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Timestamp: 2018-02-20 23:13:43+00:00
Document Index: 161799965

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 95', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte dei Conti. Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per il Piemonte. Via Roma, Torino. Esposto - PDF
Corte dei Conti. Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per il Piemonte. Via Roma, Torino. Esposto
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1 Corte dei Conti Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per il Piemonte Via Roma, Torino Esposto Il Sig. Ivan Della Valle (C.F. DLLVNI74T04L219X), residente in Rivoli (TO) alla Via Novalesa, 18 ed il Sig. Michele Santarella (C.F. SNTMHL59H09L219V), residente in Rivoli alla Via G. Salvemini 5/a, assistiti dall avv.to Daniela Bauduin (C.F.: BDNDNL79B66F839W; PEC: ) del Foro di Torino e dalla dott.ssa Stella Arena (C.F.: RNASLL78E68D086L) del Foro di Napoli, elettivamente domiciliati presso lo studio di questi ultimi in Napoli alla Piazza S. Domenico Maggiore, 9, espongono i fatti che seguono, al fine di fornire elementi sufficienti per legittimare indagini di approfondimento da parte di codesta Procura regionale, tese alla verifica della fondatezza dei fatti riportati e della sussistenza degli altri elementi richiesti dalla legge per il conseguente esercizio dell azione di responsabilità amministrativa. ********* I. La ricostruzione dei fatti storici ritenuti di rilievo segue, per scelta metodologica, un ordine temporale e trova il proprio incipit nell Intesa Istituzionale di programma Stato Regione Piemonte sottoscritta il dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Presidente delle Regione Piemonte, che rappresenta la cornice negoziale entro la quale l Amministrazione centrale e quella regionale hanno definito la programmazione degli investimenti pubblici nazionali e comunitari. 1
2 1. In data veniva sottoscritto, in attuazione dell Intesa predetta, l Accordo di Programma Quadro 1 tra il Ministro per i Beni culturali e le Attività culturali ed il Presidente della Regione Piemonte, finalizzato alla Realizzazione e valorizzazione del circuito delle residenze Sabaude. In particolare, per il sistema Residenze Sabaude, dichiarato Patrimonio dell Umanità dall UNESCO, il progetto di riqualificazione e di valorizzazione del sistema stesso costituiva obiettivo prioritario per lo Stato e la Regione Piemonte. 2. In data veniva stipulato, in attuazione del citato Accordo Quadro, l Accordo di Programma 2 tra la Regione Piemonte, gli Uffici periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Comune di Rivoli (all.1). L opera denominata risalita meccanizzata veniva programmata, unitamente alla sistemazione urbanistica del piazzale denominato Mafalda di Savoia, all art. 3, n. 2, lett. a, di detto accordo. 1 Accordo di Programma Quadro: strumento attuativo dell Intesa istituzionale di Programma nei settori d intervento previsti dalla medesima. In particolare, l Accordo indica: le attività e gli interventi da realizzare, con i tempi e le modalità di attuazione; i soggetti responsabili ed i relativi impegni; le risorse finanziarie occorrenti, a valere sugli stanziamenti pubblici o reperite tramite finanziamenti privati; le procedure ed i soggetti responsabili per il monitoraggio e la verifica dei risultati. I promotori degli APQ sono Stato, Regione e Enti pubblici. Queste stesse amministrazioni, con anche l'intervento dei privati, rappresentano i soggetti attuatori. L APQ viene sottoscritto dai responsabili amministrativi delle strutture coinvolte e riporta, in allegato, le schede degli interventi con l indicazione puntuale delle caratteristiche dei progetti. 2 Accordo di Programma: accordo fra due o più Pubbliche Amministrazioni per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi, o di programmi di intervento, che richiedano, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata delle stesse. Attraverso l'accordo di Programma si assicura il coordinamento delle azioni e si determinano i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro adempimento connesso. 2
3 3. Con deliberazione della Giunta Comunale di Rivoli n. 582 del veniva approvato il progetto preliminare per i lavori di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli. 4. Con deliberazione della Giunta Comunale di Rivoli n. 256 del veniva approvato il progetto definitivo che accorpa in un unico elaborato gli interventi di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e di sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico. 5. Con determinazione del Comune di Rivoli n. 1718/5 del è stato affidato l incarico professionale per la stima dei costi di manutenzione e gestione sia degli impianti che dell intero complesso, la verifica dei documenti amministrativi del progetto esecutivo e la redazione del bando di gara e disciplinare, all architetto Valter Ripamonti, di Pinerolo. 6. Con deliberazione della Giunta Comunale di Rivoli n. 83 del (all. 2) veniva approvato il progetto esecutivo di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico (Parco S. Grato III lotto) per l importo complessivo di euro ,47 IVA inclusa, e veniva approvato il nuovo quadro economico globale dell opera pari a complessivi euro ,47 IVA inclusa. 7. Con le determinazioni del Comune di Rivoli n. 316 del e n. 423 del si stabiliva di ridurre le somme a 3
4 disposizione del quadro economico dei lavori per la realizzazione del sistema scale mobili e sistemazione paesistica scarpate lato centro storico (parco III lotto) da euro ,57 a euro 5.779,69 con un importo complessivo dell opera ridotto a euro , Con deliberazione della Giunta Regionale del Piemonte n dell veniva parzialmente rettificata la deliberazione della Giunta Regionale n del in ordine all acquisizione in comodato gratuito e contestuale attribuzione in sub-comodato del complesso immobiliare del Castello di Rivoli e delle aree adiacenti. In particolare, si prendeva atto che il Comune di Rivoli con deliberazione del Consiglio Comunale n. 105 del , nell approvare il testo del contratto avente ad oggetto la concessione in uso gratuito alla Regione Piemonte, a titolo di comodato, del complesso edilizio del Castello di Rivoli e relative aree esterne e pertinenze, già approvato con D.G.R. n del , ha apportato allo stesso una modificazione, stralciando dalle premesse, ed in particolare nella parte relativa agli interventi che saranno oggetto dell accordo di programma da stipularsi tra la Regione Piemonte ed il Comune di Rivoli entro il , l intervento relativo all impianto di risalita meccanizzata sostituendolo con l intervento di sistemazione delle scarpate a monte della Collegiata Alta. 9. Con deliberazione n. 317 del (all. 3) la Giunta Comunale di Rivoli approvava i documenti di integrazione al progetto esecutivo relativi ai servizi di gestione e manutenzione dell opera, per la realizzazione del sistema di scale mobili per il 4
5 collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e la sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico (parco S. Grato III lotto) per l importo annuo complessivo di euro IVA inclusa; dava atto che l affidamento di servizi per la gestione e manutenzione del sistema di scale mobili sarebbe avvenuto mediante procedura d appalto congiuntamente all appalto per l esecuzione dell opera; dava atto, altresì, che i fondi necessari per la copertura finanziaria del servizio di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell opera, pari ad euro ,00 IVA inclusa per ciascun anno di esercizio e pertanto pari a complessivi euro IVA inclusa, sarebbero stati inseriti negli esercizi finanziari futuri su appositi capitoli di spesa a far data dall anno 2008 e fino allo scadere del contratto triennale; demandava al Dirigente dell Area Gestione del Territorio l assunzione del relativo impegno di spesa per l affidamento di servizi per la gestione e manutenzione del Sistema di scale mobili e la relativa definizione delle modalità di gara; demandava al medesimo dirigente la programmazione ed approvazione dell istituzione di un servizio di trasporto sostitutivo del sistema di scale mobili per l accesso dei disabili al Piazzale Mafalda di Savoia. 10. A seguito della pubblicazione dell'avviso di asta pubblica n. 12/05/2005 del , la gara veniva indetta per il giorno Le due ditte ammesse non rispondevano ai requisiti richiesti. L'Amministrazione comunale, quindi, indiva una nuova gara, 5
6 il cui avviso era approvato con determinazione dirigenziale n del la gara veniva esperita in data Con deliberazione del Consiglio comunale n. 35 del 17/03/2006, si procedeva ad indire referendum consultivo avente ad oggetto il seguente quesito: Ritenete utile che la città di Rivoli realizzi un sistema di scale mobili e opere accessorie, di circa 30 m. di dislivello, tra l incrocio di via Borghezio e via Marchetti ed il piazzale Mafalda di Savoia, con una spesa di ,77 euro e di euro annui di manutenzione più IVA, allo scopo di collegare il Centro storico al Castello?. 13. Con determinazione n. 499 del il Comune di Rivoli approvava l aggiudicazione definitiva dei lavori di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e la sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico (Parco S. Grato III lotto), comprendente anche i servizi di gestione e manutenzione dell opera per un periodo di anni tre all ATI S.I.E.G. S.p.A. (capogruppo mandataria) LOCATELLI GEOM. GABRIELE S.p.A. (mandante) CONSORZIO SERVIZI ASCENSORI Scarl (mandante) con il ribasso del 16,178% per un importo complessivo di euro ,58 oltre IVA di cui euro ,96 oltre IVA 10% per lavori soggetti a ribasso, euro ,00 oltre IVA 10% per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso, euro ,62 oltre IVA 20% per la gestione e manutenzione triennale del sistema di scale mobili. 6
7 14. Con decreto del Presidente del Consiglio comunale n. 10 del 14/04/2006 si procedeva ad indire il referendum consultivo, mentre con decreto del Presidente del Consiglio comunale n. 15 del 2/05/2006 si fissava la votazione per il 2/07/ Con determinazione dirigenziale n. 929/5 del la direzione dei lavori veniva affidata all arch. Andreas Vass, per un importo di , In data 2/07/2006 dalle ore 7,00 alle ore 22,00 si svolgevano le operazioni di voto relative al referendum consultivo e con decreto del Presidente del Consiglio comunale n. 23 del 4/07/2006 si proclamava il seguente esito referendario: - aventi diritto al voto: ; - votanti: 8.246; - risposta affermativa (SI): 3.256; - risposta negativa (NO): Con deliberazione del Consiglio comunale n. 85 dell 11/07/2006 si prendeva atto del risultato menzionato al punto n In data veniva stipulato con l appaltatore il contratto repertorio n In data venivano consegnati i lavori all appaltatore, ma dopo due sospensioni, gli stessi riprendevano in data Con determinazione dirigenziale n. 48/5 del 12/01/2007 si autorizzava a subappaltare alla ditta ITALCOGE S.p.A. di Torino i lavori relativi agli scavi ed alle opere civili. 7
8 21. Con deliberazione n. 205 del (all. 4) la Giunta Comunale di Rivoli deliberava: di approvare la perizia suppletiva e di variante n. 1 dei lavori di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e la sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico (Parco S. Grato III lotto) comprendente anche i servizi di gestione e manutenzione dell opera per un periodo di anni tre, redatta dal dott. Carlo Alessio, dall ing. Georgios Kalamaras e dall ing. Mauro Gagni, per un importo di maggiori lavori pari ad euro ,99 oltre IVA 10% ed una maggiore spesa complessiva di euro ,89; di dare atto che la perizia non comportava un aumento del quadro economico complessivo dell opera che ammontava a euro ,39; di dare atto che i maggiori lavori di cui alla perizia in essere sarebbero stati eseguiti dall impresa ATI S.I.E.G. S.p.A. (capogruppo mandataria) LOCATELLI GEOM. GABRIELE S.p.A. (mandante) CONSORZIO SERVIZI ASCENSORI Scarl (mandante) per un importo di euro ,99 oltre IVA 10% ed una maggiore spesa complessiva di euro ,89; infine, di approvare il nuovo quadro economico dell opera ammontante a complessivi euro , Con deliberazione n. 450 del la Giunta Comunale di Rivoli approvava l aggiornamento al Quadro Tecnico Economico dell opera pari a euro , Con deliberazione n. 488 del la Giunta Comunale di Rivoli approvava il progetto preliminare relativo all intervento di riqualificazione dell area archeologica per l importo complessivo di 8
9 euro ,00 di cui quota parte da utilizzare per finanziare un eventuale perizia suppletiva per il sistema di scali mobili in essere. 24. Con deliberazione n. 157 del la Giunta Comunale di Rivoli (All. 5) approvava la perizia suppletiva e di variante n. 2 relativa ai lavori di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e la sistemazione paesistica scarpate del Castello lato centro storico, redatta dall Associazione Temporanea di Professionisti con capogruppo A.I. Engineering S.r.l. di Torino, per un importo lavori di euro ,22 al netto del ribasso d asta del 16,178,00 e oneri per la sicurezza integrativi di euro ,91 per un importo complessivo di euro ,13 oltre IVA 10%. Inoltre, approvava il nuovo Quadro Tecnico Economico dell opera ammontante a complessivi euro , In data il Direttore dei Lavori consegnava al collaudatore la relazione finale per le opere strutturali, i certificati di prova ed i documenti necessari per procedere al collaudo statico delle opere. 26. In data , il collaudatore depositava il certificato di collaudo statico. 27. In data la Commissione preposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi Informativi e Statistici Direzione Territoriale del Nord Ovest U.S.T.I.F. per il Piemonte, la Valle d'aosta e la Liguria, all'esito della visita di ricognizione per l'apertura al pubblico esercizio della scala mobile marca Anlev modello A2T/SM2 situata 9
10 presso il percorso di risalita meccanizzata del Castello di Rivoli, esprimeva parere favorevole al rilascio del nulla osta tecnico ai fini della sicurezza dell'apertura all'esercizio pubblico dell'opera, subordinatamente all ottemperanza di alcune prescrizioni di esercizio (all. 6). 28. Con determinazione dirigenziale n del si approvava sotto il profilo tecnico il collaudo in essere al fine della messa in esercizio dell impianto per il solo giorno 17/9, in occasione dei festeggiamenti per il 150 anniversario dell Unità d Italia. 29. In data , l appaltatore presentava lo schema di regolamento di esercizio, sottoscritto dal responsabile di esercizio proposto dallo stesso appaltatore, l ing. Stefano Capitini. 30. In data , l USTIF per il Piemonte, la Valle d Aosta e la Liguria rilasciava il prescritto nulla osta tecnico (prot. n ) all apertura al pubblico degli impianti. 31. Con determinazione dirigenziale n del si approvava il certificato di collaudo tecnico-amministrativo (all. 7), redatto in data dal collaudatore Ing. Giancarlo Gonnet (depositato in data con n. di protocollo generale 37506), relativo ai lavori di realizzazione del sistema di scale mobili per il collegamento del centro storico con il Castello di Rivoli e sistemazione paesistica scarpate del castello lato centro storico eseguiti dall ATI SIEG S.p.A. di Verdellino (BG) capogruppo, LOCATELLI geom. GABRIELE S.p.A. di Bergamo ed il CONSORZIO SERVIZI ASCENSORI scarl di Ferrara, per un importo complessivo di euro 10
11 ,32 oltre IVA 10% da cui dedotti gli acconti liquidati di euro ,76 oltre IVA 10% risulta un credito a favore dell ATI aggiudicataria di euro ,56 oltre IVA 10%. 32. Con determinazione dirigenziale n. 48 del (all. 8), il Comune di Rivoli rilasciava autorizzazione all apertura al pubblico dei predetti impianti di trasporto pubblico ai sensi dell art. 4 3 del D.P.R. n. 753 dell e approvava il Regolamento di esercizio degli impianti, emanato dal responsabile dell esercizio stesso ai sensi dell art del D.P.R. n. 753 dell Art. 4 del Decreto Presidente della Repubblica 11/07/1980 n Nessuna ferrovia in concessione può essere aperta al pubblico esercizio senza preventiva autorizzazione rilasciata dai competenti uffici della M.C.T.C., delle regioni o degli enti locali territoriali, secondo le rispettive attribuzioni. È parimenti soggetta all'autorizzazione di cui al primo comma la riapertura o la prosecuzione dell'esercizio di una ferrovia in concessione dopo l'esecuzione delle varianti di cui al quarto comma del precedente art. 3, nonché dopo l'immissione in servizio di materiale mobile nuovo, rinnovato o modificato. Per i servizi di pubblico trasporto rientranti nelle attribuzioni delle regioni e degli enti locali territoriali, le autorizzazioni di cui al primo ed al secondo comma sono subordinate al nulla osta tecnico ai fini della sicurezza rilasciato dal competente ufficio della M.C.T.C. Chiunque effettua l'esercizio di una ferrovia in concessione senza l'autorizzazione di cui al primo comma è punito con l'ammenda da L a L oppure con l'arresto fino a due mesi. Chiunque, nell'esercizio di servizi di pubblico trasporto effettuati su strada, mediante autobus, ne vari il percorso senza l'autorizzazione degli organi di cui al primo comma, secondo le rispettive attribuzioni, è punito con la sanzione amministrativa da lire a lire , salvo i casi di forza maggiore [1]. Note: [1] La sanzione originaria dell'ammenda è stata sostituita con la sanzione amministrativa dall'art. 32, L. 24 novembre 1981, n Art. 102 del Decreto Presidente della Repubblica 11/07/1980 n Il direttore o il responsabile dell'esercizio di ogni ferrovia in concessione deve emanare nei limiti e nel rispetto dei patti di concessione e delle altre norme: 1) le disposizioni interne in applicazione delle norme regolamentari di cui ai punti 1) e 2) del precedente art. 95 in relazione alle caratteristiche e peculiarità del servizio; 2) le disposizioni interne riguardanti: a) l'impiego delle apparecchiature di trazione; b) la manutenzione della sede, degli impianti e delle apparecchiature; c) la condotta, la scorta e la manutenzione del materiale mobile; 11
12 II. La valutazione dei fatti esposti in precedenza e della loro supposta rilevanza ai fini del giudizio di responsabilità erariale non può prescindere, a nostro sommesso avviso, dalla considerazione che gli stessi si sono sviluppati all interno di un contesto amministrativocontabile già oggetto di attenzione, sia pure in relazione a fattispecie diverse, da parte di codesta Procura regionale (istruttoria n. 555/09/CRC. Affidamento incarichi professionali), nonché della Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte (Corte dei Conti, Delibera n. 158/2011/SRCPIE/PRSE). III. Posto ciò, l analisi ha come oggetto precipuo l opera denominata risalita meccanizzata (di seguito, risalita ), tesa a collegare il centro storico cittadino con l area del Castello di Rivoli, ai d) l'illuminazione dei veicoli, delle stazioni, dei passaggi a livello e degli altri impianti necessari per il servizio nelle ore notturne; e) le misure da adottare, ai fini della sicurezza, durante lo svolgimento dei lavori alla sede ed agli impianti della linea e delle stazioni; f) il numero delle corse da effettuare giornalmente, nonché il numero delle fermate; g) l'ubicazione delle fermate; h) le velocità ammesse e gli orari; i) la composizione dei treni, la capacità dei veicoli e le relative condizioni di frenatura; l) la disciplina dell'accesso ai posti di manovra o di controllo dei veicoli e delle stazioni; m) il numero e l'ubicazione dei mezzi di soccorso, nonché per lo svolgimento delle relative operazioni; n) i servizi delle stazioni e della linea, l'esercizio dei passaggi a livello ed i servizi ai veicoli. Le disposizioni interne di cui al precedente comma, salvo quelle di cui al punto 2), lettere d) ed e), devono essere preventivamente approvate dai competenti uffici della M.C.T.C., per i servizi di competenza statale, o dagli organi regionali, previo nulla osta ai fini della sicurezza da parte degli stessi uffici della M.C.T.C., per i servizi rientranti nelle attribuzioni regionali; detto nulla osta non è peraltro richiesto per le disposizioni interne di cui al precedente punto 2), lettera f). Agli effetti della valutazione delle esigenze locali di pubblico interesse, il numero e gli orari delle corse giornaliere nonché il numero e l'ubicazione delle fermate, per i servizi di pubblico trasporto rientranti nelle attribuzioni degli enti locali territoriali, devono essere anche da questi approvati. 12
13 proclamati fini della riqualificazione e dello sviluppo turistico del centro storico e della collina. La chiarezza impone, allora, di descrivere con maggior dettaglio l opera in parola, la quale consta di un sistema di scale mobili (tre rampe per la salita ed una per la discesa) che corrono sottoterra. Le rampe seminterrate sono coperte dall erba e sbucano in superficie in più punti. In particolare, il sistema di scale mobili è costituito da n. 4 rampe di scale mobili e da n. 1 tappeto mobile. Per maggior completezza si riportano i dati di cui alla determinazione dirigenziale n. 48 del (All. 8): Portata(dislivello) [mm] Lunghezza [mm] Tappeto mobile Scala mobile Scala mobile Scala mobile Scala mobile Tabella 1 Emerge ictu oculi la scarsa estensione del tracciato coperto dalla scala mobile, tant è che coloro i quali giungono a piedi sino al punto di partenza della scala in parola hanno pochi metri da attraversare per raggiungere il Castello di Rivoli. 13
14 Si tratta, ad avviso di chi scrive, di un possibile episodio di gestione delle risorse pubbliche inadeguata, perché inefficace, inefficiente, diseconomica, soprattutto alla luce del fatto che a fronte di un impiego ingente di danaro pubblico si potrebbe aver leso il diritto fondamentale della libertà di movimento delle persone disabili, e quindi della loro piena realizzazione personale e sociale. IV. - Per quanto concerne l abbattimento delle barriere architettoniche che impediscono la mobilità delle persone disabili e con riferimento all'accesso ai mezzi di mobilità pubblica vanno segnalate le discipline preposte dalle Convenzioni internazionali, le normative dell Unione Europea e quelle nazionali, nonché le pronunce giurisprudenziali che mirano a garantire concretamente alla persona disabile la parità di trattamento rispetto ai soggetti che non sono affetti da impedimenti nella mobilità, nella fruizione di mezzi di trasporto pubblici. Sotto il primo profilo, si ricorda innanzitutto la Convenzione di ew York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità, recepita nell ordinamento italiano con la legge 3 marzo 2009, n. 18, quindi precedentemente all apertura al pubblico della risalita meccanizzata. Per quanto concerne le persone affette da handicap motori, la Convenzione di New York contiene molti riferimenti divenuti vincolanti con la ratifica legislativa. Già nel Preambolo, alla lettera n), si ribadisce l importanza per le persone con disabilità della loro autonomia ed indipendenza individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, anche nel 14
15 movimento, specie se in grado di muoversi in modo autosufficiente. L art. 3 richiama i principi di non discriminazione, del rispetto delle pari opportunità (si ricorda infatti che il concetto di pari opportunità non è limitato esclusivamente al raggiungimento della parità di genere, ma è orientato all eliminazione delle discriminazioni oggettive a scapito degli individui sfavoriti) e dell accessibilità. L art. 4 è volto ad assicurare che le Autorità pubbliche agiscano in conformità agli scopi della Convenzione stessa, in particolare per ciò che concerne lo sviluppo di attrezzature progettate secondo uno standard di fruibilità per i disabili. L art. 5 incentiva il raggiungimento dell uguaglianza e della non discriminazione anche con misure fattuali, mentre l art. 9 promuove il raggiungimento della completa accessibilità per i disabili all ambiente fisico ed ai trasporti. L art. 19 garantisce alle persone disabili una vita indipendente e inclusiva nella società, al pari dell art. 20 che garantisce il diritto alla mobilità personale attraverso strumenti, tecnologie e attività di supporto. Sotto il secondo profilo, tra le diverse fonti europee spicca la Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea, in particolare con l art. 21, il quale prevede il divieto di qualsiasi forma di discriminazione e tra le diverse elencate in forma non esaustiva viene inclusa espressamente anche la disabilità; nonché l art. 26 in materia di inserimento dei disabili dove si fa esplicito riferimento al beneficio di misure intese a garantire l autonomia delle persone disabili, al loro inserimento sociale e professionale e la loro partecipazione alla vita della comunità. 15
16 Né possono essere tralasciate le normative di origine comunitaria che consentono di inquadrare in una prospettiva di più ampio respiro il diritto della persona disabile di partecipare attivamente alla vita pubblica e sociale. Tra queste si ricordano il d.lgs. 9 luglio 2003, n. 216, relativo all attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro che seppure non immediatamente incidente sulla materia oggetto di questo atto, rende pienamente contezza di come l integrazione della persona disabile deve essere considerata obiettivo primario delle politiche pubbliche, specie se vi è l impiego di fondi pubblici al fine di elevare lo standard della qualità della vita, la coesione economica e sociale nonché la solidarietà, la coesione sociale e il libero movimento delle persone. Anche il recente d.lgs. 24 febbraio 2009, n. 24, contenente la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1107/2006 relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo rende chiaro come sia possibile ottimizzare (e come ciò debba essere fatto) la mobilità di persone con disabilità anche in realtà complesse, come gli aeroporti, nei quali sono presenti apparati meccanizzati consistenti in scale mobili o tapis roulant. Sotto il terzo profilo, in ambito del diritto interno, emergono soprattutto gli artt. 2 e 3 della Costituzione nonché la legge 5 febbraio 1992, n. 104, Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Scopo di tale legge è realizzare 16
17 quattro linee guida nel contrasto della discriminazione delle persone disabili, apparentemente disattese nel caso in esame. Si tratta del principio della non discriminazione e del principio delle pari opportunità: entrambi tendenti all eliminazione dell handicap quale ostacolo sociale che impedisce la partecipazione della persona colpita alla vita collettiva; del principio delle maggiori gravità, orientato a risolvere le situazioni di bisogno, e del principio della concreta integrazione, ovvero l enforcement delle previsioni legislative che riconoscono diritti a favore delle persone disabili affinché tali diritti siano resi effettivamente esigibili. Al fine di realizzare tali linee direttrici si dimostra necessario potenziare i controlli relativamente all attuazione delle leggi, all erogazione dei finanziamenti, all espletamento degli iter di garanzia, come quello giudiziario. V. - Per ciò che riguarda gli aspetti collegati all utilizzo non ottimale delle risorse pubbliche, che avrebbero determinato la discriminazione dei cittadini non autonomi nella mobilità, preme citare le parole di recente espresse dal presidente della Corte dei Conti, il dott. Luigi Giampaolino, in occasione dell inaugurazione dell anno giudiziario 2012, secondo il quale la gestione inadeguata del danaro pubblico rappresenta l aspetto sul quale sempre più si accentra l attenzione delle sezioni giurisdizionali della Corte, in quanto scopo della loro azione è non solo quello di reintegrare il patrimonio leso o sanzionare il responsabile del danno, ma, prim ancora, quello di guidare per il futuro l operato del pubblico dipendente, o, comunque, del soggetto incaricato dell attuazione dell attività amministrativa, 17
18 indirizzandolo al corretto perseguimento di quegli interessi pubblici stabiliti dalle leggi e rispetto ai quali vi è stata la funzionalizzazione di pubbliche risorse. VI. La risalita meccanizzata è un impianto di trasporto pubblico ai sensi del citato art. 4 del D.P.R. n. 753 dell Il suddetto decreto è richiamato nella sua interezza dal regolamento di esercizio della S.I.E.G. S.p.a., in forza del quale l esercizio dell impianto si svolge secondo le norme del D.P.R. n. 753, nonché del D.M.18 settembre 1975 e sotto l osservanza delle leggi vigenti. Eppure, la risalita non risulta utilizzabile proprio da coloro i quali potrebbero trarne beneficio, ovvero i disabili. Giova, allora, per completezza, ricordare che la Regione Piemonte ha emanato la legge n. 1 del 4 gennaio 2000 orme in materia di trasporto pubblico locale, in attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, modificata dalla legge regionale n. 17 del 19 luglio 2004, che ha come obiettivo primario, tra gli altri, quello di garantire una maggiore efficacia ed efficienza, intese sia come più adeguata risposta alla domanda di mobilità, sia come più favorevole rapporto tra i costi e i benefici nella produzione dei servizi. VII. - In relazione all utilizzazione dell opera da parte delle persone con disabilità, si richiama l art. 24, comma 7, della citata legge-quadro n. 104 del 5 febbraio 1992 e ss.mm. e intt., a norma del quale: Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle 18
19 quali le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inabitabili e inagibili. Il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili. Essi sono puniti con l ammenda da 5164 a euro nonché, quale pena accessoria, la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi. Il precetto ha natura di sanzione penale, mirante a tutelare il bene giuridico della salute ex art. 32 Cost., da intendersi in senso ampio, comprensivo della possibilità di socializzazione di tutti i consociati, in ossequio agli artt. 2 e 3 Cost., anche dei soggetti disabili. L obiettivo perseguito dal legislatore è, pertanto, quello di garantire ai cittadini disabili di godere, senza discriminazioni, di qualsiasi bene fruibile dalla generalità dei consociati. Le leggi n. 13/1989 e n. 104/1992 non si limitano ad innalzare il livello di tutela in favore dei disabili, esse segnano soprattutto un radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo stesso di affrontare i problemi delle persone con disabilità, i quali devono essere considerati come problemi non solo di carattere individuale dei disabili, ma dell'intera collettività (Corte cost., sent. n.167/1999). Con sentenza del , la Cassazione, III Sez. pen., in ossequio al dettato di cui all art. 3 Cost., ha confermato la precedente condanna a lire 20 milioni di ammenda con sospensione per tre mesi dall'albo professionale e condanna ai danni morali di un architetto che, 19
20 in qualità di direttore dei lavori finalizzati alla realizzazione di due sale cinematografiche, non aveva osservato le disposizioni dirette all'eliminazione delle barriere architettoniche omettendo, in particolare, la realizzazione di un ascensore per il raggiungimento della sala cinematografica posta al primo piano. Si segnala, altresì, la sentenza n del , con cui la Corte di Cassazione, III Sez. pen., ha annullato la condanna in contumacia per abuso edilizio di un imputato disabile che non è stato messo nelle condizioni di accedere autonomamente nell'aula dove si dibatteva il processo, pur avendone fatta espressa richiesta, stante la presenza di barriere architettoniche. Il giudice di prime cure aveva condannato in contumacia il disabile affermando che questi non aveva prestato quelle forme di adesione e collaborazione che avrebbero potuto agevolare il superamento dell'ostacolo (per esempio un accompagnamento "a braccia" da parte dei messi dell'ufficio). La Corte, richiamata la filosofia complessiva e le specifiche leggi a tutela dei disabili, contenenti l obbligo per le istituzioni di attivarsi affinché questi possano esercitare i loro diritti nel rispetto della dignità umana e con la massima autonomia possibile, richiamata altresì la sentenza della Corte Costituzionale n. 167 del 10/05/1999, osservava che "una volta che l'autorità giudiziaria abbia convocato il cittadino a comparire in giudizio, spetta in via generale all'amministrazione garantire che per le persone disabili siano assicurate modalità di accesso ai locali rispettose dell'eguaglianza e della pari dignità di tutti i cittadini. Pertanto, il permanere di barriere architettoniche che 20