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Timestamp: 2016-10-28 10:11:36+00:00
Document Index: 41727650

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 54', 'art. 5', 'art. 16']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 142 del 10.04.2008
Interpello articolo 11, legge 27 luglio 2000,
n. 212. Interpello 2008 - ALFA - Trattamento fiscale applicabile, ai fini IRPEF
e IVA, all'indennità di recesso corrisposta da un'associazione professionale al
socio receduto - art. 17, comma 1, lett. l), del TUIR, art. 5 del DPR 633/72
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 17, comma 1, lett. l), del TUIR,
Il professionista istante (avvocato) rappresenta di
aver esercitato la propria attività, in qualità di partner associato, in
un'associazione professionale, dalla quale è receduto in data 30 novembre 2007.
Precisa che non è titolare di autonoma partita IVA in quanto esplica
l'attività professionale esclusivamente in forma associata e che tra la data di
costituzione dell'associazione e quella di comunicazione del recesso è
trascorso un periodo di tempo superiore a cinque anni.
Chiede di conoscere, pertanto, quale sia il trattamento
fiscale da riservare, ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, ai
"pagamenti" che l'associazione professionale gli corrisponderà sotto
forma di "indennità di recesso", considerato altresì che la propria
attività professionale verrà esercitata anche in futuro in forma associativa.
L'istante intende adottare il seguente
- ai fini IRPEF, secondo la circolare n. 98/E del 17 maggio 2000, ritiene
di assoggettare a tassazione separata gli importi ricevuti a titolo di
indennità di recesso ai sensi dell' art. 16 (rectius art. 17), comma 1, lett. l), del TUIR;
- ai fini IVA, ritenendo che tali importi
siano da assoggettare al tributo, è intenzionato ad aprire un'autonoma partita
IVA al solo scopo di fatturare la suddetta indennità.
Con riferimento alla questione prospettata si
espongono le seguenti osservazioni.
Ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR,
il regime fiscale applicabile alle associazioni professionali è equiparato a
quello previsto per le società semplici, alle quali sono assimilabili in
ragione della presenza dei medesimi elementi costitutivi (esercizio in comune di
un'attività produttrice di reddito, volontà contrattuale di dividere gli utili
e conferimento di beni e servizi).
L'articolo 53 del TUIR ricomprende nel
novero dei redditi di lavoro autonomo derivanti dall'esercizio di arti e
professioni anche quelli scaturenti dall'esercizio in forma associata.
Il reddito prodotto dallo studio associato determinato
in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 54, DPR n. 917 del 1986, viene
attribuito ai singoli associati, indipendentemente dalla percezione effettiva,
in forma di reddito di partecipazione (art. 5, DPR 917/1986). Le modalità di
ripartizione degli utili conseguiti dallo studio associato vengono stabilite nel
relativo statuto.
Quando nel corso del periodo d'imposta si verifichi la
cessazione del rapporto associativo, per recesso, esclusione o morte,
all'associato o ai suoi eredi viene corrisposta, tra l'altro, fatte salve
diverse pattuizioni tra i soci, una quota corrispondente al conferimento
inizialmente effettuato ed una quota aggiuntiva idonea a tener conto
dell'apporto dato dal socio recedente all'acquisizione della clientela.
Nella fattispecie prospettata, con riferimento alle
modalità di tassazione dell'indennità di recesso in capo all'associato uscente
(recedente), la scrivente ritiene che tale somma vada assoggettata a tassazione
separata, in applicazione della disposizione contenuta nell'articolo 17, comma 1, lettera l), del TUIR
(ex art. 16).
Secondo tale articolo, infatti, l'imposta si applica
separatamente sui "redditi compresi nelle somme attribuite o nel valore
normale dei beni assegnati ai soci delle società indicate nell'articolo 5 nei casi di recesso, esclusione
e riduzione del capitale... se il periodo di tempo intercorso tra la
costituzione della società e la comunicazione del recesso... è superiore a
cinque anni".
Nel caso prospettato, l'indennità corrisposta
all'associato e pagata in tre rate annuali di uguale importo, sarà quindi
soggetta a tassazione separata.
Per quel che concerne il trattamento fiscale da
riservare all'operazione, ai fini IVA, preliminarmente si sottolinea che
componenti dello studio associato sono professionisti iscritti in appositi albi,
i quali si associano al fine di regolare i loro rapporti relativi alle spese e
ai compensi derivanti dalla loro attività professionale.
Anche se l'assistenza al cliente viene svolta dal
singolo professionista, la fattura per il compenso viene emessa dallo studio
associato il quale, inoltre, sostiene le spese necessarie all'esercizio
dell'attività. In relazione alle fatture emesse lo studio usa il proprio numero
di partita IVA, distinto da quello, eventuale, dei singoli professionisti
Proprio in considerazione del fatto che durante la
normale operatività è l'associazione che si pone in relazione con il mercato,
risultando l'effettiva esercente dell'attività professionale (tanto che è
irrilevante ai fini del tributo l'attività svolta dai singoli professionisti
associati), si ritiene che resti irrilevante, ai fini dell'IVA, anche la
corresponsione dell'indennità di recesso. Questa, del resto, costituisce la
naturale proiezione delle componenti ordinarie collegate all'attività svolta
dal singolo professionista associato nella fase in cui operava nell'ambito
Pertanto, l'indennità di recesso in oggetto è esclusa
dal campo di applicazione dell'imposta e non determina, per il professionista
che recede, alcun tipo di obbligo ai fini IVA (fatturazione, registrazione, etc.).
- Busa Di Vigonza, 5 minuti fa	Break Even analysis 2. Imprese pluriprodotto