Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=urn:nir:regione.emilia.romagna:legge:1993-02-22;10&dl=LR/5/1993/LR_1993_10_s1/LR_1993_10_s1_v1.xml&dl_db=y&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=10&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0;storia,1&ev=1
Timestamp: 2020-04-09 00:48:47+00:00
Document Index: 80014417

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 88', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 13', 'art 11']

1. La presente legge detta norme per l'esercizio di funzioni amministrative in materia di linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica, comunque prodotta, avente tensione non superiore a 150 mila volts, trasferite alle Regione ai sensi dell' art. 87 e dell'art. 88, punto 4 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 , al fine di assicurare:
2. L'esercizio delle suddette funzioni è delegato alle Amministrazioni provinciali. Spetta alla Regione la funzione di indirizzo e coordinamento delle funzioni medesime, nonchè la cura dei rapporti con lo Stato e con le altre Regioni
Autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di linee ed impianti elettrici
1. La costruzione e l'esercizio di linee ed impianti elettrici per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica, la cui tensione nominale sia compresa fra 401 e 150 mila volts, di opere accessorie, nonchè di varianti di quelli esistenti sono soggetti ad autorizzazione, che può motivatamente imporre obblighi speciali o particolari prescrizioni. L'autorizzazione è rilasciata nell'osservanza delle norme vigenti e delle disposizioni della presente legge e previa acquisizione, a cura del richiedente, degli atti che consentano l'attraversamento di zone soggette a specifica tutela, definite, in particolare, dagli strumenti di pianificazione territoriale regionale.
2. Non sono soggette ad autorizzazione le opere relative alle linee ed impianti elettrici per il trasporto, la trasformazione e la distribuzione di energia elettrica, la cui tensione nominale non sia superiore a quattrocento volts, alle linee di cavo la cui tensione nominale non sia superiore a cinquemila volts, alle opere accessorie, nonchè alle varianti di quelle esistenti. Coloro che esercitano linee ed impianti non soggetti ad autorizzazione sono tenuti a fornire semestralmente, ai Comuni interessati, l'elenco delle nuove linee realizzate corredato dalla relative planimetrie.
3. Le imprese distributrici di energia elettrica sono tenute a presentare, entro il 31 gennaio di ciascun anno, i programmi annuali degli interventi. Dei programmi è dato avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione. Le autorizzazioni richieste sono rilasciate in via prioritaria sulla base di detti programmi annuali, salvi i casi di sopravvenuta urgenza.
4. Le forme e le modalità per la presentazione delle domande sono stabilite con atto amministrativo. Tali domande devono essere trasmesse in copia ai Comuni interessati a cura del richiedente. Le domande sono corredate da:
a) una relazione sulla compatibilità ambientale e paesaggistica dell'opera;
b) l'attestazione dell'avvenuto pagamento delle spese di istruttoria. Le spese di istruttoria sono determinate in misura fissa, aggiornate annualmente dalla Giunta regionale sulla base degli indici ISTAT relativi all'aumento del costo della vita, nei seguenti importi: Lire 300 mila per gli elettrodotti fino a cinque km.; Lire 600 mila per gli elettrodotti oltre i cinque km. e fino a venti km; Lire un milione per gli elettrodotti oltre i venti km.
5. Gli enti e le imprese che, ai sensi dei nn. 5, 6 e 8 dell' art. 4 della Legge 6 dicembre 1962, n. 1643 recante la " Istituzione dell'Ente nazionale per l'energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche", esercitano l'attività di trasporto, trasformazione e distribuzione di energia elettrica, oltre alla documentazione di cui al comma 4, devono allegare alla domanda il provvedimento di concessione all'esercizio di attività elettriche.
6. Il titolare dell'autorizzazione è tenuto ad adottare, sotto la propria responsabilità, nella costruzione e nell'esercizio degli impianti, tutte le misure di sicurezza stabilite in materia dalle norme vigenti e a darne atto, con apposite dichiarazioni, in sede di progetto, di direzione dei lavori e di collaudo.
7. Nel caso che le opere interessino il territorio di due o più province, il rilascio dell'autorizzazione spetta alla Giunta regionale, acquisito il parere delle province interessate. In tal caso la relativa domanda è presentata alla Regione, fermi restando i termini del procedimento stabiliti all'art. 3.
1. In sede di progetto devono essere valutati, secondo le vigenti disposizioni, i livelli di esposizione ai campi elettrici e magnetici della popolazione residente nonchè il rischio di scarica.
2. L'Unità sanitaria locale competente per territorio è tenuta a verificare in via preventiva che i livelli di esposizione risultino inferiori ai valori limite di cui al comma 1, comunicando le risultanze alla Provincia entro novanta giorni dal ricevimento del progetto, trasmesso a tal fine dal richiedente l'autorizzazione.
Pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità delle opere
1. A richiesta dell'interessato, con il provvedimento di autorizzazione può essere dichiarata la sussistenza della pubblica utilità, della urgenza ed indifferibilità dei lavori e delle opere, nonchè di ogni altra condizione necessaria a giustificare la occupazione di urgenza delle aree interessate e la costruzione delle linee e degli impianti. Il provvedimento indica i termini entro i quali dovranno avere inizio e compiersi le espropriazioni ed i lavori.
2. Il provvedimento di autorizzazione relativo alla linee ed impianti da costruirsi da parte dell'Ente nazionale per l'energia elettrica ha di per sè solo, e senza bisogno di farne specifica menzione, il valore di dichiarazione di pubblica utilità con efficacia di indifferibilità ed urgenza delle opere relative, ai sensi dell'articolo 9 del DPR 18 marzo 1965, n. 342 , recante " Norme integrative della legge 6 dicembre 9862 , n. 1643, e norme relative al coordinamento e all'esercizio delle attività elettriche esercitate da enti e imprese diversi dall'ENEL SpA".
1. Nei casi ed alle condizioni di cui all'art. 113 del TU 11 dicembre 1933, n. 1775, i soggetti che abbiano presentato una richiesta ai sensi dell'art. 2 della presente legge, possono proporre motivata e documentata istanza per essere autorizzati, in via provvisoria, all'inizio delle costruzioni, impegnandosi ad adempiere alle prescrizioni e condizioni che saranno stabilite nel provvedimento di autorizzazione definitiva, ovvero alla demolizione delle opere in caso di negata autorizzazione.
2. Tale autorizzazione può essere rilasciata fino alla scadenza dei termini previsti dall'art. 3.
3. La Giunta regionale stabilisce la misura e le modalità di deposito della cauzione che il richiedente l'autorizzazione provvisoria deve rilasciare prima dell'inizio delle costruzioni.
4. Anche ai provvedimenti di autorizzazione provvisoria si applicano le disposizioni di cui all'art. 5.
2. La costruzione di opere edilizie adibite a stazioni ed a cabine elettriche è soggetta a concessione edilizia gratuita ai sensi dell'art. 9 della Legge 28 gennaio 1977, n. 10 , recante " Norme per la edificabilità dei suoli" e dell'art. 30 della LR 7 dicembre 1978, n. 47, e successive modificazioni recante " Tutela e uso del territorio".
1. Le linee e gli impianti elettrici autorizzati sono sottoposti a collaudo da parte dell'Ente che ha rilasciato l'autorizzazione entro quattro anni dalla messa in esercizio, qualora entro tre anni non siano state presentate opposizioni dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, ai sensi del punto 3.1.03 del Cap. 3 " Disposizioni finali e transitorie" del decreto interministeriale 21 marzo 1988, con il quale sono state approvate, in esecuzione della Legge 28 giugno 1986, n. 339 , le norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e l'esercizio delle linee elettriche esterne.
2. In sede di collaudo devono accettarsi:
e) l'avvenuta adozione delle misure di sicurezza di cui all' art. 4.
3. Non occorre verifica con riguardo ai materiali che l'esercente la linea attesti essere già stati sottoposti a verifica e collaudo di tipo, secondo le vigenti norme.
4. L'esito negativo del collaudo comporta la revoca dell' autorizzazione rilasciata.
5. Tutte le spese inerenti al collaudo sono a carico del titolare dell'autorizzazione.
1. L'ente che ha rilasciato l'autorizzazione può, per ragioni di pubblico interesse, ordinare lo spostamento o la modifica di linee e impianti elettrici autorizzati, definendo contestualmente un equo indennizzo da corrispondere, da parte dei soggetti interessati, al titolare dell'impianto da spostare o modificare.
2. Il provvedimento di cui al comma 1 costituisce autorizzazione della variante da eseguire ed ha efficacia di dichiarazione di pubblica utilità urgenza ed indifferibilità.
1. I Piani regolatori generali( PRG) recepiscono le linee e gli impianti elettrici dichiarati di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità ai sensi dell'art. 5.
2. I PRG individuano le linee ed impianti elettrici di tensione uguale o superiore a 30 mila volts e stabiliscono le relative fasce di rispetto, in cui non sono ammesse nuove costruzioni, secondo le distanze previste dalle disposizioni vigenti in materia.
3. Nelle aree individuate nel territorio urbanizzato, di cui al comma 2 dell'art. 13 della LR 7 dicembre 1978, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, nonchè nelle aree destinate a zona industriale e artigianale dal PRG, le distanze di cui al comma 2 possono essere ridotte purchè non siano superati i valori di campo elettrico e magnetico di cui all'art. 4.
4. Il tracciato di nuove linee elettriche aeree di tensione compresa fra 30 mila e 150 mila volts non può attraversare aree classificate negli strumenti urbanistici comunali come zone omogenee A ai sensi dell'art. 2 del DM 2 aprile 1968, n. 1444, nonchè " beni individui" soggetti a specifici provvedimenti di tutela ai sensi della Legge 29 giugno 1939, n. 1497 recante " Norme sulla protezione delle bellezze naturali" e successive modifiche e integrazioni.
1. L'esecuzione delle opere previste dalla presente legge, senza la preventiva autorizzazione, ovvero in difformità della stessa, è assoggettata ad una sanzione amministrativa, a carico del proprietario dell'impianto, dell'esecutore delle opere e del direttore dei lavori per un importo da Lire 2 milioni a Lire 20 milioni.
2. In caso di esecuzione abusiva delle opere previste dalla presente legge nonchè in caso di decadenza è comunque fatto obbligo ai trasgressori di provvedere al ripristino. Nell'ipotesi di inerzia da parte dell'obbligato, si provvede d' ufficio a spese dell'inadempiente. Il recupero di tali spese è effettuato con le modalità e gli effetti previsti dal RD 14 aprile 1910, n. 639 sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
3. L'applicazione delle sanzioni amministrative è disciplinata dalla LR 28 aprile 1984, n. 21
1. Le Province esercitano le funzioni delegate dalla presente legge in coerenza con gli strumenti della programmazione e della pianificazione regionale ed in conformità ad atti di indirizzo e coordinamento - emanati con decreto del presidente della Giunta regionale su conforme deliberazione della Giunta - volti, in particolare, a stabilire: gli obiettivi dell'azione amministrativa, i parametri di valutazione della medesima, le procedure da seguire e le risorse da utilizzare al fine di garantire, nell'esercizio delle funzioni delegate, esigenze di carattere unitario, nonchè il loro raccordo con quelle regionali.
3. Le Province, entro il 31 gennaio di ciascun anno successivo a quello di riferimento, presentano alla Regione una relazione sull'attività svolta, indicando gli obiettivi raggiunti ed esprimendo una valutazione sugli obiettivi medesimi riferita agli atti di indirizzo e coordinamento della Regione. La relazione contiene altresì un' analitica descrizione delle spese effettivamente sostenute nell'esercizio delle funzioni delegate, asseverata dal Responsabile della Ragioneria della Provincia. La mancata presentazione della relazione comporta la sospensione della corresponsione dei contributi di cui all'art. 17.
1. La Regione, in collaborazione con le Province - che provvedono al rilevamento dei dati - istituisce, nell'ambito del sistema informativo regionale, il catasto delle linee ed impianti elettrici, articolato territorialmente a livello provinciale. All'istituzione delle suddette basi informative si provvede con le procedure dettate dalla LR 26 luglio 1988, n. 30 recante " Costituzione del sistema informativo regionale".
1. La Regione contribuisce alle spese sostenute dalle Province per l'esercizio delle funzioni delegate con la presente legge.
2. La Giunta regionale è autorizzata a ripartire tra le Province, con proprio atto deliberativo, le somme assegnate nel bilancio regionale, previa valutazione dell'attività effettivamente svolta da ciascun Ente delegato che dovrà risultare dalla relazione di cui al comma 3 dell'art. 13.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, la Regione fa fronte con l'istituzione di un apposito capitolo nella parte spesa del bilancio di previsione che verrà dotato della necessaria disponibilità in sede di approvazione della legge di bilancio o di variazione del bilancio, a norma di quanto disposto dal comma 1 dell'art 11 della LR 6 luglio 1977, n. 31.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia - Romagna.