Source: https://mondoconsumo.blog/2019/11/12/fir-determinazioni-della-commissione-tecnica/
Timestamp: 2019-12-12 02:08:43+00:00
Document Index: 126548268

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

FIR, determinazioni della Commissione Tecnica – Consumo e Risparmio
Responsabile fase procedurale
La Commissione Tecnica, ai fini della corretta predisposizione delle domande, nella seduta del 03 ottobre 2019, rileva che:
ai sensi della legge n. 241/1990, individua nella Segreteria Tecnica il responsabile della fase procedurale di ricezione ed esame materiale delle istanze di indennizzo.
Procedura di calcolo dell’indennizzo
ai sensi dell’art. 5 del d.m. 10.5.2019 l’indennizzo è determinato nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni e del 95% del costo di acquisto delle obbligazioni subordinate (in entrambi i casi inclusi gli oneri fiscali). Tale costo è comprensivo non solamente dei menzionati oneri fiscali ma di ogni altro onere direttamente e legittimamente sopportato dall’avente diritto per concludere l’acquisto – come ad esempio le commissioni lecitamente richieste dalla banca emittente.
Inoltre, poiché ai sensi del medesimo articolo, dalla misura dell’indennizzo sono detratti gli eventuali importi ricevuti dall’avente diritto in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento comunque denominato (nonché, per le sole obbligazioni subordinate, l’eventuale differenza positiva di rendimento comunicata dal FITD); e poiché l’importo dell’indennizzo erogabile presenta il limite complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto e per ciascuna tipologia di strumento finanziario, la corretta procedura di calcolo dell’indennizzo è la seguente: “indennizzo erogabile = costo di acquisto * 30% (o 95%; con un tetto di 100.000 euro) – ristori già ottenuti”
Detenzione continuativa strumento finanziario cancellato
nel caso di uno strumento finanziario “cancellato”, il requisito della “detenzione continuativa” dello strumento finanziario da parte dell’istante (risparmiatore, familiare o successore mortis causa del risparmiatore), di cui all’art. 3 del d.m. 10.5.2019, vada riferito al momento temporale della predetta cancellazione.
Pertanto, se l’istante è il risparmiatore originario, dovrà dimostrare di aver continuativamente detenuto lo strumento finanziario fino alla data della sua cancellazione; se l’istante è un familiare o successore mortis causa, dovrà produrre documentazione comprovante che il risparmiatore originario (suo dante causa) abbia continuativamente detenuto lo strumento finanziario fino alla data della sua cancellazione.
Obbligazioni subordinate “Amortising”
nel caso di Obbligazioni subordinate “amortising” l’indennizzo relativo a tali obbligazioni va calcolato tenendo conto dei rimborsi progressivi del capitale che al momento dell’azzeramento del titolo fossero già stati corrisposti al titolare. Ciò ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.M. 11.6.2019, per il quale dall’ammontare dell’indennizzo da riconoscere “sono detratti gli eventuali importi ricevuti … a titolo di altre forme di indennizzo, rimborso, ristoro o risarcimento comunque determinato”.
Pertanto, l’indennizzo dovrà essere calcolato come percentuale del costo di acquisto delle obbligazioni in parola, considerato al netto dei rimborsi in quota capitale già ottenuti dal risparmiatore al momento dell’azzeramento del titolo.
La Commissione Tecnica, ai fini della corretta predisposizione delle domande, nella seduta del 19 settembre 2019, rileva che:
i requisiti temporali e dimensionali delle microimprese per l’accesso al FIR previsti dalla raccomandazione 2003/361/CE, ex art. 2, lett. h del D.M. 10 maggio 2019, devono risultare sussistenti per due esercizi consecutivi e fino al 31 dicembre 2018.
in ordine all’ art. 2 del D.M. 10 maggio 2019, circa l’esclusione dall’accesso al FIR dei parenti ed affini dei soggetti che abbiano rivestito specifici incarichi nelle banche poste in liquidazione coatta amministrativa, la qualità di parenti ed affini di 1° e 2° grado è riferita a tutti i casi di esclusione elencati dall’ art. 2, lett. h del D.M. 10 maggio 2019.
Delega volontaria
La Commissione Tecnica, ai fini della corretta predisposizione delle domande, nella seduta del 5 settembre 2019, rileva che:
preso atto di quanto rappresentato da alcune associazioni in ordine alla difficoltà riscontrata dall’utenza per il rilascio dell’autentica di firma sugli atti di delega volontaria, la Commissione – considerato il combinato disposto degli artt. 38 del DPR 445/2000 e 65 del Codice dell’Amministrazione Digitale – delibera di non ritenere necessaria l’autenticazione di cui sopra.