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Timestamp: 2019-01-23 23:23:03+00:00
Document Index: 111325503

Matched Legal Cases: ['art 69', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 69', 'art. 2222', 'art. 35']

riforma fornero e partite iva la circolare dell'Inail
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La riforma fornero in materia di conversione dei rapporti di lavoro con titolari di partita iva in contratti di lavoro a progetto o subordinato ed i chiarimenti dell'INAIL sul meccanismo presuntivo stabilito dalla legge fornero art 69 bis del d.lgs. n. 276/03
Con la circolare n 15 del 20 marzo 2013 Inail è intervenuta per chiarire il meccanismo di operatività della presunzione legale di conversione dei rapporti di lavoro instaurati con i titolari di partita IVA in rapporti di collaborazione a progetto.
L'art. 69 bis del d.lgs. n 276 del 2003 così come introdotto dalla riforma Fornero (leggen 92/2012) ha fissato 3 parametri e stabilito che, al ricorrere di due dei predetti parametri, il rapporto di lavoro instaurato con un titolare di partita iva è da intendersi come riconsucibile ad una collaborazione a progetto.
Ne conseguirà l'obbligo di esibire un contratto in forma scritta che enuclei detto progetto e la sostanziale rispondenza di detto progetto al concreto svolgimento dell'attività lavorativa pena, in difetto, la conversione del rapporto in un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
In sostanza, dunque, la presunzione, nella normalità dei casi, determinerà giudizialmente la conversione del rapporto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Si comprende perciò la particolare rilevanza dell'interpretazione dei criteri presuntivi ed, al riguardo, la circolare dell'INAIL si discosta parzialmente dal tenore testuale della norma di legge, stabilendo che, ai fini della verifica in ordine alla misura percentuale del fatturato annuo riferibile ad un unico committente ed ai fini della verifica del periodo minimo di collaborazione debbano prendersi in considerazione due anni consecutivi.
La circolare, non essendo norma di legge, potrebbe essere disattesa giudizialmente con conseguenze particolarmente rischiose per la parte datoriale.
- durata della collaborazione: la collaborazione deve essere almeno pari a 8 mesi annui (ossia 241 giorni, anche non continuativi) per due anni di seguito. Il computo potrà operarsi solo a decorrere dai periodi 1° gennaio-31 dicembre degli anni 2013 e 2014;
- fatturato: deve essere pari all’80% del ricavato nell’arco di due anni solari consecutivi. Si considerano i soli corrispettivi derivanti da prestazioni autonome fatturate (indipendentemente da un effettivo incasso delle somme pattuite) nel biennio solare decorrente dal 18 luglio 2012;
- postazione fissa di lavoro: negli archi temporali utili alla realizzazione di una delle altre condizioni indicate, il collaboratore deve usufruire di una postazione ubicata in locali in disponibilità del committente. Tale presupposto da subito deve essere verificato, però da solo non potrà mai far scattare alcuna presunzione di legge.
Regime transitorio. Queste previsioni valgono solo per i rapporti instauratisi dopo l’entrata in vigore della riforma, ossia il 18 luglio 2012. Per i rapporti già vigenti allora, il termine di scadenza perché i committenti si mettano in regola è fissato al 18 luglio 2013.
Casi di esclusione della presunzione. L’INAIL ricorda i casi in cui la norma non trova applicazione, cioè nei casi in cui ci siano specifiche competenze professionali o prestazioni con un determinato valore economico. La presunzione è quindi esclusa nei casi in cui la prestazione:
- sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, o da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze figlie di concreta attività;
- sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all'art. 1, comma 3, Legge 2 agosto 1990, n. 233 (per il 2012, euro 18.662,50);
- sia resa nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione a un ordine professionale o a registri, albi, ruoli o elenchi professionali.
Decreto del Presidente della Repubblica 1124 del 30 giugno 1965: “Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” (G.u. n. 257 del 13 ottobre 1965);
Decreto del Presidente della Repubblica 633 del 26 ottobre 1972 “ Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto” (G.u. n. 292 dell’11 novembre 1972);
Decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012 “Decreto convertito, con modificazioni, in l. 7 agosto 2012, n. 134 - Misure urgenti per la crescita del Paese” (Decreto Sviluppo - G.u. n. 147 del 26 giugno 2012);
Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 32 del 27 dicembre 2012: “ L. 92 /2012 (c.d. riforma lavoro) - art. 69 bis, d.lgs. 276/2003 – partite Iva – indicazioni operative per il personale ispettivo”;
Come precisato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la partita IVA è un particolare strumento fiscale riservato, oltre che alle imprese, ai lavoratori autonomi ovvero a quei lavoratori che, ai sensi dell’art. 2222 c.c, si obbligano a compiere verso un corrispettivo un 'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Più nello specifico, secondo l'art. 35 del d.p.r. 633/1972, sono titolari di partita IVA i soggetti che intraprendono l'esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione.
b) Fatturato : deve essere pari all’80% del ricavato nell’arco di due anni solari consecutivi. Si considerano i soli corrispettivi derivanti da prestazioni autonome (con esclusione delle prestazioni di lavoro subordinato, di lavoro accessorio o di altra natura) fatturate (indipendentemente da un effettivo incasso delle somme pattuite) nel biennio solare (2 periodi di 365 giorni non coincidenti necessariamente con il biennio civile) decorrente dal 18 luglio 2012. Qualora si intenda far valere tale condizione unitamente a quella concernente la durata della prestazione professionale, si ritiene tuttavia che il criterio dell’anno civile - adoperato in relazione alla durata superiore a 8 mesi annui per due anni consecutivi – attragga necessariamente anche il criterio reddituale. In altri termini, poiché, in tal caso, occorre prendere in considerazione, ai fini della durata, i periodi dal 1° gennaio al 31 dicembre di due anni consecutivi, gli anni solari considerati ai fini reddituali dovranno necessariamente coincidere con i citati periodi.
In presenza di prestazioni autonome convertite in collaborazioni coordinate e continuative a progetto, l’obbligo assicurativo è assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati8 ossia se sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi per l'applicazione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda il calcolo del premio assicurativo si confermano le istruzioni in vigore per i lavoratori parasubordinati9.
Coerentemente con tali disposizioni, il premio assicurativo dovuto - ripartito nella misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente - è calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore, nel rispetto dei limiti minimo e massimo previsti per il pagamento delle rendite erogate dall’Inail10.
b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all' articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233 (per il 2012, il reddito minimo annuo di riferimento è di Euro 18.662,50).
13. D. m. 20 dicembre 2012 che si allega.