Source: http://www.fnaarcroma.it/notizie/accordi-economici-collettivi-prime-osservazioni-tecniche-132
Timestamp: 2019-08-20 21:06:41+00:00
Document Index: 101194762

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 18']

Accordi Economici Collettivi: prime Osservazioni Tecniche | Fnaarc Roma
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la dichiarazione a verbale dell’art. 1 tende ad evitare l’abuso di forme collaborative “simili” all’agenzia (ad esempio il procacciamento d’affari); il procacciamento viene infatti frequentemente utilizzato dalle mandanti al fine di non versare il dovuto presso l’Enasarco e d’inosservare, tra le altre cose, gli obblighi di pagamento delle indennità di fine rapporto; tramite la disposizione indicata, da oggi, si dovrà invero fare riferimento alla “sostanza del rapporto e non alla sola forma attraverso cui viene conferito l’incarico”; del resto, la contrattazione collettiva fà proprio un principio giurisprudenziale molto chiaro, e cioè: a prescidenre dalnomen juris utilizzato dalle parti, l’Autorità Giudiziaria deve indagare circa le concrete modalità esecutive del rapporto e, a seguito dell’indagine, applicare alla collaborazione gli istituti giuridici della fattispecie rilevata;
l’art. 1 bis è diretto a limitare la pattuizione del periodo di prova e la reiterazioni di contratti di durata determinata, favorendo, secondo i principi del nostro ordinamento, le collaborazioni di durata indeterminata;
l’art. 2 per prima cosa pone molta attenzione alla documentazione relativa agli elementi del rapporto (spesso trascurati anche per la mancata redazione e sottoscrizione del contratto di agenzia); l’articolo in questione infatti stabilisce che la prova scritta del contratto potrà esser raggiunta anche tramite documenti diversi (ad esempio, corrispondenza, fatture, estratti conto o riepiloghi contabili), il che è fondamentale per fornire alla Giustizia comunque le prove del rapporto e dei suoi elementi (tra cui zona, misura delle provvigioni, prodotti o servizi venduti); l’art. 2 poi regola le variazioni contrattuali, introducendo il diritto all’indennità di mancato preavviso per il caso d’immediata applicazione della modifica contrattuale;
l’art. 4 riporta le norme inderogabili di legge relative al diritto provvigionale e stabilisce, in modo molto chiaro, che qualsivoglia ulteriore attività complementare e/o accessoria svolta dall’agente deve esser retribuita “in forma non provvigionale”;
l’art. 7 stabilisce che il patto di non concorrenza pstcontrattuale potrà esser concordato solo all’inizio del rapporto (e non durante o alla fine della collaborazione), senza alcuna futura variazione unilaterale;
l’art. 12 attribuisce all’agente il diritto all’indennità di clientela anche per il caso di dimissioni anche per conseguimento della pensione di vecchiaia INPS;
l’art. 12 bis (finalmente) riconosce agli agenti un’indennità meritocratica che effettivamente premia il buon lavoro svolto; essa infatti ora si calcola applicando all’anno medio provvigionale una percentuale individuata in base all’incremento del fatturato (e non delle provvigioni, come in passato), a cui dovrà ovviamente sottrarsi – quale ultimo step – il FIRR e l’indennità di clientela; non v’è quindi dubbio che l’indennità meritocratica abbia oggi acquisito una diversa e soddisfacente sostanza;
l’art. 18 dispone “il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale” e cioè presso le associazioni degli agenti di commercio; e si ritiene superfluo far osservare l’importanza della disposizione; si potrà finalmente dialogare in maniera seria e costruttiva al fine di evitare le lunghe e costose cause.
In conclusione di queste brevi osservazioni, si può affermare che le parti sociali abbiano concretamente realizzato una base di diritto solida e vantaggiosa, non solo per gli agenti di commercio. Non resta dunque che utilizzare questi strumenti, senza tuttavia dimenticare che comunque, affinché di ogni singolo rapporto abbia successo, è in ogni caso indispensabile la diligenza, la lealtà e la buona fede delle parti. Senza di esse, non c’è accordo individuale o collettivo che possa supportare le ragioni di qualsivoglia parte contrattuale.