Source: https://www.marcociceri.it/vendita-con-patto-di-riscatto/esercizio-opzione-di-riscatto/legittimazione-attiva-e-passiva-esercizio-riscatto/
Timestamp: 2019-05-21 00:03:33+00:00
Document Index: 48333606

Matched Legal Cases: ['art 1500', 'art. 1507', 'art. 1507', 'art. 1507', 'art. 1509', 'art. 1509', 'art. 1509', 'art. 1504', 'art. 1507', 'art. 1507']

La vendita con patto di riscatto: legittimazione attiva e passiva
Per poter esaminare le modalità e gli effetti dell’esercizio del diritto di riscatto, occorre, in via preliminare, individuare quali siano i soggetti abilitati a esercitarlo e quali invece ne debbano subire le conseguenze
Come si è visto, il patto di riscatto fa sorgere una coppia di distinte ma correlate posizioni giuridiche; da una parte un potere, definito diritto potestativo, che funge da legittimazione attiva all’esercizio del riscatto; dall’altra una situazione di soggezione, che opera come fonte di legittimazione passiva al riscatto.
La legittimazione attiva all’esercizio del riscatto è prevista dall’art 1500 comma 1° cod. civ. in favore del venditore; in caso di pluralità di venditori, la legittimazione all’esercizio del riscatto spetta ad ognuno di essi in ragione della quota alienata ( art. 1507 comma 1° cod. civ. ). L’art. 1507 comma 2° cod. civ. infine regola il caso di successione di più eredi al venditore disponendo che il diritto spetta in tale caso ai singoli eredi in ragione della rispettiva quota di proprietà (1).
Ad un primo esame della disciplina relativa alla legittimazione attiva si nota che il legislatore ha adottato il criterio di appuntare il diritto di riscatto in capo al soggetto che originariamente era titolare del bene alienato; anche sotto il profilo oggettivo si osserva la medesima simmetria, essendo il diritto di riscatto limitato alla sola quota di originaria titolarità del bene (2).
La specificazione in concreto dei soggetti e dell’oggetto del diritto di riscatto viene effettuata dalla legge in base alla situazione esistente al momento dell’esercizio, attribuendo la legittimazione attiva ai soggetti che sono titolari della c.d. aspettativa di riacquisto del diritto alienato.
Queste osservazioni sono compatibili con l’opinione della dottrina maggioritaria (3), che considera il riscatto di cui all’art. 1507 commi 1° e 2° cod. civ. non un diritto unico ed infrazionabile , ma una pluralità di diritti facenti capo a più soggetti, ognuno dei quali è legittimato a disporne.
La soggezione al riscatto ( legittimazione passiva ) è riconosciuta normalmente al compratore in forza degli artt. 1502 e 1503 cod. civ. ; se i compratori sono più di uno o al compratore ( o ad uno dei compratori ) sono subentrati degli eredi, la soggezione compete ad ognuno di essi in
ragione della rispettiva quota di spettanza ( art. 1509 comma 1° cod. civ. );
se tra i compratori o eredi è intervenuta la divisione materiale della cosa, ciascun condividente è assoggettato al riscatto per la quota ricevuta ( art. 1509 comma 1° cod. civ. ) mentre se è stata assegnata per intero ad uno di essi , costui è legittimato passivamente al riscatto per la totalità (art. 1509 comma 2° cod. civ.).
L’art. 1504 comma 2° cod. civ. prevede poi che, nel caso in cui il compratore ha alienato la proprietà del bene ad un terzo e ha effettuato la notificazione della cessione all’alienante, la legittimazione passiva passa al terzo avente causa ; in mancanza di notificazione, resta soggetto al riscatto il compratore originario.
Come si è visto per il lato attivo del rapporto, anche la legittimazione passiva viene commisurata, sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo, alla titolarità attuale del bene (4), confermando che l’intera vicenda del riscatto si rivolge più verso il diritto alienato che in direzione della vendita e dei suoi effetti (5).
1) Nei casi previsti dall’art. 1507 comma 1° e 2° cod. civ. è fatta salva l’ipotesi del compratore di esigere il riscatto totale della cosa ex art. 1507 comma 3° cod. civ.; tuttavia quest’ultima disposizione lascia ferma quella che è la regola generale prevista dai primi due commi dell’articolo.
(2) La correlazione tra legittimazione attiva e titolarità del diritto sembra far propendere nella direzione di quelle teorie che ravvisano nel riscatto una vicenda che investe fondamentalmente il diritto alienato, piuttosto che gli effetti della vendita.
(3) D. RUBINO, op. cit., p. 1071; GRECO e COTTINO, op. cit., p. 355. Per la giurisprudenza v., Cass., 2 dicembre 1941, in Riv. dir. civ., 1942, p. 42 ss.
(4) La misura in cui ciascun compratore è tenuto a subire gli effetti del riscatto dipende dalla misura della sua partecipazione alla titolarità della cosa e non dalla sua partecipazione al rapporto di vendita. Infatti l’estromissione in sede divisoria del compratore o dell’erede di questi determina come conseguenza necessaria l’estromissione degli stessi dal rapporto di riscatto sebbene i soggetti estromessi non possono non considerarsi parti della vendita.
(5) A. LUMINOSO, op. cit., p. 176.