Source: https://www.avvocatocavalea.com/pubblicazione-sentenza-di-concorrenza-sleale/
Timestamp: 2020-05-25 18:47:08+00:00
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Pubblicazione sentenza di concorrenza sleale. - Avvocato Cavalea
Avvocato Cavalea > Sentenze > Concorrenza sleale > Tribunali e Corti d’appello > Pubblicazione sentenza di concorrenza sleale.
Nel caso in cui gli atti di concorrenza sono commessi con il dolo o con colpa, l’autore degli stessi è tenuto al risarcimento del danno. Nel caso in cui il giudice accerti gli atti di concorrenza sleale, la colpa si presume.
In tali casi può essere disposta, su richiesta della parte che si reputa danneggiata dagli atti di concorrenza sleale, la pubblicazione della sentenza di condanna su uno o più giornali mediante inserzione e per estratto.
La pubblicazione può anche avvenire:
su testate radiofoniche e
su siti internet indicati da colui che ha vinto la causa.
Normalmente è la parte che ha commesso atti di concorrenza sleale farsi carico della pubblicazione della sentenza ed a sue spese.
La pubblicità della sentenza di condanna può avvenire se tale pubblicazione può contribuire a riparare il danno patito dal concorrente corretto.
La Corte di appello di Brescia, accertata la concorrenza sleale, ha revocato però l’ordine di pubblicazione della sentenza di condanna per i seguenti motivi:
1)la pubblicazione della sentenza costituisce una misura accessoria di riparazione del danno che si ricollega ad una specifica esigenza di riparazione di un pregiudizio quale l’erronea informazione diffusa nel mercato o la lesione della reputazione economica,
2)gli atti di concorrenza sleale consistiti nell’illecito utilizzo di buste recanti il segno distintivo altrui e cioè il patronimico caratterizzante il marchio altrui nell’ambito della vita della società di durata inferiore ad un anno non avevano valenza tale da richiedere ed ottenere la pubblicazione della sentenza di condanna.
In pratica la Corte ha ritenuto che:
l’illecito non fosse particolarmente grave anche
avuto riguardo al periodo di solo un anno di vita della società, ormai sciolta, e
per fatti di concorrenza sleale remoti nel tempo.
(Corte di Appello di Brescia, 1 sezione civile, sentenza n. 543 pubblicata il 04-05-2015, presidente A. Bitonte).
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