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Timestamp: 2020-06-01 17:39:44+00:00
Document Index: 67653745

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 116', 'art. 115', 'sentenza ', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 385', 'art. 2', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25329 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25329 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.12/12/2016), n. 25329
sul ricorso 8631/2015 proposto da:
P.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE
FERRARI 4, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO FIORETTI,
rappresentata e difesa dagli avvocati GIORGIO BARILI e PILERIO
SPADAFORA, giusta delega a margine del ricorso;
C.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA RICCARDO
GRAZIOLI LANTE, 7, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO MOROSINI,
rappresentata e difesa dall’avvocato STEFANIA SENSINI, giusta delega
avverso la sentenza n. 1051/2014 del TRIBUNALE di VITERBO, emessa e
udito l’Avvocato Stefania Sensini, per la controricorrente, che si
riporta agli scritti ed insiste per l’inammissibilità del ricorso.
“1. P.A. è stata condannata dal Giudice di pace di Viterbo a risarcire a C.P. il danno aquiliano causatole attraverso un atto diffamatorio.
Il Tribunale di Viterbo, con la sentenza 21.10.2014 n. 1051, ha rigettato il gravame proposto dalla parte soccombente.
2. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da P.A., con ricorso fondato su un motivo.
Con l’unico motivo di ricorso la ricorrente lamenta che il Tribunale avrebbe da un lato violato la legge (ovvero gli artt. 115 e 116 c.p.c.), e dall’altro omesso di esaminare un fatto decisivo.
Spiega che il giudice di primo grado avrebbe accolto la domanda in assenza di idonee prove, e quello d’appello avrebbe erroneamente condiviso tale decisione.
3. Nella parte in cui lamenta la violazione di legge il ricorso è manifestamente infondato, perchè stabilire se una diffamazione sia stata commessa o no è un accertamento in fatto, non una valutazione in diritto.
4. Nella parte in cui lamenta l’omesso esame d’un fatto decisivo il ricorso è manifestamente infondato, perchè la ricorrente in realtà sollecita da questa Corte una valutazione delle prove ulteriore e diversa rispetto a quella prescelta dal giudice di merito: richiesta come noto non consentita in questa sede.
5. Si propone pertanto il rigetto del ricorso”.
4. In questa, la ricorrente in buona sostanza espone che il Tribunale avrebbe violato gli artt. 115 e 116 c.p.c., perchè ha ritenuto di trarre la prova della condotta illecita da prove che non la dimostravano affatto. Ricorda che la testimonianza addotta dalla parte attrice fu generica, mentre altre testimonianze, addotte dalla convenute, avevano escluso la sussistenza dei fatti posti a fondamento della domanda.
4.1. Le osservazioni contenute nella memoria depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., tuttavia, non tengono conto del tradizionale orientamento di questa Corte, secondo cui la violazione dell’art. 116 c.p.c., sussiste, e può essere denunciata in sede di legittimità, non già per il solo fatto che il giudice di merito abbia valutato le prove in modo diverso rispetto a quanto auspicato da una delle parti, ma solo quando il giudice di merito ritenga che sia liberamente valutabile una prova legale (ad esempio, un atto pubblico); ovvero quando, all’opposto, reputi vincolante una prova a valutazione libera (così, ex mulis, Sez. 3, Sentenza n. 11892 del 10/06/2016, Rv. 640193; Sez. 3, Sentenza n. 26965 del 20/12/2007, Rv. 601128).
4.2. Nemmeno è censurabile in sede di legittimità, per violazione dell’art. 115 c.p.c., la sentenza di merito che abbia ritenuto provato o non provato un determinato fatto.
La violazione dell’art. 115 c.p.c., infatti, può essere dedotta come motivo di ricorso per cassazione solo quando il giudice di merito dichiari espressamente di non dover osservare la regola contenuta nella norma, ovvero giudichi sulla base di prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi riconosciutigli. L’art. 115 c.p.c., per contro, non è violato per il solo fatto che il giudice, nel valutare le prove proposte dalle parti, ha attribuito maggior forza di convincimento ad alcune piuttosto che ad altre (così, ancora, Sez. 3, Sentenza n. 11892 del 10/06/2016, Rv. 640192).
5. Le spese del presente grado di giudizio vanno a poste a carico della ricorrente, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1 e sono liquidate nel dispositivo.
(-) condanna P.A. alla rifusione in favore di Patrizia Coppa delle spese del presente grado di giudizio, che si liquidano nella somma di Euro 1.400, di cui Euro 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di P.A. di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.