Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2004/0055o-04.html
Timestamp: 2018-01-16 07:44:57+00:00
Document Index: 162416184

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 97', 'art. 555', 'art. 552', 'sentenza ', 'art. 20']

Consulta Online - ord. n. 55 del 2004
nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), promossi, nell’ambito di diversi procedimenti penali, dal Giudice di pace di Fano con ordinanze del 4 marzo 2003 e del 31 ottobre 2002, iscritte al n. 536, al n. 608 e al n. 667 del registro ordinanze 2003 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 33, 35 e 36, prima serie speciale, dell’anno 2003.
Ritenuto che con tre ordinanze il Giudice di pace di Fano ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), nella parte in cui non prevede che nell’atto di citazione a giudizio davanti al giudice di pace siano indicate la facoltà dell’imputato di ricorrere a riti alternativi e le sanzioni conseguenti a tale carenza;
- l’art. 97, primo comma, Cost., perché l’imputato, stante l’assenza dell’informazione, «non viene incentivato ad accedere al rito alternativo»;
che il rimettente ricorda infine che la stessa Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 555, comma 2, cod. proc. pen., nel testo precedente la legge 16 dicembre 1999, n. 479 (che ha sostanzialmente trasfuso tale disposizione nell’attuale art. 552, comma 2, cod. proc. pen.), nella parte in cui non prevedeva la nullità del decreto di citazione a giudizio in caso di mancanza dell’avviso concernente la facoltà di chiedere i riti alternativi;
che nel giudizio promosso con ordinanza iscritta al n. 667 del registro ordinanze del 2003 è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata manifestamente infondata.
che analoghe questioni sono già state dichiarate manifestamente infondate con ordinanza n. 231 del 2003 e successivamente con ordinanze n. 11 e n. 10 del 2004;
che nell’occasione è stato ribadito che il principio di buon andamento dei pubblici uffici non si riferisce all’attività giurisdizionale in senso stretto, bensì all’organizzazione e al funzionamento dell’amministrazione della giustizia (cfr., ex plurimis, sentenza n. 115 del 2001);
dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Fano, con le ordinanze in epigrafe.