Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13100-del-24-05-2017
Timestamp: 2020-04-01 22:07:16+00:00
Document Index: 4801891

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Sentenza Cassazione Civile n. 13100 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13100 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/05/2017, (ud. 26/04/2017, dep.24/05/2017), n. 13100
sul ricorso 13514-2016 proposto da:
EDIL SUD DI D.A. & C. SAS;
avverso la sentenza n. 10762/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata l’01/12/2015;
partecipata del 26/04/2017 dal Consigliere Dott. MOCCI MAURO.
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., delibera di procedere con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che aveva accolto l’appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Napoli. Quest’ultima aveva respinto l’impugnazione della Edil Sud di D.A. &amp; C. s.a.s. contro un avviso di irregolarità per omessa dichiarazione IVA relativa al 2008;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha sostenuto che l’Ufficio non avrebbe dato seguito all’istanza di sgravio, sul presupposto che il contribuente non avesse dato i chiarimenti richiesti, laddove, invece, i suddetti chiarimenti non sarebbero neppure stati richiesti.
che, col primo, l’Agenzia deduce la nullità della sentenza per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, dell’art. 132 c.p.c., dell’art. 156 c.p.c., comma 2, degli artt. 46 e 118 disp. att. c.p.c., e dell’art. 111 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: la motivazione della CTR sarebbe stata per buona parte mancate, essendo interrotta nell’articolazione dei paragrafi, che – nelle intenzioni del Collegio – avrebbero dovuto evidenziare le varie argomentazioni;
che, con la seconda doglianza, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 28, 30, 54 bis e 55, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la sentenza impugnata sarebbe stata comunque illegittima per aver riconosciuto il credito IVA, pur in assenza della relativa dichiarazione, laddove, invece, avrebbe dovuto statuire la perdita della facoltà del contribuente di poter utilizzare il credito maturato nell’annualità, in relazione alla quale la dichiarazione era stata omessa in compensazione con i debiti dell’anno successivo;
che la prima doglianza è fondata;
che, secondo i principi elaborati da questa Corte, è nulla per omessa motivazione la sentenza fin dall’origine priva di una o più pagine, se la motivazione risultante dalle altre pagine evidenzia una frattura logico – espositiva che non consente di ricostruire l’esatto e compiuto ragionamento posto a base della decisione (Sez. 2, n. 9488 del 11/05/2015);
che, nella specie, la sentenza d’appello, prodotta in copia autentica, è priva di almeno una pagina e, in assenza di contestazioni in proposito, deve esser ritenuta tale sin dall’origine, sicchè la motivazione risultante dalle altre pagine presenta uno iato logico, che rende impossibile la comprensione dello sviluppo logico del ragionamento seguito dalla CTR;
che il secondo rilievo resta assorbito;
che deve in definitiva procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Campania, in diversa composizione, affinchè si attenga ai principi di cui sopra, anche per le spese del giudizio di cassazione.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma il 26 aprile 2017.