Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1511:chimici-pmi-ccnl-22-luglio-1998&catid=48&Itemid=139
Timestamp: 2019-06-17 11:45:32+00:00
Document Index: 113154662

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 47', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 50', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 46', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 58', 'art. 21']

Chimici - P.M.I.: CCNL 22 luglio 1998
Validità: 22.07.1998 - 31.12.2001
Parti: Unionchimica e Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilcer-Uil
• 1. Relazioni industriali nazionali
• 1.1. Osservatorio Nazionale di Settore
• 1.2. Commissione paritetica
◦ A) Compiti, funzioni e composizione
◦ B) Controversie
• 2. Relazioni industriali regionali/territoriali
• 3. Relazioni a livello di gruppo
• 4. Relazioni a livello aziendale
• 5. Appalti e decentramento produttivo
• 5.1 Appalti
• 5.2 Scorporo
• 5.3 Manutenzione
• 5.4 Lavoratori ditte appaltatrici
• 5.5 Scadenza contratti appalto
• 5.6 Tutela lavoratori ditte appaltatrici
• 5.7 Servizi sociali
• 5.8 Sfera di applicazione
• 6. Personale inviato a prestare lavoro all'estero
• 7. Occupazione giovanile
• 8. Portatori di handicap
• 9. Azioni positive per le pari opportunità
• 10. Volontariato
• 11. Formazione continua
• 12. Congedi parentali
• 13. Parità operai-impiegati
• 14. Assistenza sanitaria
• 1) Assunti dal 14.5.94 al 21.7.98
• 2) Assunti dal 22 luglio 1998
• 2.1 Formazione
◦ A. Contenuti a carattere trasversale
◦ B. Contenuti a carattere professionalizzante
▫ Apprendisti
▫ Apprendisti in possesso di attestato di qualifica professionale, titolo di studio di scuola media superiore o laurea, non idonei rispetto all'attività da svolgere
▫ Apprendisti con attestato di qualifica professionale, idoneo rispetto all'attività da svolgere
▫ Apprendisti in possesso di titolo di studio di scuola media superiore o laurea, idonei rispetto all'attività da svolgere
• 2.2 Tirocini formativi e di orientamento
• 2.3 Tutore
Capitolo III - Organizzazione del lavoro - Classificazione del personale
Art. 6 - Qualifiche non rientranti nella percentuale d'obbligo (art. 25, legge n. 223/91)
Art. 7 - Contratti di formazione lavoro e di inserimento
• A) Contratti di formazione lavoro (CFL)
Art. 9 - Contratto a termine - Lavoro temporaneo
• Procedure informative
◦ 1) Contratto a termine
◦ 2) Lavoro-temporaneo
Art. 14 -Lavoro eccedente, straordinario, notturno, festivo e a turni: maggiorazioni
Art. 15 - Computo della maggiorazione per lavoro a turni agli e degli istituti contrattuali
Art. 16 - Riposo settimanale - Giorni festivi
Art. 17 - Festività soppresse
Art. 20 - Minimi contrattuali
Art. 22 - Premio per obiettivi
Art. 24 - Retribuzione oraria e giornaliera.
Art. 27 - Trattamento economico in caso di festività infrasettimanali e nazionali
• A) Indennità per disagiata sede
• B) Indennità di cassa
Art. 29 - Reclami sulla retribuzione.
• Trattamento per il tempo di viaggio
Capitolo VI - Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 34 -Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 36 -Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro
Art. 45 - Trattamenti previdenziali e assicurativi
Capitolo VIII - Ambiente di lavoro - Igiene e sicurezza del lavoro
• 2) Livello aziendale
• 3) Rappresentante per la sicurezza (RLS)
• Chiarimenti a verbale • Dichiarazione a verbale
• 1) Prevenzione
• 2) Registrazioni
• 3) Valori limite
Capitolo IX - Clausole particolari riguardanti lo svolgimento del rapporto di lavoro
Art. 48 - Normative particolari per i Quadri
Art. 49 - Lavoratori esposti al rischio di responsabilità civile verso terzi (legge n. 190/85)
• A. Diritto allo studio per i lavoratori studenti
• B. Diritto allo studio per la scuola media dell'obbligo e per gli altri corsi di formazione
Capitolo X - Comportamenti in azienda
Art. 54 - Inizio e fine lavoro.
Capitolo XII - Istituti di carattere sindacale
Art. 65 - Rappresentanza sindacale unitaria (RSU)
Art. 22 - Premio per obiettivi - Linee guida congiunte sul premio per obiettivi
• Parametri individuati a titolo esemplificativo
Art. 64 - Previdenza integrativa - Accordo 28 luglio 1997
• Natura e scopi del fondo
• Soci del Fondo
• Quota d'iscrizione e quota associativa
• Spese di costituzione e di avvio
• Accordo 10 marzo 1998
Art. 5 - Classificazione del personale profili particolari per il settore oli e margarina, V area parametro G
Art. 5 - Classificazione del personale profili particolari per il settore detergenza, V area parametro F
Art. 5 - Classificazione del personale profilo particolare per il settore cosmetico, V area parametro G
Art. 18 - Ferie per il settore concia
Art. 33 - Passaggi di qualifica per il settore concia
• A. Passaggio dalla qualifica operaia a quella speciale
• B. Passaggio dalla qualifica operaia a quella impiegatizia
• C. Passaggio dalla qualifica speciale a quella impiegatizia
• D. Nel caso di passaggio di qualifica di Quadro
Allegato 16. Settore Oli e Margarine
Allegato 17. Trasferimenti di azienda - (legge 29.12.90 n. 428, art. 47)
Allegato 18. Disciplina della elezione della rappresentanza sindacale unitaria
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori della piccola e media industria chimica e settori accorpati 22 luglio 1998
Addì 22 luglio 1998, in Roma fra l'Unione nazionale piccola e media industria chimica, materie plastiche, gomma e prodotti affini […] , assistiti […] e dalla Delegazione imprenditoriale [….] e dalla Commissione tecnica […], con l'assistenza della Confederazione italiana della piccola e media industria "Confapi" […] e la Fulc composta da: la Filcea-Cgil rappresentata […] con l'assistenza della Segreteria confederale, nelle persone del Segretario generale […] e del Segretario generale aggiunto [...], la Flerica-Cisl […] e assistiti dal Segretario generale della Cisl […] e dal Segretario confederale […], la Uilcer-Uil […] e assistiti dal Segretario generale della Uil […] alla presenza della Delegazione trattante eletta a Milano, si è stipulato il presente CCNL da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende associate a Unionchimica nei seguenti settori: chimica, farmaceutica, articoli dattilografici, materiali dielettrici e isolanti, candele e lumini, oli e margarina, detergenza, coibenti, concia.
1. Relazioni industriali nazionali
1.1. Osservatorio Nazionale di Settore.
Unionchimica e Fulc, consapevoli dell'ampiezza delle problematiche che incidono sull'industria chimica italiana e del ruolo fondamentale che il comparto della PMI può giocare per la salvaguardia di un settore fondamentale per tutta l'industria e di rilevanza in termini occupazionali, concordano di rafforzare al massimo livello tutte le opportunità di intervento comune a favore del settore rappresentato con proposte di interventi legislativi 'ex novo' o di modifica dei provvedimenti già esistenti, sia a livello di C.E. che di Stato nazionale come di Enti regionali in vista dell'assegnazione di più ampie attribuzioni in campo industriale a tali strutture del decentramento.
In considerazione del fatto che tale importantissimo compito può essere svolto esclusivamente a condizione che le parti possano in via sistematica avere occasioni di scambi informativi, di consultazioni e confronti sulle tematiche di centrale interesse convengono di ampliare in questo senso il ruolo dell'Osservatorio nazionale di settore, che pertanto avrà lo specifico compito, sulla base delle analisi e degli studi compiuti sui dati informativi in suo possesso, di proporre alle parti documenti anche atti alla predisposizione di proposte di intervento congiunto a tutti i livelli legislativi ed esecutivi.
Inoltre sarà compito dell'Osservatorio di procedere all'analisi di tutti i provvedimenti legislativi che prevedano rinvii alla contrattazione collettiva nazionale e di settore evidenziando alle parti abilitate alla stipula contrattuale tutti gli spazi e le opportunità offerte affinché procedano, nella loro autonomia, alle necessarie integrazioni contrattuali, anche al di là delle cadenze contrattuali previste dal protocollo 23.7.93. Le parti si danno reciprocamente atto che quanto precedentemente definito, lungi dal porsi in contrasto con il protocollo 23.7.93 dà concreta realizzazione al concetto di concertazione e rivaluta, vivificandolo, il ruolo del CCNL come elemento centrale dei rapporti tra le parti.
Pertanto viene confermato l'Osservatorio nazionale della piccola e media industria chimica, costituito tra Unionchimica e Fulc, che potrà essere integrato da rappresentanti delle rispettive strutture regionali per tematiche di specifico interesse delle regioni rappresentate.
L'Osservatorio inoltre potrà valutare l'opportunità di articolarsi in sezioni regionali o interregionali anche permanenti a cui potranno essere di volta in volta delegati compiti o funzioni specifici, quali la formazione professionale e la formazione continua. Qualora tali sezioni verifichino la necessità di interventi congiunti porteranno a conoscenza delle parti stipulanti, tramite l'Osservatorio nazionale, tale loro necessità.
L'Osservatorio nazionale potrà essere articolato per settori concordemente individuati tra le parti costituenti l'Osservatorio stesso. In tale caso i dati sotto elencati verranno forniti per gli specifici settori.
L'Osservatorio nazionale potrà altresì essere articolato in sezioni per:
- l'analisi del tipo e del grado di utilizzo delle forme di rapporto di lavoro, che rendono flessibile il rapporto di lavoro, quali: apprendistato, CFL, rapporti a tempo determinato e a tempo parziale, telelavoro, lavoro interinale e altre forme di lavoro anche non subordinato;
- verificare l'opportunità di modificare l'attuale struttura classificatoria, anche in relazione alle innovazioni tecnologiche e organizzative intervenute e alle problematiche dell'interconnessione tra aree professionali e livelli di inquadramento;
- monitorare la contrattazione decentrata, l'utilizzo delle forme contrattuali di flessibilizzazione della prestazione lavorativa, le gestioni dell'orario di lavoro contrattuale, le intese raggiunte per la definizione dei premi per obiettivi;
- le azioni positive;
- realizzando le disposizioni legislative;
- promuovendo azioni positive a favore del personale femminile, predisponendo schemi di progetti, con l'obiettivo di valorizzarne l'impiego;
- promuovendo la conoscenza dei progetti concordati verso le proprie strutture associative;
- l'esame delle problematiche inerenti la sicurezza e l'igiene ambientale dell'industria chimica nonché i riflessi ecologici dell'insediamento industriale chimico.
Nell'Osservatorio confluiranno i dati reciprocamente in possesso, che consentiranno a Unionchimica e Fulc di procedere a verifiche, per i livelli nazionali, settoriali e territoriali concordati, relativamente a:
- prospettive produttive e di mercato nazionale e internazionale;
- previsioni rispetto alle tendenze occupazionali del settore con particolare riferimento, per il lavoro femminile a quanto previsto dalla legge n. 903/77 e dalla legge n. 125/91 e, per il lavoro giovanile, all'accordo interconfederale Confapi - Cgil, Cisl, Uil del 13.5.93 sui CFL, tempo determinato e part-time, sulla base dei dati di settore forniti dall'Ente bilaterale nazionale nonché alla legge n. 44/86;
- individuazione di fabbisogni formativi del settore al fine di verificare la necessità e i contenuti di programmi di formazione professionale o di eventuale riqualificazione, mirati anche al miglioramento dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Sulla base dei dati acquisiti l'Osservatorio nazionale elaborerà proposte da sottoporre alle parti stipulanti per la definizione di interventi di formazione continua nelle imprese del settore che potranno essere realizzati dall'Ente bilaterale nazionale e dagli Enti bilaterali regionali ricercando in tal senso i possibili supporti finanziari previsti anche dalle leggi comunitarie, nazionali e territoriali;
- eventuali finanziamenti pubblici a fondo perduto, riconosciuti ad aziende o consorzi di aziende associate, finalizzati alla ricerca scientifica, e utilizzo di tali investimenti per: sintesi e andamento dei programmi di ricerca; tematiche di individuazione di nuovi prodotti o processi di miglioramento per quelli esistenti; collaborazione con enti di ricerca pubblica; nel quale caso se ne indicheranno i tempi prevedibili di attuazione. Inoltre al fine di una comune conoscenza sulla disponibilità ad attuare ricerca scientifica con finanziamenti a fondo perduto previsti dalla normativa vigente, nei dati informativi si darà luogo a una precisa identificazione di titoli di ricerca scientifica che sia specifica a ciascun singolo settore rappresentato.
1.2. Commissione paritetica.
Le parti, valutato il comune interesse e la reciproca volontà di attribuire al CCNL una funzione di gestione omogenea del rapporto di lavoro nell'ambito del territorio nazionale, nella consapevolezza che relazioni industriali più adeguate devono basarsi anche sull'uniforme lettura e gestione delle intese contrattuali e di corrispondenza dei comportamenti reali con gli intendimenti e le volontà contrattuali, convengono di dotarsi, anche utilizzando i dati provenienti dall'Osservatorio, di uno strumento di concreta gestione del CCNL nel corso della sua vigenza.
A) Compiti, funzioni e composizione.
b) emanare interpretazioni congiunte delle normative contrattuali definendo in tale caso le modalità di sostituzione e d'integrazione dei testi precedenti, anche in base ai ricorsi e con le modalità di cui alla successiva lett. B.
La Commissione paritetica nazionale è composta da 6 componenti di cui 3 di parte imprenditoriale e 3 di parte sindacale, che potranno richiedere l'assistenza di esperti di propria fiducia.
B) Controversie.
È impegno delle parti, al fine di migliorare sempre più le relazioni sindacali in azienda e di ridurre la conflittualità, e tenuto conto anche di quanto previsto dall'accordo interconfederale 22.1.83 e successivi, di esperire, in caso di controversie, tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso verifiche tra Direzione aziendale e RSU, assistiti dalle rispettive organizzazioni territoriali, qualora richiesto da una delle 2 parti.
Le parti convengono inoltre che, qualora sorgessero controversie aventi ad oggetto l'interpretazione di una delle norme di cui al presente CCNL, le stesse dovranno essere obbligatoriamente sottoposte alla Commissione paritetica di cui al presente punto.
2. Relazioni industriali regionali/territoriali
A livello regionale, di norma almeno una volta l'anno, le organizzazioni territoriali della Unionchimica-Confapi, in appositi incontri con le Fulc regionali, porteranno a conoscenza delle stesse le prospettive produttive della globalità delle aziende associate con particolare riferimento alle previsioni degli investimenti per nuovi insediamenti industriali, ampliamenti e trasformazioni di quelli esistenti.
Nell'ambito regionale le parti potranno individuare aree geografiche più limitate cioè province e comprensori, che presentino concentrazioni significative di aziende associate; l'organizzazione imprenditoriale territoriale specificherà le informazioni complessive di cui sopra relativamente a tali aree.
Inoltre, a fronte dell'identificazione di nuove professionalità emergenti o mutamenti di professionalità già esistenti o arricchimenti di profili professionali già esistenti derivanti da modifiche all'organizzazione del lavoro, le parti procederanno all'inserimento dei nuovi profili concordati nell'ambito delle aree professionali e dei relativi parametri d'inquadramento.
Nel corso dello stesso incontro tra le organizzazioni territoriali della Unionchimica/Confapi e delle OSL verranno inoltre fornite informazioni globali riferite alle aziende associate su:
a) percentuali di addetti suddivise per: sesso, con verifica dell'andamento dell'occupazione femminile, con particolare riguardo all'applicazione della legge n. 903/77 e della legge n. 125/91 e alle disposizioni legislative che dovessero essere emanate in merito; classi d'età;
b) previsioni sulle variazioni occupazionali conseguenti a processi inerenti l'intervento della legge n. 223/91;
c) dati acquisiti sull'andamento occupazionale nel settore e dati sull'andamento occupazionale relativo alle categorie protette, nonché sull'andamento dell'occupazione giovanile in rapporto all'accordo interconfederale Confapi-Cgil, Cisl, Uil del 13.5.93;
g) elementi conoscitivi relativi alle eventuali problematiche connesse con l'inserimento lavorativo di lavoratori extra comunitari e portatori di handicap;
h) elementi conoscitivi sulle eventuali iniziative per la soluzione delle problematiche tecnico-organizzative relative ai lavoratori tossicodipendenti.
Per una valutazione corretta da parte delle OSL dell'interconnessione delle diverse produzioni nel territorio e delle relative compatibilità nel quadro della programmazione regionale e al fine di consentire una puntualizzazione di problemi comuni insorgenti su aree industriali integrate, intendendosi come tali aree interregionali con significativa concentrazione di aziende chimiche e da identificare a livello nazionale, Unionchimica si dichiara disponibile a incontri, di norma annuali, anche unitamente ad altre realtà imprenditoriali, con le strutture sindacali dei lavoratori di pari livello.
Nel caso si ritenga opportuno l'intervento dell'Ente Regione, per la realizzazione di una politica attiva della programmazione e per l'occupazione nel territorio, le parti svilupperanno per quanto di propria competenza autonomi contatti con le suddette autorità.
Per consentire alla Fulc di seguire lo sviluppo delle attuazioni di cui al presente punto le parti procederanno a incontri annuali per l'accertamento delle realizzazioni negli ambiti territoriali come sopra indicati.
3. Relazioni a livello di gruppo
Per i gruppi industriali - intendendosi per un gruppo un complesso industriale avente più stabilimenti, facenti capo a un unico centro decisionale e avente complessivamente più di 200 dipendenti - le informazioni appresso specificate verranno date da ciascun gruppo industriale.
Ciascun gruppo industriale, annualmente, in apposito incontro convocato da Unionchimica, porterà a conoscenza della Fulc e delle RSU:
- percentuali di addetti suddivise per: sesso, con particolare riferimento all'applicazione della legge n. 903/77 e della legge n. 125/91; classi d'età;
- previsioni sulle variazioni occupazionali conseguenti a processi inerenti l'intervento della legge n. 223/91;
- iniziative assunte con riferimento ad eventuali problematiche connesse con la prestazione lavorativa dei lavoratori portatori di handicap.
Le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno a incontri annuali, a livello nazionale, per l'accertamento delle realizzazioni nel loro complesso. L'accertamento per le realtà territoriali e di fabbrica avverrà con la medesima procedura in appositi incontri tra le parti con l'intervento della Direzione aziendale e delle RSU.
4. Relazioni a livello aziendale
Gli stabilimenti associati con più di 125 dipendenti, annualmente in apposito incontro, porteranno a conoscenza della Fulc e delle RSU:
- le previsioni degli investimenti per nuovi insediamenti industriali, consistenti ampliamenti e trasformazioni di quelli esistenti e miglioramento delle condizioni ambientali/ecologiche;
- iniziative assunte con riferimento a eventuali problematiche connesse con la prestazione lavorativa dei lavoratori portatori di handicap;
- previsioni sulle variazioni occupazionali conseguenti a processi inerenti l'intervento della legge n. 223/91.
A richiesta di una delle parti la procedura concernente tali stabilimenti potrà essere esperita nelle stesse sedi dei gruppi. Le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno a incontri annuali per l'accertamento delle realizzazione nell'ambito territoriale.
Nell'ambito regionale le parti potranno individuare province e comprensori che presentino significative concentrazioni di aziende associate; in tale caso Unionchimica specificherà i dati di cui al presente punto relativamente a tali aree.
Qualora imprese aderenti a Unionchimica abbiano strutture produttive articolate in più Paesi della U.E. Unionchimica e Fulc definiranno modalità e tempi per dare attuazione nella singola realtà alle Direttive Comunitarie in termini di comitati d'impresa.
5. Appalti e decentramento produttivo
5.1 Appalti.
Le aziende informeranno periodicamente le RSU:
- su eventuali casi di ricorso al lavoro a domicilio (fermo restando il disposto della legge 18.12.73 n. 877);
5.2 Scorporo.
Inoltre le aziende informeranno preventivamente le RSU:
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano riflessi negativi sull'occupazione complessiva: ciò per consentire alle OSL. la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio. In tal caso le aziende provvederanno a identificare l'attività produttiva scorporata successivamente alla entrata in vigore del presente contratto nonché il numero dei propri lavoratori interessati ad essa addetti.
5.3 Manutenzione.
Per ogni singola attività manutentiva degli impianti di produzione, la quale presenti una sostanziale omogeneità e affinità tecnologica con le attività dello stabilimento nonché abbia continuità e intervento a orario pieno e costanza nel tempo, le aziende concorderanno con le RSU le possibili soluzioni sostitutive degli appalti, da realizzare gradualmente anche con l'impiego di personale dipendente dalle imprese stesse.
5.4 Lavoratori ditte appaltatrici.
I gruppi e gli stabilimenti di cui ai precedenti punti 3) e 4) forniranno annualmente a consuntivo il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all'interno delle unità produttive.
5.5 Scadenza contratti appalto.
5.6 Tutela lavoratori ditte appaltatrici.
Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le imprese appaltatrici all'osservanza degli obblighi a esse derivanti dalle norme di legge: assicurative, previdenziali, d'igiene e sicurezza del lavoro nonché dai rispettivi contratti di lavoro e, per quanto di loro competenza, dalle norme della legge 20.5.70 n. 300.
Per l'assolvimento degli obblighi derivanti alle imprese appaltatrici dalla legge 20.5.70 n. 300, le aziende appaltanti agevoleranno la materiale realizzazione delle condizioni di agibilità.
5.7 Servizi sociali.
5.8 Sfera di applicazione.
Le norme dal punto 5.1 al punto 5.4 del presente punto 5. non si applicano nei confronti delle aziende che occupano fino a 55 lavoratori di cui al gruppo 4) dell'art. 5 del presente contratto.
6. Personale inviato a prestare lavoro all'estero
Nel caso dell'invio all'estero di dipendenti, gli stessi potranno farsi assistere dalla RSU circa le circostanze in cui si svolgerà il lavoro.
Stessa assistenza potrà essere richiesta nel caso di rientro degli stessi dall'estero, circa il loro reinserimento nell'azienda con riferimento al livello professionale acquisito nell'attività svolta all'estero e nello spirito dell'art. 13 della legge 20.5.70 n. 300.
8. Portatori di handicap
Le parti a livello territoriale considereranno con attenzione il problema dell'inserimento nelle proprie strutture, anche attraverso la creazione di percorsi di inserimento mirati, ai sensi e per gli effetti della legge 02.4.68 n. 482, nell'ambito delle oggettive possibilità tecnico- organizzative, dei portatori di handicap in funzione delle capacità lavorative degli stessi, anche utilizzando specifici progetti con il supporto della struttura pubblica competente, la RSU e con la collaborazione degli organismi regionali.
Unionchimica-Confapi e Filcea-Flerica-Uilcer congiuntamente ritengono che la ricerca di un alto livello di qualità richiesto dal settore sia elemento basilare per dare competitività duratura all'intero sistema delle piccole e medie industrie.
Pertanto le parti ritengono indispensabile che quanto disposto dall'art. 17 della legge n. 196/97 diventi rapidamente operativo e che le modalità attuative consentano l'accesso delle PMI e dei loro dipendenti alle risorse necessarie per la realizzazione di una reale politica di formazione continua. A tal fine le parti convengono che, qualora processi di innovazione tecnologica e di processo possano provocare obsolescenza professionale dei lavoratori, le aziende e le RSU possono definire programmi specifici di formazione anche utilizzando quanto disposto dall'art. 50, lett. b).
In tale senso Unionchimica-Confapi e Filcea-Flerica-Uilcer, in stretta collaborazione con le rispettive Confederazioni, opereranno affinché sia nell'Ente bilaterale nazionale sia negli Enti bilaterali regionali costituiti ai sensi dell'A.I. 13.5.93 possano essere valutate tutte le opportunità offerte dal panorama legislativo comunitario, nazionale, regionale al fine di indirizzare risorse pubbliche al sistema delle PMI del comparto chimico, sensibilizzando nel contempo tutti gli enti locali competenti in ordine alla materia in oggetto.
È facoltà dell'azienda il richiedere al lavoratore:
- l'effettuazione di una visita medica preventiva, come prevista dall'art. 47, punto a).
Art. 3 - Disciplina dell'apprendistato.
1) Assunti dal 14.5.94 al 21.7.98.
2) Assunti dal 22 luglio 1998.
2.1 Formazione.
Gli apprendisti sono tenuti a partecipare alle iniziative di formazione, i cui contenuti verranno definiti con apposito decreto ministeriale di prossima emanazione.
In applicazione del D.M. 8.4.98, la formazione esterna all'azienda è così articolata:
A. Contenuti a carattere trasversale
Modulo 1: disciplina del rapporto di lavoro, organizzazione del lavoro, misure collettive di prevenzione, modelli operativi per la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.
B. Contenuti a carattere professionalizzante
Modulo 3: sicurezza sul lavoro, mezzi di protezione individuali, propri della figura professionale;
Modulo 4: nozioni tecnico-scientifiche e operative, differenziate per le singole figure professionali.
1° anno 2° anno 3° anno 4° anno Totale
A1: 20 ore A1: ---- A1: ---- A1: ---- A1: 20 ore
A2: 20 ore A2: 20 ore A2: ---- A2: ---- A2: 40 ore
B3: 8 ore B3: 8 ore B3: 8 ore B3: 8 ore B3: 32 ore
B4: 16 ore B4: 16 ore B4: 16 ore B4: 16 ore B4: 64 ore
TOT. 64 ore TOT. 44 ore TOT. 24 ore TOT. 24 ore TOT. 156 ore
Le ore di formazione residue rispetto a quelle previste dall'art. 16 della legge n. 196/97 potranno essere effettuate anche all'interno dell'azienda.
Apprendisti in possesso di attestato di qualifica professionale, titolo di studio di scuola media superiore o laurea, non idonei rispetto all'attività da svolgere
A1: 10 ore A1: ---- A1: ---- A1: ---- A1: 10 ore
A2: 10 ore A2: 10 ore A2: ---- A2: ---- A2: 20 ore
B3: 4 ore B3: 4 ore B3: 4 ore B3: 4 ore 16 32 ore
B4: 8 ore B4: 8 ore B4: 8 ore B4: 8 ore 32 64 ore
TOT. 32 ore TOT. 22 ore TOT. 12 ore TOT. 12ore TOT. 78 ore
Le ore di formazione interna potranno essere effettuate anche all'interno dell'azienda.
Apprendisti con attestato di qualifica professionale, idoneo rispetto all'attività da svolgere
- A1: 8 ore
- A2: 12 ore
- B3: 4 ore
- B4: 16 ore
Apprendisti in possesso di titolo di studio di scuola media superiore o laurea, idonei rispetto all'attività da svolgere
- A2: 8 ore
Le parti, entro il 31.10.98, si incontreranno per definire i criteri formativi e le schede per la gestione della formazione degli apprendisti.
Le parti procederanno poi a redigere un progetto formativo da sottoporre al Ministero del lavoro per la relativa approvazione e delibera dei finanziamenti a supporto. Le parti si danno affidamento rispetto al fatto che tali progetti formativi potranno riguardare circa 500 contratti di apprendistato sul territorio nazionale per i comparti rappresentati.
2.3 Tutore.
Il tutore nelle iniziative formative di cui sopra può essere identificato in lavoratori dell'azienda, di livello non inferiore a quello finale dell'apprendista ovvero in consulenti esterni, aventi le esperienze professionali previste dall'apposito decreto ministeriale di prossima emanazione.
L'art. 4, comma 2, del D.M. 8.4.98 prevede che nelle imprese con meno di 15 dipendenti e, comunque, nelle imprese artigiane, la funzione di tutore possa essere ricoperta anche dal titolare dell'impresa.
Art. 4 - Organizzazione del lavoro.
c) rispetto della legge 9.12.77 n. 903.
Per l'attuazione della presente norma, le parti firmatarie entro 6 mesi dalla firma del presente contratto, andranno a individuare aree e aziende nelle quali siano in corso iniziative e mutamenti tecnologici che giustifichino esigenze di sperimentazione; ciò non esclude, pur tenendo conto delle realtà dimensionali rappresentate, che possano verificarsi altre iniziative, a livello aziendale e con caratteristiche analoghe nel qual caso, oltre ai criteri da osservarsi che sono quelli previsti dalla presente norma, le parti firmatarie le inseriranno nel novero delle identificazioni attuate nella propria sede.
I criteri e le modalità di attuazione delle sperimentazioni dovranno partire da un esame tra la Direzione aziendale e la RSU in merito a:
- riflessi sulla globalità delle attività produttive dell'azienda fermo restando la continuità di tutto il ciclo di produzione e delle attività accessorie.
Art. 7 - Contratti di formazione lavoro e di inserimento.
A) Contratti di formazione lavoro (CFL).
Sono da considerarsi CFL di tipo a1) - di cui al comma 2, art. 16, legge 19.7.94 n. 451 - quelli per il conseguimento di qualifiche inquadrate nei parametri B e C. La durata di questi contratti è di 22 mesi.
Sono da considerarsi CFL di tipo a2) - di cui al comma 2, art. 16, legge 19.7.94 n. 451 - quelli per il conseguimento di qualifiche inquadrate nei parametri immediatamente superiori a quelli di cui al punto precedente. La durata per questi contratti è di 24 mesi.
B) Contratti di inserimento.
Sono da considerarsi contratti di tipo b) - di cui al comma 2, art. 16, legge 19.7.94 n. 451 - quelli per il conseguimento di qualifiche inquadrate nel parametro A, per i quali non si richiede una specifica formazione in luogo della prestazione lavorativa.
Art. 9 - Contratto a termine - Lavoro temporaneo.
In applicazione del rinvio disposto dall'art. 23, comma 1, legge n. 56/87 e dall'art. 1, comma 2, punto a), legge n. 196/97, l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre che nelle ipotesi di cui all'art. 1 della legge n. 18.4.62 n. 230, e successive modificazioni e integrazioni, di cui all'art. 8 bis del DL 29.1.83 n. 17, convertito, con modificazioni, nella legge 25.3.83 n. 79, di cui all'art. 8 della legge 23.7.91 n. 223, e di cui agli accordi interconfederali 13.5.93 e 31.3.95, nonché la possibilità di stipulare contratti di lavoro temporaneo, è individuata nelle seguenti ipotesi:
- assistenze specifiche nel campo della prevenzione, della sicurezza sul lavoro dell'ambiente.
1) Contratto a termine.
La Direzione aziendale e la RSU procederanno di norma annualmente a un esame dell'andamento dell'utilizzo dei contratti a termine, verificando il numero e la durata dei contratti nonché le figure professionali prevalentemente utilizzate, sulla base delle comunicazioni effettuate in corso d'anno.
2) Lavoro-temporaneo.
L'art. 7, comma 4 della legge n. 196/97 prevede:
"L'impresa utilizzatrice comunica alla RSU, ovvero alle rappresentanze aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale:
a) il numero e i motivi del ricorso al lavoro temporaneo prima della stipula del contratto di fornitura di cui all'art. 1; ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità di stipulare il contratto, l'impresa utilizzatrice fornisce le predette comunicazioni entro i 5 giorni successivi;
b) ogni 12 mesi, anche per il tramite dell'associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero e i motivi dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati".
Art. 12 - Passaggio di mansioni.
In relazione alle esigenze aziendali il lavoratore può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti al suo parametro purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né alcun mutamento sostanziale della sua posizione professionale e del suo inquadramento.
Fino al 31 dicembre 1998.
Premesso che la durata massima dell'orario normale è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, la durata media settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 38 ore e 30 minuti, con assorbimento totale della riduzione di orario prevista dai precedenti CCNL e delle 2 ex festività civili (2 giugno e 4 novembre ex lege n. 54/77).
Le modalità di recupero delle ore di lavoro effettuate tra le 38,5 e le 40 settimanali verranno comunicate alla RSU con congruo anticipo, tale da consentire una reciproca valutazione delle rispettive necessità e/o esigenze.
Dal 1 gennaio 1999.
Premesso che la durata massima dell'orario normale è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, la durata media settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 37 ore e 45 minuti, con assorbimento totale della riduzione di orario prevista dai precedenti CCNL, delle 2 ex festività civili (2 giugno e 4 novembre ex lege n. 54/77) e, fino a concorrenza, i 4 riposi retribuiti concessi dai precedenti CCNL a fronte delle festività abolite dalla legge n. 54/77 e successive modificazioni.
L'orario settimanale di 37 ore e 45 minuti settimanali potrà essere raggiunto come media su cicli plurisettimanali.
Le modalità di recupero delle ore di lavoro effettuate tra le 37 ore e 45 minuti e le 40 settimanali verranno comunicate alla RSU con congruo anticipo, tale da consentire una reciproca valutazione delle rispettive necessità e/o esigenze.
Anche nei periodi in cui operano orari di lavoro diversi dalle 37 ore e 45 minuti settimanali, i lavoratori verranno retribuiti secondo i criteri previsti per la normale mensilizzazione; gli eventuali conguagli in più o in meno, in relazione alla prestazione effettivamente resa dal singolo lavoratore, saranno effettuati alla fine del periodo in cui si realizza l'orario medio di 37 ore e 45 minuti e comunque a fine anno o alla precedente data di risoluzione del rapporto di lavoro.
Premesso che la durata massima dell'orario normale è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, la durata media settimanale dell'orario normale del singolo lavoratore è fissata in 37 ore e 30 minuti, con assorbimento totale della riduzione di orario prevista dai precedenti CCNL, delle 2 ex festività civili (2 giugno e 4 novembre ex lege n. 54/77) e, fino a concorrenza, i 4 riposi retribuiti concessi dai precedenti CCNL a fronte delle festività abolite dalle legge n. 54/77 e successive modificazioni.
Le modalità di recupero delle ore di lavoro effettuate tra le 37 ore e 30 minuti e le 40 settimanali verranno comunicate alla RSU con congruo anticipo, tale da consentire una reciproca valutazione delle rispettive necessità e/o esigenze.
Anche nei periodi in cui operano orari di lavoro diversi dalle 37 ore e 30 minuti settimanali, i lavoratori verranno retribuiti secondo i criteri previsti per la normale mensilizzazione; gli eventuali conguagli in più o in meno, in relazione alla prestazione effettivamente resa dal singolo lavoratore, saranno effettuati alla fine del periodo in cui si realizza l'orario medio di 37 ore e 30 minuti e comunque a fine anno o alla precedente data di risoluzione del rapporto di lavoro.
Per la definizione di tale orario vengono assorbiti fino a concorrenza le riduzioni dell'orario di lavoro di cui ai precedenti CCNL e i riposi retribuiti concessi dai precedenti CCNL a fronte delle festività abolite dalle legge n. 54/77 e successive modificazioni.
Tali lavoratori matureranno numero 8 ore di ulteriore riduzione dell'orario di lavoro su base annua.
Tale ulteriore riduzione viene incrementata da numero 4 ore dall'1.1.2000 e di ulteriori 4 ore dall'1.1.2001.
L'orario normale dei lavoratori turnisti, al lordo delle riduzioni sotto concordate, è di 40 ore settimanali, raggiungibili anche come media sui cicli plurisettimanali.
L'orario di lavoro dei lavoratori turnisti addetti alle lavorazioni a ciclo continuo (3 turni per 7 giorni settimanali) e dei lavoratori turnisti addetti alle lavorazioni che si svolgono su 2 turni per 7 giorni settimanali, sarà pari a 233,5 giornate lavorative annue dall'1.1.93.
Le giornate lavorative annue vengono ridotte a 232,5 con decorrenza dall'1.1.2000 e a 231,5 dall'1.1.2001.
La collocazione dei 27,5 giorni (28,5 giorni dall'1.1.2000; 29,5 giorni dall'1.1.2001) conseguenti che comprendono sia i riposi a fronte di festività, sia quelli di cui al successivo art. 17 nonché quelli di cui alla lett. A2) del presente articolo sia quanto a qualsiasi titolo già concesso o concordato nelle aziende, sarà concordata a livello aziendale, senza operare conguagli individuali tra i giorni in questione e il numero delle festività lavorate.
B) Al fine di rendere concreto l'adeguamento delle capacità aziendali alle esigenze dell'andamento produttivo e, altresì, all'andamento del mercato sulla scorta delle previsioni di vendita, l'azienda potrà ricorrere, anche per singoli reparti, alla flessibilità settimanale dell'orario normale di lavoro adottando orari fino a 48 ore settimanali e provvedendo a correlativi periodi di minor prestazione, con verifica trimestrale, stabilendone periodi e quantità.
La modalità di distribuzione settimanale della flessibilità per il periodo considerato nelle singole giornate e/o al sabato, formerà oggetto di preventiva contrattazione tra Direzione e RSU; tuttavia, fino a 32 ore annue pro-capite, tali modalità verranno definite dalla Direzione e comunicate alle maestranze, con carattere vincolante, contestualmente all'indicazione del periodo presumibile entro il quale l'azienda ritiene di poter programmare il recupero della flessibilità.
C) In relazione alle esigenze di una rigorosa attuazione dell'orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell'assenteismo medio per mobilità, infortuni e altre assenze retribuite.
b) L'azienda potrà ricorrere al lavoro eccedente per esigenze non considerate nelle caratteristiche di cui al punto C) e che siano: non programmabili, imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea, o determinate da esigenze occasionali di mercato interno o estero; eccezionalmente potrà ricorrere anche allo straordinario qualora, considerata la temporaneità delle cause sopra indicate, la stessa non consenta correlativi dimensionamenti di organico.
c) Al di là dei casi previsti dal punto precedente, eventuali ipotesi di lavoro eccedente e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la Direzione aziendale e la RSU. Le relative prestazioni - ferma restando la corresponsione delle percentuali di maggiorazione contrattuale stabilite per lavoro eccedente e straordinario - saranno compensate da corrispondenti riposi, possibilmente collegati con quelli settimanali o infrasettimanali.
Qualora il ricorso all'orario eccedente e straordinario identificasse un'utilizzazione strutturale di orari superiori a quanto sopra previsto, le parti verificheranno, ogni 12 mesi, l'ammontare di quanto utilizzato per ciascuna singola attività. Nel caso che tale ammontare risultasse, per ciascuna singola attività di consistenza tale da poter essere trasformato in organico, le parti si incontreranno per esaminare eventuali adeguamenti compatibilmente con le offerte del mercato di lavoro.
Qualora tale ricorso risultasse non fisiologico e strutturale, le parti esamineranno i motivi che non hanno consentito un adeguamento degli organici e valuteranno le azioni conseguenti.
Tali dati e le relative valutazioni verranno trasmessi all'Osservatorio nazionale di settore, al fine di attuare quanto previsto nel capitolo 1, punto 1. 1, comma 7, 5° alinea del presente CCNL.
La Commissione nazionale di studio congiunta, che le parti hanno già a suo tempo concordato di istituire per l'analisi di fattibilità di un unico CCNL per i settori chimico, plastica-gomma, vetro, ceramica- abrasivi, piastrelle-refrattari, ecc., esaminerà anche le problematiche relative alla realizzazione e alla gestione nelle PMI di meccanismi tendenti a un riequilibrio tra ore effettivamente prestate e orario ordinario di lavoro, quali ad esempio il conto ore.
d) Le Direzioni aziendali comunicheranno mensilmente alle RSU i dati a consuntivo concernenti le prestazioni eccedenti e straordinarie per servizio o reparto.
G) Nessun lavoratore può esimersi dall'effettuare, nei limiti previsti dal presente contratto, il lavoro eccedente, straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Il lavoro eccedente e straordinario - fermo restando quanto previsto al precedente punto D, lett. c) - nonché il lavoro festivo dovrà essere disposto e autorizzato dalla Direzione aziendale.
H) Le aziende che utilizzino gli impianti in via continuativa e strutturale su 6 giorni settimanali daranno luogo a una riduzione dell'orario di lavoro anche mediante cicli plurisettimanali per il personale interessato, la cui entità sarà concordata a livello aziendale.
Nel caso in cui l'azienda faccia ricorso in modo strutturale a schemi di turno 6x6 o analogamente distribuiti, l'orario settimanale sarà comunque non inferiore a 36 ore settimanali con assorbimento, fino a concorrenza, delle riduzioni dell'orario di lavoro precedentemente spettanti e dei riposi retribuiti concessi a fronte delle festività abolite dalla legge n. 54/77.
Art. 14 -Lavoro eccedente, straordinario, notturno, festivo e a turni: maggiorazioni.
Ferme restando le condizioni in atto aziendalmente, qualora, dalla data del presente contratto, aziende organizzate su orario giornaliero ricorressero a turni avvicendati interessanti personale femminile, in riferimento a quanto stabilito dall'art. 19 della legge n. 903/77, alle lavoratrici interessate verrà corrisposta la mezz'ora di riposo in luogo della maggiorazione di cui al punto 5) del presente articolo o viceversa.
Art. 16 - Riposo settimanale - Giorni festivi.
Come previsto dalla relativa legge, il riposo settimanale cadrà normalmente di domenica, potendosi far godere del riposo in altro giorno della settimana soltanto nel casi previsti dalla legge stessa.
Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta ai lavoratori di cui al gruppo 4) dell'art. 5 o da una squadra di tali lavoratori sia fatta in base al risultato della lavorazione oppure la prestazione sia vincolata all'osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell'organizzazione del lavoro e sia richiesta al lavoratore una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economica, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo e con altre forme di retribuzione a rendimento soggetto alla disciplina del lavoro a cottimo.
5) In caso di introduzione di nuovi sistemi di cottimo, alla comunicazione di cui al precedente paragrafo potrà seguire - a richiesta - un esame congiunto tra l'O.S. che rappresenta l'azienda e i competenti sindacati dei lavoratori.
6) La modifica di taluno dei criteri che hanno formato oggetto della comunicazione informativa di cui al paragrafo 4), purché non alteri il sistema in atto non costituisce variazione del sistema stesso fermo restando l'obbligo della comunicazione informativa.
Il lavoratore non può essere trasferito da una unità produttiva a un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Art. 34 -Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia.
- 2a Area - Vi appartengono: autisti meccanici, conduttori patentati ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di specializzazione.
- 1a Area, Parametro B - Vi appartengono: autisti non meccanici, guardie notturne o diurne ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di qualificazione.
- 1a Area, Parametro A - Vi appartengono: portieri in genere, uscieri, addetti al servizio mensa, inservienti addetti ai servizi igienici, a spogliatoi, a mense, a refettori ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano il possesso di semplici capacità o conoscenze pratiche.
Art. 35 - Interruzione del lavoro e recupero delle ore di lavoro perdute.
È ammesso per tutti i lavoratori il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le OO.SS. periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di 1 ora al giorno e si effettui entro i 60 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l'interruzione.
I predetti limiti giornalieri del recupero non si riferiscono alle protrazioni di orario relative alla concentrazione dell'orario settimanale in meno di 6 giorni.
Art. 43 - Malattia e infortunio.
In materia di infortunio e malattia professionale si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi della assistenza e soccorso che per quanto concerne gli obblighi assicurativi.
Art. 44 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio.
A. Per il trattamento normativo ed economico in caso di gravidanza e puerperio valgono le vigenti disposizioni di legge sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
Le parti stipulanti, nella consapevolezza che la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro rappresentano elementi fondamentali per lo sviluppo delle attività lavorative e che è indispensabile rendere compatibile la salvaguardia dell'ambiente con lo sviluppo delle aziende, ritengono necessario il metodo della partecipazione e responsabilizzazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze per l'attuazione di queste politiche. A tale scopo le parti convengono di realizzare un sistema di relazioni sindacali articolato sui seguenti livelli:
La Sezione ambiente e sicurezza, costituita nell'ambito dell'Osservatorio nazionale e formata da delegazioni delle parti stipulanti, nel quadro dell'esame delle problematiche inerenti la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro nonché l'igiene ambientale dell'industria chimica e i riflessi ecologici dell'insediamento industriale chimico, svolgerà le seguenti attività:
- esaminare la possibilità di individuare idonee e adeguate soluzioni a diffuse situazioni di rischio eventualmente emerse in aree territoriali significative. Ciò anche in relazione ad indagini e iniziative che fossero promosse dalle istituzioni proposte;
- esaminare le proposte di legge e le iniziative di carattere normativo d'interesse per il settore chimico che venissero avanzate in Italia o nell'ambito della U.E., sia in tema di ambiente che di sicurezza, individuando eventuali proposte comuni da sottoporre alle autorità competenti;
- promuovere l'orientamento delle imprese, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e dei lavoratori verso un rapporto partecipativo nelle problematiche ambientali e della sicurezza sul lavoro;
- predisporre e aggiornare linee guida e moduli formativi, per la formazione dei RLS e dei lavoratori, adeguati alle peculiarità settoriali, tenendo conto delle innovazioni normative intervenute nonché di specifiche esigenze emerse per le attività che presentano rischio di incidente rilevante, da presentare all'Ente bilaterale costituito ai sensi dell'accordo interconfederale 16.11.88;
- esaminare le problematiche relative alle sostanze cancerogene e mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla vigente legislazione, sia delle valutazioni di enti di ricerca scientifica di indiscussa competenza.
Qualora le problematiche sopra indicate dovessero presentare riflessi significativi in specifiche aree locali, le parti firmatarie ricercheranno gli opportuni collegamenti con le rispettive organizzazioni territoriali competenti ai fini dell'assunzione, da parte di quest'ultime, di eventuali iniziative nei confronti delle competenti autorità locali.
2) Livello aziendale.
Ai fini dei controlli e delle iniziative promozionali di competenza delle RSA ai sensi dell'art. 9 della legge 20.5.70 n. 300, fanno parte dei compiti del RLS, di cui al successivo punto 3), attività inerenti l'applicazione delle norme ambientali e della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nonché delle misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori e particolarmente:
- concordare con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi la esigenza, particolari indagini e accertamenti sull'ambiente di lavoro, da affidare alle USL per quanto di loro competenza;
- concordare di volta in volta con la Direzione aziendale - nei casi in cui, a seguito delle indagini ambientali, sentito il parere dei lavoratori direttamente esposti, vengono individuate situazioni di particolare rischio - l'attuazione di accertamenti medici e scientifici per il personale interessato all'area di rischio individuata, da affidare all'USL.
L'azienda assumerà a proprio carico le indagini concordate.
Le parti hanno piena libertà di acquisizione e di valutazione in ordine ai risultati delle indagini ambientali;
- presentare proposte per l'informazione, sensibilizzazione e formazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, anche con l'utilizzo delle 150 ore di diritto allo studio secondo quanto previsto dall'art. 50, lett. B);
- esprimere il proprio parere sulle iniziative di certificazione ambientale e/o di sicurezza che l'azienda decidesse volontariamente di adottare.
Annualmente, in riferimento al capitolo I, punto 5.3), le aziende porteranno a conoscenza del RLS i programmi di investimento concernenti il miglioramento dell'ambiente di lavoro, la sicurezza e, per quanto riguarda la produzione di sostanze che possano determinare i rischi di inquinamento, degli scarichi.
Qualora le suindicate iniziative dovessero comportare l'adozione di sostanziali modifiche agli impianti, tali da comportare la fermata totale o parziale degli stessi e indipendentemente dalle modalità di intervento, l'azienda provvederà ad utilizzare, informandone preventivamente il RLS, in costanza dell'intervento, i lavoratori interessati ad altre attività, produttive e non, e, ove ciò non fosse possibile, ad esaminare sempre con il RLS soluzioni alternative anche mediante recuperi. È fatta salva la possibilità di interventi della legge 20.5.75 n. 164, laddove ciò sia giustificato e alle condizioni dalla stessa previste.
Annualmente per le unità produttive con più di 125 addetti le aziende presenteranno, nel corso di un apposito incontro, al RLS, gli obiettivi in termine di prodotti, tecnologie e infrastrutture, che intendono perseguire per il miglioramento delle condizioni ambientali e della sicurezza di carattere interno ed esterno, anche sulla base degli andamenti relativi agli anni precedenti.
Ferme restando le autonome valutazioni delle parti, la realizzazione degli obiettivi indicati formerà oggetto di esame congiunto tra Direzione aziendale e RLS.
Per le unità produttive minori l'impegno di cui sopra si intende assolto facendo convergere informazioni a livello regionale o interregionale nell'ambito della competente Sezione ambiente e sicurezza dell'Osservatorio onde consentire la conoscenza delle tendenze generali in materia di interventi per l'ambiente e la sicurezza.
I programmi concernenti il risanamento e/o la ristrutturazione per ragioni ambientali e di sicurezza, qualora comportanti l'adozione di sostanziali modifiche agli impianti o la fermata totale o parziale degli stessi con conseguenti ricadute sui livelli occupazionali, formeranno oggetto di esame tra Direzione aziendale e la RSU/RLS.
Su iniziativa di una delle 2 parti, fermi restando i termini complessivi sopra indicati, l'esame di cui sopra potrà essere realizzato con il coinvolgimento del livello territoriale o nazionale e potrà anche estendersi all'individuazione di modalità per opportune azioni nei confronti delle autorità competenti.
In caso di innovazioni produttive che comportino l'esposizione dei lavoratori a nuovi agenti di rischio, l'azienda si atterrà alle acquisizioni scientifiche (tecnico-medico) esistenti e ne darà preventiva informazione al RLS.
Laddove condizioni ambientali lo rendano necessario, l'azienda esaminerà con il RLS la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continue, volte a mantenere sotto controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
In attuazione dei disposti della legge 23.12.78 n. 833, l'azienda provvederà a comunicare al RLS l'elenco delle sostanze tossiche presenti nel ciclo produttivo e le loro caratteristiche tossicologiche e i possibili effetti sull'uomo e sull'ambiente, così come desunte da studi qualificati di tecnici e istituti specializzati per quanto a conoscenza dell'azienda. L'azienda procederà ad opportuni aggiornamenti.
Per gli impianti utilizzati alla produzione di sostanze che possano determinare rischi di inquinamento, l'azienda provvederà a portare a conoscenza del RLS la scheda dell'impianto concernente, sulla scorta di dati informativi definiti a livello nazionale, i tipi di indagine e le modalità di intervento per il mantenimento ottimale di regime produttivo in relazione all'ambiente di lavoro.
Il RLS è vincolato al segreto sulle tecnologie di produzione, sulle sostanze e formule utilizzate per la realizzazione dei prodotti nonché sui dati comunicatigli dalle aziende, di cui può venire a conoscenza nello svolgimento della sua attività.
3) Rappresentante per la sicurezza (RLS).
In applicazione di quanto previsto dal D.lgs. 19.9.94 n. 626 nonché dall'accordo interconfederale 27.10.95, viene definita la seguente disciplina sul RLS.
A. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 dipendenti i lavoratori eleggono, all'interno della RSU il RLS, previsto dal D.lgs. n. 626/94, nei seguenti numeri:
- 1 rappresentante nelle aziende o unità produttive che occupano da 16 a 200 dipendenti;
- 3 rappresentanti nelle aziende o unità produttive che occupano da 201 a 1.000 dipendenti;
- 6 rappresentanti nelle aziende o unità produttive di maggiori dimensioni.
Per la determinazione delle suddette classi dimensionali si fa riferimento all'accordo interconfederale 27.10.95.
B. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti il RLS è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno.
Le iniziative idonee per l'informazione ai lavoratori relativa alla elezione del RLS saranno definite dalle associazioni territoriali degli imprenditori e dei lavoratori.
C. L'elezione dei RLS avverrà secondo le modalità e le procedure previste dalla parte III, punti 1) e 2), dell'accordo interconfederale 27.10.95, che si intendono qui integralmente richiamate.
D. Il RLS svolge, oltre ai compiti di cui al precedente punto 2), quelli espressamente previsti dall'art. 19 del D.lgs. n. 626/94.
E. Per quanto riguarda la durata dell'incarico del RLS, gli strumenti e le modalità per l'espletamento dell'incarico, si intendono qui richiamati i punti 3) e 4), parte III, dell'accordo interconfederale 27.10.95.
F. Le riunioni periodiche, di cui all'art. 11 del D.lgs. n. 626/94, saranno convocate con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi, su ordine del giorno scritto predisposto dall'azienda.
Il RLS potrà richiedere un'integrazione purché riferita agli argomenti previsti dallo stesso art. 11.
Nelle aziende ovvero unità produttive che occupano più di 15 dipendenti la riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori; nelle aziende ovvero unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti, nelle stesse ipotesi del presente comma, il RLS può richiedere la convocazione di un'apposita riunione.
Di ciascuna riunione viene redatto apposito verbale che verrà sottoscritto dal RLS e dal datore di lavoro o suo rappresentante.
G. Per l'espletamento dei compiti di cui alla precedente lett. D), il RLS, oltre ai permessi retribuiti spettanti in quanto componente della RSU, ha diritto a:
- 40 ore annue di permesso retribuito, senza pregiudizio delle ore spettanti alla RSU, nelle aziende o unità produttive che occupano più di 15 dipendenti;
- 12 ore annue nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 5 dipendenti.
L'utilizzo dei permessi deve essere comunicato alla Direzione aziendale con almeno 48 ore di anticipo, tenendo anche conto delle obiettive esigenze tecnico-produttivo-organizzative dell'azienda; sono fatti salvi i casi di forza maggiore.
Non vengono imputate al monte ore, di cui al comma 1 della presente lett. G), le ore utilizzate per l'espletamento degli adempimenti previsti dall'art. 19 del D.lgs. n. 626/94, lett. b), c), d), g), i) e l).
H. Il RLS riceve una formazione adeguata, come previsto dall'art. 22, comma 4, del D.lgs. n. 626/94.
I. Come previsto dall'accordo interconfederale 27.10.95, la formazione del RLS sarà svolta con un programma di 32 ore e riguarderà: conoscenze generali sugli obblighi e diritti previsti dalla normativa in materia di igiene e sicurezza nonché sui rischi e sulle relative misure di prevenzione e protezione; metodologie sulla valutazione del rischio; metodologie minime di comunicazione.
Il programma di cui sopra verrà svolto sulla base delle linee guida elaborate dalla Sezione ambiente e sicurezza dell'Osservatorio nazionale, tenendo conto anche dei rischi specifici, qualora la gestione dei corsi sia ritenuta fattibile dalle parti territoriali e dall'Organismo paritetico competente.
Le iniziative formative verranno promosse dai costituendi organismi paritetici con un attivo intervento delle organizzazioni territoriali delle parti stipulanti.
L) Le iniziative formative per i lavoratori saranno concordate tra le parti a livello territoriale avvalendosi degli organismi paritetici, ove siano operanti, sulla base delle linee guida elaborate dalla Sezione ambiente e sicurezza dell'Osservatorio nazionale.
Aziende o unità produttive con più di 15 dipendenti:
1) Nelle aziende in cui siano state elette le RSU, il RLS verrà designato dalle stesse al proprio interno e proposto ai lavoratori in apposita assemblea da tenersi entro 15 giorni da tale designazione, per la ratifica; l'assemblea sarà valida purché voti la maggioranza degli aventi diritto presenti in azienda.
2) Nelle aziende in cui le RSU non siano ancora state costituite, il RLS è eletto nell'ambito delle stesse in occasione della loro elezione e con le medesime modalità di elezione.
3) Nelle aziende in cui esistano rappresentanze sindacali diverse dalle RSU e nelle aziende in cui non esista alcuna rappresentanza sindacale, il RLS viene eletto direttamente dai lavoratori al loro interno con le stesse modalità e le procedure definite dalle rispettive organizzazioni territoriali per le aziende e unità produttive fino a 15 dipendenti, di norma su iniziativa delle OO.SS. stipulanti.
A decorrere dalla data di stipula del presente CCNL vengono abolite le indennità di cui alla norma transitoria in calce all'art. 46 del CCNL 14.5.94.
L'importo delle indennità corrisposte alla data suindicata sarà conservato 'ad personam' a ciascun lavoratore interessato nella misura media effettivamente percepita negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato. Tale importo sarà conguagliabile con eventuali emolumenti comunque denominati - non generalizzati all'intera categoria contrattuale cui appartiene la mansione svolta - che gli interessati vengano a percepire nei posti di lavoro che ricoprono o vadano a ricoprire.
Art. 47 - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
La prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e il rispetto delle relative norme di legge e di quelle a tal fine emanate dagli organi competenti, costituiscono un preciso dovere dell'azienda e dei lavoratori.
a) può sottoporre il lavoratore a visita medica precedentemente all'assunzione, al fine di accertarne l'idoneità alla mansione che gli viene affidata o successivamente quando lo ritenga opportuno, al fine di verificare il permanere delle condizioni di idoneità;
b) sottopone - in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge - i lavoratori addetti alle lavorazioni considerate nocive (anche se non comprese fra quelle considerate strettamente tali dalla legge) a periodiche visite mediche;
c) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l'azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell'esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma, ecc., sono forniti a cura dell'azienda, sono assegnati in dotazione possibilmente personale, per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in stato di efficienza;
d) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti ove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino i pasti fuori dei reparti stessi, in locale adatto;
e) dà informazioni sui piani di emergenza, compresi l'attrezzatura di sicurezza, i sistemi di allarme e i mezzi di interventi previsti all'interno dello stabilimento in caso di incidente rilevante;
f) dà informazioni sulle avvertenze in materia di sicurezza e di pronto intervento per le sostanze pericolose trasportate;
g) dà attuazione alle norme di legge relative ai videoterminali;
h) in riferimento a quanto disposto dal D.lgs. n. 230/95, dà informazioni sull'applicazione delle specifiche norme di legge per il personale professionalmente esposto (fonti ionizzanti).
L'azienda curerà che gli indumenti dei lavoratori siano custoditi in appositi armadietti.
Ove motivi di igiene lo esigano, le aziende provvederanno all'istituzione di bagni a doccia di cui i lavoratori possano usufruire al termine del lavoro.
Da parte sua il lavoratore è tenuto all'osservanza scrupolosa delle disposizioni di legge in materia di prevenzione e sicurezza nonché delle prescrizioni che, anche nell'osservanza delle legge, gli verranno impartite dall'azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto durante il lavoro a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dall'azienda.
2) Registrazioni.
Fermo restando il registro degli infortuni e delle malattie professionali, vengono istituiti:
a) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura della azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati delle rilevazioni riguardanti fattori ambientali fisici, chimici e biologici, i quali possono determinare situazioni di nocività e particolare gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati;
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell'azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici obbligatori, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune; il registro sarà tenuto a disposizione del RLS e dei lavoratori;
c) il libretto personale di rischio in cui saranno trascritti, a cura dell'azienda, le risultanze del registro di cui alla lett. a) relative agli ambienti in cui ciascun lavoratore abbia svolto la sua attività e che sarà consegnato al lavoratore medesimo;
d) la cartella sanitaria personale, tenuta e aggiornata a cura dei servizi sanitari di fabbrica, con vincolo di segreto professionale. In tale cartella saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche e degli eventuali esami clinici; nonché i dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali; per le lavoratrici la cartella sanitaria personale viene integrata da una scheda di maternità contenente i dati concernenti la salute riproduttiva dell'interessata, le visite mediche, gli esami clinico-ginecologici, tenuta e aggiornata a cura delle USL o dei consultori. Detta scheda potrà essere utilizzata solo dietro specifica autorizzazione della lavoratrice interessata e per gli usi di competenza della USL o dei consultori.
Il lavoratore, o il medico curante da lui autorizzato, possono prendere visione e chiedere estratti, in ogni momento, della cartella sanitaria, rivolgendosi a chi lo detiene. All'atto della risoluzione del rapporto di lavoro la cartella sarà riconsegnata al lavoratore.
Il RLS partecipa, per quanto di propria competenza, al costante aggiornamento dei registri di cui sopra;
e) nelle aziende interessate, il registro dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni e biologici, in conformità alle disposizioni di cui al D.lgs. n. 626/94;
f) scheda delle caratteristiche di impianto e/o attività produttiva definita a livello nazionale per le attività comprese nel campo di applicazione del DPR n. 175/88. La scheda dovrà contenere comunque i seguenti elementi:
g) scheda di sicurezza per le sostanze pericolose impiegate nel ciclo produttivo, redatte sulla base delle informazioni fornite dalle aziende produttrici delle sostanze stesse.
3) Valori limite.
In connessione con quanto previsto ai titoli VII e VIII del D.lgs. n. 626/94 e ferma restando la regolamentazione di cui al D.lgs. n. 277/91 e ai relativi valori e procedure, in vigore per gli agenti fisici, chimici e biologici dalla stessa disciplinati, non sono ammesse lavorazioni nelle quali vengano superati, per tutti gli altri agenti chimici, i valori limite (TLV) della ACGIH.
È istituito, entro 12 mesi dall'entrata in vigore del presente contratto, presso Unionchimica nazionale, un servizio, cui le parti a tutti i livelli potranno riferirsi nell'arco della vigenza contrattuale, finalizzato alla tenuta e all'aggiornamento delle tabelle di cui sopra.
Le specifiche disposizioni, procedure e limiti che saranno emanati dalle istituzioni nazionali con efficacia cogente - anche in attuazione delle direttive UE in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici - sostituiranno quelli previsti dal presente contratto.
Le parti convengono che, in considerazione delle particolari caratteristiche delle aziende del settore e allo scopo di garantire l'attuazione concreta e uniforme della normativa del presente articolo e anche per contribuire all'elaborazione del modello unico previsto dalla legge n. 833, attraverso strumenti operativi di agevole gestione, il registro dei dati ambientali, quello dei dati biostatistici e il libretto sanitario personale e il libretto sanitario di rischio verranno elaborati di comune accordo tra le parti stipulanti.
Art. 51 - Abiti da lavoro.
A tutti i lavoratori di cui al gruppo 4) dell'art. 5 le aziende forniranno gratuitamente in uso un abito da lavoro all'atto della conferma in servizio.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale, devono essere forniti dalle aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di 1 o più all'anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l'efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell'igiene sul lavoro.
Chiarimento a verbale per il settore coibentazione.
Nota: a titolo indicativo per il settore concia rientrano nel trattamento di cui al comma 3 del presente articolo i seguenti lavoratori di cui al gruppo 4) dell'art. 5:
- addetti alle lavorazioni che comunque comportino un equivalente deterioramento.
Art. 52 - Lavoro delle donne e dei minori.
Le aziende, assistite dall'associazione imprenditoriale, potranno concordare con le RSU interessate e il sindacato territoriale, in attuazione della deroga prevista al comma 2, art. 5, legge n. 903/77, la necessità di ricorrere all'utilizzo di personale femminile nel lavoro notturno. In tale evenienza verranno concordati con le RSU le unità necessarie e i criteri del loro utilizzo. Copia dell'accordo verrà depositata congiuntamente dalle parti alla Direzione provinciale del lavoro ai sensi e per gli effetti del richiamato disposto di legge.
La presente normativa si applica sino a diverse disposizioni di legge in materia.
In attuazione della deroga prevista al comma 4, art. 1, legge n. 903/77, su iniziativa di una delle parti a livello aziendale o a livello territoriale per realtà omogenee, si concorderà, verificata l'irremovibilità delle condizioni organizzative, l'individuazione di lavorazioni ritenute particolarmente pesanti e per le quali le aziende non potranno adibire né assumere personale femminile. Copia dell'accordo raggiunto verrà depositata ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di legge presso i competenti servizi della Direzione provinciale del lavoro.
Art. 55 - Consegna e conservazione utensili e materiali.
Il lavoratore è responsabile di quanto riceve in regolare consegna, […].
È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine, gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i disegni e in genere tutto quanto a lui è affidato.
Art. 58 - Multe e sospensioni.
La multa verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; la sospensione per quelle di maggior rilievo, nonché in caso di precedente adozione per 2 volte di provvedimenti di multa non prescritti.
Art. 59 - Licenziamento per mancanze.
b) recidività al divieto di fumare di cui al punto d) dell'art. 58, sempreché l'infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
k) mancanze disciplinari configurabili nei termini previsti dal comma 1 del presente articolo;
m) recidiva nelle mancanze di cui ai punti c), d), f), l), m) dell'art. precedente.
Art. 65 - Rappresentanza sindacale unitaria (RSU).
5) La RSU sostituisce il Consiglio di fabbrica di cui al CCNL 27.7.90 e i suoi componenti subentrano alle RSA e ai dirigenti delle RSA di cui alla legge n. 300/70 per titolarità di diritti, permessi, agibilità sindacali, compiti di tutela dei lavoratori e per la funzione di agente contrattuale per le materie del livello aziendale, secondo quanto previsto dal presente contratto.
6) Per l'espletamento dei propri compiti e funzioni, la RSU disporrà di permessi retribuiti per un monte ore annuo di 1,5 ore per dipendente in forza all'unità lavorativa.
Eventuali agibilità/permessi previsti in sede aziendale per il RLS restano comunque salvi a favore di tale rappresentante.
7) Salvo quanto diversamente disposto dal presente CCNL, le associazioni sindacali stipulanti restano titolari dei diritti loro attribuiti dalla legge 20.5.70 n. 300, dal presente CCNL e da accordi collettivi in atto.
8) Nell'ambito delle disposizioni previste dalla legge 20.5.70 n. 300, il pieno esercizio dei diritti sindacali è garantito a tutti i lavoratori in forza all'unità (diritto di assemblea, partecipazione alla costituzione della RSU, permessi per i componenti la RSU, diritto d'informazione, ecc.).
Art. 66 - Assemblee.
Art. 69 - Affissioni.
Le Direzioni aziendali consentiranno ai sindacati provinciali di categoria aderenti alle organizzazioni firmatarie del presente contratto e alla RSU di far affiggere in apposito albo comunicazioni firmate da un responsabile dei medesimi.
Art. 22 - Premio per obiettivi - Linee guida congiunte sul premio per obiettivi (Accordo Unionchimica-Fulc del 19 maggio 1995)
Le parti si danno atto che la definizione contrattuale del "Premio per obiettivi" discende e costituisce applicazione dell'accordo interconfederale 23.7.93.
In questo contesto la contrattazione aziendale assume da una parte il significato di rendere il salario contrattato a livello aziendale oggettivamente riconducibile ai risultati delle singole imprese interessate, dall'altra uno strumento teso a stimolare non il conflitto tra le parti, bensì il raggiungimento partecipativo degli obiettivi dell'impresa.
Premesso che le parti hanno confermato il comune intento di migliorare la produttività e la competitività del complesso delle aziende, finalità del premio per obiettivi è quella di rendere concretamente perseguibile nelle singole aziende questo obiettivo generale, tramite la comune individuazione degli ambiti di massimo miglioramento delle singole imprese, stimolando la collaborazione delle parti, nelle autonomie dei rispettivi ruoli, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi concordemente definiti in termini di incrementi di redditività, produttività, competitività, qualità e andamento economico delle aziende.
Le linee guida espresse nel presente documento, che costituiscono l'applicazione di quanto già espresso dall'art. 21 del CCNL 14.5.94, intendono esprimere una traccia di operatività e non essere assolutamente esaustive di ogni possibile soluzione, in quanto è proprio dalla definizione di obiettivi specifici e realmente validi per le singole imprese che le parti ritengono che possa nascere il massimo di positività della nuova esperienza contrattuale intrapresa.
Parametri individuati a titolo esemplificativo:
- efficacia sistema prevenzione su sicurezza interna ed esterna;
Art. 5 -Classificazione del personale profilo particolare per il settore cosmetico, V area parametro G.
Allegato 16. Settore Oli e Margarine.
Per l'attuazione di quanto sopra verranno opportunamente coordinate le rispettive delegazioni dei 2 settori.