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Timestamp: 2019-07-20 14:24:11+00:00
Document Index: 74802100

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 161', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 162', 'art. 4', 'art. 162', 'art. 167', 'art. 11', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 27']

Medico utilizza i dati di ex pazienti per inviare lettere a sostegno di un candidato alle elezioni politiche regionali del 2018, senza il consenso degli interessati.
Sanzionato con 16.000 euro. Comportamento illecito sotto il profilo di tutela della privacy dei cittadini.
Ordinanza ingiunzione - 14 febbraio 2019
n. 49 del 14 febbraio 2019
RILEVATO che, a seguito di alcuni articoli di stampa in cui si segnalava l’utilizzo, da parte del dott. XX, degli indirizzi di posta elettronica dei propri pazienti al fine di inviare loro una missiva avente contenuto di propaganda elettorale, l’Ufficio avviava un’istruttoria preliminare volta a verificare il rispetto da parte del professionista delle disposizioni contenute nel “Provvedimento in materia di trattamento di dati personali presso i partiti politici e di esonero dell’informativa per fini di propaganda elettorale”, adottato dal Garante in data 6 marzo 2014 (in www.gpdp.it, doc. web n. 3013267);
VISTA la nota del 1° agosto 2018, con cui l’Ufficio concludeva l’istruttoria preliminare, accertando l’illiceità del trattamento dei dati personali posto in essere dal dott. XX. Risultava, infatti, che gli indirizzi di posta elettronica, utilizzati per l’invio delle missive di propaganda elettorale, si riferivano a pazienti che lo stesso aveva visitato o seguito presso l’Istituto Europeo di oncologia (di seguito “IEO”). All’atto della cessazione del rapporto di lavoro con il suddetto Istituto, il dott. XX aveva acquisito gli indirizzi di posta elettronica e, in qualità di autonomo titolare del trattamento ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. f), del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito “Codice”), li aveva utilizzati per l’invio delle citate missive, senza, tuttavia, aver provveduto a rendere l’informativa e ad acquisire il consenso degli interessati, in violazione degli artt. 13, comma 4, 23 e 26 del Codice;
VISTO il verbale n. 28753/124370 del 2 ottobre 2018 con cui sono state contestate ad XX nato a XX il XX, XX, residente a XX, le violazioni amministrative previste dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, del Codice, in relazione agli artt. 13, comma 4, 23 e 26 del medesimo Codice, per aver omesso di rendere l’informativa e di acquisire il consenso in merito all’invio di e-mail di propaganda elettorale, informandolo della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell’art. 16 della legge n. 689/1981;
VISTO lo scritto difensivo del 12 novembre 2018, inviato ai sensi dell’art. 18 della legge n. 689/1981, con cui il dott. XX ha precisato di aver utilizzato gli indirizzi e-mail dei propri pazienti al fine di informarli della cessazione del proprio rapporto di lavoro con l’IEO e, al contempo, dei suoi spostamenti presso altre strutture di diverse regioni d’Italia, esprimendo, in una circostanza, il suo sostegno a un candidato in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Nell’inviare tali tipologie di comunicazioni, la parte ha osservato come siano state sempre rispettate le disposizioni in materia di protezione dei dati personali, informando adeguatamente gli interessati e permettendo loro di opporsi alla ricezione delle suddette comunicazioni, mediante un link posto in calce alle e-mail;
LETTO il verbale di audizione del 4 dicembre 2018, svoltasi ai sensi dell’art. 18 della legge n. 689/1981, con cui la parte ha ribadito quanto già dichiarato nelle memorie difensive;
RITENUTO che le argomentazioni addotte non risultano idonee ad escludere la responsabilità della parte in ordine alle violazioni amministrative contestate. Per quanto concerne la violazione di cui all’art. 161 del Codice, si osserva che, in base all’art. 13, comma 4, del Codice, quando i dati non sono raccolti presso l’interessato, l’informativa deve essere resa al momento della registrazione dei dati o, quando è prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione. Nel caso di specie, risulta accertato che la parte ha acquisito dall’IEO la mailing list contenente i nominativi e gli indirizzi e-mail dei propri pazienti, al momento della cessazione del proprio rapporto di lavoro; tuttavia, non risulta provato né documentato in atti che sia stata resa l’informativa agli interessati, al momento dell’acquisizione da parte del dott. XX dei suddetti dati, così come previsto dall’art. 13, comma 4, del Codice. Per quanto riguarda, invece, la violazione di cui all’art. 162, comma 2-bis, del Codice, si rappresenta che la condotta illecita contestata alla parte si riferisce all’utilizzo dei dati personali per finalità differenti da quelli di cura (che avevano giustificato l’originario trattamento), senza che gli interessati avessero espresso il proprio specifico e autonomo consenso. Infatti, la missiva oggetto dell’istruttoria, non si limitava a rendere noto ai pazienti gli spostamenti del professionista, ma indicava chiaramente il sostegno a un candidato nell’ambito delle consultazioni elettorali che si sarebbero svolte di lì a poco in Lombardia. Aspetto senz’altro censurabile sotto il profilo della protezione dei dati personali, posto che si tratta di una finalità perseguita dal dott. XX senza che gli interessati avessero espresso alcuna manifestazione di consenso al riguardo;
RILEVATO, pertanto, che il dott. XX, in qualità di titolare, ha effettuato un trattamento di dati personali riguardanti i pazienti che aveva visitato o seguito presso l’IEO (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando una comunicazione, mediante e-mail, avente ad oggetto propaganda elettorale, in violazione degli artt. 13, comma 4, 23 e 26 del Codice;
VISTO l’art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delle disposizioni indicate nell’art. 167 del Codice, tra le quali quella di cui agli artt. 23 e 26 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro;
RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell’art. 11 della legge n. 689/1981, l’ammontare della sanzione pecuniaria nella misura minima di euro 6.000,00 (seimila) per la violazione di cui all’art. 161, e nella misura minima di euro 10.000,00 (diecimila) per la violazione di cui all’art. 162, comma 2-bis, del Codice, per un ammontare complessivo pari a euro 16.000,00 (sedicimila);
a XX, nato a XX il XX, XX, residente a XX di pagare la somma complessiva di euro 16.000,00 (sedicimila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione prevista dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, del Codice, come indicato in motivazione;
ad XX di pagare la somma di euro 16.000,00 (sedicimila) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presente provvedimento, pena l’adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall’art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Scuola. Impugnata l'O.M. dell'8 aprile 2016 avente...
T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, Sent., (ud. 18/06/2019) 28-06-2019, n. 8487...