Source: https://iusletter.com/archivio/anatocismo-vietato-dallordinamento-not-today/
Timestamp: 2020-05-27 09:59:00+00:00
Document Index: 1210809

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La Corte d’Appello di Torino si esprime sulla questione relativa all’immediata applicabilità dell’art. 120 comma 2 del T.U.B anche in assenza della delibera CICR e risponde alla domanda: l’art. 120 TUB – così come modificato dalla L. 147/2013 – ha introdotto un divieto di anatocismo nel nostro ordinamento giuridico?
La sentenza trae origine da un’azione giudiziale promossa da un’associazione di consumatori, la quale, dopo aver vittoriosamente esperito dinanzi al Tribunale di Cuneo l’azione inibitoria ex art. 140, comma 8, D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, instaurava il successivo giudizio di merito. Il Tribunale di Cuneo capovolgeva l’esito dell’azione cautelare e, pertanto, l’associazione di consumatori decideva di proporre appello avverso la sentenza che aveva dichiarato l’inefficacia del provvedimento inibitorio.
I punti fondamentali della sentenza sono due.
In primo luogo, secondo la Corte d’Appello di Torino, il nuovo art. 120 T.U.B. non introduce necessariamente un generalizzato divieto di anatocismo.
Infatti, è vero che il nuovo art. 120 delega al CICR il solo compito di stabilire “modalità e criteri per la produzione di interessi” nelle operazioni bancarie, dimostrando così di riferirsi ai soli interessi “semplici”. Tuttavia, è altrettanto vero che la norma medesima afferma espressamente che gli interessi “capitalizzati” non possono produrre ulteriori interessi i quali, nelle successive operazioni, vanno calcolati soltanto sulla sorte: il che significa — in contrasto con la previsione di cui al punto precedente — che è lo stesso legislatore a stabilire una “prima” possibile e quindi lecita capitalizzazione degli interessi.
In secondo luogo, la Corte d’Appello esclude che l’art. 120, comma 2, del T.U.B., possa essere applicato in assenza della preventiva adozione della delibera CICR e che il medesimo abbia carattere immediatamente precettivo. Infatti, la delibera è indispensabile al fine di concretizzare il precetto normativo posto dalla fonte primaria.
A conferma di ciò, la Corte territoriale richiama la tecnica bancaria usata in precedenza in tema di anatocismo: la precedente modifica apportata all’art. 120 TUB, ad opera del D.lgs. 342/1999, subordinava la concreta operatività della nuova disciplina alla preventiva adozione della delibera CICR e non vi è, quindi, ragione perché non debba avvenire anche per la modifica introdotta dalla L 147/2013.
“Consentire agli operatori bancari di procedere direttamente all’applicazione del divieto di anatocismo nei contratti con gli utenti significherebbe attribuire ai singoli istituti il potere di sostituirsi al CICR e consentire (…) soluzioni foriere di disparità di trattamento con presumibile proliferare di contenzioso”.
In conclusione, sino alla emanazione della delibera CICR da adottare in attuazione della novella del 2013 (mai intervenuta), deve considerarsi ultra-attiva la previgente delibera CICR del 9 febbraio 2000.
Corte d’Appello di Torino, 20 marzo 2019, n. 509/2019