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Timestamp: 2018-04-19 15:38:08+00:00
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Caso Mills: il pm non ha dubbi, Berlusconi e’ colpevole | Fatto & Diritto
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Caso Mills: il pm non ha dubbi, Berlusconi e’ colpevole
MILANO, 12 FEBBRAIO ’12 – La requisitoria si concluderà di fatto nella prossima udienza, fissata per il 15, ma ieri il Pm Fabio De Pasquale ha chiaramente affermato nella sua discussione, di non avere più dubbi sulla colpevolezza dell’ex premier Silvio Berlusconi nel processo Mills (http://www.fattodiritto.it/processo-mills-berlusconi-ricusa-i-giudici/ ), per cui è accusato per aver pagato l’avvocato inglese per aver provato a corrompere dei testimoni nei processi All Iberian e per le tangenti alla GdF. Corruzioni in atti giudiziari, in termini tecnici. Secondo il P.m, Berlusconi sarebbe ‘ colpevole ogni oltre ragionevole dubbio’ per quei 600.000 euro versati a Mills e per i quali il legale inglese è già stato condannato sia in primo grado che in appello a quattro anni e sei mesi di reclusione anche se poi sopraggiunse la prescrizione del reato in Cassazione. Ed è proprio dalla Sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che parte le requisitoria di De Pasquale, ricordando come la Suprema Corte, pur dichiarando maturi i tempi della prescrizione, abbia accettato le tesi sostenute nelle prime due sentenze di merito, certificando che la corruzione in atti giudiziari ci fu.
Il magistrato cita l’art 238 bis c.p.p., spiegando che una sentenza della Cassazione ( fra l’altro pronunciata a Sezioni Unite ), ‘ è essa stessa una prova’ che, nel caso in questione, inchioda l’ex premier poiché se c’è stato un corrotto, dev’esservi un corruttore. Nel merito, De Pasquale ha illustrato le sue tesi affermando che quel ‘ mister B.’, menzionato nella lettera che Mills scrisse al chartered accountant Bob Drennan e da cui il legale inglese aveva ricevuto un ‘ regalo’ di 600.000 euro, altri non sarebbe se non Silvio Berlusconi. L’avvocato inglese, nella missiva, si diceva preoccupato perché quel ‘presente’, avrebbe potuto portagli guai con il fisco e con la giustizia. Evidentemente non si sbagliava.
“Mister B.” non potrebbe, secondo l’accusa, essere l’ex manager Finivest Paolo Bernasconi, come ventilato in un primo momento, poiché questi sarebbe innocente.
Durante la mattinata, i legali dell’ex premier, Longo e Ghedini, avevano fatto richiesta perché fossero riaperti i termini processuali e fossero ascoltati una sessantina di nuovi testi della difesa che potessero ‘dare corpo al principio dell’oralità del dibattimento’. A tali istanze, replicava il P.m sostenendo che quelle richieste erano poste al solo scopo di raggiungere la prescrizione per evitare la sentenza. Il P.m. De Pasquale commentava lapidario che quella inoltrata era ‘ una richiesta da formalismo di processo di mafia che mi riporta indietro di vent’anni’. I giudici, dopo essersi ritirati in camera di consiglio, hanno rigettato le istanze della difesa, spiegando che l’audizione di altri testi non sarebbe necessaria e andrebbe ad allungare inutilmente i tempi della sentenza. La parola è stata poi data all’accusa per la sua requisitoria.
Ghedini e Longo, che già in precedenza avevano parlato di sentenza di condanna già scritta, hanno voluto far mettere a verbale che ritengono leso il diritto alla difesa ed hanno aggiunto che stanno valutando l’ipotesi di abbandonare il mandato difensivo.
L’avvocato Mills tempo fa aveva dichiarato ai giudici di essersi inventato tutto sui soldi ricevuti da Berlusconi (http://www.fattodiritto.it/mills-si-vergogna-mi-sono-inventato-tutto/ ) e proprio per questo, il P.m De Pasquale ha detto di non capire che cosa la difesa voglia dimostrare con altre 60 testimonianze. L’accusa ha poi aggiunto che ‘ non si può abbandonare una difesa per una decisione che da torto’. Anche per il 25 è stata fissata una nuova udienza ed probabile che in essa sia pronunciata la sentenza.
D: Cosa avviene se decorrono i tempi della prescrizione?
R: In caso di intervenuta prescrizione si ha una sentenza di non doversi procedere appunto perché il reato è estinto per prescrizione, fermo restando il diritto dell’imputato ad ottenere una sentenza di assoluzione nel merito e a rinunciare alla prescrizione.
D: Cosa s’intende per diritto di difesa?
R: E’ un valore costituzionale alla base del nostro ordinamento processualpenalistico. E’ contenuto nell’art. 111 della costituzione che detta le norme di principio cui si conformano le “regole” del processo. In questo caso gli avvocati di Berlusconi lamentano la riduzione da parte dei Giudici della lista dei testimoni da loro presentati. Vi è si un diritto dell’imputato di “difendersi provando”, ma vi è anche la facoltà del Giudice di ridurre le liste testi considerati eccessive, garantendo una disciplina nello svolgimento del processo che ne garantisca anche le necessità di speditezza. Del resto il giungere ad una sentenza in un tempo breve e ragionevole è un principio di tutela dell’imputato (la prescrizione del resto difende l’imputato da questo), garantito anche da rimedi come il risarcimento per eccessiva lunghezza del processo.
D: Che cosa accade se gli avvocati, rinunciano al mandato prima che sia pronunciata una sentenza?
R: Come succedeva nei processi nei confronti dei brigatisti, che per protesta contro il sistema rifiutavano la difesa dei loro avvocati. Il Tribunale nomina un avvocato d’ufficio secondo i turni previsti dall’Ordine degli avvocati locale.
Giovanni 13 febbraio 2012 at 08:10 | Permalink
Complimento al Dott. Dattilo per l’ottimo articolo: chiaro, non schierato, lucido. Finalmente con questo sito si possono capire le cose senza che ci facciano pensare come “vogliono loro”….Grazie!
Andrea Dattilo 13 febbraio 2012 at 09:20 | Permalink
Grazie a te, spesso le agenzie di stampa sono estremamente sintetiche nel dare le notizie e vi sono aspetti ‘ di diritto’ che vanno approfonditi e spiegati meglio. Ognuno di noi poi può farsi un’opinione in base alla propria sensibilità, ma nel riportare una notizia penso che bisogna essere il più obiettivi possibile.
Grazie ancora dei complmenti!!