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Timestamp: 2020-03-29 02:58:03+00:00
Document Index: 57463683

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 185', 'art. 41', 'art. 41', 'art.186', 'art.184']

Comune di Diano Castello - Come fare per - Terre e rocce da scavo
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Le “terre e rocce da scavo” sono costituite dal solo suolo proveniente da attività di scavo che sia privo di sostanze pericolose contaminanti.
La normativa che riguarda la gestione delle terre e rocce da scavo è disciplinata dagli artt. 184-bis, 185 e 186 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., dall’art. 41-bis della Legge 98/2013 per cantieri con volumi di scavo inferiori a 6.000 mc, nonché, per le attività e le opere soggette ad Autorizzazione Ambientale Integrata o Valutazione di Impatto Ambientale (AIA – VIA) ai cantieri con volumi di scavo superiori a 6.000 mc, dal D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161 “Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo”.
Ai sensi dell’art. 185 c. 1 lett. c) del Dlgs 152/2006, non è considerato rifiuto “il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato”.
Occorre pertanto dichiarare in sede di presentazione del progetto la sussistenza delle condizioni mediante compilazione dell’allegato modello “dichiarazione per il riutilizzo di terre e rocce da scavo nel sito di produzione”.
La volontà di trattare le terre e rocce da scavo come rifiuti speciali deve essere dichiarata in sede di presentazione del progetto mediante compilazione dell’allegato modello “dichiarazione per conferimento in sito autorizzato”.
Riutilizzo in sito diverso da quello di produzione per attività e opere con volumi di scavo inferiori a 6.000 MC
Si applica l’art. 41-bis della Legge 98/2013.
Sono considerati sottoprodotti i materiali da scavo se il produttore dimostra:
Occorre pertanto dichiarare in sede di presentazione del progetto di aver inoltrato all’Agenzia regionale per la protezione ambientale (A.R.P.A.) la dichiarazione prevista dall’art. 41-bis c. 2 della Legge 98/2013.
Riutilizzo in sito diverso da quello di produzione per attività e opere
- con volumi di scavo superiori a 6.000 MC
Si applica l’art.186 D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.
Le terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione di un intervento e reimpiegate per reinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati possono essere considerate come sottoprodotto e non rifiuto e come tali gestite a condizione che vengano rispettate le condizioni e le prescrizioni previste dagli artt.184 bis c.1 e 186 D.Lgs. 152/06.
Occorre pertanto presentare, in sede di presentazione del progetto architettonico, il piano di riutilizzo che dovrà avvenire sulla base di un “Piano di Utilizzo” da inoltrare all’Autorità Competente che autorizza l’esecuzione dell’opera.
In Piemonte la procedura è prevista all’interno delle Linee guida per l'utilizzo delle terre e rocce da scavo approvate con D.G.R. n.24–13302 15/02/2010
Per la presentazione del “Piano di Utilizzo” utilizzare il modulo “presentazione del piano di utilizzo”.
- soggette ad aia o via nei cantieri con volumi di scavo superiori a 6.000 MC
Si applica il D.M. 10/08/2012,n.161 “Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione terre e rocce da scavo”
Le terre e rocce da scavo prodotte durante la realizzazione di un intervento possono essere considerate come sottoprodotto e non rifiuto e come tale gestite a condizione che vengano rispettate le condizioni e le prescrizioni sia del dell’art.184 bis c. 1 D.Lgs. 152/06 sia del D.M. Ambiente del 10/08/2012, n.161. Il riutilizzo può avvenire sulla base di un “Piano di Utilizzo” da inoltrare all’Autorità Competente che autorizza l’esecuzione dell’opera e deve essere presentato almeno 90 giorni prima dell’inizio lavori, la quale esprimerà il relativo parere di competenza. Trascorsi i 90 giorni dalla presentazione si instaura il silenzio-assenso.
Per la presentazione del “Piano di Utilizzo” utilizzzare il modulo “Autocertificazione di presentazione del piano di utilizzo”
Ufficio tecnico edilizia privata (vedi dettaglio e orario di apertura)