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Timestamp: 2019-01-20 16:00:12+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 21', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 64']

TRASCRIZIONE ATTI ESTERO - Forum Enti.it
Messaggioda KALISTO » 14/04/2006, 14:46
Atto proveniente dalla Slovacchia munito di Apostille, con traduzione di un traduttore iscritto in un elenco presso il Ministero di Grazia e Giustizia della Repubblica Slovacca, senza alcuna autenticazione o legalizzazione o quant'altro si voglia da parte della nostra Ambasciata di Bratislava.
Richiesta di trascrizione da parte dell'interessato
Necessita di ulteriore traduzione da parte di un "traduttore ufficiale" in Italia o da un interprete che attesti con giuramento dinnanzi all'Ufficiale di Stato civile oppure può essere trascritto così come è?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 15/04/2006, 07:53
Vi sono i requisiti di trascrizione (cosi com'e').
Messaggioda ospite 62 » 11/08/2006, 08:32
Relativamente agli atti di stato civile provenienti dalla Svizzera (redatti su modello internazionale plurilingue), in cui in luogo dell’evento e' indicato in lingua tedesca o francese, qualora lo stesso possa essere tradotto in lingua italiana (es. Zurich – Zurigo, Geneve - Ginevra), è possibile, in sede di trascrizione, indicare direttamente la denominazione in italiano?
Il Consolato, nelle note di trasmissione degli atti e nel Mod. CONS/01, ha indicato direttamente il nome italianizzato.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 11/08/2006, 12:02
La questione degli endonimi ed esonimi (nomi utilizzati localmente e nomi 'italianizzati') ....
In sede di trascrizione e' necessario, pur dovendosi provvedere per sunto, attenersi alle risultanze dell'atto oggetto di trascrizione.
Messaggioda Ospite » 15/09/2006, 11:32
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 16/09/2006, 07:01
Trascrizione e, di seguito, art. 100 RSC.
Condivido l'anomalia della correzione d'ufficio sul documento rilasciato da altre autorita'; la situazione poteva essere esplicitata, meglio, nella lettera di trasmissione, cioe' senza alterazioni di un atto che e' pur sempre un atto pubblico.
Messaggioda Ospite » 20/09/2006, 09:58
E’ PERVENUTO UN ATTO DI MATRIMONIO DALL’ARGENTINA DI UN NS. ISCRITTO AIRE, ATTO IN REGOLA CON TRADUZIONE E LEGALIZZAZIONE.
IN CALCE ALL’ATTO E’ RIPORTATA UN’ ANNOTAZIONE DI DIVORZIO EMESSA DAL TRIBUNALE DI ROSARIO IL CUI TESTO APPARE ANCHE INSERITO NELLA TRADUZIONE IN ITALIANO.
SI CHIEDE: DEVO TRASCRIVERE SOLO L’ATTO DI MATRIMONIO OMETTENDO L’ANNOTAZIONE DI DIVORZIO OPPURE DEVO TRASCRIVERE INTEGRALMENTE L’ATTO DI MATRIMONIO COMPRENDENDO ANCHE L’ANNOTAZIONE DEL DIVORZIO? IN QUESTO CASO DEVO ANCHE PROVVEDERE ALL’ANNOTAZIONE DEL DIVORZIO A MARGINE DELL’ATTO TRASCRITTO O DIVERSAMENTE GLI EFFETTI DEL DIVORZIO SARANNO SOSPESI E DIFFERITI AL MOMENTO DELL’ACQUISIZIONE DELLA SENTENZA DI DIVORZIO PER IL RICONOSCIMENTO IN ITALIA DA RICHIEDERSI AL CONSOLATO DI ROSARIO? TALE RICHIESTA E’ COMPETE A QUESTO USC O DELLA PARTE INTERESSATA?
Messaggioda Ospite » 20/09/2006, 15:09
...sempre dalla Svizzera.
Mi sono pervenuti atti di nascita di figli di iscritta aire con l'indicazione esclusiva del cognome acquisito dalla sig.ra dopo sposata.
Qual'è la procedura corretta da seguire ?
Trascrizione e, di seguito, art. 100 RSC. per la correzione del cognome ?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 21/09/2006, 19:08
La trascrizione dell'atto di matrimonio che contenga annotazione di divorzio non (ancora) efficace in Italia, va effettuata senza alterazioni, seppure doverosamente per riassunto.
Va data immediata segnalazione al pubblico ministero (= procuratore della Repubblica) per il promuovimento dell'azione di rettifcazione in modo da 'cancellare' tali indicazioni in quanto indebiutamente registrate (art. 100 RSC).
La parte interessata (unico soggetto legittimato) che voglia far riconoscere in Italia gli effetti della sentenza straniera potra'/dovra' avvalersi di quanto previsto dall'art. 64 L. 31/5/1995, n. 218.
Dalla Svizzera: non mi e' chiara la situazione, se non altro per il fatto che no n si dice se la donna di cittadina italiana o meno. Se italiana: art. 100 RSC.
Messaggioda Ospite » 22/09/2006, 11:55
Sto esaminando una richiesta di riconoscimento di sentenza straniera di divorzio proveniente dall’Australia tramite il nostro Consolato.
Ritengo che essa rispetti nella sostanza le condizioni di cui all’art. 64 della legge 218/1995.
Tuttavia, ho delle perplessità in ordine all’applicazione degli art. 21 e 22 del DPR 396/2000.
In particolare per quanto riguarda la legalizzazione ho riscontrato che il timbro Apostille non è stato debitamente compilato nella parte, a mio parere, più importante: punti 2 e 3 dove si attesta la veridicità della firma e la qualità in cui il firmatario ha agito. E’ stato invece compilato il punto 4 relativo al sigillo/timbro.
L’art. 5 della Convenzione dell’Aja del 05.10.1961 prevede che “L’Apostille è rilasciata su richiesta del firmatario o di chiunque porti l’atto. Debitamente compilata, attesta la veridicità della firma, la qualità in cui il firmatario dell’atto ha agito e, secondo il caso l’identità del sigillo o timbro di cui tale atto è munito”.
Aggiungo infine che il documento trasmesso, postillato in questo modo, per la trascrizione consiste nella fotocopia del decreto rilasciato dal Tribunale (la firma di chi l’ha rilasciato è in fotocopia) mentre la “garanzia” dell’”autenticità” è data da un timbro in originale.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 22/09/2006, 13:23
In pratica, l'apostille e come se non vi fosse, dato che essa deve essere compilata integralmente (come da Convenzione). Non dice se, almeno, vi sia la firma dell'autorita' competente (parlandomi solo del sigillo/timbro mi fai sorgere anceh questo sospetto). Una cosa cosi', in Italia sconfinerebbe nel reato (siamo in presenza di un moduto firmato (forse) in bianco).
Non mancano Paesi in cui la autenticita' della copia e' data da un timbro, a volte da un timbro a secco, altre in ceralacca (alcuni, anche, con nastrino colorato): si tratta di aspetti rimessi alle procedure del singolo Stato.
Messaggioda Ospite » 28/09/2006, 21:03
Se perviene una sentenza di divorzio pronunciata all'estero da un'autorità (es. notaio) che non è giudiziaria, il provvedimento straniero è riconoscibile in Italia ? Oggi hanno spiegato a un corso che, se l'autorità che ha emanato l'atto non è un giudice, l'atto non si puo' riconoscere (vedi art. 64, a) lex 218-95)
Messaggioda Renzo P. » 29/09/2006, 10:32
Ho ricevuto da una ns. concittadina copia autentica di un certificato di matrimonio, tradotto e con apostille, contratto in Colombia per la sua trascrizione nei ns. registri. Dall'esame del documento questo risulta essere molto "scarno" nel senso che porta solo nome/cognome degli sposi, documento d'identità, luogo e data del matrimonio. Non sono donvinto di poter procedere alla trascrizione. Secondo voi?.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 29/09/2006, 13:23
Effettivamente, anche in altri ordinamenti il notaio non emette sentenze o provevdimenti giurisdizionali.
Vi sono Stati in cui lo scioglimento del matrimonio puo' essere 'negoziato' davanti a notaio, situazione che non puo' essere riconosciuta ai sensi del titolo IV L. 218/1995, ma anche per il fatto che costituisce norma di ordine pubblico che il matrimonio sia materia non disponibile.
Renzo P.: forse non e' un atto di stato civile (cioe' qiualche cosa di corrispondente a quello che in Italia e' noto come 'estratto per copia integrale dell'atto di stato civile), ma un mero certificato.
Ai fini della trascrizione va prodotta copia autentica (legalizzata/aspotillata e, separatamente, tradotta in forma ufficiale) dell'atto di stato civile.
Messaggioda Ospite » 29/09/2006, 20:29
cosa significa che il matrimonio è materia non disponibile ?
Oggi è 20/01/2019, 17:00