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Timestamp: 2020-05-27 23:19:46+00:00
Document Index: 149837896

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2719', 'art. 360', 'art. 2719', 'art. 210', 'art. 7', 'art. 2719', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 22884 del 29/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22884 del 29/09/2017
Cassazione civile, sez. trib., 29/09/2017, (ud. 11/07/2017, dep.29/09/2017), n. 22884
sul ricorso 8264-2013 proposto da:
VALVA, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati GIANNI
MARONGIU, ANDREA BODRITO;
avverso la sentenza n. 43/2012 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,
p. 1. La Citis Park srl in liquidazione propone cinque motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 43 del 4 giugno 2012 con la quale la commissione tributaria regionale della Liguria, a conferma della prima decisione, ha ritenuto legittima l’intimazione di pagamento notificatale da Gest Line spa (poi Equitalia Polis spa, poi Equitalia Nord spa) per tassa smaltimento rifiuti dovuta al Comune di Loano (SV).
La commissione tributaria regionale, per quanto qui ancora rileva, ha ritenuto che: – l’agente per la riscossione fosse territorialmente competente sul rapporto impositivo in oggetto, in quanto investito, D.L. n. 203 del 2005, ex art. 3, comma 1, della riscossione per la provincia di Genova, città nella quale aveva sede la società contribuente; – l’intimazione di pagamento in oggetto fosse stata debitamente preceduta dalla notificazione a mezzo posta della cartella di pagamento, con conseguente sua impugnabilità soltanto per vizi propri, non attinenti alla pretesa impositiva; – la prova della previa notificazione della cartella di pagamento risultasse dall’avviso di ricevimento del plico raccomandato depositato dai concessionario, e recante numero conforme della cartella notificata; – a nulla rilevasse, ex art. 2719 c.c., che tale avviso fosse stato prodotto soltanto in copia, dal momento che la società contribuente non aveva proposto formale disconoscimento di conformità della copia all’originale; tale non potendo ritenersi la mera istanza di esibizione in giudizio dell’originale (già disposta dal primo giudice con ordine al quale il concessionario non aveva ottemperato, esponendo la soverchia difficoltà di reperire, in cartaceo, il documento richiesto).
p. 2.1 Con il primo motivo di ricorso la società contribuente lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – violazione o falsa applicazione dell’art. 2719 c.c., art. 210 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7. Per non avere la commissione tributaria regionale rilevato che il formale disconoscimento di conformità all’originale della copia dell’avviso di ricevimento in questione doveva desumersi implicitamente dalla sua istanza di esibizione dell’originale del medesimo. A sua volta conseguente al fatto che, nell’intimazione di pagamento opposta nel presente procedimento, la data di notificazione della cartella risultava indicata in un giorno (15 dicembre 2006) diverso e successivo a quello risultante dall’avviso di ricevimento prodotto in copia.
Infatti si è in proposito affermato (Cass. 13425/14; 4476/09 ed altre) che l’art. 2719 c.c., esige l’espresso disconoscimento con riguardo alla contestazione non solo dell’autenticità del contenuto o della sottoscrizione della scrittura, ma anche della conformità della copia all’originale; in entrambi i casi deve osservarsi la procedura di cui agli artt. 214 e 215 c.p.c..
– condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 2.200,00; oltre rimborso forfettario spese generali ed accessori di legge;
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.