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Timestamp: 2020-08-08 00:18:37+00:00
Document Index: 117907082

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art 17', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 14', 'art. 14']

Notizie Utili Archivi - Pagina 4 di 5 - Wai Italy
I Signori Soci dell’Associazione Welcome Association Italy – W.A.I. sono convocati in Assemblea che si terrà presso la sede sociale di Viale dell’Università n.25 – 00185 Roma, alle ore 02:00, del giorno 12/01/2017 per discutere sul seguente ordine del giorno:
1) servizi compresi nella quota associativa;
2) quantificazione quota associativa;
Nel caso in cui l’assemblea non risultasse in numero legale in prima convocazione, fin d’ora viene fissata la seconda convocazione per il giorno 13/01/2017 nel medesimo luogo alle ore 09:30.
Roma, 02/01/2017
Richiesta residenza anagrafica per cittadini comunitari
L’attuale normativa italiana[1] distingue tra soggiorni di durata fino a tre mesi e soggiorni di durata superiore. Se si è cittadini comunitari e si desidera soggiornare in Italia per un periodo inferiore a 3 mesi, l’unica cosa di cui si ha bisogno è un documento di identità valido per l’espatrio.
Se il motivo del soggiorno italiano è prettamente turistico o di studio, all’arrivo in Italia, nel caso in cui si alloggi a casa di amici o in strutture non alberghiere, sarà sufficiente presentare in questura una dichiarazione di presenza entro 8 giorni dall’arrivo (scarica il modulo da compilare https://www.poliziadistato.it/statics/39/modulo_dichiarazione_presenz_cittadini_ue.pdf). Per coloro che alloggiano invece presso strutture alberghiere è sufficiente firmare l’apposita scheda per alloggiati. Una copia di tale documento resta allo straniero come attestazione di adempimento dell’obbligo e va presentata ogni qualvolta richiesta da un pubblico ufficiale.
Diverso è se si desidera soggiornare in Italia per un periodo superiore a 3 mesi. In questo caso, infatti, è necessario richiedere la residenza, ovvero effettuare l’iscrizione anagrafica presso l’ufficio anagrafe del comune di dimora abituale, qualunque sia il motivo del soggiorno, entro tre mesi dall’ingresso in Italia.
Viene effettuata su richiesta presentata personalmente dall’interessato compilando l’apposito modulo di dichiarazione di residenza (scaricabile dal portale del comune in cui si effettua la richiesta), a cui va allegata la seguente documentazione:
dichiarazione di dimora abituale e stato civile;
documenti che attestino l’attività lavorativa esercitata o il corso di studi frequentato;
(in caso in cui manchi un’attività lavorativa documentata (punto 4), sarà necessario allegare:
attestazione di disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno per sé e i propri famigliari);
una polizza di assicurazione sanitaria
Ai fini dell’iscrizione anagrafica, l’eventuale coniuge, sia i discendenti diretti di età inferiore ai 21 anni o a carico e quelli del coniuge del cittadino straniero avente diritto di soggiorno, che gli ascendenti diretti o a carico e quelli del coniuge che sono cittadini di uno Stato membro della UE devono presentare unitamente alla documentazione sopra indicata:
un documento (in originale e in copia) che attesti la loro qualità di familiare diretto o a carico;
un documento (con funzione di certificazione legalizzata) tradotto dall’Ambasciata italiana dello specifico Stato UE di provenienza che attesta i dati di stato civile e i rapporti di parentela.
[1] (D.lgs 30/2007 http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/07030dl.htm)
Se si risiede in Italia in modo continuativo per più di 5 anni si acquisisce il diritto al soggiorno permanente sul territorio nazionale.
SEI UN CITTADINO EXTRACOMUNITARIO E VUOI LAVORARE IN ITALIA?
ECCO COSA TI SERVE SAPERE!
Hai bisogno del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Presso le Poste Italiane, richiedendo il kit a banda gialla;
Presso i Patronati e i Comuni in cui è attivo il servizio, compilando il modulo che dovrai spedire tramite raccomandata.
Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro viene rilasciato nell’ambito delle quote definite annualmente dal Governo con il Decreto Flussi.
Questa tipologia di permesso di soggiorno può essere richiesta per motivi di:
PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO SUBORDINATO:
Viene rilasciato SE hai sottoscritto un contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura entro 8 giorni dal tuo ingresso in Italia.
Ha una durata pari a quella dell’offerta di lavoro e non superiore[1] a:
Un anno in caso il lavoro sia a tempo determinato;
Due anni se il lavoro è a tempo indeterminato.
È sempre rinnovabile alla scadenza.
Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
30,00 euro per il pagamento delle spese di spedizione postali;
Il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a:
Dopo aver presentato la domanda, riceverai una comunicazione di convocazione presso la questura, dove dovrai presentarti munito di fototessere per essere sottoposto ai rilevamenti fotodattiloscopici. Nel caso in cui l’istanza debba essere integrata con ulteriore documentazione, sarai avvisato tramite sms o lettera raccomandata.
[1] Art. 5 del D.Lgs. 25 Luglio 1998, n. 286
Al momento della domanda di permesso di soggiorno, devi essere già in possesso del visto di ingresso rilasciato dal consolato italiano presso il tuo paese di provenienza.
In caso di perdita del lavoro non perdi il permesso di soggiorno. Sia in caso di licenziamento che di dimissioni volontarie, infatti, potrai iscriverti presso le liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, che non deve comunque essere inferiore a un anno.
Sei un datore di lavoro e vuoi assumere uno straniero extracomunitario?
Richiedi il nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura, presentando i seguenti documenti:
modulo di richiesta nominativa;
fotocopia del passaporto o di un documento di identità valido;
copia del contratto di lavoro stipulato con lo straniero;
dichiarazione del proprio impegno nei confronti dello Stato al pagamento delle spese di viaggio per il rientro in patria del lavoratore in caso di rimpatrio.
Invia all’INPS il modello unificato lav per comunicare l’avvenuta assunzione entro le 24 ore antecedenti a essa.
PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO STAGIONALE
Viene rilasciato SE hai sottoscritto un contratto di soggiorno per lavoro stagionale presso lo Sportello Unico per l’immigrazione e consente l’assunzione alle dipendenze di un’azienda che svolge attività a carattere stagionale. Può avere una validità minima di 20 giorni e massima di 9 mesi e, dalla seconda stagione in Italia, qualora ci fossero le condizioni, puoi chiedere la conversione di tale permesso in un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, sia esso a tempo determinato o indeterminato.
30,00 euro per il pagamento delle spese di spedizione postali
Il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a 80,00 euro.
In caso di perdita del lavoro non perdi il permesso di soggiorno. Sia in caso di licenziamento che di dimissioni volontarie, infatti, potrai iscriverti presso le liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno.
Permesso di soggiorno per lavoro stagionale pluriennale
A partire dal secondo permesso di soggiorno per lavoro stagionale, il datore di lavoro può richiedere il nulla osta per il permesso per lavoro stagionale di durata pluriennale attraverso l’apposito modulo da presentare presso lo sportello unico per l’immigrazione, dove bisognerà indicare i due periodi precedenti di attività stagionale.
Può avere validità massima di tre anni, e dovrà essere indicato il periodo di soggiorno per ciascun anno. Sulla base del nulla osta viene rilasciato allo straniero un permesso di soggiorno unico della validità indicata, che non lo esonera dal richiedere il visto di ingresso ogni qualvolta deve fare rientro in Italia.
Se vuoi svolgere la tua professione in Italia devi fare richiesta per questa tipologia di permesso di soggiorno.
Per lavoro autonomo si intende un’attività professionale, industriale, artigianale o commerciale, inclusa la costituzione di società di capitali o di persone o l’assunzione di cariche societarie, a condizione che l’esercizio di tali attività non sia riservato dalla legge ai cittadini italiani, o a cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione europea;
Al momento della domanda DEVI essere fornito di visto di ingresso, che deve essere rilasciato dall’ambasciata o consolato italiano presente nel paese di provenienza dello straniero entro 120 giorni dalla data di presentazione e deve essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di rilascio.
Domanda compilata e sottoscritta;
Fotocopia di tutto il passaporto o di un altro documento di viaggio;
Attestazione dei parametri finanziari necessari per poter avviare l’attività fornita dalla Camera di Commercio;
Possesso dell’eventuale iscrizione in albi e registri;
Dimostrazione di possesso di un alloggio idoneo;
Attestazione dell’autorità competente che non ci siano motivi ostativi al rilascio di autorizzazioni o licenze per svolgere l’attività;
Possesso di un reddito annuo che sia superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione alla spesa sanitaria o, in alternativa, una garanzia da parte di enti o cittadini italiani o stranieri residenti o soggiornanti in Italia;
CASI PARTICOLARI: LA CARTA BLU UE
Si tratta di un permesso di soggiorno particolare che viene rilasciato dalla questura in seguito a un contratto di soggiorno per lavoro e alla relativa comunicazione in questura.
È stata introdotta dal Decreto Legislativo del 28 giugno 2012 n. 108 entrato in vigore l’8 Agosto 2012, che ha recepito la direttiva europea 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini stranieri che desiderano svolgere lavori altamente qualificati.
Possono essere titolari di tale soggiorno gli stranieri altamente qualificati e ha durata:
A chi può essere rilasciato[1]?
Eccezioni al Decreto Flussi:
l’articolo 27 e il 27 quater del Testo Unico sull’Immigrazione che introduce la CARTA BLU UE
Costituiscono eccezione alle quote previste dal decreto flussi le seguenti categorie di lavoratori:
[1] Circolare n. 5209 del 3 agosto 2012 del Ministero dell’Interno (LINK:
http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/24/2012_08_06_Circ._prot._n._5209_del_03.08.2012.PDF)
[1] Circolare n. 5209 del 3 agosto 2012 del Ministero dell’Interno (LINK:http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/24/2012_08_06_Circ._prot._n._5209_del_03.08.2012.PDF)
“[…] a. dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione europea;
collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all’estero, da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti all’estero, che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;
persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani, effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato;
lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente, a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato, tenuti a lasciare l’Italia quando tali compiti o funzioni siano terminati;
lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all’estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall’estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche residenti o aventi sede in Italia e quelle residenti o aventi sede all’estero, nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 1655 del codice civile, della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, e delle norme internazionali e comunitarie;
persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l’Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate “alla pari”;
-bis infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private. […]”
Come faccio per ottenere la Carta Blu Ue?
Deve presentare la richiesta di nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione, presentando i seguenti documenti:
Le proprie generalità, quelle del titolare o legale rappresentante dell’impresa, la ragione sociale e la sede del luogo di lavoro;
Le generalità del lavoratore straniero;
La retribuzione e l’assicurazione;
L’impegno a garantire un alloggio idoneo e al pagamento delle spese di viaggio in caso il lavoratore venisse rimpatriato;
L’obbligo a comunicare allo sportello unico tutte le eventuali variazioni concernenti il rapporto di lavoro.
Inoltre, alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:
Autocertificazione dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio;
La proposta di contratto;
Titoli di studio tradotti e legalizzati;
Autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale al fine di comprovare, secondo la tipologia di azienda, la capacità occupazionale e reddituale del datore di lavoro;
Specifica documentazione, differente per ciascuna categoria, su richiesta dello Sportello Unico.
Il lavoratore straniero:
Una volta ottenuto il nulla osta, deve richiedere il visto di ingresso per motivi di lavoro presso l’ambasciata o il consolato italiano;
Dopo di che, appena arrivato in Italia, deve recarsi presso lo Sportello Unico per sottoscrivere il contratto e richiedere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.
Il nulla osta può essere sostituito da una comunicazione del datore di lavoro nel caso in cui quest’ultimo abbia sottoscritto con il Ministero dell’Interno uno specifico protocollo d’intesa.
In caso in cui tu sia già in possesso della Carta Blu UE rilasciata da un altro Stato membro dove hai già soggiornato per un periodo non inferiore a 18 mesi, non hai bisogno di richiedere il visto di ingresso in Italia. In quest’ultima ipotesi, il datore di lavoro deve presentare la domanda di nulla osta al lavoro entro un mese dal tuo ingresso in Italia.
Lo Sportello Unico non è competente per tutte le ipotesi di ingresso al di fuori delle quote. A seconda dell’ipotesi di riferimento, è bene accertare la competenza all’esame della richiesta.
IL RINNOVO[1]
Per poter rinnovare il permesso di soggiorno è necessario che tu abbia tutti i requisiti previsti per l’ingresso in Italia.
La richiesta di rinnovo[2] deve essere presentata almeno 60 giorni prima della scadenza[3] del permesso di soggiorno, richiedendo l’apposito kit presso le Poste Italiane.
Quali documenti servono*:
Modulo 1 e Modulo 2 presenti nel kit compilati e firmati;
Fotocopia di tutto il passaporto;
Attestazione di idoneo alloggio di domicilio;
Nel caso in cui il contratto di soggiorno per lavoro abbia subito variazioni rispetto a quello sottoscritto al momento dell’ingresso in Italia bisognerà presentare una copia del contratto di soggiorno per lavoro subordinato sottoscritto tra le parti unitamente alla ricevuta di ritorno della raccomandata con la quale lo stesso è stato inviato allo Sportello Unico Immigrazione competente;
Fotocopia del Mod. unificato Lav inviato dal datore di lavoro all’Inps o del Modello Q in caso di lavoro domestico;
Fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un reddito da lavoro o da altra fonte lecita (Cud, Unico, etc): ultima dichiarazione dei redditi oppure buste paga relative al periodo di assunzione;
Fotocopie dei versamenti dei contributi previdenziali all’INPS (solo in caso di lavoro domestico);
Attestazione che dimostri il possesso di un reddito sufficiente al sostentamento dei propri famigliari (solo in caso di presenza di persone a carico);
4 foto formato tessera che dovranno essere diverse da quelle del precedente permesso di soggiorno;
Dichiarazione del datore di lavoro attestante l’attualità del rapporto di lavoro, la tipologia e la durata del contratto di lavoro.
[1] Decreto Legislativo del 25 Luglio 1998 n. 286, Testo Unico sull’Immigrazione
[2] dell’art. 5, comma 4 Decreto Legislativo del 25 Luglio 1998 n. 286, Testo Unico sull’Immigrazione
30,00 euro per le spese di spedizione postali;
Il contributo pari a:
Euro 80,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
Euro 100,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
27,50 euro per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico.
Rinnovo permesso di soggiorno per lavoro stagionale
Questa tipologia di permesso non è rinnovabile, a meno che non ci si trovi nella situazione in cui più datori di lavoro impieghino lo stesso lavoratore per periodi successivi, purché rispettino il limite minimo di 20 giorni e il limite massimo di 9 mesi stabiliti dalla legge e il suddetto lavoratore, a partire dal secondo rapporto di lavoro, si trovi legittimamente sul territorio italiano in ragione dell’instaurazione del primo rapporto lavorativo[1].
In questo caso il permesso viene rinnovato, anche se sarebbe più opportuno parlare di una proroga del permesso, nel rispetto dei limiti sopraindicati e fino alla scadenza del nuovo rapporto stagionale.
Modulo 1 e Modulo 2 presenti nel kit compilati e firmati (Modulo 1 fac simile: http://www.portaleimmigrazione.it/immigrazionenet/docs/italiano/Modulo_1.pdf, Modulo 2 fac simile http://www.portaleimmigrazione.it/immigrazionenet/docs/italiano/Modulo_2.pdf. IMPORTANTE: i moduli qui riportati sono solo esempi. Possono essere utilizzati solo i moduli originali presenti nel kit in quanto fatti di particolare carta filigranata);
Fotocopia del precedente permesso di soggiorno;
Fotocopia dichiarazione dei redditi;
Qualora sia stata modificata una delle clausole del contratto di soggiorno è necessario allegare la fotocopia del contratto di soggiorno sottoscritto tra le parti e copia della ricevuta di raccomandata di invio dello stesso presso lo sportello unico immigrazione competente.
[1] art 17, Decreto legge del 9/02/2012 n. 5
In tutti gli altri casi devi necessariamente far ritorno al Paese di origine e richiedere un nuovo visto di ingresso in Italia per poter effettuare nuovamente la richiesta di permesso di soggiorno per lavoro stagionale.
Il Testo Unico sull’Immigrazione prevede che il lavoratore stagionale, ove abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza dello stesso, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell’anno successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo stesso Paese che non hanno mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro.
Altra ipotesi possibile è quella della conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in un permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora ci fossero le condizioni.
Rinnovo permesso di soggiorno per lavoro autonomo o CARTA BLU UE
Fotocopia dell’autorizzazione o della licenza, o dell’iscrizione in apposito albo o registro, o della presentazione di dichiarazione o denuncia prevista dalla normativa vigente per l’esercizio della attività professionale svolta;
Fotocopia iscrizione alla CCIAA;
Lo straniero che svolge in Italia attività come socio prestatore d’opera presso società, anche cooperative, altre ai suddetti documenti dovrà allegare:
La dichiarazione del Presidente della Società in ordine alle mansioni svolte dal socio lavoratore, con allegata fotocopia del documento d’identità del dichiarante;
La fotocopia del libro soci (pagina del frontespizio del libro soci unitamente alla pagina relativa alla iscrizione dello straniero socio).
In attesa del nuovo permesso di soggiorno è possibile esibire la Ricevuta della raccomandata insieme al permesso in scadenza o scaduto, la quale SOSTITUISCE a tutti gli effetti di legge il “CEDOLINO” che rilasciava la Questura con la vecchia procedura (Direttiva Amato del 5 agosto 2006).
*Alcune Questure potrebbero richiedere documentazione aggiuntiva e/o considerare superflui alcuni dei documenti qui riportati. Raccomandiamo di verificare in anticipo, presso le Poste Italiane dotate di Sportello Amico, la documentazione necessaria a seconda del tipo di permesso e del tipo di lavoro svolto.
CHI PUO’ RICHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE[1]?
Se risiedi in Italia per un periodo continuativo e stabile puoi richiedere questa particolare tipologia di permesso, a condizione di possedere i seguenti requisiti:
Essere in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni (le assenze dello straniero dal territorio italiano non interrompono la durata del periodo di 5 anni purché non superino i 6 mesi consecutivi o i 10 mesi nel quinquennio, a meno che tale interruzione non dipenda da motivi gravi e documentati di salute o da altri gravi e comprovati motivi). NON può essere rilasciato ai titolari di permesso di soggiorno per motivi di studio, formazione professionale, protezione temporanea, motivi umanitari, asilo, permesso di soggiorno di breve durata;
Avere un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica o che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall’unità sanitaria locale competente;
Non essere pericoloso per la sicurezza dello Stato e l’ordine pubblico (l’eventuale provvedimento di diniego di rilascio dovrà riportare un’articolata motivazione sugli elementi che hanno contribuito a formulare un giudizio di pericolosità attuale e concreta);
Aver superato il test di conoscenza della lingua italiana;
Dimostrare di avere un reddito minimo, pari all’importo dell’assegno sociale. Se si fa richiesta anche per i propri familiari, il reddito è quello indicato di seguito:
2/3 familiari = importo annuo pari al doppio dell’assegno sociale;
4 o più familiari = importo annuo pari al triplo dell’assegno sociale.
I familiari per i quali è possibile richiedere il permesso di soggiorno CE sono gli stessi per i quali si può richiedere il ricongiungimento familiare (coniuge, figli minori anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, figli maggiorenni a carico che non possano permanentemente provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute, genitori a carico).
Il permesso di soggiorno UE è a tempo indeterminato e può essere usato come documento di riconoscimento a condizione che si rinnovi la fotografia ogni 5 anni.
Bisogna presentare domanda alla Questura tramite una raccomandata da un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico.
Qui, puoi richiedere l’apposito kit a banda gialla.
Oltre al modulo presente nel kit, debitamente compilato e firmato dal richiedente, bisogna allegare la seguente documentazione:
– Fotocopia della dichiarazione dei redditi (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
[1] Art. 9 del Testo Unico sull’Immigrazione
– Certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali (entrambi devono essere richiesti presso l’Ufficio del Casellario del Tribunale);
– Certificato di superamento del test di conoscenza della lingua italiana;
– Copia delle buste paga relative all’anno in corso;
– Documentazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia;
– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
– Versamento del contributo di 200,00 euro;
RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER CONIUGE CONVIVENTE
Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il coniuge di uno straniero già titolare di tale documento, deve presentare personalmente richiesta alla questura competente tramite raccomandata.
Il coniuge può, infatti, richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico.
– Modulo 2 compilato SOLO in caso di possesso di reddito proprio;
– Fotocopia dichiarazione redditi del coniuge (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente) e propria se posseduta. Ai collaboratori domestici (colf/badanti) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
– Fotocopia del certificato di idoneità alloggiativa;
– Fotocopia documentazione anagrafica attestante il rapporto di unione. Se proveniente dall’estero la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare italiana; (Clicca qui)
– Versamento del contributo di 200,00.
RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER GENITORI A CARICO CONVIVENTI
Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il genitore a carico di uno straniero già titolare di tale documento deve presentare personalmente richiesta alla Questura competente tramite raccomandata.
Il genitore può richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico.
– Fotocopia dichiarazione redditi del figlio (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) (NOTA: LINK DI RIMANDO AI LAVORATORI ADDETTI ALL’ASS. FAMILIARE) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
– Autocertificazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia;
– Fotocopia documentazione anagrafica attestante il rapporto di parentela. Se proveniente dall’estero la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza diplomatica/consolare italiana; (Clicca qui)
– Versamento del contributo di 200,00 euro.
RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER FIGLI MINORI CON PIU’ DI 14 ANNI
Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il figlio di età superiore ai 14 anni, convivente di uno straniero già titolare di tale documento deve presentare personalmente richiesta alla Questura competente tramite raccomandata.
Il figlio può richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico e allegando la seguente documentazione:
– Fotocopia dichiarazione redditi del genitore (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) (NOTA: LINK DI RIMANDO AI LAVORATORI ADDETTI ALL’ASS. FAMILIARE) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
– Fotocopia documentazione anagrafica attestante lo stato di figlio minore. Se tale documentazione proviene dall’estero, la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare italiana (Non è richiesta tale documentazione se il minore ha fatto ingresso con visto per ricongiungimento familiare) (Clicca qui)
– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico,
FIGLI MINORI DI 14 ANNI
Non c’è bisogno di fare domanda di permesso di soggiorno UE. È il genitore stesso che, al momento della richiesta del proprio permesso di soggiorno, dovrà richiedere anche l’iscrizione del figlio minore di 14 anni sul proprio, compilando la parte corrispondente nel modulo 1. Dall’entrata in vigore del nuovo permesso di soggiorno elettronico (NOTA: LINKARE ALL’ART. SUL PDS ELETTRONICO), i figli minori già dall’età di 6 anni avranno una loro tessera individuale, che costituisce un allegato dell’autorizzazione del famigliare e non costituisce, singolarmente, un titolo valido per il soggiorno in Italia.
Al compimento del quattordicesimo anno di età che il figlio dovrà fare richiesta per un proprio autonomo permesso di soggiorno.
COSA ACCADE SE SONO GIA’ TITOLARE DI PERMESSO DI SOGGIORNO UE RILASCIATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA?
In questo caso puoi richiedere di soggiornare sul territorio italiano per un periodo superiore a 3 mesi al fine di:
– Frequentare un corso di studi o formazione professionale;
– Esercitare un’attività economica in qualità di lavoratore autonomo o subordinato. In quest’ultimo caso, lo straniero dovrà preliminarmente richiedere allo sportello unico per l’immigrazione della prefettura della provincia in cui dimora, la concessione della particolare autorizzazione al lavoro;
– Trattenerti per altro scopo lecito, dimostrando di possedere mezzi di sussistenza sufficienti, pari ad almeno il doppio dell’importo minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria e stipulando una polizza assicurativa sanitaria per il periodo del soggiorno
Otterrai un permesso di soggiorno (non UE) annuale o biennale rinnovabile alla scadenza e ai tuoi familiari viene rilasciato un permesso per motivi di famiglia.
COME FACCIO AD AGGIORNARE IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE?
Presenta domanda alla questura tramite una raccomandata da un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico, dove è possibile richiedere l’apposito kit a banda gialla.
Il permesso di soggiorno UE deve essere aggiornato allegando l’apposita documentazione per ciascuna delle seguenti motivazioni:
– Cambio di domicilio o residenza:
E’ sufficiente compilare il modulo 1;
– Inserimento figlio minore di 14 anni:
Compilare modulo 1, inserire il certificato di nascita e, se ha fatto ingresso con ricongiungimento, inserire il passaporto. Inserire inoltre il certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione;
– Modifica dati del passaporto:
Allegare copia del nuovo passaporto;
– Variazione dati anagrafici:
Compilare il modulo 1 e inserire le dichiarazioni delle rappresentanze diplomatiche sulle motivazioni delle variazioni di nome cognome ecc;
– Aggiornamento delle foto:
Compilare il modulo 1. Questa operazione deve obbligatoriamente essere eseguita ogni 5 anni solo nel caso in cui il titolo venga utilizzato come documento di identità.
RICORDA! L’aggiornamento del permesso di soggiorno NON prevede il pagamento del contributo di 200,00 euro.
Ai fini dell’ingresso in Italia e della relativa normativa applicabile, la prima cosa importante da sapere è che l’Italia fa parte dell’Unione Europea – nei cui trattati è stato introdotto e sviluppato il principio di libera circolazione delle persone – e che ha aderito al Trattato di Schengen, avente ad oggetto la creazione di una zona territoriale – lo “spazio Schengen” – di libera circolazione all’interno della quale i controlli alle frontiere sono aboliti, salvo circostanze eccezionali. Regimi normativi differenziati di conseguenza si applicheranno in materia di immigrazione ai cittadini appartenenti ad uno degli Stati che ha sottoscritto gli accordi di Schengen e/o facente parte dell’Unione Europea (comunitari) da un lato e ai cittadini di uno stato che NON fa parte della zona Schengen e/o dell’Unione Europea (extracomunitari) dall’altro. (http://www.schengenvisainfo.com/schengen-visa-countries-list/).
Se si è cittadini extracomunitari non provenienti da un Paese aderente al Trattato di Schengen si potrebbe aver bisogno del visto d’ingresso (http://vistoperitalia.esteri.it/home.aspx).
Secondo il decreto MAE 11.5.2011 (http://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/visti/decreto_interministeriale_850_11-5-2011.pdf) il visto può essere rilasciato per uno dei seguenti motivi: adozione, affari, cure mediche, diplomatico, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi familiari, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro, volontariato.
Esistono tre tipologie di visto:
VISTO SCHENGEN UNIFORME (VSU): che ha validità su tutto il territorio Schengen e permette dunque al cittadino straniero di entrare nel territorio di un qualunque stato che sia parte di tale area. Questa tipologia di visto può a sua volta essere:
TIPO A: transito aeroportuale
TIPO C: (ex TIPO B) transito, soggiorni di breve durata, o di viaggio, fino a 90 giorni, con uno o più ingressi.
VISTO A VALIDITA’ TERRITORIALE LIMITATA (VTL): che ha validità soltanto sul territorio dello Stato che ha emesso il visto e non consente la possibilità di accesso, neanche per solo transito, al territorio di altri Stati appartenenti all’area Schengen.
VISTO PER SOGGIORNO DI LUNGA DURATA O VISTO NAZIONALE (VN): valido per soggiorni di oltre 90 giorni (TIPO D), con uno o più ingressi nel territorio dello Stato Schengen che ha rilasciato il visto. I titolari di questa tipologia di visto possono circolare liberamente sul territorio degli altri paesi appartenenti all’area Schengen per periodi non superiori a 90 giorni.
Se la durata del soggiorno è inferiore a 90 giorni, per alcuni paesi non è necessario il visto d’ingresso. Per sapere quali sono clicca sul link indicato di seguito:
http://vistoperitalia.esteri.it/home.aspx.
La domanda di visto deve essere presentata per iscritto, attraverso l’apposito modulo che dovrà essere compilato e sottoscritto dallo straniero in ogni sua parte. Il richiedente deve presentarsi personalmente presso l’ente incaricato del rilascio del visto, così da poter essere ascoltato circa le motivazioni e le circostanze del soggiorno.
una foto dello straniero richiedente formato tessera;
assicurazione sanitaria valida in Italia e nella zona Schengen
documentazione giustificativa (se richiesta).
Lo straniero deve inoltre indicare:
le finalità del viaggio;
i mezzi di trasporto di andata e ritorno (biglietti aerei, dei treni ecc);
i mezzi finanziari sufficienti al sostentamento durante il soggiorno (Fidejussione. Per sapere come ottenerla clicca il seguente link: ).
Una volta ricevuta e valutata tutta la documentazione necessaria e le informazioni ricevute durante l’intervista con il richiedente, si procede con l’effettuazione di tutti i controlli di sicurezza.
La domanda va presentata esclusivamente presso l’ambasciata o il consolato italiano presente nel paese di provenienza dello straniero richiedente, i quali sono gli enti incaricati del rilascio del visto. Non è consentito il rilascio o la proroga del visto allo straniero che si trovi già in Italia.
L’ingresso in Italia per motivi di turismo NON può essere prolungato oltre i 3 mesi, e trasformato in un soggiorno stabile: una volta scaduto il visto non è possibile chiedere un permesso di soggiorno, ma il cittadino straniero deve fare ritorno al suo paese di origine pena l’espulsione, a meno che non si abbiano i requisiti per la coesione familiare, oppure non venga dimostrato che il mancato ritorno in patria sia dipeso da gravidanze o gravi motivi di salute.
I lavoratori domestici sono coloro i quali si dedicano all’assistenza o alla gestione dell’attività familiare svolgendo una serie di compiti e attività che sono previsti per contratto.
Possono essere distinti in tre aree specifiche:
In base all’area in cui un lavoratore viene inserito è possibile determinare il livello di inquadramento, informazione fondamentale per stabilire la retribuzione minima, la durata del periodo di prova e la progressione automatica di carriera.
COSA SONO I LIVELLI DI INQUADRAMENTO?
Sono le categorie contrattuali che vengono suddivise in base alle mansioni prevalenti, l’anzianità di servizio, il grado di responsabilità, qualificazione professionale del lavoratore.
I livelli di inquadramento sono quattro: A, B, C e D, ognuno dei quali ha due parametri retributivi: Semplice e Super.
Comprende i lavoratori con nessuna esperienza o un’esperienza non superiore a 12 mesi, che svolgono compiti generici, manuali o di fatica, di natura esecutiva, sotto il diretto controllo del datore di lavoro.
Comprende i lavoratori con un’esperienza superiore a 12 mesi, che svolgono mansioni di natura esecutiva che implicano specifiche capacità professionali.
Comprende i lavoratori con una specifica capacità professionale che gli consenta di svolgere l’attività in modo autonomo e responsabile.
Comprende i lavoratori con un diploma professionale nel campo specifico in cui lavorano, che gli permetta di svolgere la propria mansione in piena autonomia decisionale.
– SEMPLICE: amministratore dei beni di famiglia; maggiordomo; governante; capo cuoco; capo giardiniere; istitutore;
È importante conoscere la differenza tra colf e “badanti” ai fini dei livelli di inquadramento.
Livello D super: assistente a persone non autosufficienti.Ricopre con responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.
Livello B semplice: Lavoratori con esperienza lavorativasuperiore ai 12 mesi, senza autonomia decisionale
CHI SONO I COLLABORATORI SPECIALIZZATI?
Sono i lavoratori in possesso di un diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o all’estero, purché equipollente, anche con corsi di formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore.
A livello contrattuale si inquadrano nel LIVELLO D:
[1] FONTE: http://www.colfebadantionline.it/colf-e-badanti/colf-e-badanti/badanti/badanti.html
Dopo aver visto il Decreto Flussi il datore di lavoro può assumere un lavoratore domestico a condizione che:
– Il Datore di lavoro dimostri di avere una disponibilità economica sufficiente a sostenere gli oneri retributivi e assicurativi legati all’assunzione del lavoratore;
– Il Lavoratore sia residente all’estero e non sia mai stato condannato, né in Italia né nell’area Schengen, per reati come l’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione o in materia di stupefacenti, la rapina, il furto, l’estorsione, ecc. Inoltre, non deve aver mai subito un provvedimento di espulsione dall’Italia o dall’area Schengen;
– La durata dell’orario di lavoro non sia inferiore alle 20 ore settimanali e la retribuzione minima mensile da garantire sia almeno pari all’importo dell’assegno sociale dell’anno di riferimento.
Il datore di lavoro potrà assumere lo straniero presentando la richiesta nominativa per l’autorizzazione al lavoro. La domanda va presentata online su questo sito. Una volta registrato, il datore di lavoro dovrà compilare l’apposito modulo per l’assunzione dei lavoratori domestici. È un contratto particolare chiamato contratto di soggiorno che, oltre a contenere le informazioni riguardanti l’orario, il luogo di lavoro e la retribuzione, impegna il datore di lavoro a rispettare determinati obblighi, quali:
Garantire al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale;
Dimostrare di possedere un reddito annuo di importo almeno il doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere;
Assicurare ladisponibilità di un alloggio idoneo, conformemente alle norme sull’edilizia residenziale pubblica o ai parametri igienico-sanitari fissati dal Ministero della Salute. Al momento della compilazione del modulo deve semplicemente indicare che l’alloggio è idoneo; successivamente, quando il lavoratore andrà a firmare il contratto di soggiorno, dovrà essere esibito il certificato che comprova l’idoneità;
Obbligarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza e alla comunicazione di ogni variazione concernente il rapporto di lavoro.
QUALI DOCUMENTI DEVE PRESENTARE IL DATORE DI LAVORO AL MOMENTO DEL RITIRO DEL NULLA OSTA?
Fotocopia del passaporto del lavoratore;
Certificato di idoneità alloggiativa;
La marca da bollo utilizzata per l’invio telematico della domanda.
Entro 6 mesi dalla consegna di quest’ultimo il lavoratore deve provvedere alla richiesta del visto di ingresso per lavoro.
Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia lo straniero deve recarsi presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per la firma del contratto di soggiorno e per la richiesta del permesso di soggiorno.
In questo caso, oltre ai documenti validi di norma, è richiesto solo il permesso di soggiorno valido per motivi di lavoro o che consenta lo svolgimento di attività lavorative, ossia:
Per motivi di lavoro non stagionale;
Per motivi familiari;
Per motivi di studio;
Per asilo politico, motivi umanitari, protezione sociale.
IL LAVORATORE MINORENNE
QUALI DOCUMENTI CONSEGNARE[1]:
per i minori ad ore o a mezzo servizio:la semplice autorizzazione scritta di chi esercita la patria potestà;
per tutti i minori:il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dopo la visita medica dell’Ufficiale sanitario, effettuata a cura e a spese del datore di lavoro presso l’ASL di zona.
IL LAVORATORE OCCASIONALE
Il lavoro occasionale è caratterizzato dallo svolgimento dell’attività lavorativa in maniera saltuaria e dalla semplificazione del pagamento e presenta le seguenti caratteristiche:
[1] Legge 17/10/1967 n. 977 (e successive modifiche ed integrazioni)
– I disoccupati da oltre un anno;
– Le casalinghe;
– Gli studenti;
Il permesso di soggiorno può essere rifiutato o revocato qualora lo straniero richiedente sia considerato pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato Italiano o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone[1].
Per quanto riguarda il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno per motivi di famiglia[2] si tiene conto anche di eventuali condanne per i reati previsti dagli articoli 380, commi 1 e 2, e 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui all’articolo 12, commi 1 e 3 del Testo Unico sull’Immigrazione. Lo stesso permesso è inoltre revocato qualora sia accertato che il matrimonio o l’adozione abbiano avuto luogo allo scopo esclusivo di permettere all’interessato di soggiornare nel territorio dello Stato.
In ultimo, il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero abbia interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di soggiorno di durata biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, a meno che l’interruzione sia dipesa da gravi e comprovati motivi.
Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere revocato nel caso in cui:
Sia stato acquisito fraudolentemente: lo straniero richiedente abbia quindi fornito documenti falsi o false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del titolo di soggiorno di lungo periodo non avendone diritto o, ancora, secondo la circolare del Ministero dell’Interno del 27 maggio 2009, qualora il permesso sia stato acquisito mediante la celebrazione di un matrimonio di comodo;
In caso di espulsione: come disciplinato dall’art. 9 comma 9 del Testo Unico sull’Immigrazione;
Manchino o vengano a mancare le condizioni per il rilascio;
Lo straniero manchi dal territorio dello Stato per un periodo superiore a 6 anni.
In caso di assenza dal territorio italiano per un periodo di almeno dodici mesi consecutivi;
Venga conferito un permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di altro Stato membro dell’Unione europea, previa comunicazione da parte di quest’ultimo[3].
In caso di revoca del permesso UE a causa delle ultime due motivazioni elencate, allo straniero viene data la possibilità di riacquisirlo, sempre previa verifica dei requisiti richiesti per il rilascio. Negli altri casi, fatta eccezione per l’espulsione, in seguito alla revoca allo straniero viene rilasciato un permesso di soggiorno non UE.
[1] Art. 5, comma 5 del Testo Unico sull’Immigrazione.
[2] Art 5 comma 5 bis del Testo Unico sull’Immigrazione
[3] Art. 9 comma 7 del Testo Unico sull’Immigrazione
Sei in Italia e hai un permesso di soggiorno valido, ma la tipologia non risponde più alle tue esigenze?
Puoi convertirlo! Scopri come fare, ma RICORDA: puoi convertire il tuo permesso di soggiorno solo in caso ci siano le quote di ingresso previste dal Decreto Flussi.
Presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per la verifica della disponibilità di quote di ingresso.
ALCUNI CASI NEL DETTAGLIO:
Conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio a:
Lavoro autonomo: inoltra allo Sportello Unico per L’immigrazione della tua provincia di residenza il Modello Z adeguatamente compilato e, successivamente, presenta la richiesta di certificazione attestante il possesso dei requisiti per lavoro autonomo[1].
RICORDA! La domanda dovrà essere corredata della documentazione indicata nella stessa modulistica e variabile in base alla tipologia di lavoro autonomo per la quale si richiede la certificazione.
Se hai completato uno dei seguenti corsi di studi in Italia:
Attestato o diploma di perfezionamento, post laurea specialistica o magistrale (durata 1 anno),
potrai ottenere la conversione del tuo permesso per studio in un permesso per lavoro autonomo al di fuori delle quote flussi presentando, oltre alla documentazione sopraindicata, una copia del diploma o attestato che certifichi il conseguimento del titolo di studio o il completamento del tirocinio.
Lavoro subordinato: se lavori per una quantità di ore superiori a quelle consentite dal tuo permesso di soggiorno puoi richiederne la conversione in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, compilando il modello V2 per la domanda di verifica della sussistenza di quote per lavoro subordinato, sul sito dedicato del Ministero dell’Interno (https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp) e presentando la seguente documentazione:
Copia del permesso di soggiorno del quale si richiede la conversione;
[1]Art. 6, comma 1 del Testo Unico Immigrazione.
Copia del documento di identità del datore di lavoro;
Copia del contratto di assunzione, firmato dal solo datore di lavoro e la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato (tipologia di contratto, orario di lavoro, località di impiego, ecc.);
Certificato di idoneità alloggiativa e copia del contratto d’affitto;
Copia della dichiarazione del reddito dell’azienda.
In entrambi i casi, lo Sportello Unico per l’Immigrazione verifica la sussistenza dei requisiti e in caso di esito positivo consegna, sia al datore di lavoro che all’interessato, una copia del contratto di soggiorno firmato da entrambi le parti e timbrato dall’autorità e il modulo già compilato per la richiesta del permesso di soggiorno da inviare alla Questura tramite il kit delle poste. La Questura, infine, dopo tutti gli accertamenti necessari, rilascia il permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo a seconda del caso.
Conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale a lavoro subordinato:
Presenta la tua domanda di conversione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione compilando il modello VB sul sito dedicato del Ministero dell’Interno, allegando la seguente documentazione:
Due marche da bollo del valore di 16,00 euro cadauna (da apporre sulla domanda e sul nulla osta);
Copia del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in corso di validità;
Copia del contratto di lavoro subordinato non stagionale;
Copia del passaporto del richiedente in corso di validità;
Comunicazione obbligatoria di assunzione relativa al primo ingresso (modello Unilav di assunzione).
Successivamente, lo Sportello Unico per l’Immigrazione fisserà un appuntamento per la firma del contratto di soggiorno e rilascerà il modulo per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato da inviare alla Questura tramite il kit delle poste.
La Questura poi rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro subordinato dopo aver completato la procedura necessaria per il rilascio.
Tutta la procedura viene completata direttamente in Italia, senza il bisogno che tu rientri in Patria per fare il visto per motivi di lavoro subordinato.[1] http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Documents/conversione%20del%20permesso%20di%20soggiorno%20stagionale%20per%20lavoro%20subordinato.pdf).
Conversione del permesso di soggiorno di altro tipo in permesso di soggiorno per motivi familiari:
[1] Circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 35 del 5 novembre 2013. Per vederla clicca qui.
Lo straniero, regolarmente soggiornante in Italia da almeno un anno, che abbia contratto matrimonio in Italia con cittadino italiano o con cittadino di un altro Stato membro dell’Unione Europea o con cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia;
Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare con straniero regolarmente soggiornante in Italia;
Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione Europea residente in Italia o con straniero regolarmente soggiornante.
Istanza compilata e firmata dall’interessato (Modulo 1 del kit delle poste);
Fotocopia di tutto il passaporto o di un documento equipollente;
Documentazione anagrafica comprovante il legame familiare;
Fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si chiede la coesione;
Certificato di idoneità alloggiativa ai sensi dell’art. 29, comma 3, lett. a), Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. rapportato alla composizione del nucleo familiare.
Quali sono i parametri di reddito da dimostrare[1]?
per 1 familiare: l’importo annuo dell’assegno sociale;
per 2 o 3 familiari: il doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;
4 o più: il triplo dell’importo annuo dell’assegno sociale.
Il reddito può essere provato con la copia della dichiarazione dei redditi, oppure nei casi in cui l’ordinamento non disponga l’obbligo della dichiarazione dei redditi, con altra documentazione. Per la determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente.
Si può richiedere la conversione entro un anno dalla data di scadenza del permesso di soggiorno originariamente posseduto dal familiare, cioè entro un anno di validità del permesso di soggiorno[2];
Se la documentazione anagrafica è registrata nei registri di stato civile italiani la compilazione del Modulo 1 equivale ad autocertificazione;
Se sei in possesso di permesso di soggiorno per cure mediche e vuoi convertirlo in un permesso di soggiorno per motivi di famiglia dovrai presentare domanda presso la Questura;
Se presenti domanda per la conversione del permesso di soggiorno (qualunque sia la tipologia) NON devi pagare il contributo previsto per il rilascio.
Conversione tacita:
Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, di lavoro autonomo e per motivi di famiglia può essere utilizzato per le altre attività consentite anche senza una formale conversione[3].
[1] Art. 29, comma 3, lett. b), del decreto legislativo n. 286/98 e succ. mod.
[2] Art. 30 del Testo Unico sull’Immigrazione
[3] Art. 6 del Testo Unico sull’Immigrazione
Partendo da ciò, l’art. 14, comma 1 del Regolamento Attuativo (Dpr 394/1999) del Testo Unico sull’Immigrazione, disciplina alcuni casi particolari in cui si può parlare di “conversione tacita”.
In questi casi la conversione avviene al momento del rinnovo del permesso di soggiorno attraverso la modifica della motivazione per il quale quest’ultimo viene richiesto e, dunque, non c’è bisogno di recarsi in Questura per effettuare la specifica richiesta.
Quali sono le ipotesi previste dall’art. 14?
a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l’esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività lavorativa in forma autonoma, nonché l’esercizio di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative;
b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l’esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validità dello stesso, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro è in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro;
c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore, consente l’esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b);
d) il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia può essere convertito in permesso di soggiorno per residenza elettiva.