Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-471-codice-civile-eredita-devolute-a-minori-o-interdetti
Timestamp: 2018-12-15 15:03:03+00:00
Document Index: 70913857

Matched Legal Cases: ['art. 471', 'art. 471', 'art. 484', 'art. 476', 'art. 471', 'art. 470', 'art. 489', 'art. 471', 'art. 484', 'art. 476']

Art. 471 codice civile: Eredità devolute a minori o interdetti | La Legge per tutti
Non si possono accettare le eredità devolute ai minori e agli interdetti, se non col beneficio d’inventario, osservate le disposizioni degli articoli 321 e 374 (1).
(1) I minori non possono accettare l’eredità se non attraverso i genitori (loro rappresentanti legali), autorizzati dal giudice tutelare. Nel caso in cui i genitori non possano o non vogliano accettare l’eredità, potrà essere nominato un curatore speciale. Anche il tutore (del minore o dell’interdetto), per accettare l’eredità, deve essere autorizzato dal giudice tutelare.
Ai sensi dell'art. 471 c.c., l'eredità devoluta ai minori deve essere accettata con il beneficio di inventario e che non possono essere ammesse modalità di accettazione diverse da quella beneficiata, a prescindere dal valore del compendio ereditario, di guisa che ogni altra e diversa forma di accettazione espressa o tacita è nulla e improduttiva di effetti.
Tribunale Asti 13 maggio 2011
L'accettazione tacita dell'eredità non rientra nei poteri del rappresentante legale e, pertanto, è improduttiva di effetti giuridici nei confronti dell'incapace, che rimane nella posizione di chiamato all'eredità fino a quando egli stesso o il suo rappresentante eserciti il diritto di accettare l'eredità o di rinunziare alla stessa entro il termine di prescrizione. Cassa App. Catanzaro 26 novembre 2002
Cassazione civile sez. I 01 febbraio 2007 n. 2211
L'art. 471 c.c., disponendo che le eredità devolute ai minori e agli interdetti non si possono accettare se non con il beneficio di inventario, esclude che il rappresentante legale dell'incapace possa accettare l'eredità in modo diverso da quello prescritto dall'art. 484 c.c., che consiste in una dichiarazione espressa di volontà volta a fare acquistare all'incapace la qualità di erede con limitazione della responsabilità ai debiti e ai pesi intra vires hereditatis. Ne consegue che l'accettazione tacita, fatta con il compimento di uno degli atti previsti dall'art. 476 c.c., non rientra nel potere del rappresentante legale e perciò non produce alcun effetto giuridico nei confronti dell'incapace, che resta nella posizione di chiamato all'eredità fino a quando egli stesso o il suo rappresentante eserciti il diritto di accettare o di rinunziare all'eredità entro il termine della prescrizione.
Qualora il genitore esercente la potestà sul figlio minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c. da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).
Cassazione civile sez. II 23 agosto 1999 n. 8832
L'art. 471 c.c. disponendo che le eredità devolute ai minori e agli interdetti non si possono accettare se non con beneficio di inventario, esclude che il rappresentante legale dell'incapace possa accettare l'eredità in modo diverso da quello prescritto dall'art. 484 c.c. Deriva da quanto precede, pertanto, che la accettazione tacita, fatta con il compimento di uno degli atti previsti dall'art. 476 c.c., non rientra nel potere del rappresentante legale e perciò non produce effetti giuridici nei confronti dell'incapace.