Source: https://www.diritto.it/la-scriminante-dell-attivita-sportiva-e-il-c-d-rischio-consentito/
Timestamp: 2018-05-25 05:12:19+00:00
Document Index: 167451616

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 52', 'art. 54', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 50', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ']

La scriminante dell'attività sportiva e il c.d. rischio consentito
Le esimenti. 1
1.consenso dell’avente diritto, art. 50 c.p. ;
2.esercizio del diritto, art. 51 c.p. ;
3.adempimento del dovere, art. 51 c.p. ;
4.uso legittimo delle armi, art. 53 c.p. ;
5.legittima difesa, art. 52 c.p. ;
6.stato di necessità, art. 54 c.p. ;
La problematica ermeneutica delle scriminanti non codificate. 2
1.l’attività sportiva violenta
2.l’attività medico-chirurgica;
3.le informazioni commerciali;
4.l’uso di auto blu e
5.l’uso di materiale di cancelleria.
Le cause di esclusione della colpevolezza (cenni). 3
Le cause di esenzione da pena (cenni). 4
Le cause soggettive di esclusione del reato. 5
errore sul fatto costituente reato (art. 47 c.p.): “l’errore sul fatto che costituisce il reato esclude la punibilità dell’agente. Nondimeno, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. L’errore sul fatto che costituisce un determinato reato non esclude la punibilità per un reato diverso. L’errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce reato”. L’errore sul fatto si ha quindi quando il soggetto che agisce ha un’errata percezione della realtà nel senso che il soggetto è convinto di porre in essere un fatto concreto diverso da quello vietato dalla norma penale. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale (cadere cioè su uno o più elementi essenziali richiesti per la sussistenza del reato) e scusabile (al soggetto non deve essergli mosso alcun rimprovero).
Condotte pericolose e non giuridicamente autorizzate:
Condotte non giuridicamente autorizzate perché trasgressive di norme cautelari:
Attività rischiose, ma giuridicamente autorizzate perché socialmente utili.
La causa di giustificazione dell’attività sportiva e del cd. rischio consentito. 6
L’illecito sportivo e il rischio consentito cenni di giurisprudenza di legittimità. 7
In tema di cd. “illecito sportivo” l’autore dell’evento lesivo che sia stato rispettoso delle regole del gioco, del dovere di lealtà nei confronti dell’avversario e dell’integrità fisica di costui non sarà perseguibile penalmente in quanto non potrà dirsi superata la soglia di “rischio consentito”. Diversamente allorché il giocatore violi volontariamente le regole del gioco disattendendo i doveri di lealtà verso l’avversario, il fatto non potrà rientrare nella causa di giustificazione, ma sarà penalmente perseguibile, – in specie- la Cassazione con la sentenza n.° 1951 del 2000 Sezione V°, ha ritenuto che non potesse ritenersi scriminato il comportamento del giocatore di pallacanestro che aveva sferrato un pugno al giocatore avversario attingendone la mandibola destra.
Nell’ambito di lesioni colpose gravi verificatesi nel corso di competizione sportiva, la scriminante del consenso dell’avente diritto presuppone che il “rischio” di subire dette lesioni sia, dal partecipante ad essa, preventivato e dunque accettato, – in quanto l’illecito sportivo, presuppone la sussistenza del consenso dell’avente diritto ex art. 50, c.p., ricorrendo quando la condotta lesiva, quale quella del diretto controllo del tiro del pallone, del tentativo di impossessarsene o di contenderlo all’avversario ovvero di introdursi nell’azione di gioco, sia finalisticamente inserita nel contesto di una attività sportiva – sicché detta scriminante non è configurabile allorquando le caratteristiche amichevoli o amatoriali della competizione rendano non prevedibile la verificazione di lesioni superiori, per entità e gravità, a quelle normalmente accettabili in tale contesto (cfr. Cass. Sez. V° Sent. n.° 44306/2008: fattispecie di lesioni gravi con effetti permanenti, derivate da un’azione di «sgambetto», cagionate durante lo svolgimento di una partita di calcio tra compagni di scuola.
Altresì, continuando nella direzione della responsabilità penale, la Cassazione con la Sentenza 2 dicembre 2010 – 14 marzo 2011, n.° 10138, ha affermato, che va esclusa l’applicabilità della causa di giustificazione non codificata dell’esercizio di attività sportiva, ogniqualvolta sia ravvisabile nell’agente la consapevole e dolosa intenzione di ledere l’incolumità dell’avversario, approfittando della circostanza del gioco.
Corte di Cassazione Penale sez. V° 16 novembre 2011, n.° 42114 – In tema di esercizio di attività sportiva, deve escludersi la scriminante atipica e non codificata del c.d. “rischio consentito” quando il fatto lesivo si verifica al di fuori dell’ordinaria azione di gioco in violazione delle regole tecniche del gioco praticato.
Ancora continuando nell’esame della cennata sentenza Cassazione, sez. V°, 16 novembre 2011, n.° 42114 su l’illecito sportivo e illecito penale, al fine di rilevare quando ricorra il rischio consentito, si osserva che la causa di giustificazione, cosiddetta non codificata, dell’esercizio di attività sportiva presuppone che l’azione lesiva non integri infrazione di una regola sportiva o comunque, laddove la integri, sia compatibile con la natura della disciplina sportiva praticata ed il contesto agonistico di svolgimento; in assenza della causa di giustificazione detta, il fatto di reato sarà doloso o colposo a seconda che la condotta sia connotata da volontà diretta a ledere l’incolumità dell’avversario o a preventiva accettazione del relativo rischio ovvero sia meramente colposa