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Timestamp: 2020-08-09 14:58:07+00:00
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Scaffalature a rulliera
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| 11 mesi fa
Quando si parla di sicurezza nel campo delle scaffalature e dei soppalchi si deve distinguere tra sicurezza strutturale e sicurezza relativa all’uso della scaffalatura. Nel primo caso si terrà conto esclusivamente delle scaffalature, nel secondo dei possibili fattori che possono influenzare negativamente la sicurezza strutturale delle stesse. Un esempio su tutti: urti di carrelli elevatori contro le scaffalature, o porre sui ripiani pesi superiori a quelli previsti dal progettista.
Caratteristiche di sicurezza delle scaffalature e dei soppalchi
La sicurezza strutturale delle scaffalature è regolamentata dalle norme tecniche per le costruzioni approvate con Decreto Ministeriale del 14.1.2008, integrate, per la parte sismica, dalle Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20.3.2003, n° 3379 del 5.11.2004, n° 3431 del 3.5.2005 e n° 3519 del 28.4.2006. In realtà
Normativa scaffalature
Le scaffalature industriali sono regolate dalle norme
UNI EN 15878:2010: Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Termini e condizioni
UNI EN 15512:2009: Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Scaffalature portapallet – Principi per la progettazione strutturale
UNI EN 15620: 2009: Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Tolleranze, deformazioni e interspazi
UNI EN 15635: 2009: Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio
UNI EN 15629: 2009: Sistemi di stoccaggio statici di acciaio – Specifiche dell’attrezzatura di immagazzinaggio
Quando si progetta l’installazione di una scaffalatura bisogna reperire tutte le informazioni necessarie alla progettazione. Il progetto, comprensivo di disegno, è regolato dalla norma CEN WI 00344003 “Steel Static Storage Systems. Adjustable Pallet Racking. Tolerances, Deformations and Clearances”, reperibile anche nella sua versione FEM 10.3.01. Durante la fase di installazione si dovrà tenere conto di alcune problematiche, tra cui il fissaggio al pavimento degli elementi di partenza, le piastre di base che devono essere in contatto con il piano d’appoggio per l’intera superficie, il rispetto dei limiti di verticalità della scaffalatura previsti dal progetto e dalle istruzioni di montaggio fornite dal costruttore.
Portata e modifica dei carichi portati dalla scaffalatura
La variazione delle modalità con cui si carica la scaffalatura potrebbe avere come conseguenza una diminuzione della sicurezza strutturale, specialmente se si incrementano i carichi rispetto a ciò che era previsto nel progetto. Ecco perché qualunque variazione dell’entità dei carichi deve essere verificata dal progettista della scaffalatura o da un professionista esperto.
Cartellonistica scaffalatura
La norma CEN WI00344004 (pr En 15635) fornisce svariati esempi di segnaletica di sicurezza da applicare sulla scaffalatura per favorirne un uso corretto e sicuro. Dal cartello di obbligo generico formato da un punto esclamativo al cartello supplementare indicante le portate: sempre circolare, fondo azzurro e scritte bianche di dimensioni tali da poter essere lette alla massima distanza possibile. Spesso vengono apposti anche cartelli rettangolari come alternativa a quelli circolari, solo per indicare la portata.
Protezioni e paraurti per sicurezza
I sistemi paraurti sono universalmente riconosciuti come i mezzi più efficaci per minimizzare il rischio di danneggiamento, o collasso, di una scaffalatura a seguito di un urto di un mezzo meccanico. Bisogna sempre implementare al sistema un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale, così da facilitare la circolazione per i mezzi, un’adeguata illuminazione dei luoghi da lavoro, nonché un’adeguata formazione dei conducenti dei mezzi meccanici.
Sicurezza antincendio, antisismica e protezione fulmini
Al fine di limitare i rischi derivanti da incendi, le scaffalature devono essere progettate e costruite in modo tale che si possa garantire la resistenza degli elementi portanti e limitare la propagazione del fuoco, secondo quanto è previsto dalle norme antincendio. La protezione dai fulmini è regolata dalle norme CEI. Esse prevedono che per qualunque struttura debba essere fatta una valutazione del rischio di fulminazione, dove si discuterà se dotare o meno la struttura di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.
Le norme CEI sono le seguenti:
CEI EN 62305-1 (81.10-1) “Protezione contro i fulmini. Parte 1: Principi generali”
CEI EN 62305-2 (81.10-2) “Protezione contro i fulmini. Parte 2: Valutazione dei rischi”
CEI EN 62305-3 (81.10-3) “Protezione contro i fulmini. Parte 3: Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone”
CEI EN 62305-4 (81.10-4) “Protezione contro i fulmini. Parte 4: Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture”
Sicurezza delle macchine a servizio delle scaffalature automatiche
Le scaffalature automatiche sono servite da macchine particolari dette trasloelevatori, che si muovono su rotaie e raggiungono qualsiasi punto della scaffalatura al fine di depositare o prelevare dei carichi. I rischi indotti da questi trasloelevatori dipendono dal movimento della macchina (traslazione e sollevamento).
La normativa vigente in tema di macchine a servizio delle scaffalature automatiche è la seguente:
UNI EN 528:2004 “Trasloelevatori. Sicurezza”
UNI EN 775:1994 “Robot industriali di manipolazione. Sicurezza”
In base all’art. 35 comma 4 del Dlgs. n. 626/1994:
“Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro siano:
c) oggetto di idonea manutenzione al fi ne di garantire nel tempo la rispondenza ai requisiti
di cui all’art. 36 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso”
È compito del costruttore fornire all’utilizzatore tutte le informazioni utili alla sicurezza di montaggio, smontaggio, uso e manutenzione della scaffalatura.
Responsabilità dei committenti, degli utilizzatori e dei montatori di scaffalature e soppalchi
Per ciò che riguarda le scaffalature, gli obblighi legati alla scelta di attrezzature sicure, e al loro corretto utilizzo, sono tutti sanzionati penalmente e contenuti nell’art. 35 del Dlgs. n. 626/1994. Precisiamo che l’apparato sanzionatorio del Dlgs. n. 626/1994 prevede sanzioni a carico di datore di lavoro, dirigenti e preposti nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze. Per ciò che riguarda i soppalchi, gli obblighi attinenti alla loro progettazione, quasi tutti sanzionati penalmente, sono in parte contenuti nell’art. 3 del Dlgs. n. 494/1996 evidenziato nella Tabella 2 del par. precedente, ed in parte negli articoli 30, 31, 32 e 33 del Dlgs. n. 626/94.
modificato il 9 Settembre 2019 10:44
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