Source: https://legaldesk.it/blog/dati-giudiziari-penale
Timestamp: 2019-10-15 01:37:38+00:00
Document Index: 137385336

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 42']

Il Decreto Legislativo 18 maggio 2018 si compone di cinquanta articoli suddivisi in otto Capi, vediamo insieme nel seguente articolo il contenuto di ogni singolo Capo
Il 24 maggio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legislativo 18 maggio 2018, n. 51, di attuazione della Direttiva UE 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016.
Il Decreto si compone di cinquanta articoli ed è suddiviso in otto Capi, dedicati a specifici aspetti della materia, che rinviano al Regolamento UE 2016/679, in materia di protezione dei dati personali, nelle parti il cui contenuto è analogo a quello della direttiva.
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Gli otto Capi del decreto
Primo Capo, principi applicabili
Il Capo I riguarda le “disposizioni generali”, ed è subito ispirato, nel rispetto delle regole generali previste dall’art. 32 della legge 234 del 2012, all’idea di creare una disciplina organica del trattamento di dati personali per fini, appunto, di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali.
Con queste nuove disposizioni si tende anche a sostituire gran parte delle norme di cui ai titoli I e II della Parte seconda del Codice privacy, che si applicava ai trattamenti svolti nell’esercizio di funzioni giudiziarie in sede sia civile che penale.
Quindi, il primo Capo detta disposizioni generali che riguardano i principi applicabili, i presupposti e le condizioni di legittimità del trattamento.
In particolare, per ciò che riguarda i presupposti di liceità del trattamento, si prevede che “il trattamento è lecito se è necessario per l'esecuzione di un compito di un'autorità competente per le finalità di cui all'articolo 1, comma 2, e si basa sul diritto dell'Unione europea o su disposizioni di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento che individuano i dati personali e le finalità del trattamento”.
Si vede quindi che, conformemente al considerando n. 33 della direttiva, anche il regolamento viene indicato come fonte normativa ulteriore rispetto a quella legislativa, idonea alla previsione di specifici trattamenti, anche di dati sensibili, purché si dispongano garanzie adeguate per la salvaguardia dei diritti e delle libertà dell’interessato.
Invece, per quanto riguarda i processi decisionali automatizzati, ivi inclusa la profilazione, si è deciso di indicare la sola fonte legislativa, in ragione dei rischi che tali trattamenti possono comportare per le libertà e i diritti dell’interessato.
Secondo Capo diritti dell'interessato
Il Capo II, è dedicato ai diritti dell’interessato, e fondamentalmente recepisce quasi in toto le norme di cui al Capo III della direttiva. Unica particolarità è la previsione secondo cui l’esercizio di tali diritti (ricezione di informazioni, diritto di accesso, diritto di rettifica e cancellazione, limitazione del trattamento) possa essere limitato, ritardato o escluso nella misura e per il tempo in cui ciò costituisca una misura necessaria e proporzionata al fine di:
non compromettere il buon esito dell’attività di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o l'esecuzione di sanzioni penali, nonché' l'applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali e delle misure di sicurezza.
tutelare la sicurezza pubblica.
tutelare la sicurezza nazionale.
tutelare i diritti e le libertà altrui.
Terzo Capo, titolare e responsabile trattamento
Il terzo Capo ha ad oggetto le regole riguardanti il titolare e il responsabile del trattamento, nonché la descrizione di alcuni dei principali obblighi che ricadono in capo a questi.
In questo Capo, all’art. 24, sono anche indicati i casi in cui il titolare è tenuto a consultare preventivamente il Garante.
Di particolare interesse è l’obbligo di consultare il Garante “nel corso dell’esame di un progetto di legge o di uno schema di decreto legislativo ovvero di uno schema di regolamento o decreto non avente carattere regolamentare, suscettibile di rilevare ai fini della garanzia del diritto alla protezione dei dati personali (art. 24, comma 2).
Quarto Capo, trasferimento dati
Il Capo quarto si occupa della disciplina riguardante i trasferimenti di dati personali verso paesi terzi o organizzazioni internazionali.
Quinto Capo, tutela e sanzioni
Il Capo quinto è intitolato “tutela e sanzioni amministrative”: l’art. 37, che disciplina i poteri di controllo dell’Autorità Garante, esclude la competenza del Garante “in ordine al controllo del rispetto delle norme del presente decreto, limitatamente ai trattamenti effettuati dall’autorità giudiziaria nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali, nonché' di quelle giudiziarie del pubblico ministero, in ragione del particolare status riconosciutogli nel nostro ordinamento” (art. 37, c.6) .
Sono previste sanzioni amministrative, per la violazione delle norme di recepimento della direttiva, secondo lo schema generale previsto dal Regolamento, con i criteri e le garanzie ivi previsti, nonché con cornici edittali più elevate qualora la violazione concerna i diritti degli interessati o le norme sul trasferimento dei dati all’estero (art. 42).
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Sesto Capo, illeciti penali
Il Capo sesto fa riferimento agli illeciti penali: oltre a riprendere i peculiari illeciti previsti dalla direttiva, delitti di false dichiarazioni al Garante e inosservanza di provvedimenti dell’Autorità e già previsti dal Codice, l’articolo 43 introduce una specifica fattispecie delittuosa, trattamento illecito di dati.
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei mesi a un anno e sei mesi. Oppure se la condotta comporta comunicazione o diffusione dei dati, con la reclusione da sei mesi a due anni. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per se' o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dall'articolo 7 o dall'articolo 8, comma 4, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni”.
Settimo Capo, disposizioni integrative
Il Capo settimo riproduce essenzialmente le norme di cui agli articoli 54 e 56 del Codice, che vengono contestualmente abrogate, e indica “disposizioni integrative sui trattamenti delle Forze di polizia”.
Ottavo Capo, coordinamento
Il Capo ottavo contiene le norme di coordinamento, le abrogazioni e la clausola di invarianza finanziaria.
Con questo provvedimento, si è teso a garantire, anche nel nostro Paese, una libera circolazione dei dati personali che riguardano attività di prevenzione dei reati, fornendo però anche una base normativa solida e coerente in materia di protezione dei dati personali nell’ambito dell’Unione Europea.
La condivisione dei dati e delle informazioni, dei quali le autorità dei diversi Paesi europei sono già singolarmente in possesso, tra le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie dei diversi Paesi membri costituisce uno strumento importantissimo per garantire la sicurezza in tutto lo spazio comunitario.
In particolare con questo provvedimento si ottiene da un lato, di tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, e dall’altro, di permettere che lo scambio dei dati personali da parte delle autorità competenti all’interno dell'Unione, non sia limitato né vietato per motivi attinenti alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.