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Timestamp: 2016-10-26 04:11:18+00:00
Document Index: 110157051

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 42']

Circolare INPS n. 26 del 28.02.2008
Decreto 31/08/2007 - Facoltà di riscatto di
aspettativa per motivi di famiglia e adeguamento delle tabelle per lapplicazione
dellart. 13 della legge 12 agosto 1962 n. 1338, ai sensi dellart. 1, commi
789 e 790, della legge 27 dicembre 2007 n. 296
SOMMARIO: 1. Generalità 2. Soggetti aventi
diritto 3. Ambito di applicazione a) definizione dei gravi motivi familiari b)
documentazione 4. Individuazione del periodo riscattabile 5. Adeguamento delle
tabelle per lapplicazione dellart. 13 della legge 12 agosto 1962 n. 1338,
Lart. 1, comma 789, della legge n. 296 del 27
dicembre 2006 (finanziaria 2007) ha esteso la facoltà di riscatto dei periodi
di aspettativa per motivi di famiglia di cui allart. 4, comma 2, della legge
08 marzo 2000, n. 53 (1)anche ai periodi
antecedenti al 31 dicembre 1996
Con Decreto 31 agosto 2007, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale  Serie Generale  n. 258 del 06/11/2007 (2), il Ministro del
Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il Ministro delle Politiche
per la Famiglia e con il Ministro dellEconomia e delle Finanze ha definito le
modalità di esercizio della facoltà di riscatto di cui allart. 1, comma 789, citato e, con riferimento
ai lavoratori dipendenti, ha adeguato le tariffe per il calcolo della riserva
matematica ai fini dellapplicazione dellart. 13 della legge 12 agosto
1962, n. 1338. Il decreto entra in vigore il 21/11/2007.
operative per lapplicazione delle disposizioni di cui alloggetto.
La nuova facoltà di riscatto trova applicazione a
decorrere dall01/01/2007 e quindi per le domande presentate a partire da tale
data ancorché riferite a periodi antecedenti il 31/12/1996.
Hanno titolo ad esercitare la facoltà di riscatto i
lavoratori dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati che abbiano fruito
di periodi di aspettativa per gravi motivi di famiglia antecedenti al 31
dicembre 1996 nellambito dello svolgimento di un rapporto di lavoro
Poiché il testo normativo si riferisce esplicitamente
ai lavoratori dipendenti, laccesso al riscatto è limitato ai soggetti
in condizione attiva al momento della presentazione della domanda; restano
pertanto esclusi i già pensionati e loro superstiti allatto della richiesta
di riscatto. Resta inteso altresì che la domanda va presentata presso lordinamento
previdenziale nel quale risulta accreditata la contribuzione del periodo nel
quale si inserisce quello di aspettativa.
Quanto alle richieste di riscatto relative ad
aspettative inserite in periodi contributivi oggetto di trasferimento o
ricongiunzione definiti si fa riserva di fornire ulteriori disposizioni.
I soggetti in condizione attiva al 1° gennaio 2007, e
divenuti titolari di pensione diretta con decorrenza compresa entro la data di
entrata in vigore del decreto in esame, devono presentare la domanda di
riscatto, corredata dalla relativa documentazione, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del decreto medesimo (e quindi entro il 4/02/2008). Il
termine riveste il carattere della perentorietà.
Lambito di applicazione del decreto in esame è
delimitato dallart. 4, comma 2, della legge n. 53/2000 che ha introdotto il congedo per
gravi e documentati motivi familiari e dal successivo D.M. 21 luglio 2000, n.
278 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 11 ottobre 2000 n. 238) (3) che ha
individuato i criteri per la fruizione del congedo (art. 2) nonché la
documentazione da produrre (art. 3).
a) definizione dei gravi motivi familiari (Art. 2, comma 1, Decreto
ministeriale 21/07/2000 n. 278)
In particolare, laspettativa riscattabile dovrà
essere stata fruita per gravi motivi relativi alle situazioni personali:
dei soggetti di cui allarticolo 433 del
codice civile anche se non conviventi;
dei soggetti portatori di handicap, parenti
o affini entro il terzo grado del lavoratore, anche se non conviventi.
Per gravi motivi, ai sensi del suddetto decreto
ministeriale 21 luglio 2000, si intendono:
a) le necessità familiari derivanti dal
decesso di una delle persone sopra indicate;
b) le situazioni che comportano un impegno
particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nellassistenza
delle persone sopra richiamate;
c) le situazioni di grave disagio
personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente
d) le situazioni, riferite ai soggetti di
cui sopra a esclusione del richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
1) patologie acute o croniche
che determinano temporanea o permanente riduzione dellautonomia personale,
ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica,
infettiva, dismetabolica, post  traumatica, neurologica, neuromuscolare,
psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a
riacutizzazioni periodiche;
2) patologie acute o croniche
che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici,
3) patologie acute o croniche
che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
4) patologie dellinfanzia e
delletà evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1,
2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il
coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.
La fruizione del periodo di aspettativa per motivi
di famiglia ante 31/12/1996 deve risultare da registrazioni ufficiali quali
libro paga, libro matricola, libretto di lavoro, dichiarazioni/autorizzazioni
dellepoca, rilasciate dal datore di lavoro.
Per i medesimi periodi, i lavoratori devono comprovare
la ricorrenza dei gravi motivi come sopra definiti. A tal fine, allatto della
presentazione della domanda di riscatto, gli stessi devono produrre, con
riferimento a ciascuno dei casi indicati, la documentazione di data certa
prevista dallart. 3, commi 1, 2, e 3, del decreto 21 luglio 2000, n. 278,
Poiché trattasi di periodi remoti e per aspettative
già godute dal lavoratore, è necessario che la documentazione probatoria sia
risalente allepoca della fruizione dellaspettativa medesima (se di
formazione successiva è comunque necessario che non vi siano elementi tali da
far presumere che la stessa sia stata precostituita allo scopo di usufruire
della facoltà di riscatto), in modo da fornire la prova oggettiva che siano
stati proprio i gravi motivi familiari a giustificare la richiesta dellaspettativa
da parte del lavoratore. In via generale si esclude pertanto la possibilità di
ricorrere a dichiarazioni rilasciate ora per allora, a meno che le stesse non
provengano da enti o strutture pubbliche sulla base delle risultanze degli atti
dufficio.
I periodi ante 31/12/1996 ammessi a riscatto ai
sensi dellart. 1, comma 789,
della legge finanziaria 2007 rientrano nel limite massimo spettante a ciascun
lavoratore ai sensi dellart. 4, comma 2, della legge n. 53/2000 di due anni di congedo, continuativo
o frazionato, per gravi e documentati motivi familiari.
Ne consegue che, qualora il lavoratore abbia già
riscattato un periodo di congedo ai sensi dellart. 4, comma 2, citato o abbia
beneficiato della copertura figurativa ai sensi dellart. 42, comma 5, del decreto legislativo
27 marzo 2001, n. 151 (4) (congedo straordinario fruito da familiari di soggetti
con handicap in situazione di gravità ) il riscatto ante 31/12/1996 può essere
autorizzato solo a capienza, nel rispetto del limite massimo dei due anni nellarco
La facoltà di riscatto in esame può essere poi
esercitata solo in corrispondenza di periodi che non risultino già coperti da
altra tipologia di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, da
riscatto) nelle varie gestioni pensionistiche, nelle quali gli interessati siano
titolari di conto assicurativo.
Su tale presupposto, gli interessati dovranno attestare
ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, la scopertura contributiva del
periodo oggetto di riscatto nelle diverse gestioni assicurative.
5. ADEGUAMENTO DELLE TABELLE PER LAPPLICAZIONE
DELLART. 13 DELLA LEGGE 12/08/1962 n. 1338 PER I LAVORATORI DIPENDENTI
A decorrere dal 21 novembre 2007, data di entrata
in vigore del decreto 31 agosto 2007 in esame, le tariffe di cui al decreto
ministeriale 19 febbraio 1981 per il calcolo della riserva matematica ai fini
dellapplicazione dellart. 13 della legge 12/08/1962 n. 1338, sono adeguate
nelle misure contenute nelle tabelle allegate allo stesso decreto(5).
Per le domande presentate in data anteriore a quella di
entrata in vigore del decreto, e non ancora definite, continuano ad applicarsi
le tariffe approvate con il decreto ministeriale 19 febbraio 1981, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 13 maggio 1981 (v.
circ. n. 146 del 6/7/1981).
Per quanto attiene i lavoratori autonomi, in attesa che
venga emanato apposito decreto di adeguamento, continuano ad applicarsi le
tariffe pubblicate con decreto ministeriale 29 febbraio 1988 (v. Atti Ufficiali
marzo 1988  pag. 701).
Tanto premesso, nel ribadire che le domande di riscatto
dei periodi di aspettativa per motivi di famiglia di cui allart. 1, comma 789, delle legge n. 296/2006,
oggetto della presente Circolare, non potranno avere decorrenza anteriore al 1°
gennaio 2007, si fa presente che la definizione delle stesse dovrà avvenire
esclusivamente sulla base delle nuove tariffe, anche per le istanze presentate
antecedentemente alla data di entrata in vigore del Decreto 31 agosto 2007.
In merito allistituzione dei nuovi codici Tipo
pratica ed alle ulteriori istruzioni per consentire lacquisizione in
procedura automatizzata delle nuove domande di riscatto, si fa riserva di
successive comunicazioni.
1. Vedi Allegato n. 1
2. Vedi Allegato n. 2
3. Vedi allegato n. 3
4. I periodi di congedo ex art. 42,
comma 5, del decreto legislativo 27 marzo 2001, n. 151 rientrano nel limite
massimo spettante a ciascun lavoratore ai sensi dellarticolo 4, comma 2,
della legge 53/2000 (Circolari INPS n. 64/01; 85/02; 147/02)
5. Vedi Allegato n. 4