Source: http://www.tradingonlinefree.it/d-l-semplificazione-confermato-taglio-di-1-130-posti-di-dirigenti-12289.html
Timestamp: 2019-03-23 08:37:30+00:00
Document Index: 60027413

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art 36', 'art.9', 'art.3', 'art.10', 'art.7', 'art. 25']

Iniziamo con il considerare le funzioni e responsabilità del dirigente scolastico. Egli è preposto al corretto ed efficace funzionamento delle istituzioni, agendo nel contesto normativo delineato con gli articoli del D.P.R.275/1999 e rapportandosi con soggetti esterni, in qualità di legale rappresentante della scuola; esercita compiti autonomi di direzione, coordinamento e gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, portandone la responsabilità in ordine ai risultati (legge n.59/1997, art. 21, comma 16). Non occorre dilungarci sulla complessità e specificità della funzione del dirigente scolastico, qual è stabilita nel D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165. Occorre, però, non sottovalutare il fatto che, con l’attribuzione della personalità giuridica, nonché per effetto del trasferimento di quasi tutte le competenze relative alla gestione del personale dal Ministero verso le istituzioni scolastiche), il Dirigente scolastico è soggetto legittimato alla stipula dei contratti; in quanto legale rappresentante della scuola, è su lui che ricade una serie di connessi oneri e responsabilità connesse. Il d.s., nell’ambito della sua normale attività, è chiamato a stipulare «atti di natura contrattuale», da quelli per l’assunzione del personale a quelli per l’acquisizione dei beni e dei servizi necessari per la realizzazione del POF e per il buon funzionamento della scuola. Nei confronti del personale scolastico, il d.s. è datore di lavoro. L’art 36 del D.Lgs. 29/93 prevede che «L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro…»; da ciò deriva che il dirigente scolastico – fatte salve tutte le procedure selettive previste da leggi, regolamenti, ordinanze e circolari applicative varie, nell’ambito della gestione del rapporto di lavoro con il personale previsto annualmente dalle tabelle organiche – procede alla stipula ed alla sottoscrizione, congiuntamente all’avente diritto, di contratti per: assunzione di personale di ruolo (contratto a tempo indeterminato), previa individuazione da parte dell’Ufficio scolastico regionale; assunzione di personale non di ruolo per l’intero anno scolastico (ossia fino al 31 agosto), e di personale non di ruolo fino al termine dell’attività didattica, e/o delle lezioni, previa individuazione da parte dell’Ufficio scolastico regionale; assunzione di personale non di ruolo per il tempo necessario alla sostituzione del personale assente, che egli stesso individua scorrendo le graduatorie di istituto.
Come titolare delle relazioni sindacali interne, il d.s. rappresenta la parte pubblica datoriale nella contrattazione integrativa a livello d’Istituto, con riferimento, ad es., a: – utilizzazione del personale e articolazione dell’orario di servizio in rapporto al POF; – ripartizione del salario accessorio retribuito con il Fondo di Istituto; – individuazione del personale da designare (e conseguente attribuzione dei compensi); – attuazione delle norme per la sicurezza sul posto di lavoro.
Il coinvolgimento degli enti e delle associazioni della locale realtà economica e culturale, nelle scelte educative della scuola, è stabilito negli artt. 138 –139 del D.lgs. 31 marzo 1998 n.112 e nell’art.9 Commi 1 e 2 del D.P.R. 8.3.1999 n.275: “Le istituzioni scolastiche… realizzano ampliamenti dell’offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali.. I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni e, coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali, in favore della popolazione giovanile e degli adulti…. “. Nella fase preliminare dell’elaborazione del POF, le funzioni del d.s. nel coinvolgere la comunità locale sono espressamente previste: “Il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio” (art.3 del D.P.R.n.275/1999). La procedura d’elaborazione del POF è compito del capo d’istituto d’intesa con il Collegio dei docenti e col Consiglio d’Istituto. Ai sensi dell’art.10, D.lgs. 14 aprile 1994 n.297, il Consiglio d’Istituto è l’organo elettivo rappresentativo di tutte le componenti della comunità scolastica; i genitori degli studenti vi sono adeguatamente rappresentati (come pure lo sono nella Giunta esecutiva). Ecco alcune delle sue funzioni di gestione e indirizzo generale: definisce le scelte generali di gestione e amministrazione della scuola; adotta il POF.; approva gli accordi con altre scuole; adotta il regolamento interno dell’istituto; delibera l’acquisto, la conservazione e il rinnovo delle attrezzature tecnico scientifiche e dei sussidi didattici; adatta il calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali; delibera su iniziative concernenti educazione alla salute e prevenzione delle tossicodipendenze; – stabilisce i criteri di funzionamento dei servizi amministrativi; – valuta le iniziative riservate agli alunni, quali ad es, concorsi a premi e distribuzione borse di studio. Al Collegio dei docenti, organo sovrano in materia educativa e didattica, il d.s. presenta il Programma annuale (gli obiettivi didattici e amministrativi della scuola), per l’approvazione. All’inizio dì ogni anno scolastico, il d.s. predispone altresì il «Piano annuale delle attività e degli impegni del personale docente» (le attività d’insegnamento e quelle funzionali all’insegnamento), e ugualmente lo sottopone alla delibera del Collegio, nel quadro della programmazione dell’azione educativa. In questa materia, il D.P.R. 275/1999 ha avviato un processo innovativo: prima dell’avvento dell’autonomia scolastica era il Ministro dell’istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, a disporre i programmi di insegnamento. Le scuole secondarie di secondo grado hanno il potere di effettuare, con riferimento ai piani di studio e alle Indicazioni nazionali, la programmazione curricolare e di stabilire, tenuto conto delle richieste degli studenti e loro famiglie, i contenuti delle quota del curricolo ad essi riservata, complementare della quota nazionale; la quota dei piani di studio rimessa alle singole istituzioni scolastiche varia, a seconda dell’ordine di studi e del grado delle classi, dal 20 al 40% del monte ore complessivo. Mantenendo inalterato il monte ore annuale complessivo, le singole istituzioni scolastiche possono modificare il quadro orario mediante lo spostamento di alcune ore da una disciplina ad un’altra; ciò (ed è questo in cuore dell’Autonomia) al fine di caratterizzare la propria identità culturale e didattica anche in funzione delle istanze del territorio di riferimento. Quanto rilevanti siano le funzioni del Collegio dei docenti si può desumere dal testo dell’art.7 del D.lgs 16 aprile 1994, n. 297: “…2) Il Collegio dei docenti: a) ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto. In particolare cura la programmazione dell’azione educativa…. Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente; b) formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal Consiglio di circolo o d’istituto; c) delibera, ai fini della valutazione degli alunni e unitamente per tutte le classi, la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi; d) valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica; e) provvede all’adozione dei libri di testo, sentiti i consigli di interclasse o di classe e… alla scelta dei sussidi didattici; f) adotta o promuove nell’ambito delle proprie competenze iniziative di sperimentazione…; g) promuove iniziative di aggiornamento dei docenti del circolo o istituto; … i) elegge i suoi rappresentanti nel Consiglio di circolo o istituto; l) elegge, nel suo seno, i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio del personale docente; m) programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap; n) nelle scuole dell’obbligo che accolgono alunni figli di lavoratori stranieri residenti in Italia e di lavoratori italiani emigrati adotta le iniziative previste dagli articoli 115 e 116; o) esamina, allo scopo di individuare i mezzi per ogni possibile recupero, i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe e sentiti gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola con compiti medico, socio-psico-pedagogici e di orientamento; p) esprime al direttore didattico o al preside parere in ordine alla sospensione dal servizio e alla sospensione cautelare del personale docente quando ricorrano ragioni di particolare urgenza.. ; q) esprime parere, per gli aspetti didattici, in ordine alle iniziative dirette alla educazione della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze….”.
Tralasciamo, per brevità, di esporre le conseguenze, anche queste rilevanti, dell’assetto del personale A.T.A., eventualmente arbitrariamente stabilito; né possiamo soffermarci sull’importanza della figura del direttore dei servizi generali ed amministrativi (funzione, anche questa, su cui interverrebbe il mal augurato accorpamento) che sovrintende – con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati -, ai servizi generali dell’istituzione scolastica, coordinando il personale (art. 25, comma 5, del D.lgs n. 165/2001).
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