Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26209-del-16-10-2019
Timestamp: 2020-04-01 02:30:57+00:00
Document Index: 44998963

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 140', 'art. 379', 'art. 380', 'art. 372', 'art. 291', 'art. 184', 'art. 6']

Sentenza Cassazione Civile n. 26209 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26209 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. II, 16/10/2019, (ud. 22/05/2019, dep. 16/10/2019), n.26209
sul ricorso 16898-2016 proposto da:
D.A., D.M., D’.An., D’.Ma.,
D.E., D.R., D.F., nella qualità di
eredi di D.C., rappresentati e difesi, per procura speciale
a margine del ricorso, dall’Avvocato Salvatore Mascolo,
elettivamente domiciliati presso l’avv. Ciro Cafiero;
avverso il decreto n. 55341/2011 della Corte d’appello di Roma,
depositato in data 8 febbraio 2016.
22 maggio 2019 dal Presidente relatore Dott. Stefano Petitti.
Ritenuto che la Corte d’appello di Roma, con il decreto qui impugnato, ha dichiarato improponibile la domanda proposta nel 2011 da D.A., D.M., D’.An., D’.Ma., D.E., D.R., D.F., nella qualità di eredi di D.C. – domanda volta ad ottenere l’equa riparazione per la irragionevole durata di un giudizio amministrativo iniziato dal loro dante causa nel 1995 ed ancora pendente alla data di proposizione della domanda -, rilevando che nel giudizio amministrativo presupposto l’istanza di prelievo era stata presentata il 30 giugno 2011 e quindi successivamente alla proposizione del ricorso introduttivo, depositato il 29 aprile 2011;
che per la cassazione di tale decisione D.A., D.M., D’.An., D’.Ma., D.E., D.R., D.F., nella qualità di eredi di D.C. hanno proposto ricorso, affidato a un unico motivo;
Considerato che preliminare alla stessa esposizione del motivo di ricorso è il rilievo che la notificazione del ricorso è avvenuta a mezzo del servizio postale e che non è stato prodotto dal ricorrente l’avviso di ricevimento;
che, dunque, non avendo il Ministero intimato svolto attività difensiva, il ricorso va dichiarato inammissibile alla luce del principio per cui “la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuto compimento delle formalità di cui all’art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 della citata disposizione, ovvero fino all’adunanza della corte in camera di consiglio di cui all’art. 380-bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2. In caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all’adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell’art. 184-bis c.p.c., per il deposito dell’avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all’amministrazione postale un duplicato dell’avviso stesso, secondo quanto previsto dalla L. n. 890 del 1982, art. 6, comma 1” (Cass., S.U., n. 627 del 2008; Cass. n. 18361 del 2018);
che non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.