Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/ord._pcm_31_01_03_G.U._n.32_08_02_03.htm
Timestamp: 2019-09-17 02:47:10+00:00
Document Index: 6112452

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 80', 'art. 33', 'art. 1']

Pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 32 dell' 8 febbraio 2003
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2003
Visto la legge 9 ottobre 2002, n. 222;
Visti i decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 26 agosto 2002 e del 28 ottobre 2002;
Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3242 del 6 settembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 213 dell'11 settembre 2002 e n. 3244 del 1 ottobre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 238 del 10 ottobre 2002;
Ravvisata la necessità, di continuare a porre in essere idonee misure per affrontare la situazione di emergenza, per contrastare in maniera sempre più adeguata il fenomeno degli sbarchi di immigrati clandestini e per rendere maggiormente efficaci le misure adottate volte all'allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri giunti irregolarmente;
Considerato che appare urgente e indifferibile, nell'ambito di una complessiva gestione del fenomeno, portare a conclusione le procedure relative all'emersione di cittadini stranieri che svolgono irregolarmente attivata lavorative in Italia anche attraverso l'accelerazione delle connesse procedure amministrative di regolarizzazione delle singole posizioni lavorative;
Acquisita la proposta del Ministero dell'interno nonché l'intesa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
1. L'art. 7 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 ottobre 2002, n. 3244, è soppresso.
2. Le disposizioni contenute nell'art. 2 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3242 del 6 settembre 2002, e nell'art. 5 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3244 del 1 ottobre 2002, restano in vigore sino all'approvazione del regolamento di attuazione previsto dall'art. 32 della legge 30 luglio 2002, n. 189, relativamente alla istituzione della Commissione nazionale per il diritto di asilo e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato.
1. L'art. 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3242 del 6 settembre 2002 è così sostituito:
"1. Per far fronte ad una più efficace gestione dei compiti connessi alla procedura di regolarizzazione, il Ministero dell'interno e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono autorizzati ad utilizzare, tramite una o più imprese di fornitura di lavoro temporaneo, nel limite massimo rispettivamente di 900 e 350 unità, prestatori di lavoro temporaneo per la conclusione delle operazioni direttamente connesse alla predetta procedura".
2. Al fine di completare, con urgenza, le procedure di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari connesse alla titolarità del rapporto di lavoro e dei correlati diritti derivanti dallo status giuridico, nonché per accelerare il procedimento per la selezione delle società di cui al comma 1, il Ministero dell'interno e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possono altresì ricorrere alla trattativa privata ai sensi dell'art. 7, comma 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, così come modificato dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 65.
3. Il Ministero dell'interno e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sono autorizzati ad attivare, con il ricorso alla trattativa privata, gli interventi relativi ad una migliore organizzazione delle attività connesse alla procedura di regolarizzazione, ivi compresi l'allestimento di appositi locali, l'attivazione e l'ottimizzazione di collegamenti informatici e ogni altra attività connessa al funzionamento o utile alla gestione.
4. Per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, nonché di quelle recate dagli articoli 1 e 3 dell'ordinanza n. 3244/2002 è autorizzata la deroga all'art. 24 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
1. Per le medesime finalità previste dall'art. 2, il Ministero dell'interno e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possono altresì autorizzare il personale in servizio direttamente coinvolto nelle attività di cui alla presente ordinanza allo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario. Con provvedimenti da adottarsi da parte del Ministero dell'interno e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è individuato il personale da impegnare nelle attività connesse alle procedure di regolarizzazione, nel limite massimo, rispettivamente, di 1070 unità per il Ministero dell'interno, e di 350 unità per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Detto personale potrà effettuare
prestazioni di lavoro straordinario oltre il limite previsto dalle norme vigenti e comunque per un massimo di 40 ore mensili.
2. La corresponsione della retribuzione accessoria di cui al comma 1 avviene in deroga alle disposizioni normative anche di carattere contrattuale e sino alla conclusione delle procedure di regolarizzazione.
1. Alle spese relative all'attuazione della presente ordinanza, ivi compresi gli interventi previsti dalle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3242 del 6 settembre 2002 e n. 3244 del 1 ottobre 2002 si provvede, fatto salvo quanto disposto dal successivo comma 2, a carico dei competenti capitoli dello stato di previsione del bilancio del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2003, così come integrati con le risorse finanziarie previste e con le modalità stabilite dall'art. 80, comma 8 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 2 e 3 della presente ordinanza si provvede, nel limite massimo di Euro 18.742.402,00, a carico delle risorse finanziarie introitate dall'INPS derivanti dall'applicazione dell'art. 33 della legge 30 luglio 2002, n. 189, dall'art. 1 della legge 9 ottobre 2002, n. 222, e dei decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 26 agosto 2002 e del 28 ottobre 2002. Tali somme già versate dallo stesso Ente in conto entrate sono riassegnate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze agli appositi capitoli del Ministero dell'interno e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.