Source: https://legaciclismoprof.org/2020/03/30/il-ciclismo-e-i-provvedimenti-di-sostegno-alle-imprese/
Timestamp: 2020-05-27 03:30:07+00:00
Document Index: 126203740

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 96', 'art.1256', 'art. 83', 'art. 66', 'art. 83']

Il ciclismo e i provvedimenti di sostegno alle imprese – Lega del Ciclismo Professionistico
Le domande che in questa settimana vengono poste all’interno del mondo dello sport dilettantistico sono comuni a migliaia di realtà e, se pur qualche sfumatura, girano intorno a dubbi che tendono a riproporsi tutti molto simili tra loro. FiscoSport ha pertanto deciso di uscire con un’edizione particolare della sua newsletter, riportando sotto forma di domanda/risposta i vari quesiti arrivati sia in Redazione sia ai singoli Consulenti Fiscosport. Ecco i contenuti:
Sul bonus dei 600 euro per i collaboratori sportivi. A chi deve essere presentata la domanda?
Spetta ai titolari di rapporti inquadrati nell’art. 67, lettera “m” del T.U.I.R., sia “sportivi puri” che “di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale”, già in essere al 23 febbraio 2020 e che non percepiscano altri redditi da lavoro.
Secondo le modalità che saranno stabilite da un “decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Autorità delegata in materia di sport” che dovrà essere emanato entro il 1 aprile; si tratta però come sempre di un termine ordinatorio, ovvero che potrebbe non essere rispettato senza conseguenza sulla sua validità. Al momento è stata attivata una mail dedicata: curaitalia@sportesalute.eu.
Cosa si intende per “mancata percezione di altro reddito da lavoro”, condizione indispensabile per aver diritto al bonus?
Certamente l’insussistenza di un rapporto di lavoro dipendente o autonomo; non è chiara la rilevanza per altri redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente; ulteriori chiarimenti ci auguriamo vengano dall’emanando decreto M.E.F. anche in relazione al periodo di riferimento della “percezione” di altro reddito da lavoro, non risultando chiaro al momento se si riferisca al mese di febbraio/marzo 2020 o precedente.
Il Decreto Cura Italia stabilisce che Sport e Salute riceve le domande e “le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione”; ciò non significa necessariamente che verranno soddisfatte in tale ordine fino a esaurimento delle risorse, anche perché per l’analogo provvedimento stabilito per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata l’INPS ha già detto che non seguirà tale procedimento (c.d. “click day”).
I collaboratori sportivi incaricati dal CONI per la partecipazione all’attività scolastica possono ricevere il bonus di 600 euro?
L’articolo 31 decreto stabilisce che le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza. Considerando che l’art. 96 che disciplina il bonus per i collaboratori sportivi fa espresso riferimento alla “indennità di cui all’articolo 27”, si ritiene che il bonus non possa essere richiesto da chi percepisce il reddito di cittadinanza.
Sul bonus per gli istruttori titolari di partita IVA, spetta anche a loro il bonus dei 600 euro?
Si, la procedura è però diversa, dato che non è gestita da Sport e Salute s.p.a. ma dall’INPS, sia nel caso in cui l’istruttore risulti iscritto alla gestione separata dell’INPS, sia che risulti iscritto al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (ex Enpals). In questo secondo caso però l’indennità dei 600 euro spetta solo se il lavoratore abbia versato almeno 30 contributi giornalieri nel 2019 ed abbia un reddito per tale attività non superiore a 50.000 euro.
No, il bonus spetta a tutti i soggetti con partita iva iscritti all’INPS gestione separata e/o al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, ad esempio: atleta non professionista, maestro di sci, personal trainer; mentre il bonus in oggetto non spetta a chi sia titolare di altra posizione previdenziale obbligatoria, quale – ad esempio – il medico sportivo, iscritto all’Enpam.
Le domande secondo quanto dichiarato dal Presidente INPS agli organi di stampa si potranno presentare probabilmente a partire dal 31 marzo, esclusivamente in via telematica. Intanto, con messaggio n. 1381 del 26 marzo 2020, Inps ha dato le prime istruzioni operative per la richiesta del PIN dispositivo con procedura semplificata, utilizzabile soltanto per le domande di prestazioni relative all’emergenza Coronavirus. La prima parte del PIN viene inviata via mail o via sms al richiedente e consente di compilare e inviare la domanda on line. La seconda parte del PIN si potrà ottenere da remoto con procedure ancora in fase di attivazione. Ulteriori istruzioni sul sito http://www.inps.it
Sulla gestione degli affitti e di altri contratti, è previsto un aiuto di Stato?
Per il momento è previsto solo un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione per gli “esercenti attività d’impresa” che utilizzano locali accatastati nella categoria C/1 (“negozi e botteghe”). Quindi nel mondo sportivo potrebbero beneficiarne solo le società (non le associazioni) che utilizzino tale tipologia di locali, ipotesi abbastanza improbabile. Si attendono comunque chiarimenti in proposito, in quanto la misura di sostegno parrebbe riferirsi specificamente ad attività commerciali ed artigianali (“negozi e botteghe”). Fra le possibili modifiche in sede di conversione del decreto Cura Italia alcuni ipotizzano che l’agevolazione possa essere estesa anche ad altri soggetti e/o altre tipologie di immobili.
La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n.13/E del 20 marzo ha istituito il nuovo codice Tributo “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18”.
In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, indicando l’importo nella colonna “importi a credito compensati”.
Nel campo “anno di riferimento” deve essere indicato l’anno per il quale è riconosciuto il credito d’imposta, quindi “2020”.
Il Decreto Cura Italia non prevede misure per le locazioni tra privati, società o persone fisiche. Vanno quindi esaminate con attenzione le clausole contrattuali per verificare se sia possibile che vi siano “appigli” per richiedere al proprietario azzeramenti o riduzioni del canone, ma la strada migliore (anche per evitare i costi di una azione legale) è cercare un accordo con la proprietà; ci risulta che, poiché questa crisi sanitaria si innesta in un mercato, quello delle locazioni di immobili commerciali, non in grandissima salute, nella maggior parte dei casi non sia eccessivamente difficile raggiungere tali accordi.
Come deve essere formalizzato l’eventuale accordo raggiunto?
Per le locazioni da società e in generale imprese, può essere sufficiente uno scambio di corrispondenza con data certa (l’ideale è sempre la PEC); per le locazioni da privati è invece necessario registrare l’accordo, perché in caso contrario il proprietario rimane tenuto a pagare le imposte sul canone contrattualmente previsto, ancorché non riscosso, appunto, a seguito degli accordi.
Anche in questo caso non ci sono misure previste per legge e pertanto è opportuno accordarsi con i fornitori per la dilazione del pagamento e/o per la modifica delle prestazioni e/o per la risoluzione del contratto. Uno strumento utile quando si è già ricevuta la merce e non si è in grado di rispettare la scadenza del pagamento è quello di invocare l’impossibilità temporanea per causa non imputabile al debitore prevista dall’art.1256 c.c.; tuttavia siccome pagare una somma di denaro non sempre è considerata una prestazione oggettivamente impossibile, nonostante la crisi in corso, si consiglia di addivenire ad accordi scritti con i fornitori per lo spostamento dei termini di pagamento.
Sugli ammortizzatori sociali, sono previste misure per le a.s.d con un solo dipendente?
Quale ammortizzatore sociale (CIG o CIGD o fis) può richiedere una soc. sport. dilettantistica con 3 dipendenti assunti inquadrata all’Inps con Codice Statistico Contributivo 11808 (gestione piscine) e CA 0J?
È opportuno che ciascun contratto venga gestito in base alle esigenze dell’a.s.d./s.s.d. e del collaboratore: ad esempio, ci sono situazioni in cui ci si accorda per la sospensione del contratto, oppure altre situazioni in cui viene comunque erogato il compenso o una parte di esso, con l’accordo di recuperare le ore nella stagione sportiva successiva, o quando potrà essere riaperto l’impianto.
È obbligatorio redigere l’accordo per iscritto?
Non è obbligatorio, ma preferibile: sul punto si veda quanto scritto nella Newsletter Speciale Decreto “Cura Italia”da P. Sideri, Sospensione dell’attività: come gestire i contratti di collaborazione sportiva e amministrativo-gestionali in corso, dove viene offerta anche una bozza di accordo integrativo a cura di Donato Foresta.
Sui rimborsi delle quote di partecipazione all’attività:
Si ritiene di sì. La norma si riferisce alle micro, piccole e medie imprese come definite, nei parametri dimensionali, da una Raccomandazione della Commissione Europea (n.2003/361/CE del 6 maggio 2003) secondo cui si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica anche in forma associativa. Specificamente micro impresa è tale l’impresa che occupi meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro, piccola impresa meno di 50 persone e fatturato annuo inferiore a 10 milioni di euro, media impresa meno di 250 persone e fatturato annuo inferiore a 43 milioni di euro. Non risulta al momento preclusivo al sostegno il fatto di non avere finalità di lucro. Ci si auspica un chiarimento in merito all’ammissibilità per le a.s.d. stante la proprietà indivisa tra i soci che rappresenta un ostacolo alle misure di sostegno finanziario da parte del sistema bancario.
È possibile utilizzare le agevolazioni fiscali le erogazioni liberli previste dall’art. 83 del d.lgs. 117/2017 (perché più convenienti) rispetto a quanto indicato nel decreto “Cura Italia”?
Certamente. Nell’art. 66 del d.l. 18/2020 per le persone fisiche (e gli enti non commerciali) si è previsto che le erogazioni liberali siano detraibili in ragione del 30% dell’importo erogato con un massimale (dell’erogazione) di 30.000 euro. Non è prevista l’opzione per la deduzione.
Questo tipo di beneficenza gode di un limite di agevolazione inferiore poiché gli enti destinatari non sono quegli enti che saranno “del terzo settore” secondo la denominazione che ne dà il Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017).
gli enti locali territoriali,
gli enti o le istituzioni pubbliche
le fondazioni e associazioni legalmente riconosciute (cioè con personalità giuridica) senza scopo di lucro,
Ciò non toglie che se il destinatario dell’erogazione liberale è una Onlus o una Odv (che normalmente è anche Onlus) o una Aps (che può essere anche Onlus) si possano invocare le agevolazioni indicate nell’art. 83 del d.lgs. 117/2017 che risultano essere più favorevoli al contribuente.
Come ci deve regolare per quanto riguarda gli obblighi sociali (approvazione bilanci, modifiche statutarie, ecc) vista l’impossibilità di convocare l’assemblea dei soci e/o il consiglio direttivo?
I termini sono stati rinviati: si vedano gli articoli di G. Concari, Bilanci e statuti degli ETS: termini rinviati, e B. Stivanello, Assemblee al tempo del Coronavirus: che fare?, ambedue pubblicati nello Speciale Decreto “Cura Italia” del 19 marzo 2020.
Può un manutentore, finché durano le misure di contenimento, raggiungere l’impianto sportivo (es. piscina) per l’ordinaria manutenzione?
Sulla base della ratio dei provvedimenti finora presi, si ritiene che lo spostamento dall’abitazione al luogo di lavoro (nel caso l’impianto sportivo) sia legittimo solo qualora il mancato intervento comporti danni irreparabili alla struttura; di conseguenza riteniamo che spostamenti finalizzati all’ordinaria manutenzione violino le norme che al momento limitano la circolazione delle persone.
È vero che con l’ultimo decreto sono state inasprite le sanzioni per la violazione delle norme di contenimento?
Che succede se qualche atleta utilizza l’impianto durante il periodo di chiusura obbligatoria?
Si ritiene di sì, in quanto la prestazione istituzionale è sempre tale, ciò che cambia è la modalità dell’offerta che in questo caso non è fisica ma “virtuale”.
Tag: ciclismo, ciclismo professionistico, Coronavirus, Covid-19, Fisco, Lega del Ciclismo Professionistico, Stagione 2020
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