Source: http://www.arcaced.it/2015/04/07/faq-domande-e-risposte-sulla-formazione-e-gestione-della-sicurezza-in-azienda/
Timestamp: 2019-03-19 17:44:36+00:00
Document Index: 150945707

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 34']

FAQ: Domande e Risposte sulla formazione e gestione della sicurezza in azienda | ARCACED s.r.l.s.
ULSS 6 di Vicenza ha pubblicato un interessante raccolta di risposte alle domande più frequenti (FAQ: frequently asked questions) su temi di organizzazione della sicurezza sul lavoro in azienda e sul ruolo delle diverse figure della prevenzione.
R. I componenti dell’impresa familiare non sono obbligati a partecipare a corsi di formazione. Ovviamente l’impresa familiare non deve avere dipendenti nè essere costituita sotto forma di snc, srl o altre forme societarie.
R. Si riportano di seguito le denominazioni delle classi di laurea che consentono l’esonero dalla frequenza dei moduli A e B per la formazione obbligatoria degli Addetti e Responsabili del Servizio di prevenzione e Protezione aziendale.
Si ricorda che per espletare la funzione di RSPP è comunque necessaria la frequenza, con successiva verifica positiva, del Modulo C (24 ore) di cui all’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006. Tutti gli ASPP e RSPP, indipendentemente dagli esoneri, devono seguire i corsi di aggiornamento quinquennali del modulo B relativo al o ai macrosettori ATECO in cui svolgerà tale ruolo.
Classi di laurea suddivise per riferimento legislativo
(DM 04 agosto 2000 del Ministro dell’Università e RS)
4 Scienze dell’architettura e
dell’ingegneria civile
8 Ingegneria civile ed ambientale
(DM 2 aprile 2001 del Ministro dell’Università e RS)
4 Professioni sanitarie della prevenzione
(DM 16 marzo 2007 del Ministro dell’Università e RS)
LM 26 – Laurea Magistrale in Ingegneria della Sicurezza Industriale
D. Con la presente chiedo se una persona con le caratteristiche più sotto riportate deve frequentare tutto il percorso Moduli A B C oppure è esonerato dal modulo A:
Lavoratore dipendente – frequentato nel febbraio 2002 corso formazione per RSPP di 32 ore – nominato RSPP nel febbraio 2003 e ruolo ricoperto sino a settembre 2007 (oltre 3 anni esperienza).
D. Svolgo l’attività di ASPP, nominata prima del 2003, in una società che eroga servizi informativi (macrosettore Ateco K9) e sono in possesso del diploma di scuola superiore.
La mia società mi offre la possibilità di diventare RSPP e così vorrei sapere se il percorso formativo dovrà essere:
Modulo B 12 ore per il tipo di macro settore
È possibile invece che mi venga riconosciuta l’attività pregressa in modo da essere così esonerata dal modulo A o dai moduli A + B?
D. Con la presente sono a porre un quesito inerente l’incarico di RSPP per una società cooperativa. La stessa è amministrata da tre persone di cui uno è Presidente e Rappresentante Legale.
Nell’ipotesi in cui venisse individuato RSPP un amministratore che non è il Presidente, può essere formato con un corso di 16 ore “per datore di lavoro” (DdL)? La nuova normativa 81/2008, non è molto chiara a proposito. Si parla di datore di lavoro, ma nel caso di una struttura dove esiste un Consiglio di Amministrazione, come si individua lo stesso?
R. La possibilità data al DdL di assumere il ruolo di RSPP è prevista e definita dall’art. 34 del D.Lgs. 81/08.
La nozione di DdL è riscontrabile in ambito civilistico e giurisprudenziale dove concordemente, per le società di varia natura e composizione, viene identificato nel soggetto che ha poteri direttivi, coordinativi e di spesa.
Il datore di lavoro ha la facoltà di delegare alcune sue funzioni, tra le quali la responsabilità di atti inerenti la salute e la sicurezza, ad altro soggetto aziendale professionalmente adeguato tramite incarico formale (ad es. atto notarile) ed esplicitamente accettato dal delegato.
Il fatto che quest’ultimo possa “subentrare” nella deroga stabilita dal citato art. 34, e svolgere pertanto le funzioni di RSPP dopo aver frequentato unicamente il corso di 16 ore di cui al DM 16 gennaio 1997, è invece oggetto di discussione anche se l’orientamento prevalente è diretto ad escluderne la possibilità.
R. L’art. 34 comma 2 del D.Lgs. 81/08 stabilisce:
“Fino alla pubblicazione dell’accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997…”
L’art. 10 del D.Lgs. 626/94 prevedeva la trasmissione della nomina all’Organo di Vigilanza congiunta ad una dichiarazione di capacità a ricoprire il ruolo e ad alcuni dati sugli infortuni. Tale obbligo è scomparso con il D. Lgs. 81/08. Non vediamo pertanto l’utilità di mandarla ora. Ricordiamo invece che il Datore di Lavoro-RSPP dovrà frequentare corsi di aggiornamento i cui contenuti, tempi e periodicità daranno prossimamente stabiliti dalla Conferenza Permanente Stato-Regioni.
R. Per l’autocertificazione prevista dall’art. 29 comma 6 il D.Lgs. 81/08 non propone alcun modello. Il comma 5 del medesimo articolo stabilisce che entro 18 mesi saranno rese disponibili “procedure standardizzate” che potranno essere adottate dalle aziende che non hanno più di 10 lavoratori occupati.
R. La delega di funzioni è disciplinata dall’art. 16 del D.Lgs. 81/08, recentemente modificato, che prevede le caratteristiche, le modalità e le esclusioni per poterla esercitare da parte del DDL. Il delegato può a sua volta e con il consenso del DDL subdelegare alcune delle funzioni affidate. Non sono però ammessi altri gradi di subdelega.
Nulla vieta che il delegato o il subdelegato possa coincidere con la figura del RSPP. È necessario però che ci siano due atti formali:
1 – la nomina del RSPP (atto proprio e non delegabile del DDL come stabilisce l’art. 17)
2 – la delega scritta ed accettata per una o più funzioni proprie del DDL (salvo le due indelegabili stabilite dal medesimo articolo).
D. Dove è possibile effettuare i corsi per essere autorizzati a lavori di demolizione e bonifica di materiali contenenti amianto?
R. L’art. 10 della L. 257/’92 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto” prevede che le Regioni, nell’ambito dei Piani Regionali, organizzino i corsi di formazione per gli addetti alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto. La Regione Veneto con DGR n. 4764 del 30/12/’97 ha approvato la progettazione didattica e le modalità di iscrizione ai suddetti corsi, in conformità a quanto previsto dall’art. 10 del DPR 8agosto 1994. Sono previste due tipologie di corso:
Gestionale (50 ore): rivolto ai datori di lavoro e ai capi cantiere delle ditte che si occupano di bonifica e smaltimento dell’amianto.
Operativo (30 ore): rivolto agli operai che manualmente operano in presenza di materiali contenenti amianto.
Tali corsi sono organizzati presso i seguenti Servizi SPISAL di riferimento:
SPISAL AULSS n.15 – Alta Padovana
Via P. Cosma, 1 – 35012 Camposampiero (PD)
SPISAL AULSS n. 20 – Verona
Palazzo della Sanità – Via S. D’Acquisto, 7 – 37122 Verona
Telefono 045 807 50 17
SPISAL AULSS n.12 – Veneziana
P.le Giustiniani 11/D – 30174 Zelarino (VE)
10 – corsi di primo soccorso – docenti
D. Siamo un ente di formazione accreditato presso la regione Veneto e ci occupiamo prevalentemente di corsi per la qualifica e l’abilitazione di estetiste e acconciatori.
Abbiamo nostro personale docente che ha svolto i suddetti corsi e tra i nostri docenti abbiamo anche un medico che tiene abitualmente corsi di primo soccorso, in collaborazione con altri enti.
Visto che siamo oggetto di continue richieste di informazioni di ex allievi che hanno intrapreso l’attività imprenditoriale e che, quindi, sono soggetti all’obbligo del corso in questione, mi chiedo, se il nostro ente ha la possibilità di erogare questi corsi, avendo il personale medico abilitato all’insegnamento. Se ciò non è possibile, quale autorizzazione o certificazione è necessario avere per poterli offrire?
R. Nel DECRETO 15 luglio 2003, n. 388 (art. 3 comma 2) troviamo scritto:La formazione dei lavoratori designati e’ svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. Il riferimento a “personale medico” non è pertanto vincolato a particolari accreditamenti o altro, salvo la possibilità di coordinamento con il SUEM. Qualunque laureato in medicina e chirurgia iscritto all’Ordine dei Medici può pertanto risultare docente del corso di primo soccorso. Naturalmente deve attestare di aver seguito i programmi descritti negli allegati 3 e 4 de decreto medesimo.
11 – Certificazione idoneità psicofisica per conseguimento o rinnovo patentino gas tossici
12 – applicazione del D.Lgs. 81/08 in una struttura tipo “casa-famiglia”
D. Sono un consulente aziendale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e sono a porre il seguente quesito: dal punto di vista della normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali adempimenti deve effettuare una casa famiglia?
Si tratta di una struttura in cui moglie e marito, dipendenti di una onlus, danno conforto ed educano dei ragazzi la cui età varia da 0 a 18 anni. Tutto ciò avviene in un ambito famigliare in cui i ragazzi possono rimanere anche alcuni anni e il tutto è gestito come una casa privata, con la stessa vita e gli stessi tempi. Mi chiedo se sia necessario redigere il Documento di Valutazione dei Rischi, nominare un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, fare formazione a “genitori” e ragazzi ecc..
R. Dalla lettura combinata degli articoli 2 e 3 del D. Lgs. 81/08 non appare ricompresa una organizzazione come è la “casa famiglia” in quanto:
i “ragazzi” non possono essere assimilati a lavoratori in quanto non viene a concretizzarsi nessun rapporto di lavoro, pur a titolo gratuito;
i “genitori” non svolgono ruolo di datore di lavoro in quanto non si realizza una produzione;
la casa famiglia non rientra tra le cooperative sociali;
le attività che vi si svolgono (preparazione pasti, gestione dell’alloggio, attività aggregative/ricreative) non sono inquadrabili come lavoro a domicilio;
la casa famiglia non è una impresa familiare in quanto non vengono prodotti beni o servizi;
la casa famiglia non è assimilabile ad una attività scolastica.
Differente è ovviamente la posizione della Onlus da cui i “genitori” dipendono, rientrando invece quella tra le previsioni del D.Lgs. 81.
13 – socio di impresa: nomina quale datore di lavoro per gli aspetti di salute e sicurezza. Formazione necessaria.
D. siamo una ditta di produzione di pannelli di gesso con un totale di 9 dipendenti. I soci fanno parte del consiglio di amministrazione della S.r.l. e sono 4, di cui 2 sono anche dipendenti, 1 è legale rappresentante e il quarto è solo consigliere.
Il nostro RSPP è il socio dipendente che ha già effettuato il corso nell’ottobre del 1995 (32 ore) più il corso di aggiornamento Modulo C nel marzo 2008 (24 ore).
Nei giorni scorsi il ns. consulente del lavoro ci ha comunicato l’approssimarsi del termine ultimo (febbraio 2012) per le 60 ore di aggiornamento obbligatorie per il RSPP nel caso esso sia dipendente. Chiediamo se finora abbiamo agito correttamente e quante ore di aggiornamento dovrà fare il nostro socio RSPP.
R. Per risolvere il problema è necessario che dal verbale di società risulti il conferimento della delega quale “datore di lavoro” ad uno dei soci per quanto riguarda i problemi della salute e sicurezza del lavoro. In questo caso, il corso di formazione che deve essere seguito è quello di almeno 16 ore stabilito dall’art. 34 comma 2 del D.Lgs. 81/08.
Il comma 4 del medesimo articolo prevede l’obbligo di aggiornamento demandandone la definizione ad un successivo accordo Stato-Regioni che è stato stipulato il 21 dicembre 2011: tale accordo prevede un iter formativo quinquennale di 6, 10 o 14 ore a seconda che l’azienda sia classificata a basso, medio o alto rischio (saremo più precisi quando conosceremo con precisione il testo dell’accordo).
Il corso effettuato nel 1995 dal socio-datore di lavoro in questione (però sono passati 16 anni ed il Modulo C non tratta né di igiene del lavoro né di sicurezza…) potrà essere considerato sufficiente se nel programma erano presenti i temi elencati nel DM 16 gennaio 1997. La soluzione appare un po’ tirata da un punto di vista formale ma tiene conto che implicitamente il socio in questione ricopriva di fatto il ruolo di RSPP, attribuzione che – qualora fosse stata formalizzata la delega come DdL prima del 31.12.1996 – lo avrebbe esentato anche dalla frequenza del corso di 16 ore, divenuto poi obbligatorio con il DM citato.
14 – Utilizzo di auto aziendale e test per stupefacenti