Source: http://www.perlademocraziaeluguaglianza.it/2017/11/06/senigallia-proposta-programmatica-sulla-progressivita-fiscale/
Timestamp: 2018-03-24 21:17:56+00:00
Document Index: 34535741

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.3', 'art.4', 'art.31', 'art, 32', 'art.53']

Senigallia Proposta programmatica sulla progressività fiscale - ALLEANZA POPOLARE PER LA DEMOCRAZIA E L'UGUAGLIANZA
TEMA: Fiscalità, equità e progressività
OGGETTO: La politica tributaria al servizio del principio di uguaglianza
UGUAGLIANZA E PRELIEVO FISCALE
La Costituzione, al fine dell’attuazione del principio di uguaglianza sostanziale (art.3 c2), affida allo Stato un elevato numero di compiti (ad es.: art.3, art.4, art.31, art, 32, artt. 33 e 34, artt. 41 e 42 ecc.), compiti che implicano scelte economico-sociali volte a realizzare una forma di sviluppo che favorisca l’intera collettività con particolare riferimento alle classi più disagiate.
Per poter assolvere ai compiti che la Costituzione gli affida lo Stato ha bisogno di reperire i mezzi economici necessari. La strada che lo Stato ha di fronte a sé è quella del prelievo fiscale dai cittadini, cioè l’applicazione di imposte sulla ricchezza dei medesimi. Come ripartire il carico tributario? Alla domanda risponde l’art.53 della Costituzione. Due sono ii principi che l’articolo pone in evidenza:
1 – i cittadini devono concorrere alle spese dello Stato secondo la loro capacità contributiva, in modo che il carico fiscale che ciascuno sopporta non riduca la possibilità di condurre una vita dignitosa;
2 – il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Progressività significa che chi ha di più deve pagare in modo più che proporzionale rispetto a chi ha di meno, cioè in modo progressivo rispetto alla ricchezza posseduta.
Ciò che noi vogliamo quindi si può sintetizzare nei seguenti punti:
le imposte dirette sul reddito (in particolare l’IRPEF) devono essere progressive per scaglioni con esenzioni per i redditi minimi. Gli scaglioni devono essere numerosi (nel 1980 erano 30, oggi sono 5) e ad essi si devono applicare aliquote crescenti fino ad arrivare all’ultimo scaglione con una aliquota pari anche al 70%. Nel 1980 sull’ultimo scaglione e cioè sulla parte dei redditi che superava i 550 milioni di lire era applicata l’aliquota del 72%, oggi sulla parte dei redditi che supera i 75.000 euro si applica l’aliquota del 42%;
le imposte indirette (vedi l’IVA) non devono più essere applicate o aumentate senza tener conto del fatto che sono regressive rispetto al reddito e quindi riducono la progressività complessiva del sistema tributario;
lo Stato deve attuare una politica seria per combattere l’evasione fiscale che ha raggiunto livelli elevatissimi;
lo Stato deve utilizzare le entrate ottenute in base ai precedenti criteri per fornire servizi che favoriscano lo sviluppo socio-economico della collettività. Si parla di sanità, istruzione, assistenza sociale, cura del territorio, politica industriale ecc. Tali servizi devono ovviamente essere forniti con efficienza e senza sperpero;
l’offerta dei servizi di cui sopra, secondo le dottrine neoliberiste provoca un aumento del debito pubblico e quindi è insostenibile. A tale obiezione si risponde dicendo che si possono fare enormi risparmi evitando spese inutili se non dannose, come quelle per gli armamenti, per missioni internazionali falsamente dette di pace, per il sostentamento di enti inutili, per il salvataggio di enti bancari in dissesto ecc. Si tratta in definitiva di variare qualitativamente sia il complesso delle entrate sia il complesso delle spese.
Se si segue quanto esposto si possono realizzare due obiettivi fondamentali:
si realizza una vera redistribuzione del reddito nazionale e quindi ci si avvicina all’applicazione del principio di uguaglianza sostanziale che la Costituzione pone come cardine dell’attività dello Stato. Ciò risponde ai criteri di giustizia sociale;
la redistribuzione del reddito nazionale permette anche alle categorie più disagiate di avere a disposizione un reddito sufficiente per soddisfare i propri bisogni aumentando la domanda di beni. L’aumento della domanda favorisce l’incremento della produzione con conseguente aumento dell’occupazione. Come è evidente quindi la redistribuzione ha anche un effetto economico positivo.
MODI: si propone una riforma tributaria organica ispirata ai principi costituzionali sopra ricordati, in modo da realizzare una maggiore uguaglianza sostanziale tra i cittadini.
TEMPI: una riforma simile comporta il lavoro di un’intera legislatura, ma si dovrebbero prendere immediatamente provvedimenti per combattere l’evasione fiscale.
RISORSE: le risorse si ricavano dalla riforma stessa, grazie alle maggiori entrate derivanti dalla maggiore imposizione sui redditi più elevati e sulle rendite, dagli effetti economici positivi della redistribuzione del reddito e dalla lotta all’evasione fiscale e, d’altra parte, attraverso la riduzione o addirittura l’eliminazione di spese non necessarie.
NUMERO PARTECIPANTI ALL’ASSEMBLEA
Senigallia, 7 ottobre 2017
Senigallia Proposta programmatica progressività fiscale
Senigallia – Documento su Uguaglianza e progressività fiscale
redazione_F	2017-11-06T08:20:10+00:00	novembre 6th, 2017|3 - Fiscalità, Proposte|