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Timestamp: 2018-11-21 05:35:16+00:00
Document Index: 149740179

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'arto\n01', 'arto\n01', 'arta\n03', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'arto\n06', 'art. 37', 'art. 43', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 74', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 256', 'art. 256', 'art. 14', 'art. 51', 'art. 40', 'art. 51', 'art. 51']

D. Leg.vo 05/02/1997, n. 22 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN3141
G.U. 15/02/1997, n. 38
Al fine di assicurare che non vi sia alcuna soluzione di continuità nel passaggio dalla preesistente normativa a quella prevista dalla parte quarta del D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152, i provvedimenti attuativi del citato decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, continuano ad applicarsi sino alla data di entrata in vigore dei corrispondenti provvedimenti attuativi previsti dalla parte quarta del D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152
- D. Leg.vo 08/11/1997, n. 389
- L. 24/04/1998, n. 128
- L. 27/02/2002, n. 16
- L. 06/05/2002, n. 82
- L. 13/01/2003, n. 36
- L. 03/02/2003, n. 14
- D. Leg.vo 24/06/2003, n. 182
- D.P.R. 15/07/2003, n. 254
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Considerato che lo Stato italiano si è assunto il dovere di recepire nell'ordinamento interno le direttive dell'Unione Europea e che, per effetto degli articoli 10 e 11 della Costituzione, le norme contenute in dette direttive, se di applicazione incondizionata, prevalgono nei settori di competenza, sempre nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento e dei diritti inalienabili della persona umana garantiti dalla Costituzione;
Viste le direttive CE 91/156,
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1. Il presente decreto disciplina la gestione dei rifiuti, dei rifiuti pericolosi, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi, fatte salve disposizioni specifiche particolari o complementari,
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1. Le autorità competenti, adottano, ciascuna nell'ambito delle proprie attribuzioni, iniziative dirette a favorire, in via prioritaria, la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti mediante:
a) lo sviluppo di tecnologie p
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3. Lo smaltimento de
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a) rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi; N51
f) raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee,
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b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quanti
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b) i rifiuti risultanti dalla prospezione dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave;
c) le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell'attività agricola "ed in particolare i materiali litoidi o vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici e
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1. É vietato miscelare categorie diverse di rifiuti pericolosi "di cui all'allegato G" N21 ovvero
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a) autosmaltimento dei rifiuti
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1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'ambiente, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 12 della L. 23 agosto 1988, n. 400 R, provvede con proprio decreto alla riorganizzazione del Catasto dei rifiuti istituito ai sensi dell'articolo 3 del D.L. 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 1988, n. 475R, e successive modificazioni, in modo da assicurare un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato, anche ai fini della pianificazione delle connesse attività di gestione, sulla base del sistema di raccolta dei dati relativi alla gestione dei rifiuti di cui alla L. 25 gennaio 1994, n. 70N2, utilizzando la nomenclatura prevista nel catalogo europeo dei r
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1. I soggetti di cui all'articolo 11, comma 3, hanno l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico, con fogli numerati e vidimati dall'Ufficio del registro, su cui devono annotare, con cadenza almeno settimanale, le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare a fini della comunicazione annuale al Catasto. "Le annotazioni devono essere effettuate:
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1. Fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza, qualora si verifichino situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente, e non si possa altrimenti provvedere, il Presidente della giunta regionale o il Presidente della provincia ovvero il sindaco possono emettere, nell'ambito delle rispettive competenze, ordinanze contingibili ed urgenti per consentire il ricorso tem
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2. É altresì vietata l'immissio
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1. Durante il trasporto "enti o da imprese" N21 i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare, in particolare, i seguenti dati:
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Art. 16 (Spedizioni transfrontaliere)
1. Le spedizioni transfrontaliere dei rifiuti sono disciplinate dal regolamento CEE n. 259/93 del Consiglio del 1° febbraio 1993, e successive modifiche ed integrazioni N3.
2. Sono fatti salvi, ai sensi dell'articolo 19 del regolamento CEE n. 259/93, gli accordi in vigore tra lo Stato della Città del Vaticano, la Repubblica di San Marino e la Repubbli
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1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto il Ministro dell'ambiente"avvalendosi dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA)"N29, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, sentita la Conferenza permanente per i rapporto tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, definisce:
" c-bis) tutte le operazioni di bonifica di suoli e falde acquifere che facciano ricorso a batteri, a ceppi batterici mutanti, a stimolanti di batteri naturalmente presenti nel suolo al fine di evitare i rischi di contaminazione del suolo e delle falde acquifere." N24
"1-bis. I censimenti di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 16 maggio 1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121, del 26 maggio 1989, sono estesi alle aree interne ai luoghi di produzione, raccolta, smaltimento e recupero dei rifiuti, in particolare agli impianti a rischio di incidente rilevante di cui al D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, e successive modificazioni. Il Ministro dell'ambiente dispone, eventualmente attraverso accordi di programma con gli enti provvisti delle tecnologie di rilevazione più avanzate, la mappatura nazionale dei siti oggetto dei censimenti e la loro verifica con le regioni." N22
2. Chiunque cagiona anche in maniera accidentale, il superamento dei limiti di cui al comma 1, lettera a), ovvero determina un pericolo concreto ed attuale di superamento dei limiti medesimi, è tenuto a procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale delle aree inquinate e degli impianti dai quali deriva il pericolo di inquinamento. A tal fine:
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"a) le funzioni di indirizzo e coordinamento necessarie all'attuazione del presente decreto da adottare ai sensi dell'articolo 8, della L. 15 marzo 1997, n. 59" N21;
f) l'indicazione delle misure atte ad incoraggiare la razionalizzazione della raccolt
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1. Sono di competenza delle Regioni, nel rispetto dei princip i previsti dalla normativa vigente e dal presente decreto:
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1. In attuazione dell'articolo 14 della L. 8 giugno 1990, n. 142, alle Province competono, in particolare:
c) il controllo periodico su tutte le attività di gestione ", di intermediazione e di commercio" N21 dei rifiuti, ivi compreso l'accertamento delle violazioni del presente decreto;
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1. I Comuni effettuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui alla L. 8 giugno 1990, n. 142, e dell'articolo 23.
2. I Comuni disciplinano la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei princip i di efficienza, efficacia ed economicità, stabiliscono in particolare:
b) le modalità del servizio di
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1. Le Regioni, sentite le Province ed i Comuni, nel rispetto del princip i e delle finalità di cui agli articoli 1, 2, 3, 4 e 5, ed in conformità ai criteri stabiliti dal presente articolo, predispongono piani regionali di gestione dei rifiuti assicurando adeguata pubblicità e la massima partecipazione dei cittadini, ai sensi dell'articolo 25 della L. 7 agosto 1990, n. 241R.
c) il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione dei rifiuti urbani secondo cri
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1. Ai fini dell'attuazione dei princip i e degli obiettivi stabiliti dal presente decreto il Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, può stipulare appositi accordi e contratti di programma con enti pubblici o con le imprese maggiormente presenti sul mercato o con le associazioni di categoria. Gli accordi ed i contatti di programma hanno ad oggetto in particolare:
b) la sperimentazione, la promozione, l'attuazione e lo sviluppo di processi produttivi e di tecnologie pulite idonei a pre
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c) esprime il proprio parere sul programma generale di prevenzione di cui a
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1. I soggetti che intendono realizzare nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, anche pericolosi, devono presentare apposita domanda alla Regione competente per territorio, allegando il progetto definitivo dell'impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso delle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute e di sicurezza sul lavoro, e di igiene pubblica. Ove l'impianto debba essere sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale statale ai sensi della normativa vigente, alla domanda è altresì allegata la comunicazione del progetto all'autorità competente ai predetti fini ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso fino all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della L. 8 luglio 1986, n. 349, e successive modifiche ed integrazioni.
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1. L'esercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti è autorizzato dalla Regione competente per territorio entro novanta giorni dalla presentazione della relativa istanza da parte dell'interessato. L'autorizzazione individua le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l'attuazione dei princip i di cui all'articolo 2, ed in particolare:
b) i requisiti tecnici, con particolare riferimento alla compatibilità del sito, alle attrezzature utilizzate, ai tipi ed ai quantitativi massimi di rifiuti, ed alla conformità dell'impianto al progetto approvato;
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a) le attività di ge
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1. L'Albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti istituito ai sensi dell'articolo 10 del D.L. 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla L. 29 ottobre 1987, n. 441 R, assume la denominazione di Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, di seguito denominato Albo, ed è articolato in un comitato nazionale, con sede presso il Ministero dell'ambiente, ed in sezioni regionali, istituite presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura dei capoluoghi di regione. I componenti del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali durano in carica cinque anni.
2. Il Comitato nazionale dell'Albo ha potere deliberante ed è composto da 15 membri esperti nella materia nominati con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, e designati rispettivamente:
a) dal Presidente della Camera di commercio o da un membro del Consiglio camerale all'uopo designato, con funzio
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2. Con decreti del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e della sanità, e, per i rifiuti agricoli e le attività che danno vita ai fertilizzanti, di concerto con il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, sono adottate per ciascun tipo di attività le norme, che fissano i tipi e le quantità di rifiuti, e le condizioni in base alle quali le attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei luoghi di produzione degli stessi e le attività di recupero di cui all'allegato C sono sottoposte alle procedure semplificate di cui agli articoli 32 e 33. Con la medesima procedura si provvede all'aggiorna
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3. le condizioni specifiche riferite ai valori limite di sostanze pericolose contenute nei rifiuti, ai valori limite di emissione per ogni tipo di rifiuto ed al t
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Art. 34 (Ambito di applicazione)
1. Il Presente Titolo disciplina la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sia per prevenirne e ridurne l'impatto sull'ambiente ed assicurare un elevato livello di tutela dell'ambiente, sia per garantire il funzionamento del mercato e prevenire l'insorgere di ostacoli agli scambi, nonché distorsioni e restrizioni alla co
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Art. 35 (Definizioni)
a) imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo;
c) imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso da
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1. L'attività di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio si informa ai seguenti princip i generali:
a) incentivazione e promozione della prevenzione alla fonte della quantità e della pericolosità degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, soprattutto attraverso iniziative, anche di natura economica in conformità ai principi del diritto comunitario, volte a promuovere lo sviluppo di tecnologie pulite ed a ridurre a monte la produzione e l'utilizzazione degli imballaggi, nonché a favorire la produzione di imballaggi riutilizzabili ed il riutilizzo degli imballaggi;
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Art. 37 (Obiettivi di recupero e di riciclaggio)
1. Per conformarsi ai princip i di cui all'articolo 36, i produttori e gli utilizzatori devono conseguire gli obiettivi finali di riciclaggio e di recupero dei rifiuti di imballaggi fissati nell'allegato E ed i relativi obiettivi intermedi.
2. Per garantire il controllo del raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio e di recupero, a partire dal 1° gennaio 1998, i produttori e gli utilizzatori di imballaggi ed i soggetti impegnati nelle attività di riciclaggio e di recupero dei rifiuti di imballaggio comunicano annualmente, secondo le modalità previste dalla L. 25 gennaio 1994, n. 70N7, i dat
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Art. 38 (Obblighi dei produttori e degli utilizzatori)
1. I produttori e gli utilizzatori sono responsabili della corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generali dal consumo dei propri prodotti.
2. Nell'ambito degli obiettivi di cui agli articoli 24 e 37, i produttori e gli utilizzatori adempiono all'obbligo della raccolta dei rifiuti di imballaggi N48. A tal fine i produttori e gli utilizzatori " sono obbligati a partecipare al "N29 Consorzio Nazionale Imballaggi di cui all'articolo 41." Per gli utilizzatori che partecipano al Consorzio nazionale degli imballaggi la comunicazione di cui all'articolo 37, comma 2, viene presentata dal soggetto che effettua la gestione dei rifiuti di imballaggio". N29
3. Per adempiere agli obblighi di riciclaggio e di recupero nonché agli obblighi della ripresa degli imballaggi usati e della rac
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Art. 39 (Raccolta differenziata e obblighi della Pubblica amministrazione)
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Art. 40 (Consorzi)
1. Al fine di razionalizzare ed organizzare la ripresa degli imballaggi usati, la raccolta dei rifiuti di imballaggi secondari e terziari su superfici private, ed il ritiro, su indicazione del Consorzio Nazionale Imballaggi di cui all'articolo 41, dei rifiuti di imballaggi conferiti al servizio pubblico, nonché il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti di imballaggio secondo criteri di efficacia, efficienza
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Art. 41 (Consorzio Nazionale Imballaggi)
1. Per il raggiungimento degli obiettivi globali di recupero e di riciclaggio e per garantire il necessario raccordo con l'attività di raccolta differenziata effettuata dalle Pubbliche amministrazioni, i produttori e gli utilizzatori costituiscono in forma paritaria, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni del presente titolo, il Consorzio Nazionale Imballaggi, in seguito denominato CONAI.
c) elabora ed aggiorna, sulla base dei programmi specifici di prevenzione di cui agli articoli 38, comma 6, e 40, "comma 4" N21, il Programma generale per la prevenzione e la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio;
d) promuove accordi di programma con le Regioni e gli enti locali per favorire il riciclagg
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Art. 42 (Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio)
1. Sulla base dei programmi specifici di prevenzione di cui agli articoli 38, "comma 6, e 40, comma 4" N21, il CONAI elabora un Programma generale di prevenzione e di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio che individua, con riferimento alle singole tipologie di materiale di imballaggio, le misure relative ai seguenti obiettivi:
b) accrescimento della proporzione della quantità di rifiuti di imballaggi riciclabili rispett
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1. É vietato lo smaltimento in discarica degli imballaggi e dei contenitori recuperati, ad eccezione degli scarti derivanti dalle operazioni di selezione, riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio.
2. A decorrere dal 1° gennaio 1998 è vietato immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura. Dalla stessa data eventuali imballaggi secondari non restituiti all'utilizzatore dal commerciante al dettaglio possono essere confe
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1. I beni durevoli per uso domestico che hanno esaurito la loro durata operativa devono essere consegnati ad un rivenditore contestualmente all'acquisto di un bene durevole di tipologia equivalente ovvero devono essere conferiti alle imprese pubbliche o private che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani o agli appositi centri di raccolta individuati ai sensi del comma 2, a cura del detentore. "Ai fini della corretta attuazione degli obiettivi e delle priorità stabilite dal presente decreto, i produttori e gli importatori devono provvedere al ritiro, al recupero e allo smaltimento dei beni durevoli consegnati dal detentore al rivenditore, sulla base di appositi accordi di programma stipulati ai sensi dell'articolo 25." N25
2. Il Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dell'industria, de
55301 985287
55301 985288
Art. 46 (Veicoli a motore)
1. Il proprietario di un veicolo a motore "o di un rimorchio" N21 che intenda procedere alla demolizione dello stesso deve consegnarlo ad un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione, autorizzato ai sensi degli articoli 27 e 28. Tali centri di raccolta possono ricevere anche rifiuti costituiti da parti di veicoli a motore.
2. Il proprietario di un veicolo a motore "o di un rimorchio" N21 destinato alla demolizione può altresì consegnarlo ai concessionari o alle succursali delle case costruttrici per la consegna successiva ai centri di cui al comma 1 qualora intenda cedere il predetto veicolo "o rimorchio" N21 per acquistarne un altro.
3. I veicoli a motore "o rimorchi" N21 rinvenuti da organi pubblici o non reclamati dai proprietari e quelli acquisiti per occupazione ai sensi degli articoli 927-929 e 923 del codice civile, sono conferiti ai centri di raccolta di cui al com
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Art. 47 (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli grassi vegetali ed animali esausti)
1. É istituito il Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, al quale è attribuita la personalità giuridica di diritto privato.
2. Il Consorzio non ha scopo di lucro ed è regolato da uno statuto approvato con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
b) assicura, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di inquinamento, lo smaltimento di oli e grassi vegetali e animali esausti raccolti dei qual
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Art. 48 (Consorzio per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene)
1. Al fine di ridurre il flusso dei rifiuti di polietilene destinati allo smaltimento è istituito il Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti di beni in polietilene, esclusi gli imballaggi di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), b), c) e d) "i beni di cui all'articolo 44 e i rifiuti di cui agli articoli 45 e 46 "N29
N57 2. Al Consorzio partecipano:
c) le associazioni nazionali di cate
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Art. 49 (Istituzione della tariffa)
1. La tassa per lo smaltimento dei rifiuti di cui alla sezione II del Capo XVIII del titolo III del testo unico della finanza locale, approvato con R.D. 14 settembre 1931, n. 1175, come sostituito dall'articolo 21 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, ed al capo III del D.L.vo 15 novembre 1993, n. 507N12, è soppressa a decorrere "dai termini previsti dal regime transitorio, disciplinato dal regolamento di cui al comma 5, entro i quali i comuni devono provvedere alla integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa di cui al comma 2".N32
"1-bis. Resta, comunque, ferma la possibilità, in via sperimentale, per i comuni di deliberare l'applicazione della tariffa ai sensi del comma 16".N32
2. I costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico, sono coperti dai Comuni mediante l'isti
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55301 985294
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1. "Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 51, comma 2," N21 chiunque, in violazione dei divieti di cui agli articoli 14, commi 1 e 2, 43, "comma 2, 44, comma 1 e 46, commi 1 e 2" N21
55301 985296
Art. 51 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata)
1. Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti prodotti da terzi in mancanza della prescritta autorizzazione iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 31, 32 e 33 è punito:
2. Le pene di cui al comma 1 si applicano ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato i rifiuti ovvero li immettono nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto di cui all'articolo 14, commi 1 e 2. N29
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Art. 51-bis (Bonifica dei siti)
N26 1. Chiunque cagiona l'inquinamento o un pericolo concreto e attuale di inq
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Art. 52 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari)
1. Chiunque non effettua la comunicazione di cui all'articolo 11, comma 3, "ovvero la effettua in modo incompleto o inesatto" N21 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinque milioni a lire trenta milioni. "Se la comunicazione è effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito ai sensi della L. 25 gennaio 1994, n. 70, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 50.000 a lire 300.000." N25
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«1. Chiunque effettua una spedizione di rifiuti costituente traffico illecito ai sensi dell'articolo 26 del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, de
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Art. 53-bis. - (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti).
1. Chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, cede, riceve, trasport
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Art. 54 (Imballaggi)
1. N29" I produttori e gli utilizzatori che non adempiono all'obbligo di cui all'articolo 38, comma 2, entro il 31 dicembre 1998, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria pari a sei volte le somme dovute per l'adesion
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1. "Fatte salve le altre disposizioni della L. 24.11.1981, n. 689 in materia di accertamento degli illeciti amministrativi," N21
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N26 1. I proventi delle sanzioni amminist
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a) la L. 20 marzo 1941, n. 366N16;
c) il D.L. 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 novembre 1988, n. 475, ad eccezione degli articoli 7, 9 e 9-quinquies
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2. Sono fatte salve le attribuzioni di funzioni delegate e trasferite già conferite dalle regioni alle Province "e agli enti locali" N21 in attuazione della L. 8 giugno 1990, n. 142.
55301 985307
1. Nelle attrezzature sanitarie di cui all'articolo 4, secondo comma, lettera g), della L. 29 settembre 1964, n. 847R, sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate.
2. All'articolo 8, comma 2, secondo capoverso della L. 19 ottobre 1984, n. 748, N1come modificato dall'articolo 6, comma 1, del D.L.vo 16 febbraio 1993, n. 161 N18, le parole: di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Ministro dell'ambiente e il Ministro della sanit
55301 985308
Allegato A (Previsto dall'art. 6, comma 1, lettera a))
55301 985309
1 - Categorie di rifiuti
Q4 Sostanze accidentalmente riversate, perdute o aventi subìto qualunque altro incidente, compresi tu
55301 985310
2 - Catalogo europeo dei rifiuti
1. L'articolo 1, lettera a) della direttiva 75/442/CEE definisce il termine rifiuti nel modo seguente: qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell'allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi.
2. Il secondo capoverso dell'articolo 1 lettera a) stabilisce che la Commissione, conformemente alla procedura di cui all'articolo 18, prepari un elenco dei rifiuti che rientrano nelle categorie di cui all'allegato I. Tale elenco è noto più comunemente come Catalogo europeo dei rifiuti (CER) e si applica a tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento o al recupero.
3. Il catalogo europeo dei rifiuti è un elenco armonizzato, non esaustivo, di rifiuti e sarà pertanto oggetto di periodica revisione e, se necessario, di modifiche, conformemente alla procedura del comitato.
Tuttavia, un materiale figurante nel catalogo non è in tutte le circostanze un rifiuto, ma solo quando esso soddisfa la definizione di rifiuto.
4. I rifiuti figuranti nel CER sono soggetti alle disposizioni della direttiva a meno che si applichi ad essi l'articolo 2 paragrafo 1 lettera b) di detta direttiva.
5. Il catalogo vuole essere una nomenclatura di riferimento con una terminologia comune per tutta la Comunità allo scopo di migliorare tutte le attività connesse alla gestione dei rifiuti. A questo riguardo, il catalogo europeo dei rifiuti dovrebbe diventare il riferimento di base del programma comunitario di statistiche sui rifiuti lanciato con la risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1990, sulla politica relativa alla gestione dei rifiuti.
6. Il CER viene adeguato in modo da tener conto dei progressi scientifici e tecnici, in conformità della procedura di cui all'articolo 18 della direttiva.
7. Ciascun codice dei rifiuti figurante nel catalogo deve sempre essere inserito nel contesto a cui si riferisce.
8. Il catalogo non pregiudica l'applicazione dell'elenco di rifiuti pericolosi disposto dall'articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, sui rifiuti pericolosi.
01 00 00 Rifiuti derivanti dalla prospezione, l'estrazione, il trattamento e l'ulteriore lavorazione di minerali e materiali di cava
02 00 00 Rifiuti provenienti da produzione, trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura, orticoltura, caccia, pesca ed agricoltura
03 00 00 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di carta, polpa, cartone, pannelli e mobili
04 00 00 Rifiuti della produzione conciaria e tessile
06 00 00 Rifiuti da processi chimici inorganici
07 00 00 Rifiuti da processi chimici organici
08 00 00 Rifiuti da produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati) sigillanti, e inchiostri per stampa
10 00 00 Rifiuti inorganici provenienti da processi termici
11 00 00 Rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti dal trattamento e ricopertura di metalli; idrometallurgia non ferrosa
12 00 00 Rifiuti di lavorazione e di trattamento superficiale di metalli e plastica
13 00 00 Oli esauriti (tranne gli oli commestibili 05 00 00 e 12 00 00)
14 00 00 Rifiuti di sostanze organiche utilizzate come solventi (tranne 07 00 00 e 08 00 00)
15 00 00 Imballaggi, assorbenti; stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)
16 00 00 Rifiuti non specificati altrimenti nel catalogo
17 00 00 Rifiuti di costruzioni e demolizioni (compresa la costruzione di strade)
18 00 00 Rifiuti di ricerca medica e veterinaria (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da luoghi di cura)
19 00 00 Rifiuti da impianti di trattamento rifiuti, impianti di trattamento acque reflue fuori sito e industrie dell'acqua
20 00 00 Rifiuti solidi urbani ed assimilabili da commercio, industria ed istituzioni inclusi i rifiuti della raccolta differenziata
01 01 00 rifiuti di estrazione di minerali
01 01 01 rifiuti di estrazione di minerali metalliferi
01 01 02 rifiuti di estrazione di minerali non metalliferi
01 02 00 rifiuti derivanti dal trattamento di minerali
01 02 01 rifiuti derivanti dal trattamento di minerali metalliferi
01 02 02 rifiuti derivanti dal trattamento di minerali non metalliferi
01 03 00 rifiuti derivanti da ulteriori trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi
01 03 01 colle
01 03 02 polvere e rifiuti polverosi
01 03 03 funghi rossi dalla produzione di allumina
01 04 00 rifiuti derivanti da ulteriori trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi
01 04 01 ghiaia e rocce triturate di scarto
01 04 02 sabbia e argilla di scarto
01 04 03 polveri e rifiuti polverosi
01 04 04 rifiuti della produzione di potassa e salgemma
01 04 05 rifiuti derivanti dal lavaggio e dalla pulitura di minerali
01 04 06 rifiuti dalla lavorazione della pietra
01 05 01 fanghi di perforazione e rifiuti contenenti petrolio
01 05 02 fanghi di perforazione e rifiuti contenenti barite
01 05 03 fanghi di perforazione e rifiuti contenenti cloruri
02 01 00 rifiuti delle produzioni primarie
02 01 02 scarti animali
02 01 03 scarti vegetali
02 01 04 rifiuti di plastica (esclusi imballaggi)
02 01 05 rifiuti agrochimici
02 02 02 scarti animali
02 02 04 fanghi dal trattamento sul posto di effluenti
02 03 00 rifiuti della preparazione e del trattamento di frutta, vegetali, cereali, oli alimentari, cacao, caffè, tabacco; della produzione di conserve alimentari; della lavorazione del tabacco
02 03 01 fanghi derivanti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti
02 03 02 rifiuti dall'impiego di conservanti
02 03 03 rifiuti da separazione con solventi
02 03 05 fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti
02 04 00 rifiuti della raffinazione dello zucchero
02 04 01 terra derivante da operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole
02 04 03 fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti
02 05 02 fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti
02 06 00 rifiuti della pasta e della panificazione
02 06 02 rifiuti dall'impiego di conservanti
02 06 03 fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti
02 07 00 rifiuti dalla produzione di bevande alcoliche ed analcoliche (tranne caffè, tè e cacao)
02 07 01 rifiuti da operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima
02 07 02 rifiuti della distillazione di bevande alcoliche
02 07 03 rifiuti da trattamenti chimici
02 07 05 fanghi dal trattamento sul posto degli effluenti
03 01 02 segatura
03 01 03 scarti di rasatura, taglio, impiallacciatura, legno deteriorato
03 02 01 prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici non alogenati
03 02 02 prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati
03 02 03 prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organo-metallici
03 02 04 prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti inorganici
03 03 00 rifiuti della produzione e della lavorazione di carta, polpa e cartone
03 03 01 corteccia
03 03 02 fecce e fanghi (recupero dei bagni di macerazione)
03 03 03 fanghi derivanti da trattamenti di sbianca con ipocloriti e cloro
03 03 04 fanghi derivanti da altri trattamenti di sbianca
03 03 06 fibra e fanghi di carta
03 03 07 fanghi del riciclaggio della carta e del cartone
04 01 00 rifiuti dell'industria della lavorazione della pelle
04 01 03 bagni di sgrassatura esauriti contenenti solventi senza fase liquida
04 01 06 fanghi contenenti cromo
04 01 07 fanghi non contenenti cromo
04 01 08 cuoio conciato, scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura contenenti cromo
04 01 09 cascami e ritagli da operazioni di confezionamento e finitura
04 02 01 rifiuti da fibre tessili grezze ed altre sostanze fibrose naturali, principalmente di origine vegetale
04 02 02 rifiuti da fibre tessili grezze principalmente di origine animale
04 02 03 rifiuti da fibre tessili grezze principalmente artificiali o sintetiche
04 02 04 rifiuti da fibre tessili grezze miste prima della filatura e della tessitura
04 02 05 rifiuti da fibre tessili lavorate principalmente di origine vegetale
04 02 06 rifiuti da fibre tessili lavorate principalmente di origine animale
04 02 07 rifiuti da fibre tessili lavorate principalmente artificiali o sintetiche
04 02 08 rifiuti da fibre tessili lavorate miste
04 02 10 materiale organico proveniente da prodotti naturali (es. grasso, cera)
04 02 11 rifiuti contenenti composti alogenati da operazioni di confezionamento e finitura
04 02 12 rifiuti non contenenti composti alogenati da operazioni di confezionamento e finitura
55301 985311
Allegato B (Previsto dall'art. 5, comma 6)
55301 985312
N.B.: Il presente allegato intende elencare le operazioni di smaltimento come avvengono nella pratica. Ai sensi dell'articolo 2, i rifiuti devono essere smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente:
55301 985313
Allegato C Previsto dall'art. 6, comma 1, lettera h))
55301 985314
N.B.: Il presente allegato intende elencare le operazioni di recupero come avvengono nella pratica. Ai sensi dell'articolo 2, i rifiuti devono essere recuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente:
55301 985315
Allegato D (Previsto dall'art. 7, comma 4)
55301 985316
Rifiuti pericolosi ai sensi dell'art. 1, parag. 4 della direttiva 91/689/CEE
1. I vari tipi di rifiuti figuranti
55301 985317
Elenco dei rifiuti pericolosi
Codice CER Designazione
02 Rifiuti provenienti da produzione, trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura, orticoltura, caccia, pesca ed Acquicoltura
02 01 Rifiuti delle produzioni primarie
03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di carta, polpa, cartone, pannelli e mobili
04 Rifiuti della produzione conciaria e tessile
04 01 rifiuti delL'industria della lavorazione della pelle
05 01 residui oleosi e rifiuti soliDI
05 01 03 morchie e fondi di serbatoi
05 01 04 fanghi acidi da processi di alchilazione
05 01 05 perdite di olio
05 01 07 catrami acidi
05 01 08 altri catrami
05 04 Filtri di argilla esauriti
05 04 01 filtri di argilla esauriti
05 06 RIFIUTI DAL TRATTAMENTO PIROLITICO DEL CARBONE
05 06 01 catrami acidi
05 06 03 altri catrami
05 07 Rifiuti dal processo di purificazione del gas naturale
05 07 01 fanghi contenenti mercurio
05 08 Rifiuti della rigenerazione delL'olio
05 08 01 filtri di argilla esauriti
05 08 02 catrami acidi
05 08 03 altri catrami
05 08 04 rifiuti liquidi acquosi dalla rigenerazione dell'olio
06 Rifiuti da processi chimici inorganici
06 01 Soluzioni acide di scarto
06 01 01 acido solforoso e solforico
06 01 02 acido cloridrico
06 01 03 acido fluoridrico
06 01 04 acido fosforoso e fosforico
06 01 05 acido nitroso e nitrico
06 02 soluzioni alcaline
06 02 01 idrossido di calcio
06 02 02 soda
06 02 03 ammoniaca
06 03 sali e loro soluzioni
06 03 11 sali e soluzioni contenenti cianuri
06 04 rifiuti contenenti metalli
06 04 02 sali metallici (tranne 06 03 00)
06 04 03 rifiuti contenenti arsenico
06 04 04 rifiuti contenenti mercurio
06 04 05 rifiuti contenenti altri metalli pesanti
06 07 Rifiuti da processi chimici degli alogeni
06 07 01 rifiuti contenenti amianto da processi elettrolitici
06 07 02 carbone attivo dalla produzione di cloro
06 13 Rifiuti da altri processi chimici inorganici
06 13 01 pesticidi, biocidi ed agenti conservativi del legno di natura inorganica
06 13 02 carbone attivo esaurito (tranne 06 07 02)
07 Rifiuti Da processi chimici organici
07 01 rifiuti da produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di prodotti chimici organici di base
07 01 01 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri
55301 985318
Allegato E (Previsto dall'art. 37, comma 1)
55301 985319
Obiettivi di recupero e di riciclaggio
entro cinque anni
55301 985320
Allegato F (Previsto dall'art. 43, comma 3)
55301 985321
Requisiti essenziali concernenti la composizione e la riutilizzabilità e la recuperabilità (in particolare la riciclabilità) degli imballaggi
- Gli imballaggi sono fabbricati in modo da limitare il volume e il peso minimo necessario per garantire il necessario livello di sicurezza, igiene e accettabilità tanto per il prodotto imballato quanto per il consumatore.
55301 985322
Allegato G - Categorie o tipi generici di rifiuti pericolosi elencati in base alla loro natura o all'attività che li ha prodotti (I rifiuti possono presentarsi sotto forma di liquido, di solido o di fango)
55301 985323
Allegato G-1
Rifiuti che presentano una qualsiasi delle caratteristiche elencate nell'allegato I e che consistono in:
1. Sostanze anatomiche: rifiuti di ospedali o provenienti da altre attività mediche
2. Prodotti farmaceutici, medicinali, prodotti veterinari
3. Prodotti per la protezione del legno
55301 985324
Allegato G-2
Rifiuti contenenti uno qualunque dei costituenti elencati nell'allegato H, aventi una delle caratteristiche elencate nell'allegato I e consistenti in:
19. Saponi, corpi grassi, cere di origine animale o vegetale
20. Sostanze organiche non alogenate non utilizzate come solventi
21. Sostanze inorganiche senza metalli né composti metallici
55301 985325
Allegato H - Costituenti che rendono pericolosi i rifiuti dell'allegato G-2 quando tali rifiuti possiedono le caratteristiche dell'allegato I
C1 Berillio, composti del berillio
C2 Composti del vanadio
C3 Composti del cromo esavalente
C4 Composti del cobalto
C5 Composti del nickel
C6 Composti del rame
C7 Composti dello zinco
C8 Arsenico, composti dell'arsenico
C9 Selenio, composti del selenio
C10 Composti dell'argento
55301 985326
Allegato I - Caratteristiche di pericolo per i rifiuti
H1 "Esplosivo":sostanze e preparati che possono esplodere per effetto della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene;
- liquidi il cui punto di infiammabilità è inferiore a 21 °C (compresi i liquidi estremamente infiammabili), o
H3-B "Infiammabile": sostanze e preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è pari o superiore a 21 °C e inferiore o pari a 55 °C;
H5 "Nocivo": sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono comportare rischi per la salute di gravità limitata:
Disposizioni urgenti in materia di smaltimento di rifiuti industriali.
Articoli 1; 2; 3; 4; 5; 6; 8; 9-bis; 9-ter; 9-quater; 9-sexies; 9-septies; 9-octies; 9-novies; 9-decies; 9-undecies; 9-duodecies; 9-terdecies; 10; Allegati 1, 2
Disposizioni per smaltimento rifiuti.
Articoli 2; 3; 3-bis; 4; 5; 6; 6-bis; 7; 8; 9; 10; 10-bis; 11; 12; 13; 14, commi da 2 a 8; 15; 16; 17; 17-bis; 18; 19
Dir. Min. Ambiente e Tutela Terr. 09/04/2002
Il Regolamento della Commissione Europea n. 2557/2001, relativo alle spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, ha provveduto ad adottare la versione più recente del Catalogo europeo dei rifiuti (che comprende anche l’individuazione dei rifiuti pericolosi, contrassegnati con un asterisco), contenuta nella decisione della Commissione n. 2000/532 e successive modifiche e integrazioni, da ultimo modificata con la decisione n. 2001/573. Detto Regolamento è vincolante in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascun Stato membro a partire dall’1.1.2002.
Ciò considerato, e dato che per la sua corretta applicazione è necessario che tutti i rifiuti siano classificati fin dalla produzione ed in tutte le fasi della loro gestione con le medesime codificazioni, nelle more del completamento dell’iter amministrativo per il recepimento del nuovo Catalogo, il Ministero ha ritenuto opportuno di fornire agli operatori le indicazioni contenute nel provvedimento di seguito riportato.
A tale scopo, l’Allegato B contiene uno schema per effettuare la trasposizione dai codici CER dagli Allegati al D. Leg.vo 22/1997 ai codici del citato nuovo Catalogo europeo dei rifiuti.
Il provvedimento puntualizza che ogni riferimento contenuto nella normativa vigente alla Sezione A.2 (Catalogo europeo dei rifiuti) del D. Leg.vo 22/1997 si intende effettuato al citato nuovo Catalogo, e che detta Sezione A.2 è soppressa.
Analogamente, ogni riferimento contenuto nella normativa vigente ai rifiuti pericolosi deve intendersi relativo ai rifiuti contrassegnati con un asterisco nel nuovo Catalogo. Sono inoltre soppressi:
l’allegato II al D.M. 141/1998 (Regolamento recante norme per lo smaltimento in discarica dei rifiuti e per la catalogazione dei rifiuti pericolosi smaltiti in discarica);
l’Allegato E al D.M. 145/1998 (Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del D. L.vo 5 febbraio 1997, n. 22);
l’Allegato E al D.M. 148/1998 (Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli artt. 12, 18 del D. L.vo 22/97).
Nella compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti di cui all’art. 12 del D. Leg.vo 22/1997 e dei formulari di identificazione di cui all’art. 15 del medesimo decreto, gli operatori dovranno utilizzare i codici contenuti nel nuovo Catalogo. Ai fini della compilazione del MUD detti codici dovranno invece essere utilizzati solamente a partire dalla comunicazione in scadenza il 30.4.2003, riferita ai dati del 2002. Per quanto riguarda infine i rifiuti costituiti da materiali da costruzione contenenti amianto, le disposizioni vigenti continueranno ad applicarsi fino al 16.7.2002, conformemente a quanto previsto dalla Decisione 2001/573/CE.
Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli artt. 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Articolo 15; Articolo 18, commi 2 lettera e), e 4.
D. Leg.vo 08/11/1997, n. 389
Modifiche ed integrazioni al D.L.vo 5.2.1997, n. 22, in materia di rifiuti, di rifiuti pericolosi di imballaggi e di rifiuti di imballaggio.
Articolo 56, comma 1, lettera f-bis)
Articoli 31 e 33, relativamente ai rifiuti pericolosi provenienti dalle navi.
D. P.R. 27/04/1999, n. 158
Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani.
Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli artt. 12, 18 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Articolo 12; Articolo 18.
D. Min. Ambiente 05/02/1998
Articoli 31 e 33, relativamente ai rifiuti non pericolosi.
Il regolamento individua, ai sensi degli artt. 31 e 33 del D. Leg.vo 22/1997, recante "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio", i rifiuti non pericolosi che è possibile ammettere alle procedure di recupero semplificate, e ne disciplina le relative attività di recupero.
Circ. Ass.R. Sicilia 21/12/2011, n. 1285
Circ. Ass.R. Sicilia 08/05/2009, n. 3572
Circolare inerente la gestione dei rifiuti sulle aree demaniali marittime e gli accumuli di posidonia spiaggiata.
Par. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 23/01/2008, n. 15
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del Decreto Legislativo n. 163/2006 presentata dalla SELCA S.p.A. - lavori di bonifica area ex ospedale Morgagni destinata a campus universitario.
Nel caso di una procedura aperta per l’aggiudicazione di lavori di bonifica, la s.a. deve disporre l’ammissione con riserva alla gara dell’impresa in attesa di conseguire il certificato di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con possibilità di condizionare l’eventuale aggiudicazione all’ottenimento dell’iscrizione.
Deliberaz. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 09/05/2007, n. 128
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del Decreto Legislativo n. 163/2006 presentata dalla R.S.A. s.r.l.– lavori di messa in sicurezza della discarica comunale dimessa ubicata in contrada Sterparone. S.A. Comune di Santa Croce di Magliano.
Ai sensi dell’art. 6, comma 3, del decreto attuativo 25 ottobre 1999 n. 471, rientrano nella categoria “bonifica siti” anche le attività di messa in sicurezza del sito a prescindere dall’attività di gestione dei rifiuti. Pertanto, ai fini dell’espletamento dell’attività di messa in sicurezza dei siti, è necessario possedere l’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.
Consulenza giuridica - Trattamento IVA delle cessioni di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito quale sia il corretto trattamento ai fini dell'applicazione dell'Iva per le cessioni di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, ed in particolare delle operazioni di acquisizione e successiva cessione di materiali,
frutto della raccolta differenziata di rifiuti, poste in essere dagli operatori del settore, con particolare riferimento all’ambito di applicazione del regime del «reverse charge» di cui all’art. 74, comma 7, 2 del D.P.R. 633/1972, ovvero delle regole ordinarie ad aliquota ridotta del 10% ai sensi del n. 127-sexiesdecies) della tabella A, parte III, allegata allo stesso D.P.R. 633/1972.
Com.Ass.R. Sardegna 26/10/2006, n. 35832
Linee guida per la realizzazione e la gestione degli ecocentri comunali e delle aree attrezzate di raggruppamento.
Istanza d’interpello - D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 Tabella A parte III n. 127 - sexiesdecies, quinquies, sexies e septies - Attività di gestione rifiuti e realizzazione degli impianti - XY soc. consortile per azioni.
L'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 10% per l’attività di gestione e trattamento dei rifiuti, nonché per la realizzazione dei relativi impianti. Con riguardo al primo aspetto l'Agenzia ha chiarito che alle prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo di rifiuti urbani e di rifiuti speciali, ed alle prestazioni di gestione di impianti di fognatura e depurazione si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%. Anche con riguardo al secondo aspetto l'Agenzia ha chiarito che la cessione degli impianti o le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’appalto relativi alla realizzazione degli impianti destinati allo smaltimento dei rifiuti sono anch'esse soggette all’aliquota del 10%, così come sono soggetti alla medesima aliquota le cessioni di beni, escluse le materie prime, forniti per la costruzione delle predette opere.
Circ.Comm. Del.R. Sicilia 11/01/2006
L.R. 22 dicembre 2005, n. 19, art. 21, comma 17. Fondo di rotazione a garanzia della spesa inerente la gestione integrata dei rifiuti e copertura della stessa.
Istanza di interpello - DPR 26 ottobre 1972 n. 633 Tabella A parte III n. 127-sexiesdecies - Aliquota agevolata per attività di spurgo pozzi neri - ditta individuale XZ.
Con la presente l’Agenzia delle Entrate chiarisce che il trasporto di rifiuti liquidi in un sito esterno di smaltimento è assoggettato all’aliquota Iva ridotta del 10% di cui al n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972. In particolare la fattispecie si riferisce all’attività di spurgo di pozzi neri, con trasporto dei relativi liquami in un sito esterno di trattamento e smaltimento (e non quindi con scarico sul suolo, sottosuolo ed in rete fognaria), che costituisce attività di gestione dei rifiuti assoggettabile all’aliquota Iva ridotta.
Il citato n. 127-sexiesdecies prevede l’applicazione dell’Iva al 10% all’attività di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo di rifiuti urbani e speciali, così come definiti dal D. Leg.vo 22/1997 (cosiddetto «decreto Ronchi»), nonché alle prestazioni di gestione di impianti di fognatura e depurazione. Detto decreto, all’art. 7, comma 3, lettera g), contempla tra i rifiuti speciali anche quelli derivanti dalla depurazione delle acque reflue, e nel concetto di «gestione» dei rifiuti, all’art. 6, comma 1, include l’attività di raccolta e trasporto degli stessi.
Sulla base di quanto sopra esposto e dell’orientamento espresso anche dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8758/2002, l’Agenzia ha ritenuto assimilabili le acque reflue ai rifiuti liquidi (si ribadisce, solo in caso di trattamento e smaltimento in un sito esterno e non in caso di scarico nel suolo, sottosuolo o nella rete fognaria), con la conseguente applicazione dell’Iva agevolata.
Circ.Ass.R. Sicilia 24/05/2004, n. 2
D. Leg.vo n. 22/97 e L. n. 257/92. Campo di applicazione.
Circ. Min. Ambiente e Tutela Terr. 09/03/2004, n. 1825
La circolare reca chiarimenti in merito alla gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 10-bis della L. 47/2004, recante «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative» il quale ha sottratto fino al 31.12.2005 dette categorie di rifiuti all’applicazione delle disciplina di cui al D. Leg.vo 22/1997 e successive modifiche ed integrazioni.
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi. Soggetti passivi.
Con la presente risoluzione l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito all’applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui ai commi da 24 a 40 dell’art. 3 della L. 28.12.1995, n. 549, recante «Misure di razionalizzazione della finanza pubblica». I chiarimenti vertono in particolare sul comma 26, che pone il tributo a carico dell’impresa di stoccaggio definitivo, stabilendo nel contempo un obbligo di rivalsa nei confronti di colui che effettua il conferimento, nel caso in cui intervenga un’impresa di intermediazione di rifiuti iscritta all’Albo di cui all’art. 30 del D. Leg.vo 22/1997.
L’Agenzia ritiene che qualora le imprese di intermediazione stipulino con le imprese produttrici di rifiuti contratti riconducibili a prestazioni di servizi inerenti lo smaltimento dei rifiuti, senza alcuna clausola che li possa far inquadrare nella figura del mandato, le imprese stesse vanno considerate quali committenti del servizio di stoccaggio definitivo, e quindi destinatarie dell’obbligo di rivalsa posto a carico dell’impresa che effettua detto stoccaggio.
Circ.Min. Finanze 17/02/2000, n. 25/E
Regime transitorio soppressione tassa smaltimento rifiuti solidi urbani
Circ. Min. Ambiente 14/12/1999
Obbligo di smaltimento dei rifiuti speciali per gli studi dei medici di famiglia.
Articoli 11, comma 3 e 12, comma 1
Tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. Modifiche art. 1 della L. 426/98, art. 31 della L. 448/98 e art. 1 del D.L. 8/99, convertito dalla L. 75/99. Chiarimenti.
Circ.Min. Ambiente 04/08/1998, n. 812
Circolare espicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati individuati, rispettivamente, dal D.M. 1.4.98, n. 145 e 1.4.98, n. 148.
Circ.Min. Finanze 07/05/1998, n. 119/E
Tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. Abrogazione dell'art. 39 della L. 22.2.94, n. 146.
Circ.Ass.R. Sicilia 27/03/1998, n. 6008
Bonifica delle discariche. Articolo 7 della L.R. 21.4.95, n. 40, art. 17, D.Leg.vo 22/97.
Sent. C. Cass. pen. 09/05/2013, n. 19942
Ambiente - Rifiuti - Inerti da demolizione - Non assimilazione alle terre da scavo - Rilevanza penale ex art. 256 D. Leg.vo 152/2006 - Fattispecie.
Gli inerti derivanti da demolizioni di edifici o da scavi di strade non sono assimilabili con le terre e rocce da scavo. La non assimilazione, già prevista dal cd. «Decreto Ronchi» D. Leg.vo 05/02/1997, n. 22, è stata riconfermata con il D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152 «Norme in materia ambientale». [Nella fattispecie i giudici hanno rilevato il reato di gestione illecita di rifiuti e discarica abusiva (art. 256, commi 1 e 3, del D. Leg.vo 152/2006) per ingente e reiterato accumulo sul terreno di materiali non omogenei, composti da terre da scavo mischiate con materiale da costruzione e demolizione, oltre che con rifiuti di altro genere].
1. Appalti ll.ppr. - Responsabilità di committente e direttore dei lavori - In concorso con l’appaltatore per smaltimento abusivo di rifiuti - Esclusione
1. Negli appalti di lavori pubblici e privati, il committente dei lavori edili e il direttore dei lavori non possono essere ritenuti responsabili a titolo di concorso con l’appaltatore per la raccolta e lo smaltimento abusivi dei rifiuti non pericolosi connessi all’attività edificatoria. Infatti, nessuna fonte legale, né scaturente da norma extrapenale (ossia ricavabile dalle disposizioni del D.Lgs. 1997/22 oggi D.Lgs. 2006/152), né da contratto, pone in capo a tali soggetti l’obbligo di garanzia in relazione all’interesse tutelato ed il correlato potere giuridico di impedire che l’appaltatore commetta il reato di abusiva gestione dei rifiuti.
1. Strade - Manutenzione - Responsabilità del proprietario o concessionario della strada - Conseguente suo obbligo di rimozione, custodia ed eventuale demolizione di veicoli
1. I proprietari od i concessionari di strade pubbliche hanno l’obbligo, previsto dall’art. 14 del Codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285) di provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia di esse, da ritenersi comprensivo della rimozione, custodia e se del caso demolizione sia dei veicoli lasciati in sosta d’intralcio, sia quelli abbandonati, e di sostenere i relativi oneri e spese, salvo rivalsa nei confronti del proprietario del veicolo.
Sent. C. Cass. pen. 09/01/2007, n. 137
1. Inquinamento - Rifiuti - Abbandonati in un fondo - Responsabilità del proprietario del fondo - Condizioni.
1. La consapevolezza, da parte del proprietario del fondo, dell’abbandono sul medesimo di rifiuti da parte di terzi non è sufficiente ad integrare il concorso nel reato di cui all’art. 51, 2° c., del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, (abbandono o deposito incontrollato di rifiuti), atteso che la condotta omissiva può dare luogo ad ipotesi di responsabilità solo nel caso in cui ricorrano gli estremi dell’art. 40 C. p., 2° c., ovvero sussista l’obbligo giuridico di impedire l’evento.
Sent. C. Cass. pen. 09/01/2007, n. 164
1. Inquinamento - Rifiuti - Raccolta e smaltimento non autorizzati di auto fuori uso - Reato ex D.Lgs. 1997 n. 22, art. 51, c. 1, lett. a).
1. Con la raccolta e lo smaltimento di autoveicoli fuori uso in assenza di autorizzazione si configura il reato di gestione di rifiuti non autorizzata ex art. 51 c. 1, lett. a) D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22; infatti quegli autoveicoli devono considerarsi rifiuti speciali prodotti da terzi.
Recupero dei rifiuti senza falle da Italia Oggi Sette
Al via la rivoluzione sui rifiuti da Italia Oggi Sette