Source: http://www.ilfattoteramano.com/2018/01/10/crisi-politica-al-comune-montorio-illegittimo-lo-scioglimento-del-consiglio-le-dimissioni-sette-consiglieri/
Timestamp: 2019-11-12 23:34:42+00:00
Document Index: 94099550

Matched Legal Cases: ['art. 141', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 141']

Crisi politica al Comune di Montorio: sarebbe illegittimo lo scioglimento del Consiglio dopo le dimissioni di sette consiglieri - il Fatto Teramano
By il Fatto Teramano on 10 gennaio 2018 5 Comments
Due giorni or sono, come è noto, sette consiglieri comunali di Montorio al Vomano hanno irrevocabilmente presentato le proprie dimissioni al protocollo dell’Ente.
Da quel momento la maggioranza dei consiglieri comunali è risultata dimissionaria, dato che Montorio conta per legge 12 consiglieri oltre al sindaco che è consigliere di diritto (per cui 13 consiglieri totali, sottratti i 7 dimissionari = 6 consiglieri residui).
Le dimissioni dei consiglieri sono per legge irrevocabili nel momento in cui vengono protocollate, per cui non esiste alcuno spazio per eventuali retromarce.
Tutti ingenuamente hanno iniziato a dire e a scrivere che lo scioglimento del Consiglio comunale sia un fatto inevitabile. Ma non è così.
1) La disciplina della materia è demandata a tre livelli di fonti legislative: il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. n. 267/2000); lo Statuto comunale; il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.
Innanzitutto l’art. 141 del TUEL, al comma 1 lett. B numero 3) prevede lo scioglimento del Consiglio a causa della “cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo dell’ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco”.
Le dimissioni contestuali, come è noto, non sono avvenute in quanto i 5 consiglieri di maggioranza della lista “Si può fare” hanno presentato dapprima le proprie dimissioni, alle quali hanno fatto seguito ulteriori dimissioni di due consiglieri di minoranza che avevano frattanto appreso della mossa dei loro colleghi.
Per questo motivo è escluso lo scioglimento del Consiglio per mancanza del requisito delle dimissioni contestuali.
E allora? Allora il TUEL prevede, all’art. 38 comma 8, che “il consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari”.
A questo punto è necessario rifarsi alle norme regolamentari per il funzionamento dell’organo consiliare, laddove all’art. 29 – rubricato “Adunanze di prima convocazione” – si prevede che “Il Consiglio comunale, in prima convocazione, non può deliberare se non sono presenti almeno 8 dei consiglieri assegnati”.
Il successivo art. 30 – rubricato “Adunanze seconda convocazione” – prevede poi al comma 1 che “L’adunanza di seconda convocazione fa seguito, in giorno diverso, per ogni argomento iscritto all’ordine del giorno, ad altra riunione andata deserta per mancanza del numero legale”; mentre il seguente comma 3 stabilisce che “Nell’adunanza di seconda convocazione, che deve aver luogo in un giorno diverso da quello in cui fu convocata la prima, le deliberazioni (…) sono valide purché intervengano almeno otto membri del Consiglio”.
Si noti che l’art. 29 parla di “consiglieri assegnati”, con ciò escludendo il sindaco che è pure consigliere ma ulteriore rispetto a quelli assegnati, mentre l’art. 30 parla di “membri del Consiglio” comprendendo fra essi pure il sindaco.
Orbene, essendo il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale molto datato, deve essere considerato il fatto che al tempo della sua approvazione il Comune di Montorio aveva 16 consiglieri assegnati, situazione poi mutata con legge del 2011 che ridusse i consiglieri dei Comuni della consistenza abitativa di Montorio a 12 consiglieri totali.
Deve dedursene che al tempo dell’approvazione del regolamento in parola l’art. 29 citato si riferiva alla metà dei consiglieri assegnati, mentre il successivo art. 30 si riferiva alla metà dei consiglieri ivi compreso il sindaco.
Sebbene non sia stato mai aggiornato, il regolamento non può che essere interpretato nel senso che l’art. 29 oggi – alla luce della riduzione dei consiglieri operata dalla legge nel 2011 – si riferisce a 6 consiglieri assegnati, mentre il successivo art. 30 si riferisce a 6 consiglieri totali (ivi comprendendo anche il sindaco).
Del resto, il TUEL (che è fonte primaria giammai derogabile) all’art. 38 comma 2 pone un unico argine alla validità delle sedute consiliari, quello costituito dal fatto che “in ogni caso debba esservi la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all’ente”. Nel caso del Comune di Montorio un terzo dei consiglieri assegnati è pari a 4.
Inoltre, il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale è di stretta competenza del Consiglio che lo approva e lo emenda, per cui è il Consiglio medesimo ad essere titolare del potere di interpretare il proprio regolamento.
Ne discende che è ben possibile, anzi doveroso, che si proceda entro dieci giorni a convocare il Consiglio comunale per procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari.
Ma siccome i consiglieri rimasti in carica (compreso il sindaco) sono solo 6, dei quali però appena 5 fra quelli assegnati, è evidente che la prima seduta sarà inefficace per assenza della metà dei consiglieri assegnati.
Al contrario, nella seconda convocazione sarà in ipotesi possibile procedere ad adottare le deliberazioni di surroga dei consiglieri dimissionari, qualora siano presenti tutti e 6 i consiglieri superstiti, alla luce dell’art. 30 del Regolamento consiliare che in tal caso prevede come “le deliberazioni siano valide purché intervengano almeno otto membri del Consiglio”, disposizione da leggersi nel senso chiarito, cioè letteralmente in questo modo: “purché intervengano almeno sei membri del Consiglio”.
Né potrebbe il Prefetto procedere ad una richiesta di scioglimento del Consiglio comunale, da inoltrarsi al competente Ministro dell’Interno, in assenza dei cogenti e obbligatori requisiti nominativamente indicati nel TUEL per le ipotesi tassative di scioglimento.
Quanto infine alle surroghe da operarsi, resta da chiarire che sono possibili nell’ambito della medesima lista di riferimento, con il che appare certo che i due ultimi dimissionari possano essere tranquillamente surrogati, mentre per quanto concerne la lista “Si può fare” sarà possibile procedere ad un’unica surroga per essere rimasto un solo membro della lista da poter utilizzare, visto che tutti gli altri sono già entrati in Consiglio.
A tale riguardo l’art. 141 del TUEL, al comma 1 lett. B numero 4), prevede che “I consigli comunali e provinciali vengono sciolti quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi per le seguenti cause: riduzione dell’organo assembleare per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del consiglio”.
Se ne deduce che quando è possibile surrogare componenti fino al raggiungimento della metà dei componenti del Consiglio, lo stesso organo potrà continuare ad operare regolarmente fino alla scadenza naturale della consiliatura, sebbene mutilato di tutti i componenti previsti dalla legge.
Nel caso di Montorio sarà certamente possibile surrogare 3 dei 7 consiglieri dimessisi, giungendo ad un plenum di 9 consiglieri totali (ivi compreso il sindaco).
2) Diversa e separata questione è quella della verifica della sussistenza di una maggioranza all’interno del Consiglio stesso. Ma tale questione politica è estranea al procedimento giuridico relativo all’ipotetico scioglimento del Consiglio.
Per cui, acclarato che non sarebbe legittimo sciogliere il Consiglio a termini di legge e di Regolamento, il sindaco dovrebbe considerare la possibilità o meno di poter continuare a svolgere il mandato amministrativo.
E in tal senso mi pare che i margini di manovra ci siano tutti, se solo si considerino le dichiarazioni di taluni membri dell’attuale minoranza.
Il consigliere Ugo Nori ha sottolineato che “Questa è una crisi al buio, che Montorio non meritava in un momento come questo, in cui doveva partire la ricostruzione” ed ha aggiunto che i dimissionari “sono tutti bravi ragazzi che stimo sul piano personale, ma che non condivido su quello politico. Per una tessera metti in gioco un paese? Si poteva continuare ad amministrare questo paese trovando le giuste misure e soprattutto discutendone in consiglio comunale”.
Se ne deduce che Nori sia ampiamente disponibile a sostenere il sindaco Di Centa.
Un altro consigliere di minoranza superstite, Aldo Coccagna, ha detto: “C’erano problemi personali all’interno del gruppo e non politici. Ma la politica esula dall’amicizia”.
Se ne deduce che anche Coccagna potrebbe rendersi disponibile a sostenere Di Centa.
E pure un ulteriore consigliere di minoranza superstite, Massimo Rastelli, ha avuto una reazione negativa nei confornti dei 7 consiglieri dimissionari: “È irrazionale e irragionevole ciò che è avvenuto. Sinceramente la cosa mi ha colto di sorpresa”.
Se ne deduce che persino Rastelli potrebbe rendersi disponibile a sostenere Di Centa.
In conclusione, alla luce del fatto che fino ad ora Di Centa non abbia inteso dimettersi sebbene sulla carta non possa più contare su una maggioranza propria, non può che trarsi la conseguenza che i 7 consiglieri dimissionari siano stati corretti e responsabili nel lasciare le loro poltrone, nello sfilarsi da una condizione nella quale non ritengono corretto continuare ad impegnarsi, facendo un passo indietro senza inficiare la possibilità che il sindaco possa proseguire nella sua attività amministrativa con l’appoggio di coloro che vorranno sostenerlo.
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Crisi politica al Comune di Montorio: sarebbe illegittimo lo scioglimento del Consiglio dopo le dimissioni di sette consiglieri added by il Fatto Teramano on 10 gennaio 2018
5 Responses to "Crisi politica al Comune di Montorio: sarebbe illegittimo lo scioglimento del Consiglio dopo le dimissioni di sette consiglieri"
Blade Runner 12 gennaio 2018 at 18:11
….. APPLAUSI !!!!!!!!!!!!!!!
Francia Segretario (del Consiglio)!
Blade Runner 12 gennaio 2018 at 18:13
Oooopppsssss……
…… (Segretario) Comunale.
Sennò mi cazzii
Blade Runner 13 gennaio 2018 at 16:03
Francia Segretario comunale!
Blade Runner 13 gennaio 2018 at 16:04
Il Prefetto ha sciolto il Consiglio.
Che fai, denunci?
cittadino 16 gennaio 2018 at 18:30
Comunque sei sfigato ti vengono tutti contro anche il Prefetto pur di non darti ragione ha sciolto il consiglio! AHAHHAHAHAHAHAHAH