Source: http://www.matteoperoni.it/category/condominio/legittimazione-condomino/
Timestamp: 2017-06-27 10:38:20+00:00
Document Index: 78059740

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 1130', 'art. 1133']

Legittimazione condomino Archives - Matteo Peroni
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Legittimazione ad impugnare da parte del condomino	luglio 4, 2013/0 Commenti/in Legittimazione condomino /da Matteo PeroniEstratto della sentenza n. 15713/2013 del Suprema Corte di Cassazione:
Configurandosi il condominio come un ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini, l’esistenza di un organo rappresentativo unitario, quale l’amministratore, non priva i singoli partecipanti della facoltà di agire a difesa degli interessi, esclusivi e comuni, inerenti all’edificio condominiale, con la conseguenza che essi sono legittimati ad impugnare personalmente, anche in cassazione, la sentenza sfavorevole emessa nei confronti della collettività condominiale ove non vi provveda l’amministratore; in tali casi, tuttavia, il gravame deve essere notificato anche all’amministratore, persistendo la legittimazione del condominio a stare in giudizio nella medesima veste assunta nei pregressi gradi, in rappresentanza di quei partecipanti che non hanno assunto individualmente l’iniziativa di ricorrere in cassazione.
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Matteo Peroni2013-07-04 07:47:322014-04-03 07:22:20Legittimazione ad impugnare da parte del condomino	Legittimazione del singolo condomino ad impugnare la sentenza sfavorevole al condominio	settembre 19, 2012/0 Commenti/in Legittimazione condomino /da Matteo PeroniEstratto della sentenza n. 2363 / 2012 della Corte di Cassazione Civile:
Configurandosi il condominio come un ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini, l’esistenza di un organo rappresentativo unitario, quale l’amministratore, non priva i singoli partecipanti che intendano evitare gli effetti della sentenza pronunciata nel giudizio cui essi hanno partecipato attraverso l’amministratore, della facoltà di valersi dei mezzi di impugnazione dati alla parte; ne consegue che ciascun condomino è legittimato a proporre autonomamente ricorso per cassazione avverso la sentenza d’appello emessa nei confronti della collettività condominiale, non spiegando influenza alcuna, in contrario, la circostanza della mancata impugnazione di tale sentenza da parte dell’amministratore in rappresentanza dell’intero condominio (Cass., Sez. 2^, 28 agosto 2002, n. 12588; Cass., Sez. 2^, 11 novembre 2004, n. 21418; Cass., Sez. 2^, 21 febbraio 2007, n. 4014; Cass., Sez. 3^, 16 maggio 2011, n. 10717, quest’ultima in una fattispecie di causa risarcitoria proposta, come nella specie, nei confronti nell’intero condominio).
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Matteo Peroni2012-09-19 07:08:312014-04-13 18:20:17Legittimazione del singolo condomino ad impugnare la sentenza sfavorevole al condominio	Legittimazione passiva nella causa di risarcimento danni provenienti da lastrico solare	agosto 29, 2012/0 Commenti/in Legittimazione condomino /da Matteo PeroniEstratto della sentenza n. 4596/2012 della Cassazione Civile:
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Matteo Peroni2012-08-29 17:04:552014-04-28 09:10:05Legittimazione passiva nella causa di risarcimento danni provenienti da lastrico solare	Facoltà del condomino di costituirsi in giudizio	agosto 6, 2012/0 Commenti/in Legittimazione condomino /da Matteo PeroniEstratto della sentenza n. 19223/2011 della Corte di Cassazione Civile:
Questa corte ha avuto occasione di affermare (v. Cass. 29 agosto 1997 n. 8257; Cass. 12 marzo 1994 n. 2393) che il principio per cui essendo un condominio un ente di gestione sfornito di personalità distinta da quella dei suoi partecipanti, resistenza dell’organo rappresentativo unitario non priva i singoli condomini del potere di agire a difesa di diritti connessi alla detta partecipazione, nè quindi del potere di intervenire nel giudizio in cui tale difesa sia stata legittimamente assunta dall’amministratore del condominio e di avvalersi dei mezzi di impugnazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunziata nei confronti dell’amministratore stesso, non trova applicazione nei riguardi delle controversie aventi ad oggetto l’impugnazione di deliberazioni della assemblea condominiale che, come quella relativa alla nomina dell’amministratore, quindi con finalità di gestione del servizio comune, inteso in senso strumentale, tendono ad soddisfare esigenze soltanto collettive della gestione stessa, senza attinenza diretta all’interesse esclusivo di uno o più partecipanti, con la conseguenza che in tale controversia la legittimazione ad agire e quindi ad impugnare spetta in via esclusiva all’amministratore, con esclusione della possibilità di impugnazione da parte del singolo condomino (v. in tale senso più di recente Cass. 29.1.2009 n. 2396).
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Matteo Peroni2012-08-06 15:54:432014-04-28 10:13:29Facoltà del condomino di costituirsi in giudizio	Il dissenso alle liti nelle cause che rientrano nella competenza dell’amministratore	agosto 6, 2012/0 Commenti/in Legittimazione condomino /da Matteo PeroniEstratto della sentenza n. 2259/1998 della Corte di Cassazione civile:
Ora non v’è dubbio (e in tal senso va corretta la motivazione della sentenza impugnata a norma dell’art. 384, secondo comma, c.p.c.) che secondo l’art. 1130 c.c. all’amministratore spetti – in mancanza di particolari disposizioni del regolamento condominiale o di delibere assembleari – il compito di provvedere alla conservazione delle cose comuni sia agendo in giudizio contro pretese o attentati provenienti da terzi sia preservandone l’integrità fisica; a lui spetta, in particolare, il potere discrezionale, autonomamente esercitabile, di impartire le disposizioni necessarie ad eseguire lavori di manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e di erogare le relative spese, per cui non esorbita certamente dalle sue attribuzioni la decisione autonoma dell’amministratore rispetto ad una lite quando con la domanda proposta contro il condominio si faccia valere la lesione di un diritto soggettivo derivante dal difetto di manutenzione ordinaria del tetto di copertura dell’edificio.
Quando invece la citazione abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all’assemblea dei condomini ponendola in condizioni di decidere se resistere o meno alla domanda o se conciliare la controversia: la violazione di questo obbligo costituisce giusta causa di revoca dell’amministratore e comporta il suo obbligo di risarcire il danno che i singoli proprietari abbiano subito a causa della sua negligenza.
Inoltre, in presenza d’una delibera dell’assemblea che abbia deciso di resistere ad una domanda giudiziale, il condomino dissenziente può scindere la sua responsabilità in ordine alle conseguenze della controversia per il caso di soccombenza, estraniandosi dalla lite con una dichiarazione da notificare all’amministratore entro 30 giorni dalla notizia della deliberazione: è questo un potere finalizzato a porre un freno ad iniziative della maggioranza che per la loro avventatezza o per la serietà delle conseguenze, possono esporre anche la minoranza a gravi responsabilità patrimoniali. Orbene, presupposto essenziale per l’esercizio da parte del condomino dissenziente del potere di estraniarsi dalla lite è l’esistenza d’una delibera dell’assemblea resa necessaria dal fatto che la citazione notificata all’amministratore contiene una domanda avente ad oggetto una materia di competenza dell’assemblea stessa.
Quando invece, come nel caso di specie, non esiste una delibera assembleare intorno alla lite promossa contro il condominio perché la domanda, per il suo contenuto, non esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore, non esiste una condizione essenziale all’esercizio da parte del condomino dissenziente del potere (che nasce, contro il condominio, solo dopo che l’assemblea ha deliberato) di estraniarsi dalla lite scindendo la propria responsabilità in ordine alle sue conseguenze per il caso di soccombenza.
In tale ipotesi i condomini sono tenuti a sopportare gli effetti degli atti e, in generale, del comportamento dell’amministratore, ivi compresa la sua condotta in ordine alla lite, per il solo fatto del mandato ad amministrare che gli è stato a suo tempo attribuito e della fiducia sottesa al suo conferimento, salvo il potere del singolo condomino – che nel caso di specie non risulta esercitato – di far ricorso all’assemblea a norma dell’art. 1133 c.c..
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Matteo Peroni2012-08-06 15:47:442014-04-28 10:17:44Il dissenso alle liti nelle cause che rientrano nella competenza dell'amministratore