Source: http://www.senatoripd.it/affari-costituzionali/ddl-editoria-pillole/
Timestamp: 2020-01-18 14:37:54+00:00
Document Index: 20760499

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6']

Il Ddl editoria in pillole | Senatori PD
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Il Ddl editoria in pillole
Pubblicato il 15 settembre 2016 in Affari Costituzionali, Dossier, Materiali
Il punto principale del testo è l’istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione con una dotazione, fissata con l’ultima legge di Stabilità, in circa 47 milioni di euro l’anno dal 2016 al 2018.
Tra gli altri contenuti le deleghe al governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
L’art. 1, istituisce il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, alimentato da risorse statali
già destinate all’editoria e all’emittenza locale, da un contributo di solidarietà a carico delle società concessionarie di raccolta pubblicitaria e per una parte, fino a un massimo di cento milioni, dalle maggiori entrate del canone Rai. Sono ammesse al finanziamento le cooperative di giornalisti, gli enti senza fini di lucro, le imprese editrici espressione delle minoranze linguistiche, i periodici per non vedenti, le
associazioni per i consumatori, i giornali in lingua italiana diffusi all’estero.
L’art. 2, conferisce deleghe al Governo per ridefinire la disciplina del sostegno pubblico per il settore
dell’editoria e dell’emittenza locale, per riordinare la disciplina pensionistica dei giornalisti, che dovrà allinearsi con la disciplina generale, e per razionalizzare composizione e competenze del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti.
L’art. 3, detta disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici.
L’art. 4 introduce un riferimento all’equo compenso dei giornalisti.
L’art. 5 punisce l’esercizio abusivo della professione di giornalista.
L’art. 6 detta nuove disposizioni per la vendita dei giornali, prevedendo la liberalizzazione degli orari e dei punti vendita.
Ora il testo torna alla Camera per l’ultima lettura.
Queste le principali novità approvate in Senato:
CONCESSIONE RAI DURA 10 ANNI
L’affidamento in concessione del servizio pubblico radio-tv ha durata decennale. È la principale novità intervenuta in Senato.
Sarà un decreto del presidente del Consiglio dei ministri ad affidare la concessione del servizio pubblico radio-tv e ad approvare ‘l’annesso schema di convenzione’.
La modifica dispone poi che fino alla data di entrata in vigore del decreto che dispone il nuovo affidamento, e comunque per un periodo non superiore a 90 giorni dalla data di scadenza del rapporto concessionario, si applica ‘ad ogni effetto’ la concessione e la relativa convenzione ‘già in atto’.
La specifica, quindi, apre alla possibilità di una proroga della concessione vigente per un massimo di 3 mesi.
TETTO A STIPENDI RAI: MASSIMO 240MILA
L’aula del Senato ha poi approvato un emendamento del relatore, Roberto Cociancich (Pd), per porre un tetto agli stipendi degli amministratori, del personale e ai consulenti Rai a 240mila euro.
Il tetto non potrà essere superato anche qualora l’azienda dovesse emettere dei bond. Il tetto si applica anche a consulenti e collaboratori, tranne la presenza di tariffe specifiche diverse.
TAGLIO SOSTEGNO A CHI PAGA STIPENDI OLTRE 240MILA EURO
È stata poi prevista una riduzione delle risorse assegnate a valere sul Fondo a sostegno dell’editoria alle imprese che superano nei confronti del proprio personale, i propri collaboratori e amministratori il limite massimo retributivo di 240mila euro.
ARRIVA LA DEFINIZIONE DI QUOTIDIANO ONLINE
Per ‘quotidiano online’ si intende quella testata giornalistica ‘regolarmente registrata presso una
cancelleria di tribunale; il cui direttore responsabile sia iscritto all’Ordine dei giornalisti, nell’elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti; che pubblica i propri contenuti giornalistici prevalentemente online; che non sia una mera trasposizione telematica di una testata cartacea’.
E ancora: che produca principalmente informazione; che abbia una frequenza di aggiornamento almeno quotidiano; che non si configuri esclusivamente come aggregatore di notizie.
DPCM PER RIPARTIZIONE CONTRIBUTI
Il testo, come detto, istituisce il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, che vedrà riunite tutte le risorse statali destinate al sostegno pubblico all’editoria, ora suddivise sotto varie voci. Sul punto sono intervenute poche modifiche.
La principale, stabilisce che sarà un Dpcm, di concerto con il Mise, a definire i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione dei finanziamenti. Il Senato ha poi chiarito che le somme non impegnate in ciascun esercizio possono esserlo in quello successivo.
IL REGOLAMENTO PER SOSTEGNO SPESE TELEFONICHE
Sarà un regolamento, adottato su proposta del presidente del Consiglio, a stabilire i beneficiari, i requisiti di ammissione, le modalità, i termini e le procedure per l’erogazione di un contributo per il sostegno delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni tariffarie previste dalla legislazione vigente.
GRADUAZIONE CONTRIBUTO IN BASE A COPIE DISTRIBUITE
Il contributo sarà graduato in funzione del numero di copie annue vendute, comunque non inferiore al 30% di quelle distribuite per la vendita delle testate locali e al 20% delle copie distribuite per la vendita per le testate nazionali, prevedendo più scaglioni cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta.
È una delle novità intervenute in Senato che riscrive un principio della delega per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico all’editoria.
INCENTIVI PER PUBBLICITÀ SU RADIO-TV LOCALI E ONLINE
Estesa l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali alle emittenti locali (radio e tv) e sui siti internet (la proposta di modifica parla di emittenti analogiche o digitali). Nel testo originario approvato alla Camera il beneficio riguardava solo quotidiani e periodici.
OK CONTRIBUTO A IMPRESE CAPITALE POSSEDUTE DA NO PROFIT
L’aula del Senato ha poi approvato un emendamento del relatore, per chiarire il finanziamento all’editoria di enti senza fini di lucro.
La proposta di modifica approvata, infatti, all’interno della delega per la ridefinizione della disciplina del sostegno all’editoria, prevede tra gli ammessi al finanziamento gli enti senza fini di lucro ovvero le ‘imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da esse interamente detenuto’.
OK A FONDO A COOP E NO PROFIT PER 5 ANNI
Per cinque anni dalla data di entrata in vigore del testo, potranno accedere al Fondo per il sostegno all’editoria e alle emittenti radio-tv locali le imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro.
MASSIMO 60 COMPONENTI IN CONSIGLIO ORDINE GIORNALISTI
Stabilire in massimo 60 i componenti del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
La modifica approvata in commissione, interviene sul punto, previsto dalla delega sulla composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che stabiliva in 36 il numero massimo dei componenti.
ANTICIPO CONTRIBUTO DEL 50% DI QUELLO EROGATO ANNO PRIMA
‘Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 50% del contributo erogato all’impresa nell’anno precedente a quello per il quale è richiesto il contributo’.
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