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Timestamp: 2016-12-09 06:29:08+00:00
Document Index: 144283634

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 87', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 60', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 42', 'art. 11', 'art. 44', 'art. 65', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 8', 'art. 90', 'art. 57', 'art. 12', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 87', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 87', 'art. 47', 'art. 54', 'art. 60', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 9']

⭐Manuale delle Procedure di Gestione. P.O.R. Campania FSE
Manuale delle Procedure di Gestione. P.O.R. Campania FSE
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Costanzo Amando Manca
1 Manuale delle Procedure di Gestione P.O.R. Campania FSE2 Manuale delle Procedure di Gestione - POR Campania FSE Pubblicazione a cura dell Autorità di Gestione POR Campania FSE Realizzata con il cofinanziamento dell Unione Europea Finito di stampare nel mese di febbraio 2012 Incluso CD ROM con gli allegati del Manuale Realizzazione grafica a cura di DigitCampania3 INDICE INTRODUZIONE I SOGGETTI...7 Autorità di Gestione...7 Responsabili di Obiettivo operativo...7 Altre Autorità e Organi...8 Beneficiari...9 Organismi intermedi...9 Destinatari LE PROCEDURE Natura delle procedure di affidamento Affidamenti di natura concessoria Affidamenti di natura contrattuale Aiuti di stato Procedure di attuazione Attuazione di operazioni in regime concessorio Attuazione di operazioni in regime contrattuale Procedure di erogazione dei finanziamenti Procedure di erogazione dei finanziamenti in regime concessorio Procedure di erogazione dei finanziamenti in regime contrattuale Le piste di controllo Archiviazione dei documenti I COSTI AMMISSIBILI Principi di ammissibilità della spesa Prova della spesa LA RENDICONTAZIONE E IL MONITORAGGIO Adempimenti in materia di monitoraggio Rendicontazione delle attività in regime concessorio Rendicontazione del personale esterno ed interno Spese di viaggio/vitto/alloggio per il personale interno ed esterno Destinatari Altre voci di spesa Promozione, sensibilizzazione, informazione e pubblicizzazione Attrezzature e materiali Altre spese varie Rendicontazione attività affidate in regime contrattuale I CONTROLLI DI PRIMO LIVELLO Le verifiche amministrative documentali Gli affidamenti di natura concessoria Gli affidamenti di natura contrattuale Le verifiche in loco IRREGOLARITÀ E RECUPERI Funzioni del Responsabile di Obiettivo operativo nella gestione delle irregolarità Gestione dei recuperi e degli importi ritirati IL SISTEMA DI MONITORAGGIO - SMILE/FSE Adempimenti a carico degli Responsabile di Obiettivo operativo OBBLIGHI DI INFORMAZIONE E PUBBLICITA Responsabilità dei beneficiari Azioni di monitoraggio Data base Bandi e avvisi...60 APPENDICE - NORMATIVA DI RIFERIMENTO...61 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE4 APPENDICE - ALLEGATI IN FORMATO PDF 1 - Schemi di avviso per operazioni di natura concessoria; 2 - Schema di avviso aiuti alla formazione; 3 - Schema di avviso aiuti all occupazione; 4 - Schema di contratto; 5 - Schema atto di concessione; 6 - Schema di atto di concessione ex artt.12 e 15 della legge n. 241/90; 7 - Schema di convenzione per le operazioni a regia; 8 - Check list di controllo per operazioni in regime contrattuale, servizi; 9 - Check list di controllo per operazioni in regime concessorio, formazione; 10 - Check list di fascicolo di progetto; 11 - Check list di controllo per aiuti alla occupazione; 12 - Check list di controllo per aiuti alla formazione; 13 - Check list per operazioni a regia-formazione; 14 - Check list per operazioni a regia-servizi; 15 - PDC (Pista di controllo) acquisizione di servizi; 16 - PDC (Pista di controllo) formazione; 17 - PDC (Pista di controllo) erogazione aiuti alla formazione; 18 - PDC (Pista di controllo) erogazione aiuti all occupazione; 19 - PDC (Pista di controllo) voucher; 20 - Circolare IGRUE n. 5 del 8/2/ Istruzioni sulle modalità di invio dei dati di monitoraggio; 21 - All. A1 - Comunicazione inizio corso; 22 - All. A2 - Elenco dei partecipanti; 23 - All. A3 - Orario settimanale; 24 - All. B - Scheda riassuntiva del corso; 25 - All. C - Programma formativo; 26 - All. D - Personale docente; 27 - All. E - Personale non docente; 28 - All. F1 - Registro attività formative; 29 - All. F2 - Registro stage/tirocinio/borsa di studio; 30 - All. G - Riepiloghi mensili partecipanti; 31 - All. H - Riepiloghi mensili docenti; 32 - All. I - Ricevuta materiale didattico; 33 - All. L - Partecipanti che usufruiscono del servizio trasporto; 34 - All. M - Partecipanti che usufruiscono del servizio mensa; 35 - All. N - Piano dei costi; 36 - All. O - Autocertificazione; 37 - All. P - Appendice attività formative. 4 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE5 INTRODUZIONE La riforma della politica di coesione, come noto, ha introdotto importanti innovazioni rispetto al passato ciclo di programmazione, nell ambito delle quali quelle sottoelencate influenzano in maniera sostanziale l attuazione dei Fondi a livello regionale, interessando direttamente l impianto degli strumenti operativi a disposizione delle Autorità preposte all attuazione dei Programmi: l introduzione di linee di programmazione mono-fondo ; la restrizione dello status di Fondo strutturale esclusivamente a FESR e FSE; l assenza di un complemento di programma, la cui definizione non è richiesta dal Reg.(CE) n. 1083/2006 e s.m.i. Il Manuale delle Procedure di Gestione del POR Campania FSE , in tale contesto, rappresenta un documento organico in cui vengono messi a sistema gli strumenti di gestione a uso delle strutture regionali preposte all attuazione, dei beneficiari degli interventi e degli altri Organismi eventualmente coinvolti. Al fine di supportare tutti i soggetti coinvolti nel processo di attuazione del POR, sono previsti i seguenti allegati, che costituiscono parte integrante del Manuale stesso: 1 - Schemi di avviso per operazioni di natura concessoria; 2 - Schema di avviso aiuti alla formazione; 3 - Schema di avviso aiuti all occupazione; 4 - Schema di contratto; 5 - Schema atto di concessione; 6 - Schema di atto di concessione ex artt.12 e 15 della legge n. 241/90; 7 - Schema di convenzione per le operazioni a regia; 8 - Check list di controllo per operazioni in regime contrattuale, servizi; 9 - Check list di controllo per operazioni in regime concessorio, formazione; 10 - Check list di fascicolo di progetto; 11 - Check list di controllo per aiuti alla occupazione; 12 - Check list di controllo per aiuti alla formazione; 13 - Check list per operazioni a regia-formazione; 14 - Check list per operazioni a regia-servizi; 15 - PDC (Pista di controllo) acquisizione di servizi; 16 - PDC (Pista di controllo) formazione; 17 - PDC (Pista di controllo) erogazione aiuti alla formazione; 18 - PDC (Pista di controllo) erogazione aiuti all occupazione; 19 - PDC (Pista di controllo) voucher; 20 - Circolare IGRUE n. 5 del 8/2/ Istruzioni sulle modalità di invio dei dati di monitoraggio; 21 - All. A1 - Comunicazione inizio corso; 22 - All. A2 - Elenco dei partecipanti; 23 - All. A3 - Orario settimanale; 24 - All. B - Scheda riassuntiva del corso; 25 - All. C - Programma formativo; 26 - All. D - Personale docente; 27 - All. E - Personale non docente; 28 - All. F1 - Registro attività formative; 29 - All. F2 - Registro stage/tirocinio/borsa di studio; 30 - All. G - Riepiloghi mensili partecipanti; 31 - All. H - Riepiloghi mensili docenti; 32 - All. I - Ricevuta materiale didattico; 33 - All. L - Partecipanti che usufruiscono del servizio trasporto; 34 - All. M - Partecipanti che usufruiscono del servizio mensa; 35 - All. N - Piano dei costi; 36 - All. O - Autocertificazione; 37 - All. P - Appendice attività formative. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE6 Il Manuale riporta, all interno del documento e negli allegati (presenti sul CD che accompagna il volume e sul sito le procedure da osservare nell attuazione del Programma, rivolgendosi alla struttura policentrica dell Autorità di Gestione e ai soggetti beneficiari. Per gli aspetti organizzativi si rimanda opportunamente, laddove necessario, alla Descrizione dei sistemi di gestione e controllo. 1 Il Manuale è articolato in otto capitoli: 1. I soggetti 2. Le procedure 3. I costi ammissibili 4. La rendicontazione e il monitoraggio 5. I controlli di primo livello 6. La gestione delle irregolarità e dei recuperi 7. Il sistema unico di monitoraggio - SMILE/FSE 8. Gli obblighi di informazione e pubblicità Il presente Manuale è adottato in conformità alle norme comunitarie, nazionali e regionali, che stabiliscono principi e regole per la gestione amministrativa e finanziaria del Fondo Sociale Europeo, e potrà essere integrato e/o aggiornato a seguito delle modificazioni delle disposizioni in materia. 1. L IGRUE, con nota prot del ha dichiarato conforme agli artt del Reg.(CE) n. 1083/2006 e s.m.i. e alla sezione 3 del Reg.(CE) n. 1828/2006 e s.m.i. il Sistema di gestione e controllo istituito per il Programma Operativo FSE della Regione Campania. In data la Commissione europea ha accettato la versione inviata, comunicando gli esiti della conclusione della procedura di valutazione di conformità. Nel corso dell annualità successiva, sono state poi adottate misure correttive relative ai rilievi e alla raccomandazioni formulate in sede di parere di conformità, quali, in particolare, la riorganizzazione della struttura dell Autorità di Gestione (DD 450/2010), l adozione delle check list per il controllo di I livello (DD 457/2010), l adozione del disciplinare per le verifiche in loco (DD 459/2010), le cui modifiche ed integrazioni sono state rappresentate dall Autorità di Audit nella versione aggiornata del Rapporto annuale di controllo, confermando che le stesse non alterano la conformità del sistema agli artt del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i. e alla sezione 3 del Reg. (CE) n. 1828/2006 e s.m.i. 6 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE7 1. SOGGETTI I soggetti coinvolti nell attuazione del Programma, identificati dal Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., si caratterizzano per le diverse funzioni e competenze ad essi attribuite. Ai sensi del citato Regolamento, sono individuate le tre Autorità di seguito indicate: Autorità di Gestione (AdG), responsabile della gestione e attuazione del Programma operativo conformemente ai principi di una buona e sana gestione amministrativa e finanziaria, che esercita le proprie funzioni di sistema in maniera efficiente, efficace e corretta; Autorità di Certificazione (AdC), responsabile della corretta certificazione delle spese erogate per l attuazione del Programma operativo; Autorità di Audit (AdA), responsabile dell accertamento dell efficace funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, dello svolgimento delle attività di audit su un campione di operazioni e della presentazione alla Commissione europea della dichiarazione a chiusura del Programma operativo. Il vincolo posto dal programma, circa il principio di separazione delle funzioni tra gli Organismi interessati dalla gestione e dal controllo e all interno degli stessi Organismi (articoli 58, 60, 61 e 62 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i.), è assicurato dall indipendenza amministrativa e funzionale delle tre Autorità, le cui strutture operative sono incardinate all interno di tre diverse Aree generali di coordinamento della Regione Campania, come di seguito indicato: Autorità di Gestione - Area Generale di Coordinamento 03 - Programmazione, piani e programmi - Via Santa Lucia 81, Napoli - tel fax campania.it; Autorità di Certificazione - Area Generale di Coordinamento 08 - Bilancio, ragioneria e tributi - Settore Riscontro e vigilanza sul servizio di tesoreria e bilanci di cassa - Centro direzionale di Napoli - Isola C/5, Napoli - tel fax Autorità di Audit - Ufficio di piano - Centro direzionale di Napoli - Isola C/3, Napoli - tel fax Autorità di Gestione L Autorità di Gestione, oltre a quanto previsto all art. 60 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i. e dettagliatamente riportato nella Descrizione sul Sistema di gestione e controllo, svolge funzioni di: coordinamento finalizzato alla definizione degli indirizzi cui devono conformarsi le attività delle Aree Generali di Coordinamento interessate all attuazione degli Assi prioritari d intervento previsti dal POR Campania FSE ; impulso all implementazione di attività strategiche per il raggiungimento degli obiettivi specifici ed operativi indicati nel POR. In particolare, l Autorità di Gestione procede a verificare le inadempienze e le inerzie delle strutture deputate all attuazione del Programma, al fine di evitare ritardi procedurali e finanziari nell attuazione e di garantire, al contempo, una stretta coerenza tra le previsioni programmatiche e gli strumenti attuativi implementati. L Autorità di Gestione presiede i Comitati di Coordinamento di Asse, istituiti con D.D. n. 12/2008, quali luoghi deputati al coordinamento della struttura organizzativa ed alla condivisione delle priorità strategiche, nonché alla individuazione di soluzioni relative alle difficoltà eventualmente riscontrate nell attuazione del Programma. Responsabili di Obiettivo operativo Le procedure regionali di attuazione del Programma prevedono, ai sensi del D.P.G.R. n. 61/2008 e s.m.i., l attribuzione delle funzioni di gestione, monitoraggio e controllo ordinario delle operazioni relative ai singoli obiettivi operativi del Programma ai Dirigenti regionali individuati dal citato decreto, denominati Responsabili di Obiettivo operativo (RdO). In relazione a tali funzioni, ciascun Responsabile di Obiettivo operativo: 1. garantisce il rispetto della normativa comunitaria, in particolare in materia di tutela dell ambiente, pari opportunità, informazione e pubblicità, rispetto delle regole della concorrenza e delle procedure di affidamento; 2. promuove e sovrintende agli accertamenti diretti a verificare la fattibilità economico-finanziaria, tecnica e amministrativa degli interventi da ammettere a finanziamento; Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE8 3. provvede ad istruire e a redigere i provvedimenti per l adozione degli atti di impegno e di liquidazione dei pagamenti ed alla trasmissione degli stessi all Autorità di Gestione; 4. assicura il monitoraggio dell attuazione dell Obiettivo operativo, attraverso il sistema informativo indicato dall Autorità di Gestione, con riferimento a: - i dati relativi agli indicatori previsti; - i dati da inserire nel Rapporto annuale di esecuzione del POR; - le eventuali irregolarità riscontrate o l assenza di irregolarità; - la gestione della pista di controllo di competenza. Altre Autorità e Organi Il Comitato di Coordinamento di Asse (Co.Co.Asse), previsto nel POR Campania FSE al par , è stato istituito con il D.D. n. 12/2008 per gli Assi prioritari I, II, III, IV e VII, al fine di garantire un efficace azione di integrazione tra la programmazione e l attuazione delle operazioni da essi previste. Il Co.Co.Asse è presieduto dall Autorità di Gestione ed è composto dai Coordinatori delle Aree Generali di Coordinamento competenti per l attuazione dello stesso, come si evince dalla D.G.R. n. 27/2008 e s.m.i., che individua il piano finanziario per Obiettivo specifico e operativo e dal D.P.G.R. n. 61/2008 e s.m.i. di individuazione dei responsabili di Obiettivo operativo. 2 Il Co.Co.Asse, in base a quanto previsto dall art. 5 del Regolamento interno approvato con il D.D. n. 12/2008, assolve a funzioni consultive, propositive e di controllo su tutto ciò che riguarda l attuazione di ciascun Asse. In particolare, ha il compito di indirizzare, coordinare e vigilare sull andamento della programmazione e sull attuazione delle operazioni, al fine di ottimizzare le sinergie tra le attività dei diversi Obiettivi specifici e operativi ricadenti all interno dello stesso Asse, nonché di verificare il rispetto delle condizioni per il ricorso al principio della complementarietà tra i fondi strutturali, di cui all art. 34 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., nell ambito dell Asse di riferimento. Inoltre, il Co.Co.Asse esprime pareri, a richiesta dell Autorità di Gestione, sulle proposte di deliberazioni di Giunta, sui criteri di selezione delle operazioni per ciascun Obiettivo specifico e operativo e sui criteri per la redazione dei bandi, a cui devono attenersi le Aree Generali di Coordinamento competenti sul singolo Asse. Il Co.Co.Asse ed il Responsabile di Obiettivo operativo, così come definiti nel presente documento e nella Descrizione sul sistema di gestione e controllo, si avvalgono della collaborazione dei soggetti di seguito indicati: il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici (NVVIP), di cui alla L. 144/1999, garantisce il supporto tecnico nelle fasi di programmazione, valutazione, attuazione e verifica di piani, programmi e politiche d intervento, promossi ed attuati dall Amministrazione regionale. Inoltre, fornisce assistenza e supporto tecnico per le fasi di programmazione, formulazione e valutazione di documenti di programma, per le analisi di opportunità e fattibilità e per la valutazione ex ante di progetti ed interventi, tenendo conto, in particolare, di criteri di qualità ambientale e di sostenibilità dello sviluppo, ovvero della compatibilità ecologica degli investimenti pubblici; l Autorità per le politiche di genere garantisce la diffusione e l integrazione dei principi di parità tra uomini e donne e di non discriminazione in tutti gli interventi. Assicura, altresì, la conformità degli interventi del POR con la politica e la legislazione comunitaria in materia di pari opportunità e mainstreaming di genere e partecipa al Co.Co.Asse e al Comitato di sorveglianza del POR; l Esperto intersettoriale in sicurezza e legalità garantisce la trasversalità degli interventi per la sicurezza e la legalità in ogni linea di attuazione del Programma, nonché il controllo di legalità sugli investimenti, attraverso uno specifico Piano d azione, e promuove l adozione di protocolli di legalità con le Prefetture e gli enti locali. Inoltre, programma e attua azioni tendenti ad assicurare la piena trasparenza nella gestione dei flussi finanziari, effettua un costante monitoraggio delle procedure di appalto e delle operazioni da realizzare e un controllo di legalità sugli investimenti, sia industriali che infrastrutturali. 2. Sono, pertanto, componenti con voto deliberativo, oltre al Presidente: Per l Asse I - Coordinatori AGC 12, AGC 13, AGC 17; per l Asse II - Coordinatori AGC 12, AGC 17, AGC 18; per l Asse III - Coordinatori AGC 01, AGC 12, AGC 18; per l Asse IV - Coordinatori AGC 06, AGC 17; per l Asse VII - Coordinatori AGC 01, AGC 03, AGC Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE9 Beneficiari Ai sensi dell art. 2 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., per beneficiario si intende un operatore, organismo o impresa, pubblico o privato, responsabile dell avvio e/o dell attuazione delle operazioni cofinanziate. Nel quadro del regime di aiuti di cui all art. 87 del Trattato, i beneficiari sono imprese pubbliche o private che realizzano un singolo progetto e ricevono l aiuto pubblico (art. 2, co. 4, del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i.). Nel caso di aiuti alla formazione, si può verificare che il progetto formativo sia presentato e/o gestito da enti di formazione, e che, quindi, il soggetto che realizza il singolo progetto e quello che riceve l aiuto siano diversi. Ai fini della certificazione delle spese, in linea con l art. 2 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., sono considerati beneficiari dell operazione (aiuto alla formazione) sia l ente di formazione che realizza il progetto, sia l impresa o le imprese che ricevono l aiuto. Per l ipotesi di sovvenzioni dirette ai singoli destinatari (per es. voucher di formazione o di servizio), beneficiario è l organismo che eroga il finanziamento, ad esempio la Regione, la Provincia o altri Organismi intermedi, pubblici o privati. Se la gestione dell operazione è diretta, il beneficiario si identifica nel soggetto pubblico che realizza l attività, poiché è responsabile dell avvio e dell attuazione dell operazione. In quest ultimo caso, nonché nell ipotesi in cui l Autorità di Gestione e/o l Organismo intermedio siano beneficiari dell operazione, ai sensi dell art. 13 co. 5 del Reg. (CE) n. 1828/2006 e s.m.i., è garantita la separazione tra le funzioni di gestione e di controllo mediante il sistema delle verifiche di cui ai paragrafi 2, 3 e 4 dello stesso Regolamento. Organismi intermedi Ai sensi dell art. 2 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., per Organismo intermedio (OI) si intende qualsiasi organismo o servizio, pubblico o privato, che agisce sotto la responsabilità di un Autorità di Gestione o di Certificazione o che svolge mansioni per conto di questa Autorità, nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni. In via generale, ai sensi degli artt. 42 e 43 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., l Autorità di Gestione può far ricorso alla sovvenzione globale, delegando la gestione e l attuazione di parti dell Asse prioritario ad uno o più Organismi intermedi, secondo le modalità previste nell accordo, concluso in forma scritta, tra l Autorità di Gestione e l Organismo in questione. L atto di affidamento stabilisce: i contenuti della delega; le funzioni reciproche; le informazioni da trasmettere all Autorità di Gestione/Autorità di Certificazione e la relativa periodicità; gli obblighi e le modalità di presentazione delle spese conseguite; le modalità di svolgimento delle attività di gestione e di controllo; la descrizione dei flussi finanziari; le modalità di conservazione dei documenti; gli eventuali compensi; le sanzioni per ritardi, negligenze o inadempienze. Dal punto di vista delle funzioni da assolvere, in particolare, l Organismo intermedio designato può essere destinatario di tutte o di parte delle seguenti funzioni: programmazione; gestione operativa; gestione finanziaria; monitoraggio e valutazione; gestione dei controlli; informazione e pubblicità; sicurezza e legalità. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE10 Gli Organismi intermedi, in relazione ai compiti assegnati nell attuazione delle attività loro delegate, assicurano, ai sensi dell art. 60 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i., il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente. L eventuale designazione delle Province quali Organismi intermedi, ai sensi di quanto previsto dal par del POR Campania FSE e dalla D.G.R. 111/2009, avviene nel rispetto della sottoelencata normativa di riferimento: L.R. n. 14/2009 Testo unico della normativa della Regione Campania in materia di lavoro e formazione professionale per la promozione della qualità del lavoro, come modificata dalla L.R. n. 7/2010; Reg. di attuazione di cui all art. 54, co. 1, lett. a), della L.R. n. 14/2009, approvato con D.G.R. n. 1847/2009; Reg. di attuazione di cui all art. 54, co. 1, lett. b), della L.R. n. 14/2009, approvato con D.G.R. n. 1849/2009; D.G.R. n. 426/2010, Approvazione dello Schema di accordo per la designazione delle Province quali Organismi intermedi, ai sensi della D.G.R. n. 111/2009. Destinatari I destinatari delle operazioni sono quelli indicati, a titolo esemplificativo, nel POR Campania FSE Nel paragrafo dedicato agli adempimenti in materia di monitoraggio, sono definite le classificazioni dei destinatari secondo le informazioni necessarie ai fini della redazione dei rapporti periodici di monitoraggio e del Rapporto annuale di esecuzione. 10 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE11 2. LE PROCEDURE I criteri per la selezione delle operazioni sono stati approvati dal Comitato di sorveglianza del 13/3/2008 e l Amministrazione regionale ne ha preso atto con D.G.R. n. 935/2008. I principi generali posti a garanzia della correttezza della spesa nell ambito del FSE impongono alle amministrazioni responsabili dei POR di assicurare il ricorso a procedure di evidenza pubblica per selezionare le operazioni ammissibili, così come previste dall art. 3 del Reg. (CE) n. 1081/2006 e s.m.i. Nell ambito delle procedure di evidenza pubblica adottate dalle amministrazioni, sia per la concessione di sovvenzioni o contributi (art. 12 L. 241/1990 e s.m.i.), sia per la stipula di contratti pubblici (D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i.), si applicano i principi generali di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. Le sovvenzioni sono contributi diretti a finanziare un operazione destinata a promuovere la realizzazione di un obiettivo coerente con le politiche comunitarie, nazionali e regionali, oppure a sostenere il funzionamento di un organismo che persegue il medesimo obiettivo. La sovvenzione può essere globale o individuale. Nel primo caso si fa riferimento ad un gruppo di operazioni programmate per il raggiungimento degli obiettivi strategici del POR (art. 42 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i.); nel secondo caso si fa riferimento al finanziamento delle singole operazioni da realizzare per il conseguimento degli Obiettivi specifici di ciascun asse del POR (es. finanziamento ad enti accreditati per la realizzazione di attività formative, erogazione di voucher formativi o di servizio a determinate categorie di destinatari, erogazione alle imprese di aiuti all occupazione, ecc.). Salvo diverse previsioni, le sovvenzioni concesse nell ambito della programmazione dei fondi strutturali sono non rimborsabili, poiché costituiscono contributi finanziari diretti ai beneficiari senza obbligo di restituzione, se non nei casi di irregolarità riscontrate e/o di non riconoscimento della spesa. Accanto alle operazioni tradizionalmente finanziate con il POR FSE (attività formative), sono, ad esempio, riconducibili alle sovvenzioni non rimborsabili gli abbuoni di interessi su prestiti. L art. 11, co. 1, del Reg. (CE) n. 1081/2006 e s.m.i. prevede, inoltre, la concessione di sovvenzioni rimborsabili, come ad esempio il microcredito o altri strumenti di ingegneria finanziaria (cfr. art. 44 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i. e artt del Reg. (CE) n. 1828/2006 e s.m.i.). La sovvenzione non può determinare un profitto per il beneficiario. Ciò implica che, nei provvedimenti di attribuzione delle sovvenzioni, venga individuato con chiarezza il beneficiario, tenuto a documentare, in maniera puntuale, i costi, diretti ed indiretti, sostenuti nell ambito dell operazione rispetto a cui viene erogata la sovvenzione medesima, ferma restando l eventuale possibilità di rendicontazioni forfetarie, laddove specificamente previsto dal Reg. (CE) n. 1081/2006 e s.m.i. 2.1 Natura delle procedure di affidamento E evidente che tutte le operazioni co-finanziate dal Fondo Sociale Europeo devono essere coerenti con i contenuti del QSN per la politica regionale di coesione , del DSR, dei documenti programmatici regionali relativi alla Programmazione unitaria e del POR Campania FSE , nonché con i documenti di attuazione. Conformemente all art. 65 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i. le operazioni co-finanziate sono selezionate sulla base dei criteri approvati dal Comitato di sorveglianza del POR Campania FSE , di cui la Giunta regionale ha preso atto con la D.G.R. n. 935/2008. Del rispetto di tali criteri occorre dare atto nei provvedimenti di ammissione a finanziamento dell intervento, adottati dai Responsabili di Obiettivo operativo, sia che si tratti di affidamenti di natura concessoria, sia che si tratti di affidamenti di natura contrattuale. Parimenti, i Responsabili di Obiettivo operativo, ai fini della selezione delle operazioni, devono tener conto delle indicazioni fornite dal Vademecum per la valutazione delle operazioni cofinanziate dal FSE, approvato con D.D. n. 665/2009. Tutti gli avvisi e i bandi devono essere predisposti in linea con i modelli allegati al presente Manuale. La selezione degli interventi si svolge, di norma, per attuare la programmazione dei singoli obiettivi, che viene indicata dalla Giunta regionale con proprio provvedimento deliberativo. L Autorità di Gestione esprime il proprio parere preventivo obbligatorio sulla coerenza delle proposte delle suddette deliberazioni programmatorie con il Fondo. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE12 A tale scopo, i Responsabili di Obiettivo operativo sono tenuti ad inviare formale richiesta all Autorità di Gestione, la quale si impegna a rendere il proprio parere, di regola, entro 15 giorni dalla ricezione della richiesta. Nel caso di operazioni a titolarità regionale - ossia quando l amministrazione regionale pone in essere direttamente le procedure per l attuazione dell obiettivo operativo di riferimento, qualificandosi come stazione appaltante - per l acquisizione di beni e servizi, di norma, l individuazione degli interventi presuppone l approvazione di un atto deliberativo di programmazione adottato dalla Giunta regionale, che indichi gli Obiettivi operativi di riferimento per ciascuna azione da realizzare, nonché l importo massimo da destinarvi, previo parere preventivo dell Autorità di Gestione. Sulla base delle indicazioni contenute nell atto di programmazione, il Responsabile di Obiettivo operativo adotta i consequenziali provvedimenti amministrativi in conformità alle disposizioni del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i. (es: decreti di approvazione di bandi di gara, decreti di approvazione di procedure per l affidamento della progettazione esecutiva, decreti di impegno, ecc.), avendo cura di richiamare il rispetto dei criteri di selezione delle operazioni approvati con la D.G.R. n. 935/2008, nonché la coerenza con l Obiettivo operativo di riferimento. All esito delle procedure di affidamento del servizio o della fornitura, il Responsabile di Obiettivo operativo adotta l atto di aggiudicazione definitiva, ammettendo a finanziamento il progetto. Nel caso di operazioni a titolarità regionale in regime concessorio, di norma, l individuazione degli interventi presuppone l approvazione di un atto deliberativo di programmazione della Giunta regionale, che indica gli Obiettivi operativi di riferimento per ciascuna azione da realizzare, nonché l importo massimo da destinarvi, adottato previo parere preventivo obbligatorio dell Autorità di Gestione. Il Responsabile di Obiettivo operativo, sulla base del disposto deliberativo, procede all adozione dei provvedimenti amministrativi di attuazione (es: avvisi pubblici, bandi, chiamata di progetti, ecc.). Le domande acquisite entro i termini e con le modalità fissate dall avviso devono essere sottoposte ad istruttoria, valutazione e selezione, ai fini della formulazione delle relative graduatorie/elenchi. All esito delle procedure di selezione, il Responsabile di Obiettivo operativo provvede all approvazione di dette graduatorie/elenchi e alla loro pubblicazione. Nell atto di approvazione della graduatoria o dell elenco, il Responsabile di Obiettivo operativo procede, altresì, all ammissione a finanziamento, a valere sull Obiettivo operativo di riferimento, dei progetti che hanno superato, con esito positivo, la fase di istruttoria. Successivamente, il Responsabile di Obiettivo operativo provvede alla stipula dell atto di concessione, da redigersi secondo lo schema allegato al presente Manuale. Nel caso di operazioni a titolarità regionale in regime concessorio, di norma, l individuazione degli interventi presuppone l approvazione di un atto deliberativo di programmazione della Giunta regionale, che indica gli Obiettivi operativi di riferimento per ciascuna azione da realizzare, nonché l importo massimo da destinarvi, adottato previo parere preventivo obbligatorio dell Autorità di Gestione. Il Responsabile di Obiettivo operativo, sulla base del disposto deliberativo, procede all adozione dei provvedimenti amministrativi di attuazione (es: avvisi pubblici, bandi, chiamata di progetti, ecc.). Le domande acquisite entro i termini e con le modalità fissate dall avviso devono essere sottoposte ad istruttoria, valutazione e selezione, ai fini della formulazione delle relative graduatorie/elenchi. All esito delle procedure di selezione, il Responsabile di Obiettivo operativo provvede all approvazione di dette graduatorie/elenchi e alla loro pubblicazione. Nell atto di approvazione della graduatoria o dell elenco, il Responsabile di Obiettivo operativo procede, altresì, all ammissione a finanziamento, a valere sull Obiettivo operativo di riferimento, dei progetti che hanno superato, con esito positivo, la fase di istruttoria. Successivamente, il Responsabile di Obiettivo operativo provvede alla stipula dell atto di concessione, da redigersi secondo lo schema allegato al presente Manuale. La Giunta regionale con proprio atto di programmazione può individuare, per la realizzazione delle operazioni di attuazione degli Obiettivi operativi, tra quelli previsti dal POR FSE, beneficiari diversi dalla Regione. In questo caso, si è in presenza di progetti a regia regionale, che si caratterizzano per il fatto che la stazione appaltante è il soggetto beneficiario, preventivamente individuato nel rispetto delle procedure di cui al presente Manuale; il beneficiario è tenuto, pertanto, ad osservare la disciplina per l attuazione degli interventi a valere sul Fondo Sociale Europeo, alla stessa stregua di quanto previsto per i progetti a titolarità regionale dinanzi descritti. Nei casi di progetti a regia regionale, i rapporti tra il Responsabile di Obiettivo operativo e il beneficiario sono regolati dal decreto di ammissione a finanziamento del progetto da realizzare e dalla convenzione, che riporta gli impegni e gli obblighi dei sottoscrittori, come da schema allegato. In particolare, nell ipotesi di operazioni a regia, il beneficiario è obbligato a garantire: la conformità delle procedure utilizzate alle norme comunitarie e nazionali (art. 60 Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i.) di settore, nonché in materia di pari opportunità, gare di appalto e concorrenza; 12 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE13 un sistema di contabilità separata [art. 60 Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i.] per l operazione e la costituzione di un conto di tesoreria e/o conto corrente dedicato in via esclusiva alle movimentazioni finanziarie afferenti il POR Campania FSE ; il rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale sull ammissibilità delle spese; il rispetto degli adempimenti stabiliti dall avviso di selezione ovvero dal decreto di ammissione a finanziamento; l invio al Responsabile di Obiettivo operativo, o ad un soggetto da lui eventualmente incaricato, alle scadenze comunicate e con le modalità stabilite dal Responsabile di Obiettivo operativo, dei dati relativi all attuazione delle attività/operazioni finanziate, necessari ad alimentare il monitoraggio finanziario, procedurale e fisico; l attestazione delle spese effettivamente sostenute e quietanzate nel periodo di riferimento, unitamente alla copia della documentazione tecnico/amministrativa e contabile relativa alle attività/operazioni finanziate; il rispetto delle indicazioni contenute nel Manuale delle Procedure di Gestione del POR Campania FSE ; la restituzione della quota parte del finanziamento che sarà indicata dal Responsabile di Obiettivo operativo, qualora le entrate riferibili al progetto superino l importo ammesso al finanziamento; il rispetto delle procedure definite nella pista di controllo, secondo le specifiche indicazioni del Responsabile di Obiettivo operativo; il rispetto del cronoprogramma dell operazione, con particolare riferimento alla tempistica per la selezione delle operazioni; l istituzione di un fascicolo di operazione, contenente la documentazione tecnica, amministrativa e contabile in originale; il rispetto degli adempimenti in materia di informazione e pubblicità, nei casi e con le modalità previste dall art. 8 del Reg. (CE) n. 1828/2006 e s.m.i.; l indicazione su tutti i documenti di spesa riferiti al progetto del POR Campania FSE , dell Obiettivo operativo pertinente, del titolo dell operazione, del codice ufficio e del CUP ad essa associati, ovvero l apposizione sui documenti di spesa del timbro recante la dicitura Operazione cofinanziata con il POR FSE Obiettivo operativo. come successivamente meglio descritto; l emissione, per ciascuna operazione cofinanziata nell ambito del POR Campania FSE , di documenti di spesa distinti, ovvero la chiara imputazione della quota di spesa corrispondente a ciascuna operazione; l inoltro al Responsabile di Obiettivo operativo di riferimento, nei tempi da questo prescritti, unitamente al rendiconto finale dettagliato delle attività/operazioni eseguite, di una relazione tecnica delle stesse, accompagnata dall attestazione di regolare esecuzione delle attività effettuate; la conservazione della documentazione relativa all operazione fino ai tre anni successivi alla chiusura del Programma, ovvero per i tre anni successivi all anno in cui ha avuto luogo la chiusura parziale, secondo quanto stabilito dall art. 90, co. 1 del Reg. (CE) n. 1083/2006 e s.m.i; la stabilità dell operazione, a norma dell art. 57 del Reg. CE n. 1083/2006 e s.m.i., ovvero che l operazione cofinanziata, entro cinque anni dal relativo completamento, non subisca modifiche sostanziali che ne alterino la natura o le modalità di esecuzione, o che procurino un vantaggio indebito a un impresa o a un ente pubblico; la generazione di apposito Codice unico di progetto (CUP) in relazione a ciascuna operazione attuata, da comunicare al Responsabile di Obiettivo operativo; l accesso a tutta la documentazione amministrativa, tecnica e contabile connessa all operazione cofinanziata, alle strutture competenti della Regione (Autorità di Gestione, Coordinatore di Area, Autorità di Certificazione, Responsabile di Obiettivo operativo o soggetto diverso da lui incaricato, Autorità di Audit), al Ministero dell Economia e delle Finanze (IGRUE), ai Servizi ispettivi della Commissione UE, nonché a tutti gli organismi deputati allo svolgimento di controlli sull utilizzo dei fondi comunitari. Il beneficiario è tenuto, inoltre, a fornire agli esperti o organismi deputati alla valutazione interna o esterna del POR tutti i documenti necessari allo scopo; la massima collaborazione nelle attività svolte dai soggetti incaricati dei controlli, fornendo le informazioni richieste e gli estratti o copie dei documenti o dei registri contabili. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE14 2.1.1 Affidamenti di natura concessoria Nelle concessioni di sovvenzioni, la procedura di affidamento avviene previa pubblicazione di un avviso pubblico, o attraverso la c.d. chiamata di progetti, nel rispetto dei principi di trasparenza. In applicazione del disposto dell art. 12 della L. 241/1990 e s.m.i., il presente Manuale stabilisce che il dispositivo di concessione della sovvenzione debba essere pubblicato sul sito istituzionale della Regione e sul BURC, ovvero, in caso di operazioni a regia, sui profili istituzionali del committente aventi equivalente forza in termini di trasparenza amministrativa (es. Albo pretorio del Comune). In ogni caso, le procedure attivate devono indicare e rendere note le finalità perseguite con l erogazione delle sovvenzioni e dei contributi, e contenere la disciplina delle modalità di presentazione delle candidature, di selezione delle stesse, di erogazione ed eventuale revoca dei finanziamenti, e fare specifico riferimento all Obiettivo operativo. Le procedure di selezione di programmi complessi devono contenere la disciplina relativa alle modalità di sviluppo delle singole operazioni che andranno a comporre il programma. Il rapporto tra l Amministrazione ed il soggetto attuatore deve essere regolato da un atto di natura concessoria, da redigere secondo lo schema allegato al presente Manuale. Le concessioni aventi ad oggetto attività formative devono dare atto del possesso del relativo accreditamento. Gli obblighi di informazione e pubblicità in capo ai beneficiari diversi dalla Regione e, in generale, ai soggetti finanziati, sono stabiliti nell avviso pubblico, in coerenza con le indicazioni delle Linee guida e manuale d uso sulla comunicazione pubblicate sul sito come descritto nel Capitolo 8 del presente Manuale Affidamenti di natura contrattuale Le azioni dirette all acquisizione di beni o servizi sono disciplinate dal D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i. e dal relativo regolamento di attuazione. I provvedimenti adottati dal Responsabile di Obiettivo operativo devono dar conto del rispetto delle disposizioni dettate dalla norma, citando gli articoli di riferimento e attestando il rispetto delle disposizioni dettate in materia di pubblicità. L acquisizione di beni o servizi può essere affidata a soggetti definiti in house. Per essere definito in house, il soggetto giuridico, anche appositamente costituito, deve presentare le caratteristiche particolari, enucleate nel tempo dalla giurisprudenza della Corte di giustizia CE, che lo rendano privo di una volontà contrattuale autonoma. In questi casi, il Responsabile di Obiettivo operativo deve verificare la sussistenza dei seguenti requisiti di dipendenza economica e funzionale, dandone contezza nel successivo provvedimento di affidamento: 1. assetto proprietario totalmente pubblico; 2. presenza di un controllo stringente e stabile, da parte dell Amministrazione, sotto il profilo strategico, gestionale, finanziario; 3. attività prevalente ben definita e rivolta nei confronti dell Amministrazione o di eventuali altri enti controllanti, che ne detengono la proprietà. In relazione al primo requisito, la proprietà dell ente, cui può essere affidata l attuazione di un servizio, deve essere interamente detenuta da uno o più soggetti pubblici. Onde verificare la sussistenza di tale requisito, è necessario procedere ad un esame di tutti gli atti più rilevanti sul piano societario, in grado di evidenziare la partecipazione al capitale sociale di tutti i soggetti facenti parte della compagine dell ente. In relazione al secondo requisito, l amministrazione aggiudicatrice deve esercitare sul soggetto affidatario un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Per controllo analogo s intende un rapporto equivalente, ai fini degli effetti pratici, a una relazione di subordinazione gerarchica e funzionale; tale situazione si verifica quando sussiste un controllo gestionale e finanziario stringente dell ente pubblico sull ente societario. In relazione al terzo requisito, è necessario che il potenziale ente affidatario del servizio in house svolga la propria attività principalmente, se non esclusivamente, a favore dell amministrazione/amministrazioni pubbliche che ne sono proprietarie. Pertanto, eventuali altre attività dell ente in house potranno rivestire solo un carattere marginale, sia sul piano strategico, sia su quello quantitativo. Il Responsabile di Obiettivo operativo, una volta concluso l accertamento della sussistenza dei su richia- 14 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE15 mati requisiti, ove lo ritenga opportuno, può procedere ad ulteriori verifiche ed approfondimenti, anche richiedendo, se del caso, per il tramite dell Autorità di Gestione, il parere preventivo alla Commissione europea Aiuti di stato Ogni sostegno pubblico, concesso nell ambito del Programma operativo, deve rispondere alle norme procedurali e sostanziali sugli aiuti di stato vigenti al momento della sua concessione. Gli interventi che configurano aiuti di stato devono ottemperare a quanto previsto dalla seguente normativa: Reg. (CE) n. 659/1999 e s.m.i., che detta la disciplina generale applicabile agli aiuti; Reg. (CE) n. 1998/2006 e s.m.i., che prevede una deroga alla disciplina generale per le sovvenzioni di importo minimo; Reg (CE) n. 800/2008 (GBER) e s.m.i., considerato il Testo unico degli aiuti esenti da notifica, che consolida in un unico testo, ampliandole, tutte le categorie di aiuti di stato ritenute compatibili con l art. 87 del Trattato e sostituisce il Reg. (CE) n. 68/2001 (aiuti alla formazione), il Reg. (CE) n. 70/2001 (aiuti alle PMI), il Reg. (CE) n. 2204/2002 (aiuti all occupazione) e il Reg. (CE) n. 1628/2006 (aiuti a finalità regionale); Comunicazione 22 gennaio 2009, n. 2009/C16/01, che introduce la possibilità di concedere in via temporanea (fino al 31 dicembre 2010) intensità di aiuto più elevate. La soglia de minimis, in base a tale documento, è stata elevata da ,00 a ,00; impegno Deggendorf, che subordina la concessione di nuove agevolazioni alla preventiva verifica che i potenziali beneficiari non rientrino tra coloro che hanno ricevuto, e non restituito, aiuti che la Commissione abbia dichiarato incompatibili e per i quali ne abbia ordinato il recupero. Per garantire il rispetto di tale impegno, il Governo italiano ha introdotto lo strumento dell autocertificazione con un apposita norma (art. 1, co. 1223) della Legge Finanziaria 2007; Reg. (CE) n. 284/2009, che modifica il Reg. (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo Sociale Europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcune disposizioni relative alla gestione finanziaria ; Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 Maggio 2010, recante Modalità di applicazione della comunicazione della Commissione europea - quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuti di stato a sostegno dell accesso al finanziamento nell attuale situazione di crisi finanziaria ed economica che, sulla base della Comunicazione 20 dicembre 2010, n. C(2010)9496, introduce la proroga al circa la possibilità di concedere, in via temporanea, intensità di aiuto più elevate, a condizione che il beneficiario abbia presentato apposita richiesta di concessione dell aiuto entro il Si precisa, inoltre, che nell attuazione di interventi configurabili come aiuti di stato l Amministrazione terrà in debita considerazione, laddove pertinenti, i seguenti documenti: le Linee interpretative per i nuovi Regolamenti (CE) in materia di aiuti di stato, predisposte dal Coordinamento delle Regioni e condivise con il Ministero del Lavoro; le Linee interpretative del Reg. (CE) n. 1998/2006 relativo agli aiuti di importanza minore, condivise dal Coordinamento della IX Commissione. Gli aiuti sono compatibili con la regola della concorrenza nelle ipotesi di seguito individuate: l aiuto è stato autorizzato dalla Commissione europea previa notifica; l aiuto è stato attivato, senza obbligo di notifica, nel pieno rispetto delle condizioni stabilite nei Regolamenti di esenzione emanati dalla Commissione; l aiuto rientra nel regime de minimis. In particolare, l Autorità di Gestione: non dovrà notificare i regimi di aiuto che rispettano tutte le condizioni stabilite per l esenzione ai sensi del Reg. (CE) n. 800/2008 e del Reg.(CE) n. 1998/2006; dovrà notificare i regimi di aiuto che non rispettano tutte le condizioni stabilite per l esenzione e i regimi di aiuto che, ratione materiae, non ricadono nell ambito di applicazione del regolamento di esenzione. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE16 Pertanto, laddove necessario, nel rispetto di quanto stabilito dall art. 87 del Trattato CE, il Responsabile di Obiettivo operativo, prima di procedere alla approvazione di un regime di aiuto, comunica all Autorità di Gestione il provvedimento relativo all operazione diretta ad istituire il regime di aiuto. L Autorità di Gestione tiene il relativo registro e procede alla formale notifica alla Commissione europea del regime di aiuto, secondo quanto previsto dall art. 88 del Trattato CE. Nel rispetto della cosiddetta regola de minimis, ai sensi del Reg. (CE) n. 1998/2006, l Autorità di Gestione non è tenuta a notificare l aiuto di importo inferiore al massimale di ,00, concesso ad un impresa nel corso di tre esercizi finanziari (salvo l eccezione di cui alla Comunicazione n. 2009/C16/01 del 22 gennaio 2009). Esso, infatti, non costituisce aiuto di stato ai sensi dell art. 87, par. 1, del Trattato, giacché non si ritiene che incida sugli scambi, nè alteri la concorrenza. Il Responsabile di Obiettivo operativo, ai sensi dell art. 9 del Reg. CE 800/2008, in caso di aiuti esentati, è tenuto a dare comunicazione all Autorità di Gestione dell attivazione delle operazioni dirette ad istituire il regime di aiuto, entro 10 giorni dall approvazione dell avviso e, comunque, prima della pubblicazione sul BURC. Il Responsabile di Obiettivo operativo, prima di concedere il regime de minimis, deve ottenere, da parte del beneficiario dell aiuto, una dichiarazione che attesti gli aiuti ricevuti nei tre esercizi finanziari precedenti il momento della concessione dell aiuto. Successivamente, il Responsabile di Obiettivo operativo, prima di predisporre i provvedimenti di liquidazione, procede alla verifica della dichiarazione presentata dall impresa beneficiaria, attraverso controlli in loco sui bilanci relativi alle tre precedenti annualità. Negli avvisi pubblici che concernono aiuti di stato, esentati o concessi in regime de minimis, devono essere indicati sia la normativa di riferimento, sia gli ulteriori adempimenti amministrativi connessi all applicazione dei regimi. Negli atti di concessione dei contributi a valere sul POR, è inserita la clausola che obbliga i soggetti responsabili dell aggiudicazione delle operazioni al rispetto della normativa in materia di aiuti di stato. In generale, ai sensi dell art. 1 co della Legge Finanziaria 2007, i destinatari degli aiuti di stato (di cui all art. 87 del Trattato che istituisce la Comunità europea, con esclusione degli aiuti de minimis) possono avvalersi di tali agevolazioni solo se dichiarano (ai sensi dell art. 47 del Testo Unico di cui al DPR n. 445/2000 e s.m.i., e secondo le modalità stabilite con il DPCM 23 maggio 2007), di non rientrare fra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti che sono individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea. Il Responsabile di Obiettivo operativo è tenuto, ai sensi della normativa vigente in materia, a subordinare la concessione di aiuti di stato al rilascio di una autodichiarazione in tal senso da parte dell impresa destinataria. 2.2 Procedure di attuazione La procedura di attuazione delle operazioni viene avviata con la stipula del contratto o dell atto di concessione tra l Amministrazione ed il soggetto beneficiario del finanziamento. Riguardo all attuazione delle operazioni, è necessario distinguere tra: attuazione di operazioni affidate in regime concessorio; attuazione di operazioni affidate in regime contrattuale Attuazione di operazioni in regime concessorio Nell ambito delle operazioni in regime concessorio, sono ammissibili a finanziamento progetti semplici e/o integrati che prevedono, a mero titolo esemplificativo, azioni quali: interventi formativi per occupati, disoccupati e inoccupati; interventi di formazione orientativa; attività di consulenza orientativa; work experience e tirocini; servizi ed attività di accompagnamento per sostenere l inserimento lavorativo e/o inclusione sociale (come ad esempio i voucher formativi e di servizi per il sostegno all accesso ai servizi di conciliazione e cura); 16 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE17 sovvenzioni ad operazioni di genere imprenditoriale latu sensu (come ad esempio nuova imprenditoria, aiuto all occupazione ecc.); operazioni che hanno come finalità il rafforzamento e lo sviluppo del sistema di istruzione-formazionelavoro, prevedendo, sebbene non necessariamente in modo esclusivo, l acquisizione da parte di un operatore di mercato di beni e/o servizi volti a sostenere lo sviluppo del sistema e degli attori che lo compongono; operazioni volte ad acquisire prestazioni sul mercato per l assistenza tecnica e la valutazione della programmazione. La progettazione dei percorsi formativi deve avvenire in linea con quanto previsto dalla L.R. n. 14/2009 (integrata con le modifiche apportate dalla L.R. n. 7/2010) e dal relativo Regolamento di attuazione, di cui all art. 54, co. 1, lett. b), approvato con D.G.R. n. 1849/2009. I progetti vanno redatti su apposita modulistica, il cui schema è inserito nella sezione Allegati del presente Manuale, da allegare all avviso pubblico e devono essere presentati presso gli uffici ivi indicati, entro la data di scadenza prevista dall avviso stesso. Il Responsabile di Obiettivo operativo provvede, esperita la fase di selezione e previa verifica del possesso dei requisiti in materia di accreditamento ai sensi della D.G.R. 226/2006 e s.m.i., all adozione dell atto di ammissione a finanziamento a valere sull Obiettivo operativo di competenza, procede all affidamento delle attività al beneficiario mediante approvazione dello schema di concessione, da sottoscrivere con il medesimo, di norma entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria sul sito della Regione Campania. All interno di ciascuna azione affidata in regime concessorio, formativa e non, si può distinguere tra le attività realizzate dalla data di pubblicazione dell avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione alla data di verifica delle stesse da parte del soggetto competente (ad esempio: stesura, predisposizione e diffusione dell avviso per la selezione dei partecipanti, convocazione docenti, attività di orientamento, preparazione test di ingresso, selezione allievi, ecc.) e le attività, intese in senso stretto, relative alla realizzazione dell azione vera e propria, con esclusione delle fasi di progettazione, preparazione e chiusura amministrativa. Per tutte le attività, formative e non, l inizio e la conclusione dell azione vera e propria devono essere documentate utilizzando la modulistica allegata al presente Manuale (vedi voci A1 e P) e trasmesse al Responsabile di Obiettivo operativo. Nell ambito delle operazioni affidate in regime concessorio rientrano le seguenti tipologie di intervento: attività formative collettive; attività formative individuali; voucher, borse di studio e/o di ricerca. La dettagliata descrizione di tali tipologie di intervento e le relative regole procedurali è riportata nell All.P - Appendice attività formative Attuazione di operazioni in regime contrattuale Le operazioni in regime contrattuale sono regolate da contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra la stazione appaltante o l ente aggiudicatore e uno o più operatori economici, aventi per oggetto l esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi; il principio generale di riferimento per tutte le procedure deve essere la disciplina prevista dal D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. e dal relativo regolamento di attuazione di cui al DPR n. 207/2010. Una volta esperita la procedura di scelta del contraente, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., l affidamento in regime contrattuale si formalizza attraverso la firma di apposito contratto che, nel disciplinare i rapporti tra le parti, deve precisare, altresì, gli obblighi cui il soggetto aggiudicatario deve ottemperare per fruire del finanziamento in oggetto e, in particolare, le modalità di erogazione del finanziamento e di rendicontazione delle attività. Il contratto deve essere stipulato conformemente alle disposizioni di cui al D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. e del relativo Regolamento di esecuzione ed attuazione, secondo lo schema allegato al presente Manuale, a mero titolo esemplificativo. Prima della sottoscrizione del contratto il soggetto aggiudicatario è tenuto a produrre la documentazione necessaria ai sensi delle disposizioni normative vigenti in materia, nonché di quelle previste dal bando di gara, compresa la cauzione definitiva. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE18 2.3 Procedure di erogazione dei finanziamenti I soggetti beneficiari del POR Campania FSE , in base alle scadenze fissate negli atti di concessione/contratti o in altri provvedimenti ad essi equiparati, procedono all inoltro delle domande di rimborso al Responsabile di Obiettivo operativo. Il Responsabile di Obiettivo operativo, attraverso il proprio Team, effettua i controlli tecnico-amministrativo-contabili, sia nelle operazioni a titolarità sia in quelle a regia regionale, propedeutici all adozione del decreto di liquidazione, nel rispetto degli esiti delle verifiche di cui al capitolo 5. Il Responsabile di Obiettivo operativo garantisce la suddetta verifica, in ogni caso, prima della certificazione della spesa. A seguito dell emissione del decreto di liquidazione, il Settore Gestione delle entrate e della spesa di bilancio dell AGC 08, effettuata la verifica di regolarità contabile, provvede all emissione del mandato di pagamento, addebitandolo al pertinente capitolo di bilancio. La Tesoreria regionale, previa ricezione del mandato di pagamento, provvede all accredito sul conto corrente dedicato del beneficiario. Il Servizio di tesoreria regionale del Settore Riscontro e vigilanza verifica costantemente il buon fine degli ordinativi di pagamento a favore dei beneficiari e, prima di ogni scadenza di certificazione, fornisce ai Responsabili di Obiettivo operativo tutti gli elementi probatori dell avvenuto pagamento. Tracciabilità dei pagamenti L art. 60 del Reg. (CE) 1083/06 e s.m.i. prevede l obbligo, per i beneficiari e gli organismi coinvolti nell attuazione delle operazioni, di mantenere un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative all operazione, ferme restando le norme contabili nazionali. Altri obblighi sono stati introdotti dalla L. n. 136/2010, come modificata dall art. 6 del D.L. n. 187/2010, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 217/2010. In particolare, l art. 3 della citata L. 136/2010, al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari volta a prevenire la infiltrazioni criminali, impone che: gli appaltatori, i subappaltatori ed i subcontraenti della filiera delle imprese, nonché i concessionari di finanziamenti pubblici, anche europei, a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici, devono utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati alle commesse pubbliche, anche in via non esclusiva (co. 1); il bonifico bancario o postale deve riportare il Codice di identificativo di gara (CIG) e, ove obbligatorio, anche il Codice unico di progetto (CUP) relativo all investimento pubblico (co. 5). Oltre alle conseguenze sulla validità del contratto previste dai commi 9 e 9bis dello stesso art. 3, l art. 6 della legge prevede precise sanzioni nei casi di violazione della richiamata normativa. Le disposizioni di cui all art. 3 si applicano in ogni caso in cui si è in presenza di un contratto a titolo oneroso, stipulato successivamente all entrata in vigore della legge, avente per oggetto la prestazione di servizi, sia esso di appalto o di concessione ex art. 30 del Codice dei contratti. Per quanto riguarda i contratti sottoscritti in data antecedente, gli stessi si intenderanno automaticamente integrati, con le clausole di tracciabilità, anche in mancanza di espresso adeguamento, su base volontaria, nel termine prescritto. Ogni contratto sottoscritto dalla stazione appaltante dovrà contenere, a pena di nullità, un apposita clausola, con cui i contraenti assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari; resta a carico della stazione appaltante la verifica dell inserimento della clausola, a pena di nullità, in tutti i contratti sottoscritti con i subappaltatori e sub-contraenti della filiera delle imprese. Sono tenuti all accensione del conto dedicato alle commesse pubbliche, di cui al co. 1 dell art. 3 della Legge 136/2010, quindi, oltre agli appaltatori ed ai beneficiari/concessionari di finanziamenti pubblici, tutti i subappaltatori ed i subcontraenti della filiera delle imprese. Entro i termini perentori dovranno essere comunicati alla stazione appaltante gli estremi identificativi del suddetto conto e delle persone delegate ad operare sullo stesso. La normativa sulla tracciabilità sui flussi finanziari, pertanto, deve essere applicata ad ogni movimentazione finanziaria posta in essere, sia da parte della stazione appaltante, sia da parte di tutti i soggetti individuati dal co. 1 dell art. 3. Sono soggette all obbligo di richiesta del CIG, ad opera del responsabile del procedimento, tutte le fattispecie contrattuali di cui al D.Lgs 163/2006 e s.m.i, indipendentemente dalla procedura di scelta del contraente adottata e dall importo del contratto. Il Codice unico di progetto (CUP) è un codice identificativo, la cui richiesta è obbligatoria per ogni investi- 18 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE19 mento pubblico. Tale codice accompagna ogni progetto, dal momento in cui ne viene decisa formalmente l attuazione da parte del soggetto responsabile, fino alla sua conclusione. L applicazione della normativa sulla tracciabilità è esclusa: per i flussi intercorrenti tra l amministrazione e i soggetti in house; per i flussi intercorrenti tra amministrazioni e soggetti pubblici finalizzati a coprire costi relativi alle attività da espletare in funzione del ruolo istituzionale da essi ricoperto ex lege. Con specifico riferimento ai flussi finanziari relativi alle operazioni cofinanziate dal POR Campania FSE , è obbligatorio l utilizzo, da parte dei destinatati di pagamenti e finanziamenti pubblici, di conti correnti bancari o postali dedicati, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale. Il sistema di contabilità separata andrà applicato, nell ambito delle operazioni finanziate dal Programma, sia per le operazioni di natura concessoria che per quelle di natura contrattuale, con l obbligo, per il beneficiario/soggetto aggiudicatario, dell accensione di un apposito conto corrente infruttifero, sul quale accreditare il finanziamento accordato, dal quale effettuare i pagamenti relativi ai costi del progetto, anche se rientranti tra le spese generali, ovvero destinati alla provvista di immobilizzazioni tecniche (ex art. 3 co. 2, L. n. 136/2010). In sede di rendicontazione, le spese non transitate sul conto corrente dedicato non verranno riconosciute. Il Codice unico di progetto (CUP) Al momento dell approvazione dei provvedimenti amministrativi di concessione, nel caso delle sovvenzioni e degli aiuti, o al momento dell aggiudicazione della fornitura, nel caso di acquisizione di beni e servizi, l amministrazione titolare del progetto d investimento pubblico è tenuta a richiedere l assegnazione del CUP, ai sensi dell art. 11 della L. n. 3/2003 e della delibera del CIPE n. 143/2002. Il CUP costituisce uno strumento che consente all amministrazione di identificare ogni progetto d investimento pubblico, con una codifica valida per tutte le amministrazioni e per i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel ciclo di vita dei progetti stessi. I soggetti responsabili della richiesta del CUP sono: per l acquisizione di beni e servizi, i soggetti aggiudicatari; per gli interventi in campo formativo, i soggetti pubblici che svolgono le relative attività; nel caso dette attività siano svolte da soggetti privati, il CUP va richiesto dall ente pubblico che concede ed eroga i finanziamenti al soggetto privato; per contributi a privati e per aiuti o forme di intervento diversi da quelli sopra indicati, dal soggetto pubblico che dispone l erogazione del finanziamento. L attribuzione del CUP consegue alla fornitura di informazioni necessarie per la classificazione del progetto. In particolare, per la realizzazione o acquisto di servizi occorre indicare: il nome dell opera/infrastruttura cui il servizio è funzionale, l indirizzo, o comunque la localizzazione dell area cui è funzionale il servizio; la descrizione del servizio che si intende realizzare/acquistare. Per i corsi di formazione, occorre indicare: la denominazione del progetto; la denominazione dell ente che realizza il corso, che potrebbe o meno coincidere con il soggetto responsabile del progetto; l indirizzo o la localizzazione dell area in cui si svolge il corso; l obiettivo del corso; le modalità con cui si svolge il corso (durata, frequenza, ecc.). Nel caso di concessione di voucher formativi individuali, sono previste due diverse modalità di registrazione: se i voucher individuali fanno riferimento ad un unico progetto formativo, occorre richiedere un unico CUP; se ciascun voucher individuale costituisce un singolo progetto, occorre richiedere un CUP per ciascun progetto. Pertanto, non è possibile richiedere un solo codice, nel caso si faccia riferimento a più voucher individuali, spesi in più enti di formazione. Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE20 2.3.1 Procedure di erogazione dei finanziamenti in regime concessorio In generale, il finanziamento concesso per la realizzazione delle operazioni di natura concessoria può essere erogato con due modalità: erogazione in anticipazione; erogazione a saldo. Erogazione in anticipazione L anticipo può essere, salvo diversa disposizione, erogato in tre soluzioni. Prima anticipazione L importo dell anticipazione è pari al 40% del finanziamento assegnato, salvo diversa previsione, e può essere erogato previa comunicazione al Responsabile di Obiettivo operativo dell avvio delle azioni progettuali e contestuale presentazione, da parte del soggetto beneficiario, della garanzia fideiussoria, nei casi dovuti, nonché della documentazione richiesta nell avviso pubblico. Il beneficiario è tenuto a liquidare almeno il 90% dell importo percepito a titolo di prima anticipazione, entro e non oltre la data di completamento del 50% delle attività, salva diversa disposizione dell avviso, dandone opportuna comunicazione al Responsabile di Obiettivo operativo. L avviso può, comunque, disciplinare diversamente la percentuale dell importo percepito a titolo di prima anticipazione che il beneficiario è tenuto a liquidare ed il termine entro cui tale obbligo deve essere assolto. Seconda anticipazione L importo relativo alla seconda anticipazione è pari al 40% del finanziamento assegnato, salva diversa previsione, e può essere richiesto dal beneficiario, previa presentazione della polizza fideiussoria, nonché di tutta la documentazione attestante lo svolgimento delle attività poste in essere, della rendicontazione pari ad almeno il 90% della prima anticipazione, salvo diversa disposizione dell avviso. L erogazione dell importo richiesto è subordinata all esito positivo del controllo di primo livello, svolto dal Team di Obiettivo operativo all uopo dedicato, sulla documentazione di spesa e di pagamento presentata dal beneficiario (90% della prima anticipazione). Almeno il 90% dell importo percepito a titolo di seconda anticipazione deve essere speso entro e non oltre la data di completamento delle attività corsuali, salvo diversa disposizione dell avviso. Per gli interventi formativi pluri-azione, l erogazione della seconda anticipazione è soggetta, inoltre, alla verifica dell avanzamento fisico delle attività da parte del Responsabile di Obiettivo operativo. Più precisamente, il pagamento della seconda anticipazione è subordinato alla verifica da parte del Responsabile di Obiettivo operativo della proporzionalità e della coerenza del numero di ore corsuali erogate alla prima anticipazione già ottenuta. Saldo finale provvisorio Il saldo finale provvisorio - per un importo massimo pari alla differenza tra finanziamento concesso e le anticipazioni ricevute - può essere richiesto dal beneficiario, previa ulteriore integrazione della fideiussione, secondo le modalità sopra descritte, indicando l importo spettante, calcolato detraendo dal totale delle spese eleggibili (comprese quelle ancora da maturare) gli importi ricevuti a titolo di anticipazione. La liquidazione dell importo richiesto è subordinata all esito positivo del controllo di primo livello, svolto dal Team di Obiettivo operativo, sulla documentazione di spesa e di pagamento presentata dal beneficiario (90% della seconda anticipazione). Nell istanza di liquidazione del saldo, il beneficiario deve dichiarare di: aver speso e rendicontato almeno il 90% delle eventuali anticipazioni ricevute (prima e seconda anticipazione); aver completato il totale delle ore delle attività formative e/o ogni ulteriore attività progettuale prevista. All istanza di liquidazione del saldo deve essere allegata la rendicontazione del 90% della seconda anticipazione, in uno alla documentazione necessaria ad attestare l effettività della spesa sostenuta. L importo percepito a titolo di saldo finale provvisorio deve essere speso entro 45 giorni dalla data di accredito sul conto corrente dedicato del beneficiario e la rendicontazione delle relative spese deve avvenire entro i 10 giorni successivi. 20 Manuale delle procedure di gestione del POR Campania FSE Vedere altro
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