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Timestamp: 2018-11-13 20:56:30+00:00
Document Index: 36187318

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 315', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 336', 'art. 337', 'art. 254', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 316']

Scuola di specializzazione per le professioni legali Primo anno: DIRITTO PROCESSUALE DI FAMIGLIA FISCIANO 14-16/5/2014. Laura Landi. avv. - PDF
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Gerardo Casati
1 Scuola di specializzazione per le professioni legali Primo anno: DIRITTO PROCESSUALE DI FAMIGLIA FISCIANO 14-16/5/2014 Laura Landi
2 Il testo approvato definitivamente dalla Camera il 27 NOVEMBRE 2012 È DIVENTATO LEGGE N. 219 DEL Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali Pubblicata in G.U. IL N. 293 Entrata in vigore l
3 DECRETO LEGISLATIVO N. 154 DEL 28 DICEMBRE 2013 Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell art. 2 della L n. 219 (G.U. n. 5 del in vigore dal 7 febbraio 2014)
4 Esaminiamo di seguito le modifiche al c.c. introdotte dal D.Lsg n 154 Ove per motivi sistematici richiameremo l attenzione su qualche introduzione effettuata dalla L. 219, viene indicato
5 Art 147 c.c. Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l obbligo di mantenere, istruire, educare ed assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall art. 315 bis
6 Diritti e doveri del figlio (L. 219/12) Art 315 bis c.c. Ex art. 148 c.c. Il figlio ha il dovere di essere mantenuto, educato, istruito ed assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa. Art. 448 bis Nessun obbligo di prestare alimenti al genitore nei coi confronti è stata dichiarata la decadenza dalla responsabilità
7 Concorso nel mantenimento Art 316 bis c.c. Ex art. 148 c.c. I coniugi genitori devono adempiere l'obbligazione prevista nell'articolo precedente ai loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti legittimi o naturali, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l'inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell'obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all'altro coniuge o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione della prole. Il decreto notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L'opposizione è regolata dalle norme relative all'opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento
9 Art. 317 bis c.c.: Rapporto con gli ascendenti Gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. L ascendente al quale è impedito l esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell esclusivo interesse del minore. Si applica l art. 336 II co.
10 Art. 336 bis c.c.: Ascolto del minore l minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento è ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato nell'ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Se l'ascolto è in contrasto con l'interesse del minore, o manifestamente superfluo, il giudice non procede all'adempimento dandone atto con provvedimento motivato. L'ascolto è condotto dal giudice, anche avvalendosi di esperti o di altri ausiliari. I genitori, anche quando parti processuali del procedimento, i difensori delle parti, il curatore speciale del minore, se già nominato, ed il pubblico ministero, sono ammessi a partecipare all'ascolto se autorizzati dal giudice, al quale possono proporre argomenti e temi di approfondimento prima dell'inizio dell'adempimento. Prima di procedere all'ascolto il giudice informa il minore della natura del procedimento e degli effetti dell'ascolto. Dell'adempimento è redatto processo verbale nel quale è descritto il contegno del minore, ovvero è effettuata registrazione audio video
12 Gli artt. 155 bis-sexies c.c. vengono trasposti agli art. 337 bis-octies
13 Art. 337 ter c.c.: Provvedimenti riguardo ai figli (PRIMA ART. 155) Si richiama la possibilità dell, anche d ufficio con trasmissione del provvedimento al giudice tutelare. Possibilità di modifica dell affidamento qualora il genitore non si attenga alle impartizioni del giudice
14 Art. 337 ter c.c.: Provvedimenti riguardo ai figli (PRIMA ART. 155) I genitori decidono di comune È infatti inserito questo argomento nelle decisioni di maggiore interesse (insieme all istruzione, educazione e salute)
15 Art. 337 quater c.c.: affidamento ad un solo genitore ed opposizione all affidamento condiviso (PRIMA ART. 155 BIS) Si introduce nuovamente (prima potestà) in caso di affidamento esclusivo. Salvo per le decisioni di maggior interesse.
16 Art. 337 sexies c.c.: Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza (PRIMA ART. 155 QUATER) Previsto il, in caso di esistenza di figli minori, qualora si verifichi per la mancata comunicazione della residenza all altro genitore.
17 Art. 337 octies c.c.: Poteri del giudice ed ascolto del minore (PRIMA ART. 155 SEXIES) In merito all ascolto del minore si precisa che ove vi è accordo tra i genitori sulle condizioni riguardanti i figli il giudice non procede all ascolto. Se non in contrasto con l interesse del minore o se manifestamente superfluo. È giusto???
18 Novità introdotte dalla L n 219
19 Non più figli legittimi e figli naturali Ma solo
20 Art 74: Parentela La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite Aggiunge:, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età, di cui agli articoli 291 e seguenti
21 Art Riconoscimento Il figlio nato fuori del matrimonio Può essere riconosciuto secondo le modalità dell art. 254 dalla madre e dal padre anche se già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento. Il riconoscimento può avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente
22 Età del riconosciuto Se il figlio ha compiuto i quattordici anni (prima sedici) Il riconoscimento non produce effetto senza il suo assenso.
24 Opposizione al riconoscimento qualora il consenso dell'altro genitore sia rifiutato Il genitore ricorre al giudice
25 segue Letto il ricorso Il giudice Fissa un termine per la notifica del ricorso al genitore che rifiuta il consenso a che il ricorrente riconosca Se non viene proposta opposizione entro trenta giorni dalla notifica Il giudice decide con sentenza nuovo
26 segue Se viene proposta opposizione Il giudice Dispone l audizione del minore ultradodicenne 1, e assume eventuali provvedimenti provvisori e urgenti al fine di instaurare la relazione 2, Con la sentenza che tiene luogo del consenso mancante, il giudice assume i provvedimenti opportuni in relazione all'affidamento e al mantenimento del minore ai sensi dell'articolo 315-bis e al suo cognome ai sensi dell'articolo (o anche di età inferiore, ove capace di discernimento) 2 salvo che l'opposizione non sia palesemente fondata
27 segue Il riconoscimento non può essere fatto dai genitori che non abbiano compiuto il sedicesimo anno di età salvo che il giudice li autorizzi, valutate le circostanze e avuto riguardo all'interesse del figlio (nuovo)
28 Art Autorizzazione al riconoscimento prima: «Riconoscimento di figli incestuosi» Il figlio nato da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela in linea retta all'infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinità in linea retta Prima non possono essere riconosciuti dai loro genitori, salvo che questi al tempo del concepimento ignorassero il vincolo esistente tra di loro o che sia stato dichiarato nullo il matrimonio da cui deriva l'affinità. Quando uno solo dei genitori è stato in buona fede, il riconoscimento del figlio può essere fatto solo da lui. Ora può essere riconosciuto previa autorizzazione del giudice avuto riguardo all'interesse del figlio e alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.
29 Art Effetti del riconoscimento prima ora Effetti solo nei confronti del genitore Il riconoscimento produce effetti riguardo al genitore da cui fu fatto e riguardo ai parenti di esso L'atto di riconoscimento di uno solo dei genitori non può contenere indicazioni relative all'altro genitore. l'ufficiale dello stato civile che le riproduce sui registri dello stato civile sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20 a 82. Le indicazioni stesse devono essere cancellate.
30 Art. 276.Legittimazione passiva La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi ORA In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso. Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse
31 Art. 315 Doveri del figlio verso i genitori. prima Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa Stato giuridico della filiazione ora Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico
32 Art. 315 bis Diritti e doveri del figlio Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa
33 Art. 448-bis. Cessazione per decadenza dell'avente diritto dalla potestà sui figli Il figlio, anche adottivo, e, in sua mancanza, i discendenti prossimi non sono tenuti all'adempimento dell'obbligo di prestare gli alimenti al genitore nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza dalla potestà e, per i fatti che non integrano i casi di indegnità di cui all'articolo 463, possono escluderlo dalla successione
34 La legittiamzione Sezione II Della legittimazione dei figli naturali
35 Art. 11 della riforma NEL CODICE CIVILE, LE PAROLE: «FIGLI LEGITTIMI» E «FIGLI NATURALI», OVUNQUE RICORRONO, SONO SOSTITUITE DALLA SEGUENTE:
36 DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE CIVILE
37 Art. 38 disp. Att. Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli Non più 171, 194, IIc, 250, 252, 262, 264, 316, 317bis 84, 90, 330, 332, 333, 334, 335 e 371, ultimo comma, del codice civile. Per i procedimenti di cui all'articolo 333 resta esclusa la competenza del tribunale per i minorenni nell'ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell'articolo 316 del codice civile; in tale ipotesi per tutta la durata del processo LA COMPETENZA, ANCHE PER I PROVVEDIMENTI CONTEMPLATI DALLE DISPOSIZIONI RICHIAMATE NEL PRIMO PERIODO, spetta al giudice ordinario. Sono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento dei minori si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Fermo restando quanto previsto per le azioni di stato, il tribunale competente provvede in ogni caso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, e i provvedimenti emessi sono immediatamente esecutivi, salvo che il giudice disponga diversamente. Quando il provvedimento è emesso dal tribunale per i minorenni, il reclamo si propone davanti alla sezione di corte di appello per i minorenni
38 RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE LEGGE N. 219 DEL
39 Nuovo testo dell art. 38 Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 84, 90, 330, 332, 333, 334, 335 e 371, ultimo comma, del codice civile. Per i procedimenti di cui all'articolo 333 resta esclusa la competenza del tribunale per i minorenni nell'ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell'articolo 316 del codice civile; in tale ipotesi per tutta la durata del processo la competenza, anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate nel primo periodo, spetta al giudice ordinario.
40 Secondo comma Sono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria. Nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento dei minori si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.
41 Terzo comma Fermo restando quanto previsto per le azioni di stato, il tribunale competente provvede in ogni caso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, e i provvedimenti emessi sono immediatamente esecutivi, salvo che il giudice disponga diversamente. Quando il provvedimento è emesso dal tribunale per i minorenni, il reclamo si propone davanti alla sezione di corte di appello per i minorenni (1).
42 Articolo 38 disp. att. c.c. Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli artt.: 84 autorizzazione al matrimonio del minorenne 90 assistenza del minore nella stipula di convenz. 330 decadenza dalla potestà 332 reintegra nella potestà 333 condotta pregiudizievole al figlio 334 rimozione dell amministrazione 335 riammissione all amministrazione 371 autorizzazione all eserciz dell impresa
43 Competenze espunte 171 cessazione del fondo 194 Divisione dei beni della comunione 250 Riconoscimento 252 Affidamento del figlio naturale e suo inserimento nella famiglia legittima 262 Cognome del figlio 264 Impugnazione da parte del riconosciuto 316 Esercizio della potestà dei genitori 317 bis Esercizio della potestà
44 Giudizi de potestate Dal DLgs n 145/13: «De responsablitate»
45 Art. 333 c.c. Per i procedimenti di relativi alle condotte pregiudizievoli dei genitori (Art. 333 c.c.) Se pendono giudizi separazione/divorzio o ex art. 316 c.c La competenza è attratta per connessione oggettiva innanzi al giudice ordinario.
46 Attrazione indiretta del 330 c.c In tale ipotesi (quando pendono sep/div o 316 cc) anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate nel primo periodo Cioè anche 330 Spetta al giudice ordinario