Source: http://www.laleggepertutti.it/127779_cambiale-azione-diretta-e-di-regresso-come-si-difende-il-portatore
Timestamp: 2017-02-20 15:31:12+00:00
Document Index: 68471143

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 103', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 52']

Professionisti Pubblicato il 30 luglio 2016 Articolo di Edizioni Simone Professionisti Cambiale: azione diretta e di regresso. Come si difende il portatore? L’AUTORE: Edizioni Simone
Per l’ipotesi di mancato pagamento della cambiale e del titolo di credito è prevista l’esperibilità di azioni giudiziali.
L’azione cambiaria è diretta o di regresso:
è diretta contro l’accettante ed i suoi avallanti;
è di regresso contro ogni altro obbligato (art. 49 L.C.).
Il traente, l’accettante, il girante e l’avallante della cambiale rispondono in solido verso il portatore (art. 54 L.C.).
L’azione promossa contro uno degli obbligati non impedisce di agire contro gli altri, anche se posteriori a colui contro il quale si sia prima proceduto (art. 54 L.C.).
Come si esperisce l’azione diretta?
L’azione diretta si può esperire contro l’accettante il titolo di credito nonché contro i suoi avallanti.
I soggetti passivi sono: accettante o emittente e loro avallanti, secondo il disposto dell’art. 103 L.C., in base al quale l’emittente è obbligato allo stesso modo dell’accettante di una cambiale. L’azione si prescrive in tre anni e non è soggetta ad alcun termine di decadenza. Non è necessario per l’azione diretta che il mancato pagamento sia constatato con protesto o siano adempiute altre formalità (la previa presentazione del titolo per il pagamento è una facoltà per il portatore e non un obbligo).
Come si esperisce l’azione di regresso?
L’azione di regresso è la forma di tutela che il portatore della cambiale può esperire contro traente, girante, accettante per intervento e loro avallanti.
Soggetti passivi sono il traente, il girante, l’accettante per intervento ed i rispettivi avallanti. Tale azione può essere esercitata:
— se l’accettazione sia stata rifiutata in tutto o in parte;
— in caso di fallimento del trattario, abbia o non abbia accettato;
— in caso di cessazione dei pagamenti, ancorché non constatata con sentenza;
— in caso di esecuzione infruttuosa sui suoi beni;
— in caso di fallimento del traente di una cambiale non accettabile.
Il protesto per mancata accettazione deve essere levato nei termini fissati per la presentazione all’accettazione, mentre quello per il mancato pagamento di una cambiale, pagabile a giorno fisso o a certo tempo data o vista, deve essere levato in uno dei due giorni feriali seguenti al giorno in cui la cambiale è pagabile. Se la cambiale è a vista, il protesto deve essere levato secondo le norme relative al protesto per mancata accettazione.
In caso di cessazione di pagamenti del trattario, abbia o non abbia accettato, o in caso di esecuzione infruttuosa sui suoi beni, il portatore può esercitare il regresso solo dopo aver presentato la cambiale al trattario per il pagamento e dopo aver levato protesto.
In caso di fallimento del trattario, abbia o non abbia accettato, e nel caso di fallimento del traente di una cambiale non accettabile, la produzione della sentenza dichiarativa del fallimento basta al portatore per esercitare il regresso (art. 51 L.C.).
Il portatore deve dare avviso al proprio girante e al traente della mancata accettazione o del mancato pagamento entro i quattro giorni feriali successivi al giorno del protesto o della presentazione se vi sia la clausola “senza spese”. Ogni girante nei due giorni feriali successivi al giorno in cui ha ricevuto l’avviso deve informare il precedente girante dell’avviso ricevuto, indicando i nomi e gli indirizzi di coloro che hanno dato gli avvisi precedenti, e così di seguito, risalendo fino al traente.
I termini predetti decorrono dal ricevimento dell’avviso precedente.
Se in conformità a quanto ora illustrato l’avviso è dato ad un firmatario della cambiale, analogo avviso deve essere dato entro lo stesso termine anche al suo avallante.
Chi è tenuto a dare l’avviso può darlo in una forma qualsiasi, anche col semplice rinvio della cambiale. Egli deve provare di aver dato l’avviso nel termine stabilito.
Il termine si considera rispettato se una lettera contenente l’avviso sia stata spedita per posta nel termine predetto.
Chi non dà l’avviso nel termine sopra indicato non decade dal regresso; tuttavia è responsabile della sua negligenza se abbia causato danno, senza però che l’ammontare del risarcimento possa superare quello della cambiale (art. 52 L.C.).
Il traente, il girante o l’avallante possono, con la clausola “senza spese”, ”senza protesto”, od ogni altra equivalente, apposta sulla cambiale e firmata, dispensare il portatore dal protesto per mancata accettazione o per mancato pagamento, per esercitare il regresso.
Se la clausola è apposta dal traente produce i suoi effetti nei confronti di tutti i firmatari; se è apposta da un girante o da un avallante, produce i suoi effetti soltanto rispetto a costui. Se detta clausola è apposta dal traente e il portatore fa levare il protesto, le spese restano a suo carico, mentre se la clausola è apposta da un girante o da un avallante le spese per il protesto, qualora sia levato, sono ripetibili contro tutti i firmatari.
L’azione di regresso si prescrive in un anno a decorrere dalla data del protesto levato in tempo utile o da quella della scadenza, se vi sia la clausola “senza spese”.
Nelle cambiali a vista o a certo tempo vista, il termine di trenta giorni decorre dalla data in cui il portatore, anche prima che sia scaduto il termine di presentazione, ha dato avviso della forza maggiore al girante precedente; nelle cambiali a certo tempo vista, il termine di trenta giorni, si aggiunge al termine indicato nella cambiale.
Il portatore, agendo in via di regresso nei confronti di uno degli obbligati cambiari, può richiedere:
— l’ammontare della cambiale non accettata o non pagata con gli interessi, nel caso siano stati indicati nel titolo;
— gli interessi moratori dalla scadenza alla data del pagamento nella misura indicata nel titolo, o, in mancanza di indicazione, al tasso legale;
— le spese per il protesto, per gli avvisi dati e le altre spese.
Se il regresso è esercitato prima della scadenza è previsto che, per evitare ingiustificati arricchimenti del portatore, deve essere dedotto uno “sconto” dall’ammontare della cambiale, calcolato secondo le modalità previste dalla legge.
Sempre al medesimo scopo, in caso di regresso dopo un’accettazione parziale, colui che ha effettuato un pagamento parziale può esigere che sia fatta menzione sulla cambiale del pagamento effettuato, che gli sia rilasciata quietanza dal portatore e che il portatore gli rilasci una copia certificata conforme all’originale della cambiale e del protesto per rendergli possibile l’esercizio dell’azione di regresso per la somma pagata.
in pratica Nel caso in cui il portatore della cambiale non veda eseguito il pagamento entro la scadenza fissata può ricorrere a:
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