Source: https://www.exeo.it/free/piano-per-parco-strumento-urbanistico-di-valenza-ambientale
Timestamp: 2018-05-26 21:27:56+00:00
Document Index: 62757615

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 1', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 11', 'art.12', 'art. 13']

Piano per parco: strumento urbanistico di valenza ambientale
Il piano per il parco è uno strumento urbanistico di valenza ambientale, idoneo ad esplicare un’immediata efficacia precettiva di carattere prevalente sia nei confronti di singoli soggetti privati, sia rispetto alle competenze dei Comuni in materia urbanistico-edilizia.
Il piano del parco prevale sugli strumenti urbanistici degli enti locali.
Il piano per il parco è uno strumento urbanistico di valenza ambientale, idoneo ad esplicare un'immediata efficacia precettiva di carattere prevalente sia nei confronti di singoli soggetti privati interessati all'edificazione, e sia rispetto alle stesse competenze dei Comuni in materia urbanistico-edilizia impongono un immediato ed inderogabile regime di tutela dell'area interessata.
Un Piano per il Parco non può mai derogare, per categorie di opere, alla necessità dell'autorizzazione (nulla osta): il piano può semmai individuare, in negativo, gli interventi che, per inconciliabilità con il contesto, si pongono in posizione di incompatibilità assoluta con i valori salvaguardati e per questi il giudizio di compatibilità viene effettuato, e in senso negativo, una volta per tutte, sì che poi non può esservi più nemmeno luogo al nulla osta; invece, per le restanti zone, come per le restanti opere, dove la compatibilità continua a dover essere valutata in concreto, rimane necessario il giudizio rispetto alla conservazione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pressi da quelle località, da compiersi con il singolo nulla osta.
Nei Parchi Nazionali non vige affatto assoluto ed incondizionato divieto di edificazione, l'edificabilità dipendendo dalla ubicazione del suolo ove è stato realizzato il manufatto abusivo, tenendo conto delle varie zone di cui si compone il c.d. Piano del Parco.
Il Piano del Parco ripartisce il territorio dei comuni ricadenti nel perimetro del Parco in zone o classi e prevede un tasso di edificabilità via via attribuito alle medesime secondo che ci si avvicini al fulcro del Parco, zona di massima tutela, ove l'edificazione è in toto esclusa o che invece ci si avvicini al concentrico urbano, ove via via l'edificazione è consentita limitatamente agli indici di edificabilità volta a volta fissati nel ridetto piano del parco.
È legittimo l'inserimento in un piano per il parco anche di aree che, in quanto adibite da decenni all'attività di cava, hanno perso qualsiasi pregio ambientale: invero, la qualificazione di rilevanza paesaggistico-ambientale di un sito non è determinata dal suo grado d'inquinamento, altrimenti in tutti i casi di degrado ambientale sarebbe preclusa ogni ulteriore protezione del paes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osciuto meritevole di tutela.
La disciplina delle misure di salvaguardia urbanistiche non è analogicamente estensibile alla pianificazione in materia ambientale da realizzarsi col Piano per il Parco.
Si deve escludere che il carattere strumentale della misura di salvaguardia, nella materia della legislazione sui parchi, comporti necessariamente la delimitazione temporale dell'efficacia delle misure di salvaguardia poste a garanzia dell'effettività delle scelte definitive, sul modello della disciplina urbanistica.
E' legittima l'istituzione di parchi che, pur avendo modesto valore naturalistico, rivestano un ruolo strategico per la salvaguardia della residua qualità paesistica di un settore dall'intenso e disordinato sviluppo urbanistico.
È incostituzionale, per violazione dell'art. 117, co. 2, lett. s), Cost. la L.R. Basilicata n. 4/2010.
Le funzioni degli enti parco non possono che essere quelle di perseguire le finalità fissate dall'art. 1 della legge sulle aree protet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ha l'obiettivo di dettare principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette al fine di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese.
L'ente parco è un ente strumentale alla realizzazione delle finalità di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale, con personalità di diritto pubblico e sottoposto alla vigilanza del Ministero dell'Ambiente.
Il parere reso dall'Ente di gestione di un Parco non può essere assorbito da quello emesso dalla Commissione edilizia comunale in sede di approvazione del piano di utilizzazione aziendale, avendo quest'ultimo natura e funzioni del tutto distinte.
L'adozione del perimetro definitivo del Parco dei Castelli Romani produce l'effetto di rendere applicabili alle nuove aree, fino all'approvazione regionale, le norme di salvaguardia previste dalla L.R. Lazio 2/1984.
Le norme di salvaguardia fissate nella L.R. Lazio 2/1984 si applicano anche alle aree inserite nel perimetro definitivo.
L'adozione del perimetro definitivo d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i Castelli Romani produce l'effetto di estendere le misure di salvaguardia previste dalla L.R. Lazio 2/1984 anche alle aree non comprese nella precedente perimetrazione provvisoria.
Il fatto che l'art. 26 L.R. Lazio 26/1997 preveda, per quanto concerne le misure di salvaguardia, un potere sostitutivo limitato alla fase di adozione del piano non rappresenta un dato che di per sé solo conduca a configurare una ragionevole ipotesi di incostituzionalità della normativa per violazione dei principi affermati da Corte Cost. 379/1994, tenuto conto che questa sentenza fa riferimento alla pianificazione territoriale con valenza ambientale e che, invece, la L.R. Lazio 29/1997 concerne misure di salvaguardia inerenti a profili di carattere esclusivamente ambientale.
È incostituzionale l'art. 8, co. 2, lett. b) L.R. Liguria 34/2007, laddove prevede che spetti al Piano del parco l'individuazione degli «interventi da assoggettare o meno al nulla osta di cui all'art. 21 della legge regionale n. 12 del 1995», nonché le ipotesi in cui lo stesso nulla osta possa essere acquisito mediante autocertificazione di un tecnico a ciò... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....
Nell'ambito del sistema previsto dalla L.R. Lombardia 30 novembre 1983 , n. 86, che prevede un piano territoriale di coordinamento del parco il quale non sostituisce i piani urbanistici comunali, non è sottratta al Comune la potestà di dettare norme a tutela dell'ambiente più restrittive di quelle previste dalle norme del Parco stesso.
In Lombardia l'ammissibilità di un intervento edilizio secondo le disposizioni del Parco non comporta necessariamente la compatibilità urbanistica del medesimo.
Nella Regione Lombardia, il Parco locale di interesse sovracomunale (P.L.I.S.) può essere regolamentato con la procedura semplificata ex l.r. n. 23/1997.
Nella Regione Lombardia il potere di regolamentazione del Parco locale di interesse sovracomunale attribuito Comuni dall'art. 3, comma 58-bis, della l.r. n. 1/2000 non è limitato al recepimento delle modalità di pianificazione e gestione del P.L.I.S. stabilite dalla Provincia.
La l.r. Lombardia n. 86/1983 configura due distinti modelli di parchi (quello di cui all'art. 16 ed il P.L.I.S.), che tra loro non pos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... né confusi, né sovrapposti.
Il riconoscimento dei Parchi locali di interesse sovracomunale, che nella Regione Lombardia deve avvenire su richiesta degli Enti locali competenti, non presuppone alcuna forma di concertazione tra i Comuni ai fini della perimetrazione degli stessi.
Il significato dell'art. 6, co. 4, legge 394/1991 è quello secondo cui dall'istituzione dell'area soccorrono anche i divieti di cui all'art. 11 legge cit., particolarmente volti alla tutela della flora e della fauna e dei rispettivi habitat, ed entrano in vigenza le procedure di deroga.
I Piani Speciali Territoriali (P.S.T.) sono strumenti di pianificazione intermedia, volti a disciplinare, d'intesa con gli altri enti competenti, parti di aree che il Piano per il Parco individua, ai sensi dell'art.12 l. 6 dicembre 1991, n. 394 come complesse per caratteri geologici, agricoli, naturalistici, culturali e paesaggistici e dove senza la preventiva autorizzazione (nulla osta) dell'ente parco non è possibile eff... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erventi ai sensi dell'art. 13 della stessa legge, al fine di non ledere quei "valori naturali ed ambientali nonché storici, culturali e antropologici", la cui tutela è affidata all'ente.
Anche qualora il Piano Speciale Territoriale sia stato approvato in una con il Piano del Parco rimangono ferme, nell'ambito del residuo potere di valutazione del singolo intervento pur previsto nel Piano Speciale Territoriale, le esigenze di tutela ambientale che non sono già comprese dal predetto P.T.S.; dal che consegue il possibile esercizio del corrispondente potere autorizzatorio da parte dell'Ente Parco.