Source: https://www.laleggepertutti.it/97915_non-ce-furto-tra-coniugi-fratelli-conviventi-genitori-e-figli
Timestamp: 2019-01-20 22:23:32+00:00
Document Index: 454827

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 649', 'art. 649', 'art. 649', 'art. 572', 'art. 649', 'art. 334', 'art. 646', 'art. 649']

Non c'è furto tra coniugi, fratelli conviventi, genitori e figli
Non c’è furto tra coniugi, fratelli conviventi, genitori e figli
Furto, rapina, danneggiamento: tra parenti (genitori, figli, marito e moglie) o conviventi (partners, fratelli, sorelle, zii e nipoti) non ci può essere querela e punizione.
Non si può querelare per furto il convivente, il coniuge, il genitore o il figlio se la vittima e il presunto reo sono conviventi. Così, per esempio, all’interno di una coppia che conviva da più tempo, l’uno dei due non potrà denunciare l’altro per essersi appropriato dei suoi beni. Dovrà, prima, interrompere la convivenza. È quanto si evince dalla lettura del codice penale [1], per come interpretata da una sentenza di poche ore fa della Cassazione [2]. Si legge infatti nel provvedimento di questa mattina che non è punibile il furto commesso in danno del convivente, ma è punibile, dietro presentazione di querela, il furto commesso in danno dell’ex convivente. La legge è infatti chiara nel prevedere la non punibilità, a querela della persona offesa, per delitti contro il patrimonio ai danno di stretti congiunti conviventi, come ad esempio il coniuge non separato, il figlio oppure (purché conviventi) un fratello, una sorella, un zio o un nipote. Niente quindi punizione per furto, danneggiamento, appropriazione indebita, rapina, deturpamento e imbrattamento.
[2] Cass. sent. n. 39480 del 30.09.15.
Nei rapporti di parentela meno stretti ma segnati da convivenza, la punibilità è esclusa solo in difetto di querela (nella specie, relativa all’accusa di appropriazione indebita di somme di denaro prelevate da un libretto postale intestato all’imputata e alla persona in offesa, sua zia, vista la situazione di non convivenza tra le due donne, il reato era ordinariamente punibile a querela di parte, ma, visto che la querela era risalente nel tempo, essa non poteva contenere l’istanza di punizione relativa ad una condotta che si era concretizzata successivamente).
Cass. sent. n. 24759/2015
In materia di reati contro il patrimonio, la relazione di convivenza tra l’autore della condotta e la persona offesa (nella specie zio e nipote), rilevante ai fini della procedibilità a querela di parte configurata dall’art. 649 cod. pen., implica un rapporto di stretta coabitazione, dal quale esula la situazione di fatto da cui possono derivare incrementi patrimoniali per occasionali ed episodici contributi di persone legate all’interessato da un particolare rapporto affettivo, ma non inserite nella sua organizzazione economica familiare.
Cass. sent. n. 14071/2015
I presupposti per la declaratoria della causa di non punibilità prevista per il coniuge dall’art. 649, comma 1, n. 1, c.p., devono sussistere al momento della commissione del fatto e, pertanto, non assume rilevanza il matrimonio contratto tra l’imputato e la persona offesa dopo la consumazione del reato.
Cass. sent. n. 1381/2014
Va assolto dalla contestazione di estorsione in applicazione dell’art. 649 c.p. l’imputato che ottenga denaro dalla madre mediante minaccia solo verbale; diversamente per le costanti minacce e le aggressioni verbali tali da realizzare un clima di vessazione e sottomissione va condannato per il reato ex art. 572 codice penale
Trib. Monza, sent. n. 1952/2014
Ricorrono i presupposti di operatività della causa di non punibilità di cui all’art. 649 c.p. nel caso in cui la cosa sottratta, di proprietà del congiunto, sia sottoposta a sequestro amministrativo, in quanto l’oggetto di tutela del delitto di furto è esclusivamente individuabile nel diritto di proprietà, nei diritti reali personali o di godimento, o nel possesso sulla cosa sottratta, di guisa che persona offesa deve intendersi il titolare di detti diritti o del predetto potere di fatto. Ne deriva che la lesione di eventuali ulteriori interessi di altri soggetti determinata dalla sottrazione della cosa rimane estranea all’oggettività giuridica del furto, ivi compreso l’interesse dell’autorità al mantenimento del vincolo cautelare sulla cosa oggetto di furto, interesse che, peraltro, trova la sua specifica tutela nell’ambito dell’art. 334 c.p. e nei tassativi limiti previsti da quest’ultima disposizione.
Cass. sent. n. 18885/2014
L’asportazione del mobilio da parte del marito prima della separazione integra gli estremi del reato di cui all’art. 646 c.p.; ne consegue l’applicabilità della causa di non punibilità di cui all’art. 649 comma 1 n. 1 c.p., poiché il fatto è stato commesso in danno della moglie non legalmente separata, essendo pacifico che fra i coniugi non fosse ancora intervenuta la separazione legale.
Cass. sent. n. 46153/2013
ravin ha detto:
10/04/2017 alle 13:13
ciao ragazzi voglio chiedere un informazione: un conto corrente di famiglia figlio sottratto bancomat spende700 euro e un reato
14/05/2018 alle 19:15
purtroppo no . visto sopra , se all interno di famiglia convivente non ravvisano reato, anche se il furto c e stato