Source: https://renatodisa.com/2015/05/14/corte-di-cassazione-sezione-iv-sentenza-13-aprile-2015-n-15184-il-rinvio-alle-stesse-modalita-e-procedure-previste-dal-comma-2-lettera-c-salvo-che-il-veicolo-appartenga-a-person/
Timestamp: 2018-11-12 20:15:59+00:00
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 13 aprile 2015, n. 15184. Il rinvio alle “stesse modalità e procedure previste dal comma 2°, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione”, contenuto nel secondo periodo del comma 7°, dell’art. 186 C.d.S., dopo le previsioni relative alla sospensione della patente di guida e alla confisca del veicolo, deve intendersi limitato alle sole modalità e procedure, contenute nell’art. 186, comma 2°, lettera c) C.d.S., che regolano il sistema della confisca del veicolo, con esclusione del rinvio alla disciplina del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato; conseguentemente, la durata della sospensione della patente di guida, quale sanzione amministrativa che accede al reato di rifiuto, compresa, ai sensi dell’art. 186, comma 7°, secondo periodo, tra il minimo di sei mesi e il massimo di due anni, non deve essere raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 13 aprile 2015, n. 15184. Il rinvio alle “stesse modalità e procedure previste dal comma 2°, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione”, contenuto nel secondo periodo del comma 7°, dell’art. 186 C.d.S., dopo le previsioni relative alla sospensione della patente di guida e alla confisca del veicolo, deve intendersi limitato alle sole modalità e procedure, contenute nell’art. 186, comma 2°, lettera c) C.d.S., che regolano il sistema della confisca del veicolo, con esclusione del rinvio alla disciplina del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, qualora il veicolo appartenga a persona estranea al reato; conseguentemente, la durata della sospensione della patente di guida, quale sanzione amministrativa che accede al reato di rifiuto, compresa, ai sensi dell’art. 186, comma 7°, secondo periodo, tra il minimo di sei mesi e il massimo di due anni, non deve essere raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona estranea al reato
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sentenza 13 aprile 2015, n. 15184
1. Il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Brescia ricorre per cassazione censurando per violazione di legge la sentenza emessa ai sensi dell’articolo438 cod.proc.pen. dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cremona nei confronti di (OMISSIS), imputato dei reati di cui al Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articolo 186, comma 7, e articolo 187, comma 8, e condannato alla pena di sei mesi di arresto ed euro 1.200,00 di ammenda con applicazione della sanzione amministrativa accessoria della patente di guida per la durata di un anno.
3.4. Ben piu’ articolata e’ stata la vicenda normativa della confisca, alle cui modalita’ e procedure applicative ragionevolmente il legislatore ha ritenuto di fare espresso rinvio anche nell’ipotesi criminosa qui in esame. Diversamente da quanto previsto dal previgente Decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, articolo 132, nonche’ dallo stesso Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articolo 186, al momento della sua entrata in vigore, con l’emanazione del Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92, conv. con modificazioni dalla Legge 24 luglio 2008, n. 125, era stata introdotta l’obbligatorieta’ della confisca del veicolo: in particolare, la confisca del veicolo con il quale era stato commesso il reato doveva essere sempre disposta, con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, ai sensi dell’articolo 240 c.p., comma 2, in base alle modifiche apportate dal citato testo normativo all’articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera c), al quale rimandava quanto alle modalita’ applicative della misura di sicurezza l’articolo 186 C.d.S., comma 7. Ma la Corte Costituzionale, con sentenza n. 196 del 26 maggio 2010, n. 196, ha dichiarato l’illegittimita” costituzionale dell’articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera c), limitatamente alle parole “ai sensi dell’articolo 240 c.p., comma 2”, cosi’ espungendo dall’ordinamento, seppure al dichiarato fine di escludere la retroattivita’ della misura di sicurezza in linea con i principi derivanti dall’articolo 7 CEDU, il richiamo alle ipotesi di confisca obbligatoria legate all’intrinseca illiceita’ del bene che era servito per commettere il reato. Tali norme non derogano, ora, al principio generale dettato dall’articolo 240 c.p., comma 1, in virtu’ del quale la confisca delle cose che servirono per commettere il reato e’ consentita solo in caso di condanna della persona alla quale le stesse appartengono. Giova, inoltre, sottolineare che l’articolo 186 C.d.S., comma 2, lettera c), e’ stato parzialmente modificato dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120, articolo 33, recante “Disposizioni in materia di sicurezza stradale” anche con lo specifico richiamo all’articolo 224 ter C.d.S., (intitolato “Procedimento di applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della confisca amministrativa e del fermo amministrativo in conseguenza di ipotesi di reato”), da tanto desumendosi che la confisca, prevista per la piu’ grave ipotesi di guida in stato di ebbrezza, nonche’ per il reato di rifiuto di sottoporsi all’alcoltest e di guida sotto l’influenza di sostanze psicotrope, sia ora qualificata come sanzione amministrativa e non piu’ penale, come in precedenza (Sez. U, n. 23428 del 25/02/2010, Caligo, Rv. 247042; Corte Cost. n.196 del 12 maggio 2010). Ciononostante, pur essendo rimasto fermo l’obbligo per il giudice di disporre la confisca (quale sanzione amministrativa accessoria, al pari della sospensione della patente di guida), si tratta di obbligo legato alla pronuncia di una sentenza di condanna o di applicazione della pena per quei reati per i quali la stessa e’ prevista dalla legge quale ulteriore conseguenza (Sez.4, n. 44908 del 16/11/2010, Marchetti, n.m.).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-05-14T13:16:12+00:0014 maggio 2015|Cassazione penale 2015, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti