Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Finanziario/ultime_pubblicate/64
Timestamp: 2020-02-20 23:34:05+00:00
Document Index: 15025325

Matched Legal Cases: ['art. 246', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 180', 'art. 53', 'art. 6', 'art. 2']

Negoziazione di obbligazioni argentine.
Giudizio di risarcimento del danno promosso dal clienti nei confronti della banca – Testimonianza del funzionario – Capacità a testimoniare – Sussistenza..
Non sono incapaci a testimoniare i dipendenti di una banca per il fatto che questa, evocata in giudizio da un cliente, potrebbe convenirli in garanzia nello stesso giudizio per essere responsabili dell’operazione che ha dato origine alla controversia. Le due cause, infatti, si fondono su rapporti diversi e i dipendenti hanno un interesse solo riflesso a una determinata soluzione della causa principale,interesse che non li legittima a partecipare al giudizio promosso dal cliente, in quanto l’esito di questo, di per sé, non è idoneo ad arrecare ad essi alcun pregiudizio. Né ha fondamento la deduzione secondo cui l’incapacità deriverebbe dal fatto che, nei confronti del funzionario, sarebbe ipotizzabile un concorso in truffa contrattuale atteso che l’incapacità prevista dall’art. 246 c.p.c. ricorre solo quando la persona chiamata a deporre abbia nella causa un interesse concreto ed attuale tale da legittimare la sua partecipazione al giudizio, situazione che non sussiste quando il teste sia portatore di un interesse di mero fatto ad un determinato esito del giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 18 March 2004.
Insider trading e responsabilità della banca.
Insider trading - Possesso e uso di informazioni privilegiate - Danno agli investitori - Sussistenza..
Sono solidalmente responsabili dei danni derivati agli investitori dal crollo del corso dei titoli le banche che, in possesso di informazioni privilegiate sulle reali prospettive economiche di una società quotata, abbiano dismesso le partecipazioni possedute nella società prima della diffusione di tali notizie, approfittando delle favorevoli condizioni del mercato. Tribunale Milano, 14 February 2004.
4you e provvedimento d'urgenza.
4you – Richiesta di provvedimento d’urgenza volto ad ottenere la sospensione dell’obbligo di pagamento delle rate – Fumus boni iuris – Necessità di consulenza – Periculum in mora – Insussistenza..
Tribunale Vigevano, 09 December 2003.
Prospetto informativo e responsabilità della Consob.
Potere di controllo della Consob – Prospetto informativo – Veridicità dei dati – Responsabilità della Consob..
La Consob, nell’esaminare il prospetto informativo depositato dall’emittente, ha il dovere di controllare la veridicità delle informazioni in esso contenute, al fine di tutelare i risparmiatori nella scelta dell’investimento da effettuare.
La Consob, nell’ambito della sua funzione di vigilanza, ha il dovere di utilizzare i propri poteri ispettivi e repressivi; l’omissione di tale dovere può essere fonte di responsabilità extracontrattuale. Appello Milano, 21 October 2003.
Promotore finanziario e distrazione di fondi.
Intermediazione mobiliare – Promotore finanziario – Responsabilità del preponente per i danni causati all’investitore – Natura – Conseguenze..
d) la responsabilità solidale della s.i.m. non è esclusa dall'irregolare forma di pagamento adottata dal risparmiatore danneggiato, in difformità dalle indicazioni fornite dalla società preponente e dalla normativa Consob di settore, se non nel caso in cui si evidenzi una colpa esclusiva del risparmiatore; per imprudenza non scusabile, tale da rivestire un'incidenza causale determinante ed unica nella creazione del danno. Tribunale Mantova, 13 October 2003.
My Way - Prodotto finanziario e pubblicità ingannevole.
Pubblicità ingannevole – Prodotto finanziario My Way – Idoneità ad indurre in errore il consumatore – Sussistenza..
…il consumatore può subire un indebito condizionamento nel proprio processo di scelta rivolgendosi all'operatore pubblicitario nell'aspettativa di effettuare un investimento, senza la consapevolezza di dover al contempo sottoscrivere anche un contratto di finanziamento… Autorità garante della concorrenza , 18 September 2003.
Gestioni patrimoniali e ordini di borsa.
Ordini verbali di borsa – Validità – Prova tramite annotazione sui registri contabili della banca – Ammissibilità..
Alla stregua della disciplina regolamentare applicabile a fatti verificatisi nel periodo che intercorre tra il dicembre 1993 e il dicembre 1994, adottata in attuazione degli artt. 2 e 9 della l. 1/91 (v. delibere Consob 2-7-1991 n. 5387 e 9-12-1994 n. 8850), era espressamente prevista la possibilità di impartire ordini verbali (cfr. art. 9 del. 5387/91 e art. 19 del. 8850/94), ovviamente sul presupposto della preesistenza di un contratto scritto per la negoziazione di valori mobiliari. Deve, poi, ritenersi legittima la clausola che, nel caso di ordini impartiti telefonicamente, attribuisce efficacia probante alla relativa annotazione sui registri della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 November 2002.
Insider trading - Abuso di informazioni privilegiate - Reato di pericolo - Sussistenza - Conseguimento del profitto - Irrilevanza..
In tema di illeciti finanziari, il reato previsto dall'art. 180 del D.L.vo 24 febbraio 1998, n. 58, «abuso di informazioni privilegiate» (c.d. insider trading) ha natura di reato di pericolo, la cui idoneità concreta a violare gli interessi tutelati, della trasparenza e del corretto funzionamento dei mercati finanziari, deve essere valutata ex ante, prescindendo da tutte le circostanze conosciute a posteriori e tenendo invece conto solo di quelle conoscibili nel momento in cui l'operazione viene posta in essere. (D.L.vo 24 febbraio 1998, n. 58, art. 180).
L'art. 180 D.L.vo bit., vietando (primo comma) al possessore di informazioni privilegiate «in ragione della partecipazione al capitale di una società, ovvero di una funzione, anche pubblica, di una professione o di un ufficio» il compimento di determinate operazioni, nonché l'ingiustificata comunicazione o la somministrazione di consigli ad altri per il compimento delle operazioni medesime, ma anche (secondo comma) prevedendo il divieto - in capo a «chiunque» - di «avvalersi» di informazioni privilegiate ottenute dai c.d. «insiders primari», non richiede un dolo specifico di «sfruttamento» speculativo dell'informazione, né che dalla transazione l'agente abbia ricavato un profitto, atteso il mantenimento della configurazione del delitto quale reato di pericolo. L'elemento soggettivo è rappresentato dal dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di «utilizzare» (tale è il significato del termine «avvalersi») informazioni privilegiate nel compimento di qualunque transazione («acquistare o vendere, ovvero compiere altre operazioni») su strumenti finanziari: viene - dunque - richiesto (come afferma autorevole dottrina) «un collegamento motivazionale tra la conoscenza dell'informazione e la decisione di effettuare l'operazione».
Il requisito dell'idoneità dell'informazione privilegiata, se resa pubblica, ad influenzare sensibilmente il prezzo dei titoli cui si riferisce (comma III, art. 180 D.L.vo cit.) è nella norma in esame, secondo lo schema tipico dei reati di pericolo, una idoneità concreta da valutarsi ex ante, prescindendo da tutte le circostanze conosciute a posteriori e tenendo, invece, conto solo di quelle conoscibili nel momento in cui l'operazione viene posta in essere. Il vantaggio dell'insider è dunque (pur nella nuova formulazione della fattispecie) misurato in termini di potenzialità: ciò fa sì che non sia esclusa la sua responsabilità per il solo fatto che l'influenza «sensibile» sul mercato non si sia verificata una volta resa pubblica l'informazione originariamente riservata (o privilegiata nel senso indicato), ovvero si sia verificata in senso opposto a quello ipotizzabile. Tribunale Brescia, 16 September 2002.
Gestione patrimoniale: mala gestio e responsabilità della banca.
Contratto di gestione patrimoniale – Mala gestio – Conflitto di interessi – Responsabilità – Sussistenza..
E’ responsabile di mala gestio -ed è quindi tenuto al risarcimento del danno subito dall’investitore- l’intermediario che nell’ambito di una gestione patrimoniale ceda titoli a basso rischio e ad alto rendimento in cambio di quote di fondi di investimento che si prospettano meno redditizi senza avvisare né ottenere l’autorizzazione del cliente e per di più eseguendo tale operazione in palese conflitto di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 18 February 2002.
Il termine di dieci giorni entro il quale contestare i conti di liquidazione, fissato dall'art. 53 degli usi della borsa valori di Milano, non è applicabile alla contestazione dell'esecuzione del mandato di gestione del patrimonio mobiliare. Cassazione civile, sez. I, 15 January 2000, n. 426.
Intermediazione finanziaria – Legge n. 1/1991 – Doveri informativi – Onere di compilazione della scheda da parte del cliente – Insussistenza..
La norma di cui all'art. 6. comma 1, lett. d), l. 2 gennaio 1991 n. 1, la quale impone a colui che svolga attività di intermediazione mobiliare, di assumere dal cliente le più complete ed accurate informazioni afferenti alla di lui situazione finanziaria affinché possa meglio valutare se l'operazione dal cliente proposta (o allo stesso suggerita) sia compatibile con le sua capacità economiche, in alcun modo prescrive che una tale previa attività di informazione sia consacrata in un documento compilato dal cliente stesso. Ne discende - pertanto - la contrarietà, alla legge, del regolamento della Consob approvato con delibera 2 luglio 1991, n. 5387, il quale, al capo terzo, prima di regolare le informazioni "dovute ai clienti", dispose (con prescrizione significativamente non più riproposta nel successivo regolamento del 9 dicembre 1994, n. 8850), con una rubrica "informazioni relative ai clienti", che l'intermediario debba allegare, al contratto, una scheda descrittiva dei dati raccolti, aggiornandola con le variazioni della situazione e sostituendola con la dichiarazione sottoscritta dal cliente, relativa all'eventuale rifiuto di fornire le informazioni stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 November 1997, n. 11279.
Insider trading ed elemento psicologico.
Insider trading - Abuso di informazioni riservate - Competenza territoriale - Nesso motivazionale dell'agente nell'utilizzo dell'informazione..
Territorialmente competente a giudicare dei fatti previsti dal reato di cui all'art. 2 della l. 17 maggio 1991 n. 157 è il giudice del luogo in cui avviene la divulgazione della informazione riservata, comunicazione che costituisce necessario antecedente logico della sua eventuale utilizzazione.
Se l'interesse tutelato dalla norma in esame è quello di garantire parità di condizioni conoscitive per chi opera nel mercato borsistico, per porre in essere una condotta penalmente rilevante occorre che l'agente abbia usato delle indiscrezioni di cui conosceva l'illecita provenienza, che l'hanno posto in una situazione di favore.
L'agente deve, quindi, essere stato motivato, nella sua condotta, dalle notizia attinte per la funzione rivestita, al fine di una loro utilizzazione. Tribunale Siracusa, 10 April 1997.
Banca, contratto di commissione, dovere di correttezza e buona fede.
Intermediazione finanziaria – Contratto di commissione – Dovere di informazione dell’operatore professionale – Sussistenza..
La buona fede che deve presiedere alla formazione dei contratti in generale e di quelli di mandato e commissione in particolare comporta che il soggetto - sia esso un soggetto individuale, quale un agente di cambio, o collettivo, quale una banca - cui viene affidato l'incarico di acquistare titoli, e che, esercitando professionalmente tale attività, conosce i limiti oggettivi dell'operazione, sia tenuto, prima di assumere l'incarico (e cioè nel corso della stipula) ad informare i clienti in ordine ai titoli stessi. Tale obbligo può venir meno soltanto allorché il committente si presenti già pienamente informato, senza che sia possibile, in proposito, fare esclusivo riferimento alla natura dei titoli. Cassazione civile, sez. III, 09 January 1997, n. 108.
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