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Timestamp: 2018-03-22 13:48:21+00:00
Document Index: 109739413

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 13 aprile 2011: tracciabilità dei flussi finanziari sui contratti pubblici di lavoro: periodo transitorio al termine; deduzione TFM senza più data certa: l’AIDC con la norma di comportamento n. 180/2011 supera la precedente; nuove modalità di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria; redditometro: rilevano le scelte di vita del contribuente; CNDCEC: requisiti per l’iscrizione nella sezione tirocinanti Commercialisti alla luce del neo Decreto
1) Deduzione TFM senza più data certa: l’AIDC con la norma di comportamento n. 180/2011 supera la precedente
2) Tracciabilità dei flussi finanziari sui contratti pubblici di lavoro: periodo transitorio al termine
3) Nuove modalità di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria
4) Obbligo di notifica preventiva all’esportazione precursori di droghe: modificato l’allegato del Regolamento (CE)
5) Redditometro: rilevano le scelte di vita del contribuente
6) Pratiche commerciali scorrette: documento Assonime alla Commissione europea
7) CNDCEC: requisiti per l’iscrizione nella sezione tirocinanti Commercialisti alla luce del neo Decreto
Indennità fine rapporto sempre deducibile per competenza. Non occorre più la data certa. Superata la precedente norma di comportamento n. 125 dell’ADC di Milano.
“E’ deducibile per competenza l’indennità di fine rapporto che le società di capitali, con apposita deliberazione dell’organo competente, sono tenute a corrispondere agli amministratori.
In particolare, la deducibilità riguarda l’accantonamento in bilancio che viene fatto a tale titolo.
E’ questa la massima che si trae dalla norma di comportamento n. 180 dell’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili.
La norma di riferimento è l’art. 105 del D.P.R. 917/1986 che afferma (comma 1) che “gli accantonamenti ai fondi per le indennità di fine rapporto […] del personale dipendente […], sono deducibili nei limiti delle quote maturate nell’esercizio […]”.
Ai sensi del successivo comma 4, “le disposizioni dei commi 1 […] valgono anche per gli accantonamenti relativi alle indennità di fine rapporto di cui all’art. 17 comma 1, lettere c), d), e f)”.
Secondo l’Associazione, dal dettato letterale della norma si evince che il rimando di genere della norma prevede semplicemente che le disposizioni dettate nei primi due commi dell’articolo 105, e relative agli accantonamenti per le indennità di fine rapporto dei lavoratori dipendenti, si rendono applicabili anche alle indennità di fine rapporto previste in presenza di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e delle altre fattispecie ivi citate.
Inoltre, la società erogante per dedurre l’accantonamento dell’indennità di fine rapporto spettante agli amministratori non deve sottostare ai limiti e alle condizioni di cui all’art. 17, comma 1, lettera c), TUIR: tale indennità potrà quindi essere liberamente deliberata anteriormente all’inizio del rapporto, in costanza di rapporto o in sede di rinnovo della carica, senza che si determinino differenze nel trattamento fiscale degli accantonamenti in capo alla società.
Tuttavia, qualora l’indennità in parola fosse attribuita in costanza di rapporto, non potendo mai essere verificati i presupposti richiesti dall’art. 17, comma 1, lettera c), TUIR, l’amministratore non potrà optare per la tassazione separata in luogo di quella ordinaria, dovendo obbligatoriamente sottostare a quest’ultima.
In definitiva, il regime di deducibilità per competenza dell’indennità di fine rapporto si rende applicabile a prescindere dal fatto che il diritto all’indennità venga stabilito anteriormente all’inizio del rapporto, in sede di nuova nomina di amministratori il cui mandato è venuto a scadenza o in costanza di rapporto”.
(Ipsoa, nota del 11.04.2011)
Entro il 17.06.2011 (a conclusione del periodo transitorio) i contratti (e i subcontratti da essi derivanti) stipulati prima del 07.09.2010 dovranno essere adeguati alle nuove disposizioni.
Come è noto con l’entrata in vigore della Legge n. 217/2010 di conversione del “Decreto Sicurezza” sono state inserite alcune modifiche riguardanti la disciplina della tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici.
In tale contesto, l’Autorità per <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture ha emanato le ulteriori indicazioni operative con la Determinazione n. 10 del 2010 recante le “Ulteriori indicazioni sulla tracci abilità dei flussi finanziari”.
Se alla scadenza del periodo transitorio le parti non avranno provveduto, i contratti - subcontratti da essi derivanti – saranno integrati automaticamente senza necessità di sottoscrizione di atti negoziali supplementari.
Questo al fine di evitare la nullità assoluta dei contratti privi delle clausole al termine del periodo transitorio, abbattere i costi connessi, semplificare l’attività di controllo della stazione appaltante.
Sono interessati tutti gli operatori economici che partecipano, a qualsiasi titolo, ai lavori, ai servizi ed alle forniture pubbliche in qualità di:
- Stazioni appaltanti ovvero le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri soggetti quali amministrazioni dello Stato, enti pubblici territoriali, altri enti pubblici non economici, organismi di diritto pubblico, le associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti, imprese pubbliche;
- appaltatori;
- subappaltatori;
- subcontraenti (fornitori) della filiera delle imprese;
- coloro che abbiano ottenuto finanziamenti pubblici (anche europei), nell’ambito delle opere o servizi o forniture pubbliche.
Infatti, la norma sulla tracciabilità dei flussi si applica in tutti i casi in cui sia stipulato un contratto d’appalto pubblico tra operatore economico e committente pubblico, in presenza o meno di una gara per l’affidamento dell’opera o den servizio.
I soggetti che stipulano più contratti con la stazione appaltante possono comunicare una sola volta gli estremi del o dei c/c dedicati.
Qualora siano usati sistemi di tesoreria accentrata (cash pooling), l’obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari nei confronti dei soggetti esterni al gruppo è assolto con le registrazioni dei pagamenti effettuati sui conti delle singole società.
Nel caso di rapporti infragruppo, qualora il cash pooling sia una mera facilitazione contabile, senza fuoriuscita di fondi, tale strumento non contrasta con la normativa della tracciabilità. Altrimenti vi é l’obbligo della tracciabilità.
Infine, si ricorda che è stato aumentato l’importo di spese giornaliere relative ai lavori, servizi e forniture pubbliche che possono essere sostenute con mezzi diversi dai bonifici bancari/postali, infatti è passato da € 500,00 a € 1.500.
Ovviamente, per dette spese resta sempre vietato l’uso del contante dovendo essere sempre necessaria la tracciabilità dei pagamenti.
Nuove modalità di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria non agricola e di mobilità ordinaria: Implementazione del canale telematico con la funzione di richiesta dell’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF).
L’Inps, con la circolare n. 66 del 12 aprile 2011, ha fornito istruzioni in merito alla richiesta di Assegno Nucleo Familiare unitamente alla presentazione delle domande di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali o di mobilità ordinaria da cittadino tramite web e tramite Patronato.
In precedenza, lo stesso Istituto previdenziale, con le precedenti circolari del 2010, aveva fornito istruzioni sui servizi telematizzati al cittadino in materia di disoccupazione ordinaria non agricola e di mobilità ordinaria.
Domanda di disoccupazione ordinaria non agricola o di mobilità ordinaria direttamente da cittadino tramite WEB: implementazione con richiesta ANF.
Nell’ambito del servizio di presentazione delle domande di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali e di mobilità ordinaria da cittadino tramite web, è stata realizzata la funzione relativa alla richiesta dell’Assegno Nucleo Familiare, per consentire la liquidazione di detta prestazione accessoria unitamente alle indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali e di mobilità ordinaria.
Una volta compilati i dati della domanda di disoccupazione ordinaria o di mobilità ordinaria se è stato richiesto l’assegno per il nucleo familiare, il lavoratore potrà selezionare il “bottone” per specificare i dati di questa richiesta.
Il servizio prevede il prelievo automatico delle informazioni necessarie alla compilazione della richiesta di ANF utilizzando i dati già in possesso dell’Istituto.
- Redditi conseguiti dal lavoratore e dai componenti il nucleo familiare
- Dati relativi ai componenti il nucleo familiare
Una volta inviata la domanda il richiedente potrà stampare:
- la ricevuta di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria o di mobilità ordinaria;
- il modello DS21 Telematico;
- il modello ANF-PREST telematico.
Le domande di disoccupazione ordinaria o di mobilità ordinaria, complete di richiesta ANF, inviate telematicamente dal cittadino, sono acquisite dall’utente di sede mediante la procedura DSWEB (presente in Intranet – Processi – Prestazioni a sostegno del reddito – Disoccupazione non agricola) attivando il link “Domande via Internet” posto sulla barra delle applicazioni e successivamente Domande da sportello virtuale del cittadino.
Eventuali avvisi all’utente di sede relativi alle richieste di ANF verranno evidenziate nella sezione di dettaglio delle domande inviate telematicamente.
Domanda di disoccupazione ordinaria non agricola o di mobilità ordinaria tramite Patronato completa di richiesta ANF
La circolare, conclude, affermando che il servizio per i Patronati è disponibile da tempo ed è in costante evoluzione funzionale secondo quanto contenuto nei Protocolli di intesa che annualmente vengono concordati e sottoscritti dall’Istituto e dai Patronati medesimi.
(Inps, circolare n. 66 del 12.04.2011)
In tema di precursori di droghe, il Regolamento (UE) n. 225/2011 della Commissione del 7 marzo 2011 ha modificato l’Allegato IV del Regolamento (CE) n. 1277/2005.
Ai fini della corretta applicazione della complessiva disciplina del commercio e movimentazione dei precursori di droghe e dei prodotti chimici di base e ad integrazione di quanto reso noto in precedenza, l’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 13/D del 11 aprile 2011 ha comunicato che sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dell’8 marzo 2011, serie L 61, pagine 2, 3 e 4, è stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 225/2011 della Commissione del 7 marzo 2011 che modifica il Regolamento (CE) n. 1277/2005.
La modifica introdotta è costituita dalla sostituzione dell’Allegato IV del Regolamento (CE) n. 1277/2005, il quale elenca per ciascuna delle sostanze classificate nelle categorie 2 e 3 indicate nell’allegato del Regolamento (CE) n.111/2005, i paesi in relazione ai quali è necessaria una notifica preventiva all’esportazione. Ne consegue che gli elenchi di cui all’Allegato IV includono paesi terzi che hanno chiesto di ricevere notifiche preventive alle esportazioni a norma dell’articolo 12, paragrafo 10, della Convenzione delle Nazioni Unite del 1988 contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope.
In pratica, nei nuovi elenchi (Allegato IV) riportati nel Regolamento (CE) n. 225/2011 sono stati aggiunti l’Afghanistan, l’Australia e il Ghana ed è stato contemplato l’invio della notifica di pre-esportazione a qualsiasi paese terzo destinatario di spedizioni di acido fenilacetico, precursore di categoria 2.
In sostanza, il nuovo regolamento ha esteso l’obbligo di autorizzazione singola per l’esportazione di Metiletilchetone, Toluene, Acetone ed Etere etilico, inclusi nella categoria 3, per i seguenti paesi: Afghanistan, Australia e Ghana.
Nulla è cambiato, invece, per quanto attiene ai rimanenti precursori di categoria 3 costituiti dall’acido cloridrico e dall’acido solforico, per i quali permane l’obbligo di autorizzazione singola per l’esportazione verso i paesi precedentemente individuati (Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Perù Turchia e Venezuela).
Peraltro, nel nostro Paese, gli adempimenti connessi alle notifiche di pre-esportazione ed al rilascio delle autorizzazioni di esportazione, rientrano nella sfera di competenza dell’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute.
Pertanto, in ottemperanza a quanto disposto dal nuovo Regolamento (CE) n. 225/2011, entrato in vigore il 28 marzo 2011, l’Agenzia delle Dogane ha precisato che l’Allegato 5 della citata circolare n. 32/D, prot. n.8313 del 3 agosto 2005, va considerato sostituito con il nuovo elenco riportato nell’ “Allegato 5”.
Non si applica l’accertamento induttivo (redditometro) se i figli adulti vivono ancora in famiglia con i genitori, non risparmiando e spendendo gran parte del reddito per l'auto sportiva (in particolare, il figlio aveva acquistato una Mercedes il cui finanziamento era stato posto a carico del padre).
La Commissione Tributaria Provinciale di Benevento, con la sentenza n. 97/2/11 del 12 marzo 2011, ha, infatti, stabilito che vivere con i genitori, spendendo larga parte del reddito per la propria auto non può comportare l’accertamento sintetico.
Il caso oggetto della sentenza ha riguardato un “single”, residente in locali di proprietà dei propri genitori.
Ebbene tale figlio è stato accertato dal fisco per il possesso dell’auto e di alcuni immobili.
Poiché è emerso che gli immobili erano stati ricevuti in comodato gratuito dai familiari che ne pagavano le spese, l’Amministrazione finanziaria si è limitata a contestare il possesso dell’automobile che avrebbe comportato un reddito non in linea con quello dichiarato.
Tuttavia, il contribuente si è difeso dimostrando che il reddito era sufficiente al mantenimento dell’autovettura.
La C.T.P. ha, così, accolto il ricorso del contribuente, confermando la tesi che il redditometro in taluni casi non é attendibile.
(Commissione Tributaria Provinciale di Benevento, sentenza n. 97/2/11 del 12.03.2011)
“Assonime ha inviato alla Commissione europea un documento sullo stato di applicazione della direttiva 2005/29/EC sulle pratiche commerciali scorrette, in vista del primo bilancio sull’attuazione della direttiva che la Commissione dovrà inviare al Parlamento europeo entro giugno 2011.
La direttiva del 2005 ha l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli al mercato interno derivanti da differenti discipline nazionali sulle pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra imprese e consumatori e prevede un’armonizzazione totale delle regole. Le modalità di attuazione negli Stati membri però sono state molto diverse tra loro.
Il documento che Assonime ha inviato alla Commissione è basato sull’esperienza di un gruppo di lavoro composto da società appartenenti a diversi settori (telecomunicazioni, energia, banche, assicurazioni, editoria, beni di consumo) operanti in diversi Stati membri. Assonime fornisce alcuni suggerimenti su come promuovere un’applicazione più uniforme della direttiva sulle pratiche commerciali scorrette a livello europeo.
Il documento sottolinea l’importanza di un ruolo attivo della Commissione europea nel promuovere un’applicazione della direttiva che tenga conto, oltre che dell’esigenza di tutelare i consumatori, anche dell’obiettivo di facilitare il commercio transfrontaliero e l’integrazione del mercati. Tra i temi trattati vi è quello della sovrapposizione delle competenze tra le autorità di vigilanza settoriale e le autorità tenute ad applicare la normativa generale sulle pratiche commerciali scorrette, percepito in alcuni Stati membri come un problema significativo. Il documento Assonime auspica che la normativa sulle pratiche commerciali scorrette non comporti duplicazioni di interventi, con un diverso standard applicativo, su pratiche già disciplinate in dettaglio dalla normativa settoriale ma venga utilizzata solo per colmare eventuali lacune nelle regole di settore”.
(Assonime, nota del 12.04.2011)
Per dissipare i dubbi sollevati da alcuni Ordini in merito alla corretta interpretazione del Decreto del 5 novembre 2010, in tema di tirocinio, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti nella seduta del 6 aprile scorso ha deliberato di consentire fino all’anno accademico 2011/2012 l’iscrizione nella sezione “Tirocinanti commercialisti” del registro del tirocinio a coloro che presentano domanda di iscrizione e risultano contestualmente iscritti ad un corso di laurea magistrale nelle classi LM 56 ed LM 77 o specialistica nelle classi 64/S e 84/S, purché possesso di laurea triennale appartenente alla classe 17 o 28 (ovvero alla classe 18 o 33 ex DM 22.10.2004 n. 270).
Tale interpretazione viene ritenuta l’unica conforme alle disposizioni e a quelle del regolamento sul tirocinio, poiché coloro che non sono in possesso dei predetti titoli di studio triennali non hanno attualmente titolo alcuno per presentare la domanda di iscrizione nel registro.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota informativa n. 26 del 12.04.2011)