Source: http://www3.adusbef.it/articoli-e-studi/senato-interrne-di-elio-lannutti-su-attivita-delle-autorita-indipendenti-9-10-2012
Timestamp: 2019-08-17 22:57:56+00:00
Document Index: 61921910

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Senato Interr.ne di Elio Lannutti su attività delle Autorità "indipendenti" 9-10-2012
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03099
Atto n. 3-03099
LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la semplificazione. -
le funzioni delle Autorità indipendenti, quali organi super partes, sono indispensabili per l’equilibrio dei poteri, la buona amministrazione e la tutela dei diritti dei cittadini consumatori. Il fenomeno delle autorités administratives indépendantes è nato in Francia, dove si è voluto sottrarre ai poteri del Governo una serie di settori sensibili, in cui il conflitto tra interessi pubblici e interessi privati di rilievo costituzionale necessitava di una specifica attenzione, e dove, soprattutto, le autorità più sono amministrative meno sono indipendenti. La nascita di questi organismi, piuttosto che come istituzione di un quarto potere, è stata vista come un “mescolamento” ed un bilanciamento dei tre poteri, radicatisi così in un unico soggetto, il quale agisce per una double mission, ossia di regolazione sociale (fonction publique) e di protezione delle libertà;
il 6 aprile 2011, nell’audizione presso la I Commissione permanente (Affari Costituzionali, della Presidenza del consiglio e interni) della Camera dei deputati, in merito alla “Indagine conoscitiva sulle autorità amministrative indipendenti”, il Presidente del Consiglio di Stato affermava: le Autorità indipendenti si caratterizzano, rispetto ai modelli ordinari di amministrazione, per particolari profili legati, da un lato, alla circostanza che, proprio per la loro indipendenza, si sottraggono al rapporto di subordinazione sussistente tra tutte le amministrazioni statali ed il Governo, interrompendo, di conseguenza, per i settori ad esse affidati, il rapporto di responsabilità che lega il Governo al Parlamento; dall’altro, alla circostanza che, essendo chiamate a svolgere funzioni di normazione, di vigilanza e, in taluni casi, di risoluzione di controversie, derogano al principio di separazione tra i poteri sotteso al nostro impianto costituzionale, principio in base al quale le funzioni normative, amministrative e giurisdizionali sono esercitate da apparati distinti. In sostanza, nei regimi a matrice parlamentare quale quello italiano, la caratteristica naturale degli organi investiti di poteri amministrativi consiste nella dipendenza dal potere politico e, specificamente, dai Governi, per cui la locuzione “autorità amministrativa indipendente” esprime un concetto che può sembrare contraddittorio. Ne consegue che, per definirne l’effettiva natura, occorre individuare quale dei due aggettivi (amministrative o indipendenti) uniti al sostantivo autorità deve prevalere, in modo da attribuire a questi organismi la connotazione dominante;
l’inchiesta di “Report” (la fortunata trasmissione ideata da Milena Gabanelli), firmata da Michele Buono, intitolata “I garanti” (ossia il sistema delle Authority in Italia, il loro ruolo per quanto riguarda la regolamentazione e la tutela degli interessi dei cittadini nei campi della finanza, dell’informazione, dell’energia, della tutela della concorrenza, la nomina dei Presidenti e dei Commissari di queste autorità, che non sembra essere assoggettata ai criteri di competenza, trasparenza ed indipendenza dai poteri politici ed economici, specie nel confronto fra l’Italia e il resto d’Europa), andata in onda domenica 7 ottobre 2012, alle ore 21,30, su Rai3, ha raccontato di un sistema illegale e di rapporti “amicali” tra il presidente della Consob e le banche;
l’inchiesta, che ha messo in evidenza alcune vicende attuali, come la fusione in atto tra società quotate come Unipol, Fonsai, Premafin, Assicurazioni Milano, per far comprendere il ruolo di autorità, a parere dell’interrogante già screditate, come Consob ed Isvap, ha tolto la maschera ad autorità che appaiono colluse con le imprese vigilate. Parte del materiale era stato fornito dalle denunce di Adusbef contro le autorità vigilanti, a giudizio dell’interrogante compiacenti, a cominciare dalla nomina da parte del Ministro pro tempore Tremonti, di Giuseppe Vegas a presidente della Consob e dalle sue audizioni in 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato. A parere dell’interrogante è inspiegabile come sia stato possibile creare una voragine di quasi 3 miliardi di euro nella galassia Ligresti, senza che gli interventi delle distratte autorità vigilanti potessero prevenire il crac, considerato che il figlio del presidente dell’Isvap Giannini e l’avvocato Marco Cardia, figlio dell’ex presidente della Consob, Lamberto, erano stipendiati di Ligresti;
in altri atti di sindacato ispettivo venivano segnalati i diritti lesi dei piccoli azionisti – il cui valore era svilito dalla disinvolta gestione e dalle politiche di retribuzione di decine di milioni di euro (oltre 60 milioni di euro) sottratti dalle società per essere girati ai tre figli di Salvatore Ligresti (oltre il leasing milionario di Unicredit per Toulon, cavallo di razza montato da Jonella Ligresti) – e venivano denunciati gli scandali focalizzati nell’inchiesta di Michele Buono, che, nel raccontare una storia italiana di rapporti incestuosi e di complicità delle autorità (Isvap, Consob, Banca d’Italia), con miliardi di euro concessi dalle banche alla famiglia (Unicredit in primis), con l’unica garanzia di essere azionista del salotto buono di Mediobanca e del patto di sindacato, getta un fascio di luce e di verità su un Paese come l’Italia, ai primi posti nel mondo nel campo della corruzione;
inoltre la trasmissione “Report”, relativamente all’operazione di salvataggio della Fonsai, fa riferimento al ruolo della Consob nella scesa in campo di Unipol nell’intervista a Salvatore Bragantini, consigliere di amministrazione indipendente di Fonsai. In particolare, compito della Consob è valutare se la compagnia sia solida, considerato che la società di revisione Ernst&Young ha trovato nel portafoglio di Unipol 5 miliardi e 6 di titoli strutturati. Lo chiede alla Consob anche la Procura di Milano;
compito della Consob è fare delle ipotesi su quali possono essere le evoluzioni dei suddetti fattori di rischio e come questi influenzano i singoli titoli che si trovano nel portafoglio della società, come affermato da Rita d’Ecclesia nella trasmissione. C’è un ufficio particolarmente competente in tema di valore dei titoli dei derivati che ha una fama europea e un grosso asset della Commissione e che è stato certamente interessato a questa vicenda. Michele Buono asserisce: «Ma il 25 luglio 2012 la Consob delibera che l’ufficio in questione, che fino a quel momento era autonomo, finisce dentro alla Divisione Mercati che non ha la competenza per quell’analisi sui titoli strutturati di Unipol chiesta dal magistrato»;
alla domanda dell’intervistatore a Bragantini, che è stato commissario Consob, su cosa cambia quando si finisce sotto una divisione questi risponde che «Stando fuori si può muovere anche su impulso proprio, stando là si muoverà su impulso di qualcun altro se arriva»;
pertanto, conclude Milena Gabanelli, «da parte sua, Consob» dovrebbe «andare a vedere dentro i numeri» e per questo «c’è un ufficio che autonomamente potrebbe farlo, ma da oggi deve essere autorizzato dal Presidente Vegas»;
come si legge sull’articolo pubblicato su “Linkiesta” il 21 settembre 2012, da quando si è insediato, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha ricevuto aspre critiche, specie dalle organizzazioni sindacali, per aver effettuato nomine di tipo “clientelare”, introducendo una sorta di spoil system, che sembra incompatibile con l’ordinato funzionamento di un’autorità amministrativa indipendente quale dovrebbe essere la Commissione;
in particolare i sindacati hanno posto l’accento sulla duplice assunzione del dottor Gaetano Caputi (prima con la qualifica di funzionario generale e poi, dopo pochi mesi, con quella di Direttore generale), con contratti di lavoro a tempo determinato nonostante lo stesso ricoprisse e abbia continuato a ricoprire (come sottolineato anche da numerosi articoli di giornale: si veda, ad esempio, il lancio “Ansa” del 5 settembre 2012 e il comunicato di Adusbef a Federconsumatori di pari data) altri incarichi incompatibili (in base a quanto disposto dal comma sesto dell’art. 2 del decreto-legge n. 95 del 1974, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 216 del 1974) con l’assunzione dei ruoli che invece sono stati da lui ricoperti in Consob (membro dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, socio delle società Consulenza Glm, Ge.co.re e General consulting, professore della Scuola dell’economia e finanze e Consigliere di amministrazione della Difesa servizi SpA che, tra le altre cose, ha venduto a società quotate terreni del demanio militare);
tra le accuse, alcune delle quali riportate nell’articolo pubblicato su “Linkiesta”, l’introduzione della figura di Vice Segretario generale, dichiarata illegittima dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (in base alle stesse considerazioni fatte dalle organizzazioni sindacali) e il fatto che nel recente riordino sono state introdotte le “aree funzionali” in palese contrasto con il regolamento di organizzazione e funzionamento della Consob; all’interrogante sono altresì giunte segnalazioni in merito: alla promozione del dottor Giuseppe D’Agostino alla qualifica di Vice Direttore generale, sembrerebbe in violazione del regolamento del personale Consob; alla sottrazione di alcuni uffici della Consob alla linea gerarchica del direttore generale, a quanto pare, in violazione del comma quarto dell’art. 2 del citato decreto-legge n. 95 del 1974 per rispondere direttamente alla Commissione o al Presidente (Ufficio programmazione finanziaria e bilancio, Ufficio attività parlamentare e di Governo, Ufficio relazioni internazionali, Ufficio di segreteria della Commissione, Ufficio controllo interno, Ufficio di segreteria della Camera di conciliazione e arbitrato, sottratto al principio di collegialità sancito dall’art. 1 del citato decreto-legge n. 95 del 1974); alla promozione della dottoressa Francesca Amaturo (in relazione alla quale si veda anche il citato articolo de “Linkiesta”), che ricopriva, prima della sua assunzione a contratto in Consob (avvenuta senza selezione), una qualifica, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, di “quadro” (area funzionale C, posizione economica C2); la stessa è stata assunta alla Consob con contratto a tempo determinato in qualità di assistente personale (in data 14 febbraio 2011) e ricopre una qualifica dirigenziale, con un contratto quinquennale, rinnovabile per un altro quinquennio; ciò nonostante la normativa vigente preveda, per i contratti a tempo determinato, una durata di 5 anni, eventualmente rinnovabili, ma solo a scadenza, per altri 5 anni; allo svilimento della collegialità, come risulta dall’incontro, cui si fa cenno durante la puntata di “Report”, del presidente Vegas con l’Amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, e con l’Amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, nel corso del quale il Presidente, coadiuvato dal dottor Angelo Apponi, responsabile della Divisione informazione emittenti, avrebbe fornito indicazioni su come evitare che scattasse, a seguito dell’allora imminente firma dell’accordo vincolante tra la Premafin dei Ligresti e il gruppo Unipol, l’obbligo di offerta pubblica di acquisto, prima che tale questione fosse discussa in seno alla Commissione; alla violazione di norme interne previste dall’art. 8 del codice etico di cui la Commissione si è dotata (delibera n. 17444 del 4 agosto 2010); alla nomina del responsabile dell’Ufficio attività parlamentare e di governo del dottor Gabriele Aulicino (art. 9, comma 2, della delibera n. 18289 del 25 luglio 2012) prima che lo stesso fosse assunto (evento che non sarebbe stato possibile prima del 12 settembre 2012, data nella quale è divenuta esecutiva la variazione della pianta organica necessaria per poter procedere a tale assunzione), in particolare, come riportato dal comunicato della Fiba-CISL del 7 luglio 2012 richiamato nell’articolo de “Linkiesta”, secondo cui il dottor Aulicino avrebbe prestato, con continuità, la propria opera per la Consob sin dall’insediamento del dottor Caputi quale Segretario generale (7 aprile 2011) e, nello specifico, tenuto conto dei compiti di stretto collaboratore del dottor Caputi sino ad ora svolti dal dottor Aulicino, che, pur non facendo parte dell’organico della Consob, pare abbia avuto accesso a tutte le pratiche dell’istituto, ivi comprese quelle di vigilanza, arrivando a partecipare a riunioni in rappresentanza della Consob, mentre resta da chiarire se lo stesso abbia rassegnato le dimissioni dall’incarico ricoperto nel Consiglio nazionale anticontraffazione e si sia dimesso dal suo precedente incarico presso altra amministrazione, rimuovendo quindi le cause di incompatibilità previste dal comma 6 dell’art. 2 del citato decreto-legge n. 95 del 1974, ritirando la delibera n. 17860 del 7 luglio 2011, dopo che era stato indetto il bando di concorso pubblico per l’assunzione in ruolo di un condirettore, poi scelto, al contrario, con criteri “amicali/clientelari”; alla composizione la Commissione garanzia scioperi, il cui sito vede pubblicati i curricula di tutti i commissari (Forlani, Montecchi, Pinelli, Piccinini, Vecchione, Glinianski, del presidente Roberto Alesse, perfino del capo di gabinetto, Giovanni Pino) eccetto quello del dottor Gaetano Caputi;
considerato che il giorno 6 ottobre 2012, a quanto risulta all’interrogante, stranamente era impossibile accedere al sito della Consob. Verrebbe da chiedersi se il motivo possa essere un attacco informatico, oppure un sistema per occultare le provate complicità su Fonsai, in vista della trasmissione “Report”;
considerato infine che, a giudizio dell’interrogante:
in una fase di drammatica crisi come l’attuale, di controllo della spesa, di riduzione dei costi della pubblica amministrazione e di contenimento delle spese secondo i principi di sobrietà e di etica, per restituire fiducia nella buona politica ai cittadini ed alle famiglie vessate da una pressione fiscale elevata nonché da condizioni drammatiche di disoccupazione, specie quella giovanile, le autorità indipendenti come la Consob non dovrebbero essere sottratte alla politica dei sacrifici ed al principio di selezione, per concorsi di pubblica evidenza, di assunti per merito;
sarebbe opportuno chiarire se il dottor Gaetano Caputi sia stato assunto prima con la qualifica di funzionario generale, poi con quella di direttore generale, con contratti di lavoro ad hoc, nonostante ricoprisse ed abbia continuato a ricoprire numerosi altri incarichi, peraltro ben retribuiti (componente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, socio delle società Consulenza Glm, Ge.co.re e General consulting, professore presso la Scuola dell’economia e finanze e Consigliere di amministrazione di Difesa servizi SpA, che avrebbe venduto a società quotate terreni del demanio militare), incompatibili, in base a quanto disposto dal comma 6 dell’art. 2 del decreto-legge n. 95 del 1974, con l’assunzione dei ruoli ricoperti in Consob;
lo svilimento della collegialità nelle funzioni di garanzia della Consob – come risulta dall’incontro del presidente Vegas con l’Amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, e con l’Amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, nel corso del quale il Presidente, coadiuvato dal dottor Angelo Apponi, responsabile della Divisione informazione emittenti, avrebbe fornito indicazioni per evitare l’obbligo dell’Opa tra la Premafin dei Ligresti e il Gruppo Unipol, procurando gravissimo danno agli azionisti minori, come riportato nell’inchiesta di “Report”, rende incompatibile la permanenza di Vegas a capo della stessa Consob;
sarebbe opportuno far luce sulle ragioni per cui, in seguito all’avvenuta riorganizzazione della Consob, sia stata tolta indipendenza ad un ufficio importante inserendolo in Divisione mercati e se questo non possa essere funzionale a condizionare gli interventi e le valutazioni dell’ufficio medesimo;
non è chiaro se lo stesso ufficio, relativamente alla stabilità della compagnia Unipol, sia stato autorizzato dal presidente Vegas ad andare ad esaminare i fattori di rischio relativi agli investimenti inerenti al bilancio della compagnia;
la promozione del dottor Giuseppe D’Agostino alla qualifica di vice direttore generale, in presunta violazione del regolamento del personale Consob, la sottrazione di alcuni uffici della Consob alla linea gerarchica del direttore generale, in presunta violazione del comma quarto dell’art. 2 del decreto-legge n. 95 del 1974 per rispondere direttamente alla Commissione o al Presidente, la riorganizzazione di alcuni uffici, probabilmente per conformare la Commissione ai desiderata del Presidente e del dottor Caputi e la promozione della dottoressa Francesca Amaturo, avvenuta senza selezione, sono potenzialmente idonei ad arrecare un danno alla credibilità della Commissione, già scossa dagli scandali e dagli omessi controlli;
sarebbe opportuno chiarire quali ragioni abbiano indotto la Consob ad avallare i bilanci delle società della galassia Ligresti, specie nel settore delle riserve tecniche, che presentavano criticità evidenti anche per i non esperti del settore, e se tale omessa vigilanza non sia stata concordata in sede politica ed a tavolino, per non creare problemi alle banche, come Unicredit e Mediobanca, che avevano esposizioni di miliardi di euro;
è dubbio che gli atti firmati dal dottor Caputi abbiano valore legale alla luce del decreto-legge n. 95 del 1974, e di altre normative sulla spending rewiew e sugli stipendi dei manager pubblici, che parrebbero essere sistematicamente violate nella Consob presieduta da Vegas,
si chiede di sapere quali misure urgenti il Governo intenda attivare per assicurare la necessaria trasparenza nei mercati finanziari e l’effettiva tutela dei risparmiatori, finalità che a giudizio dell’interrogante non sono assicurate dalla Consob, la cui indipendenza è messa in dubbio da quanto sopra richiamato, con particolare riferimento all’opacità nei rapporti tenuti con i soggetti che essa dovrebbe vigilare.
Documento n.9262