Source: https://chiediloalalla.orizzontescuola.it/2014/07/22/aspettativa-per-assegno-di-ricerca-e-confusione-del-dirigente-chiarimenti/
Timestamp: 2018-06-19 02:41:51+00:00
Document Index: 18677821

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 22', 'art. 51', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 18', 'art.15']

Aspettativa per assegno di ricerca e confusione del Dirigente. Chiarimenti | Chiedilo a Lalla - OrizzonteScuola
Aspettativa per assegno di ricerca e confusione del Dirigente. Chiarimenti
Massimiliano – Buongiorno, sono un docente a tempo indeterminato in una scuola superiore, attualmente in aspettativa in quanto assegnista di ricerca presso un’università italiana, dal 1 dicembre 2013 e fino al 30 novembre 2014. Pochi giorni fa e senza nessun preavviso la dirigente scolastica della scuola mi ha contattato per “mettere le mani avanti” e comunicarmi che dal 1 dicembre 2014 non potrò più chiedere aspettative o congedi nel caso (più che probabile) che il mio assegno venga rinnovato. Il motivo sarebbe che nell’ultimo quinquennio ho già usufruito di congedi per motivi di studio superiori a 2,5 anni. Questo è vero ma si trattava di congedi per motivi di ricerca, non di aspettative, ed ero impiegato presso un ateneo straniero. La dirigente si è inoltre appellata alle norme concernenti il congedo contenute nel contratto collettivo nazionale del 2007 e precedenti. La legge 240 dedica l’articolo 22 interamente agli assegni di ricerca (ripreso anche nel mio contratto stipulato con l’ateneo) e recita testualmente
” La titolarità dell’assegno […] comporta il collocamento in aspettativa senza assegni per il dipendente in servizio presso amministrazioni pubbliche”, senza nessun riferimento a precedenti periodi di congedo e senza riferimento ad un’eventuale discrezionalità del dirigente. La d.s. insiste nell’affermare che non ho diritto all’aspettativa e mi ha inviato una comunicazione scritta che riassume i congedi che ho chiesto in passato e conclude affermando che “La legge 240 non influisce sulla posizione contrattuale dei singoli”. In parole povere, la legge 240 non varrebbe a confronto col contratto nazionale. Mi chiedo quindi con preoccupazione se veramente la d.s. potrà impormi di riprendere il servizio negandomi l’aspettativa, forzandomi a rinunciare al rinnovo dell’assegno di ricerca. Aggiungo una nota a margine: l’elenco dei congedi di cui ho goduto inviatomi dalla scuola non è corretto. Infatti, negli anni passati io ho sempre richiesto, con istanza scritta e protocollata, un “congedo straordinario per motivi di ricerca” mentre, dalla comunicazione della scuola, emerge che mi é sempre stato dato un “congedo per motivi dottorato”, che io ho concluso ben prima di entrare in ruolo nella scuola, e che era regolamentato da norme diverse. Si profila quindi un errore formale e sostanziale da parte della scuola. Ho richiesto, tramite PEC, un parere in merito all’ufficio scolastico territoriale, al quale ho inviato anche copia del mio contratto con l’ateneo, i riferimenti di legge e la comunicazione inviatami dalla scuola. In attesa di un riscontro da parte loro, potete darmi qualche chiarimento?
Paolo Pizzo – Gentilissimo Massimiliano,
la Dirigente sta a mio avviso confondendo un po’ le cose.
I congedi di cui all’art. 18 del CCNL/2007 e quello relativo all’assegno di ricerca sono infatti distinti e separati e non vi è alcuna incompatibilità.
L’art. 22 della legge n.240 del 30 dicembre 2010 prevede che:
Giova comunque ricordare che anche l’art. 51/6 della legge 449/97 prevedeva che “Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in aspettativa senza assegni” (possibilità richiamata anche per gli assegnisti dal punto 3 della Circolare Ministeriale 4 novembre 2002, n. 120).
È utile anche richiamare la C.M. 15/2011 nel punto relativo ai beneficiari di borse post-dottorato e agli assegnisti universitari in cui prevede esplicitamente la possibilità dell’aspettativa senza assegni per tutti i pubblici dipendenti vincitori di un assegno di ricerca.
Pertanto, anche il docente che ha già conseguito il titolo di dottore di ricerca ha titolo a beneficiare di aspettativa per borsa di studio post-dottorato e di aspettativa per assegno di ricerca.
Quest’ultima, però, è esclusivamente senza assegni (è infatti diversa dal congedo straordinario per dottorato di ricerca), come afferma la Legge 240/2010 (l’ultima e unica norma a cui bisogna fare riferimento).
Aggiungo che il CCNL/2007 all’art. 15/7 recita testualmente: “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.
Anche se non sono richiamate le aspettative non retribuite il principio è quello che anche il dipendente della scuola in quanto dipendente pubblico può fruire di tutti gli altri permessi o aspettative riferiti a questi ultimi.
le eventuali aspettative finora fruite non riguardano in nessun modo quella relativa all’assegno di ricerca;
quest’ultima è ESPRESSAMENTE PREVISTA DA UNA SPECIFICA NORMA DI LEGGE OVVERO art. 22/3 della Legge 240/2010 la quale prevede una durata compresa tra uno e tre anni, rinnovabili e non cumulabili con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, ad eccezione di quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero, l’attivita’ di ricerca dei titolari. La durata complessiva, compresi gli eventuali rinnovi, non puo’ comunque essere superiore a quattro anni, ad esclusione del periodo in cui l’assegno e’ stato fruito in coincidenza con il dottorato di ricerca, nel limite massimo della durata legale del relativo corso.
L’art. 18 del CCNL/2007 non ha nulla a che fare con l’aspettativa per assegno di ricerca in quanto non la prevede;
potrai fruire dell’aspettativa per motivi di ricerca ai sensi dell’art.15/7 dello stesso Contratto e della legge richiamata;
nessuna norma impone che dopo aver fruito di qualsiasi aspettativa prevista dal Contratto non puoi fruire di altre aspettative previste da specifiche disposizioni di legge.
Non ti resta che impugnare il decreto del DS perché illegittimo e non ha nessun fondamento di legge. Inoltre, ti voglio anche far notare che se il tuo precedente congedo era specifico “per dottorato di ricerca” e non per “motivi di studio” è utile che tu legga la circolare 15/11 sopra richiamata. Anche in questo caso la scuola potrebbe aver fatto confusione accordandoti l’aspettativa per motivi personali e di famiglia quando invece doveva accordarti quella specifica per dottorato di ricerca.
Posted on 22 luglio 2014 by paolopizzo nella categoria Permessi e aspettative