Source: http://ptua.eu/leggi/codbencul.php
Timestamp: 2019-03-25 11:50:26+00:00
Document Index: 7284110

Matched Legal Cases: ['art. 146', 'art. 3', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 146', 'art. 149', 'art. 12', 'art. 136', 'art. 142', 'art. 146', 'art. 159', 'art. 1', 'art. 146', 'art.2', 'art. 3', 'art. 146']

Legge Regionale n. 45 del 1989
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2006 � stato pubblicato il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il nuovo codice stabilisce che l'amministrazione competente al rilascio delle autorizzazioni per le opere da localizzarsi - tra l'altro su territori coperti da foreste e da boschi, ancorch� percorsi o danneggiati dal fuoco -, dovr� utilizzare la relazione paesaggistica come base di riferimento essenziale per le valutazioni previste in materia di autorizzazione. Sono definite le finalit�, i criteri di redazione, i contenuti della relazione paesaggistica che correda - congiuntamente al progetto dell'intervento che si propone di realizzare ed alla relazione di progetto - l'istanza di autorizzazione paesaggistica. La relazione paesaggistica dovr� dar conto sia dello stato dei luoghi prima dell'esecuzione delle opere previste, sia delle caratteristiche progettuali dell'intervento, e rappresentare, infine, nel modo pi� chiaro ed esaustivo possibile, lo stato dei luoghi dopo l'intervento. Con riferimento alle peculiarit� dei valori paesaggistici da tutelare, le Regioni possono integrare i contenuti della relazione paesaggistica e, previo accordo con la direzione regionale del Ministero territorialmente competente, introdurre semplificazioni ai criteri di redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica per le diverse tipologie di intervento.
Visto il Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ed in particolare l'art. 146, comma 3, secondo cui �Entro sei mesi (. . .), con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, � individuata la documentazione necessaria alla verifica di compatibilit� paesaggistica degli interventi proposti�;
Vista la proposta formulata dal Ministro per i beni e le attivit� culturali, sulla base dei lavori di un gruppo tecnico paritetico all'uopo costituito con decreto ministeriale in data 26 novembre 2004;
Vista l'intesa espressa dalla Conferenza Stato-regioni in data 26 maggio 2005;
Ritenuto, in esito alla valutazione oggetto di impegno del Ministro per i beni e le attivit� culturali in sede di intesa, di mantenere, all'art. 3, la necessit� dell'accordo ai fini delle semplificazioni ai criteri di redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica, in coerenza all'esercizio concorrente delle funzioni di tutela paesaggistica ed al principio di leale collaborazione;
1. Nell'allegato al presente decreto sono definiti le finalit�, i criteri di redazione, i contenuti della relazione paesaggistica che correda, congiuntamente al progetto dell'intervento che si propone di realizzare ed alla relazione di progetto, l'istanza di autorizzazione paesaggistica, ai sensi degli articolo 159, comma 1 e 146, comma 2, del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Valutazioni di compatibilit� paesaggistica
1. La relazione paesaggistica costituisce per l'amministrazione competente la base di riferimento essenziale per le valutazioni previste dall'art. 146, comma 5 del predetto Codice.
Integrazioni e semplificazioni
1. Con riferimento alle peculiarit� dei valori paesaggistici da tutelare le regioni possono integrare i contenuti della relazione paesaggistica e, previo accordo con la direzione regionale del Ministero territorialmente competente, possono introdurre semplificazioni ai criteri di redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica per le diverse tipologie di intervento.
1. Il presente decreto entrer� in vigore ad avvenuta stipula dell'accordo di cui all'art. 3 e comunque decorsi 180 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso nella Gazzetta Ufficiale.
p. Il Presidente del Consiglio
Il Ministro per i beni e le attivit� culturali
I contenuti della relazione paesaggistica qui definiti costituiscono per l'Amministrazione competente la base di riferimento essenziale per la verifica della compatibilit� paesaggistica degli interventi ai sensi dell'art. 146, comma 5 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 recante "Codice dei beni culturali e del paesaggio", di seguito denominato Codice.
Le Regioni, nell'esercizio delle attivit� di propria competenza, specificano e integrano i contenuti della relazione in riferimento alle peculiarit� territoriali ed alle tipologie di intervento.
La Relazione paesaggistica contiene tutti gli elementi necessari alla verifica della compatibilit� paesaggistica dell'intervento, con riferimento ai contenuti e alle indicazioni del piano paesaggistico ovvero del piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici. Deve, peraltro, avere specifica autonomia di indagine ed essere corredata da elaborati tecnici preordinati altres� a motivare ed evidenziare la qualit� dell'intervento anche per ci� che attiene al linguaggio architettonico e formale adottato in relazione al contesto d'intervento.
La relazione paesaggistica, mediante opportuna documentazione, dovr� dar conto sia dello stato dei luoghi (contesto paesaggistico1 e area di intervento) prima dell'esecuzione delle opere previste, sia delle caratteristiche progettuali dell'intervento, nonch� rappresentare nel modo pi� chiaro ed esaustivo possibile lo stato dei luoghi dopo l'intervento.
- gli elementi di valore paesaggistico in esso presenti, nonch� le eventuali presenze di beni culturali tutelati dalla parte II del Codice;
Deve contenere anche tutti gli elementi utili all'Amministrazione competente per effettuare la verifica di conformit� dell'intervento alle prescrizione contenute nei piani paesaggistici urbanistici e territoriali ad accertare:
- la compatibilit� rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo;
- la congruit� con i criteri di gestione dell'immobile o dell'area;
- la coerenza con gli obiettivi di qualit� paesaggistica.
La documentazione tecnica minima, per la cui redazione ci si pu� avvalere delle analisi paesaggistiche ed ambientali, con particolare riferimento ai quadri conoscitivi ed ai contenuti dei piani a valenza paesaggistica, disponibili presso le Amministrazioni pubbliche, contiene ed evidenzia:
1. descrizione2, anche attraverso estratti cartografici, dei caratteri paesaggistici del contesto paesaggistico e dell'area di intervento: configurazioni e caratteri geomorfologici; appartenenza a sistemi naturalistici (biotopi, riserve, parchi naturali, boschi); sistemi insediativi storici (centri storici, edifici storici diffusi), paesaggi agrari (assetti culturali tipici, sistemi tipologici rurali quali cascine, masserie, baite, ecc.), tessiture territoriali storiche (centuriazioni, viabilit� storica); appartenenza a sistemi tipologici di forte caratterizzazione locale e sovralocale (sistema delle cascine a corte chiusa, sistema delle ville, uso sistematico della pietra, o del legno, o del laterizio a vista, ambiti a cromatismo prevalente); appartenenza a percorsi panoramici o ad ambiti di percezione da punti o percorsi panoramici; appartenenza ad ambiti a forte valenza simbolica (in rapporto visivo diretto con luoghi celebrati dalla devozione popolare, dalle guide turistiche, dalle rappresentazioni pittoriche o letterarie). La descrizione sar� corredata anche da una sintesi delle principali vicende storiche, da documentazione cartografica di inquadramento che ne riporti sinteticamente le fondamentali rilevazioni paesaggistiche, evidenziando le relazioni funzionali, visive, simboliche tra gli elementi e i principali caratteri di degrado eventualmente presenti;
2. Indicazione e analisi dei livelli di tutela3 operanti nel contesto paesaggistico e nell'area di intervento considerata, rilevabili dagli strumenti di pianificazione paesaggistica, urbanistica e territoriale e da ogni fonte normativa, regolamentare e provvedimentale; indicazione della presenza di beni culturali tutelati ai sensi della Parte seconda del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
3. Rappresentazione foto grafica dello stato attuale dell'area d'intervento e del contesto paesaggistico, ripresi da luoghi di normale accessibilit� e da punti e percorsi panoramici, dai quali sia possibile cogliere con completezza le fisionomie fondamentali del territorio.
In particolare, la rappresentazione dei prospetti e degli skylines dovr� estendersi anche agli edifici contermini, per un'area pi� o meno estesa, secondo le principali prospettive visuali da cui l'intervento � visibile quando:
a) la struttura edilizia o il lotto sul quale si interviene � inserito in una cortina edilizia;
b) si tratti di edifici, manufatti o lotti inseriti in uno spazio pubblico (piazze, slarghi, ecc.)4;
Nel caso di interventi collocati in punti di particolare visibilit� (pendio, lungo mare, lungo fiume, ecc.), andr� particolarmente curata la conoscenza dei colori, dei materiali esistenti e prevalenti dalle zone pi� visibili, documentata con fotografie e andranno studiate soluzioni adatte al loro inserimento sia nel contesto paesaggistico che nell'area di intervento.
Nel caso di interventi su edifici e manufatti esistenti dovr� essere rappresentato lo stato di fatto della preesistenza5, e andr� allegata documentazione storica relativa al singolo edificio o manufatto e con minor dettaglio all'intorno. Nelle soluzioni progettuali andr� curata, in particolare, la adeguatezza architettonica (forma, colore, materiali, tecniche costruttive, rapporto volumetrico con la preesistenza), del nuovo intervento con l'oggetto edilizio o il manufatto preesistente e con l'intorno basandosi su criteri di continuit� paesaggistica laddove questi contribuiscono a migliorare la qualit� complessiva dei luoghi.
gli elaborati di progetto, per scala di rappresentazione e apparato descrittivo, devono rendere comprensibile l'adeguatezza dell'inserimento delle nuove opere nel contesto paesaggistico cos� come descritto nello stato di fatto e comprendono:
1. inquadramento dell'area e dell'intervento/i: planimetria generale quotata su base topografica carta tecnica regionale CTR - o ortofoto, nelle scale6 1:10.000, 1:5000, 1:2000 o di maggior dettaglio e di rapporto di scala inferiore, secondo le tipologie di opere, in relazione alla dimensione delle opere, raffrontabile - o coincidente - con la cartografia descrittiva dello stato di fatto, con l'individuazione dell'area dell'intervento e descrizione delle opere da eseguire (tipologia, destinazione, dimensionamento);
a) planimetria dell'intera area (scala 1:200 o 1:500 in relazione alla sua dimensione) con l'individuazione delle opere di progetto in sovrapposizione allo stato di fatto, rappresentate con le coloriture convenzionali (rosso nuova costruzione, giallo demolizione). Sono anche da rappresentarsi le parti identificate, per le quali vanno previste soluzioni progettuali che garantiscano continuit� paesistica con il contesto;
b) sezioni dell'intera area in scala 1:200, 1:500 o altre in relazione alla sua dimensione, estesa anche all'intorno, con rappresentazione delle strutture edilizie esistenti, delle opere previste (edifici e sistemazioni esterne) e degli assetti vegetazionali e morfologici in scala 1:2000, 1:500, 1:200, con indicazione di scavi e riporti per i territori ad accentuata acclivit�, quantificando in una tabella riassuntiva i relativi valori volumetrici;
a) piante e sezioni quotate degli interventi di progetto, rappresentati anche per sovrapposizione dello stato di fatto e di progetto con le coloriture convenzionali, nonch� l'indicazione di scavi e riporti, nella scala prevista dalla disciplina urbanistica ed edilizia locale;
3.2. Elementi per la valutazione di compatibilit� paesaggistica.
1. simulazione dettagliata dello stato dei luoghi a seguito della realizzazione del progetto resa mediante foto modellazione realistica (rendering computerizzato o manuale), comprendente un adeguato intorno dell'area di intervento, desunto dal rapporto di intervisibilit� esistente, per consentire la valutazione di compatibilit� e adeguatezza delle soluzioni nei riguardi del contesto paesaggistico. Nel caso di interventi di architettura contemporanea (sostituzioni, nuove costruzioni, ampliamenti), la documentazione dovr� mostrare, attraverso elaborazioni fotografiche commentate, gli effetti dell'inserimento nel contesto paesaggistico e nell'area di intervento e l'adeguatezza delle soluzioni, basandosi su criteri di congruit� paesaggistica (forme, rapporti volumetrici, colori, materiali).
3. Fermo restando che dovranno essere preferite le soluzioni progettuali che determinano i minori problemi di compatibilit� paesaggistica, dovranno essere indicate le opere di mitigazione7 sia visive che ambientali previste, nonch� evidenziati gli effetti negativi che non possano essere evitati o mitigati8 e potranno essere proposte le eventuali misure di compensazione9 (sempre necessarie quando si tratti di interventi a grande scala o di grande incidenza).
4.1. Interventi e/o opere a carattere areale.
Si intendono ricompresi in questa categoria i sotto elencati interventi:
- Attivit� minerarie di ricerca ed estrazione
- Attivit� di coltivazione di cave e torbiere
- Attivit� di escavazione di materiale litoide dall'alveo dei fiumi
Questi interventi e/o opere caratterizzano e modificano vaste parti del territorio. Pertanto, gli elaborati dovranno curare, in particolare, le analisi relative al contesto paesaggistco10, ed all'area in cui l'opera e/o l'intervento si colloca e che modifica e mostrare la coerenza delle soluzioni rispetto ad esso mediante:
1. Planimetria in scala 1:5.000 1:10.000 1:25.000, scelta secondo la morfologia del contesto; con indicati i punti da cui � visibile l'area di intervento e foto panoramiche e dirette che individuino la zona di influenza visiva e le relazioni di intervisibilit� dell'opera e/o dell'intervento proposto con il contesto paesaggistico e con l'area di intervento.
2. Rilievo fotografico degli skyline esistenti dai punti di inter-visibilit�, come indicati nella planimetria che evidenzi la morfologia naturale dei luoghi, il margine paesaggistico urbano o naturale a cui l'intervento si aggiunge o che forma, la struttura periurbana in cui eventualmente l'intervento si inserisce.
3. Cartografia in scala 1:5.000 1:10.000 1:25.000 che evidenzi:
le caratteristiche morfologiche del contesto paesaggistico e dell'area d'intervento
a) la tessitura storica, sia vasta che minuta esistente: in particolare, il disegno paesaggistico (urbano e/o extraurbano), l'integrit� di relazioni, storiche, visive simboliche dei sistemi di paesaggio storico esistenti (rurale, urbano, religioso, produttivo, ecc.), le strutture funzionali essenziali alla vita antropica, naturale e ala produzione (principali reti di infrastrutturazione); le emergenze significative, sia storiche, che simboliche;
c) il rapporto che l'opera e/o l'intervento instaura con le infrastrutture e le reti esistenti naturali e artificiali11.
4) Documentazione di progetto e/o fotograifca12 delle soluzioni adottate per interventi analoghi nelle stesse zone13, o in altri casi significativi realizzati in aree morfologiche o d'uso del suolo simili14.
5) Simulazione15 dettagliata delle modifiche proposte, soprattutto attraverso lo strumento del rendering fotografico.
La proposta16 progettuale dovr� motivare le scelte localizzative e dimensionali in relazione alle alternative praticabili.
- interventi di urbanizzazione primaria
Questi interventi17 e/o opere caratterizzano e modificano vaste parti del territorio. Pertanto, gli elaborati dovranno , curare, in particolare, le analisi relative al contesto paesaggistico in ci si collocano e che modificano e mostrare coerenza delle soluzioni rispetto ad esso.
relativamente alle opere ed infrastrutture stradali, ferroviarie, alle reti infrastrutturali ed alle opere quali tralicci e ripetitori per la telecomunicazione, la documentazione di progetto dovr� prevedere anche le attivit� di ripristino e o dismissione ove necessario a fine esercizio, che saranno a carico del proponente.
In particolare per gli interventi infrastrutturali lineari in rilevato, che formino barriera artificiale su territorio aperto, agricolo, montano, ecc. e su territorio periurbano, andranno rilevate e controllate progettualmente le condizioni di intervisibilit�, in quanto tali opere vanno a costruire nuovo margine paesaggistico. Gli elaborati devono curare, in particolare:
1. carta/e in scala 1:5000, 1:10.000 e 1:25.000, scelta/e secondo la morfologia dei luoghi che individui l'area di intervento di influenza visiva del tracciato proposto [(contesto paesaggistico e area di intervento)] e le condizioni di visibilit�, con indicati i punti da cui � visibile l'area di intervento, con foto panoramiche e ravvicinate
b) la tessitura storica esistente:in particolare, il disegno paesaggistico 8in area urbana, periurbana, extraurbana), l'integrit� di sistemi di paesaggio storico e recente (rurali, urbani, difensivi, religiosi,...) e i resti significativi.
3. Carta in scala 1:2.000, 1:5.000 che rilevi nel dettaglio, per il contesto e l'area di intervento, la presenza degli elementi costitutivi di tale tessitura, per comprenderne la contiguit� fisica, o le relazioni visive e simboliche, (per esempio: viale alberato di accesso, giardino, villa, rustici, filari e canali in territorio agricolo, edicole religiose, fonti, alberi isolati, bosco, apertura visiva, ecc.)18
Gli interventi su tratte di infrastrutture lineari esistenti devono tener conto delle caratteristiche formali e dei materiali utilizzati nelle parti gi� costruite, sia nelle parti contigue che nell'insieme del tracciato (muretti, paracarri e strutture di protezione, scarpate, muri di contenimento, arredi vegetali, ecc.) e privilegiare comunque la manutenzione e l'adattamento degli elementi costitutivi esistenti sulla sostituzione, pur nel rispetto delle esigenze di funzionalit� e sicurezza. Pertanto, occorre che vengano documentate, con foto e con eventuali documenti storici, le soluzioni adottate nel resto del tracciato e i documenti progettuali dovranno mostrare le scelte di continuit� paesistica, comprese, in particolare, le soluzioni di continuit� con le parti contermini (forme, materiali, colori, ecc.), laddove queste contribuiscano a migliorare la qualit� dell'opera e l'inserimento nel contesto paesaggistico.
a) il rilievo delle infrastrutture gi� esistenti, specificandone le caratteristiche attraverso foto dei tipi di elementi verticali;
Per gli interventi a livello del terreno o in trincea, quali quelli relativi ai sistemi di irrigazione agricola ovverossia di sistemazione odrogeologica19, la documentazione di progetto deve riferirsi agli elaborati progettuali descritti ai precedenti punti 1-2-3 definiti per la categoria lineare
Per quanto riguarda gli impianti eolici20, andr� curata, in particolare: la carta dell'area di influenza visiva degli impianti proposti; la conoscenza dei caratteri paesaggistici dei luoghi secondo le indicazioni del precedente punto 2. Il progetto dovr� mostrare le localizzazioni proposte all'interno della cartografia conoscitiva e simulare l'effetto paesistico, sia dei singoli impianti che dell'insieme formato da gruppi di essi, attraverso la fotografia e lo strumento del rendering, curando in particolare la rappresentazione dei luoghi pi� sensibili e la rappresentazione delle infrastrutture accessorie all'impianto.
1 Al fine di fornire un orientamento omogeneo, si ritiene opportuno evidenziare i principali contesti paesaggistici di riferimento cui corrispondono diverse specificit� di analisi e di intervento. In particolar,e si fa riferimento, orientativamente, a contesto naturale, agricolo tradizionale, agricolo industrializzato, urbano, periurbano e insediativi diffuso e/o sparso. Dal punto di vista della morfologia dei luoghi: costiero, di pianura, collinare e montano.
2 Si elencano a titolo esemplificativo, alcuni parametri per la lettura delle caratteristiche paesaggistiche, utili per l'attivit� di verifica della compatibilit� del progetto:
Parametri di lettura di qualit� e criticit� paesaggistiche:
- diversit�: riconoscimento di caratteri /elementi peculiari e distintivi, naturali e antropici, storici, culturali, simbolici, ecc.;
- integrit�: permanenza dei caratteri distintivi di sistemi naturali e di sistemi antropici storici (relazioni funzionali, visive, spaziali, simboliche, ecc. tra gli elementi costitutivi);
- qualit� visiva: presenza di particolari qualit� sceniche, panoramiche, ecc.;
- rarit�: presenza di elementi caratteristici, esistenti in numero ridotto e/o concentrati in alcuni siti o aree particolari;
- degrado: perdita, deturpazione di risorse naturali e di caratteri culturali, storici, visivi, morfologici, testimoniali;
Parametri di lettura del rischio paesaggistico, antropico e ambientale:
- sensibilit�: capacit� dei luoghi di accogliere i cambiamenti, entro certi limiti, senza effetti di alterazione o diminuzione dei caratteri connotativi o degrado della qualit� complessiva
- vulnerabilit�/fragilit�: condizione di facile alterazione o distruzione dei caratteri connotativi
- capacit� di assorbimento visuale: attitudine ad assorbire visivamente le modificazioni, senza diminuzione sostanziale della qualit�
- stabilit�: capacit� di mantenimento dell'efficienza funzionale dei sistemi ecologici o situazioni di assetti antropici consolidate
- instabilit�: situazioni di instabilit� delle componenti fisiche e biologiche o degli assetti antropici
3 Le analisi dei livelli di tutela dovranno in particolare tener conto delle motivazioni e delle finalit� di qualit� paesaggistica definite dagli strumenti normativi e di piano.
4 Ad esclusione di quelle opere previste all'art. 149, comma 1, lett. a) del Codice
5 Si richiede un rilevo geometrico, dei materiali, dei colori, delle tecniche costruttive, in scala 1:200 o 1:100 ed eventuali dettagli architettonici, utilizzando i criteri e le tecniche del rilievo degli edifici.
6 Le scale di rappresentazione segnalate a titolo indicativo, vanno scelte in relazione alla disponibilit� e alla dimensione dell'opera e ai caratteri dell'area d'intervento e del contesto.
7 Le opere di mitigazione e compensazione si fondano sul principio che ogni intervento deve essere finalizzato ad un miglioramento e della qualit� paesaggistica complessiva dei luoghi, o, quanto meno, deve garantire che non vi sia una diminuzione delle sue qualit�, pur nelle trasformazioni. La relazione paesaggistica, sulla base della lettura degli effetti dell'intervento sulle attuali caratteristiche dei luoghi, fra cui la loro eventuale reversibilit�, individua le misure di miglioramento previste, le misure di mitigazione e di compensazione e indica, quando possibile, le diverse soluzioni alternative esaminate e a conclusione la proposta di progetto motivatamente scelto tra queste.
Le opere di mitigazione potranno essere sia immediate che realizzate nel corso del tempo, potranno avere un diverso grado di capacit� di contrastare gli effetti negativi dell'intervento: annullamento, riduzione, riqualificazione.
8 Principali tipi di modificazioni e di alterazioni
- Modificazioni della morfologia, quali sbancamenti e movimenti di terra significativi, eliminazione di tracciati caratterizzanti riconoscibili sul terreno (rete di canalizzazioni, struttura parcellare, viabilit� secondaria, ...) o utilizzati per allineamenti di edifici, per margini costruiti, ecc.
- Modificazioni della funzionalit� ecologica, idraulica e dell'equilibrio idrogeologico, evidenziando l'incidenza di tali modificazioni sull'assetto paesistico;
- Modificazioni dei caratteri strutturali del territorio agricolo (elementi caratterizzanti, modalit� distributive degli insediamenti, reti funzionali, arredo vegetale minuto, trama parcellare)
Vengono inoltre indicati, sempre a titolo di esempio, alcuni dei pi� importanti tipi di alterazione dei sistemi paesaggistici in cui sia ancora riconoscibile integrit� e coerenza di relazioni funzionali, storiche, visive, culturali, simboliche, ecologiche, ecc.; essi possono avere effetti totalmente o parzialmente distruttivi, reversibili o non reversibili.
- Suddivisione (per esempio, nuova viabilit� che attraversa un sistema agricolo, o un insediamento urbano sparso, separandone le parti).
- Frammentazione (per esempio, progressivo inserimento di elementi estranei in un'area agricola, dividendola in parti non pi� comunicanti)
- Concentrazione (eccessiva densit� di interventi a particolare incidenza paesaggistica in un ambito territoriale ristretto);
In particolare, la documentazione deve dimostrare il rapporto dell'intervento con i luoghi sui quali insiste, basando le proposte progettuali sulla conoscenza puntuale delle caratteristiche del contesto paesaggistico ed evitando atteggiamenti di semplice sovrapposizione, indifferente alle specificit�.
9 le opere di compensazione saranno individuate dalla relazione paesaggistica, che analizzando gli effetti dell'intervento sulle attuali caratteristiche dei luoghi, individua le opportune opere di compensazione, che possono essere realizzate anche prima della realizzazione dell'intervento, all'interno dell'area di intervento, ai suoi margini, ovvero in un'area lontana ed in tempi diversi da quelli dell'intervento stesso; in quest'ultimo caso, l'amministrazione pu� individuare un area comune su cui concentrare i contributi e le azioni di compensazione da realizzare nel tempo a spese ed eventualmente a cura dei soggetti interessati,
10 Al fine di fornire un orientamento omogeneo, si ritiene opportuno indicare i principali contesti paesaggistici di riferimento cui corrispondono diverse specificit� di analisi e di intervento. In particolare, si fa riferimento, orientativamente, ai contesti naturale, agricolo tradizionale, agricolo industrializzato, insediamento agricolo, urbano, periurbano e insediativi diffuso e/o sparso. dal punto di vista della morfologia dei luoghi:. costiero, di pianura, collinare e montano.
11 Si intendono ricomprese le reti d'infrastrutturazione e le infrastrutture di trasporto maggiore e minore.
12 Al fine di una maggiore comprensione gli elaborati fotografici dovrebbero essere accompagnati da didascalie di commento
13 per esempio, altri interventi portuali lungo le sponde dello stesso lago, o lungo le coste
14 per esempio, depuratori collocati in aree di pianura, naturalistiche, ecc.
15 Dovranno essere curate le simulazioni delle modifiche proposte, soprattutto attraverso lo strumento del rendering, sia nel contesto paesaggistico che nell'area con approfondimento dettagliato delle soluzioni, sia dal punto di vista del disegno che dei materiali, dei colori, delle tecniche costruttive.
16 Gli elaborati rappresentativi della proposta progettuale, dovranno evidenziare che l'intervento proposto, pur nelle trasformazioni, � adatto ai caratteri dei luoghi, non produce danni al funzionamento territoriale, non abbassa la qualit� paesaggistica, per esempio di fronte a sistemi storici di paesaggio, quali quelli agricoli, gli elaborati dovranno illustrare il rapporto di compatibilit� con la logica storica che li ha riprodotti per quanto riguarda: la localizzazione, le modifiche morfologiche del terreno, il mantenimento dei rapporti di gerarchia simbolica e funzionale tra gli elementi costitutivi, i colori e i materiali. Inoltre, il progetto dovr� mostrare in dettaglio le soluzioni di mitigazione degli impatti percettivi e ambientali inevitabili e le eventuali compensazioni proposte.
17 Per alcuni di questi interventi, quali ad esempio, strade, ferrovie, vie navigabili ecc. in genere si dovrebbero adattare i tracciati e le loro caratteristiche costruttive in base alle specificit� dei contesti paesaggistici attraversati, evitando di compromettere l'unitariet� di sistemi paesaggistici storici esistenti, urbani e extraurbani, di sistemi naturali, tagliandoli o frammentandoli.
18 Nelle carte deve essere riportato il tracciato proposto al fine di verificare le eventuali e possibili interazioni negative con i caratteri paesaggistici rilevati
19 Per tali sistemazioni si dovranno evitare i rischi di interruzioni, frammentazioni e distruzioni paesaggistiche e ambientali nel contesto paesaggistico e nell'area
20 Per tali impianto l'ulteriore documentazione progettuale sar� specificata nelle Linee Guida che il Ministero per i beni e le Attivit� Culturali, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ed il Ministero per le Attivit� Produttive, elaboreranno ai sensi del comma 2 dell'art. 12 del D. Lgs 387 del 2004.
persona fisica societ� impresa ente
costa (bassa/alta) ambito lacustre/vallivo pianura versante(collinare/montano) altopiano
/promontorio piana valliva (montana/collinare) terrazzamento crinale
a) estratto stradario con indicazione precisa dell'edificio, via, piazza, n.civico
Sulla cartografia l'edificio/area di intervento devono essere evidenziati attraverso apposito segno grafico o coloritura, nonch� dovranno essere evidenzaiti i punti di ripresa fotografica (da 2 a 4).
Le riprese fotografiche (da 2 a 4) devono permettere una vista di dettaglio dell'area di intervento e una vista panoramica del contesto da punti dai quali � possibile cogliere con completezza le fisionomie fondamentali del contesto paesaggistico, le aree di intervisibilit� del sito.
10a ESTREMI DEL PROVVEDIMENTO MINISTERIALE O REGIONALE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO DEL VINCOLO PER IMMOBILI O AREE DICHIARATE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO (art. 136 - 141 - 157 Dlgs 42/04):
10b. PRESENZA DI AREE TUTELATE PER LEGGE (art. 142 del Dlgs 42/04):
territori costieri; territori contermini ai laghi; fiumi, torrenti, corsi d'acqua;
montagne sup. 1200/1600 m; ghiacciai e circhi glaciali; parchi e riserve;
territori coperti da foreste e boschi; universit� agrarie e usi civici; zone umide;
vulcani; zone di interesse archeologico.
11 NOTE DESCRITTIVE DELLO STATO ATTUALE DELL'IMMOBILE O DELL'AREA TUTELATA
12. DESCRIZIONE SINTETICA DELL'INTERVENTO E DELLE CARATTERISTICHE DELL'OPERA (dimensioni materiali, colore, finiture, modalit� di messa in opera, ecc.) CON ALLEGATA DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO (5)
--------------- NOTE PER LA COMPILAZIONE ---------------
(1) La definizione di tali opere risulta problematica per la variet� di tipologie e di situazioni che possono presentarsi, oltre che per la connessione (fisica, funzionale, tipologica, formale, ecc.) ai caratteri del contesto paesaggistico dell'area in cui l'intervento si inserisce.
- Strutture stagionali collegate all'attivit� turistica e del tempo libero
(2) La compilazione della scheda � a carico del soggetto che richiede l'autorizzazione paesaggistica.
La semplificazione della procedura di verifica attraverso la compilazione della scheda, cos� come la sua efficacia ai fini della valutazione dell'impatto paesaggistico delle opere di cui trattasi in ambiti tutelati, dovrebbe essere connessa al recepimento, nel Regolamento edilizio, dell'elenco e delle modalit� di realizzazione di tali opere, selezionate sulla base delle effettive caratteristiche locali e dei condizionamenti imposti dai caratteri del vincolo. A tal fine, le Amministrazioni competenti propongono e concordano, in via preventiva, con la Direzione Regionale e le Soprintendenze di settore l'elenco delle opere che possono essere riferite a tale categoria. Solo a questa condizione l'utilizzo della scheda garantisce la valutazione dell'impatto reale dell'opera dul paesaggio e del mantenimento dei livelli di qualit� dei luoghi interessati.
(6) Lo scopo di tale punto � quello di fornire, con buona approssimazione, l'informazione sulle eventuali effetti conseguenti alla realizzazione dell'opera ed in particolare degli elementi o degli aspetti tutelati. tale valutazione si ricava dal confronto fra le caratteristiche dello stato attuale, gli elementi di progetto e gli obiettivi della tutela. Al fine di orientare la compilazione di tale sezione si elencano qui di seguito alcune delle possibili modificazioni dell'immobile o dell'area tutelata:
Nell'allegato al presente decreto sono definite, ai sensi dell'art. 146, comma 3, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d'ora in avanti "Codice"), le finalit�, i criteri di redazione e i contenuti della relazione paesaggistica che correda, unitamente al progetto dell'intervento che si propone di realizzare, l'istanza di autorizzazione paesaggistica di cui agli art. 159, comma 1 e 146, comma 2, del Codice (art. 1 del decreto).
I contenuti della relazione paesaggistica individuati nell'allegato costituiscono, per l'Amministrazione competente, la base essenziale su cui fondare la verifica della compatibilit� paesaggistica degli interventi, ai sensi dell'art. 146, comma 5, del Codice (art.2).
Il successivo art. 3 del decreto stabilisce che i contenuti della relazione paesaggistica possono essere integrati dalle Regioni, con riferimento alla peculiarit� dei valori paesaggistici da tutelare. Le Regioni, previo accordo con Direzione regionale del ministero territorialmente competente, possono, altres�, introdurre, in relazione alle diverse tipologie di intervento, semplificazioni ai criteri di redazione e ai contenuti della relazione paesaggistica.
L'allegato al presente decreto, oltre a stabilire le finalit� della relazione paesaggistica (punto n. 1), i criteri 8punto n.2) e i contenuti (punto n.3) per la sua redazione, definisce gli approfondimenti degli elaborati di progetto per alcune particolari tipologie di intervento od opere di grande impegno territoriale (punto n.4) e contiene una scheda per la presentazione della richiesta di autorizzazione paesaggistica per le opere il cui impatto paesaggistico � valutato mediante una documentazione semplifica.
Punto n. 1 - Finalit�.
L'Allegato � finalizzato a definire la relazione paesaggistica che correda l'istanza di autorizzazione paesaggistica.
La relazione deve contenere tutti gli elementi necessari alla verifica della compatibilit� paesaggistica dell'intervento, con riferimento ai contenuti del piano paesaggistico, ovvero del piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici, deve avere specifica autonomia ed essere corredata da elaborati tecnici preordinati a motivare ed evidenziare la qualit� dell'intervento per ci� che attiene al linguaggio architettonico e formale adottato in relazione al contesto dell'intervento.
La relazione paesaggistica dovr� tener conto dello stato dei luoghi prima della realizzazione delle opere previste, nonch� delle caratteristiche progettuali dell'intervento e rappresentare, in modo chiaro ed esaustivo, lo stato dei luoghi dopo l'intervento.
Per queste finalit� vengono definiti, ai sensi dell'art. 146, commi 4 e 5 del Codice, gli elementi che la domanda di autorizzazione paesaggistica deve indicare.
Viene definita la documentazione tecnica minima della relazione, che contiene ed evidenzia gli elaborati di analisi dello stato attuale, gli elaborati di progetto e gli elementi per la valutazione della compatibilit� paesaggistica.
Per gli interventi e/o opere di carattere areale (elencati al punto 4.1) e per interventi e/o opere a carattere lineare o a rete (elencati al punto 4.2) che caratterizzano e modificano vaste parti del territorio, viene definita la documentazione richiesta per gli elaborati progettuali, che dovranno curare, in particolare, le analisi relative contesto paesaggistico (definito nella nota n.10) in cui l'opera e/o l'intervento si colloca e che modifica, e mostrare coerenza rispetto ad esso.
La scheda per la presentazione della richiesta di autorizzazione paesaggistica per le opere il cui impatto paesaggistico � valutato mediante una documentazione semplificata riguarda gli interventi minori, accessori, di arredo (elencati, a titolo meramente esemplificativo, nella nota 1), in grado di non alterare complessivamente lo stato dei luoghi.
Tale procedura semplificata, cos� come la sua efficacia ai fini della valutazione dell'impatto paesaggistico delle opere di cui trattasi in ambiti tutelati, dovrebbe essere connessa al recepimento, nel regolamento edilizio, dell'elenco e delle modalit� di realizzazione di tali opere, selezionate sulla base delle effettive caratteristiche locali e dei condizionamenti imposti dai caratteri del vincolo.
Per queste finalit� le Amministrazioni competenti devono proporre e concordare, in via preventiva, con la Direzione Regionale e le Soprintendenze di settore l'elenco delle opere che possono essere riferite a tale categoria. Solo a questa condizione l'utilizzo della scheda garantisce la valutazione dell'impatto reale dell'opera sul paesaggio e del mantenimento dei livelli di qualit� dei luoghi interessati.
a) necessit� dell'intervento normativo
L'intervento di normazione secondaria � necessario in quanto previsto dall'articolo 146, comma 3, del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
b) analisi del quadro normativo
La disciplina copre un ambito attualmente privo di disciplina nazionale; in tema, esistono solo previsioni nei regolamenti comunali e negli strumenti di pianificazione.
L'esigenza � proprio quella di dare certezza agli operatori (tecnici che predispongono le istanze di autorizzazione paesaggistica) ed alle amministrazioni (comni che rilasciano le autorizzazioni e soprintendenze che le possono annullare) sui contenuti delle attivit� da svolgere e sulla documentazione rilevante.
c) Analisi della compatibilit� dell'intervento con l'ordinamento comunitario
L'intervento non incide con l'ordinamento comunitario; l'unico punto di contatto con una disciplina sovranazionale concerne la Convenzione europea del paesaggio, aperta alla firma nell'ottobre del 2000, i cui principi sottintendono l'esistenza di discipline tecnico-operative come quella in esame.
d) verifica della coerenza con le fonti legislative primarie che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni ed agli enti locali
La disciplina rientra nella tutela del patrimonio culturale, riservata alla potest� legislativa statale, riguarda l'esercizio di competenze attribuite dal Codice alle regioni ed � stata pertanto oggetto di intesa in Conferenza Stato-regioni, come previsto dall'articolo 146, comma 3, citato.
La disciplina non abroga, n� integra una normativa preesistente.
Il testo non introduce definizioni normative in senso proprio, ma utilizza terminologie il cui significato � generalmente condiviso non soltanto dagli operatori del settore dell'architettura e della pianificazione del paesaggio, ma anche dai tecnici non particolarmente qualificati (geometri).
Le esigenze di disciplinare la materia sono state sollecitate anche dalla giurisprudenza, che ha ravvisato nella mancanza di parametri sul contenuto delle istanze di autorizzazione paesaggistica e sul corredo documentale uno dei principali fattori di incertezza ed arbitrariet� delle valutazioni amministrative.
a) Ambito dell'intervento, destinatari diretti e indiretti
L'intervento concerne i contenuti delle istanze di autorizzazione paesaggistica richiesta per tutte le trasformazioni rilevanti del territori sottoposto a vincoli paesaggistici. I destinatari diretti dell'intervento sono tutti i soggetti che richiedono le autorizzazioni paesaggistiche, i tecnici da essi incaricati (in massima parte architetti o geometri) per predisporre dette istanze ed i progetti e l'ulteriore documentazione ad esse allegata, ed i funzionari delle amministrazioni preposte al rilascio della autorizzazioni che devono valutare la compatibilit� paesaggistica dei progetti. La regolamentazione non coinvolge direttamente e percepibilmente sotto il profilo economico altre categorie
gli obiettivi attesi consistono nella razionalizzazione dei contenuti delle istanze e dei relativi processi valutativi da parte delle amministrazioni pubbliche; l'intervento costituisce uno dei fattori che dovrebbero permettere di trasformare un sistema vincolistico caratterizzato dall'assenza di criteri e parametri generali oggettivi (e quindi dalla estrema soggettivit� delle decisioni) in un sistema di vincoli verificabili e sindacabili, la cui portata quindi (se non sempre condivisa) risulti quanto meno comprensibile e socialmente accettata.
c) Illustrazione della metodologia di analisi adottata
l'analisi che ha condotto alla definizione dell'intervento si fonda sull'esperienza diretta dei rappresentanti dei livelli istituzionali che hanno partecipato all'elaborazione.
d) Impatto diretto e indiretto sull'organizzazione e sull'attivit� delle pubbliche amministrazioni
La disciplina consentir� alle amministrazioni (soprattutto locali) di disporre di criteri di valutazione generali o delineati sulle specificit� del proprio territorio. La regolamentazione si accompagna all'istituzione da parte delle regioni di un apposito organo tecnico (ai sensi dell'articolo 148 del Codice, la commissione per il paesaggio, con ambito tendenzialmente sovracomunale), che � chiamato ad applicare la nuova disciplina.
e) impatto sui destinatari diretti
la nuova disciplina organizza in base a parametri certi e differenziati lo svolgimento di attivit� che gi� sono implicitamente richieste dalla normativa di livello legislativo ed in assenza delle quali l'iter autorizzatorio non potrebbe aver corso. Ci si attende che la eventuale crescita dei costi strumentali alla realizzazione dei progetti di trasformazione del territorio, gravante sui committenti, sia largamente compensata dai benefici in termini di speditezza dei procedimenti ed accuratezza delle valutazioni, con diminuzione del relativo contenzioso (oggi cospicuo e defatigante).
f) Impatto sui destinatari indiretti
la nuova disciplina alimenter� il mercato delle professioni tecniche (architetti, ingegneri, geometri) connesse al settore e solleciter� le connesse attivit� formative (destinate sia ai professionisti che ai funzionari pubblici) ed educative, in ambito universitario e scolastico.
MONITORAGGIO PROGRAMMA GOVERNO