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Timestamp: 2018-02-18 19:05:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 1', 'art 1', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 14']

La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili. Roma, 28 marzo Modello di Servizio per il Collocamento Mirato - PDF
La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili. Roma, 28 marzo Modello di Servizio per il Collocamento Mirato
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Gianleone Grillo
1 La diffusione dell ICF nell inserimento lavorativo dei disabili Roma, 28 marzo 2012 Modello di Servizio per il Collocamento Mirato
2 Finalità del Collocamento mirato Promozione di politiche attive per accrescere le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità Creazione di una maggiore propensione e convenienza delle imprese all inclusione sociale e lavorativa attraverso una migliore valutazione delle competenze, del «profilo di funzionamento» della persona e la personalizzazione dell intervento 2
3 Elementi fondanti Applicazione di Metodologie e Strumenti innovativi Implementazione di strumenti basati sull utilizzo del modello bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell Organizzazione Mondiale della Sanità Stato di salute + fattori ambientali, psicologici e sociali Personalizzazione e maggiore efficacia dei percorsi di inserimento socio-lavorativo 3
4 Scenario di riferimento Strategia Europea sulla Disabilità Ladisabilità,daleggeraagrave,riguarda unapersonasuseinell'unione europea (UE), ovvero circa 80 milioni di persone che spesso non hanno lapossibilitàdiparteciparepienamenteallavitasocialeedeconomicaa causa di barriere comportamentali ed ambientali. Il tasso di povertà relativo alle persone con disabilità è superiore del 70% alla media, in parte a causa dell'accesso limitato all'occupazione. Oltre un terzo delle persone con più di 75 anni soffre di una disabilità parziale e oltre il 20% di una disabilità grave Queste cifre sono inoltre destinate ad aumentare con l'invecchiamento demografico dell'ue Un impiego di qualità assicura l'indipendenza economica, favorisce la riuscita personale e offre la migliore tutela contro la povertà. Nonostante ciò, il tasso di occupazione delle persone disabili è pari soltanto al 50% circa. 4
5 Bacino di riferimento Gli iscritti alle liste uniche provinciali risultano pari a: La distribuzione geografica delle iscrizioni (val. %.) V Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n.68 Norme per il diritto al lavoro dei disabili Anni
6 Avviamenti al lavoro nel 2008 Persone con disabilità avviate al lavoro nel 2009 Persone con disabilità avviate al lavoro V Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n.68 Norme per il diritto al lavoro dei disabili Anni
7 Avviamenti al lavoro nel 2008 Persone con disabilità avviate al lavoro nel 2009 Persone con disabilità avviate al lavoro V Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n.68 Norme per il diritto al lavoro dei disabili Anni
8 Risoluzioni dei rapporti di lavoro nel 2008 Risoluzioni di contratto nel 2009 Risoluzioni di contratto V Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n.68 Norme per il diritto al lavoro dei disabili Anni
9 I bisogni Accrescere le opportunità di inserimento lavorativo delle persone con disabilità Aumentare la propensione delle imprese ad assumerle Migliorare la qualità del servizio offerto Favorire l attivazione ed il rafforzamento delle reti territoriali 9
10 Obiettivo generale del modello Promuovere le politiche attive per il collocamento mirato delle persone con disabilità e aumentarne l efficacia mediante Attivazione e rafforzamento di reti costituite dagli attori pubblici e privati del territorio coinvolti nelle azioni di inserimento al lavoro Implementazione di strumenti basati sull utilizzo del modello biopsico-sociale alla base della classificazione ICF e sulla personalizzazione dei percorsi di inserimento lavorativo Sostegno allo sviluppo territoriale socialmente responsabile 10
11 Obiettivi specifici Attivazione e rafforzamento delle reti territoriali del collocamento mirato Promuovendo la cooperazione territoriale tra gli attori pubblici e privati coinvolti dalla normativa di settore. Progettando in maniera condivisa il modello operativo di intervento e definendo il ruolo di ogni partner Qualificazione dei servizi per il collocamento mirato Sostegno allo sviluppo territoriale socialmente responsabile Trasferendo metodologie e strumenti innovativi. Formando gli operatori della filiera del collocamento mirato all utilizzo di metodologie e strumenti di tipo innovativo basati sulla classificazione ICF. Utilizzando gli strumenti ICF nell erogazione dei servizi per la domanda e per l offerta Garantendo assistenza tecnica continuativa per l implementazione dei sistemi trasferiti Promuovendo l attivazione di tutte le risorse e i dispositivi in grado di favorire l occupazione delle persone con disabilità 10
12 Principi ispiratori / Punti di forza Centralità della persona Collocamento Mirato Rete dei Servizi Modello Biopsicosociale e Classificazione ICF 12
13 Centralità della persona Viene promossa mediante la valutazione delle competenze e del «profilo di funzionamento» della persona con disabilità e la successiva attivazione di percorsi personalizzati per l inclusione lavorativa. 13
14 Collocamento mirato Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni di problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione Art. 2 Legge 68/99 14
15 Rete dei servizi Il collocamento mirato implica la predisposizione e l utilizzo di molteplici strumenti e agevolazioni per facilitare l incontro domanda-offerta. Ciò comporta la considerazione, a fianco dei servizi provinciali e relativi organismi tecnici, del contributo di più soggetti istituzionali e sociali e l apporto di diverse competenze. 15
16 Il modello biopsicosociale e la Classificazione ICF Il modello di servizio si fonda sul paradigma innovativo rispetto ai concetti di salute e di disabilità di cui al Classificazione ICF è portatrice. Superando il modello medico e il modello sociale con quello biopsicosociale, offre la possibilità di considerare in maniera integrata tutte le condizioni che contribuiscono a generare una disabilità. Ne deriva una definizione di disabilità come condizione di salute in un ambiente sfavorevole. L abilitàdiunapersonaasvolgereundeterminatoruolo non dipende solo dalle conseguenze del suo stato di salute ma è anche strettamente collegata alle condizioni sociali ed ambientali in cui tale ruolo si espleta. 16
17 Il modello di servizio in sintesi Servizi all offerta LA RETE DEI SERVIZI Servizi alla domanda Persone con disabilità Rilevazione Profilo professionale e di funzionamento (ICF) Aziende Accoglienza Orientamento Descrizione del «profilo di funzionamento» attraverso il «Protocollo lavoratore qualificato ICF» Marketing sociale territoriale Osservazione in situazione Avvio al lavoro mediante percorsi personalizzati Incontro domanda offerta Trasferimento metodologie e strumenti Rilevazione del «fabbisogno professionale» e delle caratteristiche del luogo di lavoro attraverso il Protocollo azienda qualificato ICF Sistema delle convenienze Preselezione Sostegno allo sviluppo territoriale ASSISTENZA TECNICA ITALIA LAVORO 17
18 Attori della rete Commissioni Mediche Integrate SPI/CPI SSS Servizi Socio Sanitari CT Comitato Tecnico TS Terzo Settore INPS INAIL APL Agenzie per il lavoro SF Servizi Formativi 18
19 Attori della rete SPI/CPI Erogano i servizi agli utenti (lavoratori e imprese) Hanno la regia sulla rete territoriale nell erogazione delle politiche attive per il collocamento mirato delle persone con disabilità; Direttamente coinvolti nella realizzazione delle azioni verso la domanda e l offerta; Destinatari delle azioni di trasferimento di metodologie e strumenti per il collocamento mirato; Destinatari dell affiancamento da parte degli operatori di Italia Lavoro. Le Commissioni Mediche Integrate competenti (L. 104/92 art.4; INAIL, DPR n. 915/78) valutano la riduzione delle capacità lavorative e la condizione di disabilità (art. 1 L. 68/99) CMI INPS INPS: la domanda di accertamento di invalidità, handicap e disabilità viene compilata online ed inoltrata all INPS per via telematica (Art.20 del Dl n. 78/2009). L'accertamento definitivo spetta all'inps. CT Il Comitato Tecnico valuta le capacità lavorative residue, strumenti e prestazioni atte all'inserimento SF TS APL INAIL INAIL: valutazione invalidità da lavoro, riqualificazione e inserimento lavorativo invalidi del lavoro SSS 19
20 I Beneficiari Persone con disabilità Destinatarie della valutazione delle capacità funzionali e parte attiva nella progettazione del percorso personalizzato; Destinatarie delle azioni del collocamento mirato; Disponibili al percorso di inserimento lavorativo Datori di lavoro Destinatari di servizi e consulenza per l inserimento lavorativo delle persone con disabilità Coinvolti nell inserimento lavorativo delle persone con disabilità (soggetti e non soggetti all obbligo) 20
21 Modello intervento lato offerta 1. PRIMO ACCESSO AL SERVIZIO CPI Verifica del possesso da parte dell'utente dei requisiti previsti dall'art 1 L. 68/99 CPI Iscrizione elenco provinciale collocamento mirato INAIL CPI CPI CMI Colloquio di approfondimento Orientamento e bilancio competenze Compilazione scheda di valutazione delle capacità lavorative residue (DPCM 13/01/00) CPI 2. ANALISI DEL BISOGNO Compilazione scheda anagraficoprofessionale (d.lgs. 181/2000) Protocollo Lavoratore Qualificato ICF 3. PREDISPOSIZIONE MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO Analisi opportunità di lavoro anche attraverso: - chiamata numerica - chiamata nominativa - convenzioni ex art. 11 c. 1 e 4, art. 12 e 12 bis e art. 14 D.lgs 276/03 CMI INAIL Predisposizione delle misure di accompagnamento (progetti personalizzati, tirocini etc.) SSS CPI TS CT TS SF INCROCIO D/O CT Progetto personalizzato di inserimento lavorativo Inserimento lavorativo e tutoraggio Attuazione del Piano di Monitoraggio CPI SSS 21
22 Modello intervento lato domanda Marketing Il datore di lavoro presenta il prospetto informativo e segnala le scoperture TS SF INCROCIO D/O CT Progetto personalizzato di inserimento lavorativo Inserimento lavorativo e tutoraggio CPI SSS 2. SERVIZI ALLA DOMANDA 1. INFORMAZIONE E CONSULENZA APL CPI Analisi caratteristiche azienda e profilo professionale (Protocollo Azienda qualificato ICF) Definizione misure di assolvimento chiamata diretta o stipula convenzioni: ex art. 11 c. 1 e 4 art. 12 e 12 bis art. 14 D.lgs 276/03. Consulenza: agevolazioni alle imprese CPI SSS CPI Il CPI in rapporto al datore di lavoro definisce le modalità di assolvimento dell'obbligo: - chiamata numerica - chiamata nominativa - convenzioni Attuazione del Piano di Monitoraggio 22