Source: https://osservatorio.giur.uniroma3.it/bahr-idriss-abu-garda/
Timestamp: 2019-10-14 06:12:21+00:00
Document Index: 182531540

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 61']

o Bahr Idriss Abu Garda - Osservatorio sulla Corte Penale InternazionaleOsservatorio sulla Corte Penale Internazionale
Gli addebiti: il Procuratore formula le incriminazioni nei confronti di Bahr Idriss Abu Garda in considerazione del ruolo ricoperto nell’attacco da parte della fazione armata sudanese “JEM Collective Leadership” (JEM-CL) del 29 settembre 2007 alla missione dell’Unione Africana in Sudan disposta al “Military Group Site Haskanita”, nel Nord del Darfur. Si presume, difatti, che egli fosse al comando del gruppo armato al momento dell’attacco, dopo aver dichiarato, assieme ad altri, la formazione dello stesso distaccandosi dal “Justice and Equality Movement” (JEM), di cui era stato Vice-Presidente dal gennaio del 2005 al 26 settembre 2007.
In particolare, i fatti imputatigli riguardano l’attacco a materiali, personale, installazioni, unità e veicoli della missione dell’Unione Africana condotto dal proprio gruppo assieme ad altri gruppi armati: gli aggressori uccidono dodici soldati dell’UA, ne feriscono gravemente otto, distruggono installazioni, dormitori e materiali e si appropriano di beni di proprietà dell’UA.
Secondo il Procuratore, possono addebitarsi tre crimini di guerra: è da considerarsi consumata o tentata la fattispecie di violenza contro la vita, nella forma dell’omicidio, di cui all’art. 8(2)(c)(i) dello Statuto; si ritiene sussistente la commissione del crimine di attacco intenzionalmente diretto contro personale, installazioni, materiale, unità o veicoli coinvolti in una missione di peacekeeping di cui all’art. 8(2)(c)(iii) dello Statuto; si considera commesso il crimine di saccheggio di cui all’art. 8(2)(e)(v) dello Statuto.
Abu Garda è ritenuto imputabile ex art. 25(3)(a) dello Statuto, in quanto penalmente responsabile come co-autore o co-autore indiretto; difatti, si ritiene che ci siano sufficienti motivi per sostenere che vi fosse un piano comune tra Abu Garda e gli altri comandanti per l’attacco al sito di Haskanita, che tale piano includesse la commissione di tali crimini, e che il contributo di Abu Garda sia stato essenziale per aver partecipato all’elaborazione del piano ed aver comandato la fazione JEM-CL, utilizzando la sua autorità affinché i crimini venissero commessi.
Il procedimento: a seguito della richiesta del Procuratore di emissione del mandato d’arresto, poi modificato in ordine di comparizione, in virtù della più volte espressa intenzione dell’imputato di presentarsi di fronte alla Corte, l’ordine viene emesso il 7 maggio 2009 e reso pubblico il 17 maggio 2009.
Abu Garda compare dinanzi ai giudici della Pre-Trial Chamber I il 18 maggio 2009.
Tra il 19 ed il 29 ottobre 2009 si svolge presso la Pre-Trial Chamber I l’udienza pubblica per l’esame delle prove disponibili contro l’imputato.
L’8 febbraio del 2010 i giudici emettono la decisione sulla conferma delle imputazioni: la Corte adotta un provvedimento negativo, sottolineando l’assenza di prove tali da poter essere considerate sufficienti per dimostrare la sussistenza dell’imputazione ex art. 25(3)(a).
Il Procuratore presenta appello il 15 marzo 2010, rigettato dalla stessa Pre-Trial Chamber I il 23 aprile 2010. Tuttavia, ciò non pregiudica la possibilità per il Procuratore di chiedere in seguito la conferma delle imputazioni, portando a sostegno di tale richiesta nuove prove, secondo quanto previsto dall’art. 61(8) dello Statuto.