Source: http://www.studiorossignoli.it/normativa/177-delibera-16-dicembre-2015-dellagcom-recante-qmodifiche-alla-determinazione-degli-standard-dei-decodificatori-e-le-norme-per-la-ricezione-dei-programmi-televisivi-ad-accesso-condizionato-di-cui-alla-delibera-n21600cons-delibera-68515cons.html
Timestamp: 2019-04-19 16:33:24+00:00
Document Index: 31353695

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art 10', 'art 2', 'art. 6']

Delibera 16 dicembre 2015 dell'Agcom recante "Modifiche alla determinazione degli standard dei decodificatori e le norme per la ricezione dei programmi televisivi ad accesso condizionato di cui alla delibera n.216/00/CONS (Delibera 685/15/CONS)
(pubblicata nel sito web dell'Agcom in data 23 dicembre 2015)
VISTO il decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 120, “Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 recante attuazione della direttiva 2007/65/CE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive”;
VISTA la delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012, recante “Adozione del nuovo regolamento concernente l'organizzazione e il funzionamento dell’Autorità”, come modificata, da ultimo, dalla delibera n. 390/15/CONS;
VISTO in particolare l’art. 3 quinquies, comma 3, della legge 26 aprile 2012 n. 44, secondo cui “L’Autorità e il Ministero dello sviluppo economico promuovono ogni azione utile a garantire l'effettiva concorrenza e l'innovazione tecnologica nell'utilizzo dello spettro radio e ad assicurarne l’uso efficiente e la valorizzazione economica, in conformità alla politica di gestione stabilita dall'Unione europea e agli obiettivi dell'Agenda digitale nazionale e comunitaria, anche mediante la promozione degli studi e delle sperimentazioni di cui alla risoluzione 6/8 WRC 2012 e il puntuale adeguamento alle possibilità consentite dalla disciplina internazionale dello spettro radio, nonché ogni azione utile alla promozione degli standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell'ambito dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU)”;
VISTO in particolare l’art. 3 quinquies, comma 5 della legge 26 aprile 2012 n. 44, secondo cui “Al fine di favorire l'innovazione tecnologica, a partire dal 1º gennaio 2013 per gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale non si richiede la presenza di un sintonizzatore analogico. A partire dal 1º gennaio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4. A partire dal 1º luglio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell'ambito dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU)”;
2. Specificatamente, l’art. 3 quinquies, comma 3 della legge 26 aprile 2012 n. 44 prevede che “L'Autorità e il Ministero dello sviluppo economico promuovono ogni azione utile a garantire l'effettiva concorrenza e l'innovazione tecnologica nell'utilizzo dello spettro radio e ad assicurarne l'uso efficiente e la valorizzazione economica, in conformità alla politica di gestione stabilita dall'Unione europea e agli obiettivi dell'Agenda digitale nazionale e comunitaria, anche mediante la promozione degli studi e delle sperimentazioni di cui alla risoluzione 6/8 WRC 2012 e il puntuale adeguamento alle possibilità consentite dalla disciplina internazionale dello spettro radio, nonché ogni azione utile alla promozione degli standard televisivi DVB-T2 e MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell'ambito dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).”
3. Il successivo comma 5 del citato art. 3 quinquies stabilisce poi che “Al fine di favorire l'innovazione tecnologica, a partire dal 1º gennaio 2013 per gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale non si richiede la presenza di un sintonizzatore analogico. A partire dal 1º gennaio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4. A partire dal 1º luglio 2015 gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti ai consumatori sul territorio nazionale integrano un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica MPEG-4 o successive evoluzioni approvate nell'ambito dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).”
4. Le disposizioni della delibera n. 216/00/CONS si applicano ai servizi televisivi numerici trasmessi con sistemi di accesso condizionato ai telespettatori del mercato italiano dagli operatori stabiliti in Italia ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, della direttiva 89/552/CEE, come modificata dalla direttiva 97/36/CE, nonché alle apparecchiature che consentono l'espletamento di tali servizi. In particolare, l’allegato A della suddetta delibera contiene le specifiche tecniche per la realizzazione di sintonizzatori-decodificatori per la ricezione dei segnali di televisione digitale numerica. Tali specifiche si applicano sia a sintonizzatori-decodificatori del tipo set-top-box sia a quelli integrati in apparecchi televisivi (IDTV).
5. La delibera n. 216/00/CONS prevede inoltre che il quadro normativo e regolamentare dovrà essere periodicamente aggiornato alla luce dell'evoluzione tecnica, laddove si possano prevedere soluzioni per lo sviluppo di servizi televisivi e multimediali basati su standard aperti ed in particolare tenendo conto dei progressi in sede DVB in tale direzione
11. Il compito di definire le “tecnologie di seconda generazione” è stato ancora una volta affidato al DVB (Digital Video Broadcast), che ha definito gli standard DVB-S2 e DVB-T2, rispettivamente per la diffusione satellitare e terrestre, verso terminali fissi. Nel 2008 il comitato DVB-T ha presentato le specifiche all'ETSI (European Telecommunications Standards Institute) che ha fornito l’approvazione definitiva dello standard DVB-T2 il 7 settembre 2009 (ETSI EN 302 755 V1.1.1 (2009-09).
- Possibilità di utilizzo di codici correttori di errori LPDC (Low Density Parity Check) seguito da codici BCH (lo standard DVB-T prevedeva l’utilizzo di codici Reed-Solomon seguiti da codici convoluzionali);
- Possibilità di estendere alcuni parametri tecnici dello schema di modulazione OFDM (e.g. utilizzo di livelli addizionali nello schema di modulazione come il 256-QAM, estensione del numero delle portanti come il 16K e il 32K, etc.);
- Possibilità di adottare alcune innovazioni come time-frequency slicing, MISO, etc.
- Aumento dell’efficienza spettrale; ovvero più bit/s/Hz. In altri termini, a parità di banda, più canali TV oppure canali TV a qualità più alta (a parità di tutti i parametri trasmissivi l’incremento in termini di bit rate è pari a circa il 35/40%);
- Prestazioni superiori per SFN;
- Aumento dell’efficienza energetica; ovvero maggior copertura del territorio a parità di siti trasmittenti e della loro potenza; oppure diminuzione della potenza dei siti a parità di copertura del territorio;
- Maggiore robustezza, rispetto al DVB-T, nei confronti di interferenze provenienti da altri trasmettitori;
- Possibilità di gestire configurazioni SFN con differenziazione geografica per consentire l’inserzione di servizi a diffusione locale.
17. Lo standard MPEG-4 pubblicato nel 1998, è il nome dato a un insieme di standard per la codifica dell'audio e del video digitale sviluppati dall'ISO/IEC Moving Picture Experts Group (MPEG). La versione MPEG-4 Part 10, denominata MPEG-4 Advanced Video Coding (AVC), comunemente abbreviato in MPEG-4 AVC o ITU H.264 è lo standard principalmente utilizzato per applicazioni come la televisione digitale (in particolare per la trasmissione di contenuti HD) e permette un rapporto maggiore di compressione maggiore rispetto allo standard di compressione MPEG-2 (di un fattore pari a circa 1,5). Tale standard è lo standard normalmente utilizzato attualmente per la trasmissione di contenuti su reti DTT nazionali HD sia nel caso di trasmissioni DVB-T sia DVB-T2.
19. HEVC o H.265 (High Efficiency Video Coding) è uno standard di compressione video approvato il 25 gennaio 2013, erede dell'H.264/MPEG-4 AVC (Advanced Video Coding, codifica video avanzata), sviluppato dal Moving Picture Experts Group (MPEG) e dal Video Coding Expert Group (VCEG) dell'ITU-T sotto il nome di ISO/IEC 23008-2 MPEG-H Part 2 e ITU-T H.HEVC. HEVC migliora la qualità video, in particolare dovrebbe migliorare di circa il 60/70% il rapporto della compressione dei dati rispetto ad H.264 e supporta l'ultra definizione a 4k e risoluzioni maggiori fino a 8192×4320. I primi apparati hardware (implementazioni software sono già presenti sul mercato) stanno per essere lanciati sul mercato e si prevede un forte sviluppo di tali sistemi su apparati di ricezione di televisione digitale a partire dalla fine del 2014.
Lo stesso ricevitore DTT potrebbe prevedere la commutazione tra i due limiti suindicati (canale 60 o canale 69) operando eventualmente l’inserzione, a comando, di un filtro LTE interno con le caratteristiche tecniche indicate nella guida CEI 100-7 (cfr art. 6 del DM 22 gennaio 2013, “Regole tecniche relative agli impianti condominiali centralizzati d'antenna riceventi del servizio di radiodiffusione” – GURI 30 gennaio 2013, n.25).
1 Anitec: Associazione Nazionale Industrie informatica, telecomunicazioni ed Elettronica di consumo - Confindustria