Source: http://www.medicinenaturali.net/leggi_ita_salute.htm
Timestamp: 2013-06-19 19:43:23+00:00
Document Index: 143282904

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 348', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 348']

ed in PUBBLICO il CULTO (LA PRATICA), PURCHE� NON
DIRITTO dell�INDIVIDUO e interesse della Collettivit�
NESSUNO PUO� ESSERE OBBLIGATO ad un determinato
LA LEGGE NON PUO� IN
avvenire nel RISPETTO della dignit� e della
LIBERTA� della PERSONA UMANA. (Legge
TUTTI i Cittadini (anche quelli non vaccinati) sono uguali davanti alla Legge... E� COMPITO della Repubblica RIMUOVERE gli OSTACOLI di ordine economico e sociale che, LIMITANDO di fatto la LIBERTA� e l�UGUAGLIANZA dei Cittadini, IMPEDISCONO il PIENO SVILUPPO della PERSONA UMANA...... (Art.
La scuola � APERTA a TUTTI (non solo ai
L�istruzione inferiore impartita per almeno 8 anni �
allontanati dalla scuola dell�obbligo...
Italiano; questo � semplicemente vergognoso e
personalit� e l�art. 3 della Costituzione che prevede
...l�uguaglianza dei cittadini rispetto alle leggi e
...l�obbligo dello stato a rimuovere gli ostacoli che
limitano di fatto la libert� e l�uguaglianza del
Un grande pensatore ha detto: " Nella
vita � meglio essere nessuno e fare qualcosa, che essere
Cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit� e la propria scelta,
unattivit� od una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della
della collettivit�...
Ministero della Sanit� � lorganismo preposto dallo Stato per lorganizzazione
� legata alla Comunit� Europea; questa emana delle disposizioni alle quali gli stati
materia di Sanit� vi sono per esempio, delle disposizioni riguardanti la Prevenzione e
sanitaria del cittadino e delle comunit�. 8)
scienze matematiche, chimiche, fisiche e NATURALI (perci� anche la Medicina
capacit� logica, astrattiva e deduttiva sia una mentalit� scientifica nei modi di
affrontare i problemi attraverso un rapporto costruttivo e dinamico con la realt�
formalizzazione del pensiero. Lalunno sar� cosi avviato ad una comprensione delle
interazioni fra sapere matematico, scientifico e societ� umana, che lo preparer� ad
primario la consapevolezza dei fattori PERSONALI e comunitari che condizionano la sanit�
fisico, psichica e ambientale, nonch� dei MODI IDONEI per Tutelare e Promuoverla.
Chiunque intenda realizzare iniziative di educazione sanitaria... � tenuto a darne
notizia al Ministero della sanit�.
sanitaria sia affidato esclusivamente ai medici allopati; questo � importante per la
della Costituzione dice: Larte e la scienza sono libere e libero �
questo perch� lindirizzo della UE � quello di permettere a tutti i cittadini
facenti parte della comunit� di ogni paese membro, la Libert� di Scelta Terapeutica e
perch� auspichiamo che anche le autorit� Italiane, preposte alla Tutela della salute
dellIndividuo e di quella collettiva, inizino ad applicare ci� che la legge prevede
gi� da parecchi anni e che ha trovato inadempiente fino ad oggi, lo stesso Ministero e
Ministro della Sanit�.
funzione di tutto ci�, possiamo affermare che la Medicina Biologica o Naturale entra a
dellUmanit�. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sull�art. 32 della Costituzione, ecco la sentenza intelligente di un Giudice Italiano: E� forse la prima volta in Italia che un giudice, il dr. Guido Stanzani del Tribunale di Modena, nel pronunciare un decreto in materia tutelare, ritiene di ribadire che �tutte le norme costituzionali, e l�art. 32 � fra queste, che consacrano i diritti primari sono imperative e di immediata operativit� ed applicabilit� senza che occorra, a questi fini, intervento alcuno del legislatore ordinario�. Lo ha affermato nell�accogliere l�istanza di una donna, ora deceduta, affetta da una patologia neurologica, la quale, attraverso il marito da lei nominato amministratore di sostegno, aveva espresso la volont� di non essere sottoposta ad eventuale tracheotomia, allo scopo di essere mantenuta in vita. �Si tratta di un diritto, come la Cassazione ha lucidamente precisato � ha proseguito il giudice - che � e resta assoluto� perch� improntato alla sovrana esigenza di rispetto dell�individuo e dell�insieme delle convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche che ne improntano le determinazioni�. Tratto da:
2. In singoli casi il medico pu�, sotto la sua diretta responsabilit� e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un'indicazione o una via di somministrazione o una modalita' di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti dell'applicazione dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, qualora il medico stesso ritenga, in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia gi� approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalit� di somministrazione e purch� tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale.
"...qualora il medico stesso ritenga, in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia gi� approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalit� di somministrazione e purch� tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale "
Anche la Cassazione...Salva la libert� terapeutica del medico
La Cassazione (Sentenza n.301/2001, Sezione IV) ribadisce il principio della libert� terapeutica del medico. Secondo quanto stabilito: "e' corretto valorizzare l'autonomia del medico nelle scelte terapeutiche, perch� l'arte medica - mancando per sua natura di protocolli scientifici a base matematica - spesso prospetta diverse pratiche o soluzioni che l'esperienza ha dimostrato efficaci, da scegliere con attenta valutazione di una quantit� di varianti che solo il medico pu� apprezzare; tale valore di libert� nelle scelte terapeutiche non pu� essere compresso, pena la degradazione del medico a semplice burocrate; la scelta del medico non pu� essere avventata n� fondata su semplici esperienze personali. Una volta effettuata la scelta, il medico deve restare vigile osservatore dell'evolversi della situazione, in modo da poter intervenire immediatamente in caso di urgenza, qualora capisca che la scelta fatta non era quella appropriata; quando tutto ci� sia stato realizzato, il medico non pu� rispondere di un eventuale insuccesso; il giudice, per valutare la correttezza della scelta terapeutica operata dal medico e l'eventuale imperizia del suo operato, deve operare un giudizio "ex ante", collocandosi cio� mentalmente nel momento in cui il medico viene chiamato a operare la scelta e considerando anche la consistenza scientifica di questa".
Ma allora... se esiste una legge, ...se anche la Cassazione si � espressa per la libert� terapeutica del medico...
perch� TUTTI si ostinano ad ignorare questi FATTI, giudici compresi....? e perseguitano i
SIMONCINI (di Roma) E' STATO RADIATO dall'Ordine dei medici ???
I difensori dell'imputata: chiedono l'assoluzione perch� il fatto non sussiste.
A seguito di rituale opposizione a decreto penale di condanna, la nominata in intestazione - con decreto di citazione del GIP di Bolzano di data 10.07.2004 regolarmente notificato all'imputata e ai difensori - veniva tratta a giudizio davanti a questo Giudice per rispondere del reato in rubrica indicato. All'udienza del 19.11.2004, preliminarmente revocato il decreto penale di condanna, il giudice dichiarava aperto il dibattimento esperendo l'istruttoria dibattimentale mediante l'esame dei testi dell'accusa, A.P. e A.F., funzionari dell'Ufficio tecnico della prevenzione del Servizio igiene sanit� pubblica e di R.F., G.A. e C.P., soggetti che si erano avvalsi della consulenza dell'imputata.
lettera del Ministero della Salute di data 10 gennaio 2002; messaggio telefax dell'Ordine degli odontoiatri di data 21 dicembre 2001; circolare del Ministero della Salute di data 7 novembre 1995; comunicazione dell'Ordine Nazionale dei biologi di data 19 dicembre 2001; relazione peritale del dott. V.F.; titoli e attestati di (XX); dichiarazione di data 20 ottobre 2004 della Societ� Italiana Medicina Omeopatica; copia delle disposizioni del dott. Giudice, sulle circostanze della qualificazione del prodotto omeopatico.
In data 18 dicembre 2001 gli Ispettori d'igiene A.P. e A.F. si recavano presso lo studio della (XX) al fine di accertare quale genere di attivit� professionale fosse ivi svolta. Al piano terreno dello studio era affissa una targa pubblicitaria recante l'indicazione "(XX) consulente Scientifico". Nella sala d'aspetto dello stesso era presente R.F., mentre successivamente usciva dal colloquio avuto con l'imputata (XX). Nel corso del sopralluogo effettuato all'interno del locale adibito a studio, veniva notata la sola presenza di un apparecchio iridoscopico. Il personale operante procedeva infine all'acquisizione di alcune schede relative a persone assistite dall'imputata, in particolare tali M.Z. e la neonata E.A.
A seguito di ulteriori accertamenti � emerso che la (XX) era priva di qualsivoglia titolo medico, non essendo nemmeno iscritta all'Ordine dei medici e odontoiatri della Provincia Autonoma di Bolzano ovvero all'Ordine dei Biologi. Essa era peraltro in possesso di un diploma di medicina biologica ottenuto negli U.S.A., del quale non aveva peraltro mai richiesto l'equipollenza ai sensi della normativa italiana e di attestati relativi alla partecipazione a numerosi seminari di omeopatia.
Dall'analisi del contenuto delle dichiarazioni testimoniali, tutte concordi sui punti salienti del fatto, emerge come fosse noto a tutti i clienti la circostanza che la (XX) non era medico, non essendosi peraltro la stessa mai qualificata come tale, n� verbalmente, n� tantomeno sulla documentazione cartacea utilizzata durante l'espletamento della sua attivit� professionale. L'attivit� della (XX) iniziava con un colloquio, vertente sulle abitudini di vita dei clienti, proseguiva con la lettura dell'iride tramite uno speciale strumento e si concludeva con la somministrazione di una serie di consigli, relativi al modo migliore di regolare la propria vita e all'assunzione di prodotti omeopatici, acquistabili in farmacia o erboristeria. Il suo intervento non era peraltro alternativo alla medicina "ufficiale" e nemmeno invasivo di diagnosi effettuate dai medici personali dei suoi assistiti.
R.F. ha riferito, in particolare, di essersi rivolta alla (XX) per la risoluzione di problemi legati a sintomi di nausea e vomito, dei quali soffriva in stato di gravidanza e di problemi inerenti a disturbi ginecologici. La teste aggiungeva che l'attivit� della (XX) si risolveva nell'espletazione di un colloquio personale, poi nella visione dell'iride e infine nel consigliare l'assunzione di prodotti omeopatici di natura imprecisata.
G.A. ha riferito di essersi rivolto alla (XX) per ottenere informazioni sugli effetti delle vaccinazioni obbligatorie, poich� interessato alla vicenda in relazione alle condizioni della figlia di tenera et� E.A.; a tal fine la (XX) si limitava a suggerirgli di consultare il sito internet
M.G., ha riferito di essersi rivolta alla (XX) perch� soffriva di psoriasi. La teste aggiungeva che l'attivit� della (XX) si risolveva nell'espletazione di un colloquio personale, relativo alla sua vita, alla famiglia e al lavoro poi nella visione dell'iride e infine nel consigliare l'assunzione di Natrium Muriaticum CH200 e di lievito di birra.
M.Z., ha riferito di essersi rivolto alla (XX) per la soluzione di problemi legati all'insonnia e che questa dopo un iniziale colloquio nel quale poneva domande del tipo quale fosse il suo piatto preferito, quale fosse il suo rapporto con il mare, con il caff� e queste cose, lo sottoponeva ad un test, nel corso del quale gli veniva domandato di reggere in mano delle bottiglie di diverse dimensioni e peso e di mimare una resistenza con il braccio alla quale la (XX) applicava una forza. Al termine della visita l'imputata consigliava allo M.Z. l'assunzione di Coffea Cruda CH100, giacch� dalla visione dello stato dell'iride era possibile desumere una situazione di forte stress.
Cos� accertato il contenuto dell'attivit� professionale posta in essere dalla (XX), occorre stabilire se questa integri o meno il paradigma dell'illecito penale di cui all'art. 348 c.p., norma che tutela l'interesse collettivo a che determinate professioni siano esercitate soltanto da coloro i quali risultino in possesso di una speciale autorizzazione amministrativa. In definitiva all'imputata � contestato di aver abusivamente esercitato la professione medica, attraverso l'emissione di diagnosi mediche e la prescrizione di prodotti omeopatici ragion per cui, la valutazione delle sue responsabilit� va ricondotta ad una ricognizione in positivo, dell'attivit� riservata al medico ed alla successiva valutazione dell'eventuale invasione di tale campo attribuibile alla (XX), che, sola, pu� realizzare il fatto tipico punito dalla norma incriminatrice.
Orbene mancando qualsivoglia definizione legislativa dell'attivit� "omeopatica" non � possibile qualificare la stessa come pratica terapeutica tout court "non convenzionale", facendola confluire nell'alveo dell'esercizio dell'attivit� medica, per la quale � quindi richiesta l'iscrizione all'albo professionale. Soccorre a tal fine l'insegnamento costante della Suprema Corte (cfr. Cass. n. 22528/2003), la quale, nel definire le pratiche terapeutiche "non convenzionali", ne delinea i caratteri che le qualificano come attivit� medica: una diagnosi di un'alterazione organica o di un disturbo funzionale del corpo o della mente, l'individuazione dei rimedi, la somministrazione degli stessi da parte del medico. In applicazione di tali principi, si � ritenuto esercizio abusivo della professione medica il compimento in linea generale di qualsivoglia attivit� comunque riconducibile a quella caratterizzante il rapporto medico-paziente: da quella concretantesi nella formulazione di un giudizio prognostico o nella prescrizione di una terapia particolare, a quella consistente nella mera verifica di attendibilit� di una pregressa diagnosi o di una terapia in corso.
Proprio partendo da tali premesse, va desunto che l'attivit� omeopata integri gli estremi del reato d'esercizio abusivo della professione medica unicamente nell'eventualit� in cui essa si sostanzi nella diagnosi di una malattia, ovvero nella commercializzazione di prodotti o preparati medici, comunque perseguenti finalit� terapeutiche.
Orbene i detti tratti salienti dell'attivit� medica, peraltro delineati dalla stessa Pubblica Accusa nel capo d'imputazione in rubrica, come risulta dalla emergenze processuali, sono del tutto mancanti nell'attivit� professionale posta in essere dall'imputata. Nessun compimento di atto medico � riconoscibile infatti nell'attivit� svolta dalla (XX), non avendo la stessa nel corso delle proprie consulenze mai ispezionato il corpo dei propri "clienti", ne tantomeno usato strumenti invasivi o altri mezzi idonei ad effettuare analisi o misurazioni cliniche, n� emesso diagnosi o prognosi.
Per quanto riguarda poi la natura dell'apparecchio deputato alla lettura dell'iride, questo Giudicante nulla pu� osservare non rientrando le caratteristiche tecniche di questo in fatti notori conosciuti secondo la comune esperienza e non avendo la Pubblica Accusa nulla allegato e dimostrato circa il funzionamento dello strumento in questione, mentre il consulente della difesa dott. F. ha escluso che lo stesso appartenga alla categoria degli apparecchi medici in senso stretto.
Alle stesse conclusioni si deve giungere - incidenter tantum non essendo tale estremo oggetto di imputazione - in ordine all'eventuale invasione da parte dell'imputata delle competenze riservate alle scienze della psiche umana: come l'assenza di una malattia fisica distingue l'attivit� de quo da quella del medico, egualmente l'assenza di una malattia psichica la distingue dall'attivit� dello psicologo o dello psicoterapeuta.
Al primo quesito bisogna dare risposta negativa, poich� nessuna norma di diritto positivo regola, nel nostro ordinamento la medicina omeopatica e perch� i prodotti consigliati dalla (XX) sono liberamente in vendita, non occorrendo la presentazione di ricetta medica.
Anche a voler assimilare poi il prodotto omeopatico ad un prodotto medicinale non bisogna sottacere come la letteratura scientifica sia divisa sull'efficacia dei rimedi omeopatici, tant'� che l'orientamento dominante li considera alla stregua di non farmaci avuto riguardo alla quasi totale assenza di principi attivi. Questo dimostrerebbe, d'altro canto, come il rimedio omeopatico opererebbe quale "placebo di lusso" in forza di una fortissima potenzialit� suggestiva basata sulla sua diffusione internazionale e sull'apparente fondamento scientifico. Se il farmaco � un medicinale formato da molecole misurabili, le cui propriet� farmacologiche sono valutate con metodo scientifico da una previa sperimentazione, al contrario il prodotto omeopatico ha la caratteristica di non avere molecola al di sopra della nona CH, ed essendo somministrato ad alta diluizione pu� produrre un effetto regolatore solo sul piano emozionale, perch� non se ne conosce il meccanismo d'azione ma non su quello biologico.
In maniera inconferente la Pubblica Accusa si � poi richiamata all'unico precedente giurisprudenziale "apparentemente" favorevole (Cass. n. 2652/1999), nel quale l'imputato, a differenza che nel caso de quo, pur non possedendo il relativo titolo, si qualificava come "medico" omeopata, compilava ricette ed effettuava diagnosi sui pazienti. L'evoluzione scientifica e tecnologica determinano sovente la possibilit� che nuove attivit� professionali non riescano ad essere incasellate nelle professioni ufficialmente consolidate, ma ci� non pu� essere motivo per una dilatazione degli ambiti delle categorie professionali riconosciute, fino a comprendere nella riserva loro spettante, attivit� solo analoghe, complementari, parallele o ausiliarie rispetto alle professioni protette. Fatta questa necessaria distinzione e non essendo stata data prova al di l� di ogni ragionevole dubbio, che la (XX) abbia posto in essere atti tipici propri dell'attivit� medica, bisogna concludere nel senso che la sua attivit� professionale da definirsi rispetto all'ordinamento "atipica" , � tutelata e protetta dalla previsione di cui all'art. 41 Cost.
ASSOLVE ((...XX...)) dal reato a lei in rubrica ascritto perch� il fatto non sussiste.
Cos� deciso in Bolzano l'11 gennaio 2005. -
CASSAZIONE - Per la professione di Omeopata serve la laurea in medicina - 07 Ven. Sett., 2007 PRESCRIVEVA, nel suo studio, cure omeopatiche senza avere alcun titolo per farlo. La Corte di Cassazione ha precisato, nella sentenza n.34200, che questa disciplina, poich� rientra nel campo della �cura della malattia� tipico delle scienze mediche, richiede la laurea in medicina. Pertanto, chiunque eserciti queste attivit� senza aver conseguito il titolo di medico � punibile secondo l�art. 348 c.p. (esercizio abusivo dell'attivit� medica). Nel caso esaminato dalla Sesta Sezione Penale, l'omeopata era stato assolto dalla Corte d'Appello di Bologna.
farmacologici forzati (TSO), che cercano di diffondere le notizie taciute dalla stampa sulla dannosit� della maggior parte delle terapie della
medicina ufficiale, sulla tossicit� dei farmaci di sintesi chimica.
Che si battono per dare dignit� alle terapie "non convenzionali", agli approcci dietetici e igienisti;
Che si battono per dare spazio alla prevenzione primaria (che come tale � a costo zero) e ad una corretta informazione che non sia succube degli interessi delle
Che si battono contro la vivisezione e contro ogni sperimentazione sugli animali, sia perch� eticamente inaccettabile, sia perch� incapace di dare informazioni utili per l'uomo
Lo scopo della rete libera WEB � di mettere in contatto tutte queste isolette del vasto arcipelago di opposizione ai dogmi imperanti della pseudo-scienza e della pseudo-ricerca medica, di collettivizzare saperi e tecniche di opposizione alle imposizioni autoritarie, di creare iniziative congiunte a sostegno delle lotte di ogni singolo gruppo.