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Timestamp: 2020-02-22 22:58:15+00:00
Document Index: 68978127

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9']

AIB Notizie 7/2000. Osservatorio lavoro
Il problema del lavoro nel Servizio sanitario nazionale: le biblioteche e i bibliotecari nel vuoto legislativo
di Rossella Aprea
Il titolo non vuole essere provocatorio, ma semplicemente indicativo della situazione di disagio in cui si trovano a operare quanti, anche con elevati livelli di professionalità, esercitano la loro attività nell'ambito delle biblioteche del Servizio sanitario nazionale a causa della mancanza di riconoscimento giuridico della figura del bibliotecario/documentalista. La semplice osservazione della legislazione che disciplina il settore mostra quanto sia "indefinita" tutta la questione relativa alla gestione dell'informazione e dell'aggiornamento professionale nel SSN. Infatti, nell'ambito della legislazione sanitaria degli ultimi 30 anni è stato possibile cogliere solo brevi e generici riferimenti alle biblioteche biomediche (dal d.p.R. n. 132 del 1968, in cui la biblioteca insieme alla sala riunioni è indicata come requisito essenziale per gli ospedali, sino al d.p.R. n. 270 del 1987 in cui ancora più genericamente si accenna all'obbligo di aggiornamento professionale per il personale degli istituti del SSN, da effettuare anche attraverso l'uso di testi, riviste tecniche e altro materiale bibliografico senza, però, alcun riferimento al servizio che se ne dovrà occupare e tanto meno al personale che lo dovrà gestire).
Il quadro normativo che regola il settore può essere schematicamente riassunto come segue:
D.p.R. 12 dicembre 1968, n. 132, art. 19.
Annovera tra i requisiti degli ospedali la «biblioteca e sala di riunione per sanitari».
D.p.R. 27 marzo 1969, n. 128, art. 2.
Attribuisce alla direzione sanitaria il compito dell'istituzione e del funzionamento delle biblioteche mediche.
L. 23 dicembre 1978, n. 833.
Art. 2: annovera tra gli obiettivi fondamentali del SSN la formazione professionale nonché l'aggiornamento culturale del personale del SSN.
Art. 17: sancisce l'appartenenza degli ospedali alle USL.
D.M.P.I 9 novembre 1982.
Fissa i requisiti di idoneità necessari alle USL, affinché le facoltà di medicina possano utilizzarle ai fini della ricerca e dell'insegnamento e stabilisce che quale primo requisito i presidi o servizi ospedalieri «devono essere dotati o poter usufruire dei servizi generali di Biblioteca».
D.p.R. 25 giugno 1983, n. 348, art. 19.
Assegna l'8% del finanziamento concesso dal Fondo sanitario nazionale per acquisire testi, riviste tecniche e altro materiale bibliografico, nonché tecnologie audiovisive ed informatiche.
D.p.R. 20 aprile 1987, n. 270, art. 26.
Ribadisce l'obbligatorietà dell'aggiornamento professionale, il suo finanziamento e riconferma che questo comprende anche l'uso di testi, riviste tecniche ed altro materiale bibliografico messo a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale.
CCNL Comparto Sanità 1998-2001 del 7 aprile 1999, art. 29, c. 7.
«L'aggiornamento obbligatorio stabilito dall'azienda o ente è svolto in orario di lavoro e riguarda anche: l'uso di testi, riviste tecniche ed altro materiale bibliografico messo a disposizione dal Servizio sanitario nazionale».
Come si può notare anche nell'ambito dell'ultimo Contratto collettivo nazionale del lavoro 1998-2001 del Comparto sanità, siglato dalle parti il 7 aprile u.s., non esiste alcun riferimento alla figura del bibliotecario/documentalista.
Tenendo conto di tutti i riferimenti legislativi sopra riportati è possibile desumere che: 1) le biblioteche nel SSN sono ritenute essenziali, ma non obbligatorie, senza, però, alcuna ulteriore indicazione sulle loro caratteristiche, funzioni e attività;
2) al personale che vi lavora non è richiesta alcuna specifica competenza professionale con la conseguenza che coloro che si trovano ad operare nelle biblioteche del SSN possono, quindi, essere selezionati ed inquadrati in maniera del tutto "discrezionale" da parte delle amministrazioni. Fantasiose e varie sono, infatti, le qualifiche del personale delle biblioteche: ad esempio, vigilatrice d'infanzia, ausiliario, infermiere professionale, impiegato di concetto, coadiutore amministrativo e altro ancora.
L'importanza del ruolo che svolgono, o dovrebbero svolgere, i bibliotecari/documentalisti nel settore sanitario ci viene indicata dagli stessi utenti di queste strutture. Infatti, secondo un'indagine compiuta nel 1997 su un campione di utenti appartenenti a quattro biblioteche di ospedali e/o IRCCS di Roma, la biblioteca appare già come un vero e proprio centro di informazione, non più legato esclusivamente alla semplice funzione di conservazione. Ai bibliotecari, infatti, è richiesta:
aggiornamento continuo, soprattutto per quel che concerne l'informazione elettronica;
maggiore attenzione allo sviluppo organico delle collezioni;
individuazione e recupero rapido della documentazione indispensabile (ILL, document delivery);
formazione degli utenti all'uso dei databases e dei nuovi software per la ricerca, il recupero e l'organizzazione delle informazioni bibliografiche attraverso l'organizzazione di corsi e seminari;
attenzione all'ammodernamento di strutture e arredi e alla dotazione di adeguati mezzi tecnici ed informatici;
sviluppo di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali per i servizi informativi;
maggiore disponibilità di risorse informative online secondo i propri specifici interessi.
Tutti questi punti possono essere sintetizzati in una richiesta di «organizzazione e programmazione effettiva dello sviluppo della biblioteca» che fino ad ora non sono mai esistite o sono state comunque spesso unicamente affidate al senso di responsabilità del bibliotecario/documentalista (per una conoscenza più approfondita dell'attività informativa nelle biblioteche biomediche si vedano gli atti del convegno Infrastrutture informative per la biomedicina: quali servizi per l'utente del 2000?, organizzato dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con l'Associazione italiana biblioteche, Roma, 4-5 dicembre 1997, a cura di V. Alberani, P. De Castro, E. Poltronieri, Roma 1998 e, specificamente per quanto riguarda l'indagine sull'utenza, il contributo di R. Aprea, M.A. Giraudo e G. Scriva, L'utenza nelle biblioteche degli istituti ospedalieri e di ricerca, p. 107-111).
Partendo da tutte queste considerazioni un gruppo di bibliotecari biomedici ha deciso di mettere in atto una serie di iniziative per affrontare e regolamentare la questione. La prima iniziativa, ritenuta indispensabile, riguarda lo svolgimento di una ricognizione a livello nazionale per individuare i bibliotecari/documentalisti che attualmente operano nel SSN allo scopo di portare alla luce i loro problemi, le loro difficoltà, i loro disagi e la varietà delle loro forme di inquadramento.
Il censimento si prefigge i seguenti scopi:
individuare la miriade di biblioteche sanitarie presenti nel nostro paese, di qualunque dimensione esse siano;
individuare il personale che vi opera con qualunque qualifica sia stato inquadrato;
fotografare con precisione la situazione del settore sanitario nel nostro paese relativamente alla gestione dell'informazione ed all'aggiornamento professionale;
creare le premesse per un coordinamento delle iniziative future volte al riconoscimento della figura giuridica del bibliotecario/documentalista nel settore. Estremamente utile potrebbe risultare la realizzazione di studi comparativi sul:
- tipo di inquadramento dei bibliotecari/documentalisti negli altri comparti in Italia;
- tipo di inquadramento di cui godono i bibliotecari biomedici negli altri paesi europei.
Per questo motivo è stato costituito un gruppo di coordinamento che dovrà seguire le fasi in cui si articolerà l'iniziativa. La rilevazione vera e propria avrà inizio indicativamente nel mese di luglio e probabilmente si concluderà a novembre. Già dal mese di marzo, però, è iniziata la ricerca di collaboratori che dovranno operare come referenti regionali e/o provinciali ai quali, una volta impostato il questionario e predisposta la banca dati in cui dovranno confluire le informazioni, sarà affidato il compito di:
individuare le biblioteche biomediche della propria regione e/o provincia;
contattarle tramite e-mail, telefono, fax;
raccogliere i dati relativi alle biblioteche ed ai bibliotecari che in esse vi operano sulla base di un questionario che sarà loro fornito;
inoltrare al gruppo di coordinamento centrale i dati ottenuti corredati da una breve analisi della specifica situazione regionale e/o provinciale, di cui si sono occupati.
Prima di concludere non è superfluo sottolineare che la normativa relativa al settore sanitario si applica solo alle strutture che fanno parte del Comparto sanità secondo l'art. 6 del CCNQ (Contratto collettivo nazionale quadro) del 2 giugno 1998 (G.U. n. 145 del 24 giugno 1998) e cioè:
le aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario nazionale;
gli istituti zooprofilattici sperimentali di cui al d.l. 30 giugno 1993, n. 270, e successive modificazioni ed integrazioni;
gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di cui al d.l. 30 giugno 1993, n. 269, e successive modificazioni e integrazioni;
l'Ordine mauriziano di Torino;
l'ospedale Galliera di Genova;
le ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) che svolgono prevalentemente funzioni sanitarie;
le residenze sanitarie assistite prevalentemente pubbliche (RSA);
le agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA).
il Ministero della Sanità, che rientra nel Comparto del personale dipendente dai ministeri (art. 3 del CCNQ del 2 giugno 1998);
l'Istituto superiore di sanità (ISS), l'Istituto italiano di medicina sociale e l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA), inseriti nel Comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione (art. 7 del CCNQ del 2 giugno 1998);
le università e istituzioni universitarie biomediche, che rientrano nel Comparto del personale delle università (art. 9 del CCNQ del 2 giugno 1998).
APREA, Rossella. Il problema del lavoro nel Servizio sanitario nazionale: le biblioteche e i bibliotecari nel vuoto legislativo. «AIB Notizie», 12 (2000), n. 7, p. 16-18.
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