Source: http://www.deaweb.org/semplice/rivista/rivista-semplice/numero-6-giugno-2018-1
Timestamp: 2019-05-26 21:41:41+00:00
Document Index: 126355353

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 73', 'art. 16', 'art. 35']

Semplice Numero 6 - Giugno 2018
Con questo articolo si intende avviare un percorso che con i successivi numeri della rivista ci porterà alla nuova CIE argomento di attualità specie nei piccoli Comuni dove si sta completando il rilascio della carta d’identità elettronica. L'identificazione è un'attività quotidiana e fondamentale per l'operatore dei servizi demografici. La corretta identificazione del cittadino, infatti, è il presupposto essenziale per la corretta registrazione dei suoi dati anagrafici e di tutti gli elementi relativi al suo status, negli atti dello stato civile e in anagrafe. Gli elementi minimi che identificano un soggetto sono nome, cognome, data e luogo di nascita. Un altro elemento identificativo essenziale per il cittadino è senz'altro la cittadinanza, che è rilevante proprio per le materie di natura demografica in quanto ci dice a quale legge nazionale sono collegati i suoi diritti della personalità e il suo status. L'obbligo di una corretta identificazione del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione ha una rilevanza di carattere generale; troviamo, tuttavia, riferimenti espliciti nell'art. 38 del DPR n. 445/2000 relativamente alle istanze e dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione e, in anagrafe, nell'art. 6 del DPR n. 223/1989 in base al quale "le persone che rendono le dichiarazioni anagrafiche debbono comprovare la propria identità mediante l'esibizione di un documento di riconoscimento". La fondamentale distinzione operata dal DPR n. 445/2000 è quella tra documento d'identità e documento di riconoscimento.
Figli alla nascita: dal tribunale di Torino una prima conferma per la “primavera dei comuni” *
Con due decreti depositati in data 21 maggio 2018 e 11 giugno 2018 il Tribunale di Torino ha disposto che due bambini, che il sindaco ha riconosciuto nelle scorse settimane come figli di due mamme (annotando entrambe le donne nel loro atto di nascita), prendano il doppio cognome. Non si tratta, per esplicita segnalazione del tribunale, di decisioni che si occupano in via diretta della questione della bigenitorialità per i cd.bambini arcobaleno, e tuttavia le due decisioni gemelle presentano aspetti assai interessanti che vanno evidenziati e segnano, per quanto si dirà, il primo implicito avallo giudiziario della tesi sostenuta dagli ormai numerosissimi sindaci, di diverse coloriture politiche, che hanno contribuito in questi mesi al fenomeno della cd “primavera dei comuni” con l’iscrizione dei nominativi delle due mamme o due papà nel certificato di nascita di questi bambini.
Le fasi delle rilevazioni censuarie vengono organizzate con riferimento a quattro livelli territoriali: nazionale, regionale, provinciale e comunale. Esse sono affidate agli enti di seguito indicati con specifica dei compiti a ciascuno spettanti. A livello nazionale: - l'Istat definisce gli aspetti organizzativi, tecnici e metodologici delle rilevazioni censuarie e sovrintende alle operazioni censuarie, ne assicura il monitoraggio e adotta le circolari, i provvedimenti e le misure necessarie per garantirne il buon andamento, elabora i dati raccolti mediante l'applicazione di idonei metodi di controllo e correzione, valida i dati raccolti dagli organi di Censimento, ne cura la diffusione e la trasmissione a Eurostat. L'Istat predispone il materiale censuario e il Sistema di Gestione delle Indagini, provvede alla comunicazione nei confronti delle unità di rilevazione e più in generale alla pubblicità verso la generalità dei residenti sul territorio nazionale, assicura il rispetto del segreto statistico e la tutela della riservatezza delle informazioni personali acquisite presso i rispondenti ai sensi della normativa vigente, citata nelle premesse; cura l’attività di formazione alla rete di rilevazione, coordina la procedura di gestione delle sanzioni ai non rispondenti ed eroga i contributi agli organi della rete; si avvale della collaborazione del Comitato consultivo per la preparazione a livello comunale del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni.
Il diritto dell'adottato di conoscere le proprie origini anche con riferimento alle generalità dei fratelli biologici
Importante decisione che introduce l'obbligo dell'interpello ai fini dell'acquisizione del consenso. Si segnala la sentenza n. 6963 del 20 marzo 2018 depositata dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione nella quale si afferma che Il diritto a conoscere le proprie origini costituisce un'espressione essenziale del diritto all'identità personale. Un cittadino italiano adottato da neonato adiva il Tribunale dei minorenni per conoscere le generalità delle sorelle biologiche a loro volta all’epoca adottate da una famiglia diversa. Il Tribunale rigettava l’istanza e così pure faceva la Corte d'Appello di XXX, motivando nel senso che i commi 4 e 5 dell'art. 28 della L. n. 184 del 1983 indicano le ipotesi in cui è possibile accedere alle informazioni relative all'identità dei genitori biologici e all'origine dell'adottato, mentre il comma sesto prevede l'ascolto delle persone individuate dal Tribunale. Il diritto ai legami familiari è stato di conseguenza considerato ed apprezzato limitatamente alle origini e all'identità dei genitori biologici, mentre nel caso di specie era stato fatto valere invece il diritto alla relazione con le sorelle biologiche a loro volta adottate, diritto rispetto al quale tuttavia risulta prevalente quello alla riservatezza delle sorelle, tutelato addirittura mediante la previsione del reato di cui all'art. 73 della stessa L. n. 184 del 1983.
Attività della Commissione Circondariale durante la revisione semestrale tra la teoria e la pratica
Si prende spunto da una nota inviata dal Presidente di una Commissione Circondariale con la quale, al fine di rendere più scorrevole il lavoro della stessa, si chiede ai Comuni del circondario di trasmettere i primi due verbali della revisione semestrale, Mod. 6 e Mod. 14, una volta terminato il periodo di deposito previsto dalla normativa in essere, già corredati dei fogli relativi alle iscrizioni da aggiungere in coda alle liste sezionali e generali. Si ricorda che i modelli sopra citati sono allegati alla circolare 2600/L dell’1 febbraio 1986 e si riferiscono rispettivamente al verbale della formazione degli elenchi previsti dall’art. 16 del T.U. 223/1967 ed al verbale della ripartizione del Comune in sezioni elettorali prevista dall’art. 35 del medesimo T.U.
Cancellazione AIRE per irreperibilità
Già più volte in passato ci siamo occupati dell’argomento “cancellazione AIRE per irreperibilità, ma non ci sembra superfluo riproporlo, anche sulla scorta dei numerosi quesiti che ci vengono posti. Ed anche in ragione del fatto che – come già in passato riscontravamo – continuano a pervenire richieste, da parte dei Consolati, di procedere a cancellazione di connazionali residenti all'estero, spesso seguite - magari a distanza di poco tempo - dalla successiva reiscrizione, talora addirittura allo stesso indirizzo ove in precedenza era stata dichiarata l'irreperibilità. Da qui il conseguente balletto di cancellazioni-reiscrizioni con non pochi oneri per gli uffici comunali. Chi qui scrive ha avuto purtroppo modo di constatare questa situazione ricevendo, pochi giorni dopo la cancellazione di una intera famiglia AIRE, i modd. Cons.01 per la loro “ricomparsa”… al medesimo indirizzo di cancellazione dal quale evidentemente mai si erano allontanati.
un pensiero diverso... La critica al tout est bien
Evidenze Giugno