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Timestamp: 2018-08-17 23:13:03+00:00
Document Index: 57588904

Matched Legal Cases: ['arti\n21592', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 16', 'sentenza ']

L. R. Lazio 06/10/1997, n. 29 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR4449
B.U.R. Lazio 10/11/1997, n. 31
- L.R. 18/05/1998, n. 14
- L.R. 07/06/1999, n. 6
- L.R. 05/10/1999, n. 28
- L.R. 10/05/2001, n. 10
- L.R. 06/09/2001, n. 24
- L.R. 28/10/2002, n. 39
- L.R. 06/02/2003, n. 2
- L.R. 02/04/2003, n. 10
- L.R. 31/07/2003, n. 22
- L.R. 27/02/2004, n. 2
- L.R. 17/02/2005, n. 9
- L.R. 28/04/2006, n. 4
- L.R. 11/08/2008, n. 14
- L.R. 24/12/2008, n. 32
- L.R. 30/03/2009, n. 5
- L.R. 24/12/2010, n. 9
- L.R. 13/08/2011, n. 10
- L.R. 06/08/2012, n. 12
- L.R. 14/07/2014, n. 7
- L.R. 10/11/2014, n. 10
- L.R. 16/11/2015, n. 15
- L.R. 10/08/2016, n. 12
- L.R. 31/12/2016, n. 17
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CAPO I - Norme generali e procedure di individuazione e di istituzione delle aree naturali protette, dei monumenti naturali e dei siti di importanza comunitaria
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1. La Regione garantisce e promuove, in maniera unitaria ed in forma coordinata con lo Stato e gli enti locali, nel rispetto degli accordi internazionali, la co
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N6 1. La presente legge, nell'ambito dei principi della
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1. La Regione, attraverso la creazione di un sistema di aree naturali protette nonché mediante l'istituzione dei monumenti naturali e l'individuazione dei siti di importanza comunitaria, persegue, in particolare, i seguenti obiettivi:
a) la tutela, il recupero e il
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Art. 4 - (Sezione aree naturali protette)
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Art. 5 (Sistema delle aree naturali protette del Lazio - Classificazione. Istituzione delle aree naturali protette interregionali e nazionali)
1. Il sistema regionale delle aree naturali protette del Lazio è articolato, tenendo conto delle diverse caratteristiche e destinazioni delle aree stesse, nelle seguenti categorie:
a) parco naturale;
b) riserva naturale.
2. I parchi naturali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e da tratti di mare
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Art. 6 - (Monumenti naturali e siti di importanza comunitaria)
1. La Regione, per le finalità di cui all'articolo 2 e per garantire una più ampia azione di conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio naturale, tutela, oltre alle aree classificate ai sensi dell'articolo 5, i monumenti naturali di cui al comma 2 ed i siti di importanza comunitaria individuati nel territorio regionale in base ai criteri contenuti nella direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992.
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Art. 7 - (Piano regionale e piani provinciali delle aree naturali protette)
1. La Regione individua le aree naturali protette in tutte quelle parti del proprio territorio dove siano presenti formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse, che abbiano rilevante valore naturalistico, paesaggistico ed ambientale, al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 3.
2. L'individuazione di cui al comma 1 è effettuata utilizzando:
a) i demani e i patrimoni forestali regionali, provinciali, comunali e enti pubblici, ai sensi dell'articolo 22, comma 3, della l. 394/1991;
b) le aree individuate ai sensi degli articoli 82 e 83 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e successive modifiche, le zone umide di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448 (Esecuzione della convenzione relativa alle zone umide d'importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971), i siti di importanza comunitaria e le zone speciali di conservazione previste dal dec
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Art. 8 (Misure di salvaguardia)
1. Il Presidente della Giunta regionale, qualora vengano ravvisate o accertate situazioni di grave pericolo o di danno ambientale relativamente ad aree naturali da proteggere inserite nello schema di piano adottato dalla Giunta regionale, può sottoporre le aree interessate a misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della l. 394/1991 e dell'articolo 10 della l.r. 74/1991.
2. Dalla data di pubblicazione del piano regionale approvato dal Consiglio regionale in conformità a quanto stabilito dall'articolo 7 e fino alla data di entrata in vigore delle leggi regionali istitutive delle singole aree naturali protette, e comunque per non più di cinque anni, entro i confini delle aree di cui all'articolo 7, comma 4, lettera a), si applicano le disposizioni dei successivi commi e le eventuali misure transitorie di salvaguardia previste dall'articolo 7, comma 4, lettera b).
3. All'interno delle zone A previste dall'articolo 7, comma 4, lettera a), numero 1), delle aree naturali protette individuate dal piano regionale, sono vietati:
a) la raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea, ad eccezione di quanto connesso con le attività di produzione agricola, di cui all'articolo 2135 c.c., o agro-turistica e di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio da parte di istituti pubblici, fatti salvi il pascolo e la raccolta di funghi, tartufi ed altri prodotti del bosco, purché effettuati nel rispetto della vigente normativa, degli usi civici e delle consuetudini locali;
b) l'introduzione in ambiente naturale di specie, razze e popolazioni estranee alla flora spontanea ed alla fauna autoctona ", fatta eccezione per lo svolgimento delle attività agricole tradizionali di cui all'elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali previsto dal D.M. 8 agosto 1999, n. 350 del Ministro delle politiche agricole e forestali (Regolamento recante norme per l'individuazione dei prodotti tradizionali di cui all'articolo 8, comma 1, del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173)”N46;
c) il prelievo di materiali di interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito, per fini di ricerca e studio, da istituti pubblici;
d) l'apertura di nuove cave e torbiere e la riattivazione di quelle
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Art. 9 - (Istituzione delle aree naturali protette)
1. Le aree naturali protette sono istituite con legge regionale nel rispetto dei principi generali enunciati dalla presente legge e dei contenuti del piano di cui all'articolo 7.
2. La partecipazione delle province, della città' metropolitana, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dell'area naturale protetta è acquisita, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, lettera a), della l. 394/1991, mediante una conferenza finalizzata alla redazione di un documento di indirizzo fondato sull'analisi territoriale dell'area da sott
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Art. 10 - (Aree contigue)
1. Qualora occorra intervenire per assicurare la conservazione dei valori di un'area naturale protetta, il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, d'intesa con l'organismo di gestione dell'area naturale protetta e con gli enti locali interessati, stabilisce piani e programmi nonché le eventuali misure di disciplina della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, relativi alle aree contigue all'area nat
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Art. 11 - (Riserve marine)
1. La Regione, ai sensi dell'
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Art. 11 bis - (Documento strategico sulla biodiversità)
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CAPO II - ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLE AREE NATURALI PROTETTE
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Art. 12 - (Modalità di gestione)
1. La gestione delle aree naturali protette è affidata, tenuto conto del livello di interesse definito dalle relative leggi istitutive ai sensi dell'articolo 5, comma 4:
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SEZIONE I - Aree naturali protette di interesse regionale
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Art. 13 - (Organi dell'ente di gestione)
1. Sono organi dell'ente di gestione dell'area naturale protetta, di seguito denominato ente di gestione:
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Art. 14 (Consiglio direttivo e presidente)
1. Il consiglio direttivo è composto dal presidente e da altri "quattro"N53 membri, scelti tra persone che si siano distinte per gli studi e per le attività nel campo della protezione dell'ambiente "con comprovata esperienza di gestione ed adeguato curriculum"N46, “nominati dal Presidente della Regione e”N67 così designati:
a) uno, con funzioni di presidente, dal "Presidente della Regione, ai sensi dell'articolo 55, comma 3, dello Statuto, sentito l'Assessore competente in materia di ambiente"N49;
b) "due"N53 dalla comunità individuandoli, con voto limitato ai sensi dell'articolo 16, anche tra non consiglieri;
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Art. 15 - (Revisore dei conti unico)
2. Il revisore dei conti unico è scelto tra g
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Art. 16 (Comunità)
1. I presidenti delle province, i sindaci dei comuni e i presidenti delle comunità montane o loro delegati nei cui territori sono ricomprese le aree naturali protette, costituiscono la comunità dell'area naturale protetta o del sistema delle aree naturali protette gestite unitariamente, ciascuno con responsabilità pari alla quota di partecipazione territoriale calcolata, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma, sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale con propria deliberazione. La quota di partecipazione è definita con riferimento alla percentuale della superficie comunale compresa nell'area protetta nonché alla percentuale della quota di partecipazione del comune alla superficie complessiva dell'area protetta "e non può comunque eccedere, per ciascun comune, il 49 per cento dell'intero organo collegiale"
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Art. 17 - (Statuto)
1. Entro tre mesi dalla data del decreto di nomina, il Consiglio direttivo dell'ente di gestione redige ed adotta lo statuto dell'ente stesso, in cui sono indicate, o
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Art. 18 (Vigilanza e controllo sull'attività)
1. Ai sensi dell'articolo 54 dello Statuto regionale, la vigilanza ed il controllo sull'attività dell'ente di gestione spettano alla Giunta regionale.
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Art. 19 - (Vigilanza e controllo sugli organi)
1. Nell'esercizio del potere di vigilanza sull'ente di gestione la Giunta regionale dispone periodiche ispezioni per accertare la regolare attuazione dei c
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Art. 20 - (Bilanci, entrate e patrimonio)
1. L'esercizio finanziario dell'ente di gestione coincide con l'anno solare.
2. L'ente di gestione ha un proprio bilancio di previsione ed un proprio rendiconto generale, che vengono formulati, controllati ed approvati con le modalità di cui alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 19.
3. Entro il 30 giugno di ogni anno la Giunta regionale, sentita la sezione aree naturali protette, definisce, con propria deliberazione, gli obiettivi e gli indirizzi di intervento nelle singole aree naturali protette, tenendo conto della programmazione generale e settoriale della Regione, delle direttive e dei programmi dell'Unione Europea e dello Stato e delle relat
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Art. 21 - (Criteri generali di coordinamento)
1. La Regione per assicurare criteri uniformi e coordinati di gestione del personale degli enti delle aree naturali protette provvede a:
a) reclutar
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Art. 22 - (Strutture organizzative e dotazioni organiche)
1. Le strutture organizzat
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Art. 23 - (Personale)
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Art. 24 - (Direttore dell'ente di gestione)
1. Il direttore dell'ente di gestione è nominato dal Presidente della Giunta regionale ed è scelto in una rosa di tre candidati, individuati tra i soggetti iscritti in un elenco regionale formato e disciplinato con deliberazione della Giunta regionale o, in subordine, tra i soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 9, comma 11 della l. 394/1991, così come modificato dall'articolo 2, comma 25 della legge 9 dicembre 1998, n. 426 (Nuovi interventi in campo ambientale), di cui uno designato su proposta del Presidente del consiglio dir
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Art. 25 - (Personale di sorveglianza)
1. Al personale addetto alla sorveglianza, denominato guardiaparco, è attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria, ne
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Art. 25 bis - (Attività di monitoraggio sugli habitat e sulle specie della flora e della fauna di importanza comunitaria)
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Art. 26 - (Piano dell'area naturale protetta)
1. Il piano dell'area naturale protetta, ai fini della tutela e della promozione dei valori naturali, paesistici e culturali presenti nell'area stessa, prevede:
a) la perimetrazione definitiva dell'area naturale protetta;
b) le destinazioni di uso pubblico o privato dell'area naturale protetta e le relative norme di attuazione con riferimento alle varie aree;
c) i diversi gradi e tipi di accessibilità veicolare e pedonale, prevedendo in particolare percorsi, accessi e strutture idonee per i disabili, i portatori di handicap e gli anziani;
d) i sistemi di attrezzature e servizi per la funzione sociale dell'area naturale protetta, quali: musei, centri di visita, uffici informativi, aree di campeggio e attività agrituristiche;
e) gli indirizzi ed i criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna, sui paesaggi e sui beni naturali e culturali in genere;
f) l'organizzazione generale del territorio e la sua articolazione nelle seguenti zone caratterizzate da forme differenziate di tutela, godimento ed uso:
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Art. 27 - (Regolamento dell'area naturale protetta)
1. Il regolamento dell'area naturale protetta, allo scopo di garantire il perseguimento delle finalità per cui è istituita l'area stessa, disciplina l'esercizio delle attività consentite e, in particolare:
a) gli interventi sulle acque;
b) la raccolta delle specie vegetali allo stato selvatico;
c) la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti;
d) lo svolgimento delle attività artigianali, commerciali, di servizio ed agro-silvo-pastorali;
e) il soggiorno e la circolazione del pubblico con qualsiasi mezzo di trasporto, con l'indicazione dei modi d'uso della viabilità, in maniera da assicurare la fruibilità pubblica delle attrezzature sociali e ricreative e dei beni culturali esistenti nell'area naturale protetta;
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Art. 28 (Nulla osta e poteri d'intervento dell'ente di gestione)
1. Il rilascio di concessioni od autorizzazioni, relativo ad interventi, impianti ed opere all'interno dell'area naturale protetta, è sottoposto a preventivo nulla osta dell'ente di gestione ai sensi dell'articolo 13, commi 1, 2 e 4, della l. 394/1991. Ai fini dell'acquisizione del nulla osta, le amministrazioni interessate convocano apposite conferenze di servizi ai sensi degli articoli 14, 14bis, 14ter, 14quater della l. 241/1990 e successive modifiche e dell'
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SEZIONE II - Aree naturali protette di interesse provinciale
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Art. 29 - (Criteri e modalità per la gestione delle aree naturali protette di interesse provinciale - Piani e regolamenti)
1. Le province gestiscono le aree naturali protette di propria competenza secondo quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, lettera b) entro i termini fissati dalle relative leggi istitutive. A tal fine le province possono avvalersi provvisoriamente dell'Agenzia regionale per i Parchi.
2. Le province devono assicurare, nella gestione delle aree naturali protette di loro
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CAPO III - PROMOZIONE ECONOMICO-SOCIALE - INTERVENTI FINANZIARI
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Art. 30 (Programma pluriennale di promozione economica e sociale)
1. Nel rispetto delle finalità dell'area naturale protetta e della disciplina stabilita dai relativi piano e regolamento, l'organismo di gestione promuove le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale delle collettività residenti all'interno dell'area stessa e dei territori adiacenti, anche mediante la realizzazione di specifici progetti di sviluppo sostenibile.
2. Per i fini di cui al comma 1, la comunità dell'ente di gestione delle aree naturali protette d'interesse regionale e gli organismi di gestione delle aree naturali protette di interesse provinciale, entro novanta giorni dalla loro costituzione, con l'assistenza dell'Agenzia regionale per i Parchi, elaborano il programma pluriennale di promozione economica e sociale, in cui sono indicati interventi coordinati con quelli dello Stato, della Regione e degli enti locali interessa
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Art. 31 - (Sviluppo delle attività agricole)
1. Per consentire la qualificazione e la valorizzazione "del territorio agricolo"N49, nell'ambito delle finalità istitutive dell'area naturale protetta, gli organismi di gestione, compatibilmente con la tutela dei valori naturali e culturali presenti nell'area stessa “e con il ruolo di tutela attiva delle "imprese agricole"N49, nelle zone di cui all’articolo 26, comma 1, lettera f)” N39, favoriscono:
a) le attività agricole e quelle connesse e compatibili di cui alla
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Art. 32 - (Incentivazioni)
1. Ai comuni, alle province ed alle comunità montane il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini delle aree naturali protette istituite ai sensi della presente legge o della legge regionale 28 novembre 1977, n. 46, ovvero previste dal piano regionale delle aree naturali protette e alle quali si applicano le misure di salvaguardia indicate nell'articolo 8, è attribuita priorità nella concessione di finanziamenti regionali, anche provenienti da fondi comunitari e statali, per sostenere, entro i confini dell'area naturale protetta e delle aree contigue di cui all'articolo 10, i seguenti interventi:
a) restauro dei centri storici e di edifici di particolare valore storico e cu
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Art. 33 - (Gestione del patrimonio forestale)
1. L'organismo di gestione, entro due anni dalla istituzione dell'area naturale protetta, determina i criteri per l'utilizzazione del patrimonio forestale, nel rispetto delle finalità della legge regionale istitutiva e della disciplina contenuta nel piano e nel regolamento dell'area stessa.
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Art. 34 - (Indennizzi e risarcimento per i danni economici)
1. L'organismo di gestione è tenuto ad indennizzare i danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e alle opere approntate sui terreni e può corrispondere incentivi per la prevenzione dei danni medesimi, con le modalità previste dal programma operativo annuale di cui all'articolo 8 della L.R. n. 4/2015. Il regolamento di cui all'arti
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Art. 35 - (Contributi per il mantenimento ed il recupero delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche)
1. Gli organismi di gestione prevedono nei propri bilanci appositi stanziamenti per l
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Art. 36 (Acquisizione e affitto di beni mobili ed immobili)
1. La Regione promuove iniziative per l'acquisizione e l'affitto di beni mobili ed im
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CAPO IV - SORVEGLIANZA E SANZIONI
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Art. 37 - (Sorveglianza)
1. Oltre a quanto previsto dall'articolo 25, comma 2, sono incaricati di far rispetta
21592 4154120
Art. 38 (Sanzioni)
1. Salvo che il fatto costituisca un reato, ogni violazione dei vincoli, dei divieti, delle prescrizioni e in genere delle norme stabilite dalla presente legge e dalle leggi istitutive delle singole aree naturali protette è s
21592 4154121
21592 4154122
Art. 39 - (Riordino delle aree naturali protette esistenti)
1. Ai sensi dell'articolo 9 sono istituiti:
a) l'Ente regionale di diritto pubblico "Parco naturale regionale dei Monti Simbruini", cui è affidata l'amministrazione e gestione delle attività e del territorio del parco istituito con legge regionale 29 gennaio 1983, n. 8;
b) l'Ente regionale di diritto pubblico "Parco naturale regionale dei Monti Lucretili", cui è affidata l'amministrazione e gestione delle attività e del territorio del parco istituito con legge regionale 26 giugno 1989, n. 41;
c) l'Ente regionale di diritto pubblico "Parco regionale dei Castelli Romani", cui è affidata l'amministrazione e gestione delle attività e del territorio del parco istituito con legge regionale 13 gennaio 1984, n. 2;
d) l'Ente regionale di diritto pubblico "Parco regionale dell'Appia Antica", cui è affidata l'amministrazione e gestione delle attività e del territorio del Parco istituito con
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Articolo 40 - Aree naturali protette nel territorio del comune di Roma
1. Le aree naturali protette gestite dal comune di Roma alla data di entrata in vigore della presente legge e le altre istituite successivamente a tale data ed interamente ricadenti nel territorio del comune stesso, costituiscono un sistema per la cui gestione è istituito l'ente regionale Roma Natura al quale si applicano le disposizioni del capo II, sezione I, salvo il disposto del comma 2. N13
21592 4154124
Art. 41 - (Ampliamento della riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia)
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Articolo 42 - Ampliamento del parco regionale dell'Appia Antica
1. Il parco regionale dell'Appia Antica, istituito e disciplinato con legge regionale n. 66/1988, come modificata dalla legge regionale 6 settembre 1994, n. 3
21592 4154126
Articolo 43 - Stralcio del piano regionale delle aree naturali protette
1. Con la presente legge è approvato uno stralcio del piano di cui all'articolo 7, relativo allo schema di piano regionale dei parchi e delle riserve adottato dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n. 46/1977 e dell'articolo 15 della legge regionale n. 17/1986, con deliberazione n. 11746 del 29 dicembre 1993, secondo le perimetrazioni provvisorie riportate su cartografia a s
21592 4154127
Articolo 44 - Aree naturali protette istituite
1. Sono istituite con le perimetrazioni e le zonizzazioni provvisorie di cui alle planimetrie a scala 1:10.000 contenute nell'allegato B, le seguenti aree protette:
a) Parco naturale di Veio;
b) Parco naturale dei Monti Aurunci;
c) Riserva naturale di Tuscania;
d) Riserva naturale del Monte Soratte;
e) Riserva naturale di Monte Catillo;
f) Riserva naturale di Nomentum;
g) Riserva naturale della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco;
h) Riserva naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico;N36
i) Riserva naturale del lago di Canterno; N36
j) Riserva naturale della Valle dei Casali;
21592 4154128
Articolo 45 - Tutela del patrimonio forestale
1. Nell'ambito della politica di conservazione e corretta valorizzazione delle risorse naturali della Regione, in ottemperanza all'articolo 45 dello Statuto ed in attesa di apposite leggi istitutive delle relative aree naturali protette, sono sottoposte alle misure di salvaguardia di cui all'articolo 8, comma 3, le seguenti aree appartenenti al patrimonio regionale:
21592 4154129
Articolo 46 - Norma transitoria
1. Salvo quanto previsto nell'articolo 43 lo schema di piano adottato dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n. 46/1977 e dell'articolo 15 della legge regionale n. 17/1986 e successive modificazioni, con deliberazione n. 11746 del 1993,
21592 4154130
Art. 47 (Abrogazioni)
21592 4154131
Articolo 48 - Disposizioni finanziarie
1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge quantificati per l'anno 1997 in L. 500 milioni, per l'anno 1998 in L. 6.000 milioni e per l'anno 1999 in L. 8.000 milioni, rientrano negli stanziamenti iscritti nel capitolo n. 52152 denominato "Fondo regionale per l'ambiente (articolo 3, comma 27, della legge 28 dicembre 1995, n. 549)" dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale per l'anno finanziario 1997 e per il triennio 1997/1999, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 12 della legge regionale 20 maggio 1996, n. 17.
Articoli 5, comma 9 bis; 6, coma 3 bis; 14, comma 1; 24, comma 3; 25, comma 1; 25 bis, comma 1; 28, comma 3; 40, comma 2.1.
Articolo 14, comma 1, lett. d), e)
Articoli 3, comma 1, lett. c), g); 6, comma 4; 8, comma 3, lett. b), g), q), numeri 2), 3) 4 bis), r), 4, lett. d), 14, commi 1, alinea, lett. b), c), 1 bis, 3, 5, alinea, 6, secondo periodo; 16, commi 1, 2, 9; 24, comma 3; 25, comma 1; 26, comma 1 bis, lett. a), b bis), 27, comma 1, lett. j bis); 28, comma 4 ter; 31, alinea, commi 1, lett. a), c), d), 2 bis, 2 ter, 2 quater, 2 quinquies, 2 sexies, 2 septies, 34, comma 1; 44, commi 1 bis, primo, secondo periodo, 7, 11, 13, lett. f)
Articoli 26, comma 4; 27, comma 6; 44, commi 1bis, 7
L. R. Lazio 10/11/2014, n. 10
Modifiche alle leggi regionali relative al governo del territorio, alle aree naturali protette regionali ed alle funzioni amministrative in materia di paesaggio.
Articoli 26, comma 1 bis; 31, comma 1; 44, comma 11
Articoli 4; 44, comma 1, lett. h), i)
Articoli 8, comma 3, lett. r); 13, comma 1, lett. c); 15; 40, comma 2, lett. c)
L. R. Lazio 06/08/2012, n. 12
Modifiche alle leggi regionali 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e 11 agosto 2009, n. 21 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale), come da ultimo modificate dalla legge regionale 13 agosto 2011, n. 10 e modifiche alle leggi regionali 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure), 9 marzo 1990, n. 27 (Contributi sugli oneri di urbanizzazione a favore degli enti religiosi per gli edifici destinati al culto. Interventi regionali per il recupero degli edifici di culto aventi importanza storica, artistica od archeologica), 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica), 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio), 19 luglio 2007, n. 11 (Misure urgenti per l'edilizia residenziale pubblica) e 16 aprile 2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti) e successive modifiche.
art. 8, comma 4, lett. d bis)
Con la legge sono state introdotte importanti modifiche alla legge regionale sul Piano Casa 21/2009, già in precedenza modificata dalla L.R. 10/2011.
viene definitivamente chiarito che il termine cui si deve fare riferimento per determinare a quali edifici si applicano le disposizioni del Piano Casa è quello di entrata in vigore della legge di modifica 10/2011, e cioè il 28/08/2011;
è stata introdotta, tramite il nuovo art. 3-quater della L.R. 21/2009, una nuova tipologia di interventi, finalizzati al riutilizzo del patrimonio edilizio dismesso attraverso il cambiamento della destinazione in altro uso non residenziale;
sono state rettificate le norme che hanno dato luogo a tante polemiche e dubbi di incostituzionalità, concernenti la definizione dei procedimenti di sanatoria edilizia straordinaria ancora pendenti, ai sensi dell’art. 25 della L.R. 21/2009.
artt. 8 [comma 4 lett. d)], 31 [comma 1, lett. d)], 46 (comma 2 ter)
L. R. Lazio 13/08/2011, n. 10
Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2009, n. 21 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale) e alle leggi regionali 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure), 26 giugno 1997, n. 22 (Norme in materia di programmi di intervento per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale del territorio della Regione), 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesaggistico), 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio), 6 agosto 2007, n. 13 (Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 «Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo» e successive modifiche), 27 maggio 2008, n. 6 (Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia), 11 agosto 2008, n. 15 (Vigilanza sull’attività urbanistica-edilizia) e 16 aprile 2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti).
La legge modifica diversi e importanti provvedimenti.
La legge modifica la L.R. 11/08/2009, n. 21 sul Piano Casa.
Il provvedimento si applica a tutti gli edifici realizzati legittimamente (anche quelli per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato in sanatoria, compresi il caso della formazione del silenzio assenso) e a quelli non ultimati ma che abbiano ricevuto il titolo abilitativo edilizio.
Rispetto alla L.R. 21/2009, le nuove disposizioni si applicano anche nelle zone agricole e nelle zone più urbanizzate delle aree naturali protette.
Sono esclusi dal campo di attuazione gli insediamenti urbani storici come individuati dal Piano territoriale paesistico regionale e le aree di rischio idrogeologico molto elevato, i casali e i complessi rurali realizzati in epoca anteriore al 1930, gli edifici costruiti nelle aree del demanio marittimo. Per gli ampliamenti di edifici esistenti è prevista la possibilità di «monetizzare» il mancato rispetto degli standard urbanistici nel caso siano impossibili da realizzare le cosiddette opere di urbanizzazione secondaria necessarie. Tale possibilità viene invece esclusa per i cambi di destinazione d'uso. Viene stabilito che le norme relative ad ampliamenti, demolizione e ricostruzione, cambi di destinazione d'uso resteranno in vigore per tre anni.
La legge ha anche introdotto importanti modifiche alla L.R. 16/04/2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti).
Viene in primo luogo ampliata la definizione di «sottotetto», in precedenza limitata ai volumi sovrastanti l'ultimo piano, compresi nella sagoma di copertura e non computati come volumi residenziali, ed ora ampliata anche ai «... volumi sottostanti la copertura a falda degli edifici, anche se già computati nel volume residenziale, qualora siano suscettibili di una divisione mediante la realizzazione di un solaio intermedio che assicuri il rispetto delle altezze minime ...».
Quanto alle condizioni per poter realizzare il recupero a fini abitativi, è stato ridotto il requisito dell'altezza media interna netta, che deve ora essere fissata in 2 metri, in luogo del precedente limite fissato a 2,40 metri per gli spazi ad uso abitazione, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori o di servizio e per gli edifici siti in territori montani. Ai fini del raggiungimento dell'altezza minima è inoltre ora consentita anche la sopraelevazione dell'ultimo solaio, a condizione che siano comunque rispettate le altezze previste dai regolamenti edilizi.
Salva diversa interpretazione che potrà essere data con documenti di prassi amministrativa, si segnala infine che la legge sui sottotetti 13/2009, come modificata dalla legge 10/2011, continua ad applicarsi unicamente ai sottotetti esistenti alla data della originaria entrata in vigore (06/05/2009)
L. R. Lazio 24/12/2008, n. 32
Bilancio di previsione della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2009.
Deliberaz. G.R. Lazio 25/10/2016, n. 625
Attuazione art. 16 comma 1 della Legge Regionale 6 ottobre 1997 n. 29 - Direttiva sulla determinazione della quota di partecipazione territoriale che definisce la responsabilità dei componenti la Comunità, Organo dell'Ente di gestione delle Aree Naturali Protette istituite. Modifica di quanto previsto dalla DGR 4918/1998.
Articolo 16, comma 1
Deliberaz. C.R. Lazio 11/03/2015, n. 5
Piano della Riserva naturale della Valle dei Casali - Roma di cui all'articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali) e successive modifiche".
Il nulla osta per interventi edilizi all’interno dei parchi naturali
Pagina informativa che riepiloga alla luce di normativa e giurisprudenza il regime di autorizzazione per interventi da eseguirsi all’interno delle aree naturali protette, chiarendo in particolare i confini di operatività del meccanismo di silenzio-assenso previsto per il rilascio di detta autorizzazione alla luce della giurisprudenza del Consiglio di Stato (AGGIORNAMENTO sentenza Consiglio di Stato 27/07/2016, n. 16).
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