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Timestamp: 2018-08-22 05:13:35+00:00
Document Index: 112260190

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 130', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 134', 'art. 130', 'art. 132', 'art. 133']

Garanzie e beni di consumo Archives - Pagina 4 di 6 - CONFCONSUMATORI
Tribunale di Grosseto conferma sentenza per garanzia bene di consumo
Con una recente pronuncia il Tribunale di Grosseto, quale Giudice d’appello avverso una sentenza del Giudice di Pace di Grosseto, ha respinto l’impugnazione proposta da una importante società italiana venditrice di divani .
Il Tribunale, avendo fatto espletare in secondo grado una consulenza tecnica, ha confermato il fatto che la diversità della tipologia dei pellami con cui era realizzato il divano consegnato, consiste in un grave difetto, che giustifica la risoluzione del contratto .
Infatti, il caso di specie consisteva nell’acquisto di un divano, da parte di un associato alla Confconsumatori di Grosseto, divano che, alla consegna, si è rivelato essere composto da diverse tipologie di pelle, con una grana diversa, tanto da risultare antiestetico.
Il Tribunale ha confermato che il divano non era conforme al contratto , non presentando le qualità di un bene dello stesso tipo che il consumatore poteva legittimamente aspettarsi.
Il Giudice di secondo grado ha ulteriormente chiarito che era il venditore ad avere l’onere di provare che il bene era conforme al campione esibito all’ordine, campione che doveva essere nella disponibilità del venditore.
Per questi chiarissimi motivi, il Tribunale ha confermato la risoluzione del contratto e l’obbligo di restituzione del prezzo statuito dal Giudice di primo grado ed ha ulteriormente condannato la società venditrice alle spese del giudizio d’appello oltre a quelle di primo grado .
Garanzie da beni usati sulle automobili
Spesso accade che chi compra un autovettura usata, ritiene erroneamente di essere garantito da eventuali difetti sul mezzo acquistato, solo perché per legge è prevista una garanzia sul veicolo. Questo errore è dovuto da una scarsa ed erronea informazione.
Poniamo infatti che il signor Tizio, acquisti un autovettura usata. Dopo l’acquisto si accorge che un pezzo del motore della macchina non funziona più correttamente; pertanto, ai sensi dell’art. 130 del Codice del Consumo, comunica al salone dell’auto usate dove ha acquistato la macchina il difetto, richiedendo entro un congruo termine, la riparazione del difetto, con addebito a loro carico dei costi di riparazione. Rammentiamo che se la denuncia è effettuata entro 6 mesi dall’acquisto, l’acquirente non ha alcun onere di prova sul difetto, diversamente, oltre tale termine dovrà dimostrare il difetto.
Che cosa accade quando si da comunicazione del difetto? Il venditore dell’auto può eccepire che i costi di riparazione siano troppo elevati e rimandare la stessa riparazione ad un autofficina di proprio gradimento, oppure offrire una somma che copra le spese di riparazione, ma con un importo molto basso.
Resta inteso che non si ha l’obbligo di accettare alcunché, anzi, se l’offerta e’ antieconomica si può richiedere al venditore che copra le spese di riparazione, portando l’autovettura direttamente da lui, previo o successivo rimborso spese.
Se ciò non bastasse, il pezzo di ricambio che dovesse essere sostituito non e’ totalmente a carico del venditore, ma l’acquirente, ossia signor Tizio concorre con una percentuale in rapporto all’usura dell’autovettura nell’acquisto dello stesso; pertanto l’acquirente concorre con una spesa in rapporto al valore dei pezzi di ricambio nuovi, onde evitare un arricchimento senza causa a suo favore.
L’unica soluzione per ridurre gli indebiti pagamenti di un autovettura difettosa è concordare una garanzia convenzionale, che è aggiuntiva a quella di legge, con il venditore, avente possibilmente una franchigia sui costi dei pezzi di ricambio bassa o inesistente.
Attenzione, dunque, alle garanzie convenzionali, controllando se sussista o meno una franchigia, al fine di evitare inutili spese future.
Scontrino Bancomat e garanzia per difetto di prodotto
Partendo da un caso sottoposto all’attenzione della Confconsumatori, si vuole richiamare l’attenzione alla problematica della tutela del consumatore ed in particolare all’aspetto della validità dello scontrino bancomat quale prova dell’avvenuto acquisto del bene di consumo, ai fini della operatività della garanzia legale disciplinata dagli art. 128 a 135 del Codice del Consumo, varato con il Decreto Legislativo n. 206/2005.
Per poter usufruire della suddetta garanzia, infatti, il consumatore deve fornire la prova dell’acquisto del bene, nonché della data della relativa consegna (generalmente contestuale all’acquisto), quest’ultima indispensabile per la decorrenza biennale della garanzia legale. Senza dubbio, lo scontrino fiscale, rilasciato dal venditore al momento della consegna del bene, costituisce la prova principale del rapporto contrattuale intercorso e della data in cui si è verificato, soprattutto nell’ipotesi in cui il pagamento avvenga tramite denaro contante.
Tuttavia, in caso di smarrimento dello scontrino fiscale, è possibile presentare altri documenti che attestino l’acquisto, quali appunto lo scontrino bancomat e la cedola della carta di credito , dai quali è possibile desumere il nominativo del venditore e la data di acquisto del bene. Nel caso in cui il venditore contesti la validità di tale ulteriore documentazione (che, in realtà, comprova l’esistenza del rapporto contrattuale nonché la data della relativa consegna del bene, legittimando, pertanto, l’operatività della garanzia legale) spetterà al medesimo venditore fornire la prova contraria, ossia che tale documentazione non si riferisce al bene effettivamente venduto.
La disciplina della garanzia legale per i beni di consumo – al fine di informare i lettori dei propri diritti e dei rimedi esperibili- prevede che il difetto di conformità si manifesti entro 24 mesi dalla consegna . Il tempo massimo a disposizione del consumatore per la denuncia del difetto, a pena di decadenza, è di due mesi dalla relativa scoperta e l’azione giudiziaria diretta a far valere il suddetto difetto si prescrive in ventisei mesi dalla consegna.
Per quanto riguarda i rimedi esperibili, il consumatore, a sua scelta, può richiedere al venditore la riparazione o sostituzione del bene, in entrambi i casi senza spese, salvo che il rimedio scelto non sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso . La riparazione o sostituzione devono avvenire entro un termine congruo e senza arrecare notevoli inconvenienti al consumatore. Nell’ipotesi in cui tali rimedi siano impossibili o eccessivamente onerosi, ovvero il venditore non vi provveda entro il termine congruo, il consumatore può richiedere, a sua scelta, una adeguata riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.
avv. Valentina Vitelli
Mistero Suzuki Burgman, la moto va o non va?
Da Confconsumatori Milano , dopo il successo riportato da Confconsumatori Lazio per una clausola di garanzia fatta tra l’acquirente di un motorino nuovo e la Piaggio (clicca QUI per leggere la notizia), ecco un altro caso di garanzia per difetto di motoveicoli .
Questa volta, il nostro associato si è trovato alle prese con uno scooter Burgman della Suzuki che presentava difetti (cali di potenza e spegnimento del motore) sin dal momento dell’acquisto, pur essenzo nuovo di pacca, con grave rischio per la stessa sicurezza dell’acquirente.
Confconsumatori, dopo aver segnalato l’esistenza del difetto entro il termine legale di 2 mesi, a partire dall’ultima riparazione , ha fatto valere quanto previsto nel Codice del consumo. Infatti, come afferma l’avv. Sabrina Contino, " il Codice del consumo prevede che, se dopo la richiesta di riparazione o sostituzione del prodotto difettoso, il consumatore non è soddisfatto, si può richiedere la risoluzione del contratto, cioè la restituzione dle prezzo pagato ." Inoltre, nel caso di specie, il difetto si è rivelato subito, entro 6 mesi dall’acquisto – e di questo ne sono prova le riparazioni effettuate – il che comporta l’onere della prova a carico del venditore.
Ottenuto il soddisfacimento della richiesta del consumatore e la risoluzione del problema, Confconsumatori ha così segnalato alla Suzuki la necessità di maggiori controlli e di nuovi test per evitare il difetto , che risulta comunque segnalato anche sul sito del Ministero dei Trasporti .
Per maggiori dettagli leggi QUI l’articolo apparso sul Salvagente del 5 aprile 2007.
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La garanzia sull’acquisto di beni usati
Se acquisto un bene usato, sono coperto dalla garanzia?. Ci si pone spesso il dilemma quando si acquista un prodotto usato, se ci sia la garanzia.
A tal riguardo il Codice del Consumo, Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ha disposto che le garanzie per i beni di consumo si applicano anche ai beni usati, sempre, che, naturalmente la vendita abbia luogo tra un venditore professionale e un consumatore .
Le parti possono concordare una riduzione temporale della garanzia, la cui durata non può comunque essere inferiore a un anno . Si tenga presente che per i beni usati, la garanzia non copre i difetti derivanti dall’uso normale della cosa, e si deve tenere conto del tempo di utilizzo precedente.
All’uopo si indica di seguito l’art. 128 comma 3 e 134 comma 2 del Codice del Consumo per avere maggiori dettagli. Art. 128. comma 3 del Codice del Consumo : "…3. Le disposizioni del presente capo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa .” Ed infine l’art. 134 del Codice del Consumo comma 2: “…2. Nel caso di beni usati, le parti possono limitare la durata della responsabilita’ di cui all’articolo 1519-sexies, comma primo, del codice civile ad un periodo di tempo in ogni caso non inferiore ad un anno…” Attenzione, pertanto, a come vi viene presentato un bene usato dal venditore professionale.
Qualche informazione in più sulla garanzia legale e convenzionale
Se mi si guasta il prodotto acquistato cosa posso fare? Come è noto, quando si acquista un prodotto rivolto ad un consumatore, ovvero la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta, figura ben definita dal Codice del Consumo, Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, che non è altro che il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori, non si acquista solo il prodotto, ma si ottiene una garanzia, per legge irrinunciabile .
Detto ciò, in caso di difetti del prodotto, la procedura per essere tutelati è assai semplice. E’ sufficiente essere in possesso dello scontrino fiscale per essere garantiti per legge per un periodo di 2 anni , detta garanzia per comodità la denomineremo “garanzia legale”. Il periodo di 2 anni, decorre dal momento dell’acquisto del prodotto, ed entro due mesi dalla scoperta del vizio, bisogna darne denuncia al venditore. Si deve fare attenzione nel momento della denuncia, può succedere, e succede per prassi consuetudinaria, che il venditore rimandi ad un servizio di assistenza tecnica del produttore. E’ diritto del consumatore, avendo un danno dal presunto difetto, di ottenere in un arco di tempo utilmente breve un riscontro alle proprie richieste .
Tuttavia, nella pratica succede molte volte che il venditore addossa al produttore l’onere pratico di interloquire con il consumatore, adducendo infondate e pretestuose scuse, non essendo a dire suo responsabile. Invece non è così, lo stesso venditore deve sostituire l’articolo o prenderlo in consegna per la riparazione eventuale oppure provvedere ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto con restituzione del prezzo corrisposto, poi potrà lui stesso rivalersi sul produttore sostituendosi al consumatore. Vediamo ora i diritti del Consumatore nel dettaglio ai sensi dell’art. 130 Codice del Consumo :
" 1. Il venditore e’ responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformita’ esistente al momento della consegna del bene.
4. Ai fini di cui al comma 3 e’ da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all’altro, tenendo conto: a) del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformita’; b) dell’entita’ del difetto di conformita’; c) dell’eventualita’ che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
7. Il consumatore puo’ richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni: a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma 6; c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.
9. Dopo la denuncia del difetto di conformita’, il venditore puo’ offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti: a) qualora il consumatore abbia gia’ richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 6, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto; b) qualora il consumatore non abbia gia’ richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.
In merito ai termini per la denuncia dei vizi, si vuole evidenziare un dettaglio molto importante, ossia come indicato all’art. 132 del Codice del Consumo al comma terzo “…Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformita’ che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero gia’ a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformita’… ” Quindi come dice la norma entro i primi sei mesi di garanzia, l’onere della prova, relativo al difetto spetta al venditore, dopo questo periodo il relativo onere, si inverte nei confronti del consumatore.
Terminiamo parlando di un’altra garanzia tipicamente connessa all’acquisto del prodotto di consumo, ossia il produttore fornisce una garanzia propria, che per comodità denominiamo “ garanzia convenzionale ”. Questo tipo di garanzia è disgiunta da quella legale , e la sua attivazione, non preclude ne impedisce l’utilizzazione della garanzia legale . Si tratta null’altro di un servizio aggiuntivo di tutela della propria clientela, contrattualmente preordinato, che vincola chi la offre secondo le modalita’ indicate nella dichiarazione di garanzia medesima o nella relativa pubblicita’ di cui il consumatore può decidere se attivare o meno (si veda all’uopo l’art. 133 Codice del Consumo).
Stante attenti pertanto a non confondere le garanzie , in quanto il venditore preferirà certamente indirizzarvi a quest’ultima garanzia, il tutto per non sopportare fastidiosi oneri.
In caso di ingiustificato rifiuto, e sempre, ovviamente, a seconda della Vostra valutazione relativa all’esistenza o meno del difetto, si rammenta la possibilità di adire l’autorità giudiziaria a tutela dei Vostri diritti.