Source: http://dircomm.it/2003/repertorio.2003.html
Timestamp: 2017-12-11 06:02:18+00:00
Document Index: 76491974

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'sentenza ', 'art. 106', 'art. 1283', 'art. 2408', 'art. 2409', 'art. 1283']

dircomm.it: repertorio 2003
2003 – anno II
Repertorio 2003
Strumenti 2003
• Corte Cost., 29 novembre 2002, n. 493; Ruperto Presidente – Vaccarella Estensore
È costituzionalmente illegittima la norma dell’art. 119 legge fall., nella parte in cui esclude il reclamo del fallito avverso il decreto del tribunale che rigetti l’istanza di chiusura del fallimento, »»
• TAR Lazio, I Sez., sentenza 26 novembre 2002, n. 10709 – Mele Presidente – Gaviano Estensore – The Liverpool Limited Partnership c. Consob
È annullabile la decisione con cui la Consob ha escluso l’obbligo – a carico di un azionista di una società quotata – di procedere, ai sensi dell’art. 106 e 109 del TUF, ad offerta pubblica di acquisto totalitaria, senza vagliare adeguatamente se investitori coinvolti nell’acquisto di tali azioni abbiano agito per conto del predetto azionista o sulla base di intese con il medesimo. »»
Trib. Roma, Sez. dist. Ostia, 5 dicembre 2002; Ciocca c. Credito Italiano s.p.a.
È nulla per indeterminatezza la clausola di un contratto di conto corrente bancario, con la quale si rinvii, per la determinazione del tasso di interesse, alle “condizioni usualmente praticate su piazza”.
Costituisce illecito anatocismo la capitalizzazione trimestrale degli interessi a debito del cliente da parte degli istituti di credito.
La norma interpretativa autentica del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394, convertito con modifiche con la legge 28 febbraio 2001, n.24, si applica ai soli rapporti sorti dopo l’entrata in vigore della legge antiusura, e non a quelli antecedenti.
Trib. Roma, 18 dicembre 2002; Banca Nazionale dell’Agricoltura c. Fall. Sogesco
La dichiarazione con cui una società si impegna a garantire una banca per il finanziamento concesso ad un’altra società controllata dalla prima, va considerata come promessa unilaterale, di per sé valida ed impegnativa per la società dichiarante, purché sia fissato l’importo massimo garantito.
Corte Cass., 20 febbraio 2003, n. 2593; Licata c. Credito Italiano s.p.a. (sull’anatocismo)
CORTE DI CASSAZIONE, 20 febbraio 2003, n. 2593 – Nicastro Presidente – Lo Piano Estensore – Licata c. Credito Italiano s.p.a.
Qualora in un contratto di mutuo sia previsto un piano di restituzione differito nel tempo, mediante pagamento di rate costanti comprensive di parte del capitale e degli interessi, questi ultimi conservano la loro natura e non si trasformano in capitale da restituire al mutuante, cosicché la convenzione, contestuale alla stipulazione del mutuo, la quale stabilisca che sulle rate scadute decorrono gli interessi sulla intera somma, integra un fenomeno anatocistico, vietato dall’art. 1283 cod. civ., né è possibile invocare l’esistenza di usi contrari successivi al codice civile, poiché eventuali difformi pattuizioni non consentono la formazione di usi contrari aventi forza di legge in epoca successiva alla data di entrata in vigore della norma.
Corte Cass., 10 gennaio 2003, n. 148; Fall. Centro Alimentare Squarciarelli c. De Santis (rapporti tra giudizi ordinari e rito fallimentare)
CORTE DI CASSAZIONE, 10 gennaio 2003, n. 148 – De Musis Presidente – Celentano Estensore – Fall. Centro Alimentare Squarciarelli c. De Santis
Qualora il curatore fallimentare proponga in un giudizio ordinario domanda per il recupero di un credito del fallito ed il convenuto proponga in tale giudizio domanda riconvenzionale riguardante un credito concorsuale, è improcedibile soltanto quest’ultima domanda, essendo inderogabile il rito previsto per l’accertamento del passivo fallimentare.
Trib. Roma, ordin. 22 febbraio 2003; E.D. c. Coop. VV a r.l. (sul collegio dei probiviri nelle cooperative)
TRIBUNALE ROMA, ordin. 22 febbraio 2003 – Giud. Covelli – E.D. c. Coop. VV a r.l.
Il collegio dei probiviri, al quale è demandato di dirimere le controversie tra soci e società nelle cooperative, non ha natura arbitrale.
Il procedimento di esclusione del socio di società cooperativa si perfeziona con la pronunzia del collegio dei probiviri, cui il socio escluso si sia rivolto; pertanto, è inammissibile, per carenza momentanea di interesse, il ricorso con il quale il socio escluso si rivolga all’autorità giudiziaria per ottenere la sospensione della delibera di esclusione, prima del perfezionamento del procedimento avanti i probiviri.
Il ricorso per sospensione della deluberazione di esclusione può essere proposto solo contestualmente o successivamente alla proposizione della azione di merito tesa all’annullamento della delibera impugnata.
Cass., 19 aprile 2002, n. 5716 (sul bilancio finale di liquidazione nelle società di capitali)
CORTE DI CASSAZIONE, 19 aprile 2002, n. 5716 – Criscuolo Presidente – Bonomo Estensore – Cherubini c. Centro Commerciale Imbarcadero s.r.l.
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale per la norma che prevede il reclamo contro il bilancio finale di liquidazione nelle società di capitali entro il termine di tre mesi decorrente dall’iscrizione dell’avvenuto deposito nel registro delle imprese, senza che occorra alcuna comunicazione ai soci.
Corte Giustizia CE, 8 aprile 2003 – proced. C-44/01; Pippig Augenoptik GmbH c. Hartlauer Handelsgesellschaft mbH (sulla pubblicità comparativa)
CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE , 8 aprile 2003 – proced. C-44/01 – Rodríguez Iglesias Presidente – Cunha Rodrigues Estensore; Pippig Augenoptik GmbH c. Hartlauer Handelsgesellschaft mbH
La direttiva n. 84/450/CEE, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa, osta all’applicazione alla pubblicità comparativa di disposizioni nazionali più restrittive in materia di tutela contro la pubblicità ingannevole per quanto concerne la forma ed il contenuto del confronto.
Pur essendo l’operatore pubblicitario in linea di principio libero di indicare o meno, nell’ambito di una pubblicità comparativa, il marchio dei prodotti concorrenti, spetta tuttavia al giudice nazionale verificare se, in circostanze particolari, caratterizzate dall’importanza del marchio nella scelta dell’acquirente nonché dalla rilevante differenza, in termini di notorietà, tra i rispettivi marchi dei prodotti confrontati, l’omissione del marchio più rinomato possa risultare ingannevole.
Trib. Roma, decr. 8 aprile 2003 – G. D. Bonato; Fall. Romanazzi
TRIBUNALE ROMA, decreto 8 aprile 2003 – Bonato G. D.; istante Curatore Fall. Romanazzi
Il Curatore di un Fallimento, con l’autorizzazione del giudice delegato, può istituire un trust, al quale siano ceduti tutti i crediti tributari dell’impresa fallita e che abbia il fine di distribuire – con cadenza annuale, detratti le spese ed il compenso del trustee – i crediti riscossi ai creditori concorsuali, secondo le disposizioni del riparto reso esecutivo dallo stesso giudice delegato.
Corte Giustizia CE, 20 maggio 2003 – proced. C-108/01; Consorzio del Prosciutto di Parma e Salumificio S. Rita s.p.a. c. Asda Stores Ltd e Hygrade Foods Ltd
Corte Giustizia CE, 20 maggio 2003 – proced. C-469/00; Ravil SARL c. Biraghi s.p.a. CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE, 20 maggio 2003 – proced. C-108/01 – Rodríguez Iglesias Presidente – Gulmann Estensore; Consorzio del Prosciutto di Parma e Salumificio S. Rita s.p.a. c. Asda Stores Ltd e Hygrade Foods Ltd
L’uso di una denominazione di origine protetta (nella specie DOP «Prosciutto di Parma») può essere subordinato a una condizione di realizzazione, nella zona di produzione, di operazioni, quali l’affettamento ed il confezionamento del prodotto, qualora tale condizione sia prevista nel disciplinare.
CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE, 20 maggio 2003 – proced. C-469/00– Rodríguez Iglesias Presidente – Gulmann Estensore; Ravil SARL c. Biraghi s.p.a.
L’uso di una denominazione di origine protetta (nella specie DOP «Grana Padano») può essere subordinato a una condizione di realizzazione, nella zona di produzione, di operazioni, quali la grattugiatura e il confezionamento del prodotto, qualora tale condizione sia prevista nel disciplinare.
Trib. Roma, 29 settembre 2002; S.F. s.p.a. c. L.M. ed altri (responsabilità degli amministratori di società per azioni)
TRIBUNALE ROMA, 29 settembre 2002 – De Masi Presidente – Costa Estensore – S.F. s.p.a. c. L.M. ed altri
La diligenza degli amministratori nella gestione della società deve essere valutata in base al criterio di prevedibilità dell’esito degli atti gestionali, non potendosi imputare agli amministratori la scelta inopportuna o non remunerativa, salva l’abnormità di tale scelta.
La responsabilità dei sindaci dipende dall’inosservanza dell’obbligo di vigilare sulla gestione per impedire gli eventi dannosi; il mancato esercizio del potere di controllo implica perciò un contributo causale all’evento lesivo.
La responsabilità di amministratori e sindaci va valutata anche sotto il profilo soggettivo, in quanto il loro elevato grado di professionalità ed esperienza rende inescusabile il mancato concreto controllo sugli atti degli amministratori delegati.
Sono responsabili i sindaci che, pur compiendo regolarmente le loro verifiche, non si rendano conto delle evidenti anomalie gestionali, e non provvedano a convocare l’assemblea ex art. 2408 cod. civ., ovvero a riferire al P.M., il quale potrebbe promuovere il procedimento ex art. 2409 cod. civ.
Per essere esenti da responsabilità, amministratori non delegati e sindaci debbono dimostrare che il comportamento illecito degli amministratori delegati sia stato posto in essere in maniera tale da superare la loro diligenza nell’esecuzione dei controlli, non essendo sufficiente a tal fine che una società di auditing abbia fornito la clearance sulla gestione.
Trib. Roma, 6 giugno 2003; Effigi c. Banca di Roma s.p.a. (sugli interessi nel conto corrente bancario)
TRIBUNALE ROMA, 6 giugno 2003– Muscolo Giud. Unico – Effigi c. Banca di Roma s.p.a.
È valida la clausola di un conto corrente bancario che, ai fini della variazione del tasso di interesse, fa riferimento ai tassi debitori applicati usualmente dalle aziende di credito su piazza, a loro volta diretta conseguenza del tasso ufficiale di sconto.
Nel contratto di conto corrente bancario è nulla, per violazione dell’art. 1283 cod. civ., la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori.
Trib. Roma, 16 luglio 2003; Elifani c. F.lli. Elifani s.a.s. (sulla liquidazione della quota nelle società personali)
TRIBUNALE ROMA, 16 luglio 2003 – Giud. Zannella – Elifani c. F.lli. Elifani s.a.s.
Il diritto del socio di una società di persone di recedere dalla società, quando questa sia contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di un socio, è applicabile anche nel caso in cui sia stabilita una durata che scada ben oltre il termine della durata media di uno dei soci.
In caso di recesso di un socio di una società di persone, il socio recedente non ha diritto alla liquidazione della sua quota, qualora intervenga – a causa del successivo recesso di tutti gli altri soci – lo scioglimento della società.
Trib. Bologna, 1° ottobre 2003 – Landini c. Trombetti (in tema di trust ‘interno’)
TRIBUNALE BOLOGNA, 1° ottobre 2003 – Giud. Drudi – Landini c. Trombetti.
Non contrasta con il nostro ordinamento la costituzione di un trust c.d. interno.
Trib. Perugia, 13 agosto 2002 (ord.); Grapevine Investment Limited c. Castello di Antognolla s.r.l. (concessione di ordinanza ingiuntiva per la restituzione di un finanziamenti del socio)
Cass., 9 aprile 2003, n. 5552; Italian Media Service s.r.l. c. Fall. Parinvest s.r.l. (fallimento di una società di leasing e scioglimento del contratto in corso)
CORTE CASSAZIONE, 9 aprile 2003, n. 5552 – De Musis Presidente – Ragonesi Estensore – Italian Media Service s.r.l. c. Fall. Parinvest s.r.l.
In caso di fallimento della società di leasing che abbia stipulato un contratto di leasing traslativo, il curatore ha la scelta tra la continuazione dal contratto in corso con l’utilizzatore e lo scioglimento dal medesimo contratto, senza alcun risarcimento del danno.
Cass., 23 luglio 2003, n. 11443; Lloyd Italico Assicurazioni s.p.a. c. NRG Italia s.p.a. (in tema di regresso-surroga per una polizza fideiussoria)
CORTE CASSAZIONE, 23 luglio 2003, n. 11443 – Fiduccia Presidente – Purcaro Estensore – Lloyd Italico Assicurazioni s.p.a. c. NRG Italia s.p.a.
La compagnia di assicurazione che, in adempimento della polizza fideiussoria prestata abbia pagato i tributi doganali così garantuti, ha diritto di surrogazione e regresso nei confronti del proprietario importatore, diritto che si prescrive nel termine più breve termine stabilito dalla nuova normativa in materia, ancorché il più lungo termine prescrizionale stabilito dalla previgente normativa non si fosse ancora esaurito.
Trib. Milano, 5 agosto 2003; Regione Lombardia c. S. Paolo IMI s.p.a. (sulla lettera di patronage)
TRIBUNALE MILANO, 5 agosto 2003 – De Sapia Giudice unico – Regione Lombardia c. S. Paolo IMI s.p.a.
È nulla la lettera di patronage rilasciata dal presidente di una Regione – senza la previa deliberazione della giunta – per i debiti di una società a partecipazione regionale.
Trib. Perugia, 14 agosto 2003 (ord.); Grapevine Investment Limited c. Tezio s.r.l. (concessione di ordinanza ingiuntiva per la restituzione di un finanziamenti del socio)
TRIBUNALE PERUGIA, 13 agosto 2002 (ord.) – G.I. Battistacci – Grapevine Investment Limited c. Castello di Antognolla s.r.l.
Può essere concessa la ordinanza ingiuntiva per la restituzione di finanziamenti erogati dal socio ad una società, qualora le contestazioni della società debitrice non sembrino fondate.
TRIBUNALE PERUGIA, 14 agosto 2003 (ord.) – G.I. Battistacci – Grapevine Investment Limited c. Tezio s.r.l.
Può essere concessa la provvisoria esecuzione dell’ordinanza ingiuntiva, nel corso dell’azione proposta da un socio per la restituzione di finanziamenti erogati alla società, qualora l’opposizione della società alla restituzione di detti finanziamenti non sia fondata su prova scritta di pronta soluzione.
Corte Giust. CE, 27 novembre 2003, causa n. 283/01; Shield Mark BV c. Joost Kist h.o.d.n. Memex
CORTE GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE, 27 novembre 2003, causa n. 283/01 – Skouris Presidente – Macken Estensore – Shield Mark BV c. Joost Kist h.o.d.n. Memex
Può essere registrato come marchio un segno, che, pur non essendo di per sé percepibile visivamente, possa essere oggetto di una rappresentazione grafica, requisito che per un segno sonoro è soddisfatto quando il segno sia rappresentato mediante un pentagramma diviso in battute in cui figurino, in particolare, una chiave, note musicali e pause la cui forma indichi il valore relativo e, eventualmente, alterazioni.