Source: https://www.funerali.org/tutto-sulla-cremazione/funerale/urna-cineraria-in-cimitero
Timestamp: 2020-01-29 15:06:05+00:00
Document Index: 115415302

Matched Legal Cases: ['art. 343', 'art. 103', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 80', 'art. 107', 'art. 75', 'art. 5', 'art. 75']

Urna cineraria in cimitero — 41 commenti
Matteo il 19/11/2019 alle 13:38 scrive:
Con la presente, sono a richiedere se è possibile “tumulare” per così dire, un’urna cineraria all’interno di un’edicola funeraria e precisamente deponendola all’interno di una teca in vetro chiusa e saldamente fissata sopra ad un piccolo altare della stessa tomba.
Premetto che la cappella gentilizia è chiusa da un cancello accessibile solo dai concessionari.
necroforo il 20/11/2019 alle 10:44 scrive:
sì, è possibile ai sensi dell’art. 343 del Testo Unico Leggi Sanitarie di cui al R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 a condizione che l’urna sia deposta in un vano chiuso, avente stabile destinazione, ed atto ad evitare ogni possibile profanazione o sottrazione delle ceneri: queste sono infatti le caratteristiche tecniche proprie di ogni tumulo inteso strictu sensu.
Fiorella il 07/08/2019 alle 10:43 scrive:
Gentilissimo, ho un problema per alcuni versi simile ad altri che ho letto. Mio padre è stato inumato nel comune di Massa D’Albe nel 2002 in un manufatto ipogeo con relativo copritomba. Mia mamma desidera essere cremata (è ancora vivente, ha 89 anni) e per programmare abbiamo sottoposto un quesito al comune che chiedeva di poter realizzare un pozzetto epigeo o meglio una cassettina chiusa e sigillata con all’interno le ceneri (come è già stata realizzata da altra persona in cimitero anche se abusivamente – lo abbiamo appreso dal comune stesso -) appoggiata sul copritomba. la cosa stravagante è che la risposta si limita rinviando la nostra stessa domanda inviata per pec (e rinviata per posta ordinaria) a un timbro del comune con uno scarabocchio di firma e la scritta si autorizza solo nel primo foglio in basso dove c’è scritto che si richiede di tumulare le ceneri come espresso dalla volontà di Marinella Santacroce. Mentre nella pagina successiva dove era esplicitata la richiesta di come doveva essere fatto il manufatto magari seguendo quello che è già posto nel cimitero di cui ho allegato la foto…nulla. Come devo interpretare questa cosa? Ho provato a telefonare ma il dirigente che probabilmente ha firmato si nega. Faccio presente che è il comune è d’origine dei miei genitori dove mia mamma non ha residenza ma abbiamo una casa dove invece io sono residente.
Carlo il 07/08/2019 alle 15:27 scrive:
X Fiorella,
1) se Suo padre è stato inumato in campo comune (se fosse, invece, in area data in concessione i tempi si dilaterebbero in rapporto alla durata del rapporto concessorio) nel 2002 l’esumazione ordinaria, di solito decennale, inesorabilmente s’avvicina, quindi…tutto tempo sprecato!. La soluzione ottimale, allora sarà la raccolta dei resti ossei da collocare in apposita celletta ove potranno esser tumulate anche le ceneri di Sua Madre, per adesso ancora vivente. Perchè, quindi, crucciarsi così tanto per un evento sì certo (purtroppo moriamo tutti) ma non prevedibile con certezza assoluta, almeno nel breve periodo.
2) sulla liceità di un pozzetto ipogeo ed opportunamente sigillato dove riporre anche un’urna molto dipende dal regolamento comunale di polizia mortuaria il quale dovrebbe specificare che: –a) permane solo il diritto d’uso della fossa (insomma non s’instaura surrettiziamente un rapporto concessorio pur trattandosi di una vera e propria tumulazione. –b) il Comune può esigere un cospicuo diritto fisso a parziale compensazione del mancato introito per la concessione di una nicchia cineraria più classica. –c) all’atto dell’esumazione ordinaria per le ceneri saranno previsti gli stessi trattamenti disposti d’ufficio con ordinanza sindacale per le ossa non richieste per una nuova destinazione privata e dedicata (= sostanzialmente dispersione in ossario/cinerario comune).
3) Giustissima l’individuazione della competenza dirigenziale nel rilascio di un’autorizzazione ad hoc, per una fattispecie di sepolcro così ibrida.
4) Sugli istituti del possibile silenzio assenso o dell’obbligo della pubblica amministrazione all’adozione, dietro presentazione di formale istanza, di un provvedimento espresso, sia esso di diniego o di accoglimento opero rinvio alla Legge n. 241/1990 e successive modificazioni o integrazioni.
5) Se il provvedimento risulta incompleto o lacunoso e da esso non si evince chiaramente la volontà del Comune i rimedi possono essere un ricorso amministrativo (D.P.R. n.1199/1971), nelle Sue varie articolazioni e forme o giurisdizionale avanti il T.A.R. o al difensore civico, se istituito presso il Suo Comune.
Fiorella il 25/08/2019 alle 15:08 scrive:
grazie per la risposta! ma non avevo specificato che mio papà è stato sepolto in loculo a terra (questa la dicitura del comune) per cui ho pagato una concessione area cimiteriale per 40 anni. Questo tipo di sepoltura credo non sia a terra perchè è stata fatta una specie di gabbia in cemento e successivamente chiusa. Ho letto che avendo pagato per questa concessione non devo pagare ancora se volessi porre le ceneri all’interno…è così?
Carlo il 25/08/2019 alle 16:04 scrive:
…allora si tratta di una tumulazione “IPOGEA”, cioè con la cella sepolcrale situata sotto il piano di campagna, ma sussistono tutti gli elementi (il costruito a prova di impermeabilità a gas e liquidi post mortali, la cassa funebre confezionata con il doppio feretro di legno e metallo, saldata ermeticamente) perchè si possa ragionare compiutamente di un sepolcro privato nel cimitero a sistema di tumulazione.
Se non sussistono ragioni ostative enumerate dal regolamento municipale di polizia mortuaria e che io non conosco, e vi è materiale spazio per l’immissione di un’urna cineraria accanto al feretro nulla osta e si proceda pure; anzi nell’ottica di massimizzare la capacità ricettiva dei sepolcri (la quale, notoriamente non è dilatabile all’infinito per le ovvie leggi della fisica cui tutti siamo sottoposti) la soluzione appare alquanto opportuna. Attenzione però sotto il profilo delle spese: la concessione già posta in essere continua a produrre i propri effetti nel tempo, sino alla sua naturale cessazione, ma il Comune, nella propria autonoma politica tariffaria cimiteriale può legittimamente istituire un cosiddetto “DIRITTO FISSO” di tumulazione, istituito con atto del Consiglio Comunale.
Si tratta, in fin dei conti dell’esazione di una certa somma (assolutamente modulabile e da calcolarsi con intelligenza) richiesta per ogni nuovo accoglimento di defunti quale ne sia la trasformazione di stato (ossa, resti mortali o ceneri) nella tomba già in uso. Questo “contributo” serve a coprire i costi di gestione della complessa macchina cimiteriale e soprattutto a compensare, seppur parzialmente, il mancato introito dovuto al rilascio di una nuova concessione, ad esempio di nicchia cineraria.
Anna il 10/07/2019 alle 12:00 scrive:
Regione Lombardia – Concessione perpetua tomba di famiglia – Sepolcro saturo – Si chiede se sia possibile, dopo aver estumulato le bare e tumulato i resti nel sepolcro stesso, utilizzare i loculi liberati per altre tumulazioni future senza dover versare oneri al Comune.
necroforo il 10/07/2019 alle 18:09 scrive:
induttivamente e retroattivamente: art. 103 del regolamento statale di polizia mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, pienamente valevole anche nella Sua Regione: il Comune può imporre un diritto fisso (che se non erro ha natura di tributo) per ogni nuova immissione di feretro in sepolcro privato, anche se a concessione perpetua. Anche così si finanzia l’erario comunale!
FABIANA il 18/06/2019 alle 8:59 scrive:
Buongiorno, mio padre compro’ un loculo con concessione perpetua,vi è tumulata la salma di mia zia, la sorella di mio padre. Adesso è morto mio marito, abbiamo deciso di cremarlo e vorrei tumulare l’urna nel loculo di mio padre, è possibile anche se dentro c’è la salma di zia e non è parente consanguineo suo?
necroforo il 18/06/2019 alle 15:39 scrive:
X Fabiana,
Lo jus sepulchri primario (diritto di dare o ricever sepoltura) rinviene il suo logico limite nella capienza fisica della tomba: insomma se non c’è materialmente più posto per nuove immissioni esso spira ex se, rimanendo una legittima aspettativa, però inattuabile ai sensi dell’art. 93 comma 1 II periodo del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 recante l’approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria.
il diritto di sepolcro in tumulo, anche monoposto, si esercita jure sanguinis o jure coniugii, cioè per rapporto di consanguineità o vincolo coniugale tra il fondatore del sepolcro ed il de cuius cui dare sepoltura.
Suo padre è individuabile come concessionario primo, da cui discendono le due condizioni di cui sopra. C’è stato – forse – un subentro, nel corso degli anni, nella titolarità della concessione?
Se ad esempio fosse divenuta Lei nuova intestataria della concessione con tutti i diritti pleno jure propri del concessionario (= dare e ricever sepoltura) l’urna di Suo marito potrebbe esser legittimamente tumulata nella nicchia sepolcrale già parzialmente occupata dal feretro della zia.
Se per uno strano gioco di rimandi e simmetrie fosse ancora Suo padre a questo punto ancora vivente il concessionario, si potrebbe “rischiare” con l’istituto della benemerenza di cui all’art. 93 comma 2 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285. Attenzione però: per accedere alle benemerenze è prevista una procedura di garanzia piuttosto complessa e strutturata (proprio per evitare abusi e distorcimenti come la compravendita occulta di tombe e diritti d’uso ad esse attinenti) vi è, inoltre riserva di regolamentazione comunale di dettaglio, altrimenti l’istituto, così delicaato, non è immediatamente applicabile.
Se per uno strano gioco di rimandi e simmetrie fosse ancora Suo padre a questo punto ancora vivente il concessionario, si potrebbe “rischiare” con l’istituto della benemerenza di cui all’art. 93 comma 2 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285. Attenzione però: per accedere alle benemerenze è prevista una procedura di garanzia piuttosto complessa e strutturata (proprio per evitare abusi e distorcimenti come la compravendita occulta di tombe e diritti d’uso ad esse attinenti) vi è, inoltre riserva di regolamentazione comunale di dettaglio, altrimenti l’istituto, così delicato, non è immediatamente applicabile.
antonio il 14/06/2019 alle 18:26 scrive:
Le ceneri di due coniugi possono essere mescolate e collocate in un’unica urna? L’urna verrebbe conservata in casa, a cura dei figli. Grazie.
necroforo il 16/06/2019 alle 10:40 scrive:
ipotesi affascinante, non priva di qualche suggestione tardoromantica e sin anche evangelica: “[…] e i due saranno una carne sola”, così almeno il Gesù dei Vangeli a proposito dell’istituto del matrimonio. Insomma non osi separare l’uomo ciò che DIO ha unito!
Purtroppo (forse!) per La Legge Italiana (Art. 343 R.D. n. 1265/1934 e soprattutto art. 80 comma 2 del Regolamento Statale di Polizia Mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) questa soluzione è contra legem e, quindi, impraticabile.
Le ceneri di ciascun defunto, per il principio dell’individualità della sepoltura, debbono esser racchiuse in una ed una sola urna cineraria, appositamente sigillata e recante all’esterno gli estremi anagrafici del de cuius.
L’unica forma di conservazione in perpetuo delle ceneri in modo sì promiscuo, ma anonimo, massivo ed indistinto è pur sempre costituita dal cinerario comune (Art. 80 comma 6 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 di cui ogni cimitero deve necessariamente disporre, ma questa destinazione ultima ed irreversibile, per certi versi simile ad una dispersione, seppur intra moenia, contrasterebbe con la richiesta di affido famigliare delle due urne, per l’attuazione del quale si opera rinvio alla legislazione regionale o alla regolamentazione comunale in materia di domiciliazione delle ceneri provenienti da cremazione, per gli aspetti di dettaglio.
Laura il 12/04/2019 alle 13:19 scrive:
Buongiorno, avrei bisogno un’informazione.
È possibile interrare un’urna con ceneri, nella stessa tomba con una bara?
Una figlia ha richiesto questo nel testamento, di essere sepolta nella tomba con la madre. Il sindaco ha negato l’autorizzazione dicendo che leggi nazionali lo vietano. Io questa legge non la trovo… Mi può aiutare? Grazie mille
necroforo il 13/04/2019 alle 11:14 scrive:
addirittura avete scomodato il Sindaco, quale leader maximo del Comune per una semplice autorizzazione amministrativa seppur di rigetto o diniego? Sarebbe bastato un provvedimento ad hoc, debitamente motivato, del dirigente di settore ex art. 107 comma 3 lett. f) D.LGs n. 267/2000.
IN realtà. molto dipende della legislazione regionale in tema di polizia mortuaria alcune Regioni (es. la Lombardia) vietano espressamente questa possibilità, non annoverandola nel numerus clausus delle legittime destinazioni per le ceneri, altre Regioni sono più permissive e si rifanno integralmente al dettato della Legge Nazionale 30 marzo 2001 n. 130, purtroppo oggi sempre più da considerarsi nelle sue varie e contraddittorie declinazioni ragionali.
SI applichi o meno questo disposto della Legge n. 130/2001 la parte predominante della dottrina ritiene impraticabile l’ipotesi di interrare un’urna cineraria assieme ad un feretro in campo comune, per il principio della singolarità e tracciabilità della sepoltura, seppur a sistema di inumazione. L’unica soluzione è concedere ex capo XVIII D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 – recante l’approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria, un’apposita area, un campetto di terra all’uopo dedicato dove seppellire ad una ad una le urne cinerarie.
Si pone, poi un ulteriore problema: nell’inumazione è proibito immettere nel ciclo a rotazione dei campi di terra materiali non biodegradabili (art. 75 D.P.R. n. 285/1990) e le urne, invece debbono risultare resistenti, sigillate ed infrangibili (Cfr. Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 e soprattutto il più recente D.M. 1 luglio 2002 emanato proprio ai sensi dell’art. 5 comma 2 Legge n. 130/2001. Se, per ottemperare al sullodato art. 75 D.P.R. n. 285/1990 l’urna fosse invece realizzata in modo da decomporsi al contatto con il terreno, il suo pietoso contenuto si spargerebbe nella nuda terra, così, nel tempo avremmo una sorta di velata dispersione delle ceneri, la quale presentando profili di natura penale richiederebbe una procedura autorizzativa aggravata, con competenza a questo punto dell’Ufficiale di Stato Civile, necessaria al pari dello spargimento delle ceneri all’esterno del sacro recinto cimiteriale o nel c.d. giardino delle rimembranze interno al camposanto di riferimento.
C’è però un probabile escamotage su cui vale la pena di sviluppare una piccola e maliziosa riflessione: se nulla osta a livello di regolamento municipale perché non ricavare nel copritomba apposto sulla fossa della madre un piccolo pozzetto ipogeo con tutte le caratteristiche tecniche della tumulazione, in cui deporre l’urna cineraria per il rimanente tempo di sepoltura legale? Avremmo così un simbolico ricongiungimento nella stessa sepoltura di madre e figlia, senza lambiccarci troppo le meningi sulle dirette conseguenze, spesso non attentamente ponderate, del diretto interro delle urne cinerarie.
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