Source: http://www.personaedanno.it/?option=com_content&view=section&layout=blog&id=19&Itemid=297&mese=05&anno=2009
Timestamp: 2013-05-25 19:27:39+00:00
Document Index: 144028228

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ']

13/05/09	Cass., I Sez. Pen., 13 maggio 2009, n. 22752, pres. Fazzioli "VA ASSOLTO LO STRANIERO CHE HA TRASGREDITO UN ORDINE DI ALLONTANAMENTO ILLEGITTIMO" – Alessandro STOMEO	La questione circa la possibilità, rectius il dovere, del Giudice penale di valutare la legittimità di un provvedimento amministrativo di invito all'allontanamento dal territorio nazionale ex art. 14 comma 5 bis D.lvo 286/98, rimane aperta e stimola provvedimenti di natura contrastante. Si tratta, difatti, di un provvedimento amministrativo che integra il precetto contenuto nella norma incriminatrice di cui all'art. 14 comma 5 ter. D.lvo citato. E' evidente, come sostiene nella sentenza la Suprema Corte, che dinanzi ad un delitto che ha il suo nucleo nella disobbedienza ad un atto amministrativo, il Giudice penale è obbligato a valutare da tutti i punti di vista la legittimità, l'efficacia e la validità dell'atto de quo. Non solo, quindi, una valutazione sostanziale dell'idoneità del provvedimento ma anche un giudizio sul rispetto degli adempimenti formali. Anzitutto, pertanto, il giudice penale è obbligato a valutare l'aderenza del provvedimento amministrativo alla normativa vigente, quindi, la legittimità e l'opportunità del provvedimento di allontanamento. Successivamente il giudice dovrà anche valutare la correttezza della motivazione in relazione alla impossibilità dell'accompagnamento alla frontiera. L'obbligo di allontanamento "motu proprio" è subordinato alla impossibilità dell'esecuzione, da parte delle autorità competenti dell'accompagnamento coatto. La motivazione circa detta impossibilità non può coincidere con clausole di stile, meramente dichiarative, dal contenuto, invero, privo di sostanziale significato. Si deve trattare di motivazione congrua, ragionevole, chiara e condivisibile. Diversamente il giudice penale, anche sulla base dell'all. E L 2248/1865, deve disapplicare il provvedimento amministrativo. La valutazione dell'organo giudicante in sede penale, pertanto, deve abbracciare l'ordine di allontanamento sia nei suoi presupposti giuridici (rispetto della legge, legittimo esercizio del potere dell'autorità amministrativa, etc,) sia nel suo assetto motivazionale che si deve spingere anche ad una attenta valutazione delle ragioni che giustificano l'impossibilità dell'accompagnamento alla frontiera mediante forza pubblica. La decisione della Corte di Cassazione asseconda un orientamento giurisprudenziale recente ( tra le altre Cass. Pen. 2009 n. 5955) ma non rappresenta un solido arresto considerata la esistenza di diverse pronunce difformi tra le quali la più recente è rappresentata dalla sentenza n. 9285 del 28/02/2006 della I sezione. Certamente, considerata la natura della fattispecie di cui all'art. 14 comma 5 ter, costruita come reato di pura condotta di disobbedienza ed inadempimento ad obbligo imposto dalla P.A., un controllo sul provvedimento amministrativo impositivo si dimostra doveroso. La sentenza che si riporta è tratta da "DE JURE" con autorizzazione di Giuffrè editore
2013	MaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2012	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2011	DicembreNovembreOttobreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2010	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2009	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2008	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2007	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoMaggioAprileMarzoFebbraioGennaio	2006	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioMaggioFebbraioGennaio	2005	DicembreNovembreOttobreSettembreAgostoLuglioGiugnoAprileFebbraio	2004	GiugnoFebbraio	2003	Dicembre	Formazione