Source: https://www.supportoemergenzepmi.org/archivio-lavoro-previdenziale-2
Timestamp: 2020-07-15 12:56:45+00:00
Document Index: 147720552

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 15', 'art. 30', 'art. 19', 'art.19', 'art. 2']

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Conferma scadenza del 31 marzo per versamento del F.I.R.R. anno 2019
Si informano le Aziende associate, che da una verifica informale fatta con la Fondazione Enasarco, il versamento del F.I.R.R. (Fondo Indennità Risoluzione Rapporto) relativo all’anno 2019, in scadenza al 31 marzo 2020, non risulta sospeso né prorogato.
Le aliquote e gli scaglioni F.I.R.R. per le ditte che applicano l’AA.EE.CC 17/09/2014 CONFAPI, AA.EE.CC 30/07/2014 CONFINDUSTRIA, AA.EE.CC 16/02/2009 COMMERCIO, sono attualmente stabilite nelle seguenti misure:
4 % sulle provvigioni fino a 12.400,00 Euro annui
2% sulla quota delle provvigioni tra 12.400,01 Euro e 18.600,00 Euro annui
1% sulla quota delle provvigioni oltre 18.600,01 Euro annui
4% sulle provvigioni fino a 6.200,00 Euro annui
2% sulla quota delle provvigioni tra 6.200,01 Euro e 9.300,00 Euro annui
1% sulla quota delle provvigioni oltre 9.300,01 Euro annui
Per eventuali ulteriori informazioni contattare Valeria Data - Responsabile Servizio Previdenziale (tel 011 45.13.248/262)
INPS pubblica le prime indicazioni
Con la circolare n. 45 del 25 marzo 2020, l’INPS ha diramato le istruzioni operative concernenti il congedo COVID-19 introdotto dall’art. 23 del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 in favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dei lavoratori autonomi a seguito della sospensione dei servizi didattici delle scuole di ogni ordine e grado.
Con la medesima circolare l’INPS regolamenta anche l’estensione dei permessi retribuiti di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992, per i lavoratori dipendenti del settore privato (art. 24 del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020).
Il Congedo COVID-19 (art. 23 DL 18/2020)
Consiste in un periodo di 15 giorni fruibili a partire dal 5 marzo 2020 (le domande possono essere anche retroattive), per la sospensione di tutti i servizi scolastici e educativi legata all’emergenza sanitaria da COVID-19.
È riconosciuto in maniera alternativa ad uno solo dei genitori di ogni minore di 12 anni, limite che non si applica se il minore sia un disabile in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4 c. 1 della legge 104/1992.
Per questi 15 giorni viene riconosciuta un’indennità il cui importo segue la stessa disciplina del congedo parentale, salvo che l’importo è pari al 50% della retribuzione utilizzata come base di riferimento.
Lo stesso congedo di 15 giorni è riconosciuto anche ai genitori di figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, ma senza riconoscimento di indennità, né di contribuzione figurativa.
Le disposizioni del Congedo COVID-19 si applicano anche ai genitori adottivi ed affidatari che hanno in collocamento temporaneo dei minori.
L’INPS sottolinea che il frazionamento del Congedo Covid-19 è possibile solo a giornate e non su base oraria.
L’INPS specifica altresì che il Congedo COVID-19 spetta anche ai genitori di figli per i quali è esaurito il congedo parentale normale.
Modalità di richiesta del Congedo COVID-19
I genitori devono presentare domanda sia al datore di lavoro sia all’Istituto, utilizzando la normale procedura per la richiesta dei congedi parentali. Se i genitori hanno già raggiunto i limiti individuali o di coppia per i congedi parentali, dovranno presentare domanda unicamente al datore di lavoro, che sarà tenuto a pagare la relativa indennità. Successivamente, attraverso una procedura telematica online che – rassicura l’INPS – sarà implementata a breve e di cui darà notizia con apposito messaggio, questi i genitori dovranno presentare istanza di Congedi COVID-19.
Per richiedere il Congedo COVID-19 senza indennità e copertura figurativa, per figli tra i 12 e i 16 anni, è sufficiente farne domanda al solo datore di lavoro e non all’INPS.
I genitori che stanno già utilizzando i congedi parentali, non dovranno fare ulteriori domande, poiché – garantisce l’INPS – le giornate di congedo parentale fruite a partire dal 5 marzo saranno convertite d’ufficio e nel limite dei 15 giorni in Congedo COVID-19.
I datori di lavoro peraltro sono tenuti a indennizzare il Congedo COVID-19 e a darne comunicazione all’INPS tramite il flusso UNIEMENS utilizzando i codici a tale scopo predisposti.
In ultimo, l’INPS comunica che Il decreto-legge dispone che il congedo COVID-19 sia fruibile a condizione che:
Tutte condizioni che sarà cura del genitore richiedente autocertificare in sede di invio della domanda
Congedo per figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, c. 1, della L. n. 104/1992
Il testo unico sulla maternità (D. lgs. n. 151 /2001) prevede il prolungamento del congedo parentale per un periodo massimo di tre anni, comprensivi del congedo parentale ordinario entro il compimento del dodicesimo anno di età o entro 12 anni
dall’ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o affidamento. Per la durata di tale prolungamento è prevista un’indennità pari al 30% della retribuzione calcolata come disposto per il congedo parentale. Il comma 5 dell’articolo 23 del decreto-legge n. 18/2020 ha previsto per i genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere
assistenziale, la possibilità di fruire del congedo COVID-19 indennizzato anche oltre il limite di 12 anni di età previsto dall’istituto dell’estensione del congedo parentale.
Anche in questa fattispecie spetta il Congedo COVID-19, per 15 giorni, pagato con un’indennità calcolata come già sopra descritto.
I lavoratori dipendenti che abbiano in corso l’istituto dell’estensione dei congedi, non devono presentare un’altra domanda, poiché i giorni di prolungamento di congedo parentale autorizzati nel periodo a partire dal 5 marzo 2020 saranno considerati d’ufficio dall’INPS (nel massimo di 15 giorni) come congedo COVID-19, i datori di lavoro devono anticipare l’indennità prevista, andandola a segnalare nel flusso UNIEMENS, e non devono computare tali periodi a titolo di congedo parentale.
Ovviamente quei genitori che non abbiano un provvedimento di autorizzazione concesso dall’INPS, dovranno fare domanda del Congedo COVID-19 attraverso l’apposito canale che l’INPS aprirà sul suo portale online. Le nuove domande potranno riguardare anche periodi antecedenti alla data di presentazione della stessa, purché non si collochino prima del 5 marzo 2020.
I datori di lavoro devono consentire la fruizione del congedo COVID-19 anche prima dell’adeguamento delle procedure informatiche per la presentazione della domanda, provvedendo al pagamento della relativa indennità, fermo restando che il genitore dovrà presentare la domanda all’Istituto, anche se riferita a periodi già fruiti, non appena sarà completato l’adeguamento delle procedure stesse.
L’INPS, anche in questo caso, avverte che Il decreto-legge in commento dispone che il congedo COVID-19 in argomento sia fruibile a condizione che:
La circolare prosegue sottolineando alcuni aspetti interessanti:
ai sensi del comma 5 dell’articolo 23 del decreto in commento, i genitori di figli con disabilità su descritti, possono fruire del congedo COVID-19, ferma restando l’estensione della durata dei permessi retribuiti di cui all’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/92, come prevista dall’articolo 24 del decreto. Conseguentemente, per i lavoratori dipendenti, sarà possibile cumulare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con i giorni di permesso retribuito di cui al citato articolo 24 del decreto (i 12 giorni);
analogamente, sarà possibile cumulare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale di cui all’articolo 33 del D.lgs. n. 151/2001 e con il congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del medesimo decreto legislativo;
Estensione dei permessi retribuiti di cui all’art. 33, cc. 3 e 6, della L n. 104/1992 per i lavoratori dipendenti del settore privato
I soggetti aventi diritto ai permessi in questione potranno godere, in aggiunta ai tre giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/1992 (3 per il mese di marzo e 3 per il mese di aprile), di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi.
Si segnala in particolare la possibilità di cumulare più permessi in capo allo stesso lavoratore. Pertanto:
nel caso in cui il lavoratore assista più soggetti disabili potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, per ciascun soggetto assistito, oltre ai 3 giorni di permesso mensile ordinariamente previsti, gli ulteriori 12 giorni previsti dalla norma in commento, alle condizioni e secondo le modalità previste dallo stesso articolo 33, comma 3 della legge n. 104/1992.
Con riferimento ai rapporti di lavoro part-time (verticale o misto con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese), fermo restando gli algoritmi previsti dal messaggio n. 3114/2018 per il riproporzionamento dei tre giorni di permesso ordinari previsti dall’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92, si fornisce di seguito la formula di calcolo da applicare ai fini del riproporzionamento delle ulteriori 12 giornate di permesso previste dal decreto:
Istruzioni per la compilazione delle denunce contributive per i Datori di lavoro con dipendenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e ad altri fondi speciali
MV2 congedo parentale di cui all’articolo 23, comma 1, del DL n. 18 del 17/03/2020 riferito a figli di età non superiore a dodici anni;
MV3 congedo parentale di cui all’articolo 23, comma 5, del DL n. 18 del 17/03/2020, privo di limite di età, e riferito a figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della L. n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale;
MV4 estensione di cui all’articolo 24 del DL n. 18 del 17/03/2020 dei giorni di permesso previsti dall’articolo 33, commi 3 e 6, della L. n. 104/92; il codice identifica la fruizione giornaliera;
MV5 estensione di cui all’articolo 24 del DL n. 18 del 17/03/2020 dei giorni di permesso previsti dall’articolo 33, commi 3 e 6, della L 104/92; il codice identifica la fruizione oraria.
L’INPS precisa ancora che la durata massima dei congedi denominati MV2 e MV3 è di quindici giorni, decorrono dal 5 marzo, la fruizione può essere continuativa o frazionata, ma sempre giornaliera.
Nella compilazione del flusso, dovrà essere valorizzata la causale dell’assenza nell’elemento <CodiceEvento> di <Settimana> procedendo alla valorizzazione del “tipo copertura” delle settimane in cui si collocano gli eventi con le consuete modalità. Quindi, dovrà essere indicato nell’elemento <DiffAccredito> il valore della retribuzione “persa” a causa dell’assenza.
Per tutti gli eventi richiamati è prevista la compilazione dell’elemento <InfoAggEvento> in cui va precisato il codice fiscale del soggetto per cui si fruisce il congedo:
Nel caso di MV2 il codice fiscale da inserire sarà quello del figlio minore, di età non superiore a dodici anni;
nel caso di MV3 dovrà essere inserito il codice fiscale del figlio con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritto a scuole di ogni ordine e grado o ospitato in centri diurni a carattere assistenziale;
Trattandosi di eventi giornalieri o orari, a durata circoscritta, è prevista la compilazione del calendario giornaliero. Nell’elemento <Giorno> interessato dall’evento dovranno essere fornite le informazioni, di seguito specificate, utili a delineare la tipologia e durata dell’evento, nonché ricostruire correttamente l’estratto conto.
L’INPS sottolinea che qualora il lavoratore abbini nella giornata di fruizione del congedo di tipo orario (MV5) permesso di altro tipo, in modo da non effettuare affatto la prestazione lavorativa, l’elemento <Lavorato> sarà = N. L’elemento <TipoCoperturaGiorn> sarà = 2 se il permesso di altro tipo è retribuito, sarà =1 se il permesso di altro tipo NON è retribuito.
L’INPS precisa che, per i periodi di astensione dal lavoro di cui all’articolo 23, comma 6, del decreto in parola – a favore dei genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore e per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado – non è prevista la corresponsione di indennità né il riconoscimento di contribuzione figurativa. Pertanto, in caso di fruizione di dette ultime giornate di astensione dal lavoro, l’assenza dovrà essere trattata, nel flusso Uniemens, con le modalità previste per l’aspettativa per motivi personali, senza retribuzione e senza copertura previdenziale.
Ai fini dell’applicazione di controlli finalizzati al monitoraggio della spesa l’INPS richiede la compilazione dell’elemento <InfoAggcausaliContrib> secondo le seguenti modalità:
L’azienda nel flusso di competenza del mese di aprile 2020 dovrà inserire il corretto codice evento utilizzando l’elemento <Mese Precedente> o con flusso di variazione senza valenza contributiva e, contestualmente procedere alla restituzione dell’indennità conguagliata con i codici già in uso come indicato nell’allegato tecnico, ed effettuare il conguaglio dell’intero
importo spettante con i codici sopra istituiti.
Istruzioni fiscali. Rinvio istruzioni contabili
Le prestazioni oggetto della circolare – sottolinea l’INPS – sono sostitutive della retribuzione e, pertanto, imponibili ai fini
fiscali ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del TUIR. Di conseguenza l'Inps in qualità di sostituto d’imposta è tenuto ad operare, all’atto del pagamento, le ritenute Irpef come previsto dall’articolo 23 del DPR n. 600/73 e a riconoscere le detrazioni d’imposta spettanti ed è tenuto, altresì, ad elaborare il conguaglio fiscale di fine anno, con il conseguente rilascio della Certificazione Unica dei redditi.
Predisposta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
È stata pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali una pagina dedicata ai quesiti inerenti l’istituzione degli ulteriori 12 giorni di permesso legge 104 da parte del recente decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020, cosiddetto Cura Italia.
Le informazioni relative sono reperibili cliccando QUI.
Modalità di presentazione delle domande di CIGO e dell’Assegno Ordinario
L’Inps chiarisce in un messaggio le modalità di presentazione delle domande di CIGO e di assegno ordinario dei Fondi di solidarietà così come previsto dagli articoli 19, 20 e 21 del decreto-legge n. 18/2020. Istituita la Nuova causale COVID-19 nazionale.
Con il messaggio n. 1321 del 23 marzo 2020, l’INPS ha diramato le prime istruzioni in merito agli ammortizzatori sociali messi a disposizione delle aziende che si trovano a fronteggiare problemi causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19 dagli articoli 19, 20 e 21 del D.L. n. 18/2020.
A tale scopo l’INPS ha introdotto una nuova e specifica causale, denominata “COVID-19 nazionale”.
In deroga alle disposizioni vigenti (art. 15, c. 2, e art. 30, c. 2, D.lgs. n. 148/2015), le domande di accesso al trattamento di CIGO e all’assegno ordinario, con la causale sopra indicata, devono essere inviate telematicamente entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa (art. 19, comma. 2, del D.L. n. 18/2020).
Per espressa previsione del D.L. Cura Italia (art.19 c. 5), l'assegno ordinario è concesso anche ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di cinque dipendenti
La decorrenza del termine di presentazione delle domande, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa iniziati nel periodo ricompreso tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del presente messaggio, il dies a quo coincide con la data di pubblicazione del messaggio in oggetto. Pertanto, il periodo intercorrente tra la data del 23 febbraio 2020 e la data di pubblicazione del messaggio è neutralizzata. Invece, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal giorno successivo alla data di pubblicazione del messaggio in oggetto, la decorrenza del termine di presentazione della domanda seguirà le regole ordinarie e, pertanto, sarà la data di inizio dell’evento di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
Le domande per accedere alle prestazioni di CIGO e di assegno ordinario – avvisa l’INPS – sono disponibili nel portale INPS, al percorso
www.inps.it\Servizi
online\Aziende\consulenti e professionisti\Servizi per aziende e consulenti\CIG e Fondi di solidarietà. La domanda, avvisa inoltre l’Istituto, è anche disponibile nel portale Servizi per le aziende ed i consulenti, con le consuete modalità. Al momento dell’inserimento della scheda causale, per quanto concerne la domanda di assegno ordinario, sarà possibile scegliere l’apposita causale denominata “COVID-19 nazionale”. Questa scelta permetterà di procedere senza dover allegare alcunché alla domanda, eccetto l’elenco dei lavoratori beneficiari. Per quanto riguarda la CIGO, nella relativa domanda dovrà essere selezionata la causale “COVID-19 nazionale” ed allegare l’elenco dei lavoratori beneficiari.
Infine, l’INPS riepiloga la normativa riguardante questa speciale fattispecie di CIGO e di Assegno Ordinario:
le domande di prestazione di CIGO e di assegno ordinario potranno essere presentate per una durata massima di 9 settimane, comprese nel periodo che va dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 e questo periodo non sarà inserito nel computo del biennio mobile né del quinquennio mobile previsto dal D.lgs. n. 148/2015;
non deve essere compilata la relazione tecnica prevista dall’art. 2, c. 1, del D.M. n. 95442/2016, né deve essere allegata la scheda causale né altre dichiarazioni, fatta eccezione per l’elenco dei lavoratori beneficiari della prestazione;
il termine per presentare le domande è fissato alla fine del quarto mese successivo all’inizio della sospensione/riduzione dell’attività lavorativa, fermo restando che per gli eventi di sospensione/riduzione dell’attività lavorativa ricadenti nel periodo neutralizzato, come già detto, il dies a quo decorre dalla data di pubblicazione del messaggio in parola;
i datori di lavoro che hanno già in corso un’autorizzazione di CIGO o di assegno ordinario o hanno presentato domanda di CIGO/assegno ordinario non ancora autorizzata, con qualsiasi altra causale (ad esempio, crisi, calo di commesse, etc.), possono, qualora ne abbiano i requisiti, ripresentare la domanda di CIGO o di assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale”, anche per periodi già autorizzati o per periodi oggetto di domande già presentate e non ancora definite. In caso di concessione, l’Istituto provvederà ad annullare d’ufficio le precedenti autorizzazioni o le precedenti domande relativamente ai periodi sovrapposti.
La Regione Piemonte ha diramato a mezzo comunicato stampa le prime indicazioni in merito alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga istituita dal decreto Cura Italia per l’emergenza legata all’epidemia Codid-19.
La Regione Piemonte informa che la Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro ha pubblicato sul sito internet istituzionale della regione le prime, fondamentali, informazioni per accedere alla Cassa Integrazione in Deroga annunciata dal Governo.
Al link www.regione.piemonte.it/cassaintegrazioneinderoga si possono già quindi ottenere tutte le informazioni al momento disponibili in attesa che venga prontamente attivata la piattaforma di presentazione delle domande.
La pagina web – si premura di render noto l’ufficio stampa e comunicazione della Regione Piemonte – sarà costantemente aggiornata e su di essa sarà comunicata l’apertura dei termini per la presentazione delle domande da parte dei l datori di lavoro.
Gli organi di comunicazione della regione Piemonte si premurano di ricordare che le imprese da 1 a 5 dipendenti che intendano avvalersi della CIGD non hanno necessità di stipulare accordi sindacali.
Covid-19, prime informazioni INPS su Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario
e Cassa integrazione in deroga
Con il messaggio n. 1287 del 20 marzo 2020, l’INPS ha diramato le prime sommarie istruzioni in merito agli ammortizzatori sociali messi a disposizione delle aziende che si trovano a fronteggiare problemi causati dall’emergenza sanitaria da Covid-19.
Nel rimandare a una più dettagliata trattazione, che sarà operata in un’apposita circolare illustrativa di prossima pubblicazione, l’INPS ha schematizzato le novità relative alla Cassa Integrazione Ordinaria, all’Assegno Ordinario e alla Cassa in deroga nell’allegato del messaggio di cui sopra. Se ne riepilogano di seguito le disposizioni.
Tutte le aziende che accedono alla CIGO, potranno fare domanda per Cassa Ordinaria con causale COVID-19 nazionale, con le consuete modalità, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane. Le aziende non dovranno presentare alcuna relazione tecnica in allegato alla domanda ma unicamente l’elenco dei lavoratori interessati. In altre parole, le aziende non dovranno fornire alcuna prova in ordine alla transitorietà dell’evento e alla ripresa dell’attività lavorativa né, tantomeno, dimostrare la sussistenza del requisito di non imputabilità dell’evento stesso all’imprenditore o ai lavoratori. Se un’azienda ha in corso un’altra CIGO o un’altra richiesta in attesa di autorizzazione (con altra causale), potrà comunque presentare richiesta per la CIGO con causale COVID-19, che prevarrà sia sulla Cassa in corso, sia sull’istruttoria precedentemente inviata. Eventuali periodi sovrapposti saranno annullati d’ufficio.
Altra importante particolarità di questa specifica causale: non è dovuto il pagamento di alcun contributo addizionale e non si tiene conto dei limiti delle 52 settimane nel biennio mobile, come dei 24 mesi (30 per le aziende del settore edilizia e lapideo) nel quinquennio mobile. Non si deve neppure tener conto limite del terzo delle ore lavorabili.
Il termine per la presentazione delle domande coincide con la fine del quarto mese successivo l’inizio di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
Le aziende in Cassa Straordinaria alla data del 23 febbraio 2020 possono interrompere il trattamento straordinario e accedere a quello ordinario sopra descritto, sempre che rientrino tra le categorie produttive che vi possono accedere. Qualora invece non vi possano accedere, per via del settore di appartenenza, potranno avvalersi della Cassa integrazione in deroga.
Oltre all’ordinaria modalità di erogazione delle prestazioni tramite conguaglio su UNIEMENS – dice l’INPS – sarà possibile autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.
La prestazione spetta ai lavoratori operanti nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà e del Fondo di Integrazione salariale.
Per il Fondo di integrazione salariale (FIS) sono beneficiari
Per i Fondi di solidarietà di settore sono beneficiari i lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, esclusi i dirigenti, se non diversamente specificato dai regolamenti dei rispettivi fondi.
Anche per l’Assegno di Solidarietà è stata prevista un’istruttoria semplificata delle domande:
non si tiene conto del limite delle 52 settimane nel biennio mobile o delle 26 settimane nel biennio mobile per il Fondo di integrazione salariale (FIS); non si tiene conto del limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile; infine non si considera il limite di 1/3 delle ore lavorabili.
La domanda per l’Assegno Ordinario potrà essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa. Essa deve essere presentata dal datore di lavoro esclusivamente on line sul sito www.inps.it, avvalendosi dei servizi per “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”, selezionando la causale Emergenza COVID-19 nazionale. Alla domanda non dovrà essere allegata la scheda causale, né ogni altra documentazione probatoria.
Le aziende potranno chiedere l’integrazione salariale per Emergenza COVID-19 nazionale anche se hanno già presentato una domanda o hanno in corso un’autorizzazione con altra causale. Il periodo concesso con causale Emergenza COVID-19 nazionale, come già visto per la CIGO, prevarrà sulla precedente autorizzazione o sulla precedente domanda non ancora definita. Queste ultime saranno annullate d’ufficio per i periodi corrispondenti.
Per i fondi di solidarietà alternativi (artigianato e somministrazione), la domanda dovrà essere presentata direttamente al fondo di appartenenza e non all’INPS, il quale si premura anche di ribadire che per le aziende iscritte al Fondo di integrazione salariale l’accesso avverrà nei limiti delle risorse pubbliche stanziate dal decreto, senza l’applicazione di alcun tetto aziendale. Infine, anche per l’Assegno Ordinario oltre all’ordinaria modalità di erogazione della prestazione tramite conguaglio su UNIEMENS, sarà possibile autorizzare il pagamento diretto al lavoratore, senza che il datore di lavoro debba comprovare le difficoltà finanziarie dell’impresa.
Il decreto Cura Italia ha riconosciuto trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga con le seguenti caratteristiche:
sono esclusi i datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della CIGO, del FIS o dei Fondi di solidarietà.
Sono altresì esclusi dalla CIG in deroga i datori di lavoro domestico, i datori di lavoro che possono accedere alla CIGO o alle prestazioni garantite dal FIS e dai Fondi di solidarietà e i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020.
L’INPS si premura anche di sottolineare che tale prestazione è aggiuntiva rispetto alle disposizioni già adottate per i trattamenti in deroga concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e per la cosiddetta “zona rossa”.
La cassa integrazione in deroga consisterà in un trattamento d’integrazione salariale, comprensivo di contribuzione figurativa e relativi oneri accessori (ANF).
Per fare la domanda, specifica l’INPS, se si tratta di datori di lavoro con più di 5 dipendenti, sarà necessario l’accordo sindacale, concluso anche in via telematica, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale relativamente alla durata della sospensione del rapporto di lavoro. Al contrario, se si tratta di datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti, non sarà necessario l’accordo sindacale, neanche concluso in via telematica.
Ai fini del riconoscimento del trattamento non si applicano le disposizioni relative al requisito dell’anzianità di effettivo lavoro, né il contributo addizionale, né tantomeno la riduzione in percentuale della relativa misura in caso di proroghe dei trattamenti di cassa integrazione in deroga.
La prestazione sarà concessa con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, le quali provvedono anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge. Le domande di accesso alla prestazione dovranno essere presentate esclusivamente alle Regioni e Province autonome interessate, che effettueranno l’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.
Le Regioni invieranno all’Istituto, in modalità telematica tramite il Sistema Informativo dei Percettori (SIP), attraverso l’utilizzo del cosiddetto “Flusso B”, sia il decreto di concessione, individuato con numero di decreto convenzionale “33193”, sia la lista dei beneficiari.
In ultimo, il pagamento sarà esclusivamente in modalità diretta e il datore di lavoro, di conseguenza, dovrà inoltrare il modello “SR 41” all’INPS.