Source: http://www.risarcimentodanno.it/favorite.htm
Timestamp: 2014-10-31 05:25:59+00:00
Document Index: 135635110

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1283', 'art. 1832', 'art. 1284', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1226', 'art. 1223', 'sentenza ', 'art. 2050', 'sentenza ', 'art. 1832', 'art. 1284', 'art. 50', 'art. 2220', 'art. 2220', 'art. 7', 'art 7', 'art 186']

La banca e i danni
La banca, gli interessi e i danni
La responsabilit� della banca
La banca e gli istituti di credito rispondono dei danni procurati ai clienti e a terzi, sia per attivit� diretta (interessi, anatocismo, informazione ecc.), che indiretta (fatto illecito del dipendente). Danni da illegittima segnalazione alla centrale rischi - Vai Ancora danni da illegittima segnalazione alla centrale rischi - Vai alle sentenze - Risarcibile anche il danno non patrimoniale
La responsabilit� della banca e i danni
Le ipotesi pi� frequenti sono:
pagamento di assegno con la clausola non trasferibile a soggetto diverso dall'intestatario indicato nel titolo stesso;
pagamento di assegno con girata irregolare.
La ratio della responsabilit� � nel fatto che la banca deve identificare la persona che incassa l'assegno e deve verificarlo come il legittimo prenditore indicato nel titolo stesso.
Responsabilit� e danni dovuti dalla banca per omesse informazioni in materia di intermediazione finanziaria.
La banca � obbligata a tale comportamento dal D.Lgs n. 58 del 1998 e dal Regolamento Consob del 1998. In sostanza, gli istituti di credito devono agire con "diligenza, correttezza e trasparenza" (sin dall'inizio e al momento della proposta di investimento), devono fornire durante gli investimenti tutte le informazioni necessarie al cliente per la corretta gestione del proprio patrimonio, devono consigliare i clienti solo dopo averli adeguatamente informati rischi, costi, ipotesi di investimento ecc.). Nei contratti di investimento non possono essere introdotte specifiche pattuizioni di esonero per la banca dal fornire tutte quelle informazioni di cui alla detta normativa. La violazione di tali norme � causa di risoluzione del contratto per inadempimento ovvero � causa di nullit� del contratto con la banca per violazione di norme imperative. Con risarcimento dei danni.
Dopo oltre 40 anni, la giurisprudenza, grazie ad una ormai famosa sentenza della cassazione (n. 2374/1999), ha mutato indirizzo dichiarando che le capitalizzazioni trimestrali degli interessi, per decenni applicate dalle banche nei contratti di conto corrente, sono nulle perch� in violazione delle disposizioni imperative previste dall'art. 1283 del codice civile. Banca, anatocismo e interessi - Risarcimento dei danni
Se siete titolari di uno scoperto di conto corrente e/o affidamento con tasso d'interesse passivo pattuito, controllate sempre l'estratto conto trimestrale inviato dalla banca per verificare se la banca abbia o meno applicato il tasso concordato e gli interessi siano corretti. Tale controllo � necessario se si considera che pu� accadere che la banca ne applichi uno superiore. Sembrer� strano, ma proprio chi ha richiesto e ottenuto uno scoperto di conto corrente o affidamento dalla banca non verifica mai le singole partite o operazioni o interessi indicati nell'estratto conto che trimestralmente invia la banca, non verifica, in particolare, il conto relativo agli interessi. Il cliente in questo caso controlla esclusivamente il risultato finale: la disponibilit� del fido, la diminuzione o l'aumento dell'esposizione (in realt� credo che neppure questo accada, in quanto l'affidato che usa lo scoperto richiede allo sportello pi� volte, il saldo; per avere in qualsiasi momento il controllo della situazione). In ogni caso, anche nella ipotesi in cui si avvedesse della applicazione da parte della banca di un tasso di interessi superiore, non sempre il cliente potrebbe evidenziare. Infatti, se di errore si fosse trattato, certo la banca vi porrebbe rimedio. Ma se la banca ha consuetudine propria di aumentare i tassi per poi comunicare la variazione con l'estratto trimestrale al fine di sanare la posizione? Il cliente avrebbe in questo caso il potere contrattuale di resistere ad una richiesta della banca, per esempio, di rientro immediato dello scoperto? Un correntista che, invece, ha un conto corrente attivo controlla effettivamente gli estratti conto trimestrali, in ogni loro partita, e se nota qualcosa che non va, immediatamente fa valere le proprie ragioni. E ha il potere contrattuale per farlo! Controllate gli interessi.
La questione, pertanto, � se l'invio dell'estratto conto sani e convalidi l'aumento del tasso passivo operato unilateralmente dalla banca. Il 1� comma dell'art. 1832 civile specifica che l'estratto conto s'intende approvato se non contestato nel termine pattuito o previsto dagli usi e al comma 2 che l'estratto deve essere impugnato entro il termine decadenza per errori o di scritturazione o di calcolo. Ma la mancata contestazione e/o impugnazione non preclude la contestazione relativa alla validit� ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano gli addebiti o gli accrediti: in sostanza, pu� sempre impugnarsi (nel termine di prescrizione di dieci anni) l'applicazione da parte della banca di un tasso d'interesse passivo superiore al pattuito.
Infatti, l'art. 1284 del codice civile prevede che gli interessi ultralegali debbano essere pattuiti con atto scritto e tale forma scritta � richiesta ad substantiam. In difetto, sono dovuti alla banca gli interessi legali o, naturalmente, quelli pattuiti in misura inferiore ed � possibile richiedere alla banca quanto indebitamente percepito negli ultimi dieci anni.
Obbligo della banca di depositare tutti gli estratti conto - Cassazione n. 18541/2013
La Banca e i protesti Cassazione Sentenza n. 11130 del 13 maggio 2009 (illegittimo protesto di cambiale). Danni
La banca presso cui il pagher� cambiario risulta pagabile, in quanto soggetto che richiede la levata del protesto per omesso pagamento, qualora ha notizia dell'intervenuto pagamento, ha l'obbligo di attivarsi per impedire che, attraverso il protesto, si verifichino gli effetti pregiudizievoli di un evento che non ha pi� ragione d'essere a fronte dell'intervenuto pagamento del titolo. In mancanza di tale attivazione si configura una responsabilit� da contatto, oltre che da comportamento omissivo in relazione all'affidamento incolpevole dell'interessato, che aveva comunicato l'avvenuto pagamento dell'effetto cambiario, essendosi verificata una situazione che esige il compimento di una determinata attivit� a tutela di un diritto altrui. I danni all'onore, alla reputazione ed all'immagine vanno provati. Cassazione n. 15224/2010. �Reputa infatti il collegio di dover dare senz'altro continuit� al pi� recente orientamento di questa corte secondo cui la semplice illegittimit� del protesto, pur costituendo un indizio in ordine all'esistenza di un danno alla reputazione, da valutare nelle sue diverse articolazioni, non � di per s� sufficiente per la liquidazione del danno medesimo, essendo necessarie la gravit� della lesione e la non futilit� del pregiudizio conseguente; elementi, questi, che possono esser provati anche mediante presunzioni semplici, fermo per� restando l'onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l'esistenza e l'entit� del pregiudizio (cos� Cass. 25 marzo 2009, n. 7211)�.
Illegittima segnalazione centrale rischi, risarcimento danni, Cassazione sentenza n. 15609/2014: "In sostanza, la sentenza d'appello, come emerge dalla ricordata motivazione, ha ritenuto che - provata l'illiceit� della segnalazione - fossero stati pure dimostrati il pregiudizio alla reputazione e la conseguente situazione di difficolt� aziendale (per la riduzione degli affidamenti e la necessit� di reperirne altri) derivati dall'altrui condotta; laddove il riferimento allo �stress� appare riferito piuttosto alla disfunzione amministrativa e gestionale collegata alla ricerca di fonti di finanziamento alternative, e non ad uno stato psicologico come tale. In tal modo, la corte territoriale si � attenuta ai principi costanti che riconoscono, in ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalit� a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che pu� essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l'imprenditore di un peggioramento della sua affidabilit� commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza (cfr., per tali principi, le decisioni Cass. 30 agosto 2007, n. 18316; 4 giugno 2007, n. 12929; 18 aprile 2007, n. 9233; 28 giugno 2006, n. 14977; 3 aprile 2001, n. 4881; 23 marzo 1996, n. 2576; v. pure Cass. 18 settembre 2009, n. 20120, in tema di assicurazione contro i danni). In particolare, anche nei confronti dell'ente collettivo � configurabile la risarcibilit� del danno non patrimoniale, intesa come qualsiasi conseguenza pregiudizievole di un illecito che, non prestandosi ad una valutazione monetaria basata su criteri di mercato, non possa essere oggetto di risarcimento ma di riparazione: allorquando, cio�, il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla costituzione (Cass. 1 ottobre 2013, n. 22396; 12 dicembre 2008, n. 29185; 4 giugno 2007, n. 12929). Entrambi tali danni, inoltre, possono essere liquidati in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c. (cfr. Cass. 2 settembre 2008, n. 22061)."
Danni da illegittima segnalazione alla centrale rischi - Cassazione Sez. I. 24 maggio 2010, n. 12626 - Liquidazione in via equitativa. �Non � infatti esatto che la Corte di appello abbia liquidato il risarcimento del danno all�I. senza alcuna prova in merito all�esistenza del pregiudizio sofferto,e del nesso causale tra di esso e la presunta condotta illecita della banca,avendo dapprima accertato l�illegittimit� della segnalazione eseguita da quest�ultima, e poi dato atto che la stessa costituiva di per s� un comportamento pregiudizievole per l�attivit� economica di detta societ� illegittimamente segnalata, nonch� lesiva della sua reputazione: non senza evidenziare, in conformit� alla giurisprudenza di questa Corte, come il discredito che deriva da siffatta segnalazione � tale da ingenerare una presunzione di scarso affidamento dell�impresa e da connotare come rischiosi gli affidamenti gi� concessi; con inevitabile perturbazione dei suoi rapporti economici, e una perdita di tipo analogo a quello indicato dall�art. 1223 cod. civ., costituita dalla diminuzione o dalla privazione di un valore del soggetto e del suo patrimonio alla quale il risarcimento deve essere commisurato (Cass. 20120/2009;18 316/2007; 6507/2001). Ha ripetutamente affermato questa Corte,nell�ipotesi del tutto analoga di illegittimo protesto di una cambiale, sussiste il danno da lesione dell�immagine sociale della persona che si vede ingiustamente inserita nel cartello dei cittadini insolventi ed � quindi contraddittorio ed erroneo, dopo aver affermato la responsabilit� per il protesto, negare la liquidazione equitativa del danno da lesione dell�immagine sociale e professionale, la quale di per s� costituisce danno reale che deve essere risarcito - senza necessit� per il danneggiato di fornire la prova della sua esistenza - sia a titolo di responsabilit� contrattuale per inadempimento che di responsabilit� extracontrattuale, in modo satisfattivo ed equitativo se la peculiare figura del danno lo richiede (Cass. 9233/2007; 14977/2006; 11103/1998).�
Ancora danni da illegittima segnalazione alla centrale rischi: cassazione sentenza n. 7958/2009, risarcimento danno ai sensi dell'art. 2050 del codicd civile.
Conto corrente, anatocismo, interessi e prescrizione. Danni. Cassazione a SS.UU sentenza n. 24418/10. Principio di diritto: �Ne consegue che il primo motivo del ricorso principale va rigettato alla luce del seguente principio di diritto: "Se, dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisce per far dichiarare la nullit� della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione � soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui � stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati". 4. La questione se, accertata la nullit� dell'anzidetta clausola di capitalizzazione trimestrale, gi interessi debbano essere computati con capitalizzazione annuale o senza capitalizzazione alcuna forma oggetto, come gi� detto, del secondo motivo di ricorso�. Principio di diritto:
Banca, interessi e deposito estratti conto, cassazione n. 18541/2013: "Al riguardo � stato affermato con orientamento costante dalla giurisprudenza di questa Corte (Cass. 17679 del 2009; 23974 del 2010) che la mancata contestazione degli estratti conto inviati al cliente dalla banca, oggetto di tacita approvazione in difetto di contestazione ai sensi dell�art. 1832 cod. civ., non vale a superare la nullit� della clausola relativa agli interessi ultralegali, perch� l�unilaterale comunicazione del tasso d�interesse non pu� supplire al difetto originario di valido accordo scritto in deroga alle condizioni di legge, richiesto dall�art. 1284 cod. civ. Ne consegue che superata la fase monitoria, nella quale possono essere prodotti gli estratti conto relativi all�ultima fase di movimentazione del conto, ai sensi del citato art. 50 T.U.B. attualmente vigente, nel successivo giudizio a cognizione piena, una volta che sia stata contestata, per mancanza dei requisiti di legge, la pattuizione degli interessi ultralegali la banca � tenuta a produrre gli estratti conto a partire dall�apertura del conto, anche oltre il decennio �perch� non si pu� confondere l�onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito�. (Cass. 23974 del 2010). La contestazione relativa all�illegittima capitalizzazione degli interessi, determina, alla luce del consolidato orientamento di questa Corte (S.U. 21095 del 2004), la necessit� di verificare fin dall�inizio del rapporto e nei limiti dell�applicabilit� della prescrizione (S.U. 24418 del 2010), ove eccepita, l�esistenza e l�applicazione della previsione negoziale invalida. La produzione degli estratti conto relativi ad una frazione temporale unilateralmente individuata dalla banca nella fase pi� recente di operativit� del rapporto, � radicalmente inidonea ad assolvere all�onus probandi posto a carico di essa. La norma contenuta nell�art. 2220 cod. civ., secondo la quale le scritture contabili devono essere conservate per dieci anni dall�ultima registrazione costituisce uno strumento di tutela per i terzi estranei all�attivit� imprenditoriale volto a garantire l�accesso, la conoscibilit� e la trasparenza delle attivit� d�impresa. Cos� definita (Cass. 1842 del 2011) la ratio legis dell�art. 2220 cod. civ., la previsione di un cos� ampio lasso temporale di operativit� dell�obbligo di conservazione dei documenti contabili, non pu� essere interpretata come una limitazione legale dell�onus probandi posto a carico di chi � tenuto, conformemente ai creditori non imprenditori, a fornire la prova integrale del proprio credito, non potendo sottrarsi a tale onere, nel giudizio a cognizione piena, quando le contestazioni del debitore riguardano l�intera durata del rapporto. CONTROLLATE I VOSTRI ESTRATTI CONTO!
Banca, interessi e anatocismo - Danni e risarcimento
Lo studio legale offre consulenza e consigli legali per il recupero di quanto corrisposto alla banca per interessi non dovuti.
Per la prima consulenza informativa non � richiesto alcun compenso.
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DLgs n. 58 del 1998, Art. 21
Criteri generali. Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori i soggetti abilitati devono: comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrit� dei mercati; b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati; c) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento; disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi; svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati.
Nello svolgimento dei servizi le imprese di investimento, le banche e le societ� di gestione del risparmio possono, previo consenso scritto, agire in nome proprio e per conto del cliente. Torna al testo
Regolamento Consob n. 11522 del 1998 - Art. 28 (Informazioni tra gli intermediari e gli investitori) 1. Prima della stipulazione del contratto di gestione e di consulenza in materia di investimenti e dell�inizio della presta-zione dei servizi di investimento e dei servizi accessori a que-sti collegati, gli intermediari autorizzati devono: a) chiedere all'investitore notizie circa la sua esperienza in ma-teria di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonch� circa la sua propensione al rischio. L'eventuale rifiuto di fornire le notizie richieste deve risultare dal contratto di cui al successivo artico-lo 30, ovvero da apposita dichiarazione sottoscritta dall'investi-tore; b) consegnare agli investitori il documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari di cui all'Allegato n. 3. 2. Gli intermediari autorizzati non possono effettuare o consigliare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento. 3. Gli intermediari autorizzati informano prontamente e per iscritto l'investitore appena le operazioni in strumenti deri-vati e in warrant da lui disposte per finalit� diverse da quelle di copertura abbiano generato una perdita, effettiva o potenziale, pari o superiore al 50% del valore dei mezzi costituiti a titolo di provvista e garanzia per l'esecuzione delle operazioni. Il valore di riferimento di tali mezzi si ridetermina in occasione della comunicazione all'investitore della perdita, nonch� in caso di versamenti o prelievi. Il nuovo valore di riferimento � pronta-mente comunicato all'investitore. In caso di versamenti o pre-lievi � comunque comunicato all'investitore il risultato fino ad allora conseguito. 4. Gli intermediari autorizzati informano prontamente e per iscritto l'investitore ove il patrimonio affidato nell'ambito di una gestione si sia ridotto per effetto di perdite, effettive o po-tenziali, in misura pari o superiore al 30% del controvalore to-tale del patrimonio a disposizione alla data di inizio di ciascun anno, ovvero, se successiva, a quella di inizio del rapporto, tenuto conto di eventuali conferimenti o prelievi. Analoga in-formativa dovr� essere effettuata in occasione di ogni ulteriore riduzione pari o superiore al 10% di tale controvalore. 5. Gli intermediari autorizzati mettono sollecitamente a disposizione dell'investitore che ne faccia richiesta i documenti e le registrazioni in loro possesso che lo riguardano, contro rimborso delle spese effettivamente sostenute. Torna al testo
Art. 1283 Anatocismo - In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi (att. 162). Torna al testo
Articolo 1832 del codice civile (Approvazione del conto). L'estratto conto trasmesso da un correntista all'altro s'intende approvato, se non contestato nel termine pattuito o in quello usuale, o altrimenti nel termine che pu� ritenersi congruo secondo le circostanze. L'approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni. L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza (2964) entro sei mesi dalla data di ricezione dell'estratto conto relativo alla liquidazione di chiusura, che deve essere spedito per mezzo di raccomandata" (torna al testo)
Articolo 1284 del codice civile (Saggio degli interessi). Il saggio degli interessi legali � determinato in misura pari al 2,5 per cento in ragione d'anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell'anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, pu� modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l'anno successivo. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale. Torna al testo
BANCA, INTERESSI, GIURISPRUDENZA
Anatocismo e massimo scoperto REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
SENTENZA nella causa civile ......... � SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
............... Una volta accertata la nullit� della clausola di capitalizzazione trimestrale il rapporto tra le parti resta disciplinato per il periodo anteriore alla delibera del CICR di parificazione delle cadenze di capitalizzazione degli interessi attivi e passivi dall'art. 7 comma 1� delle norme suddette, secondo il quale �i rapporti di dare ed/ avere vengono chiusi contabilmente, in via normale, a fine dicembre di ogni anno, portando in conto gli interessi e le commissioni nella misura stabilita, nonch� le spese postali, telegrafiche e simili e le spese di tenuta e chiusura del conto ed ogni eventuale altra, con valuta data di regolamento� con la conseguenza che in caso di conto a debito gli interessi, le spese e la sorte calcolati a fine anno vanno a costituire il capitale dovuto dal correntista nell'anno successivo e sul quale si applicano gli interessi passivi, non pi� qualificabili come anatocistici perch� connessi allo stesso meccanismo operativo del conto corrente valevole per entrambe le parti ed operanti sul capitale e non su interessi autonomamente considerati. Passando alle commissioni di massimo scoperto, � noto che queste costituiscono la remunerazione dovuta alla banca a fronte della messa a disposizione di fondi a semplice richiesta del cliente; rappresenta dunque il corrispettivo destinato a remunerare la specifica prestazione della banca consistente nella immediata ed integrale messa a disposizione dei foni di cui all'apertura di credito, con il conseguente obbligo per la banca di erogare, il credito a semplice richiesta del cliente. Ora � del tutto assente nel contratto o in atti successivi un accordo scritto circa l'importo di tale voce di guisa che ove anche risultasse applicata al rapporto tale voce, il costo relativo non pu� essere addebitato in assenza di accordo, Altrettanto non risulta quantificato in contratto il costo delle spese fisse, di chiusura conto e delle spese forfetarie di chiusura periodica, i criteri di calcolo delle valute, che risultano invece addebitate sul conto dell'attrice.
Il Tribunale di Brindisi, Sezione distaccata di Ostuni, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da S. srl e P. E. nei confronti di .......... spa, cos� provvede: Dichiara la nullit� della clausole contrattuali previste dall'art 7 commi 2� e 3� del contratto di conto corrente n 15419 nella parte in cui prevedono capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori ed il rinvio alle condizioni uso piazza per la loro determinazione. Dichiara che nulla � dovuto dall'attore alla banca convenuta per commissione di massimo scoperto e spese fisse, periodiche e per le altre spese inerenti alla gestione del conto corrente poich�, non determinate nell 'importo. Conferma l'ordinanza ingiunzione ex art 186 ter cpc emessa in data 19.1.2006. - Condanna la banca convenuta al pagamento in favore degli attori in solido della somma di E 52.981,98 oltre interessi legali dal 1.10.2005 al saldo. Spese ...
I danni e il risarcimento della banca
Il cliente potr� richiedere alla banca la restituzione dell'equivalente illegittimamente pagato dalla banca, con gli interessi. Il cliente, sia nell'ipotesi di risoluzione del contratto che in quella di nullit�, avr� diritto a richiedere alla banca il risarcimento dei danni e a vedersi cos� restituire tutte le somme investite con gli interessi legali.
Il cliente pu� richiedere alla banca la restituzione di tutte le somme corrisposte per interessi non dovuti nel corso degli ultimi dieci anni (termine di prescrizione che si interrompe con semplice raccomandata con ricevuta di ritorno), con i relativi interessi. Il cliente pu� richiedere la restituzione di tutte le somme corrisposte alla banca nel corso degli ultimi dieci anni (termine di prescrizione che si interrompe con semplice raccomandata con ricevuta di ritorno), con i relativi interessi. Si possono richiedere i danni patrimoniali e non patrimoniali, ma va provato il danno alla immagine e reputazione, quantomeno nella sua esistenza. In tale ultimo caso, pu� essere liquidato in via equitativa nell'ipotesi in cui la prova espletata non fornisca elementi per la quantificazione. Cassazione, Sez. I. 24 maggio 2010, n. 12626.
Inoltre, Cass. n. 19983/05; n. 8271/04; 188/1996.
Ultimo aggiornamento: 22-10-14