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Timestamp: 2019-12-16 04:25:00+00:00
Document Index: 177850158

Matched Legal Cases: ['art. 417', 'art. 178', 'art. 417', 'art. 429', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 417', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 417', 'sentenza ', 'art. 521', 'sentenza ', 'art. 417', 'sentenza ']

Art. 417 codice di procedura penale - Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio - Brocardi.it
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Articolo 417 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 417 Codice di procedura penale
b) l'enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con l'indicazione dei relativi articoli di legge (1);
c) l'indicazione delle fonti di prova acquisite [187];
e) la data e la sottoscrizione [110, 111].
(1) In caso di eventuale genericità dell'imputazione, quindi qualora questa non venga espressa in forma chiara e precisa, in mancanza di una previsione speciale, la richiesta di rinvio a giudizio viene considerata nulla ex art. 178, lett. c).
Spiegazione dell'art. 417 Codice di procedura penale
La richiesta di rinvio a giudizio è l'atto con cui il pubblico ministero esercita l'azione penale.
Tramite tale atto il p.m. chiede che l'imputato sia chiamato a rispondere in sede dibattimentale del reato descritto nel capo d'imputazione. La decisione in merito alla richiesta del pubblico ministero verrà adottata all'esito di una apposita udienza denominata udienza preliminare, celebrata da un magistrato appartenente all'ufficio del giudice per le indagini preliminari, il quale, se ritiene che sussistano i presupposti per l'accoglimento della richiesta, emana il decreto che dispone il giudizio (art. 429). In caso contrario, pronuncia sentenza di non luogo a procedere (art. 425).
La norma in oggetto elenca i requisiti formali e sostanziali della richiesta di rinvio a giudizio.
Massime relative all'art. 417 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 9730/2013
Non è abnorme l'ordinanza con cui il G.U.P. dichiari la nullità della richiesta di rinvio a giudizio per omesso interrogatorio dell'indagato che ne abbia fatto richiesta. (Fattispecie in cui la nullità era stata dichiarata sul presupposto dell'illegittimo rigetto dell'istanza di rinvio dell'interrogatorio formulata dalla difesa dell'indagato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9730 del 28 febbraio 2013)
È affetto da abnormità il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare dispone la restituzione degli atti al pubblico ministero per genericità o indeterminatezza dell'imputazione, senza avergli previamente richiesto di precisarla, poiché, alla luce del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, è configurabile il vizio dell'abnormità in ogni fattispecie di indebita regressione del procedimento in grado di alterarne l'ordinata sequenza logico-cronologica
Cass. pen. n. 36009/2001
Non è abnorme il provvedimento del giudice dell'udienza preliminare che dichiari la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, in virtù dell'imprecisa enunciazione del fatto contestato (ex art. 18 della legge 16 dicembre 1999, n. 479 che ha modificato la formulazione dell'art. 417, lett. b, c.p.p.) disponendo conseguentemente la restituzione degli atti al pubblico ministero per quanto di competenza. Rientra, infatti, nei poteri del giudice dell'udienza preliminare verificare l'adempimento, da parte del P.M., della prescrizione di legge introdotta con la novella predetta, in ordine alla enunciazione in forma chiara e precisa del fatto, di guisa che l'esercizio di detto potere, per quanto opinabile nella sua concreta esplicazione, non può comunque ritenersi extra ordinem al punto da determinare l'abnormità del provvedimento.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36009 del 4 ottobre 2001)
Cass. civ. n. 7623/1998
La contestazione dell'imputazione in forma alternativa, quando la stessa trovi relazione e riferimento nella condotta alternativa dell'imputato che sia tale da esigere un esame più completo della vicenda, è legittima. Anche con il decreto che dispone il giudizio è consentito formulare contestazioni alternative in presenza di una condotta dell'imputato che sia tale da richiedere un approfondimento della attività dibattimentale per la definitiva qualificazione dei fatti contestati. Tale metodo risponde ad una esigenza della difesa, atteso che l'incolpato da un lato è messo in condizione di conoscere esattamente le linee direttrici sulle quali si svilupperà il dibattimento, e dall'altro non si vede costretto a rispondere della sola ipotesi criminosa più grave, rinviandosi poi all'esito del dibattimento la risoluzione della questione attraverso la successiva riduzione dell'imputazione originaria, secondo lo schema previsto dall'art. 521 c.p.p.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7623 del 1 luglio 1998)
Cass. pen. n. 4795/1996
L'iscrizione nel registro delle notizie di reato del nome della persona alla quale questo è attribuito, per gli effetti che ne derivano ai fini del computo del termine di durata delle indagini e della utilizzabilità degli atti compiuti, postula la completa identificazione della stessa, non essendo sufficiente al riguardo la semplice indicazione del nome e del cognome. Ciò si ricava, tra l'altro, dall'art. 417, comma 1, lett. a), c.p.p., che, tra i requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio, indica le «generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgano a identificarlo».
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4795 del 23 novembre 1996)