Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11385-del-09-05-2017
Timestamp: 2020-08-08 09:14:50+00:00
Document Index: 56560471

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Sentenza Cassazione Civile n. 11385 del 09/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11385 del 09/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.09/05/2017), n. 11385
sul ricorso 28475/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 3992/47/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CTR Campania indicata in epigrafe che ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale era stata annullata la cartella emessa a carico di G.A. ritenendola costituire una duplicazione di altra cartella emessa a carico del medesimo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 ter.
La censura con la quale si prospetta la violazione di legge (D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 36 bis e 36 ter) per avere il giudice di appello omesso di considerare che l’oggetto della cartella era diverso da quello che aveva riguardato altra cartella emessa ex art. 36 ter D.P.R. ult. cit. sulla base di precedente giudicato non poteva, pertanto, essere oggetto di duplicazione, come ritenuto dalla CTR, in quanto relativo a titolo diverso, è fondata.
Ed invero, la CTR è giunta a ritenere che la cartella emessa ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 ter, costituisse una duplicazione di altra emessa ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, senza tuttavia compitamente esaminare i titoli posti a base delle due intimazioni e, in definitiva, senza considerare la diversità di presupposti giuridici che stanno a base dell’emissione delle cartelle ai sensi delle ricordate disposizione. Ed infatti, l’art. 36 bis, sotto la rubrica Liquidazioni delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni, costituisce norma a “contenuto impositivo” sostanzialmente “chiuso” che si applica alle ipotesi tassative ivi disciplinate, concernenti la liquidazione delle imposte, i contributi ed i premi dovuti, nonchè i rimborsi spettanti, sulla base di un controllo cartolare basato esclusivamente sui dati allegati dal contribuente e teso alla sola correzione di errori materiali e formali. Per converso, l’art. 36 ter, sotto la rubrica Controllo formale delle dichiarazioni annovera fra le attribuzioni dell’Ufficio poteri non di mera liquidazione, ma di controllo e di più incisivi “interventi” sulle dichiarazioni presentate dal contribuente, non solo sulla base di queste ma anche in base alle “comunicazioni D.P.R. n. 605, ex art. 20, comma 3”, ed agli elenchi L. 30 dicembre 1991, n. 413, ex art. 78, comma 25, atti diversi da quelli allegati dal contribuente ed esterni rispetto alla sua sfera (comma 2) (Cass. n. 15314/2014).
Orbene, rispetto a tali diversità la CTR ha totalmente tralasciato di compiere alcuna verifica concreta in ordine ai contenuti delle due cartelle, giungendo alla conclusione che si fosse in presenza di una duplicazione di imposta che non trova, tuttavia, alcun riscontro nel ragionamento esposto dal giudice di appello.
Sulla base di tali considerazioni, il ricorso va accolto e la sentenza deve esser cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Campania anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità