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Timestamp: 2020-07-02 06:44:10+00:00
Document Index: 19781318

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 19', 'art.18', 'art.24', 'art.31']

Contratti Pubblici: aggiornamenti sull'iter di approvazione del nuovo Codice - Giuridica.net
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Contratti Pubblici: aggiornamenti sull'iter di approvazione del nuovo Codice
Marco Panato Send an email 5 Aprile 2016
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Premesso che per esigenze di sinteticità, in questa sede, non è opportuno vagliare minuziosamente le singole norme che andranno a comporre il nuovo codice, seguendo l’impostazione strutturale della bozza approvata, si focalizzerà l’attenzione di questa prima (breve) analisi sui titoli I e II della parte prima, relativa all’ambito di applicazione, ai principi, alle disposizioni comuni e alle esclusioni dall’applicazione del futuro codice appalti e concessioni.
–l’art. 1 recepisce sostanzialmente il contenuto dell’art. 32 del d.lgs. n.163/2006 specificandone la portata e l’oggetto: al primo comma, infatti, è stabilito che il nuovo codice disciplinerà non solo i contratti pubblici di appalto e di concessione, ma anche i concorsi di progettazione. La precisazione effettuata risponde alla volontà del legislatore di dettare una disciplina compiuta ed organica sia nel settore delle concessioni-contratto, regolamentando per la prima volta le concessioni di servizi, che in quello dei concorsi di progettazione, in linea con l’esigenza di garantire la qualità della progettazione e limitare il ricorso agli appalti integrati. Il comma 2, individua l’ambito di applicazione oggettivo del codice, definendo in maniera chiara e puntuale la tipologia ed il contenuto dei contratti sottoposti all’applicazione dell’emanando codice; i commi 3 e 5 recepiscono gran parte delle disposizioni riportate ai commi 2 e 4 del vigente decreto; mentre, il comma 7, risulta innovativo nella misura in cui attribuisce al Ministero degli affari esteri il compito di adottare, d’intesa con l’ANAC, le direttive generali per la disciplina della procedura di scelta del contraente e per l’esecuzione del contratto da svolgersi all’estero.
Al contrario, appare irragionevole la scelta di non recepire nell’articolo in esame il comma 3 dell’art. 32 recante la previsione della facoltà, per il soggetto pubblico, di derogare all’applicazione delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento del lavoro o della gestione del servizio qualora, in sede di scelta del socio privato della costituenda società mista, si sia espletata una gara a doppio oggetto;
– le novità contenute nella bozza del nuovo codice appalti si percepiscono giù a livello definitorio nell’art. 3, il quale esplicita dettagliatamente il significato delle parole chiave utilizzate nella materia dei contratti pubblici. È noto, infatti, come le definizioni ivi contenute fungano da parametri di riferimento ai fini della corretta sussunzione della fattispecie concreta in quella astratta, così da facilitare l’individuazione delle norme applicabili.
Ebbene, il numero delle definizioni contenute nel nuovo articolo 3 di gran lunga superiore rispetto a quello riportato nel codice vigente in ragione del recepimento e della trasposizione dei numerosi elementi di novità contenuti nelle direttive del 2014: si pensi alla definizione di joint venture, ai fini dell’esclusione dell’applicazione delle norme del codice per gli appalti e concessioni aggiudicati nei settori speciali; o alla definizione del rischio operativo, del rischio di disponibilità o del rischio di domanda ai fini dell’individuazione della categoria dei contratti di partenariato pubblico privato nonché delle concessioni-contratto o delle concessioni affidate tramite finanza di progetto. Ancora, si pensi alla definizione di lotto funzionale, introdotta allo scopo di chiarire definitivamente quando la P.A. può procedere efficacemente al frazionamento dell’appalto in modo da consentire la realizzazione autonoma di quella specifica parte di lavoro o servizio oggetto di affidamento; o alla definizione di attività di committenza ausiliarie, necessaria al fine di distinguere quest’ultima dall’attività di centralizzazione delle committenze.
–infine, si rileva che vengono confermate le ipotesi di esclusione previste dai vigenti art. 19, art.18, art.24, art.31 del d.lgs. n. 163/2006; mentre, è eliminata la distinzione tra appalti aventi ad oggetto i servizi inclusi nell’allegato II B, esclusi dalla disciplina del codice dei contratti pubblici, e appalti di servizi elencati nell’allegato II A, soggetti alle norme poste a tutela della concorrenza.
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