Source: http://www.tlas.eu/2013/10/diritto-di-voto-liste-elettorali-e-loro.html
Timestamp: 2018-04-24 06:59:14+00:00
Document Index: 24145992

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 152', 'art. 2', 'art. 26']

Diritto di voto, liste elettorali e loro revisione: brevi riflessioni Articolo 16.10.2013 - Studio di consulenza legale e fiscale
Home » Alessandro Amaolo » Articolo » Diritto di Voto » Diritto di voto, liste elettorali e loro revisione: brevi riflessioni Articolo 16.10.2013
Diritto di voto, liste elettorali e loro revisione: brevi riflessioni Articolo 16.10.2013
Alessandro Amaolo -
In via del tutto preliminare, è neccessario osservare che il quadro normativo principale del diritto elettorale viene delineato dal D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223(Approvazione del testo unico delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali).
Proprio a tal proposito, lo scrivente ribadisce, nuovamente, che la tenuta delle liste elettorali dei cittadini aventi diritto al voto (il cd. corpo elettorale) è minuziosamente e rigidamente disciplinata dal sopraccitato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223.
Tuttavia, il punto di partenza di tutto il diritto elettorale, secondo lo scrivente, viene rappresentato proprio dall’articolo 48 della Costituzione che stabilisce, nel suo primo comma, quanto segue:“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
Invece, il secondo comma del predetto articolo afferma che: “La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero[1] e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnate seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge”.
In sintesi, lo scrivente osserva che i cittadini hanno garantito il proprio diritto di voto in quanto sussiste, all’interno dello Stato, una organizzazione articolata e complessa in grado di coinvolgere una pluralità di soggetti istituzionali come il Parlamento, il Governo, la Magistratura, le Prefetture ed i Comuni.
Proprio su quest’ultimo, ovvero in tema di limiti e di incapacità elettorale, la Suprema Corte ha stabilito che: La perdita dell’elettorato, prevista dall’art. 2, primo comma, lett. e), del D.P.R. 20 marzo 1967, n. 223, costituisce non un “effetto penale” della condanna, ma una pena accessoria, in quanto particolare modo di essere della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, di cui segue direttamente ed inscindibilmente la sorte, venendo meno, quindi, soltanto per effetto delle cause che estinguono la pena interdittiva, fra le quali non è compreso l’esito positivo dell’affidamento al servizio sociale che, ai sensi dell’art. 47, comma 12, della legge 26 luglio 1975, n. 354, estingue soltanto la pena detentiva ed ogni altro effetto penale, ma non già le pene accessorie. (Cassazione civile, sezione I, sentenza 28 ottobre 2008, n. 25896)
Ancora restando sul tema della perdita della capacità elettorale, merita di essere qui riportata anche una sentenza della Corte di appello civile Lecce, sezione distaccata di Taranto, 8 maggio 2002, che ha stabilito quanto segue:
“Non può ordinarsi la cancellazione dalle liste elettorali di colui al quale sia stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ove tale provvedimento sia stato impugnato dinanzi alla corte di appello e non sia, pertanto, ancora passato in giudicato, così come richiesto dall’art. 2, comma primo, lett. C del D.P.R. n. 223/1967”.
Tuttavia, oggi l’ostacolo giuridico connesso all’esercizio del diritto di elettorato per il fallito è venuto meno con l’espressa abrogazione della sopraccitata disposizione disposta dall’art. 152, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 5 del 2006, con decorrenza dal giorno della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale nei confronti di tutti i falliti, ancorché dichiarati tali prima della riforma.
In estrema sintesi, lo scrivente osserva come la riforma ha abrogato l’art. 2, lettera a), del D.P.R. 20/03/1967, n. 223 che disponeva la cancellazione dei falliti dalle liste elettorali e, quindi, la loro perdita dell’elettorato attivo e passivo. Con questa riforma, il legislatore ha eliminato una inutile discriminazione nei confronti della persona del fallito ed, inoltre, gli ha opportunamente restituito onore e rispettabilità alla pari di tutti gli altri elettori.
A questo punto, lo scrivente intende affrontare le problematiche connesse alle liste elettorali. Tuttavia, osservo che è stato proprio l’art. 26 della Legge 24 novembre 2000, n. 340 ad istituire, all’interno del nostro ordinamento giuridico, l’Ufficio elettorale e la figura dell’Ufficiale elettorale.
Orbene, le liste elettorali, di ciascun Comune, si distinguono in generali (che comprendono tutto il corpo elettorale) e sezionali (che comprendono solo gli elettori assegnati a ciascuna sezione in cui è ripartito il territorio del Comune); liste aggiunte (Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Parlamento Europeo, Unione Europea). L'iscrizione o la cancellazione dalle liste avviene d'ufficio al verificarsi delle condizioni previste dalla normativa:
La formazione e gli aggiornamenti delle liste elettorali sono assicurate da precisi adempimenti che vengono assolti da tutti i Comuni nei medesimi termini. Tali procedure sono definite revisioni e si dividono in semestrali, dinamiche e straordinarie.
• entro il mese di febbraio, di coloro che, trovandosi iscritti nell’Anagrafe della Popolazione residente nel Comune o nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, alla data del 15 febbraio compiranno il 18° anno di età dal 1° luglio al 31 dicembre seguenti;
• entro il mese di agosto, di coloro che, trovandosi iscritti nell’Anagrafe della Popolazione residente nel Comune o nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, alla data del 15 agosto compiranno il 18° anno di età dal 1° gennaio al 30 giugno seguenti.
In sintesi, osservo come le revisioni semestrali implicano l’iscrizione anticipata nelle liste dei cittadini che non sono ancora elettori e che mancano, momentaneamente, proprio del requisito dell’età. Preciso, inoltre, che anche se si vota il giorno di lunedì, avranno diritto al voto soltanto coloro i quali compiranno il diciottesimo anno di età nella giornata di domenica. Infatti, la legge ha posto il limite inderogabile del “primo giorno” fissato per la votazione.
• rientro dall’estero in altro Comune.
• rientro dall’Estero;
• d’ufficio;
Orbene, si può correttamente affermare, secondo lo scrivente, che l’esercizio del voto è un diritto pubblico soggettivo autonomo perfetto ed anche indisponibile per il cittadino. In particolare, l’esercizio del voto politico rientra nell’ampio genus dei diritti fondamentali dell’uomo e, proprio in quanto tale, è imprescrittibile, intrasmissibile ed irrinunciabile oltre che insopprimibile da parte dello Stato o di qualsiasi altro soggetto pubblico o privato. Di conseguenza, con il predetto diritto viene assicurata al singolo la possibilità di partecipare liberamente e senza condizionamenti di sorta all’attività politica, economica e sociale della collettività.
Infine, lo scrivente ritiene utile puntualizzare che tutte le controversie relative alla iscrizione (ovvero cancellazione) nelle liste elettorali rientrano nella giurisdizione della magistratura ordinaria e non di quella amministrativa in quanto l’ iscrizione nelle liste elettorali costituisce un vero e proprio diritto soggettivo del cittadino. Inoltre, i ricorsi avverso le decisioni dell'Ufficiale elettorale comunale sono presentati alla Commissione elettorale circondariale, contro le cui decisioni è ammesso il ricorso in Corte d'appello, che decide in unica istanza.
Etichette: Alessandro Amaolo, Articolo, Diritto di Voto