Source: http://www.consiglio.regione.vda.it/app/costituzione
Timestamp: 2019-04-25 22:41:03+00:00
Document Index: 20499684

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 48', 'art. 51', 'art. 56', 'art. 57', 'art. 60', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 81', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 97', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 114', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 118', 'art. 119', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 120', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 123', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 127', 'art. 128', 'art. 129', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 131']

Consiglio Regionale della Valle d'Aosta - La Costituzione
(Testo aggiornato alla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1,
corredato di note, dell'elenco degli articoli modificati e delle leggi costituzionali di modifica)
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Non è ammessa la pena di morte (1a).
È dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge (2).
Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini (3).
Art. 56 (4)
Art. 60 (6)
Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti .
Art. 68 (7)
Art. 79 (8)
Art. 81 (9)
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (10).
Art. 96 (11)
Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico (12).
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni (13)se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Art. 111 (14)
Art. 114 (15)
Art. 115 (16)
Art. 116 (17)
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
Art. 117 (18)
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie (18bis);
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato (18ter).
Art. 118 (19)
Art. 119 (20)
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea (20bis).
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti 20ter.
Art. 120 (21)
Art. 121 (22)
Art. 122 (23)
Art. 123 (24)
Art. 124 (25)
(...) (26)
Art. 126 (27)
Art. 127 (28)
Art. 128 (29)
Art. 129 (30)
Art. 130 (31)
Art. 131 (32)
Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra (33).
- sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione (34).
Art. 135 (35)
- sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative;
- hanno fatto parte del disciolto Senato;
(...) (36)
Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all'articolo 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l'articolo 6 .
Fino a cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell'elenco di cui all'articolo 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell'articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l'obbligo di sentire le popolazioni interessate (37).
Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale] (38).
La presente Costituzione è promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'Assemblea Costituente ed entra in vigore il 1° gennaio 1948. Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l'anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione.
Nota al quarto comma dell'art. 10 e al secondo comma dell'art. 26.
(1) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio 1967, n. 164), ha disposto che il quarto comma dell'articolo 10 e il secondo comma dell'articolo 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio.
Nota al quarto comma dell'art. 27.
(1a) Comma così modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1 (G.U. 10 ottobre 2007, n. 236).
Nella formulazione originaria, il testo del quarto comma dell'articolo 27 della Costituzione recitava:
"Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra."
Nota al terzo comma dell'art. 48.
(2) Comma inserito dall'articolo 2 della legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1 (G.U. 20 gennaio 2000, n. 15).
L'articolo 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19), ha, inoltre, disposto, in via transitoria, quanto segue:
Nota al primo comma dell'art. 51.
(3) Comma così modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1 (G.U. 12 giugno 2003, n. 134).
Nella formulazione originaria, il testo del primo comma dell'articolo 51 della Costituzione recitava:
Nota all'art. 56.
(4) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2 (G.U. 12 febbraio 1963, n. 40). Il secondo ed il quarto comma di tale articolo sono stati inoltre modificati dall'articolo 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 56 della Costituzione recitava:
"La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno dell'elezione hanno compiuto i venticinque anni di età".
Il testo dell'articolo 56 come sostituito dalla legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recitava:
"La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti."
L'articolo 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in via transitoria, quanto segue:
Nota all'art. 57.
(5) Articolo sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2. Il terzo comma di tale articolo è stato inoltre modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3 (G.U. 4 gennaio 1964, n. 3). Il primo, il secondo ed il quarto comma sono stati poi modificati dall'articolo 2 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 57 della Costituzione recitava:
"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d'Aosta ha un solo senatore."
Il testo dell'articolo 57 come sostituito dalla legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, recitava:
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette. La Valle d'Aosta ha un solo senatore.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base di quozienti interi e dei più alti resti."
Il testo del terzo comma dell'articolo 57 come sostituito dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, recitava:
"Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; Il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno."
Nota all'art. 60.
(6) Articolo così sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2. Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 60 della Costituzione recitava:
"La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra."
Nota all'art. 68.
(7) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3 (G.U. 30 ottobre 1993, n. 256). Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 68 della Costituzione recitava:
"I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Eguale autorizzazione è richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile."
Nota all'art. 79.
(8) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1 (G.U. 9 marzo 1992, n. 57). Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 79 della Costituzione recitava:
"L'amnistia e l'indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle Camere.
Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione."
Nota all'art. 81.
(9) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (G.U. 23 aprile 2012, n. 95).
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 81 della Costituzione recitava:
Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte".
Nota al secondo comma dell'art. 88.
(10) Comma così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1 (G.U. 8 novembre 1991, n. 262).
Nella formulazione originaria, il testo del secondo comma dell'articolo 88 della Costituzione recitava:
"Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato."
Nota all'art. 96.
(11) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1 (G.U. 17 gennaio 1989, n. 13).
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 96 della Costituzione recitava:
"Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni."
Nota all'art. 97.
(12) Comma introdotto dall'art. 2 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1.
Nota al primo comma dell'art. 107.
(13) Nel testo pubblicato nella edizione straordinaria della G.U. 27 dicembre 1947, per errore tipografico, in luogo di "funzioni" compariva la parola "funzionari" (vedi errata-corrige in G.U. 3 gennaio 1948, n. 2).
Nota all'art. 111.
(14) I primi cinque commi dell'articolo 111 sono stati introdotti dall'articolo 1 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2 (G.U. 23 dicembre 1999, n. 300).
Nota all'art. 114.
(15) Articolo così sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. 24 ottobre 2001, n. 248).
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 114 della Costituzione recitava:
"La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni."
Nota all'art. 115.
(16) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 115 della Costituzione recitava:
"Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione."
Nota all'art. 116.
(17) Articolo così sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 116 della Costituzione recitava:
"Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali."
Note all'art. 117.
(18) Articolo così sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 117 della Costituzione recitava:
"La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, semprechè le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni:
(18bis) Lettera così modificata dall'art. 3 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1. Nella formulazione originaria, la lettera recitava:
"e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;"
(18ter) Comma così modificato dall'art. 3 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1. Nella formulazione originaria, il comma recitava:
"Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato."
Nota all'art. 118.
(19) Articolo così sostituito dall'articolo 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 118 della Costituzione recitava:
"Spettano alla Regione le funzioni amministrative per le materie elencate nel precedente articolo, salvo quelle di interesse esclusivamente locale, che possono essere attribuite dalle leggi della Repubblica alle Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali.
La Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle Provincie, ai Comuni o ad altri enti locali, o valendosi dei loro uffici."
Note all'art. 119.
(20) Articolo così sostituito dall'articolo 5 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 119 della Costituzione recitava:
"Le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica, che la coordinano con la finanza dello Stato, delle Provincie e dei Comuni.
La Regione ha un proprio demanio e patrimonio, secondo le modalità stabilite con legge della Repubblica."
(20bis) Comma così modificato dall'art. 4 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1. Nella formulazione originaria, il comma recitava:
"I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa."
(20ter) Comma così modificato dall'art. 4 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1. Nella formulazione originaria, il comma recitava:
"I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti."
Nota all'art. 120.
(21) Articolo così sostituito dall'articolo 6 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 120 della Costituzione recitava:
"La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni.
Non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro."
Nota all'art. 121.
(22) I commi secondo e quarto sono stati modificati dall'articolo 1 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 121 della Costituzione recitava:
"Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; promulga le leggi ed i regolamenti regionali, dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo centrale."
Nota all'art. 122.
(23) Articolo così sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 122 della Costituzione recitava:
"Il sistema d'elezione, il numero e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri regionali sono stabiliti con legge della Repubblica.
Il Presidente ed i membri della Giunta sono eletti dal Consiglio regionale tra i suoi componenti."
Si riporta di seguito l'articolo 5, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1:
b) nel caso in cui il Consiglio regionale approvi a maggioranza assoluta una mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, presentata da almeno un quinto dei suoi componenti e messa in discussione non prima di tre giorni dalla presentazione, entro tre mesi si procede all'indizione di nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta. Si procede parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta in caso di dimissioni volontarie, impedimento permanente o morte del Presidente."
Nota all'art. 123.
(24) Articolo così sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il quarto comma è stato aggiunto dall'articolo 7 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 123 della Costituzione recitava:
"Ogni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all'organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed è approvato con legge della Repubblica."
Nota all'art. 124.
(25) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 124 della Costituzione recitava:
"Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione."
Nota al primo comma dell'art. 125.
(26) Comma abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo del primo comma dell'articolo 125 della Costituzione recitava:
"Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale."
Nota all'art. 126.
(27) Articolo così sostituito dall'articolo 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 126 della Costituzione recitava:
"Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge, o non corrisponda all'invito del Governo di sostituire la Giunta o il Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Lo scioglimento è disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica, sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio."
Nota all'art. 127.
(28) Articolo così sostituito dall'articolo 8 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 127 della Costituzione recitava:
"Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata al Commissario che, salvo il caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
Ove il Consiglio regionale la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Governo della Repubblica può, nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza."
Nota all'art. 128.
(29) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 128 della Costituzione recitava:
"Le Provincie e i Comuni sono enti autonomi nell'ambito dei principî fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni."
Nota all'art. 129.
(30) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 129 della Costituzione recitava:
"Le Provincie e i Comuni sono anche circoscrizioni di decentramento statale e regionale.
Le circoscrizioni provinciali possono essere suddivise in circondari con funzioni esclusivamente amministrative per un ulteriore decentramento."
Nota all'art. 130.
(31) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 130 della Costituzione recitava:
"Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti delle Provincie, dei Comuni e degli altri enti locali.
In casi determinati dalla legge può essere esercitato il controllo di merito, nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione."
Nota all'art. 131.
(32) L'articolo 131 è stato modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, che ha disposto la costituzione del Molise come Regione a sé stante. Nella formulazione originaria, l'articolo 131 con la dizione "Abruzzi e Molise" individuava un'unica Regione.
Nota al secondo comma dell'art. 132.
(33) Comma così modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 132, comma 2, della Costituzione recitava:
"Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra."
Nota all'ultimo capoverso dell'art. 134.
(34) Capoverso così modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo del terzo capoverso dell'articolo 134 della Costituzione recitava:
"sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed i Ministri, a norma della Costituzione".
Nota all'art. 135.
(35) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2 (G.U. 25 novembre 1967, n. 294). Il settimo comma di tale articolo è stato inoltre modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 135 della Costituzione recitava:
"La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
L'ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento o di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione d'avvocato, e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all'inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore."
Il testo dell'articolo 135 come sostituito dalla legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, recitava:
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari."
Nota al terzo comma della VII delle disposizioni transitorie e finali.
(36) Comma abrogato dall'articolo 7 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo del terzo comma della VII disposizione recitava:
"I giudici della Corte costituzionale nominati nella prima composizione della Corte stessa non sono soggetti alla parziale rinnovazione e durano in carica dodici anni".
Nota alla XI delle disposizioni transitorie e finali.
(37) Il termine di cui alla XI disposizione è stato prorogato al 31 dicembre 1963 dalla legge costituzionale 18 marzo 1958, n. 1 (G.U 1° aprile 1958, n. 79); entro tale termine è stata istituita la Regione Molise (vedi art. 131 della Costituzione).
Nota alla XIII delle disposizioni transitorie e finali.
(38) La legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1 (G.U. 26 ottobre 2002, n. 252) ha disposto l'esaurimento degli effetti dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale stessa (10 novembre 2002).
Si riportano, per completezza, gli articoli 10 e 11 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:
Rinvii della Commissione di coordinamento
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