Source: http://unionelavoratoriliberi-fp.blogspot.com/2012/03/
Timestamp: 2020-01-25 08:54:10+00:00
Document Index: 85584996

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 48', 'art. 8', 'art.8']

Unione Lavoratori Liberi - Formazione Professionale -: marzo 2012
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F.P. tre anni di lavoro inutile e 320 milioni di euro persi.
Ulteriore proroga per la chisura delle attivita' formative PROF 2011 del CEFOP
C.C.N.L. FP 2011-2013 (Clicca qui)
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Una proposta per l'applicazione della l.r. n. 25 del 1 settembre 1993 per i lavoratori perdenti incarico della Formazione Professionale
L’Unione Lavoratori Liberi ritiene opportuno formalizzare questa idea come soluzione alla problematica del personale della formazione professionale, incluso nell’albo/elenco ad esaurimento ex art. 14 della legge regionale n. 24/76 e D.A. n. 5074/2010, quindi assunto entro il 31 dicembre 2008 dagli enti di formazione di cui all’art. 4 della legge regionale n. 24/76, ma escluso dal piano delle attività formative 2012-2014.
L’Unione Lavoratori Liberi rileva, in primis, che al personale, che rientra nelle tutele della legge regionale del 6 marzo 1976 n. 24; della legge regionale del 1 settembre 1993 n. 25; della legge regionale del 23 dicembre 2002 n. 23; della legge regionale del 16 aprile 2003 n. 4; e della legge regionale del 7 giugno 2011 n. 10, devono essere garantiti i livelli occupazionali e retributivi.
In secondo luogo, è ormai certo che tanti lavoratori appartenenti ad enti di formazione con procedura avviata di revoca dell’accreditamento ex art. 10 l.r. 24/76 e quelli appartenenti agli enti di formazione che sono stati esclusi dal finanziamento del nuovo piano triennale della formazione professionale, ex Avviso n. 20/2011 a valere sui fondi PoFse, si troveranno esclusi dalle attività formative per il triennio.
Ciò premesso, l’Unione Lavoratori Liberi chiede di attivare tutti gli strumenti normativi a disposizione dell’Amministrazione Regionale per la salvaguardia dell’occupazione dei lavoratori del settore della Formazione Professionale. In particolare, in attuazione delle leggi generali suindicate, il Governo Regionale aveva posto una norma di indirizzo nella Deliberazione di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010, in cui si dispone al punto 4 (pag. 7) che: “… il personale che risulterà in esubero potrà essere utilizzato nelle istituzioni scolastiche e universitarie, nei servizi per l’impiego, o presso altra amministrazione o istituzione, che dovesse farne richiesta, con modalità o procedure che saranno individuate con le parti sociali e le strutture interessate; … l’utilizzo del personale presso le strutture ospitanti che fruiscono delle prestazioni sarà regolato da appositi provvedimenti del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, a seguito di approvazione di progetti triennali, rinnovabili per un ulteriore triennio, programmati di concerto con le parti sociali, enti attuatori e soggetti beneficiari del servizio (Istituzioni Scolastiche Universitarie, CPI, altre amministrazioni e/o istituzioni che ne facessero richiesta);…”.
Quindi, in claris verbis, si dispone che si debbono predisporre dei progetti di riqualificazione e ricollocazione preventivamente concordati con le parti sociali. Già esiste, anche, l’Accordo Sindacale del 17 giugno 2009 nel quale si concorda al punto 5 di impegnare per un triennio rinnovabile per un ulteriore triennio: “… il personale risultante in esubero rispetto alla programmazione del piano regionale dell'offerta formativa (legge regionale 16 aprile 2003, n. 4) e/o per il quale sia stata attivata la procedura ex legge 223/91;”.
Ancora, esiste in Parlamento Regionale il Disegno di Legge dell’On. Salvino Caputo presentato nella seduta n. 711 del 20.04.2011, che potrebbe fornire un valido supporto materiale alla problematica evidenziata ed alla presente proposta.
Inoltre con tale personale qualificato e specializzato si potranno utilizzare i fondi Por Fse – Asse II Occupabilità, Obiettivo Specifico II D ed Asse IV Obiettivo Specifico H. Poiché l’Asse II Occupabilità costituisce lo strumento attraverso cui attuare la priorità strategica 2 del POR – Promuovere e sostenere la crescita ed il consolidamento occupazionale e rafforzare le pari opportunità di genere nell’accesso al lavoro, nelle differenze retributive e nello sviluppo di carriera e professionale. Il suo intervento mira a perseguire una sostanziale crescita dei tassi di attività e di occupazione, e contrastare la disoccupazione dei giovani e di lavoratrici/lavoratori che rischiano la deriva verso la disoccupazione di lunga durata o che già si trovano in tale situazione.
Nell’ambito dell’Asse IV si prevedono azioni per la riforma dei sistemi dell’istruzione, formazione e lavoro, anche finalizzate al potenziamento del partenariato istituzionale del sistema scolastico con altri sistemi, al miglioramento ed aggiornamento del sistema regionale di accreditamento e di certificazione delle competenze. A ciò dovrà essere strettamente collegata la realizzazione di un adeguato sistema di valutazione regionale dell’istruzione/formazione (al fine di favorire l’adeguamento continuo dei profili formativi e la loro adattabilità al mercato del lavoro) e si opererà per integrare il sistema per l’orientamento scolastico, universitario e professionale, creare reti tra università, centri tecnologici di ricerca, mondo produttivo e istituzionale e consolidare il sistema regionale di formazione tecnica superiore.
L’oggetto del nuovo progetto di formazione professionale potrebbe riguardare l’inserimento dei giovani nel nuovo mercato del lavoro e potrebbe, al contempo, dare applicazione alle recenti pubblicazioni e priorità stabilite dal Ministero della Pubblica Istruzione, dal Ministero del Lavoro e dalle nuove Direttive Comunitarie in materia di Apprendistato ex art. 48 (apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di Istruzione e Formazione) e 49 (apprendistato professionalizzante) del Dlgs n. 276 del 10 settembre 2003 (applicazione della legge delegata n. 30/03 Legge Biagi), così come novellati da ultimo dalle circolari ministeriali n. 28/2007 e dalla nota n. 27/2008. Il primo concerne l’apprendistato per i giovani nella fascia di età dai 15 ai 18 anni che debbano conseguire una qualifica professionale. L’altro riguarda i giovani dai 18 ai 29 anni per l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali. Questo servizio potrebbe avere una mission di supporto alle imprese, che volessero intraprendere questi contratti tipici di formazione e lavoro, scoraggiate dall’eccessiva burocrazia e dalla poca assistenza per i rapporti previsti dalle succitate leggi: sia per l’attività di formazione obbligatoria, che per l’attività di supporto di tutor e consulenti. Infine il servizio potrebbe essere svolto presso le istituzioni scolastiche (professionali), fuori dall’orario di lezione, come progetto di allocazione, di specializzazione e di primo contatto tra il mondo della scuola e l’universo del mercato del lavoro per gli studenti in età post-scolare. I progetti possono essere richiesti dalle scuole professionali, dalle Università, ovvero essere organizzati direttamente dall'Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale e/o dall'Assessorato Regionale del Lavoro e/o dall'Assessorato Regionale dell'Agenzia per l'Impiego utilizzando il personale in esubero della Formazione Professionale, con i fondi, ad oggi non completamente spesi, del FSE.
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FORMAZIONE PROFESSIONALE: (AVVISO 20) AUMENTANO I PRECARI IN SICILIA, GLI ESUBERI VANNO RICOLLOCATI
Dall’incontro tenuto il 19 marzo u.s. alla Presidenza della Regione sugli esuberi della Formazione professionale, emergono criticità che dimostrano come la rivoluzione del sistema formativo regionale abbia lasciato insolute alcune questioni, altro che contenuti pacifici di Centorrino e Lombardo.
Le conseguenze che l’approvazione della graduatoria, a valere sull’Avviso n.20, ha provocato nel sistema formativo sono sotto gli occhi di tutti, o almeno degli operatori: diversi enti formativi storici fuori dal Piano, il proprio personale senza futuro e Enti nuovi destinatari di finanziamento . Ci sono poi gli enti di ispirazione sindacale (Ial, Enfap, Ecap) che hanno, guarda caso, ricevuto una pioggia di ore in più con quote aggiuntive di finanziamento, oppure Enti sospesi o destinatari di procedure ispettive che hanno fatto emergere disfunzioni di vario genere, comunque inseriti utilmente nella graduatoria dei privilegiati (con quali requisiti?)
Un risultato è certo: centinaia di esuberi emergono dall’esame dell’Avviso 20.
La barzelletta dell’azzeramento dei fondi regionali per la copertura del Piano fa emergere con ironia come si sia voluto artatamente falsare la verità. Il Governo regionale, dovrà, in sede di approvazione del bilancio per il 2012, appostare, comunque, la quota regionale per il cofinanziamento con fondi locali, stante la natura additiva e non sostitutiva dei fondi comunitari, che non possono totalmente sostituirsi ai fondi locali destinati a spese strutturali quali, indubitabilmente, sono quelli della formazione professionale.
Altra verità, vi sono 40 milioni di euro in più, quindi non serve risparmiare tanto paga l’Unione Europea, ma se così è, ed è così, come mai centinaia di esuberi? Se con 250 milioni di euro si è finanziato tutto e tutti, anche i nuovi assunti, perché si dovrà correre ai ripari con esami congiunti trilaterali (Governo, Associazioni datoriali e OO.SS)?
Molte cose continuano a non convincere, anche le dichiarazioni dell’ultima ora di esponenti del mondo sindacale che sembrano caduti dalle nuvole, dipingendo – senza rossore in faccia – una formazione finalmente di qualità e rinnovata. A guardare i numeri ed i maggiori finanziamenti hanno certamente motivo di sorridere.
C’è chi vince e c’è chi soccombe è la regola di vita, ma quando si parla di fondi pubblici, l’attenzione su alcune scelte politiche dovrebbe spingere i protagonisti a maggiore cautela. Ai lavoratori diciamo di essere vigili nelle proprie sedi formative e segnalare qualsiasi anomalia perché non è vero che i problemi sono finiti, hanno solamente cambiato il nome, ma restano intatti.
Il personale va ricollocato tutto, su base provinciale e nel rispetto del 40 km, prima dell’avvio delle attività.
E’ chiaro che, l’eventuale perdurare di personale privo di lavoro ma utilmente inserito nell’Albo unico (assunto entro il 31/12/2008) dovrebbe portare alla collocazione secondo i criteri individuati nella Delibera di Giunta n.350 del 2010.
Palermo, 20/03/2012
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Firmato l'Accordo Quadro per gli Ammortizzatori Sociali in Deroga anno 2012
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Sono approvati le graduatorie e gli elenchi provvisori per ambito formativo e per ambito territoriale delle proposte progettuali pervenute a valere sull'Avviso n. 20/2011 "Percorsi formativi per il rafforzamento dell'occupabilità e dell'adattabilità della forza lavoro siciliana periodo 2012/2014", riportati nei seguenti allegati, che costituiscono parte integrante del presente decreto:
- Allegato 1 - Ammessi a finanziamento;
- Allegato 2 - Ammessi ma non finanziati;
- Allegato 3 - Esclusi per punteggio insufficiente;
- Allegato 4 - Non Ammessi ai sensi dell'art. 8.1 dell'Avviso, già definitivamente approvato con D.D.G. n. 742 del 28/02/2012.
Allegato 1 Ammessi a finanziamento (CLICCA QUI)
Allegato 2 Ammessi ma non finanziati (CLICCA QUI)
Allegato 3 Esclusi per punteggio insufficiente (CLICCA QUI)
Allegato 4 Non ammessi ai sensi dell'art.8 dell'Avviso approvato con D.D.G. 742 del 28/02/2012 (CLICCA QUI)
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