Source: https://www.partitaiva24.it/la-fattura-regime-forfettario/
Timestamp: 2019-12-14 23:13:02+00:00
Document Index: 139441595

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.10', 'art 10', 'art.10']

La fattura in regime forfettario | Partitaiva24.it
Sono già moltissimi che nel 2019 hanno aperto la loro partita IVA e stanno per emettere la loro prima fattura in regime forfettario.
Proprio in questa occasione, per tutte le nuove partite IVA nascono i primi dubbi.
Le domande più comuni che riceviamo giornalmente sono: “come compilo la fattura? Devo pagare l’imposta di bollo? Devo inserire la ritenuta d’acconto? Come mi comporto con l’IVA?”
Cominciamo tranquillizzando i nostri lettori. Le domande sulla fattura in regime forfettario sono più che lecite e per nulla banali.
Con i continui cambiamenti in materia contabile e fiscale degli ultimi anni infatti, si è creata abbastanza confusione. Cerchiamo di mettere un po’ di ordine in questo caos e vediamo come si fa una fattura corretta in regime forfettario.
COME SI FA LA FATTURA IN REGIME FORFETTARIO
La data e il numero della fattura
Il bene ceduto o la prestazione svolta
L’importo della fattura
LA DICITURA IN FATTURA NEL REGIME FORFETTARIO
LA MARCA DA BOLLO IN FATTURA
NESSUNA RITENUTA D’ACCONTO NELLA FATTURA DEL CONTRIBUENTE IN REGIME FORFETTARIO
LA RIVALSA INPS NELLA FATTURA DEI PROFESSIONISTI IN GESTIONE SEPARATA INPS
IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO DEI PROFESSIONISTI CON CASSA
FAC-SIMILE FATTURA IN REGIME FORFETTARIO
Esempio 1: libero professionista con gestione separata INPS
Esempio 2: procacciatore d’affari forfettario con ENASARCO
Esempio 3: libero professionista con cassa previdenziale propria
Esempio 4: commerciante\artigiano in regime forfettario
FATTURA ELETTRONICA PER CONTRIBUENTI FORFETTARI
Per i titolari di partita IVA che aderisco al regime forfettario ci sono degli adempimenti particolari da mettere in atto nel momento della compilazione della fattura.
Vediamo quali sono le informazioni da inserire in fattura descrivendo nel dettaglio a cosa fanno riferimento.
Quando un contribuente, anche non forfettario, emette fattura è obbligato ad inserire i propri dati fiscali. Sarà necessario quindi scrivere:
nome e cognome (o nome della ditta individuale seguito da nome e cognome. Facciamo un esempio: XY di Silvio Vecchi);
sede dell’attività: via, numero civico, comune e provincia;
I recapiti (telefono, mail) per quanto utili non sono obbligatori. Consigliamo inoltre, se si è iscritti alla camera di commercio di inserire anche il numero REA che si può trovare nella visura camerale.
Oltre ai dati di chi emette la fattura sono obbligatori anche i dati fiscali di chi riceve il bene o la prestazione. Nella fattura quindi, devono essere indicati anche:
sede dell’attività;
numero di partita IVA se titolare o codice fiscale se agisce da privato.
Se emettiamo fattura nei confronti di una società, il codice fiscale coinciderà con il numero di partita IVA.
Tutte le fatture devono essere datate e numerate in maniera progressiva. Banalmente quindi, la prima fattura dell’anno emessa il giorno X avrà il numero 1. La seconda fattura emessa il giorno X+Y avrà il numero 2 e così fino a fine anno. Ogni 31 dicembre la numerazione verrà conclusa e dal primo gennaio dell’anno successivo si ripartirà nuovamente dal numero 1.
È possibile anche utilizzare dei sezionali del tipo “/a” “/online” se si hanno più modalità di vendita (ad esempio si vende online oltre che in negozio, oppure su più punti vendita, ecc.)
Quando si crea una fattura, è molto importante la descrizione del servizio o del prodotto. Nel caso di erogazione di un servizio, questo deve essere descritto e si deve cercare di essere il meno vaghi possibile nella descrizione dell’attività. Discorso analogo vale nel caso di un bene fisico. Il prodotto deve essere descritto nella maniera più completa possibile indicando inoltre quantità, numero o peso.
Come era facile da intuire anche l’importo del bene ceduto o il servizio erogato avrà l’obbligo di essere esposto in fattura. Importante ricordare però che nel regime forfettario non sarà presente l’IVA. In poche parole, nella fattura se ad esempio abbiamo un imponibile totale di 1000 €, l’IVA sarà sempre zero e il totale fattura coinciderà con l’imponibile totale.
Nel momento della compilazione della fattura i contribuenti forfettari dovranno indicare che sono assoggettati al regime agevolato. Cercando di essere il più precisi possibile, in fattura il titolare di partita IVA in regime forfettario dovrà inserire la dicitura:
“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 così come modificato dalla Legge numero 208/2015. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.
Se siamo professionisti è opportuno anche indicare la seguente dicitura:
“Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014”.
Come avete letto dal riferimento normativo, per i contribuenti forfettari il bollo sulle fatture è dovuto solo se la fattura è di importo superiore a € 77,47.
L’imposta di bollo, che viene assolta acquistando la comune marca da bollo da € 2, è obbligatoria poiché le operazioni della partita IVA forfettaria non sono soggette ad IVA. Sono esenti da imposta di bollo invece, le fatture che riguardano gli acquisti intracomunitari (per saperne di più vedi reg. for e operazioni con l’estero).
Consigliamo (nel caso di consegna fisica della fattura al cliente) di apporre la marca da bollo sulla copia cliente e non su quella che resta a noi. Se invece la fattura viene inviata via mail, meglio è allora che la marca da bollo resti sulla nostra copia ed è opportuno indicare nella copia cliente “marca da bollo apposta sull’originale”
Come abbiamo visto spesse volte, chi è in regime forfettario ha il vantaggio di non effettuare e di non subire le ritenute d’acconto.
In ogni caso per ribadirlo, tra i riferimenti normativi da riportare in fattura vi è anche quello relativo alla ritenuta d’acconto. Infatti come detto sopra, in fattura dovrà essere scritto:
I contribuenti liberi professionisti forfettari quindi, non solo non operano la ritenuta d’acconto ai loro committenti ma non la subiscono sulle proprie fatture. Infatti, i ricavi o compensi relativi al reddito del soggetto in regime forfettario non sono assoggettati alla ritenuta d’acconto. Ricordiamo che commercianti e artigiani, a prescindere dal regime forfettario o meno, comunque non operano le ritenute d’acconto nelle fatture che emettono.
I contribuenti forfettari che esercitano una attività di lavoro autonomo per la quale non è prevista una cassa di previdenza, sono tenuti all’iscrizione alla gestione separata INPS. Questa, prevede un pagamento annuo dei contributi su un forfait del fatturato. I soggetti tenuti all’iscrizione alla gestione separata, hanno la facoltà (e non l’obbligo) di addebitare in fattura al proprio committente una maggiorazione del 4% del compenso concordato tenendo sempre a mente che saranno loro stessi a versare i contributi ogni anno.
Data la facoltà del potere addebitare la rivalsa INPS o meno, è anche possibile inserire la rivalsa INPS del 4% soltanto su alcune fatture di vendita mentre su altre no. Nell’addebitare la rivalsa in fattura il professionista, fa concorrere alla propria contribuzione il soggetto committente. Al riguardo l’INPS chiarisce che la rivalsa del 4%, laddove venga applicata in fattura, rappresenta un reddito per il professionista e non viene trattata come un contributo previdenziale. Questo perché come predetto, i professionisti in gestione separata INPS sono tenuti a versare autonomamente i loro contributi.
Concludendo in merito alla convenienza o meno dell’applicare la rivalsa INPS in fattura, ricordiamo che questa rappresenta un reddito per il professionista in quanto concorre all’aumento dell’imponibile soggetto a tassazione.
Per quei professionisti che invece hanno un albo e versano i propri contributi previdenziali ad una cassa professionale, la maggior parte delle casse di previdenza prevede il versamento di un contributo integrativo.
Il contributo integrativo è un contributo obbligatorio che viene calcolato in percentuale su ogni fattura emessa dal professionista e varia da cassa professionale a cassa professionale (es. 4% per INARCASSA, 2% per ENPAP ecc..). Il valore del contributo viene inserito con un’apposita voce in fattura e viene addebitato direttamente da parte del contribuente al cliente finale. Così facendo il contribuente fa concorrere il proprio cliente alla propria contribuzione previdenziale.
Questo tipo di contributo rappresentato da una maggiorazione del compenso agli occhi del cliente però non concorre all’aumento del reddito del professionista e di conseguenza non sarà conteggiato nel fatturato ai fini del calcolo dell’imponibile per l’applicazione dell’imposta sostitutiva.
Una delle problematiche più comuni che si pone per i professionisti che devono obbligatoriamente addebitare il contributo integrativo è come determinarlo in modo da presentare al cliente la fattura con il valore concordato. Capita spesso infatti che pattuito un importo quando sarà il momento di presentare la fattura il cliente non sia ben disposto a pagare il 4% in più rispetto al valore concordato in precedenza e quindi ci tocchi rettificare la fattura. Per risolvere questo piccolo problema ecco una piccola operazione matematica che potrà risolvere questo problema. Facciamo un esempio
Supponiamo che l’ing. Bodoni abbia concordato che la sua parcella sia di € 100 e debba emettere fattura.
A quanto ammonterà il contributo integrativo INARCASSA affinché il valore totale della fattura sia pari ad € 100?
L’operazione per determinare quale sarà il nostro ricavo (fatturato) è la seguente: € 100/1.04= € 96,15.
Ne segue che il valore del contributo integrativo sarà pari a € 100 – 96,15 = € 3, 85.
N.B. NON abbiamo tenuto in conto il bollo da € 2 che dovrà essere applicato in fattura.
Di seguito troverete alcuni esempi di fatture emesse da contribuenti in regime forfettario.
Mario Messi
Viale Monza 14
Documento: FATTURA Numero: 1 Data: 01/01/2017
… Descrizione prestazione …
Compenso professionale € 600,00
Rivalsa INPS 4% € 24,00
Totale € 624,00
Marca da bollo € 2,00
Netto a pagare € 626,00
Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art.1, comma 58, Legge 190/2014, regime forfetario; operazione senza applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art.1, comma 67, Legge 190/2014.
Applicata marca da bollo da 2 euro sull’originale se l’importo della fattura supera 77,47 Euro
Viale San Giuseppe 14
Via Matteucci 14
Imponibile € 100,00
Totale documento € 100,00
– quota previdenziale ENASARCO (- 8%) € 8,00
+ Marca da bollo € 2,00
Netto a pagare € 94,00
Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art.1, comma 58, Legge 190/2014, regime forfetario.
Matteo de Mattei
Viale Liberio 17
Via Matteo 34
Compenso professionale € 105,77
Contributo integrativo 4% (la percentuale dipende dalla cassa professionale) € 4,23
Totale documento € 110
Netto a pagare € 112
Bla Bla Bla di Verdi Mario
Via dei ciclamini 3
Nome e cognome/rag.soc. Cliente
Via Tommaseo 10
Imponibile € 700,00
Totale documento € 700,00
Bollo € 2,00
Netto a pagare € 702,00
Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art.1, comma 58, Legge 190/2014, regime forfetario e successive modifiche;
Una volta fatto chiarezza sulla fattura, ci pare doveroso parlare della fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i soggetti ad iva a partire dal 1° Gennaio 2019, trattando l’incidenza di questa nuova normativa per i contribuenti in regime forfettario.
Per i contribuenti forfettari non esiste un obbligo specifico di legge ma nella fattispecie è come se i forfettari fossero ugualmente obbligati per una serie di motivi che vi illustriamo.
I contribuenti forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica al 75% perché:
La ricezione delle fatture di acquisto avverrà in formato elettronico XML provenendo da imprese in regime IVA (sarebbe assurdo chiedere loro di inviare solo a voi una fattura in pdf e non in XLM).
L’emissione delle fatture di vendita nei confronti della pubblica amministrazione va comunque fatta in formato elettronico anche se siete forfettari.
Se emetti fatture verso imprese in regime IVA, queste sono obbligate alla fatturazione elettronica e non gestiranno più fatture su carta e da registrare a mano.
Oltre a quanto sopra esposto ci sono numerosi vantaggi nella scelta della fatturazione elettronica.
Primo tra tutti il minor controllo da parte dell’agenzia delle entrate poiché se fatturi elettronicamente e paghi fatture superiori a 500€ con strumenti tracciabili l’agenzia delle entrate ti potrà controllare solo per 3 anni e non più per 5.
Secondariamente non sarà più necessario che tu acquisti di volta in volta la marca da bollo da apporre in fattura perché potrai pagare l’intero importo delle marche da bollo utilizzate, in un’unica tranche con l’F24 entro l’aprile dell’anno successivo.
Questi sono solo due dei moltissimi vantaggi che si ottengono acquistando un software di fatturazione elettronica.
Dotarsi del software Fatturazione 24 è anche conveniente perché puoi:
Consultare le tue fatture in qualunque momento e da qualunque dispositivo;
Conservare tutti i documenti collegati alle fatture;
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Ricevere una notifica via mail ogni volta che si riceve una fattura elettronica di acquisto;
Visualizzare e scaricare i documenti in caso di contenzioso;
Usufruire del servizio di assistenza di Fatturazione 24.
Infine se sei cliente di Partita iva 24, tutte le tue fatture saranno automaticamente nel tuo cloud senza la necessità che tu ce li invii di volta in volta; se non sei nostro cliente il tuo commercialista potrà integrarsi con il nostro software accedendo con le sue credenziali personali senza che voi gli fornirete le vostre.
Trovi tutte le info sul nostro ? software di fatturazione elettronica affinché tu possa farti un’idea completa del servizio che possiamo offrirti.
Regime forfettario: cosa fare se ricevo una fattura con ritenuta d’acconto Regime forfettario: la marca da bollo in fattura
2 Giugno 2018 at 16:19
grazie mille per le tantissime informazioni che fornite sempre.
Leggendo l’ottimo articolo ho notato che le diciture consigliate all’interno dell’articolo non corrispondono con le note degli esempi di fatture presenti alla fine dell’articolo.
Quali diciture sono le più corrette? Quelle più estese presenti all’interno dell’articolo o quelle riassuntive presenti negli esempi di fatture?
La dicitura “Regime forfetario” è da includere obbligatoriamente nelle note oppure è facoltativa?
4 Giugno 2018 at 17:53
Per completezza sarebbe meglio inserire la dicitura completa.
In ogni caso, la dicitura corretta da inserire può dipendere anche dal nostro cliente di turno, se professionista o impresa per via della ritenuta d’acconto.
La dicitura “regime forfettario” non è obbligatoria in quanto si cita già la Legge che ha introdotto il forfettario però sempre meglio ripeterlo per sicurezza =).
4 Luglio 2018 at 14:52
sono una PIva forfettaria con un cliente all’estero. Ho registrato la mia PIva al VIES e ora devo emettere la prima fattura. Come deve essere? con il bollo e la dicitura “rivalsa INPS” 4%?
Oppure posso mettere tutto accorpato?
Non avete una fattura già emessa per l’estero da mostrarmi?
5 Luglio 2018 at 11:06
come impostazione la fattura sarà uguale, ciò che cambia saranno i riferimenti legislativi da inserire.
11 Luglio 2018 at 00:49
Buongiorno, articolo molto interessante. Ho da poco aperto la partita iva e ne ho 3 effettuate a fine 2017 che sono sbagliate. Ho messo l iva e non contengono le normative. La commercialista che mi seguiva mi ha consigliato male e infatti a breve andro’ da un altra e non so cosa aspettarmi. Ce rischio di non rientrare nel forfettario per delle fatuure fatte male? Grazie
11 Luglio 2018 at 10:29
Buongiorno Jonny,
le consiglio di sentire il prima possibile la sua commercialista per verificare la fattibilità di poter rimediare all’errore. Soprattutto a causa dell’addebito dell’IVA, potrebbe anche perdere il regime.
14 Luglio 2018 at 16:30
grazie per le molte informazioni che date ogni giorno a noi piccoli imprenditori, ovviamente anche io rientro personalmente nel regime forfettario, però sarebbe da fare un chiarimento, noi forfettari nel commercio acquistiamo da fornitori che applicano l’iva, quindi diciamo che noi al cliente finale nostro, l’iva la faremo sempre pagare sul prezzo di listino, essendo per noi indetraibile, ma ovviamente nel documento fiscale, fattura o ricevuta, che emetteremo non dovremo far figurare tale aliquota anche se effettivamente presente.
anche perché altrimenti se dovessimo fatturare gli articoli a listino non ivato, andremmo a, passatemi il termine, “smenarci” ben il 22%.
Grazie mille in anticipo per le delucaidazioni
16 Luglio 2018 at 16:15
si, nel tuo caso l’iva sarà già assolta durante l’acquisto dai fornitori.
Successivamente, farai il tuo prezzo che sarà determinato dai costi da te sostenuti (IVA + merce) più il margine che sarà poi alla fine il tuo effettivo guadagno.
20 Luglio 2018 at 08:35
Buongiorno, ho lo stesso dubbio di Matteo, ma così facendo saremo nettamente fuori prezzo di mercato dato che il cliente nota che in fattura manca l’IVA.
20 Luglio 2018 at 08:45
come per i privati, per i forfettari rappresenta un costo di conseguenza deve essere considerato come tale. Successivamente, il vostro prezzo di vendita, benché non sia presente l’IVA, potrà essere lo stesso se non più competitivo rispetto a chi aderisce al regime ordinario avendo già assolto l’imposta. Inoltre, cosa da non sottovalutare, nel regime forfettario, essendo un regime esente da IVA, non sarete sottoposti alla liquidazione trimestrale dell’IVA.
30 Luglio 2018 at 20:19
Cosa succede se ci si accorge di aver emesso fatture con l’indicazione dell’iva per tutto il 2017? Ho un negozio in franchising e sono in regime forfettario e il registratore di cassa fornitomi dall’azienda è collegato al computer e impostato in maniera standard per cui le fatture che stampa (simili a scontrini) contengono l’iva. Ovviamente non ho mai versato o detratto l’iva. C’è un modo per mettersi in regola?
2 Agosto 2018 at 12:21
in questo caso ti invito a rivolgerti subito dal tuo consulente per capire quale sia la soluzione migliore. Potresti anche perdere il regime.
Abbiamo scritto un’articolo a riguardo, ti consiglio la lettura https://www.partitaiva24.it/esclusione-dal-regime-forfettario-laddebito-delliva/
2 Gennaio 2019 at 13:57
buongiorno come’ la procedura per entrare nei forfettari ?
5 Gennaio 2019 at 12:30
ti invito a scriverci ad [email protected] per darti maggiori informazioni in merito al regime forfettario.
8 Gennaio 2019 at 20:54
Buonasera ma se si utilizza come invio la fattura elettronica bisogna anche specificare tutte le diciture da mettere come in quelle cartacee? Es : Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art.1, comma 58, Legge 190/2014, regime forfetario e successive modifiche;
9 Gennaio 2019 at 13:50
Buongiorno Calogero,
si, sarà necessario riportare le diciture previste. Solitamente i software gestionali di fatturazione elettronica prevedono l’impostazione predefinita.
9 Gennaio 2019 at 11:37
Buon giorno volevo sapere io ho il reggime forfettario e ho delle fatture del mese di novembre e dicembre 2018 che devo emettere ma le posso ancora emettererle in cartaceo e poi quelle dal 1 gennaio in poi in elettronico o visto che le emetto con la data di gennaio 2019, devo perforza emetterle con la fatturazione elettronica?
9 Gennaio 2019 at 17:50
Essendo in regime forfettario non ha un obbligo “stretto” alla fatturazione elettronica, almeno che deve emettere fatture nei confronti della pubblica amministrazione per la quale è d’obbligo la fatturazione elettronica.
Se le fatture non sono verso la PA può emetterle come preferisce.
17 Gennaio 2019 at 13:04
Buongiorno sono un subagente assicurativo fino allo scorso anno in regime ordinario con esenzione iva art.10 , da quest’anno con allargamento limite a 65.000 euro sono passato a regime forfettario. Volevo cortesemente saper quali sono le indicazioni da inserire in fattura ( regime forfettario, esenzione ritenuta acconto e esenzione iva dato che su questo ultimo punto ci sono dubbi in quanto l’art 10 riferito al settore assicurativo, sembra assolvesse anche dall’obbligo di pagamento bollo di 2 euro superata la soglia dei 77 euro, si deve quindi continuare ad indicare l’art.10 e quindi esenzione bollo o inserire una nuova dicitura e pagare il bollo ?)
Attendo vostri possibili chiarimenti grazie cordiali saluti Flavio
17 Gennaio 2019 at 13:50
il tema è complesso e specifico per essere affrontato su un sito pubblico, bisognerebbe approfondire il suo caso con una consulenza ad hoc.
17 Gennaio 2019 at 16:29
Buongiorno. Sono in regime forfettario e quindi emetto fatture senza IVA.
Ho da porvi una domanda: Come fa un’azienda a scaricare una fattura senza IVA esposta e quanto scarica l’azienda che riceve una fattura forfettaria?
22 Gennaio 2019 at 11:08
l’azienda che riceve una fattura forfettaria non può scaricare l’IVA perchè non c’è, può solo scaricare il costo.
29 Gennaio 2019 at 14:04
Buongiorno, sono una partita Iva in regime forfettario. Un cliente mi richiede l’invio della mia fattura in pdf alla sua PEC. Sono obbligato ad inviarla o posso farlo anche su mail ordinaria o consegnarla fisicamente?
Grazie per i vostri utilissimi consigli.
29 Gennaio 2019 at 18:27
dato che è in regime forfettario non è obbligato.
31 Gennaio 2019 at 19:01
Nel 2017, con un fatturato di circa 75.000,00 euro ero nel regime iva ordinario.
Nel 2018 ho avuto un fatturato di 55.000 euro e quindi potrei nel 2019 accedere al regime forfettario.
Ho emesso la prima fattura (elettronica) nel 2019 con addebito di iva.
Posso emettere una nota di credito (per storno fattura) e quindi applicare il regime forfettario?
31 Gennaio 2019 at 19:56
riteniamo che si possa fare, specificando che c’è stato un errore nell’emissione della fattura e non facendo gli adempimenti IVA a maggio. La situazione sarebbe da valutare con una consulenza ad hoc per questo consigliamo di compilare il contact form https://www.partitaiva24.it/ così da essere contattato da uno dei nostri consulenti dedicati.
gagliardi lorenzo
3 Febbraio 2019 at 10:40
buon giorno .volevo un chiarimento .sono in contabilita’ forfettaria,dovendo enmettere fattura per lavoro svolto verso la protezione civile quindi io non sono soggetto ad emissione di fattura elettronica ,ma il cliente si come la devo emettere? cartaceo o elettronica?
4 Febbraio 2019 at 11:08
i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica solo nei confronti della pubblica amministrazione. Puoi acquistare il software di fatturazione elettronica https://fareimpresa24.shop/collections/fatturazione-elettronica/products/fatturazione-24-fattura-elettronica-start.
oppure una sola fattura elettronica fatta completamente da noi https://fareimpresa24.shop/collections/partita-iva-24-servizi-per-gli-abbonati-al-portale/products/partita-iva-24-fattura-elettronica-una-tantum
5 Febbraio 2019 at 00:16
-La rivalsa e lo stesso che il “contributo previdenziale integrativo”?
-Se ho capito bene, serve solo a aumentare in un 4% il guadagno? (Cioè, invece di aumentare il valore della presentazione, inserisco la rivalsa in fattura?).
-Se decido non addebitare questa rivalsa, semplicemente tolgo dalla fattura la riga?.
Grazie dell’informazione!!.
6 Febbraio 2019 at 11:47
sono un architetto di 40 anni e sto assumendo una partita IVA per la prima volta onde aderire al rigime forfettario nei cui limiti di fatturato rientro sicuramente per quest’anno. Due domande:
1) sarò tassato al 5% per i primi 5 anni oppure, poichè ho più di 35 anni, al 15%?
2) fatturare la rivalsa del 4% è una prassi comunemente accettata dal committente od è una forzatura che costui accetta malvolentieri?
6 Febbraio 2019 at 13:51
compili il contact form https://www.partitaiva24.it/ e le daremo tutte le informazioni del caso.
Se non ha mai avuto una partita IVA e non ha mai esercitato tale attività negli ultimi 3 anni (anche come lavoro dipendente) può aderire all’aliquota start up del 5%. Il limite dell’età dei 35 anni si applicava al vecchio regime dei minimi e non al forfettario 2019.
Per la situazione contributiva la risposta è più complessa, per questo le consigliamo di fare una consulenza ad hoc con uno dei nostri consulenti dedicati.
12 Maggio 2019 at 01:31
Buonasera a tutti, nel caso in cui io che sono infermiere libero professionista in regione forfettario devo fatturare un corso di cui sono istruttore o docente, non rientrando la formazione nelle attività sanitarie, devo mettere l’iva al 22% in fattura e non inserire il 4%?
15 Maggio 2019 at 10:15
no, l’impostazione della tua fattura rimarrà la medesima di sempre. Non dovrai inserire IVA.
15 Maggio 2019 at 00:38
Buonasera, ho un dubbio sulla questione fattura e marca da bollo.
Mi capita di lavorare per committenti che si trovano in città piuttosto lontane, non avendo ben capito come funziona, generalmente invio fattura pro forma e, al pagamento emetto fattura cartacea su cui appongo la marca da bollo per poi aspettare di consegnarla amano alla prima occasione utile.
Leggendo l’articolo mi è sembrato di capire che potrei mettere il bollo sulla copia che resta a me e inviare la fattura al cliente via mail (anche se non si tratta di fatturazione elettronica) è corretto?
15 Maggio 2019 at 10:11
si potrai inviare anche una copia della fattura inserendo in fattura la dicitura: “applicata marca da bollo sull’originale” e mantenere tu l’originale della fattura con la marca da bollo. In alternativa, potresti scansire la fattura con la marca da bollo originale e inviare copia al tuo cliente per email.
15 Luglio 2019 at 17:34
Buongiorno, sono un medico appena iscritto all’albo, in attesa di assegnazione per la borsa di studio ho aperto la partita iva per sostituire in questi 4 mesi alcuni medici di base. Finito il periodo chiudero’ la partita iva. Volevo cortesemente chiedere , non avendo un consulente, le fatture che emettero’ devo trattenerle fino al prossimo anno , quando faro’ la dichiarazione dei redditi o devo comportarmi in maniera diversa? Grazie
17 Luglio 2019 at 11:33
si, dovrai conservare via via tutte le fatture per poi determinare il tuo reddito imponibile ai fini fiscali per la dichiarazione dei redditi del 2020.
17 Settembre 2019 at 22:28
Buonasera, una precisazione: la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014” senza fare riferimento alle successive modifiche, è sufficiente? Mi era stata suggerita come tale da un commercialista, ma mi chiedo se effettivamente mancano il riferimento alle modifiche non sia scorretto… si tratta di un errore grave? cordiali saluti
21 Settembre 2019 at 09:50
non preoccuparti la dicitura da te indicata è corretta ugualmente. Non è un errore grave =).
26 Ottobre 2019 at 09:25
per chi aderisce al regime forfettario l’iva rappresenta un costo a tutti gli effetti e non può essere recuperata.