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Timestamp: 2017-09-26 12:45:36+00:00
Document Index: 108083113

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 3', 'art.78', 'art.79', 'art.2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 25', 'art.11', 'art. 309']

Voto del docente di Irc nello scrutinio finale - OM 14 maggio 1999 n. 128 a.3 c. 2
Il voto del docente di IRC nello scrutinio finale
Al preside liceo scientifico Malpighi di Roma Eugenio Allegretti
Al provveditore agli studi di Roma Paolo Norcia
Al ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer
Al presidente della conferenza episcopale italiana Camillo Ruini
Al segretario generale della conferenza episcopale italiana Ennio Antonelli
Signornò (n. 1)
Oggetto: O.M. 128/99, art. 2, c. 2
1. Già in passato all'interno del Liceo Scientifico Malpighi si sono verificate notevoli difficoltà a fare riconoscere ed adottare le disposizioni del DPR 202/90 (cfr. mia lettera 20.6.97 al preside del liceo Malpighi; lettera 27.6.97 del preside del Liceo Malpighi al provveditorato agli studi di Roma; lettera del 23.10.97 del preside del liceo Malpighi al provveditorato div. III/III; mia lettera 1.6.98 al preside del liceo Malpighi, al provveditore agli studi di Roma, al ministro della pubblica istruzione; lettera 4.6.98 del preside del liceo Malpighi al provveditore agli studi di Roma, al direttore generale della direzione classica, all'ufficiogabinetto/1 del ministero della pubblica istruzione)
A proposito di tali vicende, il Provveditore agli studi di Roma ed il Ministro della Pubblica Istruzione hanno omesso fino ad ora di intervenire
2. Peraltro, io ho potuto appurare (e tengo la documentazione a disposizione della autorità giudiziaria) sul fatto che a nove anni distanza dal DPR 202/90 esso è praticamente ignorato dalla quasi totalità delle scuole italiane
3. Sul sito Internet (che portava ancora la dizione "sito istituzionale") del Ministero della Publica Istruzione, è stato per almeno sette mesi (dal giugno 1998 al febbraio 1999) pubblicata la informazione secondo cui "I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione cattolica"; e anche a fronte di mia formale diffida del 30.6.98 (al ministro della pubblica istruzione e al direttore generale affari generali all'epoca responsabile della pagina internet), tale informazione falsa non è stata corretta. Dopo il febbraio 1999 la pagina è stata tolta, ma non sostituita, e la rettifica non è mai comparsa. Quindi per un lettore anche non frettoloso delle pagine istituzionali del Ministero della pubblica Istruzione il DPR 202/90 non esiste.
4. In data 29.05.99 il preside del Liceo Scientifico Malpighi di Roma ha pubblicato sul registro delle circolari per i docenti uno stralcio (artt. 2-3) della O.M. 128/99 (e precisamente la parte stampata in colore blu nello allegato annesso). Da tale stralcio risulta che "I docenti che svolgono l'insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento". Fra l'altro, qualcuno, nell'intero stralcio, ha evidenziato a penna proprio il comma 2 dell'art. 3: quindi tutti i docenti del Liceo Malpighi hanno capito (caso mai fossero stati in passato al corrente delle disposizioni del DPR 202/90), che esso ora risultava superato. E invece il DPR 202/90 (quello che stabilisce che i docenti di religione cattolica partecipano sì allo scrutinio finale, ma con poteri decisionali ridotti rispetto agli altri docenti) non è affatto superato, ma richiamato valido dal successivo art. 25.
5. Considerato che io sono cittadino italiano e ho il dovere di obbedire alle leggi della repubblica, ma ho il diritto che tutti, e massimamente coloro che esercitano pubblici poteri, obbediscano alle leggi della repubblica
6. Considerato che io sono genitore di studente nella scuola pubblica italiana, e ho diritto che in tutta la scuola pubblica italiana mio figlio sia trattato secondo norme certe e conosciute, ed alla pari rispetto a tutti gli altri studenti della scuola pubblica italiana
7. Considerato che io sono docente nella pubblica, ed ho il dovere (soggetto a sanzione penale) di fare rapporto alla autorità giudiziaria per le violazioni di legge di cui vengo a conoscenza nell'esercizio del mio ufficio
8. Considerato che la vicenda qui in oggetto non costituisce episodio isolato, ma può con facilità essere messa in relazione ad una serie sterminata di comportamenti della pubblica amministrazione scolastica lesivi delle leggi della repubblica e finalizzate al privato interesse della conferenza episcopale italiana (alle omissioni sopra segnalate aggiungerò, per brevità, solo la C.M. 489/98 prot. 34304/BL, corredata di allegati che chiamare deliranti è dire poco; e la lettera protocollo 2100 del 12.1.99 firmata dal provveditore agli studi di Roma, nella quale egli abusivamente, e operando grave ed incostituzionale confusione tra le proprie personali convinzioni di coscienza ed il suo pubblico ufficio, ha compiuto pubblica istigazione a comportamenti non compatibili con le leggi della Repubblica [D.Lgs. 297/94 a. 311] nel momento in cui ha esercitato i suoi pubblici poteri per raccomandare la partecipazione in massa ad una "missione cittadina" organizzata da una delle confessione religiose praticate nel nostro paese)
9. Considerato che la conferenza episcopale italiana è corresponsabile, assieme al ministero della pubblica istruzione, dell'aggiornamento degli insegnanti di religione cattolica, e quindi corresponsabile del documentabile occultamento della normativa anche fra i docenti di religione cattolica
10. Considerato che ai termini della normativa vigente sussiste un continuo istituzionale contatto fra il ministero della pubblica istruzione e la conferenza episcopale italiana, per cui è da supporre che ogni positiva iniziativa presa dal ministero della pubblica istruzione in tema di insegnamento della religione cattolica sia stata preventivamente concordata (e quindi con responsabilità penale in solido se si tratta di iniziative illegali) con la conferenza episcopale italiana
11. Considerato che la conferenza episcopale italiana è con ogni evidenza il beneficiario di tutti i comportamenti delle istituzioni scolastiche pubbliche finalizzati a favorire, al di fuori e contro le leggi, l'insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica; e quindi potrà essere considerata quanto meno mandante morale di tali comportamenti se non avrà preso chiare, inequivocabili e radicali iniziative per dissociarsi da qualunque tentativo delle pubbliche istituzioni (con le quali è in costante rapporto istituzionale per via della normativa vigente) di favorirla illegalmente
Formali richieste ai sensi della L. 241/90:
12. presento formale richiesta, ad ogni effetto di legge, affinché il preside del Liceo Scientifico Malpighi completi (cioè rettifichi) le informazioni incomplete (e come tali erronee), che ha pubblicato sul registro delle circolari dei docenti, aggiungendovi, con evidenziazione analoga a quella del comma 2 art. 3, il contenuto dell'art. 25 della O.M. 128/99.
13. Presento formale diffida, ad ogni effetto di legge, affinché il Provveditore agli studi di Roma
a) mi comunichi la identità dei funzionari responsabili del procedimento connesso al mio esposto del 1.6.98, nonché le motivazioni per le quali fino ad ora non è stato fatto oggetto di risposta
b) adotti immediati e radicali provvedimenti per far sì che le incomprensioni relative alla lettura dell'art. 3 c. 2 della OM 128/99 (incomprensioni che documentabilmente sussistono) siano dissipate in tutte le istituzioni scolastiche di Roma
c) adotti immediati e radicali provvedimenti affinché vengano conosciute e rese operative le disposizioni del DPR 202/90, documentabilmente ignorate in gran parte delle scuole di Roma
14. Presento formale diffida, ad ogni effetto di legge, affinché il ministro della pubblica istruzione
b) mi comunichi la identità dei funzionari responsabili del procedimento connesso al mio esposto del 30.6.98, nonché le motivazioni per le quali fino ad ora non è stato fatto oggetto di risposta
c) provveda a dare pubblica informazione e formale rettifica rispetto alle notizie false pubblicate per non meno di sette mesi sul sito internet del ministero della pubblica istruzione,
d) adotti immediati e radicali provvedimenti per far sì che le incomprensioni relative alla lettura del'art. 3 c. 2 della OM 128/99 (incomprensioni che documentabilmente sussistono) siano dissipate in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale
e) adotti immediati e radicali provvedimenti affinché vengano conosciute e rese operative le disposizioni del DPR 202/90, documentabilmente ignorate in gran parte delle scuole di Italia
15. Presento formale richiesta, ad ogni effetto di legge, affinché il presidente della conferenza episcopale italiana ed il segretario della conferenza episcopale italiana, nel cui interesse sono palesemente orientati i comportamenti delle istituzioni scolastiche sopra evidenziati, adottino immediate, chiare, inequivocabili iniziative
a) per dissociarsi da qualunque atto delle pubbliche istituzioni scolastiche volto a loro favore ma estraneo alla normativa vigente
b) adottino immediati e radicali provvedimenti affinché vengano conosciute e rese operative le disposizioni del DPR 202/90, documentabilmente ignorate in gran parte delle scuole di Italia da tutti i docenti, inclusi i docenti di religione cattolica
Difendiamo la Costituzione anche contro i pubblici poteri che la violano. Viva la Repubblica Italiana.
Roma 31.5.1999
Francesco Dentoni - docente di storia e filosofia
(in colore blu le parti della OM 14.5.99 n. 128 pubblicate dal Preside del Liceo Malpighi sul registro delle circolari per i docenti)
in colore rosso sono mie annotazioni
Ordinanza Ministeriale 14 maggio 1999, n. 128
Norme per lo svolgimento degli scrutini ed esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore - Anno scolastico 1998/99
TITOLO I SCUOLA DELL'OBBLIGO
TITOLO II ISTITUTI D'ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
Art.2 Scrutini finali
1. Gli scrutini finali negli istituti di istruzione secondaria superiore hanno luogo e sono pubblicati entro i termini stabiliti dall'ordinanza ministeriale riguardante il calendario scolastico.
2. Il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini al fine di assicurare omogeneità nelle decisioni di competenza dei singoli consigli di classe.
3. Per la formulazione dei giudizi e l'assegnazione dei voti di profitto e di condotta, si richiamano i criteri di cui alle norme dell'art.78 e dell'art.79 del R.D. 4.5.1925, n. 653, sostituito dall'art.2 del R.D. 21.11.1929, n. 2049, nonché, per la parte relativa all'incidenza del voto di condotta, le norme di cui al D.P.R.n.249/1998, citato nel preambolo.
4. Nei confronti degli alunni che presentino un'insufficienza non grave in una o più discipline, comunque non tale da determinare una carenza nella preparazione complessiva, il consiglio di classe, prima dell'approvazione dei voti, sulla base di parametri valutativi stabiliti preventivamente, procede ad una valutazione che tenga conto:
a - della possibilità dell'alunno di raggiungere gli obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline interessate, nell'anno scolastico successivo. A tal fine saranno effettuati appositi accertamenti da parte del docente della o delle discipline sul superamento delle carenze formative riscontrate (debito formativo);
b - della possibilità di seguire proficuamente il programma di studi di detto anno scolastico. In particolare tali alunni sono valutati sulla base delle attitudini ad organizzare il proprio studio in maniera autonoma ma coerente con le linee di programmazione indicate dai docenti. Nel caso di promozione così deliberata, il preside comunica, per iscritto, alla famiglia le motivazioni delle decisioni assunte dal Consiglio di classe.
Nel prospetto degli scrutini affisso all'albo vengono altresì evidenziate la disciplina o le discipline in cui l'alunno non ha raggiunto totalmente la sufficienza e va precisato, altresì, che la promozione è stata conseguita ai sensi del presente comma.
5. Le istituzioni scolastiche in sede di programmazione delle attività didattico-educative definiscono ed adottano criteri e modalità degli interventi da realizzare nel corso dell'anno scolastico successivo, nel quadro di un'offerta formativa qualificata e diversificata volta in particolare a colmare situazioni di carenze, secondo un piano di fattibilità approvato annualmente dal Consiglio di Istituto.
6. La frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita della scuola sono elementi positivi che concorrono alla valutazione favorevole del profitto dell'alunno in sede di scrutinio finale. Pertanto, il numero delle assenze, pur non essendo di per sé preclusivo della valutazione del profitto stesso in sede di scrutinio finale, incide negativamente sul giudizio complessivo, a meno che, da un congruo numero di interrogazioni e di esercitazioni scritte, grafiche o pratiche, svolte a casa o a scuola, corrette e classificate nel corso dell'intero anno scolastico, non si possa accertare il raggiungimento degli obiettivi propri di ciascuna disciplina.
7. L'attività svolta dagli alunni presso aziende, qualora presenti caratteristiche tali da poter configurarsi come attività didattica sulla base di accordi nazionali o locali, è oggetto di valutazione. Parimenti sono oggetto di valutazione le attività di stages in aziende e di formazione effettuate durante l'anno scolastico, anche in attuazione di appositi progetti autorizzati.
8. Ai sensi della legge 8 agosto 1995,n.352, gli studenti che, al termine delle lezioni, a giudizio del consiglio di classe, non possono essere valutati per malattia o trasferimento della famiglia, sono ammessi a sostenere, prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, prove suppletive, che si concludono con un giudizio di ammissione o non ammissione alla classe successiva.
Art.3 Credito scolastico
1. Ai sensi delle vigenti disposizioni relative all'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, il Consiglio di classe, in sede di scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni, procede all'attribuzione del credito scolastico ad ogni alunno. Per l'anno scolastico 1998-99, il credito scolastico viene attribuito agli allievi dell'ultima, della penultima e terzultima classe, rispettivamente, sulla base delle tabelle D, E ed A allegate al Regolamento. In considerazione dell'incidenza che hanno le votazioni assegnate per le singole discipline sul punteggio conseguibile in sede di esame di Stato, i docenti, al fine dell'attribuzione dei voti sia in corso d'anno sia nello scrutinio finale, utilizzano l'intera scala decimale di valutazione.
2. I docenti che svolgono l'insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all'insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.
[chi ha inserito il comma 2 in questo art. 3 o era all'oscuro di quanto sta scritto nel successivo articolo 25 (e questo confermerebbe, anche all'interno del Ministero della Pubblica Istruzione, una diffusissima ignoranza del DPR 202/90, frutto di un documentabile ostinato e colpevole oscuramento) oppure non era competente (o ha fatto finta di non essere competente) abbastanza da coordinare il presente art. 3 comma 2 con il successivo art. 25.].
3. L'attribuzione del punteggio, nell'ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all'art.11, comma 2, del Regolamento, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 2 riguardante l'interesse con il quale l'alunno ha seguito l'insegnamento della religione cattolica ovvero l'attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, con il conseguente superamento della stretta corrispondenza con la media aritmetica dei voti attribuiti in itinere o in sede di scrutinio finale e, quindi, anche di eventuali criteri restrittivi.
4. L'attribuzione del credito scolastico ad ogni alunno va deliberata e verbalizzata, con l'indicazione degli elementi valutativi di cui al comma 3.
5. Il punteggio attribuito quale credito scolastico a ciascun alunno è pubblicato all'albo dell'Istituto, unitamente ai voti conseguiti in sede di scrutinio finale ed è trascritto sulla pagella scolastica; su quest'ultima deve essere, altresì, indicata l'eventuale promozione con debito formativo.
Art. 4 Valutazione degli alunni in situazione di handicap
Artt. 5-10 Esami di idoneità
Art. 11 Esami integrativi
Artt.12-15 Esami di qualifica professionale
Art.16 Valutazione nei corsi post-qualifica
Art.17 Esami di licenza di maestro d'arte
Art.18 Esami di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne
TITOLO III SCRUTINI FINALI ED ESAMI NELLE CLASSI SPERIMENTALI
TITOLO IV ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
1. Per gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore si fa rinvio all'O.M. n.38 dell'11.2.1999, richiamata in premessa.
TITOLO V [senza titolo! Forse nella speranza che nessuno legga?!]
Art. 25 Disposizioni generali
1. Ai sensi dell'art. 309, comma 3, del D.L.vo 16.4.94, 297, gli insegnanti incaricati di religione cattolica partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica, fermo quanto previsto dalle norme vigenti in ordine al profitto e alla valutazione per tale insegnamento. Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1990, n. 202, nello scrutinio finale, nel caso in cui le norme richiedano una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall'insegnante di religione [cattolica!], se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale.
Art. 26 Diplomi e certificati
Art. 27 Accesso ai documenti scolastici