Source: http://www.dirittoprivatoinrete.it/impresa/azienda.htm
Timestamp: 2016-07-25 21:53:46+00:00
Document Index: 97377792

Matched Legal Cases: ['art.\n2555', 'art. 2426', 'art. 1490', 'art. 1497', 'art. 1492', 'art. 1453', 'art. 2555', 'art. 1497', 'art. 2556']

Sino ad ora abbiamo studiato l'impresa dal punto di vista soggettivo, occupandoci, cio�, della persona dell'imprenditore.
Tuttavia l'imprenditore non potrebbe operare se non avesse i mezzi per poter produrre; tali mezzi costituiscono l'azienda. Vediamo, quindi,con l'aiuto della tabella, che cos'� e a cosa serve l'azienda.
Azienda art.
2555 c.c. Nozione: beni e servizi organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa
Funzione: � il mezzo oggettivo attraverso il quale si esercita l'attivit� d'impresa
Composizione: elementi omogenei ed eterogenei( macchinari, sevizi, etc.)
Abbiamo visto che cos'� e come � composta l'azienda. Consideriamo, ora, un altro concetto, l'avviamento. L'avviamento � la capacit� dell'impresa alla produzione di profitti.
Questi sono dati dalla differenza tra costi e ricavi, calcolando tra i costi anche quelli per l'uso dei macchinari.
I profitti dell'azienda, per�, si producono dalla capacit� dell'impresa ad attrarre clientela e quanta pi� clientela riuscir� ad attrarre l'impresa tanto pi� alta sar� la sua capacit� di produrre profitto. Possiamo concludere, quindi, che la capacit� di un impresa ad attrarre clientela indica la misura dell'avviamento.
Come � intuitivo la clientela verr� attratta dal complesso azienda+imprenditore, ma � ovvio che ognuno di questi elementi riesce ad attrarre la sua quota di clientela.
1. un avviamento o clientela oggettivi, come quella percentuale di clientela attratta dall'azienda;
2. un avviamento o clientela soggettivi, come quella percentuale di clientela attratta dalle capacit� e quindi dalla persona dell'imprenditore.
In riferimento all'avviamento oggettivo notiamo che questo esiste anche quando si � costituito il complesso economico organizzato, indipendentemente dall'esistenza di clientela, e questo spiega come possa parlarsi di avviamento anche per una azienda non ancora in attivit�;
l'avviamento non costituisce un bene immateriale dell'azienda, ma � un valore patrimoniale della stessa, tanto che pu� essere iscritto al bilancio come voce dell'attivo nei limiti dell'art. 2426 c.c. Vi sono una serie di norme che tutelano l'avviamento e, indirettamente, la conservazione dell'azienda come elemento unitario, vediamole:
1. La concessione di un diritto di prelazione a favore dell'imprenditore in caso di vendita o trasferimento dei locali;
2. La corresponsione di un indennizzo a favore dell'imprenditore (conduttore) da parte del locatore nel caso in cui quest'ultimo intenda riottenere i locali
( c.d. perdita per l'avviamento commerciale).
Torna al sommario imprenditore Sulla nozione di avviamento
Cass. civ. Sez. I, 08-03-2013, n. 5845 (rv. 625716)
In tema di cessione di azienda, l'avviamento non � un bene compreso nell'azienda - del quale quindi si possa ipotizzare un vizio ai sensi dell'art. 1490 cod. civ. in tema di vizi della cosa venduta - ma � una qualit� immateriale dell'azienda stessa, che pu� essere promessa nel contratto di vendita e il cui difetto d� luogo alla fattispecie di inadempimento di cui all'art. 1497 cod. civ. in tema di mancanza di qualit� promesse, con la conseguenza che la sua mancanza o il suo valore inferiore a quello pattuito non possono essere poste a fondamento dell'azione di riduzione del prezzo di cui all'art. 1492, ma solo, eventualmente, di una di risoluzione ex art. 1453 cod. civ. (Cassa e decide nel merito, App. Genova, 10/03/2006)
FONTI CED Cassazione, 2013 Fisco on line, 2013 -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Cass. civ. Sez. I, 02-08-1995, n. 8470
L'avviamento va definito, nei suoi termini generali, come capacit� di profitto di un'attivit� produttiva, ossia come quell'attitudine che consente ad un complesso aziendale di conseguire risultati economici diversi (ed, in ipotesi, maggiori) di quelli raggiungibili attraverso l'utilizzazione isolata dei singoli elementi che la compongono, in maniera tale che, se l'azienda appartiene, proporzionalmente alle rispettive partecipazioni, a tutti i soci nella stessa proporzione (salva prova contraria), ogni suo incremento � imputabile alla capacit� personale ed al contributo di mezzi ed opere di ciascun socio. Pertanto, la semplice constatazione della rilevanza delle capacit� personali nell'attitudine dell'azienda a produrre reddito non vale, di per s�, a distaccare i diritti patrimoniali di ciascun socio, che quelle attivit� imprenditoriali esercita, dal criterio di proporzionalit� con i conferimenti effettuati.FONTI Mass. Giur. It., 1995 -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Cass. civ. Sez. I, 19-10-1995, n. 10893
L'avviamento � una componente del valore dell'azienda, costituita dal maggior valore che il complesso aziendale, unitariamente considerato, presenta rispetto alla somma dei valori di mercato dei beni che lo compongono. Pertanto, in caso di cessione di azienda, si deve tener conto dell'avviamento, agli effetti dell'imposta di registro, nella determinazione del valore venale dell'azienda ceduta, senza che assumano rilievo circostanze contingenti, che pure possano avere influito nella determinazione concreta del corrispettivo - quali i legami di parentela e di lavoro tra cedente e cessionario (nella specie, il secondo figlio del primo e partecipante, sia pure in modo esiguo, all'attivit� dell'impresa paterna) -, in quanto il valore che deve essere preso in considerazione per la determinazione della base imponibile � il prezzo che il bene ha "in commercio", vale a dire quello che il venditore ha la maggiore probabilit� di realizzare e l'acquirente di pagare in condizioni normali di mercato, prescindendo, quindi, da situazioni soggettive e momentanee che possano deprimerlo e esentarlo.
FONTI Mass. Giur. It., 1995 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sulla concezione unitaria dell'azienda.
Cass. civ. Sez. II, 15-05-2006, n. 11130 (rv. 590126)
Ai sensi dell'art. 2555 cod. civ. l'azienda, quale complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, � compiutamente identificata mediante la specificazione del tipo di attivit� svolta e dei locali nei quali essa � esercitata, trattandosi di indicazioni idonee a comprendere l'insieme degli elementi organizzati in detti locali e destinati allo svolgimento dell'attivit� dell'impresa, mentre la analitica individuazione di detti beni rileva al solo scopo di prevenire eventuali contestazioni in ordine alla riconducibilit� degli stessi alla azienda; pertanto, deve ritenersi correttamente pronunciata dal giudice di merito, ex art. 1497 cod. civ. , la risoluzione del contratto per mancanza delle qualit� promesse ed essenziali per l'uso a cui la cosa � destinata, qualora l'azienda, trasferita ai sensi dell'art. 2556 cod. civ. , sia risultata priva di un elemento essenziale per l'esercizio dell'attivit� commerciale dedotta in contratto anche se esso non sia stato menzionato tra i beni aziendali. (Nella specie, � stata pronunciata la risoluzione della cessione di un'azienda alimentare che, essendo sprovvista delle canne fumarie - peraltro non indicate fra i beni aziendali - non era stata in grado di svolgere l'attivit� di cottura dei cibi alla quale era preordinata per mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, di cui il cedente aveva dichiarato l'esistenza). (Rigetta, App. Ancona, 28 Maggio 2002)