Source: https://www.exeo.it/free/procedure-alternative-espropriazione
Timestamp: 2018-10-21 17:34:05+00:00
Document Index: 75024241

Matched Legal Cases: ['art.31', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 1322', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 2932', 'art. 2934', 'art. 28', 'art. 922', 'art. 1259', 'art. 97', 'art. 45', 'art. 1418']

Procedure alternative ad espropriazione per pubblica utilità
Gli accordi paraespropriativi e le convenzioni
L'acquisto del fondo ex art.31 L. 448/98
La cessione gratuita dell'area alla P.A.
La donazione del privato
La permuta dell'area per pubblica utilità
Può ritenersi ancora permanente l'obbligo di concludere la procedura espropriativa nonostante il mancato rispetto dei termini e quindi l'astratto vizio di intempestività, qualora l'obbligo procedimentale possa dirsi sostituito, a seguito di accordo sopraggiunto tra le parti in sede di conferenza di servizio, da un obbligo "para-negoziale" di adozione del provvedimento espropriativo.
L'inserimento di atti negoziali (un accordo, o una convenzione, o un concordato) nell'ambito di un procedimento autoritativo, da considerare veri e propri contratti, ancorché ad oggetto pubblico siccome contrassegnati dall'intervento dell'Amministrazione quale titolare di poteri pubblicistici nella materia che ne rappresenta il substrato, non solo viene tradizionalmente ammesso nell'ambito del procedimento ablativo, ma è stato espressamente previsto dalle stesse norme dettate sin dalla L. n. 2359 del 1865, il cui art. 26 consente all'espropriante e all'espropriato di accordarsi amichevolmente sull'ammontare dell'indennità.
Gli atti negoziali (un accordo, o una convenzione, o un concordato), che possono inserirsi nell'ambito di un procedimento autoritativo, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o un numerus clausus, essendo da riconoscere la possibilità di farvi ricorso anche quando le parti non si limitino a determinare amichevolmente l'indennità in base al prezzo del fondo, ma ne prevedano e ne attuino in via diretta ed immediata il trasferimento della proprietà; venendo in tal caso il procedimento ad arrestarsi per raggiungimento dello scopo, stante l'idoneità di quell'accordo a produrre, senza necessità del decreto di espropriazione, l'acquisizione del suolo all'espropriante e l'obbligo di quest'ultimo al pagamento dell'indennità.
Se è vero che i contratti c.d. ad oggetto pubblico in materia espropriativa non costituiscono un numerus clausus e consentono alle parti del procedimento di modularne il contenuto in base alle esigenze del caso concreto sia in relazione all'assetto reale dell'immobile che agli effetti patrimoniali, è pur vero che il loro comune presupposto per consentirne l'inquadramento nella tipologia suddetta e differenziarli dai negozi comuni è dato dalla loro natura endoprocedimentale nel senso che gli stessi devono essere compiuti in costanza di procedura espropriativa; ed essere rivolti a definirne tutti o taluno degli effetti cui il procedimento è preordinato.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... I contratti ad oggetto pubblico devono ritenersi ammissibili non soltanto nelle ipotesi di cessione volontaria e di accordo sull'indennità seguito dal decreto di esproprio di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12, ma anche nel settore delle occupazioni illegittime ed irreversibili, consentendo in particolare di prevedere ed attuare anche in mancanza del decreto di esproprio e del contratto di cessione, una definitiva e completa regolamentazione dell'assetto reale degli immobili, nonché dei rapporti ad essi inerenti e perciò attribuendo alle relative convenzioni anche funzioni analoghe a quelle assegnate all'accordo suddetto sull'indennità.
La convenzione intercorsa tra il comune con la società proprietaria del terreno occupato, stipulata successivamente alla già intervenuta acquisizione del bene per effetto dell'occupazione acquisitiva e rivolta a risolvere vari e numerosi contenziosi sorti tra le parti "per molteplici ragioni", non rientra tra i contratti ad oggetto pubblico, non scaturendo la stessa dal procedimento espropriativo, ma è da includere nella categoria dei contratti di diritto comune disciplinati dall'art. 1322 cod. civ.
PROCEDURE ATIPICHE O ALTERNATIVE --> ACQUISTO EX ART. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...8/1998
Il trasferimento di una strada all'Ente pubblico è previsto anche dall'art. 31 comma 21 della legge 448/1998, che prevede il potere degli enti con proprio provvedimento, di disporre l'accorpamento al demanio stradale delle porzioni di terreno utilizzate ad uso pubblico, ininterrottamente da oltre venti anni, previa acquisizione del consenso da parte degli attuali proprietari. Tale norma richiede in ogni caso il consenso del proprietario per l'acquisizione.
Ai sensi dell'art. 31, commi 21 e 22 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è attribuita agli enti locali la facoltà, laddove sussista il consenso dei proprietari, di adottare provvedimenti di semplice presa d'atto, idonei a consentire la trascrizione a favore del demanio stradale dell'ente stesso delle proprietà occupate per la realizzazione di strade pubbliche (con esclusione del pagamento delle imposte di registro ed ipotecarie).
L'atto d'obbligo o di impegno, sottoscritto dai proprietari, di cessione di aree necessarie per la realizzazione di opere pubbliche, al fine di ottenere i provvedimenti relativi alla concessione per interventi di lottizzazione, non ha effetti reali ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... solo un atto preliminare: si deve escludere, dunque, che in virtù di tale promessa di cessione, la P.A. possa ritenersi legittimata all'occupazione dell'area, con la presumibile conseguenza che, se ciò dovesse avvenire, verrebbe a verificarsi l'irreversibile trasformazione del fondo come tale concretante un fatto illecito legittimante la configurazione dell'insorgenza del diritto del proprietario al risarcimento del danno.
Non è legittimo che il sacrificio del diritto di proprietà (anche a seguito di costituzione di servitù pubblica), possa avvenire mediante una "cessione gratuita"; il trasferimento coattivo della proprietà (ovvero la creazione di un diritto reale parziale sulla stessa) impone infatti, secondo i principi in materia espropriativa, il contestuale pagamento di una somma di denaro. Ne consegue l'illegittimità della prescrizione urbanistica che preveda tale modalità di trasferimento del bene.
La nota con cui l'Amministrazione comunica di dover procedere all'acquisizione delle strade oggetto di convenzione di lottizzazione, non dispone l'acquisizione in via autoritativa dei terreni e non ha pertanto alcun effetto espropriativo, bensì si limita a richiamare gli obblighi deriva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onvenzione di lottizzazione, facendo presente la volontà del Comune di avvalersene e chiedendone l'adempimento.
L'atto d'obbligo, sottoscritto dal Sindaco e dai proprietari, volto alla cessione delle aree necessarie per la costruzione delle strade, al fine di conseguire l'autorizzazione a lottizzare, non è di per sé idoneo ad integrare il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto del bene a favore del comune, trattandosi di un mero atto preliminare, il quale, al fine di produrre l'effetto traslativo, necessita di un successivo atto negoziale.
Non appare illegittimo né illogico che il Comune – a fronte dell'opzione dell'operatore economico per l'ipotesi della monetizzazione sostitutiva in luogo della cessione delle aree – abbia ritenuto, nell'ambito di una oculata gestione del denaro pubblico, di adottare un meccanismo compensativo atto ad elidere gli effetti retroattivi della sentenza della Corte Costituzionale n. 348/2007, con la conseguenza che l'operatore economico in virtù della predetta clausola, è tenuto ad integrare per differenza i costi sostenuti dal Comune per il reperimento e l'acquisizione delle aree necessarie a garanti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dards urbanistici anche relativi alle opere di urbanizzazione secondaria.
Il meccanismo della monetizzazione deve ritenersi operante anche nelle ipotesi in cui il Comune non intenda rinunciare alla realizzazione e destinazione delle aree a standard, ma non sia possibile la cessione gratuita delle aree, in quanto le opere non siano di proprietà dei lottizzanti. In tal caso l'obbligo di cessione previsto nella convenzione di lotizzazione, va adempito attraverso il pagamento al Comune del valore dato dal prezzo di esproprio delle aree con esclusione di qualsiasi maggiore onere che l'amministrazione stessa sia stata chiamata a corrispondere a titolo di risarcimento del danno per effetto dell'int... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cupazione acquisitiva.
Qualora sulla base della legislazione urbanistica vigente (nel caso di specie L.R. Emilia Romagna n. 47/1978), sia previsto che le somme ricavate dalla "monetizzazione" sostitutiva della cessione degli standard, vadano utilizzate per dare attuazione alle previsioni del «piano dei servizi» che contempla destinazioni d'uso incompatibili con il carattere edificabile dei suoli ivi inclusi, non v'è ragione di ritenere a tali fini prescritta l'acquisizione di aree edificabili e di conseguenza onerata l'Amministrazione di spese commisurate al valore di simili tipologie di immobili; sproporzionata e illogica appare pertanto la quantificazione della somma dovuta a titolo di "monetizzazione" sulla base di presunti oneri di esproprio parametrati al valore di aree edificabili.
Riguardo alla quantificazione delle somme dovute a titolo di monetizzazione sostitutiva della cessione degli standard, non rileva il valore delle aree non cedute, risiedendo la ratio dell'istituto della "monetizzazione" nell'esigenza di realizzare la migliore distribuzione sul territorio delle opere e attrezzature di interesse pubb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...é – una volta valutato dall'Amministrazione locale che non sia utile o possibile l'acquisizione delle aree a standard nel comparto in cui si effettua l'intervento edilizio – l'incameramento dei relativi proventi si presenta funzionalmente collegato alla localizzazione di analoghi servizi in altra parte del territorio comunale, quindi strumento di conseguimento delle risorse necessarie al raggiungimento di questo obiettivo.
Nel caso di inadempimento da parte di un privato all'impegno assunto con un Comune a trasferire la proprietà di un terreno, seppur collegato all'accordo corrispondente allo schema procedimentale contemplato dall'art. 28, co. 5, legge 1150/1942 avente ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rilascio di una o più licenze edilizie subordinate all'impegno di attuare le opere di urbanizzazione, il diritto del Comune di avvalersi della tutela dell'esecuzione del contratto in forma specifica, ai sensi dell'art. 2932 c.c., non è indisponibile e, quindi, è soggetto a prescrizione, non risultando sufficiente ad integrare l'indisponibilità - cui pone riferimento l'art. 2934, co. 2, c.c. - l'esistenza di una finalità di pubblico interesse, il cui perseguimento non si sottrae, in via di principio, agli effetti del decorso del tempo, nemmeno quando si sia in presenza di atti autoritativi della P.A., e dovendosi comunque avere riguardo al contenuto oggettivo del diritto della cui prescrizione si controverte e non già alla natura, oltre che alla causa, degli atti negoziali dai quali quel diritto trae origine.
In ipotesi in cui sia stato sottoscritto atto unilaterale d'obbligo ad oggetto la cessione di terreno a favore del Comune e questi non abbia mai fatto richiesta del trasferimento dell'area nei dieci anni successivi, vi è la possibilità che l'obbligazione assunta dai proprietari si sia estinta per prescrizione.
Deve darsi atto della mancanza di un orientamento giurisprudenziale univoco in or... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dividuazione del dies a quo del termine di prescrizione degli obblighi convenzionali, per cui, a fronte di un orientamento incline a far coincidere il suddetto dies a quo con la scadenza del termine di adempimento previsto nella convenzione, si registra un opposto schieramento favorevole all'individuazione del dies a quo del termine decennale di prescrizione dalla scadenza del termine di dieci anni di validità del piano di lottizzazione, di cui la convenzione costituisce attuazione.
Qualora il terreno non sia soggetto al regime della espropriazione, ma alla mera cessione secondo la disciplina della convenzione di lottizzazione, il Comune non perde il potere di formalizzare la cessione anche successivamente alla decadenza del piano per scadenza del termine decennale di efficacia e di disporre dell'area, in assenza di azioni per la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za.
Non può già ritenersi acquisita un'area unicamente in virtù di un semplice impegno del privato contenuto nella richiesta di approvazione di un Piano di Lottizzazione mai perfezionato ai sensi dell'art. 28 della Legge 17 Agosto 1942 n° 1150 e ssmm., con l'approvazione da parte del (competente) Consiglio Comunale e con la stipula della relativa convenzione urbanistica.
L'impegno alla cessione di aree necessarie per opere di urbanizzazione è configurabile come mero atto unilaterale, privo di effetti reali ma provvisto di efficacia meramente obbligatoria, come tale inidoneo a comportare acqui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...roprietà ai sensi dell'art. 922 c.c., anche ove esso sia stato correlato alla conseguente emissione di provvedimenti edilizi implicanti il rilascio di licenze (ovvero di autorizzazioni o concessioni).
La previsione di un obbligo di cessione a favore dell'Amministrazione di un'area da destinare a parcheggio qualora i proprietari intendano sfruttarne le potenzialità edificatorie, è previsione non comportante l'apposizione di un vincolo avente natura espropriativa in quanto non funzionale alla localizzazione di un'opera pubblica, diventando l'obbligo di cessione attuale solo se gli interessati decideranno di realizzare sulla loro area un intervento edilizio che ne sfrutti la capacità edificatoria. Si tratta pertanto di una previsione che integra gli oneri apposti in capo al privato in ragione dell'aggravamento del carico urbanistico da questi provocato con la realizzazione dell'intervento, che si giustappone all'ordinario contributo dovuto per il rilasc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo edilizio di cui agli artt. 16 e segg. del d.P.R. 380/2001.
In ipotesi in cui la cessione gratuita delle aree al Comune in forza di convenzione urbanistica, sia divenuta impossibile per intervenuta espropriazione di ente terzo, deve trovare applicazione la disciplina di cui all'art. 1259 c.c. che, per le prestazioni aventi ad oggetto una cosa determinata divenuta impossibile, prevede il sub-ingresso del creditore nei diritti spettanti al debitore in dipendenza del fatto che ha causato l'impossibilità (cd. surrogazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... consegue che legittima è la pretesa del Comune di accertamento dell'obbligo nei limiti di quanto percepito per le suddette aree a titolo di indennità di espropriazione.
Le convenzioni urbanistiche, per essere operative, necessitano di una forma giuridica contrattuale, che rechi l'inequivoca volontà di trasferire il bene e non possono poggiarsi su un semplice scrittura privata.
La convenzione di lottizzazione è un accordo di diritto pubblico che funge da strumento di pianificazione di dettaglio volto a disciplinare gli interventi a carattere residenziale su aree non ancora urbanizzate.
La parte che sottoscrive una convenzione di lottizzazione, conoscendone il contenuto, manifesta la volontà di aderirvi e ne resta vincolata, salve le ipotesi di invalidità del negozio per vizi della volontà.
La richiesta del privato lottizzante di prorogare il termine per adempiere le obbligazioni assunte nella convenzione di lottizzazione equivale a una ricognizione di debito con conseguente efficacia interruttiva del termine di prescrizione della convenzione.
Il fatto che i privati abbiano sottoscritto un un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne urbanistica presentandosi come "riuniti in consorzio" non è di per sé sufficiente per dimostrare l'esistenza del consorzio stesso e qualificarlo in termini di parte della convenzione.
Il contratto stipulato da un Ente pubblico deve essere redatto a pena di nullità in forma scritta, essendo a questo fine irrilevante l'esistenza di una deliberazione dell'organo che abbia autorizzato la stipulazione del contratto ove tale deliberazione non si sia tradotta in un unico atto contrattuale coevamente sottoscritto dal rappresentante esterno dell'Ente e dal privato.
Il requisito della forma scritta ad substantiam per i negozi della P.A. può ritenersi sussistente solo in presenza di un documento dal quale desumere la concreta instaurazione del rapporto – con le indispensabili determinazioni in ordine alla prestazione da rendere e al compenso da corrispondere – così da impegnare contestualmente sia il privato che l'amministrazione sul contenuto concreto del negozio.
Il requisito della forma scritta ad subsantiam per i negozi della P.A. è richiesta in ottemperanza al disposto degli artt. 16 e 17 R.D. 2440/1923, rappresenta uno strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; amministrativa nell'interesse sia del cittadino – costituendo remora ad arbitri – sia della collettività, agevolando l'espletamento della funzione di controllo, ed è quindi espressione dei principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall'art. 97 Cost.
La volontà della P.A. deve essere manifestata all'esterno dall'organo rappresentativo e non può essere né implicita né desunta da comportamenti meramente attuativi.
La conclusione del contratto a distanza, a mezzo di scambio di corrispondenza, è ammessa nei rapporti della P.A. con ditte commerciali, ma costituisce una deroga rispetto alla regola generale ed è soggetta a stretta interpretazione.
L'amministrazione pubblica ha il diritto di accettare disposizioni di liberalità, anche allorché alle stesse siano apposte disposizioni limitative o comunque qualificatorie (nella specie consistenti nel divieto di creare sporti, balconi e finestre, imposto ai fabbricati prospicienti l'area ceduta al Comune affinché vi realizzasse una strada pubblica).
L'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cui le parti prestano il reciproco consenso alla stipula di un contratto di permuta non è in alcun modo inquadrabile nell'ambito dell'art. 45 T.U. espr., in carenza del presupposto della pendenza di un procedimento ablatorio pervenuto quanto meno alla determinazione e alla notificazione della misura dell'indennità e mancando una controprestazione della cessione costituita dall'indennità determinata secondo gli inderogabili parametri normativi; la fattispecie è estranea all'istituto della cessione volontaria ed è piuttosto ascrivibile ad una (promessa di) permuta immobiliare. Pur perseguendo l'obiettivo pubblicistico di consentire l'immediata acquisizione dell'area privata e l'avvio dei lavori, la p.a. ha quindi inteso agire iure privatorum.
Una permuta (preceduta da opportuna variazione urbanistica al fine di consentire sul terreno da cedersi al privato la stessa volumetria del terreno che da questi viene conferito in proprietà alla P.A.) si configura quale una volontaria cessione alternativa alla espropriazione per pubblica utilità, che la giurisprudenza del Giudice Costituzionale riconosce ammissibile e lecita.
E' nullo ai sensi dell'art. 1418, comma 1, C.C., l'atto di permuta con cui viene sostitui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ità di espropriazione con il trasferimento all'espropriato di una parte dell'opera pubblica realizzata, trattandosi di opera appartenente al patrimonio indisponibile per essere destinato ad una funzione pubblica. La cessione di una parte dell'opera pubblica, perché sia destinata a uso privato viola la funzione del possibile utilizzo dell'opera da parte della collettività.