Source: http://legislazionetecnica.it/4094913/prd/punto-della-giurisprudenza/il-principio-rotazione-degli-affidamenti-e-degli-inviti-nei
Timestamp: 2019-04-25 01:58:54+00:00
Document Index: 130430974

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 164', 'art. 36', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 36', 'art. 83', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 164', 'art. 36', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 57', 'sentenza ']

Il principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti nei contratti pubblici sotto soglia | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW4142
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IL PRINCIPIO DI ROTAZIONE NEGLI AFFIDAMENTI SOTTO SOGLIA
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Tra i principi comuni applicabili in tema di contratti pubblici al di sotto della soglia comunitaria, l’art. 36 del D. Leg.vo 50/2016, comma 1, richiama in particolare il principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti. A tale proposito, la Delib. ANAC 206/2018 (Linee guida ANAC n. 4 in
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La rotazione non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al merca
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Il principio di rotazione comporta, di norma, il divieto di invito a procedure dirette all’assegnazione di un appalto, nei confronti:
- del contraente uscente;
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Si riporta di seguito uno schema grafico riepilogativo concernente l’applicazione del principio di rotazione degli a
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LA GIURISPRUDENZA SUL PRINCIPIO DI ROTAZIONE
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Cogenza del principio
Il principio si configura come strumento idoneo a perseguire l’effettività del principio di concorrenza, ed &
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Principio di rotazione negli inviti
Il principio di rotazione contemplato nell'art. 36 del D. Leg.vo 50/2016, comma 1, si riferisce propriamente agli “inviti”, in tal modo volendo col
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Invito all’affidatario uscente e motivazione
Coerentemente con la disciplina sopra esposta, la giurisprudenza amministrativa afferma dunque che la stazione appaltante non deve invitare e/o deve escludere dalla gara l’affidatario uscente.
Alternativamente, la stazione appaltante può invitare e/o ammettere l’affidatario uscente motivando puntualmente le ragioni per le quali ritiene di non poter prescindere dall’invito e/o dall’ammissione (C. Stato 03/04/2018, n. 2079).
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Necessità di valutazione caso per caso
La possibilità di restringere la cerchia degli operatori economici da invitarsi ad una procedura ad evidenza pubblica in base alla te
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Irrilevanza del tipo di procedura utilizzata per l’affidamento precedente
Il principio di rotazione trova fondamento nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al
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Mancato invito all’aggiudicatario uscente e pretese di quest’ultimo
Di converso, per effetto del principio di rotazione, l’impresa che in precedenza abbia svolto un determinato servizio non ha più alcuna possibilità di vantare una legittima pretesa ad essere invitata ad una nuova proce
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Mancato rispetto del principio e scorrimento della graduatoria
La mancata motivazione della stazione appaltante, in ordine all’eccezionale possibilità di invitare o meno al
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Disapplicazione occasionale
Il principio di rotazione degli operatori economici non ha un valore precettivo assoluto essendo funzionale ad assicurare un certo avvicendamento delle imprese
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Principio di rotazione nei contratti pubblici di concessione
Il principio della rotazione degli inviti e degli affidamenti deve ritenersi implicitamente richiamato giusto il disposto dell’art. 164 del D. Leg.vo 50/2016, comma 2, , il quale prevede l’applicabilità anche alle concessioni delle previsioni del titolo II del medesim
1. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione alle gare - Contratti sotto soglia comunitaria - Principio di rotazione - Ratio e finalità - Nuova procedura di affidamento di tipo ristretto o negoziato - Invito al precedente affidatario - Carattere eccezionale - Modalità del precedente affidamento - Irrilevanza. 2. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione alle gare - Contratti sotto soglia comunitaria - Principio di rotazione - Effetti - Invito al precedente affidatario - Obbligo di specifica motivazione della stazione appaltante - Sussistenza. 3. Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione alle gare - Contratti sotto soglia comunitaria - Principio di rotazione - Applicabilità - Presupposti - Identità anche parziale della prestazione principale - Rilevanza. 4. Appalti e contratti pubblici - Criteri di aggiudicazione dell’appalto - Servizi e forniture con caratteristiche standardizzate - Criterio del minor prezzo - Applicabilità - Servizi ad alta intensità di manodopera - Servizi di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo - Diversità ontologica.
1. Il principio di rotazione trova fondamento nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente - la cui posizione di vantaggio deriva dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento e non invece dalle modalità di affidamento, di tipo “aperto”, “ristretto” o “negoziato” - soprattutto nei mercati in cui il numero di operatori economici attivi non è elevato. Pertanto, anche al fine di dissuadere le pratiche di affidamenti senza gara – tanto più ove ripetuti nel tempo – che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese e di favorire, per contro, la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei, il principio in questione comporta, in linea generale, che ove la procedura prescelta per il nuovo affidamento sia di tipo ristretto o “chiuso” (recte, negoziato), l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale. Rileva quindi il fatto oggettivo del precedente affidamento in favore di un determinato operatore economico, non anche la circostanza che questo fosse scaturito da una procedura di tipo aperto o di altra natura.
2. Per effetto del principio di rotazione l’impresa che in precedenza ha svolto un determinato servizio non ha più alcuna possibilità di vantare una legittima pretesa ad essere invitata ad una nuova procedura di gara per l’affidamento di un contratto pubblico di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, né di risultare aggiudicataria del relativo affidamento. Per l’effetto, ove la stazione appaltante intenda comunque procedere all’invito del precedente affidatario, dovrà puntualmente motivare tale decisione, facendo in particolare riferimento al numero (eventualmente) ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero al peculiare oggetto ed alle caratteristiche del mercato di riferimento.
3. Se è corretto affermare che l’applicazione del disposto di cui all’art. 36, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016, proprio perché volta a tutelare la dimensione temporale della concorrenza, logicamente presuppone una specifica situazione di continuità degli affidamenti, tale per cui un determinato servizio, una volta raggiunta la scadenza contrattuale, potrebbe essere ciclicamente affidato mediante un nuova gara allo stesso operatore; ciò non implica però che i diversi affidamenti debbano essere ognuno l’esatta “fotocopia” degli altri. Ciò che conta è l’identità (e continuità), nel corso del tempo, della prestazione principale o comunque - nel caso in cui non sia possibile individuare una chiara prevalenza delle diverse prestazioni dedotte in rapporto (tanto più se aventi contenuto tra loro non omogeneo) - che i successivi affidamenti abbiano comunque ad oggetto, in tutto o parte, queste ultime.
4. Per i contratti con caratteristiche standardizzate non vi è alcuna ragione né utilità di far luogo ad un’autonoma valutazione e valorizzazione degli elementi non meramente economici delle offerte, poiché queste, proprio perché strettamente assoggettati allo standard, devono assolutamente coincidere tra le varie imprese. In tale ottica la tipologia di cui alla lett. b), dell'art. 95, comma 4, del D. Leg.vo 50/2016 attiene ad un’ipotesi ontologicamente del tutto differente sia dall’appalto “ad alta intensità di manodopera” di cui alla lett. a), dell’art. 95, comma 3, del D. Leg.vo 50/2016, che concerne prestazioni comunque tecnicamente fungibili; e sia da quelli caratterizzati da “notevole contenuto tecnologico” o di “carattere innovativo” di cui alla lett. c), dell’art. 95, comma 4, del D. Leg.vo 50/2016, attinenti tipicamente a prestazioni di contenuto evolutivo.
1. Appalti e contratti pubblici - Gare - Affidamenti sotto soglia - Principio di rotazione - Non comporta esclusione dei semplici partecipanti a precedenti selezioni. 2. Appalti e contratti pubblici - Gare - Affidamenti sotto soglia - Principio di rotazione - Esclusione dell’affidatario uscente - Non obbligatorietà anche nelle procedure negoziate - Condizioni. 3. Appalti e contratti pubblici - Gare - Requisiti di capacità tecnica ed economica - Iscrizione alla Camera di commercio - Corrispondenza con l’oggetto dell’appalto - Va valutata in maniera complessiva e non atomistica rispetto alle singole prestazioni - Conseguenze.
1. Il principio di rotazione contemplato nell'art. 36 del D. Leg.vo 50/2016, comma 1, si riferisce propriamente agli “inviti”, in tal modo volendo collocare la rotazione già nella fase in cui l'amministrazione si rivolge al mercato per delineare, eventualmente, la successiva competizione tra gli operatori interessati all'affidamento. Tuttavia, non è corretto affermare che non debbono essere ammessi al successivo invito anche gli operatori già partecipanti alle precedenti selezioni, ancorché non aggiudicatari, poiché in tal modo si porrebbero sullo stesso piano i precedenti aggiudicatari e i precedenti concorrenti. Viceversa, la rotazione dovrebbe preferibilmente assicurare proprio l'alternanza degli affidamenti e non delle mere occasioni di partecipazione alla selezione
2. Il principio di rotazione non può essere trasformato in una non codificata causa di esclusione dalla partecipazione alle gare. Allorquando la stazione appaltante non sceglie i soggetti da invitare ma apre al mercato anche nelle procedure negoziate, dando possibilità a chiunque di candidarsi a presentare un’offerta senza determinare limitazioni in ordine al numero di operatori economici ammessi alla procedura, ha per ciò stesso rispettato il principio di rotazione che non significa escludere chi ha in precedenza lavorato correttamente con un’amministrazione, ma significa non favorirlo. In altri termini, ove l’amministrazione ricorra a strumenti di impulso al mercato, come avvisi pubblici per manifestazione di interesse, l’esclusione del gestore uscente non può tradursi in una irragionevole limitazione della concorrenza. Allorquando, proprio all’esito di una apertura totale al mercato, la stazione appaltante si trovi con un numero esiguo di soggetti interessati, l’esclusione del gestore uscente non è una scelta automatica e obbligata.
3. Nell’impostazione dell’art. 83 del D. Leg.vo 50/2016, commi 1, lettera a) e 3), l’iscrizione camerale assurge a requisito di idoneità professionale, anteposto ai più specifici requisiti attestanti la capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria dei partecipanti alla gara, di cui alle successive lettere b) e c) del medesimo comma. Utilità sostanziale della certificazione camerale è quindi quella di filtrare l’ingresso in gara dei soli concorrenti forniti di una professionalità coerente con le prestazioni oggetto dell’affidamento pubblico. Da tale ratio si deve desumere la necessità di una congruenza contenutistica, tendenzialmente completa, tra le risultanze descrittive della professionalità dell’impresa, come riportate nell'iscrizione alla Camera di commercio, e l’oggetto del contratto d'appalto, evincibile dal complesso di prestazioni in esso previste; e ciò in quanto l’oggetto sociale viene inteso come la “misura” della capacità di agire della persona giuridica, la quale può validamente acquisire diritti ed assumere obblighi solo per le attività comprese nello stesso, come riportate nel certificato camerale. Tuttavia, detta corrispondenza contenutistica - tra risultanze descrittive del certificato camerale e oggetto del contratto d'appalto - non deve tradursi in una perfetta ed assoluta sovrapponibilità tra tutte le componenti dei due termini di riferimento, ma che la stessa vada appurata secondo un criterio di rispondenza alla finalità di verifica della richiesta idoneità professionale, e quindi in virtù di una considerazione non già atomistica e frazionata, bensì globale e complessiva delle prestazioni dedotte in contratto.
1. Appalti e contratti pubblici - Contratti sotto soglia - Principio di rotazione - Finalità. 2. Appalti e contratti pubblici - Contratti sotto soglia - Art. 36, comma 2, lett. b), D. Leg.vo 50/2016 - Principio di rotazione - Illegittimità dell’invito non motivato dell’appaltatore uscente.
1. Il principio di rotazione si concretizza nell'obbligo per le stazioni appaltanti di non invitare il gestore uscente, nelle gare di lavori, servizi e forniture negli appalti c.d. “sotto soglia”, al fine di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Ed infatti tale principio è volto a tutelare le esigenze della concorrenza in un settore, quello degli appalti sotto soglia, nel quale è maggiore il rischio del consolidarsi, ancor più a livello locale, di posizioni di rendita anticoncorrenziale da parte di singoli operatori del settore risultati in precedenza aggiudicatari della fornitura o del servizio.
2. Nell’ambito di una procedura sotto soglia comunitaria con modalità negoziata, come prevista dall’art. 36, D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (comma 2, lett. b), in applicazione del principio di rotazione la Stazione appaltante deve escludere dal proseguimento della gara il gestore uscente, ovvero, in alternativa, invitarlo o ammetterlo motivando puntualmente le ragioni per le quali ritenga di non poter prescindere dall’invito.
L’art. 36 del D. Leg.vo 50/2016 (comma 2, lettera b), nel prevedere nei contratti sotto soglia il rispetto, fra gli altri criteri, di un criterio “di rotazione degli inviti”, non pone un divieto assoluto di invito del gestore uscente, non assurgendo il principio di rotazione a regola inderogabile. Ciò sulla base di orientamenti giurisprudenziali secondo cui ove il procedimento per l'individuazione del contraente si sia svolto in maniera essenzialmente e realisticamente concorrenziale, con invito a partecipare alla gara rivolto a più imprese, ivi compresa l'affidataria uscente, e risultino rispettati sia il principio di trasparenza che quello di imparzialità nella valutazione delle offerte, può dirsi sostanzialmente attuato il principio di rotazione, che non ha una valenza precettiva assoluta, per le stazioni appaltanti, nel senso di vietare, sempre e comunque, l'aggiudicazione all'affidatario del servizio uscente. Al riguardo non rilevano in senso contrario le Linee Guida di ANAC n. 4 approvate con Delibera 26/10/2016, n. 1097 secondo le quali “la stazione appaltante è tenuta al rispetto del principio di rotazione degli inviti, al fine di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei e di evitare il consolidarsi di rapporti esclusivi con alcune imprese. Pertanto, l’invito all’affidatario uscente ha carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento”, trattandosi di un atto avente natura amministrativa e meramente interpretativa della superiore norma di legge.
2. La possibilità di restringere la cerchia degli operatori economici da invitarsi ad una procedura ad evidenza pubblica in base alla territorialità degli operatori stessi va risolta caso per caso, alla luce delle concrete caratteristiche della prestazione oggetto di gara. Pertanto, qualora ad esempio si tratti di prestazioni incontestabilmente riferite ad un ben preciso territorio e/o sussistano motivate esigenze che le prestazioni vengano fornite entro un arco temporale ristretto e circoscritto, con conseguente esigenza che gli operatori incaricati abbiano la propria sede in un’area geografica non troppo distante dalla sede di esecuzione dell’appalto, non appare contestabile la scelta dell’amministrazione aggiudicatrice.
1. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti sotto soglia - Principio di rotazione - Ratio - Invito all’affidatario uscente - Riveste carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato - Fattispecie. 2. Appalti e contratti pubblici - Affidamenti sotto soglia - Contratti di concessione - Principio di rotazione - Si applica.
1. La disposizione di cui all’art. 36 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, in base alla quale l’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’art. 35 avvengono nel rispetto “del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese” deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da invitare a presentare le offerte e trova fondamento nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Pertanto, al fine di scoraggiare le pratiche di affidamenti senza gara ripetuti nel tempo che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese, e di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei, il principio di rotazione comporta in linea generale che l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento. (Nella fattispecie, i giudici hanno ritenuto che l’invito ad un numero di operatori economici - sette - maggiore di quello minimo - 5 - previsto dall’art. 36, 2 comma, lettera b), del D. Leg.vo 50/2016, escludesse la possibilità dir avvisare, nella fattispecie, l’ipotesi della presenza di un numero ridotto di operatori sul mercato.)
2. Il principio della rotazione degli inviti e degli affidamenti deve ritenersi implicitamente richiamato giusto il disposto dell’art. 164, comma 2, del D. Leg.vo 50/2016, il quale prevede l’applicabilità anche alle concessioni delle previsioni del titolo II del medesimo D. Leg.vo 50/2016 e quindi anche dell’art. 36, sulla base di una valutazione di compatibilità. A favore di tale orientamento depone anche l’art. 30, 1 comma, del D. Leg.vo 50/2016, attraverso il riferimento più generale da questo operato al principio di libera concorrenza, di cui il principio di rotazione costituisce espressione.
Appalti e contratti pubblici - Gare - Affidamenti sotto soglia comunitaria - Principio di rotazione - Cogenza.
Va affermato il carattere cogente del principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia, così come coniato dall’art. 36 del D. Leg.vo 50/2016, non richiede che esso sia necessariamente richiamato dalla disciplina di lex specialis di gara. Il principio assume particolare rilievo nelle procedure sotto soglia, in quanto nei contratti sotto soglia è la regola e non l’eccezione, e si configura come strumento idoneo a perseguire l’effettività del principio di concorrenza.
Appalti e contratti pubblici - Procedura di affidamento - Invito gestore uscente - Mera facoltà - Obbligo di motivazione - Precisazioni.
In materia di contratti pubblici la stazione appaltante non ha alcun obbligo di invitare alla procedura di gara per l'affidamento di un servizio il gestore uscente ma semplicemente una facoltà, in applicazione del principio di massima partecipazione. Il mancato invito del gestore uscente trova un fondamento nel principio di rotazione, con la conseguenza che tale scelta non deve essere espressamente motivata, dovendosi, invece, motivare il caso in cui tale operatore economico venga comunque invitato.
Sent. TAR. Lazio Roma 11/03/2016, n. 3119
1. La carenza dei requisiti generali in capo ad una o più delle consorziate indicate nell’offerta determina l’esclusione dalla gara non potendo la stazione appaltante limitarsi a precludere l’esecuzione del servizio alle consorziate prive di tali requisiti, ovvero chiedere alla società ricorrente di revocare la dichiarazione presentata in sede di offerta, nella parte in cui essa dichiara di concorrere anche per conto delle predette consorziate. Ciò in considerazione del fatto che essendo l’affidabilità morale un requisito ineludibile e specifico per ogni singolo esecutore, la carenza di tale requisito in capo alle imprese consorziate indicate come esecutrici dell’appalto non può non comportare l’esclusione del consorzio stabile. Non rileva che la procedura in esame sia stata indetta ai sensi dell’art. 30 comma 1, del codice degli appalti posto che il terzo comma di tale articolo prevede espressamente che la scelta del concessionario deve avvenire nel rispetto dei principi relativi ai contratti pubblici, tra i quali figurano senz’altro i requisiti generali di partecipazione.
2. Il mancato invito al precedente gestore ad una gara informale ai sensi dell'art. 30 del D. Leg.vo 163/2006 per l'affidamento di una concessione di servizi (nella fattispecie del servizio di rimozione veicoli in sosta di intralcio e/o pericolo in Roma), non può trovare giustificazione nell’avvenuta applicazione del principio di rotazione degli operatori economici, richiamato dall’art. 57, comma 6, del codice degli appalti. La sentenza ha motivato che tale principio non ha un valore precettivo assoluto essendo funzionale ad assicurare un certo avvicendamento delle imprese affidatarie. Ne consegue che l'episodica disapplicazione di questo principio non rende illegittima una gara già espletata, una volta che questa si sia conclusa con l’aggiudicazione in favore di un soggetto già in precedenza invitato a simili selezioni, ovvero già affidatario del servizio. Inoltre, in assenza di situazioni particolari (ad esempio in caso di precedenti inadempimenti contrattuali), tale principio non può essere invocato sic et simpliciter per escludere un concorrente che chieda di essere invitato a partecipare ad una procedura negoziata, dovendo prevalere su di esso il principio di massima concorrenza.
Codice appalti, la Commissione Ue apre una procedura d’infrazione da Il Sole 24 Ore