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Timestamp: 2017-11-23 16:45:01+00:00
Document Index: 134106580

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 3', 'art.  1', 'art. 13', 'art.  22', 'art. 22', 'art.  22', 'art. 17', 'art. 37', 'art.  37', 'art.  1', 'art. 111', 'art. 7', 'art. 1', 'art.  17', 'art. 3', 'art.  2403', 'art. 2409', 'art. 104', 'art. 102']

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 12 gennaio 2011, n. 30 - Regolamento concernente il Fondo per le vittime dell'amianto ai sensi dell'articolo 1, commi 241-246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (11G0068) - (GU n. 72 del 29-3-2011 - Geologi.info | Geologi.info
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 12 gennaio 2011, n. 30 – Regolamento concernente il Fondo per le vittime dell’amianto ai sensi dell’articolo 1, commi 241-246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (11G0068) – (GU n. 72 del 29-3-2011
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 12 gennaio 2011, n. 30 - Regolamento concernente il Fondo per le vittime dell'amianto ai sensi dell'articolo 1, commi 241-246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (11G0068) - (GU n. 72 del 29-3-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/04/2011
DECRETO 12 gennaio 2011 , n. 30
Regolamento concernente il Fondo per le vittime dell’amianto ai sensi
dell’articolo 1, commi 241-246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
(11G0068)
Visto l’articolo 1, commi 241, 242, 243, 244, 245 e 246 della legge
24 dicembre 2007, n. 244;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.
1124, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479,  e  successive
Visto l’articolo 13, comma 7, della legge 27 marzo 1992, n. 257,  e
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 6 ottobre 2008 e
del 22 marzo 2010;
Visto l’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.
122, che  ha  disposto,  tra  l’altro,  la  soppressione  dell’IPSEMA
(Istituto di previdenza per il settore marittimo);
Ritenuto necessario apportare, in considerazione di quanto disposto
dal predetto articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010 le
modifiche  conseguenti  alla  soppressione  dell’IPSEMA  e  alla  sua
incorporazione nell’INAIL;
nota del 2 dicembre 2010;
A d o t t a:
il seguente regolamento recante  la  disciplina  dell’organizzazione,
del finanziamento e del comitato  amministratore  del  Fondo  per  le
vittime dell’amianto, nonche’ delle procedure e  delle  modalita’  di
erogazione delle prestazioni del Fondo stesso, a norma  dell’articolo
1, commi da 241 a 246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
1. Il Fondo per le  vittime  dell’amianto,  di  seguito  denominato
Fondo, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 241, della legge  24
dicembre 2007, n. 244, si avvale, a titolo gratuito, per l’erogazione
della prestazione e per la riscossione  delle  addizionali  previste,
rispettivamente, dai commi 243 e 244 dell’articolo 1  della  medesima
legge,  degli  uffici  e  delle  competenti  strutture  dell’Istituto
nazionale  per  l’assicurazione  contro  gli  infortuni  sul   lavoro
(INAIL),  che,  per  tali  finalita’,  destina  le  risorse  umane  e
– Il testo dell’art. 1, commi 241, 242, 243, 244,  245,
e 246 della legge 24 dicembre 2007,  n.  244  (Disposizioni
Stato (legge finanziaria 2008), e’ il seguente:
«241. E’  istituito  presso  l’Istituto  nazionale  per
con contabilita’ autonoma  e  separata,  un  Fondo  per  le
vittime dell’amianto, in favore di  tutte  le  vittime  che
hanno contratto patologie asbesto-correlate per esposizione
all’amianto e alla fibra “fiberfrax”, e in caso di premorte
in favore degli eredi.
242. Le prestazioni del Fondo di cui al comma  241  non
escludono e si  cumulano  ai  diritti  di  cui  alle  norme
generali e speciali dell’ordinamento.
243. Il Fondo di cui al comma 241 eroga,  nel  rispetto
della  propria  dotazione  finanziaria,   una   prestazione
economica, aggiuntiva alla rendita, diretta o in favore  di
superstiti, liquidata ai sensi del testo unico  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,  n.
1124, o dell’art. 13, comma 7, della legge 27  marzo  1992,
n. 257, e successive modificazioni, fissata in  una  misura
percentuale della rendita stessa definita dall’INAIL.
244. Il finanziamento del Fondo di cui al comma 241  e’
a carico, per un quarto, delle imprese e, per  tre  quarti,
del bilancio dello Stato. L’onere a carico dello  Stato  e’
determinato in 30 milioni di euro per gli anni 2008 e  2009
e 22 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010. Agli oneri
a carico delle imprese si provvede con una addizionale  sui
premi assicurativi  relativi  ai  settori  delle  attivita’
lavorative comportanti esposizione all’amianto.
245. Per la gestione del Fondo di cui al comma  241  e’
istituito, senza maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica, un comitato amministratore la  cui  composizione,
la cui durata in carica e i cui  compiti  sono  determinati
con decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle
finanze, da emanare entro  novanta  giorni  dalla  data  di
246. L’organizzazione e il finanziamento del  Fondo  di
cui al comma 241, nonche’ le procedure e  le  modalita’  di
erogazione  delle  prestazioni,   sono   disciplinati   con
regolamento adottato con decreto del Ministro del lavoro  e
della previdenza  sociale,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia e delle finanze, entro novanta  giorni  dalla
– Il testo dell’art. 3, della legge 14 gennaio 1994, n.
20 (Disposizioni in materia di  giurisdizione  e  controllo
della Corte dei conti) e’ il seguente:
e) [autorizzazioni alla sottoscrizione dei  contratti
30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per
Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 1965, n. 257, S.O.
– Il testo del decreto legislativo 30 giugno  1994,  n.
479 (Attuazione della delega conferita dall’art.  1,  comma
32, della legge 24 dicembre 1993, n.  537,  in  materia  di
riordino e soppressione di enti pubblici  di  previdenza  e
assistenza),  e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  1
agosto 1994, n. 178.
– Il testo dell’art. 13, della legge 27 marzo 1992,  n.
257   (Norme   relative   alla   cessazione    dell’impiego
dell’amianto), e’ il seguente:
«Art. 13  (Trattamento  straordinario  di  integrazione
salariale e  pensionamento  anticipato).  –  Ai  lavoratori
occupati  in  imprese  che  utilizzano  ovvero   estraggono
amianto,  impegnate  in  processi  di  ristrutturazione   e
riconversione  produttiva,  e’  concesso   il   trattamento
straordinario  di   integrazione   salariale   secondo   la
normativa vigente anche se il requisito  occupazionale  sia
pari  a  quindici  unita’  per  effetto  di  decremento  di
2. Con effetto fino  a  settecentotrenta  giorni  dalla
data di entrata in vigore della presente legge i lavoratori
occupati nelle imprese di cui al comma 1, anche se in corso
di dismissione o sottoposte a procedure fallimentari, e che
possano far valere nell’assicurazione generale obbligatoria
per l’invalidita’, la  vecchiaia  ed  i  superstiti  almeno
trenta anni di anzianita’ assicurativa e contributiva  agli
effetti delle disposizioni  previste  dall’art.  22,  primo
comma, lettere a) e b), della legge 30 aprile 1969, n. 153,
e successive modificazioni, hanno facolta’ di richiedere la
concessione  di  un  trattamento  di  pensione  secondo  la
disciplina di cui al medesimo art. 22 della legge 30 aprile
1969,  n.  153,  e  successive   modificazioni,   con   una
maggiorazione dell’anzianita’ assicurativa  e  contributiva
pari al periodo necessario per la maturazione del requisito
dei  trentacinque  anni   prescritto   dalle   disposizioni
soprarichiamate, in ogni  caso  non  superiore  al  periodo
compreso tra la data di risoluzione del rapporto  e  quella
del   compimento   di   sessanta   anni,   se   uomini,   o
cinquantacinque anni se donne.
3. Il Comitato interministeriale per la  programmazione
economica (CIPE), su proposta del  Ministro  del  lavoro  e
della   previdenza    sociale,    sentito    il    Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, individua
i criteri per la selezione delle imprese di cui al comma  1
e determina, entro il limite di seicento unita’, il  numero
massimo di pensionamenti anticipati.
4.  Le  imprese,  singolarmente   o   per   gruppo   di
appartenenza, rientranti nei criteri di cui al comma 3, che
intendano  avvalersi  delle   disposizioni   del   presente
articolo,  presentano  programmi  di   ristrutturazione   e
riorganizzazione e dichiarano l’esistenza e l’entita’ delle
eccedenze   strutturali   di   manodopera,    richiedendone
l’accertamento  da   parte   del   CIPE   unitamente   alla
sussistenza dei requisiti di cui al comma 2.
5. La facolta’ di pensionamento anticipato puo’  essere
esercitata da un  numero  di  lavoratori  non  superiore  a
quello delle eccedenze accertate  dal  CIPE.  I  lavoratori
interessati  sono  tenuti  a  presentare   all’impresa   di
appartenenza domanda  irrevocabile  per  l’esercizio  della
facolta’ di cui al comma 2  del  presente  articolo,  entro
trenta giorni dalla comunicazione all’impresa stessa  o  al
gruppo di imprese degli accertamenti del CIPE, ovvero entro
trenta  giorni  dalla  maturazione  dei  trenta   anni   di
anzianita’ di cui  al  medesimo  comma  2,  se  posteriore.
L’impresa entro dieci giorni  dalla  scadenza  del  termine
trasmette all’Istituto nazionale della  previdenza  sociale
(INPS) le domande dei lavoratori, in  deroga  all’art.  22,
primo comma, lettera c), della legge  30  aprile  1969,  n.
153, e successive modificazioni. Nel caso in cui il  numero
dei lavoratori che esercitano la facolta’ di  pensionamento
anticipato  sia  superiore   a   quello   delle   eccedenze
accertate, l’impresa  opera  una  selezione  in  base  alle
esigenze  di  ristrutturazione   e   riorganizzazione.   Il
rapporto di lavoro  dei  dipendenti  le  cui  domande  sono
trasmesse all’INPS si estingue nell’ultimo giorno del  mese
in cui l’impresa effettua la trasmissione.
6. Per i lavoratori  delle  miniere  o  delle  cave  di
amianto il numero di  settimane  coperto  da  contribuzione
obbligatoria relativa ai periodi di prestazione  lavorativa
ai fini del conseguimento delle prestazioni  pensionistiche
e’ moltiplicato per il coefficiente di 1,5.
7.  Ai  fini  del   conseguimento   delle   prestazioni
pensionistiche  per  i  lavoratori  che  abbiano  contratto
malattie professionali a causa dell’esposizione all’amianto
documentate  dall’Istituto  nazionale  per  l’assicurazione
contro gli infortuni  sul  lavoro  (INAIL),  il  numero  di
settimane coperto da contribuzione obbligatoria relativa  a
periodi di prestazione lavorativa per il periodo di provata
esposizione all’amianto e’ moltiplicato per il coefficiente
di 1,5.
8. Per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto
per un periodo superiore a  dieci  anni,  l’intero  periodo
lavorativo soggetto all’assicurazione  obbligatoria  contro
le  malattie   professionali   derivanti   dall’esposizione
all’amianto, gestita dall’INAIL, e’ moltiplicato,  ai  fini
delle prestazioni pensionistiche, per  il  coefficiente  di
9. Ai dipendenti delle miniere o delle cave di  amianto
o delle imprese di cui al comma 1, anche  se  in  corso  di
dismissione  o  sottoposte  a  procedure   fallimentari   o
fallite, che possano far valere  i  medesimi  requisiti  di
eta’ e anzianita’ contributiva previsti dal comma 2  presso
l’Istituto nazionale  di  previdenza  per  i  dirigenti  di
aziende  industriali  (INPDAI),  e’  dovuto,  dall’Istituto
medesimo, a domanda e a decorrere dal primo giorno del mese
successivo a  quello  della  risoluzione  del  rapporto  di
lavoro, l’assegno di cui all’art. 17 della legge 23  aprile
1981, n. 155. L’anzianita’ contributiva  dei  dirigenti  ai
quali e’ corrisposto il predetto assegno e’ aumentata di un
periodo pari a quello compreso tra la data  di  risoluzione
del rapporto di lavoro e quella del compimento di  sessanta
anni, se uomini, e cinquantacinque anni se donne.
10. La gestione di cui all’art. 37 della legge 9  marzo
1989, n.  88,  corrisponde  al  Fondo  pensioni  lavoratori
dipendenti per ciascun mese di anticipazione della pensione
una somma  pari  all’importo  risultante  dall’applicazione
dell’aliquota contributiva in vigore per il Fondo  medesimo
sull’ultima  retribuzione  annua   percepita   da   ciascun
lavoratore interessato, ragguagliata a  mese,  nonche’  una
somma pari all’importo mensile della  pensione  anticipata,
ivi compresa la tredicesima  mensilita’.  L’impresa,  entro
trenta giorni dalla richiesta da parte dell’INPS, e’ tenuta
a corrispondere a favore della gestione di cui all’art.  37
della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun dipendente che
abbia usufruito del pensionamento anticipato, un contributo
pari al trenta per cento degli oneri complessivi di cui  al
presente comma, con facolta’ di optare per il pagamento del
contributo stesso, con addebito di interessi  nella  misura
del dieci per cento in ragione d’anno, in un numero di rate
mensili, di pari importo, non superiore a quello  dei  mesi
di anticipazione della pensione.
11. Nei territori di cui all’art.  1  del  testo  unico
delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6  marzo  1978,  n.
218,  e  successive  modificazioni,  nonche’   nelle   zone
industriali in declino, individuate dalla  decisione  della
Commissione delle  Comunita’  europee  del  21  marzo  1989
(89/288/CEE), ai sensi del regolamento CEE n.  2052/88  del
Consiglio, del 24 giugno 1988,  il  contributo  di  cui  al
comma 10 del presente articolo  e’  ridotto  al  venti  per
cento. La medesima percentuale ridotta si applica  altresi’
nei confronti delle  imprese  assoggettate  alle  procedure
concorsuali di cui alle disposizioni  approvate  con  regio
decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive  modificazioni,
e al decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  3  aprile  1979,  n.  95,   e
successive modificazioni  e  integrazioni,  e  al  relativo
pagamento si applica l’art. 111, primo comma, n. 1),  delle
disposizioni approvate con il citato regio decreto 16 marzo
1942, n. 267.
12. All’onere derivante  dall’attuazione  del  presente
articolo, pari a lire 6  miliardi  per  il  1992,  lire  60
miliardi per il 1993 e lire 44 miliardi  per  il  1994,  si
provvede   mediante    corrispondente    riduzione    degli
stanziamenti  iscritti,  ai  fini  del  bilancio  triennale
1992-1994, al capitolo 6856 dello stato di  previsione  del
Ministero del tesoro per l’anno 1992, all’uopo parzialmente
utilizzando, per il 1992,  l’accantonamento  “Finanziamento
di un piano di pensionamenti anticipati” e, per il  1993  e
il 1994, l’accantonamento  “Interventi  in  aree  di  crisi
13. Il Ministro del tesoro e’ autorizzato ad apportare,
con  propri   decreti,   le   conseguenti   variazioni   di
– Il  testo  della  legge  13  novembre  2009,  n.  172
(Istituzione del Ministero della salute  e  incremento  del
numero  complessivo  dei  Sottosegretari  di   Stato),   e’
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28  novembre  2009,  n.
– Il testo dell’art. 7, comma 1, del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78,  convertito,  con  modificazioni  dalla
legge 30 luglio 2010, n. 122 (Misure urgenti in materia  di
stabilizzazione finanziaria e di competitivita’  economica)
tutti i rapporti attivi e passivi.».
– Per il testo dell’art. 1,  comma  241,  della  citata
legge n. 244 del 2007 si vedano le alle premesse.
1. Hanno diritto alla prestazione del Fondo i titolari di  rendita,
anche unificata, erogata ai sensi del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, che hanno  contratto  patologie  asbesto-correlate  per
esposizione  all’amianto  e  alla  fibra   «fiberfrax»   riconosciute
dall’INAIL e dal soppresso Istituto  di  previdenza  per  il  settore
marittimo (IPSEMA) e,  in  caso  di  premorte,  gli  eredi  ai  sensi
dell’articolo  85  del  predetto   decreto   del   Presidente   della
2. La prestazione aggiuntiva, fissata  in  una  misura  percentuale
della rendita, e’ calcolata sulla base del rapporto  tra  le  risorse
annue effettivamente disponibili nel Fondo e la spesa sostenuta dagli
Istituti assicuratori per le rendite  di  cui  al  comma  1,  erogate
nell’anno  di  riferimento.  La  prestazione  aggiuntiva  e’  erogata
d’ufficio dall’INAIL mediante  l’erogazione  di  due  acconti  ed  un
3. Gli acconti di cui al comma 2 sono  corrisposti  utilizzando  le
risorse annue provenienti dal bilancio dello Stato. A  decorrere  dal
2011, la misura del primo acconto e’  pari  al  10%  dell’importo  di
ciascun rateo di rendita. Tale  acconto  e’  erogato  a  seguito  del
trasferimento delle predette risorse al Fondo  e  contestualmente  ai
ratei  di  rendita,  secondo  le  ordinarie  modalita’  di  pagamento
dell’INAIL. Il secondo acconto e’ erogato, fino ad esaurimento  delle
risorse disponibili del Fondo provenienti dal bilancio  dello  Stato,
in un’unica soluzione entro  il  30  giugno  dell’anno  successivo  a
quello  di  riferimento,  sulla  base  delle   spese   effettivamente
sostenute nell’anno di riferimento, per le rendite di cui al comma  1
e delle prestazioni gia’ erogate con il primo acconto.  A  tal  fine,
l’INAIL, con  determinazione  del  Presidente,  definisce  la  misura
complessiva dell’acconto.
4.  Il  conguaglio  e’  corrisposto  entro  sei  mesi  dalla   fine
dell’esercizio successivo a quello in cui e’ stato erogato  il  primo
acconto, utilizzando le risorse annue effettivamente disponibili  nel
Fondo derivanti dagli oneri a carico delle  imprese.  La  misura  del
conguaglio e’  determinata  in  base  all’ammontare  dell’addizionale
riscossa,  delle  prestazioni  erogate  in  acconto  e  della   spesa
sostenuta per il pagamento delle rendite di cui al comma 1.
5. Per gli anni di competenza 2008,  2009  e  2010  la  prestazione
aggiuntiva e’ erogata in un’unica soluzione: per gli anni 2008 e 2009
nella misura, per ciascun anno, del 20% della  rendita  entro  il  31
dicembre 2011; per l’anno 2010 nella misura  del  15%  della  rendita
6. Con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  su
determinazione  del  Presidente  dell’INAIL,  sentito   il   Comitato
amministratore del Fondo, e’ determinata la misura complessiva  della
prestazione aggiuntiva e del conguaglio.
7. Con decreto, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3,  della
legge 23 agosto 1988,  n.  400,  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
finanze, su determinazione del Presidente  dell’INAIL  e  sentito  il
Comitato amministratore del Fondo, possono essere variate  la  misura
complessiva della prestazione aggiuntiva, gli acconti, il  conguaglio
e le  relative  modalita’  di  erogazione,  sulla  base  anche  delle
previsioni relative alla platea dei beneficiari.
– Per il decreto del  Presidente  della  Repubblica  n.
1124 del 1965 si veda nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art.  17,  comma  3,  della  citata
legge n. 400 del 1988 si veda nelle note alle premesse.
Oneri di finanziamento del Fondo
1. L’onere di finanziamento del Fondo, posto dall’articolo 1, comma
244, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, a carico delle imprese, e’
determinato in dieci milioni di euro annui per il 2008 e per il  2009
ed in sette milioni e  trecentotrentatremila  euro  a  decorrere  dal
2. Agli oneri di cui al comma l si provvede con un’addizionale  sui
premi versati dalle imprese  assicurate  all’INAIL  ed  al  soppresso
IPSEMA, individuate con riferimento allo svolgimento delle  attivita’
lavorative  che  hanno  comportato  il  riconoscimento  dei  benefici
previdenziali per esposizione all’amianto, di cui alla legge 27 marzo
3. Le imprese  tenute  al  versamento  dell’addizionale  sui  premi
assicurativi all’INAIL, sono, secondo  un  principio  di  mutualita’,
quelle che attualmente svolgono le stesse  attivita’  lavorative  che
hanno comportato il riconoscimento dei benefici previdenziali di  cui
al comma 2 per un numero di lavoratori uguale  o  superiore  a  2.000
soggetti,  classificate  secondo  le  vigenti  tariffe   dei   premi,
approvate con decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale 12 dicembre 2000, pubblicato nel supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 22 gennaio 2001, n. 17, alle seguenti voci:
a) gestione Artigianato – voci di lavorazione 3630,  4100,  6111,
6112, 6113, 6212, 6311, 6411, 6421, 6422, 6581, 7271, 7272, 9200;
b) gestione Industria – voci di  lavorazione  3620,  4110,  6111,
6112, 6114, 6212, 6311, 6413, 6421, 6422,  6581,  7271,  7272,  7273,
9220;
c) gestione terziario – voci di  lavorazione  3620,  4100,  6100,
6211, 6310, 6410, 6420, 6581, 7200, 9220;
d) gestione altre attivita’ – voci  di  lavorazione  3620,  4100,
6100, 7100.
4. Le  lavorazioni,  oggetto  di  addizionale,  di  competenza  del
soppresso IPSEMA, si riferiscono alla  gestione  trasporto  merci  ed
alla gestione trasporto passeggeri.
5. Per gli anni 2008 e 2009, l’addizionale  sui  premi  di  cui  al
comma 2 e’ fissata in misura pari a 1,44% per le voci di  lavorazione
di cui al comma 3 ed in misura pari allo 0,03% per le lavorazioni  di
cui al comma 4. A decorrere dal 2010, l’addizionale sui premi di  cui
al comma 2 e’ fissata in misura pari a 1,07% per le voci  di  tariffa
di cui al comma 3 ed in misura pari allo 0,02% per le lavorazioni  di
6. L’addizionale e’ richiesta una sola volta  l’anno.  In  sede  di
prima applicazione,  l’addizionale  per  gli  anni  2008  e  2009  e’
applicata contestualmente e cumulativamente, in  un’unica  soluzione.
La misura dell’addizionale da applicare negli anni successivi al 2010
puo’ essere variata con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
finanze, su determinazione del  Presidente  dell’INAIL,  da  emanarsi
entro  il  30  novembre  di  ogni  anno  sulla   base   delle   somme
effettivamente accertate per effetto dell’applicazione delle aliquote
di cui al comma 5 e delle previsioni di  crescita  della  platea  dei
beneficiari di competenza dell’INAIL e del soppresso IPSEMA.  Con  il
medesimo decreto possono essere variati i criteri  di  individuazione
7. Le somme non utilizzate in ciascun  esercizio  finanziario  sono
mantenute in bilancio per essere impiegate nell’esercizio successivo.
– Per la citata legge n. 257 del 1992,  si  veda  nelle
note alla premesse.
Contabilita’ del Fondo
1. Il Fondo di cui all’articolo 1,  istituito  presso  l’INAIL,  ha
contabilita’ autonoma e separata.
2. I risultati  della  gestione  del  Fondo  sono  evidenziati,  in
apposita contabilita’ separata, nei bilanci annuali dell’INAIL.
3. Per  ogni  esercizio  vengono  predisposti  i  bilanci  annuali,
preventivo e consuntivo, della gestione del Fondo, corredati  da  una
relazione sulla gestione stessa.
4. Il collegio sindacale dell’INAIL esercita sul  Fondo,  ai  sensi
dell’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30 giugno 1994,  n.
479, le funzioni di cui  all’articolo  2403  e  seguenti  del  codice
civile. In  particolare,  controlla  l’amministrazione  del  Fondo  e
vigila sull’osservanza delle regole  che  la  governano;  verifica  i
risultati della gestione e la consistenza di cassa.  Il  collegio,  a
tal fine, puo’ inoltre procedere, in qualsiasi momento,  ad  atti  di
ispezione e controllo.
5. I costi di gestione, ed in particolare i costi per  l’erogazione
delle prestazioni del Fondo, sono a carico dell’INAIL.
– Per il testo dell’art. 3, comma 7, del citato decreto
legislativo n. 479  del  1994,  si  veda  nelle  note  alle
– Il testo dell’art.  2403  del  Codice  civile  e’  il
«Art.  2403  (Doveri  del  collegio  sindacale).  –  Il
collegio sindacale vigila  sull’osservanza  della  legge  e
dello  statuto,  sul  rispetto  dei  principi  di  corretta
amministrazione   ed   in   particolare    sull’adeguatezza
dell’assetto  organizzativo,  amministrativo  e   contabile
Esercita  inoltre  il  controllo  contabile  nel   caso
previsto dall’art. 2409-bis, terzo comma.».
1. Il Fondo e’ gestito, senza maggiori oneri a carico della finanza
pubblica, da un Comitato amministratore composto da sedici membri, di
cui fanno parte un rappresentante del Ministero del  lavoro  e  delle
politiche sociali – Direzione generale per le politiche previdenziali
-,  uno  del  Ministero  dell’economia  e  delle   finanze,   quattro
rappresentanti    dell’INAIL,    quattro     rappresentanti     delle
organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative  a   livello
nazionale,  quattro  rappresentanti  delle  organizzazioni  datoriali
maggiormente rappresentative a livello nazionale, due  rappresentanti
delle   associazioni   delle   vittime   dell’amianto    maggiormente
rappresentative nell’ambito delle regioni che, a  livello  nazionale,
risultano   avere   una   piu’    alta    incidenza    di    malattie
asbesto-correlate.
2. I componenti del Comitato amministratore, nominati  con  decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, durano  in  carica
tre anni e possono essere confermati una sola volta a prescindere dal
periodo di effettivo svolgimento dell’incarico. I componenti che  non
partecipano, senza giustificato motivo, ad almeno tre sedute decadono
dall’incarico; la decadenza viene  dichiarata  dal  Comitato  e  puo’
essere richiesta da ciascun componente del Comitato stesso.  In  caso
di cessazione dalla carica dei componenti anteriormente alla scadenza
del triennio la durata in carica del  sostituto  avra’  termine  alla
scadenza del predetto triennio.
3. Il presidente del Comitato amministratore e’ eletto dal Comitato
4. Il Comitato si avvale delle competenti strutture dell’INAIL.
5. Ai componenti del Comitato non spettano  compensi  ne’  rimborsi
spese a qualsiasi titolo dovuti. Al  funzionamento  dello  stesso  si
provvede nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
1. Il Comitato amministratore del Fondo svolge i seguenti compiti:
a) predispone, sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio  di
indirizzo e vigilanza dell’INAIL, i bilanci annuali  della  gestione,
preventivo e consuntivo, corredati da una  relazione  sulla  gestione
b) delibera il regolamento di funzionamento del Fondo entro e non
oltre due mesi dal suo insediamento;
c) partecipa alla procedura di determinazione e variazione  della
prestazione aggiuntiva  secondo  le  modalita’  di  cui  al  presente
d) vigila sulla affluenza dell’addizionale, sull’erogazione delle
prestazioni  nonche’  sull’andamento  della   gestione   del   Fondo,
proponendo al Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali  e  al
Ministro dell’economia e delle finanze i provvedimenti necessari  per
migliorare l’efficacia e l’entita’ della prestazione del Fondo;
e) assolve ogni altro compito previsto  dal  regolamento  di  cui
alla lettera b), senza oneri a carico del Fondo medesimo.
1. I titolari di rendita di cui all’articolo 2, comma 1,  ai  quali
non sia stata erogata la prestazione aggiuntiva o sia  stata  erogata
in misura ritenuta errata, possono proporre ricorso all’INAIL secondo
la disciplina prevista dagli articoli 104 e seguenti del decreto  del
– Il testo art. 104 del citato decreto  del  Presidente
della Repubblica  n.  1124  del  1965  (Testo  unico  delle
disposizioni per l’assicurazione  obbligatoria  contro  gli
infortuni sul lavoro e le malattie  professionali),  e’  il
«Art. 104. –  L’infortunato,  il  quale  non  riconosca
fondati  i  motivi  per  i  quali  l’Istituto  assicuratore
ritiene di non essere obbligato a  liquidare  indennita’  o
non concordi sulla data di cessazione della indennita’  per
inabilita’  temporanea  o  sull’inesistenza  di  inabilita’
permanente, o non accetti la liquidazione  di  una  rendita
provvisoria   o   quella   comunque   fatta   dall’Istituto
assicuratore,  comunica  all’Istituto  stesso  con  lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno o  con  lettera  della
quale abbia ritirato ricevuta, entro  sessanta  giorni  dal
ricevimento della comunicazione fattagli, i  motivi  per  i
quali   non   ritiene   giustificabile   il   provvedimento
dell’Istituto, precisando, nel caso in  cui  si  tratti  di
inabilita’ permanente, la misura di indennita’ che  ritiene
essergli dovuta, e allegando in ogni caso alla  domanda  un
certificato  medico  dal  quale   emergano   gli   elementi
giustificativi della domanda.
Non ricevendo risposta nel termine di  giorni  sessanta
dalla  data  della  ricevuta  della  domanda  di   cui   al
precedente comma o  qualora  la  risposta  non  gli  sembri
soddisfacente, l’infortunato  puo’  convenire  in  giudizio
l’Istituto assicuratore avanti l’autorita’ giudiziaria.
Qualora il termine di cui  ai  commi  secondo  e  terzo
dell’art. 102 decorra  senza  che  l’Istituto  assicuratore
abbia  fatto  all’infortunato  le  comunicazioni  in   essi
previste,   si   applica   la   disposizione   del    comma
1. La prestazione aggiuntiva  e’  riconosciuta  con  decorrenza  1°
Il presente decreto, registrato dalla Corte dei conti e munito  del
sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli
atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e farlo osservare.
Registrato alla Corte dei conti l’11 marzo 2011
persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 74
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 12 gennaio 2011, n. 30 – Regolamento concernente il Fondo per le vittime dell’amianto ai sensi dell’articolo 1, commi 241-246, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (11G0068) – (GU n. 72 del 29-3-2011 redazione redazione 2015-05-19T06:34:43+00:00