Source: http://docplayer.it/1457284-Bilancio-d-esercizio-2010.html
Timestamp: 2017-08-20 23:44:52+00:00
Document Index: 101904585

Matched Legal Cases: ['art. 107', 'art.106', 'art. 107', 'art. 117', 'art. 107', 'art 2430']

Download "BILANCIO D ESERCIZIO 2010"
1 BILANCIO D ESERCIZIO 2010
3 BILANCIO D ESERCIZIO 2010 SACE Fct S.p.A. SACE Fct S.p.A. Sede Legale in Milano, Via A. De Togni n. 2 Cap.Soc. Euro i.v. Codice Fiscale, P.IVA e Registro Imprese Milano R.E.A Iscritta al n dell Elenco generale degli intermediari finanziari Società soggetta a direzione e coordinamento da parte di SACE SpA (unico socio)
5 Cariche sociali ed organismi di controllo CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Consiglieri Direttore Generale COLLEGIO SINDACALE Presidente Membri effettivi Membri supplenti Società di Revisione (**) Rodolfo Mancini Raoul ASCARI Roberto TARICCo Maurizio d AnDRIA (*) Stefano FERRARo (*) Federico MongELLI Marcello COSCONATI Paolo Pascot Edoardo RoSATI Paolo Giosuè Bifulco Roberto Tieghi PRICEWATERHOUSECOOPERS S.p.A. Organi Sociali nominati nell atto costitutivo di SACE Fct SpA del 24 marzo 2009 ed in carica per tre esercizi (*) Consiglieri nominati dall Assemblea del 22 dicembre 2010 (**) Incarico attribuito per il triennio come indicato nell atto costitutivo di SACE Fct SpA del 24 marzo
7 Indice Relazione sulla gestione 6 1. Lo scenario economico di RIFERIMEnto 8 2. LA STRATEGIA 9 3. Informazioni sulla gestione Azionariato e capitale sociale Andamento economico Le operazioni di factoring Ricerca e sviluppo Gestione dei rischi Risorse umane Corporate Governance e Modello di Organizzazione D. Lgs. 231/ Rapporti con la Capogruppo e con le altre imprese del Gruppo Altre informazioni Evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo successivi alla chiusura dell esercizio PROPOSTA DI DESTINAZIONE DELL UTILE 19 Stato patrimoniale e conto economico 20 Nota integrativa 24 PREMESSA 26 Parte a CRITERI DI VALUTAZIONE E DI REDAZIONE DEL BILANCIO 26 Parte b INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE 29 Parte c INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO 34 Parte D ALTRE INFORMAZIONI 37 Relazione degli organi indipendenti 41 Relazione del collegio sindacale del progetto di bilancio relativo all'esercizio sociale Relazione della società di revisione 44 5
10 RELAZIONE SULLA GESTIONE (ai sensi dell art del C.C.) 1. lo scenario economico di riferimento La ripresa dell attività economica mondiale è proseguita nel Il PIL globale a Parità di Poteri di Acquisto è aumentato del 5%, dopo la contrazione registrata nel La crescita delle economie emergenti è stata intensa, con pressioni inflazionistiche in alcuni paesi. La debolezza del mercato del lavoro e l avvio delle correzioni fiscali nei paesi industrializzati hanno vincolato la crescita della domanda privata interna. Nell area dell euro il deterioramento della finanza pubblica ha portato all adozione di misure straordinarie di salvataggio, coordinate anche con il FMI, mentre negli Stati Uniti l aggiustamento dei conti pubblici è stato rinviato al L economia italiana è cresciuta a un tasso dell 1,2%, in termini reali, trainata da esportazioni e investimenti mentre i consumi delle famiglie rimangono condizionati dall elevato tasso di disoccupazione. La ripresa, nella sua gradualità, è stata relativamente intensa per l industria rispetto ai servizi; le costruzioni, dato il ritardo con cui riflettono la congiuntura economica, hanno registrato un ulteriore peggioramento. La produzione industriale è aumentata del 5,3%, sostenuta soprattutto dai beni intermedi e, in parte, da quelli di investimento. Vi è stato inoltre un effetto positivo sulla redditività delle imprese e conseguentemente sulla loro capacità di autofinanziamento. Il ritorno a una crescita economica positiva non ha però invertito l andamento delle insolvenze, che si stima dovrebbero essere aumentate anche nel 2010 (+8%), ma a un ritmo inferiore a quello del Il rapporto tra sofferenze e impieghi bancari è risultato elevato in diversi settori, specie quelli della moda, dei mezzi di trasporto e dell elettronica. In questo contesto, le esigenze di liquidità, da un lato, e le condizioni di offerta del credito non ancora nomalizzate, dall altro, hanno generato un impatto positivo sulla domanda di factoring. Secondo le stime di Assifact, nel 2010 il turnover del settore è aumentato del 12% a 132,4 miliardi di euro rispetto al 2009, mentre il monte crediti ha superato i 47 miliardi, segnando un rialzo del 7%. Questo incremento riflette, in parte, il graduale aumento dei fatturati delle imprese. Particolarmente significativa è in Italia la situazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese fornitrici. I ritardi nei pagamenti possono costituire vincoli importanti per le aziende creditrici, anche in fasi di ciclo economico in ripresa da shock avversi. Secondo l indagine European Payment Index 2010, i giorni di ritardo sono passati in Italia da 52 a 86, nel 2010, con una durata media dei pagamenti che si è attestata a 186 giorni rispetto a una media europea di 63. Questi fattori producono pressioni soprattutto per le imprese con una struttura finanziaria meno robusta che, laddove possibile, ritardano a loro volta i pagamenti ai loro fornitori. L attività di SACE Fct è rivolta ad attenuare gli effetti dei ritardi sui conti delle imprese. Nel 2010 i tassi di interesse effettivi medi sul factoring pubblicati dalla Banca d Italia sono risultati in diminuzione per i crediti oggetto di cessione di importo oltre i euro, mentre hanno evidenziato una sostanziale stabilità per i crediti di importo inferiore (fino a euro). 8 Relazione sulla gestione
11 In riduzione i tassi effettivi medi applicati sul factoring 8 7 Tassi di interesse in % Fino a euro Oltre euro 0 gen-mar 2009 apr-giu 2009 lug-set 2009 ott-dic 2009 gen-mar 2010 apr-giu 2010 lug-set 2010 ott-dic 2010 Fonte: Banca d Italia 2. la strategia SACE Fct, costituita in una logica di ampliamento del perimetro di operatività di SACE S.p.A., per offrire alle imprese un efficace strumento di crescita attraverso il finanziamento dei crediti commerciali, ha dato inizio alla propria attività operativa nel corso dell esercizio Oggetto sociale di SACE Fct è il compimento di ogni operazione diretta a facilitare la gestione ivi compresi l incasso, la ristrutturazione e lo smobilizzo di crediti di terzi derivanti dall esercizio di impresa, arti professioni ovvero di crediti di altra natura vantati dalle imprese, sia italiane sia estere. Già nel primo anno di operatività ha dato pieno compimento alla mission di supporto nella regolarizzazione delle relazioni commerciali tra fornitori e Pubblica Amministrazione, attraverso interventi di factoring indiretto (quali il reverse factoring), prodotti di factoring diretto (pro solvendo, pro soluto, maturity), operazioni in pool con primari operatori del mercato e la definizione di accordi quadro con Enti della Pubblica Amministrazione (Regioni, Province e Comuni) del nord e del centro sud Italia. Il rafforzamento della struttura di start up è proseguito nel corso dell esercizio, da un lato mediante l inserimento di personale altamente specializzato, sia nella sede di Roma che in quella di Milano, a copertura di tutti i ruoli chiave, dall altro attraverso gli investimenti effettuati sul sistema informativo (gestionale factoring) per l adeguamento al business model adottato. In base ai requisiti regolamentari, il volume di business sviluppato nel corso del 2010 (superiore ai 104 milioni di Euro) ha già portato la Società a pianificare il processo di iscrizione all Elenco Speciale ex art. 107 T.U.B., ovvero al costituendo Albo Unico. Relazione sulla gestione 9
12 3. informazioni sulla gestione 3.1. azionariato e capitale sociale SACE Fct S.p.A. (di seguito anche la Società o SACE Fct ) è soggetta ad attività di direzione e coordinamento da parte di SACE S.p.A., da cui è controllata al 100%. Le azioni di SACE Fct sono interamente attribuite alla SACE S.p.A.. Il capitale sociale al 31 dicembre 2010 è pari ad euro 50 milioni, suddiviso in 50 milioni di azioni del valore nominale di 1,00 euro ciascuna. SACE Fct non possiede, né direttamente né indirettamente, azioni proprie o della controllante SACE S.p.A 3.2. andamento economico Di seguito si riportano i principali dati economici e patrimoniali, ed il prospetto del conto economico riclassificato. (importi in migliaia di euro) Dati di sintesi Margine di interesse Commissioni nette Crediti di factoring verso enti creditizi, finanziari e clientela Titoli, azioni e disponibilità liquide Patrimonio netto Risultato del periodo ante imposte 380 (175) Risultato netto del periodo 144 (130) (importi in migliaia di euro) CONTO ECONOMICO Interessi attivi e proventi assimilati Interessi passivi e oneri assimilati (1.558) 0 MARGINE DI INTERESSE Commissioni attive Commissioni passive (137) 0 COMMISSIONI NETTE Risultato netto dell'attività di investimento MARGINE DI INTERMEDIAZIONE Spese amministrative (2.750) (642) a) spese per il personale (1.437) (141) b) altre spese amministrative (1.313) (501) Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali ed immateriali (146) 0 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (75) 0 Altri proventi ed oneri 5 (1) Proventi ed oneri straordinari (2) 0 UTILE (PERDITA) AL LORDO DELLE IMPOSTE 379 (175) Imposte sul reddito (235) 45 UTILE (PERDITA) AL NETTO DELLE IMPOSTE 144 (130) 10 Relazione sulla gestione
13 Il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2010 chiude con un utile netto di euro 144 mila. In particolare: Il risultato delle operazioni di factoring Gli interessi attivi e proventi assimilati, pari ad euro mila, includono interessi attivi per euro mila derivanti dalle operazioni di factoring concluse nel primo anno di operativtà della Società. Le operazioni di factoring hanno altresì generato commissioni di competenza per euro 777 mila. A fronte di tali ricavi sono stati corrisposti euro mila per interessi passivi maturati sui finanziamenti ricevuti ed euro 137 mila per servicing fee. Il risultato della gestione finanziaria Il rendimento complessivo della gestione finanziaria ammonta ad euro 302 mila, di cui euro 124 mila per interessi di competenza maturati sul titolo in portafoglio ad inizio esercizio, euro 149 mila derivanti dalla plusvalenza da alienazione del titolo stesso nel mese di marzo 2010, ed euro 29 mila per interessi sui c/c bancari. Spese amministrative Le spese amministrative, complessivamente pari ad euro mila, includono euro mila per oneri del personale, euro 212 mila per spese relative al contratto di outsourcing con SACE S.p.A., euro 171 mila per i compensi degli organi sociali, euro 141 mila per i costi di selezione del personale, euro 102 mila per i contratti di locazione per le sedi di Milano e Roma, ed euro 224 mila per l IVA indetraibile le operazioni di factoring Nel primo anno di operatività SACE Fct ha deliberato smobilizzi di crediti vantati dalle imprese fornitrici nei confronti di Enti della Pubblica Amministrazione, così suddivisi: 900 Comuni, 179 Asl, 57 Province, 18 Regioni e enti dell Amministrazione Centrale, di cui 14 Ministeri. La società nel corso dell anno ha deliberato affidamenti per euro milioni ca., mentre il turnover, ovvero l ammontare totale dei crediti acquistati da SACE Fct, ha raggiunto euro 885 milioni, a fronte delle oltre 370 mila fatture gestite. In particolare, come si evince dal grafico seguente, il portafoglio debitori al 31 dicembre 2010 è rappresentato per l 87% da controparti che rientrano nell ambito della Pubblica Amministrazione. Montecrediti per tipologia di debitore Privati 13,0% Ministeri 28,0% Comuni 20,5% Province 1,5% ASL 19,0% Regioni 18,0% Relazione sulla gestione 11
14 Tra gli ultimi enti convenzionati figurano le Province di Chieti, Como, Firenze, Lecce, Lecco, Milano, Pesaro-Urbino ed i Comuni di Brescia, Leinì e Portogruaro. Il tutto tramite accordi-quadro replicabili con altri enti della Pubblica Amministrazione, in particolare quelli sottoposti ai vincoli del Patto di Stabilità. Dopo aver concluso accordi per lo smobilizzo dei crediti di importanti corporate italiane, attive in particolare nei settori energia (euro 700 milioni), aerospazio (euro 100 milioni) e infrastrutture (euro 100 milioni), la Società ha continuato a focalizzare la propria attività verso le PMI, siglando numerosi contratti finalizzati all acquisto di crediti verso la P.A. In tale contesto, rilevante importanza rivestono gli accordi siglati con Confindustria/Nomura nel mese di novembre 2010, e con Ance/Regione Lazio a dicembre 2010, volti a diffondere i prodotti di factoring offerti da SACE Fct tramite la rete territoriale di Confindustria. Sempre più importante inoltre l attività consulenziale svolta al fianco della P.A. nella realizzazione progettuale di sistemi di pagamento e misure a sostegno delle PMI fornitrici della pubblica amministrazione. Attualmente sono in corso tavoli tecnici che coinvolgono SACE Fct nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Puglia. In tale contesto, il ruolo di SACE Fct mira a supportare l efficientamento della Pubblica Amministrazione attraverso la regolarizzazione dei rapporti con i propri fornitori. Turnover Al 31 dicembre 2010 il Turnover, ovvero l ammontare totale dei crediti acquistati nel corso dell esercizio, è stato di euro mila, di cui euro mila per operazioni di factoring pro-soluto ed euro mila per operazioni di factoring pro-solvendo. I settori industriali maggiormente interessati dall operatività sono stati l Oil&Gas (66%), i Trasporti (15%) e la Sanità (7%). Turnover cedenti per settore Intermediari Finanziari Costruzioni 3% 6% Sanità 7% Servizi 2% Difesa 1% Trasporti 15% Oil & Gas Power 66% Con riferimento all area geografica di intervento, si evidenzia come il turnover sia generato principalmente da clientela con sede legale nelle regioni Lazio (50%) e Lombardia (39%). 12 Relazione sulla gestione
15 Turnover cedenti aggregati per regione geografica Veneto Campania 2,0% 6,0% Toscana 1,0% Piemonte 1,0% Emilia Romagna 0,5% Altro 0,5% Lazio 50,0% Lombardia 39,0% Outstanding Al 31 dicembre 2010 l outstanding, ovvero l ammontare dei crediti in essere per operazioni di factoring, era pari ad euro mila, di cui euro mila per operazioni pro soluto. Il grafico seguente evidenzia la distribuzione del montecrediti per area geografica del debitore; in particolare, è utile evidenziare, come la maggiore concentrazione sulla Regione Lazio, pari al 40% del totale, sia imputabile per ben il 28% alla specifica localizzazione della Pubblica Amministrazione Centrale. Oustanding debitori per regione Piemonte 2,5% Lombardia 3,0% Calabria 4,5% Puglia 5,0% Altro 12,0% Lazio 40,0% Sicilia 14,0% Campania 19,0% Nel corso dell esercizio la società ha inoltre effettuato anticipazioni a favore della clientela per complessivi euro mila e contabilizzato incassi da parte dei debitori ceduti per euro mila. Relazione sulla gestione 13
16 3.4. ricerca e sviluppo La società ha sostenuto nel corso del 2010 le spese necessarie per l avvio dell attività di factoring, in particolare, le spese hanno riguardato i costi interni del personale ed i costi per la definizione della struttura organizzativa della società, che sono stati interamente spesati a conto economico, mentre i costi relativi all implementazione dei sistemi informatici sono stati capitalizzati nella voce immobilizzazioni immateriali. La società non svolge attività di ricerca e sviluppo gestione dei rischi Le linee guida per la gestione dei rischi Una gestione efficiente dei rischi costituisce elemento essenziale per assicurare la continuità aziendale, favorendo la protezione dell impresa dagli eventi sfavorevoli e dai loro effetti. In tale contesto, risulta imprescindibile delineare l insieme dei principi, dei processi, delle metodologie e degli strumenti impiegati nelle varie fasi che costituiscono il processo di gestione dei rischi aziendali: identificazione, valutazione, misurazione e controllo dei rischi. Inoltre, la gestione complessiva dei rischi si integra con i processi decisionali dell impresa permettendo di ottimizzare la redditività corretta per il rischio. Il processo di gestione dei rischi è disciplinato dalla normativa sulla Vigilanza Prudenziale regolamentata dalla Circolare n. 216 del 5 agosto aggiornamento del 9 luglio Istruzioni di Vigilanza per gli Intermediari Finanziari iscritti nell Elenco Speciale, emanata dalla Banca d Italia. La Società è attualmente iscritta nell Elenco Generale ex art.106 T.U.B., ma ha intrapreso (a seguito del superamento dei limiti del volume di attività finanziaria oltre i quali la Banca d Italia prevede che gli intermediari esercenti l attività di finanziamento sotto qualsiasi forma richiedano l iscrizione nell Elenco Speciale) il processo di iscrizione nell Elenco Speciale ex art. 107 T.U.B. (ovvero all istituendo Albo Unico). La regolamentazione di vigilanza prudenziale, che si ispira al Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale, si basa sui seguenti tre pilastri : Pillar I, introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell attività finanziaria (credito, controparte, mercato e operativi); a tal fine sono previste metodologie alternative di calcolo dei requisiti patrimoniali caratterizzate da diversi livelli di complessità nella misurazione dei rischi e nei requisiti organizzativi e di controllo; Pillar II, richiede agli intermediari di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell adeguatezza patrimoniale (ICAAP), attuale e prospettica, rimettendo all Organo di Vigilanza il compito di verificare l affidabilità e la coerenza dei relativi risultati e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive; Pillar III, introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo. In conformità con quanto previsto dalle disposizioni normative emanate dalla Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale, e in considerazione dell operatività della Società in termini di prodotti e mercati di riferimento, i rischi maggiormente rilevanti che possono compromettere la capacità della Società di raggiungere i propri obiettivi strategici sono classificati secondo le seguenti tipologie: rischio di credito: rappresenta il rischio di incorrere in perdite a seguito dell inadempienza o dell insolvenza della 14 Relazione sulla gestione
17 controparte. In senso più ampio il rischio di credito è il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte nei confronti della quale esiste un esposizione generi una corrispondente diminuzione del valore della posizione creditoria; rischio operativo: rischio di subire perdite derivante dall inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni oppure da eventi esogeni; rischio di concentrazione: è il rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica; rischio di tasso di interesse: è il rischio che variazioni dei tassi di interesse comportino perdite in relazione alle attività diverse da quelle allocate nel portafoglio di negoziazione di vigilanza; rischio di liquidità: il rischio che la Società non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni alla loro scadenza; rischio strategico: è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo; rischio di reputazione: è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell immagine della Società da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Organo di Vigilanza. Il ruolo del Risk Management Nel corso del 2010, il Risk Management di SACE S.p.A., nell ambito del contratto di outsourcing con SACE Fct, ha istituito una task force per realizzare le attività di adeguamento alla nuova Vigilanza Prudenziale per gli intermediari finanziari ex circ. 216 Banca d Italia. In particolare, il Risk Management: ha effettuato una mappatura dei rischi ai quali la Società è o potrebbe essere esposta, identificando i rischi ritenuti rilevanti ai fini ICAAP e individuando, tra questi, i rischi misurabili e non misurabili; ha avviato la definizione delle metodologie per la misurazione del capitale interno a fronte dei rischi ritenuti rilevanti e misurabili; ha avviato la definizione delle policy di mitigazione e controllo per la gestione dei rischi misurabili e di quelli non misurabili; ha effettuato una prima quantificazione del capitale interno a fronte dei singoli rischi rilevanti di primo pilastro (credito e operativo), verificando la capienza del Patrimonio di Vigilanza rispetto ai rischi assunti; ha formalizzato una prima bozza del Regolamento ICAAP e del Regolamento della Vigilanza Informativa. Nel corso del 2011, e secondo le tempistiche previste dalla normative di riferimento, la Società completerà le attività di adeguamento alla normativa di vigilanza seguendo le best practice di mercato e implementerà il Risk Management per SACE Fct. Il Risk Management svolgerà attività di gestione dei rischi aziendali, concorrendo alle scelte strategiche e all equilibrio gestionale e patrimoniale della Società. Effettuerà, altresì, le attività operative connesse con l individuazione, la misurazione, la valutazione e il controllo dei rischi della Società. Relazione sulla gestione 15
18 In tale ambito, il Risk Management sarà responsabile delle seguenti attività: supportare il Consiglio di Amministrazione nella definizione del risk appetite ; concorrere alla definizione dei limiti operativi; proporre le metodologie, sviluppare i modelli ed i sistemi di misurazione e controllo dei rischi nel rispetto della specifica normativa di vigilanza; implementare i sistemi di misurazione e controllo integrato del rapporto rischio/rendimento e della creazione di valore afferenti alle singole unità risk taking, monitorando la corretta allocazione del capitale economico nel rispetto delle linee guida aziendali in materia; assicurare la misurazione ed il controllo integrato dell esposizione complessiva al rischio attraverso la predisposizione di procedure per la rilevazione, la misurazione/valutazione, il monitoraggio ed il reporting dei rischi, compresi analisi di scenario e stress test ; predisporre la reportistica periodica sull evoluzione dei rischi assunti dalla Società e sulla presenza di eventuali anomalie e sconfinamenti rispetto al risk appetite, provvedendo a trasmetterla al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale, all Alta direzione ed ai responsabili delle funzioni operative; segnalare tempestivamente al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e all Alta direzione eventuali situazioni di particolare gravità ed urgenza riscontrate nello svolgimento delle attività di sua competenza; collaborare con le altre funzioni e organi preposti al controllo inviando periodici flussi informativi risorse umane Al 31 dicembre 2010, il personale dipendente era pari a 15 unità. Ripartizione del personale per inquadramento N. Composizione Inquadramento Dirigenti 3 20,00% Quadri 6 40,00% Impiegati 6 40,00% Totale % Alla fine del primo anno di operatività, la composizione del personale risultava rappresentata per il 60% da quadri e dirigenti, coerentemente con la politica di recruitment che ha caratterizzato la fase di start up, mirata all assunzione di personale specializzato, a copertura di tutti i ruoli chiave. Nel corso dell esecizio la Società si è avvalsa della collaborazione di personale interinale (1 unità) e di personale con contratto di stage (1 unità). Si riporta di seguito la ripartizione del personale per fascia d età, per genere e per titolo di studio. Descrizione Composizione Inquadramento Fino a 40 anni 60% Da 41 a 50 anni 27% Da 51 a 60 anni 13% Totale 100% 16 Relazione sulla gestione
19 Distribuzione per genere Composizione Donne/Uomini Donne 46,67% Uomini 53,33% Totale 100% Ripartizione del personale per titolo di studio Composizione Titolo di studio Laurea 73,33% Diploma 26,67% Nel corso dell esercizio sono stati erogati i corsi di formazione obbligatoria previsti dalla normativa vigente, ed i corsi necessari per il corretto utilizzo dei sistemi informativi aziendali corporate governance e modello di organizzazione d. lgs. 231/01 SACE Fct opera attraverso un modello tradizionale di amministrazione e controllo. Lo Statuto prevede quali principali organi societari l Assemblea dei Soci, il Consiglio di Amministrazione, il Direttore Generale ed il Collegio Sindacale. La gestione di SACE Fct si basa su principi di legalità e trasparenza, perseguiti anche attraverso l adozione di un impianto di prevenzione e controllo costituito dal: Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo per la prevenzione dei reati di cui al D. Lgs. 231/2001 recante Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive della personalità giuridica ; Codice Etico che enuncia i valori ed i principi ispiratori a cui amministratori, sindaci, revisori contabili, dirigenti, dipendenti, collaboratori ed i terzi con i quali la Società intrattiene rapporti, devono attenersi. Il Codice Etico è distinto dal Modello di Organizzazione ai sensi del D. Lgs. 231/01, anche se ad esso correlato, in quanto parte integrante del sistema di prevenzione di cui la Società si è dotata. La funzione di Vigilanza sull adeguatezza e sull attuazione del Modello è affidata all Organismo di Vigilanza che deve altresì effettuare approfondimenti, per quanto di sua competenza, sulle segnalazioni di violazione del Codice Etico. La Funzione di Internal Auditing assiste l organizzazione valutando e contribuendo al miglioramento dei processi di governance, gestione del rischio e controllo. La Funzione di Compliance valuta che l organizzazione e le procedure aziendali siano idonee a prevenire il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite patrimoniali o danni di reputazione, in conseguenza di violazione di leggi, regolamenti o norme di autoregolamentazione. Inoltre, valuta e monitora il rischio reputazionale quale rischio di subire perdite derivanti da una percezione negativa dell immagine aziendale da parte degli stakeholder e di aumento della conflittualità con i clienti a seguito della scarsa qualità dei servizi offerti ed al collocamento di prodotti/servizi finanziari non adeguati. L ufficio reclami è affidato al Servizio Contenzioso della controllante, in base ad un contratto di outsourcing. Relazione sulla gestione 17
20 3.8. rapporti con la capogruppo e con le altre imprese del gruppo Le operazioni effettuate con parti correlate (la controllante SACE S.p.A. e le consociate SACE BT S.p.A. e SACE Servizi S.p.A.) nel corso del 2010 sono rappresentate da prestazioni rese nell ambito del contratto di outsourcing, da contratti di locazione, dal contratto di finanziamento soci e dal contratto per l adesione al consolidato fiscale nazionale. (in migliaia di euro) Controllante Consociate Voci patrimoniali Altre attività - Consolidato fiscale (ritenute d acconto) 8 0 Altre passività - Consolidato fiscale (debito per IRES) Finanziamento (capitale) Prestazioni di servizi Voci economiche Costi - Interessi passivi Prestazioni di servizi Tutti i rapporti sono regolati a condizioni di mercato altre informazioni Consolidato fiscale nazionale Nel 2009 la società ha presentato la comunicazione per l adesione al consolidato fiscale nazionale ai sensi dell art. 117 e seguenti del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 per il triennio evoluzione prevedibile della gestione e fatti di rilievo successivi alla chiusura dell esercizio Il Piano Industriale prevede, oltre al completamento del processo di iscrizione all Elenco Speciale ex art. 107 T.U.B. (ovvero all istituendo Albo Unico) entro agosto 2011, il consolidamento della struttura organizzativa a fronte degli importanti obiettivi, in termini quantitativi e qualitativi, tra cui: una focalizzazione sullo strumento cessione crediti verso la P.A. con un target di imprese cedenti trasversale in termini di classe dimensionale grazie alla collaborazione con reti di terzi; un progressivo inserimento dell offerta di factoring a supporto dell internazionalizzazione (prodotto export factoring), facendo leva, almeno inizialmente, sulle opportunità di cross-selling offerte dalla customer base delle altre società del Gruppo, in modo da diventare un player di riferimento per il mercato; Focus su business PMI. 18 Relazione sulla gestione
21 4. proposta di destinazione dell utile Si propone di approvare il bilancio d esercizio al 31 dicembre 2010 e la seguente destinazione dell utile pari ad euro : Euro Utile di esercizio Euro alla Riserva Legale in conformità a quanto disposto all art 2430 c.c. Euro a copertura della perdita dell esercizio 2009 Euro alle Altre riserve Roma, 22 marzo 2011 per il Consiglio di Amministrazione ll Presidente Rodolfo Mancini Relazione sulla gestione 19
23 STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO
24 STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO stato patrimoniale Importi in euro Attivo 31/12/ /12/ Cassa e disponibilità Crediti verso enti creditizi Crediti verso clientela di cui: per operazioni di factoring Obbligazioni e altri titoli a reddito fisso Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Altre attività Ratei e risconti attivi Totale attivo GARANZIE E IMPEGNI 31/12/ /12/ Garanzie rilasciate Impegni Passivo 31/12/ /12/ Debiti verso enti creditizi Debiti verso enti finanziari di cui: per operazioni di factoring Debiti verso clientela di cui: per operazioni di factoring Altre passività Ratei e risconti passivi Fondi rischi e oneri (b) fondi imposte e tasse (c) altri fondi Capitale Utili (perdite) portati a nuovo ( ) Utile (perdita) dell esercizio ( ) Totale PASSIVO Stato patrimoniale e conto economico
Bilancio al 31 dicembre 2011 BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2011 Relazione sulla gestione 9 Stato Patrimoniale e Conto Economico 27 Nota integrativa 31 BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2011 SACE Fct S.p.A. SACE Fct