Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3325-del-08-02-2017
Timestamp: 2020-07-04 19:26:27+00:00
Document Index: 141435296

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 360', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 27', 'art. 31']

Sentenza Cassazione Civile n. 3325 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3325 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. trib., 08/02/2017, (ud. 24/06/2016, dep.08/02/2017), n. 3325
sul ricorso 14093/2010 proposto da:
difende unitamente all’avvocato GIOVANNI BONINO, delega a margine;
avverso la sentenza n. 371/2009 della COMM. TRIBUTARIA CENTRALE di
ZENO Immacolata, che ha concluso per l’inammissibilità del 1^ e
motivo del ricorso, rigetto nel resto motivi 3^, 4^ e 5^.
P.T. ha proposto ricorso per cassazione, con cinque motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria centrale che, accogliendo l’impugnazione dell’Agenzia e in riforma della decisione di secondo grado, a sua volta confermativa di quella del primo giudice, riaffermava – dichiarando comunque non dovute le sanzioni – la legittimità dell’avviso di accertamento, emesso con atto notificato il 6 dicembre 1989 nei confronti del padre P.A. (nato il (OMISSIS)), poi deceduto l'(OMISSIS), ed avente ad oggetto maggior imponibile IRPEf ed Ilor derivante, ai sensi del D.P.R. n. 597 del 1973, art. 76, dalla cessione di terreno lottizzato avvenuta il 14 e registrata il 16 maggio 1984.
Con i primi due motivi di ricorso, corredati da idonei quesiti di diritto, la ricorrente, – denunciando, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, “violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 636 del 1972 , art. 27, comma 3, art. 31, comma 2, art. 32 bis e del principio del contraddittorio e del diritto di difesa ex art. 24 Cost., comma 2” nonchè “nullità della sentenza e del procedimento”, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4 – censura la sentenza impugnata, in quanto pronunciata, in sua assenza, all’esito d’udienza di discussione preventivamente non comunicatale.
A fondamento delle doglianze, la ricorrente rileva, con ben specifici riferimenti agli atti di causa, che – instauratosi il giudizio davanti alla Commissione tributaria centrale, con atto notificato, il 14 ottobre 1995, nei diretti confronti del padre l’avviso di fissazione dell’udienza di discussione, per il giorno 16 aprile 2009, è stato inviato dalla segreteria della Commissione centrale, ad oltre dieci anni dalla morte del contribuente, agli “eredi di P.A.” all’indirizzo di “(OMISSIS)”; indirizzo privo di qualsiasi collegamento, non solo con il luogo di domicilio o di residenza di essa ricorrente, ma anche con il luogo di domicilio o di residenza del defunto (ubicato, in base alle risultanze processuali, in (OMISSIS)).
Al riguardo, occorre premettere che, ai sensi della disposizione transitoria di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 75, comma 1, alla presente controversia si applica la disciplina del previgente “contenzioso tributario”, contenuta del D.P.R. n. 636 del 1972.
Ciò posto, va in primo luogo rilevato che, ai sensi del D.P.R. n. 636 del 1972, art. 27, comma 3, la data di fissazione della decisione davanti alla Commissione tributaria centrale deve essere comunicata alle parti, dalla segreteria, almeno sessanta giorni prima, e che l’omissione di tale comunicazione comporta la violazione del contraddittorio e, conseguentemente, la nullità della decisione successivamente emessa (cfr. Cass. n. 416 del 1991, n. 4286 del 1981, n. 3289 del 1981). Deve poi considerarsi che l’avvenuta comunicazione della fissazione dell’udienza di discussione “agli eredi di P.A.” all’indirizzo di (OMISSIS), non soddisfa le prescrizioni di cui al D.P.R. n. 636 del 1972, art. 31, comma 3, essendo stata eseguita a ben oltre un anno dalla morte del contribuente (in realtà ad oltre dieci anni dall’evento) e nemmeno, alla luce delle non contrastate affermazioni della ricorrente, presso il di lui domicilio eletto o la di lui residenza dichiarata.