Source: http://sentenze.altervista.org/esclusione-dalla-gara-per-violazioni-pagamento-imposte-e-definitivita-accertamento/
Timestamp: 2020-08-14 20:20:06+00:00
Document Index: 67672

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 38', 'art. 2700', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 6']

Esclusione dalla gara per violazioni pagamento imposte e definitività accertamento | Sentenze
Esclusione dalla gara per violazioni pagamento imposte e definitività accertamento
Consiglio di Stato sentenza n. 3421 28 luglio 2016
Il requisito della definitività dell’accertamento, alla stregua dell’art. 38, comma 1, lett. g), del Codice dei contratti pubblici (che parla di «violazioni […] definitivamente accertate»), non ricorre quando la definizione concreta del rapporto tributario è ancora esposta all’oppugnabilità o alla negazione giudiziale e dunque non ha raggiunto un livello di sicurezza tale per cui l’aspirante concorrente sia da presumere senz’altro inaffidabile e da estromettere: vale a dire, o allorché siano ancora pendenti i termini per la presentazione di una contestazione giurisdizionale o, in caso di avvenuta impugnazione, allorché la pronuncia giurisdizionale non sia ancora passata in giudicato.
Attestato AVCPass e certificazioni Agenzia Entrate non aggiornati, rilevanza
Le modalità messe per legge a disposizione da soggetti terzi (attestato AVCPass – Authority Virtual Company Passport, elaborato dall’allora Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; certificazione dell’Agenzia delle Entrate) per la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione, ove risultino in realtà incomplete ovvero non aggiornate, per quanto siano prescritte dalla lex specialis con inerente autovincolo dell’Amministrazione e per quanto possano in principio essere ritenute assistite da pubblica fede ai sensi dell’art. 2700 del Cod. civ., non permangono tali da giustificare un’esclusione dalla gara qualora sia dimostrata l’assenza dell’effettivo presupposto dell’irregolarità fiscale: se così fosse, vi sarebbe un’insanabile incoerenza del sistema e senza una ragione sufficiente sarebbe vulnerato il principio generale del favor partecipationis.
sentenza n. 3421 28 luglio 2016
1.-La Omissis s.r.l. ha impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio la propria esclusione dalla procedura aperta indetta dalla RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a. per “l’affidamento del servizio per il mantenimento e lo sviluppo del CMM e dei sistemi per la digitalizzazione e catalogazione massiva degli archivi RAI-gara n. 5903797”.
Tale esclusione è motivata nella considerazione che, in sede di comprova anticipata, è stata accertata la mancanza, in capo alla Omissis, del requisito di cui all’art. 38, comma 1, lett. p), del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici), contrariamente a quanto dalla stessa dichiarato nella domanda di partecipazione alla gara del 23 marzo 2015.
2. – Nel ricorso di primo grado la Omissis s.r.l. ha dedotto che il debito tributario derivante dalla cartella di pagamento, notificatale in data 6 febbraio 2015, e dal successivo sgravio parziale non poteva ritenersi definitivamente accertato al momento della presentazione della domanda di partecipazione, tanto che la cartella è stata impugnata dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di L’Aquila con ricorso del 4 aprile 2015, e successivamente, in corso di gara, è stata richiesta la rateizzazione del debito.
5. – Si è costituita in resistenza la Omissis s.r.l. concludendo per il rigetto dell’appello.
Allega l’appellante che la regolarità fiscale, al pari di quella contributiva, deve sussistere dal momento di scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione alla gara ed essere mantenuta sino all’aggiudicazione, perché è funzionale a garantire l’Amministrazione in ordine alla solvibilità e solidità finanziaria del soggetto contraente. Nella fattispecie la Omissis, al termine di presentazione della domanda di partecipazione (23 marzo 2015), non aveva proposto ricorso in sede tributaria, dunque difettava il requisito della regolarità fiscale; né ha fornito alla stazione appaltante una comunicazione in ordine alla propria posizione, all’intendimento di proporre ricorso dinanzi alla giurisdizione tributaria, ovvero alla presentazione (ed al conseguente accoglimento) dell’istanza di rateizzazione.
Rileva ai fini del decidere la circostanza, incontestata, e comunque inferibile da una pacifica ricostruzione diacronica dei fatti, che al momento di presentazione della domanda di partecipazione (23 marzo 2015), la Omissis non poteva, con la certezza indispensabile al fine di praticare restrizioni all’accesso alla gara e alla concorrenza, intendersi quale soggetto che ha «commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse». Infatti era ancora pendente il termine per la proposizione del suo ricorso avverso la cartella di pagamento dinanzi al giudice tributario (ricorso che poi è stato proposto alla Commissione tributaria provinciale dell’Aquila il 4 aprile 2015, a fronte di una cartella notificata il precedente 6 febbraio).
Si può anzi rilevare che lo sviluppo del giudizio tributario, nel corso del quale è stata presentata un’istanza di conciliazione, con ammissione della Omissis alla rateizzazione, dimostra come il debito fiscale originario non sia più configurabile.
2. – Deve essere analogamente disatteso il secondo motivo di appello, con il quale la violazione dell’art. 38, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 163 del 2006 è dedotta anche nella prospettiva combinata della violazione dell’art. 6.6 del disciplinare di gara, che prescriveva che la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione avvenisse attraverso l’utilizzo del sistema AVCPass, messo a disposizione dall’A.N.A.C.: la stazione appaltante si era attenuta, ai fini della valutazione del requisito della regolarità fiscale della Omissis, alla lex specialis, e aveva chiesto un ulteriore riscontro all’Agenzia delle Entrate; in ogni caso il ricorso alla Commissione tributaria è stato proposto dopo la presentazione della domanda di partecipazione e solo dopo la ricezione della nota del 27 marzo 2015 con cui la RAI ha chiesto la prova dei requisiti e ne è stata data notizia alla stazione appaltante solamente con la proposizione del ricorso in primo grado.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 7 luglio 2016 […]
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