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Timestamp: 2018-09-21 14:40:26+00:00
Document Index: 13422776

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.  8', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art.  1', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'art.  7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art.  13', 'art. 7', 'art.  117', 'art. 117']

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 9 aprile 2009, n. 82 - Regolamento concernente l'attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunita' europea ed all'esportazione presso Paesi terzi. (09G0093) (GU n. 155 del 7-7-2009 | Chimici.info
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 luglio 2009
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 15 giugno 2009>
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 9 aprile 2009, n. 82 – Regolamento concernente l’attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunita’ europea ed all’esportazione presso Paesi terzi. (09G0093) (GU n. 155 del 7-7-2009
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 9 aprile 2009, n. 82 - Regolamento concernente l'attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunita' europea ed all'esportazione presso Paesi terzi. (09G0093) (GU n. 155 del 7-7-2009 )
Regolamento  concernente  l’attuazione  della direttiva 2006/141/CE
per  la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di
proseguimento  destinati  alla  Comunita’ europea ed all’esportazione
presso Paesi terzi. (09G0093)
Visto  il  decreto  legislativo  27  gennaio 1992, n. 111, relativo
all’attuazione  della  direttiva  1989/398/CEE concernente i prodotti
alimentari  destinati ad una alimentazione particolare e segnatamente
l’articolo 9 che conferisce al Ministro della salute, di concerto con
il  Ministro  dello  sviluppo economico, di fissare, in attuazione di
direttive  comunitarie,  le  disposizioni  specifiche  applicabili ai
gruppi   di   alimenti   riportati   nell’allegato   a  tale  decreto
Visto  il decreto del Ministro della sanita’ 6 aprile 1994, n. 500,
di  recepimento  della  direttiva 91/321/CEE del 14 maggio 1991 sugli
alimenti  per  lattanti  e  di  proseguimento,  e della direttiva del
Consiglio  92/52/CEE del 18 giugno 1992 sugli alimenti per lattanti e
alimenti  di  proseguimento  destinati  all’esportazione  verso Paesi
Vista   la  direttiva  2006/141/CE  riguardante  gli  alimenti  per
lattanti  e  gli  alimenti  di proseguimento e recante modifica della
direttiva 1999/21/CE;
Vista  la  direttiva  92/52/CEE  sugli  alimenti per lattanti e gli
Visto  il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2002, n.
57,  che  ha dato attuazione alla direttiva 1999/21/Ce sugli alimenti
dietetici destinati a fini medici speciali;
Vista  la circolare del Ministero della sanita’ 24 ottobre 2000, n.
16, sulla «Promozione e tutela dell’allattamento al seno»;
Visto  il  regolamento  (CE) 178/2002 che stabilisce i principi e i
requisiti   generali   della   legislazione   alimentare,  istituisce
Visto  il regolamento (CE) 1924/2006 del 20 dicembre 2006, relativo
alle  indicazioni  nutrizionali  e  sulla salute fornite sui prodotti
modifiche,  relativo  all’etichettatura,  alla  presentazione  e alla
pubblicita’ dei prodotti alimentari;
Visto  il  decreto  del Ministero della sanita’ 8 giugno 2001 sulla
«Assistenza  sanitaria  integrativa relativa ai prodotti destinati ad
una alimentazione particolare»;
Visto  il  decreto del Ministero della salute 16 gennaio 2002 sulle
«Modalita’  della  diffusione  di materiale informativo e didattico e
del    controllo    delle    informazioni    corrette   ed   adeguate
sull’alimentazione   dei   lattanti   e   dei   bambini»,   ai  sensi
dell’articolo  8, comma 3, del decreto ministeriale 6 aprile 1994, n.
Visto il decreto del Ministero della salute 22 febbraio 2005, n. 46
«Regolamento   recante   norme   per   la  pubblicita’  dei  prodotti
sostitutivi del latte materno» – Modifica dell’articolo 7 del decreto
del Ministro della sanita’ 6 aprile 1994, n. 500;
Visto l’articolo 11, comma 5 della legge 4 febbraio 2005, n. 11;
31 luglio 2008;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 6 ottobre 2008;
Vista  la  comunicazione  al Presidente del Consiglio dei Ministri,
effettuata  ai  sensi  dell’articolo17, comma 3 della legge 23 agosto
1. Il presente regolamento stabilisce le prescrizioni relative alla
produzione,  alla composizione, all’etichettatura, alla pubblicita’ e
alla commercializzazione degli alimenti per lattanti e degli alimenti
di  proseguimento  destinati ad essere somministrati a soggetti nella
prima  infanzia  in  buona  salute,  nonche’  degli  stessi  alimenti
destinati all’esportazione verso Paesi terzi.
Nota all’art. :
–  Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, reca:
«Attuazione  della  direttiva  1989/398/CEE  concernente  i
prodotti   alimentari   destinati   ad   una  alimentazione
legislativo 27 gennaio 1992, n. 111:
«Art. 9. (Disposizioni specifiche). – 1. Con decreto del
Ministro   della   sanita’  di  concerto  con  il  Ministro
dell’industria,   del   commercio   e  dell’artigianato  da
adottarsi  ai  sensi  dell’art. 17, comma 3, della legge 23
agosto   1988,   n.   400,   in   attuazione  di  direttive
comunitarie,  vengono  fissate  le  disposizioni specifiche
applicabili ai gruppi di alimenti di cui all’allegato I.
2.  Con  la  stessa  procedura di cui al comma 1 vengono
indicati,  in  attuazione  delle  direttive comunitarie, le
sostanze  con  scopo nutrizionale da aggiungere ai prodotti
alimentari   destinati  ad  una  alimentazione  particolare
nonche’  i  criteri  di purezza e le condizioni per la loro
utilizzazione.».
–  Il  decreto del Ministro della sanita’ 6 aprile 1994,
n.  500,  reca: «Regolamento concernente l’attuazione delle
direttive  91/321/CEE  della Commissione del 14 maggio 1991
sugli  alimenti  per lattanti e alimenti di proseguimento e
92/52/CEE  del  Consiglio del 18 giugno 1992 sugli alimenti
per   lattanti   e   alimenti  di  proseguimento  destinati
all’esportazione verso Paesi terzi».
–  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 20 marzo
2002,   n.  57,  reca:  «Regolamento  di  attuazione  della
direttiva  1999/21/CE  sugli alimenti dietetici destinati a
fini medici speciali».
–  La  Circolare  del Ministero della sanita’ 24 ottobre
2000,  n.  16, reca: «Promozione e tutela dell’allattamento
al seno».
– Il regolamento (CE) 178/2002 stabilisce i principi e i
requisiti    generali    della   legislazione   alimentare,
istituisce  l’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare
–  Il  regolamento  (CE)  1924/2006 del 20 dicembre 2006
reca  indicazioni  nutrizionali  e sulla salute fornite sui
–  Il  decreto  legislativo  27  gennaio 1992, n. 109, e
successive  modifiche concerne: «Attuazione della direttiva
89/395/CEE   e   della   direttiva  89/396/CEE  concernenti
l’etichettatura,  la  presentazione  e  la  pubblicita’ dei
–  Il  decreto del Ministero della sanita’ 8 giugno 2001
concerne:  «Assistenza  sanitaria  integrativa  relativa ai
prodotti destinati ad una alimentazione particolare».
–  Il decreto del Ministero della salute 16 gennaio 2002
reca:  «Modalita’ della diffusione di materiale informativo
e  didattico e del controllo delle informazioni corrette ed
adeguate sull’alimentazione dei lattanti e dei bambini», ai
sensi  dell’art.  8,  comma  3,  del decreto ministeriale 6
aprile 1994, n. 500 che qui di seguito si riporta:
«3.  Con  decreto del Ministro della sanita’ di concerto
con   il   Ministro   dell’industria,   del   commercio   e
dell’artigianato,  sono  regolamentate  le  modalita’ della
diffusione  di  materiale  informativo  e  didattico  e del
controllo   delle   informazioni   corrette   ed   adeguate
sull’alimentazione  dei  lattanti  e dei bambini, destinate
alle  famiglie  e  a  tutti gli operatori interessati nello
specifico settore».
–  Il  decreto  del  Ministero  della salute 22 febbraio
2005,  n.  46  reca:  «Regolamento  recante  norme  per  la
pubblicita’  dei  prodotti  sostitutivi del latte materno –
Modifica dell’art. 7 del decreto del Ministro della sanita’
6 aprile 1994, n. 500».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 11 (Attuazione in via
regolamentare  e  amministrativa),  comma  5, della legge 4
febbraio  2005,  n. 11 (Norme generali sulla partecipazione
sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari):
«5.  Nelle  materie  di cui all’art. 117, secondo comma,
della  Costituzione,  non  disciplinate  dalla  legge  o da
regolamento  emanato  ai  sensi  dell’art. 17, commi 1 e 2,
della   legge   23   agosto  1988,  n.  400,  e  successive
modificazioni,  e  non  coperte  da  riserva  di  legge, le
direttive    possono   essere   attuate   con   regolamento
ministeriale  o  interministeriale,  ai sensi dell’art. 17,
comma  3,  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, o con atto
amministrativo   generale   da   parte   del  Ministro  con
competenza  prevalente  per la materia, di concerto con gli
altri  Ministri interessati. Con le medesime modalita’ sono
attuate   le  successive  modifiche  e  integrazioni  delle
direttive».
–  Si riporta il testo dell’art. 17 (Regolamenti), comma
3,   della   legge  23  agosto  1988,  n.  400  (Disciplina
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  1,  secondo comma,
lettera  b) del decreto ministeriale 23 maggio 2008 (Delega
di  attribuzioni  del  Ministro  del lavoro, della salute e
delle  politiche  sociali,  per  taluni  atti di competenza
dell’amministrazione,   al  Sottosegretario  di  Stato  on.
Francesca Martini):
«2. Il Sottosegretario di Stato on. Francesca Martini e’
delegato alla trattazione e alla firma degli atti relativi:
b)  alle  materie  della  sanita’  pubblica veterinaria,
degli alimenti e della nutrizione; ».
1.   Nel  presente  regolamento  si  applicano  le  definizioni  di
«indicazione», «indicazione nutrizionale», «indicazione sulla salute»
e  «indicazione relativa alla riduzione di un rischio di malattia» di
cui  all’articolo  2,  paragrafo 2, punti 1, 4, 5 e 6 del regolamento
(CE) n. 1924/2006.
a) «lattanti»: i soggetti di eta’ inferiore a dodici mesi;
b) «bambini»: i soggetti di eta’ compresa fra uno e tre anni;
c)  «alimenti  per lattanti», ovvero «formule per lattanti» ovvero
«preparati  per  lattanti»:  i  prodotti  alimentari  destinati  alla
particolare alimentazione dei lattanti nei primi sei mesi di vita, in
grado  di soddisfare da soli il fabbisogno nutritivo di questa fascia
di   eta’   fino   all’introduzione   di   un’adeguata  alimentazione
d) «alimenti di proseguimento», ovvero «formule di proseguimento»:
i  prodotti  alimentari  destinati alla particolare alimentazione dei
lattanti dopo il sesto mese di vita, successivamente all’introduzione
di   una   adeguata   alimentazione   complementare,  costituenti  il
principale    elemento    liquido    nell’ambito   dell’alimentazione
e)  «residuo  di prodotti fitosanitari»: il residuo di un prodotto
fitosanitario  rilevato  negli alimenti per lattanti o negli alimenti
di  proseguimento, ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
194, compresi i suoi metaboliti e i prodotti della sua degradazione o
–  Per  il regolamento (CE) n. 1924/2006 si veda in note
Sicurezza e idoneita’ degli alimenti per lattanti e degli alimenti di
1.  Gli  alimenti  per  lattanti  e  gli  alimenti di proseguimento
possono   essere   commercializzati   solo   se  sono  conformi  alle
2.  Gli  alimenti  per lattanti e gli alimenti di proseguimento non
devono  contenere  alcuna  sostanza  in  quantita’  tale da mettere a
rischio la salute dei lattanti e dei bambini.
1.  Nessun prodotto, ad eccezione degli alimenti per lattanti, puo’
essere   commercializzato   o   presentato  come  prodotto  idoneo  a
soddisfare,  da  solo,  il fabbisogno nutritivo dei lattanti in buona
salute  nei  primi  sei  mesi  di  vita, fino all’introduzione di una
adeguata alimentazione complementare.
1.  Gli alimenti per lattanti devono essere fabbricati con le fonti
proteiche  definite  nell’allegato I, punto 2 e con altri ingredienti
alimentari  la  cui  idoneita’  alla  particolare  alimentazione  dei
lattanti sin dalla nascita deve essere confermata da dati scientifici
2.  Gli  alimenti  di proseguimento devono essere fabbricati con le
fonti  proteiche  indicate  nell’allegato  II,  punto  2  e con altri
ingredienti    alimentari   la   cui   idoneita’   alla   particolare
alimentazione  dei  lattanti  dopo  il  compimento del sesto mese sia
3. Per gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento e’
escluso,  in  ogni  caso,  l’uso  di  materiale derivato da organismi
geneticamente   modificati,   salva   la   tolleranza   prevista  dal
regolamento (CE) 1829/2003.
4.   L’idoneita’  degli  alimenti  per  lattanti  alla  particolare
alimentazione  dei  lattanti  sin  dalla  nascita e degli alimenti di
proseguimento  alla  particolare  alimentazione  dei lattanti dopo il
compimento  del sesto mese deve essere dimostrata attraverso un esame
sistematico  dei  dati disponibili relativi ai benefici attesi e agli
aspetti  della  sicurezza  e,  se  del  caso, mediante studi adeguati
effettuati  sulla  base  di  orientamenti  scientifici universalmente
riconosciuti sulla progettazione e l’effettuazione di tali studi.
–  Il regolamento CE n. 1829/2003 del Parlamento europeo
e  del  Consiglio,  del  22  settembre  2003,  concerne gli
alimenti e i mangimi geneticamente modificati.
–  Il  regolamento  stabilisce nuove norme in materia di
autorizzazione  e  vigilanza  per il rilascio di alimenti e
mangimi  contenenti  tracce di OGM o costituiti partendo da
OGM.  In  tal  senso,  vengono  armonizzate le procedure di
autorizzazione  di  OGM,  gia’ disciplinate dalla direttiva
2001/18/CE, e vengono disciplinati anche i mangimi.
Criteri di composizione
1.  Gli  alimenti per lattanti devono essere conformi ai criteri di
composizione  fissati  nell’allegato  I, tenendo conto delle norme di
2.  Per  gli  alimenti  per  lattanti  a base di proteine del latte
vaccino  di  cui  all’allegato  I,  punto 2.1, con un tenore proteico
compreso tra il minimo e 0,5 g/100 kJ (2 g/100 kcal), l’idoneita’ per
la  particolare  alimentazione  dei  lattanti  deve essere dimostrata
mediante  studi  adeguati,  effettuati  sulla  base  di  orientamenti
scientifici   universalmente   riconosciuti   sulla  progettazione  e
3.  Per gli alimenti per lattanti a base di idrolizzati proteici di
cui all’allegato I, punto 2.2, con un tenore proteico compreso tra il
minimo  e  0,56  g/100  kJ  (2,25  g/100  kcal),  l’idoneita’  per la
particolare   alimentazione   dei  lattanti  deve  essere  dimostrata
sull’effettuazione  di  tali  studi e deve essere conforme alle norme
stabilite nell’allegato VI.
4.  Gli alimenti di proseguimento devono essere conformi ai criteri
di  composizione  fissati nell’allegato II, tenendo conto delle norme
di cui all’allegato V.
5. Gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento devono
richiedere,  per  essere  pronti  per  il  consumo,  ove  necessario,
unicamente l’aggiunta di acqua.
Costituenti ammessi
1.  Per  l’impiego  degli ingredienti alimentari negli alimenti per
lattanti  e negli alimenti di proseguimento devono essere osservati i
divieti e le limitazioni di cui agli allegati I e II.
2.  Per la fabbricazione degli alimenti per lattanti e gli alimenti
di  proseguimento  possono  essere  utilizzate unicamente le sostanze
elencate  nell’allegato  III,  al  fine  di  soddisfare  i  requisiti
relativi  alle  sostanze  minerali, alle vitamine, agli aminoacidi ed
altri composti azotati e alle altre sostanze con un particolare scopo
3.  Alle sostanze indicate nell’allegato III si applicano i criteri
di  purezza  fissati  dal  regolamento  del Ministro della sanita’ 27
febbraio 1996, n. 209.
4.  Ove  non  altrimenti specificato, e in attesa dell’adozione dei
criteri  di purezza per quelle sostanze per le quali tali criteri non
sono   stati  ancora  stabiliti  a  livello  comunitario,  si  devono
applicare   i   criteri  di  purezza  universalmente  riconosciuti  e
raccomandati da organizzazioni o agenzie internazionali.
5.  Nella  produzione  di  alimenti  per  lattanti e di alimenti di
proseguimento   possono   essere  impiegati  gli  additivi  previsti,
rispettivamente, nella parte 1 e nella parte 2 dell’allegato XIII del
decreto del Ministero della sanita’ 27 febbraio 1996, n. 209.
–  Il regolamento del Ministro della sanita’ 27 febbraio
1996,   n.  209,  concerne  la  disciplina  degli  additivi
alimentari   consentiti   nella   preparazione   e  per  la
e n. 95/31/CE.
–  Si  riporta  il testo del decreto del Ministero della
sanita’  27  febbraio  1996,  n.  209 nella parte 1 e nella
parte 2 dell’allegato XIII:
—->  Vedere immagini da pag. 32 a pag. 34 <----
1.  Gli  alimenti  per lattanti e gli alimenti di proseguimento non
devono   contenere   residui  di  singoli  prodotti  fitosanitari  in
quantita'  superiore  a 0,01 mg/kg, calcolati sul prodotto pronto per
il   consumo   oppure   ricostituito  in  base  alle  istruzioni  del
2. Per determinare i livelli per i residui di prodotti fitosanitari
devono   essere   utilizzati   i   metodi   analitici  universalmente
3. I residui di prodotti fitosanitari indicati in allegato VIII non
devono   essere  utilizzati  nei  prodotti  agricoli  destinati  alla
produzione di alimenti per lattanti e di alimenti di proseguimento.
4.  Tuttavia,  ai  fini  del  controllo  ufficiale  degli  alimenti
disciplinati dal presente regolamento, si ritiene che:
a)  i prodotti fitosanitari elencati nella tabella 1 dell'allegato
VIII  non  siano  stati utilizzati se i loro residui non superano una
soglia di 0,003 mg/kg;
b)  i prodotti fitosanitari elencati nella tabella 2 dell'allegato
soglia di 0,003 mg/kg.
5.  In  deroga  al  comma  1,  ai  prodotti  fitosanitari  indicati
nell'allegato IX si applicano i limiti massimi di residui specificati
nello stesso allegato.
6.  Le  quantita'  di  cui  ai commi 4 e 5 si applicano ai prodotti
proposti   come  pronti  al  consumo  o  ricostituiti  in  base  alle
1.  La denominazione di vendita degli alimenti per lattanti e degli
alimenti di proseguimento e' rispettivamente:
«Alimento per lattanti» e «Alimento di proseguimento».
2.  La denominazione di vendita degli alimenti per lattanti e degli
alimenti  di  proseguimento  fabbricati  interamente  con proteine di
latte vaccino e' rispettivamente:
«Latte per lattanti» e «Latte di proseguimento».
3.  Oltre  alle  indicazioni  previste  dal  decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 109 e successive modifiche e dal decreto legislativo
27  gennaio 1992, n. 111, l'etichettatura degli alimenti per lattanti
e degli alimenti di proseguimento deve recare le seguenti indicazioni
a)  per  gli  alimenti per lattanti la dicitura che il prodotto e'
idoneo alla particolare alimentazione dei lattanti sin dalla nascita,
nel caso in cui essi non sono allattati al seno;
1)   che   il   prodotto  e'  idoneo  soltanto  alla  particolare
alimentazione  dei  lattanti  di eta' superiore ai sei mesi, che deve
essere  incluso  in  un'alimentazione  diversificata  e  che non deve
essere  utilizzato in alcun modo come sostituto del latte materno nei
2)  che  evidenzi  che  la  decisione  di avviare l'alimentazione
complementare  sia  presa  unicamente  su  parere  di  professionisti
indipendenti  del  settore  della medicina, dell'alimentazione, della
farmacia,  della  maternita'  o dell'infanzia, in base agli specifici
bisogni di crescita e sviluppo del lattante;
c)  per  gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento
l'indicazione  del  valore  energetico  disponibile  espresso in kJ e
kcal,  nonche'  del  tenore  di  proteine,  carboidrati e grassi (ivi
inclusi  fosfolipidi,  acidi  grassi essenziali e, se presenti, acidi
grassi  a  lunga  catena)  espresso  in  forma numerica per 100 ml di
d)  per  gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento
l'indicazione  del  contenuto  medio di ciascuno dei minerali e delle
vitamine  elencati  rispettivamente  negli  allegati I e II e, se del
caso,  del  contenuto medio di colina, inositolo, carnitina, espresso
in forma numerica per 100 ml di prodotto pronto per il consumo;
e)  per gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento,
istruzioni  riguardanti  la  corretta  preparazione,  conservazione e
smaltimento  del  prodotto e un'avvertenza sui pericoli per la salute
derivanti dalla preparazione e conservazione inadeguate.
4.  Nel  caso  degli  alimenti  per  lattanti  e  degli alimenti di
proseguimento  in  polvere vanno riportate in etichetta le norme e le
precauzioni  da  seguire ai fini di una corretta pratica igienica per
la  ricostituzione  nella  forma  pronta  per  l'uso, in linea con le
raccomandazioni   dell'Organizzazione   Mondiale  della  Sanita'.  Il
Ministro  del  lavoro,  della  salute  e delle politiche sociali, con
proprio  decreto, puo' fornire ulteriori specifiche indicazioni sulle
norme  e  le  precauzioni  da  seguire e da indicare in etichetta per
detti prodotti.
5.  Per  gli  alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento
puo'  essere  indicata  la  quantita'  media  di  sostanze  nutritive
elencate  nell'allegato III, qualora detta dichiarazione non sia gia'
prevista  dal comma 3, lettera d), espressa in forma numerica per 100
ml di prodotto pronto per il consumo.
6.  Per  gli  alimenti  di  proseguimento,  oltre alle informazioni
numeriche,  possono  essere  riportate  informazioni  concernenti  le
vitamine   e   i  minerali  di  cui  all'allegato  VII,  espresse  in
percentuale  dei  valori  di  riferimento  ivi  citati, per 100 ml di
7.  Le  etichette  degli  alimenti per lattanti e degli alimenti di
proseguimento  devono  essere tali da fornire informazioni necessarie
all'uso  appropriato dei prodotti e non scoraggiare l'allattamento al
8.   E'   vietato   l'utilizzo   di   termini   come  «umanizzato»,
«maternizzato» o «adattato» o espressioni analoghe.
9.  L'etichettatura  degli  alimenti  per  lattanti deve riportare,
sotto il titolo «avvertenza importante» o espressioni equivalenti, le
seguenti indicazioni obbligatorie:
a)  una  dicitura  relativa alla superiorita' dell'allattamento al
b)  la  raccomandazione  di  utilizzare il prodotto esclusivamente
previo  parere  di  professionisti  indipendenti  del  settore  della
medicina,  dell'alimentazione,  della  farmacia,  della  maternita' o
10.  L'etichettatura degli alimenti per lattanti non deve riportare
immagini  di lattanti ne' altre illustrazioni o diciture che inducano
ad  idealizzare  l'uso  del prodotto. Puo' pero' recare illustrazioni
grafiche che facilitino l'identificazione del prodotto e ne spieghino
11.   L'etichettatura  degli  alimenti  per  lattanti  puo'  recare
indicazioni   nutrizionali  e  sulla  salute  solo  nei  casi  citati
nell'allegato IV e conformemente alle condizioni ivi stabilite.
12.  Gli  alimenti  per  lattanti  e  gli alimenti di proseguimento
devono  essere  etichettati  in  modo da consentire al consumatore di
distinguere  chiaramente  un  prodotto  dall'altro,  cosi' da evitare
qualsiasi  rischio  di confusione tra gli alimenti per lattanti e gli
alimenti di proseguimento.
13.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 3 e ai commi da 7 a 11 si
applicano anche:
a)  alla  presentazione  dei  prodotti, in particolare alla forma,
all'aspetto   e   all'imballaggio,   al   materiale   utilizzato  per
l'imballaggio,  alla  disposizione  e  all'ambiente  nel  quale  sono
b) alla pubblicita'.
-  Per il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e
successive modifiche si veda in note alle premesse.
- Per il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, si
1.  La  pubblicita'  degli  alimenti  per  lattanti  e'  vietata in
qualunque  modo,  in  qualunque  forma e attraverso qualsiasi canale,
compresi  gli  ospedali,  i consultori familiari, gli asili nido, gli
studi medici, nonche' convegni, congressi, stand ed esposizioni.
2. In deroga al comma 1, la pubblicita' degli alimenti per lattanti
e'    consentita    solamente    sulle   pubblicazioni   scientifiche
specializzate  in puericultura destinate a professionisti dell'ambito
pediatrico  e  nutrizionale. Tale pubblicita' deve essere limitata ad
informazioni  di carattere scientifico basate su documentate evidenze
e  non deve, in qualunque modo, sottintendere o avvalorare l'idea che
l'allattamento    artificiale    sia    superiore    o    equivalente
3.  La  pubblicita' di cui al comma 2 e' sottoposta alle condizioni
ed  ai divieti previsti dall'articolo 9, commi 3, 6, 7, 8 , 9, 10, 11
e 12 lettera b).
4.   Resta   ferma  la  possibilita'  di  diffondere  il  materiale
informativo  di  cui  all'articolo  16 presso i professionisti di cui
all'articolo medesimo.
5.  La  pubblicita'  degli  alimenti  di  proseguimento, al fine di
evitare  qualunque possibile interferenza negativa con l'allattamento
al seno:
a)  evidenzia  che l'uso del prodotto e' indicato su consiglio del
medico  per lattanti di almeno sei mesi, ove non disponibile il latte
b) non induce a ritenere il prodotto equivalente al latte materno,
ne' scoraggia in qualunque modo l'allattamento al seno;
c)  riporta  l'indicazione  che il latte materno va offerto fino a
quando  e'  possibile, anche durante lo svezzamento e l'alimentazione
diversificata;
d)  non  contiene  testi  o  immagini che abbiano relazione con la
gravidanza o l'alimentazione o la cura del lattante sotto i
, ne' immagini di lattanti che possono essere percepiti come soggetti
di eta' inferiore ai sei mesi.
Modalita' di commercializzazione
1.  L'operatore del settore alimentare che intende commercializzare
un  alimento  per  lattanti deve trasmettere al Ministero del lavoro,
della  salute  e  delle  politiche sociali un campione dell'etichetta
utilizzata per il prodotto, con le modalita' previste dall'articolo 7
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111.
2.  Gli  alimenti  per  lattanti  possono  essere  commercializzati
solamente   trascorsi   trenta   giorni   dalla   data  di  ricezione
dell'etichetta  da  parte  del  Ministero  del lavoro, della salute e
3.  L'operatore  del settore alimentare che ha immesso in commercio
alimenti  per  lattanti  alla  data di entrata in vigore del presente
regolamento, deve attivare, entro novanta giorni, la procedura di cui
-   Si   riporta   il  testo  dell'art.  7  del  decreto
«Art.  7  (Commercializzazione  dei  prodotti).  - 1. Al
alimentari  di cui all'art. 1, il fabbricante ne informa il
Ministero  della  sanita'  mediante  la  trasmissione di un
modello dell'etichetta utilizzata per tale prodotto.
2. Qualora i prodotti di cui al comma 1 siano gia' posti
in  commercio in un altro Stato membro, il fabbricante deve
altresi'  comunicare al Ministero della sanita' l'autorita'
destinataria della prima comunicazione.
3.  Le  stesse  disposizioni  di  cui  ai commi 1 e 2 si
applicano  anche  all'importatore  qualora  il prodotto sia
4.   Il  Ministero  della  sanita'  puo'  richiedere  al
fabbricante  o  all'importatore la presentazione dei lavori
scientifici e dei dati che giustifichino la conformita' del
prodotto all'art. 1, commi 2 e 3, nonche' le indicazioni di
cui all'art. 4, comma 1, lettera c).
5. Qualora i lavori scientifici e i dati di cui al comma
4  abbiano  formato oggetto di una pubblicazione facilmente
accessibile,   il   fabbricante   o  l'importatore  possono
comunicare solo gli estremi della pubblicazione.
6.  Qualora  i  prodotti di cui al comma 1 non rientrino
tra  quelli  di cui all'art. 1, comma 2, il Ministero della
sanita'  diffida  le  imprese  interessate  a ritirarli dal
7.  Qualora  i  prodotti di cui al comma 1 presentino un
pericolo  per la salute umana il Ministero della sanita' ne
8.  Il Ministero della sanita' informa immediatamente la
Commissione  CEE  e  gli  altri  Stati  membri delle misure
9.   [Il   Ministero   della  sanita'  a  seguito  della
comunicazione  di  cui  al  comma  1  qualora ritenga che i
prodotti   siano   invece   da   assoggettare   al   regime
autorizzatorio  di cui all'art. 8 in quanto appartenenti ai
gruppi  di  cui  all'allegato  1 prescrive il divieto della
loro commercializzazione].
10.  [Resta ferma la facolta' dell'impresa di presentare
istanza di autorizzazione ai sensi dell'art. 8).
Campioni e forniture
1. E' vietata la distribuzione di campioni o il ricorso a qualunque
altro  sistema  volto  a  promuovere  le  vendite  degli alimenti per
lattanti  direttamente presso il consumatore nella fase del commercio
al  dettaglio,  quali  esposizioni  speciali,  buoni  sconto,  premi,
vendite  speciali,  vendite promozionali, vendite abbinate, vendite a
distanza, a domicilio o per corrispondenza.
2.  E'  vietata  per  i produttori e i distributori di alimenti per
lattanti  ogni forma di offerta di campioni gratuiti o a basso prezzo
e  di  altri  omaggi di alimenti per lattanti al pubblico, alle donne
incinte, alle madri e ai membri delle famiglie, ne' direttamente, ne'
indirettamente  attraverso  il  sistema  sanitario  nazionale, ovvero
3.  E'  ammessa la fornitura gratuita di attrezzature, di materiale
informativo  o  di  materiale  didattico  solo  a istituzioni o altre
organizzazioni  preposte alla nascita e alla cura del lattante previa
preventiva   approvazione,   su  richiesta  scritta  da  parte  della
direzione   sanitaria   (Ospedaliera,  Universitaria  o  dell'Azienda
sanitaria  competente),  dell'Assessorato  alla sanita' della regione
territorialmente  competente.  Tali  attrezzature o materiali possono
essere  contrassegnati  con il nome o la ragione sociale o il marchio
dell'impresa  donatrice,  ma  non  possono contenere, in nessun caso,
riferimenti  a  determinate  marche  di  alimenti  per  lattanti e di
alimenti   di   proseguimento,  e  possono  essere  distribuiti  solo
attraverso il sistema sanitario nazionale.
di  concerto  con  le  regioni,  attua un piano di monitoraggio sulla
fornitura gratuita di attrezzature o di materiali di cui al comma 3.
5.  Le forniture di alimenti per lattanti, donate o vendute a basso
prezzo  a  istituzioni  o  organizzazioni per essere utilizzate nelle
istituzioni   stesse  o  per  essere  distribuite  all'esterno  delle
strutture,  devono  essere  utilizzate  o  distribuite,  a seguito di
prescrizione  individuale e indicazione del periodo d'uso, solo per i
lattanti  che  necessitano  di  essere  alimentati  con  alimenti per
lattanti e soltanto per il periodo necessario.
6.  Le Aziende sanitarie, per far fronte ai bisogni per uso interno
dei  neonati  che,  per  indisponibilita'  o  insufficienza del latte
materno,  necessitano  di  una  totale  o  parziale alimentazione con
alimenti  per  lattanti, provvedono, al pari delle altre forniture di
beni   necessari,   all'acquisto   dei   prodotti  in  condizioni  di
correttezza  e  trasparenza  nelle quantita' strettamente necessarie,
commisurate al numero medio di tali neonati.
Congressi sull'alimentazione della prima infanzia
1.   I  congressi  e  in  genere  ogni  manifestazione  scientifica
comprendente  in qualunque modo la trattazione di tematiche sanitarie
attinenti  l'alimentazione  della  prima infanzia sono orientati allo
sviluppo   e   alla   diffusione   delle   conoscenze   nei   settori
dell'alimentazione  delle  gestanti,  dei  lattanti e bambini e delle
patologie relative.
2.  I  congressi  e  le  manifestazioni  di  cui  al  comma  1 sono
programmati  e svolti privilegiando le finalita' tecnico-scientifiche
per un valido aggiornamento professionale.
3. I congressi e le manifestazioni di cui al comma 1 sono segnalati
al  Ministero  del  lavoro,  della  salute  e delle politiche sociali
almeno  novanta  giorni  prima  del loro svolgimento a cura dell'ente
organizzatore  che  deve fornire contestualmente i dati relativi alla
validita'  scientifica  nonche'  alle  modalita'  di  svolgimento. Il
Ministero  del lavoro, della salute e delle politiche sociali qualora
non  ravvisi  i requisiti di cui ai commi 1 e 2, entro quarantacinque
giorni,  invita  l'ente  organizzatore  ad  apportare  le  necessarie
variazioni o si esprime negativamente.
4.  E'  fatto divieto alle imprese interessate agli alimenti per la
prima  infanzia  di ricorrere a qualsiasi sistema diretto e indiretto
di   contribuzione   e   sponsorizzazione   nella   organizzazione  o
partecipazione  a  congressi  e manifestazioni scientifiche in cui si
trattano argomenti concernenti l'alimentazione della prima infanzia.
5.  Il divieto di cui al comma 4 non si applica a congressi e corsi
di  formazione proposti da societa' scientifiche nazionali, che nelle
attivita'   di   competenza  si  siano  distinte  per  la  promozione
dell'allattamento   materno  e  di  una  corretta  alimentazione  del
lattante e del bambino conformemente ai criteri del presente decreto,
o  da  ASL  o  aziende  ospedaliere  o  universitarie,  appositamente
autorizzati  dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
6.  Per  l'attuazione del comma 5, oltre ai dati di cui al comma 3,
deve  essere presentata al Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche  sociali  la  documentazione  concernente  l'entita'  della
partecipazione finanziaria delle imprese, che, complessivamente, puo'
coprire comunque solo una parte minoritaria della spesa, nonche' ogni
elemento  utile  a  garantire  l'indipendenza  e  la  trasparenza dei
contenuti   scientifici   del   congresso   o   della  manifestazione
7.  La  documentazione indicata al comma 6 deve essere trasmessa al
Ministero  del  lavoro, della salute e delle politiche sociali per il
tramite  delle  regioni interessate per la sede della manifestazione;
l'inoltro  di detta documentazione viene effettuato se rispondente ai
criteri del presente articolo.
Campagna  sulla  corretta alimentazione e tutela dell'allattamento al
le  Regioni  e  le Province autonome promuovono iniziative e campagne
sulla  corretta  alimentazione del lattante, sostenendo e proteggendo
la pratica dell'allattamento al seno mediante azioni volte:
a)  a  diffondere  e  a  valorizzare  i corsi di preparazione alla
nascita   e   altre  iniziative  educative  nelle  maternita'  e  sul
territorio,  con adeguate informazioni sull'allattamento al seno, ivi
incluse quelle previste dal presente decreto;
b) favorire nei reparti di maternita' l'adozione e la prosecuzione
dell'allattamento  al  seno,  diffondendo il rooming-in ed attuando i
piu' efficaci modelli organizzativi proposti al riguardo;
c)  fornire  raccomandazioni  utili  sulla  base delle indicazioni
convalidate   a   livello   internazionale,   promuovendo  interventi
formativi,  sostenendo e coordinando le iniziative di promozione e di
d)  realizzare  sistemi  di  osservazione  e di monitoraggio sulla
diffusione della pratica dell'allattamento al seno, sia in termini di
prevalenza che di durata;
e)  vigilare  affinche'  al  momento  della dimissione dal reparto
maternita'  non  vengano  forniti  in omaggio prodotti o materiali in
grado di interferire in qualunque modo con l'allattamento al seno. Le
lettere  di  dimissione per i neonati non devono prevedere uno spazio
predefinito  per le prescrizioni dei sostituti del latte materno. Nei
casi in cui tali prescrizioni si rendano necessarie per cause materne
o   neonatali,   esse  devono  riportare  l'indicazione  all'uso  del
sostituto  del  latte  materno nonche' le informazioni congrue al suo
piu' corretto utilizzo;
f)   disciplinare   le   visite   degli   informatori  scientifici
dell'industria  che  produce  e/o commercializza prodotti sostitutivi
del latte materno presso gli ospedali e gli studi medici;
g)  contrastare  ogni  forma  di  pubblicita', anche occulta, e di
comportamenti ostativi alla pratica dell'allattamento materno.
1.  Il  materiale informativo e didattico da chiunque predisposto e
in  qualunque  modo  diffuso,  destinato alle gestanti, alle madri di
lattanti  e  bambini,  alle  famiglie  ed a tutti gli interessati nel
settore  dell'alimentazione  dei lattanti e della prima infanzia, non
deve avvalorare la tesi, attraverso dati, affermazioni, illustrazioni
o  altro,  che  l'allattamento  artificiale  sia uguale o equivalente
all'allattamento  al  seno  e  deve,  in  ogni caso, conformarsi alle
prescrizioni di cui agli articoli 9 e 10.
2. Il materiale di cui al comma 1, inoltre, deve risultare in linea
con i criteri e i principi sottoelencati:
a)  l'allattamento  al  seno, per la superiorita' e i benefici che
offre rispetto all'allattamento artificiale, va promosso come pratica
di alimentazione esclusiva nei primi sei mesi di vita;
b)  la  decisione  di  avviare  l'alimentazione complementare deve
essere  presa unicamente su parere di professionisti indipendenti del
settore  della  medicina,  dell'alimentazione,  della farmacia, della
maternita' o dell'infanzia;
c)  le varie tappe da seguire nella scelta dei prodotti ai fini di
una  adeguata  diversificazione dell'alimentazione del lattante e del
bambino non possono essere generalizzate, perche' occorre tener conto
delle specifiche condizioni individuali e anche familiari;
d)  l'allattamento al seno e' superiore e offre benefici anche nel
regime alimentare diversificato del lattante;
e)  l'introduzione, prima del sesto mese di vita, di sostituti del
latte  materno  o  di  altri  alimenti  puo'  avere  effetti negativi
sull'allattamento al seno;
f)  la  decisione  di  non  allattare  al  seno  e'  difficilmente
g)  l'utilizzazione  non appropriata degli alimenti per lattanti e
di  quelli  di  proseguimento  comporta  dei rischi per la salute del
3.  Il  materiale  di  cui  al  comma  1  deve  recare  gli estremi
identificativi  del  soggetto  che lo predispone e che lo diffonde e,
qualora   contenga   informazioni  sull'impiego  degli  alimenti  per
lattanti,  non  deve  riportare alcuna immagine che possa idealizzare
l'impiego di tali alimenti e deve altresi' fornire informazioni circa
le conseguenze sociali e finanziarie sulle loro utilizzazione.
Materiale informativo e didattico destinato agli operatori sanitari
1.  Il  materiale  informativo e didattico riguardante gli alimenti
per  lattanti  e  gli  alimenti  di  proseguimento  predisposto dalle
imprese  interessate agli alimenti per la prima infanzia, destinato a
professionisti    indipendenti    del    settore    della   medicina,
dell'alimentazione, della farmacia, della maternita' o dell'infanzia,
come  il materiale informativo e didattico per la classe medica sugli
alimenti a fini medici speciali destinati alla prima infanzia, deve:
a)   distinguere  chiaramente  gli  alimenti  per  lattanti  dagli
alimenti   di  proseguimento  senza  creare  confusione  tra  le  due
tipologie di prodotti;
b)  essere  limitato  agli  aspetti scientifici del prodotto, alle
indicazioni e alle modalita' d'uso;
c)   essere   predisposto  sulla  base  di  evidenze  scientifiche
documentate e documentabili;
d)   contenere   riferimenti  a  eventuali  studi  pubblicati  per
sostenere  ogni  affermazione  circa eventuali effetti nutrizionali o
sulla crescita, sullo sviluppo e sulla salute del bambino;
e)  contenere,  nel  caso  di  alimenti  a  fini  medici  speciali
destinati  ai  lattanti,  un richiamo alla superiorita' della pratica
dell'allattamento  al  seno  ove il prodotto svolga comunque funzioni
sostitutive e l'adozione di tale pratica non sia controindicata;
f)  recare l'indicazione della denominazione sociale e sede legale
dell'impresa, ente od organismo che lo diffonde.
2.  Il  contenuto  del materiale informativo di cui al comma 1 deve
essere conforme anche a quanto previsto dall'articolo 15, comma 1.
Monitoraggio sui prezzi
in  accordo  con  il  Ministero dello sviluppo economico, avvalendosi
della  collaborazione  delle  regioni  e  delle  province autonome di
Trento   e  Bolzano,  nonche'  delle  associazioni  dei  consumatori,
provvede a monitorare i prezzi di vendita degli alimenti per lattanti
che dovranno essere resi pubblici.
2.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro,  della salute e delle
politiche   sociali  di  concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico  vengono  fissate  le  modalita'  di  acquisizione dei dati
relativi ai prezzi di cui al comma 1.
1.  I  prodotti  di  cui  all'articolo 2, comma 1, lettere c) e d),
destinati  all'esportazione verso Paesi terzi devono essere conformi,
fatta  salva  ogni  diversa  disciplina  o  disposizione  particolare
stabilita dal paese importatore, a quanto previsto:
a)  dall'articolo  9  del presente regolamento, oppure dalle norme
del  Codex Alimentarius «Codex STAN 72/1981» e «Codex STAN 156/1987»,
nella revisione 2007;
b)  dagli  articoli  3,  comma  1,  lettera  b),  e 13 del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 109.
2.  Le  prescrizioni e i divieti di cui all'articolo 9, commi 3, 4,
5,  6,  7,  8,  9  e  10,  si  applicano anche alla presentazione dei
prodotti destinati all'esportazione verso Paesi terzi, in particolare
per quanto riguarda la forma, l'aspetto, l'imballaggio ed i materiali
di confezionamento utilizzati.
- Codex Alimentarius.
-  Si riporta il testo dell'art. 3, comma 1, lettera b),
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109:
«Art.   3   (Elenco   delle   indicazioni  dei  prodotti
preconfezionati). - 1. Salvo quanto disposto dagli articoli
successivi, i prodotti alimentari preconfezionati destinati
al consumatore devono riportare le seguenti indicazioni:
b) l'elenco degli ingredienti»;
-   Si   riporta  il  testo  dell'art.  13  del  decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 109:
«Art.  13 (Lotto). - 1. Per lotto si intende un insieme
di  unita'  di vendita di una derrata alimentare, prodotte,
fabbricate   o  confezionate  in  circostanze  praticamente
2.  I  prodotti  alimentari  non possono essere posti in
vendita  qualora  non  riportino l'indicazione del lotto di
3.   Il  lotto  e'  determinato  dal  produttore  o  dal
confezionatore   del   prodotto   alimentare  o  dal  primo
venditore stabilito nella Comunita' economica europea ed e'
apposto  sotto  la  propria responsabilita'; esso figura in
ogni   caso   in   modo   da  essere  facilmente  visibile,
chiaramente  leggibile  ed indelebile ed e' preceduto dalla
4.    Per    i   prodotti   alimentari   preconfezionati
l'indicazione    del    lotto    figura    sull'imballaggio
preconfezionato o su un'etichetta appostavi.
5.   Per   i  prodotti  alimentari  non  preconfezionati
l'indicazione  del  lotto  figura  sull'imballaggio  o  sul
recipiente   o,   in   mancanza,   sui  relativi  documenti
6. L'indicazione del lotto non e' richiesta:
a)  quando il termine minimo di conservazione o la data
di  scadenza  figurano  con la menzione almeno del giorno e
del mese;
b)  per  i gelati monodose, venduti tal quali, e sempre
che essa figuri sull'imballaggio globale;
c) per i prodotti agricoli che, all'uscita dall'azienda
agricola, sono:
1)  venduti  o  consegnati  a  centri  di deposito, di
3)  raccolti per essere immediatamente integrati in un
sistema operativo di preparazione o trasformazione;
d) per i prodotti alimentari preincartati nonche' per i
prodotti  alimentari  venduti nei luoghi di produzione o di
vendita  al  consumatore  finale non preconfezionati ovvero
confezionati    su    richiesta    dell'acquirente   ovvero
e)  per  le confezioni ed i recipienti il cui lato piu'
grande abbia una superficie inferiore a 10 cmÂ².
7.  Sono  considerate  indicazioni  del  lotto eventuali
altre  date  qualora  espresse  con  la menzione almeno del
giorno e del mese nonche' la menzione di cui all'art. 7 del
decreto  del Presidente della 5, Repubblica 26 maggio 1980,
n. 391, qualora conforme al disposto del comma 1.
8.  Ai  fini dei controlli sull'applicazione delle norme
comunitarie,  il  Ministro  dell'industria, del commercio e
dell'artigianato  puo'  con  proprio  decreto  stabilire le
modalita'  di  indicazione  del  lotto  per taluni prodotti
alimentari o categorie di prodotti alimentari.
1.  E'  consentita  la  commercializzazione  dei  prodotti  di  cui
all'articolo  1  conformi  alla normativa previgente fino 31 dicembre
1.  In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma,
della  Costituzione  e  dall'articolo  16,  comma  3,  della  legge 4
febbraio   2005,   n.   11,  le  disposizioni  del  presente  decreto
interministeriale  riguardanti ambiti di competenza legislativa delle
regioni  e  delle  province autonome si applicano, nell'esercizio del
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l'attuazione della
direttiva  oggetto  del  presente  decreto,  nelle  regioni  e  nelle
province  autonome  nelle  quali  non  sia  ancora  stata adottata la
efficacia  dalla  data  di  entrata  in vigore di quest'ultima, fermi
restando  i  principi  fondamentali ai sensi dell'articolo 117, comma
terzo, della Costituzione.
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  117  (La  potesta'
legislativa  e'  esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel
rispetto  della Costituzione, nonche' dei vincoli derivanti
dall'ordinamento     comunitario     e    dagli    obblighi
internazionali), quinto comma, della Costituzione:
«5.  La  potesta'  regolamentare spetta allo Stato nelle
Regioni.  La  potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni  altra  materia.  I  Comuni,  le  Province e le Citta'
metropolitane  hanno  potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina  dell'organizzazione  e  dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite».
-  Si riporta il testo dell'art. 117, terzo comma, della
«3.  Spetta  alle  Regioni  la  potesta'  legislativa in
alla legislazione dello Stato».
1.  Dall'attuazione  del presente provvedimento non devono derivare
Le  amministrazioni interessate provvedono alle attivita' di cui al
presente  decreto  con  le  risorse  umane,  finanziare e strumentali
1. E' abrogato il D.M. n. 500/1994.
Registrato alla Corte dei conti il 23 giugno 2009
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 147
---->  Vedere immagini da pag. 8 a pag. 30  <----
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 9 aprile 2009, n. 82 – Regolamento concernente l’attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunita’ europea ed all’esportazione presso Paesi terzi. (09G0093) (GU n. 155 del 7-7-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:02:25+00:00