Source: http://comitatocivicoolmi.blogspot.it/2013/07/quegli-olmi-vanno-salvati-ad-ogni-costo.html
Timestamp: 2018-03-18 09:18:12+00:00
Document Index: 46699924

Matched Legal Cases: ['art. 733', 'art. 25', 'art.733', 'art.5', 'art. 301', 'art. 301']

COMITATO CIVICO TUTELA OLMI VIA MAC MAHON MILANO: PARTECIPAZIONE E PRECAUZIONE. LE PROPOSTE DEL COMITATO
PARTECIPAZIONE E PRECAUZIONE. LE PROPOSTE DEL COMITATO
ECCO IL TESTO DEL DOCUMENTO INVIATO DAL COMITATO E DALL'ASSOCIAZIONE CINQUE STELLE PER LA LEGALITA' AL SINDACO, AGLI ASSESSORI ED AI VERTICI ATM PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DEGLI ALBERI. QUESTO TESTO DEVE ESSERE LETTO FINO IN FONDO PERCHE' RICALCA QUELLE CHE SONO LE NOSTRE POSIZIONI E LE NOSTRE PROPOSTE IN MERITO ALLA TUTELA DEGLI OLMI DI MAC MAHON. IO COME PRESIDENTE DEL COMITATO CON L'ARCHITETTO BOATTI, LA RESPONSABILE DEL SETTORE AMBIENTE AIDAA SALVINA INZANA E L'ING. MURA, ABBIAMO SOTTOSCRITTO QUESTO DOCUMENTO PERCHE' RITENIAMO A NOME DI TUTTI VOI CHE LA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI ZONA DA SOLA NON GARANTISCA AFFATTO LA SALVAGUARDIA DEGLI ALBERI, MENTRE IL NOSTRO SCOPO E' UNO SOLO: GARANTIRE LA MAGGIORE SALVAGUARDIA POSSIBILE DI TUTTI GLI ALBERI ATTRAVERSO UNA SERIE DI PROPOSTE CONCRETE SUL METODO DI INTERVENTO. NON ABBASSIAMO LA GUARDIA.
nella persona dell’Ill. Sindaco
A mezzo raccomandata R/R
P.za della Scala 2,
E agli assessori: Pierfrancesco Maran
Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica, Energia
Chiara Bisconti - Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Risorse umane, Tutela degli animali, Verde e Arredo Urbano
E al consigliere Carlo Monguzzi – presidente commissione consiliare Mobilità - Ambiente - Arredo Urbano - Verde
protocollo@postacert.comune.milano.it
E ai dirigenti: Direttore centrale mobilità trasporti ambiente
Direttore centrale decentramento e servizi al cittadino
Al Consiglio di Zona 8
Commissione mobilità e ambiente
v. Quarenghi 21,
E alsuo Presidente Sig. Simone Zambelli
Nonché a ATM S.p.A. nelle persone di
Milano 24.7.2013
Oggetto: Proposte Mac Mahon.
Ulmacee in via Mac Mahon -Istanza di sollecitazione alla più rigorosa applicazione del principio di precauzione e di partecipazione al procedimentoper la definizione degli interventi dei sottoscritti:
- Associazione Cinque Stelle per la Legalità
- Comitato civico per la tutela degli Olmi di via Mac Mahon
Con riferimento all’attività amministrativa relativa al c.d. Progetto Mac Mahon di cui alla:
- Deliberazione n.128 P.G. 469620 di cui al punto 6 dell’OdG del 11.7.2013 del Consiglio di Zona 8 del Comune di Milano, con il Presidente della Commissione Parchi e Giardini – Arredo Urbano – Ambiente – Agricoltura e Mobilità sig. Fedrighini formula un’ipotesi di lavoro per la sostituzione dell’armamento della linea ATM e salvaguardia del filare alberato;
- Mozione “alberi di via Mac mahon” di cui al punto 11 dell’OdG dell’11.7.2013 del Consiglio di Zona 8 del Comune di Milano con cui si chiede di limitare gli interventi di manutenzione della linea tranviaria a quanto strettamente indispensabile, senza pregiudicare il benessere delle piante,
- Eventuali altri atti del comune allo stato non conosciuti,
in termini generali, sulla tutela arboricola, che:
- il Comune è l’entità amministrativa che, sulla base di arcinoti principi di diritto amministrativo (nonché di diritto comune), è naturalmente deputata alla tutela di beni ambientali quali il paesaggio e il verde pubblico. Il principio è confermato da legislazione recentissima (cfr. nota 2);
- con riferimento specifico alla vegetazione urbana, la Legge riconosce il Comune - comunità naturale - ente che per primo deve intervenire per la valutazione e tutela ambientale, ma non trascura, anzi integra l’intervento di livelli più estesi di amministrazione e di poteri più intensi (Provincia, Regione, Stato) anche nella cura di interessi riferiti a comunità locali, come sarà evidenziato nel seguito della trattazione;
- essendo in capo al Comune il dovere di provvedere in prima istanza alla cura nonché alla qualificazione amministrativa degli alberi, si può ritenere che il primo dovere amministrativo di tutela stia in capo al Comune medesimo;
- che tale dovere amministrativo di tutela si traduce sul piano penalistico in obblighi di garanzia;
sulla sanzionabilità di condotte dannose verso gli alberi:
- sugli alberi oggetto delle deliberazioni in questione ai sensi del codice sull’Ambiente può essere apposto il "vincolo paesaggistico"[1] che ne impedisce l'alterazione o l'abbattimento;
- a ciò si aggiunge quanto disposto dalla legge n.10/2013[2] che stabilisce che: "salvo che il fatto costituisca reato, per l'abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali[3] si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000";
- in caso di interventi su alberi è applicabile l'articolo 635 del Codice penale che disciplina il reato di danneggiamento (nella forma aggravata specifica) con pena dai sei mesi ai tre anni e procedibilità d’ufficio;
- nella stessa fattispecie è applicabile altresì il neointrodotto art. 733 del codice penale che punisce il danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale di cui sia noto il rilevante pregio, se dal fatto deriva un nocumento, con l'arresto o con l'ammenda e può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata;
- per i criteri di cui alle premesse generali, può ritenersi che sussista in capo al Comune l’obbligo di garanzia circa il rispetto dell’ambiente di cui agli artt. 635 e 733 c.p. 40 cpv. c.p.., con conseguenti responsabilità penali per fatti di terzi che non sono stati impediti;
- avverso interventi sugli alberi sono esercitabili i comuni provvedimenti in materia cautelare penale (i.e. sequestri).
sulla responsabilità amministrativa degli enti coinvolti in condotte dannose penalmente sanzionate:
- ai sensi dell’art. 25-undecies del Decreto Legislativo 231/2001 comma 1, il reato ambientale previsto dall’art.733 c.p. è il presupposto per la punibilità dell’ente (art.5) nel cui interesse il reato è commesso;
- si rammenta che, onde escludere tale responsabilità, occorre dotarsi di un adeguato Modello Organizzativo per la prevenzione dei fatti in questione che dev’essere efficacemente attuato;
- in tal senso si precisa che occorre aderire al livello della massima diligenza esigibile[4].
Sul contenimento dei rischi amministrativi
- si ritiene doveroso per l’ente cui la presente è intestata, considerati i contenuti della delibera n.128 di cui in intestazione, fareintensa applicazione dei principi di precauzione e di partecipazione.
i. L’applicazione del principio di precauzione[5] implica che siano elaborate misure amministrative:
- in misura proporzionale al livello di protezione ricercato.
- a seguito dell'esame dei vantaggi e oneri derivati, anche in termini di una analisi economica costi/benefici.
- che debbono ritenersi provvisorie e sottoposte a modifica in funzione dei dati resisi successivamente disponibili.
Va specificato che, come il principio di partecipazione, ma diversamente da altri principi comunitari dell'azione amministrativa, il principio di precauzione è definito anche a livello di diritto positivo, atteso che l'art. 301, t.u. in materia ambientale stabilisce che "in caso di pericoli, anche solo potenziali, […] per l'ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione".
Per quanto premesso si può ritenere che la sussistenza di un pericolo, anche solo potenziale, di compromissione […] dell'ambiente, avuto particolare riguardo ai filari alberati, comporta una risposta da parte delle competenti Amministrazioni capace di assicurare un elevato livello di protezione ambientale.(Art. 301 T.U. Ambiente citato).
Questo vuol dire che la scelta di preservare la vegetazione risulta obbligata.
D'altro canto, anche la giurisprudenza comunitaria ha statuito (Trib. Ce, Sez. II ampliata, 26 novembre 2002, T-74/00, Artegodan) che "il principio di precauzione è il principio generale del diritto comunitario che fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l'ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici"[6].
Ciononostante, anche trascurando il criterio qualitativo legale di cui all’art. 301 del T.U. che ad avviso dei sottoscritti si concreta in un divieto, e ponendo in discussione la possibilità di non preservare la vegetazione, non si arriva a risultati differenti.
La migliore tecnica applicabile comporta infatti la conservazione delle alberature.
ii. L’applicazione del principio di partecipazione implica il dovere di acquisire al procedimento la presente, essendo essa rivolta a contribuire all’individuazione ovvero ad individuare le migliorisoluzioni tecniche applicabili alla fattispecie amministrativa tenuto conto dei rischi che possono essere così enumerati:
§ rischio di prevalenza di interessi economici su interessi ambientali (es. interesse a ridurre stabilmente i costi di manutenzione della linea;interesse a trasformare la linea in preferenziale asfaltata per transito bus extraurbani)
§ rischio di prevalenza di interessi individuali su interessi meta individuali (es. prevalenza degli interessi di ATM o di altri soggetti privati (es. concessionari del trasporto pubblico extraurbano, segherie, professionisti) su quelli della collettività;prevalenza di interessi consortili su interessi collettivitout court.)
- In applicazione dei menzionati principi si propone quanto segue:
1)Onde salvaguardare le piante, occorre contenere al minimo lo spaziodelle operazioni di scavo per la sostituzione dell’armamento.[7]
ATM ha riferito in più occasioni pubbliche che la riduzione dell’ingombro geometrico dello scavo costituisce carattere ordinariamente non presente nei propri interventi.
La proposta manutentiva di ATM è in linea con la surriferita capacità tecnica di intervento.
ATM propone infatti di eseguire gli scavi 60 cm dal filo esterno dei binari esistenti.
Alla distanza citata si incontrerebbe non più il ballast della massicciata ma fertile terreno vegetale intensamente colonizzato dalle radici degli alberi.
E’ evidente d’altra parte che la regola di scavo indicata da ATM, non prende in alcuna considerazione le piante.
L’applicazione di una simile regola comporta che le piante verrebbero sacrificate in grande misura, come descritto nella relazione a firma di Laura Gatti che infatti prefigura il sacrificio di una percentuale molto alta di alberature.
E’ altresì ragionevole ipotizzare che, laddove i lavori di sostituzione degli armamenti fossero destinati ad ATM, essa non riuscirà a rispettare il limite dei 20 cm dal filo del binario, come richiesto anche dal Consiglio di Zona.
Si propone pertanto che il Comune bandisca un concorso anche internazionale di progettazione del nuovo armamento, riservato a gestori e progettisti di linee del ferro , finalizzato al massimo contenimento degli ingombri e dell’impatto sulle radici e che indichi comunque le dimensioni massime dello scavo in cm. 20 all’esterno del filo esterno del binario attuale.
Nella valutazione delle offerte dovrebbe attribuirsi un valore ulteriore a proposte che consentano in situazioni specifiche una ulteriore riduzione di tale ingombro.
2) Una volta scelta la soluzione di sostituzione dell’armamento teoricamente meno impattante essa dovrà essere inizialmente messa in pratica solo su una tratta sperimentale minima di non oltre 100 metri lineari complessivi (uni o bidirezionale , ma comunque comprendente esemplari con importanti presenze radicali rilevabili visivamente).
Su tale tratta sperimentale, coinvolgente circa 12 piante, si effettuerà lo scavo delle dimensioni previste e successivamente si effettueranno le valutazioni di stabilità delle alberature che siano state sottoposte a tagli radicali, con la determinazione delle conseguenti misure agronomiche possibili o necessarie (conservazione, conservazione con rilevante riduzione della chioma, abbattimento e sostituzione).
Tali risultati, proiettati sull’intera tratta in predicato per il rifacimento dell’armamento, verranno sottoposti alla valutazione delle istanze di partecipazione locale e dei cittadini al fine di pervenire ad una scelta sulla sostituzione dell’armamento fondata su una reale consapevolezza dei relativi impatti.
In caso di impatti complessivamente negativi non per il singolo albero ma per il filare alberato nonché per il sistema viale alberato nel suo insieme è necessario garantire la possibilità di discutere e ricorrere a soluzioni alternative ( sopralzo del piano del ferro, tratta a binario unico ecc.).
E’ appena il caso di notare che, anche a fronte di specifiche istanze di accesso, l’ ATM non ha mai fornito dati quantitativi in ordine all’obsolescenza dell’armamento, che ne imporrebbe la sostituzione, ma solo valutazioni sintetiche e puramente qualitative.
Si richiede soprattutto nella predetta ipotesi -in cui si potrà prefigurare la distruzione del viale alberato - che tali dati quantitativi vengano messi pubblicamente a disposizione.
Nell’ipotesi in parola si richiede pure l’indizione di un referendum popolare il cui esito dovrebbe essere considerato politicamente vincolante.
3) Nel quadro delle analisi che sono state prefigurate dal Consiglio di Zona, il test di stabilità degli alberi (cc.dd. “pulling test”)costituiràlo snodo procedimentalepiù delicato. Il rischio attiene sia alla fase della sperimentazione, sia a quella di realizzazione del progetto complessivo.
Al fine di garantire la massima trasparenza dell’esperimento si richiede:
- che l’amministrazione elabori un proprio capitolato per tali prove, lo sottoponga alle istanze di partecipazione e ai cittadini, e successivamente lo metta in gara pubblica.
- che lo svolgimento delle prove, per la parte sperimentale, ( misure dinamometriche, inclinometriche , sclerometriche ed altre eventualmente richieste ) venga svolta in forma partecipata, e in particolare ammettendo la presenza volontaria di tecnici proposti dagli scriventi che possano intervenire nella fase delle rilevazioni.
- per la parte dell’applicazione modellistica (ad esempio simulazione del comportamento della chioma sotto la spinta del vento, simulazione del comportamento dell’albero oltre il livello della deformazione elastica indotta sperimentalmente, etc.) vengano pubblicamente messi a disposizione i modelli utilizzati per consentire una valutazione della loro attendibilità/aleatorietà.
- a monte il Comune metta a disposizione delle imprese partecipanti alla gara i dati relativi agli eventi anemometrici storici rilevati dagli osservatori metereologici e la simulazione modellistica degli effetti degli eventi limite nella via Mac Mahon, arteria urbana orientata ortogonalmente alle direzioni dei venti prevalenti.
- le commissioni giudicatrici di ogni gara relativa all’intervento in oggetto svolgano il loro lavoro in sedute pubbliche.
Tutto ciò premesso i sottoscritti, riuniti in:
- Associazione Cinque Stelle per la Legalità, in persona del Presidente;
- Comitato civico per la Tutela degli Olmi di Via Mac Mahon;
Onde venga applicato concretamente il principio di precauzione con applicazione dell’obbligo di preservazione dei filari alberati o comunque con la limitazione massima di interventi su detti filari con le modalità sopra illustrate.
In tal senso, onde poter partecipare collaborativamente alla definizione delle soluzioni per risolvere la problematica della salvaguardia del paesaggio urbano e dell’ambiente di Via Mac Mahon chiedono di partecipare direttamente alle attività extraprocedimentali e ai procedimenti comunque denominati relativi a quanto in oggetto, attraverso propri delegati all’uopo indicati.
Il Presidente dell’Associazione Cinque Stelle per la Legalità
C.F. dell’Associazione
Per il Comitato civico Tutela Olmi di Via Mac Mahon
NomeLorenzo
CognomeCroce
Nome Salvina
Cognome Inzana
NomeGiuseppe
CognomeBoatti
NomeLuciano
CognomeMura
Pubblicato da lorenzo a 05:14
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