Source: https://it.vlex.com/vid/n-ordinanza-atto-gennaio-2014-516906206
Timestamp: 2020-08-08 17:39:14+00:00
Document Index: 126708278

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 124', 'art. 33', 'art. 124', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 20']

n. 102 ORDINANZA (Atto di promovimento) 30 gennaio 2014 - - 25 Giugno 2014 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 516906206
Ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso numero di registro generale 7185 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Romeo Alberghi S.r.l., in persona del legale rapp.te p.t., rappresentato e difeso dagli avv. Ileana Capurro, Raffaele Ferola, Renato Ferola, con domicilio eletto presso Raffaele Ferola in Napoli, p.zza della Repubblica, 2;
Contro Comune di Napoli in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Municipale, domiciliata in Napoli, piazza Municipio palazzo San Giacomo;
Soprintendenza Per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici ed Etnoantropologici Per Napoli e Provincia, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Napoli, via Diaz, 11;
Per l'annullamento, quanto al ricorso principale: della disposizione dirigenziale n. 399 del 16.9.2009 di demolizione relativamente al nono piano ed a parte dell'ottavo piano;
nei motivi aggiunti N.1 depositati il 29.1.2010, notificati il 28.1.2010: della scheda istruttoria tecnica del 10.7.09 depositata dal Comune;
nei Motivi aggiunti N. 2 depositati il 9.11.2010 notificati il 26.10.10: della nota dirig,. 21.7.2010 contenente avviso ex art. 7 per autotutela delle DIA n. 23/04, n. 212/05, n. 393/2008, n. 341/2009, n. 367/2010: delle note avvocatura 11.3.2010 e 17.3.2010;
nei motivi aggiunti N. 3 depositati il 9.11.2010 notificati il 28.10.2010: degli stessi atti ed inoltre dell'art. 124 NTA;
nei motivi aggiunti N. 4 depositati il 23.11.2010 notificati il 13.11.2010: della nota dirigenziale 28.2.2010 avente ad oggetto avvio dell'autotutela sul condono di cui alla DD 98/2005;
delle note 11.3.2010 e 17.3.2010;
del PRG del 1972;
nei motivi aggiunti N. 5 depositati l'1.3.2011 notificati in data 18.2.2011: della nota 21.2.2010 che comunica come (per le dia 2005 e 2010) si procede ex art. 33 co. 4 e 6-bis;
nei motivi aggiunti N. 6 depositati il 13.7.11 notificati l'11.7.11: degli atti endoprocedimentali depositati da Comune e Soprintendenza nel ricorso RG 2793/11 proposto dal Comune;
nei motivi aggiunti n. 7: delle disposizioni dirigenziali n. 4 del 19.10.2011 del dirigente II Municipalita' e n. 419 in pari data servizio antiabusivismo aventi ad oggetto annullamento della DIA n. 212/2005 ed ordine di demolizione per parte degli abusi, ed irrogazione di sanzione pecuniaria per parte degli abusi;
degli atti presupposti, nota del 23.9.2011 Dipartimento pianifica. Urbanistica;
della nota dipartimento urbanistica 11.3.2010 e 17.3.2010 e nota 27.10.2010 della Soprintendenza;
dei verbali 12.3.2008 e 8.4.2008 di validazione del formato digitale dei perimetri delle aree vincolate ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 e del conforme certificato di destinazione urbanistica;
dell'art. 124 delle NTA della variante generale al PRG;
della nota 21.7.2010 del dirigente II municipalita' recante avviso di avvio del procedimento di riesame di una serie di denunce inizio attivita', tra cui la DIA n. 212/2005;
della nota II municipalita' 21.10.2010 prot. 2802;
della nota 7.9.2011 del dipartimento di pianificazione urbanistica e del 28.9.2011 della unita' condono edilizio;
Nei motivi aggiunti N. 8 depositati il 20.2.2012 notificati il 13.2.2012: Della nota 15.12.2011 e 23.4.2010, attinenti alla dia n. 367/2010 sospesa e poi respinta;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Napoli, della Soprintendenza Per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici ed Etnoantropologici Per Napoli e Provincia, del Ministero Infrastrutture e Trasporti e del Ministero Per i Beni e le Attivita' Culturali;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 novembre 2013 il Cons. Anna Pappalardo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
a tale denuncia erano allegate planimetrie contenenti lo stato di fatto e quello di progetto dell'edificio. Le opere sono state ultimate in data 14.12.2007 giusta comunicazione di fine lavori depositata agli atti del Comune di Napoli. In seguito le porzioni di immobile site all'ottavo piano (relativamente allo spazio esterno destinato a palestra) e del nono piano (sala ristorante) sono state sottoposte a sequestro penale, essendo contestata per le stesse la mancanza di permesso di costruire. L'amministrazione comunale ne ha conseguentemente ingiunto la demolizione con l'atto gravato nel ricorso principale - disposizione dirigenziale n. 399 del 16.9.2009. Assume parte ricorrente che il Comune di Napoli avrebbe supinamente recepito la contestazione del giudice penale, adottando il provvedimento di demolizione che ritiene verificata la realizzazione in parte qua di una nuova costruzione. L'ordine di demolizione e' stato sospeso da questo TAR con ordinanza cautelare n. 352/2010, nella quale si e' rilevata la mancata considerazione di quanto assentito con DIA n. 212/2005, non annullata dal Comune. A seguito anche di una perizia depositata dal consulente di ufficio del PM nel procedimento penale, il Comune di Napoli ha avviato un procedimento di riesame di tutte le denunce di inizio attivita' in base alle quali sono stati eseguiti lavori edili per l'Hotel Romeo;
gli elementi indicati nell'avviso di avvio del riesame sono stati oggetto di controdeduzioni della societa' Romeo con nota del 5.8.2010. Il Comune ha richiesto integrazioni documentali in data 25.9.2010;
In seguito ha concluso il procedimento di riesame per due DIA n. 393/2008 e 341/2009 relative a lavori eseguiti nell'immobile di via Melisurgo, 15 (traversa del Leone), attinenti a porzioni dell'immobile site al piano terra e seminterrato, disponendo l'annullamento delle denunce stesse;
Avviato una richiesta di parere alla Soprintendenza ai fini dell'applicazione dell'art. 33 co. 4 DPR n. 380/01 per gli abusi contestati;
Infine concluso il procedimento di riesame della dia n. 212/2005 giusta le determinazioni del 19.10.2011 con le quali ha dichiarato l'inefficacia della DIA sia in ragione del mancato rispetto del vincolo paesaggistico (che avrebbe imposto l'acquisizione del parere della competente Soprintendenza), sia in ragione di un aumento volumetrico non consentito dalla normativa urbanistica vigente per la zona in esame;
ed ha di seguito diffidato la societa' alla demolizione delle opere eseguite su parte del piano ottavo e sull'intero nono piano, applicando per i restanti abusi la sanzione pecuniaria. Parte ricorrente insorge avverso l'ordine di demolizione, e successivamente con motivi aggiunti, avverso tutti gli atti in epigrafe, lamentando censure di violazione di legge ed eccesso di potere. In particolare lamenta: 1 - violazione art. 7 legge n. 241/90, istruttoria frettolosa - si sarebbe ignorata la presentazione della denuncia di inizio attivita' e non si e' dato modo di dimostrare la legittimita' delle opere, in quanto configurabili come atti di ristrutturazione edilizia. Mancata spedizione dell'avviso di avvio del procedimento di riesame, necessario trattandosi di esperimento di potere di autotutela;
2 - violazione del DPR n. 380/01: premette la ricorrente che l'immobile e' stato edificato giusta licenza edilizia del 1950 e constava di un seminterrato e undici piani fuori terra, di cui gli ultimi due arretrati rispetto al filo della facciata, in acciaio e vetro - inoltre per i piani interni dello stabile nel 1987 e' stata presentata domanda di condono edilizio. Con la dia del 13.6.2005 il Comune dapprima disponeva la sospensione dei termini chiedendo il completamento del condono;
conseguita la concessione in sanatoria per il pregresso, la parte ha atteso i termini per il perfezionamento della DIA ed ha dato inizio e concluso i lavori, dopo che il Comune in alcuni sopralluoghi aveva accertato la conformita' di quanto realizzato alla DIA. Il progetto di DIA, si ribadisce, non modificava le altezze dell'edificio e prevedeva una ristrutturazione con spostamento di alcuni volumi in diverse allocazioni, senza modifiche a volume e sagoma: il concetto tecnico-giuridico invocato sarebbe la ristrutturazione leggera di cui all'art. 3 DPR n. 380 - a differenza della ristrutturazione pesante che richiede il permesso di costruire. Peraltro con successive modifiche normative anche la ristrutturazione pesante di cui all'art. 20 DPR n. 380 e' stata resa assentibile con DIA alternativa al permesso di costruire. Conclusivamente l'istante invoca la legittimita' del proprio operato, in quanto assistito da una denuncia di inizio attivita', per la quale sono decorsi i termini senza obiezioni, i lavori sono stati ultimati, non vi sono abusi, i pretesi aumenti volumetrici sarebbero di entita' minima rispetto al totale dell'edificio: non si configurerebbe ne' nuova costruzione, ne' difformita' totale. Al riguardo aggiunge che le leggi reg. n. 19/2001 e n. 16/2004 ricomprendono nell'ambito degli interventi assentibili con DIA sia la ristrutturazione cd. minore, sia quella...