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Timestamp: 2017-01-17 16:09:57+00:00
Document Index: 33946968

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 8', 'art. 77', 'art. 16', 'art. 147', 'arte 1', 'art.22', 'art.22']

⭐Elementi di analisi e osservazione del sistema salute
1 Anno XII numero Trimestrale dell Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Roma Elementi di analisi e osservazione del sistema salute 36 Focus on Il Patto per la salute Interviste al Ministro Beatrice Lorenzin e al Presidente Sergio Chiamparino Il ruolo di Agenas nel Patto Il testo dell Intesa Idee e commenti Indicazioni utili per definire la quota capitaria Dal fabbisogno di prestazioni specialistiche ai bisogni specialistici Agenas on line La remunerazione delle funzioni assistenziali Beni e servizi sotto la lente della revisione della spesa2 3 Sommario monitor Editoriale Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire di Francesco Bevere pagina 3 Focus on Il Patto per la salute Raggiunta l Intesa: la vera sfida inizia ora Intervista al Ministro Beatrice Lorenzin pagina 7 Le Regioni, soggetti attivi e propositivi nel Patto Intervista al Presidente Sergio Chiamparino pagina 11 Il ruolo di Agenas nel Patto per la salute Il Patto per la salute : il testo pagina 13 pagina 16 Idee e commenti Dentro al Patto per la salute: riflessioni e proposte per definire la quota capitaria di Vittorio Mapelli pagina 44 Dal fabbisogno di prestazioni specialistiche ai bisogni specialistici: un ipotesi di lavoro di Valtere Giovannini pagina 55 Agenas on line La remunerazione delle funzioni assistenziali di Renato Balma pagina 68 Beni e servizi sotto la lente della revisione della spesa di Laura Velardi e Anna Fiorenza pagina 864 Elementi di analisi e osservazione del sistema salute Anno XIII Numero Proprietario ed Editore Agenas - Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Direttore editoriale Francesco Bevere Direttore responsabile Chiara Micali Baratelli Redazione Via Puglie, Roma tel /343 Editing e grafica Pierrestampa Viale di Villa Grazioli, Roma Stampa Cecom Bracigliano (Sa) Registrazione presso il Tribunale di Roma n. 560 del Finito di stampare nel mese di settembre 2014 Periodico associato all Unione Stampa Periodica Italiana Codice ISSN L Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) è un ente pubblico non economico nazionale, che svolge una funzione di supporto al Ministero della salute e alle Regioni per le strategie di sviluppo e innovazione del Servizio sanitario nazionale. Obiettivi prioritari di Agenas sono la ricerca sanitaria e il supporto tecnico-operativo alle politiche di governo di Stato e Regioni, all organizzazione dei servizi e all erogazione delle prestazioni sanitarie, in base agli indirizzi ricevuti dalla Conferenza Unificata. Agenas realizza tali obiettivi tramite attività di ricerca, di monitoraggio, di valutazione e di formazione orientate allo sviluppo del sistema salute. L Agenzia oggi Presidente Giovanni Bissoni Direttore generale Francesco Bevere Consiglio di amministrazione Angelo Lino Del Favero, Domenico Mantoan, Giuseppe Zuccatelli Collegio dei revisori dei conti Francesco Alì (Presidente), Nicola Begini, Andrea Urbani Le attività dell Agenzia Monitoraggio della spesa sanitaria e dei Lea Organizzazione dei servizi sanitari Qualità e accreditamento Innovazione, sperimentazione e sviluppo, Hta Supporto alle Regioni in Piano di rientro e riqualificazione Educazione continua in medicina Sul sito dell Agenzia sono disponibili tutti i numeri di5 Editoriale Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire di Francesco Bevere Direttore Generale Agenas - Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali 3 Quando il Ministro Lorenzin, nel mese di maggio 2013, mi affidò il compito di coordinare i lavori per la predisposizione del nuovo Patto per la salute, ero già consapevole del fatto che sarebbe stato un Patto diverso dai precedenti e che, questa volta, avrebbe assunto un significato e un importanza particolari per il nostro sistema sanitario. Non si trattava, infatti, di dotarsi semplicemente di uno strumento di regolazione e di programmazione per i successivi tre anni. Era molto di più: rappresentava la vera occasione per avviare una possibile riforma del Servizio sanitario nazionale, avvertita e sollecitata da più parti: Governo, Regioni, tecnici, professionisti del settore, tutti consapevoli della necessità e dell urgenza di dover cambiare rotta. La sanità degli ultimi decenni è stata messa a dura prova, probabilmente anche a causa della sua stessa incapacità di riformarsi omogeneamente sull intero territorio nazionale e dell assenza di una progettualità condivisa, chiara e definita, capace di mettere in sicurezza la sua sostenibilità futura. Il Patto si presentava effettivamente come l opportunità da tutti attesa per dotare il nostro sistema sanitario di un nuovo paradigma, più rispondente ai bisogni delle persone, che andasse di pari passo con il mutato assetto socio-economico del nostro Paese e che generasse quel cambiamento culturale necessario per renderlo competitivo, anche in ambito europeo. Con queste aspettative, nel mese di settembre del 2013, sono stati avviati, insieme alle Regioni, i lavori per la predisposizione del nuovo Patto per la salute.6 Editoriale Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire 4 Quasi parallelamente, ovvero nel dicembre del 2013, il Ministro Lorenzin ha concordato che il programma di revisione della spesa, delineato dal Commissario Cottarelli, procedesse non più con la logica dei tagli lineari ma, piuttosto, con l individuazione di possibili risparmi da ottenere selettivamente nei vari ambiti del settore sanitario. Questa intuizione del Ministro consentì, in quel momento, di ottenere la possibilità di formulare proposte alternative di risparmi di spesa nel settore della sanità, da distribuire nel periodo È stato subito evidente che il programma di revisione della spesa e il nuovo Patto per la salute avrebbero viaggiato in parallelo, così come è stato evidente che soltanto il Patto avrebbe potuto mitigare le nuove misure di spending review. Bisognava fare in modo che le risorse destinate alla sanità che più volte in passato erano state oggetto di tagli indiscriminati restassero questa volta intatte. Abbiamo, quindi, concentrato l attenzione su quelle misure che, pur non comportando immediate riduzioni di spesa, avrebbero fatto registrare nel tempo una graduale eliminazione degli sprechi, un efficientamento del sistema e un miglioramento dei servizi per i cittadini dal punto di vista qualitativo, quantitativo e dell appropriatezza. Dunque, solo grazie all ottimale combinazione tra il nuovo Patto e il programma di revisione della spesa si sarebbe potuto avviare un vero e proprio processo di riforma e di efficientamento del sistema sanitario, nel segno dell appropriatezza ed evitando nuovi tagli lineari alla sanità. L Intesa sul nuovo Patto per la salute, siglata il 10 luglio 2014, costituisce, quindi, la volontà da parte di Governo e Regioni di tutelare i principi ispiratori del nostro Servizio sanitario nazionale, attraverso l impegno di entrambi di attuare importanti e concrete misure di programmazione sanitaria, con l obiettivo di razionalizzare il sistema, determinando la possibilità di recuperare risorse da reinvestire nel settore della sanità, nonché rafforzare i meccanismi di controllo e di monitoraggio. Fra i numerosi temi presenti nel nuovo Patto si prevede il rafforzamento dell assistenza territoriale, dell assistenza domiciliare integrata, la riorganizzazione delle cure primarie, l integrazione tra sistema di emergenza urgenza e servizi di continuità assistenziale. Sono previste, inoltre, specifiche linee guida per l assistenza sanitaria negli istituti penitenziari e, per la prima volta, è stato inserito il tema dell umanizzazione delle cure, attraverso l individuazione di ambiti prioritari di intervento che rendano possibile la realizzazione di programmi annuali di umanizzazione, con modalità uniformi su tutto il territorio nazionale. A ciò si aggiunga l impegno entro dicembre prossimo dell aggiornamento dei Lea, che si attendeva da oltre dieci anni, e il rafforzamento dell azione di monitoraggio e controllo sui Livelli essenziali di assistenza. È stata dedicata un attenzione particolare alla governance del sistema e, relativamente alle Regioni impegnate nei Piani di rientro, è stato previsto che il Commissario ad acta qualora, in sede di verifica annuale, riscontri il mancato raggiungimento degli obiettivi riferiti al Piano di rientro, proponga la decadenza dei Direttori generali assieme ai Direttori amministrativi e sanitari. Ancora, il Commissario ad acta individuato dal Governo non potrà più coincidere con il Presidente della Regione, né altra figura politica di riferimento, bensì un professionista in possesso di un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria, anche in base ai risultati raggiunti in precedenti esperienze. Il Patto ha affidato ad Agenas un ruolo privilegiato e rilevante: l Agenzia realizzerà, infatti, uno specifico sistema di monitoraggio, analisi e7 Editoriale Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire controllo dell andamento dei singoli sistemi sanitari regionali, che consentirà di rilevare in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti delle performance delle Aziende sanitarie e dei sistemi sanitari regionali, in termini di qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati. Questo significa concentrarsi sui risultati e sulle performance delle organizzazioni sanitarie, con particolare riferimento all efficienza dell organizzazione e alla qualità dell assistenza resa ai cittadini, al fine di intervenire prima che si realizzino le condizioni che impongono l adozione di misure straordinarie, come quelle adottate per le Regioni impegnate nei Piani di riorganizzazione e riqualificazione dei Servizi sanitari regionali. In questo modo il Patto restituisce un ruolo centrale all organizzazione sanitaria, e, di conseguenza, alle persone che la compongono. Creare, attraverso Agenas, un sistema in grado di valorizzare l organizzazione, significa sì concentrarsi sulla performance dell Azienda ospedaliera e, quindi, sul risultato in termini di qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati, ma, prima di ogni cosa, significa valorizzare gli autori di quella performance, ovvero le persone che operano all interno e per l organizzazione sanitaria. Il valore deve continuare a essere l obiettivo preminente per ogni organizzazione sanitaria. Ciò significa avere il coraggio di rivedere sistematicamente le modalità di erogazione dei servizi sanitari e di modificarle se non soddisfano tali presupposti. Vuol dire favorire il confronto e passare dalla cultura della centralità della prestazione a quella della centralità del percorso di cura e, quindi, della persona. Inoltre, porre al centro gli operatori sanitari vuol dire investire sulle persone, riconoscendo che sono il focus principale delle nostre organizzazioni, ma anche che qualsiasi miglioramento duraturo della salute passa attraverso investimenti sistematici sul patrimonio intellettuale di cui dispone il nostro Servizio sanitario nazionale. Durante il lavoro per la predisposizione del nuovo Patto, abbiamo esaminato i contenuti di quelli precedenti e ci siamo accorti che alcuni temi ivi previsti, nel corso degli anni, non sono stati realizzati completamente e che avremmo dovuto riproporli. Per questa ragione, un altra caratteristica del Patto risiede proprio nella garanzia della sua completa attuazione. La realizzazione dei contenuti del Patto sarà, infatti, garantita da una Cabina di regia politica, attraverso il monitoraggio costante e la verifica dell attuazione di tutti i provvedimenti previsti, che si avvarrà di un apposito Tavolo tecnico, che sarà istituito, a breve, presso l Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e che è chiamato anche a monitorare l applicazione delle misure in campo sanitario sulla revisione della spesa, in linea con le indicazioni del Governo. Da quanto detto, non sfuggirà che la vera sfida comincia ora, con l attuazione del Patto e il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, ivi comprese le Associazioni dei cittadini e dei malati. L obiettivo finale deve coincidere con le premesse da cui siamo partiti: universalità, solidarietà ed equità. Nella fase di stesura del Patto questi principi sono stati difesi dal Ministro della salute e dalle Regioni in ogni occasione di confronto, così come è stata sempre ribadita l unitarietà del Servizio sanitario nazionale. Ogni riforma richiede tempo per essere realizzata, soprattutto quando interviene su temi così delicati come la salute delle persone, sui comportamenti dei professionisti e sulla cultura delle organizzazioni. Gli effetti benefici del Patto non saranno immediati, né visibili nel breve periodo. 58 Editoriale Il Patto per la salute : l obiettivo da cui ripartire 6 Essi richiederanno tempo, un tempo durante il quale il lavoro del Ministero, delle Regioni e di Agenas sarà ancora più intenso e richiederà una collaborazione sempre più forte tra le parti. Naturalmente, non tutti gli attori del sistema hanno condiviso le scelte confluite nel Patto. Lo scopo non era quello di accontentare tutti, ma di avviare un percorso di riforma attraverso l adozione e la combinazione di almeno tre importanti provvedimenti: il Patto, il programma di revisione della spesa e il nuovo regolamento sugli standard ospedalieri la cui intesa è stata sancita il 5 agosto che costringeranno il nostro sistema a rivedere e ripensare il modello di assistenza sanitaria del nostro Paese. Per anni il nostro modello organizzativo è stato caratterizzato da una metodologia di lavoro basata su periodici, piccoli e progressivi aggiustamenti, peraltro proposti in maniera disomogenea sul territorio nazionale. Era necessario un intervento a 360 gradi fatto di regole e di norme di indirizzo. Ritengo che il Patto, insieme al regolamento sugli standard ospedalieri, abbia avviato una vera e propria rivoluzione. Attraverso l adozione di questi provvedimenti abbiamo ricercato l azione, e ricercare l azione significa abbandonare ogni atteggiamento inerte, per recuperare la tensione verso il futuro, per fare bene le cose, per prendere le decisioni giuste, misurando preventivamente gli effetti che l azione originerà e il cambiamento che produrrà sulle persone, sugli assistiti, sui familiari e sugli operatori sanitari. L azione non è una capacità facoltativa degli esseri umani, bensì una necessità essenziale dalla quale dipende la nostra sopravvivenza come individui e come specie. Si può scegliere come e quando agire, ma agire è di per sé inevitabile: in questo non c è scelta. F. Savater, Il coraggio di scegliere9 EFocus on Il Patto per la salute Raggiunta l Intesa: la vera sfida inizia ora 7 Intervista a Beatrice Lorenzin Ministro della salute Il 10 luglio scorso è stata sancita l Intesa tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano sul Patto per la salute , l accordo finanziario e programmatico di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Ssn. In quell occasione Lei ha dichiarato abbiamo messo in sicurezza il sistema sanitario italiano per le prossime generazioni è stata un assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori e gli operatori del sistema. Il nuovo Patto, inteso quindi non solo come somma di regole per una semplice riorganizzazione, assume un significato e un valore particolare rispetto al passato? «Il Patto , non rappresenta soltanto un accordo finanziario-programmatico tra il Governo e le Regioni, ma ha dato il via a una vera e propria riforma della sanità. Sono molto soddisfatta del risultato raggiunto, anche grazie al clima di assoluta collaborazione con le Regioni, tuttavia, ritengo che l Intesa sul Patto sia stata solo la punta dell iceberg e che la vera sfida cominci ora, con la sua attuazione. Quando abbiamo scritto il Patto, il nostro punto di partenza sono stati i bisogni di salute dei cittadini e, grazie alla cornice finanziaria in esso prevista, abbiamo messo in sicurezza il soddisfacimento di tali bisogni per i prossimi tre anni. Ma tre anni sono pochi e passano in fretta; perciò abbiamo tentato di riorganizzare strutturalmente il sistema attraverso la trattazione di tematiche rilevanti quali ad esempio, la riorganizzazione dell assistenza territoriale, l aggiornamento dei Lea, la revisione della compartecipazione e delle esenzioni, creando10 Focus on Il Patto per la salute 8 al contempo forme di autofinanziamento del sistema. Abbiamo, infatti, centrato il Patto sul recupero dell appropriatezza, sull eliminazione degli sprechi e sulla capacità di generare attraverso questo circolo virtuoso nuove risorse da reinvestire di volta in volta nel sistema sanitario. Il grande lavoro che ci attende nel prossimo futuro coincide con l attuazione del Patto che sono certa Governo e Regioni realizzeranno con il medesimo spirito di collaborazione e intesa». Ci sono importanti cambiamenti previsti dal Patto che sono ancora da scrivere; ad esempio la revisione del sistema della compartecipazione alla spesa sanitaria, da definire entro la fine di novembre. Da più parti è stato sottolineato come migliaia di cittadini rinuncino a curarsi per l eccessivo costo del ticket il cui aumento non ha, del resto, favorito l appropriatezza. Quali criteri verranno adottati per la riforma della compartecipazione e per superare i diversi sistemi oggi esistenti? «La compartecipazione alla spesa rappresenta spesso una vera e propria fonte di finanziamento per il sistema, ma non necessariamente uno strumento per l uso appropriato dei servizi sanitari, ed è stata utilizzata in alcuni casi come strumento correttivo per raggiungere un equilibrio di bilancio. In mancanza di una regolamentazione equilibrata ed equa nella modulazione dei ticket si sono generati effetti indesiderati e controproducenti, sia ai fini della tutela del diritto alla salute e dell accesso alle cure, che in termini di efficienza del sistema sanitario. Infatti, nel primo caso è stato registrato un abbandono o riduzione dell accesso alle cure da parte dei nostri cittadini che non sono stati più in grado di reggere il peso del ticket e, dall altro, questo aggravio delle tariffe pubbliche ha alimentato il ricorso alle strutture private, i cui prezzi sono diventati competitivi e che hanno avuto l effetto di vanificare l obiettivo di aumentare il gettito. Insomma, i ticket da pagare, al punto dove siamo arrivati, rappresentano un male peggiore della stessa malattia che è necessario curare. I temi della revisione del sistema di compartecipazione (ticket) e delle esenzioni sono trattati nel Patto in un ottica di riforma, affinché si eviti che la compartecipazione rappresenti una barriera per l accesso ai servizi sanitari, o ancor peggio, la principale causa dell esodo dei cittadini dalle cure. Il sistema, in fase di prima applicazione, dovrà considerare la condizione reddituale e la composizione del nucleo familiare. Esso dovrà connotarsi per chiarezza, semplicità applicativa e di monitoraggio. Successivamente, compatibilmente con le informazioni disponibili, potrà essere presa in considerazione la condizione economica del nucleo familiare. È stato previsto, altresì, che il nuovo sistema della partecipazione dovrà garantire per ciascuna Regione il medesimo gettito previsto dalla legislazione nazionale vigente, garantendo comunque l unitarietà del sistema. È già al lavoro uno specifico gruppo misto, composto da rappresentanti delle Regioni, del Ministero della salute, del Ministero dell economia e delle finanze, di Agenas, coordinato dal Ministero della salute, che ha il compito di definire i contenuti della revisione del sistema di partecipazione entro il 30 novembre 2014». È stato previsto e dovrebbe arrivare entro il 31 dicembre l aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, atteso da circa 10 anni. Quali sono le novità più significative per adeguare l insieme di servizi e prestazioni che il Ssn eroga alle attuali e diverse esigenze di salute dei cittadini? «Non è pensabile immaginare una riforma sanitaria che non contempli anche l aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Un aggiorna-11 Raggiunta l Intesa: la vera sfida inizia ora mento atteso da oltre dieci anni. Proprio nell ambito dei lavori del nuovo Patto per la salute, è stato istituito un gruppo di lavoro costituito da Ministero della salute, Mef, Regioni e Agenas che dovrà pervenire all aggiornamento dei Lea, entro il 31 dicembre L aggiornamento deve tener conto delle malattie rare e verificare quali siano le prestazioni non più attuali per i bisogni della popolazione e le altre prestazioni che sono invece entrate con forza nell assistenza. Il gruppo sta lavorando anche alla definizione di criteri di appropriatezza nella prescrizione ed erogazione delle prestazioni sanitarie ad essi connesse. Tutto questo consentirà di fornire una risposta più pronta, efficace e appropriata ai bisogni di salute dei cittadini». Si prevede che il mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali previsti costituisca per i Direttori generali un grave inadempimento contrattuale per il quale si prevede la decadenza automatica. Inoltre, in tema di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, il Ddl prevede per il Ssn la revisione dei criteri di nomina dei Direttori generali, ma anche di quelli amministrativi e sanitari delle Aziende. È contemplata, inoltre, una selezione unica dei Direttori generali in possesso di specifici titoli formativi e professionali e, ancora, un elenco nazionale degli idonei. Vuole illustrare il percorso e le particolarità di questa riforma della governance da Lei fortemente voluta? «Per raggiungere un livello di benessere auspicabile è necessario dotarsi di una governance adeguata: persone in grado per capacità e merito di guidare i sistemi nazionali, regionali e locali verso un cambiamento capace di sviluppare salute, innovazione, ricerca, investimenti, cultura sociale, ma anche un utilizzo etico delle risorse. Il tema della governance, specialmente nell ambito della salute pubblica, della ricerca e dell innovazione è, di fatto, un problema etico, sia nella scelta dei manager sia nella gestione e nell allocazione delle risorse. Sviluppare un sistema sanitario nazionale eticamente sostenibile significa proprio porre la massima attenzione a questi fattori strategici. In momenti di grande difficoltà economica la valorizzazione del capitale umano può apparire sacrificata. Ritengo invece sia necessario, in un momento così delicato e di forte cambiamento, investire proprio nelle persone e nei professionisti della sanità: questo significa promuovere la cultura del merito. Sin dal principio del mio mandato ho inteso promuovere e rafforzare una maturazione culturale che privilegi il merito nella selezione dei professionisti. Non a caso, proprio coloro che sono chiamati a dirigere i massimi livelli di governance del Servizio sanitario, come i Direttori generali, saranno selezionati, per l inserimento in un elenco nazionale degli idonei istituito presso il Ministero della salute, aggiornato con cadenza biennale, da cui le Regioni e le Province autonome devono attingere per il conferimento dei relativi incarichi da effettuare nell ambito di una rosa di candidati individuati e previo colloquio. Sarà istituito anche un sistema di verifica e di valutazione dell attività dei Direttori generali che tenga conto del raggiungimento degli obiettivi sanitari, anche in relazione alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e dei risultati del Programma nazionale valutazione esiti dell Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Sicuramente un ruolo privilegiato sarà affidato alla formazione, perché solo quest ultima è in grado di realizzare il cambiamento strutturale puntando sulle capacità intellettuali dei professionisti, di incidere sulle coscienze degli operatori sanitari e di alimentare la sensibilità etica di tutti coloro che a vario livello sono chiamati a rispondere ai bisogni di salute dei pazienti». 912 Focus on Il Patto per la salute 10 Il Patto per la salute ha affidato all Agenas molte funzioni e numerosi incarichi: dalla vigilanza sulla effettiva applicazione del Patto stesso, al monitoraggio dei sistemi sanitari regionali, dal controllo sulla revisione della spesa sanitaria, alle nuove funzioni in materia di Hta, etc. Un ruolo di grande rilievo, ma quali sono i provvedimenti previsti per supportare l Agenzia nell adempimento dei nuovi compiti? «Il nuovo Patto per la salute ha affidato all Agenas un ruolo privilegiato e le ha attribuito nuovi e rilevanti compiti. Agenas, a breve, è chiamata a realizzare uno specifico sistema di monitoraggio, analisi e controllo dell andamento dei singoli sistemi sanitari regionali, che consentirà di rilevare in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti delle performance delle Aziende sanitarie e dei sistemi sanitari regionali, in termini di qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati. A questo proposito tengo a fare una precisazione. Questo sistema non ha una finalità ispettiva, né repressiva. Non si tratta di quella specifica tipologia di controllo realizzata in seguito a eventi dannosi, come ad esempio nel caso di decesso del paziente per un episodio di malasanità. Il sistema di monitoraggio che abbiamo previsto nel Patto si basa sulla creazione di un sistema capillare di allerta che faccia da spia dell esistenza di lacune nel sistema e della presenza di difetti di organizzazione e procedurali, che se non opportunamente individuate possano compromettere la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza, nonché l efficienza gestionale del sistema. Questo tipo di monitoraggio si propone di determinare tutte le condizioni per realizzare percorsi di accompagnamento/affiancamento delle Aziende sanitarie e dei singoli sistemi sanitari regionali, proprio al fine di evitare l applicazione in futuro di misure straordinarie, come quelle derivanti dai cosiddetti Piani di rientro. In questo modo Agenas potrà individuare preventivamente quei difetti organizzativi o procedurali che se lasciati a se stessi possono compromettere seriamente la salute delle persone e/o l efficienza gestionale dell organizzazione sanitaria». Lei ha dichiarato di voler presentare al più presto la proposta di riforma degli enti vigilati Agenas, Aifa, Iss che diventeranno sempre più enti di sostegno tecnico e scientifico e di collegamento tra Ministero e Regioni. In particolare, il ruolo affidato ad Agenas dal Patto per la salute come si coniuga con il progetto di riorganizzazione delle agenzie che il Ministero ha elaborato? «Relativamente alla riforma degli enti vigilati del Ministero della salute e, in particolare, alla riorganizzazione di Agenas, il nuovo Patto per la salute , ha affidato all Agenzia compiti talmente complessi e delicati che basterebbero da soli a determinarne il core business. Comunque, ritengo che il Patto abbia già indicato seppur a grandi linee le prospettive di riforma dell Agenzia. Sicuramente la realizzazione di questo specifico sistema di allerta e le attività di monitoraggio dell attuazione del nuovo Patto per la salute e delle misure di revisione della spesa sanitaria di cui al programma del Governo, richiederanno all Agenas un notevole impegno e costituiranno di certo un rilevante incremento delle attività future».13 Le Regioni, soggetti attivi e propositivi nel Patto Le Regioni, soggetti attivi e propositivi nel Patto Intervista a Sergio Chiamparino Presidente della Conferenza delle Regioni 11 Il 31 luglio scorso lei è stato eletto Presidente della Conferenza delle Regioni e ha subito dichiarato che si augurava che il riparto del fondo per la sanità fosse definito il più presto possibile. Così è stato: il 5 agosto le Regioni si sono divise più di 107 miliardi di euro per finanziare i servizi sanitari per l anno in corso. Come lei stesso ha sottolineato è la prima volta che le Regioni approvano un riparto senza attendere iniziative o sollecitazioni dal Governo. Quali sono stati i nuovi criteri e le nuove pesature adottati per il riparto e come è riuscito a mediare e conciliare le diverse esigenze delle Regioni dettate da difficoltà oggettive e da importanti squilibri? «Sia sul riparto del Fondo sia sull approvazione dell Intesa sul Patto per la salute, io sono subentrato quando il lavoro era già stato solidamente impostato, in particolar modo dai colleghi della Commissione sanità della Conferenza delle Regioni. Mi pare un risultato molto significativo, perché su questi temi così importanti trovare l intesa è sempre difficile. I criteri principali che abbiamo utilizzato sono stati da una parte i risultati conseguiti dalle Regioni più virtuose, mentre dall altra abbiamo tenuto in considerazione il principio di solidarietà orizzontale e storica che è altrettanto indispensabile per garantire omogeneità e unitarietà al Servizio sanitario nazionale». Ha asserito che le Regioni saranno protagoniste in questa stagione di riforme costituzionali. Un ruolo determinante lo avranno anche nell attuazione del nuovo Patto? Saranno chiamate, per esempio, a cooperare in maniera importante alla riorganizzazione dei processi assistenziali. Con quali strumenti? «Lo ribadisco: è necessario che agli Enti Locali, ai Sindaci e ai Presidenti delle Regioni venga riconosciuto un ruolo di interlocutori istituzionali del Governo, e questo è un passaggio di fondamentale importanza per lo sviluppo del nostro sistema Paese. Il Patto per la salute è di per sé un progetto di riorganizzazione dei Vedere altro
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