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Timestamp: 2019-01-17 19:24:11+00:00
Document Index: 39638979

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 101', 'art. 109', 'art. 2697', 'art.101', 'art. 109', 'sentenza ', 'art. 395', 'sentenza ']

Il processo per revocazione | Commercialista Telematico
Il processo per revocazione
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento con il quale si contestavano le seguenti violazioni:
Detrazione di una sopravvenienza passiva per un risarcimento danni;
Fatture non riconosciute dall’Ufficio per difetto di competenza;
Spese di manutenzione e riparazione macchinari.
L’Ufficio si costituiva in giudizio replicando nel merito a tutte le argomentazioni.
La Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, accoglieva il ricorso del contribuente, ritenendo illegittimi tutti i recuperi avanzati dall’Amministrazione Finanziaria.
La motivazione della sentenza dei Giudici di primo grado, a parere dell’Ufficio, non era condivisibile e veniva quindi proposto appello.
L’appello veniva parzialmente accolto (relativamente ai primi due punti e respinto per quanto riguardava il terzo) dai giudici di secondo grado.
Contro tale sentenza, mentre l’Ufficio prestava acquiescenza per la parte di soccombenza, il contribuente proponeva ricorso per Cassazione, contestando:
1) omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che era stato oggetto di discussione fra le parti;
2) la violazione e falsa applicazione dell’art. 101 e dell’art. 109 del TUIR;
3) la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 del c.c.;
4) la violazione e falsa applicazione dell’art.101 e dell’art. 109 del TUIR.
L’Ufficio riteneva tali motivi di ricorso inammissibili, dal momento che, in realtà, in tal modo, si tentava indebitamente di introdurre nuovamente il merito in un giudizio di mera legittimità, come appunto il giudizio di Cassazione.
Il contribuente, infine, contestualmente al ricorso per Cassazione, presentava anche ricorso per revocazione, chiedendo la riforma della sentenza di secondo grado peri i seguenti motivi:
– Errore di fatto in cui sarebbero in corsi i Giudici di II grado relativamente alla sopravvenienza passiva;
– Errore dei Giudici di II grado relativamente alle fatture ritenute non di competenza.
L’Ufficio si costituiva in giudizio anche in tale procedimento ed affermava che la contestazione in revocazione, come argomentata dal contribuente, rappresentava soltanto l’oggetto del contendere su cui esattamente la medesima CTR si era già pronunciata e su cui peraltro ancora la Cassazione era stata chiamata a pronunciarsi.
Quest’ultima circostanza, del resto, oltre al fatto che in realtà non sussisteva alcun errore di fatto da “revocare”, comportava nel caso di specie anche l’inammissibilità dello stesso ricorso in revocazione.
La decisione della Commissione Tributaria Regionale della Toscana
I giudici di secondo grado dichiaravano dunque inammissibile il ricorso per revocazione, affermando che “la revocazione è ammissibile ex art. 395 n.4, c.p.c. in presenza di errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. Vi è questo errore quando la decisione viene a fondarsi sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure è supposta I’inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita. L’errore in questione deve, innanzitutto, avere quale oggetto la percezione dei fatti e non investire la valutazione giuridica di essi, inoltre non deve essere un errore di giudizio, dovendo essere cioè estraneo al procedimento logico in base al quale il giudice è giunto all’affermazione, alla negazione o alla valutazione di un determinato fatto”.
La Commissione Tributaria Regionale concludeva dunque che “la revocazione, peraltro, presenta, come istituto, una netta distinzione tra fase rescindente, che mira a togliere di mezzo la sentenza impugnata, e fase rescissoria, che mira a sostituire la decisione revocata con un’altra decisione di merito. Entrambe queste fasi sono affidate al medesimo giudice, confluendo anche nella medesima sentenza. Al pari di ogni altra impugnazione la revocazione costituisce, secondo parte della dottrina, un rimedio contro le ingiustizie della sentenza”.
In conclusione,…