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Timestamp: 2018-04-19 15:14:58+00:00
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Cassazione: non è reato il consumo in gruppo di stupefacenti. | Fatto & Diritto
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Cassazione: non è reato il consumo in gruppo di stupefacenti.
Posted by Avv. Tommaso Rossi on 1 febbraio 2013 in Inchieste | 10 Views | Leave a response
ROMA- 1 FEBBRAIO ’13 – La legge Fini-Giovanardi n. 49 del 2006 aveva introdotto alcune modifiche al Testo Unico Stupefacenti (D.P.R. n.309/90), tra le quali il discrimine dell’ “uso non esclusivamente personale”. In particolare, l’art. 73 prevede che il possesso di stupefacenti entro una certa quantità (variabile a seconda del tipo di sostanza ed indicata in apposite tabelle) non costituisce reato di natura penale, ma solo illecito amministrativo, rientrando nell’ipotesi di cui all’art. 75 dello stesso Testo Unico.
In parole semplici: se sei in possesso di una quantità superiore ad un tot, per la legge sei uno spacciatore (penalmente perseguibile), se sei in possesso di una quantità inferiore ad un tot, sei solo un consumatore e la legge presume che tu ne faccia un uso esclusivamente personale. Questa modifica aveva portato a delle interpretazioni contrastanti in giurisprudenza per quello che riguardava il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, nella duplice ipotesi di acquisto comune ed di mandato all’acquisto.
Secondo l’orientamento prevalente, sancito dalla Sezione sesta della Cassazione nel 2011 (sentenza n. 8366), l’acquisto o la detenzione di stupefacente destinato ad essere consumato, in luogo ed in tempi certi, da un gruppo determinato di soggetti, deve essere ritenuto un illecito amministrativo (art. 75 D.P.R. 309/90), rientrando questa fattispecie, appunto, nell’uso “esclusivamente personale”. Un altro orientamento, minoritario, della Sezione terza della Cassazione sempre del 2011 (sentenza n. 35706) ha dato un’interpretazione restrittiva della norma, sostenendo che il concetto di uso collettivo di stupefacenti è incompatibile con quello di uso esclusivamente personale.
La sentenza della Cassazione a Sezioni Unite ha risolto il dubbio e tolto ogni perplessità. In linea con l’orientamento maggioritario, il gup di Avellino il 28 giugno 2011 aveva dichiarato sentenza di non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”, per il reato di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope). La parte civile ha fatto ricorso e proprio su questo si sono pronunciate le Sezioni Unite, rigettandolo e sostenendo dunque la fondatezza della giurisprudenza maggioritaria: il consumo di gruppo non è reato.
Le motivazioni della decisione devono ancora essere conosciute e si sapranno solo dopo il loro deposito, ma si ritiene che la scelta sia corretta e ponderata, non solo secondo un modello di buon senso, ma anche secondo gli intenti dello stesso legislatore. Infatti, Giovanardi (padre della legge), pur non esultando alla notizia, ha così commentato: “l’Italia ha depenalizzato l’uso esclusivamente personale delle sostanze mentre giustamente ritiene reato lo spaccio: spetta naturalmente alla magistratura stabilire se nel caso esaminato, che è quello del consumo di gruppo, siamo nell’ambito dell’una o dell’altra fattispecie”.
Sicuramente se un certo quantitativo è considerato uso personale, quello stesso quantitativo moltiplicato per il numero delle persone riunite in gruppo allo scopo di consumare la sostanza stupefacente dovrà continuare ad essere considerato uso personale, diviso tra i presenti.
Si badi bene che questa sentenza non deve essere interpretata in maniera troppo larga da coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti. Infatti, se “il consumo di sostanze stupefacenti che sia personale o di gruppo non è mai reato”, ma “solo una violazione di tipo amministrativo” (come dice Giovanni Serpelloni, capo del Dpa, Dipartimento nazionale politiche antidroga della Presidenza del Consiglio), rimane un’altra questione. Il problema, infatti, può nascere nel momento in cui qualcuno compra droga per il gruppo e si ritrova ad avere un quantitativo che per la legge supera la soglia del consumo personale, rientrando nell’ipotesi di cui all’art. 73. In un caso del genere, è sufficiente la detenzione della sostanza stupefacente ad integrare il reato penale e la dimostrazione del fatto che l’acquisto è stato fatto per il gruppo, per il consumo di gruppo, è certamente possibile, ma non in maniera semplice né garantita.
In estrema sintesi: consumare droga in gruppo non è reato, ma illecito amministrativo ex art. 75 D.P.R. 309/90, cui possono conseguire alcune sanzioni (tra cui: sospensione della patente, sospensione della licenza di porto d’armi, sospensione del passaporto, sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo), ma chi trasporta la droga corre sempre grossi rischi.