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Timestamp: 2020-08-10 16:37:50+00:00
Document Index: 71212036

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'in fine', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29']

La legge Stanca e i privati: alcuni suggerimenti – Webaccessibile.org
La legge Stanca e i privati: alcuni suggerimenti
Posted on 29 Luglio 2020 | by Roberto Scano
Con il DECRETO-LEGGE 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” il legislatore ha avviato una riforma sostanziale della Legge Stanca (Legge n.4/2004), la normativa nazionale inserendo anche grandi realtà aziendali del settore privato tra i destinatari della normativa, per i quali sono previste sanzioni fino al 5% del fatturato.
Nel sito normattiva.it è disponibile la versione aggiornata della legge Stanca dalla quale si possono constatare in dettaglio le novazioni legislative. Tra le novità, viene esteso l’obbligo di sottoscrivere contratti per lo sviluppo di siti web e applicazioni mobili che contenga una clausola di rispetto delle linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici, pena nullità del contratto stesso.
Alla data di pubblicazione di questo articolo, il decreto-legge sta avviando l’iter di conversione in legge partendo dal Senato. Per tale motivazione, sperando di supportare un miglioramento del testo nell’ottica di una reale applicabilità delle novazioni legislative, come IWA abbiamo predisposto una serie di emendamenti che rendiamo pubblici e liberamente utilizzabili da qualsiasi soggetto desideri presentarli.
Oggetto di modifica
L’oggetto di modifica è l’art. 29 comma 1 di seguito riportato:
Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità
agli strumenti informatici e piattaforma unica nazionale
informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei
titolari di contrassegni
1. Al fine di favorire l’accesso delle persone con disabilità agli
strumenti informatici, alla legge 9 gennaio 2004, n. 4, sono
a) all’articolo 1, comma 2, dopo le parole “della pubblica
amministrazione” sono inserite le seguenti: “, nonché alle strutture
ed ai servizi aperti o forniti al pubblico attraverso i nuovi sistemi
e le tecnologie di informazione e comunicazione in rete”;
b) all’articolo 2, comma 1, lettera a-quinquies, le parole “comma
1″ sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 1-bis”;
c) all’articolo 3, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
“1-bis. La presente legge si applica altresi’ ai soggetti giuridici
diversi da quelli di cui al comma 1, che offrono servizi al pubblico
attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio,
negli ultimi tre anni di attività, superiore a novecento milioni di
euro.”;
d) all’articolo 4:
1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La
previsione di cui al secondo periodo si applica anche
all’acquisizione di beni o alla fornitura di servizi effettuata dai
soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis.”;
2) al comma 2, le parole “comma 1” sono sostituite dalle
seguenti: “commi 1 e 1-bis”;
e) all’articolo 7:
1) al primo comma, le parole “L’Agenzia”, sono sostituite dalle
seguenti: “Nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1,
l’Agenzia”;
f) all’articolo 9:
1) al comma 1, dopo le parole “della presente legge” sono
inserite le seguenti: “da parte dei soggetti di cui all’articolo 3,
comma 1″;
2) dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente: “1-bis.
L’inosservanza delle disposizioni della presente legge da parte dei
soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis, e’ accertata e
sanzionata dall’AgID, fermo restando il diritto del soggetto
discriminato di agire ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67. Si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo
I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Se a seguito
dell’istruttoria l’AgID ravvisa violazioni della presente legge,
fissa il termine per l’eliminazione delle infrazioni stesse da parte
del trasgressore. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al
periodo precedente, l’AgID applica la sanzione amministrativa
pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato.”.
Emendamento #1
All’art. 29, comma 1 lettera c) aggiungere le seguenti parole “nonché a tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet.”.
All’art. 3 comma 1 della legge 9 gennaio 2004, n. 4 rimuovere le parole “nonché a tutti i soggetti che usufruiscono di contributi pubblici o agevolazioni per l’erogazione dei propri servizi tramite sistemi informativi o internet”.
Con la modifica effettuata dall’art. 29 del DECRETO-LEGGE 16 luglio 2020, n. 76, i soggetti destinatari della legge n. 4/2004 vengono estesi a soggetti giuridici con determinate caratteristiche. L’art. 3 comma 1 della legge 4/2004 conteneva anch’essa dei soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione, i quali però non possono avere i medesimi vincoli previsti dalle pubbliche amministrazioni soprattutto nelle modalità di controllo e monitoraggio. Per tale motivo, stante che tali soggetti sono già obbligati a adempiere ai dettami dell’accessibilità ed al fine di poter estendere eventuali provvedimenti sanzionatori anche agli stessi è necessario il trasferimento di tali soggetti dal comma 1 al nuovo comma 1-bis).
Emendamento #2
All’art. 29 comma 1 lettera c) la parola “novecento” è sostituita da “quattrocento”.
Con una scelta legislativa di applicazione degli obblighi di accessibilità basata sul fatturato, è necessario abbassare il tetto di novecento milioni almeno a quattrocento milioni in quanto si creerebbe una discriminazione relativamente alle tipologie di servizi portando alcune realtà private operanti in settori di interesse nazionale come i trasporti o le telecomunicazioni ad essere in alcuni casi incluse ed in altri escluse dall’applicazione della normativa. Va tenuto presente, inoltre, che tale adempimento normativo sarà esteso alla globalità dei soggetti (escluse le micro-imprese) dal 2025 e pertanto tale anticipazione può avere anche un effetto di incentivo ad avviare le attività di adeguamento già da quest’anno anche da parte di soggetti che vedranno l’applicazione tra alcuni anni.
Emendamento #3
All’art. 29 comma 1 lettera c) dopo la parola “altresì”, sono aggiunte le seguenti parole “, dal 31 gennaio 2021,”.
La novazione legislativa ha un impatto sui prodotti e servizi digitali dei nuovi soggetti destinatari e sul loro eventuale adeguamento. In assenza di una data di avvio, l’adempimento e la relativa sanzione per violazione sono già in essere causando possibili contenziosi. Si suggerisce pertanto indicare una data congrua del 31 gennaio 2021 (ovvero circa 6 mesi dall’entrata in vigore del Decreto-Legge), al fine di consentire ai soggetti destinatari quantomeno di avviare delle attività di adeguamento dei propri servizi.
Emendamento #4
All’art. 29 comma 1 lettera f) sostituire il punto 2 con il seguente:
2) dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente: “1-bis. L’inosservanza delle disposizioni della presente legge da parte dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1-bis, a seguito di segnalazione all’AGCOM, e’ accertata e sanzionata dall’AGCOM, anche avvalendosi dell’AgID per il supporto alla verifica dell’accessibilità, fermo restando il diritto del soggetto discriminato di agire ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Se a seguito dell’istruttoria l’AGCOM ravvisa violazioni della presente legge, fissa il termine per l’eliminazione delle infrazioni stesse da parte del trasgressore. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al periodo precedente, l’AGCOM applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato.”.
Con la modifica effettuata dall’art. 29 del DECRETO-LEGGE 16 luglio 2020, n. 76, viene assegnato all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) un ruolo di verifica e sanzionatorio. Tale ruolo non può essere assegnato all’AgID in quanto la stessa è identificata come organismo di monitoraggio all’interno della legge n.4/2004, mentre un ruolo di richiamo delle pubbliche amministrazioni è assegnato al Difensore Civico per il Digitale. In questo caso, trattandosi di soggetti privati, è idoneo assegnare ad una autorità delle comunicazioni con potere sanzionatorio, ovvero all’AGCOM, l’accertamento e l’irrogazione della sanzione la quale può eventualmente avvalersi dell’AgID quale realtà competente nella valutazione tecnica dell’accessibilità.
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