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Timestamp: 2020-06-06 06:42:26+00:00
Document Index: 107549354

Matched Legal Cases: ['art.658', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5']

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Messaggioda Tr3.Devil » 31/03/2011, 20:36
1. I campi di gioco possono essere sia terreni privati che demaniali; se si tratta di terreni privati è sufficiente (e necessario) fare firmare, dal proprietario del terreno (anche se si tratta di uno dei giocatori stessi), una autorizzazione all'utilizzo del campo per l'attività che vi si deve svolgere. Tale permesso potrà essere così esibito in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine. Se si tratta invece di terreno demaniale deve essere il Comune a fornire la suddetta autorizzazione. Ci si può quindi recare presso gli uffici del Comune per richiedere o l'autorizzazione all'utilizzo di un determinato terreno, o l'assegnazione di un terreno su cui possano svolgersi le attività.
2. Una volta ottenuta l'autorizzazione all'utilizzo del campo per svolgere in piena regolarità le partite di softair è necessario:
Avvertire con qualche giorno di anticipo (tramite fax o portando direttamente la comunicazione), le forze dell'ordine (Comando di Polizia o Carabinieri), informandole della data in cui avranno luogo le attività, nonché del relativo trasporto delle ASG (importante soprattutto quando si intende giocare molto lontano dal proprio luogo di residenza).
Affiggere ai bordi del campo dei cartelli ben visibili che attestino lo svolgimento della partita. In questo modo si eviterà di mettere in allarme i passanti (che ignari potrebbero anche avvisare le forze dell'ordine, innestando un "procurato allarme" art.658 CP), e si eviterà che qualcuno acceda al campo di gioco sprovvisto delle necessarie protezioni (occhiali).
«Per giocattoli ha inoltre precisato la Cassazione, «devono intendersi non solo gli oggetti prodotti per l'infanzia ma anche tutti quelli che abbiano come funzione naturale quella di essere destinati al divertimento, ivi compresi quelli relativi alle attività ludiche degli adulti, di tal che il tappo rosso destinato a distinguere le armi giocattolo da quelle vere va apposto anche ai modelli non destinati ai bambini».
La Cassazione Pen. sez. II,05/05/1993, n°4594 ha deliberato che "il semplice uso o porto fuori dalla propria abitazione di un giocattolo riproducente un'arma privo del tappo rosso assume rilevanza penale solo se mediante esso si realizzi un reato del quale l'uso o il porto di un'arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante, dovendosi in tali casi ritenere la sussistenza del reato o dell'aggravante, ancorché si tratti di arma giocattolo. A carico, invece, di coloro che portino fuori dalla loro abitazione giocattoli riproducenti armi sprovvisti di tappo rosso non è più configurabile, per il semplice uso o porto, responsabilità penale, neppure in relazione agli art. n°4 e 7 della L 895 del 1967, modificati dagli art. 12 e 14 legge 497 del 1974, o allo art. 4 legge n.110 del 1975".
La Cass. Pen., sez. I, 04/12/1992,n° 11640: "A seguito dell'entrata in vigore della legge 21 febbraio 1990 n°36,non è più configurabile, a carico di coloro che portino fuori della propria abitazione armi giocattolo sprovviste di tappo rosso, responsabilità penale per semplice uso e porto, neppure in relazione agli art. 4 e 7 legge 2 ottobre 1967, modificati dagli art. 12 e 14 legge 14 ottobre 1974 n. 497, o all'art. 4 legge 18 aprile 1975 n.110".
Infine la Cass. pen., sez. I, 05/05/1992, n° 1141: "La disposizione del comma sesto dell' art. 5 della legge n. 110/75, come sostituito dall 'art. 2 della legge n° 36 del 1990, individua,attraverso le condotte tipiche, i destinatari del precetto penalmente sanzionato nei soli fabbricanti e in coloro che pongono in commercio le armi giocattolo non rispondenti ai requisiti richiesti dalla legge. Ne consegue che l' inosservanza delle prescrizioni imposte integra reato proprio, non applicabile a persone diverse da quelle indicate, mentre non configura ipotesi di reato il semplice porto di arma giocattolo, a norma del settimo comma dello stesso art. 5".
La legge ci permetterebbe quindi di trasportare le nostre ASG senza il tappo rosso e la volata colorata di rosso....ma...il fatto che ciò non costituisca un reato punibile non implica quello che si potrebbero comunque passare dei guai.
Un agente di controllo (Poliziotto, Carabiniere) che sconosca o interpreti in maniera differente tale normativa potrebbe comunque procedere al sequestro della nostra ASG ed alla denuncia del trasportatore. Anche se questo non comporterebbe poi nessuna condanna penale, potremmo aver così rovinato una piacevole domenica di gioco .
Ciò a cui si riduce la discussione è un fatto di buon senso: dovremmo sempre trasportare le nostre repliche con il tappo rosso con cui ci vengono fornite all'acquisto, magari tenendole ben riposte nella loro custodia, invece che esposte come trofei sul lunotto posteriore.
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