Source: https://bajrak.wordpress.com/2008/10/
Timestamp: 2018-07-23 15:48:17+00:00
Document Index: 40567094

Matched Legal Cases: ['art. 1398', 'art. 1399', 'art. 1188', 'art. 60', 'art. 2210', 'art. 2211', 'art. 2213', 'art. 1395']

ottobre | 2008 | BAJRAK
Rappresentanza (d. civ.) artt. 1387-1400 c.c.
Rientrando nel più ampio fenomeno della collaborazione negoziale sotto forma di sostituzione [vedi], la (—) può definirsi come quella figura di sostituzione per cui un determinato soggetto (rappresentante) compie il negozio nell’interesse di un altro soggetto (rappresentato).
Della (—) abbiamo due forme:
— diretta, quando il rappresentante agisce non solo per conto (e cioè nell’interesse), ma anche in nome del rappresentato. In tal caso si ha la spendita del nome altrui (contemplatio domini) e il verificarsi degli effetti del negozio direttamente ed unicamente nella sfera giuridica del rappresentato;
— indiretta, quando il rappresentante agisce solo per conto, ma non in nome del rappresentato. In tal caso il rappresentante agisce in nome proprio, senza spendere il nome del rappresentato e gli effetti giuridici del negozio si realizzano nella sfera giuridica del rappresentante, per cui sarà necessario il compimento di un’ulteriore attività affinché tali effetti possano riversarsi definitivamente in capo al rappresentato.
Avendo rilievo, nei rapporti con i terzi, la volontà del rappresentante, è di essa che si terrà conto nel rilevare eventuali vizi del volere: la loro sussistenza renderà annullabile il contratto concluso per (—).
Nel caso in cui il rappresentante abbia agito senza poteri ovvero abbia ecceduto i poteri conferitigli (falsus procurator), l’art. 1398 pone a suo carico la responsabilità per il danno sofferto dal terzo contraente che, immune da colpa, abbia confidato nella piena validità del contratto. Ciò, sempreché non intervenga in tempo utile la ratifica da parte dell’interessato, atto con cui viene sanato il difetto o l’eccesso del potere di (—) retroattivamente, senza pregiudicare i diritti acquisiti dai terzi (art. 1399).
• (—) apparente
Si configura allorquando lo pseudo-rappresentato, con il proprio comportamento di tolleranza nei confronti dell’agire del falsus procurator, dia causa all’apparente legittimazione del medesimo, ingenerando nei terzi, senza loro colpa, un ragionevole affidamento sulla sussistenza del potere rappresentativo. In tal caso lo pseudo-rappresentato risponde dell’operato del rappresentante apparente ed è vincolato dal contratto da questi concluso.
In tale ipotesi è la legge che conferisce i poteri al rappresentante. La (—) legale presuppone iuris et de iure l’impossibilità giuridica del rappresentato di compiere determinati atti (incapacità di agire) e, in taluni casi, può venire meno con l’acquisto della capacità di agire [vedi] da parte del rappresentato.
• (—) organica
Indica il potere rappresentativo che compete agli organi esterni [vedi Organi sociali] di un ente giuridico.
L’organo che stipula un contratto non si sostituisce all’ente ma agisce come parte integrante di esso. L’attività dell’organo è quindi attività di una parte dell’ente e come tale viene imputata all’ente stesso. La (—) organica rileva principalmente ai fini della responsabilità [vedi] extracontrattuale.
• (—) passiva
Con tale termine si indica il potere del rappresentante di ricevere atti o prestazioni in nome e per conto del rappresentato; essa si contrappone alla (—) attiva che è quella tipica e che consiste nel compimento di atti in nome e per conto del rappresentato.
Un esempio di (—) passiva si ha all’art. 1188 c.c. che prevede che il rappresentante del creditore sia legittimato a ricevere la prestazione.
La (—) attiva comprende sempre anche quella passiva.
• (—) volontaria
La (—) volontaria non può trovar luogo in tutti quei negozi per il cui compimento la legge non ammette soggetti diversi dal titolare del diritto (testamento, donazione, matrimonio).
Nel campo dei rapporti internazional-privatistici, la (—) è regolata dalla legge dello Stato in cui il rappresentante ha la propria sede professionale, o da quella dello Stato in cui costui esercita i suoi poteri nel caso concreto (art. 60 L. 218/95).
Commesso (d. comm.) artt. 2210-2213 c.c
Essi non possono esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere dilazioni o sconti che non siano di uso (art. 2210 c.c.); non possono derogare alle condizioni generali di contratto o alle clausole stampate sui moduli dell’impresa senza una speciale autorizzazione scritta (art. 2211 c.c.); non possono esigere il prezzo delle merci vendute fuori dai locali di vendita, né nei locali stessi se alla riscossione è destinata un’apposita cassa (art. 2213 c.c.); non possono acquistare in proprio merci vendute nel negozio ad un prezzo inferiore a quello fissato per la vendita al pubblico, salvo autorizzazione dell’imprenditore (art. 1395 c.c.).
…studenti ispirati al mio weblog…
….mi è stato segnalato che studenti universitari della cattolica (MI) hanno trovato delle pubblicazioni interessanti dove si sono ispirati alla tesi di laurea. Ciò mi rende fiero inquanto utile alla società che oltre ad essere informativo il mio blog svolge anche la funzione di istruttivo. tutto questo mi incoraggia di più a continuare nelle pubblicazioni che ritengo importani e coerenti. Mi farebbe piacere che i miei visitatori lascierasero dei commenti su quello che trovano utile e su quello da evitare.