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Timestamp: 2013-05-20 19:15:09+00:00
Document Index: 9304802

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 56', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 32', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 43', 'art. 193', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 1']

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Albo provinciale delle imprese artigiane(9916 parole totali contate in questo testo)(13875 letture) NOTIZIE IN BREVE
Regione FRIULI VENEZIA GIULIA - Modifiche alla disciplina organica dell'artigianato
E� stata pubblicata, sul B.U.R.F.V.G. n. 25 del 22 giugno 2011, la L.R. n. 7 del 17 giugno 2011 con la quale la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha modificato la disciplina organica dell�artigianato, gi� contenuta nella L.R. n. 12/2002.
Regione MARCHE - Disposizioni transitorie per le denunce all'Albo delle imprese artigiane
La Regione Marche, con Deliberazione della Giunta Regionale del 15 marzo 2010, n. 464, ha dettato le disposizioni transitorie in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione all'albo delle imprese artigiane, di cui alla L.R. n. 20/2003, come modificata dalla L.R. n. 29/2008, disponendo che, a decorrere dal 1� aprile 2010, le domande di iscrizione, modificazione e cancellazione in detto albo dovranno essere trasmesse in via telematica, utilizzando i sistemi informatici della Regione Marche. In particolare, dovranno essere utilizzati il modello elettronico e l'elaborato tecnico, approvati con Deliberazione della Giunta Regionale n. 40 del 19 gennaio 2009.
Regione VENETO - Modifiche alla L.R. n. 67/1987 recante "Disciplina dell'artigianato"
La Regione Veneto ha emanato la L.R. n. 15 del 4 marzo 2010, che ha apportato sostanziali modifiche alla L.R. n. 67 del 1987.
Colui che intraprende l�esercizio di una impresa artigiana dovr� presentare alla Commissione provinciale per l�artigianato della provincia dove ha sede l�impresa, esclusivamente in via telematica, una apposita comunicazione attestante il possesso dei requisiti previsti. La Comunicazione Unica per la costituzione dell�impresa, trasmessa, attraverso apposite misure telematiche, alla competente Commissione provinciale per l�artigianato, equivale alla comunicazione di cui sopra. Regione TOSCANA - Approvata la nuova modulistica per l'Albo delle imprese artigiane
La Regione Toscana con Decreto 17 dicembre 2009, n. 6484 ha approvato la modulistica cartacea per l'iscrizione, la modifica, la cancellazione delle imprese dall'Albo delle Imprese Artigiane in seguito all'entrata in vigore delle L.R. n. 543/2008.
Tale modulistica potr� essere utilizzata fino al 31 marzo 2010, termine ultimo prima dell'entrata in vigore della Comunicazione Unica (1� aprile 2010).
CAMERE E REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - Dal 1� gennaio 2010 le imprese artigiane iscritte anche nella sezione speciale del R.I.
Al fine di coordinare la nuova procedura di presentazione della "Comunicazione Unica" con quella dell'iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane e di semplificare gli adempimenti a carico degli imprenditori interessati, a decorrere dal 1� gennaio 2010, d'intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, le imprese individuali artigiane verranno iscritte anche nella sezione speciale del Registro delle Imprese quali piccoli imprenditori, in esecuzione della determinazione del Conservatore n. 60 del 30 dicembre 2009.
Regione ABRUZZO - Soppresso l'Albo delle imprese artigiane Con l�emanazione della L.R. 30 0ttobre 2009, n. 23, che ha abrogato la precedente L.R. 31 luglio 1996, n. 60, nella Regione Abruzzo, le funzioni amministrative attinenti l�iscrizione, la modificazione e la cancellazione delle imprese artigiane, vengono delegate alle Camere di Commercio. L�albo delle imprese artigiane viene sostituito a tutti gli effetti dal Registro delle imprese. L�artigianato torna cos� ad essere materia di competenza camerale anzich� regionale.
. Se vuoi leggere il Comunicato stampa delle Camere di Commercio abruzzesi, clicca QUI.
Regione TOSCANA - Soppresse le Commissioni Provinciali per l�Artigianato (CPA) La Regione Toscana, con l�emanazione del regolamento attuativo della L.R. 22 ottobre 2008, n. 53, approvato con Decreto del Presidente della Regione n. 55/R del 7 ottobre 2009, entrato in vigore il 29 ottobre 2009, ha soppresso le Commissioni Provinciali per l'Artigianato (C.P.A.) e le relative funzioni saranno svolte dalle Camere di Commercio. L'iscrizione all'Albo Artigiani, avverr� con una dichiarazione sostitutiva dell�atto di notoriet� resa in conformit� alle disposizioni del DPR n. 445/2000, da presentare contestualmente alla domanda di iscrizione nel Registro Imprese, secondo modalit� e modulistica proprie di "ComUnica".
L'iscrizione all'Albo Artigiani avr� decorrenza dalla data di presentazione della dichiarazione stessa. Regione PIEMONTE � Emanato il Testo unico in materia di artigianato La Regione Piemonte, con la L.R. 14 gennaio 2009, n. 1, pubblicata sul BURP n. 3 del 22 gennaio 2009, ha emanato il �Testo unico in materia di artigianato�.
Tra le principali novit� introdotte: semplificazione burocratica e snellimento normativo che consentiranno una notevole riduzione dei tempi necessari per l�avvio delle imprese.
Regione UMBRIA � Le pratiche vanno presentate alla CPA e non pi� al Comune
La Regione Umbria, con l�art. 21 della L.R. 23 dicembre 2008, n. 25 (in vigore dal 14 gennaio 2009) apporta modifiche all�art. 30 della L.R. n. 42/1998 (Norme per il funzionamento degli Organi di rappresentanza e tutela dell'artigianato e per la tenuta degli Albi provinciali delle imprese artigiane) e stabilisce che le domande di iscrizione, di modifica e di cancellazione all�Albo Imprese Artigiane devono essere presentate direttamente alla Commissione Provinciale per l�Artigianato presso la Camera di Commercio e non pi� al Comune competente per territorio.
LA FORMAZIONE E LA TENUTA DELL�ALBO PROVINCIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE 1. Assetto normativo 1.1. La legislazione nazionale
La Legge-quadro sull�artigianato 8 agosto 1985 n. 443, e successive modificazioni ed integrazioni, e le singole leggi regionali costituiscono l�assetto normativo per l�iscrizione e la cancellazione nell�Albo provinciale delle imprese artigiane e per l�iscrizione e la cancellazione ai fini previdenziali nella gestione I.N.P.S..
1.2. La legislazione regionale
La norma di apertura della Legge-quadro n. 443/1985 sancisce espressamente la potest� legislativa e amministrativa delle Regioni in materia di artigianato, specificando che alle stesse spetta, in armonia con gli indirizzi della programmazione nazionale, "l'adozione di provvedimenti diretti alla tutela ed allo sviluppo dell'artigianato ed alla valorizzazione delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali, con particolare riferimento alle agevolazioni di accesso al credito, all'assistenza tecnica, alla ricerca applicata, alla formazione professionale, all'associazionismo economico, alla realizzazione di insediamenti artigiani, alle agevolazioni per l'esportazione" (art. 1, L. n. 443/1985).
La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, concernente modifiche al Titolo V della seconda parte della Costituzione, ha capovolto il precedente sistema di ripartizione della competenza legislativa tra Stato e Regioni, riconoscendo anche alle Regioni a statuto ordinario potest� legislativa primaria in materia di artigianato. Di conseguenza le Regioni non debbono pi� legiferare nell�ambito dei principi generali determinati dalla legge-quadro, ma solo entro principi generali dell�ordinamento giuridico.
Prima dell�entrata in vigore della legge n. 3/2001 l�artigianato era una materia nella quale le Regioni a statuto ordinario potevano emanare leggi regionali nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato. Con la legge n. 59 del 15 marzo 1997, sul decentramento amministrativo, le funzioni e i compiti in materia di artigianato venivano conferiti alle Regioni sempre nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato.
In base al decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998, tutte le funzioni amministrative relative alla erogazione alle imprese artigiane di agevolazioni, contributi, sovvenzioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere, erano trasferite alle Regioni; lo Stato manteneva le funzioni concernenti eventuali cofinanziamenti, nell�interesse nazionale, di programmi regionali di sviluppo e sostegno dell�artigianato, nonch� la funzione di indirizzo e coordinamento.
La riforma del 2001 ha completato il processo di trasferimento di funzioni, assegnando alle Regioni anche la competenza legislativa �esclusiva� in materia di artigianato.
Nel file che si riporta in allegato, vengono sinteticamente riportate le peculiarit� delle singole leggi regionali.
. Rassegna della legislazione regionale in materia di formazione e tenuta dell�Albo provinciale delle imprese artigiane. 2. Soggetti obbligati all'iscrizione
Sono obbligati all'iscrizione nell'albo artigiani, gli imprenditori che svolgono attivit� di produzione di beni anche semilavorati, o di prestazione di servizi, entro precisi limiti dimensionali.
Sono escluse le attivit� agricole e le attivit� di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliari di queste ultime, di somministrazione, di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali ed accessorie all'esercizio dell'impresa artigiana. E' altres� artigiana l'impresa costituita ed esercitata in forma di societ� (escluse le societ� per azioni e le societ� in accomandita per azioni), a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale. La Legge 20 maggio 1997, n. 133 ha introdotto una novit� rilevante, prevedendo la possibilit� di iscrizione all'albo artigiani anche per le societ� in accomandita semplice e le societ� a responsabilit� limitata unipersonali, sempre che il socio unico di SRL e ciascun socio accomandatario siano in possesso dei requisiti indicati dall'art. 2 , L. 443/85 e non siano soci unici di altra societ� a responsabilit� limitata o socio di una societ� in accomandita semplice. La Legge 5 marzo 2001, n. 57, all'art. 13, ha esteso la possibilit� di iscrizione all'albo delle imprese artigiane per l'impresa costituita in forma di societ� a responsabilit� limitata pluripersonale, sempre che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e detenga la maggioranza del capitale sociale e degli organi deliberanti della societ�.
L'imprenditore artigiano, nell'esercizio di particolari attivit� che richiedano una peculiare preparazione ed implicano responsabilit� a tutela e garanzia degli utenti (ad esempio: impiantisti; autoriparatori, imprese di pulizia e di facchinaggio, ecc.), deve essere in possesso dei requisiti tecnico professionali previsti dalle leggi che regolano l�esercizio dell�attivit�. 3. Il luogo e le modalit� di esercizio dell�impresa artigiana Nel testo della L. n. 443/1985, l'enunciazione dei connotati dell'impresa artigiana e' stata ripartita in pi� articoli, in modo da accentuare la distinzione fra i "requisiti soggettivi", che sono specificamente riferiti alla persona del titolare e si concentrano pertanto nella definizione di imprenditore artigiano recata dall'articolo 2, e le "caratteristiche oggettive", che attengono invece alla natura dell'attivit� svolta ed alle dimensioni dell'organismo produttivo.
L�ultimo comma dell�art. 3 della L. n. 443/1985 stabilisce che �L'impresa artigiana pu� svolgersi in luogo fisso, presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci in appositi locali o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, l'imprenditore artigiano pu� essere titolare di una sola impresa artigiana�.
Pertanto, l�impresa artigiana pu� svolgere la propria attivit�:
1. in un luogo fisso:
�	in appositi locali (laboratorio, ecc.); o
�	presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci; o
2. in locali designati dal committente;
3. in forma itinerante o con posteggio (su aree pubbliche).
L�impresa artigiana pu� essere costituita in forma individuale o societaria. Non possono in nessun caso essere considerate artigiane le societ� per azioni e le societ� in accomandita per azioni. Relativamente alle societ�, queste possono essere costituite: �	in forma di societ� cooperativa o di societ� in nome collettivo, a condizione che la maggioranza dei soci (uno nel caso di due soci) possieda i requisiti di imprenditore artigiano; �	in forma di societ� in accomandita semplice, a condizione che la maggioranza dei soci accomandatari (uno nel caso di due soci) possieda i requisiti di imprenditore artigiano e che i soci accomandatari siano in maggioranza rispetto gli accomandanti; � in forma di societ� a responsabilit� limitata con unico socio, a condizione che lo stesso possieda i requisiti di imprenditore artigiano; �	in forma di societ� a responsabilit� limitata, a condizione che la maggioranza dei soci (uno nel caso di due soci) possieda i requisiti di imprenditore artigiano e che i soci artigiani detengano la maggioranza negli organi deliberanti e che le quote da essi possedute costituiscano la maggioranza del capitale sociale. La normativa prevede anche chiaramente l�impossibilit� di:
a)	essere titolare di pi� ditte individuali iscritte all�Albo delle imprese artigiane;
b)	essere titolare di una ditta individuale e socio partecipante di una societ�, entrambe iscritte all�Albo delle imprese artigiane;
c)	essere socio partecipante di pi� societ� iscritte nell�Albo delle imprese artigiane.
Di contro, anche se non viene espressamente indicato, si afferma l�ammissibilit� della condizione di:
a)	titolare di ditta individuale e socio non partecipante in societ�, eventualmente iscritte all�Albo delle imprese artigiane;
b)	socio partecipante in una societ� e socio non partecipante in societ� egualmente iscritte all�Albo delle imprese artigiane.
4. La formazione e la tenuta dell�Albo
4.1. Gli organi di tutela dell�artigianato Gli organi di tutela dell�artigianato sono: �	la Commissione provinciale per l�artigianato (CPA), e
�	la Commissione regionale per l�artigianato (CRA). La Commissione provinciale per l'artigianato (CPA) � costituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale. Essa dura in carica cinque anni ed � composta da almeno quindici membri, di cui: 1.	due terzi (10) devono essere titolari di aziende artigiane operanti nella Provincia da almeno tre anni; 2.	un terzo (5) devono essere rappresentanti delle organizzazioni sindacali pi� rappresentative dei lavoratori dipendenti, dell'INPS, dell'Ufficio provinciale del lavoro e di esperti. La Commissione regionale per l�artigianato (CRA) � costituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale ed � composta: 1.	dai Presidenti delle Commissioni Provinciali per l'artigianato; 2.	da tre rappresentanti della Regione; 3.	da cinque esperti in materia di artigianato, designati dalle organizzazioni artigiane pi� rappresentative a struttura nazionale ed operanti nella Regione. Alle Commissioni provinciali dell�artigianato (CPA) spetta il compito di deliberare sulla iscrizione e sulla cancellazione dall�Albo Artigiani.
Avverso le decisioni della Commissione Provinciale � possibile ricorrere, entro 60 giorni dal ricevimento della notifica, alla Commissione Regionale (CRA). Alle Camere di Commercio sono delegate, in virt� di apposite convenzioni con la Regione, tutte le funzioni amministrative relative alla formazione e alla tenuta dell�Albo.
4.2. L�iscrizione all�Albo
La domanda di iscrizione all�Albo delle imprese artigiane va presentata nei luoghi e con le modalit� previste dalle singole leggi regionali che regolano la materia. La domanda di iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane deve essere presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attivit� o dall'acquisizione dei requisiti di legge; le denunce di modificazione e di cancellazione dall�Albo vanno presentate entro 30 giorni dall�evento. L�iscrizione all�Albo delle Imprese artigiane:
�	� costitutiva dell�impresa artigiana, �	� condizione necessaria per la concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane, �	comporta l�annotazione nella sezione speciale Artigiani del Registro imprese, �	comporta l�iscrizione del titolare o di tutti i soci che partecipano all�attivit� negli elenchi nominativi degli artigiani ai fini assicurativi e previdenziali (I.N.P.S.). La domanda di iscrizione e le successive domande di modificazione e di cancellazione vanno presentate secondo le modalit� dettate dalle singole leggi regionali.
4.3. I ricorsi
Contro le deliberazioni della Commissione provinciale e' ammesso ricorso, in via amministrativa, alla Commissione regionale per l'artigianato, entro 60 giorni dalla notifica della deliberazione stessa (Cfr. art. 7, 5 comma, L. n. 443/85). La legge-quadro non prevede un termine entro cui la CRA � tenuta a provvedere. Un termine preciso viene per� individuato dalle singole leggi regionali, le quali stabiliscono che la CRA deve pronunciarsi entro il termie di 90 giorni. In caso contrario il ricorso si intende respinto. Avverso le decisioni della Commissione regionale per l'artigianato � ammesso ricorso al Tribunale della Provincia nella cui circoscrizione l'impresa esercita la propria attivit� ed in cui ha sede la Commissione provinciale che ha emanato la prima delibera di rifiuto o di cancellazione. La Corte di Cassazione ritiene, invece, che la competenza spetti al Tribunale nella cui circoscrizione si trova la Commissione regionale per l'artigianato (Cass. Civ., Ia Sezione, 11 marzo 1991, n. 2557). Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica della decisione stessa (art. 7, comma 5, L. n. 443/1985). Contro la sentenza del Tribunale � possibile proporre l'impugnazione alla Corte d'Appello, entro lo stesso termine di 60 giorni. E' ammesso, infine, ricorso in Cassazione. L'eventuale ricorso proposto contro la Commissione provinciale o contro la Commissione regionale ha effetto sospensivo delle deliberazioni impugnate, per cui, nella eventualit� di provvedimento di cancellazione, l'impresa interessata conserva l'iscrizione all'Albo fino a quando non � esaurito l'iter amministrativo.
4.4. Efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall�albo delle imprese artigiane per gli enti previdenziali L'art. 43 della legge 4 novembre 2011, n. 183 ("Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonch� misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro") ha stabilito che, ai fini del contenimento degli oneri previdenziali, a decorrere dal 1� gennaio 2010, gli atti e i provvedimenti relativi alle modificazioni dello stato di fatto e di diritto, compresa la cessazione delle imprese individuali e di tutti i soggetti comunque iscritti all'albo delle imprese artigiane, sono inopponibili all'INPS, decorsi tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti.
Come precisato dall'INPS nella Circolare n. 47 del 11 marzo 2011, la norma si riferisce, in particolare, alle delibere adottate dalle Commissioni provinciali per l�artigianato ovvero dagli altri soggetti obbligati, in base alla legislazione regionale, alla tenuta dell�albo.
A decorrere dal 1� gennaio 2010 tali modifiche potranno essere fatte valere nei confronti dell�Istituto esclusivamente qualora la delibera stessa sia comunicata entro i tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti. Diversamente, una volta decorso tale termine, le determinazioni delle C.P.A. non potranno avere valore vincolante nei riguardi dell�Istituto relativamente alla sussistenza dell�obbligo contributivo alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani.
L'INPS ritiene, trattandosi di provvedimenti qualificati dalla norma come meramente inopponibili, di dover dare comunque seguito, nei limiti della prescrizione quinquennale, ai provvedimenti di iscrizione o di variazione che determinino la retroattivit� della data di iscrizione alla predetta Gestione, in considerazione della necessit� di salvaguardare il diritto alla posizione assicurativa dei lavoratori. Per lo stesso motivo ritiene di valutare eventuali, ulteriori evidenze documentali comprovanti la situazione di fatto o di diritto e, in caso di valutazione positiva, di procede comunque ad applicare la delibera (es. cancellazione retroattiva a seguito a seguito del decesso del titolare, svolgimento di altra attivit� lavorativa con carattere di abitualit� e prevalenza, ecc.).
5. ALBO ARTIGIANI - LA PRATICA TELEMATICA
Presso alcune Camere di Commercio � possibile presentare le domande di iscrizione, di modifica e di cancellazione all�Albo delle Imprese artigiane utilizzando la procedura telematica o la presentazione su supporto informatico (floppy disk o CD), utilizzando la firma digitale. La pratica telematica artigiana viene individuata come tale dalla presenza del modello secondario AA, da allegarsi al modello base (I1 � I2 � S5 - UL a seconda dei casi).
Le modalit� di presentazione e di sottoscrizione della pratica sono normalmente quelle previste per il Registro Imprese. L�importo dell�imposta di bollo � quella fissata dall�art. 1, comma 205 della legge n. 244/2007 (Legge finanziaria 2008), dove si stabilisce che, a decorrere dal 1� gennaio 2008, la tariffa dell'imposta di bollo relativa a domande, denunce e atti presentate da imprese individuali per via telematica al Registro delle imprese � fissata in 17,50 euro.
5.1. CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO
. Se vuoi scaricare la guida elaborata dalla Camera di Commercio di Torino dal titolo PRATICHE ARTIGIANE � Istruzioni per la compilazione della pratica telematica e cartacea, clicca QUI.
5.2. CAMERE DI COMMERCIO DELL�EMILIA ROMAGNA
Presso tutte le Camere di Commercio dell�Emilia Romagna, le domande/denunce di iscrizione, di modificazione e di cancellazione possono essere presentate all�AIA telematicamente, mediante utilizzo della modulistica informatica (FedraPlus o applicazioni compatibili) dopo essere state sottoscritte con firma digitale. . Se vuoi scaricare la guida elaborata dalle Camere di Commercio dell�Emilia Romagna, dal titolo Manuale adempimenti telematici Albo imprese artigiane, clicca QUI.
6. STARWEB � SPORTELLO TELEMATICO PER PRATICHE ARTIGIANE Alcune Camere di Commercio, in collaborazione con InfoCamere, ha realizzato un nuovo servizio, denominato STARWEB che consente la predisposizione di pratiche telematiche artigiane (domande di iscrizione, modifica e cancellazione all'Albo Imprese Artigiane). STARweb � stato sviluppato nell'ottica di semplificare la predisposizione della pratiche da inviare all�Ufficio Artigianato via internet tramite WebTelemaco. . Se vuoi approfondire l�argomento dell'utilizzo di STARweb, clicca QUI.
- In materia di formazione e tenuta dell'Albo provinciale delle imprese artigiane, si riporta uno studio approfondito curato da Claudio Venturi, dal titolo:
Albo provinciale delle imprese artigiane. Formazione e tenuta. LA GESTIONE PREVIDENZIALE ARTIGIANI E GLI ADEMPIMENTI PRESSO L'INAIL Presso l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) � istituita una gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidit�, vecchiaia e superstiti degli artigiani.
La tenuta di questi elenchi � ancora disciplinata dalla Legge n. 1533 del 1956, poi integrata dalla legge n. 160 del 1975.
L'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane, prevista come obbligatoria dall'art. 5 della legge n. 443 del 1985, deve intendersi costitutiva di tutti gli effetti giuridici che la legge ricollega al possesso della qualifica di impresa artigiana, e quindi anche degli effetti concernenti l'applicazione della normativa assistenziale e previdenziale concernente gli artigiani.
La compilazione degli Elenchi nominativi di tutti gli artigiani e dei rispettivi familiari a carico soggetti all'assicurazione obbligatoria � demandata alla Commissione provinciale per l'artigianato.
- Se vuoi approfondire l'argomento della gestione previdenziale e assistenziale per gli artigiani e gli esercenti attivit� commercianti, clicca QUI.
- Se vuoi approfondire l'argomento della gestione previdenziale e assistenziale per i lavoratori dello spettacolo soggetti ad ENPALS, clicca QUI.
LA COMUNICAZIONE UNICA PER LA NASCITA DELL�IMPRESA
IL RUOLO DELLE REGIONI IN MATERIA DI IMPRESA ARTIGIANA Artigianato - Indirizzi delle Regioni per l�avvio dell�attivit� di impresa
La Conferenza delle Regioni del 30 luglio 2008 ha approvato un �documento di indirizzi in materia di avvio di impresa artigiana�. Nel documento si ribadisce che le Regioni hanno seguito con interesse la costruzione della riforma ed hanno avviato una riflessione sulle procedure per l�iscrizione all�Albo delle imprese artigiane, al fine di assicurare che le normative nazionali e regionali risultino tra loro compatibili e il nuovo istituto produca realmente effetti di semplificazione per le imprese.
A tal fine le Regioni hanno chiesto al Governo, nella Conferenza Unificata del 28 febbraio 2008, che il D.P.C.M. di individuazione delle regole tecniche per la comunicazione unica contempli una disposizione che consenta alle Regioni di procedere alle modifiche normative utili a far funzionare correttamente la riforma.
Nell�ambito delle politiche di semplificazione, le Regioni intendono aggiungere il proprio contributo affinch�, cogliendo l�occasione dell�introduzione della comunicazione unica, si possa anche implementare e migliorare l�utilizzo di alcuni istituti, come la Dichiarazione di Inizio di Attivit�.
Le Regioni, in relazione alla materia dell�artigianato, che forma oggetto di competenza legislativa esclusiva, hanno pertanto condiviso la necessit� che, nelle revisioni legislative in materia di avvio di impresa artigiana, si tenesse conto, pur nella salvaguardia della autonomia regionale, di linee di orientamento comuni tese ad assicurare un adeguato livello di semplificazione delle procedure.
Si riporta il testo del documento della:
. CONFERENZA DELLE REGIONI - Documento di indirizzi delle Regioni italiane in materia di avvio di impresa artigiana. . Se vuoi approfondire l�argomento della Comunicazione Unica, clicca QUI.
I MISTIERI ARTISTICI TIPICI - LAVORAZIONI ARTISTICHE E TRADIZIONALI Tra i compiti specifici delle Regioni, la Legge-quadro n. 443 del 1985 individua anche quello di promuovere e valorizzare le lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura, di cui alla lettera c) del primo comma dell'art. 4 della L. n. 443/85.
L'elenco dei mestieri artistici, tradizionali e dell'abbigliamento su misura, � stato approvato con D.P.R. 25 maggio 2001, n. 288.
La Regione, nello scopo di tutelare e valorizzare la produzione artistica dell'artigianato e di salvaguardare il patrimonio tradizionale e culturale locale, concorrer� nell'attuazione di progetti finalizzati al ripristino, alla conservazione, alla tutela e alla qualificazione delle tipologie merceologiche, culturali, tecnologiche ed organizzative proprie delle suddette attivit�, nonch� alla realizzazione di interventi per la commercializzazione e la promozione dei prodotti e dei servizi artigiani sul mercato.
Il testo del D.P.R. n. 288/2001 viene riportato nell'Appendice normativa.
- Sull'argomento si riporta un approfondimento curato da Claudio Venturi, dal titolo:
. I mestieri artistici tipici, tradizionali e dell'abbigliamento su misura.
- Si riporta il modello per il:
. Riconoscimento di mestiere artistico tipico e tradizionale - Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet� resa ai sensi dell�art. 4, lett. c), della Legge 8 agosto 1985, n. 443 e dell�art. 1, del D.P.R. 25 maggio 2001, n. 288. NORMATIVA REGIONALE
REGIONE MARCHE - ECCELLENZA ARTIGIANA
La Regione Marche, in attuazione di quanto disposto agli articoli 34 - 36 della L.R. 28 ottobre 2003, n. 20 (Testo unico sulle norme in materia industriale, artigiana e dei servizi alla produzione), ha istituito, all'interno dell'Albo delle imprese artigiane di ciascuna provincia, una sezione speciale denominata "MARCHE - ECCELLENZA ARTIGIANA". L'individuazione di questo marchio di origine e qualit� ha l'obiettivo di individuare e di valorizzare le imprese del territorio marchigiano appartenenti al settore dell'artigianato. Con Deliberazione della Giunta regionale n. 1504 del 28 dicembre 2006 sono state dettate le modalit� per l'iscrizione da parte delle imprese artigiane alla sezione speciale dell'Albo provinciale delle imprese artigiane. Si riporta il testo della delibera:
. REGIONE MARCHE - Deliberazione della Giunta Regionale n. 1504 del 28 dicembre 2006: L.R. 20/2003, artt. 34-35 - Artigianato d'eccellenza - Istituzione di apposita sezione speciale dell'albo delle imprese artigiane e approvazione delle modalit� per l'iscrizione. INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ARTIGIANE Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 5 ottobre 2007, il decreto 3 agosto 2007, emanato dal Ministero del commercio internazionale, di concerto con il Ministero dell�Economia e delle finanze.
Il decreto detta le modalit� di attuazione dell�art. 4, commi 82 e 83, della legge n. 350/2003 (legge finanziaria 2004), concernente lo stanziamento di 10 milioni di euro a favore dell�internazionalizzazione delle imprese artigiane.
All�articolo 1 si stabilisce che la misura di incentivazione �mira a favorire l'internazionalizzazione delle imprese artigiane, attraverso un intervento straordinario che faciliti il superamento delle difficolt� nei mercati esteri, traendo vantaggio dall'inserimento nel sistema di interventi pubblici nazionali per l'internazionalizzazione.
Per raggiungere queste finalit� s'intende stimolare processi di aggregazione dell'imprenditoria artigiana a livello nazionale. Gli interventi agevolativi, pertanto, riguarderanno esclusivamente:
a) consorzi all'esportazione collegati a imprese artigiane;
b) raggruppamenti di almeno tre imprese produttive artigiane;
c) distretti o filiere di settore.
Per essere ammessi al contributo i progetti dovranno essere finalizzati ad avviare nuovi percorsi di internazionalizzazione di PMI artigiane e/o a realizzare piani di espansione della loro presenza in mercati esteri di interesse.
I progetti dovranno strutturarsi con un piano di attivit� articolato in iniziative diverse e coordinate nel tempo, di natura promozionale, organizzativa dell'offerta e/o di investimento.
Presso il Ministero del commercio internazionale � costituito un Comitato paritetico a cui � affidato il compito di predisporre la graduatoria dei progetti al fine del finanziamento.
Ciascuna Regione e Provincia autonoma adotta le modalit� di diffusione del presente provvedimento che riterr� opportune.
Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto sar� emanato dal Ministero del commercio internazionale, sentite le Regioni e le Province autonome, il bando per la presentazione delle domande di finanziamento, che conterr� le modalit�, i termini e i massimali delle richieste, i parametri di valutazione, nonch� ogni altro elemento operativo utile.
Le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Confederazioni artigiane ed i relativi Consorzi all'esportazione svolgeranno una funzione di promozione della presente misura nei confronti dei soggetti imprenditoriali da coinvolgere, soprattutto al fine di agevolarne i processi aggregativi.
Le Regioni e le Province autonome cureranno le attivit� istruttorie relative ai progetti presentati da aggregazioni monoregionali o monoprovinciali tenendo conto dei criteri generali contenuti nel presente decreto e nel successivo bando, da svolgere sulla base di un raccordo tra i criteri generali previsti nel decreto e le visioni settoriali regionali e provinciali.
. D.M. 3 agosto 2007: Modalit� di attuazione dei commi 82 e 83 dell'articolo 4 della legge 27 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004), concernente uno stanziamento di Euro 10 milioni in favore dell'internazionalizzazione delle imprese artigiane. . D.M. 12 febbraio 2008: Modalit� e termini per la presentazione delle domande di finanziamento a favore dell'internazionalizzazione delle imprese artigiane. STUDI E APPROFONDIMENTI Le societ� a responsabilit� limitata con qualifica artigiana nel quadro della riforma del diritto societario
Sull'argomento segnaliamo un documento della Confartigianato, elaborato dal Giuseppe Del Vecchio, nel quale viene posta l�attenzione prevalentemente sulle principali clausole che devono essere inserite in modo peculiare negli statuti delle Srl artigiane.
Tralasciando le clausole di natura tecnica o procedurale, nel documento viene effettuata una distinzione fra le clausole che possono essere definite �essenziali� - e quindi necessarie ai fini del riconoscimento della qualifica valida per l�iscrizione della Srl all�Albo delle imprese artigiane - e quelle che si possono considerare �prioritarie�, le quali, anche se non necessarie ai fini del riconoscimento della relativa qualifica artigiana, risultano opportune al fine di accentuare le caratteristiche �artigiane� della societ�, accompagnandosi in senso integrativo e complementare in senso integrativo e complementare alle clausole essenziali.
Si riporta il documento:
. La SRL con qualifica artigiana nel quadro della riforma delle societ� responsabilit� limitata. Le clausole statutarie per la salvaguardia della qualifica�. RIFERIMENTI
Per scaricare la MODULISTICA relativa all�Albo delle imprese artigiane, cliccate QUI.
. Per l'attivit� di AUTORIPARAZIONE, cliccate QUI.
. Per l'attivit� di IMPIANTISTICA, regolata dal D.M. n. 37/1008, cliccate QUI. . Per l'attivit� di PULIZIA, cliccate QUI.
. Per l'attivit� di FACCHINAGGIO, cliccate QUI.
. Per leattivit� di ACCONCIATORE ed ESTETISTA, cliccate QUI.
. Per quanto riguarda L'IMPOSTA DI BOLLO NELLE PRATICHE ARTIGIANE INVIATE TELEMATICAMENTE , cliccate QUI.
. Per l�argomento della RIFORMA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI, cliccate QUI.
. Per le Istruzioni per il riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti in Paesi non appartenenti all'Unione europea, ai fini dell'esercizio in Italia delle attivit� di impiantistica, pulizia, autoriparazione e facchinaggio, emanate dal Ministero delle attivit� produttive, cliccate QUI.
FORMAZIONE E TENUTA DELL'ALBO PROVINCIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANE
LA LEGISLAZIONE NAZIONALE . L. 14 febbraio 1963, n. 161: Disciplina dell'attivit� di barbiere, parrucchiere ed affini. . L. 8 agosto 1985, n. 443: Legge-quadro per l'artigianato. . L. 4 gennaio 1990, n. 1: Disciplina dell'attivit� di estetista. . D.M. 21 marzo 1994, n. 352: Regolamento recante i contenuti tecnico culturali dei programmi, dei corsi e delle prove di esame al fine del conseguimento della qualifica professionale di estetista. . D.P.R. 25 maggio 2001, n. 288: Regolamento concernente l'individuazione dei settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali, nonch� dell'abbigliamento su misura.
. Legge 17 agosto 2005, n. 174: Disciplina dell�attivit� di acconciatore. . Legge 27 febbraio 2006, n. 84: Disciplina dell�attivit� professionale di tintolavanderia. FORMAZIONE E TENUTA DELL'ALBO PROVINCIALE DELLE IMPRESE ARTIGIANELA LEGISLAZIONE REGIONALE
. REGIONE ABRUZZO - L.R. 31 luglio 1996, n. 60: Testo unico delle norme che regolano la materia dell'artigianato nella Regione Abruzzo. (Legge abrogata dall'art. 56 della L.R. 30 ottobre 2009, n. 23). . REGIONE ABRUZZO - L.R. 30 ottobre 2009, n. 23 : Nuova legge organica in materia di artigianato. Con l'emanazione di questa legge, che ha abrogato la precedente L.R. 31 luglio 1996, n. 60, nella Regione Abruzzo le funzioni amministrative attinenti l�iscrizione, la modificazione e la cancellazione delle imprese artigiane, vengono delegate alle Camere di Commercio.
L�albo delle imprese artigiane viene sostituito a tutti gli effetti dal Registro delle imprese. Con la denominazione di �impresa artigiana� sono iscritte nel Registro delle imprese presso la Camera di Commercio le imprese artigiane in possesso dei requisiti stabiliti dalla presente legge. Le imprese gi� iscritte all�Albo delle imprese artigiane saranno iscritte d�ufficio nel Registro delle imprese con la denominazione di �impresa artigiana�, entro il termine di sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge. Il legale rappresentante dell�impresa presenta la Comunicazione Unica di cui al modello approvato con decreto interministeriale ai sensi dell�art. 9 del D.L. n. 7/2007, convertito, con modificazioni, nella legge n. 40/2007e 2007, n. 40, alla Camera di commercio. La comunicazione dovr� attestare il possesso dei requisiti e ne determiner� l�iscrizione dalla data di presentazione della comunicazione stessa, sussistendo tutti i presupposti di legge. L�iscrizione viene trasmessa dalla Camera di Commercio alle competenti sedi dell�INPS e dell�INAIL, ai fini previdenziali ed assistenziali. La comunicazione di iscrizione � corredata dalle seguenti dichiarazioni sostitutive di certificazioni ovvero dell�atto di notoriet� rese ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che attestino: a) le generalit� complete del titolare o dei legali rappresentanti dell�impresa; b) la data di inizio, la natura, il tipo di lavorazione � completamente automatizzata o meno � e la sede dell�attivit� esercitata; c) il numero dei dipendenti; d) il numero dei familiari del titolare occupati nell�impresa; e) il numero dei lavoratori a domicilio; f) il possesso da parte dell�impresa delle licenze e delle autorizzazioni previste dalle normative vigenti in materia di sicurezza del lavoro e di igiene e quant�altro necessario per lo svolgimento dell�attivit� artigiana; g) la partecipazione professionale e manuale dell�imprenditore o, nel caso di societ�, del numero dei soci partecipanti. Contro i provvedimenti delle Camere di Commercio in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione dal Registro delle imprese con la denominazione di �impresa artigiana�, � ammesso ricorso in via amministrativa alla competente struttura della Giunta Regionale, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla avvenuta comunicazione, anche da parte di eventuali terzi interessati e degli organismi indicati all�art. 18, comma 2 (gli Ispettorati del lavoro, gli enti erogatori di agevolazioni in favore delle imprese artigiane, le associazioni di categoria artigiane e qualsiasi pubblica amministrazione interessata).
. REGIONE BASILICATA � L.R. 1 marzo 2005, n. 22: Disciplina degli organi amministrativi e di tutela dell'artigianato nella regione Basilicata.
. REGIONE CALABRIA - L.R. 25 novembre 1989, n. 8: Disciplina dell'artigianato. (Da ultimo modificata dalla L.R. 26 febbraio 2002, n. 11). . REGIONE CAMPANIA � L.R. 28 febbraio 1987, n. 11: Norme per la tenuta degli albi delle imprese artigiane e disciplina delle commissioni provinciali e regionale per l'artigianato.
. REGIONE CAMPANIA � D.P.G.R. 18 febbraio 2002, n. 134: Emanazione del regolamento per il funzionamento delle Commissioni Provinciali e della Commissione Regionale per l�Artigianato (Deliberazione di G.R. n. 13 del 11 gennaio 2002).
La CASARTIGIANI (Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani) ha predisposto una raccolta completa delle leggi regionali emesse dalla Regione Campania in materia di artigianato. . Se sei interessato a consultare il manuale dell�artigianato, clicca QUI.
. REGIONE EMILIA-ROMAGNA � L.R. 29 ottobre 2001, n. 32: Disciplina degli organi di rappresentanza e tutela dell�artigianato.(Legge abrogata dall'art. 17 della L.R. 9 febbraio 2010, n. 1). . REGIONE EMILIA-ROMAGNA � L.R. 9 febbraio 2010, n. 1: Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell'artigianato. . REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - L.R. 22 aprile 2002, n. 12: Disciplina organica dell'artigianato. . REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - L. R. n. 7 del 17 giugno 2011: Adeguamenti della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12 (Disciplina organica dell'artigianato). Modifiche alle leggi regionali 50/1993, 4/2005, 7/2003, 29/2005, e 11/2009 in materia di attivita' economiche. . Se vuoi approfondire i contenuti della nuova legge regionale e scaricare il testo della circolare della Direzione Centrale Attivit� Produttive del 4 agosto 2011, Prot. 13556, clicca QUI. . REGIONE LAZIO � L.R. 1 settembre 1999, n. 17: Norme per la costituzione, l'organizzazione ed il funzionamento delle commissioni provinciali e della commissione regionale per l'artigianato. . REGIONE LIGURIA - L.R. 2 gennaio 2003, n. 3: Riordino e semplificazione della normativa in materia di artigianato. . REGIONE LOMBARDIA � L.R. 16 dicembre 1989, n. 73: Disciplina istituzionale dell'artigianato lombardo. . REGIONE LOMBARDIA � L.R. 2 febbraio 2007, n. 1: Strumenti di competitivit� per le imprese e per il territorio della Lombardia. La Regione LOMBARDIA ha elaborato un testo coordinato, costituito da quattro capitoli, nel quale si fornisce un quadro delle pi� rilevanti disposizioni legislative, regolamentari e amministrative attinenti alla materia dell�artigianato.
. Se sei interessato a consultare il Testo coordinato dell�artigianato, clicca QUI.
. REGIONE MARCHE - L.R. 28 ottobre 2003, n. 20: Testo unico delle norme in materia industriale, artigiana e dei servizi alla produzione. (Testo coordinato con le modifiche apportate dalla L.R. 6 novembre 2007, n. 16). . REGIONE MARCHE - L.R. 6 novembre 2007, n. 16: Modifiche alla Legge Regionale 28 ottobre 2003, n. 20 - "Testo Unico delle Norme in materia Industriale, Artigiana e dei Servizi alla Produzione". . REGIONE MARCHE - L.R. 24 OTTOBRE 2008, N. 29: Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 28 ottobre 2003, n. 20 "Testo unico delle norme in materia industriale, artigiana e dei servizi alla produzione". . REGIONE MARCHE - Deliberazione della Giunta Regionale del 15 marzo 2010, n. 464: Disposizioni transitorie in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione all'albo delle imprese artigiane di cui alla L.R. n. 20/2003, art. 32, comma 5, come modificata con la L.R. n. 29/2008. . REGIONE MOLISE - L.R. 26 aprile 2000, n. 32: Riordino della disciplina in materia di artigianato. . REGIONE PIEMONTE � L.R. 9 maggio 1997, n. 21: Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato. (Legge abrogata dall'art. 21 della L.R. 14 gennaio 2009, n. 1). . REGIONE PIEMONTE � L.R. 14 gennaio 2009, n. 1: Testo unico in materia di artigianato. . REGIONE PIEMONTE � Delibera Giunta Regionale 18 maggio 2009, n. 16 - 11421: L.R. 1/2009: Testo unico in materia di artigianato. Art. 26: Individuazione del numero dei componenti artigiani e degli esperti delle Commissioni Provinciali per l'Artigianato (C.P.A.). Art. 30: Procedure per la costituzione e rinnovo delle C.P.A e per la sostituzione dei componenti. Art. 37:
Spese di funzionamento di collegi consultivi e di amministrazione attiva. Disposizioni. . REGIONE PUGLIA � L.R. 25 febbraio 2005, n. 6: Norme per la costituzione e il funzionamento delle commissioni provinciali e regionale per l'artigianato e istituzione dell'Albo provinciale delle imprese artigiane. . REGIONE PUGLIA � Deliberazione della Giunta Regionale del 1� agosto 2008, n. 1458: Semplificazione delle procedure di iscrizione, modificazione e cancellazione dall�Albo delle imprese artigiane � Direttive generali recanti le norme di attuazione delle procedure previste dall�art. 28 della Legge regionale 19 febbraio 2008, n. 1. - REGIONE PUGLIA - Deliberazione della Giunta Regionale n. 896 del 25 marzo 2010: D.L. n. 7/2007, art. 9 convertito in legge n. 40/2007 e L.R. n. 1/2008, art. 28. Approvazione del modello elettronico ed elaborato tecnico ai fini della presentazione delle Comunicazioni di Iscrizione, modificazione e cancellazione dall�Albo Imprese Artigiane, attraverso la �comunicazione unica� approvata con D.P.C.M. 6 maggio 2009. . REGIONE SARDEGNA - L.R. 10 settembre 1990, n. 41: Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato. . REGIONE SICILIA � L.R. 18 febbraio 1986, n. 3: Norme per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dello artigianato siciliano. . REGIONE TOSCANA � L.R. 23 aprile 1988, n. 29: Commissioni provinciali e commissione regionale per l'artigianato. Albo provinciale imprese artigiane. Designazioni dei rappresentanti delle imprese artigiane nelle commissioni provinciali per l'artigianato. (Legge abrogata dall'art. 28 della L.R. 22 ottobre 2008, n. 53).
. REGIONE TOSCANA � L.R. 22 ottobre 2008, n. 53 : Norme in materia di artigianato.
. REGIONE TOSCANA - Decreto del Presidente della Giunta Regionale 7 ottobre 2009, n. 55/R: Regolamento di attuazione della legge regionale 22 ottobre 2008, n. 53 (Norme in materia di artigianato). Il presente regolamento disciplina quanto previsto
all�articolo 26 della L.R. 22 ottobre 2008, n.
53 (Norme in materia di artigianato).
Con tale decreto, che � stato pubblicato sul BURT n. 38 del 14 ottobre 2009 ed � entrato in vigore il 29 ottobre 2009, sono state soppresse le Commissioni Provinciali per l'Artigianato (C.P.A.) e le relative funzioni saranno svolte dalle Camere di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. L'iscrizione all'Albo Artigiani, avverr� con una dichiarazione sostitutiva dell�atto di notoriet� resa in conformit� alle disposizioni del DPR n. 445/2000, da presentare contestualmente alla domanda di iscrizione nel Registro Imprese, secondo modalit� e modulistica proprie di "ComUnica".
L'iscrizione all'Albo Artigiani avr� decorrenza dalla data di presentazione della dichiarazione stessa (art. 2). L�iscrizione nell�Albo artigiani avviene con modalit� modalit� informatiche conformemente a quanto previsto dalla normativa sul Registro delle imprese e sulla Comunicazione Unica per la nascita dell�impresa di cui all�articolo 9 del decreto legge n. 7/2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 40/2007.
Le Camere di Commercio dovranno trasmettere alla Regione le informazioni contenute nella Comunicazione Unica attraverso il sistema di cooperazione applicativa della Rete Telematica della Regione Toscana (RTRT - CART) di cui alla L.R. 26 gennaio 2004, n. 1 (Promozione dell�amministrazione elettronica e della societ� dell�informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della Rete telematica regionale
Toscana) secondo gli standard e con le modalit�
tecniche definite dalla Regione (art. 3). . REGIONE TOSCANA - Decreto del 17 dicembre 2009, n. 6484: Approvazione modulistica iscrizione nell�albo delle imprese artigiane. L.R. n. 53/2008.
Con tale decreto � stata approvata la modulistica cartacea per l'iscrizione, la modifica, la cancellazione delle imprese dall'Albo delle Imprese Artigiane in seguito all'entrata in vigore delle L.R. 543/2008.
Tale modulistica potr� essere utilizzate fino al 31 marzo 2010, termine ultimo prima dell'entrata in vigore della Comunicazione Unica (1� aprile 2010). . REGIONE UMBRIA � L.R. 7 novembre 1988, n. 42: Norme per il funzionamento degli Organi di rappresentanza e tutela dell'artigianato e per la tenuta degli Albi provinciali delle imprese artigiane. (Testo coordinato con le modifiche apportate dalla L.R. 23 dicembre 2008, n. 25 - In vigore dal 14 gennaio 2009). . REGIONE UMBRIA � L.R. del 2 marzo 1999, n. 3: Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi del sistema regionale e locale delle Autonomie dell'Umbria in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Artt. 3 - 6. N.B. Dal 14 gennaio 2009 le domande di iscrizione, di modifica e di cancellazione all�Albo Imprese Artigiane devono essere presentate direttamente alla Commissione Provinciale per l�Artigianato presso la Camera di Commercio e non pi� al Comune competente per territorio.
La comunicazione alla Commissione Provinciale per l�Artigianato presso la Camera di Commercio attesta il possesso dei requisiti e determina l�iscrizione, la modificazione o la cancellazione dell�impresa all�Albo Imprese Artigiane e alla sezione speciale del Registro Imprese, a decorrere dalla data di presentazione.
La nuova disposizione � stata introdotta dall�art. 21 della L.R. n. 25/2008 recante "Norme in materia di sviluppo, innovazione e competitivit� del sistema produttivo regionale", che ha sostituito l�art. 30 della L.R. n. 42/1988. . REGIONE VALLE D'AOSTA � L.R. 30 novembre 2001, n. 34: Nuova disciplina dell'artigianato. Abrogazione di leggi regionali in materia di artigianato.
. REGIONE VALLE D'AOSTA � L.R. 21 gennaio 2003, n. 2: Tutela e valorizzazione dell'artigianato valdostano di tradizione.
. REGIONE VALLE D'AOSTA - L.R. 31 marzo 2003, n. 6: Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane..
. REGIONE VENETO - L.R. 31 dicembre 1987, n. 67: Disciplina dell'artigianato. (Testo in vigore fino al 23 marzo 2010).
. REGIONE VENETO - L.R. 31 dicembre 1987, n. 67: Disciplina dell'artigianato. (Testo coordinato con le modifiche apportate dalla L.R. 4 marzo 2010, n. 15 - In vigore dal 24 marzo 2010). . REGIONE VENETO - L.R. 14 marzo 2010, n. 15 : Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 1987, n. 67 �Disciplina dell�artigianato� e alla legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 �Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112�. Secondo quanto disposto dall'art. 4 (che sostituisce l'articolo 6 della L.R. n. 67/1987), colui che intraprende l�esercizio di una impresa artigiana dovr� presentare alla Commissione provinciale per l�artigianato della provincia dove ha sede l�impresa, esclusivamente in via telematica, una apposita comunicazione attestante il possesso dei requisiti previsti. Tale comunicazione dovr� essere presentata, per le imprese individuali, dall�imprenditore artigiano o da un suo procuratore generale o speciale, per le imprese costituite in forma di societ�, dal legale rappresentante, da eventuali procuratori generali o speciali o dagli amministratori, nel rispetto di quanto previsto per l�iscrizione al Registro delle imprese. L�iscrizione all�albo delle imprese artigiane decorre dalla data di presentazione di detta comunicazione. La comunicazione unica per la costituzione dell�impresa di cui all�articolo 9 del decreto-legge n. 7/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 40/2007, trasmessa, attraverso apposite misure telematiche, alla competente Commissione provinciale per l�artigianato, equivale alla comunicazione di cui sopra. . REGIONE TRENTINO - PROVINCIA DI TRENTO - L.P. 1 agosto 2002, n. 11: Disciplina dell'impresa artigiana nella Provincia Autonoma di Trento. . REGIONE TRENTINO - PROVINCIA DI TRENTO - Deliberazione della Giunta Provinciale 13 maggio 2005, n. 986: L.R. 1� agosto 2002, n. 11, art. 3, comma 5, art. 7, commi 3 e 9 � Modalit� per la presentazione delle domande e delle comunicazioni all�Albo delle imprese artigiane e individuazione dei dati da registrare nell�albo stesso. (Da pag. 42 a pag. 49). . REGIONE TRENTINO - PROVINCIA DI BOLZANO - L.P. 25 febbraio 2008, n. 1: Ordinamento dell'artigianato. . REGIONE TRENTINO - PROVINCIA DI BOLZANO - Decreto del Presidente della Giunta Provinciale 4 maggio 2000, n. 19: Semplificazione di procedure in materia di artigianato.
LA NORMATIVA INPS IN MATERIA DI ARTIGIANATO . Legge 29 dicembre 1956, n. 1533: Assicurazione obbligatoria contro le malattie per gli artigiani.
. Legge 18 marzo 1957, n. 266: Norme di attuazione della legge 29 dicembre 1956, n . 1533, per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie per gli artigiani.
- Legge 9 marzo 1989, n. 88: Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. . Legge 2 agosto 1990, n. 233: Riforma dei trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi.
. INPS - Circolare n. 140 del 16 luglio 2001: Societ� a responsabilit� limitata con qualifica artigiana. Condizioni per il riconoscimento della qualifica artigiana alle Srl. . INPS - Circolare n. 150 del 26 luglio 2001: Disposizioni in materia di classificazione delle imprese nel settore artigianato. . INPS - Circolare n. 96 del 3 giugno 2003: Artigiani, esercenti attivit� commerciali ed iscritti alla Gestione separata: contribuzione volontaria per l�anno 2003. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti. . INPS - Circolare n. 39 del 24 febbraio 2004: Art. 44, D.L. n. 269/2003 convertito, con modificazioni, nella L. n. 326/2003. Efficacia ai fini previdenziali dell�iscrizione degli artigiani e degli esercenti attivit� commerciali al Registro delle imprese. . ALLEGATO N. 1 � Modulo con il quale l�INPS inviter� a fornire notizie concernenti la partecipazione all�attivit� dell�impresa di eventuali coadiutori familiari. . ALLEGATO N. 2 � Modulo con il quale l�INPS inviter� a fornire notizie concernenti la partecipazione all�attivit� dell�impresa da parte dei soci di Snc, Sas e Srl. . INPS - Circolare n. 42 del 4 marzo 2004: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali: contribuzione per l'anno 2004. . INPS - Circolare n. 79 del 12 maggio 204: Lavoratori autonomi e parasubordinati. Contribuzione volontaria per l'anno 2004. . INPS - Circolare n. 80 del 12 maggio 2004: Art. 44, D.L. n. 269/2003 convertito, con modificazioni, nella L. n. 326/2003. Efficacia ai fini previdenziali dell�iscrizione degli artigiani e degli esercenti attivit� commerciali al Registro delle imprese. Regime transitorio.
. INPS - Circolare n. 36 del 25 febbraio 2005: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali - Contribuzione per l'anno 2005. . INPS - Circolare n. 24 del 15 febbraio 2006: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali - Contribuzione per l'anno 2006. . INPS - Circolare n. 75 del 23 maggio 2006: Riscossione 2006 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale. - INPS - Circolare n. 29 del 29 gennaio 2007: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali: Contribuzione per l'anno 2007. - INPS - Circolare n. 13 del 1� febbraio 2008: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali - Contribuzione per l�anno 2008.
- INPS - Circolare n. 64 del 5 giugno 2008: Riscossione 2008 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all�art. 2, c. 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335. - INPS - Circolare n. 16 del 11 febbraio 2009: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali. Contribuzione per l'anno 2009. - INPS - Circolare n. 79 del 5 giugno 2009: Riscossione 2009 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all�art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995 n. 335. - INPS - Circolare n. 13 del 2 febbraio 2010: Gestione separata di cui all�art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Aliquote contributive, aliquote di computo, massimale e minimale per l�anno 2010. - INPS - Circolare n. 14 del 2 febbraio 2010: Artigiani ed esercenti attivit� commerciali - Contribuzione per l�anno 2010. - INPS - Circolare n. 22 del 16 febbraio 2010: Lavoratori autonomi e parasubordinati. Contribuzione volontaria per l�anno 2010. - INPS - Circolare n. 66 del 18 maggio 2010: Decreto Ministeriale 15 marzo 2005, punti 19) e 20).
Adeguamento delle categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l�ENPALS. - INPS - Circolare n. 73 del 14 giugno 2010: Riscossione 2010 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all�art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995 n. 335. - INPS - Circolare n. 47 del 11 marzo 2011: Legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 43. CIRCOLARI, RISOLUZIONI E PARERI . Ministero del lavoro e della previdenza sociale - Circolare del 18 dicembre 2000, Prot. n. 7/6184 / L. 443/85: Estensione ai soci di societ� in accomandita semplice dell'obbligo assicurativo previsto dalla legge n. 443/85. Computo dei soci accomandanti. . Azienda U.L.S.S. n. 9 - Unit� Locale Socio Sanitaria della Regione Veneto - Dipartimento di Prevenzione - Treviso - Parere del 6 luglio 2004, Prot. 4530: Attivit� di massaggio shiatsu - Inquadramento dell'attivit�. . Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale dell'Emilia Romagna - Risposta a Interpello proposto dall'Unioncamere Emilia Romagna il 18 gennaio 2006, Prot. 51 - Imposta di bollo - Iscrizione, modifica e cancellazione inviate all'Albo delle imprese artigiane con modalit� telematica. DECISIONI E PARERI DELLE COMMISSIONI REGIONALI PER L'ARTIGIANATO - Se desideri consultare le decisioni e i pareri della CRA DELL'EMILIA-ROMAGNA, clicca QUI
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GIURISPRUDENZA . Cassazione Civile, Sezione I, 2 giugno 1995, n. 6221: Artigianato � Impresa artigiana � Individuazione � Funzione preminente del lavoro sul capitale � Nozione. . Cassazione Civile, Sezione I, 10 novembre 1999, n. 12452: Impresa artigianato � Limite dimensionali - Attivit� di movimento terra - E' riconducubile all'attivit� edilizia. . Cassazione Civile, Sezione I, 5 giugno 2000, n. 401/SU: Impresa artigiana � Costituita come Soc. Coop a r.l. - Ammissibilit� - Iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane - Ammissibilit� - Diritto al corrispondente inquadramento ai fini previdenziali - Sussiste. . Cassazione Civile, Sezione I, 25 fewbbraio 2000 / 27 giugno 2000, n. 8703: Impresa artigianato � Attivit� svolta in luoghi diversi - Non comporta pluralit� di imprese. . Cassazione Civile, Sezione I, 8 marzo / 5 aprile 2001, n. 9600: Impresa artigianato � Societ� cooperativa - Qualifica artigiana dei singoli soci - Normativa applicabile - Prevalgono le disposizioni previdenziali in materia d'artigianato. Il TAR della Regione Marche, con Sentenza del 28 febbraio 2005, n. 0204, ha sostenuto la illegittimit� del diniego, da parte del Comune, al rilascio dell'autorizzazione per mancanza della distanza minima da analogo esercizio, prescritta dal proprio regolamento comunale per la disciplina delle attivit� di barbiere e parrucchiere per uomo e donna ed estetista.
. TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLE MARCHE - Sentenza n. 0204 del 28 febbraio 2005. L'iniziativa economica privata non pu� essere limitata dall'esistenza di esercizi commerciali adiacenti.
A stabilirlo � la Quinta Sezione del Consiglio di Stato con la decisione n. 4206/06, depositata il 28 giugno 2006.
. CONSIGLIO DI STATO - Sezione V - Decisione 20 gennaio-28 giugno 2006, n. 4206. Il TAR della Regione Piemonte, con Sentenza n. 1322 del 21 marzo 2007, ha accolto un ricorso presentato avverso il diniego al rilascio di una richiesta di autorizzazione per l'apertura di un centro estetico.
Il diniego era stato motivato per la mancanza della distanza minima prevista dal regolamento comunale.
Il TAR, a tale proposito, ha rilevato come, legge e regolamento collocate nella gerarchia delle fonti nazionali e comunitarie e alla luce dei principi costituzionali, si rivelano non applicabili, perseguendo un fine opposto a quello tutelato dall'ordinamento comunitario e costituzionale. Si riporta il testo della Sentenza:
. TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL PIEMONTE - Sentenza n. 1322 del 21 marzo 2007. La Corte di Cassazione � Sezione terza, con Sentenza n. 21806/07, depositata il 5 giugno 2007, ha confermato che per la gestione di centri di medicina estetica, aperti anche solo per la depilazione, � necessario essere in possesso dell�autorizzazione sanitaria, come previsto dall�art. 193 del R.D. n. 1265 del 1934. Si riporta il testo della Sentenza:
. CORTE DI CASSAZIONE, Sezione Terza � Sentenza n. 21806/07 del 5 giugno 2007. L'attivit� di acconciatore, di cui alle leggi 14 febbraio 1963, n. 161, e successive modificazioni, e 17 agosto 2005, n. 174, e l�attivit� di estetista, di cui alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attivit�, da presentare allo sportello unico del Comune, laddove esiste, o al Comune territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, e non possono essere subordinate al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti, riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attivit�, e al rispetto dell�obbligo di chiusura infrasettimanale.
Lo ha affermato il TAR Veneto, Sez. III, con la Sentenza depositata il 12 settembre 2007 n. 3011, in applicazione del disposto di cui all�art. 10, comma 2, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40. Vietata l�esecuzione di massaggi lungo i litorali
E� stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2008, l� Ordinanza 6 agosto 2008, con la quale il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali vieta, �lungo tutti i litorali marini, lacustri e fluviali, nonch� nelle vicinanze degli stessi�, l�esercizio, a qualsiasi titolo, di prestazioni, comunque denominate, riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti.
Si ritiene che detta attivit�, per il particolare contesto in cui viene svolta non garantisce il rispetto di adeguate condizioni igieniche, ne' l'erogazione della prestazione in ambiente appropriato.
Si riporta il testo dell'Ordinanza:
. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Ordinanza del 6 agosto 2008: Ordinanza contingibile e urgente per la tutela dell'incolumita' pubblica dal rischio derivante dall'esecuzione di massaggi lungo i litorali. INPS � S.r.l. � Attivit� di socio lavoratore e socio amministratore � Cumulabilit� � Insussistenza (L. n. 160/1975) In applicazione del comma 1 dell'art. 29, legge n. 160/1975, come sostituito dal comma 203 dell'art. 1, legge n. 662/1996, colui che nell'ambito di una S.r.l. svolga attivit� di socio amministratore e di socio lavoratore ha l'obbligo di chiedere l'iscrizione nella gestione in cui svolge attivit� con carattere di abitualit� e prevalenza.
I Supremi Giudici hanno precisato che nell'incompatibile coesistenza delle due corrispondenti iscrizioni, � onere dell'INPS decidere sull'iscrizione all'assicurazione corrispondente all'attivit� prevalente.
. Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - Sentenza del 22 febbraiuo 2008, n. 4676 - SRL - Socio lavoratore e socio - Doppia iscrizione alla gestione dei commercianti e alla gestione separata - Incompatibilit� .