Source: http://marcodigregorio.eu/preavvisofermo.html
Timestamp: 2018-02-21 03:22:13+00:00
Document Index: 99001805

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'art. 24', 'art. 100', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 617', 'art. 9']

preavvisofermo
Ora siete qui: Home > Tutela dei Consumatori > Impugnazione del Preavviso di Fermo Amministrativo
OPPOSIZIONE AL PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO
L'OPPOSIZIONE ALLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA
Il Ricorso al Prefetto contro il Verbale di accertamento
di Pace contro il Verbale di accertamento
Il Ricorso in Opposizione all'Ordinanza-Ingiunzione del Prefetto
L'impugnazione delle Cartelle di Pagamento
L'impugnazione del preavviso di fermo
Come comportarsi in caso di detrazione di punti dalla patente
Il Preavviso di Fermo Amministrativo ex art. 86 del d.P.R. n. 602 del 1973 è uno strumento di cui i concessionari della riscossione dei crediti degli enti pubblici fanno largo uso.
L'atto di preavviso di fermo è normalmente l'atto mediante il quale si viene a conoscenza della esistenza nei propri confronti di una procedura di fermo amministrativo dell'autoveicolo.
A causa di una normativa lacunosa, la giurisprudenza ha impiegato del tempo prima di individuare criteri certi di individuazione della natura giuridica del preavviso di fermo amministrativo, stabilire quale fosse la giurisdizione competente e chiarire quali fossero, in concreto, gli strumenti giuridici posti a tutela dei destinatari dell'atto.
Infatti, in materia si sono a lungo alternati orientamenti giurisprudenziali in netto contrasto tra loro, con gravi ripercussioni sul diritto di difesa dei cittadini che, purtroppo, ad onta di quanto espressamente previsto dall'art. 24 della Costituzione, sono spesso rimasti privi della possibilità di tutelare effettivamente i propri diritti.
2 - La natura del preavviso di fermo
La giurisprudenza sembra ormai orientata a considerare il fermo amministrativo di mobili registrati una misura cautelare diretta a garantire l'esecuzione forzata sui beni del debitore e, al tempo stesso, una misura afflittiva o para-sanzionatoria connessa all'inadempimento.
In concreto, per il destinatario dell'atto gli effetti del fermo amministrativo del veicolo sono anche più lesivi di quelli tipici del pignoramento. Infatti il fermo amministrativo, oltre a creare un vincolo di indisponibilità relativa del bene al fine di garantire il creditore, incide anche subito sullo jus utendi ac fruendi del proprietario, ovvero, sulla materiale possibilità di utilizzare il veicolo.
3 - L'autonoma impugnabilità dell'atto di preavviso di fermo
L'atto di preavviso di fermo è parte di una precisa sequenza procedimentale: emanazione del provvedimento di fermo, invio a mezzo di raccomandata A/R dell'atto di preavviso e, in caso di mancato pagamento entro il termine, iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo.
La più recente giurisprudenza riconosce l'autonoma impugnabilità dell'atto di preavviso di fermo, proprio in ragione della sua natura di atto con funzione afflittiva oltre che cautelare, in base al principio secondo cui: nei confronti di ogni atto che porti a conoscenza del destinatario una ben individuata pretesa, sussiste l'interesse ex art. 100 del c.p.c. ad impugnarlo, al fine di ottenere una pronuncia giurisdizionale che verifichi la legittimità sostanziale di detta pretesa (Cass. nn. 21045 del 2007,27385 del 2008).
Peraltro l'atto di preavviso, normalmente, assume anche il valore di comunicazione di fermo ed è dunque un atto immediatamente lesivo della posizione giuridica soggettiva del destinatario e, conseguentemente, un atto impugnabile.
Il preavviso di fermo è stato istituito dall'Agenzia delle Entrate con la nota n. 57413 del 2003, la quale ha stabilito che, i concessionari della riscossione, dopo avere emesso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo e prima di procedere alla iscrizione del fermo stesso, comunichino al destinatario del provvedimento, ovvero, a colui che non abbia provveduto a pagare la somma richiesta entro i sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, un avviso ad adempiere al pagamento del debito entro venti giorni, decorsi i quali il fermo amministrativo verrà reso operativo.
La stessa nota dell'Agenzia delle Entrate precisa infatti che, in caso di mancato pagamento entro il termine sopra richiamato, l'atto di preavviso di fermo ha valore anche di comunicazione di iscrizione del fermo ex comma 1 dell'art. 4 del D.M. n. 503 del 1998.
Il fatto che il preavviso di fermo amministrativo sia stato istituito in virtù di una mera nota dell'Agenzia delle Entrate e non compaia esplicitamente nell'elenco degli atti impugnabili contenuto nell'art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992, non è un impedimento alla sua autonoma impugnabilità. Infatti, secondo la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, l'elencazione degli atti impugnabili, contenuta nell'art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992, va interpretata in senso estensivo, nel rispetto delle norme costituzionali che l'ordinamento pone a tutela del contribuente e del buon andamento della pubblica amministrazione ex artt. 24, 53 e 97 della Costituzione.
4 - La giurisdizione
La più recente giurisprudenza individua il seguente criterio di ripartizione della giurisdizione:
se il fermo amministrativo è disposto per crediti tributari, l'opposizione andrà sollevata dinanzi al Giudice Tributario;
se il fermo amministrativo è disposto per crediti che non hanno natura tributaria, l'opposizione andrà sollevata davanti al Giudice Ordinario, nel rispetto degli ordinari criteri di riparto della competenza.
5 - La competenza
In caso di crediti di natura tributaria, la giurisdizione è quella tributaria e la competenza è determinata dall'usuale criterio di ripartizione territoriale tra le Commissioni Tributarie Provinciali.
In caso di crediti di natura non trbutaria (es. sanzioni amministrative, contribuzione previdenziale, ecc.) la giurisdizione è quella del giudice ordinario e l'individuazione del giudice competente dipende sia dalla natura del credito originario sia dalle ragioni di impugnazione e, dunque, dal rimedio effettivamente esperito.
A - Opposizione ai sensi della Legge n. 689 del 1981
Quando si contesta la mancata notifica da parte dell’Ente Creditore anche degli originari accertamenti di violazione su cui si fonda la cartella di pagamento in relazione alla quale è stato disposto l'atto di preavviso di fermo, avverso tale atto è esperibile il rimedio dell’opposizione a sanzione amministrativa previsto dall’art. 23 della Legge 24 novembre 1981, n. 689.
La giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione ha infatti ritenuto ammissibile ricorrere in giudizio ai sensi di tale normativa poiché tale strumento consente all’interessato di recuperare il mezzo di tutela previsto dalla legge avverso gli atti sanzionatori.
Quando si oppone l'atto di preavviso di fermo in forza di tale rimedio, dunque, il giudice competente è lo stesso che avrebbe dovuto conoscere dell’opposizione avverso l’atto presupposto qualora questo fosse stato notificato. Pertanto, per le sanzioni amministrative derivanti da violazioni del Codice della Strada è competente il Giudice di Pace, mentre (ad es.), per le sanzioni relative alla contribuzione previdenziale è competente il Tribunale civile.
B – Opposizione all'esecuzione ai sensi dell'art. 615 del c.p.c.
Quando si contesta la legittimità del titolo, ovvero (ad es.), la iscrizione al ruolo per la mancanza di un titolo legittimante, oppure, se si adducono fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, lo strumento esperibile è quello dell’opposizione all’esecuzione.
Pertanto, in applicazione del disposto dell’art. 615 c.p.c., se l’esecuzione non è ancora iniziata deve essere proposta con citazione avanti al giudice competente per materia e valore a conoscere del rapporto sostanziale, mentre, se l’esecuzione è già iniziata, deve essere proposta con ricorso avanti al giudice dell’esecuzione.
Sembra utile sottolineare che, quando la sanzione amministrativa presupposta è irrogata per violazioni del codice della strada, la circostanza dell’intervenuto inizio dell’esecuzione modifica il giudice competente a conoscere dell’opposizione.
Infatti, prima dell’inizio dell’esecuzione, l’opposizione deve essere necessariamente proposta davanti al Giudice di Pace, funzionalmente competente per materia ai sensi dell'art. 22 bis della Legge n. 689 del 1981.
Invece, ad esecuzione già iniziata, l’opposizione deve essere proposta davanti al Tribunale, competente in qualità di giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 9 c.p.c..
C – Opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 del c.p.c.
Quando si contesta la ritualità formale dell’atto posto in essere in sede di riscossione, lo strumento esperibile è quello dell’opposizione agli atti esecutivi. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 617 e 480 del c.p.c. infatti, l’opposizione agli atti esecutivi deve essere proposta, prima dell’inizio dell’esecuzione, con citazione avanti al giudice competente per l’esecuzione e, dopo l’inizio dell’esecuzione, con ricorso avanti al giudice dell’esecuzione.
In caso di opposizione agli atti esecutivi la competenza sarà comunque necessariamente del Tribunale, competente in materia di esecuzione forzata ai sensi dell’art. 9 c.p.c..
Tale suddivisione della competenza, apparentemente lineare in via principio, appare in pratica talvolta problematica, soprattutto in ragione del fatto che, in alcuni casi, l'opponente può avere interesse a contestare l'atto di preavviso di fermo sia per ragioni attinenti l’esistenza del titolo o alla consistenza della relativa pretesa, sia per motivi estranei al titolo stesso.
Occorre dunque tenere presente che, non essendo possibile derogare alle norme che attribuiscono la competenza per materia, in tali sipotesi sarà necessario proporre dei giudizi separati, nei quali, i diversi giudici (ad es.) il Tribunale ed il Giudice di Pace, saranno rispettivamente competenti a conoscere solo parzialmente e nei limiti della propria competenza i motivi dedotti nell’opposizione.
Marco Di Gregorio, Opposizione al preavviso di fermo amministrativo, In "Sito Internet dell'Avv. Marco Di Gregorio" <www.marcodigregorio.eu>, 06.02.2010.