Source: http://www.studiorighini.it/eu-it/consulenza-legale-e-contrattuale-1.aspx
Timestamp: 2019-03-21 19:58:40+00:00
Document Index: 168754386

Matched Legal Cases: ['art. 1671', 'art. 1372', 'art. 1671', 'art. 72', 'art. 96', 'art. 23']

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La responsabilità del committente nel contratto d’appalto
L'appalto è un contratto caratterizzato dall'autonomia dell'appaltatore (ossia di colui che assume l'incarico di realizzare un'opera o di prestare un servizio) tale autonomia si esplica precipuamente nell'organizzazione dello svolgimento del lavoro, nella predisposizione e nell'apprestamento dei mezzi all'uopo necessari e nelle modalità esecutive.
Contratti con la Pubblica Amministrazione e disciplina applicabile
Sempre più spesso accade che i privati concludano accordi di carattere negoziale con la pubblica amministrazione: nell’ambito dell’attività edilizia, per esempio, si accompagna frequentemente, in relazione alla concessione di un titolo abilitante all’edificazione, la stipula di convenzioni urbanistiche che prevedono la realizzazione di opere dirette a soddisfare interessi della collettività quale (parziale) contropartita dell’assenso prestato all’esecuzione dell’intervento programmato.
I contratti con effetti protettivi: una nuova forma di responsabilità dei professionisti?
Alcune recenti sentenze hanno mostrato di riconoscere dignità giuridica a una figura contrattuale che non è prevista né disciplinata dalla nostra legislazione, ma che, al pari di altre fattispecie negoziali atipiche, è stata importata da un ordinamento straniero: si tratta del contratto con effetti protettivi a favore del terzo.
Con tale espressione si intendono qualificare quelle situazioni nelle quali una delle parti del contratto è considerata responsabile (e, di conseguenza, tenuta a rispondere di eventuali inadempimenti) nei confronti non solo della controparte negoziale (ossia di colui con il quale è stato concluso il contratto), ma anche di soggetti che, sebbene terzi, possono vantare posizioni dipendenti o collegate al contratto, oppure diritti che hanno quale presupposto il corretto adempimento delle obbligazioni dallo stesso discendenti.
Il recesso del committente e l’indennizzo dell’appaltatore
L’appalto è caratterizzato dalla facoltà riconosciuta al committente dall’art. 1671 c.c. di recedere in qualsiasi momento dal contratto, anche qualora l’esecuzione dell’opera o la prestazione del servizio sia già iniziata, provocando lo scioglimento anticipato del rapporto.
Trattasi di una facoltà eccezionale, non solo in quanto deroga al principio della vincolatività del contratto sancita dall’art. 1372 c.c., ma anche perché il recesso di cui all’art. 1671 c.c., per poter essere esercitato, non deve trovare giustificazione in circostanze tipizzate dal legislatore, ovvero essere fondato su una giusta causa: il committente, infatti, può recedere – come si suole dire – ad nutum, ossia a suo insindacabile arbitrio e senza essere tenuto a esplicitare i motivi per i quali si è determinato a non consentire all’appaltatore di portare a compimento l’opera o il servizio commissionati.
Con la legge annuale per il mercato e la concorrenza (l. 4 agosto 2017, n. 124), il legislatore ha tipizzato la figura contrattuale del leasing, fino a oggi presa in considerazione da alcune disposizioni settoriali (per esempio, dall’art. 72-quater della legge fallimentare), ma priva di una disciplina specifica (trattandosi di fattispecie negoziale importata da ordinamenti stranieri, per alcuni aspetti assimilata alla nostra vendita con riserva della proprietà).
Invalidita’ della notificazione e sanabilita’
Con quattro recenti sentenze, pronunciate a breve distanza l’una dall’altra, le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato importanti principi in tema di notificazione di atti giudiziari.
Confermate le procedure per i rimborsi agli investitori delle casse di risparmio fallite
E’ entrata in vigore la l. 119/2016, di conversione del d.l. 59/2016, che ha confermato le procedure di rimborso per i detentori di strumenti finanziari delle casse di risparmio insolventi. Le poche modifiche introdotte in sede di conversione sono volte principalmente a rendere più agevole l’accesso dei risparmiatori coinvolti alle erogazioni del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
La legge di stabilità per il 2016 ha istituito il Fondo di solidarietà per l’erogazione di prestazioni in favore dei detentori di strumenti finanziari subordinati emessi da Banca delle Marche S.p.a., Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio Soc. Coop., Cassa di risparmio di Ferrara S.p.a. e Cassa di risparmio della provincia di Chieti S.p.a., alimentato e gestito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (di seguito, “FITD”) istituito ai sensi dell’art. 96 d.lgs. 385/1993. Il d.l. 3 maggio 2016, n. 59, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio 2016, ha introdotto le prime misure disciplinanti l’erogazione degli indennizzi ai risparmiatori.
Nella circolare dello Studio l’approfondimento riguarda:
la determinazione dell’indennizzo
la modalità di presentazione della domanda di indennizzo
l’erogazione dell’indennizzo
L’art. 23 del D.L. 133/2014 (c.d. Decreto Sblocca Italia) ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina autonoma del contratto di godimento in funzione della successiva alienazione (c.d. “rent to buy”).
Si tratta di un’autonoma tipologia contrattuale, diversa dal leasing, pensata per favorire la ripresa del mercato immobiliare e, per tale ragione, “a maglie larghe”. Il rent to buy, infatti, consente al conduttore di ottenere immediatamente il godimento di un immobile, riservandosi il diritto di acquistarlo entro un determinato termine, in tal caso imputando parte del canone corrisposto al prezzo d’acquisto. I vantaggi sono evidenti: il concedente può mettere immediatamente a reddito l’immobile (recuperando così in parte i costi di costruzione, se sostenuti), mentre il conduttore può ridurre progressivamente l’impegno finanziario necessario, ottenendo così più facilmente accesso al credito e usufruendo, in ogni caso, dell’efficacia “prenotativa” della trascrizione del contratto di rent to buy, analoga a quella garantita dalla trascrizione del preliminare.
L'Agenzia delle Entrate con la Circolare n.4/E ed il Comunicato Stampa del19/02/2015 ha fornito chiarimenti in merito al regime fiscale applicabile al caso che ci occupa.
I professionisti dello Studio (avv.ti Giorgio Aschieri e Gianluca Fiori) si sono occupati della tematica con l'articolo "Rent to by e fallimento. Nota a margine di un provvedimento del Tribunale di Verona" pubblicato da Il caso.it in data 25.02.2015. Scarica l'articolo in formato pdf