Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/21188-il-ricongiungimento-familiare.asp
Timestamp: 2018-10-17 04:49:25+00:00
Document Index: 97503130

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 30', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 13']

Che cos'è il ricongiungimento familiare, chi può presentare la domanda e qual è la procedura da seguire
Il ricongiungimento familiare può essere definito come il diritto a mantenere o a riacquistare l'unità familiare nei confronti dei familiari stranieri. Questo diritto è concesso allo straniero che vive in Italia purché sussistano le condizioni richieste dalla legge.
Chi può chiedere il ricongiungimento familiare
Requisiti per richiedere il ricongiungimento familiare
Ricongiungimento familiare: la procedura
Diniego ricongiungimento familiare: come fare ricorso
L'art. 28 del D.Lgs. 286/98 (Testo Unico sull'Immigrazione) riconosce, infatti, il diritto a mantenere o a riacquistare l'unità familiare agli stranieri titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno con durata non inferiore ad un anno rilasciato per lavoro subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o familiari.
Può richiederlo il cittadino extracomunitario in possesso di:
1) permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
2) permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per asilo o per protezione sussidiaria, per protezione sociale o umanitaria, per studio, per motivi religiosi o familiari.
Il ricongiungimento familiare può essere richiesto per:
il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;
i figli minori, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l'altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso;
i figli maggiorenni a carico che non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita a causa del loro stato di salute che determini un'invalidità totale;
i genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori maggiori di sessantacinque anni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute.
Chi scrive ritiene precisare che quando il ricongiungimento familiare viene richiesto per i figli è necessario che il legame di parentela genitori - figli sia documentato con certificazione ad hoc rilasciata da competenti Autorità straniere.
Nel caso in cui sussistano dubbi sulla veridicità della documentazione rilasciata è possibile ricorrere all'esame del DNA, la cui certificazione sarà rilasciata dalle Rappresentanze Diplomatiche o Consolari.
Vediamo, ora, quali sono i requisiti necessari perché il cittadino extracomunitario possa chiedere il ricongiungimento familiare.
E' necessario che dimostri ex art. 29, comma 3 del Testo Unico sull'Immigrazione di:
avere la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti Uffici Comunali;
avere un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale aumentato della metà dell'importo dell'assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.
avere una assicurazione sanitaria o di altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale a favore del genitore ultrasessantacinquenne ovvero della sua iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
Non è tenuto a dimostrare tali disponibilità il cittadino extracomunitario che ha ottenuto lo status di rifugiato.
1. fase davanti allo Sportello Unico per l'Immigrazione, concerne la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nulla-osta al ricongiungimento;
2. fase presso la Rappresentanza Consolare Italiana, riguarda la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto di ingresso.
La domanda di ricongiungimento familiare
Il richiedente deve, prima di tutto, presentare allo Sportello Unico per l'Immigrazione competente per il luogo della sua dimora domanda di nulla-osta al ricongiungimento familiare.
Ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. 394/1999 (Regolamento di attuazione del Testo Unico sull'Immigrazione) alla domanda l'interessato deve allegare:
1) copia della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno;
2) documentazione attestante la disponibilità del reddito di cui all'art. 29, comma 3, del Testo Unico;
3) documentazione attestante la disponibilità di un alloggio, a norma dell'art. 29 comma 3 del Testo Unico. E' necessario produrre l'attestazione dell'Ufficio Comunale circa la sussistenza dei requisiti, ovvero il certificato di idoneità igienico-sanitaria rilasciato dall'Asl competente per territorio;
4) documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore età e lo stato di famiglia;
5) documentazione attestante l'invalidità totale o i gravi motivi di salute;
6) documentazione concernente la condizione economica nel Paese di provenienza dei familiari a carico.
Il nulla-osta al ricongiungimento familiare
Lo Sportello Unico per l'Immigrazione, verificata la sussistenza dei requisiti richiesti e acquisito dalla Questura il parere sull'insussistenza di motivi ostativi all'ingresso dello straniero nel territorio nazionale, rilascia il nulla-osta al ricongiungimento familiare o un provvedimento di diniego.
Ricongiungimento familiare: quando viene respinta la richiesta
La richiesta di ricongiungimento familiare è respinta se viene accertato che il matrimonio o l'adozione hanno avuto luogo al solo scopo di consentire all'interessato di entrare o soggiornare nel territorio dello Stato (art. 29, comma 9, del Testo Unico).
Il rilascio del visto di ingresso
La seconda fase della procedura di ricongiungimento familiare si svolge presso la Rappresentanza Consolare Italiana che verifica la sussistenza dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto di ingresso.
Infatti, lo straniero deve presentare i documenti che provano il rapporto di parentela presso il Consolato Italiano del proprio paese di residenza.
L'Autorità Consolare Italiana provvede all'accertamento della veridicità della documentazione presentata e, in caso di esito positivo, rilascia il visto di ingresso entro trenta giorni dalla richiesta, dandone comunicazione, in via telematica, allo Sportello Unico per l'Immigrazione ex art. 6 Regolamento di attuazione del Testo Unico.
Entro 8 giorni dall'ingresso in Italia, lo straniero deve comunicare allo Sportello Unico per l'Immigrazione l'arrivo del familiare ed aspettare la convocazione per ritirare la documentazione necessaria alla richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia, o del permesso di soggiorno CE di lungo periodo.
1) allo straniero che ha fatto ingresso in Italia con visto di ingresso per ricongiungimento familiare;
2) agli stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo da almeno un anno che abbiano contratto matrimonio nel territorio dello Stato con cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea, ovvero con cittadini stranieri regolarmente soggiornanti;
3) al familiare straniero regolarmente soggiornante, in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea residenti in Italia, ovvero con straniero regolarmente soggiornante in Italia.
4) al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano residente in Italia.
Contro il diniego del nulla-osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari l'interessato può, ai sensi dell'art. 30, comma, del testo Unico, proporre ricorso al Tribunale in composizione monocratica del luogo in cui risiede.
L'opposizione è regolata dall'art. 20, D.Lgs. 150/2011: tali controversie sono regolate dal rito sommario di cognizione di cui agli artt. 702-bis e ss. c.p.c., ove non diversamente disposto.
L'ordinanza che accoglie il ricorso può disporre il rilascio del visto anche in assenza del nulla-osta.
In caso di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare, ovvero del familiare ricongiunto, l'art. 5, comma 5, del Testo Unico stabilisce che è necessario tenere conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio.
In caso di provvedimento di espulsione nei confronti dello straniero che abbia esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, l'art. 13, comma 2-bis, del Testo Unico precisa che si devono tenere in considerazione la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, nonché l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.
(28/02/2016 - Avv.Luisa Camboni)