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Timestamp: 2019-08-18 22:00:33+00:00
Document Index: 94783419

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 147', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 147', 'art. 157', 'art. 44', 'art. 157', 'art. 153', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 7', 'art. 153', 'art. 155']

"...reiterata ed intenzionale, protrattasi nel tempo, ha integrato la violazione addebitata, acclarando i dati, nella loro oggettiva consistenza, l'esplicazione da parte dello stesso notaio di un'attività ricorrente e di considerevole portata in piena infrazione al divieto posto dall&#39;art. 10 del vigente codice deontologico, il quale vieta l'apertura di un ufficio secondario in più di un Comune sede notarile, equiparando all'ufficio secondario la ricorrente presenza del notaio presso studi di altri professionisti ed organizzazioni estranee al notariato."
3 - violazione dell'art. 147, comma l, lettera a), della legge notarile, per avere improntato il proprio comportamento ad un'eccessiva litigiosità nei confronti dei colleghi, del Consiglio notarile e dei clienti in genere, recando con ciò pregiudizio all'immagine del notaio quale deposi- tario di una funzione paragiurisdizionale (originaria in- colpazione n. 4); violazione del dovere, imposto dall&#39;art. 26, comma l, del- la legge notarile, di assistere personalmente allo studio nei giorni della settimana di martedì, mercoledì e giove- dì e negli orari fissati dal presidente della Corte d'appello di Milano (originario addebito n. 6).
2.1. - Escluso che i termini della fase amministrativa del procedimento disciplinare nei confronti del notaio siano da ritenere perentori e che possa trovare applicazione l'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai docu- menti amministrativi) ad una fase anteriore a quella cui la legge notarile àncora l'inizio del procedimento e in relazione alla quale prevede essa stessa l'avviso al notaio, la Corte territoriale, con riguardo alla prima contestazione, ha rile- vato che - risultando pacifico in atti che il notaio De Tizio ha sempre avuto la sede principale a Settimo Milanese e la sede secondaria a Milano in via Larga, sedi entrambe operative - la condotta accertata (consistente nella ricezione, nel pe- riodo marzo-luglio 2010, nei locali siti in Rho alla via Puc- cini, n. 5, di n. 134 atti a raccolta, per la stragrande mag- gioranza dei casi di natura immobiliare - compravendite e mu- tui spesso tra loro collegati), reiterata ed intenzionale, protrattasi nel tempo, ha integrato la violazione addebitata, acclarando i dati, nella loro oggettiva consistenza, l'esplicazione da parte dello stesso notaio di un'attività ri- corrente e di considerevole portata in piena infrazione al di- vieto posto dall&#39;art. 10 del vigente codice deontologico, il quale vieta l'apertura di un ufficio secondario in più di un Comune sede notarile, equiparando all'ufficio secondario la ricorrente presenza del notaio presso studi di altri profes- sionisti ed organizzazioni estranee al notariato.
In relazione al secondo addebito, la Corte di Milano - premesso che il comportamento del professionista il quale, in violazione delle norme deontologiche, si sottrae ai controlli dell'organo preposto alla vigilanza o tenda ad eluderli o a renderli difficoltosi, costituisce condotta eticamente ripro- vevole in quanto indicativa di scarsa lealtà, correttezza e limpidezza di comportamento, idonea a ledere l'interesse tute- lato dall&#39;art. 147 della legge notarile - ha
In tema di procedimento disciplinare a carico dei notai, la mancata lettura del dispositivo, immediatamente dopo la de- • 8 cisione, da parte del presidente della Commissione amministra- tiva regionale di disciplina non comporta la nullità della sanzione, in quanto né l'art. 157 della legge 16 febbraio 1913, n. 89 (nel testo sostituito dall&#39;art. 44 del d.lgs. l° agosto 2006, n. 249), né altra norma della legge notarile pre- vede espressamente tale conseguenza. Ugualmente non dà luogo ad alcuna nullità il deposito della decisione oltre il termine di trenta giorni previsto dal citato art. 157, giacché il ri- tardo nel deposito di una decisione non è idoneo, in difetto di una specifica previsione di legge, ad estinguere i poteri decisori del giudicante.
3.1. - La doglianza è infondata. Nel respingere la corrispondente censura articolata in se- de di reclamo, la Corte territoriale si è attenuta al princi- pio per cui i termini della fase amministrativa del procedi- mento disciplinare nei confronti dei notai sono ordinatori, in mancanza di una espressa qualificazione di perentorietà, con la conseguenza che deve escludersi che l'art. 153 della legge notarile, nello stabilire che il procedimento disciplinare de- ve essere promosso senza indugio, fissi un termine di decaden- za o di estinzione in relazione a tale procedimento (Cass., Sez. VI-3, 20 luglio 2011, n. 15963). D'altra parte, la Corte di merito ha dato atto, corretta- mente, che la molteplicità delle condotte contestate ha reso complessa l'attività di indagine, in ragione sia della plura- lità di infrazioni, sia dello stesso comportamento tenuto dall&#39;incolpato, e che, comunque, l'ipotizzata protrazione del procedimento non è stata tale da precludere o da determinare un ostacolo alla difesa effettiva dell'incolpato.
6. - La decisione relativa al terzo addebito (originaria incolpazione n. 4) è attinta (a pag. 76 e ss.) da due doglianze. Con la prima (violazione dell'art. 147, lettera a, della legge notarile) si sostiene che le iniziative giudiziarie del notaio sottoposto a procedimento disciplinare non configure- rebbero un abuso del processo, né integrerebbero l'illecito previsto dall&#39;art. 147, comma 1, lettera a), della legge nota- rile. Con la seconda, formulata in via subordinata, si lamen- ta, sotto il profilo dell'insufficiente o contraddittoria mo- tivazione, che la Corte non sia scesa nel dettaglio delle sin- gole iniziative, anche giudiziarie, intraprese dal dott. Tizio, omettendo di verificarne le cause.
Il ricorrente non ha ragione di dolersi della violazione della legge n. 241 del 1990, avendo questa Corte già chiarito che nella fase preliminare al promovimento dell'azione disci- plinare nei confronti di un notaio a quest'ultimo non deve es- sere data preventiva comunicazione dell'avvio del procedimento: sia perché il citato art. 7 esclude la propria applicabi- lità nei casi di particolari esigenze di celerità del procedi- mento, le quali sono legislativamente presupposte dall&#39;art. 153 della legge notarile, che impone di promuovere il procedi- mento senza indugio, se risultano sussistenti gli elementi co- stitutivi di un fatto disciplinarmente rilevante (Sez. Un., 31 luglio 2012, n. 13617); sia perché la materia è, in parte qua, integralmente regolata dalla medesima legge notarile, il cui art. 155 dispone che al notaio sia data comunicazione del pro- cedimento solo dopo che l'azione disciplinare è stata promossa mediante la relativa richiesta (Sez. VI-3, 26 giugno 2012, n. 10595).