Source: http://marcofedi.it/interventi-per-leditoria-e-disposizioni-sulla-concessionaria-del-servizio-pubblico-radiofonico-televisivo-e-multimediale/
Timestamp: 2018-05-28 09:30:36+00:00
Document Index: 161243393

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 9']

Interventi per l'editoria e disposizioni sulla concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale - Marco Fedi
Interventi per l’editoria e disposizioni sulla concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale
Posted by Redazione on ottobre 5, 2016 in Camera dei Deputati, Temi dell'attività parlamentare | 52 Views | Leave a response
Informazione e Comunicazioni a cura della Camera dei Deputati
Informazioni aggiornate a mercoledì, 5 ottobre 2016
Il 4 ottobre 2016 l’Assemblea della Camera ha approvato definitivamente l’A.C. 3317-3345-B.
Il contenuto del testo approvato
L’A.C. 3317-3345-B – approvato definitivamente dall’Assemblea della Camera il 4 ottobre 2016 – prevede, in particolare, l’istituzione presso il Ministero dell’economia e delle finanze del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione di cui la legge di stabilità 2016 ha previsto l’istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico. Inoltre, delega il Governo a ridefinire la disciplina del sostegno pubblico all’editoria e all’emittenza radiofonica e televisiva locale (al contempo recando alcune disposizioni precettive), nonché la disciplina relativa a profili pensionistici dei giornalisti e a composizione e competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Reca, inoltre, disposizioni inerenti i giornalisti, nonché il sistema distributivo e la vendita dei giornali.
d) le somme derivanti dal gettito annuo di un contributo di solidarietà, pari allo0,1% del reddito complessivo dei: concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali;società operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolganoraccolta pubblicitaria diretta; altri soggetti che esercitano l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet.
Il Fondo è ripartito annualmente tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e ilMinistero dello sviluppo economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con DPCM. Una determinata percentuale del Fondo potrà essere destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale attuando obiettivi di convergenza multimediale.
I requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione dei finanziamentisono stabiliti con ulteriore DPCM, sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari.
Ulteriori requisiti riguardano la riduzione a 2 anni dell’anzianità di costituzionedell’impresa e di edizione della testata, il regolare adempimento degli obblighiderivanti dai contratti collettivi nazionali o territoriali di lavoro, l’edizione della testata in formato digitale (eventualmente anche in parallelo con l’edizione informato cartaceo), l’obbligo di dare evidenza, nell’edizione, di tutti i contributi e finanziamenti ricevuti; l’obbligo di adottare misure idonee a contrastare ogni forma di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna.
I criteri direttivi per il calcolo dei contributi riguardano: la previsione di un tetto massimo al contributo liquidabile a ciascuna impresa, la graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30 % delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20% per letestate nazionali), la valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale, la previsione di criteri premiali per l’assunzione a tempo indeterminato dilavoratori di età inferiore a 35 anni e per azioni di formazione, nonchè per l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro, la previsione di criteri di calcolo specifici per le testate on line che producono contenuti informativi originali, la riduzione del contributo per le imprese che superano, nel trattamento economico del personale, dei collaboratori e degli amministratori, il limite massimo retributivo di € 240.000 annui.
Altri criteri direttivi riguardano la definizione di regole di liquidazione dei contributi quanto più possibili omogenee e la semplificazione del procedimento, per accorciare i tempi di liquidazione, nonché l’introduzione di incentivi agliinvestimenti in innovazione digitale e di finanziamenti per progetti innovativipresentati da imprese editoriali di nuova costituzione.
L’art. 3, co. 1-3, reca disposizioni applicabili a decorrere dai contributi relativi all’anno 2016 e che riguardano, fra l’altro, il contributo massimo liquidabile a ciascuna impresa, l’erogazione del contributo in due rate, i tempi e le modalità dipresentazione delle domande, l’introduzione della definizione di testata.
L’art. 2, co. 1 e 2, lett. l), delega il Governo a innovare il sistema distributivo. I criteri direttivi attengono a: attuazione del processo di progressiva liberalizzazione, assicurando agli operatori parità di condizioni, in particolare con divieto di sospensioni arbitrarie delle consegne, garantendo il pluralismo delle testate in tutti i punti vendita e introducendo parametri qualitativi per l’esercizio dell’attività; la promozione, di concerto con le regioni, di un regime di piena liberalizzazione degliorari di apertura dei punti di vendita, e la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità di ampliare l’assortimento di beni e di fornire intermediazione di servizi; la promozione di sinergie strategiche tra punti vendita; il completamento dell’informatizzazione delle strutture.
La lett. m) reca disposizioni specifiche per i canali di vendita online, in particolare escludendo la limitazione dell’impresa editoriale nella propria autonomia di definizione di contenuti, prezzi, formula commerciale e modalità di pagamento.
L’art. 8 limita, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la previsione relativa alla garanzia della parità di trattamento delle diverse testate da parte dei punti vendita esclusivi (artt. 2 e 4 d.lgs. 170/2001), alle “pubblicazioni regolari”, in occasione della loroprima immissione nel mercato e definisce che cosa si intende per “pubblicazioni regolari”. Anche le imprese di distribuzione devono adeguarsi a tale novità.
4) Ridefinizione della composizione e delle attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e della disciplina in materia di prepensionamenti dei giornalisti
L’art. 2, co. 4-6, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati:
alla razionalizzazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, relativamente alle competenze in materia di formazione, al procedimento disciplinare (in particolare eliminando la facoltà di cumulo delle impugnative dei provvedimenti dei consigli regionali dell’ordine al Consiglio nazionale con quelle giurisdizionali, ferma restando la possibilità di proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel caso di impugnativa al Consiglio nazionale), alla riduzione del numero dei componenti fino ad un massimo di 60, di cui due terzi professionisti e un terzo pubblicisti (con la presenza di un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute in ciascuno dei due gruppi), all’adeguamento del sistema elettorale;
all’incremento – nella direzione di un progressivo allineamento con la disciplina generale – dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti; alla revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editoriali ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali e agli stessi prepensionamenti.
5) Esercizio della professione di giornalista e Consigli territoriali dell’Ordine dei giornalisti
L’art. 5 dispone che nessuno può esercitare la professione di giornalista, nè assumere il relativo titolo, se non è iscritto nell’elenco dei professionisti o in quello dei pubblicisti dell’albo istituito presso l’ordine regionale o interregionale competente. Rimangono ferme le sanzioni già previste a legislazione vigente.
L’art. 6 prevede la costituzione di Consigli dell’Ordine dei giornalisti anche nelle province autonome di Trento e di Bolzano.
6) Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico
L’art. 4 prevede che la Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico (art. 2 L. 233/2012) dura in carica fino all’approvazione della (nuova) delibera che definisce l’equo compenso e al completamento degli ulteriori adempimenti in materia.
L’art. 7 estende a regioni, province, città metropolitane e comuni l’autorizzazione ad avvalersi delle agenzie di stampa per l’acquisto di servizi giornalistici e informativi, già prevista per la Presidenza del Consiglio dei Ministri con aggiudicazione a trattativa privata, senza preliminare pubblicazione di un bando di gara.
8) Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e limite massimo retributivo per amministratori, dipendenti, collaboratori e consulenti del soggetto affidatario della concessione
L’art. 9 prevede che la concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ha durata pari a 10 anni ed è preceduta da una consultazione pubblica sugli obblighi dello stesso servizio.
Fino alla data di entrata in vigore del DPCM, e comunque per un periodo non superiore a 90 giorni dal 31 ottobre 2016, data di scadenza della concessione in atto – dunque, sostanzialmente, fino al 31 gennaio 2017 – continuano a trovare applicazione la concessione “e la relativa convenzione già in atto”.
Ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria
Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Interventi per l’editoria, per l’emittenza radiofonica e televisiva locale e per i giornalisti, nonchè disposizioni relative al servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale
Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la revisione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina pensionistica dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
Collana: Documentazione per l’attività consultiva della I Commissione n°178, pubblicato il 17 febbraio 2016
Posted in Camera dei Deputati, Temi dell'attività parlamentare | Tagged riforma legge editoria
APPROVATA ALLA CAMERA LA LEGGE PER IL RIORDINO DELLA DISCIPLINA DEL SOSTEGNO PUBBLICO PER IL SETTORE DELL’EDITORIA→