Source: https://chiediloalalla.orizzontescuola.it/2013/02/24/si-possono-recuperare-le-ore-di-assenza-ad-unattivita-collegiale-con-ore-di-insegnamento/
Timestamp: 2018-01-19 22:56:11+00:00
Document Index: 103063651

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 29']

Si possono recuperare le ore di assenza ad un'attività collegiale con ore di insegnamento? | Chiedilo a Lalla - OrizzonteScuola
Si possono recuperare le ore di assenza ad un’attività collegiale con ore di insegnamento?
Checco – Sottopongo suddetto quesito che penso sia abbastanza nuovo per recente introduzione del c.d. “esame congiunto”: attesa l’obbligatorietà di partecipazione alle attività funzionali all’insegnamento (art. 29 CCNL Scuola vigente; es. consigli, collegi, ecc.), quali possibilità di recupero delle suddette ore non prestate? O meglio è legittima una richiesta del dirigente scolastico di recuperare suddette ore non prestate con attività di insegnamento per sostituzione di docenti assenti, facendo appello alla possibilità di concordare suddetta modalità con la RSU per mezzo dell’esame congiunto (ai sensi dell’art. 2 comma 17 Legge 135/2012). Grazie per l’attenzione.
Paolo Pizzo – Gentilissimo Checco,
partiamo da un principio: le attività di non insegnamento al pari di quelle di insegnamento non vanno in alcun modo recuperate, se l’assenza a tali attività è giustificata dal docente con certificazione medica o con uno dei permessi previsti dalle legge o dal CCNL/2007.
A mo’ di esempio non è legittimo chiedere ad un docente il recupero di ore non prestate se questi è stato assente per malattia certificata o perché in quella giornata ha fruito di un permesso per motivi familiari, ferie ecc. (cioè assenze “tipiche”). Questo ovviamente vale anche per un’assenza ad un incontro collegiale.
Il problema a mio avviso si pone quando il docente è presente a scuola la mattina, svolgendo regolarmente la lezione, e per un qualsiasi motivo non potrà partecipare all’incontro collegiale previsto per il pomeriggio della stessa giornata (la stessa cosa può accadere quando il docente ha il “giorno libero”).
Ma se l’assenza non è giustificata, come potrà il docente recuperare le ore non prestate?
Detto con tutta chiarezza ci troviamo di fronte ad un vuoto normativo che in teoria nemmeno la contrattazione di istituto potrebbe colmare. O per meglio dire: l’assenza ad un’attività di non insegnamento o è giustificata o le ore non si possono recuperare.
Non è certo nuova l’idea che l’assenza non documentata ad un incontro collegiale debba essere recuperata in attività di insegnamento applicando l’art. 16 del CCNL/2007.
Sappiamo che questa prassi, e il tuo quesito ci dà ragione, è molto diffusa nelle scuole.
A mio avviso ciò non è legittimo e nemmeno la contrattazione di istituto potrebbe intervenire in tal senso.
Motivo quanto detto.
Il Piano delle attività deliberato dal collegio dei docenti è obbligatorio per tutti i docenti (art. 28/4 del CCNL/2007).
L’eventuale assenza ad un’attività collegiale deliberata e quindi prevista in un giorno definito va giustificata come se fosse un’assenza tipica attraverso permessi per motivi personali, ferie, certificato medico ecc..
Perché non è possibile che un’ora di non insegnamento possa essere recuperata con un’ora di attività d’insegnamento?
Perché l’art. 16 del CCNL/2007 che regola i permessi orari è chiaro: “Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso”.
Non è previsto che il recupero possa avvenire in attività di non insegnamento.
Dal dettato normativo è dunque esclusa la possibilità che anche solo un’ora di permesso di cui all’art. 16 possa essere usufruita per giustificare l’assenza ad un incontro collegiale:
le ore non di insegnamento sono infungibili con quelle di insegnamento, come vi è infungibilità fra le attività di cui alla lettera a) e quelle di cui alla lettera b) del secondo comma dell’art. 29 (le 40 ore per riunioni collegiali sono separate dalle 40 dei consigli di intersezione, interclasse e classe).
Quale quindi la soluzione?
L’unica è che il docente giustifichi sempre l’assenza, se non vuole che si operi una non corresponsione degli assegni di attività, indipendentemente da eventuali ulteriori provvedimenti disciplinari che tale assenza potrebbe comportare (soprattutto in caso di reiterazione di assenze ingiustificate).
Ricordiamo che la trattenuta da operare per ogni ora di assenza ingiustificata alle attività funzionali all’insegnamento è pari alla misura oraria del compenso base per ore aggiuntive non di insegnamento prevista dalla Tabella 5 allegata al contratto medesimo. Essa è pertanto di € 17,50.
Qualora quindi l’assenza non possa essere giustificata con un certificato medico o comunque con un permesso per motivi familiari o altro istituto, il docente dovrà comunque motivare per iscritto e documentare i motivi della sua assenza. Bisogna tenere presente che in questi casi anche un’autocertificazione potrebbe non bastare, se i motivi non sono appunti documentati.
Qualora quindi l’assenza non sia giustificata è possibile che il Dirigente applichi quanto detto sopra.
Pertanto, si esclude che le ore possano essere recuperate in qualche modo, tanto meno con attività di insegnamento. È altresì da escludere che la contrattazione possa intervenire in tal senso.
Posted on 24 febbraio 2013 by paolopizzo nella categoria Assenze, Didattica