Source: http://www.vincenzotopo.it/codice_civile_e_procedura.html
Timestamp: 2018-09-20 07:29:11+00:00
Document Index: 153584764

Matched Legal Cases: ['art. 1139', 'art. 2942', 'sentenza ', 'art. 1490', 'art. 5', 'art. 2756']

CODICE CIVILE (R.D. 16 marzo 1942, n. 262)
Art. 833 – Atti d'emulazione
Art. 840 – Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo
Art. 841 – Chiusura del fondo
Art. 843 – Accesso al fondo
Art. 844 – Immissioni
Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali (regolamenti edilizi, piani regolatori, programmi di fabbricazione, ecc. n.d.a.) può essere stabilita una distanza maggiore.
Art. 879 – Edifici non soggetti all’obbligo delle distanze o a comunione
Se uno o più di essi sono da una parte, e uno o più dalla parte opposta, il muro è reputato comune : in ogni caso la positura del piovente prevale su tutti gli altri indizi.
885 – Innalzamento del muro comune
) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili;
Art. 893 – Alberi presso strade, canali, e sul confine di boschi
894 – Alberi a distanza non legale
Art. 895 – Divieto di rimpiantare alberi a distanza non legali
900 – Specie di finestre
Art. 901 – Luci
Art. 902 – Apertura priva dei requisiti prescritti per le luci
Art. 903 – Luci nel muro proprio o nel muro comune
Art. 904 – Diritto di chiudere le luci
Art. 905 – Distanza per l'apertura di vedute dirette e balconi
Art. 906 – Distanza per l’apertura di vedute laterali od oblique
Art. 907 – Distanza delle costruzioni dalle vedute
Art. 908 – Scarico delle acque piovane
Art. 936 – Opere fatte da un terzo con materiali propri
Art. 938 – Occupazione di porzione di fondo attiguo
Art. 951 – Azione per apposizione di termini
Art. 1004 – Spese a carico dell’usufruttuario
Art. 1005 – Riparazioni straordinarie
Art. 1006 – Rifiuto del proprietario alle riparazioni
Art. 1051 – Passaggio coattivo
Art. 1052 – Passaggio coattivo a favore di fondo non intercluso
Il passaggio può essere concesso dall'autorità giudiziaria solo quando questa riconosce che la domanda risponde alle esigenze dell'agricoltura o della industria (comma dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il passaggio coattivo di cui al comma 1 possa essere concesso dall'autorità giudiziaria quando questa riconosca che la domanda risponde alle esigenze di accessibilità di cui alla legislazione relativa ai portatori di handicap – degli edifici destinati ad uso abitativo, Corte Cost. sent. n. 167/1999).
Art. 1053 – Indennità
Art. 1054 – Interclusione per effetto di alienazione o di divisione
Art. 1055 – Cessazione dell’interclusione
Se il passaggio cessa di essere necessario, può essere soppresso in qualunque tempo a istanza del proprietario del fondo dominante o del fondo servente. Quest'ultimo deve restituire il compenso ricevuto ; ma l'autorità giudiziaria può disporre una riduzione della somma, avuto riguardo alla durata della servitù e al danno sofferto. Se l'indennità fu convenuta in annualità, la prestazione cessa dall'anno successivo.
Art. 1056 – Passaggio di condutture elettriche
Art. 1058 – Modi di costituzione (delle servitù volontarie)
Art. 1059 – Servitù concessa da uno dei comproprietari
Art. 1060 – Servitù costituite dal nudo proprietario
Art. 1061 – Servitù non apparenti
Non apparenti sono le servit quando non si hanno opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio.
Art. 1062 – Destinazione del padre di famiglia
La destinazione del padre di famiglia ha luogo quando consta, mediante qualunque genere di prova , che due fondi, attualmente divisi, sono stati posseduti dallo stesso proprietario, e che questi ha posto o lasciato le cose nello stato dal quale risulta la servitù.
Art. 1063 – Norme regolatrici (dell’esercizio delle servitù)
Art. 1064 – Estensione del diritto di servitù
Art. 1065 – Esercizio conforme al titolo o al possesso
Art. 1066 – Possesso delle servitù
Art. 1067 – Divieto di aggravare o diminuire l’esercizio della servitù
Art. 1068 – Trasferimento della servitù in luogo diverso
Art. 1069 – Opere sul fondo servente
Art. 1070 – Abbandono del fondo servente
Art. 1071 – Divisione del fondo dominante o del fondo servente
Art. 1072 – Estinzione per confusione
Art. 1073 – Estinzione per prescrizione
Art. 1074 – Impossibilità di uso e mancanza di utilità
Art. 1075 – Esercizio limitato della servitù
Art. 1076 – Esercizio della servitù non conforme al titolo o al possesso
Art. 1079 – Accertamento della servitù e altri provvedimenti di tutela
Nota – Le norme sulla comunione (artt. da 1100 a 1112) quando sono compatibili e non in contrasto con quelle sul condominio, si applicano anche al condominio, per il rinvio contenuto nell’art. 1139 cod. civ. Quando però si tratta di comunione ordinaria, come nel caso di cortili, strade ecc. in comune fra edifici attigui, si applicano le sole norme sulla comunione che sono le seguenti.
Art. dal 1100 al 1139 vedi sezione dedicata
Art. 1144 – Atti di tolleranza (precario)
Nell'usucapione ventennale non hanno luogo, riguardo al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile, né l'impedimento derivante da condizione o da termine , né le cause di sospensione indicate dall'art. 2942.
Art. 1171 – Denunzia di nuova opera
L'autorità giudiziaria, presa sommaria cognizione del fatto, può vietare la continuazione della opera, ovvero permetterla, ordinando le opportune cautele: nel primo caso, per il risarcimento del danno prodotto dalla sospensione dell'opera, qualora le opposizioni al suo proseguimento risultino infondate nella decisione del merito; nel secondo caso, per la demolizione o riduzione dell'opera e per il risarcimento del danno che possa soffrirne il denunziante, se questi ottiene sentenza favorevole, nonostante la permessa continuazione.
Art. 1373 – Recesso unilaterale
Art. 1421 – Legittimazione all’azione di nullità
Nei casi indicati dall'art. 1490 il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo, salvo, che, per determinati vizi, gli usi escludano la risoluzione.
1495 – Termini e condizioni per l’azione
Art. 1655 – Nozione
Art. 1656 – Subappalto
L'appaltatore non può dare in subappalto l'esecuzione dell'opera o del servizio, se non è stato autorizzato dal committente
Art. 1657 – Determinazione del corrispettivo
Art. 1658 – Fornitura della materia
Art. 1659 – Variazioni concordate del progetto
Art. 1660 – Variazioni necessarie del progetto
Se per l'esecuzione dell'opera a regola d'arte è necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano spetta al giudice di determinare le variazioni da introdurre e le correlative variazioni del prezzo.
Art. 1661 – Variazioni ordinate dal committente
Art. 1662 – Verifica nel corso di esecuzione dell’opera
Art. 1663 – Denuncia dei difetti della materia
Art. 1664 – Onerosità o difficoltà dell’esecuzione
Art. 1665 – Verifica e pagamento dell’opera
Art. 1666 – Verifica e pagamento di singole partite
Il committente deve, a pena di decadenza, denunzia re all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati.
Art. 1670 – Responsabilità dei subappaltatori
Art. 1671 – Recesso unilaterale dal contratto
Art. 1672 – Impossibilità di esecuzione dell’opera
Art. 1673 – Perimento o deterioramento della cosa
Art. 1674 – Morte dell’appaltatore
Art. 1675 – Diritti e obblighi degli eredi dell’appaltatore
Art. 1676 – Diritti degli ausiliari dell’appaltatore verso il committente
Art. 1677 – Prestazione continuativa o periodica di servizi
Art. 1713 – Obbligo di rendiconto
Art. 1882 – Nozione (di contratto di assicurazione)
Art. 1888 – Prova del contratto
Art. 1892 – Dichiarazioni inesatte e reticenze con dolo o colpa grave
Art. 1893 – Dichiarazioni inesatte e reticenze senza dolo o colpa grave
Art. 1898 – Aggravamento del rischio
Il contraente ha l'obbligo di dare immediato avviso all'assicuratore dei mutamenti che aggravano il rischio in modo tale che, se il nuovo stato di cose fosse esistito e fosse stato conosciuto dall'assicuratore al momento della conclusione del contratto, l'assicuratore non avrebbe consentito l'assicurazione o l'avrebbe consentita per un premi o più elevato.
Art. 1899 – Durata dell’assicurazione
L'assicurazione ha effetto dalle ore ventiquattro del giorno della conclusione del contratto alle ore ventiquattro dell'ultimo giorno della durata stabilita nel contratto stesso. In caso di durata poliennale, l'assicurato ha facoltà di recedere annualmente dal contratto senza oneri e con preavviso di sessanta giorni (comma modificato dall’art. 5, comma 4, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito in legge 2 aprile 2007, n. 40). (Nota - Tali disposizioni entrano in vigore per i contratti stipulati dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 7/2007. Per i contratti stipulati antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L., la facoltà di cui al primo periodo può essere esercitata a condizione che il contratto di assicurazione sia stato in vita per almeno tre anni).
Art. 1900 – Sinistri cagionati con dolo o con colpa grave dell’assicurato o dei dipendenti
Art. 1901 – Mancato pagamento del premio
Art. 1905 – Limiti del risarcimento
Art. 1906 – Danni cagionati da vizio della cosa
Art. 1907 – Assicurazione parziale
Art. 1908 – Valore della cosa assicurata
Art. 1909 – Assicurazione per somma eccedente il valore delle cose
Art. 1912 – Terremoto, guerra, insurrezione, tumulti popolari
Art. 1913 – Avviso all’assicuratore in caso di sinistro
Art. 1914 – Obbligo di salvataggio
Art. 1915 – Inadempimento dell’obbligo di avviso o di salvataggio
Art. 1916 – Diritto di surrogazione dell’assicuratore
Salvo il caso di dolo, la surrogazione non ha luogo se il danno è causato dai figli, dagli affiliati, dagli ascendenti, da altri parenti o da affini dell'assicurato stabilmente con lui conviventi o da domestici (norma dichiarata incostituzionale nelle parte in cui non annovera tra le persone nei confronti delle quali non è ammessa surrogazione, il coniuge dell’assicurato, Corte Cost. 7 maggio 1975, n. 117, n.d.a.).
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche alle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e contro le disgrazie accidentali (norma dichiarata incostituzionale nella parte in cui consente all’assicuratore di avvalersi, nell’esercizio del diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute dall’assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico, Corte Cost. 18 luglio 1991, n. 356, n.d.a.).
Art. 1917 – Assicurazione della responsabilità civile
L'assicuratore ha facoltà, previa comunicazione all'assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato l' indennità dovuta, ed è obbligato al pagamento diretto se l'assicurato lo richiede.
Art. 1918 – Alienazione delle cose assicurate
Art. 2373 – Conflitto d’interessi
Il diritto di voto non può essere esercitato dal socio nelle deliberazioni in cui egli ha, per conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della società.
In caso d'inosservanza della disposizione del comma precedente, la deliberazione, qualora possa recare danno alla società, è impugnabile a norma dell'articolo 2377 se, senza il voto dei soci che avrebbero dovuto astenersi dalla votazione, non si sarebbe raggiunta la necessaria maggioranza.
Le azioni per le quali, a norma di questo articolo, non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea.
Art. 2761 – Crediti del vettore, del mandatario, del depositario e del sequestratario
applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del terzo comma dell'art. 2756.
CODICE DI PROCEDURA CIVILE (R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)
Art. 7 – Competenza del giudice di pace
4. (Il giudice di pace) È competente, qualunque ne sia il valore:
1) per le cause relative ad apposizione di termini e osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
Art. 9 – Competenza del tribunale
Il tribunale è altresì esclusivamente competente per le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacità delle persone e ai diritti onorifici, per la querela di falso , per l'esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile.
Art. 21 – Foro per le cause relative a diritti reali e ad azioni possessorie
Per le cause relative a diritti reali su beni immobili, per le cause in materia di locazione e comodato di immobili e di affitto di aziende, nonché per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi, è competente il giudice del luogo dove è posto l'immobile o l'azienda . Qualora l'immobile sia compreso in più circoscrizioni giudiziarie, è competente il giudice della circoscrizione nella quale é compresa la parte soggetta a maggior tributo verso lo Stato; quando non è sottoposto a tributo, é competente ogni giudice nella cui circoscrizione si trova una parte dell'immobile.
Art. 700 – Condizioni per la concessione
Di lato una carrellata degli articoli del Codice Civile che in taluni casi trovano applicazione nella vita condominiale