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Timestamp: 2020-08-14 20:47:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 45', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 45']

Rito dell’accesso, dimidiazione termini, deposito ricorso | Sentenze
Rito dell’accesso, dimidiazione termini, deposito ricorso
Scritto il Dicembre 3, 2014 da sentenze
Nel caso del c.d. rito dell’accesso, disciplinato dall’art. 116 c.p.a., opera la dimidiazione di tutti i termini processuali, prevista per la generalità dei riti camerali dal comma 3 dell’articolo 87 del c.p.a. (con la sola eccezione del termine per la notificazione del ricorso di primo grado). Tale dimidiazione concerne anche il termine per il deposito del ricorso, il quale resta fissato, nell’ottica acceleratoria del processo, in soli 15 giorni dall’avvenuta notifica ( e cioè nella metà del termine previsto dall’art. 45 c.p.a. in via generale per il deposito in trenta giorni e che la disposizione medesima qualifica come perentorio).
Consiglio di Stato sentenza n. 5966 2 dicembre 2014
1. Con istanza del 13 gennaio 2014 il sig. Omissis – in servizio alle dipendenze di Omissis s.p.a. in qualità di portalettere – formulava richiesto alla Società predetta di accedere ai propri “cartellini orari relativi all’anno 2013 ovvero a tutti i documenti contenenti i dati, anche in forma disaggregata, inerenti le prestazioni giornaliere effettuate” nonché a “tutta la documentazione dalla quale risultino, anche in forma disaggregata, le prestazioni aggiuntive e straordinarie effettuate nel corso dell’anno 2013”.
Preso atto del silenzio rifiuto maturato allo scadere del prescritto termine per il riscontro il sig. Omissis proponeva impugnativa avanti al T.A.R. per l’ Emilia Romagna, deducendo motivi di violazione degli artt. 22 e ss. della legge, n. 241/1990 e del D.P.R. n. 184/2006 ed insistendo per il riconoscimento del diritto alla cognizione degli atti nella disponibilità dell’ Amministrazione.
Il T.A.R. adito – disattese le eccezioni formulate in via pregiudiziale da Omissis s.p.a. – rilevava che l’accesso ai documenti amministrativi postula che la domanda a tal fine prodotta abbia un oggetto determinato, da specificarsi a cura del richiedente onde rendere possibile sia l’individuazione degli atti richiesti, sia la valutazione dell’interesse del richiedente alla conoscenza degli stessi.
Accoglieva in conseguenza il ricorso con riferimento alla richiesta dei “cartellini orari relativi all’anno 2013” e non con riguardo alla richiesta, qualificata generica, di “tutta la documentazione dalla quale risultino, anche in forma disaggregata, le prestazioni aggiuntive e straordinarie effettuate nel corso dell’anno 2013”.
Appella il sig. Omissis che ha contestato le statuizioni del T.A.R. di parziale rigetto del ricorso e di compensazione delle spese del giudizio fra le parti.
Resiste Omissis s.p.a. che ha eccepito l’inammissibilità dell’appello per la tardività del deposito e ha contraddetto alle domande formulate dal ricorrente, riproponendo tutte le eccezioni proposte in primo grado e insistendo per la conferma della sentenza impugnata.
2. E’ fondata l’eccezione di inammissibilità dell’appello formulata da Omissis s.p.a.
Nel caso del c.d. rito dell’accesso, disciplinato dall’art. 116 c.p.a., opera la dimidiazione di tutti i termini processuali, prevista per la generalità dei riti camerali dal comma 3 dell’articolo 87 del c.p.a. (con la sola eccezione – che qui non rileva – del termine per la notificazione del ricorso di primo grado).
La dimidiazione in questione concerne anche il termine per il deposito del ricorso, il quale resta fissato, nell’ottica acceleratoria del processo, in soli 15 giorni dall’avvenuta notifica ( e cioè nella metà del termine previsto dall’art. 45 c.p.a. in via generale per il deposito in trenta giorni e che la disposizione medesima qualifica come perentorio).
Sul punto è concorde la giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. Cons. St. sez. VI, n. 1403 del 12 marzo 2012; n. 2526 del 2 maggio 2012 – in tema specifico di accesso – e in via generale per i procedimenti in camera di consiglio sez. V, n. 6074 del 18 dicembre 2013; n. 5246 del 31 ottobre 2013).
Nella specie la notifica dell’atto di appello si è perfezionata l’ 11 luglio 2014, mentre il deposito ha avuto luogo il successivo 30 luglio, oltre l’anzidetto termine perentorio di 15 giorni.
Il ricorso va, quindi, dichiarato inammissibile.
Stante la specificità della vicenda processuale, che coinvolge diritti soggettivi inerenti alla tutela delle condizioni di lavoro, spese ed onorari possono essere compensati tra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 novembre 2014 […]
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