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Timestamp: 2020-01-19 00:03:36+00:00
Document Index: 37308728

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 110', 'art. 13', 'art. 2556']

Subingresso VS Variazione 100% compagine sociale e variazione legale rappresenta
Autore Topic: Subingresso VS Variazione 100% compagine sociale e variazione legale rappresenta (Letto 1783 volte)
Re:Subingresso VS Variazione 100% compagine sociale e variazione legale rappresenta
« Risposta #4 il: 09 Maggio 2017, 18:47:51 »
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« Risposta #3 il: 09 Maggio 2017, 11:01:47 »
« Risposta #2 il: 09 Maggio 2017, 10:37:00 »
Citazione da: Carlos76 - 08 Maggio 2017, 17:56:05
Premettendo che la Regione Piemonte, come molte altre, ha disciplinato con propria legge le distanze minime dai luoghi sensibili per installare le apparecchiature art. 110 co. 6 e 7 TULPS, e che a specifico quesito ha risposto (consultabile sulle FAQ Regione Piemonte sanità) che:
Articoli 5. (Collocazione degli apparecchi per il gioco lecito) e 13. (Norme transitorie).
Subingresso nell’attività di gestione di apparecchi da gioco ubicati all’interno di locali vari aperti al pubblico, rinnovo del contratto fra esercente e concessionario e/o stipula di un nuovo contratto o risoluzione del contratto in essere.
Se il cambio di gestione è avvenuto prima dell’entrata in vigore della L.R. n. 9/2016, il nuovo gestore dovrà adeguarsi alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili”, di cui all’art. 5, entro i termini specificati all’art. 13. Ciò significa che il nuovo gestore può mantenere gli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, fino alla scadenza dei termini previsti dall’art. 13.
"Se il cambio di gestione avviene dopo l'entrata in vigore della legge, il nuovo gestore dovrà comunque adeguarsi ai contenuti di cui agli artt. 5 e 13.
Tenuto conto che la legge regionale non definisce la fattispecie della nuova installazione, differenziando fra casistiche diversificate di dinamiche contrattuali, è da ritenere che si tratti di nuova installazione tutte le volte che cambia il soggetto destinatario dell’autorizzazione di polizia.
Per contro, allo stato attuale della normativa, non sono rilevanti ai fini amministrativi le vicende contrattuali sottostanti, oggetto di libera determinazione da parte delle imprese, nel rispetto delle norme del TULPS." pongo il seguente quesito:
dato un P.E. in cui non è stata fatto alcun subingresso, bensì una variazione della compagine sociale al 100% delle quote con un contestuale cambio del legale rappresentante, e che il competente Ufficio di Polizia Locale ritiene che non si configuri un obbligo di rimozione degli apparecchi poichè la partita IVA è rimasta la medesima (è stata modificata anche la denominazione sociale) e che l'autorizzazione di polizia si intende rilasciata al soggetto giuridico (p.Iva) e non alla persona fisica (legale rappresentante), mi chiedo che senso abbia la "personalità" invocata.
il Referente di Polizia Locale dice che deve intendere che Tizio in nome della Società avente P.IVA ora è sostituito da Caio in nome della società con medesima partita iva.
Sul punto il SUAP e la Polizia locale non si trovano d'accordo - il primo ritiene sia assimilabile al subingresso poichè viene modificata la persona che detiene il titolo di polizia, la P.M. invece come detto...
L'obiezione per cui il TULPS non prevede il subingresso NON REGGE (stiamo parlando di una disposizione del 1931 che fra poco compie cento anni).
Nel frattempo la legittimità del subingresso a seguito di cessione di ramo di azienda ha trovato legittimazione del CODICE CIVILE (art. 2556), norma sopravvenuta, in tutte le normetive in materia di attività commerciale, somministrazione ecc.... e comporta il trasferimento all'AVENTE CAUSA dei titoli abilitativi del dante causa.
Una interpretazione diversa sarebbe in contrato con la NORMATIVA COMUNITARIA (in quanto costituirebbe una ingiustificata limitazione all'esercizio di una attività imprenditoriale, nella quale rientra anche il diritto a cedere la propria azienda).
A nostro avviso TUTTE LE LICENZE TULPS sono cedibili a seguito di cessione di ramo di azienda e non comportano nuove verifiche o valutazioni (SALVO CHE LA LEGGE DISPONGA ESPRESSAMENTE IN MODO DIVERSO), altrimenti le norme sopravvenute costituirebbero delle improprie "espropriazioni" del diritto dell'imprenditore di fruire del proprio bene aziendale.
QUINDI ... a prescindere che sia subingresso o meno ... non si applicano le distanze.
IN OGNI CASO ... anche se ritenete di applicare l'orientamento regionale (non vincolante) il caso descritto NON rappresenta una ipotesi di subingresso ma di mera variazione societaria in quanto il SOGGETTO GIURIDICO rimane lo stesso (anche se mutano le persone fisiche che lo compongono).
« Risposta #1 il: 08 Maggio 2017, 17:56:05 »