Source: http://diazilla.com/doc/614150/volume-disponibile-in-formato-pdf
Timestamp: 2019-01-21 02:34:31+00:00
Document Index: 156473571

Matched Legal Cases: ['art.\u202f271', 'art.\u202f272', 'art.\u202f15', 'art.\u202f18', 'sentenza ', 'art.\u202f4', 'art.\u202f6', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'arte 5', 'arte 6']

Volume disponibile in formato pdf
Linee di indirizzo tecnico
La disinfezione, gli adempimenti
della vigente legislazione
e i criteri di scelta di formulazioni
ed apparecchiature che espletano
attività disinfettante
A Stefano Federici,
indimenticabile e stimata avanguardia
della nostra categoria
ilcampano
SIFO – Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici Territoriali
Non vi sono conflitti di interesse tra i componenti del gruppo tecnico estensore del presente documento con società che vendono prodotti e servizi pertinenti agli argomenti trattati nelle presenti
Linee di Indirizzo.
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Il documento a stampa è disponibile presso la sede SIFO – Milano.
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che l’Istituto estensore possa risultarne in qualche modo responsabile.
AREA SCIENTIFICO-CULTURALE SIFO PROPONENTE
“Gestione del rischio chimico e biologico”
Maria Grazia Cattaneo (Vice Presidente SIFO)
Francesca De Plato (Coordinatrice Area Sifo Gestione Rischio Chimico e Rischio Biologico)
Emanuela Omodeo Salè (Coordinatrice Area SIFO Oncologia)
Eugenio Ciacco (Coordinatore Area SIFO Malattie Infettive)
Roberto Lombardi (ex ISPESL Dipartimento Igiene del lavoro, INAIL – Settore Ricerca e Certificazione)
Ha, inoltre, collaborato alla stesura del documento il dr. Marco Spinosi (specializzando presso la
ASL di Teramo)
Questo documento è di proprietà della SIFO
Ogni riproduzione, se non autorizzata esplicitamente, è vietata
La mission del SSN, ossia la tutela della salute pubblica, non si declina solamente attraverso la qualità e sicurezza dell’assistenza sanitaria, ma si basa
su un altro pilastro fondamentale: la salvaguardia della salute di qualsiasi
soggetto, sia esso operatore, utente o visitatore, negli ambienti di lavoro,
in relazione alla vigente normativa. Solo la conoscenza, la prevenzione e la
gestione del rischio rendono sano un ambiente di lavoro.
L’esposizione ad agenti chimici pericolosi e ad agenti biologici rappresenta, negli ambienti sanitari, uno dei maggiori rischi per la sicurezza e la salute
Il background formativo del farmacista ospedaliero permette di cogliere
i nodi principali e di comprendere gli aspetti salienti, assumendo una funzione aggregante le varie competenze del team aziendale, che si occupa di
Il Farmacista del Servizio Sanitario Nazionale ha una funzione chiave
nella prevenzione e gestione del rischio chimico e biologico negli ambienti
sanitari, in ragione della sua estrazione chimica, delle sue conoscenze nel
settore biologico e del compito riconosciutogli istituzionalmente di scelta,
acquisto e gestione sia delle sostanze/miscele/farmaci pericolosi sia dei Dispositivi Medici/Dispositivi di Protezione Individuale.
La condivisione, assieme agli altri operatori della sanità pubblica, del ruolo di advocacy nella promozione della salute, certamente impone al Farmacista del SSN un atteggiamento proattivo, teso non solo a disseminare
la consapevolezza, la conoscenza ed il miglioramento della gestione del rischio chimico e biologico tra gli operatori sanitari ma anche ad incoraggiare
le Istituzioni e gli altri soggetti ad impegnarsi proficuamente.
L’attuale e complessa cornice normativa in materia di sostanze e miscele
pericolose, che vede il sovrapporsi di direttive europee in via di abrogazione
e recenti regolamenti europei di imponente portata, ha reso indispensabile
l’approfondimento dell’argomento, attraverso l’istituzione di un’Area nazionale dedicata “Gestione rischio chimico e biologico”, nell’ambito delle attività della società scientifica dei farmacisti ospedalieri (SIFO), che ha
avviato la propria attività su due grandi tematiche: le misure di tutela per il
rischio di esposizione a farmaci antiblastici e l’attività di disinfezione degli
ambienti sanitari, quale misura di sicurezza rilevante per il rischio biologico.
Tra i diversi rischi associati all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, il rischio biologico, ossia il rischio per pazienti ed operatori di contrarre un’infezione nell’ambito dell’attività assistenziale e clinico-diagnostica, richiede
un’attenzione prioritaria, in conseguenza delle dimensioni del rischio, della
complessità dei determinanti e del trend epidemiologico in aumento. Inoltre, le attività di disinfezione possono costituire, esse stesse, un rischio chimico da esposizione ad agenti pericolosi.
Si può comprendere la complessità della corposa materia afferente al rischio chimico e biologico, che non può essere viziata da inutili confini professionali ma che richiede, al contrario, un impegno trasversale e costante,
ossia quella auspicata multidisciplinarietà volta a garantire adeguate condizioni di lavoro e di vita.
Il Presidente SIFO
1. PREMESSA..................................................................................9
2. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE.........................................10
3. ATTIVITÀ DI DISINFEZIONE........................................................10
4. NORMATIVA DI RIFERIMENTO..................................................12
5. NORME TECNICHE SULLA DISINFEZIONE.................................13
5.1 Norme generali.......................................................................13
5.2 Norme di base.........................................................................13
5.3 Norme di applicazione specifica..............................................14
5.4 Norme per le apparecchiature che eseguono disinfezione
e sterilizzazione (mediante metodi chimico fisici).....................17
Tra i diversi rischi associati all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria,
il rischio biologico, ossia il rischio per pazienti ed operatori di contrarre
un’infezione nel corso di un episodio assistenziale o nell’esecuzione di una
procedura clinico-diagnostica, occupa un posto particolare in ragione delle dimensioni del rischio, della complessità dei determinanti e del trend
epidemiologico in aumento.
L’individuazione delle misure di tutela-prevenzione da dover realizzare
ed attuare si effettua a seguito del procedimento di valutazione del rischio
biologico. Il procedimento di valutazione del rischio costituisce, quindi, la
base per poter definire e caratterizzare le misure di sicurezza da mettere
Ai sensi dell’art. 271 del Titolo X (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) è infatti necessario evidenziare, distinguendo per luogo o ambiente di lavoro, se esiste o meno il “rischio di esposizione” ad agenti biologici e quali siano le
misure tecniche, organizzative procedurali (art. 272 del Titolo X) attuate
o da dover attuare per evitare l’esposizione, individuando e definendo i
necessari interventi di protezione.
Gli interventi di protezione sia di tipo collettivo che individuale, per una
appropriata e concreta salvaguardia del lavoratore, devono essere selezionati e realizzati in funzione delle specifiche tecniche, dei requisiti ed in
relazione alle proprietà peculiari degli agenti biologici, connessi con l’ambiente o con il posto di lavoro, che si identificano come sorgenti di rischio.
A tal proposito bisogna considerare con attenzione quanto riportato nell’art. 15 “Misure generali di tutela”, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 81/2008
e s.m.i., che prevede “l’eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze
acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non è possibile, la loro riduzione al minimo“. In seguito, al comma 1, lett. z) dell’art. 18, tra gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente, si indica che sia il datore di lavoro
ad “aggiornare le misure di prevenzione, ovvero in relazione al grado di
evoluzione della tecnica della prevenzione e protezione”, nonché quanto
La disinfezione, gli adempimenti della vigente legislazione e i criteri di scelta di formulazioni
enunciato da una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione,
la n. 12863 del 29/12/1998, che ha sancito ancora una volta il principio
della “fattibilità tecnologica“ per la tutela della salute del lavoratore.
Il presente documento tecnico SIFO costituisce un ausilio alla pratica
professionale, utile ad orientare gli operatori sanitari alle migliori scelte dei
prodotti destinati alla disinfezione, al fine di elevare la possibilità di tutela
della salute propria e delle persone coinvolte, anche indirettamente, in
tale ambito. Costituisce, inoltre, un indirizzo tecnico, attuativo in relazione alla vigente legislazione in materia.
I contenuti sono stati aggiornati in relazione alle nuove acquisizioni
tecnico-scientifiche e all’evoluzione tecnologica, in conformità all’attuale
Le indicazioni riportate sono da ritenersi finalizzate alla messa a disposizione, ai farmacisti appartenenti alla SIFO nonché agli altri professionisti e/o esperti di settore, di uno strumento di facile impiego indirizzato
alla diffusione, nelle Strutture Sanitarie, di conoscenze innovative sugli
aspetti di disinfezione che, in relazione alle attuali conoscenze e all’offerta
tecnologica del momento, offrono un appropriato livello di salvaguardia
per tutti i soggetti coinvolti. Questo Documento Tecnico è stato elaborato considerando quanto evidenziato sull’argomento nelle Linee Guida
ISPESL inerenti i requisiti di igiene del lavoro nel reparto operatorio (edizione dicembre 2009) nonché la sterilizzazione, quale misura di protezione di tipo collettivo (edizione giugno 2010).
3. Attività di disinfezione
Nell’ambito della tutela della salute da agenti biologici, tra gli importanti interventi di prevenzione e protezione di tipo collettivo, un ruolo preminente è svolto dall’attività di disinfezione.
La disinfezione è parte integrante di qualsiasi attività che comporti
un’esposizione, anche se solo potenziale, ad agenti biologici, come, ad
esempio, per l’impiego di apparecchiature e dispositivi, di componenti di
strumenti ed impianti di varia tipologia, per la decontaminazione ambientale, ecc.
Al riguardo, una procedura di disinfezione si considera idonea al fine
prefissato se è efficace nei confronti degli agenti biologici che costituiscono la sorgente dell’infezione o delle infezioni.
L’attività di disinfezione, quale misura di tutela della salute nell’ambiente sanitario-ospedaliero, deve essere attuata nel rispetto di quanto indicato dalla vigente legislazione. In particolare, il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., che
riguarda l’igiene e la sicurezza in ambiente di lavoro con particolare riferimento al Titolo I e Titolo X, nonché il D.Lgs. 46/97 e s.m.i., che disciplina i
È necessario impiegare formulazioni, sostanze disinfettanti e/o apparecchiature che possiedano e dimostrino l’attività richiesta, in considerazione anche dei necessari tempi di contatto, dei diversi substrati e
dei possibili mezzi interferenti nei quali siano presenti gli agenti infettivi,
poiché le proprietà microbicide potrebbero essere insufficienti, annullate
o fortemente ridotte. In funzione delle loro indicazioni d’uso, i prodotti
disinfettanti si suddividono in tre diverse categorie, che non richiedono,
ovviamente, gli stessi requisiti: Specialità Medicinali, Dispositivi Medici e
Biocidi – Presidi Medico Chirurgici (PMC).
I dati analitici che caratterizzano le proprietà di un disinfettante devono
essere basati su metodi riconosciuti. Per gli Stati Membri dell’Unione Europea, si hanno riferimenti di metodi standard per dimostrare l’efficacia di
disinfezione per i vari fattori di rischio microbiologico nelle diverse condizioni di impiego, già da diversi decenni. I lavori europei di normalizzazione
nel campo dei disinfettanti chimici, sono assicurati a seguito di mandato
della Commissione dal Comitato Tecnico Europeo di Standardizzazione
(CEN), attraverso il gruppo di lavoro CEN TC 216 “Antisettici e disinfettanti chimici”, il quale elabora norme che trovano impiego in tre distinti
campi di applicazione: medico, veterinario ed un terzo gruppo che comprende i settori domestici, industriali, alimentari e professionali. Le norme
tecniche specifiche del campo medico, in particolare, si basano sui lavori
di uno dei quattro gruppi (Working Group) del CEN TC 216, il WG1.
Nel merito del D.Lgs. 46/97 e s.m.i è inoltre fondamentale considerare
che la disinfezione e le apparecchiature che effettuano tale processo sono
di evidente rilievo in tale ambito normativo e che, di conseguenza, debbono rispondere ai requisiti fondamentali indicati all’art. 4 “Requisiti EsLa disinfezione, gli adempimenti della vigente legislazione e i criteri di scelta di formulazioni
senziali”, con particolare riferimento a quanto riportato nell’Allegato I per
quanto concerne nello specifico il punto “Requisiti Generali” ed il punto
II “Requisiti relativi alla progettazione e costruzione”, nonché in relazione
a quanto sottolineato all’art. 6 in cui si evidenzia che è imperativo poter
evidenziare la conformità alle norme tecniche armonizzate emanate dal
Contemporaneamente è doveroso porre altrettanta attenzione nella
scelta, valutando anche le caratteristiche di tossicità per i soggetti esposti,
in relazione alle concentrazioni di impiego e di esposizione (ad es. formaldeide, gliossale, glutaraldeide, ecc.).
In conclusione, è essenziale effettuare, prima dell’utilizzo di un prodotto, una lettura chiara delle proprietà antimicrobiche dichiarate e verificarne la conformità alle norme tecniche applicabili, in funzione del settore e
dell’utilizzo richiesto.
Nelle Strutture sanitarie, nelle quali la disinfezione è di estrema rilevanza, la scelta di formulazioni, di principi attivi o di apparecchiature per
disinfezione dovrà essere effettuata, quindi, esaminando attentamente
la documentazione tecnico-scientifica, che dimostri la conformità alle
norme tecniche di settore mediante verifiche sperimentali, effettuate da
organismi terzi indipendenti di riferimento nell’ambito disciplinare della
disinfezione. La copia degli interi elaborati andrà attentamente esaminata
al fine di verificare l’aderenza agli adempimenti del Titolo X (prevenzione – protezione da agenti biologici), del Titolo IX (prevenzione – protezione da agenti chimici), del Titolo I – Capo III (gestione della prevenzione nei
luoghi di lavoro) del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., nonché del D.Lgs. 46/97 e
s.m.i., con particolare riferimento ai Requisiti Essenziali.
• D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.
• D.Lgs. 46/97 come modificato dal D.Lgs. 37/2010 (Dispositivi Medici)
(i disinfettanti per DM invasivi sono classificati in classe IIb e non più IIa).
• Regolamento UE 528/2012 (biocidi) (Regolamento UE 739/2013 allunga i tempi fino al 2024; Regolamento 837/2013 modifica Allegato III).
• D.Lgs. 219/2006 (Prodotti Medicinali).
• DPR 392/1998 (PMC).
• Regolamenti UE: CLP, REACH, SDS.
• DM Ambiente 24 maggio 2012 (Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene).
5. Norme tecniche sulla disinfezione
Al fine di rendere evidenti le norme tecniche di settore, si fornisce un
elenco delle principali:
5.1 Norme generali
• UNI EN 12353:2013 disinfettanti chimici e antisettici – Conservazione
degli organismi di prova utilizzati per la determinazione dell’attività battericida (inclusa la Legionella), micobattericida, sporicida, fungicida e virucida (inclusi i batteriofagi)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 12353
(edizione febbraio 2013). La norma specifica metodi per conservare gli
organismi di prova utilizzati e definiti nelle norme europee per la determinazione dell’attività battericida, micobattericida, sporicida e fungicida di
• UNI EN 14885:2007 applicazione delle norme europee per disinfettanti chimici ed antisettici
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea
EN 14885 (edizione novembre 2006). La norma specifica le norme europee alle quali i prodotti devono conformarsi per sostenere le dichiarazioni
inerenti l’attività microbiocida che sono riferiti a questa norma.
5.2 Norme di base
• UNI EN 1040:2006 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova in sospensione quantitativa per la valutazione dell’attività battericida di base dei
disinfettanti e antisettici – Metodo di prova e requisiti (fase 1)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 1040
(edizione dicembre 2005). La norma specifica un metodo di prova e i
requisiti minimi per l attività battericida di base dei prodotti disinfettanti
chimici e antisettici che formano un preparato fisicamente stabile, omogeneo, quando diluito con acqua.
• UNI EN 1275:2006 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova in sospensione quantitativa per la valutazione dell’attività fungicida di base o fermentativa (lieviticida) di base di disinfettanti chimici ed antisettici – Prova
e requisiti (fase 1)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 1275
requisiti minimi per l’attività fungicida di base o fermentativa di base di
prodotti disinfettanti chimici e antisettici che formano un preparato fisicamente stabile, omogeneo, quando diluiti con acqua.
• UNI EN 14347:2005 prodotti chimici disinfettanti e antisettici – Attività
sporicida di base – Metodo di prova e requisiti (fase 1)
EN 14347 (edizione marzo 2005). La norma specifica un metodo di prova
(fase 1) ed i requisiti minimi per l’attività sporicida di prodotti chimici disinfettanti e antisettici che formano un preparato omogeneo, fisicamente
stabile quando diluito con acqua.
5.3 Norme di applicazione specifica
• UNI EN 13624:2004 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova qualitativa in sospensione per la valutazione dell’attività fungicida dei disinfettanti chimici per strumenti utilizzati in campo medico – Metodo di prova e
requisiti (fase 2, stadio 1)
EN 13624 (edizione dicembre 2003). La norma specifica un metodo di
prova e i requisiti minimi per l attività fungicida o fermenticida di prodotti disinfettanti chimici che formano un preparato stabile, fisicamente
omogeneo, quando diluito in acqua dura o – nel caso di prodotti pronti
all’uso – in acqua. La norma è armonizzata alla Direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici.
• UNI EN 13727:2012 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova qualitativa in sospensione per la valutazione dell’attività battericida in area
medica – Metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio 1) (sostituisce la
UNI EN 13727:2004).
La norma specifica un metodo di prova e i requisiti minimi per l’attività
battericida di prodotti disinfettanti chimici e antisettici che formano un
preparato stabile, fisicamente omogeneo, quando diluito in acqua dura
o – nel caso di prodotti pronti all’uso – in acqua. La norma si applica a
prodotti che sono utilizzati in area medica, per disinfettare la cute delle
mani, per disinfettare apparecchiature mediante immersione e per disinfettare le superfici. I prodotti possono essere sottoposti a prova solo alla
concentrazione dell’80% o inferiore (al 97% con un metodo modificato
in casi particolari), poichè una certa diluizione è sempre necessaria a causa
dell’aggiunta dei microrganismi di prova e della sostanza interferente. La
norma è armonizzata alla Direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi
medici. Questa norma europea si applica a prodotti che sono utilizzati in
area medica per l’applicazione come disinfezione degli strumenti per immersione, disinfezione delle superfici con rimozione meccanica per mezzo
di salviette, disinfezione per mezzo di spray, “flooding” e altri mezzi.
• UNI EN 14348:2005 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova quantitativa in sospensione per la valutazione dell’attività micobattericida dei
disinfettanti chimici nel campo medico, compresi i disinfettanti per strumenti – Metodi di prova e requisiti (fase 2, stadio 1)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 14348
(edizione gennaio 2005). La norma specifica un metodo di prova ed i requisiti minimi per l attività mico-battericida (o tubercolicida) di disinfettanti chimici che formano un preparato omogeneo, fisicamente stabile
quando diluito con acqua dura – o nel caso di prodotti pronti all’uso – con
acqua. I prodotti possono essere provati solo ad una concentrazione di
80% o meno.
• UNI EN 14476:2013 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova quantitativa in sospensione per la valutazione dell’attività virucida in campo
medico – Metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio 1)
La presente norma, entrata in vigore il 10 ottobre 2013, è la versione
ufficiale della norma europea EN 14476 (edizione agosto 2013). La norma specifica un metodo di prova e i requisiti minimi per l’attività virucida
di prodotti disinfettanti chimici e antisettici che formano un preparato staLa disinfezione, gli adempimenti della vigente legislazione e i criteri di scelta di formulazioni
bile, fisicamente omogeneo, quando diluito in acqua dura o – nel caso di
prodotti pronti all’uso – in acqua.
• UNI EN 1499:2013 disinfettanti chimici ed antisettici – Lavaggio igienico delle mani – Metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio 2)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 1499
(edizione aprile 2013). La norma specifica un metodo di prova che simula
le condizioni pratiche per stabilire se un prodotto, utilizzato per il lavaggio
igienico delle mani, riduce la flora batterica transitoria, sulle mani quando
è utilizzato per il lavaggio igienico delle mani di volontari, artificialmente
• UNI EN 1500:2013 disinfettanti chimici ed antisettici – Trattamento igienico delle mani per frizione – Metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio 2)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 1500
le condizioni pratiche per stabilire se un prodotto, utilizzato per il trattamento igienico delle mani per frizione, riduce la flora batterica transitoria,
quando è utilizzato per la frizione delle mani di volontari, artificialmente
• UNI EN 12791:2005 disinfettanti chimici ed antisettici – disinfettanti
chirurgici per le mani – metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio2)
EN 12791 (edizione luglio 2005). La norma specifica un metodo di prova
che simula condizioni pratiche per stabilire se un prodotto per la disinfezione chirurgica delle mani riduca il rilascio della flora batterica delle mani
secondo i requisiti descritti nel punto 4.
• UNI EN 14561:2006 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova quantitativa a portatore di germi per la valutazione dell’attività battericida
per strumenti utilizzati nell’area medicale – Metodo di prova e requisiti
(fase 2, stadio2)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 14561
(edizione maggio 2006). La norma specifica un metodo di prova ed i requisiti minimi per l attività battericida di prodotti disinfettanti chimici che
formano un preparato omogeneo fisicamente stabile quando diluiti con
acqua dura o, nel caso di prodotti pronti all’uso, con acqua.
• UNI EN 14562:2006 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova quantitativa a portatore di germi per la valutazione dell’attività fungicida o fermentativa per strumenti utilizzati nell’area medicale – Metodo di prova e
requisiti (fase 2, stadio 2)
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 14562
(edizione maggio 2006). La norma specifica un metodo di prova ed i requisiti minimi per l attività fungicida e fermentativa di prodotti disinfettanti chimici che formano un preparato omogeneo fisicamente stabile quando diluiti con acqua dura o, nel caso dei prodotti pronti all’uso, con acqua.
• UNI EN 14563:2009 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova quantitativa a portatore di germi per la valutazione dell’attività micobattericida e
tubercolicida di disinfettanti chimici usati per strumenti nell’area medicale – Metodo di prova e requisiti (fase 2, stadio 2)
EN 14563 (edizione novembre 2008). La norma specifica un metodo di
prova ed i requisiti minimi per l attività micobattericida e tubercolicida di
prodotti disinfettanti chimici che formano un preparato omogeneo fisicamente stabile quando diluiti con acqua dura o, nel caso di prodotti pronti
all’uso, con acqua.
5.4 Norme per le apparecchiature che eseguono disinfezione e
sterilizzazione (mediante metodi chimico fisici)
• UNI EN 13623:2010 disinfettanti chimici ed antisettici – Prova in sospensione quantitativa per la valutazione dell’attività battericida rispetto
alla Legionella di disinfettanti chimici per sistemi acquosi – Metodo di prova e requisiti
EN 13623 (edizione settembre 2010). La norma specifica un metodo di
prova e i requisiti minimi per l attività battericida di prodotti disinfettanti
chimici destinati all’utilizzo per il trattamento in sistemi acquosi contro la
• UNI EN 1717:2002 Protezione dall’inquinamento dell’acqua potabile
negli impianti idraulici e requisiti generali dei dispositivi atti a prevenire
l’inquinamento da riflusso
La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 1717 (edizione novembre 2000). La norma riguarda la
protezione dall’inquinamento da riflusso dell’acqua destinata al consumo
umano all’interno di edifici.
• UNI EN ISO 14937:2009 Sterilizzazione dei prodotti sanitari – Requisiti
generali per la caratterizzazione di un agente sterilizzante e per lo sviluppo, la convalida ed il controllo sistematico di un processo di sterilizzazione
EN ISO 14937 (edizione ottobre 2009). La norma specifica i requisiti generali per la caratterizzazione di un agente sterilizzante e per lo sviluppo,
la convalida e il controllo sistematico di un processo di sterilizzazione per
• UNI EN ISO 15883-1-2-3-4-5-6
Serie di norme che specificano le prestazioni degli apparecchi di lavaggio e disinfezione. (es. termodisinfettori).
• UNI EN ISO 15883-1:2014
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 1: Requisiti generali, termini e definizioni e prove.
• UNI EN ISO 15883-2:2009
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 2: Requisiti e prove per
apparecchi di lavaggio e disinfezione per strumenti chirurgici, apparecchiature per anestesia, corpi cavi, piani, recipienti, utensili, vetreria, ecc.,
che utilizzano la disinfezione termica.
• UNI EN ISO 15883-3:2009
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 3: Requisiti e prove per
apparecchi di lavaggio e disinfezione che utilizzano la disinfezione termica
per i contenitori per deiezioni umane.
• UNI EN ISO 15883-4:2009
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 4: Requisiti e prove per
apparecchi di lavaggio e disinfezione che utilizzano la disinfezione chimica degli endoscopi termolabili.
• UNI CEN ISO/TS 15883-5:2006
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 5: Metodo di prova dello
sporco per dimostrare l efficacia di pulizia.
• UNI EN ISO 15883-6:2011
Apparecchi di lavaggio e disinfezione - Parte 6: Requisiti e prove per apparecchi di lavaggio e disinfezione che utilizzano la disinfezione termica per
i dispositivi medici non invasivi, non critici e per le attrezzature sanitarie).
dalle Edizioni Il Campano
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Ricerca di buone pratiche presenti nei settori lavorativi
“Epidemiologia della klebsiella pneumoniae in un ospedale
requisiti dei disinfettanti