Source: http://www.agriturismoveneto.org/node/1741
Timestamp: 2018-02-20 08:03:53+00:00
Document Index: 148667691

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 50', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 15']

Legge regionale sul Turismo Veneto | Agriturismo Veneto
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h) struttura ricettiva: struttura aperta al pubblico, dotata dei requisiti minimi previsti dalla presente legge, per fornire ai turisti, a pagamento, alloggio temporaneo non residenziale ed altri servizi durante il soggiorno del cliente; ai limitati fini di cui all’articolo 27 bis, sono, altresì, strutture ricettive, non aperte al pubblico, gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, senza prestazione di servizi; (1)
Art. 4 - Prodotto turistico e gamma di prodotti. (2)
3. La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, con il provvedimento di costituzione, determina le regole di funzionamento del Comitato regionale per le politiche turistiche e le modalità di partecipazione di rappresentanti di altre pubbliche amministrazioni su specifici temi, nonché della società consortile, denominata “Veneto Promozione Scpa” di cui all’articolo5 della legge regionale 24 dicembre 2004, n. 33 e successive modificazioni e di esperti del settore turismo o di problematiche connesse al turismo.
6. I comuni comunicano alla Regione, esclusivamente per via telematica, le presenze turistiche relative alle case per villeggiatura e i dati delle locazioni turistiche di cui al comma 2 dell’articolo 27 bis (3) secondo le indicazioni della Giunta regionale.
Art. 23 - Strutture ricettive. (6)
Art. 27 bis - Locazioni turistiche. (7)
2. Coloro che intendono locare gli alloggi ai sensi del comma 1, sono tenuti a comunicare al comune nel quale l’alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale:
3. Sono attribuiti al comune la vigilanza, anche mediante l’accesso di propri incaricati alle strutture ricettive di cui al comma 1, e l’accertamento della violazione degli obblighi previsti dal presente articolo, nonché l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e il diritto ad introitare le relative somme.
Art. 31 - Classificazione delle strutture ricettive e delle sedi congressuali. (8) (9) (10) (11)
Art. 33 - Esercizio dell’attività ricettiva. (12)
Art. 40 - Organizzatori di viaggi diversi da agenzie di viaggio e turismo.
Art. 45 - Fondo di rotazione del turismo. (13)
Art. 48 bis - Turismo di montagna. (14)
n bis) il titolare di struttura ricettiva, nonché il titolare di agenzia immobiliare o immobiliare turistica per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico oggetto del suo mandato o di sublocazione, che ometta di comunicare alla Regione i dati relativi al periodo di apertura, nonché al numero di camere totali, posti letto, arrivi, presenze turistiche e camere occupate. (15)
h) l’albo provinciale delle associazioni Pro Loco, già disciplinato dall’articolo 10 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 . (16)
6. Le strutture ricettive già classificate alla data di entrata in vigore della presente legge e le sedi congressuali già esistenti alla stessa data, devono ottenere la nuova classificazione, su domanda, ai sensi della presente legge, entro il termine di ventiquattro mesi, prorogabile di sei mesi con motivata richiesta, dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31; decorso inutilmente tale termine, il comune competente, su segnalazione della provincia, procede alla chiusura delle strutture ricettive o sedi congressuali non classificate ai sensi della presente legge. (17)
e) decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’articolo 3, comma 1, lettere c), d), n),(18) nonché gli articoli 20 e 21 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 .
(1) Lettera così modificata da comma 1 art. 1 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 che ha aggiunto alla fine l’espressione “ai limitati fini di cui all’articolo 27 bis, sono, altresì, strutture ricettive, non aperte al pubblico, gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, senza prestazione di servizi;”.
(2) In materia vedi anche la legge regionale 7 febbraio 2014, n. 7 recante “Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista”.
(3) Comma così modificato da comma 1 art. 2 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 che ha aggiunto l’espressione “e i dati delle locazioni turistiche di cui al comma 2 dell’articolo 27 bis”.
(4) Articolo abrogato da lett. b) comma 1 art. 19 legge regionale 8 agosto 2014, n. 25 .
(5) Articolo abrogato da lett. b) comma 1 art. 11 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 34 .
(6) Ai sensi dell’art. 50 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 la messa a disposizione, all’interno di strutture ricettive, di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e servizi similari, a uso esclusivo degli ospiti e con funzione meramente accessoria e complementare rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non è subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista, né alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), salvo il possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali. Resta fermo l’obbligo, in capo al titolare o gestore della struttura ricettiva, di fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di corretta fruizione delle attrezzature di cui al presente articolo, sulle controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare, anche attraverso l’esposizione di cartelli nei locali dove sono collocate le attrezzature stesse e assicurando ivi la presenza di personale addetto che eserciti la vigilanza.
(7) Articolo aggiunto da comma 1 art. 3 legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 .
(8) Relativamente alle sole strutture ricettive complementari e con espressa esclusione dei rifugi alpini e dei rifugi escursionistici per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 31 marzo 2015, n. 419 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione delle strutture ricettive complementari: alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate a uso turistico e bed & breakfast. Deliberazione n.1/CR del 20 gennaio 2015. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 31, comma 1”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 40 del 24 aprile 2015.
(9) Relativamente alle sole strutture ricettive alberghiere e con espressa esclusione degli alberghi diffusi per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 27 maggio 2014, n. 807 recante “Classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Nuova disciplina per le procedure, la documentazione e i requisiti di attribuzione del livello e categoria ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n.10/CR dell'11 febbraio 2014”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 59 del 13 giugno 2014.
(10) Relativamente alle sole strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1000 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(11) Relativamente solo alla disciplina delle superfici e cubature delle unità abitative fisse e degli accessori e pertinenze egli allestimenti mobili delle strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1001 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(12) Ai sensi dell’art. 50 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 la messa a disposizione, all’interno di strutture ricettive, di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e servizi similari, a uso esclusivo degli ospiti e con funzione meramente accessoria e complementare rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non è subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista, né alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), salvo il possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali. Resta fermo l’obbligo, in capo al titolare o gestore della struttura ricettiva, di fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di corretta fruizione delle attrezzature di cui al presente articolo, sulle controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare, anche attraverso l’esposizione di cartelli nei locali dove sono collocate le attrezzature stesse e assicurando ivi la presenza di personale addetto che eserciti la vigilanza.
(13) Vedi art. 4 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 recante disposizioni transitorie concernenti il fondo di rotazione in materia di turismo ed ai sensi del quale: “1. Nelle more dell’attuazione dell’articolo 45 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e comunque non oltre il 31 dicembre 2014, al solo fine di garantire continuità agli interventi a valere sul fondo di rotazione, è ripristinata la vigenza degli articoli 101 e 103 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, limitatamente alla loro applicazione al fondo di rotazione e a quanto conforme alla vigente normativa, con riferimento ai procedimenti amministrativi e di spesa definiti successivamente al 3 luglio 2013 o in corso di definizione alla data di entrata in vigore della presente legge, sempreché definiti entro la data del 31 dicembre 2014, nei limiti della capienza del fondo di rotazione.
(14) Articolo aggiunto da comma 1 art. 30 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(15) Lettera introdotta da comma 1 art. 14 legge regionale 24 febbraio 2015, n. 2 .
(16) La lettera verrà abrogata da comma 2 art. 11 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 34 a decorrere dall’istituzione dell’albo regionale di cui all’art. 4 della medesima L.R. 34/2014.
(17) Comma così sostituito da comma 1 art. 31 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(18) Il termine di diciotto mesi, limitatamente alla lett. n) – e quindi relativamente alla funzione provinciale di gestione degli uffici provinciali di informazione ed accoglienza – è differito di mesi nove per effetto dell’art. 5 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 (vedi altresì comma 2 e comma 3 del succitato art. 5 in ordine a modalità di esercizio della funzione e a validità ed efficacia di atti di attuazione dell’art. 15 della legge regionale 11/2013 già assunti).
Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e successive modificazioni
1. Alla lettera h), del comma 1, dell’articolo 2 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11, dopo l’espressione: “soggiorno del cliente;” è aggiunta la seguente: “ai limitati fini di cui all’articolo 27 bis, sono, altresì, strutture ricettive, non aperte al pubblico, gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, senza prestazione di servizi;”.
Modifica dell’articolo 13 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e successive modificazioni
1. Al comma 6 dell’articolo 13 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11, dopo l’espressione: “case per villeggiatura” è aggiunta la seguente: “e i dati delle locazioni turistiche di cui al comma 2 dell’articolo 27 bis”.
Inserimento dell’articolo 27 bis nella legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e successive modificazioni
4. Chiunque dia in locazione gli alloggi ai sensi del comma 1 è soggetto, previa diffida amministrativa ai sensi dell’articolo 2 bis della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” e successive modificazioni, per ciascun alloggio:
c) in caso di ingiustificato rifiuto di accesso all’alloggio, opposto agli incaricati del comune per l’esercizio delle funzioni di vigilanza di cui al comma 3, alla sanzione amministrativa pecuniaria di euro 250,00 per ciascun ingiustificato rifiuto di accesso.”.
Disposizioni transitorie concernenti il fondo di rotazione in materia di turismo
1. Nelle more dell’attuazione dell’articolo 45 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e comunque non oltre il 31 dicembre 2014, al solo fine di garantire continuità agli interventi a valere sul fondo di rotazione, è ripristinata la vigenza degli articoli 101 e 103 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, limitatamente alla loro applicazione al fondo di rotazione e a quanto conforme alla vigente normativa, con riferimento ai procedimenti amministrativi e di spesa definiti successivamente al 3 luglio 2013 o in corso di definizione alla data di entrata in vigore della presente legge, sempreché definiti entro la data del 31 dicembre 2014, nei limiti della capienza del fondo di rotazione.
2. Decorsa la data del 31 dicembre 2014, l’operatività del fondo di rotazione è limitata alla gestione delle posizioni definite ai sensi del comma 1, da parte del soggetto individuato in conformità all’articolo 45, comma 2, della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11.
Differimento del termine di abrogazione della funzione provinciale di gestione degli uffici di informazione ed accoglienza turistica
1. Al fine di facilitare la messa a regime del sistema di informazione e accoglienza turistica definito dalla legge regionale 14 giugno 2013, n. 11, il termine di cui all’articolo 51, comma 3, lettera e), della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11, limitatamente alla funzione provinciale di cui all’articolo 3, comma 1, lettera n), della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 è differito di mesi nove.
2. Le province e la Città metropolitana di Venezia esercitano la funzione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera n), della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33, in conformità alla disciplina di cui all’articolo 15 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11.
3. Conservano comunque validità ed efficacia tutti gli atti di attuazione dell’articolo 15 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11, ivi compresi gli accordi stipulati fra la Regione e i comuni per la gestione delle attività di informazione ed accoglienza turistica e i procedimenti relativi a manifestazioni di interesse da parte dei comuni alla gestione di tali attività.
Venezia, 30 dicembre 2014
Art. 2 - Modifica dell’articolo 13 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e successive modificazioni
Art. 3 - Inserimento dell’articolo 27 bis nella legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e successive modificazioni
Art. 4 - Disposizioni transitorie concernenti il fondo di rotazione in materia di turismo
Art. 5 - Differimento del termine di abrogazione della funzione provinciale di gestione degli uffici di informazione ed accoglienza turistica
Art. 6 - Clausola di neutralità finanziaria