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Timestamp: 2018-07-18 12:15:11+00:00
Document Index: 20426652

Matched Legal Cases: ['art. 697', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 669', 'art. 129', 'art. 162']

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In una recente pronuncia il Tribunale di Torino (Giudice Dott. Scotti – 18 novembre 2015) ha colto l’occasione per prendere posizione su alcuni aspetti riguardanti la misura cautelare della descrizione disciplinata dalla Legge 633/1941 (L.d.A), nel caso di specie afferente a software di titolarità della ricorrente.
Il Giudice ha rilevato come la descrizione autorale, con il richiamo dell’art. 697 c.p.c. da parte dell’art. 162 L.d.A., continui, apparentemente, a non prevedere una fase in contraddittorio successivamente all’eventuale concessione della misura inaudita altera parte e che al provvedimento conseguirebbero immediatamente gli effetti processuali di cui agli articoli 669 octies c.p.c. e 675 c.p.c (art. 162, comma 4, L.d.A.). Il Giudice ha tuttavia osservato che secondo costante giurisprudenza del Tribunale di Torino e in adesione ad un autorevole orientamento dottrinale e giurisprudenziale, la norma processuale sopra indicata dovrebbe cedere il passo alla regola self-executing contenuta nella Direttiva 2004/48/CE (cd. Direttiva Enforcement), in ossequio al fondamentale principio della prevalenza del diritto comunitario sul contrastante diritto interno. In particolare, la menzionata Direttiva si riferisce anche alle violazioni su scala commerciale del diritto d’autore, ricompreso nell’ampia nozione di diritto di proprietà intellettuale (cfr. 13° e 14° Considerando, articoli 1 e 2) e all’articolo 7 tratta delle misure provvisorie di protezione delle prove, menzionando espressamente la descrizione dettagliata, con e senza prelievo di campioni, stabilendo che queste misure possano essere adottate inaudita altera parte in ipotesi di pericolo di danno irreparabile o di rischio comprovato di distruzione degli elementi di prova. Inoltre, il citato articolo 7 al comma 3 prevede che il convenuto, informato immediatamente dopo l’esecuzione delle misure, ne abbia diritto ad un riesame allo scopo di pervenire a una decisione, entro termine congruo, circa il mantenimento, la revoca o la modifica di quanto disposto in assenza del contraddittorio.
Il Tribunale di Torino ha dunque ritenuto che il diritto comunitario esige una fase in contraddittorio (in sede cautelare) per la riconsiderazione della misura adottata inaudita altera parte e che il descritto contrasto con la norma interna possa essere superato in considerazione della natura auto-esecutiva della disposizione comunitaria, sufficientemente specifica e dettagliata per ottenere immediata attuazione, tenuto conto del mancato coordinamento delle disposizioni processuali delle legge sul diritto d’autore (novellate nel 2000 e quindi prima dell’entrata in vigore della Direttiva Enforcement) e soprattutto della sussistenza di un modello generale nel nostro ordinamento idoneo a consentire tale risultato, costituito dall’art. 669 sexies, comma 2, c.p.c. e dall’art. 129 c.p.i. (quanto alla descrizione industrialistica).
Infine, giova anche rilevare come il Tribunale abbia ritenuto sussistente la competenza del Presidente della Sezione specializzata per quanto concerne la misura della descrizione “autorale” di cui all’art. 162 L.d.A., ai sensi del combinato disposto degli articoli 162 L.d.A. e 696, 694 e 695 c.p.c., nonché dell’articolo 5 D.lgs. 168/2003, non inciso dalla novella di cui al D.L. 1/2012, convertito con modificazioni nella Legge 27/2012.