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Timestamp: 2019-04-23 08:20:12+00:00
Document Index: 42074058

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 5', 'art.15', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17']

Parere motivato in merito alla VAS del Piano Territoriale della Stazione "Centro Storico Comacchio" del Parco Regionale del Delta del Po. Adottato con D.C.P. n. 110 del 20 dicembre 2012 e relativo Rapporto Ambientale (D.Lgs. 152/06, art. 14 e L.R. 20/00, art. 5) — E-R BUR 104/2014
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 3 MARZO 2014, N. 262
Parere motivato in merito alla VAS del Piano Territoriale della Stazione "Centro Storico Comacchio" del Parco Regionale del Delta del Po. Adottato con D.C.P. n. 110 del 20 dicembre 2012 e relativo Rapporto Ambientale (D.Lgs. 152/06, art. 14 e L.R. 20/00, art. 5)
in merito alla Valutazione Ambientale Strategica:
a) di esprimere parere motivato positivo, relativamente alla proposta di Piano Territoriale della Stazione “Centro Storico di Comacchio” del Parco Regionale del Delta del Po adottato dalla Provincia di Ferrara con DCP 110/97421 del 20/12/2012, e controdedotto con DCP 50 del 25/07/2013, ai sensi dell’art.15, del D. Lgs. 152/06, in quanto non si ravvisano rilevanti effetti significativi negativi sull’ambiente, a condizione che si tenga adeguatamente conto di quanto riportato ai punti successivi;
1. si chiede di valutare l'opportunità di prevedere un quadro organico degli obiettivi e delle azioni del Piano, previste per il loro raggiungimento e da individuare puntualmente nella normativa di Piano, ed eventualmente integrarli con obiettivi specifici quali-quantitativi al fine di rendere maggiormente rinvenibile il potenziale raggiungimento degli stessi e la verifica nel tempo dell'attuazione del Piano;
2. in particolare, si chiede di chiarire ed esplicitare le modalità di attuazione degli strumenti previsti dalle Norme di Piano, e in particolare si chiede di valutare l'opportunità di integrare i documenti di Piano e il Rapporto Ambientale con schede descrittive specifiche, eventualmente corredate di cartografia, per i 4 Ambiti strategici individuati (art. 4 delle Norme di Piano) definendone le condizioni e limiti di sostenibilità per le azioni da effettuarsi, sulla base delle caratteristiche ambientali e territoriali delle aree;
3. si chiede di valutare l'opportunità di integrare il Rapporto Ambientale con maggiore approfondimento relativamente a:
valutazione di coerenza interna, dettagliando maggiormente la coerenza tra le azioni volte all’obiettivo di tutela con gli obiettivi di sviluppo e fruizione (riqualificazioni delle valli produttive, gestione funzioni commerciali-turistiche, fruizione del sistema storico-archeologico);
valutazione di coerenza esterna, motivando eventuali situazioni conflittuali, individuando conseguentemente una proposta di risoluzione (con eventuale rimando in normativa);
“ragionevoli” alternative alle scelte di Piano, in particolare: potenziali alternative agli obiettivi, azioni, ambiti strategici, linee di intervento individuati anche in funzione di eventuali scenari futuri alternativi ipotizzati;
4. si chiede di integrare il Rapporto Ambientale con una sezione contenente misure di mitigazione/compensazione previste per impedire, ridurre e compensare gli eventuali impatti negativi significativi residui sull’ambiente (fruizione, attività venatoria, viabilità, etc.) in sinergia con le misure di mitigazione/compensazione individuate nella valutazione di incidenza;
5. si chiede di integrare il Piano di Monitoraggio del Rapporto Ambientale impostandolo come verifica dell'attuazione delle azioni del Piano, oltre che come monitoraggio volto ad assicurare il controllo sugli impatti significativi sull’ambiente; si ritiene utile che:
il sistema di monitoraggio assicuri oltre al controllo degli impatti significativi, anche la verifica del grado di raggiungimento previsto a seguito dell’attuazione del Piano, degli obiettivi di sostenibilità a cui il Piano si riferisce;
a tal fine siano individuate le modalità di raccolta dei dati, gli indicatori necessari alla valutazione, i target di riferimento;
siano espressamente definite le modalità e gli strumenti per riorientare le scelte di Piano nel caso di inefficacia del Piano e/o di effetti indesiderati;
siano definite le responsabilità e le risorse finanziarie da adottare in relazione alla gestione del Piano di Monitoraggio;
tale sistema di monitoraggio potrà essere integrato all’eventuale monitoraggio ambientale (ad es. qualità delle acque), al monitoraggio di altri strumenti di Pianificazione vigenti (PTCP, PSC/POC), o eventuali progetti di "Ricerca scientifica, sperimentazione, monitoraggio" (art. 19 NTA del Piano);
6. i progetti degli interventi previsti conseguentemente alla variante, qualora inseriti negli Allegati III e IV alla parte seconda del D. Lgs. 152/06 e degli Allegati A e B della L. R. 9/99, dovranno essere sottoposti alle procedure di verifica (screening) o alle procedure di VIA ai sensi delle vigenti disposizioni normative, al fine di definire la migliore e specifica determinazione degli impatti ambientali e delle necessarie misure di mitigazione e/o compensazione;
7. in sede di approvazione del Piano, si dovrà rendere pubblico il Rapporto Ambientale integrato e la relativa Sintesi Non Tecnica, in funzione delle modifiche apportate al Piano;
8. le presenti valutazioni relative alla variante in oggetto sono valide salvo sopravvenute modifiche sostanziali ai contenuti; diversamente, ai sensi di quanto previsto dalla parte II del D. Lgs. 152/06, sarà necessaria una nuova valutazione;
b) di dare atto che il parere motivato, espresso ai sensi dell’art. 15, del D.Lgs. 152/06, ha il valore e gli effetti della valutazione ambientale, ai sensi dell’art. 5, comma 7, lettera a) della LR 20/2000;
in merito alla Valutazione di incidenza:
c) visto il parere positivo dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta del Po, di dare atto della Valutazione di Incidenza approvata dalla Provincia di Ferrara con Determinazione n. 824 del 14/02/2014 a firma del responsabile P.O. Agricoltura sostenibile ed aree protette, ad esito positivo con le seguenti prescrizioni e indirizzi che sono fatte proprie:
per quanto concerne il Gruppo Faunistico dei Recurvirostridi (cavaliere d’Italia, avocetta) si prescrive il perseguimento della riduzione del disturbo antropico all’interno dei siti Valle Spavola e Valle Capre;
per quanto concerne Il Gruppo Faunistico dei Laridi (gabbiani) si prescrive il perseguimento della riduzione del disturbo antropico all’interno di Valle Spavola e Valle Capre soprattutto durante il periodo di nidificazione
per quanto concerne il Gruppo Faunistico degli Sternidi (sterne) si prescrive il perseguimento della riduzione del disturbo antropico all’interno di Valle Spavola e Valle Capre soprattutto durante il periodo di nidificazione;
singoli progetti/interventi attuativi, di quanto previsto nella Pianificazione di Stazione, dovranno essere sottoposti a Valutazione d’Incidenza separata al fine della valutazione della incidenza su specie e habitat ivi presenti;
- indirizzi attuativi:
la localizzazione degli interventi dovrà evitare perdite di superficie di habitat (sia d'interesse conservazionistico sia di habitat importanti per specie animali e vegetali d'interesse conservazionistico) o loro frammentazione;
dovrà essere limitato l’inquinamento delle matrici ambientali e le emissioni dei gas climalteranti, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti;
I progetti degli interventi da effettuarsi in applicazione del Piano di Stazione dovranno tenere conto di un ambito territoriale vasto al fine di non interrompere i corridoi ecologici esistenti o comunque potenziali, integrandosi con gli altri livelli di pianificazione regionale e locale.
la progettazione e l’attuazione degli interventi con risvolti strutturali (ospitalità turistica, infrastrutturazione idraulica e civile, infrastrutturazione per la pesca, infrastrutturazione legata alle vie di comunicazione terrestre e fluviali) dovrà valutare gli effetti e le incidenze sulle specie e sugli habitat nel loro complesso e dettaglio, la loro evoluzione nel tempo e i rapporti con gli altri strumenti di pianificazione territoriale vigenti.
particolare attenzione, in fase di progettazione e programmazione degli interventi dovrà essere posta alla conservazione e alla riqualificazione di quelle porzioni di aree limitate, localizzate soprattutto tra un urbanizzato e l’altro che hanno un enorme valenza ecologica che ospitano habitat utilizzati per la nidificazione e il rifugio di molteplici specie di interesse conservazionistico tra cui il Cavaliere d’Italia, il Beccaccino e diverse specie di anfibi e rettili;
d) di dare atto che sia necessario redigere, nell’atto conclusivo di approvazione del Piano, la Dichiarazione di sintesi, di cui all’art. 17 del D.Lgs. 152/06;
e) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii., copia della presente deliberazione alla Provincia di Ferrara; al riguardo si ricorda che, ai sensi dell’art. 17, del D. Lgs. 152/06, si dovrà provvedere a rendere pubblica la decisione finale in merito all’approvazione del Piano, nonché il parere motivato, la Dichiarazione di sintesi e le misure adottate in merito al monitoraggio;
f) di informare che è possibile prendere visione del Piano e di tutta la documentazione oggetto dell’istruttoria presso la Regione Emilia–Romagna, Via della Fiera, 8, Bologna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale;
g) di rendere pubblico attraverso la pubblicazione sul proprio sito web, ai sensi dell’art. 17, del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. il presente partito di deliberazione, la Dichiarazione di sintesi nonché le misure adottate in merito al monitoraggio;
h) di pubblicare in estratto il presente partito di deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna.