Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12127-del-16-05-2017
Timestamp: 2020-01-27 18:10:37+00:00
Document Index: 175565682

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 380', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12127 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12127 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.16/05/2017), n. 12127
sul ricorso 12531/2016 proposto da:
CONTRACT LINE SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA RIDOLFINO VENUTI, 42, presso
lo studio dell’avvocato ALESSANDRO PORTOGHESE, rappresentata e
difesa dall’avvocato GIANPIERO BALENA;
avverso la sentenza n. 2411/25/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della PUGLIA SEZIONE DISTACCATA di FOGGIA, depositata il
16/11/2015;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della Contract Line s.r.l. dell’avviso di accertamento portante IRES, IVA ed IRAP relative all’anno di imposta 2007, l’Agenzia delle Entrate ricorre, su unico motivo, nei confronti della Società (che resiste con controricorso) avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con cui la C.T.R. della Puglia, rigettandone l’appello, ha confermato la decisione della C.T.P., ribadendo l’illegittimità dell’atto impugnato, perchè emesso in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7.
A seguito di proposta ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituali comunicazioni.
1. L’unico motivo di ricorso è manifestamente fondato alla luce dei principi affermati dalle Sezioni Unite di questa Corte (Sentenza n. 24823/15) le quali hanno ribadito l’orientamento maggioritario già formatosi in materia secondo cui, in tema di tributi non armonizzati, le garanzie fissate nella L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, trovano applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente; ciò, peraltro, indipendentemente dal fatto che l’operazione abbia o non comportato constatazione di violazioni fiscali (Cass. n. 15010/14; 9424/14, 5374/14, 20770/13, 10381/14), rilevando che nel senso indicato militano univocamente il dato testuale della rubrica (“Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali) e, soprattutto, quello della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 1 (coniugato con la circostanza che l’intera disciplina contenuta nella disposizione risulta palesemente calibrata sulle esigenze di tutela del contribuente in relazione alle visite ispettive subite in loco) che, esplicitamente si riferisce agli “accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali”.
2. Sempre le Sezioni Unite, con la stessa pronuncia, hanno poi affermato che “in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purchè il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi armonizzati, mentre, per quelli non armonizzati, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicchè esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito”.
3. Rilevato, inoltre, che la questione di legittimità costituzionale sollevata in controricorso non è palesamente fondata alla luce delle considerazioni già svolte nella richiamata pronuncia delle Sezioni Unite, la sentenza impugnata, che dagli illustrati principi si è discostata, anche con riferimento all’IVA, va cassata con rinvio al Giudice di merito il quale provvederà al riesame ed al regolamento delle spese di questo giudizio.
In accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Puglia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.