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Timestamp: 2019-03-21 10:16:06+00:00
Document Index: 85409365

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 618', 'art. 35', 'art. 35']

La sentenza che riconosce l’ulteriore contributo unificato non è impugnabile
Cass. civ., sez. VI, ord., 9 novembre 2016, n. 22867
Il punto della sentenza che enuncia la sussistenza dei presupposti del contributo aggiuntivo non è suscettibile di impugnazione ordinaria; l’eventuale erroneità dell’indicazione di sussistenza dei predetti presupposti potrà essere segnalata in sede di riscossione.
Trib. Latina, sez. II civ., sent., 21 novembre 2016.pdf
È ammissibile il reclamo avverso l’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo resa dal giudice dell’opposizione preventiva all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c..
A norma dell'art. 618 c.p.c. l'introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio fissato dal giudice dell'esecuzione, all'esito dell'esaurimento della fase sommaria, deve avvenire con la forma dell'atto introduttivo relativa al rito con cui va trattata l'opposizione nella fase a cognizione piena.
In tema di istanza per equa riparazione per la durata irragionevole di un processo, solo il ricorso deve essere, perentoriamente, depositato entro sei mesi: gli altri atti e documenti, invece, possono essere presentati in qualunque momento utile, prima del decreto del Presidente della Corte o del consigliere designato ovvero secondo l’ulteriore termine di integrazione.
Deposito telematico ammissibile anche in mancanza del decreto ex art. 35 d.m. n. 44/2011
La Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla validità di un ricorso in opposizione depositato in via telematica prima del 30 giugno 2014 e prima dell’emissione del decreto dirigenziale previsto dall’art. 35 d.m. n. 44/2011. In tal caso, il controllo sulla ritualità o meno del deposito telematico deve essere effettuato dal giudice dell’opposizione.
In caso di sentenze aventi natura costitutiva è possibile anticipare l’esecuzione delle statuizioni condannatorie, qualora le stesse non siano legate da un nesso sinallagmatico con la parte di pronuncia avente efficacia costitutiva.
Cass. civ., sez V, sent., 4 novembre 2011, n. 22413
Le dichiarazioni extraprocessuali non possono costituire prova piena dei fatti affermati, ma hanno il valore probatorio più limitato proprio degli elementi inidiziari.
Cass. civ., sez. I civ., sent., 27 ottobre 2016, n. 21739
Quando la parte vittoriosa nel procedimento arbitrale al conseguimento del titolo esecutivo si vede rigettare il reclamo, proposto avverso il decreto che abbia negato l’esecutorietà del lodo, non può ricorrere per cassazione ma può comunque procedere ad esecuzione forzata agendo in via ordinaria in un giudizio a cognizione piena.