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Timestamp: 2018-10-16 00:55:57+00:00
Document Index: 63146778

Matched Legal Cases: ['art. 540', 'art. 540', 'sentenza ', 'art. 540', 'art. 556', 'art. 540', 'art. 581', 'art. 581', 'art. 584', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 581', 'art. 553', 'art. 540', 'art. 553', 'art. 570', 'art. 540']

DIRITTO DI ABITAZIONE SPETTANTE AL CONIUGE SUPERSTITE: È PRELEGATO DEL DIRITTO DI ABITAZIONE - PDF
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1 DIRITTO DI ABITAZIONE SPETTANTE AL CONIUGE SUPERSTITE: È PRELEGATO DEL DIRITTO DI ABITAZIONE Tribunale di Cuneo, 17 febbraio 2010, n. 100 Alberto Serpico L art. 540, comma II, c.c., dispone che al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti d abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Secondo la migliore Dottrina (G. Capozzi, Successioni e Donazioni, Giuffrè, I, 284 ss., 1983), t ali diritti rappresentano propriamente dei prelegati ex lege che l art. 540, c.c. ha considerato come un aggiunta alla quota di piena proprietà già riservata al coniuge. I compilatori hanno voluto, cioè, attribuire al legato in questione funzione di porzione aggiunta non solo qualitativa (garantire al coniuge il godimento della casa familiare arredata), ma anche quantitativa. Solo se la disponibile non è sufficiente, i diritti in esame potranno gravare sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli. 1 / 7
2 Ne consegue che al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni, quale prelegato, che, in prededuzione, grava sulla porzione c.d. disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per la parte eccedente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli. Concorde con tale ricostruzione dell istituto è la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, la quale, con sentenza 4329/2000, ha stabilito che: In tema di successione necessaria, la disposizione di cui all'art. 540 comma 2 cod. civ. determina un incremento quantitativo della quota contemplata in favore del coniuge, in quanto i diritti di abitazione e di uso (quindi, il loro valore capitale) si sommano alla quota riservata al coniuge in proprietà. Posto che la norma stabilisce che i diritti di abitazione e di uso gravano, in primo luogo, la disponibile, ciò significa che, come prima operazione si deve calcolare la disponibile sul patrimonio relitto, ai sensi dell'art. 556 cod. civ. e, per conseguenza, determinare la quota di riserva. Calcolata poi la quota del coniuge nella successione necessaria, in base a quanto stabiliscono gli artt. 540 comma 1, 542 e 543 comma 1 cod. civ., alla quota di riserva così ricavata si devono aggiungere i diritti di abitazione e di uso in concreto, il cui valore viene a gravare la disponibile (sempre che la disponibile sia capiente). Se la disponibile non è sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano, anzitutto, sulla quota di riserva del coniuge, che viene ad essere diminuita della misura proporzionale a colmare l'incapienza della disponibile. Se neppure la quota di riserva del coniuge risulta sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano sulla riserva dei figli (o degli altri legittimari). Tale pronuncia di legittimità smentisce altra e diversa interpretazione del sistema normativo in esame, pur formulata in Dottrina ed in più datata Giurisprudenza, volta al fine di attribuire al coniuge superstite detti diritti reali in aggiunta a quanto spettategli a titolo di successione ab intestato. 2 / 7
3 Tribunale di Cuneo, 17 febbraio 2010, n. 100 (Giudice G.P.MACAGNO) Omissis MOTIVI DELLA DECISIONE Sussiste controversia tra le parti in merito alle modalità di vendita dell immobile sito in Cuneo, - omissis -, appartenente all asse ereditario, di cui esaurisce quasi totalmente l attivo. E in particolare dibattuta tra le parti la questione della natura del diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei relativi arredi, che il coniuge superstite F. S. reclama a titolo di prelegato, oltre la quota prevista dalle regole in materia di successione necessaria. La risposta offerta dalla giurisprudenza è articolata e prende le mosse dalla constatazione della differenza di disciplina tra successione legittima e necessaria. 3 / 7
4 In tema di successione necessaria la disposizione di cui all'art. 540 comma 2 c.c., avente ad oggetto la riserva a favore del coniuge superstite dei diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, determina un incremento quantitativo della quota in favore del coniuge stesso, sommandosi i diritti di abitazione e di uso (e, quindi, il loro valore capitale) alla quota riservata al coniuge. Nel caso di successione legittima, invece, gli art. 581 e 582 c.c. non contemplano, in favore del coniuge superstite, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano. La conseguenza non è peraltro l esclusione di tali diritti ma un trattamento differente, nel senso che, sotto il profilo del valore della quota da assegnare al coniuge superstite, essi non potranno comunque comportare un incremento della quota ex lege determinata (Cass. 6 aprile 2000, n. 4329; Trib. Roma, 26 maggio 2003; Trib. Palermo sez. II 21 gennaio 2008; App. Milano, sez. II, 21 gennaio 2009, n. 168). Tale interpretazione è stata ritenuta corretta dalla Corte costituzionale, la quale ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 581 c.c., nella parte in cui non prevede che a favore del coniuge superstite, anche quando concorra con altri chiamati, siano riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni, in relazione all'art. 584 c.c. il quale invece, attraverso l'espresso richiamo dell'art. 540 comma 2 c.c., stabiliva tale riserva a favore del coniuge putativo (cfr. Corte cost. ord. 5 maggio 1988 n. 527). La Corte ha motivato la sua pronuncia osservando che la questione sollevata era basata su una errata interpretazione della norma impugnata in quanto, contrariamente all'assunto del giudice a quo, nella successione ab intestato il diritto di abitazione della casa coniugale, nonché il diritto di uso sui mobili che la corredano, sono comunque attribuiti al coniuge nella sua qualità di legittimario; la Corte ha tuttavia precisato che l'omesso richiamo dell'art. 540 comma 2 c.c. da parte dell'art. 581 c.c. è frutto di una scelta consapevole del legislatore volta ad escludere non già che i diritti di abitazione e di uso siano ricompresi nella quota del coniuge superstite, bensì che tali diritti siano attribuiti al coniuge autonomamente e si cumulino pertanto con la quota riconosciutagli dallo stesso articolo nelle ipotesi di successione ab intestato. In altri termini, in caso di successione legittima, non potendo trovare applicazione gli istituti della «riserva» e della «disponibile», i diritti di abitazione e di uso, pur spettando al coniuge superstite, costituiscono una mera indicazione di beni che concorrono a formare la sua quota ex lege: ne consegue, evidentemente, che i diritti in esame non si aggiungono ma devono essere compresi nella quota di eredità di pertinenza del coniuge (cfr. Trib. Roma, 26 maggio 2003, cit.). 4 / 7
5 Al coniuge superstite F. S., in quanto erede legittimo, devono riconoscersi i diritti di abitazione e di uso, attribuiti come legato in conto e quindi conteggiati nella quota di eredità intestata in sede di divisione. Tale soluzione non può peraltro prescindere dal principio fondamentale, statuito dall art. 553 c.c., in forza del quale colui che succede ab intestato, se appartiene alla categoria dei legittimari, non può ottenere meno di quanto la legge gli garantisca quale quota di riserva e pertanto quanto osservato potrà valere esclusivamente se, nel caso concreto, la quota dei 2/3 del patrimonio ereditario, spettante ab intestato alla sig.ra F., comprensiva dei diritti di abitazione e d uso, dovesse risultare inferiore alla quota di riserva ex art. 540 secondo comma c.c., pari ad ½ del patrimonio ereditario oltre i diritti di abitazione ed uso. In caso contrario, si dovrà fare ricorso al rimedio offerto dall art. 553 c.c., a scapito delle porzioni che spetterebbero ai non legittimari (essendo evidentemente inammissibile una riduzione delle quote riservate agli altri legittimari). Va riservata la definitiva assegnazione secondo i criteri ora esposti, essendo preliminare la liquidazione del patrimonio ereditario nel suo cespite indivisibile. Ai fini che ora interessano, risulta ad ogni modo incontestabile che l'attribuzione dei diritti di abitazione e di uso costituisca comunque un legato "ex lege" in favore del coniuge fatta salva la differenza di computo dipendente dalla capienza o meno della quota di eredità nei termini appena esposti. Ne consegue che deve ordinarsi, ai sensi degli art. 570 c.p.c. e ss. la vendita senza incanto dell immobile in oggetto, gravato dal diritto di abitazione, a prezzo decurtato in corrispondenza del valore di tale diritto e con espressa previsione di tale circostanza nel provvedimento di vendita, riservando a separato provvedimento, previa convocazione del CTU per la necessaria attualizzazione dei valori, la determinazione delle modalità attuative della vendita. Spese al definitivo. P. Q. M. 5 / 7
6 Il Tribunale, non definitivamente pronunciando; respinta ogni diversa domanda, eccezione e deduzione, visti gli artt. 788 secondo comma e 570 ss. c.p.c. DISPONE la vendita senza incanto dell immobile sito in Comune di Cuneo - omissis -, così censito: Catasto fabbricati, Comune di Cuneo, - omissis -, gravato dal diritto di abitazione, a prezzo decurtato in corrispondenza del valore di tale diritto e con espressa previsione di tale circostanza nel provvedimento di vendita; RISERVA a separato provvedimento, previa convocazione del CTU per la necessaria attualizzazione dei valori, la determinazione delle modalità attuative della vendita. Spese al definitivo. Cuneo, li IL GIUDICE 6 / 7
7 Dott. Gian Paolo MACAGNO 7 / 7
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