Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2018/cu-domanda-riconvenzionale-intervento-di-terzo-chiamata-di-terzo-e-pluralita-di-ricorrenti
Timestamp: 2020-03-29 00:35:46+00:00
Document Index: 124659959

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 30', 'art. 267', 'art. 13', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ']

Al principio civilistico della domanda consegue “l’onere delle spese” ai sensi del quale la parte che promuove l’azione provvede ad anticipare il costo del processo .1
La prima spesa che la parte si trova a dover affrontare in un processo civile è quella relativa al contributo unificato 2, quella che, nella prassi, viene indicata come spesa di iscrizione a ruolo della causa. 3
La legge n 183 del 21 novembre 2011, in materia di contributo unificato, nel modificare il 3° comma dell’articolo 14, Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, testo unico spese di giustizia [ nel prosieguo indicato con DPR 115/02] ha innovato circa l’obbligo, delle parti diverse rispetto a quella che introduce la causa, al pagamento di un autonomo contributo unificato nel caso di modifica della domanda o di proposizione di domanda riconvenzionale o di chiamata in causa o di intervento autonomo.
a) contributo unificato principale dovuto all’atto dell’instaurazione del procedimento, articolo 14 comma 1 4;
b) contributo unificato integrativo, articolo 14 comma 3 prima parte DPR 115/02, che si ha ogni qualvolta chi instaura il giudizio con chiamata di terzo e/o domanda riconvenzionale modifica, aumentandola, la domanda principale 5;
c) contributo unificato autonomo, articolo 14 comma 3 seconda parte DPR 115/02 , a cui è tenuta la parte che interviene in un giudizio o la parte diversa da quella che instaura il giudizio ogni qual volta presenti domanda riconvenzionale e/o chiamata di terzo in giudizio a prescindere dal mutamento di valore della causa; per l’ indirizzo ministeriale del 14 maggio 2012 “il versamento di tale importo prescinde dal mutamento di valore e si incardina esclusivamente sull’esistenza di un ampliamento della domanda rispetto a quella originaria o, piuttosto,sulla necessità di estendere il numero dei contradditori”. 6
Dubbi interpretativi che hanno trovato, e trovano anche se a volte in maniera contrastante, soluzione nelle innumerevoli circolari e note ministeriali soggette, le stesse, al limite del divieto di applicazione analogica dell’istituto stante la natura tributaria dello stesso. 7
In presenza di domanda riconvenzionale,con l’attuale formulazione del 3 comma dell’articolo 14 DPR 115/02 il quantum da versare dipende dalla posizione processuale della parte che propone la domanda riconvenzionale,
- se a proporre la domanda riconvenzionale è la parte che “ per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo...” il contributo unificato sarà essere integrato, nella differenza del valore, solo se si aumenta il valore della domanda riconvenzionale 8;
In una recentissimo indirizzo, del 23 febbraio 2018, il ministero della Giustizia9 ha statuito che nelle cause in cui la domanda principale sconta il dimezzamento del contributo unificato10 anche il contributo, autonomo o integrativo, dovuto a seguito della domanda riconvenzionale sarà dovuto nella metà dell’importo del relativo scaglione di valore.
Ma, il sopra indicato criterio, non è stato invece ritenuto attuabile nei casi in cui la domanda riconvenzionale “sconta” il contributo unificato in misura fissa 11.
È quanto stabilito dal Ministero della Giustizia, indirizzo del 10 ottobre 2014 12, per il quale ”...l’opponente che chiede di chiamare in causa il terzo ...è obbligato all’integrazione del contributo...”
La richiamata nota ministeriale del 23 febbraio 2018 13 applica il criterio del dimezzamento anche per le chiamate di terzo nei procedimenti in cui la domanda principale sconta il contributo unificato in misura dimezzata.
Ma, stranamente, per la stessa direttiva per la chiamata di terzo da parte del resistente nel giudizio civile di accertamento tecnico preventivo “ deve essere pagato un contributo unificato – commisurato al valore della domanda e secondo gli importi fissati dall’articolo 13 del d.P.R. n. 115 del 2002 – dalla parte che, costituendosi nel giudizio di accertamento tecnico preventivo, svolga domanda di chiamata in causa del terzo”.
nelle ipotesi di intervento di terzo il ministero della Giustizia 14 ha stabilito che il pagamento di un ulteriore contributo unificato autonomo e commisurato al valore dichiarato nell’atto di intervento è dovuto solo nelle ipotesi di intervento ai sensi del 1 comma dell’articolo 105 del codice di procedura civile mentre “ nelle ipotesi di intervento adesivo di cui al comma 2 del citato articolo 105 cpc nessun contributo unificato si ritiene dovuto.”
In materia di intervento nelle procedure esecutive mobiliari e immobiliari il Ministero della Giustizia 15 ha chiarito “ deve ritenersi che il creditore che interviene in una procedura esecutiva sia tenuto al versamento del contributo unificato solo quando proponga istanza di vendita o di assegnazione dei beni pignorati.”
Quando con il medesimo nato si propone, ad esempio, domanda ricon­venzionale e, contestualmente, chiamata in causa del terzo, dovrà essere corrisposto un unico contri­buto unificato, integrativo per la parte che ha introdotto il giudizio, autonomo per le parti diverse da quella che ha introdotto il giudizio.
È quanto hanno stabilito gli Uffici di via Arenula nell’indirizzo del 14 maggio 201216-
Nella ipotesi in esame il problema non attiene alla determinazione del contributo unificato che, ai sensi dell’articolo 14 comma 2, si determina ai sensi del codice di procedura civile, senza tenere conto degli interessi , ma alle ipotesi in cui la procedura è introdotta da più parti di cui alcune hanno diritto ad esenzione e/o sono ammesse al patrocinio a spese dello Stato e quindi hanno diritto a non pagare il contributo unificato che sarà prenotato a debito ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 131 comma 2 DPR 115/02.
In materia il Ministero è apparso ondivago nei sui indirizzi che, senza commenti, riportiamo:
1 Tra i costi del processo a carico delle parti ricordiamo il contributo unificato, art. 9 DPR 115/02 , l’anticipazione forfettaria ex art. 30 DPR 115/02, i diritti di copia art. 267 e ss DPR 115/02 e l’imposta di registro sui provvedimenti del giudice ai sensi DPR 131/86 testo unico imposta di registro.
2 In materia di contributo unificato si rimanda al Vademecum sul Contributo Unificato ad opera di Caglioti Gaetano Walter in Professionegiustizia.it
3 Articolo 9 e in relazione agli importi art. 13, DPR 115/02
4 Ai sensi dell’art. 14, punto 1, DPR 115/02 “ il contributo unificato viene assolto dalla parte che si costituisce in giudizio per l’avvio e l’espletamento di un procedimento che implica l’attività del giudice e del cancelliere” Circolare Ministero della Giustizia prot. n. 6/1517/035/2011/CA del 19 settembre 2011
5Circolare Ministero della Giustizia 10 ottobre 2014 n 0136174/U, confermata Ministero della Giustizia DAG.10/11/1015.0169084.U
6Circolare Ministero della Giustizia DAG 14/05/2012.0065934.U
7 Corte Costituzionale, sentenza 11 febbraio 2005 n. 73, Corte di Cassazione – sentenza 17 aprile 2012, n. 5994
8 Nell’ opposizione a decreto ingiuntivo la parte tenuta al pagamento integrativo in caso di domanda riconvenzionale è l’opponente che iscrive la causa di opposizione circolare Ministero della Giustizia 10 ottobre 2014 n 0136174/U confermata dalla circolare Ministero della Giustizia DAG.10/11/1015.0169084.U
9 Nota Ministero della Giustizia DAG.23/02/2018.0038947.U richiamata in DAG.09/03/2018.0048401.U
10 Nei casi previsti dal punto 3 dell’articolo 13 DPR 115/02
11 punto 1 lett . a) e b) dell’articolo 13 DPR 115/02
12 Ministero della Giustizia DAG.10/10/2014.0135174.U
13 Vedi nota n 9
14 Ministero della Giustizia DAG 05/02/2015.0020600.U
15 Ministero della Giustizia DAG.05/07/2012.0094920.U indirizzo confermato dalla DAG.05/02/2015.0020600.U
16 circolare Ministero della Giustizia DAG 14/05/2012.0065934.U