Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=1400
Timestamp: 2019-01-17 00:21:42+00:00
Document Index: 119537054

Matched Legal Cases: ['art. 812', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 7']

L'IMPIANTO FOTOVOLTAICO SENZA ICI.
Gli impianti fotovoltaici non scontano l'Ici per la continuazione, ancorché parziale, della produzione agricola e acquisizione della categoria «D/10» o per la possibile funzione pubblica svolta, che permette l'attribuzione della categoria «E/3» al medesimo impianto. Queste alcune indicazioni fornite con due documenti (studio n. 35-2011/T e n. 221/2011/C) approvati in luglio 2011 dalla Commissione studi tributari del Consiglio nazionale del notariato.
Profili civilistici. Il primo documento (studio n. 221-2011/C) si sofferma sull'inquadramento dell'impianto fotovoltaico, con riferimento alla natura mobile o immobile del bene, stante l'applicazione di normative completamente diverse, anche sotto il profilo fiscale. Il documento ricorda che l'art. 812 c.c. dispone che «_ sono beni immobili il suolo, le sorgenti e i corsi d'acqua, gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni, anche unite al suolo a scopo transitorio e in genere tutto ciò che naturalmente o artificialmente è incorporato al suolo _».
Di conseguenza, resta fondamentale stabilire quando si configuri l'unione o l'incorporazione, ancorché transitoria, del bene al suolo, presupposto necessario per reputare immobili, dal punto di vista strettamente giuridico, i beni che non lo sono dal punto di vista naturalistico. Sul tema, l'Agenzia del Territorio (circ. 3/T/2008) ritiene, in linea con la Suprema Corte (Cassazione, sentenza n. 16824/2006), di natura immobiliare la centrale elettrica, con conseguente inquadramento del bene nella categoria «D/1» e attribuzione di rendita, mentre l'Agenzia delle Entrate (circ. n. 38/E/2008 e 46/E/2007) ritiene immobile è solo ciò che non è possibile separare dal terreno, senza alterare la funzionalità dello stesso.
Non è di aiuto la disciplina urbanistica (art. 12, dlgs 387/2003), ma è evidente che la realizzazione di un impianto di notevole potenza (superiore almeno ai 20 kw) configura un intervento di trasformazione del territorio con la necessità di ottenere il permesso a costruire, mentre per la realizzazione di impianti di potenza più contenuta è richiesta la DIA (o SCIA); su tale assunto, solo se l'impianto è di grosse dimensioni e saldamente impiantato al suolo, lo stesso si può inquadrare come immobile
Profili tributari. La questione della natura mobiliare e/o immobiliare dell'impianto è di estrema importanza, sia per i riflessi che la stessa ha sulle fonti di finanziamento (leasing, in primis) che sui profili inerenti la regolarità catastale, che possono incidere anche sulla natura contrattuale. Il documento (studio n. 35-2011/T) evidenzia la possibilità di ricorrere a diverse tipologie contrattuali, per acquisire l'area su cui installare l'impianto fotovoltaico, che comportano una disciplina diversa dal punto di vista tributario, sia per quanto concerne l'imposizione indiretta che diretta.
Per quanto concerne l'impianto realizzato sopra gli edifici, un caso del tutto particolare è quello relativo al lastrico solare, con particolare riferimento alla possibile attribuzione della categoria «F», ma la commissione ritiene che gli stessi mantengano la natura dell'edificio di riferimento.
Con riferimento all'emersione di plusvalenze, viene evidenziato che la cessione del diritto di superficie deve essere assimilata alla cessione di beni immobili, ai sensi dell'art. 9, dpr n. 917/1986, con l'applicazione della disciplina (tassazione) indicata dall'art. 67 del medesimo testo unico, non potendo la cessione risultare assimilabile alla cessione dell'usufrutto o all'assunzione di obbligazioni di permettere.
Per quanto concerne le procedure di ammortamento, si ribadisce la necessità di procedere alla corretta qualificazione dell'impianto (mobile e/o immobile), con la necessità di procedere allo scorporo della quota che si riferisce al terreno, pur consapevoli dell'assenza di un coefficiente specifico, ma tenendo conto di quanto già indicato dalla prassi ministeriale (9% se bene mobile, 4% se bene immobile) sul tema.
Risulta estremamente interessante, inoltre, il paragrafo relativo alla tassazione Ici con particolare riferimento a quanto sancito da una recente giurisprudenza di merito (C.T.P. di Bologna, sentenza 12/01/2009 n. 11) che ha sostenuto la tesi della cosiddetta «funzione pubblica» (utilità) degli impianti fotovoltaici, con il possibile accatastamento nella categoria «E/3» e conseguente esenzione, ai sensi dell'art. 7, dlgs n. 504/1992.