Source: https://www.paracadutistinapoli.it/sezione-profilo-giuridico/
Timestamp: 2020-01-29 19:14:25+00:00
Document Index: 82009304

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 50']

Profilo giuridico Sezione e Associazione nazionale ⋆ SEZIONE di NAPOLI * A.N.P.d'I.
Profilo giuridico ed organizzativo della Sezione di Napoli, dell’Associazione Nazionale, e note sulla natura e gestione dei Corsi e dei Lanci
La forma giuridica dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia
Emblema dell’A.N.P.d’I.
L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (associazione riconosciuta con il DPR 629/1956), dal punto di vista strettamente giuridico è un ente di promozione sociale (ex art. 2 della L. 383/2000 e art. 3, comma 2, del Regolamento associativo), sottocategoria del vasto mondo delle associazioni no-profit o ONLUS, e rientra, fra le più preminenti per tradizioni e storia, legate alla specialità dei reparti militari di provenienza riconducibili tutti all’unità di truppe aviotrasportate italiane Brigata Folgore, ma anche per dimensioni e attività, nell’elenco delle associazioni d’arma, occupando un seggio del Consiglio Nazionale Permanente di Assoarma. Con l’art. 3 dello Statuto, fa sue le celebrazioni osservate dalla Specialità d’Arma, il 23 ottobre, per l’anniversario della Battaglia di El Alamein (1942) e il 29 settembre, per il Patrono San Michele Arcangelo.
Il suo Statuto e Regolamento rispecchiano questo duplice aspetto conformandosi o, in presenza di norme non dispositive, rinviando alle normative codicistiche e di settore, civilistico e tributario, oltre a ispirarsi a criteri di democraticità e partecipazione paritaria dei propri soci in conformità ai principi dell’ordinamento giuridico italiano, a partire dalla Carta Costituzionale italiana. La differenziazione statutaria (art. 7, Statuto) tra soci denominati ordinari o aggregati, comunque paracadutisti, si limita sostanzialmente a concedere solo ai primi (che hanno svolto il servizio militare nelle aviotruppe italiane al contrario dei secondi) la possibilità di ricoprire le massime cariche apicali nazionali o di Sezione. Ciò è legato alla tradizione e al rispetto dei reparti in armi di riferimento ma anche a un periodo in cui era vigente in Italia la leva obbligatoria maschile e i paracadutisti militari congedati erano maggioranza soverchiante degli iscritti. Sotto ogni altro aspetto non è rinvenibile nessun altro discrimine che infici la paritaria condizione giuridica delle due categorie di soci. Il socio aspirante paracadutista viene invece iscritto come socio “simpatizzante”, categoria senza diritti di voto e di eligibilità passiva o attiva. Appena conseguita l’abilitazione, e ovviamente a condizione del raggiungimento della maggiore età, assumerà la veste di socio di pieno diritto nella categoria “aggregata”.
Per raggiungere lo status di socio occorre presentare domanda scritta (art. 10 dello Statuto associativo) a una delle Sezioni locali ed ottemperare sia alle precondizioni giuridiche e morali soggettive stabilite dallo Statuto agli artt. 11 (assenza di precedenti penali per reati non colposi) e 12 (assenza di contrasto ideale e morale con gli scopi associativi nonché assolvere puntualmente al dovere di pagamento della quota sociale), sia alle condizioni di dettaglio stabilite all’art. 8 del Regolamento, che disciplina una speciale procedura di esame delle domande di iscrizione.
L’art. 16 dello Statuto elenca gli Organi costituenti la complessa struttura associativa nazionale. Peculiarità giuridico-organizzativa di quest’ultima è comunque il decentramento geografico, regionale e, per quel che qui più interessa, provinciale. A livello regionale, troviamo come enti di livello intermedio, di raccordo tra “centro” e “periferia”, 11 Gruppi Regionali (art. 27 dello Statuto: la mancata esatta corrispondenza al numero di regioni italiane è semplicemente dovuta all’opportuno raggruppamento di quelle più piccole). Per quanto espletino una funzione interna fondamentale, tuttavia, dal punto di vista giuridico generale non sono dotati di personalità indipendente né hanno autonomia e responsabilità patrimoniali. Al contrario degli enti provinciali. L’art. 16 dello Statuto e l’art. 4 del Regolamento dichiarano Organo e unità di base della struttura associativa nazionale le Sezioni, territorialmente individuate dall’art. 17 dello Statuto su base provinciale (di norma una per provincia ma su concessione del Consiglio Nazionale è possibile costituirne più di una, ex art. 20 del Regolamento). E si diventa soci dell’A.N.P.d’I. solo iscrivendosi a una delle Sezioni locali (art. 10, Statuto, più esplicitamente: art. 4, c. 1, 1º cpv., Regolamento). Ogni singola Sezione, come già accennato, ha autonomia e responsabilità, patrimoniale e finanziaria, proprie, e può emanare uno statuto di dettaglio in conformità con lo Statuto e Regolamento nazionali o può direttamente e integralmente fare riferimento a questi ultimi. Com’è il caso della Sezione di Napoli.
La Sezione A.N.P.d’I. di Napoli, sita nella Piazza Eritrea, nei pressi del tratto lungomare di Mergellina, dalla storia antica quanto l’A.N.P.d’I. stessa, offre,
Emblema della Sezione di Napoli A.N.P.d’I., con Vesuvio e Golfo stilizzati sullo sfondo, inscritto in anello con i colori della bandiera italiana
sia per scopo statutario sia per dimensione e rilevanza territoriale, ai propri soci un’intensa attività associativa e molteplici iniziative sociali (coinvolgenti potenzialmente anche non soci) di rilievo ricreativo, culturale, addestrativo in senso lato, sportivo etc., che si svolgono, spesso ma non sempre, nel territorio di stretta competenza. La sua missione istituzionale è la stessa, ma a scala locale, dell’Associazione Nazionale di cui è principale organo statutario: la diffusione pratica culturale e storica, scevra da ogni risvolto politicistico o ideologico, della tradizione del paracadutismo militare italiano. Il cuore di questa missione è la preparazione, intellettuale e fisica, dei soci al lancio con il paracadute emisferico che ha la sua disciplinata declinazione concreta nel Corso di Paracadutismo FdV (fune di vincolo) della Sezione napoletana, diretto da istruttori selezionati formati e qualificati dall’Associazione a livello nazionale. Non avendo scopo di profitto commerciale, il suo Corso di paracadutismo FdV è offerto e dedicato solo ai soci, il maggior tesseramento dei quali rimane la fonte di energia e di solidità della vita sociale della Sezione.
La Sezione di Napoli, allo stato presente, non ha una zona idonea per l’attività lancistica A.N.P.d’I. nei paraggi. Per cui si segnalano i luoghi in possesso delle strutture utili presso uno dei quali, i corsisti, accompagnati da uno o più responsabili della Sezione di Napoli, si recheranno con ogni probabilità a eseguire i lanci di abilitazione: Reggio Emilia, Loreto (Marche) o Lavello (Basilicata).
Natura organizzativa e giuridico-economica del Corso di Paracadutismo A.N.P.d’I.
Il Corso non è un’indipendente attività commerciale ma rientra pienamente in quelle proprie di pertinenza della forma giuridica non lucrativa che caratterizza, così come l’Associazione Nazionale e le altre Sezioni, la Sezione di Napoli. Per tale motivo viene offerto a prezzo di costo (art. 4, c.1, lett. f), l. 383/2000, richiamato dall’art. 5, c. 3, del Regolamento associativo) esclusivamente ai propri soci iscritti, i quali hanno cioè l’unico onere economico di coprire strettamente il costo di funzionamento legale (sottoscrizione di opportuna polizza RCT e ottenimento di certificato di idoneità al lancio rilasciato da medico specializzato in medicina dello sport nonché il costo della certificazione di abilitazione) ed operativo-tecnico (materiale didattico e addestrativo, protettivo e di abbigliamento idoneo come stivaletti idonei al lancio, caschetto da lancio, uniforme da lancio etc., e provvedere ai costi dei lanci da effettuare).
L’intesa tra A.N.P.d’I. e Amministrazione della Difesa
L’intesa che concede all’A.N.P.d’I. la prerogativa, unica in Italia, di erogare Corsi e di organizzare attività lancistica di interesse militare con paracadute emisferico per il conseguimento di una specifica abilitazione è un accordo con l’amministrazione della difesa che nella sua redazione più recente è confluito nella Circolare SME 1400/1229 del 1998, che a sua volta rimanda a Convenzioni di durata massima quadriennale la programmazione di dettaglio. L’accordo prevede anche che l’Associazione possa organizzare lanci (dello stesso tipo) cosiddetti di allenamento per soci paracadutisti di provenienza militare, in servizio o congedati, oppure già abilitatisi associativamente, previo (allegato B, sez. 1, par. b., punti (2) e (3) della medesima Circolare) aggiornamento addestrativo sotto controllo tecnico di un Istruttore FdV A.N.P.d’I. o ripetizione ex novo di tutte le prove di esame del Corso se sono intercorsi, rispettivamente, 1 anno o 3 anni dal lancio più recentemente effettuato.
I lanci organizzati dall’A.N.P.d’I. sono definiti di “interesse militare” e comunicati all’autorità militare, nella specie il CAPar della Brigata Folgore dove vengono registrati singolarmente. L’attestato di abilitazione è rilasciato, controfirmato, dalla stessa autorità militare.
Abilitazione A.N.P.d’I. e brevetto militare italiano di paracadutismo
L’abilitazione è un titolo affatto distinto dal “brevetto militare italiano di paracadutismo”, erogato e organizzato integralmente dal Centro Addestramento Paracadutisti (C.A.Par.) della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano, di stanza a Pisa. Questo è riservato quasi esclusivamente ai militari in servizio e reca il noto distintivo alato (con la stella, che contraddistingue colui o colei che conseguendo anche la qualifica di paracadutista militare appartiene in senso stretto alle aviotruppe italiane e calza l’altrettanto noto basco amaranto, o senza, di solito riservato a militari di altri
Brevetto militare italiano senza stella in metallo argentato, usato convenzionalmente anche per il titolo di abilitazione ANPdI
reparti o diversa Arma). L’abilitazione A.N.P.d’I., con una propria numerazione del tutto indipendente da quella seguita dal brevetto militare, è tuttavia, come esito pratico, simile ed è parimenti fregiabile potendosi esibire sull’uniforme (in nessun testo ufficiale è rinvenibile l’indicazione di un distintivo specifico e per convenzione se ne utilizza uno identico a quello corrispondente al brevetto militare di tipo non stellato). Non sono rari i militari in servizio che preferiscono conseguirla nelle more o addirittura in sostituzione del brevetto, l’acquisizione del quale presenta, non poche volte, difficoltà eccessive non tanto per l’estremo rigore formale e addestrativo (apprezzabile e pure presente in quello associativo anche se in forma drasticamente meno accentuato) ma anche per tempi e ragioni organizzativi, stante anche l’esistenza di un unico centro militare di addestramento paracadutisti in tutta Italia. L’addestramento associativo teorico e pratico, invece, ha il vantaggio di svolgersi in svariate Sezioni locali, quasi in tutti i capoluoghi italiani di provincia, com’è il caso della Sezione di Napoli, e nelle città più importanti.
Caratteristiche e durata del Corso di Paracadutismo FdV A.N.P.d’I.
Il Corso è rivolto a soci, uomini e donne, per lo più civili che aspirano a una carriera in divisa, ma anche a civili, militari in servizio o congedati, italiani o con cittadinanza di qualunque paese che intrattiene rapporti pacifici con l’Italia, che vogliano fare esperienza lancistica (con paracadute emisferico) per la prima volta o rinnovarne una del passato. I requisiti, oltre ovviamente a quelli già evidenziati per ottenere lo status di socio (soltanto al quale è consentito accedere al Corso), sono un’età non inferiore ad anni 16 (e fino alla maggiore età occorre il concorso dell’autorizzazione genitoriale o tutoria), la certificazione, entro la data dell’inizio del Corso, di uno stato di salute psicofisica idoneo all’attività paracadutistica non agonistica redatto da uno specialista in medicina dello sport e la sottoscrizione obbligatoria, come garanzia minima che non esclude altre forme assicurative, di una polizza assicurativa di responsabilità civile in convenzione con l’A.N.P.d’I. (art. 50 del Regolamento associativo).
Il Corso di paracadutismo FdV si svolge sì in un ambiente non propriamente militare ma con mezzi e tecniche simili a quelli militari, e sotto il profilo formale e disciplinare esibisce una chiara e viva matrice militare, laddove ritenuta ragionevolmente utile per la migliore preparazione a un’attività così delicata come quella lancistica, tanto più rischiosa quanto più approssimata è la preparazione. L’associazione, oltre alla redazione variamente aggiornata negli anni di un breve ma efficace Manuale del Corso, ha comunque sviluppato un protocollo didattico originale elaborato dalla Commissione Tecnica dell’A.N.P.d’I. a cui ogni socio Istruttore A.N.P.d’I. deve conformare il proprio insegnamento, garantendo così uno standard uniforme per ogni corso e per ogni Sezione. Il Corso è suddiviso in 42 periodi (un singolo periodo consta di 50 minuti di apprendimento e 10 di riposo e non possono superare i 6 in un singolo giorno) per una classe di massimo 10 discenti, oltre i quali si passa a 57 periodi. Tali periodi vengono combinati e programmati previamente in funzione delle disponibilità reciproche di docenti e discenti, per cui ogni singolo Corso ha una durata variabile, che va comunque anticipatamente comunicata, da parte del responsabile dei Corsi di Sezione, alla Segreteria Tecnica Nazionale dell’Associazione. Il numero di Istruttori responsabili varia a seconda del numero di discenti per singola classe. Agli Istruttori possono affiancarsi dei soci Coadiutori, che si sono distinti per preparazione tecnica e impegno associativo su segnalazione e nomina da parte del Presidente di Sezione.
I lanci si effettuano in una zona lancio idonea, nel caso de quo solo quelle ospitanti una Scuola di Paracadutismo A.N.P.d’I., che ammontano attualmente a poco più di una mezza dozzina in tutta Italia. Gli allievi vengono accompagnati da un numero congruo di responsabili della Sezione dove hanno seguito il Corso. Tre è il numero di lanci necessari per l’abilitazione, effettuati da velivolo (prevalentemente civile dalla capienza variabile, solitamente 4 o 6 paracadutisti massimo per singolo decollo) alla quota di 500 metri dal terreno della zona di atterraggio, come dispone, nell’unico punto prescrittivo riservato all’attività lancistica ANPdI, il D.M. 467/T (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) del 1992 alla Sez. 2, par. 2.7.1, lett. b. Solo se le condizioni meteo sono favorevoli e in special modo la velocità del vento non supera, al suolo, il limite dei 4 m/s o degli 8 nodi (allegato C, sez. 3, par. b., punto d) della Circolare SME 1400-1229 del 1998), i lanci sono effettuati. Il supervisore A.N.P.d’I. responsabile, presente in zona lancio, è il Direttore di Esercitazione che sorveglia al suolo l’esatta e la precisa esecuzione dei protocolli A.N.P.d’I. e delle disposizioni in materia di aviazione civile, essendo per lo più il luogo di svolgimento dei lanci una zona non militare. Qualsiasi elemento che dovesse anche lontanamente porre un rischio minimo di sicurezza comporta l’annullamento del lancio, anche se quest’ultimo fosse in stato di imminenza. Pertanto è opportuno che si prendano in considerazione più giorni consecutivi per aumentare le probabilità di effettuare tutti e tre i lanci occorrenti, nonostante le maggiori spese di pernottamento. Né è escluso che siano comunque insufficienti in caso di condizioni meteorologiche particolarmente avverse e sia necessario completare l’esecuzione dei lanci di abilitazione rimanenti in una successiva trasferta.
Note finali di interesse per gli aspiranti al servizio professionale nelle Forze Armate/dell’Ordine italiane e/o per gli aspiranti alla licenza italiana di paracadutismo sportivo
I vari bandi di concorso emessi per l’arruolamento/assunzione nelle Forze Armate/dell’Ordine italiane elencano sovente l’abilitazione A.N.P.d’I. a titolo di punteggio e preferenza a beneficio del candidato.
Inoltre l’intesa è stata riconosciuta, già quando era redatta in una precedente circolare, dalla normativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’autorità da questo controllata, ENAC (ente nazionale per l’aviazione civile), sull’addestramento e sulle licenze aeronautiche tra cui il paracadutismo sportivo civile. Infatti il D.M. 467/T del 1992, Sez. 2, par. 2.7.1, lett. c, considera i singoli lanci sotto controllo dell’A.N.P.d’I. validi ai fini del conteggio del numero minimo di lanci occorrenti per il conseguimento della licenza civile italiana di paracadutismo.