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Timestamp: 2020-08-15 10:30:02+00:00
Document Index: 88747518

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 11473 del 10/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11473 del 10/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.10/05/2017), n. 11473
sul ricorso 7482/2015 proposto da:
TECNOSCAVI DI D. S. & C. S.R.L., in persona del legale
rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, V. GIOVANNI
rappresentata e difesa dall’avvocato FABIO CIANI;
avverso la sentenza n. 2219/13/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della PUGLIA, depositata il 10/11/2014;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della Tecno Scavi di D.C. S. &amp; C. s.n.c. di avviso di accertamento relativo all’anno di imposta 2005 e da parte del socio D.C.V. del conseguente avviso di accertamento ai fini dell’Irpef, la Commissione tributaria regionale, confermava integralmente la decisione di primo grado, ribadendo l’inammissibilità dei ricorsi introduttivi siccome non tempestivamente proposti per essere stati spediti a mezzo servizio di posta privato.
Avverso la sentenza ricorrono i contribuenti affidandosi a tre motivi. L’Agenzia delle Entrate ha depositato atto al fine di partecipare all’udienza. A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti.
1. Con il primo motivo si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, la nullità della sentenza impugnata.
1.1. La censura è inammissibile non ravvisandosi nell’esaustiva motivazione della C.T.R. alcun vizio patologico nè omissione alcuna.
2. Con il secondo motivo si deduce la violazione e viziata applicazione dell’art. 156 c.p.c., comma 3, laddove la C.T.R. aveva fatto discendere l’inammissibilità dei ricorsi introduttivi ed escluso l’applicabilità della sanatoria di cui alla norma invocata, senza considerare che, per quanto in maniera illegittima, la consegna alle poste private era intervenuta tempestivamente.
3. Con il terzo motivo si deduce la violazione del D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 5 e art. 22, comma 2.
4. Entrambe le censure sono infondate. La giurisprudenza di questa Corte citata a sostegno dalla C.T.R. risulta, infatti, consolidata, come ribadito di recente da Sez. 5, ordinanza n. 19467 del 30/09/2016 “In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 1, lett. a), che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla 1. n. 890 del 1982, tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali” (in senso conforme v. Cass. n. 13073/2016).
5. Ne consegue il rigetto del ricorso senza pronuncia sulle spese per non avere l’Agenzia delle entrate svolto attività difensiva.