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Timestamp: 2020-02-28 08:55:39+00:00
Document Index: 28969715

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art. 31', 'art. 90', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 109', 'art. 107', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 45']

NUOVE MEMORIE DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA ALL’ISPETTORATO PER LA FUNZIONE PUBBLICA IN MERITO ALLA ISTITUZIONE DELL’UFFICIO DEL CONSIGLIO COMUNALE | Angelo Mazza
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NUOVE MEMORIE DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA ALL’ISPETTORATO PER LA FUNZIONE PUBBLICA IN MERITO ALLA ISTITUZIONE DELL’UFFICIO DEL CONSIGLIO COMUNALE
Pubblicato il 05/06/2012 da Angelo
I consiglieri Ferretti, Carbone, Vitto, Spina e Mazza replicano alla nota inviata all’Ispettorato per la Funzione Pubblica dal Segretario Generale del Comune dott. Missere, insistendo nella richiesta di ispezione ministeriale presso il Comune di Oria.
Sappiamo bene che la vicenda può essere di scarso interesse per la maggior parte dei cittadini, anche perché si tratta di questione molto tecnica. Tuttavia si ritiene di dover portare avanti le nostre convinzioni a tutela del più generale principio di legalità dell’azione amministrativa anche al fine di evitare futuri danni di natura patrimoniale all’Ente, e questo si che è argomento che riguarda tutti.
Si riporta qui di seguito la nota inviata oggi pomeriggio all’Ispettorato per la Funzione Pubblica.
ALL’ISPETTORATO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
Piazza Sant’Apollonia, 14
tel: 06 5832.4880 – Fax: 06 5832.4118
e, p.c. Al Segretario Generale del Comune di Oria
PEC: protocollo.comune.oria@pec.rupar.puglia.it
Al Sindaco del Comune di Oria
Oggetto: Rif. risposta del Segretario Generale del Comune di Oria a nota di Codesto Ispettorato prot. DFP 0019453P – 4.17.1.16.2 del 15/05/2012 relativa alla nomina di un istruttore amministrativo (categoria C) a responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale.
Codesto Ispettorato, con la nota in oggetto, a seguito di apposita segnalazione inoltrata dai Consiglieri Comunali scriventi, chiedeva al Segretario Generale del Comune di Oria di verificare la legittimità del decreto sindacale prot. 5896 del 20/03/2012 di nomina dell’Istruttore Amministrativo (categoria C) Sig. Leonzio Patisso a Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale con i compiti previsti dagli articoli 30, 32, 33 e 34 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale – nell’ambito dei quali sono attribuite specifiche funzioni dirigenziali ex art. 107 D.Lgs 267/2000 – e di adottare, conseguentemente, gli eventuali provvedimenti in autotutela. Chiedeva, inoltre, di informare sugli esiti di tale verifica.
Con nota prot. 10086 del 28/05/2012, inviata per conoscenza ai Consiglieri Comunali segnalanti, il Segretario Generale comunicava a codesto Ispettorato di ritenere perfettamente legittimo il decreto sindacale di che trattasi, con una serie di motivazioni che non convincono affatto gli scriventi e che, in alcuni casi, paiono addirittura pretestuose.
In particolare, la nota di risposta del Segretario Generale si ritiene incongruente ed infondata per le seguenti motivazioni di fatto e di diritto:
· In primo luogo bisogna subito precisare che non risponde a verità quanto egli testualmente afferma riguardo al fatto che: “Il Sindaco si è anche dichiarato disponibile ad esaminare diverse, alternative, proposte di dipendenti con più adeguati requisiti di preparazione, competenza e attitudine in materia di assistenza agli organi che, i segnalanti non hanno ancora suggerito al Presidente del Consiglio Comunale”. Invero, tale sollecitazione del Sindaco a proporre nominativi di altri dipendenti aventi i requisiti necessari a ricoprire tale incarico è contenuta unicamente nel corpo della risposta scritta ad una interrogazione del Consigliere Comunale Angelo Mazza; sollecitazione, peraltro, giunta al Consigliere quando l’iter di nomina del Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale si era già concluso e, perciò, del tutto inutile. D’altra parte, gli scriventi ritengono che qualsiasi proposta in tal senso sarebbe stata illegittima, in quanto contrastante con il vigente Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Oria, espressamente richiamato dall’art. 31, comma 5, del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale e, comunque, adottato in data posteriore a quella di adozione di quest’ultimo regolamento. Il Regolamento degli Uffici e dei Servizi, infatti, alla pagina 45, allegato A “Dotazione Organica degli Uffici e Servizi Comunali”, prevede che al 1° Settore Affari Generali, U.O. n. 1, siano collocati l’Ufficio di Gabinetto, la Segreteria Generale e l’Ufficio di Presidenza (da intendersi, ovviamente, come Presidenza del Consiglio Comunale, unica Presidenza prevista nel Comune); ed ancora, alla pagina 60, allegato B “Compiti e funzioni attribuiti alle Aree”, stabilisce che spettano al 1° Settore Affari Generali tutte le funzioni e i compiti che riguardano lo svolgimento dell’attività ordinaria da parte degli organi istituzionali dell’Ente (Consiglio Comunale, Giunta Comunale, Sindaco), assicurando il coordinamento tecnico per la regolare gestione dei servizi, in esecuzione degli atti emanati dagli organi del Comune. Pertanto, essendo inquadrati i servizi di supporto al Consiglio Comunale nell’ambito del Settore Affari Generali, la responsabilità di tali servizi, con la relativa capacità di adottare atti di gestione e di impegnare l’ente verso l’esterno, spetta unicamente al Responsabile del Settore Affari Generali. Viceversa, il decreto di nomina di che trattasi ne affida la responsabilità e i conseguenti poteri di adozione degli atti che impegnano l’ente verso l’esterno ad altro dipendente, per giunta con profilo professionale che pone quest’ultimo in posizione gerarchica sotto ordinata rispetto a quella del Responsabile del Settore Affari Generali: mentre il primo è un istruttore amministrativo appartenente alla categoria C, il secondo è un istruttore direttivo appartenente alla categoria D3. È di tutta evidenza quindi la illegittimità del decreto di nomina adottato dal Sindaco di Oria.
. Contrariamente a quanto afferma il Segretario Generale nella nota di risposta del 28/05/2012, dalla circostanza che l’incarico di Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale sia un incarico a termine, non può desumersi che anche l’ufficio sia temporaneo o, addirittura, eventuale e che, pertanto, non possa essere previsto nelle dotazione organica dell’Ente. Una volta istituito, l’Ufficio è stabile e solo l’incarico conferito al soggetto ad esso preposto è temporaneo. Il Segretario Generale confonde il soggetto con la funzione: il soggetto titolare dell’ufficio può cambiare, l’ufficio e la funzione invece rimangono. È un concetto, questo, pacifico e scontato, stante gli innumerevoli esempi di soggetti preposti con incarico a termine ad uffici ed organi stabilmente inseriti nell’organizzazione ordinamentale dell’Ente, a cominciare dagli incarichi ex articoli 109 e 110 del Dlgs 267/2000, agli incarichi negli uffici di staff, per finire con gli organi di vertice di natura politica. Gli uffici temporanei, invero, hanno natura differente da quello dell’Ufficio del Consiglio Comunale, in quanto hanno la funzione di assolvere ad uno specifico compito, cessato il quale non hanno più motivo di esistere, così come avviene, ad esempio, per l’Ufficio Elettorale Centrale che viene costituito solo in occasione delle elezioni e si scioglie una volta effettuata la proclamazione degli eletti. Per analogia, invece, al fine di comprendere la esatta natura dell’Ufficio del Consiglio Comunale, bisogna guardare agli uffici di supporto agli organi di direzione politica (Sindaco, Giunta o Assessori), per la costituzione dei quali, l’art. 90 D.Lgs 267/2000 ne stabilisce espressamente la necessaria previsione nel regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi. D’altro canto, per la non temporaneità dell’Ufficio del Consiglio Comunale depone anche il comma 5 dell’art. 31 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale, che stabilisce che la Giunta Comunale lo debba inserire nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi e debba prevedere nella dotazione organica i posti relativi, compreso quello del Responsabile dell’Ufficio medesimo. Se si dovesse optare per la tesi opposta sostenuta dal Segretario Generale, pertanto, si dovrebbe ritenere illegittima tale disposizione regolamentare, pervenendo al dir poco singolare risultato di una illegittimità della norma fatta rilevare dalla stessa Amministrazione che la ha emanata, senza peraltro che la stessa abbia proceduto al suo annullamento in autotutela!
. Il Segretario Generale, dalla constatazione che l’art. 30 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale non fa alcun riferimento a specifiche qualifiche e/o profili professionali per l’individuazione del dipendente cui affidare l’incarico di Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale, ne fa discendere la legittimità dell’incarico conferito ad un dipendente appartenente alla categoria C. Tuttavia, anche al fine di evitare eventuali antinomie, l’interprete deve sforzarsi di individuare la norma applicabile non guardando solo alla singola disposizione, ma allargando invece lo sguardo all’intero ordinamento nel quale la stessa disposizione si colloca sistematicamente. Orbene, dalla lettura combinata degli articoli 30, 33 e 34 del citato Regolamento con l’art. 11 del CCNL 31/03/1999 e l’art. 15 del CCNL 22/01/2004, emerge con chiarezza come – in un Comune come quello di Oria, in cui sono previsti in organico dipendenti di categoria D – l’incarico di Responsabile dell’Ufficio in parola non possa essere attribuito ad un dipendente appartenente alla categoria C. Tanto si evince dalla circostanza che, nonostante il Segretario Generale si ostini a ripetere che quello conferito al sig. Patisso non sia incarico di funzioni dirigenziali ex art. 109 del TUEL, gli articoli 33 e 34 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale (espressamente richiamati nel decreto sindacale di nomina del 20/03/2012) attribuiscano al Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale poteri di adottare atti di gestione che impegnano l’Ente verso l’esterno (quali, ad esempio, le determinazioni di spesa, le determinazioni a contrarre, le certificazioni, ecc.) rientranti senza ombra di dubbio tra le funzioni di cui all’art. 107 del TUEL, cioè tra le funzioni dirigenziali tipiche attribuite ai dirigenti o ai responsabili degli uffici e servizi. L’art. 15 del CCNL 22/01/2004 stabilisce poi che, negli enti privi di qualifiche dirigenziali (come il Comune di Oria), chi viene individuato come responsabile di una struttura apicale dell’ente (cioè il responsabile di uffici e servizi) è anche responsabile della relativa posizione organizzativa; mentre l’art. 11 del CCNL 31/03/1999 consente di affidare la posizione organizzativa a dipendenti inquadrati nelle categorie C e B solo in assenza di categorie D in organico. Ne consegue che, siccome nell’organico del Comune di Oria è presente personale di categoria D, non è possibile affidare incarichi di responsabili di uffici e servizi a dipendenti di categoria C; ergo non è possibile affidare l’incarico di Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale di Oria – a cui i citati articoli 33 e 34 del Regolamento del Consiglio Comunale (espressamente richiamati nel decreto di nomina) attribuiscono i poteri e le funzioni tipiche dei responsabili degli uffici e servizi – ad un dipendente di categoria C.
. Di nessun pregio è l’affermazione del Segretario Generale, più volte ribadita nel corpo della risposta a codesto Ispettorato, che al sig. Patisso non è stata attribuita una posizione organizzativa e che allo stesso non è stato riconosciuto alcun trattamento economico aggiuntivo, giacché quel che conta non è l’adozione di una atto formale in tal senso ma le funzioni che ad egli sono state in concreto attribuite e che a mente dell’art. 15 CCNL 22/01/2004 comportano il riconoscimento automatico della posizione organizzativa e delle relative indennità di posizione e risultato. In proposito, l’ANCI in un parere del 01/06/2009 cosi afferma: “A parere di chi scrive, la previsione di cui all’art. 15 del CCNL 22 gennaio 2004 sta a significare che, negli enti privi di qualifiche dirigenziali, chi viene individuato come responsabile della struttura organizzativa apicale dell’ente, è anche responsabile della relativa posizione organizzativa, come disciplinata dagli artt. 8 e seguenti del CCNL 31 marzo 1999 ed in questo senso dovrà ricevere l’apposito incarico dal Sindaco e conseguentemente avrà diritto a percepire la retribuzione di posizione e di risultato contrattualmente prevista…Dall’entrata in vigore del CCNL, qualora il Sindaco conferisca o confermi la responsabilità di una struttura apicale ad un proprio dipendente, ciò farà scattare come immediata conseguenza che a quel dipendente dovrà essere attribuita la retribuzione di posizione e di risultato contrattualmente prevista, a seconda degli importi che l’ente avrà determinato in applicazione della normativa in materia prevista dai vigenti CCNL”. Pertanto, non riveste alcuna importanza la circostanza che attualmente l’incaricato della Responsabilità dell’Ufficio del Consiglio Comunale non stia percependo alcuna indennità aggiuntiva, in quanto egli, avendone diritto, potrà sempre ottenere la retribuzione di posizione e di risultato in un momento successivo e per tutto il periodo di svolgimento dell’incarico, a far tempo sin dalla data del conferimento. Non può non vedersi, quindi, come tale condotta ostinatamente illegittima dell’Amministrazione comunale determini un concreto ed attuale pericolo di grave danno erariale per l’Ente.
. D’altra parte il Segretario Generale, nel negare che l’incarico conferito al sig. Patisso possa essere considerato una attribuzione di posizione organizzativa, si guarda bene dal chiarire se lo stesso debba svolgere le sue funzioni in posizione gerarchicamente subordinata ad un Responsabile di Settore, ovvero in posizione del tutto autonoma dalle alle altre strutture dell’Ente. Delle due l’una, o l’Ufficio del Consiglio Comunale è inquadrato come Servizio nell’ambito di un Settore, oppure come una Struttura Apicale autonoma al cui vertice deve essere preposto un incaricato di posizione organizzativa, che deve appartenere necessariamente alla categoria D: tertium non datur. Il Segretario non dice nulla in proposito, ma si limita ad affermare che il Responsabile dell’ufficio del Consiglio Comunale si deve “coordinare” con i titolari di posizioni organizzative assegnatari di PEG, “cosi come già oggi avviene – egli sostiene – con il servizio di economato”. Strano parallelismo questo, atteso che l’economo comunale non si limita a “coordinarsi” con i titolari di posizioni organizzative, ma è gerarchicamente subordinato al Responsabile del Settore Economico-Finanziario, essendo inquadrato il servizio di economato (contrariamente a quanto sembrerebbe invece per l’Ufficio del Consiglio Comunale) nell’ambito del 3° Settore Economico-Finanziario, in base a quanto previsto alle pagine 49 (Allegato A) e 63 (Allegato B) del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e Servizi vigente. Tale situazione di incertezza, ingenerata dall’inspiegabile silenzio del Segretario, diventa poi vera e propria confusione se sol si considera che il sig. Patisso, con provvedimento prot. 5759 del 19/03/2012 (praticamente di un giorno prima rispetto a quello del conferimento dell’incarico di Responsabile dell’Ufficio del Consiglio Comunale) a firma del Segretario medesimo e mai revocato, è stato assegnato con decorrenza immediata presso il Settore Servizi Sociali del Comune di Oria alle dipendenze della Responsabile del Settore Dott.ssa Antonella Gobbi. Alla luce di quest’ultimo provvedimento, cosa bisogna pensare? Che l’Ufficio del Consiglio Comunale deve ritenersi inserito all’interno del Settore Servizi Sociali? Oppure, cosa che sarebbe ancor più assurda, che il sig. Patisso sia gerarchicamente subordinato al Responsabile del Settore Servizi Sociali e contemporaneamente preposto al vertice di altra struttura apicale dell’Ente? Non si può non vedere, quindi, come tale situazione di confusione di ruoli e funzioni si riverberi negativamente non solo sul buon funzionamento dell’Ente ma anche sullo stesso ruolo dei Consiglieri Comunali.
Pertanto, alla luce di quanto sopra rappresentato e nel rammentare che l’art. 45 D.Lgs 165/2001 stabilisce che il trattamento economico fondamentale ed accessorio dei dipendenti pubblici è definito dai contratti collettivi, si rinnova la richiesta a codesto Ispettorato di adottare tutte le iniziative normativamente previste, anche mediante disposizione di apposita ispezione ministeriale, al fine di ristabilire la legittimità della condotta amministrativa del Comune di Oria e, soprattutto, per evitare danni erariali all’Ente e, considerate le gravi violazioni di legge e di regolamento, scongiurare l’illegittimo effetto di avvantaggiare, anche patrimonialmente, un soggetto privato.
Oria, lì 5 giugno 2012
stralcio del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi vigente (allegati A, B, C, D, E, F);
parere ANCI del 01/06/2009;
interrogazione presentata dal consigliere Angelo Mazza;
risposta alla interrogazione proposta dal consigliere Mazza
provvedimento prot. 5759/2012 a firma del Segretario Generale.
F.to i Consiglieri Comunali:
Cosimo Ferretti, Angelo Mazza, Giuseppe Carbone, Ermanno Vitto e Leonzio Spina.
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