Source: http://www.amicimarcobiagi.com/category/jobs-act/
Timestamp: 2020-07-10 13:04:27+00:00
Document Index: 81309674

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art.18', 'art. 18']

Jobs Act Amici di Marco Biagi
Category : Jobs Act
Il commento Jobs Act Referendum CGIL
Referendum Jobs Act: la vittoria di Pirro della Cgil
12 Gen,2017 / Scritto da Giancamillo Palmerini / Nessun Commento
La Cgil ha, nei mesi scorsi, raccolto più di un milione di firme a supporto della sua Carta dei diritti universali del lavoro e ai tre quesiti referendari a essa legati: abrogare l’abuso dei voucher e le norme che impediscono il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi e aumentare la trasparenza in materia di appalti. In quest’ultimo caso, ad esempio, l’abrogazione delle norme vigenti che, secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso, limitano la responsabilità solidale degli appalti si propone di difendere i diritti dei lavoratori occupati in appalti, e subappalti, coinvolti in processi di esternaluizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando, allo stesso tempo, le pratiche di concorrenza sleale messe in campo dalle imprese non rispettose del dettato normativo.
CGIL Jobs Act referendum
Perché il referendum su Jobs Act e art. 18 è inammissibile
16 Dic,2016 / Scritto da Redazione / Nessun Commento
Il referendum della CGIL su Jobs act e art. 18 chiede di:
– abrogare il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (“Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge delega 10 dicembre 2014 n. 183”), cioè la nuova normativa sui licenziamenti per gli assunti dal mese di marzo 2015 (nota come Jobs act);
– abrogare le modifiche all’art. 18 contenute nella legge Fornero del 2012 per gli assunti prima del mese di marzo del 2015;
– applicare il vecchio art. 18 così ripristinato a tutti i datori di lavoro che abbiamo più di 5 dipendenti, anziché più di 15.
Il quesito referendario è inammissibile perché in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale per almeno due ragioni.
Il commento Jobs Act
Quel segno meno che aiuta il lavoro
Come ormai ben noto, il Jobs Act, che non è solo l’articolo 8, tratteggia un nuovo sistema di promozione e tutela del lavoro (la via italiana alla flexicurity) che incide sul versante sulle politiche attive e passive, su quello, fin troppo noto, della disciplina dei rapporti di lvoro e sulle misure di conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro. Con specifico riferimento alle misure di integrazione al reddito in costanza di lavoro (cassa integrazione guadagni e contratti di solidarietà), il legislatore prevede l’impossibilità di autorizzare, a differenza che in passato, le integrazioni salariali in caso di cessazione definitiva di attività aziendale o di un ramo di essa; semplifica le procedure burocratiche attraverso l’incentivazione di strumenti telematici e digitali, considerando anche la possibilità di introdurre meccanismi standardizzati a livello nazionale di concessione dei tattamenti prevedendo strumenti certi ed esigibili; evidenzia la necessità di regolare l’accesso alla cassa integrazione guadagni solo a seguito di esaurimento delle possibilità contrattuali di riduzione dell’orario di lavoro, eventualmente destinando una parte delle risorse attribuite alla cassa integrazione a favore dei contratti di solidarietà; rivede i limiti di durata da rapportare al numero massimo di ore ordinarie lavorabili nel periodo di intervento della cassa integrazione guardagni ordinaria e della cassa integrazione guadagni straordinaria, individuando alcuni meccanismi di incentivazione della rotazione.
4 Nov,2016 / Scritto da Redazione / Nessun Commento
Tante e di assoluto rilievo le novità in materia di ammortizzatori sociali introdotte a seguito del Jobs Act che ha ridisegnato il sistema sulla base dei seguenti principi e criteri di attuazione: tutele del reddito universali in caso di disoccupazione; tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori; razionalizzazione della normativa in materia di integrazione salariale; coinvolgimento attivo dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e dei beneficiari di ammortizzatori sociali; semplificazione delle procedure amministrative e riduzione gli oneri non salariali del lavoro. “I nuovi ammortizzatori sociali nel Jobs Act” a cura di Giuliano Cazzola, in prossima uscita, è un’utile guida per fare chiarezza su tutte le modifiche apportate dal cd. decreto “correttivo”, il d.lgs. n. 185/2016, sugli strumenti disponibili quando l’azienda va in crisi, sulle nuove agenzie e su come funziona il nuovo assegno di disoccupazione (Asdi).
Consulenti del lavoro Jobs Act
Consulenti del lavoro: cambia contratto di solidarietà espansivo
27 Ott,2016 / Scritto da Redazione / Nessun Commento
Il decreto legislativo 185/2016 (cosiddetto ‘correttivo Jobs Act’) interviene sul contratto di solidarietà espansivo ammettendo, a particolari condizioni, la sua attivazione mediante la trasformazione di un contratto di solidarietà difensivo. La Fondazione Studi consulenti del lavoro con la circolare 13/2016 chiarisce tutti i passaggi necessari all’applicazione della nuova disposizione. Le nuove disposizioni, in vigore dall’8 ottobre scorso e applicabili ai contratti di solidarietà difensiva in corso da almeno 12 mesi e stipulati prima del 1° gennaio 2016 a prescindere dalla circostanza che siano, o meno, in corso da oltre 12 mesi, hanno lo scopo di favorire l’incremento degli organici e l’inserimento di nuove e più aggiornate competenze nel mondo del lavoro. La circolare accompagna i datori di lavori, passo per passo, all’applicazione della disposizione oltre a fornire numerosi calcoli di convenienza. Leggi la circolare della Fondazione Studi
Contratti di lavoro Inps Jobs Act
Jobs act e tempo indeterminato: i numeri che smascherano le false speranze
21 Ott,2016 / Scritto da Giancamillo Palmerini / Nessun Commento
E’ di martedì la pubblicazione da parte dell’Inps del suo periodico rapporto sul “precariato”. Come ormai da tradizione, i dati sono utilizzati per cercare di capire qual è lo stato di salute della nostra economia, a partire ovviamente dal mercato del lavoro, e per valutare e giudicare l’azione del Governo e, in particolare, per dare un “voto” a quella che, almeno fino al 5 dicembre, è la riforma più significativa approvata finora ossia il Jobs Act.
Consiglio dei ministri Jobs Act
Via libera al decreto correttivo del Jobs Act
26 Set,2016 / Scritto da Redazione / Nessun Commento
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva un decreto legislativo recante le integrazioni e correzioni apportate ai cinque decreti emanati in attuazione della legge delega n. 183 del 2014, il cosiddetto Jobs Act. In primo luogo, con riguardo al lavoro accessorio si garantisce la piena tracciabilità dei voucher. Mutuando la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, si prevede che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.
Jobs act: con decreto bilancio di luci e ombre
24 Set,2016 / Scritto da Maurizio Sacconi / Nessun Commento
Si completano con il decreto correttivo le riforme del lavoro di questo governo. Il bilancio che se ne può trarre è fatto di luci e ombre. Le luci riguardano la liberalizzazione dei contratti a termine, l’ulteriore affievolimento dell’art.18, la maggiore possibilità di regolare gli spezzoni lavorativi con i voucher, la promessa di dotare disoccupati e inoccupati di un voucher da spendere dove meglio credono per il proprio reinserimento al lavoro. Meno positive sono invece le disposizioni che hanno irrigidito il confine tra lavoro dipendente e indipendente nel momento in cui le nuove tecnologie tendono a confondere nella realtà le due definizioni teoriche, la sopravvivenza dell’art. 18 per fattispecie dilatabili dal magistrato, unico caso in Europa, l’ennesima scommessa sulle politiche attive tutta da verificare. Ora bisognerebbe puntare con decisione sulla produttività detassando almeno 5 mila euro del salario variabile e investendo sulla formazione delle abilità e delle competenze senza rigidità formali.
Le “spinte” che servono (ancora) al Jobs Act
20 Set,2016 / Scritto da Giancamillo Palmerini / Nessun Commento
Il Jobs Act, come disegnato dalla legge 146 del 2014 e dai suoi numerosi decreti delegati di attuazione, è intervenuto, principalmente, a disciplinare tre aspetti del “nuovo” mercato del lavoro, almeno per quanto attiene al quadro normativo, italiano ai tempi della “renzeconomics“, operando: un riordino delle diverse tipologie contrattuali (a partire dalla riscrittura del contratto a tempo indeterminato, ora “a tutele crescenti”), una razionalizzazione delle varie misure a sostegno, e integrazione, del reddito dei lavoratori usciti dal mercato o comunque a rischio e la costruzione di un sistema di nuove “tutele” (politiche) attive per chi necessita di un aiuto per entrare e/o rientrare nel modno del lavoro.
Jobs Act Parere Senato
d.lgs correttivi Jobs Act: ok dalla Commissione Lavoro del Senato
26 Lug,2016 / Scritto da Redazione / Nessun Commento
Pubblichiamo a seguire il parere favorevole con osservazioni che è stato proposto dal Senatore Pippo Pagano e approvato nella seduta odierna della Commissione Lavoro del Senato con riferimento all’atto del Governo n. 311 (Schema di d.lgs. recante disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi attuativi del Jobs Act).
Il testo del parere approvato