Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2011_02_08_archive.html
Timestamp: 2017-07-21 18:49:39+00:00
Document Index: 108938420

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 66', 'art. 70', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 62', 'art. 52', 'art. 35', 'art. 39', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 34', 'art. 48', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 17', 'art.29', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2094', 'art. 4', 'art. 114']

lpd: 02/08/11
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 novembre 2010 Autorizzazione ad avviare procedure di reclutamento a tempo indeterminato, ai sensi dell'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo n. 165/2001, in favore di varie Amministrazioni. (11A01306) (GU n. 30 del 7-2-2011 )
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni; Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)"; Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge del 6 agosto 2008, n. 133 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, ed in particolare l'art. 66, e successive modificazioni ed integrazioni, che disciplina il turn-over delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, incluse le Agenzie fiscali, degli enti pubblici non economici, compresi gli enti di ricerca e gli enti pubblici di cui all'art. 70 del d.lgs n. 165 del 2001; Visto l'art. 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in tema di "Reclutamento del personale"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modificazioni ed integrazioni; Visto l'art. 17, commi da 10 a 13, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 convertito con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009 n. 102 che disciplina una procedura speciale di reclutamento per il personale in possesso dei prescritti requisiti; Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 ed in particolare l'art. 62 che ha modificato l'art. 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, aggiungendo il comma 1-bis secondo cui le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilita' per l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso; Visto il predetto art. 35, comma 4, del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni, secondo cui le determinazioni relative all'avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno deliberata ai sensi dell'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni; Visto lo stesso art. 35 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 che, sempre al comma 4, subordina l'avvio delle procedure concorsuali per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici e gli enti di ricerca, con organico superiore alle 200 unita', all'emanazione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministro per la funzione pubblica di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; Visto l'art. 34-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 che detta disposizioni in materia di mobilita' del personale e che prevede gli adempimenti da seguire prima di bandire un concorso; Visto l'art. 30 del richiamato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 come successivamente integrato e modificato concernente il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse, ed in particolare il comma 2-bis secondo cui "Le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilita' di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio"; Visto l'art. 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazione ed integrazioni il quale al comma 1 prevede che le amministrazioni nell'individuazione delle dotazioni organiche non possono determinare, in presenza di vacanze di organico, situazioni di soprannumerarieta' di personale anche temporanea nell'ambito dei contingenti relativi alle singole posizioni economiche delle aree funzionali e di livello dirigenziale e, al comma 6, dispone che le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti di cui allo stesso articolo non possono assumere nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette; Visto il decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2010, n. 25; Visto l'art. 2, comma 8-bis, del citato decreto-legge n. 194 del 2009 in cui e' previsto che le amministrazioni indicate nell'art. 74, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008, all'esito della riduzione degli assetti organizzativi prevista dal predetto art. 74, provvedono, anche con le modalita' indicate nell'art. 41, comma 10, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 devono apportare, entro il 30 giugno 2010, un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, nonche' delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, con esclusione di quelle degli enti di ricerca; Visto il comma 8-quater del citato art. 2 del decreto-legge n. 194 del 2009, convertito, con modificazioni, in legge n. 25 del 2010, che prevede, per le Amministrazioni che non abbiano adempiuto nei tempi previsti a quanto disposto dal comma 8-bis dello stesso art. 2, il divieto, a decorrere dal 30 giugno 2010, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto, prevedendo che fino all'emanazione dei relativi provvedimenti, le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data del 28 febbraio 2010, facendo salve le procedure concorsuali e di mobilita' avviate alla predetta data; Visto il comma 8-quinquies del ripetuto art. 2, del decreto-legge n. 194 del 2009 che prevede l'esclusione dall'applicazione dei commi da 8-bis a 8-quater dello stesso articolo per le amministrazioni che abbiano subito una riduzione delle risorse ai sensi dell'art. 17, comma 4, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e del comma 6 del medesimo art. 17, per il personale amministrativo operante presso gli Uffici giudiziari, il Dipartimento della protezione civile, le Autorita' di bacino di rilievo nazionale, il Corpo della polizia penitenziaria, per i magistrati, per l'Agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, nonche' per le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e per quelle del personale indicato nell'art. 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001; Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione della finanza pubblica e di competitivita' economica ed in particolare l'art. 9, commi 25, 26 e 27; Vista la nota circolare n. 46078 del 18 ottobre 2010 con la quale il Dipartimento della funzione pubblica ha fornito istruzioni ad alcune amministrazioni in tema di programmazione del fabbisogno di personale triennio 2010-2012. Autorizzazioni ad assumere per l'anno 2010 e a bandire per il triennio 2010-2012; Viste le richieste di autorizzazione a bandire procedure concorsuali negli anni 2010, 2011 e 2012 per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, trasmesse dalle amministrazioni interessate; Visto il decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 ed in particolare l'art. 34-bis il quale al comma 6 prevede che, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno, l'Agenzia Italiana per il Farmaco, nel triennio 2009/2011, puo' bandire concorsi pubblici per titoli ed esami per la copertura dei posti vacanti in pianta organica, con una riserva di posti non superiore al 50 per cento per il personale non di ruolo gia' in servizio presso la stessa Agenzia in forza di contratti stipulati ai sensi dell'art. 48, comma 7, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 306; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2008 concernente "Delega di funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di pubblica amministrazione e innovazione al Ministro senza portafoglio Prof. Renato Brunetta"; Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; Decreta: Art. 1 1. Le Amministrazioni di cui alla tabella allegata al presente decreto, di cui costituisce parte integrante, sono autorizzate, ai sensi dell'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fermo restando le disposizioni e gli adempimenti di cui al successivo comma 2, ad avviare, nel triennio 2010-2012, le procedure di reclutamento a fianco di ciascuna indicate. E' fatto salvo, per l'Agenzia Italiana per il Farmaco, quanto previsto dall'art. 34-bis, comma 6, del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14. 2. Le procedure di reclutamento di cui al comma 1 del presente articolo possono essere avviate tenendo conto dell'effettiva e concreta vacanza dei posti in organico relativi alle singole posizioni alla data di emanazione del relativo bando di concorso e soltanto previa riduzione degli assetti organizzativi ai sensi dell'art. 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25. Non si possono bandire concorsi per posti che si renderanno disponibili successivamente all'indizione della procedura. I dirigenti rispondono per danno erariale in caso di mancata individuazione delle eccedenze delle unita' di personale, ai sensi dell'art. 33, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legislativo del 27 ottobre 2009, n. 150. Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei conti, sara' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 30 novembre 2010 p. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione: Brunetta Il Ministro dell'economia e delle finanze: Tremonti Registrato alla Corte dei conti il 10 gennaio 2011 Ministeri istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 1, foglio n. 38 Pubblicato da
Nuove linee guida UE sullo screening e sulla diagnosi dei tumori colorettali
Alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro la Commissione ha pubblicato la prima edizione delle linee guida europee sulla garanzia di qualità per lo screening e la diagnosi dei tumori colorettali, che sono tra le forme più diffuse di tumore. Ogni anno 2,5 milioni di europei sono colpiti da tumori; tale cifra è destinata ad aumentare con l'invecchiare della popolazione. I tumori colorettali, tra le forme di tumore più diffuse, sono tra le cause più frequenti di mortalità per cancro, e causano 150.000 morti ogni anno.
Non vi è mai capitato di non poter utilizzare il caricabatteria di un amico o di un collega perché incompatibile con il vostro cellulare? Presto questa fastidiosa situazione sarà solo un ricordo. Da anni la Commissione europea porta avanti una semplice idea: un caricatore universale compatibile con i telefoni di tutte le marche.
BIMBI MORTI ROMA: ARGENTIN A MARONI, PERCHE'IGNORATI VIGILI?
(ANSA) - ROMA, 8 FEB - ''Nelle prossime ore depositero'
un'interrogazione urgente al Ministro Maroni per sapere se era a
conoscenza delle segnalazioni inviate nel Maggio del 2010 dai
Vigili urbani della Capitale alla Questura, alla Prefettura, al
Gabinetto del Sindaco e ad altri enti competenti, con la quale
si evidenziava la rischiosa situazione dell'insediamento abusivo
sull'Appia dove sono morti atrocemente i quattro bambini Rom''.
Lo annuncia la deputata del Pd Ileana Argentin, membro della
commissione Affari sociali della Camera e esponente dei
democratici del Lazio.
''Se e' vero che nel rapporto inviato dalla Polizia
Municipale di Roma - aggiunge Argentin - vengono segnalati lo
stato di pericolo d'igiene, di salute pubblica e di sicurezza
delle persone e che vengono individuati 10 nuclei familiari rom,
perche' allora il Sindaco Alemanno e gli uffici competenti non
hanno provveduto sin da subito a bonificare l'area individuando
le opportune soluzioni. Chiediamo al Ministro Maroni - conclude
la Argentin - se era a conoscenza di tale situazione e perche'
mai non e' intervenuto con provvedimenti urgenti, mentre insieme
al Sindaco di Roma andava in giro per l'Europa a chiedere a gran
voce provvedimenti speciali per l'espulsione di cittadini
comunitari''.(ANSA).
08-FEB-11 16:53 NNNN
GEMELLE SCOMPARSE: LETTERE TROVATE IN BUCA POSTA CERIGNOLA
(ANSA) - BARI, 8 FEB - Sono state trovate in una cassetta
della Posta che si trova fuori della stazione ferroviaria di
Cerignola Campagna alcune delle lettere indirizzate a Irina
Lucidi, la mamma delle due gemelline scomparse il 30 gennaio
Non si sa per ora se le lettere trovate siano tutte quelle
che l'uomo ha spedito: a quanto si e' potuto sapere, per ora
senza conferme ufficiali, e' in queste buste che sono stati
trovati i 5.000 euro in banconote da 50 dei quali ha dato
notizia oggi a giornalisti in Svizzera il fratello di Irina
Lucidi, Valerio. Non e' chiaro se esistano altre lettere che
magari contengano il resto del denaro - in tutto 7.500 euro -
che l'uomo ritiro' da un bancomat a Marsiglia il 31 gennaio
scorso. (ANSA).
08-FEB-11 16:41 NNNN
GEMELLE SCOMPARSE: MADRE RICEVE DENARO RITIRATO DAL PADRE
(ANSA) - GINEVRA, 8 FEB - Irina Lucidi, madre delle due
gemelline di sei anni scomparse, ha ricevuto diverse lettere
contenenti i soldi ritirati dal padre. Lo ha indicato oggi a
Saint-Sulpice (Svizzera) il fratello della signora.
Le lettere provenivano da Cerignola, la localia' dove il padre
si e' tolto vita. La famiglia ha finora ricevuto 5 mila euro,
senza spiegazioni, ha precisato il fratello citato dall'agenzia
di stampa svizzera Ats. ''Questo ci preoccupa molto'' perche' -
ha aggiunto - invalida la pista secondo la quale il padre
avrebbe pagato qualcuno per occuparsi di Alessia e Livia.
Gemelle scomparse/La madre ha ricevuto soldi ritirati a Marsiglia
Cade l'ipotesi che servissero per le bambine
Roma, 8 feb. (TMNews) - Irina Lucidi, La madre di Alessia e Livia,
due due bambine scomparse il 30 gennaio dalla loro casa di Saint
Sulpice col padre (che poi si è suicidato a Cerignola), ha
ricevuto via posta i circa 8000 euro ritirati dall'ex marito a
Marsiglia nei giorni scorsi.
Parlando con i giornalisti davanti casa della sorella, Valerio
Lucidi, ha riferito: "Ci sono alcune novità. Tramite alcune
lettere spedite dall'Italia, da Cerignola, abbiamo ricevuto circa
8000 euro in biglietti da 50". Ma, aggiunto, "nessuna lettera
accompagna le buste e questo ci inquieta perché fa saltare
l'ipotesi che lui con quei soldi abbia pagato qualcuno per tenere
le bambine".
081500 feb 11
GEMELLINE SCOMPARSE: MAMMA RICEVE SOLDI DA MARITO SUICIDA =
(AGI) - Foggia, 8 feb. - La mamma di Alessia e Livia, le
gemelle svizzere scomparse dalla loro abitazione il 31 gennaio,
rapite dal padre suicidatosi a Cerignola, in provincia di
Foggia, ha ricevuto una parte dei soldi che l'uomo aveva
prelevato da un bancomat a Marsiglia. Secondo quanto riferito
dal fratello della donna agli investigatori, alla mamma sono
arrivate delle buste contenenti in tutto 5.000 euro: le lettere
sarebbero partite da Cerignola, il luogo dove l'uomo, Matthias
Schepp, si e' suicidato giovedi' scorso, gettandosi sotto un
treno in corsa. (AGI)
Fg1/Chi
081512 FEB 11
08-FEB-11 14:47 NNNN
CASSAZIONE: AI MILITARI VIETATI STRESS NEI MOMENTI DI PAUSA CONDANNATO CARABINIERE CHE DISCUSSE CON EX MOGLIE IN SERVIZIO
CASSAZIONE: AI MILITARI VIETATI STRESS NEI MOMENTI DI PAUSA
CONDANNATO CARABINIERE CHE DISCUSSE CON EX MOGLIE IN SERVIZIO
(ANSA) - ROMA, 8 FEB - Costa caro ai militari in servizio
prendersi un momento di pausa durante il lavoro e utilizzarlo,
non per ritemprare le energie psicofisiche come davanti a un
buon caffŠ, ma in discussioni stressanti e conflittuali che
possono lasciare uno strascico emotivo alla ripresa del turno.
Lo sottolinea la Cassazione convalidando la condanna a due mesi
e venti giorni di reclusione a carico di un maresciallo capo dei
carabinieri accusato di violata consegna per essersi fermato,
durante lo svolgimento di una attivit… di perlustrazione
notturna, nella casa della ex moglie per discutere brevemente
della vendita di una casa. Senza successo il militare, Massimo
B., ha fatto presente che la sosta era durata meno di un quarto
d'ora, il tempo insomma di una legittima pausa caffŠ, e non
aveva comportato alcuna deviazione dall'itinerario di lavoro.
La Suprema Corte non ha voluto sentire ragioni e ha
sottolineato - sulla scia del verdetto emesso dalla Corte
militare di appello di Roma lo scorso giugno - che la sosta di
Massimo B. era "idonea", anche per le "motivazioni strettamente
private che la ispirarono", a distogliere "emotivamente e
intellettualmente" il militare dalla "doverosa concentrazione
nel servizio comandato". Insomma la pausa caffŠ - scrive la
Cassazione nella sentenza 4509 - deve essere usata per "finalit…
di ristoro" e non per discutere di cose familiari "in contesto
di separazione coniugale" che, di certo, non aiuta a "rafforzare
le proprie energie psicofisiche, utili al migliore espletamento
del servizio". Il carabiniere condannato prestava servizio in
Liguria, a Chiavari, e aveva interrotto il servizio
perlustrativo, svolto in macchina con un collega, durante il
turno di notte dalle 19 all'una. Si era fermato sotto il portone
della ex moglie, a Leivi (Genova), per parlare con lei giusto il
tempo di un caffŠ.
08-FEB-11 14:44 NNNN
STALKING: FRANCESE MOLESTA ON-LINE DONNA A PERUGIA, ARRESTATO
STALKING: FRANCESE MOLESTA ON-LINE DONNA A PERUGIA, ARRESTATO =
(AGI) - Perugia, 8 feb. - Ha reso un inferno la vita di una
donna di 50 anni residente in provincia di Perugia, madre di
due figli, tempestandola di chiamate, minacce, messaggi su
internet. La polizia postale di Perugia ha individuato un
30enne francese accusato di stalking, sostituzione di persona e
diffamazione. Il giovane e' stato arrestato dalla polizia del
suo paese in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare
in carcere richiesta dal sostituto procuratore di Perugia
Giuseppe Petrazzini ed emessa dal gip Massimo Ricciarelli, che
si e' poi trasformata in mandato di cattura in mandato di
arresto europeo. Il caso era stato affrontato anche dalla
trasmissione televisiva "Le Iene", tanto eclatante era la
persecuzione messa in atto da, B.E., un disoccupato che vive
con i genitori a Gy,un paesino al confine tra Francia e la
Svizzera. L'operazione e' stata illustrata stamattina dalla
polizia postale di Perugia nel corso di una conferenza stampa.
Secondo quanto riferito dalla polizia postale, questo sarebbe
il primo caso in Italia di mandato di arresto europeo per un
episodio di cyberstalking. Si sta ora valutando se il giovane
verra' giudicato in Italia o in Francia, dato che il reato e'
stato consumato prevalentemente sulla rete informatica. La
donna aveva conosciuto il ragazzo francese nel 2009 sul social
network Badoo. Lui le aveva raccontato di essere malato
terminale di cancro. Anche per questo la donna, impietosita
aveva tenuto contatti con lui, pensando di stargli vicino. Ma
da quel momento la vita della donna si e' trasformata in un
inferno. Quando lei ha deciso di non avere piu' contatti
informatici con lui, il ragazzo ha inziato a tempestarla con
telefonate, lettere (fino a 20 al giorno), in cui minacciava di
morte lei e i suoi due figli, foto raffiguranti volti di donne
ferite, bare e croci. Il 30enne e' arrivato anche a minacciare
l'ex marito della donna e un cugino residente a Genova. Fino a
creare un account a nome della donna in alcuni siti erotici,
fissando appuntamenti per lei. Minacce anche all'ex marito
della 50enne e a un cugino residente a Genova. Il giovane ha
piu' volte minacciato di venire in Italia per fare del male
alla donna e ai suoi familiari. Fino all'arresto. (AGI)
Pg1/Mav
081453 FEB 11
NNNNPERUGIA: POLIZIA POSTALE ARRESTA STALKER FRANCESE (2) =
(Adnkronos) - Aveva anche trovato il suo nuovo numero di telefono tramite alcuni contatti in internet fingendosi un suo amico che non riusciva a rintracciarla. Aveva anche trovato i numeri di telefono degli inquilini del palazzo della donna e della via in cui vive e aveva iniziato a minacciare anche loro. Aveva minacciato anche l'ex marito della donna e un cugino residente a Genova.
Ma non si ferma qui. Crea un account a nome della donna in alcuni siti erotici e fissa appuntamenti per lei. La povera vittima per mesi si e' trovata la fila di uomini sotto casa che pretendevano prestazioni sessuali. E' arrivata a mettere un cartello sul portone in
cui spiegava che quella non era una casa per appuntamenti, e che lei era perseguitata da un uomo. In alcune occasioni era anche intervenuta
la polizia per cacciare i presenti. (segue)
08-FEB-11 14:46
PERUGIA: POLIZIA POSTALE ARRESTA STALKER FRANCESE (3) =
(Adnkronos) - Del caso si e' occupata anche la trasmissione ''Le
Iene'' che mandera' in onda il servizio a marzo. La Iena Mauro Casciari, si e' prima documentato sull'accaduto, fingendosi lui stesso
un uomo che voleva usufruire delle prestazioni sessuali della donna. Poi insieme alla vittima e al marito sono andati in Francia a casa dello stalker fingendosi amici della donna che lo invitavano a smettere.
Li' il giovane, dapprima ha avuto modi gentili per cercare di capire chi fossero le persone che aveva davanti, quando poi ha capito che la donna non voleva avere piu' nulla a che fare con lui, ha iniziato ad insultarla e a prendere a calci il furgone con cui erano arrivati, tentando anche di rompere i vetri a gomitate. Poco prima aveva riso alla notizia che se venuto in Italia sarebbe stato arrestato. E aveva minacciato di venire in Italia per un viaggio senza
ritorno in cui avrebbe ucciso lei, i suoi figli e poi si sarebbe tolto
Secondo quanto riferito dalla polizia postale, questo sarebbe il
primo caso in Italia di mandato di arresto europeo per un episodio di cyberstalking. Il francese e' stato infatti arrestato in esecuzione di
un'ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pm Giuseppe Petrazzini ed emessa dal gip Massimo Ricciarelli, che si e' poi trasformata in mandato di cattura in mandato di arresto europeo.
08-FEB-11 14:51
PASSA COL ROSSO PER UN SOCCORSO: MULTATA UN'AUTOMEDICA
PASSA COL ROSSO PER UN SOCCORSO: MULTATA UN'AUTOMEDICA =
(AGI) - Camaiore (Lucca), 8 feb. - La polizia municipale di
Camaiore ha multato un'automedica che e' passata con il
semaforo rosso ad un incrocio durante un servizio di emergenza.
L'infrazione, avvenuta a novembre ma notificata nei giorni
scorsi, e' stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza
montate su un semaforo di Lido di Camaiore. Gli agenti che
hanno esaminato il filmato, tuttavia, non hanno ritenuto
sufficiente il fatto che il mezzo di soccorso si stesse recando
su una emergenza su disposizione della centrale operativa del
118. Cosi' in questi giorni e' stata notificata la
contravvenzione con una sanzione di oltre 200 euro e con la
sottrazione di sei punti dalla patente del conducente. (AGI)
Lu2/Sep
081329 FEB 11
Bambini nella rete: il 60% contattato da sconosciuti sui social network
Ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei: il 37% accetta il contatto, il 7% non informa genitori
ROMA - "Il 60% dei ragazzi italiani tra i 14 e i 18 anni e' stato
contattato almeno una volta da sconosciuti" su internet, nei
social network. "Il 32% dei genitori italiani non sorveglia in
nessun modo i comportamenti dei propri figli sul Web". Secondo la
ricerca proprio i social network stanno alimentando "la
sovraesposizione dei minori ai pericoli della Rete", consentendo
contatti anche con soggetti sconosciuti e i genitori spesso non
sono informati sul comportamento dei propri figli online.
È lo scenario che emerge da una ricerca condotta da Microsoft
in 11 paesi europei sul portale Msn, che ogni giorno raggiunge
oltre 4 milioni di utenti in Italia, presentata in occasione del
'Safer Internet Day 2011' (www.saferinternet.it), la giornata
europea per la sicurezza in Rete in programma oggi, martedi' 8
febbraio, e organizzata da InSafe, la rete europea di
cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet
costituita e cofinanziata dalla Commissione europea. Secondo l'indagine, "il 40% dei teenager italiani sceglie
autonomamente quali limiti all'accesso del proprio profilo
adottare e il 15% sceglie di non adottarne alcuno". Eppure, in
Italia, "il 60% dei minori dichiara di essere stato contattato
almeno una volta da utenti sconosciuti. Se e' vero che il 48% ha
bloccato la richiesta di contatto, il 37% l'ha accettata per
curiosita' e il 7% ha deciso di non informare i propri genitori".
Un dato che viene considerato allarmante e' che "il 66% decide
di non rispondere ai messaggi inviati da gente estranea solo per
disinteresse e non per prudenza".
Per quanto riguarda le motivazioni che portano i teenager sui
social network, "il 43% li utilizza per sfogarsi esprimendo idee
e pensieri in maniera a volte anche aggressiva e il 25% dichiara
di essere in cerca di amicizie con persone piu' adulte".
C'e' pero' "il 32% dei genitori italiani non controlla in nessun
modo il comportamento in Rete dei propri figli, anche se l'88% ha
affrontato con loro l'argomento dei potenziali rischi del Web.
Troppo spesso l'attenzione dei genitori e' concentrata
nell'impedire l'accesso a contenuti per gli adulti, come fa il
60% degli italiani, delegando invece nel 68% dei casi altre forme
di precauzione direttamente ai propri figli".
"Giornate come questa, dedicate alla sicurezza su Internet- ha
detto Giorgia Meloni, ministro della Gioventu'- grazie
all'alleanza tra imprese leader nel settore e le istituzioni,
servono a sensibilizzare ed educare gli utenti, soprattutto i
piu' giovani, a un rapporto consapevole con un mezzo che, proprio
in funzione delle sue sconfinate potenzialita', richiede
accortezza e preparazione. La Rete e' lo strumento attraverso il
quale i giovani non solo hanno la possibilita' di conoscere il
mondo, ma anche di entrare a farne parte come protagonisti,
raggiungendo luoghi, persone e idee dai quali altrimenti le
distanze fisiche li separerebbero irrimediabilmente. Non servono
nuove regole o censure, serve una maggiore preparazione".
Aggiunge Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di
Microsoft Italia: "Oggi ci troviamo davanti ad un profondo gap
tra la generazione dei 'nativi digitali' e quella dei genitori
che seppur informati sui potenziali rischi di Internet spesso non
sanno come affrontarli per mancanza di conoscenza degli strumenti
informatici e del Web stesso. Per questo motivo crediamo
fortemente in iniziative come il Safer Internet Day, utili a
promuovere cultura e competenza presso tutti gli attori, siano
esse istituzioni, insegnanti, famiglie e operatori, cosi' come
sosteniamo l'esigenza di condividere il profondo impegno che
aziende come Microsoft stanno ponendo nello sviluppo di
tecnologie che rivoluzioneranno il nostro modo di interagire con
il Web senza mai perdere di vista i temi della sicurezza dei
nostri dati e della tutela della nostra privacy".
12:47 08-02-11
Atterraggio in mare per elicottero Gdf:salvi 2 membri equipaggio
Ammaraggio per problemi tecnici
Roma, 8 feb. (TMNews) - Un elicottero della guardia di finanza,
in volo velivolo questa mattina a Fracagnano, in provincia di
Taranto, stato costretto per problemi tecnici a un atterraggio
di fortuna in mare. Sono salvi i due componenti dell'equipaggio.
Da quanto si apprende dal comando generale della Gdf, si tratta
di un velivolo Huges Nh 500 abilitato all'ammaraggio.
081239 feb 11
AMMARAGGIO ELICOTTERO: MILITARI AGGRAPPATI A GALLEGGIANTI
(V. 'AMMARAGGIO ELICOTTERO...' DELLE 12.15)
(ANSA) - TARANTO, 8 FEB - Sarebbe stata un'avaria al motore a
costringere i due componenti l'equipaggio dell'elicottero della
Guardia di finanza a scendere e ammarare su un bacino
d'irrigazione nelle campagne di Fragagnano, un comune del
tarantino al confine con la provincia leccese. Il velivolo, NH
500, fa parte della 'Sezione aerea di manovra' di stanza a
A quanto si e' saputo, quando i due militari si sono accorti
dell'avaria sono scesi con il velivolo e quando questo si e'
appoggiato sull'acqua hanno fatto in tempo ad uscire dall'
abitacolo. In questi frangenti l'elicottero si e' capovolto ma
e' rimasto a galla sorretto dai due galleggianti laterali. Ed e'
stato proprio a questi ultimi che si sono potuti aggrappare i
due militari i quali hanno atteso cosi' l'arrivo dei vigili del
fuoco che li hanno tratti in salvo. Il bacino d'irrigazione e' profondo una decina di metri e
sono state avviate operazioni per recuperare il velivolo. (ANSA).
YB9-AME
08-FEB-11 12:51 NNNN
Esaminata la richiesta di verifica preliminare presentata da Compagnia Alfa, ai sensi dell'art. 17 del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali);
Visto il provvedimento adottato dal Garante in data 23 novembre 2006, recante le "Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati" (doc. web n. 1364939), con particolare riferimento al punto 3.2;
Visto il provvedimento del 29 ottobre 2009, con cui il Garante ha disposto, nei confronti di Compagnia Alfa, "il blocco del trattamento dei dati biometrici dei dipendenti già trattati ed eventualmente conservati per la finalità di rilevazione dell'orario di ingresso e di uscita dei lavoratori, con conseguente possibilità, per la società, di procedere alla sola conservazione temporanea dei medesimi dati senza poter compiere ogni altra operazione di trattamento";
Compagnia Alfa, società che effettua il servizio di trasporto pubblico di persone su tutto il territorio della Regione Campania e, in parte, in altre regioni limitrofe, intende adottare un sistema di rilevazione di dati biometrici basato sulla elaborazione di template originati dalla lettura delle impronte digitali di alcuni dipendenti della società. In particolare, si tratterebbe di un "dispositivo di rilevazione delle presenze per il personale addetto al controllo degli automezzi e del personale di guida e per quello autorizzato ad entrare nelle aree ad accesso controllato (…) finalizzato ad assicurare, inequivocabilmente, la presenza del suddetto personale in servizio", con esclusione della sua utilizzazione "per verificare l'orario di lavoro ai fini del calcolo della retribuzione ordinaria e straordinaria".
La società ha affermato che il trattamento di dati biometrici che intenderebbe effettuare per verificare la presenza in servizio del personale addetto al controllo sugli automezzi e sul personale di guida, oltre ad essere connesso alla sicurezza del trasporto pubblico, sarebbe giustificato dall'esigenza di prevenire condotte irregolari poste in essere da alcuni dipendenti, tra cui lo scambio dei badge attestanti la presenza in servizio; secondo la società, detti inconvenienti sarebbero ovviabili attraverso il sistema di rilevazione biometrica che si intenderebbe installare, perché in grado di assicurare un elevato grado di certezza nell'identificazione dei lavoratori e, di conseguenza, di impedire eventuali false attestazioni relative a controlli effettuati sull'efficienza dei mezzi e sullo stato di salute del personale addetto alla guida, con evidenti benefici per l'incolumità degli utenti e del personale viaggiante.
L'azienda ha precisato che il controllo preliminare sull'efficienza degli automezzi – avente ad oggetto, in particolare, le parti elettriche, le parti meccaniche, l'usura delle gomme e la funzionalità delle porte - viene effettuato da meccanici, mentre quello sugli autisti – concernente il rispetto dei turni di lavoro e la verifica sommaria delle loro condizioni psico-fisiche – viene effettuato da personale con qualifica di capo servizio.
Per quanto concerne, invece, il controllo degli accessi dei lavoratori ad alcuni locali dove sono custodite le banche dati cartacee ed informatiche, la società ha dichiarato che le stesse conterrebbero dati sensibili relativi ai dipendenti, informazioni concernenti eventuali procedimenti disciplinari, dati giudiziari relativi a partecipanti a gare, informazioni "su utenti colpiti da multe e terzi coinvolti in sinistri", "dati relativi ai turni di servizio del personale viaggiante" e informazioni connesse a transazioni commerciali (contratti e fatture). Da qui deriverebbe l'esigenza di un dispositivo di verifica degli accessi assolutamente affidabile, che dovrebbe riguardare 7 dipendenti appositamente incaricati del trattamento di tali dati.
Il sistema oggetto di verifica preliminare comporterebbe un trattamento di dati personali biometrici (impronta del dito indice), i quali, al termine della fase di enrollment, verrebbero memorizzati su una card rilasciata nell'esclusiva disponibilità degli interessati e priva dei dati anagrafici di costoro.
Nella fase di enrollment, la predisposizione delle card verrebbe affidata al responsabile della sicurezza informatica (designato anche responsabile del trattamento dei dati ex art.29 del d.lgs. 196/03), il quale, dopo la consegna della card, avrebbe anche il compito di verificare l'inesistenza di tracce dei dati biometrici rilevati sulle apparecchiature informatiche aziendali.
• utilizzazione di un computer "stand alone", non collegato quindi ad alcuna rete;
• cancellazione dal computer dei dati al termine dell'operazione di enrollment;
• esecuzione dell'operazione a cura del solo responsabile della sicurezza informatica (ingegnere informatico dirigente dell'azienda) particolarmente formato sul d.lgs 196/2003
I dipendenti sottoposti al rilevamento biometrico, inserirebbero la card in un'apposita fessura, poggiando l'indice in un alloggio predisposto dell'apparecchio. Il dispositivo rileverebbe la corrispondenza dei dati contenuti nella card con quelli dell'indice e, conseguentemente, poiché ad essa sarebbe associato un numero di identificazione del dipendente, ne rileverebbe la presenza al lavoro.
Il sistema, tuttavia, non verrebbe utilizzato per verificare il rispetto dell'orario di lavoro ai fini del calcolo della retribuzione ordinaria e straordinaria.
Stando a quanto dichiarato dalla società, il personale tenuto a servirsi del sistema di autenticazione, una volta informato, sarebbe invitato a prestare il proprio consenso al trattamento dei dati sin dalla fase di enrollment; inoltre, sarebbe comunque previsto un sistema di rilevazione delle presenze alternativo, da utilizzare nel caso in cui i dipendenti fossero impossibilitati a partecipare all'enrollment (in ragione delle proprie caratteristiche fisiche) o non intendessero acconsentire al trattamento.
2. Dati biometrici e principi di protezione dei dati personali: finalità, necessità e pertinenza
La raccolta e la registrazione di impronte digitali e dei dati biometrici ricavati e successivamente utilizzati per verifiche e raffronti nelle procedure di autenticazione sono operazioni di trattamento di dati personali riconducibili ai singoli interessati [art. 4, comma 1, lett. b) del Codice], operazioni alle quali trova applicazione la normativa contenuta nel Codice.
La liceità del sistema deve essere pertanto valutata sul piano della conformità ai princìpi di necessità, proporzionalità, finalità e correttezza (artt. 3 e 11 del Codice; art. 6, direttiva n. 95/46/Ce).
Secondo il costante orientamento del Garante, l'utilizzo dei dati biometrici può essere giustificato solo in casi particolari, in relazione alle finalità e al contesto in cui essi sono trattati e, in relazione ai luoghi di lavoro, per presidiare accessi ad "aree sensibili", in considerazione della natura delle attività ivi svolte: si pensi, ad esempio, a processi produttivi pericolosi o sottoposti a segreti di varia natura o al fatto che particolari locali siano destinati alla custodia di beni, documenti segreti o riservati e/o oggetti di valore (in tal senso, vedi il punto 4.1 delle "Linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro alle dipendenze di datori di lavoro privati", emanate dall'Autorità in data 23 novembre 2006 (doc. web n. 1364939).
Con riferimento al caso di specie, dagli elementi forniti dalla società nel corso dell'istruttoria non sono emerse circostanze atte a giustificare la necessità di un trattamento di dati biometrici in vista dell'accesso ai locali dove sarebbero custodite le banche dati aziendali. Infatti, i dati che risultano conservati negli archivi cartacei ed informatici, lungi dall'essere caratterizzati da specifiche peculiarità, si sostanziano in informazioni che solitamente sono trattate negli uffici amministrativi di qualsiasi azienda, mentre le loro attuali modalità di custodia, "in appositi locali ove è stato permesso l'accesso al solo personale dipendente che deve lavorare su di esse", risultano più che sufficienti per impedire la loro presa di conoscenza da parte di soggetti diversi dai singoli incaricati del trattamento. Pertanto, allo stato, tenuto conto della natura e della tipologia delle informazioni conservate nelle banche dati ubicate nei predetti locali, si deve ritenere che la procedura di accesso selezionato attualmente adottata dalla società sia adeguata per garantirne la riservatezza, senza che possano ravvisarsi ragioni per ritenere giustificato l'impiego di un delicato sistema di rilevazione delle impronte digitali nei confronti di un numero estremamente ridotto di dipendenti (soltanto 7 unità).
Con particolare riferimento all'esigenza di verificare la presa di servizio dei dipendenti addetti ai controlli di sicurezza sugli autisti e sui mezzi di trasporto pubblico, la società ha sostenuto che essa scaturirebbe da "una realtà lavorativa alquanto delicata e, comunque, tale da indurre l'azienda a cercare misure di controllo più efficaci" di quelle attuali. In particolare, la società ha dichiarato di aver ricevuto reclami con i quali era stata lamentata la "mancata effettuazione di alcune corse, senza alcuna segnalazione degli autisti responsabili del disservizio da parte degli addetti ai controlli che, comunque, risultavano regolarmente in servizio", nonché di essere stata impossibilitata a verificare tardive partenze dei mezzi dal deposito per assenza del preposto "alla registrazione e alla verifica", il quale, però, risultava regolarmente in servizio; infine, la società ha dichiarato di aver accertato alcune sostituzioni arbitrarie tra autisti nell'ambito dei turni di servizio, senza possibilità di accertare i fatti attraverso l'addetto al controllo perché arbitrariamente assente, nonché casi di addetti al controllo assenti dal posto di lavoro ma la cui scheda marcatempo risultava regolarmente timbrata.
Ciò premesso, occorre sottolineare che, pur rientrando tra le legittime facoltà del datore di lavoro quella di sovrintendere all'esecuzione della prestazione lavorativa (art. 2094 cod. civ.), verificando le presenze dei dipendenti e il rispetto dell'orario di lavoro, nel caso di specie non risulta dimostrata la necessità e proporzionalità del trattamento dei dati biometrici che si intenderebbe attuare.
In primo luogo va rilevato che benché il personale della società ammonti a ben 93 dipendenti, il sistema biometrico sarebbe preordinato a verificare la presenza in servizio di un numero di unità lavorative assai esiguo (7 operai per il controllo sui mezzi e 3 capi servizio per il controllo sugli autisti), obiettivo questo certamente perseguibile attraverso l'utilizzazione dei tradizionali e meno invasivi sistemi di controllo, quali l'uso di un normale badge accompagnato da accorgimenti tecnici ed organizzativi (es. disponendo ulteriori controlli da affidare a corpi di vigilanza esterna) atti a scongiurare manomissioni del congegno marcatempo o sostituzioni nell'impiego del supporto stesso.
Inoltre, dalla documentazione prodotta dalla società, si rileva un solo caso in cui un dipendente con qualifica di "addetto all'esercizio" (responsabile del settore Movimento addetto all'organizzazione dei turni di servizio giornalieri degli autisti e al controllo sui medesimi prima dell'inizio del turno di lavoro), manomettendo il sistema di rilevazione delle presenze, avrebbe inserito la propria timbratura "solo a posteriori rispetto all'orario effettivo di lavoro", mentre la quasi totalità degli altri documenti depositati attiene per lo più a contestazioni disciplinari mosse direttamente nei confronti dei soli operatori d'esercizio (autisti), i quali avrebbero osservato condotte non conformi ad una regolare esecuzione della prestazione lavorativa; nei casi di sostituzione non autorizzata nei turni di servizio, poi, risulta che le contestazioni sono state mosse agli autisti proprio in ragione di accertamenti effettuati da personale gerarchicamente sovraordinato, dotato di potere di controllo. Pertanto, alla luce delle acquisizioni istruttorie, i controlli attualmente effettuati dalla società appaiono sufficienti a garantire una verifica sulla presa di servizio degli addetti e dei collaboratori d'esercizio, mentre i precedenti disciplinari cui la società ha fatto riferimento per giustificare la propria richiesta non risultano –sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista qualitativo- significativi per dimostrare l'esistenza di una diffusa situazione di disobbedienza da parte del personale, tale da rendere necessaria l'adozione di un sistema di rilevazione biometrica delle presenze.
Da ultimo si rileva che il trattamento di dati biometrici non risulterebbe conforme a legge anche in ragione del fatto che, allo stato, non risulta neanche osservata la procedura prevista dall'art. 4, comma 2 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (cui fa espresso riferimento l'art. 114 del Codice), che trova applicazione anche in relazione all'installazione di apparecchiature che consentano "di controllare il rispetto o non degli orari di entrata e uscita e presenza sul luogo di lavoro da parte dei dipendenti" (cfr. Cass., 17 luglio 2007, n. 15892).
Da quanto detto deriva che la richiesta di verifica preliminare dev'essere rigettata.
L'odierna pronunzia, resa sulla scorta delle attuali acquisizioni istruttorie, non preclude all'Autorità di adottare una diversa determinazione nel caso in cui la Compagnia Alfa offra una più documentata motivazione delle ragioni atte a giustificare l'adozione del rappresentato sistema di rilevazione biometrica, da valutare alla luce della normativa esistente.
rigetta la richiesta di verifica preliminare presentata dalla Compagnia Trasporti Irpini – ATI S.p.A..
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