperato in tal senso; (b) è stato adottato e reso operativo un modello idoneo a prevenire la commissione di ulteriori reati. Nel caso in cui concorrano entrambe le condizioni sub (a) e (b), la sanzione è ridotta dalla metà ai due terzi. Nell ipotesi in cui l ente sia responsabile per una pluralità di illeciti commessi con un unica azione od omissione, ovvero commessi nello svolgimento di una medesima attività e prima che per uno di essi sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva, si applica la sanzione pecuniaria prevista per l illecito più grave aumentata sino al triplo. Si precisa che le sanzioni pecuniarie previste dall art. 25-ter del Decreto stesso sono raddoppiate nel loro ammontare ai sensi di quanto disposto dall art. 39, comma 5, della legge 28 dicembre 2005 n. 262 (recante Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari ). sanzioni interdittive, che nei reati di maggiore gravità si applicano in aggiunta alle sanzioni pecuniarie, sono: - l interdizione, temporanea o definitiva, dall esercizio dell attività; - la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito; - il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; - l esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l eventuale 9
11 (iii) (iv) revoca di quelli già concessi; - il divieto di pubblicizzare beni o servizi. Le sanzioni interdittive si applicano solo nei casi espressamente previsti e purché ricorra almeno una delle seguenti condizioni: (a) l ente abbia tratto dal reato un profitto di rilevante entità e il reato sia stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato sia stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative; (b) in caso di reiterazione degli illeciti. Le sanzioni interdittive hanno una durata da tre mesi a due anni, ma possono, in casi eccezionali, essere applicate in via definitiva. Le sanzioni interdittive, inoltre, possono essere applicate anche in via cautelare, su richiesta del Pubblico Ministero, qualora sussistano gravi indizi della responsabilità dell ente e vi siano fondati e specifici elementi tali da far ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa indole di quello per cui si procede. Le sanzioni interdittive, tuttavia, non si applicano qualora, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, l ente abbia: - integralmente risarcito il danno ed eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato (ovvero si sia comunque efficacemente adoperato in tal senso); - eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l adozione e l attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire la commissione di reati della specie di quello verificatosi; - abbia messo a disposizione dell autorità giudiziaria il profitto del reato ai fini della confisca. confisca, che consiste nell acquisizione da parte dello Stato del prezzo o del profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato. La confisca viene sempre disposta con la sentenza di condanna, ad eccezione di quella parte che può essere restituita al danneggiato e fatti comunque salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede; pubblicazione della sentenza di condanna, che può essere disposta quando all ente viene applicata una sanzione interdittiva e consiste nella pubblicazione della condanna una sola volta, per estratto o per intero a spese dell ente, in uno o più giornali indicati dal Giudice nella sentenza, nonché mediante affissione nel comune ove l ente ha la sede principale. 1.3 I REATI CHE DETERMINANO LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI I reati da cui può conseguire responsabilità amministrativa per l ente (cosiddetti reati presupposto ), e quindi l applicazione delle sanzioni suelencate, sono espressamente indicati nel Decreto, nonché in altri provvedimenti di legge che al Decreto fanno rinvio. Ad oggi, detti reati sono i seguenti: - reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e contro il suo patrimonio (artt. 24 e 25 del Decreto); - delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis del Decreto); 10
12 - delitti in materia di criminalità organizzata (art. 24-ter del Decreto); - reati in tema di falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25-bis del Decreto); - delitti contro l industria e il commercio (art. 25-bis.1 del Decreto); - reati societari (art. 25-ter del Decreto); - delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico (art. 25- quater del Decreto); - reati commessi nell effettuazione di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quater.1 del Decreto); - reati contro la personalità individuale (art. 25-quinquies del Decreto); - reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato (art. 25- sexies del Decreto); - reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute e della sicurezza del lavoro (art. 25-septies del Decreto); - reati in materia di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies del Decreto); - delitti in materia di violazione del diritto d autore (art. 25-novies del Decreto); - delitto di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art. 25-decies del Decreto); - reati ambientali (art. 25-undecies del Decreto); - delitto di impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25- duodecies del Decreto). Inoltre, la Legge 16 marzo 2006, n. 146 ha esteso la responsabilità degli enti anche ai cosiddetti reati transnazionali. Detta legge, che ratifica e dà esecuzione alla Convenzione e ai Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall Assemblea generale il 15 novembre 2000 e il 31 maggio 2001, stabilisce, all art. 3, che si considera «reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato». Infine, l art. 23 del Decreto prevede che, nel caso in cui nello svolgimento dell attività dell ente a cui è stata applicata una sanzione o una misura cautelare interdittiva vi sia stata trasgressione degli obblighi o dei divieti inerenti a tali sanzioni o misure, nei confronti dell ente possono trovare applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria, la confisca del profitto, nonché se l ente ha tratto un profitto rilevante dalla condotta illecita anche le sanzioni interdittive ( 2 ). ( 2 ) L elencazione completa e aggiornata dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti è riportata in allegato al presente documento sub Allegato 1 (I reati previsti dal D.lgs. 231/2001). 11
13 1.4 L ADOZIONE DEL MODELLO QUALE ESIMENTE DALLA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELL ENTE Qualora il reato venga commesso da soggetti in posizione apicale (art. 6 del Decreto), si presume la responsabilità dell ente, salvo che non venga dimostrato che: (i) (ii) (iii) (iv) l organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo della società dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; gli autori del reato hanno commesso il reato stesso eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell Organismo di Vigilanza. La Società dovrà, dunque, dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati al soggetto apicale provando la sussistenza dei sopra elencati requisiti tra loro concorrenti e, di riflesso, la circostanza che la commissione del reato non deriva da una propria colpa organizzativa. Il Decreto indica, quindi, le caratteristiche essenziali per la costruzione del modello di organizzazione, gestione e controllo. In particolare, per la prevenzione dei reati, il modello deve: - individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati (cosiddetta mappatura delle attività a rischio); - prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire; - individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; - prevedere obblighi di informazione nei confronti dell Organismo di Vigilanza; - introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. Per i reati commessi da soggetti sottoposti all altrui direzione (art. 6 del Decreto), invece, l ente può essere chiamato a rispondere solo qualora si accerti che la commissione del reato è stata resa possibile dalla violazione degli obblighi di direzione o vigilanza. In questa ipotesi, il Decreto riconduce la responsabilità ad un inadempimento dei doveri di direzione e di vigilanza, che gravano tipicamente sul vertice aziendale (o sui soggetti da questi delegati). L inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza è peraltro esclusa se l ente società, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi. Con riferimento all efficace attuazione dei modelli, è richiesta: (i) una verifica periodica del modello e la sua eventuale modifica in presenza di significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando sono intervenuti mutamenti nell organizzazione o nell attività; 12
14 (ii) l introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 13
15 CAPITOLO 2 DESCRIZIONE DELLA REALTÀ AZIENDALE DI GO INTERNET Go internet è attiva nel mercato delle connessioni internet in banda larga e dei servizi telefonici mediante il protocollo VoIP tramite tecnologie di trasmissione radio, e dunque senza fili (wireless) e senza necessità di linea telefonica fissa. In particolare, la Società è un Internet Service Provider, assegnataria dei diritti d uso delle frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA) nella banda 3,5 GHz, autorizzata all installazione ed all esercizio degli impianti di telecomunicazioni con tecnologia WiMax/LTE nel territorio alla data di approvazione del presente Modello delle regioni Marche ed Emilia Romagna. La Società, utilizzando tecnologie wireless di quarta generazione (4G), offre, in particolare, servizi (i) di connettività dati, connessione internet veloce e senza limiti e (ii) voce (conversazioni telefoniche che sfruttano la tecnologia VoIP). Al fine di consolidare e accrescere la propria presenza e competitività nel mercato italiano della fornitura di servizi internet, la Società persegue una strategia di continua crescita e sviluppo, favorendo la ricerca di nuove soluzioni e progetti, anche mediante l ausilio di partner commerciali e di altri operatori, italiani ed esteri, attivi nel medesimo settore. Si segnala che la Società è un emittente strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni su AIM Italia. Il presente Modello si affianca, dunque, alle scelte organizzative effettuate dalla Società in tema di corporate governance, la cui struttura si ispira al principio secondo cui dotarsi di un sistema di regole di governo societario, assicurando maggiori livelli di trasparenza e affidabilità, genera al contempo più elevati standard di efficienza. Alla data di approvazione del presente Modello, il capitale sociale di Go internet è così suddiviso: (i) Gold Holding S.r.l. è titolare di n azioni, rappresentative del 75 per cento del capitale sociale; e (ii) WN S.r.l. è titolare di n azioni, rappresentative del restante 25 per cento. Gold Holding esercita sulla Società attività di direzione e coordinamento, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt e seguenti del codice civile, principalmente nelle seguenti aree: (i) politica fiscale; (ii) politica di corporate social responsibility; (iii) compliance e legale. Go internet è amministrata da un Consiglio di Amministrazione attualmente composto da 7 consiglieri, di cui uno in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall art. 148, comma 3, TUF e dei requisiti dettati dal Codice di Autodisciplina. Il Collegio Sindacale consta di 3 componenti effettivi e 2 supplenti. L organizzazione delle attività aziendali è strutturata in differenti Direzioni/Aree, ognuna delle quale facente capo ad un proprio responsabile, svolte in staff al Consiglio di Amministrazione. Nello schema di cui alla figura 2, che segue si rappresenta puntualmente l organigramma della struttura organizzativa della Società. 14
16 La struttura organizzativa è costantemente aggiornata ed accessibile al personale dipendente di Go internet all interno della rete intranet aziendale. La Società ha implementato e adottato un sistema di controllo e di gestione volto a consentire al management di ricevere una corretta informativa per l espletamento delle proprie attività e per l assunzione di decisioni operative e strategiche, nonché a favorire una migliore integrazione ed automazione dei processi di raccolta ed elaborazione dati. In tale contesto, la Società ha adottato un sistema di procedure interne nell ambito del sistema di gestione della qualità aziendale, volte a dettare gli obblighi informativi a carico della Società e l insieme delle regole e dei principi che disciplinano talune attività aziendali finalizzate a consentire il raggiungimento e il mantenimento di un livello di qualità elevato nella conduzione dell impresa, alla luce degli obiettivi prefissati, nonché alla prevenzione dei reati rilevanti ai sensi del Decreto. L attività di revisione legale dei conti è svolta da Reconta Ernst&Young S.p.A. 15
17 CAPITOLO 3 IL MODELLO DI GO INTERNET: FINALITÀ, DESTINATARI E MODALITÀ OPERATIVE SEGUITE PER LA REDAZIONE DEL MODELLO 3.1. FINALITÀ DEL MODELLO Go internet conduce il proprio business in modo trasparente e responsabile secondo una filosofia di sviluppo aziendale improntata alla continua ricerca di soluzioni tecnologiche innovative. Considerato l impegno della Società nel condurre la propria attività in un quadro etico di riferimento e secondo i più elevati standard di qualità ed efficienza, Go internet ha ritenuto necessario elevare conseguentemente anche i propri standard organizzativi e societari, anche tenuto conto del proprio stato di società emittente strumenti finanziari in un sistema multilaterale di negoziazione. Più nello specifico, Go internet ritiene che l adozione di appropriate misure organizzative costituisca un valido modello di condotta per tutti coloro che operano in nome e per conto della Società, affinché tengano comportamenti corretti e trasparenti nello svolgimento delle proprie mansioni tali da prevenire, fra l altro, il rischio di commissione dei reati rilevanti ai fini dell applicazione delle sanzioni previste dal Decreto. In tale prospettiva, Go internet ha adottato, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio 2014, il presente Modello di organizzazione e gestione. Per la predisposizione del proprio Modello, Go internet ha espressamente tenuto conto: - delle disposizioni del Decreto, della relazione ministeriale accompagnatoria e del decreto ministeriale 26 giugno 2003, n. 201 recante il regolamento di esecuzione del Decreto; - delle best practice e, in particolare, delle Linee Guida predisposte da Confindustria. Il Modello adottato da Go internet si propone di perseguire le seguenti finalità: (i) (ii) (iii) (iv) adeguarsi alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti, ancorché il Decreto non abbia imposto l obbligatorietà dell adozione del Modello; informare tutti coloro che operano soprattutto (ma non soltanto) nelle aree sensibili in nome e per conto della Società (ossia non solo il personale, ma anche tutti coloro che pur non rivestendo la qualifica formale di dipendente, operano anche occasionalmente in nome della Società per il conseguimento degli obiettivi sociali in forza di rapporti contrattuali) della portata del Decreto, dell importanza delle previsioni ivi contenute e delle sanzioni che possono ricadere sulla Società nell ipotesi di commissione degli illeciti richiamati dal Decreto medesimo; ribadire a tutti coloro che operano in nome e per conto della Società nelle aree sensibili che si stigmatizza ogni condotta contraria a disposizioni di legge, regolamenti, norme di vigilanza, regole aziendali interne, nonché ai principi di sana e corretta gestione delle attività societarie ai quali Go internet si ispira; attivarsi al meglio delle proprie possibilità per prevenire la commissione di illeciti nello svolgimento delle attività sociali, mediante un azione di monitoraggio continuo, con particolare riferimento alle aree sensibili, attraverso una sistematica attività di formazione del personale sulla corretta modalità di 16
18 svolgimento dei propri compiti e mediante un tempestivo intervento per prevenire e contrastare la commissione degli illeciti. In tale prospettiva, il presente Modello: - detta regole relative alla composizione e al funzionamento dell Organismo di Vigilanza; - prevede l adozione del Codice Etico, che costituisce parte integrante del Modello stesso; - introduce un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto del Modello. Il Modello si compone di una parte generale e di una parte speciale. La parte generale contiene i principi fondamentali del Modello applicabili alla Società. La parte speciale identifica le aree di attività a rischio e contiene i principi di comportamento e gli elementi di controllo applicati in relazione a ogni processo sensibile con riferimento alle disposizioni delle procedure funzionali alla riduzione del rischio di commissione di reato di volta in volta affrontati. Del Modello fanno parte, oltre al Codice Etico, le procedure e i protocolli di volta in volta adottati dalla Società al fine di evitare che vengano posti in essere, da parte dei soggetti apicali o da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di questi ultimi, comportamenti che possano integrare un reato presupposto DESTINATARI In conformità a quanto previsto dal Decreto e in considerazione della struttura organizzativa della Società, il presente Modello identifica quali Destinatari dello stesso: (i) i componenti degli organi sociali, l Organismo di Vigilanza, nonché coloro che svolgono, anche di fatto, funzioni di gestione, amministrazione, direzione o controllo della Società, o di sue unità organizzative dotate di autonomia finanziaria e funzionale; (ii) (iii) i Dipendenti della Società e in generale quanti si trovino a operare sotto la direzione e/o vigilanza delle persone di cui al punto (i); gli altri soggetti di volta in volta espressamente individuati dall Organismo di Vigilanza MODALITÀ OPERATIVE SEGUITE PER LA REDAZIONE DEL MODELLO Di seguito, infine, si dà atto delle fasi operative che hanno portato alla definizione dei contenuti e, quindi, alla redazione del Modello: (i) individuazione dei processi e delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati presupposto e delle attività strumentali alla commissione dei reati, vale a dire le attività nel cui ambito, in linea di principio, potrebbero crearsi condizioni per la commissione di tali reati. In questa fase si è proceduto all esame della struttura societaria e organizzativa della Società, nonché della documentazione aziendale disponibile presso le funzioni rispettivamente competenti al fine di comprendere il contesto operativo di riferimento di Go internet; 17
19 (ii) (iii) (iv) (v) identificazione dei soggetti chiave, al fine di individuare le persone con una conoscenza approfondita dei processi/aree sensibili e dei meccanismi di controllo; identificazione (a) dei reati presupposto applicabili alla Società e (b) delle cosiddette aree sensibili, di cui al successivo paragrafo 4.1; individuazione dei requisiti che caratterizzano un modello organizzativo e di gestione idoneo a prevenire i reati presupposto, nonché delle azioni di miglioramento del modello organizzativo esistente: è stata così effettuata un analisi comparativa (la cosiddetta gap analysis ) tra il modello organizzativo e di controllo esistente e un modello astratto di riferimento valutato sulla base del contenuto della disciplina del Decreto e delle Linee Guida; definizione del Modello alla luce dei risultati delle fasi precedenti e delle scelte di indirizzo dei competenti organi decisionali della Società. 3.4 LE LINEE GUIDA INDIVIDUATE DALLA BEST PRACTICE Secondo quanto espressamente stabilito dal Decreto (art. 6, comma 3), i modelli di organizzazione e di gestione possono essere adottati sulla base di codici di comportamento redatti da associazioni rappresentative degli enti, comunicati al Ministero della giustizia. Il 7 marzo 2002, Confindustria ha emanato proprie linee guida (successivamente aggiornate nel marzo 2008 per dar conto dell introduzione di nuovi reati presupposto) per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo (di seguito, le Linee Guida ) al fine di «offrire un aiuto concreto alle imprese e alle associazioni nell elaborazione dei modelli e nell individuazione di un organo di controllo». Tali Linee Guida indicano un percorso che può essere così riepilogato: (i) identificazione dei rischi attraverso l analisi del contesto aziendale per evidenziare dove (in quale area/settore di attività) e secondo quali modalità si possono verificare eventi pregiudizievoli per gli obiettivi indicati dal Decreto; (ii) progettazione del sistema di controllo (cosiddetti protocolli per la programmazione della formazione e attuazione delle decisioni dell ente), sulla base della valutazione del sistema esistente all interno dell ente e il suo eventuale adeguamento, in termini di capacità di contrastare efficacemente, cioè ridurre a un livello accettabile, i rischi identificati. Sempre sulla base di quanto previsto dalle Linee Guida, l adozione delle seguenti misure è inoltre ritenuta funzionale a una migliore prevenzione dei reati: (i) (ii) (iii) adozione da parte dell ente di un codice etico o comportamentale riferito alla realtà dell azienda; previsione di un adeguato sistema sanzionatorio per la violazione delle norme del codice etico; esistenza di un sistema organizzativo sufficientemente formalizzato e chiaro, soprattutto per quanto attiene all attribuzione di responsabilità, alle linee di dipendenza gerarchica e alla descrizione dei compiti, con specifica previsione di principi di controllo quali, a titolo esemplificativo, la contrapposizione di funzioni; 18
20 (iv) attribuzione ad un organismo di vigilanza, composto da membri indipendenti e professionalmente capaci oltre che dotato di adeguati poteri, anche informativi del compito di vigilare sull efficace adozione e attuazione del modello di organizzazione e gestione. 19