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Timestamp: 2019-07-22 05:31:18+00:00
Document Index: 91159113

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'e contrario', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 3', 'art.3']

Approfondimento della notizia pubblicata mercoledì 15 febbraio 2006 - ore 08:26
Scuola: Scuola media superiore
La sperimentazione ed altro.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Tutti in ordine sparso.
1. LO SNALS CONFSAL
<?xml:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" /> SNALS conf.s.a.l.
SPERIMENTAZIONE ED ALTRO
La Circolare n. 11 del 1^ febbraio 2006 trasmette:
il D.M. 31 gennaio 2006, n. 775 – sulla SPERIMENTAZIONE - (Promozione di un progetto, in ambito nazionale, concernente l'introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l'articolazione dei relativi percorsi di studio) con il quale è stato elaborato un progetto di innovazione, in ambito nazionale (art. 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275), rivolto agli istituti di istruzione secondaria superiore che volontariamente decidono di aderirvi.
L’art. 1 del citato decreto parla, infatti, di promozione “ai sensi dell’art. 11 del DPR 8/3/99 n. 275, (di) un progetto, in ambito nazionale concernente l’introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l’articolazione dei relativi percorsi di studio, come previsti dal decreto legislativo n. 226/2005”.
L’introduzione delle “innovazioni” può venire, dunque, solo previa deliberazione degli organi collegiali, e quindi, in primis, del collegio dei docenti.
Le nostre considerazioni.
Il decreto del Ministro viene emanato dopo il termine ultimo per le iscrizioni da parte degli alunni ed è stato firmato nonostante le opposizioni manifestate in merito dalla Conferenza delle Regioni.
La mancata intesa con le Regioni acuisce ancor di più quel clima di “scollamento” tra le istituzioni, che impedisce un’autentica leale collaborazione nell’applicazione del titolo V della Costituzione.
Lo Snals Confsal, ancor prima dell’emanazione del decreto l.vo 226/2005, ha sempre chiesto:
· quali garanzie l’Amministrazione da’ sulla tenuta degli organici;
· quale garanzia di dignità giuridica il personale avrà se in servizio nell’uno o nell’altro canale;
· se il personale rimarrà tutto a carico dello Stato o solo in parte;
· se verrà garantita la mobilità non soltanto tra i due canali dell’istruzione, ma anche a livello interregionale.
· se l’autonomia alle istituzioni scolastiche, come configurata dalla legge 59/97, rimane confermata nelle istituzioni di ambedue i canali ed estesa anche a quelle istituzioni formative attualmente gestite dalle Regioni.
Più garantito è il personale nei suoi aspetti giuridici e normativi, più sereno potrà essere l’atteggiamento di consenso o di critica nei confronti delle innovazioni in atto, il cui risultato dipenderà esclusivamente dal coinvolgimento della scuola reale.
Per maggior chiarezza ricordiamo che la Conferenza delle Regioni aveva già espresso, a maggioranza, parere negativo sulla riforma e apprezzamento per la scelta del Governo di aprire un confronto politico-istituzionale con le Regioni Inoltre aveva chiesto:
- di rinviare l’entrata in vigore della riforma del secondo ciclo al 2007-2008;
- di non procedere, in questo periodo, all’avvio della sperimentazione sullo stesso secondo ciclo.
Si erano espresse di parere contrario Lazio, Veneto, Sicilia e Molise.
Anche il CNPI (Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione), appositamente convocato per esprimere un parere sul progetto di sperimentazione sul secondo ciclo, aveva approvato un documento in cui, nel prendere atto della iniziativa del Ministro, formulava una serie di osservazioni e rilievi e, infine, aveva invitato il Ministro stesso a rinviare la sperimentazione sul secondo ciclo.
i decreti ministeriali 28 dicembre 2005, concernenti :
· le tabelle di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria previsti dall'ordinamento previgente nei percorsi liceali di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 – tabella A-;
· le tabelle di corrispondenza dei relativi titoli di studio in uscita dai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado dell'ordinamento previgente con i titoli di studio in uscita dai percorsi liceali di cui al capo II del decreto legislativo 226/2005- tabella B-;
· l'incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il profilo educativo, professionale e culturale dello studente in uscita dai percorsi liceali.
Nella determinazione della confluenza degli attuali indirizzi di studio nei percorsi liceali l’Amministrazione non ha preso in considerazione gli indirizzi presenti negli istituti professionali di stato. Per essi possono prospettarsi le seguenti soluzioni:
· gli attuali corsi professionali che saranno avviati nell’a.s. 2006/2007 proseguiranno per il quinquennio fino al conseguimento del diploma di Esame di Stato;
· i corsi che partiranno dall’a.s. 2007/2008, se a quella data sarà stata data attuazione ai percorsi di competenza delle Regioni, seguiranno la strada prevista dalla legge di riforma per il sistema di istruzione e formazione;
· nel caso in cui le Regioni non avessero ancora provveduto a tale adempimento, i corsi predetti continueranno ad essere attivati nell’attuale sistema di istruzione professionale statale, almeno per tre anni, fino al rilascio delle qualifiche, come previsto dall’art. 27, comma 7 del decreto legislativo 226/05.
Nelle ipotesi di confluenza l’Amministrazione auspica la previsione, d’intesa con le Regioni, di una grande area di istruzione e formazione professionale che accolga tutti quegli indirizzi di istituto d’arte caratterizzati da un elevato livello di specificità professionalizzante, alcuni dei quali hanno una forte connotazione territoriale (il marmo a Carrara, il corallo a Torre del Greco, ecc.).
La Conferenza Stato- Regioni non aveva espresso, a metà dicembre 2005, alcun parere in merito al decreto sulla corrispondenza dei titoli di studio. Negativo anche il parere sul decreto che incrementa l’attuale quota riservata alle scuole dal 15% al 20%.
Lo Snals-Confsal ha ritenuto indispensabile, fin al primo momento, un passaggio politico Stato-Regioni, convinto che il nuovo assetto costituzionale, così come delineato dal titolo V della Costituzione, dovesse necessariamente imporre ai due soggetti istituzionali una intesa su cui collocare la scuola nel suo complesso, ma soprattutto il secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione.
Se questa posizione dello Snals-Confsal fosse stata condivisa in tempi non sospetti …
Mestre, 6 febbraio 2006
via A. Aleardi, 80-82, 30172 Venezia-Mestre. tel. 041958464 (2 linee r.a.); fax 041951188.
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Sul DM 775/2006 la Conferenza delle Regioni ha approvato l’ordine del giorno, che si riporta di seguito.
Ad oggi risulta, inoltre che alcune regioni hanno espresso l’intendimento di ricorrere al TAR anche per richiedere un eventuale sospensiva.
La Conferenza delle Regioni e Province autonome,
che il Ministro Moratti ha firmato il DM 31/1/2006 che anticipa all’anno scolastico 2006-2007 l’avvio della sperimentazione della riforma del II ciclo, contrariamente a quanto concordato con le Regioni, Province autonome e con le Autonomie locali nella seduta della Conferenza Unificata del 15 settembre 2005;
che con la stessa circolare sono stati resi noti altri due decreti, quali le tabelle di confluenza dei titoli e di corrispondenza dei percorsi e di incremento al 20% della quota riservata alle ore curriculari dei piani di studio rimesse alle istituzioni scolastiche;
che su questi ultimi tre decreti la Conferenza Unificata non ha espresso il parere che invece i testi dei decreti richiamano;
che tale iniziativa del Ministro rappresenta un grave vulnus nel rapporto istituzionale con le Regioni, Province autonome e le Autonomie locali mortifica il ruolo della Conferenza Unificata;
che il decreto sulla sperimentazione è stato emanato quasi un mese dopo il termine per la predisposizione della programmazione della rete scolastica da parte delle Regioni e all’indomani del termine ultimo per le iscrizione alle scuole, creando così confusione e disorientamento sia tra le famiglie e gli studenti sia tra i docenti e i dirigenti scolastici;
inoltre che le autorizzazioni a tali sperimentazioni sono state attribuite ai direttori degli uffici scolastici regionali che non hanno competenza secondo il vigente DPR 8 marzo 1999 n. 275 e ledono il ruolo di programmazione dell’offerta formativa riconosciuto alle Regioni;
che si rischia di aprire una nuova fase di contenzioso fra Governo e Regioni;
al Ministro dell’istruzione l’immediata revoca di tale decreto.
Roma, 9 febbraio 2006
3. L’USR del Veneto:
Venezia, 10 febbraio 2006
Prot. n. 1097/F14/H13b
degli Istituti di istruzione secondaria superiore statali e paritari del Veneto
Ai Dirigenti Tecnici
Ai Dirigenti dei CSA
OGGETTO: Piano regionale delle scuole aderenti al progetto ministeriale di innovazione: adesione, aspetti organizzativi, formazione.
Convocazione Conferenza di servizio – Padova, Liceo Artistico “Modigliani”, 15 febbraio 2006, h. 9.30.
Com’è noto, il MIUR ha emanato in data 31 gennaio 2006, il DM n. 775 con il quale è stato elaborato un progetto di innovazione in ambito nazionale, ex art. 11 del DPR 8 marzo 1999 n. 275, rivolto agli istituti di istruzione secondaria superiore che volontariamente decidono di aderirvi.
Il Decreto, di cui si raccomanda un’attenta lettura, nonché i Decreti ministeriali 28 dicembre 2005 relativi alla confluenza dei percorsi, alla corrispondenza dei titoli di studio, alla quota del 20%, sono rinvenibili sul sito del Ministero e sul sito di questa Direzione.
Parimenti sul sito della Direzione www.istruzioneveneto.it
è pubblicato il documento “ Le politiche dell’USR Veneto per la riforma” (link diretto: http://www.istruzioneveneto.it/riforma/azioni_usr.doc) che fa il punto circa gli orientamenti, la pianificazione delle attività informative e formative e le iniziative che questo Ufficio Scolastico propone nell’anno in corso onde accompagnare e sostenere i processi di innovazione in atto. A tali linee di indirizzo si rimanda anche al fine di pervenire ad una visione più ampia di azioni entro le quali si colloca l’attuale progetto ministeriale.
Alla luce di quanto sopra, per consentire all’USR del Veneto di redigere il Piano regionale delle istituzioni scolastiche inserite nel progetto medesimo nei tempi richiesti dal MIUR, si forniscono alcune indicazioni relative alle operazioni propedeutiche che le scuole, nella loro autonomia, possono mettere in atto al fine di presentare le delibere di adesione.
Ulteriori delucidazioni in merito saranno offerte nel corso della Conferenza di servizio a cui sono invitati i Dirigenti degli istituti di istruzione secondaria superiore, statali e paritari, indetta per il giorno 15 febbraio 2006, alle ore 9.30, presso il Liceo Artistico Statale “Modigliani” di Padova (Via degli Scrovegni,30).
Va innanzitutto chiarito che “le innovazioni, da attuarsi nell’anno scolastico 2006-2007, limitatamente alle prime classi, sono aperte alla libera adesione degli istituti di istruzione secondaria superiore e si caratterizzano come laboratori di ricerca, di approfondimento e di analisi sugli aspetti connessi ai profili ordinamentali delle otto tipologie liceali previste dal D.Lvo 17 ottobre 2005, n. 226, nonché alle confluenze individuate con il decreto 28.12.2005.”
Pertanto possono aderire al progetto gli Istituti che prevedono corsi che trovano corrispondenza nella Tabella di confluenza dei percorsi (A) e nella Tabella di corrispondenza (B) dei titoli di studio di cui al decreto 28 dicembre 2005.
Altro progetto innovativo, collegato ad accordi territoriali stipulati tra l’Ufficio Scolastico Regionale e la Regione, è quello di cui si fa menzione all’art. 1, comma 5 del decreto 775/06: vi si prefigura una nuova organizzazione delle istituzioni scolastiche, in particolare quelle “con percorsi liceali articolati in indirizzi, gli istituti professionali e le strutture accreditate dalle Regioni, ove sono attivati i percorsi di istruzione e formazione professionale”, che si raccordano tra loro sul piano logistico e organizzativo, costituendo insieme un centro polivalente denominato “campus” o “polo formativo”.
Appare necessario che le Istituzioni scolastiche che “deliberano la realizzazione del progetto innovativo, anche in maniera parziale e per singoli profili ordinamentali”, pongano in essere un processo ricorsivo e dialettico che rispetti le competenze degli organi collegiali chiamati, nella propria autonomia, a deliberare. La scuola:
- elabora il progetto innovativo
- lo propone ai genitori degli alunni di cui si è già accolta l’iscrizione per un percorso del vigente ordinamento
- acquisisce preventivamente il loro assenso
- delibera, tramite gli organi collegiali di istituto, come da normativa vigente, l’adesione al progetto, sempre che le risorse professionali e strumentali disponibili consentano l’attivazione di piani di studio personalizzati nelle forme previste dall’art. 3, commi 1 e 2 del decreto legislativo 226/2005
- invia la documentazione all’USR.
Il progetto deve attestare, come previsto all’art.3, comma 2, “l’avvenuta verifica delle condizioni di fattibilità” individuando “eventuali fabbisogni aggiuntivi nonché le azioni di monitoraggio delle attività da porre in essere in funzione dei risultati da raggiungere”.
Le istituzioni scolastiche devono far pervenire le delibere di adesione al progetto a questa Direzione Generale entro e non oltre il giorno 3 marzo 2006, unitamente al progetto medesimo e alla documentazione dalla quale si possano evincere il rispetto delle condizioni previste e la procedura seguita.
L’Ufficio Scolastico Regionale procederà all’esame delle richieste, attuerà le verifiche di competenza e redigerà il Piano Regionale delle istituzioni scolastiche inserite nel progetto per inviarlo al MIUR entro il 15 marzo 2006.
Del Piano sarà data ampia informazione e pubblicizzazione.
Gli Istituti paritari che attuano il percorso denominato “Liceo della comunicazione” sono invitati ad intervenire ad una riunione specificatamente dedicata, successivamente alla conferenza di servizio del giorno 15 febbraio p.v., alle ore 14.30, sempre presso il Liceo Artistico Modigliani, portando con sé il Piano di studi effettivamente attivato presso il proprio Istituto, completo del documento attestante la corrispondenza del titolo di studio finale.