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Timestamp: 2018-03-18 19:04:18+00:00
Document Index: 176884265

Matched Legal Cases: ['art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600']

﻿ reato di pornografia minorile di cui all'art. 600 ter c.p., il quale sanziona chiunque (comma 1): 1. Utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico; 2. Recluta o induce minori degli anni diciotto a partecipare ad esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae profitto. E’ parimenti punito chiunque fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma (comma 2) o chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza predetto materiale pornografico ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto (comma 3). art. 600-ter, comma 4, cod. pen., art. 600-quater cod. pen. dalla I. 3 agosto 1998, n. 269, ,AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA - Avvocato Penalista Bologna
da Sergio Armaroli | Mag 13, 2016 | Consulenza Legale | 0 commenti
(……….) (1)
(1) L’articolo che recitava: “Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937.
Se l’autore del fatto di cui al secondo comma è persona minore di anni diciotto si applica la pena della reclusione o della multa, ridotta da un terzo a due terzi.” è stato così sostituito dall’art. 4, L. 1 ottobre 2012, n. 172.
Ai fini di cui al presente articolo per pornografia minorile si intende ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali. (5)
(1) Il comma che recitava: “Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228.” è stato così sostituito dall’art. 2, co. 1, lett. a), L. 6 febbraio 2006, n. 38 e successivamente dall’art. 4, L. 1 ottobre 2012, n. 172.
(2) La parola: “diffonde” è stata inserita dall’art. 2, co. 1, lett. b), L. 6 febbraio 2006, n. 38.
(3) Questo comma è stato così sostituito dall’art. 2, co. 1, lett. c), della L. 6 febbraio 2006, n. 38.
(4) Questo comma è stato aggiunto dall’art. 2, co. 1, lett. d), della L. 6 febbraio 2006, n. 38.
(5) Comma aggiunto dall’art. 4, L. 1 ottobre 2012, n. 172.
Art. 600-quater.1.
Cfr. Tribunale di Milano, sez. X penale, sentenza 19 luglio 2007, n. 2161 in Altalex Massimario.
Circostanze aggravanti ed attenuanti. (1)
Confisca. (1)
Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dalla presente sezione, nonché dagli articoli 609-bis, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto o il reato è aggravato dalle circostanze di cui all’articolo 609-ter, primo comma, numeri 1), 5) e 5-bis), 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto o il reato è aggravato dalle circostanze di cui all’articolo 609-ter, primo comma, numeri 1), 5) e 5-bis), e 609-undecies, è sempre ordinata, salvi i diritti della persona offesa alle restituzioni e al risarcimento dei danni, la confisca dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Ove essa non sia possibile, il giudice dispone la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il condannato abbia, anche indirettamente o per interposta persona, la disponibilità. Si applica il terzo comma dell’articolo 322-ter.
Art. 600-septies.2.
Pene accessorie. (1)
Alla condanna o all’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per i delitti previsti dalla presente sezione e per il delitto di cui all’articolo 414-bis del presente codice conseguono:
1) la perdita della responsabilità genitoriale, quando la qualità di genitore è prevista quale circostanza aggravante del reato; (2)
In ogni caso è disposta la chiusura degli esercizi la cui attività risulta finalizzata ai delitti previsti dalla presente sezione, nonché la revoca della licenza di esercizio o della concessione o dell’autorizzazione per le emittenti radiotelevisive.
reato di pornografia minorile di cui all’art. 600 ter c.p., il quale sanziona chiunque (comma 1):
2. Recluta o induce minori degli anni diciotto a partecipare ad esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae profitto.
E’ parimenti punito chiunque fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma (comma 2) o chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza predetto materiale pornografico ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto (comma 3).
art. 600-ter, comma 4, cod. pen., art. 600-quater cod. pen. dalla I. 3 agosto 1998, n. 269, ,AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA
Con sentenza del 10/11/2014, il Tribunale per i minorenni dell’Abruzzo dichiarava non doversi procedere nei confronti di S.R.E.M. , L.S. , B.D. , F.L. , D.S.M. , M.G.U. , E.J. , G.A. , Ma.Ma. , Sa.An. e Bo.Fr. in ordine ai reati loro ascritti (art. 600-ter, comma 4, cod. pen., ad eccezione di Bo. , imputato ex art. 600-quater cod. pen.), perché il fatto non sussiste; il Collegio, preso atto della condotta pacificamente tenuta da tutti, quale l’aver ceduto ad altri (ed il Bo. detenuto) fotografie pornografiche raffiguranti la minore D.L.V. , rilevava che l’art. 600-ter, comma 4, cod. pen. sanziona sì la cessione di materiale pedopornografico, ma a condizione che lo stesso sia stato realizzato da soggetto diverso dal minore raffigurato, come si desume dal richiamo – contenuto nella medesima disposizione – al “materiale di cui al primo comma”, che tale presupposto richiede espressamente, distinguendo “l’utilizzatore” dal minore utilizzato. Nel caso di specie, invece, le immagini erano state riprese in autoscatto direttamente dalla minore, di propria iniziativa e senza l’intervento di alcuno, e dalla stessa volontariamente cedute ad altri (e, da questi, ad altri ancora), sì che la giovane non poteva ritenersi “utilizzata” da terzi soggetti; dal che, l’impossibilità di inserire la fattispecie concreta nell’ipotesi di reato ascritta, pena una palese analogia in malam partem.
Tale conclusione, innanzitutto, pare imporsi alla luce della lettera della norma in esame che, come già affermato, concerne esplicitamente “il materiale pornografico di cui al comma 1”; ebbene, questo non può essere individuato come invece afferma il Procuratore ricorrente – nel materiale pornografico raffigurante un minore tout court, indipendentemente da chi e come l’abbia prodotto (quindi, anche nel caso in cui sia stato realizzato autonomamente dal minore medesimo), ma deve essere identificato in quello – e soltanto in quello che sia stato prodotto da terzi utilizzando un minore di diciotto anni. Più in particolare, il comma 1 – richiamato dai successivi 2, 3 e 4 – ha ad oggetto non un qualsivoglia materiale pornografico minorile, in ordine al quale la stessa norma (e solo questa) sanziona una determinata condotta, così come una successiva ne sanziona un’altra (come la cessione) con diversi presupposti, ma esclusivamente quel materiale formato attraverso l’utilizzo strumentale dei minori ad opera di terzi; il capoverso n. 1) dello stesso comma, infatti, si apre proprio con l’indicazione della modalità esecutiva della condotta (“utilizzando minori di anni diciotto”), non già con la descrizione di questa quale momento consumativo della fattispecie (“realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico”), ad evidenziare che il legislatore – esaltando la citata ratio legis della disposizione – ha voluto privilegiare proprio il quomodo del reato e, in particolare, l’impiego strumentale del minore nella consumazione di questo delitto, quale elemento costitutivo dello stesso. Quel che, all’evidenza, riverbera i propri effetti anche sui commi successivi, compreso il quarto in esame, che condividono con l’altro il medesimo oggetto, concepito dal legislatore come unico e “non derogabile” per tutte le ipotesi ivi sanzionate: quindi, non materiale pornografico minorile ex se, quale ne sia la fonte, anche autonoma, ma soltanto materiale alla cui origine vi sia stato l’utilizzo di un infradiciottenne necessariamente da parte di un terzo – con il pericolo concreto di diffusione del prodotto medesimo.