Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/biblioteca/dett_studioApprof.asp?F_Argomento=Pubblico%20Impiego&F_ArgomentoSpec=Contratto%20Enti%20Locali&nomefile=studio_336.htm
Timestamp: 2013-12-11 20:24:39+00:00
Document Index: 26800483

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 17']

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LE POSIZIONI ORGANIZZATIVE NEL COMPARTO REGIONI-ENTI LOCALI
Le posizioni organizzative sono un istituto contrattuale introdotto nel nostro ordinamento a seguito della privatizzazione del pubblico impiego.
Inizialmente previste
dall�art. 45 comma 3 del D.L. 29/93 e successive modifiche, consistono nel conferimento di incarichi al personale inquadrato nell�area D, relativi all�effettuazione di compiti che implicano elevate capacit� culturali e professionali.
(art. 8 CCNL del 31.3.99) prevede la possibilit� del conferimento delle P.O. attraverso tre specifiche tipologie:
1. per lo svolgimento di funzioni di direzione di unit� organizzative di particolare complessit�, caratterizzate da elevato grado di autonomia gestionale e organizzativa;
2. per lo svolgimento di attivit� con contenuti di alta professionalit� e specializzazione correlate a diplomi di laurea e/o di scuole universitarie e/o alla iscrizione ad albi professionali;
3. per lo svolgimento di attivit� di staff e/o di studio, ricerca, ispettive, di vigilanza e controllo caratterizzate da elevata autonomia ed esperienza.
L�incarico di P.O. � conferito con atto scritto e motivato dal dirigente
(art. 9 CCNL del 31.3.99) per un periodo massimo non superiore a 5 anni rinnovabile e previa determinazione dei criteri generali con consultazione sindacale. L�incarico � revocabile prima della scadenza esclusivamente in due casi: intervenuti mutamenti organizzativi dell�ente che rendono non pi� necessaria la P.O. o in conseguenza di accertamento di risultati negativi.
Quest�ultima causa di revocabilit� comporta, ovviamente, la necessit� di valutazione annuale dell�operato del funzionario incaricato di P.O., con conseguente attribuzione proporzionale della retribuzione variabile.
Le problematiche relative ai criteri di valutazione del dipendente incaricato di P.O. ai fini dell�attribuzione della retribuzione di risultato rappresentano uno dei principali �nodi� dell�istituto. Per l�approfondimento di tale problematica, si rimanda ad un sito dove si possono trovare esempi di criteri ed elementi valutativi: www.controllinterni.it/esperienze/delmese/index.asp?Id=17
Restando nell�ambito della remunerazione dell�incarico di P.O., essa � costituita
(art. 10 CCNL 31.3.99) da una retribuzione di posizione e da una retribuzione di risultato ed il relativo fondo � soggetto a contrattazione con le OO.SS. relativamente alla ripartizione delle risorse aggiuntive (la cui individuazione �, invece, oggetto di concertazione) tra progressione economica e indennit� di posizione e di risultato. Per l�importo della retribuzione di posizione (che secondo quanto previsto
dall�art. 11 CCNL 31.3.99 deve essere previsto e corrisposto per 13 mensilit�) � stato fissato un range all�interno del quale spetta all�ente stabilire la graduazione della retribuzione in rapporto a ciascuna delle P.O. previamente individuate. La retribuzione di risultato, invece, � fissata in una percentuale (dal 10% al 25% della retribuzione di posizione), e deve essere corrisposta solo nel caso di valutazione positiva del dipendente.
Ai sensi del comma 1 del citato art. 10, la retribuzione della P.O., come sopra determinata, � omnicomprensiva anche con riferimento all�eventuale effettuazione di lavoro straordinario.
In via meramente esemplificativa, possiamo individuare le diverse fasi relative all�applicazione e gestione dell�area delle posizioni organizzative (M Cesari, Guida all�applicazione del CCNL 1998-2001, al nuovo ordinamento professionale e al CCNL della dirigenza comparto Regioni ed AA.LL):
1. Individuazione � censimento delle posizioni di categoria D (o B e C per i piccoli Enti
2. Valutazione delle posizioni con classificazione e graduatoria
3. Selezione delle posizioni oggetto di incarico
4. Determinazione del fondo di posizione e di risultato
5. Incarico
6. Attribuzione della retribuzione di posizione
7. Valutazione dei risultati
8. Attribuzione della retribuzione di risultato
Evidenziati brevemente le linee generali dell�istituto, si possono individuare alcuni aspetti problematici con i relativi orientamenti applicativi dell�ARAN.
A) Estendibilit� della disciplina in materia di orario di lavoro dei dirigenti al personale incaricato di P.O.
Il personale incaricato di P.O., diversamente dai dirigenti, � tenuto ad effettuare prestazioni lavorative settimanali non inferiori a 36 ore, mentre non sono retribuite le eventuali prestazioni ulteriori che gli interessati potrebbero aver effettuato, senza diritto ad eventuali recuperi, in relazione all�incarico affidato ed agli obiettivi da perseguire. L�orario minimo settimanale deve quindi essere soggetto alla vigente disciplina relativa a tutto il personale dell�ente ed agli ordinari controlli. Il contratto non attribuisce n� al datore di lavoro n� al dipendente il potere o il diritto all�autogestione dell�orario settimanale, consentita, invece, al solo personale con qualifica dirigenziale.
B) Compatibilit� dell�incarico di P.O. con la carica di componente della RSU.
L�ARAN ritiene che non sussista alcuna incompatibilit� tra l�incarico di P.O. e la carica di componente della RSU. Ogni comportamento diverso potrebbe assumere i contenuti della discriminazione per motivi sindacali. Un problema di incompatibilit� si potrebbe porre solo nel caso in cui il titolare di P.O. sia componente della RSU e componente della delegazione trattante di parte pubblica.
C) Attribuibilit� dell�incarico di P.O. a soggetti con contratto di collaborazione.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica e l�ARAN sono concordi nel ritenere che i soggetti con incarico di collaborazione (anche coordinata e continuativa) non possono essere titolari di funzioni di rappresentanza dell�ente e tanto meno possono essere incaricati di P.O.; manca, infatti, in tale rapporto gli elementi della subordinazione e della dipendenza gerarchica che contraddistingue, invece, il rapporto di lavoro subordinato.
D) Delegabilit� delle funzioni di P.O.
A parere dell�ARAN l�istituto della delega pu� essere utilizzato dal dirigente nei riguardi del dipendente incaricato di P.O., ma non pu� mai essere utilizzato dal responsabile di P.O. verso altro personale.
E) Relazioni sindacali in tema di P.O.
La disciplina contrattuale in materia di posizioni organizzative e di risorse finanziarie destinate alla retribuzione dei relativi incarichi � caratterizzata da un equilibrato contemperamento, da un lato, dell�esigenza di tutela delle relazioni sindacali in materia di rapporto di lavoro, e dall�altro, da una corretta tutela dell�autonomia organizzativa dell�ente.
dell�art. 16 comma 2 lett. b) e c) CCNL 31.3.99, il conferimento degli incarichi relativi alle posizioni organizzative, la periodica valutazione e la graduazione delle funzioni sono oggetto di concertazione esclusivamente per la definizione dei criteri generali che disciplinano la materia. E�, invece, materia di contrattazione decentrata la regolamentazione dei criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse finanziarie di cui
all�art. 15 CCNL 1.4.99, anche per le finalit� previste
dall�art. 17 comma 2 lett. c).
Sull�argomento si rimanda al Protocollo d�intesa sulle posizioni organizzative del Consiglio regionale della Calabria siglato in sede di delegazione trattante con le OO.SS. Economia [3]
Leggi elettorali [1]
Pubblico Impiego [11]
Sistemi di controllo [1]
Trasparenza amministrativa [2]
Trattamento dati personali / Privacy [1]
Tutela Ambiente [3]