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Timestamp: 2020-02-22 10:51:12+00:00
Document Index: 30860643

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 10 ottobre 2019 [9198091] - Garante Privacy
9198091
Diritto di accesso agli atti , Trasparenza amministrativa , Accesso civico
Parere su una istanza di accesso civico - 11 ottobre 2018 [9063969]
[doc. web n. 9198091]
Parere su una istanza di accesso civico - 10 ottobre 2019
n. 185 del 10 ottobre 2019
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Taranto ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di un accesso civico.
Nello specifico, oggetto dell’accesso civico risultano essere taluni documenti inerenti all’attività lavorativa, svolta nei mesi di luglio e agosto 2019, da un dipendente comunale, con particolare riferimento a:
• «giorni in cui risulta inserito in pronta reperibilità»;
• «distinta dei giorni con evidenziate le ore per ogni singolo giorno in cui risulta essere stato chiesto l’intervento in pronta reperibilità del dipendente»;
• «descrizione della effettiva tipologia di attività lavorativa e delle mansioni svolte dal dipendente durante gli interventi in pronta reperibilità del dipendente».
Dagli atti emerge che il controinteressato ha comunicato l’opposizione al rilascio dei documenti richiesti invocando l’art. 5 bis, comma 2, lett. a) d. lgs 33/2013, ossia per motivi di protezione dei dati personali.
Il Comune ha respinto l’istanza di accesso civico, limitandosi a evidenziare che il controinteressato, ai sensi dell’art. 5 bis citato, ha manifestato «la propria opposizione al rilascio di quanto richiesto».
L’istante ha presentato richiesta di riesame del provvedimento di diniego «in quanto la propria richiesta non farebbe riferimento ad alcun dato sensibile, ma esclusivamente a notizie relative alla “rituale vita lavorativa” di altro dipendente che, invece, per ragione del principio di trasparenza dovrebbero essere fornite».
Nel caso in esame, oggetto dell’accesso civico è documentazione contenente dati e informazioni riferiti a un dipendente comunale e alle proprie funzioni, con indicazione dei giorni e delle ore di lavoro, in correlazione alla pronta reperibilità e all’attività richiesta in caso di intervento, nonché alle mansioni da esso svolte.
Al riguardo, si ritiene che, ai sensi della normativa vigente e delle indicazioni contenute nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, conformemente ai precedenti orientamenti del Garante in materia di accesso civico ai dati dei dipendenti (cfr. pareri n. 48 del 28/2/2019, in www.gpdp.it, doc. web n. 9103079; n. 29 del 7 febbraio 2019, in www.gpdp.it, doc. web n. 9086520; n. 485 del 29/11/2018, ivi, doc. web n. 9063969; n. 373 del 31/5/2018, ivi, doc. web n. 9001960; n. 142 dell´8/3/2018, ivi, doc. web n. 8684742) – l’amministrazione, seppur con una succinta motivazione, abbia correttamente respinto l’accesso civico ai documenti richiesti.
Deve infatti essere ricordato che i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico – a differenza di quelli che si ricevono tramite l’accesso ai documenti amministrativi ai sensi della legge n. 241 del 7/8/1990 – divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
Di conseguenza, è anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità dell’accesso civico che va valutata l’esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei soggetti controinteressati partecipanti alla selezione interna, in base al quale decidere se rifiutare o meno l’accesso ai documenti richiesti.
Pertanto, il riconoscimento di un accesso civico generalizzato ai dati personali relativi al dipendente comunale sopradescritti, unito alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può costituire un’interferenza sproporzionata nei diritti e libertà del controinteressato, arrecando a quest’ultimo, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui i dati e le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Si rammenta, tuttavia, che, come evidenziato dall’ANAC, «nella risposta negativa o parzialmente tale […] l’amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione […] La motivazione serve all’amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell’accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell’amministrazione» (par. 5.3 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Taranto ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.