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Timestamp: 2016-10-27 03:45:23+00:00
Document Index: 62560994

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art.2', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 8', 'art.12', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 3']

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Manifesto degli studi, curricula e piani di studio Articolo 15. Orientamento e tutorato Articolo 16. Commissione Didattica, Orientamento e Tutorato Articolo 17. Nucleo di Valutazione Articolo 18. Consiglio dei Clinici2 Articolo 19. Commissioni TITOLO II. Tipologia e regolamentazione dei corsi di studio e delle attività didattiche Articolo 20. Corsi di laurea Articolo 21. Corsi di laurea specialistica Articolo 22. Corsi di specializzazione Articolo 23. Master universitari Articolo 24. Trasferimenti, passaggi di Corso e di Facoltà, ammissione a prove singole Articolo 25. Mobilità studentesca e riconoscimento di studi compiuti all estero Articolo 26. Calendario didattico Articolo 27. Tipologia e articolazione degli insegnamenti Articolo 28. Esami e verifiche del profitto Articolo 29. Studenti impegnati a tempo pieno e studenti non frequentanti, studenti fuori corso e ripetenti interruzione degli studi Articolo 30. Doveri didattici dei Docenti e dei Ricercatori Articolo 31. Attività didattiche formative, integrative e di tutorato legate all incentivazione dei Docenti e dei Ricercatori Articolo 32. Promozione e pubblicità dell offerta didattica Articolo 33. Prove finali e conseguimento dei titoli di studio TITOLO III. Diritti e doveri degli studenti Articolo 34. Immatricolazioni e iscrizioni Articolo 35. Certificazioni Articolo 36. Tutela dei diritti degli studenti TITOLO IV. Norme transitorie e finali Articolo 37. Allegati e approvazione del Regolamento didattico di Facoltà Articolo 38. Modifiche del Regolamento didattico di Facoltà Articolo 49. Norme transitorie ARTICOLO 1 Definizioni 1. Ai sensi del presente Regolamento si intende: a) per Regolamento Generale sull Autonomia, il Regolamento recante norme concernenti l Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 3 novembre 1999, n. 509; b) per Corsi di studio, i Corsi di Laurea, di Laurea specialistica, di Specializzazione e di Master universitario come individuati dall art. 2; c) per titoli di studio, la Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione e il Master, come individuati dall art. 2; d) per Decreti ministeriali, i Decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all articolo 17, comma 95, della legge del 15 maggio 1997, n. 127 e successive modifiche, e recanti la definizione delle Classi di appartenenza dei Corsi di studio, dei relativi obiettivi formativi qualificanti, delle attività formative indispensabili per conseguirli e del numero minimo di crediti per attività formativa e per ambito disciplinare; e) per Classi di appartenenza dei Corsi di studio (o più brevemente Classi di Corsi di studio), l insieme dei Corsi di studio, comunque denominati, raggruppati e determinati dai Decreti ministeriali; f) per Regolamenti didattici dei Corsi di studio, i Regolamenti di cui all articolo 11, comma 2, della legge del 19 novembre 1990, n. 341, nonché all art. 12 del Regolamento Generale sull Autonomia; %3 g) per Ordinamenti didattici dei Corsi di studio, l insieme delle norme che regolano i curricula dei Corsi di studio; h) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di cui al D.M. del 4 ottobre 2000 Rideterminazione e aggiornamento dei settori scientificodisciplinari e definizione delle relative declaratorie, ai sensi dell art.2 del DM 23 dicembre 1999; i) per ambito disciplinare, un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai Decreti ministeriali; j) per credito formativo universitario, la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio; k) per obiettivi formativi, l insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo culturale e professionale al conseguimento delle quali il Corso di studio è finalizzato, come precisati dai Decreti ministeriali; l) per attività formativa, ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di autoapprendimento; m) per curriculum, l insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie specificate nel Regolamento didattico del Corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo; n) per Regolamento per l incentivazione dell impegno didattico dei Professori e dei Ricercatori universitari, il Regolamento approvato dall Ateneo ai sensi dell art. 4 della Legge 370 del 19 ottobre TITOLO I Corsi di studio e strutture didattiche ARTICOLO 2 Titoli e Corsi di studio 1.La Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi di L Aquila (in seguito UAQ) organizza i Corsi per il conseguimento di titoli di studio di primo livello o Laurea, di secondo livello o Laurea specialistica, nonché Diplomi di Specializzazione e Master universitari. 2. La Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione e il Master universitario sono conseguiti al termine dei rispettivi Corsi di studio, ossia dei Corsi di Laurea, di Laurea specialistica, di Specializzazione e di Master attivati dalla Facoltà in osservanza dei Decreti ministeriali e nell ambito delle Classi di appartenenza in essi individuate. 3. I titoli di studio rilasciati dall UAQ al termine di Corsi di studio appartenenti alla medesima Classe sono sotto tutti gli aspetti giuridici equivalenti. Essi sono tuttavia contrassegnati da denominazioni particolari coincidenti con quella del Corso di studio corrispondente, oltre che dall indicazione numerica della Classe di appartenenza.4 4. Tipologia, durata, numero dei crediti necessari e criteri generali per l organizzazione strutturale dei diversi Corsi di studio sono determinati dalle disposizioni delle Leggi e dei Decreti ministeriali in vigore e in particolare del Regolamento Generale sull Autonomia e successive modifiche, e sono disciplinati dai relativi Regolamenti didattici, autonomamente approvati dall UAQ in conformità con tali disposizioni. 5 I requisiti di ammissione ai diversi Corsi di studio, l elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative, le modalità di conseguimento dei crediti nell ambito dei diversi curricula, nonché le forme di verifica periodica dei crediti acquisiti sono fissati nei rispettivi Regolamenti didattici. 6. Il conseguimento dei titoli di studio avviene secondo le modalità previste dalle Leggi e dai Decreti ministeriali in vigore e viene disciplinato dall art. 34 del presente Regolamento. 7. La Facoltà può attivare, ai sensi delle Leggi in vigore e secondo la disciplina fissata dall art. 13 del presente Regolamento, servizi didattici propedeutici o integrativi finalizzati al completamento della formazione richiesta dai diversi livelli dei Corsi di studio. ARTICOLO 3 Strutture didattiche 1. Le Strutture didattiche che possono essere proposte dalla Facoltà per l attivazione sono, nell ordine: a) le Classi di Corsi di studio; b) i Corsi di studio, articolati in Corsi di Laurea, Corsi di Laurea specialistica, Corsi di Specializzazione, Corsi di Master universitario; c) le eventuali Strutture didattiche speciali che erogano servizi didattici integrativi, ai sensi dell art Le attività delle Strutture didattiche di cui al punto b) sono disciplinate da un relativo ed apposito Regolamento didattico; 3. Ogni Struttura didattica è retta da un Consiglio didattico costituito da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia, di Ricercatori e di Studenti. L art. 10 del presente Regolamento ne stabilisce la composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezione. 4. I Regolamenti didattici dei relativi Corsi di studi possono prevedere, ove non contemplati dallo Statuto, l istituzione di organi ristretti all interno di ciascuna Struttura, cui demandare lo svolgimento di particolari funzioni. 5. Ai sensi delle leggi vigenti e in base ad appositi accordi possono essere attivate Strutture didattiche interfacoltà e interateneo, a ciascun livello di Corsi di studio. ARTICOLO 4 Regolamenti didattici e Ordinamenti didattici 1. I Regolamenti delle Strutture didattiche attivate nella Facoltà di Medicina e Chirurgia sono emanati dal Rettore, su proposta del Consiglio didattico interessato e su delibera, a maggioranza dei componenti, del Consiglio di ciascuna Struttura didattica superiore interessata e comunque della Facoltà o delle Facoltà interessate. I regolamenti delle Facoltà devono essere approvati )5 dal Senato Accademico. I Regolamenti delle Strutture didattiche interateneo sono emanati congiuntamente, in base ad accordi stabiliti, dai Rettori degli Atenei interessati, in seguito ad approvazione dei rispettivi Senati Accademici. 2. Nel rispetto di quanto stabilito dallo Statuto e dal presente Regolamento, i Regolamenti delle Strutture didattiche superiori determinano le norme generali cui devono attenersi i Regolamenti delle Strutture didattiche attivate al loro interno. In particolare, nel caso di attivazione di Corsi di studio interfacoltà, i Regolamenti di Facoltà determinano le norme generali cui devono attenersi i Consigli di Corso di Studio cui essi appartengono, in base ad un accordo tra le Facoltà interessate che assicuri il pieno rispetto delle norme generali stabilite da ciascuna di esse. 3. In caso di persistente dissenso tra diverse Facoltà al cui interno sono attivati Corsi di Studio interfacoltà, la questione viene rimessa al Senato Accademico, che decide in modo vincolante. 4. Il Regolamento didattico di ciascun Corso di studio, approvato dal Consiglio di Facoltà e dal Senato Accademico, nel rispetto dei Decreti ministeriali, disciplina fra l altro l Ordinamento didattico relativo, comprensivo della tipologia e dell ordine degli insegnamenti impartiti, dell articolazione strutturale dei curricula e della determinazione dei crediti corrispondenti ad ogni attività formativa in essi prescritta. 5. L insieme degli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio attivati all interno di una Facoltà o dei Corsi di studio interfacoltà confluiscono annualmente, entro i tempi stabiliti dal Senato Accademico, nel Manifesto didattico di Facoltà o nei Manifesti delle Facoltà interessate. 6. Ciascun Regolamento didattico dei Corsi di studio, redatto nel rispetto dei Decreti ministeriali, disciplina in particolare: a) la denominazione del Corso di studi, la formulazione degli obiettivi formativi specifici e la Facoltà o le Facoltà di afferenza; b) l elenco delle attività formative istituzionali finalizzate all acquisizione dei crediti che costituiscono i curricula previsti dal Corso, degli insegnamenti (con indicazione dei settori scientifico-disciplinari di riferimento), suddivisi di norma per annualità e con precisazione delle eventuali propedeuticità nonché articolazioni in moduli e tipologie didattiche, delle altre attività formative contemplate dai Decreti ministeriali; c) le modalità di svolgimento delle eventuali attività di laboratorio, pratiche e di tirocinio previste dai curricula; d) l assegnazione dei crediti formativi universitari alle diverse attività formative suddivise di norma per anno di corso; e) l articolazione dei curricula perseguibili nell ambito del corso e l eventuale possibilità da parte dello studente della formulazione di un piano di studi corrispondente ad un curriculum individuale e le relative modalità di presentazione; f) le eventuali obbligatorietà di frequenza e/o le eventuali modalità organizzative di attività sostitutive della frequenza obbligatoria per studenti lavoratori o disabili, con eventuale previsione di supporti formativi integrativi a distanza per studenti non frequentanti o non impegnati a tempo pieno (ai sensi #6 dell art. 24 del presente regolamento e dell art. 11, comma 7, lett. h) del Regolamento Generale sull Autonomia); g) la regolamentazione della corrispondenza tra i crediti formativi universitari previsti dal Corso e quelli acquisibili presso altre istituzioni universitarie nazionali e della Comunità europea; h) i requisiti di ammissione al Corso di studio e le eventuali disposizioni relative ad attività formative propedeutiche e integrative istituite allo scopo di consentire l assolvimento del debito formativo, ai sensi dell art. 13; i) la tipologia e le modalità formali che regolano la prova finale per il conseguimento del titolo di studio. ARTICOLO 5 Le Facoltà e il Consiglio di Facoltà 1. La Facoltà di Medicina e Chirurgia è, sotto l aspetto didattico, la struttura fondamentale di appartenenza dei Professori di prima e di seconda fascia e dei Ricercatori. 2. La Facoltà è retta da un Consiglio di Facoltà costituito dai Professori di prima e di seconda fascia, dai Ricercatori confermati e da una rappresentanza degli studenti stabilita dallo Statuto vigente. 3. Il Consiglio di Facoltà assicura il coordinamento e l armonia degli obiettivi formativi di tutte le attività didattiche, di tutorato e di orientamento promosse dalla Facoltà medesima e da tutte le Strutture didattiche attivate al suo interno. )8671:< a) sul calendario didattico, da definire sei mesi prima dall inizio delle lezioni, e sull eventuale articolazione dell anno accademico in cicli didattici; b) sulla distribuzione temporale dell impegno didattico dei Professori e dei Ricercatori (entro i termini fissati dalla Legge, dal Senato Accademico e dal Regolamento didattico di Ateneo), in relazione agli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio che li vedono coinvolti ed agli impegni didattici da ciascuno complessivamente assunti in tale quadro; c) sulla compilazione del Manifesto didattico di Facoltà, ai sensi dell art. 4, comma 5 e dell art. 11, commi 1 e 2; d) sull istituzione delle Commissioni didattiche di vigilanza, ai sensi dell art. 13; e) sull istituzione e l attivazione dei Corsi di studio, ai sensi dell art. 8, comma 1; f) sull eventuale costituzione della Giunta di Classe; g) sulla valutazione dell attività didattica dei docenti e dei ricercatori. 4. Il Consiglio di Facoltà, su proposta delle Strutture didattiche interne, delibera in merito agli affidamenti ed alle supplenze di insegnamenti e all assegnazione di contratti, e comunque in merito a tutti i punti previsti dall art.12 comma 3 dello Statuto. (7 ARTICOLO 6 Il Preside 1. Il Consiglio di Facoltà è presieduto dal Preside, eletto in base allo Statuto. 2. Il Preside nomina, tra i professori di prima fascia del Consiglio di Facoltà, un suo sostituto che ne fa le veci ad ogni effetto, nei limiti fissati dalle disposizioni di legge e dai Regolamenti vigenti e, in ogni caso, limitatamente alla ordinaria amministrazione, in tutti i casi di assenza od impedimento per documentati motivi con formale delega. 3. Il Preside ha la possibilità di delegare parte delle sue funzioni a Professori e Ricercatori della Facoltà, tra i quali può altresì nominare suoi rappresentanti nelle Commissioni di Facoltà, nel Nucleo di Valutazione di Facoltà e in altre Commissioni interfacoltà di Ateneo, ove i relativi Regolamenti lo consentano. 4. Il Preside, ove ravvisi inadempienze, da parte di Professori e Ricercatori nello svolgimento del loro impegno didattico e tutoriale, le comunica al Rettore, che assume gli eventuali provvedimenti nei loro confronti. 5. Il Preside può autorizzare le assenze dalle attività didattiche dei Professori e dei Ricercatori, opportunamente motivate, e provvede alla loro eventuale sostituzione per lo svolgimento dell attività didattica d intesa con il Consiglio di Facoltà. 6. Al termine del mandato di presidenza e fino alla nomina del nuovo preside, le funzioni di questo vengono esercitate dal professore di prima fascia a maggiore anzianità di ruolo (a parità, prevale l anzianità anagrafica). Convocazione e funzionamento del Consiglio di Facoltà 1. Il Preside convoca il Consiglio di norma almeno otto giorni prima delle sedute attraverso affissione all albo e comunicazione scritta indirizzata ai membri del Consiglio nella sede abituale di lavoro. La convocazione deve indicare data, ora e sede della convocazione nonché le voci all ordine del giorno, con eventuali note esplicative. 2. Il Preside, qualora ne ravveda la necessità, può convocare il Consiglio di Facoltà in seduta straordinaria, prescindendo dagli otto giorni di tempo richiesti per la convocazione delle sedute ordinarie. 3. Gli argomenti sono posti all ordine del giorno dal Preside, anche su iniziativa della Giunta di Presidenza o di almeno un quinto dei membri del Consiglio. 4. La seduta del Consiglio inizia previa verifica del numero legale, che si intende raggiunto allorché abbiano firmato la metà più uno degli aventi diritto, dedotte le giustificazioni scritte pervenute presso gli uffici di Presidenza entro l ora di inizio della seduta. La giustificazione può essere inviata dall interessato o dal Dipartimento di appartenenza in particolare in caso di assenza autorizzata o nota alla Direzione del Dipartimento. Sono da intendersi giustificati coloro che siano in missione, ferie o congedo. Gli stessi conservano peraltro il diritto a partecipare alle sedute senza dover interrompere formalmente lo stato di esonero temporaneo dal servizio. 5. Chi accede all aula ha l obbligo di apporre la propria firma di presenza. Le firme fanno fede della validità della seduta; tuttavia, è possibile, a richiesta, verificare il numero di coloro che siano effettivamente presenti nell aula; tale verifica non può essere richiesta nel corso di una votazione. 6. Si intendono valide le votazioni nelle quali una proposizione riporti in favore la maggioranza dei votanti, fatta salva la verifica del numero legale. Gli astenuti sono conteggiati come ostativi al raggiungimento del quorum previsto, salvo il caso in cui siano posti in votazione due proposizioni contrapposte, previa delibera del non valore degli astenuti. Le dichiarazioni di voto devono essere formulate prima dell inizio della votazione. 7. Delle riunioni del Consiglio di Facoltà viene redatto un verbale a cura del Segretario, che viene designato dal Preside di volta in volta tra i componenti presenti alla seduta. Un funzionario dell Ufficio della Presidenza coadiuverà il *8 Segretario nella stesura del verbale. E possibile l uso di apparecchi di registrazione nelle sedute del Consiglio. Gli intervenuti che vogliano una verbalizzazione estesa del loro intervento, devono dettarlo o consegnarlo scritto al Segretario in maiuscolo al momento. Il verbale, da approvarsi nella successiva seduta utile del Consiglio, è reso disponibile per eventuali osservazioni scritte da indirizzarsi al Segretario presso la Presidenza della Facoltà, almeno otto giorni prima della sua approvazione e, comunque, ai fini dell approvazione nella seduta successiva, il verbale viene inviato in visione, per posta elettronica, a tutti i membri del Consiglio; dopo l approvazione, il verbale è reso disponibile su sito internet di Facoltà 8. Il Consiglio di Facoltà può istituire una Giunta presieduta dal Preside, di cui al successivo articolo 8. La Giunta di Facoltà La Giunta di Facoltà coadiuva il Preside nell espletamento delle sue funzioni. Essa è presieduta dal Preside ed è costituita dal Vicepreside, dal Coordinatore dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea, dal Coordinatore dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea Specialistica, dal Presidente del Consiglio dei Clinici, dal Presidente del Collegio dei Direttori delle Scuole di Specializzazione, dai Direttori di Dipartimento, dal Docente nominato Segretario verbalizzante nel Consiglio di Facoltà, dai membri del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico afferenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, da un rappresentante dei Professori Associati, da un rappresentante dei Ricercatori e da due rappresentanti degli studenti scelti tra i rappresentanti presenti in Consiglio di Facoltà. Per le sole materie che attengono lo stato giuridico dei docenti universitari non è prevista la presenza dei rappresentanti degli studenti. Alla Giunta spettano di norma funzioni istruttorie. Eventuali deleghe per lo svolgimento di particolari funzioni esecutive devono essere preventivamente conferite alla Giunta con apposita delibera del Consiglio di Facoltà. La Giunta viene convocata dal Preside di norma nei dodici giorni che precedono la seduta del Consiglio di Facoltà ed inoltre ogni qualvolta questi ne ravvisi la necessità. Le sedute della Giunta sono valide se presente la maggioranza assoluta degli aventi diritto. = : 9 -+ Le Classi di Corsi di studio e le Giunte di Classe 1. I Decreti ministeriali determinano la denominazione delle Classi nonché gli obiettivi formativi qualificanti comuni ai Corsi di studio appartenenti alla medesima Classe. Le Classi di Corsi di studio istituite all interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia, quali raggruppamenti di Corsi di studio, ai sensi dei Decreti ministeriali, sono qui di seguito riportate: - Classe delle lauree specialistiche in Medicina e Chirurgia - Classe delle lauree specialistiche in Odontoiatria e Protesi Dentaria - Classe delle lauree specialistiche in Scienze Infermieristiche e in Scienze Infermieristiche Ostetriche - Classe delle lauree specialistiche in Servizio Sociale - Classe delle lauree in Biotecnologie Mediche, Veterinarie e Farmaceutiche - Classe delle lauree per le Professioni Sanitarie della Riabilitazione - Classe delle lauree per le Professioni Sanitarie Tecniche "9 2. La Classe di Corso di studio può prevedere una Giunta di Classe che opera per l organizzazione armonica delle attività didattiche relative ai Corsi di studio attivati al loro interno. 3. La Giunta di Classe, ove istituita, è formata da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia e di Ricercatori afferenti alla Classe, nonché da una rappresentanza degli studenti. La composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezioni sono stabilite dal Consiglio di Facoltà. Nel caso in cui di una Classe facciano parte Corsi di studio interfacoltà (art. 7, comma 3), il Consiglio di Facoltà contempla la presenza nella Giunta di Classe di rappresentanze di Professori e Ricercatori di Facoltà diverse: in tali casi la Classe si intende come struttura didattica afferente a più di una Facoltà. 4 La Giunta di Classe è presieduta da un Coordinatore, eletto tra i Professori di ruolo di prima fascia che lo compongono. Il Coordinatore dura in carica per un triennio ed è rieleggibile senza soluzione di continuità una sola volta. 5. Le Classi di Corsi di studio del medesimo livello e/o di livelli successivi (ossia di Laurea, Laurea specialistica, Specializzazione) individuabili come appartenenti ad una comune area scientifico-culturale possono, su delibera della Facoltà in base a valutazioni di carattere numerico ed organizzativo, essere congiunte in un'unica Giunta di Classe. 6. La Giunta di Classe ha di norma funzioni propositive nei confronti del Consiglio di Facoltà cui afferisce, ed è tenuta a svolgere i seguenti compiti principali: a) proposta di istituzione di Corsi di studio interni alle Classi, ai sensi dell art. 8, comma 1; b) coordinamento dei curricula dei Corsi di studio interni, per la razionale utilizzazione delle risorse; c) coordinamento delle attività didattiche e formative di ogni tipo dei diversi Corsi di studio; d) proposta di attivazione o della relativa disattivazione dei moduli didattici richiesti dai Corsi di studio; e) proposta di progetti di sperimentazione o di innovazione didattica, elaborati dai Consigli di Corsi di studio; f) organizzazione delle attività di tutorato promosse dai Corsi di Studio, ai sensi dell art. 12, comma 4; g) proposta di progetti di attività di orientamento per l accesso all Università e guida alle preiscrizioni, realizzabili in collaborazione con le Scuole secondarie; h) proposta di organizzazione e attivazione di servizi didattici integrativi, progettati dai Consigli di Corsi di studio, ai sensi dell art Nel caso in cui non siano previste Giunte di Classe, le competenze sono demandate al Consiglio di Facoltà. $10 ARTICOLO 10 I Corsi di studio e i Consigli didattici di Corso di studio %++%8: 4 : : 9 ' Presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell UAQ sono istituiti i Corsi di studio e i relativi Consigli didattici. I Corsi di Studio istituiti presso la Facoltà di Medicina sono qui di seguito riportati: Corsi di Laurea Specialistica - Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia - Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria - Corso di Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche - Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione - Corso di Laurea Specialistica in Scienze Sociali Corsi di Laurea - Corso di Laurea in Fisioterapia - Corso di Laurea in Igiene Dentale - Corso di Laurea in Infermieristica - Corso di Laurea in Ortottica e Assistenza in Oftalmologia - Corso di Laurea in Ostetricia - Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica - Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia - Corso di Laurea in Servizio Sociale Corsi di Scuola di Specializzazione - Allergologia ed Immunologia Clinica - Anatomia Patologica - Anestesia e Rianimazione - Audiologia e Foniatria - Biochimica Clinica - Cardiologia Chirurgia dell Apparato Digerente - Chirurgia Generale - Chirurgia Maxillo-Facciale - Chirurgia Plastica e Ricostruttiva - Chirurgia Toracica - Chirurgia Vascolare - Dermatologia e Venereologia - Ematologia - Endocrinologia e malattie del ricambio - Farmacologia - Fisica Sanitaria - Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva - Geriatria - Ginecologia ed Ostetricia - Igiene e Medicina Preventiva - Medicina del Lavoro - Medicina dello Sport - Medicina fisica e riabilitativa - Medicina Interna!11 - Neurochirurgia - Neurologia - Neuropsichiatria Infantile - Oftalmologia - Oncologia - Ortognatodonzia - Ortopedia e Traumatologia - Otorinolaringoiatria - Patologia Clinica - Pediatria - Psichiatria - Psicologia clinica - Radiodiagnostica - Radioterapia - Urologia 3. I Corsi di studio possono anche essere attivati mediante accordi tra diverse Facoltà dell UAQ (Corsi di Studio interfacoltà) o accordi tra diversi Atenei (Corsi di Studio interuniversitari) (art. 3, comma 5). I Regolamenti didattici dei Corsi di studio interfacoltà e interuniversitari determinano le particolari norme organizzative che ne regolano il funzionamento sul piano della didattica e della attribuzione degli studenti alle Facoltà ed agli Atenei convenzionati nonché la responsabilità amministrativa. 4. I Corsi di Studio sono retti da un Consiglio didattico di Corso di Studio costituito da una rappresentanza di Professori di prima e seconda fascia, di Ricercatori e di Studenti e dal Coordinatore del tirocinio, ove esistente. La composizione numerica, la durata della carica e le modalità di elezione sono deliberate dal Consiglio di Facoltà. Il Consiglio di Facoltà si pronuncia altresì sulla opportunità che più Corsi di studio possano essere retti da un solo Consiglio didattico. 5. Il Consiglio didattico è presieduto da un Presidente, eletto in base al Regolamento didattico di Corso di studio tra i Professori di ruolo che ne fanno parte. Il Presidente ha la responsabilità del funzionamento del Consiglio, ne convoca le riunioni ordinarie e straordinarie e relaziona nella Giunta di Classe, ove istituita, o nella Facoltà sulle attività didattiche e tutoriali svolte all interno del Corso. 6. I Presidenti dei diversi Corsi di Laurea eleggono al loro interno un Coordinatore. 7. I Presidenti dei diversi Corsi di Laurea Specialistica eleggono al loro interno un Coordinatore. 8. I Presidenti dei diversi Corsi di Specializzazione eleggono al loro interno un Coordinatore. 9. Il Consiglio didattico svolge i seguenti compiti: a) propone il Regolamento Didattico del corso di studio; b) formula gli obiettivi formativi specifici del Corso, indica i percorsi formativi adeguati a conseguirli e assicura la coerenza scientifica ed organizzativa dei vari curricula proposti dall Ordinamento;12 c) propone i requisiti di ammissione ai Corsi di studio e, ove necessario, ne stabilisce le modalità di verifica; progetta eventualmente attività formative propedeutiche ed integrative finalizzate al relativo recupero, ai sensi dell art. 10; d) cura lo svolgimento delle attività didattiche e tutoriali fissate dal Regolamento; verifica e sovrintende all attività didattica programmata segnalando al Preside eventuali inadempienze da parte del personale docente; e) provvede al coordinamento di eventuali attività didattiche svolte in collaborazione da più di un docente; f) predispone, con la collaborazione dei Dipartimenti, la fruizione da parte degli studenti degli strumenti didattici essenziali per lo svolgimento di determinate attività formative previste dall Ordinamento; g) studia nelle forme adeguate un equilibrata gestione dell offerta didattica, in particolare con un attento controllo della regolamentazione degli orari e della fruizione delle strutture per evitare dannose sovrapposizioni delle lezioni e delle altre attività formative; h) esamina ed approva entro i termini indicati dall Amministrazione i piani di studio proposti dagli studenti entro le normative degli Ordinamenti didattici; i) esamina ed approva nei termini indicati dall Amministrazione le pratiche di trasferimento degli studenti, regolamentazione della mobilità studentesca e riconoscimento degli studi compiuti all estero (ai sensi dell art. 25); j) valuta nei termini indicati dall Amministrazione le domande di iscrizione ad anni di corso successivi al primo ai sensi dell art. 34, comma 4; k) cura la corrispondenza tra la durata legale e quella reale degli studi, assicurando attraverso adeguate attività tutoriali la risposta degli studenti all offerta didattica e controllando l entità del lavoro di apprendimento a carico dello studente in relazione alle finalità formative previste dall Ordinamento; l) verifica i crediti acquisiti dagli studenti al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi; m) indice almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti, per la programmazione didattica ed almeno una riunione l anno, con tutti gli afferenti, per la valutazione dei risultati degli esami e delle altre prove di verifica e, nel complesso, della produttività della didattica, allo scopo di progettare eventuali interventi di recupero ed assistenza didattica nelle forme previste dall art. 13, comma 3; n) determina le modalità dell eventuale riconoscimento di crediti formativi universitari per attività formative non direttamente dipendenti dall Università, ai sensi dell art. 9, comma Le disposizioni degli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati, sono deliberate dai Consigli di Facoltà, acquisito entro il termine imprescindibile di trenta giorni, il parere favorevole delle Commissioni didattiche di vigilanza di cui all art. 16. Qualora il parere non sia favorevole, la deliberazione è rimessa al Senato Accademico (ai sensi del Regolamento Generale sull Autonomia, art. 12, comma 3). % Vedere altro
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