Source: https://www.avvocatoturinaverona.it/concorrenza-sleale.html
Timestamp: 2019-09-19 13:23:30+00:00
Document Index: 102862190

Matched Legal Cases: ['art. 2082', 'art. 2043', 'art. 2105', 'art. 2598', 'art. 2598', 'art. 2598', 'art. 2598']

﻿ Concorrenza sleale e sviamento di clientela: guida completa 2019
Concorrenza sleale e sviamento di clientela: guida pratica 2019.
La concorrenza sleale e lo sviamento di clientela spiegati in modo semplice per imprenditori.
Che cos'è la concorrenza sleale? La concorrenza sleale è la concorrenza tra imprenditori che lede la libertà di iniziativa economica. Per imprenditore intendiamo chiunque svolga professionalmente un'attività organizzata per la produzione di beni o di servizi. Per lesione della libertà di iniziativa economica intendiamo il danno portato dalla riduzione della quota di mercato del concorrente a causa della condotta sleale.
Che cos'è lo sviamento di clientela? Lo sviamento di clientela è una forma di concorrenza sleale in cui un imprenditore si appropria della clientela altrui, cagionandogli un danno patrimoniale. Per clientela intendiamo l'insieme dei consumatori che avvertono il medesimo bisogno di mercato. Per danno patrimoniale intendiamo un danno economicamente valutabile.
Concorrenza sleale: una definizione. Quando abbiamo concorrenza sleale?
Abbiamo concorrenza sleale quando:
Ci sono degli imprenditori;
Che si fanno concorrenza con modalità vietate dalla legge;
e ledono la libertà di iniziativa economica, cagionando un danno patrimoniale.
[1] Chi è l'imprenditore?
È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività organizzata per la produzione o scambio di beni o servizi (art. 2082 codice civile).
Non è imprenditore chi è un libero professionista. Quindi non possiamo avere sviamento di clientela tra avvocati od altri liberi professionisti. Né possiamo avere concorrenza sleale tra loro.
In questo caso occorrerà fare riferimento alla tutela aquiliana prevista dall'art. 2043 del codice civile. Chi cagiona un danno ingiusto è obbligato a pagare il risarcimento danni.
Secondo la giurisprudenza (oltre al classico imprenditore commerciale) è imprenditore anche:
Il soggetto di diritto pubblico.
Il concessionario di pubblici servizi (se soggetto privato).
L'imprenditore di fatto ed i futuri imprenditori (ovverosia: chi non ha costituito ancora la società ma si sta preparando per entrare nel mercato).
Il fallito o fallendo (ossia chi sta per fallire).
La nostra esperienza come avvocati a Verona ci dice che molte eccezioni sono in verità la regola. Pensiamo al classico caso del ex dipendente che ruba segreti ed informazioni o documenti. Questo è un caso di concorrenza sleale?
Non dobbiamo dimenticare infatti che il soggetto terzo agente (sia esso un ex dipendente che fa concorrenza sleale oppure un lavoratore autonomo) può rispondere sul profilo civile e sul profilo penale della propria condotta. Può esistere un atto di concorrenza sleale dell'ex dipendente.
Il dipendente (attuale) può fare concorrenza sleale?
No. In quel caso occorre fare riferimento all'art. 2105 c.c. (è fatto divieto al lavoratore di compiere atti in concorrenza col proprio datore di lavoro). In ogni caso è possibile richiedere il risarcimento del danno.
[2] Quando abbiamo concorrenza?
C'è concorrenza quando due imprenditori hanno dei clienti in comune.
Per Clienti intendiamo l'insieme dei consumatori che avvertono il medesimo bisogno di mercato nella medesima area territoriale.
La concorrenza può essere:
soggettiva, perché riguarda le stesse persone.
oggettiva, perché riguarda gli stessi beni richiesti da una pluralità di persone (che possono essere diverse tra loro).
la concorrenza non è necessario che sia attuale, poiché può anche essere potenziale.
La concorrenza potenziale è la concorrenza che il concorrente sleale pone in essere e che potrà, in un futuro prossimo, offrire ai clienti gli stessi beni nello stesso ambito territoriale.
"Offrire al pubblico gli stessi prodotti o servizi".
I prodotti od servizi sono medesimi se si guarda alla loro natura, alla loro destinazione, al loro impiego ed alla loro interscambiabilità e la loro complementarietà. Nonché se si guarda alla loro origine ed alla loro rete di distribuzione. (Così Trib. CE 11 luglio 2007 T-443/05)
"Nel medesimo ambito territoriale".
Per medesimo ambito territoriale intendiamo l'area geografica che può, secondo ragione, essere occupata dai prodotti nostri oppure di un nostro concorrente.
I prodotti della grande distribuzione, quelli che si trovano al supermercato, generalmente hanno un ambito territoriale nazionale. Li trovi a Trento come a Palermo.
Gli hotel hanno, per definizione, un ambito territoriale molto ridotto. Esso può, ad esempio, coprire l'intera provincia oppure le province limitrofe.
Le PMI in genere hanno un ambito regionale o poliregionale. Difficilmente hanno un ambito territoriale nazionale. Se quindi produco con il mio marchio, mediante la distribuzione per negozi, il mio ambito territoriale è grande quanto la rete di negozi che vende i miei prodotti.
"Nel medesimo periodo temporale".
Per medesimo periodo temporale intendiamo lo stesso lasso di tempo passato, presente e futuro in cui ragionevolmente un concorrente può mettere in atto una condotta di concorrenza sleale.
Oppure il lasso di tempo in cui, lo stesso concorrente, può revocare la propria azione di sviamento di clientela di ex dipendenti ad esempio.
Alcuni esempi concreti di concorrenza sleale (e non).
L'Hotel Ardesia di Verona vede copiato il proprio nome da un B&B di Villafranca di Verona. L'ambito territoriale è lo stesso: la provincia di Verona. I clienti sono i medesimi: persone che vogliono pernottare a Verona o nelle zone limitrofe. Il danno esiste: la confusione tra i nomi comporta, di fatto, che qualche Cliente (magari consigliato) anziché pernottare in Hotel pernotterà al B&B. È Vero che un hotel non è un B&B ma è pur uguale, o molto simile, la ragione per cui qualcuno cerca l'uno o l'altro. Ciò crea confusione tra i clienti.
La maglieria con sede in Vicenza ha creato una serie di maglioncini per bambini e bambine con segni grafici molto simpatici. Le maglie sono state vendute esclusivamente nelle boutique venete ad un prezzo elevato. Una maglieria di Roma, visti i maglioncini, sostanzialmente li copia e li vende al mercato ad un prezzo molto più basso. In questo caso è difficile ritenere che si possa agire sotto il profilo della concorrenza sleale: l'ambito territoriale è decisamente diverso. Nondimeno, si potrà agire se il marchio o il disegno è stato registrato dalla maglieria di Vicenza. Non c'è una vera e propria confusione con i prodotti, ma più una sorta di concorrenza parassitaria.
Scopri altri esempi di concorrenza sleale: concorrenza sleale e sviamento di clientela - guida 2019)
L'art. 2598 c.c. quale norma fondamentale in tema di concorrenza sleale e di sviamento di clientela.
La concorrenza sleale può essere un reato? Difficilmente. Spesso però è possibile chiedere il risarcimento del danno patrimoniale.
Allo stesso modo è facile trovare la differenza tra antitrust e concorrenza sleale: dove l'antitrust è una violazione di natura amministrativa, e che mira a ristabilire un ordine nel mercato. la concorrenza sleale, oppure lo sviamento di clientela, riguardano esclusivamente i rapporti tra due privati (quindi, ad esempio, tra due concorrenti).
Quello di cui parliamo ora è dunque l'art. 2598 codice civile, cioè la norma principale in tema di concorrenza sleale.
L'art. 2598 c.c. ci dice che compie atti di concorrenza sleale chi:
usa nomi, oppure segni distintivi idonei a produrre confusione;
imita in modo servile i prodotti di un concorrente;
compie qualsiasi altro atto idoneo a creare confusione. Chi in sostanza usa i nostri segni distintivi legittimamente usati. E che non possono essere legittimamente usati da altri.
diffonde notizie sull'attività di un concorrente, o sui prodotti di questo, tali da determinarne il discredito nel pubblico di riferimento.
Oppure chi si appropria, senza poterlo fare, di pregi di prodotti del concorrente.
Chi compie, in qualunque altro modo, anche indiretto, un atto che non sia conforme ai principi della correttezza professionale e che è idoneo a danneggiare l'azienda del concorrente. Si parla spesso di concorrenza parassitaria.
2. Diffusione di notizie false od imitazione servile.
Si comprende immediatamente il primo caso, quando cioè un concorrente con qualunque mezzo od in qualunque modo condivide e diffonde notizie false su di noi.
Caso diverso quello della imitazione servile, che non è come nel primo caso un vero e proprio plagio. Qui ci si appropria, ma non fino in fondo, dei nostri prodotti o servizi. ma si crea comunque una situazione in cui il concorrente di fatto utilizza nostri segni distintivi idonei a produrre confusione con i prodotti.
Il concorrente ad esempio potrebbe fare propri gli attributi estetici che caratterizzano il nostro prodotto e che lo rendono percepibile come nostro.
Pensa alla bottiglia Coca-Cola.
La forma della bottiglia della Coca-Cola ci fa pensare immediatamente.. alla Coca-Cola.
Un concorrente non può, in alcun modo, copiare la forma della bottiglia di Coca-Cola (il cui design è registrato: si cade in questo caso nell'uso di segni distintivi altrui). Il proprio prodotto deve essere chiaramente distinto.
Ma, allo stesso modo, non può riprendere la forma della stessa bottiglia per contenere la propria bevanda. Qualunque forma che rimandi alla bottiglia Coca-Cola non può essere utilizzata da altri produttori di bevande gasate. Altrimenti si ricade nel caso della imitazione servile.
3. Altre forme di concorrenza sleale.
Ci sono altre forme di concorrenza sleale.
Si pensi ad esempio a chi imita elementi distintivi secondari dei propri concorrenti. Ad esempio, un sito internet oppure la mia idea creativa.
Si pensi a qualsiasi atto che, in qualunque modo e forma, anche in via indiretta, crea confusione nel pubblico.
La confusione nel pubblico si ha quando più persone, che vogliono comprare lo stesso oggetto od oggetto simile dal nostro concorrente, vengono indotte da noi ad acquistare il nostro prodotto. E questo perché abbiamo fatto in modo.. di rubare il cliente altrui.
In qualche modo pensiamo al caso delle pubblicità sui motori di ricerca. Quante volte cerchiamo una assicurazione online, un sito specifico, e ci viene fuori il nome del nostro concorrente?
Si pensi infine al caso di boicottaggio della concorrenza. Caso che, nell'era dei social network è facilmente accessibile ed alla portata di ogni concorrente sleale. Questo è un tipico caso che ricade nell'ambtio dell'art. 2598 c.c..
.. questi alcuni dei casi famosi di concorrenza sleale. Molti altri ce ne sono di sviamento di clientela e di storno di clienti.
Come studio legale a Verona patrimonialista ci occupiamo esclusivamente di tutela del patrimonio. Quindi, anche di concorrenza sleale.
Esistono casi famosi di concorrenza sleale che possono essere interessanti ed utili all'imprenditore ed al libero professionista.
Caso Surya // MPF Trade: in questo esempio di imitazione servile il Tribunale di Firenze ha espressamente ritenuto inesistenti le similitudini tra i prodotti (oggetti di illuminazione domestica) pur allegate dall'attore. E questo perché "l’impressione generale che il loro aspetto d’insieme può provocare nel consumatore medio" deve ritenersi l'unica cosa importante quando si parla di imitazione servile.
Caso General Fittings: in questo caso parliamo di azioni ritenute denigratorie a seguito di pubblicità comparativa. La concorrente di General Fittings, la società Georg Fisher, aveva ideato una campagnia pubblicitaria contro l'attrice. In queste pubblicità comparativa si specificava che General Fittings era sostanzialmente la copia dei prodotti Fisher. Il Tribunale di Brescia ha ritenuto tale fattispecie lesiva dei diritti dell'attrice, meritevole di ristoro del risarcimento del danno patrimoniale subito.