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Timestamp: 2020-08-12 19:21:14+00:00
Document Index: 58365767

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 702', 'sentenza ', 'art. 6']

Sentenza Cassazione Civile n. 22268 del 05/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22268 del 05/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 05/09/2019, (ud. 14/05/2019, dep. 05/09/2019), n.22268
sul ricorso 29750-2017 proposto da:
H.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI,
123, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO MAIORANA, che lo
avverso la sentenza n. 3503/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
H.V. ricorre per la cassazione della sentenza, con la quale la Corte di Roma ha dichiarato improcedibile l’appello avverso l’ordinanza di rigetto della domanda di protezione internazionale, emessa dal Tribunale il 28.10.2016. La Corte ha considerato che il gravame era stato proposto con ricorso depositato il 17.11.2016, ma che non ne era stata neppure tentata la notifica: la richiesta di concessione del nuovo termine, avanzata con istanza del 13.4.2017, non poteva essere accolta, trattandosi di notifica inesistente, nè il ricorrente poteva esser rimesso in termini, in assenza di prova che la mancata notifica fosse dipesa da causa non imputabile.
1. Il ricorso, con cui si censura la statuizione d’improcedibilità per violazione di legge “sulle modalità d’introduzione del giudizio d’appello. Ricorso. E sulla mancata concessione di un nuovo termine per la notificazione dell’atto introduttivo”, è fondato.
2. Premesso che le Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 28575 del 2018 hanno affermato il principio secondo cui, nel regime del D.Lgs. n. 142 del 2011, art. 19, risultante dalle modifiche introdotte con il D.Lgs. n. 142 del 2015, l’appello, proposto ex art. 702-quater c.p.c., deve esser introdotto con ricorso e non con citazione, sicchè il processo d’appello è stato tempestivamente proposto, va, poi, rilevato che la questione della mancanza di vocatio in jus della controparte, tramite fissazione dell’udienza e notifica del provvedimento e del ricorso alla medesima, va risolta al lume della sentenza n. 5700 del 2014, con cui le Sezioni Unite di questa Corte, muovendo dalla considerazione secondo cui il giusto processo, di cui all’art. 6 CEDU, non si esplicita nella sola ragionevole durata dello stesso, ma che comprende altri valori, quali il diritto di difesa, il diritto al contraddittorio, hanno affermato il principio secondo cui: “In tema di domanda di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza alla controparte non è perentorio e, pertanto, è ammessa la concessione di un nuovo termine, perentorio, al ricorrente nella ipotesi di omessa o inesistente notifica del ricorso e del decreto di fissazione della udienza”.
Il principio va applicato nella specie in quanto, anche, nel procedimento in esame, il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza non è perentorio.
3. Ogni ulteriore questione, relativa al merito dell’appello, dovrà essere esaminata dal giudice del rinvio, che si indica nella Corte d’Appello di Roma in diversa composizione, che provvederà, anche, al regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione.