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Timestamp: 2018-03-24 03:32:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 85', 'art. 85', 'art. 93', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93']

STUDIO DI SETTORE VD27U - PDF
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Ottaviana Gasparini
1 ALLEGATO 12 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE VD27U FABBRICAZIONE DI ARTICOLI DA VIAGGIO, BORSE, MAROCCHINERIA E SELLERIA
2 CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L'applicazione dello studio di settore attribuisce ai contribuenti un ricavo potenziale. Tale ricavo viene stimato tenendo conto sia di variabili contabili sia di variabili strutturali che influenzano il risultato economico di un impresa anche con riferimento al contesto territoriale in cui la stessa opera. L'applicazione dello studio consente, inoltre, di valutare la coerenza e la normalità economica della singola impresa in relazione al settore economico di appartenenza. A tale scopo, nell ambito dello studio, vengono individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i possibili processi produttivi e i diversi modelli organizzativi impiegati nell espletamento dell attività. L evoluzione dello studio di settore è finalizzata a cogliere eventuali cambiamenti strutturali, modifiche dei modelli organizzativi e variazioni di mercato all interno del settore economico e presuppone un attività di analisi e ricerca economica, che viene condotta attingendo a fonti informative pubbliche e non pubbliche. Le fonti pubbliche sono rappresentate da elaborazioni di enti o società che svolgono ricerche di tipo economicostatistico (Istat, Banca d Italia, Infocamere, ecc.) e che forniscono dati e informazioni sull andamento economico dei mercati, sulla struttura e la dimensione dei principali settori economici. Oltre alle fonti di carattere pubblico, che forniscono informazioni più generali, vengono utilizzate fonti specifiche settoriali (riviste specializzate, partecipazione a seminari e convegni specialistici, pubblicazioni dei principali istituti di ricerca, indagini campionarie, ecc.); si tratta di fonti che illustrano: l andamento della domanda, la struttura dell offerta, sia in termini di tipologie di attività imprenditoriali presenti che di modelli organizzativi adottati dagli operatori, i canali distributivi utilizzati, il livello di avanzamento tecnologico presente nei processi produttivi, ecc. Un supporto più diretto e operativo proviene da una rete di tecnici costituita da istituti universitari, centri di ricerca, docenti e ricercatori, che opera anche tramite l utilizzo di panel di imprese. Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello studio di settore VD27U, evoluzione dello studio UD27U. L attività economica oggetto dello studio di settore VD27U è quella relativa al seguente codice ATECO 2007: Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria. L evoluzione dello studio di settore è stata condotta analizzando le informazioni contenute nel modello UD27U per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore per il periodo d imposta 2009, trasmesso dai contribuenti quale allegato al modello UNICO I contribuenti interessati sono risultati pari a Nella prima fase di analisi 442 posizioni sono state scartate in quanto non utilizzabili nelle successive fasi dell elaborazione dello studio di settore (casi di cessazione di attività, situazioni di non normale svolgimento dell attività, contribuenti forfetari, presenza di attività secondarie con un incidenza sui ricavi complessivi superiore al 30%, ricavi dichiarati ai fini dell applicazione degli studi di settore maggiori di euro). Sui dati contenuti nei modelli studi di settore della restante platea sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute. Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione del campione dello studio, lo scarto di ulteriori 137 posizioni. I motivi di scarto sono stati: quadro B (unità locali destinate all esercizio dell attività) non compilato; quadro C (modalità di svolgimento dell'attività) non compilato; quadro D (elementi specifici dell'attività) non compilato; quadro F (elementi contabili) non compilato; comune del quadro B (unità locali destinate all esercizio dell attività) mancante o errato;
3 errata compilazione delle percentuali relative alla produzione e/o lavorazione e commercializzazione (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia della clientela (quadro C); errata compilazione delle percentuali relative alle materie prime e componenti impiegati nella produzione e/o lavorazione (quadro D); errata compilazione delle percentuali relative ai prodotti ottenuti e/o lavorati (quadro D); incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili. A seguito degli scarti effettuati, il numero dei modelli oggetto delle successive analisi è stato pari a IDENTIFICAZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI Per suddividere le imprese in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, è stata seguita una strategia di analisi che combina in sequenza due tecniche statistiche di tipo multivariato: un analisi fattoriale del tipo Analyse des données e nella fattispecie l Analisi in Componenti Principali; un procedimento di Cluster Analysis. L Analisi in Componenti Principali è una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie pur conservando gran parte dell informazione iniziale. A tal fine vengono identificate nuove variabili, dette componenti principali, tra loro ortogonali (linearmente indipendenti, incorrelate). Le variabili prese in esame nell Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri del modello ad eccezione delle variabili del quadro degli elementi contabili. Tale scelta nasce dall esigenza di caratterizzare i soggetti in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse modalità di svolgimento dell attività, ecc.; tale caratterizzazione è possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realtà economiche e produttive di una impresa. Nell applicazione dell Analisi in Componenti Principali è stata scelta la soluzione migliore in termini di significatività statistica ed economica. Pertanto, sono state scelte le componenti principali che riescono a spiegare la maggior parte della varianza iniziale e che consentono, sulla base del criterio dell interpretabilità, di rappresentare i diversi aspetti strutturali delle attività oggetto di studio. La tecnica statistica della Cluster Analysis, applicata ai risultati dell Analisi in Componenti Principali, permette di identificare gruppi omogenei di imprese (cluster); in tal modo è possibile raggruppare le imprese con caratteristiche strutturali ed organizzative simili 1. L utilizzo combinato delle due tecniche è preferibile rispetto a un applicazione diretta della Cluster Analysis poiché, riducendo con l Analisi in Componenti Principali il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione, l operazione di clustering risulta meno complessa e più precisa. I gruppi omogenei individuati sono valutati anche in termini di significatività economica per verificarne l aderenza alla concreta realtà imprenditoriale. Nel procedimento di clustering adottato, quindi, l omogeneità dei gruppi deve essere interpretata non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate che concorrono a definire il profilo dei singoli gruppi. La descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 12.A. 1 Nella fase di Cluster Analysis, al fine di garantire la massima omogeneità dei soggetti appartenenti a ciascun gruppo, vengono classificate solo le osservazioni che presentano caratteristiche strutturali simili rispetto a quelle proprie di uno specifico gruppo omogeneo. Non vengono, invece, presi in considerazione, ai fini della classificazione, i soggetti che possiedono aspetti strutturali riferibili contemporaneamente a due o più gruppi omogenei. Ugualmente non vengono classificate le osservazioni che presentano un profilo strutturale molto dissimile rispetto all insieme dei cluster individuati.
4 DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE DI RICAVO Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all andamento dei ricavi delle imprese appartenenti allo stesso gruppo. Per determinare tale funzione si è ricorso alla Regressione Lineare Multipla. La Regressione Lineare Multipla è una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statistico-matematico che descrive l andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti. La stima della funzione di ricavo è stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo (variabile dipendente) e i dati contabili e strutturali delle imprese (variabili indipendenti). È opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione è stata effettuata un analisi sui dati delle imprese per verificare le condizioni di coerenza dei dati nell esercizio dell attività e per scartare le imprese anomale; ciò si è reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della funzione di ricavo. A tal fine sono stati selezionati, in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate, i seguenti indicatori di natura economico-contabile: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi 2 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 3 ; Durata delle scorte 4 ; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi 5. Le formule degli indicatori economico-contabili sono riportate nel Sub Allegato 12.C. Successivamente, ai fini della determinazione del campione di riferimento, sono state escluse le imprese che non rispettavano le condizioni di normalità economica 6 anche per un solo indicatore di quelli sopra citati. Inoltre sono state escluse anche le imprese che presentavano la somma del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi negativa. Così definito il campione di riferimento, si è proceduto alla definizione della funzione di ricavo per ciascun gruppo omogeneo. Per la determinazione della funzione di ricavo sono state utilizzate variabili contabili, variabili strutturali e variabili territoriali. La scelta delle variabili significative è stata effettuata con il metodo stepwise 7. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della funzione di ricavo è ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l eventuale presenza di eteroschedasticità connessa alla variabilità legata ad aspetti dimensionali dell impresa. Nella definizione della funzione di ricavo si è tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell attività, in modo da individuare ulteriori differenze territoriali oltre a quelle già rilevate con la Cluster Analysis. 2 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 3 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 4 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 5 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo. 6 Vedi Analisi della Normalità Economica. Si fa presente che per l indicatore Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi si fa riferimento ai ricavi dichiarati. 7 Il metodo stepwise unisce due tecniche statistiche per la scelta del miglior modello di stima: la regressione forward ( in avanti ) e la regressione backward ( indietro ). La regressione forward prevede di partire da un modello senza variabili e di introdurre passo dopo passo la variabile più significativa, mentre la regressione backward inizia considerando nel modello tutte le variabili disponibili e rimuovendo passo per passo quelle non significative. Con il metodo stepwise, partendo da un modello di regressione senza variabili, si procede per passi successivi alternando due fasi: nella prima fase, si introduce la variabile maggiormente significativa fra quelle considerate; nella seconda, si riesamina l insieme delle variabili introdotte per verificare se è possibile eliminarne qualcuna non più significativa. Il processo continua fino a quando non è più possibile apportare alcuna modifica all insieme delle variabili, ovvero quando nessuna variabile può essere aggiunta oppure eliminata.
5 A tale scopo sono stati utilizzati i risultati dello studio sulla Territorialità del livello delle retribuzioni 8 che differenzia il territorio nazionale sulla base dei livelli retributivi per settore, provincia e classe di abitanti del comune. Nella definizione della funzione di ricavo il livello delle retribuzioni è stato rappresentato con una variabile standardizzata che varia da zero a uno ed è stata analizzata la sua interazione con la variabile Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale e familiari diversi (percentuale di lavoro prestato diviso 100), Associati in partecipazione (percentuale di lavoro prestato diviso 100) e Soci (percentuale di lavoro prestato diviso 100) escluso il primo socio. Nel Sub Allegato 12.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti della funzione di ricavo. 8 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale.
6 APPLICAZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE In fase di applicazione dello studio di settore sono previste le seguenti fasi: Analisi Discriminante; Analisi della Coerenza; Analisi della Normalità Economica; Analisi della Congruità. ANALISI DISCRIMINANTE Una volta suddivise le imprese in gruppi omogenei è necessario determinare una regola di classificazione in grado di definire l appartenenza di ciascuna impresa ai gruppi omogenei individuati nella fase di Cluster Analysis; la descrizione dei gruppi omogenei è riportata nel Sub Allegato 12.A. Al riguardo, è stata utilizzata l analisi discriminante lineare di Fisher. Si tratta di una tecnica statistica multivariata utile per identificare quelle variabili che meglio discriminano i gruppi omogenei 9. Nell analisi discriminante lineare, per ogni gruppo omogeneo viene calcolata una funzione di classificazione come combinazione lineare delle variabili discriminanti 10. Sulla base dei punteggi discriminanti, ottenuti utilizzando tale funzione, viene determinata la probabilità di appartenenza ai gruppi omogenei 11. In tal modo è possibile associare ogni singola impresa ad uno o più gruppi omogenei definendo le relative probabilità di appartenenza. Nel Sub Allegato 12.B vengono riportate le variabili risultate significative nell analisi con i rispettivi pesi discriminanti individuati per ogni gruppo omogeneo. ANALISI DELLA COERENZA L analisi della coerenza permette di valutare l impresa sulla base di specifici indicatori economico-aziendali, calcolati come rapporto tra determinate variabili contabili e/o strutturali contenute nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. Gli indicatori sono stati selezionati in base alla loro capacità di misurare l efficienza, la produttività e la redditività nello svolgimento dell attività economica. Con l analisi della coerenza, per ciascun soggetto, si valuta il posizionamento del valore di ogni singolo indicatore rispetto ad un intervallo, individuato come economicamente coerente sulla base dei valori soglia ammissibili. Gli indicatori utilizzati nell analisi della coerenza sono i seguenti: 9 Le variabili discriminanti vengono selezionate con il metodo stepwise partendo da quelle utilizzate nell Analisi in Componenti Principali. 10 La funzione di classificazione è definita nel seguente modo: w i = a i0 + a i1 vardis 1 + a i2 vardis a im vardis m dove: w i è il punteggio discriminante relativo al gruppo omogeneo i; a i0 è l intercetta; a ij sono i pesi discriminanti scelti in modo da rendere massima la separazione tra i gruppi; vardis j è la j-esima variabile discriminante. 11 La probabilità di appartenenza al gruppo omogeneo i è calcolata nel seguente modo: Prob i dove n è il numero complessivo di gruppi omogenei. { w Max[ w,w,...,w e i 1 2 n ]} = { wk Max[ w1,w 2,..., wn ]} e n k = 1
7 Durata delle scorte 12 ; Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi 13 ; Valore aggiunto lordo per addetto 14. Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 12.C. Ai fini della individuazione dei valori soglia che definiscono l intervallo di coerenza economica, per ciascuno degli indicatori utilizzati sono state esaminate preliminarmente le relative distribuzioni ventiliche 15 differenziate per gruppo omogeneo; per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto anche sulla base della territorialità generale 16 a livello comunale; per l indicatore Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi anche sulla base della presenza/assenza del personale dipendente 17. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore, nel cluster specifico e, per gli indicatori per i quali è previsto, anche nell area territoriale di appartenenza o in relazione alla presenza/assenza del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di coerenza economica vengono riportate nel Sub Allegato 12. D. I valori soglia di coerenza ammissibili sono riportati nel Sub Allegato 12.E. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Durata delle scorte se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Inoltre se il valore dell indicatore si posiziona al di sopra dell estremo superiore di detto intervallo, la situazione di coerenza si verifica qualora le Rimanenze finali sui ricavi 18 risultino calcolabili e non maggiori a 0,16. Nel caso in cui l indicatore risulti non calcolabile 19 o indeterminato 20 il soggetto viene definito coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi se l indicatore è calcolabile e se il suo valore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Il soggetto risulta coerente per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto se il valore dell indicatore si posiziona all interno dell intervallo individuato come economicamente coerente. Nel caso in cui il Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta risulti pari a zero il soggetto viene definito coerente. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ogni indicatore di coerenza economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Per l indicatore Valore aggiunto lordo per addetto, tali valori soglia vengono ponderati anche sulla base della percentuale di appartenenza alle diverse aree territoriali. 12 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 13 L indicatore misura l incidenza del margine operativo lordo sui ricavi, il quale calcola la marginalità conseguita prima della copertura dei costi per gli ammortamenti, gli accantonamenti e per la gestione finanziaria e straordinaria. 14 L indicatore misura la creazione del valore con riferimento al contributo di ciascun addetto. Il valore aggiunto lordo rappresenta infatti il valore che un azienda aggiunge, con l impiego dei fattori produttivi, al valore dei beni e dei servizi che acquisisce: consumi di materie prime e merci (acquisti più variazioni di rimanenze) e prestazioni di servizi (energia, servizi di pulizia, ecc.). Misura, quindi, la capacità dell impresa di remunerare quei fattori che contribuiscono a generare valore, ad esempio: il lavoro (sotto forma di salari, stipendi, contributi, indennità di fine rapporto), i finanziamenti di terzi (sotto forma di interessi), i finanziamenti di capitale di rischio (sotto forma di utili), ecc. 15 Nella terminologia statistica, si definisce ventilica l insieme dei valori che suddividono le osservazioni, ordinate per valori crescenti dell indicatore, in 20 gruppi di uguale numerosità. Il primo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 5% delle osservazioni; il secondo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 10% delle osservazioni, e così via. 16 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale. 17 La presenza/assenza di dipendenti viene valutata sulla base del totale giornate retribuite e del totale giornate di sospensione, cassa integrazione e istituti simili. 18 I ricavi fanno riferimento ai Ricavi di cui alle lettere a) e b) dell'art. 85, comma 1, del TUIR (esclusi aggi o ricavi fissi). 19 Un indicatore si definisce non calcolabile quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il denominatore è pari a zero e il numeratore è diverso da zero. 20 Un indicatore si definisce indeterminato quando nel rapporto (numeratore diviso denominatore) il numeratore e il denominatore sono entrambi pari a zero.
8 ANALISI DELLA NORMALITÀ ECONOMICA L analisi della normalità economica è mirata ad individuare la correttezza dei dati dichiarati. A tal fine, per ogni singolo soggetto vengono calcolati indicatori economico-contabili da confrontare con i valori di riferimento che individuano le condizioni di normalità economica in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza. Gli indicatori di normalità economica sono stati, pertanto, selezionati in base alla loro capacità di individuare anomalie nella relazione tra le voci contabili esaminate. Gli indicatori di normalità economica individuati sono i seguenti: Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi 21 ; Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi 22 ; Durata delle scorte 23 ; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi 24. Le formule degli indicatori utilizzati sono riportate nel Sub Allegato 12.C. Ai fini della individuazione dei valori di riferimento per gli indicatori di normalità economica sono state esaminate preliminarmente le relative distribuzioni ventiliche differenziate per gruppo omogeneo. I valori delle soglie dei diversi indicatori sono stati individuati scegliendo quelli che possono ritenersi economicamente plausibili con riferimento alle pratiche osservabili nel settore e nel cluster specifico. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori di normalità economica vengono riportate nel Sub Allegato 12.F. I valori soglia di normalità economica sono riportati nel Sub Allegato 12.G. In applicazione, per ogni singolo soggetto, i valori soglia di ciascun indicatore di normalità economica sono ottenuti come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei valori di riferimento individuati per gruppo omogeneo. Ciascuno di questi indicatori, nell ordine di seguito riportato, può determinare maggiori ricavi che si sommano al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità successivamente descritta. INCIDENZA DEGLI AMMORTAMENTI PER BENI STRUMENTALI MOBILI RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili in proprietà 25. Nel caso in cui il valore dichiarato degli Ammortamenti per beni mobili strumentali si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte degli ammortamenti eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 4,0846). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà e la variabile Ammortamenti per beni mobili strumentali. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi 21 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili di proprietà e il valore degli ammortamenti dei beni strumentali mobili. 22 L indicatore misura la plausibilità tra il valore dei beni strumentali mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria (in leasing) e i canoni di leasing. 23 L indicatore misura i giorni di permanenza media delle scorte in magazzino. 24 L indicatore verifica che le voci di costo relative agli oneri diversi di gestione e alle altre componenti negative costituiscano una plausibile componente residuale di costo. 25 La variabile viene rapportata al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12).
9 puntuali, calcolati applicando a tali soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni strumentali mobili in proprietà, e la somma degli Ammortamenti per beni mobili strumentali. INCIDENZA DEI COSTI PER BENI MOBILI ACQUISITI IN DIPENDENZA DI CONTRATTI DI LOCAZIONE FINANZIARIA RISPETTO AL VALORE DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per il Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 25. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, con Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diverso da zero, la parte dei canoni eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 1,0225). Tale coefficiente è stato calcolato sulla base dei dati dichiarati dai soggetti che hanno contemporaneamente valorizzato la variabile Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria e la variabile Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. In particolare, il coefficiente è stato individuato come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tali soggetti le funzioni di ricavo con l utilizzo della sola variabile Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria, e la somma dei Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. DURATA DELLE SCORTE In presenza di un valore dell indicatore Durata delle scorte non normale 26 viene applicata l analisi di normalità economica nella gestione del magazzino. In tale caso, il Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi è aumentato per un importo pari all incremento non normale del magazzino, calcolato come differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali ovvero, nel caso in cui il valore delle esistenze iniziali sia inferiore al valore normale di riferimento delle rimanenze finali 27, come differenza tra le rimanenze finali e tale valore normale di riferimento. Il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione dell analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica 28. INCIDENZA DEI COSTI RESIDUALI DI GESTIONE SUI RICAVI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Costi residuali di gestione moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore, divisa 100, per i Ricavi da congruità e da normalità 29. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Costi residuali di gestione si posizioni al di sopra di detto valore massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la 26 L indicatore Durata delle scorte risulta non normale quando vengono contemporaneamente verificate le seguenti condizioni: Il valore calcolato dell indicatore è superiore alla soglia massima di normalità economica oppure l indicatore non è calcolabile; Il rapporto tra le Rimanenze finali e i Ricavi di cui alle lettere a) e b) dell art. 85, comma 1, del TUIR (esclusi aggi o ricavi fissi) risulta superiore a 0,16 oppure non calcolabile oppure indeterminato;; Il valore delle rimanenze finali è superiore a quello delle esistenze iniziali. 27 Il valore normale di riferimento delle rimanenze finali è pari a: [2 soglia_massima (Esistenze iniziali+costi acquisto materie prime+costo per la produzione di servizi) -(Esistenze iniziali 365)] (2 soglia_massima + 365) 28 I maggiori ricavi da normalità economica correlati a tale indicatore sono calcolati come differenza tra il ricavo puntuale, derivante dalla riapplicazione dell analisi della congruità con il nuovo Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi, e il ricavo puntuale di partenza, calcolato sulla base dei dati dichiarati dal contribuente. 29 Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte.
10 determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente. Tale coefficiente è stato individuato, distintamente per gruppo omogeneo (cluster), come rapporto tra la somma dei ricavi puntuali, calcolati applicando a tutti i soggetti del cluster la specifica funzione di ricavo con l utilizzo delle sole variabili contabili di costo, e la somma delle stesse variabili contabili di costo (vedi tabella 1). Tabella 1 Coefficienti di determinazione dei maggiori ricavi da applicarsi ai costi residuali di gestione Cluster Coefficiente 1 1, , , , , , , , ,0555 In applicazione, per ogni contribuente il coefficiente di determinazione dei maggiori ricavi è ottenuto come media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei coefficienti individuati per ogni gruppo omogeneo. ANALISI DELLA CONGRUITÀ Per ciascun contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, il ricavo puntuale di cluster come somma dei prodotti fra le variabili individuate ai fini della definizione della funzione di ricavo ed i relativi coefficienti. Per tener conto della variabilità legata alla stima del ricavo puntuale del singolo contribuente viene calcolato, per ogni gruppo omogeneo, l intervallo di confidenza al livello del 99,99% 30. Il limite inferiore di tale intervallo di confidenza costituisce il ricavo minimo di cluster. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi puntuali di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo puntuale del contribuente. La media ponderata con le relative probabilità di appartenenza dei ricavi minimi di cluster, definiti per il contribuente in relazione a ciascun gruppo omogeneo, costituisce il ricavo minimo del contribuente. Al ricavo puntuale e al ricavo minimo stimati con l analisi della congruità vengono aggiunti gli eventuali maggiori ricavi derivanti dall applicazione dell analisi della normalità economica. Nell Allegato 20 vengono riportate le modalità di neutralizzazione delle variabili per la componente relativa all attività di vendita di beni soggetti ad aggio o ricavo fisso. Nell Allegato 19 vengono riportate le modalità di applicazione del correttivo relativo agli apprendisti. Nel Sub Allegato 12.H vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle funzioni di ricavo. 30 Nella terminologia statistica, per intervallo di confidenza si intende un intervallo, centrato sul ricavo puntuale e delimitato da due estremi (uno inferiore e l altro superiore), che include con un livello di probabilità prefissato il valore dell effettivo ricavo del contribuente. L intervallo di confidenza viene determinato sulla base delle variabili indipendenti della funzione di ricavo dichiarate dal singolo contribuente, del livello di probabilità prefissato e della matrice di varianza e covarianza degli stimatori dei coefficienti della funzione di ricavo.
11 SUB ALLEGATI SUB ALLEGATO 12.A DESCRIZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI I gruppi omogenei sono stati individuati sulla base dei seguenti fattori: - modalità organizzativa; - grado di integrazione del processo produttivo; - specializzazione produttiva. Il criterio della modalità organizzativa ha evidenziato la presenza di imprese operanti in conto proprio (cluster 1, 2, 3 e 6), imprese operanti in conto terzi (cluster 4, 7, 8 e 9) ed imprese operanti in forma mista (cluster 5). Il grado di integrazione del processo produttivo ha permesso di individuare un cluster di imprese operanti in conto terzi che esternalizzano parte del processo produttivo fungendo da subfornitore di primo livello nei confronti del committente e coordinando la produzione dei subfornitori di secondo livello (cluster 7). Le specializzazioni di prodotto emerse dall analisi sono: - borse da donna (cluster 2, 3, 7 e 9); - cinture e piccola pelletteria (cluster 1 e 8); - articoli da viaggio e valigeria (cluster 4); - prodotti per ufficio e gadget aziendali (cluster 5). Negli altri cluster la produzione è mista. Salvo segnalazione diversa, i cluster sono stati rappresentati attraverso il riferimento ai valori medi delle variabili principali. CLUSTER 1 IMPRESE OPERANTI IN CONTO PROPRIO SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI CINTURE E PICCOLA PELLETTERIA NUMEROSITÀ: 311 Le imprese del cluster sono per il 43% ditte individuali e per il 30% società di persone, con una struttura composta da 5 addetti, di cui 4 dipendenti. Le superfici destinate all attività sono articolate in 195 mq di produzione, 82 mq di magazzino e 34 mq di uffici. Si tratta di imprese operanti in conto proprio (65% dei ricavi) e, in misura minore, in conto terzi (32%), con una clientela rappresentata da commercianti all ingrosso (26% dei ricavi) e al dettaglio (21%) ed industria (24%), su un area di mercato che si estende dall ambito nazionale a quello internazionale; nel 47% dei casi, l export incide sui ricavi per il 34%. Tra i prodotti prevalgono cinture (47% dei ricavi) e piccola pelletteria (20%). I materiali di produzione sono costituiti per lo più da pelle (46% dei materiali utilizzati), cuoio (22%) e materiale sintetico (15%). Il processo produttivo è completo e si articola nelle fasi di: ricerca, creazione e stile (63% dei casi), modellistica e prototipia (72%), organizzazione e coordinamento della produzione (78%), taglio (96%), preparazione/montatura/cucitura (94%), montatura finale/assemblaggio (93%), imballo (88%) e gestione del magazzino prodotto finito e consegna (75%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 2 trance, 1 spaccatrice, 1 scarnitrice, 1 punzonatrice a secco (48% dei casi), 1 incollatrice, 1 fresatrice o mola, 2 macchine da cucire piane e 1 macchina da cucire a braccio. Il 25% delle imprese del cluster è situato in Toscana, il 24% in Lombardia ed il 14% in Emilia Romagna.
12 CLUSTER 2 IMPRESE OPERANTI IN CONTO PROPRIO SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI BORSE DA DONNA DI FASCIA QUALITATIVA ECONOMICA NUMEROSITÀ: 470 Le imprese del cluster sono per l 84% ditte individuali, con una struttura composta da 2 addetti, di cui 1 dipendente. Le superfici destinate all attività sono pari a 79 mq di produzione. Si tratta di imprese operanti in conto proprio (72% dei ricavi) e, in misura minore, in conto terzi (25%), con una clientela rappresentata da commercianti all ingrosso (50% dei ricavi) e al dettaglio (18%), su un area di mercato che si estende dall ambito nazionale a quello internazionale; l incidenza dell export sui ricavi è pari al 44% (47% dei casi). Il prodotto principale è rappresentato dalle borse da donna (77% dei ricavi). I materiali di produzione sono costituiti in prevalenza da materiale sintetico (71% dei materiali utilizzati) e pelle (13%). Il processo produttivo si articola nelle fasi di taglio (54% dei casi), preparazione/montatura/cucitura (58%), montatura finale/assemblaggio (49%) ed imballo (25%). La dotazione di beni strumentali è costituita da 1 trancia, 1 incollatrice (43% dei casi), 2 macchine da cucire piane e 2 macchine da cucire a braccio (34%). Il 66% delle imprese del cluster è situato in Toscana. CLUSTER 3 IMPRESE OPERANTI IN CONTO PROPRIO SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI BORSE DA DONNA NUMEROSITÀ: 407 Le imprese del cluster sono in prevalenza ditte individuali (55% dei casi) e società di capitali (28%), con una struttura composta da 4 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate all attività sono articolate in 146 mq di produzione, 98 mq di magazzino e 29 mq di uffici. Si tratta di imprese operanti prevalentemente in conto proprio (83% dei ricavi), con una clientela rappresentata da commercianti al dettaglio (35% dei ricavi) e all ingrosso (30%). L area di mercato si estende dall ambito nazionale a quello internazionale, con un incidenza dell export sui ricavi pari al 29%. Tra i prodotti ottenuti prevalgono le borse da donna (79% dei ricavi). I materiali di produzione sono costituiti per la maggior parte da pelle (78% dei materiali utilizzati) e materiale sintetico (9%). Il processo produttivo è completo e si articola nelle fasi di: ricerca, creazione e stile (46% dei casi), modellistica e prototipia (58%), organizzazione della produzione (62%), taglio (83%), preparazione/montatura/cucitura (78%), montatura finale/assemblaggio (77%), imballo (79%), gestione magazzino prodotto finito e consegna (61%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 trancia, 1 spaccatrice (44% dei casi), 1 scarnitrice, 1 incollatrice, 2 macchine da cucire piane, 1 macchina da cucire a colonna (47%) e 2 macchine da cucire a braccio. Il 40% delle imprese del cluster è situato in Toscana. CLUSTER 4 IMPRESE OPERANTI IN CONTO TERZI SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI ARTICOLI DA VIAGGIO E VALIGERIA NUMEROSITÀ: 101 Le imprese del cluster sono in prevalenza società (di persone nel 36% dei casi e di capitali nel 24%), con una struttura composta da 5 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate all attività sono articolate in 201 mq di produzione, 82 mq di magazzino e 35 mq di uffici. Si tratta di imprese operanti soprattutto in conto terzi (70% dei ricavi), con una percentuale dei ricavi derivante dal committente principale pari al 41%. La clientela è rappresentata da industria (50% dei ricavi) ed artigiani (19%), su un area di mercato regionale.
13 Tra i prodotti ottenuti prevalgono: altri articoli da viaggio (32% dei ricavi), borse da donna (19%) e valigeria rigida (15%). I materiali di produzione sono costituiti soprattutto da materiale sintetico (35% dei materiali utilizzati), pelle (24%) e parti e componenti per valigeria rigida (19%). Le fasi principali del processo produttivo sono: ricerca, creazione e stile (35% dei casi), modellistica e prototipia (43%), organizzazione della produzione (54%), taglio (69%), preparazione/montatura/cucitura (77%), montatura finale/assemblaggio (77%), imballo (69%), gestione magazzino prodotto finito e consegna (57%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 trancia, 1 spaccatrice (50% dei casi), 1 scarnitrice, 1 punzonatrice a secco, 1 incollatrice, 1 fresatrice o mola (34%), 3 macchine da cucire piane, 1 macchina da cucire a colonna (36%) e 2 macchine da cucire a braccio. Il 36% delle imprese del cluster è situato in Lombardia ed il 26% in Toscana. CLUSTER 5 IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI ARTICOLI DESTINATI AD UFFICIO, CARTOLERIA E GADGET AZIENDALI NUMEROSITÀ: 135 Le imprese del cluster sono per il 43% ditte individuali, per il 29% società di persone e per il 28% società di capitali, con una struttura composta da 5 addetti, di cui 4 dipendenti. Le superfici destinate all attività sono articolate in 216 mq di produzione, 108 mq di magazzino e 27 mq di uffici. Si tratta di imprese operanti sia in conto proprio (56% dei ricavi) che in conto terzi, (38%) con una clientela rappresentata da industria (26% dei ricavi), commercianti al dettaglio (20%) e all ingrosso (14%) ed artigiani (10%), su un area di mercato che si estende dall ambito provinciale a quello internazionale. La peculiarità del cluster è data dalla specializzazione nella fabbricazione di articoli destinati ad ufficio, in particolare gadget aziendali (88% dei casi) e cartoleria (84%). I prodotti ottenuti sono prevalentemente articoli per ufficio (30% dei ricavi), in particolare agende (13%), borse professionali (9%) e servizi da scrittoio (8%) e piccola pelletteria (28%). I materiali di produzione sono pelle (41% dei materiali utilizzati), cuoio (17%) e materiale sintetico (21%). Le principali fasi del processo produttivo sono: ricerca, creazione e stile (53% dei casi), modellistica e prototipia (65%), organizzazione della produzione (64%), taglio (76%), preparazione/montatura/cucitura (76%), montatura finale/assemblaggio (78%), imballo (71%), gestione magazzino prodotto finito e consegna (59%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 2 trance, 1 spaccatrice, 1 scarnitrice, 2 placcatrici a secco (36% dei casi), 2 punzonatrici a secco (44%), 2 rivoltatrici (39%), 1 incollatrice, 1 fresatrice o mola (43%), 1 macchina da cucire piana e 2 macchine da cucire a braccio. Il 21% delle imprese del cluster è situato in Lombardia ed il 21% in Toscana. CLUSTER 6 PICCOLI LABORATORI DI PELLETTERIA CON VENDITA A PRIVATI NUMEROSITÀ: 226 Le imprese del cluster sono per il 75% ditte individuali. Nell 81% dei casi non si fa ricorso a personale dipendente. Le superfici destinate all attività sono limitate a 33 mq di produzione, 29 mq di magazzino (43% dei casi) e 32 mq di vendita (50%). Si tratta di imprese operanti in conto proprio (78% dei ricavi) che inoltre commercializzano prodotti acquistati da terzi per il 14% dei ricavi. La clientela è rappresentata soprattutto da privati (79% dei ricavi), su un area di mercato locale. I prodotti ottenuti sono prevalentemente borse da donna (24% dei ricavi), cinture (19%) e piccola pelletteria (18%). I materiali di produzione sono costituiti per lo più da cuoio (39% dei materiali utilizzati) e pelle (33%). Il processo produttivo si articola nelle fasi di taglio (66% dei casi), preparazione/montatura/cucitura (66%) e montatura finale/assemblaggio (65%).
14 La dotazione di beni strumentali è costituita da 1 trancia (42% dei casi), 1 scarnitrice (50%), 1 macchina da cucire piana (39%) e 1 macchina da cucire a braccio. CLUSTER 7 IMPRESE OPERANTI IN CONTO TERZI SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI BORSE DA DONNA E PELLETTERIA CON FORTE INCIDENZA DELLE LAVORAZIONI AFFIDATE A TERZI NUMEROSITÀ: 355 Le imprese del cluster sono in prevalenza società (di capitali nel 52% dei casi e di persone nel 17%), con una struttura composta da 10 addetti, di cui 8 dipendenti, tra i quali si rileva la presenza di 3 operai generici, 3 operai specializzati, 1 dipendente a tempo parziale e 1 apprendista. Le superfici destinate all attività sono articolate in 295 mq di produzione, 136 mq di magazzino e 51 mq di uffici. Si tratta di imprese operanti quasi esclusivamente in conto terzi (81% dei ricavi), con una percentuale dei ricavi derivante dal committente principale pari al 58%. La clientela è rappresentata da industria (64% dei ricavi) e artigiani (21%), su un area di mercato nazionale. I prodotti ottenuti sono prevalentemente borse da donna (65% dei ricavi), piccola pelletteria (13%) e cinture (7%). I materiali di produzione sono costituiti soprattutto da pelle (53% dei materiali utilizzati) e materiale sintetico (20%). Il processo produttivo si articola nelle fasi di: ricerca creazione e stile (35% dei casi), modellistica e prototipia (51%), organizzazione della produzione (70%), taglio (63%), preparazione/montatura/cucitura (73%), montatura finale/assemblaggio (68%), imballo (77%) e gestione del magazzino del prodotto finito e consegna (69%). Il processo di produzione è esternalizzato nell 82% dei casi con un incidenza dei costi per lavorazioni affidate a terzi sul costo del venduto pari al 62%. Le fasi affidate a terzi sono: modellistica e prototipia (20% dei casi), taglio (75%), preparazione/montatura/cucitura (93%) e montatura finale/assemblaggio (85%). La dotazione di beni strumentali è costituita da 2 trance, 1 spaccatrice, 2 scarnitrici, 1 placcatrice a secco (35% dei casi), 1 pressa a calore (26%), 2 punzonatrici a secco (45%), 2 rivoltatrici (33%), 2 incollatrici, 1 fresatrice o mola, 2 macchine da cucire piane, 1 macchina da cucire a colonna e 3 macchine da cucire a braccio. Il 54% delle imprese del cluster è situato in Toscana. CLUSTER 8 IMPRESE OPERANTI IN CONTO TERZI SPECIALIZZATE NELLA PRODUZIONE DI PICCOLA PELLETTERIA E CINTURE NUMEROSITÀ: 711 Le imprese del cluster sono in prevalenza ditte individuali (64% dei casi) e società di persone (28%), con una struttura composta da 3 addetti, di cui 2 dipendenti. Le superfici destinate all attività consistono essenzialmente in 108 mq di produzione. Nel 35% dei casi sono presenti 52 mq di magazzino. Si tratta di imprese operanti quasi esclusivamente in conto terzi (96% dei ricavi), con una percentuale dei ricavi derivante dal committente principale pari al 64%. La clientela è rappresentata da industria (45% dei ricavi) ed artigiani (38%), su un area di mercato regionale. Tra i prodotti ottenuti prevalgono piccola pelletteria (46% dei ricavi) e cinture (12%). I materiali di produzione sono costituiti soprattutto da pelle (46% dei materiali utilizzati) e materiale sintetico (12%). Il processo produttivo si limita alle fasi di taglio (40% dei casi), preparazione/montatura/cucitura (60%) e montatura finale/assemblaggio (51%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 trancia, 1 spaccatrice (35% dei casi), 1 scarnitrice (44%), 1 rivoltatrice (26%), 1 incollatrice, 1 fresatrice o mola (29%), 2-3 macchine da cucire piane (46%) e 1 macchina da cucire a braccio. Il 54% delle imprese del cluster è situato in Toscana.
15 CLUSTER 9 IMPRESE OPERANTI IN CONTO TERZI SPECIALIZZATE NEL MONTAGGIO DI BORSE DA DONNA NUMEROSITÀ: Le imprese del cluster sono in prevalenza ditte individuali (67% dei casi) e società di persone (23%), con una struttura composta da 4 addetti, di cui 3 dipendenti. Le superfici destinate all attività sono limitate a 131 mq di produzione. Si tratta di imprese operanti quasi esclusivamente in conto terzi (97% dei ricavi), con una percentuale dei ricavi derivante dal committente principale pari al 76%. La clientela è rappresentata soprattutto da industria (54% dei ricavi) ed artigiani (36%), su un area di mercato regionale. Il prodotto prevalente è rappresentato dalle borse da donna (88% dei ricavi). I materiali di produzione sono costituiti soprattutto da pelle (52% dei materiali utilizzati) e materiale sintetico (18%). Il processo produttivo si limita alle fasi di preparazione/montatura/cucitura (65% dei casi) e montatura finale/assemblaggio (55%). La dotazione di beni strumentali è costituita da: 1 trancia, 2 scarnitrici (49% dei casi), 1 incollatrice, 1 fresatrice o mola (33%), 1-2 macchine da cucire piane, 1-2 macchine da cucire a colonna (47%) e 2 macchine da cucire a braccio. Il 53% delle imprese del cluster è situato in Toscana.
16 SUB ALLEGATO 12.B - PESI DELLE FUNZIONI DISCRIMINANTI VARIABILE CLUSTER 1 CLUSTER 2 CLUSTER 3 CLUSTER 4 CLUSTER 5 CLUSTER 6 CLUSTER 7 CLUSTER 8 CLUSTER 9 Intercetta -49, , , , , , , , , Tipologia della clientela: Privati 0, , , , , , , , , Produzione e/o lavorazione e commercializzazione: Produzione e/o 0, , , , , , , , , lavorazione conto terzi Prodotti ottenuti e/o lavorati: Borse da donna 0, , , , , , , , , Destinazione del prodotto finito: Articoli da ufficio e/o da cartoleria 0, , , , , , , , , Fasi della produzione e/o lavorazione: Taglio - Affidate a terzi 1, , , , , , , , , Materie prime e componenti impiegati nella produzione e/o lavorazione: Materiale sintetico (ecopelle, nylon, canvas, cordura, skay, spalmati 0, , , , , , , , , PVC, etc.) Materie prime e componenti impiegati nella produzione e/o lavorazione: Parti e componenti per valigeria rigida (scocche in 0, , , , , , , , , ABS, alluminio etc.) Fasi della produzione e/o lavorazione: Gestione magazzino prodotto finito e consegna - Svolte 4, , , , , , , , , internamente Prodotti ottenuti e/o lavorati: Valigeria rigida 0, , , , , , , , , Prodotti ottenuti e/o lavorati: Altri articoli da viaggio 0, , , , , , , , , Prodotti ottenuti e/o lavorati: Agende 0, , , , , , , , , Fasi della produzione e/o lavorazione: Montatura finale/assemblaggio - Affidate a terzi -0, , , , , , , , , Destinazione del prodotto finito: Gadget-regalo aziendale 3, , , , , , , , , Prodotti ottenuti e/o lavorati: Servizi da scrittoio 0, , , , , , , , , Prodotti ottenuti e/o lavorati: Cinture 0, , , , , , , , , Tipologia della clientela: Commercianti all'ingrosso 0, , , , , , , , ,
17 VARIABILE CLUSTER 1 CLUSTER 2 CLUSTER 3 CLUSTER 4 CLUSTER 5 CLUSTER 6 CLUSTER 7 CLUSTER 8 CLUSTER 9 Produzione e/o lavorazione affidata a terzi: Costo sostenuto per la lavorazione affidata a -0, , , , , , , , , terzi Prodotti ottenuti e/o lavorati: Piccola pelletteria 0, , , , , , , , , Fasi della produzione e/o lavorazione: Modellistica & prototipia - Svolte internamente 0, , , , , , , , , Materie prime e componenti impiegati nella produzione e/o lavorazione: Cuoio 0, , , , , , , , , Produzione e/o lavorazione conto terzi: Percentuale dei ricavi provenienti dal -0, , , , , , , , , committente principale Tipologia della clientela: Commercianti al dettaglio 0, , , , , , , , , Area di mercato comunale 0, , , , , , , , , Materie prime e componenti impiegati nella produzione e/o lavorazione: Pelle 0, , , , , , , , , Fasi della produzione e/o lavorazione: Imballo - Svolte internamente 1, , , , , , , , , Beni strumentali: Macchine da cucire - A colonna -0, , , , , , , , , Produzione e/o lavorazione e commercializzazione: Produzione e/o 0, , , , , , , , , lavorazione conto proprio Tipologia della clientela: Commercianti ambulanti 0, , , , , , , , , Fasi della produzione e/o lavorazione: Ricerca, creazione & stile - Svolte internamente 2, , , , , , , , , Fasi della Produzione e/o lavorazione: Preparazione/montature/cuciture - Affidate a 0, , , , , , , , , terzi Fasi della Produzione e/o lavorazione: Taglio - Svolte internamente 0, , , , , , , , , Fasi della Produzione e/o lavorazione: Organizzazione e coordinamento della 0, , , , , , , , , produzione - Svolte internamente Tipologia della clientela: Industria 0, , , , , , , , , Fasi della Produzione e/o lavorazione: Montatura finale/assemblaggio - Svolte 0, , , , , , , , , internamente Monocommittente -0, , , , , , , , ,
18 Dove: Area di mercato comunale = 1 se la variabile Nazionale (1= Comune; 2=Provincia; 3=fino a 3 regioni; 4=oltre 3 regioni) è pari ad uno, altrimenti assume valore pari a zero; Monocommittente = 1 se la variabile Numero committenti (1= 1 committente; 2=da 2 a 5 committenti; 3=oltre 5 committenti) è pari ad uno, altrimenti assume valore pari a zero.
19 SUB ALLEGATO 12.C FORMULE DEGLI INDICATORI Di seguito sono riportate le formule degli indicatori economico-contabili utilizzati in costruzione e/o applicazione dello studio di settore: Durata delle scorte = {[(Esistenze iniziali + Rimanenze finali)/2]*365}/(costo del venduto + Costo per la produzione di servizi); Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi = (Ammortamenti per beni mobili strumentali *100)/(Valore dei beni strumentali mobili in proprietà 31 ); Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi = (Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria*100)/(valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria 31 ); Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi = (Costi residuali di gestione*100)/(ricavi dichiarati 32 ); Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi =(Margine operativo lordo*100)/(ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso); Valore aggiunto lordo per addetto = (Valore aggiunto lordo/1.000) / (Numero addetti 33 ). 31 La variabile viene rapportata al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12). 32 In fase di applicazione dell indicatore di normalità economica vengono utilizzati i: Ricavi da congruità e da normalità = Ricavo puntuale da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Durata delle scorte. 33 Di seguito viene riportato il calcolo del numero di addetti: Numero addetti = (ditte individuali) Numero addetti = (società) Titolare + numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa + numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione Numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione + numero soci amministratori + numero soci non amministratori + numero amministratori non soci. Il titolare è pari a uno. Il numero dipendenti è pari a: (Numero delle giornate retribuite - Numero delle giornate di sospensione, C.I.G. e simili del personale dipendente) diviso 312. Il numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale, il numero familiari diversi che prestano attività nell impresa, il numero associati in partecipazione, il numero soci amministratori e il numero soci non amministratori sono pari alla relativa percentuale di lavoro prestato diviso 100. Il numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa, il numero amministratori non soci e il titolare sono rapportati al numero di mesi di svolgimento dell attività ( Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12). Il numero addetti non può essere inferiore a Numero di mesi di attività nel corso del periodo d imposta diviso 12.
20 Dove: Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso = Ricavi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso - (Esistenze iniziali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso - Rimanenze finali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso + Costi per l acquisto di prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) 34 ; Costi residuali di gestione = Oneri diversi di gestione - Abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri, spese per cancelleria - Spese per omaggio a clienti ed articoli promozionali + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro; Costo del venduto = Costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci (esclusi quelli relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Esistenze iniziali - Rimanenze finali; Esistenze iniziali = Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Margine operativo lordo = {(Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) 34 + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi (canoni di leasing, canoni relativi a beni immobili, royalties) + Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società di persone) + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro]}; Ricavi dichiarati = Ricavi di cui alle lettere a) e b) dell art. 85, comma 1, del TUIR (esclusi aggi o ricavi fissi) + (Altri proventi considerati ricavi - Altri proventi considerati ricavi di cui alla lettera f) dell'art. 85, comma 1, del TUIR) + (Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR) - (Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale - Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR); Rimanenze finali = Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso) + Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Valore aggiunto lordo = (Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi) 34 + Spese per acquisti di servizi - Compensi corrisposti ai soci per l attività di amministratore (società ed enti soggetti all Ires) + Altri costi per servizi + Oneri diversi di gestione + Altri componenti negativi - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro]; Valore dei beni strumentali mobili in proprietà = Valore dei beni strumentali - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria - Valore relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria. 34 Se la variabile è minore di zero, viene posta uguale a zero.