Source: http://www.modernlaw.it/content/articoli/diritto-in-diretta/penale-inquadramento-del-reato-di-stalking
Timestamp: 2018-12-10 10:28:04+00:00
Document Index: 45509184

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 612', 'art. 610', 'art. 612', 'art. 572', 'art. 582']

PENALE/ Inquadramento del reato di stalking - Studio Legale Associato - Castellaneta, D'Argento & Partners
PENALE / Inquadramento del reato di stalking.
La parola stalking deriva dal linguaggio della caccia e letteralmente significa "braccare” "fare la posta” ed indica quel fenomeno psicologico e sociale conosciuto come "sindrome del molestatore assillante”, i cui comportamenti tipici sono : telefonate, pedinamenti, appostamenti vari, violazione di domicilio, minacce di violenza, violenza fisica e sessuale di diversa entità, fino ad arrivare a comportamenti estremi come l’omicidio.
Questo reato non esisteva nella legislazione penale italiana fino al 2009 allorchè, con l’art. 7 del Decreto Legge n. 11/2009 venne introdotto, nel codice penale, l’art. 612 bis che ha previsto la punibilità degli "atti persecutori”.
Quattro anni dopo il legislatore ha ritenuto di intervenire nuovamente rinvigorendo gli strumenti preventivi e repressivi di questo genere di violenza : con il D.L. n. 93 del 14/8/2013, infatti si è previsto un aumento delle pene laddove lo stalking sia commesso a danno del coniuge o a danno di una persona legata da relazione affettiva.
Altra modifica degna di nota è stata quella di prevedere un aggravante allorchè ricorra l’uso di strumenti informatici o telematici da parte dello stalker nel compimento degli atti persecutori.
Prima del 2009 si ricorreva ai reati di violenza privata ( art. 610 c.p. ), di minacce ( art. 612 c.p.) di maltrattamenti (art. 572 c.p.) o di lesioni volontarie (art. 582 c.p.) per inquadrare tali situazioni.
Ma non era sufficiente : rimanevano fuori dalla previsione penale tutta una serie di comportamenti che magari considerati isolatamente non costituivano reato e quindi non erano perseguibili non ricadendo specificamente nelle condotte di cui sopra.
Il comportamento dello stalker, infatti, è composto di tanti fotogrammi e può essere anche, dapprincipio, assolutamente normale e lecito per poi divenire assillante e violento: la normativa previgente invece perseguiva casi isolati e specifici di violenza.
La condotta dello stalker, pertanto va considerata ed analizzata nella sua completezza e quindi dal momento della conoscenza della vittima sino all’uso della violenza o della minaccia.