Source: https://fiscopiu.it/rubriche/news?classificazione=518161
Timestamp: 2018-06-20 11:43:16+00:00
Document Index: 119472173

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

News su Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Accolto dalla Cassazione, con l’ordinanza n. 15317 di ieri, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate: il contribuente deve dar prova della sua buona fede e l’Ufficio deve dimostrare che la prestazione non è stata resa dal fatturante.
Condannato dalla Cassazione, con la sentenza n. 20241/2018, il manager di una società: il Fisco, infatti, ben può utilizzare i documenti del processo penale svoltosi all’estero anche in assenza di una rogatoria internazionale.
I Giudici della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11034/2018, hanno respinto il ricorso di un imprenditore titolare di due società che emetteva e utilizzava fatture false per evadere le imposte.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9453/2018, conferma che anche l’emissione di una “lettera di vettura internazionale” falsa è reato, rientrando nell’elenco di quegli “altri documenti” ex art. 1, lett. a) del D.Lgs. n. 74/2000.
Respinto il ricorso di una S.p.A. con l’ordinanza n. 3474/2018: la società deve dimostrare di non essere stata in grado di superare l’ignoranza del carattere fraudolento delle operazioni degli altri coinvolti.
Forma e contenuto essenziali perché la fattura sia elemento probatorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2905/2018, afferma che la fattura costituisce elemento probatorio solo se redatta in conformità ai requisiti di forma e contenuto.
Con la sentenza n. 30564/2017, la Suprema Corte accoglie il ricorso di una società: determinante l’assoluzione in sede penale per far riscrivere la pronuncia degli Ermellini.
La Cassazione, con la sentenza n. 50619/2017, conferma la condanna a carico di un imprenditore. Non è necessario che la recidività sia già stata valutata in altro giudizio.
Cass. civ., sez. VI, 4 luglio 2017, n. 16452
La Corte di Cassazione è ritornata sul tema. È onere del contribuente che intende esercitare il diritto alla detrazione IVA o al rimborso, provare di non essere a conoscenza della natura frodatoria dell’operazione.