Source: https://www.guidelegali.it/approfondimenti-in-contratti-tipologie-di-contratti/il-comodato-dottrina-e-giurisprudenza-5277.aspx?catid=126
Timestamp: 2019-09-16 22:28:46+00:00
Document Index: 42878644

Matched Legal Cases: ['art. 1803', 'art. 1809', 'art 1810', 'art 1811', 'sentenza ', 'sentenza ']

IL COMODATO: dottrina e giurisprudenza (Contratti) - GuideLegali.it
Il contratto di comodato, requisiti, tipi, interpretazione giurisprudenziali. Il caso di comodato di immobile per esigenze abitative; precario o no?
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In virtù dell'art. 1803: "Il comodato è il contratto con quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito".
I caratteri essenziali e distintivi del comodato sono:
la natura reale perchè il perfezionamento del contratto si ha con la "consegna" del bene; affinchè il requisito della consegna sia rispettato, dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere che la stessa non debba rivestire forme solenni, essendo sufficiente che il comodatario sia messo nella condizione di servirsi della cosa;
l'unilateralità che, secondo la dottrina maggioritaria si configura nell'obbligazione del comodante di non poter chiedere la restituzione della cosa prima del termine convenuto
Se in relazione alle caratteristiche delle realità e unilateralità non sono sorte particolari problemi interpretativi, più discussa è la natura gratuita del comodato, perchè non è infrequente che nella pratica quotidiana al contratto di comodato sia apposto un modus, un onere, e che:
Per eliminare ogni equivoco sulla gratuità del comodato modale è intervenuta la Cassazione Civile sez. III, 28 maggio 1996, n. 4912, chiarendo: "Affinché il comodato non perda la sua natura essenzialmente gratuita, è necessario che l'interesse del comodante non abbia di per sé contenuto patrimoniale, ovvero, pur avendolo, si tratti di una prospettiva di un vantaggio indiretto e mediato, o comunque di un interesse secondario del concedente, il cui vantaggio non si trovi in un rapporto di corrispettività con il beneficio concesso al comodatario."
Sulla tale dibattuta questione diverse pronunce, alcune precedenti e altre successive alla Cassazione menzionata, ne hanno in sostanza confermato l'interpretazione, precisando che trattasi di comodato modale e non di locazione immobiliare il contratto in cui il comodatario è tenuto a pagare i tributi e le spese per l'immobile (Cass. 2534/1958); a provvedere al pagamento dei canoni periodici di acqua e luce (Cass. 3834/1980); a fornire energia elettrica al fabbricato, sostenere le spese di riparazione del fabbricato e custodire lo stesso (Cass. 9718/1990); a pagare contributi di bonifica e le spese giudiziali per la difesa della proprietà di un fondo agricolo (Cass. 3021/2001). E' chiaro quindi che un contributo modesto da parte del comodatario alle spese per le utenze, ad esempio, non possa qualificarsi come "canone", difettando il requisito della corrispettività per l'uso del bene.
l'art. 1809 c.c. in tema di Restituzione del bene, così dispone: "Il comodatario è obbligato a restituire la cosa alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto. Se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante, questi può esigerne la restituzione immediatamente". Nel caso di Comodato senza determinazione di durata, l'art 1810 dispone: "Se non è stato convenuto un termine nè questo risulta dall'uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede." L'art 1811 disciplina la fattispecie laddove si verifica la Morte del comodatario: "In caso di morte del comodatario, il comodante, benchè sia stato convenuto un termine, può esigere dagli eredi l'immediata restituzione della cosa."
In particolare, quando le parti non convengono una scadenza, il comodato è definito precario, perchè la sua durata viene fatta dipendere esclusivamente dalla volontà del comodante, che in questo modo determina l'immediata cessazione del diritto del comodatario a godere e disporre della cosa. Qualora il comodatario, quindi, dovesse rifiutarsi di restituire la cosa, assumerebbe la posizione di detentore senza titolo o abusivo, a meno che non riesca a dimostrare di poterne disporre in virtù di un altro rapporto.
A questo indirizzo, che poneva una primaria tutela e attenzione alla famiglia e alle sue esigenze e che sembrava ormai consolidato, si oppone, la più recente sentenza della Cassazione civile, sez III, n. 15.986 del 07/07/2010 secondo la quale, anche a seguito di un provvedimento di assegnazione della casa famigliare al genitore affidatario, l'immobile debba essere restituito ai suoceri, se la convenzione negoziale di comodato ad uso abitativo era priva di termine. Tale fattispecie integrerebbe, infatti, "la fattispecie del cd. comodato precario, caratterizzato dalla circostanza che la determinazione del termine di efficacia del vinculum iuris costitutito tra le parti è rimesso in via potestativa alla sola volontà del comodante, che ha facoltà di manifestarla ad nutum con la semplice richiesta di restituzione del bene, senza che assuma rilievo la circostanza che l’immobile sia stato adibito ad uso familiare e sia stato assegnato, in sede di separazione tra coniugi, all’affidatario dei figli, come condivisibilmente affermato da questa corte regolatrice con la sentenza 10258/1997.
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