Source: https://issuu.com/collegio_dei_geometri_torino/docs/il_geometra_05_09
Timestamp: 2017-03-26 11:59:30+00:00
Document Index: 91909829

Matched Legal Cases: ['art. 444', 'art.15', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 905', 'sentenza ', 'art. 345', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 80', 'art. 76', 'art.\n1', 'art.\n14', 'art. 9', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 90', 'art. 16', 'art. 91', 'art. 19', 'art.\n20', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 26', 'art 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ']

IL GEOMETRA – N° 5-2009 by Collegio dei Geometri Torino - issuu
Organo del Collegio dei Geometri di
Torino e Provincia e del Collegio dei
Geometri della Valle d’Aosta
CHIARA CAMPONI
FEDERICA CAPRIOLO, PAOLO CUSELLI,
RODOLFO MEAGLIA, LUCA PERRICONE,
RENATO PITTALIS, VITTORIO VIZZINI
Via Cernaia 18 - 10122 Torino
Tel. 011537756 - fax 011533285
e-mail rivista@collegiogeometri.to.it
STUDIO OSELLA . PICCATO - PALETTO,
GIUSEPPE DE MARCO, VITTORIO VIZZINI
Stampa e fotolito:
Tipograﬁa Melli - Borgone di Susa
Tel. 011.96.46.367
Reg. Trib. Torino n. 297 del 23 luglio 1948
Pubblicazione mensile con pubblicità inferiore al 50%
Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli autori dei quali si intende rispettare la libertà di giudizi, lasciando agli
stessi la responsabilità dei loro scritti.
Al via la Formazione Professionale Continua
Nell’ultimo trimestre dell’anno il Collegio e la Fondazione hanno
organizzato numerose edizioni di convegni e incontri dedicati ai
due argomenti di attualità: il Risparmio Energetico ed il Piano Casa.
Tutti hanno visto la partecipazione massiccia di geometri e di altre
categorie professionali, che hanno avuto così modo di aggiornarsi
apprendendo direttamente dagli interessati (funzionari, legali e
amministratori estensori delle norme) i contenuti, le modalità ed i
casi di applicazione. Certo con la partecipazione ad un convegno
non si risolve tutti i dubbi, ma si tratta certamente di un passo avanti
per lo svolgimento consapevole del nostro lavoro.
In questa ottica, entrerà in vigore da gennaio 2010 la Formazione
Professionale Continua, di cui sentiamo parlare già da almeno due
anni e che diverrà ora pienamente applicativa.
Il Parlamento di Strasburgo ha introdotto la deﬁnizione di libera
professione secondo il principio statuito dalla Corte di Giustizia e
cioè “professione esercitata da una persona che, sulla base delle
qualiﬁche professionali speciﬁche, fornisce a titolo personale,
sotto la propria responsabilità, prestazioni intellettuali in modo
autonomo nell’interesse del mandante e della collettività” per cui
l’esercizio della professione “è in genere sottoposto a obblighi
professionali speciﬁci, conformemente alla legislazione nazionale e
alle normative elaborate autonomamente nel quadro di quest’ultima
dai rispettivi ordini professionali” che “garantiscono e perfezionano
la professionalità, la qualità ed il rapporto di ﬁducia esistente con
il mandante”.
La formazione è quindi un’attività che garantisce e perfeziona la
Come abbiamo già detto e scritto nelle relazioni dell’attività
del Collegio di questi ultimi due anni, i professionisti geometri
di Torino non hanno certo bisogno dell’obbligatorietà della
formazione: la maggior parte di loro infatti partirà nel 2010 con
un bagaglio di crediti già ben fornito. Ci auguriamo pertanto che
questo “slancio” di partecipazione ai convegni ed ai corsi non sia
motivato solo dall’attualità degli argomenti e dall’urgenza del
relativo aggiornamento, ma dalla consapevolezza del miglioramento
dell’attività professionale a tutela della collettività.
La Cassazione chiarisce le differenze tra ristrutturazione,
Procedure per la compensazione dei crediti Iva dal 2010
Studio Osella - Piccato - Paletto
La certiﬁcazione energetica in
Piemonte, pag. 16
La certiﬁcazione energetica in pieno vigore
Costruire ad alta efﬁcienza energetica
Modiﬁche al codice di procedura civile
riguardanti i CTU
I Geometri a Eilat per il congresso FIG, pag. 21
I giovani Geometri a Eilat per il congresso FIG
Protocollo d’intesa ANCI - CNG
Le Associazioni Nazionale: Geo.Val.Esperti
Il Codice Deontologico Europeo Unico
I convegni sul Piano Casa e sulla
Sicurezza nel Lavoro, pag. 32 e
Notizie ﬂash
Convegni e incontri in breve
La posta elettronica certiﬁcata
il geometra n. 5/09
Procedure per la compensazione
dei crediti Iva dal 2010
a cura dello Studio Osella - Piccato - Paletto, Dottori Commercialisti
Dal prossimo anno, la compensazione dei crediti Iva potrà avvenire
solo ed esclusivamente previo soddisfacimento di alcuni adempimenti
introdotti dal Legislatore al ﬁne di
contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni.
Le novità sostanziali sono così
per la compensazione
canale telematico da utilizzare
certiﬁcazione della esistenza
formale del credito Iva annuale
Pertanto, è possibile individuare tre
differenti situazioni che si possono
presentare, in relazione all’ammontare annuo di credito Iva utilizzato in
1) totale compensazioni di credito
Iva annuale o infrannuale di importo
annuo non superiore a €10.000: nessuna novità rispetto al passato, né sul
termine iniziale, né sulle formalità;
2) totale compensazioni di credito
annuo superiore a € 10.000 ma non
a € 15.000: la compensazione può
la compensazione del credito Iva, annuale o trimestrale, di importo
superiore a €10.000 annui, può avvenire solo a decorrere dal giorno
16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione
annuale Iva (il modello potrà essere trasmesso in forma autonoma e
non uniﬁcata a partire dal 01.02.10) o della istanza periodica;
il credito Iva di importo superiore a €10.000 annui potrà essere compensato, su modello F24 telematico, utilizzando uno speciﬁco “canale” che dovrà essere predisposto dall’Agenzia;
per effettuare compensazioni di credito Iva per importi superiori a
€15.000 annui è necessario che sulla dichiarazione annuale siano
apposti (alternativamente):
la sottoscrizione del revisore contabile (per le società di capitali che ne sono dotate) che attesti l’effettuazione di tutti i
controlli necessari per il rilascio del visto di conformità.
avvenire solo dopo la presentazione della dichiarazione o istanza, pur
senza ulteriori adempimenti;
3) compensazioni di credito Iva annuale di importo annuo superiore a €
15.000: la compensazione può avvenire solo dopo la presentazione della
dichiarazione ed a condizione che nel
modello si apposto il visto di conformità o la sottoscrizione del revisore
I soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono i responsabili
ﬁscali dei CAF, i dottori commercia-
listi ed esperti contabili, i consulenti del lavoro e gli iscritti ai ruoli dei
periti ed esperti tributari tenuti dalle
Gli stessi soggetti, prima dell’apposizione del visto, debbono veriﬁcare l’esistenza di taluni requisiti
soggettivi ed oggettivi richiesti dalla
normativa e rendere edotta la DRE
Dal punto di vista dei requisiti
soggettivi, il soggetto che appone il
visto di conformità deve:
 non aver riportato condanne, anil geometra n. 5/09
che non deﬁnitive, o sentenze emesse ai sensi dell’art. 444 del codice di
procedura penale per reati ﬁnanziari;
non aver procedimenti penali
pendenti nella fase del giudizio per
reati ﬁnanziari;
 non aver commesso violazioni
gravi e ripetute, per loro natura ed
entità, alle disposizioni in materia di
 essere in regola con la normativa
antimaﬁa (quindi, non trovarsi in una
delle condizioni previste dall'art.15,
co.1, della L. n.55/90, come sostituito dall'art.1 della L. n.16/92);
 non avere subito provvedimenti
di sospensione dall’ordine di appartenenza.
Dal punto di vista oggettivo, inoltre, lo stesso soggetto:
1. deve avere stipulato una polizza di
assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità,
delle asseverazioni e delle certiﬁcazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiore a €1.032.913,80,
al ﬁne di garantire ai propri clienti il
risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata;
la dichiarazione Iva e tenuto le relative scritture contabili.
Le dichiarazioni e le scritture contabili si intendono predisposte e tenute
dal professionista anche quando sono
predisposte e tenute:
 direttamente dallo stesso contribuente, oppure
 da una società di servizi di cui
uno o più professionisti posseggono
la maggioranza assoluta del capitale
a condizione che tali attività siano
effettuate sotto il diretto controllo e
la responsabilità dello stesso professionista che rilascia il visto.
Quanto sopra, trova corrispondenza
nel contenuto della comunicazione preventiva che, chi intende rilasciare il visto
di conformità, deve inviare alla Direzione Regionale delle Entrate competente
per domicilio.
Nel caso delle associazioni professionali:
 nella comunicazione dovranno
La Commissione Fisco del Collegio di Torino ha attivato un servizio di consulenza ﬁscale a favore degli
Il servizio, attivo al 1° e 3° lunedì del mese, al pomeriggio dalle ore 14,30 alle 16,00 su appuntamento, è
rivolto agli iscritti ed ai praticanti in fase di iscrizione
interessati ad avere chiarimenti relativi alle loro problematiche ﬁscali e vedrà la presenza, a rotazione, di due
componenti la Commissione.
Gli interessati possono prenotarsi telefonicamente presso gli ufﬁci del Collegio.
essere indicati, oltre ai dati del singolo professionista, anche quelli dell'associazione di cui il medesimo fa
 la polizza assicurativa potrà essere stipulata sia dal professionista
sia dall’Associazione professionale
a garanzia dell’attività svolta dal singolo professionista.
L’invio della comunicazione, previo riscontro della sussistenza di tutti
i necessari elementi, dovrà avvenire
per tempo e, comunque, prima della materiale apposizione del visto di
conformità; appare allora consigliabile provvedere con largo anticipo, al
ﬁne di evitare che eventuali preclusioni eventualmente riscontrate dalla
DRE giungano, inaspettate, in prossimità del rilascio del visto.
A tal ﬁne, i Sigg.ri Clienti tengano
conto che tali procedure richiederanno l’attivazione di una serie di attività
che lo Studio sta predisponendo, pur
in attesa dei necessari chiarimenti dell’amministrazione.
Appare tuttavia evidente quanto
 i nuovi adempimenti comporteranno prestazioni aggiuntive e nuove
 i soggetti che maturassero crediti
Iva di poco superiori ai €15.000 non
avranno convenienza ad utilizzarli in
compensazione oltre tale limite, potendo rinviare la quota eccedente a
 i soggetti che maturassero crediti Iva di importo rilevante, dovranno tenere in considerazione che gli
stessi non potranno essere utilizzati
in compensazione sino al 16 marzo
2010, con la conseguente necessità
di procurarsi la necessaria provvista
gli stessi soggetti con crediti
Iva rilevanti, dovranno predisporre
al più presto la chiusura annuale dell’Iva, al ﬁne di consentire allo studio
la predisposizione deﬁnitiva della
dichiarazione e l’invio tempestivo
La Cassazione chiarisce le
differenze tra ristrutturazione,
Cassazione Civile, Sezione II, 7
settembre 2009 n. 19287
Con atto notiﬁcato in data
02/06/1995 D.B. e M.M., proprietarie di un immobile in Agliana, citarono al giudizio del Tribunale di Pistoia
i vicini R. e N.M., ascrivendo loro
sconﬁnamenti, occupazioni abusive
e mancata osservanza delle distanze
legali, anche nelle aperture di alcune
ﬁnestre, commessi nella costruzione
di un fabbricato sul loro fondo, conseguentemente chiedendo l’adozione
dei provvedimenti, restitutori, inibitori e risarcitori del caso.
Costituitisi i convenuti, chiedevano il rigetto della domanda in tutti i
suoi capi, segnatamente eccependo di
aver rispettato il conﬁne, così come
accertato in un precedente giudicato
tra le parti, e di aver solo ristrutturato un fabbricato preesistente, con
osservanza delle precedenti distanze, altresì osservando, nell’apertura
delle ﬁnestre, quella legale; quanto
all’occupazione di una piccola parte
del fondo degli attori, proponevano
riconvenzionale domanda di accertamento dell’usucapione.
All’esito della svolta istruttoria
documentale ed orale e dell’espletata consulenza tecnica di ufﬁcio, con
sentenza del 2-26/03/2001 l’adito
Tribunale in parte dichiarava inammissibili, perché precluse da giudicato (costituito da una sentenza del
locale pretore, la 278/93, confermata in appello), ed in parte rigettava,
per infondatezza, le richieste attrici;
In tema di distanze tra le costruzioni, nel caso in cui venga realizzata una nuova costruzione,
la distanza prevista dalle nuove
disposizioni va comunque riferita al nuovo fabbricato nel suo
complesso, ove lo strumento urbanistico contenga una norma
espressa in tal senso, oppure, in
mancanza, alle sole parti eccedenti le dimensioni dell’ediﬁcio
Nella pronuncia viene speciﬁcato che:
a) la semplice ristrutturazione
si veriﬁca quando gli interventi, comportando modiﬁcazioni
esclusivamente interne, abbiano interessato un fabbricato le
cui componenti essenziali, quali
muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura siano rimasti
b) la ricostruzione si veriﬁca
allorquando le suddette componenti dell’ediﬁcio, per evento
naturale o per fatto umano, siano
venute meno e l’intervento successivo non abbia comportato alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell’ediﬁcio,
volumetria, alla superﬁcie di ingombro occupata ed all’altezza;
c) in caso di aumento di una delle suddette componenti, si è presenza di una nuova costruzione,
da considerare tale agli effetti del
computo delle distanze rispetto
agli immobili contigui
dichiarava, peraltro, inammissibile
la domanda riconvenzionale, perché
ancora pendente al riguardo il precedente giudizio.
Proposto dalle attrici appello, resistito dagli appellati, con proposizione di impugnazione incidentale
limitata al governo delle spese (che
il primo giudice aveva interamente compensato), con sentenza del
16/2005-24/09/2003 la Corte di Firenze rigettava il gravame principale
ed, in parziale accoglimento di quello incidentale, compensava nella misura del 40% le spese del giudizio di
primo grado, ponendole per il resto
a carico delle attrici appellanti, regolando analogamente quelle del giudizio di appello.
La reiezione del gravame principale veniva motivata dalle essenziali considerazioni secondo le quali, come emerso dalla consulenza
tecnica di ufﬁcio e dai successivi
chiarimenti del c.t.u., non smentito
dalle “approssimative dichiarazioni
di qualche teste” e da una tardiva e
strumentale relazione tecnica di parte, i convenuti avevano ristrutturato,
sia pure con ricostruzione di alcune
parti e con talune difformità (“prospettiche, interne, distributive e di
copertura”) non rilevanti sul piano
dei rapporti civilistici, un precedente fabbricato nel rispetto delle precedente distanza legale di tre metri,
sicché le ﬁnestre aperte ex novo nella
parete prospettante sul fondo vicino
erano da considerarsi legittime.
Avverso tale sentenza la B. e la M.
hanno proposto ricorso per cassazione afﬁdato ad un unico motivo.
La Cassazione tratta
del quesito centrale caratterizzante la
controversia, cioè se
avesse dato luogo, in
tutto o in parte, ad
una “ricostruzione”,
maggiori distanze di
cui alle sopravvenute
norme edilizie locali,
rispetto a quelle previste in origine.
Hanno resistito R. e N. M. con controricorso. Entrambe le parti hanno
depositato memoria illustrativa.
Con l’unico motivo di ricorso si
deduce “insufﬁciente motivazione su
un punto decisivo della controversia,
in relazione a travisamento e omessa
valutazione di elementi rilevanti, in
violazione dell’art. 360 n. 5 c.p.c.”.
Si lamenta che i giudici di merito,
nel fare afﬁdamento sulla relazione
“fortemente illogica” del consulente tecnico di ufﬁcio, per converso
disattendendo le critiche formulate
dalle attrici nella comparsa conclusionale sulla scorta della relazione
del consulente di parte, avrebbero
indebitamente escluso che l’ediﬁcio
in questione fosse stato oggetto di
una ricostruzione ex novo, per il solo
fatto che la riediﬁcazione sarebbe avvenuta “per tratti successivi”.
Ma tale valutazione non avrebbe
tenuto conto che il fabbricato era stato ricostruito con materiali del tutto
diversi (in particolare moderni mattoni in luogo dei preesistenti “sassi
di ﬁume”), con realizzazione di una
parete ﬁnestrata in luogo della pre-
cedente cieca, con innalzamento del
livello del solaio e modiﬁca del sottotetto, abusivamente adibito ad uso
abitativo; tali difformità, costituite da
maggiori volumi e maggiore altezza,
puntualmente accertate dal Comune
di Agliana, e comportanti violazione delle norme locali sulle distanze,
erano state immotivatamente escluse
o sottovalutate dai giudici di appello,
che anche con riferimento all’effettiva distanza tra la parete ﬁnestrata
ed il conﬁne, in realtà di soli m 2,832,85, avrebbero apoditticamente liquidato le speciﬁche censure quali
tardivi espedienti difensivi.
Il ricorso è fondato, poiché i giudici di appello, a fronte delle articolate censure formulate con l’atto di
gravame, avrebbero dovuto fornire
un’esauriente risposta al quesito centrale caratterizzante la controversia,
stabilendo se l’intervento edilizio in
questione avesse dato luogo, in tutto o in parte, ad una “ricostruzione”,
assoggettabile alle maggiori distanze
di cui alle sopravvenute norme edilizie locali, rispetto a quelle previste
in materia ha avuto, più volte, modo
di affermare:
a) che la semplice ristrutturazione si
veriﬁca quando gli interventi, comportando modiﬁcazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un
fabbricato le cui componenti essenziali, quali muri perimetrali, strutture
orizzontali e copertura siano rimasti
b) che la ricostruzione si veriﬁca allorquando le suddette componenti
dell’ediﬁcio, per evento naturale o
per fatto umano, siano venute meno
e l’intervento successivo non abbia
comportato alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell’ediﬁcio, con particolare riferimento alla
c) che, in caso di aumento di una delle suddette componenti, si è presenza
di una nuova costruzione, da considerare tale agli effetti del computo
delle distanze rispetto agli immobili
d) che in tali ultimi casi la distanza
prevista dalle nuove disposizioni
va comunque riferita al nuovo fabbricato nel suo complesso, ove lo
strumento urbanistico contenga una
norma espressa in tal senso, oppure,
in mancanza, alle sole parti eccedenti le dimensioni dell’ediﬁcio origi-
nario (v. tra le altre, Cass. 6637/06,
1817/04,
6317/03,
14128/00,
4577/94, 3762/89).
Al ﬁne della corretta applicazione
dei suesposti principi, che in questa sede si ribadiscono, i giudici di
merito avrebbero dovuto veriﬁcare
se effettivamente, come sostenuto
dalla parte convenuta, il nuovo ediﬁcio fosse conforme, nell’altezza
e nella volumetria, a quello preesistente; quelli di secondo grado, in
particolare, avrebbero dovuto fornire
un’adeguata e convincente risposta
alle censure degli appellanti, che non
è dato, tuttavia, riscontrare nella motivazione, al riguardo elusiva e poco
convincente, fornita dalla corte ﬁorentina.
Per quanto riguarda, in particolare, la volumetria del nuovo del fabbricato, i giudici di appello si limitano a riportare una considerazione,
meramente ipotetica, del consulente
tecnico di ufﬁcio, secondo la quale
gli “eventuali incrementi volumetrici
che fossero stati ravvisabili (...) non
avrebbero comunque portato aggravi di alcun genere alla proprietà delle M. e B.”, senza considerare che
siffatti incrementi, ove sussistenti,
avrebbero dato luogo ad una nuova
costruzione, come tale assoggettabile
alle maggiori distanze imposte dalle
norme vigenti all’epoca dell’intervento.
Del pari non appagante risulta la risposta fornita alla questione dell’altezza, laddove la corte di merito si
limita, senza alcun vaglio critico riferibile allo speciﬁco contenuto delle
relative fonti probatorie invocate dalle appellanti e con generico richiamo
alla relazione peritale, a screditare: a)
le risultanze di un rapporto dell’ufﬁcio tecnico del Comune, poste a base
di ordinanza sindacale ripristinatoria,
al riguardo osservando che le stesse
erano anteriori alla “pratica di condono edilizio” (notoriamente irrilevante sul piano dei rapporti civilistici) e
che, pur facendo fede privilegiata del
fatto “storico delle misurazioni”, non
Il termine “dematerializzazione” ha fatto la sua prima apparizione durante gli anni 80 nel settore ﬁnanziario, con particolare riferimento ai
titoli di credito al ﬁne di superarne la ﬁsicità e consentire forme di circolazione virtuali.
Da allora è entrato a far parte del lessico giuridico (vedi: articolo 10
legge 17 dicembre 1997 n. 433; titolo V decreto legislativo 24 giugno
1998 n. 213) ﬁno ad arrivare all’articolo 42 decreto legislativo 7 marzo
2005 n. 82 (Codice dell’Amministrazione digitale) con il quale il termine dematerializzazione viene usato per i documenti e gli atti cartacei
delle pubbliche Amministrazioni identiﬁcando la progressiva perdita di
consistenza ﬁsica da parte degli archivi, tradizionalmente costituiti da
documentazione cartacea, all’atto della loro sostituzione con documenti
informatici. In questo senso il concetto di “dematerializzazione” si può
considerare come l’estensione alla P.A. della generale tendenza, invalsa
nel settore privato, dell’uso degli strumenti ICT per il trattamento automatizzato dell’informazione nei processi produttivi.
Oggi si può correttamente sostenere che questo termine deﬁnisce il
progressivo incremento della gestione documentale informatizzata all’interno delle strutture amministrative pubbliche e private e la sostituzione dei supporti tradizionali della documentazione amministrativa in
favore del documento informatico a cui la normativa statale ﬁn dal 1997
(articolo 15 comma 2 legge 15 marzo 1997 n. 59) ha confermato pieno
Il tema della dematerializzazione della documentazione prodotta nell’ambito dell’attività della pubblica amministrazione rappresenta attualmente uno degli elementi di rilievo all’interno dei processi di riforma
della gestione dell’attività amministrativa in ambiente digitale e costituisce una delle linee di azione maggiormente signiﬁcative ai ﬁni della
riduzione della spesa pubblica, in termini sia di risparmi diretti (carta,
spazi, ecc.) sia di risparmi indiretti (tempo, efﬁcienza, ecc.). I processi di
gestione cartacea dei documenti, infatti, sono caratterizzati da eccessiva
onerosità, difﬁcoltà di condivisione e archiviazione, mancanza di trasparenza, tempi di ricerca elevati, facilità di errori, smarrimenti, perdite ed
altre più o meno costose inefﬁcienze.
spiegherebbero analogo rilievo probatorio sulla relativa “esattezza”, considerazione quest’ultima che, seppur
teoricamente condivisibile, avrebbe
dovuto esser tuttavia integrata dalle
speciﬁche ragioni in base alle quali
siffatti accertamenti, compiuti da un
organo da presumersi, per i compiti
istituzionali svolti nel pubblico interesse, particolarmente idoneo a siffatte valutazioni (peraltro, nella specie, non di particolare complessità,
risolvendosi nella misurazione delle
dimensioni di un fabbricato), fossero
in concreto tecnicamente inafﬁdabili; b) le deposizioni dei testi, riferenti
della minore altezza del precedente
fabbricato, bollandole di “approssimatività”, senza dare meglio conto di
siffatto giudizio, né considerare che i
ragguagli, al riguardo offerti da persone non interessate, non avrebbero
potuto essere che de visu e, pertanto,
necessariamente non precisi in ordine alle misure in questione.
Senza opere di urbanizzazione la cessione di aree paga l’Iva
Con due risoluzioni l’Agenzia delle Entrate chiarisce che può beneﬁciare delle agevolazioni prima casa l’acquisto di un alloggio contiguo e che
l’esenzione Iva non riguarda la cessione di aree sulle quali non è prevista
la realizzazione di opere di urbanizzazione. Alla cessione di un lotto effettuata a favore di un Comune a scomputo degli oneri di urbanizzazione,
non si applica l’esclusione dall’Iva prevista dall’articolo 51 della Legge
n. 342/2000 se sull’area non vengono realizzate opere di urbanizzazione.
La cessione, infatti, si considera effettuata a titolo oneroso nell’ambito di
un’operazione permutativa e la base imponibile si determina secondo il
valore normale del lotto.
È quanto chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 140/E del
4 giugno. La problematica affrontata dall’Agenzia ha a oggetto, in sostanza, la possibilità di applicare il regime di esclusione dall’Iva, proprio delle
cessioni ai Comuni di opere e aree di urbanizzazione, anche alla cessione
di un lotto che l’ente locale acquirente potrà utilizzare solo per scopi sociali o pubblici.
Anche in ordine alla distanza tra il
fabbricato ed il conﬁne, che in ultima
analisi, anche nell’ipotesi di ricostruzione nel rispetto delle precedenti
dimensioni, assumeva rilevanza agli
effetti dell’art. 905 c.p.c., in considerazione dell’incontroversa novità
delle vedute realizzate nella parete
prospiciente il fondo delle attrici, la
motivazione della sentenza impugnata risulta poco appagante, limitandosi a disattendere, sol perché tardivi, i rilievi del consulente tecnico
di parte, in quanto prodotti in primo
grado soltanto con la comparsa conclusionale, ma senza tener conto che,
non trattandosi di nuova eccezione o
mezzo di prova, nessuna preclusione
ex art. 345 c.p.c. ostava, in secondo
grado, all’allegazione degli stessi,
quale argomentazione tecnico - difensiva, funzionale alla tesi sostenuta
nel gravame, secondo la quale l’effettiva distanza era inferiore a m. 3.
Ed, anche a tal riguardo, l’acritica
adesione dei giudici di appello al parere del c.t.u. non risulta meglio spiegata, se non con la considerazione,
meramente formale, che al riguardo
nessun rilievo sarebbe stato tempestivamente formulato nel grado precedente.
La sentenza impugnata va, conclusivamente, cassata con rinvio, per
il rinnovo del giudizio di appello in
ordine ai punti della decisione come
in precedenza censurati, ad altra sezione della corte territoriale di provenienza, cui si demanda anche il
regolamento delle spese del presente
La Corte accoglie il ricorso, cassa
la sentenza impugnata e rinvia, anche
per le spese del presente giudizio, ad
altra sezione della Corte d’Appello
Così deciso in Roma, 28 maggio
Depositato in Cancelleria il 7 settembre 2009.
pieno vigore anche in Piemonte
Che cos’è la certiﬁcazione
La certiﬁcazione energetica attesta
la prestazione o rendimento energetico di un ediﬁcio, cioè il fabbisogno
annuo di energia necessaria per soddisfare i servizi di climatizzazione
invernale ed estiva, riscaldamento
dell’acqua per uso domestico, ventilazione e illuminazione secondo
utilizzi standard, dipendente dalle
caratteristiche di localizzazione, posizione, isolamento termico e dotazione impiantistica dell’ediﬁcio stesso. La certiﬁcazione energetica reca
anche alcune raccomandazioni per
migliorare tale rendimento. Il rendimento energetico di un ediﬁcio è
espresso da un indicatore fondamentale chiamato indice di prestazione
energetica annua per la climatizzazione invernale (misurato in kWh/m²
oppure in kWh/m³), che consente una
classiﬁcazione di merito degli ediﬁci.
Attraverso il confronto con le prestazioni energetiche di un ediﬁcio efﬁciente (classi A+, A, B) e grazie alle
informazioni riportate sull’attestato
di certiﬁcazione energetica (ACE),
l’utente è in grado di compiere una
La certiﬁcazione energetica è stata
introdotta dalla Direttiva Comunitaria 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia come strumento
di informazione e trasparenza del
mercato immobiliare, con l’obiettivo
di orientare costruttori, proprietari e
inquilini a prediligere ediﬁci caratterizzati da standard elevati di efﬁcien-
Con la Deliberazione della Giunta della Regione Piemonte 20
ottobre 2009, n. 1-12374 la certiﬁcazione energetica è entrata in
pieno vigore anche nella nostra Regione
za energetica, in vista dei connessi
vantaggi economici e ambientali. La
Direttiva comunitaria è stata recepita nell’ordinamento nazionale dal
d.lgs. 192/2005 e successive modiﬁche ed integrazioni, che ha dettato
regole e criteri generali in materia.
Successivamente, in data 26 giugno
2009, con un decreto del Ministro
dello Sviluppo Economico, sono state approvate le Linee guida nazionali sulla certiﬁcazione energetica. La
Regione Piemonte, sulla base della
in materia energetica, ha disciplinato la certiﬁcazione energetica con la
legge regionale 28 maggio 2007 n.
13, recante disposizioni in materia di
Le disposizioni attuative regionali in
materia di certiﬁcazione energetica
degli ediﬁci sono state approvate dalla Giunta regionale il 4 agosto 2009
(D.G.R. n. 43-11965) e sono entrate
in vigore il 1° ottobre 2009, diventando il riferimento normativo sul
La certiﬁcazione energetica degli
ediﬁci è necessaria:
- nel caso di nuova costruzione di
ediﬁci;
- nel caso di ristrutturazione edilizia
agli ediﬁci;
- nel caso di compravendita di un inil geometra n. 5/09
tero immobile o di singole unità immobiliari;
- nel caso di locazione di un intero immobile o di singole unità immobiliari.
La redazione dell’attestato di
certiﬁcazione energetica, nei casi di
nuova costruzione (lettera a) e di ristrutturazione degli ediﬁci (lettera b)
avviene all’atto di chiusura dei lavori.
In questi casi, è il costruttore che ha
l’obbligo di far produrre ad un certiﬁcatore l’attestato di certiﬁcazione
energetica; il nominativo del certiﬁcatore deve essere comunicato,
sempre da parte del costruttore, al
entro la data di inizio lavori. Inoltre,
per gli ediﬁci di nuova costruzione
o soggetti a ristrutturazione edilizia,
l’attestato o una targhetta di efﬁcienza energetica sono afﬁssi in luogo facilmente visibile al pubblico.
In caso di compravendita degli ediﬁci, l’attestato di certiﬁcazione energetica è allegato al contratto, in originale o in copia autenticata, a cura
In caso locazione degli ediﬁci, l’attestato di certiﬁcazione energetica è
messo a disposizione del locatario o
ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario (locatore) conforme all’originale in suo possesso.
Negli ediﬁci di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la
certiﬁcazione energetica si applica
anche ai casi previsti dall’articolo 6,
comma 1 quater, del d.lgs. 192/2005
s.m.i. ( a decorrere dal 1° luglio 2007,
tutti i contratti, nuovi o rinnovati,
relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli
ediﬁci pubblici, o nei quali ﬁgura comunque come committente un soggetto pubblico, debbono prevedere
la predisposizione dell’attestato di
certiﬁcazione energetica dell’ediﬁcio
o dell’unità immobiliare interessati
entro i primi sei mesi di vigenza contrattuale ) ed è afﬁssa, nell’ediﬁcio a
cui si riferisce, in luogo facilmente
visibile per il pubblico.
Ai sensi di quanto previsto all’articolo 2 comma 5 sono escluse dall’applicazione della l.r. n. 13/2007 e
s.m.i. le seguenti categorie di ediﬁci
e di impianti:
- gli immobili ricadenti nell’ambito
della disciplina della parte seconda
e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22
gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni
culturali e del paesaggio, ai sensi
dell’articolo 10 della legge 6 luglio
2002, n. 137) e quelli individuati
come tali negli strumenti urbanistici,
se il rispetto delle prescrizioni implica un’alterazione inaccettabile del
loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o
- i fabbricati residenziali isolati con
una superﬁcie utile totale inferiore a
- i fabbricati industriali, artigianali e
del processo produttivo o utilizzando
reﬂui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
- gli impianti installati ai ﬁni del processo produttivo realizzato nell’ediﬁcio anche se utilizzati, in parte non
preponderante, per gli usi tipici del
Inoltre, secondo quanto previsto
dalle disposizioni attuative della
l.r. 13/2007 e s.m.i. (D.G.R. n. 4311965) in materia di certiﬁcazione
energetica degli ediﬁci, sono esonerati dagli obblighi inerenti l’attestato
di certiﬁcazione le unità immobiliari
prive di impianto termico aventi le
seguenti destinazioni d’uso:
strutture temporanee previste per un
altre strutture o ediﬁci assimilabili a
L’attestato di certiﬁcazione energetica non è poi necessario per gli ediﬁci dichiarati inagibili, e per gli ediﬁci concessi in locazione abitativa
a canone vincolato o convenzionato
(come ad esempio nel caso di ediﬁci
di proprietà dell’A.T.C.).
La validità dell’attestato
Ai sensi di quanto previsto all’articolo 5, comma 7 della l.r. 13/2007
e s.m.i., l’attestato di certiﬁcazione
energetica ha una validità temporale
massima di dieci anni a partire dal
suo rilascio ed è aggiornato ad ogni
intervento che modiﬁca le prestazioni energetiche dell’ediﬁcio o dell’impianto.
La l.r. 13/2007 e s.m.i prevede le
seguenti sanzioni (articolo 20):
- salvo che il fatto costituisca reato, il
certiﬁcatore che rilascia l’attestato di
certiﬁcazione energetica non veritiero, è punito con la sanzione amministrativa pari al doppio della parcella
vidimata dal competente ordine o
collegio professionale e l’esclusione
dall’elenco regionale dei certiﬁcatori. L’autorità che applica la sanzione
ne dà comunicazione all’ordine o al
collegio professionale competente,
per i provvedimenti disciplinari conseguenti;
- il certiﬁcatore che rilascia l’attestato di certiﬁcazione senza il rispetto
dei criteri e delle metodologie previste dalla l.r. 13/2007 e s.m.i. (articolo
5), è punito con la sanzione amministrativa pari al valore della parcella
collegio professionale;
- il costruttore che non provvede a far
produrre l’attestato di certiﬁcazione
energetica nei casi di nuova costruzione o in quelli di ristrutturazione
edilizia è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro
- il venditore che non rende disponibile al momento della stipula del-
l’atto di compravendita l’attestato
di certiﬁcazione energetica, è punito
con una sanzione amministrativa che
va da 1.000,00 a 10.000,00 euro, graduata sulla base della superﬁcie utile
- il locatore che non rende disponibile al momento della stipula del
contratto di locazione l’attestato di
certiﬁcazione energetica, è punito
va da 500,00 a 5.000,00 euro, graduata sulla base della superﬁcie utile
Il modello di attestato di
L’attestato di certiﬁcazione energetica comprende i dati relativi alle
prestazioni energetiche proprie dell’ediﬁcio, i valori vigenti a norma di
legge e i valori di riferimento, che
consentono ai cittadini di effettuare
valutazioni e confronti. Per gli ediﬁci esistenti, l’attestato è corredato da
suggerimenti in merito agli interventi più signiﬁcativi ed economicamente convenienti per il miglioramento
della prestazione energetica.
La targa di efﬁcienza energetica
è afﬁssa in un luogo in cui sia facilmente visibile al pubblico, nel
caso di ediﬁci di nuova costruzione
o soggetti a ristrutturazione. Sulla
targa, realizzata secondo il modello
riportato all’allegato C delle disposizioni attuative regionali in materia
di certiﬁcazione energetica degli ediﬁci (D.G.R. n. 43-11965), vengono
riportati i dati salienti dell’attestato
di certiﬁcazione energetica prodotto
per l’ediﬁcio in esame.
Negli ediﬁci di proprietà pubblica
o adibiti ad uso pubblico, l’afﬁssione
della targa in un luogo dell’ediﬁcio
frequentato dal pubblico costituisce
adempimento dell’obbligo di afﬁssione dell’attestato di certiﬁcazione
energetica previsto all’articolo 4,
comma 5 della legge regionale
13/2007 s.m.i..
Non obbligatorietà per i Geometri di frequenza al
corso e superamento dell’esame ﬁnale
La Regione ha provveduto, in data 20/10/2009, a modiﬁcare la precedente delibera n. 43-11965 sulla certiﬁcazione energetica, precisando,
tra l’altro, che i Geometri iscritti all’elenco regionale dei certiﬁcatori (al
quale tutti gli iscritti all’Albo si possono iscrivere), possono rilasciare la
certiﬁcazione energetica nell’ambito delle proprie competenze (che ovviamente coincidono con le competenze generali per la progettazione).
Pertanto, non è obbligatoria la frequenza al corso ed il conseguente superamento dell’esame ﬁnale.
Chi intende comunque frequentare il corso e sostenere l’esame, potrà
vedere ampliate le proprie competenze, oltre naturalmente avere una maggiore preparazione e qualiﬁca formativa personale.
I corsi sulla certiﬁcazione energetica
La Fondazione dei Geometri di Torino e Provincia è tra i soggetti abilitati ad organizzare i corsi sulla certiﬁcazione energetica, di cui al paragrafo
4.2 dell’allegato alla D.G.R. n. 43-11965).
Sono stati programmati, entro il primo semestre 2010 i seguenti corsi:
Corso completo (modulo 1 di 60 ore e modulo 2 di 23 ore):
presso la sede di Via Cernaia 18: 4 edizioni
presso sedi occasionali nelle zone di:
Avigliana-Susa
Per le edizioni della Provincia, il modulo 2 sarà organizzato solo se si
reperiranno aule informatiche per le esercitazioni, altrimenti il medesimo
si terrà in Torino presso la sede di Via Cernaia.
Si ricorda che gli unici corsi accreditati dalla Regione
sono pubblicati sul sito della Regione www.regione.
piemonte.it/ambiente/energia/certiﬁcazione htm.
Si raccomanda inoltre di consultare sempre il medesimo sito Internet
prima di effettuare ogni operazione, perché vi sono pubblicate tutte le
eventuali modiﬁche o integrazioni apportate alle procedure.
Il sistema informativo regionale per la
certiﬁcazione (SICEE)
La Regione Piemonte, nell’ambito
della Rete unitaria della pubblica amministrazione regionale (RUPAR),
realizza un Sistema informativo per
la certiﬁcazione energetica degli ediﬁci (denominato SICEE) condiviso,
georiferito e collegato con il Sistema
informativo relativo agli impianti
termici previsto dalla l.r. 13/2007.Il
SICEE contiene l’elenco dei certiﬁcatori e la raccolta degli attestati di
certiﬁcazione energetica.
Nell’ambito del SICEE è realizzato un database denominato “Catasto
energetico degli ediﬁci della Regione
Piemonte”, contenente le indicazioni
relative alle prestazioni energetiche
degli ediﬁci esistenti e di quelli di
Nella fase di completa operatività,
l’accesso al SICEE consente di effettuare:
- la prenotazione dei codici alfanumerici degli attestati di certiﬁcazione
- la compilazione e l’invio degli attestati di certiﬁcazione energetica a
cura del certiﬁcatore;
- la validazione ed archiviazione degli attestati di certiﬁcazione energetica;
- il rilascio di copie dell’attestato di
certiﬁcazione energetica;
- il trattamento statistico dei dati, anche ai ﬁni del monitoraggio e delle
analisi di cui all’articolo 10 del d.lgs.
192/2005 e s.m.i.;
- l’estrazione degli attestati di
certiﬁcazione energetica per le attività di controllo.
E’ possibile e utile consultare il sito
internet della Regione Piemonte all’indirizzo www.regione.piemonte.
it/ambiente/energia/certificazione
htm, da cui sono tratte le notizie di
Il Progetto “Piemonte fotovoltaico”, patrocinato dalla
Regione Piemonte e nato da
un accordo tra le Agenzie
per l’Energia (Agenzia per
Energia e Ambiente di Torino, Agenzia per l’energia
“Agengranda” e Agenzia
Provinciale dell’Energia del
Vercellese e della Valsesia),
promuove la produzione di energia elettrica rinnovabile attraverso la tecnologia fotovoltaica, che consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica senza necessità di meccanismi in movimento, al ﬁne
di ottenere le tariffe incentivanti introdotte dal “Conto energia” (secondo
quanto previsto dal DM 19.02.2007).
Tale iniziativa, di durata triennale dal 2009 al 2012, si basa su convenzioni integrate tra: i soggetti proponenti (le tre agenzie), le società del
settore delle energie rinnovabili (soggetti attuatori), ed il sistema bancario
locale (soggetti ﬁnanziatori), per la realizzazione di sistemi fotovoltaici
“chiavi in mano” indirizzati ad un pubblico diversiﬁcato.
Il progetto, rivolto a privati, imprese, condomini, soggetti pubblici e/o
esercenti di pubblici servizi, si sviluppa intorno a 4 punti focali: adesione
da parte dei soggetti interessati attraverso la presentazione della domanda alle Agenzie per l’energia competenti, secondo il proprio comune di
residenza; analisi di fattibilità che si effettua previo invio all’Agenzia di
riferimento di alcuni documenti quali foto panoramiche del sito d’installazione, planimetrie, bollette ecc. fornendo ai richiedenti un plico contenente: l’analisi di fattibilità dell’impianto; i moduli per le richieste delle
autorizzazioni necessarie; i nominativi delle società installatrici candidate a realizzare l’impianto; i prospetti informativi delle banche aderenti al
Progetto; selezione dell’offerta, una volta che il richiedente ha selezionato
la più interessante, in breve tempo, la banca completa la pratica di istruttoria del ﬁnanziamento sulla base della documentazione fornita all’Agenzia,
consentendo al richiedente di procedere con la fornitura immediata dell’impianto; inﬁne veriﬁca ﬁnale nella quale l’Agenzia controllerà sia che
i progetti degli impianti fotovoltaici rispettino i migliori standard europei
e che i componenti offrano garanzie tecniche minime sia la regolarità dell’operato di installazione controllando la garanzia di risultato solare.
Unico nel suo genere in Italia e progetto pilota al quale altri soggetti guardano con interesse, “Piemonte Fotovoltaico” racchiude un valore
aggiunto che si esplica in alcuni vantaggi racchiusi in due parole chiave:
qualità (un solo soggetto interlocutore, supporto tecnico ad hoc, imprese
qualiﬁcate, analisi di fattibilità) e sicurezza (trasparenza e rapidità nell’esaminare le richieste, tempi prestabiliti, ﬁnanziamenti dedicati, copertura di tutti i possibili rischi, garanzia in caso di disguidi e contenziosi con
le imprese installatrici).
Altro elemento di notevole interesse è il plafond di quarantacique milioni di euro spendibili concesso dalle banche.
Per info: www.piemontefotovoltaico.it
Pubblicita Fresia Alluminio
ad alta efﬁcienza energetica
Presentazione del primo fabbricato della Provincia di Torino
certiﬁcato in classe A dall’Agenzia CasaClima di Bolzano
Giovedì 24 Settembre 2009, presso
il Teatro Sociale di Pinerolo, è
stato inaugurato il primo ediﬁcio
residenziale in Provincia di Torino
certiﬁcata in classe A dall’Agenzia
CasaClima di Bolzano, una palazzina plurifamilare sita in Comune
di Roletto, Via Ungaretti 10.
La palazzina di sette alloggi distribuiti su
due piani è il risultato di un progetto mirato alla sostenibilità energetica, ﬁnalizzato
al massimo sfruttamento degli apporti solari e ad una drastica riduzione delle perdite
energetiche. Un corretto orientamento e dimensionamento delle aperture, un uniforme
isolamento termico dell’involucro, alte prestazioni dei serramenti ed un’esecuzione accurata dei dettagli, con particolare attenzione all’eliminazione dei ponti termici, hanno
consentito di raggiungere un fabbisogno
termico per riscaldamento estremamente
basso, con riduzione dell’impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, tanto da
ottenere la certiﬁcazione CasaClima Classe
A (25 Kwh/mqa).
Oltre all’elevato rendimento energetico, è
stata prestata particolare attenzione all’ottimizzazione impiantistica, con installazione di collettori solari per la produzione di
acqua calda, predisposizione per pannelli
fotovoltaici e impianti termici a bassa temperatura. La copertura piana del fabbricato è
stata sistemata a verde e prevede il recupero delle acque piovane per l’irrigazione dei
L’intervento è stato realizzato dall’impresa di costruzioni Cagnola
S.r.l. di Cantalupa su progetto dello
studio di architettura Paolo Ferrero,
Andrea Graziano e Patrik Losano.
L’evento inaugurale, seguito da un
folto pubblico di tecnici, amministratori e cittadini, si è svolto in due
Dalle ore 15.30 presso il Teatro Sociale di Pinerolo, dopo il saluto delle
autorità istituzionali e dei patrocinanti, si è tenuto un convegno sul
tema del “Costruire ad alta efﬁcienza energetica” con la presentazione
del progetto a cura del moderatore
Arch. Alberto Sasso – certiﬁcatore
Sono seguiti gli interventi dei relatori: Luca Mercalli (Società Meteorologica Italiana e collaboratore “Rai
3 Che Tempo che fa”) sul tema “Clima e architettura: problemi e risorse”
e di Norbert Lantschner (Direttore
dell’Agenzia CasaClima di Bolzano)
I progettisti arch. Paolo Ferrero, arch. Andrea Graziano e geom.
Patrik Losano, insieme all’arch. Alberto Sasso, certiﬁcatore CasaClima.
CasaClima coniuga il benessere con il risparmio economico. Ciò
che permette di deﬁnire una “CasaClima” è il fabbisogno energetico dell’ediﬁcio che si può ottenere con un pratico sistema di calcolo.
All’inaugurazione del fabbricato è
avvenuta la consegna della targhetta
e del certiﬁcato CasaClima.
Da sinistra: l’arch. A. Graziano, l’arch. P. Ferrero ed il geom. P. Losano
(team progettisti); il dr. N. Lantschner
(direttore CasaClima Bolzano), l’arch. R. Amione e il dr. O. Cagnola (impresa costruttrice) e l’arch. A. Sasso.
dal titolo “CasaClima: dall’idea all’applicazione per garantire elevato
risparmio energetico, confort termico e rispetto dell’ambiente”.
L’evento inaugurale è proseguito con il trasferimento a Roletto in
Via Ungaretti 10, per la consegna da
parte del Direttore dell’Agenzia di
Bolzano della targhetta attestante la
“Classe A CasaClima”.
L’evento è stato patrocinato dalla
Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Pinerolo, Comune di
Roletto, Sportello Energia della Provincia di Torino, Collegio Costruttori di Torino, Ordine degli Architetti
della Provincia di Torino e Collegio
dei Geometri della Provincia di Torino.
Elementi di base di una
CasaClima sono:
- una struttura compatta
- un alto grado di isolamento
termico della superﬁcie esterna
- ﬁnestre altamente isolanti
- utilizzo dell’energia solare
- impiantistica ottimale
- realizzazione accurata
Modiﬁche al codice di procedura
civile riguardanti i CTU
Con la Legge 18 giugno 2009
n. 69 sono state apportate, tra
l’altro, importanti modiﬁche al
codice di procedura civile. In
particolare si sottolinea l’importanza per i C.T.U. dell’Art.
46 comma 5 sotto evidenziato.
Nel sottostante link si possono
leggere tutte le modiﬁche apportate al c.p.c.:
http://www.parlamento.
it/parlam/leggi/09069l.htm
“Disposizioni per lo sviluppo economico, la sempliﬁcazione, la competitività nonché in materia di processo civile” pubblicata nella Gazzetta
Ufﬁciale n. 140 del 19 giugno 2009
- Supplemento ordinario n. 95
(Modiﬁche al libro secondo del
1. All’articolo 163, terzo comma,
numero 7), del codice di procedura
civile, le parole: “di cui all’articolo
167» sono sostituite dalle seguenti:
«di cui agli articoli 38 e 167».
2. Il secondo comma dell’articolo
182 del codice di procedura civile è
«Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina
la nullità della procura al difensore, il
giudice assegna alle parti un termine
perentorio per la costituzione della
persona alla quale spetta la rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio
delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle
liti o per la rinnovazione della stessa.
L’osservanza del termine sana i vizi,
e gli effetti sostanziali e processuali
della domanda si producono ﬁn dal
momento della prima notiﬁcazione».
3. L’articolo 184-bis del codice di
procedura civile è abrogato.
4. Il primo comma dell’articolo 191
del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
«Nei casi previsti dagli articoli 61
e seguenti il giudice istruttore, con
ordinanza ai sensi dell’articolo 183,
settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulen-
te, formula i quesiti e ﬁssa l’udienza
5. Il terzo comma dell’articolo 195
«La relazione deve essere trasmessa
dal consulente alle parti costituite nel
termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all’udienza di cui all’articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice ﬁssa il termine entro
il quale le parti devono trasmettere
al consulente le proprie osservazioni
sulla relazione e il termine, anteriore
alla successiva udienza, entro il quale
il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni
sulle stesse».
PER RICHIEDERE L’ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI CONSULENTI
TECNICI DEL GIUDICE (ART. 13 E SEGG. DISP. ATT. C.P.C.) E ALL’ALBO DEI PERITI (ART. 67 E SEGG. DISP. ATT. C.P.P.) SONO NECESSARI I SEGUENTI REQUISITI:
- Essere residenti in un comune della giurisdizione del Tribunale di Torino;
nel caso di residenza in comune diverso è necessario avere un domicilio e
svolgere attività lavorativa in un comune della giurisdizione.
- Essere iscritti – da almeno 3 anni - ad un Ordine Professionale territorialmente competente;
- Non essere iscritti all’Albo Ctu e/o all’Albo Periti di altro Tribunale.
La domanda, in bollo da € 14.62, da presentare presso l’UFFICIO DELL’ALBO DEI CTU E DELL’ALBO DEI PERITI tutti i giorni feriali dalle
ore 9.00 alle ore 13.30, DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA DALL’INTERESSATO IN PRESENZA DEL CANCELLIERE CHE LA RICEVE.
Il Piano Casa modiﬁca la classica gestione dell’edilizia sociale pubblica
Il signiﬁcato letterale dell’espressione inglese social housing, comunemente convertito in housing sociale, è “edilizia sociale”, che, per
estensione, diventa “ciò che attiene
all’offerta sociale di abitazioni”.
In Italia il social housing prende
avvio all’inizio del novecento con la
legge Luttazzi (1904), attraversa un
momento di importante consistenza
nel secondo dopoguerra quando la
ricostruzione del Paese viene sostenuta anche attraverso i programmi
Ina-Casa e Gescal, approda inﬁne
alla stagione degli anni sessanta-settanta – leggi 167/1962, 865/1971,
457/1978 - con la strutturazione delle politiche nei tradizionali ﬁloni dell’edilizia sovvenzionata e agevolata.
Il decentramento delle competenze
statali in materia di politiche della
casa e la progressiva compressione delle risorse nazionali dedicate, ﬁno al loro sostanziale esaurimento, comporta il progressivo
sviluppo di iniziative autonomamente predisposte dal sistema
degli Autonomie locali e, in
particolare, dalle Regioni.
Accanto alla proposizione di
programmi regionali o comunali, tradizionalmente articolati nei segmenti dell’edilizia
sovvenzionata a totale carico
dello Stato, destinata alla locazione permanente, e dell’edilizia agevolata attuata in parte
con risorse proprie degli operatori,
generalmente destinata alla vendita,
emergono nuove politiche abitative
espressamente denominate di social
housing presumibilmente con l’in-
tento di tenerle separate e distinte
dagli interventi riconducibili ai ﬁloni
Con il piano di edilizia residenziale
Il Concorso Internazionale di Progettazione Housing Sociale
Polaris Investment Italia SGR, in nome e per conto del Fondo immobiliare etico “Abitare Sociale1” (Fondo
AS1), primo fondo nel suo genere in Italia, ha promosso due concorsi di progettazione internazionale per la
realizzazione di due interventi di edilizia sociale nelle aree di Milano di via Cenni e di via Rasario, nel quartiere
I due concorsi nascono in collaborazione con la Fondazione Cariplo e la Fondazione Housing Sociale (FHS)
ai ﬁni dell’attuazione del Progetto Housing Sociale, piano di edilizia sociale presentato nel documento “Un Programma per l’Housing Sociale”.
Luciano Simonato, Segretario del Collegio dei Geometri di Torino e Amministratore Unico di Groma srl, è componente della giuria del concorso, quale rappresentante dell’Advisory Committee del Fondo AS1.
L’housing sociale – ci spiega il geom. Simonato – deve proporre soluzioni che offrano una nuova risposta alle
fasce sociali italiane che oggi non hanno un reddito abbastanza basso per ottenere un aiuto pubblico per l’alloggio, ma che nello stesso tempo non hanno le possibilità ﬁnanziarie per affrontare un acquisto a libero mercato. La
propensione alla qualità tecnica dell’involucro edilizio e alle caratteristiche di sostenibilità sono importanti per
ridurre i costi di gestione e diminuire così drasticamente la spesa per la conduzione degli immobili.
Un evento ABI dedicato
al Credito al Consumo e
Immobiliare per le
varato ad agosto dal Governo si assiste al passaggio dal sistema piramidale a uno misto e partecipato.
In precedenza, infatti, era lo Stato a
garantire il diritto alla casa attraverso
prezzi accessibili. La riduzione dei
fondi a disposizione ha dato invece il
via libera al sistema partecipato.
In base al Dpcm che ha attuato il
previsto dal Decreto Legge 112/2008,
lo Stato metterà a disposizione 550
milioni di euro per la costituzione di
un fondo immobiliare nazionale che
ﬁnanzierà altri fondi locali. Lo scopo
della manovra è attrarre gli investimenti di privati e fondazioni bancarie in questo settore.
Secondo le stime potrebbero essere
rastrellati 3 miliardi di euro inserendo l’housing sociale all’interno di
iniziative più complesse. Entro gennaio, intanto, sarà individuato con
gara pubblica l’ente che si occuperà
della gestione del Fondo immobiliare nazionale.
Fondazioni bancarie, Regioni ed
enti locali nel frattempo stanno mettendo a punto soluzioni sperimentali
per la soluzione della tensione abitativa. È il caso di Parma, che attraverso un’intesa tra cooperative, imprese
e banche, si preﬁgge di offrire 2500
soluzioni abitative, ricorrendo alle
locazioni a canone sostenibile.
In Piemonte sono in fase di studio
anche ipotesi come la coabitazione
giovanile, il condominio solidale e
la messa a disposizione di alloggi a
basso costo per periodi di tempo limitato.
Tra le residenze temporanee, gli
alloggi individuali e le residenze collettive possono offrire una prima risposta alla perdita di stabilità dovuta
a cambiamenti sistemici quali le trasformazioni dell’organizzazione del
lavoro, l’irrigidimento del mercato
abitativo in locazione o le modiﬁcazioni dell’organizzazione familiare.
Gli alloggi per l’inclusione sociale,
quali microcomunità protette o pensioni/alberghi sociali, sono ﬁnalizzati a offrire una risposta al mancato o
precario inserimento nei contesti del
lavoro e della famiglia che costituiscono i principali canali di accesso
all’integrazione sociale nonché alle
situazioni di vulnerabilità causate da
sovraccarico di cura.
Gli alloggi individuali in locazione
permanente costituiscono una possibile soluzione all’esigenza di trovare
una sistemazione alloggiativa stabile,
a canoni inferiori a quelli del libero
mercato con eventuale futura possibilità di riscatto per quei cittadini che
pur avendo redditi superiori al limite
di permanenza nell’edilizia sovvenzionata, non riescono ad accedere al
mercato della libera locazione o della
Al ﬁne di favorire il mix sociale e
il consolidamento/ricostruzione delle
reti sociali sono preferibili interventi
che contemplino tutte o parte delle
tipologie e delle destinazioni d’uso
sopra indicate, possibilmente inseriti
Un appuntamento ricorrente ed
imperdibile all’interno dell’ampia
offerta degli Eventi ABI: il convegno sul Credito alle Famiglie,
che ha affrontato i temi del Credito al Consumo e dei Mutui, due
argomenti che rivestono un’importanza sempre crescente per la
banca e i suoi clienti. “Credito
alle Famiglie” ha fatto il punto
sullo sviluppo crescente di questo mercato e, anche attraverso il
confronto fra la realtà italiana e le
esperienze internazionali, ha tracciato le linee evolutive del settore
Focus della manifestazione anche la relazione con il cliente e la
gestione dei rischi in tutte le sue
forme, dal rischio di credito alle
Il convegno si è svolto il 23 e 24
giugno a Roma, organizzato dall’ABI in partnership con Assoﬁn e
con l’intervento di E-Valuations.
Relatori dell’evento i principali attori ed esperti in campo nazionale
e internazionale: Banca d’Italia,
Commissione Europea, banche
italiane e straniere, società di consulenza, di rating, di assicurazione e aziende leader di mercato.
in più ampi interventi di edilizia residenziale pubblica o privata ovvero
all’interno di più ampi interventi autoﬁnanziati. I servizi comuni destinati alla socializzazione, svago, cura
e infanzia, ove presenti, sono aperti
alla comunità esterna.
I giovani Geometri a Eilat per il
Si è svolto ad Eilat, Israele, dal 03
al 10 maggio l’annuale FIG Working
week, avente quale tema “Surveyors
Key Role in Accelerated Development” ovvero il ruolo chiave dei geometri nello sviluppo accelerato.
La FIG, International Federation of
Surveyors (Federazione Internazionale dei Geometri), è un’organizzazione internazionale non governativa
fondata a Parigi nel 1878 e con attuale sede a Copenhagen che riunisce
i Consigli nazionali dei geometri di
oltre 100 paesi di tutto il Mondo.
Si compone di un Consiglio, eletto
ogni 4 anni da una Assemblea generale con un Presidente, quattro vice
Presidenti, Organi amministrativi e
dieci Commissioni tecniche, che si
occupano della discussione di tematiche speciﬁche inerenti le diverse attività professionali e delle quali fanno
parte tecnici di diverse nazionalità.
L’evento si è sviluppato parte in
sessioni comuni, in cui vi è stata la
partecipazione di tutti i delegati, e
parte in sessioni tecniche di lavori
divise per vari commissioni di studio a secondo della branca trattata
che hanno visto la partecipazione
dei delegati di ogni commissione
con presentazione e dibattimento di
Per la prima volta, il CNGeGL ha
deciso di far partecipare, oltre ad alcuni membri del Consiglio e dello
staff, tre giovani geometri, così da
avvicinare i giovani geometri alla
Fig e prepararli all’edizione del 2012
dell’evento che si terrà a Roma.
Per il Consiglio Nazionale dei
Geometri e Geometri laureati hanno
partecipato il segretario del CNGeGL
Enrico Rispoli, i Consiglieri Bruno
Razza e Antonio Benvenuti ed i tre
giovani geometri Paola Ronzino del
I rappresentanti della Categoria dei Geometri Italiani, tra cui il
geom. Alessandro Dalmasso di Perrero.
L’iniziativa di far partecipare
i giovani ai congressi internazionali è anche in previsione
della Working Week che si terrà a Roma nel 2012
Collegio di Lecce, Andrea Massaro
del Collegio di Roma ed Alessandro
Dalmasso del Collegio di Torino
I primi sono stati impegnati, insieme alla Dott.sa Maria Grazia Scorza
anch’essa dello staff del CNGeGL,
ad esporre le proprie relazioni in diverse Commissioni.
Tralasciando gli aspetti più tecnici
delle discussioni e delle sessioni di
lavoro, ciò che è realmente apparso
indispensabile ed imprescindibile è
la necessità di creare un “Network”
fra i geometri stessi, le istituzioni, gli
enti e le altre professionalità.
Con la parola network si intende un
complesso di relazioni, di scambio di
informazioni, esperienze, opinioni e
contatti indirizzati al reciproco scambio ed arricchimento.
La partecipazione dei tecnici rappresentanti le varie nazionalità è stata massiccia, con una forte presenza
di colleghi provenienti dai Paesi in
via di sviluppo, a dimostrazione di
quanto uno scambio di esperienze,
opinioni ed informazioni sia vitale in
un Mondo in continua e veloce evoluzione.
Il prossimo congresso FIG si svolgerà in Sydney, Australia, dall’ 11 al
Consulenze gratis nelle biblioteche di Torino
I Geometri di Torino hanno ripreso, dopo la pausa estiva, a prestare consulenze gratuite ai cittadini nelle
biblioteche della città.
I geometri hanno incontrato tra maggio e giugno 2009 oltre 200 persone, dando ragguagli su risparmio energetico,
catasto, stime immobiliari, agevolazioni ﬁscali in campo edile e questioni condominiali.
“Il Geometra risponde” è uno sportello di prima consulenza gratuita aperto a tutti per ottenere pareri informali e
porre questioni di pronta soluzione, già attivo presso la sede del Collegio professionale ed oggi, grazie alla disponibilità della Città di Torino, presso le biblioteche dei quartieri della Città.
Il servizio è svolto in forma volontaria dai Consiglieri del Collegio e dai componenti le Commissioni è ha l’obiettivo di valorizzare la ﬁgura del Geometra quale professionista in grado di dare un importante supporto a chi si
trova ad affrontare impegni importanti come comprare o ristrutturare
una casa, decidere del futuro dei propri beni, richiedere agevolazioni
ﬁscali per lavori edili.
Ma il Geometra può essere anche un aiuto per affrontare con maggiore serenità una questione con i vicini conﬁnanti o condomini, per
tutelare i propri interessi, per risolvere un dubbio tecnico o amministrativo relativo ad un bene immobile.
Gli incontri sono della durata di 20 minuti e per prenotarli si può telefonare alle biblioteche o consultare il sito del Comune all’indirizzo
www.comune.torino.it/cultura/biblioteche.
ANCI - Consiglio Nazionale Geometri
Il 24 settembre è stato
sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’ANCI,
CNG GL e CIPAG.
Si tratta di un protocollo
quadro che darà origine
ad una serie di accordi
esecutivi mirati alla creazione di una piattaforma
informatica dedicata alla
gestione ed al monitoraggio
dei processi autorizzativi
edilizi con particolare riferimento al “Piano casa”.
inoltre la partecipazione
della categoria alla creazione di strumenti mirati alla
dei Comuni Italiani ed al
riguardo si attendono suggerimenti e proposte da
inserire nei futuri accordi
operativi che si andranno a
perfezionare con ANCITEL.
Il Consiglio Nazionale e la
Cassa di Previdenza sono
stati presenti con un proprio
stand nella zona espositiva
allestita presso il Lingotto
di Torino in occasione della
annuale Assemblea Generale ANCI del 7/10 ottobre.
SIPEM (Sistema Informativo Pratiche Edilizie e Monitoraggio municipale), sviluppo del servizio telematico per l’acquisizione, la gestione e
il monitoraggio a livello municipale
delle pratiche edilizie relative al PIANO CASA: è l’oggetto della Convenzione sottoscritta il 9 ottobre alle
ore 11,30 presso la sala conferenze
stampa tra l’ANCI, il Consiglio Nazionale e la Cassa Previdenziale dei
Il servizio verrà erogato da ANCITEL a partire del mese di Gennaio.
sono stati illustrati i servizi che offrirà il sistema telematico agli ufﬁci
comunali e ai professionisti edili.
L’obiettivo è quello di avviare un
processo di dematerializzazione e
gestione informatizzata delle richieste edilizie previste dal Piano Casa,
ottimizzando l’interlocuzione tra comune e progettisti edili (geometri,
ingegneri, architetti e i periti edili).
Il sistema permetterà inoltre di
effettuare un monitoraggio dell’impatto socio-economico e territoriale
delle misure contenute nel Piano, ai
diversi livelli comunale, regionale e
nazionale, che si stima riguarda potenzialmente oltre 9.4 milioni di immobili.
Il sistema informativo, che per la
prima volta mette in rete Comuni e
professionisti attraverso strumenti di
posta elettronica certiﬁcata e ﬁrma
digitale, è da considerarsi quale banco di prova rilevante per lo sviluppo
dei servizi di eGovernment nei Comuni, soggetti sempre più chiamati a
svolgere un ruolo protagonista nella
sﬁda per l’efﬁcienza amministrativa
ed il rilancio economico dei propri
Gli oltre 100.000 professionisti
geometri presenti in tutte le amministrazioni locali, grandi e piccole,
intendono, attraverso la convenzione
con ANCI, offrire la loro collaborazione ai Comuni italiani ed ai responsabili degli Ufﬁci tecnici. Una grande
ed importante sﬁda all’innovazione
tecnologica, alla sempliﬁcazione dei
processi autorizzativi e una spinta
verso una completa trasparenza delle procedure. Il Piano Casa, fornisce
una prima e straordinaria occasione
che i geometri ed i geometri laureati
italiani intendono cogliere a vantaggio dei cittadini e di altre categorie
Hanno partecipato alla conferenza
il Vice-Presidente Vicario di ANCI e
Presidente di ANCITEL, on. Osvaldo Napoli, il segretario Generale
dell’ANCI Angelo Rughetti, il Presidente del Consiglio Nazionale dei
Geometri Fausto Savoldi e il Presidente della Cassa di Previdenza e
di Assistenza dei Geometri Fausto
Amadasi.
Intervista di Federica Capriolo al geom. Francesco Cerato di Geo.Val.Esperti
professionale Geo.Val.Esperti?
Il Geometra. nel contesto dell’attività professionale, acquisisce con il
Catasto un’approfondita conoscenza
del Territorio, con riferimento ai beni
immobiliari, cioè case e terreni, ed è
specialista della tecnica costruttiva
dei fabbricati. Tale esperienza può
e deve essere utilizzata e valorizzata anche nel settore della valutazione
Così il 13 dicembre dell’anno
duemila, sotto l’egida del Consiglio
Nazionale, alcuni componenti della
Commissione Ristretta dell’Estimo
hanno ritenuto di fondare la Libera
Associazione dei “Geometri Valutatori Esperti” riservata agli iscritti negli Albi professionali.
I Geometri interessati al settore
estimativo hanno risposto alla grande, come dimostrano le numerose
adesioni date dai colleghi di tutte le
Per l’associazione è stato un grande successo anche se i primi anni
sono serviti unicamente per studiare
e perfezionare programmi formativi
atti a soddisfare le richieste del mercato non solo italiano, ma anche internazionale.
Per questo molti colleghi sono
consci della necessità di seguire un
percorso formativo atto a superare i
criteri empirici-soggettivi in uso nelle stime che sono prive di oggettivo
Oggi è richiesta la necessaria concretezza e qualità professionale per
la valutazione degli immobili secondo i nuovi procedimenti che tengono
conto del Marcket approach, Income
approach, Cost approach.
Quali sono le ﬁnalità dell’Associazione?
Il sodalizio, con l’egida del Consiglio Nazionale, ha lo scopo di approfondire con studi e ricerche il
vasto campo della valutazione dei
beni immobiliari. Inoltre intende far
conoscere i criteri e le metodologie
di stima, con riguardo alle procedure
“International Valuation Standards”
ed alle regole previste da Basilea 2
inerenti il rischio economico, soprattutto in relazione all’attuale momento negativo del quadro economico
internazionale. Inoltre la Geo.Val.
organizza ricerche nel campo estimativo, attiva corsi di aggiornamento
e di qualiﬁcazione per i Geometri, i
Geometri Laureati e per tutte quelle
persone che intendono approfondire
la loro conoscenza dell’estimo.
Geo.Val.Esperti è conosciuta anche
Fa parte a pieno titolo dal maggio
2002 dell’Associazione europea TEGOVA (Gruppo Europeo delle Associazioni dei Valutatori), che certiﬁca
la preparazione e la professionalità
dei Valutatori.
nell’assemblea annuale, tenutasi in
Roma presso la Sede della nostra
Cassa Nazionale, è stato votato il
nuovo Direttivo per il quinquennio
Risultando eletti i colleghi:
Geom. Giuseppe Sera, Presidente,
Il geom. Francesco Cerato,
Probiviro di Geo.Val.Esperti
Geom. Luigi Arnesano, Vice
Presidente, Collegio di Lecce
Geom. Antonio Cabras , Tesoriere,
Geom. Federica Capriolo,
Segretario, Collegio di Torino
Geom. Mario Gigliucci, Consigliere,
Collegio di Camerino
Geom. Sebastiano Strano,
Consigliere, Collegio di Forlì
Geom. Eros Nencini, Consigliere,
Geom. Francesco Cerato, Probiviro
Geom. Renzo Fioritti, Probiviro,
Quanti associati conta?
Gli aderenti a livello nazionale
sono circa un migliaio. L’adesione
Il Consiglio Nazionale ha inteso sostituire le vecchie Commissioni Nazionali di Studio con strutture autonome e più ﬂessibili, alle quali sono afﬁdati i compiti di studio
per migliorare il livello culturale e professionale della categoria, valorizzando la
professione del geometra
impegna gli iscritti ad onorare le regole deontologiche e statutarie, e ad
attivarsi nella continua formazione
nell’ambito delle valutazioni immobiliari, con riferimento alle procedure internazionali in essere.
La sede è presso la Fondazione
Geometri Italiani, Roma via Barberini, 68. Tel. 06 42744180 - fax
06.42005441, e-mail: segreteriaassociazioni@cng.it. Il Sito internet
al momento è in riordino. Per iscriversi, oltre a compilare la doman-
da, è necessario allegare un sintetico curriculum, e versare la quota di
iscrizione annuale di euro 103,64 sul
conto corrente presso la Cassa di Risparmio di Ferrara CARIFE s.p.p.a,
sede di Roma, codice IBAN: IT10F0
6155003200000000000246, causale:
“quota di accesso all’Associazione”.
Per gli anni successivi la quota è di €
80,00 che vengono richiesti tramite
Il gruppo di lavoro dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) si è
riunito per deﬁnire la metodologia
standard da applicarsi alla valutazione degli immobili in garanzia o
connessi ai contratti di leasing. Tale
modello avrà il riconoscimento e la
validazione per tutta l’Europa.
E’ chiaro che l’immobile sarà stimato da persona qualiﬁcata, vale a
dire, un perito indipendente, certiﬁcato, che possiede capacità ed esperienza.
Quindi non sono da escludere nuovi scenari nel settore valutativo per i
Geometri e Geometri Laureati liberi
professionisti qualiﬁcati.
In breve dal Consiglio Nazionale e Cassa di Previdenza
Riunione a Mestre del Co.Ge.PA.PI
Il Coordinamento Geometri, Periti Agrari e
Periti Industriali (Co.Ge.PA.PI) ha indetto una
riunione congiunta dei Consigli Nazionali e delle
rappresentanze delle rispettive Casse il 17 settembre
a Mestre, con l’obiettivo di affrontare insieme
alcune questioni comuni alle tre professioni.
Il giorno successivo, il Co.Ge.PA.PI del Triveneto
ha organizzato un convegno che ha avuto per tema
i riﬂessi che potrà avere la formazione tecnica
superiore in relazione alle professioni tecniche di
Decreto in materia di acque
Decreto 17 luglio 2009 Ministero dell’Ambiente
Individuazione delle informazioni territoriali e
modalità per la raccolta, lo scambio e l’utilizzazione
dei dati necessari alla predisposizione dei rapporti
conoscitivi sullo stato di attuazione degli obblighi
comunitari e nazionali in materia di acque. (GU n.
203 del 2-9-2009)
Il decreto è ﬁnalizzato all’individuazione ed allo
scambio delle informazioni territoriali relative alla
caratterizzazione, monitoraggio e classiﬁcazione
delle acque superﬁciali e sotterranee, ai registri
delle aree protette, ai programmi di misure, alle
esenzioni, all’analisi economica, ai dati territoriali
e strati informativi GIS e ai Piani di gestione dei
distretti idrograﬁci.
Segnalazione all’Antitrust per comportamenti lesivi
Il Consiglio Nazionale Geometri ha rivolto
all’Antitrust una segnalazione per comportamenti
di turbativa della concorrenza da parte di ingegneri
e architetti. Numerose note di queste due categorie
infatti contengono esplicite difﬁde rivolte agli
iscritti agli Ordini (tra i quali i dipendenti degli
enti pubblici nella loro qualità di pubblici ufﬁciali)
ﬁnalizzate a difendere interessi sfacciatamente
Europeo Unico
Il Codice Deontologico è l’insieme delle
regole di comportamento di una certa
categoria di professionisti. Le violazioni al
codice deontologico, a seconda del livello
di gravità, possono comportare provvedimenti di diversa severità, da ammonizioni e sospensioni temporanee ﬁno alla
cancellazione dall’ albo professionale.
Il Codice Deontologico viene consegnato al
Geometra che si iscrive per la prima volta
all’Albo insieme al timbro professionale,
con la raccomandazione di osservarlo per
tutta la carriera professionale. Ma... quanto colleghi affermano di non conoscerlo?
Il 12 settembre a Roma è avvenuto
un fatto storico: durante l’assemblea
generale del Clge - Comité de liason
des Gèomètres Europèens - cioè
l’Associazione dei Geometri Europei, è stato infatti ﬁrmato il codice
deontologico valido per tutti i professionisti europei della categoria.
All’accordo hanno aderito gli Stati
che fanno parte del comitato di coordinamento internazionale dei tecnici
europei: i 27 Stati membri dell’Unione europea, la Svizzera e la Norvegia, oltre ai due nuovi paesi membri,
la Croazia e la Russia.
La ﬁrma ufﬁciale del codice, presentato per l’occasione dalla britannica Frances Plimmer, è avvenuta
all’Hotel Bernini: a sottoscrivere
il documento Henning Elmstroem
(presidente), Alain Gaudet (Geometer Europas) e Fausto Savoldi, presidente del Consiglio Nazionale Geometri.
Diviso in sette articoli più un sommario, integra i codici nazionali e
fa riferimento alla direttiva servizi
(2006/123) indica le norme da seguire nei rapporti tra professionisti
e clienti, fa riferimento agli standard
minimi di qualità delle prestazioni
e ricorda il dovere di informare le
utenze e l’obbligo di trasferimento
Quest’ultimo emendamento, proposto e voluto dal Consiglio Nazionale italiano, sottolinea la responsabilità morale che verrà afﬁdata ai
“surveyors” in attività, nei confronti
dei giovani geometri, studenti, praticanti e professionisti, per quanto riguarda la formazione e preparazione
tecnico/pratica. Una responsabilità
che condurrà all’indispensabile passaggio delle conoscenze tecniche,
pratiche e deontologiche dalle vecchie alle nuove generazioni di geometri. Una garanzia in più quindi per
la sopravvivenza e la continuazione
della Categoria professionale.
Tra i punti più importanti del codice di comportamento dunque le norme sui rapporti tra professionisti e
clienti, gli standard minimi di qualità
delle prestazioni, l’obbligo di informare le utenze e quello del trasferimento della conoscenza.
Il presidente del Clge, Henning
Elmstroem, ha ricordato il ruolo importante dei rappresentanti italiani
nella stesura del nuovo documento.
Dall’attività di stesura è nato un testo
particolarmente attento alla formazione e alla trasparenza: “un codice”
che, secondo Elmstroem, “l’Europa
attendeva da troppi anni”. Certamente un passo decisivo verso il riconoscimento europeo della professione e
la libera circolazione dei professionisti nei diversi Stati, che si integra
armonicamente con i principi della
Il Codice Deontologico vigente
GEOMETRI PRESSO
Art. 13. Nei rapporti con i colleghi, il
geometra deve comportarsi secondo i
principi di correttezza, collaborazione e solidarietà. A titolo puramente
esempliﬁcativo costituiscono ipotesi
di violazione:
- omettere di informare in via riservata il collega di possibili errori od
irregolarità che si ritiene questi abbia
- esprimere, alla presenza del cliente,
valutazioni critiche sull’operato o sul
comportamento in genere del collega
non riconducibili ad osservazioni o
controdeduzioni tecniche necessarie
per la corretta esecuzione della propria prestazione;
- proseguire l’esecuzione di prestazioni oggetto di mandato conferito
ad un collega, senza preventivamente informarlo;
- non assumere le opportune iniziative volte ad una celere e completa deﬁnizione dei rapporti tra il committente ed il collega precedentemente
- disincentivare o ostacolare in qualunque altro modo la composizione
di una controversia tra colleghi per il
tramite del Presidente del Collegio o
di persona da lui designata;
- sottrarsi volontariamente ed in maniera sistematica a scambi di opinioni e di informazioni sull’attività professionale con i colleghi.
La Commissione Disciplina del Collegio riceve molto sovente esposti
riguardanti il mancato rispetto dell’art. 13 del Codice Deontologico,
riferiti in particolare all’aver accettato di proseguire un mandato già
precedentemente afﬁdato ad un altro collega, senza preventivamente
informarlo nè accertarsi che il rapporto precedente sia terminato e saldato.
Notizie ﬂash dalla Commissione Sicurezza
Testo Unico Sicurezza D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. Linee guida “sulla prevenzione e protezione dai
rischi dovuti all’esposizione ad agenti ﬁsici nei luoghi
di lavoro” - Aggiornamento
Sul sito internet dell’I.S.P.E.S.L. (www.ispesl.
it) sono pubblicate le linee guida in oggetto, con
aggiornamento al 12 ottobre 2009.
Si precisa che le linee guida in argomento,
riguardano, in particolare, le “Metodologie e
interventi tecnici per la riduzione del rumore negli
Analisi del rischio elettrico: un metodo di
valutazione dopo le correzioni del TU
L’art. 80, D.Lgs. n. 81/2008, recentemente modiﬁcato
dal D.Lgs. n. 106/2009, ha introdotto l’esplicito
obbligo a carico del datore di lavoro di effettuare la
valutazione del rischio elettrico al quale sono esposti
i lavoratori. Benché l’obbligo di valutazione di tutti i
rischi, già previsto con il D.Lgs. n. 626/1994, avesse
già tacitamente posto, a carico del datore di lavoro,
anche l’obbligo di valutazione del rischio elettrico,
la nuova articolazione del D.Lgs. n. 81/2008 ha
portato in primo piano la problematica dei rischi
connessi con gli impianti elettrici rilevando, di
fatto, che non è sufﬁciente garantire la “conformità”
degli stessi alla regola tecnica, ma è necessario un
approfondimento ulteriore per l’individuazione e la
corretta applicazione di tutte le misure di sicurezza
necessarie a controllare i rischi residui presenti in
impianti e in apparecchiature “a norma”.
Rumore: dall’inquinamento acustico ai requisiti per
gli ediﬁci. Le novità della Comunitaria
L’articolo 11, legge 7 luglio 2009, n. 88
(«Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità
europee. Legge comunitaria 2008») sotto la rubrica
«Delega al Governo per il riordino della disciplina
in materia di inquinamento acustico» preannuncia
importanti novità con riguardo alla protezione
dall’inquinamento acustico, in ambiente esterno e
abitativo. In particolare, la disposizione “congela”
parzialmente la disciplina relativa ai requisiti acustici
passivi di cui al D.P.C.M. 5 dicembre 1997, in vista
del futuro «riordino della materia», oggetto di una
delega al Governo, contenuta al comma 2, lettera
b), dello stesso articolo 11, alquanto generica - per
non dire inesistente - in termini di principi e criteri
direttivi, tale da porre, inevitabilmente, un problema
di compatibilità con l’art. 76, Costituzione.
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio
degli impianti di distribuzione di gas di petrolio liquefatto ad uso nautico. (G.U. n. 245 del 21/10/2009)
Ai ﬁni della prevenzione degli incendi, allo scopo di
garantire le esigenze di sicurezza per la salvaguardia
delle persone e la tutela dei beni e dell’ambiente
contro i rischi di incendio, gli impianti di cui all’art.
1 sono realizzati e gestiti secondo la regola tecnica
di cui all’allegato al presente decreto, in modo da
a) minimizzare le cause di rilascio accidentale di
GPL, di incendio e di esplosione;
c) permettere ai soccorritori di operare in condizioni
Carmagnola, 25 settembre
I colleghi di Moncalieri, Chieri,
Carmagnola e dintorni si sono ritrovati il 25 settembre nel Parco Comunale “Cascina Vigna” di Carmagnola,
convocati dal Priore geom. Massimo
Tuninetti.
Il momento centrale è stato il convegno su “Termica e acustica in edilizia”, dove la relatrice arch. Silvia
Bargiggia ha trattato in sintesi le normative tecniche ed applicative.
Il Presidente del Collegio geom.
Tesio ha poi effettuato un breve intervento sulle attività del Collegio e
della Categoria, con un successivo
dibattito tra i presenti sugli argomenti di maggiore attualità.
La cena si è svolta nel ristorante
“Trattoria della Vigna”, con nomina ﬁnale dei Priori 2010, i geometri
Marco Busso e Orazio Ostino.
Cinema Teatro di Torre Pellice per
il convegno “Nuova Legge Urbanistica Regionale”, alla presenza
dell’Assessore Regionale all’Urbanistica dr. Sergio Conti e del
Consigliere Regionale dr. Marco
Bellion. Dopo l’illustrazione ed il
commento della legge, si è svolto
un interessante dibattito con le risposte dei relatori e le osservazioni
derivanti dalla tavola rotonda.
Al termine, la cena è stata organizzata nell’ampia sala del palaghiaccio, con la vetrata panoramica affacciante direttamente sulla
pista del ghiaccio dove, alle 21, si
è svolto lo spettacolo che ha visto
esibirsi atleti singoli e in coppia,
Ai Geometri ed ai loro ospiti è
stata riservata la tribuna centrale
del Palazzetto.
Sotto ai riﬂettori si sono esibiti nel suggestivo spettacolo molti
ospiti d’eccezione: Silvia Fontana,
pluricampionessa nazionale che ha
partecipato a due Olimpiadi e otto
campionati mondiali, Paolo Bacchini, vicecampione italiano 2009,
Il passaggio delle consegne tra i Marika Zanforlin e Federico Degli
Priori della zona di Carmagnola Esposti, coppia di pattinaggio artistico vicecampione italiana 2009.
Torre Pellice, 2 ottobre
I pattinatori sono stati accompaIl Priore della Zona del Pinerolese, gnati nei loro volteggi dal cantangeom. Claudio Messina, quest’anno te Marco Fantini ed ha presentato
ha organizzato la riunione dei colle- l’evento Alma Carignano.
ghi “alla grande”, con un indimentiMolto piacevole è stata anche la
cabile Galà sul Ghiaccio, esibizione presentazione delle originali coreodi pattinaggio artistico con atleti a graﬁe sul ghiaccio, con atleti della
rappresentativa regionale piemonteNel pomeriggio i partecipanti alla se ed atleti di società sportive.
riunione si sono incontrati presso il
Molti complimenti a ringraziail geometra n. 5/09
AttiProfessione
menti al geom. Claudio Messina per
la perfetta organizzazione della complessa manifestazione; il Priore per
l’anno prossimo sarà il geom. Mauro
Bordese.
Caselle, 16 ottobre
Il ritrovo dei professionisti geometri di Ciriè, Valli di Lanzo, Val
Ceronda e Casternone è avvenuto il
16 ottobre a Caselle, presso la Sala
Comunale, per il convegno “Nuovi
sistemi di rilevamento topograﬁco
e catastale, strato dell’arte delle reti
in tempo reale e dell’innovazione
GNNS”, con l’intervento dell’ing.
Luca Pasquini di Assogeo.
Il Priore geom. Luciano Facelli ha
porto il saluto a tutti gli intervenuti
ed ha ceduto la parola al Presidente
del Collegio geom. Ilario Tesio, che
ha riassunto le principali innovazioni
E’ seguita una parte culturale, con
il piacevole concerto del gruppo cameristico “Alchimea” di Torino con
brani contemporanei di musical e
classici dell’opera, presso l’antica
Chiesa dei Battuti di Caselle.
In conclusione, la cena di gala all’Antica Zecca, con nomina del Priore 2010: il geom. Antonella Demaria.
La maestosa Chiesa dei Battuti
di Caselle è un chiaro esempio
di architettura baroccheggiante
risalente agli inizi del Settecento:
iniziata nel 1719, fu terminata nel
1721 come attesta la data sull’architrave esterno.
Si ritiene che il progetto della
chiesa dei Battuti sia dovuto all’architetto canavesano ing. Costante Michela, che volle donare
a Caselle un’opera di pregio artistico, nel più espressivo barocco
piemontese. La facciata in mattoni è ricca di quattro colonne con
base e capitelli fìnti.
Sul portale si possono ammirare
le ﬁgure degli apostoli Pietro e
Paolo ai lati della Croce.
Sempre sulla facciata è posta la croce in ferro con le chiavi del Regno e le
due palme simbolo dei principi degli Apostoli.
Nell’ornamentazione ai lati, troviamo quattro sfere colorate, dove il verde
indica la Speranza fuso con il giallo dello splendore della Fede.
A lato s’innalza il campanile dell’antica chiesa di San Pietro.
Nell’interno la costruzione è tutta opera del medesimo autore, tranne la
sacrestia, che molto probabilmente, appartiene ancora all’antecedente e
pluri-secolare chiesa di San Pietro.
Tavagnasco, 23 ottobre
Presso l’Agriturismo “Cascina
Barbassa” di Tavagnasco i Priori della Zona di Ivrea e Basso Canavese
geometri Renato Perotti Nigra e Lina
Franchino hanno organizzato la riunione annuale dei colleghi liberi professionisti.
Le origini storiche di Tavagnasco
risalgono all’epoca preromana, come
dimostrano quattro tombe scavate
nella roccia ed altre tracce archeologiche. Per molto tempo frazione di
Settimo Vittone, solo nel 1947 ottenne la sua indipendenza, ripetendo la
storia che già lo vedeva annesso a
questo borgo e dal quale fu diviso per
decreto del Vescovo d’Ivrea.
L’incontro si è aperto con un convegno dedicato agli argomenti del risparmio energetico e del Piano Casa,
a cura del Presidente del Collegio
geom. Ilario Tesio e del dr. Franco
Maria Botta, che hanno riferito sulle
normative e sulle prime applicazioni.
Alla presenza di numerosi colleghi
e di graditi ospiti, rappresentanti degli ufﬁci pubblici locali e dell’Agenzia del Territorio, si è avuto modo di
approfondire queste due tematiche
così di attualità e di dibattere sulle
I Priori hanno a loro volta rivolto
un saluto ai colleghi e ringraziato per
la sentita partecipazione.
La giornata è proseguita con la piacevole cena al ristorante “Alpi”, con
giochi con ricchi premi. Per ﬁnire, la
nomina dei geometri Davide Padovani e Marco Fornero a Priori 2010.
Settimo, 30 ottobre
L’annuale riunione dei geometri
della zona di Settimo, Chivasso e San
Mauro è stata organizzata dal Priore
in carica geom. Lorenzo Arrivabene,
presso l’Ecomuseo del Freidano di
La manifestazione è iniziata con la
visita all’ecomuseo, intitolato al Rio
Freidano, storico corso d’acqua il
cui tracciato si sviluppa nel territorio
dei Comuni di San Mauro, Settimo e
Brandizzo, con numerosi punti di contatto e sovrapposizione con il sistema
delle aree protette della fascia ﬂuviale
del Po torinese. Esso interessa un’area
di pianura di circa 20 ettari, fortemente segnata dalla presenza dell’uomo,
evidenziando come le acque presenti
sul territorio abbiano profondamente
segnato ed indirizzato le attività pro-
tra i Priori di Settimo
duttive della comunità locale.
Il Priore in carica geom.
Arrivabene ha regalato ai
colleghi un momento di
analisi, di riﬂessione e di
sintesi tra il passato ed il
presente, attraverso le testimonianze delle vicende storiche del territorio settimese; gli oggetti esposti negli
spazi dell’ex silo del nuovo
mulino portano a considerare la storicità e la trasformazione dell’habitat della
zona e ne costituiscono un
esposto la mente ritorna
al passato ed apprezza
le testimonianze sulla
trasmissione con ruotecinghie – pulegge, forza produttiva per la vita
delle varie “botteghe”.
All’inizio dell’Ottocento una attività signiﬁcativa era la lavorazione
dell’osso; all’inizio del
Novecento avviene la
innovazione della lavorazione dell’avorio,
precursore della moderna penna; Settimo è stata un centro molto importante internazionale
Il momento del convegno vero
e proprio è stato dedicato alle fonti
rinnovabili e risparmio energetico,
con relatori l’ing. Marco Romanoni
e Igor Marangoni.
In conclusione, i presenti si sono
riuniti per l’aperitivo e la cena in un
ristorante di Settimo con elezione del
nuovo Priore, la geom. Anna Maria
Fotograﬁe di Vittorio Vizzini.
Resoconto della riunione di Settimo
Snellimento delle procedure in
Il 25 settembre il Collegio dei
Geometri ha promosso un convegno sulla nuova Legge Regionale n. 20 del 14 luglio 2009
“Snellimento delle procedure in
materia edilizia e urbanistica”,
cioè il cosiddetto “Piano Casa”.
Ilario Tesio ha introdotto l’argomento, accennando anche ai prossimi
convegni che il Collegio ha in programma ed alle iniziative in materia
Il moderatore, geom. Luigi Gaidano, Consigliere coordinatore della
Commissione Urbanistica del Collegio, ha ringraziato ed introdotto
i relatori, accennando brevemente
all’excursus della legge 20/2009, ed
ha illustrato i lavori della Commissione Urbanistica del Collegio. Questa produce, ogni volta viene consultata, delle osservazioni che vengono
considerate e talvolta recepite. Tra
queste, proprio sul Piano casa, la
Commissione ha prodotto un’osservazione sulle modalità di calcolo
delle distanze tra i fabbricati, prescrivendo il “metodo radiale”.
Il Collegio ha richiesto, motivando
l’osservazione, di tornare al metodo
lineare e l’eccezione è stata accolta,
adottando un’apposita delibera di
Consiglio per modiﬁcare appunto il
metodo di calcolo. Di questo il geom.
Gaidano ha ringraziato in particolar
modo il geom. Gianluigi Pagliero,
arteﬁce dell’iniziativa.
Il moderatore ha quindi presentato l’on. Walter Togni, componente
dell’VIII Commissione parlamentare “Ambiente – Territorio - Lavori Pubblici”, nonché Deputato della
Lega Nord, il quale ha ringraziato
per l’invito e salutato i professionisti
presenti, complimentandosi per l’alto interesse dimostrato.
I punti fondamentali – ha detto
l’onorevole – sono le linee guida che
il Governo ha voluto dare per l’intesa
Il primo obiettivo del Governo nell’attuazione del Piano Casa è stato il
contrasto della crisi economica, con
normative ad hoc nei vari settori tra
cui quello dell’edilizia, che è strategico, insieme al suo indotto. Un altro
obiettivo è stato quello di rispondere
Dopo l’emanazione della
Legge Regionale n. 20 del
attuativo anche nella nostra Regione
alle esigenze dei cittadini in modo
diretto e rapido; per questo si sono
introdotte le sempliﬁcazioni procedurali all’attività edilizia. L’intento
era quello di indurre le Regioni a
sempliﬁcare le procedure per gli ampliamenti.
Per attuare l’intesa, le Regioni si
sono impegnate ad emanare entro 90
giorni proprie leggi.
I contenuti sono quelli di consentire l’ampliamento ﬁno al 20% di ediﬁci uni e bi familiari di volumetria
non superiore ai 1.000 mc. Ogni Regione, partendo da questa linea guida, poteva incrementare questi dati
a suo piacimento con incentivazioni
volumetriche superiori o con promozioni diverse per incentivare questi
interventi, nonché consentire interventi di demolizione e ricostruzione
con ampliamenti con un incremento
volumetrico ﬁno al 35%; se l’ediﬁcio
è da demolire completamente, si può
ricostruire ﬁno al 35% per avere un
adeguamento alle normative del risparmio energetico.
Sono state previste esclusioni: i
fabbricati abusivi, nei centri storici
o in aree di inediﬁcabilità assoluta;
le Regioni possono individuare ulteriori esclusioni per parchi nazionale,
beni culturali, aree di pregio culturale o paesaggistico.
Il Governo si è impegnato ad impostare un nuovo Piano casa per aumentare le esigenze di abitabilità per
le famiglie disagiate.
La Lega Nord ha presentato una
proposta di legge per premiare la
qualità abitativa e costruttiva, sul
modello dei principi di Casa Clima
Le previsioni: il Governo, prima
di proporre queste norme, ha effettuato un sondaggio per veriﬁcare le
esigenze e prevedere gli sviluppi.
Sarebbero circa 8 milioni e mezzo
i soggetti interessati a realizzare gli
ampliamenti. In Piemonte risultano
700.000 circa i soggetti che potrebbero essere interessati.
L’on. Togni ha poi presentato i ri-
sultati di un confronto effettuato tra
alcune delle leggi regionali già approvate, secondo i diversi temi, per
avere un quadro ampio della situazione.
E’ importante poi considerare le
condizioni poste dalle Regioni: in
Piemonte nel caso di ampliamento
di fabbricati abitativi, è richiesto,
sulla parte di ediﬁcio esistente, una
riduzione almeno del 40% del fabbisogno energetico annuo dell’intero
ediﬁcio, mentre nelle altre Regioni le
condizioni possono essere diverse.
Per la riduzione degli oneri di costruzione, la Regione Piemonte prevede uno sconto del 20% sui soli
oneri di urbanizzazione se i miglioramenti sono rivolti al superamento
delle barriere architettoniche; altre
Regioni prevedono agevolazioni
La legge regionale del Piemonte – ha affermato l’on. Togni - è di
difﬁcile applicazione: la richiesta
di riduzione del 40% del consumo
energetico sull’esistente rende i costi dell’operazione di ampliamento
molto elevati e sproporzionati rispetto al valore dell’ampliamento stesso
e quindi ne provocherà lo scarso successo.
L’on. Togni ha presentato un’interrogazione per veriﬁcare se in Piemonte si erano realizzati gli scopi
dell’intesa Stato – Regioni, di cui
legge il testo.
Il geom. Gaidano ha ringraziato
ed ha invitato a parlare la dott.ssa
Mariella Olivier, Direttore della Programmazione Strategica Politiche
Territoriali ed Edilizia della Regione
Piemonte, che è entrata nel merito
delle disposizioni ed indicazioni regionali.
Lo spirito con cui è stato deﬁnito
l’accordo Stato – Regioni era quello
di contestualizzare nel proprio ambito gli obiettivi nazionali, cioè di dare
incentivi per migliorare anche la
qualità architettonica ed energetica,
sempliﬁcando gli interventi.
La Regione ha voluto non preva-
ricare e penalizzare i Comuni, che
anche con questa legge hanno facoltà di intervenire su alcuni elementi
e privilegiare l’abbattimento delle
barriere architettoniche, per le quali
non erano prima previste consistenti
La Regione inoltre già da anni ha
applicato una serie di possibilità di
deroga agli strumenti urbanistici, con
la facoltà di ampliamento ﬁno al 20%
per il miglioramento igienico – sanitario delle abitazioni, ha previsto il
recupero dei sottotetti ed il recupero
dei rustici.
Non poteva certo mancare lo stretto
collegamento con il risparmio energetico, cioè con l’obiettivo di ridurre
il consumo energetico della Regione,
obiettivo oltretutto ﬁnanziato con i
fondi comunitari; ciò ha condotto ad
assumere una serie di provvedimenti
che deﬁnissero i criteri e le modalità
di risparmio energetico, tra cui – dal
1° ottobre 2009 – l’obbligo della
Quando si parla di energia, non si
intendono solo interventi diretti, ma
anche di una ﬁliera produttiva legata
alla generazione alternativa di energia; si vuole quindi incentivare in
Piemonte tutta una serie di tecnologie che attualmente sono monopolio
Quindi questo grande progetto riguardante l’energia non poteva mancare nell’impostazione della legge
La legge 20 si basa su 4 parti: la
prima speciﬁca che gli interventi in
deroga al piano regolatore sono a termine, cioè devono essere attuati entro il 31 dicembre 2011; la seconda
parte fa riferimento a norme per la
sempliﬁcazione delle disposizioni; la
terza è un’anticipazione dei concetti
previsti dalla nuova legge all’esame
del Governo con riferimento alla riqualiﬁcazione urbana e la perequazione; la quarta riguarda l’abrogazione di alcune norme superate.
Le disposizioni valide ﬁno al 31 dicembre 2011 riguardano gli ampliail geometra n. 5/09
In molti strumenti urbanistici
comunali la possibilità di ampliamento è già prevista ed il
20% si aggiunge, permettendo
un ampliamento percentuale
menti per gli ediﬁci uni o bifamiliari,
a destinazione d’uso residenziale e
recettiva, nonché gli ediﬁci rurali ad
uso abitativo. Solo per questi tipi di
fabbricati è ammesso derogare dal
Gli ampliamenti non devono essere separati dall’ediﬁcio principale:
va sottolineato il fatto che i Comuni Piemontesi già hanno previsto gli
ampliamenti ﬁno al 20% per risanamento igienico-sanitario e le due possibilità si possono sommare, sempre
nei limiti dei 1.200 mc.
Ci sono dei limiti per l’applicazione delle deroghe: non si possono derogare i parametri qualitativi e l’indice di permeabilità dei suoli; vi è il
divieto di modiﬁcare la destinazione
d’uso degli ediﬁci interessati. In ogni
caso gli indici di ediﬁcabilità massima non possono essere superati.
Nell’accordo Stato-Regioni c’era
anche la possibilità della demolizione: la Regione Piemonte ha dato la
possibilità di un premio di cubatura
che varia dal 20 al 35% per le demolizioni, derogando ai Comuni l’individuazione delle condizioni per la
riqualiﬁcazione.
I Comuni, entro il 29 settembre,
possono decidere di escludere tutto
o in parte il territorio di competenza dall’applicazione della legge; non
sono invece previsti termini al Co-
mune se intende far rispettare ulteriori parametri abitativi e qualitativi
La Regione Piemonte, come già illustrato dall’on. Togni, è stata l’unica
a considerare anche gli ediﬁci produttivi e artigianali, con la possibilità dell’ampliamento del 30% per la
realizzazione di soppalchi e del 20%,
con il massimo di 200 mq, per quanto riguarda l’ampliamento. Non è
invece previsto nessun riferimento al
contenimento energetico. Per le unità
ricettive, valgono invece le limitazioni per gli ediﬁci residenziali.
La relatrice ha quindi riferito sulle
altre novità apportate dalla legge 20
riguardanti la Dia, la Commissione
Igienico Edilizia, la proroga del termine per il recupero dei sottotetti, la
riqualiﬁcazione dei contesti urbani
degradati e la perequazione.
Il relatore successivo è stato il dott.
Antonio Triﬁrò, Funzionario della
Direzione programmazione strategica, politiche territoriali, edilizia
- settore attività giuridico legislativa
della Regione Piemonte, il quale ha
proseguito nella trattazione delle disposizioni regionali contenute nella
circolare esplicativa n. 4 del 21 settembre 2009, emessa anche dopo le
consultazioni con tutti gli interlocutori.
In particolare i dubbi interpretativi
riguardano i limiti imposti per l’applicazione delle norme in deroga ed
il rapporto di tali norme con quelle
contenute negli strumenti urbanistici
Nel leggere e commentare i diversi
articoli della circolare, il dott. Triﬁrò ha precisato che il termine del 31
dicembre 2011 riguarda la presentazione della domanda, mentre gli
atti successivi (delibera comunale di
approvazione della domanda e inizio
lavori) possono avvenire anche successivamente.
Per quanto riguarda il concetto di
unità edilizie, il relatore ne ha precisato le deﬁnizioni, riferite agli interventi di ampliamento ammessi, al
caso delle ville a schiera, degli ediﬁci
non completati.
deve essere proposto e realizzato in
un’unica soluzione progettuale, in
soluzione unitaria con l’unità abitativa progettuale e non può costituire
una nuova unità immobiliare.
Per i piani pilotis (che si intendono
solo quelli posti sotto il primo piano),
la trasformazione deve essere ﬁnalizzata alla realizzazione di volumi ad
esclusiva destinazione residenziale;
è ammessa in questo caso la creazione di nuove unità immobiliari e
l’applicazione è consentita anche per
tipologie edilizie diverse da quelle
uni e bi familiari.
deve essere proposto e realizzato in un’unica soluzione progettuale, in soluzione unitaria
con l’unità abitativa progettuale
e non può costituire una nuova
Il relatore ha poi illustrato i metodi di calcolo del “volume esistente”,
sulla base del quale si calcola il 20%
di ampliamento in deroga.
Per quanto riguarda il rispetto delle
distanze dai conﬁni, ha ricordato che
il Consiglio Regionale ha modiﬁcato, con delibera n. 267 – 31038 dell’8
luglio 2009, il sistema di calcolo delle distanze tra ediﬁci.
La legge nazionale non speciﬁca
la quantiﬁcazione degli oneri: nella
circolare è stato richiamato il DPR
6 giugno 2001, n. 380, che prevede
per il rilascio del titolo urbanistico la
corresponsione del contributo commisurato all’incidenza degli oneri di
urbanizzazione e al costo di costruzione, e ne ha deﬁnito l’ammontare.
In caso di demolizione e ricostruzione, gli ediﬁci residenziali (o aventi nel loro interno porzioni non superiori al 25% con destinazione d’uso
diversa e compatibile con quella residenziale) da riqualiﬁcare devono
essere individuati dai Comuni, come
pure le modalità e tipologie di ricostruzione.
Il relatore ha inﬁne precisato che
con la legge 20 si è introdotta la denuncia di inizio attività nella legislazione edilizia piemontese è si è risolta la questione dell’obbligatorietà
della Commissione Edilizia.
La relazione del dott. Triﬁrò ha
senz’altro contribuito alla maggior
comprensione della circolare n. 4.
Il geom. Gianluigi Pagliero è
quindi intervenuto su “Disposizioni
straordinarie e strutturali. Aspetti applicativi”: per prima cosa ha elencato
alcuni aspetti della nuova legge regionale, che per molti versi è positiva
e per altri invece non coglie alcune
opportunità, peraltro già evidenziate dal Collegio dei Geometri in sede
di consultazione. Ritiene che l’Assessorato abbia dimostrato coraggio
nell’emanare la legge, contrastata da
alcuni organismi che chiedevano in
particolare la soppressione dell’art.
14, con il timore che si alterassero
i principi del disegno di legge della
riforma urbanistica.
Finalmente – ha affermato il geom.
Pagliero – si supera l’inerzia dovuta
alle precedenti leggi che limitavano
estremamente gli interventi di recupero.
Nella legge 20 ci sono zone “oscure” seppure con le precisazioni della
circolare n. 4: il concetto di unità edilizia, la consistenza volumetrica degli ediﬁci ammessi agli ampliamenti
in deroga, il concetto di ediﬁci residenziali esistenti.
La circolare introduce un chiarimento molto opportuno laddove
precisa che gli interventi per il contenimento energetico vanno riferiti a
ciascuna singola unità immobiliare
esistente: è così chiarito che in un
ediﬁcio bifamiliare, quando una delle due unità non sia interessata, l’intervento può essere effettuato solo su
Gli interventi di ampliamento non
possono originare una nuova unità
abitativa: risulta che alcuni Comuni intendano vincolare nel tempo la
conservazione dell’unità immobiliare, vietando il successivo frazionamento. Ciò parrebbe un’applicazione
troppo severa della legge.
Per quanto riguarda la possibilità di demolizione e ricostruzione in
deroga anche per unità abitative che
contengano destinazioni diverse, nei
limiti del 25%, la circolare è abbastanza severa, perché giudica che
questa condizione deve essere valutata alla data di entrata in vigore
della legge: forse sarebbe stato più
opportuno considerare la condizione
al momento della richiesta di demolizione, per non togliere possibilità di
intervento, magari pregiudicate anche da piccoli valori di esubero delle
volumetrie diverse.
Il fatto che le delibere dei Comuni debbano disciplinare le modalità
e tipologie di ricostruzione - pare al
relatore – può andare oltre agli intenti della legge che parla di rispetto delle caratteristiche tipologiche;
L’art. 9 della Legge Regionale
20/09 risolve la questione dell’obbligatorietà della Commissione Edilizia: il Comune è libero di nominarla o meno, pur
continuando a prevederne la
composizione nel regolamento
questa valutazione dovrebbe dedursi
dal progetto ma non necessariamente
dovrebbe essere imposta a titolo prescrittivo.
Un elemento su cui la Commissione Urbanistica del Collegio si è
soffermata ed ha effettuato un’osservazione in sede consultiva, è stata la
disposizione dell’alternatività della
legge sugli ampliamenti con quella
del recupero dei sottotetti, che pare
questo un “paletto” troppo vincolante.
L’aver previsto per gli ediﬁci produttivi la clausola che devono essere
effettivamente utilizzati costituisce
un ulteriore ostacolo al recupero degli immobili: l’attuale crisi provoca
oggi sicuramente la dismissione di
molti locali e questi non potranno in
questo modo essere ricuperati.
La procedura di inizio attività,
come prevista dalla legge regionale, è di difﬁcile applicazione, mentre
altre Regioni hanno effettuato scelte
più consone.
Anche se nel convegno di oggi non
sono presenti personalità politiche,
il geom. Pagliero conclude rivolgendo loro un appello perché il recupero dei sottotetti sia previsto a regime
ordinario e non con provvedimenti
straordinari a termine, poi continuamente derogati.
E ancora rivolge appello alla Regione perché sia abrogata la circolare
5/1984 sulla deﬁnizione degli interventi edilizi, perché ormai ampiamente superata e quindi dannosa per
La parola è poi passata all’avv.
Paolo Federico Videtta, il quale ha
trattato degli aspetti di carattere amministrativo del Piano Casa, soffermandosi su due particolari aspetti:
l’eventuale applicabilità della legge
20 in sanatoria e le disposizioni a termine.
Sul primo argomento, il dibattito
parlamentare è stato acceso, proprio
per il rischio paventato che il Piano Casa – e il conseguente accordo
Stato-Regioni - si trasformasse in
un condono. Una volta emanati i
provvedimenti, è stato chiarito che
la sanatoria non è prevista. Il lavoro
dell’avvocato è però quello di valutare tutti i risvolti e, di conseguenza,
occorre considerare per prima cosa i
limiti posti dalla legge.
Le ﬁnalità non sono chiaramente
conservative ma di rilancio dell’attività edilizia.
In realtà non è scritto in nessuna
parte che la legge sul Piano Casa non
possa essere applicata in sanatoria,
neppure sulla circolare n. 4. E’ ben
inteso che si tratterebbe comunque di
interventi non regolari ma realizzati
nei limiti imposti dalla legge 20, cioè
nei limiti del 20% e nel rispetto di
tutti gli altri parametri.
Il relatore ha esaminato il caso di
un intervento realizzato in conformità alla normativa ma in contrasto con
L’art. 36 del T.U. 380/2001 non
fa riferimento alla conformità alla
normativa locale (Piano Regolatore) ma alla conformità alla disciplina urbanistica vigente al momento
della realizzazione dell’abuso ed al
domanda. La legge 20 rientra pienamente in questa deﬁnizione e non
rileva il mancato rispetto al Piano
Questo è dunque un aspetto a favore dell’applicabilità della sanatoria
alla legge 20.
Più complesso è invece quello relativo alla cosiddetta “sanatoria giurisprudenziale”, di cui tratta la Sentenza del Consiglio di Stato, VI sez.
7 maggio 2009, n. 2835. In questo
caso si può ritenere più difﬁcilmente
applicabile la legge 20 perché il presupposto su cui si fonda la sanatoria
giurisprudenziale è il concetto che
sarebbe illogico e incoerente ordinare la demolizione dell’abuso per poi
permetterne la ricostruzione.
Ragionando nei termini della legge
20, incorriamo nei limiti previsti per
la ricostruzione e pertanto non si potrebbe applicare la sanatoria.
L’avv. Videtta ritiene però che vi
sia la possibilità di sanatoria anche
in questo caso, nell’eventualità che
l’intervento abusivo venga realizzato
20, senza il permesso di costruire,
perché ciò rientrerebbe nella sanatoria giurisprudenziale. Un’eccezione
che può essere sollevata all’applicabilità della sanatoria alla legge 20 è
quello che la difformità deve rispettare anche gli altri parametri cioè il
L’avvocato ritiene che il mancato
rispetto del risparmio energetico non
possa essere considerata una difformità dal permesso, ma sarà soggetta
a sanzioni pecuniarie; sarà piuttosto
l’agibilità ad esserne condizionata.
Un altro argomento trattato dal relatore è stato quello delle disposizioni a termine.
L’art. 1 comma 3 pone il limite al
31 dicembre 2011 per la presentazione della Dia e del permesso a costruire; tale data cade di sabato, quindi si
potrebbe pensare che il termine possa essere spostato al lunedì, ma ciò è
L’art. 3 comma 1 pone invece il
presupposto secondo cui gli interventi sono ammessi per gli ediﬁci
esistenti e legittimamente realizzati o
che hanno ottenuto il titolo abitativo;
questo potrebbe essere interpretato
come applicabilità dei principi della
legge 20 laddove semplicemente sia
stato rilasciato il permesso di costruire, pur senza intervento in corso.
Sul signiﬁcato di “titolo abilitativo”
la giurisprudenza è di aiuto perché è
stato chiarito che il mero parere della
Commissione Edilizia non è sufﬁciente, mentre la Sentenza del Consiglio di Stato, Sez. 4 n. 3594/2005, ha
posto il principio secondo cui quando il responsabile dell’ufﬁcio tecnico comunichi il parere della Commissione Edilizia, dichiarando che il
Comune si uniforma a tale parere e
dando così modo di ritenere che non
sono necessarie ulteriori valutazioni,
in tal caso il permesso si intende rilasciato.
Il moderatore ha quindi introdotto
l’intervento dell’ing. Gianluca Rollino del Politecnico di Torino, il quale
ha trattato del capitolo “risparmio
energetico”, previsto dall’art. 3 della
legge 20/2009, quale condizione obbligatoria perché l’intervento di ampliamento sia consentito.
Vi è un doppio livello applicativo, per molti punti: ad esempio per
demolizione e ricostruzione si ha la
possibilità di avere un bonus volumetrico per il risparmio energetico in
sé ed uno in più se ci avvaliamo del
protocollo Itaca, cioè se realizziamo
un ediﬁcio che raggiunge determinati livelli di sostenibilità.
I due punti cardine sono il fabbisogno energetico primario e la valutazione ai sensi del protocollo Itaca.
Nell’applicare i principi della legge 20, occorre considerare tutto il
quadro legislativo vigente in materia
energetica che comprende le leggi e
decreti nazionali e regionali, più una
serie di regolamenti approvati dalla
L’abbassamento del 40% del fabbisogno di energia primaria complessiva è un intervento sicuramente molto
oneroso e non sempre facilmente applicabile.
Dal punto di vista tecnico, raggiungere alti livelli di efﬁcienza energetica è fattibile facilmente, ma è ancora
molto costoso. Ci si deve allora avvalere dello strumento della diagnosi
energetica, che mira ad ottenere una
fotograﬁa dello stato energetico dell’ediﬁcio, veriﬁcandone le criticità
ed individuando gli interventi necessari per risolverle. Dopo di che è
possibile effettuare un’analisi costobeneﬁcio.
L’ing. Rollino ha osservato che
l’ampliamento, che non è una ristrutturazione, potrebbe non richiede
il certiﬁcato energetico ma sarebbe
sufﬁciente la qualiﬁcazione; attenzione a stabilire in partenza se vi è
anche ristrutturazione o no, perché in
questo caso, prima dell’inizio lavori, occorre nominare un certiﬁcatore
Per quanto riguarda le percentuali
degli ampliamenti, qualora sia già
consentito il 20% di aumento, occorre per questo osservare i requisiti
energetici della normativa nazionale
e regionale; per usufruire del successivo 20% di cui alla legge 20, bisogna rispettare quanto previsto dal
questa, cioè la riduzione del 40% e il
raggiungimento dei limiti prestazionali dell’unità edilizia complessiva.
Per i fabbricati produttivi, il legislatore non ha imposto vincoli all’ampliamento per quanto riguarda
l’efﬁcienza energetica; in realtà ciò è
perché questi non sono soggetti alla
normativa energetica vigente.
In conclusione l’ing. Rollino ha illustrato in sintesi il protocollo Itaca,
che è un protocollo di valutazione
consistente in una serie di domande
suddivise in schede a cui il progettista deve rispondere, per classiﬁcare
l’ediﬁcio dal punto di vista energetico e ambientale.
Il punteggio di ognuna di queste
schede viene moltiplicato per un peso
correttivo; la somma dà il punteggio
complessivo, in funzione del quale
viene valutato l’ediﬁcio, raggiungendo i livelli di cui si parla appunto
nella legge 20.
L’uso di questo protocollo richiede
una serie di competenze trasversali
perché la valutazione è complessa
e non può essere effettuata con un
semplice software.
La legge 20 richiede una grossa attenzione energetica anche dal punto
di vista strutturale, soprattutto alla
luce delle nuove norme tecniche
delle costruzioni appena entrate in
vigore; deve essere sempre tenuto
presente che le valutazioni energetiche ﬁnali sono valutate non sul solo
ampliamento ma sull’ediﬁcio nel suo
Dopo la risposta da parte dei relatori alle numerose domande dei professionisti, il Presidente geom. Tesio
e il moderatore geom. Gaidano hanno concluso il convegno.
Torino, 7 ottobre 2009
Torino e Provincia ha organizzato il 7 ottobre presso l’Unione
Industriali di Torino un convegno sul Nuovo Testo Unico
L’obiettivo è stato di fornire ai
un aggiornamento approfondito
e qualiﬁcato sulle responsabilità in materia di sicurezza nei
cantieri, nel condominio e sui
luoghi di lavoro in genere, a
seguito della promulgazione del
D.Lgs. 106 del 3 agosto 2009,
correttivo del testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08).
Il moderatore geom. Giancarlo
Carasso, Consigliere del Collegio
responsabile della Commissione Immobiliare, ha aperto i lavori salutando gli intervenuti e gli ospiti e presentando i relatori.
Il Vice Presidente geom. Franco
Rigazio ha a sua volta porto i saluti
del Collegio ed introdotto l’argomento, ha ringraziato in particolare modo
i responsabili ASL che collaborano
da anni con il Collegio a supporto
dell’opera dei professionisti ed il
Consigliere Nazionale geom. Nardini, responsabile del settore in ambito
Il Vice Presidente ha colto l’occasione per aggiornare i Colleghi in
merito alla recente evoluzione della
normativa in materia di certiﬁcazione
energetica e quindi, entrando nel
tema del convegno, ha sottolineato
l’importanza della sicurezza sia come
Il Vice Presidente del Collegio
geom. Franco Rigazio
Il Consigliere Nazionale geom.
argomento speciﬁco sia correlato a
tutti gli ambiti della professione.
Nardini ha portato il saluto del Con-
siglio Nazionale Geometri e si è complimentato con il Collegio di Torino
per essere stato il primo ad organizzare un convegno sul nuovo decreto
sulla sicurezza di agosto.
Il Consiglio Nazionale – ha detto
– ha seguito l’iter di approvazione
del decreto 81 con la presenza in varie Commissioni; si è cercato di dare
la giusta collocazione della categoria
in materia, pur con molte difﬁcoltà.
La collaborazione con gli altri Ordini
e Collegi è molto stretta e sta dando
Il Consiglio Nazionale continuerà
ad interfacciarsi con le Regioni durante la fase di emanazione dei decreti attuativi, chiedendo un maggiore coinvolgimento dei professionisti
anche nei Comitati Paritetici nella
fase formativa e sui modelli di organizzazione delle imprese.
Il Dott. Mario Marchio, Ispettore
Sicurezza Lavoro ASL TO 3, ha parlato delle principali novità introdotte
dal decreto correttivo al Testo Unico
della Sicurezza nell’ambito dei cantieri edili. Tra le più salienti, la chiara
deﬁnizione del Responsabile dei lavori quale “soggetto che può essere
nominato dal Committente”, e per
quanto riguarda la ﬁgura del Direttore dei Lavori, un ruolo distinto da
quello del Responsabile dei Lavori
e, di conseguenza, nessun automatismo di responsabilità in assenza
di speciﬁco incarico. Una novità e
chiarimento sono poi la deﬁnizione
di impresa esecutrice e impresa afﬁdataria, con la precisazione dei ruoli
in caso di consorzio di imprese.
lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, ha facoltà di
svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Il coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, non può essere il
datore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione (RSPP) da lui designato.
Tali incompatibilità non operano
in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice.
Il dr. Marchio ha poi trattato del-
l’idoneità tecnico professionale: oltre alle caratteristiche del lavoratore
autonomo (iscrizione alla camera
di commercio, speciﬁca documentazione attestante la conformità alle
disposizioni, elenco dei dispositivi
di protezione individuali, attestati
inerenti la formazione e l’idoneità
sanitaria, documento unico di regolarità contributiva), vengono deﬁniti
i requisiti dell’impresa afﬁdataria e
dell’impresa esecutrice.
La parola è quindi passata al geom.
Luca Perricone, Consigliere coordinatore della Commissione Sicurezza
del Collegio Geometri, che ha trattato
l’argomento speciﬁco della previsione delle fasi, sottofasi e durata delle
lavorazioni (art. 90 c.1 e 91 B bis).
Il cronoprogramma dei lavori (cronologia e pianiﬁcazione) – ha affermato il relatore – è molto importante
e non è una novità di oggi nella sicurezza: già dal Dlgs 494 era previsto
ed è rimasto invariato come concetto,
e, nei vari provvedimenti successivi,
si è sempre più rafforzato. Il Dlgs
106/09 deﬁnisce con precisione le attribuzioni di responsabilità in merito
alla pianiﬁcazione, per Committente,
Progettista e Coordinatore in fase di
progettazione, richiedendo a quest’ultimo un vero e proprio lavoro di
interconnessione e di coordinamento
tra le varie ﬁgure già dalle primissime fasi di progettazione.
Occorre prestare molta attenzione perché non vi sia confusione tra
le varie ﬁgure nella concatenazioni
degli obblighi, ma vi deve essere un
coordinamento armonico con ruoli
ben deﬁniti. Le informazioni, in particolare, devono essere correlate e
correttamente scambiate.
L’allegato 15 del 106 deﬁnisce
come scelte progettuali ed organizzative l’insieme di scelte effettuate
in fase di progettazione dal progettista dell’opera in collaborazione con
il coordinatore per la progettazione.
Questo deve essere attuato, evitando
di accettare incarichi in cui tutto è
già stabilito a priori e manca questa
Il Dott. Mario Marchio ha trattato delle novità sulla Sicurezza
fase indispensabile di coordinamento iniziale. Come effettuare la previsione della durata delle lavorazioni,
delle fasi e delle sottofasi? Vi sono
due metodi: il metodo deterministico, che fa riferimento alla propria
esperienza e alle banche dati, ed il
metodo probabilistico, che si basa
sull’analisi dei valori economici del
lavoro e dell’incidenza della mano
d’opera e sull’analisi dei prezzi.
In ogni caso è importante che la
valutazione dei tempi delle fasi e
contrattuale e le conseguenti scelte
organizzative vengano predisposte
con metodi trasparenti sulla base di
dati il più possibile oggettivi quali,
ad esempio, i valori economici dell’opera.
Il geom. Perricone conclude che,
dopo 15 anni dall’emanazione del
Dgls. 494, la sicurezza è divenuta
una specialità della professione di
Geometra, a cui il legislatore assegna
anche un compito di educatore nei
confronti delle imprese e dei committenti e un compito di selezione:
applicando con rigore e diffondendo
le norme sulla sicurezza, si lasceranno
da parte le imprese e gli artigiani che
di sicurezza non ne vogliono sapere.
Il Dott. Michele Montrano, ha
parlato delle novità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
Il moderatore ha quindi invitato il
dott. Michele Montrano ad esporre la
sua relazione su “Le principali novità introdotte dal decreto correttivo al
Testo Unico della Sicurezza nell’ambito dei luoghi di lavoro”.
Il dott. Montrano ha precisato per
prima cosa che il testo coordinato
corregge molti degli errori formali
contenuti nella prima versione del
Dlgs 81/08, seppure non manchino
anche nel nuovo testo dei problemi
di carattere interpretativo ed errori formali soprattutto nell’apparato
Una delle prime modiﬁche riguarda il campo di applicazione che viene
esteso, oltre che alle imprese di tutti i
settori pubblici e privati, ai volontari
della Croce Rossa, alle forze armate
e di polizia ed ai vigili del fuoco.
Viene prevista, all’art. 16, la possibilità di sub-delega di una parte delle
speciﬁche funzioni, previa intesa con
il datore di lavoro e purché tale delega sia ampiamente pubblicizzata.
Non c’è invece la possibilità di subsub-delegare.
Per quanto riguarda il DUVRI
(documento unico valutazione dei
rischi interferenziali) viene precisato
che questo non si applica ai servizi
di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai
lavori o servizi la cui durata non sia
superiore ai due giorni, a condizione
che non comportino rischi derivanti
dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o
presenza dei rischi particolari di cui
Quando il datore di lavoro non
coincide con il committente, casistica frequente, il soggetto che afﬁda il
contratto redige il DUVRI sui rischi
standard, il soggetto presso il quale
deve essere eseguito il contratto integra il DUVRI con rischi speciﬁci di
Il relatore ha poi speciﬁcato i criteri
di valutazione dei nuovi rischi e criteri connessi alla speciﬁca tipologia
contrattuale attraverso cui viene resa
la prestazione di lavoro. Il datore di
lavoro sceglie i criteri di redazione
I nominativi dei R.L.S. vanno comunicati al sistema informativo, tramite degli istituti competenti, solo in
caso di elezione o designazione o di
In tema di obbligo di vigilanza, si
speciﬁca che il datore di lavoro e i
Come adempiere all’ art. 91 1 b bis, cioè al ruolo previsionale di coordinatori in fase di progettazione che
vogliono progettare la sicurezza, non solo pedissequamente ottemperare a questo o quell’articolo?
REDIGERE I CRONOPROGRAMMI SULLA BASE DEI DATI ECONOMICI E CON METODOLOGIE RETICOLARI, PER FORNIRE RISULTATI OGGETTIVI, TRASPARENTI E CONFRONTABILI.
STABILIRE, IN FUNZIONE DEL CANTIERE, I VALORI MASSIMI DI RISCHIO COMPLESSIVO E
DI AFFOLLAMENTO ACCETTABILI OLTRE I QUALI NON E’ POSSIBILE GARANTIRE LA SICUREZZA.
INFORMARE IL COMMITTENTE DEL MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA OTTENIBILE
CON UN MINIMO ALLUNGAMENTO DEI TEMPI
UTILIZZARE LO SCORRIMENTO LIBERO DELLE ATTIVITA’ NON CRITICHE PER LA RIDUZIONE DELLE INTERFERENZE
Il Procuratore dr. Raffaele Guariniello
si è dedicato particolarmente alla casistica che riguarda gli amministratori
di condominio, collegandosi ad alcune
sentenze che trattano questo tema.
dirigenti, oltre agli obblighi elencati nel primo comma 1, sono in tenuti
anche a vigilare sull’adempimento
degli obblighi di altri soggetti: dei
preposti (art. 19), dei lavoratori (art.
20), dei progettisti (art. 22), dei fabbricanti e dei fornitori (art. 23), degli installatori (art. 24) e del medico
competente (art. 25). Resta senz’altro ferma l’esclusiva responsabilità
dei soggetti obbligati.
Nel nuovo sistema sanzionatorio, si
realizza una rimodulazione dell’ammontare delle pene previste per le
violazioni di datore di lavoro e dirigente, con una riduzione signiﬁcativa
degli importi delle ammende e delle
già previste dal testo originale.
In conclusione il dott. Montrano
deﬁnisce il provvedimento legislativo non solo di natura correttiva e
integrativa, ma un nuovo e diverso
approccio del sistema prevenzione.
Il moderatore ha quindi dato il benvenuto al Procuratore di Torino dott.
Il Procuratore, nel vasto panorama
della sicurezza sul lavoro, si è dedicato particolarmente alla casistica
che riguarda gli amministratori di
condominio, collegandosi ad alcune
Nel caso affrontato dalla Corte di
Cassazione nella sentenza 11 marzo
2004, Cass. Pen. Sezione IV, l’amministratore di condominio incaricava
il custode della saldatura di una recinzione dello stabile condominiale
con l’impiego di una saldatrice collegata al quadro elettrico posto nel
locale di custodia; il custode viene
colpito da una scarica elettrica letale,
perché la saldatrice era difettosa dal
punto di vista antinfortunistica.
Di qui la condanna dell’amministratore per omicidio colposo, oltre
che del produttore della saldatrice,
per commissione delle seguenti colpe: mancata informazione dei rischi,
mancata predisposizione dell’impianto a terra, omessa presenza del
salvavita, omessa fornitura al lavoratore dei prescritti mezzi di protezione
personale, impianto elettrico in cattivo stato di efﬁcienza.
La tesi difensiva è stata che il custode aveva svolto questo lavoro al di
fuori dell’attività di custode, come lavoratore autonomo, ma la Cassazione
ha affermato che nulla cambia, perché
l’amministratore doveva comunque
attuare le misure di sicurezza.
Questo per evidenziare che l’amministratore sembra così lontano
dalle responsabilità, mentre invece le
sue responsabilità sono molteplici.
E quali sono le sue responsabilità?
Dipende dal ruolo, che caso per caso
Anzitutto l’amministratore di condominio può essere datore di lavoro:
qui è importante rendersi conto che il
decreto 81 dà una deﬁnizione incisiva di “datore di lavoro”: colui che ha
i pieni poteri decisionali in rapporto
ad un’organizzazione di cui assume
Questo concetto va abbinato a quello di lavoratore. Con il decreto 81 si
prevede un concetto di lavoratore
molto più esteso che in precedenza:
la persona, che indipendentemente
dalla tipologia contrattuale svolge
un’attività lavorativa nell’ambito
dell’organizzazione di un datore di
lavoro, con o senza retribuzione.
In una sentenza della Corte di Cassazione (Cass. Civ. sez. un. Sent.
6 marzo 2009) si afferma che anche se si tratta di un incarico occasionale, a titolo di mera cortesia, quel
soggetto deve essere tutelato come
lavoratore. Quindi il decreto 81, anche per gli amministratori, non tutela solo i propri lavoratori, ma anche
gli altri soggetti quali quelli previsti
dall’art. 26 che disciplina gli obblighi connessi ai contratti d’appalto, ai
I Consiglieri del Collegio geometri Luca Perricone e Giancarlo Carasso, coordinatori rispettivamente delle Commissioni Sicurezza e
Gestione Patrimonio Immobiliare, hanno organizzato il convegno
contratti d’opera e di somministrazione.
E’ oggi una delle norme più applicate dai giudici nei processi penali.
L’art. 26 ha tre commi iniziali che
affermano che quando il committente afﬁda un’attività a un’impresa
appaltatrice o lavoratore autonomo
all’interno del luogo di lavoro ha 5
1) obbligo di veriﬁcare l’idoneità
tecnico professionale del lavoratore
2) obbligo di fornire a questa impresa
o lavoratore autonomo informazioni
dettagliate sui rischi relativi al luogo
di lavoro in cui l’attività si esplica
3) e 4) obbligo di cooperare e coordinarsi nell’attuazione delle misure di
5) promuovere la cooperazione e il
coordinamento elaborando il documento unico dei rischi interferenziali
Tutti questi obblighi si applicano
ogni qual volta si afﬁdino lavori,
Il decreto 106 apporta una novità a
questo proposito: nell’art 26 è introdotto il comma 3 bis, che precisa che
l’obbligo del DUVRI non si applica
a una serie di attività: ai servizi di na-
tura intellettuale, alle mere forniture
di materiali o attrezzature, ai lavori o
servizi di durata non superiore a due
giorni, semprechè essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di
agenti cancerogeni, biologici, esplosivi o altri rischi particolari. E’ una
norma di favore, ma insidiosa.
Questa esclusione riguarda solo
uno dei 5 obblighi, ma tutti gli altri
4 continuano a sussistere. A questo
punto – osserva il Procuratore – forse conviene ugualmente redigere il
Sempre a proposito dell’art. 26, occorre sottolineare che l’obbligo del
DUVRI, che deve essere allegato al
contratto d’appalto o d’opera, deve
descrivere i rischi interferenziali,
cioè i rischi che derivano dall’opera
di più imprese (tra cui il committente).
Ciò deve essere effettuato dal datore di lavoro o un suo delegato o anche un dirigente.
L’amministratore di condominio,
in quanto datore di lavoro, deve tutelare la sicurezza di tutti i lavoratori e
anche la sicurezza dei terzi.
(sentenza del 6 agosto 2009) infatti
afferma che l’osservanza delle norme di sicurezza prescinde dalla qualità di lavoratore di chi si infortuna,
che può essere anche un soggetto del
tutto estraneo: la protezione si deve
estendere a tutte quelle persone che
comunque possono venire a contatto
con il mondo in cui si svolge l’attività lavorativa.
La sentenza tratta del caso di un ragazzino che si introduce all’interno di
un cantiere di proprietà dei imputati;
nell’attraversare una passerella cade
provocandosi fratture. Il ragazzo era
entrato dalla porta aperta del piano
terra; vengono considerati colpevoli
di lesione colposa i proprietari.
Si cita un’altra sentenza in cui un
amministratore di una società proprietaria di un fabbricato e il suo collaboratore incaricato della manutenzione vengono accusati di omicidio
colposo per aver omesso di apporre
adeguate protezioni in corrispondenza di un gradino collocato all’interno
della proprietà, che ha cagionato la
morte di una donna che vi è inciampata.
In primo grado vengono assolti,
poi condannati dalla Corte d’Appello perché la caduta della donna si era
veriﬁcata dopo analoghi infortuni allo
stesso gradino imperfetto (altezza di
50 cm) che costituiva un’insidia: non
era segnalato e mancando l’illuminazione era difﬁcilmente visibile.
Gli imputati hanno affermato di
non sapere nulla di questo gradino
ma la Corte di Cassazione conferma
la condanna, richiamando l’art. 2051
del codice civile, secondo il quale
ognuno è responsabile delle cose che
ha in custodia, salvo che provi che
si tratti di caso fortuito. L’amministratore e il collaboratore avrebbero
dovuto adoperarsi per veriﬁcare l’assenza di agenti pericolosi e nel caso
presenti attivarsi per eliminarli.
In pratica l’amministratore di condominio, non solo come datore di
lavoro, deve preoccuparsi della sicurezza di tutti quanti vengano a contatto con il cantiere o il condominio.
Il dr. Guariniello cita ancora altre sentenze: è stato condannato un
proprietario che aveva commissionato lavori di rifacimento del tetto, eseguiti a circa 15 mt dal suolo,
a un lavoratore in mobilità di altra
impresa, senza adottare misure di sicurezza come la predisposizione di
una impalcatura. E’ stato affermato
che l’imputato aveva commissionato
comunque un lavoro pericoloso senza adottare precauzioni anziché farsi
garante della sicurezza di chi, nel suo
interesse, prestava attività lavorativa
In un’altra sentenza il proprietario
di uno stabile appalta i lavori e un
dipendente di una delle imprese esecutrici cade dall’altezza di 8 mt nell’operare su una scala inidonea; anche qui il proprietario committente,
pur non essendo direttamente il datore di lavoro, viene condannato per
la mancata designazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in
un cantiere con la presenza di più im-
prese e per il mancato accertamento
della capacità tecnico professionali
delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori
da afﬁdare.
La difesa sostiene che l’imputato
ha afﬁdato lavori minimali di sistemazione, ad un’unica impresa da lui
ben conosciuta, e a questa dovevano
far obbligo i doveri di sicurezza. C’è
poi stato un frazionamento dei lavori ad altre imprese, ma non da parte
del proprietario. La Cassazione ha
sostenuto che il committente si deve
assicurare che comunque i lavori si
svolgano nella massima sicurezza.
Nessuna diligenza egli ha adottato
nella scelta delle imprese esecutrici
dei lavori; la stessa modesta consistenza delle imprese ancor più avrebbe dovuto indurre il committente ad
assicurarsi del rispetto delle norme
anti infortunistiche. Un cantiere, sia
pure temporaneo, era stato attivato e
pertanto deve osservare tutte le norme sulla sicurezza.
Le dimensioni del cantiere – ha
affermato il dr. Guariniello – non
giustiﬁcano l’omesso rispetto degli
obblighi di sicurezza.
Il moderatore ha ringraziato il Procuratore e gli altri relatori e ha dato
inizio a un breve dibattito tra i relatori stessi sugli argomenti più salienti; anche il pubblico ha posto alcune
domande sulle casistiche più complesse, alle quali è stato risposto dagli
esperti. Sul sito Internet del Collegio
www.collegiogeometri.to.it (sezione
incontri/convegni) sono disponibili i
testi degli interventi dei relatori Marchio, Perricone e Montrano e l’audio
registrazione dell’intero convegno.
Gli atti di tutti i convegni
sono reperibili sul sito:
WORKSHOP “I NUOVI
Giovedì 17 settembre presso
GEAM – Dip. Ing. del Territorio,
dell’Ambiente e Geotecnologie del
Politecnico di Torino – C.so Duca
degli Abruzzi 24 – si è svolto un
Workshop che ha inteso presentare
opportunità e sviluppi nell’utilizzo
dei nuovi sistemi Laser Scanner per
il rilevamento e l’analisi del territorio (idrologia, geologia, geotecnica),
delle infrastrutture (tunneling, monitoraggio, as built) e di complessi architettonici (restauro, progettazione,
analisi storico-architettonica).
Il Workshop è stato ﬁnalizzato a
fornire un aggiornamento circa lo
stato dell’arte delle tecnologie di rilevamento e del trattamento dei dati.
Martedì 15 settembre, presso la
sede del Collegio, si è tenuto un seminario per illustrare la normativa in
materia di privacy e tutela dei dati a
cura della società di una Società di
Il corso ha introdotto la normativa
in tema di protezione e tutela dei dati
personali con l’obiettivo di fornire
una valida e chiara metodologia per
mettere in pratica gli adempimenti e
di diffondere la cultura della riservatezza e della sicurezza.
Infatti le ultime modiﬁche del 2008
alla normativa hanno introdotto alcune sempliﬁcazioni che modiﬁcano le
procedure di applicazione della leg-
ge 196, rafforzando nel contempo il
rispetto della normativa a tutela e sicurezza dei dati.
DELLE OPERE EDILI IN
Mercoledì 21 ottobre, presso la
sede del Collegio, è stato presentato il programma “La preventivazione delle Opere Edili in Piemonte”.
Il programma prevedeva download,
visualizzazione, modiﬁca e utilizzo
per lo sviluppo di una computazione standard de “Il Prezzario Regione
Piemonte 2009”. Cenni normativi e
campi di applicazione de “La Computazione e la Contabilizzazione
delle Opere Edili”. La trattazione di
un caso pratico esempliﬁcativo con
STR VISION, software di ultima generazione.
Dal 24 al 26 giugno a Mantova si
è svolto il convegno annuale SIFET
“Dalle misure al modello digitale”,
con l’intento di offrire un quadro
aggiornato delle tecniche di acquisizione e di trattamento dei dati per la
creazione di modelli digitali del terreno e di oggetti artiﬁciali da usare
quali strumenti di base per la progettazione e la gestione.
Durante le tre giornate si sono svolti anche due corsi di aggiornamento
sulla creazione di DTM e sul servizio
di posizionamento con le reti GNSS.
Le tematiche trattate sono state le
tecniche di acquisizione dei dati e di
generazione dei modelli e le speciﬁche dei modelli digitali in funzione
delle applicazioni. Una sezione speciale è stata dedicata alla conservazione delle aste ﬂuviali.
PEC - Posta Elettronica Certiﬁcata
Sulla rivista “Il Geometra” n. 4/09
è stato pubblicato un articolo riguardante la Posta Elettronica Certiﬁcata,
in cui si evidenziava la gratuità del
servizio grazie alla convenzione sottoscritta tra una azienda leader per
l’erogazione del servizio PEC ed il
congiuntamente alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Geometri.
Oggi ritrattiamo l’argomento,
ampliando i concetti già esposti ed
evidenziando le caratteristiche ed i
vantaggi della Posta Elettronica Certiﬁcata (PEC).
La PEC è il nuovo sistema per inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dal
DPR 11 Febbraio 2005 n.68.
Questo sistema è molto simile al
servizio di posta elettronica “tradizionale”, a cui sono state aggiunte
delle caratteristiche per fornire agli
utenti la certezza a valore legale dell’invio e della consegna dei messaggi
e-mail al destinatario.
Il termine “certiﬁcata” è riferito al
rilascio di una ricevuta al mittente la
quale costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio ed eventuali allegati. Allo stesso
modo, il gestore del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna.
della raccomandata con ricevuta di
ritorno con attestazione dell’orario
esatto di spedizione.
Il sistema di invio garantisce la certezza del contenuto rendendo impos-
sibili le modiﬁche al contenuto del
messaggio e agli eventuali allegati;
in caso di contenzioso, garantisce
l’opponibilità a terzi del messaggio.
I gestori del servizio certiﬁcano
quindi con le proprie “ricevute”:
In ogni avviso inviato dai gestori
è apposto un riferimento temporale
che certiﬁca data ed ora di ognuna
delle operazioni descritte; i gestori
inviano avvisi anche in caso di errore
in una qualsiasi delle fasi del processo (accettazione, invio, consegna) in
modo che non ci siano mai dubbi sullo stato dell’ invio di un messaggio.
Se il mittente dovesse smarrire le
ricevute, la traccia informatica delle
operazioni svolte, conservata dal gestore per 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.
Quando il mittente possessore di
una casella di PEC invia un messaggio ad un altro utente certiﬁcato, il
messaggio viene raccolto dal gestore
del dominio certiﬁcato che vi applica
una ﬁrma elettronica in modo da garantirne inalterabilità e provenienza;
successivamente il messaggio è indirizzato al gestore di PEC destinatario
che veriﬁca la ﬁrma e lo consegna al
destinatario. Una volta consegnato
il messaggio il gestore PEC destinatario invia una ricevuta di avvenuta
consegna all’utente mittente che può
essere quindi certo che il suo messaggio è giunto a destinazione. Du-
Dal 29 novembre 2009 tutti i professionisti devono essere dotati di
indirizzo di casella di Posta Elettronica Certiﬁcata e comunicarlo ai
rispettivi Ordini o Collegi professionali; la realizzazione e il mantenimento dell’Elenco Telematico delle PEC dei propri iscritti è infatti un
obbligo degli Ordini e dei Collegi.
In particolare i professionisti che possiedono una casella diversa
da quella fornita da Aruba, tramite la convenzione con il Consiglio Nazionale-Cassa di Previdenza, devono comunicarlo al Collegio, che altrimenti non ne sarebbe a conoscenza.
Tabella comparativa delle caratteristiche e dei vantaggi della Posta Certiﬁcata a confronto con quelle
dei tradizionali sistemi di invio di comunicazioni
rante la trasmissione di un messaggio
attraverso 2 caselle di PEC vengono
emesse altre ricevute che hanno lo
scopo di garantire e veriﬁcare il corretto funzionamento del sistema.
Il servizio PEC si usa come la normale posta elettronica sia tramite
programma “client” (ad esempio il
tradizionale Outlook Express) che
via web tramite web-mail.
Il servizio che utilizza i protocolli
di sicurezza, fa si che tutte le comunicazioni sono protette perché crittografate e ﬁrmate digitalmente; avendo sempre la certezza che i messaggi
inviati o ricevuti non possano essere
A differenza della tradizionale posta elettronica, alla PEC è riconosciuto pieno valore legale e le ricevute possono essere usate come prove
dell’invio, della ricezione ed anche
del contenuto del messaggio inviato.
(fonte Aruba PEC)
Maggiori informazioni, dettagli e
chiarimenti sono disponibili sul web
al seguente indirizzo: http://www.
arubapec.it/GuideFilmate.aspx
Al ﬁne di creare e personalizzare il proprio Account di posta certiﬁcata, di seguito alcune istruzioni guida sulle
procedure da utilizzare con i programmi “client” Outlook Express e Windows Mail.
Conﬁgurare client posta elettronica (Outlook Express e Windows Mail)
1. Aprire il Client di
posta (OutlookExpress,
WindowsMail, Outlook
2. Aprire il menù STRUMENTI
Aprire il sottomenù ACCOUNT
4. Nella nuova ﬁnestra occorrerà
digitare la propria mail e di seguito premere
sul tasto AVANTI
3. Premere sul tasto AGGIUNGI.
Si aprirà una nuova ﬁnestra in cui
occorrerà selezionare Account di
posta elettronica e di seguito premere
5. digitare come indicato i campi Pop3
ed Smtp e di seguito premere sul tasto AVANTI
6. Digitare il nome utente di posta elettronica (come indicato) e la relativa password (rilasciata al momento della registrazione e/o variata in seguito) e di seguito premere sul tasto
Premere sul tasto FINE per terminare la procedura
7. Dopo avere terminato la procedura guidata di
creazione dell’ Account di posta occorre effettuare
alcune modiﬁche nelle proprietà e pertanto occorre:
8. Premere sul tasto PROPRIETA’ dopo aver selezionato l’Account precedentemente creato
9. Nella scheda generale, digitare come indicato, il nome di riferimento dell’ Account di posta; di seguito selezionare la scheda
11. Dopo aver aperto la ﬁnestra IMPOSTAZIONI compa-
10. Nella scheda SERVER inserire il segno di spunta
su Autenticazione del server necessaria ed aprire la
ﬁnestra Impostazioni
re la ﬁnestra SERVER DELLA POSTA IN USCITA
Compilare i campi indicati come da istruzioni Confermare
con ok le ﬁnestre attive e chiudere la ﬁnestra di Account.
IL GEOMETRA – N° 5-2009
Collegio dei Geometri Torino