Source: http://www.cartellopoli.net/2016/01/comunicato-del-campidoglio-su-pubbliche.html
Timestamp: 2018-06-21 00:36:51+00:00
Document Index: 106592005

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32']

CARTELLOPOLI: Comunicato del Campidoglio su pubbliche affissioni e Piani di Localizzazione del mezzi pubblicitari
Comunicato del Campidoglio su pubbliche affissioni e Piani di Localizzazione del mezzi pubblicitari
http://www.vasroma.it/comunicato-del-campidoglio-su-pubbliche-affissioni-e-piani-di-localizzazione-del-mezzi-pubblicitari/
Il Commissario Straordinario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca
Sulla cronaca di Roma di ieri del quotidiano “Il Messaggero” sono stati pubblicati due articoli riguardanti la materia delle affissioni e pubblicità.
Il primo articolo dal titolo “Battuta d’arresto per il piano pubblicità: manca ancora il via libera dei Municipi” è di Fabio Rossi (vedi http://www.vasroma.it/battuta-darresto-per-il-piano-pubblicita-manca-ancora-il-via-libera-dei-municipi/#more-30479), mentre il secondo articolo dal titolo “Affissioni, appalto scaduto niente spazi per i manifesti” è di Simone Canettieri: a quest’ultimo ho dovuto aggiungere un mio corposo commento con cui ho sentito l’obbligo di rettificare l’informazione non corretta che vi è stata data (vedi http://www.vasroma.it/affissioni-appalto-scaduto-niente-spazi-per-i-manifesti/#more-30526).
Ad entrambi i suddetti articoli ha ritenuto di dare un seguito immediato il Campidoglio nel pomeriggio di ieri con il seguente comunicato dal titolo “PUBBLICHE AFFISSIONI, CAMPIDOGLIO: SERVIZIO ASSICURATO PER 6 MESI” che alle ore 18,46 è stato riportato dalle Agenzie OMNIROMA, DIRE, AGI e pubblicato sul sito http://roma.repubblica.it/.
“In relazione a notizie comparse su organi di stampa sulla presunta mancanza di spazi per i manifesti in vista della campagna elettorale”, il Campidoglio “rende noto che il Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ha già adottato apposita delibera che dà mandato ai competenti Uffici dell’Amministrazione Capitolina di assicurare per un periodo non superiore a sei mesi il servizio delle Pubbliche Affissioni nel corso dell’anno 2016”.
“L’istituzione del servizio delle pubbliche affissioni – si legge nella nota di Roma capitale – non è più obbligatoria ai sensi del decreto legislativo n. 23 del 2011, che ha – inoltre – stabilito che spetta ai Comuni individuare idonee modalità, anche alternative ai manifesti, per l’agevolazione di annunci di rilevanza sociale e culturale.
L’Amministrazione Capitolina ha tuttavia – già da tempo – dato avvio ad un procedimento di riordino del settore delle affissioni, che include anche la materia pubblicitaria, tuttora in corso.
Il comunicato contiene una serie di imprecisioni che ritengo doveroso evidenziare ai fini di una corretta informazione.
PUBBLICHE AFFISSIONI – Con il 2° comma dell’art. 18 del DD.Lgs. n. 507/1993 è stato previsto che il Servizio delle Pubbliche Affissioni doveva essere obbligatoriamente istituito in tutti i Comuni con popolazione superiore a tremila abitanti.
Il Comune di Roma ha adempiuto al predetto obbligo approvando, con deliberazione Consiglio Comunale n. 289/1994, integrata con deliberazione Consiglio Comunale n. 254/1995, il primo Regolamento del settore, sostituito poi da quello adottato con deliberazione Consiglio Comunale n. 100/2006, modificato con deliberazione Consiglio Comunale n. 37/2009 e da ultimo con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50/2014.
Nei suddetti provvedimenti deliberativi e in particolare in quello attualmente vigente, è previsto uno specifico Capo III (artt. dal 13 al 17) in cui sono disciplinate le Pubbliche Affissioni, intese come il Servizio mediante il quale è assicurata l’affissione, a cura del Comune, sugli impianti a ciò destinati, dei manifesti contenenti comunicazioni aventi finalità istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica ovvero di messaggi diffusi nell’esercizio di attività economiche.
Ma con l’art. 11 del D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 è stata disciplinata l’introduzione dell’imposta municipale principale e secondaria, stabilendo testualmente “l’imposta municipale secondaria è introdotta, a decorrere dall’anno 2014, con deliberazione del consiglio comunale, per sostituire le seguenti forme di prelievo: la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità’ e i diritti sulle pubbliche affissioni”, con la precisazione riportata alla lettera e) del 2° comma che “l’istituzione del servizio di pubbliche affissioni non è obbligatoria e sono individuate idonee modalità’, anche alternative all’affissione di manifesti, per l’adeguata diffusione degli annunci obbligatori per legge, nonché per l’agevolazione della diffusione di annunci di rilevanza sociale e culturale”.
Conseguentemente, i diritti sulle pubbliche affissioni fino ad oggi corrisposti dai fruitori del servizio dovranno essere sostituiti ed inglobati nella nuova imposta municipale secondaria, da introdurre con apposita deliberazione di Assemblea Capitolina.
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 115 del 5 aprile 2013 “è stato evidenziato sia il costo elevato di gestione, mediante appalto a società esterna, coperto solo in minima parte dagli introiti dei diritti di affissione, sia la vetustà della quasi totalità degli impianti (sul territorio da oltre 25 anni), con conseguente elevato costo per la sostituzione degli attuali circa 22.000 mq. di strutture” e che “nel tempo, sono state introdotte varie forme alternative di comunicazione istituzionale con i cittadini quali i depliant cartacei, il sito web di Roma Capitale, le reti civiche interistituzionali, le trasmissioni televisive dedicate e tutte quelle altre forme consentite dagli attuali mezzi di comunicazione che permettono la divulgazione di notizie in modo rapido e capillare a costi notevolmente più contenuti”.
La Giunta Capitolina dell’allora Sindaco Alemanno ha conseguentemente deciso:
– di “sospendere temporaneamente del 1° gennaio 2014 le attuali modalità gestionali del Servizio delle Pubbliche Affissioni”;
– di utilizzare “una quantità di metri quadri non superiore ad un terzo di quelli attualmente destinati alle pubbliche affissioni” per realizzare “un circuito specificatamente destinato all’affissione dei manifesti a contenuto politico-sindacale, onde disciplinare in modo stabile tale tipo di affissione e prevenire fenomeni di affissione abusiva nel territorio cittadino”;
– di avviare “la progettazione funzionale alla revisione del Servizio delle Pubbliche Affissioni” attivando “anche prima della suddetta data, una specifica convenzione con gli operatori pubblicitari che consenta di gestire e riqualificare, esclusivamente senza oneri a carico dell’Amministrazione, i rimanenti due terzi degli impianti attualmente utilizzati per il servizio delle pubbliche affissioni, a valere quale prescrizione in tema di arredo urbano e miglioramento del decoro cittadino”.
La suddetta deliberazione non è stata completamente attuata, al punto che il nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, conferma la disciplina sulle pubbliche affissioni contenuta al Capo III (artt. dal 13 al 17) ed in tutti e 15 i Piani di Localizzazione prevede gli impianti PPAA nelle dimensioni di mt. 1,00 x 1,40, 1,40 x 2,00 e 3,20 x 2,40.
Secondo il comunicato del Campidoglio il Commissario Straordinario Francesco Palo Tronca ha adottato una apposita delibera (non ancora pubblicata sul sito del Comune) “che dà mandato ai competenti Uffici dell’Amministrazione Capitolina di assicurare per un periodo non superiore a sei mesi il servizio delle Pubbliche Affissioni nel corso dell’anno 2016”.
AFFISSIONI ELETTORALI – Sono disciplinate da una normativa nazionale che non ha niente a che vedere con le pubbliche affissioni, a cui invece le collega impropriamente il comunicato del Campidoglio.
Le “Norme per la disciplina della propaganda elettorale“ sono state dettate ben 55 anni fa dalla legge n. 212 del 4 aprile 1956, poi integrata dalla legge n. 130 del 24 aprile 1975 che ha apportato delle “Modifiche alla disciplina della propaganda elettorale ed alle norme per la presentazione delle candidature e delle liste dei candidati nonché dei contrassegni nelle elezioni politiche, regionali , provinciali e comunali”.
Successive integrazioni alla legge n. 212/1956 sono state portate dalla legge n. 515 del 10 dicembre 1993 (che ha dettato la “Disciplina delle campagne elettorali per l’elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica”) e dal Decreto Legge n. 131 del 13 maggio 1999 (concernente “Disposizioni urgenti in materia elettorale”), convertito con modificazioni nella legge n. 225 del 13 luglio 1999.
Va messo in particolare evidenza che gli articoli 6, 8 e 9 della originaria legge n. 212/1956 prevedevano cha la contravvenzione alle “Norme per la disciplina della propaganda elettorale” venisse punita con “l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da lire 100.000 a lire 1.000.000”: la suddetta disposizione è stata sostituita dalla legge n. 515/1993 che ha stabilito che chi trasgredisce “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a lire due milioni” [ora: da euro 103 a euro 1.032].
Le varie locandine elettorali devono essere collocate esclusivamente negli spazi adibiti a tale scopo dal comune: nello specifico spetta alla Giunta Comunale il compito di stabilire tra il 33° e il 30° giorno precedente a quello fissato per le elezioni quali debbano essere le aree da destinare all’affissione dei cartelloni di propaganda ai sensi del 1° comma dell’art. 2 della legge n. 212/1956 secondo il quale “la giunta municipale …. è tenuta a stabilire …. speciali spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni o riquadri, esclusivamente all’affissione degli stampati, dei giornali murali od altri e dei manifesti ….…, avendo cura di sceglierli nelle località più frequentate ed in equa proporzione per tutto l’abitato”.
Per città con oltre un milione di abitanti, come per l’appunto Roma, il numero degli spazi elettorali dovrebbe essere di almeno 500 e di non più di 1.000 (2° comma dell’art. 2 delle legge n. 212/1956).
In occasione delle elezioni amministrative del 2013 con Deliberazione di Giunta Capitolina n. 168 del 24/04/2013 sono state approvate le località d’installazione dei tabelloni per la propaganda elettorale relativa alla convocazione dei comizi per l’elezione diretta del Sindaco di Roma Capitale e dell’Assemblea Capitolina, nonché per l’elezione dei Presidenti e dei Consigli Municipali.
PIANI DI LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI – Il comunicato del Campidoglio fa riferimento anche al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) ed ai Piani di Localizzazione, riportando due passaggi scritti forse da un addetto stampa o comunque da una persona poco padrone della materia, perché non sono assolutamente rispondenti al vero.
Vi si afferma che “i Municipi debbono redigere a livello decentrato dei piani di localizzazione”.
L’affermazione è del tutto falsa dal momento che con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 il compito di redigere i 15 Piani di Localizzazione è stato assegnato alla S.p.A. “Aequa Roma”, che li ha consegnati al Comune il 30 marzo 2015 per sottoporli poi al parere delle Soprintendenze interessate, espressamente citate nel comunicato del Campidoglio, che si ferma però a questa fase e sembra quindi ignorare che i Piani di Localizzazione sono stati poi modificati per recepire le prescrizioni dettate dalle Soprintendenze e sono stati adottati con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015.
Il dispositivo della delibera di adozione dispone testualmente che la Giunta “delibera di adottare i 15 Piani di Localizzazione proposti dalla Società AequaRoma, come modificati sulla base delle risultanze della Conferenza di Servizi in premessa nonché degli indirizzi in premessa, allo scopo di avviare il percorso di partecipazione popolare previsto dall’art. 32 della deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014, allegati parte integrante al presente atto” e precisa che “con successivo atto deliberativo la Giunta approverà i suddetti 15 Piani di Localizzazione tenendo conto delle risultanze del percorso di partecipazione popolare di cui all’art. 32 della deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014”.
Secondo il comunicato del Campidoglio “il Sub Commissario delegato, Giuseppe Castaldo, su indicazione del Commissario Straordinario, ha sensibilizzato i Presidenti dei Municipi stessi affinché si attui congiuntamente il necessario percorso di partecipazione popolare”.
Ma l’opera di “sensibilizzazione” non equivale esattamente a quanto prescrive il richiamato art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP secondo cui “entro quindici giorni dall’adozione, gli elaborati relativi al piano di localizzazione sono inseriti in apposita sezione del sito internet di Roma Capitale e del sito internet dei Municipi competenti per territorio.” (vedi http://www.vasroma.it/lavvio-delle-procedure-per-acquisire-i-pareri-dei-municipi-sui-15-piani-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari/)
Non risulta che a tutt’oggi sia stata rispettata la suddetta disposizione: per tali motivi il 4 gennaio scorso ho ritenuto di dover sollecitare il Commissario Straordinario ad avviare le procedure relative alla acquisizione dei contributi partecipativi e dei pareri di competenza dei Municipi sui Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari (vedi http://www.vasroma.it/vas-sollecita-il-commissario-straordinario-francesco-paolo-tronca-ad-avviare-le-procedure-relative-alla-acquisizione-dei-contributi-partecipativi-e-dei-pareri-di-competenza-dei-municipi-sui-piani-di-l/#more-30336)
francesco biancuzzi 14 gennaio 2016 09:36
http://cassiablog.it/cartellopoli-verso-una-soluzione/