Source: https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12300-credito-d-imposta-2015-per-chi-investe-in-ricerca-e-sviluppo.html
Timestamp: 2020-06-02 12:35:35+00:00
Document Index: 178606160

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 24']

Credito d'imposta 2015 per chi investe in ricerca e sviluppo - FISCOeTASSE.com
Speciale Pubblicato il 03/09/2015
Credito d'imposta 2015 per chi investe in ricerca e sviluppo
Chi investe in ricerca e sviluppo nel triennio 2015-2019 ha diritto ad un credito d'imposta da usare in compensazione. Ecco le regole dell'agevolazione
Incentivare le imprese che investono in ricerca e sviluppo, e fornire allo stesso tempo un'opportunità ai ricercatori. Sono questi gli obiettivi principali del credito d'imposta in ricerca e sviluppo, introdotto ancora con il decreto Destinazione Italia (art. 3 D.l. 145/2013) ma mai attuato. Il provvedimento è stato modificato con la Legge di Stabilità 2015, e recentemente attuato con un decreto ministeriale. Le novità più importanti introdotte con la Legge di stabilità 2015 sono: estensione del credito a tutte le aziende, non più solo PMI; innalzamento del tetto massimo agevolabile (5 milioni anziché 2,5 milioni) e abbattimento della spesa minima per gli investimenti (30.000 Euro anziché 50.000 Euro); prolungamento dell'agevolazione fino al 2019 (anziché fino al 2016).
1) Credito d'imposta ricerca e sviluppo: i beneficiari
2) Credito d'imposta ricerca e sviluppo: le condizioni
3) Credito d'imposta ricerca e sviluppo: la misura del credito
4) Credito d'imposta ricerca e sviluppo: controlli
Per maggiori informazioni sul credito d'imposta ricerca e sviluppo 2015-2019 consulta la nostra CdG "Credito d'imposta ricerca e sviluppo"
Ti potrebbe interessare anche La certificazione del bilancio nelle PMI innovative: condizioni, termini e modalità
Credito d'imposta ricerca e sviluppo: i beneficiari
Il credito è riconosciuto a tutte le imprese:
che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo (R&S) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014, e fino a quello in corso al 31.12.2019. Per i soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare il credito d'imposta riguarda gli investimenti effettuati nel quinquennio 2015-2019.
Credito d'imposta ricerca e sviluppo: le condizioni
Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo d'imposta:
ammonti ad Euro 30.000;
ecceda la media degli investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015. Se l'attività è iniziata da meno di tre anni, ai fini del calcolo della media si considerano i periodo d'imposta precedenti esistenti alla data della costituzione.
costi relativi al personale altamente qualificato (lett. a comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015),
quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell'imposta sul valore aggiunto (lett. b comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015),
spese relative alla ricerca extra muros (lett.c comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015) ossia contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative (di cui all'art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179),
competenze tecniche e privative industriali (lett. d comma 1 art. 4 del decreto 27.05.2015)) relative a un'invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne
Credito d'imposta ricerca e sviluppo: la misura del credito
Il credito viene concesso fino all’importo massimo annuo di 5 milioni di Euro per ciascun beneficiario, nelle seguenti misure:
50% della spesa incrementale (ossia la spesa eccedente la media annuale dei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015), per i costi di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell'art. 4 del decreto (costi relativi al personale altamente qualificato, spese relative alla ricerca extra muros);
25% della spesa incrementale, per i costi di cui alle lettere b) e d) del comma 1 dell'art. 4 del decreto (quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali).
Ai fini del calcolo del credito spettante occorre determinare la spesa incrementale agevolabile, separatamente per ciascuna tipologia di spesa. Nel caso in cui:
entrambe le tipologie di spesa dovessero registrare un incremento, il credito sarà calcolato applicando a ciascun incremento l'aliquota prevista per il relativo gruppo di spese (o 5o o 25%);
l'incremento dovesse riguardare solamente una tipologia di spesa, il credito sarà calcolato applicando l'aliquota prevista per quel gruppo di spesa all'ammontare della spesa incrementale complessiva.
va indicato nel mod. UNICO relativo al periodo d’imposta nel corso del quale lo stesso è maturato;
non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex artt. 61 e 109, TUIR;
è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui i costi ammissibili sono stati sostenuti (quindi dal 2016);
è cumulabile con il credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato, previsto dall'art. 24 D.l. 83/2012.
Credito d'imposta ricerca e sviluppo: controlli
Le imprese che beneficiano di questa agevolazione devono conservare tutta la documentazione utile a dimostrare la loro ammissibilità.
L'Agenzia delle Entrate effettuerà i controlli sulla base della documentazione contabile, che dovrà essere certificata dal soggetto incaricato alla revisione contabile o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori. Tale certificazione dovrà essere allegata al bilancio. Anche le imprese non soggette a revisione legale dei conti, e prive di collegio sindacale, devono avvalersi della certificazione di un revisore o di una società di revisione. Sono escluse da questo obbligo le imprese con bilancio certificato.
Nel caso in cui, a seguito dei controlli, si accerti l'indebita fruizione del credito (anche parziale), l'Agenzia delle Entrate provvederà al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.
Tag: Emergenza Coronavirus , Legge di bilancio 2020