Source: http://docplayer.it/1755142-Le-indicazioni-e-le-iniziative-del-coordinamento-delle-regioni.html
Timestamp: 2017-08-19 07:52:14+00:00
Document Index: 76612394

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 29', 'art. 28', 'art 29']

Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni - PDF
Download "Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni"
1 La valutazione dello stress lavoro-correlato: potenzialità e limiti di un obbligo legislativo Bologna 23 ottobre 2014 Le indicazioni e le iniziative del coordinamento delle Regioni Fulvio d Orsi Coordinatore Gruppo Tecnico Interregionale Stress lavoro-correlato
2 I presupposti normativi: Accordo europeo sullo stress da lavoro 08/10/2004 Recepimento accordo europeo in Italia 09/06/2008 D.Lgs 81/08 art. 28: la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell accordo europeo dell 8 ottobre 2004, D.Lgs 106/09 comma 1-bis art. 28 La valutazione dello stress lavoro-correlato è effettuata nel rispetto delle indicazioni elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque a far data dal 1 agosto L. 122/10 il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/08 in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010
3 Linee di indirizzo applicate in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria Proposta metodologica del NETWORK NAZIONALE PER LA PREVENZIONE DEL DISAGIO PSICOSOCIALE NEI LUOGHI DI LAVORO (coordinato dall ISPESL) 2010 GUIDA OPERATIVA PER LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO- CORRELATO del Coordinamento tecnico Interregionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (marzo 2010)
4 GUIDA OPERATIVA PER LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO- CORRELATO del Coordinamento tecnico Interregionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (marzo 2010) INDICAZIONI METODOLOGICHE DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE ex art. 6 D.Lgs. 81/08 (18 novembre 2010)
5 Campo di applicazione: in linea generale lo stress identifica una condizione in cui l individuo non si sente in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative dell ambiente nell ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavorocorrelato
6 Campo di applicazione: lo stress lavoro-correlato è causato da fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro, come l inadeguata gestione dell organizzazione e dell ambiente di lavoro, carenze nella comunicazione... acquista rilevanza una situazione prolungata nel tempo
7 Campo di applicazione: Il tema specifico delle molestie e della violenza sul posto di lavoro non sono oggetto dell accordo sullo stress lavoro-correlato Tuttavia molte delle dinamiche messe in atto per esercitare violenza morale sono le stesse che possono essere presenti come fattori di stress in organizzazioni inadeguate, anche senza una precisa volontarietà lesiva Valutare e tenere sotto controllo tutti i possibili fattori di stress legati all organizzazione del lavoro e ai rapporti interpersonali sul lavoro, crea un contesto lavorativo che scoraggia l esercizio di forme di violenza di natura intenzionale
8 RISCHI PSICOSOCIALI ACCORDO QUADRO EUROPEO SULLO STRESS SUL LAVORO (8/10/2004) (Accordo siglato da CES - sindacato Europeo; UNICE- confindustria europea ; UEAPME - associazione europea artigianato e PMI; CEEP - associazione europea delle imprese partecipate dal pubblico e di interesse economico generale) ACCORDO QUADRO EUROPEO SULLE MOLESTIE E LA VIOLENZA NEL LUOGO DI LAVORO (8/11/2007) Recepito in Italia con l accordo interconfederale del Non ancora recepito in Italia
9 Campo di applicazione: Lo stress lavoro-correlato è oggetto di preoccupazione sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori. Vi è un interesse comune ad affrontare la tematica e la necessità di una azione congiunta. Eliminare o contenere i fattori stressogeni lavorativi comporta benefici per la salute dei lavoratori, ma anche vantaggi per l impresa
10 Tutti i luoghi di lavoro Valutazione preliminare Rischio stress No rischio stress STOP Verifica periodica Azioni correttive Non efficaci Efficaci STOP Verifica periodica Valutazione approfondita Azioni correttive Verifica periodica
11 Valutazione del rischio : 1 fase valutazione preliminare La valutazione si basa su: eventi sentinella fattori di contesto fattori di contenuto Gli strumenti possono essere utilizzati direttamente dalle figure della prevenzione in azienda (check list) I valori di riferimento vanno scelti, quando disponibili, rispettando criteri di omogeneità con il tipo di attività produttiva, le dimensioni dell azienda, le caratteristiche della popolazione lavorativa. Possono essere effettuati anche confronti nell ambito della stessa azienda tra diversi gruppi omogenei o tra diversi periodi temporali.
12 ELEMENTI DA VALUTARE Indicatori di effetto ( eventi sentinella ) -indici infortunistici, -assenze per malattia, -ricambio del personale, -procedimenti e sanzioni, -segnalazioni del medico competente Fattori di contenuto del lavoro -ambiente di lavoro ed attrezzature -pianificazione dei compiti -carichi, ritmi di lavoro -orario di lavoro, turni Fattori di contesto del lavoro -funzione e cultura organizzativa -ruolo nell ambito dell organizzazione -l evoluzione e lo sviluppo di carriera, -autonomia decisionale e controllo -rapporti interpersonali al lavoro -interfaccia casa-lavoro Fattori propriamente soggettivi -tensioni emotive e sociali -sensazione di non poter far fronte alla situazione -percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti Fattori propriamente soggettivi (indicatori di effetto) -disturbi e patologie riferibili allo stress -alterazione parametri clinici/subclinici VALUTAZIONE OGGETTIVA Analisi su base documentale dei dati presenti in azienda. Analisi delle caratteristiche del lavoro, su base osservazionale e documentale anche con uso di check list Analisi delle caratteristiche del lavoro, su base osservazionale e documentale anche con uso di check list impossibile Valutazione epidemiologica dei dati della sorveglianza sanitaria VALUTAZIONE SOGGETTIVA impossibile Verifica della percezione soggettiva dei lavoratori mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate Verifica della percezione soggettiva dei lavoratori mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate Verifica mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate Verifica mediante questionari
13 Valutazione del rischio : 2 fase valutazione approfondita Valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori attraverso questionari standardizzati focus group interviste semi-strutturate Si valutano gli stessi elementi della 1 fase Solo nei gruppi omogenei dove sono state rilevate le problematiche. Nelle aziende di maggiori dimensioni si può fare a campione.
14 ELEMENTI DA VALUTARE Indicatori di effetto ( eventi sentinella ) -indici infortunistici, -assenze per malattia, -ricambio del personale, -procedimenti e sanzioni, -segnalazioni del medico competente Fattori di contenuto del lavoro -ambiente di lavoro ed attrezzature -pianificazione dei compiti -carichi, ritmi di lavoro -orario di lavoro, turni Fattori di contesto del lavoro -funzione e cultura organizzativa -ruolo nell ambito dell organizzazione -l evoluzione e lo sviluppo di carriera, -autonomia decisionale e controllo -rapporti interpersonali al lavoro -interfaccia casa-lavoro Fattori propriamente soggettivi -tensioni emotive e sociali -sensazione di non poter far fronte alla situazione -percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti VALUTAZIONE OGGETTIVA Analisi su base documentale dei dati presenti in azienda. Analisi delle caratteristiche del lavoro, su base osservazionale e documentale anche con uso di check list Analisi delle caratteristiche del lavoro, su base osservazionale e documentale anche con uso di check list La valutazione è incentrata sull organizzazione del impossibile VALUTAZIONE SOGGETTIVA impossibile Verifica della percezione soggettiva dei lavoratori mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate Verifica della percezione soggettiva dei lavoratori mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate lavoro e conseguentemente sulla prevenzione Verifica mediante questionari, focus group o interviste semistrutturate Fattori propriamente soggettivi (indicatori di effetto) -disturbi e patologie riferibili allo stress -alterazione parametri clinici/subclinici Valutazione epidemiologica dei dati della sorveglianza sanitaria Verifica mediante questionari
15 Valutazione SLC : criticità Valutazione preliminare positiva negativa Valutazione approfondita Veri positivi Falsi positivi Veri negativi Falsi negativi
16 Valutazione SLC : criticità Il metodo funziona? Il metodo è correttamente applicato? Vengono valutati segnali che confermano o contraddicono i risultati?
17 Valutazione SLC : criticità Non partecipano RLS RLS non adeguatamente formati sul metodo Valutazione non specifica dell unità produttiva Gruppi omogenei troppo ampi e generici I valutatori aziendali non sono adeguatamente formati Gli RLS non sono a conoscenza delle specifiche situazioni valutate Accadono eventi che contraddicono i risultati
18 Indicazioni applicative
19 A. Aspetti generali B. Principi generali della valutazione dello stress lavorocorrelato C. La partecipazione dei lavoratori D. La valutazione preliminare E. Misure correttive e azioni di miglioramento F. La valutazione approfondita G. Verifica e monitoraggio H. Il medico competente e la sorveglianza sanitaria I. Indicazioni per la vigilanza
20 Individuazione gruppi omogenei Nelle aziende oltre i 30 addetti, secondo criteri che tengono conto delle mansioni, delle attività (sedi, strutture, reparti); di situazioni a rischio noto (es. call center), della tipologia contrattuale. Non è generalmente opportuno considerare nello stesso gruppo omogeneo gruppi di lavoratori che operano in unità locali della stessa azienda situate in sedi di lavoro differenti, a meno che questa scelta non sia supportata da un criterio giustificativo dell omogeneità dell esposizione.
21 La partecipazione dei lavoratori I rischi collegati allo stress lavoro-correlato sono riconducibili a due ambiti interagenti tra loro: le potenzialità stressogene del lavoro e le percezioni dei lavoratori delle proprie capacità di adattamento al lavoro. 1 Consultazione degli RLS nella fase di pianificazione della valutazione 2 Coinvolgimento dei lavoratori / RLS nella compilazione delle check list in relazione ai fattori di contesto e di contenuto (valutazione preliminare) 3 Nella fase di valutazione approfondita gli strumenti adottati (questionari, focus group, interviste semistrutturate) garantiscono di per sé la partecipazione dei lavoratori
22 Coinvolgimento dei lavoratori Quando la modalità con cui sentire i lavoratori scelta dal datore di lavoro può considerarsi corretta? i lavoratori sono effettivamente rappresentativi dei gruppi omogenei (conoscono la realtà aziendale che viene valutata ) la valutazione tiene adeguatamente conto dell opinione dei lavoratori (fase in cui sono sentiti, rapporto numerico all interno del team, adeguata giustificazione in caso di conclusioni in disaccordo )
23 Se si sceglie un metodo di valutazione non è corretto solo adottare la check list ma occorre rispettare complessivamente le indicazioni metodologiche In linea generale le check list NON sono adattabili
24 Il documento delle Regioni indica le circostanze in cui la valutazione approfondita risulta opportuna, anche se non obbligatoria: quando vi è incertezza sul livello di rischio da attribuire nella valutazione preliminare in caso di forte disaccordo all interno del team di valutazione quando vi è incertezza nella verifica dell efficacia delle misure correttive adottate.
25 LISTA DI CONTROLLO PER LA VIGILANZA Elementi da verificare Quali soggetti sono coinvolti nella valutazione (team di valutazione)? Quale metodo è stato adottato per la valutazione preliminare? Criteri di accettabilità Il gruppo dei valutatori comprende Datore di lavoro (o suo rappresentante), RSPP (o ASPP), Medico competente (se nominato), RLS/RLST (o lavoratori esperti). Se gli RLS/RLST non fanno parte del team comunque i lavoratori e/o gli RLS/RLST devono essere sentiti nella valutazione dei fattori di contesto e di contenuto (vedi punto 3) Il metodo deve essere validato o adeguatamente sperimentato; deve prevedere la rilevazione degli eventi sentinella, l analisi osservazionale dei fattori di contesto e di contenuto e deve quantificare il rischio in riferimento ad una soglia di azione. Deve consentire di individuare le misure correttive e la loro efficacia. Con quale modalità sono stati coinvolti i lavoratori? Gli RLS devono essere consultati preventivamente nella definizione del processo valutativo nell ambito della consultazione sulla valutazione dei rischi. Gli RLS e/o altri lavoratori devono essere consultati nella fase di valutazione preliminare dei fattori di contesto e di contenuto e nella eventuale individuazione delle misure correttive. Gli RLS e eventuali altri lavoratori coinvolti devono essere esperti della realtà organizzativa del/i gruppo/i omogeneo/i esaminato/i. Devono essere sentiti durante il processo valutativo e non dopo.
26 LISTA DI CONTROLLO PER LA VIGILANZA Elementi da verificare La valutazione è stata condotta per gruppi omogenei o partizioni organizzative? Come è stata fatta la valutazione preliminare? Sono state individuate le misure di prevenzione necessarie? Criteri di accettabilità Nelle aziende a maggiore complessità organizzativa (indicativamente oltre i 30 lavoratori) la valutazione è condotta suddividendo i lavoratori in gruppi omogenei/partizioni organizzative. L individuazione dei gruppi di lavoratori deve riflettere la reale organizzazione del lavoro in azienda e il contesto territoriale in cui opera. I gruppi individuati devono rappresentare tutti i lavoratori dell azienda Lo strumento adottato è stato utilizzato rispettando correttamente le indicazioni per la sua applicazione. I rilevatori sono stati formati o comunque hanno un adeguata conoscenza del metodo di valutazione Gli elementi di valutazione sono basati su riscontri documentali o comunque oggettivamente verificabili. In caso di disaccordo nel team le indicazioni dei lavoratori devono essere riportate nelle note e le conclusioni devono essere motivate e documentate. Le misure di prevenzione devono essere individuate con la partecipazione degli RLS e/o dei lavoratori; Si devono riferire alle fonti del rischio organizzativo risultate critiche, con valenza collettiva. Nel DVR devono essere indicate le misure di prevenzione adottate con il relativo piano attuativo e l eventuale programma di ulteriori interventi correttivi e/o azioni di miglioramento.
27 LISTA DI CONTROLLO PER LA VIGILANZA Elementi da verificare È stata pianificata/verificata l efficacia delle misure correttive? Se le misure adottate sono risultate inefficaci è stata fatta la valutazione approfondita? Criteri di accettabilità Riapplicazione dello strumento adottato per la valutazione preliminare. Coinvolgimento di tutti i referenti previsti per la valutazione preliminare, eventualmente integrati con altri che sono stati oggetto delle azioni correttive. Devono essere presi in esame tutti i fattori/indicatori considerati nella fase preliminare, con particolare attenzione a quelli che hanno manifestato criticità tali da richiedere interventi correttivi, relativamente ai gruppi omogenei/partizioni organizzative interessati. Quali strumenti sono stati adottati per la valutazione approfondita? Questionari validati in sede scientifica, in grado di indagare le dimensioni che coprono le criticità emerse nella valutazione preliminare, somministrati( da professionalità abilitate all uso) al/i gruppo/i omogeneo/i dove le misure correttive sono risultate inefficaci( a tutti i lavoratori del/i gruppo/i o ad un campione significativo dal punto di vista statistico). Focus group o interviste semistrutturate, condotti da operatori esperti in tali tecniche. Riunione con tutti i lavoratori, in caso di aziende fino a 5 dipendenti.
28 LISTA DI CONTROLLO PER LA VIGILANZA Elementi da verificare Sono state intraprese iniziative di informazione/ formazione? È prevista la sorveglianza sanitaria? E stabilito un piano per il monitoraggio e l aggiornamento della valutazione del rischio da stress lavoro-correlato? Criteri di accettabilità Sulla metodologia valutativa da mettere in atto, ai soggetti aziendali che compongono il team di valutazione. Nei confronti di lavoratori, dirigenti e preposti come previsto dagli art. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 secondo i contenuti dell accordo Stato-Regioni del 21 dicembre La sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischio da stress lavoro-correlato non è obbligatoria. Può essere legittimamente adottata se, al termine dell intero percorso di valutazione del rischio, permane una condizione ineliminabile di stress potenzialmente dannoso. Il protocollo deve prevedere la ricerca di disturbi o patologie stresscorrelate, attraverso strumenti standardizzati di raccolta anamnestica, supportati, se del caso, da riscontri documentali o da accertamenti clinico-strumentali. Riapplicazione dello strumento adottato per la valutazione preliminare periodicamente (indicativamente ogni 2 anni) o tempestivamente nei casi previsti dall art. 29 comma 3 del D.Lgs. 81/08
29 2013 Piano di formazione degli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL In collaborazione con INAIL ricerca Il ruolo e i compiti dei Servizi Attività di vigilanza e controllo Attività di promozione e assistenza Accoglienza di casi singoli o gruppi di lavoratori Modalità di programmazione degli interventi
30 2013 Piano di formazione degli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL In collaborazione con INAIL ricerca Struttura del corso CORSO 1: le attività di assistenza e controllo nei confronti delle aziende in relazione alla valutazione e gestione del rischio SLC CORSO 2: le attività di gestione dei singoli casi di lavoratori che si rivolgono al Servizio per problematiche connesse allo SLC o a rischi psicosociali
31 2013 Piano di formazione degli operatori dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL In collaborazione con INAIL ricerca Modalità organizzativa Corso per formatori (formazione a cascata) 4 operatori per regione (3-4 edizioni del corso nel 2013) Ad oggi sono stati formati 327 operatori
32 PROGRAMMA CCM 2013 Piano di monitoraggio e d intervento per l ottimizzazione della valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato INAIL, SETTORE RICERCA, DIPARTIMENTO MEDICINA DEL LAVORO REGIONI e PROVINCE AUTONOME 1. LAZIO 2. VENETO 3. LOMBARDIA 4. TOSCANA 5. PUGLIA 6. CAMPANIA 7. SICILIA 8. UMBRIA 9. SARDEGNA 10. BASILICATA 11. FRIULI VG 12. MARCHE 13. LIGURIA 14.EMILIA ROMAGNA 15. P.A. TRENTO 16. P.A. BOLZANO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA
33 OBIETTIVO GENERALE: Contribuire all accrescimento e al miglioramento complessivo del sistema di gestione dello stress lavoro-correlato in Italia, attraverso un piano : OBIETTIVO SPECIFICO 1: INAIL Verificare l efficacia del sistema di valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato attraverso un monitoraggio specifico con verifica del percorso metodologico INAIL OBIETTIVO SPECIFICO 2: REGIONI Verificare l efficacia dell applicazione dell obbligo di valutazione SLC a livello regionale attraverso il monitoraggio delle attività di vigilanza e dei fabbisogni dei servizi. OBIETTIVO SPECIFICO 3: INAIL e REGIONI Contribuire all empowerment delle figure della prevenzione afferenti al Servizio Sanitario Nazionale (Organi di Vigilanza) e di quelle aziendali OBIETTIVO SPECIFICO 4: UNIVERSITÀ VERONA, UNIVERSITÀ BOLOGNA, INAIL Mettere a punto e sperimentare nuovi strumenti integrativi che tengano conto delle specificità aziendali (ad es. aziende fino a 10 dipendenti) e di comparto (ad es. settore sanitario) e immediatamente fruibili dalle aziende anche attraverso i sistemi informativi ed iniziative ad hoc dell INAIL.
34 OBIETTIVO GENERALE: Contribuire all accrescimento e al miglioramento complessivo del sistema di gestione dello stress lavoro-correlato in Italia, attraverso un piano : OBIETTIVO SPECIFICO 2: REGIONI Verificare l efficacia dell applicazione dell obbligo di valutazione SLC a livello regionale attraverso il monitoraggio delle attività di vigilanza e dei fabbisogni dei servizi. Ipotesi di campionamento: -200 aziende 6-9 addetti -500 aziende addetti -300 aziende >= 250 addetti TOTALE 1000 aziende (pubbliche e private) Strumento di rilevazione univoco Aziende multisito analizzate una sola volta verificando la VR complessiva dell azienda con riferimento all attività prevalente e caratteristica
35 Disposizioni transitorie e finali La Commissione Consultiva provvederà ad elaborare una relazione entro 24 mesi dalla pubblicazione delle presenti indicazioni metodologiche, a seguito dello svolgimento del monitoraggio sulle attività realizzate.
RELAZIONE DI SINTESI INDAGINE RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
RELAZIONE DI SINTESI INDAGINE RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO L art. 28 comma 1 del Dlgs 81/08 indica la necessità per il Datore di lavoro, che ne assume la responsabilità (art 29 DLgs. 81/08 e s.m.i.)
La sicurezza sul lavoro nelle strutture sanitarie. Organizzazione e responsabilità
Palermo 30 gennaio 2013 La sicurezza sul lavoro nelle strutture sanitarie. Organizzazione e responsabilità Francesco Garufi Direttore Sanitario Aziendale ASL VCO Verbania Caratteristiche delle aziende
Ruolo dei Servizi di Prevenzione delle ASL nella gestione dei casi di stress lavoro-correlato
Ruolo dei Servizi di Prevenzione delle ASL nella gestione dei casi di stress lavoro-correlato dott.ssa Alba Ragone (U.O.C. Pisll ASL Viterbo) La salute e la sicurezza sul lavoro riguardano tutti. Un bene