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Timestamp: 2018-07-19 21:26:29+00:00
Document Index: 37439947

Matched Legal Cases: ['art. 260', 'art 188', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 284', 'art. 3', 'art. 55', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 30', 'art. 30']

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Ritorna alla carica il SISTRI: il nuovo DM 78 del 30/03/2016 abroga il vecchio DM 52/2011
By STA Studio Tecnico Ambientale	/ 6.10.2016	/ No Comment
Dal prossimo 08/06/2016 sarà vigente il nuovo decreto ministeriale recante le nuove disposizioni relative al funzionamento del sistema di tracciabilità informatico dei rifiuti, con un focus del Governo sulla lotta agli illeciti sui rifiuti pericolosi.
Dopo anni di attesa, rinvii e modifiche è stato pubblicato sulla G.U. 120 del 24/05/16 il nuovo DM Ambiente che fa tabula rasa sul SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) semplificandone i contenuti e indicandone i nuovi criteri e chi ha l’obbligo di adesione.
Già con la Legge 25 di febbraio 2016 erano slittati nuovamente i pieni termini di applicazione delle sanzioni sulla mancata iscrizione e pagamento degli oneri da parte dei soggetti obbligati nell’ordine del 50% fino al 31/12/2016 (ricordiamo quindi che la sanzione comunque può arrivare fino a 46.500 € in caso di mancanza d’iscrizione e 7.500 € in caso di mancato pagamento – art. 260-bis comma 1-2 D.lgs. 152/06).
Dalla prossima settimana sono identificati all’obbligo di adesione i seguenti soggetti, ricadenti nella definizione di cui al comma 1 dell’art 188-ter del D.lgs. 152/06, eccone alcuni:
Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi.
Gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale.
Sono compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.
In caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
È importante notare come, al momento, da questo decreto risultino ESCLUSI i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, abrogando cosi parte dell’art. 3, comma 1 lett. b) del vecchio DM 52/2011. Possono comunque aderire al SISTRI su base volontaria.
Viene anche abolito il sistema di vigilanza e controllo, mai pienamente attuato, demandando all’Arma dei Carabinieri (art. 3) il flusso di informazioni, che sarà messo a disposizione degli Enti di controllo con l’intenzione di rendere più efficaci, veloci e incisivi i controlli e la lotta all’abusivismo sull’abbandono e la mala gestione dei rifiuti pericolosi. Purtroppo le procedure secondo le quali questo dovrà avvenire devono ancora essere emanate, come previsto all’art. 2 del decreto.
Per ulteriori informazioni sul SISTRI il Nostro Studio è a disposizione.
Testo Unico Sicurezza sul lavoro: ecco le novità legislative del 2015
By STA Studio Tecnico Ambientale	/ 10.2.2015	/ No Comment
Modifiche al D.Lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro) a seguito della pubblicazione del D.Lgs 151/2015.
La pubblicazione, il 23 agosto ultimo scorso, del D.Lgs 81/08 ha introdotto modifiche importanti al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione. Il Ministero del lavoro ha pubblicato così una nuova versione on-line del Testo Unico (D.Lgs 81/08) che raccoglie alcuni spunti presenti in circolari ed interpelli pubblicati nel corso degli ultimi anni.
Vediamo alcune delle novità introdotte dal D.Lgs 151/2015.
Datore di lavoro e Addetto Primo Soccorso ed Antincendio
Viene abrogato il comma che impediva al Datore di Lavoro di svolgere l’attività di addetto primo soccorso ed antincendio qualora fossero impiegati più di 5 lavoratori.
Sono decuplicate e triplicate le sanzioni che riguardino la mancata attuazione degli obblighi di garanzia (invio a visite mediche, formazioni del personale, ecc.) se riguardano rispettivamente più di 5 o più di 10 dipendenti.
Requisiti del coordinatore per la sicurezza
È previsto l’aggiornamento dell’allegato XIV, contenente le prescrizioni relative i corsi a cui sono soggetti i Coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione. L’aggiornamento deve avvenire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Vengono inoltre stabiliti i limiti per l’erogazione dei corsi in e-learning che potrà riguardare solo la parte normativa.
Cambiano le modalità di applicazione delle disposizione di legge, sia a livello economico che di sicurezza per l’impiego dei vaucher. L’equiparazione ai lavoratori rimane per datori di lavoro quali imprenditori e professionisti, negli altri casi vi è l’equiparazione ai lavoratori autonomi soggetti all’art. 21 del D.Lgs 81/08
Viene chiaramente effettuata l’esclusione delle disposizioni del D.Lgs. 81/08 e delle norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.
Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive
Viene modificata la composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che viene presieduto dal Ministro della salute.
Nuovi strumenti per la riduzione del rischio
L’Inail ha l’obbligo di creare strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio disponibili per il datore di lavoro e informatizzati secondo il prototipo europeo OiRA (Online interactive Risk Assessment).
Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro viene aggiornato con l’ultima novità in tema di piccoli cantieri inserita dalla legge europea 2014 (legge 115/2015).
Gli obblighi di sicurezza nell’ambito dei contratti di somministrazione, dopo l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 3 da parte di uno dei decreti attuativi del Jobs Act non sono più ad esclusivo carico dell’utilizzatore.
Per il Medico competente che, accertata un’anomalia nei lavoratori esposti ad uno stesso agente, non provveda ad informarne il datore di lavoro la sanzione viene elevata a 1.315,20 euro.
Le novità introdotte a livello normativo nel D.Lgs 81/08 possono essere di seguito specificate:
Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;
Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015
Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015); Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);
Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).
• Link per il Testo Unico Sicurezza sul lavoro aggiornato a settembre 2015
• Link per il testo D.Lgs 151/2015
By S.T.A. Studio Tecnico Ambientale	/ 12.7.2011	/ No Comment
Nell’ambito del servizio di consulenza, S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl pone all’attenzione dei propri Clienti le ultime novità normative sulla G.U. n. 260 dell’8 novembre u.s. sui rischi negli ambienti confinati.
È stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177, con il quale è stato adottato il regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che entrerà in vigore a partire dal 23 novembre p.v.
Il provvedimento, emanato ai sensi dell’ articolo 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs. 81/08, definisce il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi destinati ad operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, così come individuati agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3, del medesimo D.Lgs. 81/08.
In particolare, si rammenta che, ai sensi dell’articolo 66 del D.Lgs. 81/08, si intendono come ambienti sospetti di inquinamento pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, mentre nell’articolo 121 si fa riferimento a lavori di scavo entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere, in cui ci siano pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi.
Sono invece da considerarsi ambienti confinati, ai sensi all’allegato IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08, tubazioni, canalizzazioni e recipienti, quali vasche, serbatoi e simili.
In base al nuovo regolamento, le imprese ed i lavoratori autonomi saranno qualificati a svolgere attività lavorative nei settori in oggetto solo se in possesso dei seguenti requisiti:
integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze;
integrale e vincolante applicazione delle disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria e di formazione, ex art. 21, comma 2 d. Lgs. 81/08, nel caso di imprese familiari e di lavoratori autonomi;
presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale nelle attività lavorative oggetto del provvedimento;
avvenuta effettuazione di specifica attività di informazione e formazione di tutto il personale (ivi compreso del datore di lavoro, se impiegato nelle attività lavorative in oggetto), con verifica di apprendimento e aggiornamento (nel rispetto di quanto sarà stabilito da apposito provvedimento della Conferenza Stato Regioni);
possesso di DPI, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività in oggetto ed avvenuta effettuazione di addestramento all’uso corretto degli stessi;
avvenuta effettuazione di attività di addestramento di tutto il personale impiegato (ivi compreso del datore di lavoro) relativamente all’applicazione di procedure di sicurezza coerenti con le disposizioni degli artt. 66 e 121 e dell’all. IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08;
rispetto delle previsioni in materia di DURC (ove applicabili);
integrale applicazione della parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore. Sarà onere del datore di lavoro committente accertare la sussistenza dei predetti requisiti, nell’ambito dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08.
Il subappalto delle attività lavorative in oggetto sarà ammesso unicamente in presenza delle seguenti condizioni:
– sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente
– il contratto di subappalto sia certificato ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D.Lgs. 276/03
Il regolamento prevede poi che siano adottate le seguenti specifiche procedure di sicurezza:
A) informazione, da parte del datore di lavoro committente, a tutti i lavoratori dell’impresa appaltatrice, compreso il datore di lavoro ove impiegato nelle attività, prima del loro accesso nei luoghi di lavoro. L’informazione da parte del datore di lavoro committente dovrà essere puntuale e dettagliata; dovrà riguardare le caratteristiche dei luoghi, tutti i rischi esistenti negli ambienti, le misure di prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività; dovrà essere realizzata in un tempo sufficiente ed adeguato, comunque non inferiore ad un giorno;
B) individuazione, da parte del datore di lavoro committente, di un proprio rappresentante con funzioni di vigilanza, indirizzo e coordinamento delle attività. Il soggetto individuato dal datore di lavoro come proprio rappresentante dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti: adeguate competenze in materia di sicurezza; svolgimento di attività di informazione, formazione e addestramento identiche a quelle previste nei confronti dei lavoratori che effettuano le attività lavorative oggetto del provvedimento; conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività;
C) adozione ed efficace attuazione, per tutta la durata delle attività, di specifica procedura di lavoro che dovrà essere specificamente diretta ad eliminare o ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati; dovrà essere comprensiva dell’eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza pubblico (Servizio sanitario nazionale e Vigili del Fuoco; potrà corrispondere ad una buona prassi qualora validata dalla Commissione consultiva permanente. A tale riguardo si rammenta che uno dei comitati della Commissione consultiva permanente sta realizzando un documento tecnico in cui saranno definite le modalità operative per operare in ambienti confinati. Questo documento potrà essere considerato come una procedura di lavoro, da adeguare ovviamente alle singole realtà aziendali. Nel regolamento è infine previsto che il mancato rispetto delle disposizioni nello stesso contenute determinerà il venir meno della qualificazione necessaria per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
Perchè adottare un sistema di gestione della sicurezza?
By S.T.A. Studio Tecnico Ambientale	/ 12.1.2011	/ No Comment
L’entrata in vigore del D.L. 81/08 ha imposto la necessità, nell’ottica di un adeguamento corretto alle nuove disposizioni legislative, di adottare un sistema di gestione della sicurezza aziendale: il Sistema di Gestione è lo strumento più indicato atto per l’individuazione delle procedure indispensabili per le attività di prevenzione e protezione.
Tali misure non solo tecniche ma anche organizzative e procedurali devono essere coordinate tra di loro ed opportunamente programmate.
I modelli di organizzazione e di gestione sono disciplinati all’articolo 30 del D. Lgs. 81/08 e dal comma 5 dello stesso articolo si suggeriscono le Linee guida UNI-INAIL o il British Standard OHSAS 18001:2007.
Adottare un sistema di gestione della sicurezza non è un obbligo di legge ma la scelta volontaria di chi sente la responsabilità della sicurezza propria e degli altri.
– indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono
– diretti perché si può chiedere all’INAIL la riduzione del tasso di tariffa, ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe : tale riduzione, congiunta con il meccanismo bonus malus, può determinare uno sconto complessivo del 35%-40% dei premi assicurativi INAIL, in funzione di diversi parametri.
L’art. 30 del D.L. 81/08 inoltre introduce la presunzione legale dell’assolvimento dell’ attività di verifica propria del datore di lavoro con l’adozione di Sistemi di Gestione della Sicurezza sul lavoro.
Gli scopi del SGSL sono, infatti, di:
– ridurre progressivamente i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o clienti, fornitori, visitatori, ecc;- aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’ impresa/organizzazione;
– contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;- migliorare l’ immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.Un sistema di gestione della sicurezza include la struttura organizzativa, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per pianificare, sviluppare, raggiungere, verificare, riesaminare e mantenere la politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Un aspetto importante da sottolineare è che lo scopo del modello di organizzazione e di gestione della sicurezza è quello di descrivere ciò che deve essere regolato ma il come debba essere realizzato è legato specificatamente alla singola unità produttiva in base alle caratteristiche della sua organizzazione.
Quindi, non esiste un SGSL universale, ma ogni SGSL deve essere concepito su misura, a seconda delle dimensioni, del settore e dei rischi, della singola unità produttiva.
L’art. 30 al comma 6, per incentivare l’adozione di modelli organizzativi e gestionali nelle imprese fino a 50 lavoratori prevede tale attività come finanziabile ai sensi dell’articolo 11 del D.L. 81/08
S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl opera da quindici anni nel settore della Sicurezza sul Lavoro: ha acquisito particolare esperienza nel settore delle pubbliche amministrazioni e delle ditte private per le quali ha svolto sempre un’attività puntuale ed organizzata. Proprio per questo si propone per coadiuvare l’Ente nella realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro assolutamente conforme alle esigenze dimensionali ed organizzative, integrandolo con i Sistemi di Qualità o di Certificazione Ambientale ove previsti, con l’ottimo rapporto qualità/prezzo che caratterizza il nostro operato.