Source: http://www-old.accademiadellacrusca.it/statuto.shtml.html
Timestamp: 2018-12-12 15:30:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9']

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[ Organizzazione ]
VISTO il D.P.R. 1 ottobre 1969, n. 814 concernente l'approvazione dello statuto dell'Accademia della Crusca con sede in Firenze;
VISTA l'istanza del Presidente dell'Accademia anzidetta, in data 12 novembre 1986, intesa ad ottenere la modifica del vigente statuto;
VISTO il nuovo schema di statuto deliberato dal Collegio Accademico nella seduta del 28 ottobre 1986;
SULLA proposta del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali
Lo statuto dell'Accademia della Crusca con sede in Firenze, approvato con D.P.R. 1 ottobre 1969, n. 814 è abrogato.
È approvato il nuovo statuto dell'Accademia anzidetta, annesso al presente decreto e firmato d'ordine del Presidente della Repubblica, dal Ministro proponente.
Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Dato a Roma addì 20 nov. 1987
STATUTO DELL'ACCADEMIA DELLA CRUSCA
L'Accademia della Crusca, fondata in Firenze per impulso di Leonardo Salviati il 25 gennaio 1583, destinata da sempre a promuovere e agevolare lo studio della lingua italiana, procura l'edizione critica di testi importanti, pubblica i risultati di ricerche originali sulla storia e la struttura dell'italiano, dedica particolari cure al mantenimento e al rinnovamento delle sue antiche tradizioni nella lessicografia.
L'Accademia ha sede in Firenze. Sua insegna è il "frullone" e suo motto è il petrarchesco "il più bel fior ne coglie": contrassegni esclusivi delle sue pubblicazioni.
L'attività scientifica dell'Accademia della Crusca si svolge principalmente nei seguenti Centri di ricerca:
- il Centro di studi di filologia italiana, istituito con R.D.L. 8 luglio 1937, n. 1336, che ha lo scopo di promuovere lo studio e l'edizione critica degli antichi testi e degli scrittori italiani;
- il Centro di studi di lessicografia italiana, che ha lo scopo di promuovere gli studi sul lessico italiano e la compilazione di opere lessicografiche;
- il Centro di studi di grammatica italiana, che ha lo scopo di promuovere lo studio della grammatica storica, descrittiva e normativa della lingua italiana.
L'Accademia si compone di quindici accademici ordinari, nominati, su designazione dell'Accademia, con decreto del Capo dello Stato, emanato su proposta del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali.
L'accademico ordinario, quando abbia compiuto settant'anni di età e maturato cinque anni di anzianità come accademico, assume la qualifica di emerito, conservando gli stessi diritti e doveri; e resta in soprannumero, talché si può far luogo alla nomina di un nuovo accademico.
Almeno sei degli accademici ordinari o emeriti dovranno essere residenti a Firenze.
Sono organi dell'Accademia il Collegio degli accademici, il Consiglio direttivo, il Presidente.
Gli accademici ordinari ed emeriti si riuniscono in adunanza ordinaria di Collegio almeno una volta all'anno e in adunanza straordinaria ogni volta che il Presidente li convochi o di propria inizaitiva o su conforme delibera del Consiglio direttivo o su richiesta di almeno cinque degli accademici ordinari ed emeriti.
L'adunanza viene convocata dal Presidente mediante invito scritto indicante il giorno, l'ora, il luogo e l'oggetto della seduta, con almeno dieci giorni di preavviso.
Gli accademici che non possono intervenire di persona all'adunanza di Collegio possono farsi legittimamente rappresentare, con delega scritta, da altro accademico ordinario o emerito.
Le riunioni del Collegio degli accademici, in prima convocazione, sono valide con la partecipazione della metà degli accademici più uno (di persona o per delega), e in seconda convocazione, la quale non può essere nello stesso giorno della prima, qualunque sia il numero dei presenti (salvo il disposto degli articoli 6 e 7). Per modificare lo statuto occorre, sia in prima sia in seconda convocazione, la presenza di almeno due terzi degli accademici e il voto favorevole della maggioranza di voti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Quando si debba far luogo a nuove designazioni, il Collegio degli accademici sarà convocato dal Presidente in adunanza generale. Questa non sarà valida in prima convocazione se non vi interverranno almeno la metà degli accademici più uno, e in seconda convocazione, la quale non potrà essere nello stesso giorno della prima, almeno un terzo.
Sarà designato accademico il candidato che avrà ottenuto la metà dei voti più uno, e comunque non meno di quattro.
La nomina del Presidente è fatta dal Consiglio degli accademici in adunanza generale sotto la presidenza dell'accademico più anziano di età. L'adunanza non sarà valida in prima convocazione se non vi interverranno almeno la metà degli accademici più uno e, in seconda convocazione, la quale non potrà essere nello stesso giorno della prima, almeno un terzo.
Sarà nominato l'accademico che avrà ottenuto la metà dei voti più uno.
Qualora nessuno degli accademici ottenga la maggioranza dei voti, si procederà a una nuova votazione, con le stesse modalità. Nel caso che neppure la seconda votazione abbia esito, si procederà a una votazione di ballottaggio tra i due accademici che nella precedente avranno ottenuto più voti.
Il Presidente dura in carica un triennio e può essere confermato.
Quando un accademico abbia presieduto per almeno due trienni procurandosi benemerenze, potrà essere nominato Presidente onorario.
L' Accademia è retta ed amministrata da un Consiglio direttivo composto, oltre che dal Presidente, da un Vicepresidente, un Segretario e due Consiglieri. Tutti durano in carica un triennio e possono essere confermati.
Il Presidente, nominato dagli accademici, sceglie a sua volta, tra quelli residenti a Firenze, gli altri membri del Consiglio.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
L'Accademia ha inoltre un collegio di tre Revisori dei conti, dei quali due effettivi e uno supplente. Essi sono nominati dal Collegio degli accademici, che li può scegliere sia tra gli accademici esterni al Consiglio, sia fuori dell'Accademia. Durano in carica un triennio e possono essere confermati.
Gli accademici possono proporre che siano aggregati all'Accademia quindici soci corrispondenti italiani e quindici soci corrispondenti stranieri.
Le proposte relative sono approvate dal Collegio degli accademici con le modalità di cui all'art. 6. La nomina ha luogo con decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali.
Il Presidente ha la rappresentanza legale e la direzione generale dell'Accademia; firma gli atti relativi alla gestione economica; cura l'osservanza del presente statuto e dei regolamenti di cui all'art. 14; presiede le adunanze e ne regola le discussioni.
In caso d'impedimento o di mancanza del Presidente, ne assume le funzioni il Vicepresidente; in caso di impedimento o di mancanza anche di quest'ultimo, il componente del Consiglio direttivo più anziano di età.
L'accademico Segretario compila i processi verbali delle adunanze; soprintende alla corrispondenza d'ufficio, alla conservazione degli atti e alle pubblicazioni dell'Accademia; assiste il Presidente nell'esercizio delle sue funzioni e ne controfirma gli ordini di riscossione e di pagamento.
In caso d'impedimento o di mancanza del Segretario, ne assume le funzioni il componente del Consiglio direttivo meno anziano di età.
Il Consiglio direttivo cura l'amministrazione dell'Accademia, in conformità del presente statuto e con le modalità stabilite dai regolamenti di cui all'art. 14. Predispone i regolamenti stessi; compila ogni anno il bilancio preventivo e il conto consuntivo; presenta gli uni e gli altri al Collegio degli accademici per l'approvazione.
I Revisori dei conti intervengono alle adunanze del Consiglio direttivo e curano che la gestione si svolga con l'osservanza delle norme statutarie e regolamentari. Esaminano i conti consuntivi e ne riferiscono per iscritto al Collegio degli accademici, il quale delibera in merito.
Oltre alla designazione di nuovi accademici (art. 6), all'elezione del Presidente (art. 7), alla nomina dei Revisori dei conti (art. 8) e all'aggregazione di soci corrispondenti (art. 9), spetta al Collegio degli accademici:
a) deliberare sugli affari iscritti all'ordine del giorno di ciascuna riunione;
b) approvare il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) approvare il regolamento interno e il regolamento organico del personale;
d) deliberare sulle modifiche dello statuto.
Il bilancio preventivo e il conto consuntivo, dopo l'approvazione, sono trasmessi al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
L'Accademia determina con propri regolamenti (predisposti dal Consiglio direttivo e approvati dal Collegio degli accademici: secondo le disposizioni degli articoli 12 e 13) le norme per il funzionamento dei servizi e per il personale di cui essa intende valersi, stabilendone l'organico, il trattamento economico di attività e di quiescenza e lo stato giuridico.
Detti regolamenti sono approvati con decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali di concerto con quello del Tesoro.
L'Accademia provvede alle proprie esigenze finanziarie col contributo annuale e i sussidi integrativi dello Stato, con i proventi delle proprie pubblicazioni e con eventuali sovvenzioni di enti e lasciti o donazioni di privati.
Qualora un ente pubblico proponga all'Accademia di svolgere un'attività conforme ai fini statutari dell'Accademia stessa, questa può accoglierne la richiesta con deliberazione del Consiglio direttivo e mediante apposita convenzione, debitamente registrata e portata a conoscenza del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. L'Amministrazione dei relativi fondi è tenuta in contabilità separata.
Le somme provenienti dall'alienazione di beni, da lasciti o donazioni, e comunque da destinarsi a incremento del patrimonio, devono, salvo il disposto del comma 2° del presente articolo, essere subito impiegate in titoli nominativi dello Stato o garantiti dallo Stato.
Ogni altro diverso impiego delle somme di cui sopra, da farsi in vista dei bisogni dell'Accademia, deve essere preventivamente autorizzato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Le entrate sono versate in conto corrente postale, ovvero in conto corrente presso Casse di risparmio ordinarie o Istituti di credito designati dal Consiglio direttivo dell'Accademia.
I pagamenti sono effettuati direttamente dall'istituto che disimpegna il servizio di cassa, su ordini di pagamento, salvo per le minute spese, alle quali provvede direttamente l'ufficio amministrativo dell'Accademia su apposita anticipazione, la cui misura è fissata dal Consiglio direttivo.
L'anticipazione viene reintegrata, quando occorra, su presentazione del rendiconto.
Entro il mese di dicembre di ogni anno il Presidente trasmetterà al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, per la preventiva approvazione, un elenco dei premi da mettere eventualmente a concorso o da conferire durante l'anno successivo.
Saranno trasmesse al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali anche le relazioni delle commissioni giudicatrici.
Entro il mese di marzo di ogni anno il Presidente trasmetterà al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali una relazione sull'attività svolta dall'Accademia durante l'anno precedente.