Source: https://www.metanonord.com/sportello-online/gas/normativa-gas/sicurezza-impianti-domestici/
Timestamp: 2020-08-12 15:14:55+00:00
Document Index: 37981582

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4']

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SICUREZZA IMPIANTI DOMESTICI
Nella presente sezione troverete un documento d’indirizzo sull’utilizzo delle più importanti norme CIG e la situazione completa del corpo normativo in elenchi specifici, aggiornata a Novembre 2003.
Norme europee siglate UNI-EN-CIG o UNI-EN-ISO-CIG; in quest’ultimo caso si tratta di norme ISO adottate dal CEN (Comitato Europeo di normazione).
Legge 6 dicembre 1971 n. 1083 “Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile”;
Legge 5 marzo 1990, n. 46 “Norme per la sicurezza degli impianti” e suoi decreti di attuazione;
D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447 “Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti;
D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392 “Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell’installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza;
D.P.R. 13 maggio 1998 n. 218 “Regolamento contenente disposizioni in materia di sicurezza degli impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico”;
La legge, oltre ad introdurre l’obbligo, per le società distributrici o produttrici, di “odorizzare il gas distribuito, (laddove lo stesso non possieda di per sé odore caratteristico e sufficiente), affinché possa esserne rilevata la presenza in ambiente, prima che possano essere raggiunte concentrazioni pericolose, (art. 2), stabilisce, all’articolo 1, che i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti,devono essere realizzati secondo le regole di buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza.
Tali lacune sono stati colmate dalla Legge 5 Marzo 90 n° 46
La Legge 46/90 ed i relativi Regolamenti di Attuazione (D.P.R. 447/1991, DPR 392/94 e DPR 218/98), rappresentano il vero momento di svolta, in campo nazionale, in tema di sicurezza degli impianti tecnici civili.
La legge, che rimedia a diverse delle lacune legislative esistenti prima della sua entrata in vigore, con visione innovativa, considera gli impianti nel loro insieme, in tutte le diverse fasi progettuali ed esecutive, definendo i ruoli ed i compiti specifici dei soggetti preposti: progettista, installatore, committente.
obbligo per il committente o il proprietario di affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti, ad imprese in possesso dei requisiti tecnico – professionali di cui al succitato art. 3 (art. 10 Legge 46/90);
La legge 46/90, all’art. 6, recita che “per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti” (ci riferiamo solo a quelli pertinenti al nostro settore) “di cui ai commi 1, lettere c) ed e)” è obbligatoria la redazione del progetto da parte di professionisti, iscritti negli albi professionali, nell’ambito delle rispettive competenze”.
La redazione del progetto deve essere affidata a un professionista iscritto all’albo professionale, nell’ambito delle proprie specifiche competenze, e deve riportare lo schema dell’impianto e le planimetrie, nonché una relazione tecnica sulla consistenza e tipo di intervento da realizzare, con particolare riguardo all’individuazione dei materiali e componenti da utilizzare ed alle misure di prevenzione e sicurezza da adottare.
Il D.P.R. 392/1994, “Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell’installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza”, introduce nuove modalità per la denuncia di inizio di attività da parte delle imprese abilitate alle attività di cui al titolo (art. 3), nonché nuovi criteri per l’effettuazione delle verifiche di cui all’art. 14, comma 1, della Legge 46/90 (art. 4).
Il D.P.R. 218/98 prevede che “gli impianti per il trasporto e l’utilizzazione del gas combustibile …, esistenti alla data di entrata in vigore della legge stessa” (Legge 46/90, ossia a partire dal 13 marzo1990) “dovranno rispondere ai requisiti di sicurezza, di cui all’art. 2, entro il 31 dicembre 1998” (art. 1, comma 1).
Per quanto riguarda, invece, le disposizioni legislative relative all’utilizzazione razionale dell’energia e al risparmio energetico si segnalano:
Legge 9 gennaio 1991, n. 10; Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.
DPR 26 Agosto 1993 n° 412; Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione. l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n° 10;
D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 551; Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 Agosto 1993 n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.
La Legge 10/91, come precedentemente accennato, in accordo con la politica energetica comunitaria, favorisce ed incentiva l’utilizzazione razionale dell’energia, il risparmio energetico nella produzione e nell’utilizzazione di manufatti, la riduzione dei consumi specifici nei processi produttivi, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, una più rapida sostituzione degli impianti nei settori a più elevata intensità energetica, al fine di migliorare i processi di trasformazione, ridurre i consumi, migliorare le condizioni di compatibilità ambientale e di qualità della vita.
La legge, anche se in modo marginale, considera alcuni aspetti, relativi alla sicurezza, che vengono maggiormente approfonditi nei regolamenti di esecuzione.
DPR 26 Agosto 1993 n° 412/93 e DPR 551/99 – Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione. l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n° 10, e successive modificazioni.
I decreti di attuazione della Legge 10/91, sono sostanzialmente diretti al contenimento dei consumi energetici ma, nel contempo, introducono alcune prescrizioni relative alla sicurezza degli impianti termici, a tutela della salute e dell’incolumità delle persone, estendendo, infine, il concetto della professionalità obbligatoria degli operatori del settore.
Il DPR 412/93, e successive modificazioni, che peraltro rimanda a numerose normative tecniche UNI per l’espletamento delle disposizioni in esso contenute, risulta molto articolato e coinvolge in modo particolare i progettisti del sistema edificio/impianto.
Esso, tra l’altro, individua le zone climatiche del territorio nazionale, stabilisce i limiti periodici di esercizio, determina la temperatura massima ammissibile negli ambienti, indica i metodi di calcolo del fabbisogno energetico e stabilisce il rendimento minimo dei generatori di calore.
Sempre il DPR 412/93, e successive modificazioni, individua il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto, prescrive la compilazione di un libretto (d’impianto o di centrale), impone la manutenzione periodica, stabilisce i controlli da effettuare ed individua i soggetti preposti al controllo, prevedendo, nel contempo, l’obbligo, per tali soggetti, di eseguire i controlli.
Relativamente ad alcuni punti rilevanti per il settore impiantistico del gas si ricorda che il DPR 412/93, e successive modificazioni, contiene prescrizioni relative alle caratteristiche ed alla tipologia dei generatori di calore che possono essere installati, alla ventilazione dei locali in cui possono essere installati apparecchi di tipo B (a camera di combustione aperta) ed all’evacuazione dei prodotti della combustione.
Per quanto riguarda in particolare l’evacuazione dei prodotti della combustione, si segnala che le prescrizioni introdotte, prevedono, per gli edifici costituiti da più unità immobiliari, l’obbligo di evacuare i fumi oltre il tetto dell’edificio, nei seguenti casi:
impianti termici individuali realizzati da singoli, previo distacco dall’impianto centralizzato.
Gli stessi Decreti sopraccitati, consentono invece l’evacuazione dei prodotti della combustione direttamente all’esterno a parete, con generatori di calore che, per valori di emissione nei prodotti della combustione appartengono alla classe meno inquinante prevista dalla norma UNI EN 297 “Caldaie di riscaldamento centralizzato alimentate a combustibili gassosi – Caldaie di tipo B11 e B11BS equipaggiate con bruciatore atmosferico, con portata termica nominale minore o uguale a 70 kW” , nei seguenti casi:
singole ristrutturazioni di impianti termici individuali esistenti, ubicati in stabili plurifamiliari, che non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili all’applicazione di apparecchi con combustione asservita da ventilatore;
nuove installazioni di impianti termici individuali in edificio assoggettato dalla legislazione nazionale o regionale vigente a categorie d’intervento di tipo conservativo, precedentemente mai dotato di alcun tipo di impianto termico, a condizione che non esista camino, canna fumaria o sistema di evacuazione dei prodotti della combustione funzionale ed idoneo, o comunque adeguabile allo scopo.
Una considerazione finale riguarda le prescrizioni relative alla ventilazione dei locali in cui sono installati generatori di calore a camera aperta (caldaie di tipo B). Il testo di legge prescrive l’obbligo di effettuare un’apertura di almeno 4000 cm2.
Allo stato attuale, comunque, ci risulta, che il decreto sia al giudizio della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, in forza di un ricorso avverso l’apertura di ventilazione di 4000 cm2.
Le disposizioni di Legge sin qui prese in esame sono supportate da diverse normative tecniche emanate sia in ambito nazionale, dall’Ente nazionale di unificazione (UNI), sia in ambito comunitario dal Comitato europeo di normazione (CEN).
Tra le norme più importanti ricordiamo quelle elaborate dal Comitato Italiano Gas (CIG) pubblicate dall’ UNI e recepite con Decreto ministeriale ai sensi della Legge 1083/71 precedentemente citata.
Nel 1972 fu pubblicata e recepita ai sensi della legge 1083 la prima edizione della norma.
Nel 1992 ne è stata invece emanata una nuova edizione, attualmente in vigore, recepita e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GURI) con il DM 21 Aprile 1993.
Nel dicembre 2001 l’UNI ha pubblicato il Testo Coordinato della norma UNI 7129 ” Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione – Progettazione, installazione e manutenzione”.
E’ la terza edizione della norma, che sostituisce la UNI 7129:1992 e i relativi aggiornamenti A1:1995 e A2:1997, che sono stati accorpati nel testo, così come le modifiche relative all’ex progetto di norma CIG E01.08.923.0 che secondo le nuove procedure dell’UNI non sono state emanate in un foglio di aggiornamento a sé stante, ma direttamente inserite nel testo coordinato.
La nuova edizione della norma non rappresenta una revisione globale della stessa bensì un suo riordino ed aggiornamento, limitatamente a quanto sopra segnalato; ovviamente, non è stata ancora recepita in GURI, in quanto tra la pubblicazione da parte dell’UNI e l’approvazione da parte del Ministero (ed il conseguente recepimento in Guri), intercorrono di solito, tempi procedurali non brevi .
La ventilazione naturale diretta può essere conseguita, nel modo più semplice, praticando una o più aperture nelle pareti perimetrali esterne; le aperture devono essere protette con idonee griglie.
La superficie netta dei fori deve essere di 6 cm2 per ogni kW di portata termica installata, con un minimo di 100 cm2; se le aperture vengono praticate in alto, la superficie minima richiesta deve essere maggiorata del 50%.
Relativamente all’evacuazione dell’aria viziata, ad esempio nel caso in cui il piano di cottura non disponga di una propria cappa per il convogliamento all’esterno dei vapori, la norma prevede la possibilità di utilizzare un elettroventilatore (aspiratore).
In questo caso però è necessario attenersi ad alcune ulteriori prescrizioni per evitare che il ventilatore possa mettere in depressione il locale dove è installato e così aspirare i prodotti della combustione di altri apparecchi alimentati a gas.
Nei casi dove ciò è consentito, sono prescritte le distanze di rispetto tra l’uscita dei fumi dal terminale e finestre, gronde, balconi, tubazioni, dal piano di calpestio etc…
UNI 10738 “Impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico preesistenti alla data del 13 marzo 1990 – Linee guida per la verifica delle caratteristiche funzionali”
La norma UNI 10738, ha lo scopo di fornire le linee guida per effettuare la verifica delle caratteristiche funzionali degli impianti a gas per uso domestico preesistenti alla data del 13 marzo 1990.
Essa si applica agli impianti per uso domestico alimentati a gas combustibile [sia gas naturale (metano), sia gas di petrolio liquefatto (GPL), sia gas manifatturato], comprendenti apparecchi con singola portata termica non maggiore di 35 kW (30 000 kcal/h) .
E’ stata inoltre emessa un'”errata corrige”, per rimediare ad un errore nell’appendice F della norma.
La norma definisce le caratteristiche costruttive e le modalità di prova dei vari tipi di tubo flessibile non metallico da impiegare per l’allacciamento dei punti di alimentazione del gas con gli apparecchi di utilizzazione di tipo domestico, a pressione di esercizio non maggiore di 0,1 bar.
I tubi flessibili previsti dalla norma sono idonei all’impiego per il convogliamento di gas combustibile della 1a, 2a e 3a famiglia, la loro lunghezza non può essere maggiore di 1,5 mt, non possono essere utilizzati per apparecchi da incasso, devono riportare la stampigliatura che certifichi la marcatura e la data di scadenza.
UNI 9891 “Tubi flessibili di acciaio inossidabile a parete continua per allacciamento di apparecchi a gas per uso domestico e similare”.
La norma stabilisce i requisiti costruttivi, i requisiti dimensionali ed i metodi di prova dei tubi flessibili di acciaio inossidabile a parete continua. Si applica ai tubi flessibili destinati all’allacciamento di apparecchi utilizzatori per uso domestico e similari, aventi portata termica nominale non maggiore di 35 kW, alimentati a gas manifatturato, gas naturale, gas di petrolio liquefatti a pressione di esercizio non maggiore di 0,1 bar. Lunghezza massima ammissibile 2 mt.
La UNI 7131 stabilisce i criteri per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti a GPL per uso domestico e similare non alimentati da rete di distribuzione, ivi compresa l’installazione e la sostituzione di bidoni di GPL impiegati presso le utenze servite.
Detti impianti possono essere alimentati o da un bidone di GPL singolo, o da più bidoni di GPL fra loro collegati, o da un deposito di GPL per uso domestico.
a) all’installazione o al rifacimento di impianti interni o di parte di essi (vedere nota 1 );
b) all’installazione di apparecchi utilizzatori di portata termica nominale Q n non maggiore di 35 kW (vedere nota 2);
In passato, gli organi legislativi comunitari procedevano all’emanazione di direttive che prevedevano l’ armonizzazione delle specifiche di fabbricazione dei prodotti che presentavano aspetti di potenziale pericolosità per gli utilizzatori o per l’ambiente, piuttosto che degli obblighi di prestazione.
La Risoluzione del Consiglio delle Comunità Europee del 7/5/1985, dava l’avvio alla strategia detta del “Nuovo Approccio”, che attua una vera e propria rivoluzione nella libera circolazione, delle merci e dei servizi nel mercato unico.
In questa nuova ottica, le istituzioni della Comunità si limitano ad armonizzare, per mezzo di direttive, i requisiti essenziali a cui devono rispondere i prodotti, in relazione alla sicurezza ed alla salute dei cittadini, protezione dei consumatori e tutela dell’ambiente.
Agli istituti di normazione europei – CEN, CENELEC ed ETSI – viene delegato il compito di stabilire, mediante norme definite “armonizzate”, le specifiche tecniche, nonché i requisiti e metodi di prova di cui gli operatori hanno bisogno per la progettazione e fabbricazione di prodotti conformi ai requisiti essenziali stabiliti dalle direttive.
Esaurita la premessa, relativamente all’impiantistica del settore gas citiamo di seguito alcune norme En recepite dall’Uni e già esistenti nella versione in lingua italiana, che sono citate nella sezione “Riferimenti normativi” della UNI 7129 – Terza edizione – Dicembre 2001.
La norma specifica i requisiti generali riguardanti la costruzione, le prestazioni e la sicurezza dei rubinetti a sfera ed a maschio conico con fondo chiuso.
Precisa inoltre i metodi di prova ed i requisiti di marcatura. Si applica ai rubinetti destinati agli impianti domestici e commerciali che non sono interrati direttamente, posti all’interno o all’esterno degli edifici, alimentati con gas della prima, seconda e terza famiglia (come specificato nella UNI EN 437).
UNI EN 1775 “Trasporto e distribuzione di gas – Tubazioni di gas negli edifici – Pressione massima di esercizio £ 5 bar – Raccomandazioni funzionali”
Tale norma elaborata dal Comitato tecnico CEN 234 ” Trasporto e distribuzione di gas “, porta non a caso per sottotitolo la dicitura “Raccomandazioni funzionali”; deve pertanto essere applicata tenendo conto delle disposizioni inerenti la progettazione e la realizzazione di tubazioni di gas negli edifici emanati dalle autorità comunali, regionali e nazionali dei singoli Paesi.
Relativamente al gruppo di norme per componenti e materiali di tenuta si deve indicare la UNI 8213 (dicembre 1987) “Depositi di gas di petrolio liquefatti per impianti centralizzati con serbatoi di capacità complessiva fino a 5 metri cubi. Progettazione, installazione ed esercizio”.
E’ una delle norme più datate ed è in via di revisione, per allinearla alle disposizioni del Ministero dell’Interno, relative alla prevenzione degli incendi. La UNI 9036 (novembre 1986) “Gruppi di misura con contatori volumetrici a pareti deformabili con pressione di esercizio minori o uguali a 40 mbar. Prescrizioni di installazione”, ha in corso di pubblicazione un FA 1, per allineare i suoi dettami alle innovazioni tecnologiche.
UNI 10640 (giugno 1997) – “Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale – Progettazione e verifica”;
UNI 10641 (giugno 1997) – “Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per apparecchi di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione – Progettazione e verifica”.
Ad esse va aggiunta l’importantissima norma UNI 10845 ” Sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas. Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione ed intubamento “, pubblicata nel febbraio dell’anno corrente.
Sul tema della normativa europea sui camini, sono in corso nell’ambito della direttiva sui prodotti da costruzione, (89/106 CEE) i lavori del CEN/TC 166, la cui segreteria è affidata all’UNI e la presidenza è italiana.
UNI 7140 (novembre 1993) e FA1 (aprile 1995) – “Apparecchi e gas per uso domestico. Tubi flessibili non metallici per allacciamento”;
UNI 7141 (gennaio 1991) – “Apparecchi a gas per uso domestico. Portagomma e fascette”;
UNI 7431 (novembre 1975) – “Regolatori di pressione per gas di petrolio liquefatti in bidoni per uso domestico – Termini e definizioni”;
UNI 7432 (novembre 1975) – “Regolatori di pressione per gas di petrolio liquefatti in bidoni per uso domestico – Prescrizioni di sicurezza”;
UNI 9891 (ottobre 1998) – “Tubi flessibili di acciaio inox a parete continua per l’allacciamento di apparecchi a gas per uso domestico e similare;
UNI 9892 (dicembre 1991) – Connessioni ad innesto rapido per accoppiamento con valvole per bidoni di GPL. Prescrizioni di sicurezza”.
UNI 10582 (dicembre 1996) – “Prodotti di gomma – Guarnizioni di tenuta di gomma vulcanizzata per tubi flessibili di allacciamento di apparecchi a gas per uso domestico”.
UNI EN 331 “Rubinetti a sfera ed a maschio conico con fondo chiuso a comando manuale, per impianti a gas negli edifici”, di cui sono partiti i lavori di aggiornamento.
UNI EN 751 (in tre parti) “Materiali di tenuta per giunzioni metalliche filettate a contatto con gas della 1 a , 2 a e 3 a famiglia e con acqua calda”.
Infine una norma per grandi componenti è la UNI 10284 (dicembre 1993) – “Giunti isolanti monoblocco 10 < DN < 80; PN 16”.
Norme “speciali”
Una categoria di norme che può essere definita “speciale” comprende norme di vario tipo che non rientrano nelle classificazioni precedenti: alcune riguardano la manutenzione, altre la determinazione dei rendimenti e le predisposizioni per le operazioni relative, una le verifiche delle caratteristiche funzionali degli impianti preesistenti all’entrata in vigore della Legge 46/90.
UNI 10389 (giugno 1994) – “Generatori di calore. Misurazione in opera del rendimento di combustione”, norma elaborata in collaborazione con il CTI;
UNI 10435 (giugno 1995) – “Impianti di combustione alimentati a gas con bruciatori ad aria soffiata di portata termica nominale maggiore di 35 kW. Controllo e manutenzione”;
UNI 10436 (giugno 1996) – “Caldaie a gas di portata termica nominale non maggiore di 35 kW. Controllo e manutenzione;
UNI 10738 (maggio 1998) – “Impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico preesistenti alla data del 13 marzo 1990- Linee guida per la verifica delle caratteristiche funzionali”.
La norma attua gli indirizzi stabiliti dal DPR 218 del 13 maggio 1998. Essa è relativa unicamente alla verifica della funzionalità dell’impianto controllato e consente in caso di esito positivo dei controlli di rilasciare una scheda attestante ciò.
Le norme elencate, afferenti la Legge 46/90, non sono state tutte approvate ai sensi della Legge 1083 del 6 dicembre 1971. Questo è il caso di tutte le pubblicazioni successive al primo semestre del 1995, con la sola eccezione, della UNI 10738.
Si verifica così il caso che per alcune norme il riferimento alla Legge 1083 è alle prime edizioni, già sostituite ed è a queste che si deve riferire la Magistratura, creando non pochi problemi interpretativi. Si sta cercando di porre rimedio a questa situazione e la situazione dovrebbe sbloccarsi al più presto con la pubblicazione del 19° decreto ministeriale di approvazione.
Rimane da ricordare la Guida per la compilazione degli allegati obbligatori alla dichiarazione di conformità. La guida presentata alla fiera Expocomfort del 1998 contiene una dettagliata informazione sui materiali e sui prodotti da indicare negli allegati e si è rivelata subito un utile strumento; purtroppo la rapida evoluzione normativa ha già reso necessario un aggiornamento dei riferimenti contenuti nel testo, necessità peraltro riscontrabile anche per diverse altre norme.
Altri progetti sono in corso di preparazione presso le Commissioni del CIG: per il maggiore stadio di avanzamento citiamo solo il progetto relativo all’installazione delle caldaie a condensazione e quello per i nastri radianti.
La legislazione tecnica nazionale si è aggiornata prendendo atto dei nuovi indirizzi normativi e di certificazione del 1990: la circolare 68 del Ministero dell’Interno è stata sostituita dal decreto del 12 aprile 1996 che detta le prescrizioni antincendio per gli impianti a gas di portata termica maggiore di 35 kW.
Rispetto alla vecchia circolare 68 il decreto ha definito, ampliandolo, il campo di applicazione, include inoltre gli impianti alimentati a GPL e fa riferimento all’obbligo della marcatura CE sugli apparecchi.
1 La parte di impianto compresa tra la valvola di intercettazione generale posta in uscita da un deposito per uso domestico ed il punto di inizio dell’impianto interno è trattata nelle UNI 9860, UNI 8827 e UNI 9036.
2 Per l’installazione di apparecchi utilizzatori aventi portata termica nominale Q n maggiore di 35 kW, nonché per la ventilazione dei locali e l’evacuazione dei prodotti della combustione relativi a detti apparecchi, la norma rimanda alle specifiche norme applicabili
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