Source: https://www.leggioggi.it/2011/03/09/oua-contro-mediazione/
Timestamp: 2017-11-20 06:04:48+00:00
Document Index: 8589443

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 20']

OUA contro mediazione, oggi il Tar Lazio decide
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Oggi alle 11, in via Flaminia 189, attuale sede romana del Tar Lazio, davanti al Collegio giudicante della sezione prima, composto dal presidente Giorgio Giovannini, consigliere anziano Roberto Politi, relatore Anna Bottiglieri, si discute il ricorso proposto, tra gli altri, dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura italiana (OUA) contro i Ministeri della Giustizia e dello Sviluppo economico.
E’ stato chiesto l’annullamento del Decreto Ministeriale numero 180 del 18 ottobre 2010, avente ad oggetto il “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione”
Il ricorso (numero 10937/2010 e 36 di chiamata) contiene, tra gli altri, i seguenti motivi:
1) Si censura la genericità nella individuazione della figura del mediaconciliatore e delle strutture di conciliazione, in contrasto con l’art. 60 della legge 60/09 che prevede che il soggetto deputato alla mediaconciliazione sia dotato di una particolare preparazione giuridica, trattandosi di una molteplicità di materie destinate alla conciliazione.
Si evidenzia come manchino i “parametri volti a selezionare gli organismi deputati alla mediazione in base a criteri di professionalità ed indipendenza“.
L’art. 16 del regolamento, al contrario, si limiterebbe a stabilire che “qualunque ente pubblico o privato che dia garanzie di serietà ed efficienza” sia abilitato a costituire un organismo di mediazione.
Dunque, non solo i criteri di selezione degli organismi di mediazione privilegierebbero “fattori di natura economico-finanziaria che non sono indicativi della professionalità del mediatore” ma anzi impedirebbero “per la loro incidenza patrimoniale, l’accesso degli esercenti la professione legale al registro degli organismi di mediazione“.
2) Vi sarebbe, inoltre, un eccesso di delega, perchè, in contrasto con la previsione della legge delega, l’art. 5 del Dlgs 28/10 configurerebbe il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, “di fatto precludendo l’immediato accesso alla giustizia“.
Ciò perchè la “preclusione” cui fa riferimento la legge delega, non andrebbe intesa quale “inibizione“, ma quale mera “limitazione” alla tutela processuale.
Il dlgs 28/10, in definitiva, individuando il procedimento di mediazione quale propedeutico alla domanda giudiziale, “impedirebbe l’immediato accesso dei cittadini alla giustizia, a scapito dei principi di necessaria effettività della tutela giudiziale“.
3) Si censura anche la disciplina transitoria contenuta nel Regolamento impugnato.
Si osserva, infatti, che “alcune disposizioni ministeriali, nell’intento del legislatore del Dlgs 28/10, avrebbero dovuto avere efficacia limitata all’entrata in vigore del Regolamento oggetto della presente impugnazione“.
Ed invece, violando in particolare ll’art. 16 del Dlgs 28/10, il Regolamento avrebbe non soltanto introdotto una ulteriore disciplina transitoria, ma l’avrebbe utilizzata per sancire la sopravvivenza di organismi per i quali il legislatore aveva già previsto la decadenza.
4) Gli argomenti contenuti nel ricorso sono sinteticamente riassunti nella breve “lettera aperta ai cittadini“.
Sai che per legge avrai l’obbligo di rinvolgerti ad un mediatore prima di rivolgerti al giudice?
Prendere o lasciare, non avrai scelta!
Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare.
Sai anche che il tuo mediatore potrebbe non essere “quello sotto casa”, perché potresti essere convocato a centinaia di chilometri di distanza, e che, pur in tua assenza, il mediatore potrà fare una proposta di conciliazione fortemente vincolante per il futuro giudizio?
Avrai pagato inutilmente queste somme; avrai aspettato almeno 4 o 5 mesi, e, solo dopo, potrai finalmente andare davanti al Giudice in Tribunale.
È questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini?”
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Laura 13 marzo 2011 at 20:01
Inserisco il link ad un articolo redatto da un collega, in data odierna: http://www.corrieresalentino.it/langolo-dellesperto/29754-cittadini-fate-i-bravi-se-potete-arriva-la-mediazione-civile-obbligatoria
…spiega ai cittadini “in soldoni” i reali intenti del legislatore (lo si capisce anche dal titolo) e alcune delle macro-obiezioni al d.lgs 28/2010 (e relativo decreto attuativo).
luigi 11 marzo 2011 at 16:00
Mi sono permesso di scherzare perchè ho letto una serie di inesattezze che in realtà stravolgono ciò che in realtà è specificato nel dlgs. Tornando seri, la sua attuazione sarà un punto interrogativo, non vi sono dubbi.. Hai dato per scontato che stessi dicendo delle banalità e non hai letto con attenzione ciò che ho detto e mi dispiace. Oltre ad essere avvocato, sono anche un formatore di mediatori, per cui credo di sapere ciò che dico. Che sia un business è chiaro, che non risolva il problema della giustizia è altrettanto chiaro, che sia un obbrobrio giuridico è pur vero, ho solo detto che può essere un opportunità e non comprendo questo ostracismo a prescindere dalla conoscenza del dlgs. tutto qui. passo e chiudo
gianluca nenna 11 marzo 2011 at 15:24
stiamo parlando della stessa legge.
a prescindere dall’imparzialità e terzietà del mediatore, è ovvio che la proposta non è fatta dalla parte ma dal mediatore stesso.
ed è altreattanto ovvio però che se alla conciliazione si presenta una sola parte, di fatto, proposta ed accettazione sono la stessa sosa.
voglio dire, non vi sono l’imparzialità e le garanzie del processo contumaciale.
e la mancata comparizione non sarà mai x giusta ma rappresenta un elemento valutabile….
guarda luigi io sono avvocato e non ci metto niente a fare un corso e a diventare conciliatore..
ma un conto è pensare ad un business, un conto è la giustizia..
i cittadini devo aprire gli occhi…
chi si ricorda dell’entrata in vigore del risarcimento diretto del danno???
solo noi avvocati abbiamo detto cche era nefasta…e tutti a darci addosso…
ed ora una domanda…a distanza di 4 anni dall’entrata in vigore quanto costa di più una polizza (al netto ovviamente deglia aumenti di legge)?
un avvocato è presidio di libertà e giustizia….
luigi 11 marzo 2011 at 15:10
Temo che non stiamo parlando della stessa legge. Scusa ho sbagliato forum. Credevo che si stesse parlando della mediazione civile e commerciale regolata dal dlgs 28/10 e dal dm 180/10. In quel caso le proposte semmai le faceva il mediatore e non l’istante (sempre che sia previsto dal regolamento di procedura interna dell’organismo), e il mediatore non “accetterebbe” assolutamente nulla, ma soprattutto il giudice non avrebbe nessun vincolo, al massimo potrebbe condannarti alle spese se liberamente confermasse in toto la proposta del mediatore (e mai della parte), sempre che tu sia parte vincitrice. Insomma, riconfermo le scuse, io stavo parlando di un’altra cosa. Del fatto che la fanno passare per la salvezza della giustizia e che non lo sarà affatto, non posso che essere d’accordo, sempre che stiamo parlando della stessa cosa, chiaramente.
gianluca nenna 11 marzo 2011 at 13:31
luigi non è esatto quello che sostieni e non certo per colpa tua ma perchè stanno facendo passare questa farsa come la salvezza della giustizia italiana.
devi sapere che in realtà se tu non partecipassi alla mediazione a milano, il mediatore accetterebbe la proposta della tua controparte fatta in tua assenza.
a questo punto tu devi solo accettare questa proposta.
se vai in giudizio, la stessa è vincolante per il giudice e, di fatto, il tuo accesso alla giustizia è compromesso.
le opportunità ci sono solo x i poteri forti e per i debitori.
luigi 11 marzo 2011 at 10:39
Io non vedo tutte queste problematiche nè di rottamazione della giustizia, e nemmeno un vantaggio per i potenti nei confonti dei più deboli, in quanto il decreto prevede una serie di tutele che non alterano il percorso della giustizia ordinaria, e nemmeno obbligano i soggetti interessati a fare chissà cosa, e faccio un esempio; se sono un povero cristo che ha un contenzioso che ricade nei casi di obbligatorietà del tentativo di mediazione, e vengo convocato da un potere forte a Milano per la mediazione, e io sono di Messina, e sono un operaio. Dichiaro che non parteciperò perchè è troppo lontano (giusta causa), nessuno potrà obiettare credo, essendo un operaio di Messina, alla mediazione. Ciononostante l’organismo fa comunque una proposta che mi viene notificata. Io la rifiuto se non mi conviene, oppure la accetto in caso contrario, ma per convenienza diciamo che mi vogliono fregare e mi fanno una proposta inaccettabile e io la rifiuti. Si va in giudizio, e anche se il giudice recepisce per intero la proposta del mediatore (cosa peraltro abbastanza improbabile per motivi che non mi dilungo a spiegare), la cosa non cambia di una virgola la mia posizione rispetto a quella che sarebbe stata in assenza della mediazione. Quanto ho speso? Zero. Cosa ci ho rimesso? 4 mesi (forse) in cambio di una proposta inaccettabile (?). E deve essere tutto a mio svantaggio contro chissà quali POTERI. Bah. Tutta questa disuguaglianza non la vedo; secondo me è un’opportunità, e come tutte le opportunità devono essere saper colte, e quindi, non risolverà niente se non verrà applicata ed utilizzata senza secondi fini. Rimane un fatto culturale, e non un fatto scientiifico. Può funzionare tutto e si può distruggere ogni cosa, dipende dagli uomini. Una società civile è composta da uomini (inteso come genere umano), la giustizia è amministrata da uomini, è questo il problema principale. Non dimentichiamoci che noi siamo la società che liberamente ha eletto il loro cittadino più ricco e potente, per cui non imbarazziamoci di fronte a niente e non meravigliamoci di nulla, nemmeno di fronte a chi vede la mediazione come la madre di tutti i mali perchè vede intaccato il suo piccolo ma prezioso orticello di casa. Sarebbe più onesto intellettualmente affermare che non mi piace la mediazione perchè invece di guadagnare 100 guadagnerò 60, e questa cosa mi disturba un pochino, invece di sparare su tutto e tutti e dire un mare di … inesattezze.
Rino 10 marzo 2011 at 14:50
beh io già ripongo una fiducia molto esigua nei colleghi figuriamoci nei mediatori.
Li ho conosciuti sapete? prezzolati banchettari la cui unica preoccupazione è guadagnare il piu’ possibile da quest’istituto “Innovativo”.
allora facciamo la conciliazione ma gratuita e con organi statali, che ne dite cari onestissimi conciliatori???
ribadisco il concetto… l’invidia logora…
e poi, mi riferisco a coloro che contestano che gli avvocati pensano solo ai propri lauti guadagni: io il mio guadagno lauto l’ho costruito con anni di studio e non con la connivenza di un Governo incapace (che purtroppo ho aiutato anche io con il mio voto) per imprenditori faccendieri: vedrete come vi divertirete cari cittadini
ANNA 10 marzo 2011 at 14:43
Non capisco perchè gli avvocati sprechino tante forze per contrastare la mediazione. Di che cosa hanno paura? Temono forse che il mediatore possa sottrarre loro lavoro? Nulla di più errato perchè saranno proprio loro a dover redigere i contratti conseguenti all’accordo raggiunto in mediazione e saranno proprio loro a dover assistere i loro clienti nelle fasi successive e nell’adempimento dell’accordo. Temono forse che così venga vanificata la giustizia? Ma fatemi il piacere credo non esista avvocato con il senso della giustizia … sono tutti intenti a fregare la controparte, a ‘trafugare’ documenti, a occultare testimonianze per il solo gusto di vincere e di fregare l’avversario. Sono i primi che nascondono la verità nell’interesse esclusivo di parte. Questa non è giustizia.
geremia ceretta 10 marzo 2011 at 12:22
credo che si stia perdendo di vista l’obbiettivo…… che è quello di “alleggerire” la giustizia civile oggi oberata di cause e per questo inefficente. Anzichè tentare di affossare l’istituto della mediazione per la conciliazione (e non mediaconciliazione che non vuol dire nulla), sarebbe preferibile sforzarsi per fare in modo che funzioni, come succede in molti paesi europei e non solo.
“E’ preferibile rivolgersi sempre e comunque al Giudice Statale con alti costi in termini di tempo e di denaro, o è preferibile ove possibile, affidarsi ad un mediatore professionista che in tempi brevi e con poca spesa può risovere la controversia??”.
La Mediazione com’è oggi è sicuramente migliorabile, ma mi pare che da parte di qualcuno vi sia la volontà di “affossarla” a priori….
Geremia Ceretta
Paolo 10 marzo 2011 at 12:04
Oggi esiste un alternativa : Una causa per esempio da 500 euri per lavori mal effettuati o per contabilizzazioni varie di condominio riferite ad ampiantistica. Si va da un giudice di pace il quale rimanda per trovare un accordo, l’accordo non si trova il giudice tecnicamente ( si tecnicamente in senso tecnico non tecnico giuridico ) non ne capisce una mazza gli avvocati purtroppo ( è normale studiano solo legge ) di meno ed il giudice di pace chiede una CTU le parti ovviamente devono fare altrettanto e chiedere CTP. Passano gli anni. Secondo voi, è giusto intasare i tribunali per cause da 500E ?
E’ giusto che una causa da 500€ tra spese d’istruttoria onorari spese per consulenze tecniche arrivi a 3000-4000€ ? E’ giustizia ?
Ecco a cosa servono le PROFESSIONALITA’ nella mediazione parlare e cercare un accordo con chi conosce le materie tecniche e sa fare . Ognuno nel suo campo e nelle sue funzioni .
gianluca nenna 10 marzo 2011 at 00:11
… la legge tarocco della mediazione, se non bocciata dalla Corte, cancellerà la giustizia civile, e dunque la giustizia di tutti i cittadini.
Laura 9 marzo 2011 at 20:40
Appunto, Rino.
E sercondo voi, un mediatore perito agrario (senza laurea, nemmeno triennale) è in grado di comprendere quali sono gli interessi delle parti, in una complicata controversia in materia successoria o di contratti bancari?
E lo sanno i cittadini che, non essendoci nella legge mediazione regole sulla competenza per territorio, potrebbero essere convenuti a centinaia di Km dalla loro residenza?
Mettiamo, ad esempio, una banca che ha sede a Roma che chiama avanti all’organismo di mediazione (magari compiacente) di Roma un poveretto di Trento?
Chi glielo paga l’albergo e l’aereo?
E poi, non essendoci norme sulla ricusazione del mediatore, nel caso lo stesso poveretto rilevasse un evidente conflitto d’interesse tra mediatore e controparte, non potrebbe fare nulla e sorbirsi il mediatore “interessato”.
Inoltre, lo sanno i cittadini che, sempre seguendo l’esempio della banca di Roma che “chiama” Tizio di Trento avanti un organismo di Roma, se decidessero di non andare in mediazione, potrebbero doversi sorbire una proposta del mediatore “interessato”, che l’ha fatta, pur in sua assenza, su richiesta della banca?
Infatti – e in ciò sta la norma più aberrante del d.m. 180/2010 – il mediatore può fare la proposta anche in assenza di una o più parti, su semplice richiesta della parte presente (senza che l’assente sia comparso o abbia nemmeno notizia del procedimento di mediazione in corso).
Ah, ovviamente quella proposta, anche se non ti piace, te la devi tenere…non puoi impugnarla. L’unica alternativa che hai per far valere i tuoi diritti dopo la proposta è …andare in giudizio. Quindi hai perso tempo, soldi e alla fine, sempre in giudizio devi andare!
Mario 9 marzo 2011 at 20:32
Caro amico scrittore della lettera aperta ai cittadini,
mi spiace contraddire queste tue forti convinzioni ma non è proprio come dici tu!
n.1 “…sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà “svenduta” [perchè svenduta?] a privati [i privati come li chiami tu sono riconosciuti dal Ministero della Giustizia, inoltre sono professionisti], e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico [i costi sono molto esigui rispetto all’onorario di un avvocato]…”
n.2 “…Probabilmente non sai che dal 21 marzo 2011, prima di poter richiedere al Giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che ti comporterà costi e ritardi [prima di tutto la procedura non è per nulla pasticciata ma ben delineata; i costi, ti ripeto sono molto esigui; inoltre non vedo altro motivo per cui dichiari solo una perdita di tempo non foss’altro che per savaguardare il tuo onorario (visto che l’istituto della mediazione è già attivo all’estero da molto tempo e il passaggio per l’obbligatorietà lo vedo solo un modo per far capire alla gente l’importanza di questo istituto visto che altrimenti non sarebbe per niente preso in considerazione]…”
n.3 “…Sai che per legge avrai l’obbligo di rinvolgerti ad un mediatore prima di rivolgerti al giudice? [beh! io che la procedura possa essere vista nell’ottica di un risparmio di tempo se la procedura va a buon fine]…”
n.4 “…Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare [non esiste una bugia più grande! se sei parte attiva (intedi promuovere l’azione) puoi sperare con una minima spesa di risolvere il tuo conflitto; se sei parte passiva (vieni citato) e non intendi conciliare puoi tranquillamente non presentarti all’incontro conciliativo e in questo caso non hai speso niente…”
n.5 “…Sai anche che il tuo mediatore potrebbe non essere “quello sotto casa”, perché potresti essere convocato a centinaia di chilometri di distanza, e che, pur in tua assenza,[errore madornale! in assenza di una delle due parti convocate il mediatore non può proporre un bel nulla!] il mediatore potrà fare una proposta di conciliazione fortemente vincolante per il futuro giudizio?…”
n.6 “…E se la conciliazione non riesce, cosa succede? Avrai pagato inutilmente queste somme; avrai aspettato almeno 4 o 5 mesi [perfettamente scorretto! citando l’art. 6 comma 1 D.lgs. 28/2010 (prevedere che il procedimento di conciliazione non
possa avere una durata eccedente i quattro mesi) indica chiaramente che la durata della procedura mediativa ha una durata massima di 4 mesi], e, solo dopo, potrai finalmente andare davanti al Giudice in Tribunale [questo è un chiaro segnale che lo scrittore è un avvocato e che vuole SOLO far salvo il suo onorario]…”
Infine permettetemi di fare un elogio all’art. 20 del sopracitato D.lgs. 28/2010! Leggete il D.lgs. e fatemi sapere se preferite dare tanti soldi ad un avvocato che ha solo intenzione di far soldi a vostro discapito, oppure “investire” pochi soldi per vedere risolta una controversia!
Marco 9 marzo 2011 at 20:28
Siamo alle solite, gli Azzeccagarbugli, appellandosi al popolo, sono i peggiori nemici della giustizia. Lungi dal capire l’importanza che potrebbe avere la conciliazione, restano abbarbicati … alla “causa che pende, causa che rende”.
Rino 9 marzo 2011 at 19:25
perdonatemi. Il Governo, all’uopo invitato dal resto dell’Europa, ha deciso di ridurre i tempi della Giustizia.
Risultato: ha dimezzato i termini per l’appello laddove un magistrato ti puo’ fissare un’udeinza anche a due anni dalla presentazione di un ricorso.
ha organizzato la conciliazione obbligatoria che, non so se è in vostra conoscenza, dovrebbe essere disancorata dai principi di diritto dovendo operare unicamente un contemperamento di interessi delle parti.
Mi chiedo: 1) come fa qualcosa di totalmente svincolato dal diritto a vincolare le parti in un futuro giudizio?
2) non sarebbe più semplice imporre ai magistrati di tenere udienza tutti i giorni?
3) e se ci fossero incentivi e avanzamenti di carriera dei magistrati sulla scorta delle sentenze pubblicate e della loro resistenza agli eventuali appelli?
mi sembrano regole abbastanza semplici. Il fatto è che fa presa su tanti ignoranti (invidiosi) affermare che finalmente la giustizia la si potrà avere da soli senza l’ausilio degli avvocati (poi mi domando se è così semplice fare gli avvocati e guadagnare tantissimo lavorando così poco perchè non l’hanno fatto tutti??). Chiamatela giustizia, poi…secondo voi è normale pagare piu’ di 3000 euro per richiedere una conciliazione su un avvenimento tragico come, ad esempio, la perdita di un arto per un proprio figlio? chiamatela giustizia, continuate a tenere il prosciutto davanti agli occhi…. così è… se vi pare….
Laura 9 marzo 2011 at 18:37
Giuseppe, è proprio una questione di coerenza.
Il fatto è che, secondo il d.lgs 28/2010, gli organismi degli ordini forensi sono iscritti di diritto all’albo degli organismi tenuto presso il Ministero.
Quindi i Consigli degli Ordini devono formare gli avvocati-mediatori, affinché operino presso gli organismi di mediazione presso gli ordini stessi.
Inoltre, l’avvocatura non è contraria alla mediazione tout-court, ma alla mediazione così come delineata dal d.lgs. 28/2010 e dal d.m. 180/2010 (oggetto appunto del ricorso avanti al TAR).
Ti basti pensare che le norme italiane sulla mediazione, oltre ad essere contrarie alla Costituzione, violano anche i principi del diritto comunitario: la mediazione obbligatoria, infatti, è un’aberrazione tutta italiana (nel resto dell’Europa è solo facoltativa).
francesco 9 marzo 2011 at 18:18
che senso ha fare un ricorso al TAR e poi sentire che i vari Consigli dell’Ordine da un lato organizzano l’astensione del 16 e dall’altro predispongono -a pagamento- i corsi per la diventare conciliatore?
Giovanni 9 marzo 2011 at 18:12
Concordo pienamente con Gianluca,
la legge sulla mediazione , farà arricchire soltanto le società di conciliazione, non risolvendo al contempo le controversie, e, aumentare per i cittadini i costi della giustizia.
Voglio informare tutti che all’estero la mediazione giudiziale non è obbligatoria, ma facoltativa.
In Italia, invece, il governo da un lato toglie fondi alla giustizia e dall’altro svende il settore ai privati in nome della concorrenza, che non c’è, come nel caso dell’istruzione.
E’ solo un’altra pagina di un paese allo sbando, ostaggio di capitani d’industria.
giuseppe 9 marzo 2011 at 18:04
singolare che l’OUA presenti un ricorso al TAR e i Consigli dell’Ordine organizzino i corsi per mediatori
La coerenza dell’Avvocatura è semplicemente scandalosa!!!
Luca 9 marzo 2011 at 17:25
Vorrei sapere chi tra marco, donato e giuseppe ha provato a leggere la normativa che istituisce la mediazione.
Altrimenti vi ricredereste: volete la mediazione? Che cominci! Poi quando per avere un provvedimento serio bisognerà aspettare di più e pagare di più, non lamentatevi con gli avvocati.
Laura 9 marzo 2011 at 15:57
Concordo pienamente con Gianluca.
Li voglio vedere i poveracci (magari senza assistenza di un legale) a fronteggiare i potentati economici (banche, assicurazioni e società) davanti al mediatore (magari operante in un organismo costituito da banche e assicurazioni e, quindi, pagato direttamente da quelle banche e da quelle assicurazioni…).
Direi che la normativa sulla mediazione è proprio fatta apposta per servire i poteri forti a discapito dei deboli, che dovranno accontentarsi di accordi o proposte pregiudizievoli dei loro diritti, perché non hanno potuto difendersi davanti al mediatore…
gianluca nenna 9 marzo 2011 at 15:28
gli avvocati dell’oua non sono una lobby….la media conciliazione è una legge farsa incostituzionale che avvantaggia solo i poteri forti e non tutela gli interessi dei cittadini.
a chi pensa e scrive il contrario domando: preferiresti che un tuo diritto sia tutelato da un giudice o da un mediatore che può essere anche un geometra un commercialista o solo un neo laureato?
se questa per voi è giustizia….
Giuseppe Sbardella 9 marzo 2011 at 14:10
La peggiore lobby esistente in Italia, subito dopo quella dei petrolieri…
donato 9 marzo 2011 at 11:56
Ha ragione marco. Questi avvocati dell’oua sono dei volponi che vogliono mangiare sui processi lunghi.
OUA SENZA VERGOGNA
Marco 9 marzo 2011 at 09:54
“Caro cittadino….” I Baroni dell OUA sono dei senza vergogna, non si sono accontentati di una riforma dell’avvocatura retrograda e corporativa, adesso vogliono bloccare pure la mediazione….