Source: http://www.negrolex.com/it/campi-d-azione/diritto-fallimentare-e-crisi-d-impresa
Timestamp: 2018-10-23 10:05:24+00:00
Document Index: 117028781

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 160', 'art. 160', 'sentenza ', 'art. 72', 'art. 2932', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritto fallimentare, crisi impresa - Studio Legale Negrolex
L’esperienza maturata sia nell’assistenza ad imprese in crisi, sia per gli incarichi ricevuti dall’Autorità giudiziaria (curatore, commissario giudiziale, liquidatore giudiziale) ci consente di affrontare e risolvere qualsiasi questione inerente alla crisi d’impresa.
L’imprenditore che si trova in una situazione di crisi può imbattersi in problematiche che, se non affrontate adeguatamente, possono avere conseguenze devastanti: ha bisogno di certezze, di linee guida, di un’assistenza continua e di soluzioni adottate con rapidità ed efficacia.
Ne siamo consapevoli e il nostro scopo è fornire un’assistenza pregnante e connotata da quelle caratteristiche in ogni fase della crisi: nella rilevazione e nell’individuazione della procedura più idonea per la soluzione della stessa, nell’apertura della procedura e nell’organizzazione del procedimento, nei procedimenti instaurati dagli organi concorsuali (ad es., azioni revocatorie e di risarcimento) nonché nelle controversie pendenti durante la procedura (ad es., opposizioni allo stato passivo), nella regolazione dei crediti nel concorso e nelle procedure di conservazione dei valori attivi, nella gestione e liquidazione dei beni e nella ripartizione del ricavato.
Significativa è l’esperienza maturata in ordine alle iniziative da intraprendere per poter richiedere l’ammissione al concordato preventivo come strumento alternativo al fallimento o per promuovere un concordato fallimentare all’esito della procedura di fallimento.
Le nostre arre di attività sono:
L’ammissione al passivo con riserva: i crediti condizionati e il credito del fideiussore escusso dopo la dichiarazione d’insolvenza
06/02/2018 | Ettore Maria Negro | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
Il contributo esamina la fattispecie dell’ammissione al passivo con riserva dal punto di vista del suo inquadramento nell’ambito della disciplina dell’insolvenza, e si sofferma sugli aspetti relativi all’ammissione dei crediti condizionati. Viene affrontato in particolare il tema dell’ammissione del credito del fideiussore, coobbligato solidale del fallito, che sia escusso dopo la dichiarazione di insolvenza, e si illustrano i diversi orientamenti della giurisprudenza e della dottrina.
La cosiddetta “desistenza postuma” all’esame della Corte di cassazione
13/03/2017 | Ettore Maria Negro | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
L’ordinanza della Corte di cassazione interviene a valle di un contrasto della giurisprudenza di merito – di cui si offrono esempi recenti - in ordine agli effetti della desistenza del creditore istante successiva alla pronuncia della sentenza dichiarativa di fallimento. La S.C. ha affermato che la desistenza c.d. “postuma” è inefficace, con una motivazione molto sintetica, che non lascia trapelare il percorso logico che ha condotto alla decisione. Il commento offre una interpretazione che, nel condividere la decisione della Cassazione, tenta di dimostrare come essa sia una conseguenza necessaria dell’efficacia della sentenza che dichiara il fallimento.
Proposte concorrenti, rinuncia alla domanda e revoca della proposta di concordato preventivo
12/02/2016 | Ettore Maria Negro | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
L'nterpretazione dell’art. 160, quarto comma, R.D. n. 267/1942
02/02/2016 | Donatella D’Ambrosio | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
Il Tribunale di Firenze fornisce una prima interpretazione dell’art. 160, quarto comma, R.D. n. 267/1942
Partecipazione del giudice delegato al collegio giudicante
05/01/2016 | Donatella D’Ambrosio | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
La partecipazione del giudice delegato che ha deciso sulla domanda di insinuazione al passivo fallimentare al collegio giudicante chiamato a pronunciarsi sulla conseguente opposizione allo stato passivo non comporta nullità della sentenza.
Preliminare di vendita e fallimento
12/11/2015 | Donatella D’Ambrosio | Diritto fallimentare e crisi d’impresa
Con sentenza n. 18131/2015, depositata in data 16 settembre 2015 (Pres. L. A. Rovelli – Rel. R. Vivaldi), la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha affermato che il curatore fallimentare del promittente venditore non può esercitare la facoltà di sciogliersi dal contratto preliminare ex art. 72 L. fall. nei confronti del promissario acquirente, qualora quest’ultimo abbia trascritto, prima della dichiarazione di fallimento, la domanda di esecuzione in forma specifica proposta ai sensi dell’art. 2932 cod. civ. e tale domanda sia stata accolta con sentenza a sua volta trascritta.
Improponibile il concordato “di gruppo”
Con sentenza n. 20559/2015, depositata in data 13 ottobre 2015 (Pres. A. Ceccherini – Rel. L. Nazzicone), la Corte di Cassazione, Sez. I Civile, ha ritenuto l’improponibilità, davanti al medesimo tribunale, del concordato cd. di gruppo, in assenza di una disciplina positiva del fenomeno che si occupi di regolarne la competenza, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse; invero, “de iure condito”, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive.