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Timestamp: 2019-01-24 05:10:46+00:00
Document Index: 113022528

Matched Legal Cases: ['art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1904', 'art. 1322', 'art 1588', 'art 1910', 'art 2', 'art. 1910', 'sentenza ']

Beneficiari dell'indennizzo in presenza di due contratti di assicurazione relativi al medesimo rischio (incendio) e sullo stesso bene immobile. Inapplicabilità dell'art. 1910 c.c. | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
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Omissis“….La presente controversia trae origine dalla coesistenza di due diversi contratti di assicurazione relativi al medesimo rischio (incendio) in un medesimo luogo.
Essendosi verificato l’evento dannoso ed essendo stati quantificati concordemente i danni ad esso conseguenti, ciascun contraente rivendica il proprio diritto all’indennizzo residuo (una parte del danno è stata infatti già liquidata dalla xxx in favore della signora xxx), mentre le due compagnie di assicurazione si richiamano, ciascuna per quanto di sua pertinenza, alle norme contrattuali che regolano l’ipotesi in cui il medesimo rischio sia stato oggetto di diversi contratti assicurativi.
Ciò premesso, occorre stabilire quali siano in concreto i beneficiari delle prestazioni derivanti dai due contratti di assicurazione di cui è causa e quindi verificare l’applicabilità al caso di specie dell’art. 1910 c.c. e/o degli artt. 2 e 46 delle condizioni generali di contratto della compagnia xxx, che a tale articolo derogano.
Si osserva al riguardo che, in linea di principio, l’indennizzo deve essere corrisposto dall’assicuratore al soggetto beneficiario indicato nella polizza e che, in assenza di riferimenti in tal senso, si deve presumere che detta posizione, salvo diversa pattuizione, coincida con quella del titolare dell’interesse assicurato.
Nel caso di specie si deve ritenere che entrambe le polizze assicurative siano state stipulate nell’interesse esclusivo dei rispettivi contraenti.
Dall’esame degli atti del processo, infatti, non è possibile enucleare alcun dato, di natura testuale, ermeneutica o pattizia, idoneo a dimostrare che i due contratti (o anche uno solo di essi) siano stati conclusi a beneficio di persone diverse da colui che la polizza ha sottoscritto.
Ed invero, la xxx era la effettiva proprietaria dell’immobile assicurato ed in tale qualità ha stipulato la polizza con la compagnia xxx (l’allegato 1 della polizza 366/IC precisa chiaramente che la garanzia è limitata “al rischio della proprietà”), vantando conseguentemente l’interesse, sicuramente rilevante ai sensi dell’art. 1904 c.c., a vedersi risarcire i danni cagionati ai beni di sua proprietà in conseguenza dell’incendio.
Il xxx, dal canto suo, esercitava nell’immobile locato la propria attività imprenditoriale e tale circostanza induce a ritenere che costui, stipulando apposita polizza con la xxx, abbia inteso traslare sulla compagnia assicuratrice il rischio di incendio che gravava sulla propria azienda e non garantire, se non in maniera assolutamente indiretta, il proprietario dell’immobile.
Al riguardo pare tuttavia opportuna una precisazione.
La giurisprudenza della Suprema Corte ha ripetutamente avuto modo di affermare che, in caso di stipula di assicurazione contro i danni da parte di un soggetto diverso dal proprietario del bene assicurato, il beneficiario dell’indennizzo che non sia espressamente indicato deve essere identificato nel proprietario, salvo che non si dimostri che la società assicuratrice ed il contraente abbiano inteso contrarre sulla base di uno specifico interesse giuridicamente rilevante anche ai sensi dell’art. 1322 c.c.
Tale principio, che il giudicante condivide, applicato alla fattispecie in esame induce a ritenere che beneficiario (e non solo contraente) della polizza stipulata con la xxx fosse proprio il xxx (rectius: la ditta individuale dallo stesso gestita).
Dall’esame di tale polizza emerge infatti che il xxx ha stipulato con la compagnia assicuratrice una polizza per “grande azienda industriale”, sottoscrivendo la stessa in qualità di titolare del xxx. Se ne deduce che il contratto è stato concluso da tale soggetto in qualità di imprenditore ed al fine di assicurare non già il bene locato in quanto tale (ossia le mura), eventualmente anche allo scopo di elidere il rischio derivante dalla presunzione di cui all’art 1588 c.c., ma piuttosto, l’azienda quale complesso organizzato di beni.”
Omissis”…Ed infatti i danni al fabbricato hanno determinato la lesione di due diversi interessi: quello della proprietaria, rimasta privata del bene del quale era titolare a tutti gli effetti, indipendentemente da chi avesse sostenuto le relative spese di ristrutturazione, e quella dell’imprenditore che quelle spese di impianto aveva sostenuto al fine di organizzare e svolgere l’attività aziendale con la previsione di ammortizzarle con il protrarsi del tempo.
Così chiarito che i due contratti di assicurazione devono essere considerati come fattispecie negoziali autonome ed indipendenti, volte a garantire due diversi beni (fabbricato in quanto tale ed attività aziendale del xxx locatario), si deve necessariamente escludere che il beneficiario delle due polizze possa essere identificato nel medesimo soggetto.
I beneficiari delle due polizze di cui è causa devono infatti essere identificate nei rispettivi titolari del bene assicurato.”
Omissis…”Ne consegue che non possono trovare applicazione né il disposto dell’art 1910 c.c., né, ed a maggior ragione, le norme di cui all’art 2 e 46 delle condizioni generali applicate dalla xxx.
Il vincolo della solidarietà (ed “a fortiori” eventuali deroghe pattizie alla previsione legislativa di cui all’art. 1910 c.c.) può infatti operare solo ed esclusivamente nell’ipotesi in cui siano state stipulate diverse polizze (anche da soggetti diversi) con più assicuratori, a copertura dello stesso rischio ed a favore del medesimo beneficiario, ma non quando due diversi contraenti abbiano concluso, in via autonoma, ed ognuno a proprio beneficio, altrettanti contratti di assicurazione con diverse compagnie assicurative, seppur a copertura del medesimo rischio.
Tribunale di Roma, Sez. VIII, sentenza n. 17815 del 28/5/2003, Giudice Dr.ssa D’ovidio, inedita.