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Timestamp: 2018-06-19 10:13:16+00:00
Document Index: 40228867

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 60', 'art. 142', 'art. 30', 'art. 142', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 37', 'art. 26', 'art. 142', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 60']

Esclusione per gli italiani residenti all’estero della possibilità che l’Agente della riscossione utilizzi per la notifica della cartella il deposito all'albo comunale | Commercialista Telematico
Esclusione per gli italiani residenti all’estero della possibilità che l’Agente della riscossione utilizzi per la notifica della cartella il deposito all'albo comunale
Equitalia spa, con una nota interna del 18 agosto 2009, è intervenuta sulla modalità di notifica delle cartelle agli italiani residenti all’estero. La consegna delle cartelle di pagamento ai cittadini iscritti all’Aire deve avvenire secondo le modalità stabilite da eventuali convenzioni internazionali. In subordine attraverso il ricorso alle autorità diplomatiche o consolari, e infine, ma solo in via residuale, mediante la spedizione di una copia al destinatario a mezzo raccomandata A.R. all’indirizzo estero. Viene esclusa la possibilità di fare ancora ricorso all’art. 60 del dpr n. 600/73 (notifica dell’atto tributario all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito) (1).
Equitalia spa esclude quindi la possibilità di fare ancora ricorso all’art. 60 del dpr n. 600/73 e quindi notificare l’’atto tributario all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito nell’albo dello stesso comune. Tale procedura secondo Equitalia è riferibile agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 366/2007 (2) la quale si è pronunciata nel senso dell’illegittimità costituzionale degli articoli 58, comma 1 e secondo periodo del comma 2, e 60, comma 1, lettere e), e) ed f), del dpr 600/73.
Siffatta pronuncia ha statuito che la notifica all’estero deve avvenire con la procedura di cui all’art. 142 cpc. La nuova procedura di notifica all’estero, in mancanza della comunicazione di domicilio estero fornito dallo stesso contribuente, di cui all’art. 60, primo comma, lettera e-bis), del dpr n. 600/1973 (3) e sempre che il contribuente sia iscritto all’Aire, si deve svolgere con la procedura di cui all’art. 142 CPC. In questi casi è esclusa a priori la notifica all’indirizzo corrispondente al domicilio fiscale del contribuente mediante il deposito di copia della cartella nella casa comunale e affissione dell’avviso di deposito nell’albo dello stesso comune. In buona sostanza, nell’ipotesi di notifica delle cartelle di pagamento ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Aire, gli agenti della riscossione devono tener conto: 1) delle modalità stabilite da convenzioni internazionali; 2) del ricorso ad autorità diplomatiche o consolari ex art. 30 e 75 dpr 200/67; 3)della spedizione di una copia al destinatario a mezzo raccomandata A.R. all’indirizzo estero;un’altra copia deve essere consegnata al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al ministero affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta.
Tale ultima modalità, come precisato dall’art. 142 cpc, è residuale, qualora sia impossibile notificare secondo le modalità prioritarie stabilite dal comma 2 dello stesso articolo. Giova osservare che per il recupero di crediti di pertinenza dell’Agenzia l’Agente della riscossione procede alla trasmissione dell’atto da notificare (cartella di pagamento o altro atto della procedura di riscossione coattiva) all’ufficio locale delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del debitore iscritto a ruolo. Il fisco si attiva pertanto per le procedure di mutua assistenza tra Stati esteri in materia di notifiche.
L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che tale prassi debba essere parimenti seguita anche per i ruoli afferenti a crediti diversi da Iva e imposte sui redditi (per i quali trovano applicazione le direttive comunitarie n. 76/308/ CEE e 02/94 CE) oppure riguardanti soggetti iscritti a ruolo non residenti in stati membri dell’Unione Europea. Qualora il contribuente non abbia beni aggredibili in Italia, per cui risulta impossibile effettuare attività di riscossione coattiva sul territorio nazionale, è previsto che sarà inviato all’Agenzia, oltre alla cartella di pagamento, anche la comunicazione di inesigibilità, per consentire all’ente creditore di valutare le iniziative da intraprendere in merito all’eventuale attivazione, con il paese estero, delle procedure di mutua assistenza per recupero crediti tributari
a) la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte;
b-bis) se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o
indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso, a mezzo di lettera raccomandata;
d) è in facoltà del contribuente di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso l’elezione di domicilio deve risultare espressamente dalla dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente ufficio imposte a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento;
L’elezione di domicilio non risultante dalla dichiarazione annuale ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni previste alla lettera d) ed alla lettera e-bis) del comma precedente.
Le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dell’ufficio della comunicazione prescritta nel secondo comma dell’art. 36. Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dall’ultima dichiarazione annuale.
(2) Secondo la sentenza n. 366 del 7 novembre 2007 della Consulta è fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, commi 1 e 2, secondo periodo, e 60, comma 1, lettere c), e) ed f), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”), con l’art. 26, ultimo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n 602 (“Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito”), sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione.
Tale pronuncia ha statuito l’illegittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 58, comma 1 e comma 2, secondo periodo, e 60, comma 1, lettere c), e) ed f), D.P.R. n. 600/1973 – nel testo applicabile ratione temporis, anteriore alle modifiche ad esso apportate dall’art. 37, comma 27, lettera a), D.L. n. 223/2006 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248/2006) – e dell’art. 26, ultimo comma, D.P.R. n. 602/1973. Secondo la Consulta le disposizioni censurate dal giudice a quo violano i precetti costituzionali posti a presidio della tutela dell’effettiva e tempestiva conoscenza degli atti da parte del destinatario. Tale limite è inderogabile – anche per la discrezionalità del legislatore – e risulta compromesso laddove le norme scrutinate equiparano la condizione di un cittadino italiano non residente iscritto all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE) a quella di un cittadino sprovvisto di abitazione, ufficio, azienda nel comune ove è eletto il suo domicilio fiscale, rendendo così inoperante il disposto dell’art. 142 del codice di rito. La normativa che disciplina la notifica degli atti tributari ai contribuenti iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero è costituzionalmente illegittima, poiché, non garantendo l’effettiva conoscenza degli atti in oggetto, realizza un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai residenti in Italia, ai quali detta conoscenza è invece garantita dal fatto che le notificazioni sono effettuate nel domicilio fiscale ex art. 58, comma 2, D.P.R. n. 600/1973.
(3) Al comma 1 del predetto art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973, dopo la lettera e), è stata, inoltre, inserita la lettera e-bis), che così dispone: “è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d), o che non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d), l’indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento”.
La disposizione in esame attribuisce al contribuente la facoltà di comunicare al competente ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate l’indirizzo estero dove intende ricevere la notifica degli atti tributari che lo riguardano. La possibilità di avvalersi di siffatta facoltà presuppone che il contribuente:
– non abbia la residenza in Italia;
– non vi abbia eletto domicilio ai sensi della lettera d) del comma 1 dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973;
– non vi abbia costituito un rappresentante legittimato a ricevere, in sua vece, la notifica degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano.
La comunicazione all’ufficio locale dell’indirizzo estero va effettuata con le stesse modalità di cui alla lettera d) del comma 1 dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Qualora il contribuente intenda avvalersi della predetta facoltà, la notificazione degli atti tributari verrà effettuata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo estero così comunicato Tale modalità di notificazione degli atti ovviamente non esclude la notificazione in mani proprie al destinatario.