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Timestamp: 2019-01-19 00:39:33+00:00
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La rinnovazione della notifica del ricorso in appello | Commercialista Telematico
La rinnovazione della notifica del ricorso in appello
Con la sentenza n. 37 del 29 aprile 2008 <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Commissione Tributaria Regionale di Roma sez. 26 ha escluso la rinnovazione della notifica dell’atto d’appello dell’ente impositore, ex articolo 291 del c.p.c. al rito tributario (1), poiché sussisteva nella fattispecie concreta la costituzione in giudizio del convenuto (contribuente).<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Orbene,il giudice d’appello, in difetto di costituzione in giudizio del destinatario, anziché dichiarare l’inammissibilità dell’impugnazione deve ordinare la rinnovazione della notifica nulla dell’atto, ex artt. 291 e 350 del c.p.c. norme, queste, legittimamente applicabili anche al rito tributario per effetto del rinvio operato dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n.546/92. A tal proposito, giova osservare che la mancanza nel processo tributario della dichiarazione di contumacia non rende incompatibile la disciplina di cui all’articolo 291 del c.p.c. con l’impianto delineato dal D.Lgs. 546/92; la non previsione della dichiarazione di contumacia non costituisce fattore di disarmonia assoluta tra l’articolo 291 del c.p.c. e l’indole di cui al D.Lgs. 546/92. Peraltro, poiché anche nel processo tributario si può verificare la situazione processuale di nullità del ricorso in appello ovvero una situazione processuale avente le medesime caratteristiche di quella prevista dall’articolo 291 del c.p.c. è logico supporre che il legislatore per situazioni processuali omogenee preveda discipline e conseguenze processuali omogenee In definitiva, nel prendere atto che il D.Lgs. 546/92 non esclude espressamente l’applicabilità dell’articolo 291 del c.p.c. nel giudizio d’appello tributario, si può rilevare che quest’ultima disposizione, avente natura secondaria, si pone in armonia con il principio d’integrazione di cui all’articolo 1, secondo comma, del D.Lgs. 546/92. Orbene, i punti salienti della disciplina di cui all’articolo 291 del c.p.c., evidenziati dalla giurisprudenza di legittimità, sono i seguenti:
– la rinnovazione, ex articolo 291 del c.p.c., non può essere disposta, in caso di nullità dell’atto d’appello, poiché lo stesso articolo presuppone un appello perfettamente formato ma notificato in modo non regolare;
– il giudice deve, in via preliminare, appurare la validità della notificazione dell’appello allorché la parte resistente non si costituisca;
– non è possibile la rinnovazione se trattasi di notifica inesistente dell’appello (Cassazione sentenza n.10785 del 3 agosto 2001); per la radicale inesistenza della notificazione non è consentita alcuna rinnovazione ai sensi dell’articolo 291 c.p.c. né alcuna sanatoria ex tunc (Cassazione sentenza n. 3586/01 del 12 marzo 2001; Cassazione sentenza n. 14602 del 13 novembre 2001);
– il giudice se rileva un vizio di nullità (2) della notifica dell’atto d’appello deve ordinare all’appellante di rinnovare la notificazione entro un termine perentorio;
– la rinnovazione della notifica impedisce ogni decadenza, perché, per fictio iuris, l’appello s’intende notificato sin dal primo momento e non da quello posteriore, in cui la notifica è rinnovata: avviene la sanatoria, ex tunc, della prima notificazione e s’impedisce il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado, nelle more tra la notificazione nulla e la sua rinnovazione;
– qualora l’appellante non ottemperi all’ordine, entro il termine, o qualora la rinnovazione non sia valida, è ordinata la cancellazione dal ruolo e l’estinzione prevista dall’articolo 307 del c.p.c.;
– se l’appellante provvede al rinnovo, dopo la scadenza del termine fissato dal giudice, la parte resistente che si costituisce deve eccepire l’estinzione nella prima difesa altrimenti il processo è regolare: se il processo prosegue fino alla pronuncia della sentenza non è ravvisabile nullità e l’estinzione non può essere dedotta nel successivo grado del processo;
– l’ordine di rinnovo della notifica dell’appello è provvedimento che corrisponde ad uno specifico modello processuale, potendo e dovendo essere emesso sempre che si verifichi la situazione normativamente considerata; ne consegue che l’atto che dispone la rinnovazione della notifica, quando una rituale notifica vi sia già stata, deve ritenersi nullo perché discostantesi dal relativo modello processuale (in quanto emesso al di fuori delle ipotesi consentite) e perché inidoneo a raggiungere il proprio scopo (consistente nella valida instaurazione del contraddittorio), essendo tale scopo già stato raggiunto per la ritualità della notifica della quale è stata erroneamente disposta la rinnovazione (Cassazione sezione lavoro sentenza n. 16145 del 21 dicembre 2001);
– il citato articolo nel prescrivere per il caso di mancata costituzione del convenuto che il giudice deve ordinare la rinnovazione della notifica, qualora la notifica stessa non sia valida, lascia intendere che nell’ipotesi di costituzione del convenuto l’eventuale nullità è come se non esistesse perché superata dal raggiungimento dello scopo (Cassazione sentenza n.5662 del 25 giugno 1997).
Per eliminare equivoci o fraintendimenti occorre precisare che la possibilità della rinnovazione dell’atto d’appello ex articolo 291 del c.p.c., nel giudizio di merito tributario, non deve esonerare le parti al dovere di una corretta informazione ed in particolare non deve esimere la parte (appellante) dal dovere di far conoscere correttamente l’ atto di gravame; la rinnovazione, ex articolo 291 del c.p.c., non è un istituto giuridico posto dall’ordinamento pro fisco ma per l’interesse pubblico alla eliminazione delle anormalità che integrano la nullità della notifica dell’appello.
D’altra parte, Il diritto alla difesa di cui all’art. 24 della Costituzione ed il principio dell’effettività contraddittorio (art. 111, commi 1 e 2, della Costituzione) impongono un’interpretazione costituzionalmente orientata del sistema normativo delle notifiche, volta per un verso ad assicurare (per quanto possibile) il principio dell’effettività della conoscenza dell’atto notificato da parte del destinatario e, per altro verso, a contenere le ipotesi di inesistenza della notifica (con conseguente non sanabilità dei vizi attraverso gli istituti del rinnovo della notifica ex art. 219 del codice di procedura civile o il raggiungimento dello scopo ex art. 156 del codice di procedura civile) alle sole circostanze in cui manchi qualsiasi collegamento fra il destinatario della notifica e la persona cui l’atto è stato consegnato, di guisa che l’intervento del giudice ex art. 291 del codice di procedura civile sarebbe lesivo della sua terzietà. In ogni altro caso deve parlarsi di mera nullità (sanabile) della notifica. Poiché l’inesistenza della notifica determina il venir meno della tutela giudiziaria del diritto del ricorrente, si deve limitare il ricorso a simile sanzione solo quando non sia possibile rintracciare alcun elemento di collegamento fra il destinatario delle notifica ed soggetto cui la notifica stessa è stata effettuata. (Sent. n. 22641 del 9 ottobre 2007 dep. il 29 ottobre 2007 della Corte Cass., SS.UU. civ.)
1) La notificazione nulla può essere sanata anche attraverso la rinnovazione ex articolo 291 c.p.c. Detta norma, nel processo civile, riguarda i casi di contumacia del convenuto, e prevede che, se quest’ultimo non si costituisce e il giudice rileva un vizio che importi nullità nella notificazione della citazione, fissa all’attore un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza. L’articolo 291 opera solo ed esclusivamente in presenza di notificazione nulla; non potrà mai applicarsi in caso di notificazione omessa o inesistente. La disciplina di cui all’articolo 291 c.p.c. (diversamente rispetto all’articolo 156 c.p.c.) riguarda solo ed esclusivamente gli atti processuali, o meglio la notifica di atti processuali; pertanto, non potrà mai essere invocata per sanare la nullità della notificazione di avvisi di accertamento.
La Suprema corte ha applicato la disciplina in parola tutte le volte in cui la notificazione di un atto processuale si sia perfezionata in un luogo o a soggetto diverso da quello prescritto dalle norme, ma che abbia comunque un riferimento con il destinatario. In questi casi , la Corte di cassazione ha ritenuto che il vizio di nullità possa essere sanato per effetto della sua rinnovazione disposta ai sensi dell’articolo 291 c.p.c. ed eseguita dalla parte (Cassazione, n. 11623 del 28/7/2003).
2) Con la sentenza n. 1574 del 14 dicembre 2006, depositata in data 24 gennaio 2007, la sezione tributaria della Suprema corte ha confermato un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità in tema di vizi dell’atto di appello.
Tale pronuncia ha precisato che la notificazione dell’atto di appello a più parti presso un unico procuratore, eseguita mediante consegna di un numero di copie inferiori rispetto alle parti cui l’atto è destinato, è di per sé nulla.
Il vizio di nullità può essere sanato, con efficacia ex tunc, o attraverso la costituzione in giudizio di tutte le parti cui l’impugnazione è diretta, o con la rinnovazione della notificazione, da eseguire in un termine perentorio assegnato dal giudice ai sensi dell’articolo 291 del Codice di procedura civile. Qualora l’appellante non provveda a detta rinnovazione, la Cassazione deve rinviare la controversia al giudice di merito affinché ne disponga il relativo adempimento.
La notificazione del ricorso per cassazione avverso una sentenza di una Commissione tributaria che sia eseguita presso all’Agenzia delle Entrate (o ad un ufficio periferico della stessa) presso l’Avvocatura Generale dello Stato, qualora nella fase di merito l’Agenzia non sia stata rappresentata dall’Avvocatura, è affetta da nullità e non da inesistenza e la nullità può essere sanata con la costituzione in giudizio dell’Agenzia o, in difetto, con l’ordine di rinnovazione della notificazione all’Agenzia nella sua sede, da disporsi ai sensi dell’art. 291 c.p.c (Corte di Cassazione sentenza n. 22642/2007).
Riunita con l’intervento sei Signori:
F. Dott. F. Presidente
D. Dott. G. Relatore
V. Dott. C. Giudice
sull’appello n. …../06
depositato il ../../2006
– avverso la sentenza N. ………………../20 0 5
proposto dall’ufficio: COMUNE Dl BRACCIANO difeso da:
B. DR. SSA P.
VIA………………. 00062 BRACCIANO RM
VIALE…………….00195 ROMA RM
AVVISO DI LIQUIDAZIONE n. ……../03 I.C.I. 2001
Con atto depositato il ……….2006 il Comune di Bracciano ha proposto appello avverso la sentenza n. …/../05, depositata il …………….2005, con la quale la Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha accolto il ricorso della sig.ra P. D. relativo all’avviso di liquidazione n. …./03 ICI 2001, ritenendo non edificabile un terreno non inserito in strumenti urbanistici attuativi.
L’appellante sostiene che la legge …/1992, con interpretazione autentica, ha stabilito che devono ritenersi edificabili i terreni inseriti anche soltanto in strumenti urbanistici generali.
Nelle sue controdeduzioni la contribuente ha eccepito l’inammissibilità dell’appello perché notificato al difensore costituito soltanto il …….2006, oltre i termini di legge. Nel merito, ha sostenuto che, nella specie, non è stata seguita la procedura prevista dalla legge 289/2003, che impone all’amministrazione di comunicare al proprietario provvedimenti che comportino la edificabilità delle aree.
Con successiva memoria il Comune di Bracciano ha ricordato che la Corte di Cassazione ha ritenuto sanata la nullità della notifica rinnovata d’iniziativa, anticipando l’ordine di cui all’art. 291 c.p.c..
Dagli atti di causa risulta che l’appello è stato notificato al difensore costituito oltre il termine ultimo del ……2006, pur essendo stato erroneamente notificato alla contribuente in data anteriore alla scadenza, il ………2006.
L’art. 291 cpc statuisce che, qualora la notificazione sia nulla – come nella specie -, “se il convenuto non si costituisce” il giudice fissa all’attore un termine perentorio per rinnovarla.
La suddetta disposizione processuale non appare applicabile al caso in esame in quanto il convenuto si è regolarmente costituito con comparsa di costituzione del …….2008, per cui questo Giudice non avrebbe avuto la possibilità di fissare il termine per la rinnovazione della notifica, conformemente alla richiamata giurisprudenza della Suprema Corte.
La particolarità del caso giustifica la compensazione delle spese.
La Commissione Tributaria Regionale del Lazio – sez…. – dichiara inammissibile l’appello. Spese compensate.
Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del …..2008