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Timestamp: 2017-08-23 10:09:10+00:00
Document Index: 104526601

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'art. 169', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 169', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 647', 'art. 647', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 26', 'art. 2475', 'art. 1394', 'art. 5', 'art. 1417', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 287', 'sentenza ', 'art. 221', 'sentenza ']

fa77 IL CASO.it - Foglio di informazione giuridica.
Fallimentare-Codice e Giurisp.
Decisioni Massimate - Ultime Pubblicate
Concordato preventivo con riserva e ricorso per cassazione avverso il decreto che abbia autorizzato la sospensione di contratti.
Fallimento - Decreto ex art. 161, comma 6, l.fall., recante anche l'autorizzazione a sospendere i contratti in corso di esecuzione ex art. 169 bis l.fall. - Ricorribilità ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di concordato preventivo con riserva, è inammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. avverso il decreto con il quale il tribunale, nell'assegnare il termine per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione, abbia altresì autorizzato, ai sensi dell'art. 169 bis l.fall., la sospensione di contratti (nella specie, bancari per anticipazione su effetti) in corso di esecuzione, trattandosi di provvedimento privo dei requisiti della decisorietà e della definitività. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 March 2016, n. 4176.
Decorrenza del termine annuale ex art. 10 l.fall. dalla cancellazione dal registro delle imprese.
Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Imprese soggette - Imprenditore ritirato - Termine annuale ex art. 10 l.fall., nel testo anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006 - Decorrenza - Dalla cancellazione dal registro delle imprese - Fondamento - Limite.
Il termine di un anno dalla cessazione dell'attività, prescritto ai fini della dichiarazione di fallimento dall'art. 10 l.fall. nel testo anteriore alle modifiche apportategli con il d.lgs. n. 5 del 2006, decorre, tanto per gli imprenditori individuali che per quelli collettivi, dalla cancellazione dal registro delle imprese, perché solo da tale momento la cessazione dell'attività viene formalmente portata a conoscenza dei terzi, salva la dimostrazione di una continuazione di fatto dell'impresa anche successivamente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 March 2016, n. 4409.
Liquidazione del compenso al difensore della curatela.
La liquidazione del compenso spettante al difensore che abbia patrocinato la curatela in un giudizio, effettuata dal giudice delegato ex art. 25 l.fall., può essere inferiore a quanto corrispondentemente disposto, in favore della curatela, con la sentenza conclusiva di quel giudizio, allorché la stessa non sia ancora passata in giudicato, ma, ove la sua definitiva decisione determini l'importo delle spese processuali dovute alla curatela medesima in misura superiore a quella liquidata al professionista in sede fallimentare, ricevendo "in parte qua" fruttuosa esecuzione, quest'ultimo può invocare tale decisione come titolo per ottenere l'eventuale maggior somma che gli compete per l'opera prestata e che, se incamerata dal cliente, ne determinerebbe un'ingiusta locupletazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 March 2016, n. 4269.
Decreto ingiuntivo, efficacia di giudicato sostanziale ed idoneità a costituire titolo per l'ammissione al passivo.
Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo - Efficacia di giudicato sostanziale ed idoneità a costituire titolo per l'ammissione al passivo - Mancanza di opposizione - Decreto di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. - Necessità - Opposizione - Estinzione del giudizio e decorso del termine per il reclamo - Sufficienza.
Il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo inoppugnabile per l'ammissione al passivo, solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di costituzione dell'opponente, esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c., laddove, in caso di opposizione, come si evince dal coordinato disposto degli artt. 653 e 308 c.p.c., basta che il relativo giudizio si sia estinto e che, al momento della sentenza di fallimento, sia decorso il termine di dieci giorni per proporre reclamo avverso l'ordinanza di estinzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 February 2016, n. 3987.
Contratto di mutuo, erogazione al verificarsi di condizioni future ed eventuali e titolo esecutivo.
Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Qualora il contratto di mutuo, pur se stipulato con atto pubblico notarile, preveda che la somma mutata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al sino al verificarsi di condizioni future ed incerte, rimesse (in parte) alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che, per definizione, dovrebbe essere reale, in realtà è condizionato, difetta della immediata consegna da intendersi come immediata immissione nella disponibilità giuridica della somma mutuata e quindi posticipa necessariamente ad un momento futuro ed incerto il perfezionamento negoziale, sicché ne va disposta la sospensione della efficacia esecutiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale di Chieti, 19 July 2017.
Immobile pignorato amministrato da custode e obbligo di dichiarazione, a fini fiscali, dei canoni non percepiti.
Pignoramento immobiliare – Nomina di custode giudiziario – Obbligo di dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti.
Il pignoramento dell’immobile e la nomina del custode giudiziario non esonerano il proprietario dal dichiarare i canoni di locazione anche se non percepiti (art. 26 d.P.R. 917/1986), ferma restando la possibilità per il debitore pignorato di far valere la responsabilità del custode per il mancato adempimento delle obbligazioni che la legge gli impone. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale di Lombardia, 31 May 2017.
Conflitto di interessi tra amministratore e società: rilascio di fideiussione e possibilità di influire sul contenuto negoziale dell'atto.
Società a responsabilità limitata - Conflitto di interessi - Contratti conclusi dagli amministratori - Interpretazione del termine «contratti» - Contratti a prestazione unilaterale - Fideiussione
Nel termine «contratti» utilizzato dalla norma di cui all'art. 2475-ter c.c. (la quale introduce, per le società a responsabilità limitata, una disposizione rispondente al principio generale sancito dall'art. 1394 c.c. in materia contrattuale disponendo che i contratti conclusi dagli amministratori che hanno la rappresentanza della società in conflitto di interessi, per conto proprio o di terzi, con la medesima possono essere annullati su domanda della società, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo) devono ritenersi ricompresi tanto i contratti sinallagmatici quanto i contratti a prestazione unilaterale, ai quali è riconducibile il contratto di fideiussione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
In questo senso è anche la giurisprudenza concorde di legittimità secondo cui, quanto al profilo dei rapporti esterni, se la società agisce a mezzo dei suoi amministratori, l'integrazione del potere statutario di rappresentanza - delimitato dall'oggetto sociale - può pervenire dall'assemblea dei soci; sebbene, infatti, questa non si identifichi con la società, tuttavia resta titolare del potere di assumere le decisioni concernenti la vita sociale, eventualmente sottoposte ad essa dagli amministratori, perché l'assemblea è l'organo capace di esprimere le scelte dell'impresa sociale, onde la sua determinazione non può restare irrilevante ai fini del valore verso i terzi dell'atto poi compiuto dagli amministratori che quel volere eseguano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale di Roma, 03 April 2017.
Mancato esperimento del procedimento di mediazione e conferma del decreto ingiuntivo opposto.
Mediazione – Opposizione a decreto ingiuntivo – Mancato esperimento del procedimento di mediazione – Onere a carico dell’opponente – Improcedibilità del giudizio – Conferma del decreto ingiuntivo opposto.
Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, ove, nel corso del giudizio, venga disposta dal Giudice la mediazione delegata, ai sensi dell’art. 5, 4° comma lettera a) del DLgs 28/2010 e successive modifiche, l’onere di promuovere la stessa grava su parte opponente in quanto unico soggetto processuale avente il concreto interesse alla prosecuzione del giudizio.
Il mancato esperimento, nel termine assegnato, determina la dichiarazione di improcedibilità della causa d’opposizione e la pronuncia accessoria della conferma e definitiva esecutività del decreto ingiuntivo opposto. (Luigi Carlo Ravarini) (riproduzione riservata) Tribunale di Bologna, 19 July 2017.
Sulla incompatibilità del giudice che ha trasmesso al P.M. la notitia decoctionis.
Fallimento – Dichiarazione – Segnalazione al P.M. della notitia decoctionis – Contenuto decisorio – Esclusione – Incompatibilità a decidere sul fallimento del giudice che ha trasmesso al P.M. la notizia – Esclusione.
Se è condivisibile l'affermazione secondo la quale il legislatore della riforma della legge fallimentare ha inteso escludere, in modo assoluto, qualunque dubbio sulla posizione di terzietà del giudice chiamato a rendere la decisione sulla dichiarazione di fallimento, non altrettanto può dirsi per l'applicazione di tale principio al rapporto tra giudice che effettua la segnalazione al P.M. e quello che decide sull’istanza di fallimento; ed infatti, al riguardo, occorre evidenziare che la trasmissione al P.M. della notitia decoctionis non ha alcun contenuto decisorio, nemmeno come esito di una delibazione sommaria, sicchè, non essendovi alcuna coincidenza fra il contenuto della segnalazione e l'oggetto della successiva istruttoria conseguente all'iniziativa del P.M., non è neppure astrattamente configurabile una violazione dei principi di terzietà e imparzialità del giudice, intesi come sua equidistanza dall'oggetto del giudizio e dalle parti.
Eventuali disfunzioni riconducibili a patologie del sistema, quali quelle di un eccessivo appiattimento del P.M. o del tribunale sulle posizioni assunte dall'altro organo in ragione della intervenuta segnalazione di insolvenza e delle successive iniziative adottate, si sottraggono all'esame del giudizio di legittimità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19 June 2017, n. 15131.
La prova della simulazione della donazione non richiede la forma solenne.
Simulazione – Prova – Requisito di forma scritta ad probationem tantum – Donazione – Prova della parziale simulazione soggettiva – Controdichiarazione sottoscritta dalle stesse parti.
Dall'art. 1417 c.c. si ricava che la prova della simulazione tra le parti soggiace ad un requisito di forma scritta ad probationem tantum, non anche a quello solenne ed ulteriore eventualmente richiesto ad substantiam per l'atto della cui simulazione si tratta; pertanto, la prova della parziale simulazione soggettiva di una donazione non richiede anch'essa l'atto pubblico, ma può essere fornita mediante una semplice controdichiarazione sottoscritta dalle stesse parti o da quella contro cui questa è prodotta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 24 July 2017, n. 18204.
Revocabilità della rimessa conseguente alla concessione di mutuo garantito da ipoteca per ripianare uno scoperto di conto corrente.
Fallimento - Effetti - Azione revocatoria - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Rimessa conseguente alla concessione di mutuo garantito da ipoteca per ripianare uno scoperto di conto corrente - Revocabilità ex art. 67 l.fall. - Condizioni - Garanzia ipotecaria - Espressione di autotutela preventiva del creditore - Esclusione - Condizioni.
È revocabile, ai sensi dell'art. 67, comma 1, n. 2, l.fall., ed, in ogni caso, ex art. 67, comma 2, l.fall., la rimessa conseguente alla concessione di un mutuo garantito da ipoteca destinata a ripianare uno scoperto di conto, laddove il mutuo ipotecario ed il successivo impiego della somma siano inquadrabili nel contesto di un'operazione unitaria il cui fine ultimo è quello di azzerare la preesistente obbligazione. La garanzia ipotecaria non è espressione di autotutela preventiva, in quanto costituita per debito preesistente, in tutti i casi in cui il mutuatario non abbia ad acquisire contestualmente nuova disponibilità finanziaria, essendo, in tal caso, la garanzia associata ad un rischio di credito già in atto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 February 2016, n. 3955.
Accertamento del passivo ed effetti della non contestazione da parte del curatore.
Fallimento - Accertamento del passivo - Non contestazione da parte del curatore di un credito di cui è chiesta l’insinuazione al passivo - Automatica ammissione al passivo del credito - Esclusione - Risultati nell'istruzione probatoria - Prevalenza.
Pertanto, qualora, a prescindere dalla eventuale non contestazione del curatore fallimentare, il giudice delegato al fallimento ravvisi che l’istante non ha fornito piena prova a sostegno delle proprie richieste, può legittimamente statuire nel senso della sua esclusione dal passivo fallimentare. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale di Massa, 23 November 2016.
Verbale assembleare che non consenta di conoscere i nominativi dei presenti ed il voto da ciascuno espresso.
Deve essere annullata la delibera assembleare che non consenta di conoscere i nominativi dei presenti ed il voto da ciascuno espresso, con la precisazione che il foglio presenze che abbia un contenuto idoneo ad integrare i dati mancanti deve far parte integrante del verbale mediante espresso richiamo e materiale inserimento nello stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale di Roma, 31 March 2017.
Refusione di spese, errore materiale e procedimento di correzione.
In particolare, quando dalla parte motivazionale e dal dispositivo del decreto promana la volontà del giudice come diretta, da un lato all’accoglimento della tesi prospettata nelle conclusioni di una parte, e dall’altro alla condanna della stessa parte vittoriosa a rifondere le spese di giudizio all’altra parte (le cui conclusioni sono state invece rigettate, ed è perciò parte soccombente), si tratta inequivocabilmente di un errore materiale, emendabile con il procedimento di cui all’art. 287 c.p.c., perché la contraddizione è evidente e facilmente spiegabile sub specie di mero errore intervenuto durante la stesura del provvedimento. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale di Massa, 21 February 2017.
Modifica delle condizioni di separazione e affidamento dei figli al comune di residenza.
Procedura per la modifica delle condizioni di separazione - Affidamento dei minori al comune di residenza - Sussiste
Ricorso per la modifica delle condizioni di separazione - Genitore che segue percorso terapeutico presso il NOA - Regolamentazione visite padre-figli - Delega ai Servizi Sociali competenti
Ricorso per la modifica delle condizioni di separazione - Attività di supporto alla genitorialità a favore del genitore - Delega ai Servizi Sociali competenti
Ricorso per la modifica delle condizioni di separazione - Attività di monitoraggio sulle difficoltà scolastiche, alimentari e sociali dei figli - Delega ai Servizi Sociali competenti
Ricorso per la modifica delle condizioni di separazione - Responsabilità genitoriale - Gravi inadempienze o atti pregiudizievoli per il minore - Ammonimento al genitore inadempiente - Sussiste
Ricorso per la modifica delle condizioni di separazione - Responsabilità genitoriale - Gravi inadempienze - Risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell'altro - Non sussiste
Va mantenuto l'affidamento dei minori all'ente affidatario inclusa la delega ad assumere le decisioni più rilevanti sui percorsi terapeutici ritenuti opportuni per contenere le condotte problematiche dei minori quando tra i genitori persiste la conflittualità (nel caso di specie i due minori sono stati affidati al comune di residenza e collocati presso la residenza della madre). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Il genitore che sta seguendo un percorso terapeutico presso un N.O.A. (acronimo di Nucleo Operativo Alcoldipendenze) ha il diritto ad incontrare i figli con le modalità ed i tempi decisi dai Servizi Sociali territorialmente competenti, i quali dovranno verificare il rispetto scrupoloso delle indicazioni del N.O.A. da parte di tale genitore e monitorare i rapporti tra quest'ultimo ed i figli. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Deve essere affidata ai Servizi Sociali territorialmente competenti l'attività di supporto alla genitorialità del genitore (nel caso di specie tale attività era a favore della madre). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Deve essere affidata ai Servizi Sociali territorialmente competenti, con l'eventuale collaborazione con la competente UOMPIA, l'attività di monitoraggio sulle difficoltà scolastiche, alimentari e sociali dei figli (nel caso di specie la figlia aveva la tendenza ad assumere sostanze voluttuarie pregiudizievoli per la sua salute ed il figlio aveva manifestato dei forti problemi comportamentali in ambito scolastico). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Deve essere ammonito il genitore inadempiente che non rispetta né le clausole previste in sede di separazione né quanto disposto nei provvedimenti provvisori emessi nel corso della procedura di modifica delle condizioni di separazione. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Deve rigettarsi la domanda di risarcimento dei danni formulata da un genitore nei confronti dell'altro nel caso in cui non vi siano i presupposti di legge e cioè quando la situazione di difficoltà in atto vada ricondotta alla conflittualità tra le parti (nel caso di specie i genitori, continuando a litigare in merito alla loro non risolta crisi coniugale, non sono riusciti a preservare i minori da tale conflitto). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Deve condannarsi il genitore soccombente alla rifusione a favore dell'altro genitore della metà delle spese di lite (nel caso di specie il giudice ha condannato il marito a rimborsare alla moglie le spese della procedura giudiziaria visto il rigetto di tutte le domande del marito e l’accoglimento di alcune delle domande della moglie). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale di Milano, 17 December 2014.
Rapporto tra amministratore e società e l'eccezione di inadempimento dopo Cass. SSUU 1545/2017.
Società per azioni – Rapporto con l’amministratore – Natura societaria – Eccezione di inadempimento.
Nell’ambito del rapporto tra amministratore e società, l'eccezione di inadempimento mantiene un suo spazio di applicazione anche dopo la sentenza della Corte di cassazione, sez. un. civ. n. 1545/2017 la quale ha escluso che il rapporto tra amministratore e società abbia natura parasubordinata; l’applicazione alla fattispecie della eccezione in questione ha, infatti, lo scopo di rafforzare l'adempimento delle obbligazioni in un contesto di corrispettività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello di Milano, 18 July 2017.
Decorrenza del termine di decadenza dalla revocatoria nell’amministrazione straordinaria.
Amministrazione straordinaria – Azione revocatoria fallimentare – Decadenza ex articolo 69 bis L.F. – Decorrenza del termine.
In ipotesi di amministrazione straordinaria di cui al d.lgs. n. 270 del 1999, il termine triennale di cui all’articolo 69 bis L.F., entro il quale, a pena di decadenza deve essere promossa l’azione revocatoria, decorre dalla data di dichiarazione dell’insolvenza. (Marco Favaro) (riproduzione riservata) Tribunale di Padova, 22 October 2015.
Proposizione di querela di falso incidentale. Proponibilità in qualsiasi stato e grado del giudizio.
Proposizione di querela di falso incidentale – Proponibilità in qualsiasi stato e grado del giudizio – Necessità che la querela di falso incidentale sia proposta prima della rimessione della causa in decisione.
Ai termini dell’art. 221, comma 1, c.p.c., la querela di falso può proporsi tanto in via principale quanto in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.
Tale previsione va intesa nel senso che la relativa istanza, in primo o in secondo grado, deve comunque intervenire prima della rimessione della causa in decisione, ossia entro l’udienza di precisazione delle conclusioni. (Alessandro Colavolpe) (riproduzione riservata) Tribunale di Roma, 21 July 2017.