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Timestamp: 2019-09-15 05:58:47+00:00
Document Index: 26184655

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 21', 'art.21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 69', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 388', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

art. 36 - Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistenti (2014) - Foroeuropeo
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Art. 36 - Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistenti - codice deontologico forensei (2014)
2. Costituisce altresì illecito disciplinare il comportamento dell'avvocato che agevoli, o in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l'esercizio abusivo dell'attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dell'esercizio dell'attività.
art. 21 Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti (articolo modificato con delibera 27.01.2006)
I - Costituisce illecito disciplinare l'uso di un titolo professionale non conseguito ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione.
II — Costituisce altresì illecito disciplinare il comportamento dell'avvocato che agevoli, o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l'esercizio abusivo dell'attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dall'esercizio.
IlI - L'avvocato può utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia docente universitario di materie giuridiche. In ogni caso dovrà specificare la qualifica, la materia di insegnamento e la facoltà.
IV - L'iscritto nel registro dei praticanti avvocati può usare esclusivamente e per esteso il titolo di "praticante avvocato", con l'eventuale indicazione di "abilitato al patrocinio" qualora abbia conseguito tale abilitazione.
art.21.Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti
L'iscrizione all'albo è requisito necessario ed essenziale per l'esercizio dell'attività giudiziale e stragiudiziale di assistenza e consulenza in materia legale e per l'utilizzo del relativo titolo.
* I.-Sono sanzionabili disciplinarmente l'uso di un titolo professionale in mancanza dello stesso ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione: dell'infrazione risponde anche il collega che abbia reso possibile direttamente o indirettamente l'attività irregolare.
L’avvocato non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte di terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197
L’avvocato non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte di terzi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o comunque consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, il professionista aveva agevolato e reso possibile al proprio impiegato la gestione di intere fasi extraprocessuali, mantenendo rapporti diretti con i clienti, fornendo agli stessi pareri professionali e agendo, in pratica, come avvocato. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi due). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197...
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti (2)
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, un praticante abilitato agevolava e rendeva possibile l’esercizio della professione forense ad un ex collega di studio radiato dall’albo). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 172 ...
Figli minori: la genitorialità può essere una causa di esonero dall’obbligo di aggiornamento professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189
Figli minori: la genitorialità può essere una causa di esonero dall’obbligo di aggiornamento professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189 La gravidanza e il parto, nonché l’adempimento di doveri collegati alla paternità o maternità in presenza di figli minori costituiscono distinte cause di possibile esonero dall’obbligo di formazione continua. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189...
La violazione del dovere di aggiornamento professionale costituisce illecito tipizzato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189
La violazione del dovere di aggiornamento professionale costituisce illecito tipizzato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189 La violazione del dovere di aggiornamento professionale costituisce illecito tipizzato, stante l’art. 15 ncdf (già art. 13 codice previgente), in combinato disposto con l’art. 69 ncdf che richiede all’avvocato il rispetto dei regolamenti del CNF e del COA di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 189...
La rilevanza di fatti risalenti ma gravi nella valutazione della condotta irreprensibile (già specchiatissima e illibata) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 68
La rilevanza di fatti risalenti ma gravi nella valutazione della condotta irreprensibile (già specchiatissima e illibata) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 68 Ai fini della valutazione del requisito della condotta irreprensibile (già “specchiatissima ed illibata”), alcun rilievo può attribuirsi alla circostanza che le condotte criminose ascrivibili al richiedente l’iscrizione all’albo siano risalenti nel tempo, ove la sentenza definitiva abbia invece data recente e riguardi fatti di particolare gravità, tali cioè da dare luogo ad una valutazione negativa dell’attitudine del professionista a svolgere la delicata funzione di cooperazione alla funzione giudiziaria propria dell’attività del difensore (Nel caso di specie, l’iscrizione nell’Elenco degli Avvocati Stabiliti veniva rifiutata per mancanza del requisito della condotta irreprensibile in capo al richiedente, che alcuni anni prima era stato condannato per il reato p. e p. dall’art. 388 comma II cp in tema di delitti contro l’amministrazione della giustizia. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’impugnazione proposta avverso la suddetta delibera del COA). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 aprile 2016, n. 68...
attività professionale senza titolo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dell’esercizio dell’attività (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di anni uno).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45...
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 172
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 172 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, un praticante abilitato agevolava e rendeva possibile l’esercizio della professione forense ad un ex collega di studio radiato dall’albo). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 172...
esercizio abusivo della professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 90 (2)
L’esercizio abusivo della professione d’avvocato da parte del praticante Contravviene al divieto di cui all’art. 21 cdf (ora, 36 ncdf) -Divieto di attivita' professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti- il praticante avvocato che agisca in giudizio al di là delle competenze per materia e valore consentitegli dalla Legge (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della cancellazione dall’albo del praticante, nel frattempo divenuto avvocato).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2015, n. 90...
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45
Il concorso nella violazione del divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dell’esercizio dell’attività (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di anni uno). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 marzo 2015, n. 45...
L'esercizio di attività professionale, mediante delega processuale, in periodo di sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 5 giugno 2014, n. 78
L'esercizio di attività professionale, mediante delega processuale, in periodo di sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 5 giugno 2014, n. 78 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l'avvocato che, nel periodo di sospensione disciplinare, eserciti attività professionale quand'anche mediante il ricorso a sostituti processuali cui conferisca apposita delega (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della sospensione dall'esercizio dell'attività professionale per la durata di mesi 2).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 5 giugno 2014, n. 78...
Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74
Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74 Il divieto di cui all'art. 7 Legge 16.12.1999 nr. 479 va interpretato nel senso che il patrocinio, al quale sono abilitati i praticanti avvocati, deve essere limitato non solo alle controversie giudiziarie -ivi comprese le attivita' prodromiche o comunque da esse direttamente derivanti ovvero ad esse collegate-, ma anche alle attivita' stragiudiziali che rientrerebbero, per valore o materia, nelle previsioni del richiamato precetto normativo. Consegue che anche l'attivita' stragiudiziale del praticante avvocato soffre degli stessi limiti, imposti dalla legge, all'attivita' giudiziale attraverso il collegamento che intercorre tra le pratiche stragiudiziali e quelle giudiziali ad esse collegate e prodromiche.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74...
Divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 51
Divieto di attività professionale senza titolo ed uso di titoli inesistenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 51 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dell’esercizio dell’attività (Nel caso di specie, l’avvocato consentiva la sottoscrizione della memoria di costituzione nel giudizio da parte della moglie, collaboratrice di studio priva dell’abilitazione professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 51...
La rilevanza di fatti risalenti ma gravi nella valutazione della condotta irreprensibile (già specchiatissima e illibata) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 8
La rilevanza di fatti risalenti ma gravi nella valutazione della condotta irreprensibile (già specchiatissima e illibata) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 8 Ai fini della valutazione del requisito della condotta irreprensibile (già specchiatissima ed illibata), alcun rilievo può attribuirsi alla circostanza che le condotte criminose ascrivibili al richiedente l’iscrizione all’albo siano risalenti nel tempo, ove la sentenza definitiva abbia invece data recente e riguardi fatti di particolare gravità, tali cioè da dare luogo ad una valutazione negativa dell’attitudine del professionista a svolgere la delicata funzione di cooperazione alla funzione giudiziaria propria dell’attività del difensore (Nel caso di specie, pochi mesi dopo essere stato condannato in via definitiva per il reato di estorsione per fatti di alcuni anni prima, il praticante richiedeva al COA di appartenenza l’iscrizione all’albo degli avvocati. La domanda di iscrizione veniva rigettata per difetto del requisito della condotta specchiatissima ed illibata ex art.17 RDL 1978/33. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’impugnazione proposta avverso la suddetta delibera del COA). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2014, n. 8...
avvocato - non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte del praticante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181
L’avvocato non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte del praticante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181 Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, trattavasi di separazione personale dei coniugi, di cui un praticante avvocato era effettivo dominus sebbene la pratica risultasse formalmente seguita da un avvocato del suo studio). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181...
Attività professionale senza titolo nel patrocinio in Cassazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145
Attività professionale senza titolo nel patrocinio in Cassazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145 Commette illecito deontologico, perché costituisce comportamento contrario all’art. 21 cdf, l’avvocato che patrocini una causa in Cassazione pur non essendo iscritto all’albo speciale dei soggetti abilitati alla difesa dinanzi alle giurisdizioni superiori. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145...
avvocato sospeso - è inibito anche l’esercizio (continuativo) della professione in via stragiudiziale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2012, n. 132
All’avvocato sospeso è inibito anche l’esercizio (continuativo) della professione in via stragiudiziale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2012, n. 132 Nel periodo di sospensione dalla professione, l’avvocato deve astenersi dal compiere, oltre agli atti strettamente giudiziali, anche tutti quelli da qualificarsi comunque come riservati alla categoria forense, ivi compresi quelli di assistenza non occasionale ma continuativa al fine della tutela di un diritto (Nel caso di specie, l’avvocato cautelarmente sospeso aveva inviato 3 lettere di messe in mora). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2012, n. 132...
esercizio di attività professionale in periodo di sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 31
L’esercizio di attività professionale in periodo di sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 31 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che eserciti attività professionale nel periodo di sospensione disciplinare (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi sei). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 31...
Divieto di attività professionale senza titolo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 194
Divieto di attività professionale senza titolo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 194 Altrui esercizio abusivo della professione – Esercizio nello studio legale dell’incolpato – Illecito deontologico Integra la violazione dell’art. 21, II canone, cod. deont., il comportamento dell’avvocato che agevoli l’esercizio abusivo della professione da parte di altro avvocato (nella specie, il fratello) cancellato, consentendone lo svolgimento nel proprio studio. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Varese, 28 ottobre 2008). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 194...
Doveri di lealtà e correttezza – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61
Doveri di lealtà e correttezza – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61 Esercizio di attività difensiva in mancanza di abilitazione – Rilevante disvalore – Arrt. 5, 6, 21 c.d.f. – Violazione – Sanzione – Misura Assume rilevante disvalore e configura evidenti e gravi violazioni di precetti contenuti nel codice deontologico (artt. 5 co. 1, 6 e 21) il comportamento dell’iscritto che abbia esercitato la professione di avvocato assumendo la difesa di persona offesa nel procedimento penale pur non rientrando tale attività nei limiti della propria abilitazione ex art. 8 comma 2, L.P., in quanto iscritto come praticante abilitato al patrocinio, e che abbia sottaciuto alla propria assistita la circostanza di non essere in possesso della necessaria abilitazione per l’esercizio dell’attività difensiva, inducendo la medesima in errore, anche mediante artifizi, circa la propria qualifica e da questa ricevendo altresì un compenso per le prestazioni così rese. (Nella specie, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dell’esercizio della professione forense per la durata di mesi otto, limitata dal COA in ragione della giovane età ed integrata con la diminuzione di un terzo del massimo edittale). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Vigevano, 23 ottobre 2008). Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61...
Praticante avvocato abilitato – Svolgimento funzioni di avvocato sine titulo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263
Praticante avvocato abilitato – Svolgimento funzioni di avvocato sine titulo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263 Violazione art. 21 – Sussistenza Viola l’art. 1 del RDL n. 1578/1933, nonché l’art. 21 C.d.F. con i principi di probità, lealtà, correttezza e verità, il praticante che, nel richiedere un prestito ad una società finanziaria, si qualifichi con il titolo di avvocato, producendo altresì un biglietto da visita con la medesima qualifica professionale (nella specie, il CNF ha confermato la decisione del COA che irrogava all’incolpato la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale quale praticante abilitato per mesi due). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 20 settembre 2007) Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263...
Dovere di correttezza e probità – Attività senza titolo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 settembre 2007, n. 115
Dovere di correttezza e probità – Attività senza titolo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 settembre 2007, n. 115 Attribuzione di titoli non conseguiti – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il praticante che eserciti la professione senza essere abilitato, utilizzi biglietti e carta intestata che indicando dopo la dicitura “studio legale” il nome del praticante stesso induca in errore il cliente sui titoli del professionista, così violando l’art. 21 c.d.l. (Nella specie è stata confermata la sanzione della censura). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Piacenza, 7 ottobre 2005). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 settembre 2007, n. 115...
Principi generali – Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2004, n. 163
Principi generali – Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2004, n. 163 Divieto di accaparramento di clientela – Utilizzazione di un intermediario – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che svolga l’attività professionale nel periodo di applicazione della sanzione della sospensione e utilizzi un terzo intermediario per l’acquisizione di clientela. (Nella specie la sanzione della cancellazione è stata sostituita dalla più lieve sanzione della sospensione per anni uno nei confronti dell’avvocato che, nel periodo di applicazione della sanzione disciplinare della sospensione, svolgeva l’attività professionale temporaneamente interdetta e aveva affittato una stanza presso l’ufficio di un terzo che gli faceva da intermediario per la acquisizione di clienti). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Monza, 7 luglio 2003). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2004, n. 163...
L’avvocato sospeso disciplinarmente non può accettare mandati professionali e depositare le relative procure in Cancelleria - Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. U
L’avvocato sospeso disciplinarmente non può accettare mandati professionali e depositare le relative procure in Cancelleria - Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. U In pendenza di sospensione disciplinare inibente all’avvocato l’esercizio della professione forense, integra violazione della deontologia professionale (“ex” art. 21 del codice deontologico forense 14 aprile 1997) e, quindi, illecito disciplinare l’accettazione di un mandato professionale e il deposito della ricevuta procura presso la cancelleria del giudice competente alla trattazione del relativo processo, trattandosi di comportamenti espressivi, di per sè soli, dell’esercizio, nella specie precluso, di attività di avvocato. Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. U...
Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 maggio 2001, n. 101
Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 maggio 2001, n. 101 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, che viola i doveri di correttezza e probità, l’avvocato che svolga attività professionale nel periodo di applicazione della sanzione della sospensione, a nulla rilevando che l’incarico gli fosse stato conferito prima della inflizione della sanzione medesima. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi due). (Rigetta e accoglie parzialmente i ricorsi avverso decisione C.d.O. di Roma, 13 ottobre 1998). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 maggio 2001, n. 101...
Divieto di attività senza titolo – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274
Divieto di attività senza titolo – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274 Esercizio di attività non consentita – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e contrario ai doveri deontologici il praticante avvocato che svolga attività giudiziale e defensionale pur non essendo abilitato all’esercizio professionale (Nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 23 marzo 1999). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274...
Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione -Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 maggio 2000, n. 37
Divieto di attività senza titolo – Attività in periodo di sospensione -Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 maggio 2000, n. 37 Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, che viola i doveri di correttezza e probità, l’avvocato che svolga attività professionale nel periodo di applicazione della sanzione della sospensione. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi sei). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 31 marzo 1998). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 maggio 2000, n. 37...
Divieto di attività senza titolo – Superamento esame di abilitazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 aprile 1996, n. 62
Divieto di attività senza titolo – Superamento esame di abilitazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 aprile 1996, n. 62 Mancata iscrizione all’albo – Esercizio dell’attività professionale – Illecito deontologico – Sussiste. Il provvedimento di iscrizione all’albo degli avvocati o procuratori ha natura di accertamento costitutivo di uno status professionale; pertanto il professionista non ancora formalmente iscritto all’albo, che eserciti attività preclusa, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante (nella specie è stata confermata la sanzione della censura). (Rigetta ricorso avverso decisione C.d.O. Verona, 17 gennaio 1991). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 aprile 1996, n. 62...
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 53
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 53 Esercizio della professione legale senza esserne abilitato – Sospensione. Il praticante che compia atti propri della professione legale come difensore e procuratore in giudizi promossi davanti ad un pretore, pur non essendo abilitato, viola i doveri di correttezza, probità e decoro professionale, ancorché tali atti siano stati compiuti senza dolo. (Nella specie è stata ritenuta equa la sanzione della sospensione-interruzione della pratica per mesi due). (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Livorno, 21 gennaio 1993). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 53...
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti – Sospensione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 55
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti – Sospensione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 55 Viene meno ai doveri deontologici l’avvocato che usi il titolo di Avvocato nella carta intestata del proprio studio, essendo iscritto soltanto all’albo dei procuratori legali, anche se presenti tutti i requisiti formali e sostanziali per aver diritto al titolo di avvocato e manchi solo la formale iscrizione. (Nella fattispecie è stata ritenuta equa la sanzione della sospensione per mesi quattro). (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Milano, 9 dicembre 1991). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 1994, n. 55...
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 agosto 1992, n. 64
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 agosto 1992, n. 64 Rapporto con la parte assistita – Obbligo di informazione – Mancata prestazione di attività – Sospensione. Il procuratore legale che abbia esercitato fuori distretto qualificandosi come avvocato nell’intestazione di un atto del procedimento, che abbia omesso di informare un cliente sull’attività svolta e che abbia omesso di compiere gli atti processuali per i quali aveva ricevuto espresso mandato, viola i principi di lealtà e correttezza e merita la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi due. (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Trieste, 7 dicembre 1990). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 agosto 1992, n. 64...
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 1992, n. 72
Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 1992, n. 72 Assunzione di incarichi professionali non consentiti al praticante procuratore – Sospensione. Il praticante procuratore che firmi atti di citazione innanzi alla Corte di Appello con autentica della firma del mandato, anche se il patrocinio si svolge insieme con procuratore o avvocato; assuma difesa di parte civile in un procedimento penale innanzi ad una Pretura di un distretto di Corte d’Appello diverso da quello in cui il praticante è iscritto; assista in una separazione uno dei coniugi in occasione di comparizioni avanti al Presidente del Tribunale; usi timbri con l’indicazione procuratore legale quando, pur avendo conseguito l’idoneità, non ha ottenuto l’iscrizione al relativo albo, tiene un comportamento lesivo della dignità e del decoro professionale (nella fattispecie è stata ritenuta equa la sospensione dall’esercizio della professione per mesi tre). (Rigetta ricorso contro decisione Consiglio Ordine Venezia, 21 maggio 1990). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 1992, n. 72...
Divieto di attività senza titolo – Illecito deontologico –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 28 ottobre 1988, n. 57
Divieto di attività senza titolo – Illecito deontologico –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 28 ottobre 1988, n. 57 Circostanze attenuanti – Censura. Il professionista, che pur non essendo abilitato al patrocinio, in quanto semplice praticante procuratore, proceda ugualmente a compiere attività difensiva preclusa, compromette con tale comportamento gli interessi del cliente e la dignità e correttezza proprie della classe forense. Il Consiglio nazionale forense, in considerazione dell’inesperienza del giovane professionista, della sua buona fede e del leale comportamento tenuto nel corso del giudizio disciplinare, ha ritenuto congruo applicare la sola sanzione della censura. (Accoglie parzialmente ricorso contro decisione Consiglio Ordine Roma, 16 luglio 1987). Consiglio Nazionale Forense, decisione del 28 ottobre 1988, n. 57...