Source: https://www.studiolegaledirenzo.it/cosa-facciamo/diritti-reali/
Timestamp: 2019-09-18 15:21:07+00:00
Document Index: 71278320

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.1158', 'art. 2643', 'art. 84', 'art 2643', 'art. 1063', 'art. 1067']

Diritti reali - Studio Legale Di Renzo
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Non sempre il cittadino e’ a conoscenza che se e’ stato possessore di un bene immobile per venti anni in modo continuato, pacifico ed indisturbato, puo’ acquistare per usucapione il diritto di proprieta’ di quel bene immobile posseduto. Studio Legale Di Renzo giustappunto offre assistenza professionale ai propri clienti, finalizzato all’ottenimento – attraverso varie procedure – come la mediazione, ancor prima che l’intervento di una sentenza del Tribunale, del vantato diritto di proprieta’ per usucapione.
Incominciamo col dire che il codice civile all’art.1158 definisce l’usucapione come l’acquisto della proprieta’ di beni immobili in virtu’ del possesso continuato di questi beni per un periodo di venti anni. In termini piu’ semplici, questo significa che un soggetto puo’ divenire proprietario di un bene immobile se lo possiede come se fosse il reale proprietario, senza che quest’ultimo rivendichi il suo diritto, continuativamente per un periodo di almeno vent’anni.
L’usucapione, inoltre, e’ tra le materie per le quali il legislatore ha previsto l’obbligatorieta’ della mediazione e con l’inserimento del n. 12 bis al comma 1 dell’art. 2643 c.c. ad opera dell’art. 84-bis, D.L. 21 giugno 2013 n. 69, piu’ noto come “Decreto del Fare”, le parti di un procedimento di mediazione, avente ad oggetto la domanda di usucapione di un bene, potranno quindi accordarsi davanti al mediatore e successivamente trascrivere validamente l’accordo presso l’Ufficio dei Registri Immobiliari.
La trascrizione ha lo scopo di attuare una forma di pubblicita’ al fine di tutelare la buona fede e i diritti dei terzi per assicurare la priorita’ nei conflitti fra piu’ acquirenti dello stesso diritto dal medesimo soggetto, ma non incide sulla validita’ ed efficacia dell’atto, ne’ ha efficacia sanante dei vizi dell’atto trascritto. Sua funzione essenziale, quindi, non e’ di fornire notizie sul movimento dei beni immobiliari, ma e’ quella di risolvere eventuali conflitti tra piu’ reclamanti lo stesso diritto.
La trascrizione degli atti previsti dall’art 2643 del codice civile e’ una forma di pubblicita’ essenziale per l’efficacia degli atti stessi nei confronti dei terzi. La trascrizione a tale scopo rappresenta un adempimento obbligatorio per legge per tutti gli acquisti di proprieta’ e quindi anche quello per usucapione.
Lo Studio Legale Di Renzo e’ specializzato nella risoluzione di tutte quelle complessita’ che riguardano i diritti reali in generale, tra i quali l’usufrutto.
Ma cos’e’ l’usufrutto? L’usufrutto e’ un diritto che consiste nel poter godere di un bene, e dei relativi redditi, di proprieta’ altrui, senza alterare la destinazione economica della cosa stessa. Al proprietario del bene resta solo la nuda proprieta’, vale a dire la proprieta’ spogliata del potere di trarre utilita’ dalla cosa medesima.
Caratteristica essenziale dell’usufrutto e’ la durata. L’usufrutto deve essere costituito per un tempo determinato, e, nel caso non venga pattuito nulla a riguardo, la durata non puo’ eccedere la vita dell’usufruttuario, cosicche’, solo la morte dell’usufruttuario pone fine all’usufrutto, anche se non e’ stata raggiunta l’eventuale data di scadenza prevista. Se il diritto di usufrutto spetta a piu’ persone e una di queste muore, il diritto si concentra in capo ai superstiti. Se usufruttuaria e’ una persona giuridica, il limite massimo di durata e’ invece di 30 anni. L’usufruttuario inoltre, potra’ disporre del suo diritto anche cedendolo, oppure dare in locazione il bene e concederlo in ipoteca mantenendo il possesso del bene in usufrutto. Ha inoltre il diritto di conseguire i frutti, naturali e civili, nati e maturati dal bene.
E' difficile sapere cosa sia la verita', ma a volte e' molto facile riconoscere una falsita'.
Lo Studio Legale Di Renzo e’ specializzato nella risoluzione di tutte quelle complessita’ che riguardano i diritti reali in generale, tra i quali la Servitu’
La servitu’ e’ un diritto reale su cosa altrui. Perche’ si parli di servitu’ e’ necessario che vi sia:
a) una diversa proprieta’ fra due fondi
b) un’utilita’ per il fondo dominante.
In buona sostanza, la servitu’ e’ un peso imposto sopra un fondo per l’utilita’ di un altro fondo appartenente a un diverso proprietario.
Le servitu’ sono variamente classificate, ma il loro contenuto e’ estremamente atipico, nel senso che non e’ previsto dalla legge un modo preciso e dettagliato in cui debba esplicarsi il diritto di servitu’. Ne consegue, che salva l’applicabilita’ delle norme generali previste dal codice civile, e’ il titolo stesso della servitu’ a determinarne l’estensione e l’utilizzo, ex art. 1063 c.c. Qualora cio’ non avvenisse, poiche’ il titolo non dice nulla a riguardo, sara’ necessario riferirsi alle disposizioni ex artt. 1064 c.c. e ss.
Il titolo e’ il contratto costitutivo della servitu’, ma va anche detto che il solo il titolo non e’ assolutamente sufficiente a determinare con esattezza il modo di utilizzo della servitu’ in questione. Occorrera’ dunque, far riferimento alle norme del codice civile, il quale all’art. 1067 comma 2 c.c. dispone che il proprietario del fondo servente non puo’ compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l’esercizio della servitu’ o a renderlo piu’ incomodo.
In via stragiudiziale sarebbe opportuno in primis intimare al proprietario del fondo servente la cessazione dell’attivita’ illecita.
L’azione tipica esercitabile invece in via giudiziale e’ l’actio confessoria servitutis avente ad oggetto l’affermazione del diritto di servitu’, ma non deve escludersi una domanda di reintegrazione nel possesso della servitu’, allo scopo di far cessare le turbative all’utilizzo della servitu’ in considerazione del fatto che la servitu’ medesima non e’ contestata.