Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:resoconto:20151222;P
Timestamp: 2018-07-17 00:02:24+00:00
Document Index: 26471733

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 133', 'art. 3', 'art. 69']

SEDUTA DI MARTEDÌ 22 DICEMBRE 2015
OGGETTO 1684
Delibera: «Parere di conformità, ai sensi dell'art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo schema di Regolamento regionale in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue derivanti da aziende agricole e piccole aziende agro-alimentari.» (55)
OGGETTO 1725
Delibera: «L.R. 19 agosto 1996, n. 30. Accordo del programma speciale d'area "Rigenerazione e rivitalizzazione dei centri storici colpiti dal sisma - attuazione dei piani organici" di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 1094 del 14/07/2014.» (Proposta della Giunta regionale in data 30 novembre 2015, n. 1974) (56)
OGGETTO 774
Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme in materia di tassa regionale sulla prostituzione". A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Fabbri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani, Marchetti Daniele
(Reiezione)
(Ordine del giorno 774/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Approvazione)
Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Modifiche alla Legge Regionale 4 dicembre 2003, n. 24 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza".» A firma del Consigliere: Foti
(Ordine del giorno 1078/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)
(Ordine del giorno 1121/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)
FOTI, relatore di maggioranza
MARCHETTI Daniele, relatore della Commissione
FOTI (FdI)
OGGETTO 36
Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modificazioni alla Legge Regionale 6 luglio 2012, n. 7. Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative". A firma del Consigliere: Foti
(Ordine del giorno 36/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)
Ordini del giorno “Non passaggio all’esame degli articoli” 774/1 - 1078/1 - 1121/1 - 36/1
Emendamenti oggetti 774 - 36
La seduta ha inizio alle ore 14,59
PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la cinquantacinquesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.
Nomino scrutatori le consigliere Lori, Tarasconi e Sensoli.
PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo dall’oggetto 1684: Parere di conformità, ai sensi dell'art. 28, comma 4, lettera N) dello Statuto sullo: "Schema di Regolamento regionale in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue derivanti da aziende agricole e piccole aziende agro-alimentari".
La Commissione “Territorio Ambiente Mobilità” ha espresso parere favorevole nella seduta del 10 dicembre 2015 con la seguente votazione: 35 voti a favore, nessun contrario e 2 astenuti.
Dichiaro aperto il dibattito generale. Sono previsti dieci minuti per ogni intervento.
Ha chiesto di parlare il consigliere Iotti. Ne ha facoltà.
Ne abbiamo già discusso in Commissione ed è bene tornare, perché spesso siamo abituati a parlare di problemi ambientali legati agli impatti delle industrie e comunque tutto quello che è legato ad attività di emissioni di altra natura, mentre questi aspetti relativi ai reflui da allevamenti costituiscono un tema di rilevantissima attualità. Negli ultimi decenni, in particolare, lo sviluppo degli allevamenti zootecnici intensivi ha modificato moltissimo quello che un tempo era il rapporto fra alimenti prodotti, animali allevati e deiezioni.
Le deiezioni animali sono così passate da un problema relativo non più a elementi nutritivi del terreno, ma a un problema di smaltimento al più basso costo possibile. Tutto quello che un tempo veniva gestito da un sistema chiuso oggi è un problema relativo non più solo a quanto è riciclabile e reinseribile nel ciclo del terreno, ma è un problema di smaltimento. Quello della concimazione organica appunto oggi è un tema che viene affrontato nuovamente con questo Regolamento, che non parte dal nulla, perché esiste una normativa precedente, e riguarda quindi tutte quelle modalità relative al trattamento dei liquami per attività non solo zootecniche, ma anche di piccole aziende. Sottolineo solo un fatto. Nei nostri territori abbiamo un sistema di produzione zootecnico legato a un territorio piuttosto distribuito per quelli che sono gli allevamenti bovini, mentre abbiamo una particolare concentrazione di quelli suinicoli. Questo credo sia, tra l’altro, uno dei problemi più significativi che sono stati accertati anche sul territorio.
La delibera di oggi nasce da una normativa europea, che è stata acquisita dall’Italia, ma che poi solo a novembre è stata data in via definitiva la regola tecnica. Di questo, comunque, ne prendiamo atto nei tempi brevi, perché erano 180 giorni per adeguarsi, ma credo che questa sia una situazione di importanza proprio per il tema. Mi soffermo su alcuni aspetti di questa materia. Intanto noi avremo, com’è noto a tutti, un passaggio di competenze, perché queste erano tutte procedure legate alle domande presso le Province, mentre con la legge di riordino tutta la materia dovrà essere poi trasferita a quella che sarà l’Agenzia regionale di prevenzione ambiente energia. Non è cosa da poco perché questo significa comunque mantenere un controllo di un meccanismo, ma cercare di garantirne l’efficacia in ogni caso.
La normativa, ripeto, porta poche modifiche che vanno accolte da quella che è la direttiva europea. Esistevano già nella normativa anche tutte le definizioni di zone vulnerabili ai nitrati, perché di questo si parla, cioè del carico di azoto che viene apportato sui terreni.
Apro una parentesi. Sarà noto a tutti, ma è bene ricordarlo: gli eccessi di azoto che raggiungono le falde e le acque superficiali sono poi in gran parte responsabili di quegli effetti che troviamo sulle coste, tutti i fenomeni di eutrofizzazione dei corsi d’acqua delle lagune e lo sviluppo delle mucillagini in mare. Quindi, è materia assolutamente importante.
La normativa, quindi, disciplina tutte le attività referenti, relative anche a quel tema che riguarda le fasi dell’anno e stagionali in cui non è concesso lo spandimento, per le quali occorre andare alla raccolta o all’accumulo temporaneo in appositi contenitori che, nelle zone agricole, sono ben noti e riconosciuti come i cosiddetti “lagoni”, almeno dalle nostre parti. C’è poi tutta una materia relativa alle normative di inquadramento. L’Autorizzazione Integrata Ambientale che, tanto per intenderci, scatta con circa duemila capi suini e quattrocento vacche da latte, dovrà prevedere esattamente tutta questa materia. Sottolineo un aspetto che credo importante e che qui viene solo citato perché non può essere normato da questo Regolamento, ma che rimanda ad altra normativa, ed è quello dei fanghi di depurazione.
Da più parti questa materia dei fanghi da depurazione viene ancora, e dico purtroppo, espansa in agricoltura. I rischi legati alla presenza soprattutto di metalli pesanti sono tanti e il Regolamento cita esattamente, cosa che era già anche prevista, ma va ribadita, il divieto di cumulo nello stesso anno delle materie derivanti da diverse lavorazioni.
Credo che questo sia un elemento, per tutti gli Enti locali e per tutti i soggetti che dovranno controllare, di grande importanza, perché spesso viene fatta sorvolando anche i semplici rapporti con gli Enti locali.
Concludo dicendo che la delibera cita anche il fatto che sono state fatte consultazioni con le associazioni di categoria che raccolgono le aziende zootecniche. Credo che questo sia un fatto positivo. Tutto sommato credo che per quanto di nostra competenza, cioè l’espressione di un parere, il Regolamento raccolga le normative per quanto dovevamo adeguare e quindi credo sia un importante Regolamento che andiamo ad assumere in tempi brevi.
Come sempre – questa sarà la vera sfida – dovremo cercare di metterlo in attuazione e di garantirne i controlli, perché la tematica è assolutamente molto rilevante per quanto attiene l’impatto sul territorio. Si stima che il 60 per cento della presenza di nitrati delle acque deriva da attività zootecniche o da aziende legate all’agroindustria. Questo ci chiama a un impegno, che è quello non solo di disciplinarla, ma anche di prestare grande attenzione.
Non ho altri iscritti in dibattito generale. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Sono previsti cinque minuti per ogni intervento.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Fabbri. Ne ha facoltà.
FABBRI: Grazie, presidente.
Molto velocemente annuncio il voto favorevole della Lega Nord a questo atto amministrativo in quanto sono state accolte le osservazioni che sono state fatte già durante questo autunno da parte delle associazioni agricole. Questo ovviamente ci fa piacere e votiamo favorevolmente.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Fabbri.
Non ho altre dichiarazioni di voto.
Procediamo alla votazione della delibera di cui all’oggetto 1684.
Metto in votazione, per alzata di mano, il partito di deliberazione di cui all’oggetto 1684.
PRESIDENTE (Saliera): L’Assemblea approva.
PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 1725: Proposta recante: "L.R. 19 agosto 1996, n. 30. Approvazione dell'accordo del programma speciale d'area "Rigenerazione e rivitalizzazione dei centri storici colpiti dal sisma - attuazione dei piani organici" di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 1094 del 14/07/2014" (delibera di Giunta n. 1974 del 30 11 15).
La Commissione “Bilancio, Affari generali e istituzionali” ha espresso parere favorevole nella seduta del 15 dicembre 2015 con la seguente votazione: 40 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Sabattini. Ne ha facoltà.
Conosco l’economia della giornata, quindi la teniamo molto breve e saltiamo tutti i preamboli. Mi sembrava corretto, però, almeno dire due cose su un provvedimento, che è un provvedimento atteso, atteso e costruito insieme a tutti i Comuni.
È un ulteriore gradino su quella scala che deve portare, come ricordava ieri il presidente, i Comuni che oggi sono colpiti dal sisma alla piena ricostruzione e cominciare a escludere un po’ alla volta dal cratere gli stessi. È una scala lunga che dobbiamo cercare di percorrere in fretta e questo credo che sia un gradino importante.
Veniamo semplicemente al provvedimento, giusto per sottolinearne le caratteristiche principali. Questo è uno strumento che ha lo scopo di una programmazione economico-finanziaria e procede alla rigenerazione e rivitalizzazione dei centri storici colpiti dal sisma del 2012, avviando un sostanziale ripristino dei luoghi pubblici e dell’arredo urbano, che sono stati individuati insieme ai Comuni come priorità, sempre tenendo ferma la programmazione dei piani organici dei Comuni stessi. Resta fermo che questi interventi vengono fatti con il sostegno dei principi della coesione sociale e della sostenibilità ambientale. I progetti promossi dal presente programma si riferiscono a interventi di riqualificazione urbana. È possibile con questo Piano anche la demolizione delle opere incongrue, nonché la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture distributive dei servizi, dei centri storici e delle aree a vocazione commerciale. È chiaro che questo è un intervento che va anche a migliorare quella che è l’attrattività di quelle zone dei nostri Comuni colpiti dal sisma che sono state maggiormente ammalorate e che sono anche quelle di più difficile ricostruzione, che sono appunto i centri storici. La Regione investe in questo programma 18 milioni di euro e sono coinvolti ventiquattro Comuni.
A loro volta le Amministrazioni comunali e i soggetti attuatori degli interventi si impegnano a stanziare quasi 5 milioni di euro. Il programma prevede i tempi di inizio delle opere, la durata degli stessi con la relativa modalità di erogazione del contributo, con il controllo appunto dell’Autorità di programma, come previsto dalla legge n. 30/1996.
Come abbiamo sottolineato in Commissione, credo bipartisan, da parte di tutte le forze politiche, è chiaro che le necessità sarebbero ben maggiori per il recupero complessivo di tutti i nostri centri storici, ma cogliamo, come abbiamo fatto da subito dopo il terremoto, tutte le opportunità che vengono messe in campo con la massima velocità e determinazione; una determinazione che sono sicuro che i Comuni avranno in qualità di attuatori dei programmi, anche se oggi registriamo all’interno degli stessi anche tanta difficoltà a gestire tutti i cantieri e a svolgere tutte le procedure che insistono sulla ricostruzione.
Utilizzo questo intervento anche per esortare la Regione a continuare il lavoro di supporto che sta facendo nei confronti delle Amministrazioni e, se è possibile, anche a rafforzarlo per permettere che i tempi previsti all’interno degli accordi possano essere rispettati. Questo provvedimento, come detto, viene da una concertazione con tutti i Comuni interessati.
Non sono, però, questi soltanto nuovi stanziamenti per la ricostruzione che interessa, appunto, i luoghi principali delle comunità, che sono le piazze, i portici, le biblioteche, gli edifici di valore storico che sono contenuti nei centri storici; luoghi che verranno recuperati al meglio, meglio di prima, che le comunità ricorderanno sempre come erano, ma che, vedendoli migliorati e rafforzati, potranno sempre testimoniare come da un dramma ci si può riprende e ci si può rilanciare.
Ha chiesto di parlare il consigliere Fabbri. Ne ha facoltà.
Anch’io sarò veloce, anche perché il college Sabattini, come sempre, è stato molto puntuale ed esaustivo. La Lega voterà favorevolmente, come ha già fatto in Commissione, a questo provvedimento; un provvedimento importante che stanzia risorse questa volta non commissariali, ma legate strettamente al bilancio della Regione, non tanto per ricostruire, ma per riqualificare e rigenerare dei centri che sono stati abbattuti durante il sisma del 2012 e che ancora oggi ne portano le conseguenze sia in termini di arredo urbano che in termini economici legati, ovviamente, a tanti centri che sono stati chiusi e a tante attività commerciali. Comunque c’è una potenzialità economica ancora difficile da far ritornare com’era prima del maggio del 2012.
Tra l’altro, i progetti – rivolgo i miei complimenti anche all’assessorato e a chi ha la delega alla ricostruzione, al di là del commissario Bonaccini, e all’assessore Palma Costi – sono socializzati sia con i Comuni che con i cittadini. Quello che diceva prima il collega Sabattini è giusto.
Spero, siccome ancora ci sono molte richieste che devono essere esaudite da parte di questa Regione nei confronti dei Comuni che hanno chiesto più risorse, che questo sia soltanto un primo step e che poi ce ne sia un secondo che porti avanti questi progetti e che non si lascino a metà le richieste dei Comuni.
Faccio solo un’osservazione critica, non sul terremoto, perché ho già avuto modo di esprimermi, ma sulla situazione ancora drammatica in cui versano i nostri territori. È ancora veramente difficile. Rilevo poca sensibilità, a mio avviso, da parte del Governo su dei temi e su alcuni emendamenti che anche tanti parlamentari del PD hanno portato avanti in questi giorni. Queste opere le riusciremo a realizzare se, e soltanto se, in molti casi ci verrà data la possibilità di uno spazio finanziario slegato dal Patto di stabilità, perché altrimenti, in molti casi, quello che stiamo votando qui oggi, se non sarà accompagnato dalle risorse o per scelta del Governo o sul patto verticale che può fare la Regione, rimarranno sulla carta o andranno a rilento. Se, invece, si riesce a slegare la ricostruzione dal sistema del Patto di stabilità ovviamente le opere verranno fatte, perché la quota parte che mettono i Comuni ricade all’interno di questo vincolo assurdo per quello che riguarda, a mio avviso, un territorio che è stato colpito dal sisma o da qualsiasi calamità.
Ripeto, la Lega voterà favorevolmente.
Non più iscritti in dibattito generale. Dichiaro chiuso il dibattito generale.
Do la parola, per le conclusioni, all’assessore Costi.
COSTI, assessore: Solo per rafforzare un tema che ho sentito sia nel dibattito qui, ma anche e soprattutto da parte dei Comuni. È chiaro che il Piano organico, quello che noi abbiamo finanziato, è una prima tranche. È stato fatto un lavoro molto importante da parte dei Comuni, che avevano chiaramente le condizioni per poterlo fare e quindi che avevano un certo tipo di situazione. Credo che sia stato fatto davvero un ottimo lavoro e questo ci permette di completare nel futuro una parte di opere che oggettivamente sarebbero rimaste fuori rispetto alla parte degli indennizzi che ci sono stati comunque riconosciuti dallo Stato.
Vorrei anche tranquillizzare tutti rispetto alla capacità di spesa dei Comuni, perché comunque l’emendamento è stato approvato, è passato sia alla Camera che al Senato, ed è stata prevista quella che adesso si chiama “modifica del pareggio di bilancio”. Le condizioni affinché i nostri Comuni possano investire le risorse dei 18 milioni del Piano organico, ma chiaramente anche gli altri finanziamenti che sono stati dati sul Piano delle opere pubbliche, a cui sono stati aggiunti 160 milioni di euro che vanno sempre a finanziare le opere pubbliche, ci saranno. Per cui, sono molto tranquilla che il 2016 potrà essere davvero un anno di forti investimenti pubblici.
Sappiamo che gli investimenti vengono realizzati una volta che hanno fatto la progettazione, hanno fatto gli appalti e quindi c’è un iter sempre abbastanza complicato. Credo, però, che anche quest’anno, il 2016, presenterà le risorse e la possibilità per i Comuni davvero di spenderle, perché la legge di stabilità, grazie al lavoro che hanno fatto i parlamentari, noi, i Comuni, tutti, e anche grazie al fatto che il Governo le ha recepite, è una realtà per tutti.
Ringrazio tutti perché è stato fatto un lavoro di squadra e credo che questo sia stato premiato.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Costi.
Dichiaro aperte le dichiarazioni di voto. Non ho nessun iscritto in dichiarazione di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, il partito di deliberazione di cui all’oggetto 1725.
PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 774: Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme in materia di tassa regionale sulla prostituzione". A firma dei consiglieri Rancan, Rainieri, Fabbri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani, Marchetti Daniele.
Siamo in discussione generale. Ricordo che nella scorsa seduta erano intervenuti il consigliere Aimi per un totale di sedici minuti, Foti per un totale di diciassette minuti, Rancan per un totale di dieci minuti, Calvano per un totale di quindici minuti, Fabbri per sette minuti, Rainieri per quindici minuti.
Procediamo con la discussione generale. Avevo degli iscritti nella scorsa volta, ma ricomincerei, nel senso che prendo ora le iscrizioni a parlare.
Se non ci sono iscritti in discussione generale, procediamo con le dichiarazioni di voto sull’ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli 774/1, firmato dal vicepresidente della Commissione Bilancio e Affari generali e istituzionali, Roberto Poli. Avete cinque minuti per Gruppo.
Non ci sono richieste in dichiarazione di voto. Passiamo alla votazione dell’ordine del giorno 774/1 di non passaggio all’esame degli articoli.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 774/1 di non passaggio all’esame degli articoli.
PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno 774/1 è approvato.
PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’esame congiunto degli oggetti 1078 e 1121.
Oggetto 1078: Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modifiche alla Legge Regionale 4 dicembre 2003, n. 24 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza"". A firma del Consigliere: Foti.
Il testo n. 27/2015 è stato licenziato con parere contrario dalla Commissione “Bilancio Affari generali ed istituzionali” nella seduta del 19 novembre 2015.
Il progetto di legge è composto da 2 articoli.
Il relatore della Commissione, consigliere Tommaso Foti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.
Oggetto 1121: Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la prevenzione e il contrasto di fenomeni di criminalità comune particolarmente diffusi e per la riduzione dei danni da reati non rientranti in quelli del crimine organizzato". A firma dei Consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Bargi, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.
Il testo n. 26/2015 è stato licenziato con parere contrario dalla Commissione “Bilancio Affari generali ed istituzionali” nella seduta del 17 novembre 2015.
Il progetto di legge è composto da 5 articoli.
Il relatore della Commissione, consigliere Daniele Marchetti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.
Do la parola al relatore di maggioranza sull’oggetto 1078, consigliere Foti.
FOTI, relatore di maggioranza: In realtà la formula di rito è giusta, relatore di maggioranza, se non fosse che il parere espresso dalla maggioranza della Commissione già preannuncia quale fine faccia questo progetto di legge. Purtuttavia, dopo il voto espresso ieri dall’Assemblea sull’emendamento a firma dei colleghi della Lega, ma anche del consigliere Calvano - e cioè dell’istituzione di un fondo per le spese legali di coloro i quali si vedono vittime oggi dell’inefficace controllo da parte di Bankitalia, ma non solo, e cioè degli obbligazionisti e degli azionisti delle note quattro banche popolari, di cui una sicuramente è a voi nota, la Banca Etruria, ma anche Carife doveva essere sufficientemente nota a molti di voi - io penso che diventi più difficile sostenere che la Regione non ha titolo o non ha interesse a prevedere di sostenere le spese per coloro i quali, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano accusati, e dico “accusati”, di avere commesso un delitto per eccesso colposo di legittima difesa.
Vorrei far presente sul punto che non si tratta oggi di un argomento non di attualità, perché non c’è giorno in cui nei nostri territori le case non vengano svaligiate, ma quello che è peggio, i furti ormai sono commessi in presenza persino di coloro i quali abitano le case, molto spesso vittime di violenza e che qualche volta, magari anche per ragioni di stazza fisica, reagiscono.
Capite che in certe situazioni diventa difficile misurare se siamo nell’ambito della proporzionalità o di un filino oltre la proporzionalità di quanto richiede il codice per discriminare tra legittima difesa o eccesso colposo di legittima difesa.
Purtuttavia si tratta per delle vittime, attenzione, non per dei carnefici, di dover far fronte a quello che la giustizia, sotto un certo profilo indica e richiede, e cioè di dover dimostrare, in una sede giurisdizionale, il loro comportamento e convincere che il loro comportamento è stato proporzionale e non più che proporzionale all’offesa subita.
Penso che sia un atto di civiltà giuridica prevedere soprattutto quella riconoscenza del crimine contro il patrimonio e contro la persona che si sta oggi verificando, non solo in un’area particolare del Paese, ma in tutto il Paese.
Abbiamo, quindi, una giustizia all’incontrario: lo Stato paga l’avvocato a chi ha commesso un reato, ma dice a chi lo ha subìto di pagarsi l’avvocato per difendersi. Io non so − lo dico molto sommessamente − se vi rendete conto che l’opinione pubblica non ne può più di questi controsensi. Il discorso non è tanto il fatto che a questo istituto faranno ricorso in massa. Anzi, se devo essere sincero, auspico che nessuno debba ricorrervi, perché vorrebbe dire che non siamo più in presenza di situazioni e di reazioni più che proporzionali all’offesa, sperando che non vi sia più alcuna offesa.
Come legislatori, non possiamo far finta di non fotografare una situazione che si va evolvendo interamente in negativo sotto il profilo della sicurezza dei cittadini. Il Sole 24 Ore ieri ha pubblicato la solita classifica delle città d’Italia dove si sta meglio o dove si sta peggio. Una lettura superficiale porta a guardare soltanto se la posizione è aumentata o diminuita in quella classifica, senza leggere i parametri. Se andate a leggere i parametri, però, le città che più retrocedono sono rappresentate da quei territori in cui si verificano più episodi di criminalità organizzata. Quindi, paradossalmente, il cittadino che abita in quei territori ha anche lo svantaggio di vedersi additato sul territorio nazionale come abitante di una città in cui non recarsi, in quanto all’interno di quella città vi sono molti delinquenti.
Il secondo articolo può avere un significato minore per alcune province della nostra regione, ma non certo per la città di Bologna. Senza voler entrare nel merito di alcune situazioni, mi ricordo che nella mia gioventù politica il presidente Cossiga diceva: “Bologna l’ho sgombrata io con i carri armati”. Vi rendete conto quanto spesso, durante le cosiddette “manifestazioni politiche” (io parlo di sedicenti politiche, in realtà delinquenziali), persone che non hanno alcuna colpa, se non quella di avere un occhio di vetrina su una strada, se la vedono distrutta solo perché qualcuno, protestando e ritenendo che il modo migliore per protestare sia quello di rompere una vetrina, decide di rompere la vetrina di questo o quel negoziante? Mi fermo alla vetrina, ma in genere dietro la vetrina c’è una persona. Molto spesso si verifica l’incendio del negozio e la fuga del titolare.
Sotto questo profilo − che, tra l’altro, come mi insegnano gli avvocati Aimi e Bignami, diventa difficile sostenere in termini di rimborso delle spese assicurative, visto che molto spesso le assicurazioni non coprono questo tipo di eventi − uno Stato che non è in grado neppure di difendere la vetrina di un negoziante almeno si faccia carico non dei danni dovuti al fatto di non aver lavorato quel giorno (che pure sono significativi), ma dei danni materiali che gli sono stati prodotti. È così eversiva una proposta di questo tipo o siamo nell’ambito di quel buonsenso che dovrebbe guidare anche solo il legislatore regionale? Non voglio parlare di chi si trova più in alto, considerate le tante card che sono state create. Chi ha avuto la sfortuna di votare la prima card ricorderà che ci si accusò di voler fare le carte di povertà. Poi, stranamente, queste card, alle quali è stato attribuito un nome più alla moda, sono diventate l’unica arma con cui lo Stato vuol far vedere la sua presenza nelle famiglie, nei giovani. Card per tutti. Più card per tutti.
Nello slogan “più card per tutti” del renzismo imperante non è ancora entrato il rimborso delle spese per coloro i quali si trovano danneggiati durante manifestazioni che dovrebbero avere come stella polare quella di essere condotte nel massimo ordine e nella più ferma, ovviamente, protesta da parte dei partecipanti, secondo il tema che scelgono. In realtà, non vi è protesta, ma tanta violenza.
Io non penso che sia eversivo chiedere quello che richiama questa proposta di legge. Penso che sia soltanto una questione di buonsenso. Mi appello all’Assemblea perché, diversamente dalle valutazioni che sono state espresse in Commissione, forse anche per le argomentazioni qui espresse, si possa esprimere un voto favorevole a questa proposta.
PRESIDENTE (Saliera): Ringrazio il relatore della Commissione, consigliere Foti.
Do ora la parola al relatore della Commissione, consigliere Daniele Marchetti, per l’illustrazione della relazione relativa all’oggetto 1121.
MARCHETTI Daniele, relatore della Commissione: Grazie, presidente.
Questo progetto di legge si propone di superare, almeno parzialmente, alcune lacune che abbiamo riscontrato nel corpo legislativo regionale che disciplina il sistema integrato di sicurezza per il territorio dell’Emilia-Romagna, un corpo legislativo costituito essenzialmente da tre leggi regionali: la legge regionale n. 11/2010, che promuove la legalità contro i fenomeni di infiltrazione mafiosa, del lavoro irregolare, dell’usura e dei comportamenti illegali che alterano il mercato del settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata; la legge regionale n. 24/2003, che disciplina la Polizia amministrativa locale e la promozione di un sistema integrato di sicurezza, privilegiando le azioni integrate di natura preventiva, le pratiche di mediazione dei conflitti e riduzione del danno, l’educazione alla convivenza; questa legge si coordina, a sua volta, con la legge n. 3/2011 per quanto riguarda la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.
Dunque, il corpo legislativo regionale che disciplina il sistema integrato di sicurezza è formato, sostanzialmente, da queste tre leggi regionali, leggi che certamente trattano temi importanti senza prevedere, però, misure mirate a prevenire e contrastare fenomeni di criminalità comune, diversi da quelli del crimine organizzato e mafioso, né ridurre i danni e i disagi per le vittime di tali reati quando non rientrano nelle fattispecie più gravi, nelle quali sia derivata la morte o un gravissimo danno alla persona, casi in cui può intervenire la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati.
Con questo progetto di legge proponiamo di rafforzare la promozione del sistema integrato di sicurezza sul territorio regionale con alcune misure specifiche finalizzate a ridurre sia alcuni fenomeni di criminalità comune particolarmente diffusi in questa regione, quali, ad esempio, le truffe agli anziani, sia i danni derivanti dagli stessi, ma anche da altri reati sempre non rientranti tra quelli del crimine organizzato, come ad esempio gli atti vandalici compiuti durante le pubbliche manifestazioni.
Inoltre, sempre nella stessa prospettiva, si propone di ridurre i danni e i disagi per coloro che affrontano procedimenti penali perché accusati di eccesso colposo in legittima difesa, sostanzialmente per aver difeso la propria incolumità o il proprio patrimonio.
Queste sono le finalità contenute e specificate nell’articolo 1 del progetto di legge. Con l’articolo 2 iniziamo ad entrare nel dettaglio, ad esempio, della prevenzione e del contrasto del fenomeno delle truffe ai danni della popolazione anziana, prevedendo che le attività per ridurre tali tipi di reati si debbano effettuare tramite le politiche e gli interventi di cui agli articoli 4, 5 e 6 della legge regionale n. 24/2003, chiarendo, così, che non ci si vuole muovere al di fuori del sistema integrato di sicurezza esistente, ma lo si vuole ampliare portando uno sforzo ulteriore specifico per questi tipi di reati che, purtroppo, sono sempre più diffusi anche sul nostro territorio. Con la promozione da parte della Regione delle assicurazioni, da parte dei Comuni, per la tutela degli anziani truffati, di cui al comma 3, si mira, inoltre, a ridurre i danni prodotti da questi reati.
L’articolo 3, invece, affronta il tema degli interventi straordinari in favore dei soggetti danneggiati da rilevanti atti vandalici. La Regione, infatti, secondo questa nostra proposta, potrebbe erogare contributi a titolo solidaristico a favore di quei soggetti danneggiati da rilevanti atti vandalici compiuti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico per la parte di danno non coperta da forme assicurative. Vista, comunque, la frequenza e la complessità di questi casi, si demanda alla Giunta regionale, in collaborazione con i Comuni, la specificazione di quanto e come questi interventi si potranno attuare.
L’articolo 4 prevede il patrocinio a spese della Regione nei procedimenti penali per la difesa di cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio, contro la persona, siano accusati di aver commesso un delitto per eccesso colposo di legittima difesa. La finalità è quella di aiutare chi ha esercitato l’autodifesa, sempre più necessaria perché, purtroppo, è ormai evidente che l’azione coordinata delle autorità pubbliche non riesce più a limitare le aggressioni all’incolumità fisica e ai patrimoni. Di fatto, lo Stato è assente e i cittadini vogliono sentire il sostegno delle Istituzioni. Quindi, noi dovremo assolutamente andare incontro alla cittadinanza, che si sente sempre più abbandonata.
Va precisato che tale assistenza legale poteva esser fatta rientrare nell’ambito di un allargamento delle competenze della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, ma si è preferito prevederla come specifica attività regionale, senza mettere mano ad una modifica che, oltre all’articolo 7 della legge n. 24/2003, avrebbe dovuto comportare l’aggiornamento dello stesso Statuto della Fondazione, oltre che vedere in aumento le necessità finanziarie della stessa, che non sono solo prerogativa della Regione, ma anche dei Comuni associati.
Infine, l’articolo 5 riguarda le norme finanziarie. Si stabilisce che si fa fronte con fondi annualmente stanziati nelle unità previsionali di base e nei relativi capitoli del bilancio regionale, con riferimento alle leggi di spesa settoriali vigenti.
A noi sembrano proposte di buonsenso che vanno incontro a cittadini che − come dicevo prima − si sentono sempre più abbandonati dalle Istituzioni. Noi, come eletti dai cittadini, abbiamo il dovere di fornire risposte.
PRESIDENTE (Saliera): Grazie consigliere Daniele Marchetti.
Abbiamo discusso ampiamente, anche in Commissione, di questi due oggetti. Intervengo su tutti e due gli oggetti replicando quanto già argomentato in Commissione. Rispetto ai due oggetti, intervengo in particolar modo sul 1121, semplicemente perché gli articoli 3 e 4 di tale oggetto sono molto simili agli articoli 1 e 2 dell’oggetto 1078 presentato dal consigliere Foti.
Innanzitutto, la proposta di legge parte − almeno a me pare − da un presupposto errato. Si afferma in premessa che tutte le leggi regionali in materia di criminalità riguarderebbero quasi esclusivamente il contrasto al crimine organizzato e mafioso. In realtà, a me non pare che sia esattamente così. La legge n. 24/2003, citata anche dal consigliere Marchetti, riguarda, al contrario, la sicurezza urbana ed è interamente dedicata proprio alla prevenzione del disordine urbano e della criminalità predatoria e violenta e alla rassicurazione sociale. Va precisato che l’impianto della legge n. 24/2003 non esclude in assoluto che la Regione possa intervenire, in via preventiva, anche con tale legge, nei confronti del crimine organizzato e mafioso, come del resto la Regione ha fatto a più riprese fin dalla metà degli anni Duemila e sino a quando non è entrata in vigore la legge n. 3/2011, che − questa sì − si occupa esclusivamente del crimine organizzato e mafioso.
Come è noto, la Regione Emilia-Romagna è stata la prima tra le Regioni d’Italia a dotarsi di una legge che regolamentava ambito e modalità di intervento nella prevenzione della criminalità comune e del disordine urbano, ancora prima della legge n. 24/2003, più precisamente con legge n. 3/1999. A conferma di questo, vi sono gli innumerevoli progetti di prevenzione e sicurezza urbana che la Regione ha sostenuto o attraverso un contributo economico o attraverso una consulenza tecnica ai Comuni della regione e alle associazioni di volontariato che in essa operano.
Va ricordato che dal 1999 ad oggi sono stati finanziati oltre seicento progetti ad Enti locali, associazioni e centri di ricerca, sempre con bandi dedicati o attraverso la sottoscrizione di appositi accordi di programma finalizzati alla sicurezza urbana, che hanno mobilitato complessivamente oltre 63 milioni di euro di risorse regionali. Tra l’altro, la stragrande maggioranza dei progetti sostenuti in questi anni ha permesso ai Comuni e alle associazioni di intervenire per la prevenzione di varie forme di criminalità comune e disordine urbano, che vanno dai furti alle abituazioni al borseggio, allo spaccio di droga, alla violenza giovanile nello spazio pubblico, alla violenza contro le donne, al vandalismo, eccetera.
Non esiste, quindi, almeno dal nostro punto di vista, una lacuna da colmare. Anzi, la generalità della legge che viene richiamata nel documento 1121, di cui ci occupiamo adesso, è esattamente quella che permette di intervenire in ogni settore attinente alla sicurezza urbana.
Ciò detto, l’opzione favorita dalla Regione Emilia-Romagna è stata proprio quella di attribuire ai Comuni la scelta delle priorità su cui intervenire e non di predeterminare a priori, dal centro, quali fossero le priorità a livello locale. Ogni città, grande o piccola, ha un suo specifico problema di criminalità e al livello locale spetta stabilire quale sia quello prioritario per la sicurezza dei cittadini. Questa è una prima perplessità rispetto alla proposta.
Passo alla seconda perplessità. Si tratta di una proposta che mi sembra incongruente, almeno per quanto riguarda gli scopi. La finalità più volte dichiarata è preventiva: prevenire forme di criminalità organizzata, prevenire forme di criminalità comune, prevenire truffe e prevenire atti vandalici. In realtà, i provvedimenti che si propongono con la legge sono tutti ex post. Stabilire un’assicurazione per le truffe, oggettivamente, non serve a ridurre le truffe. Al limite servirà, dopo che la truffa si è realizzata, ad attenuare gli effetti. Allo stesso modo, creare un fondo per quanto riguarda gli atti vandalici durante le manifestazioni non serve a prevenire gli atti vandalici, ma serve, eventualmente, a intervenire dopo. Quindi, la finalità di prevenzione dichiarata in questa proposta, sinceramente, non riesco a vederla. Mi sembra che, sostanzialmente, non ci sia. Detto questo, con la legge attuale operante, la n. 24/2003, è senz’altro possibile prevedere progetti sulla base di bandi per prevenire le truffe e, eventualmente, tutelare successivamente le persone che ne sono state oggetto. È già possibile farlo con la legge attuale.
Vi è, poi, un problema anche di illogicità giuridica delle proposte. Ad esempio, per quanto riguarda gli atti vandalici, si propone di intervenire sugli atti vandalici commessi a seguito di manifestazioni pubbliche. Dobbiamo precisare, però, che la stragrande maggioranza degli atti vandalici che si verificano nelle città avvengono in altri contesti, non durante le manifestazioni pubbliche. Le persone vittime di un atto vandalico di chi di notte rompe loro il vetro della macchina piuttosto che il portone di casa potrebbero anche chiedersi per quale motivo durante la manifestazione pubblica è prevista una protezione, mentre durante la notte − un altro momento in cui, comunque, dovrei essere tutelato dalle forze dell’ordine della mia città − non vi è alcun tipo di protezione.
Così come per le truffe, anche in questo caso vi è una certa illogicità. La stragrande maggioranza dei reati di truffa non riguardano gli anziani, che pure rappresentano la parte debole della società, ma avviene tramite internet. Anche in quel caso, non si comprende per quale motivo si dovrebbe tutelare una categoria piuttosto che un’altra.
Credo che noi dovremmo, invece, procedere all’attuazione della legge che abbiamo già e provare a fare più prevenzione. Certamente, fare più prevenzione significa utilizzare la legge n. 24/2003 con nuovi progetti e bandi per i Comuni e per i singoli soggetti, però dovrebbe essere compiuto uno sforzo anche a livello nazionale. Il problema legato ai reati di truffa in questo Paese esiste anche a causa di una legge nazionale che, sostanzialmente, consente al truffatore di non ipotizzare nemmeno di finire in carcere o di pagare un prezzo per l’attività che svolge.
È stata approvata qualche anno fa la cosiddetta “legge ex Cirielli” o “Salva Previti”, legge dalla quale lo stesso relatore Cirielli si è dissociato, a un certo punto, tant’è che viene indicata come legge “ex Cirielli”. Quella legge, emanata per salvare una persona (che non fu neanche salvata, perché alla fine ci fu un emendamento), ha diminuito di molto i tempi di prescrizione per determinati reati. Tra questi reati, vi è il reato di truffa. Il reato di truffa, il cui termine di prescrizione − precedentemente alla Cirielli − era di sette anni e mezzo, che diventava di quindici anni in caso di truffa aggravata, oggi ha una prescrizione che dura sei anni. Siccome è quasi impossibile che un processo in primo grado, secondo grado e Cassazione finisca in sei anni, oggi coloro che commettono reato di truffa in Italia sono persone che hanno il 99,9 per cento di possibilità di farla franca, purché abbiano un avvocato che almeno faccia ricorso in appello e ricorso in Cassazione. Quindi, rispetto alla truffa, bisogna intervenire almeno riportando i termini di prescrizione del reato a quelli in vigore precedentemente alla legge Cirielli, che fu votata dal Popolo della Libertà, all’epoca, in Parlamento.
Rimane, poi, la questione relativa al patrocinio della Regione per gli indagati di reato di eccesso colposo di legittima difesa. Vi dico come la penso, dal momento che sono un giurista. Penso che questa previsione sia eticamente sbagliata e giuridicamente abnorme. Vi spiego per quale motivo. Noi siamo un’Istituzione. L’Istituzione non dovrebbe mai difendere un indagato, indipendentemente dal reato contestato. Io comprendo bene la situazione che si vuole tutelare. La capisco, da avvocato. Tuttavia, noi siamo un’Istituzione. L’Istituzione non dovrebbe mai pensare di difendere un indagato, e lo dico indipendentemente dal reato contestato. Se non fosse così, vorrebbe dire, intanto, che decidiamo noi quale comportamento è etico e quale non lo è. Lo decidiamo noi. Non lo dice più il Codice penale. Il Codice penale stabilisce quali sono i comportamenti che rientrano nella fattispecie di reato. Se noi ci arroghiamo il diritto di decidere quali sono i comportamenti etici, poi si apre una strada. Ci sono tanti altri comportamenti di cui noi potremmo discutere per stabilire se siano leciti o meno oppure comprensibili o meno dal punto di vista umano, mettiamola così, pur rappresentando fattispecie di reato.
Pensiamo alla persona che in un supermercato ruba perché ha fame. Si tratta di un furto, ma di un furto commesso da un soggetto che lo fa in stato di necessità. Tra l’altro, alcuni tribunali hanno anche riconosciuto questo fattore. Noi potremmo dire che difendiamo anche le persone che commettono un furto perché riteniamo che l’abbiano fatto in stato di necessità. Poi ci sono quelli che non pagano le tasse. Abbiamo avuto un presidente del Consiglio che una volta ha dichiarato che, in certi casi, è lecito non pagare le tasse.
Quando si apre una strada, bisogna valutare quali comportamenti riteniamo essere necessitati...
Quando apriamo una strada, bisogna pensare a ciò che succede dopo. Magari una strada la si apre per un determinato argomento, ma la si potrebbe aprire per tanti altri argomenti.
Altrimenti, decidiamo di tutelare, dal punto di vista giuridico, di difendere e di dare un patrocinio gratuito a coloro che commettono il reato di evasione fiscale perché si è ritenuto che l’abbiano commesso in stato di necessità.
Vi ho riportato solamente alcuni esempi − anche paradossali, se volete − per farvi capire che l’Istituzione non può agire in questo modo da un punto di vista etico. Considero questa proposta abnorme anche giuridicamente. La considero giuridicamente abnorme per un motivo molto semplice. “Abnorme” nel senso che già esiste qualcosa del genere. Noi abbiamo già una legge, ossia la legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato, che già stabilisce per le persone meno abbienti, per coloro che guadagnano meno di 10.000 e rotti euro lordi l’anno la possibilità di essere difesi da un avvocato di fiducia, non da un avvocato d’ufficio, a spese dello Stato. Le persone che, invece, se lo possono permettere, si sceglieranno un avvocato dal quale si faranno difendere e chiederanno il risarcimento del danno al reo, se otterranno una assoluzione. Per i danni più gravi alla persona, noi abbiamo – ed è stato indicato anche qui − la Fondazione emiliano-romagnola vittime del reato, la quale può essere adita, attraverso il sindaco di quel Comune, nel caso in cui ci sia un danno grave che il soggetto ha subìto.
Esiste già una strada. Non credo si debba percorrere la strada volta a difendere gratuitamente, quindi a patrocinare a spese della Regione persone che, innocenti fino a sentenza definitiva, sono imputate nel momento in cui è stato commesso un reato.
È per questi motivi, sostanzialmente, lo dico tranquillamente, e per queste forti perplessità rispetto alle due proposte che noi voteremo gli ordini del giorno di non passaggio ai voti.
Siamo in dibattito generale congiunto sui due oggetti. Io non ho altri consiglieri iscritti a intervenire. Per cui, chiudo il dibattito generale.
Apro le dichiarazioni di voto congiunte sugli ordini del giorno di non passaggio all’esame degli articolati relativi all’oggetto 1078 e all’oggetto 1121. Cinque minuti per Gruppo.
Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.
FOTI: Signor presidente, non è stata consegnata la richiesta relativa al non passaggio all’esame degli articolati. Io ce l’ho sul Consorzio di bonifica, ma non ce l’ho sulla mia proposta. Quindi, vorrei sapere se agli atti c’è o non c’è.
Lascio perdere che non abbiate chiesto ai relatori se volevano intervenire per replica. Va bene. D’altronde, dopo la chiusura della discussione generale dovrebbe esserci la possibilità per i relatori di replicare, e non è stato chiesto. Va bene. Ma almeno fate pervenire la richiesta di non passaggio all’esame. È sempre pervenuta.
Non metto in dubbio che il consigliere Mumolo l’abbia presentata, però noi non l’abbiamo.
PRESIDENTE (Soncini): Consigliere Foti, non avevo iscritti in dibattito generale, per cui ho proceduto.
Inoltre, la richiesta di non passaggio all’esame dell’articolato è stata presentata la volta precedente, quindi è presente agli atti, è stata distribuita e mandata anche per e-mail.
C’è una richiesta di ordine del giorno, mandata insieme alla convocazione, di non passaggio all’esame dell’articolato a firma del consigliere Poli per l’oggetto 1078 e un’altra di non passaggio all’esame dell’articolato sempre a firma del consigliere Poli per l’oggetto 1121.
Ha chiesto di parlare, sull’ordine dei lavori, il consigliere Foti. Ne ha facoltà.
FOTI: Questa non è una prosecuzione di seduta, presidente Soncini. Questa è una seduta ex novo, e comunque è un argomento che non è stato iniziato la scorsa volta. È chiaro? La scorsa volta questo argomento non è incominciato. Non siamo in sede di prosecuzione.
È il malvezzo di questa Assemblea, dove si presenta di tutto e di più indipendentemente dall’argomento trattato. Ma questa è una seduta e tutti gli atti vanno ripresentati ugualmente; diversamente, potremmo trovarci che, fra tre mesi, qualcuno dica che aveva presentato un emendamento al bilancio su una proposta che non c’era.
Non si può tener buono tre mesi fa ciò che c’era in una seduta diversa. È un problema di forma e di sostanza.
PRESIDENTE (Soncini): La richiesta di non passaggio all’esame dell’articolato è del consigliere Poli. Inoltre, ribadisco e confermo che è stata inviata via e-mail. C’è sempre il quesito, posto anche in Ufficio di Presidenza, relativo alla necessità di non eccedere con il consumo della carta.
Ad ogni modo, provvediamo subito a distribuire l’ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato. È in tiratura in questo momento.
Sospendo la seduta per cinque minuti, il tempo necessario per effettuare la distribuzione della richiesta.
(La seduta, sospesa alle ore 16,03, è ripresa alle ore 16,10)
PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i lavori d’aula.
Dichiaro aperte le dichiarazioni di voto sull’ordine del giorno che insiste sull’oggetto 1078. Cinque minuti per Gruppo.
Non ho iscritti in dichiarazione di voto, quindi procedo alla votazione.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 1078/1 di non passaggio all’esame dell’articolato sull’oggetto 1078.
PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 1078/1 è approvato.
Il progetto di legge 1078, quindi, si ferma qui.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 1121/1 di non passaggio all’esame dell’articolato sull’oggetto 1121.
PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 1121/1 è approvato.
Il progetto di legge 1121, quindi, si ferma qui.
Progetto di legge d'iniziativa dei Consiglieri recante: "Modificazioni alla Legge Regionale 6 luglio 2012, n. 7. Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative". A firma del Consigliere: Foti
PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 36, progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri recante “Modificazioni alla Legge Regionale 6 luglio 2012, n. 7. Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative”, a firma del consigliere Foti. Il testo 7 del 2015 è stato licenziato con parere contrario della Commissione Politiche economiche nella seduta del 2 dicembre 2015. Il progetto di legge è composto da sei articoli. Il relatore della Commissione, consigliere Tommaso Foti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.
Do la parola al relatore di maggioranza, consigliere Foti, per l’illustrazione della relazione.
FOTI, relatore di maggioranza: Signor presidente, anche in questo caso la ringrazio per aver precisato che sono relatore di maggioranza, ma in realtà, come si vedrà fra poco, anche per questo progetto di legge la maggioranza deciderà di non procedere.
Visto che è qui presente anche il presidente della Regione, mi permetto di fare solo un’osservazione. Se l’articolo 92 deve essere utilizzato in questo modo, non meravigliatevi se prima o poi, quando arriverà un provvedimento sorteggiato a scelta, non finirà tutto a tarallucci e vino. Ritengo, infatti, che l’articolo 92 sia un articolo serio, che andrebbe utilizzato quando effettivamente le proposte di legge violano dei princìpi generali dell’ordinamento o non fanno parte delle competenze di questa Assemblea legislativa. Per il resto, visto che, come ognuno di noi sa, l’iter legislativo interessa un numero limitato di minuti, non si comprendono le ragioni alla base di questo atteggiamento.
Questo progetto di legge, d’altronde, mira non certo a disarticolare chissà quali provvedimenti di legge, bensì esclusivamente a cercare di rendere chiaro il percorso relativo alla nuova legge sulla bonifica, così come modificato dalla legge n. 7/2012. Perché questo? Innanzitutto perché una legge nella quale si scrive “possono accomodarsi” non ha quel carattere precettivo di una legge nella quale, ad esempio, si dice “si accordano”. Infatti, laddove si stabilisce che un intervento è rilevante, si lascia solo poi a colui il quale deve applicare la legge il criterio della rilevanza, quando invece è il legislatore che deve indicare quali sono i limiti di un eventuale intervento.
Ma ciò che più rileva in questo progetto di legge è quanto è contenuto nell’articolo 5, laddove io penso di poter e dover dire che vi è un caso, ormai patologico, che dovrebbe trovare una soluzione legislativa da parte della Regione, in quanto nessun’altro riesce a porvi limite.
In Commissione sono stato contraddetto, ovviamente, perché è usanza dire che non è vero. Come è noto, l’opposizione dice sempre cose non vere. Personalmente, mi sono limitato a dire che, per quanto riguarda il Comune di Piacenza, vi è una situazione che ormai è paradossale, atteso che le richieste che il Comune di Piacenza ha fatto reiteratamente per la consegna di alcune opere per le quali il Comune ritiene sia cessata l’attività di bonifica; mi è stato risposto che non era vero e che non riguardava l’Amministrazione ultima di centrosinistra, retta dal sindaco Dosi, ma nella cui Giunta vi era anche l’attuale consigliera regionale Katia Tarasconi.
Dato che le parole contano, ma i fatti contano di più, mi preme rilevare che, in data 19 agosto 2014, il sindaco di Piacenza ha rivolto l’ennesima istanza al Ministero dell’economia e delle finanze e all’Agenzia del demanio, ricordando che, con una precedente istanza del 2010, l’Amministrazione comunale aveva richiesto al Ministero l’inserimento dei beni appartenenti al demanio statale, affinché fossero trasferiti al Comune di Piacenza.
In data 26 novembre 2013, il Comune proponeva domande di attribuzione a titolo non oneroso dei beni di proprietà dello Stato, ai sensi dell’articolo 56 del decreto-legge n. 69/2013, convertito dalla legge n. 98/2013. Ebbene, l’Agenzia del demanio – non dirò chi è l’attuale direttore, comunque è noto che è l'ex sindaco di Piacenza, appartenente al centrosinistra – ha effettivamente risposto alle istanze che sono state presentate, dicendo esattamente quello che si sostiene da tempo, vale a dire che non è in grado di soddisfare, come Agenzia, questa domanda per il semplice motivo che non spetta all’Agenzia stessa intervenire al riguardo.
L’impianto idrovoro della Finarda, l’impianto idrovoro dell’Armalunga, il Canale diversivo est e il Canale diversivo ovest sono quattro strutture che hanno cessato l’attività di bonifica – mi fa piacere che sia presente l’assessore Caselli, in modo tale che possa prenderne atto anche rispetto al ricorso che il Comune di Piacenza ha presentato in Regione avverso il Piano di classifica – per cui il Comune di Piacenza rimotiva la richiesta di questi beni, facendo presente che la richiesta è motivata dal consistente diretto beneficio di carattere funzionale ed economico per la comunità locale, derivante dalla gestione diretta da parte del Comune delle opere idrauliche in questione.
Badate, la questione è molto semplice. Ciò che il Comune riesce a fare con una spesa di 70.000 euro annui vede per contro, in ragione dell’attuale affidamento al Consorzio di bonifica, una pretesa contributiva pari a 2.132.000 euro.
Orbene, dato che in Commissione sono stato redarguito dal momento che non avevo i dati, ad avviso di alcuni, giusti, anche se, come posso dimostrare, questa è la carta del Comune di Piacenza e la firma è del sindaco di Piacenza, che sostiene ciò che io ho detto anche in Commissione, faccio presente che non voglio essere sottile, come lo sono stato in Commissione, dimostrando che gli atti li leggo anche quando, in luogo del Comune di Bologna, si scrive come oggi vi era scritto il Comune di Reggio Emilia. Ma il tema qui è sostanziale, perché solo con l’approvazione di questa norma si eviterà – lo dico per la Giunta – un ulteriore passaggio, perché a questo punto o attraverso il provvedimento normativo si risolve la questione oppure il Comune di Piacenza sarà costretto a investire un’altra volta la Regione per chiedere la riperimetrazione del territorio di bonifica dal quale escludere quelle opere idrauliche che hanno cessato ai fini della bonifica, che sono quelle elencate, trovandosi quindi in una posizione in cui o la Regione adempie, e allora tanto vale approvare questa norma così si taglia la testa al toro, oppure si deve aprire un contenzioso da parte del Comune anche nei confronti della Regione, perché non adempie a un atto dovuto.
Io non penso che la materia sia di facile comprensione, perché ovviamente chiunque conosca le procedure che bisogna seguire per una qualsiasi sdemanializzazione sa che mediamente in Italia passano dai venti ai venticinque anni. Considerando, però, che questa pratica è iniziata nella mia seconda consiliatura in Consiglio comunale, con sindaco il geometra Tansini, anno di grazia 1985-1990, voglio farvi presente che abbiamo superato…
Sì, perché negli anni 1980-1985 il sindaco era Pareti. Mentre, negli anni 1985-1990 il sindaco era Tansini…
Sì, Trabacchi, appartenente al PD… Scusate, al PCI
No, lei era all’opposizione allora. Non parli, consigliere Molinari. Lei era all’opposizione allora.
Lei, consigliere Molinari, era all’opposizione allora. Anche se tarocca i dati, non ne ha trenta in meno di me. E non voglio svelare altro, quindi la faccia finita.
Mi permetto di far presente che è una vicenda annosa e costosa, perché collegata ad essa vi è una serie di cause del Comune di Piacenza, tutte vinte, nei confronti del Consorzio di bonifica. Oggi, i ricorsi sono all’esame della Corte d’appello, che vi comunico – certamente non lo saprete – che la scorsa settimana, nel corso dell’udienza, ha respinto la richiesta di non provvisoria esecutività da parte del Consorzio di bonifica, però ha fissato l’udienza al 2020.
Io non penso che un Comune debba essere costretto ogni anno – voi sapete, infatti, che il contributo viene chiesto annualmente – a dover impugnare le cartelle, a dover fare Commissione Tributaria, primo grado, secondo grado, ricorso davanti al giudice civile, ricorso in Appello, ricorso in Cassazione, per avere diritto ad una esenzione che è nei fatti. Allora, l’unico modo giuridico per evitare questo contenzioso all’infinito, che ha visto nel frattempo succedersi nelle cause parecchi legali anche proprio in relazione alla durata delle cause medesime, io penso che un principio elementare sia quello di tagliare la testa al toro, quindi approvare una norma in tal senso.
Dato che qui siamo in Consiglio regionale, penso di poter dire che ho le spalle coperte, sotto il profilo della presentazione di questa proposta, anche da assessori, dal momento che ho sottomano – del resto, è vero che il 18 novembre 2014 eravamo in campagna elettorale ma, come voi sapete, gli assessori che sono in campagna elettorale rimangono assessori, non sono solo candidati – la dichiarazione dell’assessore Gazzolo, che è esattamente la riproposizione della questione che sto presentando, che forse a questa Assemblea elettiva può interessare anche niente, ma che per la città di Piacenza è una questione importante. Badate, non sono importanti sono le cose che fanno immagine, ma sono importanti anche le cose che fanno mettere le mani nelle tasche dei cittadini, senza che chi mette le mani nelle tasche dei cittadini ne abbia diritto. Infatti, giustamente, l’assessore Gazzolo diceva che “i contributi di bonifica saranno richiesti esclusivamente ai proprietari di immobili che godono di un beneficio diretto delle opere gestite dai Consorzi”.
Il problema qual è? O si continua a far finta di non vedere oppure ci si mette mano. E la proposta di oggi deriva esattamente da un emendamento, rigettato allora dall’Assemblea, al progetto di legge di modifica, che poi divenne legge a tutti gli effetti, la legge n. 7/2012, che modificò la legge n. 42/1994.
La materia è seria, la materia, piaccia o non piaccia, è una materia di competenza. Voi potete presentare tutti gli articoli 92 che volete, ma fra quindici giorni, quando vi dovrete pronunciare sul ricorso del Comune di Piacenza avverso il Piano di classifica del Consorzio di bonifica di Piacenza, che cosa farete? Non vedete, non sentite, non parlate? Oppure, batterete un colpo? E quando il Comune di Piacenza sarà costretto a richiedere, come dovrà fare, la riperimetrazione per impedire finalmente che questo scempio continui, che cosa farà la Giunta regionale? E vi assicuro che non ho assolutamente alcuna volontà di primogeniture. Tuttavia, intende l’assessore Caselli o chi per ella presentare una proposta di modifica della Giunta, valutando ovviamente tutta la situazione? Mi rendo certamente conto che una persona non può essere informata su tutto quanto accade nello scibile umano della Regione. Però, al di là di rigettare questa proposta ai sensi dell’articolo 92 del regolamento, avete almeno la volontà di provare a guardare questo fascicolo per rendervi conto di come è urgente l’intervento? O dobbiamo continuare a trovare un ente locale, non un privato, l’ente locale del Comune capoluogo di una provincia che fa causa? Apro una parentesi per dire che anche gli immobili dell’Amministrazione provinciale sono soggetti allo stesso tributo e in tutti i gradi di giudizio finora svoltisi l’Amministrazione provinciale ha avuto ragione, vedendosi riconoscere 190 mila euro a colpo, ogni anno, di rimborso da parte del Consorzio. Allora, si vuole continuare a perpetuare una situazione di questo tipo, illogica oltre che illegittima, o si intende trovare una norma che risolva il problema? Ecco, io mi sono posto queste domande con l’articolo 5 di questa proposta.
Era ed è legittimo che la maggioranza dica che non le interessa il caso. Trovo meno legittimo, almeno sotto il profilo politico, che gli eletti del territorio facciano finta di non conoscere la realtà del territorio stesso.
Siamo in discussione generale, dunque sono previsti venti minuti per ciascun consigliere.
Ha chiesto di parlare il consigliere Molinari. Ne ha facoltà.
MOLINARI: Grazie, presidente. Abbiamo discusso anche in Commissione su questo tema. Si è parlato molto, negli ultimi Consigli, del Consorzio di bonifica, a volte nel merito, a volte soprattutto con interpretazioni che spesso poi si sono rivelate se non errate comunque non corrispondenti all’interpretazione finale anche delle norme stesse.
Tuttavia, come abbiamo già detto anche in Commissione sull’argomento specifico di Piacenza, come eravamo rimasti d’accordo, se non mi sbaglio, anche all’interno della Commissione stessa, si dovrebbe invitare a trovare un modo per un confronto diretto, per entrare maggiormente nel merito anche di quanto illustrato da Foti su una causa che si trascina da lungo tempo e su dati che sono forniti, almeno per quanto riguarda spese di gestione e modalità, senza ovviamente la controparte, che può essere anche il Consorzio stesso.
La volontà di respingere anche la discussione dell’articolato, con l’ordine del giorno posto in Commissione, è legata al fatto che comunque si vuole minare e mettere in discussione l’impianto su cui regge anche il Consorzio di bonifica, che è innanzitutto un impianto complesso dato da differenti utenti, ovviamente in zone più deboli come quelle montane, in cui il ruolo del Consorzio di bonifica è fondamentale. Se tutto il peso anche della contribuzione dovesse spostarsi in modo proporzionale agli interventi esclusivamente sulle aree più deboli, probabilmente sarebbe impossibile sostenere anche il peso di questi costi di manutenzione.
Nello specifico del concetto della cessione dei beni ai Comuni richiedenti, sul caso di Piacenza volentieri credo che sarà opportuno, per informazione e approfondimento anche del consigliere, sviluppare la discussione.
Il concetto della cessione di opere che sono all’interno del sistema complesso della bonifica, quindi sottraendole alla gestione diretta della bonifica e allocandole – seppure pagate in questo caso dallo Stato – all’interno del complesso sistema di gestione, quindi anche di prevenzione, svolto dal Consorzio di bonifica, portandole ai singoli Comuni, è un sistema che, nell’ottica del coordinamento di tutte le opere che partono dalla montagna e arrivano sino alla città, fa venir meno l’efficienza e anche la risposta a quelli che possono essere i problemi di gestione delle acque, anche in situazioni – come è capitato – di emergenza, per le quali il Consorzio è nato.
Quindi, la nostra realtà sarà quella di provvedere a votare favorevolmente l’ordine del giorno per la non messa in discussione dell’articolato, ritirando quello che abbiamo detto anche in Commissione, laddove, al di là di quello che sarà il destino della causa pendente, c’è un primo grado, c’è l’appello (ero stato informato della discussione, se non sbaglio, nel 2020) e lì vedremo, senza parteggiare per una parte o l’altra, quale sarà l’esito della sentenza.
BONACCINI: Ecco la risposta!
MOLINARI: Se, però, adesso ci accorderemo con la presidente Serri potremmo trovare un modo per entrare nel merito della questione piacentina. Al di là dell’Assemblea, volentieri credo che si potrà fare anche in Commissione.
PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Molinari.
Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.
BERTANI: Sicuramente rimettere mano al problema dei Consorzi di bonifica è importante. Ovviamente in questo caso si tratta di un aspetto molto specifico e molto particolare, però anche ieri, in legge di bilancio, oltre l’ordine del giorno presentato dal consigliere Foti, anche noi avevamo presentato un emendamento – perché ci sembra il momento di valutare che cosa sta succedendo dopo la riforma dei Consorzi di bonifica – che inseriva una clausola valutativa, perché nella legge originaria del 1984, poi ritoccata tante volte, non si è mai pensato di introdurre la clausola valutativa.
La clausola valutativa serve a capire se una legge sta funzionando o meno e se c’è bisogno di manutenzione. È chiaro che quella legge ha bisogno di nuova manutenzione, considerando tutti i problemi che stanno sorgendo, quindi noi proponiamo di inserire questa clausola valutativa a partire già dal prossimo anno. Immagino che questo emendamento sia solo di bandiera, però serve per ribadire il fatto – e spero che tutti concordino, anche la maggioranza – che è il momento di rifarci sopra un ragionamento e di rimetterci mano entro il prossimo anno. Grazie.
Non vi sono altri interventi nel dibattito generale.
È stato presentato proprio ora l’emendamento a firma del consigliere Bertani, quindi deve essere ancora distribuito. In attesa che questo avvenga, sospendiamo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16,38, è ripresa alle ore 16,40)
L’emendamento è stato distribuito.
Ha chiesto di parlare, in qualità di relatore, il consigliere Foti. Ne ha facoltà.
FOTI: Intervengo molto brevemente, signor presidente, anche per dimostrare che quando si assume un impegno, in genere, almeno da parte mia, lo si restituisce con gli interessi. Penso, guardando l’orario, che fra dieci minuti avremo concluso l’Assemblea, con un’ora di vantaggio rispetto alla tabella di marcia che era stata prefissata.
Ciò detto, mi limito soltanto ad osservare al collega Molinari che effettivamente la mia proposta di legge smantellava tutto l’impianto della legge n. 7 del 2012, perché aveva un unico difetto, ossia due commi che attribuivano dei poteri alla Giunta regionale.
Quindi, debbo prendere atto che il consigliere Molinari non si fida della Giunta regionale. Quando egli afferma che io smantello la vecchia legge, laddove le modifiche richieste sono essenzialmente le seguenti: «La Giunta emana i criteri e gli indirizzi di cui al comma 2 previo parere favorevole della Commissione assembleare competente» e, nel secondo caso, «il cui valore è stabilito dalla Giunta regionale, sentito il Consorzio stesso, ed inserito nei piani di classifica e contribuenza», debbo supporre che effettivamente sia un atto eversivo pensare che la Giunta sia in grado di fare queste cose.
Capisco, dunque, che il consigliere Molinari, da presidenzialista convinto ma anche da assemblearista convinto, preferisca che sia l’Assemblea legislativa a non farlo, piuttosto che affidarlo alla Giunta regionale.
Detto ciò, e quindi rilevato che per l’ennesima volta il consigliere presenta un ordine del giorno ai sensi dell’articolo 92, ma non legge neanche il testo delle proposte di legge per cui lo presenta, accolgo tuttavia favorevolmente il passaggio in cui si dice che almeno della vicenda di Piacenza, una vicenda annosa, si occuperà la Commissione consiliare.
Faccio, però, un piccolo inciso: chiederei a Molinari, visto che la sua affermazione attesta che le idee ci sono, ma la confusione è altrettanta, di non confondere la causa del contributo con il rilascio delle opere di bonifica. Infatti, mentre sulle opere di bonifica richieste al Comune di Piacenza o si pronuncia la Giunta regionale o si va davanti a un tribunale, sulla contribuzione pretesa dal Consorzio la causa è pendente e il fatto che il giudice di merito l’abbia rinviata al 2020, avendo respinto la richiesta di non provvisoria esecutorietà da parte del Consorzio di bonifica, mi deve far supporre che sia come quelle ordinanze del TAR di cui nessuno chiede più la discussione della causa per il semplice fatto che è persa. Tuttavia, forse il consigliere Molinari può farselo illustrare meglio dall’avvocato De Fina, l’avvocato del Consorzio di bonifica di Piacenza.
Non ho altri iscritti in dibattito generale. Chiudo il dibattito generale e apro la dichiarazione di voto sull’ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato firmato dalla presidente della Commissione Politiche economiche Luciana Serri. Sono previsti cinque minuti per Gruppo.
Non essendovi consiglieri iscritti a parlare in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 36/1 di non passaggio all’esame dell’articolato.
PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato 36/1 è approvato. Pertanto, il progetto di legge si ferma qui.
L’emendamento a firma del consigliere Bertani è decaduto automaticamente.
Vi ricordo che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, la seduta di domani mercoledì 23 è revocata.
I lavori dell’Assemblea terminano qui perché abbiamo esaurito l’esame degli atti amministrativi e degli atti legislativi. Le risoluzioni verranno trattate il 12 gennaio.
Come vi è stato già scritto, i Presidenti dei Gruppi potranno comunicare al servizio Segreteria e Affari legislativi eventuali variazioni rispetto alle risoluzioni in elenco.
A voi colleghi tutti, ai collaboratori dell’Aula e alle vostre famiglie auguro buone feste e che la serenità della pace abiti nelle nostre case e nelle nostre famiglie. Auguri!
La seduta ha termine alle ore 16,45
Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta
il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;
gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Sergio VENTURI.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Emma PETITTI e i consiglieri Fabio RAINIERI e Matteo RANCAN.
OGGETTO 774/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli, del progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Rancan, Rainieri, Fabbri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani, Marchetti Daniele, recante: "Norme in materia di tassa regionale sulla prostituzione". A firma del Consigliere: Poli”
OGGETTO 1078/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli, del progetto di legge d'iniziativa del consiglieri Foti recante: "Modifiche alla Legge Regionale 4 dicembre 2003, n. 24 "Disciplina della polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza"". A firma del Consigliere: Poli”
OGGETTO 1121/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli, del progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Delmonte, Marchetti Daniele, Bargi, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli, recante: "Norme per la prevenzione e il contrasto di fenomeni di criminalità comune particolarmente diffusi e per la riduzione dei danni da reati non rientranti in quelli del crimine organizzato". A firma del Consigliere: Poli”
OGGETTO 36/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli, del progetto di legge d'iniziativa del consigliere Foti, recante: "Modificazioni alla Legge Regionale 6 luglio 2012, n. 7. Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative". A firma della Consigliera: Serri”
OGGETTO 774 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme in materia di tassa regionale sulla prostituzione". A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Fabbri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Liverani, Marchetti Daniele”
Emendamento 1, a firma del consigliere Rancan:
«L’articolo 11 (Norma finanziaria) è così sostituito:
“Articolo 11 (Norma finanziaria)
1. La Giunta regionale, in occasione della predisposizione del primo bilancio regionale riferito al periodo di imposta in cui la tassa regionale sulla prostituzione risulta dovuta, provvede alle necessarie variazioni nella parte spesa ed entrate mediante l’istituzione di nuove unità previsionali di base o apportando eventuali modificazioni a capitoli e unità previsionali di base esistenti.
2. Per gli esercizi successivi, la Regione provvede al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge, nell’ambito degli stanziamenti annualmente autorizzati ai sensi di quanto disposto dall’articolo 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4) e dall’articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42).”»
Emendamento 2, a firma del consigliere Rancan:
«All’articolo 12 (Entrata in vigore), dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:
“2. Il primo periodo di imposta, in cui si applica la tassa sulla prostituzione, è quello successivo all’istituzione del registro di cui all’articolo 1 della presente legge.”»
OGGETTO 36 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modificazioni alla Legge Regionale 6 luglio 2012, n. 7. Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative". A firma del Consigliere: Foti”
«All’articolo 6 (Modifiche alla legge regionale n. 42 del 1984) è aggiunto il seguente comma 2 bis
2 bis - Dopo l’articolo 25 della legge 2 agosto 1984, n. 42 “Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative” è inserito il seguente articolo 25 bis “Clausola valutativa”:
25 bis - Clausola valutativa
L’Assemblea legislativa esercita il controllo sull’attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti. A tal fine, con cadenza triennale, la Giunta presenta alla commissione assembleare competente una relazione sull’attuazione della legge, che fornisca indicazioni sulla complessiva attuazione della presente legge, in particolare dati articolati per singolo consorzio relativi a: Per le diverse categorie di destinatari coinvolti, informazioni su:
a) svolgimento dei compiti dell’articolo 14;
b) attività degli organi di cui all’articolo 16 e 17;
c) forme di partecipazione ed elezione di cui all’articolo 16;
d) contributi consortili e modalità di riscossione;
e) organizzazione interna, compensi degli amministratori, bilanci
La Giunta presenta alla commissione assembleare competente, in sede di prima applicazione, un rapporto sull’attuazione della presente legge entro il 31 aprile 2016.
Le strutture competenti della Giunta, delle Agenzie e degli enti regionali competenti per l’attuazione della presente legge si raccordano per la migliore valutazione della presente legge da parte dell’Assemblea legislativa.»
1808 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni riguardanti le elezioni dei Consorzi di bonifica, con particolare riguardo ai relativi costi. A firma della Consigliera: Gibertoni
1809 - Interrogazione a risposta scritta circa l'assegnazione dei fondi riguardanti il Programma di Sviluppo Rurale (PSR), con particolare riferimento alla Provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
1810 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'istituzione di una commissione d'inchiesta in merito alla situazione riguardante il Consorzio Trasporti di Faenza ed alla salvaguardia del relativo indotto occupazionale. A firma del Consigliere: Liverani
1812 - Interrogazione a risposta scritta sulla vicenda della liquidazione coatta amministrativa della società Cooperativa "Coop Costruzioni" e sulla costruzione del polo sanitario di Crevalcore (BO). A firma della Consigliera: Piccinini
1813 - Interrogazione a risposta scritta circa i criteri, le modalità e i vantaggi della sperimentazione gestionale fra l’Azienda ospedaliero universitaria di Modena e l’Ospedale Civile S. Agostino Estense di Baggiovara (MO). A firma della Consigliera: Gibertoni
1814 - Interrogazione a risposta scritta sulle iniziative da assumere contro l’utilizzo di botti e fuochi d’artificio in occasione delle festività natalizie sul territorio regionale nell’ambito della tutela del benessere animale. A firma della Consigliera: Gibertoni
1815 - Interrogazione a risposta scritta sugli interventi da intraprendere e le risorse da utilizzare per il raggiungimento degli obiettivi di copertura del territorio regionale con la banda larga. A firma dei Consiglieri: Sassi, Bertani, Gibertoni, Sensoli
1817 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le iniziative da intraprendere per ottenere la nomina del commissario liquidatore della Cooperativa Costruzioni di Bologna. A firma del Consigliere: Taruffi
1818 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la data di attivazione del Tavolo Regionale con i responsabili degli uffici competenti in materia di stranieri delle Questure e i delegati delle Prefetture sulle questioni che riguardano i permessi, le carte di soggiorno, i ricongiungimenti familiari, l'asilo, la condizione dei rifugiati, l'accoglienza e la cittadinanza. A firma del Consigliere: Alleva
1819 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le modalità di svolgimento delle elezioni per il rinnovo dei Consorzi di Bonifica, con particolare riferimento all'adozione di sanzioni nel caso di mancata adozione del voto telematico. A firma del Consigliere: Foti
1820 - Interrogazione a risposta scritta circa dati diffusi dall'ASL di Piacenza sulla U.O. complessa di chirurgia della Val Tidone, con particolare riferimento agli interventi effettuati al colon. A firma del Consigliere: Foti
1821 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione riguardante la crisi dell'ippica sul territorio regionale e gli interventi da attuare per sostenere tale settore. A firma del Consigliere: Foti
1822 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e bandi riguardanti il Programma di Sviluppo Rurale regionale. A firma del Consigliere: Bignami
1823 - Interrogazione a risposta scritta circa l'atto di coordinamento tecnico approvato, nell'ambito della semplificazione della disciplina edilizia, con la deliberazione della Giunta regionale n. 75/2014. A firma del Consigliere: Bignami
1824 - Interrogazione a risposta scritta circa la richiesta di installazione, nel Comune di Formigine, di un impianto di telecomunicazione, e le relative procedure. A firma della Consigliera: Gibertoni
1825 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare l'inquinamento atmosferico, specie nelle zone in cui esso è particolarmente elevato, riducendo i rischi provocati dalla presenza di sostanze nocive nell'aria. A firma della Consigliera: Gibertoni
1828 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della Società Fondiaria Industriale Romagnola. A firma dei Consiglieri: Montalti, Zoffoli
1829 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per assistere e tutelare i pazienti affetti da autismo, con particolare riferimento anche all'inquinamento atmosferico quale fattore di rischio relativo a tale patologia. A firma della Consigliera: Gibertoni
1852 - Interrogazione a risposta scritta circa l'erogazione di una somma riguardante un intervento, promosso dalla Provincia di Ferrara, relativo alla manutenzione ambientale della Sacca di Goro. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Calvano
1855 - Interrogazione a risposta scritta circa l'offerta formativa dell'Istituto Zappa-Fermi di Borgo Val di Taro (PR). A firma del Consigliere: Alleva
1856 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni di compatibilità dello Statuto del Circondario imolese rispetto all'art. 133 della Costituzione e l'art. 3 del TUEL. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele
1857 - Interrogazione a risposta scritta circa la riscossione dei contributi riguardanti i Consorzi di bonifica, con particolare riferimento agli anni 2013, 2014 e 2015. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Sensoli
1858 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti le procedure elettive dei Consorzi di bonifica. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Sensoli
1859 - Interrogazione a risposta scritta circa i costi ed i risparmi di spesa riguardanti la riduzione del numero dei Consorzi di bonifica. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Sensoli
1860 - Interrogazione a risposta scritta circa proroghe di termini relative alle procedure elettorali riguardanti i Consorzi di bonifica. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Sensoli
1861 - Interrogazione a risposta scritta circa modificazioni dei titoli di viaggio, previste da Trenitalia a partire dal 1/1/2016, e le problematiche connesse a tale scelta. A firma del Consigliere: Bignami
1811 - Risoluzione per promuovere, anche in sede ministeriale, la ricollocazione degli ex-lavoratori BAT (British American Tobacco Holdings Limited) dello stabilimento di Bologna e la risoluzione della vicenda legata alla ex-Manifattura Tabacchi. (18 12 15) A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Alleva
1816 - Risoluzione per sostenere, promuovere e monitorare il settore del turismo ittico. (18 12 15) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi
1826 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad adottare una deliberazione che preveda che, nel caso di donatore di rene da vivente cittadino extracomunitario non residente in Italia, le prestazioni sanitarie inerenti la donazione gravino sul Fondo regionale trapianti, sollecitando inoltre il Governo a stipulare convenzioni sanitarie, qualora non esistenti, che consentano il trapianto ai pazienti che abbiano un possibile familiare donatore extracomunitario. (21 12 15) A firma dei Consiglieri: Paruolo, Calvano, Cardinali, Campedelli, Tarasconi, Lori, Zoffoli, Ravaioli, Bagnari, Montalti, Rossi Nadia, Bessi, Boschini, Taruffi, Pruccoli, Sabattini, Zappaterra, Prodi, Mumolo, Mori, Molinari, Poli, Gibertoni, Sensoli, Soncini
1853 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo e gli organi competenti, di concerto col Commissario alla Ricostruzione, in merito all'urgenza di mantenere o implementare la pianta organica del personale somministrato per l'emergenza causata dal sisma per un periodo pari almeno alla fine della stessa e di eventuali proroghe, favorendo inoltre la rapida conclusione delle pratiche e dei procedimenti in corso. (22 12 15) A firma dei Consiglieri: Pettazzoni, Fabbri, Bargi
1830 - Interpellanza circa interventi normativi, riguardanti l'IMU relativa ai capannoni delle piccole imprese e di quelle artigiane, finalizzati ad alleggerire il carico fiscale gravante sulle attività produttive. A firma della Consigliera: Gibertoni
(Comunicazione n. 22 prescritta dall’art. 69 del Regolamento interno - prot. NP/2015/2449 del 23/12/2015)