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Timestamp: 2018-09-21 01:34:41+00:00
Document Index: 118942239

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art.380', 'art.102', 'art.360', 'sentenza ', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE ORDINANZA N 3068
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1 CORTE DI CASSAZIONE ORDINANZA N 3068 Immobili classa mento atto di classamento motivazione caratteristiche Immobili classa mento atto di classamento comproprietari litisconsorzio necessario ha pronunciato la seguente: ORDINANZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA
2 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE CIVILE - T Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MARIO CICALA - Presidente - Oggetto *TRIBUTI Dott. SALVATORE BOGNANNI - Consigliere - Dott. MARCELLO IACOBELLIS - Consigliere - Dott. ANTONINO DI BLASI - Consigliere - Dott. GIUSEPPE CARACCIOLO - Rel. Consigliere - Ud. 18/12/ CC R.G.N /2012 ace. 3oG2 Rep. ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: AGENZIA DEL TERRITORIO , in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'avvocatura GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope legis; - ricorrente; - contro CHIARIELLO ANNAMARIA, FAZZINI MIRANDA; - intimate - avverso la sentenza n. 98/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI del 12/05/2011, depositata il 26/05/2012;
3 udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/12/2013 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE CARACCIOLO. Ric n sez. MT - ud
4 La Corte, ritenuto che, ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione: Il relatore cons. Giuseppe Caracciolo, letti gli atti depositati Osserva: La CTR di Napoli ha respinto l'appello dell'agenzia del territorio -appello proposto contro la sentenza n.23/ della CTP di Napoli che aveva accolto il ricorso della parte contribuente Chiariello Annamaria e Fazzini Miranda- ed ha così annullato l'avviso di classamento di una unità immobiliare urbana, recante aumento della rendita catastale. La predetta CTR ha motivato la decisione nel senso di (oltre al resto) ritenere viziato l'atto di classamento perché privo di idonea motivazione, non essendo stati esplicitati gli elementi specifici presi in considerazione né gli argomenti tecnici che giustifichino i citati mutamenti, ma considerazioni generiche non idonee a consentire un'efficace difesa da parte del destinatario, ed inoltre nel senso che non avrebbe dovuto ritenersi necessaria l'integrazione del contraddittorio nei confronti del terzo ed ultimo dei comproprietari, "dal momento che è consentito al comproprietario agire da solo in difesa della proprietà ed il ricorso in questione può considerarsi appunto un'azione in difesa della proprietà". L'Agenzia del territorio ha interposto ricorso per cassazione affidato a due motivi. La parte contribuente non si è difesa. Il ricorso ai sensi dell'art.380 bis cpc assegnato allo scrivente relatore- può essere definito ai sensi dell'an.375 cpc. Infatti, con il primo motivo di censura (improntato alla violazione dell'art.102 cpc, in relazione all'art.360 n.4 cpc, assorbente rispetto agli altri) la ricorrente si duole in sostanza della pronuncia negativa, da parte del giudice del merito e in controversia caratterizzata da litisconsorzio necessario tra le parti, sulla censura di nullità della 3
5 sentenza di primo grado per difetto del contradditorio tra le parti necessarie del processo. Il motivo di impugnazione appare fondato ed è preliminare rispetto anche all'esame della fondatezza della questioni relative alla legittimità dei provvedimenti impugnati, siccome risulta manifesto che il giudice di appello ha fatto erroneo governo delle disposizioni che regolano il necessario contraddittorio processuale tra comproprietari dello stesso immobile in materia che costituisce poi presupposto vincolante ai fini dell'esercizio della potestà tributaria per ogni aspetto per il quale rilevi la rendita catastalmente attribuita. Infatti, con nota pronuncia successivamente confermata da altre (Sez. 5, Sentenza n del 30/06/2010; Sez. 6-5, Ordinanza n del 28/12/2012) la Suprema Corte ha messo in chiaro che:"in tema di contenzioso tributario, l'impugnazione dell'atto di classamento di un fondo di cui siano proprietari più soggetti, al fine di ottenere l'accertamento della natura agricola dello stesso, dà luogo ad un litisconsorzio necessario tra tutti i comproprietari, non potendosi ammettere che tale accertamento - vincolante ai fini dell'esercizio del potere impositivo da parte del Comune in materia di imposta comunale sugli immobili (ICI) - possa condurre a valutazioni diverse in ordine alla natura dell'immobile medesimo. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato i giudizi di primo e secondo grado di impugnazione di atti di classamento di un immobile, promossi da uno dei comproprietari del bene, coniuge in comunione legale, non avendo il giudice di merito disposto l'integrazione del contraddittorio)". Poiché è pacifico che nella specie qui in esame il contradditorio non sia stato integrato nei confronti di uno dei comproprietari che pure aveva separatamente impugnato il provvedimento di riclassamento, senza che qui consti quale sia stato l'esito di detta ultima impugnazione- e poiché non risulta ricorrere nella specie di causa il presupposto esonerativo considerato da questa Corte nella sentenza n.14815/2008, in ossequio al principio sopra richiamato, non resta che annullare la pronuncia qui impugnata e rimettere la controversia al giudice di primo grado (la 4
6 CTP di Napoli), affinché provveda al rinnovo di tutta la procedura irritualmente esperita, previa l'integrazione del contradditorio nei confronti delle altre parti necessarie. Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza. Roma, l O aprile ritenuto inoltre: che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti; che non sono state depositate conclusioni scritte, né memorie; che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, il ricorso va accolto; che le spese di lite posso essere regolate dal giudice del rinvio. P.Q.M. La Corte, provvedendo sul ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia alla CTP di Napoli che, in diversa composizione e previa integrazione del contraddittorio tra le parti necessarie, provvederà sul ricorso introduttivo oltre che sulle spese di lite del presente grado. Così deciso in Roma il 18 dicembre 2013 il idente icala ) Depositata in C Oggi, 11 FE -0.11eria 5
Civile Ord. Sez. 6 Num. 13138 Anno 2015 Presidente: CICALA MARIO Relatore: CARACCIOLO GIUSEPPE Data pubblicazione: 24/06/2015 ORDINANZA sul ricorso 4097-2013 proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE 11210661002,