Source: http://www.slideserve.com/dima/il-federalismo-fiscale-18-gennaio-2011
Timestamp: 2017-08-24 05:42:50+00:00
Document Index: 89689835

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'art. 119', 'art. 2', 'art. 118', 'art. 117', 'art. 120', 'art. 117', 'art. 5', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 119', 'art 2011', 'art 2011']

PPT - IL FEDERALISMO FISCALE 18 gennaio 2011 PowerPoint Presentation - ID:2275409
IL FEDERALISMO FISCALE 18 gennaio 2011PowerPoint Presentation
IL FEDERALISMO FISCALE 18 gennaio 2011
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IL FEDERALISMO FISCALE 18 gennaio 2011 - PowerPoint PPT Presentation
IL FEDERALISMO FISCALE 18 gennaio 2011. Prof. Roberto Esposito. Definizioni. il federalismo è stato inteso come possibilità delle comunità locali di determinare il proprio indirizzo e, dunque, di scegliere l’allocazione preferita delle risorse disponibili
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Prof. Roberto Esposito
il federalismo è stato inteso come
possibilità delle comunità locali di determinare il proprio indirizzoe, dunque, di scegliere l’allocazione preferita delle risorse disponibili
connubio tra autonomia e responsabilità
Esigenze ed obiettivi
Il federalismo nasce nel tentativo di trovare un equilibrio tra due esigenze:
La territorializzazione delle risorse
La stabilizzazione e messa sotto controllo della spesa pubblica
superamento della dicotomiatra competenze legislative e amministrative (sul territorio) e finanza derivata (recte, trasferimenti dallo Stato al territorio)
che ha determinato, attraverso lo schema dei meccanismi di ripiano a piè di lista o comunque provvedimenti temporanei, situazioni di deresponsabilizzazione
Obiettivo (anche) il bene comune: limitare spesa pubblica
Strumenti “chiave”
Trattandosi del paese con le più marcate differenziazioni territoriali nell’area dell’euro il federalismo italiano deve fare i conti con due strumenti chiave:
i livelli essenziali delle prestazioni (già definiti, in via generale, nella Costituzione)
il loro finanziamento attraverso i costi standard (da definire)
Il reddito pro capite ai fini irpef della Calabria è meno del 40 per cento di quello della Lombardia
Legge 42/2009 Delega al governo in materia di federalismo fiscaleArt. 1 (ambito di intervento)
attuazione dell’art. 119 Cost. – assicurare autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni
garantire i principi di solidarietà e di coesione sociale
sostituire il criterio della spesa storica con il criterio del costo e del fabbisogno standard
responsabilizzazione, effettività e trasparenza del controllo democratico sugli eletti
principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario
sviluppo delle aree sottoutilizzate nella prospettiva del superamento del dualismo economico attraverso il fondo perequativo, risorse aggiuntive, interventi speciali di cui all’art. 119, comma 5
attribuzione di un proprio patrimonio agli enti suddetti
Legge 42/2009 Delega al governo in materia di federalismo fiscaleart. 2 (Finalità)
autonomia di entrata e di spesa
maggiore responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile a tutti i livelli di governo
lealtà istituzionale e concorso di tutte le amministrazioni al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica in coerenza con i vincoli comunitari ed internazionali
razionalità e coerenza dei singoli tributi e del sistema tributario nel suo complesso
coinvolgimento di tutti i livelli nel contrasto all’elusione ed all’evasione fiscale
f) attribuzione di risorse autonome secondo il principio di territorialità (e rispettando il principio di solidarietà nonché quelli di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza ex art. 118 Cost)
g) determinazione del costo e del fabbisogno standard quali indicatori rispetto ai quali valutare l’azione pubblica – definizione degli obiettivi di servizio nell’esercizio delle funzioni essenziali ovvero di quelle fondamentali ex art. 117, co. 2, lett. m) e p) Cost.
Legge 42/2009 Delega al governo in materia di federalismo fiscale
Sub A) Autonomia di entrata e di spesa
Finanziamento delle funzioni
Tributi (compartecipazioni al gettito di tributi erariali (1) , addizionali (2), tributi derivati (3), tributi propri (4))
Indebitamento solo per investimenti
Tributi e fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite
1) Senza vincolo di destinazione
2) Relativamente alle basi imponibili dei tributi erariali
3) I tributi propri derivati sono quelli istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle Regioni
4) Istituiti dalle Regioni in relazione a presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale
non alterare principi di capacità contributiva e di progressività
divieto di doppia imposizione sul medesimo presupposto, salvo le addizionali
tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio – in modo da favorire la responsabilizzazione
la legge regionale, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato, può istituire tributi regionali e locali, determinare le aliquote e le agevolazioni che enti sub regionali possono applicare nell’esercizio della propria autonomia con riferimento ai suddetti tributi regionali e locali
La legge regionale, nel rispetto della normativa comunitaria e statale, può modulare accise su benzina, gasolio, ecc. utilizzati dai residenti
facoltà delle regioni di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali (compartecipazione a cascata)
valorizzazione della sussidiarietà orizzontale
territorialità dei tributi regionali e locali e riferibilità al territorio delle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali
Il principio di territorialità, recte, le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi derivati e delle compartecipazioni dovrà tener conto del luogo di consumo (per i tributi basati sul consumo), della localizzazione dei cespiti (tributi sul patrimonio), del luogo di prestazione del lavoro (tributi sulla produzione), della residenza del percettore (tributi sui redditi delle persone fisiche)
Previsione di una fiscalità di sviluppo, conformemente alla disciplina degli aiuti di stato
Sub B) Responsabilizzazione
tracciabilità della spesa e dell’imposizione
controllo democratico da parte degli elettori (cfr. Relazione del Governo alle Camere del 30 giugno 2010, si veda anche l’Approfondimento tecnico n. 6)
obbligo di pubblicazione su internet dei bilanci redatti in maniera tale da riportare in modo semplificato le entrate e le spese pro capite secondo modelli uniformi
premialitàdei comportamenti virtuosi e meccanismi sanzionatori per enti non virtuosi sotto il profilo economico-finanziario o che non assicurino il livello essenziale delle prestazioni o l’esercizio delle funzioni fondamentali fino allo svolgimento di un potere sostitutivo da parte del Governo ex art. 120 Cost.
maggiore efficacia della lotta all’evasione
Sub G) Costo standard
Superamento del criterio della spesa storica a favore del
fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali ex art. 117, co. 2, lett. m) e p) Cost.
della perequazione della capacità fiscale (entrata tributaria pro capite) per le altre funzioni
il costo standard costituisce lo strumento per assicurare il totale finanziamento (anche attraverso il ricorso alle risorse da perequare) delle prestazioni che rientrano tra i livelli essenziali. In particolare alle prestazioni di sanità, assistenza e istruzione, poiché connesse a diritti civili e sociali, devono essere garantite le risorse necessarie ad assicurare l’integrale copertura delle spese al costo standard.
rispetto dell’offerta relativa ad un certo fabbisogno
responsabilità di gestione degli enti territoriali che, laddove spendessero oltre il costo standard, potrebbero farlo solo a carico proprio, distraendo risorse da altri interventi pubblici, con preclusione di finanziamenti esterni (o ripianamenti da parte dello Stato)
attualmente i modelli organizzativi e gestionali delle Regioni e delle ASL fanno riferimento a mix di fattori produttivi in molti casi così inappropriati ed inefficienti rispetto a quelli virtuosi, da costituire un serio vincolo all’introduzione di una regola di costo standard omogeneo a livello nazionale
occorrerà una lunga fase transitoria nella quale i costi standard non potranno che esser ponderati territorialmente, con tutto il rischio delle persistenza delle transizioni italiane
Il passaggio dalla spesa storica al costo standard veniva già previsto nella riforma della contabilità pubblica della metà degli anni novanta operata dall’allora ministro del tesoro Ciampi
complessità individuazione costi standard applicabili
importanza di standard di convergenza durante una fase transitoria
importanza del sistema di monitoraggio finalizzato al superamento della fase transitoria ed al passaggio alla fase a regime del finanziamento legato ai costi standard
il monitoraggio non dovrebbe servire soltanto ad evitare sforamenti di bilancio (comunque a carico dell’ente)
ma soprattutto ad assicurare che, attraverso il rispetto del costo standard, sia garantita la risposta appropriata ed efficace per il fabbisogno di quel territorio
il monitoraggio deve essere trasparente perché deve alimentare non solamente il circuito dei rapporti tra livelli di governo ma anche il circuito rappresentativo territoriale ovvero un controllo sociale diffuso che verifichi come, attraverso il rispetto della logica dei costi standard, si persegua l’obiettivo della migliore risposta possibile al bisogno di interventi sul territorio
I fondi perequativi fiscale
FINALITA’ DELLA PEREQUAZIONE
autonomianon è uniformità per situazioni economiche diseguali
perequazionecome strumento di attenuazione di tali differenze
e come limite dell’autonomia (e viceversa)
assicurare la coesione sociale e l’eguaglianza sostanziale fra i cittadini nell’esercizio dei diritti costituzionali e nell’accesso ai servizi fondamentali
Chiamparino “federalismo come più avanzata forma di unità nazionale”
Perequazione come strumento di conservazione dell’unitarietà dell’ordinamento e quindi della comunità
Diseguaglianza (economica e sociale) sintomo e causa di fragilità del sistema
se federalismo strumento di unità, la perequazione finanziaria costituisce il presupposto del federalismo e non già una difesa dai relativi effetti (cfr. F. Gallo)
Il valore della coesione (economica, sociale e territoriale) riconosciuto a livello UE
nelle norme costitutive
attraverso gli istituti del Fondo sociale europeo e del fondo di coesione
derogheal divieto di aiuti di stato in presenza di regioni c.d. ultraperiferiche (zone rurali, in transizione industriale, urbane in declino, gravi svantaggi permanenti naturali o demografici)
deroghe al divieto di aiuti di stato stessa funzione della perequazione
Il legislatore delegante del resto rinvia alla solidarietà, alla coesione sociale, al superamento del dualismo economico (e, indirettamente, all’unitarietà della Repubblica ex art. 5)
Modelli di finanza fiscale
Sistema di finanza decentrata di tipo c.d. funzionale
Modelli di finanza c.d. funzionale (aperti a fini extrafiscali e redistributivi) e modelli di finanza c.d. neutrale (orientati al pareggio di bilancio ed alla competitività tra livelli di governo)
Il primo può ulteriormente definirsi “debole” o “aperto” se la costituzione indica solo i criteri principali del riparto, rinviando alla legge ordinaria per la concreta determinazione del riparto, ovvero “strutturale”, quando la costituzione fissa anche alcuni elementi essenziali
Finalità di carattere redistributivo, anche tra i diversi livelli di governo
art. 53, comma 2, Cost
art. 2 Cost. doveri di solidarietà politica, economica e sociale
art. 3 rimozione diseguaglianze sociali, ovvero degli ostacoli alla libertà e all’eguaglianza dei cittadini nell’esercizio dei loro diritti
art. 119 comma 5 finalità: promozione sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, rimozione degli squilibri economici e sociali allo scopo di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona
Profili solidaristici (perequazione)
Profili competitivi (compartecipazioni a tributi erariali, in quanto collegate al gettito prodotto sul territorio, collegamento con l’autonomia)
La relazione tra solidarietà e perequazione (artt. 2 e 119 Cost.) è sottolineata dalla Relazione del Governo alle Camere del 10 giugno 2010
mezzo per la corretta attuazione dei valori fondamentali
nell’unitarietà dello stato
coniugando uguaglianza sostanziale e solidarietà (e, dunque, l’intero catalogo dei diritti fondamentali, civili, politici, ed economici)
con l’autonomia politica, finanziaria e tributaria
Al centro esigenza di armonizzare istanze di autonomia con istanze solidaristiche
Einaudi, Miti e paradossi della giustizia tributaria, <<l’imposta è il mezzo con cui lo stato crea nuovi valori, di sicurezza, di sanità, di difesa>>
Quegli stessi valori il trasferimento perequativo tende a preservare e/o a creare
Autonomia, solidarietà e creazione di valori
Considerazioni finali fiscale
Un modello federale basato sui due strumenti chiave dei livelli essenziali delle prestazionie sul costo standard consentirebbe
maggiore omogeneità di servizi
ma attraverso una compressione dell’autonomia delle scelte
e se su tre settori chiave come sanità, assistenza ed istruzione vengono
decisi a livello centrale, seppure attraverso un processo partecipato dalle
autonomie, i livelli essenziali di offerta e i costi standard per realizzarli, al
governo territoriale rimane poco, salvo il modello gestionale (ad esempio se
imperniato su servizi pubblici o privati, cfr. A. Tardiola)
Ecco allora il paradosso:
in un paese che cerca un equilibrio federale, muovendo da grandi differenziazioni, tale obiettivo passa attraverso una riduzione del significato classico di federalismo, mentre un federalismo senza contrappesi forti accentuerebbe le differenziazioni esistenti
inoltre il costo standard non assolve al solo compito di strumento per calcolare (predefinendo un determinato livello di fabbisogno) la copertura finanziaria necessaria, ma può diventare un fattore di controllo tra territori. Il finanziamento tramite il criterio del costo standard avverrà infatti anche tramite le risorse derivanti dal fondo perequativo
Il mancato rispetto tra costi effettivi e costi standard non rimane questione confinata al singolo ente, che non disponendo di ulteriori trasferimenti dovrà ridurre i finanziamenti di politiche che non rientrano tra i livelli essenziali,oppure aumentare la pressione fiscale sui propri cittadini (ipotesi difficile perché si tratta di territori con scarsa capacità fiscale)
ma può coinvolgere gli stessi rapporti tra regioni: le regioni virtuose potrebbero chiedere di limitarne la portata per concentrare le risorse in territori a più alta efficienza e dunque con maggiore garanzia di diritti civili e politici
è più solidale un sistema con alto grado di perequazione finanziaria tra regioni ricche e regioni povere
oppure un sistema che massimizza l’efficacia complessiva del proprio impianto di welfare , sebbene concentrando questa efficacia in alcuni territori (quelli più ricchi)?
in realtà sarebbe auspicabile sia una perequazione adeguata, sia una convergenza dei livelli di performance
l’architettura del futuro welfare federale sembra poggiare su basi geometriche – definizione di fabbisogni standard, finanziamento con costi standard – che invece nascondono nodi di difficile soluzione sul piano tecnico e soprattutto politico
sarebbe comunque un miglioramento non solo del welfare ma della stessa democrazia italiana se le decisioni si prendessero in una discussione trasparente e, dunque, valutabile, nonché informata
trasparenza ed informazione attraverso un percorso mediante il quale i portatori degli interessi in gioco possano confrontarsi nella definizione di target e standard su un terreno osservabile e per questo valutabile, sia da un punto di vista di coloro che guardano alle policy, sia di coloro che guardano alla politics (cfr. A. Tardiola)
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