Source: https://www.laleggepertutti.it/136461_acqua-gratis-a-chi-non-ce-la-fa-a-pagare-la-bolletta
Timestamp: 2019-03-26 15:20:55+00:00
Document Index: 139172672

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 61', 'art. 9', 'art.149']

Acqua gratis a chi non ce la fa a pagare la bolletta
Minimo vitale di acqua: 50 litri gratis a ogni moroso che non ha le condizioni economiche per pagare la bolletta.
Garantito il minimo vitale di acqua, pari a 50 litri al giorno, a chi non ce la fa a pagare la bolletta e che presenta entrambi i seguenti requisiti:
indicatore Isee non superiore a 7.500 euro e (nel massimo) a 20.000
famiglia con più di tre figli a carico.
Sono questi i morosi della bolletta che non si vedranno staccare l’acqua perché in condizione di disagio economico. Ad essi l’acquedotto dovrà garantire – nonostante l’inadempienza – 50 litri al giorno di acqua per persona. È quanto prevede il dpcm approdato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 ottobre e qui sotto riportato (scaricalo qui). Perché tutto sia definitivamente operativo, si attende il provvedimento dell’Autorità garante per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici (Aeegsi).
Nel decreto appena pubblicato, tuttavia, sono previste anche nuove norme che riguardano tutti gli utenti. Ecco le novità.
1 Lettura contatori e fatturazione
2 Addio acqua per chi non paga la bolletta
3 Il Decreto
Lettura contatori e fatturazione
L’Authority emanerà, nei prossimi giorni, «direttive per il contenimento della morosità degli utenti del servizio idrico integrato». Con esse andrà a riscrivere molte delle regole oggi contenute nei regolamenti di servizio degli acquedotti locali. Si tratta, in particolare, della disciplina riguardante la lettura dei contatori e il loro ammodernamento, la fatturazione, i piani di rientro del debito, i reclami e le controversie, la messa in mora ed la chiusura della fornitura. Ciò creerà un sistema di regole uniformi per tutto il territorio nazionale, consentendo all’utente di fare più facilmente ricorso contro le pratiche aggressive dei singoli gestori del servizio.
Addio acqua per chi non paga la bolletta
Chi non paga la bolletta si vedrà sospendere l’utenza dell’acqua ma solo dopo aver ricevuto una messa in mora e solo se il deposito cauzionale non sia sufficiente. Per le sole utenze domestiche, l’utenza verrà sospesa se il dovuto supera il corrispettivo annuo relativo al volume della fascia agevolata non riferita agli accordi contrattuali dei vari acquedotti ma come sarà determinata dalla Aeegsi.
Disposizioni in materia di contenimento della morosita’ nel servizio
(GU n.241 del 14-10-2016)
Visto l’art. 117, comma 2, lettere e) e s), della Costituzione;
Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante «Norme per la concorrenza la regolazione dei servizi di pubblica utilita’.
Istituzione dell’Autorita’ di regolazione dei servizi di pubblica utilita’»;
Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante la definizione e l’ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province autonome e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Vista la direttiva del Parlamento europeo e del consiglio del 23 ottobre 2000/60/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, cosi’ come modificata dalla direttiva 2008/32/CE dell’11 marzo 2008 del Parlamento europeo e del consiglio;
Visto l’art. 21, comma 19, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, recante «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, recante l’individuazione delle funzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, ai sensi dell’art. 21, comma 19, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
Visto in particolare l’art. 61, comma 1, della citata legge n. 221 del 2015, che stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa in sede di Conferenza unificata, siano individuati i principi e i criteri per il contenimento della morosita’ degli utenti del servizio idrico integrato assicurando che sia salvaguardata, tenuto conto dell’equilibrio economico e finanziario dei gestori, la copertura dei costi efficienti di esercizio e investimento e garantendo il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi;
Rilevato altresi’ che, ai sensi dell’art. 9 della direttiva 2000/60/CE e degli articoli 119 e 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’ necessario garantire la tutela della risorsa attraverso politiche dei prezzi che incentivino l’uso efficiente della stessa tenendo conto del principio della copertura dei costi efficienti di gestione e di investimento, compresi i costi ambientali e della risorsa secondo il principio «chi inquina paga»;
Considerato che il servizio idrico integrato e’, ai sensi dell’art.149-bis, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, un servizio a rete di rilevanza economica i cui costi efficienti di gestione e di investimento, compresi i costi ambientali e della risorsa, devono essere coperti dalla relativa tariffa al fine di garantire l’equilibrio economico finanziario della gestione e la sostenibilita’ per tutti gli utenti;
Considerato che il fenomeno della morosita’ nel servizio idrico integrato costituisce un fattore di grave criticita’ della gestione in quanto pregiudica l’equilibrio economico finanziario della stessa mettendo a rischio la qualita’ e l’erogazione del servizio e che pertanto si rende necessario adottare misure contenitive del fenomeno;
Considerato che l’interruzione della somministrazione di acqua all’utente moroso deve tener conto di molteplici fattori di varia natura, da quelli alimentari, igienico sanitari e di tutela della salute e delle tipologie di utenze, a quelli di tutela della risorsa fino alla necessita’ di copertura dei costi del servizio a garanzia dell’equilibrio economico finanziario della gestione;
Considerato che il auantitativo minimo di acqua vitale necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali alimentari, igienico sanitari e di tutela della salute e’ stabilito in 50 litri per abitante al giorno, tenendo conto che l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha fissato tale quantitativo minimo vitale in 40 litri a persona al giorno nel documento della Division for sustainable development «Rio 2012 issue briefs-water»;
Considerato che, al fine di garantire l’accesso universale all’acqua, e’ importante sostenere le utenze disagiate con strumenti tariffari idonei in grado anche di garantire il principio del chi inquina paga, il principio della copertura dei costi al fine di tutelare la sostenibilita’ economico finanziaria della gestione del servizio e la sostenibilita’ per le altre utenze del servizio;
Considerato che l’articolazione tariffaria per l’uso domestico prevede tariffe crescenti per scaglioni di consumo, tenendo conto di una tariffa agevolata per il quantitativo minimo vitale e per le utenze domestiche con documentato stato economico disagiato la gratuita’ del quantitativo minimo vitale;
Considerato che alle utenze in documentate condizioni economiche disagiate il quantitativo minimo vitale deve essere garantito anche in caso di morosita’;
Considerato che, ai fini del contenimento della morosita’, il quantitativo minimo vitale non puo’ essere esteso alle utenze domestiche non in condizioni economiche disagiate in quanto verrebbe meno l’effetto incentivante della politica tariffaria a un uso razionale della risorsa e i costi conseguenti sarebbero eccessivamente onerosi e finirebbero per gravare sulla generalita’ degli utenti virtuosi ed anche sugli utenti in condizioni economiche disagiate;
Vista la nota dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico n. 19060 del 4 luglio 2016;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 23 aprile 2015, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, prof. Claudio De Vincenti, e’ stata delegata la firma di decreti, atti e provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei ministri;
L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico definisce le direttive per il contenimento della morosita’ nel settore del servizio idrico integrato sulla base di quanto disciplinato dal presente decreto nel rispetto dei principi dell’uguaglianza, della parita’ di trattamento, della non discriminazione, della trasparenza, del rispetto del principio di reciprocita’ negli obblighi contrattuali, della tutela delle tipologie di utenza, della sostenibilita’ economico finanziaria della tariffa e della copertura dei costi efficienti del servizio e degli investimenti e dei costi ambientali e della risorsa.
Sulla base dei principi di cui al comma 1 l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico disciplina le condizioni contrattuali che devono essere previste per la regolazione del rapporto fra gestore e utente improntate ai principi della buona fede, della correttezza e diligenza nell’ambito dell’esecuzione delle reciproche obbligazioni.
Sono fatte salve le competenze delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che provvedono alle finalita’ del presente decreto in conformita’ ai rispettivi Statuti e alle relative norme di attuazione.
Misure per il contenimento della morosita’
L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ai fini del contenimento della morosita’ nel settore del servizio idrico integrato nel rispetto dei diritti dell’utente e tenuto conto dell’equilibrio economico finanziario della gestione, disciplina almeno:
a) le modalita’ e le tempistiche di lettura e autolettura dei contatori;
b) le modalita’ di ammodernamento dei sistemi di misura e di lettura dei consumi;
c) la periodicita’ e le modalita’ di fatturazione;
e) le modalita’ di gestione dei reclami;
f) le modalita’ di gestione delle controversie;
g) le procedure di messa in mora dell’utente e di recupero del credito, assicurando una congrua tempistica per il rientro della morosita’;
In nessun caso e’ applicata la disalimentazione del servizio a:
a) gli utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale, come individuati dall’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati, ai quali e’ in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno;
b) le utenze relative ad attivita’ di servizio pubblico, individuate dall’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati.
Fatto salvo quanto previsto dai commi 1 e 2 del presente articolo, a tutti gli utenti domestici residenti e’ garantito l’accesso al quantitativo minino vitale a tariffa agevolata. Sono altresi’ previste adeguate forme di comunicazione all’utenza e di rateizzazione anche in caso di morosita’ al fine di garantire l’accesso al quantitativo minino vitale e di salvaguardare l’equilibrio economico e finanziario del gestore e la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento e dei costi ambientali e della risorsa.
Morosita’ e fornitura del servizio
L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico nel definire le direttive per il contenimento della morosita’ nel settore del servizio idrico integrato prevede a tutela dell’utente che la sospensione del servizio sia applicata:
L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, al fine di attuare quanto previsto al comma 1, stabilisce:
b) le utenze relative ad attivita’ di servizio pubblico non disalimentabili;
d) le forme di rateizzazione che il gestore dovra’ adottare per la definizione di piani di rientro in caso di morosita’;
e) le modalita’ di riattivazione del servizio in caso di sospensione;
f) le modalita’ di reintegro da parte dell’utente del deposito cauzionale escusso dal gestore, privilegiando forme di rateizzazione con addebito in fattura.
L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico dovra’ prevedere, analizzare e verificare all’interno del metodo tariffario, i costi connessi alla morosita’ nel settore del servizio idrico integrato introducendo modalita’ di gestione degli stessi al fine di tener conto dell’equilibrio economico finanziario della gestione e della copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento e dei costi ambientali e della risorsa.
Il presente decreto sara’ trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev. n. 2635.