Source: https://www.memento.it/news/conversione-in-legge-del-decreto-dl-1132018-in-materia-di-protezione-internazionale-e-immigrazione-sicurezza-pubblica-e-altre-misure.aspx
Timestamp: 2019-04-26 06:07:17+00:00
Document Index: 50964962

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 130', 'art. 15', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 51', 'art. 36']

Conversione in legge del decreto (DL 113/2018) in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica e altre misure
a cura della Dott. Francesca d’Ambrosio
La Commissione Affari Costituzionali della Camera, concluso l'esame degli emendamenti, ha votato per l’approvazione di alcuni di essi. Ha poi conferito al Presidente il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo con le modifiche accolte nel corso dell'esame.
Per quanto di interesse il provvedimento:
a) disciplina le controversie relative ai provvedimenti sfavorevoli resi, in ordine al riconoscimento della "protezione speciale", dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale o dalla Commissione nazionale (art. 1 c. 2 lett. b), cc. da 3 a 5 ddl).
Il giudice competente - ossia le Sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea, istituite presso ciascun Tribunale ordinario del luogo nel quale hanno sede le Corti d’appello decide con rito sommario di cognizione.
La competenza è della sezione specializzata del luogo in cui ha sede l'autorità che ha adottato il provvedimento. È ripetuta la previsione che il tribunale giudichi in composizione collegiale e per la trattazione della controversia sia designato dal presidente della sezione specializzata un componente del collegio.
Il ricorso dev’essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento, a pena di inammissibilità (60 se il ricorrente risieda all'estero). Esso può essere depositato anche a mezzo del servizio postale o tramite di una rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In questo secondo caso, l’autenticazione della sottoscrizione e l’inoltro alla autorità giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al difensore è rilasciata altresì dinanzi alla autorità consolare.
Quando è presentata istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, l’ordinanza è adottata entro cinque giorni. L’ordinanza che definisce il giudizio non è appellabile.
Il termine per proporre ricorso per Cassazione è 30 giorni (decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza a cura della cancelleria, da effettuarsi anche nei confronti della parte non costituita). La procura alle liti per la proposizione del ricorso dev’essere conferita, a pena di inammissibilità, dopo la comunicazione dell’ordinanza impugnata (a tal fine, il difensore certifica la data di rilascio in suo favore della procura).
La sospensione dei termini processuali nel periodo feriale non opera nei procedimenti; la controversia è trattata in via di urgenza;
b) interviene sulla competenza delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione con riferimento alle istituende articolazioni territoriali dell’Unità Dublino (di cui al DL 13/2017). Attualmente la sezione di tribunale specializzata in materia di immigrazione competente per conoscere dei ricorsi presentati è quella istituita presso la Corte di appello di Roma. La norma specifica che, nel caso di istituzione delle articolazioni nelle prefetture, i provvedimenti emanati sono impugnabili presso la sezione specializzata territorialmente competente (art. 11 c. 2 ddl);
c) introduce nuove disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza, modificando ed integrando a tal fine la L. 91/1992 (art. 14 ddl). In particolare, è abrogata la disposizione che preclude il rigetto dell’istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dall’istanza. Inoltre innalza da 200 a 250 euro l’importo del contributo richiesto per gli atti relativi alla cittadinanza. La Commissione referente ha approvato alcuni emendamenti per i quali:
- si richiede per l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio e per concessione di legge anche il possesso da parte dell’interessato di un’adeguata conoscenza della lingua italiana;
- si estende da ventiquattro a quarantotto mesi il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza per matrimonio e per c.d. naturalizzazione;
- si individua il termine di sei mesi per il rilascio degli estratti e dei certificati di stato civile occorrenti ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana;
d) modifica il TU spese di giustizia (DPR 115/2002). Il nuovo art. 130-bis DPR 115/2002 esclude, nel gratuito patrocinio nel processo civile (art. 15 ddl):
- il diritto del difensore al compenso professionale ove l’impugnazione, anche incidentale, venga dichiarata inammissibile;
- il diritto del consulente tecnico di parte alla liquidazione delle spese sostenute quando le consulenze apparivano irrilevanti o superflue ai fini della prova già al momento del conferimento dell'incarico.
La Commissione referente ha approvato un emendamento (15.602) che propone la soppressione del riferimento al solo processo civile, così estendendo la nuova disciplina anche al processo amministrativo, contabile e tributario;
e) modifica l'art. 35 del codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) relativo alla nomina e revoca dell'amministratore giudiziario di beni confiscati (art. 36 c. 1 ddl). Tra i criteri di nomina degli amministratori giudiziari e dei coadiutori, ai sensi del codice antimafia, il numero di incarichi aziendali in corso non deve essere superiore a tre. Il ddl consente al professionista di poter acquisire, se del caso, tre incarichi dall'autorità giudiziaria, mantenendo le gestioni già in essere quale coadiutore dell'Agenzia;
f) prevede che tutti i provvedimenti giudiziari relativi al sequestro e alla confisca di prevenzione, relativi a imprese o società, debbano essere iscritti nel registro delle imprese, introducendo l’art. 51-bis nel codice antimafia (D.Lgs. 159/2011) (art. 36-bis ddl).