Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_interventi_per_il_settore_ittico-1_d_d.html
Timestamp: 2020-08-11 07:22:11+00:00
Document Index: 75212205

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 103', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 90', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11']

tema topic 2 giugno 2020 Jun 2, 2020
Pesca Fisheries
La politica nazionale sulla pesca - in particolare su quella marittima - è fortemente influenzata dalla competenza in materia da parte dell'Unione europea. Nonostante ciò, le Camere sono intervenute nel comparto della pesca con alcuni provvedimenti legislativi, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori del settore.
National fisheries policy — in particular at sea — is strongly influenced by the European Union's competence in this field. In spite of this, the Houses intervened in the fisheries sector with a number of legislative measures, with particular reference to the protection of workers in the sector.
Il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'articolo 3, stabilisce che l'Unione europea ha competenza esclusiva, tra l'altro, sulla conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca (paragrafo 1, lettera d))
L'Italia ha redatto, ai sensi del Regolamento (UE) n.508/2014, un Programma Operativo unico, approvato con decisione della Commissione europea del 25 novembre 2015.
Sulla base dell'Accordo di partenariato approvato dalla Commissione UE il 29 ottobre 2014 e del Programma Operativo unico FEAMP 2014-2020, le risorse europee per l'Italia sono ripartite sui seguenti obiettivi tematici:
Da ultimo, è stato adottato il regolamento (UE) 2020/560 che modifica i regolamenti (UE) n. 508/2014 e (UE) n. 1379/2013 per quanto riguarda misure specifiche per attenuare l'impatto dell'epidemia di COVID-19 nel settore della pesca e dell'acquacoltura. Inoltre, il decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto Cura Italia), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, ha previsto la riprogrammazione delle risorse previste dal programma operativo nazionale del Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca (art. 78, comma 3-novies). Il medesimo decreto ha previsto, inoltre, la proroga al 31 dicembre 2020 di tutte le certificazioni e dei collaudi dei motopescherecci adibiti alla pesca professionale (art. 103-bis).
L'entrata in vigore del D.lgs. n. 153/2004, sulla pesca marittima, e del D.lgs. n.154/2004, sulla modernizzazione del settore pesca e acquacoltura, adottati in conseguenza del conferimento al Governo, ad opera della legge n. 38/2003, di una delega per la modernizzazione dei settori foreste, pesca e acquacoltura, ha segnato l'abrogazione integrale della originaria legge n. 41/1982.
In forza di tali previsioni, sono stati, sino ad oggi, adottati il Programma triennale 2007-2009 (D.M. 3 agosto 2007), successivamente prorogato sino a tutto il 2012, il Programma triennale 2013-2015 (D.M. 31 gennaio 2013) e il Programma triennale 2017-2019 (decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 28 dicembre 2016), le cui risorse sono distribuite in più capitoli di spesa del MIPAAF (capp. 1173, 1414, 1415, 1418, 1477, 1488 e 7043), al fine di assicurare la tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e di garantire la competitività del settore ittico.
Il decreto di ripartizione in capitoli del bilancio 2020-2022 ha previsto risorse, per i suddetti capitoli, nella seguente misura:
cap. 1173 (Spese per missioni connesse all'attuazione del Piano triennale per la pesca), circa 85 mila euro per ciascun anno del triennio;
cap. 1414 (Spese di gestione e di funzionamento del sistema di statistiche per la pesca), circa 11 mila euro per il 2020;
cap. 1415 (Spese per l'attuazione del sistema di rilevazione sugli andamenti congiunturali di mercato e sui consumi in materia di pesca e di acquacoltura), circa 22 mila euro per il 2020;
cap. 1418 (Spese connesse all'attuazione del programma in relazione agli strumenti assicurativi finanziari, stato delle ricerche e metodi di divulgazione delle stesse), non presenta risorse;
cap. 1477 (Spese a favore delle associazioni di categoria e organismi specializzati per la realizzazione di programmi di sviluppo del settore della pesca ed in particolare nel campo della formazione, informazione e qualificazione professionale), circa 4.6 milioni di euro per il 2020 e circa 1,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022;
cap. 1488 (Spese connesse alla promozione dell'associazionismo sindacale e al finanziamento di opportunità occupazionali), circa 270 mila euro per ciascun anno del triennio;
cap. 7043 (Contributi per la ricerca scientifica e tecnologica applicata alla pesca marittima), circa 1 milione di euro per ciascun anno del triennio.
Il decreto legislativo n. 226 del 2001, in attuazione della delega disposta dalla legge n. 57 del 2001, aveva dettato disposizioni organiche per il settore della pesca e dell'acquacoltura, prevedendo:
Il decreto legislativo n. 4 del 2012 ha, poi, disciplinato l'attività di pesca ed acquacoltura e il sistema sanzionatorio.
Nel decreto in esame vi è poi la definizione di pesca non professionale (articolo 6), diretta a fini ricreativi, turistici, sportivi o scientifici, mutuata dall'art. 4 del regolamento (CE) 1224/2009, nonché di pesca scientifica, come l'attività diretta a scopi di studio, ricerca e sperimentazione. Infine è demandato ad un decreto ministeriale di regolamentare nel dettaglio la pesca a fini ricreativi, turistici, sportivi. In merito va ricordato che attualmente è disciplinata la sola pesca subacquea (artt. 128-131 del DPR 1639/68 di esecuzione delle legge sulla pesca).
Il Capo II definisce il sistema sanzionatorio (modificato dall'art. 39 della legge n. 154 del 2016, che ha riscritto gli articoli da 7 a 12 del decreto legislativo n. 4/2012) distinguendo tra comportamenti che causano l'elevazione di contravvenzioni (artt. 7-9), e quelli che configurano degli illeciti amministrativi (artt. 10-12), stabilendo altresì per entrambi le pene principali, quelle accessorie, e quali siano "infrazioni gravi", sanzionate con il sistema a punti previsto dall'articolo 14. Per le contravvenzioni, che rientrano nella categoria dei reati, le pene sono sia di carattere detentivo (arresto) che pecuniario (ammenda); per gli illeciti amministrativi la sanzione è esclusivamente pecuniaria. L'obbligo di prevedere "infrazioni gravi" era richiesto direttamente dalle norme comunitarie (cfr. art. 42 del regolamento (CE) 1005/2008 e art. 90 regolamento (CE) 1224/2009), che tuttavia demandavano al singolo Stato membro di determinare il "carattere grave della violazione".
Si aggiunge, per completezza, che l'art. 40 della citata legge n. 154 del 2016 ha inserito nell'ordinamento sanzioni penali e amministrative per contrastare comportamenti che costituiscono bracconaggio ittico nelle acque interne e che la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017) ha istituito - all'art. 1, comma 125 - presso il Ministero della difesa, il "Fondo antibracconaggio ittico", con una dotazione di un milione di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020, destinato a potenziare i controlli delle acque interne da parte del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri (CUTFAA).
Di conseguenza, nel nostro ordinamento per i marittimi esistono i seguenti regimi previdenziali: quello dei pescatori della piccola pesca marittima di cui alla legge n. 250 del 1958 e il regime previdenziale marittimo di cui alla legge n. 413 del 1984.
I marittimi inquadrati ai sensi della citata legge 413/1984 attualmente sono iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) dell'INPS e possono accedere a tutte le prestazioni dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO).
Il DPR n.1124/1965 rappresenta ora il Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e inserisce, tra i soggetti che devono obbligatoriamente assicurarsi, anche gli addetti al lavoro della pesca (art. 1, punto n. 12). A tale proposito si ricorda che, con l'articolo 55 della L. 144/1999, il Governo è stato delegato a ridefinire taluni aspetti dell'assetto normativo in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro; in attuazione di tale delega è stato adottato il D.Lgs. 38/2000 che, a decorrere dal 1 gennaio 2000, ha individuato, a fini tariffari, nell'ambito della gestione industria e fermo restando quanto stabilito dal citato articolo 1 del DPR 1124/1965, quattro gestioni separate comprendenti anche quella dell'industria per l'attività della pesca (art. 1, c. 1, lett. a)).
La legge di bilancio per il 2017 (art. 1, commi 244-248 della legge n. 232 del 2016) ha previsto l'istituzione - presso l'INPS - del Fondo di solidarietà per il settore della pesca (FOSPE), con dotazione iniziale di 1 milione di euro per il 2017, alimentato, poi, con contribuzione ordinaria a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, al fine di garantire i lavoratori della pesca in caso di arresto temporaneo obbligatorio, sospensione dell'attività per condizioni metereologiche avverse e ogni altra causa non imputabile al datore di lavoro.
Il decreto-legge n. 244 del 2016 (legge n. 19 del 2017) - cosiddetto proroga termini - ha previsto, all'art. 13, comma 6-undecies, la proroga - anche per il 2017 - del finanziamento necessario alla copertura integrale della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca, relativa all'anno 2016, fino a (ulteriori) 17 milioni di euro, nei limiti e secondo le modalità applicative del decreto interministeriale 5 agosto 2016.
La suddetta disposizione prevede che, al fine di prorogare anche per il 2017 il finanziamento necessario alla copertura integrale della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca relativa all'anno 2016, nei limiti e secondo le modalità stabiliti con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 5 agosto 2016 (n. 1600069), emanato sulla base dell'art. 1, comma 307 della legge n. 208 del 2015, è destinata una somma (ulteriore) fino a 17 milioni di euro. Alla copertura del predetto onere per il 2017 si provvede a valere sulle disponibilità del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 185 del 2008 (legge n. 2 del 2009).
Il citato art. 1, comma 307, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016), per l'anno 2016, nell'ambito delle risorse del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione finalizzate al finanziamento degli ammortizzatori sociali, ha già destinato fino a 18 milioni di euro per il riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca. I limiti e le modalità applicative di questa misura sono state disposte per mezzo del suindicato decreto interministeriale n. 1600069 del 5 agosto 2016, che viene richiamato dalla citata disposizione del decreto "proroga termini". In precedenza, altre misure analoghe sono state approvate dal Parlamento: si vedano, in particolare, l'art. 1, comma 229 della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità 2013); l'art. 1, comma 184 della legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità 2014); l'art. 1, comma 109 della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015) e l'art. 3 del decreto-legge n. 65 del 2015 (legge n. 109 del 2015).
Inoltre, la legge di bilancio 2018 ( legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha approvato le seguenti misure nel settore della pesca:
è stata integrata, per l'anno 2019, di 12 milioni di euro, la dotazione finanziaria del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura 2017-2019, di cui all'art. 2, comma 5-decies del decreto-legge n. 225 del 2010 (legge n. 2010 del 2011), adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 28 dicembre 2016, al fine di assicurare la tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e di garantire la competitività del settore ittico (art. 1, comma 123);
In seguito, la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) ha disposto le seguenti misure:
l'incremento, per il 2019, di 2,5 milioni di euro delle risorse previste a legislazione vigente (ridotte da 5 milioni a 4,5 milioni di euro annui, a decorrere dal 2019, dall'art. 1, comma 803, primo periodo, della medesima legge di bilancio 2019) per il limite di spesa entro il quale l'indennità giornaliera onnicomprensiva è riconosciuta ai lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima nei periodi di fermo temporaneo non obbligatorio (art. 1, comma 674).
Infine, la legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) ha previsto anch'essa una disciplina relativa al sostegno al reddito dei lavoratori del settore pesca. Nel dettaglio, il comma 515 riconosce, per il 2020, ad ogni lavoratore dipendente da imprese adibite alla pesca marittima (compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca), una indennità giornaliera onnicomprensiva, pari a 30 euro, dovuta nel periodo di sospensione dell'attività lavorativa a causa delle misure di arresto temporaneo obbligatorio avvenute nel corso del 2020, nel limite di spesa di 11 milioni di euro per il 2021. Viene demandata ad apposito decreto interministeriale (del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell'economia e delle finanze) la disciplina delle modalità relative al pagamento della predetta indennità; il comma 516 incrementa di 2,5 milioni di euro per il 2021, in relazione al 2020, le risorse – di cui all'articolo 1, comma 346, della L. 232/2016 - destinate alla corresponsione dell'indennità giornaliera onnicomprensiva riconosciuta ai suddetti lavoratori nei periodi di arresto temporaneo non obbligatorio; il comma 517 proroga al 31 dicembre 2020 il Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura 2017-2019 di cui all'art. 2, comma 5-decies del decreto-legge n. 225 del 2010 (legge n. 10 del 2011), adottato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 28 dicembre 2016, al fine di assicurare la tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e di garantire la competitività del settore ittico (art. 1, commi 515-517).
La medesima legge di bilancio 2020 ha, inoltre, previsto una riduzione dello sgravio contributivo per le imprese armatrici della pesca, con riferimento al personale componente gli equipaggi, stabilendo che, a decorrere dal 2020, lo stesso venga corrisposto nel limite del 44,32% invece dell'attuale 45,07%, con una diminuzione di circa 0,4 milioni di euro annui (art. 1, comma 607).
Ulteriori interventi nel settore ittico
Si ricorda che nella scorsa Legislatura, la Camera dei deputati ha approvato, in prima lettura, il testo unificato delle proposte di legge C. 338, 339, 521, 1124, 4419 e 4421, recante interventi per il settore ittico. Il testo è stato trasmesso al Senato, che ha concluso l'esame in Commissione in sede referente, il 12 dicembre 2017, senza apportarvi modifiche (AS 2914).
Tale testo (che non ha terminato il proprio iter legislativo), istituiva, poi, il Fondo per lo sviluppo della filiera ittica, i distretti di pesca e i Centri di assistenza per lo sviluppo della pesca e dell'acquacoltura; definiva i principi e criteri per l'attività di "pesca-turismo" e "ittiturismo"; introduceva l'esenzione dall'imposta di bollo per le domande, gli atti e la documentazione finalizzati alla concessione di aiuti comunitari e nazionali e a prestiti agrari di esercizio; disciplinava la vendita diretta al consumatore dei prodotti ittici.
Definiva, altresì, le modalità per l'assegnazione delle nuove quote di cattura del tonno rosso e rivedeva il sistema sanzionatorio per la pesca illegale, come configurato, da ultimo, dalla legge n. 154 del 2016 (c.d. collegato agricolo).
Il contenuto del suddetto testo è stato quindi sostanzialmente ripresentato alla Camera - nella XVIII legislatura - con 2 proposte di legge (C. 1008 e C. 1009), le quali, congiuntamente alla pdl C. 1636, sono state esaminate in sede referente dalla XIII Commissione, a partire dal 27 marzo 2019 (si veda il relativo dossier del Servizio studi della Camera).
Da ultimo, il decreto-legge n. 27 del 2019 (legge n. 44 del 2019) all'art. 11-ter, ha apportato alcune modifiche agli articoli 9, 11 e 12 del decreto legislativo n. 4 del 2012, in materia di sanzioni per il contrasto alla pesca illegale, riducendo l'entità delle sanzioni amministrative tanto pecuniarie quanto accessorie.