Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2020/01/20/le-aree-marine-protette-il-mare-tutelato-in-italia/
Timestamp: 2020-05-29 02:02:51+00:00
Document Index: 9111198

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art.77', 'art.18', 'art.8', 'art.28', 'art.19', 'art. 8']

Le aree marine protette, il mare tutelato in Italia. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
Home > "altri" animali, biodiversità, coste, difesa del territorio, Italia, mare, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, società, sostenibilità ambientale	> Le aree marine protette, il mare tutelato in Italia.
gennaio 20, 2020 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Previste inizialmente dalla legge n. 979/1982, attualmente le norme quadro sono disposte dalla legge n. 394/1991 e s.m.i.
A breve potrebbero aumentare, è stato, infatti, predisposto uno stanziamento (2 milioni di euro nel 2020 per gli studi preparatori; 2,8 milioni di euro nel 2020 e 2,4 milioni di euro nel 2021 per il funzionamento) finalizzato all’istituzione di quattro nuove aree marine protette a Capri, Domus de Maria (Chia-Capo Spartivento), Carloforte e Maratea.
Ecco che cosa sono e come operano per difendere il nostro mare (fonte Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare).
Al fine dell’istituzione di un’area marina protetta, un tratto di mare deve innanzitutto essere individuato per legge quale ” area marina di reperimento”.
Una volta avviato l’iter istruttorio all’area marina di reperimento, questa viene considerata come area marina protetta di prossima istituzione.
Le aree marine protette sono istituite ai sensi delle leggi n. 979 del 1982 e n. 394 del 1991 con un Decreto del Ministro dell’ambiente che contiene la denominazione e la delimitazione dell’area, gli obiettivi e la disciplina di tutela a cui è finalizzata la protezione.
Sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicenti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.
L’intento è quello di assicurare la massima protezione agli ambiti di maggior valore ambientale, che ricadono nelle zone di riserva integrale (zona A), applicando in modo rigoroso i vincoli stabiliti dalla legge. Con le zone B e C si vuole assicurare una gradualità di protezione attuando, attraverso i Decreti Istitutivi, delle eccezioni (deroghe) a tali vincoli al fine di coniugare la conservazione dei valori ambientali con la fruizione ed uso sostenibile dell’ambiente marino. Le tre tipologie di zone sono delimitate da coordinate geografiche e riportate nella cartografia allegata al Decreto Istitutivo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
A.M.P. Capo Caccia-Porto Conte, esempio di zonazione
(L. n. 979 / 82 art. 28 e L. n. 426/98 art. 2 co. 16) La commissione di riserva affianca l’Ente delegato, nella gestione della riserva, formulando proposte e suggerimenti per tutto quanto attiene al funzionamento della riserva medesima.
In particolare la commissione dà il proprio parere alla proposta del regolamento di esecuzione del decreto istitutivo e di organizzazione della riserva, ivi comprese le previsioni relative alle spese di gestione, formulate dall’Ente delegato.
E’ istituita presso l’Ente Gestore e sulla base di quanto previsto dall’art. 2, comma 339, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 è così composta:
un esperto designato d’intesa tra i Comuni rivieraschi interessati
un esperto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
un rappresentante della Capitaneria di porto, su proposta del Reparto Ambientale Marino presso il Ministero dell’Ambiente
un esperto designato dall’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
un esperto designato dalle associazioni ambientaliste maggiormente rappresentative e riconosciute dal Ministero dell’Ambiente.
Iter per l’istituzione di un’area marina protetta
Nell’ambito dell’elenco di aree di reperimento stabilito dalle leggi, per l’effettiva istituzione di un’area marina protetta occorre innanzitutto disporre di un aggiornato quadro di conoscenze sull’ambiente naturale d’interesse, oltre ai dati necessari sulle attività socio-economiche che si svolgono nell’area.
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Servizio Difesa del Mare, per l’acquisizione di tali conoscenze e dati può anche avvalersi di istituti scientifici, laboratori ed enti di ricerca. Gli studi sono generalmente distinti in due fasi: nella prima viene esaminata la letteratura già esistente sull’area; nella seconda fase vengono effettuati gli approfondimenti necessari per un quadro conoscitivo concreto ed esaustivo.
Successivamente gli Esperti della Segreteria tecnica per le Aree Marine Protette (art.2,co.14 L. n. 426 del 1998) possono avviare l’istruttoria istitutiva. Al fine di delineare una proposta della futura area marina protetta che ne rispetti le caratteristiche naturali e socio-economiche, gli Esperti della Segreteria tecnica arricchiscono l’indagine conoscitiva fornita dagli studi con sopralluoghi mirati e con confronti con gli Enti e le comunità locali.
La definizione di perimetrazione dell’area (i confini esterni), la zonazione al suo interno (le diverse zone A, B e C), e la tutela operata attraverso i diversi gradi di vincoli nelle tre zone, sono parte dello schema di decreto istitutivo redatto alla fine dell’istruttoria. Sullo schema di decreto vengono sentiti la Regione e gli enti locali interessati dall’istituenda area marina protetta, per l’ottenimento di un concreto ed armonico consenso locale. Infine, come stabilito dal Decreto Legislativo n. 112/98 art.77, occorre acquisire il parere della Conferenza Unificata su tale schema di DM.
A questo punto, il Ministro dell’ambiente, d’intesa con il Ministro del tesoro, procede all’effettiva istituzione dell’area marina protetta, autorizzando anche il finanziamento per far fronte alle prime spese relative all’istituzione (L. n. 394/91 art.18 e L. n. 93/01 art.8).
La gestione delle aree marine protette è affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute, anche consorziati tra di loro. L’affidamento avviene con decreto del Ministro dell’ambiente, sentiti la regione e gli enti locali territorialmente interessati. Come evidenziato dalla tabella, la maggior parte delle aree marine protette sono gestite dai comuni interessati.
(L. 979/82 art.28, L. 394/91 art.19 comma 6 e 93/01 art. 8 comma 8) Il regolamento dell’area marina protetta definisce in via definitiva e disciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessario per la tutela degli ecosistemi di pregio.
Proposto dall’Ente gestore, sentito il parere della Commissione di Riserva, è approvato con decreto del Ministro dell’ambiente.
Prima della formulazione del regolamento, un Ente gestore ha la facoltà di applicare delle discipline provvisorie per alcune delle attività che si svolgono all’interno dell’area marina protetta, naturalmente nell’ambito di quanto stabilito dal decreto istitutivo.
La Segreteria Tecnica per le Aree Marine Protette è stata istituita dall’articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, per istruire l’istituzione e l’aggiornamento delle Aree Marine Protette, per il supporto alla gestione, al funzionamento e alla progettazione degli interventi da realizzare con finanziamenti nazionali e/o comunitari.
La legge 394/91 articolo 19 individua le attività vietate nelle aree protette marine, quelle cioè che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dell’area.
I Decreti Istitutivi delle aree marine protette, considerando la natura e le attività socio – economiche dei luoghi, possono però prevedere alcune eccezioni (deroghe) ai divieti stabiliti dalla L. 394/91 oltre a dettagliare in modo più esaustivo i vincoli. A tal proposito si rimanda ad ogni singolo Decreto Istitutivo o eventuale successivo decreto di modifica e, laddove presente, al regolamento, per ognuna delle 16 aree marine protette.
Queste sono già operative:
(foto da Sardegna Digital Library, Benthos, da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)
gennaio 20, 2020 alle 11:34 pm
Spero che le regole siano rispettate in futuro , spero che il concetto del “rispetto” riaffiori nella mente degli uomini
gennaio 21, 2020 alle 8:21 am
Di tutte queste Aree ne conosco almeno quattro, all’incirca. Quando ancora, forse, non erano nemmeno protette e nemmeno suddivise in zone A-B-C;
non tutte eh?
M’ind’aparanta, de biri, nau… A fuliadura! (Me ne restano da vedere, dico, … A iosa!).
Donatella…il rispetto…eh…parola importante del nostro vocabolario ( poco consultato)!
Un mega-chiosco in costruzione sulla spiaggia di Marinella Isola Rossa? In area agricola possono essere realizzate solo strutture finalizzate alle attività agricole.
3.645.495 hits