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Timestamp: 2018-07-23 07:59:09+00:00
Document Index: 67507069

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 81', 'art. 37', 'art. 2391', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 148', 'art. 13', 'art. 2389', 'art. 3', 'art. 154', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 2112', 'art. 2409', 'sentenza ', 'art. 2409', 'art. 2477', 'art. 2409']

Novità fiscali del 16 marzo 2010: regolarizzazione delle omissioni relative al monitoraggio degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria; responsabilità nel trasferimento dei debiti aziendali: per i contribuenti in contabilità semplificata il libro IVA non è equiparabile agli libri contabili obbligatori, quindi i creditori possono agire solo nei confronti del vecchio proprietario; IRAP: imprese di assicurazione - valutazione dei titoli di trading - regime transitorio | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 16 marzo 2010: regolarizzazione delle omissioni relative al monitoraggio degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria; responsabilità nel trasferimento dei debiti aziendali: per i contribuenti in contabilità semplificata il libro IVA non è equiparabile agli libri contabili obbligatori, quindi i creditori possono agire solo nei confronti del vecchio proprietario; IRAP: imprese di assicurazione - valutazione dei titoli di trading - regime transitorio
1) Regolarizzazione delle omissioni relative al monitoraggio degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria
2) Consob: Approvata la disciplina regolamentare in materia di operazioni con parti correlate
3) E’ risarcibile la mancata prestazione lavorativa per infortunio da incidente stradale
4) Pubblicati ulteriori recenti studi del Notariato
5) Gestione Invalidità civile 2010: nuove funzionalità
6) Responsabilità nel trasferimento dei debiti aziendali: Per i contribuenti in contabilità semplificata il libro Iva non è equiparabile agli libri contabili obbligatori, quindi i creditori possono agire solo nei confronti del vecchio proprietario
7) Il controllo giudiziario non si applica alle S.r.l.
8) IRAP: imprese di assicurazione – valutazione dei titoli di trading – regime transitorio
9) Altre di fisco, tra cui: Disciplina della distribuzione di tabacchi lavorati
1) Regolarizzazione delle omissioni relative al monitoraggio degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria: Proroga dei termini
Chi è rientrato entro il 31.12.2008, se ha presentato la dichiarazione dei redditi ma ha omesso il modulo RW, può rimediare con una dichiarazione integrativa indicando le somme detenute sul conto estero alla fine del 2008.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 48/E del 2009 aveva fornito chiarimenti in merito alle modalità di regolarizzazione delle posizioni dei lavoratori dipendenti che, in relazione alla propria attività lavorativa svolta all’estero, hanno commesso violazioni in materia di monitoraggio fiscale.
Poi l’art. 1, comma 7, del D.L. 30.12.2009, n. 194, convertito dalla Legge 26.02.2010, n. 25, ha prorogato i termini degli adempimenti richiesti per sanare l’omessa o incompleta presentazione del modulo RW da parte dei predetti contribuenti.
Adesso, ad integrazione di quanto già contenuti nella suddetta circolare, la stessa Agenzia delle Entrate ha fornito, con la circolare n. 11/E del 12.03.2010, i seguenti ulteriori chiarimenti:
Ai dipendenti pubblici in servizio all’estero, rimane ancora tempo (fino al 30.04.2010) per sanare la mancata o incompleta presentazione del modulo RW per le disponibilità finanziarie derivanti da lavoro prestato all’estero e lì detenute al 31.12.2008.
La mini sanzione (€ 21,00 o € 25,00 in base alla data in cui ci si mette in regola) sana soltanto le omissioni relative al modulo RW e la mancata dichiarazione degli interessi che derivano dal conto corrente estero.
Le violazioni relative ad altre attività eventualmente detenute all’estero sono, invece, soggette alle sanzioni determinate secondo le regole ordinarie.
I lavoratori frontalieri e i dipendenti di imprese private italiane, straniere o multinazionali con residenza fiscale in Italia possono fruire della mini sanzione, per le violazioni commesse fino al 2008, anche nel caso in cui non svolgano più la loro attività lavorativa all’estero e abbiano mantenuto oltre confine le proprie disponibilità.
Inoltre, questa sanzione leggera si applica anche agli ex dipendenti privati attualmente in pensione.
Non sono oggetto di monitoraggio fiscale le somme versate per legge a forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero, come nel caso della previdenza integrativa obbligatoria per chi lavora in Svizzera.
Inoltre, viene illustrato il quadro degli adempimenti disegnato non solo sui dipendenti pubblici e privati che svolgono attività lavorativa all’estero, ma anche sugli altri contribuenti soggetti all’obbligo di monitoraggio fiscale che, anziché utilizzare lo scudo fiscale, scelgono di regolarizzare la loro posizione ricorrendo al ravvedimento operoso.
A tal fine, viene dedicata un riepilogo degli adempimenti e dell’ammontare delle sanzioni da pagare per ogni tipo di violazione commessa.
Lavoratori dipendenti all’estero
Ravvedimento in presenza di dichiarazione dei redditi per l’anno 2008
Presentazione dichiarazione dei redditi integrativa relativa al periodo d’imposta 2008, comprensiva del modulo RW.
Versamento sanzione ridotta
Ravvedimento in assenza di dichiarazione dei redditi per l’anno 2008
Presentazione dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2008, comprensiva del modulo RW.
Altri contribuenti: Ravvedimento in assenza di dichiarazione dei redditi per il 2008
Presentazione dichiarazione dei redditi integrativa relativa al periodo d’imposta 2008, comprensiva del modulo RW e, se necessario, dei relativi quadri reddituali. Versamento sanzione ridotta
Presentazione dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2008, comprensiva del modulo RW e, se necessario, dei relativi quadri reddituali.
Versamento maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Consob ha approvato, con delibera n. 17221 del 12.03.2010, un regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate.
L’emanazione del provvedimento conclude la procedura di consultazione, che ha visto la pubblicazione di due distinte proposte regolamentari, la prima nell’aprile 2008 e la seconda nell’agosto 2009.
Con la stessa delibera, la Consob ha abrogato gli artt. 71-bis, 91-bis e il comma primo dell’art. 81 del regolamento emittenti (RE) e ha modificato contestualmente l’art. 37 del regolamento mercati (RM).
Il Regolamento accorpa, oltre alle disposizioni attuative della delega in materia di operazioni con parti correlate, di cui all’art. 2391- bis c.c., anche le norme recanti obblighi di informazione immediata e periodica, in attuazione degli artt. 114 e 154-ter Tuf.
La disciplina regolamentare viene, infine, completata da quattro distinti allegati.
Nelle linee generali, il documento ha mantenuto l’impostazione originaria.
I consigli di amministrazione (o i consigli di gestione) adottano, secondo i principi contenuti nel regolamento, procedure che assicurino la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate (art. 4). La disciplina si applica per le operazioni con parti correlate.
L’allegato 1 contiene la definizione di “operazioni con parti correlata” e quella di “parte correlata”.
Pur rifacendosi alla nozione dello IAS 24, entrambe le definizioni subiscono degli adattamenti che tengono conto del contesto normativo nazionale.
Questa impostazione dovrebbe evitare che eventuali modifiche della definizione IAS abbiano impatto sulla stabilità della definizione (allegato 1, punto 3).
Il Regolamento prevede due categorie di operazioni con parti correlate, che possono essere di maggiore o minore rilevanza.
Le modalità di individuazione delle operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate sono contenute nell’allegato 3, che qualifica come tali le operazioni che superino la soglia del 5% di almeno uno degli indici di rilevanza in esso contenuti.
La soglia scende al 2,5% in caso di operazioni con società controllante quotata.
Il Regolamento prevede un regime informativo in caso di operazioni rilevanti con parti correlate (art. 5).
Tali operazioni devono essere comunicate al mercato entro sette giorni dall’operazione (ovvero entro quindici giorni dall’approvazione, nel caso in cui il superamento delle soglie di rilevanza sia determinato dal cumulo di operazioni), mediante la diffusione di un documento dettagliato, che deve contenere le indicazioni contenute nell’allegato 4.
Regime procedurale
Il Regolamento modula diversamente il regime procedurale a seconda della natura dell’operazione.
Sono, infatti, previste due distinte procedure: Una generale per le operazioni con parti correlate di “minore rilevanza” (art. 7) e una più rigorosa per le “operazioni di maggiore rilevanza” (art. 8).
Un regime ad hoc è poi previsto per le società che adottano il modello dualistico (art. 9).
Con riguardo alle operazioni di minore rilevanza, è stabilito che, prima dell’approvazione dell’operazione, un comitato, composto esclusivamente da amministratori non esecutivi e non correlati, in maggioranza indipendenti, esprima un motivato parere non vincolante sull’interesse della società al compimento dell’operazione nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni.
È presumibile che tale comitato coincida con il comitato per il controllo interno previsto dal Codice di Autodisciplina.
Relativamente alle operazioni di maggiore rilevanza, il Regolamento riserva la competenza a deliberare in capo al consiglio di amministrazione.
Viene però precisato che un comitato composto da amministratori indipendenti non correlati o uno o più componenti dallo stesso delegati siano coinvolti nella fase delle trattative e nella fase istruttoria “attraverso la ricezione di un flusso informativo completo e tempestivo e con la facoltà di richiedere informazioni e di formulare osservazioni agli organi delegati e ai soggetti incaricati dalla conduzione delle trattative o dell’istruttoria”.
Quanto alla definizione di amministratore indipendente, il Regolamento qualifica (art. 3, comma 1, lett. h) come tali gli amministratori in possesso dei requisiti fissati per i sindaci (art. 148, comma 3, Tuf) o degli eventuali ulteriori requisiti individuati nelle procedure o dalle normative di settore.
Tuttavia, qualora la società dichiari di aderire ad un codice di governance delle società quotate, sono indipendenti quegli amministratori riconosciuti come tali dalla società in applicazione del medesimo Codice.
Il Regolamento prevede con riguardo alle operazioni di competenza assembleare il meccanismo del whitewash.
Qualora, infatti, la proposta di deliberazione da sottoporre all’assemblea sia approvata in presenza di un avviso contrario degli amministratori indipendenti, le procedure contengono regole volte ad impedire il compimento dell’operazione qualora la maggioranza dei soci non correlati votanti esprima voto contrario all’operazione.
Le procedure possono ad esempio prevedere che il compimento dell’operazione sia impedito solo qualora i soci non correlati presenti in assemblea rappresentino almeno una determinata quota del capitale sociale con diritto di voto, comunque non superiore al 10%.
La stessa procedura si applica anche in caso di operazioni rilevanti di competenza consiliare e il consiglio di amministrazione intenda procedere alla operazione nonostante l’avviso contrario degli indipendenti.
È previsto un regime di esonero (art. 13) che riguarda:
1) le operazioni di importo esiguo;
2) le deliberazioni assembleari ex art. 2389, comma 1, c.c.; i piani di compensi ex 114-bis Tuf; le deliberazioni di assegnazione di compensi agli amministratori, ai consiglieri investiti di particolari cariche e agli alti dirigenti, in attuazione di politiche di remunerazioni già passate al vaglio dell’assemblea; 3) le operazioni ordinarie concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard. Quest’ultima categoria riguarda le operazioni che rientrano nell’ordinario esercizio dell’impresa (art. 3, comma 1, lett. d).
Specifiche esenzioni sono previste per le operazioni già soggette alla disciplina del Testo Unico Bancario relativa alle obbligazioni degli esponenti bancari.
Operazioni urgenti
Sono, invece, soggette ad un regime procedurale semplificato – fermo restando, il regime della trasparenza ove applicabile – le operazioni urgenti sia di competenza consiliare, sia di competenza assembleare.
Qualora la società intenda avvalersi di tale regime semplificato, dovrà inserire in statuto un’apposita clausola che ne consenta l’utilizzo.
Operazioni con controllate e collegate
Le procedure possono infine prevedere che, fatta eccezione per il regime della trasparenza ex art. 154-ter Tuf (art. 5. comma 8), le disposizioni regolamentari in esame non trovano applicazione in caso di operazioni con o tra società controllate, anche congiuntamente, o con società collegate (art. 14, comma 2).
Il regime transitorio prevede due distinte scadenze.
Il giorno 01/10/2010 entrerà in vigore il regime della trasparenza, eccezion fatta per le operazioni c.d. cumulate (art. 5, comma 2) per le quali è prevista una deroga al 01/01/2011. Alla stessa data entreranno in vigore le previsioni procedurali.
(Assonime, nota del 15.03.2010)
In caso di incidente stradale che provochi l’impossibilità della prestazione per il lavoratore, il datore di lavoro può agire verso il responsabile dell’infortunio per il risarcimento del danno.
E’ risarcibile la mancata prestazione lavorativa per infortunio da incidente stradale.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2844 del 2010 ha, infatti, deciso che in caso di incidente stradale che provochi l’impossibilità della prestazione per il lavoratore, il datore di lavoro può agire verso il responsabile dell’infortunio per il risarcimento del danno derivante dalla mancata prestazione del dipendente, ed il relativo diritto si prescrive in due anni.
Pertanto, deve essere risarcito dal terzo responsabile del fatto e costituiscono componente di tale danno anche i contributi dovuti dal datore di lavoro agli enti di assicurazione sociale.
Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato è consultabile nella sezione “Gli studi e gli approfondimenti” e hanno approfondito tematiche relative al diritto tributario e d’impresa:
– I trasferimenti aziendali: questioni aperte – Studio n. 81-2009/T
– Le riduzioni di capitale nelle società cooperative – Studio n. 90-2009/I
– Autonomia privata e gruppi di imprese (Contratto di “coordinamento gerarchico”, “contratti di servizio” infragruppo e clausole statutarie come strumenti di disciplina dell’attività di direzione e coordinamento) – Studio n. 248-2009/I
(Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 15/03/2010)
L’Inps ha reso disponibile per il sistema di gestione della nuova invalidità civile nuove funzionalità sulle procedure intranet (sedi) e internet (Asl).
Il rilascio delle funzionalità riguarda:
INTRANET (intranet; assicurato-pensionato; “Gestione Invalidità Civile 2010: fase amministrativa e sanitaria”) per le sedi: Abbinamento del Certificato medico alla domanda: consente di abbinare un certificato medico ad una domanda registrata senza certificato.
(Inps, messaggio n. 7278 del 12/03/2010)
Trasferimento di azienda: Per le aziende in contabilità semplificata, poiché mancanti dei libri obbligatori (libro giornale e libro inventari), i creditori possono agire solo nei confronti del vecchio proprietario.
E’ quanto ha precisato il Consiglio Nazionale del Notariato con lo studio n. 81/2009/T pubblicato sul sito del Notariato il 15 marzo 2010 ed incentrato sulle questioni ancora aperte nell’ipotesi del trasferimento di azienda, tra cui la connessa problematica della responsabilità solidale tra venditori/acquirenti.
Parere del Notariato su detta problematica:
In sede di trasferimento di azienda, la responsabilità solidale del pagamento dei debiti si realizza per effetto della registrazione nei libri contabili obbligatori.
Non è stato chiarito se il riferimento al libro giornale o al libro degli inventari sia da intendersi in modo tassativo, ovvero da estendersi anche alle altre scritture obbligatorie.
Quindi, nonostante l’obbligatorietà della tenuta, da parte di alcuni soggetti (ai sensi degli artt. 25 e 39 D.P.R. n. 633/1972), del registro IVA degli acquisti, tale registro – attesa la sua diversa natura (serve solamente a consentire al contribuente l’esatto calcolo dell’imposta dovuta e l’esatto pagamento di essa – operate le detrazioni di legge – ed agli uffici il controllo su tutte le operazioni effettuate) – non è equiparabile ai libri contabili obbligatori, essendo esso privo di valore probatorio in ordine ai rapporti di debito e credito registrati.
Nella redazione pratica del documento traslativo di azienda non risulterà facile enucleare i debiti e, quindi, si potrà ipotizzare una loro “analitica” indicazione in un momento successivo rispetto all’atto di trasferimento.
Ad es., alla consegna dell’azienda, con un inventario che darà conto, oltre che delle scorte, anche dei debiti.
Il quadro normativo delineato crea qualche problema di troppo per la tutela dei terzi creditori nel caso di cessione di azienda riguardante le c.d. “imprese minori”, in contabilità semplificata e, quindi, mancanti di libri obbligatori.
In tali ipotesi, i creditori del vecchio proprietario potranno agire solo nei confronti di quest’ultimo.
La responsabilità solidale dell’acquirente viene prevista legislativamente dall’art. 2112, 2° comma, c.c. anche per i crediti del prestatore di lavoro nell’azienda per l’opera prestata, esistenti al momento della cessione; dunque la cessione di azienda non comporta la risoluzione del contratto di lavoro in quanto non costituisce motivo di licenziamento.
L’intento del legislatore sia stato quello di rafforzare la posizione creditoria del prestatore di lavoro, il quale non deve subire in alcun modo pregiudizio dalla cessione dell’azienda.
Il trasferimento di azienda impedisce una pattuizione separata ove cedente e cessionario si accordino sulla esclusione della successione nei contratti di lavoro.
Il lavoratore può, comunque, consentire la liberazione dell’alienante in virtù di un accollo totale e liberatorio da parte dell’acquirente, con le procedure fissate per il tentativo di conciliazione dagli artt. 410 e ss cpc.
Il controllo giudiziario (art. 2409 c.c.) non vale per le società a responsabilità limitata dotate (sia facoltativamente che necessariamente) del collegio dei sindaci.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 403 del 2010.
L’interpretazione estensiva dell’art. 2409 c.c. alle S.r.l. dotate necessariamente del collegio dei sindaci non é risultato condivisibile per diversi motivi, ed in particolare:
– per la genericità del richiamo contenuto nell’art. 2477 c.c. alle disposizioni dettate in tema di società per azioni;
– per l’espressa e specifica indicazione dettata dal legislatore in senso contrario;
– per le analitiche argomentazioni svolte a sostegno dell’opzione effettuata nella relazione al testo normativo;
– per il contrasto che si verrebbe a determinare tra un eventuale potere riconosciuto al collegio sindacale di sollecitare l’intervento dell’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 2409 c.c. e la collocazione attribuita alla società a responsabilità limitata, non più delineata come una società per azioni di più modeste dimensioni, nell’ambito del sistema societario nel suo complesso.
Per le imprese di assicurazione e per le aziende di credito, le svalutazioni/rivalutazioni civilistiche operate sui titoli azionari da trading, che non hanno concorso alla determinazione della base imponibile IRAP nei periodi
d’imposta precedenti