Source: https://www.dirittoprivatoinrete.it/domandeprivato/negozio%20giuridico/7%20%20domandenegozio%20.html
Timestamp: 2020-02-21 05:41:22+00:00
Document Index: 6775368

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ domande sul negozio giuridico e contratto
7 Domande negozio giuridico e contratto
Nelle risposte, in grassetto la risposta esatta;
61) qual è secondo te la differenza fondamentale tra un contratto nullo e un contratto annullabile;
a) il contratto nullo non produce in nessun caso i suoi effetti, mentre il contratto annullabile produce i suoi effetti solo fino alla sentenza pronunziata dal giudice attraverso la quale lo stesso giudice annulla il contratto;
b) il contratto nullo produce i suoi effetti solo nei casi in cui il giudice lo autorizzi a produrli, mentre contratto annullabile produce i suoi effetti sino al momento in cui le parti non decidano di farli cessare;
c) il contratto nullo non produce mai suoi effetti, il contratto annullabile, invece, produce i suoi effetti sin dall'inizio, effetti che possono cessare retroattivamente con la sentenza del giudice, oppure consolidarsi e prodursi per tutto il tempo necessario;
Risposta 61
62) qual è il termine di prescrizione per far valere l'annullabilità di un contratto?
a) generalmente il termine di prescrizione è di cinque anni che decorrono secondo diversi termini iniziali previsti dalla legge, per esempio l'annullabilità di un contratto stipulato da un incapace dichiarato può essere fatta valere entro cinque anni dalla sentenza che revochi la sentenza d'interdizione o di inabilitazione;
b) il termine di prescrizione dei contratti annullabili è normalmente di due anni dalla conclusione del contratto;
c) i contratti annullabili non hanno termini di prescrizione, in altre parole la prescrizione può essere fatta valere in qualsiasi momento;
Risposta 62
63) Tizio ha stipulato un contratto annullabile con Caio, esattamente è stato vittima dell'inganno di Caio che gli ha fatto concludere un contratto che senza l'attività ingannatoria di Caio non avrebbe mai concluso; questo contratto però non è stato mai eseguito, e Caio si guarda bene dal chiedere l'esecuzione del contratto, perché sa che il contratto concluso era annullabile a causa del raggiro che ha fatto a Tizio. Passano cinque anni e ormai Caio è sicuro che Tizio non potrà più agire per l'annullamento del contratto e chiede l'adempimento del contratto a Tizio. Che cosa può fare Tizio, eseguire comunque il contratto visto che sono già passati cinque anni per far valere la sua azione di annullamento?
a) purtroppo si, essendo il termine di prescrizione sottratto all'autonomia contrattuale, perché previsto dalla legge, Tizio avendo fatto passare i cinque anni dalla scoperta del dolo, sarà costretto ad eseguire il contratto, anche se era stato raggirato da Caio;
b) no, Tizio non dovrà eseguire il contratto; in questo caso, infatti, la legge gli permette comunque di agire in giudizio con una autonoma azione contro Caio per far valere l'annullabilità del contratto;
c) no, Tizio non dovrà eseguire il contratto, perché è vero che l'azione per l'annullabilità del contratto si prescrive in cinque anni, ed è anche vero che Caio ha aspettato questi cinque anni per agire contro Tizio, ma è ancora vero che l’eccezione di annullabilità è imprescrittibile, e quindi Tizio potrà sempre difendersi in giudizio sostenendo che lui non eseguirà quel contratto perché annullabile;
Risposta 63
64) il contratto annullabile può essere sanato?
a) no, il contratto annullabile non può essere sanato, ma può essere convertito in un altro tipo di contratto che abbia però i requisiti di sostanza e di forma del contratto annullabile;
b) sì, il contratto annullabile può essere sanato ma per la sanatoria è necessario vi sia il consenso della parte cui spetta l'azione di annullabilità, e il consenso dell'altra parte del contratto;
c) sì il contratto annullabile può essere sanato in vari modi, con la sanatoria il contratto annullabile produrrà definitivamente i suoi effetti;
Risposta 64
65) che valore avrà la sentenza del giudice che dispone l'annullabilità del contratto?
a) la sentenza sarà costitutiva, perché elimina gli effetti di un contratto che comunque si erano prodotti;
b) la sentenza sarà dichiarativa, perché prenderà atto di una situazione già esistente, e cioè che il contratto era annullabile;
c) la sentenza sarà di condanna, perché condannerà l'altra parte che ha subito l'azione di annullamento al risarcimento dei danni;
66) Tizio ha stipulato un contratto annullabile con Caio. In effetti Tizio si era sbagliato in relazione all'oggetto del contratto, e avrebbe avuto tutto il diritto di chiedere al giudice l'annullamento del contratto. Infatti Tizio aveva comprato un anello credendolo d'oro ma invece quest'anello, anche se di marca e molto costoso, non era d'oro, ma di ottone. Tizio però ancora doveva pagare l'anello a Caio, e lo chiama facendogli presente che l'anello comprato non era quello di lui realmente voleva, e che quindi avrebbe potuto agire per far annullare questo contratto. Ma poi il giorno dopo fa un bonifico bancario a Caio specificando che si tratta del prezzo per l'anello acquistato da lui; poi agisce giudizio per ottenere la restituzione del prezzo pagato ma Caio si oppone a questa richiesta; chi ha ragione?
a) ha ragione Tizio, perché il contratto era annullabile, e in questo caso specifico addirittura Tizio si è preoccupato di far conoscere a Caio la situazione e di avvertirlo della possibilità di agire in giudizio contro di lui; di conseguenza ci sono tutti gli elementi affinché Tizio agisca per far dichiarare l'annullabilità del contratto;
b) ha ragione Tizio, perché Tizio si è comportato nella maniera più corretta possibile, perché non solo ha avvertito Caio del problema, ma addirittura ha pagato anche l'anello, per dimostrare la sua correttezza e buona fede;
c) ha ragione Caio, in effetti è accaduto che Tizio si era accorto del problema relativo all'anello, tanto da avvertire lo stesso Caio, ma poi ha pagato senza eccezioni, e senza richiesta da parte di Caio, la somma prevista per l'anello, convalidando così il contratto che aveva stipulato con Tizio;
Risposta 66
67) chi è legittimato a far valere l'annullabilità del contratto?
a) tutte e due le parti, nel senso che sia una parte sia l'altra possono agire in giudizio per far valere l'annullabilità del contratto;
b) solo la parte nel cui interesse è stata posta la regola che la protegge, per esempio nel caso di dolo solo la parte raggirata potrà far valere l'annullabilità del contratto, nel caso di errore solo la parte che caduta in errore;
c) solo la parte nel cui interesse è stato posta la regola che la protegge, per esempio nel caso di dolo solo la parte raggirata potrà far valere l'annullabilità del contratto, nel caso di errore solo la parte caduta in errore, ma in certi casi l'annullabilità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse;
68) Tizio ha stipulato un contratto con Caio ma è stato ingannato dallo stesso Caio, e quindi il contratto è annullabile per dolo. Caio, da quell'imbroglione che è, si rende conto che Tizio scoperto il fatto agirà sicuramente in giudizio per fare annullare il contratto, e allora pensa di porre rimedio a questa situazione, e prima ancora che Tizio si renda conto dell'imbroglio subito, gli fa firmare una dichiarazione, nella quale si dichiara che in ogni caso rinuncia ad un eventuale azione di annullamento del contratto concluso con Caio. Tizio firma la dichiarazione senza problemi, perché crede che il contratto sia perfettamente valido, ma poi scopre di essere stato raggirato, e chiede spiegazioni a Caio, ma questi gli risponde che ormai lui con la sua dichiarazione ha convalidato il contratto annullabile, e quindi non può più fare nulla. È vero quello che dice Caio?
a) purtroppo sì, Tizio avendo firmato la dichiarazione ha sostanzialmente ammesso di non voler agire per l'annullabilità del contratto, e quindi per lui non c'è più nulla da fare;
b) Caio ha ragione, perché la convalida non è altro che una dichiarazione unilaterale con il quale la parte dichiara di non voler annullare un contratto, e quindi non è un negozio giuridico ma è equiparabile alle promesse unilaterali. Di conseguenza Tizio dovrà comunque onorare il contratto, sperando che la prossima volta stia più attento;
c) Tizio potrà comunque agire in giudizio per fare annullare il contratto, perché è vero che ha convalidato il contratto ma è anche vero che l'atto che lui ha posto in essere è un negozio giuridico unilaterale, che è basato anche sulla conoscenza del vizio, in questo caso qui il dolo, relativo al contratto stesso. Tizio non era consapevole che il contratto che aveva stipulato era annullabile per il dolo di Caio, ed è per questo che ha firmato la convalida, che quindi non è valida, non è una vera convalida;
Risposta 68
69) Tizio è affetto da una grave forma di asma, improvvisamente per la strada, si rende conto che non ha portato con sé lo spray che gli permette di respirare regolarmente, e si rende anche conto, che viste le sue condizioni, difficilmente riuscirà ad arrivare alla farmacia più vicina. E allora ferma un automobilista, e gli promette € 1000 se lo condurrà immediatamente alla farmacia più vicina, che dista 1 km. L’automobilista accetta, fa salire Tizio in macchina, e lo accompagna alla farmacia, dove Tizio può comprare ed usare immediatamente il medicinale. L'automobilista a questo punto vuole i suoi € 1000, ma Tizio dichiara che in quel momento non ha questi soldi in tasca, e gli può dare € 100 per il disturbo che si è preso, ma l'automobilista insiste, e trascina Tizio in tribunale chiedendo i suoi € 1000, come andrà a finire?
a) andrà a finire che Tizio dovrà dare i € 1000 all'automobilista, perché la vita di Tizio è stata salvata dall'automobilista, una vita vale ben più di € 1000;
b) andrà a finire che Tizio potrà chiedere la rescissione del contratto, visto che questo è stato concluso in presenza del pericolo di un danno grave alla persona, ben noto all'automobilista, cui non spetterà proprio niente per il soccorso prestato;
c)andrà a finire che Tizio potrà chiedere la rescissione del contratto, visto che questo è stato concluso in presenza del pericolo di un danno grave alla persona, ben noto all'automobilista; tuttavia all'automobilista il giudice potrebbe riconoscere un equo compenso per l'opera prestata, ed infatti in concreto l'automobilista è stato condannato a pagare i danni e le spese processuali ma gli sono stati anche riconosciuti 10 euro per il consumo della benzina utilizzata per accompagnare Tizio in farmacia e per il tempo che ha perso;
Risposta 69
70) Tizio è interessato a un orologio antico del settecento in possesso di Caio, e questo orologio è stimato in circa € 30.000; Caio però ha sempre rifiutato di vendere quest'orologio a Tizio; accade però che Caio si trovi in un serio stato di bisogno, per aver perso il lavoro, e allora si rivolge Tizio facendogli presente che ha perso il lavoro, e chiedendogli se è sempre interessato all'orologio. Tizio risponde di essere comunque interessato, ma che non pagherà più di € 10.000 per l'orologio. Caio spinto dal bisogno accetta i € 10.000 e consegna l'orologio a Tizio ma poi dopo due mesi riesce a trovare un nuovo lavoro, e cita in giudizio Tizio per la restituzione dell'orologio, in altre parole Caio agisce in rescissione contro Tizio. Tizio costituitosi in giudizio dichiara di voler evitare la rescissione, offrendo € 5.000 a Caio, con questa sua mossa Tizio eviterà la rescissione?
a) sì, perché la rescissione di cui stiamo parlando è detta rescissione ultra dimidium, cioè oltre la metà; Tizio offrendo € 5000 a Caio, paga esattamente la metà del valore reale del bene, potendo evitare così la rescissione;
b) sì, Tizio eviterà la rescissione, perché non c'è dubbio che con la sua offerta si sia pentito dell'azione compiuta contro Caio, che ha subito comunque una perdita ma questa perdita è comunque contenuta dalla integrazione proposta da Tizio;
c) no, Tizio non eviterà la rescissione, perché per evitare la rescissione deve proporre di riportare il contratto ad equità, e certamente non è equo un contratto dove una parte paga metà del valore del bene all'altra parte;
Risposta 70