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Timestamp: 2018-01-21 14:16:12+00:00
Document Index: 173563372

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 45', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 124', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 10']

1 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
[A] Sulla valenza probatoria o meno, circa l'epoca di anteriore realizzazione dell'abuso edilizio-paesaggistico, della dichiarazione sostitutiva di atto notorio. [B] L’invocata sanatoria paesaggistica implica la preliminare dichiarazione di illegittimità del titolo originario
2 T.A.R. Toscana Sezione I, settembre 2014
Sulla legittimità del piano strutturale con il quale si vada a dettare direttamente, ossia con modalità svincolate dalla concreta realizzazione di interventi edilizi, prescrizioni di natura meramente ambientale
3 T.A.R. Toscana, Sezione III, ottobre 2014
Sul soddisfacimento del requisito di “assicurare l’interesse pubblico” della convenzione di cui all’art. 23, comma 1 lett. b) della legge regionale Toscana n. 52 del 1999, ai fini dell'esenzione dal versamento degli oneri concessori per le opere di urbanizzazione secondaria
4 T.A.R. Marche, Sezione I, ottobre 2014
Sulla legittimità o meno del vincolo storico artistico indiretto, di cui all’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, laddove venga utilizzato per le esigenze di tutela di ampie porzioni di territorio
5 T.A.R. Campania Salerno, Sezione II, settembre 2014
Sulla necessità della valutazione da parte dell’amministrazione, nelle more della definizione del procedimento di condono edilizio, della possibilità di emettere un certificato di agibilità provvisoria
6 Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Il profilo di idoneità geologica è senz’altro preliminare alla disamina urbanistica e perciò stesso preclusivo alla legittimità oltreché opportunità di un progettato intervento che interessi quella parte del territorio
7 Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
8 Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
9 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
La trasformazione del territorio connessa all’edificazione dipende non dalla natura dei materiali utilizzati e dall’amovibilità dei manufatti collocati sul suolo, ma dall’idoneità di questi ultimi a soddisfare esigenze non temporanee
10 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
[A] In ordine al lungo lasso di tempo trascorso tra il compimento del fatto illecito e l’irrogazione della sanzione amministrativa in materia edilizia. [B] In ordine al mancato avviso dell’avvio del procedimento per gli atti sanzionatori in materia edilizia
11 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
12 Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
Quando risulta realizzato un manufatto abusivo, e malgrado il decorso del tempo, l’amministrazione deve senza indugio emanare l’ordine di demolizione per il solo fatto di aver riscontrato opere abusive
13 Consiglio di Stato, Sezione IV, settembre 2014
14 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, settembre 2014
L'art. 30 del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. "decreto del fare"), convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98 ha mantenuto fermo il principio che costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati al permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportino un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, un aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino un mutamento della destinazione d'uso ed ha consentito, ricomprendendoli nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia soggetti perciò a Scia, sia le opere consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria (non più anche con la stessa sagoma) del manufatto preesistente e sia gli interventi di ristrutturazione volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione ma non ha sottratto, in tale caso, al regime del permesso di costruire le opere delle quali non sia possibile accertare la preesistente consistenza, fermo restando che se l'intervento è eseguito in zona vincolata deve, in ogni caso, essere anche rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente tanto per gli interventi di demolizione e ricostruzione quanto per quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione
15 T.R.G.A. Trento, ottobre 2014
La previsione urbanistica che imprime il vincolo espropriativo non è ostativa, nelle more di attivazione della procedura ablativa, alla possibilità, per il privato proprietario, di utilizzare convenientemente il proprio fondo
16 T.A.R. Toscana, Sezione III, ottobre 2014
Nel regime previgente all’Amministrazione statale competeva un mero vaglio di legittimità sull’autorizzazione paesaggistico-ambientale rilasciata dal Comune sulla base del parere della Commissione Edilizia Integrata
17 T.A.R. Basilicata, Sezione I, ottobre 2014
18 T.A.R. Campania, Sezione III, ottobre 2014
Sui requisiti affinché possa ritenersi che un manufatto costituisce pertinenza urbanistica
19 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
[A] In sede di rilascio del condono edilizio in sanatoria per opere ricadenti in zone vincolate, l’obbligo di acquisire il parere della competente autorità preposta alla tutela del vincolo sussiste in relazione al vincolo esistente al momento in cui deve essere valutata la domanda di condono [B] Non sussiste l’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento di annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche
20 Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
[A] La prova della tardività dell'impugnazione incombe sulla parte che la eccepisce, secondo i generali criteri di riparto del relativo onere, ed essa deve essere assistita da rigorosi e univoci riscontri. [B] La novella dell'art. 19 della legge n. 241/1990, come introdotta dall'art. 6 del d.l. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni nella legge 14 settembre 2011, n. 148, non può che essere rivolta de futuro
21 Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
[A] Laddove concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri non preclude l’esercizio dei poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione concedente [B] Sugli effetti dell’entrata in vigore di normativa successiva, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri
22 Consiglio di Stato, Sezione IV, ottobre 2014
Dalla previsione della cessione gratuita delle aree e delle opere urbanizzative di cui all'art. 28 della legge n. 1150/1942, non può meccanicamente derivarsi, un assoluto e cogente obbligo di assunzione dei relativi oneri finanziari
23 Consiglio di Stato, Sezione VI, ottobre 2014
[A] Sulla corretta interpretazione del comma 4 dell’articolo 140 della legge regionale Toscana n. 1 del 2005. [B]. Sull’esenzione degli oneri concessori per le opere di interesse pubblico di cui all’art. 124, comma 1b della L.R. Toscana n. 1 del 2005
24 Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
[A] Qualora una variante urbanistica riguardi beni specifici ed incida direttamente su determinati soggetti, la pubblica amministrazione ha l'obbligo di notificare direttamente agli interessati il provvedimento. [B] Ai fini dell’individuazione dell’ipotesi di fondo intercluso o relitto non può ragionevolmente farsi riferimento alla corrispondente fattispecie civilistica dell’interclusione per mancanza di accesso alla via ovvero di quella di fondo residuato a seguito dell’espropriazione per pubblica utilità. [C] Si impone un preciso onere di motivazione con riguardo a quelle scelte urbanistiche che diano vita ad una variante specifica riguardante beni specifici ed incidano quindi su posizioni giuridicamente differenziare
25 T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014
[A] il comparto edificatorio non ha necessariamente una funzione perequativa interna. [B] Il potere di pianificazione urbanistica è funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici, che trovano il proprio fondamento in valori costituzionalmente garantiti
26 T.A.R. Lazio Roma, Sezione II Quater, ottobre 2014
27 Consiglio di Stato, Sezione V, ottobre 2014
28 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
29 T.R.G.A. Trento, ottobre 2014
Sul lungo periodo di tempo intercorrente tra la realizzazione dell'opera abusiva ed il provvedimento sanzionatorio e sulla possibilità o meno che questo rilevi ai fini della legittimità di quest'ultimo
30 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
[A] Sugli oneri motivazionali relativi alle scelte operate dall’amministrazione in sede di adozione del piano regolatore generale o di variante al medesimo, con riferimento alle aspettative, semplici o qualificate, del privato ed alla congruenza con le linee di sviluppo del territorio illustrate nella relazione tecnica e documenti accompagnatori. [B] Sulla necessità o meno di controdedurre singolarmente e puntualmente a ciascuna osservazione e opposizione presentata dai privati nell’ambito del procedimento volto all’adozione dello strumento urbanistico
31 T.R.G.A. Trento, ottobre 2014
E’ noto che il potere sindacale contingibile e urgente presuppone, da un lato, una condizione di pericolo effettivo, da evidenziare con congrua motivazione, e, dall'altro, una situazione eccezionale e imprevedibile che possa provocare rischi imminenti per la salute o per l'incolumità pubblica, alla quale non sia possibile far fronte con i mezzi previsti in via ordinaria dall'ordinamento
32 T.R.G.A. Trento ottobre 2014
In materia di permessi di costruire in deroga, l’Ente non può sottrarsi all’onere di motivazione non solo nel caso di accoglimento della richiesta, ma anche qualora essa sia respinta
33 T.A.R. Lombardia Milano, Sezione II, ottobre 2014
[A] Sull’omessa pubblicità degli schemi di provvedimento di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 39, d.lgs. n. 33 del 2013 e sulla possibilità che questo privi di efficacia gli atti di governo del territorio di cui alla lettera a). [B] Sulla necessità o meno di disporre una nuova VAS laddove, in sede di approvazione, si introducano misure finalizzate a incrementare le misure di tutela ambientale previste nel piano. [C] Sulla necessità o meno di nuova pubblicazione del Piano territoriale a fronte della pronuncia da parte dell’organo consiliare sulle osservazioni al piano adottato o dell’accoglimento di pareri di enti sovraordinati
34 T.A.R. Campania, Sezione VII, ottobre 2014
35 Regione Emilia Romagna. Parere Ufficio Affari Generali e Giuridici
Parere relativamente alla qualificazione di un intervento di rifacimento di un edificio da tempo crollato o demolito. D.L. 69/2013
36 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
[A] Le scelte urbanistiche effettuate dall’amministrazione costituiscono apprezzamenti di merito sottratti al sindacato giurisdizionale ma devono essere congruenti con le linee di sviluppo del territorio illustrate nella relazione tecnica e documenti accompagnatori. [B] Sull’obbligo e sui limiti dell’amministrazione comunale di esaminare le osservazioni e le opposizioni presentate dai privati in sede di pianificazione urbanistica
37 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, ottobre 2014
Sul risarcimento del danno per il ritardo – ai sensi degli articoli 2 bis della legge 241/90 e 30, comma 4, del c.p.a. – con il quale l’amministrazione comunale ha impresso una destinazione urbanistica a un’area dopo che era decaduto un vincolo preordinato all’esproprio
38 T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
39 T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
Lo scomputo degli oneri concessori non può trovare ingresso laddove, come nel caso di specie, manchi l’accettazione del Comune e la contestuale elencazione dettagliata delle opere da portare a scomputo e la valutazione dell’idoneità delle suddette opere a soddisfare un interesse pubblico
40 TAR Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
Pur dovendosi dare atto di un orientamento minoritario di segno contrario (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. VI, 2 aprile 2014, n. 1908), giurisprudenza pressoché costante, cui la Sezione ha da tempo aderito, ritiene che l’avvenuta presentazione di richiesta di concessione edilizia in sanatoria, (cui nel caso di specie ha fatto seguito un duplice provvedimento di diniego), faccia venir meno l’interesse della parte ricorrente alla decisione del ricorso, dovendo l’amministrazione esaminare ex novo la situazione di abusività e, ove ne ricorrano i presupposti, provvedere a ingiungere nuovamente la demolizione
41 T.A.R. Emilia Romagna Parma, Sezione I, maggio 2014
[A] Non essendo nell’atto di concessione previsto alcun termine in caso di scadenza della stessa, la cui data era, dunque, ben nota ai concessionari, il rilascio può esigersi immediatamente. [B] La natura vincolata degli atti impugnati (provvedimenti comunali contenenti l’ordine di rilascio per intervenuta scadenza delle concessioni per l'occupazione di suolo pubblico), esclude in re ipsa sia la necessità di comunicare l’avvio del procedimento, sia la necessità di una motivazione ulteriore rispetto a quella dell’intervenuta scadenza della concessione
42 T.R.G.A. Trento, maggio 2014
La normativa disciplinante il condono edilizio nell’ambito del territorio provinciale (Art. 1, co. 3, L.p. n. 3/2004) esclude radicalmente la possibilità di ottenere la sanatoria nei casi (lett. a) di interventi abusivi effettuati su aree facenti parte del demanio pubblico e (lett. b) per le opere che creano limitazioni di tipo urbanistico a proprietà finitime per violazione delle norme in materia di distanze
43 T.R.G.A. Trento, maggio 2014
[A] Sull’impossibilità di riconoscere al pagamento della sanzione pecuniaria riferita ad abusive attività di depositi di cassoni per la raccolta della frutta gli effetti del titolo edilizio necessario per il deposito di cassoni nel piazzale, per cui le successive e cicliche attività di deposito sarebbero legittimate da quel titolo. [B] A fronte dell’inclusione nel provvedimento impugnato dei dati fondanti le due perizie di stima su cui lo stesso si fonda, si ha che la mancata allegazione del testo integrale dei due documenti rappresenta un’irregolarità procedurale, un'omissione che, ai sensi dell'art. 21 octies della l. 7.8.1990, n. 241, non si traduce in un'illegittimità di carattere invalidante
44 T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
[A] Deve ritenersi legittima la previsione da parte dei regolamenti comunali di divieti di installazione di impianti di comunicazione su specifici edifici. [B] deve ritenersi legittima l’estensione del divieto all’area compresa nel raggio di 100 metri dal confine dei singoli edifici considerati sensibili. [C] La norma di cui al comma 7 art. 4 del D.P.P. n. 24 del 2009 ha natura di indicazione di massima e pertanto può essere disattesa in presenza di elementi sensibili da tutelare
45 T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
Deve essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso, laddove l’eventuale annullamento della deliberazione impugnata non permetterebbe alla ricorrente di conseguire alcuna utilità
46 T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
47 T.R.G.A. Bolzano, maggio 2014
[A] I ricorrenti, comproprietari dell’immobile sul quale insiste l’ordinanza di rimozione e rimessa in pristino, assumono, nel giudizio di impugnazione della medesima ordinanza, la posizione giuridica di cointeressati, determinando, in tal modo, la connotazione del ricorso come cumulativo, con la conseguente autonomia delle azioni nello stesso proposte da parte di ciascun ricorrente e conseguente necessità da parte di ognuno di ottemperare a tutte i presupposti di ricevibilità del ricorso, tra i quali, in primis, il rispetto del termine decadenziale per la proposizione del gravame. [B] Sussiste , in relazione all’ordine di demolizione, la necessità di una congrua e più articolata motivazione sul pubblico interesse, in considerazione del notevole lasso di tempo trascorso tra la sanzione e l’abuso, diverso da quello al mero ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato, in particolare quando abbia ingenerato un affidamento del privato
48 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
L’aver rimesso ai competenti componenti della Conferenza tecnica di cui all’art. 6 del decreto del presidente della Giunta regionale 2 gennaio 1998, n. 1/Pres. (Regolamento per la semplificazione ed accelerazione dei procedimenti amministrativi in materia di smaltimento dei rifiuti) la definitiva valutazione del progetto alla luce delle osservazioni formulate dall’interessata ex art. 10-bis l. n. 241/90, oltre a non porsi in contrasto con la l. n. 241/90 ed il d.P.G.R. n. 1/98, appalesa la volontà di assumere una decisione sorretta da idonee valutazioni tecniche e informata al principio del giusto procedimento
49 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, maggio 2014
Il potere di annullamento d’ufficio non è obbligatorio
50 T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Sezione I, settembre 2014
51 T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2014
52 T.A.R. Toscana, Sezione I, luglio 2014
[A] Non occorre una deliberazione dichiarativa della decadenza, in quanto l'inefficacia del piano si verifica automaticamente con lo scadere del termine. [B] Sui casi in cui è possibile realizzare le costruzioni edilizie previste dallo strumento di attuazione, anche dopo la sua scadenza