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Timestamp: 2017-12-11 05:44:34+00:00
Document Index: 3888723

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 56', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 37', 'art.18']

In ogni provincia è costituito l'Ordine degli ingegneri e l'Ordine degli architetti, aventi sede nel Comune capoluogo.
Ogni Ordine provvede alla formazione dei proprio albo. Quando gli iscritti nell'albo non raggiungono il numero di 25, essi saranno iscritti nell'albo di un capoluogo vicino, che sarà determinato dal Primo Presidente della Corte di Appello (2).
L'albo conterrà per ogni singolo iscritto: il cognome ed il nome, la paternità (3), la residenza. L'iscrizione nell'albo ha luogo per ordine alfabetico. Accanto ad ogni nome saranno annotate la data e la natura dei titolo che abilita all'esercizio della professione, con eventuale indicazione dell'autorità da cui il titolo stesso fu rilasciato, nonché la data della iscrizione. Chi si trova iscritto nell'albo devo comunicare al Consiglio dell'Ordine mediante lettera raccomandata, l'eventuale cambiamento di residenza.
Per essere iscritto nell'albo occorre aver superato l'esame di Stato per l'esercito della professione di ingegnere e di quella di architetto, ai sensi dei R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909, salve le disposizioni dell'art. 60 del presente regolamento (4). Potranno essere iscritti nell'albo a termini dell'art 3, capoverso, della legge 24 giugno 1923, n.1395, anche gli ufficiali generali e superiori dell'arma del Genio che siano abilitati all'esercizio della professione, ai sensi dei R.D. 6 settembre 1902, n. 485.
Per esercitate in tutto il territorio della Repubblica le professioni di ingegnere e di architetto è necessario aver superato l'esame di Stato, a norma dei R. D. 31 dicembre 1923, n. 2909, ferme restando le disposizioni transitorie della legge 24 giugno 1923, n. 1395, e del presente regolamento. Soltanto però agli iscritti nell'albo possono conferirsi le perizie e gli incarichi di cui all'art. 4 della detta legge 24 giugno 1923, n. 1395, salvo in ogni caso l'eccezione preveduta nel capoverso ultimo dello stesso art. 4 e nell'art. 56 del presente regolamento.
La domanda di iscrizione nell'albo deve essere presentata alla presidenza dell' Ordine, redatta in carta da bollo e munita dei seguenti documenti (6):
certificato di cittadinanza italiana, o certificato dello Stato avente trattamento di reciprocità con l'Italia;
certificato di aver conseguito l'approvazione nell'esame di Stato, ai sensi dell'art. 4, prima parte, del presente regolamento e salve le disposizioni del successivo articolo 60;
dichiarazione di non essere iscritto ne di aver domandato l'iscrizione in altro albo d'ingegnere o di architetto.
Non può essere iscritto nell'albo chi, per qualsiasi titolo, non abbia il godimento dei diritti civili, ovvero sia in corso in alcuna delle condanne di cui all'art. 28, prima parte, della legge 8 giugno 1874, n. 1938 sull'esercizio della professione di avvocato e procuratore, salvo che sia intervenuta la riabilitazione a termine dei Codice di procedura penale.
Non oltre tre mesi dalla data della sua presentazione, il Consiglio dell'ordine deve deliberare sulla domanda di iscrizione nell'albo. La deliberazione deve essere motivata e presa a maggioranza assoluta di voti dei presenti, in seguito a relazione di un consigliere all'uopo delegato dal presidente.
La deliberazione di cui all'art. 8 è notificata all'interessato nel termine di cinque giorni a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Nello stesso termine è data comunicazione con lettera ufficiale al Procuratore della Repubblica.
Contro la deliberazione dei Consiglio dell'Ordine l'interessato ha diritto di ricorrere all'assemblea generale (7) entro un mese dalla notificazione. Entro il medesimo termine può ricorrere anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale, qualora ritenga che la deliberazione sia contraria a disposizioni legislative o regolamentari.
Gli artt. 11, 12, 13, 14, 15 e 16 sono da considerarsi abrogati ad opera dell'art. 4 del R.D. 27 ottobre 1927, n. 2145.
Contro la deliberazione della Commissione Centrale (8) non è dato alcun mezzo di impugnazione né in via amministrativa né in via giudiziaria, salvo il ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione della Repubblica, nei casi di incompetenza o eccesso di potere.
Le spese per il funzionamento dei Consiglio Nazionale sono proporzionalmente sostenute da tutti gli Ordini professionali in ragione degli iscritti. L'ammontare delle spese viene determinato dal Consiglio Nazionale, il quale cura anche la ripartizione di esso tra i vari Consigli dell'Ordine, a norma del comma precedente, e detta le modalità per il versamento della quota spettante a ciascun Consiglio dell'Ordine. I Consigli dell'Ordine possono stabilire nei propri regolamenti interni un apposito contributo speciale a carico di tutti gli iscritti per le spese di cui al presente articolo.
La cancellazione dall'albo oltre che a seguito di giudizio disciplinare, a norma dell'art. 37, n. 2, del presente regolamento, e pronunziata dal Consiglio dell'Ordine, di ufficio o su richiesta del Pubblico Ministero, nel caso di perdita della cittadinanza italiana o del godimento dei diritti civili da qualunque titolo derivata, ovvero di condanna che costituisce impedimento alla iscrizione.
Nel caso di cancellazione, sarà data comunicazione dei provvedimento all'interessato, il quale ha facoltà di reclamare all'Assemblea generale dell'Ordine ed al Consiglio Nazionale in conformità del precedente art. 10. Cessate le cause che hanno motivato la cancellazione dall'albo, l'interessato può fare domanda per esservi riammesso. Ove questa non sia accolta, egli potrà presentare ricorso in conformità al suindicato art. 10.
Indipendentemente dalle iscrizioni o cancellazioni individuali, a norma degli articoli precedenti, il Consiglio dell'Ordine, nel mese di gennaio di ogni anno provvederà alla revisione dell'albo, portandovi le varianti che fossero necessarie. I provvedimenti adottati saranno comunicati agli interessati i quali avranno diritto di reclamo in conformità del precedente art. 10.
L'albo, stampato a cura e spese dell'Ordine è inviato alla Carte di Appello, ai Tribunali, alle Preture, alla Prefettura ed alle Camere di Commercio, aventi sede nel distretto dell'Ordine. Sarà pure rimesso ai Ministeri di Grazia e Giustizia, dell'Interno, dei Lavori Pubblici, dell'Istruzione, nonché al Consiglio Nazionale ed agli altri Consigli dell'Ordine. Potrà inoltre essere trasmesso a quegli Enti pubblici e privati che il Consiglio reputerà opportuno e, dietro pagamento, dovrà esserne rilasciata copia a chiunque ne faccia richiesta. Agli uffici ed Enti cui deve essere obbligatoriamente trasmesso l'albo, ai termini del presente articolo, saranno pure comunicati i provvedimenti individuali e definitivi di iscrizione e di cancellazione dall'albo.
Non si può far parte che di un solo Ordine di ingegneri o di architetti. Chi si trova iscritto nell'Ordine di una provincia, può chiedere il trasferimento dell'iscrizione in quello di un'altra, presentando domanda corredata dai documenti stabiliti dall'art. 7 e da un certificato rilasciato dal Presidente dell'Ordine al quale il richiedente appartiene, da cui risulti:
che l'istante è in regola con il pagamento dei contributo di cui all'art. 37 ed, eventualmente, di quello stabilito a norma dell'art.18.
Avvenuta l'iscrizione nell'albo del nuovo Ordine, il Presidente di questo ne darà avviso al Presidente dell'altro onde provveda alla cancellazione.
Il Consiglio dell'Ordine rilascia ad ogni iscritto apposita attestazione. L'iscrizione in un albo ha effetto per tutto il territorio della Repubblica.