Source: http://www.corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2017/architettura-del-paesaggio/insegnamenti/pages/2084707
Timestamp: 2018-02-25 04:07:00+00:00
Document Index: 126657557

Matched Legal Cases: ['art. 132', 'art.10', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art.10', 'art. 16', 'art.10']

Regolamento didattico Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio Classe LM-3
Nell’ambito degli elementi qualificanti la classe, si seguono le raccomandazioni della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000) (L. n. 14/9.01.2006), per “formare specialisti nel settore della conoscenza e dell’intervento sui paesaggi” attraverso l’attivazione di “insegnamenti universitari che trattino dei valori connessi con il paesaggio e delle questioni riguardanti la sua salvaguardia, gestione, pianificazione e progettazione” (artt. 6 B, 8) e del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici (art. 132, comma 3 - Cooperazione tra amministrazioni pubbliche) in relazione ad “attività di formazione e di educazione” “al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio”. Il corso magistrale completa la preparazione di primo livello, con una formazione specialistica, nella quale si integrano conoscenze teorico-critiche e competenze operative e professionali nel campo della progettazione del paesaggio alle diverse scale, anche in funzione dell'acquisizione della capacità di collaborare con altre figure professionali dei settori dell'architettura, dell'ingegneria e delle scienze naturali. Il percorso formativo è articolato, analogamente a quanto già avviene nell'ambito dell'Unione Europea, in insegnamenti e attività didattiche finalizzati all’acquisizione di competenze rivolte nella pianificazione, progettazione e gestione dei processi di trasformazione del paesaggio nelle sue componenti naturali e antropiche, in grado di soddisfare esigenze umane e naturali, funzionali ed estetiche, sapendo cogliere i valori del Paesaggio (nei caratteri fisici, ecologico-ambientali, estetico-percettivi e socio-culturali), riconoscere le potenzialità e le criticità dei contesti in cui si realizzano gli interventi, per sviluppare capacità progettuali che valorizzino l’identità dei luoghi secondo principi estetici, funzionali e operativi che applichino criteri ecologici e tecniche di sostenibilità ambientale, economica, sociale, con innovazioni tecnologiche ed energetiche in una visione contemporanea degli assetti ambientali, attenta alle finalità sociali. Le conoscenze indispensabili alla formazione professionale completa dell'architetto del paesaggio definite a livello europeo (IFLA Europe) sono: 1 - la storia e le teorie del paesaggio, delle arti, delle tecnologie, delle scienze umane e naturali, con le loro interrelazioni; 2 - le teorie estetiche che influenzano il progetto del paesaggio; 3 - l'ecologia e l'uso degli elementi naturali come base per la conservazione, la pianificazione, la progettazione e la gestione del paesaggio; 4 - i requisiti delle opere di architettura e di ingegneria in rapporto ai caratteri del paesaggio; 5 - le problematiche fisiche e tecnologiche che interferiscono con l'ambiente; 6 - le relazioni tra uomo e ambiente; 7 - la tutela, la conservazione e il restauro dei paesaggi storici; 8 - la rilevanza dell'architettura del paesaggio nei processi di progettazione e di pianificazione a livello regionale, nazionale e internazionale; 9 - i metodi di analisi preparatori alla progettazione del paesaggio e delle relazioni ambientali; 10 - i metodi e le tecniche di rappresentazione e comunicazione; 11 - i processi produttivi, normativi e gestionali funzionali all'attuazione dei piani e alla realizzazione dei progetti; 12 - la legislazione attinente all'esercizio della professione del progettista del paesaggio. I terreni operativi riguardano: 1 - il “landscape design” secondo le metodologie diversificate del progetto del nuovo o del restauro dell’esistente nei campi di: (a) progettazione di parchi, giardini e spazi verdi; (b) conservazione e restauro di parchi, giardini e paesaggi storici; 2 - l’“urban landscape” come valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi urbani (e rural-urbani) degradati; 3 - l’“environmental design”: articolato in (a) pianificazione paesaggistica (aree naturali, agricole, insediative), (b) inserimento paesistico di reti infrastrutturali, (c) analisi e la valutazione paesistica e gli studi di impatto ambientale, (d) rinaturalizzazione degli ambiti naturalistici degradati.
Il percorso didattico di una filiera formativa completa di Triennale e Biennale, già precedentemente offerto dalla dall’Area Didattica 2 (con il “curriculum Paesaggio” della triennale SA di Scienze dell’Architettura), dal 2015/16 è prevista dalla Laurea interateneo (Sapienza / Tuscia) “Pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio” di nuova istituzione, concepita come base propedeutica alla Laurea Magistrale in Architettura del Paesaggio. Il percorso formativo della Magistrale si articola attraverso insegnamenti mono-disciplinari, corsi integrati, laboratori tematici, laboratori integrati, workshop e seminari, visite guidate, attività di tirocinio e/o stage, privilegiando l’integrazione tra discipline e la sinergia tra differenti modalità didattiche. Gli insegnamenti teorici approfondiscono le conoscenze fondamentali per l’analisi e la comprensione dei sistemi paesaggistici, per la progettazione e la gestione dei sistemi di verde a diverse scale, il restauro dei giardini storici e la pianificazione paesaggistica. I laboratori sperimentano, su campi e/o aree specifiche, delle esperienze che consentono di affinare le capacità di analizzare problemi progettuali, nella loro dimensione complessa, e di proporre soluzioni utilizzando strumenti tradizionali e innovativi. Essi favoriscono visioni interdisciplinari e interattive e prevedono workshop e seminari integrati attraverso i quali gli studenti possono integrare le conoscenze acquisite anche nei corsi teorici specialistici. Le attività pratiche saranno organizzate secondo le modalità definite ogni anno nel manifesto didattico. Il corso è organizzato con struttura didattica integrata e articolata in 4 semestri: - 1. i corsi integrati di architettura e paesaggio, pianificazione del paesaggio e diritto (al 1° semestre), progettazione Ambientale e fisico tecnica, Fitogeografia e geobotanica applicata, Agro-selvicoltura urbana e Paesaggio (al 2° semestre); - 2. i laboratori progettuali tematici di prima annualità: Restauro del Paesaggio (al 1° semestre); Progettazione dei Giardini e del Paesaggio (al 2° semestre); - 3. i laboratori progettuali tematici di seconda annualità: Progetto di Architettura e Paesaggio; Progettazione Ambientale; Pianificazione del Paesaggio (al 1° semestre); - 4. Il laboratorio di Progettazione del Paesaggio e la prova finale (2° semestre); per la tesi prevale il carattere di autonomia dello studente (sostanzialmente protagonista). I laboratori possono coordinarsi in orizzontale, nello stesso anno, mentre rimane la propedeuticità tra i corsi ed i laboratori conseguenti. Per quanto attiene al valore di ciascun credito formativo, fermo restando che 1 cfu corrisponde a 25 ore di studio, si assume che l’impegno in aula è di 8 ore per credito, sia per l’attività didattica mono disciplinare e teorica o integrata che per dell’attività didattica di laboratorio. Il percorso formativo intende tener conto della peculiarità della disciplina paesaggistica contemporanea per quanto riguarda la dimensione propriamente progettuale orientata a valorizzarne l'identità dei luoghi, gli aspetti più specificamente tecnici e tecnologici, gli obiettivi di qualità del paesaggio, i metodi ecologico-ambientali, le finalità sociali del progetto, i caratteri di sostenibilità ambientale, economica, sociale, tecnico-impiantistica, energetica e una visione contemporanea e dinamica degli aspetti ambientali. A tal fine l'offerta formativa sarà orientata verso i temi della pianificazione, della progettazione del paesaggio e dell'ambiente, del restauro del giardino storico, dell'ecologia del paesaggio, nell'ambito dell'esperienza di organizzazione e gestione di workshop a livello internazionale.
Gli studenti che vogliono seguire un percorso formativo nel quale sia presente una quantità di crediti in settori affini e integrativi, che non siano già caratterizzanti e che non siano previsti nel manifesto degli studi, dovranno presentare il loro piano di studio entro il mese di ottobre al Consiglio del corso di studi che ne valuterà la congruenza con gli obiettivi formativi. La stessa procedura è prevista per la scelta delle discipline che vanno a coprire i crediti formativi relativi alle altre attività formative a “scelta dello studente” in base al D.M. 270 art.10 parag. 5. La scelta delle discipline da parte dello studente relativa a soddisfare questi crediti formativi dovrà avvenire entro e non oltre il 31 dicembre del primo anno di corso di studio e comunicata ufficialmente al Consiglio per la relativa approvazione.
Il titolo conseguito a conclusione del percorso formativo garantisce l’ammissione all’Esame di stato per l’iscrizione all’Ordine degli Architetti, dei Pianificatori, dei Paesaggisti e dei Conservatori nella Sezione A dell’Albo professionale, settore ‘Paesaggistica’ e l’accesso ai Master di 2° livello. Ai sensi del D.P.R. n° 328 5/6/2001 (art. 16, 3) “formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella Sezione A, settore Paesaggistica” “la progettazione di parchi e giardini, la redazione di piani paesistici, il restauro di parchi e giardini storici, contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n°364, ad esclusione delle loro componenti edilizie”. La preparazione dell'Architetto del Paesaggio è finalizzata a creare una figura professionale capace di ricoprire il ruolo di progettista del paesaggio, secondo gli standard europei per la libera professione e come consulente di altre figure professionali o in proprio. L'Architetto del paesaggio, secondo quanto stabilito dall'EFLA (European Federation for Landscape Architecture) e IFLA Europe, è competente nella pianificazione, nella progettazione e nella gestione dei processi connessi alle configurazioni e modificazioni del paesaggio, nelle sue componenti naturali ed antropiche; è altresì qualificato sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali, tecnologici, energetici e socio-culturali del territorio. L'Architetto del Paesaggio è abilitato, a seguito del relativo esame di Stato, a firmare progetti di paesaggio, di restauro di parchi e giardini storici, di riqualificazione paesaggistico-ambientale nonché di pianificazione paesaggistica. Oltre all'acquisizione di una competenza interdisciplinare generale nelle attività di settore, si possono indicare ulteriori funzioni professionali specifiche che il laureato specialista può svolgere a diversi livelli metodologici e operativi partecipando ad attività di: - progettazione e controllo delle trasformazioni paesaggistiche nei loro valori ed identità storiche; - organizzazione e conduzione dei procedimenti di valutazione della sostenibilità ecologico-ambientale degli interventi di riqualificazione paesaggistica; - progettazione, programmazione e gestione di interventi complessi di protezione, ripristino e trasformazione controllata di aree estese a valenza naturale prevalente. Il corso è finalizzato a preparare una figura professionale che oltre ad avere una competenza generale nelle attività di settore, potrà coprire ruoli direttivi nella Pubblica Amministrazione. L'Architetto del Paesaggio avrà competenze fondate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico–ambientali, energetici, tecnologici e storico-culturali del territorio, necessarie per operare presso i Ministeri, le Soprintendenze e altri Enti pubblici – DM 20/11/2000 - in relazione agli adempimenti e compiti previsti nella Convenzione europea del paesaggio divenuta operativa in Italia con legge (1/09/2006) e al Codice del Beni culturali e del Paesaggio (DM 42/2004 e successive modificazioni). Il corso prepara alla professione di : Paesaggista.
1. Il Corso di Laurea Magistrale si svolge nella Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma (d’ora in poi detta Facoltà) nell’ambito dell’area didattica 2 ‘Scienze dell’Architettura e del Paesaggio’. 2. Il CdLM in AP fa riferimento ai Dipartimenti: “Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura” (dipartimento referente, Delibera Giunta di Facoltà 16/01/2013), “Architettura e Progetto”, “Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura”, “Ingegneria Strutturale e Geotecnica”, con i contributi di altri dipartimenti per il completamento dell’offerta didattica. 3. Il presente Regolamento, in armonia con lo Statuto della Sapienza e con il Regolamento Didattico dell’Area “Scienze dell’Architettura e del Paesaggio”, disciplina l’organizzazione del Corso di Laurea Magistrale per quanto non definito dai predetti strumenti normativi. 4. L’ordinamento didattico, con gli obiettivi formativi e il quadro generale delle attività formative è approvato dalla Giunta di Facoltà e, successivamente, dal Senato Accademico e dal Consiglio Universitario Nazionale.
1. Sono Organi del CdS: - il Consiglio di Corso di Studio; - il Coordinatore del Corso di Studio; - il Comitato di Coordinamento del Corso di Studio; - la Commissione Didattica del Corso di Studio; - la Commissione Qualità del Corso di Studio; - eventuali altre commissioni straordinarie come, ad esempio, quelle deputate all’orientamento e al tutorato, all’organizzazione dei tirocini e degli stages, ecc. Le attività di Coordinamento del Corso di Studio si relazioneranno con quelle svolte dalla nuova triennale di “pianificazione e progettazione dell’ambiente e del paesaggio” di intesa tra Agraria della Tuscia e Architettura della Sapienza, per garantire l’unitarietà formativa di tutta la “filiera 3+2 Paesaggio”. 2. Il Consiglio di Corso di Studio è costituito da tutti i docenti afferenti per i compiti didattici del Corso di Studio, da una rappresentanza di studenti pari al 15% dei docenti, nonché dal personale di ruolo equiparato ai sensi del D.P.R. 382/80 e della Legge 341/90, che svolgano corsi per supplenza o affidamento all'interno del Corso di Studio e da quanti ricoprono per contratto corsi d’insegnamento. Il Consiglio di Corso di Studio esercita un’attività deliberante per i compiti di pertinenza del Corso di Studio. I docenti a contratto incaricati di svolgere attività di formazione in corsi o in moduli didattici, partecipano al Consiglio senza diritto di voto. 3. Il Coordinatore del Corso di Studio viene eletto dai componenti del Consiglio di CdS come definiti nell’art. 9. c. 1 del Regolamento dell’Area didattica. Il Coordinatore convoca le riunioni della Commissione Didattica del Corso di Studio e/o del Consiglio di Corso di Studio su Ordini del Giorno di pertinenza del Corso di Studio. Il Coordinatore si raccorda al Presidente d’Area Didattica, al Comitato di Coordinamento d’Area e al Consiglio d’Area didattica e dura in carica tre anni, con la possibilità di un solo rinnovo consecutivo. Il Coordinatore può avvalersi di Commissioni specifiche. 4. Il Comitato di Coordinamento è costituito da sei membri dei quali tre membri di diritto e tre membri eletti. Sono membri di diritto il Coordinatore, il Responsabile del Comitato di Coordinamento e il Responsabile degli gruppi di lavoro attivati (Commissioni o Comitati), nominati dal Coordinatore tra i docenti strutturati del Consiglio. I tre membri eletti vengono eletti tra i docenti strutturati titolari di un insegnamento nel Consiglio del Corso di Studio, su proposta del Coordinatore. Il Segretario viene scelto dal Coordinatore nel Consiglio del Corso di Studio, tra il professore associato o il ricercatore più giovane in ruolo e, a parità di anzianità, più giovane di età tra i membri del Comitato. 5. Il Coordinatore del Corso di Studio e i membri del Comitato vengono eletti, a scrutinio segreto, tra i docenti di ruolo che compongono il Consiglio dei docenti che esercitano il diritto di voto. L’elezione è ratificata dalla Giunta di Facoltà. Il Coordinatore e i membri del Comitato durano in carica per un periodo non superiore a tre anni, e possono essere rieletti non più di una volta consecutiva. L’elezione del Coordinatore avviene a maggioranza assoluta in prima convocazione e a maggioranza relativa nelle convocazioni successive. I membri del Comitato sono eletti a maggioranza. Le elezioni devono essere indette a cura del professore ordinario più anziano in grado, e a parità di grado dal più anziano di età (Decano), trenta giorni prima della scadenza del mandato. Le elezioni sono valide se vi ha partecipato la maggioranza assoluta degli aventi diritto. 6. In particolare spettano al Coordinatore i compiti di: a) di convocare il Consiglio predisponendo l’ordine del giorno, dirigere, moderare la discussione e garantire l’osservanza del Regolamento; b) convocare il Comitato di Coordinamento; c) sovrintendere e coordinare le altre attività del Corso di Studio. In particolare proporre – in accordo con il Dipartimento referente e gli i Dipartimento/i coinvolto/i e l’Area didattica di Scienze dell’Architettura e del Paesaggio – le coperture didattiche dei singoli insegnamenti; d) curare l’esecuzione delle delibere, vigilare sul rispetto di quanto deliberato dal Consiglio del Corso di Studio e dalla Facoltà, provvedere alla redazione dei verbali curandone l’inoltro agli organi accademici competenti; e) In caso di assenza o di impedimento, il Coordinatore è sostituito dal Decano. Se l’impedimento si protrae per più di sei mesi vengono indette nuove elezioni. 7. I Consigli assicurano la qualità delle attività formative, formulano proposte relative all’ordinamento e individuano annualmente i docenti, tenuto conto dei requisiti necessari alla sostenibilità dell’offerta formativa, che ricoprono i singoli insegnamenti del Corso di Studio, in accordo con l’Area didattica. 8. Per l’elezione del Coordinatore del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tra i membri del Consiglio tutti i professori di ruolo e fuori ruolo, professori incaricati stabilizzati, ricercatori, personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente e la rappresentanza degli studenti iscritti al Corso di Studio. 9. Per tutte le altre questioni di competenza del Consiglio del Corso di Studio, esercitano diritto di voto tutti i professori di ruolo, i ricercatori, il personale di ruolo equiparato ai sensi della normativa vigente e la rappresentanza degli studenti iscritti al corso di Studio. Partecipano al dibattito del Consiglio del Corso di Studio, senza diritto di voto, quanti ricoprano per contratto corsi di insegnamento afferenti al Corso di Studio, nonché la rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti. 10. Per la validità delle sedute del Consiglio del Corso di Studio è necessaria la maggioranza dei convocati con diritto di voto e comunque la maggioranza come da legge. In ogni caso, nessuna seduta di Consiglio di Studio è valida qualora non sia presente il Coordinatore o il Decano che ne fa le veci. 11. Il Comitato di Coordinamento coadiuva il Coordinatore in tutte le operazioni di ricognizione e di monitoraggio sulla didattica, di analisi delle pratiche studenti incluse quelle di riconoscimento crediti e altre attività formative, e di predisposizione di differenti organizzazioni culturali e didattiche da tradurre in proposte o delibere che saranno sottoposte prima all’approvazione del Consiglio del Corso di Studio poi alla delibera della Facoltà. 12. Il Comitato di Coordinamento istruisce, inoltre, le pratiche relative ai commi c) d) e) del precedente punto 6. In particolare si dovrà occupare di stabilire modalità e criteri operativi relativi alla didattica , al riconoscimento delle attività formative e ai tirocini; istruire delibere, proporre eventuali modifiche di manifesto, di ordinamento o di regolamento da sottoporre all'approvazione del Consiglio; gestire il sito web del Corso di Studio; proporre e organizzare seminari e altre attività culturali. 13. Il Comitato di Coordinamento ha anche il compito di coadiuvare il Coordinatore, in particolare, nel proporre modifiche al presente Regolamento per l’approvazione del Corso di Studio. 14. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio ha il compito di promuovere la connessione tra formazione e mondo del lavoro pubblico e privato organizzando le modalità di svolgimento di tirocini e stage. Il Gruppo di lavoro finalizzato all’organizzazione dei Tirocini e degli Stage del Corso di Studio è costituito da tre docenti di ruolo o a contratto facenti parte del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio di Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione. 15. Il Gruppo di lavoro eventualmente attivato ai fini dell’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio, ha il compito organizzare e diffondere informazioni sui percorsi formativi, sul funzionamento dei servizi per gli studenti, di favorire la loro partecipazione attiva alle attività accademiche e di definire i criteri e le modalità di Tutorato. Il Gruppo di lavoro finalizzato all’Orientamento e al Tutorato del Corso di Studio è costituito da tre docenti del Consiglio del Corso di Studio nominati da tutti i membri del Consiglio del Corso di Studio e dura in carica tre anni; per cessazione dal ruolo o per rinuncia, si procede a nuova elezione. Nell’attività di Tutorato con obiettivi didattici i docenti del Gruppo di lavoro possono essere coadiuvati da qualificati collaboratori.
1. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi specificamente proposti (art. 2 del presente Regolamento) predispone delibere da sottoporre all’approvazione dell’Area didattica, del Dipartimento referente e dei Dipartimenti associati e della Facoltà, sui seguenti argomenti: a) i programmi d’insegnamento (nel rispetto delle propedeuticità stabilite nella seconda parte del presente regolamento), predisposti dalla Commissione didattica e dell’offerta formativa di Facoltà; b) la sperimentazione di nuove modalità didattiche, nei limiti della legislazione vigente, e la proposizione delle tipologie di altre attività formative e di tirocinio, cui associare crediti; c) la sperimentazione di modalità organizzative delle attività didattiche orientate all’innovazione e al miglioramento qualitativo; d) il Regolamento specifico del Corso di Studio; e) il Manifesto annuale del Corso di Studio; f) la relazione sull’attività didattica del Corso di Studio, con la valutazione dei risultati della didattica, dell’organizzazione e della funzionalità dei servizi didattici; sottopone inoltre proposte e pareri in merito a: • attivazione di insegnamenti previsti dall’Ordinamento didattico; • attribuzione degli incarichi didattici, d’intesa con gli interessati, ai professori, assistenti e ricercatori; • assegnazione dei corsi vacanti per affidamenti e supplenze, e designazione di studiosi ed esperti per affidamenti di contratti; • miglioramento, potenziamento e attivazione di servizi didattici; • modifiche statutarie al Regolamento del Corso di Studio. 2. Spetta al Consiglio del Corso di Studio coadiuvato dagli organismi (art. 2 del presente Regolamento) specificamente preposti al monitoraggio e al coordinamento della didattica, alle varie istruttorie e alle nuove configurazione culturali didattiche, predisporre e deliberare: a) la definizione dei Regolamenti didattici specifici del Corso di Studio che costituiscono la seconda parte del presente Regolamento, nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle norme dello Statuto, del Regolamento didattico di Ateneo, del Regolamento della Facoltà e del presente Regolamento; b) il coordinamento dei programmi dei corsi di insegnamento dei docenti, la loro articolazione nei contenuti, in particolare per quanto attiene gli obiettivi e le finalità formative, l’articolazione dell’attività didattica e l’organizzazione delle prove d’esame; c) il monitoraggio dei programmi dei Corsi di insegnamento dei docenti e procedure concordate nell’ambito del processo di mantenimento e ottimizzazione della Qualità; d) la predisposizione e la diffusione annuale, entro la data d’inizio delle lezioni del nuovo Anno Accademico, della Guida bilingue al Corso di Laurea, contenente oltre all’Ordinamento vigente, al Regolamento didattico e ai contenuti previsti per il Manifesto, i programmi e i curricula dei docenti, le iniziativi culturali, le iniziative formative e quelle relative ai tirocini e agli stage, intraprese; e) la predisposizione e la diffusione (anche attraverso lo spazio Internet, dedicato al Corso di Studio) delle informazioni relative all’attività formativa, ai procedimenti organizzativi e alla programmazione degli orari delle lezioni, dei calendari di esame e delle altre prove di verifica, nonché degli orari di ricevimento dei docenti; f) la verifica e l’approvazione dei piani di studio individuali degli studenti, delle domande di tesi e delle pratiche relative agli studenti; g) la delibera in merito ai riconoscimenti e alle convalide, istruiti dalla Commissione didattica del Corso di Studio, secondo le modalità previste dal Regolamento didattico del Corso di Studio, degli esami e dei crediti didattici conseguiti dagli studenti in altri Corsi di Studio o in altre Facoltà italiane ed estere o relativamente ad altre attività formative certificate. 3. Spetta al Consiglio del Corso di Studio il pieno rispetto degli adempimenti e delle procedure riguardanti il Corso di Studio in tutte le sue espressioni, segnalati come indispensabili e urgenti in riferimento a quanto stabilito dai Regolamenti di Ateneo, dalla normativa nazionale o da eventuali richieste, modifiche ed integrazioni che dovessero intervenire in ambito di Ateneo e nazionale.
1. Il Consiglio del Corso di Studio è convocato ordinariamente ogni tre mesi e, straordinariamente, quando occorre. Può anche essere convocato su richiesta motivata di almeno un quinto dei consiglieri. La convocazione dei consiglieri deve essere fatta con avviso scritto almeno otto giorni prima della data della seduta, salvo casi di comprovata urgenza, tramite convocazione e-mail o fax. 2. Le presenze alle sedute del Consiglio del Corso di Studio sono registrate all’inizio di ciascuna seduta distintamente tra gli aventi diritto al voto e gli altri consiglieri. 3. Nelle sedute del Consiglio del Corso di Studio, il Coordinatore apre la discussione sugli argomenti in oggetto e sulle proposte di delibere, oppure può delegare un relatore a farlo in sua vece. Il Segretario prende l’ordine delle iscrizioni a parlare e, su tale base, il Coordinatore dà la parola. Il Coordinatore può, tenuto conto della discussione, proporre la chiusura delle iscrizioni a parlare, fissare un limite di tempo per ogni intervento sullo stesso tema e impedire di ridiscutere su argomenti già deliberati. Può chiedere al Consiglio di invertire l’ordine del giorno o di inserire argomenti particolarmente urgenti non previsti nell’ordine del giorno (quest’ultima proposta può essere anche fatta da almeno dieci consiglieri, ma va approvata dal Consiglio del Corso di Studio). 4. Le mozioni d’ordine, cioè i richiami al Regolamento, al modo di condurre la discussione, all’ordine del giorno e alla priorità di una votazione, hanno la precedenza e fanno sospendere la discussione sull’argomento in atto. A seguito possono parlare solo un oratore in favore ed uno contrario. 5. I consiglieri che intervengono nella discussione possono presentare emendamenti scritti alle proposte di delibere ed illustrarli. Non possono, sotto qualsiasi forma, essere proposti emendamenti a deliberazioni già prese dal Consiglio del Corso di Laurea. 6. Le deliberazioni sono prese a maggioranza degli aventi diritto; in caso di parità prevale il voto del Coordinatore. Nessuno può prendere parte al voto su questioni che lo riguardano personalmente o che riguardino suoi parenti o affini entro il quarto grado. 7. La votazione avviene di norma in modo palese e si effettua per alzata di mano. Se il Coordinatore reputa dubbio il risultato può procedere ad una votazione per appello nominale. 8. Alle votazioni per appello nominale o per scrutinio segreto, si procede nei casi previsti dalle leggi o dai Regolamenti. Si vota per appello nominale o a scrutinio segreto anche su richiesta del Coordinatore o di almeno dieci consiglieri. 9. Il verbale di ogni seduta è depositato in visione dei consiglieri presso la segreteria del Consiglio di Corso di Studio almeno cinque giorni prima della seduta di approvazione e, comunque, non oltre due mesi dalla data cui si riferisce. Le eventuali correzioni al verbale devono essere presentate per iscritto al Coordinatore e messe in discussione prioritariamente rispetto agli altri punti all’ordine del giorno.
Le attività a scelta dello studente corrispondono a 8 cfu che possono essere coperti dalla frequenza di 1 o più insegnamenti i cui attestati di profitto equivalgono ad 1 esame. Gli insegnamenti scelti fra quelli erogati presso i Corsi di studi della Facoltà di Architettura o di altra Facoltà della Sapienza devono essere comunicati al Consiglio del Corso di studi per verificare la loro congruenza con gli obiettivi formativi. Comunque, a titolo preferenziale, per l’esame a scelta dello studente il Corso di Laurea Magistrale AP dà indicazione di seguire uno dei seguenti insegnamenti: • Storia dell’Architettura contemporanea ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato; (8 cfu) • Storia dell’Architettura antica e medioevale ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato; (8 cfu) • Storia dell’Architettura moderna ICAR/18 (attivato nel CdL SA) per chi non lo avesse già frequentato (8 cfu)
Il Corso di studio indicherà annualmente il numero dei posti disponibili per trasferimento ad ogni anno di corso, tenendo conto della numerosità della classe, con apposito bando in cui saranno definiti i criteri di selezione e il numero dei posti riservati a studenti provenienti da altri atenei al di fuori della regione Lazio: Il bando sarà emanato entro il mese di luglio. In ogni caso le regole per l’accesso ed il trasferimento sono definite nel rispetto delle norme previste dalla l. 270/’04: 1- La richiesta di trasferimento da parte di studenti appartenenti alla stessa classe, LM3 Architettura del Paesaggio, da un’altra università, è possibile qualora sia rispettata la tempistica e la modulistica prevista dal Regolamento didattico della Sapienza. I crediti vengono riconosciuti sulla base degli ambiti disciplinari previsti nell’ordinamento della classe. 2 – La richiesta di trasferimento di studenti appartenenti ad una classe diversa dalla LM3 Architettura del Paesaggio, il trasferimento è consentito qualora essi siano in grado di attestare l’acquisita competenza nei campi dell’analisi del paesaggio, del territorio e dell’ambiente (comprensione, gestione dati, rappresentazione) nonché capacità di orientarsi nella lettura e nella definizione di un progetto di paesaggio e di avere nozioni di base in materia di geologia, botanica, ecologia e diritto dell’ambiente e del paesaggio. Ovvero si richiede che il richiedente abbia conseguito almeno 90 cfu adeguatamente distribuiti nei seguenti settori scientifico disciplinari: MAT/05, BIO/01, BIO/02, BIO/03, BIO/07, GEO/04, GEO/05, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/12, ICAR/13, ICAR/14, ICAR/15, ICAR/17, ICAR/18, ICAR/19, ICAR/20, ICAR/21, ICAR/22, AGR/01, AGR/03, AGR/04, AGR/05, AGR/08, AGR/10, AGR/12, IUS/09, IUS/10, INF/01, ING-INF/05, ING-IND/11, SPS/10.
Art. 12. La tipologia delle forme didattiche adottate
Le forme didattiche adottate sono quelle: - a carattere sperimentale relative all’attività di laboratorio in cui si applicano le conoscenze multidisciplinari attraverso l’elaborazione di un progetto di paesaggio; - didattica frontale con corsi mono-disciplinari ed integrati. - Attività seminariale e workshop con la possibilità di contributi di esperti esterni a livello nazionale ed internazionale; - Eventuali corsi replicati in teledidattica. Ciascuna tipologia di insegnamento si avvarrà di strumenti tecnici adeguati allo svolgimento dell’attività didattica. Caratteristiche della prova finale La prova finale consiste in un lavoro di ricerca individuale, con carattere di originalità, che lo studente sviluppa sotto la guida di un docente relatore per un ammontare di 12 cfu. Essa potrà avere carattere teorico o di natura progettuale. Lo studente propone sia il tema che il relatore che lo seguirà nello svolgimento della prova che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio del Corso di studio. Della prova finale fa parte integrante la prova di lingua, importante nelle discipline paesaggistiche.
Non sono previsti specifici cfu per stage e tirocinio, ma 1 cfu relativo a: • altre attività funzionali all’incremento dell’abilità informatica; • approfondimenti conoscitivi inerenti allo svolgimento della prova finale; • eventuali vincite di borse di studio per l’Italia o per l’estero, o per collaborazione in strutture di ateneo (laboratori, biblioteche, sort, ecc.); • attestati di svolgimento di attività lavorativa o concorsuale inerente al corso di laurea magistrale frequentato. I cfu previsti per tale voce (art.10, comma 5, lettera d) sono 1.
Lo studente ha l’obbligo di frequenza solo nell’attività di laboratorio nella misura del 70% dell’ammontare delle ore previste; qualora lo studente non dovesse acquisirle è tenuto a rifrequentare il laboratorio e ad iscriversi come ripetente per l’anno successivo. Nel caso in cui lo studente acquisisca le presenze necessarie ma non sostenga l’esame di verifica egli lo potrà fare entro due anni, anche con un diverso docente, ma con lo stesso tema progettuale. Per tutti gli altri corsi lo studente dovrà svolgere l’esame sul programma dell’anno che egli ha frequentato.
La progettazione del corso di laurea è stata impostata tenendo conto della necessità di riorganizzazione e riduzione del numero dei corsi sancita dal D.M.270/2004. Il corso in Classe 3S - Architettura del paesaggio (ex ordinamento 509) esistente presso la Prima Facoltà di Architettura "L. Quaroni" di Roma è stato pertanto trasformato in corso di laurea magistrale in classe LM-3 – Architettura del paesaggio. La trasformazione del corso esistente tiene conto della tradizione delle scuole europee di paesaggio e, in particolare dell'esperienza della Scuola di specializzazione in Architettura di Parchi, Giardini e dei Sistemi naturalistico-ambientali (ora Beni naturali e territoriali)di Roma, attiva dal 1997 ed oggi unica in Italia, del corso di laurea triennale in Architettura dei giardini e paesaggistica e del corso di laurea specialistica in Architettura del Paesaggio, e della richiesta di una professionalità specifica nel campo delle attività progettuali e pianificatorie del paesaggio da parte degli enti pubblici (Regioni, Province, Comuni, Soprintendenze per i Beni Architettonici e il Paesaggio) e del mercato del lavoro.
Sintesi della relazione tecnica del nucleo di valutazione - Scheda SUA - Ordinamento Didattico
L'offerta formativa del Corso di laurea magistrale, ha ricevuto il riconoscimento da parte dell'EFLA (European Foundation For Landscape Architecture) e IFLA (International Foundation For Landscape Architecture). Essa è stata oggetto di consultazioni con: l'Ordine degli Architetti, dei Pianificatori, dei Conservatori di Roma e Provincia, la Regione Lazio - Dipartimento Territorio e Ambiente, già dal dicembre 2008, che ha ritenuto coerente l'offerta formativa e apprezza le attività post laurea per un efficace inserimento nel mondo del lavoro. La Regione Lazio ritiene coerente l'offerta formativa e propone una collaborazione, con protocolli d'intesa da definire, ai fini dell'attività di tirocinio e stages. Nelle consultazioni a livello di Ateneo le organizzazioni intervenute hanno valutato favorevolmente la razionalizzazione dell'Offerta Formativa della Sapienza, orientata, oltre che ad una riduzione del numero dei corsi, alla loro diversificazione nelle classi che mostrano un'attrattività elevata e per le quali vi è una copertura di docenti più che adeguata. Inoltre, dopo aver valutato nel dettaglio l'Offerta Formativa delle Facoltà, le organizzazioni stesse hanno espresso parere favorevole all'istituzione dei singoli corsi.
I laureati in Architettura del Paesaggio dovranno essere in grado di svolgere analisi, anche complesse e specialistiche, su e per il paesaggio e di operare, con elevata responsabilità, anche coordinando altri operatori, nei campi della pianificazione, progettazione, conservazione del paesaggio. I laureati devono: conoscere gli strumenti e le tecniche di lettura, rilievo e rappresentazione del paesaggio, analizzandone le caratteristiche idro-geo-morfologiche, vegetazionali, ecologiche, insediative e sociali; - conoscere la storia dell'architettura del paesaggio e le teorie e i processi di conservazione e di restauro dei paesaggi storici; - comprendere il sistema di segni, significati e usi che caratterizzano il paesaggio e conoscere le esigenze di salute, benessere, sicurezza e risparmio necessarie alla progettazione sostenibile del paesaggio; - conoscere e comprendere i caratteri fisico-spaziali e organizzativi del paesaggio, nelle sue componenti naturali e antropiche in rapporto alle trasformazioni storiche e al contesto socio-economico e territoriale di appartenenza; - conoscere e comprendere la complessità dei fenomeni di trasformazione del paesaggio e del processo progettuale alle diverse scale, sia dal punto di vista formale, compositivo, funzionale, tipologico, costruttivo e tecnologico, nelle sue relazioni con il contesto storico e ambientale; - conoscere e comprendere gli aspetti realizzativi dell'architettura del paesaggio; - conoscere i principi e le tecniche della pianificazione paesaggistica; - conoscere gli aspetti riguardanti l'organizzazione aziendale e dell'etica professionale Tali conoscenze sono conseguite con lo studio (orientato all'apprendimento di teorie e metodi) della letteratura attinente le varie discipline utili alla conoscenza, interpretazione e valutazione del paesaggio. I laureati devono dimostrare conoscenze e capacità di comprensione che estendono e/o consolidano quelle acquisite nel primo ciclo riguardanti i processi di progettazione del paesaggio e la pianificazione paesaggistica; in particolare gli studenti devono acquisire la consapevolezza degli obiettivi del progetto di paesaggio, l'utilizzo di strumenti di analisi appropriati per comprendere la complessità del progetto e per valutare la coerenza tra scelte progettuali e obiettivi perseguiti. L'acquisizione di tali capacità avviene anche attraverso il contributo delle discipline affini finalizzate alla comprensione delle discipline caratterizzanti e alle loro applicazioni nei laboratori di progettazione. Tali conoscenze e capacità saranno verificate attraverso valutazioni intermedie e finali nell'ambito dei vari corsi e laboratori.
La capacità di apprendimento è mirata a sintesi delle nozioni apprese nel corso degli studi, per affrontare temi progettuali complessi, attraverso l'ampliamento e l'aggiornamento delle conoscenze e delle competenze tecniche acquisite utilizzando strumenti di analisi, progettazione e gestione adeguati alle situazioni in cui opererà. I laureati devono essere in grado di: - saper individuare le prospettive e gli obiettivi per la propria formazione continua e possedere gli strumenti cognitivi di base per l'aggiornamento continuo delle proprie conoscenze; - sapersi inserire e partecipare nella vita culturale, economica e professionale; - operare con gradi di autonomia definiti e adeguati al profilo professionale individuato; - saper gestire e valutare la propria professionalità, sia individualmente che entro gruppi di lavoro. Tali capacità sono da acquisire indagando e incrociando le diverse aree della conoscenza che riguardano: a) progettazione e pianificazione del paesaggio (teorie, tecniche, strumenti); b) rapporto uomo-società-ambiente (storia del paesaggio, dell'arte e dell'architettura, della forma urbana, legislazione in materia di beni culturali, ambiente e paesaggio, sociologia); c) aspetti naturali e funzionali del paesaggio (ecologia del paesaggio, uso del suolo e requisiti funzionali); d) gestione e valutazione degli interventi (tecniche costruttive, elaborazione dati, gestione del progetto e del paesaggio). Tali capacità saranno verificate attraverso valutazioni intermedie e finali nell'ambito dei vari corsi e laboratori.
Per accedere al corso di laurea magistrale è necessario essere in possesso di un diploma di laurea o titolo equipollente in grado di attestare la acquisita competenza nei seguenti campi (Aree di apprendimento: paesaggio “culturale” Icar 14 e 15, 19, del territorio “urbanistico” Icar 20 e 21, dell'ambiente “ecologico” Bio 03 e 07, delle tecnologie ambientali Icar 12) con capacità di comprensione tematica, gestione dati, rappresentazione, nonché capacità di orientarsi nella teoria e prassi di un progetto di paesaggio (“identitario”, “pianificatorio”, “ecologico” e di “progettazione ambientale”. Le nozioni di base riguardano le materie di geologia, botanica, ecologia e diritto dell'ambiente e del paesaggio. Occorre, inoltre, aver conseguito almeno 90 CFU nei seguenti settori scientifico disciplinari. MAT/05, BIO/01, BIO/02, BIO/03, BIO/07, GEO/04, GEO/05, ICAR/07, ICAR/08, ICAR/09, ICAR/12, ICAR/13, ICAR/17, ICAR/14, ICAR/15, ICAR/18,ICAR/19, ICAR/20, ICAR/21, ICAR/22, AGR/01, AGR/03, AGR/04, AGR/05, AGR/08, AGR/10, IUS/09, IUS/10, INF/01, ING-INF/05, ING-IND/11, SPS/10. Tutti i requisiti sopraindicati sono condizione essenziale per l'iscrizione alla laurea magistrale. Possono partecipare al concorso, con riserva, anche i laureandi che conseguiranno la laurea di primo livello entro il 31 dicembre dell'anno in cui è bandito il concorso. La verifica della personale preparazione è effettuata dal coordinatore del Corso di Laurea sulla base del curriculum studiorum dello studente. Eventuali integrazioni curriculari in termini di CFU devono essere acquisite prima della preparazione individuale.
La prova finale consiste in un lavoro di ricerca individuale, con carattere di originalità, che lo studente sviluppa sotto la guida di un docente (relatore). Essa potrà avere carattere teorico o di natura progettuale. Lo studente propone sia il tema che il relatore che lo seguirà nello svolgimento della prova che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio del Corso di studio. Della prova finale fa parte integrante la prova di lingua, indispensabile nelle discipline paesaggistiche. Il lavoro di ricerca individuale viene proposto valorizzando il carattere di originalità (sviluppato dallo studente ed indirizzato da un docente relatore). Esso potrà avere carattere teorico metodologico (in questo caso con controrelatore) o preferibilmente di natura progettuale. Lo studente propone tema e relatore, possibilmente con largo anticipo, per maturare la tesi anche negli esami precedenti attinenti. Nel caso di tesi a partecipazione plurima, è obbligatorio avere parti a responsabilità diretta di ogni singolo candidato. La prova viene illustrata commentando la serie di tavole (tra 10 e 20) e rispondendo alle domande della commissione, che a fine sessione si riunisce e discute nel merito arrivando a ad una valutazione condivisa (basso, medio alto valore) a partire dalla media degli esami curriculari
Il titolo conseguito a conclusione del percorso formativo garantisce l'ammissione all'Esame di stato per l'iscrizione all'Ordine degli Architetti, dei Pianificatori, dei Paesaggisti e dei Conservatori nella Sezione A dell'Albo professionale, settore ‘Paesaggistica' e l'accesso ai Master di 2° livello. Ai sensi del D.P.R. n° 328 5/6/2001 (art. 16, 3) "formano oggetto dell'attività professionale degli iscritti nella Sezione A, settore Paesaggistica" "la progettazione di parchi e giardini, la redazione di piani paesistici, il restauro di parchi e giardini storici, contemplati dalla legge 20 giugno 1909, n°364, ad esclusione delle loro componenti edilizie". La preparazione dell'Architetto del Paesaggio è finalizzata a creare una figura professionale capace di ricoprire il ruolo di progettista del paesaggio, secondo gli standard europei per la libera professione e come consulente di altre figure professionali o in proprio. L'Architetto del paesaggio, secondo quanto stabilito dall'EFLA (European Federation for Landscape Architecture), è competente nella pianificazione, nella progettazione e nella gestione dei processi connessi alle configurazioni e modificazioni del paesaggio, nelle sue componenti naturali ed antropiche; è altresì qualificato sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali e socio-culturali del territorio. L'Architetto del Paesaggio è inoltre abilitato, a seguito del relativo esame di Stato, a firmare progetti di paesaggio, di restauro di parchi e giardini storici , nonché di pianificazione paesaggistica Oltre all'acquisizione di una competenza interdisciplinare generale nelle attività di settore, si possono indicare ulteriori funzioni professionali specifiche che il laureato specialista può svolgere a diversi livelli metodologici e operativi partecipando ad attività di: - progettazione e controllo delle trasformazioni paesaggistiche nei loro valori ed identità storiche;; organizzazione e conduzione dei procedimenti di valutazione della sostenibilità ecologico-ambientale degli interventi di riqualificazione paesaggistica; progettazione, programmazione e gestione di interventi complessi di protezione, ripristino e trasformazione controllata di aree estese a valenza naturale prevalente. Il corso è finalizzato a preparare una figura professionale che oltre ad avere una competenza generale nelle attività di settore, potrà coprire ruoli direttivi nella Pubblica Amministrazione. L'Architetto del Paesaggio avrà competenze fondate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambienatali e storico-culturali del territorio necessarie per operare presso i Ministeri, le Soprintendenze e altri Enti pubblici – DM 20/11/2000 - in relazione agli adempimenti e compiti previsti nella Convenzione europea del paesaggio divenuta operativa in Italia con legge (1/09/2006) e al Codice del Beni culturali e del Paesaggio (DM 42/2004 e successive modificazioni).
Si fa presente che nella scheda informativa le date non sono state aggiornate, poichè i corsi, adeguati secondo le indicazioni del CUN, saranno ratificati dal Senato Accademico nella prima seduta utile (7 giugno 2011).
Il tutorato in itinere è assicurato dal servizio di orientamento delle facoltà (Sort) che prevedono uno o più docenti di riferimento. Per le informazioni di carattere generale sulle procedure amministrative, il supporto relativo ai servizi informatici (prenotazione agli esami, ecc...) gli studenti italiani possono rivolgersi al servizio CIAO (Centro Informazioni Accoglienza Orientamento); per gli stranieri invece è attivo il servizio HELLO.
Borse di studio per tesi di laurea all’estero http://www.uniroma1.it/internazionale/studiare-e-lavorare-allestero/bors... Le borse di studio per tesi all’estero sono rivolte a studenti regolarmente iscritti almeno al I anno del corso di laurea magistrale o specialistica, al penultimo o all’ultimo anno di laurea magistrale o specialistica a ciclo unico che desiderino svolgere parte del proprio lavoro di preparazione della tesi all’estero presso Istituzioni, Enti, imprese, aziende straniere o comunitarie, o presso Istituzioni sovra-nazionali od internazionali di adeguato livello scientifico e culturale. Il lavoro di tesi all’estero deve svolgersi per un periodo di almeno due mesi continuativi. L’importo della borsa di studio è stabilito annualmente dal Senato Accademico ed in genere ammonta a € 2.600 al lordo dell’IRPEF. Le borse sono attribuite sulla base di un bando di concorso gestito dalle Facoltà: si deve presentare la propria candidatura direttamente presso la propria Presidenza. Borse di studio per attività di perfezionamento all’estero http://www.uniroma1.it/didattica/borse-di-studio/borse-di-perfezionament... Le borse di studio per perfezionamento all’estero, vengono bandite ogni anno, per consentire ai laureati di frequentare corsi o attività di perfezionamento presso istituzioni estere ed internazionali di livello universitario. Hanno durata minima di 6 mesi e massima di 12. Sono riservate a laureati che non abbiano superato i 29 anni di età e che siano in possesso del diploma di laurea magistrale, magistrale a ciclo unico o equiparate conseguito presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Per accedere alla borsa di studio, il candidato dovrà superare un concorso per titoli ed esami. Accordi di mobilità studenti tra Sapienza ed università straniere http://www.uniroma1.it/internazionale La mobilità studentesca extra-europea derivante dai protocolli aggiuntivi può essere finanziata mediante borse di studio della durata minima di tre mesi. Le Relazioni Internazionali ne gestiscono i fondi, si segnala che: - le procedure di attivazione per la loro richiesta da parte delle facoltà vengono avviate ad inizio anno solare; - i fondi di copertura delle borse vengono assegnati a seguito di idonee selezioni effettuate a livello di facoltà; - i bandi per la selezione devono essere pubblicati ed i risultati inviati alla Rip. IX entro e non oltre fine maggio/ottobre; - gli studenti selezionati sono assistiti per la sottoscrizione di contratto ed adempimenti successivi dalla Rip. IX; - lo studente ammesso continua a pagare le tasse soltanto presso l’Università di origine e beneficia di servizi presso l’Università ospitante. Erasmus mundus http://www.uniroma1.it/internazionale Erasmus Mundus è un programma di cooperazione e mobilità nel settore dell’istruzione superiore che promuove l’Unione europea come centro di eccellenza della conoscenza nei confronti dei paesi terzi. Sostiene corsi post-laurea europei e fornisce borse di studio per studenti di paesi terzi e a studenti europei che studiano in paesi terzi. Grazie alle borse di studio Erasmus Mundus è possibile: - frequentare corsi di secondo livello congiunti (lauree magistrali) o dottorati congiunti realizzati da consorzi di istituzioni di istruzione superiore europee e di paesi terzi; gli studenti/candidati dottorali che concludono gli studi con esito positivo ottengono un titolo di studio congiunto, oppure doppio o multiplo. La domanda va presentata ai responsabili del corso al quale si è interessati, secondo le indicazioni contenute nei bandi annuali pubblicati da ognuno consorzi Erasmus Mundus. Per visualizzare l’elenco dei corsi, consultare il sito: www.erasmusmundus.it - realizzare periodi di mobilità individuale, se studenti (primo ciclo, secondo ciclo, dottorato, post-dottorato) iscritti a istituzioni d’istruzione superiore dell’UE che fanno parte di partenariati internazionali finanziatiannualmnte da Erasmus Mundus. L’elenco dei partenariati di cui Sapienza fa parte viene aggiornato nel mese di settembre alle pagine dell’area internazionale Programma Leonardo da Vinci http://www.uniroma1.it/internazionale Il programma Leonardo da Vinci, promosso dalla Commissione europea, sostiene progetti transnazionali di tirocinio rivolti ai lavoratori e ai giovani disponibili sul mercato del lavoro. I tirocini Leonardo da Vinci intendono migliorare le competenze e l'occupabilità dei beneficiari attraverso esperienze di formazione e lavoro presso un organismo di accoglienza in un altro paese. Sapienza richiede annualmente finanziamenti all’Agenzia Nazionale Leonardo da Vinci per offrire due tipi di tirocini: settoriali e trasversali. La pubblicazione dei bandi è soggetta all’approvazione del finanziamento. Unipharma-Graduates Unipharma Graduates offre tirocini in centri di ricerca del settore chimico farmaceutico a laureati delle facoltà di Farmacia, Scienze, Medicina e chirurgia, Chimica, di tutte le Università italiane. Il tirocinio consentirà di applicare, in un contesto aziendale, i contenuti della propria formazione universitaria. I tirocini hanno una durata di 24 settimane. Per partecipare al programma è indispensabile una buona conoscenza della lingua inglese. Il bandi sono pubblicati nel mese di dicembre. I critieri di selezione sono: Merito accademico Voto di laurea e media degli esami sono il criterio principale per la selezione dei candidati. Il voto di laurea minimo per presentare la propria candidatura è 105. Certificazione linguistica La preparazione linguistica viene valutata sia attraverso test di valutazione della competenza per la lingua inglese, sia attraverso certificati riconosciuti, esperienze di studio all’estero (es. partecipazione al programma Erasmus) Coerenza tra il percorso di formazione e il tirocinio proposto Le motivazioni e gli obiettivi del candidato in relazione ai tirocini formativi proposti sono valutati con particolare attenzione alla congruità rispetto al curriculum formativo. Borse di tirocinio per lettori di lingua italiana in Australia http://www.uniroma1.it/internazionale Sapienza Università di Roma, d’intesa con il Coasit di Melbourne, mette a disposizione borse di tirocinio per insegnare italiano nelle scuole del Victoria, della Tasmania e del South Australia. Il bando è rivolto ai laureati del vecchio ordinamento o di laurea magistrale conseguite nelle Facoltà di Lettere e Filosofia, Filosofia, Scienze Umanistiche e Studi Orientali negli ultimi 12 mesi. Indispensabile la conoscenza della lingua inglese e la disponibilità ad assumere servizio in Australia a decorrere dal mese di aprile. Studenti free movers http://www.uniroma1.it/internazionale/studiare-e-lavorare-allestero/stud... Si chiamano “free mover” gli studenti che non partecipano ad un programma di scambio organizzato dall’università, come ad esempio l’Erasmus, ma scelgono invece di loro iniziativa l’università ospitante, organizzando autonomamente il periodo di studio all’estero. Per avere la possibilità di frequentare dei corsi presso un’altra università e poi di farli riconoscere all’interno del proprio piano di studio bisogna ottenere l’autorizzazione da parte della facoltà di provenienza e l’ammissione da parte dell’università ospitante. European Network of University Orchestras (Enuo) http://www.uniroma1.it/sapienza/musica/MuSa La Sapienza aderisce all’European Network of University Orchestras, ENUO, un network per le orchestre universitarie di tutta Europa istituito nell’autunno del 2011 dall'Università di Uppsala. Obiettivo del network è realizzare una rete attraverso la quale i membri delle orchestre universitarie d’Europa possano scambiarsi informazioni e creare opportunità di confronto; estendere il concetto di cittadinanza europea; incoraggiare gli studenti di paesi diversi a fare musica insieme. Vengono proposti inoltre viaggi-studio e esperienze nelle orchestre delle altre università d’Europa per promuovere lo scambio di cultura e di idee e per dare opportunità agli studenti di vivere momenti di formazione e creatività. A oggi sono in rete 109 orchestre provenienti da 16 paesi dell'Unione europea. Assistenza per lo svolgimento dei periodi all’estero www.uniroma1.it/europrog/erasmus L’assistenza per lo svolgimento dei periodi all’estero è garantita dall’ufficio Programmi internazionali che si occupa della gestione di Erasmus, il programma settoriale comunitario che riguarda l'insegnamento superiore e la formazione professionale. Erasmus promuove l’attività di cooperazione transnazionale tra le istituzioni di istruzione superiore; incoraggia la mobilità per fini di studio (SMS) e di tirocinio (SMP) degli studenti tra le università europee in tutte le discipline e i livelli di studio (dottorato compreso) e favorisce il riconoscimento accademico degli studi all'interno della Comunità europea. Mobilità degli studenti per soggiorni di studio (SMS) Erasmus consente la frequenza di un’università europea, tra quelle che partecipano al programma, dove poter seguire corsi e sostenere esami relativi al proprio curriculum accademico oppure di svolgere studi per la propria tesi di laurea oppure di svolgere attività formative nell’ambito di un corso di dottorato. Il soggiorno di studio può avere una durata minima di tre e massima di dodici mesi da svolgersi nell’arco temporale compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre dell'anno successivo, cioè per l'anno 2017-2018 la decorrenza dell’Erasmus va dal 1 giugno 2017 al 30 settembre 2018. Mobilità degli studenti per tirocini formativi (SMP) Erasmus permette di svolgere tirocini presso imprese, centri di formazione e di ricerca con sede in uno dei paesi partecipanti al programma. La durata dell’attività di tirocinio è compresa tra i tre e i dodici mesi da effettuarsi nel periodo sopra indicato, per svolgere all’estero esclusivamente attività di placement a tempo pieno riconosciuta come parte integrante del programma di studi dello studente/dottorando dal proprio Istituto di appartenenza. Facoltà partecipanti al programma Architettura, Economia, Farmacia e Medicina, Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, Giurisprudenza, Ingegneria Civile e Industriale, Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica, Medicina e Odontoiatria, Medicina e Psicologia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione. Condizioni generali di partecipazione La partecipazione al programma Erasmus della Sapienza Università di Roma avviene concorrendo ai bandi indetti presso le facoltà aderenti al programma. Inoltre, sono previsti specifici bandi per prendere parte all’attività SMP (tirocinio Erasmus) che sono pubblicizzati nella pagina web dedicata all’Erasmus.
Il Centro informazioni accoglienza e orientamento è un servizio gestito da 4 unità di personale afferenti all’area Area Offerta Formativa e Diritto allo studio e da circa 180 studenti vincitori di borsa di collaborazione e iscritti agli ultimi anni di tutte le facoltà della Sapienza. Il Ciao svolge attività di informazione e consulenza per gli studenti e le matricole su: - modalità di immatricolazione e di iscrizione; - orari e sedi delle segreterie, degli uffici e delle strutture di servizio e di utilità; - utilizzo del sistema informativo di ateneo (Infostud); - procedure previste nei regolamenti per gli studenti (passaggi, trasferimenti ecc...); - promozione dei servizi, delle attività e iniziative culturali di Ateneo. Le attività e le iniziative del Ciao, istituito nell’anno accademico 1998-1999, sono finalizzate a rendere positivi e accoglienti i momenti di primo impatto e le successive interazioni degli studenti con le istituzioni, le strutture e le procedure universitarie. I compiti principali del Ciao sono: - fornire informazioni complete, chiare e accessibili; - diversificare i canali e gli strumenti di comunicazione; adottare linguaggi, testi e stili di interazione vicini alle esigenze degli studenti; - avere atteggiamenti di disponibilità all’ascolto; - esercitare attività di assistenza e consulenza. Il CIAO conta oltre 70.000 contatti all’anno, fra front-office, mail, fax e risposte attraverso facebook, nei periodi di maggiore afflusso si contano punte di oltre 700 contatti al giorno. Al di là dei numeri, il Ciao è diventato in questi anni un punto di riferimento per gli studenti della Sapienza, che in tante occasioni continuano a dimostrare il loro apprezzamento grazie al lavoro, alla professionalità e alla disponibilità dei loro colleghi che si avvicendano nel servizio. HELLO – welcome service www.uniroma1.it/hello "Hello" è lo sportello di accoglienza e informazioni dedicato agli studenti stranieri interessati a studiare presso il nostro ateneo. Più in generale, Hello svolge un servizio di primo contatto con il pubblico internazionale, anche allo scopo di indirizzare le richieste degli utenti verso gli uffici specifici. Il servizio è gestito da 4 unità di personale afferenti all’area Area Offerta Formativa e Diritto allo studio e da borsisti selezionati tra i nostri studenti extracomunitari e italiani con ottima conoscenza dell’inglese e di almeno una seconda lingua straniera.
Il Sistema di Assicurazione Qualità (AQ) di Sapienza è descritto diffusamente nelle Pagine Web del Team Qualità consultabili all'indirizzo http://www.uniroma1.it/ateneo/governo/team-qualit%C3%A0. Nelle Pagine Web vengono descritti il percorso decennale sviluppato dall'Ateneo per la costruzione dell'Assicurazione Qualità Sapienza, il modello organizzativo adottato, gli attori dell'AQ (Team Qualità, Comitati di Monitoraggio, Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti, Commissioni Qualità dei Corsi di Studio), i Gruppi di Lavoro attivi, le principali attività sviluppate, la documentazione predisposta per la gestione dei processi e delle attività di Assicurazione della Qualità nella Didattica, nella Ricerca e nella Terza Missione. Le Pagine Web rappresentano inoltre la piattaforma di comunicazione e di messa a disposizione dei dati di riferimento per le attività di Riesame, di stesura delle relazioni delle Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti e dei Comitati di Monitoraggio e per la compilazione delle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca. Ciascun Corso di Studio e ciascun Dipartimento ha poi facoltà di declinare il Modello di Assicurazione Qualità Sapienza definito nelle Pagine Web del Team Qualità nell'Assicurazione Qualità del CdS/Dipartimento mutuandolo ed adattandolo alle proprie specificità organizzative pur nel rispetto dei modelli e delle procedure definite dall'Anvur e dal Team Qualità. Le Pagine Web di CdS/Dipartimento rappresentano, unitamente alle Schede SUA-Didattica e SUA-Ricerca, gli strumenti di comunicazione delle modalità di attuazione del Sistema di Assicurazione Qualità a livello di CdS/Dipartimento.
La AQ organizzata sull'impegno e responsabilità dei seguenti soggetti: Prof. ssa Alessandra Battisti (Presidente CdS, Responsabile della Redazione del rapporto di Riesame); Prof. Carlo Valorani (Docente del CdS e Responsabile Qualità del CdS); Prof. Romeo Di Pietro (Docente del CdS e supporto operativo al Percorso Qualità del CdS); Sig. Giuseppe Colaceci (personale amministrativo, supporto amministrativo-burocratico a tutti i passaggi istituzionali da effettuare nella AQ); Sig.ra Ylenia Romani (rappresentante degli studenti per la AQ). Le attività sono cosi ripartite: la Prof.ssa Battisti segue, insieme al prof. Valorani, l'organizzazione del sistema di Assicurazione della Qualità, e segue le attività relative al monitoraggio delle opinioni degli studenti insieme al prof. Romeo Di Pietro; il prof. Valorani segue la parte relativa agli spazi e alle infrastrutture e cura l'organizzazione e l'architettura del progetto didattico, in qualità di coordinatore del Cds, comprese le attività di interfaccia con le diverse parti interessate; il prof. Romeo di Pietro segue il monitoraggio e la valutazione delle attività esterne, tirocinio, erasmus e placement lavorativo. Il Team ha redatto i rapporti di autovalutazione negli anni precedente al 2016 e il Rapporto di riesame per l'a.a. 2016-2017
a) La tipologia delle forme didattiche adottate. Le forme didattiche adottate sono quelle: - a carattere sperimentale relative all’attività di laboratorio in cui si applicano le conoscenze multidisciplinari attraverso l’elaborazione di un progetto di paesaggio; - didattica frontale con corsi monodisciplinari ed integrati. Attività seminariale e workshop con la possibilità di contributi di esperti esterni a livello nazionale ed internazionale; - Eventuali corsi replicati in teledidattica. Ciascuna tipologia di insegnamento si avvarrà di strumenti tecnici adeguati allo svolgimento dell’attività didattica. b) Caratteristiche della prova finale La prova finale consiste in un lavoro di ricerca individuale, con carattere di originalità, che lo studente sviluppa sotto la guida di un docente relatore per un ammontare di 12 cfu. Essa potrà avere carattere teorico o di natura progettuale. Lo studente propone sia il tema che il relatore che lo seguirà nello svolgimento della prova che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio del Corso di studio. Della prova finale fa parte integrante la prova di lingua, indispensabile nelle discipline paesaggistiche. c) Le modalità di verifica delle conoscenze delle lingue straniere ed i relativi crediti. L’acquisizione dell’idoneità assegnata alla conoscenza delle lingue straniere avviene dopo aver sostenuto la prova di lingua. La prova avverrà con i lettori presenti in facoltà o nella struttura dipartimentale a cui afferisce il relatore della tesi di laurea; nel caso in cui lo studente sia in possesso di titolo rilasciato da un Istituto di lingua ufficialmente riconosciuto, l’attribuzione dei cfu avviene d’ufficio dopo la presentazione del titolo conseguito alla segreteria didattica della facoltà. d) modalità di verifica di altre competenze. Non sono previsti specifici cfu per stage e tirocinio, ma 1 cfu relativo a: • altre attività funzionali all’incremento dell’abilità informatica; • approfondimenti conoscitivi inerenti allo svolgimento della prova finale; • eventuali vincite di borse di studio per l’Italia o per l’estero, o per collaborazione in strutture di ateneo (laboratori, biblioteche, sort, ecc.); • attestati di svolgimento di attività lavorativa o concorsuale inerente al corso di laurea magistrale frequentato. I cfu previsti per tale voce (art.10, comma 5, lettera d) sono 1. e) le altre disposizioni. Gli studenti sono tenuti a rispettare tutti gli obblighi previsti dal regolamento didattico di facoltà formulato in base alla l. 270/’04 per quanto concerne le attività curriculari dello studente. f) modalità di frequenza. Lo studente ha l’obbligo di frequenza solo nell’attività di laboratorio nella misura del 70% dell’ammontare delle ore previste; qualora lo studente non dovesse acquisirle è tenuto a rifrequentare il laboratorio e ad iscriversi come ripetente per l’anno successivo. Nel caso in cui lo studente acquisisca le presenze necessarie ma non sostenga l’esame di verifica egli lo potrà fare entro due anni, anche con un diverso docente, ma con lo stesso tema progettuale. Per tutti gli altri corsi lo studente dovrà svolgere l’esame sul programma dell’anno che egli ha frequentato. g) modalità di riconoscimento di altri corsi. Lo studente che ha acquisito crediti al di fuori del CdS regolamentato della Sapienza o di altre Università, per averne il riconoscimento dovrà presentare regolare domanda presso la segreteria didattica di Facoltà. Il Consiglio del Corso di studi valuterà mediante un colloquio e/o prova scritta il riconoscimento o meno dei crediti acquisiti in Corsi di studio della Sapienza, diversi dal corso di studio o di altre Università. h) le eventuali prove di verifica di esami già sostenuti, qualora i Consigli ritengano obsoleti i contenuti culturali per l’essere passato troppo tempo dal loro sostenimento, diversificati tra tempo pieno e tempo parziale. Non sono in generale previste prove di verifica di esami già sostenuti, indipendentemente dal periodo del loro sostenimento. i) le tipologie e modalità del tutorato didattico Il CdLM organizza, incaricandone uno o più docenti, attività di orientamento e tutorato relative ai programmi di mobilità internazionale degli studenti, in particolare nell’ambito dei programmi di mobilità promossi dall’Ateneo. Le attività di tutorato concernono, inoltre, l’informazione circa il percorso formativo interno al CdLM, sul funzionamento dei servizi e i benefici a favore degli studenti, con la finalità di aiutarli nel loro processo di formazione e favorirne la partecipazioni alle attività accademiche.
SOUL Sapienza ha effettuato una terza indagine (2016) sulle imprese registrate (circa 11.900). Hanno risposto al questionario 689 aziende. Il modulo inviato ha inteso indagare gli argomenti riportati di seguito: 1) utilità per l'azienda delle attività di tirocinio; 2) livello di soddisfazione dell'azienda per la preparazione del tirocinante; 3) livello di soddisfazione dell'azienda per i Servizi di placement e tirocini offerti dalla Sapienza; 4) approfondimento sulla rispondenza dei servizi disponibili rispetto alle aspettative aziendali; 5) livello di soddisfazione dell'azienda rispetto agli studenti e i laureati con i quali sono entrati in contatto (sia tramite tirocini che attraverso collaborazioni lavorative); 6) priorità sulle quali intervenire per favorire il rapporto fra la fase di formazione e quella di inserimento lavorativo. Utilizzando un questionario strutturato sono stati registrati i risultati riportati nel file allegato Le informazioni al momento disponibili riguardano i tirocini (curriculari ed extracurricolari) attivati dal 1/07/2015 al 30/06/2016. Complessivamente i tirocini attivati dalla Sapienza sono stati 2642 e gli Enti e le aziende coinvolte circa 1120.