Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7164
Timestamp: 2020-01-23 07:57:10+00:00
Document Index: 100343011

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 83', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 20']

DELIBERA N. 210 DEL 1 marzo 2018
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Linea Verde Nicolini Srl – Procedura negoziata senza pubblicazione di bando ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. c) d.lgs. n. 50/2016 per l’accordo quadro con unico operatore economico per lavori di manutenzione ordinaria del verde pubblico e del verde pertinenziale degli edifici scolastici di proprietà comunale ricadenti nel territorio del Municipio Roma VI delle Torri – Criterio di aggiudicazione: minor prezzo – Importo a base d’asta: euro 900.000,00; S.A.: Roma Capitale-Municipio VI.
PREC 23/18/L
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Ambiente Lavori Srl – Procedura negoziata senza pubblicazione di bando ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. c) d.lgs. n. 50/2016 per l’accordo quadro della durata di anni 3, inerente lavori di manutenzione ordinaria del verde scolastico e urbano, di proprietà o in uso a Roma Capitale compresi nel territorio del Municipio Roma II – Criterio di aggiudicazione: minor prezzo – Importo a base d’asta: euro 565.000,00; S.A.: Roma Capitale-Municipio II.
PREC 26/18/L
VISTE le istanze acquisite, rispettivamente, al prot. ANAC n. 0064802 del 9.5.2017 e n. 0066259 del 11.5.2017, riunite per ragioni di economia procedurale in quanto coincidenti sotto il profilo soggettivo (gare bandite da Roma Capitale ancorché da due distinti Municipi) e oggettivo, con le quali le società Linea Verde Nicolini Srl e Ambiente Lavori Srl contestano alla Stazione appaltante la mancata esclusione degli operatori economici privi dei requisiti di cui all’art. 12, comma 1 della legge n. 154/2016 e più precisamente la mancanza del requisito di idoneità professionale di cui alle lettere a) e b) del citato articolo;
VISTI gli avvii dell’istruttoria avvenuti in data 23.1.2018;
CONSIDERATA la documentazione in atti e le memorie di replica delle parti;
CONSIDERATO che l’art. 12, comma 1 della legge n. 154/2016 (recante “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”) stabilisce che «L'attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affidata a terzi può essere esercitata: a) dagli iscritti al Registro ufficiale dei produttori, di cui all'articolo 20, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214; b) da imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa, iscritte al registro delle imprese, che abbiano conseguito un attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze»; che il comma 2 del medesimo articolo prevede che «Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le modalità per l'effettuazione dei corsi di formazione ai fini dell'ottenimento dell'attestato di cui al comma 1, lettera b)»; che l’art. 20, comma 1, lettere a) e c), del d.lgs. n. 214/2005 (recante “Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali”) prevede che «Devono iscriversi al Registro ufficiale dei produttori (RUP) operante presso il Servizio fitosanitario nazionale: a) i soggetti autorizzati ai sensi dell'articolo 19 che producono o commercializzano i prodotti di cui all'allegato V, parte A, o importano i prodotti di cui all'allegato V, parte B; b) […]; c) i produttori di vegetali per i quali è prescritto l'uso del passaporto delle piante da normative comunitarie»;
RILEVATO che sulla medesima questione, che vedeva convenute, tra le altre, anche le due società odierne istanti, è di recente intervenuto il Tar Lazio-Roma, che con la sentenza n. 11116/2017 ha statuito, sulla base di motivazioni ampiamente condivisibili, che «L’affidamento per cui è causa riguarda, come si è detto, un semplice sevizio di “manutenzione” del verde pubblico, rispetto al quale sarebbe del tutto illogico e sproporzionato imporre una restrizione dell’ambito dei soggetti legittimati a partecipare, alla sola categoria dei produttori di varietà vegetali di cui all’art. 20 d.lgs. 214/2005, dal momento che nell’appalto per cui è causa non vi è da produrre alcunché» ed inoltre che «E’ emerso con chiarezza dagli atti di causa (e la circostanza, invero, non viene contestata da parte resistente) che, al momento dello svolgersi della procedura aperta in esame, nessun corso di formazione era ancora stato avviato né nel Lazio, né nelle altre regioni italiane. Va anzi detto che le comunicazioni della Regione Lazio allegate da parte ricorrente provano che, ancora nel giugno del 2017, si era in una fase del tutto prodromica all’avvio effettivo dei corsi atteso che era stato soltanto approvato, in sede di Conferenza delle regioni e delle province autonome, lo “Standard professionale e formativo di manutentore del verde”, necessario per poter poi implementare i corsi presso le diverse regioni in attuazione dell’art. 12, comma 2 cit.. (v. nota Regione Lazio, Dir. Reg. per lo Sviluppo Economico e le Attività Produttive n. 304331 del 15.6.2017). Da ciò consegue che, al momento della partecipazione alla gara, la ricorrente era nella materiale impossibilità di frequentare un qualsiasi corso regionale e, quindi, di ottenere l’attestato di cui alla lett. b), comma 2, art. 12, così come nella stessa condizione versava qualsiasi impresa avente come proprio oggetto sociale i servizi di sistemazione e manutenzione del verde. Ne consegue che, seguendo l’interpretazione della disposizione supportata dalla S.A. (secondo cui la disposizione deve essere immediatamente e rigorosamente applicata senza temperamenti di sorta, così imponendosi, attraverso l’etero-integrazione del bando “ex lege” un requisito di idoneità professionale che le imprese partecipanti alla gara erano impossibilitate ad ottenere), il risultato che si viene produrre è proprio quello della limitazione dell’ambito dei potenziali partecipanti alla gara in oggetto ai soli “produttori”, con evidente e pesante effetto anticoncorrenziale, venendo escluse le imprese che in base alla normativa pre-vigente avevano invece il pieno possesso del requisito, avendo magari maturato notevole esperienza professionale proprio nei servizi afferenti all’oggetto dell’appalto “de quo”» (sottolineature aggiunte);
RITENUTO che, parimenti alla questione oggetto di controversia decisa dal Tar Lazio con la sentenza dianzi citata, anche nei casi che ci occupano, essendo state le due gare aggiudicate (rispettivamente in data 23 marzo e 4 aprile 2017) prima che fosse sottoscritto (in data 8 giugno 2017) l’Accordo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome relativo allo “STANDARD PROFESSIONALE E FORMATIVO DI MANUTENTORE DEL VERDE” e prima che venissero attivati i corsi di formazione professionale necessari al conseguimento dell’attestato di idoneità di cui all’art. 12, comma 1, lett. b) della legge già menzionata, tale ultimo requisito – pur ammettendo l’eterointegrazione normativa dei bandi di gara in commento – sebbene previsto da una legge già in vigore non risultava di fatto conseguibile da parte degli operatori economici interessati ovvero da coloro che prima dell’entrata in vigore della novella possedevano i requisiti necessari e sufficienti per partecipare alle gare per la manutenzione del verde pubblico;
PRESO ATTO che la Camera di Commercio di Roma, in merito all’idoneità professionale di cui alla citata normativa, «si è espressa con apposito parere ritenendo opportuno consentire l'iscrizione dell'attività, a condizione che il titolare dell'impresa ovvero uno dei soci lavoranti frequenti il corso regionale finalizzato al conseguimento dell'attestato, entro 6 mesi dall'istituzione dei corsi previsti dalla lettera b). Le imprese verranno pertanto iscritte con clausola di provvisorietà» e che sull’argomento la stessa Camera di Commercio ha richiesto un parere, non ancora rilasciato, al Ministero dello Sviluppo Economico e che «nel frattempo, non viene richiesta la dimostrazione del requisito»;
RITENUTO che, sempre in attesa di apposito parere del Ministero dello Sviluppo Economico che possa fornire una diversa ricostruzione dell’attuale quadro normativo in materia, l’interpretazione che appare, nei casi in esame, più congrua sulla base del combinato disposto dell’art. 20, comma 6 del d.lgs. n. 214/2005 («Sono esonerati dall'iscrizione al RUP i «piccoli produttori», cioè coloro che producono e vendono vegetali e prodotti vegetali che nella loro totalità sono destinati come impiego finale, nell'ambito del mercato locale, a persone o acquirenti non professionalmente impegnati nella produzione dei vegetali, a condizione che presentino ai Servizi fitosanitari regionali una dichiarazione attestante il possesso di tale requisito»), dell’art. 12 della legge n. 154/2016 e dell’art. 83, comma 2 del Codice dei contratti pubblici («I requisiti e le capacità di cui al comma 1 sono attinenti e proporzionati all'oggetto dell'appalto, tenendo presente l'interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione») è quella di intendere il requisito di cui all’art. 12, comma 1, lett. a) della legge n. 154/2016 indispensabile ai fini della partecipazione alla gara solo laddove l’oggetto dell’appalto, oltre all’ordinaria attività di manutenzione del verde, comprenda altresì la produzione e/o la fornitura (e quindi la commercializzazione) e/o l’importazione “di vegetali, prodotti vegetali ed altre voci” previsti dal summenzionato d.lgs. n. 214/2005;
RITENUTO che – diversamente ragionando – la richiesta del possesso del requisito di iscrizione al R.U.P. potrebbe essere considerata sovrabbondante, ovvero illogica e sproporzionata in relazione all’oggetto dell’appalto e pertanto in grado di determinare una immotivata restrizione della concorrenza;
ritiene in entrambi i casi in esame, sulla base delle motivazioni che precedono:
legittimo l’operato della Stazione appaltante con riferimento al requisito di cui all’art. 12, comma 1, lett. b) della legge n. 154/2016;
legittimo l’operato della Stazione appaltante con riferimento al requisito di cui all’art. 12, comma 1, lett. a) della legge n. 154/2016 purché tra le prestazioni contrattuali oggetto di affidamento, oltre alle ordinarie attività di manutenzione del verde, non sia prevista anche la produzione e/o la fornitura e/o l’importazione di vegetali, prodotti vegetali ed altre voci di cui all’art. 20, comma 1, lettere a) e c) del d.lgs. n. 214/2005.