Source: https://www.avvocatoabologna.it/news/addebito-separazione-bologna-perche.html
Timestamp: 2020-07-03 10:17:11+00:00
Document Index: 180969103

Matched Legal Cases: ['art 151', 'art. 342', 'art. 151', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 52']

da Sergio Armaroli | Mag 24, 2020 | News consulenze separazioni divorzi e cause ereditarie
Come prevede l’ art 151 del codice civile prevede che la separazione tra i coniugi può esser chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i soggetti, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.
ricorso per separazione consensuale o giudiziale;
ricorso per divorzio consensuale o giudiziale;
ricorso per il sequestro dei beni del coniuge obbligato;
ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno;
ricorso ex art. 342 bis e seguenti c.c. – ordini di protezione;
ricorso per la decadenza dalla responsabilità genitoriale;
atto di citazione per il disconoscimento di paternità;
istanza per il riconoscimento di figlio minore o maggiore di età;
ricorso per la dichiarazione giudiziale di paternità;
istanza per la nomina di un curatore speciale;
istanza per l’apertura di un conto corrente per il minore;
istanza per il cambio/aggiunta del nome o del cognome.
La separazione giudiziale, a differenza di quella consensuale, è necessaria allorquando i coniugi non siano d’accordo sia nel richiedere al Tribunale la separazione, sia su come regolare i loro rapporti circa l’affidamento e la frequentazione dei figli, l’assegnazione della casa coniugale e le questioni economiche e patrimoniali.
L’art. 151 del Codice Civile consente di chiedere la separazione nel caso in cui la prosecuzione della convivenza sia diventata “intollerabile” anche solo per uno dei due coniugi, o sia tale da “recare grave pregiudizio all’educazione della prole” e non è, quindi, necessario che il coniuge che decide di separarsi dimostri la sussistenza della “colpa” in capo all’altro coniuge.
La separazione giudiziale si rende necessaria quando non è stato possibile raggiungere un accordo tra i coniugi sulle questioni relative alla regolamentazione dei rapporti tra di loro inerenti la sospensione del loro vincolo matrimoniale. La causa viene promossa da uno dei coniugi nei confronti dell’altro mediante notifica di un ricorso, che può essere con addebito in presenza di determinati presupporti, come l’infedeltà coniugale.
La causa viene iscritta a ruolo davanti al giudice competente per territorio che disciplina e regolamenta ogni aspetto inerente la gestione dei rapporti patrimoniali e personali tra i coniugi, con particolare riferimento a tutelare le esigenze di figli minori, o non ancora economicamente indipendenti.
“Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio“.
Allora sono le condotte contrari ai doveri coniugali?
Con sentenza del 20 gennaio 2016, il Tribunale di Roma pronunciò la separazione personale dei coniugi P.R. e L.S., addebitandola alla prima e respingendo le sue richieste volte ad ottenere l’assegnazione della casa coniugale e la corresponsione di un assegno di mantenimento.
Avverso questa sentenza la P. ricorre per cassazione, affidandosi a quattro motivi, ulteriormente illustrati da memoria ex art. 380-bis c.p.c.. Resiste, con controricorso, il L..
Le formulate doglianze prospettano, rispettivamente:
Il primo ed il terzo motivo, prospettanti pretesi vizi motivazionali, sono esaminabili congiuntamente perchè entrambi accomunati dalla medesima ragione di inammissibilità.
Parimenti inammissibile risulta il secondo motivo.
Inammissibile, infine, è anche il quarto motivo.
Il ricorso va, dunque, dichiarato inammissibile, restando le spese di questo giudizio di legittimità regolate da principio di soccombenza, altresì rilevandosi che sussistono i presupposti per l’applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17.
Va, disposta, da ultimo, per l’ipotesi di diffusione del presente provvedimento, l’omissione delle generalità e degli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.