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Timestamp: 2016-12-05 02:22:36+00:00
Document Index: 55333128

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 14', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 14', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 100', 'art. 2', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 111', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 14']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 249 del 17.06.2008
Interpello- ART. 11, legge 27 luglio 2000, n.
212. Erogazioni liberali ai sensi dell'art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR e
dell'art. 14, comma 1, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 100, comma 2, lettera f), del
La ALFA S.p.A. intende effettuare erogazioni
liberali in denaro a favore della Fondazione Palazzo .........
L'interpellante evidenzia che sotto il profilo
soggettivo detta Fondazione, iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche
istituito presso la Prefettura di .......non ha scopo di lucro ed è costituita
da tre fondatori istituzionali (Comune di........, provincia di ........C.C.I.A.A.
di.......), nonché da un certo numero di fondatori privati tra i quali è
compresa la stessa ALFA S.p.A..
La società interpellante, con riguardo all'attività
svolta dalla Fondazione, fa presente che la stessa, nel concreto, si propone di
creare uno spazio culturale innovativo mediante l'organizzazione di importanti
esposizioni a livello nazionale ed internazionale, eventi sperimentali e
creativi, in grado di valorizzare Palazzo .......come punto di attrazione a
Ciò premesso la ALFA S.p.A. chiede di conoscere se la
Fondazione Palazzo.........presenta i requisiti soggettivi e oggettivi per
essere destinataria delle erogazioni liberali previste dall'art. 100, comma 2, lettera f), del
TUIR, nonché di quelle previste dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, finalizzate alla ideazione, progettazione e organizzazione
di mostre o di altre manifestazioni culturali.
Sotto il profilo soggettivo l'interpellante ritiene
che la Fondazione Palazzo....., pur qualificata come ente commerciale, possa
essere ricondotta tra le fondazioni che possono beneficiare delle erogazioni
liberali previste dall'art. 100,
comma 2, lettera f), del TUIR, in quanto è una fondazione riconosciuta che per
espressa previsione statutaria svolge attività di promozione e valorizzazione
dei beni di interesse storico ed artistico.
Sotto il profilo oggettivo l'interpellante ritiene che
l'attività svolta dalla Fondazione, che si sostanzia prevalentemente nella
"ideazione, progettazione e realizzazione di mostre e di altre
manifestazioni culturali" rientri tra quelle per le quali devono essere
effettuate le erogazioni liberali previste dall'art. 100, comma 2, lettera f) del
TUIR, sempre che sussista la necessaria autorizzazione, richiesta dalla norma,
da parte del Ministero per i beni e le attività culturali.
L'interpellante ritiene che la Fondazione Palazzo.....,
sotto il profilo soggettivo, possa essere ricompresa tra i soggetti destinatari
delle erogazioni liberali previste dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge
n. 35 del 2005, in quanto è una fondazione riconosciuta operante nel settore
della promozione e valorizzazione dei beni culturali.
Parimenti l'interpellante ritiene che la Fondazione
rispetti i requisiti oggettivi previsti dalla norma dal momento che la stessa,
per espressa previsione statutaria, persegue in via prioritaria le finalità
dello svolgimento delle attività di sostegno alla promozione e valorizzazione
dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, delle attività
culturali e dello spettacolo, delle attività di formazione superiore e di
ricerca scientifica, della organizzazione di mostre, eventi ed iniziative di
tipo culturale.
In concreto, secondo l'interpellante, la Fondazione
svolge inequivocabilmente attività di promozione e valorizzazione culturale
secondo la definizione recata dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
mediante l'organizzazione di mostre ed esposizioni di rilevante interesse
Al riguardo l'istante evidenzia che in base agli
articoli 111 e 6 del citato D.Lgs. n. 42 del 2004 le attività di valorizzazione
dei beni culturali consistono, tra l'altro, "nella costituzione ed
organizzazione stabile di risorse, strutture o reti" finalizzate a
"promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le
migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso,
... al fine di promuovere lo sviluppo della cultura ".
Premesso che le erogazioni liberali devono essere
caratterizzate dall'animus donandi dell'erogante senza alcuna controprestazione
da parte del beneficiario, si formula il seguente parere.
del TUIR, concernente gli oneri di utilità sociale fiscalmente deducibili, al
comma 2, lettera f), prevede la deducibilità dal reddito d'impresa delle
"erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, di enti o istituzioni
pubbliche, di fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute che senza
scopo di lucro svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di
documentazione di rilevante valore culturale e artistico, effettuate per
fiscale, senza alcun limite, i titolari di reddito d'impresa per le erogazioni
liberali da essi effettuate a favore dei soggetti e per le attività ed
iniziative culturali espressamente previste nella riportata disposizione.
Tra i soggetti destinatari delle suddette erogazioni
sono comprese anche le fondazioni che, senza scopo di lucro, svolgono o
promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante
valore culturale ed artistico.
In merito al requisito della finalità non lucrativa,
con risoluzione n. 299/E del 2007, è stato precisato che il concetto di non
L'assenza del fine di lucro implica, infatti, non necessariamente la non
commercialità dell'attività svolta bensì l'espressa previsione nello statuto
o atto costitutivo dell'assenza della finalità lucrativa dell'ente nonché la
presenza, sempre nell'atto costitutivo o nello statuto, di specifiche clausole
- l'obbligo di destinare gli utili e gli
avanzi di gestione alle finalità sociali perseguite dall'ente;
- il divieto di distribuire, anche in modo
indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante
la vita della fondazione;
- l'obbligo di devolvere il patrimonio
dell'ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altro ente con
finalità analoghe o a fini di pubblica utilità.
Le predette clausole, oltre che risultare dall'atto
costitutivo o dallo statuto, devono essere anche di fatto osservate.
Quale requisito oggettivo, ai fini della deducibilità
delle erogazioni liberali in argomento, la norma stabilisce, altresì, che le
stesse siano effettuate per l'acquisto, la protezione o il restauro delle
"cose indicate" nell'art. 2 del decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490 e nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
oppure per l'organizzazione di mostre o esposizioni degli stessi beni e per gli
studi e ricerche eventualmente a tal fine necessari.
Il riferimento recato dal richiamato art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR all'art. 2 del decreto
legislativo n. 490 del 1999 deve intendersi aggiornato, attualmente, agli
articoli 2 e 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il
Pertanto le mostre e le esposizioni devono avere ad
oggetto beni di rilevante interesse culturale di cui agli articoli 2 e 10 del
decreto legislativo n. 42 del 2004.
L'art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR prevede, altresì, che le mostre, le
esposizioni, gli studi e le ricerche "devono essere autorizzati, previo
parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, dal Ministero per i beni e le attività culturali, che
dovrà approvare la previsione di spesa ed il conto consuntivo".
Il medesimo art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR prevede, infine, un'apposita procedura
attraverso la quale il Ministero per i beni e le attività culturali
"stabilisce i tempi necessari affinché le erogazioni fatte a favore delle
associazioni legalmente riconosciute, delle istituzioni e delle fondazioni siano
utilizzate per gli scopi preindicati, e controlla l'impiego delle erogazioni
stesse. Detti termini possono, per causa non imputabile al donatario, essere
prorogati una sola volta. Le erogazioni liberali non integralmente
destinazione, affluiscono nella loro totalità, all'entrata dello Stato".
Tutto quanto sopra rappresentato, con riferimento al
caso di specie, si evidenzia che per poter beneficiare delle erogazioni liberali
previste dall'art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR, i soggetti destinatari devono
presentare sia il requisito soggettivo sia quello oggettivo, come sopra
In particolare si osserva che, ove non si rinvengano
nello statuto le clausole sopra menzionate, che attestino la non lucratività
dell'ente, e le stesse non siano di fatto rispettate, la Fondazione di cui
trattasi non può considerarsi beneficiaria delle erogazioni liberali in
Il rispetto del requisito oggettivo è altresì
verificato sulla base delle descritte procedure dal Ministero per i beni e le
L'art. 14, comma 1, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con
modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, stabilisce che le liberalità in denaro o in natura erogate da
favore, tra l'altro, "di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per
oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di
interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42", sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto
erogatore nel limite del dieci per cento del reddito complessivo dichiarato, e
comunque nella misura massima di 70.000 euro annui.
ai sensi dell'art. 14 del D.L. n. 35 del 2005 devono possedere i seguenti requisiti:
storico e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e
devono effettivamente svolgere le suddette attività.
Ciò posto, per quanto riguarda il requisito indicato
al punto 2), la norma delimita l'ambito applicativo delle attività che il
legislatore ha voluto incentivare mediante le erogazioni liberali in argomento,
stabilendo che i beni oggetto di tutela, promozione e valorizzazione siano
quelli di interesse artistico, storico e paesaggistico indicati nel decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 recante il Codice dei beni culturali e del
L'anzidetto decreto all'art. 2 stabilisce che il
patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici,
fornendone la definizione.
Sono "beni culturali" le cose mobili e
immobili che, ai sensi dei successivi articoli 10 e 11, presentano interesse
artistico, storico, archeologico, etnoantropogico, archivistico e bibliografico.
Sono "beni paesaggistici" gli immobili e le
aree indicati all'articolo 134, costituenti espressione dei valori storici,
culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio.
La definizione di "tutela del patrimonio
culturale" è recata dall'art. 3, secondo il quale la stessa "consiste
nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla
base di un'adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il
patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini
di pubblica fruizione".
L'art. 6 reca la definizione di "valorizzazione
del patrimonio culturale", stabilendo che la stessa "consiste
nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a
promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori
condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da
parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della
cultura". Il medesimo art. 6 dispone, altresì, che la valorizzazione
comprende anche "la promozione" ed il sostegno degli interventi di
conservazione del patrimonio culturale e che "in riferimento al paesaggio
la valorizzazione comprende, altresì, la riqualificazione degli immobili e
delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione
di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati"
Sempre in materia di attività di valorizzazione dei
beni culturali l'art. 111 stabilisce, altresì, che le stesse "consistono
nella costituzione ed organizzazione stabile di risorse, strutture o reti,
...finalizzate all'esercizio delle funzioni indicate nell'articolo 6"..
Dalla ricostruzione normativa sopra operata discende
che la disposizione recata dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 35 del 2005, ha individuato quali
destinatari delle erogazioni liberali, tra gli altri, le fondazioni e le
associazioni riconosciute che operano direttamente nella tutela, promozione e
valorizzazione, la cui definizione è recata rispettivamente dagli articoli 3 e
6 e 111 del D.lgs. n. 42 del 2004, del patrimonio culturale così come definito
dal citato art. 2 del decreto legislativo n. 42 del 2004.
Ciò posto, per quanto riguarda il caso di specie, si
ritiene che nell'ambito della "valorizzazione" possa essere ricompresa
anche l'organizzazione di mostre e di esposizioni che abbiano per oggetto beni
culturali per i quali sia stata verificata, nei modi previsti dal Codice dei
beni culturali, la sussistenza dell'interesse artistico e storico.
Si ritiene, altresì, che la "valorizzazione"
dei beni di interesse artistico e storico possa realizzarsi anche assicurando la
migliore utilizzazione e fruizione di immobili dichiarati meritevoli di tutela
nei modi previsti dallo stesso Codice dei beni culturali, al fine di promuovere
lo sviluppo della cultura.
Ciò comporta, in particolare, che possono ritenersi
soddisfatte le condizioni previste dall'art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 35 del 2005, ove Palazzo .....si
configuri come bene di interesse artistico e storico, nei modi sopra richiamati,
la cui fruizione pubblica per la promozione della cultura si realizzi attraverso
l'organizzazione stabile di risorse per la costituzione dell'immobile quale
spazio culturale adibito per l'organizzazione di eventi culturali in grado di
soddisfare le esigenze di valorizzazione in argomento.