Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/429
Timestamp: 2020-08-06 15:14:06+00:00
Document Index: 75382945

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 429', 'art. 429', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156']

I. Nell'udienza il giudice, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia sentenza con cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare complessità della controversia, il giudice fissa nel dispositivo un termine, non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza (1).
II. Se il giudice lo ritiene necessario, su richiesta delle parti, concede alle stesse un termine non superiore a dieci giorni per il deposito di note difensive, rinviando la causa all'udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine suddetto, per la discussione e la pronuncia della sentenza.
III. Il giudice, quando pronuncia la sentenza di condanna al pagamento di somme di denaro per crediti di lavoro, deve determinare, oltre gli interessi nella misura legale, il maggior danno eventualmente subito dal lavoratore per la diminuzione di valore del suo credito, condannando al pagamento della somma relativa con decorrenza dal giorno della maturazione del diritto.
(1) Comma così sostituito dal d.l. 25 giugno 2008, n. 112, conv. con modif. dalla l. 6 agosto 2008, n. 133. Modifica in vigore dal 25 giugno 2008 ed applicabile ai giudizi instaurati successivamente.
Processo civile - Liquidazione delle spese - Omissione - Procedura di correzione degli errori materiali - Ammissibilità.
A fronte della mancata liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza, anche emessa ex art. 429 c.p.c, sebbene in parte motiva il giudice abbia espresso la propria volontà di porle a carico della parte soccombente, la parte interessata deve fare ricorso alla procedura di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e ss c.p.c. per ottenerne la quantificazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 Giugno 2018, n. 16415. Segue...
Inabilitazione - Revoca - Art. 429 c.c. - Applicazione della misura della amministrazione di sostegno - Ammissibilità - Fattispecie.
Tenuto conto dei principi ispiratori della legge n. 6/2004, deve ritenersi consentita una interpretazione estensiva della norma di cui all’art. 429 c.p.c. nel senso che, nell’ipotesi in cui non sia venuta meno la causa dell’inabilitazione, può disporsi la revoca di tale misura e l’applicazione della amministrazione di sostegno ove quest’ultima appaia in concreto maggiormente adeguata alle esigenze di tutela della persona interessata. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2016. Segue...
Sentenza, ordinanza e decreto in materia civile – Nullità ed inesistenza della sentenza – Insussistenza – Verbale d’udienza – Funzione – Lavoro subordinato (controversie individuali di) – Lettura del dispositivo in udienza – Attestazione nel verbale d'udienza – Necessità – Attestazione contenuta nella narrativa della sentenza – Rilevanza – Esclusione – Fondamento..
Scopo del verbale d’udienza è in generale l’attestazione che l’udienza si sia effettivamente celebrata, e – per quanto riguarda specificamente il rito del lavoro – l'attestazione della lettura del dispositivo all'udienza di discussione della causa. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata)
La nullità della sentenza si configura solo ove emerga un vizio del procedimento tale da impedire all’atto viziato (rectius, assente) di conseguire il proprio scopo, e solo a condizione che vi sia una espressa contestazione del vizio procedimentale da parte del difensore. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata)
Con la pubblicazione del dispositivo, in quanto atto idoneo a certificare – in ragione del rito applicabile – la lettura del dispositivo, ed a fortiori la celebrazione dell’udienza, può ritenersi aliunde conseguito lo scopo che la legge attribuisce al verbale d’udienza, di guisa che l’assenza dello stesso nel fascicolo d’ufficio costituisce mera irregolarità e non già vizio di nullità della sentenza; e ciò in conformità alle prescrizioni dell’art. 156 c.p.c., a mente del quale la nullità può essere dichiarata ove espressamente prevista, e mai quando sia stato comunque raggiunto lo scopo cui era destinato l’atto viziato. (Antonino Fazio) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 12 Febbraio 2013. Segue...