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Timestamp: 2020-01-29 01:17:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 4']

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Comma 188 Legge Finanziaria 2007 – Esenzione adempimenti ENPALS
Giovanni d'Ammassa 17 Gennaio 2007	Articoli
In pratica l’esenzione è esclusa ai soli operatori che non svolgano altra attività e non siano studenti, avendo questi:
Inoltre fissa una franchigia “assoluta” per le retribuzioni annue. Quindi non si può applicare per redditi superiori a 5000 euro.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, su eventuale proposta dell’ENPALS, che provvede periodicamente al monitoraggio delle figure professionali operanti nel campo dello spettacolo e dello sport, sono adeguate le categorie dei soggetti assicurati di cui al primo comma. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, può essere, altresì, integrata o ridefinita, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 181 , la distinzione in tre gruppi dei lavoratori dello spettacolo iscritti all’ENPALS. Dalle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
L’esenzione dall’art. 3 comporta che i soggetti di cui al punto 1.1.0., di qualunque nazionalità, impiegati per esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche, non debbano essere obbligatoriamente iscritti all’ENPALS.
6. Il versamento dei contributi è effettuato dall’impresa entro i termini che saranno stabiliti dal Consiglio di amministrazione dell’Ente.
L’esenzione dall’art. 6 comporta solo che, per i soggetti di cui al punto 1.1.0., di qualunque nazionalità, impiegati per esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche, i contributi non debbano essere versati entro i termini stabiliti dal CdA dell’Ente e che gli organizzatori non siano perseguibili per la mancanza del Certificato di Agibilità.
L’impresa è, inoltre, obbligata a notificare all’Ente ogni variazione nei dati contenuti nella denunzia iniziale.
L’esenzione dall’art. 9 comporta solo che per i soggetti di cui al punto 1.1.0., di qualunque nazionalità, impiegati per esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche, non debba essere presentata la denuncia dei lavoratori occupati e le relative variazioni.
Nel caso in cui, all’atto della richiesta del certificato di agibilità, l’impresa risulti inadempiente agli obblighi come sopra, e nel caso in cui l’impresa presenti, per la prima volta, la denuncia di cui all’art. 9, il rilascio del certificato di agibilità sarà subordinato alla presentazione di una garanzia, nella forma e nell’ammontare che saranno determinati dal Comitato esecutivo dell’ente
L’esenzione dall’art. 10, insieme al precedente, comporta che per i soggetti di cui al punto 1.1.0., di qualunque nazionalità, impiegati per esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche, non siano necessari Certificati di Agibilità, né le relative cauzioni.
A) Lavoro autonomo occasionale. E’ ipotizzabile che la volontà del legislatore fosse quella di armonizzare, in un certo senso, il trattamento per i contratti di collaborazione occasionale di cui all’Art. 61 comma 2. della cosiddetta “legge Biagi”. La formulazione attuale non ha però individuato né il contratto, né i riferimenti normativi, né ha contribuito ad armonizzare i requisiti o le diverse categorie. In ogni caso a questo contratto si può applicare l’esenzione. Si ricorda che permangono tutti gli altri adempimenti, a partire dalla forma scritta del contratto.
B) Collaborazioni coordinate e continuative. La norma è applicabile alle collaborazioni a progetto che ne presentino i requisiti oggettivi e soggettivi. Permangono tutti gli altri adempimenti, a partire dalla forma scritta del contratto.
D) Contratti di lavoro subordinato. La norma è applicabile ai contratti a tempo determinato e intermittente per i quali siano validi i requisiti oggettivi e soggettivi. Non è applicabile ai contratti a tempo pieno e indeterminato in quanto con 312 prestazioni il tetto dei 5.000 euro verrebbe abbondantemente superato.
In definitiva, la norma è applicabile a quasi tutti i tipi di rapporto lavorativo, fermo restando l’obbligo di stipulare i contratti in forma scritta e di adempiere ai doveri civilistici e privatistici connessi.
Anche per le prestazioni evidenziate dalla norma in oggetto l’assunzione è subordinata alla iscrizione del lavoratore presso la Lista Unica istituita presso l’Ufficio Speciale di Collocamento per i Lavoratori dello Spettacolo ed alla richiesta, da parte dell’impresa collocante del prescritto Nullaosta.
Si ricorda che il collocamento è da effettuarsi almeno 1 giorno prima della prestazione, pena una sanzione che va dai 100,00 ai 500,00 euro a persona;
Contrariamente a quanto affermato da più parti, la norma in oggetto non riguarda in alcun modo le attività dilettantistiche, le quali restano definite dalla gratuità dell’apporto reso nei confronti, ad esempio, di una Associazione di Promozione Sociale, in osservanza della missione istituzionale, di carattere ideale, solidaristico e sociale.
Il comma 188 è quindi una norma di carattere previdenziale, ovvero connessa ad una prestazione comunque lavorativa, in quanto ogni prestazione svolta a fronte di un compenso si considera lavorativa, seppur residuale.
Per quanto riguarda la normativa sulle attività dilettantistiche e Associative si rinvia al nostro dossier: http://www.sindacatosos.org/Attivita/dilettantismo.htm
L’assunzione di lavoratori di età minore di 18 anni è soggetta ad uno speciale regime di tutela e controllo attraverso la legge 977/1967.
Tali obblighi permangono anche in applicazione della norma in oggetto. Tra questi: la richiesta di una specifica autorizzazione da parte dell’Ufficio Provinciale del lavoro, subordinata alla verifica di speciali requisiti che devono garantire l’integrità fisica e psichica del minore, come previsto, in particolare, dall’art. 15, che proibisce il lavoro notturno, nonché dall’art. 4 che individua le attività connesse a tale restrizione.
Le casistiche identificate dal comma 188 restano soggette alle norme fiscali relative alle imposte sui redditi per gli specifici contratti di lavoro (elaborazione dei cedolini paga, ritenute, versamenti, certificazioni, dichiarazioni, etc.) nonché ai relativi doveri contabili.
A seconda del rapporto di lavoro continuano ad applicarsi gli adempimenti in materia di maternità, malattia, disoccupazione, etc. nonché quella relativa ai cosiddetti contributi minori.
Anche per tutti gli altri adempimenti immodificati si apre un periodo di incertezza giurisdizionale. Nella sua farraginosità, l’Agibilità ENPALS fornisce un metodo. Come si controlleranno i vari adempimenti di cui ai punti da 3.1.0. a 3.10.0?
Ancora una volta il populismo che spaccia il far west per “rinascimento culturale”, il “semplicismo” per semplificazione e il “liberismo selvaggio” per equità, è riuscito ad far breccia nei giovani cuori.
Questo provvedimento è sbagliato nel metodo e nel merito, una cantonata assoluta che rischia però di pregiudicare l’intero settore.
Domandiamoci perché il sistema previdenziale dello spettacolo sia inviso agli stessi beneficiari?
1) In primo luogo, vi è una “certezza” diffusa dell’inutilità dei versamenti, in quanto non sarebbero restituiti al legittimo titolare. Ecco perché dobbiamo combattere uniti per garantire che “QUALSIASI CONTRIBUZIONE PENSIONISTICA SIA COMUNQUE RESTITUITA AL LAVORATORE RIVALUTATA”.
2) Inoltre il mercato è così vessato da una pletora di adempimenti a carattere meramente burocratico, da sentire il bisogno di una rivoluzione… Ecco perché dobbiamo combattere uniti per garantire che l’attività lavorativa sia allo stesso tempo tutelata e accessibile, evitando inutili persecuzioni formali, ma garantendo le soluzioni ad un’attività per sua natura incerta.
Una delle conseguenze più aberranti di questa norma è la coltivazione di un regime di concorrenza sleale e turbativa del mercato, in particolare di quello del lavoro.
Grazie a prestazioni deregolamentate chi avrà più interesse ad ingaggiare professionisti?
Questa norma afferma che il lavoro dello spettacolo è un’attività di carattere ludico, un’assurdità che si dimostra facilmente invertendo i ruoli:
E’ evidente che la contraddizione e l’ingiustizia assumono toni che rasentano l’incostituzionalità.
Ma il danno sociale è comunque alto.
Qualcuno dovrebbe ricordare che in tempi forse più civili, la Musica era considerata la più elevata tra le professioni, alla stregua della Matematica.
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