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Timestamp: 2019-05-23 05:37:56+00:00
Document Index: 133730631

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3']

Alimenti surgelati, cosa dice la legge? | Facecook
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Decreto Legislativo 27 gennaio 1997, n. 110: attuazione della direttiva 89/108/CEE in materia di alimenti surgelati destinati all’alimentazione umana
Decreto Legislativo 27 gennaio 1997, n. 110
1. Il presente decreto disciplina la produzione, la distribuzione e la vendita degli alimenti surgelati destinati all’alimentazione umana.
2. I gelati non sono considerati alimenti surgelati.
a) sottoposti ad un processo speciale di congelamento, detto "surgelazione", che permette di superare con la rapidità necessaria, in funzione della natura del prodotto, la zona di cristallizzazione massima e di mantenere la temperatura del prodotto in tutti i suoi punti, dopo la stabilizzazione termica, ininterrottamente a valori pari o inferiori a –18°C;
1. Le materie prime destinate alla produzione di alimenti surgelati devono essere sane, in buone condizioni igieniche, di adeguata qualità merceologica e devono avere il necessario grado di freschezza.
2. La preparazione dei prodotti da surgelare e l’operazione di surgelazione devono essere effettuate senza indugio mediante attrezzature tecniche tali da contenere al minimo le modifiche chimiche, biochimiche e microbiologiche.
3. Le materie prime utilizzate nella produzione degli alimenti surgelati composti possono essere sottoposte ad un precedente trattamento di conservazione e contenere additivi nei limiti stabiliti dai decreti ministeriale emanati ai sensi degli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283.
4. Nella produzione degli alimenti surgelati composti è consentita l’aggiunta di additivi, ivi compresi gli antiossidanti con esclusione degli additivi conservanti, nelle quantità massime stabilite, per i corrispondenti prodotti non surgelati, dai decreti ministeriali emanati ai sensi degli articoli 5, lettera g) e 22 della legge 30 aprile 1962, n. 283.
1. La temperatura degli alimenti surgelati deve essere mantenuta in tutti i punti del prodotto ad un valore pari o inferiore a –18°C.
2. Sono tuttavia tollerate:
a) durante il trasporto, brevi fluttuazioni verso l’alto non superiori a 3°C della temperatura del prodotto;
b) durante la distribuzione locale e negli armadi e nei banchi frigoriferi per la vendita al consumatore, fluttuazioni verso l’alto della temperatura del prodotto non superiori a 3°C.
(Mezzi criogeni)
1. I mezzi criogeni che possono essere usati per contatto diretto con gli alimenti da surgelare sono:
b) azoto;
c) anidride carbonica.
2. I criteri di purezza dei mezzi criogeni sono stabiliti con decreto del Ministro della sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità, in attuazione di disposizioni comunitarie.
(Produzione ed immagazzinamento)
1. La produzione ed il confezionamento degli alimenti surgelati devono avvenire in stabilimenti autorizzati dall’autorità sanitaria competente, ai sensi dell’art. 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283.
2. Per i prodotti della pesca le operazioni preliminari possono essere effettuate a bordo delle navi purchè seguite da immediata surgelazione e da idoneo confezionamento temporaneo; le successive operazioni di lavorazione o di confezionamento devono essere effettuate negli stabilimenti autorizzati di cui al comma 1 ovvero su navi officina riconosciute idonee dalla competente autorità sanitaria locale nel rispetto delle condizioni stabilite con il decreto ministeriale di cui al comma 4.
4. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro della marina mercantile, sono stabiliti i requisiti che devono possedere le navi officina.
5. I locali di immagazzinamento e di conservazione degli alimenti surgelati devono essere dotati di adeguati strumenti di registrazione automatica della temperatura che misurino, frequentemente e ad intervalli regolari la temperatura dell’aria. Le registrazioni devono essere datate e conservate dagli operatori almeno per un anno.
(Confezionamento degli alimenti surgelati destinati al consumatore)
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli alimenti surgelati destinati agli ospedali, ai ristoranti, alle mense ed altre collettività analoghe.
(Etichettatura degli alimenti surgelati destinati al consumatore)
1. Fermo restando le disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, le stesse si applicano agli alimenti surgelati con le seguenti modalità e integrazioni:
a) la denominazione di vendita, completata dal termine "surgelato";
b) il termine minimo di conservazione completato dalla indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il consumatore;
c) le istruzioni relative alla conservazione del prodotto dopo l’acquisto completate dalla indicazione della temperatura di conservazione o dell’attrezzatura richiesta per la conservazione;
d) l’avvertenza che il prodotto, una volta scongelato, non deve essere ricongelato e le eventuali istruzioni per l’uso;
e) l’indicazione del lotto.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli alimenti surgelati destinati ai ristoranti, agli ospedali, alle mense ed altre collettività analoghe.
(Etichettatura degli alimenti surgelati non destinati al consumatore)
1. L’etichettatura degli alimenti surgelati non destinati al consumatore, né ai ristoranti, agli ospedali, alle mense e collettività analoghe, comporta le seguenti diciture:
a) la denominazione di vendita completata dal termine "surgelato";
b) la qualità netta espressa in unità di massa;
c) l’indicazione del lotto;
d) il nome o la ragione sociale e la sede del produttore o del confezionatore oppure di un venditore stabilito all’interno della Comunità europea.
2. Le indicazioni di cui al comma 1 possono essere riportate sull’imballaggio o sul contenitore o sulla confezione, o su un’etichetta appostavi.
(Importazione alimenti surgelati provenienti da Paesi non appartenenti alla CEE)
1. Fermo restando le disposizioni comunitarie relative alle condizioni per l’importazione di determinati prodotti, gli alimenti surgelati provenienti da Paesi non appartenenti alla CEE sono ammessi all’importazione nel territorio nazionale solo se presentano i seguenti requisiti:
a) siano prodotti secondo normative equivalenti a quelle del presente decreto;
b) siano stati prodotti in stabilimenti riconosciuti idonei dalle competenti autorità nazionali ed inclusi in elenchi ufficiali notificati dalle autorità del Paese interessato.
(Trasporti ed apparecchiature frigorifere nella fase di vendita)
1. I veicoli ed i contenitori adibiti al trasporto degli alimenti surgelati e gli armadi e banchi frigoriferi destinati alla vendita di tali prodotti devono essere muniti dei necessari dispositivi intesi a garantire il mantenimento della temperatura nei termini previsti dal presente decreto.
2. L’art. 4 della legge 27 gennai 1968, n. 32, è così sostituito:
"Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro della sanità sono stabilite le disposizioni da osservare nel trasporto degli alimenti surgelati nonché le caratteristiche richieste per gli armadi ed i banchi frigoriferi destinati alla conservazione ed alla vendita degli alimenti surgelati. Fino alla data di entrata in vigore del suddetto decreto si applica la normativa vigente".
(Metodo di controllo delle temperature)
1. Il metodo per il controllo a sondaggio delle temperature e le modalità di prelevamento dei campioni sono determinati in attuazione di disposizioni comunitarie in materia, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro della sanità.
1. I decreti di cui agli articoli 5, comma 2, 6, comma 4, 11, comma 2 e 12 sono adottati ai sensi dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
1. L’art. 2 della legge 27 gennaio 1968, n. 32, è sostituito dal seguente:
"L’autorizzazione amministrativa è concessa per l’unica voce alimenti surgelati".
2. Gli alimenti surgelati non conformi alle disposizioni del presente decreto possono essere posti in vendita fino al 30 giugno 1992.
3. E’ abrogata ogni disposizione incompatibile o in contrasto con il presente decreto.
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, i contravventori alle disposizioni previste dall’art. 3 e 6, comma 1, sono puniti con l’arresto sino ad un anno e con l’ammenda da lire 60 mila a lire 60 milioni.
2. Si applicano agli additivi impiegati ai sensi dell’art. 3 nella produzione di alimenti surgelati, le disposizioni contenute negli articoli 5 e 6, comma 4, della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modifiche ed integrazioni.
3. Le infrazioni alle disposizioni degli articoli 8 e 9 sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione e cinquecentomila a lire nove milioni.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, le infrazioni alle disposizioni previste dagli articoli 4, 7 e 11, commi 1 e 2, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire sei milioni.
5. L’infrazione al disposto degli articoli 5, 6, commi 2 e 5, 10 e 14, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire sei milioni a lire trentasei milioni.
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