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Timestamp: 2020-07-09 14:37:55+00:00
Document Index: 124354697

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art.373', '§ 3', 'art.372', 'art.373', 'art. 373', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 372', 'art. 373', 'art.373', 'art.373']

Nella condanna alle spese è incluso il contributo unificato, anche se non espressamente indicato. Il contributo unificato atti giudiziari costituisce un’obbligazione ex lege di importo predeterminato, gravante sulla parte soccombente per effetto della stessa condanna alle spese, con la conseguenza che il giudice non è neppure tenuto a liquidarne autonomamente il relativo ammontare. Qualora il provvedimento giudiziale rechi la condanna alle spese giudiziali e nell’ambito di essa non faccia alcun riferimento alla somma pagata a titolo di contributo unificato dalla parte vittoriosa, la statuizione di condanna (nel regime del d.m. n.55 del 2014 eventualmente anche recante condanna alle spese documentate diverse da quella del contributo e nel regime anteriore eventualmente recante la liquidazione di una somma per esborsi forfettariamente determinata inidonea a comprendere il contributo) si deve intendere estesa implicitamente, al di là della mancanza formale, anche alla imposizione della restituzione della somma corrisposta per quel titolo, il cui pagamento sarà documentabile anche in sede esecutiva tramite la documentazione relativa al versamento (Sez.6, 10/02/2016, n. 2691).
In altri termini, la natura stessa del contributo unificato e le modalità del suo versamento in correlazione con l’iscrizione a ruolo e della sua definitiva determinazione con poteri riconosciuti all’ufficio di cancelleria, consentono di intendere la decisione che pure formalmente non abbia condannato al pagamento in favore della parte vittoriosa come decisione senz’altro giustificativa, anche sotto il profilo dell’efficacia di titolo esecutivo, di quella condanna, come se si trattasse di una condanna implicita.
Il contributo unificato atti giudiziari, di cui all’art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002, costituisce infatti un’obbligazione ex lege di importo predeterminato, gravante sulla parte soccombente per effetto della stessa condanna alle spese, con la conseguenza che il giudice non è neppure tenuto a liquidarne autonomamente il relativo ammontare; pertanto, il beneficiario della condanna alle spese di lite ben può azionare quest’ultima quale titolo esecutivo anche per la ripetizione delle somme da lui documentate o documentabili come in concreto sborsate per adempiere quell’obbligazione ex lege, in relazione al processo cui si riferisce la complessiva condanna alle spese in danno di controparte (Sez.6, 20/11/2015,n. 23830)….[]
2. Con il secondo motivo di ricorso la ricorrente prospetta alternativamente errore materiale o revocatorio perché la Corte aveva erroneamente attribuito al ricorrente principale [], e non ad essa controricorrente e ricorrente incidentale il deposito di memoria in sede di legittimità, ovvero del fatto supposto a fondamento della non necessità di liquidare le spese della fase di sospensiva ex art.373 cod.proc.civ.; la ricorrente comunque lamenta la mancata liquidazione di tali spese e l’omessa condanna del [] al relativo rimborso.
2.1. L’errore materiale relativo alla memoria in data 4/5/2017 è effettivamente stato commesso dalla Corte che, a pagina 2, § 3,24° rigo, ne ha erroneamente attribuito il deposito al ricorrente principale e non alla controricorrente ricorrente incidentale (doc.M allegato al ricorso), che aveva anche notificato a controparte nota ex art.372 cod .proc.civ. di deposito documentale relativa agli atti e alle spese del procedimento ex art.373 cod.proc.civ. svoltosi dinanzi alla Corte di appello di Milano (doc. N. allegato al ricorso).
2.2. E’ indubbio che la liquidazione delle spese del subprocedimento ex art. 373 cod.proc.civ. spetti esclusivamente alla Corte di Cassazione nell’ambito del giudizio di legittimità al quale è funzionale la procedura incidentale di sospensione dell’esecuzione (Sez.6, 24/10/2018, n. 26966). Nel giudizio di legittimità la richiesta di pronuncia sull’istanza di rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte per resistere vittoriosamente all’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di merito impugnata può essere esaminata alla condizione che venga notificata, con i relativi documenti da produrre, alla controparte, ovvero che il contraddittorio con la medesima sia stato, comunque, rispettato (Sez.3, 04/10/2018, n.24201, Sez. 6, 20/10/2015, n. 21198); la richiesta di liquidazione è perciò esaminabile a condizione che l’interessato – nel proporre la relativa istanza – produca i documenti attinenti al procedimento ex art. 373 cod.proc.civ. nel rispetto della prescrizione dell’art. 372, comma 2, cod.proc.civ. (cioè con notifica mediante elenco alle altre parti). Deve, infatti, considerarsi che la liquidazione delle spese del processo va fatta d’ufficio e l’istanza dell’interessato ha il solo scopo di richiedere l’attivazione di tale potere officioso. Tale principio vale anche in relazione a quelle ex art. 373 cod.proc.civ. in relazione alle quali i documenti in questione sono già noti a controparte (Sez.un. 09/07/2009, n. 16092).
2.3. L’asserito errore revocatorio deve ritenersi dimostrato, poichè risulta in modo evidente che la Corte non ha tenuto presente anche le spese del procedimento inibitorio ex art.373 cod.proc.civ. allorché ha disposto la condanna di [] a rifondere le spese della controricorrente, liquidate in € 4.000,00 per compensi, oltre accessori. L’errore materiale nell’attribuzione della memoria costituisce un grave indizio in tal senso, poiché dimostra che la Corte non ha preso in esame la richiesta di rifusione delle spese in questione e la documentazione, debitamente sottoposta al contraddittorio, ad essa correlata. A ciò occorre aggiungere, oltre al totale silenzio serbato sul punto nel provvedimento di liquidazione, la considerazione dell’entità della somma globalmente liquidata per compensi (€ 4.000,00) che appare evidentemente incongrua a rifondere anche le spese del procedimento inibitorio in questione. Pertanto la decisione sulle spese aggredita in revocazione é basata sull’inesistenza di un fatto (le spese di resistenza in inibitoria ex art.373 cod.proc.civ.) la cui verità è positivamente stabilita.[]
Cass. Civile Sez. 1 Sen t. Nr. 18529 Anno 2019
Relatore: SCOTTI UMBERTO LUIGI CESARE GIUSEPPE
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