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Timestamp: 2018-11-16 14:58:51+00:00
Document Index: 32625317

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 45', 'art. 2']

1 LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 19 maggio 2014, n. 95. Regolamento recante norme di attuazione del sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d identità. IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Visto l articolo 17, comma 3 -bis, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni, recante codice in materia di protezione dei dati personali; Vista la legge 17 agosto 2005, n. 166, e il relativo regolamento di attuazione, adottato con decreto del Ministro dell economia e delle finanze 30 aprile 2007, n. 112; Visto il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario, decreto legislativo n. 385 del 1993, in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi; Visto il decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 64, recante ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, per l istituzione di un sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d identità ed in particolare l articolo 30 -octies, comma 1, che prevede di darvi attuazione con apposito decreto del Ministro dell economia e delle finanze, entro sei mesi dalla sua data di entrata in vigore; Visto il decreto legislativo 19 settembre 2012, n. 169, recante ulteriori modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141; Sentito il Garante per la protezione dei dati personali; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell adunanza del 6 febbraio 2014; Vista la nota del 28 marzo 2014, con la quale, ai sensi dell articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, lo schema di regolamento è stato comunicato al Presidente del Consiglio dei Ministri e il conseguente nulla osta pervenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con nota prot. n del 3 aprile 2014; A DOTTA il seguente regolamento: Art. 1. D e finizioni 1. Ai sensi del presente regolamento si intendono per: a) «aderenti diretti»: i soggetti di cui all articolo 30 - ter, comma 5, lettere a), b), c) e c-bis ) del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141; b) «aderenti indiretti»: i soggetti di cui all articolo 30 -ter, comma 5, lettera d), del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, che partecipano al sistema di prevenzione in base ad apposita convenzione con il Ministero dell economia e delle finanze; c) «decreto legislativo»: il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, e successive modificazioni e integrazioni; d) «documenti di identità»: i documenti di identità e di riconoscimento, comunque denominati o equipollenti, ancorché smarriti o rubati, di cui all articolo 30 -quinquies, comma 1, lettera a), del decreto legislativo; e) «ente gestore»: la Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.a. (Consap); f) «frodi subite»: le operazioni disconosciute dai soggetti di cui sono stati indebitamente utilizzati i dati relativi all identità e al reddito e dagli stessi denunciate all autorità giudiziaria; g) «gruppo di lavoro»: il gruppo di cui all articolo 30 -ter, comma 9, del decreto legislativo; h) «INAIL»: l Istituto nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; i) «INPS»: l Istituto nazionale della previdenza sociale; l) «operazione»: la concessione di una dilazione o un differimento di pagamento, un finanziamento o altra analoga facilitazione finanziaria, un servizio a pagamento differito, una prestazione di carattere assicurativo, anche quando associata ad un rapporto o altra operazione bancaria o finanziaria; m) «titolare dell archivio»: il Ministero dell economia e delle finanze. 2. Al presente regolamento è allegato l elenco di cui al d.p.c.m. 14 novembre 2012, n. 252, che ne forma parte integrante.
2 Art. 2. Oggetto, finalità e ambito di applicazione 1. Il presente regolamento detta la disciplina esecutiva ed attuativa del sistema di prevenzione delle frodi di cui all articolo 30 -ter del decreto legislativo. In particolare sono disciplinate la struttura del sistema di prevenzione, le tipologie di dati trattati, le modalità di collegamento dell archivio informatizzato con le banche dati pubbliche, le fasi che caratterizzano la procedura di riscontro, nonché la misura della contribuzione a carico degli aderenti diretti, i criteri di determinazione e le relative modalità di riscossione della medesima. 2. Il sistema di prevenzione è istituito, nell ambito del Ministero dell economia e delle finanze, al fine di permettere la verifica dell autenticità dei dati contenuti nella documentazione fornita dalle persone fisiche nei casi in cui ricorra una delle fattispecie previste dall articolo 30 - ter, commi 7 e 7 -bis, del decreto legislativo. 3. Il presente regolamento si applica nei confronti degli aderenti diretti e indiretti. Art. 3. Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali 1. Il trattamento dei dati personali, da parte del titolare dell archivio, dell ente gestore e degli aderenti diretti e indiretti è autorizzato esclusivamente per le finalità inerenti alla prevenzione del furto d identità nei settori del credito al consumo, dei pagamenti dilazionati e differiti, dei servizi di comunicazione elettronica e interattivi, nonché nel settore assicurativo. 2. Gli aderenti diretti partecipano al sistema di prevenzione esclusivamente in relazione ai dati personali, pertinenti e non eccedenti, necessari al perseguimento delle specifiche finalità inerenti al settore commerciale di appartenenza. 3. Gli aderenti indiretti partecipano al sistema di prevenzione esclusivamente in relazione ai dati personali, pertinenti e non eccedenti, necessari al perseguimento delle specifiche finalità di cui all articolo 4, comma Il titolare dell archivio, l ente gestore, e gli aderenti diretti e indiretti adottano, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, tutte le misure necessarie ad assicurare un elevato livello di protezione dei dati personali oggetto di trattamento. 5. Il titolare dell archivio sovrintende al rispetto degli obblighi, da parte dell ente gestore e degli aderenti diretti e indiretti, relativi all adozione delle misure di sicurezza di cui al comma 4. Art. 4. Individuazione degli aderenti diretti e degli aderenti indiretti 1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, gli aderenti diretti sono tenuti a trasmettere al Ministero dell economia e delle finanze il formulario di cui all allegato 1, che costituisce parte integrante del presente regolamento. 2. Il titolare dell archivio, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, istituisce, anche sulla base delle indicazioni pervenute tramite i formulari, la lista nominativa degli aderenti diretti. I medesimi aderenti sono tenuti a comunicare con lo stesso mezzo, entro trenta giorni, le successive variazioni. Gli aderenti diretti sono tenuti, altresì, a stipulare una apposita convenzione con l ente gestore, sulla base di uno schema-tipo da adottarsi su parere conforme del Garante per la protezione dei dati personali, nonché a versare un contributo nella misura indicata al successivo articolo 5, comma Gli aderenti indiretti sono individuati tramite apposita convenzione con il Ministero dell economia e delle finanze, da stipularsi ai sensi dell articolo 30 -ter, comma 5, lettera d), del decreto legislativo e partecipano al sistema di prevenzione, previo conferimento di apposito incarico o delega da parte degli aderenti diretti, allo scopo di offrire ai medesimi servizi riguardanti l invio all ente gestore di richieste di verifica dell autenticità dei dati oggetto di riscontro di cui all articolo 9, di seguito denominati «Dati». Nella medesima convenzione, da adottarsi previo parere conforme del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le modalità di partecipazione al sistema di prevenzione da parte degli aderenti indiretti nonché le modalità di trattamento dei dati personali. 4. Successivamente alla pubblicazione del presente regolamento sulla Gazzetta Ufficiale, la convenzione di cui al comma 3 viene resa nota agli aderenti diretti mediante pubblicazione sul sito Internet del Ministero dell economia e delle finanze. Gli aderenti diretti possono avvalersi dei servizi svolti dagli aderenti indiretti a decorrere dalla data di pubblicazione della medesima convenzione. Art. 5. Richiesta di verifica e pagamento del contributo 1. Gli aderenti diretti inviano all ente gestore richieste di verifica dell autenticità dei Dati, secondo le modalità e i termini stabiliti nel presente regolamento. 2. L adesione al sistema e ciascuna richiesta di verifica, riferita ad un singolo nominativo, comportano da parte degli aderenti diretti il pagamento di un contributo all ente gestore, previa stipula della convenzione di cui all articolo 4, comma 2, articolato in modo tale da garantire sia le spese di progettazione e di realizzazione dell archivio centrale informatizzato istituito ai sensi dell articolo 30 - ter, comma 2, del decreto legislativo, di seguito denominato «Archivio», sia il costo pieno del servizio svolto dall ente gestore stesso. 3. La misura delle componenti del contributo è stabilita nel modo seguente: a) per l adesione al sistema, gli aderenti diretti sono assoggettati al pagamento pro quota, in parti uguali, di un contributo, al netto dell IVA, di complessivi ,80 euro. Fermo restando tale importo complessivo, per gli aderenti diretti il cui valore dell attivo dello stato patrimoniale, risultante dall ultimo bilancio approvato alla data di entrata in vigore del presente regolamento, è superiore a euro ,00, l importo del contributo può essere incrementato fino al doppio di quello stabilito;
3 b) per ciascuna richiesta di verifica, il singolo aderente diretto è assoggettato al pagamento di un contributo, al netto dell IVA, di 0,30 euro. 4. Le somme complessivamente versate dagli aderenti diretti affluiscono all ente gestore, con modalità stabilite nella convenzione di cui all articolo 4, comma 2. Ai sensi dell articolo 30 -septies, comma 1, del decreto legislativo, l ente gestore deve tenere contabilità separata e fornire al Ministero dell economia e delle finanze apposita rendicontazione in ordine alle somme introitate ed ai costi sostenuti in relazione al servizio svolto, secondo quanto stabilito nella convenzione di cui all articolo 30 -ter, comma 3, del decreto legislativo. 5. Gli aderenti diretti versano la componente del contributo di cui al comma 3, lettera a), all atto della stipula della convenzione di cui all articolo 4, comma 2, da sottoscrivere entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 6. A decorrere dalla data di avvio del sistema di prevenzione, gli aderenti diretti non sono assoggettati al pagamento del contributo di cui al comma 3, lettera b), fino alla concorrenza dell importo versato dagli stessi aderenti diretti ai sensi del medesimo comma 3, lettera a). 7. Eventuali crediti nei confronti degli aderenti diretti in relazione al mancato versamento del contributo sono riscossi mediante procedura di iscrizione a ruolo ai sensi dell articolo 17, commi 3 -bis e 3-ter, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano sia ai soggetti di nuova costituzione che rientrano nella categoria degli aderenti diretti, sia alle nuove categorie di soggetti individuate ai sensi dell articolo 30 -ter, comma 6, del decreto legislativo. Art. 6. Comunicazione delle informazioni 1. Gli aderenti diretti sono tenuti a comunicare al titolare dell archivio le informazioni di cui all articolo 11, secondo le modalità e i termini stabiliti nel presente regolamento. Art. 7. Accesso e alimentazione dell Archivio da parte degli aderenti diretti 1. Gli aderenti diretti accedono all Archivio per la verifica dei Dati di cui all articolo 9 e per l immissione delle informazioni di cui all articolo 11, secondo quanto previsto dall articolo Gli stessi aderenti diretti accedono altresì all Archivio per la consultazione delle informazioni, secondo quanto previsto dall articolo Le modalità relative al collegamento informatico dell Archivio con le banche dati detenute dagli enti e amministrazioni pubbliche di cui all articolo 10 sono contenute nel documento tecnico di cui all allegato 2, che costituisce parte integrante del presente regolamento. 4. Le istruzioni tecniche per il funzionamento dell Archivio, comprendenti i livelli di fornitura del servizio, sono contenute in un manuale operativo redatto dal Ministero dell economia e delle finanze. Successivamente alla pubblicazione del presente regolamento sulla Gazzetta Ufficiale, il manuale operativo viene reso noto agli aderenti diretti e indiretti mediante pubblicazione sul sito Internet del Ministero dell economia e delle finanze, nell ambito delle ordinarie risorse di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Art. 8. Struttura dell Archivio 1. L Archivio è strutturato in sei livelli: a) il primo livello contiene le liste nominative degli aderenti diretti, la normativa di riferimento ed ogni altro elemento di carattere divulgativo. Il contenuto del primo livello è pubblicato sull apposito sito Internet del Ministero dell economia e delle finanze; b) il secondo livello contiene l elaborazione dei dati statistici, in forma aggregata e anonima, concernenti i casi il cui riscontro ha evidenziato la non autenticità di una o più categorie di Dati presenti nelle richieste di verifica ed è accessibile agli aderenti diretti. L accesso al secondo livello può essere altresì consentito agli aderenti indiretti e ad altri enti interessati, previa autorizzazione del titolare dell archivio; c) il terzo livello contiene l interfaccia informatica che consente agli aderenti diretti di inviare richieste di verifica dell autenticità dei Dati in loro possesso al fine di operare, tramite l interconnessione di rete, il riscontro con quelli detenuti nelle banche dati degli enti e amministrazioni pubbliche. Il terzo livello è accessibile agli aderenti diretti e indiretti; d) il quarto livello contiene le informazioni relative alle frodi subite da parte degli aderenti diretti di cui all articolo 11, comma 1, e le segnalazioni relative ai soggetti che hanno subito frodi di cui all articolo 19. Il quarto livello è accessibile agli aderenti diretti, secondo quanto previsto dall articolo 15 e dall articolo 19. e) il quinto livello contiene le informazioni relative al rischio di frodi di cui all articolo 11, comma 2. Il quinto livello è accessibile agli aderenti diretti, secondo quanto previsto dall articolo 15; f) il sesto livello contiene le segnalazioni di specifiche allerta preventive trasmesse dal titolare dell archivio agli aderenti diretti, nonché i risultati di specifico interesse. 2. Gli aderenti indiretti non possono accedere oltre il terzo livello dell Archivio.
4 Art. 9. Dati oggetto di riscontro 1. I Dati oggetto di riscontro contenuti nelle richieste di verifica di cui all articolo 5, comma 1, relativi ai documenti di identità, sono composti da: a) elementi identificativi del soggetto che richiede di effettuare l operazione: 1) nome e cognome; 2) data e luogo di nascita; 3) sesso; 4) cittadinanza; 5) domicilio fiscale; 6) provincia; 7) codice avviamento postale; 8) riscontro dell esistenza in vita. b) elementi identificativi dei documenti di identità: 1) tipologia di documento; 2) numero del documento; 3) data di rilascio del documento; 4) data di scadenza del documento; 5) ente che ha rilasciato il documento; 6) provincia del comune che ha rilasciato il documento; 7) numero di serie del supporto plastico; 8) riscontro della presenza del documento nell archivio dei documenti smarriti o rubati. 2. I Dati oggetto di riscontro contenuti nelle richieste di verifica, relativi alle tessere sanitarie, ai codici fiscali, alle partite IVA e ai documenti che attestano il reddito, riferibili alle persone fisiche, sono composti da: a) numero della tessera sanitaria; b) data di rilascio della tessera sanitaria; c) data di scadenza della tessera sanitaria; d) numero del codice fiscale; e) numero della partita IVA; f) data di attribuzione della partita IVA; g) anno dell ultima presentazione della dichiarazione dei redditi; h) riscontro della fascia di reddito entro la quale la persona fisica è collocata. 3. I Dati oggetto di riscontro contenuti nelle richieste di verifica, relativi alle posizioni contributive previdenziali ed assistenziali, sono composti da: a) data di inizio del rapporto di lavoro; b) tipologia del rapporto di lavoro; c) qualifica; d) periodo di competenza del prospetto di paga; e) imponibile previdenziale del prospetto di paga; f) numero posizione contributiva previdenziale del datore di lavoro; g) numero posizione assicurativa del datore di lavoro; h) nominativo del datore di lavoro o del rappresentante legale; i) numero del codice fiscale del datore di lavoro; l) numero della partita IVA del datore di lavoro. Art. 10. Procedura di riscontro dell autenticità dei Dati 1. I Dati di cui all articolo 9 sono assoggettati a riscontro, mediante procedure telematiche compatibili, con quelli detenuti nelle banche dati degli enti e amministrazioni pubbliche nel modo seguente: a) gli elementi identificativi di cui all articolo 9, comma 1, lettera a), sono assoggettati a riscontro con quelli detenuti nelle banche dati dell Agenzia delle entrate e del Ministero dell interno; b) gli elementi identificativi di cui all articolo 9, comma 1, lettera b), sono assoggettati a riscontro con quelli detenuti nelle banche dati del Ministero dell interno e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; c) gli elementi identificativi di cui all articolo 9, comma 2, sono assoggettati a riscontro con quelli detenuti nelle banche dati del Ministero dell economia e delle finanze e dell Agenzia delle entrate; d) gli elementi identificativi di cui all articolo 9, comma 3, sono assoggettati a riscontro con quelli detenuti nelle banche dati degli istituti INPS e INAIL. 2. L ente gestore autorizza di volta in volta la procedura di collegamento dell Archivio alle banche dati degli enti e amministrazioni pubbliche. Art. 11. Informazioni 1. Le informazioni relative alle frodi subite sono composte da: a) elementi identificativi dell aderente diretto e data della segnalazione; b) elementi identificativi del soggetto che ha disconosciuto l operazione: 1) nome e cognome; 2) data e luogo di nascita; 3) sesso; 4) cittadinanza; 5) codice fiscale; c) elementi identificativi del documento di identità e del documento che attesta il reddito utilizzati per l operazione disconosciuta: 1) tipologia di documento di identità;
5 2) numero del documento di identità; 3) data di rilascio del documento di identità; 4) data di scadenza del documento di identità; 5) ente che ha rilasciato il documento di identità; 6) documento di identità smarrito o rubato; 7) tipologia di documento di reddito utilizzato; d) elementi identificativi dell operazione disconosciuta: 1) data dell operazione; 2) tipologia dell operazione; 3) importo dell operazione; 4) modalità di rimborso dell operazione; 5) finalità dell operazione; 6) data in cui è stata disconosciuta l operazione; 7) motivo del disconoscimento; 8) estremi della denuncia presentata all Autorità giudiziaria dal soggetto che ha disconosciuto l operazione; e) elementi identificativi dell esercizio commerciale dove è stata effettuata l operazione disconosciuta: 1) ragione o denominazione sociale; 2) indirizzo; 3) provincia; 4) codice avviamento postale; 5) partita IVA. 2. Le informazioni relative al rischio di frodi sono composte da: a) elementi identificativi dell aderente diretto e data della segnalazione; b) elementi identificativi del soggetto che richiede di effettuare l operazione: 1) nome e cognome; 2) data e luogo di nascita; 3) sesso; 4) cittadinanza; 5) codice fiscale; c) elementi identificativi del documento di identità e del documento che attesta il reddito presentati dal soggetto: 1) tipologia di documento di identità; 2) numero del documento di identità; 3) tipologia di documento di reddito presentato; d) elementi identificativi dell operazione: 1) data della richiesta relativa all operazione; 2) tipologia dell operazione; 3) importo dell operazione; 4) modalità di rimborso dell operazione; 5) finalità dell operazione; 6) operazione autorizzata o negata; e) elementi identificativi dell esercizio commerciale dove è stata presentata la richiesta di effettuare l operazione; 1) ragione o denominazione sociale; 2) indirizzo; 3) provincia; 4) codice avviamento postale; 5) partita IVA; f) causale della comunicazione: 1) raggiungimento del parametro di cui all articolo 12, comma 1. Art. 12. Rischio di frodi 1. Si configura il rischio di frodi che comporta la comunicazione delle informazioni di cui all articolo 11, comma 2, quando viene raggiunto il seguente parametro: tre o più incongruenze rilevate in sede di riscontro dell autenticità dei Dati forniti dal soggetto che richiede di effettuare l operazione. 2. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze è individuato, previo parere del gruppo di lavoro e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, ogni altro parametro di rischio di frodi idoneo al perseguimento delle finalità del decreto legislativo. Art. 13. Periodo di monitoraggio delle informazioni sul rischio di frodi 1. L aderente diretto comunica al titolare dell archivio, mediante l invio delle informazioni di cui all articolo 11, comma 2, l apertura del periodo di monitoraggio. Tale periodo, necessario ai predetti aderenti diretti ad accertare l effettiva sussistenza del rischio di frode, non può superare i quindici giorni. 2. Nel caso di operazione autorizzata di cui all articolo 11, comma 2, lettera d), n. 6), l aderente diretto comunica all ente gestore l esito del periodo di monitoraggio di cui al comma 1 in termini di «accertamento della frode subita» o di «conclusione del monitoraggio senza ulteriori provvedimenti». Sulla base di tale comunicazione, l ente gestore riqualifica come informazioni ai sensi dell articolo 11, comma 1, le informazioni relative al rischio di frodi, ovvero provvede alla loro cancellazione. 3. Nel caso di operazione non autorizzata dall aderente diretto o di mancata segnalazione circa la conclusione del monitoraggio, decorsi i termini di cui al comma 1, l ente gestore provvede d ufficio alla cancellazione delle informazioni di cui all articolo 11, comma 2.
6 Art. 14. Modalità e termini di verifica dei Dati e di immissione delle informazioni nell Archivio 1. Gli aderenti diretti assicurano l esattezza e la completezza dei Dati e delle informazioni. 2. Le richieste di verifica dell autenticità dei Dati sono inviate, per via telematica, nel momento in cui il singolo aderente diretto riceve una richiesta di effettuare l operazione. 3. Le informazioni di cui all articolo 11, comma 1, sono immesse, per via telematica, nell Archivio non appena disponibili e comunque non oltre il secondo giorno lavorativo successivo a quello della loro acquisizione da parte dell aderente diretto. 4. Le informazioni di cui all articolo 11, comma 2, sono immesse, per via telematica, nell Archivio non appena disponibili e comunque non oltre il primo giorno lavorativo successivo a quello della loro acquisizione da parte dell aderente diretto. 5. I provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali che dispongono il blocco del trattamento dei dati personali, la rettifica o la cancellazione dei medesimi sono eseguiti dall ente gestore dell Archivio. 6. L ente gestore verifica la completezza dei Dati trasmessi e delle informazioni immesse e, in caso di riscontro positivo, provvede alla loro convalida. Art. 15. Consultazione delle informazioni da parte degli aderenti diretti 1. La consultazione delle informazioni di cui all articolo 11, comma 1, da parte degli aderenti diretti non richiede la preventiva autorizzazione da parte del titolare dell archivio. 2. La consultazione delle informazioni di cui all articolo 11, comma 2, da parte degli aderenti diretti richiede la preventiva autorizzazione da parte del titolare dell archivio. Tale autorizzazione è rilasciata di volta in volta agli aderenti diretti che risultano aver comunicato, con regolarità e completezza, le informazioni di cui all articolo 11, comma 2. Art. 16. Controllo sul corretto funzionamento dell Archivio 1. Il titolare dell archivio sovrintende al corretto funzionamento dell Archivio e all osservanza delle disposizioni che regolano le modalità di trasmissione dei Dati e di immissione delle informazioni. Art. 17. Permanenza dell iscrizione delle informazioni relative alle frodi subite 1. Le informazioni di cui all articolo 11, comma 1, restano iscritte nell Archivio per tre anni dalla data di ricevimento. Art. 18. Gruppo di lavoro 1. Il gruppo di lavoro si riunisce, di norma, quattro volte l anno. 2. Le riunioni del gruppo di lavoro sono presiedute dal componente designato dal Ministero dell economia e delle finanze. La segreteria del gruppo di lavoro è assicurata dall ente gestore. 3. Per la partecipazione ai lavori del gruppo di lavoro non è dovuto alcun compenso né rimborso spese a qualsiasi titolo spettante. 4. Il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti può richiedere, in qualsiasi momento, di essere ascoltato dal gruppo di lavoro. Art. 19. Servizio telefonico e telematico 1. Il servizio gratuito, telefonico e telematico è deputato, ai sensi dell articolo 30 -ter, comma 8, del decreto legislativo, a ricevere le segnalazioni dei soggetti che hanno subito o temono di aver subito frodi configuranti ipotesi di furto di identità. 2. Le segnalazioni relative ai soggetti che hanno subito frodi sono composte da: a) data della segnalazione; b) elementi identificativi del soggetto segnalante: 1) nome e cognome; 2) data e luogo di nascita; 3) sesso; 4) cittadinanza; 5) codice fiscale; 6) copia del documento di identità; c) descrizione della tipologia di frode subita; d) copia della denuncia rilasciata dall Autorità giudiziaria. 3. L ente gestore verifica la completezza delle segnalazioni di cui al comma 2 e, in caso di riscontro positivo, provvede ad immetterle nell Archivio. 4. Le segnalazioni di cui al comma 2 restano iscritte nell Archivio per tre anni dalla data di ricevimento. 5. La consultazione delle segnalazioni di cui al comma 2 da parte degli aderenti diretti non richiede la preventiva autorizzazione del titolare dell Archivio.
7 6. Le segnalazioni relative ai soggetti che temono di aver subito frodi non sono iscritte nell Archivio. L ente gestore fornisce un informativa al soggetto interessato relativamente alle amministrazioni pubbliche e agli enti, pubblici e privati presso i quali rivolgersi, al fine di prevenire il configurarsi della fattispecie di cui al comma 2. Art. 20. Accesso ai Dati ed alle informazioni da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell interno e delle Forze di polizia 1. Le Forze di polizia e il Dipartimento della pubblica sicurezza di cui all articolo 30 -quater, commi 2 e 3, del decreto legislativo accedono alle informazioni contenute nell Archivio, attraverso un collegamento tra il predetto Archivio ed il Centro elaborazione dati del Ministero dell interno, di cui all articolo 8 della legge 1 aprile 1981, n Il collegamento deve rispondere a procedure telematiche compatibili con le caratteristiche tecniche del predetto Centro e dello stesso Archivio e nel rispetto degli standard previsti dal Sistema pubblico di connettività, secondo le intese fra il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento di pubblica sicurezza, e deve essere realizzato nell ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 2. Eventuali risultati di specifico interesse di cui all articolo 30 -quater, comma 3, del decreto legislativo, diversi dalle informazioni di cui al comma precedente, derivanti dalla gestione dell Archivio, utili ai fini dell analisi dei fenomeni criminali e di cooperazione, anche internazionale, di polizia sono comunicati dal titolare dell archivio, anche d iniziativa, ovvero su richiesta del gruppo di lavoro al Dipartimento della pubblica sicurezza - Direzione centrale della polizia criminale -, secondo modalità da stabilirsi previe intese tra il Dipartimento del Tesoro e la predetta Direzione centrale. Art. 21. Scambio di dati con l Unità di informazione finanziaria della Banca d Italia 1. I risultati di specifico interesse di cui all articolo 30 -quater, comma 3, del decreto legislativo, ove rilevanti, sono comunicati dal titolare dell archivio, anche d iniziativa, ovvero su richiesta del Gruppo di lavoro all Unità di informazione finanziaria della Banca d Italia, secondo modalità da stabilirsi previe intese tra il Dipartimento del tesoro e l Unità di informazione finanziaria della Banca d Italia. Art. 22. Scambio di dati con il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza 1. I risultati di specifico interesse di cui all articolo 30 -quater, comma 3, del decreto legislativo, ove rilevanti, sono comunicati dal titolare dell archivio, anche d iniziativa, ovvero su richiesta del gruppo di lavoro al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, secondo modalità da stabilirsi previe intese tra il Dipartimento del tesoro e il medesimo Nucleo. 2. In aderenza a quanto previsto dall articolo 30 -quater, comma 4, del decreto legislativo, il titolare dell archivio può avvalersi, in presenza di significativi riscontri, della collaborazione del Nucleo speciale di polizia valutaria, anche ai fini dell approfondimento delle segnalazioni di cui all articolo 30 -ter, comma 7, ultimo periodo, del decreto legislativo. Il Dipartimento del tesoro ed il Nucleo speciale di polizia valutaria stabiliscono periodicamente le modalità, i termini ed i contenuti della collaborazione, ivi compresi gli indici di anomalia di cui il titolare dell archivio tiene conto ai fini della richiesta di collaborazione del suddetto Nucleo. 3. Nel rispetto delle finalità stabilite dal decreto legislativo, il Nucleo speciale di polizia valutaria può avvalersi della collaborazione degli altri reparti della Guardia di finanza. Art. 23. Disposizioni transitorie e finali 1. Le disposizioni riguardanti le informazioni si applicano decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 2. Le disposizioni riguardanti gli aderenti diretti di cui all articolo 30 -ter, comma 5, lettera c -bis), del decreto legislativo si applicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 3. Dall attuazione del presente regolamento non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 19 maggio 2014 Visto, il Guardasigilli: ORLANDO Il Ministro: PADOAN Registrato alla Corte dei conti il 23 giugno 2014 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, registrazione prev. n. 1993
8 Allegato 1 (articolo 4, comma 1, del regolamento di attuazione) Il sottoscritto aderente diretto garantisce che il trattamento dei dati personali viene espletato nel rispetto delle disposizioni previste dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, per le finalità previste dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, e successive modificazioni e integrazioni, e secondo quanto stabilito dal relativo regolamento di attuazione e dal manuale operativo per l utilizzo dell archivio, ed assicura inoltre: A) di adottare misure tecniche ed organizzative idonee a rendere sicura la protezione dei dati personali; B) di fornire un adeguata informativa agli interessati ai sensi dell articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, circa gli obblighi di comunicazione dei dati personali stabiliti dal regolamento di attuazione. Il sottoscritto aderente diretto partecipa al sistema di prevenzione esclusivamente in relazione ai dati personali, pertinenti e non eccedenti, necessari al perseguimento delle specifiche finalità inerenti al settore commerciale di appartenenza. Il sottoscritto aderente diretto, ai sensi dell articolo 4, comma 1, del regolamento di attuazione, fornisce al Ministero dell economia e delle finanze i seguenti dati identificativi: Codice fiscale dell aderente Partita IVA dell aderente Denominazione/Ragione sociale Tipologia di aderente (art. 30 ter, comma 5 del decreto legislativo) a) b) c) c-bis) d) Indirizzo di posta elettronica certificata PEC:
9 SEDE LEGALE Via e numero civico CAP Città Provincia
10 RIFERIMENTO OPERATIVO/ORGANIZZATIVO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax EVENTUALE SECONDO RIFERIMENTO OPERATIVO/ORGANIZZATIVO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax RIFERIMENTO AMMINISTRATIVO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax
11 EVENTUALE SECONDO RIFERIMENTO AMMINISTRATIVO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax RIFERIMENTO INFORMATICO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax SECONDO RIFERIMENTO INFORMATICO Nome Cognome Funzione Ufficio Via e numero civico CAP Città Provincia Telefono Fax
12 MODALITA' DI ACCESSO ALL ARCHIVIO DA PARTE DELL ADERENTE DIRETTO: Le modalità di accesso all archivio da parte dell aderente diretto sono riferibili a tutti i segmenti del medesimo (Dati e informazioni) e a tutte le funzionalità erogate (trasmissione, alimentazione e consultazione). L aderente diretto, per quanto riguarda le modalità di accesso all archivio consentite dalla normativa, può avvalersi di uno o più aderenti indiretti (individuati ai sensi dell articolo 4, commi 3 e 4, del regolamento di attuazione). Indicare se l aderente diretto intende avvalersi di uno o più aderenti indiretti: SÌ NO Marcare ("X") la modalità prescelta Se la risposta al punto precedente è SÌ, occorre provvedere a riportare l elenco degli aderenti indiretti: 1. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 2. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 3. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 4. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 5. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 6. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 7. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 8. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 9. Codice fiscale/partita IVA Denominazione 10. Codice fiscale/partita IVA Denominazione
13 ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL FORMULARIO: Il presente formulario deve essere compilato dagli aderenti diretti ai sensi dell articolo 4, commi 1 e 2, del regolamento di attuazione. Gli aderenti diretti sono responsabili dell integrità, l esattezza e la riservatezza dei Dati e delle informazioni di cui agli articoli 9 e 11 del regolamento di attuazione. Il presente formulario deve essere debitamente sottoscritto dall aderente diretto con firma digitale e marca temporale, e successivamente, entro i termini stabiliti dall articolo 4, commi 1 e 2, del regolamento, inviato elettronicamente (unitamente ad eventuali allegati) al Ministero dell Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, Direzione V Prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario per fini illegali, tramite apposita procedura informatizzata predisposta dall ente gestore. La procedura informatizzata è resa disponibile, in via esclusiva, sul sito del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell Economia e delle Finanze e consente, al momento della ricezione del formulario firmato digitalmente, l invio automatico di una apposita ricevuta all indirizzo di posta elettronica certificata indicato dall aderente diretto nel formulario stesso. (Marca temporale elettronica) (Firma digitale autorizzata)
14 Allegato 2 (articolo 7, comma 3, del regolamento di attuazione) Allegato tecnico al regolamento attuativo Indice dei contenuti 1 INTRODUZIONE 2 L ARCHITETTURA GENERALE DEL SISTEMA 3 DESCRIZIONE DEI PROCESSI OPERATIVI DI RIFERIMENTO 4 MODALITÀ DI COLLEGAMENTO INFORMATICO DEL SISTEMA 5 PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E GESTIONE DELLE CREDENZIALI DI ACCESSO AL SISTEMA 6 TRACCIAMENTO DELLE OPERAZIONI 7 PROFILI DI AUTORIZZAZIONE
15 1 Introduzione Questo documento descrive in particolare: - le modalità di collegamento informatico del sistema alle banche dati degli organismi pubblici; - le modalità di collegamento informatico al sistema da parte degli aderenti diretti e indiretti; - le procedure di gestione del servizio telefonico e telematico di cui all art. 30 ter, comma 8 del D.lgs. 141/2010; - i processi di gestione delle credenziali di accesso al sistema; - il tracciamento delle operazioni eseguite con il sistema; - i profili di autorizzazione al riscontro delle diverse tipologie di dati da parte delle diverse tipologie di aderente. Lo schema dell architettura generale dell archivio è mostrato nella figura seguente: Soggetti aderenti Banche comunitarie e extracomunitarie, intermediari finanziari Richieste di verifica dell autenticità di dati identificativi di persone fisiche per le finalità e negli ambiti previsti dalla legge Esito delle verifiche Archivio centrale informatizzato Titolare: Ministero dell economia e delle finanze Ente gestore: Consap Spa Modulo Interconnessione di rete Banche dati Ministero dell Interno Banche dati Agenzia delle Entrate Banche dati Ministero dei Trasporti Banche dati INPS e INAIL Assicurazioni Fornitori di servizi di comunicazione elettronica Fornitori di servizi Interattivi associati o di servizi di accesso condizionato Gestori di sistemi di informazioni creditizie e fornitori di servizi assimilabili alla prevenzione amministrativa delle frodi Casi di frodi e di rischio di frode nel settore del credito Allerta su frodi subite o su rischi di frode Frodi subita Frodi accertate Archivio dei casi in forma anonima Casi rilevati di non autenticità Strumenti di analisi dei casi Modulo Informatico centralizzato Archivio delle allerta Archivio delle frodi subite Segnalazioni di specifiche allerta Gruppo di lavoro Titolare (Ministero dell economia e delle finanze) Forze di Polizia Dipartimento di PS Banca d Italia Modulo Nucleo speciale Sistema di contrasto Informatico al furto di d'identità allerta di polizia valutaria 1 della Guardia di finanza In particolare è previsto che l Archivio sia costituito da tre moduli funzionali: il modulo Interconnessione di rete, che riceverà le richieste di verifica provenienti dagli aderenti, le tradurrà in richieste di accesso alle banche dati pubbliche ospitanti i dati autentici da riscontrare e restituirà l esito, positivo o negativo, della verifica effettuata; il modulo Informatico di allerta, che raccoglierà le segnalazioni di frodi subite o di rischio di frode provenienti dagli aderenti e le segnalazioni di allerta preventive generate dal sistema; il modulo Informatico centralizzato, che memorizza, in modo aggregato e anonimo, i casi il cui riscontro ha evidenziato la non autenticità di una o più categorie di dati presenti nelle richieste di verifica inviate dagli aderenti e permette al gruppo di lavoro lo studio del fenomeno delle frodi.
16 Le modalità d uso del servizio di riscontro da parte degli aderenti sono diversificate, in quanto si prevede sia uno scenario d uso allo sportello con il cliente di fronte all operatore, sia uno scenario d uso di back office, sia uno scenario d uso che prevede elaborazioni massive di tipo batch. 2 L architettura generale del sistema La figura seguente mostra l architettura generale prevista del sistema. Sistema informatico Consap Utenti interni Consap Utenti accreditati dei Soggetti aderenti Altri soggetti segnalanti Sistemi accreditati dei Soggetti aderenti Banche dati istituzionali VPN su internet https su internet VPN o https su internet Sistema Pubblico di Connettività Sito web Web services di riscontro Porta di dominio Web services amministrativi Banca dati operativa Sistema di riscontro (Impianto MEF) Si prevede la costituzione presso il CED del Ministero dell economia e delle finanze di un sistema informatico altamente scalabile e pienamente ridondato destinato a erogare il servizio operativo di riscontro di dati personali richiesto dai soggetti aderenti interfacciando una molteplicità di banche dati istituzionali (Agenzia delle Entrate, Ministero dell Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, INPS e INAIL). Il sistema permetterà inoltre il ricevimento e la registrazione delle segnalazioni dei soggetti che hanno subito frodi configuranti ipotesi di furto di identità. Il sistema dialogherà con il sistema informatico Consap, presso la quale sarà svolta la gestione amministrativa delle convenzioni con gli aderenti, la gestione delle utenze e la gestione del ciclo di calcolo dei consumi, di rendicontazione e di pagamento associato all attuazione delle convenzioni stesse. 3 Descrizione dei processi operativi di riferimento Nei paragrafi che seguono sono illustrati i processi operativi per i quali è previsto il supporto da parte del software del sistema di riscontro.
17 3.1 Riscontro dei dati Si evidenzia che la procedura di riscontro, operata secondo le tre modalità descritte nei paragrafi seguenti, è strutturata in maniera tale da non richiedere la registrazione dei dati personali nell archivio, ma soltanto la loro veicolazione informatica al fine di verificarne l autenticità Riscontro dei dati in modalità interattiva Inizio Accesso al servizio con credenziali utente Caricamento dei dati personali da riscontrare Archivio degli utenti abilitati al servizio Archivio degli aderenti abilitati al servizio Archivio delle deleghe attive Verifica e conferma della richiesta Risposta finale alla richiesta di riscontro Attivazione dei servizi di riscontro disponibili Integrazione delle risposte ricevute dalle banche dati e produzione della risposta finale all utente Esecuzione dei servizi di riscontro Riscontro negativo? Si No Registrazione a fini statistici del caso anomalo riscontrato Archivio delle richieste con riscontro negativo Registrazione della interrogazione effettuata a fini di contabilizzazione e di log Archivio delle interrogazioni effettuate Fine
18 L utente abilitato del soggetto aderente entra nel sistema usando le proprie credenziali, seleziona l aderente delegante (che può coincidere con l aderente di riferimento dell utente) per il quale effettuare l interrogazione, fornisce i dati da riscontrare su maschera on line, ne verifica l esattezza e attiva il servizio di riscontro; il sistema, in base alla richiesta ricevuta, attiva i servizi di riscontro messi a disposizione dalle banche dati istituzionali collegate trasmettendo ad esse, ognuna per la propria competenza, i dati forniti dall utente, raccoglie gli esiti di riscontro di natura essenzialmente semaforica - ricevuti dalle banche dati e li restituisce all utente; il sistema di riscontro registra i dati identificativi dell interrogazione effettuata (identificativo dell utente e dell organizzazione interrogante, momento dell interrogazione, tipi di campi oggetto del riscontro, esiti semaforici sul riscontro restituiti dalle banche dati interrogate), a fini amministrativi e di tracciamento; nei soli casi in cui il riscontro dei dati abbia dato esito negativo, infine, il sistema registra i dati della richiesta di riscontro e gli esiti semaforici corrispondenti nell archivio delle richieste di riscontro con esito negativo.
19 3.1.2 Riscontro dei dati in modalità application to application A2A
20 Il sistema informatico abilitato del soggetto aderente invoca il servizio di riscontro usando le proprie credenziali macchina; il sistema verifica la correttezza sintattica della richiesta e dei riferimenti forniti nella richiesta all aderente diretto e all aderente indiretto, in base alle deleghe registrate come attive nel sistema stesso. Se la verifica sintattica ha esito positivo, attiva i servizi di riscontro messi a disposizione dalle banche dati istituzionali collegate trasmettendo ad esse, ognuna per la propria competenza, i dati forniti dal sistema chiamante, raccoglie gli esiti di riscontro di natura essenzialmente semaforica - ricevuti dalle banche dati, li integra e li restituisce al sistema informatico chiamante; se la verifica sintattica ha invece esito negativo, restituisce al sistema informatico chiamante l esito negativo con la motivazione; il sistema registra i dati identificativi dell interrogazione effettuata (identificativo dell utente associato alle credenziali macchina del sistema chiamante e dell organizzazione interrogante, momento dell interrogazione, tipi di campi oggetto del riscontro, esiti semaforici sul riscontro restituiti dalle banche dati interrogate), a fini amministrativi e di tracciamento; nei soli casi in cui il riscontro dei dati ha dato esito negativo, infine, il sistema registra i dati della richiesta di riscontro e gli esiti semaforici corrispondenti nell archivio delle richieste di riscontro con esito negativo.
21 3.1.3 Riscontro dei dati in modalità batch
22 Il processo previsto differisce da quello precedente in quanto permette l elaborazione massiva di più richieste di riscontro provenienti dal sistema informatico di un soggetto aderente. Il processo è il seguente: il sistema informatico abilitato del soggetto aderente prepara la lista delle richieste di riscontro e invoca il servizio di riscontro massivo usando le proprie credenziali macchina; il sistema verifica la correttezza sintattica della lista di richieste ricevute e dei riferimenti forniti nella richiesta all aderente diretto e all aderente indiretto, in base alle deleghe registrate come attive nel sistema al momento in cui la richiesta è stata inoltrata dall aderente. Per ogni richiesta sintatticamente corretta, attiva i servizi di riscontro messi a disposizione dalle banche dati istituzionali collegate trasmettendo ad esse, ognuna per la propria competenza, i dati forniti dal sistema chiamante, raccoglie gli esiti di riscontro di natura essenzialmente semaforica - ricevuti dalle banche dati, li integra, confeziona la risposta finale da restituire al sistema informatico chiamante; per ogni richiesta sintatticamente non corretta, confeziona un esito negativo con la motivazione; il sistema di riscontro restituisce al sistema informatico chiamante la lista degli esiti delle verifiche effettuate; il sistema di riscontro registra i dati identificativi dell interrogazione effettuata (identificativo dell utente associato alle credenziali macchina del sistema chiamante e dell organizzazione interrogante, momento dell interrogazione, tipi di campi oggetto del riscontro, esiti semaforici sul riscontro restituiti dalle banche dati interrogate), a fini amministrativi e di tracciamento; nei soli casi in cui il riscontro dei dati ha dato esito negativo, infine, il sistema registra i dati della richiesta e gli esiti semaforici corrispondenti nell archivio delle richieste di riscontro con esito negativo.
23 3.2 Servizi telefonici e telematici Servizio telefonico Il soggetto segnalante chiama il call center telefonico dedicato al servizio di ricevimento di segnalazioni di cui all art. 30 ter, comma 8, del D.Lgs. 141/2010; Il servizio di call center, interagendo con il soggetto segnalante, individua se trattasi di frode subita o di rischio di frode; Nel caso di segnalazione di frode subita, il servizio di call center raccoglie le generalità del segnalante e i dati relativi alla frode subita, chiedendo di inviare copia dei documenti previsti dall art. 19, comma 2, del regolamento di attuazione per la successiva registrazione nell archivio; Nel caso di segnalazione di rischio di frode, la stessa non viene registrata nell archivio.
24 3.2.2 Servizio telematico Il soggetto segnalante accede a un apposito servizio sulla home page pubblica del sito web; Nel caso di segnalazione di frode subita, il soggetto segnalante compila una scheda di segnalazione fornendo le proprie generalità e i dati relativi alla frode subita, che vengono registrati nell archivio delle segnalazioni pervenute dai soggetti segnalanti; invia inoltre al call center copia dei documenti previsti dall art. 19, comma 2, del regolamento di attuazione per la successiva registrazione nell archivio; Nel caso di segnalazione di rischio di frode, il sito web invece non prevede alcuna registrazione di dati. 4 Modalità di collegamento informatico del sistema Dal punto di vista fisico, il sistema opererà in un apposito CED dedicato del MEF. Tale impianto sarà quindi separato dal resto della piattaforma tecnologica MEF e sarà possibile il suo accesso, la sua gestione e la sua manutenzione al solo personale Consap e MEF autorizzato a tale attività.
25 Il sistema di riscontro comunicherà con i diversi interlocutori e sistemi cooperanti mediante meccanismi atti ad assicurare la riservatezza, l integrità e l autenticità delle comunicazioni. Le specifiche modalità tecniche adottate per il collegamento informatico del sistema con altri sistemi sono descritte nel Manuale operativo. 5 Produzione, distribuzione e gestione delle credenziali di accesso al sistema La figura seguente illustra il processo di gestione delle credenziali per l accesso al sistema. Inizio Generazione e consegna di credenziali utente Generazione e consegna di credenziali di amministratore Credenziali amministr. Gestione di credenziali utente Gestione di credenziali di amministratore Generazione e consegna di credenziali utente Credenziali utente Fine Fine Gestione di credenziali utente Uso di credenziali utente Fine Fine Generazione e consegna di credenziali macchina Credenziali macchina Credenziali utente Uso di credenziali utente Gestione di credenziali macchina Uso di credenziali macchina Fine Fine Fine In particolare, è prevista la generazione e la gestione di tre tipi di credenziali di accesso ai servizi del sistema: credenziali di amministratore, generate da Consap con il proprio sistema di gestione amministrativa delle convenzioni e consegnate agli utenti amministratori di ogni soggetto aderente che ne faccia domanda. Con tali credenziali, il soggetto aderente ha la possibilità di
SERIE GENERALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Martedì, 1 luglio 2014 AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI
SERIE GENERALE Spediz. abb. post. - art. 45% 1, - comma art. 2, 1 comma 20/b Legge 27-02-2004, 23-12-1996, n. n. 46662 - Filiale - Filiale di Roma di Roma GAZZETTA Anno 155 - Numero 150 UFFICIALE DELLA