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Timestamp: 2017-06-28 07:08:57+00:00
Document Index: 102783774

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 87', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 21']

La funzione di regolazione delle Autorità Indipendenti: legalità costituzionale e prassi (in particolare, l'A.G.Com.), Giovanna De Minico « Diritto dell'Informazione e della Comunicazione « Giurisprudenza « Federica e-Learning
Giovanna De Minico » 2.La funzione di regolazione delle Autorità Indipendenti: legalità costituzionale e prassi (in particolare, l'A.G.Com.)
Definizione di Autorità Indipendente [1]
a) Soggetti autoritativi “atipici” rispetto al modello dell’art. 95 Cost.;
b) sottratti alla disponibilità dell’Esecutivo;
c) sottoposti alla sola legge;
d) operanti in difesa di valori sensibles (J.Chevallier) all’ingerenza politica=meritevoli di lettura “neutrale”.
[1] D’ora in poi sarà indicata con l’acronimo A.
Il Piccolo Principe - Antoine Saint-Exupéry
Definizione della misura di equilibrio:
L’A. deve stabilire “équilibres souhaitables” tra valori costituzionali confliggenti nel rispetto di un doppio limite: positivo e negativo.
a) Il limite negativo: divieto all’A. di attingere spunti dalle indicazioni delle forze di maggioranza.
b) Il limite positivo: l’A. deve assumere i bisogni lì dove nascono=le fonti non discendono dall’alto, ma derivano dall’esperienza, genesi endogena (cfr. G. De Minico, Regole. Comando e consenso, Torino, 2005, in part. pp. 9-15).
Caratteri della regolazione endogena.
1) Forme reasonable= rispettose della logica interna della materia; si veda G. De Minico, a p. 10;
2) risultato conseguibile grazie alla condivisione con i regolati dell’iter decisionale;
3) ruolo della tecnica nella valutazione dei fatti;
4) costruzione in progress della norma=non obsolescenza e sua effettività.
Criterio valutativo di apprezzamento dei fatti, basato su scienze inesatte. A parametri relativi corrisponderanno regole non univoche, bensì strutturate nei termini di science policy issues (Rodgers) per la presenza di ineliminabili fattori di incertezza=al mutare del punto di vista del decidente corrisponderà una diversa soluzione regolatoria → “tecnicità” come stretta “inerenza” della regola alla logica interna di settore=azzerata la distanza tra etero e autodisciplina; tali norme risulterebbero gradite al regolato quanto quelle autoimposte.
Il modello di regolamento costituzionalmente compatibile.
Il limite di soggetto:
1) Mancanza di una norma costituzionale ad hoc.
2) Riflessione art. 87 Cost.
3) Diversità dal modello di cui all’art. 17 L.400/88.
Il limite dell’ordine gerarchico e della riserva di legge:
Gerarchia delle fonti: secondarietà effettiva del regolamento alla sua legge.
Autonomia contenuta “dans le cadre défini par les lois” (Conseil Constitutionnel 86-217).
Riserva di legge: incompatibilità concettuale con il reg. indipendente.
Riforma Titolo V, Parte II, Cost. e Regolamenti A.I.= salvo il titolo competenza esplicito e tassativo.
Il limite dei tipi di regolamenti
Il tipo regolamento indipendente e le ragioni di democraticità dell’ordinamento.
Il tipo regolamento “delegato”, ex art. 17, co.2, l. 400/88;
Due ipotesi ricostruttive:
a) legge di delegificazione individua effetto abrogativo e orienta il potere delegato;
b) legge di delegificazione non individua effetto abrogativo, né orienta il potere delegato.
Compatibilità costituzionale di a e b?
Collocazione effettiva dei Regolamenti delle A.I. nella gerarchia delle Fonti.
Atti formalmente secondari, ma di fatto operanti a livello primario perché:
1) La legge non pone un principio di disciplina sostanziale.
2) I regolamenti dettano la disciplina della materia in via originaria e iniziale.
3) I regolamenti definiscono la misura dell’equilibrata coesistenza tra i valori contrastanti elencati nella legge.
La casistica relativa alla Consob
a) Informazione preventiva l’operazione di investimento.
b) Regole di condotta conformative dei negozi finanziari.
Fini comuni (diversità di filosofia ispiratrice e del rispettivo regime giuridico): trasparenza piazze finanziarie e ordinato svolgimento negoziazioni.
Quanto ad A): regole definitorie dell’obbligo di “dire”, misura asimmetrica perfezionata in tipologia, quantità e qualità dell’informazione da dischiudere=presupposto scelta di investimento consapevole= ratio attention calling.
Circa il tipo…(in proposito, cfr. G. De Minico, Antitrust e Consob. Obiettivi e funzioni, Padova, 1997, pp.190-194)
Circa il quanto….
Circa il come…..
Conclusione: potere regolativo privo di parametri orientativi incontrovertibili, confermato dalla legge di riforma dei mercati finanziari l. 262/05.
La casistica più significativa relativa all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni:
1) Il caso della comunicazione politica: Del. n. 33/08/CSP in materia di comunicazione politica, in base alla L. 28/2000.
Tre valori in gioco: diritto eligendi di accedere agli spazi in condizione di parità; degli elettori di autodeterminarsi nell’esercizio del voto e degli imprenditori di disporre della propria azienda.
Misura di equilibrio si risolve ex lege nella par condicio=obblighi positivi e negativi imposti all’imprenditore.
Sistema normativo articolato su due livelli:
Primario=L.28/00;
Secondario= reg. A.G.COM., compito di sostanziare la par condicio con prescrizioni relative all’avente diritto agli spazi e alla scelta del criterio di ripartizione del tempo (cfr. artt. 2 e 3, Del. n. 33/08).
Il discorso sui criteri di selezione in coerenza con i sistemi elettorali, rimando a una valutazione relativa.
2) Il caso della diffusione dei sondaggi: Del. n.153/02 in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa [art. 1, co.6, lett. b), n. 12, della L. 249/97].
Le prescrizioni della norma primaria sono insufficienti e non attinenti al contenuto=mero conferimento di potere=disposizione in bianco sulla competenza, peraltro su materia coperta da riserva di legge (art. 21 Cost.).
Conclusione intermedia:
1) Potere normativo formalmente secondario, di fatto operante a livello primario;
2) la legge non ha sostanziato gli elenchi di valori affidati alla mediazione dell’A., preferendo che a farlo sia il regolamento;
3) regolamento atipico perché pone: a) le linee direttive della materia (in supplenza di legge); b) la disciplina di dettaglio (compito propriamente secondario);
4) regolamento non accessorio alla legge, né indipendente in senso tecnico, ma pseudo- indipendente, atto lato sensu politico, ma atipico (G. De Minico, Regole. Comando e consenso, Torino, 2005, pp. 50-54).
L’A. e la sua attitudine all’agire politico.
1) Tesi classica: la funzione indirizzo politico spetta esclusivamente al circuito: Corpo elettorale- Parlamento-Governo (E.Cheli, Atto politico e funzione di indirizzo politico, Milano, 1961, a p.93)
2) Tesi della “socialità” dell’azione: la partecipazione dei regolati compenserebbe il deficit di legittimazione politico-rappresentativa dell’A. (cfr.: M.Manetti, Poteri neutrali e Costituzione, Milano, 1994, pp. 209, 212-215).
Confronto con l’esperienza degli U.S.A.:
a) “Administrative procedure act” ‘46: notice and comment, in particolare:
1) la partecipazione come pretesa giuridica soggettiva del regolato (informazione tempestiva, circolare, continuativa);
2) obbligo per l’A. di valutazione del comment;
3) obbligo per l’A. di motivazione adeguata ad un j.rev. attinente alla correttezza del ragionamento.
Limiti: “avversariale” e “sbilanciata”→regole private in forma pubblica.
b) “Negotiated rulemaking act” ‘90: risponde ai limiti della prima innovandola in due punti. In particolare:
1) nelle modalità di presenza dei terzi=agile, snella e simultanea;
2) nel tempo di intervento= anticipato alle prime battute del rulemaking, la proposta è concertata tra regolatore e regolati_vantaggio= si opera in un contesto di equiordinazione orizzontale e verticale (Breyer, Stuart, Sunstein et alii).
Le tracciamo insieme.
1. Legislazione antitrust generale e discipline speciali in tema di comunicazione2. La funzione di regolazione delle Autorità Indipendenti: legalità costituzionale e prassi (in particolare, l'A.G.Com.)3. Dalla regolazione partecipata delle Autorità Indipendenti all'autoregolamentazione. Confronto con la "soft law" anglosassone (Codice TV e minori; codice dei giornalisti)4. I temi della prima parte del Corso5. Dalla Legge 249/97 alla Legge 112/04: un iter tormentato (supporto audio/video)6. Verifica della compatibilità della disciplina nazionale in tema di audiovisivo con il parametro comunitario7. Sviluppo di elaborati scritti su argomenti trattati a lezione8. La disciplina delle telecomunicazioni: i livelli comunitari, statuali e locali.9. "The Asymmetrical Regulation on Telecommunications (2002 EC Directives)". (Lezione tenuta all'Università di Leicester 2007)10. "The new regulatory challenge on the telecommunications system". (Lezione tenuta all'Università di Leicester 2007)11. Dalle Direttive 2002 sulle Telecomunicazioni alla revisione in corso del 2008 (supporto audio/video)12. Il fondamento costituzionale della comunicazione in Internet. Artt. 15 e/o 21 della Costituzione?13. La stampa "on-line"14. Articolo 15 della Costituzione e Riservatezza15. La pubblicità ingannevole: "cases of law"16. L'ordinamento delle telecomunicazioni in Gran Bretagna: continuità e discontinuità17. Oltre il diritto (supporti multimediali) I materiali di supporto della lezione Adimistrative Procedure Act
Art. 1 comma 6, lett. 8, n. 12, legge 31 luglio 1997
Art. 17 Legge n. 400/88
Art. 21 Costutuzione
Art. 87 Costutuzione
Art. 95 Costutuzione
Conseil Constitutionel decision 86-217 DC
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Delibera 33/08 CSP
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