Source: http://www.teatrovittorioemanuele.it/amministrazione-trasparente/altri-contenuti-corruzione/
Timestamp: 2018-05-22 02:18:40+00:00
Document Index: 18714775

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 54', 'art. 14', 'art. 47', 'art. 47']

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MODULO DI NOMINA RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA
L’Ente Autonomo Regionale di Messina, nelle more della dotazione di un proprio regolamento, recepisce le linee guida ANAC al fine di attivare la misura di prevenzione della corruzione tramite WISTLEBLOWER/SEGNALAZIONE DI ILLECITI.
Piattaforma whistleblowing dell’ANAC
ALLEGATO 1a – Schema della procedura proposta per la gestione delle segnalazioni di
condotte illecite all’interno dell’Amministrazione
Ai sensi dell’articolo 54 bis del d.lgs. n. 165/2001, nelle more dell’approvazione di apposito regolamento, seguendo le linee guida indicate dalll’ANAC, è stata attivata la procedura di segnalazione di condotte illecite od irregolarità (Whistleblowing Policy) della quale il personale in servizio presso L’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina sia venuto a conoscenza sul luogo di lavoro e durante lo svolgimento delle proprie mansioni.
Tale attività di segnalazione è prevista anche dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e si suole definire, con un termine anglosassone difficilmente traducibile, wistleblowing e colui che la esercita wistleblower.
Assistere ad un comportamento illecito crea di certo un profondo disagio: il dipendente deve scegliere se ignorarlo o agire, denunciandolo, vincendo condizionamenti derivanti dal clima culturale, dal contesto sociale, dall’ambiente di lavoro, ma soprattutto dal timore di possibili ritorsioni.
La cultura dell’integrità passa per la valorizzazione di chi si impegna per tutelare l’interesse pubblico, consentendo di controllare e perseguire i collusi. Occorre dunque sostenere, nella riflessione sulla scelta da compiere, chi si trovi di fronte a tali circostanze.
Il whistleblowing è pertanto una dimostrazione di senso civico, che consente di creare un contesto sfavorevole alla corruzione, contribuendo all’emersione e soprattutto alla prevenzione di rischi e situazioni pregiudizievoli per l’amministrazione e di riflesso per l’interesse pubblico collettivo. E’ una misura il cui scopo principale è quello di attivare un sistema di “autoimmunità” dell’organizzazione pubblica per prevenire o risolvere un problema internamente e tempestivamente.
Cosa posso segnalare
Condotte illecite o irregolarità commesse ai danni dell’interesse pubblico
al Superiore gerarchico
al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione
all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC): solo all’ANAC se la segnalazione riguarda il Responsabile per la prevenzione della corruzione ed il personale assegnato all’Ufficio di Supporto al Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza.
Come posso segnalare
La segnalazione è presentata con una delle seguenti modalità:
a) Mediante invio ad apposito indirizzo di posta elettronica: wistleblower@teatrovittorioemanuele.it
appositamente dedicato a ricevere le segnalazioni.
La casella di posta è monitorata esclusivamente dal Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione e da due funzionari della struttura a supporto del Responsabile che ne garantiscono la riservatezza;
b) A mezzo del servizio postale o tramite posta interna. In tal caso per poter garantire la riservatezza è necessario che la segnalazione venga inserita in una busta chiusa, che rechi all’esterno la dicitura “riservata/segnalazione al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione” e indichi il seguente indirizzo: Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, Via Garibaldi snc – 98122 Messina.
Nel caso di invio a mezzo del servizio postale tramite riservata, la segnalazione verrà automaticamente recapitata, senza essere in nessun caso aperta dagli uffici preposti alla ricezione della posta o da chiunque altro ne venga anche accidentalmente in possesso, al Responsabile della prevenzione della corruzione.
Resta ferma la facoltà del dipendente che sia venuto a conoscenza di illeciti in ragione del proprio rapporto di lavoro di segnalarlo, anzichè attraverso la procedura interna all’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, direttamente, ai sensi dell’art. 54 bis, comma 1, d.lgs. 165/2001, all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). La segnalazione in questo caso andrà trasmessa all’ANAC, all’indirizzo di posta elettronica dalla stessa attivato: whistleblowing@anticorruzione.it. o utilizzando il modulo allegato alla determinazione ANAC 28 aprile 2015 n. 6.
L’invio della segnalazione al Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina, non esonera dall’obbligo di denunciare alla competente Autorità giudiziaria i fatti penalmente rilevanti, qualora il segnalante rivesta la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, nè esonera dall’obbligo di denunciare le ipotesi di danno erariale.
L’identità dell’Informatore viene protetta in ogni fase e contesto successivo alla segnalazione, tranne che in due casi:
1.qualora sia configurabile una responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione ai sensi delle disposizioni del codice penale o per lo stesso titolo ai sensi dell’art. 2043 del codice civile accertata con sentenza anche non definitiva;
2.qualora siano state avviate indagini penali, tributarie, ispettive alle quali non è possibile opporre, per legge, la tutela dell’anonimato dell’Informatore.
L’Informatore, ai sensi dell’art. 54bis del D.Lgs 165/2001, non può essere sanzionato o censurato, nè soggetto a misure di ritorsione collegate direttamente o indirettamente alla denuncia fatta.
Quali sono le mie responsabilità
La procedura di segnalazione lascia impregiudicata la responsabilità dell’Informatore nell’ipotesi di segnalazione calunniosa o diffamatoria, così come sono fonte di responsabilità disciplinare le segnalazioni opportunistiche, fatte cioè allo scopo di danneggiare il denunciato o altri soggetti.
L’Informatore, denunciando illeciti o irregolarità che possono danneggiare l’interesse pubblico, svolge un ruolo di alto spessore morale, che presuppone però che le denunce NON possano essere generiche e/o prive di elementi riscontrabili, nè riguardare doglianze o mere lamentele di carattere personale dell’informatore o rivendicazioni ed istanze che rientrano nella disciplina del rapporto di lavoro o rapporti col superiore gerarchico o colleghi.
MODULO PER LA SEGNALAZIONE di presunti illeciti o irregolarità
Il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, attua la delega prevista dall’art. 1, commi 49 e 50, della L. n. 190/2012, “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, (“legge anticorruzione”).
Principali obiettivi del decreto attuativo sono la prevenzione e il contrasto della corruzione e la prevenzione dei conflitti di interesse mediante una nuova disciplina recante le inconferibilità e le incompatibilità degli incarichi nelle PA e negli enti privati da esse controllate e quelli ricoperti presso gli enti regolati o finanziati ovvero presso organi di indirizzo politico nazionali, regionali e locali, che tenda ad assicurare la distinzione tra responsabilità politica e di gestione.
Le linee direttrici dell’intervento normativo sono essenzialmente due: la previsione di una disciplina che individua i casi di inconferibilità degli incarichi dirigenziali e degli incarichi di responsabilità amministrativa di vertice, che comportano l’esercizio di funzioni di amministrazione e gestione nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, a soggetti interni o esterni alle PA (Capi III e IV del decreto n. 39/2013); La previsione di una disciplina che individua i casi di incompatibilità tra gli incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrativa di vertice, svolti presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, e gli incarichi pubblici elettivi ovvero incarichi che comportino la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l’esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate (Capi V e il VI del decreto n. 39/2013).
In base all’art. 1, comma 2, lett. g), per inconferibilità deve intendersi la preclusione, permanente o temporanea, a conferire gli incarichi previsti dal decreto a coloro che abbiano riportato condanne penali per i reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, a coloro che abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati da pubbliche amministrazioni o svolto attività professionali a favore di questi ultimi, a coloro che siano stati componenti di organi di indirizzo politico. Le situazioni di inconferibilità configurano, pertanto, condizioni ostative al conferimento di determinati incarichi, riconducibili essenzialmente al pregresso svolgimento di cariche politiche o incarichi di vertice, comunque superabile mediante il decorso di un periodo di “raffreddamento” di uno o due anni, a seconda dei casi.
Obiettivo del legislatore in questi casi è quello di evitare che, proprio in ragione della carica ricoperta, l’interessato possa precostituirsi una situazione di favore per l’attribuzione di un nuovo incarico di carattere amministrativo, rivolgendo quindi l’esercizio della pubblica funzione a vantaggio proprio e non della pubblica amministrazione.
La lett. h) del comma 2 dell’art. 1 identifica l’incompatibilità con l’obbligo per il soggetto cui viene conferito l’incarico di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di quindici giorni, tra la permanenza nell’incarico e l’assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla PA che conferisce l’incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l’assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico. In questi casi non sussiste, quindi, una preclusione assoluta all’assunzione dell’incarico, in quanto l’interessato può esercitare un diritto di opzione che tende a rimuovere la situazione favorevole per lo sviluppo di fenomeni di corruzione, ma si tende ad evitare la coincidenza nello stesso soggetto di ruoli di vigilanza e gestione della medesima attività.
Gli incarichi dirigenziali costituiscono l’oggetto di entrambi i gruppi di disposizioni: l’uno volto a interdire (“a monte”) l’accesso a tali incarichi, l’altro finalizzato a impedire (“a valle”) che coloro che ne siano titolari possano transitare ad altri incarichi mantenendone la titolarità.
La prevenzione della violazione delle disposizioni del suddetto decreto, è affidata alla vigilanza da parte dei Responsabili della prevenzione della corruzione e all’autocertificazione da parte del soggetto destinatario dell’incarico. Infatti, ai sensi dell’art. 20, comma 1, del d. lg. 39/2013, sussiste l’obbligo dell’interessato, all’atto del conferimento dell’incarico, di presentare una dichiarazione sulla insussistenza di una delle suddette cause di inconferibilità, e l’adempimento dell’obbligo è condizione per l’acquisizione dell’efficacia dell’incarico.
Con riferimento agli incarichi da conferirsi o rinnovarsi, la dichiarazione relativa alle eventuali ipotesi di inconferibilità dovrà essere resa prima dell’assunzione degli incarichi stessi e di tale comunicazione dovrà essere fatta espressa menzione nei relativi provvedimenti di conferimento.
Nel corso dell’incarico, l’interessato presenta annualmente una dichiarazione sulla insussistenza di una delle suddette cause di incompatibilità.
Le dichiarazioni sull’insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi sono rese dai soggetti interessati su appositi moduli predisposti dal Responsabile della prevenzione della corruzione dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina.
Ai sensi dell’art. 20, comma 5, del D.lgs. n. 39/2013, ferma restando ogni altra responsabilità, la dichiarazione mendace, accertata dalla stessa amministrazione (Responsabile della prevenzione della corruzione), nel rispetto del diritto di difesa e del contraddittorio dell’interessato, comporta la inconferibilità al soggetto che ha reso la dichiarazione, di qualsivoglia incarico da parte dell’Ente Autonomo Regionale Tetro di Messina per un periodo di 5 anni.
Attualmente la disciplina degli incarichi vietati ai dipendenti regionali, ai sensi dell’art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001 nonchè la procedura per il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento di incarichi ed il relativo regime sanzionatorio è disciplinata dal regolamento dei dipendenti pubblici e dal CCRL Sicilia triennio 2002/2005.
I dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo pieno possono assumere incarichi presso terzi ed esercitare attività commerciali, industriali e professionali solo se preventivamente autorizzati.
L’autorizzazione può essere chiesta per:
lo svolgimento di compiti temporanei e occasionali a favore di soggetti pubblici e privati;
l’assunzione di cariche in società cooperative e in società culturali, sportive e ricreative che investono gli utili nel perseguimento esclusivo dell’attività sociale;
l’esercizio, per un periodo limitato, di una libera professione o di un’attività imprenditoriale qualora riferita alla cura di propri interessi o di quelli dei propri familiari.
I dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale, la cui prestazione lavorativa non supera il 50% di quella a tempo pieno, possono svolgere, previa autorizzazione, un’altra attività lavorativa e professionale, subordinata o autonoma, anche mediante iscrizione ad albi professionali.
I dipendenti pubblici a tempo pieno e part time non possono in nessun caso essere autorizzati allo svolgimento di attività e all’assunzione di cariche che:
generano conflitto di interessi con le mansioni ad essi attribuite o con le funzioni svolte dall’ufficio cui sono assegnati;
riguardano soggetti nei cui confronti i dipendenti stessi, o l’ufficio cui sono assegnati, svolgono attività di controllo o di vigilanza, ovvero provvedono al rilascio di autorizzazioni, concessioni o all’erogazione di finanziamenti.
…chiedere l’autorizzazione
Il dipendente interessato deve presentare domanda scritta, in carta semplice, alla Direzione generale tramite la Direzione centrale o l’Ente regionale di appartenenza.
a) i pareri della propria Unità Organizzativa (o equiparato) nei quali è attestata la non sussistenza di incompatibilità;
b) la richiesta (ove esistente) del soggetto (pubblico o privato) presso il quale intende assumere l’incarico.
ITER DELLE RICHIESTE
Entro 30 giorni dal ricevimento della domanda (completa degli allegati) il Sovrintendente autorizza o nega motivatamente lo svolgimento dell’attività esterna richiesta. La durata dell’autorizzazione, se non diversamente specificato, è di un anno.
Si intendono autorizzate, decorso il termine di 30 giorni dalla domanda, anche in assenza di provvedimento espresso del Sovrintendente:
a) le nomine in commissioni di concorso, di esame e simili;
b) le attività di docenza fino al massimo di 80 ore annue;
c) le collaborazioni a giornali, riviste, trasmissioni radiofoniche e televisive;
d) le partecipazioni a convegni e seminari in qualità di relatore;
e) le prestazioni per le quali è previsto il solo rimborso spese.
I dipendenti pubblici possono svolgere incarichi esterni solo se preventivamente autorizzati dall’Amministrazione
Con Deliberazione del Consiglio di Ammnistrazione n. del 22 gennaio 2016 ha approvato e adottato il Protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa” quale strumento di adesione volontaria ai principi etici di legalità, volto a rafforzare il vincolo di collaborazione alla legalità tra l’amministrazione aggiudicatrice e i partecipanti privati nell’ambito dell’affidamento di appalti pubblici.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO “ANTICORRUZIONE”
Legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione);
D.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190);
D.lgs. 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190);
Articolo 29 ter del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia);
Intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali per l’attuazione dell’articolo 1, commi 60 e 61, della legge 6 novembre 2012, n. 190, recante: Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione– Repertorio atti 79/CU del 24 luglio 2013;
D.L. 24 giugno 2014, n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114 – Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari.
DELIBERE AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE (ANAC)
Delibera n. 14/2013: in tema di applicabilità dell’articolo 1, comma 46, in caso di sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione successiva a sentenza di condanna per reato contro la pubblica amministrazione;
Delibera n. 15/2013: in tema di organo competente a nominare il responsabile della prevenzione della corruzione nei comuni.
Delibera n. 46/2013: in tema di efficacia nel tempo delle norme su inconferibilità e incompatibilità degli incarichi nelle pubbliche amministrazioni e negli enti privati in controllo pubblico di cui al d.lgs. n. 39/2013;
Delibera n. 47/2013: sul rapporto tra le previsioni dell’art. 4 del d. l. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, in l. n. 135/2012, e gli artt. 9 e 12 del d. lgs. n. 39/2013;
Delibera n.48/2013: sui limiti temporali alla nomina o alla conferma in incarichi amministrativi di vertice e di amministratori di enti pubblici o di enti di diritto privato in controllo pubblico, ai sensi dell’art. 7, d. lgs. n. 39/2013;
Delibera n. 57/2013: in tema di applicabilità del d. lgs. n. 39/2013 ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o forme associative tra Comuni della medesima regione aventi la medesima popolazione;
Delibera n. 58/2013: parere sull’interpretazione e sull’applicazione del d.lgs. n. 39/2013 nel settore sanitario;
Delibera n. 72/2013: Approvazione del Piano Nazionale anticorruzione;
Delibera n. 75/2013: Linee guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni (art. 54, comma 5, d.lgs. n. 165/2001).
Regolamento 15 luglio 2015 in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per l’omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza, dei Codici di comportamento.
Modalità di trasmissione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione ad ANAC dopo l’approvazione del d. l. n. 90/2014.
Delibera n. 145/2014: Parere dell’Autorità sull’applicazione della l. n. 190/2012 e dei decreti delegati agli ordini e ai collegi professionali.
Delibera n. 146/2014: In materia di esercizio del potere di ordine nel caso di mancata adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dal piano triennale di prevenzione della corruzione nonchè dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa o nel caso di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza citati (articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n190).
Delibera n. 8/2015: Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n. 39/2013, con particolare riguardo alle cause di incompatibilità tra il mandato parlamentare e lo svolgimento di cariche di natura elettiva ricoperte all’interno degli ordini professionali.
Determinazione n. 6/2015: “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”.
Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015: “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”.
Circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica – n. 1 del 25.01.2013 (legge n. 190 del 2012 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione);
Circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica – n. 1 del 14.02.2014 (Ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione delle regole di trasparenza di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33: in particolare, gli enti economici e le società controllate e partecipate).
Cassazione civile sez. un. 28 maggio 2015, n. 11131
Consiglio di stato sez. III 12 novembre 2014, n. 5583
T.A.R. Napoli (Campania) sez. I 30 ottobre 2014, n. 1801
T.A.R. Latina (Lazio) sez. I 2 ottobre 2014, n. 804
Consiglio di stato sez. III 14 febbraio 2014, n. 730
Consiglio di stato sez. V 29 ottobre 2013, n. 5222
NORMATIVA DI RIFERIMENTO “TRASPARENZA”
D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni);
D.L. 24 aprile 2014 n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 2014, n. 89;
D.L. 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
D.lgs. 10 agosto 2014 n. 126 (Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42);
DELIBERE AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE (ANAC)
Delibera n. 50/2013: “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016”;
Delibera n. 59/2013: in tema di Pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati (artt. 26 e 27, d.lgs. n. 33/2013);
Delibera n. 65/2013: in tema di “Applicazione dell’art. 14 del d.lgs n. 33/2013 – Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico”;
Delibera n. 66/2013: in tema di “Applicazione del regime sanzionatorio per la violazione di specifici obblighi di trasparenza (art. 47 del d.lgs n. 33/2013)”;
Delibera n. 71/2013: in tema di “Attestazioni OIV sull’assolvimento di specifici obblighi di pubblicazione per l’anno 2013 e attività di vigilanza e controllo della Commissione”;
Delibera n. 77/2013: “Attestazioni OIV sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2013 e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità”.
Delibera n. 144/2014: Obblighi di pubblicazione concernenti gli organi di indirizzo politico nelle pubbliche amministrazioni.
Delibera n. 146/2014: Delibera n.146 del 2014 in materia di esercizio del potere di ordine nel caso di mancata adozione di atti o provvedimenti richiesti dal piano nazionale anticorruzione e dal piano triennale di prevenzione della corruzione nonchè dalle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa o nel caso di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza citati (articolo 1, comma 3, della legge 6 novembre 2012, n190).
Delibera n. 148/2014: Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2014 da parte delle pubbliche amministrazioni e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità.
Delibera n. 10/2015: Individuazione dell’autorità amministrativa competente all’irrogazione delle sanzioni relative alla violazione di specifici obblighi di trasparenza (art. 47 del d.lgs. 33/2013).
Regolamento del 15 luglio 2015: Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
CIRCOLARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
Circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri – dipartimento della funzione pubblica – n. 2 del 19.07.2013(D.lgs. n. 33 del 2013 – Attuazione della trasparenza);
Deliberazione n. 243 del 15 maggio 2014 “Linee guida per il trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati”.
Provvedimento n. 3 dell’ 8 gennaio 2015: Diffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute sul sito web di una Regione – 8 gennaio 2015.
Provvedimento n. 182 del 26 marzo 2015: Prescrizioni del Garante per la pubblicazione di deliberazioni contenenti dati personali sull’albo pretorio online di una Regione – 26 marzo 2015.
Parere n. 377 del 25 giugno 2015: Pubblicabilità sul sito web istituzionale di dati personali relativi ai dirigenti assunti con incarico a tempo determinato, ai consulenti e collaboratori – 25 giugno 2015.
T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III 3 marzo 2015, n. 615
T.A.R. Bari (Puglia) sez. III 9 aprile 2015, n. 572
T.A.R. Latina (Lazio) sez. I 1 giugno 2015 n. 449
T.A.R. Napoli (Campania) sez. VI 5 novembre 2014, n. 5671
T.A.R. Parma (Emilia Romagna) sez. I 23 ottobre 2014, n. 377
T.A.R. Milano (Lombardia) sez. I 22 ottobre 2014, n. 2531
T.A.R. Firenze (Toscana) sez. I 15 ottobre 2014, n. 1553
T.A.R. Milano (Lombardia) sez. II 10 settembre 2014, n. 2341