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Timestamp: 2017-11-20 00:06:09+00:00
Document Index: 71127017

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186']

From Avvocato Penalista Bologna, post REATO DI PEDOPORNOGRAFIA Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 26 ottobre 2015, n. 42964
NASCONDERE STUPEFACENTE NON PER FORZA E’ SPACCIO Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 23 febbraio – 18 aprile 2016, n, 15893 I giudici della Corte territoriale hanno ritenuto che la quantità di eroina detenuta dall’imputato, tossicodipendente abituale, non fosse compatibile con una “scorta” ma con la parziale destinazione a cessione in ragione essenzialmente di due dati, ovvero, da un lato, le modalità di custodia della stessa (collocata in parte nel bagno e in parte in garage) giudicata anomala per una mera finalità di consumazione personale e, dall’altro, la situazione di lavoro ed economica in generale dell’imputato. Sennonché con riguardo al primo profilo, l’implicita valutazione circa la incongruità della scelta dei luoghi di custodia con una mera finalità di uso personale soffre, sotto il versante logico, della mancata considerazione delle conseguenze, sia pure di carattere amministrativo, che anche la mera consumazione dello stupefacente comporta a livello normativo, essendo dunque logicamente non incomprensibile, come invece ritenuto dalla Corte territoriale, che l’imputato abbia voluto comunque celare lo stupefacente ove si fosse trattato di mero uso personale.
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Detenzione materiale pedopornografico sul computer reato solo se fruibile e ve ne e’ la prova
DIFFAMAZIONE REATO COSA FARE:AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA Ai fini della configurabilità del delitto in esame, la finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso è integrata solo quando la condotta posta in essere si manifesta come consapevole esteriorizzazione, immediatamente percepibile, di un sentimento connotato dalla volontà di escludere condizioni di parità per ragioni fondate sulla appartenenza della vittima ad una etnia, razza, nazionalità o religione. Invero, la “propaganda di idee” di cui all’art. 3, comma primo, lett. a), prima parte, legge 13 ottobre 1975 n. 654 deve consistere nella divulgazione di opinioni finalizzata ad influenzare il comportamento o la psicologia di un vasto pubblico ed a raccogliere adesioni; l’”odio razziale o etnico”, poi, è integrato non da qualsiasi sentimento di generica antipatia, insofferenza o rifiuto riconducibile a motivazioni attinenti alla razza, alla nazionalità o alla religione, ma solo da un sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori. Peraltro, la “discriminazione per motivi razziali” è quella fondata sulla qualità personale del soggetto, non – invece – sui suoi comportamenti. In ragione di ciò, è del tutto evidente che nel caso in esame non possa configurarsi la suddetta previsione incriminatrice, giacché le affermazioni del T. non sono riconducibili nel concetto di “odio razziale o etnico”, né comunque possono considerarsi potenzialmente discriminatori nei confronti di una determinata categoria di soggetti appartenenti ad una determinata razza, nazionalità o religione.
VIOLENZA SESSUALE L’IPOTESI ATTENUATA DI CUI ART 609 BIS ULTIMO COMMA CP
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← DETENZIONE MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO ART 600 QUATER CP, SEQUESTRO HARD DISK GUIDA IN STATO EBREZZA CON AGGRAVANTE DI INCIDENTE Con sentenza del 31/5/2010 il Tribunale di Massa condannava alla pena di mesi 2 di arresto ed Euro 800,00, di ammenda C. S., per la contravvenzione di cui all’art. 186 C.d.S., lett. b), per avere guidato in stato di ebbrezza un motoveicolo Piaggio “Poker”, con tasso alcolemico rilevato di g/l 1,10, con l’aggravante di avere provocato un incidente stradale (in (OMISSIS)). →