Source: https://www.exeo.it/Articoli/5288/giurisdizione-per-risarcimento-valore-fondo-non-oggetto-di-accessione-invertita.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:05:10+00:00
Document Index: 2228144

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 53', 'art. 133', 'Cass. Sez. ', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 53']

Sintesi: Nell’ambito della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo è compresa anche la domanda di risarcimento dei danni, derivanti dalla diminuzione di valore dei terreni non oggetto di irreversibile trasformazione e di accessione invertita, trattandosi di una controversia risarcitoria, direttamente riconducibile e/o strettamente connesso all’occupazione acquisitiva e/o appropriativa.
Estratto: «Inoltre, va precisato che nell’ambito della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo risulta compresa anche la domanda di risarcimento dei danni, derivanti dalla diminuzione di valore dei terreni non oggetto di asservimento, in quanto, sebbene i terreni residui ed ulteriori rispetto a quelli irreversibilmente trasformati restano in proprietà dei soggetti privati e non sono acquisiti dalla Pubblica Amministrazione, poiché, in seguito all’accessione invertita, ai ricorrenti va corrisposto, in sostituzione dell’indennità di espropriazione, un risarcimento, non può trovare applicazione l’art. 33, comma 1, DPR n. 327/2001, ai sensi del quale, nel caso di espropriazione parziale di un terreno, nella determinazione dell’indennità di espropriazione deve tenersi conto non solo del valore della parte espropriata, ma anche della eventuale diminuzione di valore economico della parte di terreno non espropriata. Conseguentemente, tale posta di danno non rientra nell’ambito della cognizione del Giudice Ordinario di cui all’art. 53 DPR n. 327/2001, ma nell’ambito della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo ex art. 133, lett. f, Cod. Proc. Amm., in quanto trattasi di una controversia risarcitoria, direttamente riconducibile e/o strettamente connesso all’occupazione acquisitiva e/o appropriativa.»
Sintesi: La controversia avente per oggetto il risarcimento di un danno patito in ordine alla parte residua del fondo non interessata dalla realizzazione dell’opera pubblica che ha determinato per la parte occupata l'occupazione acquisitiva, esula dalla giurisdizione del GA; ciò in quanto danno non riconducibile a provvedimenti emessi dalla P.A. nell'esercizio del pubblico potere, bensì derivante da una situazione di mero fatto creatasi per effetto dell'attività della P.A. medesima, asseritamente lesiva del diritto soggettivo di proprietà, in particolare del diritto di godimento.
Estratto: «A diverse conclusioni occorre pervenire con riferimento alla parte della domanda con la quale si invoca il risarcimento del danno patito in ordine alla parte residua del fondo non interessata dalla realizzazione dell’opera pubblica, in quanto tale fattispecie, siccome afferente ad un’espropriazione illegittima, fa sì che le frazioni di immobili residuate... _OMISSIS_ ...a della P.A., sebbene non siano più suscettibili di utile destinazione per il proprietario, non vengono acquisite alla mano pubblica (e ciò perché nell'occupazione appropriativa l'effetto dell'estinzione del diritto di proprietà del privato, nella fattispecie indiscusso tra le parti, trova la sua causa indefettibile nell'occupazione illegittima del bene privato, che avrà diritto al risarcimento del danno derivante dalla diminuzione del valore della parte del fondo residuata dall'occupazione (C. Stato, sez. IV, 13 marzo 2009, n. 1521 e giurisprudenza ivi citata:Cass., 22 marzo 1994, n. 2738). Senonché, premesso che la giurisdizione va determinata in base all'intrinseca natura della posizione soggettiva dedotta in giudizio (come individuabile in relazione alla protezione ad essa accordata dall'ordinamento), la pretesa azionata con il ricorso originario non può che ricondursi, sulla base delle stesse prospettazioni di parte ricorrente riportate nella parte in fatto che precede, al diritto al risarcimento del danno anzidetto, la cui cognizione non appartiene alla competenza del Giudice amministrativo, trattandosi di controversia avente per oggetto il risarcimento di un danno non riconducibile a provvedimenti emessi dalla P.A. nell'esercizio del pubblico potere, bensì derivante - ove provato - da una situazione di mero fatto creatasi per effetto dell'attività della P.A. medesima, asseritamente lesiva del diritto soggettivo di proprietà, in particolare del diritto di godimento (cfr. sentenze della Corte Costituzionale n. 204/2004 e n. 191/2006, nonché Corte Cass., SS.UU., n. 13659/2006 ). Anche la parte della domanda con la quale si lamenta la maggiore estensione dell’area di fatto espropriata (mq. 5829) rispetto a quella descritta nel decreto di espropriazione (mq. 5595) esorbita dalla giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto viene per tal via in considerazione la diversa fattispecie qualificabile come "occupazione usurpativa", ovvero come manipolazione del fondo di proprietà privata in assenza di dichiarazione di pubblica utilità. Detta fattispecie infatti è costituita da un comportamento di fatto dell'amministrazione, in assenza di dichiarazione di pubblica utilità, che è ravvisabile anche per i terreni nei quali si sia verificato uno sconfinamento, nel corso dell'esecuzione dell'opera pubblica, da aree legittimamente occupate: essa costituisce un illecito permanente in alcun modo ricollegabile all'esercizio di poteri amministrativi, onde l'azione risarcitoria del danno che ne è conseguito rientra nella giurisdizione del g.o. (Cass. Sez. Unite 19 febbraio 2007, n. 3723).»
Sintesi: Il risarcimento del danno conseguente all'irreversibile occupazione senza titolo rientra pienamente nella giurisdizione del giudice amministrativo, con riferimento specifico a... _OMISSIS_ ...le aree residue.
Estratto: «Con lo stesso mezzo, parte ricorrente ha chiesto altresì il risarcimento del danno per il deprezzamento subito dalla porzioni residue del medesimo fondo non interessate dall’opera pubblica, nonché il pagamento dell’indennità di occupazione legittima.Sotto il primo profilo, ed in diparte la genericità della domanda spiegata, il Collegio ritiene di poter aderire al recente arresto giurisprudenziale del C.G.A. secondo cui “Il risarcimento del danno conseguente alla irreversibile occupazione senza titolo rientra pienamente nella giurisdizione del giudice amministrativo, con riferimento specifico ai beni occupati e non anche alle aree residue” (Cons.giust.amm. Sicilia , sez. giurisd., 26 maggio 2010, n. 741). La relativa domanda deve quindi essere dichiarata in parte qua inammissibile.Quanto alla domanda di pagamento dell’indennità di occupazione, va dichiarato in parte qua il difetto di giurisdizione del giudice adito, come puntualmente eccepito dall’Avvocatura erariale, ed in conformità all’indirizzo della giurisprudenza della Corte di Cassazione sopra richiamata. Anche di recente la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto che “Nel caso di azione proposta a seguito dell’irreversibile trasformazione di un fondo occupato dalla P.A. nell’ambito di una procedura espropriativa, per il quale, tuttavia, non è stato emesso decreto di espropriazione definitiva nei termini, mentre sussiste la giurisdizione amministrativa per la domanda di restituzione ovvero di risarcimento a seguito dell’irreversibile trasformazione, non sussiste detta giurisdizione per la domanda connessa al pagamento delle indennità da occupazione legittima, sussistendo al riguardo la giurisdizione del giudice ordinario ai sensi dell’art. 7, L. n. 205/2000” (T.A.R. Lazio - Roma, Sez..Ibis, 15 gennaio 2009 n. 220).»
Sintesi: Qualora la pretesa relativa alla parte residua del bene occupato si configuri non già come una autonoma richiesta di indennizzo, bensì come una domanda volta ad ottenere un incremento del risarcimento da ricollegare ad una procedura espropriativa illegittima, dopo la caducazione degli atti posti a base del procedimento stesso, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sulle varie componenti del ristoro spettante al soggetto che abbia ingiustamente subito un pregiudizio economico dall'iniziativa posta in essere dall’Amministrazione per preminenti finalità di pubblico interesse.
Estratto: «8.2. - A giudizio della Sezione è fondata anche l’ulteriore pretesa, volta a reclamare il risarcimento per il deprezzamento del fondo residuo (in quanto l’occupazione illegittima ha riguardato ... _OMISSIS_ ...erreno di proprietà della società ricorrente), il valore del quale è stato sicuramente depauperato dalla vicinanza della discarica.La società chiede, in concreto, l’applicazione dei principi derivanti dall’art. 40 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, riguardante l’indennità da corrispondere per il minor valore della parte residua nei casi di occupazione parziale.Il Collegio osserva preliminarmente che, pur se le controversie riguardanti simili indennità rientrano in generale nella giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell’art. 53, comma 3, del citato d.P.R. n. 327/2001, nel caso di specie possono ravvisarsi i presupposti per una concentrazione dinanzi al giudice amministrativo del giudizio relativo a tutte le pretese avanzate della società ricorrente, in quanto strettamente correlate ad un unico procedimento amministrativo, riguardante un solo immobile di proprietà della medesima ricorrente.La pretesa relativa alla parte residua del bene occupato, infatti, si configura non già come una autonoma richiesta di indennizzo, bensì come una domanda volta ad ottenere un incremento del risarcimento da ricollegare ad una procedura espropriativa illegittima in ordine alla quale, anche dopo la caducazione degli atti posti a base del procedimento stesso, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sulle varie componenti del ristoro spettante al soggetto che abbia ingiustamente subito un pregiudizio economico dalla iniziativa posta in essere dall’Amministrazione per preminenti finalità di pubblico interesse.Ciò posto, per quanto concerne la determinazione del valore originario della parte residua del fondo, il Collegio ritiene che debba farsi ricorso agli stessi criteri indicati per la parte dello stesso fondo che è stata oggetto dell’occupazione.Per quanto riguarda la misura di tale componente del risarcimento da corrispondere, deve prendersi atto che, anche in questo caso, non sussistono elementi di certezza, e quindi, procedendosi con valutazione equitativa - tenuto altresì conto di quanto fatto presente dalla difesa dell’Amministrazione in ordine alla circostanza che la discarica è ormai chiusa ed in corso di bonifica - si ritiene che possa ammettersi il risarcimento con un abbattimento del 50% del valore del bene, da calcolarsi dal giorno dell’occupazione, con rivalutazione ed interessi fino alla data del ... _OMISSIS_ ...