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Timestamp: 2018-11-17 09:43:01+00:00
Document Index: 75242263

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ']

Il Fisco fa chiarezza sull’Iva applicabile ai servizi di ricerca - Citywire
Il Fisco fa chiarezza sull’Iva applicabile ai servizi di ricerca
A cura di Massimiliano Altomare, Senior associate dello Studio Tributario Facchini Rossi e Soci
Con la risoluzione n. 61/E del 8 agosto 2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti in ordine al regime iva applicabile ai servizi di ricerca in materia di investimenti resi dai negoziatori agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale di portafogli alla luce delle modifiche che hanno interessato la Direttiva cd. MIFID II.
La “ricerca in materia di investimenti”
Ai sensi dell’art. 36 del Regolamento delegato UE 2017/565 per ricerca in materia di investimenti si intendono, in estrema sintesi, “ricerche o altre informazioni” che al ricorrere di specifiche condizioni elencate nel citato art. 36 “raccomandino o suggeriscano, esplicitamente o implicitamente, una strategia di investimento, riguardante uno o diversi strumenti finanziari o gli emittenti di strumenti finanziari, compresi i pareri sul valore o il prezzo attuale o futuro di tali strumenti, che sono destinate a canali di distribuzione o al pubblico”.
Il regime IVA precedente per i gestori individuali
Prima delle modifiche, nel seguito evidenziate, il servizio di ricerca in esame era privo di un’autonoma rilevanza economica rispetto al servizio di esecuzione degli ordini che i negoziatori fornivano ai gestori individuali di portafoglio. In sostanza, la remunerazione per entrambi i predetti servizi era unica e rappresentata dalla cd. commissione di negoziazione considerata ai fini IVA esente in quanto riconducibile tra le “prestazioni di mediazione, intermediazione e mandato”, relative alle operazioni su titoli, ai sensi dell’art. 10, comma 1, numeri 4) e 9) del D.P.R. n. 633 del 1972.
Con riguardo agli obblighi cui sono tenuti gli intermediari negoziatori che forniscono il servizio di ricerca in materia di investimenti ai soli gestori individuali di portafoglio, la Direttiva 2017/593/UE modificando la MIFID II, ha introdotto, a partire dal gennaio 2018, l’obbligo di identificare separatamente non solo (come in passato) il costo dell’esecuzione degli ordini ma anche il costo relativo ai servizi di ricerca attribuendo così a quest’ultimi – differentemente dal passato – un’autonoma rilevanza economica.
Il regime IVA attuale per i gestori individuali
In ragione di tale cambiamento, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che i servizi in parola se resi agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale non sono più riconducibile ad alcuna delle fattispecie di esenzione di cui all’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972 e, quindi, non possono più inquadrarsi tra le “prestazioni di mediazione, intermediazione e mandato”, relative alle operazioni su titoli di cui ai numeri 4) e 9) della medesima disposizione ciò in quanto non si concretizzano in una vera e propria attività di intermediazione così come intesa dalla normativa comunitaria. Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate ha affermato l’assoggettamento ad IVA con applicazione dell’aliquota ordinaria dei servizi di ricerca in materia di investimenti resi dai negoziatori agli intermediari che svolgono il servizio di gestione individuale di portafogli.
Il regime IVA attuale per i gestori collettivi
La risoluzione in commento fornisce, inoltre, alcune utili indicazione anche in merito al regime IVA del servizio di ricerca in materia di investimenti reso dai negoziatori ai gestori collettivi precisando che “qualora detto servizio sia separatamente identificato, sotto il profilo economico, rispetto all’attività di negoziazione … lo stesso possa fruire del regime di esenzione, purché il servizio in esame sia inquadrabile nell’ambito della gestione di fondi comuni di investimento ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 1), del D.P.R. n. 633/1972, nell’accezione fatta propria dalla Corte di Giustizia nella sentenza del 4 maggio 2006 relativa al procedimento C-169/04 (Abbey National plc c/ Commisioners of Customs & Excise)”.