Source: http://www.ingegneri.info/normativa/decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-26-gennaio-2011-n-51-modifiche-al-regolamento-recante-norme-per-lagenzia-per-le-organizzazioni-non-lucrative-di-utilita-sociale-di-cui-al-decr/
Timestamp: 2017-09-26 12:52:03+00:00
Document Index: 165733235

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 6', 'art.  7', 'art.  2', 'art. 7', 'art.2', 'art. 3', 'art. 3', 'art.   11', 'art. 13', 'art.  28', 'art. 6', 'art. 1']

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 gennaio 2011, n. 51 - Modifiche al regolamento recante norme per l'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329. (11G0093) (GU n. 95 del 26-4-2011 | Ingegneri.info
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 8 febbraio 2011
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – COMUNICATO – Avviso di conclusione del procedimento di attribuzione dei contributi destinati alla valorizzazione di progetti a favore delle famiglie. (11A06147) – (GU n. 113 del 17-5-2011>
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 gennaio 2011, n. 51 – Modifiche al regolamento recante norme per l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329. (11G0093) (GU n. 95 del 26-4-2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 gennaio 2011, n. 51 - Modifiche al regolamento recante norme per l'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329. (11G0093) (GU n. 95 del 26-4-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 11/05/2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 gennaio 2011,n.51
Modifiche  al  regolamento  recante  norme  per  l’Agenzia   per   le
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale di  cui  al  decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri  21  marzo  2001,  n.  329.
(11G0093)
Visto l’articolo 3, commi da 190 a 193,  della  legge  23  dicembre
1996, n. 662, che prevede l’istituzione di un organismo di  controllo
degli enti non commerciali e delle organizzazioni  non  lucrative  di
utilita’ sociale;
settembre  2000  con  il  quale  e’   stato   istituito,   ai   sensi
dell’articolo 3, comma 190, della predetta legge  n.  662  del  1996,
l’organismo  di  controllo  sugli  enti  non  commerciali   e   sulle
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale  denominato  Agenzia
Visto, in particolare, l’articolo 3,  comma  192-bis  della  citata
legge n. 662 del 1996, aggiunto  dall’articolo  14,  comma  2,  della
legge 13 maggio 1999, n. 133, il quale prevede che  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri delle
finanze, del lavoro e della previdenza sociale e per la  solidarieta’
sociale, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della  legge
23 agosto 1988, n. 400,  sono  stabiliti  la  sede,  l’organizzazione
interna, il funzionamento, il numero  dei  componenti  e  i  relativi
compensi, i poteri e  le  modalita’  di  finanziamento  del  predetto
Visto l’articolo 14 della legge 13 maggio 1999, n. 133;
Visto l’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.
78, convertito con modificazioni in legge 30 luglio 2010, n. 122;
2001, n. 329, concernente il «Regolamento recante norme per l’Agenzia
per le organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale»;
Vista la delibera del Consiglio dell’Agenzia del 24 settembre 2007,
concernente la proposta di modifica della denominazione  da  «Agenzia
per le organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale» in  «Agenzia
per il terzo settore», al  fine  di  rendere  la  denominazione  piu’
adeguata alle competenze attribuite che includono  tutti  i  soggetti
portatori di interessi del terzo settore;
Vista la relazione annuale dell’Agenzia per le  organizzazioni  non
lucrative  di  utilita’  sociale  al  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri per l’anno 2009, redatta ai sensi dell’articolo 2, comma  2,
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo  2001,
n.  329,  laddove  si  evidenziano  alcune  criticita’  relativamente
all’attuale assetto organizzativo e ai poteri dell’agenzia medesima;
Ritenuto  che,  al  fine  di  garantire  il  funzionamento  ed   il
conseguimento degli  obiettivi  istituzionali  dell’Agenzia  previsti
dalla legge n. 662 del 1996, e’ necessario provvedere  alla  modifica
del citato decreto n. 329  del  2001,  con  particolare  riguardo  ai
poteri  e  alla  composizione  dell’Agenzia  medesima,  nonche’  alla
modifica della denominazione  prevista  dal  citato  decreto  del  26
settembre 2000;
Visto il parere della Conferenza permanente per i rapporti  fra  lo
nella seduta dell’8 luglio 2010;
Udito il parere n. 3661/2010 del  Consiglio  di  Stato  reso  dalla
sezione consultiva  per  gli  atti  normativi  nell’adunanza  del  20
Ritenuto di accogliere l’osservazione formulata  dal  Consiglio  di
Stato  nel  predetto  parere   n.   3661/2010,   relativamente   alla
proporzione fra il numero dei componenti dell’organo e quello  minimo
necessario per  chiedere  la  convocazione  del  collegio  e  per  la
validita’  delle  deliberazioni,  prevedendo   dunque   che   risulti
sufficiente, ai predetti fini, la presenza di due componenti;
Ritenuto  di  non  poter  accogliere  le   ulteriori   osservazioni
formulate dal Consiglio di Stato  nel  parere  n.  3661/2010  per  le
quanto alla modifica  della  denominazione  da  «Agenzia  per  le
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale» ad «Agenzia per  il
terzo settore» appare preferibile  adottare  la  nuova  denominazione
che, pur non essendo pienamente  esaustiva  dei  soggetti  sui  quali
l’agenzia esercita il controllo, e’  comunque  piu’  appropriata  con
riferimento a tutti i  soggetti  portatori  di  interessi  del  terzo
settore, inteso come l’ambito  in  cui  agiscono  soggetti  giuridici
collettivi privati che, senza scopo di lucro, svolgono  attivita’  di
quanto al riferimento della prima  applicazione  del  regolamento
per   la   individuazione   del   personale   utilizzabile   presente
nell’articolo 9 del  decreto  n.  329  del  2001  appare  preferibile
mantenere l’attuale formulazione, atteso che, fintanto che non  venga
determinata  la  dotazione  organica  dell’agenzia   con   l’adeguato
strumento normativo di rango superiore al presente  decreto,  la  sua
eliminazione comporterebbe incertezza applicativa sulla  possibilita’
di utilizzazione di personale di altre amministrazioni;
Sulla proposta del Ministro dell’economia e  delle  finanze  e  del
Denominazione dell’Agenzia
1. L’agenzia  per  le  organizzazioni  non  lucrative  di  utilita’
sociale, istituita con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri 26 settembre 2000, assume la denominazione di  «Agenzia  per
il terzo settore».
2. La denominazione «Agenzia per il terzo settore» sostituisce,  ad
ogni effetto e ovunque presente, la  denominazione  «Agenzia  per  le
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale».
– Il testo dell’art. 3, commi da 190 a 193, della legge
23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della
«190. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, su  proposta  dei  Ministri  delle  finanze,  del
lavoro e della previdenza sociale  e  per  la  solidarieta’
un organismo di controllo.
191. L’organismo di controllo opera sotto la  vigilanza
del Presidente del Consiglio dei ministri  e  del  Ministro
delle finanze e garantisce, anche con emissione  di  pareri
obbligatori e  vincolanti,  l’uniforme  applicazione  della
normativa  sui  requisiti  soggettivi  e   sull’ambito   di
operativita’ rilevante per gli enti di cui ai commi  186  e
188. L’organismo di controllo e’  tenuto  a  presentare  al
Parlamento apposita relazione  annuale;  e’  investito  dei
piu’ ampi poteri di indirizzo, promozione e  ispezione  per
la  corretta  osservanza  della  disciplina  legislativa  e
regolamentare in materia di  terzo  settore.  Puo’  inoltre
formulare proposte di modifica della normativa  vigente  ed
adottare provvedimenti di irrogazione di  sanzioni  di  cui
all’art. 28 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460.
192. L’organismo di controllo ha, altresi’, il  compito
di assicurare la tutela da  abusi  da  parte  di  enti  che
svolgono attivita’ di raccolta di fondi e di sollecitazione
della fede  pubblica  attraverso  l’impiego  dei  mezzi  di
192-bis. Con decreto del Presidente del  Consiglio  dei
sociale, da adottare ai sensi dell’art. 17, comma 3,  della
legge 23 agosto 1988,  n.  400,  sono  stabiliti  la  sede,
l’organizzazione interna, il funzionamento, il  numero  dei
componenti e i relativi compensi, i poteri e  le  modalita’
di finanziamento dell’organismo  di  controllo  di  cui  al
193.  Alle  minori  entrate  derivanti  dall’attuazione
delle misure previste dai commi 186 e 188, che non potranno
superare lire 100 miliardi  per  l’anno  1997  e  lire  300
miliardi per gli anni 1998 e 1999, si  fa  fronte  mediante
quota  parte  dei   maggiori   introiti   derivanti   dalle
disposizioni dei commi da 1 a 192.».
– Il testo dell’art. 14, della legge 13 maggio 1999, n.
133   (Disposizioni    in    materia    di    perequazione,
razionalizzazione e federalismo fiscale), e’ il seguente:
«14. (Organismo di controllo degli enti non commerciali
e delle ONLUS). – 1. (Omissis).
3.  L’onere  derivante  dal  presente  articolo  dovra’
essere contenuto entro il tetto massimo di lire 5  miliardi
annue a decorrere dal 1999; ad esso  si  provvede  mediante
fini  del  bilancio  triennale  1999-2001,  nell’ambito  di
previsione  dell’unita’  previsionale  di  base  di   parte
corrente «Fondo speciale» dello  stato  di  previsione  del
economica,    allo    scopo    parzialmente     utilizzando
l’accantonamento relativo ala presidenza del Consiglio  dei
ministri. Il Ministro del  tesoro,  del  bilancio  e  della
– Il testo dell’art. 6, comma 5, del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, in legge
30 luglio 2010,  n.  122  (Misure  urgenti  in  materia  di
«5. Fermo restando quanto previsto dall’art.  7,  tutti
gli  enti  pubblici,  anche  economici,  e  gli   organismi
pubblici,  anche  con  personalita’  giuridica  di  diritto
privato, provvedono all’adeguamento dei rispettivi  statuti
al fine di assicurare che, a decorrere  dal  primo  rinnovo
successivo alla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto,  gli  organi  di  amministrazione  e   quelli   di
controllo, ove non gia’ costituiti  in  forma  monocratica,
nonche’ il collegio dei revisori, siano  costituiti  da  un
numero non superiore, rispettivamente, a  cinque  e  a  tre
componenti. In  ogni  caso,  le  Amministrazioni  vigilanti
provvedono all’adeguamento  della  relativa  disciplina  di
organizzazione, mediante i regolamenti di cui  all’art.  2,
comma 634, della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  con
riferimento  a  tutti  gli  enti  ed   organismi   pubblici
rispettivamente  vigilati,  al  fine   di   apportare   gli
adeguamento  previsti  ai  sensi  del  presente  comma.  La
mancata   adozione   dei   provvedimenti   di   adeguamento
statutario o di organizzazione previsti dal presente  comma
nei termini indicati determina responsabilita’  erariale  e
tutti gli atti adottati dagli organi  degli  enti  e  degli
organismi  pubblici  interessati  sono  nulli.  Agli   enti
previdenziali nazionali si applica comunque quanto previsto
dall’art. 7, comma 6.».
– Il  testo  dell’art.2,  comma  2,  del  decreto   del
Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n.329,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 agosto 2001,  n.190,
«2. Entro il 1° marzo di ogni anno l’agenzia  trasmette
al Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  una  relazione
sull’attivita’ svolta l’anno precedente. Tale relazione  e’
presentata al Parlamento entro il 30 marzo.».
Modifiche all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 21 marzo 2001, n. 329
1. La  lettera  f)  dell’articolo  3,  comma  1,  del  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri  21  marzo  2001,  n.  329,  e’
«f) cura la raccolta, l’aggiornamento ed il monitoraggio dei dati e
documenti delle organizzazioni, del terzo settore  e  degli  enti  in
Italia mediante raccordi operativi  con  il  Ministero  degli  affari
esteri, il Ministero dell’interno, il Ministero dell’economia e delle
finanze, il Ministero dello  sviluppo  economico,  il  Ministero  del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  l’Agenzia  delle  entrate,  il
DigitPA,  l’Istat  e  le  istituzioni  titolari  della  gestione  dei
registri afferenti organizzazioni, terzo settore ed enti;».
2. La  lettera  i)  dell’articolo  3,  comma  1,  del  decreto  del
«i) vigila sull’attivita’ di sostegno a distanza,  di  raccolta  di
fondi e di  sollecitazione  della  fede  pubblica,  anche  attraverso
l’impiego di mezzi di comunicazione svolta dalle organizzazioni,  dal
terzo settore e dagli enti, allo scopo di  assicurare  la  tutela  da
abusi e le pari opportunita’ di accesso ai mezzi di finanziamento;».
3. La  lettera  k)  dell’articolo  3,  comma  1,  del  decreto  del
«k) nei casi di scioglimento degli  enti  o  organizzazioni,  rende
parere vincolante sulla devoluzione del  loro  patrimonio  ai  sensi,
rispettivamente, degli articoli 10, comma 1, lettera f), del  decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e 148, comma 8, lettera b),  del
testo unico delle imposte sui  redditi,  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917  e  4,  settimo
comma, lettera b), del decreto del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, fatte salve le normative relative a  specifiche
organizzazioni  ed  enti.  Detto  parere  deve   essere   comunicato,
contestualmente, alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  al
Ministero dell’economia e delle finanze e al Ministero del  lavoro  e
delle politiche sociali;».
4. La  lettera  l)  dell’articolo  3,  comma  1,  del  decreto  del
«l) collabora con il Ministero dell’economia e delle finanze e  con
l’Agenzia delle entrate, ai  fini  dell’uniforme  applicazione  delle
norme tributarie, inviando agli stessi e al Ministero  del  lavoro  e
delle politiche sociali proposte su fattispecie concrete  o  astratte
riguardanti il regime fiscale delle organizzazioni, terzo  settore  e
enti;».
5. Dopo la lettera m) dell’articolo 3, comma  1,  del  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri 21  marzo  2001,  n.  329  sono
«m-bis) nei casi di cessazione dell’impresa sociale, si esprime, su
richiesta del Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  in
applicazione di  quanto  previsto  dall’articolo  13,  comma  5,  del
decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155 e dal decreto attuativo del
Ministro della solidarieta’ sociale 24 gennaio 2008;»;
«m-ter) coadiuva e supporta, mediante protocolli d’intesa o accordi
di programma, i soggetti  istituzionali  competenti,  quali  regioni,
enti  locali,  Camere  di  commercio,  uffici  territoriali  e  altre
amministrazioni pubbliche,  al  fine  di  armonizzare  i  criteri  di
formazione e le modalita’ di gestione dei registri di settore;».
– Si riporta il testo dell’art. 3  del  citato  decreto
del Presidente del consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n.
329, come modificato dal presente decreto:
«3.   (Attribuzioni).   – 1.    Nell’esercizio    delle
attribuzioni di cui all’art. 3, commi 191 e 192 della legge
23 dicembre 1996, n. 662, l’agenzia:
a) nell’ambito della normativa  vigente,  esercita  i
poteri di indirizzo, promozione, vigilanza e ispezione  per
la  uniforme  e  corretta   osservanza   della   disciplina
legislativa  e  regolamentare  per   quanto   concerne   le
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale, il  terzo
settore e gli enti non commerciali, di  seguito  denominati
«organizzazioni, terzo settore e enti»;
b) formula osservazioni e  proposte  in  ordine  alla
normativa delle organizzazioni, del terzo settore  e  degli
c) promuove iniziative  di  studio  e  ricerca  delle
organizzazioni, del terzo settore e degli enti in Italia  e
d) promuove campagne per lo sviluppo e la  conoscenza
delle organizzazioni, del terzo settore  e  degli  enti  in
Italia, al fine di promuoverne e diffonderne la  conoscenza
e di valorizzarne il  suo  ruolo  di  promozione  civile  e
e) promuove azioni di qualificazione  degli  standard
in  materia  di  formazione  e  di  aggiornamento  per   lo
svolgimento delle attivita’ delle organizzazioni, del terzo
settore e degli enti;
f)  cura   la   raccolta,   l’aggiornamento   ed   il
monitoraggio dei dati e documenti delle organizzazioni, del
terzo settore e degli  enti  in  Italia  mediante  raccordi
operativi  con  il  Ministero  degli  affari   esteri,   il
Ministero degli interno, il Ministero dell’economia e delle
finanze,  il  Ministero  dello   sviluppo   economico,   il
Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  l’Agenzia
delle  entrate,  il  DigitPA,  l’Istat  e  le   istituzioni
titolari   della   gestione    dei    registri    afferenti
organizzazioni, terzo settore ed enti;
g)  promuove  scambi  di  conoscenza   e   forme   di
collaborazione fra realta’ italiane  delle  organizzazioni,
del  terzo  settore  e  degli  enti  con  analoghe  realta’
h) segnala alle autorita’ competenti i casi nei quali
norme di legge o  di  regolamento  determinano  distorsioni
nell’attivita’ delle organizzazioni, del  terzo  settore  e
degli   enti,   formulando   proposte   di   indirizzo   ed
i) vigila sull’attivita’ di sostegno a  distanza,  di
raccolta di fondi e di sollecitazione della fede  pubblica,
anche attraverso l’impiego di mezzi di comunicazione svolta
dalle organizzazioni, dal terzo settore e dagli enti,  allo
scopo  di  assicurare  la  tutela  da  abusi  e   le   pari
opportunita’ di accesso ai mezzi di finanziamento;
j) elabora proposte sull’organizzazione dell’anagrafe
unica  delle  ONLUS  di  cui  all’art.   11   del   decreto
legislativo 4 dicembre 1997,  n.  460,  tenendo  conto  dei
criteri  di  iscrizione  ai  registri  degli  organismi  di
volontariato e delle  cooperative  sociali  previsti  dalla
legge 8 novembre 1991, n. 381, e dei criteri che presiedono
al riconoscimento delle organizzazioni non  governative  di
cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49;
k)  nei   casi   di   scioglimento   degli   enti   o
organizzazioni, rende parere vincolante  sulla  devoluzione
del  loro  patrimonio  ai  sensi,  rispettivamente,   degli
articoli 10, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460, e 148,  comma  8,  lettera  b),  del
testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,  approvato  con
n. 917, e 4, settimo comma, lettera  b),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,  fatte
salve le normative relative a specifiche organizzazioni  ed
enti. Detto parere deve essere comunicato, contestualmente,
alla Presidenza del Consiglio dei  Ministri,  al  Ministero
dell’economia e delle finanze e al Ministero del  lavoro  e
l) collabora con il Ministero dell’economia  e  delle
finanze  e   con   l’Agenzia   delle   entrate,   ai   fini
dell’uniforme applicazione delle norme tributarie, inviando
agli stessi e al Ministero del  lavoro  e  delle  politiche
sociali  proposte  su  fattispecie  concrete   o   astratte
riguardanti il regime fiscale delle  organizzazioni,  terzo
settore e enti;
m)  promuove   iniziative   di   collaborazione,   di
integrazione   e   di    confronto    fra    la    pubblica
amministrazione,  con  particolare  riferimento  agli  enti
locali, e le realta’ delle organizzazioni e degli enti;
m-bis) nei casi di cessazione  dell’impresa  sociale,
si esprime, su richiesta del Ministero del lavoro  e  delle
politiche  sociali,  in  applicazione  di  quanto  previsto
dall’art. 13, comma 5, del  decreto  legislativo  24  marzo
2006, n. 155 e dal decreto attuativo  del  Ministero  della
solidarieta’ sociale 24 gennaio 2008;
m-ter)  coadiuva  e  supporta,  mediante   protocolli
d’intesa o accordi di programma, i  soggetti  istituzionali
competenti,  quali  Regioni,   Enti   locali,   Camere   di
commercio,  uffici  territoriali  e  altre  amministrazioni
pubbliche, al fine di armonizzare i criteri di formazione e
le modalita’ di gestione dei registri di settore.».
Modifiche all’articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei
1.  La lettera  a)  dell’articolo  5,  comma  1,  del  decreto  del
«a) corrisponde con tutte le pubbliche amministrazioni e  gli  enti
di diritto pubblico, instaurando con  essi  forme  di  collaborazione
utili ai fini dell’indirizzo, della promozione,  della  conoscenza  e
mappatura territoriale nonche’ del  controllo  delle  organizzazioni,
del terzo settore e degli altri enti in Italia;».
2. La  lettera  c)  dell’articolo  5,  comma  1,  del  decreto  del
«c) consulta, in via periodica, le  associazioni  che  si  occupano
degli interessi di settore delle organizzazioni, del terzo settore  e
degli enti riconosciute come parti sociali del Governo».
3. La  lettera  f)  dell’articolo  5,  comma  1,  del  decreto  del
«f)  comunica   agli   organi   competenti,   per   l’adozione   di
provvedimenti consequenziali, le violazioni e anomalie riscontrate in
occasione dello svolgimento della  propria  attivita’  di  controllo;
trasmette all’ufficio delle  entrate  competente,  al  Ministero  del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  al  Ministero  dello  sviluppo
economico, al Ministero degli affari esteri il processo verbale delle
violazioni constatate, anche ai fini dell’irrogazione delle  sanzioni
di cui all’articolo 28 del decreto legislativo 4  dicembre  1997,  n.
460;».
«5. (Poteri dell’Agenzia). – 1. Per  l’esercizio  delle
proprie funzioni l’agenzia:
a) corrisponde con tutte le pubbliche amministrazioni e
gli enti di diritto pubblico, instaurando con essi forme di
collaborazione  utili   ai   fini   dell’indirizzo,   della
promozione,  della  conoscenza  e  mappatura   territoriale
nonche’  del  controllo  delle  organizzazioni,  del  terzo
settore e degli enti in Italia;
b) promuove indagini conoscitive di natura generale nei
settori operativi delle organizzazioni, del terzo settore e
c) consulta, in via periodica, le associazioni  che  si
occupano degli interessi di settore  delle  organizzazioni,
del terzo settore e  degli  enti  riconosciute  come  parti
sociali del Governo;
d) puo’ assumere le seguenti iniziative utili  ai  fini
dell’istruttoria della  propria  attivita’  consultiva,  di
indirizzo e controllo: 1) invitare i  rappresentanti  delle
organizzazioni, del terzo settore e degli enti a  comparire
per fornire dati e notizie; 2)  inviare  ai  rappresentanti
delle  organizzazioni,  del  terzo  settore  e  degli  enti
questionari  relativi  a  dati  e  notizie   di   carattere
specifico con invito a restituirli compilati e firmati;  3)
richiedere  alle  pubbliche  amministrazioni,   agli   enti
pubblici,  a  societa’  ed  imprenditori  commerciali   (ai
soggetti titolari di partita IVA) la comunicazione di  dati
e notizie  ovvero  la  trasmissione  di  atti  e  documenti
relativi a organizzazioni, terzo settore ed  enti  indicati
singolarmente  o  per  categorie;  4)  richiedere  copia  o
estratti di atti e  documenti  riguardanti  organizzazioni,
terzo settore ed enti depositati presso i notai, gli uffici
del territorio e gli altri pubblici ufficiali; le  copie  e
gli estratti degli atti e documenti, formati  e  conservati
dalle pubbliche amministrazioni  devono  essere  rilasciati
e) richiede ai competenti  organi  dell’Amministrazione
finanziaria di eseguire  specifici  controlli  al  fine  di
verificare i  presupposti  soggettivi  ed  oggettivi  delle
agevolazioni tributarie usufruite  o  invocate  da  singoli
enti  e  associazioni,  anche  sulla  base  degli  elementi
comunque in suo possesso;
f) comunica agli organi competenti, per  l’adozione  di
provvedimenti  consequenziali,  le  violazioni  e  anomalie
riscontrate in occasione dello  svolgimento  della  propria
attivita’ di controllo; trasmette all’ufficio delle entrate
competente, al  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali,  al  Ministero  dello   sviluppo   economico,   al
Ministero degli affari esteri  il  processo  verbale  delle
violazioni constatate, anche ai fini dell’irrogazione delle
sanzioni di cui  all’art.  28  del  decreto  legislativo  4
dicembre 1997, n. 460;
g) inoltra specifiche  richieste  di  dati,  notizie  e
documenti alle organizzazioni, al  terzo  settore  ed  agli
enti  ovvero  alle  pubbliche  amministrazioni,  agli  enti
soggetti titolari di partita IVA) per assicurare la  tutela
da  abusi  nell’attivita’  di  raccolta  di  fondi   e   di
sollecitazione della fede pubblica attraverso l’impiego dei
mezzi di comunicazione.».
Modifiche all’articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei
1. L’articolo 6  del  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri 21 marzo 2001, n. 329, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 6 (Composizione dell’Agenzia). – 1. L’Agenzia  e’  un  organo
collegiale  costituito  dal  presidente  e  da  quattro   componenti,
nominati con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  di
cui uno nominato su  proposta  del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, uno nominato su proposta del Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche  sociali  e  uno  nominato  su  proposta  della  conferenza
2. Il presidente e’ scelto tra persone di notoria indipendenza, che
abbiano  ricoperto  incarichi  istituzionali  di  responsabilita’   e
rilievo. I quattro componenti sono  scelti  tra  persone  alle  quali
siano riconosciute elevate  competenze  ed  esperienza  professionale
nelle discipline giuridiche ed economico-sociali  o  nel  settore  di
attivita’  degli  enti  ed  organizzazioni  controllati.  A  pena  di
decadenza essi non possono  avere  interessi  diretti  o  stabilmente
collegati  negli  enti  e  organizzazioni   soggetti   al   controllo
3. Tutti i componenti durano in carica quattro anni e  non  possono
Modifiche all’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei
1. I commi 1 e 2 dell’articolo 7 del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n.  329,  sono  sostituiti  dai
«1. L’Agenzia  e’  convocata  dal  presidente,  quando  lo  ritiene
opportuno ovvero su richiesta di almeno due componenti. Il presidente
ne stabilisce l’ordine del giorno, designa  i  relatori  e  dirige  i
lavori. Ogni componente puo’ richiedere al presidente la convocazione
dell’Agenzia indicandone le ragioni. Almeno  due  componenti  possono
chiedere l’inserimento di punti specifici all’ordine del  giorno.  Il
presidente, previa verifica di conformita’, li inserisce nella  prima
seduta utile.
2. Per la validita’ delle deliberazioni dell’Agenzia e’  necessaria
la presenza del presidente e di un numero di componenti non inferiore
a due. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei  votanti:  in
caso di parita’ di voti prevale il voto del presidente.».
«7.  (Norme  di  funzionamento).  –  1.  L’agenzia   e’
convocata  dal  presidente,  quando  lo  ritiene  opportuno
ovvero su richiesta di almeno due componenti. Il presidente
ne stabilisce l’ordine del giorno,  designa  i  relatori  e
dirige  i  lavori.  Ogni  componente  puo’  richiedere   al
presidente  la  convocazione  dell’agenzia  indicandone  le
ragioni.   Almeno   due   componenti    possono    chiedere
l’inserimento di punti specifici all’ordine del giorno.  Il
presidente, previa verifica di  conformita’,  li  inserisce
nella prima seduta utile.
2. Per la validita’ delle deliberazioni dell’agenzia e’
necessaria la presenza del presidente e  di  un  numero  di
componenti non  inferiore  a  due.  Le  deliberazioni  sono
adottate a maggioranza dei votanti; in caso di  parita’  di
voti prevale il voto del presidente.
3. La pubblicita’ degli atti dell’agenzia e’ assicurata
attraverso un apposito bollettino ed  anche  con  modalita’
4. L’agenzia adotta, a maggioranza assoluta dei  membri
di cui all’art. 6, comma  1,  lettera  a),  il  regolamento
interno   recante   le   norme    di    organizzazione    e
Modifiche all’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei
1. Il comma 1, primo  periodo,  dell’articolo  9  del  decreto  del
«l. L’Agenzia, in sede di  prima  applicazione,  si  avvale  di  un
numero  non  superiore  a  quindici  unita’  di  personale  messe   a
disposizione dal Comune di Milano,  nonche’  di  un  contingente  non
superiore   a   venti   unita’   di   personale   provenienti   dalle
legislativo 31 marzo 2001, n. 165, collocate in posizione di comando,
fuori ruolo o altra equipollente secondo  i  rispettivi  ordinamenti,
nelle forme previste dalla normativa vigente.».
«9. (Ufficio di segreteria). – 1. L’agenzia, in sede di
prima applicazione, si avvale di un numero non superiore  a
quindici unita’  di  personale  messe  a  disposizione  dal
Comune di Milano, nonche’ di un contingente non superiore a
venti unita’ di personale di cui un numero non superiore  a
venti unita’ di personale provenienti dalle amministrazioni
di cui all’art. 1, comma  2,  del  decreto  legislativo  31
marzo 2001, n. 165,  collocate  in  posizione  di  comando,
fuori ruolo  o  altra  equipollente  secondo  i  rispettivi
ordinamenti, nelle forme previste dalla normativa  vigente.
Il  personale  di  cui  al  presente  comma   mantiene   il
trattamento economico fondamentale delle amministrazioni  o
degli enti di appartenenza ed i relativi oneri rimangono  a
carico di tali amministrazioni o enti. Agli oneri accessori
provvede l’agenzia con i propri fondi.».
1.  In  sede  di  prima  applicazione,  i  componenti   dell’organo
collegiale in carica alla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, restano in carica fino al 14 gennaio 2012.
2. L’articolo 5 del presente decreto entra in vigore dalla data  di
insediamento dell’organo collegiale costituito ai sensi dell’articolo
6 del decreto del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  21  marzo
2001, n. 329, come sostituito dall’articolo 4 del presente decreto.
Registrato alla Corte dei conti il 22 marzo 2011
Economia e finanze, foglio n. 187
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 gennaio 2011, n. 51 – Modifiche al regolamento recante norme per l’Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329. (11G0093) (GU n. 95 del 26-4-2011 redazione redazione 2015-05-05T21:46:32+00:00