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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 100']

Prof. Luciano Hinna Economia delle Aziende, Pubbliche e Non Profit Il sistema dei controlli della PA Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà - ppt scaricare
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Prof. Luciano Hinna Economia delle Aziende, Pubbliche e Non Profit Il sistema dei controlli della PA Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Giurisprudenza Prof. Luciano Hinna Lezione del 05.03.2012
Prof. Luciano Hinna Le principali tappe dellevoluzione dei controlli nella P.A. NORMAOGGETTO Legge n. 5026/1869Legge di contabilità e nascita del controllo interno Regio Decreto n. 2440/1923 Attribuzione al Tesoro del controllo di legittimità, contabile e di proficuità della spesa Decreto del Presidente della Repubblica n. 748/72Riforma dirigenza statale Legge n. 833/1978 Legge n. 468/1978 Riforma sanitaria Riforma del bilancio Legge n. 241/1990 Legge n. 142/1990 Disciplina del procedimento amministrativo Riforma dei poteri degli Enti Locali Decreto Legislativo n. 29/1993 Introduzione del controllo interno nella Pubblica Amministrazione Legge n. 20 /1994Riforma dei controlli della Corte dei Conti Decreto Legislativo n. 77/95 Nuovo ordinamento finanziario e contabile degli enti locali Decreto Legislativo n. 286/1999 Attuazione della L. 59/97 ed ulteriore individuazione del sistema dei controlli interni TUEL (D. Lgs. 267/2000)Testo Unico sugli Enti Locali
Prof. Luciano Hinna A livello statale, i controlli interni nascono con la legge di contabilità 22 aprile 1869 n. 5026, quando venne istituita la Ragioneria Generale dello Stato. RGS diviene il garante delle finanze dello Stato e chiamata a redigerne le "situazioni finanziarie" ed i documenti di bilancio Le principali tappe evolutive in breve: Legge n. 5026/1869
Prof. Luciano Hinna Le principali tappe evolutive in breve: Regio Decreto n. 2440/1923 Tale legge attribuisce al Tesoro, oltre al controllo di legittimità e quello contabile, anche il controllo sullaproficuità della spesa: una sorta di controllo che entra nel merito e valuta la convenienza della spesa… …ma tale disciplina non ha trovato sostanziale attuazione fino agli anni 90
Prof. Luciano Hinna introduzione della responsabilità della dirigenza, che diviene un soggetto con più autonomia e più responsabilità (simile alla dirigenza delle aziende private) sostanziale inattuazione della riforma: per la scarsa propensione dei dirigenti allassunzione di nuove, e più impegnative, responsabilità; mancanza di strumenti per la misurazione e la valutazione delle performance della dirigenza. Le principali tappe evolutive in breve: DPR n. 748/72
Prof. Luciano Hinna I controlli interni nella P.A.
Prof. Luciano Hinna Il processo di aziendalizzazione ed il sistema dei controlli interni Linea dellaziendalizzazione Orientamento al risultato Orientamento alla norma Basso Alto Livello della struttura dei controlli interni
Prof. Luciano Hinna La classificazione dei controlli nella P.A. Rispetto alloggettoRispetto al soggetto Rispetto al tempo Rispetto alla finalità Rispetto alla norma Sugli atti amministrativi (legittimità) Esterno (rispetto allazienda pubblica, ma sempre interno alla P.A.: es. Corte dei Conti) Preventivo (ex ante) Autorizzatorio Obbligatorio (per osservanza di una norma) Sulla gestione degli aspetti organizzativi: gestione finanziaria; gestione del bilancio e del patrimonio; economicità; efficienza; efficacia; qualità dei servizi e delle prestazioni; coordinamento dei sistemi di controllo Interno (Nuclei di Valutazione, SECIN, controlli di regolarità amministrativo-contabile, ecc., …) Durante (monitoraggio) Per il governo ed il processo di automiglioram ento Volontario Successivo (ex post) Per il giudizio finale
Prof. Luciano Hinna Levoluzione del controllo interno CAVOUR BASSANINI CASSESEGIANNINI 1853197519931997-99 Evoluzione controlli t
Prof. Luciano Hinna Levoluzione del controllo interno: la svolta RAPPORTO GIANNINI (1979) Rappresenta il momento più significativo della presa di coscienza della necessità di operare un cambiamento nella Pubblica Amministrazione (di cui la questione dei controlli era solamente la punta di un iceberg) Ai controlli Giannini dedica uno spazio a fine rapporto, nel quale sentenzia lassoluta necessità di riformare o, usando le sue parole mutare radicalmente la specie del controllo legato allora essenzialmente alla legittimità degli atti.
Prof. Luciano Hinna Levoluzione dei controlli interni
Prof. Luciano Hinna Levoluzione normativa del controllo interno LEGGE 241/90 Nota come la legge sulla trasparenza ha obbligato le amministrazioni ad individuare, al proprio interno, le unità organizzative ed i soggetti responsabili dei risultati da conseguire. LEGGE 142/90 Ha introdotto, per la prima volta, il principio della separazione fra poteri e responsabilità inerenti, rispettivamente, allindirizzo politico- amministrativo e ai risultati della gestione amministrativa. Affermato dapprima per gli enti locali, il principio è stato esteso, poi, a tutte le amministrazioni con lemanazione del D.Lgs. n. 29/1993 e ribadito con il D.Lgs. 286/1999; tale principio di separazione dei compiti costituisce in chiave di controllo interno un pilastro fondamentale della riforma delle Pubblica Amministrazione.
Prof. Luciano Hinna Levoluzione normativa del controllo interno D.LGS. N. 29/1993 Ha imposto alle amministrazioni di costituire uffici di controllo interno, capaci non solo di valutare, ma anche di indirizzare e correggere lazione degli uffici, in funzione degli obiettivi e delle responsabilità assegnate. La funzionalità è divenuta, quindi, un valore intrinseco dellamministrare ed il suo mancato conseguimento ha precisi referenti nei responsabili di ciascun procedimento, nei titolari delle unità organizzative, nei responsabili del controllo interno;
Prof. Luciano Hinna Levoluzione normativa del controllo interno LEGGE N. 20/1994 Nota come la legge di riforma della Corte dei conti, ha potenziato, insieme al D.Lgs n. 29/1993, i controlli, sia esterni sia interni, sui risultati dellazione amministrativa, sulla congruenza di questa con i programmi politici, sul costo e sulla performance dei servizi, sulla soddisfazione degli utenti. D.LGS 286/1999 Rivisita e puntualizza il sistema dei controlli interni, identificando al suo interno le varie tipologie di controllo ed i soggetti ad essi assegnati.
Prof. Luciano Hinna Il D.Lgs. 29/1993 e il D.Lgs. 286/99 a confronto D.Lgs. 29/1993D. Lgs. 286/1999 Istituzione di servizi di controllo interno o nuclei di valutazione Istituzione del controllo: amministrativo-contabile gestione strategico valutazione della dirigenza Integrazione delle diverse tipologie di controllo Posizione di autonomia dei servizi o nuclei che rispondono solo agli organi di indirizzo politico Distinzione degli organi che rispondono al livello politico-amministrativo ed alla dirigenza Responsabilizzazione dei dirigenti sui risultati dellattività Responsabilizzazione e valutazione della dirigenza Qualità dei servizi pubblici
Prof. Luciano Hinna Garanzia della regolarità e correttezza dellazione amministrativa Verifica dellefficacia, efficienza ed economicità dellazione amministrativa sulla base del rapporto tra costi e risultati raggiunti Verifica della congruenza tra gli obiettivi fissati dai piani e programmi dellorgano politico ed i risultati raggiunti Valutazione delle prestazioni del personale con qualifica dirigenziale IL NUOVO SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Valutazione e controllo strategico Valutazione dei dirigenti Controllo di regolarità amministrativo-contabile Controllo di gestione
Prof. Luciano Hinna I controlli interni nelle aziende pubbliche Il controllo di regolarità amministrativo- contabile garantisce la legittimità, regolarità e correttezza dellazione amministrativa (art. 2 D.Lgs. 286/1999)
Prof. Luciano Hinna Il controllo di regolarità amministrativo-contabile Funzione Garanzia della legittimità, regolarità e correttezza dellazione amministrativa Oggetto Attivi amministrativi e pubbliche gestioni, sistema contabile Ottica Pubblicistica, orientata a garantire trasparenza ed imparzialità Soggetti esterni Organi di revisione Ufficio ragioneria centrale Organi della Corte dei Conti Soggetti interni Ufficio di ragioneria interno Servizi ispettivi Organi di revisione Relazione tra soggetti Struttura del controllo esterno adeguata a quello interno Strumenti Principi di revisione aziendale Norme giuridiche
Prof. Luciano Hinna I controlli interni nelle aziende pubbliche La valutazione della dirigenza valuta le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale. (art. 5 D.Lgs.286/1999)
Prof. Luciano Hinna La valutazione della dirigenza FunzioneValutazione delle prestazioni del personale dirigenziale OggettoPrestazioni, risultati e competenze organizzative Ottica Privatistica, per incentivare i dirigenti al raggiungimento degli obiettivi Soggetti esterniMinistero per le Amministrazioni centrali Soggetti interniResponsabile dellufficio dirigenziale interessato Relazione tra soggetti Direttiva annuale del Ministro Strumenti PEG Indicatori di performance Relazione previsionale e programmatica
Prof. Luciano Hinna I controlli interni nelle aziende pubbliche La valutazione ed il controllo strategico verificano ladeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dellindirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti. (art. 6 D.Lgs.286/1999)
Prof. Luciano Hinna La valutazione ed il controllo strategico Funzione Valutazione della congruenza tra risultati conseguiti ed obiettivi predefiniti OggettoAnalisi dellattività, sia preventiva che successiva OtticaPrivatistica, per garantire lefficacia della gestione Soggetti esterniOrgani di indirizzo politico Soggetti interniServizio di controllo interno e servizi di statistica Relazione tra soggetti Comitato Tecnico Scientifico e osservatorio Strumenti Relazioni sui risultati Strumenti e sistemi informativi
Prof. Luciano Hinna Il controllo di gestione ha la funzione di «verificare lefficienza, lefficacia, leconomicità dellazione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati » (art. 4 D.Lgs.286/1999) I controlli interni nelle aziende pubbliche
Prof. Luciano Hinna Il controllo di gestione Funzione Verifica dellefficacia, dellefficienza ed economicità dellazione amministrativa Oggetto Unità organizzative, procedure, prodotti e servizi amministrativi, progetti Ottica Privatistica, per garantire la migliore gestione e la soddisfazione degli utenti Soggetti esterni Sistema informativo banca-dati presso la Presidenza del Consiglio Corte dei Conti Consiglio dei Ministri Soggetti interniDirigenti al vertice dellunità interessata Relazione tra soggetti Verifica da parte dei soggetti di controllo esterno dellesistenza di strumenti di controllo interno Strumenti Contabilità analitica Contabilità dei costi Indicatori di efficacia, efficienza ed economicità Budget Balanced scorecard
Prof. Luciano Hinna LIMITI ESTERNI LIMITI INTERNI DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PIANIFICAZIONEPIANIFICAZIONE ORGANIZZAZIONEORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONECOMUNICAZIONE AZIONEAZIONE MISURAZIONEMISURAZIONE CONTROLLOCONTROLLO CICLO GESTIONALE Pianificazione e controllo strategico Pianificazione e controllo operativo
Prof. Luciano Hinna E P $ O LIMITI ESTERNI LIMITI INTERNI DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PIANIFICAZIONEPIANIFICAZIONE ORGANIZZAZIONEORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONECOMUNICAZIONE AZIONEAZIONE MISURAZIONEMISURAZIONE CONTROLLOCONTROLLO CICLO GESTIONALE Pianificazione e controllo strategico Pianificazione e controllo operativo M F Q
Prof. Luciano Hinna E P $ O LIMITI ESTERNI LIMITI INTERNI DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PIANIFICAZIONEPIANIFICAZIONE ORGANIZZAZIONEORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONECOMUNICAZIONE AZIONEAZIONE MISURAZIONEMISURAZIONE CONTROLLOCONTROLLO CICLO GESTIONALE Pianificazione e controllo strategico Pianificazione e controllo operativo M F Q Controllo di regolarità contabile amministrativa internal auditing
Prof. Luciano Hinna AREA DELLA RENDICONTAZIONE SOCIALE NELLA P.A $input output Outcome intermedio Outcome finale Efficienza tecnica (efficiency) Efficienza economica (economy) Efficacia sociale Economicità (Value for money Analisi costi benefici) Uno schema esemplificativo
Prof. Luciano Hinna MISSIONIORGANIZZAZIONECIFREFATTIQUALITADIRIGENZA CO.AN. CO.IND. CO.GE. CO.AN. STANDARD Q. INDICATORI CONTROLLO STRATEGICO ART. 6 C. REG. CONT. VALUTAZIONE DIRIGENZA QUALITA SERVIZIO CONTROLLO DI GESTIONE OGGETTIDICONTROLLO STRUMENTIDICONTROLLO TIPOLOGIEDICONTROLLO D.Lgs. 286/99 ART. 2ART. 11ART. 5 ART. 4 Lintegrazione tra i vari strumenti di controllo
Prof. Luciano Hinna MISSIONIORGANIZZAZIONECIFREFATTIQUALITADIRIGENZA CO.AN. CO.IND. CO.GE. CO.AN. STANDARD Q. INDICATORI CONTROLLO STRATEGICO ART. 6 C. REG. CONT. VALUTAZIONE DIRIGENZA QUALITA SERVIZIO CONTROLLO DI GESTIONE OGGETTIDICONTROLLO STRUMENTIDICONTROLLO TIPOLOGIEDICONTROLLO D.Lgs. 286/99 ART. 2ART. 11ART. 5 ART. 4 Lintegrazione tra i vari strumenti di controllo rilevazione dei risultati parziali per centro di responsabilità Permette di conoscere il costo di un prodotto servizio, processo
Prof. Luciano Hinna Il D.lgs. 286/99 Art.6. La valutazione e il controllo strategico 1. L'attivita' di valutazione e controllo strategico mira a verificare, in funzione dell'esercizio dei poteri di indirizzo da parte dei competenti organi, l'effettiva attuazione delle scelte contenute nelle direttive ed altri atti di indirizzo politico. L'attivita' stessa consiste nell'analisi, preventiva e successiva, della congruenza e/o degli eventuali scostamenti tra le missioni affidate dalle norme, gli obiettivi operativi prescelti, le scelte operative effettuate e le risorse umane, finanziarie e materiali assegnate, nonche' nella identificazione degli eventuali fattori ostativi, delle eventuali responsabilita' per la mancata o parziale attuazione, dei possibili rimedi. 2. Gli uffici ed i soggetti preposti all'attivita' di valutazione e controllo strategico riferiscono in via riservata agli organi di indirizzo politico, con le relazioni di cui al comma 3, sulle risultanze delle analisi effettuate. Essi di norma supportano l'organo di indirizzo politico anche per la valutazione dei dirigenti che rispondono direttamente all'organo medesimo per il conseguimento degli obiettivi da questo assegnatigli. 3. Nelle amministrazioni dello Stato, i compiti di cui ai commi 1 e 2 sono affidati ad apposito ufficio, operante nell'ambito delle strutture di cui all'articolo 14, comma 2, del decreto n. 29, denominato servizio di controllo interno e dotato di adeguata autonomia operativa. La direzione dell'ufficio puo' essere dal Ministro affidata anche ad un organo collegiale, ferma restando la possibilita' di ricorrere, anche per la direzione stessa, ad esperti estranei alla pubblica amministrazione, ai sensi del predetto articolo 14, comma 2, del decreto n. 29. I servizi di controllo interno operano in collegamento con gli uffici di statistica istituiti ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322. Essi redigono almeno annualmente una relazione sui risultati delle analisi effettuate, con proposte di miglioramento della funzionalita' delle amministrazioni. Possono svolgere, anche su richiesta del Ministro, analisi su politiche e programmi specifici dell'amministrazione di appartenenza e fornire indicazioni e proposte sulla sistematica generale dei controlli interni nell'amministrazione.
Prof. Luciano Hinna Il D.lgs. 286/99 Art. 2. Il controllo interno di regolarità amministrativa e contabile 1. Ai controlli di regolarità amministrativa e contabile provvedono gli organi appositamente previsti dalle disposizioni vigenti nei diversi comparti della pubblica amministrazione, e, in particolare, gli organi di revisione, ovvero gli uffici di ragioneria, nonche' i servizi ispettivi, ivi compresi quelli di cui all'articolo 1, comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e, nell'ambito delle competenze stabilite dalla vigente legislazione, i servizi ispettivi di finanza della Ragioneria generale dello Stato e quelli con competenze di carattere generale. 2. Le verifiche di regolarità amministrativa e contabile devono rispettare, in quanto applicabili alla pubblica amministrazione, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e collegi professionali operanti nel settore. 3. Il controllo di regolarità amministrativa e contabile non comprende verifiche da effettuarsi in via preventiva se non nei casi espressamente previsti dalla legge e fatto salvo, in ogni caso, il principio secondo cui le definitive determinazioni in ordine all'efficacia dell'atto sono adottate dall'organo amministrativo responsabile. 4. I membri dei collegi di revisione degli enti pubblici sono in proporzione almeno maggioritaria nominati tra gli iscritti all'albo dei revisori contabili. Le amministrazioni pubbliche, ove occorra, ricorrono a soggetti esterni specializzati nella certificazione dei bilanci.
Prof. Luciano Hinna Il D.lgs. 286/99 Art. 4. Controllo di gestione 1.Ai fini del controllo di gestione, ciascuna amministrazione pubblica definisce: a) l'unita' o le unita' responsabili della progettazione e della gestione del controllo di gestione; b) le unita' organizzative a livello delle quali si intende misurare l'efficacia, efficienza ed economicita' dell'azione amministrativa; c) le procedure di determinazione degli obiettivi gestionali e dei soggetti responsabili; d) l'insieme dei prodotti e delle finalita' dell'azione amministrativa, con riferimento all'intera amministrazione o a singole unita' organizzative; e) le modalita' di rilevazione e ripartizione dei costi tra le unita' organizzative e di individuazione degli obiettivi per cui i costi sono sostenuti; f) gli indicatori specifici per misurare efficacia, efficienza ed economicita'; g) la frequenza di rilevazione delle informazioni. 2. Nelle amministrazioni dello Stato, il sistema dei controlli di gestione supporta la funzione dirigenziale di cui all'articolo 16, comma 1, del decreto n. 29. Le amministrazioni medesime stabiliscono le modalita' operative per l'attuazione del controllo di gestione entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, dandone comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, con propria direttiva, periodicamente aggiornabile, stabilisce in maniera tendenzialmente omogenea i requisiti minimi cui deve ottemperare il sistema dei controlli di gestione. 3. Nelle amministrazioni regionali, la legge quadro di contabilita' contribuisce a delineare l'insieme degli strumenti operativi per le attivita' di pianificazione e controllo.
Prof. Luciano Hinna Il D.lgs. 286/99 Art. 11. Qualita' dei servizi pubblici 1. I servizi pubblici nazionali e locali sono erogati con modalita' che promuovono il miglioramento della qualita' e assicurano la tutela dei cittadini e degli utenti e la loro partecipazione, nelle forme, anche associative, riconosciute dalla legge, alle inerenti procedure di valutazione e definizione degli standard qualitativi. 2. Le modalita' di definizione, adozione e pubblicizzazione degli standard di qualita', i casi e le modalita' di adozione delle carte dei servizi, i criteri di misurazione della qualita' dei servizi, le condizioni di tutela degli utenti, nonche' i casi e le modalita' di indennizzo automatico e forfettario all'utenza per mancato rispetto degli standard di qualita' sono stabilite con direttive, aggiornabili annualmente, del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda i servizi erogati direttamente o indirettamente dalle regioni e dagli enti locali, si provvede con atti di indirizzo e coordinamento adottati d'intesa con la conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 3. Le iniziative di coordinamento, supporto operativo alle amministrazioni interessate e monitoraggio sull'attuazione del presente articolo sono adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, supportato da apposita struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' ammesso il ricorso a un soggetto privato, da scegliersi con gara europea di assistenza tecnica, sulla base di criteri oggettivi e trasparenti. 4. Sono in ogni caso fatte salve le funzioni e i compiti legislativamente assegnati, per alcuni servizi pubblici, ad autorita' indipendenti. 5. E' abrogato l'articolo 2 della legge 11 luglio 1995, n. 273. Restano applicabili, sino a diversa disposizione adottata ai sensi del comma 2, i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri recanti gli schemi generali di riferimento gia' emanati ai sensi del suddetto articolo.
Prof. Luciano Hinna Il D.lgs. 286/99 Art. 5. La valutazione del personale con incarico dirigenziale 1. Le pubbliche amministrazioni, sulla base anche dei risultati del controllo di gestione, valutano, in coerenza a quanto stabilito al riguardo dai contratti collettivi nazionali di lavoro, le prestazioni dei propri dirigenti, nonche' i comportamenti relativi allo sviluppo delle risorse professionali, umane e organizzative ad essi assegnate (competenze organizzative). 2. La valutazione delle prestazioni e delle competenze organizzative dei dirigenti tiene particolarmente conto dei risultati dell'attivita' amministrativa e della gestione. La valutazione ha periodicita' annuale. Il procedimento per la valutazione e' ispirato ai principi della diretta conoscenza dell'attivita' del valutato da parte dell'organo proponente o valutatore di prima istanza, della approvazione o verifica della valutazione da parte dell'organo competente o valutatore di seconda istanza, della partecipazione al procedimento del valutato. 3. Per le amministrazioni dello Stato, la valutazione e' adottata dal responsabile dell'ufficio dirigenziale generale interessato, su proposta del dirigente, eventualmente diverso, preposto all'ufficio cui e' assegnato il dirigente valutato. Per i dirigenti preposti ad uffici di livello dirigenziale generale, la valutazione e' adottata dal capo del dipartimento o altro dirigente generale sovraordinato. Per i dirigenti preposti ai centri di responsabilita' delle rispettive amministrazioni ed ai quali si riferisce l'articolo 14, comma 1, lettera b), del decreto n. 29, la valutazione e' effettuata dal Ministro, sulla base degli elementi forniti dall'organo di valutazione e controllo strategico. 4. La procedura di valutazione di cui al comma 3, costituisce presupposto per l'applicazione delle misure di cui all'articolo 21, commi 1 e 2, del decreto n. 29, in materia di responsabilita' dirigenziale. In particolare, le misure di cui al comma 1, del predetto articolo si applicano allorche' i risultati negativi dell'attivita' amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi emergono dalle ordinarie ed annuali procedure di valutazione. Tuttavia, quando il rischio grave di un risultato negativo si verifica prima della scadenza annuale, il procedimento di valutazione puo' essere anticipatamente concluso. Il procedimento di valutazione e' anticipatamente concluso, inoltre nei casi previsti dal comma 2, del citato articolo 21, del decreto n. 29. 5. Nel comma 8 dell'articolo 20 del decreto n. 29, sono aggiunte alla fine del secondo periodo le seguenti parole: ", ovvero, fino alla data di entrata in vigore di tale decreto, con provvedimenti dei singoli Ministri interessati". Sono fatte salve le norme proprie dell'ordinamento speciale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, in materia di valutazione dei funzionari diplomatici e prefettizi.
Prof. Luciano Hinna I controlli esterni nella P.A.
Prof. Luciano Hinna I controlli esterni sulle aziende pubbliche CONTROLLI SUGLI ATTICONTROLLI SULLE GESTIONI AMM. LOCALI E escluso qualsiasi controllo di merito mentre permangono controlli di legittimità ( legge n. 127/97) Alla Corte dei Conti spetta (art. 13 legge n. 51/1982) il potere di esaminare la gestione finanziaria e il buon andamento dellazione amministrativa di buona parte degli enti locali. La Corte dei Conti deve: -esercitare un controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle amministrazioni pubbliche; - accertare la rispondenza dellattività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando costi, modi e tempi dello svolgimento dellazione amministrativa; - svolgere unattività che si riferisce a tutte le amministrazioni pubbliche. REGIONI Eescluso ogni esame di merito sugli atti, mentre è previsto un controllo di legittimità su alcuni atti ( legge n. 127/97) AMM. CENTRALI La Corte dei Conti svolge il controllo preventivo di legittimità su alcune categorie di atti elencate dallart. 3 della legge n. 20/94. Al controllo preventivo di legittimità, si aggiungono varie forme di controllo successivo. La Corte dei conti -verifica che la gestione del bilancio sia conforme alla legge -partecipa al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria (art. 100 Cost.). 37
Prof. Luciano Hinna Levoluzione del ruolo della Corte dei Conti La legge 20/1994 limita il controllo preventivo di legittimità, amplia i poteri successivi ed attribuisce la vigilanza sul funzionamento dei controlli interni Il D.Lgs. 286/1999 chiarisce che la funzione di controllo della Corte non è di collaborazione agli organi della P.A., ma è di controllo sulla gestione Si sposta lattenzione dal controllo preventivo al controllo successivo e di risultato, cioè al performance audit
Prof. Luciano Hinna I controlli esterni sulle aziende pubbliche Il controllo successivo della Corte dei Conti si caratterizza: –per l'oggetto, in quanto controllo sullattività complessiva e non sul singolo atto, –per le finalità di verifica, non più di mera conformità- difformità a norma giuridiche, ma di corrispondenza dei risultati dellattività agli obiettivi stabiliti dalla legge, –per il metodo, poiché la verifica dei risultati avviene attraverso la valutazione comparativa dei costi, tempi e modi di svolgimento delle attività amministrativa.
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