Source: https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_262.asp
Timestamp: 2017-11-21 19:32:53+00:00
Document Index: 65655416

Matched Legal Cases: ['art. 201', 'art. 2', 'art. 194', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 194', 'art. 14', 'art. 201', 'art. 2']

Minorenni e infrazioni al codice della strada: le contestazioni si fanno ai genitori
In caso di infrazioni al codice della strada commessi da minorenni, la contestazione deve essere immediatamente effettuata ai genitori o a chi era tenuto alla loro sorveglianza e non direttamente allo stesso minore.
Lo ha stabilito la prima sezione Civile della Corte di Cassazione (Sentenza n. 4286 del 26/03/2002) I Giudici della Corte hanno evidenziato che ?ancorché riguardo alla violazione commessa dal minore debba essere redatto immediatamente verbale sui fatti accertati, la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore, con la redazione di apposito verbale di contestazione nei loro confronti, nel quale deve essere enunciato il rapporto intercorrente con il minore che ne imponeva la sorveglianza al momento del fatto e la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l?illecito amministrativo?. Nella parte motiva la Corte evidenzia che se da un lato l?art. 201 del codice della strada prevede la contestazione immediata della violazione al trasgressore (in caso di impossibilità, la contestazione deve essere effettuata mediante notifica entro i 150 giorni), dall?altro l?art. 2 della l. 689/1981, applicabile anche in tema di violazioni al codice della strada ex art. 194 di detto codice, stabilisce l?impossibilità di assoggettamento alla sanzione amministrativa ai minorenni.
Su queste premesse responsabile della violazione dovrà essere ritenuto ?chi era tenuto alla sorveglianza dell?incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto?. Questi, infatti, risponderà a titolo personale e diretto per la trasgressione della norma violata.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE. SEZIONE I CIVILE
SENTENZA n.4286 del 26/3/2002
Con il ricorso si premette che l?opposizione è stata accolta per irregolarità delle modalità di accertamento dell?infrazione e si adducono, anche se non fondamentalmente distinti, due motivi di censura.
Con il primo motivo si deduce che la contestazione era stata esattamente effettuata al conducente del veicolo, ancorché minore degli anni diciotto, che aveva dichiarato anche di esserne proprietario e successivamente a un genitore, mediante la notifica del verbale redatto nei confronti del minore.
Erroneamente, pertanto, la sentenza avrebbe ritenuto illegittima la contestazione dell?infrazione.
Con il secondo motivo si deduce che erroneamente il Pretore avrebbe liquidato spese per competenza e onorari professionali in favore delle parti vittoriose, avendo esse proposto l?opposizione senza l?assistenza di un difensore.
L?art. 2 della legge n. 689 del 1981, applicabile anche in tema di violazioni al codice della strada ex art. 194 di detto codice, dispone, infatti, che non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto gli anni diciotto.
In tale caso della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell?incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
L?art. 14 dispone che la violazione deve essere contestata immediatamente al trasgressore ove possibile, mente se non avvenuta la contestazione immediata gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati entro novanta giorni, che in materia di infrazione al codice della strada diventano centocinquanta a norma dell?art. 201 di tale codice.
Pertanto, ancorché riguardo alla violazione commessa dal minore debba essere redatto immediatamente verbale sui fatti accertati, la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore, con la redazione di apposito verbale di contestazione nei loro confronti, nel quale deve essere enunciato il rapporto intercorrente con il minore che ne imponeva la sorveglianza al momento del fatto e la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l?illecito amministrativo.
Il Pretore, con giudizio di merito insindacabile in questa sede, ha sostanzialmente escluso che tale verbale sia stato redatto, ne la parte ricorrente indica specificatamente l?esistenza in atti di un verbale di contestazione non esaminato nei confronti degli obbligati ex art. 2 della legge n. 689 del 1981.
Il ricorso va invece accolto con riferimento alla condanna dell?Amministrazione al pagamento delle spese causa, liquidate nella misura di £ 100.000 per competenze e 200.000 per onorari, non dovuti in quanto gli opponenti si erano difesi di persona, senza avere la qualifica di avvocati o procuratori.
In tale caso potevano essere liquidate solo le spese vive, ma sulla mancata liquidazione di esse si è formato il giudicato.
La Corte di cassazione rigetta il primo motivo del ricorso.
Accoglie il secondo.
Roma, 30 novembre 2001.
Depositata in Cancelleria il 26 marzo 2002.
(31/07/2002 - Avv.Cristina Matricardi)