Source: http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=e6171673564e4efdb9bbba4819574b65
Timestamp: 2020-01-29 17:19:42+00:00
Document Index: 9540482

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 12', 'art.52', 'art. 44', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 33', 'art. 17', 'art.17', 'art.17', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 25']

Provvedimento di V.I.A. relativo al "Potenziamento del sistema tangenziale di Bologna - Interventi di completamento della rete viaria di adduzione - Lungo Savena Lotto III" in comune di Bologna e Castenaso - Presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi (Titolo III, L.R. 9/99) — E-R BUR 263/2018
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 9 LUGLIO 2018, N. 1074
Provvedimento di V.I.A. relativo al "Potenziamento del sistema tangenziale di Bologna - Interventi di completamento della rete viaria di adduzione - Lungo Savena Lotto III" in comune di Bologna e Castenaso - Presa d'atto delle determinazioni della Conferenza di Servizi (Titolo III, L.R. 9/99)
a) la Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ai sensi dell’art. 16, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9, sul progetto di “POTENZIAMENTO DEL SISTEMA TANGENZIALE DI BOLOGNA - INTERVENTI DI COMPLETAMENTO DELLA RETE VIARIA DI ADDUZIONE - LUNGO SAVENA LOTTO III”, ubicato in Comune di Bologna e Castenaso (BO) proposto da Società Autostrade per l'Italia S.p.A, poiché il progetto in oggetto, secondo gli esiti delle valutazioni espresse dalla Conferenza di Servizi, è nel complesso ambientalmente compatibile, a condizione che vengano ottemperate le prescrizioni citate nei punti 1.C., 2.C. e 3.C. del Rapporto Ambientale conclusivo della Conferenza di Servizi, che costituisce l’Allegato 1, quale parte integrante e sostanziale del presente atto, di seguito riportate:
1) il progetto presentato non risponde a quanto richiesto dal Nuovo Codice della Strada (comma 4bis art. 13) in merito alla costruzione di un itinerario ciclabile di collegamento dei centri e delle frazioni attraversati dall’opera stradale; occorre, pertanto, prevedere la realizzazione di tale itinerario ciclabile, in quanto opera compensativa ai sensi del PAIR dell'aumento delle emissioni inquinanti, la cui realizzazione sarà definita in una procedura successiva all’approvazione della VIA, condivisa con la Città metropolitana e con i Comuni interessati (Bologna e Castenaso) e potrà interessare anche strade esistenti;
2) l’impianto normativo comunitario, regionale (PAIR), metropolitano (PTCP) e comunale (PSC) richiede che una infrastruttura non possa più essere solo un connettore territoriale, ma debba essere anche mitigazione e compensazione ambientale, dotazione ecologica, paesaggio; da tutto questo, oltre a quanto previsto negli strumenti urbanistici vigenti (il PTCP ha individuato un “Corridoio ecologico da realizzare” (art. 3.5) il quale è stato recepito dal PSC del Comune di Bologna come “Corridoio Roveri”, e dal PSC del Comune di Castenaso come “Corridoi ecologici da realizzarsi nelle fasce di ambientazione delle infrastrutture”), nonché dallo studio di fattibilità della Lungosavena che ha disegnato il progetto di inserimento ambientale dell'opera (vedi Delibera della Giunta Provinciale n. 302 del 2010)-, ne deriva la necessità di sviluppare il progetto rispetto all’inserimento ambientale dell’opera; non solo attraverso le “opere a verde”, già previste dal progetto, ma in un’ottica di mitigazione, protezione del suolo agricolo, compensazione ambientale e valorizzazione paesaggistica in particolare delle emergenze presenti nel territorio; si reputa pertanto necessaria la redazione e realizzazione di tale progetto ambientale, privilegiando specie ad alto potenziale di assorbimento degli inquinanti, la cui realizzazione sarà definita in una procedura successiva all’approvazione della VIA, condivisa con la Città metropolitana e con i Comuni interessati (Bologna e Castenaso);
3) si rileva come il progetto risulti molto vicino alla Villa Marsili/Roveri (sede della fondazione Gualandi), rispettandone tuttavia i limiti di proprietà; si ritiene necessario porre particolare attenzione alla qualità architettonica del cavalcavia prossimo alla Villa, nonché all'inserimento paesaggistico dello stesso, valutando, in accordo con la Città metropolitana di Bologna, opportunamente la scelta della tipologia delle barriere acustiche e l’inserimento paesaggistico mediante mitigazioni arboree;
4) con riferimento alla mobilità:
poiché la nuova infrastruttura andrà ad interrompere vicolo dei Prati, per ripristinare l’accesso al civico n. 1 dovrà essere prevista la realizzazione di un nuovo accesso da via Properzia de Rossi, ad est;
nei pressi della progressiva chilometrica 1+750 è presente un piccolo nucleo abitativo ("Possessione Santa Caterina") attualmente accessibile da sud per mezzo di una strada bianca; per ripristinare l'accessibilità a tale nucleo edilizio si dovrà procedere all’adeguamento (tramite risezionamento e pavimentazione) di un accesso secondario attualmente esistente su via Seragnoli, ad ovest;
5) con riferimento alla componente atmosfera:
in coerenza con l'art. 12 delle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che prevede - per le nuove infrastrutture viarie - la progettazione di fasce di ambientazione a verde e con quanto indicato nel PSC del Comune di Bologna (artt. 35 e 36), si dovranno realizzare fasce verdi polifunzionali finalizzate sia al contenimento dell’inquinamento atmosferico locale, sia alla protezione delle limitrofe aree agricole dall'accumulo sul suolo del carico inquinante connesso al traffico veicolare, compatibilmente con le preesistenze del territorio attraversato;
per le aree di cantiere, dovrà essere valutato lo spostamento di alcune aree in zone meno prossime agli abitati presenti lungo via Mattei (con particolare riferimento alla struttura socio-sanitaria) e dovranno essere adottate tutte le misure finalizzate a limitare quanto più possibile lo spargimento di polveri, soprattutto in riferimento al contenimento delle polveri nei trattamenti a calce;
6) con riferimento alla componente rumore:
per il progetto esecutivo dell’opera, dovrà essere predisposto lo studio di impatto acustico per la fase di cantiere, nell’ambito del quale dovrà essere verificato - sulla base di informazioni più certe e definitive in merito alle attività di lavoro previste - il rispetto dei limiti e degli orari previsti dal “Regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose temporanee”;
7) al fine di verificare il rispetto dei limiti normativi presso i ricettori esistenti e valutare l'eventuale necessità di implementare ulteriori mitigazioni acustiche rispetto a quelle di progetto, si concorda che entro i 12 mesi successivi, all’apertura al traffico della nuova infrastruttura sia eseguito un monitoraggio acustico da concordarsi preventivamente con le Amministrazioni comunali; per tale monitoraggio dovranno essere scelti un numero significativo di ricettori sui quali eseguire misure, per un tempo non inferiore a quanto indicato dalla specifica normativa;
8) soppressione dei passaggi a livello da realizzare prima della cantierizzazione dell’opera;
9) il proponente dovrà comunque prevedere un potenziamento dell'inserimento paesaggistico dell'opera mediante la realizzazione di elementi verdi schermanti;
10) le aree di cantiere che confinano con la linea ferroviaria (indicate nell’elaborato 0CAP0201 con le sigle CT04, CT05 e CT06) dovranno essere separate dal sedime ferroviario tramite recinzioni e/o strutture continue stabilmente ancorate al suolo alla distanza minima prevista dall’art.52 del d.p.r.753/80 (6,00m dalla rotaia più vicina) e dovranno assicurare l’invalicabilità e l’idonea resistenza strutturale in relazione alle attività, ai manufatti/macchinari e ai mezzi d’opera previsti nei cantieri;
11) gli stoccaggi e i depositi dei materiali e più in generale le attività nelle suddette aree di cantiere e ricadenti all’interno della fascia di rispetto ferroviaria dovranno essere eseguite in conformità a quanto previsto dal titolo III del d.p.r. 753/80;
12) eventuali fossi di scolo delle acque delle aree di cantiere di cui ai punti a), e b) devono rispettare l’art. 44 del d.p.r. 753/80;
13) prima del trasferimento delle campate in prossimità del punto di sollevamento nelle vicinanze del sedime ferroviario (vedi tav.0STR0110 e abaco delle fasi di varo) dovrà essere formalizzato il verbale di coordinamento tra Soc. F.E.R. S.r.l., Soc. Autostrada e ditta appaltatrice di cui al successivo punto;
14) il varo delle travi del viadotto sopra la linea ferroviaria dovrà essere eseguito in assenza di esercizio ferroviario, pertanto prima dell’inizio delle operazioni dovranno essere formalizzati i necessari accordi con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria regionale (F.E.R. s.r.l.) tramite la stipula di uno specifico verbale di coordinamento tra F.E.R., Società Autostrade e ditta appaltatrice. Tutti gli oneri finanziari necessari alle suddette operazioni, compresi quelli relativi alla sospensione della circolazione ferroviaria e alle necessarie autosostituzioni, sono a carico di Società Autostrade s.p.a.;
15) nell’elaborato STR104 non viene indicata la distanza minima tra binario e pile più vicine (Pila 6 lato est e pila 5 lato ovest); qualora tale distanza (considerando anche il posizionamento dell’ipotetico secondo binario di tracciato di cui al punto precedente e misurata ortogonalmente al binario) sia inferiore a quella minima prevista dal punto 3.6.3.4 delle N.C.T. del 14 gennaio 2008, il calcolo strutturale delle suddette pile dovrà essere integrato anche dalla verifica all’urto da traffico ferroviario come previsto dalla citata normativa;
16) sul lato dell'impalcato stradale, dove non è prevista la realizzazione della barriera fonoassorbente, deve essere realizzato un parapetto composto da un primo pannello cieco, alto almeno 1,00 m, e da un ulteriore pannello in rete a maglia fitta di altezza almeno di 1,00 m (a maglia di tipo romboidale con diagonali di lunghezza non maggiore di mm 50), per un'altezza complessiva di almeno 2,00 m; l'estensione del manufatto dovrà garantire uno sviluppo lineare di almeno 6,00 m sul fronte ferroviario, con una proiezione di almeno 3,00 m per lato sulla verticale della fune portante della linea T.E.;
17) le masse metalliche presenti sul cavalcaferrovia (impalcato, guard-rail, parapetto, ecc.) dovranno essere collegate a terra nei modi previsti dalle norme (con appositi dispersori) lateralmente al binario e per entrambi i lati dell'impalcato;
18) lo scolo delle acque reflue del viadotto non devono interessare il sedime ferroviario e i relativi fossi laterali di guardia;
19) dovrà essere realizzata una viabilità alternativa per consentire la soppressione del P.L. n. 13 di Via F.lli Bandiera, alla progr. km 7+312, creando un percorso alternativo di uscita per i residenti a nord della linea ferroviaria;
20) dovrà essere realizzata una viabilità alternativa per consentire la soppressione del P.L.P. n. 12 alla progr. km 7+002, creando un percorso alternativo per l'accesso al Fondo dell'Opera Pia Bovi ed eventualmente alla casa cantoniera, sempre a nord della linea ferroviaria;
21) dovrà essere sottoscritta tra Autostrade e F.E.R., prima dell'esecuzione dell'opera, apposita Convenzione regolante gli impegni tra le parti per la costruzione, l'uso e la successiva gestione e manutenzione del cavalcaferrovia;
22) la continuità della particella n.43 del foglio 176 (in Comune di Bologna) appartenente al demanio della Regione Emilia-Romagna dovrà essere mantenuta anche a seguito degli atti di aggiornamento catastale e/o frazionamenti che non dovranno interessare la suddetta particella;
23) in Comune di Castenaso, per la Via F.lli Bandiera a Villanova di Castenaso, il Proponente dovrà farsi carico della realizzazione di una viabilità alternativa per permettere il collegamento degli edifici e del campo sportivo, posti a nord della linea ferroviaria, alla viabilità locale, indicativamente a via Pederzana; tale soluzione dovrà essere concordata con l'Amministrazione comunale;
24) in riferimento alla normativa di settore a livello nazionale ed ai regolamenti del Comune di Bologna rispetto alla mobilità, relativamente alla rotatoria Giovanni Sabadino degli Arienti, che, sulla base dei flussi stimati negli scenari progettuali (max 2300 veicoli bidirezionali nell'ora di punta), delle attuali dimensioni della rotatoria (145,00 metri di diametro esterno, 12,00 metri di larghezza dell'anello rotatorio), in relazione alle esigenze di sicurezza della circolazione, agli oneri manutentivi dell'opera, e nel rispetto del D.M. del 2006 sulla costruzione delle intersezioni stradali, tali interventi di adeguamento non siano realizzati, prevedendo unicamente che tutti gli attestamenti siano organizzati a due corsie; resta invece inteso che dovranno realizzarsi sulla rotatoria tutti quegli interventi di mitigazione ambientale che eventualmente dovessero venire prescritti o previsti per la minimizzazione dell'impatto dell'opera in esercizio;
25) in relazione alle barriere acustiche, quanto previsto dal progetto sulla base delle simulazioni eseguite, si possono considerare sufficientemente funzionali alla riduzione dell'impatto acustico rientrando nei limiti di legge, in fase di esercizio il monitoraggio ambientale verificherà il corretto dimensionamento delle barriere ed individuerà eventuali ulteriori mitigazioni necessarie;
26) in relazione alle opere a verde si dovrà prevedere, nella fase di progettazione esecutiva, un inserimento ambientale dell'opera, che dovrà essere concordato con le Amministrazioni comunali interessate;
27) il tombinamento del canale sul percorso esistente (area demaniale) mediante la posa in opera di tubazione con diametro 100 cm a monte e a valle dei muri del tombinamento dovranno essere realizzati adeguati muri di contenimento del rilevato;
28) a monte e a valle dei muri dovrà essere realizzato il rivestimento dell'intera sezione del canale con pietrame lapideo di diametro 40/50 cm, per uno sviluppo di 5 m a monte e 5 m a valle;
29) in fase di realizzazione la probabile interferenza con i sottoservizi di TERNA dovrà essere gestita, ai fini della sicurezza dei lavoratori e dell'integrità dei sottoservizi segnalati, mediante opportuna riunione di coordinamento da effettuarsi prima dell'inizio lavori, in modo da esaminare dettagliatamente le fasi di lavoro da effettuare in prossimità dei cavi;
30) nella fase di approvazione del progetto esecutivo dovrà essere fatta formale richiesta ad ENEL Distribuzione S.p.A. per lo spostamento delle linee di MT e BT presenti;
31) in relazione alla bonifica degli ordigni bellici il proponente sulla base della valutazione del rischio, che rientra tra gli obblighi del coordinatore per la fase di progettazione, cosi come sancito dalla L. 1/10/2012, n. 177 “Modifiche al D.Lgs. n. 81 del 9/4/2008, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici” dovrà promuovere istanza al Reparto Infrastrutture cosi come previsto dall'art. 22 del D.Lgs. n. 66 del 15/3/2010 del Codice dell'Ordinamento Militare;
32) in relazione al Piano terre e rocce da scavo si prescrive:
prima dei lavori di approntamento delle aree di cantiere, si dovrà prevedere la caratterizzazione ambientale dei terreni di sedime; per ogni punto di prelievo previsto se ne richiede il campionamento della porzione stratigrafica più superficiale (scotico) ed una corrispondente al futuro piano di posa del cantiere. In caso di uniformità stratigrafica del sottosuolo investigato, potrà prevedersi un unico campione per punto di indagine, purché rappresentativo di entrambi gli orizzonti citati (porzione di scotico e posa del cantiere). Alla dismissione dei suddetti cantieri dovrà essere eseguita una caratterizzazione dei suoli di fine lavori sia sul sedime che sul terreno di ripristino (scotico), onde consentire un confronto complessivo dei risultati;
nel caso in cui le operazioni di scavo per la realizzazione dell'opera intercettino evidenti porzioni di sottosuolo saturo, si dovrà eseguire la caratterizzazione ambientale della componente fluida ai sensi della tabella 2 dell’Allegato 5 alla Parte IV - Titolo V del decreto legislativo n. 152/06, ed in base ai risultati ottenuti gestire adeguatamente i conseguenti prodotti di scavo nelle destinazioni finali (terre e rocce da scavo o rifiuti);
tutti i materiali scavati dovranno essere accumulati e quindi classificati con apposita cartellonistica, la quale dovrà anche contenere la provenienza geografica (zona di scavo e eventuale trattamento), livello stratigrafico (riporto, terreno naturale, ecc..) e destinazione finale (riutilizzo, smaltimento, trattamento in impianto di recupero, ecc.);
le terre e rocce da scavo dotate di caratteristiche geotecniche inidonee al riutilizzo nella realizzazione del progetto in esame e non gestite in qualità di rifiuto, ovvero destinate al ripristino/tombamento di cave o ad impianti industriali, dovranno fuoriuscire dalle aree di cantiere secondo quanto previsto dalla normativa sulla gestione delle terre e rocce da scavo, ovvero in qualità di sottoprodotti;
poiché nel Piano di Utilizzo presentato non è stata definita la durata di validità del Piano proposto, al fine di approvare il suddetto Piano, la durata dello stesso è individuata in 3 anni dalla data di avvio dei lavori;
33) per migliorare il bilancio della CO2 devono essere incrementate le misure compensative sulla componente vegetazione e flora, con nuovi impianti previsti per quanto riguarda le opere a verde. Si dovrà realizzare, ove possibile, l’estensione dei filari arborei ed arbustivi previsti in corrispondenza delle parti terminali delle barriere acustiche nei tratti iniziali e conclusivi della Lungo Savena III lotto;
34) in fase di cantiere, oltre alla rigorosa applicazione delle misure e degli accorgimenti proposti nello S.I.A. e successive integrazioni, siano messe in atto le seguenti misure di mitigazione atte a contenere sia le emissioni diffuse di polveri sia di inquinanti gassosi:
installare barriere di protezione antipolvere ai margini delle aree di supporto, dei cantieri e lungo il tracciato in corrispondenza dei ricettori sensibili e residenziali;
evitare qualsiasi attività di combustione all’aperto, non strettamente indispensabile alle attività di cantiere;
utilizzare per le macchine di cantiere carburanti diesel a basso tenore di zolfo e filtri di abbattimento del particolato, sottoposte regolarmente a piani di manutenzione;
effettuare i trasporti di materiale a pieno carico al fine di ridurre il numero dei veicoli in circolazione;
qualora siano utilizzate benne e tramogge dovranno essere dotate di bandelle in gomma mobili;
stoccare i materiali allo stato solido polverulento in silos e movimentarli mediante sistemi chiusi quali trasporti pneumatici, coclee, elevatori a tazze, presidiati da sistemi di abbattimento e dotati di sistemi di controllo, quali pressostati con dispositivi di allarme;
ferme restando le richieste di autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli impianti, le varie fasi di lavorazione dovranno essere svolte in modo da contenere le emissioni in atmosfera sia puntuali sia diffuse, preferibilmente con dispositivi chiusi, e gli effluenti provenienti dagli impianti dovranno essere captati e convogliati ad un sistema di abbattimento degli inquinanti;
qualora si rendesse necessario, utilizzare gruppi elettrogeni in grado di assicurare le massime prestazioni energetiche e minimizzare le emissioni;
effettuare la bagnatura periodica del materiale con mezzi o con impianti di nebulizzazione e umidificazione;
oltre alla rigorosa applicazione delle misure e degli accorgimenti proposti nella documentazione integrativa così come da Guida tecnica “Annexe 5 - Traitement des sols à la chaux et/ou aux liants hydrauliques”, siano previste bandelle laterali in gomma a protezione delle ruote posteriori dello spandi calce.
rispetto ad eventuali emergenze ambientali si chiede di mutuare quanto già previsto dal proponente per i trattamenti a calce, definendo una soglia di azione coincidente con una velocità del vento pari a 5 m/s (con soglia di attenzione pari a 3 m/s) tale da comportare l’attivazione delle procedure di emergenza presso le aree di cantiere;
35) in relazione al Piano di Monitoraggio Ambientale, si prescrive, prima dell'avvio dei lavori, l'elaborazione di un nuovo documento i cui contenuti dovranno essere preventivamente concordati con i Comuni ed ARPAE, sia per la definizione delle metodiche che per l'individuazione dei siti di misura, facendo riferimento a quanto previsto dalla normativa vigente;
Suolo e Sottosuolo e Acque Sotterranee
36) prima dei lavori di approntamento delle aree di cantiere, si dovrà prevedere la caratterizzazione ambientale dei terreni di sedime; per ogni punto di prelievo previsto se ne richiede il campionamento della porzione stratigrafica più superficiale (scotico) ed una corrispondente al futuro piano di posa del cantiere; in caso di uniformità stratigrafica del sottosuolo investigato, potrà prevedersi un unico campione per punto di indagine, purché rappresentativo di entrambi gli orizzonti citati (porzione di scotico e posa del cantiere); alla dismissione dei suddetti cantieri dovrà essere eseguita una caratterizzazione dei suoli di fine lavori sia sul sedime che sul terreno di ripristino (scotico), onde consentire un confronto complessivo dei risultati;
37) nel caso in cui le operazioni di scavo per la realizzazione dell'opera intercettino evidenti porzioni di sottosuolo saturo, si dovrà eseguire la caratterizzazione ambientale della componente fluida ai sensi della tabella 2 dell’Allegato 5 alla Parte IV - Titolo V del decreto legislativo n. 152/06, ed in base ai risultati ottenuti gestire adeguatamente i conseguenti prodotti di scavo nelle destinazioni finali (terre e rocce da scavo o rifiuti);
38) tutti i materiali scavati dovranno essere accumulati e quindi classificati con apposita cartellonistica, la quale dovrà anche contenere la provenienza geografica (zona di scavo e eventuale trattamento), livello stratigrafico (riporto, terreno naturale, ecc..) e destinazione finale (riutilizzo, smaltimento, trattamento in impianto di recupero, ecc.);
39) le terre e rocce da scavo dotate di caratteristiche geotecniche inidonee al riutilizzo nella realizzazione del progetto in esame e non gestite in qualità di rifiuto, ovvero destinate al ripristino/tombamento di cave o ad impianti industriali, dovranno fuoriuscire dalle aree di cantiere secondo quanto previsto dalla normativa sulla gestione delle terre e rocce da scavo, ovvero in qualità di sottoprodotti;
40) si ritiene necessario prevedere, prima dell'approntamento dei cantieri, la sostenibilità delle nuove immissioni di acque reflue e meteoriche dei cantieri dal Gestore del corpo idrico recettore, pertanto si prescrive che:
all’interno delle aree di cantiere le superfici dovranno essere delimitate in considerazione del tipo di attività svolta;
siano adeguatamente trattate tutte le portate di acque reflue industriali non riutilizzate e la totalità delle portate di acque reflue di dilavamento e di prima pioggia ricadenti sulle superfici di lavorazione; i sistemi di gestione qualitativa delle portate di acque reflue di dilavamento ed acque di prima pioggia dovranno essere conformi a quanto previsto dalla DGR 286/2005 e DGR 1860/2006;
il tipo di trattamento per le acque reflue industriali e reflue di dilavamento delle eventuali aree di produzione di calcestruzzo dovrà prevedere anche l’abbattimento dei metalli pericolosi; relativamente al controllo del Cromo esavalente, in alternativa ad un trattamento più spinto potrà essere proposto un adeguato e condivisibile piano di monitoraggio merceologico del cemento in ingresso, in quanto si ritiene comunque più sostenibile un utilizzo di materie prime di qualità;
le acque meteoriche dovranno essere preferibilmente recapitate a corpi idrici superficiali;
le acque reflue domestiche e reflue di dilavamento dovranno essere di norma recapitate nella pubblica fognatura nel rispetto del Regolamento del Servizio Idrico Integrato. Nel caso di zona non servita da rete fognaria pubblica, i necessari sistemi di trattamento delle acque reflue domestiche dovranno essere conformi alle norme tecniche contenute in allegato alla DGR 1053/03 e, per quanto attiene alle caratteristiche delle fosse Imhoff, alla Delibera del Comitato dei Ministri 4/2/1977;
41) dovranno inoltre essere correttamente dimensionati in considerazione dei posti letto presenti nei campi base e degli ulteriori abitanti equivalenti non stanziali;
42) le Autorizzazioni Ambientali necessarie per l'esercizio dei cantieri dovranno riportare:
una proposta di piano di monitoraggio e controllo degli scarichi di acque reflue industriali e meteoriche;
i dettagli tecnici e di dimensionamento degli impianti di trattamento delle acque reflue;
piano di monitoraggio e controllo merceologico del cemento in ingresso ai cantieri teso a verificare l’assenza di Cr6+ e comunque di tutte le sostanze di cui al punto 2.1 dell’Allegato 5 alla parte terza del D. Lgs 152/06. Il piano di controllo dovrà prevedere sia l’esecuzione di test di cessione che l’analisi sul tal quale e specificarne la frequenza;
planimetrie dettagliate delle aree di lavorazione e dei punti di scarico delle acque reflue;
verifica idraulica a dimostrazione della sostenibilità quantitativa delle nuove immissioni di acque reflue e meteoriche dei cantieri nei corpi idrici recettori;
Vegetazione, Fauna Ed Ecosistemi
43) la predisposizione di fasce di ambientazione della strada dovrà portare alla compensazione degli elementi ecosistemici interferiti dall'opera;
44) per quanto riguarda la presenza di giunti lungo l'infrastruttura, si raccomanda il conseguimento almeno delle prestazioni acustiche dei giunti definiti “silenziosi” nelle pubblicazioni di settore; inoltre le caratteristiche costruttive e la posa in opera dei giunti dovranno essere ottimali; nel caso in cui dovessero manifestarsi segnalazioni di disturbo da parte dei residenti, si richiede di effettuare un monitoraggio acustico specifico presso i ricettori impattati dal rumore proveniente dal transito dei mezzi sui giunti del viadotto; le modalità del monitoraggio (durata della misura, tempo di campionamento, parametri da rilevare) dovranno essere finalizzate alla verifica dell'esistenza di un potenziale disturbo acustico; nel caso in cui gli esiti delle misure dovessero evidenziare picchi significativi di rumore coincidenti con il passaggio dei mezzi in corrispondenza dei giunti, sarà necessario intervenire sul giunto installato per mitigare la problematica;
45) il monitoraggio della fase di esercizio dell'infrastruttura dovrà iniziare non prima di tre mesi dall'apertura del tratto stradale, al fine di valutare l'impatto quando il traffico si sia il più possibile stabilizzato; in tale fase, in aggiunta a quelli già previsti dal proponente, dovranno essere monitorati anche i ricettori contraddistinti nello Studio Acustico con i seguenti numeri:
un ricettore compreso nel gruppo 94 – 96;
un ricettore compreso nel gruppo 85 – 88;
un ricettore compreso nel gruppo 79 – 81;
contestualmente alle misure acustiche, andrà previsto anche il rilievo del numero di transiti di mezzi sul tratto di infrastruttura monitorata;
46) alla luce dei superamenti dei limiti normativi stimati per la fase di cantiere nonostante l'adozione di barriere acustiche di significative dimensioni, in particolare per i ricettori ubicati nelle vicinanze delle aree di cantiere lungo via Mattei, si richiede di valutare l’adozione di tutti i possibili accorgimenti gestionali relativi alle attività previste nelle aree di cantiere CA03 e CA08, al fine di contenere al massimo l’impatto acustico;
47) si richiede di integrare il monitoraggio acustico per la fase di corso d'opera, inserendo fra i ricettori indagati anche uno tra quelli contraddistinti nello Studio Acustico con i numeri da 85 ad 88;
48) tenendo conto che l’utilizzo di modelli previsionali, soprattutto nella valutazione di scenari post operam, presenta dei margini d’incertezza che dipendono da vari fattori (in generale dall’accuratezza e rappresentatività dei dati di ingresso, nonché dalle semplificazioni e approssimazioni introdotte dalla modellizzazione), si ritiene necessario che gli esiti dei monitoraggi vengano utilizzati per aggiornare il modello di simulazione previsionale, effettuando una nuova simulazione acustica tarata con i livelli equivalenti misurati in post operam ed i dati di traffico effettivamente rilevati durante le misure; in tal modo sarà possibile estendere la verifica dei livelli sonori a tutti i ricettori situati lungo il tracciato, anche laddove essi non vengano monitorati direttamente; il modello previsionale potrà essere il medesimo utilizzato per la valutazione in oggetto, aggiornando i dati d’ingresso e inserendo eventuali elementi cartografici nuovi rispetto alla versione precedente; sarà opportuno integrare i rilievi acustici in fase di esercizio, tenendo conto delle seguenti indicazioni:
le postazioni di misura dovranno essere collocate sia in prossimità dell’infrastruttura stradale (sorgente-orientate), allo scopo di effettuare la caratterizzazione acustica della sorgente come dato di input da inserire nel modello (potenza sonora da attribuire alla infrastruttura stradale), sia in corrispondenza dei recettori (recettore-orientate), al fine di calibrare il modello di calcolo previsionale in fase di elaborazione, permettendo la regolazione dei parametri che intervengono sulla propagazione del suono e di verificare in corrispondenza di punti di controllo la correttezza dei livelli sonori stimati;
dovranno essere intensificati i rilievi nelle aree dove i livelli simulati sui ricettori risultano poco sotto il limite;
dovranno essere verificate le performance dei presidi di mitigazione posti in essere, con tecniche di misura “ad hoc”;
49) in fase di redazione del progetto esecutivo, il proponente dovrà attuare il piano di indagine proposto ed approvato dalla Soprintendenza Archeologica e nel caso si profilassero situazioni che comportino interventi di scavo esaustivo consistenti, procedere nella effettuazione degli stessi (vedi parere Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio agli atti PGBO/2017/29304 del 20/12/2017);
50) le opere connesse alla realizzazione delle sedi stradali e degli attraversamenti di dislivelli comportanti interventi di contenimento e sistemazioni del terreno dovranno essere progettate secondo metodologie di intervento tratte dalla ingegneria naturalistica da sottoporre, nella fase di progettazione esecutiva, preventivamente all'esame della Soprintendenza;
51) eventuali barriere antirumore, in quanto elementi fonte di possibile cesura del paesaggio padano, dovranno avere caratteristiche cromatiche e tipologiche in linea con gli elementi paesaggistici su cui si collocano, al fine di renderli poco percepibili;
52) nelle fasi di realizzazione dell'opera dovrà essere adottato ogni possibile accorgimento tecnico e/o gestionale per limitare:
il risollevamento di polveri dalle pavimentazioni stradali causato da transito dei mezzi pesanti, dalle superfici sterrate dei piazzali ad opera del vento, da importanti emissioni localizzate nelle aree di deposito inerti, etc.;
le emissioni di rumore di tipo continuo (impianti fissi, lavorazioni continue), discontinuo (montaggi, traffico mezzi di trasporto, lavorazioni discontinue) e puntuale;
53) considerata la dichiarata impossibilità di garantire in tutte le fasi di cantiere il rispetto dei limiti normativi presso alcuni ricettori, si chiede alla ditta appaltatrice, ai fini dell'autorizzazione in deroga ai limiti di rumorosità ed agli orari delle emissioni acustiche, di predisporre misure compensative concordate con i residenti direttamente interessati; in particolare per le operazioni di varo del viadotto da realizzarsi in orario notturno, dovranno essere adottate soluzioni che consentono il riposo delle persone anche con soluzioni alternative alla permanenza nelle residenze in tale periodo;
54) deve essere inoltre evitato il contributo aggiuntivo del rumore cantieri al traffico stradale di via Mattei; in particolare si chiede che il cantiere immediatamente a nord della stessa sia schermato sul fronte strada in maniera analoga a quella speculare sul lato sud;
55) deve essere assicurato che la realizzazione del viadotto consenta il mantenimento di adeguate condizioni di illuminazione all'interno dei vani abitabili degli edifici prospicente comunque venga garantito un fattore medio di luce diurno non inferiore al 2%;
56) prima dell'avvio dei lavori, l'elaborazione di un nuovo documento i cui contenuti dovranno essere preventivamente concordati con i Comuni ed ARPAE, sia per la definizione delle metodiche che per l'individuazione dei siti di misura, facendo riferimento a quanto previsto dalla normativa vigente;
57) prima dell'avvio dei lavori il proponente dovrà inviare la relazione di ottemperanza, ex art. 28 del D. Lgs. 152/2006, alle prescrizioni del presente rapporto ambientale all'autorità competente che la valuterà in accordo con gli enti che hanno partecipato alla cds di VIA;
b) di dare atto che ARPAE SAC di Bologna ha svolto le funzioni ad essa attribuite dalla LR 13/2015, come specificate nella DGR 1795/2016, e ha firmato il Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 alla presente delibera;
c) di dare atto che la Regione Emilia-Romagna ha autorizzato il Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo proposto ai sensi del DM 161/201 con Determina Dirigenziale del Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della regione Emilia-Romagna DPG/2018/9363 del 11/6/2018; tale Atto costituisce l’Allegato 2 alla presente deliberazione;
d) la Città metropolitana di Bologna ha partecipato alla conferenza dei servizi conclusiva e ha sottoscritto il rapporto ambientale (che costituisce l'Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione), inoltre, la Città metropolitana di Bologna ha espresso con Atto del Sindaco metropolitano n. 39/2018 del 21 febbraio 2018, le valutazioni di competenza previste ai sensi dell’art. 33, comma 4 bis, L.R. n. 20/2000, riguardanti i contenuti della Variante ai vigenti strumenti urbanistici dei comuni di Bologna e Castenaso, ricompresa nella VIA, ai sensi dell’art. 17 della LR 9/99, e tale Atto costituisce l’Allegato 3 alla presente deliberazione;
e) di dare atto che il Comune di Bologna ha partecipato alla conferenza dei servizi conclusiva e ha sottoscritto il rapporto ambientale (che costituisce l'Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione); il Consiglio Comunale dovrà approvare la Variante agli strumenti urbanistici entro 30 giorni dall’emanazione della presente delibera, ai sensi dell’art.17, comma 5 della L.R. 9/99;
f) di dare atto che il Comune di Castenaso ha espresso parere in merito alla valutazione di impatto ambientale e in merito alla variante urbanistici, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2018/7639 del 29/3/2018; il Comune ha partecipato alla conferenza dei servizi conclusiva e ha sottoscritto il rapporto ambientale (che costituisce l'Allegato 1, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione); il Consiglio Comunale dovrà ratificare la Variante agli strumenti urbanistici entro 30 giorni dall’emanazione della presente delibera, ai sensi dell’art.17, comma 5 della L.R. 9/99;
g) di dare atto che la l'Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna ha partecipato alla seduta conclusiva e ha espresso parere istruttorio, acquisito da ARPAE con il protocollo PGBO/2018/969 del 16/01/2018; il contenuto di tale parere è stato fatto proprio dalla Conferenza di Servizi conclusiva e riportato nel Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera;
h) di dare atto che la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara non ha partecipato alla Conferenza di Servizi conclusiva, ma ha inviato il proprio parere con nota acquisita da ARPAE con protocollo PGBO/2017/29304 del 20/12/2017; il contenuto di tale parere è stato fatto proprio dalla Conferenza di Servizi conclusiva e riportato nel Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera;
i) di dare atto che il Consorzio della Bonifica Renana ha espresso parere di competenza con prescrizioni, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2017/29377 del 21/12/2017; il contenuto di tale parere è stato fatto proprio dalla Conferenza di Servizi conclusiva e riportato nel Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera; il Consorzio ha partecipato alla conferenza dei servizi conclusiva lasciando la seduta prima della fine della stessa;
l) di dare atto che FER ha espresso parere di competenza con prescrizioni, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2017/29027 del 18/12/2017; il contenuto di tale parere è stato fatto proprio dalla Conferenza di Servizi conclusiva e riportato nel Rapporto Ambientale che costituisce l’Allegato 1 della presente delibera; FER ha partecipato alla conferenza dei servizi conclusiva lasciando la seduta prima della fine della stessa;
m) di dare atto che SNAM SPA ha espresso parere di competenza, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2017/11009 del 18/5/2017;
n) di dare atto che British Telecom ha espresso parere di competenza, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2017/27849 del 30/11/2017;
o) di dare atto che TERNA ha espresso parere di competenza, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2018/3728 del 14/2/2018;
p) di dare atto che ENEL SPA (ora E-Distribuzione S.p.A.) ha espresso parere di competenza, con nota acquisita da ARPAE con PGBO/2017/26274 del 13/11/2017;
q) di dare atto che HERA SpA, Retelit SpA, Telecom Italia, Wind Infostrada, non hanno partecipato alle sedute della Conferenza dei Servizi e non hanno espresso pareri; pertanto trova applicazione quanto disposto dall’art. 14 ter, comma 7 della legge 241/1990, qualora pertinente;
r) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9, copia della presente deliberazione al proponente;
s) di trasmettere, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 18 maggio 1999, n. 9, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza, copia della presente deliberazione a: ARPAE (SAC e Sezione Provinciale di Bologna), Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Comune di Castenaso, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Consorzio della Bonifica Renana, FER Srl, HERA Spa, ENEL Distribuzione Spa, Terna Rete Italia SpA - A.O.T. Firenze, Retelit Spa, British Telecom, Telecom Italia e Wind Infostrada.;
t) di dare atto che nella documentazione presentata dal proponente il costo complessivo degli interventi di progettazione e realizzazione del progetto oggetto della presente procedura viene stimato pari a € 33.588.021,87; le spese istruttorie della presente procedura di V.I.A, a carico del proponente ai sensi dell'art. 28 della L.R. 9/99, sono state corrisposte per un ammontare di € 13.435,21, in sede di attivazione della procedura, così come previsto dall'art. 13, comma 1, lett. c) della L.R. 9/99;
u) di stabilire che, ai sensi dell’art. 17, comma 10 della L.R. 9/99, il progetto dovrà essere realizzato entro 5 anni dalla pubblicazione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale; trascorso detto termine, salvo proroga concessa, su istanza del proponente, dalla Regione Emilia-Romagna, la procedura di VIA deve essere reiterata;
v) di pubblicare per estratto sul Bollettino Ufficiale Regionale della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 16, comma 4, della L.R. 9/99, il presente partito di deliberazione;
z) di pubblicare integralmente sul sito web della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 25, comma 5 del D.Lgs. 152/2006, il presente provvedimento di valutazione di impatto ambientale.