Source: https://vladbad.typepad.com/studiodagostino/2009/09/atti-tributari-%C3%A8-ancora-necessaria-la-sottoscrizione.html
Timestamp: 2019-09-19 16:47:10+00:00
Document Index: 17545932

Matched Legal Cases: ['art.15', 'art. 42', 'art.1', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 15']

Atti tributari: è ancora necessaria la sottoscrizione? - Impresa, Fisco, Non Profit - Il blog informativo
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Atti tributari: è ancora necessaria la sottoscrizione?
Gli atti tributari privi della sottoscrizione del funzionario responsabile già da qualche settimana dovrebbero essere pienamente legittimi.Ciò è quanto emerge dal DL n.78 del 1.07.2009 (c.d. decreto anti-crisi) recentemente convertito in legge. Esaminando, infatti, l’art.15, comma 7, della predetta norma si legge: “la firma autografa prevista sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le entrate tributarie erariali amministrate dalle Agenzie fiscali e dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto in tutti i casi in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati”. A partire dal 1° luglio 2009 (ossia dall’entrata in vigore del decreto), quindi, la firma autografa non dovrebbe più essere necessaria e parrebbe potersi sostituire con la mera indicazione del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto (ad es. il capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato; si veda art. 42,comma 1, del DPR 600/73). Tale situazione, tuttavia, non appare del tutto nuova, in quanto già con la Legge n.549/1995 si era stabilito che “La firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi regionali e locali sugli atti di liquidazione e di accertamento è sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile, nel caso che gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati” (art.1, comma 87). Nonostante ciò, però, parte della giurisprudenza aveva ritenuto comunque necessaria la sottoscrizione degli atti. Ad esempio, la sentenza n. 648/40/07 del 12 ottobre 2007 della Commissione tributaria regionale del Lazio (Sez. Latina), affermava che tutti gli atti impositivi di applicazione dei tributi devono essere sempre e comunque firmati in forma autografa, in quanto tale obbligo sarebbe imposto “dai principi generali dell’ordinamento in tema di sottoscrizione degli atti amministrativi, mentre la normativa di cui al predetto comma 87 dell’art. 1 della Legge. n. 549/1997 sarebbe stata implicitamente abrogata dal sopravvenuto D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267(ossia il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali o, più brevemente, T.u.e.l.)”. Altra pronuncia, ancora, sosteneva che dovesse ritenersi addirittura inesistente l’atto sottoscritto con firma “a stampa”, spingendosi a ritenere essenziale per tutti i documenti – compresi quelli informatici – la firma autografa oppure quella digitale (si veda sentenza della Ctr Campania, sez. IX, n.55 del 12.03.2008). Alla luce di ciò, dunque, si possono comprendere le riserve in merito alla recente norma introdotta nell’ordinamento, la quale, tra l’altro, si rivolge indiscriminatamente a tutti gli atti tributari e non solo a quelli locali come in passato. In ogni modo, se così fosse dovrebbe ritenersi tacitamente abrogato l’art. 42, comma 3, del DPR 600/73 nella parte in cui sancisce la necessità della sottoscrizione dell’atto tributario a pena di nullità. Tale articolo, infatti, stabilisce che “l’accertamento è nullo se l’avviso non reca la sottoscrizione …” Occorre evidenziare, però, che ad un esame più approfondito dell’intera questione, l’uso del condizionale è sicuramente d’obbligo. Infatti, sempre nel decreto anti-crisi (precisamente al comma 8 dell’art. 15 del DL 79/2009) si specifica che “Con provvedimento dei Direttori della Agenzie fiscali e del Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono individuati gli atti di cui al comma 7”. Alla luce di quest’ultima disposizione, dunque, non è chiaro se in attesa del provvedimento richiesto la sottoscrizione del Dirigente rimanga necessaria oppure no.
Ciò che è certo è che, seppur l’informatizzazione dell’amministrazione non imponga la firma digitale per tutte le operazioni ma solo la sicura identificazione dei soggetti, non si può negare che la sottoscrizione del documento informatico con modalità semplificate è finalizzata a soddisfare esigenze di semplificazione del processo di formazione dei documenti amministrativi. In tale contesto normativo, diventa però sicuramente essenziale la diretta riferibilità della firma ad un funzionario responsabile della sua emanazione. È evidente, d’altronde, come lo stesso legislatore (si veda la disciplina relativa al Documento Informatico Tributario) affermi la necessità di un quid pluris in grado di fornire la certezza della provenienza del documento oltre alla non alterazione nel tempo. Tutto ciò al fine di garantire quella che è la funzione primaria dell’atto tributario e cioè rendere effettiva l’attuazione della norma ed, in ultima istanza, evitare le frodi. Affinché ciò si realizzi, è tuttavia necessario che la pretesa erariale sia formalizzata in atti chiari, comprensibili e sicuramente riferibili ad un funzionario responsabile della loro emanazione.
Precisazioni in merito da parte dell’Agenzia delle Entrate risultano sicuramente opportune.Avv. Matteo Sancesinfo@studiolegalesances.it
Scritto alle 12:45 nella Accertamento, Riscossione e notifiche | Permalink
Tag: accertamento, atti tributari, riscossione, sottoscrizione
Non ho capito tanto. Le legi fiscali non sono una materia che conosco molto. Soro grato a sentire di piu.
Scritto da: firma digitale | 12 marzo 2012 a 13:12