Source: http://directio.it/multimedia/news/2018/10/19-convenzioni-doppie-imposizioni-risposte-agenzia-entrate.aspx
Timestamp: 2019-01-19 19:49:13+00:00
Document Index: 144967595

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 20']

Convenzioni contro le doppie imposizioni: le risposte dell'Agenzia delle Entrate | News | Directio - le strade nell'economia
Convenzioni contro le doppie imposizioni: le risposte dell'Agenzia delle Entrate
Per il 2017, l'istante dovrà indicare i redditi esteri prodotti nel Modello Redditi e sottoporli a tassazione
L'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, fornendo, sulla base di specifici interpelli la Risposta n. 25 (Italia - Lussemburgo)e la Risposta n. 26 (Italia-Stati Uniti d'America).
La base di partenza per una corretta analisi è l'art.2 del TUIR che:
al comma 1 sancisce che sono soggetti passivi d'imposta tutte le persone fisiche residenti e non residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla loro cittadinanza;
al comma 2 determina che "le persone che per la maggior parte del periodo d'imposta (183 giorni) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente, o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice Civile" si considerano residenti in Italia.
Le tre condizioni citate dal citato comma 2 sono tra loro alternative; pertanto, il verificarsi di anche una sola delle condizioni determina che la persona è fiscalmente residente in Italia; viceversa, quando non sussistono simultaneamente alcuna della tre condizioni, la persona, per quel determinato periodo d'imposta può essere ritenuta non residente in Italia.
Convenzione Italia-Lussemburgo
Nel caso di specie l'istante ha trasferito la propria residenza, nel 2017, per motivi di lavoro in Lussemburgo, e si è regolarmente iscritto all'AIRE, ma la sua famiglia ha mantenuto la residenza in Italia, ove vive. Sulla base di queste indicazioni, lo stesso ha richiesto apposito parere all'Agenzia delle Entrate sul corretto trattamento fiscale in Italia per gli anni 2017 e 2018, tenuto conto che in Lussemburgo è soggetto ad una tassazione ad aliquota fissa classificato come single per il fatto che la sua famiglia risiede in Italia. Il soggetto non ha però fornito l'indicazione sulla data di iscrizione all'AIRE.
Tenuto sempre conto che, per non assoggettare a tassazione in Italia i redditi prodotti all'estero è condizione necessaria che si non si verifichino simultaneamente tutte e tre le condizioni previste dal comma 2 dell'art. 2 del TUIR, (nel caso in esame mancano dei dati essenziali per fornite un parere certo) l'istante avrebbe comunque la possibilità di evitare la doppia imposizione sul reddito sulla base di quanto previsto dall'art. 24, paragrafo 2, della Convenzione Italia-Lussemburgo che cita: “Se un residente dell’Italia possiede elementi di reddito che sono imponibili nel Lussemburgo, l’Italia nel calcolare le proprie imposte sul reddito … può includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di reddito, a meno che espresse disposizioni della presente Convenzione non stabiliscano diversamente. In tal caso, l’Italia deve dedurre dalle imposte così calcolate l’imposta sul reddito pagata nel Lussemburgo, ma l’ammontare della deduzione non può eccedere la quota di imposta italiana attribuibile ai predetti elementi di reddito nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo".
L'Agenzia delle Entrate sottolinea che "Diversamente, in relazione alle annualità 2017 e 2018, nel caso in cui l’istante sia in grado di dimostrare, per la maggior parte del periodo d’imposta, oltre all’iscrizione all’AIRE, di non avere in Italia né domicilio né residenza ai sensi dell’articolo 43 del codice civile, lo stesso dovrà considerarsi fiscalmente residente all’estero". In tal caso l’istante dovrà porre in essere gli adempimenti previsti per tali soggetti, ossia l’indicazione in dichiarazione dei soli redditi prodotti in Italia.
Convenzione Italia - USA
L'istante ha percepito redditi esteri per un'attività di ricerca svolta negli Stati Uniti d'America e dichiara di essere iscritto all'AIRE a partire dal 08 novembre 2017. Sulla base dell'art. 20 della Convenzione Italia -USA (“Un professore od un insegnante che soggiorna temporaneamente in uno Stato contraente per un periodo non superiore a due anni allo scopo di insegnare o di effettuare ricerche presso una università, collegio, scuola od altro istituto d’istruzione riconosciuto, o presso una istituzione medica finanziata principalmente dal Governo e che è, o era immediatamente prima di tale soggiorno, residente dell’altro Stato contraente, è esente, per un periodo non superiore a due anni, da imposizione nel primo Stato contraente per le remunerazioni relative a tali attività di insegnamento o di ricerca”) ritiene che i redditi steri percepiti siano esenti da imposizione fiscale anche in Italia.
L'Agenzia delle Entrate ha fornito all'istante parere negativo motivandolo nel seguente modo:
per l'anno 2017 non viene rispettate una delle tre condizioni citate dal comma 2, dell'art. 2 del TUIR: l'iscrizione nelle anagrafi delle popolazione residente per la maggior parte del periodo d'imposta, tenuto conto che l'istante è iscritto all'AIRE solamente dall'08 novembre 2017 (per la restante parte dell'anno risultava essere residente in Italia);
l'art. 20 della citata Convenzione stabilisce l'esenzione dell'imposizione dei redditi prodotti nel paese estero dov'è stata svolta l'attività (USA) ed impedisce di estendere tale beneficio nel Paese di residenza fiscale (Italia).
Ne consegue che, per l'anno 2017, l'istante dovrà indicare i redditi esteri prodotti nel Modello Redditi e sottoporli a tassazione.
Pubblicate le nuove regole dell’OCSE contro l’occultamento dei patrimoni all’estero
Risposta n. 25 del 4.10.2018 - Agenzia Entrate
Risposta n. 26 del 4.10.2018 - Agenzia Entrate