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Timestamp: 2016-06-01 08:57:28+00:00
Document Index: 178292641

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 8']

Procedimento 9916 2011 ctu d'agostino lombardo califfi cirincione rel…
Chimica introduzione
G.I. Dott. G. Corsini
Procedimento Civile n. 9916/2011 R.G.
Sig. Salvatore Anzà
Sig. Giuseppe Ciampolillo
Integrazione alla relazione di CTU
Relazione dell’arch. M. Galifi consulente tecnico dell’attore sig. S. Anzà
Note critiche alla relazione del CTU dell’avv. G. Cirincione con allegata relazione
del prof. A. Lombardo CTP, avvocato di fiducia e consulente tecnico del
convenuto sig. G. Ciampolillo,
Ing. Fabio D’Agostino
IA Sezione Civile - Proc. Civile n. 9916/2013 R.G.
Riunioni delle operazioni peritali
5.1 Caratteristiche generali e tecniche dei PRC
5.2 Confronto dei Piani Regionali per la Qualità dell’Aria delle Regioni
5.2.1 Inquadramento generale - Capitolo 1 del PRC Sicilia
5.2.2 Elementi di sintesi sull’inquinamento atmosferico - Capitolo 2 del PRC
5.2.3 Caratterizzazione delle zone - Capitolo 3 del PRC Sicilia
5.2.4 Quadro normativo di base in materia di controllo dell’inquinamento
atmosferico - Capitolo 4 del PRC Sicilia
5.2.5 Analisi delle tendenze - Capitolo 5 del PRC Sicilia
5.2.6 Le azioni del piano - Capitolo 6 del PRC Sicilia
5.2.7 Provvedimenti o progetti a lungo termine - Capitolo 7 del PRC Sicilia
5.2.8 Elenco dei Documenti utilizzati - Capitolo 8 del PRC Sicilia
5.2.9 Rimozione degli ostacoli procedurali
5.2.10 Coordinamento interregionale - Capitolo 10 del PRC Sicilia
5.2.11 Glossario e bibliografia del PRC Sicilia
5.2.12 Allegati al PRC Sicilia
5.2.13 Valutazione del grado di similitudine dell’intero documento
Note del CTP dell’attore arch. M. Galifi
Note dell’avv. G. Cirincione, avvocato del convenuto sig. G. Ciampolillo.
Risposte alle note e chiarimenti delle parti in causa
Allegato 1: Verbale di inizio delle operazioni peritali del 18 luglio 2013
Allegato 2: Verbale delle operazioni peritali del 10 settembre 2013
Allegato 3: Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria
ambiente (Regione Sicilia)
Allegato 4: Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera (Regione Veneto)
Allegato 5: Relazione dell’arch. M. Galifi consulente tecnico dell’attore sig. S. Anzà
Allegato 6: Note critiche alla relazione del CTU dell’avv. G. Cirincione con allegata
relazione del prof. A. Lombardo CTP, avvocato di fiducia e consulente
tecnico del convenuto sig. G. Ciampolillo.
Allegato 7: Ricevute delle trasmissione della relazione finale alle parti a mezzo PEC
Il sottoscritto Ing. Fabio D’Agostino è stato nominato CTU nell’udienza del
04.07.2013 dall’Ill.ma G.I. Dott.ssa Giulia Maisano per il procedimento civile n.
9916/2011 R.G. tra il Sig. S. Anzà, ricorrente, contro il Sig. G. Ciampolillo, convenuto, al
fine di: accertare il grado di similitudine tra il Piano Regionale di Coordinamento per la
Tutela della Qualità dell’Aria dell’anno 2007 ed il Piano della Regione Veneto
approvato nell’anno 2000, evidenziando se le analogie riscontrate abbiano carattere
necessitato (perché i piani si attengono ad un medesimo schema) ovvero costituiscono
mera riproposizione nel secondo (in ordine di tempo) di peculiarità, caratteristiche,
strutture tipiche del primo (sempre in ordine di tempo) valutandone il grado di
attinenza con le eventuali connotati propri della Regione Sicilia”.
Nell’anno 2007, l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA) della
Regione Sicilia, ha provveduto alla pubblicazione del Piano Regionale di
Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria a seguito della quale il sig. G.
Ciampolillo ha reso dichiarazioni contestanti l’originalità dell’opera attraverso diversi
canali di informazione e individuando tra le fonti il Piano Regionale di Tutela e
Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto.
Per tali motivi il sig. S. Anzà, nella qualità di Dirigente del Servizio 3 “Tutela
dall’Inquinamento Atmosferico”, del suddetto Assessorato Regionale, cita il sig. G.
Ciampolillo.
Il giorno 18 luglio 2013 alle ore 15.20 è stato dato inizio alle operazioni peritali,
di cui al verbale in allegato 1, durante il quale, in accordo tra le parti, si è convenuto
che per svolgere la CT si procederà nel richiedere: all’Assessorato della Regione Sicilia
Territorio e Ambiente il Piano Regionale di Coordinamento per la Qualità e la Tutela
dell’Aria della Regione Sicilia (di seguito PRC Sicilia) dell’anno 2007 producendo anche
una lettera di trasmissione che ne attesti la conformità all’originale; all’Assessorato
della Regione Veneto il Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’atmosfera (di
seguito PRC Veneto) dell’anno 2000 producendo anche una lettera di trasmissione che
ne attesti la conformità all’originale.
L’avv. Ferrara, difensore di fiducia della parte ricorrente, chiede al CTU di
valutare l’opportunità di acquisire dall’ARTA, ovvero ad estrarre copia dal sito internet
istituzionale, i seguenti documenti che sono strettamente connessi con il PRC Sicilia:
D.A. 43/GAB del 12.03.2008, D.A. 305/GAB 19.12.2005, D.A. 42/GAB del 12.03.2008,
Nota n. 59565 del 10.08.2007, presentazione del Tavolo Tecnico del 16.07.2009.
L’avv. Cirincione, difensore di fiducia della controparte, si oppone alla richiesta
di acquisizione dei documenti indicati dalla parte ricorrente perché l’oggetto
dell’indagine è stato con precisione circoscritto dal G.I. nell’esame e nel confronto dei
PRC Sicilia e PRC Veneto. Ulteriori documenti non possono modificare l’oggetto di tale
indagine e pertanto insiste affinché non siano acquisiti ed esaminati atti successivi alla
data di pubblicazione del PRC Sicilia.
Il CTU si riserva nello svolgimento del suo incarico di acquisire le suddette ed
altre documentazioni purché inerenti e finalizzate ad espletare il proprio incarico così
come riportato nel verbale di conferimento incarico.
La parte convenuta chiede di versare a successiva produzione della fattura del
CTU la cifra spettante come disposta dal G.I.
Il giorno 10 settembre 2013 alle ore 18 è stata svolta la seconda riunione, di cui
al verbale in allegato 2, in cui lo scrivente CTU chiede alle parti di prendere visione sia
del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”
della Regione Sicilia dell’anno 2007, approvato con D.A. 176/GAB del 9 agosto 2007,
sia del “Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera” della Regione Veneto
dell’anno 2000, con il fine di valutarne la corrispondenza con i Piani de quo.
L’avv. G. Cirincione chiede di verificare che la produzione sia relativa al Piano
originariamente pubblicato per il quale l’attore sostiene che il convenuto abbia
realizzato fatti diffamatori e che invece tale produzione non sia relativa al medesimo
piano oggetto di correzione successiva alla nomina di tre esperti da parte
dell’assessore pro-tempore emesso con decreto assessoriale del 12 marzo 2008.
L’avv. G. Cirincione osserva inoltre che conformemente a quanto sostenuto
nell’atto introduttivo dell’attore è il Piano regionale a contenere i dati a proposito dei
quali il convenuto avrebbe a suo dire realizzato il danno alla sua reputazione. Così si
evince nelle pagine da 5 a 7 dell’atto introduttivo il quale non fa riferimento agli atti
allegati. Pertanto qualora l’indagine fosse estesa agli allegati del PRC Sicilia con quelli
del PRC Veneto si riserva di sollevare eccezione all’ampliamento dell’oggetto della
causa oltre quanto ha chiesto l’attore.
L’avv. S. Ferrara contesta le superiori deduzioni del legale di controparte in
quanto inconducenti.
Il dott. S. Anzà e l’arch. M. Galifi chiedono che l’indagine sia effettuata sui
documenti nella loro integrità comprensivi di allegati tecnici così come trasmessi dalle
due amministrazioni interpellate e così come risulta dagli indici dei documenti oggi
Il sottoscritto CTU precisa che i Piani Regionali stampati e dati in visione alle
parti riguardano solamente le parti generali mentre gli atti acquisiti dalle
amministrazioni sono comprensivi di allegati.
Le parti hanno preso visione dei suddetti atti e dalla disamina preliminare a
campione dichiarano essere le parti generali dei Piani per cui è causa.
Il CTU fornisce alle controparti copia elettronica, in supporto CD, dei documenti
ottenuti dalle amministrazioni della Regione Sicilia e della Regione Veneto nella loro
Con lo scopo di chiarire: le modalità di redazione e sviluppo di un Piano di
Coordinamento per la Qualità dell’Aria è stata esaminata la normativa cogente di
riferimento; la presenza di schemi generali e strutture a cui è necessario attenersi.
Di seguito si riportano i Decreti Ministeriali, Decreti Legislativi, e Direttive
Comunitarie ritenute più attinenti allo scopo.
Il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, “Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779,
82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria,
relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti
industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183” all’art. 4 recita “Fatte
salve le competenze dello Stato, la tutela dell'ambiente dall'inquinamento atmosferico
spetta alle regioni, che la esercitano nell'ambito dei principi contenuti nel presente
decreto e delle altre leggi dello Stato. In particolare è di competenza delle regioni:
a. la formulazione dei piani di rilevamento, prevenzione, conservazione e
risanamento del proprio territorio, nel rispetto dei valori limite di qualità
b. la fissazione di valori limite di qualità dell'aria, compresi tra i valori limite e i
valori guida ove determinati dallo Stato, nell'ambito dei piani di
conservazione per zone specifiche nelle quali ritengono necessario limitare o
prevenire un aumento dell'inquinamento dell'aria derivante da sviluppi
urbani o industriali;
c. la fissazione dei valori di qualità dell'aria coincidenti o compresi nei valori
guida, ovvero ad essi inferiori, nell'ambito dei piani di protezione ambientale
per zone determinate, nelle quali è necessario assicurare una speciale
d. la fissazione dei valori delle emissioni di impianti, sulla base della migliore
tecnologia disponibile e tenendo conto delle linee guida fissate dallo Stato e
dei relativi valori di emissione. In assenza di determinazioni regionali, non
deve comunque essere superato il più elevato dei valori di emissione definiti
nelle linee guida, fatti salvi i poteri sostitutivi degli organi statali;
e. la fissazione per zone particolarmente inquinate o per specifiche esigenze di
tutela ambientale, nell'ambito dei piani di cui al punto a), di valori limite
delle emissioni più restrittivi dei valori minimi di emissione definiti nelle linee
guida, nonché per talune categorie di impianti la determinazione di
particolari condizioni di costruzione o di esercizio;
f. l'indirizzo ed il coordinamento dei sistemi di controllo e di rilevazione degli
inquinanti atmosferici e l'organizzazione dell'inventario regionale delle
g. la predisposizione di relazioni annuali sulla qualità dell'aria da trasmettere ai
Ministeri dell'ambiente e della sanità, per i fini indicati all'art. 3, comma 4,
lettera d) ".
In seguito viene pubblicata, il 27 settembre 1996, la Direttiva 96/62/CE in
materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente.
In tale direttiva, considerando il quinto programma di azione in materia
ambientale del 1992 che prevede la modifica della vigente normativa sugli inquinanti
atmosferici e raccomanda di fissare obiettivi a lungo termine in materia di qualità
dell’aria, si definiscono i principi base della strategia volta a:
 definire e stabilire obiettivi di qualità aria ambiente al fine di evitare,
prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nel
 disporre di informazioni adeguate sulla qualità dell’aria ambiente;
 migliorare la qualità dell’aria o mantenerla ove è buona.
Ai fini dell’attuazione della Direttiva gli stati membri sono incaricati, tra l’altro,
di valutare la qualità dell’aria ambiente e di fissare i valori limite degli inquinanti. In
quest’ottica viene richiesto di predisporre piani d’azione che indichino le misure da
adottare a breve termine in casi di rischio superamenti.
La stessa Direttiva contiene un “Elenco degli inquinanti atmosferici da
considerare nel quadro della valutazione e della gestione della qualità dell’aria
ambiente” (Direttiva 96/62/CE all. 1), un elenco di “Fattori di cui tener conto nella
fissazione dei valori limite e delle soglie di allarme” (Direttiva 96/62/CE all. 2), i “Criteri
in ordine alla selezione degli inquinanti atmosferici da prendere in considerazione”
(Direttiva 96/62/CE all.3), le “Informazioni da includere nei programmi locali, regionali
o nazionali di miglioramento della qualità dell’aria ambiente” (Direttiva 96/62/CE all.
La sopracitata Direttiva Europea viene attuata in Italia per mezzo del Decreto
Legislativo del 4 agosto 1999 n. 351 pubblicato in G.U. n. 241 del 13 ottobre 1999.
L’art. 3 del D.Lgs. 351/99 identifica le autorità competenti e responsabili per la
attuazione degli obiettivi contenuti nel citato D.Lgs.
L’art. 5 del D.Lgs 351/99 definisce un tempo limite di 12 mesi dalla data di
emanazione del decreto per l’effettuazione di misure rappresentative, indagini o stime
al fine di provvedere ad una valutazione preliminare della qualità dell’aria; tale obbligo
deve essere soddisfatto dalle regioni e dalle provincie autonome.
All’art. 6 il D.Lgs individua come soggetto obbligato alla valutazione dell’aria
ambiente le regioni: “Le regioni effettuano la valutazione della qualità dell'aria
ambiente secondo quanto stabilito dal presente articolo.”.
L’art. 8 “Misure da applicare nelle zone in cui i livelli sono più alti dei valori
limite” prescrive alle regioni di procedere, sulla base della valutazione preliminare di
cui agli art. 5 e 6, alla definizione di una lista di zone e agglomerati in cui i livelli di uno
o più inquinanti siano maggiori del valore limite; per queste zone dovranno essere
adottati piani o programmi per il raggiungimento dei valori limite; l’art. 9 “Requisiti
applicabili alle zone con i livelli inferiori ai valori limite” richiede, in base alla
valutazione preliminare richiesta all’art. 5 e 6, la definizione delle zone e degli
agglomerati ove i livelli degli inquinanti sono inferiori al valore limite. In queste zone le
regioni devono adottare un piano di mantenimento della qualità dell’aria al fine di
conservare i livelli degli inquinanti al di sotto dei valori limite.
Il D. Lgs. 351/99 adotta gli allegati facenti parte della Direttiva 96/62/CE sopra
Il Decreto Ministeriale n. 60 del 02/04/2002, recependo la Direttiva 1999/30/CE
e la Direttiva 2000/69/CE, fissa i valori limite di qualità dell’aria ambiente degli
Il 1° ottobre 2002 viene emanato il Decreto Ministeriale n. 261 pubblicato in
G.U. n° 272 del 20/11/2002 relativamente a “Regolamento recante le direttive tecniche
per la valutazione preliminare della qualità dell'aria ambiente, i criteri per
l'elaborazione del piano e dei programmi di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo
4 agosto 1999, n. 351.”
In tale Decreto all’art. 2 “Criteri per la valutazione preliminare della qualità aria
ambiente” si indica di utilizzare le direttive tecniche contenute nell’allegato 1 per la
valutazione preliminare della qualità dell’aria.
I principi generali per l’elaborazione dei piani e dei programmi sono definiti
all’art. 3, mentre la struttura e i contenuti dei piani e dei programmi sono descritti
nell’art. 5.
L’allegato 3 al D.M. 261/2002, che riporta “Indice del documento di piano” e
l’allegato 4 del D.M. 261/2002 che riporta le “Indicazioni per la redazione del piano”, a
cui le regioni si sono attenute, risultano particolarmente attinenti ai quesiti posti.
omissis… accertare il grado di similitudine tra il PRC Sicilia per la Tutela della
Qualità dell’Aria dell’anno 2007 ed il PRC Veneto approvato nell’anno 2000,
evidenziando se le analogie riscontrate abbiano carattere necessitato (perché i piani si
attengono ad un medesimo schema) ovvero costituiscono mera riproposizione nel
secondo (in ordine di tempo) di peculiarità, caratteristiche, strutture tipiche del primo
(sempre in ordine di tempo) valutandone il grado di attinenza con le eventuali
connotati proprie della Regione Sicilia”.
I piani regionali, di risanamento e/o coordinamento, per la qualità dell’aria sono
volti a definire: gli inquinanti e le principali fonti emissive; l’analisi dei dati meteo
climatici storici; le misurazioni delle concentrazioni degli inquinanti; le zone omologhe
e diversificate a seconda dei rischi ambientali (critiche, di risanamento, di
mantenimento); la normativa vigente; la descrizione delle azioni del piano (interventi a
breve/medio/lungo termine).
Sulla base dei suddetti temi e dalle normative vigenti, riportate al paragrafo 4 di
questa relazione, le Regioni Sicilia e Veneto hanno sviluppato i propri piani per la
qualità dell’aria adoperando i dati resi disponibili da enti pubblici, quali ANPA, ARPA,
Province e Comuni, e da altri enti pubblici e privati.
Al fine di rispondere esaustivamente ai quesiti posti, sono stati valutati i PRC
Sicilia e Veneto paragrafo per paragrafo. Nel seguito sono stati riportati in dettaglio i
risultati del confronto da cui sono state desunte, in forma tabellare, il grado di
similitudine, il carattere necessitato, la attinenza e la peculiarità.
Le riproposizione, riscontrate nel PRC Sicilia dal PRC Veneto, sono state valutate
con carattere necessitato in tutti i casi in cui queste riportavano frasi, tabelle, figure e
grafici estrapolate da norme cogenti e riportate tal quali.
Le riproposizioni sono state considerate: attinenti laddove quanto riportato era
applicabile alle tematiche del caso e alla regione Sicilia; peculiari quando era
univocamente riferibile alla regione Sicilia e/o Veneto.
I piani ed i programmi per la qualità dell’aria sono elaborati sulla base di
elementi conoscitivi, indicati nell’art. 4 del D.M. 261/2002, quali: stato della qualità
dell’aria; sorgenti di emissioni; ambito territoriale; quadro di norme e provvedimenti
La struttura e i contenuti dei PRC sono regolamentati dall’art. 5 co. 1 del D.M.
261/2002 il quale detta l’indice del piano (allegato 3 del DM) e all’art. 5 co. 2 riporta le
indicazioni necessarie alla loro elaborazione (allegato 4 del DM).
Gli indici dei PRC per la qualità dell’aria delle regioni Sicilia e Veneto si
attengono entrambi pedissequamente allo schema di “indice del documento di piano”
riportato nell’allegato 3 sopra citato e, per tale ragione, la riproposizione si ritiene
abbia carattere necessitato.
Gli scenari di riferimento della qualità dell’aria, i modelli di dispersione e
trasformazione in atmosfera degli inquinanti, l’individuazione degli obiettivi di
riduzione delle emissioni, la selezione dell’insieme di misure più efficaci per realizzare
gli obiettivi di riduzione delle emissioni, il monitoraggio delle fasi di attuazione delle
misure selezionate e dei relativi risultati e la revisione del piano, rappresentano le linee
guida per la elaborazione dei PRC (allegato 4 del DM 261/2002 “Indicazioni per la
redazione del piano”).
I paragrafi seguenti riportano nel dettaglio i risultati del confronto dei capitoli
componenti i PRC Sicilia e Veneto.
Confronto dei Piani Regionali per la Qualità dell’Aria delle Regioni
Il confronto è stato effettuato mediante lettura e verifica contemporanea dei
due Piani Regionali di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria della Regione
Sicilia e di Tutela e Risanamento della Regione Veneto, e con il fine di rendere più
agevole la lettura delle parti coincidenti, sono state evidenziate nel solo PRC Sicilia: in
giallo le righe coincidenti; in arancio le righe/parole adeguate alla Regione Sicilia;
evidenziate in giallo e sottolineate le righe/parole coincidenti e non inerenti alla
regione Sicilia; le parti non evidenziate sono altresì di diversa fonte. Il PRC Sicilia con le
evidenze su descritte è riportato nell’allegato 3 di questa relazione.
Questo allegato è stato anche rielaborato in formato digitale per una più
agevole rilettura e nel solo caso delle parti non attinenti alla regione Sicilia è stato
utilizzato il colore rosso invece del sottolineato ed evidenziato in giallo utilizzato nel
Nelle tabelle successive sono riportati per ogni capitolo, paragrafo e
sottoparagrafo il numero delle righe, tabelle, figure, grafici, contenute e il numero di
quelle riproposte.
Le righe prese in considerazione sono solo quelle del corpo del testo. Pertanto
sono escluse quelle dei titoli dei capitoli, dei paragrafi, in quanto tali titoli hanno
carattere necessitato essendo quelli indicati dall’allegato 3 del D.M. 261/2002. Inoltre
non sono state contate le righe dei titoli delle tabelle, delle figure e dei grafici.
Sono state contate come righe intere anche quelle tronche indipendentemente
dal numero di parole costituenti la riga sia per quelle riproposte sia per le totali.
In questo capitolo il PRC Sicilia effettua una mera riproposizione della “Sintesi
della strategia del piano” del PRC Veneto discostandosi per quanto attiene alla
definizione degli obiettivi del piano.
 Inquinanti che superano gli standard:
la descrizione degli “inquinanti che superano gli standard” pur costituendo una
mera riproposizione contiene numerosi adeguamenti con carattere peculiare
Queste riproposizioni non hanno carattere necessitato ma essendo nozioni di
carattere generale sono attinenti anche alla regione Sicilia.
Al termine del paragrafo viene riproposta una frase che attiene a due
inquinanti, biossido di zolfo e piombo, presenti nel PRC Veneto contro il singolo
inquinante, piombo, presente nel PRC Sicilia. Infatti la Regione Sicilia nel PRC
scrive: Per entrambi i parametri…omissis, quando il soggetto è solo l’inquinante
Queste riproposizioni non hanno carattere necessitato e non sono attinenti
alla regione Sicilia per mancata contestualizzazione.
 Misure e risultati previsti:
Le “misure e risultati previsti” mostrano un mera riproposizione per quanto
attiene l’organizzazione delle azioni del piano.
 Articolazione del piano o programma in fasi
Le “articolazione del piano o programma in fasi” di entrambi i PRC riportano le
indicazioni, in termini di inquinanti e rispettivi limiti, in conformità al D.M.
60/2002, in forma tabellare. Le tabelle riportate nel PRC Sicilia sono coincidenti
a quelle del PRC Veneto per forma strutturale e diverse dal DM.
Il PRC Sicilia mostra carattere di peculiarità in riferimento agli inquinanti,
polveri fini (PM10), piombo e monossido di carbonio, in quanto riporta i limiti
adeguati sino all’anno 2010 mentre il PRC Veneto sino all’anno 2005.
Si evidenzia inoltre che il PRC Sicilia nel primo rigo del paragrafo riporta
erroneamente la dicitura “Il presente Piano di Risanamento e Tutela
dell’Atmosfera…omissis” dovendo invece riferirsi correttamente al Piano
Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria Ambiente.
Queste riproposizioni hanno carattere non necessitato, non attinenti alla
regione Sicilia, attinenti al PRC Veneto.
 Caratteristiche generali del territorio regionale
Le “caratteristiche generali del territorio regionale” riportate nel PRC Sicilia
hanno piena attinenza alla regione.
Non si riscontrano riproposizioni con il PRC Veneto
 Quadro normativo di riferimento
Il “quadro normativo di riferimento” comprendente “il contesto Europeo” e “la
normativa nazionale” riportati nel PRC Sicilia consiste in una mera
riproposizione a meno di adeguamento della normativa nazionale aggiornata ai
D.Lgs 183/2004, D.Lgs 59/2005, D.Lgs 152/2006. Decreti che all’atto della
pubblicazione del PRC Veneto (anno 2000) non erano stati promulgati.
 Amministrazioni competenti; Informazioni per il pubblico
Per quanto attiene a “Amministrazioni competenti” e “Informazioni per il
pubblico e per gli organismi interessati” il PRC Sicilia ripropone quanto riportato
nel PRC Veneto a meno di adeguamenti degli organismi interessati propri della
La tabella 1.5 del PRC Sicilia riportata anche nel PRC Veneto fa riferimento al
D.M. 60/02 e all’art. 11 del D.Lgs 351/99.
Di seguito si riporta in forma tabellare quanto detto computando il numero di
righe di ogni paragrafo, la quantità di righe coincidenti, specificando se hanno
carattere necessitato e l’attinenza alla Regione Sicilia.
Tabella 1: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 1
Grado di Similitudine:
Righe n. 16 di cui n. 0 coincidenti
Carattere necessitato:
Attinenza alla Regione
per cui segue 0%
Capitolo 1.1:
Capitolo 1.3:
Capitolo 1.4:
Capitolo 1.6.1:
Capitolo 1.6.2:
Capitolo 1.7:
Sintesi della strategia del piano
Righe n. 127 di cui n. 97 coincidenti
Inquinanti che superano gli standard
Righe n. 50 di cui n. 38 coincidenti
No - ultime 2 righe
Misure e risultati previsti
righe n. 10 di cui n. 5 coincidenti
per cui segue 76,4%
mera riproposizione
nozioni di carattere generale
per cui segue 76%
nozioni di carattere generale;
mancata contestualizzazione
per cui segue 50%
Articolazione del piano o programma in fasi
righe n. 6 di cui n. 6 coincidenti
per cui segue 100%
tabelle n. 8 di cui 5 coincidenti
per cui segue 62,5%
No 1 riga non attinente
attinenza al PRC Veneto
Caratteristiche generali del territorio regionale (e sottocapitoli)
righe n. 106 di cui n. 0 coincidenti
tabelle n. 4 di cui n. 0 coincidenti
figure n. 3 di cui n. 0 coincidenti
legenda n. 1 di cui n. 0 coincidenti
righe n. 0
righe n. 42 di cui n. 40 coincidenti
per cui segue 95,2%
La normativa nazionale più recente
righe n. 33 di cui n. 16 coincidenti
per cui segue 48,5%
Amministrazioni competenti
righe n. 2 di cui n. 2 coincidenti
Capitolo 1.8:
righe n. 94 di cui n. 79 coincidenti
per cui segue 84,0%
Tabelle n. 1 di cui n. 1 uguale
Tabella 1.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 1 del PRC Sicilia
5.2.2 Elementi di sintesi sull’inquinamento atmosferico - Capitolo 2 del PRC Sicilia
In questo capitolo viene inquadrata la situazione del sistema aria sul territorio
regionale e riporta dati e mappe attinenti alla regione Sicilia.
Di seguito si risponde ai quesiti per il paragrafo 2.1 e i suoi sottoparagrafi:
Fonti di emissioni di inquinanti nell’aria: Stime APAT
Questo paragrafo risulta coincidente con il PRC Veneto per quanto concerne la
fase descrittiva del progetto CORINAIR promosso e coordinato dalla Comunità
Europea con lo scopo di fornire una metodologia per la stima delle emissioni in
aria di inquinanti.
I seguenti sotto paragrafi del 2.1: Emissioni di particolato (PM10); Emissioni
monossido di carbonio (CO); Emissioni di sostanze acidificanti (SOx, NOx, NH 3);
Emissioni di precursori dell’ozono (NOx e COVNM); Emissioni di gas serra
anidride carbonica (CO2eq): CO2, CH4, NO2; Emissione di benzene (C6H6);
Concentrazione dei metalli pesanti. Analisi dei dati rilevati a Palermo nel 2007;
Campionamenti passivi. Applicazioni a Palermo (Fonte AMIA Palermo);
Simulazione e mappature a scala urbana. Applicazione nel territorio comunale
di Milazzo (ME); Emissioni di inquinanti da altre infrastrutture dei trasporti;
Emissioni di inquinanti da impianti di riscaldamento. Mappatura urbana;
Inquinamento generato da eventi naturali;
Questi sottoparagrafi forniscono indicatori per rappresentare una stima
regionale dei suddetti inquinanti nei diversi territori della regione Sicilia divisi
per le sue province e per le fonti di emissione nonché i metodi di
campionamento, simulazione e mappatura.
Emissioni inquinanti nei centri urbani della regione Sicilia
In questo paragrafo risultano coincidenti la parte descrittiva e generale.
Emissioni di sostanze inquinanti da trasporto stradale (NOx, COVNM, CO, SOx,
PM): Trend e disaggregazione settoriale
In questo paragrafo vengono fornite le stime di emissione di inquinanti da
fonte di trasporto stradale diversificate per province, per tipologia di
carburante e per tipologia di veicoli.
La parte descrittiva riproposta delle tipologie di veicoli definite convenzionali e
non convenzionali, fa riferimento a normative comunitarie.
La parte riproposta relativa ai fattori medi emissivi stimati per PM, PM10,
PM2,5, relativi alle generiche categorie veicolari, fanno riferimento alla fonte
ANPA-IIASA-TNO.
Simulazione e mappature a scala urbana. Applicazioni nel territorio comunale di
Milazzo (ME); Emissioni di inquinanti da altre infrastrutture dei trasporti;
Emissioni di inquinanti da impianti di riscaldamento. Mappatura urbana.
Inquinamento proveniente da altre aree esterne
In questo paragrafo si commentano le interferenze ambientali con le altre
Si evidenzia che alcune parti sono state adeguate alla regione Sicilia.
Di seguito si risponde ai quesiti per il paragrafo 2.2 e i suoi sottoparagrafi:
Analisi dei dati meteo climatici; Introduzione
In questo paragrafo viene presentata la caratterizzazione meteo climatica della
Nei sottoparagrafi:
Rete di rilevamento e sue finalità
Si riscontra la mera riproposizione delle finalità delle stazioni di monitoraggio
meteo climatiche.
Si riscontra anche la riproposizione di riferimenti a Comunità Montane come
Ente preposto alla gestione ed utilizzo del territorio quando le suddette
Comunità sono state abrogate con Legge Regionale n. 9 del 6 marzo 1986 art.
regione Sicilia, attinente alla Regione Veneto.
Considerazioni climatiche sulla Sicilia e suoi sottoparagrafi
In questi paragrafi sono descritti lo studio del clima, gli indici climatici, le
precipitazioni, le temperature, le peculiarità del clima della Sicilia.
meteorologiche tipiche e/o frequenti sfavorevoli alla dispersione degli
inquinanti si riscontra la presenza di una tabella meramente riproposta dal PRC
Veneto che si riferisce alla definizione delle categorie di stabilità di Pasquill.
I paragrafi Precipitazione di massima intensità e loro frequenza probabile,
Condizioni meteorologiche tipiche e/o frequenti favorevoli alla formazione di
inquinanti secondari risultano essere una mera riproposizione.
Di seguito si risponde ai quesiti per il paragrafo 2.3 e i suoi sottoparagrafi:
Elementi di sintesi relativi alla valutazione della qualità dell’aria
Questo paragrafo riporta dati di qualità dell’aria relativi agli inquinanti e
valutazioni sul cambiamento dell’inquinamento atmosferico negli anni.
Reti di monitoraggio della qualità dell’aria; Principali inquinanti atmosferici;
Dati storici della qualità dell’aria negli ambiti urbani e extraurbani;
Questi sottoparagrafi descrivono le reti di monitoraggio della qualità dell’aria e
classificano le stazioni di misura in relazione al D. Lgs. 351/99. Le reti sono
diversificate per provincia regionale.
Sono inoltre descritte le indicazioni dettate dalle Direttive Comunitarie
relativamente al numero di punti minimi di campionamento per diversi
inquinanti atmosferici. I punti di monitoraggio della Regione Sicilia vengono
situati in zone ad attività industriali ed altre stazioni distribuite territorialmente
che fanno riferimento all’inquinamento atmosferico di fondo o di background.
Sono anche presenti delle riproposizioni descrittive degli inquinanti quali SOx,
NOx, CO, O3, Particolato atmosferico, Idrocarburi (HC e NMHC), Benzene,
Idrocarburi Policiclici Aromatici, Metalli pesanti (piombo), di natura nozionistica
e generica.
La parte generica relativa ai dati storici della qualità dell’aria, come anche
quella relativa all’anno tipo, costituiscono una mera riproposizione.
I sottoparagrafi dei dati storici di qualità dell’aria riguardano le concentrazioni
in atmosfera degli inquinanti della regione Sicilia, infatti, si descrivono i
rilevamenti storici e il numero di superamenti del valore limite della media
giornaliera, per ogni stazione delle varie provincie.
I sottoparagrafi: Integrazione della rete di rilevamento dell’inquinante
atmosferico mediante tecniche e strumenti di biomonitoraggio; Dati storici
qualità dell’aria: gli ambiti produttivi
Tabella 2: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 1
Elementi di sintesi sull’inquinamento atmosferico
righe n. 7 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1:
righe n. 72 di cui n. 49 coincidenti
per cui segue 68,1%
Carattere necessitato: No
Attinenza alla Regione Si
Capitolo 2.1.1:
Emissioni di particolato PM10
Righe n. 34 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 1 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n. 2 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1.2:
Righe n. 22 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1.3:
righe n. 58 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n. 5 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1.4:
Emissioni di precursori dell’ozono (NOx e COVNM)
righe n. 55 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1.5:
Capitolo 2.1.6:
Capitolo 2.1.7:
Capitolo 2.1.8:
Capitolo 2.1.9:
Capitolo 2.1.10:
Emissioni di gas serra anidride carbonica (CO2eq): CO2, CH4, N2O
righe n. 49 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 2 di cui n. 0 coincidenti
Emissioni di benzene (C6H6)
righe n. 27 di cui n. 0 coincidenti
righe n. 58 di cui n. 17 coincidenti
per cui segue 29,3%
righe n. 176 di cui n. 56 coincidenti
per cui segue 31,8%
Figure n. 11 di cui n. 3 coincidenti
per cui segue 27,3%
Tabelle n. 7 di cui n. 0 coincidenti
Concentrazione dei metalli pesanti. Analisi dei dati rilevati a Palermo nel 2007
righe n. 57 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 6 di cui n. 0 coincidenti
Campionamenti passivi. Applicazioni a Palermo (Fonte AMIA Palermo)
righe n. 77 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 5 di cui n. 0 coincidenti
righe n. 12 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.1.11:
Capitolo 2.1.12:
Capitolo 2.1.13:
Capitolo 2.1.14:
Capitolo 2.2.3.1
Capitolo 2.2.3.2
Emissioni di inquinanti da altre infrastrutture dei trasporti
righe n. 3 di cui n. 0 coincidenti
righe n. 88 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n. 1 di cui n. 0 coincidenti
righe n. 13 di cui n. 12 coincidenti
per cui segue 92,3%
Inquinamento generato da eventi naturali
righe n. 17 di cui n. 0 coincidenti
Righe n. 6 di cui n. 0 coincidenti
Righe n. 116 di cui n. 11 coincidenti
Tabelle n. 3 di cui n. 0 coincidenti
Considerazioni climatiche sulla Sicilia
Righe n. 90 di cui n. 0 coincidenti
per cui segue 9,5%
Riferimento a Comunità Montane
Righe n. 40 di cui n. 0 coincidenti
Righe n. 14 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.2.3.3
Capitolo 2.2.3.4
Capitolo 2.2.3.5
Capitolo 2.2.3.6
Capitolo 2.2.3.7
Capitolo 2.3.1
Capitolo 2.3.2
Righe n. 28 di cui n. 6 coincidenti
per cui segue 21,4%
Peculiarità del clima della Sicilia e schede del profilo climatico della Sicilia
Righe n. 93 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 8 di cui n. 0 coincidenti
Precipitazioni di massima intesità e loro frequenza probabile
Righe n. 10 di cui n. 8 coincidenti
per cui segue 80,0%
Individuazione e caratterizzazione delle condizioni meteorologiche tipiche e/o
frequenti sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti
Righe n. 35 di cui n. 6 coincidenti
per cui segue 17,1%
Tabelle n. 4 di cui n. 1 coincidente
per cui segue 16,7%
mera riproposizione;
Righe n. 19 di cui n. 11 coincidenti
per cui segue 57,9%
Righe n. 19 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n. 1 di cui n. 0 coincidente
Righe n. 202 di cui n. 21 coincidenti
per cui segue 10,4%
Tabelle n. 4 di cui n. 0 coincidente
Righe n. 289 di cui n. 176 coincidenti
Tabelle n. 1 di cui n. 1 coincidente
per cui segue 60,9%
Capitolo 2.3.3
Capitolo 2.3.3.1
Capitolo 2.3.3.2
Capitolo 2.3.3.3
Capitolo 2.3.3.4
Capitolo 2.3.3.5
Capitolo 2.3.3.6
Capitolo 2.3.3.7
Capitolo 2.3.4
Dati storici di qualità dell’aria: gli ambiti urbani ed extra-urbani
Righe n. 17 di cui n. 17 coincidenti
Concentrazione in atmosfera di biossido di zolfo (SO2)
Righe n. 25 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n.2 di cui n. 0 coincidenti
Concentrazione in atmosfera di particolato (PM10)
Righe n. 26 di cui n. 2 coincidenti
per cui segue 7,7%
Concentrazione media annuale del biossido di azoto (NO 2)
Righe n. 28 di cui n. 0 coincidenti
Concentrazione in atmosfera di ozono (O3)
Righe n. 30 di cui n. 0 coincidenti
Concentrazioni in atmosfera di monossido di carbonio (CO)
Concentrazione in atmosfera di benzene (C6H6)
Righe n. 20 di cui n. 0 coincidenti
Anno tipo
Righe n. 14 di cui n. 13 coincidenti
per cui segue 92,9%
Integrazione della rete di rilevamento dell’inquinamento atmosferico mediante
tecniche e strumenti di biomonitoraggio.
Righe n. 48 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 2.3.5
Capitolo 2.3.6
Capitolo 2.3.6.1
Dati storici di qualità dell’aria: Gli ambiti produttivi
Righe n. 191 di cui n. 2 coincidenti
per cui segue 1,1%
Figure n. 7 di cui n. 0 coincidenti
Tabelle n. 6 di cui n. 0 coincidenti
Grafici n. 14 di cui n. 0 coincidenti
Il monitoraggio delle piogge acide
Misura dell’acida delle piogge a Palermo (fonte AMIA Palermo)
Righe n. 13 di cui n. 0 coincidenti
Tabella n. 1 di cui n. 0 coincidenti
Tabella 2.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 2 del PRC Sicilia
Prima zonizzazione ai sensi del D. Lgs. 351/99
In questo capitolo vengono descritti i criteri utilizzati per effettuare una
mappatura delle zone per le quali gli inquinanti mostrano avere valori maggiori
della soglia di valutazione superiore in riferimento al D. Lgs 351/99 e di seguito i
criteri per il monitoraggio dell’aria.
Entrambe le regioni individuano, anche, i principali ambiti produttivi peculiari
della propria regione. Infatti la Regione Veneto identifica il polo industriale di
Marghera, il polo conciario, l’area dei cementifici, il delta del Po ed i distretti
del mobile trevigiano e veronese, mentre la Regione Sicilia identifica le aree ad
elevato rischio ambientale di Siracusa, Caltanissetta e Milazzo province nelle
quali sono presenti Raffinerie e industrie petrolchimiche.
Questo paragrafo descrive, in funzione del D. Lgs. 351/99, il compito delle
Regioni di effettuare le valutazioni preliminari della qualità dell’aria attraverso
l’individuazione di zone a diverso grado di criticità. In particolare definisce le
zone nelle quali attuare i piani di azioni, di risanamento e di mantenimento.
Si riscontra che la parte generale descrittiva risulta una mera riproposizione.
Riporta, inoltre, i valori limite e i margini di tolleranza indicati dal D.M. 60/02
per ogni singola sostanza inquinante in forma tabellare.
Le tabelle riportate nel PRC Sicilia sono coincidenti a quelle del PRC Veneto per
forma strutturale e diverse dal D.M. 60/02 e dal D.M. del 25/11/94.
 Identificazione delle zone critiche di risanamento e di mantenimento; Zone A
(zone critiche nella quali applicare i piani di azione); Zone B (zone nelle quali
applicare i piani di risanamento); Zone C (zone nella quali applicare i piani di
mantenimento)
Entrambi i piani per la qualità dell’aria definiscono zona A, B e C
conformemente alle indicazioni del D.Lgs. 351/99 art. 8 e cioè zona A, quelle in
cui i livelli di uno o più inquinanti eccedono il valore limite aumentato del
margine di tolleranza, zona B quelle in cui i livelli di uno o più inquinanti sono
compresi tra il valore limite e il margine di tolleranza, zona C quelle in cui tutti
gli inquinanti sono sotto i valori limite.
 Mappatura delle zone
In questo paragrafo vengono evidenziate sulla cartina della regione Sicilia le
zone di tipo A.
Vengono in seguito riproposte considerazioni generali relative ai confini delle
zone che non necessariamente debbano coincidere con quelle dei comuni.
Tabella 3: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 3
Caratterizzazione delle zone
Prima zonizzazione ai sensi D.Lgs. n. 351/99
Righe n. 84 di cui n. 0 coincidenti
Figure n. 9 di cui n. 0 coincidenti
Righe n. 273 di cui n. 128 coincidenti
per cui segue 46,9%
Tabella n. 46 di cui n. 7 coincidenti
per cui segue 15,2%
Identificazione delle zone critiche di risanamento e di mantenimento
Righe n. 71 di cui n. 70 coincidenti
Zone A (zone critiche nelle quali applicare i piani di azioni)
Righe n. 33 di cui n. 22 coincidenti
Per cui segue66,7%
Zone B (zone nelle quali applicare i piani di risanamento)
Righe n. 36 di cui n. 20 coincidenti
Per cui segue 55,6%
Zone C (Zone alle quali applicare i piani di mantenimento)
Mappature delle zone
Righe n. 16 di cui n. 9 coincidenti
per cui segue 56,3%%
Tabella 3.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 3 del PRC Sicilia
Aspetti generali; Normativa della comunità europea; Normativa Statale;
Normativa della Regione Sicilia
In questi paragrafi vengono descritti: il quadro normativo di riferimento e la sua
evoluzione nel tempo; i principi generali ai quali le regioni devono attenersi
nell’elaborazione dei rispettivi PRC; le direttive comunitarie, statali e regionali,
sotto forma di elenco, relative alla qualità dell’aria e all’inquinamento
atmosferico aggiornate fino all’anno 2006.
Tabella 4: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 4
Quadro normativo di base in materia di controllo dell’inquinamento
Righe n 34 di cui n. 0 coincidenti
Righe n 98 di cui n. 0 coincidenti
Righe n 51 di cui n. 0 coincidenti
Righe n 40 di cui n. 0 coincidenti
Tabella 4.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 4 del PRC Sicilia
Scenari di riferimento per la qualità dell’aria
In questo paragrafo viene descritto il trend degli inquinanti dal 1990 al 2000
secondo le metodologie sviluppate nell’ambito del progetto CORINAIR.
Il PRC Sicilia ripropone alcune valutazioni generiche sui rischi relativi
all’esposizione della popolazione agli inquinanti NO2 e Benzene presenti nel
PRC Veneto.
Scenari di riduzione delle emissioni
In questo paragrafo vengono proposti alcuni interventi per il miglioramento
della qualità dell’aria attraverso un rinnovo del parco auto circolante (motori
ecocompatibili),
“puliti”/modifica
alimentazione (GPL/Metano/elettricità).
Tabella 5: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 5
Righe n. 42 di cui n. 14 coincidenti
Per cui segue 33,4%
Righe n. 21 di cui n. 18 coincidenti
Per cui segue 85,7%
Tabella 5.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 5 del PRC Sicilia
 Rassegna delle misure di contenimento degli inquinanti atmosferici; Misure
di carattere generale valevoli per tutti gli inquinanti e per tutto il territorio;
Misure da applicare per la riduzione degli inquinanti PM10 e IPA; Misure da
applicare per la riduzione degli inquinanti benzene, piombo, CO e SO2;
Misure da applicare per la riduzione del diossido di azoto; Misure da
applicare per la riduzione dell’ozono; Individuazione delle zone di intervento;
misure a favore della mobilità sostenibile e della prevenzione e riduzione
delle emissioni nelle città ed al controllo delle emissioni dei veicoli circolanti;
interventi a medio e a lungo termine; Interventi di breve periodo;
provvedimenti da assumere in caso di superamento delle soglie di allarme e
dei valori limiti per uno o più inquinanti; identificazione dei risultati di
riduzione delle concentrazioni del piano; strategie per la partecipazione del
pubblico; monitoraggio del piano; verifica del piano; controlli; informazione
alla popolazione; revisione del piano
In questo capitolo e nei suoi sottoparagrafi entrambi i PRC riportano le
misure di contenimento degli inquinanti, l’individuazione delle azioni di
intervento così come disposto dall’allegato 3 del D.M. 261/2002. Vengono
quindi definite le misure di carattere generale distinte in “Interventi di
natura tecnologico-strutturale” e “Interventi di mitigazione della domanda di
mobilità privata”.
Il PRC Sicilia ripropone pedissequamente gli stessi interventi proposti dalla
Queste riproposizioni non hanno carattere necessitato ma essendo nozioni
di carattere generale sono attinenti anche alla regione Sicilia.
In un caso il PRC Sicilia propone un intervento di mitigazione della domanda
di mobilità privata peculiare della Regione Veneto e non specifico della
Regione Sicilia. In particolare fa riferimento a “Realizzare percorsi ciclabili
protetti (zone off-road) da e verso i centri storici, utilizzando ad esempio gli
argini di fiumi e canali”. Argini di fiumi e canali inesistenti nei centri storici
della Regione Sicilia e successivamente, nelle misure da applicare per la
riduzione degli inquinanti benzene, piombo, SO2, riporta “omissis…si
consiglia di adottare comunque comportamenti virtuosi di natura volontaria
volti a prevenire l’acuirsi del fenomeno a livello locale, regionale e di bacino
aerologico padano”.
Le misure da applicare proposte nei PRC sono mirate a seconda della
tipologia di inquinante o gruppi di inquinanti e in funzione della
qualificazione di zona A, B o C. Il PRC Sicilia identifica allo stesso modo del
PRC Veneto gli inquinanti/gruppi di inquinanti per la definizione delle azioni.
PM10/IPA,
Benzene/Piombo/CO(monossido
carbonio)/SO2(biossido di zolfo), NO2 (biossido di azoto), O3 (ozono).
Pertanto laddove le concentrazioni degli inquinanti atmosferici eccedano i
limiti comprensivi dei margini di tolleranza (zona A) sono disposte azioni
integrate e dirette volte a mitigare le emissioni per il risanamento della
qualità dell’aria. Nelle zone B e C vengono proposte la predisposizione di
piani di risanamento e di mantenimento rispettivamente.
Si precisa che la Regione Sicilia riporta, differentemente dalla Regione
Veneto, delle misure per la riduzione delle concentrazioni di ozono e dei suoi
precursori con carattere peculiare.
Nel medesimo capitolo sono riportati gli interventi a breve, medio e lungo
termine che risultano coincidenti .
Le indicazione delle competenze riportate nei due PRC differiscono l’uno
dall’altro e il PRC Sicilia riporta indicazioni sul tavolo tecnico regionale di
coordinamento sulla qualità dell’aria ambiente specifiche della Regione
Tabella 6: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 6
Righe n. 7 di cui n. 4 coincidenti
Per cui segue 57,1%
Rassegna delle misure di contenimento degli inquinanti atmosferici
Righe n. 16 di cui n. 4 coincidenti
Per cui segue 25,0%
Capitolo 6.1.1
Misure di carattere generale valevoli per tutti gli inquinanti e per tutto il
Righe n. 64 di cui n. 47 coincidenti
Per cui segue 73,4%
attinenza alla regione Veneto
Capitolo 6.1.2
Capitolo 6.1.3
Capitolo 6.1.4
Capitolo 6.1.5
Capitolo 6.2
Capitolo 6.2.1
Capitolo 6.2.1.1
Capitolo 6.2.1.2
Capitolo 6.2.1.3
Capitolo 6.3
Misure da applicare per la riduzione degli inquinanti PM10 e IPA (Idrocarburi
Righe n. 68 di cui n. 68 coincidenti
Misure da applicare per la riduzione degli inquinanti Benzene, Piombo, CO,
Righe n. 55 di cui n. 55 coincidenti
Misure da applicare per la riduzione del Biossido di Azoto (NO 2)
Righe n. 54 di cui n. 54 coincidenti
Misure da applicare per la riduzione dell’Ozono
Righe n. 28 di cui n. 26 coincidenti
Misure a favore della mobilità sostenibile e della prevenzione e riduzione delle
emissioni nelle città ed al controllo delle emissioni dei veicoli circolanti
Righe n. 38 di cui n. 38 coincidenti
Interventi a medio e lungo termine
Righe n. 160 di cui n. 160 coincidenti
Righe n. 13 di cui n. 13 coincidenti
dei valori limiti per uno o più inquinanti
Righe n. 80 di cui n. 34 coincidenti
Per cui segue 42,5%
Identificazione dei risultati di riduzione delle concentrazioni del piano
Capitolo 6.4
Capitolo 6.5
Capitolo 6.6
Capitolo 6.6.1
Capitolo 6.6.2
Capitolo 6.7
Righe n. 21 di cui n. 19 coincidenti
Per cui segue 90,5%
Righe n. 5 di cui n. 5 coincidenti
Righe n. 17 di cui n. 8 coincidenti
Paragrafo di carattere generale.
Per cui segue 47,1%
Righe n. 4 di cui n. 2 coincidenti
Per cui segue 50,0%
Tabella 6.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 6 del PRC Sicilia
 I progetti; Progetto SIMAGE; Progetto di razionalizzazione e ottimizzazione
delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria della Sicilia. Sistema
integrato di monitoraggio meteo-ambientale
La parte descrittiva dei progetti ed in particolar modo quello del Progetto
SIMAGE risulta essere una mera riproposizione del PRC Veneto come anche
la descrizione del progetto volto a sostituire parametri con scarsa rilevanza
ambientale quali PTS, SO2, NMHC con altri parametri ad elevato interesse
per la salute pubblica quali PM10, PM2,5, IPA e metalli.
Altri sottoparagrafi del capitolo “i progetti”
Questi paragrafi riportano e descrivono 14 progetti che non trovano
riscontro nel PRC Veneto.
 I Provvedimenti; Accordo di programma sulla chimica; IPPC
In questi paragrafi la Regione Sicilia prevede di avviare un accordo di
programma sulla chimica nelle aree a rischio con l’obiettivo di mantenere
nel tempo condizioni ottimali di coesistenza tra tutela dell’ambiente,
sviluppo e trasformazione produttiva in un quadro di sviluppo sostenibile. In
quest’ambito si inserisce anche il progetto SIMAGE.
In seguito dettaglia il provvedimento IPPC recepito con D. Lgs 372/99 per gli
impianti produttivi ad elevato rischio ambientale.
 Piano regionale dei trasporti e della mobilità
Viene descritto il Piano Direttoriale, quale strumento programmatico
regionale proprio della Regione Sicilia.
Tabella 7: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 7
Provvedimenti o progetti a lungo termine
Righe n. 4 di cui n. 3 coincidenti
Per cui segue 75,0%
Capitolo 7.1.1
Capitolo 7.1.2
Capitolo 7.1.3
Capitolo 7.1.4
Capitolo 7.1.5
Capitolo 7.1.6
Capitolo 7.1.7
Capitolo 7.1.8
Capitolo 7.1.9
Progetto SIMAGE
Righe n. 15 di cui n. 13 coincidenti
Per cui segue 86,7%
Progetto di razionalizzazione e ottimizzazione delle reti di monitoraggio della
qualità dell’aria della Sicilia. Sistema integrato di monitoraggio meteoambientale
Righe n. 42 di cui n. coincidenti
Per cui segue 40,5%
Progetto di un sistema di controllo della qualità dell’aria a scala urbana
Progetto di implementazione di una banca dati ambientale SITA
Righe n. 81 di cui n. 0 coincidenti
Progetto: Analisi della climatologia urbana e qualità del clima
Messa a punto di un protocollo per la sostenibilità ambientale
Righe n. 59 di cui n. 0 coincidenti
Gestione sostenibile del territorio urbano. Progetto di ricerca per la
sperimentazione di intonaci decorativi e rivestimenti stradali fotocatalitici
Righe n. 95 di cui n. 0 coincidenti
Studio sulla composizione del particolato respirabile PM10 e PM2,5 e
caratterizzazione dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane del
Attività di supporto tecnico scientifico alla revisione del piano di risanamento e
Righe n. 45 di cui n. 0 coincidenti
Capitolo 7.1.10
Capitolo 7.1.11
Capitolo 7.1.12
Capitolo 7.1.13
Capitolo 7.1.14
Capitolo 7.1.15
Capitolo 7.1.16
Capitolo 7.2.1
Progetti e attività avviate dall’Ufficio speciale “Aree ad elevato rischio di crisi
Righe n. 36 di cui n. 0 coincidenti
Analisi dei dati meteo climatici e dei paramtri chimici, implementazione di un
data base relazionale e determinazione degli anni tipo a un micro e macro
Righe n. 5 di cui n. 0 coincidenti
Correlazioni tra inquinamento dell’aria da traffico veicolare ed inquinamento
Convenzione ARTA Sicilia, DREAM, Messa a punto di un sistema integrato per
la valutazione e la gestione della qualità dell’aria nelle aree metropolitane
Progetto POR Sicilia 2007. Combustibili alternativi e tutela della qualità
Applicazione di modelli per la stima della qualità dell’aria in aree campione
Altre misure ed azioni finalizzate al miglioramento della qualità aria ambiente
nelle aree a maggiore concentrazione di impianti industriali
Righe n. 44 di cui n. 0 coincidenti
Accordo di programma sulla chimica
Righe n. 10 di cui n. 4 coincidenti
Per cui segue 40,0%
Capitolo 7.2.2
Capitolo 7.2.3
Righe n. 24 di cui n. 24 coincidenti
Righe n. 21 di cui n. 0 coincidenti
Tabella 7.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 7 del PRC Sicilia
 Documenti di riferimento
In questo paragrafo viene riportato un elenco dei documenti utilizzati per la
redazione del Piano Regionale della Qualità dell’Aria della Regione Sicilia in
parte coincidenti con quelli riportati dalla Regione Veneto.
Queste riproposizioni non hanno carattere necessitato ma essendo
documenti di carattere generale sono attinenti anche alla regione Sicilia.
Si evidenzia che nell’elenco dei documenti di riferimento risulta presente il
Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione
Veneto dell’anno 2000.
Tabella 8: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 8
Elenco dei documenti utilizzati
Capitolo 8.1
Righe n. 44 di cui n. 24 coincidenti
Per cui segue 54,6%
Tabella 8.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 8 del PRC Sicilia
5.2.9 Rimozione degli ostacoli procedurali – Capitolo 9 del PRC Sicilia
 Carburanti più puliti; convertitori catalitici; applicazione della direttiva
96/61/CE (“IPPC”)
In questo paragrafo sono descritti gli interventi prioritari di tipo tecnologico
per il miglioramento della qualità dell’aria.
Questi interventi sono una riproposizione del PRC Veneto.
Tabella 9: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 9
Rimozione degli ostacoli procedurali
Righe n. 3 di cui n. 3 coincidenti
Capitolo 9.1
Carburanti più puliti
Righe n. 18 di cui n. 18 coincidenti
Capitolo 9.2
Capitolo 9.3
Applicazione della direttiva 96/61/CE (“IPPC”)
Righe n. 4 di cui n. 4 coincidenti
Tabella 9.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 9 del PRC Sicilia
 Questo capitolo descrive ai sensi della normativa vigente le azioni di
coordinamento tra le regioni per fronteggiare i problemi dell’inquinamento
di natura secondaria che interessa, per produzione e diffusione, più ambiti
territoriali regionali con il coordinamento delle ARPA, delle Regioni limitrofe.
Tabella 10: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Capitolo 10
Righe n. 8 di cui n. 5 coincidenti
Tabella 10.1: Riepilogo grado di similitudine capitolo 8 del PRC Sicilia
5.2.11 Premessa, glossario e bibliografia del PRC Sicilia
Per quanto attiene il confronto della premessa, il glossario e la bibliografia del
PRC Sicilia con il PRC Veneto si riporta in forma tabellare il computo del numero di
righe di ogni paragrafo e la quantità di righe coincidenti.
Tabella 11: confronto tra il PRC Sicilia e il PRC Veneto – Glossario e Bibliografia
Righe n. 100 di cui n. 0 coincidenti
Righe n. 123 di cui n. 123 coincidenti
Carattere necessitato: Si
Righe n. 80 di cui n. 0 coincidenti
Di seguito si riportano i titoli degli allegati del PRC Sicilia, richiamati nella
relazione del Piano, che hanno carattere peculiare della regione Sicilia.
Non si riscontrano riproposizioni con il PRC Veneto.
Parchi e riserve in Sicilia
Parco veicolare in Sicilia
Vendita di carburante per autotrazione in Italia ed in Sicilia negli anni
Valutazione preliminare e zonizzazione
Convenzione per la fornitura del software AIR Suite per la redazione del
piano e dei programmi per la valutazione e la gestione della qualità
dell’aria nella regione Sicilia
D.D.U.S. n° 07 del 14.06.2006
sub allegato 1:
sub allegato 2:
Interventi di prevenzione dell’inquinamento atmosferico
D.D.U.S. n° 19 del 05.09.2006
sub allegato 3:
Caratteristiche delle stazioni della rete di rilevamento della
sub allegato 4:
Ubicazione delle stazioni della rete di rilevamento della
Il grado di similitudine è stato determinato calcolando il rapporto percentuale
tra il numero di righe, tabelle, figure e grafici totali e riproposti nel PRC Sicilia dal PRC
Veneto aventi carattere non necessitato. I risultati sono riportati nella tabella
Tabella 12: Riepilogo grado di similitudine del PRC Sicilia
Si precisa che il conteggio delle righe non ha incluso i titoli dei capitoli, paragrafi
e sottoparagrafi in quanto hanno carattere necessitato essendo quelli indicati
dall’allegato 3 del D.M. 261/2002. Sono state contate come righe intere anche quelle
tronche indipendentemente dal numero di parole costituenti la riga sia per quelle
riproposte sia per le totali.
In questo calcolo non è stato considerato l’apporto degli allegati del PRC Sicilia.
In riferimento a quanto riportato nel verbale di seconda riunione, da entrambe
le parti, circa l’inclusione o l’esclusione degli allegati al PRC Sicilia e che quindi se
debbano essere oggetto di confronto per determinare il grado di similitudine, lo
scrivente CTU ritiene che qualora un documento richiami un allegato lo stesso è da
considerarsi facente parte dell’intera pubblicazione.
Ciò detto, di seguito si riporta il calcolo del grado di similitudine includendo
anche il numero di righe, tabelle, figure e grafici degli allegati al PRC Sicilia.
Tabella 13: Riepilogo grado di similitudine del PRC Sicilia con Allegati
(Rel + All)
5154 + 1964
134 + 27
82 + 19
La Regione Sicilia nell’anno 2007 approva mediante Decreto Assessoriale n.
176/GAB del 9 agosto 2007 il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della
Qualità dell’Aria Ambiente.
I piani regionali, di coordinamento e/o di risanamento, per la qualità dell’aria
sono volti a definire: gli inquinanti e le principali fonti emissive; l’analisi dei dati meteo
A seguito dell’approvazione e pubblicazione del Piano Regionale, attraverso
diversi canali di informazioni, sono stati diffusi commenti e affermazioni contestanti
l’originalità dell’opera e in particolare segnalando la riproposizione, seppur in parte,
del Piano Regionale di Tutela e Risanamento Atmosferico della Regione Veneto
pubblicato nell’anno 2000.
Tali affermazioni sono oggetto di contestazione per cui è causa.
Al fine di dirimere la questione sono stati posti allo scrivente CTU quesiti atti a
accertare il grado di similitudine tra il PRC Sicilia ed il PRC Veneto, evidenziando se le
analogie riscontrate abbiano carattere necessitato ovvero costituiscono mera
riproposizione di peculiarità, caratteristiche, strutture tipiche valutandone il grado di
attinenza con la regione Sicilia.
In concreto, per accertare quanto richiesto si è provveduto alla: acquisizione di
copia conforme all’originale dei suddetti PRC dalle rispettive Amministrazioni
Regionali; disamina della normativa cogente per la stesura dei Piani di coordinamento
per la qualità dell’aria; rilettura dei PRC Sicilia e Veneto per evidenziare le parti
riproposte; valutazione del carattere necessitato, attinenza alla regione Sicilia delle
parti riproposte; determinazione del grado di similitudine.
Il grado di similitudine è stato determinato a seguito della contemporanea
rilettura dei due documenti e contrassegnando con evidenziatore di colore giallo le
parti riproposte nel PRC Sicilia dal PRC Veneto (cfr. allegato 3 alla presente relazione).
Di seguito, il grado di similitudine, è stato calcolato, capitolo per capitolo e paragrafo
per paragrafo, il numero di righe, tabelle, grafici e figure totali e riproposte dal cui
rapporto è stata ricavata la quantità percentuale.
Dallo studio dei PRC si è constatato che questi sono stati redatti in conformità
all’allegato 3 del D.Lgs. 351/99 in relazione all’indice del piano e in conformità
all’allegato 4 del D.Lgs. 351/99 in relazione allo schema generale.
L’analisi dei due Piani Regionali per la determinazione del grado di similitudine
ha evidenziato la mera riproposizione con carattere non necessitato di: n. 1.769 righe
corrispondente a una percentuale del 34,3% che diviene 24,8% considerati gli allegati
al piano; n. 16 tabella corrispondente a una percentuale del 11,9% che diviene 9,9%
considerati gli allegati al piano; n. 3 figure corrispondente a una percentuale del 3,7%
che diviene 3,0% considerati gli allegati al piano.
Le mere riproposizioni sono risultate essere di carattere nozionistico e di
argomentazioni generiche e pertanto attinenti anche alla regione Sicilia.
Tra le riproposizioni emergono come non attinenti e mancanti di peculiarità alla
regione Sicilia, o al Piano Regionale per la Qualità dell’Aria della Regione Sicilia, quelle
che fanno riferimento a: entrambi i parametri biossido di zolfo e piombo nel PRC
Veneto mentre nel PRC Sicilia ci si riferisce al solo parametro piombo da cui la mancata
contestualizzazione del termine entrambi al caso della regione Sicilia (par. 1.2 del PRC
Sicilia); il presente Piano di Risanamento e Tutela dell’Atmosfera quando invece il Piano
Regionale della Regione Sicilia è un Piano di Coordinamento (par. 1.4 del PRC Sicilia);
riferimento alle Comunità Montane (par. 2.2.2 del PRC Sicilia) abrogate con L.R. n.
9/86; Realizzare percorsi ciclabili protetti da e verso i centri storici, utilizzando ad
INTEGRAZIONE ALLA CTU
Integrazione alla C.T.
Il sottoscritto ing. Fabio D’Agostino, nominato CTU per il procedimento civile n.
9916/2011 R.G. tra il sig. S. Anzà e il sig. G. Ciampolillo, il 17 novembre 2013 ha inviato
attraverso PEC la relazione di consulenza tecnica alle parti in risposta al seguente
quesito posto dall’ill.mo G.I.: “accertare il grado di similitudine tra il Piano Regionale di
Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria dell’anno 2007 ed il Piano della
Regione Veneto approvato nell’anno 2000, evidenziando se le analogie riscontrate
abbiano carattere necessitato (perché i piani si attengono ad un medesimo schema)
ovvero costituiscono mera riproposizione nel secondo (in ordine di tempo) di
peculiarità, caratteristiche, strutture tipiche del primo (sempre in ordine di tempo)
valutandone il grado di attinenza con le eventuali connotati propri della Regione
Il giorno 02 dicembre 2013 l’avv. S. Ferrara, avvocato di fiducia dell’attore, sig.
S. Anzà, ha inviato allo scrivente CTU la relazione del CTP arch. Maria Galifi (allegato 5).
Il giorno 27 dicembre 2013 l’avv. G. Cirincione, avvocato di fiducia del
convenuto sig. G. Ciampolillo, ha inviato allo scrivente CTU un documento “note
critiche alla relazione del CTU” con richieste di chiarimenti e avente come allegato la
relazione del CTP prof. A. Lombardo (allegato 6).
Il CTP del sig. S. Anzà dopo una breve disquisizione sull’argomento conclude la
sua relazione come segue: la consulenza tecnica del CTU pertanto prescindendo da una
diversa opinione della scrivente sull’opportunità di non valutare nella comparazione i
titoli di capitoli e paragrafi, appare ineccepibile nel metodo, nel merito, e nelle
L’avvocato del convenuto, vista la relazione di CTU, viste le conclusioni del CTP
da egli nominato, discutendo le sue perplessità chiede in concreto di esprimersi per
fornire i seguenti chiarimenti.