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Timestamp: 2017-04-29 00:37:52+00:00
Document Index: 83514297

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 97', 'art. 92', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 73', 'art. 73']

Adozione eaffidamento - PDF
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1 Adozione eaffidamento In materia di adozione e affidamento è necessario illustrare separatamente il caso dell adozione internazionale rispetto al caso dell adozione nazionale, sebbene dal punto di vista dell indennità spettante al lavoratore il trattamento risulti il medesimo. ADOZIONE INTERNAZIONALE L articolo 29 della legge n. 184/1983 dispone come l adozione di minori stranieri abbia luogo conformemente ai principi e secondo le direttive della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, sottoscritta a l Aja il Nozione e fonti normative Coloro che intendono adottare un minore straniero residente all estero devono presentare una dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza e chiedere che lo stesso dichiari la loro idoneità all adozione. Il Tribunale per i minorenni sente gli aspiranti all adozione, anche a mezzo di un giudice delegato, dispone se necessario gli opportuni approfondimenti e pronuncia, entro i 2 mesi successivi, decreto motivato attestante la sussistenza ovvero l insussistenza dei requisiti per adottare. Gli aspiranti all adozione, che abbiano ottenuto il decreto di idoneità, devono conferire incarico a curare la procedura di adozione a uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali (costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri). Il Tribunale dei minorenni può autorizzare gli aspiranti a effettuare alcune delle attività anche direttamente. L ente autorizzato che ha ricevuto l incarico di curare la procedura di adozione: n informa gli aspiranti sulle procedure che inizierà e sulle concrete prospettive di adozione; n svolge le pratiche di adozione presso le competenti autorità del Paese indicato dagli aspiranti all adozione tra quelli con cui esso intrattiene rapporti, trasmettendo alle stesse la domanda di adozione, unitamente al decreto di idoneità e alla relazione a esso allegata, affinché le autorità straniere formulino le proposte di incontro tra gli aspiranti all adozione e il minore da adottare; Condizioni e procedure2 n raccoglie dall autorità straniera la proposta di incontro tra gli aspiranti all adozione e il minore da adottare, verificando che sia accompagnata da tutte le informazioni di carattere sanitario riguardanti il minore, dalle notizie riguardanti la sua famiglia di origine e le sue esperienze di vita; n trasferisce tutte le informazioni e tutte le notizie riguardanti il minore agli aspiranti genitori adottivi, informandoli della proposta di incontro tra gli aspiranti all adozione e il minore da adottare e assistendoli in tutte le attività da svolgere nel Paese straniero; n riceve il consenso scritto all incontro tra gli aspiranti all adozione e il minore da adottare, proposto dall autorità straniera, da parte degli aspiranti all adozione, ne autentica le firme e trasmette l atto di consenso all autorità straniera, svolgendo tutte le altre attività dalla stessa richieste; l autenticazione delle firme degli aspiranti adottanti può essere effettuata anche dall impiegato comunale delegato all autenticaodaunnotaioodaunsegretariodiqualsiasiufficiogiudiziario; n riceve dall autorità straniera attestazione della sussistenza delle condizioni di cui all articolo 4 della Convenzione e concorda con la stessa, qualora ne sussistano i requisiti, l opportunità di procedere all adozione ovvero, in caso contrario, prende atto del mancato accordo e ne dà immediata informazione alla Commissione di cui all articolo 38 comunicandone le ragioni; ove sia richiesto dallo Stato di origine, approva la decisione diaffidareilminore o i minori ai futuri genitori adottivi; n informa immediatamente la Commissione, il Tribunale per i minorenni e i servizi dell ente locale della decisione di affidamento dell autorità straniera e richiede alla Commissione, trasmettendo la documentazione necessaria, l autorizzazione all ingresso e alla residenza permanente del minore o dei minori in Italia; n certifica la data di inserimento del minore presso i coniugi affidatari o i genitori adottivi; n riceve dall autorità straniera copia degli atti e della documentazione relativi al minore e li trasmette immediatamente al Tribunale per i minorenni e alla Commissione; n vigila sulle modalità di trasferimento in Italia e si adopera affinché questo avvenga in compagnia degli adottanti o dei futuri adottanti; n svolge in collaborazione con i servizi dell ente locale attività di sostegno del nucleo adottivo fin dall ingresso del minore in Italia su richiesta degli adottanti; n certifica, nell ammontare complessivo agli effetti di quanto previsto dalla lettera l bis, comma 1, articolo 10 del TUIR (D.P.R. n. 917/1986), le spese sostenute dai genitori adottivi per l espletamento della procedura di adozione. Tale disposizione consente di poter dedurre dal reddito complessivo il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l espletamento della procedura di adozione disciplinata dalle disposizioni contenute nel Capo I, Titolo III, legge n. 184/1983.3 Normativa TUIR Capo I- Disposizioni generali Articolo 10- Oneri deducibili 1. Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: ( ) l-bis) il cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l espletamento della procedura di adozione disciplinata dalle disposizionicontenutenelcapoideltitoloiiidellalegge4maggio1983,n.184. La Commissione per le adozioni internazionali, ricevuti gli atti e valutate le conclusioni dell ente incaricato, dichiara che l adozione risponde al superiore interesse del minore e ne autorizza l ingresso e la residenza permanente in Italia. La dichiarazione non è ammessa: n quando dalla documentazione trasmessa dall autorità del Paese straniero non emerge la situazione di abbandono del minore e la constatazione dell impossibilità di affidamento o di adozione nello Stato di origine; n qualora nel Paese straniero l adozione non determini per l adottato l acquisizione dello stato di figlio legittimo e la cessazione dei rapporti giuridici fra il minore e la famiglia di origine, a meno che i genitori naturali abbiano espressamente consentito al prodursi di tali effetti. Anche quando l adozione pronunciata nello Stato straniero non produca la cessazione dei rapporti giuridici con la famiglia d origine, la stessa può essere convertita in un adozione che produca tale effetto, se il Tribunale per i minorenni la riconosce conforme alla Convenzione. Solo in caso di riconoscimento di tale conformità, è ordinata la trascrizione. IlminorechehafattoingressonelterritoriodelloStatosullabasediun provvedimento straniero di adozione o di affidamento a scopo di adozione gode, dal momento dell ingresso, di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento familiare. Dalmomentodell ingressoinitaliaeperalmenounanno,aifinidiuna corretta integrazione familiare e sociale, i servizi socio assistenziali degli enti locali e gli enti autorizzati, su richiesta degli interessati, assistono gli affidatari, i genitori adottivi e il minore. Essi in ogni caso riferiscono al Tribunale per i minorenni sull andamento dell inserimento, segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi. Il minore adottato acquista la cittadinanza italiana per effetto della trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile. L adozione pronunciata all estero produce nell ordinamento italiano l effetto che l adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome. Effetti dell adozione4 Il Tribunale per i minorenni che ha emesso i provvedimenti e la Commissione per le adozioni internazionali conservano le informazioni acquisite sull origine del minore, sull identità dei suoi genitori naturali e sull anamnesi sanitaria del minore e della sua famiglia di origine. Congediincasodi adozione e affidamento Congedo di maternità epaternità Interruzione della procedura adottiva A norma del c. 3, articolo 80 della legge n. 184/1983 sono estesi alle persone affidatarie tutti i benefici in tema di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro, di permessi per malattia, di riposi giornalieri, previsti per i genitori biologici. Gli articoli 26 e 36 del D.Lgs. n. 151/2001 stabiliscono rispettivamente il diritto per il congedo di maternità e parentale nei casi di adozione e affidamento. I periodi di assenza sono coperti da contribuzione figurativa (INPS, msg. 6361/2008). Il congedo di maternità spetta per un periodo massimo di 5 mesi a prescindere dall età del minore all atto dell adozione; il diritto spetta per l intero periodo anche nel caso in cui, durante il congedo, il minore raggiunga la maggiore età. In caso di adozione internazionale, il congedo può essere fruito prima dell ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all estero richiesto per l incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Il congedo può essere fruito, anche frazionatamente, nei cinque mesi successivi all ingresso del minore in Italia risultante dall autorizzazione rilasciata, a tal fine, dalla Commissione per le adozioni internazionali. A tale periodo di congedo si aggiunge il giorno di ingresso in Italia del minore cosicché il periodo massimo complessivamente spettante è pari a cinque mesieungiorno. La lavoratrice, che per il periodo di permanenza all estero, non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità, può fruire di un congedo non retribuito, senza diritto a indennità. L ente autorizzato che ha ricevuto l incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all estero della lavoratrice. Le disposizioni trovano applicazione anche laddove, al momento dell ingresso del minore in Italia, lo stesso si trovi in affidamento preadottivo; tali sono le ipotesi in cui l adozione debba essere pronunciata dal Tribunale italiano successivamente all ingresso del minore in Italia ai sensi del c. 4, articolo 35 della legge n. 184/1983. In caso di affidamento il diritto all astensione dal lavoro spetta per un periodocomplessivodi3mesidafruireentroi5mesidecorrentidalla data di affidamento in modo continuativo o frazionato (INPS, msg. 6361/2008). Non risulta espressamente disciplinato il caso dell interruzione di adozione internazionale in relazione al godimento del periodo di congedo durante la permanenza all estero prima dell adozione. Tale permanenza5 consente agli aspiranti genitori adottivi e al minore da adottare di instaurare un rapporto relazionale e affettivo propedeutico all adozione stessa, nell interesse del bambino e del suo sviluppo psicofisico, nella fase prima dell ingresso in Italia. L eventuale esito negativo degli incontri non condiziona il riconoscimento del periodo trascorso all estero come periodo di congedo di maternità. L ente autorizzato alla gestione della procedura di adozione dovrà informare la Commissione per le adozioni internazionali in Italia e relazionare sulle motivazioni per cui l abbinamento non è stato rispondente agli interessi del minore(min. lav., nota n. 39/2010). In caso di revoca dell affidamento preadottivo pronunciata dal Tribunale, il diritto al congedo e il diritto alla relativa indennità cessano dal giorno successivo; di tale circostanza la lavoratrice interessata dovrà darne opportuna e tempestiva comunicazione all Istituto (INPS, circ. 16/ 2008). Può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l età del minore, entro 8 anni dall ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età anche nel caso di adozione o affidamento internazionale. Per quanto attiene alle lavoratrici autonome la disciplina è contenuta nell articolo 69 del D.Lgs. n. 151/2001 e spetta per un periodo di tre mesi entro un anno dall ingresso del minore in famiglia, a prescindere dall età del minore all atto dell adozione o affidamento. Rimane fermo che il congedo parentale non è comunque fruibile oltre il compimento del diciottesimo anno di età del minore adottato/affidato (INPS, msg /2011). Fermi restando i limiti temporali sopra indicati il trattamento economico durante il congedo parentale, pari al 30% della retribuzione, è riconoscibile per un periodo massimo complessivo di 6 mesi tra i due genitori entro i 3 anni dall ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i 3 anni dall ingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriori rispetto ai sei mesi (settimo, ottavo e così via), ancorché fruiti entro i primi 3 anni dall ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal c. 3, articolo 34 del Testo Unico (INPS, circ. 16/2008). I riposi giornalieri spettano anche in caso di adozione internazionale. È stato dichiarato infatti costituzionalmente illegittimo il c. 1, articolo 45 del D.Lgs. 151/2001 nella parte in cui prevede che i riposi di cui agli articoli39,40e41siapplichino,ancheincasodiadozioneediaffidamento, entro il primo anno di vita del bambino anziché entro il primo anno dall ingresso del minore nella famiglia (Corte Cost. 104/2003). Il Legislatore si è adeguato alla sentenza della Corte Costituzionale modificando la norma con l articolo 8 del D.Lgs. 119/2011. Di conseguenza Revoca dell affidamento preadottivo Congedo parentale Riposi giornalieri della madre6 anche nei casi di adozione e affidamento del minore spettano alla lavoratrice madre oppure al padre, nei casi consentiti, i permessi giornalieri(due ore retribuite e una sola quando l orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore). I riposi giornalieri spettano al lavoratore padre anche nell ipotesi in cui la madre svolga lavoro casalingo. Malattia del bambino Divieto di licenziamento Nozione e condizioni Anche per i casi di adozione internazionale spetta il diritto di astenersi dal lavoro per le malattie del bambino. L articolo50deld.lgs.151/2001eleva,però,a6anni(rispettoaitreanni previsti negli altri casi) l età del bambino dove i genitori, alternativamente, hanno il diritto di astenersi per i periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio(senza limiti di tempo). Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nellimitedi5giornilavorativiall anno,perlemalattiediognifigliodi etàcompresafrai6egli8anni. Qualora, all atto dell adozione o dell affidamento, il minore abbia un età compresa fra i 6 e i 12 anni, il congedo per la malattia del bambino è fruito nei primi tre anni dall ingresso del minore nel nucleo familiare nel limite di 5 giorni lavorativi all anno. Le disposizioni di tutela previste in materia di licenziamento si applicano anche in caso di adozione internazionale. Il divieto di licenziamento si applica fino a un anno dall ingresso del minore straniero nel nucleo familiare. In caso di adozione internazionale, il divieto opera dal momento della comunicazione della proposta di incontro con il minore adottando, ai sensi della lettera d), c. 3, articolo 11 della legge n. 184/1983, ovvero della comunicazione dell invito a recarsi all estero per ricevere la proposta di abbinamento (art. 54, c. 9, D.Lgs. 151/2001 così come modificato dal D.Lgs. 5/2010). ADOZIONE NAZIONALE L articolo 6 della legge n. 184/1983 pone una serie di condizioni per l adozione dei minori, dichiarati in stato di adottabilità, consentita ai coniugiunitiinmatrimoniodaalmeno3anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi 3 anni separazione personale neppure di fatto e devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare. Il requisito della stabilità del rapporto può ritenersi realizzato anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di 3 anni, nel caso in cui il Tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto. L età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l età dell adottando. Si tratta di limiti che possono essere derogati: n qualora il Tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozionederiviundannograveenonaltrimentievitabileperilminore;7 n quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a 10 anni, ovvero quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, ovvero quando l adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già dagli stessi adottato. Ai coniugi sono consentite più adozioni anche con atti successivi e costituisce criterio preferenziale ai fini dell adozione l avere già adottato un fratello dell adottando o il fare richiesta di adottare più fratelli, ovvero la disponibilità dichiarata all adozione di minori che si trovino nelle condizioni di persona disabile (art. 3, legge n. 104/1992). L articolo 44 della legge n. 184/1983 prevede poi una serie di casi particolari per l adozione: n da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre; n dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell altro coniuge; n quando il minore sia un soggetto disabile (art. 3, c. 1, legge n. 104/1992) e sia orfano di padre e di madre; n quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo. Il minore che ha compiuto i 14 anni, non può essere adottato se non presta personalmente il proprio consenso, che deve essere manifestato anche quando il minore compia l età predetta nel corso del procedimento. Il consenso dato può comunque essere revocato sino alla pronuncia definitiva dell adozione. Se l adottando ha compiuto i 12 anni deve essere personalmente sentito; se ha un età inferiore ai 12 anni deve essere sentito in considerazione della sua capacità di discernimento. Coloro che intendono adottare devono presentare domanda al Tribunale per i minorenni, specificando l eventuale disponibilità ad adottare più fratelli ovvero minori che si trovino nelle condizioni indicate dal c. 1, articolo 3 della legge n. 104/1992, concernente l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. È ammissibile la presentazione di più domande anche successive a più Tribunali per i minorenni, purché in ogni caso se ne dia comunicazione a tutti i Tribunali precedentemente aditi. La domanda decade dopo 3 anni dalla presentazione e può essere rinnovata. Il Tribunale per i minorenni, in base alle indagini effettuate, sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore. Il Tribunale può disporre, in ogni momento e fino all affidamento preadottivo, ogni opportuno provvedimento provvisorio nell interesse del minore, compreso il collocamento temporaneo presso una famiglia o una comunità di tipo familiare, la sospensione della potestà dei genitori sul minore, la sospensione dell esercizio delle funzioni del tutore e la nomina di un tutore provvisorio. Consenso del minore Procedura e affidamento preadottivo8 Adozione Effetti dell adozione Congediincasodi adozione e affidamento Congedo di maternità epaternità Il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità decorso 1 anno dall affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore, il pubblico ministero, il tutore e coloro che abbiano svolto attività di vigilanza o di sostegno, e previa verifica che ricorrano tutte le condizioni previste, provvede sull adozione con sentenza. Il termine di 1 anno può essere prorogato nell interesse del minore, d ufficio o su domanda dei coniugi affidatari, con ordinanza motivata. Se uno dei coniugi muore o diviene incapace durante l affidamento preadottivo, l adozione, nell interesse del minore, può essere ugualmente disposta a istanza dell altro coniuge nei confronti di entrambi, con effetto, per il coniuge deceduto, dalla data della morte. L adottato acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome. Se l adozione è disposta nei confronti della moglie separata l adottato assume il cognome della sua famiglia. Con l adozione cessano i rapporti dell adottato verso la famiglia d origine, salvi i divieti matrimoniali. Qualunque attestazione di stato civile riferita all adottato deve essere rilasciata con la sola indicazione del nuovo cognome e con l esclusione di qualsiasi riferimento alla paternità e alla maternità del minore. L adottato, raggiunta l età di venticinque anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l identità dei propri genitori biologici. Può farlo anche raggiunta la maggiore età se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico fisica. L istanza deve essere presentata al Tribunale per i minorenni del luogo di residenza. A norma del c. 3, articolo 80 della legge n. 184/1983 sono estesi alle persone affidatarie tutti i benefici in tema di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro, di permessi per malattia, di riposi giornalieri, previsti per i genitori biologici. Gli articoli 26 e 36 del D.Lgs. n. 151/2001 stabiliscono, rispettivamente il diritto per il congedo di maternità e parentale nei casi di adozione e affidamento. I periodi di assenza sono coperti da contribuzione figurativa (INPS, msg. 6361/2008). La lavoratrice che adotta un minore ha diritto all astensione dal lavoro per un periodo pari a 5 mesi a prescindere dall età del minore all atto dell adozione. Il diritto, pertanto, è riconosciuto anche se il minore, all atto dell adozione, abbia superato i 6 anni di età e spetta per l intero periodo, anche nell ipotesi in cui durante il congedo lo stesso raggiunga la maggiore età. La lavoratrice ha diritto al congedo per i primi 5 mesi decorrenti dal giorno successivo all effettivo ingresso del minore nella propria famiglia; a tale periodo deve essere aggiunto, per analogia con le madri biologiche, anche il giorno di ingresso del minore nella famiglia dell interessata. Conseguentemente, il congedo complessivamente riconoscibileinfavoredellemadriadottiveèparia5mesie1giorno.9 La lavoratrice che prende in affidamento un minore ai sensi della legge n. 184/1983 (affidamento non preadottivo) ha diritto all astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a 3 mesi entro l arco temporale di 5 mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore all interessata; entro i predetti 5 mesi, il congedo in esame è fruito dall interessata in modo continuativo o frazionato. Il congedo spetta a prescindere dall età del minore all atto dell affidamento ed è riconosciuto, pertanto, anche per minori che, all atto dell affidamento, abbiano superato i 6 anni di età(inps, circ. 16/2008). In caso di affidamento il diritto all astensione dal lavoro spetta per un periodocomplessivodi3mesidafruireentroi5mesidecorrentidalla data di affidamento in modo continuativo o frazionato (INPS, msg. 6361/2008). Può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l età del minore, entro 8 anni dall ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età anche nel caso di adozione o affidamento internazionale. Per quanto attiene alle lavoratrici autonome la disciplina è contenuta nell articolo 69 del D.Lgs. n. 151/2001 e spetta per un periodo di tre mesi entro un anno dall ingresso del minore in famiglia. L indennità di maternità per i tre mesi successivi all effettivo ingresso del minore in famiglia spetta a condizione che il minore stesso all atto dell adozione o affidamento non abbia superato i 6 anni di età se trattasi di adozione o affidamento nazionale, adottivo o non preadottivo (INPS, msg / 2011). I riposi giornalieri spettano anche in caso di adozione nazionale. È stato dichiarato infatti costituzionalmente illegittimo il c. 1, articolo 45 del D.Lgs.151/2001nellaparteincuiprevedecheiriposidicuiagliarticoli 39,40e41siapplichino,ancheincasodiadozioneediaffidamento, entro ilprimoannodivitadelbambino anziché entroilprimoannodall ingresso del minore nella famiglia (Corte Cost. 104/2003). Il legislatore si è adeguato alla sentenza della Corte Costituzionale modificando la norma con l articolo 8 del D.Lgs. 119/2011. Di conseguenza anche nei casi di adozione e affidamento del minore spettano alla lavoratrice madre oppure al padre, nei casi consentiti, i permessi giornalieri (due ore retribuite e una sola quando l orario giornalierodilavoroèinferioreaseiore). I riposi giornalieri spettano al lavoratore padre anche nell ipotesi in cui la madre svolga lavoro casalingo. Anchepericasidiadozioneeaffidamentospettaildirittodiastenersidal lavoro per le malattie del bambino. L articolo50deld.lgs.151/2001eleva,però,a6anni(rispettoaitreanni previsti negli altri casi) l età del bambino dove i genitori, alternativamente, hanno il diritto di astenersi per i periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio(senza limiti di tempo). Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal Congedo parentale Riposi giornalieri della madre Malattia del bambino10 lavoro, nel limite di 5 giorni lavorativi all anno, per le malattie di ogni figliodietàcompresafrai6egli8anni. Qualora, all atto dell adozione o dell affidamento, il minore abbia un età compresa fra i 6 e i 12 anni, il congedo per la malattia del bambino è fruito nei primi tre anni dall ingresso del minore nel nucleo familiare nel limite di 5 giorni lavorativi all anno. Trattamento economico enormativo Adozione di bambini disabili Per le assenze (congedo di maternità e paternità, congedo parentale, riposi giornalieri e malattia del bambino) a seguito di adozione o affidamento il trattamento è quello normalmente previsto dal D.Lgs. 151/2001. I periodi di assenza sono coperti da contribuzione figurativa(inps, msg. 6361/2008). Le disposizioni di tutela previste in materia di licenziamento si applicano anche in caso di adozione e di affidamento. Il divieto di licenziamento si applica fino a 1 anno dall ingresso del minore nel nucleo familiare (art. 54, c. 9, D.Lgs. 151/2001 così come modificato dal D.Lgs. 5/2010). Fermi restando i limiti temporali (8 anni dall ingresso del minore in famiglia e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età, oltre i quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) previsti per il trattamento economico durante il congedo parentale, pari al 30% della retribuzione, questo è riconoscibile per un periodo massimocomplessivodi6mesitraiduegenitorientroi3annidall ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i 3 anni dall ingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriori rispetto ai sei mesi(settimo, ottavo e così via), ancorché fruiti entro i primi 3 anni dall ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal c. 3, art. 34, T.U.(INPS, circ. 16/2008). La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi del c. 1, articolo 4 della legge n. 104/1992, hanno diritto al prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati. La disposizione dell articolo 33 del D.Lgs. 151/2001 si applica anche a favore dei genitori adottivi e/o affidatari. Finoalcompimentodelterzoannodivitadelbambinoconhandicapin situazione di gravità e in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, si applica il c. 2, articolo 33 della legge n. 104/1992, relativo alle 2 ore di riposo giornaliero retribuito. Successivamente, al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi (3 giorni retribuiti al mese)dicuialc.3,articolo33dellaleggen.104/1992.dettipermessi sono fruibili anche in maniera continuativa nell ambito del mese. I riposi e i permessi possono essere cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per la malattia del figlio. Infine, alla lavoratri11 ce madreo, in alternativa, al lavoratore padreo, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità, spetta il diritto a fruire del congedo biennale(art. 4, c.2,leggen.53/2000). La presentazione della domanda di congedo prima di un periodo di CIG, sia ridotta che a zero ore, consente al lavoratore di fruire del congedo straordinario con conseguente erogazione dell indennità previsto dall art. 42, c. 5, T.U. Il lavoratore non sarà interessato dalla sospensione dell attività lavorativa o dalla riduzione di orario per CIG e non percepirà il contributo integrativo previsto (Min. lav., interpello 70/2009). Come anticipato, durante i periodi di congedo per adozione e affidamento il lavoratore ha diritto a percepire un trattamento economico a carico INPS calcolato secondo il regime economico delle assenze per maternità. Ne consegue che la gestione del LUL avverrà con le medesime modalità previste per l evento maternità di seguito proposte. Per quanto attiene ai riflessi nel flusso Uniemens dei congedi e delle assenze in commento valgono le modalità di esposizione previste per l indennità di maternità. I riflessi sul Libro Unico del Lavoro I riflessi nell Uniemens Esempio Libro unico del lavoro- Lavoratore mensilizzato(congedo di maternità) Si ipotizzi il caso della signora Rossi, lavoratrice mensilizzata dipendente della ditta Alfa SRL, che fruisce di 30 giorni di congedo di maternità conseguente ad adozione(dal 1 aprile al 30 aprile). Ipotizzando un divisore giornaliero pari a 26, un divisore orario pari a 173 e un contratto applicato che prevede quattordici mensilità, il Libro Unico risulta così compilato: DATI DITTA DIPENDENTE Qualifica IMPIEGATO AMMINISTRATIVO RETRIBUZIONE Minimo contrattuale 1.500,00 Nome ALFA SRL MARIA Cognome ROSSI PERIODO DI PAGA APRILE 2012 % part time Totale 1.500,00 Descrizione Ore/gg Dato base Competenze Trattenute RETRIBUZIONE MENSILE 26 57, ,00 ASSENZA CONGEDO MATERNITÀ 26 57, ,00 INDENNITÀ INPS MATERNITÀ 1.399,92 RETRIBUZIONE IN ASSENZA 100% 1.500, ,00 INTEGRAZIONE DITTA 0 Imponibile previdenziale 0 Contributi INPS c/dip. 0 Imponibile fiscale 1.399,92 Tot. comp ,92 Netto in busta 1.199,92 IRPEF netta 200,00 Tot. tratt ,00 (Segue)12 dove: l indennità INPS riconosciuta durante il periodo di congedo è stata così determinata: euro 1.500,00(imponibile previdenziale del mese di marzo 2012 valore ipotetico): 30 = euro 50,00 (euro1.500,00:12)x2=euro250,00 Euro250,00:30= euro 8,33(incidenza giornaliera delle mensilità aggiuntive) Euro 50,00 + euro 8,33 = euro 58,33(retribuzione media globale giornaliera) (Euro58,33x80%)x30= euro 1.399,92(indennità INPS) ipotizzando che il contratto applicato preveda l obbligo per il datore di lavoro di integrare l indennità dell INPS per garantire al dipendente la percezione del 100% della retribuzione durante tutta l assenza per maternità, la voce di integrazione ditta viene così determinata: euro57,69x26=euro1.500,00 (retribuzione da garantire al lavoratore durante l assenza per la fruizione del congedo di maternità) (Euro 1.399,92 x 100): 90,81 = euro 1.541,59(indennità INPS lordizzata) l integrazione ditta è pari a zero in quanto l indennità INPS lordizzata risulta di importo superiore a quanto il datore di lavoro è tenuto a garantire da contratto al lavoratore durante l assenza per maternità; concorre alla formazione dell imponibile previdenziale la voce di retribuzione e la voce di assenza(trattenuta); concorre alla formazione dell imponibile fiscale la voce di retribuzione, la voce di assenza(trattenuta) e la voce di indennità INPS; l importo indicato in corrispondenza del campo IRPEF netta è determinato riconoscendo un importo di euro 127,98(ipotetico) a titolo di detrazioni d imposta. Esempio 2 Libro unico del lavoro Lavoratore mensilizzato(congedo parentale) Si ipotizzi ora il caso della signora Bianchi, lavoratrice mensilizzata dipendente della ditta Alfa SRL, che fruisce di 30 giorni di congedo parentale conseguente ad adozione(dal 1 aprile al 30 aprile). Il Libro Unico risulta così compilato: DATI DITTA DIPENDENTE Qualifica IMPIEGATO AMMINISTRATIVO RETRIBUZIONE Minimo contrattuale 1.500,00 Nome ALFA SRL ANNA Cognome BIANCHI PERIODO DI PAGA APRILE 2012 % part time Totale 1.500,00 Descrizione Ore/gg Dato base Competenze Trattenute RETRIBUZIONE MENSILE 26 57, ,00 ASSENZA CONGEDO MATERNITÀ 26 57, ,00 INDENNITÀ INPS CONG. PARENTALE 450,00 Imponibile previdenziale 0 Contributi INPS c/dip. 0 Imponibile fiscale 450,00 Tot. comp ,00 Netto in busta 430,00 IRPEF netta 20,00 Tot. tratt ,00 dove: l indennità INPS riconosciuta durante il periodo di congedo è stata così determinata: euro 1.500,00(imponibile previdenziale del mese di marzo 2012 valore ipotetico): 30 = euro 50,00(retribuzione media globale giornaliera; nessuna incidenza per le mensilità aggiuntive durante il congedo parentale) (Euro50,00x30%)x30= euro 450,00(indennità INPS) nessuna integrazione a carico ditta è prevista durante il periodo di congedo parentale; concorre alla formazione dell imponibile previdenziale la voce di retribuzione e la voce di assenza(trattenuta); concorre alla formazione dell imponibile fiscale la voce di retribuzione, la voce di assenza(trattenuta) e la voce di indennità INPS; l importo indicato in corrispondenza del campo IRPEF netta è determinato riconoscendo un importo di euro 83,50(ipotetico) a titolo di detrazioni d imposta.13 Esempio 3 Libro unico del lavoro- Lavoratore pagato a ore(congedo di maternità) Si ipotizzi ora il caso della signora Verdi, lavoratrice pagata a ore dipendente della ditta Beta SRL, che fruisce di 30 giorni di congedo di maternità conseguente ad adozione(dal 1 aprile al 30 aprile). Ipotizzando una retribuzione oraria di euro 10,00, il Libro Unico risulta così compilato: DATI DITTA DIPENDENTE Qualifica OPERAIOSPECIALIZZATO RETRIBUZIONE Paga oraria 10,00 Nome BETA SRL LUISA Cognome VERDI PERIODO DI PAGA APRILE 2012 % part time Totale 10,00 Descrizione Ore/gg Dato base Competenze Trattenute FESTIVITÀ A CARICO DITTA 16 10,00 160,00 INDENNITÀ INPS MATERNITÀ 1.257,64 RETRIBUZIONE IN ASSENZA 100% 1.520, ,00 INTEGRAZIONE DITTA 135,09 Imponibile previdenziale 295,00 Contributi INPS c/dip. 27,11 Imponibile fiscale 1.525,62 Tot. comp ,73 Netto in busta 1.325,62 IRPEF netta 200,00 Tot. tratt. 227,11 dove: l indennità INPS riconosciuta durante il periodo di congedo è stata così determinata: giornateretribuitenelmesedimarzo2012=22 valoresestegiornate=22x0,20=4,4 divisoremensile=22+4,4=26,4 euro 1.500,00(imponibile previdenziale del mese di marzo 2012 valore ipotetico): 26,4 = euro 56,82 (euro1.730,00:12)x2=euro288,33 Euro288,33:25= euro 11,53(incidenza giornaliera delle mensilità aggiuntive) Euro 56,82 + euro 11,53 = euro 68,35(retribuzione media globale giornaliera) (Euro68,35x80%)x23= euro 1.257,64(indennità INPS) ipotizzando che il contratto applicato preveda l obbligo per il datore di lavoro di integrare l indennità dell INPS per garantire al dipendente la percezione del 100% della retribuzione durante tutta l assenza per maternità, la voce di integrazione ditta viene così determinata: euro10,00x152=euro1.520,00 (retribuzione da garantire al lavoratore durante l assenza per la fruizione del congedo per cure) (Euro 1.257,64 x 100): 90,81 = euro 1.384,91(indennità INPS lordizzata) Euro 1.520,00 euro 1.384,91 = euro 135,09(integrazione ditta) concorre alla formazione dell imponibile previdenziale la voce di festività e la voce di integrazione ditta; concorre alla formazione dell imponibile fiscale la voce di festività, la voce di indennità INPS e la voce di integrazione ditta (al netto dei contributi previdenziali obbligatori a carico del dipendente); l importo indicato in corrispondenza del campo IRPEF netta è determinato riconoscendo un importo di euro 161,92(ipotetico) a titolo di detrazioni d imposta. Esempio 4 Libro unico del lavoro- Lavoratore pagato a ore(congedo parentale) Si ipotizzi ora il caso della signora Azzurri, lavoratrice pagata a ore dipendente della ditta Beta SRL, che fruisce di 30 giorni di congedo parentale conseguente ad adozione(dal 1 aprile al 30 aprile). Ipotizzando una retribuzione oraria di euro 10,00, il Libro Unico risulta così compilato: (Segue)14 DATI DITTA DIPENDENTE Qualifica OPERAIO SPECIALIZZATO RETRIBUZIONE Paga oraria 10,00 Nome BETA SRL CHIARA Cognome AZZURRI PERIODO DI PAGA APRILE 2012 % part time Totale 10,00 Descrizione Ore/gg Dato base Competenze Trattenute FESTIVITÀ A CARICO DITTA 16 10,00 160,00 INDENNITÀ INPS CONG. PARENTALE 392,06 Imponibile previdenziale 160,00 Contributi INPS c/dip. 14,70 Imponibile fiscale 537,36 Tot. comp. 552,06 Netto in busta 497,36 IRPEF netta 40,00 Tot. tratt. 54,70 dove: l indennità INPS riconosciuta durante il periodo di congedo è stata così determinata: giornateretribuitenelmesedimarzo2012=22 valoresestegiornate=22x0,20=4,4 divisoremensile=22+4,4=26,4 euro 1.500,00(imponibile previdenziale del mese di marzo 2012 valore ipotetico): 26,4 = euro 56,82(retribuzione media globale giornaliera; nessuna incidenza per le mensilità aggiuntive durante il congedo parentale) (Euro56,82x30%)x23= euro 392,06(indennità INPS) nessuna integrazione a carico ditta è prevista durante il periodo di congedo parentale; concorre alla formazione dell imponibile previdenziale la sola voce di festività; concorre alla formazione dell imponibile fiscale la voce di festività e la voce di indennità INPS (al netto dei contributi previdenziali obbligatori a carico del dipendente); l importo indicato in corrispondenza del campo IRPEF netta è determinato riconoscendo un importo di euro 83,59(ipotetico) a titolo di detrazioni d imposta. 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