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Timestamp: 2020-06-03 10:56:36+00:00
Document Index: 64788213

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Sentenza Cassazione Civile n. 11149 del 08/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11149 del 08/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/05/2017, (ud. 05/04/2017, dep.08/05/2017), n. 11149
sul ricorso 25333-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 1061/2015 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
depositata il 21/4/2015;
– con ricorso al Tribunale di Lecce, A.L., titolare di pensione IOS, agiva nei confronti dell’Istituto previdenziale per l’accertamento della irripetibilità delle somme chieste in restituzione dall’ente con nota del 15/11/2011. Il Tribunale – con sentenza del 20/11/2013 – rigettava la domanda. La Corte di appello di Lecce, con sentenza depositata in data 21/4/2015, in riforma della decisione di primo grado, accoglieva il ricorso e dichiarava illegittimo il provvedimento adottato dall’I.N.P.S. con la comunicazione del 15/11/2011. La Corte territoriale rilevava che la prova del carattere indebito della prestazione era a carico dell’I.N.P.S. e che, nella specie, il relativo onere non era stato adempiuto essendosi l’Istituto limitato a dedurre che l’indebito era derivato dal fatto che la maggiorazione sociale della pensione non era spettante a causa del possesso da parte dell’ A. di redditi di importo superiore ai limiti stabiliti dalla legge (sottolineando, peraltro, che era onere dell’I.N.P.S. verificare annualmente la situazione reddituale dell’interessato);
– per la Cassazione della sentenza ricorre l’I.N.P.S. con un motivo;
– A.L. è rimasto solo intimato;0
– con l’unico motivo l’I.N.P.S. lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., dell’art. 2033 c.c., della L. n. 412 del 1991, art. 13, degli artt. 414, 416, 345 e 437 c.p.c.. Censura la sentenza impugnata per avere posto a suo carico l’onere di provare la esistenza di un indebito oggettivo laddove, come affermato da questa Corte, a sezioni Unite, con sentenza n. 18046/2010, nei giudizi instaurati dai pensionati in opposizione alle richieste di restituzione di prestazioni erogate, oggetto della domanda è la pretesa delle parti ricorrenti alla prestazione, con conseguente attribuzione alla parte privata dell’onere di provare il fondamento del diritto vantato. Deduce che, quale effetto della corretta attribuzione del carico probatorio, non aveva rilievo decisivo il richiamo operato dai giudici salentini al termine annuale della verifica delle situazioni reddituali (che, peraltro, presupponeva l’avvenuto adempimento da parte dell’interessato dell’obbligo – previsto dal citato la L. n. 412 del 1991, art. 13 – di segnalare all’Istituto fatti incidenti sulla pensione);
– in tema di onere probatorio sulla ripetibilità dell’indebito previdenziale si sono pronunciate le Sezioni unite di questa Corte con la sentenza n. 18046 del 4 agosto 2010, con cui si è affermato che “In tema di indebito previdenziale, nel giudizio instaurato, in qualità d’attore, dal pensionato che miri ad ottenere l’accertamento negativo del suo obbligo di restituire quanto l’ente previdenziale abbia ritenuto indebitamente percepito, l’onere di provare i fatti costitutivi del diritto a conseguire la prestazione contestata, ovvero l’esistenza di un titolo che consenta di qualificare come adempimento quanto corrisposto, è a suo esclusivo carico” (in senso conforme, Cass. 23 aprile 2015, n. 8281; Cass. 11 febbraio 2016, n. 2739; Cass. 30 agosto 2016, n. 17418);
– ne consegue che – contrariamente a quanto affermato dalla Corte territoriale – spettava non all’I.N.P.S. ma al pensionato, originario ricorrente, dimostrare i fatti costitutivi del diritto a conseguire la prestazione contestata ed in particolare l’esistenza di un titolo che consentisse di qualificare come adempimento quanto corrispostogli;
– la sentenza impugnata è, così, erroneamente fondata su una non corretta attribuzione all’I.N.P.S. del carico probatorio;
– in conclusione la proposta va condivisa e il ricorso va accolto; la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Corte di appello di Lecce che, in diversa composizione, procederà ad una nuova valutazione degli elementi di prova alla luce del principio di diritto sopra esposto e provvederà anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.