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Timestamp: 2016-10-25 22:47:29+00:00
Document Index: 131028053

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 3', 'art. 76', 'art.\n76', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 76']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 387 del 20.10.2008
Richiesta di Consulenza Giuridica - Uffici dell'Amministrazione Finanziaria
- Gratuito patrocinio - Determinazione del reddito del nucleo familiare -
Art. 76, comma 2, del D.P.R. n. 115 del 2002
L'art. 76, comma 1, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, riconosce il
diritto a fruire del gratuito patrocinio in favore dei soggetti titolari di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante
dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.723,84.
Per quanto concerne la corretta interpretazione del concetto di reddito
che definisce lo stato di non abbienza, l'amministrazione finanziaria è intervenuta con risoluzione 21 gennaio 2008, n.
15, chiarendo che il reddito
cui far riferimento per poter riconoscere il diritto al gratuito patrocinio è quello imponibile ai fini dell'Irpef, quale definito dall'art. 3 del Tuir, integrato dagli altri redditi indicati dall'art. 76 del D.P.R. n. 115
Ad avviso di codesta Direzione, permangono, tuttavia, incertezze
interpretative in merito alle disposizioni contenute nel comma 2 dell'art.
76 sopra citato il quale prevede che "se l'interessato convive con il
coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei
redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia
compreso l'istante".
La norma sopra citata fa riferimento, infatti, ai redditi conseguiti e
non a quelli imponibili, con la conseguenza che, al fine di determinare lo
stato di non abbienza del nucleo familiare, potrebbero essere considerati
anche altri elementi non rilevanti ai fini della determinazione del reddito
In particolare, è stata posta all'attenzione di codesta Direzione
Regionale la problematica concernente la possibilità, per i soggetti
esercenti attività d'impresa commerciale, di scomputare le perdite
eventualmente subite dall'ammontare complessivo dei redditi degli altri familiari conviventi.
Al riguardo, il Tribunale di.., il Garante del contribuente per.. e il
Garante del contribuente per.. hanno espresso un orientamento favorevole,
ritenendo che il diritto al gratuito patrocinio debba essere riconosciuto
sulla base del reddito effettivo dei soggetti interessati, prescindendo da
disposizioni di portata meramente fiscale.
Ciò premesso, codesta Direzione Regionale chiede di sapere se, ai fini
della determinazione del reddito del nucleo familiare di cui all'art. 76,
comma 2, del D.P.R. n. 115 del 2002, sia corretto compensare le perdite
subite dal soggetto che esercita attività d'impresa col reddito conseguito
dai familiari conviventi.
La Direzione Regionale ritiene che i soggetti interessati a beneficiare
del gratuito patrocinio, che convivono con altri familiari titolari di
reddito, non possano operare alcuna compensazione tra i redditi conseguiti
dai familiari e l'eventuale perdita subita nell'esercizio di un'attività
Le condizioni per poter essere ammessi al gratuito patrocinio sono
disciplinate dall'art. 76 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ai sensi del
"1. può essere ammesso al patrocinio chi è
titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale, risultante dall'ultima
dichiarazione, non superiore a euro 9.723,84.
2...se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il
reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo
periodo da ogni componente della famiglia compreso l'istante.
3. Ai fini della determinazione dei limiti di reddito, si tiene conto anche
dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone
fisiche (Irpef) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo
d'imposta, ovvero ad imposta sostitutiva".
In relazione alla richiamata disposizione, la scrivente, con risoluzione
21 gennaio 2008, n. 15, ha chiarito che il reddito cui far riferimento al
fine di determinare se sussistono le condizioni per l'accesso al diritto al
gratuito patrocinio è il reddito imponibile ai fini dell'Irpef, quale
definito dall'art. 3 del Tuir, integrato dagli altri redditi indicati dallo
stesso art. 76 del D.P.R. n. 115 del 2002.
Per effetto del riportato comma 2 dell'art. 76, i redditi prodotti dai
contribuenti che compongono il nucleo familiare del soggetto interessato al
gratuito patrocinio sono rilevanti ai fini della formazione del reddito da
confrontare con l'ammontare massimo di reddito previsto dal comma 1 dello
stesso articolo 76.
Al riguardo, la scrivente ritiene che, analogamente a quanto precisato per i
soggetti interessati a beneficiare del gratuito patrocinio, anche per i familiari conviventi sia corretto far riferimento al reddito imponibile ai
fini dell'Irpef, così come determinato dall'art. 3 del Tuir.
Pertanto, ai fini della determinazione del reddito di cui all'art. 76,
comma 2, del D.P.R. n. 115 del 2002, è possibile dedurre dal reddito
complessivo dei singoli componenti del nucleo familiare, determinato ai
sensi dell'art. 8 del Tuir, esclusivamente gli oneri previsti dall'art. 10
Non è possibile, invece, attesa la chiara formulazione del comma 2 del
richiamato art. 76, diminuire l'importo risultante dalla somma redditi dei
componenti del nucleo familiare delle eventuali perdite subite
nell'esercizio di un'attività d'impresa svolta da uno o più di essi, che
non abbiano trovato capienza nel reddito d'impresa o (nel caso di imprese
minori o di lavoro autonomo), nel reddito complessivo dell'esercente.
Di conseguenza, con particolare riferimento al quesito posto da codesta
Direzione Regionale, la scrivente ritiene che, ai fini della determinazione
del reddito di riferimento da utilizzare per verificare lo stato di non
abbienza di un soggetto interessato al gratuito patrocinio, non sia
possibile scomputare dal reddito complessivo l'eventuale perdita subita
nell'esercizio di un'attività d'impresa svolta da altri componenti del
- Lucca, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.