Source: http://www.comune.roccadipapa.rm.it/home/amministrazione-comunale/accesso-agli-atti/legge-2411990/
Timestamp: 2018-12-15 18:24:33+00:00
Document Index: 155863564

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 9', 'art.24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 27']

Accesso documentale : Comune di Rocca di Papa
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Le richieste di accesso sono state inizialmente disciplinate dalla Legge 7 agosto 1990 n. 241, come modificata ed integrata dalla Legge 11 febbraio 2005 n. 15 e dalla Legge 18 giugno 2009 n. 69, nonché dal regolamento di attuazione (DPR n. 184 del 12 aprile 2006).
Il capo V della citata Legge 241/90 (art. 22 e seguenti) definisce i principi, l’ambito d’applicazione e le modalità di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi; per diritto di accesso si intende il diritto degli interessati di richiedere, prendere visione ed eventualmente estrarre copia di documenti amministrativi.
Il diritto di accesso è riconosciuto tutti i soggetti (cittadini, associazioni, imprese, ecc.) che dimostrino di avere un interesse giuridicamente rilevante nei confronti dell’atto oggetto del diritto di accesso. Ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. 352/92, il diritto di accesso è riconosciuto anche alle amministrazioni, associazioni e comitati portatori di interessi pubblici o diffusi.
La richiesta di accesso deve essere obbligatoriamente motivata e deve essere rivolta all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.
In caso di accoglimento della richiesta, il soggetto richiedente può esaminare gratuitamente i documenti amministrativi; nel caso in cui desideri il rilascio di una copia o un estratto dei documenti, la consegna è subordinata al rimborso del costo di riproduzione, diritto di ricerca e visura.
È considerato documento amministrativo ogni “rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse”.
È possibile l’accesso:
– per ottenere copia o visionare un atto amministrativo;
– per avere, in generale, un pronunciamento formale da parte di una Pubblica Amministrazione;
– conoscere i presupposti, le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione.
È consentito motivato rifiuto, differimento e limitazione dell’accesso, nei casi e nei limiti stabiliti dall’art.24
Il diritto di accesso è escluso nei casi in cui:
– l’istanza sia preordinata ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni;
– per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801 e s.m.i e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 dell’art. 24;
– nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
– nei confronti dell’attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;
– nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psico-attitudinale relativi a terzi.
Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale
L’art. 25 disciplina i tempi del procedimento e gli eventuali ricorsi degli interessati: decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta.
In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell’articolo 24 comma 4, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione.
Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l’accesso di cui all’art. 27 nonché presso l’amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per l’accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto.
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