Source: http://docplayer.it/1912825-La-gestione-ambientale-del-cantiere-edile.html
Timestamp: 2017-02-19 15:00:48+00:00
Document Index: 65382873

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 188', 'art. 266', 'art.266', 'art. 266', 'art. 230', 'art.183', 'art. 266', 'art.266', 'art.183', 'art. 230', 'art.230', 'art. 212', 'art. 258', 'art.16', 'art.16', 'art. 256', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 256', 'art.10', 'art.10', 'art. 256', 'art. 186', 'art. 1', 'art 16', 'art. 125', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 6', 'art 7', 'art 7', 'art. 34']

LA GESTIONE AMBIENTALE DEL CANTIERE EDILE: - PDF
LA GESTIONE AMBIENTALE DEL CANTIERE EDILE:
Download "LA GESTIONE AMBIENTALE DEL CANTIERE EDILE:"
Emilio Graziano
1 LA GESTIONE AMBIENTALE DEL CANTIERE EDILE: DAL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE ALLE PROCEDURE SEMPLIFICATE PER IL RIUTILIZZO DEI MATERIALI DA SCAVO Brescia, 8 marzo 2014 Servizio Ambientale rag. Enrico Massardi COLLEGIO COSTRUTTORI EDILI DI BRESCIA E PROVINCIA IL CANTIERE EDILE 12 Nell attività edilizia i rifiuti che vengono prodotti con maggiore frequenza sono: i materiali da scavo (codice europeo rifiuto CER di cui all allegato D alla parte IV del DLgs ) i materiali misti da costruzione e demolizione (codice europeo rifiuto CER ) i materiali bituminosi ( fresato ) (codice europeo rifiuto CER ) 3 IL PROCESSO PRODUTTIVO E LE PRINCIPALI FASI NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI MATERIALI DA SCAVO NUOVA COSTRUZIONE RIFIUTI DA C. & D. GESTIONE GESTIONE SOTTOPRODOTTO RIFIUTO CLASSIFICAZIONE - ANALISI (CER) CONDIZIONI PER UN NUOVO UTILIZZO TRASPORTO (FIR) RECUPERO SMALTIMENTO IMPIANTO DI TRATTAMENTO DISCARICA 23 LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE ( ) IDENTIFICAZIONE (ANALISI) RIFIUTI DA C. & D. ATTRIBUZIONE DEL CODICE CER DEPOSITO TEMPORANEO TRASPORTO (FIR) RICHIESTA LA CATEGORIA 4 O 5 C/ TERZI C/PROPRIO ISCRIZIONE ALBO DELL IMPRESAA AUTORIZZAZIONE PROC. SEMPLIFICATA AUTORIZZAZIONE PROC. ORDINARIA RECUPERO (IMPIANTO) DESTINAZIONE DEL RIFIUTO SMALTIMENTO (DISCARICA) DEFINIZIONI (Art. 183) 34 D.LGS , N. 152 NORME IN MATERIA AMBIENTALE PARTE PRIMA: DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI PARTE SECONDA : PROCEDURE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS), PER LA VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE (VIA) E PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (IPPC) PARTE TERZA: NORME IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO E LOTTA ALLA DESERTIFICAZIONE, DI TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO E DI GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE PARTE QUARTA: NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI PARTE QUINTA: NORME IN MATERIA DI TUTELA DELL'ARIA E DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA PARTE SESTA: NORME IN MATERIA DI TUTELA RISARCITORIA CONTRO I DANNI ALL'AMBIENTE ART (Definizioni) troviamo la definizione di: rifiuto (a), produttore (f), detentore (h), gestione (n), raccolta (o), trattamento (s), riutilizzo (r), recupero (t), riciclaggio (u), smaltimento (z) stoccaggio, deposito preliminare e messa in riserva (aa), deposito temporaneo (bb), sottoprodotto (qq),... 45 ART (Classificazione) Rifiuti urbani e speciali (pericolosi e non pericolosi) ART. 184 bis - (Sottoprodotto) ART. 184 ter - (Cessazione della qualifica di rifiuto) ART. 185, comma 1, lett. c) - (Esclusione) Terre inquinate ART (Terre e rocce da scavo) ART (Responsabilità) ART. 188 bis e 188 ter - (Sistri) ART (Catasto dei rifiuti) Denuncia MUD ART (Registri di carico e scarico) ART (Trasporto dei rifiuti) ART (Autorizzazioni ed iscrizioni) ART (Albo nazionale gestori ambientali) ART. 214 e (Procedure semplificate) ART (Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture) ART (Bonifiche siti contaminati) ART (Sanzioni) Abbandono ART (Sanzioni) Attività non autorizzate ART (Sanzioni) Registro carico e scarico/f.i.r. ART. 260 bis - (Sanzioni) Sistri ART. 266, c.4 - (Disposizioni finali) rifiuti da attività di manutenzione 56 DEFINIZIONI (Art. 183) rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. a) rifiuto pericoloso: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di cui all'allegato I della parte quarta del presente decreto (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. b) produttore di rifiuti: il soggetto la cui attività produce rifiuti (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore) (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. f) detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. h) gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. n) trattamento: operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. s) riutilizzo: qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. r) recupero: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale. L'allegato C della parte IV del presente decreto riporta un elenco non esaustivo di operazioni di recupero (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. t) 67 riciclaggio: qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il trattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. u) smaltimento: qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia. L'Allegato B alla parte IV del presente decreto riporta un elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento; (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. z) stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del presente decreto, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett.aa) deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1) i rifiuti... devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l'imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento; 2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. - In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; 3) il «deposito temporaneo» deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; 4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett.bb) 78 sottoprodotto: qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa le condizioni di cui all'articolo 184-bis, comma 1, o che rispetta i criteri stabiliti in base all'articolo 184-bis, comma 2. (D.Lgs. 152/06, art. 183, c. 1, lett. qq) Sottoprodotto (D.Lgs. 152/06, art. 184-bis) È un sottoprodotto e non un rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni: a) la sostanza o l oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l oggetto soddisfa, per l utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull ambiente o la salute umana. Cessazione della qualifica di rifiuto (D.Lgs. 152/06, art. 184-ter) Un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni: a) la sostanza o l oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici; b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto; c) la sostanza o l oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti; d) l utilizzo della sostanza o dell oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull ambiente o sulla salute umana. L operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni. La disciplina in materia di gestione dei rifiuti si applica fino alla cessazione della qualifica di rifiuto. 89 LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI (D.Lgs. 152/06, art. 184, c. 1). I rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi Sono rifiuti urbani (D.Lgs. 152/06, art. 184, c. 2): a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g); (Nota: problema dei magazzini edili) c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; 910 Sono rifiuti speciali (D.Lgs. 152/06, art. 184, c. 3) a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell'art c.c.; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis; c) i rifiuti da lavorazioni industriali; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie. I rifiuti da costruzione e demolizione sono rifiuti speciali o urbani? sono sempre rifiuti speciali Articolo 184, c. 3, lettera b): sono rifiuti speciali i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall articolo 186 Non possono essere assimilati ai rifiuti urbani 1011 ATTRIBUZIONE DEL CODICE CER 21 Quali sono i rifiuti potenzialmente prodotti nei i cantieri? 17 RIFIUTI DELLE OPERAZIONI DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (COMPRESO IL TERRENO PROVENIENTE DA SITI CONTAMINATI) I rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, aventi codici CER 17. I rifiuti, aventi codici CER diversi dai 17, che possono essere prodotti nelle normali attività di costruzione e demolizione (esempio, i rifiuti da imballaggi ). 1112 Gli altri rifiuti che possono essere prodotti nei cantieri edili sono: 1213 LA RESPONSABILITA' DEL PRODUTTORE (Art.188) L'art. 188 dice che il produttore conserva la responsabilità per l'intera catena di trattamento La responsabilità del produttore per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa: In caso di conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati, a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla Provincia della mancata ricezione del formulario (sei mesi per le spedizioni transfrontaliere - comunicazione alla Regione) 1314 Sentenza 29727/13 Corte di cassazione "Il produttore dei rifiuti ha il dovere di verificare che il destinatario sia effettivamente autorizzato a ricevere quella specifica tipologia di rifiuti, a nulla rilevando la mera convenienza economica della transazione. In difetto, il produttore dei rifiuti viene meno al dovere di informazione puntuale che gli compete per la sua attività professionale. Se l'autorizzazione è relativa a rifiuti diversi da quelli oggetto di conferimento, quelli consegnati sono gestiti in modo abusivo". IL DEPOSITO TEMPORANEO DEI RIFIUTI 1415 DEPOSITO TEMPORANEO Il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1) i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti devono essere depositati nel rispetto delle specifiche norme tecniche; 2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; 3) il «deposito temporaneo» deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; 4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose. ATTENZIONE: Anche se le quantità di rifiuti in deposito temporaneo sono minime (ad esempio un solo litro di olio esausto) le stesse devono essere avviate a recupero o smaltimento al più tardi entro un anno dalla produzione del rifiuto. NOTA: unica eccezione all ubicazione del deposito temporaneo presso il luogo di produzione è costituita dai rifiuti prodotti da attività di manutenzione per i quali valgono le disposizioni di cui agli articoli 230 e 266, comma 4, del D.Lgs. 152/06. 1516 I rifiuti inerti possono essere accumulati separatamente anche sul suolo, purché sagomato con adeguate pendenze in modo da evitare ristagni di acque meteoriche. I rifiuti pericolosi (es. oli e batterie) devono essere stoccati in appositi contenitori etichettati. Gli altri rifiuti (legno, metalli, cartoni, plastica, ecc.) è bene siano posti in adeguati contenitori e/o cassonetti. deposito corretto deposito fuori norma 1617 Un caso particolare: le attività di manutenzione Le attività di manutenzione Un caso particolare: le attività di manutenzione... Spett.le Sportello Informativo Rifiuti della Provincia di Brescia Via Milano, 13 Brescia Oggetto: Interventi di manutenzione e riparazione pubblici servizi quesito Con riferimento agli interventi di manutenzione e riparazione delle reti di pubblica utilità (acqua, gas, teleriscaldamento...) che si rendono necessari a seguito di guasti e/o rotture improvvise, si chiede un parere in merito alla procedura che viene suggerita alle imprese associate dallo scrivente Collegio Costruttori. Si precisa che detti interventi vengono effettuati dalle imprese in base a contratti stipulati con il gestore dei pubblici servizi. In base alle clausole contrattuali l'impresa deve garantire la reperibilità 24 ore su 24, in qualsiasi giorno della settimana, anche festivo, ed effettuare la riparazione entro un tempo molto breve (generalmente due ore) dalla segnalazione che il gestore effettua mediante un ordine di servizio. L'intervento di manutenzione e/o riparazione del servizio viene eseguito in tempi molto brevi e genera piccoli quantitativi di rifiuti speciali derivanti principalmente dagli scavi necessari per individuare il guasto. Il materiale scavato è composto dalla terra e dalla ghiaia della massicciata stradale e viene classificato generalmente come rifiuto speciale col codice europeo dei rifiuti "CER" numero (materiali misti da costruzione e demolizione). Nei casi in cui non sia possibile applicare la normale procedura prevista dal Codice dell'ambiente, in quanto gli interventi vengono effettuati dopo il normale orario di lavoro, spesso di notte o in giorni o periodi festivi come il mese di agosto, periodi nei quali le pubbliche discariche sono chiuse, si rende necessario adottare la speciale procedura prevista dall'art. 266 del Codice dell'ambiente per i lavori di manutenzione in base alla quale "I rifiuti provenienti da attività di manutenzione... si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività". In particolare si suggerisce alle imprese: 1) di compilare un formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) per spostare il materiale scavato dal luogo in cui è stata effettuata la manutenzione e/o riparazione fino alla sede o al magazzino della stessa che, come precisato dall'art.266, comma 4, è considerata agli effetti di legge il "luogo di produzione" del rifiuto. Nelle annotazioni del formulario viene specificato che il rifiuto proviene da attività di manutenzione ed è trasportato presso la sede o il magazzino dell'impresa ai sensi dell'art. 266, comma 4, D.Lgs 152/2006. La compilazione di questo formulario pur non essendo prevista dalla legge viene consigliata al solo fine di evitare eventuali sanzioni nel caso di controlli durante il trasporto dei rifiuti. 2) di depositare temporaneamente il rifiuto presso la sede o il magazzino dell'impresa in attesa di smaltirlo nelle pubbliche discariche entro i termini previsti dalla legge; 3) di compilare il formulario per il trasporto da magazzino a discarica ricordando che la quarta copia dovrà essere firmata dalla discarica presso la quale avverrà lo smaltimento del rifiuto. La procedura che il Collegio Costruttori suggerisce non ha preso in considerazione le disposizioni previste dall'art. 230 del Codice dell'ambiente per i "Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture". Ciò in quanto negli interventi sopra illustrati non è possibile far coincidere il luogo di produzione dei rifiuti derivanti da attività di manutenzione alle infrastrutture con la sede del cantiere che gestisce l'attività manutentiva o con la sede locale del gestore della infrastruttura ovvero con il luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica, finalizzata all'individuazione del materiale effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto ad alcun trattamento. Si precisa infatti che: 1) non essendoci una sede del cantiere, il luogo di produzione non può coincidere con la stessa; 2) il gestore della infrastruttura nelle cui competenze rientra il tratto di infrastruttura interessata dall'intervento di manutenzione e/o riparazione non consente l'accesso alla propria sede locale; 3) il materiale prodotto a seguito degli scavi è classificato rifiuto fin dalla sua origine e, pertanto, non necessita di nessuna valutazione tecnica, finalizzata all'individuazione del materiale effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto ad alcun trattamento. In attesa di un cortese e sollecito riscontro alla presente si porgono cordiali saluti. 1718 Le attività di manutenzione Le attività di manutenzione Casi particolari: le attività di manutenzione Art (Disposizioni finali) (omissis) 4. I rifiuti provenienti da attività di manutenzione si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività. (omissis) DLgs n.152/06, Art. 266, comma 4 ATTIVITA DI MANUTENZIONE (il materiale da scavo non può essere gestito come sottoprodotto ed è classificato rifiuto (codice CER ) SI E possibile depositare il materiale nell area di cantiere? NO 1819 Le attività di manutenzione Si possono applicare le norme del deposito temporaneo (art.183, lett. m smaltimento al superamento di 20 mc o 3 mesi e, comunque, al massimo entro 1 anno dalla produzione) Si possono applicare le disposizioni dell art. 266, comma 4, del DLgs 152/06 in base alle quali I rifiuti provenienti da attività di manutenzione si considerano prodotti presso la sede o il domicilio del soggetto che svolge tali attività. Una volta ultimato il lavoro - comunque entro i termini previsti per il deposito temporaneo dei rifiuti - il rifiuto deve essere avviato a recupero (impianto) o a smaltimento (discarica). Il trasporto del rifiuto dal cantiere fino alla discarica o all impianto di recupero deve essere accompagnato da formulario (FIR). Il rifiuto viene trasportato dal cantiere al magazzino dell impresa con un formulario interno compilato al solo scopo di evitare eventuali sanzioni nel caso di controllo. Nelle annotazioni dovrà essere specificato che si tratta di manutenzione effettuata ai sensi dell art.266, c.4, DLgs 152/06. Successivamente il rifiuto depositato temporaneamente nella sede dell impresa potrà essere smaltito in discarica o recuperato in impianto autorizzato. Il trasporto del rifiuto dal magazzino fino alla discarica o all impianto di recupero deve essere accompagnato da formulario (FIR). Le attività di manutenzione Art (Rifiuti derivanti da attività di manutenzione infrastrutture) (omissis) DLgs n.152/06, Art. 230 (Rifiuti derivanti da attività di manutenzione delle infrastrutture) MANUTENZIONE INFRASTRUTTURE (il materiale da scavo non può essere gestito come «sottoprodotto» ed è classificato rifiuto (codice CER ) SI E possibile depositare il materiale nell area di cantiere? NO 1920 Le attività di manutenzione Si possono applicare le norme del deposito temporaneo (art.183, lett.m smaltimento al superamento di 20 mc o entro 3 mesi e, comunque, al massimo entro 1 anno dalla produzione). Una volta ultimato il lavoro - comunque entro i termini previsti per il deposito temporaneo dei rifiuti - il rifiuto deve essere avviato a recupero (impianto) o a smaltimento (discarica). Il trasporto del rifiuto dal cantiere fino alla discarica o all impianto di recupero deve essere accompagnato da formulario (FIR). Si possono applicare le disposizioni dell art. 230 del DLgs 152/06 in base al quale il luogo di produzione dei rifiuti derivanti da attività di manutenzione alle infrastrutture, effettuata tramite terzi, può coincidere con la sede del cantiere che gestisce l'attività manutentiva o con la sede locale del gestore della infrastruttura ovvero con il luogo di concentramento dove il materiale tolto d'opera viene trasportato per la successiva valutazione tecnica, finalizzata all'individuazione del materiale effettivamente, direttamente ed oggettivamente riutilizzabile, senza essere sottoposto ad alcun trattamento. Il rifiuto può essere trasportato ad es. dal cantiere al magazzino dell impresa con un formulario interno compilato al solo scopo di evitare eventuali sanzioni nel caso di controllo. Nelle annotazioni dovrà essere specificato che si tratta di manutenzione di infrastrutture effettuata ai sensi dell art.230, DLgs 152/06. Successivamente il rifiuto depositato temporaneamente nel magazzino dell impresa potrà essere recuperato in impianto autorizzato ovvero, nel caso in cui a seguito di valutazione tecnica, sia accertata l impossibilità al riutilizzo del materiale, lo stesso potrà essere smaltito in discarica. Il trasporto del rifiuto dal magazzino fino alla discarica o all impianto di recupero deve essere accompagnato da formulario (FIR). GLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI 2021 Principali adempimenti amministrativi nella gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione 41 Registro di carico e scarico dei rifiuti Formulario di identificazione Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) IL REGISTRO DI CARICO E SCARICO 2122 Registro di carico e scarico dei rifiuti L impresa edile che produce rifiuti è obbligata a tenere un registro di carico e scarico dei rifiuti solo ed esclusivamente per la produzione di rifiuti pericolosi. I rifiuti non pericolosi che derivano da attività di demolizione e costruzione non devono essere annotati sul registro di carico e scarico. (Artt. 184 e 190, D. Lgs. 152/2006) Tempistica delle annotazioni Produttori: 10 giorni lavorativi Nota: Circolare 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 - Ministero dell'ambiente e Ministero dell'industria del Commercio e dell'artigianato (GU n.212 del 11/9/98) REGISTRI DI CARICO E SCARICO (Art. 190) I registri devono essere tenuti presso ogni impianto di produzione I registri sono numerati, vidimati e gestiti con le procedure e le modalità fissate dalla normativa sui registri IVA. I registri sono numerati e vidimati dalle Camere di Commercio territorialmente competenti. I registri, integrati con i relativi formulari di identificazione, devono essere conservati per 5 anni dalla data dell ultima registrazione. REGISTRI CARICO/SCARICO D.M. 148/98 Allegato A: Frontespizio Fac-simile dal modello Fac-simile registrazione 2223 sulla prima pagina (frontespizio) sono riportati, in corrispondenza delle diverse voci, i seguenti dati: a) alla voce ditta : dati anagrafici relativi all impresa (ditta, sede o residenza, codice fiscale e ubicazione dell esercizio) b) alla voce attività svolta : dati relativi all attività svolta (produzione, recupero, smaltimento, trasporto, intermediazione e commercio con detenzione e il codice relativo all attività di recupero o smaltimento 2324 c) alla voce tipo attività (solo per le imprese che effettuano operazioni di recupero o di smaltimento): la categoria di attività, così come individuata negli all. B e C al D. lgs. n. 152/2006, e descrizione generale del tipo di trattamento effettuato sul rifiuto (separazione, trattamento chimico-fisico, trattamento biologico, inertizzazione, ecc.). d) Alla voce registrazione : la data ed il numero della prima e dell ultima registrazione 2425 2526 2627 IL TRASPORTO DEI RIFIUTI Il trasporto dei rifiuti può essere effettuato: direttamente dal produttore con mezzi propri da terzi autorizzati Nel primo caso (come vedremo più in dettaglio) è necessario che l'impresa richieda l'iscrizione all'albo Gestori Ambientali nella sezione speciale. Nel caso in cui il trasporto sia affidato ad un terzo l'impresa dovrà sempre verificare che il trasportatore possieda le necessarie iscrizioni. In particolare, il produttore dovrà verificare se il trasportatore è iscritto all'albo: nella Categoria 4, per il trasporto di rifiuti non pericolosi o nella categoria 5, per il trasporto di rifiuti pericolosi. 2728 Trasporto rifiuti "in conto proprio" Come detto, l impresa può trasportare i propri rifiuti a condizione che sia iscritta all Albo Gestori Ambientali. Sono obbligati ad iscriversi all Albo Gestori, per il trasporto dei propri rifiuti: I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano raccolta e trasporto di propri rifiuti I produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto nei limiti di 30 Kg o litri giorno dei propri rifiuti pericolosi a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell organizzazione dell impresa da cui i rifiuti sono prodotti. L ALBO GESTORI AMBIENTALI 2829 L Art. 212, comma 5 del Codice elenca i soggetti che hanno l obbligo di iscriversi all Albo Nazionale Gestori Ambientali. Fra di essi vi sono: le imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto rifiuti non pericolosi le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti pericolosi le imprese che effettuano attività di bonifica dei beni contenenti amianto le imprese che gestiscono impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti di titolarità dei terzi L iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni e costituisce titolo per l esercizio delle attività di raccolta, di trasporto, di commercio e di intermediazione dei rifiuti. Il trasporto dei propri rifiuti Le imprese edili che trasportano i propri rifiuti si devono iscrivere all Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria "trasportatori dei propri rifiuti" (art. 212, comma 8, D.Lgs. 152/2006). Si devono iscrivere in questa categoria i produttori di rifiuti non pericolosi, nonché i produttori di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti 30 Kg o 30 litri al giorno. L iscrizione all Albo deve essere rinnovata ogni 10 anni. 2930 Le attività che hanno l obbligo di iscrizione ai sensi del Codice Ambiente sono state inserite in categorie dal DM 406/1998. Le categorie identificano l attività che si intende prendere in considerazione, mentre la classe viene stabilita in base alle dimensioni dell attività stessa (della popolazione servita per la categoria 1, delle tonnellate annue di rifiuti trattati, per le categorie da 2 a 8 e dell importo dei lavori di bonifica cantierabili per le categorie 9 e 10). 3031 IL FORMULARIO DEI RIFIUTI (F.I.R.) Il formulario di identificazione dei rifiuti (F.I.R.) (Art.193) Durante il trasporto i rifiuti sono accompagnati da un formulario di identificazione dal quale devono risultare almeno i seguenti dati: nome e indirizzo del produttore e del detentore origine, tipologia e quantità del rifiuto impianto di destinazione data e percorso dell istradamento nome e indirizzo del destinatario 3132 Il formulario, vidimato, deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal produttore (o detentore) dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore, e le altre tre, controfirmate e datate dal destinatario, sono acquisite: una dal destinatario (discarica/impianto di recupero) due dal trasportatore (restano al produttore nel caso di trasporto in c/proprio), che, nel caso di trasporto affidato ad un terzo, provvede entro tre mesi a trasmetterne una al produttore Le copie del formulario devono essere conservate per 5 anni. Relativamente alla definizione del modello e dei contenuti del formulario, si applica il D.M. 145/98. Per quanto attiene alla numerazione e vidimazione, i formulari devono essere numerati e vidimati dagli uffici dell Agenzia delle Entrate o dalle Camere di Commercio e devono essere annotati sul registro IVA acquisti. Nota: Circolare 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98 - Ministero dell'ambiente e Ministero dell'industria del Commercio e dell'artigianato (GU n.212 del 11/9/98) 3233 3334 OPERAZIONI DI SMALTIMENTO (Allegato B, alla parte IV) 3435 Operazioni di recupero Allegato C, alla parte IV) La Tabella elenca le operazioni di recupero come avvengono nella pratica. I rifiuti devono essere recuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che possono recare pregiudizio all'ambiente. LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE 3536 i materiali misti da costruzione e demolizione... I rifiuti da costruzione e demolizione sono rifiuti speciali. Articolo 184, c. 3, lettera b): sono rifiuti speciali i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall articolo 186 Cosa deve fare il produttore? Quali sono gli obblighi e le responsabilità previsti dalla legge? i materiali misti da costruzione e demolizione... I rifiuti da costruzione e demolizione non possono mai essere riutilizzati all interno del cantiere Il produttore dei rifiuti è responsabile (anche penalmente) del corretto recupero o smaltimento del rifiuto che può avvenire attraverso: il conferimento del materiale ad un impianto autorizzato di recupero il conferimento del materiale ad un impianto autorizzato allo smaltimento (discarica) 3637 Recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione I rifiuti da costruzione e demolizione possono essere recuperati in impianti autorizzati Ai sensi degli articoli 208 e 210 del D. Lgs. 152/2006 (procedura ordinaria) Ai sensi degli articoli 214 e 216 del D. Lgs. 152/2006 (procedura semplificata) ricerca degli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero Sul sito della Provincia di Brescia è possibile ricercare gli impianti autorizzati al recupero/smaltimento dei rifiuti. La ricerca è consentita sia per comune di localizzazione dell impianto che per codice rifiuto che deve essere smaltito o recuperato. Impianti autorizzati in procedura semplificata Impianti autorizzati in procedura ordinaria 3738 ricerca degli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero ricerca degli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero 3839 verifica delle autorizzazioni Sul sito dell Albo Nazionale Gestori Ambientali è possibile, invece, ricercare le ditte iscritte nelle diverse sezioni. gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero 78 Raccolta e trasporto rifiuti non pericolosi avviati al recupero Bonifica siti Trasporto propri rifiuti (art c. 8) 3940 gli impianti autorizzati allo smaltimento/recupero SANZIONI 4041 Il Registro di carico e scarico dei rifiuti SANZIONI (art. 258) Omessa tenuta del registro rifiuti non pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Omessa tenuta registro rifiuti pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell infrazione e dalla carica di amministratore. Imprese che occupano meno di 15 unità lavorative Omessa tenuta registro rifiuti non pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Omessa tenuta registro rifiuti pericolosi: Sanzione amministrativa pecuniaria da a Nota: pagamento in misura ridotta ex art.16, Legge n.689/81 Il Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) Sanzioni (Art.258) Omessa compilazione o formulario con dati incompleti o inesatti Sanzione amministrativa pecuniaria da a In caso di trasporto di rifiuti pericolosi si applica la pena di cui all articolo 483 c.p. (reclusione fino a due anni). Se le indicazioni sono formalmente incomplete o inesatte, ma i dati riportati consentono comunque di ricostruire le informazioni dovute, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 260 a La stessa sanzione si applica in caso di mancata conservazione dei formulari. Nota: pagamento in misura ridotta ex art.16, Legge n.689/81 4142 Il deposito temporaneo dei rifiuti Sanzioni Deposito temporaneo di rifiuti non pericolosi non corrispondente alle prescrizioni (Art. 183 c.1 lett.m) Art. 256 c.1 lett.a ) e c.2) Arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da a Deposito temporaneo di rifiuti pericolosi non corrispondente alle prescrizioni (Art. 183 c.1 lett.m) Art. 256 c.1 lett.b) e c.2) Arresto da sei mesi ad due anni e ammenda da a Il deposito temporaneo dei rifiuti Sanzioni Il trasporto di propri rifiuti senza aver effettuato la richiesta di iscrizione all Albo costituisce attività di gestione di rifiuti non autorizzata sanzionabile ai sensi dell'art. 256, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 152/2006, con la pena dell'arresto da tre mesi ad un anno o con l'ammenda da 2.600,00 euro a ,00 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da 2.600,00 euro a ,00 euro se si tratta di rifiuti pericolosi. 4243 MATERIALI DA SCAVO LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO A SEGUITO DELLE SEMPLIFICAZIONI INTRODOTTE DALLA LEGGE DI CONVERSIONE DEL D.L. 69/2013 Terre e rocce da scavo sono rifiuti L articolo 184 del D.Lgs. 152/2006 (Classificazione) annovera tra i rifiuti speciali i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall articolo 184- bis (Sottoprodotti) 43 Vedere altro
REGISTRO DI CARICO E SCARICO Registro di carico e scarico Soggetti obbligati Gestione dei rifiuti chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti commercianti ed intermediari Dettagli LINEA GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE. settore antincendio
LINEA GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE settore antincendio Maggio 2011 Al fine di contribuire a un adeguata gestione dello smaltimento dei rifiuti prodotti durante l attività di manutenzione, Dettagli MODELLO 1 DA UTILIZZARE PER LA COMUNICAZIONE ALL ARPAV AI SENSI DELL ART. 41BIS, COMMA 1, DELLA LEGGE N. 98/2013 E PER LE EVENTUALI MODIFICHE
MODELLO 1 DA UTILIZZARE PER LA COMUNICAZIONE ALL ARPAV AI SENSI DELL ART. 41BIS, COMMA 1, DELLA LEGGE N. 98/2013 E PER LE EVENTUALI MODIFICHE Dichiarazione del proponente/produttore in merito al rispetto Dettagli COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE
COMUNE DI RUFFANO - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale Dettagli Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Venerdì, 10 dicembre 2010
Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. 2, comma 20/b Legge 23-12-1996, n. 662 - Filiale di Roma GAZZETTA UFFICIALE PARTE Dettagli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche RAEE
Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche RAEE Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati (ai sensi dell art. 40 del D.Lgs. 49/2014) Premessa Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni;
D.P.R. 14-12-1999 n. 558 Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di Dettagli LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO
Assessorato Ambiente, Parchi e Aree Protette, Promozione del risparmio energetico Risorse Idriche, Acque Minerali e Termali LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO PREMESSA Con l emanazione Dettagli ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE SARDEGNA. Corso di aggiornamento professionale
ORDINE DEI GEOLOGI DELLA REGIONE SARDEGNA Corso di aggiornamento professionale Il D.M. Ambiente del 10 agosto 2012 n. 161: I piani di utilizzo delle terre e rocce da scavo 15 Febbraio - Cagliari 22 Febbraio Dettagli DECRETO 26 ottobre 2011
DECRETO 26 ottobre 2011 Modalita' di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA, dei soggetti esercitanti l'attivita' di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli Dettagli 1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?
Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve Dettagli COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI PERMESSO DI COSTRUIRE
Modello da compilarsi a cura del dichiarante, direttore lavori e impresa esecutrice opere Sportello per l Edilizia COMUNE DI VENEZIA DIREZIONE SPORTELLO UNICO EDILIZIA Sede di Venezia - San Marco 4023 Dettagli Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015
IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative Dettagli MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
MINISTERO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 15 febbraio 2010. Modi che ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante: «Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità Dettagli Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili
Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili RICHIAMO AL TESTO UNICO PER LA SICUREZZA D.lgs.vo 9 aprile 2008 n 81 Dott. Ing Luigi ABATE DPR N NN 37 3712 12 gennaio 1998 regolamento Dettagli Informazione agli impianti di trattamento
dell'articolo 11, comma 1, o di conferimento gratuito senza alcun obbligo di acquisto per i RAEE di piccolissime dimensioni ai sensi dell'articolo 11, comma 3; c) gli effetti potenziali sull'ambiente e Dettagli CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI. TITOLO IV DEL D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Arezzo, 06 maggio 2011
CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI TITOLO IV DEL D.Lgs. 81/08 e s.m.i Arezzo, 06 maggio 2011 Dott. DAVIDDI Paolo STOLZUOLI Stefania Tecnici di Prevenzione Dipartimento della Prevenzione Azienda USL 8 - Arezzo Dettagli Scheda 2.4 Imprese di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione
Scheda 2.4 Imprese di, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione SOGGETTI RICHIEDENTI/AMBITO DI APPLICAZIONE La presente scheda riguarda unicamente soggetti ricadenti nella qualifica Dettagli TERRE E ROCCE DA SCAVO
Da rifiuti a sottoprodotti, l applicazione del decreto 161/2012 Con il decreto interministeriale 161/2012, in vigore dal 6 ottobre 2012, è stato emanato un nuovo regolamento per la gestione delle terre Dettagli D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797. Testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari (G.U. 7-9-1955, n. 206 - S.O.) STRALCIO
D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797. Testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari (G.U. 7-9-1955, n. 206 - S.O.) STRALCIO TITOLO I DISCIPLINA GENERALE DELLE PRESTAZIONI E DEI CONTRIBUTI CAPO I - Dettagli NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO
NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i Dettagli La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava
La gestione dei limi di decantazione del lavaggio degli inerti di cava Ordine dei Geologi della Toscana Commissione Terre e rocce da scavo Firenze 09/12/2008 ORIGINE impianti di lavaggio degli inerti di Dettagli Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio
Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto Dettagli 15067 NOVI LIGURE AL. Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 321556 e-mail: srtspa@srtspa.it
Allegato 4) Regolamento... li... ALLA SRT - SOCIETA PUBBLICA PER IL RECUPERO ED IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI S.p.A. Strada Vecchia per Boscomarengo s.n. 15067 NOVI LIGURE AL Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 Dettagli Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013
Ai Gentili Clienti Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Con i co. da 324 a 335 dell unico articolo della L. 24.12.2012 n. 228 (Legge di Stabilità 2013), l ordinamento Dettagli DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DEI REQUISITI GENERALI DI CUI ALL ART. 38, C. 1 DEL D.LGS. N. 163/06
PROCEDURA APERTA, AI SENSI DELL ART. 124 DEL D.LGS. 163/2006 E DELL ART. 326 DEL DPR 207/2010, PER L AFFIDAMENTO QUADRIENNALE DEL SERVIZIO DI CONSULENZA E BROKERAGGIO ASSICURATIVO. CIG: 30590339E1 DICHIARAZIONE Dettagli COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957
COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure Dettagli L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.
Spazio riservato al Servizio Urbanistica AGIBILITA' n del L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.160 ) l sottoscritt... Dettagli Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila
Modello B) REGIONE ABRUZZO CONSIGLIO REGIONALE Servizio Amministrativo di Supporto alle Autorità Indipendenti Via Michele Iacobucci, 4 L Aquila acquisito di materiale di cancelleria per l Ufficio amministrativo Dettagli CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa
CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni Dettagli AMIANTO PIANO DI LAVORO
AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale Dettagli www.sanzioniamministrative.it
SanzioniAmministrative. it Normativa Legge 15 dicembre 1990, n. 386 "Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari" (Come Aggiornata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 507) Art. 1. Emissione Dettagli AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive
Bollo 14,62 AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive ESERCIZIO DI COMMERCIO AL DETTAGLIO MEDIE STRUTTURE DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (COM 4A - D.A. 8/5/2001) Ai sensi della L.r. Dettagli DIRETTIVA 2006/12/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti
27.4.2006 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 114/9 DIRETTIVA 2006/12/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti (Testo rilevante ai fini del SEE) IL PARLAMENTO Dettagli INDICAZIONI PER L UTILIZZO E LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO NEI LAVORI PRIVATI SOTTOPOSTI A DIA O A PERMESSO DI COSTRUIRE
INDICAZIONI PER L UTILIZZO E LA GESTIONE DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO NEI LAVORI PRIVATI SOTTOPOSTI A DIA O A PERMESSO DI COSTRUIRE L art. 186 del d.lgs.152/06 indica le condizioni alle quali è consentito Dettagli C O DICI IN BORSA. N u m e r o 2 6 CODICE DELL AMBIENTE
C O DICI IN BORSA N u m e r o 2 6 CODICE DELL AMBIENTE CODICE DELL AMBIENTE Sommario CODICE DEL DIRITTO DELL AMBIENTE... 3 PARTE PRIMA - DISPOSIZIONI COMUNI E PRINCIPI GENERALI ( 1 )... 5 PARTE SECONDA Dettagli Condizioni generali di fornitura
Condizioni generali di fornitura 1) Responsabilità di trasporto Resa e imballo a ns. carico. 2) Custodia dopo consegna in cantiere Dopo la posa da parte ns. del materiale / macchine in cantiere la responsabilità Dettagli Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12
Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati Dettagli ed attesta numero iscrizione del forma giuridica
. (FAC-SIMILE ISTANZA DI PARTEZIPAZIONE) AL COMUNE DI PIANA DEGLI ALBANESI DIREZIONE A.E.S. LAVORI PUBBLICI E PROGETTAZIONE VIA P. TOGLIATTI, 2 90037 PIANA DEGLI ALBANESI (PA) Il sottoscritto.... nato Dettagli LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 9 DICEMBRE 2013 MISURE STRAORDINARIE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AL FENOMENO DELL ABBANDONO E DEI ROGHI DI RIFIUTI
LEGGE REGIONALE N. 20 DEL 9 DICEMBRE 2013 MISURE STRAORDINARIE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AL FENOMENO DELL ABBANDONO E DEI ROGHI DI RIFIUTI IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Dettagli COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE
COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO l art. 1, comma 639 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha istituito, a decorrere dal 1 gennaio 2014, l imposta Dettagli Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico
Criteri Ambientali Minimi (CAM) Gestione del verde pubblico Marco Glisoni Maria Lisa Procopio Incontro formativo Progetto APE settembre 2014 Il Piano d Azione Nazionale per il GPP Piano d azione per la Dettagli LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013
Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Comando Provinciale Vigili del fuoco SIENA "Noctu et Die Vigilantes" LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM Dettagli Forme speciali di vendita al dettaglio SPACCI INTERNI COMUNICAZIONE
MOD.COM 4 SUROMA SPORTELLO UNICO DEL COMMERCIO MUNICIPIO.. Via - 00..Roma Forme speciali di vendita al dettaglio SPACCI INTERNI COMUNICAZIONE Al Comune di *... Ai sensi del D.L.vo 114/1998 (art 16 e 26 Dettagli Digestato da rifiuti e da matrici agricole
Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE Dettagli Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
Guida alla compilazione della DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE Indice INTRODUZIONE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Dettagli Il sottoscritto... nato il.. a... in qualità di... dell impresa... con sede in... via. n. telefono...n. fax... indirizzo e-mail...pec...
ALLEGATO A Istanza di inserimento nell Elenco operatori economici consultabile dall AGC 14 Trasporti e Viabilità Settore Demanio Marittimo Opere Marittime nelle procedure negoziate di cui all art. 125 Dettagli FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81
CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida Dettagli ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del
genzia ntrate BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI E FINANZIAMENTI, CAPITALIZZAZIONI E APPORTI EFFETTUATI DAI SOCI O FAMILIARI DELL'IMPRENDITORE NEI CONFRONTI DELL'IMPRESA (ai sensi dell articolo, Dettagli 2. L iscrizione nel Registro delle Imprese
2. L iscrizione nel Registro delle Imprese 2.1 Gli effetti dell iscrizione nel Registro delle Imprese L art. 2 del d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (in materia di orientamento e modernizzazione del settore Dettagli PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI MEZZI PUBBLICITARI
COMUNE DI SIRIGNANO PROVINCIA DI AVELLINO Piazza Aniello Colucci 83020 SIRIGNANO (AV) Tel. 081-5111570 Fax 081-5111625 CF 80004370641 P. IVA 00256240649 PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI DI AFFISSIONE E ALTRI Dettagli Art. 11 Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) Art. 12 Definizione dei contenuti del S.I.A. (scoping)
LEGGE REGIONALE 18 maggio 1999, n. 9 DISCIPLINA DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 35 Titolo III PROCEDURA DI Dettagli Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari
Legge 15 dicembre 1990, n. 386, come modificata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 507. Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari Art. 1. Emissione di assegno senza autorizzazione Dettagli IL DIRETTORE DEI LAVORI RUOLO E RESPONSABILITA (Alcune note del Consiglio dell Ordine)
IL DIRETTORE DEI LAVORI RUOLO E RESPONSABILITA (Alcune note del Consiglio dell Ordine) La figura giuridica del Direttore dei Lavori compare per la prima volta nel R.D. del 25.05.1895 riguardante il Regolamento Dettagli del (in caso di più titolari, la sezione è ripetibile nell allegato SOGGETTI COINVOLTI ) DATI DELLA DITTA O SOCIETA
Al Comune di Pratica edilizia Sportello Unico Attività Produttive Sportello Unico Edilizia del Protocollo SCIA SCIA con richiesta contestuale di atti presupposti Indirizzo PEC / Posta elettronica SEGNALAZIONE Dettagli Giunta Regionale della Campania
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli Tuttocamere L. n. 82/1994 Pag. 1/5
L. 25 gennaio 1994, n. 82 (G.U. n. 27 del 3 febbraio 1994): Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione. Art. 1 (Iscrizione delle imprese Dettagli AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA
AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE TIPOLOGIA C " art. 3 c. 6 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO Dettagli Adempimenti fiscali nel fallimento
ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI LECCO Adempimenti fiscali nel fallimento A cura della Commissione di studio in materia fallimentare e concorsuale Febbraio 2011 INDICE 1. Apertura Dettagli Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività
Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono Dettagli - La denuncia di inizio, di modifica e di cessazione dell attività delle società
Registro Imprese - La denuncia di inizio, di modifica e di cessazione dell attività delle società - I trasferimenti di sede da altra provincia Come descrivere l attività Sintetica, chiara e concreta SI Dettagli 1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI
1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI L analisi dettagliata del rapporto tra importazione ed esportazione di rifiuti speciali in Veneto è utile per comprendere quali tipologie di rifiuti non Dettagli AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE.0136693.19-11-2013-U
COMUNICAZIONE POLIVALENTE (Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (art. 21 decreto legge n. 78/2010) - Comunicazione delle operazioni legate al turismo effettuate in contanti in deroga all Dettagli DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO
DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO (articolo 70 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 articolo 64 della Dettagli (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali) quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere
Decreto Sblocca Italia Art. 38 (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali) 1. Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti Dettagli DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA RESA AI FINI DEL RILASCIO DELLA INFORMAZIONE ANTIMAFIA. (Resa ai sensi dell'art. 46 del D.P.R. n.
CHIARAZIONE SOSTITUTIVA RESA AI FINI DEL RILASCIO DELLA INFORMAZIONE ANTIMAFIA (Resa ai sensi dell'art. 46 del D.P.R. n. 445/2000) Il/La sottoscritto/a nato/a a Il residente a via nella sua qualità di Dettagli L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA
L'EVOLUZIONE DEL PART-TIME NEL CONTRATTO DEL COMPARTO NAZIONALE DELLA SANITA' PUBBLICA a cura del Nucleo Promozione e Sviluppo Responsabile: Cesare Hoffer Il presente documento non ha la pretesa di essere Dettagli RICHIESTA DI PERMESSO DI COSTRUIRE (art. 20, d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 artt. 7, d.p.r. 7 settembre 2010, n. 160)
Al Comune di Pratica edilizia Sportello Unico Attività Produttive Sportello Unico Edilizia del Protocollo Indirizzo PEC / Posta elettronica RICHIESTA DI PERMESSO DI COSTRUIRE (art. 20, d.p.r. 6 giugno Dettagli JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014
Tipologia: LAVORO Protocollo: 2006614 Data: 26 maggio 2014 Oggetto: Jobs Act: disposizioni Legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione del D.L. n. 34 del 20/03/2014 Allegati: No JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE Dettagli II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO
Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998 Dettagli CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO
CONTRATTO DI COLLABORAZIONE A PROGETTO AVVERTENZE PER LA REDAZIONE 1. La bozza di contratto proposta è da utilizzare come linea guida, potrà essere integrata e/o ridotta in funzione alle specifiche necessità. Dettagli TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34
Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la Dettagli ALL UFFICIO DI PIANO Via Garibaldi n. 1 08048 Tortolì ( Og ) Telefono 0782 600 715 Fax 0782 600711
1 ALL UFFICIO DI PIANO Via Garibaldi n. 1 08048 Tortolì ( Og ) Telefono 0782 600 715 Fax 0782 600711 www.plusogliastra.it plusogliastra@pec.it ISTANZA DI PARTECIPAZIONE LOTTO DESCRIZIONE BARRARE IL LOTTO Dettagli Modello n. 1) Spett.le Comune di Schio Settore 04 Servizio Amministrativo di Settore Ufficio Appalti e Assicurazioni Via Pasini n. 33 36015 S C H I O
Modello n. 1) Spett.le Comune di Schio Settore 04 Servizio Amministrativo di Settore Ufficio Appalti e Assicurazioni Via Pasini n. 33 36015 S C H I O AUTODICHIARAZIONE Oggetto: Appalto n. FNN2012/0003 Dettagli ICUREZZA SUL LAVORO E CONDOMINIO
professione sicurezza ICUREZZA SUL LAVORO E CONDOMINIO 2 Le norme applicabili sono previste nel Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81) Sicurezza sul lavoro Dettagli Cos'è e come funziona una discarica.
Cos'è e come funziona una discarica. La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non differenziato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane. La Dettagli Direttive regionali per la gestione e l autorizzazione all utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura.
DELIBERAZIONE N. 32/71 DEL 15.9.2010 Oggetto: Direttive regionali per la gestione e l autorizzazione all utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura. L Assessore della Difesa dell Ambiente riferisce Dettagli PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014
PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 (CIG ) (CPV ) Io sottoscritto... nato a... il...... nella mia Dettagli ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI Deliberazione 15 dicembre 2010 Criteri per l iscrizione all Albo nella categoria 8: intermediazione e commercio dei rifiuti. IL COMITATO NAZIONALE Visto il decreto legislativo Dettagli TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI
TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI di Luigi Cenicola 1. Premessa. A decorrere dall anno 2014, per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e per i servizi indivisibili comunali, si pagheranno Dettagli ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Società Consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane per azioni ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA di CONDUCENTE Cognome Nome 1 a EMISSIONE RINNOVO Per scadenza Dettagli DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013 Modalita' per la pubblicazione dello scadenzario contenente l'indicazione delle date di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi introdotti, Dettagli CIL PER INTERVENTI DI EDILIZIA LIBERA 12 (art. 6, comma 2, lettere b, c, d ed e, d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380)
2 Al Comune di Pratica edilizia SUAP SUE Indirizzo PEC / Posta elettronica del Protocollo CIL PER INTERVENTI DI EDILIZIA LIBERA 12 (art. 6, comma 2, lettere b, c, d ed e, d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380) Dettagli MANUALE OPERATIVO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI ALL INTERNO DELL ISS
MANUALE OPERATIVO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI ALL INTERNO DELL ISS Responsabile della Gestione Rifiuti dell ISS (Dott.ssa Loredana Musmeci) Responsabile dell Unità Gestione Rifiuti dell ISS (Ing. Dettagli ESERCIZI DI COMMERCIO AL DETTAGLIO DI VICINATO COMUNICAZIONE. Ai sensi del D.L.vo 114/1998 (art 7, 10 comma 5 e 26 comma 5), il sottoscritto
MOD.COM 1, copia per il Comune ESERCIZI DI COMMERCIO AL DETTAGLIO DI VICINATO COMUNICAZIONE Al Comune di * Ai sensi del D.L.vo 114/1998 (art 7, 10 comma 5 e 26 comma 5), il sottoscritto Cognome Nome C.F. Dettagli PER IMPRESE/SOCIETA. Presentata dall Impresa
PER IMPRESE/SOCIETA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE Via M.Minghetti 10 00187 Roma CIG 6253408B85 GARA EUROPEA A PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO DEI SERVIZI CONCERNENTI Dettagli CAPO I ORDINAMENTO DELLE COMPETENZE A REGIME
Legge regionale n.20 del 21 agosto 1991. Riordino delle competenze per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di bellezze naturali. (B.U. 11 novembre 1991, n. 12). (vedi circolare prot. n. Dettagli CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 29 dicembre 2006
CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 29 dicembre 2006 OGGETTO: IVA Applicazione del sistema del reverse-charge nel settore dell edilizia. Articolo 1, comma 44, della legge Dettagli CODICE DELLE LEGGI ANTIMAFIA
CODICE DELLE LEGGI ANTIMAFIA [D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 e ss.mm.ii. (di seguito Codice)] Entrata in vigore delle ultime modifiche (D.Lgs. n. 153/2014): 26 novembre 2014 D.P.C.M. n. 193/2014 Regolamento Dettagli ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Società Consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane per azioni 1 a EMISSIONE RINNOVO Per scadenza Per modifica dati SOSTITUZIONE Smarrimento Furto Malfunzionamento/Danneggiamento CARTA Dettagli Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq.
Riferimenti Normativi - D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. reflue) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti Dettagli 1. LE SEMPLIFICAZIONI NECESSARIE PERCHE IL SISTRI SIA UN SISTEMA A PORTATA DELLE IMPRESE 2
SISTRI 1. LE SEMPLIFICAZIONI NECESSARIE PERCHE IL SISTRI SIA UN SISTEMA A PORTATA DELLE IMPRESE 2. I NODI NORMATIVI E INTERPRETATIVI CHE ANCORA IMPEDISCONO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI TRACCIAMENTO Dettagli Pubblicata in G.U. n. 265 del 13.11.2012
Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE Direzione Generale per la regolazione e dei contratti pubblici Circolare prot. n. Dettagli SCIA-SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA
MOD. COM 3 SCIA-SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA ESERCIZI DI COMMERCIO AL DETTAGLIO: MEDIE E GRANDI STRUTTURE DI VENDITA Al SUAP Ai sensi del D. L.vo 114/98, D. L.vo 59/10 e L. 122/10 Il sottoscritto Dettagli L abuso edilizio minore
L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa Dettagli BANDO DI GARA PER LA VENDITA MEDIANTE ASTA PUBBLICA DEL FABBRICATO EX SEDE DELLA SCUOLA ELEMENTARE SOARZA IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO TECNICO
COMUNE DI VILLANOVA SULL ARDA PROVINCIA DI PIACENZA ---------------------- Tel. 0523/837927 (n. 3 linee a ric. autom.) Codice Fiscale 00215750332 Fax 0523/837757 Partita IVA 00215750332 Prot. n 2868 BANDO Dettagli ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Società Consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane per azioni DOMANDA DI CARTA DELL AZIENDA ALLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA di DATI DELL AZIENDA Denominazione Dettagli ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE
D.A. 175/GAB ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE L ASSESSORE Visto lo Statuto della Regione Siciliana; Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15 ( Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione Dettagli COMUNICAZIONE DI APERTURA FILIALI, SUCCURSALI E ALTRI PUNTI VENDITA DI AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO (Ai sensi della L.R. 30/03/1988 n. 15 e s.m.i.
CODICE PRATICA *CODICE FISCALE* GGMMAAAA HH:MM Mod. Comunale (Modello 1088 Versione 001 2015) Allo Sportello Unico delle Attività Produttive Comune / Comunità / Unione Identificativo SUAP: COMUNICAZIONE Dettagli Forme speciali di vendita al dettaglio VENDITA PER CORRISPONDENZA, TELEVISIONE O ALTRI SISTEMI DI COMUNICAZIONE COMUNICAZIONE