Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/1131
Timestamp: 2020-07-14 01:08:55+00:00
Document Index: 184446743

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'art. 1669', 'art. 96', 'art. 1130', 'art. 1393', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

Azione risarcitoria "ex" art. 1669 c.c. - Legittimazione attiva dell'amministratore di condominio - Limiti - Fondamento.
In tema di condominio, la legittimazione dell'amministratore a promuovere l'azione di responsabilità, ai sensi dell'art. 1669 c.c., nei confronti del costruttore, a tutela dell'edificio nella sua unitarietà, non può estendersi, in difetto di mandato rappresentativo dei singoli condomini, anche alla proposizione delle azioni risarcitorie, in forma specifica o per equivalente, relative ai danni subiti dai condomini nei rispettivi immobili di proprietà esclusiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 17 Febbraio 2020, n. 3846. Segue...
Manutenzione e riparazione dei beni comuni - Diritto e dovere del condominio - Guasti all'interno delle proprietà dei singoli condomini - Mancata collaborazione di questi ultimi - Poteri dell'amministratore - Azione cautelare e di merito - Ammissibilità - Facoltà di accesso diretto prevista nel regolamento condominiale - Irrilevanza - Conseguenze.
Il condominio ha il diritto di provvedere alla riparazione e alla manutenzione dei beni comuni e ha l'obbligo di farlo, per evitare i danni alle proprietà dei condomini o dei terzi. Ne consegue che, qualora vi sia l'assoluta urgenza e l'inderogabile necessità di intervenire sui guasti verificatisi all'interno dei appartamenti o dei locali chiusi dei singoli condomini, in mancanza della collaborazione di questi ultimi, l'amministratore può legittimamente agire in giudizio per far valere tale diritto, sia in sede cautelare che di merito, anche se il regolamento condominiale, per eseguire i lavori necessari, gli attribuisce la facoltà di accedere all'interno delle menzionate proprietà, forzando le porte di chiusura. Una volta esperita l'azione, secondo le regole generali, il condominio è esposto al pagamento delle spese di lite (che non siano eccessive o superflue) solo in caso di soccombenza e al risarcimento dei danni per l'attuazione della misura cautelare solo nei casi previsti dall'art. 96, comma 2, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 Agosto 2019, n. 21242. Segue...
Giudizio promosso dall'amministratore del condominio a difesa della proprietà comune - Intervento del singolo condomino - Natura giuridica - Litisconsorzio processuale necessario - Sussistenza.
Nei giudizi promossi dall'amministratore a tutela delle parti comuni, l'intervento del singolo condomino si connota come intervento adesivo autonomo, ovvero quale costituzione di una delle parti originarie in senso sostanziale, determinatasi a far valere le proprie ragioni direttamente e non più tramite il rappresentante comune, sicché, configurandosi un unico giudizio con pluralità di parti, si determina tra queste ultime un litisconsorzio processuale necessario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Marzo 2019, n. 8695. Segue...
Opposizione a decreto ingiuntivo – Compenso avvocato – Condominio – Amministratore – Delibera assembleare – Efficacia – Accollo – Rappresentanza apparente.
L’amministratore di condominio può, anche in assenza di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, proporre opposizione a decreto ingiuntivo per ogni controversia che rientra nell’ambito delle sue attribuzioni ex art. 1130 cod. civ., quali quelle aventi ad oggetto il pagamento preteso nei confronti del condominio dal terzo creditore in adempimento di un’obbligazione assunta dal medesimo amministratore per conto dei partecipanti.
L’istituto della rappresentanza apparente si applica anche in favore del terzo contraente il quale non chieda, al rappresentante, la giustificazione del proprio potere rappresentativo: trattandosi di una facoltà garantita dall’art. 1393 cod. civ., e non di un obbligo, la mancata richiesta non influisce sulla scusabilità dell’errore. (Stefano Romoli) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 11 Dicembre 2018. Segue...
Unità minime di intervento (cd. "UMI") ex art. 15 del d.lgs. n. 76 del 1990 – Controversie relative ai lavori di ricostruzione o riparazione degli immobili colpiti dagli eventi sismici – Legittimazione attiva e passiva dell'amministratore – Sussistenza – Fondamento.
L'amministratore delle unità minime di intervento (cd. "UMI"), costituite ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. n. 76 del 1990, con riferimento agli immobili distrutti o da demolire o da riparare in conseguenza degli eventi sismici di cui al medesimo decreto, è legittimato, sia attivamente che passivamente, per tutto quanto concerne l'esecuzione dei lavori di ricostruzione o riparazione oggetto delle delibere adottate dal condominio, nei medesimi termini in cui lo è l'amministratore di un condominio di edificio, avendo l'art. 15 cit. l'unico fine, acceleratorio e semplificatorio, di rendere applicabile la disciplina codicistica del condominio, quanto alle deliberazioni ed alla rappresentanza delle UMI, sol che sussistano le condizioni previste dalla legge speciale per la ricostruzione ed indipendentemente dalla sussistenza o meno delle condizioni previste dagli artt. 1117 e ss. c.c. per la costituzione del condominio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 18 Aprile 2018, n. 9547. Segue...
Credito dell’amministratore per anticipazioni – Prova – Contabilità regolare – Necessità – Presupposti e fondamento.
Il credito dell'amministratore di condominio per le anticipazioni delle spese da lui sostenute non può ritenersi provato in mancanza di una regolare contabilità che, sebbene non debba redigersi con forme rigorose, analoghe a quelle prescritte per i bilanci delle società, deve, però, essere idonea a rendere intellegibili ai condomini le voci di entrata e di uscita, con le relative quote di ripartizione, così da rendere possibile l’approvazione da parte dell’assemblea condominiale del rendiconto consuntivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 14 Febbraio 2017, n. 3892. Segue...