Source: https://www.aib.it/struttura/commissioni-e-gruppi/2013/36155-protocollo-dintesa-carceri/
Timestamp: 2020-03-28 11:51:21+00:00
Document Index: 146178924

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 21', 'art. 153', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 21']

AIB-WEB - Protocollo d'intesa per la promozione e gestione dei servizi di biblioteca negli istituti penitenziari italiani
Descrittori: Carceri
Protocollo d’intesa per la promozione e gestione dei servizi di biblioteca negli istituti penitenziari italiani
PER LA PROMOZIONE E LA GESTIONE
DEI SERVIZI DI BIBLIOTECA
Il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, rappresentato dal Capo del Dipartimento, Giovanni Tamburino;
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, rappresentata dal Presidente, Vasco Errani;
L’Unione delle Province d’Italia, rappresentata dal Presidente, Antonino Saitta;
L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, rappresentata dal Presidente, Graziano Del Rio;
L’Associazione Italiana Biblioteche, rappresentata dal Presidente, Stefano Parise;
– l’art. 27, terzo comma, della Costituzione italiana, che sancisce la finalità rieducativa della pena;
– gli articoli 12 e 19 della L. 26 luglio 1975 n. 354 (“Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”), che prevedono esplicitamente la presenza di una biblioteca in ogni Istituto penitenziario;
– l’art. 21 del D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230 (“Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà”), in virtù del quale la biblioteca deve essere costituita da libri e periodici scelti secondo criteri che garantiscano una equilibrata rappresentazione del pluralismo culturale esistente nella società, assicurando ai soggetti in esecuzione di pena un agevole accesso alle pubblicazioni presenti in biblioteca, oltre alla possibilità di consultare altre pubblicazioni mediante l’attuazione di specifiche intese con biblioteche e centri di lettura pubblici;
– l’art. 153 del D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (“Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59”), che assegna allo Stato, alle Regioni e agli Enti Locali, ciascuno nel proprio ambito, il compito di provvedere alla promozione delle attività culturali, anche attraverso forme di integrazione con le attività relative all’istruzione scolastica e alla formazione professionale;
– la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, proclamata il 7 dicembre del 2000;
– la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’Educazione e la Formazione ai diritti umani adottata il 23 marzo 2011;
– il rapporto “Education in prison”, approvato dal Consiglio d’Europa (Strasburgo, 1990), dove si raccomanda che la biblioteca carceraria debba funzionare secondo gli stessi standard professionali delle altre biblioteche della comunità; sia diretta da un bibliotecario professionista; venga incontro ad interessi e necessità di una popolazione differenziata dal punto di vista culturale; offra libero accesso ai detenuti; fornisca una gamma di attività legate all’alfabetizzazione e alla lettura;
– la Risoluzione del Parlamento Europeo 15 dicembre 2011 n. 2897, con la quale il Parlamento europeo ha sollecitato gli Stati membri ad adottare urgenti misure per garantire che siano rispettati e tutelati i diritti fondamentali dei detenuti, in particolare i diritti delle persone vulnerabili;
– il Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche del 1994, laddove recita
“Servizi e materiali specifici devono essere forniti a quegli utenti che, per qualsiasi ragione, non abbiano la possibilità di utilizzare servizi e materiali ordinari, per esempio le minoranze linguistiche, le persone disabili, ricoverate in ospedale, detenute nelle carceri”;
– la Carta del lettore (1994) formulata dall’International Book Committee e dalla International Publishers Associations e pubblicata dall’Unesco, che sostiene che “leggere è un diritto universale”;
– le “Linee di politica bibliotecaria per le autonomie”, approvate nel 2004 dal Coordinamento dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, dall’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia e dall’Unione delle Province Italiane;
– le linee guida International Federation of Libraries Associations and Institutions (IFLA) per le Biblioteche in Carcere del 2005, dove si afferma che le biblioteche carcerarie debbano emulare il modello della biblioteca pubblica fornendo, in aggiunta, risorse per i programmi educativi e riabilitativi del carcere;
– che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria promuove interventi trattamentali finalizzati al reinserimento sociale della popolazione in esecuzione di pena, anche attraverso la realizzazione di progetti ed iniziative volte a favorire la promozione umana e culturale dei soggetti reclusi; che deve essere incentivata la partecipazione delle componenti pubbliche, private e del privato sociale più qualificate, al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
– che i Comuni, le Province e le Regioni, come sancito nelle “Linee di politica bibliotecaria per le Autonomie”, individuano nella cooperazione territoriale lo strumento per lo sviluppo programmato dei servizi bibliotecari, e che la cooperazione deve basarsi sulla facoltà di stabilire intese locali, per promuovere il coordinamento degli interventi, l’ottimizzazione delle risorse economiche, la condivisione di strumenti, l’armonizzazione dei servizi, la promozione delle attività di valorizzazione;
– che l’ AIB, in base all’art. 2 del proprio Statuto, promuove l’organizzazione e lo sviluppo in Italia delle biblioteche e di un servizio bibliotecario che tenga in considerazione le esigenze dei cittadini, ricercando e promuovendo confronti e collegamenti con le forze sociali, culturali, politiche, sindacali, economiche, imprenditoriali, nonché dell’istruzione e della ricerca per il raggiungimento di tale obiettivo;
– che l’ AIB, in forza del Decreto del Ministro della Giustizia del 7 gennaio 2013 risulta annotata nell’elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate, istituito ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 9 novembre 2007 n. 206;
– che il diritto alla lettura e l’accesso all’informazione costituiscono aspetti fondamentali e non rinunciabili nei programmi di trattamento e di reinserimento sociale delle persone in esecuzione di pena, quali elementi in grado di supportare il percorso di crescita personale e culturale finalizzato alla piena realizzazione di sé nei diversi ambiti di vita (famiglia, lavoro, contesto sociale);
– che le parti ritengono fondamentale promuovere il valore della cultura come strumento per il recupero sociale delle persone sottoposte ad esecuzione di pena ed intendono promuovere accordi di collaborazione tra le Amministrazioni Locali – responsabili del servizio di pubblica lettura sul territorio – e le Direzioni degli istituti penitenziari titolari della gestione del servizio di biblioteca interno al carcere;
– che per il raggiungimento degli obiettivi del presente accordo appare necessario intervenire partendo dalle situazioni presenti a livello locale, dove le relazioni tra i vari attori trovano un’immediata concretezza operativa, nel rispetto dei differenti ruoli e competenze istituzionali e che – sotto questo profilo – si ritiene che il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria abbia un ruolo centrale nell’individuazione e promozione delle esigenze dei soggetti reclusi presso gli altri attori istituzionali,
Art. 2 – Linee guida IFLA
Le parti assumono le “Linee Guida per i servizi bibliotecari ai detenuti” redatte dall’IFLA – International Federation of Libraries Associations and Institutions (versione italiana http://www.aib.it/aib/cen/ifla/lsn.htm) come punto di riferimento ottimale e ideale per la progettazione e l’erogazione dei servizi di biblioteca negli istituti penitenziari italiani e come obiettivo a cui tendere.
Il presente documento, nel rispetto delle rispettive competenze e autonomie, costituisce una linea guida per i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), le Direzioni degli Istituti penitenziari, le Amministrazioni regionali, comunali, provinciali e per ogni altro ente o agenzia responsabile dei servizi bibliotecari sul territorio, nonché per i rispettivi responsabili e amministratori, per i bibliotecari ed i soggetti a qualsiasi titolo coinvolti in progetti di promozione e sviluppo del servizio di biblioteca all’interno degli Istituti penitenziari italiani.
Art. 4 – Accordi quadro e convenzioni
Gli accordi quadro fra i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) e le Amministrazioni regionali o gli Enti Locali di riferimento, richiamano espressamente il presente protocollo conformandosi – fatte salve specifiche esigenze di contesto – alle indicazioni dei successivi artt. 5 e 6.
Le convenzioni fra le Direzioni degli istituti penitenziari, le Amministrazioni e le realtà territoriali locali recepiscono e declinano nella dimensione locale le specifiche esigenze di contesto eventualmente individuate negli accordi quadro.
Art. 5 – Funzione della biblioteca
l’integrazione del servizio bibliotecario interno con le biblioteche del territorio, mediante l’inserimento delle biblioteche penitenziarie nel circuito del prestito interbibliotecario territoriale;
Al fine garantire la massima efficacia della collaborazione fra il servizio bibliotecario interno all’Istituto penitenziario e quello territoriale, il regolamento della biblioteca interna e le procedure operative sono armonizzate – laddove possibile e nel rispetto delle norme di sicurezza – con quelli delle biblioteche esterne coinvolte nella collaborazione;
Art.7 – Soggetti esterni
Art.8 – Finanziamenti e oneri
Le iniziative derivanti dal presente protocollo non devono prevedere oneri a valere sugli ordinari capitoli di bilancio dell’Amministrazione penitenziaria
I soggetti firmatari del presente protocollo s’impegnano affinché le risorse necessarie alla realizzazione delle diverse iniziative possano essere ottenute attraverso la partecipazione a bandi di finanziamento pubblici o privati.
Art.9 – Comitato attuativo
Art. 10 – Durata, rinnovi e recesso
Il presente protocollo ha durata triennale a decorrere dalla data di sottoscrizione.
Eventuali rinnovi sono disposti conformemente alle disposizioni di legge a cui le amministrazioni firmatarie sono sottoposte.
E’ ammessa la facoltà di recesso, da esercitare mediante comunicazione avente valore legale inviata agli altri sottoscrittori, fermo restando che dovrà essere garantito il completamento delle eventuali iniziative già poste in essere.
Il Presidente, Vasco Errani
Il Presidente, Antonino Saitta
Il Presidente, Graziano Del Rio
Il presidente, Stefano Parise
l’Ente/Comune di ………………..
La Direzione dell’Istituto penitenziario di ……………………………………..
Premesso che l’Ordinamento Penitenziario stabilisce che presso ogni Istituto penitenziario deve essere presente un servizio di biblioteca come risorsa significativa per la realizzazione del trattamento dei detenuti e degli internati; in particolare il D.P.R. 230/2000 (art. 21) prevede che tale servizio sia arricchito e potenziato “…anche attraverso intese con biblioteche e centri di lettura pubblici presenti nel luogo dove è situato l’istituto…” e che i detenuti e gli internati siano favoriti quanto più possibile nella fruizione di tale servizio.
il protocollo di intesa siglato tra il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP), la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia, l’ Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e l’
Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) in data ______________________;
L’Ente/ Comune di ………………………………..
la Direzione dell’Istituto penitenziario di …………………………….
E’ istituito un rapporto organico tra Servizio di Biblioteca gestito dall’Ente/Comune di ………………………… e il servizio di biblioteca all’interno dell’istituto penitenziario…………………………………………………………………
L’ (Ente/Comune) si impegna a garantire, almeno _______ volte a settimana, la presenza in Istituto di n. _____unità del personale autorizzato, che avrà accesso all’interno dell’Istituto, nei reparti e nelle sezioni individuate con la Direzione dell’Istituto, nei seguenti giorni e orari:
Al di fuori di tali giorni ed orari, gli operatori del (Comune ) potranno accedere nell’Istituto, nelle biblioteche e nelle diverse sezioni, per motivi del loro servizio, nei limiti del seguente orario:
Il personale della ISBCC che opera all’interno dell’Istituto si occupa del prestito tra le diverse biblioteche di sezione, del prestito presso le sezioni dove non sia ancora presente una biblioteca di sezione, e del prestito interbibliotecario con la/le altre biblioteche del territorio. I detenuti scrivani di Biblioteca sono selezionati dalla Direzione di concerto con il personale del Comune e collaborano a tali attività nei modi consentiti dall’Ordinamento e dal Regolamento Penitenziario;
Saranno consentiti, previ i necessari controlli, l’ingresso e l’uscita del materiale librario e documentario e di ogni forma di documento a stampa o su supporto multimediale, se legalmente pubblicati, al/dal locale/i biblioteca;
Il/L’ (Ente/Comune), oltre alla competenza professionale per tutti gli aspettibiblioteconomici, si impegna a fornire la propria consulenza tecnica per larealizzazione – in collaborazione con i referenti informaticidell’Amministrazione penitenziaria – delle reti locali (LAN) e per la connessione alla rete territoriale (WAN) e al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), compatibilmente con le esigenze di sicurezza dell’Istituto penitenziario;
L’/Il (Ente/Comune) si impegna a incrementare, nella misura delle proprie risorse disponibili, il patrimonio librario e documentario (libri, periodici, video, CD, ecc.);
Le iniziative derivanti dal presente accordo non devono prevedere oneri a valere sugli ordinari capitoli di bilancio dell’Amministrazione penitenziaria;
Il patrimonio librario già presente rimane di proprietà dell’Amministrazione Penitenziaria, quello fornito dall’ (Ente/Comune) viene concesso in comodato gratuito. La provenienza del materiale viene annotata sugli inventari;
E’ previsto il prestito interbibliotecario, su base di reciprocità, con le biblioteche del Sistema Bibliotecario (Territoriale/Comunale);
L’aggiornamento del patrimonio librario e documentario è affidato alla professionalità degli operatori del (Ente/Comune);
Le parti si impegnano ad elaborare congiuntamente un regolamento per la fruizione del servizio (modalità di consultazione, prestito, eventuali altri servizi), compatibilmente con le esigenze organizzative e di sicurezza dell’Istituto penitenziario;
Il presente Protocollo operativo ha la durata di due anni dalla data della sottoscrizione e si intende tacitamente rinnovato ad ogni scadenza, salvo dichiarazione scritta di recesso, almeno un mese prima della scadenza, da parte di una delle parti.
Per l’Istituto Penitenziario di _______________________________________
Per il/l’ (Ente/Comune) di _________________________________________
URL: https://www.aib.it/struttura/commissioni-e-gruppi/2013/36155-protocollo-dintesa-carceri/. Copyright AIB 2013-07-24. A cura di Vanni Bertini, ultima modifica 2015-12-06