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Timestamp: 2018-05-22 04:16:34+00:00
Document Index: 37912163

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 80', 'art. 1', 'art.80', 'art. 80', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 1']

Linee guida ANAC n. 4: semplificazione per le verifiche sui requisiti nei micro affidamenti diretti
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Mercoledì 31 Gennaio 2018 10:41
Con lo schema di linee guida n. 4, l’ANAC declina il compito attribuito con le modifiche legislative – in particolare il comma 7 dell’articolo 36 modificato dal decreto legislativo correttivo n. 56/2017 – di disciplinare l’attuazione delle verifiche dei requisiti dell’aggiudicatario scelto senza lo svolgimento di procedure negoziate (e pertanto con affidamento diretto).
Nella relazione tecnica che accompagna lo schema di linee guida si evidenza che l’intento del legislatore delegato è quello di introdurre, nell’ordinamento dei contratti pubblici, un’attenuazione delle verifiche per gli affidamenti di micro-contrattualistica (infra 40.000 euro), nei limiti di compatibilità con i principi informatori dell’ordinamento.
Con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione, si evidenzia che la disposizione è applicabile esclusivamente agli affidamenti disposti, pertanto, senza gara.
Le precisazioni delle linee guida, pertanto, non saranno invocabili laddove la stazione appaltante, pur in presenza di un contratto di importo infra 40.000,00 euro, opti per l’utilizzo della procedura negoziata, regolata quanto al tema dei controlli dall’art. 36, comma 5, del codice dei contratti pubblici.
Con la relazione tecnica si puntualizza che la consultazione, sulla proposta di linee guida, ha inteso richiamare l’attenzione degli stakeholders, in particolar modo, su due questioni generali di notevole impatto operativo per le stazioni appaltanti, una – di cui si è già detto – è quella della rotazione, la seconda di estremo rilievo visto l’impatto attiene alle “modalità di verifica dei requisiti dell’aggiudicatario nel caso di affidamento diretto”.
Sulla tematica l’art. 36, comma 5, del codice dei contratti pubblici prevede ora che “nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso alle procedure negoziate (nda semplificate) la verifica dei requisiti avviene sull’aggiudicatario. La stazione appaltante può, comunque, estendere le verifiche agli altri partecipanti. Le stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti economici e finanziari e tecnico professionali, se richiesti nella lettera di invito”.
Il successivo comma 7, come detto dispone che nelle Linee Guida vengano anche “indicate specifiche modalità (… ) di attuazione delle verifiche sull’affidatario scelto senza svolgimento di procedura negoziata”.
Il fatto che il legislatore abbia scelto di rinviare all’autorità anticorruzione la disciplina delle verifiche da condurre sull’aggiudicatario in caso di affidamento diretto – secondo quanto si legge nella relazione tecnica - lascia intendere che lo stesso legislatore abbia ritenuto “opportuna una regolamentazione difforme rispetto a quella, già semplificata, prevista per le procedure negoziate”.
Si è trattato, pertanto, di individuare le modalità per semplificare ulteriormente le verifiche da effettuare per gli acquisti di modesto importo con la garanzia del rispetto della legalità degli affidamenti.
La verifica formale e sostanziale dei requisiti
In tema, risulta anche importante segnare che con la recentissima determinazione n. 4/2018 l’ANAC ha approvato le linee guida n. 5/2017 aggiornando le indicazioni in tema di composizione delle commissione di gara.
L’aspetto che merita di essere segnalato è la correzione/chiarimento sui compiti della commissione che – se ciò non venisse demandato al RUP o ad un seggio di gara (o specifico ufficio della stazione appaltante) – si deve limitare alla verifica dell’integrità dei plichi (nel caso di gara tradizionale) e della presenza dei documenti richiesti con il bando o lettera di invito.
In particolare nelle linee guida n. 5 ora si puntualizza (in grassetto le modifiche) che in generale la commissione di gara:
a) apre in seduta pubblica i plichi contenenti le offerte tecniche al fine di procedere alla verifica dell’integrità e della presenza dei documenti richiesti nel bando di gara ovvero della lettera di invito;
b) in una o più sedute riservate, o lavorando da remoto, mediante un canale telematico che assicuri l’autenticità nonché la riservatezza delle comunicazioni, la commissione valuta le offerte tecniche e procede alla assegnazione dei relativi punteggi applicando i criteri e le formule indicati nel bando o nella lettera di invito;
c) successivamente, in seduta pubblica, la commissione dà lettura dei punteggi attribuiti alle singole offerte tecniche, procede alla apertura delle buste contenenti le offerte economiche e, data lettura dei ribassi espressi in lettere e delle riduzioni di ciascuna di esse, procede alla individuazione delle offerte che superano la soglia di anomalia ovvero indica al RUP le offerte che appaiono, sulla base di elementi specifici, potenzialmente anomale, ferma restando la facoltà del RUP di decidere al riguardo.
La verifica negli affidamenti fino ai 5mila euro
Nel caso di assegnazione diretta di commesse per importi fino a 5.000,00 euro, il RUP ha facoltà di procedere alla stipula del contratto sulla base di un’apposita autocertificazione acquisita dall’operatore economico, in applicazione del d.P.R. n. 445/00, di attestazione del possesso dei requisiti di carattere generale di cui all’art. 80 del codice e speciale, se previsti, unitamente alla:
- consultazione del casellario ANAC;
- della verifica del documento unico di regolarità contributiva (DURC);
- nonché delle condizioni soggettive che la legge stabilisce per l’esercizio di particolari professioni o l’idoneità a contrarre con la P.A. in relazione a specifiche attività (es. art. 1, comma 52, l. 190/2012).
Resta ferma, evidentemente, la possibilità, per il responsabile unico del procedimento, di effettuare, preventivamente e successivamente, le verifiche ritenute opportune.
Qualora, per effetto dell’esito del controllo, emerga un difetto dei requisiti il RUP, in attuazione di espressa previsione contrattuale, procede:
- alla risoluzione del contratto:
- alla segnalazione del fatto alle competenti Autorità;
- alla segnalazione del fatto ad ANAC;
- all’incameramento della cauzione definitiva, qualora sia stata richiesta.
Il RUP non procederà con le liquidazione dei corrispettivi, se non in riferimento alle prestazioni già eseguite e nei limiti dell’utilità ricevuta.
Da notare il riferimento alla espressa previsione contrattuale che sembrerebbe legittimare la risoluzione. E’ chiaro che una risoluzione di contratto è possibile solo se un contratto esiste altrimenti si tratterà di revocare l’affidamento. Ipotesi che non è negoziabile.
La verifica negli affidamenti per importi oltre i 5mila euro non superiori ai 20mila
Per importi oltre 5.000,00 euro e non superiori a 20.000,00 euro, sempre nel caso in cui la commessa venga assegnata al di fuori dello schema degli inviti o della gara, il RUP ha facoltà di procedere alla stipula del contratto sulla base di un’apposita autocertificazione acquisita dall’operatore economico, in applicazione del d.P.R. n. 445/00, di attestazione del possesso dei requisiti di carattere generale di cui all’art.80 del codice e speciale, se previsti.
In questo caso, il RUP prima di giungere alla stipula del contratto (di competenza del dirigente/responsabile del servizio), “consulta comunque il casellario ANAC ed effettua la verifica” relativa ai requisiti di cui all’art. 80, commi 1, 4 e 5, lett. b) del codice e dei requisiti speciali, se sono stati richiesti, nonché delle condizioni soggettive che la legge stabilisce per l’esercizio di particolari professioni o l’idoneità a contrarre con la P.A. in relazione a specifiche attività (es. art. 1, comma 52, L. 190/2012).
Anche in questo caso, evidentemente, resta ferma la possibilità, per il responsabile del procedimento, di effettuare, preventivamente e successivamente, le verifiche ritenute opportune.
Anche nell’ipotesi in commento – in caso di carenza dei requisiti - si procederà con la risoluzione e con le comunicazioni di cui si è già detto. Il corrispettivo potrà essere limitato alle prestazioni eseguite.
La verifica negli affidamenti per importi oltre i 20mila euro
Per gli importi tra i 20mila ed inferiori ai 40mila - nell’ambito dei quali è ancora possibile l’affidamento diretto – nella relazione tecnica si segnala che nella fascia predetta, “che rappresenta circa il 4% degli affidamenti in parola, resta il regime di obbligatoria verifica di tutti i requisiti generali. Infatti, al crescere degli importi di spesa, si ritiene prevalente, anche in considerazione del decrescente numero di affidamenti e quindi degli oneri amministrativi riflessi, l’esigenza di assicurare la piena coerenza fra requisiti di accesso alle commesse pubbliche e verifiche espletate”.
Pertanto, per importi superiori a 20.000,00 euro, sempre nel caso di assegnazione diretta, prima di stipulare il contratto, il RUP deve procedere “alle verifiche del possesso dei requisiti di carattere generale di cui all’art. 80 del Codice e di quelli speciali, se previsti, nonché delle condizioni soggettive che la legge stabilisce per l’esercizio di particolari professioni o l’idoneità a contrarre con la P.A. in relazione a specifiche attività (es. art. 1, comma 52, L. 190/2012)”.