Source: http://www.greensite.it/ogm/decreto2003.htm
Timestamp: 2018-01-18 00:15:09+00:00
Document Index: 139417404

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 21', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art 34', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 13']

Ministero della Salute - Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE della Commissione nella parte relativa ai criteri dei valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali di cui al decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, e successive modificazioni, nonche' alle condizioni di utilizzazione dei trattamenti delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente.
Visto il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, e successive modificazioni ed in particolare il comma quattro dell'art. 2, ai sensi del quale il Ministro della salute provvede all'aggiornamento delle prescrizioni tecniche emanate, al fine di adeguare le prescrizioni suddette al progresso tecnico, alle nuove acquisizioni scientifiche ed alle direttive della Comunita' europea in materia;
Visto il decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, recante i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali;
Visto il decreto ministeriale 31 maggio 2001, recante modificazioni al decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542;
Visto il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 339, ed in particolare il comma due dell'art. 5, ai sensi del quale il Ministro della salute provvede a stabilire ed aggiornare le condizioni di utilizzazione dei trattamenti delle acque di sorgente;
Vista la direttiva 2003/40/CE della Commissione delle Comunita' europee del 16 maggio 2003 che determina l'elenco, i limiti di concentrazione e le indicazioni di etichettatura per i parametri delle acque minerali naturali, nonche' le condizioni di utilizzazione dell'aria arricchita di ozono per il trattamento delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente;
Considerato che la direttiva 2003/40/CE della Commissione delle Comunita' europee del 16 maggio 2003 precisa, tra l'altro, che ai fini di controlli ufficiali e' necessario prevedere un margine di fluttuazione dei risultati analitici intorno ai limiti massimi ammissibili di concentrazione, corrispondente alle incertezze di misurazione, ed, altresi', che, in merito alle condizioni di utilizzazione dei trattamenti con aria arricchita di ozono, appare opportuno definire unicamente obblighi di risultato, al fine di tenere conto dell'evoluzione delle tecniche e della variabilita' delle caratteristiche del trattamento secondo la composizione fisico-chimica dell'acqua da trattare;
Ravvisata la necessita' di adeguare le prescrizioni relative ai parametri delle acque minerali naturali contenute nel decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, cosi' come modificato dal decreto ministeriale 31 maggio 2001, al progresso tecnico e alle nuove acquisizioni scientifiche;
Ravvisata la necessita' di stabilire le condizioni di utilizzazione dei trattamenti delle acque di sorgente;
Sentito il parere del Consiglio superiore di sanita' espresso in data 16 dicembre 2003;
1. L'art. 5 del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, e' sostituito dal seguente:
«Art. 5. - 1. Dalle analisi chimiche e fisico-chimiche deve risultare la determinazione dei seguenti parametri relativi all'acqua minerale, oltre alla temperatura dell'aria al momento del prelievo:
23) iodio.».
1. L'art. 6 del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, cosi' come sostituito dal decreto ministeriale 31 maggio 2001, e' sostituito dal seguente:
«Art. 6. - 1. Dalle analisi chimiche deve inoltre risultare la determinazione dei seguenti parametri il cui limite massimo ammissibile e' di fianco indicato; tali parametri si riferiscono a sostanze di origine naturale che non devono derivare da una eventuale contaminazione della fonte:
Numero Parametro Limite massimo ammissibile (*)
Fluoruri 5,0 mg/L (1,5 mg/L per acque destinate all'infanzia)
Nitrati 45 mg/L (10 mg/L per acque destinate all'in-fanzia)
(*) Le caratteristiche di prestazione delle metodiche analitiche per la determinazione dei parametri di cui al comma 1 sono riportate nell'allegato I al presente decreto di cui costituisce parte integrante.
2. Nelle acque minerali naturali non devono essere presenti le seguenti sostanze o composti derivanti dall'attivita' antropica; il mancato riscontro di tali sostanze utilizzando metodi analitici con i livelli minimi di rendimento riportati in allegato II al presente decreto, del quale fa parte integrante, costituisce garanzia di qualita' per l'acqua minerale:
1) agenti tensioattivi;
2) oli minerali-idrocarburi disciolti o emulsionati;
3) benzene;
4) idrocarburi policiclici aromatici;
5) antiparassitari;
6) policlorobifenili;
7) composti organoalogenati (che non rientrano nelle voci 5 e 6).
3. Le sostanze di cui al comma 2 non devono risultare rilevabili con metodi che abbiano i limiti minimi di rendimento analitico riportati nel citato allegato II. Tali limiti di rendimento devono corrispondere a segnali strumentali rivelabili (cioe' a livelli di fiducia del 95% in rapporto ad un dosaggio in bianco). I metodi da utilizzarsi devono essere quelli che si avvalgono delle piu' moderne tecniche analitiche e che sono indicati da organismi internazionali o comunitari o nazionali. I livelli minimi di rendimento riportati saranno riesaminati alla luce di nuove metodologie analitiche e di regola ogni tre anni.».
1. Dopo l'art. 6 del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, cosi' come sostituito dal decreto ministeriale 31 maggio 2001, e' aggiunto il seguente:
«Art. 6-bis. - 1. Fatte salve le disposizioni di cui all'art. 7 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, come modificato dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 339, l'intenzione di avviare al trattamento le acque minerali naturali, riconosciute alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, con aria arricchita di ozono per la separazione dei composti del ferro, del manganese, dello zolfo e dell'arsenico deve essere comunicata al Ministero della salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria, prima dell'avvio stesso. Alla domanda i soggetti titolari di riconoscimento di acque minerali naturali debbono allegare tutta la documentazione utile a definire le caratteristiche del trattamento, ivi comprese le prestazioni e la potenzialita' dell'impianto, e la rispondenza ai criteri di garanzia di cui al successivo comma 4.
2. Decorsi novanta giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al comma 1) senza che il Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanita', abbia adottato alcun provvedimento il trattamento puo' avere luogo.
3. Le domande di riconoscimento delle acque minerali naturali, qualora si intenda far ricorso al trattamento, debbono essere inoltre corredate da tutta la documentazione utile a definire le caratteristiche del trattamento, ivi comprese le prestazioni e la potenzialita' dell'impianto, e la rispondenza ai criteri di garanzia di cui al successivo comma 4.
4. Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 5 e 6 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, come modificato dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 339, il trattamento di cui ai commi 1 e 3 deve soddisfare l'insieme delle seguenti condizioni:
a) la composizione fisico-chimica delle acque minerali naturali giustifica l'avvio al trattamento;
b) sono adottate tutte le misure necessarie a garantire l'innocuita' e l'efficacia del trattamento;
c) la composizione fisico-chimica delle acque minerali naturali in componenti caratteristiche non e' modificata dal trattamento;
d) l'acqua minerale naturale prima del trattamento rispetta i criteri microbiologici di cui agli articoli 9 e 10;
e) il trattamento non provoca la formazione di residui ad una concentrazione superiore ai limiti massimi stabiliti nell'allegato III al presente decreto, del quale costituisce parte integrante, o di residui che possono presentare un rischio per la salute pubblica.».
2. Le disposizioni di cui al comma uno si applicano anche alle acque di sorgente.
1. Dopo l'art. 16 del decreto ministeriale 12 novembre 1992, n. 542, sono aggiunti i seguenti:
«Art. 17. - 1. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 21 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, il Ministro della salute, con proprio decreto, dispone la revisione dei riconoscimenti delle acque minerali naturali per ogni necessita' di adeguamento al progresso tecnico, alle nuove acquisizioni scientifiche, alle direttive emanate dall'Unione europea nonche' per ogni esigenza di salvaguardia della salute pubblica e/o dei consumatori.
2. In prima applicazione di quanto previsto al comma 1 e tenuto conto delle previsioni di cui al successivo art. 18 e' fatto obbligo ai soggetti titolari di riconoscimento di acque minerali naturali di produrre al Ministero della salute entro il 31 ottobre 2004 ed entro il 31 ottobre 2006, certificati - in duplice copia - di analisi chimica, completi di verbale di prelevamento e della determinazione, rispettivamente, dei soli parametri antimonio, arsenico e manganese e dei soli parametri nichel e fluoro. Detta analisi deve essere eseguita su campioni prelevati alla sorgente (ovvero alle singole sorgenti, se l'acqua proviene da piu' sorgenti, e, in tale caso, anche alla miscelazione delle singole sorgenti) nonche' - qualora l'acqua minerale naturale sia sottoposta ad un trattamento di cui all'art. 6-bis - su campioni prelevati all'uscita dell'impianto di trattamento e deve essere effettuata da uno dei laboratori gia' autorizzati ai sensi del D.C.G. 7 novembre 1939, n. 1858, o, ove necessario, da laboratori pubblici identificati, nei primi tre anni dall'entrata in vigore del presente provvedimento, con apposito decreto del Ministro della salute, sentite le regioni interessate.
Fatta salva la valutazione di merito della documentazione prodotta, la mancata ricezione negli inderogabili tempi previsti dei certificati analitici comporta la sospensione, a far data - rispettivamente - dal 1° gennaio 2005 e dal 1° gennaio 2007, della validita' del decreto di riconoscimento.
3. Ai fini della verifica del permanere delle caratteristiche proprie dell'acqua minerale naturale, i soggetti titolari di riconoscimento devono inviare, ogni anno, al Ministero della salute, una autocerti-ficazione per ogni acqua minerale riconosciuta, relativa al mantenimento delle caratteristiche proprie delle acque minerali naturali, sulle quali si basa il riconoscimento, unitamente ad un'analisi chimica e chimico-fisica e ad un analisi microbiologica effettuate nel corso dello stesso anno solare ed eseguite secondo le modalita' previste, rispettivamente, dagli articoli 5, 6, 9 e 10.
Dette analisi devono essere eseguite su campioni prelevati alla sorgente (ovvero alle singole sorgenti se l'acqua proviene da piu' sorgent e, in tale caso, anche alla miscelazione delle singole sorgenti) nonche' - qualora l'acqua minerale naturale sia sottoposta ad un trattamento di cui all'art. 6-bis - su campioni prelevati all'uscita dell'impianto di trattamento e deve essere effettuata da uno dei laboratori gia' autorizzati ai sensi del D.C.G. 7 novembre 1939, n. 1858, o, ove necessario, da laboratori pubblici identificati, nei primi tre anni dall'entrata in vigore del presente
provvedimento, con apposito decreto del Ministro della salute, sentite le regioni interessate. Tali obblighi decorrono a partire dall'anno 2004. La mancata ricezione della citata documentazione - in duplice copia - entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento (ed in prima applicazione entro il 31 gennaio 2005) ovvero la presentazione di certificazione analitica non conforme al presente decreto comporta la immediata sospensione della validita' del decreto di riconoscimento.
4. La valutazione di conformita' della certificazione analitica prodotta ai fini di cui ai commi 1, 2 e 3 e' effettuata sentito il Consiglio superiore di sanita', nel cui ambito si esprime anche l'Istituto superiore di sanita'.
1. Fatti salvi i parametri e i relativi limiti massimi ammissibili gia' in vigore per le acque minerali naturali, al piu' tardi entro il 31 dicembre 2004 le acque minerali naturali devono, alla sorgente, o, se consentito, dopo eventuale trattamento, essere conformi, anche per il parametro antimonio ai limiti di concentrazione massima ammissibile stabilita all'art. 6. I nuovi limiti riguardanti l'arsenico e il manganese si applicano contestualmente all'entrata in vigore del presente decreto; per consentire la messa in atto dei trattamenti di cui all'art. 6-bis, per le acque minerali gia' riconosciute, tali nuovi limiti si applicano al piu' tardi entro il 31 dicembre 2004.
2. Al piu' tardi entro il 31 dicembre 2006 le acque minerali naturali devono, alla sorgente o - se consentito - dopo eventuale trattamento, essere conformi, anche per i parametri fluoro e nichel ai limiti di concentrazione massima ammissibile stabilita all'art. 6. 3. Limitatamente ai parametri di cui all'art. 6-bis, le acque minerali naturali, provenienti da piu' sorgenti, devono essere conformi agli eventuali limiti di concentrazione massima ammissibile stabilita all'art. 6 al momento del confezionamento.».
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e comunicato alla Commissione europea.
Caratteristiche (*) di prestazione delle metodiche analitiche per la
determinazione dei parametri elencati nell'art. 6, comma 1.
del valore parametrico
Bario 25 25 25
Cianuro 10 10 10 (Nota 4)
(*) I metodi di analisi che servono a misurare le concentrazioni dei componenti sopraelencati devono poter misurare, come minimo, concentrazioni uguali al valore parametrico, con un'esattezza, una precisione e un limite di rivelabilita' specificati. Qualunque sia la sensibilita' del metodo d'analisi impiegato, il risultato e' espresso utilizzando lo stesso numero di decimali utilizzato per il limite massimo ammissibile previsto per ciascuno di loro.
Nota 1: L'esattezza e' la differenza fra il valore medio di un grande numero di misurazioni ripetute ed il valore di riferimento; la sua misura e' generalmente indicata come errore sistematico.
Nota 2: La precisione misura la dispersione dei risultati intorno alla media; essa e' generalmente espressa come lo scarto tipo all'interno di un gruppo omogeneo di campioni e dipende solo da errori casuali.
Nota 3: Il limite di rivelabilita' e': tre volte lo scarto tipo relativo all'intemo di un lotto di un campione naturale contenente una bassa concentrazione del parametro;
cinque volte lo scarto tipo relativo all'interno di un lotto di un bianco.
Gruppi o singole sostanze non ammesse
N° Parametro Limiti minimi di rendimento richiesti (***) ai metodi analitici (LMRR) (micro g/L)
1 Agenti tensioattivi 50 (come LAS)
2 Oli minerali-idrocarburi disciolti o emulsionati 10
4 Benzo (k) fluorantene
Altri 0,006
5 Antiparassitari (**) (singolo composto) (insetticidi, fungicidi, nematocidi, acaricidi, alghicidi, rodenticidi, prodotti connessi e i pertinenti metaboliti, prodotti di degradazione e di reazione):
Aldrin, dieldrin, eptacloro, eptacloro epossido (singoli composti):
6 Policlorobifenili (per singolo con genere) 0,05
7 Composti organoalogenati che non rientrano nelle voci 5 e 6 (singolo composto): Cloroformio, clorodibromometano, diclorobromometano, bromo-formio Tricloroetilene, tetracloroetilene, 1-2 dicloroetano ed altri 0,5 0,1
(*) Il metodo utilizzato deve essere indicato nel rapporto di prova.
(**) Tra le classi di composti elencate si devono ricercare quegli antiparassitari che hanno maggiore probabilita' di trovarsi nel territorio influente sulla risorsa interessata. L'elenco di tali composti va richiesto alle locali autorita' sanitarie competenti.
(***) Il limite minimo di rendimento richiesto (LMRR) e' il contenuto minimo di analita in un campione che deve essere rilevato e confermato.
Limiti massimi per i composti residui di trattamento delle acque minerali naturali con aria arricchita di ozono
Composti residui di trattamento Limiti massimi (*) (micro g/L)
Ozono disciolto 50
(*) Il rispetto dei limiti massimi va controllato a livello dell'imbottigliamento o di altri confezionamenti destinati al consumatore finale.
G.U. 12.1.1993, n. 8)
Decreto 12 novembre 1992 , n. 542
Regolamento recante i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali
Visto il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, recante disposizioni per l'attuazione della direttiva 80/777/CEE relativa alla utilizzazione e alla commercializzazione delle acque minerali naturali;
Visto l'art 34 del regio decreto 28 settembre 1919, n. 1924;
Visto l'art. 6, lettera i), della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto il decreto del Capo del Governo 7 novembre 1939, n. 1856, e successive Integrazioni;
Vista la comunicazione fatta in data 11 novembre 1992 al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 40
A corredo delle domande di riconoscimento delle acque minerali naturali deve essere prodotta una relazione idrogeologica volta ad illustrare tutti gli aspetti caratterizzanti la falda acquifera d'origine.
La relazione deve fare riferimento alla cartografia ufficiale esistente e deve comprendere:
1) definizione del bacino imbrifero geografico ed idrogeologico con carta geologica e profili geologici significativi in scala 1:25.000;
3) carta della permeabilità del bacino idrogeologico in scala minima 1:25.000;
5) bilancio idrogeologico, valutazione delle caratteristiche idrauliche della falda, studio deIIa mineralizzazione della falda e delle variazioni chimico-fisiche nelle quattro stagioni per almeno un anno solare;
6) piano topografico, in scala minima 1:5.000, esteso, compatibilmente con la natura e l'ubicazione dei terreni, per almeno 5 kmq intorno all'opera di presa, con la geologia di dettaglio e relativa carta e sezioni rappresentative geologiche e permeatimetriche; eventuale possibilità di rapporti della falda con zone a rischio di inquinamento:
8) a dimostrazione della non interferenza di altre falde sulla falda minerale, la relazione deve essere integrata con documentazione idrogeologica, chimico fisica ed eventualmente isotopica su campioni prelevati nelle condizioni anomale;
9) la provenienza dalla stessa falda di più opere di presa o punti d'acqua deve essere dimostrata con esauriente documentazione idrogeologica, chimico fisica ed eventualmente isotopica.
CAPO II - Criteri di valutazione delle caratteristiche chimiche e chimico fisiche delle acque minerali naturali
Le domande di riconoscimento delle acque minerali naturali debbono essere corredate dai certificati di almeno quattro analisi chimiche e fisico-chimiche eseguite nelle quattro stagioni su campioni prelevati alla sorgente ovvero alle singole sorgenti, se l'acqua proviene da più sorgenti, e dai relativi verbali di prelevamento redatti dall'autorità sanitaria che ha assistito ai prelevamenti stessi.
Le analisi sono eseguite dai laboratori di cui al decreto del Capo del Governo 7 novembre 1939, n. 1856, e successive integrazioni.
Dalle analisi chimiche e fisico-chimiche deve risultare la determinazione dei seguenti parametri dell'acqua minerale:
15) ferro discioIto;
18) fosforo totale:
19) grado soIfidrometrico;
Dalle analisi chimiche deve inoltre risultare la determinazione dei seguenti parametri, relativi a sostanze contaminanti o indesiderabili al di sopra di una determinata concentrazione, a fianco indicata:
1) cianuri 0,01 mb/l CN
2) fenoli (esclusi quelli naturali che 0,5 ug/l C6H50H
non reagiscono al cloro)
4) oli minerali - idrocarburi disciolti o 10 ug/l
6) pesticidi e bifenili policlorurati 0,1 ug/l per componente separato
0,5 mg/l in totale
7) composti organoalogenati che 1 ug/l
non rientrano nella voce n. 6
8) arsenico 0,05 mg/l As3 - 0,15 mg/l
As5 - 0,20 in totale
10) borati 30 mg/I H3B03
14) manganese 2 mg/I
15) nitrati 45 mg/l N03
10 mg/l per acque destinate alla alimentazione dell'infanzia
18) rame 1 mg/I
Le domande di riconoscimento delle acque minerali naturali debbono essere corredate dai certificati di almeno quattro analisi microbiologiche eseguite, nelle quattro stagioni su campioni prelevati alla sorgente ovvero alle singole sorgenti, se l'acqua proviene da più sorgenti, e dai relativi verbali di prelevamento redatti dall'autorità sanitaria che ha assistito ai prelevamenti stessi.
Dalle analisi deve risultare:
3) assenza delle spore di clostridi solfito riduttori in 50 ml, accertata su unica semina;
Debbono inoltre essere determinati i valori della carica microbica totale a 20°C dopo 72 ore e a 37°C dopo 24 ore.
La natura degli esami, cui si deve procedere secondo metodi scientifici riconosciuti, deve essere adattata alle caratteristiche proprie dell'acqua minerale naturale ed ai suoi effetti sull'organismo umano, quali la diuresi, il funzionamento gastrico o intestinale, la compensazione delle carenze di sostanze minerali.
Eventualmente la constatazione della costanza e della concordanza di un gran numero di osservazioni cliniche può sostituire gli esami di cui all'art. 11; in casi appropriati gli esami clinici possono sostituirsi agli esami considerati all'art. 11, a condizione che la costanza e la concordanza di un gran numero di osservazioni consentano di ottenere gli stessi risultati.
Gli studi clinici, farmacologici e tossicologici debbono essere condotti presso strutture ospedaliere o universitarie nel rispetto delle regole di buona pratica clinica e di buona pratica di laboratorio.
In situazioni particolari, quali quelle connesse con le caratteristiche di composizione dell'acqua, è consentito, qualora sia tecnicamente preferibile e realizzabile, condurre la sperimentazione clinica in prossimità della sorgente, a condizione che la sperimentazione stessa sia eseguita sotto il controllo del responsabile di una delle strutture di cui all'art. 13.
I recipienti contenenti l'acqua da sottoporre alle prove cliniche, farmacologiche e tossicologiche debbono pervenire ai responsabili delle sperimentazioni sigillati dall'autorità sanitaria che ha provveduto ai prelevamenti ed accompagnati dal verbale di prelevamento redatto dalla stessa autorità sanitaria.
Le domande di revisione dei riconoscimenti delle acque minerali naturali in commercio debbono essere corredate dai seguenti documenti:
1) certificato di analisi chimica e chimico-fisica eseguite da uno dei laboratori di cui al decreto del Capo
del Governo 7 novembre 1939, e successive integrazioni, su campioni prelevati alla sorgente ovvero alle singole sorgenti, se l'acqua proviene da più sorgenti;
4) una documentazione bibliografica, accompagnata dalla relazione di un esperto clinico o farmacologo operante in una delle strutture di cui all'art. 13.
Roma, 12 novembre 1992
ANNO 2002: DOPO IL RITROVAMENTO DI ACQUE MINERALI CONTAMINATE, AL MINISTERO VENGONO SOLLECITATI PROVVEDIMENTI… (ANSA) - TORINO, 4 GIU - Alcune acque minerali di marche regolarmente in commercio sono risultate positive, in base a test su campioni prelevati nel 2002, a sostanze come i pesticidi e gli idrocarburi. L' accertamento e' stato compiuto a Roma dall' Istituto Superiore di Sanita'.
Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che sulle acque minerali sta conducendo un'inchiesta, ha scritto al Ministero della Salute chiedendo ''quali misure immediate si vogliono adottare per garantire la salute pubblica''. L' Istituto Superiore di Sanita' ha controllato le analisi svolte nel 2002 da 28 marche di acque minerali che avevano chiesto il cosiddetto riconoscimento (una sorta di accredito) alle autorita' sanitarie: solo cinque sono risultate in regola in base ai parametri stabiliti dalle leggi. (ANSA).
ANSA) - TORINO, 4 GIU - Le altre ventitre' acque minerali presentano diversi ordini di problemi. Durante i test per il riconoscimento, il laboratorio a cui si erano rivolte non ricerco' tutti i parametri stabiliti dalla legge, oppure non utilizzo' il metodo standard fissato da un decreto del 31 maggio 2001; in parecchie di esse, inoltre, spuntano le cosiddette ''sostanze indesiderabili'' fuori dai limiti consentiti, come i pesticidi, i bifenili policlorurati, gli agenti tensioattivi, gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa).
L' Istituto superiore di Sanita', secondo quanto si e' appreso a Torino, ne ha informato il Ministero, che a sua volta ha invitato il Consiglio superiore di Sanita' ad esprimere un parere. Guariniello, adesso, ha chiesto al Ministero se intende prendere provvedimenti urgenti.
Le acque in questione hanno sorgenti in varie parti d' Italia: Alto Adige, Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata. Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di circostanze curiose che possono spiegare la presenza di alcune sostanze: certe fonti si trovano vicino a campi coltivati o a strutture come le industrie galvaniche o gli autolavaggi. (ANSA).