Source: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hele.html
Timestamp: 2018-03-19 21:54:16+00:00
Document Index: 58852950

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 1', 'art. 21', 'art.12', 'art. 2', 'art.12', 'art.7', 'art.26', 'art.40', 'art. 50', 'art. 42', 'art.13', 'art. 13', 'art.43', 'art.40', 'art. 40', 'art. 14', 'art.26', 'art. 68']

Handicap - Scuola Elementare
Le Leggi che regolano l'Handicap nella Scuola Elementare
L'Educazione dell'uomo e del cittadino, di Mauro Laeng
L'Elementare una scuola che c'è
Piano Educativo Individualizzato ( PEI )
Quali sono i problemi per il sostegno?
Formazione dei docenti e Dirigenti Scolastici nella scuola dell'autonomia
Valutazione agli esami e scrutini
Riordino dei cicli dell'Istruzione
Competenze dei Comuni e Province relative all'edilizia scolastica
Regolamento per l'apertura pomeridiana delle scuole
L'educazione dell'uomo e del cittadino di Mauro Laeng
Si direbbe, anche se non si vogliono condividere le opinioni di certi etologi, che il piccolo dell’uomo si prepari alla competizione come mezzo di sopravvivenza. Occorre dunque introdurlo al più presto nel circuito civile, facendogli esercitare le virtù positive di cui esistono pure in lui copiosi germi: l’apertura al nuovo, la curiosità, la benevolenza, la pietà, la simpatia, la gentilezza e la soccorrevolezza; ed anche la difesa degli indifesi e la protesta contro l’ingiustizia.
La scuola elementare, come scuola dell'obbligo, accoglie tutti i bambini dai 6 agli 11 anni ed è perciò il settore scolastico più consistente del nostro sistema formativo.
Le classi collocate in un edificio scolastico costituiscono un plesso. I plessi sono riuniti in circoli didattici. La grandezza dei circoli e la loro distribuzione sul territorio hanno subito modifiche nell'ultimo decennio sia per la diminuzione degli alunni (effetto del calo delle nascite) sia per interventi diretti a rendere più funzionale il servizio (la cosiddetta "razionalizzazione").
La Scuola Elementare, nell'ambito dell'istruzione obbligatoria, concorre alla formazione dell'uomo e del cittadino nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali. Lo scopo che si propone, è sviluppo della personalità del fanciullo, promovendo la prima alfabetizzazione culturale, Legge 5 giugno 1990, n. 148. Inoltre mediante forme di raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo con la scuola materna e con la scuola media, contribuisce a realizzare la continuità del processo educativo ed occupa di fatto, una collocazione centrale nella scuola dell'obbligo ed è chiamata ad assolvere la sua funzione educativa anche con le agenzie formative ad esso esterne C.M. n° 339, del 16 novembre 1992.
La Legge 5 giugno 1990, n. 148 ha modificato il modello tradizionale della scuola elementare introducendo la c.d. scuola dei moduli nella quale l'insegnamento è "collegiale". Gli insegnanti progettano e programmano insieme, insieme portano avanti il programma, insieme verificano il lavoro compiuto e valutano gli alunni.
Le innovazioni più rilevanti hanno riguardato l'aggregazione delle discipline in "ambiti" con pari dignità culturale e formativa, l'aumento del tempo scolastico da 24 a 27 ore, l'introduzione dell'insegnamento della lingua straniera con la conseguente estensione a 30 ore settimanali del tempo-scuola, l'articolazione antimeridiana e pomeridiana dell'orario delle lezioni. Il 18 % circa delle classi è organizzato a tempo pieno (40 ore settimanali, comprensive di tempo per la mensa scolastica), mentre il restante 82 per cento è organizzato a moduli (3 docenti che operano in due classi) secondo i principi del nuovo ordinamento.
In applicazione della disposizione contenuta nell'art. 72, comma 1, della legge finanziaria Legge - 23/12/1996 n. 662
Si veda in particolare: [ art. 1 commi 70 - 81 ], è stato introdotto, con l'anno scolastico 1997/98, l'organico funzionale di circolo nella scuola elementare. Questo tipo di organico è un modello strutturalmente nuovo di assegnazione dei posti, centrato sulle diverse situazioni di contesto delle scuole, e consente di rispondere meglio alle esigenze didattico-organizzative attraverso una più equa e mirata distribuzione delle risorse.
Al progetto responsabile delle scuole stesse è affidata la competenza circa l'impiego del personale nel circolo, per tutte le attività didattiche previste. L'innovazione si inserisce nel processo di realizzazione dell'autonomia scolastica di cui all'art. 21 della legge Bassanini e consente di poterne applicare gli standard didattico-organizzativi.
Il diritto alla frequenza della scuola elementare è garantito dalla Costituzione. La Legge 104/92, art.12 , comma 2 ne sancisce l'obbligo.
Si devono, in conclusione, porre in essere tutte le condizioni, secondo le diverse competenze istituzionali, per rendere effettivo il diritto allo studio dell’alunno con deficit, rimuovere in definitiva, tutti quegli ostacoli che, limitando di fatto il pieno sviluppo della persona, impediscono l’uguaglianza dei cittadini, art. 2, 3 e 4 della Costituzione. Insomma, una maggiore aderenza dell'intervento al bisogno e alle finalità dell'integrazione scolastica.
Le Regioni hanno l'obbligo di provvedere a che le AA.SS.LL. assicurino l'intervento medico e per lo sviluppo cognitivo degli alunni in situazione di handicap, come affermato nella Legge Quadro pubblicato sulla G.U. del 15/04/94 ( art.12, commi 5 e 6) (Pubblicato la prima volta nella G.U 6 aprile 1994, n. 79, il D.P.R. è stato ripubblicato, dopo la registrazione alla Corte dei conti, sulla G.U. 15 aprile 1994, n. 87).
Infatti il Ministero P.I., conseguentemente emanava il D.M. n. D.M. 141 del 31 Giugno 1999, nel quale è stabilito che le classi frequentate da alunni portatori di handicap, non abbiano più di 20 alunni, purché sia predisposto, da parte dell'intero Consiglio di classe (e non da parte del solo insegnante di sostegno) un progetto per l'integrazione. In tale progetto devono essere espressamente indicati: le motivazioni per la riduzione del numero degli alunni, in rapporto alle esigenze formative dell'alunno e le strategie e le metodologie adottate dal Consiglio di classe.
Decreto del Presidente della Repubblica - 24/02/1994"Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap."
(dal sito dell'AIPD, Avv. Salvatore Nocera)
Occorre diffidare formalmente il Direttore Generale, quello Sanitario e quello Amministrativo della ASL affinché rispettino l'atto di indirizzo approvato con D.P.R. del 24/02/94, che prevedendo espressamente tali compiti collaborativi con la scuola, impone implicitamente alla ASL di organizzare il funzionamento delle unità multidisciplinari, in modo da non impedire o intralciare il funzionamento della scuola. Occorre contemporaneamente diffidare l'Assessorato Regionale alla Sanità a vigilare al rispetto dell'Atto di indirizzo, come espressamente stabilito dallo stesso Atto (art.7). Se necessario, le diffide vanno diffuse via stampa e televisione, purché in forma tale da non comportare eventuali denuncie o querele dei funzionari e degli Amministratori interessati.
Le modalità con cui viene assegnato l'insegnante di sostegno sono quelle esplicitate nel D.M. 331/98 artt. 37 e 41 come integrato dall'art.26 comma 16 della Legge 448/98.
4) La qualità della prestazione (leggere nel sito della Federazione Associazioni Docenti per il Sostegno : Fadis), e la Qualità dell'Integrazione Scolastica,…da Introduzione nel sito di Pavone Risorse di Dario Ianes e Mario Tortello).
Riguardo ai punti 1 e 3, segnalare il disagio al Gruppo di Lavoro Interistituzionale del Provveditorato (GLIP). Per quanto riguarda il punto 2 si ricorda l'art.40 del D.M. 331/98 che ribadisce l'obbligo della continuità educativa.
La continuità educativa e didattica del processo di integrazione scolastica tra i diversi gradi dell'istruzione pubblica, è garantita e disciplinata da disposizioni legislative ed amministrative. La stessa Legge quadro prevede "forme obbligatorie di consultazione tra insegnanti del ciclo inferiore e del ciclo superiore" (Legge 104/92, comma 1, lettera c).
Nella Legge 104/92, articolo 13, comma 3, è ribadito l'obbligo "per gli Enti Locali di fornire assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con Handicap fisici o sensoriali".
AIPD * Osservatorio Scolastico Nazionale,* Carta dei.Diritti, aggiornamento a cura dell'Avv. Salvatore Nocera
Le mansioni ordinarie indicate nell'art. 50 comma 1 e tabella A: Profili professionali area A/2: Profilo Collaboratore scolastico "…ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell'accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell'uscita da esse. In relazione alle esigenze emergenti nel sistema formativo, con riguardo anche all'integrazione di alunni portatori di handicap e alla prevenzione della dispersione scolastica, partecipa a specifiche iniziative di formazione e aggiornamento."
Per evitare discontinuità nel servizio svolto dai collaboratori scolastici dipendenti dagli Enti Locali, nel momento in cui entrano nei ruoli del Ministero P.I. i D.M. n.184 del 23/7/99 (artt.6,7,8) e la Circolare n. 297 del 10/12/99 forniscono chiarimenti nel senso sopraindicato. Inoltre la C.M. n. 245/99 alla voce VARIE nei numeri 3,4,e 5 precisa con esempi che gli ex bidelli degli Enti Locali trasferiti allo Stato dovranno continuare a svolgere, come dipendenti statali, solo i compiti di assistenza agli alunni con handicap nell'ambito della scuola. Quanti svolgevano anche mansioni, quali ad esempio di autisti di scuolabus o di sorveglianza alle mense scolastiche, dovranno cessare da questi incarichi, rientrando essi nelle competenze del personale dipendente degli Enti Locali i quali debbono continuare a garantire questi servizi e quelli dell'assistenza educativa per l'autonomia e la comunicazione; viene citato a tal proposito il D.P.R. n. 616/77 art. 42 e 45, che sono espressamente richiamati dall'art.13 comma 4 della Legge 104/92.
Ultimo protocollo d'intesa firmato il 12/09/00, tra scuole, ANCI, M.P.I. e OO.SS.
Per l'acquisto di attrezzature e di sussidi didattici, anche informatici, cfr.Legge 104/92 art. 13, comma 1, lett. b e la Direttiva 766/96 e successive conferme che provvede all'assegnazione dei fondi del capitolo 1149 del Bilancio del Ministero della P.I.
Sui criteri di assegnazione dei finanziamenti da parte del M.P.I., oltre la C.M. 766/96, il D.M. 6 Agosto 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 229 il 1 Ottobre 1998, e il D.M. 331/98, art.43 che indica le tipologie di sperimentazione per la quale c'è priorità di finanziamento, e cioè:
La C.M. n. 239 del 19 maggio 1998 trasmette la Direttiva n. 238 del 19 maggio 1998 recante l’individuazione delle priorità nella scelta dei progetti sull’autonomia scolastica ed il finanziamento degli stessi con 500 miliardi per l’a.s. 1998-99 in forza della Legge n. 440/97. Dette norme sono state rispettivamente sostituite dalla C.M. di trasmissione n. 279 del 18/6/98, dal nuovo D.M. 251 del 29/5/98 (che sostituisce il D.M. 765 del 27/11/97) e dalla nuova Direttiva 252 del 29/5/98 (che sostituisce la Direttiva 238 del 19/5/98) . Fra i criteri prioritari indicati in sei lettere da a) a f) del punto 1 della Direttiva non compare espressamente alcun progetto riguardante l’integrazione scolastica, che è invece indicata fra i progetti finanziabili nella stessa Legge n. 440/97. Il riferimento all’integrazione scolastica si rinviene all’inizio del punto 2 della stessa Direttiva che dà in sei capoversi chiarimenti sulle corrispondenti lettere del punto 1. Data la portata della Legge n. 440/97, sarebbe invece opportuno fare rientrare l’integrazione scolastica in tutti i progetti contrassegnati dalle sei lettere del punto 1. Sarà pertanto indispensabile che l’Amministrazione della P.I. e le istituzioni scolastiche interessate (anche dietro stimolazione delle Associazioni, dei Comitati dei genitori e/o degli studenti) formulino dei progetti di integrazione scolastica che possano rientrare nelle priorità espresse nella Direttiva alle seguenti lettere del punto 1: “innalzamento...del tasso di successo scolastico”; “iniziative di formazione ed aggiornamento riferite a tutte le componenti della scuola, legate anche al processo di diffusione della cultura dell’autonomia, nonché all’introduzione delle nuove tecnologie didattiche” (si potrebbero prevedere corsi di aggiornamento tra il 1 e il 20 settembre per i consigli di classe ed i moduli che seguono alunni con handicap; come pure la costituzione di centri di documentazione sulla qualità dell’integrazione scolastica); “sviluppo della formazione continua e ricorrente - educazione degli adulti, anche con interventi integrati” (si potrebbero prevedere progetti integrati di frequenza nella scuola media o superiore e in corsi di formazione professionale e in stage prelavorativi); “iniziative post-secondarie e copertura della quota nazionale di iniziative cofinanziate con i fondi strutturali dell'Unione Europea”; “interventi perequativi diretti anche ad integrare gli organici provinciali del personale” (si potrebbero prevedere, ai sensi dell’art.40 comma 1 L.449/97, “la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3 [1 a 138], in presenza di handicap particolarmente gravi”; interventi per la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia del sistema scolastico” (si potrebbero prevedere progetti mirati alla valutazione della qualità dell'integrazione scolastica”). Il punto 6 della Direttiva fa riferimento a possibili consulenze per l’impostazione dei progetti, le quali possono essere effettuate da Ispettori Tecnici, Nuclei di supporto tecnico-amministrativo all’autonomia costituiti presso ciascun Provveditorato agli studi, IRRSAE, BDP, Università. La Lettera Circolare Prot. n. 27814/BL del 19 maggio 1998 fornisce indicazioni circa l’attuazione delle lettere a) e b) del punto 1 della Direttiva n. 238/98. In merito alla lettera a) chiarisce come i progetti di sperimentazione di integrazione scolastica possono riguardare classi aperte in senso orizzontale e verticale ed un “opportuno studio delle forme migliori per rendere effettivi i diritti formativi degli allievi in questione” e cita l'art. 40 comma 3 della L. 449/97 che prevede “progetti volti a sperimentare modelli efficaci di integrazione nelle classi ordinarie e ad assicurare il successo formativo di alunni con particolare forme di handicap”. Queste espressioni debbono andare correttamente intese ed applicate, per evitare ipotesi organizzative che tendano a separare gli alunni con handicap dai loro compagni o a concentrarli secondo diverse tipologie di minorazione in singole scuole. Siccome ipotesi del genere sono emerse in alcune riunioni del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, nella relazione conclusiva del 28 gennaio 1998 dell’Indagine della Camera dei Deputati sulla qualità dell’integrazione scolastica e da alcune Associazioni, sarà opportuna una vigilanza sui progetti di sperimentazione dell’autonomia riguardanti l’integrazione scolastica da parte dei GLIP, specie tramite il loro segretario che è il docente utilizzato presso i GLH dei Provveditorati agli Studi. La Circolare sollecita infine la collaborazione ai progetti da parte delle famiglie in sede di formulazione e da parte degli Enti Locali e dei soggetti privati e del privato sociale anche in sede di realizzazione. I progetti vanno deliberati dagli organi collegiali e non necessitano di autorizzazioni se non comportano aggravi di spesa o se questi possono essere coperti con disponibilità dei bilanci delle singole istituzioni scolastiche. Ciò è previsto dalla Circolare 766 del 27/11/97 e dal D.M. allegato n. 765. In conclusione la normativa si è arricchita del D.M. n. 71 - 22/3/'99 concernente la sperimentazione dell’organico funzionale nelle istituzioni individuate per realizzare progetti sperimentali di autonomia."
Formazione dei docenti e Capi d'Istituto nella Scuola dell'Autonomia
La qualità del servizio scolastico può essere promossa e sostenuta dall'azione di governo e per lo sviluppo organizzativo della Direzione e dei suoi collaboratori. Tuttavia essa dipende essenzialmente dalla capacità degli insegnanti di vivere positivamente il proprio ruolo e consolidare la propria capacità di gestione della relazione formativa e dell'attività docente. In una fase di trasformazione profonda del ruolo sociale della scuola, dei suoi obiettivi, delle modalità di organizzazione e funzionamento dell'intero sistema e della singola istituzione, sostenere i docenti nel processo di rielaborazione della loro funzione è una premessa essenziale perché la scelta dell'autonomia si realizzi con successo.
Per tutti gli insegnanti che operano nella scuola è prevista una formazione a livello universitario. Per gli insegnanti della scuola materna ed elementare la normativa di riferimento è il D.P.R. 31.07.96 n.471 "Regolamento concernente l'ordinamento didattico del corso di laurea in Scienze della formazione primaria "Disposizioni specifiche per la preparazione degli insegnanti in materia di integrazione scolastica dei portatori di handicap sono contenute nella Legge Quadro (art. 14), che prevede la specializzazione durante il curricolo universitario per gli insegnanti di scuola materna e durante l'abilitazione post-universitaria per quelli della scuola secondaria.
In attesa dell'attuazione di queste disposizioni una formazione specifica è richiesta soltanto agli insegnanti di sostegno, i quali devono essere in possesso di un apposito diploma conseguito al temine di corsi biennali di specializzazione per l'insegnamento agli alunni handicappati.
La formazione e l'aggiornamento in servizio di tutti i docenti in generale e sulle tematiche dell'integrazione è un diritto - dovere di tutti i docenti ed è competenza dell'amministrazione scolastica, nelle sue diverse articolazioni (Ministero Pubblica Istruzione, IRRSAE, Provveditorato agli Studi, singole scuole) . Gli accordi di programma possono prevedere lo svolgimento di attività di aggiornamento rivolte congiuntamente agli operatori della scuola e dei servizi socio - sanitari.
L'aggiornamento dei docenti è disciplinato da una normativa specifica e articolata. Annualmente da parte del Ministero viene programmato un piano annuale di aggiornamento, articolato a livello provinciale nel quale possono essere previsti corsi di aggiornamento sulle tematiche dell'integrazione.
I corsi possono essere proposti e organizzati dalle singole scuole, dal Provveditorato e da Enti e Associazioni. Inoltre, per quanto riguarda i corsi di specializzazione, possono dar luogo al premio incentivante e si può pretendere che si facciano prima dell'inizio dell'anno scolastico O.M., n.169/96, art.26 e più di recente il D.M. n. 460/98
(Dal sito dell'Associazione Italiana Persone Down)
2. Il sistema educativo di istruzione si articola nella scuola dell'infanzia, nel ciclo primario, che assume la denominazione di scuola di base, e nel ciclo secondario, che assume la denominazione di scuola secondaria. Il sistema educativo di formazione si realizza secondo le modalità previste dalla Legge 24 giugno 1997 n. 196 e dalla Legge 17 maggio 1999 n.144.
3. L'obbligo scolastico inizia al sesto anno e termina al quindicesimo anno di età.
4. L'obbligo di frequenza di attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età si realizza secondo le disposizioni di cui all'art. 68 della Legge 17 maggio 1999, n. 144.
5. Nel sistema educativo di istruzione e di formazione si realizza l'integrazione delle persone in situazione di handicap a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.
Circolare Ministero dell' Interno 23 GIUGNO 1998
( da sito dell'AIPD, Avv. Salvatore Nocera )