Source: https://issuu.com/ufficionazionaleantidiscriminazioni/docs/rassegna_stampa_22__luglio_2013
Timestamp: 2017-07-28 19:13:02+00:00
Document Index: 161193081

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 411', 'art. 414', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 411', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 117', 'art. 4']

Rassegna stampa 22 luglio 2013 by Unar- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - issuu
M O NI T O R A G G I OE A P P R OF O N D IM E N T ODE I F E N OM E N I D IS C R IM I NA T OR I N E I M E D I A E S U L W E BA cura diFernando FRACASSIAnno IV - Roma,22 Luglio 2013Resp. Comunicazione
Contact CenterCollaborazioneContact Center 800.90.10.10 - www.unar.itMonica D’Arcangelis,
Alessandro TudinoMonitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Immigrazione: Kyenge; Italia porta nel
mondo integrazione
Annunciata la convocazione di alcuni tavoli 'tematici'
(ANSA) - MATERA, 20 LUG - "L'Italia portera' in Europa e in altri contesti le politiche
dell'integrazione e dei diritti di cittadinanza": lo ha detto oggi a Matera il Ministro per
l'integrazione, Cecile Kyenge, nel corso della manifestazione "Carovana dei migranti".
"La libera circolazione delle persone - ha aggiunto Kyenge - e' una opportunita' che porta
ricchezza, innovazione e cultura. Il mio passaggio a Ginevra e poi a New York, in ottobre,
e' quello di rafforzare, rivedendo la politica dei visti, il rapporto tra l'Italia e i Paesi di
origine dei migranti, per dare a questi ultimi una opportunita' di scegliere e lo stesso valga
per gli imprenditori".
Il Ministro, inoltre, ha annunciato di aver chiesto di essere ammessa ai lavori della
Commissione europea di sicurezza per confrontarsi con altri settori e la convocazione in
Italia di tavoli tematici sul razzismo, il 30 luglio, e a settembre su emigrazione, rom,
minori, politiche giovanili e sui diritti dei nostri connazionali all'estero in materia di "jus
sanguinis".
Rispondendo alla domanda di un giornalista se fosse chiusa la vicenda con il vicepresidente
del Senato, Roberto Calderoli (Lega Nord), il ministro ha risposto: "Per quanto mi riguarda
non si e' mai aperta".
Giungendo in centro, a Matera, Kienge e' stata accolta anche da Daniele Frigerio,
presidente dell'associazione "Giu' le frontiere" di Monza che indossava una maglietta con
la scritta "Anch'io sono Cecile Kyenge". (ANSA).Contact Center Unar â&#x20AC;&#x201C;| Ad uso interno1Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e webKYENGE:ZAIA,STIVAL?22/07/2013VENETOCONDANNA OGNI RAZZISMO
Torrazza Coste (Pavia) . - E' da condannare ogni forma di ingiuria e di offesa rispetto a
questi temi: il Veneto non conosce razzismo e non avallera' mai azioni che abbiano la
minima ombra di razzismo". Cosi il governatore Luca Zaia ha giustificato la rimozione
della delega all'Immigrazione all'assessore Daniele Stival, che aveva condiviso su Facebook
alcuni fotomontaggi offensivi di Cecile Kyenge. Stival "ha chiesto perdono", ha ricordato
Zaia, spiegando di avergli "rimosso le deleghe per dare un segnale ed evitare ulteriori
strumentalizzazioni". (AGI)Kyenge: caso Valandro; consigliere Sel
'mollatela ai negri'
(ANSA) - VENEZIA, 20 LUG - ''Mollate la Valandro con venti
negri''. Scatta la 'guerra' xenofoba al contrario, nel veneziano, dove
il consigliere comunale di Sel di Cavarzere, Angelo Romano
Garbin, se la prende, su facebook, con la ex leghista Dolores
Valandro, condannata dal Tribunale di Padova, per un suo post
dove istigava alla violenza sessuale contro la ministro per
l'Integrazione Cecilie Kyenge.
Come riferisce oggi il Corriere del Veneto, la battaglia al contrario ha fatto
immediatamente scattare la richiesta, da parte della Lega, delle dimissioni di Garbin.
Garbin, 70enne consigliere comunale di Sel noto in zona come El Maestron, sul suo
profilo ha scritto, in dialetto: ''Ma varda che rassa de femena...la saria da molare in on
recinto co' na ventina de negri assatana' e nesuno che la iuta e stare a vedare la sua
Contact Center Unar â&#x20AC;&#x201C;| Ad uso interno2Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013reassion''. La frase era riferita alla Valandro, che proprio qualche giorno fa e' stata
condannata in Tribunale a Padova per il suo ''Ma nessuno che la stupri?'' indirizzato al
ministro Kyenge.
La frase di Garbin e' stata presto cancellata dal profilo facebook ma la vicenda e' finita in
consiglio comunale dove il tutto e' stato chiuso con un ordine del giorno che condanna la
violenza verbale sulle donne e il razzismo, votato dalla maggioranza di centrosinistra.
Garbin, da parte sua, si e' astenuto, non ha preso la parola, non si e' scusato. (ANSA).BOLDRINI: PREGIUDIZIO NON HA COLORE
DA CENSURARE PAROLE GARBIN
(AGI) - Roma, 20 lug. - "Vanno censurate nel modo piu' netto le parole volgari con le
quali un consigliere Sel del Comune di Cavarzere si e' rivolto all'esponente leghista Dolores
Valastro. Il pregiudizio non ha colore, come non lo ha il piu' squallido maschilismo, tanto
piu' insopportabili quando provengono da forze politiche che delle questioni di genere e
della lotta al razzismo fanno una loro bandiera. La politica non potra' ritrovare ruolo e
credibilita' finche' non sapra' recuperare sobrieta' e liberare il suo linguaggio da questi
eccessi, sempre piu' intollerabili". Lo dichiara in una nota la presidente della Camera, Laura
Boldrini. (AGI)Contact Center Unar â&#x20AC;&#x201C;| Ad uso interno3Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e webFrasixenofobesuFb,Sel22/07/2013espelleconsigliere
Vendola a Maroni: 'Su razzismo ci costruite carriere'Gli organismi provinciali di Sinistra Ecologia Liberta di Venezia hanno avviato le
procedure di espulsione dal partito del consigliere comunale di Cavarzere Garbin. Lo rende
noto un comunicato dell'ufficio stampa nazionale del partito"Mollate la Valandro con venti negri". E' scattata la 'guerra' xenofoba al contrario, nel
veneziano, dove il consigliere comunale di Sel di Cavarzere, Angelo Romano Garbin, se la
prende, su facebook, con la ex leghista Dolores Valandro, condannata dal Tribunale di
Padova, per un suo post dove istigava alla violenza sessuale contro la ministro per
l'Integrazione Cecilie Kyenge. Come riferisce oggi il Corriere del Veneto, la battaglia al
contrario ha fatto immediatamente scattare la richiesta, da parte della Lega, delle dimissioni
di Garbin.Garbin, 70enne consigliere comunale di Sel noto in zona come El Maestron, sul suo
profilo ha scritto, in dialetto: "Ma varda che rassa de femena...la saria da molare in on
recinto cò na ventina de negri assatanà e nesuno che la iuta e stare a vedare la sua
reassion". La frase era riferita alla Valandro, che proprio qualche giorno fa è stata
condannata in Tribunale a Padova per il suo "Ma nessuno che la stupri?" indirizzato al
ministro Kyenge. La frase di Garbin è stata presto cancellata dal profilo facebook ma la
vicenda è finita in consiglio comunale dove il tutto è stato chiuso con un ordine del giornoContact Center Unar –| Ad uso interno4Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013che condanna la violenza verbale sulle donne e il razzismo, votato dalla maggioranza di
centrosinistra. Garbin, da parte sua, si è astenuto, non ha preso la parola, non si è scusato.Lega, da Boldrini silenzio assordante su caso Garbin - "E' assordante il silenzio della
Presidente della Camera Laura Boldrini che non è intervenuta, come sua consuetudine in
episodi analoghi, per condannare le frasi vergognose di un suo collega di partito ai danni di
una donna. Non si spiega come mai il proverbiale zelo della Presidente, sempre in prima
linea a tutela del gentil sesso, si sia arenato di fronte al grave episodio di oggi. Non esistono
offese di serie A e offese di serie B, specie se i parametri sono selezionati sulla base
dell'appartenenza politica". Lo dichiarano le senatrici della Lega Nord, Emanuela
Munerato e Raffaella Bellot.Boldrini, volgari offese Garbin a esponente Lega - "Vanno censurate nel modo più netto le
parole volgari con le quali un consigliere Sel del Comune di Cavarzere si è rivolto
all'esponente leghista Dolores Valandro. Il pregiudizio non ha colore". Lo afferma il
presidente della Camera, Laura Boldrini, in una nota, commentando le parole di Angelo
Garbin. "Il pregiudizio non ha colore, come non lo ha il più squallido maschilismo, tanto
più insopportabili quando provengono da forze politiche che delle questioni di genere e
della lotta al razzismo fanno una loro bandiera", spiega la presidente Boldrini. "La politica ammonisce - non potrà ritrovare ruolo e credibilità finché non saprà recuperare sobrietà e
liberare il suo linguaggio da questi eccessi, sempre più intollerabili".Vendola a Maroni, su razzismo ci costruite carriere - "Caro Maroni noi non perdoniamo a
nessuno le volgarità razziste e sessiste. Voi invece con quelle ci costruite la politica e le
vostre carriere...". E' la replica del presidente di Sinistra Ecologia Libertà al leader dellaContact Center Unar –| Ad uso interno5Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Lega che aveva attaccato Sel per le frasi violente del consigliere comunale Angelo Garbin
all'esponente del Carroccio, Dolores Valandro. (fonte ansa)Kyenge: Onu, scioccanti le parole di
"E' un'affermazione assolutamente scioccante per chiunque la faccia, ma ancor di piu' se a
formularla e' una persona che e' stata ministro del governo in passato e che ha un ruolo
importante", ha detto Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissario Onu per i diritti
umani. "La forte reazione in Italia, anche tra politici di alto livello e' pero' incoraggiante",
ha aggiunto. "Non e' la prima volta che politici italiani fanno questo tipo di dichiarazioni. Il
fatto che ora vi sia un grande dibattito e forti condanne pubbliche" e' positivo, ma non
"nasconde il fatto che sia assolutamente inaccettabile", ha ribadito evocando l'impatto per
quegli elementi della societa' "piu' inclini al razzismo".(ANSA).Contact Center Unar â&#x20AC;&#x201C;| Ad uso interno6Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Cécile Kyenge ‘torni nella giungla’, nuovo
Dopo la condanna a un anno e un mese e all’interdizione per tre anni dai pubblici uffici di
Dolores Valandro, ex consigliere leghista di quartiere di Padova, che un mese fa postò su
Facebook un commento sulla ministra Kyenge: “Mai nessuno che se la stupri…”. Dopo
l’offesa del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli alla Kyenge dal palco di Treviglio
nel Bergamasco: “Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche
se non dico che lo sia, alle sembianze di un orango”. Ora tocca al ”torni nella giungla”
riferito sempre alla Kyenge. Il mezzo per diffamare e offendere è sempre Facebook.
L’insulto arriva dall’estremo Nord del Paese, dal Trentino, terra che non ha mai dato
grandi problemi di integrazione e tolleranza. Ma occorre ricredersi. Il consigliere
circoscrizionale di Trento Paolo Serafini sulla propria pagina Facebook ha postato queste
parole sul ministro Cecile Kyenge: che “torni nella giungla”, come uno scimpanzé. Una
frase, infatti, corredata da foto di scimmie e da altre frasi analoghe. La reazione è stata
immediata: l’espulsione del consigliere da Progetto Trentino, movimento a cui Serafini
aveva aderito dopo l’uscita dalla Lega Nord e dopo aver aderito all’Upt. Lo stesso partito
di Lorenzo Dellai, capogruppo di Scelta Civica alla Camera per Monti.La ministraKyenge, di fronte alla valanga di insulti, ha dimostrato la sua solidità umana: ha mantenuto
calma e ha fatto dichiarazione dirette, precise, decise, mai in risposta ai razzisti e agli
intolleranti del momento. Una donna dall’alto profilo umano. Ma Calderoli è un recidivo,
mai veramente pentito, visto che ripropone frasi razziste in ogni occasione. Tuttavia
occorre riflettere: l’Italia non è razzista ma tollera i razzisti. E’ giusto? Dobbiamo
continuare a sopportare questa situazione? Non credo! Forse è arrivato il momento che il
coro dei razzisti sia sciolto. (fonte http://www.ilfattoquotidiano.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno7Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Venezia: pittore iraniano arrestato i
colleghi si rivoltano contro i vigili
Non si placa il clamore di un video su Facebook che mostra l’arresto a
Venezia di un pittore(link video http://www.youtube.com/watch?v=A03Qz7CfaNA)L’accusa che viene rivolta all’artista iraniano è quella di resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo le forze dell’ordine, l’uomo prima avrebbe mandato un agente al pronto soccorso
perché questo era intervenuto quando si era saputo che l’iraniano era privo
dell’autorizzazione a sostare sul ponte del Megio. A questo punto l’iraniano è stato
bloccato dagli agenti e, con l’arrivo dei rinforzi, il numero è salito a sette unità.
L’uomo, nella concitazione della situazione piuttosto movimentata, è caduto in canale e si è
attaccato ad una gondola dando l’epiteto di razzisti ai vigili. Questo ha scatenato la
reazione incredula di coloro che hanno assistito alla scene evidenziando la “disparità di
forze”: di sette contro uno. Il consigliere della Federazione della Sinistra Sebastiano Bonzio
crede che le circostanze debbano essere chiariti, nei minimi particolari, per i fatti mostratiContact Center Unar –| Ad uso interno8Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013dal video. La città lagunare non può e non deve essere tacciata e additata come una città
che reprime ogni forma d’arte e di creatività.Proprio questa mattina il rappresentante della
Sinistra presenterà un’urgente interrogazione al sindaco e pretenderà, che già lunedì
prossimo, gli venga fornita risposta in Consiglio Comunale.
L’importante è chiarire come si sono svolti i fatti prima del video. Luciano Marini,
comandante della polizia municipale, ha dichiarato di voler leggere la relazione
dell’intervento, prima di pronunciarsi. Dal canto suo l’artista iraniano, sprovvisto di
autorizzazione di soggiorno, continuava a operare sul ponte ed è stato strenuamente difeso
dagli altri colleghi di piazza che minacciano clamorosi risvolti.(fonte http://urbanpost.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno9Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Dopo gli insulti razzisti Cercivento supera
Quiete surreale al “Prater” per il match con Il Castello di Seconda categoria Al
fischio finale l’urlo «Porte aperte!» e via con la pastasciutta e fiumi di birraCERCIVENTO. La civile “Ciurciu” non cade nella trappola e supera “l’esame razzismo”.
Sugli spalti soltanto i giornalisti e, per non rischiare, la ventina di affezionati resta in giro in
giro al campo, rigorosamente dietro il nastro bianco-rosso che il presidente Stefano
Morassi, sentito il sindaco, ha già provveduto a sistemare ore prima del match con i
gemonesi de Il Castello.
Il campionato Carnico è una grande famiglia e la prova arriva anche da qui: in panca si
siede proprio il presidente (che gioca ancora se serve) che è il padre del calciatore
squalificato per dieci giornate per i presunti insulti razzisti all’arbitro. E al chiosco la
mamma Maria è forse la più segnata da questo silenzio surreale dove solo il tocco del
pallone e qualche parolina dei giocatori fanno da colonna sonora a un pareggio da sbadigli.
Dall’associazione degli arbitri arriva la prima sorpresa: il fischietto inizialmente designato
(un giovane col cognome pronunciabile alla straniera) non è quell’esperto Zamò di
Cormons che si presenta al “Prater”: lui ha 41 anni, è esperto e si vede che ha arbitrato
fino all’Interregionale. Il primo “giallo” non tarda ad arrivare e quieta i 22 in campo.
Soltanto verso la fine del match, da molto dietro la rete, nei suoi riguardi parte un «Blanc
dal caz..., viso pallido» che forse si perde nell’aria ormai fresca del tardo pomeriggio;
insulto peraltro arrivato da un signore con la birra in mano che non era certo la prima.
Intanto sono davvero pochi quelli dietro il nastro biancorosso: tra loro c’è anche il
presidente dei Mobilieri di Sutrio. Chiacchiera con il delegato della Figc di TolmezzoContact Center Unar –| Ad uso interno10Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013(nonché sindaco di Ampezzo) Benedetti. Il chiosco è desolatamente vuoto e con il passare
del tempo comincia a spinare birre infilandole dalla porta sul retro, fuori del recinto.
Nottetempo qualcuno con la bomboletta aveva scritto sul muro dietro una porta:
«Cercivento non è razzista». Un’accusa mal digerita da un paese che non si sente così, che
ha conosciuto quella parola nei fatti, quando lavorava all’estero. Nessuno (o pochi) mette
in discussione la decisione del giudice che ha applicato alla lettera questa norma entrata in
vigore dal 1º luglio e nata si sa perché. Ma tutti sono convinti che quel ragazzo non ha
insultato l’arbitro dalla pelle più scura della sua. Ma soprattutto perché – come si sente
nell’aria frizzante di “Ciurciu” – tutti sono altrettanto convinti che nemmeno l’arbitro
abbia udito i presunti insulti, ma che la circostanza gli sia stata riferita. Sarà vero?
Il triplice fischio arriva e dalla strada si alza il grido «Porte aperte!». E tutti ufficialmente
davanti al chiosco, dove la signora Maria (madre del “reo”) ha appena buttato le pennette
rigate. Peccato andarsene mentre sale il profumo del sugo di pomodoro.
Cercivento ha superato la prova. Oggi tocca a Paularo.
(fonte http://messaggeroveneto.gelocal.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno11Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Scelta dell’adottando in base al colore
della pelle: è discriminazioneAdozione bloccata per il genitore che sceglie il bambino in base al colore della
pelle. Per la Corte di Cassazione Civile, costituisce una grave discriminazione
(UMDI - UNMONDODITALIANI) ROMA – Oggetto è la richiesta di adozione di due
genitori italiani condizionata a che il minore straniero non avesse la pelle scura o diversa da
quella europea. La Corte di Cassazione, Sez. Civile, con la sentenza 1 giugno 2010 n°
13332 investita della questione e chiamata a decidere, ha affermato che “il decreto di
idoneità all’adozione pronunciato dal Tribunale per i minorenni, ai sensi della L. n. 184 del
1983, art. 30, e successive modifiche, non può essere emesso sulla base di riferimenti alla
etnia dei minori adottandi, né può contenere indicazioni relative a tale etnia”.“Ove tali
discriminazioni siano espresse dalla coppia di richiedenti”, continuano gli Ermellini, “esse
vanno apprezzatedal giudice di merito nel quadro della valutazione della idoneità degli
stessi alla adozione internazionale”.Per i giudici quindi non esistono dubbi: i genitori
adottivi devono possedere particolari doti di sensibilità considerate le difficoltà legate al
cambiamento sociale cui va incontro il bambino nonché lo stato di degrado del contesto di
sua provenienza. Accogliere il minore sub condicio del colore della pelle va, pertanto,
necessariamente considerato in contrapposizione con lo spirito che deve caratterizzare
necessariamente l’adozione.
*Avv. Anna Maria Marinelli, penalista e civilista, specializzato in diritto di famiglia e
(fonte http://www.unmondoditaliani.com)Contact Center Unar –| Ad uso interno12Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Poste vietate ai disabili. In strada per le
praticheIl servoscala dell’ufficio postale di Ponte Chiasso non funziona e gli anziani e i disabili del
quartiere sono costretti a sbrigare le pratiche in strada. Una situazione ai limiti
dell’incredibile quella segnalata da un utente abituale della posta di via Bellinzona, che
pochi giorni fa, per l’ennesima volta, ha dovuto scontrarsi con i disagi provocati dalle
«Sono molto arrabbiata – scrive la signora-; sono invalida e per l’ennesima volta non ho
potuto accedere all’ufficio postale perché il servoscala installato credo una quindicina
d’anni fa, continua ad essere fuori uso. Non ha mai funzionato. Il problema non è solo
mio, ma di tutti».Contact Center Unar –| Ad uso interno13Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013A separare i cittadini dall’ufficio ci sono le scale. Pochi gradini per la verità, ma sufficienti a
creare grossi disagi a chi non può salirli in maniera autonoma. E che costringe gli utenti a
doversi affidare alla cortesia e alla gentilezza del personale anche per pagare i bollettini o
per spedire una raccomandata.
«Una gentile funzionaria ed una altrettanto gentile impiegata sono scese in strada per
permettermi di espletare le operazioni bancarie – continua - proprio sul marciapiede tra la
gente che passava; ha assistito alla scena anche una poliziotta».
Un problema che è noto anche all’azienda: «Siamo consapevoli che il servoscala non
funziona da un po’ a causa delle difficoltà a reperire un pezzo che va sostituito – fanno
sapere le Poste – Ci impegniamo a inserire i lavori di ripristino tra le priorità in modo che il
servoscala possa tornare funzionante entro un massimo di quindici giorni, così da risolvere
un problema spiacevole e reale che colpisce le persone che hanno già delle difficoltà».(fonte http://www.laprovinciadicomo.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno14Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e webCarrozzellaingombrante,22/07/2013giovanemodella disabile non può salire sull'aereoTRANI - «Dura lex, sed lex». Una legge che
contrappone norme di sicurezza all’elasticità, la
burocrazia al buon senso. Un aereo può permettere di
volare, ma non di andare «oltre tutte le barriere», come
recita lo slogan del festival all’origine della storia,Una
storia di 17 centimetri di troppo. Quanto basta per restare fuori di un aereo e non
partecipare ad un evento al quale avrebbe tenuto tantissimo. Simona Spinoglio, cantante e
modella disabile, oggi non sarà Trani per la «sfilata integrata» che apre, di fatto, il festival
de «Il giullare».Aveva già prenotato il volo, pagato le tasse ed il biglietto, ma poi, quando è salita sul
velivolo della «Raynair», si è scoperto che la sua carrozzella era più larga di 17 centimetri
rispetto al consentito. E l’equipaggio, quantunque con dispiacere, le chiedeva di tornare a
terra. Nulla da fare, anche per un nuovo viaggio su un altro vettore di un’altra compagnia.
Simona è rimasta a casa e Trani resta priva di un’altra importante testimonianza.
Paradossalmente, però, la sua mancata partecipazione rischia di fare più rumore di quello
che Simona avrebbe detto e fatto vedere ed ascoltare sul palco. Per una barriera che si
chiude, forse, potrebbe aprirsi un’altra per riflettere.Cantante ed interprete, oltre che educatrice e formatrice professionale, Simona soffre di
«Amiotrofia muscolare spinale» e, la sua, è una sedia a rotelle “speciale” che è ormai parte
Contact Center Unar –| Ad uso interno15Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013integrante di lei. Gli organizzatori del festival si scusano con Simona ed ironizzano per
quanto accaduto: «Forse avremmo dovuto procurarti le ali». E lei: «Con il cuore sarò lì con
voi. La vita mi ha insegnato proprio il vostro messaggio: continuare a saltare con ironia e
sarcasmo dinanzi ad ogni barriera, e farsi sentire quando qualcosa non va con la stessa
decisa leggerezza. Le ali le ho, ma la tratta è ancora troppo lunga».L’evento «scomodo», in ogni si farà, eccome, nel programma de «Il giullare», il festival
«contro tutte le barriere» promosso dall’Assessorato ai servizi sociali ed organizzato
dall’associazione «Promozione sociale e solidarietà». Questa sera, venerdì 19 luglio,
all’ombra della cattedrale di Trani, andrà in scena uno spettacolo di moda durante il quale
si proverà ad abbattere un’ulteriore barriera, quella dell’eleganza e della passerella.
(di Nico Aurora)(http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno16Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Lecce - Forum su immigrazione ed
integrazionecolministroKyenge:Ipugliesi? Antirazzisti e costruttori di paceLECCE – Non è davvero un caso che negli anni Novanta il Salento sia stato candidato al
premio Nobel per la pace per essersi distinto nell’accoglienza di quelli che erano i primi
migranti approdati attraverso le nostre coste sul suolo italiano.Lo conferma, a 20 anni di distanza, il sondaggio effettuato dal CSV Salento e da Eurispes
Puglia tra il 16 e il 17 luglio scorsi, un’indagine campionaria condotta su 340 cittadini
pugliesi sul razzismo in Puglia e presentata, assieme al dossier Immigrazione domenica 21
luglio a Lecce alla presenza della ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge. Il sondaggio ha
identificato, nello specifico, l’episodio di razzismo ai danni della ministra Kyenge per opera
del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.I risultati sono inconfutabili: l’81% dei cittadini pugliesi condanna senza esitazione gli
insulti razzisti del leghista, reputandoli “atti razzisti ingiustificabili” e il 67% ritiene gli
insulti e l’atteggiamento razzista assolutamente incompatibili con la carica di vicepresidente
del Senato della Repubblica italiana. Le fasce di età più risolute nella condanna degli insulti
razzisti sono quelle tra i 26 e i 40 anni e tra i 41 e i 60 anni.“Non è certamente per noi una sorpresa – commenta Luigi Russo, presidente del CSV
Salento. La nostra terra si conferma frontiera del Mediterraneo, terra ponte, approdo di
quella convivialità delle differenze che don Tonino Bello ha saputo raccontare e
Contact Center Unar –| Ad uso interno17Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013interpretare in maniera esemplare. Ed è proprio dal dialogo che occorre ripartire, l’unico
strumento vero di confronto e di incontro, l’unico mezzo per valorizzare le differenze e
per azzerare l’insidiosa e subdola cultura del razzismo, per disimpararla. È questo anche il
senso di questa giornata alla presenza del ministro Kyenge che, con la sua presenza,
riconosce il ruolo attivo dei volontari e del Terzo settore salentino, fautori di quotidiane
fatiche per la tutela e il riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini. Abbiamo voluto
raccontare al ministro – conclude Luigi Russo – come i volontari salentini e pugliesi sono
impegnati costantemente e su tutti i fronti per fare del dialogo lo strumento culturale del
riconoscimento universale dei diritti”.
Secondo il dossier Immigrazione 2013 del CSV Salento sono oltre 20mila le persone
immigrate che vivono nella provincia di Lecce di cui 12.981 extra Ue e 7.357 cittadini
comunitari (dati prefettura di Lecce al 31.12.2012). Secondo i dati della Divisione
Immigrazione della Questura di Lecce, nel territorio provinciale, negli ultimi tre anni gli
arrivi sulle coste hanno visto un lieve calo. Se nel 2011 in 63 sbarchi sono arrivate 2.604
persone, nel 2012 gli sbarchi sono stati 68 per un totale di 2.177 persone.
Nel lavoro aumentano considerevolmente le imprese gestite da immigrati ma nel lavoro di
cura, prevalentemente femminile, vi è ancora troppo sommerso e stentano a decollare le
contrattualizzazioni regolari. Il caporalato è ancora una piaga difficile da debellare: nel
Salento si lavora in squadre di 6 – 8 persone, per un guadagno giornaliero di 25 euro circa,
a cui bisogna sottrarre 5 euro per il trasporto che il caporale chiede al lavoratore
immigrato, 3,50 euro per il panino e 1,50 per la bottiglietta d'acqua. Anche la casa è un
problema serio per le persone immigrate nel Salento: pagano affitti più cari in media del
10-20% rispetto agli italiani, una manna dal cielo per i locatori che dispongono di grandi
patrimoni immobiliari composti da piccoli appartamenti.
(fonte http://puglialive.net)Contact Center Unar –| Ad uso interno18Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Svizzera: il Tribunale amministrativo
federale dice no al divieto di indossare il
velo nelle scuole.
Il divieto era stato imposto dalla scuola a due studentesse di origine
Dopo che una amministrazione scolastica ha fatto ricorso contro una decisione del giudice
amministrativo che imponeva la rimozione del divieto di indossare il velo nella loro scuola,
il Tribunale amministrativo federale ha deciso che i divieti del velo nelle scuole sono
illegittimi e che le alunne con il velo dovrebbero avere parità di accesso all’istruzione,
rigettando così il ricorso in appello della scuola. Nel novembre dello scorso anno, un
tribunale amministrativo, nel cantone svizzero di Thurgau, aveva revocato il divieto di velo
imposto da una scuola a Buerglenche a due studentesse musulmane di 14 anni di origini
macedoni minacciando di esonerarle dal frequentare le lezioni perché indossavano il velo,
sostenendo che ciò violava il codice di abbigliamento della scuola. Più tardi nello stesso
anno, le studentesse avevano fatto ricorso contro la decisione, ma questo era stato respinto
dal dipartimento di istruzione di Thurgau, sulla base del fatto che il velo è un tipo di
abbigliamento che rischia di provocare disordini in una classe. L’avvocato delle studentesse
ha sostenuto che non vi è alcuna prova che le sue assistite abbiano causato interruzioni in
classe in qualsiasi modo, tanto che un certo numero dei loro compagni di studi ha espresso
sostegno per il loro diritto di indossare il velo. Il Tribunale amministrativo federale, nel
rigettare il ricorso della scuola contro la decisione del giudice di primo grado, ha rilevato
che poiché non esiste una base giuridica per vietare il velo, l’azione della scuola è stata
sproporzionata e illegittima. (Samantha Falciatori) (fonte www.immigrazioneoggi.it)
Contact Center Unar –| Ad uso interno19Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013TAR Lazio: L'amministratore di sostegno può
presentare l’istanza di acquisto della
cittadinanza dello straniero disabile al
compimento della maggiore età, ma l’ufficiale
di stato civile deve verificare l’effettiva
capacità dell’interessato di intendere e di
formare la volontà di diventare cittadino
ASGI: Affrontare la questione alla luce degli obblighi scaturenti dalla Convenzione
ONU sui diritti delle persone con disabilità.TAR Lazio, sez. II-quarter, sent. n. 5568 del 4 giugno 2013
(http://www.asgi.it/public/parser_download/save/tar_lazio_sent_5568_04062013.pdf)
Commento alla sentenza del TAR Lazio n. 5568 dd. 4 giugno 2013
(http://www.asgi.it/public/parser_download/save/commento_tar_lazio_5568_2013.pdf)l TAR Lazio, con la sentenza n. 5568 del 4 giugno 2013, ha accolto il ricorso presentato
dall’amministratrice di sostegno di una cittadino bosniaca affetta da grave disabilità
consistente in un intellettivo di grado medio-grave, con assenza di linguaggio verbale e
disturbo della coordinazione motoria, contro il decreto del Ministero dell’Interno del 23
marzo 2011, con il quale era stata dichiarata l’inammissibilità della richiesta di concessione
della cittadinanza italiana in favore della straniera, nata in Italia e che vi ha risieduto fino al
compimento della maggiore età, in quanto questa non sarebbe in grado di manifestare la
propria volontà di diventare cittadina italiana e di apporre la propria firma sull’istanza.
Il TAR Lazio ha ritenuto fondato il ricorso sostenendo la legittimità dell’istanza di acquisto
della cittadinanza prodotta dall’amministratrice di sostegno, in quanto al punto 4 del
decreto di nomina di quest’ultima, il giudice tutelare l’aveva autorizzata a gestire i rapporti
Contact Center Unar –| Ad uso interno20Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013con ogni amministrazione pubblica o privata per promuovere la cura ed i diritti della
cittadina bosniaca beneficiaria e ben poteva dunque l’amministratrice di sostegno
presentare l’istanza di acquisito della cittadinanza italiana in rappresentanza della diretta
interessata, soprattutto in presenza in una preventiva comunicazione o espressa
autorizzazione del giudice titolare sul punto. Il TAR Lazio,
dell’accoglimento del ricorso, sembra,nelle motivazionituttavia, indicare che l’autorità amministrativaincaricata di ricevere la dichiarazione di volontà di acquisto della cittadinanza, debba
comunqueverificare se il richiedente disabile disponga effettivamente della capacitànaturale di esprimere tale volontà, anche nelle situazioni ove il disabile interessato non sia
stato formalmente privato della capacità di agire ovvero anche quando nel decreto di
nomina dell’amministrazione di sostegnoil giudice tutelare non abbiaestesoall’amministrato limitazioni previste dalla legge per l’interdetto ai sensi dell’art. 411 c.c..
In altri termini, il TAR Lazio sembra propendere per una tesi avanzata da una parte della
dottrina, secondo cuil’atto di acquisto della cittadinanza per beneficio di legge alcompimento della maggiore età costituisce atto personalissimo e pertanto non surrogabile
e dunque suscettibile di essere posto in essere soltanto ed esclusivamente per volontà
effettiva dell’interessato e non delegabile nemmeno all’amministratore di sostegno, il quale
potrà assistere l’amministrato ad esprimere la propria volontà, avvalendosi anche delle
dotazioni tecniche e del personale specializzato reperibile, ma non potrà sostituirsi ad esso
qualora la disabilità psichica fosse di tale gravità da non renderlo in grado di esprimere
alcuna volontà consapevole, non rendendosi per nulla conto della natura e degli effetti
dell’atto da compiersi. Stante a tale interpretazione, l’acquisto della cittadinanza italiana
verrebbe dunque precluso innanzitutto ai giovani stranieri con disabilità intellettiva in
relazione ai quali sia stato pronunciato un provvedimento di inabilitazione o interdizione
(art. 414, 415 cod. civ.), ma anche nelle situazioni in cui il giovane, pur non interdetto o
inabilitato, e per il quale sia stata pronunciata l’amministrazione di sostegno, [1] sia
Contact Center Unar –| Ad uso interno21Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013comunque affetto da disabilità intellettiva talmente grave da non renderlo capace di
formare sufficientemente unapropria volontà di acquistare la cittadinanza econseguentemente di esprimerla. La tesi sembra condivisa anche dal Ministero dell’Interno.
A seguito del dibattito sviluppatosi qualche mese fa in relazione ad alcuni casi che hanno
trovato un certo risalto nei mass-media, l’allora Ministro dell’Interno Cancellieri
raccomandava che le dichiarazioni di volontà ai fini dell’accesso alla cittadinanza (per
coloro nati e residenti in Italia e divenuti maggiorenni) o i giuramenti, ai fini dell’accesso
alla naturalizzazione, venissero “valutate nel modo più appropriato possibile”, purchè il
richiedente possa esprimere la sua volontà”. [2]
Con la sentenza del TAR Lazio, di cui ora si discute, viene annullato il provvedimento del
Ministero dell’Interno in quanto questo farebbe cenno solo alla difficoltà di espressione
verbale della richiedente disabile e tale carenza di linguaggio verbale non può essere motivo
per ritenere una persona incapace di manifestare la propria volontà, né che ella non possa
in altro modo dimostrare di comprendere cosa le viene chiesto. In sostanza, il fatto che
una persona in ragione della sua disabilità si trovi dell’impossibilità di utilizzare
propriamente gli arti e/o di godere di una sufficiente articolazione verbale, per cui non sia
in grado di sottoscrivere una propria volontà nell’esercizio di un ‘atto personalissimo’
ovvero di esprimerla nelle forme verbali tipiche delle persone normodotate, non può
essere motivo sufficiente per essere privato dell’esercizio del diritto, perchè così facendo si
realizzerebbe una discriminazione fondata sulla disabilità vietate dal quadro normativo
interno ed internazionale, soprattutto alla luce dell’avvenuta adesione e ratifica della
Ilcollegio giudicante del TAR Lazio,quindi, afferma come il provvedimento diinammissibilità della richiesta di cittadinanza italiana sia stato viziato da difetto di istruttoria
e di motivazione perchè l’amministrazionecompetente avrebbe dovuto accertare,avvalendosi di personale specializzato e di accertamenti approfonditi fondati su elementi
Contact Center Unar –| Ad uso interno22Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013indiziari, quali la permanenza in Italia, lo stile di vita, ed adattando le formule burocratiche
di rito, se l’impossibilità della richiedente disabile di manifestare la propria volontà di
acquisire la cittadinanza italiana fosse dovuta solo alle carenze di espressione verbale o di
articolazione motoria oppure la disabilità psichica la renda effettivamente incapace
totalmente di intendere, capire e comprendere e dunque formare una volontà consapevole.
Sul punto, il ragionamento del TAR non appare del tutto condivisibile. Lo è nella parte in
cui impone all’ufficiale di stato civile di tenere conto, nel procedimento amministrativo e
nelle formalità ad esso collegate, della particolare situazione della persona disabile, facendo
distinzione tra quelle situazioni in cui l’interessato ha più una difficoltà di comunicazione
che una difficoltà di comprensione, ovvero la difficoltà di comprensione non è assoluta,
ma l’interessato appare in grado di comprendere nella sua essenza le caratteristiche e lo
scopo del procedimento e dunque di formare entro di sé una volontà consapevole . In tale
caso, certamente, il richiedente disabile gode del diritto di comunicare le sue volontà, anche
usando forme di espressione non verbale o non scritta, attraverso l’ausilio di personale
specializzato e di strumentazione che la moderna tecnologia è in grado di offrire e ha il
diritto che le stesse volontà siano rese effettive. In tal senso, ad esempio, il decreto del
Tribunale di Varese 12 marzo 2012[3] che ha riconosciuto il diritto di un soggetto affetto
da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) di dettare il proprio testamento attraverso lo
strumento denominato comunicatore oculare, e con l’ausilio del proprio amministratore di
sostegno, in quanto, al contrario, la perdita della facoltà di testare a causa della propria
disabilità e dell’impossibilità di sottoscrivere materialmente il testamento, si tradurrebbe in
una discriminazione basata sulla disabilità vietata dall’ordinamento interno ed
Anche nei casi di disabilità psichica, anche gravi, occorre comunque molta prudenza prima
di ritenere una persona totalmente incapace. E’ orami noto, ad esempio, che la situazione
congenita della sindrome di Down non prima il soggetto della capacità di orientarsi nelle
Contact Center Unar –| Ad uso interno23Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013scelte di vita, di emozionarsi, di scegliere per il proprio bene, di capire e di comprendere, di
formare quindi un’intima volontà che può tradurre in atti, gesti che le persone a lui vicine,
tra cui l’amministratore di sostegno, possono comprendere e proiettare nella sfera dei
rapporti giuridici e con la Pubblica Amministrazione. Questo presuppone che l’Ufficiale di
Stato civiledebba realizzare ad esempio uno sforzo per tradurre e comunicareall’interessato in forma più semplificata i contenuti e le formule burocratiche della
dichiarazione o del giuramento ( ad es. “Vuoi vivere in Italia ed essere cittadino come gli
altri?”; o nel caso del giuramento: “faresti qualcosa che potrebbe danneggiare l’Italia?”).
Sono del resto accorgimenti che sono oggetto da molti anni di istruzioni e direttive
amministrative in vigore in altri Paesi e che richiedono innanzitutto una sensibilizzazione
degli Ufficiali di Stato civile sull’argomento. [4]
Tuttavia, la tesi che sembra adombrare anche la sentenza del TAR Lazio - quella per cui in
caso di incapacità effettiva e totale di formazione della volontà consapevole della persona
disabile questa dovrebbe essere privata della capacità di agire nell’esercizio del diritto di
acquisto della cittadinanza italiana in quanto diritto personalissimoe dunque nondelegabile in via sostitutiva all’amministratore di sostegno - significherebbe, in verità,
escludere ogni possibilità di oggettivo esercizio da parte del disabile del diritto
fondamentale all’acquisto della cittadinanza.
Se tale fosse la situazione, l’Italia violerebbe, a mio avviso, gli obblighi assunti con la
adesione e ratifica alla Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità. La
Convenzione, all’art. 12 prevede il diritto delle persone con disabilità alla capacità giuridica
in condizioni di uguaglianza con gli altri . L’art. 18 riconosce alle persone con disabilità il
diritto di acquisire e cambiare la cittadinanza e di non essere deprivate, solo sulla base della
loro disabilità, della possibilità di ottenere, possedere ed utilizzare la documentazione
attinente alla loro cittadinanza. L’art. 4 della Convenzione prevede l’obbligo per gli StatiContact Center Unar –| Ad uso interno24Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013membri di adottare tutte le misure legislative, amministrative o di altra natura necessarie
per l’implementazione dei diritti riconosciuti dalla Convenzione.
La dottrina internazionale concorda nell’ interpretazione dell’art. 12 della Convenzione
ONU nella direzione che esso privi di legittimità disposizioni normative interne agli Stati
membri che determinino automatismi nella perdita di diritti e capacità legale delle persone
disabili. [5]
Ecco dunque, che anche in questi casi di disabilità talmente grave da ritenere la persona
non in grado di formare, ancora prima di esprimere, una volontà consapevole,
un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 4 c. 2 della legge n. 91/92 alla luce
degli obblighi internazionali derivanti dall’adesione e ratifica della Convenzione ONU sui
diritti delle persone con disabilità, dovrebbe indurre l’ufficiale di stato civile ad accogliere la
domanda di acquisto della cittadinanza presentata per il tramite dell’amministratore di
sostegno, previa espressa autorizzazione del giudice tutelare, che potrà indicare come tale
acquisto della cittadinanza italiana corrisponda al bene o supremo interesse (best interest)
dell’assistito, ricostruibile sulla base dell’effettiva esperienza e del contesto di vita
dell’interessato e dei suoi familiari, ovvero dell’effettività dei legami familiari e sociali con
l’Italia quale Paese di residenza e viceversa con quello di origine, delle opinioni delle
persone, familiari o figure professionali che hanno la responsabilità sulla persona
interessata, e tenuto presente anche della cittadinanza o della residenza permanente degli
altri familiari. Nei casi, a dire il vero difficilmente immaginabili nella pratica, che il giudice
tutelare ritenesse che l’atto di acquisto della cittadinanza italiana non corrisponda al
supremo interesse del giovane disabile, ben potrebbe, dandone adeguata motivazione,
indicare tale limitazione d’agire in un apposito decreto di impedimento, ex art. 411 ultimo
comma c.c..
Al contrario, alla luce degli obblighi scaturenti dalla Convenzione ONU sui diritti dei
disabili, un’interpretazione rigida dell’art. 4 c. 2 della legge n. 91/91 e successivi
Contact Center Unar –| Ad uso interno25Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013regolamenti e disposizioni applicative che non riconosca la possibilità di acquisto della
cittadinanza al giovane straniero con disabilità psichico-intellettiva ritenuto incapace di
formare una propria volontà e di esprimerla attraverso l’apposita dichiarazione, verrebbe in
violazione dell’art. dell’art. 10 c. 2 e dell’art. 117 c. 1 Cost. e come tale sussisterebbero gli
estremi per richiedere al giudice un rinvio dell’art. 4 c. 2 della legge n. 91/92 al vaglio di
legittimità costituzionale ovvero un’interpretazione costituzionalmente orientata della
disposizione legislativa alla luce degli obblighi derivanti dalla Convenzione ONU.
Le prassi e le indicazioni interpretative, che qui si propongono, non costituiscono del
resto una novità in paesi di consolidata tradizione antidiscriminatoria, come ad es. il Regno
Unito e gli Stati Uniti, anche se in tali casi, secondo la tradizione tipica dei paesi di
common-law, la loro corretta attuazione viene ad essere demandata interamente alle
autorità amministrative, opportunamente responsabilizzate e formate. Si vedano le in
proposito le Istructions to implementation of 2006 British citizenship Law ANNEX A to
Charter 18 (Istruzioni per l’implementazione della legge sulla cittadinanza britannica del
2006. Allegato A al capitolo 18) che qui di seguito riproduciamo integralmente, come
esempio di una buona prassi ed modus operandi in linea con gli obblighi derivanti dalla
(fonte www.asgi.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno26Monitoraggio, approfondimento fenomeni discriminatori sui media e web22/07/2013Il Messico ha il suo primo sindaco gay
La città di Fresnillo in Messico ha eletto come sindaco un cittadino gay dichiarato:
Benjamín Medrano Quezada è stato eletto sindaco di Fresnillo, città dello stato di
Zacatecas, nel Messico centrale, con circa duecentomila abitanti. Il nuovo sindaco ha
quarantacinque anni ed è gay dichiarato.
Benjamín Medrano Quezada non ha mai nascosto il proprio orientamento sessuale e
questo è da sottolineare in uno stato come Zacatecas, che è considerato come fortemente
machista (oltre che negli ultimi anni teatro di numerose violenze per via del narcotraffico).
Non a caso, infatti, Medrano Quezada sottolinea che essere omosessuali non vuol dire
essere meno virili, dal momento che la virilità “non sta certo in mezzo alle gambe, ma nel
cervello e nel modo di realizzare le cose”.
Benjamín Medrano – che milita nelle fila del Partido Revolucionario Institucional – è
anche cantante e ha un bar per gay ed è sempre in prima linea nella difesa delle persone
omosessuali soprattutto quando qualche ecclesiastico se ne esce accusandoli di essere
“malati”, “pervertiti” o “contro natura”: in questi casi il neo sindaco risponde affermando
che la vera malattia è quella di essere omofobi.
Sebbene Benjamín Medrano Quezada sia orgogliosamente omosessuale non è fautore delle
nozze tra persone dello stesso sesso, “per motivi culturali” afferma e secondo diverse fonti
ha un atteggiamento un po’ discriminatorio verso le persone transessuali come anche nei
confronti delle manifestazioni pubbliche della comunità omosessuale.
(fonte http://www.queerblog.it)Contact Center Unar –| Ad uso interno27Presidenza del Consiglio dei Ministri
UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALIunar.itAll pages:12345678910111213141516171819202122232425262728InfoSaveLikeShareDownloadMoreRassegna stampa 22 luglio 2013 Published on Jul 22, 2013 ufficionazionaleantidiscriminazioniFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore