Source: https://gianamax.wordpress.com/2016/02/11/limu-e-legittima/
Timestamp: 2017-11-20 19:20:38+00:00
Document Index: 157173805

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 37', 'art.13', 'art. 53', 'art. 42', 'sentenza ']

L’IMU E’ ILLEGITTIMA? | IL BLOG DI GIANAMAX
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Pochissimi i media che hanno dato adeguato risalto ad una notizia potenzialmente dirompente per i nostri Comuni: la Corte Tributaria Provinciale di Massa Carrara, con l’ordinanza ordinanza n. 219 del 19 marzo 2015, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge istitutiva dell’imposta unica sugli immobili (IMU- Imposta Municipale Unica), in relazione agli artt. 53 e 42 della Costituzione (vedere qui, qui).
In risposta ad un ricorso di un cittadino, che aveva visto respingere dal Comune le proprie istanze per il rimborso dell’IMU pagata per gli anni 2012 e 2013, la CTP di Massa Carrara ha ritenuto l’eccezione “non manifestamente infondata”, con conseguente remissione degli atti alla Corte Costituzionale.
L’ordinanza di remissione ha messo in luce, innanzitutto, il contrasto con il principio di capacità contributiva sancito dall’articolo art. 53 Cost., essendo l’IMU dovuta “indipendentemente dalla percezione di un reddito da parte del proprietario del bene. Il soggetto passivo è, cioè, tenuto al pagamento dell’imposta anche se privo di reddito, o se percettore di un reddito non sufficiente alla copertura dell’imposta: evenienze non improbabili, specie in tempi di recessione economica e di contrazione delle offerte di lavoro”;
Questa incapacità contributiva si tradurrebbe nella costrizione del soggetto passivo ad accettare soluzioni estreme, quali la svendita del bene o la ricerca di finanziamenti capestro per fronte all’obbligazione tributaria oppure a spogliarsi definitivamente del bene rinunziandovi a favore dell’ente comunale. Da qui il contrasto anche con l’art. 42 della Costituzione, in quanto l’IMU costituirebbe un insormontabile ostacolo al mantenimento del diritto di proprietà del bene, da destinare ad abitazione principale.
Considerato che l’IMU costituisce una delle principali voci di entrata nella gran parte dei bilanci comunali, appare evidente che la dichiarazione di illegittimità di tale tributo potrebbe comportare effetti gravissimi sia per la predisposizione dei bilanci futuri sia, forse, anche per il pregresso (lo potrebbe stabilire, nel caso, la stessa Consulta nella sua pronuncia).
Sono note da tempo purtroppo ai cittadini queste prassi troppo spesso adottate dai nostri legislatori locali e nazionali fin troppo diffuse: approvare norme al limite della legalità e della legittimità costituzionale, applicarle ai cittadini a prescindere dal pieno riscontro sulla loro piena correttezza, costringere i cittadini ed i territori a rivolgersi alle sedi di tribunale per esigere il rispetto dei loro diritti; creare cul di sac procedurali irrisolvibili, se non con gravi danni per la collettività o per gli Enti o per i cittadini.
E’ stata depositata presso il Comune di Jesi l’interpellanza sotto riportata per sollevare la problematica, valutare già da subito quali potrebbero essere i risvolti della vicenda, permettere eventualmente di conoscere quali azioni gli Enti locali e quelli sovraordinati possono adottare al fine di affrontare e risolvere comunque i dubbi di legittimità costituzionale, introducendo ad esempio strumenti per adattare il calcolo dell’imposta alle reali condizioni personali, alla capacità contributiva secondo criteri di progressività.
In particolare, viene richiesto al Sindaco:
1) se è a conoscenza della situazione sopra esposta e del contenzioso pendente in Corte Costituzionale relativo alla Imposta Municipale sugli Unica;
2) a quanto ammonta il gettito dell’IMU per il Comune di Jesi, per ogni anno da quando è stata adottata;
3) se è a conoscenza di quali possono essere per l’Ente le ripercussioni di un’eventuale sentenza della Consulta che confermi le criticità sollevate dalla Corte Tributaria Provinciale di Massa Carrara;
4) quali iniziative ha messo in campo o intendere mettere in campo per evitare eventuali gravi conseguenze per il Comune;
5) se ritiene possibile, anche in via precauzionale, adottare modalità di calcolo dell’imposta in questione introducendo strumenti per adattarla alle reali condizioni personali, come meglio dettagliato in premessa;
6) se intende sollevare richiesta di chiarimenti agli Enti sovraordinati al fine di verificare se l’Ente comunale possa o debba adottare particolari azioni in via precauzionale, in attesa degli esiti della Corte Costituzionale.
Jesi, 11 febbraio 2016
Interpellanza a risposta orale – ex art. 37 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio
OGGETTO: Legittimità dell’IMU.
l’IMU è stata introdotta in “anticipazione sperimentale” dall’ Art.13 del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n.201; il d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 (artt. 7, 8 e 9), ne ha stabilito la vigenza dal 2014 per gli immobili diversi dall’abitazione principale;
la Legge di Stabilità 2014, n. 147, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2013 ha introdotto una nuova Imposta Unica Comunale (Iuc) che si articola in tre componenti: Imu, che continua ad essere disciplinata dall’art.13 del D.L.201/2011, Tari e Tasi;
la Legge di Stabilità 2016 ha confermato l’imposta, seppur con alcune differenti possibilità di esenzione e riduzione;
presupposto dell’imposta è il mero possesso dei beni immobili assoggettati. L’Imu è dovuta dai contribuenti per anni solari, proporzionalmente alla quota di possesso dell’immobile e in relazione ai mesi dell’anno per i quali il bene è stato posseduto;
la Commissione Tributaria Provinciale di Massa Carrara, con ordinanza n. 219 del 19 marzo 2015, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge istitutiva dell’imposta unica sugli immobili (IMU), in relazione agli artt. 53 e 42 della Costituzione;
l’eccezione di incostituzionalità è stata formulata da un cittadino che ha visto respingere dal Comune le proprie istanze per il rimborso dell’IMU pagata per gli anni 2012 e 2013. L’adita CTP di Massa ha ritenuto l’eccezione “non manifestamente infondata”, con conseguente remissione degli atti alla Corte costituzionale. L’ordinanza di remissione ha messo in luce, innanzitutto, il contrasto con il principio di capacità contributiva sancito dall’articolo art. 53 Cost., essendo l’IMU dovuta “indipendentemente dalla percezione di un reddito da parte del proprietario del bene. Il soggetto passivo è, cioè, tenuto al pagamento dell’imposta anche se privo di reddito, o se percettore di un reddito non sufficiente alla copertura dell’imposta: evenienze non improbabili, specie in tempi di recessione economica e di contrazione delle offerte di lavoro”;
questa incapacità contributiva si tradurrebbe nella costrizione del soggetto passivo ad accettare soluzioni estreme, quali la svendita del bene o la ricerca di finanziamenti capestro per fronte all’obbligazione tributaria oppure a spogliarsi definitivamente del bene rinunziandovi a favore dell’ente comunale. Da qui il contrasto anche con l’art. 42 della Costituzione, in quanto l’IMU costituirebbe un insormontabile ostacolo al mantenimento del diritto di proprietà del bene, da destinare ad abitazione principale;
diversi giuristi ritengono fondata la necessità di una radicale rivisitazione dell’IMU al fine di orientarla alla piena attuazione del principio costituzionale della capacità contributiva, in modo da avere carattere progressivo e correlata con l’espressione più autentica di ricchezza;
a tal fine, sarebbe necessario sommare tutti i valori patrimoniali per ciascun soggetto passivo ed applicare una rettifica, in diminuzione, della base imponibile in funzione del reddito complessivo dichiarato nell’annualità di imposta precedente. Questo meccanismo permetterebbe di premiare la fedeltà fiscale e di penalizzare l’evasione pregressa, abbandonando il criterio di imposizione solamente di tipo “reale” ed introdurre la componente della “personalità” che considera altri parametri di natura personale o familiare, accordando ad esempio attenuazioni, esenzioni o maggiorazioni che tengano conto di elementi personali o familiari relativi agli immobili, quali, ad esempio, la loro destinazione urbanistica, la loro funzione economica o la condizione economica generale del contribuente e della sua famiglia.
Infatti, una normativa sulla imposizione immobiliare che sia equa e costituzionalmente compatibile non può non considerare la condizione della famiglia e delle sue esigenze primarie, allo scopo di adattare la tassazione con modalità ad assetto variabile, secondo le diversità riscontrabili, che vanno dal numero dei componenti della famiglia rispetto alla superficie dell’immobile, alla ricchezza ed al reddito complessivi, o al tenore di vita espresso dallo speso metro;
3) se è a conoscenza di quali possono essere per l’Ente le ripercussioni di un’ eventuale sentenza della Consulta che confermi le criticità sollevate dalla Corte Tributaria Provinciale di Massa Carrara;
Si richiede l’iscrizione della presente interpellanza all’OdG del possimo Consiglio Comunale.
Jesi, 8 febbraio 2016