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Timestamp: 2019-09-20 16:10:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 70', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 70', 'art. 24']

GLI AVVOCATI ITALIANI UNITI CONTRO LA CASSA FORENSE |
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NESSUNA INDENNITA’ DI PATERNITA’ PER L’AVVOCATO
23 Febbraio 2011 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Lo ha deciso la Corte Costituzionale con sentenza n. 285 del 28 luglio 2010.
La Corte d’appello di Firenze, nel corso di un procedimento civile promosso dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con ordinanza emessa il 15 maggio 2009 aveva sollevato, in riferimento agli artt. 3, 29 e 31 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della L. 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto del padre libero professionista di percepire, in alternativa alla madre biologica, l’indennità di maternità.
In particolare, ad avviso della Corte d’appello di Firenze la mancata possibilità per il padre libero professionista di usufruire dell’indennità di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 151 del 2001, in alternativa alla madre, porrebbe in essere una disparità di trattamento fra i genitori, con conseguente limitazione della tutela del preminente interesse del minore. La norma impugnata, infatti, nell’impedire ai coniugi di valutare chi, assentandosi dal lavoro, meglio soddisfi le esigenze di tutela della prole, sia pure sotto un profilo economico, produrrebbe l’effetto di comprimere quei diritti che gli artt. 29 e 31 della Costituzione riconoscono alla famiglia anche al fine di agevolarne la formazione.
La Corte d’Appello di Firenze osservava, poi, che la disciplina impugnata violerebbe, altresì, il principio di uguaglianza, in quanto la indicata indennità è riconosciuta al padre, in ragione del suo diritto di partecipare alla vita familiare in egual misura rispetto alla madre, sia nel caso di adozione o affidamento (sentenza n. 385 del 2005), sia in quello in cui egli svolga un’attività di lavoro dipendente (art. 28 d.lgs. n. 151 del 2001).
La Corte Costituzionale, con la succitata sentenza, ha però dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del Dlgs n. 151/2001.
La Consulta ha infatti affermato che “il fine perseguito dal legislatore mediante l’istituto dell’astensione obbligatoria è quello di tutelare la salute della donna nel periodo immediatamente precedente e successivo al parto, tenendo conto anche delle esigenze relazionali e affettive del figlio in tale periodo”.
Al padre, quindi, è riconosciuto il diritto all’indennità di maternità solo nei casi in cui “la tutela della madre non sia possibile a seguito di morte o di grave impedimento della stessa e ciò in quanto in simili ipotesi l’interesse che l’istituto dell’astensione obbligatoria può tutelare sono quelli del minore ed è quindi rispetto a questi che esso deve rivolgersi in via esclusiva”
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GLI AVVOCATI ITALIANI UNITI CONTRO LA CASSA FORENSE
1 Marzo 2010 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Nella giornata di ieri si è finalmente dato il “via” alla MOBILITAZIONE GENERALE degli Avvocati, volta innanzitutto a protestare contro gli inaccettabili costi per l’esercizio della professione forense.
Pubblico di seguito le motivazioni di tale protesta:
“L’iniquità del sistema pensionistico adottato, correlato alla congiuntura economica particolarmente sfavorevole impone la sua inderogabile revisione anche in ragione della crisi, ormai cronica, in cui versa la Professione Forense, da tempo vessata da politiche trasversali (nonostante sia da sempre la più rappresentata in Parlamento), finalizzate da un lato ad aumentarne i costi di esercizio (obbligatorietà della formazione professionale – abolizione dei minimi tariffari ed incremento della contribuzione previdenziale) e dall’altro ad eroderne gli ambiti di competenza a vantaggio di altre figure professionali.
Quest’ultimo riferimento è all’istituto della Mediazione Civile, strumento con il quale di fatto si tenta di aprire una nuova breccia nel già travagliato sistema della Giustizia a favore della privatizzazione della gestione del contenzioso civile con tutti i prevedibili rischi di mercanteggiamento dei diritti, soprattutto a discapito delle fasce sociali più deboli della popolazione.
A ciò si aggiunga l’ulteriore svilimento della nostra Professione, il lucroso business dei corsi per mediatori, organizzati a prezzi esorbitanti dagli organismi di conciliazione, già pronti ad accaparrarsi e a gestire il mercato dei diritti, nonché quello dei crediti per la formazione obbligatoria che hanno completato il drammatico quadro della situazione ormai cronica in cui versa l’Avvocatura Italiana, tra l’altro annegante nell’esasperante lentezza del processo italiano, che peggiora di anno in anno e che, senza alcuna possibilità d’appello, colloca l’Italia negli ultimi posti al mondo delle statistiche comparate sull’efficienza processuale.”
Dobbiamo dunque destarci ed ergerci noi stessi a difesa della Professione Forense, per il riconoscimento della dignità che merita e che per essa dobbiamo pretendere, traendo forza dalla ferma coscienza della libertà e dell’indipendenza dell’Avvocatura e del suo ruolo indiscutibile, al pari della Magistratura, di soggetto istituzionalmente e costituzionalmente rilevante e imprescindibile nella difesa dei diritti dell’uomo e nell’attuazione del Potere Giurisdizionale dello Stato, coerentemente con l’inviolabilità della difesa tecnica sancita dall’art. 24 della Carta Costituzionale.
In questo momento e per quanto riguarda la CASSA FORENSE dobbiamo pretendere l’avvio immediato di un confronto ampiamente partecipato con gli iscritti, finalizzato all’elaborazione di nuove soluzioni più eque e più attente soprattutto alle esigenze dei Giovani Avvocati sui quali, di fatto, grava ad oggi il maggior peso del sacrificio contributivo.
Per questi motivi, invitiamo tutti gli Avvocati e tutte le Associazioni ed i Sindacati Forensi a proclamare lo STATO DI AGITAZIONE della CATEGORIA, ad aderire al Gruppo Facebook della M.G.A. MOBILITAZIONE GENERALE DEGLI AVVOCATI e a garantire la massima diffusione possibile alla sua prima iniziativa del “FAX DAY DI PROTESTA DEGLI AVVOCATI CONTRO L’INIQUITA’ DELLA CASSA FORENSE”
L’evento del FAX DAY dovrà svolgersi in maniera organizzata nell’arco dei giorni indicati (allo stato dal 28/02 al 06/03/2011), mediante l’invio, anche reiterato, alla CASSA FORENSE, via fax e/o via mail, di una lettera di protesta CONTRO L’INIQUITA’ DELLA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE.
Per questa PRIMA VERTENZA è stato predisposto un FAC-SIMILE, disponibile sul sito Facebook del’evento e/o del Gruppo della M.G.A, che potrà essere scaricato, compilato con i propri dati ed inviato ai numeri di fax e agli indirizzi e-mail nello stesso già indicati.
SCUOTIAMOCI dal cronico LASSISMO che affligge la categoria per una GRANDE e COESA MOBILITAZIONE di CATEGORIA, proclamiamo lo STATO DI AGITAZIONE e prepariamoci per lo SCIOPERO GENERALE con MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, anche presso la sede della CASSA FORENSE.
Mobilitazione Generale degli Avvocati Italiani”.
Trovate il modello fac simile del fax/ mail da inviare alla Cassa Forense cliccando qui
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