Source: http://www.scuola7.it/2016/6/
Timestamp: 2019-10-17 14:16:18+00:00
Document Index: 45813686

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 17', 'art 18', 'art. 18', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 1', 'art 13', 'art 9']

Scuola7 - n. 6
1 agosto 2016, n. 6
Novità concorso dirigenti
Chiamata per competenze, istruzioni per l'uso
Apprendimento linguistico innovativo
Parliamo diCompiti delle vacanze...non solo per i dirigenti
Concorso dirigenti scolastici: ci sono cambiamenti in vista
La procedura concorsuale per diventare dirigente scolastico si concluderà presto, cioè in tempo utile perché le assunzioni vengano effettuate nell’anno scolastico 2017/2018. La “buona notizia” ce la fornisce Dorina Bianchi, la nuova sottosegretaria al Ministero dei Beni Culturali, che così risponde ad un’interrogazione parlamentare nella VII Commissione Cultura della Camera, giovedì 14 luglio 2016.
E noi lo speriamo vivamente, anche perché qualche dubbio permane, considerando che ci sono tanti step da superare (prova preselettiva, prova scritta, prova orale, formazione e tirocinio), e che non è stata ancora resa nota la tabella di marcia. Però qualcosa si muove.
Cosa propone il CSPI
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), a cui il 14 giugno 2016 era stata inviata la bozza di Regolamento, ha espresso il suo parere tendenzialmente favorevole. Si chiede però di apportare modifiche importanti, alcune a carattere sostanziale, altre di tipo procedurale. Riportiamo qui di seguito quelle che a nostro parere appaiono più rilevanti.
Le principali richieste di modifiche
1. Specificare che il servizio, come requisito d’accesso, deve essere “non inferiore a sessanta mesi, anche non continuativi, incluso quello svolto con contratti a tempo determinato, ovvero 5 anni di servizio ciascuno dei quali riconoscibile ai sensi della vigente normativa in materia di ricostruzione di carriera" (art. 6).
2. Ampliare il numero dei candidati che, superata la prova preselettiva, saranno ammessi alla prova scritta: da 3 a 4 volte il numero dei posti messi a concorso (art. 8).
3. Aumentare il numero dei candidati ammessi al corso di formazione: dal 20% al 30% in più rispetto al numero dei posti determinati (art. 4).
4. Raddoppiare il numero dei quesiti in relazione alla possibilità di verificare con uno spettro più ampio di domande la preparazione dei candidati, garantendo un tempo idoneo ed adeguando i punteggi di cui al comma 7 (art. 8).
5. Garantire il rispetto dello stesso protocollo di somministrazione della prova preselettiva su tutto il territorio nazionale e l’equivalenza misuratoria delle prove (art. 8).
6. Ridurre il tempo del corso di formazione in presenza a due mesi, portare a quattro mesi il tirocinio ivi compresa la formazione erogabile anche a distanza (art. 17).
7. Realizzare il tirocinio nelle scuole autonome (o anche in reggenza) e affidare le funzioni di tutor al dirigente titolare (art 18).
8. Prevedere il semiesonero dal servizio per i docenti ammessi al corso di formazione. Qualora detti docenti fossero assegnati all'organico potenziato dovranno essere eccedenti rispetto alla dotazione di posti spettanti alla scuola (art. 18).
9. Limitare il punteggio massimo conseguibile per ciascuna delle tipologie di titoli a 20 punti, allo scopo di garantire un mix equilibrato tra titoli culturali e professionali (tab. valutazione titoli).
10. Rivedere i punteggi della tabella di valutazione dei titoli (culturali, di servizio e professionali) in modo da valorizzare le esperienze di gestione della scuola e ridefinire il valore di alcuni titoli culturali e professionali che hanno bassa significatività rispetto all'attività del dirigente scolastico (tab. valutazione titoli).
Richieste sensate? Sì, con qualche punta di criticità
I punti di forza delle proposte
Non possiamo non essere d’accordo sulla richiesta di ampliare il numero dei candidati da ammettere alla prova scritta. Anzi, a noi piacerebbe che la preselettiva incidesse ancora meno sulla valutazione complessiva del candidato; avremmo auspicato procedure alternative e più in sintonia con i “saperi” del dirigente. Ma siamo consapevoli che finché ci sono grandi numeri è difficile ipotizzare altre misure. È apprezzabile, tuttavia, che su 1000 posti disponibili (noi speriamo di più) ci saranno almeno 4.000 concorrenti effettivi.
Come pure ci piace la richiesta di portare al 30% (rispetto ai posti in concorso) il numero dei candidati ammessi al corso di formazione. Avere a disposizione un tot di professionisti formati (quelli cioè che hanno superato formazione e tirocinio) potrebbe risolvere il fenomeno delle reggenze perché essi potrebbero andare a coprire i posti che si renderanno vacanti nel triennio successivo.
Assai sensata ci sembra pure la proposta di ridurre il tempo del corso della formazione in presenza a due mesi, e di portare a quattro mesi il tirocinio, ivi compresa la formazione erogabile anche a distanza. Gli aspiranti dirigenti hanno bisogno di mettersi alla prova, di capire come funziona veramente un'organizzazione complessa, di osservare con lo sguardo del dirigente quelle stesse situazioni, contesti e processi che fino a quel momento erano abituati a vedere con gli occhi del docente.
Una richiesta che renderebbe più agevole la fase di transizione da docente a dirigente è quella di prevedere il semiesonero dal servizio per i docenti ammessi al corso di formazione o, in caso di assegnazione all'organico potenziato, di considerarli come dotazione eccedente i posti spettanti alla scuola. Sarebbe un buona soluzione, ma temiamo che non sia attuabile per via delle coperture finanziarie che appaiono onerose.
Ci sono due richieste che suscitano riflessioni non scontate.
La prima: raddoppiare il numero dei quesiti della prova preselettiva. La motivazione addotta è quella di poter verificare meglio la preparazione del candidato. Tale richiesta potrebbe apparire piuttosto punitiva, perché cinquanta quesiti, se ben fatti, sono più che sufficienti. Il problema reale non risiede solo nella quantità, piuttosto nella qualità delle domande: pertinenza, congruenza, chiarezza [Abbiamo affrontato la questione in Scuola 7 n. 3].
La seconda: affidare le funzioni di tutor al dirigente titolare della scuola dove si fa tirocinio. Così posto, l’affidamento rappresenta l’applicazione di un automatismo e non una scelta consapevole. L’automatismo non è sempre sinonimo di qualità. Se poi si aggiunge che il tirocinante può essere assegnato anche ad una scuola in reggenza, la difficoltà si fa più seria. Quale garanzia di presenza e di supporto può dare un dirigente già così oberato? Viene da chiedersi se tale proposta del CSPI nasca dalla fiducia eccessiva nei confronti delle competenze professionali di tutti i dirigenti scolastici in servizio (indistintamente), oppure dalla sfiducia totale nei riguardi delle competenze decisionali dei direttori regionali. Entrambe le ipotesi creano disagi, se dobbiamo condividerle.
Ci viene anche da pensare (e sorridere) quando leggiamo, per esempio, che bisogna garantire il rispetto dello stesso protocollo di somministrazione della prova preselettiva su tutto il territorio nazionale e l’equivalenza misuratoria delle prove. Ma era proprio necessario precisarlo? Forse sì. Ma questo ci fornisce la misura che nel nostro Paese diamo per scontato che i diritti fondamentali dei cittadini (come l’equità di trattamento) non vengano abitualmente garantiti.
C’è più chiarezza sulle “materie” per la prova scritta
È importante riservare un ragionamento a parte sulle modifiche proposte nell’art. 10, relativo alle “materie” su cui verteranno i quesiti della prova scritta. Il CSPI chiede di focalizzare la parte normativa soprattutto sui processi di riforma in atto; di inserire tematiche legate alla gestione delle istituzioni scolastiche, in particolar modo del RAV, del PDM, del PTOF, oltre che all’organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all'inclusione scolastica, all'innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica.
Proponiamo qui di seguito una tabella comparativa che permette di capire meglio le richieste di modifica.
Le “materie” di studio
Art. 10, Bozza regolamento 14 giugno 2016 Art. 10, Emendamenti proposti dal CSPI
La prova scritta consiste in cinque domande a risposta aperta sulle seguenti materie, fermo restando quanto previsto al comma 2. La prova scritta consiste in cinque domande a risposta aperta sulle seguenti materie, fermo restando quanto previsto al comma 2.
a) Normativa di riferimento per il settore dell’istruzione ed educazione scolastica; Normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
b) Modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali; Modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla gestione delle istituzioni scolastiche, del RAV e del PdM, della predisposizione e gestione del PTOF, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
c) Organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica; Organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all'inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
d) Organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico; Idem
e) Valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici; Idem
f) Diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni; Diritto civile e amministrativo in riferimento alle attività scolastiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni (*);
g) Contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali; Idem
h) Sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea. Idem
(*) Tale richiesta di modifica viene così giustificata: “La proposta di modifica si ritiene necessaria in quanto la materia del diritto amministrativo è molto vasta e solo parzialmente interessa un'amministrazione pubblica come la scuola. Il riferimento alle obbligazioni giuridiche apre inoltre un ulteriore vasto scenario dato che alle obbligazioni il codice civile dedica l'intero libro IV e richiama tutte le fonti dalle quali derivano (contratti, legge, rapporti obbligatori)”.
Si tratta di variazioni che ridefiniscono e circoscrivono le “materie” su cui verterà la prova scritta. Sono importanti perché aiutano i candidati ad orientarsi meglio all’interno di temi assai complessi facilitando la loro preparazione.
Ora si attendono le valutazioni del MIUR, quindi l’uscita del Regolamento definitivo e la relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
I Direttori Generali degli UU.SS.RR. stabiliranno contatti e confronti con le Regioni e gli Enti locali per acquisirne gli orientamenti e le valutazioni, e a seguire daranno corso alla fase di informazione alle Organizzazioni sindacali attraverso appositi incontri.
Le azioni di adeguamento dell’organico dell’autonomia alle situazioni di fatto dovranno tendere ad una rigorosa ricognizione delle effettive disponibilità di personale, tenendo presente l’esigenza che tutti docenti in situazione di esubero trovino piena utilizzazione.
Il personale docente titolare in esubero che non abbia trovato posto intero nell’organico dell’autonomia considerando anche i posti di potenziamento e i posti dell’adeguamento alle situazioni di fatto, sarà assegnato su classi di concorso per le quali possiede i titoli di accesso.
Nelle operazioni di adeguamento andrà prioritariamente considerata la possibilità per i dirigenti scolastici di autorizzare, nei limiti dell’organico dell’autonomia assegnato, lo sdoppiamento di classi o dell’insegnamento di alcune discipline per gruppi separati. I nulla-osta all'eventuale trasferimento degli alunni sono concessi solo in presenza di situazioni adeguatamente motivate. La concessione di nulla osta non potrà comportare modifiche del numero delle classi già formate. Accorpamenti di classi saranno disposti allorché il numero degli alunni risulti inferiore a quello preventivato.
Non sono consentiti sdoppiamenti e/o istituzioni di nuove classi successivamente al 15 settembre. I Dirigenti scolastici avranno cura di proporre le eventuali variazioni della consistenza del numero delle classi già determinato in organico dell’autonomia, anche sulla base di fondate previsioni di eventuali incrementi produttivi di scostamenti superiori a 31 unità per classe comprendendo anche le situazioni riguardanti il recupero dei debiti formativi. I Dirigenti scolastici e in ultima istanza gli Uffici territoriali competenti, una volta accertate le necessità eventualmente sopraggiunte, procederanno alla autorizzazione alla creazione di nuove classi, tenendo conto delle norme relative alla sicurezza e alla prevenzione. Le variazioni in aumento del numero delle classi non comportano modifiche nella composizione delle cattedre.
Il titolare di cattedra costituita tra più scuole completerà l’orario nella scuola di titolarità, qualora nella stessa si determini la necessaria disponibilità di ore curriculari o, comunque, una disponibilità di ore curriculari che consenta di ridurre il numero delle scuole di servizio dello stesso. Tale possibilità si applica anche nei confronti degli insegnanti di religione.
Le ore di insegnamento che conseguono ad eventuali autorizzazioni di ulteriori classi concorrono, unitamente agli spezzoni orari residuati dalla determinazione dell’organico dell’autonomia e alle ore derivanti dalla concessione del part-time, alla formazione di posti e, quindi, alla definizione del quadro delle complessive disponibilità.
Gli spezzoni sino a 6 ore sono attribuiti dai dirigenti scolastici ai docenti in servizio nell’istituzione scolastica, prioritariamente e con il loro consenso. Le ore aggiuntive all’orario di lavoro così conferite saranno retribuite sino al 30 giugno 2017, fatta eccezione per le cattedre già strutturate su basi orarie eccedenti le 18 ore settimanali.
La nota 22 luglio 2016, prot. n. 19990 prosegue con indicazioni dettagliate suddivise per tipologia di scuola e grado d’istruzione: infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.
Per quanto riguarda i posti di sostegno, non sono possibili ulteriori adeguamenti salvo le deroghe che si renderanno necessarie in applicazione della sentenza Corte Cost. n. 80/2010. I relativi posti vanno assegnati dopo aver accertato l’effettiva presenza degli alunni nelle classi, la regolarità della documentazione richiesta e la ricorrenza delle condizioni previste dalla sentenza.
Il Label europeo delle lingue è un riconoscimento europeo di qualità attribuito ai progetti capaci di dare un sensibile impulso all’insegnamento delle lingue, mediante innovazioni e pratiche didattiche efficaci. In Italia tale riconoscimento viene conferito ogni due anni, ed è promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si avvalgono delle Agenzie nazionali Erasmus+ di riferimento (INDIRE e ISFOL).
Le priorità tematiche stabilite dalla Commissione europea per il Label europeo delle lingue 2016-2017 portano in luce il ruolo delle lingue per favorire l’integrazione e lo sviluppo di contesti sociali basati sulla comprensione interculturale. Due i bandi di riferimento:
settore istruzione: per progetti finalizzati all’insegnamento e all’apprendimento linguistico a fini didattici – istruzione scolastica – istruzione superiore – educazione degli adulti.
settore formazione professionale: per progetti finalizzati all’insegnamento e apprendimento linguistico a fini professionalizzanti.
Per partecipare occorre compilare il modulo di candidatura su supporto informatico entro il 26 settembre 2016 e inviarlo per posta, sia in versione cartacea che elettronica (salvando il file del formulario compilato nel formato originale – versione Word – su CD-Rom/Pendrive e allegandolo al plico contenente la versione cartacea dello stesso) debitamente firmato dal Rappresentante legale dell’Istituto o dell’organizzazione candidata insieme a eventuali prodotti o risultati all’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire o Isfol a seconda del settore pertinente.
La chiamata diretta: una fatica di Sisifo
Riusciranno i nostri “eroi” (Dirigenti Scolastici e Uffici Scolastici Regionali), nel torrido ingorgo agostano, a portare a compimento il virtuoso proposito accarezzato dal Legislatore (comma 18 e commi da 79 a 83 dell’art. 1 della Legge 107/2015) di far incrociare, nel passaggio dall’ambito alla scuola, domanda e offerta, grazie ad una procedura, come ha dichiarato il Sottosegretario Davide Faraone in una recente intervista rilasciata a Italia Oggi secondo cui “… scuole e docenti potranno scegliersi a vicenda…”, proponendo di sostituire la formula mediatica “chiamata diretta” con “chiamata per competenza”?
La risposta a questo interrogativo, sicuramente non ininfluente rispetto alla gestione pedagogica e didattica dell’offerta formativa che ogni scuola dovrà essere in grado di garantire ai propri alunni e studenti, ce la potrà fornire solo la disponibilità effettiva delle risorse professionali richieste per l’attuazione del PTOF, derivante da un’operazione che, se tutto si svolgerà secondo la tempistica autonomamente e tardivamente predisposta dal MIUR, si completerà a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico o addirittura, come non pochi prevedono e temono, anche successivamente.
Le reazioni contrapposte
La Legge, nei commi sopra richiamati, in ossequio ai consueti canoni giuridici di generalità e astrattezza, ha delineato uno scenario virtuale che ha suscitato reazioni irriducibilmente contrapposte tra chi lo ha considerato una sciagura per la scuola e chi, invece, lo ha magnificato come una straordinaria opportunità di valorizzazione dell’autonomia, delle professionalità riconosciute dei docenti e delle prerogative datoriali dei dirigenti scolastici.
Anche in questo caso, com'è avvenuto nel passato, recente e meno recente, di fronte ai processi di innovazione e riforma del nostro sistema scolastico per affrancarlo dal preesistente e immarcescibile impianto gentiliano (“Berlinguer”, “Moratti”, “Gelmini”…), il confronto sulle questioni di merito è risultato in gran parte offuscato dalle ragioni “politiche” a sostegno o contro i Governi che si sono avvicendati alla guida del Paese e che alternativamente, all’esito dei responsi elettorali, non hanno resistito alla tentazione di intestarsi la paternità (o maternità) della riforma “epocale.”
Per scelta editoriale, Tecnodid si è tenuta costantemente lontana da atteggiamenti “apocalittici” o “integrati”, privilegiando il metodo della riflessione condotta con spirito pacato e approcciando le questioni di merito con sguardo critico e costruttivo.
Pertanto, a prescindere da una valutazione politica della procedura delineata dalla Legge, è innegabile che la sua collocazione nel contesto temporale e organizzativo di espletamento ponga oggi seri problemi di praticabilità.
Pressanti e delicate sono infatti le responsabilità poste direttamente dalla Legge in capo al dirigente scolastico:
- pubblicazione dell’Avviso contenente l’indicazione dei posti vacanti e disponibili, la declaratoria dei requisiti culturali e professionali (coerenti con gli assi portanti della progettualità formativa della scuola, con il rapporto di autovalutazione e i correlati impegni del piano di miglioramento) richiesti ai docenti che si candidano per la relativa copertura;
- esame attento dei curricula presentati dagli stessi;
- criteri di graduazione degli aspiranti ad ottenere l’incarico;
- individuazione (non più la “scelta”, come previsto nell’originaria formulazione del DDL 2994) del docente cui affidare l’incarico triennale, non esclusa la possibilità di un previo colloquio;
- oneri di pubblicizzazione dei passaggi cruciali della procedura, al fine di garantire la trasparenza dell’intera operazione.
Il tutto nell’arco temporale compreso tra le date di pubblicazione dei trasferimenti dei docenti, diversificate per i vari ordini e gradi di scuola, e la vigilia dell’avvio dell’anno scolastico.
Presumibilmente analoghe operazioni dovranno essere espletate nei confronti dei vincitori dei concorsi in atto per il reclutamento dei docenti, per le quali il MIUR si è riservato di impartire apposite indicazioni.
Non a caso, dunque, il Legislatore ha prudentemente previsto una seconda fase residuale di completamento della procedura suddetta, affidandone la gestione agli Uffici Scolastici Regionali, motivata da precise circostanze: docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e, comunque, in caso di inerzia del dirigente (comma 82).
Tutto sarebbe risultato più semplice e sensato se le fasi di gestione della mobilità fossero state opportunamente anticipate almeno di uno o due mesi. Ma per fare questo sarebbe stato necessario rinviare di un anno l’applicazione delle disposizioni dei commi in questione.
Le procedure non finiscono mai
Ma non è finita qui: dopo l’espletamento di questa complessa e defatigante procedura, il docente che ha ricevuto e accettato l’incarico può chiedere e ottenere l’assegnazione provvisoria in un’altra scuola, per legittime e comprensibili ragioni di avvicinamento al proprio nucleo familiare.
E il posto lasciato libero potrebbe essere occupato da altro docente destinatario di analogo provvedimento, a prescindere dal possesso dei requisiti richiesti dalla scuola… con buona pace dell’auspicato incrocio tra domanda e offerta, e della tanto enfatizzata rivoluzione operata dalla Legge, mediaticamente sintetizzata nello slogan: “non è più il docente a scegliere la scuola, ma è la scuola che sceglie il docente”.
Non dovremo attendere molto per sapere se effettivamente sarà così. Ma è lecito, almeno per questo primo anno di concitata attuazione della Riforma, dubitarne.
In attesa del completamento del relativo iter di verifica, con nota 22 luglio 2016 prot. n. 19976 il Miur ha trasmesso l’ipotesi di C.C.N.I. sottoscritta il 15 giugno 2016, e ha comunicato la seguente tempistica entro cui personale interessato dovrà presentare le domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria:
dal 28 luglio al 12 agosto: personale docente della scuola dell'infanzia e della primaria;
dal 18 al 28 agosto: personale docente della scuola di I e II grado;
dal 25 luglio al 5 agosto: personale educativo e docenti di religione cattolica;
entro 20 agosto: personale A.T.A.
Le operazioni di utilizzo e assegnazione provvisoria saranno avviate per ciascun ordine di scuola dopo l'assegnazione alle sedi di servizio dei docenti titolari di ambito territoriale a seguito di mobilità e dopo l'assegnazione agli ambiti dei docenti neo-immessi in ruolo. Le operazioni relative all'utilizzo nelle discipline specifiche dei licei musicale avranno luogo a partire dal 16 agosto.
Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente tramite la modalità istanze on-line; qualora le funzioni per la presentazione on line non fossero accessibili, è consentito produrre la domanda prodotta in forma cartacea.
Le domande relative al personale educativo, ai docenti di religione cattolica, ai docenti che intendano richiedere l'utilizzo nelle discipline specifiche dei licei musicali e al personale A.T.A. saranno presentate in modalità cartacea utilizzando i moduli che saranno messi a disposizione nella sezione modulistica dello spazio Mobilità 2016/17 del sito MIUR.
Queste le principali innovazioni:
sono state introdotte alcune modifiche nel sistema della precedenza, riportando innanzitutto la distinzione tra i titolari dei benefici della legge 104/92 per l'assistenza ai figli rispetto ai titolari dei medesimi benefici per l'assistenza al coniuge o per il genitore, elevando a sei anni l'età dei figli per i quali si ha diritto alla precedenza e introducendo un'ulteriore precedenza per i genitori di figli entro il dodicesimo anno di età limitatamente alle sole assegnazioni provvisorie interprovinciali.
è prevista la possibilità di attuare lo scambio di cattedre o posti tra coniugi anche fra province diverse, e la possibilità di scambio tra due docenti abilitati e titolari del medesimo insegnamento che abbiano fatto domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale e non siano stati soddisfatti. La richiesta dev’essere presentata, congiuntamente dai docenti, al Dirigente preposto all'ufficio scolastico territorialmente competente per la provincia di titolarità del docente che rende disponibile la propria sede di servizio al docente che la richiede.
Sul portale dedicato del Miur è disponibile tutta la modulistica di riferimento.
Individuazione per competenze dei docenti: strumenti operativi di supporto
La pubblicazione delle Linee Guida del 22 luglio ha segnato un passaggio fondamentale e del tutto nuovo nel panorama scolastico italiano: l’assegnazione dei docenti alle scuole non più per anzianità e punteggi, ma per competenze funzionali alla realizzazione dell’identità strategica della specifica scuola.
Si è già avuto modo di evidenziare il significato e la portata di questa modalità di assegnazione, tanto innovativa quanto controversa, e le difficoltà organizzative che (si spera solo per questo primo anno), cadendo nel pieno del periodo estivo, rendono ancora più difficoltose le procedure e agitano ulteriormente gli animi già tesi dopo un anno non semplice in quanto a novità e contrasti.
Esaurita rapidamente (…i tempi non consentivano che una breve pausa di riflessione…) la fase dell’analisi, ora, però, tocca procedere con la pubblicazione degli avvisi e poi con le proposte di incarico per arrivare alla copertura dei posti vacanti e disponibili (quello che viene ancora, per semplificare la comunicazione, definito organico di diritto), risultanti dalla differenza tra i posti assegnati nell’organico dell’autonomia sia sugli insegnamenti di cattedra che sul potenziamento e sul sostegno al netto dei trasferimenti. Resta la difficoltà, già evidenziata, delle Cattedre Orario Esterne che saranno gestite dalle scuole di titolarità a discapito delle esigenze di quelle di completamento e la questione delle precedenze derivanti dalla Legge 104/92, rispetto alle quali il MIUR ha fornito indicazioni con la nota della Direzione Generale per il personale scolastico n. 20453 del 27 luglio.
Nella nota è sottolineato che gli Uffici Scolastici Regionali, entro il secondo giorno successivo alla pubblicazione dei movimenti per ciascun grado di scuola, individuano le scuole da assegnare ai docenti trasferiti sugli ambiti ai sensi delle precedenze previste (disabilità e gravi motivi di salute, perdenti posto, assistenza a familiare disabile, categorie protette1), dandone immediata comunicazione alle scuole interessate. I dirigenti scolastici, quindi, potranno solo allora verificare i posti realmente vacanti e disponibili da inserire negli Avvisi per l’individuazione diretta dei docenti per competenze.
Per supportare, quindi, le scuole nelle fasi operative dell’individuazione dei docenti per competenze, a titolo esemplificativo si forniscono il format dell’Avviso da pubblicare all’Albo on line dell’istituzione scolastica richiedente e la successiva proposta di incarico triennale, con indicazioni per personalizzare entrambi i documenti rispetto allo specifico grado di istruzione o alle specifiche richieste. Si fornisce anche un format per la candidatura diretta del docente alla scuola. Si evidenzia che si accoglie, nei format proposti, la tesi per cui l’intera procedura attiene agli aspetti gestionali tipici della funzione dirigenziale rientranti nella sfera del diritto del lavoro e pertanto non sia identificabile come un procedimento amministrativo e non richiede una Determina Dirigenziale che preceda l’Avviso.
Si semplifica di seguito la tempistica distinta per grado di istruzione riportata nelle Linee Guida, sottolineando che potrà essere rispettata solo se la mobilità non sarà fatta slittare, in quanto è propedeutica alla determinazione della consistenza dei posti vacanti e disponibili da inserire nell’avviso:
Pubblicazione degli avvisi da parte delle scuole
Inserimento dei c.v. nell’apposita sezione di istanze on line da parte dei docenti
Analisi delle candidature e formulazione della proposta di incarico con inserimento dell’avvenuta accettazione nel portale “individuazione per competenze”
infanzia e primaria dal 29 luglio dal 29 luglio al 4 agosto dal 10 agosto al 18 agosto
secondaria di I grado dal 6 agosto dal 6 al 9 agosto dal 10 agosto al 18 agosto
secondaria di II grado dal 18 agosto dal 16 al 19 agosto dal 10 agosto al 26 agosto
Qualora al termine delle operazioni restino sedi non coperte e docenti senza incarico, gli Uffici Scolastici Regionali provvederanno entro il 22 agosto, per le scuole del primo ciclo, ed entro il 31 agosto, per le scuole del secondo ciclo, alle assegnazioni secondo l’ordine di punteggio di trasferimento nell’ambito.
Nei format le indicazioni di dettaglio.
1. Cfr. art 13 punto III e, limitatamente alle precedenze utili per i movimenti interprovinciali, punto V del CCNI relativo alla mobilità, nonché le preferenze previste dall’art 9 comma 3 dell’O.M. 241/16.
I format in formato Word sono disponibili per gli utenti della piattaforma "Autovalutazione e Miglioramento"
(Per maggiori informazioni e su come acquistare la piattaforma)
Il Decreto Direttoriale Miur 8 luglio 2016, prot. n. 635 individua per ciascuna disciplina dei quadri orari riguardanti gli indirizzi dei Licei e gli indirizzi, articolazioni ed opzioni, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali, le corrispondenti classi di concorso del D.M. n. 39/98, che hanno costituito la base per la definizione degli organici relativi all'a.s. 2016-17, nonché le corrispondenti classi di concorso del D.P.R. n. 19/2016.
Le confluenze sono contenute negli allegati A, B, C - rispettivamente Licei, Istituti tecnici e Istituti professionali - che sono accompagnati da una nota per la consultazione delle tabelle. Queste ultime riportano nella prima colonna la disciplina, nella seconda le classi di concorso attuali e nella terza le nuove classi di cui al DPR 19/2016; nelle colonne successive il monte ore di ciascuna disciplina. Si possono avere tre diverse tipologie di corrispondenza:
tra una sola classe di concorso attuale e una sola nuova classe di concorso;
Tra più classi di concorso attuali e più classi di concorso nuove: in tal caso le classi corrispondenti vengono riportate nel medesimo allineamento;
Tra più classi di concorso attuali e una classe di concorso nuova: in tal caso le classi attuali vengono raggruppate e riportate nel medesimo allineamento.
Infine, soprattutto nei laboratori, possiamo avere diverse classi di concorso dell'attuale ordinamento che corrispondono ad una sola classe di concorso del DPR 19/2016; nel qual caso vengono raggruppate anche su più righe ma sempre con un'unica corrispondenza nell'allineamento.