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Timestamp: 2019-04-25 18:30:46+00:00
Document Index: 13370140

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 75', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 15']

L. 05/03/1990, n. 46 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN1559
G.U. 12/03/1990, n. 59
- D.P.R. 18/04/1994, n. 392
- L. 05/01/1996, n. 25
53701 4397652
1. Sono soggetti all’applicazione della presente legge i seguenti impianti relativi agli edifici adibiti a uso civile:
a) gli impia
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Art. 2. - Soggetti abilitati
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Art. 3. - Requisiti tecnico-professionali
53701 4397655
Art. 4. - Accertamento dei requisiti tecnico-professionali
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Art. 5. - Riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali
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Art. 6. - Progettazione degli impianti
1. Per l’installazione, la trasformazione e l&rsqu
53701 4397658
Art. 7. - Installazione degli impianti
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Art. 8. - Finanziamento dell’attività di normazione tecnica
53701 4397660
Art. 9. - Dichiarazione di conformità
53701 4397661
Art. 10. - Responsabilità del committente o del proprietario
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Art. 11. - Certificato di abitabilità o di agibilità
53701 4397663
Art. 12. - Ordinaria manutenzione degli impianti e cantieri
53701 4397664
Art. 13. - Deposito presso il comune del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo
53701 4397665
Art. 14. - Verifiche
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Art. 15. - Regolamento di attuazione
53701 4397667
Art. 16. - Sanzioni
53701 4397668
Art. 17. - Abrogazione e adeguamento dei regolamenti comunali e regionali
53701 4397669
53701 4397670
1. La presente legg
Il Decreto, entrato in vigore il 19/01/2018, apporta numerose modifiche alla L. 21/06/1986, n. 317.
Ai sensi del Decreto, nelle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in vigore, tutti i riferimenti alla Dir. UE 22/06/1998, n. 34, abrogata dalla Dir. UE 09/09/2015, n. 1535, si intendono fatti a quest’ultima direttiva e sono letti secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato IV alla Direttiva stessa.
Certificato di abilitazione legge n. 46/1990.
L’Autorità di vigilanza, ribaltando gli orientamenti precedenti, ritiene che il possesso del certificato di abilitazione di cui alla L. 46/1990 non costituisca un requisito di qualificazione aggiuntivo necessario per la partecipazione ad appalti aventi ad oggetto l’esecuzione di opere impiantistiche. L’Autorità precisa infatti che detta abilitazione costituisce requisito essenziale da dimostrare al momento dell’esecuzione di lavori comprendenti impianti che rientrino nell’elencazione di cui all’art. 1 della L. 46/1990. La delibera aggiunge che il possesso dell’attestazione Soa nelle categorie OG9, OG10, OG11, OS3, OS4, OS5, OS9, OS14, OS16, OS17, OS19, OS22, OS27, OS28 e OS30 rappresenta titolo abilitativo assorbente anche dell’abilitazione di cui alla L. 46/1990.
Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti.
Par. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 22/07/2010, n. 144
Le imprese qualificate nella categoria OG11 possono partecipare a gare per l’affidamento di lavori riconducibili alle categorie specialistiche OS3, OS5, OS28 e OS30, purché la disciplina speciale della singola gara non lo vieti (cfr. AVCP parere n. 6 del 14 gennaio 2010, parere n. 146 del 3 dicembre 2009, parere n. 207 del 31 luglio 2008).
Circ.Ass.R. Sicilia 11/12/2008
Criteri generali per l'autorizzazione all'esercizio di scuole nautiche nell'ambito del territorio della Regione siciliana.
Circ. Min. Sviluppo Econ. 27/02/2007, n. 11411
Utilizzazione di raccordi a pressare in reti di adduzione di gas negli edifici civili.
La circolare, richiamando quanto già chiarito con la precedente circolare del 27.7.2005 segnala che, alla luce della imminente approvazione dell’aggiornamento della norma tecnica UNI 7129, è ora possibile installare i raccordi a pressare di rame e leghe di rame anche all’interno degli edifici, purché vengano rispettate le prescrizioni tecniche riportate nella predetta norma UNI 7129 - terza edizione dicembre 2001 - relative alle giunzioni filettate e a compressione, a condizione che detti raccordi siano sempre a vista o, nel caso di impianto sottotraccia, posti in apposite scatole ispezionabili, non a tenuta, e sempre e solo in locali ventilabili.
Con l’occasione si ricorda che la norma UNI 7129 ha lo scopo di fissare i criteri per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas combustibili distribuiti per mezzo di canalizzazioni e deve essere applicata:
— alla costruzione ed ai rifacimenti di impianti o parte di essi, comprendenti il complesso delle tubazioni e degli accessori che distribuiscono il gas a valle del contatore (impianti interni);
— alla installazione di apparecchi aventi portata termica nominale non maggiore di 35 kW (circa 30.000 kcal/h);
— alla ventilazione dei locali in cui detti apparecchi sono installati;
— allo scarico dei prodotti della combustione.
Lett. Circ.Min. Interno 14/04/2004, n. 749
Norme per la sicurezza degli impianti - Articolo 1, lettera g), Legge n. 46/90 (impianti di protezione antincendio).
La presente lettera circolare riepiloga i principali aggiornamenti apportati alla modulistica di prevenzione incendi, necessari per via delle variazioni al campo di applicazione della L. 46/1990 introdotte dal D.P.R. 380/2001 (Nuovo testo unico dell’edilizia), e più in particolare dal Capo V – Norme per la sicurezza degli impianti.
Ricordando che l’entrata in vigore delle disposizioni del citato Capo V è stata differita all’1.1.2005 dall’art. 14 della L. 27.2.2004, n. 47 la lettera circolare precisa che la nuova versione della modulistica contempla appositamente il periodo di transizione consentendo di utilizzare appositi e differenti modelli.
Circ. Min. Att. Produttive 26/03/2003, n. 82/9571
Criteri di sicurezza da osservare per la corretta installazione degli scaldacqua ad accumulo di uso domestico e similare (temperatura massima minore di 110 °C). (Legge 5 marzo 1990, n. 46).
Il documento chiarisce che gli scaldacqua ad accumulo di uso domestico e similare devono essere conformi alle normative tecniche in vigore al momento dell'installazione e soddisfare i requisiti essenziali delle direttive comunitarie applicabili. Pertanto l'installazione di tali apparecchi alla rete idrica domestica deve avvenire tramite un gruppo di sicurezza idraulica. Tale gruppo deve comprendere almeno un rubinetto di intercettazione, una valvola di ritegno, un dispositivo di controllo della valvola di ritegno, una valvola di sicurezza, un dispositivo di interruzione di carico idraulico, tutti accessori necessari ai fini dell'esercizio in sicurezza degli scaldacqua medesimi. I criteri per la progettazione, la costruzione ed il funzionamento dei gruppi di sicurezza idraulica sono quelli definiti dalla norma europea UNI EN 1487:2002 oppure dalle equivalenti norme in vigore negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio Economico Europeo i cui contenuti siano omogenei con le norme sviluppate dal CEN nello stesso settore.
Il documento fa inoltre presente che negli impianti di alimentazione idrica degli scaldabagni ad accumulo, per soddisfare i requisiti della regola dell'arte in materia, dovranno essere installati i citati gruppi di sicurezza idraulica. Tale installazione non è richiesta nel caso in cui il costruttore dell'apparecchio preveda il gruppo di sicurezza idraulica montato nello stesso apparecchio, in tal caso ne dovrà dare evidenza nella documentazione che accompagna il prodotto.
Com. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 14/06/2001, n. 9
Ulteriori indicazioni relative all’attività di attestazione.
Lett. Circ.Min. Interno 31/01/2001, n. 1304101
Modelli di certificazioni e dichiarazioni da allegare alla domanda di sopralluogo ai fini del rilascio del C.P.I..
NotaMin. Interno 18/05/2000, n. 401
Legge n. 46 del 1990 - D.M. 4 maggio 1998 - Dichirazioni di conformità.
Circ.Min. Interno 10/11/1999, n. 1327
Lett. Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 18/11/1998, n. 759196
D.P.R. 218/98 - Impianti a gas esistenti. - Adeguamento impianti gas per uso domestico (L. 46/90)
Circ. Min. Industria, Comm. e Art. 27/03/1998, n. 3439
Legge 5 marzo 1990, n. 46. Chiarimenti e interpretazioni evolutive sugli aspetti problematici più rilevanti.
Lett. Circ.Min. Interno 22/05/1997, n. 1089
Impianti elettrici - Legge 46/90 - Dichiarazioni di conformità e collaudi.
L. 46/1990 sulla sicurezza degli impianti domestici e L. 1083/71 sulla sicurezza di impiego del gas combustibile. Lettera circolare alle camere di commercio e agli uffici UPICA sulle caratteristiche, per la commercializzazione, dei dispositivi ecc.
Lettera circolare agli uffici UPICA e camere di commercio sulla messa in commercio dei dispositivi segnalatori e rivelatori di fughe di gas combustibile per uso domestico e similare.
Circ. Min. Sanità 30/04/1993, n. 15
Caratteristiche minime di sicurezza dei locali adibiti al deposito ed alla vendita di presidi sanitari.
Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 30/04/1992, n. 3282/C
Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 22/03/1991, n. 3239/C
L.46/90. Norme per la sicurezza degli impianti.
NotaMin. Pubblica Istr. 27/06/1990, n. 5865
L.46/90 recante norme per la sicurezza degli impianti- Parere circa i requisiti tecnico-professionali.
Circ.Min. Industria, Comm. e Lav. 21/05/1990, n. 3209/C
L.46/90: Norme per la sicurezza degli impianti.
Professioni - Competenze professionali - Geometri - Impianti termici a servizio di modeste costruzioni civili - Sussistenza - Motivazioni.
L’impianto di riscaldamento deve considerarsi una parte essenziale della costruzione e il geometra è, in mancanza di esplicite disposizioni contrarie, certamente abilitato a progettarne la realizzazione nell’ambito delle progettazione complessiva, al pari dei numerosi altri impianti che la costruzione comporta, dato che la sua competenza è anche tecnicamente delimitata dalle dimensioni della costruzione alla quale l’impianto di riscaldamento non può non commisurarsi.
Sent. C. Stato 29/08/2011, n. 4835
Edilizia ed urbanistica - Permesso di costruire - Per edificio residenziale - Istanza di rilascio - Archiviazione - Istanza priva del progetto relativo agli impianti elettrici - Legittimità - Fattispecie.
L'art. 6 della L. 46/1990, nel rendere obbligatoria la redazione del progetto riguardante gli impianti elettrici ed il suo deposito contestualmente al progetto edificatorio, si riferisce chiaramente alla fase istruttoria dell’autorizzazione edilizia e non già ad una fase successiva, risultando evidentemente finalizzata a garantire un controllo (come peraltro lo stesso permesso di costruire) sulla sicurezza «ab origine» dell’edificio, con particolare riferimento ad una esigenza di rispetto dei parametri di legalità che disciplinano le costruzioni residenziali. (Fattispecie in cui è stato dichiarato legittimo l’operato di un’Amministrazione comunale che ha archiviato un’istanza per il rilascio di un permesso di costruire, in quanto priva del progetto relativo agli impianti elettrici).
Sent. CGAR. Sicilia 26/07/2006, n. 424
1. Appalti ll.pp. - Gara - Ammissione - Direttore tecnico - Dichiarazione sui requisiti morali e professionali - Obbligo di presentazione.
1. Anche al di fuori dell’ipotesi testualmente prevista dalla legge n. 46/1990, la formale attribuzione della qualifica di direttore tecnico, quale risulta da certificazione camerale, può implicare altresì il conferimento al medesimo soggetto di funzioni e responsabilità rilevanti ai fini della gestione dell’appalto, tali da giustificare la previsione legislativa dell’art. 75 D.P.R. n. 554/1999 che, senza alcuna distinzione tra direttori tecnici risultanti o meno dalla certificazione SOA, richiede anche a tali soggetti la presentazione delle medesime dichiarazioni relative al possesso dei requisiti morali e professionali che sono in pari tempo richieste ai titolari e legali rappresentanti (attuali o cessati nel triennio) delle imprese concorrenti.
Ingegneri e architetti - Competenza professionale - Nozione di opera di edilizia civile - Interpretazione estensiva - Inammissibilità - Conseguenze.
Sent. CGAR. Sicilia 15/11/2001, n. 600
1. Appalti ll.pp. - Gara - Ammissione - Requisiti - Abilitazione per impianti elettrici - Nozione. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Certificato Camera di commercio su requisiti di capacità tecnico-professionale - Mancanza - Esclusione - Necessità.
1. Per l'ammissione alle gare d'appalto di lavori pubblici relative ad impianti elettrici le imprese devono dimostrare il possesso della abilitazione alla loro installazione prescritta dagli artt. 2 e 3, L. 5 marzo 1990 n. 46, intesa come abilitazione al concreto ed effettivo esercizio dell'attività impiantistica oggetto dell'appalto. 2. In una gara d'appalto di lavori pubblici è legittima l'esclusione di un'impresa - anche se è già stato denunziato un inizio di attività o avviato l'iter del relativo procedimento - che non abbia presentato certificato della Camera di commercio attestante il possesso dei necessari requisiti di capacità tecnico-professionale.
Sent.C. Stato 20/12/1997, n. 1876
1. Ingegneri e periti industriali - Verifica della sicurezza impianti di abitazioni civili - Loro competenza esclusiva ex D.M. 22 aprile 1992 - Illegittimità.
1. Il D.M. 22 aprile 1992 del Ministero dell'industria va annullato nella parte in cui individua in via tassativa negli ingegneri e periti industriali i professionisti competenti, su incarico dell'Autorità di vigilanza, allo svolgimento delle attività di verifica della sicurezza degli impianti per gli edifici civili, ai sensi della L. 5 marzo 1990 n. 46 e del D.P.R. 6 dicembre 1991 n. 447.
Sent.C. Stato 10/11/1992, n. 1257
1. Perito edile - Limiti di competenza - Vi rientra la progettazione di modeste costruzioni civili, ex art. 16 R.D. 1929 n. 275
1. La competenza alla progettazione, ai sensi dell'art. 16 R.D. 11 febbraio 1929 n. 275, di modeste costruzioni civili da parte dei periti edili va verificata in concreto senza possibilità di astrazioni, per cui va ritenuta modesta costruzione civile il progetto per la costruzione di un fabbricato di circa 1100 mc. per tre piani fuori terra adibito a casa-albergo. (Fattispecie anteriore all'entrata in vigore del regolamento di attuazione di cui all'art. 15 L. 5 marzo 1990 n. 46).
Regole tecniche per impianti d’antenna centralizzati condominiali
Emanate le nuove regole tecniche sulle antenne condominiali riceventi del servizio di radiodiffusione terrestre e satellitare, finalizzate a garantire la massima libertà di scelta da parte dell’utenza e l’utilizzo di sistemi interattivi evoluti. I criteri realizzativi individuati si applicano anche agli impianti non centralizzati.
Sicurezza urbana, ora si parte da Italia Oggi