Source: http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=16135
Timestamp: 2019-07-20 00:53:32+00:00
Document Index: 183901151

Matched Legal Cases: ['art. 669', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 669', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 648']

CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA 19 ottobre 2018, n.189
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | SABATO 20 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 2:53
Opposizione a sanzione amministrativa ed alle ingiunzioni della p.a.
CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA 19 ottobre 2018, n.189MASSIMA
In relazione ai procedimenti di opposizione a sanzione amministrativa ed alle ingiunzioni per il pagamento delle entrate patrimoniali degli enti pubblici, non è irragionevole la scelta del legislatore delegato di sottrarli alla regola di reclamabilità dei provvedimenti di concessa o denegata sospensione, per accentuarne la celerità ai fini della loro definizione nel merito e per concentrare l’esame di tutti i correlati profili di opposizione in capo ad un unico giudice, fatti salvi, ovviamente, gli ordinari rimedi impugnatori.
Con due ordinanze di pressoché identico contenuto (r.o. n. 95 e n. 96 del 2017), il Tribunale ordinario di Napoli, decima sezione civile, in composizione collegiale – investito di due distinti reclami proposti, ai sensi dell’art. 669-terdecies del codice di procedura civile, avverso altrettante ordinanze (del giudice monocratico), con le quali era stata negata la sospensione dell’efficacia esecutiva di due analoghe ingiunzioni, emesse dalla Regione Campania in applicazione dell’art. 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639 (Approvazione del testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato), per ottenere la restituzione di importi relativi a contributi precedentemente erogati ma poi revocati alle società intimate – ha dichiarato «rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità dell’art. 5, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 [Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69], come richiamato dal successivo art. 32, nella parte in cui non consente la proposizione del reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. avverso l’ordinanza che decide sulla sospensione dell’efficacia esecutiva dell’ingiunzione amministrativa prevista dall’art. 2 del regio decreto n. 639 del 1910, per contrasto con gli articoli 3 e 76 della Costituzione».
L’interveniente ha preliminarmente eccepito «l’inammissibilità della questione sotto il profilo della mancanza di motivazione in ordine alla rilevanza [...], avuto specifico riguardo alla giurisdizione del giudice adito», posto che la contestazione della sussistenza dei presupposti per la revoca del contributo, da parte degli opponenti, avrebbe radicato la giurisdizione del giudice amministrativo.
CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA 19 ottobre 2018, n.189 - Presidente Lattanzi – Redattore Morelli
Questa Corte ha, del resto, con ordinanza n. 111 del 2007, già affermato che «non è irragionevole la scelta del legislatore di consentire a un creditore, attesa la sua natura pubblicistica e l’affidabilità derivante dal procedimento che ne governa l’attività, di formare unilateralmente un titolo esecutivo, e, dall’altro lato, [che] è rispettosa del diritto di difesa e dei principi del giusto processo la possibilità, concessa al preteso debitore, di promuovere, entro un termine perentorio ma adeguato, un giudizio ordinario di cognizione nel quale far efficacemente valere le proprie ragioni». E, con la successiva sentenza n. 306 del 2007, nell’escludere la fondatezza di plurime questioni di legittimità costituzionale del sopra richiamato art. 648 cod. proc. civ., ha, tra l’altro, puntualizzato come «la comune natura latamente cautelare dei provvedimenti posti a confronto dall’ordinanza di rimessione non impon[ga] affatto [...] una comune disciplina quanto ai rimedi utilizzabili contro ciascuno di essi».