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Timestamp: 2020-07-13 23:18:18+00:00
Document Index: 185977259

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 360', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 82', 'art. 68', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12319 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12319 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/05/2017, (ud. 02/03/2017, dep.17/05/2017), n. 12319
sul ricorso iscritto al n. 30215/2010 R.G. proposto da:
C.M. e Ca.Ma., rappresentati e difesi dagli
Avv.ti Oreste Cantillo e Guglielmo Cantillo, con domicilio eletto
presso lo studio degli stessi in Roma, via Ovidio, n. 32;
Campania, sezione staccata di Salerno, n. 5/5/2010 depositata il 26
udito l’Avv. Guglielmo Cantillo;
1. C.M. e Ma. ricorrono con tre motivi nei confronti dell’Agenzia delle entrate (che resiste con controricorso) per la cassazione della sentenza n. 5/5/2010 depositata il 26 gennaio 2010, con la quale la C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno – in controversia concernente impugnazione degli avvisi di accertamento per Irpef in relazione alla plusvalenza realizzata pro quota con la cessione di suolo edificabile, calcolata prendendo in considerazione il valore accertato ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale – rigettava l’appello dei contribuenti, confermando la decisione di primo grado che aveva respinto il ricorso introduttivo.
1. Con il primo motivo di ricorso i contribuenti deducono violazione e falsa applicazione della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 16, comma 10 e degli artt. 81 e 82 (ora artt. 67 e 68) T.U.I.R., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la C.T.R. attribuito rilievo, ai fini della determinazione del valore del terreno ceduto e del conseguente calcolo della plusvalenza tassabile, alla definizione agevolata L. 27 dicembre 2002, n. 289, ex art. 16, di cui si è avvalsa la società acquirente con riferimento alla lite da essa proposta in ordine alle applicate imposte di registro, ipotecaria e catastale, postulando in capo essi, venditori e coobbligati, la facoltà e l’onere di opporsi al condono e proseguire la lite e in mancanza la definitività dell’accertato valore del bene anche ai fini di un diverso tributo.
2. Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere i giudici d’appello ritenuto non più controvertibile il valore del bene ceduto ai fini dell’imposta in questione per effetto dell’intervenuto condono relativo alla diversa imposta di registro, omettendo l’esame delle numerose e circostanziate contestazioni al riguardo mosse.
3. Con il terzo motivo i ricorrenti denunciano infine violazione e falsa applicazione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 82 (ora art. 68) e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere ritenuto idonea a fondare la presunzione di maggior plusvalenza tassabile la differenza tra il valore accertato ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro e il corrispettivo indicato nell’atto traslativo.
4. Il primo e il terzo motivo – congiuntamente esaminabili in quanto diretti a denunciare come illegittima la determinazione della base imponibile sulla base del valore separatamente determinato dall’ufficio ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale – sono fondati.
Indipendentemente dagli argomenti al riguardo spesi in ricorso, l’illegittimità di tale criterio, ai fini che occupano, discende dallo ius superveniens rappresentato dal D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147, il quale all’art. 5, comma 3 prevede che “gli artt. 58, 68, 85 e 86 del T.U. imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 5, 5-bis, 6 e 7, si interpretano nel senso che per le cessioni di immobili e di aziende nonchè per la costituzione e il trasferimento di diritti reali sugli stessi, l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro di cui al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, ovvero delle imposte ipotecaria e catastale di cui al D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347”.
Peraltro, anche ove volesse porsi in dubbio che la norma in esame sia effettivamente interpretativa, è certo che se il riferimento alla interpretazione da attribuire a norme precedenti non serve per ciò solo ad attribuire ad una norma carattere interpretativo (ove tale carattere essa non abbia effettivamente), tuttavia testimonia l’intento del legislatore di attribuire ad essa il carattere retroattivo che è proprio della norma interpretativa, intento che nella specie trova ulteriore conferma del citato art. 5, comma 4, laddove si prevede che le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma nulla si prevede per i commi 2 e 3 (disposizioni formulate come norme interpretative): circostanza, questa, che contribuisce a togliere ogni dubbio circa l’intento del legislatore di attribuire carattere retroattivo alle previsioni dei suddetti commi (così, in motivazione, Cass., 15/04/2016, n. 7488; v. anche Cass. 10/02/2017, n. 3590).
La sentenza impugnata va cassata. Non prospettandosi la necessità di ulteriori accertamenti in fatto, la causa deve essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., con l’accoglimento del ricorso introduttivo proposto dai contribuenti – ciò in quanto, come si ricava chiaramente dalla sentenza impugnata, gli avvisi de quibus, traggono esclusivo fondamento dal valore definitivamente accertato nel modo detto ai fini dell’imposta di registro.
6. Considerato che l’esito della causa discende dall’applicazione di norma che, ancorchè dichiaratamente interpretativa, ha indubbia portata innovativa del quadro giurisprudenziale preesistente (invero, consolidato da oltre un decennio nel senso di ritenere l’Amministrazione finanziaria legittimata a procedere in via induttiva all’accertamento della plusvalenza di cessione di un terreno edificabile sulla base dell’accertamento di valore effettuato in sede di applicazione dell’imposta di registro, salva per il contribuente la facoltà e l’onere della prova contraria: v. e pluribus Cass., nn. 13823/2014; 14571/2013; 5070/2011, 22793/2010; 4057/2007), si ravvisano i presupposti per l’integrale compensazione tra le parti delle spese processuali.