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Timestamp: 2018-12-12 00:45:05+00:00
Document Index: 179461126

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 90', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 2470', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 2470', 'art 2470', 'art. 2470', 'art. 148', 'art. 143', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 143', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 2 dicembre 2009: scudo fiscale: più tempo per perfezionare le operazioni di emersione; provvedimento dell'Agenzia del Territorio: esteso l'invio telematico per adempimenti su immobili; controlli selettivi per omessi o insufficienti versamenti d’imposta; enti non commerciali: in scadenza la presentazione del modello Eas; serve la residenza per i benefici fiscali sulla prima casa: deve essere ottenuta effettivamente presso l’immobile acquistato; versamenti Irpef scontati all'esame dalla Camera; cessione quote societarie senza autentica notarile | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 2 dicembre 2009: scudo fiscale: più tempo per perfezionare le operazioni di emersione; provvedimento dell'Agenzia del Territorio: esteso l'invio telematico per adempimenti su immobili; controlli selettivi per omessi o insufficienti versamenti d’imposta; enti non commerciali: in scadenza la presentazione del modello Eas; serve la residenza per i benefici fiscali sulla prima casa: deve essere ottenuta effettivamente presso l’immobile acquistato; versamenti Irpef scontati all'esame dalla Camera; cessione quote societarie senza autentica notarile
1) Scudo fiscale: Più tempo per perfezionare le operazioni di emersione
2) Provvedimento dell’Agenzia del Territorio: Esteso l’invio telematico per adempimenti su immobili
3) Controlli selettivi per omessi o insufficienti versamenti d’imposta
4) Enti non commerciali: In scadenza la presentazione del modello Eas
5) Serve la residenza per i benefici fiscali sulla prima casa: Deve essere ottenuta effettivamente presso l’immobile acquistato
6) Versamenti Irpef scontati all’esame dalla Camera
7) Ungdc: cessione quote societarie senza autentica notarile
8) Enti non commerciali: Guida operativa alla compilazione del Modello Eas dell’Ugdc
Scudo fiscale: La data per concludere le operazioni di emersione è stata individuata in quella del 31 dicembre 2010.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 50/E del 30.11.2009 ha, infatti, precisato che i contribuenti che non potranno perfezionare le operazioni di rimpatrio o regolarizzazione entro il 15 dicembre 2009, per cause oggettive esterne, hanno tempo fino al 31 dicembre 2010 per terminare l’iter.
È stato confermato che l’imposta straordinaria del 5% deve essere comunque pagata entro il 15 dicembre 2009 e che lo scudo produce effetti fin dalla data di pagamento dell’imposta.
Scudo fiscale: L’imposta straordinaria si versa entro il 18.12.2009
Il provvedimento del 30.11.2009, prot. 2009/180575, firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha fissato al 18 dicembre 2009 il termine ultimo per il versamento da parte degli intermediari dell’imposta straordinaria sulle operazioni di rimpatrio o regolarizzazione di attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, effettuate tra il 1° e il 15 dicembre 2009.
L’Agenzia del Territorio, con il Provvedimento 17.11.2009, pubblicato sulla G.U. n. 279 del 30.11.2009, ha esteso a segretari, delegati della PA o pubblici ufficiali diversi dai notai, le procedure telematiche per gli adempimenti su registrazioni, trascrizioni, iscrizioni, annotazioni e volture degli atti relativi a diritti sugli immobili.
Decorrenza dell’utilizzo facoltativo delle procedure telematiche
L’utilizzo facoltativo, per i pubblici ufficiali di cui al citato provvedimento, delle procedure telematiche di cui all’art. 3-bis del D.Lgs. n. 463/1997, decorre dal 1° dicembre 2009.
Al via la nuova campagna di controlli finalizzata ad intercettare i contribuenti che non hanno versato, in tutto o in parte, le imposte dovute nell’anno in corso, come ad esempio le imposte sui redditi – acconto e saldo – l’Iva periodica e a saldo, le ritenute operate e così via.
La direttiva firmata il 30.11.2009 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fatto partire l’operazione, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno che, negli ultimi tempi, ha assunto dimensioni preoccupanti, determinando un danno per l’erario particolarmente rilevante.
L’Agenzia delle Entrate individuerà le situazioni anomale analizzando i comportamenti adottati nel corso del 2009 alla luce anche di quelli tenuti negli anni precedenti.
L’assenza di un versamento periodico, ad esempio, verrà considerata anomala – e quindi da approfondire – se il contribuente nei mesi o negli anni precedenti ha costantemente versato le somme dovute allo stesso titolo, come nel caso dell’Iva periodica o delle ritenute.
Anche i versamenti degli acconti d’imposta saranno oggetto di analisi e monitoraggio per individuare eventuali omissioni.
Le posizioni a rischio saranno oggetto di specifiche attività di controllo.
La direttiva prevede inoltre che, nell’ambito delle ordinarie attività di verifica, vengano effettuati appositi controlli sulla tempestività e congruità dei versamenti eseguiti nel corso del 2009, tenendo conto della tipologia del contribuente, della sussistenza di specifici fattori di rischio e della particolare entità degli importi dovuti.
L’associazione che ha optato per il regime fiscale (speciale) previsto dalla Legge n. 398/1991, che non esercita strutturalmente attività commerciale, è tenuta all’adempimento della trasmissione del modello EAS se si avvale di una o più delle previsioni di decommercializzazione previste dagli artt. 148 del Tuir e 4 del decreto Iva, nonché se si limita a riscuotere le quote associative o i contributi versati dagli associati a fronte dell’attività istituzionale svolta dagli stessi.
Secondo dottrina, poiché rimarcato nella C.M. 12/E/2009, sono tenuti, tra l’altro, alla presentazione del modello di comunicazione (Eas):
– gli enti associativi di natura privata, con o senza personalità giuridica, che si avvalgono di una o più delle previsioni di decommercializzazione previste dagli articoli 148 del Tuir e 4 del D.P.R. 633/1972;
– gli enti che si limitano a riscuotere le quote associative o i contributi versati dagli associati/partecipanti a fronte dell’attività istituzionale svolta dagli stessi;
le società sportive dilettantistiche ex art. 90, L. 289/2002.
Per conseguenza, a parere di detta dottrina, sono obbligate all’adempimento:
– Le associazioni sportive dilettantistiche che, a fronte delle prestazioni rese nell’ambito di attività strutturalmente commerciali, percepiscano corrispettivi specifici, a nulla rilevando la circostanza che detti corrispettivi vengono eventualmente qualificati come contributo o quota associativa;
– le associazioni e le società sportive dilettantistiche iscritte nel registro del Coni che svolgono attività commerciale assolvono l’onere della comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali compilando il modello EAS in forma “ridotta”.
La comunicazione dei dati e notizie rilevanti ai fini fiscali prevista dall’art. 30, D.L. n. 185/2008 costituisce un onere che grava, in via generale, su tutti gli enti privati non commerciali di tipo associativo che si avvalgono del regime tributario agevolato previsto dagli artt. 148 del Tuir e 4 del D.P.R. 633/1972.
Per conseguenza gli enti associativi che non adempiano nel termine del 15 dicembre 2009 all’onere della comunicazione, nonché gli enti di nuova costituzione che non provvedano all’invio del modello EAS nel termine di 60 giorni dalla data di costituzione, se tale termine scada successivamente al 15 dicembre 2009, non possono fruire dei regimi agevolativi ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva.
L’obbligo di procedere alla comunicazione interessa sia le associazioni già costituite alla data del 29 novembre 2008 (data di entrata in vigore del D.L. 185/2008), sia gli enti di nuova costituzione.
Pertanto gli enti interessati potranno continuare a beneficiare della non imponibilità di corrispettivi, quote e contributi soltanto se provvederanno all’invio telematico dei dati e delle notizie rilevanti ai fini fiscali.
Per l’ottenimento dei benefici fiscali previsti per l’acquisto della prima casa è necessario l’effettivo ottenimento della residenza presso l’immobile oggetto dell’acquisto.
E’ quanto ha deciso <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24926 del 26.11.2009 che, nel modificare le sentenze delle Commissioni tributarie provinciale e regionale, ha confermato l’operato dell’Ufficio, rimarcando che per ottenere l’agevolazione la residenza deve essere richiesta entro il termine di decadenza, non essendo sufficiente dimostrare di essersi attivati per tempo a porre in essere le necessarie richieste.
E’ iniziato dalla Commissione Finanze della Camera l’iter parlamentare del decreto legge recante Disposizioni urgenti in materia di acconti di imposta, nonché di trasferimenti erariali ai comuni (A. C. 2975).
Tra le misure contenute nel provvedimento, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con la nota del 30.11.2009, ha ricordato la riduzione dal 99 al 79% dell’acconto irpef di novembre (la differenza andrà saldata a giugno del 2010).
Sono interessati agli “sconti” coloro che versano l’imposta sulle persone fisiche: lavoratori dipendenti o assimilati e pensionati che dichiarano altri redditi (ad esempio, provenienti da locazione di immobili, dal possesso di seconde abitazioni o da lavori occasionali), lavoratori autonomi, professionisti, soci di società semplici e di persone.
Coloro che hanno già pagato l’acconto nella misura ordinaria del 99% potranno fruire di un credito d’imposta, pari a quanto versato in più, da utilizzare in compensazione con il modello F24.
La differenza tra vecchi e nuovi importi, comunque, andrà saldata a giugno 2010.
I sostituti d’imposta trattengono l’acconto nella nuova misura del 79% sullo stipendio o la pensione di novembre dei contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, presentando la dichiarazione dei redditi con modello 730.
Se invece è già stata applicata la vecchia percentuale del 99%, le maggiori somme trattenute sono restituite con gli emolumenti di dicembre.
La scadenza di novembre ha riguardato anche gli acconti Irap e Ires.
Le persone fisiche e le società di persone hanno versato un acconto Irap del 99%, mentre i soggetti Ires hanno pagato un acconto del 100% sia per l’imposta sui redditi sia per quella regionale sulle attività produttive.
L’atto di cessione delle quote societarie, firmato in maniera digitale dal Commercialita, non richiede l’autentica del notaio.
E’ inammissibile il diniego di ricevere l’atto di trasferimento quote firmato digitalmente privo dell’autentica notarile.
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (comunicato stampa del 01.12.2009) ha inviato una lettera personale al Conservatore del Registro delle Imprese di Brescia giacché ritiene inammissibile il diniego di ricevere l’atto di trasferimento quote firmato digitalmente privo dell’autentica notarile di cui all’art. 2470 c.c., in quanto abusivo e illegittimo.
Si legge in tale comunicato stampa: “Il Conservatore del R.I., deve attenersi all’applicazione di una norma di legge (art. 36 comma 1 bis della L. 6/8/2008) che non lascia spazio a dubbi interpretativi, in quanto disciplina in maniera puntuale una procedura che si pone in alternativa a quella tradizionale e, pertanto, non può richiedere sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti che sarebbero solo frutto di una propria arbitraria interpretazione, chiaramente in contrasto con quella di derivazione legislativa.
Si ricorda, infatti, che il legislatore nell’ottica di una semplificazione e valorizzazione della firma digitale quale strumento di certificazione dell’atto così sottoscritto, con l’art. 36 comma 1 bis della L. 6/8/2008, ha inteso introdurre, in alternativa alla tradizionale procedura di cui all’art. 2470 c.c., che richiede l’intervento del Notaio autenticante per la trasmissione dell’atto al Registro Imprese, una procedura “alternativa” che consente non solo la sottoscrizione digitale dell’atto da parte dell’intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340, ma gli attribuisce anche valore di adempimento del deposito dell’atto sottoscritto digitalmente presso il R.I..
La norma, infatti, recita testualmente “L’atto di trasferimento di cui al secondo comma dell’articolo 2470 del codice civile può essere sottoscritto con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici, ed e’ depositato, entro trenta giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione e’ stabilita la sede sociale, a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’articolo 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340. In tale caso, l’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta dell’alienante e dell’acquirente, dietro esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito, rilasciato dall’intermediario che vi ha provveduto ai sensi del presente comma. Resta salva la disciplina tributaria applicabile agli atti di cui al presente comma. “
La norma in esame, di chiara interpretazione autentica, non solo non appare in nessun contrasto con l’art 2470 c.c., che continua a conservare la sua piena efficacia, ma non presenta alcun dubbio interpretativo.
L’atto di trasferimento di partecipazioni firmato digitalmente, infatti, non rappresenta altro che una procedura alternativa a quella di cui all’art. 2470 c.c.. e tanto si ricava dalla stessa espressione del legislatore: “L’atto di trasferimento di cui al secondo comma dell’articolo 2470 del codice civile può essere sottoscritto con firma digitale “.
La sottoscrizione digitale non necessita di alcuna autentica notarile, né l’atto sottoscritto digitalmente necessita dell’intervento del Notaio per il deposito presso il R.I.. Se così fosse, infatti, si creerebbe una sovrapposizione di adempimenti con l’effetto di produrre un inutile appesantimento della procedura vanificando, così, lo spirito della norma di recente introduzione ispirata alla semplificazione dei procedimenti amministrativi”.
(Ungdc, comunicato stampa del 1 dicembre 2009).
Occhio al punto 36 del modello Eas. Una errata risposta comporta quale conseguenza l’applicazione dei controlli automatici da parte delle Entrate.
Se i soci dell’ente non profit non hanno gli stessi diritti di voto non è possibile fruire dei benefici fiscali di cui all’art. 148 del Tuir.
Tuttavia, permangono le agevolazioni fiscali per gli enti non commerciali di cui all’art. 143 del medesimo Tuir.
Lo ha precisato l’Ungdc nel vademecum al modello Eas del 01.12.2009.
L’Unione nazionale giovani Dottori commercialisti ed Esperti contabili ha, infatti, predisposto la suddetta guida operativa del 01.12.2009 alla compilazione del modello Eas.
L’art. 30 del D.L. n. 185/2008, convertito dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha avviato la procedura per il censimento degli enti associativi che beneficiano dei regimi di imposizione agevolata di cui all’art. 148 T.U.I.R. e all’art. 4 D.P.R. n. 633/1972.
Tale articolo stabilisce l’obbligo di comunicare, telematicamente, specifici dati e notizie, rilevanti ai fini fiscali, tramite il cosiddetto modello EAS.
Il termine per l’invio telematico di tale comunicazione è fissato al 15 dicembre 2009, mentre per gli enti di nuova costituzione esso va fatto entro 60 giorni dalla loro costituzione.
Il vademecum dell’Ungdc si propone l’obiettivo di fornire alle Unioni locali delle linee guida nella compilazione del modello EAS, nell’ambito di quanto stabilito dalla legge e dalle relative circolari dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 12/e del 9 aprile 2009, circolare n. 45/e del 29 ottobre 2009).
A tal fine, il modello viene analizzato punto per punto, in modo da individuare una compilazione “standard” di pronto uso per ogni Unione locale.
In particolare, il punto 36 è da compilare solo in caso in cui l’ente si avvalga della normativa prevista dai commi 3, 5, 6 e 7 dell’art. 148 del TUIR e commi 4 (secondo periodo) e 6 dell’ art. 4 DPR n. 633/72.
Nota al punto 36)
Il T.U.I.R. prevede specifiche agevolazioni ai fini delle imposte dirette per gli enti associativi: esse sono riconosciute soltanto a condizione che lo statuto contenga le cosiddette clausole di garanzia contenute nel comma 8 dell’art. 148.
Tra queste si deve porre attenzione a quanto contenuto nella lettera c), ovvero:
«disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione».
Se si adotta un’interpretazione letterale e restrittiva della norma, dunque, al punto 36) del modello EAS l’Unione locale non dovrebbe barrare la casella “lett. C” ove lo statuto preveda la categoria dei soci over 43 e/o dei soci praticanti.
La commissione, tuttavia, ritiene che se si affronta la ratio del requisito di c.d. “democraticità” della struttura, esso servirebbe a contrastare la possibilità di creare una compagine “proprietaria” ed una compagine beneficiaria, senza diritti di voto, dei “servizi associativi” o dei servizi resi dietro pagamento di “corrispettivi specifici”.
In conclusione, quindi, la situazione per cui soltanto alcuni dei soci effettivi, per ragioni pretestuose, avessero diritto al voto tanto da poter decidere impunemente a chi spetta di partecipare alle cariche sociali apparirebbe ben diversa dal nostro caso, in cui alcuni partecipanti, non avendo i requisiti prescritti per i soci effettivi, vengono comunque ammessi nell’associazione, in categorie “speciali”, coerentemente prive dell’elettorato attivo e passivo.
In ogni caso, in virtù della considerazione che rispondere “NO” al punto 8) (vista l’eterogeneità dei soci come spiegato in sede di commento di tale voce) e barrare la casella c) del punto 36) potrebbe dare luogo a controlli automatici, ed in considerazione che la norma da un punto di vista letterale non dà spazio ad interpretazioni estensive, viene, quindi, consigliato di non barrare la casella c).
Ciò significa che le unioni locali non hanno diritto alle agevolazioni di cui all’art. 148 del Tuir mentre permangono le agevolazioni per gli enti non commerciali di cui all’art. 143.
– Gravi irregolarità nella tenuta delle scritture contabili: Con l’omessa trascrizione scatta la ricostruzione induttiva del reddito
Le gravi irregolarità (ad es. omessa vidimazione del libro giornale, omessa trascrizione di fatti amministrativi e la contabilizzazione di costi non documentati) rendono inattendibili le scritture contabili e giustificano il ricorso al metodo induttivo sintetico di accertamento del reddito.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 23847 del 11.11.2009)
– Imposta sulla pubblicità per insegne di superficie complessiva fino a 5 mq
La superficie del mezzo circostante il messaggio pubblicitario é esente da imposizione qualora sia costituita da una cornice oggettivamente distinta dallo spazio destinato alla pubblicità, sia anche strutturalmente inidonea ad essere utilizzata per la diffusione del messaggio.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 23023 del 30.10.2009)
– Principi contabili internazionali: bilanci e dividendi in 2 regolamenti
Il primo, che modifica l’Ifrs1, e il secondo Ifric 17, sul trattamento contabile di distribuzioni dividendi in natura
Il 29 e il 30 novembre è diventata obbligatoria, l’adozione, rispettivamente, del principio contabile internazionale Ifrs1 (ristrutturato) e dell’interpretazione dell’Ifric 17 sulla distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide.
A stabilire l’obbligatorietà sono due regolamenti adottati dalla Commissione europea.
Si tratta dell’1136 del 25.11.2009 e dell’1142 del 26.11.2009. Il nuovo Ifrs 1 (ristrutturato), oltre a sostituire quello precedente, ne facilita l’utilizzo anche in termini di eventuali modifiche successive ed elimina alcune disposizioni transitorie che non trovano più applicazione.
L’Ifric 17 fornisce, invece, chiarimenti e orientamenti riguardanti il trattamento contabile delle distribuzioni di dividendi in natura ai soci di una entità.
In taluni casi le società distribuiscono come dividendi ai propri soci azionisti attività diverse dalle disponibilità liquide.
La passività relativa al dividendo da pagare deve essere rilevata quando vi è la delibera di distribuzione.
La società deve valutare la passività al fair value dell’attività da distribuire.
“Nel momento in cui poi si procede al “pagamento” del dividendo, l’eventuale differenza tra il valore contabile dell’attività e quello del dividendo (fair value dell’attività) andrà rilevata a conto economico” (in tal senso, si veda il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 01.12.2009).
– L’Agenzia delle Entrate aumenta le imposte riscosse attraverso l’uso degli accertamenti sintetici
Dichiarava meno di 20mila euro l’anno, sostenendo nello stesso periodo di imposta ingenti spese per premi assicurativi e per il pagamento di canoni di leasing relativi a imbarcazioni e autovetture di lusso per circa 130 mila euro. Era proprietario di tre immobili del valore di circa 540mila euro, acquistati in due anni e di quattro automezzi, tra cui una moto e una Mercedes di grossa cilindrata, ma dichiarava redditi medi pari a 21mila euro.
Questi, due dei casi emersi dai circa 1.400 accertamenti sintetici del reddito effettuati nel Lazio dall’Agenzia delle Entrate dall’inizio dell’anno fino alla metà di novembre.
L’utilizzo del “redditometro” ha permesso di accertare un maggiore imponibile pari a 87 milioni di euro e una maggiore imposta evasa pari a 29 milioni di euro.
– Emendamenti finanziaria: Effetti del cedolino unico
Con l’introduzione del cedolino unico per le buste paga degli statali si potrà avere un effetto una tantum di maggiori entrate Irpef nel 2011 per 200 milioni di euro.
Lo quantifica la relazione tecnica all’emendamento del governo che spiega che con il cedolino unico che riunisce competenze fisse (stipendio) e accessorie (straordinari, incentivi ecc.) sarà possibile applicare in tempo reale l’effettive aliquote e detrazioni Irpef, così come avviene nel settore privato.
Fra le diverse conseguenze del sistema com’è strutturato attualmente vi è quella relativa agli elevati conguagli fiscali a febbraio dell’anno successivo a quello di percezione del reddito.