Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/64
Timestamp: 2019-02-20 11:20:00+00:00
Document Index: 30540595

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'sentenza ', 'art. 64', 'sentenza ', 'art. 64', 'art.64', 'art. 64', 'art.64', 'art. 64', 'art. 67', 'art. 64', 'art. 17', 'art. 298', 'art.63', 'art. 36', 'art.64', 'art. 67', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 2797', 'sentenza ']

I. Sono privi di effetto rispetto ai creditori, se compiuti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento, gli atti a titolo gratuito, esclusi i regali d'uso e gli atti compiuti in adempimento di un dovere morale o a scopo di pubblica utilità, in quanto la liberalità sia proporzionata al patrimonio del donante.
II. I beni oggetto degli atti di cui al primo comma sono acquisiti al patrimonio del fallimento mediante trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento. Nel caso di cui al presente articolo ogni interessato puo' proporre reclamo avverso la trascrizione a norma dell'articolo 36. (1)
(1) Comma aggiunto dal D.L. 27 giugno 2015 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica ai fallimenti dichiarati successivamente alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione.
Fallimento – Azioni revocatorie – Atto di scissione parziale di società – Natura dispositiva.
Fallimento - Revocatoria - Fondo patrimoniale - Atto a titolo gratuito - Adempimento di un obbligo morale - Appartamento costituente abitazione familiare - Figli adulti ed indipendenti .
La costituzione del fondo patrimoniale per fronteggiare i bisogni della famiglia, anche qualora effettuata da entrambi i coniugi, è un atto a titolo gratuito, in quanto non essendo obbligatoria non integra, di per sè, adempimento di un dovere giuridico.
Tale atto è pertanto suscettibile di esser dichiarato inefficace a norma dell'art. 64 l.fall., salvo che si dimostri l'esistenza in concreto di una situazione tale da integrare, nella sua oggettività, gli estremi del dovere morale e il proposito del solvens di adempiere unicamente a quel dovere mediante l'atto in questione (Cass. n. 1902913, Cass. n. 6267-05, Cass. n. 18065-04).
Non integra la situazione anzidetta il mero fatto dell'estensione del fondo all'appartamento costituente abitazione familiare, soprattutto quando i figli della coppia siano già tutti adulti e titolari di proprie attività imprenditoriali, e quando l'atto non abbia riguardato solo la casa familiare ma anche un terreno edificabile e un intero stabile composto da diversi appartamenti e magazzini locati a terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Febbraio 2018, n. 2820. Segue...
Fallimento - Revocatoria ex art. 64 l.f. - Ipoteca erariale - Esclusione.
L'ipoteca erariale è una figura autonoma, non agevolmente inquadrabile in nessuna delle categorie previste dal codice civile, e quindi non suscettibile di revoca ai sensi dell'art. 64, comma 1, n. 4 della legge fall., il quale prevede la revocabilità delle sole ipoteche giudiziali e volontarie. Essa, pur potendo essere accostata all'ipoteca giudiziale, con la quale ha in comune la subordinazione dell'iscrizione ad una iniziativa del creditore fondata su un titolo esecutivo precostituito e la finalità di garantire l'adempimento di una generica obbligazione pecuniaria, se ne differenzia per la natura del titolo che ne costituisce il fondamento, il quale non è rappresentato da un provvedimento giurisdizionale, ma da un atto amministrativo. Si tratta pertanto di una figura autonoma, non agevolmente inquadrabile in nessuna delle categorie previste dal codice civile, e quindi non suscettibile di revoca ai sensi dell'art. 64, comma 1, n. 4 l.fall. che prevede la revocabilità delle sole ipoteche giudiziali e volontarie. Lipoteca erariale configura pertanto un genus ulteriore rispetto a quelli previsti dalla legge e non può essere soggetta a revoca ai sensi dell'art. 64, comma 1, n. 4, l.fall. (Cass. civ. sez. 1, n. 3232 del 1 marzo 2012; n. 7864 del 3 aprile 2014; n. 4464 del 7 marzo 2016; 19749 del 9 agosto 2017). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 08 Marzo 2017, n. 5561. Segue...
Trascrizione sentenza di fallimento – Atti a titolo gratuito – Reclamo ex artt. 2674-bis c.c. e 113 disp att. c.c. – Modalità di trascrizione.
Le trascrizioni nei registri immobiliari ai sensi dell’art. 64 comma II L. Fall. vanno effettuate presentando due note: la prima avrà “codice 617 – sentenza dichiarativa di fallimento” e sarà eseguita a favore della massa dei creditori e contro il fallito; la seconda avrà “codice 600 – atto generico”, riporterà nell’indicazione dell’oggetto “apprensione dei beni al fallimento ex art. 64 comma II L. Fall.” e sarà effettuata sempre a favore della massa dei creditori ma contro sia il fallito sia il terzo avente causa. (Filippo Salvardi) (Stefania Iotti) (Ilaria Lenzini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Ottobre 2016. Segue...
Fallimento - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo gratuito - Garanzia reale prestata dal terzo successivamente all'insorgenza del debito garantito - Mancanza di corrispettivo - Atto a titolo gratuito - Configurabilità - Conseguenze - Fallimento del garante - Inefficacia dell'atto ex art.64 della l.fall. - Sussistenza - Fattispecie.
La garanzia reale prestata dal terzo in un momento successivo all'insorgenza del debito garantito, ove non risulti correlata ad un corrispettivo economicamente apprezzabile proveniente dal debitore principale o dal creditore garantito, è qualificabile come atto a titolo gratuito; ne consegue, in caso di sopravvenienza del fallimento del garante, che il suddetto atto resta soggetto, ai sensi dell'art. 64 l.fall., alla sanzione di inefficacia contemplata per i negozi gratuiti. (Nella specie, la S.C. ha confermato il decreto con il quale il tribunale aveva ritenuto l'inefficacia dell'ipoteca rilasciata dal socio di maggioranza, poi fallito, in favore della società, atteso che la garanzia era stata concessa non già in funzione del mutuo erogato alla società, ma a copertura della pregressa esposizione debitoria di quest'ultima e dello stesso garante). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Aprile 2016, n. 7745. Segue...
Vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Mancanza di attribuzione a favore del disponente - Natura gratuita dell'atto - Revocabilità ex articolo 2901 c.c..
La costituzione di un vincolo di destinazione su un determinato bene ex articolo 2645-ter c.c. si caratterizza per essere espressione del fenomeno della separazione patrimoniale e, in mancanza di contropartita costituita da attribuzioni in favore del disponente, deve essere classificato come atto a titolo gratuito revocabile sensi dell'articolo 2901 n. 1 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 27 Ottobre 2015. Segue...
Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo gratuito - Pagamento da parte del fallito di prestazione professionale resa in favore di società partecipata dalla stessa compagine sociale - Mancanza di causale - Inefficacia dell'atto ex art.64 l. fall. - Onere della prova del carattere oneroso del pagamento - Creditore accipiens - Sussistenza.
E’ revocabile ai sensi dell’art. 64 l. fall. quale atto a titolo gratuito il pagamento eseguito nel biennio precedente dalla società poi fallita, in riferimento a prestazione d’opera professionale prestata dal creditore beneficiario in favore di altra società partecipata dalla medesima compagine sociale; invero, il carattere oneroso del pagamento - rientrante in tal caso nella previsione dell’art. 67 l. fall. - può essere affermato solo quando il terzo (fallito) risulti obbligato direttamente al pagamento (per esempio, in qualità di fideiussore o più in generale di coobbligato).
Per sottrarsi agli effetti della pronuncia ex art. 64 l. fall., l’accipiens ha l’onere di dimostrare la natura onerosa della causa del pagamento a favore di altri, in base alle circostanze concrete (v. Cass. 2011/22518); non può intendersi superata la presunzione della natura gratuita del pagamento dalla mera esistenza di rapporti tra le due società e dal fatto che la compagine societaria di entrambe per la maggior parte comune. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 24 Luglio 2015. Segue...
Azione revocatoria fallimentare - Cessione di quote societarie - Cessione a prezzo irrisorio - Atto a titolo gratuito - Esclusione - Revocabilità ex articolo 67, comma 1, n. 1, legge fallimentare..
Deve escludersi la natura gratuita e pertanto la revocabilità ai sensi dell'articolo 64, legge fallimentare dell'atto di cessione di quote a prezzo irrisorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 14 Gennaio 2012. Segue...
Fallimento - Impugnazione di crediti ammessi al passivo - Eccezione revocatoria - Legittimazione del creditore - Esclusione.
Azione revocatoria - Revocatoria ordinaria promossa dal curatore fallimentare - Interesse concreto ed attuale alla formulazione di capi di condanna di natura restitutoria - Sussistenza - Controversia sulla detenzione qualificata del bene - Sequestro giudiziario - Ammissibilità..
Nell'esercizio dell'azione revocatoria, il curatore fallimentare può avere un interesse concreto ed attuale a richiedere oltre la declaratoria di inefficacia relativa degli atti impugnati quale contenuto del capo principale di domanda, anche ulteriori e conseguenti capi di condanna di natura restitutoria, al fine di attuare una migliore e più efficace salvaguardia delle finalità liquidatorie insite nello spossessamento che caratterizza la liquidazione fallimentare. In ragione di ciò e del fatto che l'azione revocatoria esperita dalla curatela ai sensi dell'articolo 64, legge fallimentare inerisce ad una controversia non sulla proprietà, ma certamente sulla detenzione qualificata del bene, può essere concesso il sequestro giudiziario dell'azienda oggetto dell'atto impugnato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18 Ottobre 2011. Segue...
Azienda - Cessione - Debiti - In genere - Canoni di fognatura e depurazione non pagati dal cedente - Pagamento in solido da parte del cessionario - Obbligatorietà - Fondamento - Conseguenze. .
In tema di canoni di fognatura e depurazione, il relativo obbligo di pagamento, ove non assolto dal cedente l'azienda, grava sul cessionario della stessa in via di responsabilità solidale, ex artt. 2560 e 2562 cod. civ., attenendo esso, ai sensi dell'art. 17-ter della legge n. 319 del 1976, per il suo rinvio all'art. 298 del r.d.1175 del 1931 ed all'art.63 della legge n. 4021 del 1877, alla remunerazione di un servizio, quello dello smaltimento delle acque e dei rifiuti; ne consegue che, una volta effettuato, tale pagamento estingue un'obbligazione gravante in proprio anche sull'affittuario d'azienda che produceva i rifiuti da smaltire, pur non essendo configurabile come obbligazione "propter rem". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Ottobre 2010, n. 20577. Segue...
Professionisti - In genere - Studio professionale associato - Autonomo centro di imputazione d'interessi giuridici - Configurabilità - Capacità di stare in giudizio - Sussistenza - Fattispecie..
Lo studio professionale associato anche se privo di personalità giuridica rientra a pieno titolo nel novero di quei fenomeni di aggregazione di interessi (quali le società personali, le associazioni non riconosciute, i condomini edilizi, i consorzi con attività esterna e i gruppi europei di interesse economico di cui anche i liberi professionisti possono essere membri) cui la legge attribuisce la capacità di porsi come autonomi centri di imputazione di rapporti giuridici e che sono perciò dotati di capacità di stare in giudizio come tali, in persona dei loro componenti o di chi, comunque, ne abbia la legale rappresentanza secondo il paradigma indicato dall'art. 36 cod. civ., fermo restando che il suddetto studio professionale associato non può legittimamente sostituirsi ai singoli professionisti nei rapporti con la clientela, ove si tratti di prestazioni per l'espletamento delle quali la legge richiede particolari titoli di abilitazione di cui soltanto il singolo può essere in possesso. (Principio affermato dalla S.C. relativamente ad azione revocatoria rivolta nei confronti di studio professionale associato relativa ad un pagamento eseguito con assegno intestato a professionista). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Luglio 2010, n. 17683. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo gratuito - Garanzia reale prestata dal terzo successivamente all'insorgenza del debito garantito - Mancanza di corrispettivo - Atto a titolo gratuito - Configurabilità - Conseguenze - Fallimento del garante - Inefficacia dell'atto ex art.64 della legge fall. - Sussistenza..
La garanzia reale (nella specie un'ipoteca) prestata dal terzo in un momento successivo all'insorgenza del debito garantito, ove non risulti correlata ad un corrispettivo economicamente apprezzabile proveniente dal debitore principale o dal creditore garantito, è qualificabile come atto a titolo gratuito. Ne consegue, in caso di sopravvenienza del fallimento del garante, che il suddetto atto esula dalla previsione dell'art. 67 del r.d. 16 marzo 1942 n. 267, in tema di revocatoria delle garanzie a titolo oneroso, e resta soggetto, ai sensi e nel concorso dei requisiti fissati dal precedente art. 64, alla sanzione di inefficacia contemplata per i negozi gratuiti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Maggio 2010, n. 12507. Segue...
Revocatoria fallimentare – Atti a titolo gratuito – Valutazione della gratuità – Funzione tipica ed astratta del singolo negozio – Esclusione – Interesse sotteso all’intera operazione – Elementi di valutazione – Vantaggio del terzo come parametro della gratuità. (01/04/2010).
In tema di revocatoria fallimentare di atti a titolo gratuito, ai sensi dell’art. 64, legge fallimentare, la valutazione di gratuità od onerosità di un negozio va compiuta con esclusivo riguardo alla causa concreta,costituita dallo scopo pratico del negozio, e cioè dalla sintesi degli interessi che lo stesso è concretamente diretto a realizzare quale funzione individuale della singola e specifica negoziazione, al di la del modello astratto utilizzato; per cui la relativa classificazione non può più fondarsi sulla esistenza o meno di un rapporto sinallagmatico e corrispettivo tra le prestazioni sul piano tipico ed astratto, ma dipende necessariamente dall'apprezzamento dell'interesse sotteso all'intera operazione da parte del solvens, quale emerge dall'entità dell'attribuzione, dalla durata del rapporto, dalla qualità dei soggetti e soprattutto dalla prospettiva di subire un depauperamento collegato o non collegato ad un sia pur indiretto guadagno o ad un risparmio di spesa. Pertanto, nell'ipotesi di estinzione da parte del terzo, poi fallito, di un'obbligazione preesistente cui egli sia estraneo, l'atto solutorio può dirsi gratuito, agli effetti dell’art. 64, legge fallimentare, solo quando dall'operazione che esso conclude - sia essa a struttura semplice perchè esaurita in un unico atto, sia a struttura complessa, in quanto si componga di un collegamento di atti e di negozi - il terzo non ne trae nessun concreto vantaggio patrimoniale ed egli abbia inteso così recare un vantaggio al debitore; mentre la ragione deve considerarsi onerosa tutte le volte che il terzo riceva un vantaggio per questa sua prestazione dal debitore, dal creditore o anche da altri, così da recuperare anche indirettamente la prestazione adempiuta ed elidere quel pregiudizio, cui l'ordinamento pone rimedio con l'inefficacia ex lege. Cassazione Sez. Un. Civili, 18 Marzo 2010, n. 6538. Segue...
Pegno - Intimazione e termine per la vendita - Derogabilità - Revocatoria fallimentare del pagamento eseguito dal terzo datore di pegno - Esclusione..
In tema di pegno, la disciplina dettata dall'art. 2797 cod. civ. è derogabile consensualmente non solo mediante la previsione di forme di vendita diverse da quelle prescritte dal secondo comma, ma anche mediante la dispensa dall'intimazione al debitore ed al terzo garante e dal rispetto del termine per l'opposizione, il cui unico scopo consiste nel consentire al debitore ed al terzo datore del pegno di adempiere spontaneamente o di opporsi alla vendita, senza che l'omissione di tali forme faccia venir meno la riferibilità della vendita alla realizzazione della garanzia pignoratizia, purchè essa sia il risultato dell'accordo intervenuto in proposito tra le parti per il soddisfacimento del creditore. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale, preso atto dell'accordo intervenuto tra una banca ed il terzo datore di pegno per la vendita di titoli dati in garanzia ed il trasferimento del ricavato sul conto corrente del debitore principale, a riduzione del debito garantito, aveva escluso che tale accordo comportasse lo spossessamento della cosa data in garanzia e l'estinzione del pegno, negando pertanto la revocabilità del pagamento, a seguito del fallimento del terzo garante). (fonte: CED, Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 28 Maggio 2008, n. 13998. Segue...