Source: http://esecuzioneforzata.ilcaso.it/sezioni/Leasing/legittimita
Timestamp: 2020-05-31 02:43:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 1526', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 72', 'sentenza ', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 1526', 'art. 1526']

Risoluzione del contratto di leasing: la soggettività passiva ai fini Imu è in capo alla società concedente.
Leasing – Risoluzione del contratto – Soggetto passivo IMU – Società concedente.
Dal chiaro dettato normativo contenuto nel D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 9, ove si precisa che nel leasing soggetto passivo Imu è il locatario per tutta la durata del contratto, ne discende che con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva ai fini Imu si determina in capo alla società concedente, anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte dell'utilizzatore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 22 May 2019, n. 13793.
Se il contratto di leasing si è risolto per inadempimento dell’utilizzatore prima del suo fallimento si applica l'art. 1526 c.c..
Leasing – Fallimento – Risoluzione del contratto ante fallimento – Applicazione dell’art. 72quater l.f. – Esclusione.
La necessità di un'esegesi restrittiva della norma fallimentare, dunque, non consente di ritenere superata la distinzione tra leasing finanziario e leasing traslativo, con le differenti conseguenze che da essa derivano nel caso di risoluzione del contratto per inadempimento. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 May 2019, n. 10733.
Risoluzione del contratto di leasing verificatasi prima della dichiarazione di fallimento.
Leasing - Risoluzione del contratto ante fallimento - Art. 1526 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Art. 72 quater l. fall. - Applicabilità - Fondamento.
In seguito all'entrata in vigore dell'art. 1, commi 136-140, della legge n. 124 del 2017, gli effetti della risoluzione del contratto di leasing, verificatasi anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore, devono essere regolati sulla base di quanto previsto dall'art. 72 quater l. fall., che ha carattere inderogabile e prevale su eventuali difformi pattuizioni delle parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 May 2019, n. 12552.
Rivoluzionaria sentenza sul leasing: applicazione dell’art. 72quater al rapporto risolto prima del fallimento, valore di mercato sulla base di stima disposta dal giudice delegato.
Leasing – Leasing finanziario – Risoluzione del contratto anteriore al fallimento – Applicazione dell’art. 72-quater l.f. – Restituzione del bene al concedente – Vendita o allocazione previa insinuazione al passivo – Vendita sulla base di valore di mercato risultate da stima disposta dal giudice delegato – Regolazione della differenza sulla base della stima – Eventuali rettifiche in sede di riparto fallimentare.
Eventuali rettifiche, sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene, potranno farsi valere in sede di riparto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 29 March 2019, n. 8980.
Risoluzione del leasing finanziario per inadempimento dell’utilizzatore verificatasi in data anteriore alla l. n. 124 del 2017 e applicazione dell’art. 72-quater l.f..
Risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell’utilizzatore verificatasi in data anteriore alla l. n. 124 del 2017 - Applicazione dell’art. 72 quater l.fall..
Gli effetti della risoluzione del contratto di leasing finanziario per inadempimento dell'utilizzatore, verificatasi in data anteriore alla data di entrata in vigore della legge 124 del 2017 (art. 1, commi 136-140), sono regolati dalla disciplina dell'art. 72 quater l.fall., applicabile anche al caso di risoluzione del contratto avvenuta prima della dichiarazione di fallimento dell'utilizzatore. Ne consegue che, in caso di fallimento dell'utilizzatore, il concedente avrà diritto alla restituzione del bene e dovrà insinuarsi al passivo fallimentare per poter vendere o allocare il bene e trattenere, in tutto o in parte, l'importo incassato. La vendita avverrà a cura dello stesso concedente, previa stima del valore di mercato del bene disposta dal giudice delegato in sede di accertamento del passivo. Sulla base di tale valutazione sarà determinato l'eventuale credito della curatela nei confronti del concedente o quello, in moneta fallimentare, del concedente stesso, da quantificarsi in misura corrispondente alla differenza tra il valore del bene ed il suo credito residuo, derivante dai canoni scaduti e non pagati ante-fallimento ed i canoni a scadere, in linea capitale, oltre al prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione. Eventuali rettifiche, sulla base di quanto effettivamente realizzato dalla vendita del bene, potranno farsi valere in sede di riparto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 March 2019, n. 8980.
Fallimento e leasing: il credito residuo in linea capitale si riferisce ai soli crediti del concedente non ancora scaduti.
Il credito del fallimento a vedersi corrisposto il surplus di quanto ricavato dalla ricollocazione del bene trova la sua fonte proprio nello scioglimento del contratto di leasing, scioglimento che imprime al bene che ne è oggetto una destinazione radicalmente diversa da quella precedente, che per l'appunto transita dalla funzione di utilizzo da parte del soggetto poi fallito a quella di soddisfacimento di dati crediti del concedente (credito residuo in linea capitale); non può dunque operarsi la compensazione tra il credito del concedente per canoni scaduti ed il credito a favore del fallimento (costituito dalla parte eccedente il montante dei canoni a scadere) generato dalla riallocazione del bene. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 February 2019, n. 3200.
Leasing traslativo: l'equo compenso spettante all'utilizzatore per l'uso della cosa ex art. 1526 c.c. non include né il risarcimento del danno che può derivare da un deterioramento anormale della cosa né il mancato guadagno.
Nel leasing traslativo, al quale si applica per analogia la disciplina dettata dall'art. 1526 c.c. per la risoluzione del contratto di vendita con riserva di proprietà in caso di inadempimento dell'utilizzatore, il diritto all'equo compenso spettante all'utilizzatore per l'uso della cosa comprende la remunerazione del godimento del bene, il deprezzamento conseguente alla sua incommerciabilità come nuovo e il logoramento per l'uso", non includendo, invece, né il risarcimento del danno che può derivare da un deterioramento anormale della cosa, né il mancato guadagno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 November 2018, n. 29020.