Source: http://sarannoavvocati.it/normativa/101_90.htm
Timestamp: 2018-10-21 08:39:12+00:00
Document Index: 7361219

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 244', 'art. 1', 'art. 10']

D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101 (G.U. 4-5-1990, n. 102) - Regolamento relativo alla pratica forense per l'ammissione all'esame di avvocato (1)
(1) Il termine "procuratore legale" deve intendersi soppresso ai sensi dell'art. 3 L. 24-2-1997, n. 27 o sostituito da "avvocato".
1. Modalità della pratica. - 1. La pratica forense deve essere svolta con assiduità, diligenza, dignità, lealtà e riservatezza.
2. Essa si svolge principalmente presso lo studio e sotto il controllo di un avvocato (1) e comporta il compimento delle attività proprie della professione.
2. Corsi post-universitari. - 1. I corsi post-universitari di cui all'art. 1, comma 3, hanno indirizzo teorico-pratico ed i relativi programmi debbono essere conformi a quanto stabilito nell'art. 3, comma 3.
3. Scuole di formazione. - 1. I Consigli dell'Ordine possono istituire scuole di formazione professionale la cui frequenza, ai sensi dell'art. 1, comma 4, integra la pratica forense. I Consigli dell'Ordine del distretto di corte di appello possono istituire, d'intesa, scuole di formazione unificate per tutti o parte degli ordini di ciascun distretto.
3. Il programma dei corsi deve contemplare un adeguato numero di esercitazioni interdisciplinari, su tutte le materie di esame indicate nell'art. 3 della legge 27 giugno 1988, n. 242, condotte da professionisti esperti negli specifici settori operativi e consistenti anche nello studio, l'analisi e la trattazione, da parte dei praticanti e sotto la guida dei docenti, di casi pratici di natura civile, penale e amministrativa. Il programma dei corsi deve essere preventivamente approvato dal Consiglio nazionale forense (1).
(1) Sulla istituzione della scuola biennale di specializzazione per le professioni legali.
4. Adempimenti dei Consigli dell'Ordine. - 1. I Consigli dell'Ordine accertano e promuovono la disponibilità degli iscritti ad accogliere nei propri studi i laureati in giurisprudenza che intendano svolgere il tirocinio forense e forniscono le opportune indicazioni agli aspiranti che ne facciano richiesta.
2. Gli avvocati (1) abilitati da almeno un biennio sono tenuti, nei limiti delle proprie possibilità, ad accogliere nel proprio studio i praticanti, istruendoli e preparandoli all'esercizio della professione, anche sotto il profilo dell'osservanza dei principi della deontologia forense.
3. È compito dei Consigli dell'Ordine vigilare sull'effettivo svolgimento del tirocinio da parte dei praticanti avvocati (1) nei modi previsti dal presente regolamento, e con i mezzi ritenuti più opportuni (2).
(1) Il termine "procuratore legale" deve intendersi soppresso ai sensi dell'art. 3 L. 24-2-1997, n. 27 o sostituito da "avvocato" .
(2) Per conoscere quali sono i compiti demandati ai Consigli dell'Ordine.
5. Registro speciale. - 1. Il registro speciale dei praticanti, di cui all'art. 8 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, contiene, oltre alle generalità complete degli iscritti ed alla data di inizio della pratica, l'indicazione dei trasferimenti, delle interruzioni, delle cancellazioni, nonché degli studi professionali presso cui la pratica viene esercitata, con gli eventuali cambiamenti intervenuti.
6. Libretto della pratica. - 1. I praticanti avvocati (1) non abilitati al patrocinio davanti [alle preture] (2) debbono tenere apposito libretto, rilasciato, numerato e precedentemente vistato dal presidente del Consiglio dell'Ordine o da un suo delegato, nel quale debbono annotare:
(2) L'originario riferimento "alle preture" non ha più ragion d'essere ai sensi dell'art. 244 del D.Lgs. 51/1998 che ha istituito il giudice unico di tribunale.
7. Adempimenti dopo il primo anno di pratica. - 1. Al termine del primo anno di pratica, i praticanti avvocati (1) debbono illustrare al Consiglio dell'Ordine, con apposita relazione, le attività indicate nel libretto della pratica ed i problemi anche di natura deontologica trattati nel corso di tale periodo.
8. Praticanti abilitati al patrocinio. - 1. I praticanti avvocati (1) abilitati al patrocinio davanti [alle preture] (2) a norma dell'art. 1 della legge 24 luglio 1985, n. 406, qualora, al termine del primo anno di tirocinio, intendano continuare la pratica al di fuori dello studio di un procuratore debbono:
9. Certificato di compimento della pratica. - 1. Il certificato di compiuta pratica di cui all'art. 10 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, viene rilasciato dal Consiglio dell'Ordine che ha eseguito i previsti accertamenti sull'ultimo semestre completo di attività del praticante avvocato.
2. In caso di trasferimento del praticante, il Consiglio dell'Ordine di provenienza certifica l'avvenuto accertamento sui precedenti semestri e, ove il prescritto biennio di pratica risulti completato, rilascia il certificato di compiuta pratica.
3. Il certificato di cui ai commi 1 e 2 determina la Corte di appello presso cui il praticante può sostenerne gli esami di avvocato (1).
(1) Ai sensi della L. 24-2-1997, n. 27, il termine "procuratore legale" deve considerarsi soppresso o sostituito da "avvocato".
10. Sostituzione di norme precedenti. - 1. Le norme di cui al presente regolamento sostituiscono quelle di cui agli articoli 5, 6, 7, 9 e 71 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, relative alle modalità di svolgimento della pratica forense.
11. Prima applicazione. - 1. Per i praticanti avvocati (1). che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, siano iscritti nel registro speciale ed abbiano svolto un periodo di pratica inferiore al prescritto biennio, le disposizioni di cui al regolamento stesso si applicano limitatamente al periodo residuo.