Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/03/rimborso-del-credito-iva-nel-quadro-vr-della-dichiarazione-2011.html
Timestamp: 2018-02-21 19:31:07+00:00
Document Index: 22335646

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 35', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 58', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 58', 'art. 17', 'art. 17', 'art.8', 'art. 38', 'art. 72', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 8']

Rimborso del credito I.V.A. nel quadro VR della dichiarazione 2011
Rimborso del credito Iva nel quadro VR della dichiarazione Iva 2011<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Coloro che vogliono richiedere a rimborso il credito Iva, emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2010, devono utilizzare il quadro VR.
Da quest’anno, infatti, i contribuenti che intendono richiedere il rimborso del credito dell’anno 2010 devono compilare il nuovo quadro VR contenuto nella dichiarazione annuale Iva 2011 e, quindi, non possono più presentare il soppresso modello VR indirizzato all’agente della riscossione.
Pertanto, per potere effettuare la richiesta di rimborso del credito Iva annuale, è necessario compilare e trasmettere in via telematica <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Dichiarazione Annuale Iva in forma autonoma.
La richiesta, che è iniziata a decorrere dal 1 febbraio 2011, e che, peraltro, potrà avvenire fino al 30 settembre 2011, viene consentita solo in alcune specifiche situazioni, elencate dagli artt. 30 e 34 comma 9 del D.P.R. 633/72.
Ma vediamo di seguito cosa occorre indicare nel citato quadro VR.
Nel rigo VR1, campo 1, va indicato l’importo di cui si chiede il rimborso.
Nel rigo VR1, campo 2 deve essere indicata la quota parte del rimborso per la quale il contribuente intende utilizzare la procedura semplificata di rimborso tramite l’agente della riscossione.
Le istruzioni ministeriali, alla dichiarazione annuale Iva 2011, evidenziano che il campo non deve essere compilato nelle ipotesi di rimborsi richiesti per contribuenti sottoposti a procedure concorsuali nonché dai contribuenti che hanno cessato l’attività, poiché l’erogazione di tale tipo di rimborso è di competenza esclusiva degli uffici delle entrate (circolare n. 84/1998).
Tale quota, cumulata con gli importi che sono stati o che saranno compensati nel corso dell’anno 2011 nel mod. F24, non può superare il limite previsto pari a euro 516.456,90 (art. 34, legge n. 388/2000).
Per effetto dell’art. 35, comma 6-ter del D.L. n. 223/2006 convertito dalla legge n. 248/2006, tale limite annuo è elevato ad un milione di euro nei confronti dei subappaltatori che nell’anno precedente abbiano registrato un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto.
Nel rigo VR2, il contribuente può indicare le varie ipotesi che legittimano la richiesta di rimborso dell’Iva.
Casi in cui spetta il rimborso Iva
Nei casi previsti dall’art. 30, comma 3 o dall’art. 34, comma 9, del D.P.R. 633/1972, il rimborso compete solo se l’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione annuale è superiore a euro 2.582,28, anche se può essere richiesto anche per un importo inferiore. Solo nell’ipotesi di cessazione di attività, il rimborso può essere chiesto a rimborso senza limiti di importo.
A parte ciò, il contribuente può, comunque, richiedere il rimborso qualora dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta risulti un’eccedenza d’imposta detraibile e dalle dichiarazioni relative ai 2 anni immediatamente precedenti risultino eccedenze d’imposta detraibili riportate in detrazione nell’anno successivo.
In tal caso, il rimborso compete per il minore degli importi delle predette eccedenze, anche se inferiori al suddetto limite di euro 2.582,28.
Caselle da barrare nel rigo VR2 in base alle varie ipotesi di rimborso:
– Rimborso Iva per: cessata attività
Deve barrare la casella 1, relativa alla cessazione dell’attività, il contribuente che nel corso dell’anno 2010 ha cessato l’attività.
Per tale rimborsi provvedono esclusivamente gli uffici delle entrate, attesa la particolarità delle problematiche interessate e dei controlli da espletare.
– Rimborso Iva per: Aliquota media
La casella 2 va barrata dal contribuente che richiede il rimborso ai sensi dell’art. 30, comma 3, lett. a) del D.P.R. n. 633/1972.
Si tratta di coloro che effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni attive soggette ad aliquote più basse rispetto a quelle gravanti sugli acquisti e sulle importazioni. Il diritto al rimborso spetta se l’aliquota mediamente applicata sugli acquisti e sulle importazioni supera quella mediamente applicata sulle operazioni attive effettuate, maggiorata del 10%.
Nel calcolo dell’aliquota media occorre tenere conto della seconda cifra decimale.
Le operazioni attive da considerare ai fini del calcolo sono esclusivamente le operazioni imponibili.
Le operazioni passive da considerare sono costituite dagli acquisti e dalle importazioni imponibili per i quali è ammessa la detrazione dell’imposta.
Peraltro, nel calcolo dell’aliquota media è previsto che:
– devono essere esclusi gli acquisti, le importazioni e le cessioni di beni ammortizzabili;
– tra gli acquisti vanno comprese anche le spese generali.
– Rimborso Iva per: Presenza di operazioni non imponibili
La casella 3 deve essere barrata dai contribuenti che richiedono il rimborso ai sensi dell’art. 30, comma 3, lett. b), poiché hanno effettuato nell’anno operazioni non imponibili di cui agli artt. 8, 8-bis e 9, nonché le operazioni non imponibili indicate nell’art. 58 del D.L. 331 del 1993, per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate nel periodo d’imposta 2010.
In particolare, si tratta delle operazioni non imponibili derivanti da:
– esportazioni, operazioni assimilate e servizi internazionali previsti negli artt. 8, 8-bis e 9 nonché operazioni ad essi equiparate per legge di cui agli artt. 71 (operazioni con il Vaticano e San Marino) e 72 (operazioni nei confronti di determinati organismi internazionali, ecc.);
– cessioni di cui agli artt. 41 e 58 del D.L. n. 331 / 1993;
– cessioni intracomunitarie di beni estratti da un deposito IVA con spedizione in altro Stato membro della Unione Europea (art. 50-bis, comma 4, lettera f), del D.L. n. 331/1993);
– cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio della Unione Europea (art. 50-bis, comma 4, lettera g), del D.L. n. 331/1993).
– Rimborso Iva per: Acquisti e importazioni di beni ammortizzabili e di beni e servizi per studi e ricerche
La casella 4 deve essere barrata dai contribuenti che richiedono il rimborso ai sensi dell’art. 30, comma 3, lett. c), D.P.R. n. 633/1972 limitatamente all’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di beni ammortizzabili nonché di beni e servizi per studi e ricerche.
– Rimborso Iva per: Operazioni non soggette all’imposta
La casella 5 deve essere barrata in caso di rimborso richiesto dai contribuenti ai sensi dell’art. 30, comma 3, lett. d), D.P.R. n. 633/1972 che abbiano effettuato nel 2010 prevalentemente operazioni non soggette all’imposta per effetto degli artt. da 7 a 7-septies del medesimo D.P.R. n. 633/1972.
Per stabilire la sussistenza della prevalenza di dette operazioni rispetto all’ammontare complessivo delle operazioni effettuate, occorre considerare in aggiunta alle predette operazioni anche le esportazioni ed operazioni assimilate di cui agli artt. 8, 8-bis e 9 nonché le operazioni di cui all’art. 58 del D.L. 33 1/93.
– Rimborso Iva sulla base delle condizioni previste dall’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/1972
La casella 6 va barrata dagli operatori non residenti che si siano identificati direttamente in Italia ovvero che abbiano formalmente nominato, ai sensi dell’art. 17, comma 3, D.P.R. n. 633/1972, un rappresentante fiscale nello Stato, il quale è legittimato a richiedere il rimborso dell’IVA.
– Rimborso Iva per: Esportazioni ed altre operazioni non imponibili effettuate da produttori agricoli
La casella 7 deve essere barrata in caso di rimborso richiesto dai produttori agricoli che abbiano effettuato cessioni di prodotti agricoli compresi nella Tabella A – parte prima, ai sensi dell’art.8, primo comma, dell’art. 38-quater e dell’art. 72, nonché le cessioni intracomunitarie degli stessi.
Il rimborso compete per l’ammontare corrispondente all’IVA (teorica) relativa ad operazioni non imponibili effettuate nel 2010 ovvero anche prima di tale anno, se non ne sia stato in precedenza richiesto il rimborso o sia stato compensato nel modello F24 ma computato in detrazione in sede di dichiarazione annuale.
L’importo rimborsabile, così come quello detraibile, deve essere calcolato mediante l’applicazione delle percentuali di compensazione vigenti nel periodo di competenza.
Compilazione dei righi VR3 e VR4 (rimborso della minore eccedenza detraibile del triennio)
Tali righi del quadro VR vanno compilati in presenza del seguente caso (art. 30, comma 4, D.P.R. n. 633/1972):
Rimborso della minore eccedenza detraibile del triennio
A parte le ipotesi di rimborso da indicare nel rigo VR2, il rimborso Iva compete quando dalle dichiarazioni relative agli ultimi 3 anni (2008-2009-2010) risultino eccedenze d’imposta a credito anche se inferiori a euro 2.582,28.
In tal caso, il rimborso spetta per il minore degli importi delle predette eccedenze detraibili (relativamente alla parte non chiesta già a rimborso o non compensata nel modello F24).
In pratica il raffronto va eseguito tra gli ammontari dell’Iva computati in detrazione con riferimento ai due anni precedenti, da riportare rispettivamente nei righi VR3 e VR4:
– per l’anno 2008, l’importo è quello risultante dalla differenza tra l’Iva a credito riportata in detrazione o in compensazione indicata al rigo VX5 o al corrispondente rigo del quadro RX di UNICO e gli importi indicati al rigo VL9 della dichiarazione IVA/2010 relativa all’anno 2009, per la sola parte riguardante le compensazioni effettuate nel modello F24 con tributi diversi dall’Iva.
– per l’anno 2009, l’importo è quello risultante dalla differenza tra l’Iva a credito riportata in detrazione o in compensazione indicata al rigo VX5 o al corrispondente rigo del quadro RX di UNICO e gli importi da indicare al rigo VL9 della dichiarazione IVA/2011 relativa all’anno 2010, per la sola parte riguardante le compensazioni effettuate nel modello F24 con tributi diversi dall’Iva.
Nel caso in cui il contribuente compila i righi VR3 e VR4 (riguardanti il rimborso della minore eccedenza detraibile del triennio) può barrare, eventualmente, anche la casella 4 del rigo VR2, in presenza di acquisti di beni ammortizzabili o di beni e servizi per studi e ricerche, purché l’imposta afferente i detti acquisti non risulti già compresa nel minor credito chiesto a rimborso.
Iva di gruppo (rigo VR5)
I soggetti che hanno aderito all’Iva di gruppo in anni precedenti al 2009 devono compilare il rigo VR5 indicando:
– per l’anno 2008 l’importo indicato al rigo VL1O della dichiarazione IVA/2009 relativa all’anno 2008;
– per l’anno 2009 l’importo indicato al rigo VL1O della dichiarazione IVA/2010 relativa all’anno 2009;
– per l’anno 2010 l’importo indicato al rigo VL1O della dichiarazione IVA/2011 -relativa all’anno 2010.
Contribuenti ammessi all’erogazione prioritaria del rimborso (rigo VR6)
Il rigo VR6 è riservato ai contribuenti ammessi all’erogazione prioritaria del rimborso e cioè i contribuenti che rientrano tra le categorie individuate dai decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, emanati ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 38-bis, per le quali è prevista l’erogazione dei rimborsi in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta.
Contribuenti che devono compilare l’apposita casella indicando il relativo codice:
1 (soggetti che pongono in essere le prestazioni derivanti dai contratti di subappalto);
2 (soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 37.10.1, e cioè i soggetti che svolgono le attività di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici);
3 (soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 27.43.0, e cioè i soggetti che producono zinco, piombo e stagno, nonché i semilavorati degli stessi metalli di base non ferrosi);
4 (soggetti che svolgono le attività individuate dal codice ATECOFIN 2004 27.42.0, e cioè i soggetti che producono alluminio e semilavorati).
Rimborso Iva subappaltatori (rigo VR7)
Il rigo VR7 è riservato ai subappaltatori che nell’anno precedente hanno registrato un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto nei confronti dei quali il limite annuo per la compensazione è elevato ad un milione di euro. La casella deve essere barrata per segnalare tale situazione.
Segnalazione condizione di operatività (rigo VR8)
La casella del rigo VR8 (attestazione delle società e degli enti operativi) deve essere barrata per segnalare,in sede di richiesta del rimborso, la condizione di operatività.
Ciò poiché, ai sensi dell’art. 30, comma 4, della Legge n. 724/1994, le società e gli enti non operativi di cui all’art. 30, comma 1, della stessa legge, non hanno diritto a richiedere il rimborso dell’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione annuale Iva.
Va, inoltre, prodotta la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare l’assenza dei requisiti che qualificano le società e gli enti come non operativi.
Contribuenti virtuosi (rigo VR9)
Il rigo VR9 è riservato ai contribuenti virtuosi ossia quelle imprese che soddisfano determinate condizioni di affidabilità e solvibilità specificatamente indicate nell’art. 38 bis 1 comma 7 e seguenti, esclusivamente con riferimento alle richieste di rimborso di cui alle lettere a), b) e d) del comma 3 dell’art. 30, esonerati dalla prestazione delle garanzie nel limite del 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente la richiesta di rimborso.
La casella 1 deve essere barrata per segnalare tale condizione e, nel campo 2, deve essere indicato l’importo erogabile senza garanzia.
Tali soggetti devono produrre la dichiarazione sostitutiva prevista alla lettera c) del predetto comma 7, dell’art. 38 bis.
In merito alle fideiussioni e alle polizze fideiussorie, così come previste dall’art. 38-bis, la garanzia ha effetto dalla data di erogazione del rimborso per una durata pari a 3 anni dallo stesso ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell’azione accertatrice dell’ufficio.
Dall’obbligo di presentazione della garanzia sono esclusi i seguenti soggetti:
– coloro che hanno presentato richiesta di rimborso per un importo non superiore a euro 5.164,57. Tale limite va riferito all’intero periodo d’imposta e non alla singola richiesta di rimborso;
– coloro che chiedono a rimborso un importo non superiore al 10% del totale dei versamenti eseguiti sul conto fiscale nei due anni precedenti la data della richiesta, compresi i versamenti eseguiti mediante compensazione ed esclusi quelli conseguenti ad iscrizione a ruolo, dedotti i rimborsi già erogati. Ai fini della verifica del 10% si cumulano i rimborsi erogati nei due anni precedenti la richiesta;
– i curatori e i commissari liquidatori, in relazione ai rimborsi per un ammontare complessivo non superiore a euro 258.228,40. Tale limite va riferito a tutti i rimborsi erogati nel corso della procedura concorsuale e non ai singoli periodi d’imposta;
– i soggetti indicati nell’art. 8 del D.L. n. 35/2001 convertito in Legge n. 410/2001, recante disposizioni di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare.
Infine, l’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 28 gennaio 2011, ha definito la tempistica con la quale l’Agente della riscossione vuole dal contribuente la documentazione relativa alla prestazione della garanzia:
– Entro 10 giorni dall’invio telematico della dichiarazione annuale Iva contenente nel quadro VR, l’Agenzia delle Entrate dovrà inoltrare all’agente della riscossione i dati relativi alla richiesta di rimborso;
– nei successivi 10 giorni il concessionario della riscossione richiederà al contribuente la garanzia (normalmente la polizza fideiussoria) ovvero in alternativa, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per i contribuenti virtuosi che non devono fornire garanzie.
La decadenza da un termine processuale e la rimessione in termini
Isabella Buscema