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Timestamp: 2020-04-05 03:52:29+00:00
Document Index: 150316716

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1512 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1512 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 20/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.20/01/2017), n. 1512
sul ricorso 21777-2010 proposto da:
R.E., C.M.C., elettivamente domiciliati in
avverso la sentenza n. 1222/2009 della COMM. TRIBUTARIA CENTRALE di
Con avviso di accertamento l’ufficio della imposte dirette di Taranto ha rettificato ai fini IRPEF e ILOR la dichiarazione dei redditi congiunta presentata dai coniugi R.E. e C.M.C. per l’anno d’imposta 1979, rideterminando sinteticamente il reddito D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38 sulla base della capacità di spesa riveniente – per il R. – da una residenza secondaria in Genova e una in Siena, un’autovettura di 12 c.f., un investimento finanziario relativo all’acquisto dell’immobile in (OMISSIS) e un altro investimento relativo a un aumento di capitale di s.p.a., nonchè interessi corrisposti alla S.C.I. di (OMISSIS); – per la C. – da una imbarcazione da diporto di mt. 12,27, un’autovettura di 23 c.v., una residenza secondaria in (OMISSIS), un investimento finanziario relativo a un aumento di capitale di s.p.a., nonchè interessi corrisposti su un mutuo ipotecario.
I ricorsi dei contribuenti sono stati parzialmente accolti dalla Commissione tributaria di primo grado di Taranto con due separate sentenze; la Commissione di secondo grado di Taranto, riuniti i procedimenti, ha accolto l’appello dell’Ufficio, con sentenza oggetto di ricorso dai contribuenti innanzi alla Commissione tributaria centrale. Quest’ultima, nella sezione di Bari, con sentenza n. 1222/01/2009 depositata il 29 dicembre 2009, ha rigettato il ricorso dei contribuenti.
2. – Sempre preliminarmente, va premesso che il ricorso per cassazione avverso le decisioni della Commissione tributaria centrale – proponibile nel regime anteriore alle modifiche di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 ai sensi dell’art. 111 Cost. (cfr., ad es., sez. 5 n. 15920 del 2011) – è, nella vigenza del nuovo testo dell’art. 360 cod. proc. civ. conseguente alle modificazioni di cui al predetto D.Lgs. n. 40 del 2006, applicabile al presente procedimento “ratione temporis” (non essendo invece applicabile la modificazione di cui al D.L. n. 83 del 2012 conv. in L. n. 134 del 2012), proponibile per tutte le causali di cui all’art. 360 cod. proc. civ., comma 1 in virtù del nuovo comma 4 che tanto dispone.
6. – Ove si consideri che, da un lato, da detta motivazione non è dato comprendere se il ricorso sia stato disatteso per inammissibilità (e, in tale quadro, se per non specificità dei motivi o per assenza dei motivi in quanto non correlati alla sentenza impugnata e reiterativi di do-glianze sull’atto impositivo) o per infondatezza (in particolare, per mancanza di prova), mentre d’altro lato – stante l’inconferenza rispetto al “thema decidendum” del passaggio circa la natura dell’atto impositivo – non si rinviene alcuna trattazione delle censure di appello ritualmente trascritte nel ricorso per cassazione, rinvenendosi un mero richiamo della decisione del grado precedente che travalica i limiti dell’ammissibilità della motivazione “per relationem” ammessi dalla giurisprudenza di questa corte, in assenza di indicazioni sulle tesi sostenute nell’atto richiamato, nè sulle ragioni di condivisione, sussistono entrambi i vizi per “errores in procedendo” denunciati (v. sez. un. n. 642 del 16/01/2015 e, tra le altre, ad es. sez. 5, n. 20648 del 14/10/2015).