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Timestamp: 2020-04-02 17:14:29+00:00
Document Index: 111754825

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 57', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 57', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 36']

Sentenza Cassazione Civile n. 13085 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13085 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/05/2017, (ud. 10/05/2017, dep.24/05/2017), n. 13085
sul ricorso 11862-2010 proposto da:
DERILAT SRL, in persona dell’Amm.re pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA DEI PREFETTI 19, presso lo studio
dell’avvocato DOMENICO RECCIA, rappresentato e difeso dall’avvocato
FABIO DE FELICE giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 43/2009 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
LATINA, depositata il 12/03/2009;
1. L’agenzia delle entrate rettificava il reddito dichiarato dalla società Derilat s.r.l. per l’anno 2001 sul presupposto che gli importi iscritti nello stato patrimoniale sotto la voce “finanziamenti soci” costituivano, invece, ricavi non dichiarati. La contribuente proponeva ricorso e la CTP di Latina lo accoglieva. Proposto appello da parte dell’Ufficio, la CTR del Lazio, sezione staccata di Latina, lo dichiarava inammissibile sul rilievo che era stato disatteso l’obbligo imposto agli uffici di indicare negli atti il responsabile del procedimento.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate affidato ad un motivo. La contribuente si è costituita in giudizio con controricorso.
3. Con l’unico motivo la ricorrente deduce nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 112 c.p.c.. Sostiene la ricorrente, formulando idoneo quesito di diritto, che la sentenza della CTR è affetta dal vizio di ultrapetizione in quanto la contribuente non aveva mai formulato un motivo di impugnazione dell’atto impositivo avente ad oggetto l’omessa indicazione del responsabile del procedimento.
1. Osserva la Corte che il ricorso è fondato. Ciò in quanto dalla sentenza impugnata, seppure di contenuto ambiguo, è dato evincere che il vizio riscontrato, afferente la mancata indicazione del responsabile del procedimento, attiene all’atto impositivo e non già all’appello, come sostiene la controricorrente. Ed invero l’obbligo imposto agli uffici di indicare il responsabile del procedimento, cui è riferita la sentenza impugnata, si prefigura solo con riguardo all’atto impositivo e non all’atto di appello, per il quale, prima della istituzione delle agenzie fiscali a seguito del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 57 si applicava la disposizione di cui al D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 52, comma 2, secondo la quale gli uffici periferici del dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze e gli uffici del territorio devono essere previamente autorizzati alla proposizione dell’appello principale, rispettivamente, dal responsabile del servizio del contenzioso della competente direzione generale delle entrate e dal responsabile del servizio del contenzioso della competente direzione compartimentale del territorio. Qualora la CTR avesse voluto riferirsi alla mancanza di autorizzazione di cui all’art. 52 citato (norma, peraltro, non più applicabile nel caso di specie essendo divenuta operativa – in forza del D.M. 28 dicembre 2000 del Ministero dell’economia la disciplina recata dal D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 57 che ha istituito le Agenzie fiscali, attribuendo ad esse la gestione della generalità delle funzioni in precedenza esercitate dai dipartimenti e dagli uffici del Ministero delle finanze, e trasferendo alle medesime i relativi rapporti giuridici, poteri e competenze), avrebbe motivato la decisione facendo riferimento, appunto, alla mancanza di autorizzazione e non già all’omessa indicazione del responsabile del procedimento.
Ne consegue che, non avendo la contribuente proposto con il ricorso introduttivo la questione inerente l’omessa indicazione del responsabile del procedimento, come si evince dal testo del ricorso medesimo che l’odierna ricorrente ha riportato nell’atto introduttivo di questo giudizio assolvendo all’onere dell’autosufficienza, la sentenza impugnata è nulla per aver deciso su questione non introdotta dalla parte nè rilevabile d’ufficio. Peraltro mette conto considerare, per mera completezza, che l’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione finanziaria non è richiesta, dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7(c.d. Statuto del contribuente), a pena di nullità, poichè tale sanzione è stata introdotta per le sole cartelle di pagamento dal D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 36, comma 4-ter, convertito, con modificazioni, nella L. 28 febbraio 2008, n. 31, applicabile soltanto alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1 giugno 2008 (Cass., Sez. U, n. 11722 del 14/05/2010).
2. Il ricorso va, dunque, accolto e l’impugnata decisione va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione che, adeguandosi ai principi esposti, procederà alle necessarie verifiche e deciderà nel merito oltre che sulle spese di questo giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia Entrate, cassa l’impugnata decisione e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione.