Source: http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=5901
Timestamp: 2017-03-24 10:07:11+00:00
Document Index: 48129884

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art 1', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 2', 'art 1', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 6', 'art 31', 'art. 2', 'art. 7', 'art.1', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2946', 'art. 37', 'art 9']

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Cig straordinaria
Trasmissione telematica domande
Trattamenti speciali di disoccupazione
LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA (CIGS)
A differenza delle integrazioni salariali ordinarie (CIGO), previste per riduzioni/sospensioni dell'attività lavorativa dovute a eventi temporanei e transitori, la CIGS è uno strumento di politica industriale finalizzato a fronteggiare gravi crisi o per consentire alle aziende di affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione. La normativa di riferimento è costituita principalmente dalle seguenti leggi: L. n. 1115 del 5 novembre 1968, L. n. 164 del 20 maggio 1975 (art. 1 e 2), L. n. 223 del 23 luglio 1991, L. n. 236 del 1993 e L. n. 92 del 28 giugno 2012. L'intervento della CIGS può essere richiesto per:
ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale; crisi aziendale di particolare rilevanza sociale; procedure concorsuali (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, ammissione al concordato preventivo consistente nella cessione dei beni), fino al 31.12.2015 e solo quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (D.M. 70750 del 4.12.2012). SPETTA
L'intervento straordinario di integrazione salariale è destinato alle seguenti categorie di aziende che abbiano occupato nel semestre precedente alla richiesta d'intervento più di 15 dipendenti ( art 1, co. 1 della Legge n. 223 del 23 luglio 1991 ):
imprese industriali (comprese quelle edili ed affini); imprese cooperative e loro consorzi, che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici, per i dipendenti a tempo indeterminato; imprese artigiane, il cui fatturato nel biennio precedente, dipendeva per oltre il 50% da un solo committente, destinatario di CIGS; aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, le cui imprese committenti siano interessate da CIGS; imprese appaltatrici di servizi di pulizia la cui impresa committente sia destinataria di CIGS; imprese editrici di giornali quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale per le quali si prescinde dal limite dei 15 dipendenti;
e dal 1.1.2013 (art. 3, comma 1, L. 92/2012) imprese esercenti attività commerciali con più di cinquanta dipendenti;
imprese del trasporto aereo a prescindere dal numero di dipendenti;
I lavoratori che possono beneficiare dell'intervento nel rispetto del requisito occupazionale di 90 giorni di anzianità lavorativa ( art. 8, co. 3 della Legge n. 160 del 20/5/1988 - Circ. n. 171 del 4/8/1988 sono: operai e intermedi; impiegati e quadri; soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro; lavoratori poligrafici e giornalisti. NON SPETTA
Sono esclusi dal beneficio della CIGS:
dirigenti; apprendisti; lavoranti a domicilio; autisti alle dipendenze del titolare di impresa. CAUSE DI CONCESSIONE DELLA CIGS
L'intervento della cassa integrazione straordinaria può essere richiesto per: crisi aziendale che si configura in particolari difficoltà aziendali non superabili in tempi brevi e che escludono il ricorso alla cassa integrazione ordinaria; ristrutturazione aziendale che riguarda l'aggiornamento tecnologico degli impianti, ammodernamenti, modifica dell'ubicazione; riorganizzazione aziendale che consiste in mutamenti organizzativi dei fattori lavorativi allo scopo di migliorare l'efficienza produttiva e la qualità della produzione; riconversione aziendale che modifica i cicli produttivi degli impianti per introdurre nuovi cicli di produzione; procedure concorsuali, fino al 31.12.2015 e solo quando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (D.M. 70750 del 4.12.2012). LA PROCEDURA DI RICHIESTA DELLA CIGS
In attuazione della riforma di semplificazione amministrativa, il D.P.R. 218/2000 recante il regolamento sulle procedure di richiesta della CIGS e dell'integrazione salariale in presenza di contratti di solidarietà, ha recepito quanto stabilito dal D.lgs n. 469/1997 sull'assetto dei servizi per l'impiego. In particolare, l'esame congiunto, propedeutico alla richiesta di CIGS, deve essere svolto presso le Regioni, alle quali compete, altresì, la promozione degli accordi finalizzati all'applicazione dei contratti di solidarietà. La procedura per l'attivazione della CIGS prevede una fase di consultazione sindacale e una fase amministrativa che si esplicita attraverso la presentazione della domanda.
La fase di consultazione sindacale (art. 2 D.P.R. 218/2000) si svolge attraverso i seguenti punti:
l'impresa che intende fare ricorso alla CIGS, deve darne preventiva comunicazione alle R.S.U. o in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori comparativamente più rappresentative operanti nella Provincia;
entro 3 giorni dalla comunicazione, una delle parti deve presentare richiesta di esame congiunto della situazione aziendale: al competente ufficio della Regione nel cui territorio sono ubicate le unità produttive interessate all'intervento straordinario di integrazione salariale;
al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, qualora l'intervento CIGS riguardi più unità produttive, dislocate in diverse regioni sul territorio nazionale; l'esame congiunto si terrà presso la Direzione Regionale del Lavoro nei casi in cui le unità produttive interessate siano ubicate in più province della medesima regione o in sede ministeriale se le unità aziendali sono dislocate in più regioni;
l'oggetto dell'esame congiunto è costituito dal programma di risanamento che l'azienda intende attuare, comprensivo di tutti gli aspetti relativi alla durata, al numero dei lavoratori interessati alla CIGS, ai criteri e all'individuazione dei lavoratori da sospendere, alle modalità di rotazione e all'indicazione dei motivi della mancata adozione;
La fase di consultazione sindacale deve esaurirsi entro i 25 giorni successivi a quello della richiesta di esame congiunto, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti. Il computo dei 25 giorni decorre dalla data di ricezione, da parte del competente ufficio, della richiesta di esame congiunto.
Fase amministrativa - Presentazione della domanda
Assolta la fase di consultazione sindacale, la domanda deve essere presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in via telematica , corredata dalla documentazione richiesta, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui ha avuto inizio la riduzione o la sospensione dell'orario di lavoro. Alla domanda, dovranno essere allegati il programma di intervento, la scheda relativa alla causale invocata e la copia del verbale di esame congiunto.
La procedura di richiesta di CIGS si conclude con l'emanazione del decreto di autorizzazione del trattamento da parte del Ministero del Lavoro entro i termini così ridefiniti dall' art. n. 8 del D.P.R. 218/2000 nei seguenti casi:
crisi aziendale: trenta giorni dalla data di ricezione della domanda; ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale: a) trenta giorni dalla data di ricezione della domanda per concessione del primo semestre nei primi dodici mesi; b) trenta giorni dalla ricezione della relazione ispettiva relativamente alla concessione del secondo semestre nei primi dodici mesi di intervento; c) sessanta giorni dalla data di ricezione della domanda per i periodi successivi ai primi dodici mesi di intervento. Per le imprese con più di mille dipendenti, aventi unità aziendali in due o più regioni, il provvedimento è adottato nei seguenti termini: a) sessanta giorni dalla data di ricezione della domanda relativa alla concessione del primo semestre nei primi dodici mesi; b) trenta giorni dalla ricezione della relazione ispettiva relativamente alla concessione del secondo semestre nei primi dodici mesi di intervento; c) novanta giorni dalla data di ricezione della domanda per i periodi successivi ai primi dodici mesi di intervento. concordato preventivo, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria e in presenza di domande presentate a seguito di stipula di contratti di solidarietà: trenta giorni dalla data di ricezione della domanda. LA DOMANDA ALL'INPS
In seguito all'emanazione del decreto di autorizzazione della CIGS da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato sulla G.U., l'azienda presenta domanda all'Inps in via telematica. Tramite il mod. I.G. 15/str. (cod. SR 40) devono essere indicati i dati relativi all'azienda, i dati relativi al decreto ministeriale di autorizzazione, il periodo richiesto, il numero dei lavoratori sospesi o a orario ridotto e le modalità di pagamento (tramite azienda con successivo conguaglio o direttamente dall'Inps). Nei casi di pagamento diretto devono essere presentati anche i modelli SR41.
In linea generale, non si può fare ricorso alla CIGS per una durata superiore ai 36 mesi nel quinquennio di riferimento, fatte salve le eccezioni previste dal CIPI (art 1, c. 9, L. n. 223/91), computando a tal fine, anche i periodi di CIG ordinaria concessi per contrazioni o sospensioni dell'attività produttiva determinate da situazioni temporanee di mercato. Ai fini del computo dei 36 mesi, il riferimento temporale al quinquennio va riferito ad un arco temporale fisso (art. 4, c. 35 D.L.180/96), considerando come termine iniziale l'11/8/1990 (art. 22 L. 223/91).
La durata del trattamento di integrazione straordinaria si differenzia a seconda della causa che ha determinato l'intervento, per: crisi aziendale:12 mesi, prorogabili fino a 24, solo dopo che siano trascorsi i due terzi del periodo già concesso (es.: dopo 9 mesi di trattamento, la proroga può essere concessa non prima che siano trascorsi 6 mesi); ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale: 24 mesi, con la facoltà da parte del Ministero del Lavoro di concedere due proroghe di dodici mesi ciascuna, per programmi particolarmente complessi o in ragione della rilevanza delle conseguenze sul piano occupazionale; procedure concorsuali: 12 mesi, con proroga di 6 mesi; contratti di solidarietà: 24 mesi, prorogabili per altri 24, 36 mesi per le aree del Mezzogiorno. La richiesta di proroga del trattamento straordinario deve essere inoltrata allo stesso ufficio al quale è stata presentata la prima istanza di riconoscimento del trattamento.
L'ammontare dell'integrazione salariale straordinaria è lo stesso fissato per la CIGO ed è pari all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori sospesi, per le ore non lavorate, comprese tra le 0 e le 40 ore settimanali. L'importo da corrispondere è soggetto ad un limite mensile, introdotto per la CIG straordinaria dal 1980. Tale limite massimo è rivalutato annualmente in relazione all'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, accertati dall'ISTAT.
Dal 3/1/1994 si applicano due massimali diversi a seconda che la retribuzione lorda mensile del lavoratore, maggiorata dei ratei di 13° e 14°, sia minore/uguale o maggiore della retribuzione mensile di riferimento fissata per legge. Per l'anno 2013 (circ. n. 14 del 30/01/2013) i massimali sono fissati in:
€ 959,22 lordi mensili per quei lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei di 13ͣ e delle altre eventuali mensilità aggiuntive è inferiore o pari a € 2.075,21 lordi mensili; € 1.152,90 lordi mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 2.075,21 lordi mensili. TABELLA MASSIMALI
Si riporta di seguito la Tabella dei massimali inferiori e superiori alla retribuzione di riferimento, fissata per legge, al netto e al lordo della percentuale di riduzione di cui all' art. 26 della L. n. 41 del 28/2/1986 pari al contributo previsto per gli apprendisti, che attualmente è il 5,84% (art. 1, c. 769 della legge 27/12/2006, n. 296 legge finanziaria 2007).
£ .2.904.310
£. 1.261.374
£. 1.342.459
£. 1.516.050
£. 1.613.506
£. 2.994.924
£. 1.300.730
£. 1.384.344
£. 1.563.351
£. 1.663.847
£. 3.036.374
£. 1.325.749
£. 1.403.503
£. 1.593.422
£. 1.686.875
£. 3.080.098
£. 1.344.839
£. 1.423.713
£. 1.616.367
£. 1.711.166
£. 3.119.030
£. 1.361.838
£. 1.441.709
£. 1.636.798
£. 1.732.795
£. 3.182.908
£ 1.389.729
£. 1.471.235
£. 1.670.320
£. 1.768.283
€ 1.679,07
€ 776,12
€ 881,14
€ 932,82
€ 1.711,70
€ 747,38 € 791,21
€ 898,27
€ 950,95
€ 1.745,40
€ 762,08
€ 806,78
€ 915,94
€ 969,66
€ 1.773,19
€ 774,21
€ 930,53
€ 985,10
€ 1.797,31
€ 830,77
€ 943,18
Inferiore a € 1.826,07
€ 794,77 € 844,06 Superiore a € 955,23 € 1.014,48 2008
Inferiore a € 1.857,48 € 808,44 € 858,58 Superiore a € 971,67
€ 1.031,93 2009
Inferiore a € 1.917,48
€ 834,55
€ 886,31
Superiore a € 1.003,05
€ 1.065,26
Inferiore a € 1.931,86
€ 840,81
€ 892,96
Superiore a € 1.010,57
Inferiore a €1.961,80 €853,84 € 906,80
Superiore a € 1.026,24
€ 1.089,89
Inferiore a € 2.014,77
Superiore a € 1.053,95
€ 1.119,32
A CONGUAGLIO, tramite azienda: l'azienda anticipa il trattamento per conto dell'Inps e, dopo che l'Istituto ha provveduto ad emanare l'autorizzazione, conguaglierà le somme erogate con i contributi da versare.
Richiesta di rimborso delle somme anticipate dal datore di lavoro - Termini di decadenza I termini indicati nella circ. n. 116 del 25/5/2001 e nel msg n. 49 del 15/1/2003 sono di natura ordinatoria e non perentoria.Pertanto, alla richiesta di rimborso della CIGS non è applicabile alcun termine di decadenza, ma è operante l'ordinaria prescrizione decennale.
A PAGAMENTO DIRETTO da parte dell'Inps: l'autorizzazione al pagamento diretto deve essere espressamente indicata nel decreto. In mancanza, si intende autorizzato il pagamento a conguaglio. L'azienda dovrà presentare, sempre in via telematica, oltre al mod. IG 15/str (SR 40), un prospetto (SR 41) contenente i dati necessari alla liquidazione delle spettanze.
Decade dal diritto al trattamento di integrazione salariare il lavoratore che:
non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla sede provinciale dell'Istituto nazionale di previdenza sociale dello svolgimento di altra attività (art. 8, c. 5 Legge 160/1988). La circ. n. 171 del 4/8/1988, al punto 6, ribadisce tale principio sia per le integrazioni salariali ordinarie che per i trattamenti straordinari. La circ. n. 130 del 4/10/2010, ha fornito istruzioni e ipotesi di applicazione nei casi di compatibilità fra integrazione salariale e attività lavorativa autonoma o subordinata;
essendo sospeso dall'attività lavorativa e beneficiario di una prestazione di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro, rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione o non lo frequenti regolarmente senza un giustificato motivo (art. 4, c. 40, L. 92/2012).
La suddetta disposizione, di cui all'art. 4, comma 40, L. 92/2012, si applica quando le attività di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.Le indennità e i compensi spettanti per i corsi formativi o di riqualificazione e percorsi di reinserimento sono incumulabili con il trattamento di integrazione salariale.
INTEGRAZIONI SALARIALI E SVOLGIMENTO DI ALTRA ATTIVITÀ LAVORATIVA
Le integrazioni salariali sono compatibili con lo svolgimento di attività lavorativa, subordinata o autonoma. Resta, comunque, obbligatoria la comunicazione preventiva resa dal lavoratore, prevista al 5° comma dell'art. 8 della L. 160/1988, al fine di evitare la decadenza dal diritto al trattamento per tutto il periodo autorizzato. I redditi derivanti dal lavoro sono cumulabili con l'integrazione salariale nei casi e nei limiti specificati nella circ. 130 del 4.4.2010.
LA CIGS E LE ALTRE PRESTAZIONI
PERIODI CONCOMITANTI CON CIG ORDINARIA
Sono incompatibili per la stessa UNITA' PRODUTTIVA per cause sostanzialmente coincidenti (circ. n. 256 del 7/11/1991, punto 5) . Sono invece compatibili per situazioni tra loro indipendenti (msg. 7803 del 16.1.85).
Ai sensi della Legge n. 1115 del 5/11/1968, art. 6, co. 3, al lavoratore che ne possegga i requisiti, l'assegno per il nucleo familiare è dovuto durante i periodi autorizzati di CIGS.
La normativa non prevede la possibilità di tale trattenuta sulle integrazioni salariali erogate dall'Inps che andranno quindi interamente corrisposte ai lavoratori.
il congedo matrimoniale, in quanto più favorevole, prevale sulla CIGS (circ. n. 248 del 23/10/1992) a differenza di quanto previsto per i contratti di solidarietà.
l lavoratore in aspettativa non retribuita (di cui all'art 31 L.300/70) non può essere messo in CIGS in quanto in tali casi manca il reddito da integrare. Tuttavia lo stesso potrà essere inserito in CIGS nel momento in cui cessa il distacco sindacale.
Al lavoratore spetta il trattamento a carico dell'Inps di cui all'art. 2 della L. n. 584 del 3/7/1967 (circ. n. 25 del 5/2/1981 e circ. n.180 del 13/7/1992).
Non maturano durante il periodo d'intervento di CIGS a zero ore (circ. n. 52020 G.S. del 15/9/1979).
Le festività che ricadono all'interno del periodo di CIGS e in giorni lavorativi, non sono integrabili per i lavoratori ad orario ridotto (circ. n. 64183 del 19/10/1972) in quanto sono a carico del datore di lavoro.
Per i lavoratori sospesi e retribuiti NON in misura fissa ma con paga oraria, le festività del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, non sono integrabili e devono essere sempre retribuite dal datore di lavoro. Le altre festività infrasettimanali (1° giorno dell'anno, lunedì dopo Pasqua, Assunzione, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale, Santo Stefano e Santo Patrono) non sono del pari integrabili quando si collocano nei primi 15 giorni di integrazione salariale, in quanto per legge la retribuzione è a carico del datore di lavoro. Sono invece da calcolare come integrabili le ore, relative alle citate rimanenti festività, che si collocano oltre le prime due settimane di CIGS, a causa del prolungarsi della sospensione (msg n. 13552 del 12.06.2009).
Per i lavoratori sospesi e retribuiti in misura fissa mensile, le festività sono integrabili nei limiti dell'orario contrattuale settimanale.
Lavoratore ammalato prima della sospensione per CIG (circ. 82/09): prevale la CIGS nel caso in cui la sospensione interessi tutta la maestranza del reparto, squadra o simili cui appartiene (circ. n. 50943 del 1973); prevale la malattia se il reparto, squadra ecc. non è interamente in CIG. Lavoratore ammalato durante il periodo di sospensione: spetta il trattamento CIG in sostituzione dell'indennità di malattia; lavoratore che si ammala durante il periodo di CIG ad orario ridotto: spetta l'indennità di malattia. MATERNITÀ
L'astensione obbligatoria per gravidanza o puerperio prevale sul trattamento CIGS (circ. n. 625 EAD del 22/4/1980 e circ. n. 152 del 7/7/1990).
L'integrazione salariale è equiparata alla retribuzione percepita in costanza di rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi ai fini dell'applicazione del cumulo con la pensione previsto dalle norme vigenti (art. 7 della Legge n. 54 del 26/12/1982 circ. 108 del 9/12/2008).
Pertanto all'importo della CIGS dovrà essere applicata la trattenuta giornaliera della pensione, se la stessa viene effettuata anche sulla retribuzione
Le indennità percepite da coloro che adempiono funzioni presso gli Uffici Elettorali si aggiungono alla ordinaria retribuzione mensile e quindi anche alle integrazioni salariali. Non c'è quindi incompatibilità né incumulabilità tra le suddette indennità e la CIGS.
Il lavoratore che intende aderire allo sciopero, nel caso in cui sia già stata autorizzata la CIGS, deve presentare apposita dichiarazione di rinuncia alla CIGS al datore di lavoro.
Durante la sospensione per CIGS, continuano a maturare regolarmente.
Sono a carico dell'Inps le quote di TFR maturate durante il periodo di CIGS e dovute ai lavoratori ininterrottamente sospesi e licenziati nel corso o al termine del periodo integrato.Le quote di TFR sono a carico del datore di lavoro, quando, dopo la sospensione per integrazione salariale straordinaria, vi sia ripresa dell'attività lavorativa.
Per quanto sopra, qualsiasi evento che interrompe la sospensione dal lavoro, comporta la non imputabilità a carico della CIGS di tali quote, fatta eccezione per l'astensione obbligatoria per maternità, le festività del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno che non sono interruttive della sospensione dal lavoro.
A tal riguardo Il Ministero del lavoro ha chiarito che, ai fini del riconoscimento del diritto al predetto rimborso, è ininfluente che si siano verificate interruzioni nella fruizione del beneficio CIGS per effetto della rotazione nell'ambito del programma di cui all'art.1, c. 2 della legge n.223/91, approvato dal Ministero del lavoro, pertanto la ripresa del lavoro dovuta alla rotazione non deve essere considerata ripresa dell'attività lavorativa ai fini del pagamento del TFR da parte dell'INPS.
Ai sensi dell'art. 5, co. 6, della L. 223/1991, il datore di lavoro che pone il lavoratore in mobilità nel periodo compreso tra la fine del 12° mese successivo a quello di emanazione del decreto di concessione della CIGS e la fine del 12° mese successivo a quello del completamento del programma di risanamento dell'unità produttiva interessata, decade dal diritto al rimborso delle quote di TFR. Tale decadenza non si applica per i periodi di CIGS concessi ai sensi dell'art. 3 della L. 223/1991 (circ. n. 103/1995 e circ. n. 141/1992).
Le quote di TFR non sono soggette al massimale mensile.
I periodi trascorsi in CIGS sono utili ai fini del diritto e della misura della pensione. PRESCRIZIONE
In seguito ad alcune pronunce della Corte di Cassazione, l'Avvocatura centrale dell'Istituto ha chiarito che il credito dei lavoratori alle prestazioni integrative del salario è assoggettabile all'ordinaria prescrizione decennale ai sensi dell'art. 2946 C.c.
A differenza delle altre forme di integrazione salariale, per la CIGS non è previsto il ricorso amministrativo ma un'istanza di riesame al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali secondo le istruzioni impartite dalla circolare ministeriale n. 17 del 16/2/1996.
È possibile, inoltre, esperire azione giudiziaria proponendo ricorso al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione del provvedimento di diniego. In alternativa, può essere ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 giorni.
FINANZIAMENTO DELLA CIGS
Il finanziamento della CIGS è in misura prevalente a carico dello Stato che vi provvede tramite la "GIAS" (Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali) istituita presso l'Inps dall' art. 37 della Legge n. 88 del 1989.
Per la parte rimanente del finanziamento, l'art 9 della Legge n. 407 del 1990 ha previsto un contributo ordinario pari allo 0,90% delle retribuzioni mensili soggette a contribuzione, così ripartito: 0,30% a carico dei lavoratori beneficiari e 0,60% a carico dei datori di lavoro destinatari del trattamento CIGS (circ. n. 19 del 1991).
Le aziende sono, inoltre, soggette a un contributo addizionale del 4,5% dell'integrazione salariale corrisposta ai lavoratori o del 3% per le aziende fino a 50 dipendenti (circ. n. 240 del 1988).
Sono escluse dal versamento del contributo addizionale le aziende assoggettate a procedure concorsuali e le aziende che ricorrono all'intervento straordinario in seguito alla stipula di contratti di solidarietà.Leggi questo articolo in formato PDFTorna su all'inizio del contenuto. Contenuti correlati
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