Source: http://osservatoriomediazionecivile.blogspot.com/2013/12/8513-consiglio-nazionale-forense-faq.html
Timestamp: 2020-02-22 22:27:02+00:00
Document Index: 59015116

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 28', 'art. 70', 'art.25', 'art.22', 'art. 5', 'art. 2643', 'art. 12', 'art. 475', 'art. 12']

Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile: 85/13. Consiglio Nazionale Forense: FAQ sulla nuova mediazione civile (Osservatorio Mediazione Civile n. 85/2013)
85/13. Consiglio Nazionale Forense: FAQ sulla nuova mediazione civile (Osservatorio Mediazione Civile n. 85/2013)
La “Commissione interna al CNF per lo studio e la riforma della mediazione e della conciliazione” ha predisposto un documento che affronta le principali problematiche applicative che le modifiche apportate al d.lgs. n. 28/2010 stanno determinando (1).
Il documento è stato approvato nella seduta amministrativa del Consiglio del 22 novembre 2013.
Il documento è stato reso noto con la Circolare 25-C-2013.
competenza territoriale dell’Organismo di mediazione;
primo incontro di mediazione;
organismi di mediazione forense e revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
Riportiamo il testo dell’allegato alla richiamata circolare (pubblicato sul sito web del CNF), recante “FAQ SULLA MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE DELLA LITE”.
(1) Si consulti lo Speciale DECRETO del FARE e NUOVA MEDIAZIONE CIVILE.
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 85/2013
Sommario: 1. La competenza territoriale dell’Organismo di mediazione – 2. L’assistenza tecnica – 3. Il primo incontro di mediazione – 4- L’accordo conciliativo – 5 Organismi di mediazione forense e revisione delle circoscrizioni giudiziarie
Come si individua l’Organismo di mediazione territorialmente competente ai sensi dell’art. 4 d.lgs. 28/2010?
ll codice di procedura civile all’art. 28, com’è noto, disciplina il “foro stabilito per accordo delle parti” prevedendo che “la competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti, salvo che per le cause previste nei nn. 1, 2,3 e 5 dell’art. 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui l’inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge”. Limitatissime sono quindi le ipotesi che possono essere richiamate (ad es. la sicura inderogabilità del foro della P.A. prevista dall’art.25) mentre sappiamo che l’indicazione di un foro esclusivo, di per sé non implica la non derogabilità della competenza su accordo delle parti (v. ad es. art.22, foro speciale ed esclusivo, ma, non per questo inderogabile).Di conseguenza, tutte le volte in cui l’ordinamento processuale consente alle parti di derogare alla competenza territoriale dell’autorità giudiziaria non v’è motivo per negare che esse possano farlo anche con riferimento alla competenza territoriale degli organismi di mediazione. ( v. un’ esplicita conferma in questo senso, nell’ordinanza del giudice Buffone , Trib. Milano, 29 ottobre 2013).
La prima e più semplice ipotesi si ha con la presentazione di una domanda congiunta ad opera delle parti dinanzi ad un Organismo prescindendo dalla sua competenza territoriale. La seconda ipotesi di deroga espressa si ha qualora le parti disciplinino la competenza territoriale con riferimento al procedimento di mediazione, attraverso l’indicazione, in una clausola contrattuale di mediazione, di una città e/o di uno, o più specifici ODM che ivi abbiano sede.
Secondo quanto previsto dall’art. 5, comma 5, qualora non sia possibile presentare la domanda davanti all’organismo indicato, se le parti non raggiungono un successivo accordo di deroga, deve essere rispettato il requisito della competenza territoriale.
La terza ipotesi, probabilmente più frequente, sarà quella in cui dalla mancata contestazione della parte invitata , deriverà l’implicito accordo di deroga. Qui manca l’accordo preventivo, ma l’accettazione dell’invito a presentarsi davanti ad un ODM in un luogo diverso da quello di competenza del giudice, provoca, come avviene nel processo, la tacita accettazione della deroga. Qualora fossero state presentate più domande in relazione alla stessa controversia, l’organismo davanti al quale si svolgerà il procedimento di mediazione sarà quello territorialmente competente presso cui sia stata depositata la prima domanda. E’ quindi necessario che gli ODM registrino la data e l’ora esatta di deposito delle istanze.
Sì, negli stessi limiti di cui si è parlato per una procedura tradizionale. In questi casi, inoltre, qualunque difficoltà legata alla sede viene annullata dalla possibilità di svolgere la procedura on-line.
4-La lettera di convocazione del primo incontro
- qual è l'oggetto specifico dell'atto previsto dall'art. 2643, n. 12-bis?
- può essere trascritto l'accordo che ha un contenuto diverso dall'accertamento dell'avvenuta usucapione?
- è sufficiente l'autenticazione degli avvocati?
- solo l'accordo raggiunto in sede di mediazione può essere trascritto?
- che contenuto deve avere l'accordo per acquisire efficacia esecutiva?
- cosa devono attestare gli avvocati?
- se manca la sottoscrizione o l'attestazione degli avvocati, l'accordo è invalido?
- se manca la sottoscrizione o l'attestazione degli avvocati, l'accordo può acquistare efficacia esecutiva?
Sì, mediante l'omologazione del presidente del tribunale, che è alternativa (<<In tutti gli altri casi>>, prevede l'art. 12) alla sottoscrizione degli avvocati.
- quale natura ha il titolo esecutivo costituito dell'accordo sottoscritto dagli avvocati?
- è necessaria l'apposizione della formula esecutiva?
No, in quanto l'art. 475 c.p.c. prevede che la formula esecutiva deve essere apposta ai titoli esecutivi utilizzati in copia e non a quelli utilizzati in originale (scritture private, cambiali, assegni)..
- è necessario notificare alla controparte, insieme al precetto, anche una copia del titolo esecutivo?
- vi è differenza fra l'efficacia esecutiva dell'accordo sottoscritto dagli avvocati e quello omologato dal giudice?
Nonostante la diversa dizione utilizzata dall'art. 12 per l'accordo sottoscritto dagli avvocati (espropriazione forzata, esecuzione per consegna e rilascio, esecuzione degli obblighi di fare e non fare) e per l'accordo omologato (espropriazione forzata ed esecuzione in forma specifica) non vi è differenza, in quanto con il termine <<esecuzione in forma specifica>> si intende l'esecuzione per consegna e rilascio e l'esecuzione per obblighi di fare e di non fare.
Etichette: Consiglio Nazionale Forense, decreto del fare, Mediazione e processo
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