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Timestamp: 2019-09-21 03:34:46+00:00
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Del Turco, le sorprese dell’appello | maperò - Il blog di Lilli Mandara
·Del Turco, le sorprese dell’appello·
Quel giorno Nicola Trifuoggi era stato chiaro:
<Bernardo Mazzocca, l’assessore regionale alla Sanità, non ha preso soldi>.
L’unico lì in mezzo, fece capire il procuratore capo di Pescara il pomeriggio dopo gli arresti che spazzarono via la Regione guidata da Ottaviano Del Turco.
Era il 14 luglio del 2008, e non era scontato che Trifuoggi dicesse una cosa così, anche se vera, anche se incontestabile. E lanciata in mezzo all’arena del nuovo tribunale, davanti a centinaia di giornalisti arrivati da tutta Italia, suonava come una premura, ma anche come un invito a Mazzocca a smarcarsi, a tirarsi fuori. Non è mai stato così: gli imputati di quel processo sono stati sempre reciprocamente solidali, sempre pronti a dichiararsi tutti innocenti. Ecco, adesso, a distanza di tutti questi anni, la sentenza d’Appello di ieri conferma l’impianto accusatorio della procura di Pescara e dimezza la pena all’ex presidente Del Turco, mentre aumenta di un mese la pena di Mazzocca. Questa distanza che si accorcia è la prima sorpresa della sentenza di appello sulla Sanitopoli abruzzese.
Ridotta da 9 anni e mezzo a 4 anni e due mesi la condanna per l’ex ministro delle Finanze; Mazzocca è stato condannato a 2 anni e un mese (due anni in primo grado); un anno e 8 mesi per l’ex assessore Antonio Boschetti (4 anni in primo grado); tre anni all’ex manager di Chieti Luigi Conga (9 anni in primo grado); due anni a Angelo Bucciarelli, collaboratore di Mazzocca, che in primo grado era stato assolto. E poi 4 anni a Camillo Cesarone, 3 a Lamberto Quarta, prescrizione per l’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu, mentre Vincenzo Angelini, l’ex patron di Villa Pini, è stato assolto dall’accusa di corruzione perchè il fatto non sussiste.
Le sentenze non si discutono, ma delle sentenze si può discutere. Intanto, è la prima dopo molto tempo che conferma le tesi della procura di Pescara, che fino a oggi ha invece visto completamente ritoccate ribaltate se non addirittura cancellate le inchieste portate avanti in questi ultimi anni, sulla politica ma non solo. E’ una sentenza che moltissimi avvocati non sanno spiegarsi e se la infilano nella cruna della coerenza non ci esce nulla: si chiedeva l’avvocato di Del Turco Marco Caiazza come si possa conciliare l’assoluzione di Angelini dalla corruzione con la condanna di Del Turco, accusato di prendere tangenti in cambio di favori proprio dall’imprenditore della sanità, come si fa insomma a ritenere che 40 dazioni come le chiamano loro, cioè tangenti, non sussistono e tre invece sì.
Con la sentenza di ieri sembra che il Collegio abbia spostato l’attenzione da Del Turco e il suo cerchio magico sull’assessorato di Bernardo Mazzocca: per lui e solo per lui un aumento della pena, a parte Bucciarelli che addirittura era stato assolto in primo grado. Per tutti e due è tornata in auge l’accusa di aver fatto assumere infermieri a Villa Pini, anche se per l’ex assessore il procuratore aveva chiesto addirittura l’assoluzione. La distanza che si accorcia, solo due anni di differenza tra Del Turco, accusato di aver preso tangenti e Mazzocca, che non ha intascato soldi, ora che la forbice si è così allargata, sembra stonata. Senza considerare un punto ancora più fragile di tutto l’impianto, ma questo è il peccato originale: l’associazione a delinquere. Non è facile spiegare come facciano un pugno di assessori e politici vari a mettersi d’accordo per dividersi chi milioni di euro e chi cinque posti di lavoro per infermieri.
La sentenza di ieri avrà anche un contraccolpo politico: Angelo Bucciarelli era pronto alla sfida delle primarie per la candidatura a sindaco di Vasto, col sostegno della parlamentare Pd Maria Amato. Lui, correttamente, un attimo dopo la sentenza l’ha ritirata. Il Pd ha evitato una dolorosa spaccatura nella piazza piu’ importante per le elezioni di primavera.
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