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Timestamp: 2019-06-20 13:33:37+00:00
Document Index: 114981117

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 43', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 31']

Agroindustriale - Bevande gassate ecc., Industria: CCNL, 18 marzo 1958
Data firma: 18 marzo 1958
Validità: 18.03.1958 - 28.02.1960
Parti: Associazione Italiana Industriali delle Acque e Bevande Gassate-Confindustria e Federazione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari, Federazione Unitaria Lavoratori Prodotti Industrie Alimentari, Unione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari e Federazione Nazionale Lavoratori dell’Alimentazione-Cisnal
Settori: Agroindustriale, Bevande gassate ecc., Industria
Art. 19. - Passaggio di categoria e cumulo di mansioni.
Art. 32. - Malattia ed infortuni non sul lavoro.
Art. 42. - Ammonizione - multa - sospensione.
Art. 44. - Tutela dei lavoratori.
Premi di anzianità operai Tabella delle scadenze
Allegato Accordo per l’istituzione dei collegi tecnici provinciali e nazionali per le assegnazioni di categoria degli impiegati dell’industria alimentare e per l’attribuzione della qualifica impiegatizia
Parte V Accordo aggiuntivo al contratto collettivo di lavoro per gli addetti all’industria delle acque e bevande gassate delle regioni dell’Alta Italia
Art. 1. - Indennità disagio freddo.
Art. 4. - Categorie operai.
Art. 5. - Generi in natura.
Art. 6. - Cottimo.
• Concordato Interconfederale del 6 dicembre 1945: Cottimo.
Art. 7. - Decorrenza.
Tabelle delle retribuzioni minime per i lavoratori addetti all’industria delle acque e bevande gassate
Contratto collettivo per i lavoratori addetti all’industria delle acque e bevande gassate per l’Alta Italia, 18 marzo 1958
Addì, 18 marzo 1958, in Milano, presso la sede dell’Associazione Italiana fra gli Industriali delle Acque e Bevande Gassate, tra l’Associazione Italiana Industriali delle Acque e Bevande Gassate [...], con l’assistenza della Confederazione Generale dell’Industria Italiana [...] e la Federazione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari [...] e la Federazione Unitaria Lavoratori Prodotti Industrie Alimentari [...] e la Unione Italiana Lavoratori Industrie Alimentari [...]
Addì, 18 marzo 1958, in Milano, presso la sede dell’Associazione Italiana fra gli Industriali delle Acque e Bevande Gassate, tra l’Associazione Italiana Industriali delle Acque e Bevande Gassate [...], con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Nazionale Lavoratori dell’Alimentazione (Cisnal) [...]
è stato stipulato il presente Contratto collettivo di lavoro da valere per gli addetti all’industria delle acque e bevande gassate per le Regioni dell’Alta Italia.
Il presente contratto sostituisce il contratto collettivo di lavoro 18 giugno 1953, modificato con Accordi 25 febbraio 1955 e 4 aprile 1955.
L’azienda potrà, in qualsiasi momento, sottoporre l’operaio a visita medica da parte del medico di fiducia dell’azienda stessa o dell'ufficiale sanitario, nei limiti previsti dalla legge.
Trasporti e sollevamento di pesi
I carichi di cui possono essere gravati i fanciulli, i minori degli anni 17 e lei donne di qualunque età adibiti ai lavori di trasporto e a sollevamento di pesi, anche se inerenti ai lavori agricoli, non posti sono superare i seguenti limiti:
a) trasporto a, braccia, od a spalla;
femmine sopra i 17 armi, chilogrammi 20;
Per quanto riguarda le donne m stato di gravidanza si applica il divieto prescritto dell’art. 13 della legge sulla tutela della maternità delle lavoratrici.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali, ripartite in non più di dieci ore giornaliere.
Sono esclusi da tale limitazione gli addetti alla distribuzione alla clientela per i quali, date le particolari e differenti situazioni aziendali in materia di distribuzione delle acque gassate, si conviene che le situazioni di fatto esistenti in ciascuna azienda vengano sancite purché non in contrasto con le norme di legge, salvo eventuali perfezionamenti, mediante accordi in sede aziendale.
In caso di mancato accordo per tali stipulazioni interverranno le Associazioni di Categoria stipulanti.
Sono esclusi inoltre dalle limitazioni gli addetti al lavori discontinui con alloggio nello stabilimento o nelle immediate adiacenze per i quali valgono le norme interconfederali.
Nelle aziende in cui l’orario normale di cui all’articolo 9 viene effettuato in due riprese, dovrà essere concessa non meno di un’ora di sosta per la consumazione dei pasti.
É ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro concordate fra le parti interessate purché esso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro 60 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
L'operaio può essere assegnato a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria purché ciò non comporti una diminuzione di salario. [...]
All’operaio che abbia una anzianità di servizio di 12 mesi consecutivi presso la stessa azienda ha diritto, per ogni anno, ad un periodo di ferie retribuito con la retribuzione complessiva (paga base più aumenti di merito, più contingenza) nella misura di:
dall'8° al 15° anno compiuto di anzianità: 14 giorni (112 ore);
dal 20° anno compiuto di anzianità in poi: 18 giorni (144 ore).
Per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri si fa riferimento alla Legge 26 agosto 3950, n. 860.
La disciplina del lavoro sarà regolata oltre che dagli articoli seguenti, da un eventuale regolamento interno (Regolamento di Fabbrica), che dovrà essere affisso in luogo ben visibile a tutti gli operai.
Detto regolamento non potrà contenere norme in deroga od in contrasto con gli articoli del presente contratto.
L'operaio in tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
Egli deve conservare i rapporti di educazione verso i compagni di lavoro e di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali è tenuto ad osservare.
I provvedimenti disciplinari per le infrazioni alle norme del presente contratto o alle norme di cui all’articolo 39 o alle disposizioni di volta in volta emanate dalla Direzione saranno i seguenti:
b) multa fino a 3 ore di normale di retribuzione;
d) licenziamento ai sensi dell’art. 43.
Normalmente l’ammonizione verbale o quella scritta saranno inflitte nei casi di prima mancanza; la multa, nei casi di recidiva; la sospensione nei casi di recidiva di mancanza già punita con la multa nei sei mesi precedenti. Quando, tuttavia le mancanze rivestono carattere di maggior gravità, anche in relazione alle mansioni esplicate, potranno infliggersi la multa o la sospensione anche in caso di prima mancanza.
In via esemplificativa incorre nei provvedimenti dell’ammonizione della multa o della sospensione l’operaio:
4) che arrechi, per disattenzione anche lievi danni alle macchine, agli impianti o ai materiali di lavorazione, o che ometta di avvertire tempestivamente il suo superiore diretto di eventuali guasti al macchinario in genere o della evidente irregolarità dell’andamento del macchinario stesso;
7) che introduca, senza autorizzazione bevande alcooliche nello stabilimento;
9) che sì presti a diverbio litigioso, con o senza vie di fatto, sempre che il litigio non assuma carattere di rissa;
13) che in qualunque modo trasgredisca alle disposizioni del presente contratto o del regolamento interno dell’azienda o che commetta qualunque atto che porti pregiudizio alla morale, all’igiene alla disciplina, sempre che gli atti relativi non debbano essere puniti con punizione più grave in relazione alle entità o alla gravità o alla abituale recidività dell’infrazione.
3) gravi offese verso i compagni di lavoro,
Qualora l’operaio dovesse usare utensili di sua proprietà per il disimpegno delle sue mansioni nell’azienda, riceverà una indennità da concordarsi fra le parti.
Questo locale dovrà rimanere chiuso durante l’orario di lavoro. Le aziende, ove esigenze tecniche ed ambientali lo permettono metteranno a disposizione degli operai degli armadietti in cui gli operai stessi potranno conservare, chiusi con loro mezzi, gli effetti.
Ai lavoratori intermedi definiti e ripartiti in categorie in base alle norme di concordati interconfederali - art. 31 e art. 32, lo e 2° comma del concordato 23 ottobre 1946 per l’Italia centro-meridionale e art. 3 del concordato 27 ottobre 1046 per l’estensione alle province dell’Italia settentrionale dei criteri per la identificazione e classificazione degli appartenenti alle categorie intermedie - già chiamati equiparati - previsti dal citato accordo 23 maggio 1946 - si applicano le disposizioni della presente regolamentazione.
affissione contratto; documenti; visita medica; donne e fanciulli; riposo per i pasti; riposo settimanale; giorni festivi e festività infrasettimanali; festività nazionali; recuperi; passaggi di categoria e cumulo di mansioni; donne adibite a lavori maschili; trasferte; trasferimenti; indennità di bicicletta; prestiti; permessi; maternità; chiamata alle armi per obblighi di leva e richiamo alle armi; caso di morte; regolamento di fabbrica; disciplina aziendale; provvedimenti disciplinari; ammonizione, multa, sospensione; licenziamento per cause disciplinari; tutela igienica dei lavoratori; utensili di lavoro; istruzione professionale; visite d’inventario e visite personali; inscindibilità delle disposizioni del contratto.
- da oltre 5 fino a 14 anni: giorni 16 lavorativi;
- da oltre 14 anni fino a 20 anni: giorni 18 lavorativi;
Si intendono integralmente richiamate le norme previste all’articolo 6, per quel che concerne lo stato giuridico, il trattamento ai fini fiscali, previdenziali e assicurativi e le condizioni di miglior favore di cui al 5° comma, e all’art. 8 (conservazione delle condizioni individuali di miglior favore) contenute nell’accordo interconfederale 30 marzo 1946 per le aziende dell’Alta Italia e rispettivamente all’art. 31, 1° comma, e 33 dell’accordo 23 maggio 1946 per le aziende dell’Italia centro-meridionale.
L’impiegato in relazione alle esigenze aziendali, può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria, purché ciò non importi alcun peggioramento economico né mutamento sostanziale alla sua posizione.
Per gli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia l’orario normale di lavoro è fissato in 60 ore settimanali, ripartito in non più di 10 ore giornaliere, salvo che per gli impiegati che svolgono, all’esterno degli stabilimenti, mansioni direttamente connesse con quelle del personale addetto alla distribuzione alla clientela e per i discontinui con alloggio nello stabilimento o nelle immediate adiacente, per i quali valgono le norme interconfederali.
Per particolari esigenze dell’industria si consente alle aziende di ripartire l’orario di lavoro:
- dal 1° settembre al 31 maggio - 40 ore settimanali e per i discontinui 50 ore settimanali;
- dal 1° giugno al 31 agosto - 48 ore settimanali e per i discontinui 60 ore settimanali.
Pertanto il compenso previsto dal quarto comma verrà corrisposto oltre i limiti del predetto orario di lavoro, previsto dal 1° Settembre al 31 maggio.
L’impiegato ha diritto, ogni anno di servizio, ad un periodo dì riposo, con decorrenza della retribuzione pari a:
- 24 giorni lavorativi in caso di anzianità di servizio da oltre 13 anni fino a 20 anni;
Per la tutela della maternità si fa riferimento alla legge 26 agosto 1950, n. 860 sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
I provvedimenti di cui alle lettere e) ed f) potranno essere adottate nei confronti dell’impiegato colpevole di mancanze relative ai doveri anche non particolarmente richiamati nel presente contratto, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto d’impiego.
Oltre che al presente contratto collettivo di lavoro l’impiegato deve uniformarsi a tutte le altre norme che potranno essere stabilite dalla Direzione dell’azienda, purché non contengano modificazioni o limitazioni dei diritti derivanti all’impiegato dal presente contratto o che pertanto rientrano nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme, in ogni caso, saranno portate a conoscenza dell’impiegato.
Qualora nell’interpretazione e nella applicazione del presente contratto o nello svolgimento del rapporto di lavoro sorga controversia, questa dovrà essere sottoposta, per esperimentare il tentativo di conciliazione, alle competenti locali Associazioni sindacali degli industriali e dei lavoratori e, in caso di mancato accordo, prima di adire l’autorità giudiziaria, alle competenti Associazioni sindacali centrali.
A quei lavoratori che svolgono normalmente la loro attività in celle frigorifere, per il tempo effettivo da essi trascorso in detti ambienti, sarà concessa una indennità denominata «indennità disagio freddo» pari al 6 % del salario contrattuale base e della contingenza del manovale comune. Agli effetti del computo giornaliero della permanenza negli ambienti freddi di cui sopra verranno sommati i singoli periodi.
Dal computo totale la frazione di 30 minuti verrà esclusa mentre verrà arrotondata ad ora la frazione superiore ai 30 minuti.
a) zoccoli di legno o calzature equivalenti a tutti coloro che lavorano (uomini e dorme) normalmente in ambienti con pavimenti bagnati;
b) grembiule e cuffia alle donne e tuta o indumento equivalente agli uomini, quando il personale deve adempiere a lavori in locali o alla presenza di macchine che possano accelerare la normale usura di indumenti;
Comunque per tali mansioni e per quelle di semplice attesa o custodia si fa riferimento alla tabella indicata dalla legge 1° marzo 3923 n. 692.
Le parti, pur riconoscendo che nell’industria delle acque e bevande gassate non si effettua lavoro a cottimo, concordano comunque, per il caso in cui la questione dovesse sorgere, di fare riferimento all’accordo interconfederale in materia, il cui testo viene riportato in calce.
Concordato Interconfederale del 6 dicembre 1945: Cottimo.