Source: http://www.mediazionecnaliguria.it/index.php/news
Timestamp: 2018-12-12 14:36:05+00:00
Document Index: 52367629

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art 11', 'art. 18', 'art.3', 'art. 4', 'art.11', 'art.2', 'art. 4', 'art.8', 'art. 16', 'art. 60', 'art. 60']

Centro Assistenza CNA Liguria, Società consortile a responsabilità limitata
iscritto al n. 853 del Registro istituito presso il Ministero della Giustizia
Presso la sede del Centro di Assistenza di CNA Liguria a Genova, è operante l’O.d.M. “Organismo di Mediazione C.A. CNA Liguria”, allo scopo di risolvere in via non contenziosa le controversie dei soci e degli aderenti di CNA e di tutti coloro (e quindi anche i non soci) che vi attivano la procedura.
I servizi offerti dall’Organismo di Mediazione sono finalizzati alla gestione dei procedimenti per la risoluzione non contenziosa delle controversie.
per Organismo di mediazione, o semplicemente OdM, si intende l’ente costituito da Centro Assistenza CNA Liguria, Società consortile a responsabilità limitata, denominato “Organismo di Mediazione C.A. CNA Liguria”, iscritto nell’apposito registro istituito presso il Ministero della Giustizia, deputato a gestire il procedimento di mediazione ai sensi della normativa vigente;
per Responsabile dell’Organismo si intende la persona fisica, cui sono attribuiti, con atto interno dell’OdM, i compiti e le prerogative riservate a tale soggetto dalla normativa vigente;
per Responsabile del Procedimento s’intende colui il quale si occuperà di assistere ed agevolare il mediatore e le parti durante tutte le fasi della procedura, nonché di effettuare tutte le verifiche per quanto concerne gli aspetti logistici, amministrativi e fiscali;
per Segreteria si intende la struttura di supporto che cura la gestione delle procedure di mediazione, il cui responsabile è il Responsabile dell’Organismo;
per Commissione nomina dei mediatori, si intende la Commissione che nomina i mediatori all’interno dell’OdM.
Articolo 2 - Ambiti di applicazione
Il servizio di mediazione dell’OdM offre la possibilità di giungere alla composizione delle controversie civili e commerciali, vertenti su diritti disponibili, tra due o più persone, tramite l’ausilio di un mediatore imparziale, neutrale ed indipendente.
Il servizio è esteso, laddove possibile per Legge, in tutte le forme di mediazione e gestione dei conflitti, previa verifica dell’OdM della preparazione e delle qualifiche del mediatore che si propone all’OdM stesso.
Articolo 3 - Segreteria
L’organizzazione amministrativa della procedura è attribuita ad un apposito ufficio di Segreteria dell’O.d.M. che non può entrare nel merito della controversia.
Coloro che operano nella segreteria devono essere imparziali, non devono in alcun modo svolgere qualsivoglia tipo di consulenza giuridica o tecnica.
In particolare, il personale è tenuto al rilascio dell’attestazione relativa alla data di presentazione della domanda, alla comunicazione della risposta o mancata risposta, e alla sottoscrizione dell’accettazione alla procedura conciliativa (mod. 002), e su richiesta della parte, al rilascio dell’attestazione dell’avvenuto decorso del termine previsto per la conclusione del tentativo di mediazione.
La Segreteria provvede a:
Organizzare la ricezione dei compensi per il servizio;
Inviare tempestivamente tutte le comunicazioni necessarie alle parti ed al mediatore;
Prenotare i locali idonei e riservati all’interno della sede stabilita;
Consegnare preventivamente copia del regolamento e del tariffario;
Rispondere alle richieste di informazione sulla procedura avanzate dalle parti;
Offrire collaborazione per il corretto adempimento dell’accordo di mediazione;
Tenere apposito fascicolo per ogni procedura di mediazione con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo, ai dati identificativi delle parti, all’oggetto della controversia, al mediatore designato, alla durata del procedimento e al relativo esito;
Facilitare la sua ri-negoziazione qualora, per fatti sopraggiunti ed indipendenti dalla volontà delle parti, il suo adempimento sia divenuto impossibile, eccessivamente oneroso o inutile.
Consegnare alle parti la scheda di valutazione del servizio.
La segreteria può dichiarare concluso il procedimento, dandone notizia alle parti:
In qualsiasi momento quando una delle parti medesime dimostri di non avere più interesse a proseguire il procedimento;
Decorsi quatto mesi dal deposito della domanda, quando non si abbia avuto riscontro dall’attivazione.
La segreteria dichiara concluso il procedimento dandone notizia alle parti ove l’incontro non abbia luogo per rifiuto, espresso o tacito, della parte invitata ad aderire alla mediazione e qualora la parte istante abbia espressamente richiesto, per iscritto, una semplice attestazione della segreteria di conclusione del procedimento per mancata adesione della parte invitata.
La presente disposizione non si applica quando il tentativo del procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010.
Se richiesto, la Segreteria potrà attestare sia l’avvenuto deposito della domanda che l’avvenuta chiusura del procedimento.
Articolo 4 - Avvio della procedura
Il procedimento di mediazione è attivato su istanza di una parte, anche con un’apposita clausola contrattuale, su invito del Giudice nella mediazione delegata e nel caso la Legge preveda l’obbligo di esperire un tentativo di mediazione prima di procedere con l’azione giudiziale.
Il servizio si attiva attraverso il deposito di una domanda di mediazione presso la Segreteria, e con l’utilizzo del modulo 01. La modulistica è stata predisposta sia in forma cartacea da richiedere alla segreteria dell’organismo sia in forma on-line e pubblicata sul sito www.mediazionecnaliguria.it.
nome dell’OdM scelto;
generalità ed recapiti delle parti e, nel caso nominati, i recapiti e le generalità dei professionisti che accompagnano le parti in mediazione;
ragioni della pretesa;
valore della controversia individuato secondo i criteri stabiliti dal codice di procedura civile. Per le liti di valore indeterminato, indeterminabile ovvero se vi sia notevole disaccordo tra le parti sulla stima, l’organismo decide il valore di riferimento, sino al limite di € 250.000, e lo comunica alle parti. In ogni caso, se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.
La segreteria procede all’istruttoria dell’istanza presentata.
Qualora la domanda sia incompleta oppure la parte proponente che abbia presentato la domanda non abbia effettuato il versamento delle spese di avvio, il responsabile dell’OdM sospende la domanda ed invita la parte proponente a provvedere al perfezionamento della stessa entro 7 giorni dal ricevimento della comunicazione. Decorso tale termine la domanda è da intendersi archiviata.
La Segreteria informa l’altra parte nel più breve tempo possibile, invitandola a rispondere entro il termine di 15 giorni.
Se l’altra parte accetta ed inoltra la propria adesione, viene nominato un mediatore e stabilita la data dell’incontro.
Al contrario, nel caso quest’ultima comunichi un rifiuto, o non pervenga alcuna comunicazione entro 45 giorni dal deposito della domanda stessa, la Segreteria chiude il procedimento, dandone comunicazione alle parti.
Nei casi di cui all’art. 5 comma 1 del Decreto legislativo 28/2010, il mediatore svolge l’incontro con la parte istante anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione, e la segreteria dell’organismo può rilasciare attestato di conclusione del procedimento solo all’esito del verbale di mancata partecipazione della medesima parte chiamata e mancato accordo, formato dal mediatore ai sensi dell’art 11, comma 4 del D.Lvo 28/2010
E’ inoltre possibile il deposito di una domanda congiunta e contestuale.
Le parti possono depositare gli atti in carta libera o utilizzando gli appositi modelli, purché contenenti le informazioni richieste.
La documentazione a supporto delle proprie richieste od opposizioni va presentata all’atto della domanda o dell’adesione, con possibilità di integrazione della stessa sino al giorno prima dell’incontro di mediazione.
La presentazione può avvenire anche con lettera raccomandata o con telefax, o con la posta elettronica.
La segreteria può richiedere alle parti gli originali in caso di cattiva leggibilità o lacunosità delle copie inviate o depositate.
Anche eventuali fascicoli tecnico-legali sulle questioni inerenti il conflitto, potranno essere allegati.
Nelle varie fasi della procedura la Segreteria utilizza la propria modulistica.
Le comunicazioni tra tutte le parti potranno avvenire anche con modalità telematiche come descritto sul sito www.mediazionecnaliguria.it dove può essere scaricata tutta la modulistica.
Con l’adesione alla procedura prevista, le parti si impegnano a rispettare il presente regolamento, con le eventuali modifiche tra loro concordate, le tariffe, i principi di comportamento ed a dare incarico al Responsabile dell’OdM di designare il mediatore.
Il Responsabile dell’OdM nomina il Responsabile del Procedimento, il quale verifica con la commissione nomine il nominativo del mediatore; sentito quest’ultimo ed ottenutone il modulo di indipendenza, imparzialità e neutralità (mod. 005), fissa la data dell’incontro che viene comunicato dalla segreteria alle parti con mezzo idoneo a dimostrare l’avvenuta ricezione.
Le parti entro 7 giorni provvederanno a confermare chi sarà presente all’incontro ed effettueranno i rispettivi versamenti (parte proponente spese di mediazione, parte accettante versamento delle spese di avvio e spese di mediazione).
In caso di mancata conferma, è palese il rifiuto a partecipare all’incontro.
Le parti hanno diritto di accesso agli atti del procedimento di mediazione da loro depositati in sessione comune e ciascuna parte ha diritto di accesso agli atti depositati nelle rispettive sessioni separate in quanto la consegna deve intendersi quale specifica autorizzazione alla comunicazione all’altra parte. Gli atti vengono custoditi dall’Organismo in apposito fascicolo, anche cartaceo e/o virtuale, registrato e numerato, per un periodo di tre anni dalla conclusione della procedura.
Il procedimento di mediazione ha una durata massima non superiore a quattro mesi dal deposito della domanda.
Articolo 5 - Il Responsabile del Procedimento
All’avvio della procedura verrà nominato un Responsabile del Procedimento il quale si occuperà di assistere ed agevolare, il mediatore, le parti durante tutte le fasi della procedura, nonché effettuare tutte le verifiche per quanto concerne gli aspetti logistici, amministrativi e fiscali.
Articolo 6 - Commissione per la nomina dei mediatori
Il servizio per la nomina dei mediatori è amministrato da una Commissione di mediazione composta di norma da due membri dello “Sportello di Conciliazione di Genova”.
a)per l’interpretazione del presente regolamento ed il controllo sulla sua applicazione da parte dei mediatori;
b)per la redazione e l’aggiornamento degli elenchi dei mediatori;
c)per la decisione sulla nomina del Mediatore unico o degli eventuali coadiuvanti preposti, per casi particolari, alla procedura;
d)per la sostituzione del Mediatore in caso di sua mancata accettazione, in caso di ricusazione o di impedimento temporaneo o definitivo dello stesso o per eventuali casi di idoneità;
e)per l’esame sulle domande di ricusazione del Mediatore e relativa decisione di accoglimento o di rigetto delle stesse;
f)per la nomina del mediatore valutativo, nel caso in cui le parti chiedessero congiuntamente al mediatore nominato (che verrà sostituito) una proposta.
Articolo 7 - Il mediatore: requisiti, funzioni, limiti
Il mediatore assiste le parti, ripristinando il dialogo se interrotto e facilitandone la comunicazione, nella ricerca di un accordo che esse reputino soddisfacente per la composizione della controversia.
I mediatori devono aver conseguito un’adeguata esperienza nel settore specifico della controversia nonché un’adeguata conoscenza delle tecniche di mediazione acquisite anche attraverso la partecipazione a specifici corsi di formazione. A tal fine il corso base viene stabilito in 50 ore oltre la valutazione finale di 4 ore; i corsi di aggiornamento vengono stabiliti in 12 ore annue.
Oltre a tale formazione e competenza, il Mediatore dovrà essere in possesso di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisito presso gli enti di formazione in base all’art. 18 del DI 180/2010 modificato con DI 145/2011, nonché aver partecipato, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito ad almeno 20 casi di mediazione svolti presso organismi iscritti. Il tirocinio potrà essere svolto, qualora consentito dalla normativa, anche attraverso trasmissione video e sotto la guida di un tutor, appositamente formato, nominato dallo Sportello di Conciliazione di Genova. Il numero complessivo di tirocinanti per ciascuna procedura con un tale sistema non potrà essere superiore a 10.
Il mediatore, presa visione della documentazione, delle caratteristiche e della natura della controversia, è tenuto a comunicare – se accetta – la propria adesione impegnandosi a condurre il tentativo di mediazione secondo il regolamento previsto dallo Organismo di Mediazione (modello n° 004).
Qualora il mediatore inserito nell’elenco rifiuti, deve comunicare i motivi che precludono la possibilità dell’accettazione.
Il mediatore nominato, prima dell’inizio dell’incontro di mediazione è tenuto a sottoscrivere una apposita dichiarazione (modello n° 005) di indipendenza e imparzialità, con esplicito riferimento al Codice europeo di condotta per mediatori.
Anche gli eventuali tirocinanti che assistono alla procedura di mediazione sono tenuti a sottoscrivere la dichiarazione di indipendenza, imparzialità, neutralità e riservatezza rispetto all’intero procedimento di mediazione
Il mediatore è libero di condurre gli incontri di mediazione nel modo che ritiene più opportuno, tenendo in considerazione le circostanze del caso, la volontà delle parti e la necessità di trovare una rapida soluzione della controversia.
Il mediatore ha la possibilità di ascoltare separatamente le parti, obbligandosi a tenere riservato anche quanto appreso durante tali incontri salva esplicita autorizzazione delle parti stesse.
Il mediatore non può mai svolgere, funzione di arbitro o di negoziatore (professionista che accompagna le parti in mediazione) e non potrà mai effettuare la proposta valutativa richiesta eventualmente dalle parti, nella procedura in cui opera come mediatore.
Il mediatore in nessun caso potrà svolgere attività di consulenza sull’oggetto della questione o sugli eventuali contenuti dell’accordo, salvo verificare la sua conformità alle norme imperative ed all’ordine pubblico.
Il mediatore viene nominato dal responsabile dell’OdM su indicazione della commissione nomine di cui all’articolo precedente tra quelli inseriti nell’elenco interno dei mediatori iscritti con provvedimento del Responsabile del Registro, in base all’elenco predisposto, ordinato in ordine di adesione all’Organismo ed in base al punteggio ottenuto alla valutazione conseguita a seguito di apposita valutazione effettuata dallo Sportello di Conciliazione di Genova al momento della richiesta di iscrizione.
Nell’assegnazione degli incarichi, l’organismo si attiene a quanto previsto nell’art.3, comma 1 lett.b) del d.i. 145/2011, secondo cui, nel regolamento di procedura, devono essere stabiliti criteri inderogabili per l’assegnazione degli affari di mediazione predeterminati e rispettosi della specifica competenza professionale del mediatore, desunta anche dalla tipologia del titolo di studio posseduto.
Ove trattasi, a giudizio del responsabile dell’organismo, di controversia che presenta profili di alta difficoltà (sia sul piano della definizione in diritto che di applicazione delle tecniche di mediazione) si dovrà procedere ad una designazione in favore dei mediatori di pari grado di competenza; la selezione fra gli stessi potrà essere compiuta secondo il criterio della turnazione. L’organismo può fornire alle parti una lista di candidati ritenuti idonei, tenendo in considerazione l’eventuale preferenza espressa da questi, le specifiche competenze professionali ed eventuali conoscenze tecniche o linguistiche e la disponibilità del mediatore. Ciascuna parte può segnalare la propria preferenza per la nomina del mediatore. Se le parti non comunicano, in modo concorde, un nominativo entro cinque giorni, l’organismo nomina il mediatore tra i candidati proposti, secondo i criteri sopra indicati.
Se il valore della lite è superiore a 500.000 euro, l’organismo può fornire alle parti una lista di candidati ritenuti idonei, tenendo in considerazione l’eventuale preferenza espressa dalle parti, specifiche competenze professionali, eventuali conoscenze tecniche o linguistiche e la disponibilità del mediatore. Ciascuna parte assegna un ordine di preferenza a tutti i candidati. L’organismo nomina mediatore la persona con l’ordine di preferenza collettivamente superiore e, in caso di parità, quella più anziana. Se le parti non comunicano le rispettive preferenze entro 5 giorni, l’organismo nomina il mediatore tra i candidati proposti.
La lista dei mediatori è consultabile sul sito www.mediazionecnaliguria.it;
Il mediatore potrà essere affiancato da un co-mediatore, senza un aggravio di oneri aggiuntivi per le parti, qualora il Responsabile del Procedimento ne ravvisi la necessità o ne venga fatta specifica richiesta dal mediatore.
L’organismo iscritto è obbligato a consentire gratuitamente il tirocinio assistito di cui all’art. 4 comma 3 lettera b del DI 145/2011 pertanto il mediatore potrà essere affiancato da uno o due tirocinanti e/o da un segretario dell’OdM. In tal senso verrà chiesto alle parti di sottoscrivere l’assenso alla partecipazione alla procedura di mediazione da parte del tirocinante che, in ogni caso, è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione di indipendenza, imparzialità, neutralità e riservatezza rispetto all’intero procedimento di mediazione. La stessa dichiarazione dovrà essere sottoscritta anche dai partecipanti che dovessero partecipare, qualora possibile, al tirocinio in videoconferenza.
Il mediatore e/o i tirocinanti non dovranno trovarsi in alcuna delle situazioni di incompatibilità previste da specifiche norme di Legge e dal codice etico allegato.
Le parti, o una di esse, potrà richiedere al Responsabile dell’OdM, in base a giustificati motivi, la sostituzione del mediatore.
Qualora la mediazione sia assegnata al Responsabile dell’OdM, sull’istanza di sostituzione provvede il soggetto gerarchicamente sovraordinato al Responsabile.
Articolo 8 - L’incontro di mediazione
Le parti partecipano all’incontro personalmente o, in via eccezionale, mediante un proprio rappresentante munito dei necessari poteri.
Le parti sono libere di farsi accompagnare da persone di fiducia, da avvocati, da rappresentanti delle Associazioni di categoria o da negoziatori. In ogni caso è necessario portare a conoscenza della Segreteria, all’avvio o all’accettazione della procedura, i nominativi di chi sarà presente all’incontro.
Il mediatore conduce l’incontro senza formalità di procedura, sentendo le parti congiuntamente e/o separatamente; il mediatore potrà, sentite le parti, eseguire un ulteriore incontro in giorni diversi da quello dell’inizio della procedura.
Solo in casi particolari, la Segreteria individua un consulente tecnico del mediatore (C.T.M.), a condizione che entrambe le parti lo richiedano e si impegnino a sostenerne - in eguale misura - i relativi oneri.
Il compenso del C.T.M. sarà determinato sulla base del tariffario stabilito per i Consulenti Tecnici del Tribunale e al pagamento dello stesso provvederanno direttamente le parti in egual misura.
Alle parti è assicurato tutto il tempo necessario per svolgere l’incontro di mediazione e, di norma, un’unica seduta ne esaurisce l’oggetto. In caso contrario, il mediatore può fissare altri incontri successivi, a breve intervallo di tempo.
Il mediatore, una volta fatte accomodare le parti, le invita a presentare brevemente le loro osservazioni, personalmente o per il tramite di una persona di loro fiducia. La discussione avverrà in contraddittorio.
Il mediatore potrà sentire le parti e/o i loro accompagnatori e negoziatori individualmente, in sezioni disgiunte, a suo insindacabile giudizio.
Qualora il Mediatore avesse bisogno di valutazioni o documenti che le parti non riescono a produrre, può chiedere, con l’approvazione delle parti stesse che assumono l’onere di pagarne l’intervento al 50% in via provvisoria, la nomina di un Consulente Tecnico (C.T.M.), scelto dalla Commissione Nomine in un elenco, appositamente formato, del quale possono far parte esclusivamente professionisti iscritti negli elenchi dei CTU presso i Tribunali e presso l’apposito elenco pubblicato anch’esso sul sito dell’O.d.M.
In caso di raggiungimento della mediazione, così come in caso di esito negativo, dovrà esserne dato atto nell’apposito processo verbale.
Qualora non si pervenga a un accordo, il mediatore redige un processo verbale con indicazione della proposta (qualora formulata con le precisazioni di cui al presente regolamento). Il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere.
Al termine di ogni procedura di mediazione a ciascuna parte viene consegnata la scheda di valutazione del servizio (allegato C), da trasmettere al responsabile del registro degli organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia.
Articolo 9 - Esito dell’incontro
Il verbale di mediazione, sottoscritto dalle parti e dal mediatore, secondo quanto previsto dalla Legge, dà atto dell’esito dell’incontro, ed eventualmente dell’impossibilità di una parte di sottoscriverlo; verrà redatto in tanti originali quante sono le parti, più uno, che verrà depositato presso la Sede dell’Organismo di Mediazione.
Nel caso di esito positivo, i termini dell’accordo sono recepiti in un documento separato e sottoscritto dalle sole parti.
Tutti gli oneri fiscali e gli obblighi derivanti dall’accordo raggiunto, restano a carico delle parti.
Il verbale di mediazione, ove espressamente previsto dalla Legge, ha valore di titolo esecutivo previa omologa da parte del Tribunale presso cui ha sede l’OdM.
Ove sia stato richiesto dalle parti od ove lo abbia ritenuto opportuno, in caso di mancato raggiungimento dell’accordo il mediatore, nel redigere il processo verbale, dà, inoltre, atto, della eventuale proposta di mediazione sottoposta alle parti dal mediatore valutativo.
Il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere.
Articolo 10 - La proposta di conciliazione.
Ad esclusione dei casi in cui vi sia opposizione alla verbalizzazione espressa nella clausola contrattuale di mediazione ovvero nel caso in cui almeno una parte vi si opponga espressamente o, ancora in caso di mancata partecipazione alla mediazione di una o più parti e, quindi, non è possibile per il mediatore di fare una “proposta di conciliazione”, è consentito alle Parti di chiedere al Mediatore di esprimere una propria proposta.
In caso di formulazione della proposta di cui all’art.11 del decreto legislativo, la stessa verrà formulata da un mediatore diverso da quello che ha condotto sino ad allora la mediazione e sulla base delle sole informazioni che le parti intendono offrire al mediatore proponente in quanto questa esula dalla reale figura del mediatore ovvero “compositore amichevole della controversia”, ma principalmente perché se si utilizzasse lo stesso mediatore le parti non si “aprirebbero” nelle sessioni private, momento indispensabile per la risoluzione della questione, sapendo che lo stesso potrà essere influenzato nella formulazione della proposta.
Qualora le parti lo richiedessero, il mediatore valutativo fisserà la data per un nuovo incontro e, dopo averle informate circa le conseguenze previste dalla legge per il caso di mancata accettazione, sentirà le parti solo nella sessione congiunta (posizioni) e formulerà la proposta di accordo, sempre che i dati in suo possesso siano sufficienti.
Prima di formulare la proposta, il mediatore informa le parti che se il provvedimento che definirà il giudizio:
a)corrisponderà interamente al contenuto della proposta, il Giudice escluderà la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condannerà al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, ivi compresi i compensi dovuti al mediatore e all’esperto eventualmente nominato, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto;
b)se invece non corrisponderà interamente al contenuto della proposta, il giudice, qualora ricorressero gravi ed eccezionali ragioni, potrà nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto eventualmente nominato.
L’accettazione o il rifiuto della proposta dovranno essere comunicate dalle parti, per iscritto, alla Segreteria entro 7 giorni dalla data della formulazione della stessa; in mancanza di comunicazione la proposta s’intenderà rifiutata.
In caso di mancata adesione o partecipazione alla procedura di mediazione di una delle parti, il mediatore valutativo non potrà formulare la proposta.
Il procedimento di mediazione è riservato in tutte le sue fasi e tutto quanto viene detto nel corso dell’incontro non può essere registrato o verbalizzato. Anche qualora si verificasse la possibilità di procedere all’assistenza di tirocinanti in videoconferenza la procedura non potrà in alcun modo essere registrata.
Parimenti, il mediatore, le parti e tutti coloro che intervengono all’incontro, a qualsiasi titolo ed ivi inclusi gli avvocati e i consulenti nonché il o i mediatori in tirocinio previsti nell’art.2 del d.i. 145/2011, si impegnano a non divulgare a terzi estranei i fatti e le informazioni apprese nel corso del procedimento di mediazione. Essi si impegnano altresì a non utilizzare, nel corso di eventuali successivi procedimenti contenziosi, promossi delle stesse parti in relazione al medesimo oggetto, le dichiarazioni e le informazioni apprese durante il procedimento di mediazione.
Infine, le parti si impegnano ad astenersi dal chiamare il mediatore, i funzionari e chiunque altro abbia preso parte al procedimento, ivi inclusi i mediatori in tirocinio, a testimoniare in giudizio o arbitrato sui fatti e sulle circostanze di cui sono venuti a conoscenza in relazione al procedimento di mediazione.
A tal fine, tutti i presenti alla procedura, in qualunque veste vi abbiano partecipato, dovranno firmare il modulo di riservatezza.
L’organismo iscritto è obbligato a consentire gratuitamente il tirocinio assistito di cui all’art. 4 comma 3 lettera b del DI 145/2011. Anche il tirocinante in ogni caso è tenuto alla riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite nel corso dell’intero procedimento di mediazione.
L'Organismo assicura adeguate modalità di conservazione e di riservatezza degli atti introduttivi del procedimento, sottoscritti dalle parti, nonché di ogni altro documento proveniente dai soggetti di cui al comma che precede o formato durante il procedimento nonché l’elenco degli eventuali tirocinanti.
Articolo 12 - Adempimenti e responsabilità delle parti
la proponibilità della domanda, con riferimento a materia e a ragioni della richiesta;
la qualificazione della natura della controversia;
la forma e contenuto dell’atto con cui la parte conferisce delega al proprio rappresentante di cui all’art.8 del presente Regolamento;
la veridicità e correttezza delle dichiarazioni inerenti alla richiesta dell’eventuale gratuito patrocinio;
l’individuazione dei soggetti nei confronti dei quali la domanda viene presentata con particolare riguardo al litisconsorzio necessario, in caso di controversie in cui le parti intendono esercitare l’azione giudiziale nelle materie per le quali la mediazione è prevista come condizione di procedibilità;
la dichiarazione che la parte rilascia contestualmente al deposito della domanda di mediazione, di non avere avviato presso altri Organismi la medesima procedura .
Articolo 13 - Tariffe per il servizio
2) Per le spese di avvio, a valere sull’indennità complessiva, è dovuto da ciascuna parte un importo di euro 40,00 che è versato dall’istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento.
3) Per le spese di mediazione è dovuto da ciascuna parte l’importo indicato nella tabella A allegata e redatta così come previsto dal D.I. 180/2010, come modificato dal DI 145/2011, art. 16, o dalla tabella liberamente redatta dall’organismo anch’essa allegata.
a.può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell’affare;
b.deve essere aumentato in misura non superiore a un quarto in caso di successo della mediazione;
c.deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo;
d.nelle materie di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo, deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti, salva la riduzione prevista dalla lettera e) del presente comma, e non si applica alcun altro aumento tra quelli previsti dal presente articolo a eccezione di quello previsto dalla lettera b) del presente comma;
e.deve essere ridotto a euro quaranta per il primo scaglione e ad euro cinquanta per tutti gli altri scaglioni, ferma restando l’applicazione della lettera c) del presente comma quando nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento.
8) Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile, o vi sia una note-vole divergenza tra le parti sulla stima, l’organismo decide il valore di riferi-mento, sino al limite di euro 250.000, e lo comunica alle parti. In ogni caso, se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.
9) Le spese di mediazione sono corrisposte prima dell’inizio del primo incontro di mediazione in misura non inferiore alla metà e saldate per intero prima del rilascio del verbale di accordo di cui all’articolo 11 del decreto legislativo. In ogni caso, nelle ipotesi di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo, l’organismo e il mediatore non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione.
10) Le spese di mediazione comprendono anche l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione, indipendentemente dal numero di incontri svolti. Esse rimangono fisse anche nel caso di mutamento del mediatore nel corso del procedimento ovvero di nomina di un collegio di mediatori, di nomina di uno o più mediatori ausiliari, ovvero di nomina di un diverso mediatore per la formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo salvo quanto previsto al punto c) del punto 4) del presente articolo.
12) Ai fini della corresponsione dell’indennità, quando più soggetti rappre-sentano un unico centro d’interessi si considerano come un’unica parte.
14) Gli importi minimi delle indennità per ciascun scaglione di riferimento, come determinati a norma della tabella A allegata al decreto, sono derogabili.
Per quanto concerne l’eventuale nomina di C.T.M., il compenso sarà determinato sulla base del tariffario stabilito per i Consulenti Tecnici del Tribunale e al pagamento dello stesso provvederanno direttamente le parti in egual misura.
La nuova normativa di mediazione
Quando si parla di strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, nel nostro ordinamento si fa riferimento all’arbitrato, alla transazione e alla mediazione.
Il movimento del mondo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) trae origine negli anni ’70 negli Stati Uniti, iniziando il percorso negli ADR con l’arbitrato che era lo strumento alternativo più usato circa sino al 1978; da allora si svilupparono forme di risoluzione delle controversie a carattere non decisorio (tra cui la mediazione).
In questo senso è molto interessante per chi volesse approfondire, la lettura del libro Arte del negoziato, di Roger Fisher, William Ury e Bruce Patton, creatori della Harward Law School.
In Italia si inizia a parlare di Mediazione oltre che sul Codice Civile con la prima vera Legge al riguardo ovvero la NT 580 (Riforme delle Camere di Commercio); già con questa Legge e con i Regolamenti che le succedono, le Camere di Commercio hanno aperto la porta all’informazione sulle metodologie di mediazione ed alla formazione di mediatori.
Successivamente sono state approvate altre Leggi riguardanti la Mediazione, ma, di fatto, nessuna di queste poteva riguardare direttamente CNA in quanto Confederazione né le strutture ad essa collegate.
Finalmente la tanto attesa riforma della Giustizia approda con la Legge Delega sulla Mediazione contenuta nell’art. 60 della Legge n° 69 del 19 giugno 2009.
La Legge Delega 69/2009 nasce dall’impostazione del Parlamento Europeo che, con direttiva di Consiglio del 21 maggio 2008, 2008/52/Ce, impone agli stati membri di attivare quanto sopra adempiendo entro il 21 maggio 2011 alla direttiva testé citata. Tale legge ha demandato al Governo di emanare un Decreto Legislativo al fine di porre in attuazione quanto definito.
Il Decreto Legislativo n° 28 del 24 marzo 2010 (La mediazione finalizzata alla mediazione delle controversie civili e commerciali), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.53 del 25 marzo 2010, pone in attuazione l’art. 60 della Legge 18 giugno 2009 n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla mediazione delle controversie civili e commerciali.
Le successive circolari ministeriali e, infine, la Legge 9 agosto 2013, n. 98 di conversione del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (cosiddetto ‘del fare’) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013 ne hanno definito la forma attuale.