Source: http://docplayer.it/10989991-Il-regime-della-cedolare-secca-le-entrate-chiariscono-i-dubbi.html
Timestamp: 2018-12-15 07:39:48+00:00
Document Index: 139369837

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1117', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 817', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 3']

Il regime della cedolare secca, le Entrate chiariscono i dubbi - PDF
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1 Il regime della cedolare secca, le Entrate chiariscono i dubbi Via libera al regime della cedolare secca. Con la circ. n. 26/E del 1 giugno 2011, infatti, l Agenzia delle entrate, nel completare il quadro delineato dall art. 3 del D.Lgs. 23/2011, ha fornito i primi chiarimenti sul nuovo regime fiscale. Antonio Piccolo Dottore commercialista e revisore dei conti A decorrere dall anno 2011, il legislatore del Federalismo fiscale municipale (D.Lgs. 23/2011) ha introdotto, in alternativa facoltativa rispetto al vigente sistema ordinario per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell IRPEF, un nuovo regime di tassazione dei redditi derivanti dalla locazione per finalità abitative dei fabbricati a uso abitativo ed eventuali pertinenze (art. 3). Si tratta, come noto, di un nuovo regime fiscale sostitutivo dell IRPEF e delle imposte di registro e di bollo, denominato cedolare secca o tassa piatta sugli affitti a causa dell applicazione di una sola aliquota d imposta (19% o 21%), e soprattutto della prima pietra per la concreta realizzazione del federalismo fiscale (legge 42/2009). In verità, il regime in esame non è completamente sconosciuto, giacché l art. 2, comma 228, della legge 191/2009 (Finanziaria 2010) ha già previsto, in via sperimentale e limitatamente all anno 2010, la possibilità di applicare un imposta sostitutiva dell IRPEF e delle relative addizionali nella misura del 20% ai redditi derivanti dalla locazione di fabbricati abitativi ubicati nella provincia di L Aquila (si veda Agenzia delle entrate, provv. 1 marzo 2010 e ris. n. 38/E del 4 aprile 2011). L Agenzia delle entrate, dopo avere definito con provvedimento direttoriale del 7 aprile 2011 le modalità di esercizio dell opzione, nonché i termini e le modalità di versamento (in acconto e a saldo) dell imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca, e approvato la relativa modulistica (mod. 69 e mod. Siria), ha completato il proprio quadro interpretativo fornendo con circ. n. 26/E del 1 giugno 2011 i primi chiarimenti sull applicabilità del nuovo regime di tassazione. Per i soggetti interessati all applicazione della cedolare secca, dunque, è scattato il semaforo verde, essendo ora più chiare le modalità per accedere alla nuova opportunità fiscale. Con il documento di prassi in esame, infatti, l autorevole interprete ha sciolto molti dubbi, anche se in alcuni casi (a nostro parere) ha assunto una posizione eccessivamente rigida, rendendo di fatto il nuovo regime fiscale appetibile solo a pochi locatori (persone fisiche private). Procediamo con ordine Consulente immobiliare
2 Ambito soggettivo I contribuenti interessati all opzione per l applicazione del regime della cedolare secca sono le persone fisiche, titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sui beni immobili concessi in locazione a uso esclusivamente abitativo (abitazioni ed eventuali pertinenze). Poiché l opzione è riservata, per esplicita disposizione di legge, unicamente ai locatori che non agiscono nell esercizio di un attività d impresa, arte o professione, il nuovo regime fiscale sostitutivo si applica soltanto alle persone fisiche cosiddette private, ossia ai contribuenti che compilano il quadro RB del mod. UNICO o il quadro B del mod In buona sostanza, la persona fisica privata, titolare del diritto di proprietà sul fabbricato abitativo o di altro diritto reale di godimento sull immobile stesso, dovrebbe necessariamente rivestire la qualità di locatore. Ne discende che il regime di tassazione agevolato e semplificato non si applica alle persone diverse da quelle fisiche private, vale a dire ai seguenti contribuenti: a. persone fisiche titolari di partita IVA (imprenditori, artigiani, artisti, professionisti); b. società di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società di fatto o irregolare, associazione professionale); c. società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperativa); d. enti pubblici e privati (ente commerciale, ente non commerciale, trust). Tali contribuenti restano esclusi dal nuovo regime fiscale anche nel caso in cui concedano in locazione un fabbricato abitativo ai propri collaboratori o dipendenti. Secondo la condivisibile precisazione dell Agenzia delle entrate, dunque, non è rilevante la circostanza che il fabbricato sia destinato e utilizzato dal dipendente (o collaboratore) per finalità abitativa. Non appare, invece, completamente condivisibile la precisazione secondo cui, ai fini dell accesso al regime della cedolare secca, occorre verificare anche l attività esercitata dal locatario e l utilizzo dell immobile locato. Di conseguenza, secondo il documento di prassi in commento, esulano dal nuovo regime sostitutivo i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell esercizio dell attività d impresa, arte o professione, a prescindere dalla circostanza che i fabbricati siano utilizzati dai propri dipendenti o collaboratori per finalità abitativa (par. 1.2). Significativo ed eloquente è il caso in cui una persona fisica privata (locatore) abbia stipulato un contratto di locazione di un fabbricato a uso abitativo con una banca (conduttore), la quale concede l utilizzo dell immobile (detenzione) a un proprio dipendente (cosiddetto contratto per foresteria ). Sembra di capire che la locuzione dell art. 3, comma 6, del D.Lgs. 23/2011, secondo cui il regime della cedolare secca non si applica alle locazioni di unità immobiliari a uso abitativo effettuate nell esercizio dell attività d impresa, arte o professione, sia stata interpretata privilegiando l aspetto oggettivo su quello soggettivo. Non siamo completamente convinti della bontà della tesi dell autorevole interprete. Infatti, l Agenzia delle entrate, a nostro parere, avrebbe ristretto arbitrariamente il campo di applicazione del regime della cedolare secca, non permettendo così a entrambi i contraenti solamente per motivi di gettito di usufruire dei benefici previsti dalla nuova opportunità fiscale (tassazione agevolata per il locatore e deducibilità dei canoni di locazione per il conduttore). Comproprietà o contitolarità dei fabbricati Nell ambito soggettivo vi sono poi i casi in cui i beni immobili oggetto di locazione abitativa (fabbricati ed eventuali pertinenze) siano posseduti, a titolo di diritto proprietà o di altro diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), da due o più locatori. Si tratta di beni immobili posseduti per quota (pro quota) da più locatori, a ciascuno dei quali è riservata la facoltà di esercitare l opzione Consulente immobiliare
3 distintamente e separatamente dagli altri comproprietari o contitolari dei fabbricati. In questi casi, l opzione esercitata disgiuntamente da ciascuna persona fisica esplica effetti soltanto in capo a chi l ha manifestata. L Agenzia delle entrate, quindi, riafferma il chiarimento secondo cui il regime della cedolare secca trova applicazione anche in relazione a una quota di diritto dei fabbricati locati (par. 1.1 della circolare). Proprietà condominiali L ambito soggettivo si estende alle proprietà condominiali (art. 1117, cod. civ.), per le quali l Agenzia delle entrate ha precisato che non è possibile esercitare l opzione per l applicazione della cedolare secca. La preclusione poggia essenzialmente sulle regole che sovraintendono alla gestione delle parti comuni e sulla circostanza che i contratti di locazione (di fabbricati a uso abitativo) sono stipulati e registrati dall amministratore utilizzando il codice fiscale del condominio. Da questo chiarimento appare evidente il principio, a nostro parere eccessivamente formale, secondo cui l accesso al regime della cedolare secca è consentito soltanto al locatore, persona fisica privata, che deve essere necessariamente il proprietario o il titolare di diritto reale di godimento anche pro quota di unità immobiliare abitative locate. Enti non commerciali Secondo il documento di prassi, il locatore (persona fisica privata) può esercitare l opzione per l applicazione della cedolare secca quando il contratto di locazione è stato concluso con un soggetto che non opera nell esercizio dell attività d impresa, arte o professione. In linea di principio, quindi, secondo l autorevole interprete, i contratti stipulati con enti pubblici o privati non commerciali rientrano nella norma di favore, purché dal contratto di locazione risulti la destinazione degli immobili a uso abitativo in conformità alle proprie finalità (par. 1.2). Agenzie immobiliari La disamina sotto il profilo soggettivo si chiude con il caso dell intervento di un agenzia immobiliare che operi come mero intermediario tra il locatore e il conduttore. A parere delle Entrate, l opzione per l applicazione del regime della cedolare secca non è preclusa, a condizione che sussistano tutti i presupposti soggetti e oggettivi (per esempio: locatore, persona fisica privata e proprietario dell immobile concesso in locazione a un conduttore privato che lo utilizzi come abitazione principale). Ambito oggettivo Per espressa disposizione dell art. 3 del D.Lgs. 23/2011, il regime della cedolare secca si applica ai canoni di locazione concernenti i contratti aventi a oggetto immobili a uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all abitazione (comma 2). L Agenzia delle entrate ha precisato che detto regime si applica solamente ai fabbricati censiti (o per i quali è stata presentata domanda di accatastamento) nella tipologia abitativa, quindi ai fabbricati appartenenti alle categorie catastali da A/1 ad A/11, con esclusione della categoria A/10 (uffici e studi privati). Di conseguenza, sono esclusi i fabbricati che, pur avendo i requisiti di fatto per essere locati per finalità abitative, sono censiti in una categoria catastale diversa da quella abitativa. Per esempio, un fabbricato censito alla categoria catastale A/10 che, dopo l effettuazione di alcuni lavori edili, presenta tutte le caratteristiche (intrinseche ed estrinseche) per essere destinato a uso abitativo. Per questo immobile A/10 il locatore, se intende optare per l applicazione del regime della cedolare secca, deve necessariamente presentare la denuncia catastale di aggiornamento, recante l attribuzione di una diversa categoria (per esempio, A/2 o A/3). Parimenti non è possibile accedere alla nuova opportunità fiscale per i fabbricati censiti 1090 Consulente immobiliare
4 nella tipologia abitativa (per esempio, categoria catastale A/2), ma locati per uso ufficio o studio privato, oppure per uso promiscuo (abitazione e ufficio o studio privato). Infine, è appena il caso di rimarcare che non ha senso esercitare l opzione per le unità immobiliari di interesse storico o artistico, censite alla categoria catastale A/9 e concesse in locazione a uso abitativo, per le quali l ammontare imponibile già in regime ordinario IRPEF è costituito dal minore reddito catastale (art. 11, comma 2, legge 413/1991), in luogo del reddito effettivo (canoni di locazione). Contratti con più fabbricati Nel caso in cui il contratto di locazione abbia a oggetto due fabbricati abitativi, il locatore è libero di decidere se optare per l applicazione del regime della cedolare secca per uno o per entrambi i fabbricati locati. Secondo il documento di prassi, la stessa facoltà è esercitabile anche qualora il contratto di locazione abbia a oggetto due fabbricati, di cui uno destinato per finalità abitativa e l altro costituente bene strumentale per l esercizio dell impresa, arte o professione, per il quale non è possibile accedere alla norma di favore (per esempio, fabbricati censiti alle categorie catastali A/3 e D/1). Il locatore ben può manifestare l opzione per l applicazione della nuova opportunità fiscale, avendo cura di determinare la quota del canone di locazione concernente l immobile a uso abitativo. Nell ipotesi di un unico canone di locazione, la quota riferibile al fabbricato abitativo va determinata ripartendo il canone in misura proporzionale alla rendita catastale di ciascuna unità immobiliare. Porzioni di fabbricati locati L Agenzia delle entrate ha precisato altresì, sotto il profilo oggettivo, che il nuovo regime fiscale sostitutivo si applica anche nel caso in cui il locatore abbia concesso in locazione soltanto una o più porzioni del fabbricato a uso abitativo. Si tratta, solitamente, di camere concesse in locazione agli studenti universitari ( posti letto ). Il reddito ritraibile dalla contemporanea locazione delle porzioni (camere) di un unità immobiliare abitativa, dotata di un unica rendita catastale, deve essere sottoposto al medesimo regime impositivo. In altre parole, l opzione per l applicazione del regime della cedolare secca per un contratto di locazione relativo a una porzione dell abitazione è vincolante anche per il reddito derivante dalla contemporanea locazione di altre porzioni dell abitazione stessa. In caso di contemporanea sottoscrizione di più contratti di locazione parziale, invece, anche se ricadenti nella medesima annualità d imposta, il locatore ha la facoltà di scegliere il nuovo regime fiscale per ciascun contratto. Per esempio, l opzione esercitata per la locazione della porzione A (durata 1 gennaio-30 aprile 2012) è vincolante anche per la locazione della porzione B (durata 1 febbraio-31 maggio 2012) facente parte dello stesso contratto, mentre in sede di registrazione di un nuovo contratto per la locazione della sola porzione A (durata 1 settembre-31 dicembre 2012) il locatore potrà decidere per quest ultimo se scegliere o meno l applicazione dell imposta sostitutiva. Pertinenze Il regime della cedolare secca trova applicazione, per espressa disposizione del citato art. 3, comma 2, del D.Lgs. 23/2011, anche per le pertinenze locate congiuntamente all abitazione. Al riguardo il documento di prassi ha chiarito che detta disposizione opera anche se il contratto di locazione relativo alle pertinenze (per esempio, box e soffitta) è distinto e separato da quello concernente l abitazione, purché: a. il rapporto di locazione intercorra tra le medesime parti contrattuali (locatore e conduttore); b. il locatore evidenzi nel contratto di locazione riguardante le pertinenze la sussisten- Consulente immobiliare
5 za del vincolo con l unità immobiliare abitativa locata; c. il contratto di locazione avente a oggetto le pertinenze menzioni il legame con il contratto di locazione dell abitazione. Tra parentesi, i presupposti fondamentali per la sussistenza del vincolo pertinenziale sono (conforme, Agenzia delle entrate, ris. n. 149/E dell 11 aprile 2008; Cass., Sez. trib., fra tante, sent. n del 26 agosto 2004): l elemento soggettivo, rappresentato dalla volontà effettiva di creare un vincolo di strumentalità e complementarietà funzionale tra i due fabbricati (abitazione e pertinenza); l elemento oggettivo, consistente nel rapporto funzionale corrente tra il bene principale (abitazione) e quello accessorio (pertinenza). Come si può notare, anche ai fini della nuova imposta sostitutiva la nozione di pertinenza, che ben può comprendere più unità immobiliari, è mutuata dalla definizione disposta dall art. 817 del codice civile. L Agenzia delle entrate ha confermato questa tesi di favore, secondo cui il regime della cedolare secca si applica anche in relazione a più pertinenze, sempre che sussista un effettivo rapporto di pertinenzialità con l immobile abitativo locato e tale rapporto sia evidenziato nel contratto di locazione (par. 1.2). In definitiva, la locuzione al plurale ( pertinenze ) adoperata dal legislatore non è per niente casuale. Contratti di sub locazione Il nuovo regime di tassazione non si applica ai contratti di sub locazione dei fabbricati abitativi, giacché dal punto di vista fiscale questo rapporto dà luogo non a un reddito di natura fondiaria stabilito dagli artt. 26 e 37 del D.P.R. 917/1986 (TUIR), bensì a un reddito diverso di cui al successivo art. 67, comma 1, lett. h), dello stesso TUIR. In tal caso, infatti, il locatore (ipotizzando il conseguimento del reddito nel corso dell anno 2010) non deve compilare il quadro B (Redditi dei fabbricati) del mod. 730/2011 o il quadro RB (Redditi dei fabbricati) del mod. UNICO/2011, ma il quadro E (Altri redditi), rigo D4 (Redditi diversi), del mod. 730/2011 (indicando il codice 3 nella colonna 1) o il quadro RL (Altri redditi), Sezione II-A (Redditi diversi), rigo RL10, del mod. UNI- CO/2011. Fabbricati situati all estero Parimenti, come confermato anche dall Agenzia delle entrate con il documento di prassi in commento, non sono interessati al regime della cedolare secca i contratti di locazione di fabbricati ubicati all estero. Come noto, infatti, i redditi derivanti da tali fabbricati danno luogo a un reddito diverso di cui al citato art. 67, comma 1, lett. f), del TUIR. Detti redditi devono essere dichiarati non nel quadro B del mod. 730 o nel quadro RB del mod. UNICO, bensì nel quadro E, rigo D4 (indicando il codice 5 nella colonna 1), del mod. 730 o nel quadro RL, rigo RL12, del mod. UNICO. Esercizio dell opzione I locatori che intendono avvalersi del regime della cedolare secca devono esprimere l opzione mediante il modello telematico denominato Siria, ove sussistano le condizioni per il suo utilizzo, oppure il consueto mod. cartaceo 69. In linea generale, l opzione va esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione (entro 30 giorni) ed esplica effetti per l intera durata del contratto stesso, salvo espressa revoca da parte del locatore. In caso di proroga, anche tacita, del contratto di locazione, l opzione deve essere esercitata entro il termine di versamento dell imposta di registro, previsto dall art. 17 del D.P.R. 131/1986 (TUR) entro 30 giorni dal momento della proroga, tramite la presentazione del mod. 69. L Agenzia delle entrate ha precisato che in caso di mancato esercizio dell opzione in sede di registrazione del contratto iniziale o di proroga (anche tacita), 1092 Consulente immobiliare
6 il locatore può accedere comunque al nuovo regime di tassazione per le annualità successive (rinnovo annuale), manifestando l opzione entro il consueto termine previsto per il pagamento dell imposta di registro (30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità). Modalità, quest ultima, applicabile anche nell ipotesi in cui l imposta di registro, in sede di registrazione del contratto, sia stata corrisposta in unica soluzione. Naturalmente l opzione esercitata entro il termine di versamento dell imposta di registro dovuta per le annualità successive (mediante utilizzo del mod. 69), comporta l inapplicabilità dell IRPEF e delle relative addizionali sul reddito fondiario, mentre le imposte di registro e di bollo già pagate (in sede di registrazione del contratto) non potranno più essere restituite (art. 3, comma 4, secondo periodo, D.Lgs. 23/2011). Contratti registrati in caso d uso Per esplicita disposizione dell art. 3, comma 2, terzo periodo, del D.Lgs. 23/2011, il nuovo regime di tassazione può essere applicato anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l obbligo della registrazione in termine fisso. Si tratta di contratti, non redatti né con atto pubblico né tramite scrittura privata con firme autenticate, di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell anno, per i quali è previsto l obbligo della registrazione solo in caso d uso (art. 2-bis della tariffa, parte II, allegata al TUR). A tale proposito, è utile rimarcare che la circ. n. 12/E del 16 gennaio 1998 ha precisato che al fine di stabilire la durata di 30 giorni, occorre fare riferimento al rapporto di locazione intercorso nell anno con lo stesso locatario (par. 2). In buona sostanza, per questa particolare tipologia di contratti di locazione, registrabili solo in caso d uso, l opzione per l applicazione del regime della cedolare secca va esercitata in sede di dichiarazione dei redditi (mod. 730 o mod. UNICO) relativa al periodo d imposta in cui il locatore ha conseguito il reddito. L opzione manifestata in sede di dichiarazione dei redditi esplica effetti anche ai fini dell imposta di registro, se in seguito alla dichiarazione il contratto venga registrato in caso d uso o volontariamente. Qualora invece il contratto, alla data della presentazione della dichiarazione dei redditi, sia stato già registrato (volontariamente o in caso d uso), l opzione deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto stesso (tramite mod. Siria o mod. 69). In ogni caso, il locatore è tenuto a corrispondere l acconto dell imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca, se dovuto. Comunicazione ai conduttori Il locatore deve, a pena dell inefficacia dell opzione, comunicare preventivamente al conduttore la rinuncia, per il periodo corrispondente alla durata dell opzione, alla facoltà di chiedere l aggiornamento del canone (anche se previsto nel contratto di locazione), inclusa la variazione accertata dall ISTAT dell indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) con riferimento all anno precedente (art. 3, comma 11, D.Lgs. 23/2011). La comunicazione va inviata tramite lettera raccomandata postale. A parere dell Agenzia delle entrate, non è idonea la lettera raccomandata consegnata a mano, anche se con ricevuta sottoscritta dal conduttore. In caso di più conduttori, l opzione deve essere comunicata a ciascuno di loro. In caso di più locatori (per esempio, fabbricato abitativo posseduto da due coniugi), invece, l opzione esercitata da una sola persona comporta la rinuncia all aggiornamento del canone e all adeguamento ISTAT anche da parte degli altri comproprietari che non hanno scelto il regime della cedolare secca. Secondo il documento di prassi, infatti, poiché il canone è pattuito contrattualmente in modo unitario, non è possibile differenziarne l ammontare in ragione delle quote di possesso di ciascun comproprietario o contitolare dell immobile locato (par. 2.3). La precisazione non ci appare completamente Consulente immobiliare
7 convincente. Il locatore dovrà rinunciare agli aggiornamenti anche per il periodo di durata della proroga, se in tale occasione conferma l opzione per l applicazione del nuovo regime fiscale. In linea generale, la comunicazione deve essere spedita al conduttore prima di procedere alla registrazione del contratto di locazione o, per le annualità successive, prima del termine stabilito per il versamento della relativa imposta di registro. Qualora l opzione manifestata in sede di registrazione del contratto, quindi all inizio della prima annualità, sia revocata con effetto dalla seconda annualità, il locatore non potrà richiedere neanche gli aggiornamenti relativi a quest ultima annualità. Infine, a parere dell Agenzia delle entrate, per i contratti di locazione recante l espressa rinuncia agli aggiornamenti del canone (art. 32 della legge 392/1978) non è necessario inviare ai conduttori la comunicazione. Gli aggiornamenti indebitamente percepiti dai locatori devono essere restituiti ai conduttori. Modalità di esercizio dell opzione Come detto, i locatori che intendono avvalersi del nuovo regime di tassazione devono esercitare l opzione mediante utilizzo del mod. telematico Siria o del mod. cartaceo 69. Tali modelli, unitamente alle relative istruzioni per la compilazione, sono stati approvati dall Agenzia delle entrate con provvedimento del 7 aprile Il modello Siria (Servizio Internet per la registrazione dei contratti relativi a Immobili adibiti ad abitazione) può essere utilizzato sia per la registrazione del contratto di locazione, sia per l esercizio dell opzione per l applicazione del regime della cedolare secca, soltanto se: il numero di locatori non è superiore a 3, ciascuno dei quali può esercitare l opzione in relazione alla propria quota di diritto; il numero di conduttori non è superiore a 3; i fabbricati sono una sola unità immobiliare abitativa e un numero di pertinenze non superiore a 3; i locatori intendono avvalersi tutti del nuovo regime fiscale; i fabbricati sono tutti censiti al catasto con attribuzione di rendita; il contratto contiene soltanto la disciplina del rapporto di locazione, con esclusione quindi di ulteriori pattuizioni (per esempio, locazione congiunta di fabbricati abitativi e strumentali). Questo modello di registrazione, istituito appositamente dall Agenzia delle entrate nella forma semplificata, deve essere presentato all ufficio competente dell Agenzia unicamente in via telematica, direttamente dai contribuenti abilitati o tramite i soggetti incaricati (intermediari). Il modello può essere presentato anche dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori, dalle agenzie di mediazione immobiliare iscritte alla C.C.I.A.A. e dai geometri che sono, poi, gli stessi soggetti abilitati alla trasmissione dei contratti di locazione tramite il mod. 69 (art. 15, D.M. 31 luglio 1998). Naturalmente il mod. 69, oltre a costituire un alternativa al modello Siria, deve essere utilizzato per la registrazione dei contratti di locazione nei casi non previsti dal modello Siria, nonché per gli adempimenti successivi dai contratti stessi (cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite). Durata e revoca dell opzione L esercizio dell opzione, dunque, vincola il locatore all applicazione del regime della cedolare secca per l intero periodo di durata del contratto o della proroga, oppure per il periodo residuo in caso di opzione espressa a decorrere dalle annualità successive alla prima. Tale vincolo riguarda sia l IRPEF, dovuta con riferimento ai redditi dei fabbricati locati, sia le imposte di registro (2% del canone pattuito) e di bollo ( 14,62 per ogni 4 pagine). Come si può notare, l opzione esplica effetti fiscali positivi anche nei confronti del conduttore, il quale non sarà più tenuto a corrispondere la propria quota delle im Consulente immobiliare
8 poste indirette (registro e bollo) applicabili sul contratto di locazione. L eventuale revoca dell opzione, che può essere esercitata in ciascuna annualità contrattuale (entro il termine di 30 giorni) successiva a quella in cui è stata effettuata la scelta per l adozione del nuovo regime di tassazione, comporta il versamento dell imposta di registro dovuta per le relative annualità. In quest ultimo caso, anche il conduttore dovrà corrispondere la propria quota dell imposta di registro dovuta per ogni annualità contrattuale successiva. A tale proposito, il locatore dovrà comunicare al conduttore, con lettera raccomandata, la revoca dell opzione che quindi darà luogo all applicazione degli aggiornamenti del canone per le annualità successive. Infine, è appena il caso di ricordare che le modalità di revoca dell opzione saranno stabilite dall Agenzia delle entrate, con apposito provvedimento direttoriale. Disciplina transitoria Per il periodo d imposta 2011, trattandosi del primo anno di applicazione del nuovo regime fiscale, l Agenzia delle entrate ha già stabilito alcune regole specifiche, con provvedimento del 7 aprile Nei punti 6.2, 6.3 e 6.4, infatti, tale provvedimento ha disciplinato una serie di modalità di esercizio dell opzione a seconda che il contratto di locazione, la relativa risoluzione o la proroga siano stati registrati o meno alla data del 7 aprile 2011 (entrata in vigore del D.Lgs. 23/2011). Vediamo le diverse modalità. Contratti registrati fino al 6 aprile Per questi contratti di locazione, per i quali sia stata eseguita (se richiesta) la registrazione ed effettuato il pagamento delle imposte di registro e di bollo (non rimborsabili), l esercizio dell opzione deve avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi conseguiti nell anno 2011, modelli da presentare nell anno 2012 (730/2012 o UNICO/2012). I locatori interessati non devono presentare né il modello Siria né il mod. 69. Naturalmente l analisi di convenienza per l eventuale applicabilità del regime della cedolare secca, che va fatta caso per caso, dovrà essere eseguita già in sede di pagamento dell acconto, se dovuto. Secondo il documento di prassi (par ), l applicazione del nuovo regime di tassazione riferito all annualità scadente nel 2011 in sede di dichiarazione dei redditi 2011 è idonea a produrre effetti anche per l annualità contrattuale successiva, ossia per l annualità decorrente dallo stesso anno In altre parole, l esercizio dell opzione in sede di dichiarazione dei redditi 2011 può riguardare sia entrambe le annualità (quella che scade nel 2011 e quella decorrente dal 2011 che scade nel 2012), sia una soltanto di esse (o quella che scade nel 2011 o quella che decorre dallo stesso 2011). Per l annualità decorrente dall anno 2012 e per le successive, invece, i locatori potranno esercitare l opzione entro i termini previsti per il versamento della relativa imposta di registro (30 giorni), mediante utilizzo del mod. 69. In tal caso, l opzione esplica effetti per la residua durata del contratto. Contratti prorogati fino al 6 aprile Anche per questi contratti di locazione l esercizio dell opzione deve avvenire direttamente in sede di dichiarazione dei redditi 2011, concernente quindi il mod. 730/2012 o il mod. UNICO/2012 da presentare nell anno Per questi contratti valgono le stesse precisazioni appena indicate. Contratti registrati dal 7 aprile Per questi contratti di locazione l esercizio dell opzione deve avvenire nei modi ordinari, vale a dire in sede di registrazione dei contratti mediante utilizzo del modello Siria o del mod. 69. L opzione esplica effetti per l intera durata del contratto, salvo revoca. Contratti prorogati dal 7 aprile Anche per questi contratti di locazione, per i quali i termini per il versamento dell imposta di registro non è ancora decorso alla data del 7 aprile Consulente immobiliare
9 2011, l esercizio dell opzione deve avvenire necessariamente mediante utilizzo del mod. 69. Risoluzione dei contratti dal 7 aprile L opzione può essere manifestata anche in sede di risoluzione dei contratti di locazione. In questi casi, non è dovuta la relativa imposta di registro ( 67). L opzione va esercitata comunque mediante utilizzo del mod. 69. Contratti registrati entro il 6 giugno Per agevolare l esercizio dell opzione in sede di prima applicazione della norma, il provvedimento direttoriale del 7 aprile 2011 ha stabilito che per i contratti per i quali il termine di registrazione scade tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011 (si veda art. 3, comma 10, del D.Lgs. 23/2011), la registrazione del contratto di locazione può avvenire entro il 6 giugno 2011 (punto 6.4). Il medesimo termine di registrazione si estende alle proroghe per le quali il termine di pagamento dell imposta di registro scade tra il 7 aprile e il 6 giugno Con il documento di prassi l Agenzia delle entrate ha precisato che i soggetti che non intendono esercitare l opzione possono eseguire il pagamento dell imposta di registro, relativamente alle annualità successive alla stipula del contratto di locazione di fabbricati abitativi, entro il 6 giugno 2011, purché i relativi termini di pagamento scadano tra il 7 aprile e il 6 giugno (par ). La precisazione vale anche per la risoluzione anticipata del contratto. Per tali fattispecie non si realizza nessuna ipotesi di ritardo nell assolvere gli adempimenti, per cui non trova applicazione alcuna sanzione. Comunicazione dell opzione L Agenzia delle entrate ha confermato che per l anno 2011, per quanto concerne i contratti di locazione scaduti o risolti, già registrati, prorogati e con imposta di registro versata alla data del 7 aprile, la rinuncia agli aggiornamenti può essere comunicata ai conduttori con lettera raccomandata postale, entro il termine stabilito per il pagamento della prima rata dell acconto, se dovuto (6 luglio o 30 novembre 2011). Se non è dovuto alcun acconto dell imposta sostitutiva, la comunicazione dell opzione va eseguita entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre 2012). Imposta sostitutiva dovuta Il regime della cedolare secca consiste nell applicare al canone annuo, con riferimento al contratto di locazione di fabbricati abitativi (ed eventuali pertinenze), un aliquota IRPEF nella misura fissa. Più precisamente, il comma 2 del pluricitato art. 3 ha stabilito le seguenti aliquote: 21% (aliquota ordinaria) per i contratti di locazione disciplinati dal codice civile o a canone libero, regolati dalla legge 431/1998 (Disciplina delle locazioni abitative), anche di durata limitata (per esempio, contratti di locazione per finalità turistiche); 19% (aliquota ridotta) per i contratti di locazione a canone agevolato, stipulati in base agli accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (art. 2, comma 3, della legge 431/1998), nonché per i contratti concernenti le unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (art. 8 della stessa legge 431/1998). Si tratta dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché dei comuni confinanti con questi e gli altri comuni capoluogo di provincia e dei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE con apposite delibere. Pertanto, in virtù della disposizione di cui all art. 8, comma 3, della legge 431/1998, l aliquota ridotta si applica anche ai contratti di locazione per studenti universitari. L imposta dovuta nella forma della cedolare secca sostituisce, nei periodi d imposta ricadenti nel periodo di durata dell opzione, i seguenti tributi: 1096 Consulente immobiliare
10 l IRPEF, secondo le aliquote progressive (dal 23% al 43%) per scaglioni di reddito (art. 11 del TUIR), e le relative addizionali (comunale e regionale) dovute sui redditi fondiari prodotti dai fabbricati locati; l imposta di registro dovuta per le annualità contrattuali (2% sul canone pattuito, con un minimo di 67); l imposta di bollo sul contratto di locazione ( 14,62 per ogni 4 pagine). L imposta sostitutiva assorbe anche le imposte di registro e di bollo, ove dovute, anche sulle risoluzioni (imposta in misura fissa di 67) e sulle proroghe (imposta in misura proporzionale del 2%) del contratto di locazione. I locatori che non hanno scelto il nuovo regime fiscale sono tenuti al pagamento dell imposta di registro, limitatamente alla frazione del canone loro imputabile in base alle proprie quote di diritto sui fabbricati. La medesima procedura di calcolo si applica anche nei confronti dei conduttori. Si rammenta infine che in caso di opzione da parte di alcuni locatori, l imposta di bollo dovuta sul contratto di locazione va comunque corrisposta e che qualora l imposta di registro sia dovuta in misura inferiore all importo minimo ( 67), i locatori che non hanno esercitato l opzione e i conduttori devono comunque corrispondere detto importo. Contratti con più fabbricati Come detto, qualora il contratto di locazione abbia a oggetto unità immobiliari abitative (per le quali è esercitata l opzione) e altre unità immobiliari non sottoposte al nuovo regime fiscale (per esempio, unità immobiliari strumentali), l imposta di registro va assolta soltanto sui corrispettivi concernenti queste ultime unità immobiliari. In tal caso, oltre al pagamento dell imposta di bollo dovuta sul contratto di locazione, l imposta di registro deve essere determinata solamente con riferimento al canone pattuito per i fabbricati esclusi dall opzione. Se il canone è unico, l imposta di registro è dovuta sulla quota di canone imputabile ai fabbricati per i quali trova applicazione il nuovo regime di tassazione. Tale quota va quantificata in misura proporzionale alla rendita catastale di ciascun immobile. Per esempio, un contratto di locazione di durata annuale ha a oggetto due fabbricati, con un canone complessivo di I fabbricati sono un abitazione avente categoria catastale A/2 e rendita pari a 950 e un capannone (categoria catastale D/1) con rendita pari a L imposta di registro deve essere corrisposta soltanto sul canone riferibile al capannone, determinato in base alla sua rendita catastale. Quindi, il canone riferibile al capannone è di: [(3.000 : = X : 100) ] e l imposta di registro dovuta è di: 607,60 ( %). Base imponibile Ai fini del nuovo regime fiscale la base imponibile è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti (art. 3, comma 2, del D.Lgs. 23/2011). Tra parentesi, l imposta sostitutiva si applica soltanto sui canoni (o sulla rendita catastale rivalutata del 5%, se superiore), con esclusione quindi di ogni altro importo corrisposto (spese condominiali, luce, acqua, gas, riscaldamento). Il nuovo regime, dunque, ha una base di calcolo maggiore rispetto al regime ordinario IRPEF (e relative addizionali), giacché sul canone pattuito non possono operare abbattimenti o riduzioni. Come noto, infatti, il reddito effettivo dei fabbricati da assoggettare all IR- PEF (canoni di locazione) può essere ridotto forfettariamente del 15%, elevato al 25% per i fabbricati situati nei comuni di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano (art. 37, comma 4-bis, del TUIR), e ulteriormente ridotto del 30% (art. 8, comma 1, legge 431/1998) per i fabbricati ubicati nei comuni ad alta densità abitativa per quelli situati nella regione Abruzzo. Poiché il regime della cedolare secca si applica soltanto ai redditi derivanti da contratti di Consulente immobiliare
11 locazione abitativa per i quali il locatore ha esercitato l opzione, nel medesimo periodo d imposta (anno solare) il contribuente ben può avere redditi di fabbricati da assoggettare alla nuova imposta sostitutiva e redditi di fabbricati da assoggettare all IRPEF (e relative addizionali). Si ricorda, infine, che per espressa disposizione dell art. 3, comma 6, ultimo periodo, del D.Lgs. 23/2011, il reddito derivante dai contratti di locazione per i quali è stata esercitata l opzione non può essere comunque inferiore al reddito catastale (rendita rivalutata del 5%). Secondo anche il documento di prassi, quindi, è necessario preliminarmente confrontare i canoni di locazione maturati nel periodo di durata dell opzione con l importo della rendita relativa al medesimo arco temporale. Il reddito da assoggettare alla nuova imposta sostitutiva sarà l importo più elevato. Canoni non riscossi L Agenzia delle entrate ha chiarito che anche nell ambito del regime della cedolare secca i canoni di locazione non percepiti devono essere assoggettati a tassazione, salvo che entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre) non si sia concluso il procedimento giudiziale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Al riguardo, come noto, l art. 26, comma 1, ultimo periodo, del TUIR stabilisce che per le imposte pagate sui canoni scaduti e non riscossi è riconosciuto un credito d imposta di pari ammontare. Ebbene, per i canoni di locazione non riscossi assoggettati al nuovo regime fiscale, il credito d imposta, da utilizzare nella dichiarazione dei redditi secondo le stesse modalità previste nel regime IRPEF (per esempio, per l anno 2010 il contribuente deve compilare il quadro G, rigo G2, del mod. 730/2011 o il quadro CR, rigo CR8, del mod. UNICO/2011), è commisurato all importo dell imposta sostitutiva versata (in acconto e a saldo). Versamenti Il versamento della nuova imposta sostitutiva deve avvenire secondo le medesime modalità stabilite per l IRPEF (art. 3, comma 4, D.Lgs. 23/2011). Quindi, il pagamento può essere eseguito anche mediante compensazione (par. 7), utilizzando il consueto mod. F24. A tale proposito, con ris. n. 59/E del 25 maggio 2011, le Entrate hanno istituito i seguenti codici-tributo per il versamento della nuova imposta (in acconto e a saldo): 1840 Acconto prima rata; 1841 Acconto seconda rata o Acconto in unica soluzione; 1842 Saldo. Tuttavia, il regime della cedolare secca prevede che i versamenti in acconto dell imposta sostitutiva sono dovuti nelle misure dell 85% per l anno 2011 (regime transitorio) e del 95% a decorrere dall anno Come puntualizzato dall Agenzia delle entrate, la determinazione dell acconto può avvenire utilizzando sia il metodo storico, sia quello previsionale. Quest ultimo metodo è obbligatorio per l anno 2011, non potendo applicarsi il metodo storico per inesistenza della base di riferimento (par. 8.2). Il versamento del saldo sarà eseguito entro il termine del 16 giugno dell anno di presentazione della dichiarazione dei redditi. Regime transitorio Per i contratti in corso nell anno 2011 il versamento dell acconto (85% dell imposta sostitutiva dovuta) va eseguito in unica soluzione, entro il 30 novembre 2011, se l importo è inferiore a 257,52. Se l importo è pari o superiore a 257,52, il pagamento deve avvenire in due rate, di cui: la prima, nella misura del 34% (40% di 85%), entro il 6 luglio 2011 o nel periodo dal 7 luglio al 5 agosto 2011 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; l altra, nella restante misura del 51% (60% di 85%), entro il 30 novembre Consulente immobiliare
12 Per i contratti in corso alla data del 31 maggio 2011 e per quelli scaduti od oggetto di risoluzione volontaria prima del 31 maggio 2011, il versamento dell acconto va eseguito in unica soluzione o in due rate, in presenza delle condizioni sopra indicate. Per i contratti con decorrenza dal 1 giugno al 31 ottobre 2011, il versamento dell acconto va eseguito, in unica soluzione, entro il 30 novembre Per i contratti con decorrenza dal 1 novembre 2011 non va eseguito alcun versamento dell acconto e l imposta sostitutiva sarà pagata integralmente a saldo. Il versamento dell acconto non si considera carente, se il pagamento eseguito è pari all 85% dell imposta sostitutiva. Se l imposta sostitutiva non supera l importo di 51,65, non è dovuto alcun acconto e l imposta va versata a saldo. Si ricorda che la prima rata dell acconto può essere pagata ratealmente e sugli importi dilazionati sono dovuti gli interessi, secondo le disposizioni stabilite per la rateazione dell IRPEF. Infine, secondo il documento di prassi, anche i contribuenti che ricorrono all assistenza fiscale sono tenuti a eseguire il pagamento degli acconti della nuova imposta sostitutiva mediante utilizzo del mod. F24, entro i consueti termini previsti per gli acconti IRPEF. Regime ordinario A decorrere dal periodo d imposta 2012, il versamento dell acconto, stabilito nella misura del 95% dell imposta sostitutiva dovuta per l anno precedente, va eseguito secondo le medesime modalità riportate nel regime Effetti del nuovo regime L opzione per l applicazione del regime della cedolare secca comporta l esclusione dal reddito complessivo (rigo RN1 del mod. UNICO o rigo 11 del mod ) dei relativi canoni di locazione e, quindi, l abbattimento degli scaglioni di reddito e delle aliquote progressive IRPEF. Tuttavia, per espressa disposizione dell art. 3, comma 7, del D.Lgs. 23/2011, il nuovo regime fi scale non incide sull attribuzione di altri benefi ci (di natura tributaria, sociale o assistenziale) collegati alla situazione reddituale. In particolare il reddito fondiario assoggettato al regime della cedolare secca deve essere computato nel reddito complessivo del locatore: ai fi ni dell Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE); per le detrazioni per carichi di famiglia e per la condizione di familiare fi scalmente a carico (art. 12 del TUIR); per la spettanza di ulteriori detrazioni d imposta (art. 13 del TUIR); per le detrazioni relative ai canoni di locazione (art. 16 del TUIR). Al riguardo l Agenzia delle entrate ha chiarito che nel reddito complessivo deve essere ricondotto l importo assoggettato a imposta sostitutiva, rappresentato quindi dal canone pattuito o, in caso di canone inferiore alla rendita catastale, dalla rendita (rivalutata del 5%) riferibile ai giorni di applicazione del nuovo regime fi scale. Secondo il documento di prassi, l applicazione del regime della cedolare secca non incide invece sugli altri benefi ci fi scali come, per esempio, le detrazioni d imposta previste per i lavori di ristrutturazione edilizia (36%) e per gli interventi di risparmio energetico (55%). Detrazioni, queste, che non possono essere fatte valere ai fi ni della nuova imposta sostitutiva. Un altro effetto si ha sulla determinazione dell acconto IRPEF dell anno 2011, che è il primo anno di applicazione del nuovo regime fi scale. Al riguardo l Agenzia delle entrate ha fi ssato il principio generale secondo cui l acconto IRPEF è correttamente determinato, se pari al 99% dell IRPEF dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi relativa all anno precedente, assumendo il reddito al netto del reddito dei fabbricati abitativi prodotto nel 2010 (per i quali il locatore abbia esercitato l opzione). I soggetti che si avvalgono dell assistenza fi scale possono eseguire un minore acconto mediante indicazione nel mod. 730 (quadro F, rigo F6) dei minori importi a titolo di acconto che intendono eseguire. Chi ha già presentato il mod. 730, può presentare al sostituto d imposta (che provvederà in sede di conguaglio) un apposita comunicazione per indicare i minori importi a titolo di acconto che intende eseguire. Consulente immobiliare
13 transitorio. Quindi, il pagamento sarà eseguito in unica soluzione o in due rate, in presenza delle condizioni sopra indicate. In particolare, la prima rata (38% = 40% di 95%) sarà versata entro il 16 giugno o entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40% e il pagamento può avvenire anche in modo rateale. Il versamento dell acconto non è considerato carente, se il pagamento eseguito è pari al 95% dell imposta sostitutiva calcolata per l anno in cui si è prodotto il reddito. Come detto, l Agenzia delle entrate ha chiarito che è consentito applicare anche il metodo previsionale. Se l imposta sostitutiva non supera l importo di 51,65, non è dovuto alcun acconto e l imposta va versata integralmente a saldo. Poiché l acconto è unitario, per verificare la modalità di versamento (se in unica soluzione o in due rate) o se l acconto non sia dovuto, occorre sommare tutti gli importi dovuti a titolo d imposta sostitutiva per ogni contratto di locazione oggetto di opzione. Non è dovuto alcun acconto, qualora l anno di prima applicazione del nuovo regime fiscale sia anche il primo anno di possesso del fabbricato (inesistenza dell imposta di riferimento). Il locatore potrà applicare il metodo previsionale di determinazione dell acconto anche in caso di revoca dell opzione. Norme applicabili e sanzioni Per espressa previsione dell art. 3, comma 4, terzo periodo, del D.Lgs. 23/2011, al regime della cedolare secca si applicano le medesime disposizioni stabilite ai fini delle imposte sui redditi in tema di liquidazione, accertamento, riscossione, rimborsi, sanzioni, interessi e contenzioso. In particolare, nei casi di omessa richiesta di registrazione del contratto di locazione si applica la sanzione dal 120% al 240% dell imposta dovuta (art. 3, comma 3, del D.Lgs. 23/2011), oltre agli interessi di mora. Sanzione e interessi che possono essere corrisposti in misura ridotta, in caso di ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997). Tuttavia, il comma 5 del più volte citato dell art. 3 del D.Lgs. 23/2011 prevede un inasprimento della sanzioni di cui all art. 1, commi 1 e 2, del D.Lgs. 471/1997, se nella dichiarazione dei redditi il canone di locazione dei fabbricati abitativi non è indicato o è indicato in misura inferiore a quella effettiva. In tal caso, infatti, si applica: la sanzione maggiorata dal 240% al 480% dell imposta dovuta, con un minimo di 516 (anziché la sanzione ordinaria dal 120% al 240%, con un minimo di 258), per l omessa indicazione del canone; la sanzione maggiorata dal 200% al 400% dell imposta dovuta, in luogo della sanzione ordinaria dal 100% al 200%, per l indicazione del canone in misura inferiore a quella effettiva. Inoltre, in deroga a quanto stabilito in tema di accertamento con adesione del contribuente (D.Lgs. 218/1997), in caso di definizione dell accertamento o di rinuncia del contribuente all impugnazione dell accertamento stesso, le sopra indicate sanzioni ordinarie (quella dal 120% al 240%, con un minimo di 258, e quella dal 100% al 200%) e la sanzione del 30% (art. 13, comma 1, dello stesso D.Lgs. 471/1997) si applicano senza riduzioni. Altre particolari sanzioni, infine, sono previste dai commi 8 e 9 dell art. 3 del D.Lgs. 23/2011, nei casi in cui i contratti di locazione non vengono registrati, i contratti registrati rechino un canone inferiore a quello effettivo e siano stati registrati contratti di comodato fittizio. In particolare, per legge, la durata della locazione è stabilita in quattro anni, a decorrere dalla data di registrazione (volontaria o d ufficio), e da tale data il canone annuo è fissato in misura pari al triplo della rendita catastale (rivalutata del 5%), oltre all adeguamento ISTAT dal secondo anno Consulente immobiliare