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Timestamp: 2018-12-12 03:46:13+00:00
Document Index: 10696691

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art.4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4']

CLAMOROSO! Città di Cosenza retrocessa all'ultimo posto, -3 per il F. Polistena
Mrcoledì, 12 Dicembre 2018 -04.46
05 Dic 2018 07:15
Scritto da www.crcalabria.it
Comunicato Ufficiale n° 74 del 5 Dicembre 2018
-ASD FUTSAL POLISTENA C5 (matricola 934934), ai sensi dell'art. 4, comma 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio;
-ASD CITTA’ DI COSENZA C5 (matricola 935029), ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio presidente Giuseppe Fuoco ed al proprio dirigente David Ettore. Deferimento del Procuratore Federale F.I.G.C. Prot.2420/1324 pfi 17-18/CS/SDS del 12/09/2018.
ritenuto, altresì, che da tali comportamenti consegue la responsabilità oggettiva, ai sensi dell'art. 4, comma 2 del C.G.S., della società ASD Futsal Polistena C5, per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio, e diretta e oggettiva, ai sensi dell’art.4, commi 1 e 2, della società ASD Città di Cosenza C5, per le violazioni addebitate al proprio presidente Fuoco Giuseppe e dirigente David Ettore;
4. ASD FUTSAL POLISTENA C5 (matricola 934934), ai sensi dell'art. 4, comma 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio;
5. ASD CITTA’ DI COSENZA C5 (matricola 935029), ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio presidente Giuseppe Fuoco ed al proprio dirigente David Ettore.
- per DE DOMENICO LETTERIO, dirigente della ASD Futsal Polistena C5, l’inibizione di 14 mesi e 700,00 € di ammenda;
- per FUOCO GIUSEPPE, presidente della ASD Città Cosenza C5, l’inibizione di anni 4 e €10.000,00 di ammenda;
- per DAVID ETTORE, dirigente della ASD Città Cosenza C5 l’inibizione di anni 4 e 10.000,00 € di ammenda;
- per l’ASD FUTSAL POLISTENA C5 (matricola 934934), la penalizzazione di quattro punti (3 per la violazione della clausola compromissoria ed 1 per l’omessa denuncia) e 700,00 € di ammenda;
- per l’ASD CITTA’ DI COSENZA C5 (matricola 935029), retrocessione all’ultimo posto o esclusione dal campionato in corso.
In via generale, va precisato che, contrariamente al sistema penalistico, in cui vige il principio della presunzione di non colpevolezza, in forza del quale l'imputato può essere condannato soltanto in presenza di prove dimostrative della commissione del reato oltre ogni ragionevole dubbio, il giudizio disciplinare sportivo, ai fini della dimostrazione della colpevolezza soggiace a un sistema probatorio notevolmente ridotto. Non si tratta di un'inversione dell'onere della prova, ma, piuttosto, di un sistema attenuato dell'onere probatorio, nel senso che a carico della Procura Federale non incombe l’onere di una rigorosa dimostrazione probatoria. Sicché, nel procedimento disciplinare sportivo, ricade sull'incolpato, da una parte, l'onere di confutare l'evidenza del contestato illecito e, dall'altra, l'onere di offrire una ricostruzione dei fatti alternativa ai capi d'accusa, dettagliata, coerente e credibile. Tuttavia, le legittime limitazioni del sistema probatorio non escludono che il sistema sia assoggettato ai principi fondamentali propri dell'ordinamento giuridico generale. In sintesi, ai fini dell'accertamento della violazione disciplinare sportiva e della conseguente affermazione della responsabilità, non necessita la certezza assoluta della commissione dell'illecito (e, tanto meno, il superamento del principio di ogni ragionevole dubbio), essendo sufficiente un grado inferiore di certezza, ragionevole, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti. Ragionevole certezza che a parere di questo collegio è stata raggiunta nel presente procedimento. Si ritiene difatti che gli elementi probatori raccolti siano sufficienti ad integrare gli estremi dell’illecito contestato per come riferito nella parte motiva del deferimento sopra riportata. In particolare il contributo, correttamente definito auto ed etero accusatorio, offerto dal De Domenico, si qualifica per l’assoluta credibilità della narrazione, scevra da vizi logici e arricchita da una serie di elementi che rendono l’illecito provato, anche nell’idoneità a raggiungere lo scopo fraudolento, attraverso un’articolata costruzione del pactum sceleris proposto. In particolare appare opportuno rilevare il puntuale riferimento alla possibilità offerta all’ASD Futsal Polistena C5, nel caso in cui la vittoria del Polisportivo Traforo avesse reso inutile il successo dell’ASD Città di Cosenza C5, di poter “riacquisire“ un risultato favorevole a mezzo del ricorso avverso la posizione irregolare del calciatore avversario Naccarato, fatto giocare seppur squalificato proprio nella prospettiva di una tale ”esigenza”. L’illecito in esame si connota per una particolare gravità in quanto posto in essere con il contributo del Presidente della ASD Città di Cosenza C5 che ha generato, in virtù del rapporto di immedesimazione organica esistente tra rappresentante e rappresentato, la responsabilità diretta della stessa società. Appare, in conclusione, riconosciuta la responsabilità dei deferiti De Domenico Letterio, dirigente della ASD Futsal Polistena C5, nonché Fuoco Giuseppe e David Ettore, rispettivamente presidente e dirigente della ASD Citta’ di Cosenza C5, per quanto loro imputato ai sensi dell’art. 7 C.G.S. e dell’art. 1 bis C.G.S.; la responsabilità, inoltre, a titolo di responsabilità oggettiva, della ASD Futsal Polistena C5, ai sensi dell'art. 4, comma 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio dirigente De Domenico Letterio e della ASD Città Di Cosenza C5, ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del C.G.S., per le violazioni addebitate al proprio presidente Giuseppe Fuoco ed al proprio dirigente David Ettore. Venendo alla contestata violazione al dirigente della ASD Futsal Polistena C5, Letterio De Domenico, dell’articolo 30 dello Statuto, per aver disatteso il vincolo di giustizia sportiva sporgendo denuncia/querela davanti alla Procura della Repubblica nei confronti del Presidente della ASD Città di Cosenza C5, per il reato di diffamazione è da dirsi che il vincolo in questione rappresenta l’obbligo di ogni tesserato di accettare diritti e doveri che scaturiscono - al momento del tesseramento/affiliazione - dalla sottoscrizione della cosiddetta clausola compromissoria, compreso l’impegno di rivolgersi per la risoluzione delle controversie nascenti dall’attività sportiva solo ed esclusivamente agli organi federali competenti fatta salva la facoltà di chiedere alla Federazione la preventiva autorizzazione ad adire - in deroga - per gravi ragioni di opportunità, la giurisdizione statale.
La Corte Federale d’Appello di recente (vedi comunicato ufficiale n° 001/CFA 2017/2018 del 3.7.2017, testi delle decisioni relative al comunicato ufficiale n° 055/CFA del 21.10.2016), ha chiarito come il divieto ad adire il giudice ordinario, non si pone in termini di assolutezza tant'è che lo stesso può essere eliso dalla concessione dell'autorizzazione. La stessa normativa statale (d.l. 220/2003 convertito in legge 280/2003) prevede che l’autonomia dell’ordinamento sportivo sia derogabile in quanto sotto ordinata all'ordinamento statale solo nei casi in cui le situazioni giuridiche suddette abbiano rilievo per quest'ultimo. Con espresso riferimento ai rapporti intersoggettivi regolati dal diritto penale il legislatore statale ha introdotto una sorta di distinzione basata sul coefficiente di interesse che alcune situazioni rivestono per l'ordinamento ordinario, situazioni che, contraddistinte da limitato potenziale di pericolosità o provocanti un minore allarme sociale, non determinano un suo diretto intervento. Trattasi chiaramente della ripartizione fra reati perseguibili d'ufficio ovvero a querela di parte, trattandosi, in tale seconda ipotesi, di quei casi in cui lo Stato delega all'eventuale iniziativa del cittadino l’attivazione dell'organo a ciò deputato, cioè il P.M. Nel caso che occupa - riconducibile alla fattispecie della diffamazione a mezzo stampa per il perseguimento della quale il De Domenico ha investito il Procuratore della Repubblica – deve affermarsi la prevalenza dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, l’applicazione del vincolo sportivo e consequenzialmente la violazione della stessa.