Source: https://www.palagiano.net/chi-siamo-e-da-dove-veniamo/
Timestamp: 2020-03-30 13:59:15+00:00
Document Index: 60664209

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 224', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 6', 'in fine', 'art. 1', 'art. 31']

Chi Siamo…e da dove veniamo… – Palagiano.Net
Chi Siamo…e da dove veniamo…
25 Agosto 2012 / 7 Commenti
Di seguito uno straordinario documento storico palagianese.
Per chi ha la pazienza di leggerlo capira’ che Palagiano ha una storia (negativa) piuttosto marcata.
Il “fenomeno” e’ radicato in ognuno di noi e credo che sara’ difficile debellarlo.
Facciamoci tutti quanti una ragione.
SULL’AMMINISTRAZIONE
IN PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO
PRESENTATA AL CONSIGLIO COMUNALE
Nella tornata del 4 ottobre 1884
CAMILLO TREPPIEDI
TIPOGRAFIA DI RUGGIERO PARODI
Uso sempre a partecipare a chi di dovere ed all’uopo a fare anche di pubblica ragione colla stampa il risultato dei miei lavori, la via tenuta e i mezzi adottati per conseguirlo, quante volte il Governo del Re mi ha fin qui onorato di qualche mandato, eccomi, o Egregi Signori, a fare a Voi quanto ho praticato in altri Comuni, a rendervi cioè esatto conto del mio operato.
Non v’ ha, mi giova sperarlo, chi possa menomamente censurare questa mia condotta al riflesso che solo il broglio e la frode teme la luce, perché paventando rimostranze e rimarchi, si studia scongiurare col silenzio gli effetti.- La verità non teme tutto questo, né l’operare coscienzioso e leale si perita ad aprirsi e franco mostrarsi all’opinione del pubblico.
Non mi tacciare, o Signori, di puerili millanterie, di bassa e volgare jattanza; che vanagloria non v’ha in chi sente profondamente d’aver fatto il proprio dovere e candidamente il confessa.
Confortato da questi intimi sentimenti, mi presento a Voi, né so nascondervi la mia piena soddisfazione nel farlo.
Non v’ha, o Signori, piaga peggiore per l’umana società, e segnatamente per le pubbliche Amministrazioni, quanto quella dei partiti; non quei partiti che mentre concordi hanno per obbiettivo un solo ed unico fine quanto nobile altrettanto arduo, discordano poi solo o in vedute politiche, o nella scelta dei mezzi più o meno adatti per raggiungerlo: ma quei volgari partiti, ai quali piuttosto s’attaglia la frase di gare personali, di private vendette, di guerra reciproca.- Per essi si perde di mira lo scopo della missione che ad uno si è affidata; per essi si calpesta ad oltranza dovere e giustizia; per essi si posterga il sentimento del pubblico bene e per essi alle volte si giunge perfino a nascondere sotto l’ombra dell’Autorità, e sotto l’egida della Legge lo sfogo di individuali rancori, l’abbietta soddisfazione di personali vendette.
Quantunque i partiti e le gare non abbiano tra Voi toccati questi estremi riprovevoli, non può neppure negarsi che fu anche tra Voi la gara ed il partito che principalmente ridusse l’Amministrazione Comunale ad uno stato da chiamare sopra di sé la seria attenzione delle Autorità che ci governano. Quel combattersi continuamente a vicenda; quella smania febbrile di distruggere l’operato degli altri, solo perché era opera di Emuli; quella sistematica mancanza di cospirazione concorde a studiare e promuovere il benessere del paese, non potrà condurre ad altro che allo sperpero dell’Erario Comunale, alla più inqualificabile negligenza nel tutelare i diritti del patrimonio pubblico, a riprovevoli collusioni e dannose falsità in qualche atto, al dissesto finanziario, al pieno disordine amministrativo.
Che la bisogna sia andata così, o Signori, non è difficile rilevarlo innanzi tutto dalla poco onesta condotta di chi invece di tutelare gl’ interessi del Vostro Comune, dimentico del proprio dovere, e fingendo ignorare che il denaro pubblico contiene sudori del povero bracciante, e del diseredato dalla fortuna, ha fatto suo pro di somme non piccole, né soltanto con data recente.
Non credo poi possa riuscirvi nuovo il sentire oggi come le cessate Rappresentanze abbiano attribuito al Comune spese né giustificate, né facili a giustificarsi per considerevoli somme, segnatamente a titolo di carta di bollo per le deliberazioni originali del Consiglio e Giunta, e per mandati di pagamento, di somme superiori alle L. 30,00, le quali spese, addebitate al Comune, sono di gran lunga superiori al costo reale della carta effettivamente adoprata.
Si aggiunge che nell’anno 1869 si addossò al Comune la spesa di L. 167,01 a favore dei tipografi Lobetti-Bodoni di Saluzzo per pagamento di stampati somministrati nell’anno antecedente; ma questa somma non è stata mai rimessa alle persone cui era destinata, quantunque queste l’abbi9ano più volte, ma sempre inutilmente, reclamata.
Negli anni 1875-1876 si addossò al Comune la spesa di L. 340,00 per lo acquisto degli stampati necessarii per la formazione del Registro indice decennale degli atti dello Stato Civile, mentre il costo degli stampati occorsi lo impianto di detto Registro, non oltrepassa le L. 10.
Nell’anno 1879 si emisero due mandati di pagamento per la complessiva somma di L. 247,80 a favore di un cotale per provvista di mobili ed arredi delle scuole; ma questi, interpellato all’uopo, non ha saputo ridire come abbia erogato quel denaro.
Lo stesso anno 1879 si portò a carico dell’Amministrazione Comunale la spesa di Lire 340,00 per trasporto al manicomio del povero mentecatto Mastropaolo Giovanni; mentre questo trasporto, e per conseguenza la spesa relativa, non ebbe mai luogo.
Si aggiungono L. 500 circa, per indennizzo ai Commissari, che l’Autorità sempre solerte a tutelare gl’interessi, ed il regolare andamento di questo Comune, dovette inviare tra Voi per motivi che né Voi ignorate, né a me piace ricordare.
Nell’anno 1880 si ascrisse all’Amministrazione del Comune la somma di L. 300 a favore del Sindaco d’allora; ma questi, chiamato a rispondere del come avesse erogata questa somma, ha potuto solo accertarmi, ma verbalmente, che nelle L. 300 erano compresi ducati 18 impiegati nello acquisto di buona quantità di formaggi-cavalli destinati a farne un presente a persone influenti, affinché si fossero adoperate a pro della Vostra Amministrazione Comunale in cosa che la riguardava.- Non occorre, o Signori, far commenti alla risposta.- Si commenta ad esuberanza ed eloquentemente da se.
Per varii anni si è fatta pagare due volte dal Comune la spesa degli stampati occorsi per le elezioni amministrative e per gli altri ben diversi affari, ad onta che questi venissero somministrati dalla tipografia Latronico, ed a questa pagati.
Il prezzo attribuito a ciascuno dei due fucili della disciolta Guardia Nazionale, trovati mancanti nello effettuarne la consegna al Governo di L. 500, eppure per essi si addossò al Comune la somma di L. 40.
Si permise che l’Amministrazione del Comune sostenesse la spesa di trasporto, e cibarie somministrate all’Arma dei RR. Carabinieri chiamati nel Comune per un fatto di sicurezza pubblica in L. 182,20.
Fu il Vostro Comune e non già colpiti dalla Legge, che pagò L. 62,50 per penalità, alle quali erano condannati gli Ufficiali di Stato Civile per irregolarità riscontrate dalla Regia Procura nei relativi Registri.
Si è addebitata all’Amministrazione del Comune la somma di L. 117 per provvedere la raccolta Ufficiale delle Leggi e dei decreti del Regno, ma questa provvista, o Signori, è mancata da farsi, ed il Vostro Comune perciò manca ancora del contrassegno più chiaro di sua divozione alle Leggi di quanto gli è assolutamente necessario a non errare ad ogni piè sospinto.
Come anche si fece sostenere all’Amministrazione il pagamento di L. 180 per lo acquisto degli stampati necessari per la formazione del Registro di popolazione della Borgata di Palagianello; ma questi stampati non furono mai provveduti, che la persona incaricatane, contenta d’una somma incassata, non se ne è più occupata.
Si emisero diversi mandati di pagamento per la somma complessiva di L. 1800 a favore del Segretario Comunale per anticipo di spese necessarie per atti d’asta, per appalti di opere pubbliche; ma queste spese per la più parte rimangono ancora ingiustificate, né facilmente potranno giustificarsi.
Mi dispenso dall’enunciarvi tante altre irregolari spese che figurano nei Rendiconti Comunali dal 1870 al 1880, e dal segnalarvi l’abuso delle cosiddette trasferte, l’indennizzo delle quali si fa ascendere ad una somma non piccola.
Non vi date a credere, o Signori, che siano questi i soli principali danni recati al Vostro Comune dai cessati Amministratori.- Sono gravi, non v’ha dubbio, e presi anche da sé basterebbe ad imprimere il marchio della riprovazione in chi li ha cagionati. Ma non vi arrestate di grazia, che una più lunga e dolorosa serie di fatti vi resta ad esaminare, fatti che mentre vi pongono in grado di conoscere sempre meglio come sia stata condotta la pubblica Amministrazione tra Voi, giustificano pienamente le severe misure adottate dalle Autorità Superiori pel Vostro Comune.
Nel 1877 si pretese che il signor Desinno di Taranto collo intercettare un viottolo e chiuderlo ad esclusivo uso di un suo fondo, avesse usurpata una strada vicinale e di servitù pubblica.- La più elementare prudenza voleva che se ne studiasse preventivamente a fondo l’indole e la natura, prima di avventurare il Comune in una lite quanto lunga altrettanto dispendiosa.- Ma che mi parlate di prudenza, o Signori, quando lo studio di parte vi sottentra ed il favoritismo mette le traveggole agli occhi? Si trattava non già di rivendicare al Comune un diritto che non avea mai posseduto; ma di giovare a Persone benvise alla Rappresentanza Comunale di quell’epoca e aderente a questa, Persone che aveano preso a transitarvi abusivamente per accedere alle loro proprietà.- Il tentativo di conservarsi il guadagno dovea farsi; ma a spese del Comune.- I suoi Rappresentanti vi si prestarono a meraviglia e promossa, con inaudito capriccio e con una leggerezza senza pari, lite al Desinno, ne ebbero per la Vostra Amministrazione il risultato di vederla condannata alla rilevante somma di L. 8042,70.
Per personali rancori e solo per spirito di partito la Rappresentanza Comunale del 1879 licenziò il Medico condotto Sig. Carusi; ma tanto il Tribunale Civile di Taranto quanto la Corte d’Appello di Trani ritenne illegale il deliberato licenziamento e condannò il Vostro Comune non solo alle spese di giudizio, ma anche al pagamento di tre annualità di stipendio, il tutto per la somma non indifferente di L. 3250,32.
Un tale Antonio Vavalle di Mottola sul principiare del 1875 promosse giudizio contro questo Vostro Municipio per supposta occupazione arbitraria di suolo. I Tribunali di prima istanza, come anche la Corte di Cassazione di Napoli, rigettarono concordi la domanda di revindica esposta dal Vavalle, e lo condannarono a tutte le spese dei percorsi Tribunali a favore del Comune.- Lo credereste Signori miei? Non so se per riprovevole indolenza, o se per convenuta collusione col Vavalle, la Rappresentanza Comunale di allora non curò mai il rimborso delle spese sostenute per capriccio del soccombente, spese che pure ascendevano ad una somma considerevole.
Ma v’ha di più.- Nel 1879 le Rappresentanze Comunali con atto approvato dall’Onorevole Deputazione Provinciale deliberarono di muovere giudizio di rivendica di una fontana, denominata Trovara, con aia adiacente contro il Sig. Sinisi Vito già Sindaco di questo Comune che si voleva usurpata da questi.- Il Tribunale Civile di Taranto rigettò la dimanda e condannò il Vostro Comune alle spese, perché la causa era stata non bene iniziata, essendo la proprietà, a cui va annessa la fontana ed aia adiacente non già del Signor Sinisi, ma della moglie di lui Sig.a Angela Gallo. Giustizia e buon senso avrebbe voluto che si riproponesse il giudizio contro di Lei; ma sugl’interessi del Comune si fecero trionfare personali riguardi, si calpestarono quelli per non offendere questi, e sull’altare del favoritismo si immolò anche questa volta il vantaggio degli Amministratori.
La passata Rappresentanza Comunale composta d’ordinario e per la più parte di Consiglieri responsabili per legge della malversazione di L. 1445, commessa dall’Esattore Sig. Masella fin dall’anno 1870, per togliersi d’imbarazzo, rivolse indebitamente l’azione del Comune contro il Sig. Natali successore del Masella nell’ufficio di Esattore.- Il Comune perciò fu costretto al pagamento di oltre Lire910 per spese di atti di giudizio rimanendo così l’Amministrazione Comunale gravata tanto di questa somma quanto dell’indebita appropriazione Masella.
E giacché, o Signori, ho preso atto a segnalarvi i fatti dolorosi che qualificano a meraviglia la condotta delle passate Rappresentanze Comunali, vi dirò che esse non hanno mai curato di ricuperare al Comune la somma di L. 126,73, di cui restava debitore l’Esattore Natali per la sovrimposta sui terreni e fabbricati, concernente gli anni 1871, 1872, e ciò malgrado gli energici eccitamenti ricevuti all’uopo dall’Autorità Superiore.
Vi dirò che non si è mai curato di esigere dal Consigliere Sinisi Vito il pagamento di L. 155,75 di cui erasi dichiarato responsabile verso il Comune invece di un tal Rospo Francesco, da questi dovute per residuo di corrisposta di un affitto d’un locale di proprietà Comunale ritenuto da esso fino dagli anni 1869, 1870.
Vi dirò che mentre si sono fatte sostenere all’Amministrazione Comunale spese, non dico superflue, ma capricciose ed arbitrarie, le popolazioni del Capoluogo di Comune e della Borgata sentivano il peso e gli effetti del più desolante abbandono.- Ve lo dimostrano per me ad esuberanza le molteplici istanze ed i tanti reclami da esse avanzate appena saputomi venuto tra Voi, implorando a favor loro non già opere di lusso, ma cose che sono di prima assoluta necessità pel vivere umano.
Vi dirò che la Polizia e la pubblica Igiene non sono mai state il primo pensiere dei Rappresentanti il Comune.- Di qui è avvenuto ed avviene che quantunque lo stato di salute pubblica sia relativamente buona tra Voi, come ho constatato da apposita relazione che non ho mancato di procurarmi dai Vostri Ufficiali Sanitari, nonostante malattie molteplici e svariate affliggono le popolazioni per manco di applicazione sistematica delle norme suggerite e raccomandate da quelle due importanti istituzioni.
E come infatti pretendere che non dominino le malattie in una Città o villaggio quando si permette che entro l’abitato si mantengano metodicamente animali di ogni fatta e ragione, si conservino depositi di luride immondezze, e non si studia energicamente il modo di estirpare dagli abitanti la non mai abbastanza deplorata abitudine di gittare per le vie acque impure, feccie e putride materie per mancanza di cessi pubblici e privati?
Come potrà pretendersi perfetta salute pubblica tra Voi, quando le Vostre strade, massime interne, seguitassero coi loro tanti avvallamenti e fossati a raccogliere acque piovane, facili ad imputridirvisi, mescolandosi a sostanze per loro natura corrotte?
Come, finché col riempirlo od in altro modo non si rimuoverà la sorgente di aria malsana che continuamente si diffonde dal profondo pozzo, che si trova a Nord-Ovest in prossimità del Vostro Paese, detto Capovento, capace solo oggidì a raccogliere acque di ogni natura, che morte ed imputridite tramandano le più mefitiche esalazioni?
Come, se dalla morte in poi dell’Egregio Sig. Carano il servizio sanitario del Capoluogo era affidato al medico della Borgata Signor Cosi, che potendo qui accedere una sola volta al giorno, era impossibile soddisfacesse ai bisogni dei poveri malati?
Ma non hanno né avevano qui fine le irregolarità e i disordini del Vostro Comune.
Le strade vicinali si trovavano generalmente nel più completo abbandono, massime quella denominata Lenne-Marziotta.- Questa si era resa totalmente impraticabile, e costituiva un continuo pericolo per le persone che la frequentavano sia a piedi, sia con veicoli.
Per la sistemazione di questa strada in una certa epoca si commise all’Egregio Ingegnere Sig. Introna la compilazione di due progetti d’arte:- questi corrispose al mandato; ma i suoi progetti rimasero lettera morta, e quantunque costassero al Vostro Comune la bella somma di L. 2000, le passate Rappresentanze Comunali li condannarono ad aumentare l’Archivio Comunale.
Ben più deplorevole era un altro disordine constatato tra Voi.- Nessuno di Voi ignora che quella Moralità soda, e Civiltà vera, che forma, son per dire, l’esclusivo fondamento del benessere di una Società, è figlia dell’Istruzione.- Quindi nessuna meraviglia che nei Comuni bene ordinati, il primo pensiere e la cura principale di chi li rappresenta, è diretta allo sviluppo di Essa, nulla lasciando intentato che influir possa all’incoraggiamento ed all’emulazione degli Alunni.- Di qui assidue ispezioni alle scuole, regolari e rigorosi esami semestrali ed annuali; premiazioni pubbliche e solenni.- E’ stata questa, o Signori, la cura mostrata per l’istruzione pubblica dalle passate Rappresentanze Comunali tra Voi? Rimetto al Vostri imparziale giudizio la dolorosa risposta.
Continuando la poco gradevole enumerazione degl’inconvenienti che mi è stato dato rilevare nel Vostro Comune, sento il dovere richiamate l’attenzione vostra non tanto sulla parte materiale dei locali destinato ai pubblici Uffici, (che pochi di numero, poveri e stretti fanno desiderare quella maestosa proprietà che conviene alla loro importanza) quanto sulla loro parte formale, sul modo cioè nel quale si teneva l’Ufficio Comunale che era, per dirlo subito, un vero disordine.- Per la mancanza d’un Archivio corrente, distinto dall’Archivio definitivo, le pratiche in corso erano così amalgamate e confuse colle esaurite che volendo, anche il più esperto impiegato ritrovare una carta e posizione qualunque, avrebbe dovuto durare lunghe e penose fatiche, non sempre efficaci.
I Registri prescritti dalla Legge Comunale e dal Regolamento per la esecuzione della medesima, e fra questi, quelli importantissimi, cioè: il Libro Mastro riferibile alle entrate ed alle spese, il Registro per la Spedizione dei Mandati, i Registri delle deliberazioni originali del Consiglio e della Giunta Municipale mancavano.- Lascio a Voi il giudicare con quale e quanta regolarità e speditezza potessero procedere le relative operazioni.
L’importante e delicato Ufficio di Segreteria si continuava ad affidare a persona che da più anni affetta disgraziatamente da cronica paralisi, era nell’assoluta impossibilità di esercitarlo a dovere.
Alla trascrizione degli atti di Stato Civile ed alla conservazione e manutenzione del Registro di Popolazione del Capoluogo di Comune era preposto un cotale, che accoppiando ad una incapacità senza riscontro una negligenza abituale ed un’assoluta mancanza dei più elementari modi di civiltà sociale, si arbitrava sistematicamente assentarsi dal Comune all’insaputa dell’Autorità, e faceva suoi i diritti spettanti al Comune per rilascio delle copie degli atti di Stato Civile, diritti che, si è constatato, oltrepassare la somma di L. 400.
Uguale appropriazione indebita esercitava che teneva la trascrizione degli atti dello Stato Civile della Borgata di Palagianello, oltreché dava continue prove di non comune negligenza, e pesava sopra di lui condanna di altra indebita appropriazione emanata dalla Regia Pretura di Mottola.
Il Registro di Stato Civile non pure della Borgata, ma dello stesso Capoluogo erano irregolarissimi, ed in qualche atto di matrimonio, la mancanza degli allegati, accennava ad un risparmio di carta da bollo.- A vantaggio di chi sia andato questo studiato risparmio non oso definirlo.
Il Registro di Popolazione del capoluogo di Comune non era in corrente colle annotazioni dei cambiamenti che dipendono dalle nascite, dalle morti e dai matrimoni, nonché della scomposizione, riunione, e formazione di nuove famiglie.
Totalmente mancato il Registro di Popolazione della Borgata di Palagianello.
Il servizio delle Guardie Campestri era affidato a persone mancanti dei requisiti voluti dal Regolamento approvato dal competente Ministero.- Quindi nessuna meraviglia se nell’esercizio delle loro funzioni abbiano date indubbie prove di infedeltà a danno del Comune, segnatamente col limitare la loro sorveglianza alle proprietà di famiglie privilegiate e potenti.
Da questi rilievi potrete facilmente arguire qual conto si facesse della Legge dalle passate Rappresentanze di questo Comune, di quella provvida Legge che dettata dal sapiente Legislatore a procurarne il benessere delle popolazioni, e guardarne gl’interessi da ogni possibile abuso per parte di chi ne regge l’Amministrazione, riuscirebbe a quelle ed a questa fatale in mano di chi la facesse abilmente servire a nascondere il favoritismo, a sfogare i personali rancori, a usare il privato guadagno.
Ma cessi, o Signori, una buona volta e per sempre ogni tentativo di disordine e di irregolarità nel Vostro Comune, e disperda tra Voi la dolorosa memoria del passato una Amministrazione più provvida e solerte.- Conosciuto il male e la sorgente del male, mi insegnate che il rimedio è facile e pronto. Basta volerlo, ed il volerlo dipende da Voi.
E perché io possa agevolarvi, per quanto è da me, la via che dovete percorrere, non vi dispiaccia che vi accenni per sommi capi quanto io abbia fatto nel breve tempo di mia dimora tra Voi, e quanto rimanga a farsi non solo per corrispondere ai voti concordi dei Vostri Amministratori e guadagnarvene sempre più la fiducia; ma anche per dare all’Amministrazione quel savio ed efficace indirizzo, che ne assicuri per sempre prosperità e floridezza.
Ma basta, o Signori, dal più ricordare gli inconvenienti che mi è toccato lamentare tra Voi.- A disimpegno del mio dovere non ho mancato di ripararvi, per quanto il tempo e le facoltà accordatemi dalla Legge, me lo hanno consentito.- Vi dirò brevemente quanto per me si è fatto, tracciandovi ad un tempo quel che rimane a farsi da Voi per continuare nell’opera di riordinamento del Vostro Comune.
Non dovreste innanzi tutto mancare di occuparvi seriamente della casa destinata agli uffici comunali.- Voi non ignorate quanto essa sia povera di vani, e come tre sole camere siano assolutamente insufficienti, non dico al decoro ed alla proprietà di un importante Comune, quale è il Vostro, ma al regolare sviluppo degli affari ed alla svariata molteplicità dei medesimi.
Quindi è mio sommesso parere che trasferendo altrove l’ufficio di Posta e l’altro del telegrafo, il Comune si avvalga degli altri 3 vani a pianterreno e ciò nella supposizione che il Comune non preferisca costruire o trovare altra casa ove oltre la camera per l’ufficio del Sindaco distinta da quella del Segretario, si abbia la sala per le adunanze, elezioni ed appalti, ed altra per gli archivi, registri e documenti, la cui conservazione è altamente reclamata dai più vitali interessi del Comune.
Ma intanto era un bisogno assoluto ed una necessità senza eccezione provvedere subito allo stato deplorevole, in che ho trovata abbandonata la suddetta casa Comunale.- Quindi vi ho fatti praticare i restauri murari della più estrema necessità; ne ho fatto ripulire le pareti nella parte sì interna che esterna: ho dato altro aspetto alla sala destinata alle adunanze del Consiglio con la tenue spesa di carta di Francia, ed ho fatti indistintamente riattare e riverniciare tutte le bocche d’opera, provvedendola ad un tempo di quanto era assolutamente indispensabile per un ufficio pubblico, massime della necessaria mobilia.
Non è forse mancato chi abbia accusato di insano sciupio e di sperpero insulso questo mio operato; ma morrà, lo spero, sul suo labbro ogni parola di rimprovero, quando rifletta che i pubblici uffici sono d’ordinario la più eloquente manifestazione della civiltà, e coltura della popolazione che li possiede, e sarebbe vano lo sperare il suo pieno rispetto ai pubblici funzionari, quando mi obbligaste questi ad esercitare le loro attribuzioni nel recinto di poveri e squallidi tuguri.
Il Segretario Comunale è il perno dell’Amministrazione. L’averlo abile ed operoso è il primo bisogno di qualunque Comune, la condizione indispensabile della sua prosperità.
Ora l’Amministrazione del Vostro Comune era affidata a persona esperta quant’altri mai; ma oltre che la patita malattia l’aveva reso assolutamente impotente al disimpegno del suo ufficio, le mancanze di cui si era fatto responsabile, lo rendevano immeritevole di continuare ad occupare un posto di tanta importanza, e lo hanno esposto alle fatali conseguenze di quel procedimento penale, del quale, obbligato dalla forza dei fatti, a declinare ogni responsabilità personale, mi feci mio malgrado iniziatore col denunziarlo alle Autorità competenti e lo rimossi dall’ufficio di Segretario, assegnandogli a titolo di gratificazione lo stipendio a tutto il mese ultimo scorso; ma coll’obbligo che continuasse ad intervenire in Comune per dare tutte quelle notizie e schiarimenti di che si potea aver bisogno.
Mi feci anche uno stretto dovere di licenziare dal Comune gli Applicati agli Uffici di Stato Civile del Capoluogo e della Borgata Palagianello, sia perché, come dissi pesavano sopra di loro recriminazioni ed addebiti, sia perché mancavano abitualmente ai propri doveri.
Deliberai quindi ad urgenza la nomina di altro Segretario in persona del signor Martini Lorenzo, di cui da fonti sicure avevo precedentemente attinte informazioni le più lusinghiere e soddisfacenti, per le quali mi pregio segnalarlo alla benevola vostra considerazione.- Mi si rimproverò, o Signori, il modo con il quale attuai questa nomina, sia per la durata estesa a 3 anni, sia per lo stipendio stabilitogli in Lire 1500 annue. Ma come provvedere un Comune di un esperto ed abile Segretario senza una qualche stabilità di questi e senza uno stipendio limitato almeno al necessario, non dico alla indipendenza, ma alla vita di un Impiegato?
Nominai ancora in via provvisoria al posto di applicato all’ufficio di Stato Civile della Borgata di Palagianello la persona preposta all’insegnamento maschile in detta Borgata, essendosi reso inabile chi pel passato aveva disimpegnato quel compito.
Nell’assoluta impossibilità poi di riordinare diversamente in sì breve tempo l’ufficio Comunale o disbrigare le molte pratiche arretrate, e gli affari di ordinario servizio col solo personale addetto all’ufficio di Segreteria, fui costretto servirmi, in qualità di amanuensi dell’opera dei signori Di Meo Pietro di questo luogo, di Bidoli Giovanni di Taranto, assegnando al primo L. 1,50 per ogni giornata di prestato servizio, al secondo L. 150 mensili.
Ma non vi arrestate, o Signori, al mio operato in proposito: e memori che il buon andamento di un’Amministrazione Comunale dipende principalmente dagli impiegati, datevi subito sollecita cura di completarne il quadro con eguale impegno controponetegli un Regolamento organico, che a tutti demarcando i limiti delle proprie attribuzioni e le operazioni assegnando, di cui ciascuno debba rispondere, ne prevenga le mancanze, le punisca all’occasione a dovere, senza oscitanza e con certezza di colpire il vero reo.
Dissi già che grande era il disordine che regnava nell’Archivio Comunale per la negligenza di chi era preposto nella sua conservazione e custodia.- E’ egli superfluo il ricordare l’importanza di provvedere alla ricognizione, al riordinamento ed alla vigile custodia dei documenti spettanti al Comune, massime per tutelarne i diritti e difenderne al bisogno le cause.
Provvidi quindi nel miglior modo possibile al riordinamento di esso archivio, e siccome gli Armadi esistenti erano insufficienti alla regolare sistemazione ed al comodo collocamento di tutte le carte, ordinai un nuovo scaffale, nel quale curai l’impianto dell’Archivio corrente, per la mancanza del quale l’Ufficio Comunale trovavasi nella più completa confusione, il perché volendo avere tra mano una carta qualsiasi, erano indispensabili lunghe, penose e non sempre utili ricerche.
Segnalai ancora la mancanza d’una buona parte dei Registri voluti dalla Legge, e tra i mancanti era principalmente da lamentarsi il Registro delle deliberazioni originali del Consiglio e della Giunta per l’anno in corso.
Qualcuno potrebbe sorgere a combattere come calunniosa questa mia asserzione o a chiamarla almeno gratuita, tanto più che i deliberati in parola hanno riportato il visto esecutoriale dell’Autorità competente; ma, Signori, esistevano, non so negarlo, informi minute, redatte su carta semplice di deliberazioni del Consiglio e della Giunta, ma da nessuno firmate e quindi di nessuna autenticità. Né dovete stupire del come avessero potuto riportare l’approvazione ed il visto dell’Autorità competente, che la bisogna è andata senz’altro così: il personale di Segreteria estraeva copia in forma autentica degli atti, improvvisando firme di Amministratori che dichiarava firmati nell’originale, rendendosi in questo modo responsabile anche di falsità in atto pubblico.
Quindi, colla massima sollecitudine studiai l’impianto regolare non solo dei suddetti registri, e degli altri voluti dalla Legge, ma anche il Libro Mastro per la registrazione delle Entrate e delle Spese Comunali, e dell’altro non meno importante per la spedizione dei mandati di pagamento, mentre di questi non si conservavano negli atti dell’Ufficio Comunale neppure le madri.- Non fu poi certo l’ultima mia cura la compilazione degl’inventari.
Tanto nel Capoluogo del Comune, quanto nella Borgata, uno solo era l’incaricato della esecuzione coattiva dei Regolamenti di Polizia Municipale specialmente Urbana, degli ordini e manifesti emanati dall’Autorità relative: e dovea constatare anche le molteplici contravvenzioni ai medesimi.- Troppo pochi ai tanti bisogni ed a tutelare la stretta osservanza delle disposizioni contenute nei Regolamenti di Polizia locale, segnatamente in momenti in che l’infausto morbo, il cholera, affligge più parti della patria nostra e ci minaccia spaventoso.
Ho perciò creduto mio stretto dovere aumentare almeno di due il numero delle Guardia Municipali, e ne deliberai in via d’urgenza la nomina, assegnando ai nuovi eletti lo stesso salario stabilito già per le guardie in carica.
Ritenuta come avvenuta la nomina delle 8 guardie campestri, fatta fin dagli ultimi dell’anno 1883 dalla cessata Amministrazione per irregolarità riscontrate nell’atto stesso di nomina, perché falsata la copia sottoposta al visto di esecutorietà dell’Autorità competente, dispensai da ogni ulteriore servizio le persone che erano state prescelte ad una tale carica, anche perché si sono trovate infedeli nell’esercizio delle loro funzioni a danno dell’Amministrazione Comunale, limitandosi esse nell’ordinario a sorvegliare le proprietà di alcune privilegiate famiglie.
Tre delle guardie licenziate convennero il Comune innanzi la Regia Pretura di Mottola pel pagamento di una annata di salario in base di mancata opportuna disdetta, e ne ebbero sentenza a favore.- Il Ciel mi guardi dal sindacare l’operato di quell’Egregio Magistrato; ma non credo possano avere lo stesso risultato in grado di appello, sia perché non esiste tra Comune e guardie un regolare contratto, sia perché dal relativo Regolamento si dà facoltà al Municipio di diminuire o sciogliere in qualunque tempo e per qualsiasi motivo, e senza alcuna previa disdetta il Corpo delle Guardie Campestri.
Licenziai anche il Capo delle Guardie Campestri, e ciò sia perché il relativo atto di nomina fatta dal Consiglio Comunale non fu consegnato in un processo verbale redatto a termini dell’art. 224 della Legge Comunale e Provinciale, e firmato nei modi prescritti dal successivo articolo 226, sia perché l’eletto non aveva l’età prescritta dall’art. 9 del Regolamento sulle Guardie Campestri.
Quindi con atto del 3 Luglio ultimo, debitamente approvato dall’Autorità competente deliberai la ricostituzione delle Guardie Campestri riducendole da nove al numero di cinque, cioè di quattro guardie ed un caporale, pubblicando all’uopo previi avvisi di concorso e prefiggendo un tempo all’utile presentazione delle domande.- La nomina delle guardie e del rispettivo caporale fu fatta son atto del giorno 19 dello stesso mese.
Commissione per l’applicazione
della Tassa Bestiame
Alcuni possessori di bestiame del Capoluogo di Comune avevano presentato all’Autorità di Circondario reclamo contro l’operato della Commissione Municipale incaricata dello accertamento del bestiame, la quale secondo i Regolamenti non avrebbe curato l’esatta verifica delle denuncie fatte da taluni proprietarii, ed era stata perciò compilata una matricola irregolare con pregiudizio degl’interessi Comunali, e con aggravio di quei cittadini che avevano fedelmente dichiarato il numero degli animali posseduti.
Prese anche col mezzo della benemerita arma dei RR. Carabinieri le informazioni più accurate sul ricorso, risultò che veramente la verifica e l’accertamento del bestiame non fu molto regolare, poiché è risultato che la masseria del Sig. Romanazzi, tenuta in fitto da un cessato Consigliere Comunale, di tutte la più ricca per bestiame e per territorio, consta di un numero di animali assai maggiore dei 645 assegnati.
Lo stesso di tanti altri proprietari di bestiame soggetto a tassa.
Tenuto quindi conto di tali informazioni stimai opportuno rinnovare la verifica delle denuncie, affinché nell’applicazione della tassa non avessero a commettersi omissioni dannose alle finanze Comunali, e lesive di quell’equità che è tanto necessaria nell’imposizione dei pubblici pesi.
A questo scopo con mio deliberato preso ad urgenza e debitamente approvato dall’Autorità competente, nominai una nuova Commissione di Sindacato per l’applicazione della Tassa bestiame, non credendo naturalmente servirmi di quella già preesistente, dopo l’abuso che avea fatto di fiducia, col favorire molti contribuenti.
Lista Elettorale Amministrativa
Mi provai altresì di ottenere la facoltà di procedere ad una nuova revisione della Lista Elettorale Amministrativa del corrente anno, per la ragione che la già approvata dall’onor. Deputazione Provinciale mancava di base, perché non esistenti gli originali delle deliberazioni della Giunta e del Consiglio di revisione, e per altri errori di fatto che si riscontravano nello stesso Decreto di approvazione della Lista: ma la R. Prefettura non ha creduto concede merla, ed io non ho potuto non rassegnarmi alle disposizioni della superiore autorità, quantunque non abbia fin qui saputo rendere a me stesso la ragione vera del rifiuto.
Esattoria, Tesoreria Comunale
Non posso non segnalare alla Vostra riconoscenza, e commendare altamente l’Esattore Tesoriere di questo Comune, sia per la regolarità particolare con che conduce l’Esattoria, sia pel servizio di Cassa, adempiendo con puntualità non comune gli obblighi assunti.
Godo potervi assicurare che la situazione finanziaria del Comune, malgrado le poco corrette Amministrazioni passate, è soddisfacente e posso dire assolutamente buona.
Il Conto Consuntivo dell’esercizio 1883, della discussione del quale dovrete subito occuparvi, presenta nella sua chiusura un fondo di Cassa di . . . . . . . . . . . . . . . L. 6404,68
Aggiunte le somme rimaste a riscuotersi,
ovvero Residui Attivi . . . . . . . . . . . . . . “ 8084,75
Il totale dell’Attivo è di . . . . . . . . . L. 14.489,43
Dedotte le somme rimaste a pagarsi, ovvero
Residui Passivi sulle spese di bilancio . . . . . . “ 4779,83
Il resto Attivo dà la somma di. . . . . . L. 9709,60
Sulla quale essendosi già applicate all’Attivo
del Bilancio 1884 . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 7372,32
Restano da applicarsi sull’Attivo del Bilancio
1985 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 2337,28
Sul conto non ho mancato fare gli opportuni rimarchi, dai quali avrete sempre nuovi argomenti per deplorare una volta di più la condotta e lo stato delle cessate Amministrazioni.- Per essi toccherete con mano quante spese e quali si siano fatte sostenere al Vostro Comune, ma o non esistenti, o non giustificate.- Riservata la relativa azione civile di tutto ho chiamato responsabile in via penale chi successivamente ne ordinava il pagamento.- Né mi dite, o Signori, che questa misura sia di rigore soverchio e di ingiuria imperdonabile, che non potea regolarsi diversamente un pubblico funzionario, a cui sta a cuore la lealtà, la giustizia, il pubblico bene.
Istituzione di giudizio contro i Consiglieri
Comunali responsabili della malversazione commessa dal già
Esattore Masella
Inspirato sempre a questi sentimenti, convenni dinanzi il competente Tribunale in linea civile quei Consiglieri Comunali che ritenni responsabili della malversazione commessa dall’Esattore Masella pel pagamento, non solo della somma di L. 1455, ma anche dei danni cagionati al Comune, col giudizio introdotto contro il Natali, successore nell’ufficio di Esattore, per oltre L. 800.
Debito del già Esattore Natali
Lo stesso feci quanto agli eredi del fu Esattore Natali, per rivendicare al Comune le L. 126,73 di cui restava debitore per la sovrimposta e fabbricati, concernente gli anni 1871 e 1872.
Rivendica di una fontana pubblica
Progettai il giudizio di rivendica della fontana denominata Trovara con aia adiacente contro la signora Angela Gallo in Sinisi; ma la proposta non ha ancora riportato l’approvazione dell’on. Deputazione Provinciale per un reclamo avvanzato dalla stessa Gallo alla prefata Deputazione.
E’ del più grande interesse del Vostro Comune la definitiva risoluzione di questa vertenza, e spero la saprete trarre al suo termine, appena la Deputazione Provinciale si sarà pronunciata sulla richiesta autorizzazione.
Debito del già Consigliere Sinisi
Domandai ed ottenni dai già Consiglieri Sinisi il pagamento di L. 155,75, di cui era responsabile verso il Comune, perché mallevadore di un tal Rospo Francesco per residuo di corrisposta d’affitto di un locale del Comune ritenuto negli anni 1869-1870.
Ricupero di spese anticipate dal
Comune per lo sterminio dei bruchi
Curai dai signori Martellotti e Dell’Aglio la restituzione di un terzo della spesa anticipata dal Comune, nell’anno in corso, per lo sterminio dei bruchi, che infestano disgraziatamente le campagne di questo territorio. Feci egualmente colla Provincia, che a base dei Regolamenti in vigore deve corrispondere per un terzo nella spesa.
Non furono così le passate Amministrazioni, che non curarono mai di ripetere né dai particolari, né dalla Provincia il rimborso a favore del Comune dei due terzi delle spese pel suddetto titolo.- Mi piace sperare che non vorranno imitarle le future Rappresentanze.
Ricupero di L. 47,74 dall’insegnante
Paolo Chimienti
Nell’anno 1883 il Comune affidò all’insegnante signor Chimienti Paolo una somma perché provvedesse dei libri di testo ed altri oggetti scolastici e ne facesse successivamente la rivendita agli alunni delle scuole, e la distribuzione gratuita ai veri poveri. Avendo quell’insegnante giustificata la spesa solo per L. 17,16, lo invitai a riversare come fece di fatto nella Cassa Comunale la somma residuale di L. 17,74.
Censuazione di un piccolo tratto
di suolo pubblico.
Ricupero del canone
Fin dall’anno 1865 il Consiglio Comunale deliberava e la Deputazione Provinciale approvava la censuazione di un piccolo tratto di suolo pubblico, posto nel largo la piazza di questo Comune (mercé l’annuo canone di L. 6) a favore di Palomba.
Non avendo le passate Rappresentanze Comunali curata mai né l’esigenza del canone né la stipulazione per mano di Notaro del relativo contratto, riparai all’una ed all’altra omissione colla redazione dell’istrumento e coll’incasso del canone, ma solo degli ultimi 5 anni, avendo l’Enfiteuta per gli altri anni opposta la prescrizione quinquennale in vigore.
Debito Vavalle per spese di giudizio
Non riuscii, o Signori, ad ottenere la liquidazione delle spese, a cui fu condannato il signor Vavalle Antonio a seguito del giudizio da esso promosso contro il Comune per pretesa occupazione di suolo, e non potei ottenerla, perché il fascicolo degli atti della causa colla relativa sentenza si suppone sia stato, a bello studio, sottratto dagli atti Comunali per favorire il soccombente e liberarlo dal pagamento.
Interpellai in proposito gli avvocati di Taranto che si volevano incaricati dal Comune della liquidazione in parola, risposero concordi avere restituito il fascicolo degli atti agli Amministratori Comunali di allora.- Non mi arresi; ne feci ricerche anche presso gli eredi dell’avvocato Perex Navarette di Napoli, ma inutilmente.
Lascio, a Voi, la cura di continuare le pratiche e rivendicare al Vostro Comune le spese in discorso.
Quantunque le passate Rappresentanze Comunali stringessero a suo tempo l’affitto dei fondi rustici ed urbani di proprietà Comunale e l’appalto di opere pubbliche, oltre le irregolarità commesse in ciò, irregolarità che vi ho già segnalate e che cagionarono danni gravi al pubblico Erario, Esse non presero la più piccola briga di farne redigere gli atti relativi.- Il perché ho creduto mio stretto dovere riparare a queste fatali omissioni, ed oggi gli atti della regolare stipulazione dei suddetti contratti sono in quest’ufficio a garanzia dei diritti del Vostro Comune.
Demani Comunali
Da un elenco procuratomi dal tesoriere Comunale dei Cittadini, a favore dei quali furono concesse le quote nella ripartizione dei Demani Comunitativi di Palagiano e Palagianello, rilevai che molti di essi si erano resi morosi al pagamento del Canone dovuto al Comune per la complessiva somma di L. 2713,28 fino a tutto il 1883.
Il difetto di riscossione dei suddetti canoni, oltreché intralcia l’Economia dei Bilanci Comunali, fa si che le spese e le opere pubbliche in questi previste, non si possono effettuare, e si rimandano da un anno all’altro contro ogni norma di saggia Amministrazione.
Era quindi sentito e manifesto l’assoluto bisogno di far cessare una buona volta sì anomalo stato di cose, tanto più che l’esperienza in materia insegna che anche coi mezzi coercitivi non è possibile riscuotere dai morosi l’annuo canone, sia perché non tutti coltivano sempre le rispettive quote, sia perché trattasi di Cittadini poveri e perfettamente diseredati dalla fortuna, il Comune a volerli anco convenire in giudizio, vi guadagnerebbe, per tutto risultato, le spese.
Ora per l’art. 32 del regio Decreto 3 Dicembre 1808 contenente le istruzioni pel pronto adempimento del Decreto 1° Settembre 1806 e dell’altro 8 Giugno 1807 sulla divisione delle Terre Demaniali del regno, si prescrive che i Cittadini concessionarii sono tenuti alla corresponsione del reddito, e si darà luogo alla devoluzione dei fondi conceduti pel reddito non pagato per un triennio, per essere poi riconcessi a quelli dei concessionari che saranno giudicati migliori coltivatori. In base di questa disposizione deliberai di avanzare istanza al sig. Prefetto della Provincia, Commissario del Re per la ripartizione dei Demani Comunali, pregandolo ad ordinare la devoluzione a favore del Comune delle quote demaniali concesse ai Cittadini nominati nella mia Deliberazione, perché morosi al pagamento dell’annuo canone da oltre tre anni, per concedersi poi ad altri concessionari di quote Demaniali, ritenuti per i migliori coltivatori.
Non ho mancato di studiare attentamente la formazione del Conto preventivo dell’anno 1885 di cui mi riprometto vorrete tosto occuparvi per riaverlo approvato.
Curai la regolarizzazione del Ruolo della Tassa Bestiame per l’anno in corso, che pure deliberai, servendomi all’uopo delle facoltà concessemi dagli articoli 94 e 151 della vigente Legge Comunale e Provinciale, stabilendone le scadenze nelle quali debbono aver luogo le esazioni.
Non ignaro ormai dello stato e dell’andamento di tanti altri Comuni nostrani, sono costretto a lamentare la notevole differenza in meno di quanto il Vostro Comune ritrae dal Dazio di Consumo relativamente ad altri Comuni a questo di gran lunga inferiori per prodotti e per animato.- Eppure nessuno potrà contrastarmi che è appunto da questo cespite di Entrata che una retta Amministrazione deve ritrarre le sue migliori risorse.- Lungi quindi l’idea di mantenere tra voi la sovrimposta Comunale sui terreni e fabbricati nella misura che credo potere giustamente chiamare ormai quasi insopportabile; è giuocoforza che il dazio di Consumo si elevi a quelle maggiori proporzioni che può ragionevolmente sopportare e l’economia delle famiglie, e l’onesto guadagno degl’industrianti: E vi riuscirete senz’altro, quando mantenuta la proposta da me fatta nel Bilancio preventivo del futuro anno, eleverete la sovrimposta sui generi colpiti dal Dazio di Consumo a pro dello Stato al massimo grado, consentitovi dalla Legge, e stabilirete un equo dazio sui generi, che non colpiti da tassa a favore dello Stato, sono dalla Legge stessa lasciati ad esclusivo vantaggio dei singoli.
Non sto, o Signori, a rimproverare alle passate Rappresentanze Comunali, e in genere al Vostro Comune, la totale mancanza di qualsiasi Istituto di pubblica beneficienza tra Voi.- Dico solo che, essendo per ciò l’Amministrazione Comunale obbligata a sostenere il giusto peso di temporanei sussidi e della prestazione gratuita di medicinali a pro dei poveri e dei sofferenti del Comune, non vi sorprenderà certo il risapere che continuando l’opera eminentemente umanitaria, ho anch’io alla mia volta in questo frattempo sollevata la miseria di qualche vero indigente, asciugato al Vostro nome le lagrime del dolore a qualche infelice e dentro i dovuti limiti della moderazione somministrati, a qualche povero qui di passaggio, i mezzi a rimpatriare.
Per la prestazione poi dei medicinali ai poveri l’Amministrazione Comunale ricorse sempre alle farmacie locali, pagandoli in base alla tariffa del 1859 ridotta di un terzo, e ciò ad onta dell’anticipo di buone somme che il Comune facea ai farmacisti per agevolare così l’opportuna provvista dei medicinali.
Più che al sollievo dei poveri, una tale somministrazione ridondava, come è chiaro, ad utile dei farmacisti.- A rimediarvi proposi ed ottenni dai farmacisti un ribasso del 50% sui prezzi della ricordata tariffa.
Resta ora a Voi dare sempre più regolare indirizzo a questo ramo di beneficienza Comunale, massime con un appalto ed ottenere con esso un ribasso ancor maggiore dei prezzi.
L’attuale Parroco di questo Capoluogo dimandò in iscritto il rimborso delle spese da lui sostenute pel mantenimento del Culto dall’Aprile 1882 a tutto il 2° trimestre 1884 per la somma complessiva di L. 212 giusta la parcella allegata alla domanda, avendolo negato la cessata Rappresentanza Comunale per lo specioso pretesto che la chiesa era fornita di bastevoli mezzi per provvedere all’uopo.- Ma la Giurisprudenza patria, o Signori, è tutt’altro che fluttuante ed incerta in materia come si è voluto asserire, e vuole che quantunque la prestazione abbia un carattere puramente facoltativo, un Comune debba continuare a sostenere le spese di Culto, quando portano da una costante e ben remota consuetudine.
Ora è un fatto incontrastabile tra Voi che l’Amministrazione Comunale sin dall’anno 1816, ha sempre e senza interruzione sostenuto a favore della Chiesa Parrocchiale le spese di Culto.- Vista quindi la ragionevolezza della dimanda del Parroco, e ritenuto in fatto che le spese reclamate non furono più pagate dal Municipio dal 2° trimestre 1882, e che da quell’epoca furono perciò sostenute dal Parroco, deliberai a favore di questo il pagamento della reclamata somma.
Emanai uguale deliberazione per le stesse ragioni a favore dell’organista e del sagrestano locale.
L’apparizione tra noi di quel morbo fatale, che ha disgraziatamente mietuto tante vittime ed ha tolto al lavoro ed all’industria tante care esistenze, dovea mettere in guardia ogni Comune ben regolato ed obbligarne i capi a prendere quelle misure che volessero possibilmente a tener lontano quel crudele flagello.- Era quindi mio stretto dovere, massime dopo gli ordini all’uopo impartiti dal Superiore Ministero, tutelare coi mezzi più acconci la salute pubblica tra Voi e rimuovere ogni causa anche remota che potesse comprometterla.
A questo scopo mi diedi subito la più sollecita cura di ridurre in pratica i mezzi più efficaci per migliorare le condizioni sanitarie del paese, non solo in via provvisoria, di fronte cioè al terribile morbo che minacciava invaderci e ci minaccia tuttora, ma anche sistematicamente e per sempre.
Ora non sto a lamentare di nuovo, o Signori, lo stato in che ho trovato la Polizia e l’Igiene pubblica tra Voi, non sto a ripetervi quanto perniciose riescono naturalmente ad essa le località paludose che vi circondano; ricorderò solo il grande inconveniente, che vi ho già segnalato, quello cioè della voragine che trovasi in prossimità dell’abitato, la Capovento, perenne sorgente di metifiche esalazioni.- A questa rivolsi principalmente il serio pensiero e proposi convertire in un mezzo di pubblica utilità pel paese e per le vostre campagne ciò che era stato ed è disgraziatamente tuttora funesta sorgente di micidiale malaria; convertire cioè quel serbatoio di putridume in un’innocua anzi vantaggiosa cisterna con gran filtro a nord, munito di una bocca di scarico per rigettare il volume dell’acqua superflua, tenendo per riserva ordinati e sistemati alla nuova costruzione tanto il Tombino Capodiciello, quanto i due fossi di guardia Pezza la Chiesa e Carelli, che al presente, per mancanza di pendio, contribuiscono al ristagno delle acque piovane.
Commisi quindi la compilazione di un progetto d’arte all’Ingegnere Comunale, ne deliberai in via d’urgenza la esecuzione, approvando la spesa relativa in L. 16.270,89.
E siccome questa spesa era obbligatoria ed impossibile ad un tempo sostenersi coi soli mezzi ordinarii preveduti nel bilancio dell’anno corrente, era indispensabile ricorrere a mezzi straordinarii provvedere i fondi occorrenti al bisogno.- Ora la introduzione di nuove tasse sarebbe riuscito di soverchio aggravio agli amministrati. Deliberai perciò che l’ammontare dei lavori nella somma come sopra, si dovesse pagare all’appaltatore in tre rate eguali, scadibili la prima al 31 Decembre 1884, la seconda al 31 Agosto 1885, e la terza al 28 febbraio 1886.
Ma come intanto sopperire al pagamento della 1a rata in L. 5423,63 ? coll’aumento della Tassa Bestiame per Lire 3423 e coll’introduzione della sola Tassa focatico per L. 2000.- Con apposito atto deliberai ad urgenza quello e questa.- Contro queste mie deliberazioni riguardanti sia l’approvazione del relativo progetto di costruzione della cisterna, e sia la proposta dei fondi occorrenti alla spesa, furono avanzate reclami all’onor. Deputazione Provinciale firmati da molti contribuenti.
Chiamato a rispondere sul ricorso, dimostrai insussistenti le ragioni in contrario dei ricorrenti, dichiarando anzitutto che il ricorso in esame portava la firma di undici reclamanti non contribuenti del Comune, che alcuni altri erano contribuenti sì, ma analfabeti, e che quindi restava a vedersi se gli altri firmatarii pagassero il ventesimo delle contribuzioni dirette, e perciò non accettabile.
Che colla deliberazione della costruzione della cisterna in discorso, non avevo fatto altro che eseguire quanto in massima aveva riconosciuto necessario il passato Consiglio con atto del 12 Aprile 1883, deliberazione alla quale lo stesso Consiglio non curò di dare esecuzione, preferendo di lasciare il paese nello stato d’insalubrità, dal quale si era cercato ritogliere.
Che ritenuta di una necessità indiscutibile la costruzione dell’opera in corso a giudizio dell’ingegnere redattore del progetto, e dell’altro del Genio Civile richiesto e spedito sopra luogo, cadevano di per sé tutte le argomentazioni dei reclamanti, alcuni dei quali, nella ricordata seduta Consigliare del 12 Aprile, avevano caldamente difesa l’utilità dell’opera da me deliberata.
Che legalmente ed opportunamente si era provveduto all’esecuzione del lavoro, sia per le condizioni antigieniche dell’abitato di questo Capoluogo di Comune a tutti note, sia per le eccezionali condizioni del momento, quanto a pubblica salute, e sia anche perché secondo il parere concorde della più parte degl’interessati, l’unico tempo opportuno, almeno per iniziare un’opera così vantaggiosa, era la durata dell’interdetto Municipale.
Che quando i Comuni provvedono al fondo corrispondente, possono introdurre nel Bilancio e colle necessarie autorizzazioni, quelle spese obbligatorie delle quali nel corso dell’anno si riconosca la necessità, e ciò nonostante la decennale contraria giurisprudenza citata dai reclamanti.
Che approvando l’aumento della Tassa bestiame del corrente esercizio e la imposizione della Tassa Focatico per pagare la prima rata delle spese che sarebbe scaduta nell’anno in corso, e ripartendo in tre esercizi la spesa totale dell’opera, si sarebbe pienamente soddisfatto al disposto della Legge N. 1961 del 14 Luglio 1874.
Che approvando le mie deliberazioni nella parte che si riferisce alle tasse, non ne sarebbe risultato violazione ad alcun regolamento, perché per quella del Bestiame si è dovuto modificare l’operato della Commissione di Sindacato e procedere alla formazione di una nuova matricola dei possessori di bestiame, operazione indipendente dal riparto della tassa che avrà luogo dopo il voto decisivo dell’onor. Deputazione Provinciale.
Che per la tassa focatico vi era il tempo sufficiente per compiere le pratiche di Legge e riscuotere nel corso dell’anno il contributo di L. 2000, certamente non grave per un Comune popolato ed agiato come il Vostro.
Che la condizione del pagamento a rate coll’interesse del 5% era la più modesta e la più vantaggiosa.
Concludeva invocando per gl’interessi dei Palagianesi, e specialmente della pubblica igiene, l’approvazione di quanto io aveva creduto deliberare all’uopo.
La Deputazione Provinciale tenute in non cale le ragioni da me addotte nella tornata del 23 Agosto p. p. accolse il ricorso e rigettò le mie deliberazioni.- Guardandomi dal censurare menomamente questa risoluzione, ne lascio a Voi ogni giudizio ed apprezzamento contento per quanto è da me d’aver fatto il mio migliore per Voi e pel Vostro Comune in proposito, e rispettando l’operato dell’Autorità Superiore mi limito ad assoggettare al Vostro buon senso la relativa deliberazione che è del seguente tenore:
Vista la deliberazione d’urgenza in data del dì 11 Luglio p. p. con la quale il R. Delegato Straordinario per la temporanea Amministrazione del Comune di Palagiano ha votato la costruzione di una Cisterna con filtro, e la sistemazione dei fossi di scarico Pezza la Chiesa e Carelli, approvando il relativo progetto compilato dall’Ingegnere sig. Carano, ed ammontante a Lire 16.270,89;
Vista l’altra Deliberazione con la quale, per la costituzione del fondo occorrente alla esecuzione dei lavori in questo anno, si stabilisce la istituzione della Tassa di Famiglia, e la elevazione dal minimo in cui si trova al massimo consentito, della tassa sul bestiame in genere;
Vista la relazione dell’Ufficio del Genio Civile Governativo, fatta in seguito ad ispezione della località, sulla regolarità tecnica del detto progetto e sulla opportunità ed anche necessità di siffatta opera;
Visto il ricorso a firma di molti contribuenti del Comune prodotto a sensi e per gli effetti del disposto dall’art. 6 della Legge 14 giugno 1874;
Vista la deliberazione emessa dal ripetuto R. Delegato Straordinario in merito del detto ricorso;
Prescindendo momentaneamente di versare sul ripetuto ricorso, ha considerato:
Che l’esecuzione di un’opera pubblica, per quanto importante e necessaria alle esigenze dei Comunisti, e senza danno o pregiudizio di sorta, può essere di leggieri rimandata a tempo più economicamente prospero, o quantomeno può essere sottoposta alle deliberazioni del nuovo Consiglio Comunale, che fra qualche mese appena, dovrà essere ricostituito;
Che mezzi straordinari ed eccezionali quali sono quelli proposti dal R. Delegato Straordinario, oltreché alterano sensibilmente la economia del Comune, debbono nella loro attuazione, produrre indubbiamente malcontento nella popolazione;
Che nelle prossime sedute autunnali può benissimo il Consiglio Comunale, nell’atto di deliberare la nuova tariffa daziaria, le nuove imposte ed il bilancio pel 1885, stabilire i mezzi ed i fondi ne’ modi normali per provvedere alle spese surriferite;
Che, finalmente, oltre delle su espresse osservazioni giova rilevare di non essere né prudente, né opportuno il modificare quasi in fine d’anno, quando sono prossime le Sessioni Autunnali del Consiglio le tariffe daziarie approvate ed in vigore e spostare così la economia del Bilancio, opera codesta contraria a’ principii di retta Amministrazione;
Visti gli Art. 138 e 140 della Legge 20 Marzo 1865 All.° A e 6 dell’altra Legge del 14 Giugno 1874;
Ad unanimità deliberando
Soprassedere allo stato delle cose, dalle invocate approvazioni, subordinandole, occorrendo, a suo tempo, alle deliberazioni che il novello Consiglio Comunale sarà per emettere sulla proposta dei fondi necessari alla esecuzione dell’opera in disamina.- Pel Prefetto Presidente, firmato: De Camillis – I Deputati, firmati: Tanzarella – Bacile – De Cesare – Personè – Paladini- Il Segretario, firmato: Manisco.
Anche le strade interne di questo Capoluogo meritavano un sollecito ed energico provvedimento sotto il rapporto di tutelare la salute pubblica. Quindi per la somma di L. 2145 appaltai la spazzatura pubblica ed il trasporto cumulativo delle feccie, e dei depositi delle acque impure, che per la mancanza assoluta di pozzi neri nell’interno delle case solevano gettarsi nelle pubbliche vie, con quanto danno della salute pubblica non v’ha chi nol comprenda.
E siccome l’Amministrazione Comunale aveva in tempi non remoti acquistata una botte di ferro con il relativo carro, per il trasporto suddetto, a renderlo in questi tempi di comune pericolo e veramente eccezionali, sempre più sollecito e non ritardare, acquistai due botti di legno, commettendo contemporaneamente alla fabbrica Lindemann di Bari la costruzione di una seconda botte eguale alla preesistente, e di altre carrizze di ferro per attivare un eguale servizio nella Borgata di Palagianello. Il tutto per la somma convenuta di L. 1250.
Prescrissi la massima nettezza nelle case e diedi perfetta esecuzione alle disposizioni contenute nel Regolamento di pubblica Igiene, di Polizia Urbana, ed applicai ai contravventori le multe e le penalità inflitte da essi.
Ordinai che i proprietari provvedessero l’imbianchitura delle case, e curai la rimozione degli animali neri e de depositi di letame dallo interno dell’abitato e dalle sue vicinanze, ed ordinai che le stalle poste entro il paese si conservassero nette e giornalmente si purgassero da ogni immondezza.
Provvidi una buona quantità di acido fenico, di cloruro di calce, di solfato di rame e di acido solforico per le disinfezioni d’ogni fatta, e disposi che quelle fossero eseguite regolarmente ed in modo da non dovere lamentare abusi ed inutili sciupii.
Pensai al servizio dei poveri di questo Capoluogo che per la morte del titolare era in via precaria affidato ad altri sanitari del luogo, e deliberai ad urgenza la nomina del Sig. Carano dott. Vincenzo a Medico Chirurgo per la durata di due anni e con lo stipendio di L. 1700 annue.
Ad impedire il ristagno pernicioso delle acque, ordinai lo spurgo del fosso Carelli dall’acquedotto Carmignano a quello di Carelli perché prossimo all’abitato.
Feci di notte tempo, e colle debite cautele, trasportare, dalla diruta chiesa, posta in questo abitato, al Cimitero le ossa dei trapassati ivi sepolti.
E’ ormai generalmente riconosciuto di quanto grandi vantaggi sia ai cittadini ed alla pubblica sicurezza la illuminazione notturna.- Questa era stata già introdotta, non può negarsi, dall’Amministrazione del Vostro Comune, ma il numero dei fanali messi in opera non corrispondeva ai bisogni del pubblico, che giustamente la reclamava più estesa.
Quindi feci aggiungere 8 nuovi lampioni, che procurai far collocare in quei punti ove il bisogno era più sentito e manifesto, anche a giudizio del pubblico.
Tre delle maggiori strade esistenti in questo Capoluogo di Comune, dette Largo Principe Umberto, Lanova e Lenne erano, come sapete, ridotte assolutamente impraticabili e posso aggiungere pericolose alle persone ed ai veicoli d’ogni genere per tanti avvallamenti, che si erano creati.- Oltre che difetto di livellazione presentavano un altro inconveniente, quello cioè, del ristagno delle acque piovane in diversi e larghi tratti.
A porvi un pronto ed efficace rimedio deliberai ad urgenza non pure il restauro, ma una regolare sistemazione delle strade suddette.- Approvai il relativo progetto fatto all’uopo redigere per la spesa in L. 9500,42 ne effettuai l’appalto, appena ottenuta l’approvazione dalla Deputazione Provinciale.
Né trascurai la fabbrica della Casa Comunale, poiché riconosciutone il bisogno, non solo per ragioni di edilizia ma anche di manutenzione, per l’altezza di M.i 1,25 del piano stradale, ne ho fatte rafforzare le facciate con blocchi di nuovi tufi, sostituendoli ai vecchi scassinati e corrosi.
Non ho neppure mancato di fare eseguire a carico del Comune alcuni ristauri nel materiale del ponte sulla via vecchia che conduce a Mottola, giudicati necessari per il libero e sicuro passaggio dei viandanti.
La passata Rappresentanza Comunale aveva prevista nel Bilancio dell’anno corrente una somma per i lavori di riparazione della strada Corso Vittorio Emanuele nella detta Borgata; strada che pel continuo transito dei carri e per altre cause si è ridotta a non lasciar più libero il corso alle acque piovane.
E’ perciò indispensabile il prolungamento delle due cunette sino ai tombini, i quali hanno bisogno di essere spurgati, abbassando il fosso della ferrovia che mette capo del burrone.
A questo scopo ho fatto redigere un progetto d’arte dall’ingegnere Comunale, ne ho deliberata la esecuzione, approvandone la spesa in L. 1420 e provvedendo i fondi necessarii.- Lascio ora a Voi la cura dell’appalto dei lavori, quando saranno stati approvati dall’autorità competente e dal Genio Civile.
Scrisse già, ed a ragione, un grande economista nostrano, che il precipuo elemento di benessere per una popolazione è l’abbondanza dell’acqua e questa salubre.- Ora non è questa la prima colta che giungono fino a Voi, o Signori, i concordi e giusti lamenti della Borgata di Palagianello in proposito – Ad esaudirli, come di dovere, una buona volta, è necessario che colla massima sollecitudine vi occupiate della costruzione di un gran filtro alimentare e dei pozzi in quella Borgata e precisamente nella località ravvisata più opportuna dall’ingegnere Comunale, nonché dell’apertura di un canale portatile nella direzione Nord-Ovest-Sud-Est, per raccogliere nel filtro stesso tutte le acque che si riversano dall’altipiano del Cimitero.
Ma non dovete perciò dimenticare la manutenzione dei pozzi e delle fontane pubbliche di questo Capoluogo, e sia vostro primo e costante pensiero far sì che le acque potabili rispondano costantemente e ad esuberanza ai bisogni della popolazione, massime in tempi di siccità estiva.
Anch’essa, la Vostra Chiesa principale fu nel suo materiale, o Signori, oggetto delle mie premure tra Voi, ed anche in ciò volli secondare il desiderio di pressoché tutto il Vostro Paese.- Né io ho tanta debolezza da nasconderlo.- Ne curai cioè l’imbiancatura ad una mano in tutto il suo interno dalla cornice Jonica in giù e vi feci praticare il restauro del mattonato nei tratti più bisognosi.- Mi regolai egualmente quanto alla Chiesa Parrocchiale della Borgata.
Non ho trascurata la grande umidità che guastava il locale destinato alla scuola per gli alunni di 3.a e 4.a e per rimuoverla ho fatto distruggere il piano di terra esistente, levandolo all’altezza di M. 0:12.- LO’elevazione si è costrutta colle pietre provenienti dalla parziale demolizione dei muri della Chiesa vecchia ed il nuovo pavimento con mattoni squadrati, situati con arricciatura ed a regola d’arte.
Ho fatto imbiancare di nuovo i locali delle scuole del Capoluogo di Comune e della Borgata, quello destinato all’ufficio di conciliatore e tutte le parti esteriori del fabbricato Comunale.
Ho fatto anche eseguire riparazioni alla Rampa denominata Burrone, che mena al Rione Gravina nella Borgata di Palagianello, indispensabile per facilitare il libero passaggio degli abitanti e per renderlo sicuro e senza pericoli.
I passati Rappresentanti il Comune avevano ordinati alcuni lavori di restauro del Cimitero di questo Capoluogo, ma non se ne era ancora effettuato l’intero pagamento.- Accertatomi a dovere che i lavori erano stati eseguiti regolarmente e collaudati dall’ingegnere Comunale, ne ho compito il pagamento per la somma residuale di L. 492,05.
Provvidi allo spurgo dei fossi nei tronchi delle strade comunali, commettendolo ad un tal Vito manuale, sopranominato l’Abate.
Ho eseguito alcuni riatti sostanziali anche a parecchie strade interne della Borgata di Palagianello per opera di un tal Pugliesi.
Corrisposi all’appaltatore Pasquale Forleo il pagamento di L. 1856,91 per la manutenzione delle strade Comunali Corso Vittorio Emanuele, Lamoscelle, Lenne e Tronco di Palagianello, nella qual somma furono comprese L. 501,91 prezzo di brecciame occorso per la ossatura dei tronchi.
In virtù delle facoltà concessemi dall’articolo 31 della Legge 20 Marzo 1865 ( Allegato F ) convocai gli utenti della strada vicinale Lenne-Marzioptta, perché si costituissero in corsozio e provvedessero così alla manutenzione e conservazione della suddetta strada.
Lascio ora a Voi, o Signori, il compito di far sì che la Deputazione Provinciale provveda a quanto i convocati deliberarono, per acclamazione, nell’adunanza del giorno 3 Agosto prossimo passato.
Come anche a Voi lascio la cura di provvedere con energica sollecitudine alle altre strade vicinali, per le quali la popolazione reclama riparazioni e ristauri.
Per la morte del compianto Medico Chirurgo sig. Ippazio Masella, la Borgata di Palagianello era rimasta senza il suo giudice Conciliatore.
Perciò con apposito atto deliberai la terna per la nomina del nuovo Conciliatore, ed essendo già da qualche tempo la relativa posizione presso la R. Procura, la detta Borgata ne sarà di nuovo quanto prima provvista.
Destinai in via Provvisoria un locale delle scuole all’ufficio di Conciliatore del capoluogo, essendo esso solito di tenere le sue udienze nell’unica sala consacrata alle adunanze del Consiglio Comunale.
E siccome il prelodato Conciliatore ha dovuto per la riapertura testé operatasi delle scuole, lasciare il locale assegnatogli precariamente, è necessario vi occupiate subito di provvedergli altro locale adatto e decente e corredato della occorrente mobilia.
Mutuo Passivo di L. 5250
La salute pubblica è legge suprema. A questa quindi si è atteso indefessamente e si va ancora attendendo per ogni dove, da che il fatal morbo, il cholera, ha invaso buona parte della nostra Italia.- Ad assicurare la salute pubblica sono principalmente dirette le Circolari Ministeriali di questi ultimi tempi, ad essa le svariate disposizioni delle Superiori Autorità locali; per essa i singoli Comuni hanno aperta una nobile gara di provvedimenti sanitarii tra le popolazioni rispettive, e sono altamente da commendarsi, chè, come dissi, è la salute pubblica la suprema legge di una Nazione, di una Provincia, di un Comune.
Ora è facile il comprendere che i mezzi ordinarii stanziati già nel Bilancio dell’anno in corso, come per gli atri Comuni, così anche pel Vostro erano assolutamente insufficienti ai necessari provvedimenti sanitari.- Vi ho provveduto con un Prestito da me deliberato di L. 5250 da estinguersi entro il prossimo anno coll’interesse scalare del 7%, garantito con obbligazioni sulla sovrimposta Comunale sui terreni e fabbricati del 1885.
Come sapete sono 7 le scuole aperte nel Vostro Comune, 4 esclusivamente pei maschi, 3 per le femmine.- Di queste 3 maschili e 2 femminili hanno sede nel Capoluogo di Comune, una maschile ed una femminile nella Borgata di Palagianello.
Al mio giungere tra Voi, l’anno scolastico era sullo scorcio e stavano per chiudersi le scuole.- Da una relazione dettagliata però che mi procurai dall’Egregio Ispettore scolastico del Circondario, che pochi giorni innanzi il mio arrivo aveva ispezionate le scuole, rilevai con viva compiacenza che i risultati dell’ispezione erano soddisfacenti; che l’istruzione pubblica poco o nulla lasciava a desiderare nelle Vostre scuole; che confortante era il profitto degli alunni; che gl’Insegnanti erano in genere penetrati della nobiltà ed importanza grande della loro missione.- Il prelodato funzionario non mi nascondeva che quantunque si potesse chiamare soddisfatto, tuttavia si sarebbe potuto ottenere qualche cosa di più.- E si otterrà senz’altro facendo un caldo appello al buon volere dei signori insegnanti.
Attesa la classificazione precaria degli alunni fatta nel Novembre dello scorso anno, colla quale ciascuno insegnante ha ritenuto presso di sé gli stessi scolari, gli esami pel cessato anno scolastico non potevano avere grande importanza, come l’avranno senza meno dopo la definitiva classificazione, che si andrà ad adottare nel prossimo anno scolastico 1884-85, avendo non ostante a cuore constatare il profitto dello scorso anno, nominai una Commissione Esaminatrice, che accettò di buon grado l’incarico; ma lo eseguì scompaginata, né ebbe il minimo pensiero d’informarmi del risultato.- Tanto a mio credere per non allontanarsi dall’andazzo delle cessate Rappresentanze, di poco o nulla curare la pubblica istruzione.
Non per questo avvilito, rallegratomi di gran cuore con loro, raccomandai ai singoli insegnanti quel maggiore perfezionamento, che da loro si riprometteva l’egregio Ispettore scolastico, ed inculcai loro di tenere regolare i registri, dei quali deve essere fornita una scuola, e li provvidi dei relativi stampati, colla viva raccomandazione d’informare fedelmente l’Autorità competente delle assenze non giustificate dalla scuola, per gli opportuni provvedimenti contro i fanciulli e fanciulle colpevoli.- Non mancai di ricordare ai capi di famiglia con apposito manifesto gl’impareggiabili beneficii dell’istruzione, e lo stretto obbligo che loro incombe di far sì che i loro figli e subalterni frequentino costantemente la scuola per la Legge 2 Luglio 1877 e relativo Regolamento del 19 successivo Ottobre, ed ho provveduto le scuole di quanto strettamente abbisognavano.
Ma a che pro, o Signori, tante scuole aperte nel Vostro Comune; a che tanta cura e sollecitudine degl’Ispettori scolastici; a che tante spese per l’insegnamento tra Voi; a che tante savie disposizioni di legge, quando tutto continuasse ad essere, quasi come dissi, paralizzato da chi dovrebbe tra Voi costantemente in vigilare, caldamente esortare, seriamente punire?
Nell’ultima visita fatta all’ufficio telegrafico di qui dal sig. Ispettore dei telegrafi della sezione di Taranto, egli ebbe a lamentarsi altamente del locale umido, indecente e sprovvisto di tutto, in che seguitava a tenersi l’ufficio, malgrado le categoriche promesse fattegli lo scorso anno dalla cessata Rappresentanza, di provvederlo cioè di altro più acconcio locale e fornito a dovere.- E’ impegnata la convenienza Vostra, o Signori, e l’onore del Vostro rispettabile Comune che teniate la parola data, tanto più che le esigenze del sig. Ispettore non sono né effimere, né esagerate.-
Ve ne occupate!
Colle facoltà concessemi dall’art. 1.° del Regio Decreto sull’ordinamento dello Stato Civile n. 2602, nominai, previa l’autorizzazione del Procuratore del Re, ad ufficiale di Stato Civile della Borgata di Palagianello il sig. Nicola De Bellis con incarico di tenere i Registri degli Atti di cittadinanza, di nascita, di matrimonio, e di morte, e di ricevere i relativi atti.
Licenziai dal posto di applicato all’ufficio di Stato Civile nella ridetta Borgata la persona che, tratto in errore da informazioni assunte, vi avevo io stesso nominata; ma che esclusivamente riconobbi non idonea e provvidi al rimpiazzo con la nomina provvisoria di altro giovane del luogo.
Registro di popolazione
L’Amministrazione del Vostro Comune aveva spesa la bella somma di L. 1000 circa per la formazione del registro di popolazione di questo Capoluogo, ma senza un buon risultato, poiché la persona incaricata all’uopo non ha pienamente corrisposto al suo compito, secondo vi ho accennato più innanzi.
A regolarizzare anche questo importante ramo di servizio, è stato già iniziato il necessario lavoro che ho affidato al personale di segreteria colle opportune istruzioni all’uopo.- Ho ragione di credere che quanto prima sarà eseguito con esattezza e precisione.
Provvidi anco all’impianto del registro di popolazione della Borgata di Palagianello commettendolo a persona idonea.- Sarà ultimato fra poco, mancando solo alcune notizie al bisogno.
Prima di chiudere questa mia relazione sento il dovere di rendere i più sentiti ringraziamenti all’Ill.mo sig. Sotto-Prefetto di Circondario Cav. Bianchi, nel quale funzionario ho trovato mai sempre un benevolo appoggio, una guida imparziale ed intelligente nei miei propositi.
SIGNORI CONSIGLIERI!
Taccio tutti gli altri lavori di ordinaria Amministrazione che ho cercato eseguire colla maggior possibile regolarità ed esattezza. Bastino gli enumerati a mostrarvi il buon volere con che mi recai tra Voi e la incompatibilità di ulteriori operazioni col breve tempo consentito alla mia permanenza in questo Comune.- Molto in verità si è fatto, ma prima che il Vostro Comune possa dirsi di avere riparato le piaghe delle cessate Amministrazioni, molto rimane a farsi, ed io ve ne ho tracciata la via, ve ne ho suggeriti i mezzi opportuni.
Resta ora a Voi, se veramente siete amanti del vero bene dei Vostri Concittadini, di continuare l’opera già tratta a buon porto di un regolare ordinamento della Vostra Amministrazione comunale, e di mostrarvene, una volta tanto, degni Amministratori collo scongiurare la fatale rinnovazione dei lamentati inconvenienti, mentre, io a nome del Nostro Augusto Sovrano
UMBERTO I. RE D’ITALIA
Dichiaro insediato il Consiglio Comunale di Palagiano.
Palagiano 4 Ottobre 1884il regio delegato straordinario
25 Agosto 2012 at 11:36 Accedi per rispondere
Davvero interessante,ora…per quanto riguarda le strade vicinali, avvalendomi dell’art. 31 legge 20 marzo 1865 costistuendoci in consorzio possiamo farci da soli la numerazione e apporre cartelli stradali? chiedo! hai visto mai e fosse la volta buona!!!!!!!!
25 Agosto 2012 at 17:03 Accedi per rispondere
Interessantissimo documento storico.
Life io non dispero. Non dispero perchè lo devo ai miei tre figli.
CAMILLO TREPPIEDI dove sei?
Palagiano ha ancora bisogno dei tuoi servigi, del tuo intelletto, della tua alta integrità etica e morale, del tuo disprezzo per le nefandezze e del tuo alto senso istituzionale.
Io non dispero, io ti aspetto.
25 Agosto 2012 at 19:03 Accedi per rispondere
ma scusa non potevi pubblicarlo su word come l’ultima volta? 🙂 🙂 🙂
25 Agosto 2012 at 20:21
Ecco il link per il formato word:
http://www.palagiano.net/varie/Palagiano-relaz%20treppiedi%201884.doc
26 Agosto 2012 at 16:20 Accedi per rispondere
Questo pezzo di storia è eccezionale…un pò alla wikileaks…un cablo, in salsa ottocentesca
31 Agosto 2012 at 20:09 Accedi per rispondere
Pio Sù dai!! salsa ottocentesca..mò!!! pensa te che per raggiungere i concittadini palagianesi fuori centro abitato dobbiamo spendere cent…cent…cent… per dire:” arrivati a ..girare subito a…poi prosegui per…e poi gira a…. carissimo Pio…….Lifeeeeeeee mi è venuto un lampo ( speravate fossi morta eh!!! naaaaaaaaa) perchè caro life non mettiamo una bella mappa google sul sito.. io ci metto in numero e poi i concittadini mi vengono a trovare..tipo ” caccia al tesoro” sia ben chiaro per tutti che di tesoro nulla. eh!!!..:-)
31 Agosto 2012 at 20:23 Accedi per rispondere
riflettendo sul titolo ” Chi siamo ..da dove veniamo..volevo aggiungere ” dove andiamo????????