Source: http://www.conord.eu/index.php/quesiti/704-obbligo-assunzione-dipendenti-categorie-protette-e-salvaguardia-dipendenti-provinciali
Timestamp: 2018-05-22 17:34:14+00:00
Document Index: 30085090

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 91']

Obbligo assunzione dipendenti categorie protette e salvaguardia dipendenti provinciali - Co.Nord
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Questo ente ha l’obbligo di procedere alla copertura di un posto di Esecutore Amministrativo part-time 18/36 (Cat. B1), mediante assunzione di un lavoratore appartenente alle categorie protette,
in quanto, dal≠xx≠xx≠2015, si è reso vacante il relativo posto in organico.
Si chiede se anche per questa tipologia di lavoratore debba essere avviata la procedura di mobilità mediante l’attivazione del portale mobilità.gov per la ricollocazione del personale degli enti di area vasta.
Come è noto, per l'effetto della legge di stabilità 2015 (legge 190/2014) che ha imposto agli enti locali nel 2015 e nel 2016 la possibilità di assumere solo i vincitori dei concorsi conclusi in precedenza e i dipendenti che le province collocheranno in sovrannumero, vi è per il biennio 2015 e 2016 grande incertezza fra gli enti locali sulle possibilità e modalità di assunzione.
Il comma 424, dell’art. 1 della legge n. 190/2014 disciplina infatti il ricollocamento del personale in mobilità dalle province presso regioni ed enti locali. La norma dispone che le regioni e gli enti locali, per gli anni 2015 e 2016, destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente, all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti e delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità.
Il regime previsto dalla normativa vigente prevede per gli enti sottoposti al patto di stabilità (articolo 3, comma 5, del d.l. 90/2014) una percentuale di turn over pari al 60% per l'anno 2015 e dell'80% per l'anno 2016. La percentuale è fissata al 100% per gli enti sottoposti al patto la cui spesa di personale in rapporto a quella corrente è pari o inferiore al 25% (articolo 3, 5-quater, del d.l. 90/2014). Quindi la percentuale di turn over legata alle facoltà di assunzioni deve essere destinata in via prioritaria all'immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate al 1° gennaio 2015. Le risorse rimanenti, ovvero quelle derivanti dalle facoltà ad assumere al netto di quelle utilizzate per l'assunzione dei vincitori, devono essere destinate, sommate ai risparmi derivanti dalla restante percentuale di cessazioni (ovvero 40% per il 2015 e 20% per il 2016), ai processi di mobilità del personale soprannumerario degli enti di area vasta.
In sostanza il legislatore vincola gli enti a destinare il 100% del turn over alla mobilità del personale degli enti di area vasta, salvaguardando l'assunzione dei vincitori esclusivamente a valere sulle facoltà ordinarie di assunzione.
In questo quadro normativo va inserito il quesito posto, in quanto il dipendente ha cessato l’attività, liberando lo spazio per il turn over, nel corso del 2015. E’ però necessario, trattandosi di un lavoratore appartenente alle categorie protette, fare riferimento alla legge
68/1999 che all’art. 3 istituisce delle vere e proprie "quote di riserva" (rideterminate dall'art. 7, c. 6 d.l. 101/2013) per le categorie protette, per le quali vige quindi un vero e proprio obbligo in capo alle amministrazioni di garantirne la costante copertura, tanto che con l'art. 15 della medesima legge vengono pure previste le sanzioni da irrogare agli enti inadempienti.
A parere di chi scrive, la quota di riserva deve sempre essere salvaguardata, questo in virtù della specialità della norma sulla tutela dei lavoratori appartenenti alle categorie protette rispetto alle norme finalizzate al contenimento della spesa pubblica ed alla riorganizzazione della P.A.. Questo orientamento è confermato da costante giurisprudenza, ma anche affermato n maniera specifica dalla circolare del Ministero della Funzione Pubblica n. 1/2015 che si occupa degli effetti e dei divieti derivanti dal comma 424 e 425 della legge di stabilità precisando che:
“Nelle more del completamento del procedimento di cui ai commi 424 e 425 alle amministrazioni sopra individuate è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016. Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle.
Per quanto riguarda l'assunzione delle categorie protette resta fermo l'obbligo di copertura della quota di riserva. A tale obbligo si può adempiere anche attraverso l'acquisizione di personale in mobilità dagli enti di area vasta assunto in applicazione della normativa vigente in materia di categorie protette”.
Non sembra esserci dubbio alcuno quindi sul fatto che il posto vacante, se appartenete alla quota di riserva, debba essere prontamente reintegrato.
Sulle modalità, la circolare indica che c’è la possibilità, non quindi l’obbligo, di acquisire personale in mobilità dagli enti di area vasta assunto in base alle normative sulle categorie protette. Per meglio chiarire il rapporto fra la normativa a tutela dei dipendenti in esubero delle province e la normativa speciale dettata dalla l. 68/1999, ci viene in aiuto una recente pronuncia del 24 settembre 2015 della Corte dei Conti, sez. regionale di controllo per la Puglia la quale nella deliberazione n. 200/PAR/2015 ribadisce quanto affermato nella circolare ministeriale sulla deroga ai limiti delle facoltà assunzionali degli enti previste dall’art. 1 comma 424 l. 190/2014 per quanto riguarda l’obbligo di copertura della quota di riserva specificando però che: “la deroga ai limiti suddetti, tuttavia, non opera indiscriminatamente in quanto l’adempimento degli obblighi di assunzione obbligatoria non può costituire occasione, o addirittura strumento, per la violazione di norme cogenti emanate in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e di buon andamento sotto il profilo della tutela degli equilibri di bilancio. Pertanto l’ente è tenuto ad adottare, attraverso una corretta programmazione del fabbisogno del personale, tutte le misure idonee ad adempiere agli obblighi relativi alle categorie protette nel contemporaneo rispetto dell’ulteriore disciplina pubblicistica sulla spesa di personale (cfr. in tal senso anche Sezione Molise del n. 136/2012/PAR). Del resto l’art. 91 del TUEL stabilisce espressamente che gli enti locali adeguano i propri ordinamenti ai principi di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse per il migliore funzionamento dei servizi compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio. Gli organi di vertice delle amministrazioni locali sono tenuti alla programmazione triennale del fabbisogno di personale, comprensivo delle unità di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, finalizzata alla riduzione programmata delle spese del personale (Sezione controllo Piemonte deliberazione n.. 15/PAR/2013, Sezione controllo Umbria, deliberazione n. 136/PAR/2013)”.
In virtù di questo principio, si ritiene che pur essendoci l’obbligo di assunzione di un nuovo lavoratore appartenente alle categorie protette per coprire la quota di riserva in deroga ad ogni altra normativa limitativa, si debba prioritariamente cercare la figura fra quelle in mobilità al fine di coniugare l’obbligo ex lege 68/1999 con la recente disciplina derivante dalla legge finanziaria volta a ridurre le spese complessive per personale della P.A. .