Source: http://www.cartellopoli.net/2011/05/bosi-segnala-eh-no-sul-vincolo-non-si.html
Timestamp: 2018-01-20 09:07:50+00:00
Document Index: 47986629

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 23', 'art. 153', 'art. 153', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 633', 'art. 734']

CARTELLOPOLI: Bosi-segnala: eh no sul vincolo non si può...
Nota dell'Arch. Pierdominici sul vincolo paesaggistico della Valle del Tevere:
Segnalazione inviata il 18 aprile 2011 a: polmunicipaleseg02@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it
Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso ormai 6 mesi fa questa associazione ha segnalato la natura abusiva dell’impianto installato dalla ditta “Star Rome” in piazza Apollodoro, di cui si rimettono in allegato per opportuna conoscenza le foto di entrambe le facciate scattate il 19.9.2010 (vedi “100_3191.JPG” e “100_3194.JPG”).
A seguito di un sopralluogo effettuato sul posto il 19 febbraio scorso, questa associazione ha accertato non solo che l’impianto non é stato ancora rimosso (vedi foto allegata “100_3489.JPG”, scattata il 19.2.2011), ma che ha affissa sul fianco destro una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0108/AL633/P (vedi foto allegata “100_3490JPG”, scattata il 19.2.2011).
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0108 corrisponde effettivamente la denominazione della ditta “STAR ROME S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se il progressivo impianto AL 633 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso, specificando se la registrazione in Banca Dati sia avvenuta a seguito di “autodenuncia” da parte della stessa ditta “Star Rome” oppure d’ufficio a seguito della segnalazione di questa associazione che ha portato ad accertare la presenza dell’impianto abusivo.
A conferma della collocazione illecita di tale impianto in piazza Apollodoro si porta l’impianto bifacciale installato dalla ditta “APA” sempre in piazza Apollodoro, segnalato da questa associazione con messaggio di posta elettronica trasmesso per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Roma alle ore 14,59 del 28.6.2010: alla segnalazione ha dato seguito il Dirigente del Corpo dei Vigili Urbani del II° Gruppo, dott. Maurizio Sozi, con nota prot. n. 45427/10 del 9 luglio 2010 (che ha allegato al messaggio di posta elettronica trasmesso il 9 luglio 2010) con cui ha fatto sapere a VAS che l'impianto della ditta APA contraddistinto con il numero di codice identificativo 0044/BU579/P "é stato già sanzionato ai sensi dell'art. 23 del C.S. in data 07.06.2010 e che il Verbale di Accertata Violazione é stato doverosamente inoltrato a chi di competenza per gli atti a seguire".
L’impianto è stato rimosso ad agosto, dopo che il 29 luglio 2010 il sottoscritto ne ha denunciato la gravità del caso in occasione del 2° incontro del “Tavolo Tecnico” istituito dall’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni.
Si ribadisce che l’impianto della ditta “Star Rome” risulta collocato su un’area che ricade all'interno dei confini del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".
Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, come in questo caso) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.
Non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici.
A conferma indiretta si rimette in allegato la nota prot. n. 2607 del 22.2.2011 con cui l’Arch. Maria Costanza Pierdominici ha ribadito il divieto di "rilascio dell’autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente" ed ha chiesto "una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati", che non sembra essere stata a tutt’oggi effettuata.
Dal momento che la violazione del vincolo paesaggistico quanto meno sotto l’aspetto delle procedure sembra denotare la natura totalmente abusiva dell’impianto, che non può quindi essere stato “autorizzato” dal Servizio Affissioni e Pubblicità a conclusione di una regolare istruttoria, ma ciò nonostante l’impianto risulta ugualmente registrato in Banca Dati con l’assegnazione addirittura a posteriori di un numero di codice identificativo, se ne deve dedurre che tale registrazione debba essere conseguente ad un procedimento di “autodenuncia” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (diverso comunque da quello acconsentito nell’ambito del “riordino” e di cui si chiede ad ogni modo conferma) da parte delle ditta “Star Rome” oppure ad un provvedimento d’ufficio del Servizio Affissioni, messo in atto a seguito della segnalazione di questa associazione, previo pagamento in un caso come nell’altro di una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
Si mette in risalto che il 2 febbraio 2011 la Giunta Capitolina ha adottato il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) che alla Tavola 1.07 relativa alla zonizzazione e tipi stradali destina piazza Apollodoro a zona A dove secondo il paragrafo 3.2 dello schema normativo dello stesso PRIP "é vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni".
In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"" (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011).
Si chiede pertanto all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità non solo dell’Impianto di cui all’oggetto, ma anche dei seguenti impianti segnalati da questa associazione, tutti ricadenti parimenti in zona A del PRIP:
- Impianto della Ditta SCI installato in via Nedo Nedi, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it alle ore 10,40 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della Ditta SCI installato in viale Pietro De Coubertin, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it alle ore 11,15 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della Ditta SCI installato in piazza Apollodoro, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it alle ore 11,15 del 12 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianto della ditta "Nuovi Spazi" (ora “Nevada”) installato in viale Pietro De Coubertin, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 19,35 del 16 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto segnalato;
- Impianto pubblicitario della ditta "R.B. Pubblicità" installato in viale Pietro De Coubertin, segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 12,31 del 19 settembre 2010, con allegate le foto dell’impianto;
- Impianti mobili SPQR collocati dentro il villaggio Olimpico, con pubblicità concessa alla ditta "Pubbli A", segnalati con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 15,09 del 19 settembre 2010, con allegate le foto degli impianti;
- impianto della ditta PES installato in piazza Apollodoro, con messaggio di posta elettronica trasmesso anche a polmunicipaleseg02@comune.roma.it, a Francesco.paciello@comune.roma.it, a davide.bordoni@comune.roma.it, a sbap-rm@beniculturali.it, ed a mlongo@regione.lazio.it, oltre che per conoscenza a procura.roma@giustizia.it ed a dr-laz@beniculturali.it, alle ore 12,40 del 1 ottobre 2010, con allegate le foto dell’impianto.
Si mette in ancor maggiore evidenza che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone testualmente: "Nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione, all’ordine di rimozione d’Ufficio conseguono la decadenza dall’autorizzazione all’effettuazione della pubblicità per conto terzi ed all’uso degli impianti pubblicitari nonché, in caso di istallazione di impianti sul suolo o su beni comunali, la decadenza automatica del contratto di locazione. In particolare la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di 47 decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; l’ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni. La ditta pubblicitaria che ha ricevuto nell’ultimo biennio due diffide a rimuovere la pubblicità di cui all’art. 4 comma 1, lett. i) è esclusa dall’uso del medesimo mezzo pubblicitario per il periodo di un anno".
Si ribadisce che la “Star Rome Pubblicità” S.r.l., prima ancora di questo impianto, aveva già installato sempre abusivamente dentro il Parco di Veio in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni un cartellone di mt. 2 x 2, che è stato rimosso perché del tutto abusivo, benché avesse una targa con stampato il numero di codice identificativo 0108/AL646/P.
Non risulta che, a fronte di quanto meno 2 violazioni commesse dalla ditta “Star Rome, il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia emanato un provvedimento di pronuncia della decadenza del 20% delle autorizzazioni rilasciate alla suddetta ditta: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando le eventuali ragioni ostative ad un provvedimento del genere che è comunque dovuto nel rispetto di quanto prescrive il Regolamento.
Ai sensi del comma 4 dell’art. 31 del vigente Regolamento "i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia".
Il successivo comma 5 stabilisce che "con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni" e precisa che "decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore".
Ai sensi del successivo comma 6 "in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione".
Si chiede di sapere se alla ditta “Star Rome” sia stata trasmessa la formale diffida, a cui non avrebbe comunque ottemperato, e di far conoscere le ragioni per cui i competenti uffici comunali non abbiano disposto la dovuta rimozione forzata dell’impianto né abbiano provveduto, nelle more della materiale rimozione, quanto meno alla copertura immediata della sua pubblicità irregolare con cui la ditta “Star Roma” continua a fare guadagni illeciti.
Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: "Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032".
Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: "Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197".
Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del II° Gruppo dott. Maurizio Sozi di voler verificare la natura abusiva dell’impianto della “Star Roma” e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legale della S.r.l. “Star Rome”.
Prima segnalazione inviata il 19 settembre 2010 a: polmunicipaleseg20@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; mlongo@regione.lazio.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it
Si mette in grande evidenza che la “Star Rome Pubblicità” S.r.l., prima ancora di questo impianto, aveva già installato sempre abusivamente dentro il Parco di Veio in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni un cartellone di mt. 2 x 2, che è stato rimosso perché del tutto abusivo, benché avesse una targa con stampato il numero di codice identificativo 0108/AL646/P: anche tale impianto era stato segnalato da questa associazione con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010.
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi
Ambiente e Società (VAS) -
Anonimo 28 maggio 2011 09:58
QUESTO POST E' DAVVERO UN CAPOLAVORO !
NON FINIRO' MAI DI RINGRAZIARE BOSI PER L'ENORME FATICOSO LAVORO CHE E' IMPEGNATO A FARE (spero che a breve ne vedremo copiosi frutti "applicativi").