Source: http://docplayer.it/1543908-Newsletter-ammb-la-riforma-del-diritto-fallimentare-un-timido-passo-avanti-verso-la-privatizzazione-delle-procedure-di-risanamento.html
Timestamp: 2016-10-27 03:15:12+00:00
Document Index: 129388882

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 1']

⭐NEWSLETTER AMMB. La riforma del diritto fallimentare: un(timido) passo avanti verso la privatizzazione delle procedure di risanamento
NEWSLETTER AMMB. La riforma del diritto fallimentare: un(timido) passo avanti verso la privatizzazione delle procedure di risanamento
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Silvestro Negri
1 AM NEWSLETTER - ASSOCIAZIONE MASTER MERCHANT BANKING - 4 L a mitologia classica ritiene che Giano sia stato il più antico Dio di Roma. Il suo aspetto è quello di una testa con due facce contrapposte, a sottolineare il concetto di antitesi, prima fra tutte quella fra ciò che è stato e ciò che ancora non lo è, come il passato e il futuro. La finanza, che non si sottrae alle sue contraddizioni e, quindi, a questo passaggio (si ricordi l accezione), sembra, in questi giorni, assumere i connotati del Giano bifronte: da un lato, il volto del passato, con la recessione che continua a manifestarsi nelle rilevazioni di lavoro e capitale più o meno bruciati ; dall altro lato, il volto del futuro con dati di ripresa più incoraggianti (soprattutto a livello macro, e soprattutto provenienti dagli USA) che lasciano il posto a benefiche iniezioni di fiducia (in Italia - scrivono - al sud meno che a nord). In tutto ciò, e anzi (per rimanere in tema di antitesi), al di sopra di questi aspetti utili ma propriamente teorici, il singolo operatore deve decidere, nel suo quotidiano, facendo i conti con incertezze e variabili dalle ombre quanto mai lunghe (quanto basta per imbrunire il presente). Ma allora, come prendere le decisioni senza lasciarsi trascinare dalla folata, più o meno emotiva, del momento? Alcuni studiosi hanno intercettato nel Giano (il cui nome sarebbe da ricondurre all etimologia latina jauna, ovvero porta ), una terza faccia, come ad intendere ciò che è, ovvero il presente. La porta del tempo sarebbe allora il presente, ed è in questo passaggio (tra passato e futuro) che andrebbero ricercate le risposte. Usiamo spesso dire che una decisione è buona quando è fatta con i piedi per terra ; in equilibrio, quando si dà il giusto peso alle delusioni passate ed alle aspettative future; ma soprattutto, quando la si fa nel presente, alla luce di ciò che è, e dunque, di ciò che si fa. Scrivono che alcune banche, sulla scia di un euforia finanziaria hanno ricominciato a fare ingegneria spericolata (si legga Federico Fubini in Derivati, la miccia si è riaccesa CorrierEconomia, lunedì 18 ottobre pagina 1). Si poteva immaginare che alcuni operatori cedendo al fascino delle aspettative, avrebbero rimosso con le ombre del futuro i timori del passato (per molti, timori ancora del presente); ma forse le previsioni erano a più a lungo termine. Ci rassicura, intanto, sapere che altri operatori continueranno ad operare come hanno sempre fatto, avendo cura di ciò che è, per tutti. Per gli altri, gli indecisi, non rimane che affidarsi a Seneca: Il nostro primo dovere è quello di non seguire, come fanno gli animali, il gregge di coloro che ci precedono, dirigendoci non dove bisogna andare, ma dove si va. Con questo spirito, noi dell Associazione AM LIUC abbiamo voltato pagina rispetto alla crisi e alle sue problematiche, ed abbiamo continuato ad occuparci delle tematiche più strumentali al lavoro di ogni giorno. La copertina del quarto numero è dedicata al concordato stragiudiziale ed alle modifiche in tema di legge fallimentare; il contributo è dell Avv. Maurizio Bernardi, partner dello 1 Studio Pirola Pennuto Zei & Associati Agnoli Bernardi, e docente del master. Il lavoro prosegue poi con l intervista, curata da Michele Carnovale, al Dott. Gian Andrea Oberegelsbacher, che ci introduce nei fondamentali di una professione in ascesa: il Temporary manager. Dalila Alberici ha raccolto e selezionato ancora una volta, una serie di eventi culturali che si terranno a Milano nei prossimi mesi, mentre abbiamo incontrato impressioni ed aspettative post-stage dei partecipanti all edizione master Jacopo Strizzolo ha curato l intervista doppia ai professori, Tomaso Quattrin ed Alessandro Sinatra. Il numero si chiude, infine, con l esperienza post master di Luca Barbi. Ci auguriamo, di rispondere anche con questo lavoro alle vostre aspettative. Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di incontrarci più volte, tra aperitivi, partite di calcetto e assemblee. Stiamo lavorando, in particolare, ad alcune iniziative che intendiamo avviare. Naturalmente vi terremo aggiornati! Restiamo in attesa di vostre proposte e suggerimenti, invitandovi come sempre ad unirvi, qualora lo vogliate, alle nostre attività... Grazie e buona lettura! Giovanni Vita Vice Presidente AM La riforma del diritto fallimentare: un(timido) passo avanti verso la privatizzazione delle procedure di risanamento di Maurizio Bernardi Partner dello Studio Pirola Pennuto Zei & Associati Agnoli Bernardi L a riforma del diritto fallimentare, realizzata in più tappe dapprima con l entrata in vigore della Legge 14 maggio 2005, n. 80 e successivamente con l emanazione del Decreto Legislativo 9 Gennaio 2006, n. 5, entrato in vigore il 16 Luglio 2006, ha per la prima volta introdotto nella legislazione concorsuale italiana il formale riconoscimento di uno strumento già noto alla pratica degli operatori del diritto come concordato stragiudiziale. Sotto tale denominazione, per tutto il periodo precedente la riforma, si è di fatto identificato ogni tipo di accordo tra una impresa in stato di pre-insolvenza, o comunque di crisi, ed i suoi creditori, volto ad attuare un piano di ristrutturazione e di salvataggio della continuità aziendale senza l adozione di procedure concorsuali tipiche,2 AM NEWSLETTER quali il concordato preventivo o la (ora abolita, alla luce anche dello scarso successo pratico) procedura di amministrazione controllata. Il riconoscimento di tale approccio privatistico ai tentativi di risanamento dell impresa in difficoltà finanziaria si è attuato, in modo peraltro abbastanza disorganico, attraverso l introduzione nella Legge Fallimentare del c.d. accordo con i creditori ai sensi dell art. 182 bis, nonché con l introduzione, invero attuata con tecnica legislativa assai involuta, dei piani di risanamento asseverati riconosciuti dall art. 67, terzo comma, lett. d). Non è possibile in questa sede procedere ad una disamina di dettaglio dei due istituti; basti dire qui che la prima fattispecie governa la possibilità di dare formale riconoscimento agli accordi che una impresa raggiunga con almeno il 60% (per valore dei crediti) dei propri creditori, siano essi privilegiati o chirografari, mediante il deposito di tale accordo, e l ottenimento di una sorta di omologazione, presso il competente Tribunale fallimentare, mentre la seconda fattispecie introduce il riconoscimento (ma solo per i peculiari fini di cui dirò subito appresso) del piano di salvataggio che un impresa in difficoltà rediga per tentare di porre rimedio alla situazione di crisi finanziaria, e che un esperto (nominato ai sensi dell art bis del Codice Civile, come afferma la disposizione del riformato art. 67 Legge Fallimentare, ma che la più parte dei Tribunali fallimentari ritiene ormai da nominarsi in via privatistica dalla stessa impresa interessata) attesti come idoneo ad attuare il risanamento dell impresa. La peculiarità di tale seconda fattispecie è che il c.d. piano di risanamento asseverato non viene previsto come una autonoma procedura volta all eliminazione dello stato di difficoltà finanziaria dell impresa, ma semplicemente come una causa, diremmo, esimente dalla revocatoria fallimentare per quegli atti o negozi che l impresa in difficoltà abbia posto in essere in attuazione del piano stesso, laddove, di tutta evidenza, tale piano non abbia avuto successo e l impresa interessata venga successivamente dichiarata fallita. La stessa efficacia esimente dalla revocatoria fallimentare viene peraltro riconosciuta dal novellato art. 67 anche agli atti che l impresa abbia posto in essere in attuazione di un accordo con i creditori ex art. 182 bis. L esenzione dalla revocatoria degli atti posti in essere dall impresa in detti contesti ha l indubbio pregio di rendere praticabili, nel concreto, i piani di salvataggio di natura privatistica, atteso che il primo ostacolo in precedenza incontrato dai concordati stragiudiziali era sempre stato il timore dei terzi (fornitori, clienti, finanziatori) a proseguire nelle proprie relazioni commerciali con l impresa in difficoltà, per il timore della revocatoria dei negozi posti in essere con tale impresa in caso di suo successivo fallimento. Dove invece la riforma appare sicuramente carente è nel coordinamento tra le nuove disposizioni che ammettono le descritte procedure privatistiche, e le disposizioni penal-fallimentari: si pensi, ad esempio, al tema della valutazione penalistica, in caso di fallimento successivo all attuazione di un piano ex art. 67, della dazione di garanzie reali a favore solo di taluni creditori, dove il (labile) confine tra atto idoneo a consentire l attuazione del piano di risanamento ed il reato di bancarotta preferenziale sarà di fatto affidato all apprezzamento (da parte del magistrato penale) del giudizio di idoneità del piano stesso reso dall esperto indipendente, proprio laddove il successivo fallimento avrà dimostrato, sebbene solo a posteriori, che il piano tanto idoneo a consentire il salvataggio poi non era! Spetterà alla elaborazione giurisprudenziale di colmare la scarsa coordinazione tra norme lasciata dal legislatore all opera degli interpreti; la speranza è che tale elaborazione si sviluppi in senso coerente, e non antitetico, con il principale principio ispiratore della riforma fallimentare, e cioè quello del mantenimento nel circuito economico, per quanto possibile, delle imprese valide ancorché in difficoltà, con conseguente legittimazione, salvi i casi di evidente mala fede, dei tentativi a tale scopo in buona fede attuati. Focus Temporary Management A cura di Michele Carnovale Dir.Tecnico Organizzativo AM * * * * * Intervista a GIAN ANDREA OBEREGELSBACHER EXECUTIVE TEMPORARY MANAGER I l Temporary Manager si sta radicando in Europa come uno dei modelli privilegiati per gestire l accelerazione del cambiamento e dell innovazione nelle imprese. Chi è il T-Manager? Quali caratteristiche deve avere? Che contributo può dare nella gestione delle partecipate dei Fondi di Private Equity? Lo abbiamo chiesto a Gian Andrea Oberegelsbacher, che oggi nella veste di Executive Temporary Manager, può contare su una ventennale esperienza a livello direttivo, maturata sul campo e sempre in contesti internazionali, fortemente competitivi, in multinazionali americane e tedesche. *** Chi è l'interim Manager? Sviluppatosi all estero come Interim Management, in Italia si è affermato agli inizi degli anni 90 con il nome di Temporary Management e ha conosciuto un ulteriore accelerazione grazie alle leggi sulla flessibilità del lavoro. Il Temporary Manager vanta un'esperienza poliedrica in più di un settore industriale, in contesti diversi e frutto di pratiche aziendali eterogenee: diversamente da altre figure, può quindi attingere a una visione 23 AM NEWSLETTER 3 del mercato più articolata e a una prospettiva di più ampio respiro, che gli consentono di attuare quei processi innovativi in grado di mutare in positivo le pratiche spesso unidirezionali di tante realtà aziendali. C è poi un aspetto psicologico del Temporary Manager da cui non si può prescindere: un manager che ama molto le sfide e poco la routine. È questa la peculiarità che, abbinata alla precedente, lo rende vincente nel conseguimento degli obiettivi. Altro aspetto da non trascurare: il Temporary Manager non è coinvolto nelle dinamiche aziendali e pertanto riesce a operare e dialogare da una posizione cosiddetta super partes, con un imparzialità decisionale determinante per il successo della missione. La capacità di dialogare con i vari profili professionali presenti in un azienda è un fattore di successo chiave, perché spesso le difficoltà di comunicazione sono alla base di problematiche ben più profonde e radicate dei singoli comportamenti che, inevitabilmente, si ripercuotono sull attività aziendale nel suo complesso. In sintesi, la grande differenza tra un TM e un consulente, è che il secondo consiglia cosa fare, il TM lo fa direttamente al fianco del'imprenditore, immergendosi completamente nella realtà aziendale; il TM, in sostanza, fa succedere le cose. Si può quantificare il tempo di durata media di un manager in affitto? L intervento di un Temporary Manager è assolutamente sartoriale, adattabile alle esigenze dell imprenditore. Per essere efficace e quindi produrre i risultati auspicati, ecco i tre fattori imprescindibili: 1) obiettivi chiari e condivisi, dal T-Manager e dall imprenditore; 2) poteri e deleghe al T-Manager, necessari per operare in favore di tali obiettivi; 3) spazio temporale entro il quale conseguire gli obiettivi. In sintesi, da poche settimane (check up aziendale o risoluzione problemi contingenti) a 1-2 anni (ruoli aziendali da ricoprire definiti), inoltre laddove vi siano quadri intermedi capaci o figli dell'imprenditore in gamba, spesso può non essere necessaria la presenza continua del TM in azienda, l'intervento può svilupparsi in 2/3 giornate alla settimana, con rendicontazione del lavoro svolto, in quella successiva. In quali situazioni, è preferibile ricorrere al manager a tempo da parte di un azienda e in quali, invece, può essere rischioso? In linea generale, proprio per l estrema flessibilità che contraddistingue questa figura, gli interventi sono efficaci sia all interno di grandi realtà industriali, che nelle PMI. L aspetto non secondario, nel caso delle piccole e medie imprese, è la possibilità di dotarsi di risorse di altissimo livello senza gravare sui costi fissi aziendali: una problematica che le grandi società, per motivi diversi, non hanno o comunque possono affrontare con vari strumenti. Ecco uno schema sintetico delle situazioni per ricorrere al T- Manager. 3 Discontinuità dirigenziale affiancamento della proprietà nella gestione aziendale assenza contingente o allontanamento di un manager chiave integrazione successiva a nuova acquisizione passaggio generazionale turnover quadri/dirigenti Transizioni critiche (positive e negative) forte crescita e/o espansione cambio strategia aziendale integrazione culturale e organizzativa dopo un acquisizione modifica assetti finanziari rilancio aziendale gestione di filiale o consociata in situazione di crisi Progetti nel cassetto start-up nuovi progettti, nuove attività, NewCo internazionalizzazione e sviluppo di nuovi canali distributivi ideazione nuovo brand, co-branding e co-marketing, belowthe-line cambio strategia aziendale, riposizionamento del brand, valuepricing sviluppo nuovi canali distributivi delocalizzazione produttiva e outsourcing di processi Sono del parere che non esistano situazioni per le quali sia rischioso rivolgersi a un T-Manager. Le uniche difficoltà possono sorgere quando i tre fattori chiave d incarico non sono illustrati e condivisi con sufficiente chiarezza. Quali sono le difficoltà maggiori che un T-Manager può incontrare durante la sua attività? Purtroppo, attualmente, il panorama imprenditoriale italiano, da un lato, è quasi per nulla consapevole dell esistenza di questa figura e dall altro ha difficoltà ad affidare incarichi importanti a un soggetto che, purtroppo ancora oggi, è considerato un estraneo. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, si preferiscono le soluzioni dirigenziali classiche, anche quando queste non sono evidentemente più efficaci e addirittura fuori della portata, preferendo, oggi, rinunciarci del tutto. La difficoltà maggiore nasce dalla scarsa conoscenza di questa figura professionale, altamente qualificata, che potrebbe essere una vera manna per tanti, ma tanti imprenditori. In sintesi, mancanza di deleghe reali, mancanza di volontà dell'imprenditore di cedere al TM parte della gestione della sua azienda o mancanza di condivisione con i dipendenti della mission del TM. Come giudica il mercato italiano dell'interim Management? E' una figura appetibile per i fondi di Private Equity? Per i fondi di private equity è la miglior figura possibile. L investimento è affiancato da una persona super partes, il TM appunto, che non è coinvolta con l'azienda acquisita, e che ha come unico scopo il raggiungimento dell obiettivo per il quale ha ricevuto l incarico e, last but not least, degli obiettivi dei fondi di private equity. Ci può raccontare brevemente un caso di successo? PINCO PALLINO SRL, terzista di pelletteria che voleva entrare sul mercato con il proprio marchio, in 4 mesi ho costituito l'ufficio commerciale, creando la rete vendita Italia4 AM NEWSLETTER ed estero, partecipazione con successo alla fiera di settore, lancio del marchio senza investimenti particolari in pubblicità, già dalle prime due stagioni, la nuova linea rappresentava il 35 % del fatturato totale dell'azienda, con un margine estremamente superiore a quello delle lavorazioni precedenti conto terzi. L'azienda ha poi proseguito con il management assunto in corso d'opera con successo, avendo ben pianificato, lo sviluppo da sostenersi nei 12 mesi successivi. Quali attitudini particolari dovrebbe avere un Temporary Manager? Il più delle volte, il primo compito del Temporary Manager è proprio quello di saper ascoltare le esigenze dell azienda e riuscire a consigliare l imprenditore. Metto consigliare tra virgolette perché sono proprio quei casi in cui l imprenditore, che mostra interesse per il Temporary Management, ha bisogno lui stesso di essere aiutato a prendere le decisioni giuste, ai fini dell incarico, e a comprendere bene le reali esigenze della sua azienda. Per il resto vale il profilo che ho tracciato sopra. Per questo tipo di figura l esperienza pluriennale è un aspetto irrinunciabile, perché è l unica via che conduce poi a quella maturità e a quella visione ampia delle dinamiche commerciali, indispensabili per incarichi mirati. Un aspetto positivo e uno negativo del suo lavoro? Personalmente ne apprezzo molto la dinamicità, la possibilità di affrontare sempre nuove realtà, imparando ogni volta dai progetti che mi vengono affidati e dalle competenze delle persone con cui collaboro di volta in volta. Non vi sono aspetti negativi, qualora si sia pronti a reiniziare ogni volta in nuova realtà, questo è molto impegnativo e logorante se non si è pronti ed esperti nel farlo. Cosa consiglia a un giovane che si accinge a intraprendere questo percorso di carriera? Acquisire tanta esperienza, limitandosi all inizio a intervenire nei rami aziendali che più gli sono consoni, ampliando gradualmente il suo campo d azione, fino a scegliere questo tipo di professione, se ritiene di avere quelle caratteristiche, anche attitudinali e psicologiche, che non possono essere scontate, padroneggiare molto bene almeno l'inglese e i supporti informatici. Culturando Concerti: Juliette Lewis, 21/11/2009, Magazzini Generali Afterhours, 06/11/2009, PalaSharp Incontri: a cura di DALILA ALBERICI Mostre in Caffetteria, dal 23/10/2008 al 31/12/2009 Caffetteria degli Atellani Aperitivi Verdi: capire la green economy, dal 25/09/2009 al 31/03/2010, Subway 4 I Giovedì del Design, dal 01/10/2009 al 17/12/2009, Design Library Mostre: La Scapigliatura e Angelo Sommaruga, dal 26/06/2009 al 22/11/2009, Biblioteca di Via Senato Emilio Tadini, dal 20/11/2009 al 17/01/2010, Fondazione Marconi Futurismo 100 Simultaneità, dal 15/10/2009 al 25/01/2010, Palazzo Reale5 AM NEWSLETTER Nome: Sebastiano Cognome: Gabriele Laureato in: Giurisprudenza Stage presso: Pirola Pennuto Zei & Associati Opinione del Master: ottimo Opinione dello Stage: un buon ingresso nel mondo del lavoro Le tue aspettative future: spero di continuare a lavorare in un studio associato. Contatto: Nome: Antonio Cognome: Boccia Laureato in: Economia Stage presso: Vertis S.G.R. Opinione del Master: molto impegnativo, ma sicuramente è stata la più bella esperienza professionale vissuta fino ad ora Opinione dello Stage: anche se il tempo è stato limitato, sicuramente mi ha arricchito. Le tue aspettative future: più che una aspettativa è una speranza quella di poter continuare a lavorare in questo mondo anche con il semplice rinnovo dello stage attualmente in corso. Contatto: Nome: Giorgio Cognome: Gaeta Laureato in: Economia Impresa e Mercati Stage presso: Citibank Opinione del Master: sono soddisfatto del percorso di studi intrapreso nell ultimo anno. Il master è stata un esperienza molto formativa e di ottimo livello grazie anche al suo eccellente corpo docente. Opinione dello Stage: è stato uno stage molto intenso dove ho imparato molto. Una grande scuola che mi ha dato l opportunità di vivere e vedere da vicino il mondo dell investment banking. Le tue aspettative future: spero di intraprendere altre esperienze lavorative in modo da poter accrescere la mia formazione professionale. Contatto: Nome: Natalia Cognome: Campione Laureato in: Economia aziendale (specialistica) Stage presso: Fineurop Soditic Opinione del Master: interessante e formativo. Opinione dello Stage: entusiasmante esperienza che mi ha dato la conferma di cosa voler fare da grande. Le tue aspettative future: continuare a lavorare nel corporate finance. Contatto: Conosciamoli meglio M Nome: Andrea Cognome: Fioravanti Laureato in: Ingegneria Aerospaziale Stage presso: Friulia Opinione del Master: l approccio pratico di alcuni insegnamenti mi sono risultati fondamentali, soprattutto per me che ho un background poco economico: in pochi mesi mi hanno consentito di avere familiarità con bilanci, business plans, riclassifiche, etc. Opinione dello Stage: mi hanno coinvolto nel lavoro fin dai primi giorni. Le tue aspettative future: spero che l esperienza dello stage si prolunghi in qualche modo oltre il 16 ottobre. Contatto: Nome: Liberato Cognome: Battaglia Laureato in: Management delle Imprese Stage presso: PriceWaterHouseCoopers (Transaction services). Opinione del Master: Assolutamente positive per quel che riguarda la didattica e il team di professori/professionisti che hanno avvalorato il corso con testimonianze dirette. Probabilmente a mio parere sarebbe da rivedere l ordine dei corsi sembrato troppo casuale (accavallarsi di strategia con analisi di bilancio, valutazione d azienda troppo breve). Opinione dello Stage: Una bella esperienza anche se l operatività mi è sembrata non sempre all altezza della mia aspettativa. Qualcosa da ridire anche sull ambiente lavorativo/relazionale. Le tue aspettative future: Alla luce dello svolgimento dello stage in PwC, che mi ha chiarito l organizzazione del processo di Due Diligence, ha confermato però la mia predisposizione verso altri attori del processo di M&A (Fondi o Banca d affari) per i quali nutro un maggior interesse, nonostante sia consapevole dei difficili momenti che attraversano entrambi. Contatto: SE VUOI SCRIVERE UN ARTICOLO, INVIALO ALLA REDAZIONE AM6 AM NEWSLETTER Tomaso Quattrin L intervista doppia Alessandro Sinatra Indipendent Consultant (a cura di Jacopo Strizzolo) Docente Universitario Si presenti in 2 righe Tomaso Quattrin, 64 anni, independent consultant con passato di avvocato e manager nel campo profit e in quello non profit, appassionato della risorsa uomo. Com'è cominciata e come valuta la sua collaborazione con la Liuc? La mia collaborazione con la Liuc festeggia ormai il suo decennale e se dico festeggia la mia valutazione di tale collaborazione è evidentemente molto positiva. Essa nasce nell ambito di relazioni professionali con i professori Alessandro Sinatra e Anna Gervasoni che si sono evolute per portare nell ambito accademico e a beneficio dei giovani le esperienze concrete di manager di impresa. Dall'alto della sua esperienza potrebbe farci un esempio di una delle più azzeccate strategie aziendali negli ultimi 50 anni? E pericoloso parlare dall alto perché è più facile cadere! Nella mia esperienza nell high tech in realtà una delle più azzeccate strategie aziendali fu quella adottata da Lou Gerstner nominato CEO di IBM nel 93 proprio quando la società stava precipitando. Di fronte all irridente aggressione dei più piccoli, dinamici e molto più costeffective concorrenti, Gerstner decise di non smembrare Big Blue rilanciando, anche con importanti acquisizioni, sui servizi ( systems integration, consulenza, outsourcing ) e sulla capacità di fornire soluzioni a 360. In Italia un bell esempio di strategia vincente è quello di GEOX fondato su ricerca e innovazione di prodotto, internazionalizzazione, controllo e bilanciamento del processo produttivo e distributivo, immagine...e quella che Lei considera più sbagliata (o maggiormente dannosa)? Per quella ahimè possiamo fare riferimento al trasporto aereo e agli aeroporti. Con due esempi eclatanti e collegati in Alitalia e SEA che possono essere alquanto generalizzati per quanto riguarda tali settori. Probabilmente più che di strategia sbagliata, si dovrebbe parlare di assenza di strategia, mancanza di visione imprenditoriale e politicache ha fatto sfumare partnership potenzialmente strategiche, ha impedito il lavoro di squadra in un contesto complesso di attori e stakeholder pubblici e privati, ha soffocato lo sviluppo delle aziende. Il tessuto imprenditoriale italiano è costituito per la stragrande maggioranza da PMI che non dispongono di Si presenti in 2 righe Bocconiano, mi specializzo i ricerca operativa, lavoro per 5 anni nella prima business school italiana poi raggiungo la Dalmine dove rimango per circa dieci anni, lascio l azienda da direttore organizzazione, mi chiamano in IRI nell ambito della direzione pianificazione e dopo una breve esperienza in un altra siderurgica ritorno in Bocconi. Assumo la direzione dell area strategia della SDA e faccio il mio chiericato da associato. Poi ordinario, rettore della Liuc e oggi di nuovo ricerca e insegnamento. Com'è cominciata e come valuta la sua collaborazione con la Liuc? Ho accettato con entusiasmo la chiamata della Liuc attratto dal progetto innovativo che volevo contribuire a realizzare. Dall'alto della sua esperienza potrebbe farci un esempio di una delle più azzeccate strategie aziendali negli ultimi 50 anni? Quelle che mi hanno attratto di più sono le strategie, costruite per soddisfare un bisogno dei clienti, condotte con coerenza e onestà per lunghi periodi e che hanno saputo rinnovarsi continuamente. Mi vengono in mente le storie di Reinhard Mohn che eredita una piccola tipografia di una cittadina tedesca e, in cinquant anni la fa diventare la Bertelsman che conosciamo. Oppure Kamprad che costruisce l IKEA partendo da un villaggio sperduto nella foresta svedese, ma anche Squinzi che costruisce la Mapei, un azienda importante, innovativa in uno dei settori più tradizionali e maturi che si conoscano. Esempi non certo esaustivi ma tutti caratterizzati da solidità professionale, onestà rispetto ai clienti e nessuna concessione a tentazioni di scorciatoie incoerenti con il disegno originario...e quella che Lei considera più sbagliata (o maggiormente dannosa)? Le strategie opportuniste. Quelle strategie cioè che hanno il solo scopo di cogliere un opportunità offerta da una politica governativa, da una fase transitoria del settore, o altro, senza avere un disegno medio periodo che le giustifichino. Vorrei dire strategie senza anima! In questi casi il risultato finale è la perdita di valore per la collettività. Il tessuto imprenditoriale italiano è costituito per la stragrande maggioranza da PMI che non dispongono di elevate risorse finanziarie e tendono a selezionare gli investimenti esclusivamente sulla base della remunerazione attesa direttamente collegata agli stessi. 67 AM NEWSLETTER Tomaso Quattrin L intervista doppia Alessandro Sinatra Indipendent Consultant Docente Universitario elevate risorse finanziarie e tendono a selezionare gli investimenti esclusivamente sulla base della remunerazione attesa direttamente collegata agli stessi. Senza attendere la "selezione naturale" cosa direbbe ad un piccolo imprenditore del 2009 per farlo avvicinare concretamente alla Strategia d'impresa? Mi rendo conto che da consulente è più facile dare lezioni. Ciò che io non vorrei fare. Le PMI vanno adeguatamente assistite e incentivate, ma, in generale, devono avere più coraggio e più lungimiranza: uscire dal proprio ambito ristretto per misurarsi e imparare. Più si è piccoli più è opportuno imparare dagli altri e fare sistema. Inoltre, storicamente, proprio per le istanze a breve termine da lei citate, le nostre PMI non hanno colto adeguatamente le opportunità di investimenti in tecnologia delle informazioni. Per quali settori di business ritiene che il Sistema Italia sia attualmente attraente a livello internazionale? e in prospettiva? Scontando i soliti discorsi anche fondati- su moda, design e turismo, credo che il Sistema Italia possa essere attraente più che per settori di business per bacini di risorse giovani e ben formate che possono essere inserite in filiere produttive a livello internazionale: ne sono un esempio alcuni laboratori di software nel Lazio e alcun centri di eccellenza nella meccanica in Emilia Romagna e nell ottica in Veneto. Quale ritiene siano i 2 handicap più importanti da colmare? Gliene dico tre: -Sviluppo serio e programmato delle risorse umane: se ne parla sempre, ma resta spesso sulla carta anche con l alibi delle restrizioni di budget. -Internazionalizzazione -Burocrazia e collaborazione tra pubblico e privato. La questione energetica, è una delle tematiche più importanti che la società moderna si trova ad affrontare. Dopo diversi decenni l'italia, a livello Paese, ha deciso di puntare nuovamente sul Nucleare, sebbene i problemi di fondo correlati a questa tecnologia siano rimasti tuttora irrisolti: cosa ne pensa? Credo che se vogliamo continuare a pensare in termini di sviluppo e sostenibilità il nucleare non solo sia inevitabile Senza attendere la "selezione naturale" cosa direbbe ad un piccolo imprenditore del 2009 per farlo avvicinare concretamente alla Strategia d'impresa? Io ho grande ammirazione per i cosiddetti piccoli imprenditori. Ovviamente è un universo ampio e variegato in cui si trovano anche coloro che ragionano solo a brevebrevissimo termine. A questi ultimi direi di guardarsi in giro. Potrebbero vedere se assomigliano alle vittime della selezione naturale e magari chiedersi perché alcune imprese sono meno colpite dal ciclo attuale. La selezione però è difficilmente evitabile se no si hanno i mezzi per sviluppare una solida strategia di impresa. In questi casi, aimè, la specie si difende solo secondo la logica darwinniana Per quali settori di business ritiene che il Sistema Italia sia attualmente attraente a livello internazionale? e in prospettiva? Il Sistema Italia è largamente basato su settori maturi dove sono le competenze e l imprenditorialità delle imprese a decidere del successo. Personalmente sono sempre stato convinto che in questi casi il confronto si verifica sull intelligenza, sulla professionalità e sulla creatività che esprimono le singole aziende. Dall altra parte il nostro è un grande mercato, molto aperto a prodotti innovativi e favorevolmente orientato verso i prodotti d importazione, quindi molto attrattivo a livello internazionale. Non credo che dopo questo periodo di crisi le cose saranno come prima. Ci troveremo di fronte ad avversari più agguerriti, le posizioni di rendita saranno molto meno numerose... dovremo davvero muoverci velocemente! Quale ritiene siano i 2 handicap più importanti da colmare? Non occorrono molte parole: istruzione e funzionalità dell apparato istituzionale. La questione energetica, è una delle tematiche più importanti che la società moderna si trova ad affrontare. Dopo diversi decenni l'italia, a livello Paese, ha deciso di puntare nuovamente sul Nucleare, sebbene i problemi di fondo correlati a questa tecnologia siano rimasti tuttora irrisolti: cosa ne pensa? Questo argomento meriterebbe un analisi approfondita e documentata. Procedendo con l accetta, ritengo che rincorrere oggi il nucleare risponda solo agli interessi di chi detiene oggi il quasi monopolio dell energia e, forse, agli 7 Vedere altro
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