Source: https://www.ambientediritto.it/sentenze/2009/TAR/Tar_Sicilia_PA_2009_n.302.htm
Timestamp: 2019-01-19 16:07:37+00:00
Document Index: 43027847

Matched Legal Cases: ['art.30', 'art.14', 'art.181', 'art. 3', 'art.7', 'art.2', 'art.3', 'art.2', 'art.2', 'art.30', 'art. 3', 'art.14']

AREE PROTETTE - ZPS e ZSC - Regione Siciliana - Decreto Ass. territorio e Ambiente del 22 ottobre 2007 - Dichiarazione di non operatività, nella regione siciliana, della deliberazione del comitato per le aree protette 02/12/2006 e ss.mm. - Illegittimità - Sottrazione al sistema sanzionatorio penale di condotte configuranti reato nel resto del territorio italiano - Competenza statale in materia penale - Regione Siciliana - Competenza esclusiva nella materia ambiente - Esclusione - Materia rimessa in via esclusiva allo Stato - ZPS eZSC - D.M. 17/10/2007 - Previsioni minime di tutela - Deroghe in peius - Inammissibilità. T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I - 4 febbraio 2009, n.302
Segnalata dall'avv. Nicola Giudice
AREE PROTETTE - ZPS e ZSC - Regione Siciliana - Decreto Ass. territorio e Ambiente del 22 ottobre 2007 - Dichiarazione di non operatività, nella regione siciliana, della deliberazione del comitato per le aree protette 02/12/2006 e ss.mm. - Illegittimità - Sottrazione al sistema sanzionatorio penale di condotte configuranti reato nel resto del territorio italiano - Competenza statale in materia penale. Nel prevedere (decreto dell’Assessore Territorio e Ambiente 22 ottobre 2007, come modificato dal decreto 28 ottobre 2007) la non operatività nell’ambito della Regione Siciliana della Deliberazione 02/12/1996 e ss. mm e ii. del Comitato per le aree protette, con la quale è stata introdotta una nuova classificazione delle ZPS e ZSC, l’Amministrazione Regionale di fatto sottrae al sistema sanzionatorio - anche penale (cfr. art.30 lett.D L.157/92 e 30 L.394/91) - condotte che, se commesse fuori dal territorio siciliano, rientrerebbero a pieno titolo nelle fattispecie di reato e/o di illecito civile ed amministrativo ivi previste. Con ciò violando le previsioni costituzionali, ed anche statutarie, sulla competenza statale in materia penale. Ed invero, anche all’interno della potestà legislativa esclusiva esercitabile dalla Regione nelle materie di cui all’art.14 dello Statuto, non è consentito limitare l’ambito della tutela penale prevista dalla normativa nazionale (cfr. da ultimo Cassazione Penale, Sez. III, 24/04/2008 n.22252 proprio in riferimento alla tutela penale in ambito ambientale). Ove si aderisse alla tesi di non ritenere operante sul territorio regionale della classificazione delle aree protette, di cui alla deliberazione cit., si impedirebbe altresì di estendere a tali aree la tutela vincolistica di cui al D.Lgs.42/04 con la connessa tutela penale di cui all’art.181 D.lgs42/04 e 734 c.p.. Pres. Giallombardo, Est. Valenti - Legambiente - Comitato Regionale Siciliano e altri (avv. Giudice) c. Assessorato Reg.Le del Territorio e dell'Ambiente (Avv. Stato) - T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I - 4 febbraio 2009, n.302
AREE PROTETTE - Ambiente - Regione Siciliana - Competenza esclusiva nella materia ambiente - Esclusione - Materia rimessa in via esclusiva allo Stato - ZPS eZSC - D.M. 17/10/2007 - Previsioni minime di tutela - Deroghe in peius - Inammissibilità. Non può sostenersi che la Regione Siciliana, ai sensi delle specifiche previsioni statutarie, sia depositaria di una competenza esclusiva in materia di ambiente. La disciplina unitaria di tutela del bene complessivo ambiente, come ha osservato la Corte Costituzionale, è invece rimessa in via esclusiva allo Stato e viene a funzionare come un limite alla disciplina che le Regioni e le Province autonome dettano in altre materie di loro competenza, salva la facoltà di queste ultime di adottare norme di tutela ambientale più elevata nell'esercizio di competenze, previste dalla Costituzione, che vengano a contatto con quella dell'ambiente. In mancanza di una idonea previsione statutaria in materia di ambiente, quindi, la Regione Siciliana non può apportare deroghe in peius alle previsioni minime di tutela e garanzia predisposte, a livello nazionale, dal D.M. 17/10/2007 per le ZPS e ZSC. Pres. Giallombardo, Est. Valenti - Legambiente - Comitato Regionale Siciliano e altri (avv. Giudice) c. Assessorato Reg.Le del Territorio e dell'Ambiente (Avv. Stato) - T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I - 4 febbraio 2009, n.302
Con l’art. 3 L.394/91 (legge quadro sulle aree protette) è stato istituito il Comitato per la aree naturali protette (successivamente soppresso con art.7 D.Lgs.281/97), cui era assegnato (ex combinato disposto dal co.5 art.2 e co.4 art.3) anche il compito di <integrare la classificazione delle aree protette> rispetto a quelle già individuate dal legislatore all’art.2 L.394/91 cit..
La stessa è stata recentemente modificata con Deliberazione 26/03/2008 della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano (in G.U.R.I. n.137 del 13/06/2008) che ha introdotto l’art.2bis (rubricato <Regime di protezione>), ai sensi del quale si è “a fortiori” precisato che alle ZPS e ZSC si applica il regime di protezione di cui allo stesso D.P.R.357/97, oltre che il D.M.17/10/2007 contenente i criteri minimi uniformi per la protezione delle ZPS e ZSC (e relativi provvedimenti regionali di recepimento ed attuazione) e il D.M. 03/09/2002 <Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000>.
Ebbene, come per altro già anticipato in sede cautelare con ord.n.229 del 19/02/2008, nel prevedere - mercé i provvedimenti impugnati - la non operatività nell’ambito della Regione Siciliana della prefata Deliberazione 02/12/1996 e ss. mm e ii, l’Amministrazione Reg.le resistente di fatto sottrae al sistema sanzionatorio - anche penale (cfr. art.30 lett.D L.157/92 e 30 L.394/91) - condotte che, se commesse fuori dal territorio siciliano, rientrerebbero a pieno titolo nelle fattispecie di reato e/o di illecito civile ed amministrativo ivi previste (giusto appunto l’integrazione delle norme in questione con i provvedimenti adottati del Comitato per le aree naturali protette ai sensi dell’art. 3 L. 394\91). Con ciò violando le previsioni costituzionali, ed anche statutarie, sulla competenza statale in materia penale. Ed invero, anche all’interno della potestà legislativa esclusiva esercitabile dalla Regione nelle materie di cui all’art.14 dello Statuto, non è consentito limitare l’ambito della tutela penale prevista dalla normativa nazionale (cfr. da ultimo Cassazione Penale, Sez. III, 24/04/2008 n.22252 proprio in riferimento alla tutela penale in ambito ambientale).