Source: https://renatodisa.com/2015/12/09/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-3-dicembre-2015-n-24622-il-concetto-di-circolazione-stradale-di-cui-allart-2054-cod-civ-include-anche-la-posizione-di-arresto-del-veicolo-e-cio-in-re/
Timestamp: 2018-11-18 07:45:34+00:00
Document Index: 40447791

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 3', 'art. 378', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 2']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 dicembre 2015, n. 24622. Il concetto di circolazione stradale di cui all'art. 2054 cod. civ. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all'ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l'operatività della garanzia per R.C.A. è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull'area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l'uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 dicembre 2015, n. 24622. Il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 cod. civ. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per R.C.A. è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo
Home/Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 dicembre 2015, n. 24622. Il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 cod. civ. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per R.C.A. è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo
II primo motivo di ricorso.
Espone, al riguardo, che la Corte d’appello avrebbe errato nel ritenere che il sinistro oggetto di causa rientrasse nel concetto di ‘circolazione’ del veicolo, e che di conseguenza fossero applicabili le norme dettate a tutela delle vittime dalla l. 24.12.1969 n. 990, sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante da circolazione dei veicoli. Deduce che la legge sull’assicurazione obbligatoria della r.c.a. non definisce il concetto di ‘circolazione’, con la conseguenza che l’interprete deve ricavarlo da altri testi normativi: ed il codice della strada definisce la ‘circolazione’ all’art. 3 come ‘il movimento, la fermata e la sosta’ dei veicoli sulla strada.
Da questa nozione sarebbero esclusi, sostiene la ricorrente, le attività del veicolo ‘non funzionali’ al movimento: di conseguenza la manovra d’un braccio meccanico montato su un autocarro, non essendo funzionale al movimento del veicolo, non rientra nel concetto di circolazione.
1.2. Con la memoria depositata ai sensi dell’art. 378 c.p.c. la Allianz ha soggiunto che all’accoglimento dei proprio ricorso non è di ostacolo la decisione pronunciata dalle Sezioni Unite di questa Corte, n. 8620 del 2015, giacché anche quella decisione avrebbe sostenuto l’esigenza – ai fini di stabilire quando possa applicarsi la disciplina dell’assicurazione obbligatoria r.c.a. – di ‘valorizzare la interazione tra veicolo e circolazione’, interazione che invece mancherebbe quando il veicolo sia destinato a svolgere funzioni estranee alla circolazione, come nel caso di specie.
1.3. II Pubblico Ministero ha sollecitato la rimessione della questione alle Sezioni Unite, sostenendo che i veicoli possono essere monofunzionali, cioè destinati al solo trasporto; ovvero polifunzionali, cioè concepiti per lo svolgimento di funzioni ulteriori rispetto al trasporto (come, appunto, un’autogru); ed aggiungendo che in tale ultima ipotesi i danni causati dalla ‘circolazione’ del mezzo possono ritenersi soltanto quelli causati dalla circolazione, non dalle altre attività cui il mezzo è destinato. Se così non fosse, ha osservato il Pubblico Ministero, gli assicurati virtuosi sarebbero esposti al pagamento di premi maggiorati in conseguenza dei maggiori rischi cui sono esposti i veicoli polifunzionali.
La questione oggi sottoposta a questo collegio è stata infatti già decisa dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, le quali componendo i precedenti contrasti hanno stabilito che ‘il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 cod. civ. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per R.C.A. è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo. (Nella specie le S. U., hanno ricondotto all’art. 2054 cod. civ., e alla disciplina della R.C.A. il sinistro mortale determinato dall’imperita manovra da parte del conducente di un mezzo in sosta, munito di un braccio meccanico di sollevamento, per effetto della quale un cassone metallico, in fase di caricamento, era scivolato travolgendo la vittima). (Sez. U, Sentenza n. 8620 del 29/04/2015, Rv. 635401). Questo principio deve trovare applicazione anche nel presente giudizio, nel quale il danno è stato arrecato da una struttura seagente (il braccio meccanico) che costituiva una parte del veicolo assicurato. Il danno, dunque, è stato causato dal movimento del veicolo e rientra nel concetto di ‘circolazione’. Né può distinguersi dal punto di vista giuridico tra movimento dell’intera massa dei veicolo e movimento d’una sua parte: -) sia per la lettera della legge, nella quale non si trova tale distinzione; -) sia per lo scopo dell’art. 18 I. 24.12.1969 n. 990, che è quello di tutelare le vittime ed impone dunque una interpretazione coerente con questa finalità.
Quanto alle prime, si deve rilevare che l’assicuratore della r.c.a. deve coprire obbligatoriamente i danni causati dalla ‘circolazione’, e che la circolazione è definita dal codice della strada come ‘il movimento, la sosta o la fermata’ dei veicolo (art. 3, comma 1, n. 9, d. Igs. 30.4.1992 n. 285). Nel silenzio totale della legge, non può ammettersi che per ‘movimento del veicolo’ debba intendersi solo quello orizzontale dell’intero veicolo. Dal punto di vista della fisica è ‘movimento’ sia lo spostamento del mezzo nel suo complesso, sia lo spostamento delle sue parti. La ‘interazione funzionale’ che, secondo la Allianz, dovrebbe sussistere tra il concetto di circolazione e quello di ‘spostamento dell’intero veicolo’, oltre a non avere aggancio nella lettera della legge, è interpretazione non consentita dall’ordinamento costituzionale e da quello comunitario. Costituisce infatti ius receptum il principio, già ricordato, secondo cui tutta la disciplina dell’assicurazione della r.c.a. è preordinata al conseguimento di uno scopo: apprestare la maggior tutela possibile alle vittime della strada. Che la tutela della vittima sia stata la finalità principale della legge 24 dicembre 1969 n. 990 è stato affermato, oltre che dalla unanime giurisprudenza di legittimità e di merito, anche dalla Corte costituzionale, secondo cui il sistema normativo stabilito con la I. n. 990 dei 1969, ‘ponendo in massimo rilievo la tutela del terzo danneggiato per eventi causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, persegue il raggiungimento delle maggiori garanzie patrimoniali in suo favore. A tale scopo [il legislatore] ha istituito l’assicurazione obbligatoria in materia, ponendo così la norma di ordine pubblico che ogni veicolo o natante deve essere assicurato; e ciò in vista della realizzazione, nel settore, delle esigenze di solidarietà sociale cui l’art. 2 Cost. ha conferito rilevanza costituzionale’ (Corte cost., 29-03-1983, n. 77).
– ai fini della applicabilità e della estensione delle norme sull’assicurazione obbligatoria della r.c.a., la legge non consente alcuna distinzione tra veicoli ‘monofunzionali’ e ‘polifunzionali’;
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-12-09T12:30:00+00:009 dicembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti