Source: https://www.palmerini.net/blog/ecco-a-cosa-serve-la-costituzione-a-fermare-il-governo-illegale/
Timestamp: 2020-06-03 05:37:52+00:00
Document Index: 47206223

Matched Legal Cases: ['art.136', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

A cosa serve la Costituzione? A fermare le illegalita’ del Governo! – L'opinione di Loris Palmerini
Attualità e storia del Popolo Veneto, Diritti Umani, Giustizia, Politica, Storia	0
“Quando la Corte [Costituzionale] dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di un atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. ” art.136 Costituzione Italiana
Cosa implica questo ?
Implica che quando la sentenza di dichiarazione di incostituzionalità di una legge è stata pubblicata, gli effetti della legge cessano immediatamente.
Facciamo un esempio. Oggi lo stato italiano riserva a sé la proprietà del sottosuolo. Non così negli Stati Uniti, dove il proprietario del terreno è proprietario fino al centro della terra.
Supponiamo che una sentenza della Corte Costituzionale dichiari incostituzionale la riserva della proprietà statale del sottosuolo per violazione dei diritti umani “Ogni individuo ha diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.” e “Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.”.
Che cosa succederebbe con la pubblicazione della sentenza?
Per esempio l’individuo proprietario di un terreno diventerebbe immediatamente proprietario di tutto quanto esso contiene nel substrato, salvo le riserve di legge diverse stabilite da altra legge. Per esempio potrebbe avere il diritto di scavare e vendere la terra sottostante, ma l’obbligo di dover dare allo stato gli eventuali reperti archeologici ritrovati in quanto non facente parte del terreno ma cosa accidentale tutelata. Come per altro rimarrebbe escluso al privato il diritto di prosciugare o inquinare una falda acquifera presente nel suo terreno in quanto bene del demanio soggetto all’interesse collettivo protetto.
La dichiarazione di incostituzionalità di una legge si possono in effetti produrre anche su chi il terreno non ne aveva, ma, per esempio, su colui il quale fosse stato in precedenza condannato e arrestato per escavazione abusiva di sabbia per di più in terreno altrui, e dopo essere stato messo immediatamente in libertà (in quanto la pena per cui venne condannato non potrà più costituire reato ) dovrà semplicemente risarcire al proprietario il danno subito, per esempio ripristinando qualche camion di sabbia.
Insomma , la dichiarazione di incostituzionalità di una legge può produrre effetti sullo stato e qualità di una persona (carcerato o libero), cioè sui diritti soggettivi, ma pure sui propri interessi legittimi come il risarcimento per l’escavazione non autorizzata.
Ora supponiamo il caso in cui un proprietario di terreno si ritrovi ad avere la proprietà fino al centro della terra ma che si ritrovi in quel sottosuolo un pezzo di metropolitana, un tunnel, alla profondità di 70 metri, costruito da una società privata che aveva avuto la concessione, ma senza preventiva espropriazione. Cioè lo Stato aveva dato permesso di scavare nelle viscere della terra alla società della metropolitana , senza però espropriare il terreno soprastante.
Persa il diritto dello Stato, la società metropolitana si troverebbe a far uso delle viscere di un terreno altrui senza alcun diritto. A quel punto il proprietario del terreno dovrebbe avere il diritto di risarcimento o di affitto, e la società non avrebbe più il diritto di passaggio, salvo ovviamente leggi speciali ulteriori.
Tutto questo per dire che cosa ?
Che colui il quale oggi non ha diritti su di un certo bene, domani potrebbe averne d’improvviso.
Lo stato stesso può oggi avere diritti speciali che domani potrebbe non avere più. Per altro è già successo che il monopolio statale sulle frequenze radio sia stato dichiarato incostituzionale e questo ha permesso a Berlusconi, già reo di utilizzo abusivo ed illegale, non solo si sia trovato nella legalità a posteriori, ma pure ci abbia fatto una fra le fortune più grandi al mondo, tanto da diventare egli stesso lo “stato” di fatto con la sua enorme capacità di condizionamento. E così per molti altri casi a volte poi finiti in disgrazia con la stessa velocità con cui erano arrivati alla ricchezza.
Dunque chi oggi ha qualità speciali, anche pubbliche, anche incoronazioni pubbliche può d’improvviso non averle più a seguito di una sentenza costituzionale.
Per esempio, se la Corte Costituzionale sentenziasse, come dovrebbe, la incostituzionalità del giudice tributario in quanto mancante del requisito della terzietà , d’improvviso le sentenze di quel giudice, a volte milionarie, non varrebbero più nulla , determinando la miseria dell’uno e la ricchezza dell’altro….
Quindi la dichiarazione di incostituzionalità può rendere nullo ciò che prima aveva valore, e questo vale dal momento della pubblicazione, dice la Costituzione.
Naturalmente, se il proprietario del terreno con la metropolitana nelle viscere non fa valere il suo diritto, le cose restano come stanno. E’ sempre chi ha il diritto ed interesse di far valere un fatto giuridico che deve attivarsi per farlo valere.
Se non lo fa, non vuol dire che non ne abbia diritto, ma che di fatto non ne ha interesse.
Ma quando lo fa, in virtù di un diritto legale sancito da sentenza costituzionale, nessuno, nemmeno il Capo dello Stato, può dichiarare il suo diritto inesistente.
Ora, che cosa succederebbe se dopo la cancellazione della proprietà statale del sottosuolo, il parlamento rifacesse una nuova legge che lo reintroducesse? Il cittadino si troverebbe di nuovo apparentemente senza proprietà, ma non è così.
Secondo lo scomparso Palladin, già giudice della Corte Costituzionale, quando una legge è incostituzionale ci si può opporre ai suoi effetti, assumendosi però i rischi connessi, ossia se la sentenza ancora non ci fosse stata sarebbe una affermazione un po’ arbitraria.
Ma se si fosse in presenza della reintroduzione di una legge già dichiarata incostituzionale?
Allora lì la cosa sarebbe ben diversa, si tratterebbe di una eversione della Costituzione da parte del parlamento.
Mi riferisco in particolare alla legge elettorale, già dichiarata incostituzionale: la sua reintroduzione anche in forma attenuata sarebbe un colpo di stato a cui sarebbe diritto opporsi anche con la forza in virtù del diritto al rispetto alla Costituzione.
La Costituzione non serve al Governo per sapere cosa fare, ma serve al popolo per impedire al Governo di fare certe cose.
Non è il Governo che deve far rispettare la Costituzione, ma il popolo, i cittadini, che devono forzare il Governo a restare nei binari della Costituzione.
Ecco perché ritengo insulso e pericolo il concetto per cui il Governo debba avere pochi vincoli, poche leggi, ancor meglio, essere privo di leggi. Si vede chiaramente a distanza qualche decina di anni che le “deregolamentazioni” o l’alleggerimento dei controlli porta solo a maggior corruzione ed inefficienza . La Repubblica veneta (o di Venezia ) in questo è stata maestra ancora oggi unica e insuperata, ha mostrato con 700 anni di anticipo come coniugare forti controlli con snellezza nell’agire, e lo ha dimostrato per 500 anni di seguito, mezzo millennio. Ovviamente non si vuole imparare da questo, che noia sarebbe per i mafiosi e i politici ladri costretti a non far mafie e a non rubare….. ecco perché si doveva distruggerla per prima nel contesto europeo.
Ma se ci si trova in una situazione in cui il Governo non rispetta sistematicamente la Costituzione e non ha nessuna intenzione di farlo? Si è di fronte ad un atto di guerra del Governo al popolo, e il popolo deve difendersi prima pacificamente, poi con tutti mezzi legittimi, e quando ha provato tutto il legittimo previsto dalle leggi scatta la legittimità di tutti i metodi necessari a riportare la cosa nel binario.
A volte però conviene prendere atto che il popolo stesso non ha interessa al rispetto della costituzione, semplicemente non c’è, e trarne le dovute conseguenze, per esempio emigrare, oppure decidere di lottare per l’affermazione di uno stato proprio di una collettività che invece esiste.
E’ evidente che gli italiani non esistono, fra di loro si fregano le risorse, si scaricano le colpe, e non combattono compatti per un comune ideale, nonostante la propaganda di quei pochi che sfruttano “l’ Italia”. Anche la recente “rivoluzione” dei forconi ha dimostrato l’esistenza di spinte contrapposte fra territori troppo diversi storicamente e morfologicamente per restare uniti senza che qualcuno (se non tutti) ci rimetta.
Ma esistono le comunità nazionalità storiche , come i Sardi , i Toscani, i Piemontesi ….. o siamo tutti irrimediabilmente condannati all’anonimato-inesistenza della globalizzazione e dello stipendio al ribasso?
Si parla di fine delle nazioni, di ininfluenza di esse rispetto al contesto attuale.
Credo che questo sia volutamente valorizzato da chi non vuole “patrie”, e che nei fatti non vuole leggi.
Se non c’è patria, non c’è legge, non c’è libera concorrenza, non c’è politica, la famiglia non ha più senso e viene manipolata dall’interno insegnando ai bambini a scuola a masturbarsi…… cosa resta ……. a mio avviso tutto ciò porta solo al caos ed alla guerra che solo organizzazioni sataniche possono desiderare.
Il plagio di Ferrero a tuo danno	Se e’ bugiardo e’ anche ladro