Source: https://confartigianatocosenza.it/index.php/news2/newsletter-del-lunedi/566-newsletter-confartigianato-imprese-cosenza-n-41-dell-11-novembre-2019
Timestamp: 2019-12-09 15:53:13+00:00
Document Index: 45159597

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 2364', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 12']

Confartigianato Imprese Cosenza ha in programmazione, per il 18 novembre 2019, presso la sede territoriale di Castrovillari, il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande e vendita dei prodotti alimentari (bar, ristoranti, pizzerie, etc.), secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85.
Le start up e le PMI innovative, ai fini dell’iscrizione nella Sezione Speciale della Camera di Commercio, devono effettuare la comunicazione per il mantenimento dei requisiti.
Il legale rappresentante entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio, e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, fatta salva l'ipotesi del maggior termine nei limiti e alle condizioni previsti dal secondo comma dell'art. 2364 del codice civile - nel qual caso l'adempimento è effettuato entro sette mesi - attesta il mantenimento del possesso dei requisiti depositando tale dichiarazione presso l’Ufficio del Registro Imprese tramite pratica telematica, previo deposito del bilancio d'esercizio.
Con la medesima pratica occorre aggiornare o confermare le informazioni, per via telematica, relative alla start up innovativa, già comunicate in sede di iscrizione.
È in programmazione, nel breve periodo, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, il corso di formazione e aggiornamento per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, obbligatorio ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2001 e ss.mm. ed in virtù della nuova normativa - Accordo Stato-Regioni 2012.
È in programmazione, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, il corso per il conseguimento del titolo di operatore socio sanitario (OSS) - (L.R. 18/85, art. 40 e D.G.R. n. 155/17).
Sono stati pubblicati, sulla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 24 ottobre 2019, i seguenti tre decreti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
il decreto 22 luglio 2019 recante le modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l'annualità 2019;
il decreto 27 agosto 2019 recante modifica del decreto 22 luglio 2019;
il decreto 11 ottobre 2019 recante disposizioni di attuazione delle misure incentivanti per le imprese di autotrasporto per l'annualità 2019.
In particolare il decreto del 22 luglio 2019 – in vigore dal 25 ottobre 2019 - disciplina le modalità di erogazione delle risorse finanziarie in favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, per il rinnovo e l'adeguamento tecnologico del parco veicolare e per l'acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale.
Possono proporre domanda:
le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonchè le strutture societarie, risultanti dall'aggregazione di dette imprese, costituite in forma di società cooperativa o di consorzio con attività esterna, regolarmente iscritte al Registro elettronico nazionale (R.E.N.);
le imprese che esercitano con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 tonnellate iscritte all'Albo nazionale delle imprese che esercitano l'attività di autotrasporto (art. 5, comma 1).
Il decreto 11 ottobre 2019 disciplina, in particolare, le modalità operative della misura di incentivazione con specifico riferimento alle modalità di presentazione delle domande di ammissione ed alle connesse fasi di prenotazione e di rendicontazione nonchè all'attività istruttoria.
Le domande potranno essere presentate secondo le modalità indicate all’art. 3 del citato decreto.
Vogliamo infine evidenziare che, secondo quanto previsto dall’art. 53 del D.L. n. 124/2019 (c.d. “Decreto fiscale”), al fine di accrescere la sicurezza del trasporto su strada e di ridurre gli effetti climalteranti derivanti dal trasporto merci su strada, in aggiunta alle risorse previste dalla vigente legislazione per gli investimenti da parte delle imprese di autotrasporto, sono stanziate ulteriori risorse, pari a complessivi 12,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, da destinare, nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti agli investimenti, al rinnovo del parco veicolare delle imprese attive sul territorio italiano iscritte al Registro elettronico nazionale (R.E.N.) e all'Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.
START-UP INNOVATIVE - LIMITE TEMPORALE DEI 60 MESI - PASSAGGIO AD ALTRI REGIMI AGEVOLATI
Le Start-up, oltre avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico ed essere in possesso di determinati e stringenti requisiti, deveno essere costituite e operare da non più di 60 mesi dalla data della domanda.
Una volta trascorso il periodo massimo di 60 mesi, previsto per il mantenimento della qualifica di startup innovativa, la società perde il diritto di essere iscritta nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese, restando iscritta nella sola sezione ordinaria e, di conseguenza, non potrà più fruire del regime di agevolazione previste per le start-up.
Con parere del 21 marzo 2016, Prot. n. 79330, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto presente che il decorrere del tempo che la legge stessa prevede come causa di estinzione dell’iscrizione, non ammette controdeduzioni da parte dell’impresa e che l’ufficio competente, una volta decorso il termine di applicazione della disciplina speciale, deve procedere, senza particolari procedure e in maniera autonoma, alla cancellazione dalla sezione speciale, previa semplice “notifica di cortesia” alla società, da effettuarsi tramite posta elettronica certificata (PEC).
La cancellazione avverrà dunque d’ufficio da parte del Registro delle Imprese, salvo il caso in cui la società stessa richieda di passare alla sezione speciale per le PMI innovative, istituita con il D.L. n. 3/2015. In quest’ottica, la PMI innovativa è una naturale evoluzione per la startup innovativa che, pur avendo superato i 5 anni di attività o i 5 milioni di fatturato, mantenga un chiaro carattere di innovatività.
Il legislatore ha voluto quindi rendere il passaggio da Start-up a PMI innovativa il più semplice possibile.
Al fine di favorire la continuità tra i due regimi, le startup innovative che abbiano superato le soglie temporali o di fatturato possono accedere alla sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle PMI innovative, attraverso un meccanismo di conversione semplice e automatico.
Le Camere di Commercio inviano, con largo anticipo, sulla PEC delle società interessate, una segnalazione ricordando la possibilità di migrare senza soluzione di continuità da un regime agevolativo all’altro avvalendosi della modalità semplificata rappresentata dal codice 070 della modulistica d’impresa.
Nei giorni scorsi i vertici di Anara Confartigianato hanno partecipato, insieme al rappresentante di A.R.PRO.M.A., ad un incontro convocato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Direzione Generale Motorizzazione, sulla revisione periodica delle macchine agricole e macchine operatrici. Al centro dell’incontro, il percorso che l’Amministrazione intende seguire per costruire l’impianto attuativo delle norme.
La Legge di bilancio, che ha iniziato l’esame parlamentare al Senato, è stata al centro di un incontro svoltosi tra i vertici di Rete Imprese Italia e il Gruppo del Partito Democratico al Senato. Per Confartigianato ha partecipato al confronto il Segretario Generale Cesare Fumagalli il quale ha espresso preoccupazione per una manovra poco espansiva e nella quale si vedono poche delle condizioni necessarie per creare un contesto favorevole alla competitività dell’impresa diffusa di territorio. Gli esponenti di Rete Imprese Italia hanno ribadito le aspettative degli imprenditori per una riqualificazione della spesa pubblica in direzione degli investimenti prioritari per il Paese: infrastrutture, innovazione, sostenibilità. Sottolineata, inoltre, la necessità di ridurre il carico fiscale e di colpire il fenomeno della grande evasione ed elusione fiscale. Sul fronte del credito, Rete Imprese Italia ha sollecitato sia la maggiore efficienza di strumenti già operativi – come le Sezioni speciali del Fondo di garanzia per le PMI – sia l’ampliamento del perimetro di attività dei consorzi fidi per potenziarne il ruolo di facilitatori nell’accesso al credito. Oltre alla riduzione del costo del lavoro a carico delle imprese, è stato chiesto di garantire un maggior collegamento dei percorsi formativi con i fabbisogni di professionalità espressi dalle MPMI, attraverso un maggior investimento nell’istruzione e formazione tecnica e professionale e la valorizzazione della capacità formativa delle imprese, puntando sull’apprendistato come strumento di ingresso qualificato nel mercato del lavoro.
LEGGE DI BILANCIO - LA PLASTIC TAX FA MALE ALLE IMPRESE E NON DIFENDE L’AMBIENTE
Una tassa pensata male e scritta peggio il cui effetto sarà soltanto quello di produrre gettito, con buona pace del nobile intento dichiarato di dare il nostro contributo per salvare il pianeta. E’ il giudizio di Confartigianato sulla cosiddetta plastic tax, la tassa sugli imballaggi di plastica inserita dal Governo nella Legge di bilancio. Nel mondo delle micro e piccole imprese ad essere colpiti saranno i produttori di imballaggi in materie plastiche. Ma gli effetti negativi riguarderanno anche i cosiddetti primi immettitori sul mercato nazionale, cioè le imprese che acquistano materiali plastici da imballaggio direttamente all’estero e sono costrette quindi a sostenere l’onere della tassazione senza avere, peraltro, il tempo necessario per riorganizzare la produzione ed eventualmente rimpiazzare i materiali plastici impiegati.
Se Internet è ormai diventato il mezzo principale per soddisfare le nuove esigenze di chi acquista, informarsi, scegliere, comprare prodotti con un’identità, è necessario che, allo stesso modo, diventi uno strumento strategico per chi vende, per costruire relazioni, intercettare nuovi pubblici e far crescere il business.
Il digitale è una scelta obbligata, perché oggi non avere una propria presenza online efficace significa condannarsi all’invisibilità e all’irrilevanza. Se la bottega artigiana sceglie di non utilizzare il Web, o dargli un ruolo secondario, saranno comunque i suoi clienti, reali o potenziali, a usare la Rete, per soddisfare le proprie esigenze e coltivare i propri interessi.
L’artigiano è chiamato a un nuovo ruolo, di ‘artigiano influencer’, protagonista della propria presenza in Rete, voce narrante online, con i Social Network come principale palcoscenico. Conoscere le regole della comunicazione online e imparare a gestire la propria presenza in Rete può dare alle botteghe artigiane uno slancio nuovo, consolidando i propri target di riferimento e raggiungendo nuove nicchie di mercato.
Purtroppo nel settore vi è un’ampia quota di sommerso, cioè un mercato fatto da operatori che lavorano in nero, senza controlli sulla sicurezza, senza dipendenti in regola, senza formazione specifica e in spregio a qualsivoglia normativa fiscale.“Come ampiamente segnalato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – prosegue Mattioli – per la nostra salute è necessario che nelle nostre città vi sia un verde sano e con alberi mantenuti, affinché tale verde possa assolvere al fondamentale compito di filtrazione delle polveri sottili, produzione di ossigeno e raffrescamento delle città”.
Vale ricordare che grazie all’impegno di Confartigianato che ha posto in essere una forte azione istituzionale, con l’art. 12 della legge 154/2016 ‘Collegato agricoltura’ le aziende del settore si sono impegnate alla formazione obbligatoria per poter essere riconosciute come giardinieri professionisti. “L’eliminazione del bonus verde – conclude Mattioli – significherebbe lasciare orfana la riforma del comparto facendo venir meno lo stimolo agli italiani a richiedere fattura sui lavori del verde. Si favorirebbe così l’abusivismo, interrompendo il percorso virtuoso di rinverdimento delle nostre città, con conseguenze gravi per la salute”.
Di stagione in stagione White Milano rinsalda la partnership con Confartigianato per valorizzare le micro e piccole imprese (Mpi) della moda italiana sotto l’ombrello dell’Associazione. Un patrimonio di saper fare che, in base ai dati del 2018, è costituito da oltre 55mila aziende fra tessile, abbigliamento e pelle (Tac). Si supera quota 79mila se si includono le MPI di gioielleria e occhialeria, che raggiungono i 43,5 miliardi di euro di ricavi globali e occupano circa 372mila addetti. Nonostante le dimensioni, le micro e piccole del Tac hanno totalizzato 10,3 miliardi di euro di export: oltre il doppio delle omologhe di Germania, Francia, Spagna e UK. Ma si può fare di più e in tal senso si sta muovendo Confartigianato.
«Siamo in prima linea – spiega il presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti – per un’intensa attività di accompagnamento sui mercati esteri, in sinergia con le associazioni territoriali e il supporto di Confexport, società di sistema di Confartigianato specializzata nell’offerta di servizi di promozione alle imprese». Tante sono le iniziative messe in campo nel 2018, anche in collaborazione con Ice Agenzia, che hanno coinvolto centinaia di associate: dalla partecipazione a fiere italiane (come White Milano, Micam, Origin Passion&Beliefs e Homi) ed estere, fino agli incoming di buyer stranieri in Italia, gli incontri B2B e le attività di formazione e tutoraggio. Anche il calendario dei prossimi mesi è fitto di impegni: si va dalla promozione in Russia, Ue e Usa alla formazione nel Sud Italia, con focus su marketing digitale, story telling e tecniche per l’export. «Abbiamo aderito a un progetto di collaborazione tra Ice e Amazon – aggiunge il presidente – per promuovere e vendere online nella vetrina Made in Italy di alcune versioni estere della piattaforma di e-commerce».
L’associazione punta sulla sostenibilità come fattore distintivo per affermare la qualità dei prodotti e la componente artigianale, mix di tradizione, design, ricerca e innovazione. «I nostri imprenditori – osserva Merletti – sono campioni di creatività e di competenze antiche, protagonisti dell’estro su misura, interpreti dell’unicità, della personalizzazione, della cura maniacale dei dettagli. Anche il fashion, tuttavia, deve fare i conti con un contesto che troppo spesso mortifica il loro talento e coraggio. Poco credito, fisco esoso, burocrazia opprimente, scarsi investimenti pubblici, ritardi infrastrutturali, alti costi dell’energia sono “sabbia negli ingranaggi”, che rallenta la corsa delle nostre imprese. Inoltre abbiamo difficoltà a reperire sul mercato del lavoro il 43% degli addetti necessari alle nostre aziende». Quanto al problema dei consumi interni insoddisfacenti Merletti risponde: «Puntiamo a educare i consumatori a riconoscere la qualità del prodotto italiano, ad esempio battendoci per ottenere normative che tutelino la qualità 100% made in Italy. In più siamo impegnati in campagne anticontraffazione per informare sui rischi derivanti dall’acquisto di merce irregolare».