Source: https://www.codiceappalti.it/DPR_207_2010/Art__107_Categorie_di_opere_generali_e_specializzate_-_strutture,_impianti_e_opere_speciali/1055
Timestamp: 2018-08-14 13:16:15+00:00
Document Index: 13104796

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art.12', 'art. 59', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 59', 'art. 107', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 72', 'art.1', 'art. 37', 'art. 72', 'art. 95', 'art. 74', 'art. 72', 'art. 37', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 72', 'art. 37', 'art. 107']

Art. 107 Categorie di opere generali e specializzate - strutture, impianti e opere speciali (DPR_207/2010)
[1. Ai fini dei bandi di gara, le opere e i lavori pubblici appartengono ad una o più categorie di opere generali ovvero ad una o più categorie di opere specializzate corrispondenti alle categorie individuate nell'allegato A. Le categorie di opere generali e specializzate per le quali l'impresa ottiene l'attestazione SOA sono riportate nel certificato della camera di commercio, industria e artigianato. Le camere di commercio, industria e artigianato si coordinano con il casellario informatico di cui all'articolo 8, al fine di assicurare la correttezza dei dati certificati.
[2. Si considerano strutture, impianti e opere speciali, le opere generali e specializzate, se di importo superiore ad uno dei limiti indicati all'articolo 108, comma 3, di seguito elencate e corrispondenti alle categorie individuate nell'allegato A con l'acronimo OG o OS qui riportato:
cc) OS 34 - sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità.]
il presente comma é stato annullato dal d.P.R. 30/10/2013, in vigore dal 14/11/2013, in relazione all'allegato A, e, in particolare, alla «Tabella sintetica delle categorie»; successivamente l'articolo 3, comma 9, del decreto-legge 151/2013, in vigore dal 31/12/2013, ha disposto che le norme annullate continuano a trovare applicazione fino a nuove disposizioni regolamentari sostitutive e, in ogni caso, non oltre la data del 30/09/2014, tuttavia il decreto è decaduto per mancata conversione in legge con effetti dal 01/03/2014. Con il DM Infrastrutture del 24 aprile 2014, in vigore dal 27/04/2014, è stato individuato il seguente nuovo elenco delle strutture, impianti e opere speciali, le opere generali e specializzate per le quali trova applicazione l'articolo 37, comma 11, del D.lgs. 163/2006: OG11, OS2-A, OS2-B, OS4, OS11, OS12-A, OS13, OS14, OS18-A, OS18-B, OS21, OS25, OS30, OS32; Successivamente l’art. 12 comma 3 del DL 47/2014 come convertito dalla L 80/2014, in vigore dal 28/05/2014, ha disposto che i richiami, contenuti nelle disposizioni vigenti, al presente comma (articolo 107, comma 2), si intendono ora riferiti alle disposizioni di cui al comma 1 delll’art.12 dello stesso DL 47/2014, che definisce il seguente nuovo delle opere strutture, impianti e opere speciali OG11, OS2-A, OS2-B, OS4, OS11, OS 12-A, OS13, OS14, OS18-A, OS18-B, OS21, OS25, OS30]
INDAGINI GEOTECNICHE – REQUISITI
Nel caso in cui si debba affidare un appalto per l’esecuzione di indagini geognostiche, categoria di qualificazione OS20-B, non è legittimo richiedere, neanche come requisito di esecuzione, il possesso dell’autorizzazione ministeriale per l’esecuzione di indagini geognostiche e prove geotecniche in sito, ai sensi dell’art. 59, secondo comma, del T.U. Edilizia. Infatti, ai sensi dell’art. 7, terzo comma, del D.L. n. 83 del 2012, cosi' come modificato in sede di conversione dalla legge n. 134 del 2012, le indagini geotecniche in sito, compresi il prelievo dei campioni e le prove in sito, sono state eliminate dal novero delle attivita' per le quali è necessario il decreto ministeriale di autorizzazione. Pertanto, per l’affidamento di appalti aventi ad oggetto l’effettuazione di indagini geotecniche e di prove geotecniche in sito è sufficiente la sola attestazione SOA per la categoria OS 20-B.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla societa' C. s.n.c. – “Appalto a corpo per l’affidamento della campagna integrativa delle indagini geologiche, geognostiche e geotecniche finalizzate al monitoraggio della Caserma del Corpo Forestale dello Stato in A. (CB)” – euro 111.258,96 – S.A.: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato OO.PP. B.
QUALIFICAZIONE - PROVE GEOTECNICHE E PROVE GEOGNOSTICHE
Vi è "una chiara distinzione tra indagini geognostiche e prove geotecniche. Le prime consistono – alla luce, in particolare, di quanto stabilito dalla circolare 8 settembre 2010, n. 7619 – in indagini esplorative che si svolgono sul cantiere e che si sostanziano, in particolare, in perforazioni a rotazione per il carotaggio. Le seconde consistono – alla luce, in particolare, di quanto stabilito dalla circolare 8 settembre 2010, n. 7618 – in prove volte a stabilire la natura e la caratterizzata del suolo (ad esempio, prove di compressione, di permeabilita', di flessione, di taglio, di densita' del materiale sopra indicato, ecc.). L'art. 6.2.2. del decreto ministeriale 14 gennaio 2008 chiarisce che le prove geotecniche «devono permettere la definizione dei modelli geotecnici di sottosuolo necessari alla progettazione». La distinzione tra le due scienze si desume anche da quanto stabilito dal citato decreto ministeriale 14 gennaio 2008 che si occupa esclusivamente delle «indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica» e che chiarisce che le prove geotecniche «devono permettere la definizione dei modelli geotecnici di sottosuolo necessari alla progettazione». Puo', dunque, ritenersi che le indagini geognostiche sono «preliminari e preordinate» all'espletamento delle prove geotecniche (in questo senso si veda Cons. Stato, sez. V, 2 febbraio 2012, n. 563). In definitiva, pertanto, deve ritenersi che l'art. 59 del d.p.r. n. 380 del 2001, facendo esclusivo riferimento alle prove geotecniche, abbia escluso dal proprio campo di applicazione le indagini geognostiche per l'esercizio delle quali non è conseguentemente necessario l'ottenimento di un autonomo titolo autorizzatorio. E' sufficiente per esse, come prescritto dall'art. 107 del d.p.r. n. 207 del 2010, che l'impresa, ai fini della partecipazione ad una procedura di gara, sia in possesso della correlativa qualificazione rilasciata dai soggetti a cio' deputati. In sintesi, dunque, la diversita' oggettiva tra le due nozioni in comparazione giustifica anche la diversita' di trattamento giuridico".
Le prove geotecniche ricomprendono anche le prove che si svolgono in situ. La circolare n. 7619 del 2010 tiene distinti i concetti di «indagine geognostiche» e di «prove in situ». Tra quest'ultime ricomprende, tra l'altro, le «prove di permeabilita'» e le «prove di sondaggio». La circolare (..) fornisce, inoltre, una nozione ampia di laboratorio. Lo stesso decreto ministeriale 14 gennaio 2008 fa riferimento, in un ambito dedicato esclusivamente alle prove geotecniche, alla necessita' che i valori caratteristici delle grandezze fisiche e meccaniche avvenga anche attraverso «l'interpretazione dei risultati di prove e misure in situ». La necessita' che venga rilasciato uno specifico titolo che autorizzi l'esercizio di prove geotecniche in situ è anche giustificata dalla importanza e delicatezza delle prove stesse essendo le stesse finalizzate a fornire dati conoscitivi su terreni e rocce per la progettazione. Ne' ad una diversa conclusione si deve pervenire per il fatto che l'Allegato A del d.p.r. n. 207 del 2010 faccia riferimento alla «esecuzione delle prove in situ». A prescindere dal significato da attribuire all'espressione in esame contenuta soltanto nel predetto Allegato, la circostanza che la qualificazione si estenda ad esse non esclude, avendo riguardo al contenuto specifico degli atti sopra riportati, la necessita' che occorra un autonomo titolo autorizzatorio. In definitiva, pertanto, deve ritenersi che l'art. 59 del d.p.r. n. 380 del 2001, nella parte in cui fa riferimento alle prove geotecniche, ricomprende nel proprio ambito applicativo anche le prove che si svolgono in situ e che consistono nelle prove specificamente indicate nei suddetti atti normativi secondari.
IMPUGNAZIONE AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA - ONERE O FACOLTA'?
L’aggiudicazione provvisoria di un appalto ha natura di atto endoprocedimentale, ad effetti ancora instabili e del tutto interinali, sicche' è inidonea a produrre la definitiva lesione dell'interesse della ditta che non è risultata vincitrice; tale lesione si verifica soltanto con l’aggiudicazione definitiva, per cui la concorrente non aggiudicataria ha non l’onere, bensi' la mera facolta' di impugnare immediatamente l’aggiudicazione provvisoria, salvo l’onere di impugnare la successiva aggiudicazione definitiva. Ne deriva che, questa intervenuta, l’interesse idoneo a sorreggere l’impugnativa si sposta dal giudizio sull’aggiudicazione provvisoria a quello sull’aggiudicazione definitiva. In altri termini, è nell’ambito di quest’ultimo giudizio che detto concorrente puo' utilmente ottenere la tutela della propria posizione soggettiva.
DIVIETO SUBAPPALTO - OG11 - DICHIARAZIONE
In materia di procedure di gara per l’affidamento di pubblici appalti non puo' infatti disconoscersi la esistenza dell’interesse, di natura strumentale, di una impresa che, come la ditta istante, abbia partecipato ad una gara e ne sia stata esclusa, ad impugnare gli atti da cui è derivata la esclusione ove la stessa sia ritenuta illegittima. Tale interesse, per stare al caso di specie, deve ritenersi persistente anche nel caso in cui, per la gia' avvenuta esecuzione delle opere formanti oggetto dell’appalto, risultino ormai impossibile sia la riparazione in forma specifica che la rinnovazione della gara. Deve infatti considerarsi sempre attuale l’interesse del ricorrente ad ottenere la soddisfazione della lesione subita sotto forma del risarcimento per equivalente.
Il quadro normativo in cui si incastona la figura del subappalto è progressivamente mutato. Tanto, non gia' nel senso della eliminazione della autorizzazione dell’ente, o dell’amministrazione appaltante che infatti è rimasta sempre ferma come facolta' concessa nell’interesse della stessa amministrazione (tranne ipotesi previste dall’art. 2 della legge 20.2.1962 n. 57 che stabilisce l’obbligo di concludere subappalti per la esecuzione di soli impianti di lavori speciali, con ditte particolarmente qualificate nel caso in cui l’appaltatore non avesse l’iscrizione all’A.N.C. per gli stessi lavori), bensi' nel senso della innovazione introduttiva di una disciplina a carattere generale che dettasse specifiche prescrizioni e condizioni cui deve soggiacere la stessa amministrazione appaltante che intende autorizzare il subappalto.
Risulta chiaro il passaggio da un sistema di derogabilita' al generale divieto di subappalto ad opera di atti autorizzativi o approvativi rimessi all’Amministrazione appaltante, a quello della introduzione di disposizioni che hanno segnato l’ingresso del subappalto in una disciplina di diritto positivo in quanto divenuto regolato da prescrizioni, condizioni, limiti o divieti imposti alla sua utilizzazione, alle quali resta condizionata la stessa Amministrazione appaltante.
Per tornare al caso di specie va osservato che trattavasi di opere rientranti nella categoria OG11 (impianti tecnologici). Infatti la ditta ricorrente è stata esclusa per la sua dichiarazione di voler subappaltare lavori rientranti in OG11, vietata invece dal bando. Alla luce della normativa vigente al momento dei fatti di causa, giova riportare quanto disposto dall’art. 13- comma 7 l. n. 109.1994, come modificato dalla l. n. 166.2002 che ha espressamente introdotto il divieto di sub-appalto nel caso in cui “nell’oggetto dell’appalto o della concessione rientrino oltre ai lavori prevalenti, “opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessita' tecnica” e qualora una o piu' di tali opere superi altresi' in valore il 15 % dell’importo totale dei lavori. Si tratta delle opere scorporabili.
Tuttavia, a seguito delle modifiche introdotte dalla l. n. 166 del 2002, si è posto il problema se il divieto espresso operasse, oltre che per le opere speciali elencate nell’art. 72, comma 4, del D.P.R. n. 554.99, anche per la categoria di opere generali che superi in valore il 15 % dell’importo totale dei lavori. L’Autorita', nelle determine menzionate, precisava che, ove venga indicata in bando una categoria generale di valore superiore al 15 % dell’importo complessivo dell’appalto, le relative opere non sono subappaltabili, con la conseguenza che l’aggiudicatario deve eseguirle direttamente e, quindi, essere qualificato oltre che nella categoria prevalente anche nella categoria di opere generali predette. In alternativa, dovrebbe costituire associazioni di tipo verticale con un’impresa in possesso di attestazione SOA.
Cio' premesso va comunque ribadito che lo stesso divieto, normativamente sancito, non puo' essere riferito alle opere di categoria generale (quale è la OG11-Impianti tecnologici- che l’allegato A al DP.R. n. 34.2000 inserisce tra le categorie di opere generali). Di conseguenza, ove trattasi di categoria generale per ammettersi che il divieto divenga operante anche in tal caso, deve ritenersi necessaria una congrua verifica se trattasi di lavorazioni di rilevante complessita' tecnica aventi un contenuto tecnologico analogo a quello delle categorie speciali.
Pertanto il predetto divieto di subappalto per determinati lavori, non implica che le opere diverse da quelle in esso considerate non possano costituire oggetto di un divieto di subappalto imposto dalla stazione appaltante la quale, disponendo che determinate opere sono scorporabili ma non subappaltabili, intende garantirsi il diretto controllo dei requisiti di carattere soggettivo ed oggettivo dell’impresa chiamata ad eseguire una parte dell’appalto alla quale connette un autonomo ed importante rilievo (Cons. Stato, Sez. V, 6.6.2006, n. 3364 richiamata anche nella suindicata sent. n. 9504.07 di questa Sezione).
La irregolarita' della dichiarazione relativa al subappalto non è causa di esclusione ma solo causa di inefficacia della dichiarazione medesima sicchè unica conseguenza è che la dichiarazione, resa senza indicare i nominativi dei subappaltatori, è tamquam non esset ed i lavori non possono essere subappaltati (cfr. C.d.S. Sez. VI 11.6.2004 n. 5830).
PRINCIPIO DI ASSORBENZA IN OG11 - LIMITI E DIVIETI
Il tema in esame risulta controverso nella giurisprudenza amministrativa, la quale - dopo vari avvisi espressi dall’Autorita' di vigilanza sui lavori pubblici ( nel senso della fungibilita' della categoria OG11 ), da ultimo con le determinazioni n. 8 del 7.5.2002 e n. 27 del 16.10.2002 - si è pronunciata in sensi opposti.
Nel senso della non sufficienza dell’iscrizione per la categoria OG 11 anche per lo svolgimento dei lavori di cui alle categorie OS 3, OS 5, OS 28 e OS 30, si sono pronunziate le decisioni di C.d.S., V, 30 ottobre 2002, n. 5976 , e C.d.S., V, 30 ottobre 2003, n. 6760.
In senso contrario, e cioè per l’equivalenza dell’iscrizione in OG 11 anche ai fini delle opere di cui alle suindicate categorie specializzate, si sono pronunciate invece le decisioni di C.d.S., V, 26 maggio 2003, 2857, e di C.d.S., V, 30 ottobre 2003, n. 6765.
A fronte del riscontrato contrasto di giurisprudenza sussistente all’interno della V Sezione, è intervenuta una successiva pronuncia del C.G.A. 9 maggio 2005, n. 334, che si è espressa nel senso che “la dedotta equipollenza appare … estranea al sistema normativo risultante dal combinato disposto degli artt. 13, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 104, e degli artt. 72 - 74, comma 2, D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554”. Di conseguenza non puo' seguirsi la tesi del Comune secondo cui sarebbe sufficiente per l’ammissione alla gara l’attestazione SOA per la categoria OG11 e l’iscrizione all’Albo Artigiani, da almeno due anni, per la categoria OS28, nonche' l’abilitazione ai sensi dell’art.1 della legge 46/1990.
Al contrario, ove il bando di gara - come nella specie - richieda la necessaria iscrizione per alcuna di dette categorie specializzate ( OS28 ), l’iscrizione alla Cat. OG 11 non è di per se' sola idonea a consentire la partecipazione alla gara per cui sia richiesta la qualificazione per una o piu' di tali categorie OS.
CATEGORIE GENERALI - DIVIETO DI SUBAPPALTO
L’Autorità, tenuto conto di una mancata espressa disposizione normativa relativa all’applicabilità del divieto di subappalto di cui all’art. 37, comma 11 del D. Lgs. 163/2006 oltre che alle categorie di cui all’articolo 72, comma 4, del d.P.R. 554/99, anche alle categorie generali con particolare riguardo alla categoria OG11, con parere n. 20/2007, ha espresso l’avviso secondo il quale il divieto di subappalto per le lavorazioni appartenenti alle categorie generali, anche di importo superiore al 15 per cento dell’importo complessivo dell’appalto, opera solo laddove il bando di gara, che costituisce la lex specialis della stessa, lo preveda espressamente, fermo restando che le lavorazioni stesse devono essere affidate ad impresa in possesso di adeguata qualificazione.
OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentate dalla A. - manutenzione straordinaria edile ed impiantistica e relativa progettazione definitiva/esecutiva degli stabili specificati nel Capitolato speciale degli stabili della B.d.I. siti in varie regioni. S.A. B.d.I..
DIVIETO DI SUBAPPALTO IN OS3
In ordine al problema del divieto di subappalto, si può affermare che le lavorazioni di importo superiore al 15 per cento dell’importo complessivo dell’appalto, che siano appartenenti ad una categoria generale o alle categorie di cui all’articolo 72, comma 4 del D.P.R. n. 554/1999, non sono subappaltabili, con la conseguenza che l’aggiudicatario deve eseguirle direttamente e, quindi, essere qualificato oltre che nella categoria prevalente anche con riferimento alle stesse, ovvero deve costituire un’associazione temporanea di imprese di tipo verticale.
L’Autorità ritiene conforme la procedura posta in essere dalla S.A. nel prevedere il divieto di subappalto per le lavorazioni comprese nella categoria OS3.
OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla M. & L. s.n.c. – manutenzione straordinaria prevenzione incendi scuola Ignoti Militi S.A.: Città di S.
Per l’impresa aggiudicataria in possesso della sola categoria prevalente, la possibilità di ricorrere al subappalto è limitata alle lavorazioni secondarie inferiori alla percentuale del 15%, siano esse di categoria generale, specializzata od opere speciali ex art. 72, comma 4, DPR 554/1999, senza che la loro qualificazione nel bando nel novero delle categorie generali o fra le strutture impianti ed opere speciali renda possibile il superamento dell’anzidetto limite. Per tale motivo l’appaltatore non può subappaltare a terzi l’esecuzione dei lavori rientranti in una categoria di opere generali delle quali non possiede la relativa qualifica, qualora i corrispondenti lavori superino il 15% dell’importo dell’appalto.
QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE IN GENERE
L'art. 95 del D.P.R. 554 del 1999, in attuazione della legge 109 del 1994 n. 109, prevede che l'impresa singola può partecipare alla gara nel caso in cui sia alternativamente in possesso o dei requisiti economico - finanziari e tecnico - organizzativi relativi alla categoria prevalente per l'impianto totale dei lavori oppure sia in possesso dei requisiti relativi alla categoria prevalente e alle categorie scorporabili per i singoli importi. Poi, l'art. 74 dello stesso D.P.R. stabilisce inoltre, al comma 1, che le imprese aggiudicatarie, che siano in possesso della qualificazione nella categoria opere generali ovvero nella categoria di opere specializzate indicate nel bando di gara come categoria prevalente possano, con il limite di quanto previsto al comma 2, eseguire direttamente tutte le lavorazioni di cui si compone l'opera o il lavoro, anche se non sono in possesso delle relative qualificazioni.
Prescrive infine il citato comma 2 che le lavorazioni relative ad opere generali ed a strutture, impianti ed opere speciali di cui all'art. 72, comma 4, indicate nel bando di gara, non possono essere eseguite direttamente dalle imprese qualificate per la sola categoria prevalente, se prive delle relative adeguate qualificazioni, salvo il ricorso al subappalto o allo scorporo delle lavorazioni medesime.
SUBAPPALTO OPERE GENERALI
La problematica riguardante l’applicabilità del divieto di subappalto di cui all’art. 37, comma 11, del D.lgs n. 163/2006 oltre che alle categorie di cui all’art. 72, comma 4, del D.P.R. 554/99, anche alle categorie generali, non ha trovato unanime risoluzione in sede giurisdizionale
Pertanto l’Autorità ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che il divieto di subappalto per le lavorazioni appartenenti alle categorie generali opera solo laddove il bando di gara, che costituisce la lex specialis della stessa, lo prevede espressamente, fermo restando che le lavorazioni stesse devono essere affidate ad impresa in possesso di adeguata qualificazione.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla CO.GE.DI. s.r.l. – lavori di riqualificazione urbana di via A., B., C. e M. S.A: Comune di E.
Osserva il Collegio che la questione che impinge nei rapporti tra provvedimenti amministrativi ed atti negoziali ponendosi sulla linea di confine tra il diritto pubblico e quello privato va risolta alla luce della giurisprudenza amministrativa da ritenersi consolidata che riconosce all’Amministrazione il potere di “ritirare” l’aggiudicazione di un appalto pubblico anche dopo la stipulazione del contratto, in presenza ovviamente di adeguate esigenze di interesse pubblico; in detta evenienza ed in virtù della stretta consequenzialità tra l’aggiudicazione della gara pubblica e la stipula del relativo contratto l’annullamento giurisdizionale ovvero, come nella specie, l’annullamento a seguito di autotutela degli atti della procedura amministrativa comporta la caducazione automatica degli effetti negoziali del contratto successivamente stipulato, stante la preordinazione funzionale (id est legame esterno) tra essi atti.
SUBAPPALTO CATEGORIE SPECIALI
Il bando prevedeva lavorazioni appartenenti alle seguenti categorie: categoria prevalente: OG 1 importo € 882.702,67; Categorie scorporate OG 11 di importo pari ad € 147.006,78; OS 24 per €133.368,25 ; OS 26 per € 139.239,49. Posto che tutte le categorie indicate come scorporate sono di importo inferiore al 15% del valore dell’appalto, a prescindere da ogni considerazione circa l’appartenenza delle stesse categorie all’elenco di cui all’art. 72, comma 4 del dPR 554/99, esse si possono considerare tutte subappaltabili.
- le lavorazioni appartenenti alla categoria OS26 sono a qualificazione non obbligatoria; pertanto, le stesse possono essere eseguite direttamente dall’aggiudicatario ancorché privo della relativa qualificazione, ovvero subappaltate;
- le lavorazioni appartenenti alle categorie scorporabili subappaltabili a qualificazione obbligatoria sono eseguibili dall’aggiudicatario solo se in possesso di adeguata qualificazione; in caso contrario, l’aggiudicatario può ricorrere al subappalto, previa adeguata dichiarazione in sede di offerta.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata in data 31 ottobre 2006 dall’impresa B. s.r.l. in relazione ad un bando di gara per l’affidamento dei lavori di sistemazione e riqualificazione dell’area del “belvedere” in via P., indetta dal Comune di M..
OS24: NON E' SUBAPPALTABILE
Non vi è alcuna disposizione di legge, invero, che vieti all’amministrazione di richiedere nel bando di gara che determinati lavori, non rientranti nella categoria di opere prevalenti, e non realizzabili direttamente dall’impresa aggiudicataria, debbano essere eseguite da altra impresa in associazione temporanea che sia in possesso della richiesta qualificazione. Il disposto di cui all’art. 13, comma 7, che inibisce il subappalto per le opere di cui all’art. 72, comma 4, non implica affatto, che le opere diverse da quelle in esso considerate non possano costituire oggetto di un divieto di subappalto imposto dalla stazione appaltante, che intenda garantirsi, disponendo che determinate opere sono scorporabili ma non subappaltabili, il diretto controllo, ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto, dei requisiti di carattere soggettivo ed oggettivo dell’impresa chiamata ad eseguire una parte dell’appalto alla quale connette un autonomo ed importante rilievo. La distinzione fra “opere scorporabili” e opere “scorporabili e subappaltabili” operata dal bando di gara rende chiaro che i lavori della categoria “OS 24”, cioè delle opere di “verde ed arredo urbano” secondo la normativa che regge la gara, non sono subappaltabili ma solo scorporabili.
IMPRESE QUALIFICATE OG11
TAR TOSCANA FI SENTENZA 2005
Il possesso della qualificazione per la categoria generale 11 comprende in sé anche quella specialistica OS30 (oltre alla OS3, OS5 e OS28) in quanto quest’ultima, per la tipologia di attività cui fa riferimento deve ritenersi compresa in quella generale OG11;
Tenuto conto che tale interpretazione trova conferma in alcune determinazioni dell’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici in virtù delle quali emerge che la categoria OG11 rappresenta (e certifica il possesso della qualificazione per) la somma delle tipologie di attività lavorative OS3, OS5, OS28 e OS30, di cui all’art. 72, comma 4, lett. b), d) ed e) del D. P. R. n. 554 del 1999;
Osservato altresì che, il surriferito orientamento manifestato dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici trova coincidenza in condivisibili precedenti giurisprudenziali in forza dei quali le imprese che, in possesso di cospicue esperienze specifiche nel settore dell'impiantistica, abbiano optato per l'iscrizione nella categoria generale OG11, in luogo delle singole categorie specialistiche OS3, OS5, OS28 e OS30, non possono poi essere penalizzate con la preclusione alla partecipazione alle relative gare sul presupposto che non hanno avuto anche l'iscrizione a tale categorie.
CLASSIFICAZIONE CATEGORIE SPECIALIZZATE
TAR MARCHE AN SENTENZA 2005
Le opere, non ricomprese nella categoria prevalente dell’appalto e classificate ascrivibili nella categoria OG2 di cui al D. P. R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s. m. , non sono affatto da considerare specializzate, stante l’acronimo di identificazione delle stesse “OG”, che importa la loro riferibilità alla categoria di opere generali e non certo di quelle specializzate, classificate con il diverso acronimo “OS”. Il convincimento è avvalorato dalla previsione, recata dall’art. 72, comma 4, del D. P. R. 21 dicembre 1999, n. 554, avente ad oggetto il Regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s. m. , che in sede di individuazione delle opere speciali per le quali è escluso il subappalto in mancanza di apposita qualificazione da parte dell’impresa aggiudicataria, non ha ricompreso nella relativa elencazione le opere edilizie di restauro e di manutenzione dei beni immobili di valenza storico-culturale sottoposti a tutela, ma solo opere di restauro e manutenzione di superfici decorate.
Qualora la categoria “OS7” superi una percentuale del 15% dell’importo dell’appalto, poiché le opere di cui alla categoria medesima appaiono senz’altro riconducibili al caso delle opere “speciali”, di cui all’art. 13 citato, essendo le “strutture, impianti ed opere speciali”, cui è riferita l’eccezione in questione, dalla norma stessa considerate come una specie delle opere a notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità ivi contemplate in via generale, sì che l’indubbia riconducibilità delle opere di cui si tratta a detta nozione ed all’elenco di cui all’art. 72, comma 4, del D.P.R. n. 554.1999, le rende di per sé ascrivibili alle opere ad alto contenuto tecnologico o a rilevante complessità tecnica, pertanto si deve ritenere sicura l’applicabilità a detta categoria del divieto di subappalto, di cui al ridetto all’art. 13, comma 7, della legge n. 109 del 1994.
Il divieto di cui all’art. 13, comma 7 non è in alcun modo riferibile alla categoria OG11, che non è riconducibile all’elenco di cui all’art. 72, comma 4, cit.).
Il fatto che, dalla verifica effettuata ex art. 10 della legge n. 109/1994, non sia stato confermato il possesso dei requisiti generali in capo all’aggiudicatario provvisorio, deve comunque portare alla aggiudicazione a favore del secondo classificato, risultato regolarmente in possesso, a séguito della verifica medesima, dei detti requisiti, dal momento che, dalla previsione legislativa che la documentazione comprovante tale possesso venga richiesta non solo al primo, ma anche al secondo classificato, si trae chiaramente la finalità della norma volta ad aggiudicare la gara, comunque, ad uno dei primi due classificati, se in possesso dei requisiti generali (Cons. St., V, 13 marzo 2006, n. 1286)
Ai sensi dell’art. 13, comma 7, L. n. 109/1994, le opere generali o speciali ex art. 72, comma 4, DPR n. 554/1999 (al riguardo cfr. art. 2, lett. g, DPR n. 554/1999, il quale statuisce espressamente che “le strutture, gli impianti e le opere speciali previsti dall’art. 13, comma 7, L. n. 109/1994 sono quelli elencati dall’art. 72, comma 4, DPR n. 554/1999), se di importo superiore al 15% dell’importo complessivo a base d’asta, non possono essere affidate in subappalto, ma i partecipanti alla procedura selettiva sono costretti a costituire un Associazione Temporanea di tipo verticale con soggetti in possesso delle relative qualificazioni.
OG12 - OPERA SPECIALE
Le lavorazioni di cui alla categoria generale OG12 debbono essere fatte rientrare nella categoria delle “strutture, impianti ed opere speciali”, di cui all’art. 72, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., con la conseguenza che tale natura ne determinerebbe, in linea di principio, la non subappaltabilità. La giurisprudenza amministrativa, tuttavia, ha specificato che, ai fini di escludere la subappaltabilità di lavorazioni rientranti in categorie generali, ma comprendenti prestazioni specialistiche, è necessaria l’analisi in concreto della natura delle stesse. Il divieto di subappalto delle categorie scorporabili, imposto dall’art. 13, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. infatti, non può indiscriminatamente trovare applicazione rispetto a tutte le categorie generali che possono essere fatte rientrare tra le “opere speciali”, ma solo con riferimento ad opere scorporabili altamente specializzate, le quali abbiano singolarmente valore superiore al 15% dell’importo totale dei lavori. Accertato, quindi, il presupposto oggettivo dell’incidenza della singola lavorazione a qualificazione obbligatoria sul totale dei lavori a base d’asta in misura superiore al 15%, la stessa non può essere subappaltata ad un soggetto diverso, in possesso della necessaria qualificazione, solo se si possa ritenere che quelle richieste dallo specifico capitolato speciale siano effettivamente lavorazioni che richiedono comunque una particolare specializzazione (in tal senso Cons. Stato, Sez. IV, 6701/04). Nel caso di specie, ancorché sia stata richiesta dal bando la qualificazione nella categoria OG12 (qualificabile come “opere speciali”), l’esistenza del divieto di subappalto sembra essere esclusa dal fatto che per tutte le lavorazioni appaltate la natura specializzata può essere esclusa.
In caso di scorporo di talune lavorazioni a qualificazione necessaria l’impresa che presenta l’offerta deve possedere la qualificazione nella categoria prevalente non per il solo importo specificato nel bando, ma per l’intero importo dei lavori, compresi, quindi, anche i lavori oggetto di subappalto o scorporo, anche se in taluni casi si è ritenuto che fosse sufficiente il possesso della sola qualificazione relativa alle lavorazioni principali, per l’importo delle stesse, laddove nell’offerta fosse stata espressamente individuata la ditta affidataria del subappalto (Cons. Stato, Sez. IV, 6701/04).
DIVIETO DI SUBAPPALTO NELLE CATEGORIE GENERALI E SPECIALIZZATE
La questione riguardante l’applicabilità del divieto di subappalto di cui all’art. 37, comma 11, del D.lgs n. 163/2006 oltre che alle categorie di cui all’art. 72, comma 4, del D.P.R. 554/99, anche alle categorie generali, non ha trovato unanime risoluzione in sede giurisdizionale, pertanto il divieto di subappalto per le lavorazioni appartenenti alla categoria OG11 può operare solo laddove il bando di gara, che costituisce la lex specialis della stessa, lo preveda espressamente.
L’Autorità ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che il divieto di subappalto per le lavorazioni appartenenti alle categorie generali opera solo laddove il bando di gara, che costituisce la lex specialis della stessa, lo prevede espressamente, fermo restando che le lavorazioni stesse devono essere affidate ad impresa in possesso di adeguata qualificazione.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla S. s.a.s. – lavori di manutenzione straordinaria ed adeguamento degli impianti Legge n. 46/1990 presso case comunali di Via Pisacane 4. S.A.: Comune di M.
QUESITO del 12/03/2013 - SUBAPPALTO
in un progetto sono state indicate le seguenti categorie: importo complessivo dei lavori 1.546.004,13 di cui: OG 2 € 1.027.939,53 OS 24 € 232.753,42 in percentuale 15.06% sull'importo dei lavori; OG 13 € 104.583,10 (6.76% sull'importo dei lavori) OG 6 100.199,09 (6,48% sull'importo dei lavori) OS 25 € 80.528,99 (5,21% sull'importo dei lavori. E' possibile considerare interamente subappaltabile la categoria OS 24 che è in percentuale superiore al 15% dell'importo complessivo dei lavori ai sensi dell'art. 37, c. 11 del D.Lgs. 163/2006 ma non rientra tra le categorie di cui all'art. 107 c. 2 del D.P.r. 207/2010.
QUESITO del 01/03/2012 - QUALIFICAZIONE SUBAPPALTATORE NEI LAVORI SOTTO SOGLIA - AVVALIMENTO E SUBAPPALTO
Una stazione appaltante deve bandire una gara di lavori di importo pari ad € 2.110.000,00 costituita da due categorie: OG1 di importo € 1.460.000,00 ed OG 11 di importo € 650.000,00. Atteso che la OG 1 è la categoria prevalente si chiede: - se può partecipare alla gara una impresa singola qualificata per la sola categoria OG 1 ma per l'importo dell'intero appalto. In caso negativo può parteciparvi alla medesime condizioni, ma dichiarando di voler subappaltare per intero la OG 11 ? Si chiede, inoltre, come potrebbero essere costituite le eventuali ATI orizzontali e verticali alla lucce anche della subappaltabilità della categoria OG 11 ?
QUALIFICAZIONE SUBAPPALTATORE NEI LAVORI SOTTO SOGLIA - AVVALIMENTO E SUBAPPALTO