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Timestamp: 2019-04-22 10:36:15+00:00
Document Index: 145820466

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2956', 'sentenza ']

Quando le Sezioni Unite non convincono: anche TAR Calabria e TAR Lombardia ribadiscono la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in tema di diritto al sostegno scolastico dell’alunno disabile | Diritto Civile Contemporaneo
Quando le Sezioni Unite non convincono: anche TAR Calabria e TAR Lombardia ribadiscono la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in tema di diritto al sostegno scolastico dell’alunno disabile
Dopo TAR Sicilia 18 dicembre 2014 e TAR Toscana 11 dicembre 2014 , anche TAR Calabria 14 gennaio 2015 e TAR Lombardia 16 gennaio 2015 ribadiscono la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo rispetto al diritto soggettivo dell’alunno disabile al sostegno scolastico, malgrado le Sezioni Unite abbiano invece affermato la giurisdizione del giudice ordinario in data 25 novembre 2014 n. 25011.
La decisione sulla giurisdizione è argomentata avendo riguardo alla circostanza che la controversia rientra nella materia dei pubblici servizi relativamente a provvedimenti adottati dalla p.a. (art. 33 Cod. Provv. Amm., co. 1, lett. c).
In particolare, TAR Calabria 14 gennaio 2015 Rel. Sidoti, avendo già accolto la domanda cautelare e sospeso i provvedimenti impugnati, annulla il provvedimento di assegnazione del dirigente scolastico di un numero di ore non adeguato (6 ore per settimana) alle necessità dell’alunno e ordina l’assegnazione di un insegnante di sostegno, anche per gli anni scolastici successivi a quello in corso, per un numero di ore secondo il rapporto legislativamente prescritto. Analogamente, TAR Lombardia ord. 16 gennaio 2015, Est. De Vita accoglie la domanda cautelare e dispone che si provveda all’assegnazione delle ore individuate dal PEI.
Solo apparentemente in linea con questa giurisprudenza è invece TAR Campania 22 gennaio 2015, che afferma nel caso di specie la giurisdizione del g.o., ma sulla base della prospettazione argomentativa dicotomica offerta dalle Sezioni Unite. In altre parole, secondo il giudice amministrativo campano, nel caso concreto la giurisdizione del g.a. si sarebbe potuta affermare in ragione dell’assenza di un PEI. Il che, fa presumere che ad una diversa soluzione lo stesso giudice sarebbe approdato se si fosse trattato di ordinare l’assegnazione del numero di ore di sostegno già individuate nel PEI (in linea dunque con le indicazioni del giudice del riparto nella sentenza 25 novembre 2014 n. 25011)
Per una puntuale ricostruzione del percorso travagliato relativo al problema della giurisdizione in tema di diritto al sostegno scolastico cfr. ora Amoroso, Il “ritorno a casa” delle controversie sul sostegno scolastico, in QG 29 gennaio 2015, che ricorda che “la prima pronuncia risale al 17.12.2002 quando il Tribunale di Roma (sez. II, giud. Lamorgese) enunciò esplicitamente alcuni principi che si possono ritrovare nella sentenza ultima della Cassazione”.
Secondo l’Autore, peraltro, “Il rischio, evidenziato in modo quasi profetico nella citata ordinanza del Tribunale di Roma, di ineffettività della tutela giurisdizionale somministrata dai giudici amministrativi alle persone disabili, si è materializzato in una recente sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (n. 617 del 2014)”. Sicché, conclude l’Autore, “La sentenza della Cassazione n. 25011/2014 non è solo pregevole per la forma espositiva e la tecnica motivazionale, ma è molto importante e condivisibile nel merito. E’ per questo che, leggendola, non posso fare a meno di ripensare all’ordinanza del Tribunale di Roma del dicembre 2002 che spianò la strada che oggi è possibile percorrere per la migliore tutela dei diritti fondamentali di tanti ragazzi disabili.”
La vivace e consistente “ribellione” dei giudici amministrativi al “ripensamento” del giudice del riparto non potrebbe dunque condividersi sul piano dell’impianto argomentativo, né potrebbe apprezzarsi in termini di (in)effettività della tutela giurisdizionale somministrata dai giudici amministrativi alle persone disabili. La dottrina citata, tuttavia, non indica quali siano i punti deboli dell’impianto argomentativo della citata giurisprudenza amministrativa, né in cosa consisterebbe esattamente il paventato deficit di effettività della tutela (cfr. A. Plaia, Il TAR Sicilia e il TAR Toscana smentiscono il “revirement” delle Sezioni Unite e ribadiscono la giurisdizione amministrativa in tema di diritto al sostegno scolastico del disabile, in Dir. civ. cont., 17 dicembre 2014).
Questo articolo è stato pubblicato in DIRITTI FONDAMENTALI il 26 gennaio 2015 da diritto civile contemporaneo.
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