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Timestamp: 2020-04-05 00:55:54+00:00
Document Index: 131180336

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 100']

Università Agraria Vivaro Romano - Statuto
Pubblicato Mercoledì, 26 Gennaio 2011 15:36 | Scritto da Valter | | | Visite: 6111
UNIVERSITA’ AGRARIA DI VIVARO ROMANO
L’Università Agraria di Vivaro Romano, ente pubblico non economico con personalità giuridica ai sensi della legge 4 Agosto 1894 n 397 e successive modificazioni, cura e tutela la promozione e lo sviluppo della comunità che la costituisce.
Scopi dell’Università sono:
1. Il godimento in natura dei prodotti della terra o dell’esercizio della semina.
2. Il diritto di pascolo e legnatico sulle terre di proprietà o di quelle ricevute in enfiteusi o su
quante altre comunque pervenute e gestite dall’Ente.
3. La promozione in generale dei valori culturali, sociali, ed economici, nonché quelli che co-
stituiscono il suo patrimonio di storia e di tradizioni, operando affinché conservi nel proces-
so di sviluppo e rinnovamento, i valori più elevati, esprimendo l’identità originaria ed i ca-
ratteri distintivi propri della società civile che la compone.
4. La tutela delle risorse ambientali e naturali che ne caratterizzano il territorio, assumendo
tutte le iniziative per renderle fruibili dagli aventi diritto. E’ direttamente interessata alla
conservazione del patrimonio boschivo e agricolo in genere nonché faunistico: promuove la
adozione di moderne tecniche silvicole, di coltivazione e di rinnovamento anche ai fini del-
lo sviluppo occupazionale, dell’imprenditoria locale e dello sviluppo turistico. E’ altresì di-
rettamente interessata alla difesa del suolo, alla regolazione dei corsi d’acqua e per le inizia-
tive da intraprendersi sul suo territorio emette pareri in conformità alle vigenti disposizioni in
5. L’Amministrazione dei propri beni e della propria azienda. Può chiedere alle competenti
autorità la definizione di aziende faunistico venatorie o limitazione nell’esercizio della
caccia, nella raccolta dei funghi o tartufi o prodotti del bosco o quant’altro ritenesse neces-
sario a beneficio degli utenti, con appositi regolamenti che determinano le modalità ed i
termini delle suddette limitazioni in ottemperanza alle leggi regionali e dello Stato.
6. Il miglioramento costante del proprio territorio.
7. Può promuovere giudizi, con le modalità fissate nei successivi capoversi, per il raggiungi-
mento o la tutela dei propri interessi e di quelli degli associati. ed il raggiungimento degli
scopi come qui definiti.
Il presente Statuto è l’atto fondamentale che garantisce e regola l’esercizio della autonomia normativa ed organizzativa nell’ambito dei principi fissati dalle Leggi. Determina l’ordinamento generale e ne indirizza e regolamenta i procedimenti e gli atti secondo il principio della legalità e della trasparenza.
1) Sono utenti tutti i cittadini italiani inseriti nelle lista elettorali e residenti nel comune di Vivaro Romano
2) Lo status di utente si perde:
a) quando non si ha più la residenza nel comune di Vivaro Romano;
b) per mancato pagamento dei corrispettivi dovuti per l’esercizio degli usi, per un periodo
superiore all’anno, previa messa in mora mediante lettera raccomandata all’interessato;
c) in caso di condanna in primo grado per delitti nei confronti dell’ambiente o di altri uten-
ti dell’Università puniti con pene non oblabili
3) Perdono altresì lo status di utente gli amministratori condannati in primo grado per delitti
contro l’Università Agraria.
Elezione ed Organi
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Universitario si svolgono con le modalità stabilite dalla legge 25-3-1993 n. 81 e successive modificazioni e integrazioni.
L’elettorato attivo è concesso a tutti gli utenti, così definiti nell’art. 3, iscritti nelle liste del Comune di Vivaro Romano, aggiornate alla data delle elezioni.
Sono eleggibili a Consigliere Universitario tutti gli utenti, così come definiti all’art. 3, iscritti nelle liste elettorali del Comune di Vivaro Romano alla data della Pubblicazione del decreto del Presidente della Giunta Regionale che indice le elezioni.
Sono altresì ineleggibili e se eletti decadono:
1) I ministri di culto che esercitano il loro ministero nell’ambito del territorio comunale;
2) I funzionari, dipendenti e membri elettivi del Comune di Vivaro Romano, Provincia, Re-
gione e Comunità Montana o che comunque hanno rapporti di vigilanza con l’Università.
3) I dipendenti, salariati, consulenti dell’Università;
4) Coloro che hanno il maneggio del denaro dell’Università Agraria e non ne hanno ancora
reso il conto;
5) Coloro che hanno liti pendenti con l’Università Agraria;
6) Gli amministratori universitari dichiarati responsabili in via giurisdizionale;
7) I magistrati aventi giurisdizioni su Vivaro Romano;
8) Coloro che hanno perduto la qualifica di utente.
Il Presidente uscente provvederà entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi, alla formazione della lista, in triplice esemplare comprendente i cittadini in possesso dei requisiti di cui all’art. 6.
Tale lista, autenticata dal Presidente e dal Segretario, dovrà rimanere depositata nell’ufficio dell’Ente per un periodo di giorni otto durante il quale potrà essere proposto, da parte dei cittadini, aventi i requisiti di cui all’art. 1 della legge 17 Aprile 1957 n 278, ricorso al Presidente avverso le iscrizioni o le omissioni nelle liste predette. Dell’avvenuto deposito delle liste il Presidente uscente ne darà tempestiva comunicazione al pubblico a mezzo di apposito avviso.
Il Presidente uscente dà avviso agli elettori dell’avvenuto fissazione della data delle elezioni, con manifesto da pubblicarsi 45 giorni prima di tale data indicando il giorno e il luogo della riunione.
Il Presidente uscente, se necessario di concerto con il sindaco, provvederà a far recapitare al domicilio di ciascun elettore il certificato elettorale contenente la indicazione del giorno ora e luogo di votazione. La distribuzione deve essere ultimata entro il quinto giorno antecedente a quello delle elezioni. Le operazioni si svolgeranno dalle ore 14 del giorno antecedente le votazioni e dovranno essere concluse entro le ore 16 dello stesso giorno. L’espressione del voto dovrà essere esercitata dalle ore 8 alle ore 22 del giorno indicato dal Presidente della Giunta Regionale
E’ istituito un unico seggio elettorale nel quale è costituito un Ufficio elettorale composto da un Presidente, da due scrutatori e da u segretario, questi ultimi scelti fra gli elettori che sappiano leggere e scrivere. Il Presidente è nominato dal Presidente della Giunta Regionale e verrà scelto tra le persone in possesso almeno del titolo di scuola media superiore. Gli scrutatori saranno nominati dal consiglio universitario in apposita seduta da tenersi almeno otto giorni prima della data fissata per le elezioni.
Il Segretario del seggio è scelto prima dell’insediamento dell’Ufficio Elettorale dal Presidente di esso tra i cittadini che risultino utenti e che siano almeno in possesso di titolo di scuola media superiore.
1) La lista dei candidati con nome e cognome, data e luogo di nascita va presentata alla segreteria dell’Ente nel periodo che va dalle ore 8,00 del 30° giorno alle ore 12,00 del 29° giorno antecedente la data delle elezioni.
2) Tale lista deve essere corredata di:
a) Dichiarazione da parte del Presidente di collegamento con la Lista presentata per
l’elezione del Consiglio di Amministrazione;
b) Dichiarazione di accettazione alla carica di Presidente e di consigliere, autenticate nelle
L’elezione dei consiglieri si effettua col sistema maggioritario contestualmente alla elezione del Presidente. Ciascuna candidatura alla carica di Presidente è collegata ad una lista di candidati alla carica di Consigliere comprendente un numero di canditati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quarti. Nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai tre quarti. Nella scheda è indicato nell’apposito spazio il candidato alla carica di Presidente. Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di Presidente segnando il relativo contrassegno. Può altresì esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di Consigliere compreso nella lista collegata al candidato di Presidente prescelto, scrivendone il cognome nell’apposita riga stampata.
E’ proclamato eletto il candidato alla carica che ha ottenuto il maggior numero di voti.
In caso di parità di voti viene eletto il più anziano di età. A ciascuna lista di candidati alla carica di Consigliere si intendono attribuiti tanti voti quanti sono i voti conseguiti dal candidato alla carica di Presidente ad essa collegato.
Alla lista collegata alla carica di Presidente che ha riportato il maggior numero di voti sono attribuiti due terzi dei seggi assegnati al Consiglio, con arrotondamenti all’unità superiore qualora il numero dei Consiglieri da comprendere nella lista contenga una cifra decimale superiore a cinquanta.
I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste. A tal fine si divide la cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1,2,3,4 .......sino a concorrenza del numero dei seggi da assegnare disponendoli in una graduatoria decrescente.
Ciascuna lista ottiene tanti seggi quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali, il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale, e, a parità di quest’ultima per sorteggio.
Nell’ambito di ogni lista i candidati sono proclamati eletti Consiglieri secondo l’ordine delle rispettive cifre individuali.
A parità di cifra sono proclamati eletti i candidati che precedono nell’ordine di lista. Il primo seggio spettante a ciascuna lista di minoranza è attribuito al candidato alla carica di presidente della lista medesima.
Ove sia stata ammessa a votare una sola lista si intendono eletti i candidati che abbiano riportato un numero di voti validi non inferiore al 20% dei votanti purché il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50% degli elettori iscritti nelle liste elettorali. Qualora il numero dei votanti non abbia raggiunto la percentuale di cui al comma precedente, l’elezione è nulla.
Terminate le operazioni di votazione, il presidente da inizio alle operazioni pubbliche di scrutinio secondo le norme sulla legge elettorale per i comuni inferiori ai 15.000 abitanti.
La proclamazione degli eletti è fatta dal presidente della sezione. Sono eletti i candidati che hanno riportato il maggior numero di voti ed a parità di voti il maggiore di età.
Per tutto quanto non previsto dai precedenti commi si applicano le vigenti norme elettorali per le amministrazioni comunali con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.
Gli organi elettivi dell’Università Agraria sono il Consiglio, ed il Presidente.
Il Consiglio Universitario è composto dal presidente, e da dodici consiglieri e dura in carica per quattro anni.
Il Consiglio è il massimo organo di indirizzo e di controllo politico Amministrativo della Università Agraria.
La competenza del consiglio è relativa ai seguenti atti fondamentali:
1. Lo Statuto dell’Ente
2. I regolamenti compreso quello riferito all’ordinamento degli uffici e dei servizi
3. I programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari ed i programmi
di opere pubbliche rilevanti, il bilancio universitario, annuale e programmatico, le relative
variazioni ed il conto consuntivo
4. La disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale, la relativa pianta or-
ganica e le sue variazioni.
5. L’istituzione, l’ordinamento e la disciplina generale dei rimborsi spese dovuti dagli utenti
e le tariffe per la fruizione dei beni e servizi.
6. La contrazione di mutui
7. Le Spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi
8. La nomina, la designazione e la revoca dei propri rappresentanti presso enti, consorzi o
9. La partecipazione a consorzi o cooperative
10. Affidamento di incarichi di consulenza professionale ivi incluso il mandato alle liti
11. La determinazione dell’appalto di opere pubbliche e del metodo di espletamento dello
12. La messa a taglio ed alienazione di materiale legnoso derivante dai boschi cedui di
proprietà dell’Università Agraria.
13. Le alienazioni di beni di proprietà dell’ente ovvero l’adozione di deliberazioni che hanno
per oggetto l’acquisto, la perdita, ovvero la modificazione di diritti reali. Le deliberazioni
in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d’ur-
genza da altri organi dell’Ente, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottopor
re a ratifica del Consiglio di Amministrazione nei sessanta giorni successivi, pena la deca-
La convocazione del Consiglio di Amministrazione viene effettuata dal Presidente con avvisi scritti, da consegnarsi a domicilio ed in ogni caso in termine non superiore a 5 giorni prima dell’adunanza, inserendo nell’ordine del giorno le questioni richieste.
La consegna deve risultare da dichiarazione del Messo Universitario o Comunale, ovvero in loro assenza, da colui incaricato alla consegna degli avvisi, con apposito atto deliberativo.
E’ parimenti ammessa la trasmissione degli avvisi mediante raccomandata A.R., in tal caso la spedizione degli avvisi deve essere effettuata almeno 8 giorni prima.
L’avviso per le sessioni ordinarie, con l’elenco degli oggetti da trattarsi, deve essere consegnato ai Consiglieri almeno 5 giorni prima e, per le altre sessioni, almeno 3 giorni prima di quello stabilito per la prima adunanza.
Tuttavia nei casi di urgenza, basta che l’avviso, con il relativo elenco, sia consegnato 24 ore prima, ma in questo caso, quante volte la maggioranza dei Consiglieri presenti lo richieda, ogni deliberazione deve essere riferita alla seduta seguente.
Altrettanto resta stabilito per gli elenchi di oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già inscritti all’ordine del giorno di una determinata seduta.
L’elenco degli oggetti da trattarsi in ciascuna sessione ordinaria o straordinaria del Consiglio di Amministrazione, deve, sotto la responsabilità del Segretario, essere pubblicato nell’Albo Pretorio almeno il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza.
Il Consiglio di Amministrazione non può deliberare se non sono intervenuti la metà del numero dei Consiglieri assegnati; per la seconda convocazione, che avrà luogo in altro giorno, le deliberazioni sono valide purché intervengano almeno 4 Consiglieri.
Le proposte si intendono approvate quando hanno riportato il voto favorevole della metà più uno dei Consiglieri presenti e votanti fatte salve diverse disposizioni di legge.
Nel caso siano introdotte proposte, che non erano all’ordine del giorno di prima convocazione, queste non possono essere poste in deliberazione se non 24 ore dopo averne dato avviso a tutti i Consiglieri.
Le sedute del Consiglio di Amministrazione sono pubbliche, salvo i casi previsti dal Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio stesso.
Il verbale della seduta, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, deve essere riletto nella seduta successiva e di ciò va fatta menzione nel verbale della seduta successiva.
Non devono votare, e se votano il loro voto è nullo, i Consiglieri che abbiano interessi patrimoniali in una specifica deliberazione, tale divieto è esteso anche, qualora l’interesse patrimoniale per la suddetta delibera coinvolga parenti, ascendenti o discendenti, affini o collaterali entro il secondo grado.
Qualora il voto esercitato, in violazione del suindicato divieto, sia stato determinante ai fini della sua approvazione, la deliberazione è nulla di diritto.
Il Consiglio per particolari esigenze, ed a suo insindacabile giudizio e con deliberazioni assunte a maggioranza assoluta, può conferire a Consiglieri deleghe su particolari argomenti.
La delega conferita non può avere contenuto patrimoniale e, comunque in nessun caso, comportare impegni di spesa a meno che la stessa non sia stata oggetto di deliberazione del Consiglio e l’attività del Consigliere, sia di mera vigilanza attuativa del deliberato consigliare.
In ogni caso l’attività delegata deve essere oggetto di relazione scritta al Consiglio che la recepisce nei propri verbali.
Il Consiglio di Amministrazione si riunisce in seduta ordinaria due volte l’anno:
- per l’approvazione del Bilancio di Previsione;
- per l’approvazione del Conto Consuntivo dell’esercizio precedente.
Ai Consiglieri, può essere concessa una indennità di presenza, deliberata dal Consiglio di Amministrazione in sede di approvazione del Bilancio di Previsione, nei limiti di quanto previsto dall’art. 3 della Legge 25 marzo 1993, n° 81.
Il Consigliere ha diritto a visionare tutti gli atti e libri dell’Università Agraria o che con la stessa abbiano stretta attinenza.
Se nel corso della durata del Consiglio il Consigliere perde la qualifica di utente, decade automaticamente dalla qualifica di Consigliere.
Qualora nel corso del quadriennio venga meno per qualunque motivo la metà dei Consiglieri più uno l’intero Consiglio è dimissionario e deve indire nuove elezioni.
Tutte le deliberazioni prese in violazione del primo comma sono nulle ed i Consiglieri rispondono personalmente dei danni patrimoniali cagionati all’Ente per le su indicate violazioni.
Il Presidente, nomina i componenti della Giunta Esecutiva tra cui il Vice Presidente, e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla sua elezione.
La Giunta Esecutiva è composta dal Presidente e da due Assessori
Ai componenti della Giunta Esecutiva può essere concessa una indennità di presenza, deliberata dal Consiglio di Amministrazione in sede di approvazione del Bilancio di Previsione, nei limiti di quanto previsto dall’art. 3 della Legge 25 marzo 1993, n. 81.
La Giunta Esecutiva collabora con il Presidente nella amministrazione della Università Agraria ed opera attraverso deliberazioni collegiali. Alla stessa competono tutti gli atti amministrativi che, dalla Legge e dal presente Statuto; non siano riservati al Consiglio di Amministrazione ed al Segretario.
Riferisce annualmente al Consiglio di Amministrazione sulla propria attività ne attua gli indirizzi generali e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso.
Alla Giunta esecutiva in particolare vengono attribuiti i seguenti compiti:
* assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con organi di partecipazione;
* formula le previsioni di bilancio, i programmi e gli indirizzi generali da sottoporre al Consiglio di Amministrazione , approva lo schema di Bilancio Preventivo e la relazione finale del Conto Consuntivo;
* predispone e promuove al Consiglio di Amministrazione i regolamenti previsti dalle leggi e dallo Statuto;
* approva i progetti esecutivi, i disegni attuativi dei programmi, le linee-obiettivo degli indirizzi deliberati dal Consiglio e tutti i provvedimenti che costituiscono impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e non espressamente assegnati alla competenza del Consiglio di Amministrazione.
* approva le deliberazioni che precedono la stipulazione di contratti;
* approva i ruoli di contribuzione;
* stabilisce l’orario di servizio dei dipendenti nel rispetto delle norme contrattuali previo parere del Segretario;
* fissa, ai sensi del regolamento e di accordi decentrati, i parametri, gli standard ed i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell’apparato.
Nel caso di assenza del Presidente la Giunta Esecutiva è presieduta dall’Assessore al quali il Presidente abbia conferito l’incarico di Vice Presidente.
Le sedute della Giunta Esecutiva sono pubbliche ed alle medesime possono partecipare, senza diritto di voto, i Consiglieri, esperti, tecnici, e funzionari invitati, da chi presiede, a riferire su particolari problemi.
* per revoca da parte del Presidente;
* per il verificarsi di uno degli impedimenti, delle incompatibilità o delle incapacità previste dallo Statuto;
* per il mancato intervento a tre sedute consecutive della Giunta Esecutiva senza giustificato motivo.
In sede di prima applicazione la nomina della Giunta verrà effettuata subito dopo l’approvazione del presente Statuto.
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Università Agraria, sovrintende al funzionamento degli uffici e dei servizi nonché alla esecuzione degli atti.
1. Direzione unitaria e coordinamento dell’attività politica e amministrativa dell’Università Agraria.
2. Impartisce direttive generali al Segretario in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza dell’intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi.
3. Nomina i rappresentanti dell’Ente presso le altre istituzioni quando non provvede il Consiglio sentiti i capigruppo consiliari.
4. Promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici e servizi svolgano la loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio.
5. Adotta i provvedimenti disciplinari per il personale non assegnati per regolamento al Segretario.
6. Adotta ordinanze ordinatorie.
7. Compie gli atti conservativi dei diritti dell’Ente.
8. Stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute e dispone la convocazione del Consiglio.
9. Riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio.
10. Ha il diritto-dovere di vigilare sull’integrità territoriale ed è responsabile della mancata riscossione dei canoni, censi o livelli.
11. E’ responsabile delle omesse segnalazioni al CORECO in caso di mancata approvazione o presentazione al Bilancio ed ha il diritto-dovere di chiedere la nomina di Commissari\o ad Acta alla competente superiore autorità.
12. E’ personalmente responsabile dell’equilibrio economico-finanziario della gestione universitaria.
Al Presidente può essere concessa un’indennità mensile, deliberata dal Consiglio di Amministrazione in sede di approvazione di Bilancio di Previsione, non superiore, in ogni caso, a quanto previsto dall’art. 31 della Legge n° 81 del 25 marzo 1993, con riferimento ai Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti.
In sede di prima applicazione l’attribuzione dell’indennità di carica, prevista nel presente articolo, e le indennità di presenza, previste negli artt. 20 e 22 del presente Statuto, possono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione successivamente all’entrata in vigore del presente Statuto con deliberazione nella quale si dia espressamente atto della sussistenza della compatibilità economica e della copertura finanziaria.
Il Presidente decade per la perdita della qualifica di utente o per decadenza del Consiglio.
I Consiglieri hanno diritto di iniziativa e di controllo su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio.
Hanno il diritto di presentare mozioni, interrogazioni, interpellanze secondo i modi e le forme stabiliti dal regolamento.
Il Consigliere anziano è il Consigliere universitario che ha riportato più voti al momento delle elezioni del Consiglio.
Il Consigliere universitario decade dalla carica con la perdita della qualifica di utente o per mancato intervento senza giustificato motivo a più di tre adunanze per anno.
Le dimissioni dei Consiglieri vanno rassegnate per iscritto ed indirizzate al Presidente.
Il Segretario Universitario dipende funzionalmente dal Presidente e lo coadiuva nell’attuazione delle direttive nel rispetto delle quali:
1. Sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dipendenti e ne coordina l’attività.
2. Cura l’attuazione dei provvedimenti.
3. Provvede all’istruttoria delle deliberazioni ed ai relativi atti esecutivi.
4. Partecipa alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la fedele stesura dei verbali.
Nell’ambito delle proprie competenze provvede autonomamente alla gestione amministrativa e svolge attività consultiva di sovraintendenza, direzione e coordinamento, nonché di legalità e garanzia.
E’ preposto, e quindi come tale è responsabile, del buon andamento sia dei settori che dei servizi e degli uffici o di specifici programmi o progetti ad essi affidati ed è dotato di podestà autonoma di scelta dei procedimenti e delle metodologie tipizzati dalle norme.
Adotta atti interni di carattere organizzativo gestionale o anche generali ed a rilevanza esterna sia negoziali che a contenuto vincolato, neutri e necessitati che in via esemplificativa si indicano:
1. ordinazione di beni e servizi nei limiti degli impegni adottati con deliberazione del Consiglio o della Giunta;
2. liquidazione di spese regolarmente ordinate;
3. emanazione e sottoscrizione di provvedimenti autorizzativi tipici necessitati, anche a rilevanza esterna;
4. predisposizione di proposte e di programmi e loro articolazione in progetti sulla base delle direttive ricevute dal Consiglio o dalla Giunta;
5. organizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi specifici;
6. adozione e sottoscrizione di tutti gli atti e provvedimenti per i quali abbia ricevuto delega;
7. sottoscrizione dei mandati di pagamento e di reversali di incasso;
8. liquidazione dei compensi di indennità al personale già previsti e determinati per legge o regolamento;
9. cura le fasi istruttorie delle deliberazioni e dei provvedimenti che dovranno essere adottate dagli organi rappresentativi;
10. promuove le azioni disciplinari ai propri sottoposti e adotta i provvedimenti necessari, fino alla sospensione, e propone al Consiglio i provvedimenti disciplinari di sua competenza;
11. cura, in conformità alle direttive del Presidente, l’attuazione delle deliberazioni e dei provvedimenti esecutivi ed esecutori;
12. adotta i provvedimenti necessari per l’accettazione e lo svincolo delle cauzioni;
13. assiste il Revisore dei Conti fornendo tutto il materiale necessario alla redazione della relazione.
1. Partecipa a commissioni di studio e di lavoro interne all’Ente e, con l’autorizzazione del Presidente, esterne allo stesso.
2. Esprime, di propria iniziativa o su richiesta, pareri e formula consulenze propositive al Consiglio e alla Giunta, in ordine alle aree di intervento ed alle attività da promuovere con criteri di priorità.
1. Esercita funzioni di iniziativa, coordinamento, direttiva e controllo nei confronti di uffici e servizi.
2. Autorizza missioni del personale.
3. Autorizza le prestazioni straordinarie del personale.
4. Esercita il potere sostitutivo nei casi d accertata inefficienza ed inefficacia della specifica attività gestionale dei livelli sottordinati.
5. Esercita la vigilanza ed il controllo di tutte le attività di gestione amministrativa dell’Università Agraria e pone in essere strumenti di controllo di gestione.
6. Emana direttive e ordini di servizio nell’ambito delle sue responsabilità.
7. Concorre alla determinazione degli indicatori di efficienza ed efficacia per la verifica dei risultati.
1. Formula e sottoscrive, sotto la propria responsabilità, i pareri di legittimità da inserire nelle deliberazioni di cui cura la verbalizzazione.
2. Trasmette al CORECO le deliberazioni del Consiglio.
3. Presiede l’Ufficio universitario per le elezioni.
4. Rilascia documenti, notizie, permessi di accesso e ogni altra informazione ai sensi delle vigenti disposizioni sulla trasparenza amministrativa.
5. Riceve le dimissioni del Presidente.
Il Segretario è responsabile della correttezza amministrativa e dell’efficienza della gestione dell’Università nonché dell’osservanza del regolamento approvato dal Consiglio.
Il Segretario deve essere in possesso almeno del titolo di laurea in Giurisprudenza, Scienze Economiche o equipollenti o deve aver svolto mansioni di impiegato Comunale o segretario di altra U.A. almeno per un quinquennio. In tale ultimo caso il titolo di studio potrà essere di scuola media superiore.
La carica di Segretario è incompatibile con qualsiasi altro rapporto di lavoro dipendente ivi incluso quello in essere con la Pubblica Amministrazione in genere.
Non può essere nominato Segretario, e se nominato decade di diritto, chiunque abbia svolto nel triennio precedente attività di vigilanza sull’Università Agraria o sia stato dipendente Regionale, ivi incluso il Coreco, Provinciale, Comunale o della Comunità Montana, USL, o Revisore dei Conti presso i predetti Enti o abbia ricoperto presso i suddetti Enti cariche elettive.
I servizi pubblici esercitabili dall’Università Agraria rivolti alla produzione di beni ed attività per la realizzazione di fini sociali, economici e civili possono essere riservati in via esclusiva all’Amministrazione o svolti in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati.
Per lo svolgimento coordinato di determinate funzioni e servizi l’amministrazione Universitaria può stipulare apposite convenzioni, od accordi di programma, con la Provincia, il Comune, la Comunità Montana, con Istituti di Pubblica Istruzione, Università, Istituti di Ricerca, con Cooperative di utenti o la cui maggioranza sia costituita da utenti.
La convenzione, determinata per iscritto, è sottoposta all’approvazione del Consiglio che delibera a maggioranza assoluta.
Per la gestione associata di uno o più servizi, l’Università Agraria può costituire con altre Università Agrarie, Amministrazioni separate di beni civici, o altri enti locali in genere, consorzi secondo le vigenti disposizioni.
Anche in tal caso per la delibera di Consiglio è richiesta la maggioranza assoluta.
Colture in compartecipazione
Al fine di favorire lo sviluppo agro silvo, zootecnico, forestale del territorio amministrato, l’Ente può effettuare semina od altre attività agrarie, in compartecipazione con gli utenti a condizione che il Consiglio adotti un piano quinquennale le cui condizioni non possono essere mutate nel corso del periodo di piano.
Per tutti gli atti e documenti dell’Università Agraria si osservano le norme sul diritto di accesso ed all’informazione per la Pubblica Amministrazione.
Nessun atto, che abbia relazione con il richiedente può essere rifiutato.
E’ riconosciuto agli utenti che rappresentino un terzo degli iscritti nelle liste elettorali in quel momento, proporre all’attenzione del Consiglio argomenti, proposte di normative, contratti e quanto altro ritenuto necessario al buon funzionamento dell’Università, con la sola esclusione dell’alienazione od affrancazione di terreni o dell’ammontare dei livelli, dei censi e dei canoni o della loro riscossione coatta.
Il Consiglio, nella persona del Presidente, ha l’obbligo, entro 30 giorni dal ricevimento della proposta, di porla all’ordine del giorno del Consiglio che deve deliberare.
Tutte le pratiche devono trovare risposta scritta all’utente entro e non oltre 30 giorni dal loro ricevimento.
Qualora la pratica non abbia potuto trovare la sua conclusione entro tale termine, è fatto obbligo agli uffici dell’Università di motivare il ritardo e lo stato della pratica indicando altresì in maniera tassativa il termine entro il quale se ne prevede la conclusione.
Nell’ambito e nei limiti imposti dalle leggi l’Università Agraria ha una propria autonomia finanziaria fondata sulla certezza di risorse proprie e trasferite.
L’Ente è dotato di autonoma potestà impositiva nella fissazione dei censi, tariffe, livelli e canoni, secondo principi di equità tenuto comunque conto della situazione di mercato.
La finanza dell’Università’ Agraria è costituita da:
1. Corrispettivi per gli usi consentiti.
2. Corrispettivi per servizi individuali.
3. Entrate di natura patrimoniale.
4. Trasferimenti da CEE, Regione, Provincia, Comune, Comunità Montana.
5. Risorse per investimenti.
6. Altre entrate.
Non possono essere stipulati contratti di consulenza o prestazione d’opera con coloro che svolgano o abbiano svolto nell’ultimo quinquennio un ruolo di vigilanza sull’Università in qualità anche di solo dipendente degli organi centrali o periferici della Regione, Provincia, Comune, Comunità Montana, USL.
Tale divieto è esteso ai Consiglieri ed al Presidente dell’Ente del periodo precedente.
I suindicati divieti sono estesi agli affini, ascendenti e discendenti di primo grado di coloro che sono stati individuati nei precedenti commi.
I contratti di consulenza devono essere stipulati preferibilmente con professionisti iscritti negli appositi albi professionali.
Solo se la materia non è oggetto di attività protetta dagli albi professionali, l’incarico può essere conferito a coloro che sono designati dal Consiglio.
La liquidazione delle parcelle avviene sempre previa vidimazione degli ordini professionali.
Negli altri casi non si può dar luogo ad incarico se non sulla base di un preventivo scritto ed approvato dal Consiglio.
Gli articoli 28 e 35 fanno salvi i diritti acquisiti alla data dell’entrata in vigore del presente Statuto.
Di tali diritti acquisiti il Presidente ne curerà l’inventario che sarà inserito nel primo verbale di Consiglio utile.
L’ordinamento finanziario e contabile dell’Università Agraria si conforma alle disposizioni di legge vigenti in materia di contabilità degli enti locali ed in particolare, per le parti mancanti, a quelle relative alla contabilità dei Comuni le cui dimensioni sono analoghe al Comune di Vivaro Romano.
Il bilancio di previsione per l’anno successivo va deliberato entro il 31 ottobre di ciascun anno.
Nella redazione e predisposizione dello stesso vanno osservati i principi di chiarezza, precisione, trasparenza, universalità, legalità veridicità e pubblicità nonché del pareggio economico finanziario.
Non possono essere assunti impegni di spesa senza la relativa copertura.
Qualora ciò accada il Segretario deve, nel primo Consiglio utile, relazionare i Consiglieri invitandoli a modificare quanto deliberato.
Di ciò ne deve essere dato atto nel verbale di Consiglio nel corpo del quale è esplicitamente richiesto il parere del Revisore dei Conti.
All’inizio di ogni quadriennio va redatto un piano di programmazione quadriennale i cui contenuti, per gli anni successivi, vanno aggiornati con cadenza annuale.
Va altresì effettuato, almeno con cadenza quinquennale, una ricognizione fisica del patrimonio Universitario al fine di rilevare abusi ed intraprendere le necessarie azioni conservative.
I risultati della gestione, attinenti ai costi sostenuti ed i risultati conseguiti, sono rilevati mediante contabilità economica.
Essi vengono desunti nel rendiconto che comprende sia il rendiconto finanziario che quello patrimoniale, oltre alla relazione del Consiglio.
Il Conto Consuntivo deve essere deliberato dal Consiglio Universitario entro il 30 giugno dell’anno successivo.
In particolare nella redazione del bilancio, per quanto concerne le liti pendenti, l’importo della lite va aggiornato su base annuale tenuto conto degli interessi di mora, indice di svalutazione del costo della vita o indici di rivalutazione delle opere pubbliche a secondo di quale di questi indici sia applicabile in maniera analitica, oltre le spese da liquidare alla controparte in caso di soccombenza.
Va cioè considerato impegnato l’importo della lite oltre le suindicate spese accessorie ivi incluso quelle legali proprie.
Il patrimonio dell’Ente è quello risultante dall’inventario da formarsi entro dodici mesi dalla esecutività del presente Statuto.
E’ fatto obbligo di eseguire una ricognizione fisica del patrimonio, certificata dal Presidente e da un professionista esterno a ciò designato, almeno su base quadriennale.
Le modalità per la stipula, controllo ed esecuzione dei contratti deve avvenire nel rispetto delle norme previste per gli enti locali salvo la esplicita esclusione della trattativa privata per importi superiori a £ 10.000.000 rivalutati annualmente sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.
Tale limitazione non opera nei soli casi in cui gli oggetti del contratto siano sottoposti a privativa od a monopolio per effetto di legge.
Ovvero nei casi in cui gli esperimenti di asta pubblica e/o licitazione privata siano andati deserti.
Agli appalti di opere pubbliche, di forniture e servizi si procede mediante gara pubblica nelle forme previste dall’ordinamento giuridico.
Possono essere bandite aste pubbliche, riservate ai soli utenti, limitatamente a:
1. Taglio dei boschi.
2. Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strutture agricolo zootecniche.
3. Lavori di semina, trebbiatura, sfalcio. pressatura e trasporto di prodotti agricoli.
4. Vendita di bestiame.
Quando, avuto riguardo all’oggetto del contratto ed all’interesse che esso è destinato a soddisfare, non vi sia altro modo possibile per la scelta del contraente, se non in ricorso alla trattativa privata, il Consiglio deve deliberare espressamente in proposito e di tale impossibilità va dato atto nel verbale di Consiglio sentiti il Segretari ed il Revisore dei Conti il cui parere è vincolante.
In caso di offerte uguali per prestazioni e costo va preferita l’offerta del cittadino utente o cooperative costituite con prevalenza di cittadini utenti.
La revisione dei conti dell’Università è affidata ad un Revisore dei Conti nominato dal Consiglio tra i soggetti di cui all’art. 100 del D.L. 25/2/95 n° 77 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il Revisore dei Conti dura in carica tre anni e non può svolgere la medesima funzione in più di tre Enti Pubblici.
La funzione di Revisore dei Conti dell’Università Agraria di Vivaro Romano è incompatibile con quella di Revisore del Comune di Vivaro Romano.
Gli emolumenti del Revisore sono quelli fissati dalla legge.
I compiti, le responsabilità, le incompatibilità ed i motivi di decadenza del Revisore dei Conti sono quelli fissati dalla legge e dal presente Statuto.
Alla riscossione delle entrate, sulla base dei ruoli consegnati dal Segretario, ed al pagamento delle spese ordinate dall’Ente provvede il Tesoriere.
Il servizio di tesoreria con le fissazioni delle modalità di espletamento è affidato, con deliberazione del Consiglio, ad un Istituto di Credito.
L a convenzione con il Tesoriere va rinnovata annualmente.
Per dare attuazione a disposizioni dello Statuto o di regolamenti universitari, il Presidente emette ordinanze imponendo con tali provvedimenti, ai soggetti interessati e secondo i casi, obblighi positivi o negativi da adempiere.
In materia di disciplina sulle attività agricole zootecniche il Presidente può adottare ordinanze straordinarie, ricorrendo nei casi considerati gli estremi della contingibilità, dell’urgenza e dell’interesse pubblico.
Il provvedimento deve essere mantenuto nei limiti dell’entità e natura del pericolo a cui si intende ovviare.
L’ordinanza deve avere la forma scritta e va notificata a mezzo lettera raccomandata AR, telegramma o in casi di assoluta urgenza a mezzo del Messo Universitario, Comunale o del Segretario previo rilascio di ricevuta.
In caso di inadempienza all’ordinanza, entro il termine fissato dalla stessa, i lavori, o quanto altro richiesto per l’attuazione dell’ordinanza medesima, viene fatta eseguire d’ufficio e le spese sostenute, previa delibera del Consiglio, saranno poste a carico della parte inadempiente.
Il Consiglio Universitario adotta i regolamenti previsti dalla legge o quelli ritenuti necessari a maggioranza assoluta purché non contrastino con la legge o il presente Statuto.
Gli schemi di bozze di regolamento verranno affissi all’Albo Universitario ed all’Albo Pretorio del Comune di Vivaro Romano per i quindici giorni precedenti la data della delibera del Consiglio.
Dopo il visto di legittimità, salvo i casi di comprovata urgenza, i regolamenti diventano efficaci con la loro ripubblicazione all’albo dell’Ente.
La vigilanza sull’Amministrazione Universitaria viene svolta , nei modi, nei limiti e nei termini fissati dalle leggi dello Stato e dalla Regione Lazio, dagli Enti a ciò preposti.
Il presente Statuto entra in vigore dopo la sua pubblicazione per quindici giorni all’albo dell’Ente e dopo l’intervenuta approvazione del CORECO.