Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g09-18/g09-18-p3.html
Timestamp: 2019-05-26 17:29:40+00:00
Document Index: 73401101

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 21']

Nell'isola di Lampedusa l'attività venatoria al coniglio selvatico è consentita fino al 15 ottobre 2009 incluso;
- alzavola (Anas crecca), beccaccino (Gallinago gallinago), canapiglia (Anas strepera), cesena (Turdus pilaris), codone (Anas acuta), fischione (Anas penelope), folaga (Fulica atra), gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), gazza (Pica pica), germano reale (Anas platyrhynchos), ghiandaia (Garrulus glandarius), mestolone (Anas clipeata), moretta (Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina), pavoncella (Vanellus vanellus), tordo bottaccio (Turdus philomelos), tordo sassello (Turdus iliacus).
Dal 2 al 31 gennaio 2010 la caccia alla volpe con l'ausilio dei cani è consentita esclusivamente in battuta, regolata con provvedimento da emanarsi, a cura della ripartizione faunistico-venatoria ed ambientale competente per territorio, entro l'1 ottobre 2009.
- alzavola (Anas crecca), canapiglia (Anas strepera), codone (Anas acuta), fischione (Anas penelope), germano reale (Anas platyrhynchos), mestolone (Anas clipeata), moretta (Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina);
f) dall'11 ottobre 2009 al 22 novembre 2009 incluso:
mammiferi: lepre italica (Lepus corsicanus).
Nell'A.T.C. SR1 è consentita soltanto nei comuni di Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Melilli, Palazzolo Acreide e Sortino.
Nell'A.T.C. SR2 è consentita soltanto nei comuni di: Canicattini Bagni, Noto e Rosolini;
h) dall'1 novembre 2009 al 31 gennaio 2010 incluso:
La caccia al cinghiale non è prevista negli A.T.C. della provincia di Catania e Siracusa in quanto la specie non risulta presente.
Ove consentita, la caccia al cinghiale si effettua con l'utilizzo di cani da seguita.
La caccia al cinghiale in battuta, previa autorizzazione della ripartizione faunistico-venatoria ed ambientale competente per territorio, è consentita esclusivamente un giorno la settimana: lunedì o mercoledì o giovedì;
i) dall'1 novembre 2009 al 14 gennaio 2010 incluso:
Il prelievo venatorio alla selvaggina migratoria è possibile per un numero massimo complessivo di 28 giornate, nel rispetto delle limitazioni di cui appresso e delle disposizioni contenute nel presente calendario venatorio. L'ambito o gli ambiti territoriali di caccia scelti per la migratoria devono essere indicati nel tesserino venatorio al momento del suo rilascio dal funzionario comunale incaricato, previa esibizione della ricevuta di versamento di _ 5,16 ad ambito. Il versamento, che può essere cumulativo per i quattro ambiti, va effettuato su c/c n. 10575900 intestato al Banco di Sicilia, cassiere della Regione siciliana, recante la causale "Tassa per caccia alla selvaggina migratoria nello o negli AA.TT.CC. scelti". La sezione del bollettino di c/c postale, relativa all'attestazione di versamento, deve essere consegnata all'ufficio del comune all'atto del rilascio del tesserino.
- n. 16 giornate dal 5 settembre al 15 novembre 2009;
- n. 12 giornate dal 16 novembre 2009 al 31 gennaio 2010.
b) I cacciatori provenienti da altre regioni italiane in cui viene attuato il principio di reciprocità, possono esercitare l'attività venatoria soltanto nell'ambito territoriale di caccia in cui vengono ammessi (art. 22, comma 5, lett. d), della legge regionale n. 33/97).
Nelle isole di Favignana, Marettimo e Levanzo (TP3) la caccia alla sola selvaggina migratoria, ai cacciatori non residenti, è consentita a partire dall'11 ottobre 2009.
L'esercizio venatorio può essere praticato con l'ausilio di cani di qualsiasi razza fino al 31 dicembre 2009. Dal 2 gennaio 2010 al 31 gennaio 2010 incluso, l'esercizio venatorio può essere praticato con l'ausilio dei soli cani da ferma, ad eccezione della caccia al cinghiale ed alla volpe, per la quale potranno essere utilizzati cani da tana e da seguita.
Dal 2 gennaio 2010 al 31 gennaio 2010 incluso, l'esercizio venatorio può essere praticato nei boschi, nei seminativi arborati, negli uliveti privi di frutto pendente, negli acquitrini, corsi d'acqua e laghetti artificiali, anche se le acque risultano profonde oltre i 3 metri.
E' fatto obbligo al cacciatore di raggiungere le località di caccia con l'arma in custodia, purché scarica o smontata.
Non è consentito l'uso dei pallini di piombo all'interno delle zone umide della Regione.
Nelle zone di protezione speciale, nelle more della definizione dei piani di gestione da parte dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, si applicano i criteri di cui al decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 17 ottobre 2007, modificato dal D.M. del 22 gennaio 2009:
Art. 5. Criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione per tutte le Z.P.S.:
1) per tutte le Z.P.S., le regioni e le province autonome, con l'atto di cui all'art. 3, comma 1, del presente decreto, provvedono a porre i seguenti divieti:
b)effettuazione della preapertura dell'attività venatoria, con l'eccezione della caccia di selezione agli ungulati;
c)esercizio dell'attività venatoria in deroga ai sensi dell'art. 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva n. 79/409/CEE;
d)utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all'interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi, acquitrini, lanche e lagune d'acqua dolce, salata, salmastra, nonché nel raggio di 150 metri dalle rive più esterne a partire dalla stagione venatoria 2009/2010;
e) attuazione della pratica dello sparo al nido nello svolgimento dell'attività di controllo demografico delle popolazioni di corvidi.
f)effettuazione di ripopolamenti faunistici a scopo venatorio, ad eccezione di quelli con soggetti appartenenti a sole specie e popolazioni autoctone provenienti da allevamenti nazionali, o da zone di ripopolamento e cattura, o dai centri pubblici e privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale insistenti sul medesimo territorio;
g)abbattimento di esemplari appartenenti alle specie pernice bianca (Lagopus mutus), combattente (Philomacus pugnax), moretta (Aythya fuligula), fatte salve, limitatamente alla pernice bianca, le zone ove sia stato monitorato e verificato un favorevole stato di conservazione di tali specie;
h)svolgimento dell'attività di addestramento di cani da caccia prima dell'1 settembre e dopo la chiusura della stagione venatoria.
Sono fatte salve le zone di cui all'art. 10, comma 8, lettera e), della legge n. 157/1992, sottoposte a procedura di valutazione positiva ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, entro la data di emanazione dell'atto di cui all'art. 3, comma 1;
i) costituzione di nuove zone per l'allenamento e l'addestramento dei cani e per le gare cinofile, nonché l'ampliamento di quelle esistenti, fatte salve quelle sottoposte a procedura di valutazione positiva ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni;
La cartografia di tutte le zone S.I.C. e Z.P.S. presenti in Sicilia è scaricabile dal sito: www.artasicilia.it/web/natura_2000/schede_ natura_sicilia/index.html.
Alzavola, beccaccino, codone, fischione, folaga, gallinella d'acqua, germano reale, mestolone, moretta, moriglione e pavoncella 5
Nell'isola di Pantelleria (TP4) e nell'Isola di Linosa (AG3) il cacciatore può abbattere per ogni giornata di caccia, nel rispetto dei periodi consentiti e del limite giornaliero di 15 capi, fino ad un massimo di 10 conigli selvatici.
L'attività di allenamento e di addestramento dei cani può essere svolta, nel territorio cacciabile, senza possibilità di sparo, nelle tre settimane che precedono l'apertura della caccia alla selvaggina stanziale e con l'esclusione dei 2 giorni precedenti l'apertura stessa.
Le attività cinofile potranno essere esercitate nell'arco temporale compreso tra un'ora dopo l'alba alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 ad un'ora prima del tramonto.
Nelle ZPS l'attività di allenamento e di addestramento dei cani, in adempimento all'art. 5, lett. h), del decreto ministeriale del 17 ottobre 2007 e successive modifiche ed integrazioni, è vietata prima dell'1 settembre e dopo la chiusura della stagione venatoria.
L'uso del furetto è vietato negli ambiti territoriali di caccia di: EN1, EN2, ME1, ME2, ME3, PA1, PA2, PA3, RG1, RG2, SR1 e SR2.
L'uso del furetto per la caccia al coniglio selvatico è consentito dal 20 settembre al 30 novembre 2009 incluso, negli ambiti territoriali di caccia di: AG1 ad esclusione del comune di Menfi; AG2 ad esclusione delle contrade Camastrella, Sant'Oliva, Porretta e Bufalo del territorio del comune di Licata; AG3, CL1, CL2, CT1 ad esclusione del comune di Mineo; CT2, PA1 esclusivamente nei territori comunali di Carini e Corleone; PA2 esclusivamente nei territori comunali di Ciminna e Valledolmo; TP1; TP2 ad eccezione delle zone ricadenti fra la battigia e le strade provinciali Marsala-Trapani e Marsala-Petrosino del comune di Marsala; TP3 e TP4.
Esclusivamente negli anfratti lavici dell'Etna l'uso del furetto è consentito nel periodo compreso fra il 3 settembre 2009 ed il 12 dicembre 2009 incluso.
La caccia al cinghiale in battuta ove consentita, viene regolata con provvedimento da emanarsi, a cura della ripartizione faunistico-venatoria ed ambientale competente per territorio, entro l'1 ottobre 2009, nel rispetto dei seguenti indirizzi:
- tutti i cacciatori partecipanti alla battuta devono indossare un gilet di colore arancione che li renda facilmente visibili sul territorio al fine di aumentare la sicurezza, portare ben visibile il distintivo della squadra e devono raggiungere le poste con l'arma scarica, i conduttori dei cani possono caricare l'arma solo al momento in cui la muta viene sciolta, tutte le armi devono essere scaricate al segnale di fine battuta.
Per la stagione venatoria 2009/2010 l'esercizio della caccia è, altresì, vietato nelle seguenti zone:
2) località Castellaccio, ricadente nel territorio del comune di Camastra (AG2) estesa ettari 50 circa per un perimetro di 3,5 Km. così delimitata: partendo dall'incrocio tra il limite territoriale Camastra-Naro e la strada comunale campo sportivo (contrada Balate) si prosegue per 650m. con direzione sud fino ad arrivare all'incrocio con la strada comunale Baldacchino, si prosegue ancora verso sud per 450 m. fino ad arrivare all'incrocio con la strada Aria Lunga, quindi si svolta a sinistra con direzione nord-est, si percorre la stessa per 1,8 Km. fino al limite nord del predetto confine territoriale coincidente con una stradella in terra battuta, si imbocca la stessa, si prosegue per 5.000m. fino a chiudere al punto di partenza (campo sportivo);
9) Pantani della Sicilia sud-orientale, ricadenti nel territorio dei comuni di Ispica (RG2), Noto, Pachino, Porto Paolo di Capo Passero (SR2);
11) Pantano Leone, ricadente nel territorio del comune di Campobello di Mazara (TP2).
c) polizza assicurativa per infortuni correlata alla caccia, con i massimali previsti dall'art. 17, commi 7 e 8, della legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni. Si rappresenta a tal riguardo che il pagamento del premio assicurativo secondo le convenzioni stipulate dalle associazioni venatorie con le imprese di assicurazione, deve essere versato dagli associati/assicurati esclusivamente mediante bollettino di conto corrente postale ovvero bonifico bancario;
La validità del tesserino rilasciato dalle altre regioni, ai fini dell'attività venatoria nella Regione siciliana, è subordinato al rispetto della vigente legislazione e del presente calendario venatorio ed, in particolare, al numero delle giornate settimanalmente consentite, cumulabili ai fini del conteggio con le giornate di caccia usufruite in altre regioni.
10) Isola di Linosa e Lampione, ricadenti nel territorio dei comuni di Lampedusa e Linosa (AG3);
1) Torre Salsa, ricadente nel territorio dei comuni di Siculiana e Montallegro (AG1).
4) ricadente nel territorio del comune di Alessandria della Rocca (AG2), contrada Ciniè Caratello.
d) Zone del demanio forestale
e) Fondi chiusi
Il sotto indicato territorio è riservato a gestione privata della caccia, nel rispetto delle condizioni e dei criteri di cui agli artt. 25 e 26 della legge regionale n. 33/97 e dell'art. 11 dell'allegato "A" al presente decreto:
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Agrigento dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato A al presente decreto.
2) ricadente nel territorio del comune di Villalba (CL1), all'interno dell'azienda agro-venatoria Mattarello;
3) ricadente nel territorio del comune di San Cataldo (CL1), contrada Mandra di Mezzo;
d) Zone cinologiche di tipo A:
e) Zone del demanio forestale
f) Fondi chiusi ai sensi dell'art. 24 della legge regionale n. 33/97
3) Coop. L'Emigrante, ricadente nel territorio del comune di Butera (CL2), contrada Castelluccio;
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Caltanissetta dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato A al presente decreto.
1) Parco dell'Etna, ricadente nel territorio dei comuni di: Bronte (CT1), Randazzo (CT1), Zafferana Etnea (CT1), Castiglione di Sicilia (CT1), Adrano (CT1), Linguaglossa (CT1), Biancavilla di Sicilia (CT1), Maletto (CT1), Nicolosi (CT1), Ragalna (CT1), Sant'Alfio (CT1), Belpasso (CT1), Trecastagni (CT1), Milo (CT1), Pedara (CT1), Piedimonte Etneo (CT1), Santa Maria di Licodia (CT1), Mascali (CT1), Viagrande (CT1) e Giarre (CT1);
3) Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi, ricadenti nel territorio del comune di Acicastello (CT1);
f) Fondi chiusi
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Catania dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
5) Monte Capodarso e Valle dell'Imera meridionale, ricadenti nel territorio dei comuni di Enna (EN2) e Pietraperzia (EN2);
f) Zone del demanio forestale
g) Fondi chiusi
4) A.F.V. Sciara Gurghi Giumenta, parte ricadente nel territorio del comune di Sperlinga (EN1);
5) A.F.V. Cicera (parte), ricadente nel territorio del comune di Sperlinga (EN1);
6) A.F.V. La Sughereta, ricadente nel territorio del comune di Troina (EN1) e Regalbuto (EN1);
7) A.F.V. Monaco, ricadente nel territorio del comune di Nicosia (EN1);
8) A.F.V. Bontà di Sicilia, ricadente nel territorio del comune di Cerami (EN1);
9) A.A.V. Cannella, ricadente nel territorio del comune di Nicosia (EN1);
10) A.A.V. Carangiaro-Scioltabino, ricadente nel territorio del comune di Enna (EN2);
11) A.A.V. Capitone, ricadente nel territorio del comune di Enna (EN2);
12) A.A.V. Carangiaro, ricadente nel territorio del comune di Enna (EN2);
13) A.A.V. Montagna Gebbia Robbiato, ricadente nel territorio del comune di Piazza Armerina (EN 2);
14) A.A.V. Cacchiamo, ricadente nel territorio del comune di Calascibetta (EN2);
15) A.A.V. Ficilino Polizzello, parte ricadente nel territorio del comune di Nicosia (EN1).
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Enna dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
2) ricadente nel territorio del comune di Santa Lucia del Mela (ME2), contrada Piano del Campo;
7) ricadente nel territorio del comune di Caronia, contrada Sorba.
3) A.F.V. Cirrito, parte ricadente nel territorio del comune di Pettineo (ME1).
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Messina dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
a) Parco delle Madonie, ricadente nel territorio dei comuni di Petralia Sottana (PA2), Isnello (PA2), Polizzi Generosa (PA2), Geraci Siculo (PA2), Collesano (PA2), Cefalù (PA2), Gratteri (PA2), Castelbuono (PA2), Caltavuturo (PA2), Scillato (PA2), Petralia Soprana (PA2), Pollina (PA2), Castellana Sicula (PA2), Sclafani Bagni (PA2) e San Mauro Castelverde (PA2);
2) ricadente nel territorio del comune di Resuttano (PA2), contrada Sparaino;
h) Fondi chiusi ai sensi dell'art. 24, legge regionale n. 33/97:
2) Randazzo Giovanni, ricadente nel territorio del comune di Partinico (PA1), contrada Ramo;
5) A.F.V. Sciara, Gurghi Giumenta, parte ricadente nel territorio del comune di Gangi (PA2);
8) A.F.V. Maganoce, ricadente nel territorio del comune di Piana degli Albanesi (PA1);
9) A.A.V. Francesca Di Dato, ricadente nel territorio del comune di Castellana Sicula (PA2);
11) A.A.V. Cannella (parte), ricadente nel territorio del comune di Gangi (PA2);
12) A.A.V. Masseria Sciaritelle, ricadente nel territorio del comune di Petralia Sottana (PA2);
13) A.A.V. Mandranuova, ricadente nel territorio del comune di Valledolmo (PA2);
14) A.A.V. Fucilino - Polizzello parte, ricadente nel territorio del comune di Gangi (PA2).
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Palermo dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
2) Macchia foresta del fiume Irminio, ricadente nel territorio dei comuni di Ragusa (RG1) e Scicli (RG2).
b) Zone cinologiche di tipo B:
2) ricadente nel territorio del comune di Modica (RG2), contrada Sbrizza.
c) Zone del demanio forestale
d) Fondi chiusi
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Ragusa dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
8) Grotta Monello, ricadente nel territorio del comune di Siracusa (SR2).
2) Oasi faunistica di Vendicari, ricadente nel territorio del comune di Noto (SR2).
3) ricadente nel territorio del comune di Avola (SR2), contrada Spineta.
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Siracusa dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
9) Isola di Pantelleria, ricadente nel territorio del comune di Pantelleria (TP4).
1) Capofeto, ricadente nel territorio del comune di Mazara del Vallo (TP2).
6) ricadente nel territorio del comune di Trapani (TP1), contrada Casal Monaco.
d) Zone del demanio forestale regionale e comunale
e) Fondi chiusi ai sensi dell'art. 24 della legge regionale n. 33/97
Il rimanente territorio agro-silvo-pastorale costituisce gli ambiti territoriali di caccia della provincia di Trapani dove l'attività venatoria viene esercitata nel rispetto delle prescrizioni e divieti recati dalla legge regionale n. 33/97 e successive modifiche ed integrazioni e dagli articoli, da 1 a 11, dell'allegato "A" al presente decreto.
Si ricorda che ai sensi del comma 1, art. 10, della L. n. 353/2000 è, inoltre, vietato per dieci anni l'esercizio venatorio nei soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco.
Ai sensi dell'art. 21, comma 3, della legge regionale n. 33/97, tutte le zone comunque sottratte all'esercizio venatorio devono essere delimitate da apposite tabellazioni.
Le unità operative - ripartizioni faunistico-venatorie ed ambientali sono incaricate di dare ampia pubblicità ai divieti di caccia riguardanti le aree ricadenti nel territorio di rispettiva competenza.