Source: http://www.iviniditalia.it/disciplinari/sagrantinodimontefalco.htm
Timestamp: 2018-06-24 14:27:32+00:00
Document Index: 160408396

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art.2', 'art.3', 'art. 13', 'art. 23']

Disciplinare di produzione del Sagrantino di montefalco DOCG
Denominazione di origine controllata e garantita del vino Montefalco - Disciplinare di produzione D.M. 5 novembre 1992
La denominazione di origine controllata e garantita “Montefalco” è riservata al vino rosso “Montefalco” Sagrantino nelle tipologie secco e passito, che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
La denominazione di origine controllata e garantita “Montefalco” è riservata al vino di cui all’art. 1 ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno Sagrantino.
Le uve destinate alla produzione del vino a Docg “Montefalco” devono essere prodotte nella zona di produzione appresso indicata che comprende l’intero territorio amministrativo del comune di Montefalco e parte del territorio dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria siti in provincia di Perugia. Tale zona è così delimitata:OMISSIS
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino di cui all’art. 1 devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivanti le relative caratteristiche.
I sesti d’impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ esclusa ogni pratica do forzatura.
La resa massima di uva, ammessa per la produzione dei vini a Docg “Montefalco”, non deve essere superiore a 80 q.li per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Al limite massimo di resa in ettaro sopraindicato, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione totale del vigneto non superi del 20% il quantitativo sopra indicato.
La Regione Umbria, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione, può stabilire, un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione dandone immediata comunicazione al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste ed al Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine dei vini.
Le uve, di cui all’art.2, destinate alla vinificazione, devono assicurare al vino a Docg “Montefalco” Sagrantino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12,5%; fermo restando tale limite, le uve destinate alla produzione della tipologia “Montefalco” Sagrantino “Passito”, dopo appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 14%.
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito territoriale dei comuni compresi, anche se solo parzialmente, nella zona di produzione di cui all’art.3. e’ inoltre facoltà del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste consentire che tali operazioni siano effettuate anche nell’ambito territoriale dei comuni di Foligno e Spoleto e, per il solo invecchiamento, nel comune di Marsciano in provincia di Perugia a condizione che si tratti di casi preesistenti di aziende singole o associate che già vinificano o invecchiano al momento dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
La resa massima dell’uva in vino non deve superiore: al 65% per il “Montefalco” Sagrantino “Secco” e al 45% riferito allo stato fresco dell’uva per la tipologia “Passito”.
Nella vinificazione sono ammesse solo le pratiche enologiche, leali e costanti ,atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Il vino “Montefalco” Sagrantino “Passito” non può essere immesso al consumo se non dopo aver subito un periodo di invecchiamento di almeno trenta mesi.
I periodi di invecchiamento, di cui sopra, decorrono dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve.
Il vino “ Montefalco” Sagrantino “Secco”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: rosso rubino intenso talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l’invecchiamento;
- odore: delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
Il vino “ Montefalco” Sagrantino “Passito”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: rosso rubino carico talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l’invecchiamento;
- residuo zuccherino minimo: 30 gr.;
E’ facoltà del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti sopraindicati per l’acidità e l’estratto secco.
Nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata e garantita “Montefalco” Sagrantino, in deroga alle misure stabilite dagli articoli 1 e 6 del presente disciplinare può figurare il nome del vitigno “Sagrantino” seguito dalla specificazione “di Montefalco”. In ogni caso il nome del vitigno deve figurare in etichetta alla stessa altezza del nome geografico “Montefalco” oppure al di sotto della dicitura “denominazione di origine controllata e garantita” e pertanto non può essere intercalato tra quest’ultima dicitura ed il nome “Montefalco”; inoltre il nome “Sagrantino” deve figurare in etichetta in caratteri di dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione di origine “Montefalco”, della stessa evidenza e riportati sulla medesima base colorimetrica.
Nella designazione del vino Docg “Montefalco” le specificazioni di tipologia “Secco” e “Passito” devono figurare al di sotto della dicitura “ denominazione di origine controllata e garantita” ed essere scritti in caratteri di dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione di origine “Montefalco”, della stessa evidenza e riportati sulla medesima base colorimetrica.
E’ vietato usare, assieme alla denominazione di origine controllata e garantita “Montefalco” qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi “superiore”, “riserva”, “extra”, “fine”, “selezionato” e similari.
E’ consentito, altresì, l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree e località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino a Docg “Montefalco” deve figurare l’indicazione, veritiera e documentabile, dell’annata di produzione delle uve.
Ai fini della utilizzazione della Docg il vino “Montefalco”, ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge n.164/92, deve essere sottoposto nella fase di produzione ad una analisi chimico fisica ed organolettica e ad un’ulteriore esame organolettico nella fase precedente l’imbottigliamento secondo le norme all’uopo impartite dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste.
Il vino Docg “Montefalco” deve essere immesso al consumo in bottiglia o altri recipienti di vetro di capacità non superiore a 5 litri, muniti di un contrassegno di Stato, applicato in modo da impedire che il contenuto possa essere estratto senza l’inattivazione del contrassegno stesso, ai sensi dell’art. 23 della legge n. 164/92.
I recipienti di cui al comma precedente devono essere chiusi con tappi di sughero e, per quanto riguarda l’abbigliamento e la tipologia, confacenti ai tradizionali caratteri di un vino di particolare pregio.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata e garantita “Montefalco”, vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della legge 10 febbraio 1992, n, 164.