Source: http://www.les-italy.org/pubblicazioni-les/news/it-cap03.html
Timestamp: 2018-01-18 17:59:32+00:00
Document Index: 171304371

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il Tribunale, con sentenza del 25 aprile 2013, nel caso T-80/10, si è pronunciato sulla valutazione della sussistenza del carattere individuale nei disegni o modelli, ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento CE n. 6/2002. Il caso aveva ad oggetto il ricorso, proposto da Bell & Ross BV, proprietaria del disegno comunitario registrato riferito ad un orologio, contro la decisione della commissione di ricorso dell’UAMI relativa ad una procedimento di annullamento promosso da Klockgrossisten (“KIN”) AB. Il terzo, e principale, motivo di ricorso concerneva la violazione del suddetto articolo 6 del Regolamento CE n. 6/2002, in base al quale “[s]i considera che un disegno o modello presenti un carattere individuale se l'impressione generale che suscita nell'utilizzatore informato differisce in modo significativo dall'impressione generale suscitata in tale utilizzatore da qualsiasi disegno o modello che sia stato divulgato al pubblico: a) per i disegni o modelli comunitari non registrati, anteriormente alla data alla quale il disegno o modello per cui è rivendicata la protezione è stato divulgato al pubblico per la prima volta; b) per i disegni o modelli comunitari registrati, anteriormente alla data di deposito della domanda di registrazione ovvero, qualora sia rivendicata una priorità, anteriormente alla data di quest'ultima. Nell'accertare il carattere individuale si prende in considerazione il margine di libertà dell'autore nel realizzare il disegno o modello”. Il Tribunale ha iniziato la propria analisi dal concetto di “utilizzatore informato”, affermando che tale nozione comprende un utilizzatore dotato di una particolare attenzione, in ragione della sua esperienza personale ovvero della sua estesa conoscenza del settore. Questa circostanza, tuttavia, non implica che l’utilizzatore sia capace di distinguere, al di là dell’esperienza acquisita attraverso l’uso del prodotto in esame, le caratteristiche esteriori del prodotto, dovute alla funzione tecnica svolta, da quelle meramente arbitrarie. In secondo luogo, il Tribunale ha analizzato la questione relativa all’interpretazione del “margine di libertà” dell’autore. Al riguardo, ha statuito che il grado di libertà dell’autore deve essere valutato sulla base dei vincoli derivati dalle caratteristiche imposte dalla funzione tecnica del prodotto, oppure dalle prescrizioni di legge sullo stesso, a nulla rilevando, in tal senso, i vincoli derivanti da considerazioni commerciali o estetiche. Infine, il Tribunale ha concentrato la propria analisi sul confronto delle “impressioni generali” suscitate dai disegni o modelli in conflitto, sostenendo che la sussistenza del carattere individuale di un disegno o modello deve essere valutata confrontando le impressioni generali provocate sull’utilizzatore informato, e tenendo conto del margine di libertà dell’autore, indipendentemente dalle considerazioni estetiche o commerciali. Sulla base dei rilievi sopra esposti, il Tribunale ha rigettato il ricorso in quanto infondato.
La sentenza è consultabile (solo in lingua francese) al seguente link
Il TRIBUNALE DELL'UNIONE EUROPEA SI PRONUNCIA SULL'INTERPRETAZIONE DELL'ART. 25, PAR. 1, LETT. E) DEL REGOLAMENTO CE 6/2002.
In data 27 giugno 2013, il Tribunale dell'Unione Europea si è pronunciato con sentenza nel caso T-608/11, in merito al ricorso proposto da Beifa Group Co. Ltd avverso la decisione della Terza Commissione di Ricorso dell'UAMI relativa ad una procedura di annullamento tra Beifa Group e Schwan-Stabilo Schwanhäußer GmbH & Co. KG. In particolare, la controversia concerneva il design comunitario n. 352315 0007 (relativo ad un evidenziatore), la cui validità era stata contestata ai sensi dell' articolo 25, par. 1, lett. e) del Regolamento CE n. 6/2002, da Schwan-Stabilo, proprietaria di un marchio tridimensionale tedesco anteriore (relativo ad un evidenziatore dalla forma simile al design contestato). Nell’ambito del medesimo contenzioso, il Tribunale si era già pronunciato in data 12 maggio 2010 con sentenza, nel caso T 148/08, con cui aveva rinviato l'esame sulla validità del design comunitario alla Terza Commissione di Ricorso. Sulla base dell’art. 25, par. 1, lett. e) del Regolamento CE n. 6/2002, "il disegno o modello comunitario può essere dichiarato nullo solo nei seguenti casi: [...] e) se in un disegno o modello successivo è utilizzato un segno distintivo, e il diritto comunitario o la legislazione dello Stato membro interessato cui è soggetto il segno distintivo conferiscono al suo titolare il diritto di vietarne l'uso". Il Tribunale, riprendendo la decisione in T-148/08, ha affermato che, ai sensi della lettera del citato articolo, non vi è alcun impedimento all’applicazione della norma in esame alla fattispecie in cui il segno utilizzato nel disegno o modello di cui si chiede la declaratoria di invalidità è simile, e non identico, al segno anteriore. Inoltre, con riferimento al rischio di confusione, il Tribunale ha statuito che tale valutazione deve basarsi sull'impressione generale provocata dai segni, tenendo conto, in particolare, delle caratteristiche distintive e dominanti. In tale valutazione, secondo il Tribunale, gioca un ruolo fondamentale la percezione del pubblico rilevante, che riconosce il segno nella sua interezza senza procedere all'analisi dei dettagli. Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto corretta la decisione della Commissione di Ricorso, secondo cui le differenze tra il design comunitario contestato e il marchio tridimensionale anteriore, dal momento che esse riguardano solo la superficie del prodotto, e non la forma generale dello stesso, non sono sufficienti a distinguere le caratteristiche del marchio da quelle del design contestato. Di conseguenza, tali differenze non sono sufficienti ad influenzare l'impressione generale provocata dal design in questione sul consumatore informato. Sulla base di questi rilievi, il Tribunale ha ritenuto sussistente il rischio di confusione e ha, dunque, respinto il ricorso, confermando la decisione della Terza Commissione di Ricorso.
La sentenza è consultabile, in lingua inglese e francese, al seguente link
IL TRIBUNALE DELL'UNIONE EUROPEA SI PRONUNCIA SULLA VALUTAZIONE DEL CARATTERE INDIVIDUALE DEL DISEGNO O MODELLO
In data 21 novembre 2013, il Tribunale dell'Unione Europea si è pronunciato, con sentenza, nel caso T-337/12, avente ad oggetto il ricorso sollevato da El Hogar Perfecto del Siglo XXI, SL, contro la decisione della Commissione di Ricorso dell'UAMI relativa ad una procedura di annullamento del disegno o modello registrato n. 000830831-0001 e destinato ad applicarsi ai "cavatappi".Con tale decisione la Commissione di Ricorso aveva confermato il provvedimento della Divisione di Annullamento dell'UAMI, la quale aveva dichiarato la mancanza di carattere individuale del disegno o modello in questione. Tra le critiche sollevate nei confronti della decisione della Commissione di Ricorso, la ricorrente sosteneva che fosse stato commesso un errore di valutazione, consistente nell'aver esaminato i disegni o modelli di cui trattasi esclusivamente in posizione chiusa, e non in posizione aperta o di utilizzo. Sul punto, il Tribunale ha affermato che la valutazione deve vertere sull'impressione generale che un disegno o modello suscita nell'utilizzatore informato, includendo anche il modo in cui il prodotto rappresentato da detto disegno o modello è utilizzato. Nel caso di specie, tuttavia, i dettagli dei prodotti raffigurati dai disegni o modelli in esame (in posizione aperta) sfuggono alla vista dell'utilizzatore proprio a causa delle loro modalità concrete di utilizzo e, di conseguenza, possono avere solo una scarsa influenza sulla percezione di detti disegni o modelli. La forma complessiva del disegno o modello del prodotto è, infatti, percepibile solo quando il prodotto è in posizione chiusa. Anche sulla base di tali rilievi, dunque, il Tribunale ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Commissione di Ricorso.
La sentenza è disponibile al seguente link