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Timestamp: 2018-03-22 11:45:33+00:00
Document Index: 114152022

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Concorso docenti 2018: Terremoto al Miur, incostituzionale esclusione docenti di ruolo | Gilda Venezia
Mestiere di insegnarePrecari Autore:	Gilda Venezia - 08 dicembre 2017 / 04 : 15
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di Clelia di Maio e Antonio Guerriero, Professionisti Scuola Network, 7.12.2017
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Una sentenza emessa per l’esclusione dei docenti di ruolo dall’ultimo concorso del 2016 ma che avendo appurato l’incostituzionalità di tale scelta del Miur a questo punto avrà come conseguenza che dovrà essere consentita anche la partecipazione dei docenti di ruolo con abilitazione su altra classe di concorso alle prossime procedure di reclutamento riservato agli abilitati o ai docenti precari con tre anni di servizio.
Rovescio della medaglia di tale sentenza è che i tanti docenti precari abilitati o con 3 anni di servizio che attendono l’assunzione a tempo indeterminato, se la dovranno giocare con i colleghi di fatto già stabilizzati.
La sentenza n. 251/2017 emessa dalla Corte Costituzionale e di cui è stato relatore l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, ha dichiarato illegittima la disposizione prevista dalla legge 107/2015 al comma 110 dell’art. 1, ripresa anche dal dlgs 59/2017, che esclude dalla partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente gli insegnanti già assunti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali.
E’ la stessa Consulta a far presente, in un comunicato, che la pronuncia necessariamente «è destinata ad applicarsi anche alle prossime procedure concorsuali di reclutamento dei docenti».
La sentenza della corte costituzionale ha messo in evidenza la discriminazione dei docenti di ruolo rispetto ai supplenti e ai docenti delle scuole private nell’avere le stesse possibilità di partecipare al concorso. Un aspetto già messo in luce da due distinte ordinanze del Tar e che i giudici costituzionali hanno ripreso specificando “Il diritto di partecipare al concorso pubblico – scrivono i giudici costituzionali – è condizionato alla circostanza, invero “eccentrica” rispetto all’obiettivo della procedura concorsuale di selezione delle migliori professionalità, che non vi sia un contratto a tempo indeterminato alle dipendenze della scuola statale. Di contro, un’analoga preclusione non è prevista per i docenti con contratto a tempo alle dipendenze di una scuola privata paritaria, né per i docenti immessi nei ruoli di altra amministrazione”.
Scrivono ancora i giudici della Consulta che l’esclusione dai concorsi dei docenti già in ruolo non è giustificabile neanche in relazione alla finalità di assorbire il precariato in quanto “risulta contraddetta proprio dall’inesistenza di un’analoga preclusione per i docenti a tempo indeterminato della scuola paritaria”,
Ma la sentenza appena emessa è una critica feroce alla Buona Scuola anche in riferimento al merito ed alla selezione dei docenti migliori visto che l’esclusione dei docenti di ruolo dai concorsi non darebbe alcun sostanziale vantaggio in termini di migliore allocazione delle risorse lavorative dato che “l’accesso ai concorsi dei docenti con contratto a tempo indeterminato darebbe luogo, nel caso di esito favorevole, all’assunzione degli stessi nella nuova posizione, con conseguente scopertura della posizione precedentemente ricoperta, che potrebbe, quindi, essere successivamente assegnata ad altri”.
Una sentenza che fa dunque a pezzi la legge 107 ed i successivi decreti che la richiamano per le procedure di reclutamento dei docenti visto che i giudici concludono che nel restringere irragionevolmente la platea dei partecipanti al pubblico concorso, la norma contenuta nella riforma Buona scuola viola diversi articoli della Costituzione asserendo che “Il merito costituisce il criterio ispiratore della disciplina del reclutamento del personale docente» e che l’esclusione dei docenti di ruolo “contraddice tale finalità, impedendo sia di realizzare la più ampia partecipazione possibile, sia di assicurare condizioni di effettiva parità nell’accesso”.
Dunque una sentenza che crea un terremoto nelle future procedure di reclutamento rimettendo, giustamente, in gioco i docenti di ruolo ma che getta nello sconforto i docenti precari che già pregustavano il ruolo e che avrà sicuramente ripercussioni anche sulla geografia dei posti che saranno disponibili successivamente anche per i concorsi ordinari visto che inevitabilemente cambierà la distribuzione dei posti vacanti che saranno lasciati liberi dai tantissimi docenti di ruolo che potrebbero ottenere passaggi di cattedra e/o di ruolo anche da una regione all’altra.
Concorso docenti 2018: Terremoto al Miur, incostituzionale esclusione docenti di ruolo ultima modifica: 2017-12-08T04:15:48+00:00 da Gilda Venezia