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Timestamp: 2016-10-26 04:03:35+00:00
Document Index: 93390115

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'DTF ', 'art. 2', 'art. 1', 'DTF ', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 48', 'art. 24', 'DTF ', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 27', 'DTF ', 'DTF ']

I 530/05 (19.04.2006)
I 530/05
B.________, Italia, ricorrente, rappresentata dal Patronato ITACO, Via M. Lenzi 38, 83100 Avellino, Italia,
(Giudizio del 22 giugno 2005)
B.________, cittadina italiana nata nel 1948, ha lavorato in Svizzera dal 1970 al 1982 solvendo regolari contributi alle assicurazioni sociali. Rientrata in Italia, non ha pi� svolto attivit� lucrativa e si � occupata dell'economia domestica della propria famiglia.
In data 20 novembre 2003 l'interessata ha formulato una domanda volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�. Esperiti i necessari accertamenti a cura dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS) di A.________ e preso atto delle dichiarazioni rese dall'istante nel questionario per assicurati occupati nell'economia domestica, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), aderendo al parere del proprio servizio medico, pi� precisamente del dott. F.________, che definiva un tasso di inabilit� ai lavori domestici del 10%, ha respinto la domanda di prestazioni per decisione del 20 agosto 2004.
L'interessata ha interposto opposizione, allegando ulteriore documentazione sanitaria. Dopo avere nuovamente interpellato il proprio servizio medico, in questa circostanza la dott.ssa S.________, l'UAI, mediante decisione del 14 gennaio 2005, ha ribadito il precedente rifiuto di prestazioni.
B.________ ha deferito il provvedimento su opposizione dell'UAI alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, chiedendo il riconoscimento del suo diritto a una rendita d'invalidit�.
Per pronuncia del 22 giugno 2005 i giudici commissionali, fondandosi sul parere espresso dai sanitari dell'UAI, hanno respinto il ricorso e confermato che l'insorgente, malgrado le affezioni lamentate, sarebbe stata in grado di attendere alle consuete mansioni domestiche in modo tale da escludere il diritto a prestazioni assicurative.
Producendo ulteriore documentazione sanitaria e postulando di essere visitata anche da medici svizzeri, B.________, assistita dal Patronato ITACO, interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, al quale chiede l'assegnazione di una rendita d'invalidit� intera.
Pendente lite, la ricorrente ha trasmesso a questa Corte un ulteriore atto medico nonch� tre radiografie.
1.1 Nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, i primi giudici hanno gi� esposto le norme legali disciplinanti la materia, rammentando in particolare i presupposti che secondo il diritto svizzero - per principio applicabile nel caso di specie anche in seguito all'entrata in vigore, il 1� giugno 2002, dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunit� europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), l'Accordo avendo lasciato immutata la competenza degli Stati contraenti di definire i propri sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC in relazione con l'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC e la sua Sezione A) - devono essere adempiuti per conferire a una persona assicurata il diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidit�.
Cos�, dopo avere giustamente - perlomeno per quanto riferito allo stato di fatto giuridicamente determinante realizzatosi dopo il 1� gennaio 2003 (cfr. DTF 130 V 329) - dichiarato applicabile la nuova legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, in vigore dal 1� gennaio 2003 (cfr. art. 2 LPGA in relazione con l'art. 1 cpv. 1 LAI), e averne, fra gli altri, esposto i concetti - peraltro corrispondenti alle nozioni sviluppate dalla giurisprudenza sotto l'egida del precedente ordinamento (cfr. DTF 130 V 343) - d'incapacit� al lavoro (art. 6 LPGA) e d'invalidit� (art. 8 LPGA e art. 4 LAI), i primi giudici, rammentati i limiti temporali - compresi tra il 20 novembre 2002 (art. 48 cpv. 2 LAI, in deroga all'art. 24 LPGA) e il 14 (e non il 18, come indicato, per svista, nell'impugnata pronuncia) gennaio 2005 (DTF 121 V 366 consid. 1b) - del potere cognitivo del giudice nel caso di specie, hanno pertinentemente definito i presupposti e l'estensione del diritto alla rendita (art. 28 cpv. 1 [nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2003 per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a tale data e nel suo nuovo tenore, in vigore dal 1� gennaio 2004, con riferimento alla situazione realizzatasi successivamente] e 1ter, art. 29 cpv. 1 e art. 36 cpv. 1 LAI) degli assicurati non esercitanti un'attivit� lucrativa e dediti allo svolgimento delle proprie mansioni consuete, segnatamente dell'economia domestica (art. 5 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 cpv. 3 LPGA, nonch� art. 27 OAI; DTF 104 V 136 consid. 2a; SVR 2003 IV no. 34 pag. 105 consid. 4.3.2; VSI 1997 pag. 304 consid. 4a), precisando nel contempo i compiti del medico nell'ambito di questa valutazione (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).
2.1 Nell'evenienza concreta, la Commissione di ricorso ha fondato la propria valutazione principalmente sugli accertamenti compiuti ed evidenziati nei rapporti allestiti, rispettivamente, l'11 agosto 2004 e il 12 gennaio 2005 dai consulenti medici dell'UAI, dott.ri F.________ e S.________, i quali si sono confrontati in maniera circostanziata con la documentazione agli atti, analizzando in dettaglio l'evoluzione negli anni delle affezioni lamentate dall'assicurata. Cos�, i due sanitari intervenuti per conto dell'amministrazione, fissando il tasso d'inabilit� al 10%, hanno ritenuto che, perlomeno fino alla data della decisione su opposizione impugnata, i vari disturbi accusati dall'interessata - peraltro rettamente considerata casalinga dalle istanze precedenti - non le impedivano (manifestamente) di adempiere le mansioni consuete all'interno dell'economia domestica in misura tale da giustificare l'erogazione di una rendita d'invalidit�.
Orbene, dopo attento esame dell'incarto, visto in particolare che nel ricorso di diritto amministrativo non si adducono argomenti idonei a stravolgere le conclusioni dell'autorit� di primo grado, la quale ha esposto in modo convincente come di fronte a valutazioni mediche contraddittorie, per quanto concerne l'incapacit� di lavoro dell'assicurata (i dott.ri D.________, consulente medico dell'INPS, G.________ e A.________, le attestano infatti un grado d'inabilit� rispettivamente del 55%, del 70% e del 74%), si debba ritenere pi� affidabile il parere espresso dai sanitari dell'UAI, anche il Tribunale federale delle assicurazioni non vede valido motivo per scostarsi da questa opinione. A ci� nulla muta la documentazione medica che la richiedente ha prodotto con il gravame a questa Corte.
2.2 Dato quanto precede, il giudizio commissionale querelato merita tutela, senza che sia necessario procedere ad ulteriori indagini. Gli atti all'inserto sono completi e permettono di esprimersi sulla vertenza con sufficiente cognizione di causa.