Source: http://docplayer.it/8643782-Fondinps-fondo-pensione-complementare-inps-iscritto-n-500-all-albo-covip.html
Timestamp: 2018-11-18 06:40:03+00:00
Document Index: 95857709

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 14']

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip - PDF
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1 DOCUMENTO SUL REGIIME FIISCALE Il sistema previdenziale italiano, da oltre un decennio, è stato oggetto di numerose riforme volte, da un lato, a riorganizzare ed armonizzare i trattamenti previdenziali assicurati dal sistema pubblico obbligatorio e, dall altro, a riportare quest ultimo entro una soglia di sostenibilità finanziaria nel lungo periodo. La scelta di potenziare la previdenza complementare si ricollega alla riforma del sistema di previdenza obbligatoria attuata a partire dagli anni novanta. I fenomeni dell allungamento della vita media e della diminuzione del tasso di natalità, infatti, sbilanciando in prospettiva il rapporto tra il numero dei pensionati e degli occupati, avevano indotto il legislatore a rivedere il sistema di calcolo delle pensioni obbligatorie al fine di ridurre la spesa pensionistica. Il passaggio da un regime previdenziale retributivo ad un regime contributivo determinerà un generale ridimensionamento dei trattamenti previdenziali pubblici come mostra, nel calcolo della pensione, l evidente contrazione del tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra pensione iniziale e retribuzione percepita nel periodo immediatamente precedente il pensionamento. In tale contesto, al fine di consentire il mantenimento di un tenore di vita adeguato dopo il pensionamento, il legislatore con il Decreto Legislativo del 5 dicembre 2005, n. 252 (di seguito, per brevità, Decreto ), realizza un assetto normativo volto a favorire l aumento delle adesioni e l accrescimento dei flussi di finanziamento alla previdenza complementare attraverso l istituto del conferimento del trattamento di fine rapporto (di seguito TFR), introduce un più favorevole regime fiscale del risparmio destinato a finalità previdenziali, contributivo e prestazionale, oltre che un generalizzato ampliamento delle opportunità di scelta per i lavoratori prevedendo da un lato l adozione di strumenti volti ad assicurare un adesione effettivamente consapevole e dall altro una più ampia libertà di circolazione all interno del sistema. CONTRIBUTI Il regime fiscale dei contributi è contemplato agli articoli 8, commi 4, 5 e 6, e 21, comma 2, del Decreto. I contributi versati a fondi pensione sono deducibili, dal reddito complessivo dell aderente, per un importo complessivamente non superiore a 5.164,57 euro annui. Tuttavia, il Decreto ha introdotto ulteriori vantaggi fiscali: un regime di particolare favore per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1 gennaio 2007, data di entrata in vigore della riforma: per tali lavoratori e limitatamente ai primi 5 anni di partecipazione alla forma pensionistica, è data la possibilità di dedurre dal reddito complessivo i contributi eccedenti il limite di euro 5.164,57 per un per un importo pari alla differenza fra euro ,85 ed i contributi versati nei primi 5 anni di partecipazione, per un importo comunque non superiore ad euro 2.582,29 annui. Il beneficio è usufruibile a partire dal 6 anno di partecipazione e per i successivi 20 anni. 1
2 la facoltà della prosecuzione volontaria della contribuzione, alla perdita dei requisiti di partecipazione ed al raggiungimento dell età pensionabile; il comma 8 dell art. 11 del Decreto disciplina il reintegro delle anticipazioni conseguite, volto a ricostruire la posizione individuale antecedente alla percezione. I contributi destinati al reintegro della posizione individuale sono deducibili per la parte non eccedente il massimale di euro 5.164,57, mentre per l eccedenza verrà riconosciuto un credito d imposta, pari all imposta pagata al momento della fruizione dell anticipo e proporzionalmente all importo reintegrato. AVVERTENZA: il regime fiscale descritto si applica agli iscritti in data successiva al 1 gennaio 2007 ed ai contributi versati dai lavoratori già iscritti a partire dal 1 gennaio L art. 8, comma 4 del Decreto, fissa al 31 dicembre dell anno successivo a quello in cui è effettuato il versamento o, se antecedente, a quello in cui sorge il diritto alla prestazione, il termine per la comunicazione alla forma pensionistica complementare dell importo dei contributi non dedotto o che non sarà dedotto nella dichiarazione dei redditi. RENDIMENTI Il regime tributario dei rendimenti realizzati dalla gestione previdenziale, - Modello ETT (esente- tassatotassato) - prevede l applicazione di un imposta sostitutiva sui redditi nella misura dell 11% ai sensi dell art. 17 del Decreto. L imposta sostitutiva si applica al risultato netto, maturato in ciascun periodo d imposta, determinato sottraendo dal a) valore del patrimonio netto al termine di ciascun anno solare, ovvero alla data di cessazione del Fondo, al lordo dell imposta sostitutiva aumentato delle erogazioni effettuate per il pagamento di riscatti, prestazioni previdenziali e somme trasferite ad altre forme nonché dei redditi soggetti a ritenuta, del 54,55% dei proventi derivanti dalla partecipazione ad organismi d investimento collettivo del risparmio (OICR), dei redditi esenti e comunque non soggetti ad imposta b) il valore del patrimonio stesso all inizio dell anno, ovvero alla data di avvio del Fondo in corso d anno. LE PRESTAZIONI La disciplina fiscale delle prestazioni risulta significativamente innovata dal Decreto: A. PRESTAZIONE PENSIONISTICA COMPLEMENTARE: L art. 11, comma 2 del Decreto, nel ridefinire i requisiti di accesso alla prestazione pensionistica complementare, stabilisce che il diritto alla prestazione pensionistica si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni del regime pubblico obbligatorio di appartenenza, con almeno 5 anni di partecipazione alla forma pensionistica complementare. Le prestazioni pensionistiche possono essere erogate, a richiesta dell iscritto, interamente in rendita oppure parte in capitale, fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato, e parte in rendita. 2
3 La prestazione potrà essere fruita interamente in capitale nei casi in cui dalla conversione in rendita del 70% della posizione individuale accumulata derivi un importo della pensione complementare inferiore alla metà dell assegno sociale INPS. L art. 11, comma 6, del Decreto disciplina il trattamento fiscale delle prestazioni complementari. Sulle prestazioni pensionistiche erogate, sia in capitale che in rendita, è operata un ritenuta a titolo d imposta con aliquota del 15%, che si riduce fino al 9% in relazione alla durata del periodo di partecipazione alla forma pensionistica, in ragione dello 0,30% per ogni anno di partecipazione superiore al 15. B. ANTICIPAZIONI SULLA POSIZIONE: Anche la disciplina delle anticipazioni subisce sostanziali modifiche, infatti, da un lato viene fissato il limite massimo erogabile pari al 75 per cento della posizione maturata per le ipotesi di spese per gravi motivi di salute ed acquisto e ristrutturazione della prima casa di abitazione, dall altro viene eliminato il periodo minimo di partecipazione alla forma per il godimento del beneficio in caso di spese sanitarie. Gli aderenti alle forme pensionistiche complementari possono chiedere un anticipazione della posizione individuale maturata per: 1. SPESE SANITARIE: Anzianità: in qualunque momento; Requisiti oggettivi: straordinarietà dell intervento o della terapia certificata da una competente struttura pubblica; Tassazione: è operata una ritenuta a titolo d imposta con aliquota del 15%, che si riduce fino al 9% in relazione alla durata del periodo di partecipazione alla forma pensionistica, in ragione dello 0,30% per ogni anno di partecipazione superiore al ACQUISTO PRIMA CASA PER SE O PER I FIGLI: Anzianità : è richiesto un periodo minimo di partecipazione alla forma di otto anni; Requisiti oggettivi: prima casa di abitazione; 3. REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CUI ALLE LETTERE A), B) E C), COMMA 1 ART. 3 DPR 6/6/2001 N. 380 RELATIVAMENTE ALLA PRIMA CASA DI ABITAZIONE: Anzianità: è richiesto un periodo minimo di partecipazione alla forma di otto anni; Requisiti oggettivi: prima casa di abitazione; 4. ULTERIORI ESIGENZE DELL ADERENTE - ambito da definire ma del quale fa certamente parte l anticipo per congedi di formazione e congedi parentali -: Anzianità: è richiesto un periodo minimo di partecipazione alla forma di otto anni; 3
4 Importo massimo erogabile: 30% della posizione tempo per tempo accumulata; Requisiti oggettivi: in via di definizione; Le somme percepite a titolo di anticipazione non possono mai eccedere, complessivamente, il 75% del totale dei versamenti effettuati, comprese le quote di TFR, maggiorati delle plusvalenze tempo per tempo realizzate. Ai fini del computo dell anzianità necessaria per la richiesta delle anticipazioni sono considerati utili tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari maturati dall aderente per i quali lo stesso non abbia esercitato il riscatto. Le anticipazioni possono essere reintegrate ai sensi del comma 8, art. 11 del Decreto in qualsiasi momento, anche mediante contribuzioni annuali eccedenti il limite di deducibilità di ,57. Sulle somme eccedenti il predetto limite è riconosciuto, all iscritto un credito d imposta pari all imposta pagata al momento della fruizione dell anticipazione, proporzionalmente riferibile all importo reintegrato. C. RISCATTI E TRASFERIMENTI: L art. 14 del Decreto ridefinisce la disciplina dei riscatti e del trasferimento, a cui si ha diritto nelle ipotesi di perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica e nel caso di morte dell aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica. Al venir meno dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare, prima della maturazione del diritto all erogazione della prestazione pensionistica, il legislatore prevede la possibilità di: 1. trasferire la posizione individuale accantonata ad altra forma pensionistica, alla quale il lavoratore acceda in relazione alla nuova attività; 2. riscattare nella misura del 50% della posizione individuale nei casi di: cessazione dell attività lavorativa comportante l inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi; cessazione dell attività lavorativa per ricorso a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria; 3. riscattare nella misura del 100% della posizione individuale nei casi di: invalidità permanente comportante la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo: inoccupazione per un periodo superiore a 48 mesi. Sulle somme percepite a titolo di riscatto della posizione individuale, per le tipologie summenzionate, è operata una ritenuta a titolo d imposta con aliquota del 15%, ridotta di una quota pari allo 0,30% per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione alla forma pensionistica, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Lo stesso trattamento fiscale, viene applicato all ipotesi riscatto per morte dell aderente prima della maturazione del diritto alla prestazione pensionistica (ex art. 11, comma 3 del Decreto). In caso di morte dell aderente l intera posizione è riscattata dagli eredi ovvero dai diversi beneficiari designati dall aderente, siano essi persone fisiche o persone giuridiche. Diversamente, qualora venga richiesto un riscatto per cause diverse da quelle sopra indicate è applicata una ritenuta di imposta del 23% (ex art. 14, c. 5 del Decreto). 4
5 AVVERTENZA: il regime fiscale descritto per la tassazione delle prestazioni si applica esclusivamente agli importi maturati a partire dal 1 gennaio In sintesi, il quadro del trattamento tributario delle prestazioni, in capitale e in rendita, a seguito della riforma è il seguente: a) tutte le prestazioni pensionistiche complementari siano esse in rendita o in capitale sono assoggettate ad un imposta sostitutiva dell imposta sui redditi mediante ritenuta alla fonte nella misura del 15%; b) l imposta sostitutiva si riduce a partire dal 16 anno di contribuzione alla forma pensionistica complementare nella misura dello 0,30% per anno, fino al limite massimo del 9%, corrispondente ad una contribuzione di 35 anni di iscrizione; c) l imposta sostitutiva si applica sull imponibile maturato alla data di accesso alla prestazione pensionistica complementare, imponibile corrispondente al montante maturato esclusi i contributi non dedotti e i rendimenti finanziari già assoggettati ad imposta nel corso del piano pensionistico complementare; d) in caso di prestazione in capitale la tassazione sostitutiva è applicata in via definitiva al momento di erogazione della prestazione; e) in caso di prestazione in rendita l imposta sostitutiva è applicata volta per volta sull ammontare della prestazione erogata; f) sempre in caso di prestazione in rendita continua ad applicarsi l imposta del 12,50% sui redditi finanziari maturati successivamente all erogazione della rendita stessa. 5