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Timestamp: 2017-05-28 01:06:02+00:00
Document Index: 63563722

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 138', 'art. 139', 'art. 75', 'art. 6', 'art. 75', 'art. 6']

Accordo MPI - CU 19 aprile 2001
Nota 9 maggio 2001
Prot. n. 2660
Oggetto: Accordo tra il Ministro della pubblica istruzione, le
Regioni e le province autonome, i comuni, le province e le comunità montane,
sul documento per l'esercizio in sede locale di compiti e funzioni in materia di
erogazione del servizio formativo di rispettiva competenza
La riforma del Ministero della pubblica istruzione che giunge a compimento
con l'attuazione del Regolamento di organizzazione, adottato con il D.P.R. 347
del 6 novembre 2000, in particolare con i provvedimenti di articolazione degli
Uffici scolastici regionali di competenza delle SS LL, si inserisce in un più
ampio processo normativo che, per tappe successive, dalla legge 59 del 1997 al
d.lgv. 112 del 1998, al D.P.R. 275, al d. lgv. 300 del 1999, ha profondamente
modificato gli assetti istituzionali delle pubbliche amministrazioni. Il
processo innovativo ha inciso anche, e non marginalmente, sull'assetto del
sistema scolastico attraverso l'attribuzione dell'autonomia, didattica,
funzionale e amministrativa alle singole istituzioni, che si configurano come la
componente centrale del sistema, ed attraverso il trasferimento di sostanziali
competenze a regioni ed autonomie locali che, nel processo generale di
decentramento, acquisiscono anche nella scuola titolarità di materie di rilievo
determinante e ruolo di livello paritario.
Si determina, in buona sostanza, nella dimensione regionale un sistema
formativo complesso i cui molteplici attori - Istituti scolastici autonomi,
Regioni, Comuni, Province, Uffici scolastici regionali del Ministero della
pubblica istruzione - operano ciascuno in un proprio ambito di competenze
esclusive che hanno tuttavia significativi punti di interazione reciproca cui si
deve, di necessità, corrispondere con momenti di raccordo e di reciproca
E' evidente che Il Ministero della pubblica istruzione, nel ridefinire la
propria organizzazione in funzione e nel contesto di un disegno normativo che ha
redistribuito funzioni e compiti trasferendoli dall'amministrazione diretta
dello Stato alle Regioni ed alle Autonomie locali non può e non deve sottrarsi
ad una verifica con le stesse Regioni ed Autonomie sulla coerenza e congruità
del modello organizzativo territoriale rispetto al nuovo sistema formativo e
sugli strumenti che meglio garantiscano l'integrazione funzionale tra i diversi
attori istituzionali.
Il confronto condotto in sede di Conferenza Unificata Stato, Regioni,
Autonomie locali si è concluso con la condivisione del documento di "Linee
guida per i provvedimenti di articolazione degli Uffici scolastici
regionali", oggetto di apposito accordo sancito nella seduta del 19 aprile
2001, comuni per la generalità degli uffici, da adeguare con la dovuta
flessibilità alle singole situazioni regionali.
E' stato infine sancito nella stessa seduta del 19 aprile 2001 un accordo tra
il Ministro della pubblica istruzione, le Regioni e le province autonome, i
comuni, le province e le comunità montane sul "documento per l'esercizio
in sede locale di compiti e funzioni in materia di erogazione del servizio
formativo di rispettiva competenza".
L'accordo si basa sulla constatazione che la dimensione regionale cui fa
riferimento l'organo collegiale costituito per il "coordinato esercizio
delle funzioni pubbliche in materia di istruzione" non esaurisce i diversi
livelli di coordinamento territoriale necessari a realizzare una armonica e
complementare attività di tutti gli attori del sistema formativo. Si è
pertanto convenuto sulla necessità di una "rete capillare di intese che
raccordi l'attività didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche
autonome con quella dei Comuni e delle Province nelle materie di rispettiva
Si è, in conseguenza, definito un protocollo che, nella condivisione dei
principi che hanno rideterminato la configurazione del sistema scolastico, si
pone l'obiettivo di realizzare una efficace interazione fra tutti i diversi
livelli istituzionali coinvolti, da perseguire sulla base della collaborazione e
dell'integrazione. Lo stesso protocollo individua nella forma di accordi e
convenzioni tra Uffici scolastici regionali, Regioni e rappresentanze degli Enti
locali lo strumento attraverso cui "raccordare l'esercizio delle rispettive
competenze e definire linee e metodologie per promuovere in sede locale la più
efficace interazione tra Comuni, Province e Istituzioni scolastiche
La metodologia delle intese sarà, in particolare, a base del raccordo tra i
Piani dell'Offerta Formativa elaborati dalle istituzioni scolastiche e le
determinazioni assunte dagli enti locali nelle materie di propria competenza.
Con la presente nota si dà la debita diffusione al protocollo di intesa, che
si allega, secondo gli impegni assunti nell'accordo sancito dalla Conferenza
Gli uffici competenti cureranno la puntuale applicazione dell'accordo
medesimo, per quanto di diretta competenza, e provvederanno a darne capillare
diffusione alle istituzioni scolastiche sul territorio.
CONFERENZA UNIFICATA (EX ART. 8 DEL D.LGS. 28 AGOSTO 1997,
N. 281)
(in GU 14 maggio 2001, n. 110)
Accordo tra il Ministro della pubblica istruzione, le
sul documento per l'esercizio in sede locale di compiti e delle funzioni in
materia di erogazioni del servizio formativo di rispettiva competenza
Visto l'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, il quale dispone che la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali e' unificata, per le materie e i compiti di
interesse comune delle regioni, delle province, dei comuni e delle
comunita' montane, con la Conferenza Stato-regioni;
Visto l'art. 9, comma 2, lettera c), dello stesso decreto, il quale
dispone che la conferenza unificata promuove e sancisce accordi tra
governo, regioni, province, comuni e comunita' montane, al
fine di coordinare l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivita' di interesse comune;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 275
dell'8 marzo 1999, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, che attribuisce alle
stesse la personalita' giuridica nonche' l'autonomia didattica, funzionale ed
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 347 del 6 novembre 2000, recante norme di
organizzazione del Ministero della pubblica istruzione,che ha riorganizzato i
servizi dell'amministrazione scolastica centrale e periferica e ha
istituito gli uffici scolastici regionali per favorire una piu' razionale distribuzione delle risorse umane, finanziarie e strumentali e realizzare una
efficace interazione con le competenze delle regioni;
Vista la proposta di accordo in oggetto, trasmessa
dal Ministro della pubblica istruzione con nota n. 379/Ris. del 12 marzo
2001, la quale esprime una condivisione dei principi che hanno ispirato i provvedimenti regolamentari e mira ad individuare un sistema di raccordo per realizzare una efficace interazione tra i soggetti
titolari di competenze esclusive: istituti scolastici autonomi, enti
locali, regioni, uffici scolastici regionali;
Considerato che, ai fini dell'esame della proposta in oggetto, il
20 marzo 2001 si e' tenuta una riunione a livello tecnico alla quale
hanno preso parte i rappresentanti del Ministero della pubblica istruzione, delle regioni e delle autonomie
locali e che, in quella sede, le autonomie regionali e locali hanno
chiesto di istituire un sottogruppo di lavoro per un ulteriore
approfondimento istruttorio con i rappresentanti del Ministero della pubblica
Vista la nuova stesura del documento risultante dal lavoro congiunto del Ministero della
pubblica istruzione e delle autonomie regionali e locali, consegnata dal
rappresentante del Ministero della pubblica istruzione nella
riunione tecnica del 4 aprile 2001, sulla quale le regioni e gli enti locali
hanno espresso parere favorevole;
Acquisito l'assenso del governo, delle regioni e
delle province autonome, dei comuni, delle province e delle comunita' montane;
Sancisce l'accordo tra il Ministro della pubblica
istruzione, le regioni e le province autonome, i comuni, le province e le
comunita' montane, sul documento per l'esercizio in sede
locale di compiti e delle funzioni in materia di
erogazioni del servizio formativo di rispettiva competenza che, allegato
al presente atto, ne costituisce parte integrante.
Il segretario della Conferenza Stato-citta' e autonomie locali
1. Nel corso dell'attuale legislatura si e' venuto configurando
un quadro di norme primarie e regolamentari che ha ridefinito l'assetto del sistema formativo
promuovendo l'innalzamento qualitativo del servizio e la differenziazione
dell'offerta formativa in relazione alle diversita' dei contesti
territoriali nei quali la stessa si colloca;
2. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 275/2000, emesso sulla base della delega conferita con la legge n. 59/1997, ha attribuito alle istituzioni scolastiche
la personalita' giuridica e l'autonomia didattica, finanziaria,
amministrativa ed organizzativa al fine di introdurre la
flessibilita' indispensabile a consentire l'erogazione di un'offerta
formativa rispettosa della differenziata domanda proveniente dai
diversificati ambiti territoriali di operativita';
3. Oltre alle competenze gia' previste dalla normativa vigente il decreto
legislativo n. 112/1998 ha delegato alle regioni le attribuzioni in materia di istruzione elencate
nell'art. 138 e ha trasferito agli enti locali i compiti e le
funzioni di cui all'art. 139;
4. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 347/2000, emesso sulla base dei principi e criteri direttivi contenuti nel decreto
legislativo n.300/1999 ha riorganizzato i servizi dell'amministrazione
scolastica centrale e periferica ed, in particolare, ha superato la tradizionale articolazione a livello
provinciale istituendo gli Uffici scolastici regionali per favorire
una piu' razionale distribuzione delle risorse umane, finanziarie e
strumentali e realizzare un'efficace interazione con le
competenze delle regioni;
5. Il ridisegno distributivo delle competenze
fra gli organi dell'amministrazione diretta dello Stato e le attribuzioni di
compiti e funzioni alle regioni e agli enti
locali fa parte di un unico disegno riformatore dal quale emerge un
rinnovato sistema formativo nazionale i cui principali attori, in ambito
regionale sono:
gli istituti scolastici autonomi;
i comuni e le province;
gli uffici scolastici regionali del Ministero della
6. Si configura un sistema complesso nel quale
ciascuno degli attori, pur destinatario di una sfera di competenze
esclusive agisce su aree che hanno significativi punti di contatto funzionale che richiedono l'individuazione di momenti di raccordo idonei a realizzare le necessarie sinergie ed evitare sovrapposizioni, dispersioni e diseconomie;
7. L'ottimale perseguimento degli obiettivi da parte di tutti gli organi
della pubblica amministrazione che, nel loro insieme, costituiscono un sistema allargato di erogazione del servizio formativo, puo' essere garantito da un'efficace interazione tra i diversi attori basata sulla collaborazione e sull'integrazione dei rispettivi ambiti di
8. E' necessario pertanto stabilire un percorso metodologico che
faciliti la declinazione degli obiettivi nazionali coniugandoli con
quelli individuati a livello regionale e locale per tutte quelle aree di attivita' dei vari soggetti che presentano significativi punti di contatto.
9. L'art. 75, comma 3, del decreto legislativo n. 300/1999,
di cui fa anche menzione l'art. 6 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 347/2000, stabilisce che "Ai fini di un coordinato esercizio delle funzioni pubbliche in materia di istruzione e' costituito presso ogni ufficio scolastico regionale un organo collegiale a composizione mista, con rappresentanti dello Stato, della regione e delle
autonomie territoriali interessate, cui compete il coordinamento delle attivita' gestionali di tutti i soggetti
interessati e la valutazione della realizzazione
degli obiettivi programmati."
10. La dimensione regionale dell'organo collegiale non consente
che in esso possano trovare attuazione diretta e concreta i diversi
livelli del coordinamento territoriale necessari per realizzare una
armonica e complementare attivita' di tutti gli attori del
sistema formativo. E' pertanto necessario che si realizzi una rete
capillare di intese che raccordi l'attivita' didattica ed
organizzativa delle istituzioni scolastiche autonome con quella dei comuni e delle province nelle materie di rispettiva
PROVINCE, COMUNI E COMUNITA'
Il presente protocollo esprime una condivisione dei
principi e delle considerazioni formulate nelle premesse e costituisce il quadro
di riferimento generale al quale Regioni, Provincie, Comuni, Uffici
Scolastici Regionali del Ministero della pubblica istruzione e Istituzioni scolastiche autonome ispirano la propria attivita', in sede locale,
nell'esercizio dei compiti e delle funzioni di rispettiva competenza.
Gli Uffici Scolastici Regionali, le Regioni e le rappresentanze
degli Enti locali, tenuto conto delle convergenze conseguite in seno
all'organo collegiale previsto e disciplinato dall'art. 75 del decreto legislativo n. 300/1999 e dall'art. 6 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 347/2000, potranno stipulare accordi
e/o convenzioni quadro per raccordare l'esercizio delle
Gli accordi e/o le convenzioni di cui al
precedente articolo potranno definire linee e metodologie per
promuovere in sede locale la piu' efficace interazione tra Comuni, Province ed Istituzioni scolastiche autonome;
I piani dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche saranno elaborati, in coerenza con le
determinazioni assunte dagli enti locali nelle materie di propria
competenza, tenendo conto delle eventuali intese e/o accordi conclusi a livello locale. Le istituzioni scolastiche, per l'attuazione dei POF, ricorreranno alla metodologia delle
intese. Art. 5.
I partecipanti all'accordo si impegnano, ciascuno nei confronti
dei propri organi, a diffondere il presente protocollo di intesa con
l'invito ad intraprendere sul territorio ogni iniziativa
ritenuta opportuna per la sua attuazione, nel rispetto delle reciproche competenze e delle linee metodologiche indicate nei precedenti articoli.
Articolazione Uffici Scolastici