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Timestamp: 2019-03-21 06:26:12+00:00
Document Index: 30177857

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 28']

Messaggio Inps 7-02-2003, n. 16
Msg. 7-2-2003 n. 16
Legge n. 189 del 2002. Abrogazione delle disposizioni in materia di diritto al rimborso dei contributi ai lavoratori extracomunitari rimpatriati.
Come noto, in base al comma 13 dell’art. 3 della legge n. 335 del 1995 i lavoratori extracomunitari che avessero cessato l’attività lavorativa in Italia rientrando nel proprio Paese d’origine avevano facoltà di richiedere, nei casi in cui la materia non fosse regolata da convenzioni internazionali, la liquidazione dei contributi che risultassero versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatoria.
Tali previsioni erano state ribadite nel T.U. – D.Lgs. n. 286 del 1998, rispettivamente all’art. 22, comma 11, con riferimento agli extracomunitari lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, e all’art. 25, comma 5, con riferimento ai lavoratori extracomunitari assunti con contratto di lavoro stagionale.
In seguito alle modifiche apportate allo stesso testo unico dalla legge n. 189 del 2002, tale possibilità è venuta meno. Sono stati infatti abrogati e sostituiti il previgente art. 22, sostituito ora dall’art. 18 della legge n. 189 del 2002 e, nel corpo dell’art. 25, comma 5, del D.Lgs. n. 286 del 1998, l’art. 28 della nuova legge ha previsto, al comma 2, la sostituzione del primo periodo del comma 5, che contemplava appunto la possibilità del rimborso.
Pertanto a partire dalla data di entrata in vigore della legge n. 189 del 2002 (10 settembre 2002) viene meno per i cittadini extracomunitari che rimpatriano la possibilità di chiedere il rimborso della contribuzione da essi versata.
Rimangono naturalmente liquidabili le richieste di rimborso presentate fino al giorno antecedente quello dell’entrata in vigore della legge n. 189 del 2002 (e cioè fino al 9 settembre 2002) nel rispetto dei requisiti previsti dalle norme e illustrati nella circolare n. 224 del 19 novembre 1996 purché, naturalmente detti requisiti risultassero già soddisfatti e realizzati prima dell’entrata in vigore della legge n. 189 del 2002. A tale proposito farà fede la data di ricevimento della domanda da parte della struttura I.N.P.S. competente ovvero la data di spedizione della richiesta tramite raccomandata.
Si precisa inoltre che non sono accoglibili eventuali domande presentate dopo il predetto termine del 9 settembre 2002 anche qualora il rimpatrio e tutti gli altri requisiti richiesti si siano realizzati prima della stesa data.
Si fa presente, infine, che in caso di rimpatrio, come disposto dalla medesima normativa, il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e può goderne, indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocità, al compimento del sessantacinquesimo anno di età anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto per il pensionamento.