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Timestamp: 2018-09-25 14:49:34+00:00
Document Index: 11239389

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

(Seguito e sospensione dell'esame)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta notturna di ieri.
Il senatore CORTIANA (Verdi-Un) illustra i subemendamenti da lui presentati (3.14/1, 3.14/2, 3.14/3 e 3.14/4) all'emendamento 3.14 (nuovo testo) del Presidente relatore. Al riguardo, ritiene indispensabile ripercorrere le tappe dell'accordo politico intercorso in tema di contrasto alla pirateria informatica. In occasione dell'esame parlamentare del decreto-legge n. 72 del 2004 (cosiddetto "decreto Urbani"), erano state infatti frettolosamente approvate alcune disposizioni, che avevano determinato una grande mobilitazione nei settori interessati, ponendosi in contrasto con la normativa europea, che dispone chiaramente la non equiparabilità sul piano giuridico fra scambio di file in rete a fini non commerciali e loro contraffazione. Nell'impossibilità tecnica di modificare il decreto-legge n. 72, pena il rischio di una sua mancata conversione nei termini costituzionali, egli ricorda quindi di aver accolto la richiesta di ritirare i numerosi emendamenti presentati solo a fronte di un chiaro impegno politico ad abrogare dette norme ripristinando una civiltà giuridica coerente con la normativa comunitaria. In proposito, egli richiama gli ordini del giorno accolti in questo senso dal ministro Urbani. Del resto, egli riconosce che lo stesso Ministro ebbe modo, in quell'occasione, di convenire che lo scambio di beni immateriali è difficilmente riconducibile alla stessa logica dello scambio di beni materiali. La rete informatica è infatti un contesto del tutto nuovo di relazioni per beni immateriali, che impone l'elaborazione di nuovi modelli di business piuttosto che l'estensione della normativa tradizionale. A tal fine, fu dunque istituita una commissione interministeriale presso il Dipartimento per l'innovazione e la tecnologia proprio con il compito di elaborare una normativa quadro coerente con tali principi. Al fine della traduzione legislativa di tali impegni, furono correttamente presentati alcuni emendamenti al disegno di legge n. 2980, recante interventi urgenti per i beni e le attività culturali, allora in corso d'esame presso la Commissione istruzione. Tali emendamenti registrarono il parere favorevole della Commissione giustizia che, con maggioranza trasversale, operò con grande coerenza intellettuale. La Commissione bilancio non fece invece mai pervenire il proprio parere, nonostante lo sforzo che egli pur riconosce al Presidente relatore in questo senso. Evidentemente, prosegue, in quella sede hanno prevalso interessi specifici di piccole major italiane del cinema e della musica, impegnate ad impedire il corretto rispetto degli accordi intercorsi. Successivamente, con suo grande stupore, il ministro Stanca annunciò la presentazione di nuovi emendamenti al disegno di legge n. 2980, all'esito dei lavori della commissione interministeriale. Tali emendamenti si pongono tuttavia in netto contrasto con i principi concordati, sanzionando penalmente lo scambio di file a fini non commerciali. Si tratta, a suo giudizio, di una grave rottura sul piano politico, che tradisce inequivocabilmente lo spirito costruttivo che finora aveva caratterizzato i rapporti fra i diversi schieramenti politici. Non solo, ma lo spirito di tali nuovi emendamenti viene ora trasferito nel decreto-legge n. 7 con l'emendamento 3.14 (nuovo testo), a riprova dell'urgenza che il Governo e la sua maggioranza avvertono di chiudere la vicenda. In tal modo, il Parlamento perde tuttavia ogni credibilità nei confronti dei portatori di interesse, che si era invece impegnato a tutelare. Nel ringraziare il Presidente relatore Asciutti di aver riaperto il termine per la presentazione di emendamenti onde consentirgli di presentare subemendamenti all'emendamento 3.14 (nuovo testo), che recepisce appunto il magro risultato dei lavori della commissione interministeriale, egli ribadisce dunque il proprio rammarico per la mancata coerenza con i principi conclamati.
Passando ad illustrare nel dettaglio i subemendamenti, egli richiama anzitutto l'esigenza di non sanzionare penalmente lo scambio di file su rete.
Inoltre, sollecita l'adozione di norme analoghe a quelle vigenti in altri Paesi in tema di accessibilità dei beni di pubblico dominio. Egli ritiene infatti che qualora alcuni prodotti abbiano beneficiato del finanziamento pubblico senza tuttavia garantire un ritorno economico, essi debbono diventare di pubblica disponibilità ed essere accessibili a tutti, atteso che i rispettivi produttori hanno già percepito un beneficio in cambio della loro produzione.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) avverte che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio sugli emendamenti accantonati nella seduta di ieri. Sospende quindi l'esame dell'atto in titolo, in attesa che pervenga il suddetto parere. Avverte altresì che i lavori della Commissione potranno proseguire al termine della seduta pomeridiana dell'Aula, onde concludere l'esame del disegno di legge, già calendarizzato in Aula per domani.
Il senatore TESSITORE (DS-U) lamenta che anche per un provvedimento cui il Governo attribuisce tanta importanza la maggioranza debba continuamente ricorrere a sostituzioni estemporanee dei membri della Commissione.
(Ripresa e conclusione dell'esame)
Riprende l'esame, dianzi sospeso.
Il senatore MORO (LP), pur riconoscendo l'inappellabilità della decisione presidenziale, chiede ragione al Presidente dei criteri adottati in ordine alla improponibilità degli emendamenti per estraneità all'oggetto del provvedimento.
Risponde il presidente relatore ASCIUTTI (FI), il quale osserva che il decreto-legge n. 7, fin dalla sua versione originaria, si caratterizza per un'estrema eterogeneità di materie. A fronte di tale complesso impianto, è stato pertanto impossibile dichiarare alcuna improponibilità, salva poi l'autonoma determinazione che la Presidenza del Senato vorrà assumere in merito nel corso dell'esame in Assemblea.
Egli informa quindi che è pervenuto il parere della Commissione bilancio su una parte degli emendamenti accantonati nella seduta di ieri, pubblicati in allegato al presente resoconto, che possono pertanto essere posti in votazione.
In particolare, la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 1.19, 1.0.1/2, 1.0.4, 1.0.8, 1.0.15, 2.5, 5.5, 5.14, 5.16, 5.0.3, 5.0.8, 5.0.11, 5.0.15, 5.0.16, 5.0.17, 5.0.18 e 7.0.11.
Il parere è poi contrario sugli emendamenti 7.0.4, 7.0.5, 7.0.15/2 (nuovo testo), 7.0.15 e 7.0.16.
Ha inoltre espresso parere di nulla osta sugli emendamenti 1.0.1/1, 1.0.16, 5.3, 5.4, 6.0.5, 6.0.6, 6.0.8, 6.0.9, 7.20, 7.0.23, 7.0.3 e 7.0.15/1.
Ha infine espresso osservazioni sugli emendamenti 6.0.1 e 6.0.2.
Invita quindi i presentatori degli emendamenti che hanno registrato il parere contrario della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione a ritirare le rispettive proposte. Invita altresì al ritiro i presentatori degli emendamenti 7.0.4 e 7.0.5. Esprime inoltre parere contrario sugli emendamenti 1.0.1/1, 6.0.5, 6.0.6, 6.0.8, 6.0.9 e 7.0.15/1.
Si rimette infine al Governo sugli emendamenti 1.0.16 e 7.20.
Propone altresì di votare per ultimo l'emendamento Tit. 1, onde verificare l'esito di tutte le votazioni.
In sede di articolo 1, il sottosegretario CALDOROesprime parere conforme a quello del Presidente relatore sugli emendamenti accantonati a tale articolo. Quanto all'emendamento 1.0.16, esprime parere contrario.
Sull'emendamento 1.16, il senatore VALDITARA (AN) osserva che l'intervenuta approvazione dell'emendamento 1.0.2 (nuovo testo) del Presidente relatore nella seduta notturna di ieri rende coerente la limitazione all'anno 2005 suggerita dal rappresentante del Governo con riferimento all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge. Presenta pertanto l'emendamento 1.16 (nuovo testo) che, posto ai voti, risulta accolto.
La Commissione respinge invece l'emendamento 1.3.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ritira indi l'emendamento 1.18, riservandosi di verificare i motivi della contrarietà onde ripresentarlo in Assemblea in una versione idonea a superarli.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore MORO (LP), dopo avervi apposto la propria firma, ritira l'emendamento 1.19.
La Commissione respinge indi il subemendamento 1.0.1/1.
Per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.0.1/2, interviene il senatore MODICA (DS-U), il quale - premesso di condividere pienamente i rilievi del senatore Moro in ordine alla eterogeneità del decreto-legge e delle modifiche che la Commissione sta approvando - si sofferma in particolare sull'inopportunità di incrementare i contributi a favore delle università non statali a danno del finanziamento di quelle statali. In tal senso, egli raccomanda pertanto l'approvazione del subemendamento in questione, che pone l'onere dell'aumento a carico del Ministero degli affari esteri, in quanto unica amministrazione statale ancora con disponibilità di fondi nel suo stato di previsione.
Il senatore VALDITARA (AN) ritiene inopportuno lo spostamento dell'onere a carico del Ministero degli affari esteri, in quanto tale amministrazione ha già sopportato numerosi sacrifici per far fronte a problematiche sociali di rilievo. Del resto, pur convenendo sull'ineleganza di ridurre il finanziamento delle università statali a favore di quelle non statali, egli ricorda che il Fondo per il finanziamento ordinario delle università ha conosciuto negli ultimi anni un costante incremento ad opere delle leggi finanziarie.
Posto ai voti, il subemendamento 1.0.1/2 viene respinto.
L'emendamento 1.0.1 è invece accantonato in attesa del parere della Commissione bilancio, così come l'1.0.23 (nuovo testo).
Sull'emendamento 1.0.16, la senatrice MANIERI (Misto-SDI-US) dichiara il voto favorevole.
Posto ai voti, l'emendamento 1.0.16 viene respinto.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ritira l'emendamento 1.0.18.
L'emendamento 1.0.26 (nuovo testo) resta accantonato.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore GABURRO (UDC), dopo avervi apposto la propria firma, ritira gli emendamenti 1.0.8 e 1.0.15.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore MORO (LP), dopo avervi apposto la propria firma, ritira l'emendamento 1.0.4.
Si passa all'articolo 2.
Sull'emendamento 2.5, il senatore MODICA (DS-U) lamenta l'ennesimo parere a suo giudizio immotivatamente contrario della Commissione bilancio. Pur prendendo atto della necessità di incrementare il fondo per il finanziamento del Sincrotrone, che evidentemente non è in grado di assolvere ai propri compiti con risorse proprie, come invece era negli auspici all'atto della sua costituzione, egli lamenta infatti che ciò debba avvenire a danno degli altri enti pubblici di ricerca, i cui contributi sono già stati pesantemente ridotti con le ultime leggi finanziarie. A tal fine, l'emendamento 2.5 si propone lo scopo di trasferire l'onere dell'aumento a carico del bilancio del Ministero degli affari esteri, che indubbiamente presenta disponibilità adeguate. Insiste quindi per la votazione dell'emendamento in questione, raccomandandone l'approvazione.
Posto ai voti, l'emendamento 2.5 viene respinto.
Si passa all'articolo 3.
Gli emendamenti 3.13, 3.10, 3.14/1, 3.14/2, 3.14/3, 3.14/4, 3.14 (nuovo testo), 3.0.2, 3.0.3 e 3.0.5 (di cui peraltro il presidente relatore ASCIUTTI presenta un nuovissimo testo) restano accantonati in attesa del parere della Commissione bilancio.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ricorda che non era stato accantonato alcun emendamento all'articolo 4.
In sede di articolo 5, il sottosegretario VENTUCCI esprime parere conforme a quello del Presidente relatore sugli emendamenti accantonati a detto articolo.
La Commissione approva l'emendamento 5.3 (con conseguente assorbimento del 5.4).
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore GABURRO (UDC), dopo avervi apposto la propria firma, ritira gli emendamenti 5.5, 5.0.3, 5.0.11 e 5.0.17.
Gli emendamenti 5.14 e 5.16 sono dichiarati decaduti per assenza del proponente.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore BEVILACQUA (AN), dopo avervi apposto la propria firma, ritira gli emendamenti 5.0.8 e 5.0.16.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore COMPAGNA (UDC) ritira l'emendamento 5.0.15.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore DE RIGO (FI), dopo avervi apposto la propria firma, ritira l'emendamento 5.0.18.
In sede di articolo 6, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) presenta un nuovo emendamento (6.22), volto a recepire un'osservazione contenuta nel parere della Commissione lavori pubblici.
Sugli emendamenti accantonati all'articolo 6, il sottosegretario VENTUCCI esprime parere conforme a quello del Presidente relatore.
Posto ai voti, l'emendamento 6.22 è approvato.
Sull'emendamento 6.0.1 il senatore TESSITORE (DS-U) registra con stupore che esso sia volto, nell'anno 2005, a dettare una disciplina transitoria in attesa della stipula del contratto 2002-2003.
Posto ai voti, l'emendamento 6.0.1 è approvato.
Con separata votazione, la Commissione approva altresì l'emendamento 6.0.2.
Respinge invece gli emendamenti 6.0.5, 6.0.6, 6.0.8 e 6.0.9, cui ha apposto la propria firma la senatrice SOLIANI (Mar-DL-U).
L'emendamento 6.0.13 resta accantonato in attesa del parere della Commissione bilancio.
Si passa all'articolo 7.
Il sottosegretario VENTUCCI esprime parere conforme a quello del Presidente relatore sugli emendamenti accantonati a tale articolo. Esprime inoltre parere contrario sull'emendamento 7.20.
L'emendamento 7.20 è conseguentemente ritirato.
Gli emendamenti 7.8, 7.16, 7.0.1, 7.0.27 e 7.0.2 restano accantonati in attesa del parere della Commissione bilancio.
La Commissione approva invece l'emendamento 7.0.23 (di tenore analogo al 7.0.3).
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore DE RIGO (FI), dopo avervi apposto la propria firma, ritira gli emendamenti 7.0.4 e 7.0.5.
Il sottosegretario VENTUCCIprecisa peraltro che la materia è già stata normata con atti di rango inferiore, comunque sufficienti a risolvere la questione.
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore GABURRO (UDC), dopo avervi apposto la propria firma, ritira l'emendamento 7.0.11.
L'emendamento 7.0.12 resta accantonato.
La Commissione respinge indi il subemendamento 7.0.15/1.
Illustrando il subemendamento 7.0.15/2 (nuovo testo), il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) raccomanda il differimento al 30 aprile 2006 del termine entro cui i comuni dovranno aver terminato i programmi biennali di sperimentazione relativi al reddito minimo di inserimento. Benchè molti comuni abbiano infatti completato i progetti entro il 31 dicembre 2004, come originariamente previsto, non va dimenticato che altri comuni hanno avviato i progetti dopo il 2002 e non hanno quindi potuto completarli entro il 2004. Risulta pertanto opportuno prorogare il termine, tanto più che i comuni in questione hanno la disponibilità delle risorse necessarie per completare i progetti. Da un'indagine svolta, risulta del resto che la data del 30 giugno 2006 è idonea a consentire a tutti i comuni di completare i rispettivi progetti.
Il senatore BEVILACQUA (AN) si esprime a favore del subemendamento 7.0.15/2 (nuovo testo).
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) e il sottosegretario VENTUCCI esprimono parere favorevole sul subemendamento 7.0.15/2 (nuovo testo) che, posto ai voti, è accolto.
Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore TESSITORE (DS-U), la Commissione accoglie quindi l'emendamento 7.0.15, come modificato.
Con separata votazione, accoglie altresì l'emendamento 7.0.16.
In considerazione dell'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, il PRESIDENTE sospende la seduta fino al termine di quella dell'Aula.
La seduta, sospesa alle ore 16,30, è ripresa alle ore 18,15.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) avverte che è pervenuto il parere della Commissione bilancio sui restanti emendamenti. In particolare, la Commissione bilancio ha espresso un parere favorevole condizionato ad alcune modifiche sugli emendamenti 3.0.3, 6.0.13, 7.0.17, 7.0.1, 7.0.27 e 7.0.2. Ha altresì espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 3.13 (limitatamente al comma 3-ter), 3.14/4, 7.8 e 7.16. Il parere è invece contrario semplice sull'emendamento 7.0.25. E' infine di nulla osta su tutti gli altri emendamenti.
Invita quindi i presentatori degli emendamenti che hanno registrato il parere contrario della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione a ritirare le rispettive proposte. Invita altresì il Governo a ritirare l'emendamento 7.0.26, in quanto la disposizione è già contenuta in altro provvedimento d'urgenza all'esame del Parlamento.
Esprime invece parere favorevole sugli emendamenti 1.0.1 e 7.0.25, nonché 6.0.13, 7.0.1, 7.0.27 (analogo al 7.0.2) e 7.0.17, secondo le riformulazioni richieste dalla Commissione bilancio.
Il sottosegretario VENTUCCI esprime parere conforme a quello del Presidente relatore. Esprime tuttavia parere contrario sugli emendamenti 3.13 e 3.10. Riformula infine gli emendamenti 6.0.13, 7.0.27 e 7.0.17 secondo le indicazioni della Commissione bilancio, presentando corrispondenti nuovi testi. Ritira altresì l'emendamento 7.0.26.
Anche il senatore EUFEMI (UDC) , dopo avervi aggiunto la propria firma, riformula l'emendamento 7.0.1 secondo le indicazioni della Commissione bilancio, presentando un nuovo testo di cui raccomanda l'approvazione.
In considerazione del parere contrario del rappresentante del Governo, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ritira gli emendamenti 3.13 e 3.10.
Con separate votazioni, la Commissione approva gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.23 (nuovo testo).
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ritira indi l'emendamento 1.0.26, riservandosi di verificare i motivi della contrarietà onde ripresentarlo in Assemblea in una versione idonea a superarli.
Con separate votazioni, la Commissione respinge poi i subemendamenti 3.14/1, 3.14/2, 3.14/3 e 3.14/4 e approva gli emendamenti 3.14 (nuovo testo) e 3.0.2 (con conseguente assorbimento dell'emendamento 3.0.3).
Il senatore BARELLI (FI) lamenta fortemente il parere reso dalla Commissione bilancio sull'emendamento 3.0.3 a sua firma, favorevole solo a condizione che esso sia uniformato ai commi 23 e 24 dell'emendamento 3.0.2 del Presidente relatore, secondo cui il finanziamento decorre dall'anno 2006. Ricorda infatti che, già in occasione dell'esame della manovra di bilancio, il Governo si era impegnato a reperire adeguati fondi a decorrere dal 2005 ed a tal fine egli aveva presentato l'emendamento 3.0.3. Manifesta pertanto vivo stupore per il mancato rispetto dell'impegno assunto e si riserva di svolgere ogni approfondimento utile in vista dell'esame in Assemblea.
La Commissione approva quindi gli emendamenti 3.0.5 (nuovissimo testo) e 6.0.13 (nuovo testo).
In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, il senatore GABURRO (UDC) ritira gli emendamenti 7.8 e 7.16 (dopo avervi apposto la propria firma).
Sull'emendamento 7.0.1 (nuovo testo), il sottosegretario VENTUCCI si rimette alla Commissione.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ribadisce il parere favorevole.
Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore GABURRO (UDC), che vi appone la propria firma, l'emendamento 7.0.1 (nuovo testo) è posto ai voti ed accolto.
Sull'emendamento 7.0.27 (nuovo testo), il senatore EUFEMI (UDC) manifesta piena condivisione.
Con separate votazioni, la Commissione approva indi gli emendamenti 7.0.27 (nuovo testo), con conseguente assorbimento del 7.0.2, 7.0.12, 7.0.17 (nuovo testo) e 7.0.25.
Concluso l'esame degli emendamenti al testo del decreto-legge, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) ricorda che era stato accantonato l'emendamento Tit. 1, su cui esprime parere contrario. Presenta invece un altro emendamento al Titolo (Tit. 2), volto ad adeguare il titolo del decreto-legge ai numerosi emendamenti approvati.
Posto ai voti, l'emendamento Tit. 1 viene respinto.
La Commissione approva invece l'emendamento Tit. 2.
Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) segnala altresì l'esigenza di un coordinamento, atteso che gli emendamenti 5.0.20 e 7.0.13 (nuovo testo) - entrambi approvati nella seduta notturna di ieri e pubblicati in allegato al relativo resoconto - incidono sulla medesima norma di legge. A tal fine propone che l'emendamento 5.0.20 sia considerato assorbito nel 7.0.13 (nuovo testo), la cui formulazione appare preferibile.
Il senatore EUFEMI (UDC) manifesta compiacimento per il lavoro svolto dalla Commissione, che ha certamente risolto molte problematiche aperte, fra cui cita a titolo esemplificativo quelle dei dirigenti scolastici, delle Ferrovie, del CONI. Altre tematiche, che pure meritavano attenzione, non hanno invece trovato spazio, come ad esempio quelle della vice dirigenza, dei vigili del fuoco, delle camere di commercio e della permanenza in servizio. Si augura pertanto che nel corso dell'esame in Assemblea possa essere trovata idonea soluzione anche a questi aspetti.
Per dichiarazione di voto contrario, interviene il senatore MODICA (DS-U), il quale ribadisce anzitutto il giudizio fortemente critico sulla eterogeneità del decreto e delle ulteriori modifiche apportate.
Pur convenendo sull'esigenza di alcune norme contenute nella versione originaria, deplora infatti che esse siano state assemblate in un unico provvedimento assegnato peraltro alla Commissione istruzione. Cita, a titolo di esempio, l'articolo 7 del decreto che certamente appare preferibile rispetto alla scelta operata con l'ultima manovra finanziaria di affidare a un atto di normazione secondaria la ridefinizione delle tasse. E' peraltro innegabile, come del resto sottolineato chiaramente dal senatore Moro, che l'articolo 7 non produca alcun effetto di semplificazione ma, al contrario, di forte aumento impositivo, tanto da eclissare gli sbandierati effetti della riduzione dell'imposta sul reddito.
Il decreto-legge resta così segnato, a suo giudizio, da molta confusione e si caratterizza per interventi smaccatamente personalistici. Fra questi rientra senz'altro, a suo avviso, la riduzione da tre anni a un anno del periodo di conferma per i ricercatori. Dopo aver ripetutamente invocato efficaci strumenti di valutazione e di verifica, appare infatti inconcepibile ridurre a farsa l'unico effettivo momento di valutazione della carriera universitaria. Né può essere a tal fine reclamato lo scopo di conseguire, per questa via, un miglioramento del trattamento economico dei ricercatori. E' stata infatti immotivatamente respinta la sua proposta di riconoscere fin dal primo anno ai ricercatori non confermati il trattamento stipendiale di quelli confermati, senza dover ricorrere all'abolizione di fatto del giudizio di conferma.
Egli coglie altresì l'occasione per esprimersi criticamente su alcuni degli emendamenti approvati dalla Commissione. In primo luogo, manifesta incredulità sulla destinazione di 2 milioni di euro all'Azienda ospedaliera ospedali civili riuniti di Sciacca per attività di ricerca presso la Banca del cordone ombelicale attraverso l'emendamento 2.0.2. Si domanda infatti se tale istituto sia effettivamente dotato di idoneo personale di ricerca ed abbia strutture ed esperienza sufficienti per gestire il finanziamento.
Deplora altresì la cancellazione della già esigua rappresentanza dei laureati triennali delle sezioni B negli organi degli ordini professionali, sottesa all'emendamento 1.0.20.
Analogamente, giudica assai negativamente la scelta, compiuta dal Governo con l'emendamento 5.0.23, di assumere i dirigenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in deroga alla normativa sul pubblico impiego, ad un anno dalla fine della legislatura, confermando così una gestione palesemente personalistica del potere.
Ribadisce inoltre le critiche già manifestate in ordine alla decisione di finanziare l'aumento del contributo in favore del Sincrotrone di Trieste con un ulteriore taglio dei finanziamenti destinati agli altri enti pubblici di ricerca. Ciò tanto più a fronte dell'esorbitante decurtazione, pari al 67 per cento, operata proprio in questi giorni sulla ricerca di interesse nazionale.
Né può essere sottaciuta, a suo avviso, la scelta di cancellare ogni rappresentanza dei ricercatori dal consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), che conferma la strada intrapresa dal Governo in carica di occupare tutti i centri della ricerca italiana.
Esprimendo profonda amarezza per le ripetute violazioni della Costituzione operate dal Governo di Centro-destra, che evidentemente intende chiudere questa esperienza di governo con le pratiche più demagogiche e populiste, ribadisce conclusivamente il convinto voto contrario del suo Gruppo.
Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U), a nome del suo Gruppo, si associa alle considerazioni del senatore Modica e dichiara a sua volta il voto contrario.
Il decreto-legge è del resto palesemente eterogeneo ed esce addirittura peggiorato dall'esame in Commissione, in senso del tutto contrario rispetto a quanto invocato dal Capo dello Stato. Esso fornisce inoltre risposte frettolose a questioni del tutto particolari che nella maggior parte dei casi non avrebbero richiesto il ricorso non solo alla strumentazione d'urgenza ma neanche alla norma di rango legislativo.
In particolare, il decreto appare segnato da forti contraddizioni soprattutto con riferimento alla programmazione universitaria, al sostegno alla ricerca e alla normativa fiscale.
Da un punto di vista politico rappresenta del resto un segnale assai chiaro la dissociazione della Lega in materia fiscale, che pure il Governo considera materia qualificante per l'ultimo scorcio di legislatura.
In questo contesto complessivamente assai negativo, non può tuttavia non riconoscersi l'accoglimento di alcune proposte dell'opposizione. Resta peraltro il rammarico per il mancato accoglimento di altre proposte, che avrebbero contribuito a ridurre l'irragionevolezza generale del provvedimento. Si augura pertanto che vi sia spazio in Assemblea per correggere ulteriormente alcuni punti che meritano una ulteriore riflessione.
La Commissione conferisce infine mandato al presidente relatore Asciutti a riferire favorevolmente sul disegno di legge in titolo con gli emendamenti approvati, autorizzandolo fin d'ora a richiedere lo svolgimento della relazione orale.