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Timestamp: 2020-04-05 19:47:35+00:00
Document Index: 103239624

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.5', 'art.6', 'art.5', 'art.11', 'art.19', 'art.1', 'art.21', 'art.20', 'art.5', 'art.16', 'art.16']

Seduta del 20.11.98
Voto n.484
Porto Industriale di Olbia - Progetto esecutivo - Completamento banchina Ovest. - Importo £.89.009.000.000.=
VISTA la nota n.5287/6105/Div. 3^OM.SS.D.4 in data 21 ottobre 1998, con la quale la Direzione Generale delle OO.MM. trasmette per esame e parere il progetto in argomento;
VISTO il parere del Dirigente Superiore Tecnico di Zona, datato 7 ottobre 1998;
UDITA la Commissione Relatrice (Battista-De Angelis-Baroncini-Del Monte-Ferrante-Burghignoli- Calzona-Ciliberti-Del Gaizo-Di Virgilio Lazzari-Stura-Vivanet-Parise -Degli Innocenti)
Nell'adunanza del 29.9.1998 la 3^Sezione di questo Consiglio Superiore con voto n.402 ha reso, all'unanimità, il parere "Che sul proposto adeguamento tecnico del Piano Regolatore del porto industriale di Olbia si possa esprimere, in linea tecnica un favorevole avviso con le raccomandazioni, osservazioni e prescrizioni di cui ai "considerato" che precedono".
A titolo di premessa, si ritiene utile, per la trattazione del progetto in esame, riportare per esteso detti considerato:
"Preliminarmente la Sezione osserva che la proposta di adeguamento tecnico del Piano Regolatore del porto industriale di Olbia, ora all'esame, è il prodotto di una ricerca tesa all'individuazione di un nuovo equilibrio tra specchi acquei e aree a terra, nel rispetto di sopravvenute condizioni al contorno e del più generale principio dello "Sviluppo Sostenibile.
"Più in particolare, si rinviene, e si condivide, l'intenzione di contenere il futuro sviluppo portuale entro i più ristretti limiti territoriali, congruenti con ammissibili scenari di sviluppo del traffico commerciale e con le esigenze di preservare la qualità ambientale del golfo di Olbia, morfotipo di indubbio valore paesaggistico.
"Per quanto riguarda gli aspetti idraulico-marittimi occorre sottolineare, per linee generali, che la proposta variazione nella configurazione planimetrica delle banchine non altera la funzionalità degli specchi acquei e degli accosti in termini di agibilità nautica e di agitazione ondosa residua.
"La Sezione pertanto ritiene che il complesso delle scelte adottate sia sostanzialmente condivisibile, poichè persegue coerentemente le prefissate linee strategiche per una rinnovata pianificazione della porzione di porto in esame.
"Appaiono corrette, tra l'altro:
"- la previsione di separare il traffico Ro-Ro commerciale da quello passeggeri;
"- la previsione di un nuovo raccordo stradale, in posizione di interfaccia con la viabilità locale;
"- la scelta di inserire aree a verde, al fine di pervenire ad un accettabile impatto delle opere sotto l'aspetto paesaggistico.
"Ciò considerato sotto l'aspetto tecnico, la Sezione, in merito alla procedura amministrativa seguita, rappresenta quanto segue:
- è stato correttamente osservato il dettato normativo previsto dall'art. 5 della legge n.84/94. Si è, infatti, pervenuti ad una formale adozione dell'atto in parola, una volta realizzata la "previa intesa" con il Comune interessato;
- tuttavia, poichè la adeguata previsione pianificatoria non può contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti (come prevede il precitato art.5 della legge n.84/94), occorre che le modificazioni introdotte siano recepite:
* nell'ambito del Piano Regolatore dell'area di sviluppo industriale di Olbia, che ha efficacia di piano territoriale di coordinamento, al quale i comuni debbono uniformare i propri strumenti urbanistici (art.6 legge urbanistica generale n.1150/42).;
* successivamente, nell'ambito del P.R.G. comunale.
"In merito a quanto sopra, necessario per il perfezionamento della procedura, il Consorzio N.I.O. comunica che è in corso la promozione della adeguata attività amministrativa.
" Ciò stante, si ritiene che l'iter tecnico-amministrativo per pervenire all'approvazione dell'adeguamento tecnico del P.R.P. di Olbia possa utilmente proseguire ai sensi della legislazione vigente, con particolare riferimento alle previsioni normative contenute nel più volte citato art.5 della legge n.84/94..
"Si ravvisa, inoltre, l'opportunità di acquisire preventivamente ogni altro eventuale ulteriore parere e/o autorizzazione e/o approvazione e/o nulla osta da parte degli enti competenti in materia.
La Direzione Generale delle Opere Marittime, con nota n. 5287/6105/Div.3^OM.SS.D.4 in data 21 ottobre 1998, ha trasmesso a questo Consiglio Superiore, per esame e parere, il progetto in argomento ad essa inviato dal Nucleo Industriale di Olbia, unendo lo studio di impatto ambientale e le analisi dei prezzi.
La Direzione Generale ha chiesto anche, in caso di favorevole parere, di pronunciarsi sulle "modalità dell'appalto" ai sensi dell'art.11 della legge 15.05.1997 n.127 in base al quale il parere di questo Consiglio Superiore sostituisce il parere della Commissione ex art.19 del D.L. 15.03.1965 n. 124 convertito con modificazioni dalla legge 13.05.1965 n.431 e successive modifiche.
Su tale specifico aspetto, la Direzione Generale OO.MM. ritiene si debba procedere, salvo diverso avviso di questo Consesso, "all'appalto delle opere in questione mediante licitazione privata da esperirsi secondo le modalità di cui all'art.1 lett.a) della legge 02.02.1973 n.14 e degli artt. 20 e 23 della legge 109/94 e successive integrazioni e modifiche aggiudicando i lavori secondo il criterio del massimo ribasso sull'importo a base di gara ai sensi dell'art.21 della citata legge.
"All'individuazione del tipo di gara si è pervenuti tenendo presente quanto segue.
"Le procedure ordinarie di scelta del contraente individuate dall'art.20 della legge 109/94 e successive integrazioni e modifiche sono, come è noto, sia licitazione privata che l'asta pubblica.
"Entrambe le procedure non prevedono forme di discriminazione per le imprese partecipanti in quanto vengono ammessi tutti coloro che, forniti di requisiti di idoneità intendono prendere parte alla gara.
"Ciò che distingue i due sistemi è il momento della prequalificazione.
"Mentre nell'asta pubblica, che viene prescelta in caso di lavori non complessi ma ritenuti urgenti in quanto i tempi di svolgimento della gara sono più brevi, la valutazione dei titoli di idoneità si svolge contemporaneamente a quelle delle offerte, nella licitazione privata la selezione avviene in un momento precedente a cura dell'Ispettorato per l'A.N.C. e Contratti, il quale attraverso un esame ponderato e puntuale degli atti in suo possesso, verifica la sussistenza delle condizioni di ammissibilità alla gara".
Il Dirigente Superiore Tecnico di Zona ha espresso il proprio parere il 7 ottobre 1998 prot. n.196; in esso sono contenute le seguenti valutazioni:
"Le soluzioni tecniche adottate da progettisti, ampiamente illustrate nella relazione generale, si ritengono corrette e condivisibili.
"Le opere da realizzare sono sufficientemente dettagliate a livello di progetto esecutivo, sia con elaborati grafici che con descrizioni e prescrizioni di Capitolato. Il progetto, tranne che per le analisi dei prezzi, risulta completo degli elaborati necessari: in particolare si citano i calcoli statici e idraulici, le indagini geognostiche e geosismiche, nonchè il piano della sicurezza.
"Per quanto riguarda i prezzi unitari, per potersi esprimere compiutamente sarebbe necessario poter disporre dei prezzari della Regione Sardegna e della Regione Lazio e delle analisi dei prezzi più significativi.
"Si segnala la necessità di acquisire l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente per la discarica del materiale di dragaggio.
"Si osserva, infine, che la lettera di trasmissione del Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione di Olbia, datata 02.09.1998, cita tra gli allegati trasmessi anche lo studio di Impatto Ambientale, che invece il sottoscritto non ha ricevuto.
"In conclusione si esprime parere favorevole perchè il progetto sia trasmesso al Consiglio Superiore dei LL.PP. per l'esame e il parere definitivo".
Il progetto ricevuto comprende i sotto elencati elaborati:
Con nota n.6857 Div. 3^OM.SS.D.4 del 6 novembre 1998 la Direzione Generale delle OO.MM. ha trasmesso, ad integrazione, ulteriore documentazione comprendente i seguenti documenti integrativi o sostitutivi di quelli già elencati, acquisiti come Atti Aggiuntivi dalla Segreteria Generale di questo Consiglio il 9.11.1998:
n.5 disegni F01, F02, F03, F04, F05 illustranti le modalità esecutive previste per l'opera (Fasi dei lavori)
n.1 tariffa dei prezzi della Regione Lazio (pubbl.20/7/94)
n.1 Prezziario della Regione Autonoma della Sardegna (1994)
n.1 Relazione integrativa.
Documenti sostitutivi di quelli già consegnati
Doc. R1 Relazione tecnica generale delle opere marittime
Doc. R6 Capitolato Speciale d'Appalto - Elenco prezzi
Doc. R8a Elenco prezzi ed analisi dell'impianto di illuminazione
N.1 Elenco elaborati.
La ora riportata elencazione è tratta dalla nota indirizzata alla Direzione Generale delle OO.MM. da uno dei Progettisti, il Prof.Ing. Alberto Noli ed acquisita al protocollo della Direzione Generale destinataria il 6.11.1998 con il n. 6857/Div.3.
A sua volta il Prof.Noli era stato autorizzato a consegnare al Ministero dei LL.PP. "ogni documento ed elaborato progettuale, ritenuto necessario per l'ottenimento del richiesto parere di competenza" dal Consorzio per il Nucleo Industriale di Olbia con nota 5 novembre1998 prot. 1957/98.
Al fine di una proficua illustrazione del progetto esecutivo in trattazione si riporta integralmente la Relazione tecnica generale delle opere marittime (nella versione sostitutiva compresa tra gli "Atti Aggiuntivi") e la Relazione Integrativa anch'essa acquisita come Atto Aggiuntivo:
"1.PREMESSE
"E' attualmente praticamente terminato il primo lotto funzionale del porto industriale di Olbia, comprendente la cosiddetta "calata Ovest" del piano regolatore vigente.
"Il primo lotto è stato finanziato a seguito di vivaci polemiche, riguardanti l'eccessivo impatto ambientale del complesso di opere previste dal predetto piano. L'opposizione degli ambientalisti si è attenuata, col passare del tempo, anche in conseguenza della redazione di uno studio di impatto ambientale, redatto dai proff. A. La Cava e F. Karrer, nel quale si proponeva un drastico ridimensionamento del porto industriale, secondo una configurazione che prevedeva il prolungamento della calata a est in direzione Nord, il banchinamento del lato Sud della calata e lo spostamento della darsena di servizio verso la radice della nuova calata.
"In seguito ad ulteriori considerazioni maturate negli ultimi anni si è poi deciso di arretrare considerevolmente la cosiddetta Calata Nord, oggetto delle maggiori critiche da parte degli ambientalisti, e di spostare e ridurre la darsena destinata alle imbarcazioni di servizio, che in parte preferiranno continuare ad usufruire degli attracchi dislocati lungo il terminale di Isola Bianca.
"La nuova configurazione portuale è stata condivisa, oltre che dal competente Assessorato della Regione Sardegna e dalle autorità cittadine, dagli organismi preposti alla gestione e utilizzazione del porto (Capitaneria, Consorzio Industriale, Compagnia portuale), fortemente interessati alla rapida realizzazione del porto industriale che consentirà di spostare in un sito molto più favorevole dell'attuale tutti i traffici di mezzi pesanti che si sviluppano lungo la calata Brin o nel terminale di Isola Bianca, condizionando in modo talora inaccettabile la viabilità urbana e precludendo agli abitanti il godimento di un fronte a mare (waterfront) di grande importanza in un centro turistico quale Olbia.
"A seguito della accertata possibilità di finanziamento di buona parte delle opere indicate da parte del CIPE, il Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione di Olbia ha incaricato gli scriventi di approntare il progetto esecutivo che viene illustrato nelle pagine che seguono.
"In sintesi il progetto comporta:
a) l'introduzione di una banchina a chiusura del lato Sud del terrapieno, attualmente delimitato da una scogliera;
b) un prolungamento di circa 405 m della banchina Ovest;
c) la realizzazione di un tratto di banchina che delimita il porto verso Nord, di lunghezza circa 500 m con fondale al piede pari a 12,0 m, b
anchina arretrata di circa 340 m rispetto al vigente P.R., in modo da occupare una porzione molto più ridotta del Seno Cocciani, all'interno del quale è ubicato il porto.
"La variante planimetrica delle banchine comporta anche una diversa configurazione dei canali di accesso ed una minore estensione del terrapieno a tergo della banchina Nord, pur rimanendo la larghezza della banchina ampiamente sufficiente per la movimentazione dei carichi che si prevede facciano capo ad essa"
"1) Osservazioni sui prezzi principali
"Fra i prezzi fondamentali sui quali si incentra l'appalto vi sono quelli relativi all'escavazione, in materiali sciolti o in roccia, all'asciutto o in presenza di acqua.
"I prezzi sono stati analizzati e paragonati sia con quelli di prezziari regionali, che con quelli dell'appalto del lotto già eseguito (relativi alla presenza di acqua) che con quelli di gare di appalto recentemente esperite (v. ad es. porto di Civitavecchia).
"Per quanto riguarda l'escavazione in materiali sciolti, si è riconosciuto che il prezzo è praticamente identico se si esegue il lavoro all'asciutto o in presenza di acqua, in quanto in questo secondo caso si dispone di macchinari in grado di assicurare elevate produzioni e quindi di bilanciare il vantaggio di un'esecuzione all'asciutto.
"Nel caso di escavazione in formazioni rocciose, più o meno compatte, da eseguire anche con l'uso di esplosivo, si è tenuto conto dei seguenti fatti che in parte sono di constatazione corrente, in parte acquistano particolare importanza nella zona di Olbia.
"L'escavazione in presenza di acqua è onerosa in quanto richiede l'impiego di diversi tipi di macchinari (piattaforma per esecuzione dei fori da mina; draga a secchie o pontone attrezzato con braccio rovescio; bette da caricare con il materiale escavato) di costo elevato e che assicurano una produzione modesta se paragonata a quella dei materiali sciolti. Si è inoltre costretti ad adottare una maglia piuttosto fitta per le operazioni di minamento, in quanto è necessario disgregare fortemente la roccia per rendere possibile il successivo escavo.
"Viceversa all'asciutto è possibile l'impiego di escavatori di elevatissima potenza, in grado di "rippare" e disgregare quasi qualsiasi tipo di roccia, nonchè di movimentare blocchi singoli di peso di qualche tonnellata. Anche in presenza di zone di roccia molto compatta è possibile eseguire fori "mirati" per ottenere la disgregazione, che per quanto sopra detto non dovrà essere molto spinta, dati i tipi di escavatori impiegati.
In conclusione l'escavazione all'asciutto di formazioni rocciose, generalmente poco compatte, è molto più agevole ed economica dell'escavazione in acqua, come attestato dai prezzi rispettivi che sono nel rapporto di circa 1:5.
"Giova ancora richiamare che i numerosi splateamenti eseguiti di recente in prossimità del porto industriale, fino a profondità di numerosi metri al di sotto del piano di campagna, non hanno mai richiesto l'impiego di mine.
"Altri prezzi fondamentali sono quelli dei cassoli flottanti e del calcestruzzo gettato in opera.
"E' facile constatare che i prezzi adottati sono alquanto inferiori a quelli dei prezzi regionali ma superiori a quelli di recenti appalti.
"Si ritiene quindi che i costi esposti costituiscano una buona base per un appalto, che dovrebbe comportare un ribasso dell'ordine massimo del 20%, a fronte di appalti recenti che hanno comportato ribassi anche superiori al 40%."
"2) Considerazioni sull'esecuzione all'asciutto di buona parte dell'opera
"Come illustrato nella relazione di accompagno del progetto, la possibilità di eseguire all'asciutto tutta la parte dell'opera che ricade in bassi fondali costituisce l'elemento decisivo circa la vera e propria "fattibilità" dell'opera. In effetti, qualora si fosse rinunciato a questa possibilità di esecuzione, il costo della banchina avrebbe comportato la rinuncia ad ogni considerazione del tipo "costi-benefici", mentre il costo stesso rientra ampiamente nei costi usuali di banchine imbasate alla stessa profondità, in terreni considerati molto più favorevoli dal punto di vista portuale.
"Occorre rilevare che l'esecuzione di opere marittime all'asciutto non costituisce una "novità", in quanto è stata adottata fin da numerosi anni addietro in opere di cui si è occupato uno dei progettisti (v.vasca di calma e delle griglie e pompe dell'impianto termoelettrico dell'Enel di Milazzo) e in numerose altre opere, portuali e non. Basti citare, in Sardegna, i porti turistici di S.Teresa di Gallura e Punta Aldia, con fondali di 6 m, e la vasca griglie e pompe della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord, con fondali di 10 m, e la vasca di prefabbricazione dell'opera di presa e delle condotte di adduzione della centrale di Montalto di Castro, con fondale di 12 m. Si fa presente che in tutti i casi citati le condizioni erano molto più gravose che non ad Olbia, in quanto talvolta le opere di delimitazione della zona da mettere all'asciutto erano a diretto contatto con il mare esterno (quindi caratterizzato da agitazioni ondose non trascurabili) e spesso i terreno interessati dall'escavazione erano molto più permeabili di quelli di Olbia.
"In conclusione le modalità previste in progetto sono ampiamente collaudate e non destano preoccupazioni di alcun tipo.
"Le opere provvisionali sono state previste con un notevole surdimensionamento, per non dare adito a nessuna riserva da parte dell'Impresa aggiudicataria. Ad ogni buon conto, nell'elenco dei prezzi a corpo è esplicitamente richiesto che l'Impresa stessa proceda autonomamente a propri calcoli di verifica idraulici e strutturali, previ eventuali approfondimenti delle indagini geognostiche, fermo restando che le opere previste costituiscono un "minimum" al di sotto del quale non si può scendere.
"Per quanto riguarda le portate di aggottamento, nel progetto non è stato esposto nessun calcolo teorico, in quanto è molto difficile prevedere le portate filtranti attraverso un ammasso teoricamente impermeabile quale il granito, sia pure alterato, a seguito degli interventi ipotizzati (paratia plastica, iniezioni di impermeabilizzazione).
"Viene qui esposto, per puro scrupolo, un calcolo delle portate filtranti nell'ipotesi che l'ammasso sia omogeneamente permeabile.
"Si osserva che si tratta comunque di portate modeste, che possono essere facilmente allontanate con normali pompe da cantiere.
"3) Valutazioni delle portate filtranti
"Per valutare la portata a m² e la velocità del moto di filtrazione al di sotto della paratia posta entro l'argine, si è considerato il percorso più breve fra due punti aventi la massima differenza di carico.
"La roccia che deve essere attraversata dall'acqua filtrante è costituita da granito impermeabile, si è pertanto assunto un coefficiente di permeabilità pari a 10 m/s (Bowles "Foundation analysis and Design") valida per terreni poco permeabili quali le sabbie limose.
"Considerando che gli argini sono sicuramente impermeabili, atteso che sono intercettati da una paratia plastica e considerando l'acqua proveniente dal fondo scavo con un percorso minimo di 60 m ed una differenza di carico di 10 m si ottiene: V=10/60 x 320 x 150 x 10 = 1,7 x 10 m/s
Q=1,7 x 10 x 137600 m² =2,3 l/s
"Tale portata è notevolmente sopravalutata infatti considerando un percorso medio pari a 160 m si otterrebbe Q=0,9 l/s
"Anche se si considerasse un coefficiente di permeabilità notevolmente superiore, ad esempio 10 m/s (sabbia fine) si otterrebbe una portata da drenare pari a 90 l/s, che può essere facilmente emunta con pompe da cantiere di potenza pari a: P=10/0,5 x 0,09 x 10 = 18 kw
"Il nuovo elenco degli elaborati compreso tra gli "Atti Aggiuntivi" è il seguente:
L'Assemblea osserva, preliminarmente, che i lavori previsti nel progetto relativo al completamento della banchina Ovest nel porto di Olbia costituiscono opere in variante al vigente P.R.P., esaminato favorevolmente da questo Consesso con voto n.178 del 23/10/1981.
La proposta di adeguamento di tale piano, propedeutica all'esame del progetto delle opere, è stata esaminata dalla 3^ Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che si è espressa favorevolmente con voto n.402 del 29/09/1998.
L'Assemblea, quindi, prende atto di tale parere, con particolare riguardo ai riferimenti in esso contenuti sulle procedure che dovranno preventivamente essere attuate in ossequio all'art.5 della legge n.84/94.
Per quanto riguarda il progetto in esame si osserva, innanzi tutto, che, pur constatando un affinato livello di progettazione per una significativa parte delle strutture civili, si rintracciano tuttavia alcune opere di importanza tecnica ed economica non definite nel dettaglio.
Ciò stante, l'Assemblea ritiene che, anche alla luce di quanto di seguito considerato, al livello complessivo della progettazione sia attribuibile il carattere di "definitivo", secondo quanto previsto dall'art.16, comma 4 della legge n.109/94 e successive modifiche e integrazioni.
Più in particolare, la previsione di realizzare all'asciutto una significativa aliquota del dragaggio e, conseguentemente, di costruire una arginatura provvisoria lungo tutto il perimetro dell'area interessata costituisce, secondo l'Assemblea, una condivisibile scelta progettuale (non legata alla discrezionalità dell'appaltatore in fase realizzativa) che occorre definire a livello esecutivo.
Nella sezione dedicata agli "aspetti geotecnici" sono riportate considerazioni relative alle verifiche di funzionalità e sicurezza che devono accompagnare la previsione progettuale di che trattasi.
Lo scavo all'asciutto, peraltro, comporta sensibili vantaggi in termini di economia di spesa non tanto per il dragaggio del materiale granulare (i cui costi non risentono sostanzialmente della metodologia di scavo) quanto piuttosto per il dragaggio del materiale a consistenza lapidea. Il possibile utilizzo all'asciutto di escavatori di grande potenza, infatti, consente di limitare fortemente l'uso di esplosivi che, come è noto, producono un notevole aggravio dei costi di escavo.
La scelta progettuale operata, quindi, è il risultato di una idonea ottimizzazione del rapporto costi-benefici a seguito del confronto tra ipotesi progettuali alternative (soluzione "all'asciutto" e "in acqua"), nonostante la necessità di alcune ricalibrature dei costi.
Per quanto attiene la valutazione economica dell'opera provvisoria in sede di computo metrico estimativo, infatti, si ritiene che nel progetto esecutivo l'idoneo compenso debba essere individuato sulla base degli oneri dell'appaltatore per la costruzione, successiva demolizione e trasporto a discarica del materiale da costruzione, tenuto conto della eventuale frazione di materiale utilmente reimpiegabile nella colmata a tergo dei muri di sponda e di quella eventualmente recuperabile dall'appaltatore stesso per i propri usi (a titolo di esempio, il palancolato cellulare).
A completamento delle considerazioni relative al dragaggio, si ricorda che il felice perfezionamento della procedura autorizzativa, prevista dalla normativa vigente in materia, consentirà di accertare l'auspicata possibilità di reimpiegare utilmente il materiale escavato, perlomeno in quota parte sufficiente alla realizzazione della colmata a tergo del banchinamento (così come previsto dai progettisti).
E' del tutto evidente come l'esito della suddetta procedura, che va espletata prima della gara, eserciti un rilevante effetto sul quadro economico di spesa dell'intero progetto.
In merito alle differenti scelte tipologiche individuate dai progettisti per la realizzazione dei muri di sponda, le soluzioni tecniche prospettate si adattano alle locali condizioni al contorno (con particolare riferimento alla scelta del muro a speroni in corrispondenza dello scavo all'asciutto e di quello a massi sovrapposti nei tratti di raccordo).
Peraltro, da ciò ne conseguono ulteriori significativi risparmi economici per l'Amministrazione appaltante, se si tiene conto dei minori costi per la prefabbricazione, trasporto e posa in opera del muro a speroni rispetto al tradizionale cassone cellulare.
Parimenti, la scelta di imbasare le opere su fondali di -12 m dal l.m.m., pur in presenza di un dragaggio dello specchio acqueo antistante a -10 m dal l.m.m., è in armonia con le previsioni di P.R.P in quanto recepisce un'osservazione già formulata da questa Assemblea con il citato voto n° 178/81.
Questa soluzione, peraltro largamente attuata nella progettazione di opere marittime, consente la compatibilità delle proposte opere di accosto con un futuro eventuale approfondimento dei fondali antistanti (previa opportuna modifica al P.R.P. vigente), motivato dalla necessità di ospitare navi Ro-Ro di maggiore stazza. Giova ricordare che, attualmente, le più grandi navi traghetto che frequentano il porto sono lunghe 170 ÷ 180 m e hanno una immersione a pieno carico di circa 8 m; è del tutto presumibile, nel tempo di vita tecnica delle opere di accosto (stimabile in circa 50 anni), la realizzazione di una nuova generazione di navi Ro-Ro che renda necessario detto approfondimento.
In merito poi alle verifiche di resistenza del cemento armato secondo la normativa vigente, si apprezzano relativamente contenuti stati tensionali nei materiali, anche in relazione a un dimensionamento alquanto conservativo delle strutture.
Tutto ciò, peraltro, costituisce le premesse per soddisfare le necessarie verifiche di fessurazione, in relazione all'ambiente aggressivo nel quale sono collocate le progettate opere.
Del resto, la necessità di contenere potenziali fenomeni fessurativi del calcestruzzo è inquadrabile nel più ampio contesto di assicurare la durabilità delle strutture nel tempo di vita tecnica loro assegnato.
Allo scopo, la progettazione esecutiva potrà trovare utile riferimento nelle "linee guida sul calcestruzzo strutturale", recentemente elaborate dal Servizio Tecnico Centrale di questo Consiglio Superiore.
L'obiettivo, evidentemente, è quello di assicurare un calcestruzzo compatto e di buona qualità. Da ciò ne discendono regole di buona progettazione che riguardano, sostanzialmente, la scelta di un idoneo cemento, di una adeguata resistenza caratteristica, di idonei copriferri, di bassi rapporti acqua/cemento e di un adeguato proporzionamento dell'impasto.
In merito ai giunti a tenuta idraulica, si raccomanda l'uso di prodotti omologati, sottoposti ad adeguati controlli nel tempo. Per quanto riguarda i giunti strutturali dei manufatti prefabbricati, infine, l'Assemblea ritiene che debbano essere curati in modo adeguato nelle fasi progettuale ed esecutiva, poichè costituiscono un punto delicato nei confronti dei problemi di durabilità e resistenza delle strutture.
Per la caratterizzazione geotecnica dei terreni interessati dalle nuove opere si è fatto principalmente riferimento alle indagini geotecniche eseguite in sede di redazione del progetto generale.
Tutta l'area è interessata dalla presenza di graniti con diverso grado di alterazione, completamente arenizzati nella parte alta della formazione (paragonabili granulometricamente ad una ghiaia con sabbia), e di consistenza litoide in profondità.
I sondaggi hanno evidenziato uno spessore molto variabile dello strato di granito arenizzato, da pochi metri fino ad oltre 20 m. In alcuni casi, il granito litoide è apparso molto fratturato, ancorchè per spessori non molto elevati. In superficie, e per profondità variabili da 2 a 7 m, è stata rinvenuta sabbia e sabbia limosa poco addensata con presenza di resti organici.
Le opere in progetto, come detto, sono costituite da muri di sponda di differente tipologia e da un argine provvisorio (in materiali sciolti) previsto per consentire la realizzazione all'asciutto di questi manufatti e dell'escavazione dei fondali.
Nella zona di radicamento alla banchina esistente, la diga di ritenuta è costituita da un palancolato cellulare.
La variabilità del livello di degradazione della roccia e la conseguente variabilità delle caratteristiche di permeabilità della formazione (a piccola e grande scala), rendono necessario un approfondimento delle indagini geotecniche per caratterizzare senza sostanziali incertezze i terreni di fondazione delle opere provvisorie di ritenuta e per permettere, nel passaggio alla successiva fase progettuale, l'esecuzione delle verifiche di sicurezza di tali manufatti, una più approssimata valutazione delle portate d'acqua da aggottare per mantenere lo scavo asciutto e il conseguente dimensionamento del diaframma impermeabile.
In particolare, le verifiche di sicurezza dovranno riguardare gli effetti dei moti di filtrazione e dovranno tener conto della presenza, talvolta a modesta distanza dal piede dell'argine, del fronte di scavo per l'approfondimento del fondale.
Indagini geotecniche più puntuali permetteranno inoltre di verificare le condizioni stratigrafiche locali e di caratterizzare i terreni di fondazione del palancolato cellulare.
Infine, in sede di progettazione esecutiva, è necessario che, nel rispetto della vigente normativa geotecnica, siano completate le verifiche di sicurezza relativamente alle fondazioni dei nuovi manufatti e ai fronti di scavo, ancorchè provvisori.
Aspetti idrologici e idraulici
La soluzione tecnica di tombinare il segmento terminale del rio Padredduri, mediante struttura scatolare, appare condivisibile, costituendo scelta largamente diffusa in ambito portuale.
Il calcolo della portata di massima piena associato a un tempo di ritorno pari a 100 anni (Q = 40 m³/s) è sviluppato secondo le usuali metodologie di idrologia tecnica. Il calcolato contributo specifico di 5.5 m³/s x km², peraltro, è in linea con il regime delle precipitazioni intense, le caratteristiche morfologiche e la permeabilità dei terreni della zona.
Poichè è previsto l'ormeggio di navi in corrispondenza dello sbocco a mare del rio, si prescrive, in fase esecutiva, una calcolazione idraulica integrativa che tenga conto del rigurgito localmente prodotto dalla nave stessa, necessario per vincere le localizzate perdite di carico aggiuntive.
Ciò mediante la costruzione del profilo di moto permanente in corrente lenta nella sfavorevole condizione di alta marea e sovralzo di tempesta, lato mare, e di concomitante deflusso della piena di progetto.
Occorrerà verificare poi la sussistenza del franco minimo tra pelo libero della corrente e intradosso della soletta superiore dello scatolare, onde scongiurare funzionamenti in pressione.
Sarà inoltre opportuno integrare i calcoli idraulici con una valutazione del trasporto solido e della possibilità di accumulo di sedimenti all'interno della tombinatura. Ciò al fine di definire un piano preventivo di controllo gestionale per il mantenimento della pulizia del condotto, che dovrà garantire ispezionabilità mediante idonee panconature per lo svuotamento.
Per quanto attiene l'impianto di illuminazione in ambito portuale, l'Assemblea rileva che il progetto è corredato dai calcoli illuminotecnici, da quelli dei circuiti elettrici e sulle protezioni dalle sovracorrenti e dai contatti indiretti, dagli schemi dei quadri elettrici, dai calcoli di verifica statica delle torri faro, nonchè dagli elaborati planimetrici degli stessi impianti, che non danno luogo a osservazioni.
La scelta di contabilizzare le più significative categorie di lavoro a corpo anzichè a misura (incluso lo scavo all'asciutto e quello subacqueo), è ritenuta condivisibile in linea di principio dall'Assemblea, in quanto conforme allo spirito della vigente legge quadro sui lavori pubblici (assicurare certezza dei costi di costruzione, limitando il ricorso a perizie suppletive).
La validità di detta scelta, ovviamente, si deve fondare su una stima di dettaglio, in fase progettuale, delle quantità in gioco nelle singole categorie di lavoro, al fine di consentire la successiva determinazione di un prezzo a corpo che dovrà essere invariabile rispetto alle quantità effettive.
I prezzi sono desunti da apposite analisi e, in linea generale (a meno delle sopracitate ricalibrature), sembrano congrui per essere sottoposti a gara concorrenziale al massimo ribasso mediante licitazione privata.
Pur in assenza del regolamento di attuazione che definisca puntualmente i contenuti del "piano di manutenzione" delle opere, previsto a corredo del progetto esecutivo all'art.16 - comma 5 della legge n.109/94 e successive modifiche e integrazioni, si suggerisce di elaborare linee guida che disciplinino il programma delle attività di ispezione, monitoraggio e manutenzione.
Ciò al fine di garantire inalterata funzionalità delle progettate strutture nel tempo di vita tecnica. Allo scopo, potrà costituire utile riferimento il rapporto tecnico del gruppo di lavoro n.31 - PTC II dell'AIPCN - PIANC recentemente pubblicato, relativo alla sollevata problematica tecnica.
Prima dell'appalto dei lavori, inoltre, occorrerà acquisire ogni ulteriore eventuale parere da parte degli Enti ompetenti in materia.
Piano di sicurezza (D.Leg.vo n.494/96)
Occorre precisare che il piano di sicurezza, inserito tra gli atti avuti in visione, non fa parte degli elaborati progettuali, ma costituisce un documento a sè stante concernente le misure di sicurezza del cantiere, da redigere prima dell'appalto dei lavori.
Lo stesso, pertanto, potrà essere convenientemente integrato e modificato nel corso dell'elaborazione del progetto esecutivo dell'intervento in esame, tenendo presente che, tra l'altro:
- sia il committente che i coordinatori devono essere individuati come persone fisiche;
- è necessaria una relazione esplicativa che illustri i lavori;
- occorre provvedere alla redazione di un programma lavori che definisca la tempistica delle varie fasi e il loro inserimento temporale nel processo costruttivo, al fine di individuare potenziali interferenze tra lavorazioni diverse che avvengono contemporaneamente;
- è necessario pervenire a una stima dei costi per la sicurezza.
E' del tutto evidente, inoltre, che la fase di lavoro di scavo all'asciutto dovrà essere attentamente studiata nel piano, al fine di programmare concertate misure tese all'abbattimento dei potenziali rischi.
Tutto ciò premesso e considerato l'Assemblea, all'unanimità,
che il progetto relativo ai lavori di completamento della banchina Ovest del porto industriale di Olbia, proposto dal "Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione di Olbia", abbia le caratteristiche di progetto definitivo e sia suscettibile di essere sviluppato a livello esecutivo, con le prescrizioni, raccomandazioni e osservazioni di cui alle suesposte considerazioni.