Source: http://isoladeicavalieriprincipato-gov.com/id13.html
Timestamp: 2019-06-20 21:11:38+00:00
Document Index: 36821763

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 10', 'art. 10']

Diritto Giuridico Pubblico Internazionale e cenni storici
Nel 1960 l'Assemblea Generale ha dichiarato che l'assoggettamento dei popoli ad un dominio straniero è contrario alla Carta delle Nazioni Unite, interpretando estensivamente il testo originario, disponendo altresì che un territorio raggiunge una piena condizione di autogoverno tramite la sua costituzione in Stato sovrano indipendente, l'associazione con uno stato indipendente o l'integrazione con uno stato indipendente. Molti degli stati che così raggiunsero l'indipendenza costituirono il gruppo dei 77.
Parte della dottrina identifica lo stato nella comunità di uomini, nel popolo che organizzandosi entro un territorio ne determina la costituzione.
Secondo una diversa concezione lo Stato come soggetto del diritto internazionale va identificato esclusivamente nell'apparato governativo, negli organi che identificano lo stato persona e dunque in un ristretto nucleo di persone detentrici del potere politico, sia attraverso un mandato di rappresentanza politica del popolo sovrano.
Dal punto di vista del diritto internazionale va senza dubbio la preferenza alla seconda accezione che rispecchia la stessa genesi storica del diritto internazionale come rapporto fra entità sovrane, originarie e indipendenti di principes superiorem non reconoscentes D'altra parte la stessa Corte di Cassazione Italiana ,con la sentenza numero 468 del 1975, ha dichiarato che , al fine di stabilire l'efficacia in Italia di un atto di diritto privato formato all'estero è irrilevante che lo stato mantenga o meno normali rapporti diplomatici con quello cui appartiene la norma di diritto internazionale privato da applicare o che quest'ultimo non sia stato riconosciuto dal primo. Ancora significativo è che nell'opera di codificazione del diritto internazionale nell'ambito degli stati americani sia stata approvata a Montevideo nel 1933 una convenzione sui diritti e doveri degli stati nella quale si dice che l'esistenza politica di uno stato è indipendente dal riconoscimento da parte degli altri stati e Ancora che, anche prima del riconoscimento lo stato gode in diritto internazionale di tutto un insieme di diritti. Ancora in una risoluzione del 1936 si ribadisce il carattere dichiarativo del riconoscimento internazionale, così come nella Carta dell'Organizzazione degli Stati Americani, adottata a Bogotà il 30 aprile 1948.
I cosiddetti micro stati sono invece senza dubbio soggetti del diritto internazionale se non sono subordinati ad un altro stato, indipendentemente che siano o meno membri delle Nazioni Unite (come San Marino, Montecarlo e l’Isola dei Cavalieri ) .A tale proposito si evidenzia l’ iniziativa di codificazione ad opera delle Nazioni Unite con l’l'apertura alla firma della convenzione sulla successione degli stati rispetto ai trattati di Vienna, 23 agosto 1978 .
Va ricordato che lo Statuto delle Nazioni Unite all’art. 7 la Corte internazionale di giustizia, che costituisce il principale organo giurisdizionale delle Nazioni Unite e che ha competenza nel dirimere Controversie nascenti o nate dall’ interpretazione del Pubblico Diritto Giuridico Internazionale anche fra Stati non aderenti o non ancora membri delle Nazioni Unite. Tra gli altri l’orientamento emergente fra i casi da dirimere è costituito dal principio di autodeterminazione che è sempre più affermato nei pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia de l’AJA. Ancora il principio di autodeterminazione è affermato nei pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia (convenzione sulle relazioni diplomatiche di Vienna del 1961; convenzione sul diritto dei trattati di Vienna del 1969; convenzione sulla successione degli stati nei trattati di Vienna del 1978).
D'altra parte lo stesso art. 36 della Carta delle U.N (indicazione per l’ Alta Corte di Giustizia delle Nazioni Unite ,altrimenti detta de l’AJA ) dispone che le parti della controversia possono, anche in mancanza di accordo speciale, ricorrere alla corte e alla sua giurisdizione obbligatoria per tutte le controversie, per i problemi di interpretazione di trattati, per ogni questione di diritto internazionale, in merito all'esistenza di fatti che testimonierebbero per la violazione di norme internazionali, in merito alla misura o estensione di riparazioni per la violazione di rispettivi obblighi Trova applicazione al proposito la disposizione dello art. 38 dello Statuto, che pone l'ordine in cui va applicato il diritto internazionale:
- diritto consuetudinario;
- principi generali del diritto riconosciuti dalle nazioni civili; La separazione fra diritto internazionale e diritti interni trova conferma in alcuni dati della prassi che mettono in luce le conseguenze principali di tale separazione:
la regola secondo la quale uno stato non può invocare il proprio diritto interno per giustificare l'inadempimento di un proprio obbligointernazionale,come confermato dalla Corte Permanente di Giustizia Internazionale e dalla Convenzione di Vienna sui trattati del '69;
la Corte di Giustizia Internazionale ha affermato che dal punto di vista del diritto internazionale e della Corte che ne è l'organo le leggi nazionali sono semplici fatti, manifestazioni della volontà e della attività degli stati, allo stesso titolo delle decisioni giudiziarie e delle misure amministrative. Ancora la Cassazione italiana ha affermato che le ragioni spettanti ai cittadini italiani verso lo stato italiano hanno la loro fonte esclusiva in provvedimenti normativi interni e non in accordi e convenzioni internazionali diretti a regolare esclusivamente i rapporti fra gli stati contraenti sul piano internazionale.
Sussiste il principio della relatività dei valori giuridici per cui ciò che in un ordinamento è rispettivamente vietato, permesso , lecito o illecito può non esserlo in altri, in coerenza col principio della separazione degli ordinamenti.
Quanto ora detto non scalfisce il fatto che il governo di uno stato debba comportarsi in coerenza sia con gli obblighi che nascono dal diritto internazionale, sia con quelli che gli impone il diritto interno. Entrambi gli obblighi sono giuridici oggettivamente, ma non appartenenti al medesimo ordinamento. E' lo stato che appartiene contemporaneamente a due ordinamenti diversi.
L'adempimento degli obblighi internazionali mediante modifica dell'ordinamento interno.
La separazione dell'ordinamento statale da quello internazionale non è contraddetta dal fatto che in taluni casi l'adempimento degli obblighi internazionali debba o possa avvenire mediante una modificazione del proprio diritto da parte di uno stato.
L'adattamento del diritto italiano al diritto internazionale generale
La sola disposizione di carattere generale, che si rinviene nell' ordinamento italiano, a proposito è il primo comma dello art. 10 della Cost.
Anche L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute.
Si precisa che tale norma innesta un meccanismo automatico, operando come un trasformatore permanente che provvede a creare le norme interne necessarie ad adempiere alle prescrizioni delle norme internazionali generali, senza che occorra alcun intervento del legislatore.
Il compito di accertare le modificazioni automaticamente avvenute ad opera dello art. 10 Cost. spetta a tutti gli organi preposti alla applicazione del diritto, ivi compreso il giudice nazionale.
la posizione assunta dalla Corte Costituzionale della Repubblica Italiana che considera il contrasto solo apparente e risolvibile con la applicazione del criterio di specialità che non integra la incompatibilità fra le deroghe alla giurisdizione derivanti dalla immunità diplomatica e le norme costituzionali. Le due posizioni non condivise ivi espresse sono:
- che non vi potrebbe essere incompatibilità fra norme generali internazionali antecedenti alla costituzione e la costituzione stessa, ma solo fra costituzione e norme generali ad essa successive;
- l'accettazione del fatto che una persona possa vedersi rifiutata dal giudice italiano una decisione di merito su di un suo diritto per il solo fatto che la controparte sia un agente diplomatico straniero.
Secondo la dottrina italiana, in posizione intermedia tra chi (ormai una rara avis) ritiene necessario per l’esistenza di uno stato nell’ordinamento internazionale il previo riconoscimento formale da parte degli altri stati e chi ( una parte assai consistente della dottrina) ritiene che uno stato o esiste di fatto o non esiste di fatto, risolvendosi il riconoscimento formale in una qualche ferita alla sovranità dello stato oggetto di riconoscimento, il riconoscimento « si sostanzia in un atto attraverso il quale un soggetto di detto ordinamento [internzionale] con una propria espressa manifestazione di volontà o attraverso fatti concludenti, attesta, in modo inequivoco. unilateralmente, ad un altro soggetto che dell’atto è il destinatario, di considerare esistente una data situazione di fatto o di diritto che lo riguarda e- fatte salve le precisazioni risultanti dalla sua stessa attestazione – di non contestarla (...) Quanto ai modi in cui il riconoscimento è posto in essere, si distingue tra riconoscimento espresso e riconoscimento tacito o implicito. Quest’ultimo fenomeno risulta da fatti concludenti quali, ad esempio, quello che si concreta, quando si tratti di riconoscimenti di Stato o di governi, nella conclusione di accordi internazionali con questi ultimi. In date circostanze è considerato costituire fatto concludente idoneo ad attestare un riconoscimento tacito anche il silenzio. E ciò perché considerazioni politiche inducono spesso gli Stati a preferire questa via a quella di un riconoscimento esplicito» (MENGOZZI, voce Riconoscimento (dir.int.) Enc. Giur. Treccani, Roma, 1992).
Che nel caso specifico, peraltro, sia comprovato per tabulas che lo Stato Principato Isola dei Cavalieri esiste, basterebbe semplicemente una lettura della documentazione che appare in copia sul presente sito dello Stato, Documentazione tutta contestabile solo per falso, nelle forme e con le conseguenze internazionali di legge, essendo stati, gli stessi documenti , notificati ad un centinaio di Stati di tutti i Continenti, senza contestazione alcuna...
Ad ulteriore conferma , nei raffronti della sola Repubblica Italiana:
A) Documenti Passaporti Diplomatici del Principato muniti dell' Apostille dell' Aja dalle Prefetture di Milano, Palermo, Sassari.
B) Carta Costituzionale del Principato, in copia Autenticata, munita dell' Apostille dell' Aja dalla Prefettura di Sassari
C) Riconoscimento della validità dei Documenti Internazionali del Principato da parte dell' Ufficio DG.IT IV ( Legalizzazioni ed Apostille da e verso l' Italia ) del Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana.
D) Legalizzazione per L' Italia, mediante Copia Conforme e repertorio notarile n°150 del gennaio 2009, da parte del Consolato Generale d' Italia in New York , Delle Credenziali del Capo dello Stato.Tale Passaporto Credenziale è stato in seguito munito del rispetto dell' Apostille dell' Aja dal Dipertimento di Stato degli U:S.A. in New York.
E) Atto notorio , munito dell' Apostille Degli Stati Uniti D'America, dello Status del Capo di Stato del Principato e della validità del Suo passaporto Diplomatico n°D001003, redatto dal Rappresentante Consolare della Repubblica Italiana in Pennsylvania in data 31 maggio 2012.
F) Invito Ufficiale del Prefetto di Oristano ( Sardegna , Italia ) al Capo di Stato del Principato nativo dell' Isola mediterranea