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Timestamp: 2020-08-12 21:35:23+00:00
Document Index: 148819385

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.270', 'sentenza ', 'art. 270', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 270']

In Movimento! - CSM NEWS n. 86 del 13 luglio 2005
CSM NEWS n. 86 del 13 luglio 2005
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1. IL CSM SUL PROCEDIMENTO PER LA NOMINA AGLI INCARICHI DIRETTIVI
2.ANCORA MODIFICHE ALLA CIRCOLARE SUI TRASFERIMENTI
3.INCARICHI DIRETTIVI: PROCURATORE GENERALE DI MESSINA E PROCURATORE PER I MINORI DI GENOVA: MAGGIORANZE E CRITERI DI SCELTA
4.DELIBERA A TUTELA DELLA DOTT.SSA FORLEO
5.LA NOMINA DI UN SOSTITUTO ALLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA
10.COMMISSIONE DI STUDIO SULLA PENA
12.SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI DI FIRENZE
Ernesto AGHINA, Paolo ARBASINO, Giuseppe FICI
IL CSM SUL PROCEDIMENTO PER LA NOMINA AGLI INCARICHI DIRETTIVI
Ci sono materie (e non sono certo poche...) su cui l'organo di autogoverno deve operare una costruttiva autocritica, per non essere riuscito a dare una risposta celere ed adeguata alle aspettative ed esigenze dei colleghi e, più in generale, alle necessità del "sistema giustizia".
Tra queste si segnala la scelta dei magistrati per gli incarichi direttivi (e semidirettivi), oggetto di perduranti polemiche interne ed esterne in ordine al "quomodo", ma più ancora oggetto di rilievi critici da parte del Presidente della Repubblica (e del C.S.M.) con riferimento ai tempi di definizione delle procedura di nomina, che determinano una prolungata vacatio apicale degli uffici giudiziari.
Nella precedente settimana il plenum del Consiglio ha varato (a maggioranza) un provvedimento che dispone l'acquisizione al fascicolo personale dei provvedimenti organizzatori posti in essere dai capi degli uffici (per vagliarne adeguatamente le attitudini direttive), e per acquisire ancora più utili elementi di valutazione (vedi quanto riportato sul precedente numero del notiziario reperibile nel sito www.movimentoperlagiustizia.it).
In questa settimana è stata approvata (all'unanimità) una circolare che uniforma in appositi modelli i pareri che i Consigli Giudiziari devono formulare per il conferimento degli uffici direttivi, dettagliando gli elementi specifici che dovranno costituire oggetto di approfondimento, per fornire un quadro valutativo il più possibile concreto ed omogeneo.
Quanto invece ai "tempi" per la definizione delle procedure di nomina, che in questa consiliatura si sono attestati su una media di 388 giorni dalla data di pubblicazione della vacanza alla delibera del plenum (170 giorni dalla pubblicazione della vacanza all'iscrizione all'ordine del giorno della commissione, 101 giorni per la delibera di commissione, 58 giorni per il deposito della motivazione, 59 giorni per l'acquisizione del "concerto" del Ministro della Giustizia e per la delibera di plenum), previo un monitoraggio dei nodi di maggiore criticità del procedimento, sono stati introdotti i seguenti correttivi acceleratori:
I) la pubblicazione anticipata del posto direttivo sei mesi prima della vacanza (per collocamento a riposo per raggiunto limite di età del titolare);
II) l'obbligo di autorelazione da parte dell'aspirante ad un incarico direttivo;
III) modalità procedurali semplificate e più celeri per la presentazione della domanda;
IV) la previsione del termine di 20 gg. per la formulazione del rapporto informativo da parte dei dirigenti degli uffici e di 40 gg. per il parere da parte del Consiglio Giudiziario;
V) la verifica dell'effettività dell'esonero dal lavoro giudiziario per i componenti dei Consigli Giudiziari e la valutazione circa l'opportunità di introdurre strumenti controllo costante di tale effettività;
VI) una relazione annuale a consuntivo dell'attività svolta in questa materia in sede consiliare;
VI) l'individuazione per la commissione consiliare deputata alle proposte in materia di incarichi direttivi, di un arco temporale di 90 giorni dall'iscrizione della pratica all'ordine del giorno, entro il quale formulare le proposte di nomina (ivi comprese quelle relative agli uffici semidirettivi).
In particolare quest'ultima previsione, inserita (e per la prima volta nelle attività del Consiglio) a seguito di un emendamento concertato con i colleghi di MD, edulcorata successivamente ad esplicita indicazione di "mera modalità organizzativa", ha determinato un dibattito di quasi due ore, atteso che l'originaria indicazione semantica di "termine" di 90 giorni apposto alle attività del CSM (dopo che peraltro analoga previsione aveva investito capi degli uffici e Consiglio Giudiziario), per quanto ordinatorio e derogabile, era stata valutata dagli altri consiglieri togati come "pericolosa" per paventati riflessi in sede amministrativa ovvero "compressiva delle prerogative dell'organo di autogoverno".
Si è così addivenuti alla definitiva e faticosa qualificazione di "periodo" di 90 giorni, di portata sollecitatoria, ma che costituisce comunque un segnale della necessità di un recupero di produttività del Consiglio per la nomina dei direttivi e dei semidirettivi, nella consapevolezza che la difesa dell'autogoverno può essere agevolata anche e soprattutto dalla sua funzionalità.
Le linee guida delle modifiche costituiranno oggetto di un incontro con i capi di Corte ed un rappresentante per ciascun Consiglio Giudiziario previsto per il 18 luglio.
La Terza Commissione ha sottoposto al plenum - ed il plenum ha approvato - una delibera (già trasmessa in lista) con la quale sono state apportate ulteriori modifiche alla circolare sui trasferimenti n. 15098 del 3 novembre 1993, in tema di comunicazione della proposta di trasferimento e di revoca della proposta medesima.
Le modifiche sono accompagnate da una lunga relazione con cui vengono descritti i lavori della Commissione, il numero dei bandi pubblicati negli ultimi due anni, l'imponente numero di magistrati interessati ai singoli e di quelli proposti, i tempi delle procedure e le ragioni principali di alcuni ritardi.
Ancora una volta il Consiglio ha, quindi, ritenuto di intervenire sul regime della comunicazione delle proposte (introducendo una sorta di presunzione di adempimento dell'obbligo di tempestiva comunicazione che incombe sul capo dell'Ufficio e che, nelle intenzioni, dovrebbe scongiurare, ad esempio, l'attesa di rientro dalle ferie del magistrato proposto), nonché sul regime della revoca (confermando la prescrizione, già sperimentata con l'ultimo bando, di estensione della revoca anche ai posti indicati come meno ambiti rispetto a quello espressamente revocato).
Si tratta di innovazioni estremamente rigorose - che verranno espressamente richiamate nei singoli bandi - e di cui i magistrati interessati dovranno tener conto ad evitare pregiudizi non desiderati. Per il Consiglio (pur nella consapevolezza delle severe critiche che saranno mosse) si tratta dell'adozione di rimedi efficaci per contrastare forme di scarsa collaborazione da parte di un numero sempre alto di singoli aspiranti al trasferimento (rectius: aspiranti ad essere proposti …. per poi revocare) e per assicurare tempi di definizione accettabili.
Le ricorrenti polemiche incentrate sullo stabile assetto della composita maggioranza che determina al C.S.M. con inesorabile frequenza la scelta dei magistrati da destinare ad incarichi direttivi, per quanto di per se' statisticamente (e non solo..) particolarmente significative, rischiano di marginalizzare i criteri interpretativi obliqui e contraddittori che fondano le predette decisioni.
Penso che a questo proposito sia utile evidenziare esemplificativamente quanto accaduto nell'ultima settimana di plenum.
Dopo la designazione a Presidente della Corte d'Appello di Catania di un magistrato in comparazione più giovane, privo di esperienze direttive e che non poteva vantare l'esercizio di omologhe funzioni apicali di secondo grado, che in passato avevano determinato addirittura il superamento della fascia di anzianità secondo la maggioranza del Consiglio per il conferimento dell'incarico di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Perugia (scelta da noi contestata e ribadita dalla maggoranza in commissione dopo l'annullamento della delibera operato dal Consiglio di Stato ed a seguito del giudizio di ottemperanza), sono stati affermati altri singolari principi valutativi.
Riproponendo un criterio già per la verità altre volte seguito dalla medesima maggioranza, è stato designato (con 15 voti: Unicost, laici del Polo, Mammone, Favara, Marvulli e Schietroma, contro 9 9 Movimento, MD, Lo Voi e Berlinguer, astenuto Rognoni) all'incarico di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Messina un magistrato (il dott. ENNIO D'AMICO, Presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria) privo di alcuna esperienza negli uffici requirenti, così come è stato nominato a dirigere la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Genova (con 13 voti: Unicost, 4 laici del Polo, MI, Marvulli contro 7 del Movimento, Salmè, Berlinguer, Civinini, Favara, astenuti Rognoni, Menditto e Marini) il dott. ETTORE SINISCALCHI (sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Genova), senza alcuna pregressa esperienza negli uffici minorili.
Inutile dire che concorrevano nel primo caso un magistrato (il dott. LUIGI CROCE, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina), con prolungata esperienza nell'attività requirente e in generale nella materia della criminalità organizzata (prevista specificamente in circolare quale attitudine da valorizzare), e nel secondo caso il dott. GIOVANNI MARRAS (p.m. presso il Tribunale per i minori di Genova) con diciotto anni di esperienza maturata presso il Tribunale e la procura per i minori di Genova, di cui uno come reggente dell'ufficio.
La maggioranza del plenum ha ritenuto di non potere in questi casi, pur in assenza di alcun precedente specifico con riguardo alle funzioni ricomprese negli incarichi da conferire, superare la "fascia" di anzianità, assegnando così gli incarichi direttivi a magistrati più anziani ma totalmente privi di esperienza al riguardo.
La discussione si è incentrata, come sempre avviene per la designazione ad incarichi direttivi di uffici in territori esposti agli attacchi della criminalità organizzata, ovvero "specializzati", sulla rilevanza, nel giudizio comparativo, della conoscenza specifica della materia.
In particolare, per gli uffici minorili, la circolare prevede si debba attribuire rilievo al "positivo esercizio delle funzioni di merito per un tempo non inferiore a quattro anni negli ultimi quindici anni alla data della vacanza del posto in concorso".
Ancora una volta la discussione si è incentrata sulla teorizzata necessità di "variegate" esperienze giurisdizionali come dote indispensabile per un buon dirigente di ufficio e si sono denunciati i pericoli della "iperspecializzazione".
Per ulteriore specificazione è opportuno segnalare che alcun rapporto di anche generica "appartenenza" ci lega ai candidati sostenuti in plenum, come è invece accaduto per componenti associative che hanno segnalato incongruenze valutative nell'assegnazione di incarichi direttivi, atteso che si pongono questioni di principio che vanno ben oltre i casi singoli.
Non può essere dimenticato come la (contro) riforma alle porte, imponendo dopo tre anni una scelta definitiva di funzioni, non consentirebbe naturalmente più il ripetersi di simili designazioni.
Abbiamo in sede di parere contestato detta disposizione, che priva il magistrato di un utile interscambio di funzioni e di compiti, ma certamente non per prefigurare la prevalenza comparativa, per dirigere un ufficio, di magistrati che non abbiano mai esercitato funzioni omologhe rispetto a chi vanti una positiva esperienza al riguardo.
Ci sembra che ancora una volta non si sia riusciti ad ancorare la scelta valutativa sulle esigenze dell'ufficio piuttosto che alla tutela del singolo aspirante.
Non è con il descritto uso della discrezionalità pur sempre riservata all'organo di autogoverno che può contrastarsi efficacemente una radicale e penalizzante (contro)riforma dell'ordinamento giudiziario.
Soprattutto abbiamo sottolineato nel dibattito come non è attraverso l'emanazione (pur sempre opportuna) di nuove circolari o modifiche delle precedenti che si può migliorare il sistema della scelta dei magistrati (come avvenuto proprio in materia di direttivi), quanto con una razionale utilizzazione e interpretazione delle medesime.
Approvata, con la sola astensione dei cons. Ventura Sarno e Spangher (assente il cons. Di Federico) la seguente delibera (rel. Aghina) sulla vicenda giudiziaria che ha esposto la dott.ssa Forleo del Tribunale di Milano ad attacchi e denigrazioni provenienti (come purtroppo accade di consueto) anche da parte di chi ricopre importanti incarichi istituzionali.
"Il 24 gennaio 2005, all'esito di giudizio abbreviato a carico di cinque imputati accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale ed altri reati, il GUP di Milano, Dott.ssa Mariaclementina FORLEO pronunciava sentenza di assoluzione per il solo reato di cui all'art.270 bis c.p. e di condanna per le restanti contestazioni con riferimento a tre dei cinque imputati e sentenza di incompetenza territoriale in ordine agli altri due. Questi ultimi, contestualmente, ottenevano la revoca della custodia cautelare, in precedenza disposta con riferimento al medesimo reato di cui all'art. 270 bis c.p.
La notizia del provvedimento adottato dalla Dott.ssa FORLEO determinava una serie di critiche e dichiarazioni pubbliche rilasciate da esponenti politici, con incarichi di rilievo nazionale ed anche con incarichi istituzionali, nelle quali venivano messi gravemente in discussione, anche attraverso l'utilizzo di espressioni intrinsecamente offensive o esplicitamente irridenti, la capacità professionale del magistrato e l'esercizio imparziale della giurisdizione.
Una delle forze politiche rappresentata in parlamento organizzava una manifestazione di piazza, svoltasi nei giorni immediatamente successivi alla notizia della sentenza nel piazzale antistante il Tribunale di Milano, cui partecipavano esponenti politici di rilievo nazionale, nel corso della quale
venivano pronunciate e scritte sui muri parole parimenti offensive del prestigio e dell'onorabilità del magistrato oltre che dell'esercizio della giurisdizione operato nel caso concreto.
Analoghe manifestazioni di opinione contenenti esplicite offese nei confronti della Dott.ssa FORLEO si reiteravano all'indomani della sentenza resa dal GIP di Brescia che, su vicende collegate alle prime, aveva assunto determinazioni giurisdizionali di segno opposto quanto alla configurabilità del reato di cui all'art. 270 bis c.p.
Trattasi di diverse interpretazioni di norma sostanziale, peraltro intervenute su materia di particolare complessità e di non abituale trattazione, su cui non è consentita alcuna valutazione di merito da parte del Consiglio.
In esito alle menzionate polemiche pubbliche la Dott.ssa FORLEO è stata destinataria di numerosissime missive anonime contenenti insulti e gravi minacce per la propria incolumità fisica, spesso vergate a mano in calce a fotocopie riproducenti alcuni degli articoli di giornale che riportavano le suddette critiche a lei mosse da esponenti politici nazionali.
In relazione alla vicenda descritta il Consiglio ribadisce il proprio compito precipuo di farsi garante - nell'evidente interesse della generalità dei cittadini - della professionalità, della correttezza, del prestigio dei magistrati, quando vengano immotivatamente compromessi, giacché la loro pubblica lesione incide direttamente sull'indipendenza dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni, ed in definitiva sui valori dell'indipendenza e dell'autonomia della magistratura.
La vicenda in esame, anche perché afferente a temi su cui è invalsa una particolare e non conforme sensibilità del corpo sociale, appare connotata da accenti critici sicuramente esuberanti rispetto al contenuto giurisdizionale dei provvedimenti assunti dalla Dott.ssa FORLEO e tali da esporre a pericolo di condizionamento l'autonoma determinazione dei magistrati in vicende giudiziarie che fortemente interagiscono con i temi della sicurezza e dell'ordine pubblico.
Il Consiglio, nel ribadire la linea di discrimine che corre tra l'espressione legittima del diritto di critica e l'uso di espressioni verbali, del tutto svincolate da qualsiasi argomentazione e capaci solo di sortire effetti delegittimanti per l'istituzione giudiziaria ritiene, quindi, necessario tutelare l'onore professionale della Dott.ssa Mariaclementina FORLEO, in presenza di ingiustificate accuse e gravi minacce personali, manifestamente tendenti a delegittimarne l'operato ed a compromettere il sereno esercizio della giurisdizione."
Con 15 voti a favore (Unicost, laici del Polo e dell'Ulivo, Salmè, Salvi, Civinini) e tre astensioni (Rognoni, Di Federico, Marini) è stato nominato alla D.N.A. il dott. ROBERTO PENNISI (p.m. Livorno con una prolungata esperienza in Calabria).
Cinque voti (MI e Movimento) sono andati alla proposta a favore del dott. SANDRO AUSIELLO (p.m. Torino).
Al di là dell'indiscusso e riconosciuto valore professionale del magistrato prescelto questa pratica si presta ad alcune considerazioni che riguardano la procedura concorsuale che comporta la attribuzione di una serie di punteggi attitudinali e di merito la cui somma determina la graduatoria: in caso di parità di punteggio prevale l'anzianità.
In particolare è previsto un punteggio sino a 6 punti per le attitudini specifiche graduato a seconda che le esperienze nella trattazione di processi di criminalità organizzata siano: qualificate (punti 3), speciali (punti 4), straordinarie (punti 5), eccezionali (punti 6). E' evidente come sull'attribuzione di questo punteggio si giochi la designazione e come, d'altro canto, la attribuzione dello stesso sia affidata ad elementi impalpabili ed evanescenti (su quali dati oggettivi può fondarsi la differenza tra un giudizio di straordinarietà e di eccellenza ?)
Altro aspetto è quello che riguarda la (defatigante) ritenuta necessità di attribuzione del punteggio a tutti gli aspiranti (e non come noi sosteniamo da tempo alla ristretta rosa dei "papabili"), da cui deriva che la graduatoria costituisce, di fatto, una indicazione per le future destinazioni al medesimo incarico.
Nel caso di specie noi ritenevamo che, ferma restando la eccellente valutazione giustamente attribuita al dott. Pennini (16 punti complessivi), anche il dott. Ausiello (già oggetto in passato di altra proposta e rimasto anche allora soccombente a favore di un collega del sud) meritasse il massimo del punteggio attitudinale specifico, e tanto più perché tale punteggio era stato attribuito anche ad altri magistrati che presentavano un profilo perlomeno pari (se non inferiore) al suo.
Il dott. Ausiello (riconosciuto come dotato di eccellente esperienza nello specifico e definito "punta di diamante" della Procura di Torino con lunga e qualificata trattazione di delicati procedimenti di DDA), ha infatti svolto anche un incarico quale "esperto italiano per la lotta alla criminalità organizzata" presso il Consiglio UE, con ampia esperienza quindi in materia di cooperazione internazionale.
Attesa la maggiore anzianità del dott. Ausiello rispetto al dott. Pennini, l'attribuzione del punteggio da parte della maggioranza è stata impropriamente legata ad un giudizio comparativo tra i due, e ciò ha portato il relatore della proposta stessa a mortificare inopportunamente il valore professionale di un ottimo magistrato.
La conseguenza è stata che nella graduatoria approvata il dott. Ausiello, non essendo stato svolto un giudizio comparativo con gli altri magistrati che hanno avuto il massimo del punteggio attitudinale, si è trovato scavalcato da (otto) magistrati di minor anzianità e con perlomeno pari esperienza ed attitudine specifica.
Da ultimo va osservato che il Procuratore Nazionale Antimafia aveva espresso il dovuto parere in favore del dott. Ausiello, sottolineando la esigenza del proprio ufficio di disporre delle esperienze di magistrati che operano nel nord Italia essendo la conoscenza della criminalità mafiosa calabrese (nel cui ambito è condensata la esperienza del dott. Pennisi) assicurata presso la DDA da ben tre magistrati.
Tale argomento è stato ripreso in Plenum da Arbasino che ha denunciato il pregiudizio, serpeggiante in consiglio, secondo il quale la lotta alla criminalità organizzata viene svolta solo nelle terre di origine delle organizzazione mafiose, mentre invece proprio al Nord si determina una parte rilevante del reimpiego dei proventi dell'illecito e numerose indagini avvenute al Sud sono state alimentate anche dal grande lavoro investigativo dei magistrati operanti al nord.
Tre decisioni a maggioranza nell'ultima settimana per altrettanti incarichi semidirettivi:
Per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Palmi il dott. MAURIZIO SALAMONE (Appello Reggio Calabria) ha prevalso con 14 voti (Mov, Berlinguer, Unicost, Schietroma, 4MD), sulla dott.ssa CONCETTINA EPIFANIO (Trib. Reggio Calabria), cui sono andati 8 voti (laici del Polo, MI, Marvulli), astenuti Rognoni, Civinini e Favara.
Prorogata la destinazione fuori ruolo quale Deputy Director del Department of Justice della dott.ssa ANNUNZIATA CIARAVOLO;
rientra in ruolo a domanda il dott. GIUSEPPE ADORNATO (f.r. presso il Ministero dei Trasporti), con destinazione Tribunale di Messina, in applicazione della recente circolare che delimita l'ambito territoriale giudiziario per i magistrati che svolgono incarichi politici;
destinato fuori ruolo il dott. AGOSTINO CORDOVA (cons. Cassazione), quale collaboratore a tempo pieno della Commissione parlamentare d'inchiesta sul "dossier Mitrokhin";
cambia la destinazione fuori ruolo del dott. MAURIZIO SALUSTRO (Mission Eujust Themis in georgia), ora destinato al Planning team della Missione Eujust Lex per l'Iran con funzioni di General Coordinator.
Procura di Brescia, Tribunale di Ferrara, Tribunale per i minori di Salerno; Procura di Ancona; Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria; Tribunale di sorveglianza di Reggio Calabria; Tribunale per i minori di Reggio Calabria; Tribunale di Locri, Tribunale di Sulmona, Procura di Nocera Inferiore, Corte d'Appello di Messina (con osservazioni) e Tribunale di Reggio Calabria (con osservazioni).
Completato il novero dei formatori decentrati per il distretto di Reggio Calabria con la nomina (per il settore civile) della dott.ssa PATRIZIA MORABITO (Tribunale di Reggio Calabria).
Il Consiglio ha deliberato l'istituzione di una Commissione di studio sulla pena e le sue alternative, composta da sei magistrati, un professore universitario (designato dal C.U.N.), un avvocato (designato dal C.N.F.), due componenti del CSM e due rappresentanti del Ministero della Giustizia, con l'obiettivo di monitorare l'intero sistema di applicazione ed esecuzione delle sanzioni penali e predisporre modelli di cooperazione istituzionale che, anche attraverso opportuni strumenti organizzativi, favoriscano l'evoluzione del sistema verso una sempre più accentuata consapevolezza della centralità della fase esecutiva, nel riconoscimento dei vigenti principi costituzionali volti al recupero all'interno della società delle persone condannate.
La commissione (della durata in carica, prorogabile, di un anno), è stata così costituita:
FRANCESCO LO VOI (cons. CSM), LUIGI MARINI (cons. CSM), prof. SERGIO VINCIGUERRA (Università di Torino), avv. EUGENIO CRICRI' (Foro di Napoli), ADELE RANDO (vice capo dell'Uffico Legislativo del Ministero), GABRIELE IUZZOLINO (Ufficio I della Giustizia Penale del Ministero), MARIO LUCIO D'ANDRIA (Presidente di sez. del Tribunale di Roma), MARIO PACCES (Appello L'Aquila), PAOLA BRUNESE (Trib. Napoli), FRANCESCO MAISTO (sot. Proc. gen. Appello Milano), GIOVANNA DI ROSA (Trib. sorv. Milano), PAOLO CANEVELLI (Trib. sorv. Roma).
Ammessi all'incontro di studio di Parigi del 4-8 luglio su "Cybercriminalità" i colleghi GIANCARLO FERRUCCI (Appello Bologna) e GIOVANNI BATTISTA FERRO (p.m. Savona);
Ammessi al corso AGIS "Cooperazione internazionale in materia enale: congelamento dei beni e delle prove, confisca negli affari penali transfrontalieri" (Bruges, 21-23 settembre), i colleghi: VINCENZO CAPEZZA (Trib. Ancona), CARLO AMEDEO BIANCHETTI (Trib. Brescia), ALFREDO ROBLEDO (p.m. Milano).
Per la S.S.P.L. dell'Università di Firenze sono stati indicati i colleghi: ANTONELLO COSENTINO (Trib. Firenze), GIUSEPPE DE MARZO (Trib. Pistoia, sez. lavoro), FRANCESCO FLEURY (Proc. aggiunto Firenze), VALENTINA MANUALI (p.m. Firenze).
Proposte deliberate dalla commissione:
Per l'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Sassari dopo la revoca della dott.ssa PITZORNO, astenuti Fici e Menditto, viene proposto il dott. FRANCESCO VERDOLIVA (p.m. minori Salerno) con 4 voti a favore e due astensioni;
per il posto di Presidente della Corte d'Appello di Trieste proposto con tre voti (De Nunzio, Mammone, Berlinguer) il dott. CARLO DAPELO (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Venezia), due voti (Fici e Menditto) al dott. FRANCESCO ABATE (Presidente del Tribunale di Verona), un voto (Buccico) al dott. MARIO BASSI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Trieste);
per il posto di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Trieste è stato proposto con tre voti (Berlinguer, Menditto, Fici) il dott. BENIAMINO DEIDDA (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Prato) mentre due voti (De Nunzio e Mammone) sono andati al dott. MARIO BASSI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Trieste), Buccico astenuto;
per l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale Modena indicato all'unanimità il dott. FLAVIO DE SANCTIS (Consigliere Corte d'Appello di Bologna);
per il posto di Presidente del Tribunale per i Minorenni di Perugia è stato proposto all'unanimità il dott. PIERO CENCI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia);
per un posto di Presidente di sezione del Tribunale di Milano, dopo la revoca della dott.ssa GABRIELLA MIGLIACCIO (Trib. di Milano) il Cons. De Nunzio ha votato per la dott.ssa ADALGISA FRACCON (Trib. di Milano) pertanto con 3 voti (Fici, Menditto e Berlinguer) è stato proposto il dott. PIETRO LUIGI CAIAZZO (Appello Milano) mentre 1 voto (De Nunzio) va alla dott.ssa Fraccon con due astensioni (Buccico e Mammone);
per Presidente di sezione del Tribunale di Caltanissetta è stato proposto con cinque voti a favore (Menditto, Fici, De Nunzio, Berlinguer; Buccico) e una astensione (Mammone) il dott. MATTEO FRASCA (Consigliere Sezione Lavoro presso la Corte d'Appello di Caltanissetta);
per il posto di Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Trapani tre voti (Berlinguer, Menditto, De Nunzio) sono andati alla dott.ssa ANNA MARIA LEONE (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo) e tre voti (Fici, Mammone, Buccico) al dott. BIAGIO INSACCO (Consigliere Corte d'Appello di Palermo).
per il posto di Presidente di sezione del Tribunale di Asti è stato proposto all'unanimità il dott. ANTONIO CESARE PROTO (Ispettore Generale Capo presso il Ministero della Giustizia).
Definite all'unanimità cinque proposte per altrettanti posti vacanti di Presidente di sezione della Corte di Cassazione in favore dei dott. DOMENICO NARDI (Presidente di sezione Corte d'Appello di Napoli), GIOVANNI ANTONIO PAOLINI (cons. Cassazione), ERNESTO LUPO (cons. Cassazione), ANTONINO ELEFANTE (cons. Cassazione) e MARIANO BATTISTI (cons. Cassazione).
Il 30 giugno 2005 è avvenuta la registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto ministeriale 7 aprile 2005 di aumento delle piante organiche di numerosi uffici.
Si tratta in totale di 196 nuovi posti di primo grado, di cui 112 di giudice di Tribunale ordinario, 51 di pubblico ministero, 18 presso i Tribunali di sorveglianza, 13 di giudice del Tribunale per i minori e 2 di p.m. minorile.
Come avevamo già riferito in precedente notiziario, la settima commissione aveva avviato un analitico lavoro di rilevamento ed acquisizione dati al fine di provvedere alla destinazione degli aumenti all'organico lavoro ovvero all'organico ordinario.
Nella seduta del 7 luglio è stata approvata in commissione la proposta per il plenum, con riferimento alla qualificazione dei posti di tribunale ordinario, elaborata tenendo conto dei carichi nello specifico settore lavoro propri degli uffici interessati ma anche della situazione dei flussi propria anche dei settori ordinario civile e penale.
Si è quindi cercato di operare una ragionata destinazione privilegiando, come voluto dalla legge, il settore lavoro ma nel contempo considerando le situazioni di crisi di altri settori e favorendo, in alcuni casi limite, la scelta del dirigente sulla base delle oggettive situazioni dell'ufficio.
Le destinazione dell'aumento all'organico lavoro è stata prevista per i tribunali di: Alessandria, Avellino, Avvezzano, Barcellona Pozzo di Gotto, Bari (un posto), Brindisi, Cassino, Catania, Chiavari, Civitavecchia, Cosenza, Cremona, Crotone, Enna, Foggia (un posto), Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lamezia Terme, Latina (due posti), Lecce (un posto), Lecco, Livorno, Locri, Lodi, Lucca, Lucera, Mantova, Modena, Nocera Inferiore, Nola (un posto), Paola, Patti, Pavia, Pesaro, Pescara, Ragusa, Rossano, Rovigo, Santa Maria Capua Vetere (quattro posti), Siena, Taranto, Terni, Tivoli (due posti), Torre Annunziata (un posto di pres, sez. e tre posti di giudice), Trani (un posto), Vallo della Lucania, Velletri (due posti), Verona (un posto), Vibo Valentia, Viterbo.
La destinazione dell'aumento all'ordinario è stata prevista per i tribunali di: Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari (un posto), Bergamo (due posti), Brescia (due posti), Busto Arsizio, Catanzaro, Chieti, Como, Fermo, Foggia (un posto), Forlì, Latina (un posto), Lecce (un posto), Macerata, Massa, Monza, Nola (due posti), Padova, Parma, Perugia, Piacenza, Pisa, Pistoia, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Santa maria Capua Vetere (due posti), Siracusa, Teramo (due posti), Tivoli (due posti), Trani (un posto pres. Sez ed un posto giudice), Treviso (due posti) Trieste (un posto)., Velletri (un posto), Verona (un posto), Vicenza.
Naturalmente la proposta è sottoposta alla valutazione del plenum e quindi suscettibile di modifiche.
Successivamente la terza commissione provvederà a scandire tempi e modi di pubblicazione dei nuovi posti per i trasferimenti.