Source: https://www.maggiolieditore.it/esecuzione-dei-provvedimenti-del-giudice-nel-diritto-di-famiglia.html?6c8349cc7260ae62e3b1396831a8398f&utm_source=dirittoit&utm_medium=magewpplugin&utm_campaign=plugin&utm_term=8891611505
Timestamp: 2019-02-21 23:57:23+00:00
Document Index: 35773959

Matched Legal Cases: ['art. 156', 'art. 8', 'art. 179', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 8', 'art. 614', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 41', 'art. 177', 'art. 179', 'art. 178', 'art. 179', 'art. 2034', 'art. 337', 'art. 709', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 317', 'art. 96', 'art. 38', 'art. 317', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 12', 'art. 570', 'art. 12', 'art. 570', 'art. 570']

Esecuzione dei provvedimenti del giudice nel diritto di famiglia - Maggioli Editore
Giacomo Oberto - Giuseppe Cassano
8891611505 / 9788891611505
Matrimonio-Unioni-civili-Separazione-Divorzio-Filiazione
Con i contributi di R. Bonfanti, G. Cassano, M. Donadi, I. Grimaldi, K. Mascia, G. Oberto, E. Peruzzini, D. Risso
Aggiornato con la più recente giurisprudenza di settore, questo nuovo libro per il Professionista si configura come uno strumento indispensabile per risolvere le problematiche a seguito della mancata esecuzione dei provvedimenti del giudice nell’ambito della separazione e divorzio.
Strutturato in tre sezioni Patrimoniale, Diritti della persona e Strumenti penalistici a tutela della famiglia, il testo analizza le questioni legate all’assegno di mantenimento e divorzile, con particolare riferimento agli strumenti a garanzia dell’adempimento, ai diritti di credito e fondi comuni di investimento nella comunione legale e alla liberalità nella convivenza e la ricerca dei beni dopo la cessazione del rapporto.
Esamina inoltre l’esercizio dell’affidamento, l’esecuzione nei rapporti con gli ascendenti, l’esecuzione dei provvedimento con i minori ed interferenze con i servizi sociali e la nuova responsabilità genitoriale; gli autori concludono la trattazione con un’analisi degli strumenti penalistici contro l’inadempimento dell’obbligo di assistenza familiare, la mancata corresponsione dell’assegno di divorzio e la violazione degli obblighi economici verso i figli.
- Il mantenimento della prole
- Strumenti di tutela e garanzia dell’adempimento dei provvedimenti di natura economica
- L’obbligo di prestare garanzia reale o personale
- L’ipoteca giudiziale
- L’ordine di pagamento diretto nella separazione ex art. 156, comma 6, c.c
- L’ordine di pagamento diretto contro il terzo debitore del coniuge obbligato, ex art. 8 l. div.
- Il sequestro dei beni dell’obbligato, ex artt. 156 c.c. e 8 l. div.
- Presupposti temporali di concessione della misura e competenza
- La ricerca dei beni del coniuge
- L’intervento della polizia tributaria nella individuazione dei crediti dovuti
- L’insufficienza/inattendibilità delle dichiarazioni tributarie
- Il “diritto di accesso” del coniuge interessato
- La ratio delle indagini finanziarie nel processo civile
- L’iniziativa alla promozione delle indagini: su istanza di parte o di ufficio
- La civilistica italiana di fronte al tema della caduta in comunione dei diritti di credito
- I fondi comuni di investimento di fronte alla comunione legale
- Fondi comuni di investimento e dichiarazione di esclusione dalla comunione ex art. 179, lett. f), c.c.
- Liberalità nella convivenza e ricerca dei beni dopo la cessazione del rapporto
- L’acquisto di beni intestati ad uno solo dei conviventi more uxorio
- La nuova responsabilità genitoriale, le indicazioni del giudice e la esecutorietà
- Esecuzione dei provvedimenti con i minori ed interferenze con i servizi sociali
- Il rapporto tra giudice e psicologo
Giacomo Oberto, Giudice presso il Tribunale di Torino, nonché Professore a contratto dell’Ateneo torinese. Magistrato dal 1984, ha ricoperto la carica di Direttore della Struttura di Formazione Professionale per Magistrati del Consiglio Superiore della Magistratura.
Dal 2001 al 2009 è stato componente del Consiglio direttivo della Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università di Torino. Autore di numerosi volumi e studi nei campi del diritto di famiglia, del diritto civile in genere, del diritto processuale civile, nonché dell’ordinamento giudiziario. Dal 1994 ricopre la carica di Segretario Generale Aggiunto dell’Unione Internazionale dei Magistrati.
Giuseppe Cassano, Avvocato, Dottore di ricerca in diritto privato presso l’Università di Pisa, già docente di istituzioni di diritto privato presso l’Università Luiss di Roma e Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della European School of Economics di Roma e Milano, è studioso dell’evoluzione della responsabilità civile, del diritto di famiglia, dei contratti, e dei nuovi diritti, dirigendo diverse collane per i principali editori giuridici.
Capitolo I – Assegno di mantenimento e divorzile e relativi strumenti di tutela e di adempimento
1. Brevi considerazioni introduttive
2. La crisi coniugale. Assegno di mantenimento e assegno divorzile
3. Il mantenimento della prole
1) A norma dell’art. 156 c.c. il diritto al mantenimento a seguito di separazione personale sorge in favore del coniuge al quale questa non sia addebitabile, ove egli non fruisca di redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. Pertanto, nel valutare questo presupposto, il giudice deve tenere conto di ogni tipo di reddito disponibile da parte del richiedente, compresi quelli derivanti da elargizioni da parte di familiari che erano in corso durante il matrimonio e che si protraggono anche durante il regime della separazione, con carattere di regolarità e stabilità, tanto da influire in modo stabile e certo sul tenore di vita dell’interessato?
2) In tema di determinazione dell’assegno di divorzio, il giudice deve prendere necessariamente in considerazione tutti e contemporaneamente i parametri legali di riferimento?
3) L’obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio maggiorenne cessa se questi, pur se dotato di un suo patrimonio personale, sia ancora dedito, a spese dei genitori, agli studi universitari, presso una sede diversa dal luogo di residenza familiare, senza avere conseguito un titolo di studio correlato o una occupazione lavorativa remunerata?
4) L’obbligo del genitore, separato o divorziato, di concorrere al mantenimento del figlio maggiorenne non convivente cessa con il raggiungimento – da parte di quest’ultimo – di uno status di autosufficienza economica consistente nella percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita?
Capitolo II – Strumenti di tutela e garanzia dell’adempimento dei provvedimenti di natura economica
1. Strumenti di tutela.
2. L’obbligo di prestare garanzia reale o personale
3. L’ipoteca giudiziale
4. L’ordine di pagamento diretto nella separazione ex art. 156, comma 6, c.c.
4.1. (Segue) L’ordine di pagamento diretto contro il terzo debitore del coniuge obbligato, ex art. 8, l. div.
5. Il sequestro dei beni dell’obbligato, ex artt. 156 c.c. e 8 l. div. Differenze e natura giuridica
5.1. (Segue) Oggetto del provvedimento
5.2. (Segue) Presupposti temporali di concessione della misura e competenza
6. Le astreintes (art. 614 bis c.p.c.). Brevi cenni
1) L’art. 156 c.c. prevede varie garanzie in caso di inadempimento all’obbligo di mantenimento verso il coniuge o i figli. Tra questi anche l’ordine a terzi – tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato – che una parte venga versata direttamente all’avente diritto – ovvero il sequestro dei beni dell’obbligato? E se sì, possono essere concesse anche contemporaneamente a carico dello stesso obbligato?
2) In mancanza di allegazioni circa il pregiudizio che i minimi ritardi nel pagamento dell’assegno di mantenimento per il coniuge e i figli arrecherebbe loro può ordinarsi al datore di lavoro dell’onerato di provvedere al pagamento diretto, ex art. 156, comma 6, c.c.?
Capitolo III – La ricerca dei beni del coniuge. L’intervento della polizia tributaria nella individuazione dei crediti dovuti
1. I rapporti economici dei coniugi: l’assegno di separazione. Cenni
1.1. L’insufficienza/inattendibilità delle dichiarazioni tributarie
1.2. Il “diritto di accesso” del coniuge interessato
2. La ratio delle indagini finanziarie nel processo civile
3. L’iniziativa alla promozione delle indagini: su istanza di parte o di ufficio
4. I soggetti delegabili: la “Polizia tributaria”
4.1. I caratteri (eccezionale e residuale) della delega alla Polizia tributaria
4.2. La natura della delega alla Polizia tributaria
4.3. L’oggetto delle indagini delegabili alla Polizia tributaria
4.4. L’estensibilità delle indagini a posizioni economico-patrimoniali di soggetti terzi ed il segreto fiduciario.
4.5. I risvolti civili dell’esito delle indagini della Polizia tributaria
4.6. I risvolti fi scali dell’esito delle indagini della Polizia tributaria
1) La possibilità di disporre delle indagini patrimoniali, avvalendosi della Polizia tributaria, ad opera del giudice della separazione e del divorzio è censurabile in sede di legittimità o rientra nella discrezionalità del giudice stesso?
2) Sull’assunto che il potere del giudice della separazione e del divorzio di promuovere indagini patrimoniali ha natura discrezionale, è sufficiente ad opera del coniuge, potenzialmente beneficiario dell’assegno di mantenimento, una generica contestazione di quanto dedotto dall’altro, con riguardo alla propria condizione reddituale, patrimoniale e finanziaria?
3) I rilievi elaborati dalla Guardia di finanza nel corso del giudizio civile di separazione e di divorzio possono essere utilizzati dall’Agenzia delle entrate, ai fini dell’accertamento parziale ex art. 41 bis, d.P.R. n. 600/1973?
Capitolo IV – Diritti di credito e fondi comuni di investimento nella comunione legale: tutele dei coniugi
2. La civilistica italiana di fronte al tema della caduta in comunione dei diritti di credito. Impostazione del problema
3. Gli argomenti addotti in senso contrario alla caduta in comunione dei crediti e le relative critiche. In particolare: gli argomenti fondati sulla lettera della legge
4. (Segue). In particolare: gli argomenti relativi alla posizione del debitore, nonché all’inscindibilità tra lato attivo e lato passivo del rapporto obbligatorio
5. (Segue). In particolare: gli argomenti relativi al carattere “relativo e personale” del rapporto obbligatorio. Conclusione
6. Le oscillazioni della Cassazione: le decisioni anteriori al revirement dell’ottobre 2007
7. Il revirement dell’ottobre 2007 e gli ulteriori sviluppi, sino alla decisione del 2012
8. I fondi comuni di investimento di fronte alla comunione legale. I precedenti
9. I fondi comuni di investimento di fronte alla comunione legale. Le ragioni di applicabilità dell’art. 177, lett. a), c.c.
10. Fondi comuni di investimento e dichiarazione di esclusione dalla comunione ex art. 179, lett. f), c.c.
1) I diritti di credito acquistati da ciascuno dei coniugi in costanza di regime legale ricadono nella comunione? Tra i diritti suscettibili di cadere in comunione legale sono da ricomprendersi anche le quote di fondi comuni di investimento, ancorché acquisite con i proventi dell’attività di un solo coniuge?
2) Cadono in comunione immediata, oppure sono assoggettati alla disciplina di cui all’art. 178 c.c. e cioè alla comunione de residuo, gli acquisti di quote di società di persone effettuati da un coniuge in costanza di regime legale? Quale è, dunque, il momento cui va ancorata la stima del valore della partecipazione societaria?
3) Nella comunione legale fra i coniugi, la dichiarazione di cui è onerato il coniuge acquirente, ai sensi dell’art. 179, primo comma, lett. f), c.c., al fine di conseguire l’esclusione, dalla comunione, dei beni acquistati con il trasferimento di beni strettamente personali o con il loro scambio, è sempre necessaria?
Quale rilievo può assumere il fatto che, nella specie, non possano sorgere dubbi circa la natura personale del bene impiegato per l’acquisto (ivi compreso il denaro)? Nel caso di acquisto di un bene mediante l’impiego di altro bene di cui sia certa l’appartenenza esclusiva al coniuge acquirente prima del matrimonio, cosa sarà necessario fare perché l’acquisto debba ritenersi escluso dalla comunione legale?
Capitolo V – Liberalità nella convivenza e ricerca dei beni dopo la cessazione del rapporto. Le vie della tutela per la restituzione
1. L’acquisto di beni intestati ad uno solo dei conviventi more uxorio. I rapporti con la donazione e la liberalità indiretta.
2. L’impossibile salvezza delle pretese sul “profilo proprietario”.
3. L’inapplicabilità della presupposizione alla convivenza more uxorio
4. Il ricorso allo schema causale del mutuo (e le relative difficoltà)
5. I contributi forniti per l’acquisto di beni e l’arduo percorso per il recupero degli stessi. Il ricorso allo schema causale della donazione (diretta) e le relative difficoltà
6. La soluzione proposta e l’applicazione delle norme in tema di ripetizione dell’indebito
1) È valido il contratto di comodato “vita natural durante” con il quale il convivente more uxorio attribuisca alla propria convivente il diritto di risiedere per tutta la sua esistenza nella casa familiare? Sono validi i contratti attributivi di diritti patrimoniali tra conviventi?
2) È sufficiente la prova della dazione di somme di denaro da un convivente all’altro durante il rapporto al fi ne di consentire dimostrata la conclusione di un contratto di mutuo interpartes?
3) La prova dell’elargizione di notevoli somme di denaro durante la convivenza da un convivente all’altro dimostra che anche i beni mobili e arredi che si trovano nella casa di quest’ultimo (già adibita a residenza del ménage) sono il frutto di liberalità dell’ex compagno?
4) A quali condizioni le attribuzioni patrimoniali a favore del convivente more uxorio effettuate nel corso del rapporto (nella specie, versamenti di denaro sul conto corrente del convivente) configurano l’adempimento di una obbligazione naturale ex art. 2034 c.c.? Quale rilievo ha il rispetto dei principi di proporzionalità e di adeguatezza? Quale rilievo assumono le eventuali rinunce operate dal convivente (quale quella di trasferirsi all’estero recedendo dal rapporto di lavoro), suggerite o richieste dall’altro convivente, che abbiano determinato una situazione di precarietà sul piano economico?
AREA DIRITTI DELLA PERSONA
Capitolo VI – Le esecuzioni delle statuizioni del giudice relative all’esercizio dell’affidamento
1. Affidamento dei figli
2. Il nuovo art. 337 quinquies c.c.
2.1. Il giudicato dei provvedimenti
3. Modifica delle condizioni di affidamento
4. Le norme processuali
4.1. Soggetti legittimati
4.2. Competenza per materia
4.3. Competenza per territorio
5. L’art. 709 ter c.p.c.
5.1. Sanzioni
6. Il ricorso ex art. 710 c.p.c.
7. Esecuzione dei provvedimenti
7.1. L’immediata esecutività
2) La partecipazione del P.M. nel giudizio di separazione e di revoca delle condizioni costituisce un’ipotesi di litisconsorzio necessario?
3) Sono provvisoriamente esecutivi i provvedimenti di revisione delle condizioni di separazione e divorzio
4) La mancata esecuzione delle statuizioni relative all’affidamento dei figli minori può costituire condotta penale?
6) È ammesso l’intervento degli ascendenti nei procedimenti di separazione?
7) La forte conflittualità tra i genitori esclude l’affido condiviso?
8) In caso di revisione degli accordi di divorzio, quale giudice è competente?
9) In pendenza del giudizio di separazione, per le questioni in materia di affidamento dei minori e provvedimenti in tema di decadenza dalla potestà, quale giudice è competente?
10) Il provvedimento che modifica le condizioni di separazione tra i coniugi, pronunciato ai sensi dell’art. 710 c.p.c., è immediatamente esecutivo?
11) Deve essere sempre consentito l’ascolto del minore?
12) In deroga all’affidamento condiviso, può essere disposto quello esclusivo della fi glia al padre sulla base del solo desiderio espresso dalla bambina?
13) I minori devono partecipare ai procedimenti che li vedono coinvolti?
14) Nell’adozione dei provvedimenti in materia di affidamento e diritto di visita del genitore non convivente, deve essere tenuto in considerazione il suo diritto al rispetto della vita familiare?
15) La mancata osservanza dei provvedimenti in materia di affidamento e del diritto di visita del genitore non collocatario può costituire reato?
Capitolo VII – La nuova responsabilità genitoriale, le indicazioni del giudice e la esecutorietà
1.1. Concetto di responsabilità genitoriale
2. Esercizio della responsabilità
2.1. Nella separazione
2.1.1. Nell’affidamento condiviso
2.1.2. Nell’affidamento esclusivo
2.2. Nella convivenza
3. Contrasto tra i genitori
3.1. Rapporti con le altre disposizioni
4. Decadenza dalla responsabilità genitoriale
4.1. Il procedimento
4.2. Il provvedimento
5. Responsabilità genitoriale e figlio riconosciuto
5.1. Decadenza
6. Reintegrazione
7. Condotta pregiudizievole ai figli
7.1. Il procedimento
8. Esecuzione dei provvedimenti
8.1. Art. 709 ter c.p.c.
8.2. Coercizione
8.3. Inadempimento
1) Quale Autorità è competente per l’emissione di provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale nell’ipotesi di procedimento autonomo?
2) La violazione dei doveri genitoriali verso la prole può integrare gli estremi dell’illecito civile
3) Chi è competente ad autorizzare la vendita dei beni ereditari pervenuti al figlio minore?
4) È ammissibile la domanda avanzata da un solo genitore al rilascio del passaporto al minore?
5) I nonni paterni possono rivolgersi al Tribunale per i Minorenni, chiedendo l’adozione di provvedimenti idonei per garantire il loro diritto a mantenere rapporti assidui e significativi con la nipote?
6) La partecipazione del P.M. nel giudizio di separazione e di revoca delle condizioni costituisce un’ipotesi di litisconsorzio necessario?
7) In pendenza del giudizio di separazione, per le questioni in materia di affi damento dei minori e provvedimenti in tema di decadenza dalla potestà, quale giudice è competente?
8) Sono reclamabili i provvedimenti del G.I. nel procedimento di separazione?
9) Il provvedimento che modifica le condizioni di separazione tra i coniugi, pronunciato ai sensi dell’art. 710 c.p.c., è immediatamente esecutivo?
Capitolo VIII – La esecutorietà nei rapporti con gli ascendenti (il nuovo art. 317 bis c.c.)
2. Il valore della relazione affettiva con gli ascendenti nella giurisprudenza e il ruolo degli stessi tra diritti e doveri
3. Il diritto degli ascendenti a frequentare i nipoti: la portata del nuovo articolo 317 bis c.c.
4. La tutela accordata dalla nuova normativa e la sua concreta attuazione
1) Fatto sempre salvo il superiore interesse del minore, può il giudice, anche d’ufficio, accogliendo la domanda del pubblico ministero e parzialmente quella dei nonni, e quindi in una situazione di ambiguità di pertinenze, disciplinare i rapporti tra nipoti ed ascendenti, disponendo che il minore, affidato ai servizi sociali, venga collocato presso i nonni materni o paterni?
2) Può essere retroattiva la normativa sull’affido condiviso nel caso in cui i minori siano stati affidati ai nonni?
3) Sussiste la legittimazione dei nonni ad agire nel giudizio di separazione per introdurre ex novo, o ripristinare, o regolare il loro diritto di visita con i minori
4) Impedire o contrastare i rapporti tra nonni e nipoti può comportare la decadenza dalla responsabilità genitoriale del genitore che ostacola i contatti ?
5) È rilevante la questione di legittimità costituzionale della previsione introdotta dal d.lgs. 154/2013, laddove con l’art. 96, comma 1, lett. c), è stato modificato l’art. 38, comma 1, disp. att. c.c. ed è stato inserito, nell’ambito della competenza del Tribunale per i Minorenni, anche il procedimento disegnato nel nuovo art. 317 bis c.c.?
Capitolo IX – Esecuzione dei provvedimenti con i minori ed interferenze con i servizi sociali
2. Il rapporto tra giudice e psicologo
3. Autorità giudiziarie competenti in materia di famiglia e collaborazione con i Servizi sociali
4. Il mandato del Tribunale ordinario ai Servizi nei procedimenti di famiglia: aspetti procedurali
5. L’esecuzione coattiva dei provvedimenti emessi dal Tribunale ordinario e minorile: ruolo dei Servizi sociali
6. La “vigilanza attiva” del giudice tutelare nell’attuazione dei provvedimenti relativi ai minori
1) I Servizi sociali e l’Autorità giudiziaria possono essere condannati per violazione del rispetto della vita familiare così come previsto dalla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, cioè per non aver garantito l’effettività della esecuzione del provvedimento di affidamento di un minore, non essendosi adoperati per favorire gli incontri tra minore e genitore non collocatario?
2) Il giudice di merito, in deroga alla regola dell’affidamento condiviso, può, in caso di aspra conflittualità tra i genitori, disporre l’affidamento del minore ai Servizi sociali con collocamento presso la madre, dando incarico agli operatori sociali di vigilare sulle modalità di affidamento e regolamentando i rapporti tra il minore e il genitore non collocatario?
3) A seguito di un provvedimento di affidamento condiviso con permanenza alternata del minore presso entrambi i genitori, in caso di impossibilità di eseguire detto provvedimento per mancanza di collaborazione paterna, può il giudice del merito sospendere coattivamente gli incontri del padre con il figlio, affidando il minore ai Servizi sociali con collocamento presso la madre? E può tale provvedimento restrittivo legittimare una declinazione della competenza del giudice ordinario in favore del Tribunale dei Minorenni?
4) In sede di modifica delle condizioni di separazione, nel caso in cui il padre lamenti il mancato rispetto del regolare diritto di visita al figlio da parte della madre, il giudice, nel superiore interesse del minore, quale tipo di intervento può chiedere ai Servizi sociali al fine di garantire la ripresa delle frequentazioni tra padre e figlio?
5) In pendenza di un procedimento minorile e in attesa del relativo provvedimento, può configurarsi, in via cautelare e urgente, la competenza temporanea del giudice tutelare ex art. 337 c.c., onde garantire il diritto di visita pieno del figlio al padre? Può, in tal caso, il giudice delegare i Servizi sociali ad una indagine sociale con conseguente relazione in cui gli stessi si pronuncino sulla opportunità per il minore di un maggior diritto di visita nei confronti del padre?
6) In caso di riluttanza della madre al rispetto della sentenza di affidamento esclusivo del figlio al padre, nonché di sua indisponibilità ad accettare l’ausilio dei Servizi sociali, può il giudice tutelare, adito dal padre per l’esecuzione del provvedimento, ricorrere all’assistenza congiunta dei Servizi sociali e delle Forze dell’Ordine (Carabinieri)? Può, per tal tramite, trasferire il minore presso la residenza del padre, dando incarico altresì di superare qualsiasi resistenza da parte della madre all’attuazione del regime di affidamento previsto in sentenza?
STRUMENTI PENALISTICI A TUTELA DELLA FAMIGLIA
Capitolo X – Tutela contro le violazioni degli obblighi di assistenza familiare
2. Art. 570 c.p. (Violazione degli obblighi di assistenza familiare)
2.1. Struttura: unità o pluralità di reati
2.2. Condotta e bene protetto
2.3. Soggetti
2.4. Questione giurisprudenziale: reati commessi contro più soggetti. I reati di cui all’art. 570 hanno differenti soggetti passivi. Cosa accade nel caso in cui una delle condotte incriminate dall’art. 570 leda al contempo gli interessi di più familiari protetti?
2.5. Elemento soggettivo
2.6. Omessa prestazione dei mezzi di sussistenza e cause di non punibilità
2.7. Procedibilità
2.8. Clausola di sussidiarietà.
3. Art. 12 sexies l. 898 del 1970 (Mancata corresponsione dell’assegno di divorzio)
3.1. Questioni giurisprudenziali: i problemi della pena e della procedibilità.
L’art. 12 sexies non stabilisce una pena autonoma, limitandosi a rinviare alle pene previste dall’art. 570 c.p. Ma questa disposizione prevede due differenti pene: la sanzione alternativa della reclusione o della multa e l’applicazione congiunta di entrambe. Qual è allora la pena prevista dall’art. 12 sexies? Inoltre, il rinvio operato non fa riferimento alla condizione di procedibilità: si dovrebbe per ciò solo ritenere che, mentre la mancata prestazione dei mezzi di sussistenza al coniuge separato è procedibile a querela, l’omessa corresponsione dell’assegno sia procedibile d’ufficio?
3.2. Questione giurisprudenziale: concorso col reato ex art. 570, comma 2, n. 2
Il reato di omessa prestazione di mezzi di sussistenza punisce la violazione degli obblighi economici nei riguardi del coniuge e dei figli minori in stato di bisogno. Il reato de quo punisce la mancata corresponsione dell’importo dell’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex coniuge e dei figli, il che costituisce pure violazione di un’obbligazione economica. Se il mancato pagamento ha a oggetto l’assegno a favore di figli minori, soggetti protetti anche dall’art. 570 c.p., è configurabile il concorso fra i reati di cui agli artt. 570, comma 2, n. 2 e 12 sexies l. div., oppure uno di essi è assorbito dall’altro (concorso apparente)?
4. Art. 3 l. 54 del 2006 (Violazione degli obblighi economici verso i figli)
4.1. Concorso omogeneo e con altri reati
5. Art. 388 c.p., commi 1 e 2 (Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice)