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Timestamp: 2018-03-19 06:39:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 708', 'art. 708', 'art. 708', 'art. 23', 'art. 708', 'sentenza ', 'art. 303', 'art. 708', 'art. 715', 'art. 3', 'art. 708', 'art. 709', 'art. 708']

Art. 708 cod. proc. penale: Provvedimento di estradizione. Consegna
Codice proc. penale Agg. il 11 maggio 2015
Codice proc. penale Art. 708 cod. proc. penale: Provvedimento di estradizione. Consegna
1. Il ministro di grazia e giustizia decide in merito all’estradizione entro quarantacinque giorni dalla ricezione del verbale che dà atto del consenso all’estradizione ovvero dalla notizia della scadenza del termine per l’impugnazione o dal deposito della sentenza della corte di cassazione.
2. Scaduto tale termine senza che sia intervenuta la decisione del ministro, la persona della quale è stata chiesta l’estradizione, se detenuta, è posta in libertà.
3. La persona medesima è altresì posta in libertà in caso di diniego dell’estradizione.
4. Il ministro di grazia e giustizia comunica senza indugio allo Stato richiedente la decisione e, se questa è positiva, il luogo della consegna e la data a partire dalla quale sarà possibile procedervi, dando altresì precise indicazioni circa le limitazioni alla libertà personale subite dall’estradando ai fini dell’estradizione.
6. Il provvedimento di concessione dell’estradizione perde efficacia se, nel termine fissato, lo Stato richiedente non provvede a prendere in consegna l’estradando; in tal caso quest’ultimo viene posto in libertà.
Procedimento di estradizione, consegna.
In tema di estradizione per l'estero, quando la mancata consegna sia impedita dalla pronuncia del giudice amministrativo di un'ordinanza di sospensione dell'efficacia del provvedimento ministeriale, non è applicabile alle misure coercitive in corso di esecuzione all'atto della sospensione la disciplina dei termini di durata massima previsti dagli artt. 303, comma quarto, e 308 cod. proc. pen., ma quella prevista dall'art. 708, comma sesto, cod. proc. pen.. (Rigetta, Ass.App. Firenze, 21/11/2014)
Cassazione penale sez. VI 30 dicembre 2014 n. 4338
In tema di estradizione per l'estero, quando l'esecuzione della consegna viene sospesa per effetto dell'attivazione della procedura diretta ad ottenere il riconoscimento della protezione internazionale a norma del d.lg. n. 25 del 2008, non è applicabile alle misure coercitive in corso di esecuzione all'atto della sospensione la disciplina dei termini di durata massima previsti dagli artt. 303, comma 4, e 308 c.p.p., ma quella prevista dall'art. 708, comma 6, c.p.p. (Fattispecie in cui l'esecuzione del d.m. di estradizione è stata sospesa dal giudice amministrativo in attesa della decisione sul riconoscimento della protezione internazionale, negato dalla Commissione territoriale con provvedimento impugnato dinanzi al tribunale civile).
Cassazione penale sez. VI 04 giugno 2013 n. 25866
In tema di estradizione per l'estero, il termine entro il quale il Ministro della giustizia deve adottare la decisione sulla consegna rimane quello di quarantacinque giorni previsto dall'art. 708, comma 1, c.p.p., non essendo applicabile alla materia estradizionale il diverso termine previsto dall'art. 23 l. n. 69/2005 per il mandato di arresto europeo. Annulla senza rinvio, App. Messina, 12 novembre 2008
Cassazione penale sez. VI 09 aprile 2009 n. 17912
In tema di estradizione per l'estero, il termine perentorio di quarantacinque giorni entro il quale il Ministro della giustizia deve decidere in merito all'estradizione decorre, come prevede espressamente l'art. 708, comma 1, c.p.p. dal deposito della sentenza della Corte di cassazione e non dal giorno in cui è intervenuta la decisione. (Nell'affermare tale principio la Corte ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dall'estradando che assumeva essere decorso il suddetto termine, facendo applicazione, in via analogica, dell'art. 303, comma 1, lett. d), c.p.p. in tema di termini massimi di durata della custodia cautelare).
Cassazione penale sez. VI 26 marzo 2008 n. 28752
In tema di estradizione per l'estero, la persona chiesta in estradizione che abbia riacquistato la libertà, dopo aver trascorso in misura cautelare il termine massimo di quarantacinque giorni previsto dall'art. 708, comma 1, c.p.p. non può essere nuovamente sottoposta ad alcuna misura cautelare coercitiva durante tale fase del procedimento.
Cassazione penale sez. VI 27 aprile 2007 n. 24761
Sono manifestamente inammissibili le q.l.c. degli art. 715 comma 6 e 708 comma 2 c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3 e 13 cost., nella parte in cui collegano la maturazione dei termini perentori di durata delle misure privative della libertà personale, disposte provvisoriamente a carico dell’estradando, al mancato verificarsi di eventi "non conoscibili" dal giudice, se non per effetto di comunicazione da parte del Ministro della giustizia. Il rimettente, infatti, non definisce il tipo di intervento richiesto alla Corte costituzionale, limitandosi a prospettare una presunta contraddizione tra la perentorietà dei termini previsti dalle norme censurate e l’asserita impossibilità di verifica, da parte dell’autorità giudiziaria competente, del fatto storico da cui dipende la decorrenza dei termini stessi, sicché il "petitum" delle sollevate questioni non è precisato né è deducibile dall’ordinanza di rimessione, e manca una soluzione costituzionalmente obbligata del dubbio prospettato dal giudice rimettente.
Corte Costituzionale 05 aprile 2007 n. 123
Nel procedimento di estradizione per l'estero, qualora l'autorità giudiziaria amministrativa abbia sospeso l'esecutività del decreto ministeriale di estradizione, le misure coercitive in atto devono essere revocate, una volta decorsi i termini previsti dall'art. 708 c.p.p.
Cassazione penale sez. VI 20 marzo 2007 n. 12677
Qualora il Ministro della giustizia sospenda, a norma dell'art. 709 c.p.p., l'esecuzione della estradizione "a soddisfatta giustizia italiana", non sono applicabili alle misure coercitive in corso di esecuzione all'atto della sospensione i termini di durata massima previsti dagli artt. 303, comma 4, e 308 c.p.p. Tali misure devono pertanto essere revocate per l'assenza di una previsione normativa che ne legittimi il permanere anche durante il periodo in cui l'esecuzione della estradizione resta sospesa; ferma restando, peraltro, la possibilità di adottare nuovamente misure coercitive, una volta cessata la sospensione, nei limiti delle esigenze cautelari connesse all'accompagnamento dell'estradando ed alla sua consegna allo Stato richiedente, e con l'osservanza dei termini previsti dall'art. 708 c.p.p.
Cassazione penale sez. un. 28 novembre 2006 n. 41540