Source: http://www.edilone.it/normativa/decreto-legislativo-30-luglio-2012-n-130-attuazione-della-direttiva-201078ue-che-modifica-le-direttive-9826ce-200287ce-20036ce-200341ce-200371ce-200439ce-2004109ce-200560c/
Timestamp: 2018-10-23 20:26:25+00:00
Document Index: 32463516

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art.  21', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art.   8', 'art. 15', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 35', 'art. 35', 'art.  35', 'art. 1', 'art.  54', 'art.  1']

DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012, n. 130 - Attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell'Autorita' bancaria europea, dell'Autorita' europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell'Autorita' europea degli strumenti finanziari e dei mercati. (12G0150) - (GU n. 184 del 8-8-2012 | Edilone.it
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 28 giugno 2012
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE 1 agosto 2012>
DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012, n. 130 – Attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell’Autorita’ bancaria europea, dell’Autorita’ europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorita’ europea degli strumenti finanziari e dei mercati. (12G0150) – (GU n. 184 del 8-8-2012
DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012, n. 130 - Attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell'Autorita' bancaria europea, dell'Autorita' europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell'Autorita' europea degli strumenti finanziari e dei mercati. (12G0150) - (GU n. 184 del 8-8-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/08/2012
DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012 , n. 130
Attuazione della  direttiva  2010/78/UE  che  modifica  le  direttive
98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE,  2004/39/CE,
2004/109/CE, 2005/60/CE,  2006/48/CE,  2006/49/CE  e  2009/65/CE  per
quanto   riguarda   i   poteri   dell’Autorita’   bancaria   europea,
dell’Autorita’ europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali
e professionali e dell’Autorita’ europea degli strumenti finanziari e
dei mercati. (12G0150)
Vista  la  direttiva  2010/78/UE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 24 novembre 2010,  recante  modifica  delle  direttive
Visto il testo unico delle leggi in materia bancaria  e  creditizia
Visto  il  testo   unico   delle   disposizioni   in   materia   di
intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli  8  e  21  della
legge 6 febbraio 1996, n.  52,  di  cui  al  decreto  legislativo  24
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 210, di  attuazione
della direttiva 98/26/CE sulla definitivita’ degli ordini immessi  in
un sistema di pagamento o di regolamento titoli;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 142, di  attuazione
della direttiva  2002/87/CE  relativa  alla  vigilanza  supplementare
sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle  imprese
di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario;
Visto il decreto legislativo 7  settembre  2005,  n.  209,  recante
codice delle assicurazioni private;
Visto il decreto legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252,  recante
disciplina delle forme pensionistiche complementari;
Visto  il  decreto  legislativo  21  novembre  2007,  n.  231,   di
attuazione della  direttiva  2005/60/CE  concernente  la  prevenzione
dell’utilizzo del sistema finanziario  a  scopo  di  riciclaggio  dei
proventi di attivita’ criminose e  di  finanziamento  del  terrorismo
nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione;
l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza  dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2010,  ed  in  particolare
l’articolo  15  contenente   principi   e   criteri   direttivi   per
l’attuazione della direttiva 2010/78/UE;
adottata nella riunione del 30 aprile 2012;
riunione del 20 luglio 2012;
dell’economia e delle finanze,  di  concerto  con  i  Ministri  degli
affari esteri, della giustizia, dello sviluppo economico e del lavoro
e delle politiche sociali;
1° settembre 1993, n. 385
1. All’articolo 1, comma 1, del decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, dopo la lettera h) e’ inserita la seguente:
«h-bis) “SEVIF”: il  Sistema  europeo  di  vigilanza  finanziaria
composto dalle seguenti parti:
1) “ABE”: Autorita’ bancaria  europea,  istituita  con  regolamento
(UE) n. 1093/2010;
2) “AEAP”: Autorita’ europea delle assicurazioni e  delle  pensioni
aziendali  e  professionali,  istituita  con  regolamento   (UE)   n.
1094/2010;
3) “AESFEM”: Autorita’ europea degli  strumenti  finanziari  e  dei
mercati, istituita con regolamento (UE) n. 1095/2010;
4) “Comitato congiunto”:  il  Comitato  congiunto  delle  Autorita’
europee di vigilanza, previsto dall’articolo 54 del regolamento  (UE)
n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010, del regolamento (UE)
n. 1095/2010;
5) “CERS”: Comitato europeo per il rischio sistemico, istituito dal
regolamento (UE) n. 1092/2010;
6) “Autorita’  di  vigilanza  degli  Stati  membri”:  le  autorita’
competenti o di vigilanza degli Stati membri specificate  negli  atti
dell’Unione di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento  (UE)
n. 1093/2010, del regolamento (UE) n.  1094/2010  e  del  regolamento
(UE) n. 1095/2010;».
2.  All’articolo  4,  comma  3,  secondo   periodo,   del   decreto
legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  le  parole:  «intendendosi
attribuiti  al  Governatore  della  Banca  d’Italia  i   poteri   per
l’adozione degli  atti  amministrativi  generali  previsti  da  dette
disposizioni» sono soppresse.
3. L’articolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
e’ sostituito dal seguente:
«Art. 6 (Rapporti con il diritto dell’Unione europea e integrazione
nel SEVIF). – 1. Le autorita’ creditizie  esercitano  i  poteri  loro
attribuiti  in  armonia  con  le  disposizioni  dell’Unione  europea,
applicano  i  regolamenti  e  le  decisioni  dell’Unione  europea   e
provvedono in merito alle raccomandazioni  in  materia  creditizia  e
2. Nei casi e nei  modi  previsti  dalle  disposizioni  dell’Unione
europea,  le  autorita’  creditizie  adempiono   agli   obblighi   di
comunicazione nei  confronti  delle  autorita’  e  dei  comitati  che
compongono il SEVIF e delle altre autorita’  e  istituzioni  indicate
dalle disposizioni dell’Unione europea.
3. La Banca d’Italia, nell’esercizio delle funzioni  di  vigilanza,
e’ parte del SEVIF  e  partecipa  alle  attivita’  che  esso  svolge,
tenendo conto della convergenza degli strumenti  e  delle  prassi  di
vigilanza in ambito europeo.
4. Nei casi e nei  modi  previsti  dalle  disposizioni  dell’Unione
europea, la Banca d’Italia puo’ concludere accordi con l’ABE e con le
autorita’ di vigilanza di altri Stati membri che prevedano  anche  la
ripartizione di compiti e la delega  di  funzioni  nonche’  ricorrere
all’ABE per la risoluzione delle controversie  con  le  autorita’  di
vigilanza degli altri Stati membri in situazioni transfrontaliere.».
4. All’articolo 7 del decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.
385, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al  comma  5  le  parole:  «la  COVIP,  l’ISVAP  e  l’UIC»  sono
sostituite dalle seguenti: «la COVIP e l’ISVAP»;
b) al comma 6 le  parole:  «le  autorita’  competenti  degli  Stati
comunitari»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «le  autorita’  e  i
comitati che compongono il SEVIF»;
c) il comma 10 e’ sostituito dal seguente:
«10. Nel rispetto  delle  condizioni  previste  dalle  disposizioni
dell’Unione europea, la Banca d’Italia scambia informazioni con tutte
le altre autorita’ e  soggetti  esteri  indicati  dalle  disposizioni
medesime.».
5. All’articolo 53, comma 2-bis, lettera b), secondo  periodo,  del
decreto legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,  sono  aggiunte,  in
fine, le seguenti parole: «e sempre che, entro il  medesimo  termine,
il caso non sia stato rinviato all’ABE ai fini della procedura per la
risoluzione delle controversie con le autorita’  di  vigilanza  degli
altri Stati membri in situazioni transfrontaliere.».
6. All’articolo 67, comma 2-bis, lettera b), secondo  periodo,  del
7.  All’articolo  69,  comma  1-ter,  del  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, dopo  le  parole:  «informa  tempestivamente»
sono inserite le seguenti: «l’ABE, il CERS,».
8. All’articolo 79, comma 2, del decreto legislativo  1°  settembre
1993,  n.  385,  le  parole:  «dandone  comunicazione   all’autorita’
competente» sono soppresse.
– La direttiva 2010/78/UE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
15 dicembre 2010, n. L 331.
– La direttiva 2009/65/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
17 novembre 2009, n. L 302.
(Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia )
n. 230, supplemento ordinario.
– Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo
unico delle  disposizioni  in  materia  di  intermediazione
finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della  legge  6
febbraio  1996,  n.  52)  e’  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 26 marzo 1998, n. 71, supplemento ordinario.
– Il testo dell’art. 8 e dell’art.  21  della  legge  6
febbraio 1996, n. 52  (Disposizioni  per  l’adempimento  di
obblighi  derivanti  dall’appartenenza   dell’Italia   alle
Comunita’ europee  –  legge  comunitaria  1994)  pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale  10  febbraio   1996,   n.   34,
supplemento ordinario cosi’ recita:
«Art.  8   (Riordinamento   normativo   nelle   materie
interessate dalle direttive comunitarie). – 1.  Il  Governo
e’ delegato ad  emanare,  entro  due  anni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, testi  unici  delle
disposizioni dettate in attuazione  della  delega  prevista
dall’art. 1, coordinandovi le norme  vigenti  nelle  stesse
materie ed  apportando  alle  medesime  le  integrazioni  e
modificazioni necessarie al predetto coordinamento.
2. Gli schemi di testo unico sono trasmessi alla Camera
dei   deputati   e   al   Senato   della   Repubblica   per
l’acquisizione del parere delle commissioni competenti  per
materia.  Decorsi  quarantacinque  giorni  dalla  data   di
trasmissione il testo unico e’ emanato  anche  in  mancanza
del parere.».
«Art. 21  (Servizi  di  investimento  nel  settore  dei
valori mobiliari e adeguatezza patrimoniale  delle  imprese
di investimento mobiliare e degli enti  creditizi:  criteri
di delega). – 1. L’attuazione delle direttive del Consiglio
93/6/CEE e 93/22/CEE sara’ informata ai seguenti principi e
a) prevedere che  la  prestazione  a  terzi,  a  titolo
professionale, dei servizi  d’investimento  indicati  nella
sezione  A  dell’allegato  alla  direttiva  93/22/CEE   sia
riservata alle imprese di investimento ed alle banche e che
gli agenti di cambio continuino ad esercitare le  attivita’
loro consentite dall’ordinamento vigente;
b) prevedere che le imprese di investimento autorizzate
in conformita’ alla direttiva 93/22/CEE possano prestare in
Italia i servizi di cui all’allegato alla direttiva  stessa
in libera prestazione ovvero per il tramite di  succursali;
stabilire,  altresi’,  che  la  vigilanza   sulle   imprese
autorizzate  sia  esercitata  dalle  autorita’  che   hanno
rilasciato  l’autorizzazione,  mentre  restano   ferme   le
attribuzioni delle autorita’ italiane competenti in materia
di   elaborazione   e   applicazione   delle    norme    di
comportamento,   di   politica   monetaria,   nonche’    di
costituzione,  funzionamento   e   controllo   di   mercati
regolamentati;
c) definire la ripartizione  delle  competenze  tra  la
Banca d’Italia e la Commissione nazionale per le societa’ e
la borsa (Consob), ispirandola ai criteri gia’ previsti nel
titolo I della legge 2 gennaio 1991, n. 1,  ed  assicurando
uniformita’ di disciplina in relazione a  servizi  prestati
ed evitando duplicazioni di  compiti  nell’esercizio  delle
funzioni di controllo;
d) prevedere che le autorita’ italiane collaborino  tra
loro  e  con  le  autorita’  degli   altri   Stati   membri
dell’Unione europea, degli Stati dell’Associazione  europea
di libero scambio (EFTA), ai  quali  si  applica  l’Accordo
sullo  Spazio  economico  europeo  e,  mediante  accordi  a
condizione di reciprocita’, con le  autorita’  degli  Stati
terzi  preposte  alla  vigilanza  sugli  intermediari  e  i
mercati finanziari e sulle imprese assicurative;
e) stabilire le condizioni di accesso  all’attivita’  e
la  disciplina  delle  partecipazioni  al  capitale   delle
imprese di investimento, ispirandole a criteri obiettivi  e
garantendo in ogni caso la sana e prudente  gestione  delle
imprese d’investimento;
f) stabilire che l’esercizio dei poteri attribuiti alle
autorita’  competenti  si  esplichi  avendo  riguardo  alla
trasparenza e  alla  correttezza  dei  comportamenti  degli
intermediari,   alla   tutela   degli   investitori,   alla
stabilita’, alla competitivita’ ed  al  buon  funzionamento
del sistema  finanziario,  nonche’  alla  sana  e  prudente
gestione degli intermediari ed alla non discriminazione tra
gli intermediari ammessi allo svolgimento  di  uno  o  piu’
servizi di investimento;
g)  prevedere   forme   di   vigilanza   regolamentare,
informativa   e   ispettiva,   riguardanti    l’adeguatezza
patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse
configurazioni,     le      partecipazioni      detenibili,
l’organizzazione amministrativa e  contabile,  i  controlli
interni, le  norme  di  comportamento,  l’informazione,  la
correttezza e la regolarita’  delle  negoziazioni.  Dovra’,
inoltre, essere  prevista  la  riduzione  al  minimo  e  la
trasparenza dei conflitti di interesse;
h)  stabilire  la  disciplina  di  comportamento  degli
intermediari,   ispirandola    ai    principi    di    cura
dell’interesse del cliente e dell’integrita’  del  mercato,
di diligenza, di correttezza, di trasparenza e di  equita’.
Nella applicazione dei principi si dovra’  altresi’  tenere
conto della esperienza professionale degli investitori;
i) nell’applicazione dei principi si dovra’ tener conto
della professionalita’ dei promotori finanziari,  anche  al
fine della consulenza relativa ai servizi finanziari  e  ai
valori mobiliari oggetto della sollecitazione fuori sede;
l) prevedere che i diritti degli investitori sui  fondi
e sui valori  mobiliari  affidati  a  coloro  che  prestano
servizi di investimento  siano  distinti  da  quelli  delle
imprese affidatarie ed  adeguatamente  salvaguardati  anche
attraverso l’eventuale affidamento dei fondi e  dei  valori
mobiliari a soggetti depositari terzi. La disciplina  delle
crisi  dovra’  essere  uniforme  per   tutti   i   soggetti
autorizzati  all’attivita’  di  intermediazione  in  valori
mobiliari, in particolare mediante l’assoggettamento  delle
imprese  di  investimento  a  provvedimenti  cautelari,  ad
amministrazione  straordinaria,  nonche’   a   liquidazione
coatta amministrativa;
m) prevedere il potere delle  autorita’  competenti  di
disciplinare, in conformita’ alla direttiva  93/22/CEE,  le
ipotesi in  cui  le  transazioni  relative  agli  strumenti
finanziari negoziati  nei  mercati  regolamentati  italiani
devono essere eseguite nei mercati stessi;
n) prevedere la possibilita’ di accesso  delle  imprese
di investimento e delle  banche  ai  mercati  regolamentati
secondo scadenze temporali che non  penalizzino  le  banche
italiane  rispetto  agli  altri  operatori.  Tali  soggetti
potranno acquistare la qualita’ di membri  dei  sistemi  di
compensazione e liquidazione, nel rispetto  dei  criteri  e
delle procedure fissati dalle autorita’ competenti;
o)  disciplinare  gli  obblighi  di   dichiarazione   e
informazione  in  modo  da  contemperare  le  esigenze   di
trasparenza ed efficienza dei mercati  regolamentati  e  il
diritto dei clienti di poter valutare in qualsiasi  momento
le condizioni di svolgimento dei servizi;
p)  le  disposizioni  necessarie  per   adeguare   alle
direttive 93/6/CEE e 93/22/CEE la disciplina vigente per lo
svolgimento  dei  servizi  di  investimento,  per  la   cui
adozione non si debba provvedere con atti aventi  forza  di
legge, saranno emanate dalla Consob e dalla Banca d’Italia,
secondo le rispettive competenze normativamente previste;
q) disciplinare, secondo linee omogenee e in  un’ottica
di semplificazione; l’istituzione,  l’organizzazione  e  il
funzionamento   dei   mercati   regolamentati,   prevedendo
organismi di natura  privatistica,  che  siano  espressione
degli intermediari  ammessi  ai  singoli  mercati  e  siano
dotati  di  poteri  di  gestione,  autoregolamentazione   e
intervento,  nonche’   disciplinare   l’articolazione,   le
competenze e il coordinamento delle autorita’ di controllo,
tenendo conto dei principi  in  materia  di  vigilanza  sui
mercati contenuti nella legge  2  gennaio  1991,  n.  1,  e
successive modificazioni e integrazioni, e nel decreto  del
Presidente della Repubblica 29 dicembre  1987,  n.  556,  e
relative disposizioni attuative;
r)  prevedere  che,  fermo  restando  quanto  stabilito
dall’art. 3, comma 1, lettera c), della presente legge, nel
definire le sanzioni amministrative pecuniarie previste per
assicurare l’osservanza delle norme di recepimento e  delle
disposizioni generali o particolari emanate sulla  base  di
esse si tenga conto dei principi della  legge  24  novembre
1981, n. 689, e successive modificazioni,  con  particolare
riguardo  all’applicazione  delle  sanzioni  nei  confronti
delle   persone   fisiche.   Dovra’   essere   sancita   la
responsabilita’ delle imprese di investimento,  alle  quali
appartengono  i  responsabili  delle  violazioni,  per   il
pagamento delle sanzioni e per l’esercizio del  diritto  di
regresso verso i predetti  responsabili,  nonche’  adottata
ogni  altra  disposizione  necessaria  per  razionalizzare,
sotto  il  profilo  sia  sostanziale  che  procedurale,  il
sistema  dei  provvedimenti  cautelari  e  delle   sanzioni
amministrative applicabili alle violazioni di  disposizioni
in materia di servizi di investimento.
2. In deroga al termine indicato all’art. 1, comma 1, i
decreti legislativi di attuazione delle direttive di cui al
presente articolo dovranno essere emanati entro  centoventi
giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente
legge, al fine di dare pronta attuazione ai principi  della
parita’ concorrenziale, del buon funzionamento dei  mercati
e della tutela degli investitori, contenuti nelle direttive
3. In sede di  riordinamento  normativo  delle  materie
concernenti  gli  intermediari,  i  mercati  finanziari   e
mobiliari e gli altri aspetti  comunque  connessi,  cui  si
provvedera’   ai   sensi   dell’art.   8,    le    sanzioni
amministrative e  penali  potranno  essere  coordinate  con
quelle gia’ comminate da leggi vigenti in materia  bancaria
e creditizia per violazioni che siano omogenee  e  di  pari
offensivita’.  A  tal  fine  potra’  stabilirsi   che   non
costituiscono  reato  e  sono   assoggettate   a   sanzioni
amministrative pecuniarie, sulla base  dei  principi  della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni,
e fino ad un ammontare massimo di  lire  trecento  milioni,
violazioni per le quali e’ prevista, in via  alternativa  o
congiunta, la pena dell’ammenda o dell’arresto fino  ad  un
anno, con esclusione delle  condotte  volte  ad  ostacolare
l’attivita’ delle autorita’ di vigilanza ovvero consistenti
nella produzione di documentazione non veritiera ovvero che
offendono in maniera rilevante il bene giuridico tutelato.
4. In sede di  riordinamento  normativo  delle  materie
mobiliari e gli  altri  aspetti  comunque  connessi  potra’
essere altresi’  modificata  la  disciplina  relativa  alle
societa’ emittenti titoli sui  mercati  regolamentati,  con
particolare riferimento al collegio  sindacale,  ai  poteri
delle minoranze, ai sindacati di  voto  e  ai  rapporti  di
gruppo,  secondo  criteri  che  rafforzino  la  tutela  del
risparmio e degli azionisti di minoranza.».
–  Il  decreto  legislativo  12  aprile  2001,  n.  210
(Attuazione della direttiva  98/26/CE  sulla  definitivita’
degli ordini immessi  in  un  sistema  di  pagamento  o  di
regolamento titoli) e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
7 giugno 2001, n. 130.
–  Il  decreto  legislativo  30  maggio  2005,  n.  142
(Attuazione  della  direttiva  2002/87/CE   relativa   alla
vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese
di  assicurazione   e   sulle   imprese   di   investimento
appartenenti  ad  un  conglomerato   finanziario,   nonche’
all’istituto della consultazione  preliminare  in  tema  di
assicurazioni) e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  25
luglio 2005, n. 171, supplemento ordinario.
– Il decreto  legislativo  7  settembre  2005,  n.  209
(Codice delle assicurazioni private)  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 13 ottobre  2005,  n.  239,  supplemento
– Il  decreto  legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252
(Disciplina delle forme  pensionistiche  complementari)  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13  dicembre  2005,  n.
289, supplemento ordinario.
2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione) e’  pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  14  dicembre  2007,   n.   290,
– Il testo dell’art. 15  della  legge  della  legge  15
dicembre 2011, n. 217 (Disposizioni  per  l’adempimento  di
Comunita’ europee –  Legge  comunitaria  2010),  pubblicata
nella Gazzetta  Ufficiale  2  gennaio  2012,  n.  1,  cosi’
«Art. 15 (Attuazione  della  direttiva  2010/78/UE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24  novembre  2010,
recante  modifica  delle  direttive  98/26/CE,  2002/87/CE,
2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE,
2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per  quanto
riguarda  i   poteri   dell’Autorita’   bancaria   europea,
dell’Autorita’ europea delle assicurazioni e delle pensioni
aziendali e professionali e  dell’Autorita’  europea  degli
strumenti finanziari e dei mercati). – 1. Al fine  di  dare
attuazione alla direttiva 2010/78/UE del Parlamento europeo
e del Consiglio,  del  24  novembre  2010,  il  Governo  e’
delegato ad apportare, entro quattro  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, le modifiche  e  le
integrazioni necessarie  al  testo  unico  delle  leggi  in
materia  bancaria  e  creditizia,   di   cui   al   decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, al testo unico delle
cui al decreto legislativo 24  febbraio  1998,  n.  58,  al
decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 210,  di  attuazione
della direttiva 98/26/CE sulla definitivita’  degli  ordini
immessi in un sistema di pagamento o di regolamento titoli,
al codice delle assicurazioni private, di  cui  al  decreto
legislativo  7  settembre  2005,   n.   209,   al   decreto
legislativo 30 maggio 2005, n.  142,  di  attuazione  della
direttiva 2002/87/CE relativa alla vigilanza  supplementare
sugli enti creditizi,  sulle  imprese  di  assicurazione  e
sulle  imprese   di   investimento   appartenenti   ad   un
conglomerato finanziario, al decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, recante disciplina delle forme pensionistiche
complementari, e al decreto legislativo 21  novembre  2007,
n.  231,   di   attuazione   della   direttiva   2005/60/CE
concernente  la  prevenzione  dell’utilizzo   del   sistema
finanziario  a  scopo  di  riciclaggio  dei   proventi   di
attivita’  criminose  e  di  finanziamento  del  terrorismo
nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne  reca  misure  di
esecuzione, sulla base  dei  seguenti  principi  e  criteri
a)  tenere  conto  dell’integrazione  del  sistema   di
vigilanza nazionale nel  nuovo  assetto  di  vigilanza  del
settore finanziario dell’Unione europea e  dell’istituzione
e dei poteri dell’Autorita’ bancaria europea istituita  dal
regolamento (CE) n. 1093/2010, dell’Autorita’ europea delle
assicurazioni e delle pensioni  aziendali  e  professionali
istituita dal regolamento (CE) n. 1094/2010, dell’Autorita’
europea degli strumenti finanziari e dei mercati  istituita
dal regolamento (CE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo  e
del Consiglio, del 24 novembre 2010, del Comitato congiunto
delle tre Autorita’ previsto dall’art. 54  del  regolamento
(CE) n. 1093/2010, dall’art. 54  del  regolamento  (CE)  n.
1094/2010 e dall’art. 54 del regolamento (CE) n. 1095/2010,
nonche’ del  Comitato  europeo  per  il  rischio  sistemico
istituito dal regolamento (CE) n. 1092/2010 del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010;
b) prevedere  che  le  autorita’  nazionali  competenti
possano, secondo le modalita’ e  alle  condizioni  previste
dalle disposizioni dell’Unione  europea,  cooperare,  anche
mediante scambio  di  informazioni,  con  le  Autorita’  di
vigilanza  europee,  con  il  Comitato  congiunto,  con  le
autorita’ competenti degli altri  Stati  membri  e  con  il
Comitato europeo per il rischio sistemico e adempiano  agli
obblighi di  comunicazione  nei  loro  confronti  stabiliti
dalle stesse disposizioni dell’Unione europea;
c) prevedere  che  le  autorita’  nazionali  competenti
tengano conto, nell’esercizio delle  loro  funzioni,  della
convergenza in  ambito  europeo  degli  strumenti  e  delle
prassi di vigilanza;
d) tenere conto dell’art. 35 del  regolamento  (CE)  n.
1093/2010, dell’art. 35 del regolamento (CE) n. 1094/2010 e
dell’art.  35  del  regolamento  (CE)  n.  1095/2010,   che
stabiliscono  le  circostanze  in  cui  le   Autorita’   di
vigilanza  europee  possono  presentare  una  richiesta  di
informazioni,   debitamente   giustificata   e    motivata,
direttamente ai soggetti vigilati dalle autorita’ nazionali
e) tenere conto delle disposizioni dell’Unione  europea
che prevedono la possibilita’ di delega di compiti  tra  le
autorita’  nazionali  competenti  e  tra  le  stesse  e  le
Autorita’ di vigilanza europee;
f) tenere conto della  natura  direttamente  vincolante
delle norme tecniche di attuazione e delle  norme  tecniche
di regolamentazione adottate dalla Commissione  europea  in
conformita’, rispettivamente, agli articoli  15  e  10  dei
regolamenti istitutivi delle Autorita’ di vigilanza europee
di cui alla lettera a) del presente comma;
g) tenere conto delle raccomandazioni  formulate  nelle
conclusioni del Consiglio dell’Unione europea del 14 maggio
2008  affinche’  le  autorita’  di   vigilanza   nazionali,
nell’espletamento   dei   loro   compiti,    prendano    in
considerazione gli effetti della loro azione  in  relazione
alle eventuali ricadute sulla stabilita’ finanziaria  degli
altri  Stati  membri,  anche  avvalendosi  degli  opportuni
scambi  di  informazioni  con  le  Autorita’  di  vigilanza
europee e degli altri Stati membri.
2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1
non devono derivare nuovi o maggiori oneri a  carico  della
finanza pubblica e le autorita’ interessate provvedono agli
adempimenti di cui al  presente  articolo  con  le  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
– Il testo dell’art. 1 del citato  decreto  legislativo
1° settembre 1993, n.  38,  come  modificato  dal  presente
decreto, cosi’ recita:
«Art.   1   –   Nel   presente   decreto    legislativo
a)   “autorita’   creditizie”   indica   il    Comitato
interministeriale  per  il  credito  e  il  risparmio,   il
Ministro dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia;
b) “banca” indica l’impresa  autorizzata  all’esercizio
dell’attivita’ bancaria;
c) “CICR” indica il Comitato interministeriale  per  il
credito e il risparmio;
d) “Consob” indica  la  Commissione  nazionale  per  le
societa’ e la borsa;
d-bis) “COVIP” indica la commissione di  vigilanza  sui
e) “ISVAP” indica l’Istituto  per  la  vigilanza  sulle
f) “UIC” indica l’Ufficio italiano dei cambi;
g) “Stato comunitario” indica  lo  Stato  membro  della
g-bis) “Stato d’origine” indica lo Stato comunitario in
cui   la   banca   e’   stata   autorizzata   all’esercizio
dell’attivita’;
g-ter) “Stato ospitante” indica  lo  Stato  comunitario
nel quale la banca ha una succursale o presta servizi;
h) “Stato extracomunitario” indica lo Stato non  membro
della Comunita’ europea;
h-bis)  “SEVIF”:  il  Sistema  europeo   di   vigilanza
finanziaria composto dalle seguenti parti:
1) “ABE”: Autorita’  bancaria  europea,  istituita  con
regolamento (UE) n. 1093/2010;
2) “AEAP”:  Autorita’  europea  delle  assicurazioni  e
delle pensioni aziendali  e  professionali,  istituita  con
regolamento (UE) n. 1094/2010;
3)  “AESFEM”:   Autorita’   europea   degli   strumenti
finanziari e dei mercati, istituita con regolamento (UE) n.
1095/2010;
4) “Comitato congiunto”: il  Comitato  congiunto  delle
Autorita’ europee di vigilanza, previsto dall’art.  54  del
regolamento (UE) n.  1093/2010,  del  regolamento  (UE)  n.
1094/2010, del regolamento (UE) n. 1095/2010;
5) “CERS”: Comitato europeo per il  rischio  sistemico,
istituito dal regolamento (UE) n. 1092/2010;
6) “Autorita’ di  vigilanza  degli  Stati  membri”:  le
autorita’ competenti o  di  vigilanza  degli  Stati  membri
specificate negli  atti  dell’Unione  di  cui  all’art.  1,
paragrafo  2,  del  regolamento  (UE)  n.  1093/2010,   del
regolamento (UE) n. 1094/2010 e  del  regolamento  (UE)  n.
i) “legge fallimentare”  indica  il  regio  decreto  16
marzo 1942, n. 267;
l) “autorita’ competenti” indica, a seconda  dei  casi,
uno o piu’ fra le  autorita’  di  vigilanza  sulle  banche,
sulle  imprese  di   investimento,   sugli   organismi   di
investimento collettivo del  risparmio,  sulle  imprese  di
assicurazione e sui mercati finanziari;
m) “Ministro dell’economia e delle finanze”  indica  il
a) “banca italiana”: la banca  avente  sede  legale  in
b) “banca comunitaria”: la banca avente sede  legale  e
amministrazione centrale in un medesimo  Stato  comunitario
diverso dall’Italia;
c)  “banca  extracomunitaria”:  la  banca  avente  sede
legale in uno Stato extracomunitario;
d) “banche autorizzate in Italia”: le banche italiane e
le succursali in Italia di banche extracomunitarie;
e)  “succursale”:  una  sede  che  costituisce   parte,
sprovvista di personalita’ giuridica, di una  banca  e  che
effettua direttamente, in tutto  o  in  parte,  l’attivita’
della banca;
f) “attivita’  ammesse  al  mutuo  riconoscimento”:  le
attivita’ di:
1) raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di
restituzione;
2) operazioni di prestito (compreso in  particolare  il
credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria,  il
factoring,  le  cessioni  di  credito  pro  soluto  e   pro
solvendo, il credito commerciale incluso il «forfaiting»);
4) prestazione di servizi di  pagamento  come  definiti
dagli articoli 1, comma 1, lettera b), e 2,  comma  2,  del
decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11;
5)  emissione  e  gestione  di   mezzi   di   pagamento
(«travellers cheques», lettere di credito), nella misura in
cui quest’attivita’ non rientra nel punto 4;
7) operazioni per  proprio  conto  o  per  conto  della
clientela in:
strumenti  di  mercato  monetario  (assegni,  cambiali,
certificati di deposito, ecc.);
DECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 2012, n. 130 – Attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE per quanto riguarda i poteri dell’Autorita’ bancaria europea, dell’Autorita’ europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorita’ europea degli strumenti finanziari e dei mercati. (12G0150) – (GU n. 184 del 8-8-2012 redazione redazione 2015-05-19T09:14:12+00:00