Source: http://docplayer.it/2483140-Sviluppo-rurale-2007-2013-manuale-del-documento-di-orientamento.html
Timestamp: 2017-01-19 13:39:36+00:00
Document Index: 184636778

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 21', 'art.33', 'arte 5', 'art. 66', 'art.75']

⭐Sviluppo rurale MANUALE DEL. Documento di orientamento
Sviluppo rurale MANUALE DEL. Documento di orientamento
Download "Sviluppo rurale 2007-2013 MANUALE DEL. Documento di orientamento"
1 Sviluppo rurale MANUALE DEL QUADRO COMUNE PER IL MONITORAGGIO E LA VALUTAZIONE Documento di orientamento Settembre 2006 Direzione generale dell Agricoltura e dello sviluppo rurale2 INDICE 1. UN APPROCCIO PIÙ STRATEGICO ALLO SVILUPPO RURALE UN APPROCCIO COMUNE AL MONITORAGGIO E ALLA VALUTAZIONE LA GERARCHIA DEGLI OBIETTIVI E GLI INDICATORI...6 Gerarchia degli obiettivi...6 Indicatori comuni...7 Indicatori supplementari REQUISITI DI MONITORAGGIO PER IL NUOVO PERIODO REQUISITI DI VALUTAZIONE PER IL NUOVO PERIODO REQUISITI DI RENDICONTAZIONE...10 Monitoraggio...10 Valutazione...12 Monitoraggio strategico...12 Requisiti di rendicontazione in base ai vari tipi di indicatori QUANTIFICAZIONE E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI RESPONSABILITÀ DELLA TRASMISSIONE DEI DATI AUSILIO PER LO SVILUPPO DI ATTIVITÀ E METODI DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE3 ALLEGATI ALLEGATO 1 ORIENTAMENTI GENERALI A. SCELTA E USO DEGLI INDICATORI B. LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE C. LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE EX ANTE INCLUSA LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) ALLEGATO 2 ORIENTAMENTI SULLA PROGRAMMAZIONE E SULLE MISURE D. GERARCHIA DEGLI OBIETTIVI E. SCHEDE DELLE MISURE ALLEGATO 3 ORIENTAMENTI SUGLI INDICATORI F. LISTA DEGLI INDICATORI COMUNI G. SCHEDE DEGLI INDICATORI INIZIALI H. SCHEDE DEGLI INDICATORI DI PRODOTTO I. SCHEDE DEGLI INDICATORI DI RISULTATO J. SCHEDE DEGLI INDICATORI DI IMPATTO K. ESEMPI DI INDICATORI SUPPLEMENTARI ALLEGATO 4 ORIENTAMENTI SUPPLEMENTARI L. DOMANDE FREQUENTI M. RETE DI VALUTAZIONE N. GLOSSARIO O. LETTURE UTILI 34 Monitoraggio e valutazione UN APPROCCIO PIÙ STRATEGICO ALLO SVILUPPO RURALE Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 Considerando 11, 8, 9 Al fine di garantire lo sviluppo sostenibile delle zone rurali, è necessario concentrarsi su un numero limitato di obiettivi essenziali a livello comunitario, concernenti la competitività dei settori agricolo e forestale, la gestione del territorio e l'ambiente, nonché la qualità di vita e la diversificazione delle attività in tali zone, tenendo conto della diversità delle situazioni, che vanno dalle zone rurali remote colpite da spopolamento e declino alle zone rurali periurbane che subiscono la pressione crescente dei centri urbani. (11) Per far collimare il contenuto strategico della politica di sviluppo rurale con le priorità della Comunità e quindi favorirne la trasparenza, il Consiglio deve adottare, su proposta della Commissione, orientamenti strategici in materia di sviluppo rurale. (8) Sulla base degli orientamenti strategici, ciascuno Stato membro dovrebbe elaborare il proprio piano di strategia nazionale di sviluppo rurale, che costituirà il quadro di riferimento per la preparazione dei programmi di sviluppo rurale. Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero riferire in merito al monitoraggio della strategia nazionale e comunitaria. (9) Il nuovo regolamento sullo sviluppo rurale stabilisce un approccio notevolmente più semplice e strategico (basato sugli obiettivi e non sulle misure) allo sviluppo rurale, attraverso la definizione di tre obiettivi essenziali e la riorganizzazione dei sotto-obiettivi e degli obiettivi delle misure. I principali cambiamenti possono essere riassunti nel modo seguente: (1) una semplificazione radicale dell'attuazione delle politiche, attraverso l'introduzione di un unico sistema di finanziamento e la modifica del quadro di programmazione, gestione finanziaria e controllo per i programmi di sviluppo rurale; (2) la definizione di tre obiettivi essenziali per le misure di sviluppo rurale (articolo 4): accrescere la competitività del settore agricolo e forestale sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e l innovazione; valorizzare l ambiente e il paesaggio naturale sostenendo la gestione del territorio; migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche. Ad ogni obiettivo essenziale corrisponde un asse tematico intorno al quale devono essere realizzati i programmi di sviluppo rurale, mentre un quarto asse metodologico orizzontale è dedicato all'integrazione dell'approccio LEADER; (3) la definizione di orientamenti strategici per lo sviluppo rurale, che identificano le seguenti priorità europee per lo sviluppo rurale: 45 contribuire a creare un settore agroalimentare europeo forte e dinamico, incentrato sulle priorità della trasmissione di conoscenze, della modernizzazione, dell'innovazione e della qualità nella catena alimentare e sui settori prioritari per gli investimenti di capitale umano e fisico; contribuire ai settori prioritari della biodiversità, della conservazione e sviluppo dei sistemi agricoli e forestali con elevato valore naturale, dei paesaggi agricoli tradizionali, del regime idrico e dei cambiamenti climatici; contribuire alla priorità assoluta della creazione di posti di lavoro e di un contesto favorevole alla crescita; contribuire alla priorità orizzontale del miglioramento della gestione e della mobilitazione del potenziale di sviluppo endogeno delle zone rurali. Gli Stati membri dovrebbero elaborare le proprie strategie di sviluppo rurale alla luce di questi obiettivi e priorità europee e scegliere, ognuno in base alla propria situazione specifica, le misure più appropriate per attuare ciascuna strategia. I programmi di sviluppo rurale convertiranno poi la strategia in azione attraverso l'attuazione di tali misure, che sono previste nei quattro assi operativi (articoli 20, 36, 52 e 63 del regolamento n. 1698/2005 del Consiglio). 2. UN APPROCCIO COMUNE AL MONITORAGGIO E ALLA VALUTAZIONE Articolo 80 Quadro comune per il monitoraggio e la valutazione Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione è definito in collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri ed è adottato secondo la procedura di cui all'articolo 90, paragrafo 2. Esso individua un numero limitato di indicatori comuni applicabili a ciascun programma. L'approccio al monitoraggio e alla valutazione relativo al periodo si basa sulle stesse modalità dei periodi precedenti, ma sarà attuato in maniera più sistematica e adeguato ad una serie di nuovi requisiti previsti dal regolamento sullo sviluppo rurale. L'esplicita definizione degli obiettivi nel regolamento, degli orientamenti strategici e delle loro necessarie ripercussioni sui programmi accresce l'esigenza di un sistema di monitoraggio e di valutazione altrettanto chiaro e forte. Il nuovo regolamento sullo sviluppo rurale prevede un monitoraggio strategico delle strategie comunitarie e nazionali, legato alle priorità dell'ue, e richiede pertanto la definizione e la quantificazione di indicatori comuni. È necessario migliorare la definizione degli indicatori iniziali all'inizio del periodo di programmazione, per poter valutare la situazione di partenza e costituire la base per l'elaborazione della strategia del programma. L'aggregazione dei prodotti, dei risultati e degli impatti a livello comunitario consentirà di valutare i progressi compiuti nella realizzazione delle priorità dell'ue. 56 L'organizzazione di attività di valutazione in itinere consentirà, attraverso una più efficiente raccolta dei dati, di migliorare la preparazione della valutazione formale intermedia ed ex post. Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione (QCMV) delineato nel presente documento è fondato sulla continuità e sull'adeguamento dell'orientamento esistente per il periodo , in base all'esperienza e ai requisiti previsti dal nuovo regolamento. Le nuove disposizioni prevedono un unico quadro per il monitoraggio e la valutazione di tutti gli interventi relativi allo sviluppo rurale. Ciò garantisce ampia continuità rispetto ai requisiti di monitoraggio e una forte semplificazione della valutazione dei risultati e degli impatti, offrendo allo stesso tempo maggiore flessibilità agli Stati membri. In generale, il QCMV introduce pochi requisiti aggiuntivi per la raccolta dei dati rispetto al periodo in corso, fatta eccezione per le misure o gli obiettivi la cui portata è stata modificata nel regolamento o negli orientamenti strategici europei per lo sviluppo rurale. 3. LA GERARCHIA DEGLI OBIETTIVI E GLI INDICATORI Articolo 81 Indicatori 1. L'andamento, l'efficienza e l'efficacia dei programmi di sviluppo rurale rispetto ai loro obiettivi sono misurati in base a indicatori che permettono di valutare la situazione di partenza nonché l'esecuzione finanziaria, i prodotti, i risultati e l'impatto dei programmi. 2. Ogni programma di sviluppo rurale specifica un numero limitato di indicatori supplementari ad esso pertinenti. 3. Se il tipo di sostegno lo consente, i dati relativi agli indicatori sono distinti per sesso ed età dei beneficiari. Gerarchia degli obiettivi Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione (QCMV) definisce cinque tipi di indicatori, in linea con l'approccio generale alla programmazione. Tali indicatori corrispondono alla gerarchia degli obiettivi implicitamente definita nel regolamento. (Si veda l'allegato 2, Nota di orientamento D Gerarchia degli obiettivi). La gerarchia degli obiettivi è uno strumento che facilita l'analisi e la comunicazione degli obiettivi di un programma, mostrando come gli interventi locali dovrebbero contribuire agli obiettivi globali. Essa suddivide gli obiettivi in diversi livelli (obiettivi e sotto-obiettivi) organizzandoli in una struttura gerarchica ad albero che evidenzia i nessi 1 Si veda la Nota di orientamento O Letture utili per una sintesi dell'orientamento relativo al periodo7 logici tra gli uni e gli altri. Presenta inoltre in maniera sintetica le varie logiche di intervento derivate dal regolamento, che collegano le singole azioni e misure agli scopi generali dell'intervento. Il regolamento sullo sviluppo rurale contiene anche alcuni obiettivi orizzontali, comuni a tutte le misure del programma. L'approccio della programmazione si articola in diverse fasi: innanzitutto si utilizzano gli indicatori iniziali per elaborare un'analisi SWOT, che costituisce il punto di partenza per definire gli obiettivi della strategia; quindi si definiscono degli indicatori di impatto che corrispondano a tali obiettivi e alle logiche di intervento stabilite nel regolamento sullo sviluppo rurale; infine, alla luce della strategia e del regolamento, si definiscono misure per ognuna delle quali sono stabiliti indicatori finanziari di risorsa, di prodotto e di risultato che corrispondano alla gerarchia degli obiettivi del programma. Obiettivi iniziali Risorse Definizione Situazione iniziale Gerarchia degli delle obettivi Identificazione dei punti di forza e di debolezza misure SWOT Prodotti Risultati Obiettivi della strategia Impatto Gli indicatori servono a valutare fino a che punto una misura o un intero programma ha raggiunto gli obiettivi previsti. La valutazione dell'impatto, ovvero del grado di raggiungimento degli obiettivi strategici da parte di un programma, si ricava dai prodotti e dai risultati delle singole misure attraverso la gerarchia degli obiettivi. Gli indicatori dovrebbero essere specifici, misurabili, attuabili, realistici e temporalmente definiti (principio SMART); essi non sempre contengono dati statistici di tipo quantitativo, ma in alcuni casi possono anche includere valutazioni qualitative o ipotesi logiche. Indicatori comuni Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione stabilisce un numero limitato di indicatori comuni per ciascun livello della gerarchia degli obiettivi. Seguendo la serie causale della "logica d'intervento", la "gerarchia degli indicatori comuni" comincia dalle risorse finanziarie e/o amministrative che danno luogo alle attività programmatiche (prodotti), con obiettivi operativi o correlati alle misure. I risultati che ne derivano sono gli effetti immediati degli interventi, che dovrebbero contribuire al raggiungimento degli obiettivi specifici. Gli impatti dovrebbero contribuire invece a raggiungere gli obiettivi generali, che, in un programma ben realizzato, devono corrispondere alle esigenze precedentemente individuate. La logica di intervento per ciascuna misura e i relativi indicatori comuni sono presentati nelle schede delle misure. (Si veda l'allegato 2, Nota di orientamento E Schede delle misure). Indicatori di risorsa. Si riferiscono alle risorse finanziarie o di altro tipo assegnate a ciascun livello dell'intervento. Gli indicatori finanziari di risorsa servono a monitorare l'andamento dell'impegno (annuale) 78 e del pagamento dei fondi disponibili per qualsiasi operazione, misura o programma in rapporto ai relativi costi ammissibili. Esempio: la spesa per misura dichiarata alla Commissione. Indicatori di prodotto. Misurano le attività realizzate direttamente nell'ambito dei programmi, che costituiscono il primo passo verso la realizzazione degli obiettivi operativi dell'intervento e si misurano in unità fisiche o finanziarie. Esempio: numero dei corsi di formazione organizzati, numero delle aziende agricole che ricevono sostegni agli investimenti, volume totale di investimenti. Indicatori di risultato. Misurano gli effetti diretti e immediati dell'intervento e forniscono informazioni sui cambiamenti riguardanti, ad esempio, il comportamento, la capacità o il rendimento dei diretti beneficiari; si misurano in termini fisici o finanziari. Esempio: numero lordo di posti di lavoro creati, esiti positivi delle attività di formazione. Indicatori di impatto. Si riferiscono ai benefici del programma al di là degli effetti immediati sui diretti beneficiari, a livello dell'intervento ma anche, più in generale, nella zona interessata dal programma; sono legati agli obiettivi più generali del programma stesso. Sono di solito espressi in termini "netti", ovvero tralasciando gli effetti non attribuibili all'intervento (doppi conteggi, effetti inerziali) e prendendo in considerazione gli effetti indiretti (dislocazione ed effetti moltiplicatori). Esempio: aumento dell'occupazione nelle zone rurali, aumento della produttività del settore agricolo, aumento della produzione di energia rinnovabile. Indicatori iniziali. Gli indicatori iniziali servono per realizzare l'analisi SWOT e per definire la strategia del programma. Si dividono in due categorie: Indicatori iniziali correlati agli obiettivi. Sono collegati direttamente agli obiettivi più generali del programma. Sono usati per realizzare l'analisi SWOT in rapporto agli obiettivi individuati nel regolamento; costituiscono inoltre una linea di partenza (o di riferimento) in base alla quale sarà valutato l'impatto del programma. Gli indicatori iniziali riflettono la situazione di partenza del periodo di programmazione e il suo andamento nel corso del tempo; una volta prese in considerazione le tendenze iniziali e altri fattori incidenti, la stima dell'impatto dovrebbe riflettere solo quella parte di cambiamenti che può essere attribuita al programma. Indicatori iniziali correlati al contesto. Forniscono informazioni su aspetti rilevanti delle tendenze generali legate al contesto che potrebbero influire sugli esiti del programma. Hanno quindi due scopi: (i) contribuire ad individuare i punti di forza e di debolezza della regione; (ii) consentire di interpretare l'impatto del programma alla luce delle tendenze generali di tipo economico, sociale, strutturale o ambientale 2. Le liste complete degli indicatori comuni, gli orientamenti sulla scelta e sull'uso degli indicatori e le schede descrittive degli indicatori iniziali, di prodotto, di risultato e di impatto, nonché un elenco di esempi di indicatori supplementari, sono consultabili nelle note di accompagnamento (si veda l'allegato 3, Note di orientamento F-K). La Nota di orientamento A ("Scelta e uso degli indicatori") indica gli indicatori da includere rispettivamente nei piani strategici nazionali e nel programma di sviluppo rurale. Indicatori supplementari La necessità di definire indicatori supplementari nell'ambito dei programmi nasce dal fatto che gli indicatori comuni potrebbero non cogliere pienamente tutti gli effetti dell'attività programmatica, in particolare per quanto riguarda le priorità nazionali e le 2 Ad esempio, il contributo dei programmi di sviluppo rurale agli obiettivi ambientali dipende anche dalle tendenze generali nell'utilizzo dei terreni agricoli. 89 misure locali specifiche. Gli indicatori supplementari dovrebbero essere elaborati dagli Stati membri e dai partenariati di programma in modo flessibile, ma nel rispetto dei principi generali che regolano l'uso degli indicatori nel QCMV. Alcuni esempi di indicatori supplementari e orientamenti sul loro utilizzo sono consultabili nelle note di accompagnamento (si vedano le Note di orientamento A e K). 4. REQUISITI DI MONITORAGGIO PER IL NUOVO PERIODO Articolo 79 Procedure di monitoraggio 1. L'autorità di gestione e il comitato di sorveglianza monitorano la qualità dell'attuazione del programma. 2. L'autorità di gestione e il comitato di sorveglianza monitorano lo stato di attuazione del programma mediante indicatori finanziari, di prodotto e di risultato. Il monitoraggio fornisce informazioni sull'andamento dell'attuazione del programma mediante indicatori finanziari di risorsa, di prodotto e di risultato. Tali informazioni costituiscono la base per le relazioni annuali e la rendicontazione strategica a livello nazionale e saranno utilizzate dai comitati di sorveglianza. Il sistema di monitoraggio per il nuovo periodo sarà basato sul precedente sistema di monitoraggio e orientamento, ma con una serie di miglioramenti e semplificazioni. Le risorse disponibili per il monitoraggio dei programmi saranno concentrate su un numero limitato di indicatori comuni di prodotto e di risultato, che diano conto dei progressi compiuti grazie agli interventi in direzione degli obiettivi programmatici concordati e che possano essere aggregati a livello comunitario. Nell'ambito del monitoraggio strategico, a partire dal 2010 gli Stati membri presenteranno ogni due anni una relazione di sintesi sullo stato di attuazione del proprio piano strategico nazionale e dei relativi obiettivi, nonché sul contributo recato alla realizzazione degli orientamenti strategici comunitari. Tale relazione riassumerà le relazioni annuali degli anni precedenti e descriverà in particolare gli indicatori stabiliti nel piano strategico nazionale. 5. REQUISITI DI VALUTAZIONE PER IL NUOVO PERIODO Articolo 85 Valutazione ex ante 1. La valutazione ex ante forma parte integrante dell'iter di elaborazione di ogni programma di sviluppo rurale ed è intesa a ottimizzare la ripartizione delle risorse finanziarie e a migliorare la qualità della programmazione. Essa identifica e valuta i fabbisogni a medio e lungo termine, le mete da raggiungere, i risultati da ottenere, gli obiettivi quantificati, segnatamente in termini di impatto rispetto alla situazione di partenza Articolo 86 Valutazione intermedia ed ex post 910 1. Gli Stati membri istituiscono un sistema di valutazione annuale in itinere di ciascun programma di sviluppo rurale. 2. L'autorità di gestione del programma e il comitato di sorveglianza si basano sulle valutazioni in itinere per: a) esaminare l'andamento del programma rispetto ai suoi obiettivi, mediante indicatori di risultato ed eventualmente d'impatto; b) migliorare la qualità del programma e la sua attuazione; c) esaminare le proposte di modifiche sostanziali del programma; d) preparare la valutazione intermedia e la valutazione ex post. Saranno organizzate in permanenza attività di valutazione in itinere da effettuarsi nel corso dell'intero periodo di programmazione, che comprendano la valutazione ex ante, intermedia ed ex post a livello di programma, nonché qualunque altra attività di valutazione che l'autorità responsabile del programma ritenga utile per migliorare la gestione del programma stesso. (Si veda l'allegato 1, Nota di orientamento B Linee guida per la valutazione). La valutazione ex ante costituisce la base per stabilire, mediante l'identificazione degli obiettivi e dei livelli di partenza e di arrivo del programma, un sistema di valutazione in itinere che garantisca la continuità delle attività di valutazione per tutta la durata del periodo di programmazione. Il sistema di valutazione in itinere deve essere pianificato fin dall'inizio del periodo di programmazione. (Si veda l'allegato 1, Nota di orientamento C Linee guida per la valutazione ex ante inclusa la valutazione ambientale strategica (VAS)). 6. REQUISITI DI RENDICONTAZIONE Monitoraggio Articolo 82 Relazione annuale 1. Entro il 30 giugno di ogni anno, a cominciare dal 2008, l'autorità di gestione presenta alla Commissione una relazione annuale sullo stato di attuazione del programma. Entro il 30 giugno 2016, l'autorità di gestione presenta alla Commissione una relazione finale sull'attuazione del programma. L'autorità di gestione e il comitato di sorveglianza monitorano lo stato di attuazione di ogni programma di sviluppo rurale mediante indicatori finanziari, di prodotto e di risultato (articolo 79 del regolamento 1698/2005). Il monitoraggio sarà effettuato principalmente sulla base della relazione annuale sullo stato di attuazione del programma, che deve essere presentata alla Commissione entro il 30 giugno di ogni anno. Tale relazione includerà tutte le informazioni quantitative e qualitative indicate nell'articolo 82 del regolamento 1698/2005, in particolare: una tabella contenente l'esecuzione finanziaria del programma, con una distinta degli importi versati ai beneficiari per ciascuna misura durante l'anno civile (modello riportato nell'allegato VII del progetto di disposizioni di applicazione della Commissione sulla struttura e sul contenuto delle relazioni annuali); 1011 le tabelle di monitoraggio, contenenti informazioni quantitative basate sugli indicatori comuni di prodotto e di risultato, e compilate tramite un'applicazione per la gestione di banche dati che sarà inclusa nel SISR (Sistema Informativo sullo Sviluppo Rurale) e che sostituirà l'attuale sistema CAP-IDIM; una sintesi delle attività di valutazione in itinere. 1112 Valutazione Articolo 86 Valutazione intermedia ed ex post 3. L'autorità di gestione riferisce ogni anno, a cominciare dal 2008, al comitato di sorveglianza in merito alle attività di valutazione in itinere. Un riepilogo delle attività è inserito nella relazione annuale di cui all'articolo Nel 2010, la valutazione in itinere si presenta come una relazione di valutazione intermedia distinta. Essa propone misure per migliorare la qualità del programma e la sua attuazione. Su iniziativa della Commissione, viene compilata una sintesi di tutte le valutazioni intermedie dei programmi. 5. Nel 2015, la valutazione in itinere si presenta come una relazione di valutazione ex post distinta. La valutazione esaminerà l'avanzamento del programma rispetto ai suoi obiettivi, mediante indicatori di risultato ed eventualmente d'impatto (articolo 86.3 del regolamento 1698/2005). Nella relazione annuale è inserito un riepilogo delle attività di valutazione in itinere. Nel 2010, la valutazione in itinere sarà presentata come una relazione di valutazione intermedia distinta (articolo 86.4). Nel 2015, la valutazione in itinere sarà presentata come una relazione di valutazione ex post distinta (articolo 86.5). Monitoraggio strategico Articolo 13 Relazioni di sintesi da parte degli Stati membri Per la prima volta nel 2010 ed entro il 1 ottobre di ogni secondo anno, ciascuno Stato membro presenta alla Commissione una relazione di sintesi sullo stato di attuazione del proprio piano strategico nazionale e dei relativi obiettivi, nonché sul contributo recato alla realizzazione degli orientamenti strategici comunitari. L'ultima relazione di sintesi è presentata entro il 1 ottobre Le relazioni strategiche riassumeranno le relazioni annuali degli anni precedenti e descriveranno in particolare: a) gli esiti e i risultati dei programmi di sviluppo rurale rispetto agli indicatori presentati nel piano strategico nazionale; b) i risultati delle attività di valutazione in itinere dei singoli programmi (articolo 13.2). Tali relazioni includeranno i progressi compiuti rispetto agli indicatori di prodotto, di risultato e di impatto e, se necessario, l'aggiornamento degli indicatori iniziali. La scheda 9 degli Orientamenti per la redazione del piano strategico nazionale include la struttura proposta per le relazioni strategiche biennali presentate dagli Stati membri. Requisiti di rendicontazione in base ai vari tipi di indicatori Indicatori finanziari La rendicontazione delle informazioni finanziarie avverrà tramite la relazione annuale, per mezzo di una tabella contenente l'attuazione finanziaria del programma con una distinta degli importi versati ai beneficiari per ciascuna misura (l'obiettivo di 1213 convergenza è identificato separatamente) durante l'anno civile. Le relazioni strategiche degli anni 2010, 2012 e 2014 includeranno l'andamento finanziario del piano strategico nazionale. Le autorità di gestione sono responsabili della rendicontazione di questi indicatori. Indicatori di prodotto La rendicontazione degli indicatori di prodotto comuni e supplementari avverrà tramite la relazione annuale a partire dal I dati relativi agli indicatori comuni di prodotto saranno introdotti in una nuova applicazione inclusa nel SISR. Le relazioni strategiche degli anni 2010, 2012 e 2014 includeranno l'andamento degli indicatori di prodotto. Le autorità di gestione sono responsabili della rendicontazione di questi indicatori. Indicatori di risultato La rendicontazione degli indicatori di risultato comuni e supplementari sarà annuale a partire dal 2008 (tuttavia è probabile, data la mancanza di risultati nelle fasi iniziali dell'attuazione del programma, che nel 2008 non ci siano dati disponibili). I dati relativi agli indicatori comuni di risultato saranno introdotti in una nuova applicazione inclusa nel SISR. Le relazioni strategiche degli anni 2010, 2012 e 2014 includeranno l'andamento degli indicatori di risultato. Le autorità di gestione sono responsabili della rendicontazione di questi indicatori, ma i dati possono essere ottenuti tramite la valutazione in itinere. Indicatori di impatto La stima dell'impatto e i relativi indicatori hanno un ruolo centrale nella relazione di valutazione. La frequenza di rendicontazione coincide con la valutazione ex ante ( ), intermedia (2010) ed ex post (2015). La valutazione dell'impatto è effettuata da valutatori indipendenti. Indicatori iniziali Per questi indicatori la rendicontazione non è obbligatoria, ma le relazioni strategiche biennali (2010, 2013, 2014) conterranno un aggiornamento degli indicatori iniziali comuni e supplementari correlati agli obiettivi, in base ai dati disponibili; di tale aggiornamento sono responsabili gli Stati membri. Nelle relazioni annuali non è previsto alcuno specifico aggiornamento degli indicatori iniziali, salvo in caso di modifiche sostanziali del piano strategico nazionale che possano avere ripercussioni sull'attuazione del programma. 7. QUANTIFICAZIONE E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI Articolo 78 Competenze del comitato di sorveglianza Il comitato di sorveglianza si accerta dell'effettiva attuazione del programma di sviluppo rurale. A tal fine, il comitato: b) verifica periodicamente i progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi specifici del programma, sulla base dei documenti forniti dall'autorità di gestione; c) esamina i risultati del programma, in particolare la realizzazione degli obiettivi di ciascun asse e le valutazioni periodiche; 1314 Articolo 85 Valutazione ex ante 1. La valutazione ex ante forma parte integrante dell'iter di elaborazione di ogni programma di sviluppo rurale ed è intesa a ottimizzare la ripartizione delle risorse finanziarie e a migliorare la qualità della programmazione. Essa identifica e valuta i fabbisogni a medio e lungo termine, le mete da raggiungere, i risultati da ottenere, gli obiettivi quantificati, segnatamente in termini di impatto rispetto alla situazione di partenza La quantificazione è un elemento essenziale per l'efficacia del monitoraggio e della valutazione; è necessario pertanto quantificare tutti gli indicatori definendo obiettivi adeguati, se l'indicatore si presta ad essere quantificato. In assenza di dati quantificati si utilizzano dati qualitativi. In linea di principio, tutti gli indicatori che rientrano nel quadro comune per il monitoraggio e la valutazione sono quantificabili. Gli obiettivi quantificati sono stime indicative, basate sulle esperienze precedenti e sul giudizio degli esperti. Generalmente si utilizzano valori di riferimento provenienti da rendicontazioni, valutazioni e studi su programmi precedenti. Nell'ambito della valutazione ex ante, i valutatori svolgono l'importante funzione di verificare gli obiettivi quantificati per i prodotti e per i risultati, e definire gli obiettivi quantificati (ed eventualmente qualitativi) per l'impatto. Il regolamento sullo sviluppo rurale si concentra in modo particolare sulla quantificazione dell'impatto, soprattutto rispetto alla situazione di partenza. Anche se in molti casi è possibile valutare l'impatto a livello di beneficiari diretti e indiretti del sostegno, spesso è più difficile contestualizzarlo rispetto alle tendenze più generali della situazione iniziale a livello della zona del programma, a causa della scala relativamente ridotta dell'intervento o dell'assenza di dati iniziali di riferimento adeguati. Per questo motivo l'impatto dovrebbe essere stimato in una prospettiva dal basso verso l'alto: in una prima fase il valutatore del programma dovrebbe stimare l'impatto a livello dei beneficiari diretti e indiretti in base a indicatori di prodotto e di risultato, ai dati di studio e di riferimento e a coefficienti desunti da progetti simili e da esperienze e valutazioni passate (per il calcolo dei doppi conteggi, degli effetti inerziali, della dislocazione e degli effetti moltiplicatori). Tutto questo dovrebbe essere raffrontato con la situazione controfattuale e con le tendenze contestuali nella zona del programma; in una seconda fase il valutatore dovrebbe stimare l'impatto sulla tendenza generale a livello della zona del programma (tendenza iniziale), laddove fattibile o statisticamente significativo rispetto ad altri fattori; se ciò non è possibile il valutatore esegue una valutazione qualitativa in termini generali. Ulteriori orientamenti sulla quantificazione sono consultabili nell'allegato 1, Nota di orientamento A. 8. RESPONSABILITÀ DELLA TRASMISSIONE DEI DATI L'autorità di gestione è responsabile della raccolta e trasmissione dei dati relativi al controllo finanziario e agli indicatori di prodotto. 1415 Per quanto riguarda gli indicatori di risultato, gli Stati membri possono scegliere di utilizzare le modalità di valutazione in itinere per agevolare la raccolta dei dati. L'autorità di gestione è inoltre responsabile della trasmissione dei dati sugli indicatori iniziali. Le attività di valutazione ex ante e in itinere potrebbero richiedere lavori supplementari. La stima dell'impatto, che comprende l'interpretazione e l'adeguamento degli indicatori iniziali, indagini mirate, il calcolo degli effetti inerziali e di dislocazione, spetta ai valutatori del programma. 9. AUSILIO PER LO SVILUPPO DI ATTIVITÀ E METODI DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE La Rete europea per lo sviluppo rurale contribuirà all'effettiva attuazione dei programmi di sviluppo rurale e fungerà da facilitatore, organizzatore e fonte di competenze e di buone pratiche al servizio degli operatori della politica di sviluppo rurale a livello comunitario. La rete assisterà le autorità di gestione, le reti rurali nazionali e gli altri organismi competenti coinvolti nella gestione e nell'attuazione dei programmi di sviluppo rurale. Nell'ambito della Rete europea per lo sviluppo rurale sarà istituita una Rete europea di valutazione allo scopo di stabilire buone pratiche e sviluppare le capacità di valutazione, potenziando così l'utilità del monitoraggio e della valutazione come strumenti per la gestione dei programmi. Si promuoveranno la cooperazione e lo scambio di buone pratiche, nonché lo sviluppo in itinere di metodi e strumenti, anche attraverso gruppi di lavoro tematici in settori quali le priorità ambientali e l'approccio LEADER. Le attività di valutazione a livello di programma saranno affiancate da studi tematici di accompagnamento e da valutazioni di sintesi a livello comunitario. (Si veda l'allegato 4, Nota di orientamento M). Una breve lista di domande frequenti, un glossario e un elenco di letture utili sono consultabili nelle note di accompagnamento. (Allegato 4, Note di orientamento L, N e O). 15 Vedere altro
Nota di orientamento A- Scelta e uso di indicatori
Nota di orientamento A- Scelta e uso di indicatori La presente nota di orientamento indica come scegliere e utilizzare determinati indicatori nell'ambito della definizione, dell'attuazione e della valutazione Dettagli Nota dei servizi della Commissione n.7 relativa alla spesa ammissibile nel periodo di programmazione 2007-13
Versione finale del 15/06/2007 COCOF/07/0029/01 Nota dei servizi della Commissione n.7 relativa alla spesa ammissibile nel periodo di programmazione 2007-13 Questo documento è stato preparato dalle Direzioni Dettagli La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia
La politica di sviluppo rurale e il PSR 2007-2013 della Lombardia Roberto Pretolani Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano La politica Dettagli Il nuovo periodo di programmazione 2000-2006: documenti di lavoro metodologici
COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE XVI POLITICA REGIONALE E COESIONE Coordinamento e valutazione delle operazioni Il nuovo periodo di programmazione 2000-2006: documenti di lavoro metodologici DOCUMENTO Dettagli REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 7.1.2014
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 7.1.2014 C(2013) 9651 final REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE del 7.1.2014 recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali Dettagli Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 18.11.2015 COM(2015) 496 final 2015/0239 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle statistiche europee in tema di gas naturale ed Dettagli IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)
IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni Dettagli R E G I O N E C A L A B R I A G I U N T A R E G I O N A L E
R E G I O N E C A L A B R I A G I U N T A R E G I O N A L E Deliberazione n. 114 della seduta del 20/04/2015. Oggetto: Approvazione schema di Accordo ai sensi dell art. 15 della legge n. 241/90 tra il Dettagli Glossario Project Cycle Management
Glossario Project Cycle Management Albero degli obiettivi Diagramma, utilizzato nell ambito dell Approccio del Quadro Logico, che permette di rappresentare, in un quadro unitario, ciò che si potrebbe osservare Dettagli Gazzetta ufficiale dell'unione europea. (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 14.3.2012 COM(2011) 612 final/2 2011/0274 (COD) CORRIGENDUM: Annule et remplace le document COM(2011) 612 du 6.10.2011 Concerne: toutes les versions linguistiques Proposta Dettagli Gazzetta ufficiale dell'unione europea. (Atti non legislativi) REGOLAMENTI
13.2.2015 L 38/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2015/207 DELLA COMMISSIONE del 20 gennaio 2015 recante modalità di esecuzione del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Dettagli Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013
UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA Valutazione Ambientale Strategica del Programma Operativo Regionale 2007-2013 (Fondo FESR) MISURE PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL POR (ai sensi degli Dettagli Ingegneria Finanziaria nel periodo di programmazione 2007-13
Versione finale del 16/07/2007 COCOF/07/0018/01 Documento dei servizi della Commissione sulla Ingegneria Finanziaria nel periodo di programmazione 2007-13 Questo documento è stato preparato dalle Direzioni Dettagli IL SECONDO PILASTRO DELLA PAC: LA POLITICA DI SVILUPPO RURALE
IL SECONDO PILASTRO DELLA PAC: LA POLITICA DI SVILUPPO RURALE L'ultima riforma della politica agricola comune (PAC) ha mantenuto la struttura a due pilastri di questa politica, e lo sviluppo rurale continua Dettagli Rinnovabile al n. 3/2008 de L Informatore. Nell Asse 2 sono finanziati, ad esempio,
PIEMONTE, EMILIA-ROMAGNA E LAZIO Cosa riservano i Psr alle agroenergie Nel tentativo di semplificare e chiarire la grande mole di materiale contenuto nei Psr, vengono qui prese in esame le Misure specifiche Dettagli La proposta di PSR della Regione Piemonte 2014-2020
La proposta di PSR della Regione Piemonte 2014-2020 Dotazione finanziaria SPESA PUBBLICA: 1.092 Meuro FEASR: 471,3 Meuro STATO: 434,5 Meuro REGIONE: 186,2 Meuro (ca. 26 Meuro/anno) 2014 2015 2016 2017 Dettagli EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI
EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni. Dettagli ACCORDO DI PROGRAMMA PER LO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA SUL TERRITORIO DELLA REGIONE IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO REGIONE
FORMAT ACCORDO MINISTERO DELLO REGIONE SVILUPPO ECONOMICO ACCORDO DI PROGRAMMA PER LO SVILUPPO DELLA BANDA LARGA SUL TERRITORIO DELLA REGIONE IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E REGIONE VISTO l articolo Dettagli MISURA 511 ASSISTENZA TECNICA
REGIONE LAZIO ASSESSORATO AGRICOLTURA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DEL LAZIO 2007/2013 ATTUATIVO REG. (CE) N. 1698/05 MISURA 511 ASSISTENZA TECNICA PIANO DEGLI INTERVENTI Dettagli visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
L 130/30 REGOLAMENTO (CE) N. 1159/2000 DELLA COMMISSIONE del 30 maggio 2000 relativo alle azioni informative e pubblicitarie a cura degli Stati membri sugli interventi dei Fondi strutturali LA COMMISSIONE Dettagli Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 6 del 22 gennaio 2016 241
Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 6 del 22 gennaio 2016 241 (Codice interno: 315517) DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 38 del 19 gennaio 2016 PIU'COMPETENTI PIU'COMPETITIVE - La formazione Dettagli GIUNTA REGIONALE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO
ALL. n. 1 GIUNTA REGIONALE TOSCANA DIREZIONE GENERALE SVILUPPO ECONOMICO Settore Programmi Comunitari in materia extragricola DOCUP Obiettivo 2 Anni 2000-2006 COMPLEMENTO DI PROGRAMMAZIONE Firenze, 18 Dettagli PARLAMENTO EUROPEO E CONSIGLIO
8.7.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea C 155/1 I (Risoluzioni, raccomandazioni e pareri) RACCOMANDAZIONI PARLAMENTO EUROPEO E CONSIGLIO RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del Dettagli FONDO EUROPEO AGRICOLO PER LO SVILUPPO RURALE (FEASR) PROGRAMMAZIONE 2014-2020. Consultazione online del partenariato - Le sottomisure del PSR
FONDO EUROPEO AGRICOLO PER LO SVILUPPO RURALE (FEASR) PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Consultazione online del partenariato - Le sottomisure del PSR Indice dei contenuti 1. Premessa 2. Prima fase del percorso Dettagli Unione Europea. il FUTURO nella RETE. Rete Rurale Nazionale 2007.2013 - ITALIA. Rete di reti nel Network Europeo per lo Sviluppo Rurale
Unione Europea Rete Rurale Nazionale 2007.2013 - ITALIA Rete di reti nel Network Europeo per lo Sviluppo Rurale Indice Pag. 3 La politica di sviluppo rurale 2007.2013 Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 7 Pag. 8 Dettagli 12. Consultazione dei partner e loro partecipazione al comitato di sorveglianza
12. Consultazione dei partner e loro partecipazione al comitato di sorveglianza Nella fase di programmazione dell Iniziativa Leader +, al fine di dare concreta attauzione alla sua programmazione con il Dettagli DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE. del 12.2.2015
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 12.2.2015 C(2015) 902 final DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE del 12.2.2015 che approva determinati elementi del programma operativo "Investimenti per la crescita Dettagli PSR 2014-2020. Le novità. Bologna 22 maggio 2015
PSR 2014-2020 Le novità Bologna 22 maggio 2015 Le condizionalità Ex ante Reg. Ue 1303/2013 - Articolo 2 Definizioni 33) "condizionalità ex ante applicabile": rappresenta un pre- requisito per l'efficace Dettagli Il regolamento orizzontale (1306/2013)
Il regolamento orizzontale (1306/2013) Roberto Pretolani Dipartimento di Economia, Management e Metodi quantitativi Università degli Studi di Milano Milano, 14 aprile 2014 Gli atti normativi Il Regolamento Dettagli Nota di Orientamento sugli Strumenti di Ingegneria Finanziaria modificata 1 ai sensi dell articolo 44 del Regolamento (CE) n. 1083/2006.
COCOF 10-0014-05-EN 21/02/2011 VERSIONE RIVISTA DELL 08.02.2012 COMMISSIONE EUROPEA DG per la POLITICA REGIONALE Nota di Orientamento sugli Strumenti di Ingegneria Finanziaria modificata 1 ai sensi dell Dettagli 8 GENNAIO 2015 Fondazione Collegio Carlo Alberto DI INFORMAZIONE SULLE OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO PER LA RICERCA
8 GENNAIO 2015 Fondazione Collegio Carlo Alberto DI INFORMAZIONE SULLE OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO PER LA RICERCA IN EVIDENZA: PUBBLICAZIONE NUOVI BANDI IN EVIDENZA: PUBBLICAZIONE NUOVI BANDI nità di Dettagli Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 232/34 29.8.2002 CONSIGLIO DECISIONE DEL CONSIGLIO. del 3 giugno 2002. (2002/668/Euratom)
L 232/34 29.8.2002 II (Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità) CONSIGLIO DECISIONE DEL CONSIGLIO del 3 giugno 2002 relativa al sesto programma quadro della Comunità europea Dettagli TITOLO II PROGRAMMAZIONE REGIONALE SEZIONE I OBIETTIVI E SOGGETTI DELLA PROGRAMMAZIONE
LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 16-11-2001 REGIONE PUGLIA "Riforma dell'ordinamento regionale in materia di programmazione, bilancio, contabilità regionale e controlli" (Pubblicata nel Bollettino Ufficiale n. Dettagli (Atti non legislativi) REGOLAMENTI
22.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 87/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 288/2014 DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 2014 recante modalità di applicazione Dettagli Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione
Regolamento per l attuazione del Programma operativo regionale (POR) FESR 2014 2020 Investimenti a favore della crescita e dell occupazione Articolo 1 Finalità Articolo 2 Definizioni CAPO I FINALITÀ E Dettagli Il contratto di Rete
18 settembre 2014 Numero 2 Il contratto di Rete Speciale Contratto di Rete Con l art. 3, comma 4 ter, D.L. 5/2009, convertito con modificazioni in L. 33/2009, e successive modifiche e integrazioni, è stato Dettagli 20.3.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 78/41
20.3.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 78/41 REGOLAMENTO (UE) N. 229/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 13 marzo 2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore Dettagli (Atti non legislativi) REGOLAMENTI
14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta Dettagli METODOLOGIE E STRUMENTI DI RACCOLTA
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca Ufficio VII Programmi Operativi Comunitari Unità Organizzativa della Comunicazione Dettagli Le Priorità del Programma Spazio Alpino 2014-2020 e le nuove opportunità per i portatori di interesse italiani
Le Priorità del Programma Spazio Alpino 2014-2020 e le nuove opportunità per i portatori di interesse italiani Udine Italy 15 Settembre 2015 Wania Moschetta Regione Friuli Venezia Giulia This programme Dettagli ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE Dettagli LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DEL PIANO DI RAFFORZAMENTO AMMINISTRATIVO (PRA)
LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DEL PIANO DI RAFFORZAMENTO AMMINISTRATIVO (PRA) SOMMARIO 1 Necessità di cambiamento tempestivo nella capacità amministrativa: PERCHÉ il Piano di Rafforzamento Amministrativo Dettagli Anteprima. Il questionario può essere compilato solo online.
Anteprima. Il questionario può essere compilato solo online. Questionario Verso una valutazione intermedia della strategia Europa 2020 dal punto di vista delle città e delle regioni dell'unione europea Dettagli 20/10/2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 84. Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Regione Lazio Atti della Giunta Regionale e degli Assessori Deliberazione 13 ottobre 2015, n. 540 OGGETTO: POR FESR Lazio 2014-2020. Approvazione della Scheda Modalità Attuative (MAPO) relativa all'azione Dettagli Il quadro normativo. 1 Si fa presente che per la definizione della scheda, si è utilizzato come documento di riferimento, per il FSE, l ultima
Il quadro normativo Le proposte di Regolamento per la programmazione 2014-2020 vedono alcune innovazioni rispetto all attuale periodo di programmazione di particolare rilevanza e impatto per la definizione Dettagli Gemellaggi con finanziamenti Europei
D10 Gemellaggi con finanziamenti Europei Come Stimolare il Trasferimento di competenze tra Enti locali italiani ed europei con Enti locali italiani delle 4 Regioni della Convergenza Scheda di sintesi Aprile Dettagli Come viene valutato un progetto nell ambito del programma Europe-Aid
Come viene valutato un progetto nell ambito del programma Europe-Aid Principi generali e metodologia M. Flavia Di Noto - 9 dicembre 2010 Venezia Fasi di una proposta di progetto presentata a Europe-Aid Dettagli OGGETTO: L Assessore Giuseppe Pan riferisce quanto segue.
OGGETTO: Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020. Apertura dei termini di presentazione delle domande di aiuto per i tipi d intervento 1.1.1, 3.1.1, 3.2.1, 4.1.1, 4.2.1, 5.2.1, 6.1.1 e 6.4.1 Dettagli ------------------------------------------------------------- LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Delibera G.R. 21 febbraio 2008, n.205 REG. (CE) 1698/2005 E DECISIONE C(2007)4161 DEL 12.9.2007. PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2007-2013. PROGRAMMA OPERATIVO DELLA MISURA 511 'ASSISTENZA TECNICA' E PROGRAMMA Dettagli 8.2.2. M02 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art. 15)
8.2.2. M02 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art. 15) 8.2.2.1. Base giuridica Regolamento (UE) n. 1305/2013 Art.15 Regolamento (UE) n. 808/2014 Dettagli ORIENTAMENTI PER L APPLICAZIONE DEL COMMUNITY-LED LOCAL DEVELOPMENT IN ITALIA
ORIENTAMENTI PER L APPLICAZIONE DEL COMMUNITY-LED LOCAL DEVELOPMENT IN ITALIA I. Le principali sfide da affrontare con il CLLD Il Community-led local development (CLLD) è uno strumento normato dai regolamenti Dettagli IL FINANZIAMENTO DELLE RETI TRANSEUROPEE
IL FINANZIAMENTO DELLE RETI TRANSEUROPEE Le reti transeuropee (RTE) sono in parte finanziate dall'unione europea e in parte dagli Stati membri. L'aiuto finanziario dell'unione funge da catalizzatore, poiché Dettagli DECISIONE N. 1926/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
30.12.2006 L 404/39 DECISIONE N. 1926/2006/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 che istituisce un programma d'azione comunitaria in materia di politica dei consumatori (2007-2013) Dettagli Allegato alla DGR n. del
Accordo ai sensi dell art. 15 della legge n. 241/90 tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la Regione Puglia e l'istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) Dettagli Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. 17 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO _F_ Dgr n. 305 del 18/03/2015 pag. 1/11 Valutazione Ambientale strategica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. Dettagli POLITICA DI COESIONE 2014-2020
SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo Dettagli Nota orientativa sugli Strumenti di Ingegneria Finanziaria ai sensi dell Articolo 44 del Regolamento del Consiglio (CE) No.
Versione finale del 21/02/2011 COCOF 10-0014-04-EN COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE POLITICA REGIONALE Nota orientativa sugli Strumenti di Ingegneria Finanziaria ai sensi dell Articolo 44 del Regolamento Dettagli 3. ORGANISMI INTERMEDI
PON Governance e Azioni di Sistema FSE 2007-2013 Descrizione dei Sistemi di gestione e controllo ex art. 21, Reg. (CE) n.1828/2006 Allegato XII 3. ORGANISMI INTERMEDI 3.1 Dipartimento Funzione Pubblica Dettagli DECISIONE DELLA COMMISSIONE. del 08-XI-2007
DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 08-XI-2007 che adotta il programma operativo per l intervento comunitario del Fondo sociale europeo ai fini dell obiettivo Competitività regionale e occupazione nella regione Dettagli POR Campania 2000-2006 Complemento di programmazione Capitolo 3 Misura 4.13 *
Interventi per favorire la diversificazione delle attività agricole e lo sviluppo di quelle affini allo scopo di implementare fonti alternative di reddito (art.33 comma 2 - trattino 7 del Reg. (CE) 1257/99) Dettagli PROGRAMMAZIONE DEI FONDI COMUNITARI 2014-2020
PROGRAMMAZIONE DEI FONDI COMUNITARI 2014-2020 27 gennaio 2014 1 PROGRAMMAZIONE 2014-2020 DEI FONDI COMUNITARI SINTESI DEL PERCORSO E STATO DELL ARTE A. Negoziato Europeo Il 2 dicembre 2013 il Consiglio Dettagli Traduzione del documento di lavoro Linee guida tecnica per la redazione della RAE. Maggio 2016
Traduzione del documento di lavoro Linee guida tecnica per la redazione della RAE Struttura e contenuto delle relazioni annuali sull attuazione (di cui all articolo 50 del Regolamento UE n. 1303/2013 e Dettagli PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Indicatori di risultato e impatto Proposte, fonti e note esplicative
PON Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Indicatori di risultato e impatto Proposte, fonti e note esplicative Asse I: Assistenza tecnica e coordinamento delle politiche di sviluppo regionale Aprile 2002 Dettagli UNI EN ISO 19011: 2012. Elementi principali di cambiamento
UNI EN ISO 19011: 2012 Elementi principali di cambiamento 1 ISO 19011 è normalmente intesa come una guida per Audit interni Audit esterni Audit di 1 parte Audit di 2 parte Audit di 3 parte -Certificazione Dettagli COMUNE DI MENDICINO REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI
COMUNE DI MENDICINO REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 32 del 18.12.2012 TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Articolo 1 - Oggetto 1. Il presente Regolamento Dettagli EIOPA12/237. Programma di lavoro pluriennale dell'eiopa 20122014
1 EIOPA12/237 Programma di lavoro pluriennale dell'eiopa 20122014 2 Indice 1. Introduzione... 3 2. Funzioni di regolamentazione... 3 3. Compiti di vigilanza... 5 4. Protezione dei consumatori e innovazione Dettagli Allegato 11 Modello di Rapporto annuale di controllo
Allegato 11 Modello di Rapporto annuale di controllo Modello di Rapporto annuale di controllo a norma dell articolo 62 par. 1, lettera d) punto i) del Regolamento (CE) n. 1083/2006 e dell articolo 18 paragrafo Dettagli PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI
Normativa di riferimento per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 PRINCIPALI ATTORI COINVOLTI NEI PROGRAMMI OPERATIVI IN CUI L UVER È AUTORITÀ DI AUDIT E RELATIVI COMPITI Il sistema dei Controlli Dettagli 2. La presente direttiva non si applica alle attività il cui unico fine è la difesa o la sicurezza nazionale.
Direttiva 23 luglio 2014, n. 2014/89/Ue (Guue 28 agosto 2014 n. L 257) Capo I Disposizioni generali Articolo 1 - Oggetto 1. La presente direttiva istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio Dettagli RELAZIONE ANNUALE DI VALUTAZIONE AL 2011
Regione Siciliana ASSESSORATO REGIONALE DELLE RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI DIPARTIMENTO REGIONALE DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI PER L AGRICOLTURA SERVIZIO DI VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE Dettagli COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 8.12.2008 COM(2008) 819 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE Piano di azione per la donazione e il trapianto di organi (2009-2015): rafforzare la cooperazione Dettagli Programmazione 2007 2013
Società Consortile METROPOLI EST S.r.l. Programmazione 2007 2013 DOCUMENTI PRELIMINARI GENNAIO 2007 PREMESSA Metropoli est ritiene che il prossimo ciclo di programmazione 2007-2013 costituisca una grande Dettagli Gazzetta ufficiale dell'unione europea
13.5.2014 L 138/5 REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 480/2014 DELLA COMMISSIONE del 3 marzo 2014 che integra il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni Dettagli Misura 4.1 Programma di attività di assistenza tecnica, monitoraggio e valutazione
REGIONE DELL UMBRIA GIUNTA REGIONALE Area Programmazione strategica e socio-economica Servizio Programmazione strategica e comunitaria Regolamento (CEE) n. 1260/99 Docup Ob. 2 2000-2006 Misura 4.1 Programma Dettagli DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO
DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO 1. Direttiva 66/401/CEE: commercializzazione sementi di piante foraggere 2. Direttiva 66/402/CEE: commercializzazione di sementi di cereali 3. Direttiva Dettagli Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Azioni da adottare per il coinvolgimento del partenariato
D I R E Z I O N E R E G I O N A L E A G R I C O L T U R A E S V I L U P P O R U R A L E, C A C C I A E P E S C A Area Programmazione Comunitaria, Monitoraggio e Sviluppo Rurale Programma di Sviluppo Rurale Dettagli AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI CANDIDATURE DI PROGETTI STRATEGICI
Allegato 1 AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI CANDIDATURE DI PROGETTI STRATEGICI I. Contenuto generale dell Avviso Il Programma europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia Marittimo (di seguito Dettagli La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013
La Politica Agricola Comune, i Programmi di Sviluppo Rurale e la Rete Natura 2000 Stato attuale e quadro post 2013 Luigi Servadei Ministero Luogo e delle datapolitiche Agricole, D.G. Sviluppo Rurale Rete Dettagli Fondi strutturali Europei Da Wikipedia
Fondi strutturali Europei Da Wikipedia I Fondi strutturali sono un complesso di interventi e di linee guida, che si traducono in appositi Regolamenti, ideati e programmati dall'unione Europea per realizzare Dettagli DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO. che accompagna il documento
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 30.1.2014 SWD(2014) 29 final DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di REGOLAMENTO DEL Dettagli COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO. relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 5.7.2005 COM(2005) 304 definitivo 2005/0129 (CNS) Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale Dettagli 23/06/2009. Università degli Studi della Calabria 30 giugno 2009
Università degli Studi della Calabria 30 giugno 2009 La politica strutturale dell UE ed il PSR della Regione Calabria Giuseppe Gaudio INEA - sede regionale per la Calabria Articolazione della lezione La Dettagli 26.11.2002 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 291 E/243
26.11.2002 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 291 E/243 Proposta di decisione del Consiglio recante adozione di un programma pluriennale (2003-2005) per il monitoraggio del piano d'azione eeurope, Dettagli SCHEDA DI MISURA 8.2 DESCRIZIONE DELLA MISURA
SCHEDA DI MISURA 8.2 DESCRIZIONE DELLA MISURA 8.2.0 Codice e titolo della misura (codifica delle misure all'allegato I parte 5 - del Regolamento di esecuzione) M 09 - Costituzione di associazioni e organizzazione Dettagli LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013
LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 Pierandrea Zotti Roma, 28 novembre 2008 Indice LE NOVITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE EUROPEA 2007-2013 1. Le politiche di sviluppo economico dell Unione Europea: Dettagli Relazione informativa sull'assistenza Tecnica Misura 511
Relazione informativa sull'assistenza Tecnica Misura 511 L assistenza tecnica, ai sensi dell art. 66 del Reg CE 1698/2005, costituisce per l Autorità di Gestione (art.75 del Reg. (CE) N. 1698/2005 lo strumento Dettagli Sintesi della valutazione di impatto
COMMISSIONE DELLE COMUNÀ EUROPEE Bruxelles, 8.12.2008 SEC(2008) 2957 DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE che accompagna la Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa Dettagli IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, I. INTRODUZIONE
C 183/12 IT Gazzetta ufficiale dell'unione europea 14.6.2014 Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 maggio 2014, sul piano di Dettagli DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE. del 12.10.2015
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 12.10.2015 C(2015) 7046 final DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE del 12.10.2015 che approva determinati elementi del programma di cooperazione "Interreg V-A Italia- Dettagli REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE. del 4.3.2014
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 4.3.2014 C(2014) 1229 final REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. /.. DELLA COMMISSIONE del 4.3.2014 che integra il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio Dettagli LA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE
LA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE La programmazione comunitaria 2014-2020: le risorse per l Italia Nel periodo 2014-2020, con il nuovo Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea, l Dettagli Disciplinare del Controllo di gestione
Disciplinare del Controllo di gestione INDICE CAPO I - PRINCIPI E FINALITA ART. 1 Oggetto del Disciplinare pag. 3 ART. 2 Il controllo di gestione pag. 3 CAPO II - CONTABILITA ANALITICA ART. 3- Organizzazione Dettagli LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014-2020
LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014-2020 Il 26 marzo 2010 il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l occupazione Dettagli PROGETTO DI RELAZIONE
PARLAMENTO EUROPEO 2014-2019 Commissione per i bilanci 14.11.2014 2014/2181(BUD) PROGETTO DI RELAZIONE sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Dettagli 21.10.2005 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 277/1. (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità)
21.10.2005 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 277/1 I (Atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità) REGOLAMENTO (CE) n. 1698/2005 DEL CONSIGLIO, del 20 settembre 2005, Dettagli Domande sull Unione Europea?.....Può aiutarti!
Domande sull Unione Europea?.....Può aiutarti! Finanziamenti dell Unione europea: funzionamento e fonti di informazione on-line Perché una strategia per l Europa 2020? La crisi degli ultimi anni ha determinato Dettagli LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEI MODELLI
Direzione Generale Servizio Affari Internazionali Legge Regionale 11 aprile 1996, n. 19 Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale LINEE GUIDA PER Dettagli Europa, sostegno ed. ecomusei. Interessa? Partecipazione e reti. Con chi? In che ambiti? Con chi? Punti critici
Europa, sostegno ed Partecipazione e reti ecomusei Interessa? Cagliero, Maggi, Retilunghe. Gli ecomusei e l integrazione europea In che ambiti? Con chi? Cagliero, Maggi, Retilunghe. Gli ecomusei e l integrazione Dettagli - In data 12 maggio 2015, il Ministero per la Sviluppo Economico - Direzione generale per il
REGIONE PIEMONTE BU45 12/11/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 26 ottobre 2015, n. 15-2314 Programma regionale di cofinanziamento a favore dell'efficienza energetica nei cicli e delle strutture Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back