Source: https://annuario.isprambiente.it/ada/downreport/html/6546
Timestamp: 2020-05-30 18:33:44+00:00
Document Index: 131278424

Matched Legal Cases: ['art. 135', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 135', 'art. 10', 'art.3', 'art. 10', 'art.3', 'art. 10', 'art.3']

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. n.42 del 22 gennaio 2004 e s.m.i., detto anche Codice Urbani) prevede la possibilità di predisporre gli strumenti di pianificazione del paesaggio secondo due denominazioni: Piano Paesaggistico Regionale (PPR) o Piano Territoriale con valore di Piano paesaggistico (art. 135). L'indicatore esprime sia il numero sia la percentuale di entrambe le tipologie di Piano in cui sono presenti richiami espliciti ai temi della connettività ecologica e degli elementi di connessione ecologico funzionale, in riferimento a quanto previsto dall'art. 10 della Direttiva Habitat 92/43/CEE.
Valutare la presenza di riferimenti/considerazioni e azioni connessi ai temi della connettività ecologica e agli elementi di connessione ecologico funzionale, intesi quali strumenti per contrastare il fenomeno della frammentazione territoriale e paesaggistica e per salvaguardare il capitale naturale.
D.Lgs. n.42 del 22 gennaio 2004 e s.m.i.
La Direttiva Habitat 92/43/CEE oltre a istituire la Rete Natura 2000 (costituita da Zone di Protezione Speciali e da Siti di Importanza Comunitaria) per la conservazione di habitat naturali e seminaturali e di specie di fauna e flora selvatiche, impegna gli Stati membri a promuovere la gestione di elementi del paesaggio che per la loro struttura lineare e continua o il loro ruolo di collegamento (connessioni ecologico funzionali), sono essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie selvatiche (art. 10). L'Italia ha recepito la suddetta direttiva con il DPR 357/1997, modificato dal DPR 120/2003. Nell'articolo 14 (comma 2) annovera tra gli obiettivi prioritari ai fini della ricerca e delle attività scientifiche necessarie per la conoscenza e la salvaguardia della biodiversità, l'individuazione delle aree di collegamento ecologico funzionale che rivestono importanza primaria per le specie di flora e fauna selvatiche. Attraverso i Piani Paesaggistici Regionali ovvero Piani territoriali con valore di Piano paesaggistico, redatti ai sensi del D.Lgs. n.42 del 22 gennaio 2004 e s.m.i, sono attuate le politiche orientate a salvaguardare e tutelare il paesaggio, in conformità con quanto contenuto nella Convenzione europea del paesaggio (Firenze 2000) e nel suo recepimento nella normativa nazionale (Accordo Stato- Regioni 19 aprile 2001 e L 14 del 9 gennaio 2006).
Guccione, M., & Peano, A. (a cura di) (2003). Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale. Indirizzi e modalità operative per l’adeguamento degli strumenti di pianificazione del territorio in funzione della costruzione di reti ecologiche a scala locale. APAT, Manuali e linee guida 26/2003.
European Commission, 2013a.
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c73e6f1b2df.0005.03/DOC_1&format=PDF> Infrastrutture verdi – Rafforzare il capitale naturale in Europa. COM(2013) 249 final.
European Commission, 2013b.
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Magnaghi, A. (a cura di) (2016). La pianificazione paesaggistica in Italia :
stato dell‘arte e innovazioni. Firenze: Firenze University Press, 2016. (Territori ; 26): pagg. 162.
L'indicatore rileva esclusivamente la presenza/assenza dei temi della connettività ecologica e delle connessioni ecologico funzionali all'interno del Piano, senza quindi dare informazioni relative né al progetto di rete né alle effettive ricadute sullo stato dell'ambiente naturale. La raggiunta copertura nazionale di presenza di tali temi nella pianificazione regionale paesaggistica evidenzia la saturazione dell’indicatore rispetto a tale rilevazione.
Vista la complessità delle prassi pianificatorie di livello regionale e la raggiunta copertura nazionale in riferimento alla rilevazione di presenza di riferimenti ai temi della connettività ecologica e delle connessioni ecologico funzionali, al fine di avere un quadro completo della reale situazione, si ritiene necessario, in futuro, approfondire il tema attraverso un'analisi comparata che comprenda anche altri strumenti di pianificazione regionale di settore, al fine di evidenziare le attività e le esperienze in atto a scala regionale in altri settori (agricolo, difesa del suolo, ecc.) sul tema di riferimento e che al momento non sono direttamente internalizzate nei processi/strumenti di pianificazione territoriale in essere.
Infatti, da quanto raccolto nella ricognizione 2016 per il presente indicatore, emerge che sul fronte specifico dei riferimenti alla rete ecologica, questi, seppur nominalmente presenti nelle documentazioni analizzate di tutte le Regioni, sembrano aver assunto un ruolo di componente teorica degli strumenti di pianificazione paesaggistica locale, ma privi di conseguenti sforzi applicativi.
Questa situazione sarà certamente elemento di riflessione per l’impostazione della prossima ricognizione all’interno dell’aggiornamento dell’ADA. Bisognerà infatti cercare di trovare un aspetto particolare del processo che dovrebbe accompagnare il percorso di applicazione del concetto di rete ecologica nella realtà pianificatoria del paesaggio, andando a cercare quei passaggi caratterizzanti che possano far comprendere che si è di fronte a un attivismo concreto e non semplicemente a una declaratoria formale.
Sulla scia della diffusione e del successo dei cosiddetti strumenti volontari di negoziazione e pianificazione partecipata del territorio (es. contratti di fiume) una possibile dimensione da considerare e valutare come componente di un indicatore ambientale complesso, potrà essere quella del vaglio di tutte quelle realtà dove la compartecipazione delle comunità locali a tali processi è stata stigmatizzata ed è prevista da un punto di vista normativo.
Il convincimento è infatti che in quelle situazioni dove c’è un coinvolgimento del cittadino e questo è attore e in parte controllore del processo che interessa il suo territorio, gli intenti e gli obiettivi degli strumenti di pianificazione, territoriale o settoriale, abbiano maggiore chance di essere realmente realizzati.
http://www.beap.beniculturali.it/opencms/opencms/BASAE/sito-BASAE/ma/paesaggio/pianificazione-paesaggistica/index.html
L'ambito d'indagine ha avuto come riferimento i Piani Paesaggistici o i Piani di indirizzo territoriale con valenza di Piani Paesaggistici delle Regioni e delle Province autonome italiane, per i quali è stata effettuata un'analisi della documentazione (relazioni, norme, linee guida, cartografie, documentazione preparatoria) disponibile sui siti web istituzionali di ciascuna regione e interviste di verifica con funzionari regionali competenti in materia, con l'obiettivo di accertare verificare la presenza di riferimenti specifici e/o generici alla connettività ecologica e agli elementi di connessione ecologico-funzionali.
Al fine di avere un quadro complessivo del panorama nazionale, si è inteso analizzare i Piani di tutte le 16 Regioni a statuto ordinario e delle 5 Regioni/Province autonome, indipendentemente dalle indicazioni degli Statuti speciali delle Regioni e delle Province autonome in riferimento all'obbligo dell'adeguamento della pianificazione paesaggistica al Codice Urbani. Ad oggi, le Regioni autonome Valle d'Aosta e Sicilia e le Province autonome di Trento e Bolzano, secondo quanto indicato nei propri Statuti, non prevedono la copianificazione con il MIBACT per le parti del Piano che riguardano i beni paesaggistici vincolati. Una scelta diversa è stata effettuata dalle Regioni autonome Sardegna e Friuli Venezia Giulia che hanno, invece, volontariamente avviato tale attività.
In merito al tema della presenza di riferimenti ai temi della connettività ecologica e delle connessioni ecologico funzionali nei Piani, è stato possibile distinguere tra "Presenza di riferimenti alla RE" e "Assenza di riferimenti alla RE", dove RE: Rete Ecologica.
In merito allo stato di attuazione dell’iter di copianificazione (sensu Codice Urbani), i singoli Piani sono stati classificati come "In itinere" nel caso siano in atto attività in tal senso, a diverso livello con il MIBACT, "Assenza di copianificazione" nel caso che non risulti attivato, per motivi diversi, il percorso previsto dall'art. 135, e “Copianificazione conclusa” nel caso che tale percorso sia stato concluso.
I dati sono stati ottenuti tramite la consultazione dei siti web istituzionali delle singole amministrazioni regionali e delle province autonome (atti amministrativi) e verificati con interviste di verifica ai funzionali regionali competenti in materia. Relativamente alle informazioni legate allo stato dell'iter procedurale, ci si è avvalsi della documentazione resa disponibile sul sito istituzionale del MIBACT (aggiornamento gennaio 2017).
Seppure l'indicatore rilevi esclusivamente la presenza di riferimenti al tema della connettività ecologica e delle connessioni ecologico-funzionali all'interno dello strumento di pianificazione paesaggistica, senza quindi assumere significato in merito ai contenuti e alle ricadute effettive sullo stato dell'ambiente naturale, esso risulta apprezzabile in quanto fornisce informazioni sulle azioni pianificatorie svolte dagli Enti con competenze territoriali al fine di contrastare la frammentazione del territorio e del paesaggio e di tutelare gli elementi del capitale naturale anche al di fuori delle aree protette. Tale approccio rappresenta un elemento di qualificazione della prassi pianificatoria del paesaggio poiché la tutela dei valori biologici ed ecosistemici del territorio implementa la resilienza dei sistemi ambientali e garantisce una migliore qualità e sostenibilità, a lungo termine, dell'uso del suolo e delle sue trasformazioni. L'indicatore presenta una buona affidabilità e accuratezza e una buona comparabilità nello spazio. La comparabilità temporale è altrettanto positiva in quanto si dispone di un termine di confronto relativo al 2014.
Confrontando i dati del 2014 con quelli del 2016 si rileva un trend nazionale assolutamente positivo, in quanto la presenza di riferimenti alla Rete ecologica è passata dal 71,4 % al 100%. Infatti, alla data della rilevazione, tutti i Piani Paesaggistici o i Piani di indirizzo territoriale con valenza di Piani Paesaggistici delle regioni e delle province autonome italiane presentano riferimenti alla connettività ecologica e alle connessioni ecologico funzionali.
L'analisi delle informazioni raccolte evidenzia una situazione italiana positiva.
Considerando il totale complessivo delle regioni e province autonome, si è riscontrato che in tutti i Piani sono presenti riferimenti al tema della connettività e delle connessioni ecologico funzionali. A fronte di una situazione statica delle attività di predisposizione dei Piani, specificatamente legate alle attività di copianificazione tra Stato (MiBACT) e Regioni (ai sensi degli artt. 135, 143 e 156 del Codice Urbani) evidenziata nella precedente rilevazione (31 dicembre 2014), l’attuale rilevazione mostra l’avanzamento di tale processo con l’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico della regione Puglia (febbraio 2015) e con l’avvio alla fase finale di approvazione dei Piani della regione Toscana e Piemonte. Da notare che le regioni Valle d'Aosta e Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano, in virtù del loro status di autonomia che le esclude dall'obbligo di adeguamento della pianificazione ai sensi del Codice urbani, hanno approvato documenti che possono avere valenza di Piani paesaggistici e nei quali sono presenti riferimenti alla connettività in genere e/o alla Rete Ecologica. Nel caso della provincia autonoma di Bolzano, i piani paesaggistici sono di competenza comunale anche se l’elaborazione e l’approvazione avviene d’ufficio da parte della Provincia in stretto contatto con le realtà locali interessate. Per Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Puglia e Veneto lo strumento di pianificazione territoriale generale ha assunto valenza di Piano Paesaggistico o di Piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici. A fronte dell'analisi effettuata occorre evidenziare, inoltre, che ciascun Piano approccia l'argomento connettività ecologica in maniera qualitativa e quantitativa differente. Le declaratorie e i riferimenti riscontrabili sono spesso disomogenei e possono andare da enunciazioni molto generiche e sintetiche a dettagli che descrivono azioni e progetti di implementazione della Rete ecologica più in dettaglio e in modo integrato con altri elementi territoriali.
Titolo: Tabella 1: Numero e percentuale dei Piani Paesaggistici Regionali e delle Province Autonome (PPR), per presenza/assenza di riferimenti al tema delle connessioni ecologico funzionali (art. 10 della Direttiva Habitat ed art.3 comma 3 del D.P.R. 357/1997) e per stato di avanzamento dell'iter di copianificazione ai sensi del Codice Urbani (dato al 31 dicembre 2016)
Fonte: MIBACT e ISPRA
Tabella 1: Numero e percentuale dei Piani Paesaggistici Regionali e delle Province Autonome (PPR), per presenza/assenza di riferimenti al tema delle connessioni ecologico funzionali (art. 10 della Direttiva Habitat ed art.3 comma 3 del D.P.R. 357/1997) e per stato di avanzamento dell'iter di copianificazione ai sensi del Codice Urbani (dato al 31 dicembre 2016)
PPR Presenza riferimenti alla rete ecologica
Copianificazione in itinere 16 76.2
Assenza di copianificazione (Regioni e Province Autonome) 4 19.0
Copianificazione conclusa 1 4.8
TOTALE 21 100.0
Titolo: Figura 1. Piani Paesaggistici Regionali e delle Province Autonome, per presenza/assenza di riferimenti al tema delle connessioni ecologico funzionali (art. 10 della direttiva Habitat ed art.3 comma 3 del D.P.R. 357/1997) e per stato di avanzamento dell'iter di copianificazione ai sensi del Codice Urbani (dato al 31 dicembre 2016)
Fonte: MIBACT ISPRA