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Timestamp: 2020-02-18 01:01:57+00:00
Document Index: 1628391

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 1']

Par condicio Legge 28 2000 Parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali
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(Gazz. Uff., 22 febbraio 2000, n. 43)
DISPOSIZIONI GENERALI IN TEMA DI PARITÀ DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE DURANTE LE CAMPAGNE ELETTORALI E REFERENDARIE E PER LA COMUNICAZIONE POLITICA
2-bis. Ai fini dell’applicazione della presente legge, i mezzi di informazione, nell’ambito delle trasmissioni per la comunicazione politica, sono tenuti al rispetto dei principi di cui all’articolo 51, primo comma, della Costituzione, per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini (1).
(1) Comma aggiunto dall’articolo 4, comma 1, della Legge 23 novembre 2012, n. 215.
3. é assicurata parità di condizioni nell’esposizione di opinioni e posizioni politiche nelle tribune politiche, nei dibattiti, nelle tavole rotonde, nelle presentazioni in contraddittorio di programmi politici, nei confronti, nelle interviste e in ogni altra trasmissione nella quale assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche.
1. Le emittenti radiofoniche e televisive che offrono spazi di comunicazione politica gratuita ai sensi dell’art. 2, comma 3, possono trasmettere messaggi politici autogestiti, gratuiti di seguito denominati “messaggi” (1).
3. I messaggi recano la motivata esposizione di un programma o di un’opinione politica e hanno una durata compresa tra uno e tre minuti per le emittenti televisive e da trenta a novanta secondi per le emittenti radiofoniche, a scelta del richiedente. I messaggi non possono interrompere altri programmi, hanno un’autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, di cui ogni emittente comunica alla Commissione o all’Autorità, con almeno quindici giorni di anticipo, la collocazione nel palinsesto. I messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti di affollamento pubblicitario previsti dalla legge.
4. Per ciascuna emittente radiofonica e televisiva nazionale gli spazi per i messaggi non possono superare il 25 per cento della effettiva durata totale dei programmi di comunicazione politica trasmessi ai sensi dell’art. 2, comma 3, dalla medesima emittente o sulla medesima rete nell’ambito della stessa settimana e nelle stesse fasce orarie. Possono essere previsti fino a un massimo di due contenitori per ogni giornata di programmazione.
6. Gli spazi per i messaggi sono offerti in condizioni di parità di trattamento ai soggetti politici rappresentati negli organi la cui elezione è richiamata all’art. 1, comma 2. L’assegnazione degli spazi in ciascun contenitore è effettuata mediante sorteggio. Gli spazi spettanti a un soggetto politico e non utilizzati non possono essere offerti ad altro soggetto politico. Ciascun messaggio può essere trasmesso una sola volta in ciascun contenitore. Nessuno può diffondere più di un messaggio nel medesimo contenitore. Ogni messaggio reca l’indicazione del soggetto committente (1).
8. L’Autorità e la Commissione, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, fissano i criteri di rotazione per l’utilizzo, nel corso di ogni periodo mensile, degli spazi per i messaggi autogestiti di cui ai commi precedenti e adottano le eventuali ulteriori disposizioni necessarie per l’applicazione della disciplina prevista dal presente articolo.
(1) Comma così modificato dall’articolo 2 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
(2) Comma abrogato dall’articolo 2 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
3. Dalla data di presentazione delle candidature per le elezioni di cui all’art. 1, comma 2, le emittenti radiofoniche e televisive nazionali possono trasmettere messaggi autogestiti per la presentazione non in contraddittorio di liste e programmi, secondo le modalità stabilite dalla Commissione e dall’Autorità, sulla base dei seguenti criteri:
c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, Né essere interrotti, hanno un’autonoma collocazione nella programmazione e sono trasmessi in appositi contenitori, prevedendo fino a un massimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione;
5. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che accettano di trasmettere messaggi autogestiti a titolo gratuito, nei termini e con le modalità di cui al comma 3, è riconosciuto un rimborso da parte dello Stato nella misura definita entro il 31 gennaio di ogni anno con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Alle emittenti radiofoniche è riservato almeno un terzo della somma complessiva annualmente stanziata. In sede di prima attuazione il rimborso per ciascun messaggio autogestito è determinato per le emittenti radiofoniche in lire 12.000 e per le emittenti televisive in lire 40.000, indipendentemente dalla durata del messaggio. La somma annualmente stanziata è ripartita tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in proporzione al numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali di ciascuna regione e provincia autonoma. Il rimborso è erogato, entro i novanta giorni successivi alla conclusione delle operazioni elettorali, per gli spazi effettivamente utilizzati e congiuntamente attestati dalla emittente e dal soggetto politico, nei limiti delle risorse disponibili, dalla regione che si avvale, per l’attività istruttoria e la gestione degli spazi offerti dalle emittenti, del comitato regionale per le comunicazioni o, ove tale organo non sia ancora costituito, del comitato regionale per i servizi radiotelevisivi. Nella Regione Trentino-Alto Adige il rimborso è erogato dalle province autonome, che si avvalgono, per l’attività istruttoria, dei comitati provinciali per i servizi radiotelevisivi sino alla istituzione dei nuovi organi previsti dal comma 13 dell’art. 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249 (4) .
8. Le emittenti radiofoniche e televisive nazionali comunicano all’Autorità, entro il quinto giorno successivo alla data di cui al comma 1, la collocazione nel palinsesto dei contenitori. Fino al completamento delle operazioni elettorali, ogni successiva modificazione deve essere comunicata alla medesima Autorità con almeno cinque giorni di anticipo (3).
(3) Comma così modificato dall’articolo 2 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
(4) Per l’attuazione del presente comma, vedi il D.M. 29 marzo 2006.
Programmi d’informazione nei mezzi radiotelevisivi.
(1) Modifica il comma 5 dell’art. 1 della l. 10 dicembre 1993, n. 515.
1. Le disposizioni degli articoli da 1 a 5 non si applicano alle imprese di radiodiffusione sonora di cui all’art. 11, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive modificazioni. Per tali imprese è comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, di spazi per messaggi autogestiti.
Disciplina della comunicazione istituzionale e obblighi di informazione(1).
(1) In riferimento al presente articolo vedi: Circolare del Ministero dell’Interno 15 aprile 2009, n. 16
4. In caso di violazione degli articoli 3 e 4, commi 3 e 4, l’Autorità ordina all’emittente interessata, oltre all’immediata sospensione delle trasmissioni programmate in violazione della presente legge (1):
a) la messa a disposizione di spazi, a titolo gratuito , per la trasmissione di messaggi politici autogestiti in favore dei soggetti danneggiati o illegittimamente esclusi, in modo da ripristinare l’equilibrio tra le forze politiche (2);
5. In caso di violazione dell’art. 5, l’Autorità ordina all’emittente interessata la trasmissione di servizi di informazione elettorale con prevalente partecipazione dei soggetti politici che siano stati direttamente danneggiati dalla violazione.
6. In caso di violazione dell’art. 7, l’Autorità ordina all’editore interessato la messa a disposizione di spazi di pubblicità elettorale compensativa in favore dei soggetti politici che ne siano stati illegittimamente esclusi.
7. In caso di violazione dell’art. 8, l’Autorità ordina all’emittente o all’editore interessato di dichiarare tale circostanza sul mezzo di comunicazione che ha diffuso il sondaggio con il medesimo rilievo, per fascia oraria, collocazione e caratteristiche editoriali, con cui i sondaggi stessi sono stati pubblicizzati.
[10. I provvedimenti dell’Autorità di cui al presente articolo possono essere impugnati dinanzi al Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio entro trenta giorni dalla comunicazione dei provvedimenti stessi. In caso di inerzia dell’Autorità, entro lo stesso termine i soggetti interessati possono chiedere al TAR del Lazio, anche in sede cautelare, la condanna dell’Autorità stessa a provvedere entro tre giorni dalla pronunzia. In caso di richiesta cautelare, i soggetti interessati possono trasmettere o depositare memorie entro cinque giorni dalla notifica. Il TAR del Lazio, indipendentemente dalla suddivisione del tribunale in sezioni, si pronunzia sulla domanda di sospensione nella prima camera di consiglio dopo la scadenza del termine di cui al precedente periodo, e comunque non oltre il settimo giorno da questo. Le stesse regole si applicano per l’appello dinanzi al Consiglio di Stato.] (3)
(1) Alinea così modificato dall’articolo 2 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
(2) Lettera così modifiata dall’ articolo 2 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
(3) Comma abrogato dall’articolo 4, comma 1, punto 22), dell’Allegato 4 al D.Lgs.2 luglio 2010, n. 104.
1. Entro trenta giorni dalla consultazione elettorale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ed anche nel caso di elezioni suppletive, i titolari di emittenti radiotelevisive, nazionali e locali, e gli editori di quotidiani e periodici comunicano ai Presidenti delle Camere nonché al Collegio regionale di garanzia elettorale di cui all’art. 13 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, i servizi di comunicazione politica ed i messaggi politici effettuati ai sensi dei precedenti articoli, i nominativi di coloro che vi hanno partecipato, gli spazi concessi a titolo gratuito o a tariffa ridotta, gli introiti realizzati ed i nominativi dei soggetti che hanno provveduto ai relativi pagamenti.
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LE EMITTENTI LOCALI (1).
(1) Capo inserito dall’articolo 1 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
(1) Articolo inserito dall’articolo 1 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
b) per “programma di informazione”, il telegiornale, il giornale radio e comunque il notiziario o altro programma di contenuto informativo, a rilevante presentazione giornalistica, caratterizzato dalla correlazione ai temi dell’attualità e della cronaca;
c) per “programma di comunicazione politica”, ogni programma in cui assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche manifestate attraverso tipologie di programmazione che comunque consentano un confronto dialettico tra più opinioni, anche se conseguito nel corso di più trasmissioni.
1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parità di trattamento, l’obiettività, l’imparzialità e l’equità nella trasmissione sia di programmi di informazione, nel rispetto della libertà di informazione, sia di programmi di comunicazione politica.
(Vigilanza e poteri dell’Autorita) (1)
1. L’Autorità vigila sul rispetto dei principi contenuti nel presente Capo e di quanto disposto nel codice di autoregolamentazione di cui all’articolo 11-quater, nonché delle disposizioni regolamentari e attuative emanate dall’Autorità medesima.
[4. I provvedimenti dell’Autorità di cui al presente articolo possono essere impugnati dinanzi agli organi di giustizia amministrativa in sede di giurisdizione esclusiva, ai sensi dell’ articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 . La competenza di primo grado è attribuita in via esclusiva ed inderogabile al tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma.] (2)
(2) Comma abrogato dall’articolo 4, comma 1, punto 22), dell’Allegato 4 al D.Lgs.2 luglio 2010, n. 104.
(Norme regolamentari e attuative dell’Autorita) (1)=
1. L’Autorità adegua le proprie disposizioni regolamentari e attuative alle disposizioni del presente Capo.
Art. 11 septies
1. A decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro delle comunicazioni di cui al comma 5 dell’articolo 11-quater, cessano di applicarsi alle emittenti radiofoniche e televisive locali le disposizioni di cui al Capo I della presente legge, ad eccezione degli articoli 4, commi 3 e 5, e8 .
(1) Rubrica inserita dall’articolo 1 della legge 6 novembre 2003, n. 313.
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in lire 20 miliardi a decorrere dall’anno 2000, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno 2000, parzialmente utilizzando per gli anni 2000 e 2002 l’accantonamento relativo al medesimo Ministero e per l’anno 2001 l’accantonamento relativo al Ministero delle finanze.
(1) Abroga i commi 2, 3 e 4 dell’art. 1 e gli artt. 2, 5, 6 e 8 della l. 10 dicembre 1993, n. 515.