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Timestamp: 2018-03-20 21:05:23+00:00
Document Index: 64956496

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 14', 'art.  17', 'art.  17', 'art. 3', 'art.  5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10']

Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ad eventi alluvionali e dissesti idrogeologici verificatisi nei mesi da giugno a dicembre dell'anno 1999 | Architetto.info
Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ad eventi alluvionali e dissesti idrogeologici verificatisi nei mesi da giugno a dicembre dell’anno 1999
Interventi  urgenti di protezione civile diretti a  fronteggiare  i
danni  conseguenti  ad eventi alluvionali e dissesti  idrogeologici
verificatisi  nei  mesi da giugno a dicembre dell’anno  1999  nelle
regioni  Emilia-Romagna,  Piemonte,  Liguria,  Basilicata,  Veneto,
Toscana,  Lombardia,  Molise,  Marche,  Lazio,  Umbria  e  Abruzzo.
(Ordinanza n. 3027). IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visti  i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri  del  21
luglio  1999,  del  27 agosto 1999, del 27 ottobre  1999  e  del  5
novembre 1999 concernenti le dichiarazioni dello stato di emergenza
in alcune zone del territorio nazionale;
Viste le segnalazioni pervenute dalle regioni interessate;
Ravvisata  la  necessita’  di disporre  l’attuazione  immediata  di
misure finalizzate al superamento dell’emergenza;
1. Per gli interventi urgenti conseguenti agli eventi calamitosi di
seguito  indicati e’ concesso alle regioni indicate  un  contributo
complessivo di lire 63.500 milioni cosi’ ripartito:
A) regione Emilia-Romagna lire 10.000 milioni:
tromba  d’aria  del 22 luglio e 10 agosto 1999 nella  provincia  di
fenomeni   alluvionali   e   conseguenti   dissesti   idrogeologici
verificatisi  dal 30 settembre al 1 ottobre 1999  in  provincia  di
Piacenza,  dal  20  al 26 ottobre 1999 nelle province  di  Parma  e
Piacenza  e  il  6  e 7 novembre 1999 nelle province  di  Forli’  e
B) regione Piemonte lire 4.000 milioni:
verificatisi  dal  20  al  26  ottobre  1999  nella  provincia   di
tromba  d’aria  del 26 agosto 1999 nel comune di Borgolavezzaro  in
C) regione Liguria lire 16.000 milioni:
incendi verificatisi dal 24 al 27 luglio 1999 nei comuni di Levanto
e Bonassola (La Spezia);
verificatisi dal 20 al 22 settembre 1999 in provincia di  Genova  e
dal  20  al  26 ottobre 1999 nella province di Genova,  La  Spezia,
D) regione Basilicata lire 2.000 milioni:
dissesto   idrogeologico   con   conseguenti   movimenti    franosi
verificatisi  nei  giorni 24 e 25 luglio 1999  nel  territorio  del
comune di Melfi (Potenza);
E) regione Veneto lire 13.000 milioni:
eventi   meteorologici   con   conseguenti   fenomeni   alluvionali
verificatisi  nei giorni 20 e 21 settembre 1999 nelle  province  di
Vicenza e Belluno;
F) regione Toscana lire 10.000 milioni:
verificatisi  nei  giorni 20 e 21 ottobre 1999  nelle  province  di
Massa  Carrara e Lucca, e nei giorni 18 e 19 novembre  1999,  nelle
province di Firenze, Prato, Lucca, Pistoia e Pisa;
G) regione Lombardia lire 1.000 milioni:
dissesti idrogeologici e movimenti franosi verificatisi nei mesi di
novembre  e dicembre 1999 nel territorio del comune di S.  Caterina
Valfurva (Sondrio);
H) regione Molise lire 2.500 milioni:
eventi  del 15 e 16 giugno e del 25 e 26 luglio 1999 nelle province
di Isernia e Campobasso;
I) regione Marche lire 5.000 milioni;
eventi  del 9 luglio 1999 nella provincia di Ascoli Piceno.  2.  Le
regioni interessate provvedono all’individuazione dei territori dei
comuni danneggiati dagli eventi di cui al comma 1, ove mancanti.
1.  Le regioni di cui all’art. 1, nei limiti delle somme assegnate,
adottano,  entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione  della
presente   ordinanza  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana,  un  piano di interventi straordinari per  il  ripristino
delle  infrastrutture danneggiate, per la sistemazione urgente  dei
corsi  d’acqua  e  dei versanti individuando,  altresi’,  gli  enti
attuatori.  Possono essere ricompresi nel piano ed attuati  con  le
procedure  e  deroghe  di  cui  alla presente  ordinanza  ulteriori
interventi urgenti finanziati dalle Amministrazioni statali,  dalla
regione  e dagli enti locali e comunque, strettamente connessi  con
l’evento  calamitoso e finalizzati alla rimozione  del  pericolo  o
alla prevenzione del rischio.
2. Il piano comprende, altresi’, interventi a sostegno dei soggetti
privati  e  delle  attivita’ produttive volti a  favorire  il  piu’
rapido ritorno alle normali condizioni di vita, e il concorso  agli
oneri  relativi agli interventi eventualmente disposti anche  dagli
enti locali nella prima fase dell’emergenza.
3.  Il piano comprende anche le opere necessarie a ridurre i rischi
e  prevenire  il  ripetersi  dei danni  per  le  popolazioni  e  le
infrastrutture  in  concomitanza  di  eventi  analoghi   a   quelli
4. Il piano, completo degli importi previsti per ciascuna tipologia
di  intervento, preliminarmente alla sua attuazione, e’  sottoposto
alla  presa  d’atto del Dipartimento della protezione civile  anche
per  stralci  e puo’ essere rimodulato ed integrato con  la  stessa
5. Gli interventi infrastrutturali d’emergenza ricompresi nel piano
dovranno  essere  affidati entro novanta giorni  dalla  data  della
presa d’atto di cui al comma 4 e dovranno essere completati entro i
1.  I  soggetti  attuatori, per la redazione dei progetti  relativi
agli   interventi  del  piano,  possono  affidare  anche  a  liberi
professionisti specifici incarichi avvalendosi, ove occorra,  delle
deroghe di cui al successivo comma 4.
2.    Le    regioni   interessate   provvedono   al   coordinamento
dell’attuazione dei piani di cui all’art. 2 e approvano i  progetti
a  mezzo  di  conferenza di servizi da attuare entro  sette  giorni
dalla  disponibilita’  dei  progetti. Qualora  alla  conferenza  di
servizi  il  rappresentante  di  un’amministrazione  invitata   sia
risultato  assente  o  comunque non dotato di  adeguato  potere  di
rappresentanza,  la  conferenza delibera  prescindendo  dalla  loro
presenza  e  dalla  adeguatezza dei poteri  di  rappresentanza  dei
soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in sede di conferenza
di   servizi   deve   essere  motivato  e   recare,   a   pena   di
inammissibilita’, le specifiche indicazioni progettuali  necessarie
al  fine  dell’assenso.  Le regioni possono  comunque  assumere  la
determinazione di conclusione positiva del procedimento.  Nel  caso
di  motivato dissenso espresso da una amministrazione preposta alla
tutela   ambientale   paesaggisticoterritoriale,   del   patrimonio
storicoartistico  o  alla  tutela della salute  dei  cittadini,  la
determinazione della regione e’ subordinata, in deroga all’art. 14,
comma  4,  della  legge  7  agosto 1990, n.  241,  come  sostituito
dall’art.  17,  comma  3, della legge 15  maggio  1997  n.  127,  e
successive  modificazioni all’assenso del Ministro  competente  che
deve esprimersi entro quindici giorni dalla richiesta.
3.  I  pareri, visti e nullaosta relativi agli interventi  previsti
nel  piano che si dovessero rendere necessari anche successivamente
alla  conferenza di servizi di cui al comma precedente,  in  deroga
all’art.  17, comma 24, della legge 15 maggio 1997, n. 127,  devono
essere  resi  dalle amministrazioni competenti entro  sette  giorni
dalla  richiesta e, qualora entro tale termine non siano  resi,  si
intendono inderogabilmente acquisiti con esito positivo.
4.  Per l’affidamento delle progettazioni e dei lavori di cui  alla
presente  ordinanza  e’ autorizzata la deroga alle  sotto  elencate
regio  decreto 25 maggio 1895, n. 350, articoli 9, 10, 17, 20,  27,
28, 68, 69, 70 e 71;
regio  decreto 18 novembre 1923, n. 2440, art. 3, comma 1, art.  5,
art. 6, commi 2, 7, 8, 11, 13 e 19;
regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, articoli 37, 38, 39, 40 e 41;
legge 8 giugno 1990, n. 142, articoli 32 e 35;
legge  7  agosto  1990, n. 241, articoli 14, 16 e 17  e  successive
legge  11  febbraio 1994, n. 109, modificata dalle leggi  2  giugno
1995,  n. 216, e 18 novembre 1998, n. 415, art. 6, commi 5, 9,  16,
17, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 28, 29 e 32;
decreto legislativo 12 marzo 1995, n. 157, articoli 6, 7, 8, 9, 22,
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, art. 10, comma 2.
1.  All’onere relativo all’attuazione degli interventi di cui  agli
articoli   1,  2  e  3  della  presente  ordinanza,  ammontante   a
complessive  lire 63.500 milioni, si provvede con le disponibilita’
dell’unita’  previsionale di base 6.2.1.2. “Fondo della  protezione
civile”  dello  stato di previsione della Presidenza del  Consiglio
dei Ministri per l’anno 1999.
1.  Per  il  ripristino dell’attraversamento provvisorio del  fiume
Biferno  che  costituisce  variante  provvisoria  della  s.s.   647
Bifernina  danneggiato a seguito dell’evento meteorico iniziato  il
15 dicembre 1999 l’ANAS e’ autorizzata a provvedere in via di somma
urgenza  all’affidamento  dei  lavori  a  mezzo  gara  informale  a
trattativa privata invitando almeno quindici ditte dotate di idonei
requisiti   di   legge  e  avvalendosi,  anche  per  le   attivita’
progettuali,  delle procedure e deroghe di cui  alle  ordinanze  n.
2438  del 15 maggio 1996 e n. 2621 del 1 luglio 1997. L’onere e’  a
carico del proprio bilancio.
1.  Per  i  primi interventi urgenti di assistenza alle popolazioni
colpite,  per  i  rimborsi alle organizzazioni di  volontariato  di
protezione  civile,  nonche’ pe…
Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ad eventi alluvionali e dissesti idrogeologici verificatisi nei mesi da giugno a dicembre dell’anno 1999 redazione redazione 2015-05-06T02:27:58+00:00