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Timestamp: 2013-06-18 05:44:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 13']

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Spesometro: scadenza del 31 gennaio 2013 per la comunicazione delle operazioni rilevanti
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 31 gennaio 2013
Con provvedimento dell’11 ottobre 2012, le Entrate hanno prorogato al 31 gennaio 2013 il termine del 30 aprile 2012 (che a sua volta era stato già prorogato al 15 ottobre 2012: si legga “Spesometro: prorogata al 15 ottobre 2012 la comunicazione degli acquisti con carta di credito e bancomat”).
Pertanto, entro quest’oggi 31/01/2013, gli operatori finanziari devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati degli acquisti di importo pari o superiore a 3.600 euro effettuati tra il giorno 06/07/2011 ed il 31/12/2011 a mezzo carta di credito, bancomat o prepagata.
Le comunicazioni all’anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti – relative ai dati dell’acquirente, all’importo complessivo della transazione, alla data di effettuazione, al codice fiscale dell’operatore che ha reso possibile il pagamento con moneta elettronica attraverso il POS – sono finalizzate a costituire le banche dati poi utilizzate dal Fisco per appurare se esiste congruità tra le spese sostenute dal contribuente ed i redditi dichiarati dallo stesso (c.d. spesometro).
In particolare, andrà indicato il codice fiscale dei soggetti associati con i quali è stato stipulato un contratto di installazione e utilizzo dei dispositivi POS (Point of sale) per la ricezione dei pagamenti elettronici.
(per la trasmissione dei dati relativi ai rapporti finanziari finalizzata alla formazione di liste selettive dei contribuenti a rischio evasione: “Movimentazione conto corrente, acquisto titoli, acquisti con carta di credito e bancomat: comunicazione dati all’Anagrafe Tributaria per la lotta agli evasori fiscali“)
11/10/2012, 2013, 31/1/2013, 3600, acquisto, anno, bancomat, beni, carta credito, carta debito, carta prepagata ricaricabile, cessioni, clienti, codice, codice fiscale, commercio, comunicazione, comunicazione telematica, consumatore, contratto, corrispettivi, corrispettivo, dati, emissione, euro, fiscale, importo, installazione, istruzioni, IVA, non, obbligo, oltre, operazioni, pagamento, POS, posticipo, proroga, provvedimento, rilevanti, rivenditori, scadenza, soglia, somma, sopra, spesometro, superiori a, telematica, terminale, termine, trasmissione, utilizzo, valore
Spesometro: prorogata al 15 ottobre 2012 la comunicazione degli acquisti con carta di credito e bancomat
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 25 aprile 2012
Con provvedimento del 13 aprile 2012 è soppresso l’allegato al vecchio provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2011 e viene prorogato al 15 ottobre 2012 il termine per l’invio dei dati da parte degli intermediari finanziari, originariamente fissato al 30 aprile c.a.
In tal modo, per motivi tecnici, viene differito al prossimo 15 ottobre il termine ultimo per la comunicazione delle operazioni rilevanti a fini Iva di importo pari o superiore ad euro 3.600 il cui pagamento sia stato effettuato a mezzo carta di credito, carta di debito o prepagata.
Il provvedimento delle Entrate n. 2012/56565 consente agli operatori finanziari (richiamati dall’art. 7, 6°, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605) il beneficio di un periodo di tempo maggiore circa la trasmissione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi a:
- acquisti pagati con carta elettronica nel periodo compreso tra il 6 luglio 2011 ed il 31 dicembre 2011,
- codice terminale e codice fiscale degli operatori commerciali coi quali è stato perfezionato il contratto di installazione e utilizzo dello stesso Pos (Point of sale), comprese eventuali cessazioni.
(per l’aumento dell’aliquota Iva dell’anno prossimo: “Legge di stabilità 2013: Imu, Iva, detrazioni per figli a carico, crediti iscritti a ruolo e cartelle pazze“)
(per l’ulteriore proroga: “Spesometro: scadenza del 31 gennaio 2013 per la comunicazione delle operazioni rilevanti“)
13/4/2012, 15/10/2012, 2011, 2012, 29/12/2011, 30/4/2012, 31/12/2011, 3600, 56565, 6/7/2011, 605, acquisto, ai fini, anno, art. 7, bancomat, beni, carta credito, carta debito, carta prepagata ricaricabile, cessioni, circolare, clienti, codice, codice fiscale, commercio, comunicazione, comunicazione telematica, consumatore, contratto, corrispettivi, corrispettivo, dati, decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973 n. 605, emissione, euro, fiscale, importo, installazione, istruzioni, IVA, non, obbligo, oltre, operazioni, pagamento, POS, proroga, provvedimento, rilevanti, rivenditori, soglia, somma, sopra, spesometro, superiori a, telematica, terminale, termine, tracciato record, trasmissione, utilizzo, valore
Collegamento negoziale, fattura e ricevuta fiscale: comunicazione delle operazioni con importo non inferiore alla soglia di rilevanza ai fini Iva (3.000, 3.600 o 25.000 euro)
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 31 gennaio 2012
Col documento datato 11 ottobre 2011, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di risposte ai quesiti pervenuti dalle Associazioni di categoria in materia di “comunicazione all’Anagrafe Tributaria delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a euro tremila” (art. 21 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010).
Il concetto di collegamento negoziale, definito dalle Entrate con la Circolare 24/E del 30 maggio 2011, si realizza nella prassi quando le parti di un rapporto perseguono un risultato economico unitario e complesso realizzato attraverso una pluralità coordinata di contratti (Mantovani e Santacroce).
Il collegamento negoziale, che origina dalla legge o dall’autonomia negoziale, può riferirsi all’elemento soggettivo o a quello oggettivo e, qualora sia pattuito il pagamento di corrispettivi periodici, la soglia è riferita ai corrispettivi anche se i versamenti effettuati in un specifico periodo risultano inferiori al limite.
Con carattere di novità rispetto ai chiarimenti contenuti nella Circolare 24/E del 2011, il fattore di collegamento delle operazioni è l’elemento formale della fattura, documento che rappresenta l’operazione oggetto di comunicazione: l’importo della fattura viene utilizzato per verificare il superamento della soglia di rilevanza (invece dell’ammontare delle singole operazioni certificate nella fattura stessa), come si evince dall’esempio della fattura riepilogativa differita redatta per diverse operazioni commerciali. Ma anche in assenza del fattore di collegamento, l’ammontare della fattura può imporre l’obbligo della comunicazione e l’indicazione dell’operazione prevalente (cessione o prestazione). Ciò avviene in caso di fattura cointestata (es. parcella del notaio rilasciata agli eredi o fattura nel settore edilizio): la relativa operazione va comunicata per ognuno degli intestatari utilizzando distinti record di dettaglio; se l’importo totale della fattura supera la soglia e per uno dei cointestatari l’importo è minore di euro 3.000, la “modalità di pagamento” da utilizzare è l’importo frazionato.
In merito alla qualificazione soggettiva dell’operatore, il documento dell’11 ottobre 2011 evidenzia il trattamento della fattura di acquisto (con ammontare superiore alla soglia e priva di addebito dell’imposta) che un soggetto passivo IVA riceve da contribuenti minimi specificando che la fattura costituisce oggetto di comunicazione per il ricevente, a prescindere dagli obblighi del contribuente minimo.
Se la fattura attiene ad un importo con sconto condizionato sul totale del documento, la comunicazione va effettuata per l’importo al netto dello sconto (e cioè per l’effettiva somma incassata).
Infine, il documento – che è possibile scaricare in formato pdf dal sito dell’Agenzia delle Entrate – sottolinea come l’emissione di ricevuta fiscale (no fattura), emessa da un albergo (es.) verso soggetto passivo d’imposta, imponga l’effettuazione dello scorporo dell’imposta (campi separati per imponibile e imposta nel tracciato record).
11/10/2011, 2011, 22/12/2010, 24 e, 25000, 30 maggio, 30/5/2011, 3000, 31/1/2012, 3600, acquisto, agenzia entrate, ai fini, albergo, anno, art. 21, autonomia negoziale, Benedetto Santacroce, cessione, circolare, clienti, cointestazione, collegamento negoziale, compilazione, complessivo, comunicazione, comunicazione telematica, contratti, contratti collegati, contratto, contribuenti minimi, corrispettivi, corrispettivo, dati, definizione, dettaglio, Dl 31/5/2010 78, effettivo, emissione, entratel, esempio, euro, fattura, fatture, fiscale, fornitori, fornitura, frazionato, free download, importo, incassi, istruzioni, IVA, legge 122/2010, non, obbligo, oltre, operazioni, pagamento, parcella, periodico, pluralità, prestazioni professionali, prevalente, provvedimento, record, ricevuta, riepilogativa, rilevanti, saldo, scadenza, sconto, scontrino, scorporo, soggetti iva, soggetti passivi, soglia, somma, sopra, spesometro, superiori a, telematica, totale, tracciato record, trasmissione, unico, unitario, valore, versamenti
I chiarimenti della circolare 28/E del 21 giugno 2011 sull’obbligo di comunicazione per autoveicoli ed immobili. Dati identificativi richiesti da commercianti al minuto e artigiani
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 15 luglio 2011
Con la circolare 28/E del 21 giugno 2011, l’Agenzia delle Entrate ha incluso nello spesometro le cessioni di automobili motivando la necessaria informativa con il contenuto del provvedimento delle Entrate datato 22 dicembre 2010, secondo il quale rimangono escluse dall’obbligo le operazioni già “schedate” nell’anagrafe tributaria in conformità all’art. 7 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605: dato che le operazioni di compravendita di autoveicoli non sono oggetto di monitoraggio attraverso questo canale, il regime pubblicistico dell’iscrizione al PRA non solleva dall’obbligo di comunicare l’acquisto di un’auto da parte di un professionista o imprenditore per importo superiore ad euro 3.000 (Iva esclusa), come pure accade nel caso della cessione a privati.
E’ importante specificare che, in base al contenuto della circolare 24/E, per le cessioni di auto nel regime del margine analitico si esclude la quota non soggetta ad Iva dal computo della soglia di riferimento; dato che per la vendita in detto regime l’Iva non può essere indicata separatamente in fattura, la soglia al di sopra della quale scatta l’obbligo di comunicazione diviene pari a 3.600 euro al lordo dell’imposta (fonte: IlSole24Ore.com).
Infine, in caso la cessione venga effettuata da un privato che lascia l’automobile in conto vendita presso il concessionario (es.), la mancanza del requisito soggettivo (obbligato alla comunicazione è il soggetto passivo Iva che effettua operazioni rilevanti ai fini della stessa imposta) fa venir meno l’obbligo comunicativo.
Sempre in osservanza delle disposizioni concernenti l’oggetto di monitoraggio da parte dell’Anagrafe tributaria ai sensi del citato art. 7 del D.P.R. n° 605 del 1973, non devono essere comunicate le operazioni riguardanti le cessioni e gli acquisti di immobili.
Ulteriori chiarimenti dalla fonte dell’Agenzia delle Entrate (circolare 28/E del 21/06/2011 in formato pdf).
Un secondo punto critico riguardante le disposizioni in oggetto attiene alle operazioni di pagamento effettuate con carta di credito, di debito o prepagata emessa da operatori finanziari residenti, quando la cifra spesa per l’acquisto supera la soglia prevista per la comunicazione. In tal caso, come è noto (http://www.questidenari.com/?p=4490), non esiste obbligo di comunicazione perché l’utilizzo dei mezzi di pagamento comporta la tracciabilità dell’operazione.
Le procedure di tracciabilità osservate dagli istituti di credito si estendono anche all’utilizzo del carnet di assegni bancari: tuttavia il pagamento a mezzo assegno (non rientrante nella circostanza dell’uso carta bancomat etc.) da parte di un soggetto residente impone l’obbligo della comunicazione.
Riguardo agli obblighi informativi che dal 1° luglio scorso devono essere osservati dai commercianti al minuto e dai prestatori di servizi che certificano i corrispettivi con ricevute e scontrini fiscali per operazioni dal corrispettivo almeno pari a 3.600 euro Iva inclusa, si rammenta che – per dette operazioni non soggette a fatturazione – il committente/cessionario deve fornire tutti i dati identificativi richiesti, senza poter opporre rifiuto alcuno, e la conservazione dell’informazione, in aggiunta alla precedente acquisizione, spetta al titolare del negozio o dell’attività (se invece gli stessi operatori hanno emesso fattura su richiesta del cliente o per prassi aziendale, il monitoraggio delle operazioni deve aver avuto inizio in data 1° gennaio 2010 con limite di importo per operazione pari a 25.000 euro nel 2010 e a 3.000 euro nel 2011).
In particolare, si riepilogano i dati che il commerciante al minuto è tenuto a chiedere al cliente nel caso di un acquisto effettuato da
- persona fisica residente: codice fiscale e altri elementi identificativi;
- persona fisica non residente: cognome e nome, luogo, sesso, data di nascita e domicilio fiscale;
- soggetto non residente diverso dalla persona fisica: denominazione, ragione sociale o ditta e domicilio fiscale;
- società, associazioni e altre organizzazioni senza personalità giuridica non residenti: dati identificativi della struttura, cognome e nome, luogo, sesso, data di nascita e domicilio fiscale di almeno una delle persone che ne hanno rappresentanza.
1/7/2011, 2010, 2011, 21/6/2011, 22/12/2010, 24 e, 3000, 3600, agenzia entrate, ai fini, al dettaglio, al minuto, anno, art. 7, artigiani, assegno bancario, associazione, automezzo, autoveicolo, beni, carta credito, carta debito, carta prepagata ricaricabile, cedente, cessionario, cessioni, circolare, circolare 28 E, clienti, codice fiscale, commercianti, commercio, commissionari, committente, comunicazione, comunicazione telematica, concessionario, concessione, conservazione, consumatore, contratto, contratto compravendita, corrispettivi, corrispettivo, da collezione, dati, dpr 605 73, d’arte, emissione, esclusa, esempio, estero, euro, fatture, fiscale, fornitori, free download, gioielliere, identificativi, immobili, imponibile, importo, imposta, imprenditori, impresa, inclusa, informativa, invio, istruzioni, Italia, IVA, limite, necessari, negoziante, non, obbligo, oltre, operazioni, P.R.A., pagamento, partita iva, periodico, persona fisica, personalità giuridica, prestatore, privati, professionisti, provvedimento, regime del margine, residenti, ricevuta, rifiuto, rilevanti, rivenditori, schedatura, scontrino, senza, servizio, singola, società, soggetti passivi, soglia, somma, sopra, spesometro, superiori a, telematica, termini, tracciabilità, trasmissione, unico, unitario, valore
La circolare 24/E del 30 maggio 2011: esempi, elementi necessari, nota di variazione, sanzioni e termini di invio della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’IVA (parte IV)
Pubblicato da L'Autore in Commercialista il 29 giugno 2011
(continua dalla parte III: http://www.questidenari.com/?p=4490)
Nella comunicazione vanno indicati gli elementi necessari all’individuazione dei soggetti e delle operazioni. Devono essere indicati la partita IVA o il codice fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/committente, l’importo delle operazioni con evidenza dell’imponibile, dell’imposta, o della situazione che si tratta di operazioni non imponibili o esenti.
L’operazione non deve essere comunicata se l’importo diminuisce al di sotto dei 3.000 euro per effetto della nota di variazione in diminuzione, essendo stato inizialmente superiore allo stesso limite.
Invece, se per effetto della stessa nota di variazione in diminuzione l’importo rimane superiore a 3.000 euro, la comunicazione va effettuata per l’importo diminuito. Analogamente l’operazione viene comunicata nel momento in cui l’importo supera il limite di 3.000 euro per effetto della nota di variazione in aumento, essendo stato inizialmente inferiore allo stesso limite.
Se la variazione avviene dopo il termine previsto per la comunicazione, l’importo sarà indicato nella comunicazione relativa all’anno in cui la nota di variazione viene emessa.
Come già indicato, l’adempimento in oggetto ha cadenza annuale e deve essere assolto entro il 30 aprile di ciascun anno (termini di invio della comunicazione) con riferimento alle operazioni relative al precedente anno d’imposta. Solo per l’anno d’imposta 2010, il termine indicato è stato posticipato al 31/10/2011.
Scaduti i termini, il contribuente che intende rettificare o integrare la comunicazione, entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del termine, può presentare una nuova comunicazione attraverso l’invio di file integralmente sostitutivi dei precedenti. Successivamente, oltre 30 giorni dalla scadenza del termine previsto, si rende applicabile l’istituto del ravvedimento operoso in presenza delle condizioni previste dall’art. 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n° 472.
L’omessa trasmissione della comunicazione, l’invio della stessa con dati incompleti o non rispondenti al vero, comportano l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro.
Tra gli esempi che è possibile indicare – sulla base degli elementi forniti dalla Circolare – vi è quello relativo all’acquisto, effettuato nel 2010 da parte di un’impresa, di un automezzo con valore 30.000 euro (Iva esclusa), pagato con acconto di 5.000 euro e successive rate. Dato che l’importo unitario è superiore alla soglia di 25mila euro prevista per l’anno 2010, l’operazione deve essere comunicata per lo stesso anno e, con riferimento alla comunicazione del 2011 e di ciascun anno di corresponsione delle rate, saranno oggetto di riepilogo i pagamenti effettuati, per l’importo complessivo delle somme versate, con indicazione della data di registrazione dell’ultimo pagamento effettuato nel campo “data dell’operazione”.
Un ulteriore esempio può riferirsi al caso di un gioielliere che vende merce ad un cliente non residente nel territorio nazionale. Dal giorno 01/07/2011, per le operazioni di importo almeno pari a 3.600 euro (Iva inclusa), è necessaria la schedatura del cliente con obbligo di indicazione del nome, cognome, data di nascita, comune o stato estero di nascita, provincia di nascita e Stato estero del domicilio fiscale.
(per i chiarimenti della circolare 28/E/2011 delle Entrate sugli obblighi per autoveicoli ed immobili, e per i dati identificativi che commercianti e artigiani devono ottenere dai clienti residenti sul territorio nazionale e non residenti si legga http://www.questidenari.com/?p=4654)
1/7/2011, 2010, 2011, 22/12/2010, 24 e, 30, 30 aprile, 30 maggio, 30/5/2011, 3000, 31/10/2011, 3600, acconto, agenzia entrate, ai fini, al dettaglio, anno, art. 13, automezzo, beni, cedente, cessionario, cessioni, circolare, clienti, codice fiscale, commercio, commissionari, committente, compilazione, comunicazione, comunicazione telematica, concessione, consumatore, contratto, contratto compravendita, corrispettivi, corrispettivo, dati, decreto legislativo 472/97, Dl 31/5/2010 78, elementi, emissione, esempio, esente, estero, euro, fatture, fiscale, fornitori, frazionato, gioielliere, imponibile, importo, imposta, impresa, incompleta, integrazione, invio, istruzioni, Italia, IVA, legge 122/2010, limite, massimo 30 giorni, necessari, non, nota, obbligo, oltre, omissione, operazioni, orologio, pagamento, partita iva, periodico, prestatore, preziosi, provvedimento, rate, ravvedimento operoso, residenti, rettifica, ricevuta, rilevanti, rivenditori, saldo, sanzioni, schedatura, scontrino, servizio, singola, soggetti passivi, soglia, somma, sopra, spesometro, superiori a, telematica, termini, trasmissione, unico, unitario, valore, variazione