Source: https://www.studio-matera.it/circolare-1-2020-principali-novita-in-materia-fiscale-e-agevolativa/
Timestamp: 2020-04-04 18:09:55+00:00
Document Index: 119532291

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 5', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 73', 'art. 117', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 27']

Circolare 1-2020 - Principali novità in materia fiscale e agevolativa - Studio Matera
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Circolare 1-2020 – Principali novità in materia fiscale e agevolativa
Nuovi limiti nel regime forfetario ex L. 190/2014
La legge di bilancio 2020 modifica i requisiti di accesso e le cause di esclusione dal regime forfetario di cui alla L. 190/2014.
Viene, inoltre, disposta la riduzione di un anno dei termini di accertamento in caso di fatturazione elettronica e la rilevanza del reddito assoggettato al regime ai fini della spettanza di deduzioni, detrazioni e altre agevolazioni.
lavoratori dipendenti e collaboratori;
utili erogati agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro;
somme corrisposte per le prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore medesimo o dai suoi familiari.
deduzioni dal reddito e detrazioni d’imposta;
benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria.
È stato, però, ulteriormente ridotto il coefficiente di remunerazione del capitale, previsto a regime (dal 2019) nella misura dell’1,3%: il reddito detassato è, quindi, pari a 13.000,00 euro per ogni milione di euro di incrementi di capitale rilevanti.
riguarda i beni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2018;
è stata ridotta l’entità delle imposte sostitutive da versare (12% per i beni ammortizzabili; 10% per i beni non ammortizzabili);
è stata introdotta la facoltà di versamento rateale dell’imposta (in 3 o 6 rate a seconda della relativa entità).
Sono state riaperte le disposizioni agevolative per l’estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale, con le quali è possibile fare transitare l’immobile dalla sfera imprenditoriale a quella privata della persona con un’impo-sizione ridotta.
L’imposta è, infatti, prevista nella misura dell’8% della differenza tra il valore normale dell’immobile e il suo costo fiscalmente riconosciuto, e può essere assunta adottando, in luogo del valore normale dell’immobile, il suo valore catastale.
L’estromissione deve essere perfezionata entro il 31.5.2020, anche se i relativi effetti retroagiscono all’1.1.2020 (l’immobile si considera, quindi, posseduto dalla persona nella sfera “privata” per l’intero 2020).
Si interviene sulla percentuale di deducibilità IRPEF/IRES dell’IMU relativa agli immobili strumentali; analoghe percentuali si applicano all’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e all’IMIS della Provincia autonoma di Trento.
Rimangono fermi i consueti criteri di deducibilità.
per i veicoli con valori di emissione di CO2 non superiore a 60g/km, si assume il 25% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chi­lometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dal­le Tabelle nazionali dell’ACI;
Buoni pasto – Limiti di esclusione da imposizione
4,00 euro per i buoni pasto “cartacei” (al posto dei precedenti 5,29 euro);
8,00 euro per i buoni pasto “elettronici” (al posto dei precedenti 7,00 euro).
subordinatamente all’adempimento dei previsti obblighi di certificazione.
Viene prorogato al 2020 il credito d’imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
Credito d’imposta per le edicole – Ampliamento dei beneficiari
Per l’anno 2020, il credito d’imposta è riconosciuto agli esercenti attività commerciali non esclusivi anche nei casi in cui la predetta attività commerciale non rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.
relative agli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna (sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi) degli edifici ubicati in zona A o B ai sensi del DM 2.4.68 n. 1444.
sola pulitura;
sola tinteggiatura esterna (sono inclusi, quindi, detti interventi di manutenzione ordinaria).
Interventi di riqualificazione energetica degli edifici – Proroga
È prorogata alle spese sostenute fino al 31.12.2020 la detrazione IRPEF/IRES spettante in relazione agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti di cui ai co. 344 – 349 dell’art. 1 della L. 296/2006.
In generale, quindi, la detrazione spetta nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2020.
Si ricorda al riguardo che, dall’1.1.2018, per alcune tipologie di interventi l’aliquota della detrazione spettante è del 50%.
Interventi di recupero del patrimonio edilizio – Proroga
Proroga della detrazione c.d. “bonus mobili”
Viene prorogato, con riferimento alle spese sostenute nel 2020, il c.d. “bonus mobili” (art. 16 co. 2 del DL 63/2013).
A tal fine, rilevano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal­l’1.1.2019.
viene eliminata la possibilità di optare per lo sconto sul corrispettivo per gli interventi antisismici;
lo sconto sul corrispettivo per gli interventi di riqualificazione energetica permane per i soli interventi di ristrutturazione importante di primo livello sulle parti comuni degli edifici condominiali per importi pari o superiori a 200.000,00 euro;
viene soppressa la cessione della detrazione IRPEF derivante dall’esecuzione dagli interventi di recupero edilizio dai quali si ottiene un risparmio energetico, di cui all’art. 16-bis 1 lett. h) del TUIR.
ulteriori sistemi “tracciabili”, diversi da quello in contanti, previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97, tra cui carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
alle detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici;
alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al SSN.
per l’intero importo della spesa sostenuta nel caso in cui il reddito complessivo non ecceda i 120.000,00 euro;
per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 240.000,00 euro, diminuito del reddito complessivo, e 120.000,00 euro, qualora il reddito complessivo superi i 120.000,00 euro.
spese per la pratica sportiva dei ragazzi.
gli oneri di cui al co. 1 lett. a) e b) e co. 1-ter dell’art. 15 del TUIR (interessi passivi su prestiti e mutui agrari, interessi passivi di mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale ed interessi per mutui ipotecari per la costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale);
le spese sanitarie di cui al co. 1 lett. c) dell’art. 15 del TUIR.
del reddito assoggettato al regime forfetario per gli autonomi ex 190/2014 (art. 1 co. 75 della L. 190/2014);
dei redditi dei fabbricati assoggettati alla “cedolare secca sulle locazioni” (ai sensi dell’art. 3 co. 7 del DLgs. 23/2011).
siano riferiti a unità immobiliari ubicate nei Comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall’art. 1 co. 1 lett. a) e b) del DL 551/88 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i Comuni confinanti con gli stessi e gli altri Comuni capoluogo di provincia) e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE;
siano stipulati “a canone concordato” sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, di cui all’art. 2 co. 3 della L. 431/98 e di cui all’art. 8 della medesima legge (per poter applicare l’aliquota ridotta della cedolare secca, per i contratti stipulati in base al DM 16.1.2017 senza l’intervento delle associazioni sindacali, è necessaria una attestazione della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo definito in sede locale per la determinazione dei canoni).
Terreni dei coltivatori diretti e IAP – Proroga dell’esenzione IRPEF
È prorogata anche per il 2020 l’agevolazione prevista dal co. 44 dell’art. 1 della L. 232/2016 per i coltivatori diretti (CD) e per gli imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, in relazione ai redditi fondiari dei terreni da loro posseduti e condotti.
Redditi fondiari per i terreni dei CD e IAP dal 2017 al 2020
Dal 2017 e fino al 2020 la disciplina fiscale dei terreni in argomento è la seguente:
i terreni posseduti e condotti da CD o IAP sono esenti da IRPEF sia per il reddito dominicale che per il reddito agrario;
i terreni che vengono affittati per coltivarli continuano a generare reddito dominicale in capo al proprietario, mentre l’esenzione dall’IRPEF si applica sul reddito agrario in capo ai CD o IAP.
Redditi fondiari per i terreni dei CD e IAP per il 2021
Per l’anno 2021, i redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e IAP di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, concorrono a formare la base imponibile ai fini dell’IRPEF nella misura del 50%.
Sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA
IVIE e IVAFE – Estensione dell’ambito soggettivo
A partire dall’1.1.2020, invece, esse saranno dovute:
dalle persone fisiche (anche imprenditori e lavoratori autonomi);
dagli enti non commerciali, tra cui anche i trust e le fondazioni;
dalle società semplici e gli enti alle stesse equiparati (ex 5 del TUIR).
Anche per il 2020, quindi, sarà consentito a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti alla data dell’1.1.2020, al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 co. 1 lett. a) – c-bis) del TUIR, allorché le partecipazioni o i terreni vengano ceduti a titolo oneroso.
il contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva per l’intero suo ammontare, ovvero (in caso di rateizzazione) limitatamente alla prima delle tre rate annuali di pari importo.
IUC e TASI – Abolizione
“Nuova” IMU
il presupposto impositivo;
i soggetti passivi;
la definizione di abitazione principale e relative pertinenze;
le modalità di determinazione della base imponibile dei fabbricati, delle aree fabbricabili (con qualche piccola differenza) e dei terreni agricoli;
le riduzioni della base imponibile previste per i fabbricati vincolati, i fabbricati inagibili o inabitabili e le unità immobiliari concesse in comodato a parenti di primo grado (padre o figlio) a determinate condizioni;
le fattispecie di immobili esenti (con qualche piccola differenza).
abitazione principale A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze: aliquota di base 0,5%, con detrazione di 200,00 euro (i Comuni possono deliberare l’aumento dello 0,1% o la diminuzione fino all’azzeramento);
fabbricati rurali strumentali: aliquota di base dello 0,1% (i Comuni possono diminuirla fino all’azzeramento);
immobili merce (si tratta dei fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati): per gli anni 2020 e 2021 l’aliquota di base è fissata allo 0,1% (i Comuni possono deliberare l’aumento fino allo 0,25% o la diminuzione fino all’azzeramento), mentre dall’anno 2022 sono esenti;
terreni agricoli: aliquota di base dello 0,76% (i Comuni possono aumentarla sino all’1,06% o diminuirla fino all’azzeramento);
immobili produttivi del gruppo “D”: aliquota di base dello 0,86%, di cui la quota pari allo 0,76% destinata allo Stato, la quota rimanente ai Comuni (i Comuni possono soltanto aumentare l’aliquota sino all’1,06%);
altri immobili: aliquota di base dello 0,86% (i Comuni possono deliberare l’aumento sino all’1,06% o la diminuzione fino all’azzeramento). Per questa fattispecie, in sostituzione dell’abrogata maggiorazione TASI, i Comuni possono aumentare l’aliquota massima dell’1,06 sino all’1,14%.
ai mesi dell’anno durante i quali si è protratto il possesso.
il giorno di trasferimento del possesso;
l’intero mese del trasferimento se i giorni di possesso risultano uguali a quelli del cedente.
la prima scadente il 16 giugno, pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando l’aliquota e la detrazione dei 12 mesi dell’anno precedente;
la seconda scadente il 16 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno e a conguaglio sulla base delle aliquote risultanti dal prospetto delle aliquote.
l’apposito bollettino postale;
la piattaforma di cui all’art. 5 del DLgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e le altre modalità previste dallo stesso codice (quali PagoPA).
Accertamenti esecutivi – Estensione al comparto dei tributi locali
Nel sistema previgente alla legge di bilancio 2020, gli accertamenti emessi dagli enti locali (ad esempio in tema di IMU, TARI, TOSAP) dovevano essere pagati entro i 60 giorni successivi alla notifica dell’atto stesso (in sostanza entro il termine per il ricorso).
Se il pagamento non veniva effettuato, la riscossione poteva essere gestita in proprio dall’ente locale, mediante “proprio” concessionario iscritto nell’apposito albo oppure tramite affidamento all’Agente della riscossione “nazionale”.
Nei primi due casi, la riscossione veniva azionata tramite ingiunzione fiscale, nel terzo caso mediante ruolo e cartella di pagamento. Solo a seguito di tali atti (che dovevano essere notificati entro termini decadenziali) potevano iniziare le vere e proprie attività esecutive (pignoramenti) nonché cautelari (fermi e ipoteche).
La legge di bilancio 2020, innovando il sistema, mantiene ferma la necessità che il versamento delle somme avvenga entro il termine per il ricorso. Tuttavia, in caso di inadempimento viene meno la fase intermedia, consistente nella notifica dell’in-giunzione fiscale o della cartella di pagamento.
Spese di iscrizione a scuole di musica dei ragazzi – Detrazione IRPEF del 19% dal 2021
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) legalmente riconosciute ai sensi della L. 21.12.99 n. 508,
scuole di musica iscritte nei registri regionali,
cori, bande e scuole di musica riconosciuti da una pubblica amministrazione,
ai contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36.000,00 euro;
per un importo delle spese non superiore a 1.000,00 euro;
anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico (ad esempio figli).
Florovivaisti – Regime forfetario per la determinazione del reddito
Per le attività dirette alla commercializzazione di piante vive e prodotti della floricoltura acquistate da imprenditori agricoli florovivaistici di cui all’art. 2135 c.c. da altri imprenditori agricoli florovivaistici, il reddito è determinato applicando ai corrispettivi IVA il coefficiente di redditività del 5%.
Per fruire del regime forfetario agevolato di determinazione del reddito, l’attività di commercializzazione deve svolgersi nel limite del 10% del volume di affare del florovivaista.
Regime forfetario per l’agriturismo – Estensione all’oleoturismo
Dall’1.1.2020, alle attività di oleoturismo sono estese le disposizioni che sono state previste per l’attività di enoturismo dai co. 502 – 505 dell’art. 1 della L. 205/2017 e, di conseguenza, il regime speciale per i soggetti che esercitano attività di agriturismo.
Caratteristiche del regime forfetario
Il regime fiscale riservato agli agriturismi, e quindi anche agli oleoturismi dall’1.1.2020 (oltre che agli enoturismi), consiste nell’applicazione di un metodo forfetario:
ai fini delle imposte sui redditi, per la determinazione del reddito derivante dall’attività agrituristica;
ai fini dell’IVA, per la determinazione dell’imposta da portare in detrazione a quella applicata sulle operazioni imponibili effettuate nell’esercizio dell’attività agrituristica.
Per gli imprenditori che esercitano attività di oleoturismo, fatta eccezione per i soggetti IRES di cui all’art. 73 co. 1 lett. a) e b) del TUIR (società di capitali ed enti commerciali), il reddito imponibile derivante dall’attività di agriturismo si determina applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti con l’esercizio di tale attività, al netto dell’IVA, il coefficiente di redditività del 25%.
Investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali
Viene stabilito che, ai soli fini della determinazione della quota deducibile nell’am-bito del reddito d’impresa negli esercizi 2020, 2021 e 2022, le spese sostenute per gli investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali (tra cui la vite, l’olivo, i frutti maggiori) sono incrementate del 20% con esclusione dei costi relativi all’acquisto di terreni.
Addizionale IRES per i concessionari del settore dei trasporti
È introdotta un’addizionale IRES del 3,5% sul reddito derivante da attività svolte sulla base di:
concessioni di gestione aeroportuale;
autorizzazioni e concessioni portuali rilasciate ai sensi degli artt. 16 e 18 della L. 28.1.94 n. 84;
concessioni ferroviarie.
Consolidato e in trasparenza fiscale
I soggetti che hanno esercitato l’opzione per la tassazione di gruppo (art. 117 del TUIR) determinano il reddito da assoggettare all’addizionale e provvedono al relativo versamento.
Con riguardo all’opzione per la trasparenza fiscale (art. 115 del TUIR), occorre distinguere tra:
i soggetti che hanno esercitato l’opzione in qualità di partecipati, i quali determinano il reddito da assoggettare all’addizionale e provvedono al relativo versamento;
i soggetti che hanno esercitato, in qualità di partecipanti, l’opzione per la trasparenza fiscale di cui all’art. 115 del TUIR, i quali determinano il reddito da assoggettare all’addizionale senza tener conto della quota di reddito imputato dalla società partecipata.
Decorrenza e ambito temporale di applicazione
L’addizionale opera per i soli periodi d’imposta 2019, 2020 e 2021 (esercizi sociali coincidente con l’anno solare).
È istituita l’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI) che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari (c.d. “plastic tax”).
Sono esclusi dall’applicazione dell’imposta, fra l’altro, i MACSI che risultino compostabili in conformità alla norma UNI EN 13432:2002.
Per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti com­po­stabili secondo lo standard EN 13432:2002, è riconosciuto un credito d’im­posta nella misura del 10% delle spese sostenute dall’1.1.2020 al 31.12.2020 fino a un importo massimo di 20.000,00 euro per ciascun bene­ficiario.
Si tratta di prodotti finiti o prodotti predisposti per essere utilizzati come tali previa diluizione, rientranti nelle voci NC 2009 e 2202 della nomencla­tura combinata dell’UE (succhi di frutta, compresi i mosti di uva, o di ortag­gi e legumi, nonché le acque minerali e le acque gassate) e ottenuti con l’ag­giun­ta di sostanze edulcoranti di origine naturale o sintetica il cui contenuto complessivo, determinato con riferimento al potere edulcorante di ciascuna sostanza, sia superiore a:
25 grammi per litro nel caso di prodotti finiti;
125 grammi per chilogrammo nel caso di prodotti da diluire.
Insorgenza dell’obbligazione tributaria
L’obbligazione tributaria sorge e diviene esigibile:
all’atto della cessione, anche a titolo gratuito, di bevande edulcorate da parte del fabbricante nazionale o del soggetto nazionale che prov­vede al condizionamento, ai consumatori nazionali o a ditte nazionali che ne effettuano la rivendita (in tal caso, il fabbricante nazionale o il sog­getto che provvede al condizionamento sono tenuti al paga­mento);
all’atto del ricevimento di bevande edulcorate da parte del soggetto acquirente, per i prodotti provenienti da Paesi UE (in tal caso, l’acqui­rente è tenuto al pagamento);
all’atto dell’importazione definitiva nel territorio dello Stato per le be­vande edulcorate importate da Paesi non UE (in tal caso, l’impor­ta­tore è tenuto al pagamento).
L’imposta non si applica alle bevande edulcorate cedute dal fabbricante nazionale in altri Paesi UE o destinate ad essere esportate.
L’imposta è fissata nella misura di:
10,00 euro per ettolitro, per i prodotti finiti;
0,25 euro per chilogrammo, per i prodotti predisposti ad essere utiliz­zati previa diluizione.
La nuova imposta si applicherà a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo.
messa a disposizione di una interfaccia digitale multilaterale che con­sen­te agli utenti di essere in contatto e di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni e servizi;
trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo dell’in­ter­fac­cia digitale.
il prestatore del servizio è un soggetto esercente at­ti­vi­tà d’impresa che, singolarmente o a livello di gruppo, realizza congiuntamente:
Il versamento dell’imposta da parte dei soggetti passivi deve essere effettuato entro il 16 febbraio dell’anno solare suc­ces­sivo a quello con riferimento al quale l’imposta dovuta è stata calcolata.
I soggetti passivi sono tenuti alla presentazione, entro il 31 marzo dell’anno solare successivo a quello di riferimento, della dichiarazione annuale dell’ammontare dei servizi tassabili forniti.
Ulteriori prescrizioni di carattere attuativo ed applicativo potranno essere dettagliate dal decreto di attuazione e dai provvedimenti del­l’A­genzia delle Entrate, che renderanno concretamente operativo il nuovo tributo.
Il canone sostituirà:
la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP);
il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP);
l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni,
il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari e il canone di cui all’art. 27 co. 7 e 8 del DLgs. 30.4.92 n. 285, limitatamente alle strade di pertinenza dei Comuni e delle Province.
Il canone, inoltre, sarà comprensivo di qualunque canone ricognitorio o concessorio previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi.