Source: https://www.diritto.it/disposizioni-urgenti-per-il-rilancio-dell-economia-il-parere-del-consiglio-di-stato/
Timestamp: 2018-09-20 10:47:54+00:00
Document Index: 89457929

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 31', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 255', 'art. 31', 'art. 255', 'art. 38', 'sentenza ']

Disposizioni Urgenti per il Rilancio dell'Economia - il parere del Consiglio di Stato
Disposizioni Urgenti per il Rilancio dell’Economia – il parere del Consiglio di Stato
Qui la sentenza: Consiglio di Stato: sentenza n. 10 del 25-5-2016
Ad avviso della Plenaria, la questione di cui trattasi va risolta “nel senso di devolvere alla cognizione del giudice amministrativo, adito per la definizione di una controversia avente ad oggetto l’aggiudicazione di un appalto pubblico, l’accertamento circa la regolarità del D.u.r.c., quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal partecipante ad una gara”; infatti, nelle controversie in materia di contratti pubblici, “il D.u.r.c. viene in rilievo non in via principale, ma in qualità di presupposto di legittimità di un provvedimento amministrativo adottato dalla stazione appaltante”.
Pertanto, conclude l’Adunanza Plenaria, la cognizione del giudice amministrativo concerne “l’attività provvedimentale successiva e consequenziale alla produzione del D.u.r.c. da parte dell’ente previdenziale” e quindi l’operatore privato, nel giudizio instaurato dinanzi all’autorità giudiziaria amministrativa, “non censura direttamente l’erroneità del contenuto del D.u.r.c., ma le statuizioni successive della stazione appaltante, derivanti dalla supposta erroneità del D.u.r.c.”.
Sul punto, la Plenaria in oggetto ha affermato che, anche dopo l’entrata in vigore dell’art. 31, comma 8, d.l. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla l. 9 agosto 2013, n. 98, non sono consentite regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, dovendo l’impresa essere in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell’offerta e conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando dunque irrilevante, un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva. L’istituto dell’invito alla regolarizzazione (il c.d. preavviso di D.u.r.c. negativo), già previsto dall’art. 7, comma 3, d.m. 24 ottobre 2007 e ora recepito a livello legislativo dall’art. 31, comma 8, d.l. n. 69 del 2013, può operare solo nei rapporti tra impresa ed Ente previdenziale, ossia con riferimento al D.u.r.c. chiesto dall’impresa e non anche al DURC richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell’autodichiarazione resa ai sensi dell’art. 38, comma 1, lettera i) ai fini della partecipazione alla gara d’appalto.
A tali conclusioni era già pervenuta la stessa Adunanza plenaria nelle sentenze nn. 5 e 6 del 29 febbraio 2016, sul rilievo che l’art. 31, d.l. n. 69 del 2013 non ha modificato la disciplina dettata dall’art. 38, d.lgs. n. 163 del 2006: la regola del preavviso di d.u.r.c. negativo (procedura di flessibilizzazione, che consente all’impresa richiedente il rilascio della certificazione contributiva, di sanare la propria posizione, prima della definitiva certificazione negativa), dunque, non trova applicazione nel caso di certificazione richiesta dalla stazione appaltante, ai fini della verifica delle dichiarazioni rese dell’impresa partecipante. Il meccanismo di cui al citato art. 31, comma 8, si applica solo nei rapporti fra ente previdenziale ed operatore economico richiedente, senza venire in rilievo nel caso in cui sia la stazione appaltante a richiedere il d.u.r.c. ai fini della verifica circa la regolarità dell’autodichiarazione.
b) non è possibile sostenere la necessità di una modifica al testo dell’art. 38, D.lgs. n. 163 del 2006 alla luce della asserita incompatibilità di questa disposizione con l’art. 31, comma 8, D.l. n. 69 del 2013; del resto, l’art. 255, D.lgs. n. 163 del 2006 dispone che “ogni intervento normativo incidente sul Codice, o sulle materie dallo stesso disciplinate, va attuato mediante esplicita modifica, integrazione, deroga o sospensione delle specifiche disposizioni in esso contenute”. Il D.l. n. 69 del 2013 contiene, all’art. 31 comma 2, le disposizioni del D.lgs. n. 163 del 2006 che sono state modificate, in conformità alla clausola di abrogazione esplicita di cui all’art. 255 e in tale elenco non rientra l’art. 38, D.lgs. n. 163 del 2006.
L’Adunanza Plenaria ha dunque concluso rigettando quell’orientamento secondo il quale si potrebbe consentire la partecipazione ad una gara ad operatori che non possiedono, in materia di contributi previdenziali, i requisiti necessari a prendere parte alla procedura comparativa, e che, viceversa, ne autodichiarano il possesso, in quanto ciò determinerebbe due conseguenze: da un lato, l’operatore potrebbe integrare un requisito indispensabile alla partecipazione solo dopo aver preso parte alla gara ed in seguito al suo esito favorevole, a differenza degli altri concorrenti; dall’altro lato, l’autodichiarazione resa in sede di presentazione dell’offerta sarebbe viziata da una intrinseca falsità, di per sé idonea a giustificare l’esclusione dalla procedura. Inoltre, ammonisce il Collegio, consentire una regolarizzazione postuma dei requisiti di partecipazione alla gara urterebbe con l’impossibilità, affermata anche nella sentenza della Plenaria, n. 8 del 20 luglio 2014, di perdere i requisiti anche temporaneamente nel corso della procedura.