Source: http://docplayer.it/2582248-Po-gr-02-procedura-operativa-per-la-gestione-dei-rifiuti-speciali-pericolosi-rsp.html
Timestamp: 2019-01-16 00:42:09+00:00
Document Index: 12765042

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art. 9', 'art.3', 'art. 28', 'art 33', 'art. 12', 'art. 3', 'art.4', 'art.6', 'art. 6', 'art. 15']

PO.GR.02. Procedura Operativa per la Gestione dei Rifiuti Speciali Pericolosi (RSP) - PDF
Download "PO.GR.02. Procedura Operativa per la Gestione dei Rifiuti Speciali Pericolosi (RSP)"
1 Codice Procedura: PO-GR-02 Titolo: PO.GR.02 dei Rifiuti Speciali Pericolosi (RSP)
2 Sommario SOMMARIO...2 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...3 DEFINIZIONI...3 NORME DI RIFERIMENTO...4 DOCUMENTI COLLEGATI...5 COMPITI E RESPONSABILITÀ...5 MODALIT À OPERATIVE...7 Deposito temporaneo...7 Raccolta e Smaltimento...8 Registrazione SOPRALLUOGHI DI VERIFICA EMERGENZE ALLEGAT I Allegato I Schema del processo di identificazione del deposito temporaneo Allegato II Schema del processo di raccolta e smaltimento RSP Allegato III Algoritmo per l attribuzione del codice CER Allegato IV Direttiva 9/4/02 Allegato A Allegato V Schema del processo di caratterizzazione del RSP secondo le norme ADR Allegato VI Tabella di comparazione tra rifiuti pericolosi e normativa ADR Allegato VII Modelli di etichette per il trasporto dei RSP Allegato VIII Esempi di classificazione ADR Pag. 2
3 Scopo e campo di applicazione La presente procedura definisce le modalità di deposito temporaneo, raccolta, smaltimento e registrazione dei rifiuti speciali pericolosi (RSP) prodotti dalle diverse strutture dell Ateneo. La procedura si applica a tutte le strutture del Politecnico di Milano con sede in comune di Milano che producono rifiuti speciali pericolosi ai sensi del D.Lgs 22/97, soggette al D.R. N 189/AG del Definizioni a) rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A del D.Lgs 22/97 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi. b) produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti. c) gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni. d) raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto. e) smaltimento: le operazioni previste nell'allegato B del D.Lgs 22/97. f) recupero: le operazioni previste nell'allegato C del D.Lgs 22/97. g) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle condizioni seguenti: - I rifiuti pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento con cadenza almeno bimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti pericolosi in deposito raggiunge i 10 metri cubi; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 10 metri cubi nell'anno. - Il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle relative norme tecniche. h) siti comuni di deposito temporaneo: sono costituiti da aree non delimitate, attrezzate a contenere rifiuti nel rispetto degli adempimenti di legge, accessibili a tutti i produttori di rifiuti dell Ateneo, ad eccezione delle imprese appaltatrici che lavorano (manutenzione) presso il Politecnico di Milano e che hanno obbligo, secondo le disposizioni del Capitolati d Appalto, di prendersi in carico i rifiuti prodotti. i) siti privati di deposito temporaneo: aree interne alle singole strutture del Politecnico di Milano, attrezzate a contenere rifiuti nel rispetto degli adempimenti di legge, il cui accesso è regolato secondo disposizioni interne ad ogni struttura. j) piattaforma Igloo : struttura adibita a deposito temporaneo di rifiuti speciali sia pericolosi sia non pericolosi il cui accesso è regolato dalla presente procedura. La piattaforma Igloo sarà attiva fino al completamento della nuova piattaforma ecologica di via Bassini. k) Smaltimenti ad hoc: operazione di raccolta di rifiuti derivanti da una produzione eccezionale non periodica in assenza di depositi temporanei privati e comuni e non accettabili in Igloo. l) rifiuti speciali: rifiuti definiti all art.7, c.3 del D.Lgs 22/97. m) rifiuti speciali pericolosi: rifiuti non domestici individuabili dall all. A della Direttiva del 9/4/2002. Pag. 3
4 n) formulario di trasporto: documento di identificazione dei rifiuti trasportati previsto dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, articolo 15. Il modello del formulario è approvato dal DM 145/98. Le modalità di compilazione sono definite con la circolare n GAB/DEC/812/98. o) Registro di carico e scarico rifiuti: registro, con fogli numerati e vidimati dall'ufficio del registro, su cui devono essere annotate le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto. Il modello del registro di c/s è approvato dal DM 148/98. Le modalità di compilazione sono definite con la circolare n GAB/DEC/812/98. p) Autorizzazione: nella presente procedura vengono indicati con tale termine i seguenti documenti: - Iscrizione all Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti per le categorie previste (art. 9 del DM 406/98) - Perizia giurata dell'idoneità' dei mezzi di trasporto e successive dichiarazioni di conformità dei mezzi della perizia eseguita da parte del Responsabile Tecnico (Deliberazione prot. n 004/CN/ALBO del 27/09/2000 e successive modificazioni). - Nomina del Consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose (1.8.3 del DM 6/6/02; art.3 del D.Lgs 40/00). - Autorizzazione all'esercizio di impianto trattamento rifiuti (art. 28 del D.Lgs 22/97) o Comunicazione inizio attività (se attività di recupero soggetta a art 33 del D.Lgs 22/97 e DM 5/2/98) Norme di riferimento D.R. N 189/AG del Emanazione del Regolamento della gestione dei rifiuti prodotti nel Politecnico di Milano. D.Lgs. Governo n 22 del 05/02/ Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. Direttiva (naz.) del 09/04/ Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. Decreto Ministeriale n 141 del 11/03/ Regolamento recante norme per lo smaltimento in discarica dei rifiuti e per la catalogazione dei rifiuti pericolosi smaltiti in discarica. Decreto Ministeriale n 145 del 01/04/ Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Decreto Ministeriale n 148 del 01/04/ Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli articoli 12, 18, comma 2, lettera m), e 18, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Circolare del 04/08/1998 n GAB/DEC/812/98 - Circolare esplicativa sulla compilazione dei registri di carico scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati individuati, rispettivamente, dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n. 145, e dal decreto ministeriale 1 aprile 1998, n Decreto Ministeriale n 406 del 28/04/ Regolamento recante norme di attuazione di direttive dell'unione europea, avente ad oggetto la disciplina dell'albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti. Pag. 4
5 Decreto Ministeriale del 06/06/ Traduzione in lingua italiana del testo consolidato della versione 2001 delle disposizioni degli allegati A e B dell'accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR), di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 21 dicembre 2001 in materia di trasporto di merci pericolose su strada. Delibera del 27/07/ Disposizioni per la prima applicazione dell'articolo 4 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti. Deliberazione prot. n 004/CN/ALBO del 27/09/ Contenuti dell'attestazione, a mezzo di perizia giurata, dell'idoneità dei mezzi di trasporto di cui all'art. 12, comma 3, lettera a), del decreto ministeriale 28 aprile 1998, n 406. D.Lgs. Governo n 40 del 04/02/ Attuazione della direttiva 96/35/CE relativa alla designazione e alla qualificazione professionale dei consulenti per la sicurezza dei trasporti su strada, per ferrovia o per via navigabile di merci pericolose. Documenti collegati PO.GR.01 dei Rifiuti Speciali Non Pericolosi (RSNP). PO.GR.03 Procedura Operativa di Sorveglianza e Sopralluoghi. PO.GR.04 della Cartografia Digitale e del Database dei Rifiuti d Ateneo. PO.GR.05 delle Emergenze Rifiuti: modalità operative e sistema sanzionatorio. LG.GR.01 Linee Guida per la Gestione dei Rifiuti Speciali all interno delle strutture d Ateneo MOD.GR.01 Modulo richiesta smaltimento MOD.GR.02 Modulo richiesta nuovo contenitore Compiti e responsabilità DA Direttore Amministrativo. E Titolare della gestione dei rifiuti prodotti dalle Strutture del Politecnico di Milano ai fini degli adempimenti di legge (art. 3 del D.R. N 189/AG). Il DA approva la presente procedura e successivi aggiornamenti. GR Gestore dei Rifiuti. Organizza e gestisce lo smaltimento dei rifiuti secondo le disposizioni di cui all art.4 del D.R. N 189/AG. Ai fini della presente procedura il GR ha il compito di: - Verificare la corretta applicazione della procedura. - Archiviare i formulari di trasporto dei RSP raccolti dalla piattaforma Igloo (1 a e 4 a copia). - Registrare sul registro di carico e scarico in dotazione al Centro per la Sicurezza i RSP della piattaforma Igloo o RSP derivanti da smaltimenti ad hoc. - Verificare ed archiviare le Autorizzazioni (Iscrizione Albo Gestori Rifiuti, perizia giurata dei mezzi, nomina del consulente per il trasporto di merci pericolose, Autorizzazione all esercizio dell impianto di trattamento/recupero) dei trasportatori e/o smaltitori terzi Pag. 5
6 diversi dalle Imprese assegnatarie del Servizio di smaltimento (IASS). La verifica consiste nel controllo della validità delle autorizzazioni e della compatibilità dei rifiuti da smaltire con i codici autorizzati al trasporto. - Seguire a vista la raccolta alla piattaforma Igloo. Se la raccolta è effettuata da trasportatori terzi diversi dalle Imprese assegnatarie del Servizio di smaltimento (IASS), verificare che l automezzo impiegato sia autorizzato a trasportare, anche ai fini dell ADR, il rifiuto oggetto della raccolta. - Archiviare, elaborare e mettere a disposizione i dati sulla produzione dei RSP. - Gestire l'accesso e l utilizzo della piattaforma Igloo. - Approvare e fornire nuovi contenitori privati per RSP ai RS che ne fanno richiesta. - Approvare e fornire le strutture produttrici di RSP di registro di carico e scarico. - Verificare periodicamente la corretta tenuta dei registri delle strutture. - Redigere, diffondere e aggiornare la cartografia digitale riportante le aree di deposito temporaneo dei RSP. - Inviare ai RS le 4 e copie dei formulari di trasporto dei RSP raccolti dai depositi privati. - Coordinare i Referenti di Struttura (RS) e le Imprese assegnatarie del Servizio di smaltimento (IASS). - Revisionare la procedura. RST Responsabili di struttura. A seconda della tipologia statutaria della struttura, sono individuati da: o Presidi di Facoltà (limitatamente alle Presidenze di Facoltà). o Direttori di Dipartimento. o Presidenti di Consigli Scientifici o Presidenti dei Comitati di Gestione delle strutture di supporto. o Dirigenti di area. I RST sono responsabili della gestione dei rifiuti, in termini di rispetto degli adempimenti di legge, del DR 189/AG e della presente procedura, per quanto di competenza della propria struttura. Nominano il Referente di Struttura (RS) per la gestione dei rifiuti. Ai fini della seguente procedura ogni RST ha il compito di: - Provvedere, con la consulenza del RS, alla formazione ed informazione del proprio personale, in merito all applicazione della presente procedura RS Referenti di Struttura. Hanno il compito di organizzare e di gestire presso la propria struttura la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti in applicazione del D.R. N 189/AG (art.6). Ai fini della presente procedura ogni RS ha il compito di: - Verificare la corretta applicazione della procedura all interno della propria struttura. - Caratterizzare i RSP prodotti presso la propria struttura e attribuirne il codice CER, classi di pericolosità, classe ADR e numero ONU. - Regolamentare l accesso ai luoghi privati di deposito temporaneo di RSP all interno della propria struttura. - Verificare lo stato di manutenzione ed il rispetto delle norme tecniche vigenti in materia di deposito temporaneo di RSP. - Registrare sul registro di carico e scarico in dotazione alla propria struttura i RSP depositati nelle proprie aree private. Pag. 6
7 - Seguire a vista la raccolta ai depositi privati e nei casi di smaltimenti ad hoc. Se la raccolta è effettuata da trasportatori terzi diversi dalle Imprese assegnatarie del Servizio di smaltimento (IASS), verificare che l automezzo impiegato sia autorizzato, anche ai fini ADR, a trasportare il rifiuto oggetto della raccolta. - Verificare la correttezza e completezza del Formulario di Trasporto in sede di rilascio. - Trasmettere al GR copia dei formulari di trasporto dei RSP. - Coordinare i produttori di RSP della propria struttura e il GR. IASS Imprese Assegnatarie del Servizio di Smaltimento. Provvedono al corretto smaltimento dei RSP in conformità al Capitolato d Appalto. Ai fini della presente procedura le IASS sono responsabili: - Dell'emissione e rilascio in fase di raccolta del Formulario di Trasporto. - Della restituzione della 4 a copia del Formulario nei tempi previsti dal D.Lgs 22/97. - Della trasmissione delle Autorizzazioni di trasportatori e smaltitori terzi incaricati della raccolta dei RSP. - Della fornitura su richiesta del GR di contenitori idonei al deposito temporaneo di RSP. Modalità Operative Deposito temporaneo La presente sezione definisce le modalità operative per la scelta del luogo di deposito fra le diverse modalità (Piattaforma Igloo, Depositi temporanei privati ) e di approvazione e collocazione di nuove aree di deposito temporaneo per RSP. Il processo sopra definito si svolge secondo il diagramma di flusso riportato in allegato I. Ogni RS classifica i rifiuti prodotti determinandone il codice CER in conformità alla direttiva 09/04/2002, secondo l algoritmo riportato in allegato III. L elenco dei codici CER di cui all all. A della direttiva 9/4/02 è richiamato in allegato IV alla presente procedura. I RSP sono individuati nella direttiva citata dal simbolo *. Per ogni rifiuto pericoloso dovranno essere determinate anche le classi di pericolosità secondo i canoni della stessa direttiva. Se il rifiuto è un RSNP si applica la procedura PO.GR.01. I RSP sono soggetti alle normative ADR. Ogni RS quindi determina la classe, il codice di classificazione, il numero ONU in conformità al DM 6/6/02. Il RS può avvalersi inoltre dello schema di riferimento riportato in allegato V. Ai fini della classificazione ADR e dell assegnazione del numero ONU si ritiene d ausilio ai RS allegare alla presente procedura (all.vi) una tabella di comparazione tra rifiuti pericolosi e normativa ADR. Poiché tale tabella fa riferimento ai vecchi codici CER e numeri ONU, la tabella dovrà essere adattata con trasposizione dei codici CER in allegato B alla Direttiva 9/4/02. I codici di classificazione ADR devono essere aggiornati al DM 6/6/02. In allegato VIII sono riportati alcuni esempi di classificazione di RSP in base alle norme ADR. Una volta classificato il RSP, ogni RS individua il deposito temporaneo secondo le seguenti priorità: 1) deposito temporaneo privato se il RS dispone di un area di deposito privato" adatta alla tipologia di rifiuto. Se tale sito non è disponibile ma la produzione del rifiuto è rilevante e Pag. 7
8 continua, il RS può fare richiesta di un contenitore privato al GR compilando il modulo MOD.GR.02. Il GR ha la facoltà di respingere o di approvare la richiesta. In quest ultimo caso richiede la fornitura del contenitore alle IASS che provvedono alla consegna presso la struttura. Se la struttura che ha richiesto un contenitore privato per RSP è sprovvista di registro di carico e scarico il GR ha il compito di fornirglielo. 2) Deposito temporaneo Igloo se il RSP è conferibile in tale deposito. Per richiedere il conferimento in Igloo il RS compila il MOD.GR.01. Tale modulo dovrà pervenire al GR per concordare le modalità di accesso all Igloo. In particolare: Il GR concorda con il RS, una volta ricevuta la richiesta, la data del conferimento. Il GR indica l area interna all Igloo destinata ad ospitare il rifiuto oggetto di conferimento, segue a vista le operazioni di deposizione del rifiuto e verifica che tutti i rifiuti conferiti siano conformi a quanto dichiarato nel modulo di richiesta. In caso di rifiuti diversi da quanto dichiarato sarà stabilita una nuova destinazione nel rispetto della presente procedura. 3) Richiesta di smaltimento ad hoc se il RS non ha individuato un deposito di cui ai punti precedenti. La richiesta si effettua al GR tramite MOD.GR.01. Ai fini della corretta applicazione della procedura si fanno le seguenti precisazioni: Ogni RS ha la facoltà di redigere procedure interne per la raccolta interna dei RSP e la gestione dei depositi temporanei privati. Per la stesura di tali procedure ogni RS si avvale delle linee guida predisposte dal GR con il documento LG.GR.01. I RSP in ogni luogo di deposito temporaneo dovranno essere etichettati (art. 6, c.5 del D.Lgs 22/97). L etichettatura (Delibera 27/7/84) ha lo scopo di rendere nota, durante lo stoccaggio provvisorio, la natura e la pericolosità dei rifiuti. Poiché la normativa non fissa tipologie di etichette da applicare al solo fine dello stoccaggio si stabilisce di estendere la validità dell etichettatura prevista per il trasporto anche per i rifiuti in deposito temporaneo (vedi paragrafo successivo). Il GR non potrà in ogni caso accettare richieste verbali o scritte di nuovi contenitori su documenti diversi dal MOD.GR.02 Modulo richiesta nuovo contenitore. Le chiavi di accesso all Igloo sono in dotazione esclusivamente al GR. Raccolta e Smaltimento La presente sezione descrive l iter che i RS ed il GR devono seguire per la richiesta di smaltimento di RSP alloggiati nei siti di deposito temporaneo di cui al paragrafo precedente. Il processo si svolge secondo il diagramma di flusso riportato in allegato II. L operazione che apre e chiude la fase di raccolta e smaltimento di RSP è la registrazione sul registro di carico e scarico. A tal proposito si adottano le seguenti disposizioni: Ogni RS deve indicare sul registro la quantità espressa in volume e completare la registrazione del peso all arrivo della 4 a copia del formulario. I movimenti di carico e scarico relativi ai RSP conferiti in Igloo ed agli smaltimenti ad hoc dei RSP vengono registrati dal GR sul registro dell unità locale Politecnico di Milano. Ogni struttura che detiene un registro compila il campo luogo di produzione del rifiuto con la denominazione della struttura stessa. Pag. 8
9 In tutte le operazioni di scarico saranno indicate le IASS nel campo intermediario. A seconda del sito di deposito temporaneo in cui è presente il RSP si hanno tre distinte modalità operative per raccolta e smaltimento: 1) Smaltimento dalla piattaforma Igloo. Le operazioni di raccolta sono disposte dal GR e concordate con le IASS a seguito dell invio dei dati, in analogia alle voci del MOD.GR.01, circa il RSP da smaltire. In base a tali dati, le IASS: comunicano al GR eventuali nuovi trasportatori e/o smaltitori ed inviano le Autorizzazioni degli stessi. Il GR effettua un controllo preventivo alla raccolta sull idoneità dell azienda incaricata al trasporto e/o allo smaltimento del rifiuto da smaltire. Provvedono all emissione del formulario di trasporto. In fase di raccolta il GR svolge tre tipi di controlli: del formulario di trasporto, volto alla verifica della corretta compilazione del documento da parte delle IASS nei confronti delle informazioni fornite (assegnazione del codice CER, quantità presunte, indicazioni n ONU e classe per il trasporto in ADR nelle annotazioni, ecc.). delle targhe degli automezzi di trasportatori non IASS, volto alla verifica del rispetto della autorizzazione dei singoli veicoli al trasporto del rifiuto da smaltire della dotazione dei veicoli di trasportatori non IASS prevista dalle norme ADR. Il GR effettua l operazione di scarico del RSP sul registro riportando il corrispondente numero di formulario, archivia la 1 a copia di quest ultimo e, ultimate le operazioni di smaltimento da parte delle IASS, la 4 a copia del formulario di trasporto. 2) Smaltimento da depositi temporanei privati. Il RS, una volta preso in carico il rifiuto, richiede lo smaltimento al GR compilando il modulo MOD.GR.01. Il GR invia i dati per lo smaltimento alle IASS analogamente a quanto descritto al punto 1), controlla l Autorizzazione di eventuali nuovi trasportatori e/o smaltitori ed invia al RS l elenco degli automezzi autorizzati (targhe). Il formulario emesso dalle IASS viene rilasciato al RS in fase di raccolta. In tale fase il RS effettua i controlli: del formulario di trasporto, volto alla verifica della corretta compilazione del documento da parte delle IASS nei confronti delle informazioni fornite (assegnazione del codice CER, quantità presunte, indicazioni n ONU e classe per il trasporto in ADR nelle annotazioni). delle targhe degli automezzi di trasportatori non IASS, volto alla verifica del rispetto della autorizzazione dei singoli veicoli al trasporto del rifiuto da smaltire della dotazione dei veicoli di trasportatori non IASS prevista dalle norme ADR Al termine delle operazioni di raccolta il RS effettua l operazione di scarico del RSP sul registro riportando il corrispondente numero di formulario e archivia la 1 a copia di quest ultimo Al termine delle operazioni di smaltimento le IASS inviano al GR le 4 e copie dei formulari. Il GR invia, entro 10 gg. dal ricevimento, l originale delle 4 e copie ai rispettivi destinatari (ovvero agli RS che hanno richiesto lo smaltimento e detengono il Registro di carico e scarico). Ogni registrazione di scarico sui registri deve essere accompagnata dal rispettivo formulario di trasporto (1 a e 4 a copia appena disponibile). 3) Smaltimenti ad hoc. Pag. 9
10 In questo caso le operazioni di raccolta sono avviate dal GR ma sono seguite presso la struttura dal RS. Il GR concorda con le IASS a seguito dell invio dei dati, in analogia alle voci del MOD.GR.01, le modalità ed i tempi per la raccolta del RSP da smaltire. In base a tali dati, le IASS: comunicano al GR eventuali nuovi trasportatori e/o smaltitori ed inviano le Autorizzazioni degli stessi. Il GR effettua un controllo preventivo alla raccolta sull idoneità dell azienda incaricata al trasporto e/o allo smaltimento del rifiuto da smaltire. Provvedono all emissione del formulario di trasporto. In fase di raccolta, presso la struttura che ha richiesto lo smaltimento ad hoc, il RS verifica: La correttezza del formulario di trasporto (assegnazione del codice CER, quantità presunte, indicazioni n ONU e classe per il trasporto in ADR nelle annotazioni, ecc.). Il rispetto della autorizzazione, dei veicoli dei trasportatori non IASS, al trasporto del rifiuto da smaltire, in base al controllo delle targhe degli automezzi. La dotazione dei veicoli di trasportatori non IASS prevista dalle norme ADR Al termine della raccolta il RS invia l originale della 1 a copia del formulario al GR che ha il compito di archiviarla ed effettuare l operazione di scarico. Ultimate le operazioni di smaltimento da parte delle IASS, il GR archivia anche 4 a copia del formulario di trasporto Ai fini della corretta applicazione della procedura si fanno le seguenti precisazioni: I controlli sulle Autorizzazioni delle IASS sono effettuati dal GR in seguito all affidamento dell incarico e tramite verifiche a campione, durante le operazioni di raccolta, programmate nella PO.GR.03. In tali circostanze vengono annotate e registrate secondo le modalità di cui al paragrafo successivo le date di scadenza delle stesse. Il Formulario rifiuti previsto dal D.Lgs 22/97 può comprendere anche il documento di trasporto delle merci pericolose: in questo caso nello spazio delle annotazioni il formulario riporterà numero ONU, classe, designazione ufficiale di trasporto e la dicitura: lo speditore dichiara che la merce è stata correttamente classificata ed è ammessa al trasporto stradale secondo le disposizioni dell ADR e che il suo stato, il suo condizionamento, l imballaggio come pure l etichettatura ed il carico in comune sono conformi alle prescrizioni dell ADR e della normativa nazionale vigente. I RSP durante il trasporto dovranno essere etichettati (art. 15, c.3 del D.Lgs 22/97): - Conformemente al punto 2.3 della Delibera 27/7/84. Sui contenitori dei rifiuti tossici e nocivi - colli o mezzi di trasporto - oltre alle etichettature previste dalle norme ADR devono essere in ogni caso apposti: sui mezzi di trasporto, una targa di metallo di lato di cm 40, a fondo giallo, recante la lettera R di colore nero, alta cm 20, larga cm 15, con larghezza del segno di cm 3. La targa va posta sulla parte posteriore del veicolo, a destra ed in modo da essere ben visibile; sui colli una etichetta inamovibile o un marchio a fondo giallo aventi le misure di cm 15 x 15, recanti la lettera R di colore nero, alta cm 10, larga cm 8, con larghezza del segno di cm 1,5. I colori delle targhe, dell etichetta e dei marchi devono essere indelebili e rispondenti alle caratteristiche cromatiche stabilite dalle norme UNI (vedi Allegato VII, parte I). - Il produttore di rifiuti pericolosi dovrà imballare ed etichettare i propri rifiuti conformemente alle norme ADR. Su ogni collo devono pertanto essere collocate: Pag. 10
11 L etichetta indicante il numero ONU corrispondente alla merce contenuta, preceduto dalle lettere "UN". le l etichette identificative della classe secondo i modelli di etichette di cui al del Decreto Ministeriale del 06/06/2002. I modelli di cui sopra sono riportati nella presente procedura in allegato VII parte II. Dotazione dei veicoli secondo le norme ADR che devono essere verificate dagli RS in fase di raccolta ad opera di trasportatori non IASS: - Documento di trasporto contenente (tale documento non è necessario se il Formulario di trasporto rifiuti riporta nelle annotazioni le caratteristiche ADR del rifiuto trasportato): il numero ONU, preceduto dalla dicitura "RIFIUTO"; la designazione ufficiale di trasporto della materia o dell oggetto, completata, se del caso (vedere ) dal nome tecnico, chimico o biologico, conformemente alla sezione 3.1.2; la classe delle merci, o, per le materie ed oggetti della classe 1, la divisione, immediatamente seguita dalla lettera del gruppo di compatibilità; se del caso, il gruppo d imballaggio attribuito alla materia o all oggetto; le sigle ADR o RID; il numero e la descrizione dei colli; la quantità totale di merci pericolose alla quale si applicano le indicazioni (espressa in volume o in massa lorda, o in massa netta come appropriato); NOTA: Nel caso in cui si applichi il , la quantità totale di merci pericolose trasportate nell'unità di trasporto deve essere espressa sotto la forma di un valore calcolato conformemente alle disposizioni applicabili del Il nome e l'indirizzo del o degli speditori; Il nome e l'indirizzo del o dei destinatari; una dichiarazione conforme alle disposizioni di ogni accordo particolare. Il posto e l ordine nei quali le informazioni devono apparire nel documento di trasporto possono essere scelti liberamente. Tuttavia a), b), c), d) ed e) devono apparire in quest ordine, per esempio "1098 ALCOL ALLILICO, 6.1, I, ADR". - Istruzioni scritte in possesso del conducente, precisanti in modo conciso, per ogni materia od oggetto trasportato o per ogni gruppo di merci presentanti gli stessi pericoli le informazioni che devono essere seguite in caso di incidente o emergenza che possa sopravvenire durante un trasporto. Tale disposizione non si adotta in caso di trasporto in quantità limitate, per ogni unità di trasporto, inferiori ai limiti definiti a e come pure ai capitoli 3.3. e 3.4 del DM 6/6/02. - Etichetta avente dimensioni di almeno 250 mm x 250 mm, corrispondente all etichetta per la merce pericolosa trasportata. Tale disposizione non si adotta in caso di trasporto in quantità limitate, per ogni unità di trasporto, inferiori ai limiti definiti a e come pure ai capitoli 3.3. e 3.4 del DM 6/6/02 - Due pannelli rettangolari di colore arancio retroriflettente fissati uno avanti l'unità di trasporto e l'altro dietro. Tale disposizione non si adotta in caso di trasporto in quantità limitate, per ogni unità di trasporto, inferiori ai limiti definiti a e come pure ai capitoli 3.3. e 3.4 del DM 6/6/02. Il GR non potrà in ogni caso accettare richieste di smaltimento da parte degli RS non accompagnate dal MOD.GR.01 Modulo richiesta smaltimento. Registrazione La fase di registrazione dei dati è a cura del GR, sulla base delle indicazioni fornite dai RS. I dati oggetto di registrazione si riferiscono: Pag. 11
12 1) ai luoghi di deposito temporaneo 2) ai RSP smaltiti Per operare tale registrazione il GR predispone ed aggiorna rispettivamente per le due tipologie di informazione: a) una cartografia digitale su supporto GIS b) un database sul modello predisposto dalla CCIAA Le modalità di gestione della cartografia e del database sono regolate dalla procedura operativa PO.GR.04. Sopralluoghi di verifica Il GR pianifica sopralluoghi al fine di verificare la corretta applicazione della procedura. Tale piano è regolato da apposita procedura PO.GR.03. Emergenze Le situazioni di emergenza, e le relative istruzioni per fronteggiarle, che possono insorgere nella gestione dei RSP sono individuate dal GR nella procedura PO.GR.05. Allegati Allegato I Schema del processo di identificazione del deposito temporaneo Allegato II Schema del processo di raccolta e smaltimento RSP Allegato III Algoritmo per l attribuzione del codice CER Allegato IV Direttiva 9/4/02 allegato A Allegato V Schema del processo di caratterizzazione del RSP secondo le norme ADR. Allegato VI Tabella di comparazione tra rifiuti pericolosi e normativa ADR. Allegato VII Modelli di etichette per il trasporto dei RSP Allegato VIII Esempi di classificazione ADR Pag. 12
13 Allegato I Schema del processo di identificazione del deposito temporaneo Pag. 13
14 Allegato II Schema del processo di raccolta e smaltimento RSP Pag. 14
17 Allegato III Algoritmo per l attribuzione del codice CER. Pag. 17
18 Allegato IV Direttiva 9/4/02 Allegato A Direttiva 09/04/2002 Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. ALLEGATO A - Elenco dei rifiuti istituito conformemente all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti e all'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi Introduzione 1. Il presente elenco armonizzato di rifiuti verrà rivisto periodicamente, sulla base delle nuove conoscenze ed in particolare di quelle prodotte dall'attività di ricerca, e se necessario modificato in conformità dell'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE. L'inclusione di un determinato materiale nell'elenco non significa tuttavia che tale materiale sia un rifiuto in ogni circostanza. La classificazione del materiale come rifiuto si applica solo se il materiale risponde alla definizione di cui all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE. 2. Ai rifiuti inclusi nell'elenco si applicano le disposizioni di cui alla direttiva 75/442/CEE, a condizione che non trovi applicazione l'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della medesima direttiva. 3. Diversi tipi di rifiuto inclusi nell'elenco sono definiti specificatamente mediante un codice a sei cifre per ogni singolo rifiuto e i corrispondenti codici a quattro e a due cifre per i rispettivi capitoli. Di conseguenza, per identificare un rifiuto nell'elenco occorre procedere come segue: 3.1. Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99. È possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a capitoli diversi. Per esempio un fabbricante di automobili può reperire i rifiuti che produce sia nel capitolo 12 (rifiuti dalla lavorazione e dal trattamento superficiale di metalli), che nel capitolo 11 (rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti da trattamento e ricopertura di metalli) o ancora nel capitolo 08 (rifiuti da uso di rivestimenti), in funzione delle varie fasi della produzione. Nota: I rifiuti di imballaggio oggetto di raccolta differenziata (comprese combinazioni di diversi materiali di imballaggio) vanno classificati alla voce e non alla voce Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identifcare il codice corretto Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo Se un determinato rifiuto non e classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all'attività identificata ai punto I rifiuti contrassegnati nell'elenco con un asterisco " * " sono rifiuti pericolosi si sensi della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva, a condizione che non trovi applicazione l'articolo 1, paragrafo 5. Si ritiene che tali rifiuti presentino una o più caratteristiche indicate nell'allegato III della direttiva 91/689/CEE e, in riferimento ai codici da H3 a H8, H10 e H11 del medesimo allegato, una o più delle seguenti caratteristiche: punto di infiammabilità < 55 C, una o più sostanze classificate come molto tossiche in concentrazione totale > 0,1 %, una o più sostanze classificate come tossiche in concentrazione totale > 3 %, una o più sostanze classificate come nocive in concentrazione totale > 25%, una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale > 1%, una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale > 5%, una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale > 10%, una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37 e R38 in concentrazione totale > 20%, una sostanza riconosciuta come cancerogena (categorie 1 o 2) in concentrazione > 0,1%, una sostanza riconosciuta come cancerogena (categoria 3) in concentrazione > 1%, una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categorie 1 o 2) classificata come R60 o R61 in concentrazione > 0,5%, una sostanza riconosciuta come tossica per il ciclo riproduttivo (categoria 3) classificata come R62 o R63 in concentrazione Pag. 18
19 > 5%, una sostanza mutagena della categoria 1 o 2 classificata come R46 in concentrazione > 0,1% una sostanza mutagena della categoria 3 classificata come R40 in concentrazione > 1%; 5. Ai fini del presente Allegato per "sostanza pericolosa" si intende qualsiasi sostanza che é o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche; per "metallo pesante" si intende qualunque composto di antimonio; arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche classificate come pericolose. 6. Se un rifiuto è identificato come pericoloso mediante riferimento specifico o generico a sostanze pericolose e come non pericoloso in quanto "diverso" da quello pericoloso ("voce a specchio"), esso è classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono determinate concentrazioni (ad esempio, percentuale in peso), tali da conferire al rifiuto in questione una o più delle proprietà di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE del Consiglio. Per le caratteristiche da H3 a H8, H10 e H11 si applicano i valori limite di cui al punto 4, mentre le caratteristiche H1, H2, H9, H12, H13 e H14 non devono essere prese in considerazione, in quanto mancano i criteri di riferimento sia a livello comunitario che a livello nazionale, e si ritiene che la classificazione di pericolosità possa comunque essere correttamente effettuata applicando i criteri di cui al suddetto punto 4. La classificazione di un rifiuto identificato da una "voce a specchio" e la conseguente attribuzione del codice sono effettuate dal produttore/detentore del rifiuto. 7. Conformemente all'articolo 1, paragrafo 4, secondo trattino della direttiva 91/689/CEE, i rifiuti, diversi da quelli elencati in appresso, che secondo uno Stato membro presentino una o più caratteristiche indicate nell'allegato III della direttiva 91/689/CEE sono pericolosi. Tutti questi casi saranno notificati alla Commissione e verranno esaminati in vista della modifica dell'elenco conformemente all'articolo 18 della direttiva 74/442/CEE come modificata dalla direttiva 91/156/CEE. 8. Fatto salvo il disposto di cui al punto 7, gli Stati Membri possono decidere in casi eccezionali che un tipo di rifiuto classificato nell'elenco come non pericoloso presenta almeno una delle caratteristiche di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE. In casi eccezionali gli Stati Membri possono decidere, sulla base di riscontri documentati dal detentore nella maniera più opportuna, che un determinato tipo di rifiuto classificato come pericoloso non presenta alcuna delle caratteristiche di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE. 9. Le decisioni adottate dagli Stati Membri conformemente al punto 8 sono comunicate alla Commissione, che esamina e confronta tutte queste decisioni e valuta se occorra provvedere ad una modifica dell'elenco dei rifiuti e dei rifiuti pericolosi alla luce delle decisioni degli Stati Membri. 10. Come dichiarato in uno dei considerando della direttiva 99/45/CE, occorre riconoscere che le caratteristiche delle leghe sono tali che la determinazione precisa delle loro proprietà mediante i metodi convenzionali attualmente disponibili può risultare impossibile: le disposizioni di cui al punto 1 non trovano dunque applicazione per le leghe di metalli puri (ovvero non contaminati da sostanze pericolose). Ciò in attesa dei risultati di ulteriori attività che la Commissione e gli Stati membri si sono impegnati ad avviare per studiare uno specifico approccio di classificazione delle leghe. I rifiuti specificamente menzionati nel presente elenco continuano ad essere classificati come in esso indicato. 11. Per la numerazione delle voci contenute nell'elenco sono state applicate le seguenti regole: per i rifiuti rimasti invariati sono stati utilizzati numeri specificati nella decisione 94/3/CE della Commissione, mentre i codici dei rifiuti che hanno subito modifiche sono stati cancellati e rimangono inutilizzati per evitare confusioni dopo l'adozione del nuovo elenco. Ai rifiuti che sono stati aggiunti e' stato attribuito un codice non ancora utilizzato nella decisione della Commissione 94/3/CE, né nella decisione della Commissione 2000/532/CE. INDICE Capitoli dell'elenco 01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali 02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell'industria tessile 05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone 06 Rifiuti dei processi chimici inorganici 07 Rifiuti dei processi chimici organici 08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, Pag. 19
20 sigillanti e inchiostri per stampa 09 Rifiuti dell'industria fotografica 10 Rifiuti provenienti da processi termici 11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa 12 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica 13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12) 14 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08) 15 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti) 16 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco 17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati) 18 Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da trattamento terapeutico) 19 Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso industriale 20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata 01 RIFIUTI DERIVANTI DA PROSPEZIONE, ESTRAZIONE DA MINIERA O CAVA, NONCHÉ DAL TRATTAMENTO FISICO O CHIMICO DI MINERALI rifiuti prodotti dall'estrazione di minerali rifiuti da estrazione di minerali metalliferi rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi * sterili che possono generare acido prodotti dalla lavorazione di minerale solforoso * altri sterili contenenti sostanze pericolose sterili diversi da quelli di cui alle voci e * altri rifiuti contenenti sostanze pericolose prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi polveri e residui affini diversi da quelli di cui alla voce fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina, diversi da quelli di cui alla voce rifiuti non specificati altrimenti rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi * rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce scarti di sabbia e argilla polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce rifiuti della lavorazione di potassa e salgemma, diversi da quelli di cui alla voce sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci e rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce rifiuti non specificati altrimenti fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci * fanghi e rifiuti di perforazione contenenti oli * fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione contenenti sostanze pericolose fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci e fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri, diversi da quelli delle voci e rifiuti non specificati altrimenti 02 RIFIUTI PRODOTTI DA AGRICOLTURA, ORTICOLTURA, ACQUACOLTURA, SELVICOLTURA, CACCIA E PESCA, TRATTAMENTO E PREPARAZIONE DI ALIMENTI rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia scarti di tessuti animali scarti di tessuti vegetali rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) Pag. 20
SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI (S.G.R) del POLITECNICO. Foglio informativo per tutto il personale del DCMIC sede MANCINELLI
SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI (S.G.R) del POLITECNICO Foglio informativo per tutto il personale del DCMIC sede MANCINELLI Sommario PREMESSA... 2 RESPONSABILITÀ... 3 MODALITÀ OPERATIVE... 4 Il Piano di