Source: http://e-former.blogspot.it/2013_04_01_archive.html
Timestamp: 2017-03-28 19:38:55+00:00
Document Index: 61581320

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 1', 'art.1']

E-Former: aprile 2013
La Regione Lazio, ha emesso un bando che concede contributi a fondo perduto proprio per le imprese che vogliano usufruire di tirocinanti per sei mesi complessivi.
I benefici per le imprese: avere la possibilità di poter formare del personale da poter inserire nella propria struttura aziendale.
I benefici per il tirocinante: avere la possibilità di acquisire una esperienza pratica nel mondo del lavoro, confrontandosi con le problematiche giornaliere tipiche di un’azienda.
L’Avviso si inserisce nel più ampio quadro delle finalità e degli strumenti di politica attiva definiti nell’ambito del POR Lazio FSE 2007 – 2013, con particolare riferimento all’interno degli obiettivi prioritari definiti all’Asse I Occupabilità (obiettivo specifico e)) e Asse III Inclusione Sociale (obiettivo specifico g)) del Fondo Sociale Europeo. Le azioni previste sono rivolte ai lavoratori inoccupati o disoccupati, espulsi o a rischio di espulsione dal settore produttivo e dal mercato del lavoro e sono indirizzate a obiettivi di tirocini formativi professionalizzanti, come definiti dalla norma vigente, al fine di essere impiegati o re-impiegati nel mercato del lavoro.
Sono destinatari delle azioni previste dall’Avviso i soggetti residenti da almeno 6 mesi nel territorio della Regione Lazio. Il tirocinio formativo professionalizzante dovrà prevedere il coinvolgimento di:
neodiplomati e neo-laureati;
lavoratori “svantaggiati” ai sensi dell’articolo 2 del Reg (CE) 800/2008; in questo Avviso le categorie di svantaggio ammissibili sono:
disoccupato da almeno sei mesi;
disoccupato che non possiede un diploma di scuola media superiore professionale (ISCED 3);
disoccupato che ha superato i 50 anni di età;
disoccupato che vive solo con una o più persone a carico;
disoccupato disabile riconosciuto disabile ai sensi della legge 68/99.
lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, ammessi ai trattamenti di cassa integrazione guadagni (CIG) ai sensi della legislazione ordinaria e straordinaria o lavoratori subordinati a tempo indeterminato iscritti nelle liste di mobilità ai sensi della legge 223/91 e della legge 236/93.
Ai fini del presente Avviso si intende per:
“inoccupati” coloro che, senza aver precedentemente svolto un’attività lavorativa, sono alla ricerca di un’occupazione ed abbiano conseguito lo status di disoccupazione (Rif. D.Lgs. 181/2000, art. 2 e art. 3 e s.m.i.);
“disoccupati” coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un'attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di nuova occupazione ed abbiano conseguito lo status di disoccupazione (Rif. D.Lgs. 181/2000, art. 2 e art. 3 e s.m.i.);
“lavoratori percettori”, lavoratori ammessi ai trattamenti di cassa integrazione guadagni o di mobilità, derivante dalla legislazione ordinaria o in deroga;
“centri per l’impiego” le strutture previste dall’articolo 29 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali in materia di politiche attive per il lavoro).
L'Avviso promuove la seguente attività: tirocini formativi professionalizzanti per un massimo di sei mesi al fine dell’impiego, re-impiego nel mercato del lavoro.
È possibile attivare un solo percorso di tirocinio formativo professionalizzante in favore di ciascun destinatario . Per ciascun percorso di tirocinio attivato devono essere rispettate le seguenti condizioni:
il tirocinio deve essere realizzato in conformità con la normativa nazionale e regionale di riferimento in materia;
le attività di tirocinio non potranno durare più di 6 mesi;
6 mesi per 30 ore settimanali (massimo 36 ore).
Il contributo massimo previsto è pari ad euro 600,00 al mese (euro 300,00 per i percettori di indennità); per il numero dei tirocinanti si applica la normativa vigente.
Imprese che possono stipularlo
I datori di lavoro possono ospitare i tirocinanti in relazione all'attività dell'azienda, sulla base di apposita convenzione con il soggetto promotore e nei limiti sotto indicati:
Fino a 5 dipendenti = 1 tirocinante
Tra 16 e 19 dipendenti = 2 tirocinanti contemporaneamente
Più di 20 dipendenti = fino al 10% del numero complessivo dei dipendenti.
E' obbligatorio per l'azienda:
aprire una posizione INAIL e stipulare una assicurazione RCT (nei casi previsti dalla legge DM142/98 art.3 comma 2).
Favorire l'esperienza dei tirocinanti nell'azienda mediante la conoscenza delle tecnologie, dell'organizzazione, nonché la visualizzazione dei processi lavorativi.
Designare il responsabile aziendale incaricato di seguire il tirocinante.
Il tirocinio può essere interrotto in qualsiasi momento per volontà di ciascuna delle parti.
Alla fine o durante lo svolgimento del tirocinio, il datore può assumere il tirocinante utilizzando tutte le forme esistenti di agevolazioni contrattuali.
FONTE: FORMERSRL
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parlato della recente ricerca condotta dalla ‘School of Management’ del
Politecnico di Milano, da cui è emerso che su un campione di ben 108
direttori risorse umane delle principali aziende italiane a cui è stata
sottoposta l’indagine, il 58% utilizza siti esterni come canale di reclutamento
e pubblicazione annunci. Oltre a ridurre complessivamente i tempi di
contatto e risposta tra domanda e offerta, l’uso dei social network esterni
costituisce un valore aggiunto rilevante, non soltanto dal punto di vista
dell’azienda ma anche per le modalità di presentazione di cui si possono
avvalere i candidati, dando maggiore visibilità al proprio profilo.
Un’indagine americana condotta da Bullhorn
Inc. di Boston ha dimostrato che nel 2011 l’uso dei social networks quale
strumento di recruiting sia diventato sempre più importante. I tre social
analizzati Linkedin, Twitter, Facebook rappresentano la massa d’urto che i
recruiters vanno a scandagliare per reperire i potenziali candidati ma non solo
attraverso l’analisi e studio delle esperienze professionali (LInkedin) ma
anche attraverso lo studio di quanto pubblicato su Facebook o su Twitter ed
utilizzato in ambito di marketing e non solo.
Si può arrivare all’assurdo che un candidato con
tutti i requisiti professionali richiesti da una azienda, ad es.
inglese, possa venire scartato perché ha pubblicato un post su Facebook
dove esprime un giudizio politico poco neutrale.
Gli Head Hunter (cacciatori di teste) e i
Responsabili Risorse Umane nel momento in cui pensano di aver trovato la
persona giusta per le loro esigenze aziendali (o anche preventivamente)
iniziano un’opera in stile KGB: vale a dire spulciano i post pubblicati
dal candidato, guardano le foto e valutano le opinioni politiche, religiose,
eccetera, in modo da farsi un’idea più ampia (che poi il più delle volte è
preconcetta) sul carattere del candidato.
Per questo motivo bastano poche precauzioni per
evitare queste operazioni di “spionaggio” :
1. evitare di cliccare “Mi Piace” sul link
dell’azienda dove si va a fare il colloquio (o dove si verrà assunti);
2. cancellare i post che si possono ritenere lesivi della propria immagine
oppure quelli dove si parla male del precedente datore di lavoro;
3. restringere le maglie della privacy (ad esempio su Facebook) in modo che la
bacheca possa essere consultata solo dai Vostri amici se pensate che vi
siano considerazioni compromettenti per il vostro futuro lavorativo;
4. dare un’unica versione di se stessi se si utilizzano più Social (Facebook,
Twitter, Linkedin, ecc.) in modo da facilitare l’interpretazione del
proprio profilo agli addetti ai lavori, evitando di commentare in
maniera differente lo stesso evento sui diversi Social.
La domanda che in questi
ultimi anni attanaglia i ricercatori, gli studiosi e gli esperti della
formazione è la seguente: ma siamo proprio sicuri che
frequentare un corso di persona e tramite la mediazione di un computer sia lo
stesso? E se non lo è, i vantaggi
superano i fattori negativi?
primo dubbio riguarda la possibilità di evitare che gli studenti, al riparo
dietro ai loro monitor, possano imbrogliare. Un problema di cui molti sono bene al corrente e al quale stanno
tentando di porre immediatemente rimedio. Questo
pone immediatamente un altro problema circa la privaci dello studente: se guardiamo
lo studente; guardiamo i loro monitor, guardiamo i loro computer, guardiamo il
movimento dei loro occhi, viene spontaneo chiedersi se misure tanto invasive
siano rispettose della privacy degli studenti, e che sarà dei loro dati una
volta concluso il corso, o anche solo spento il computer. A parte le questioni tecniche,
entrano in gioco poi fattori prettamente pedagogici. Tra gli scettici, infatti, ci si
chiede che cosa comporti la mancanza di lavori di gruppo, di contatto fisico e
rapporti umani: «Lo
schermo di un computer non sarà mai più che un’ombra di una buona classe
all’università», secondo Carr.
C’è anche chi sottolinea che
l’equiparazione dei MOOCs a corsi veri e propri renderà impossibile per gli
insegnanti imparare dagli studenti: perché l’insegnamento, argomenta, «è
questione di dialogo».
Prima di tutto i corsi a distanza non mirano a sostituire interamente i corsi da
frequentare con la propria presenza fisica, ma a fornirne un complemento.
Poi c’è la questione monetaria: se
è vero, come sostiene Koller, che «i costi crescenti dell’educazione superiore
hanno avuto un impatto devastante sugli studenti», l’e-learning rappresenta una
soluzione potenzialmente efficace, essendo o gratuiti o più economici. I corsi a distanza permettono una fruizione senza costrizioni di
luogo e tempo, e questo sicuramente avvantaggia lo studente che puo’ seguire
quando ne ha voglia, questo permette un’apprendimento volontario e quindi
in generale, è aprendo la riflessione al contesto socio-economico prodotto
anche dal digitale che attenti osservatori della realtà contemporanea individuano
una tendenza favorevole alla sempre maggiore integrazione dei corsi di massa su
Internet nel sistema dell’istruzione avanzata.
Sono aperte le iscrizioni ai corsi di ADDETTO AI SERVIZI DI CONTROLLO DELLE ATTIVITA' DI INTRATTENIMENTO E SPETTACOLO IN LUOGHI APERTI AL PUBBLICO.
I corsi verranno erogati in collaborazione con l’Associazione SAS, ente accreditato dalla Regione Lazio e rilasceranno, a seguito di un esame finale un attestato di qualifica riconosciuto dalla Provincia di Roma.
La legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) autorizza l’impiego di personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, anche a tutela dell’incolumitàdei presenti (art. 3, comma 7). Tale personale deve essere iscritto in un apposito elenco tenuto dal Prefetto competente per territorio.
Nell’ambito dell’esercizio dei compiti di controllo, l’Addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi svolge le seguenti attività:
a. controlli preliminari;
b. controlli all’atto dell’accesso del pubblico;
c. controlli all’interno del locale.
Ai sensi dell’art. 1, comma 4 del decreto Ministero dell’Interno del 6 ottobre 2009 il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
· diploma di scuola media inferiore ovvero assolvimento diritto dovere
all’istruzione e formazione professionale ai sensi della normativa vigente.
Gli stranieri devono dimostrare una buona conoscenza della lingua italiana, parlata e scritta che consenta di partecipare attivamente al percorso formativo. Tale conoscenza deve essere dimostrata attraverso un test d’ingresso da conservare agli atti del soggetto erogatore della formazione.
Fornire una preparazione teorico-pratica adeguata e conforme a quanto prescritto dalle norme vigenti per l’erogazione dei servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi propedeutica all’iscrizione presso gli appositi Elenchi istituiti presso ciascuna Prefettura ai sensi dell’art.1, comma 1, del D.M. 6 ottobre 2009.
Sono ammessi alla prova di verifica finale soltanto coloro che hanno
frequentato almeno il 90% delle ore di lezioni previste dal corso.
La verifica finale è diretta ad accertare l’apprendimento delle
conoscenze e l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali
previste dal corso. Essa deve essere articolata in:
– prova in simulazione, per la verifica dell’apprendimento delle
– test, per la verifica dell’apprendimento delle competenze
Il mancato superamento della prova di verifica finale non consente il
rilascio dell’attestato.
Al candidato che supera la prova finale viene rilasciato un attestato
di frequenza, con verifica degli apprendimenti, che deve contenere i
seguenti elementi minimi:
– titolo del corso
– durata del corso e periodo di svolgimento
– firma del soggetto autorizzato ad erogare il corso
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Per accedere gratuitamente al corso gli allievi dovranno essere in possesso di busta paga e aderire a Fondo Professioni ( si specifica che l'adesione non comporta alcun onere economico e si può sospendere una volta conclusa l'attività didattica).
L’iter didattico sarà articolato in 6 moduli e sarà erogato in modalità E Learning attraverso l'utilizzo di una piattaforma informatica utilizzata ad hoc. Le tematiche riguarderanno le energie rinnovabili. Ogni modulo si svilupperà attraverso video-lezioni, slides, testi di approfondimento, forum.
Ogni discente, attraverso il proprio account, dovrà accedere al portale per almeno 4 ore a settimana per un periodo di due mesi e alla fine di ciascun modulo dovrà compilare test/questionari di verifica dell’apprendimento, messi a disposizione sul portale, e una volta superati potrà accedere ai moduli successivi.
TEMATICHE TRATTATE: L’impianto fotovoltaico
La radiazione solare e la conversione fotovoltaica
Radiazione diretta, riflessa e diffusa
Rendimento di conversione
Installazione meccanica e strutturale
Requisiti progetto meccanico
Attivazione di un impianto fotovoltaico
Connessione alla rete elettrica nazionale
Manutenzione dell’impianto (O&M)
Normativa e regolamentazione di un impianto fotovoltaicoNormativa tecnica di riferimento
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Come si valuta la fattibilità tecnica di un impianto
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