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Timestamp: 2019-06-18 13:56:31+00:00
Document Index: 182206548

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 82', 'art. 7', 'art. 7', 'art.7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Tag notifica tardiva
Nulla la multa notificata oltre 90 GG.
Tag:codice della strada, muta notificata oltre i 90 giorni, notifica multa polizia municipale, notifica tardiva, nullità di un verbale, sanzione amministrativa No comments
Abstract: in questo articolo si indica cosa è possibile fare quando viene notificata una multa fuori dai termini di legge – (oltre 90 gg)!
Il copione è sempre lo stesso. Un bel giorno suona il postino e recapita una lettera dal colore che non lascia molte speranze anche se è verde.
Si apre la busta e si scopre che in un tempo lontano, magari 4 o 5 mesi prima, ma spesso anche di più, si era passati con il rosso o si sono superati i limiti di velocità.
Da quel momento scatta seppur per un attimo un momento che è un mix di rabbia, incredulità e incertezza. Ma subito dopo la domanda più semplice e spontanea: e adesso cosa faccio?
La soluzione che viene qui proposta permette da un lato di verificare se effettivamente ci sono i presupposti per contestare il verbale perché notificato fuori dai termini. In aggiunta, quando l’intervento di un avvocato non è economicamente
Cosa dispone l’art. 82 c.p.c.?
Senza voler annoiare scrivendo in “legalese”, richiamo l’art. 82 c.p.c.. Quello più significativo per l’argomento trattato è il primo comma che così recita:
“Davanti al Giudice di Pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede euro 1.100,00”.
La norma è molto chiara e credo non necessiti di grandi commenti. Il Legislatore ha dato la possibilità a tutti di stare in giudizio senza l’ausilio di un avvocato. Da poco il limite è stato aumentato da euro 516,46 a euro 1.100,00.
Attenzione però: se viene superata la nuova soglia, fosse anche solo per un centesimo, in assenza di difesa tecnica (varrebbe a dire senza l’assistenza di un avvocato), l’atto non potrebbe esplicare i propri effetti.
La conseguenza è facilmente intuibile; la controparte si gioverebbe di un errore che porterebbe a perdere la causa.
E’ evidente che questa possibilità riguardi questioni di basso profilo tecnico. Questioni che non richiedono grandi conoscenze giuridiche per essere risolte, come le violazioni al codice della strada.
Tuttavia l’esperienza mi porta a dire che, sebbene trattasi apparentemente di questioni basilari, è importante impostare bene l’atto. Il rischio è quello di commettere, banali ma pur sempre incisivi, errori. Le cause NON POSSONO ESSERE PERSE per vizi procedurali ma solo nel merito.
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Attenzione: Sebbene suddetti modelli sono stati già valutati positivamente dalla magistratura dei Gdp, ogni Giudice fa le proprie sentenze anche in presenza di errori della P.A..I modelli, quindi, NON garantiscono il risultato che resta legato alla valutazione del Magistrato.
Secondo quale norma si può ricorrere al Giudice di Pace?
La norma a cui far riferimento è l’art. 7 D.Lgs 150/11. Questo disciplina tutto l’iter del ricorso innanzi al GDP. In particolare, al comma tre, si stabilisce il termine per poter impugnare i verbali. Il percorso non è difficile. Bisogna tuttavia stare attenti a rispettare le regole del gioco. Si potrà così avere giustizia e far valere i propri diritti.
Il ricorso al Giudice di Pace deve essere presentato (a pena di inammissibilità), entro 30 giorni.
Da quando? Dalla data di contestazione della violazione o di notifica del verbale di accertamento.
Entro 60 giorni se il ricorrente risiede all’estero. Il ricorso soggiace alla sospensione del termine feriale e quindi non si devono contare i giorni che vanno dal primo al 31 agosto.
Il ricorso può essere presentato anche a mezzo del servizio postale. Può essere fatta istanza di sospensione dell’esecuzione. Il ricorso è altresì inammissibile se e’ stato previamente presentato ricorso ai sensi dell’articolo 203 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Ovvero è stato fatto ricorso al Prefetto e non è stato ancora deciso con l’emissione di una ordinanza.
Il giudice ordina all’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria (dieci giorni prima dell’udienza fissata) copia del rapporto. Devono essere depositati tutti gli atti relativi all’accertamento, nonché la contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all’opponente ed ai soggetti di cui al comma 5.
Cosa succederà dopo aver presentato il ricorso alla cancelleria del Giudice di Pace?
Richiamando l’art. 7 comma 9 del Decreto Legislativo 1°settembre 2011, n. 150 alla prima udienza, il giudice:
I commi successivi del medesimo articolo (art.7 del Decreto Legislativo n.150 del 1°settembre 2011) stabiliscono che:
comma 10: Con la sentenza che accoglie l’opposizione il giudice può annullare in tutto o in parte il provvedimento opposto. Il giudice accoglie l’opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. Non si applica l’articolo 113, secondo comma, del codice di procedura civile;
comma 11: Con la sentenza che rigetta l’opposizione il giudice determina l’importo della sanzione in una misura compresa tra il minimo e il massimo edittale stabilito dalla legge per la sanzione accertata. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate;
comma 12: quando rigetta l’opposizione, il giudice non può escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida;
comma 13: salvo quanto previsto dall’art. 10, comma 6-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.115, gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.
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Articoli di riferimento.
Davanti al giudice di pace le parti possono stare in giudizio personalmente nelle cause il cui valore non eccede euro 1.100. Negli altri casi, le parti non possono stare in giudizio se non col ministero o con l’assistenza di un difensore.
Il giudice di pace tuttavia, in considerazione della natura ed entità della causa, con decreto emesso anche su istanza verbale della parte, può autorizzarla a stare in giudizio di persona.
Salvi i casi in cui la legge dispone altrimenti, davanti [al pretore,] al tribunale e alla corte di appello le parti debbono stare in giudizio col ministero di un procuratore legalmente esercente; e davanti alla Corte di Cassazione col ministero di un avvocato iscritto nell’apposito albo.
Articolo 7 del decreto legislativo 1°settembre 2011, n. 150
Le controversie in materia di opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada di cui all’articolo 204-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono regolate dal rito del lavoro, ove non diversamente stabilito dalle disposizioni del presente articolo.
L’opposizione si propone davanti al giudice di pace del luogo in cui e’ stata commessa la violazione.
Il ricorso e’ proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla data di contestazione della violazione o di notificazione del verbale di accertamento, ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero e può essere depositato anche a mezzo del servizio postale. Il ricorso e’ altresì inammissibile se e’ stato previamente presentato ricorso ai sensi dell’articolo 203 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
La legittimazione passiva spetta al prefetto, quando le violazioni opposte sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, nonchè da funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell’ANAS; spetta a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni.
Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio personalmente. L’amministrazione resistente può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati.
Con la sentenza che accoglie l’opposizione il giudice può annullare in tutto o in parte il provvedimento opposto. Il giudice accoglie l’opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. Non si applica l’articolo 113, secondo comma, del codice di procedura civile.
Con la sentenza che rigetta l’opposizione il giudice determina l’importo della sanzione in una misura compresa tra il minimo e il massimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate.
Quando rigetta l’opposizione, il giudice non puo’ escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida.
Salvo quanto previsto dall’articolo 10, comma 6-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.