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Timestamp: 2020-04-07 11:49:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2824 del 02/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2824 del 02/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 02/02/2017, (ud. 17/11/2016, dep.02/02/2017), n. 2824
sul ricorso 14072-2014 proposto da:
M.C., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
difeso dall’Avvocato GIUSEPPE MARZIALE, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 3657/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 31/05/2013 R.G.N. 10355/2009;
udito l’Avvocato GIANNI’ GAETANNO per delega verbale Avvocato MORRICO
FINOCCHI GHERSI Renato, che ha concluso per la cessazione materia
1. Con la sentenza n. 3657 del 2013, la Corte d’appello di Napoli – in parziale riforma della sentenza del Tribunale della stessa sede che aveva dichiarato l’illegittimità del termine apposto ai contratti di lavoro intercorsi tra Autostrade per l’Italia S.p.A. e Camillo M., la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato fin dall’1/5/1990 e condannato la società al ripristino del rapporto ed al pagamento delle retribuzioni non,percepite dal 14/4/2006 (data di ricezione dell’atto di messa in mora) fino alla data della riammissione – applicava il sopravvenuto L. n. 183 del 2010, art. 32 e limitava il risarcimento del danno relativo al periodo intercorrente tra risoluzione del primo rapporto a termine e l’accertamento giudiziale del diritto del lavoratore alla durata indeterminata dello stesso a n. 12 mensilità di retribuzione, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla maturazione sino al soddisfo.
2. Per la cassazione della sentenza Autostrade per l’Italia s.p.a. ha proposto ricorso, affidato a tre motivi, cui ha resistito con controricorso M.C..
3. Il Collegio ha autorizzato la motivazione della sentenza in forma semplificata.
4. E’ stato depositato il verbale di conciliazione intervenuto tra le parti in data 3.11.2014, con il quale esse hanno definito le reciproche posizioni riferite al contenzioso pendente, regolamentando anche il regime delle spese processuali.
5. Tale verbale di conciliazione dimostra l’intervenuta cessazione della materia del contendere ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.
6. Il contenuto dell’accordo transattivo giustifica la compensazione integrale delle spese processuali.
7. Neppure si deve far luogo alla dichiarazione di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013): la ratio della norma – orientata a scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose – induce ad escludere che il meccanismo sanzionatorio ivi previsto sia applicabile in ipotesi di inammissibilità non originaria ma, come nella specie, sopravvenuta (così Cass., Sez. 6-5, 15 settembre 2014, n. 19464, Cass. Sez. 6 2, ord., n. 13636 del 02/07/2015).
La Corte dichiara cessata la materia del contendere. Compensa tra le parti le spese del giudizio.