Source: https://renatodisa.com/2015/09/01/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-26-agosto-2015-n-17138-in-tema-di-garanzia-per-vizi-della-cosa-venduta-e-per-il-caso-in-cui-lazione-di-riduzione-del-prezzo-sia-accordata-al-compratore/
Timestamp: 2018-12-18 10:56:52+00:00
Document Index: 149031953

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1492', 'art. 1492', 'art. 1490', 'art. 1455', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 agosto 2015, n. 17138. In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, e per il caso in cui l'azione di riduzione del prezzo sia accordata al compratore non in via esclusiva (art. 1492 terzo comma cod. civ.), ma in via concorrente con fazione di risoluzione (art. 1492 citato, primo comma), deve negarsi l’ammissibilità della domanda di riduzione in modo subordinato, rispetto alla proposizione a titolo principale dell'adone di risoluzione, atteso che entrambe le anioni si ricollegano ai medesimi presupposti, cioè la sussistenza di vizi con le caratteristiche fissate dall’art. 1490 cod. civ. (il quale detta una disciplina della materia completa e non integrabile con le regole dell’art. 1455 cod. civ. sull'importanza dell'inadempimento), restando radicalmente esclusa la configurabilità di un rapporto di subordinazione fra le rispettive domande, sicché il compratore deve scegliere fra l'una o l'altra - Renato D'Isa
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sentenza 26 agosto 2015, n. 17138
Ritiene il ricorrente che, nonostante l’arresto delle Sezioni unite del 1988, la più recente ed autorevole dottrina e parte della giurisprudenza (Cass. 2000 n. 9098) ritiene ammissibile la proponibilità di entrambe le azioni in citazione in assenza di “esplicite disposizioni di legge”. L’articolo 1492 codice civile non vieta la simultanea proposizione di entrambe le domande, limitandosi a prevedere che “la scelta è irrevocabile quando è fatta con la domanda giudiziale”. Quindi, la norma non impone una scelta, pone solamente l’irretrattabilità della medesima, se e quando viene effettuata. Secondo il ricorrente dovrebbe essere consentita la cumulabilità dei due rimedi anche in ragione della necessità da parte di colui che è favorito dalla norma di adeguare le sue scelte in relazione alla durata del processo. Nel caso in questione il giudizio di primo grado era durato ben sei anni. Secondo il ricorrente non appare giustificabile una differente disciplina tra la scelta libera che è consentita al compratore prima di iniziare il giudizio e la scelta vincolata che sarebbe imposta al momento della proposizione della domanda. Ciò anche alla luce della conservazione da parte del venditore dell’intera tutela riconosciutagli dal terzo comma dell’articolo 1492 codice civile. In definitiva, un’interpretazione sistematica dell’articolo 1492 codice civile, in relazione all’articolo 1455 codice civile, non può che portare alle conclusioni affermate e cioè quelle della cumulabilità delle due azioni con possibilità di scelta effettuata in sede di conclusioni.
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 4 maggio 2015, n. 8865....