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Timestamp: 2019-07-22 21:13:03+00:00
Document Index: 177749931

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art.11', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 124', 'art. 134', 'art. 134']

Giacinto Sebastiano Grilli
1 COMUNE DI PAGANI PROVINCIA DI SALERNO Numero 14 Data 28/01/2014 Originale DELIBERAZIONE DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA CON I POTERI DI GIUNTA COMUNALE Oggetto: APPROVAZIONE DEL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2014/2016 L anno :2014, Il giorno : 28 del mese di : Gennaio, alle ore : nella sala delle adunanze, presso la Casa Comunale, si è riunita la Commissione Straordinaria convocata ai sensi dell art. 1 del D.M n. 523, art.1 comma 3. Presiede l adunanza il Commissario Straordinario Dr.ssa Gabriella Tramonti nella qualità di Presidente e sono rispettivamente presenti i seguenti Commissari: COGNOME e NOME PRESENTE Dr.ssa Gabriella Tramonti Commissario Straordinario SI Dr. Mauro Passerotti Dr. Salvatore Carli Commissario Straordinario SI Commissario Straordinario SI Partecipa il Il Segretario Generale D.ssa Manzione Irene incaricato della redazione del verbale. La Commissione Straordinaria
2 Premesso che - l articolo 1, comma 8 della legge 6 novembre 2012, n. 190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione dispone che l organo di indirizzo politico, su proposta del responsabile individuato ai sensi del comma 7, adotta entro il 31 gennaio di ogni anno il piano triennale di prevenzione della corruzione ; - l articolo 1, comma 9 della citata legge specifica che il piano risponde alle seguenti esigenze: a) individuare le attività nell ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione, anche raccogliendo le proposte dei dirigenti; a) prevedere, per le attività individuate, meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonee a prevenire il rischio di corruzione; b) prevedere, con particolare riguardo alle attività individuate, obblighi di informazione nei confronti del responsabile della prevenzione della corruzione, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull osservanza del piano; c) monitorare il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti; d) monitorare i rapporti tra l amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell amministrazione; e) individuare specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge; - l articolo 1, comma 4 della citata legge stabilisce che il Dipartimento della Funzione Pubblica : a) coordina l attuazione delle strategie di prevenzione e contrasto della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione elaborate a livello nazionale e internazionale; a) promuove e definisce norme e metodologie comuni per la prevenzione della corruzione, coerenti con gli indirizzi, i programmi e i progetti internazionali; b) predispone il Piano nazionale anticorruzione, anche al fine di assicurare l attuazione coordinata delle misure di cui alla lettera a); c) definisce modelli standard delle informazioni e dei dati occorrenti per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge, secondo modalità che consentano la loro gestione ed analisi informatizzata;
3 d) definisce criteri per assicurare la rotazione dei dirigenti nei settori particolarmente esposti alla corruzione e misure per evitare sovrapposizioni di funzioni e cumuli di incarichi nominativi in capo ai dirigenti pubblici, anche esterni. Visto il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.) predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione, successivamente approvato dalla Commissione Indipendente per la Valutazione e l Integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT) con delibera n.72/2013 ex articolo 1, comma 2, lettera b) della legge 6 novembre 2012, n.190; Considerato che - il P.N.A. individua i seguenti obiettivi strategici per la prevenzione della corruzione: a) ridurre le opportunità che si manifestino casi di corruzione; a) aumentare la capacità di scoprire casi di corruzione ; b) creare un contesto sfavorevole alla corruzione ed indica le azioni e le misure di contrasto finalizzate al raggiungimento degli obiettivi, sia in attuazione del dettato normativo sia mediante lo sviluppo di ulteriori misure rispondenti al particolare contesto di riferimento. Rilevato, pertanto, che - ogni singola amministrazione deve definire la struttura e i contenuti specifici del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.), tenendo conto delle funzioni svolte e della specifica realtà amministrativa e strutturandolo come documento di programmazione, con l indicazione di obiettivi, misure, responsabili e tempistica; - già la Circolare n.1 del 25 gennaio 2013 del DFP relativa alla L.190/2012, nel trattare, tra altro, del raccordo tra il Responsabile della prevenzione della corruzione e gli altri organi e figure presenti nell amministrazione, evidenzia che l articolo1, comma9, lett. f) della legge prevede che nel Piano della prevenzione della corruzione siano individuati specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge; - più precisamente, la Circolare de qua evidenzia che tale previsione presuppone un collegamento tra il piano di prevenzione e il programma triennale per la trasparenza e che il programma per la trasparenza deve essere coordinato con il piano per la prevenzione della corruzione in modo da assicurare un azione sinergica ed osmotica tra le misure e garantire la coincidenza tra i periodi di riferimento con la conseguenza che il collegamento tra le attività non può non rilevarsi anche sul collegamento/coordinamento tra le figure deputate a svolgerle ; - da ultimo, l articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33 prevede che ogni amministrazione adotti un Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità (P.T.T.I.), da aggiornare annualmente; le misure del programma triennale, ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 10, sono collegate sotto l indirizzo del Responsabile, con le misure e gli interventi previsti dal piano di prevenzione della corruzione. A tal fine il Programma costituisce di norma una sezione del Piano di Prevenzione della Corruzione.
4 Viste - la deliberazione della Commissione Straordinaria, con i poteri della Giunta, n.82 del , con la quale veniva nominato Responsabile della trasparenza il Segretario Generale; - la deliberazione della Commissione Straordinaria, con i poteri della Giunta, n.48 del , con la quale veniva nominato Responsabile della prevenzione della corruzione e dell illegalità il Segretario generale; - la deliberazione della Commissione Straordinaria, con i poteri della Giunta, n. 114 del , di approvazione del Programma Triennale per la Trasparenza e l Illegalità 2013/2015, dando atto che lo stesso era elaborato in forma sperimentale e, consequenzialmente, veniva demandato l adeguamento a data successiva all approvazione del redigendo Piano della prevenzione della corruzione, di cui deve essere parte integrante ; - la deliberazione della Commissione Straordinaria, con i poteri della Giunta, n. 113 del , di presa d atto del Protocollo sperimentale per l integrazione dei sistemi di prevenzione della corruzione. Legge 6/11/2012, n.190 sottoscritto, in data dalla dott.ssa Gabriella Tramonti, nella qualità di componente della Commissione Straordinaria del Comune di Pagani, presso la Prefettura UTG di Napoli; Richiamati - la nota n del , con la quale la Responsabile del Settore AA.GG. e II. rimetteva al Responsabile della Trasparenza la bozza del Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità in attuazione di quanto stabilito con la citata deliberazione di C.S. n.114/2013, con la quale, difatti, veniva stabilito anche che il programma triennale per la trasparenza e l integrità è predisposto, nel suo complesso, dal Settore AA.GG. e II., con la supervisione del Segretario generale, che ne definisce e verifica il percorso di elaborazione e di attuazione ( art.11, co.9, d.lgs. 1507/2009 ss.mm.ii.); - la nota n del di convocazione della Giornata della trasparenza, per l approfondimento e confronto sulla bozza di P.T.T.I. di cui sopra e il relativo verbale; - la nota n del di convocazione dei responsabili di settore per individuare, di concerto, le aree a rischio di corruzione ulteriori a quelle obbligatorie oltre che per un confronto generale in merito all elaborazione dell intero Piano e il relativo verbale; Evidenziato che il contenuto del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2014/2016, che si sottopone all approvazione della Commissione Straordinaria, con i poteri della Giunta, in linea con quanto stabilito dalla L.190/2012 e dal P.N.A., si sviluppa tramite la definizione dei seguenti ambiti/macrosettori: 1. Soggetti: vengono individuati i soggetti coinvolti nella prevenzione con i relativi compiti e responsabilità; 1. Aree di rischio: vengono indicate le aree di rischio, tenendo anche conto delle aree di rischio obbligatorie ( articolo 1, comma 16 della L.190/2012), con contestuale indicazione delle misure di contrasto; 2. Tempi e modalità del riassetto: sono indicati i tempi e le modalità di valutazione e controllo dell efficacia del P.T.P.C. proposto e gli interventi di implementazione e miglioramento del suo contenuto;
5 3. Programma triennale per la trasparenza e l integrità: costituisce una sezione del Piano ed è delineato coordinando gli adempimenti relativi agli obblighi di trasparenza previsti nel d.lgs. 33/2013 con le aree di rischi, in modo da capitalizzare gli adempimenti posti in essere dall Amministrazione; 4. Coordinamento con il ciclo della performance: sono individuate le modalità affinché gli adempimenti, i compiti e le responsabilità inseriti nel P.T.P.C. siano inseriti nell ambito del c.d. ciclo della performance. Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica, espresso dal Responsabile del Settore AA.GG. e II., ai sensi dell articolo 49, comma 1, del d.lgs n.267 ss.mm.ii. Dato atto che, ai sensi dell articolo 49, comma 1, non è necessario acquisire il parere di regolarità contabile, in quanto il presente provvedimento non comporta riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico finanziaria o sul patrimonio dell Ente. E proposta di approvazione del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2014/2016, da adottarsi entro e non oltre il 31 gennaio p.v. Visto: f.to dott. Vincenzo Baldassarre IL RESPONSABILE DELL ISTRUTTORIA f.to Dott.ssa Irene Manzione LA COMMISSIONE STRAORDINARIA Letta e fatta propria la relazione predisposta dal Funzionario Istruttore; Visti i pareri espressi; Ad unanimità di voti DELIBERA La premessa istruttoria costituisce parte integrante e sostanziale del presente deliberato, per cui si intende qui integralmente ripetuta e trascritta; Di approvare il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.) 2014/2016, che allegato al presente provvedimento ne costituisce parte integrante e sostanziale; Di disporre l adempimento delle azioni previste nel Piano in osservanza della normativa in materia della prevenzione della corruzione e degli obblighi di trasparenza; Di demandare al Segretario Generale la trasmissione del presente provvedimento al Dipartimento della Funzione Pubblica e alla Prefettura UTG di Napoli; Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell articolo 134, comma 4, del d.lgs. n ss.mm.ii..
6 Il presente provvedimento è inserito, successivamente alla scadenza dei termini di pubblicazione all albo pretorio on line, nei relativi archivi on line, trattandosi di atto non soggetto alla tutela del cd diritto all oblio ; è inserito, altresì, in Amministrazione Trasparente Altri contenuti.
7 COMUNE di PAGANI Provincia di Salerno Proposta Commissione Straordinaria di Giunta Comunale Il Funzionario Istruttore f.to Il Segretario Generale d.ssa Irene Manzione come da proposta agli atti Proposta n. 17 del 27/01/2014 Registro delle proposte D.Lgs n. 267 Pareri Allegato alla delibera Commissione Straordinaria di Giunta Comunale n. 14 del 28/01/2014 avente ad oggetto : APPROVAZIONE DEL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2014/2016 Parere in merito alla regolarità tecnica ai sensi dell art. 49, D.L.vo 267/ Settore Affari Generali e Istituzionali Si esprime parere Favorevole Si esprime parere sfavorevole per il seguente motivo: Il Responsabile del Settore Affari Generali e Istituzionali f/to: Dr.ssa Leonilda Bonaduce Parere in merito alla regolarità contabile ai sensi dell art. 49, comma 1. U.O. Contabilità Generale e controllo di gestione Si esprime parere Si esprime parere sfavorevole per il seguente motivo: Per l imputazione delle spese e della copertura finanziaria al Cap. del bilancio che presenta la seguente disponibilità: Somma stanziata.. Somme impegnate.... Somma pagate.. Somma presente atto.... Somma disponibile.... Impegno n Li Il Responsabile del Settore
8 Delibera Giunta Com.le num. 14 seduta del 28/01/2014 Oggetto: Il presente verbale viene così sottoscritto: La Commissione Straordinaria Dr.ssa Gabriella Tramonti Dr. Mauro Passerotti Dr. Salvatore Carli Il Segretario Generale D.ssa Manzione Irene ATTESTATO DI PUBBLICAZIONE Si attesta che copia della presente deliberazione viene pubblicata all Albo Pretorio on line e vi rimarrà per quindici giorni consecutivi ai sensi dell art. (art. 124 comma 1 del D.lgs. 267/2000) Pagani, IL MESSO COMUNALE IL SEGRETARIO D.ssa Manzione Irene La presente deliberazione è divenuta esecutiva ai sensi : ESECUTIVITA Dell art. 134 comma 3 del D.lgs n. 267; x Dell art. 134 comma 4 del D.lgs n. 267; IL SEGRETARIO D.ssa Manzione Irene Originale