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Timestamp: 2018-10-21 18:44:39+00:00
Document Index: 87826573

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 15']

L'acquiescenza sulle sanzioni e gli effetti sul contenzioso | Commercialista Telematico
L'acquiescenza sulle sanzioni e gli effetti sul contenzioso
Con la sentenza n. 24906 del 6 novembre 2013 la Corte di Cassazione ha confermato che la definizione degli aspetti sanzionatori di un atto di accertamento non determina il riconoscimento della legittimità della pretesa nel merito.
“Questa Corte ha infatti in più occasioni chiarito come la definizione del profilo sanzionatorio del rapporto tributario, mercè il pagamento della sanzione stessa (ovvero la sua definizione agevolata ai sensi dell’art. 16, comma 3, del d.lgs. 10 dicembre 1997, n. 472), non comporta effetti di acquiescenza o di riconoscimento della fondatezza della pretesa né integra una confessione o un elemento di prova, non concernendo il profilo (meramente) tributario del rapporto, di guisa che resta materia tributaria impregiudicata la sorte del tributo e la possibilità del contribuente di contestarlo (Cass. n. 17529 del 2012, n. 12695 del 2004, n. 1558 del 1991)”.
A norma dell’art. 17 del D.Lgs. n.472/1997, in presenza di sanzioni collegate al tributo, è ammessa la definizione agevolata, con il pagamento di un terzo della sanzione irrogata entro il termine previsto per la proposizione del ricorso.
L’art. 17, del D.Lgs. n.472/97, per effetto delle modifiche apportate dall’art. 23, c. 29, lett. b, D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 luglio 2011, n.111, in deroga alle previsioni dell’art. 16, dispone che le sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono sono irrogate, senza previa contestazione e con l’osservanza, in quanto compatibili, delle disposizioni che regolano il procedimento di accertamento del tributo medesimo, con atto contestuale all’avviso di accertamento, o di rettifica motivato a pena di nullità.
In pratica, il legislatore ha sostituito le parole “possono essere”, con “sono”, obbligando (C.M. n. 41/2011) gli uffici ad irrogare le sanzioni collegate al tributo, contestualmente all’atto di accertamento o di rettifica.
A seguito delle modifiche introdotte dalla lettera b del comma 29 dell’art. 23 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 l’irrogazione immediata delle sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono, contestualmente all’avviso di accertamento o di rettifica, ai sensi del comma 1 dell’art. 17 del d.lgs. n. 472/1997, non è più rimessa alla facoltà dell’ufficio, ma diventa procedimento ordinario e obbligatorio.
Nel corso di TeleFisco 2012, l’Agenzia delle Entrate, nell’analizzare il comma 2 dell’articolo 17, del D.Lgs.n.472/97 rileva che la norma non prevede quale causa di preclusione alla definizione agevolata la formulazione dell’istanza di adesione così come prevista in caso di omessa impugnazione ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. n. 218/1997.
“Si ritiene, pertanto, che, stante il rinvio operato dall’articolo 17, comma 2, del d.lgs. 472 del 1997 ai termini di proposizione del ricorso, anche nell’ipotesi in cui il procedimento di accertamento con adesione si concluda negativamente, il contribuente…