Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23212-del-18-09-2019
Timestamp: 2020-08-05 07:18:05+00:00
Document Index: 18675272

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 142', 'art. 7', 'art. 82', 'art. 7', 'art. 49', 'art. 360', 'art. 132', 'art. 118', 'art. 36']

Sentenza Cassazione Civile n. 23212 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23212 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 18/09/2019, (ud. 05/06/2019, dep. 18/09/2019), n.23212
sul ricorso 28563-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 4812/2016 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
udito per il controricorrente l’Avvocato LORETI per delega
dell’Avvocato PIZZUTELLI che si riporta agli atti.
1. La parte contribuente propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza con cui la CTR per il Lazio, riformando la pronuncia di primo grado, ha accolto l’appello del comune che aveva emesso un avviso di accertamento per l’omesso pagamento dell’ICI relativo all’annualità 2007. La controversia ruota essenzialmente sulla questione se sia oggetto dell’imposta in questione un area sottoposta a vincoli di inedificabilità, in quanto ricadente tra una fascia di rispetto di corso d’acqua ed una fascia di rispetto ferroviario.
2. La commissione tributaria regionale, con sentenza depositata il 21 luglio 2016, per ciò che rileva ai fini del presente giudizio, ha ritenuto che: le norme di interpretazione autentica del D.Lgs. n. 504 del 199, art. 2, comma 1, lett. b), vanno intese nel senso che l’edificabilità di un’area, per potere applicare il criterio di determinazione della basa imponibile fondato sul valore venale, va desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi; l’art. 2 sopra citato delinea una nozione di area edificabile ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria; la presenza di vincoli o di destinazioni urbanistiche, incidendo sulla possibilità di trasformazioni urbanistico-edilizie presuppongono la vocazione edificatoria del suolo; la presenza di detti vincoli incide, dunque, solo sulla concreta valutazione del valore venale del suolo, ma non sottrae lo stesso al regime fiscale dei suolo edificabili.
4.3. Con riguardo al profilo relativo al rispetto della distanza dal fiume si ricorda che, ai sensi della L. n. 42 del 2004, art. 142, lett. c), Codice dei beni culturali e della paesaggio: “Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo:….. C) i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;”.
La L.R. Lazio n. 24 del 1998, rubricata Pianificazione paesistica e tutela dei beni delle aree sottoposti a vincolo paesistico, all’art. 7 prevede che: “1. Ai sensi del D.P.R. n. 616 del 1977, art. 82, comma 5, lett. C), sono sottoposti a vincolo paesistico i fiumi, i torrenti ed i corsi d’acqua iscritti negli elenchi di cui al T.U. delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933 numero 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna, di seguito denominata fascia di rispetto.”
Nel caso di specie la parte deduce che il terreno ricade nella fascia di rispetto dal limite del fiume, ai sensi della L.R. sopra citata, art. 7.
In via generale si ritiene che, essendo il limite all’edificabilità imposto per legge in nome di interessi di carattere pubblicistico, per le aree ricadenti nelle fasce di rispetto come, ad esempio, in materia di distanza dalle strade o dalle autostrade, oltre che, come nella specie, in materia ferroviaria, debba escludersi in radice la vocazione edificatoria. In questo senso si richiama la giurisprudenza di questa Corte resa in materia di esproprio che esclude la natura edificatoria dei terreni sottoposti a detti vincoli (Cass. n. 18544 del 2006; n. 21092 del 2005; n. 11764 del 2001, n. 25668 del 2015, n. 23674 del 2017). In tal senso va dato seguito al principio già espresso, secondo cui: “L’area compresa nella fascia di rispetto ferroviario, prevista dal D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753, art. 49, essendo sottoposta a divieto assoluto di edificazione, non è soggetta all’imposta comunale sugli immobili” (Cass. n. 9549 del 2013).
4.5. Nel caso di specie, tuttavia, la parte non ha chiarito come il fondo risulti del tutto ricadente dalle due richiamate fasce di rispetto. Nè si ritiene di ausilio la mappa riportata in ricorso che non rende evidente i limiti del terreno per cui è causa rispetto alle predette fasce. Tali carenze precludono al collegio un vaglio di legittimità.
Va chiarito a tale proposito che, ove il terreno ricada interamente nelle fasce di rispetto per effetto dei sopra richiamati vincoli di inedificabilità, il tributo per cui è causa non sarà dovuto; viceversa, ove l’inclusione sia solamente parziale il vincolo o i vincoli incideranno solo sulla determinazione del valore del terreno quale base imponibile (in tal senso vedi Cass. n. 5758 del 2010).
6. Con il terzo motivo lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., nonchè del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4; si censura che i giudici del merito abbiano omesso la circostanza che il terreno sia gravato da vincoli di inedificabilità e non abbiano quindi affrontato la questione della determinazione del valore dello stesso ai fini dell’individuazione della base imponibile.