Source: http://www.dipendentistatali.org/?s=visite+fiscali&x=-800&y=-97
Timestamp: 2015-01-30 12:22:57+00:00
Document Index: 8499674

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 93', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 71']

visite fiscali | Dipendenti statali -il Blog-
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mar, dic 17, 2013 Marco Brezza	La tematica delle visite fiscali per malattia assume un ruolo di grande interesse nella disciplina del diritto del lavoro italiano, ed in particolar modo la parte di disciplina inerente ai dipendenti pubblici: ecco quindi un breve focus che inquadra con rapidità le principali caratteristiche dell’istituto.
Quando avviene la decurtazione
Ma quando e come avviene la decurtazione dello stipendio per ingiustificata assenza alle visite fiscali per malattia? Perlustrando la normativa e la giurisprudenza in materia ci si imbatte nel decisivo Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983: l’art. 5, ultimo comma di questo strumento normativo afferma che qualora il lavoratore dovesse risultare assente alle visite fiscali di controllo per malattia senza giustificato motivo, lo stesso decadrebbe dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo.
In ulteriore istanza poi, la Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 78 del 1988, ha confermato la regola della perdita del trattamento economico per i primi dieci giorni, stabilendo che per quelli successivi la decadenza dal medesimo diritto nella misura del 50% possa verificarsi soltanto nel caso di assenza ingiustificata a una seconda visita fiscale per malattia.
Pertanto si può certamente affermare che l’assenza ingiustificata alla prima visita fiscale per malattia cagiona la perdita dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia (o comunque per il minor periodo di malattia certificato), oppure per il minor periodo che precede la seconda ed ulteriore visita. Mentre l’assenza alla seconda visita provoca la perdita dell’indennità per il periodo residuo dei primi 10 giorni di malattia e la riduzione del 50% dell’indennità per i giorni successivi, e così via per tutte le ulteriori visite fiscali di lavoro.
Giustificazioni eventuali per le assenze alla visite fiscali per malattia
Per comprendere meglio la disciplina della decurtazione occorre approfondire la questione della legittima giustificazione per l’assenza alle visite fiscali per malattia. Ampia e variegata è infatti la casistica normativa e giurisprudenziale inerente alla materia delle giustificazioni da parte del dipendente per un’eventuale assenza ad una di queste visite. A tal proposito una circolare emanata dall’Inps (più precisamente la n. 134421 dell’8 agosto 1984) afferma che debbano essere considerati giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di forza maggiore e situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza personale del lavoratore in altro luogo. Questa circolare viene poi integrata da una importante sentenza della Corte di Cassazione (sent. 6 aprile 2006 n. 8012) nella quale si afferma che è legittimo considerare giustificato motivo di assenza non solo lo stato di necessità o di forza maggiore, bensì anche una “seria e valida ragione socialmente apprezzabile”: ovviamente l’onere della dimostrazione di questa “ragione” grava sul lavoratore dipendente.
Osservando la materia dall’alto, pertanto, è immediato intuire che l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia.
Visite Fiscali Dipendenti Ospedalieri: tutto quello che c’è da sapere
mar, dic 10, 2013 Roberta Buscherini	Un rilevante settore nella gestione della Pubblica Amministrazione che deve essere improntato all’efficacia e all’efficienza, elementi cardine di una corretta e trasparente gestione della cosa pubblica: è questo l’assunto basilare che dovrebbe informare la disciplina delle visite fiscali dipendenti ospedalieri. Ma come funziona il sistema di visite fiscali del nostro ordinamento? Ecco una rapida panoramica sulla questione.
Visite fiscali dipendenti ospedalieri: quante possono essere?
Il cuore della disciplina (anche per quanto riguarda le visite fiscali per malattia dei dipendenti ospedalieri) è contenuto nell’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009, all’interno del quale è stabilito che sono in primo luogo esclusi dalla visita fiscale per malattia i dipendenti ospedalieri nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita per il periodo di prognosi segnalato dal certificato.
Da ciò deriva con tutta evidenza che una visita fiscale non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso inerente allo stesso dipendente. Quindi, qualora all’interno di una prognosi di dieci giorni la visita dovesse essere effettuata il primo giorno, nei restanti nove il dipendente avrebbe la possibilità di allontanarsi dal domicilio senza il timore di alcun obbligo di reperibilità da assolvere, e quindi senza la minaccia di una decurtazione di stipendio: pertanto è possibile una sola visita medica di controllo. Nel caso in cui vi sia invece un prolungamento della malattia sarà possibile, per l’istituto adibito all’ispezione, programmare una ulteriore visita fiscale.
Giustificazioni esperibili per le visite fiscali dipendenti ospedalieri
Addentrandosi nei meandri della disciplina inerente alle visite fiscali dipendenti ospedalieri ci si imbatte nel fondamentale istituto delle giustificazioni opponibili dal dipendente pubblico. In questo senso è utile fare chiarezza tra i numerosi provvedimenti giudiziari e le circolari esplicative susseguitesi negli anni. Infatti la circolare 8 agosto 1984, n.134421 prevede che siano da considerare giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di eventi afferenti alla sfera della forza maggiore e in caso di situazioni che abbiano perentoriamente reso imprescindibile la presenza fisica del lavoratore in un altro luogo.
In linea di massima pertanto, l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali dipendenti ospedalieri per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia. In questa direzione, una divaricazione quantitativa del “range” di possibilità di giustificazione a vantaggio del dipendente ospedaliero viene implementata grazie alla sentenza n. 5718 del 9 marzo 2010: nelle motivazioni della stessa sentenza il giudice afferma che il dipendente assente dal lavoro per malattia, qualora deduca un giustificato motivo per la non reperibilità alla visita fiscale domiciliare di controllo, ha l’onere di provare che la causa del suo allontanamento dall’abitazione durante le previste fasce orarie, pur senza necessariamente integrare una causa di forza maggiore, costituisce, al fine del contemperamento con altri interessi di pari grado, una necessità determinata da situazioni comportanti adempimenti non effettuabili in orari diversi da quelli di reperibilità.
Decurtazione stipendio in caso di assenza non giustificata
Altro argomento di eminente interesse e rilevanza per la tematica delle visite fiscali dipendenti ospedalieri è quello riguardante la decurtazione dello stipendio in caso di ingiustificata assenza alle visite fiscali per i dipendenti stessi. Come avviene la decurtazione? Osserviamola più da vicino.
Il Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983, all’art. 5 statuisce che se il lavoratore (e conseguentemente, quindi, anche il dipendente ospedaliero) dovesse risultare assente alla visita fiscale di controllo per malattia senza giustificato motivo, allora lo stesso incorrerebbe nella decadenza del diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo (sino a dieci giorni) e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da una precedente ispezione.
mer, giu 5, 2013 Roberta Buscherini	Orari Visite Fiscali dipendenti pubblici, la normativa vigente per il 2013. La legge che regola gli orari visite fiscali 2013-15 è la n.300/70, Statuto dei Lavoratori.
Visite fiscali Scuola: ecco come funziona!
mar, nov 6, 2012 Roberta Buscherini	Visite Fiscali Scuola
In tema di visite fiscali scuola, la vita dei dipendenti pubblici e statali, compresa quella degli insegnanti, è parzialmente cambiata dall’entrata in vigore della Legge 111 del 2011. La norma stabilisce che le visite fiscali scuola dovranno essere richieste solo se il dirigente responsabile del lavoratore lo riterrà opportuno, mentre l’obbligo di visita fiscale rimane dal primo giorno nel caso in cui l’assenza sia precedente o successiva a una giornata non lavorativa.
Visite fiscali scuola: Orari
Per gli insegnanti la normativa di visite fiscali scuola è più rigida prevedendo un orario di reperibilità più lungo: 4 ore la mattina, dalle 9 alle 13, e 3 ore il pomeriggio dalle 15 alle 18. Durante queste fasce orarie il lavoratore ha l’obbligo della reperibilità presso il suo domicilio che viene esteso anche ai giorni non lavorativi e festivi.
Qualora il medico si presenti fuori dalle fasce orarie è facoltà del dipendente vietare l’ingresso senza incorrere in alcuna conseguenza. Viceversa se il dipendente non è in casa al controllo delle visite fiscali scuola scattano una serie di sanzioni regolate dall’art. 93 del CCNL 29/11/2007 che possono portare anche al licenziamento senza preavviso.
Da tale obbligo, quello delle visite fiscali scuola, sono esclusi coloro che si assentano per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, da infortuni sul lavoro, da malattie per le quali è riconosciuta la causa di servizio e dagli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta (art. 17 comma 9 del CCNL72007).
Nei casi in cui il periodo di assenza dal lavoro sia maggiore di 10 giorni, la legge prevede una decurtazione economica, legittimata anche dalla sentenza 120/2012 della Corte Costituzionale. L’art. 71 del Decreto Legislativo 112/2008 stabilisce infatti che: “nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita ”.
Nei primi 10 giorni di assenza seppure il trattamento economico rimane invariato, dalla retribuzione mensile viene ridotto ogni tipo di trattamento economico accessorio. Va inoltre precisato che per 18 mesi il dipendente scolastico gode del diritto alla conservazione del posto di lavoro. In questi casi, per i primi 9 mesi di assenza la retribuzione è completa; scende al 90% nei successivi tre mesi per dimezzarsi negli ulteriori 6 mesi.
Malattia Docenti: Eccezioni
A questa regola fanno eccezione i casi di sotto elencati:
- Infortuni sul lavoro riconosciuti dall’INAIL
- Malattia legata a cause di sevizio
- Degenza in ospedale superiore alle 24 ore o certificazione di ricovero domiciliare o in strutture sanitarie competenti o ancora i day hospital
- Se il dipendente è soggetto a terapie salvavita.
Fonti: dirpresidi, guidafisco
ven, mag 2, 2014 Patrizia Caroli	In seguito ai “tagli” previsti dalla Legge di Stabilità del 2013, a partire dal 2 maggio scorso l’Inps ha stabilito, “senza nessun preavviso e senza la consultazione della Fnomceo e delle organizzazioni sindacali di categoria”, di interrompere le visite fiscali mediche per i lavoratori del settore privato, lasciando operative solo quelle richieste dai datori di lavoro”. Il provvedimento, determinato dalla necessità di risparmio, taglia la spesa per queste prestazioni che si attesta intorno ai 50 milioni l’anno. Di fatto l’Inps ha cancellato circa 800 mila delle 900 mila visite che i medici fiscali Inps dovrebbero effettuare ogni anno a domicilio.