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Timestamp: 2017-01-22 18:27:30+00:00
Document Index: 146205813

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 99', 'arte 3', 'art. 99', 'art. 10', 'arte 1', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 87 del 12.07.2006
Istanza di Interpello - Art. 10, n. 18), del
decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1972, n. 633. Trattamento ai
fini IVA delle prestazioni di analisi di laboratorio. - Centro Analisi Cliniche
L'interpellante - Centro
Analisi Cliniche Alfa - effettua analisi cliniche tramite il proprio laboratorio
Al fine di migliorare la gestione dell'attività da
esso resa e di garantire elevati livelli di qualità dei servizi svolti, il
Centro intende costituire, insieme ad altre aziende del settore, una società di
servizi che esegua le analisi per conto delle aziende socie. Queste ultime, dopo
aver raccolto il materiale organico da esaminare (campioni di sangue e
similari), provvederanno a consegnarlo alla società di servizi che svolgerà le
analisi restituendo a ciascun associato il risultato delle stesse.
In sostanza, i laboratori associati cureranno i
rapporti con i clienti esterni, provvedendo ai prelievi e rilasciando fattura
per le prestazioni rese, mentre la struttura centralizzata avrà rapporti solo
con i laboratori associati.
L'interpellante segnala che la struttura centralizzata
sarà costituita in conformità alle disposizioni recate dal decreto
dell'Assessore per la Sanità della Regione ...del 17 maggio 2001, il quale
detta i criteri in ordine alle modalità di aggregazione di strutture che
erogano prestazioni specialistiche ambulatoriali di laboratorio. Ai sensi
dell'art. 2, ultimo comma, di detto decreto tale struttura resterà chiusa al
pubblico ed eseguirà solo le prestazioni per le quali la stessa ha ottenuto
Ciò premesso, l'interpellante chiede se possa
applicarsi alle prestazioni rese dalla società di servizi alle aziende
associate il regime di esenzione dall'IVA di cui al suddetto art. 10, n. 18), del DPR n. 633 del 1972.
Il Centro Analisi Cliniche
Alfa ritiene che le prestazioni di analisi erogate dal laboratorio centralizzato
ai propri soci siano riconducibili nell'ambito applicativo dell'esenzione
dall'IVA di cui all'art. 10, n. 18), del DPR n. 633 del 1972.
A tal fine l'istante evidenzia che il rapporto tra
laboratorio centralizzato e laboratori associati si configura come un rapporto
tecnico strumentale all'interno di un'unica prestazione principale, che è
quella rivolta al cliente in regime di esenzione dall'IVA, analogo al rapporto
che si instaura tra odontotecnici e odontoiatri, esaminato nell'ambito della
circolare n. 13 del 28 febbraio 1991.
In particolare, l'interpellante richiama la suddetta
circolare nella parte in cui la stessa precisa che le prestazioni rese dagli
odontotecnici, concernenti la preparazione di protesi dentarie, sono esenti
dall'IVA in quanto necessariamente propedeutiche alle prestazioni sanitarie
principali rese dagli odontoiatri, alle quali restano pertanto strettamente e
funzionalmente connesse.
L'art. 10, n. 18),
del DPR n. 633 del 1972 dispone l'esenzione ai fini dell'imposta sul valore
aggiunto per "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione
rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a
vigilanza, ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie,
approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero
individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro
delle finanze" (decreto del Ministero della Sanità 17 maggio 2002).
Con riferimento all'attività di accertamento
diagnostico si evidenzia che, come precisato con risoluzione n. 184 del 24 settembre 2003, "per
attività di diagnosi si indica l'attività diretta ad identificare la patologia
cui i pazienti sono affetti".
L'Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti
sull'ambito di applicazione del regime di esenzione in esame con la circolare n.
25 del 3 agosto 1979, parte 3, precisando in particolare che "fruiscono
dell'esenzione anche le prestazioni rese da laboratori radiologici e da
laboratori di analisi mediche e di ricerche cliniche, in qualsiasi forma
organizzati (ad esempio società di persone o di capitali, enti, ecc.) e
indipendentemente dal fatto che siano diretti da medici, chimici o biologi.
Ciò nella considerazione che le accennate prestazioni,
in quanto rese a scopo di accertamento diagnostico, hanno diretto rapporto con
l'esercizio delle professioni sanitarie" e, pertanto, vanno considerate
alla stregua di qualunque altra prestazione svolta nell'esercizio delle arti e
professioni sanitarie di cui all'art. 99 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie.
Per quanto concerne i soggetti destinatari delle
prestazioni in argomento, l'art. 10,
comma 1, n. 18), del DPR n. 633 del 1972 precisa che le stesse devono essere
rese "alla persona".
Tale ultimo inciso, inserito dall'articolo 30 della
legge 29 dicembre 1990, n. 438, circoscrive l'ambito applicativo dell'esenzione
in argomento alle sole prestazioni rese in favore della persona, con esclusione,
come chiarito con risoluzione dell'Amministrazione finanziaria n. 430588 del 24
settembre 1991, di altre prestazioni, quali quelle veterinarie.
Sono, altresì, escluse le prestazioni rese non a scopo
diagnostico di patologie della persona, quali ad esempio le prestazioni mediche
individuate dalla circolare n. 4/E
del 28 gennaio 2005, tese a stabilire con analisi biologiche le affinità
genetiche di individui.
In relazione al concetto di prestazioni "rese alla
persona" è stato altresì precisato, con circolare n. 13 del 28 febbraio
1991, parte 1, che sono riconducibili nell'ambito applicativo dell'esenzione
anche prestazioni che "non necessitano di un diretto rapporto con la
persona", come nel caso di prestazioni rese da odontotecnici, in quanto
svolte "nell'esercizio delle arti ausiliarie della professione sanitaria
soggette a vigilanza ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi
modificazioni, e sono necessariamente propedeutiche alla prestazioni sanitarie
rese dai medici dentisti alle quali restano, pertanto, strettamente e
funzionalmente connesse".
Con risoluzione n. 119/E del 28 maggio 2003 è stato,
infine, ribadito il carattere oggettivo dell'agevolazione in argomento,
chiarendo che l'esenzione dall'IVA è applicabile anche "alle prestazioni
sanitarie (...) rese nel quadro di convenzioni stipulate tra ASL e società
miste (...) e tra queste ultime e cooperative sociali".
Riguardo alla giurisprudenza comunitaria, si segnala la
sentenza della Corte di Giustizia datata 11 gennaio 2001 della causa C-76/99, la
quale ha ritenuto applicabile l'esenzione IVA di cui all'art. 13, paragrafo A,
n. 1), lett. b), della Sesta Direttiva CE all'indennità forfetaria spettante al
laboratorio, che aveva effettuato il prelievo ed aveva emesso la relativa
fattura al cliente, per la trasmissione del prelievo stesso ad altro laboratorio
che svolgeva attività di analisi specialistica fatturando detta prestazione
In particolare, la Corte di Giustizia CE ha precisato
che "la prestazione di prelievo e la trasmissione del prelievo ad un
laboratorio specializzato costituiscono prestazioni strettamente connesse alle
analisi, con la conseguenza che esse devono seguire il medesimo regime fiscale
di queste ultime e, pertanto, non devono essere assoggettate all' IVA".
Quanto sopra precisato, con riferimento alla questione
oggetto di interpello, si sottolinea che le prestazioni sanitarie consistenti in
analisi cliniche saranno rese dal laboratorio centralizzato, che sarà chiuso al
pubblico, mentre i laboratori associati provvederanno alla cura dei rapporti con
i clienti esterni (prelievi e consegna dei risultati).
In sostanza, nel caso in esame l'attività di diagnosi
e cura volta a tutelare la salute delle persone viene resa dal laboratorio
centralizzato che effettua materialmente le analisi unitariamente al laboratorio
che opera il prelievo e fattura l'intera prestazione al cliente.
In considerazione della stretta connessione fra le due
prestazioni anzidette (prelievo e analisi cliniche) e sulla base della prassi
amministrativa richiamata nonché dell'indirizzo espresso dalla Corte di
Giustizia CE in materia, devono ritenersi riconducibili nell'ambito applicativo
dell'esenzione dall'IVA di cui all'art. 10,
n. 18), del DPR n. 633 del 1972 anche le prestazioni rese dal laboratorio
centralizzato agli associati, in presenza di tutte le altre condizioni di
applicabilità della norma in esame.
istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale.........., viene resa