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Timestamp: 2018-01-21 06:31:08+00:00
Document Index: 90424776

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11']

Pubblicato: Venerdì, 22 Ottobre 2010 09:46
Introduzione alla legge 68/99
La L.68/99 ha rinnovato completamente la disciplina relativa al collocamento dei disabili, andando a sostituire una legge, la 482/68, che da troppo tempo mostrava i propri limiti non essendo più rispondente alle esigenze dell'utenza, da intendersi come tale sia i portatori di disabilità sia i datori di lavoro.
Con la nuova legge è stato introdotto il concetto di Collocamento Mirato (art. 2) che va a sostituire quello meramente coercitivo di collocamento obbligatorio. Si tratta di favorire i processi di integrazione all'interno dell'ambiente di lavoro e di migliorare la qualità della vita delle persone disabili tramite "quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto di lavoro adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive".
I soggetti beneficiari (art. 1 co 1) che la legge individua sono:
le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, non vedenti e sordomuti;
gli invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33%;
gli invalidi civili di guerra e per servizio.
Sono tenuti all'assunzione obbligatoria (assunzioni obbligatorie e quote di riserva art. 3 e 7) tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, nelle seguenti misure:
da 15 a 35 dipendenti: 1 assunzione, con richiesta nominativa;
da 36 a 50 dipendenti: 2 assunzioni, con una richiesta nominativa ed una numerica;
oltre 50 dipendenti: 7% dei lavoratori occupati (con le esclusioni previste dalla legge), di cui il 60% a richiesta nominativa ed il 40% a richiesta numerica.
L'obbligo di assunzione è sospeso per le imprese che versano in stato di crisi aziendale o in corso di ristrutturazione.
I datori di lavoro privati e gli Enti pubblici economici che, per le speciali condizioni delle loro attività, non possono occupare l'intera percentuale dei disabili, possono, a domanda, essere parzialmente esonerati dall'obbligo dell'assunzione (esoneri parziali art. 5), alla condizione che versino al Fondo Regionale per l'occupazione dei disabili (art. 14) un contributo esonerativi per ogni giorno lavorativo di ciascuna unità non assunta.
Presso i Centri Provinciale per l'Impiego o le Province possono essere stipulate Convenzioni (art. 11) aventi per oggetto la gradualità delle assunzioni nel tempo e la determinazione di un programma di inserimento lavorativo mirato. Tali convenzioni prevedono incentivi (Fondo Nazionale art. 13 co 4). sotto forma di sgravi contributivi in proporzione al grado di invalidità (fiscalizzazione totale o parziale. art. 13 co 1 lett. a, b), o contributi per l'adattamento del posto di lavoro, per tirocini formativi e per forme di sostegno al telelavoro (rimborso forfetario art. 13 co 1 lett. c). Il sistema è stato parzialmente mutato dalla legge 247 del 24/12/2007 (c.d. del Welfare) che ha sostituito il riconoscimento degli sgravi contributivi con la forma più diretta di ammissione a contributo per le imprese che assumono persone disabili.
La Convenzione può prevedere la chiamata nominativa, lo svolgimento di tirocini (art. 11 co 2) con finalità formative e di orientamento, l'assunzione a tempo determinato e lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal CCNL.