Source: http://docplayer.it/2353339-Armonizzazione-dei-sistemi-contabili.html
Timestamp: 2017-12-12 05:10:13+00:00
Document Index: 86160335

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 78', 'art. 80', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 80']

Armonizzazione dei sistemi contabili - PDF
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1 Armonizzazione dei sistemi contabili Guida alla lettura del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 recante Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni e degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche. Le novità per le Regioni, gli enti locali e i loro enti strumentali Il decreto legislativo 118/2011 sulla armonizzazione dei bilanci si articola in cinque distinti Titoli. Il Titolo I relativo ai principi contabili generali ed applicati per le Regioni, le Province autonome e gli enti locali, e i loro enti e organismi strumentali (esclusi gli enti sanitari), definisce la struttura degli strumenti contabili al fine di assicurare l unità economica del Paese. In particolare, per garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto i diversi profili finanziario, economico e patrimoniale, il decreto promuove il ricorso ad un sistema omogeneo di contabilità economico-patrimoniale. I principi contabili generali al cui rispetto sono tenuti le Regioni, gli enti locali e i loro enti strumentali sono sinteticamente enunciati nell Allegato 1 al decreto che costituisce parte integrante del provvedimento. Altri principi contabili applicati (introdotti con il decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126) riguardano la programmazione, la contabilità finanziaria, la contabilità economico-patrimoniale e il bilancio consolidato. Il piano dei conti integrato oltre a rappresentare uno strumento strategico per il consolidamento e il monitoraggio dei conti pubblici, garantisce altresì un migliore raccordo dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali. La programmazione, la previsione e la rendicontazione contabile sono demandate al sistema di bilancio. Infine i comuni schemi di bilancio finanziari, economici e patrimoniali e consolidati, redatti con una metodologia unitaria di classificazione delle spese e delle entrate sono volti a sostenere la trasparenza e un raffronto semplificato dei dati di bilancio. Ulteriori disposizioni integrative e correttive rispetto alla disciplina di cui al d.lgs. 118/2011 sono state introdotte ad opera del d.lgs. n. 126/2914. Le disposizioni del Titolo I si applicano dal Il Titolo II del d.lgs. 118/2011 attiene ai principi contabili per il settore sanitario. Al fine di assicurare uniformità dei conti sanitari degli enti coinvolti nella gestione della spesa finanziata con le risorse destinate al servizio sanitario nazionale, le disposizioni in esame sono volte a cosentire il confronto immediato fra le entrate e le uscite relative al finanziamento del servizio sanitario regionale e la verifica delle ulteriori risorse a disposizione delle Regioni. Oltre ad indicazioni concernenti l articolazione delle entrate e delle spese nella redazione dei bilanci, l individuazione del centro di responsabilità deputato a salvaguardare il processo di armonizzazione dei sistemi contabili presso ogni Regione e ogni ente sanitario, il legislatore dispone l accensione di conti intestati alla sanità al fine di promuovere maggiore trasparenza nella gestione dei flussi di cassa. Altre norme riguardano, inoltre, le scritture contabili - i libri contabili, il bilancio preventivo e il bilancio di esercizio (con indicazioni anche relative ai documenti che corredano i bilanci, ai tempi e alle modalità di adozione e di approvazione) - i criteri di valutazione e di destinazione di specifiche voci di bilancio, e il consolidamento dei bilanci delle 1 Con riferimento all'applicazione della riforma alle province autonome e agli enti ubicati nelle Regioni sepciali, l art. 79, d.lgs. 118/2011 dispone: La decorrenza e le modalità di applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonché nei confronti degli enti locali ubicati nelle medesime Regioni speciali e province autonome, sono stabilite, in conformità con i relativi statuti, con le procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
2 Regioni in gestione sanitaria accentrata presso la Regione e degli enti sanitari. Le disposizioni del Titolo II si applicano dal Il nuovo Titolo III, introdotto ad opera del d.lgs. 126/2014, disciplina l ordinamento finanziario e contabile delle Regioni. E appena il caso di rilevare l importanza della novella in questione, porto che la finanza regionale concorre con la finanza statale e locale al perseguimento degli obiettivi di convergenza e di stabilità derivanti dall appartenenza dell Italia all Unione europea. A tal fine, le Regioni si conformano ai principi contabili di cui al d. lgs. 118/2011 e sono chiamate al rispetto dei relativi obblighi documentali tra cui il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) e la legge di stabilità regionale che contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione. Il sistema di bilancio si articola nel bilancio di previsione finanziario, nel Documento tecnico di accompagnamento del bilancio e nel bilancio finanziario gestionale. Ulteriori scritture contabili sono il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio per facilitare il confronto dei bilanci, il Rendiconto generale della Regione e quello degli enti strumentali e il bilancio consolidato del Gruppo della Regione. Le disposizioni del Titolo III si applicano dal Il Titolo IV disciplina l adeguamento delle disposizioni riguardanti la finanza regionale e locale e il Titolo V reca le disposizioni finali e transitorie, disciplinando, in particolare, la fase di sperimentazione e le disposizioni per le Regioni a statuto speciale e le province autonome. Le disposizioni dei Titoli IV e V si applicano dal Principi contabili generali e applicati per le Regioni, le Province autonome e gli enti locali Il Titolo I del d.lgs. 118/2011 stabilisce i criteri per le Regioni, gli enti locali e loro enti ed organismi strumentali (esclusi gli enti sanitari) volti ad assicurare l unità economica della Repubblica. Per garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto i profili finanziario ed economico-patrimoniale il legislatore prevede che il sistema di contabilità finanziaria adottato dalle Regioni, dagli enti locali, e da alcuni enti strumentali, sia affiancato da un sistema di contabilità economico-patrimoniale, mentre gli enti strumentali in regime di contabilità civilistica predispongano un budget economico e riclassifichino i propri dati contabili secondo regole uniformi a quelle degli enti in contabilità finanziaria. Inoltre, le aziende speciali, le istituzioni e gli altri organismi strumentali delle Regioni e degli enti locali sono tenuti ad adottare lo stesso sistema contabile dell amministrazione di cui fanno parte. I medesimi enti in contabilità finanziaria sono vincolati al rispetto di principi contabili generali previsti nell Allegato 1 del decreto e dei principi applicati introdotti dal d.lgs. 126/2014, mentre gli enti strumentali in regime contabile economico-patrimoniale conformano la propria gestione ai principi contabili generali dell Allegato 1 e ai principi del codice civile. Il piano dei conti integrato costituisce uno strumento strategico per il consolidamento e il monitoraggio dei conti pubblici, e il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria con il Sistema europeo dei conti nazionali. La definizione del piano è stata novellata con l entrata in vigore del d.lgs. 126/2014. Il sistema di bilancio è volto a salvaguardare il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione. In particolare, sono disciplinati i bilanci di previsione finanziari, annuale e
3 pluriennale, i comuni schemi di bilancio e di bilancio consolidato, l articolazione delle spese per missioni e programmi e delle entrate per titoli, i termini di approvazione dei bilanci. L ottimale utilizzazione delle risorse è assicurata tra l altro, dalla flessibilità degli stanziamenti di bilancio entro i limiti definiti dal provvedimento, che prevede in sede di gestione, la possibilità di variazioni compensative tra le dotazioni delle missioni e dei programmi, limitatamente al trasferimento del personale all interno dell amministrazione e, in sede di gestione o di predisposizione del progetto di bilancio di previsione, variazioni tra le dotazioni finanziarie rimodulabili nel programma o rimodulazioni tra programmi di missioni diverse. Nel 2012 è stata avviata una fase di sperimentazione per valutare l effettiva rispondenza del nuovo assetto contabile definito dalle disposizioni sui principi contabili generali e applicati di cui al Titolo I del d.lgs. 118/2011 alle esigenze conoscitive della finanza pubblica. La durata della sperimentazione, originariamente prevista per un biennio è stata prolungata di un esercizio dal d.l. 102/2013 che ha inoltre esteso la possibilità di aderire alla sperimentazione anche agli enti ulteriori che ne facessero richiesta entro i termini 4. Le amministrazioni che nel 2014 sono state coinvolte nella sperimentazione tenendo conto della collocazione geografica e della dimensione demografica, sono le seguenti: 4 Regioni, 23 Province, 373 Comuni, 5 Unioni di Comuni, 10 enti strumentali in contabilità finanziaria, 7 enti strumentali in contabilità economico-patrimoniale, 4 enti sanitari. Durante la sperimentazione le amministrazioni individuate si attengono alle disposizioni del Titolo I nella tenuta della contabilità, mentre il bilancio di previsione pluriennale assume un carattere autorizzatorio. Giova infine precisare che il d.lgs. 118/2011 è stato corretto e integrato, anche sulla base delle criticità emerse durante la prima fase di sperimentazione, ad opera del sopra citato d.lgs. 126/2014, recante Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n Le disposizione del Titolo I del d.lgs. 118/2011 si applicano dall esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all esercizio 2015 e successivi. 4 La sperimentazione delle norme sull armonizzazione è stata estesa a tutto il 2014 con la proroga contenuta nel d.l. 102/2013, convertito dalla l. 124/2013, che ha incluso nel la sperimentazione gli enti che entro il 30 settembre 2013 hanno presentato domanda di partecipazione (art. 9, co. 4, d.l. 102/2013). La sperimentazione avrà termine il 31 dicembre 2014.(art. 9, co. 1, d.l. n102/2013).
4 Strumenti di tutela dell unità economica per Regioni, enti locali e loro enti strumentali (esclusi gli enti sanitari) Riferimento normativo Art. 1-18bis, art. 78, art. 80 (comma 1) del d.lgs. 118/2011 e art. 9 del d. l. 102/2013 Oggetto del provvedimento Il provvedimento disciplina l armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio. Soggetti interessati I soggetti interessati dalle disposizioni del Titolo I del decreto sono: - le Regioni 5 ; - gli enti locali (i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Comunità montane, le Comunità isolane, le unioni di Comuni, i consorzi di enti locali); - i loro enti e organismi strumentali 6, esclusi gli enti del settore sanitario coinvolti nella gestione della spesa sanitaria finanziata con le risorse destinate al servizio sanitario nazionale 7. Sistemi contabili omogenei Le Regioni e gli enti locali sono tenuti ad adottare la contabilità finanziaria cui affiancano, ai fini conoscitivi, un sistema di contabilità economico-patrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale. Gli enti strumentali che adottano la contabilità finanziaria, devono affiancare al sistema di contabilità finanziaria adottato, 5 Ad eccezione dei casi in cui il Titolo II disponga diversamente. A decorrere dal 1 gennaio 2015 cessano di avere efficacia le disposizioni regionali incompatibili con il d, lgs. 118/ Le tipologie di soggetti giuridici che costituisco enti e organismi strumentali ai fini dell applicazione delle disposizioni del d.lgs. 118/2011 sono stati identificati ad opera del d. lgs. 126/2014, che ha novellato il disposto dell art A questi enti si applicano le disposizioni del Titolo II del d.lgs. 118/2011.
5 ai fini conoscitivi, un sistema di contabilità economicopatrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale. Principi contabili, generali e applicati, uniformi Le aziende speciali, le istituzioni e gli altri organismi strumentali delle Regioni e degli enti locali sono tenuti ad adottare lo stesso sistema contabile dell amministrazione di cui fanno parte. Le Regioni, gli enti locali e i loro enti e organismi strumentali in amministrazione finanziaria devono conformare la propria gestione: - ai principi contabili generali contenuti nell Allegato 1 8 ; - ai principi contabili applicati della programmazione, della contabilità finanziaria, della contabilità economicopatrimoniale e del bilancio consolidato. Tali principi assicurano il consolidamento e la trasparenza dei conti pubblici secondo le direttive dell Unione europea e l adozione di sistemi informativi omogenei e interoperabili. Gli enti strumentali delle Regioni e degli enti locali in regime di contabilità civilistica, devono conformarsi: - ai principi contabili generali dell Allegato 1; - ai principi del codice civile. In materia di principi contabili, il d.lgs. 126/2014 innova il d.lgs. 118/2011, introducendo diversi commi riguardanti: - il riaccertamento annuale dei residui attivi e passivi per verificare le ragioni del loro mantenimento o la reimputazione all esercizio nel quale sono esigibili; - l istituzione del fondo pluriennale vincolato; - la possibilità di aggiornare i principi contabili applicati con decreto del capo del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell economia e delle finanze; - il riaccertamento straordinario dei residui al 1 gennaio 2015, contestualmente all approvazione del rendiconto 2014, per le 8 I principi contabili generali o postulati contenuti nell Allegato 1 sono stati elaborati nell ambito della Commissione tecnica paritetica per il attuazione del federalismo fiscale (COPAFF) e sono: - principio dell annualità - principio dell unità - principio dell universalità - principio dell integrità - principio della veridicità, attendibilità, correttezza e comprensibilità - principio della significatività e rilevanza - principio della flessibilità - principio della congruità - principio della prudenza - principio della coerenza - principio della continuità e della costanza - principio della comparabilità e della verificabilità - principio della neutralità - principio della pubblicità - principio dell equilibrio di bilancio - principio della competenza finanziaria - principio della competenza economica - principio della prevalenza della sostanza sulla forma
6 Commissione per l armonizzazione degli enti territoriali Piano dei conti integrato Regioni, gli enti locali e i loro enti e organismi strumentali; - la facoltà, agli enti che non hanno partecipato alla sperimentazione nel 2014, di rinviare l affiancamento della contabilità economico-patrimoniale i relativi principi applicati e l adozione del piano dei conti applicato; - altre indicazioni sul riaccertamento straordinario dei residui. Presso il Ministero dell economia e delle finanze è istituita la Commissione per l armonizzazione degli enti territoriali al fine di: - promuovere l armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali e dei loro organismi ed enti strumentali, esclusi gli enti coinvolti nella gestione della spesa sanitaria finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale; - aggiornare gli allegati al Titolo I del d.lgs. 118/2011. La Commissione agisce in raccordo con l Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali. Soggetti interessati: le Regioni, gli enti locali e gli enti strumentali in contabilità finanziaria adottano il piano dei conti integrato di cui all allegato 6. Finalità: le finalità di tale strumento sono: - il consolidamento ed il monitoraggio dei conti pubblici; - il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali nell ambito delle rappresentazioni contabili. Modalità di definizione: la specifica definizione del piano dei conti integrato (relativa al livello minimo di articolazione del piano comune e di ciascun comparto, e alla codifica della transazione elementare da iscrivere nel piano dei conti) è illustrata con l allegato 6 (introdotto con il d. lgs. 126/2014). Struttura: il Piano è costituito dall elenco delle articolazioni delle unità del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico patrimoniali, definito in modo da evidenziare, attraverso i principi contabili applicati, le modalità di raccordo, anche in una sequenza temporale, dei dati finanziari ed economico-patrimoniali, nonché consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali. L elenco dei conti economico-patrimoniali comprende i conti necessari per le operazioni di integrazione, rettifica e ammortamento, effettuate secondo le modalità e i tempi necessari alle esigenze conoscitive della finanza pubblica. Il piano dei conti di ciascun comparto di enti può essere articolato in considerazione alla specificità dell attività svolta, fermo restando la riconducibilità delle voci alle aggregazioni previste dal piano dei conti integrato comune. Il livello del piano dei conti integrato comune rappresenta la struttura di riferimento per la predisposizione dei documenti contabili e di finanza pubblica delle amministrazioni pubbliche. Le previsioni di bilancio sono trasmesse dalle amministrazioni alla banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche al fine di
7 facilitare il monitoraggio e il confronto delle grandezze di finanza pubblica rispetto al consuntivo. Allegato al rendiconto di gestione: è un documento conoscitivo che espone le risultanze degli aggregati corrispondenti alle voci secondo la struttura del piano dei conti integrato, che deve essere allegato alla nota integrativa al rendiconto che espone i risultati della gestione, al fine di fornire supporto all analisi degli scostamenti rispetto alle previsioni Transazione elementare Definizione: ogni atto gestionale genera una transazione elementare. Codifica della transazione elementare: ad ogni transazione elementare è attribuita una codifica 9 che deve consentire di tracciare le operazioni contabili e di movimentare il piano dei conti integrato. Struttura della codifica della transazione elementare: la struttura della codifica della transazione elementare è definita dall allegato 7. Tale struttura può essere aggiornata con decreto del Ministro dell economia e delle finanze su proposta della Commissione per l armonizzazione contabile degli enti territoriali. Sistema di bilancio Modalità della codificazione delle transazioni elementari: le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria codificano le transazioni elementari uniformandosi alle istruzioni degli appositi glossari, al fine di garantire l omogeneità dei bilanci 10. E vietato: - l adozione del criteri della prevalenza, salvi i casi espressamente previsti; - l imputazione provvisoria di operazioni alle partite di giro/servizi per conto terzi; - assumere impegni sui fondi di riserva e sugli altri accantonamenti stanziati in bilancio. Finalità: il sistema di bilancio delle amministrazioni pubbliche disciplinato dal d.lgs. 118/2011 costituisce uno strumento fondamentale per il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione. Le sue finalità sono quelle di fornire informazioni in merito ai programmi futuri, a quelli in corso di realizzazione ed all andamento dell ente, a favore dei soggetti interessati al processo di decisione politica, sociale ed economicofinanziaria. Bilanci di previsione finanziari: il bilancio di previsione finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio ed è aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione. Alle variazioni al bilancio di previsione sono allegati i prospetti di cui all allegato 8 al d. lgs. 118/2011, da trasmettere al tesoriere, mentre il conto del tesoriere è predisposto secondo lo schema di cui 9 I sistemi informativo-contabili delle Regioni, degli enti locali e degli enti strumentali in contabilità finanziaria devono essere organizzati in modo da non consentire l accertamento, la riscossione o il versamento di entrate e l impegno, la liquidazione, l ordinazione e il pagamento di spese in assenza di una codifica completa che permetta l identificazione della transazione stessa. 10 Le codifiche SIOPE (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) sono sostituite con quelle previste nella struttura del piano dei conti integrato, mentre eventuali ulteriori livelli di articolazione delle codifiche SIOPE devono essere riconducibili alle aggregazioni previste dal piano dei conti integrato.
8 Comuni schemi di bilancio e di bilancio consolidato all allegato 17. Schemi di bilancio: Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria adottano comuni schemi di bilancio 11 finanziari, economici e patrimoniali e comuni schemi di bilancio consolidato con i propri enti e organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati: - lo schema del bilancio di previsione finanziario di cui all allegato 9; - lo schema del rendiconto della gestione di cui all allegato 10; - lo schema del bilancio consolidato con i propri enti ed organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati di cui all allegato 11. Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria redigono un rendiconto semplificato per il cittadino, da divulgare sul proprio sito internet, con una esposizione sintetica dei dati di bilancio, evidenziando: - le risorse finanziarie umane e strumentali utilizzate nel perseguimento delle diverse finalità istituzionali, - i risultati conseguiti con riferimento a livello di copertura ed alla qualità dei servizi pubblici forniti ai cittadini, - l eventuale relativo scostamento tra costi standard e costi effettivi, predisposto sulla base di un apposito schema tipo definito con i decreti successivi alla sperimentazione triennale. Ulteriori indicazioni riguardano gli allegati al bilancio di previsione finanziario e al rendiconto della gestione, le indicazioni contenute nella nota integrativa allegata al bilancio di previsione e della relazione sulla gestione allegata al rendiconto, gli allegati al documento tecnico di accompagnamento delle Regioni, il contenuto del rendiconto consolidato delle amministrazioni articolate in organismi strumentali. Altre norme riguardano i Comuni con meno di abitanti per i quali la predisposizione di alcuni allegati è facoltativa 12. Viene inoltre prevista la possibilità di modificare ed integrare gli schemi di bilancio e, a decorrere dal 2016, di integrare gli allegati riguardanti gli equilibri. Presentano effetti giuridici anche riguardo alla funzione autorizzatoria gli schemi di bilancio e di rendiconto previgenti da adottare nel Omogeneità della classificazione delle spese: le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria adottano uno schema di bilancio articolato per missioni 13 e programmi 14 che evidenzi le finalità della spesa per assicurare maggiore trasparenza delle informazioni riguardanti il processo di allocazione delle risorse pubbliche e la destinazione delle stesse alle politiche pubbliche settoriali, e per consentire la confrontabilità dei dati di bilancio in coerenza con le classificazioni economiche e funzionali individuate dai regolamenti comunitari. 11 Dal 2015 per gli enti in sperimentazione nel 2014, dal 2016 per gli altri enti. 12 Per i comuni con popolazione inferiore a abitanti, la predisposizione degli allegati di cui al comma 3, lettere e) ed f), e di cui al comma 4, lettere d), e), h), j) e k) del d.lgs. 118/2011 è facoltativa. 13 Le missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti dalle amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria utilizzando risorse finanziarie, umane e strumentali ad esse destinate. 14 I programmi rappresentano gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire gli obiettivi definiti nell ambito della missione. L unità di voto per l approvazione del bilancio di previsione delle amministrazioni pubbliche è costituita dai programmi.
9 Criteri per la specificazione e classificazione delle spese: i documenti di bilancio, sia di previsione che di consuntivo, devono essere elaborati adottando una specifica classificazione delle spese, analoga a quella prevista per il bilancio dello Stato (art. 25 della legge contabile), articolata per: - missioni. Le missioni vengono definite in relazione al riparto di competenza di cui agli articoli 117 e 118 della Costituzione. Al fine di assicurare un più agevole consolidamento e monitoraggio dei conti pubblici, le missioni possono essere definite anche tenendo conto di quelle già individuate per il bilancio dello Stato; - programmi. I programmi si articolano in titoli e, ai fini della gestione, sono ripartiti in macroaggregati, capitoli ed eventualmente in articoli 15 ; - capitoli ed articoli. I capitoli e gli articoli, ove previsti, si raccordano con il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato. Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria accludono al bilancio consuntivo un apposito allegato con una rappresentazione riassuntiva dei costi sostenuti per le missioni. L elenco delle missioni, programmi, titoli e macroaggregati è aggiornato con decreto del Ministero dell economia e delle finanze, su proposta della Commissione per l armonizzazione contabile degli enti territoriali Criteri per la specificazione e classificazione delle entrate: le entrate degli schemi di bilancio finanziario sono classificate in base ai seguenti livelli di dettaglio: - titoli, definiti secondo la fonte di provenienza delle entrate; - tipologie, definite in base alla natura delle entrate, nell ambito di ciascuna fonte di provenienza, ai fini dell approvazione in termini di unità di voto; ai fini della gestione e della rendicontazione le tipologie sono ripartite in categorie, capitoli ed eventualmente in articoli secondo il rispettivo oggetto. I capitoli e gli articoli, ove previsti, si raccordano con il quarto livello di articolazione del piano dei conti integrato di cui all'articolo 4. L elenco dei titoli, delle tipologie e delle categorie è indicato nell allegato 13 ed è aggiornato con decreto del Ministero dell economia e delle finanze, su proposta della Commissione per l armonizzazione contabile degli enti territoriali.. Flessibilità degli stanziamenti di bilancio: al fine di migliorare l utilizzazione delle risorse pubbliche, anche in termini di riqualificazione della spesa, le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria possono effettuare: - in sede di gestione, variazioni compensative tra le dotazioni delle missioni e dei programmi, limitatamente alle spese per il personale, conseguenti a provvedimenti di trasferimento del personale all interno dell amministrazione; Resta in ogni caso precluso l utilizzo delle entrate in conto 15 Il programma è inoltre raccordato alla relativa codificazione COFOG di secondo livello (Gruppi). 16 Nel caso di corrispondenza non univoca tra programma e funzioni COFOG di secondo livello, vanno individuate le funzioni COFOG con l indicazione delle percentuali di attribuzione della spesa del programma a ciascuna di esse.
10 Disposizioni per gli enti strumentali in contabilità civilistica Termini di approvazione dei bilanci Trasmissione dei bilanci alla Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche Piano degli indicatori e dei risultati attesi Sperimentazione triennale capitale e derivanti dall accensione di prestiti per finanziare spese correnti. Tassonomia per gli enti in contabilità civilistica: gli enti strumentali in regime di contabilità civilistica predispongono un budget economico. Gli enti strumentali individuati dall ISTAT come facenti parte del settore istituzionale della pubblica amministrazione: - riclassificano i propri incassi e pagamenti attraverso la rilevazione SIOPE al fine di consentire il consolidamento dei propri dati di cassa con quelli delle altre amministrazioni pubbliche; - elaborano un prospetto di ripartizione della propria spesa per missioni e programmi (allegato 15, aggiornato con decreto del Ministero dell economia e delle finanze), accompagnata dalla corrispondente classificazione secondo la nomenclatura COFOG di secondo livello, al fine di fornire informazioni in merito alla classificazione della propria spesa complessiva in missioni e programmi 16. Tale prospetto è allegato al budget e al bilancio di esercizio in coerenza con i risultati della tassonomia effettuata attraverso la rilevazione SIOPE. La relazione sulla gestione indica nell ambito del quadro di riferimento in cui operano le amministrazioni pubbliche, a corredo delle informazioni, e in coerenza con la missione le attività riferite a ciascun programma di spesa. Gli organi interni di controllo vigilano sull attuazione degli adempimenti contabili degli enti strumentali, attestando l attività svolta nella relazione all assemblea di cui all art del codice civile. Le Regioni, gli enti locali e gli enti e organismi strumentali, con esclusione degli enti del settore sanitario, approvano: - il bilancio di previsione o il budget economico entro il 31 dicembre dell anno precedente; - il rendiconto o il bilancio di esercizio entro il 30 aprile dell anno successivo. Le Regioni approvano il rendiconto entro il 31 luglio dell anno successivo, con preventiva approvazione da parte della giunta entro il 30 aprile, per consentire la parifica delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti; - il bilancio consolidato entro il 30 settembre dell anno successivo. Le amministrazioni pubbliche trasmettono i loro bilanci preventivi, le relative variazioni ed i bilanci consuntivi alla Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche, secondo gli schemi e le modalità definiti. Gli schemi, standardizzati e omogenei, assicurano l effettiva comparabilità delle informazioni tra i diversi enti territoriali. Gli enti adottano un Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio per consentire la comparazione dei bilanci, in base a criteri e metodologie comuni. A decorrere dal 2012 è avviata una sperimentazione, della durata di tre esercizi finanziari, riguardante l attuazione delle disposizioni relative ai principi contabili generali e applicati 16 Nel caso di corrispondenza non univoca tra programma e funzioni COFOG di secondo livello, vanno individuate le funzioni COFOG con l indicazione delle percentuali di attribuzione della spesa del programma a ciascuna di esse.
11 per le Regioni, le province autonome e gli enti locali (Titolo I), con particolare riguardo all adozione del bilancio di previsione finanziario annuale di competenza e di cassa, e della classificazione per missioni e programmi. Finalità: obiettivi della sperimentazione sono: - verificare l effettiva rispondenza del nuovo assetto contabile definito dal d.lgs. 118/2011 alle esigenze conoscitive della finanza pubblica; - individuare eventuali criticità del sistema e le conseguenti modifiche intese a realizzare una più efficace disciplina della materia. Disciplina normativa da ottemperare prima della sperimentazione: entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con decreto del Presidente del Consiglio su proposta del Ministero dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell interno, il Ministro delle riforme per il federalismo, il Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, e il Ministro per la semplificazione normativa, d intesa con la Conferenza unificata, sono definiti: - le modalità della sperimentazione; - i principi contabili; - il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato comune e del piano dei conti integrato di ciascun comparto; - la codifica della transazione elementare; - gli schemi di bilancio; - i criteri di individuazione dei programmi sottostanti le missioni; - le metodologie comuni ai diversi enti per la costruzione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio; - le modalità di attuazione della classificazione per missioni e programmi; - le eventuali e ulteriori modifiche e integrazioni alle disposizioni concernenti il sistema contabile delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione; - un sistema premiante, senza oneri per la finanza pubblica, a favore delle amministrazioni pubbliche che partecipano alla sperimentazione. Lo schema del decreto è trasmesso alle Camere, ai fini dell acquisizione del parere della Commissione parlamentare per l attuazione del federalismo fiscale e delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario, da esprimere entro 30 giorni dalla trasmissione. Dopo tale termine, il decreto può comunque essere adottato. Individuazione delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione: l individuazione delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione è operata entro 150 giorni dall entrata in vigore del decreto con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell interno e con il Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, d intesa con la Conferenza unificata. I criteri per l individuazione tengono conto della collocazione geografica e della dimensione demografica.
12 Nel 2014 tali amministrazioni sono 4 Regioni, 23 Province, 373 Comuni, 5 Unioni di Comuni, 10 enti strumentali in contabilità finanziaria, 7 enti strumentali in contabilità economicopatrimoniale, 4 enti sanitari. Indicazioni per le amministrazioni coinvolte nella sperimentazione: ai fini della sperimentazione, il bilancio di previsione annuale e il bilancio di previsione pluriennale hanno carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa, fatta eccezione per le partite di giro, i servizi per conto di terzi e per i rimborsi delle anticipazioni di cassa. Per i Comuni con popolazione inferiore a abitanti possono essere sperimentati sistemi di contabilità e schemi di bilancio semplificati. La tenuta della contabilità delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione è disciplinata dalle disposizioni del Titolo I e dal decreto relativo alle modalità della sperimentazione, nonché dalle discipline contabili vigenti all'entrata in vigore del decreto. Al termine del primo esercizio finanziario in cui ha avuto luogo la sperimentazione e, successivamente, ogni sei mesi, il Ministro dell'economia e delle finanze trasmette alle Camere una relazione sui relativi risultati. Nella relazione relativa all'ultimo semestre della sperimentazione il Governo fornisce una valutazione della sperimentazione. Indicazioni per le amministrazioni non coinvolte nella sperimentazione: le amministrazioni non interessate dalla sperimentazione continuano ad applicare la disciplina contabile vigente. Entrata in vigore Disciplina normativa da ottemperare dopo la sperimentazione: in considerazione degli esiti della sperimentazione, con decreti integrativi sono definiti: - i contenuti specifici del principio della competenza finanziaria e eventualmente ridefiniti i principi contabili generali; - i principi contabili applicati; - il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato comune e del piano dei conti integrato di ciascun comparto; - la codifica della transazione elementare; - gli schemi di bilancio; - i criteri di individuazione dei programmi sottostanti le missioni; - le metodologie comuni ai diversi enti per la costruzione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio; - le modalità di attuazione della classificazione per missioni e programmi; - la definizione di spese rimodulabili e non rimodulabili in sede di gestione o di predisposizione del progetto di bilancio di previsione. Le disposizioni relative ai principi contabili e applicati per le
13 Regioni, le province autonome e gli enti locali del Titolo I del d, lgs. 118/2011 si applicano a decorrere dall esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all esercizio 2015 e successivi. 2. Principi contabili generali e applicati per il settore sanitario I principi contabili, generali e applicati, per il settore sanitario sono disciplinati al Titolo II del d. lgs. 118/2011. I soggetti interessati dalle disposizioni di questi articoli che si applicano dal 2012, sono: a) le Regioni, per la parte del bilancio regionale che riguarda i flussi relativi al servizio sanitario, rilevata attraverso scritture di contabilità finanziaria; b) le Regioni che adottano una gestione diretta accentrata presso la Regione stessa, rilevata attraverso scritture di contabilità economico-patrimoniale; c) le Regioni per il consolidamento dei conti degli enti sanitari; d) gli enti sanitari (aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifi co pubblici, anche se trasformati in fondazioni, aziende. ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale) e) gli istituti zooprofilattici. Le disposizioni sono finalizzate ad assicurare uniformità dei conti sanitari delle Regioni e degli enti sanitari per garantire trasparenza attraverso il confronto immediato fra le entrate e le spese del comparto e la verifica delle ulteriori risorse a disposizione delle Regioni per il finanziamento del servizio sanitario. In particolare, per quanto concerne le modalità di redazione dei bilancio, il decreto illustra l articolazione in capitoli delle entrate e delle uscite in cui figurano distinti i flussi correnti, aggiuntivi, relativi al disavanzo pregresso e relativi agli investimenti. Al fine di promuovere la trasparenza nei flussi di cassa sono accesi dei conti di tesoreria unica intestati alle singole Regioni in cui confluiscono le risorse destinate al finanziamento del fabbisogno sanitario regionale standard alle singole Regioni dai quali si effettuano le erogazioni mensili, e dei conti intestati alla sanità presso i tesorieri delle Regioni in cui confluiscono le ulteriori risorse. Nelle Regioni con gestione sanitaria accentrata, un ruolo di rilievo nel processo di armonizzazione della contabilità sanitaria economico-patrimoniale è attribuito al responsabile della gestione sanitaria accentrata presso la Regione che elabora e adotta il bilancio di esercizio, è tenuto alla coerente compilazione dei modelli ministeriali e alla redazione del bilancio sanitario consolidato. Tali Regioni devono inoltre assurgere ad altri obblighi relativi ai libri contabili, alle modalità di redazione del bilancio preventivo economico annuale e del bilancio di esercizio (gli schemi di bilancio sono presenti nell Allegato 2) e ai termini di approvazione del bilancio di esercizio da parte della Giunta regionale.
14 Inoltre la disciplina indica alcuni principi contabili a cui devono attenersi gli enti coinvolti nella gestione della spesa finanziata da risorse destinate al Servizio nazionale nei criteri valutativi e la destinazione del risultato di esercizio degli enti del SSN. Ulteriori norme in linea con la disciplina applicata alle Regioni in gestione sanitaria accentrata regolano gli obblighi e i principi contabili per gli enti sanitari e gli istituti zooprofilattici. Le Regioni che non hanno optato per la gestione sanitaria accentrata possono effettuare solo operazioni di trasferimento dell intero finanziamento previsto nell esercizio di riferimento agli enti del servizio sanitario regionale. Infine, le modalità di consolidamento del bilancio del Servizio sanitario regionale sono definite in particolare per quanto concerne il bilancio preventivo economico annuale consolidato, il bilancio d esercizio consolidato, l area di consolidamento, il patrimonio netto consolidato e i termini di approvazione dei bilanci da parte della Giunta regionale. Scadenze contabili annuali per le Regioni a gestione sanitaria accentrata presso la Regione Riferimento normativo Art , art. 80 (comma 1) Finalità del provvedimento I principi contabili e applicati per il settore sanitario sono definiti al fine di tutelare l unità economica del Paese. In particolare, le disposizioni del Titolo II del d.lgs. 118/2011 sono volte a garantire che gli enti coinvolti nella gestione della spesa finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario
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