Source: http://www.giurcost.org/decisioni/trVII/AltaCorte/0010-49.html
Timestamp: 2020-02-17 12:53:59+00:00
Document Index: 156540923

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 14', 'art. 33', 'art. 828', 'art. 14', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 43']

Consulta OnLine - Alta Corte per la Regione siciliana - Decisione n. 10 del 1949
Decisione 15 aprile 1949 – 5 agosto 1949, n. 10
sul ricorso del Commissario dello Stato contro la legge approvata dalla Assemblea regionale il 16 marzo 1949, concernente: « Istituzione dell’Azienda delle foreste demaniali nella Regione Siciliana e approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 1947-48 e altre norme di carattere finanziario »
Presidente: SCAVONETTI; Relatore ed Estensore: VASSALLI; P. M.: EULA. - Commissario Stato (Avv. St. SELVAGGI) - Regione Siciliana (Avv.ti AUSIELLO, ORLANDO CASCIO).
Ritenuto che la legge regionale impugnata dispone, all’art. 1, ch’è istituita alle dipendenze dell’Assessorato dell’agricoltura e delle foreste l’azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana; che l’azienda stessa ha bilancio proprio ed è amministrata, fino a quando non sia diversamente stabilito, secondo le norme che regolano l’amministrazione dell’azienda di Stato delle foreste demaniali, in quanto applicabili; che il Governo della Regione è autorizzato ad emanare norme per adeguare quelle in vigore per l’azienda di Stato alle esigenze dell’azienda della Regione; le quali norme saranno sottoposte alla ratifica dell’Assemblea entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore dispone, all’art. 2, che è approvato il bilancio dell’azienda della Regione per l’esercizio finanziario 1947-48, di cui all’annessa tabella A, bilancio inserito sotto l’appendice n. 1 nel bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 1947-48, autorizzandosi l’Assessore per le finanze ad adottare i provvedimenti necessari per assicurare provvisoriamente il servizio di tesoreria dell’azienda della Regione; dispone, all’art. 3, essere autorizzata a carico del bilancio della Regione la spesa di L. 10.650.000 per contributo a pareggio del bilancio dell’azienda della Regione per l’esercizio finanziario 1947-48, ed essere autorizzato l’Assessore per le finanze, per l’esercizio stesso, ad apportare, con propri decreti, al bilancio dell’azienda le variazioni che si rendano necessarie nel corso della gestione.
Ritenuto che col primo motivo di ricorso il Commissario dello Stato impugna la legge, in quanto mancherebbe il presupposto della medesima, sostituito dal passaggio alla Regione del demanio forestale dello Stato, passaggio che non sarebbesi verificato per effetto dell’art. 33 dello Statuto siciliano, contenente una mera enunciazione programmatica alla quale dovrebbe tener dietro altra legge delle Stato; che col motivo secondo si contesta che possa la Regione operare di sua iniziativa il passaggio a se medesima di una funzione dello Stato, quale quella esercitata dall’azienda di Stato delle foreste demaniali, a ciò ostando l’art. VIII delle disposizioni transitorie della Costituzione della Repubblica; che, subordinatamente, si muove sulla costituzionalità della disposizione contenuta negli ultimi due comma dell’art. 1 della legge, come contenenti una delega di potestà legislativa non conforme allo Statuto siciliano e, infine, si muove critica all’approvazione da parte dell’Assemblea del bilancio preventivo dell’azienda regionale per l’esercizio 1947-48; quando la gestione di tale esercizio è ormai chiusa dall’azienda di Stato, nel cui conto consuntivo non figura il contributo di L. 10.650.000, che la Regione intenderebbe corrispondere.
Ritenuto, per quanto concerne il primo motivo, che il trasferimento al patrimonio indisponibile della Regione delle foreste « che a norma delle leggi in materia costituiscono (oggi) il demanio forestale dello Stato nella Regione » si è operato per virtù dell’art. 33 dello Statuto per la Sicilia, con effetto immediato e senza che altra manifestazione di volontà statuale sia richiesta, oltre quella per cui fu approvato lo Statuto stesso, sia per il chiaro tenore della detta disposizione, avente esatto riscontro in quelle degli artt. 32 e 34, relative ai beni del demanio pubblico, agli altri beni patrimoniali dello Stato, nonché ai beni vacanti, i quali tutti sono attribuiti all’ente Regione con effetto attuale o immediato, sia per il rapporto di necessità in cui trovasi l’attribuzione di un patrimonio con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico, avente i fini patrimoniali e pubblicistici propri dell’ente Regione, sia infine — per quanto più particolarmente attiene al demanio forestale — anche in connessione con il disposto dell’art. 14 dello stesso Statuto siciliano, che enuncia l’agricoltura e le foreste come la prima tra le materie rispetto alle quali la Regione ha potestà di legislazione esclusiva. Né sussiste l’esigenza, pur rilevata dal ricorrente Commissario, che siano precisati la natura e i limiti della indisponibilità dei beni patrimoniali in oggetto, in quanto lo Statuto regionale, riproducendo agli articoli 32, 33 e 34 la terminologia e i criteri sistematici adottati dal codice civile vigente per quanto riguarda i beni appartenenti allo Stato e dichiarando che le foreste costituenti oggi il demanio forestale dello Stato fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione (comma 2, dell’art. 33); ha con ciò senz’altro richiamato la disciplina stabilita per i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato dall’art. 828, comma 2, del codice civile. Ritenuto, per quanto concerne il secondo motivo, che l’istituzione alle dipendenze dell’Assessorato per l’agricoltura dell’azienda delle foreste demaniali della Regione Siciliana non implica che il passaggio di funzioni amministrative dallo Stato alla Regione, siasi operato dalla Regione di sua propria autorità. Discende dallo Statuto, e più particolarmente nella soggetta materia dalle disposizioni degli articoli 14, 20 e 33, che la Regione abbia potestà di organizzare amministrativamente il patrimonio attribuitole, il che appunto essa ha fatto creando per le foreste un organismo autonomo sul tipo e in aderenza di quello medesimo che a suo tempo lo Stato ebbe a costituire per accentrarvi l’amministrazione del suo demanio forestale. La competenza legislativa esclusiva attribuita alla Regione in materia di foreste (art. 14) non può non proiettarsi sul piano organizzativo e amministrativo, in conformità delle esigenze specifiche che si riconnettono alla assegnazione di beni implicanti una pubblica funzione (art. 33, comma 2) e per la necessaria connessione tra potestà legislativa e potestà amministrativa ch’é, del resto, rilevata in modo generale dal disposto dell’art. 20 dello Statuto regionale ed espressamente richiamata, proprio nella materia dell’agricoltura e foreste, dall’art. 1 del decreto legislativo 7 maggio 1948, n. 789.
La legge regionale 1 luglio 1947, n. 3, sull’ordinamento giuridico e amministrativo della Regione, stabilendo all’art. 2, che « fino a quando l’Assemblea regionale non avrà proceduto a regolare l’ordinamento amministrativo della Regione, i poteri del Governo regionale saranno esercitati a mezzo degli organi attualmente esistenti secondo le rispettive competenze », e il decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 507, sulla disciplina provvisoria dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Siciliana, stabilendo tra l’altro all’art. 3 che « fino a quando non sarà intervenuto il passaggio alla Regione dei servizi ad essa spettanti e del personale addettovi, lo Stato continuerà a provvedere, per conto della Regione, al pagamento delle spese relative », contro il versamento delle somme necessarie, da parte della Regione, in un importo mensile provvisorio o salvo il conteggio finale, sono norme legislative le quali ben valgono a scolpire i lineamenti del sistema, a norma del quale l’organizzazione dei diversi servizi da parte della Regione è distinta, nel concetto o nel tempo, dalla competenza funzionale della medesima, la quale, discendendo dallo Statuto, importa immediatamente a carico della Regione il costo di quei servizi che per tempo più o meno lungo continuano ad essere svolti a mezzo di organismi o di personale dell’amministrazione statale.
Siffatti rilievi rendono superfluo che s’indugi nel determinare in maniera generale i limiti di applicazione del disposto del comma secondo, periodo primo, dell’art. VIII delle disposizioni transitorie e finali della Carta costituzionale, a norma del quale «leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuito alle Regioni »; dappoiché rispetto alle funzioni di amministrazione che competono alla Regione Siciliana per virtù del suo Statuto il solo problema pratico è quello considerato dall’art. 43 dello Statuto stesso, e cioè che si predispongano le norme relative al passaggio degli uffici e del personale dallo Stato alla Regione. Questo problema, d’ordine più specificatamente esecutivo richiederà indubbiamente — anche rispetto alla soggetta materia — la esplicazione di una attività concordata tra Stato e Regione, sia per la più esatta identificazione dei beni di cui si è trasferita la proprietà e la gestione, sia per il passaggio di uffici e di personale. Ma ciò non tocca la validità costituzionale del progetto contenuto nella legge regionale di cui trattasi.
Ritenuto che con la disposizione contenuta negli ultimi due commi della legge regionale impugnata non si è operata delega di potestà legislativa al Governo regionale senza limite di tempo, fuori di urgente o improrogabile necessità e senza l’osservanza di altre prescrizioni statutarie, poichè trattasi nella specie, come si è visto, di attribuzioni comprese nell’ambito dell’ordinaria potestà regolamentare, rispetto alle quali anzi la legge ha voluto porre l’ulteriore garanzia della presentazione delle norme entro sei mesi dalla loro entrata in vigore all’Assemblea per la ratifica da parte delle medesima. Che, infine, la denunciata tardività dell’iscrizione in bilancio della somma di L. 10.650.000 per contributo a pareggio del bilancio dell’azienda delle foreste demaniali della Regione Siciliana per l’ esercizio finanziario 1947-48, non si presta a critica di carattere giuridico, postoché, essendo le spese dell’azienda di Stato già a carico della Regione, per quanto concerne le foreste demaniali ivi esistenti, non si tratta che di una appostazione del debito nel bilancio regionale.
La Corte rigetta il ricorso proposto dal Commissario dello Stato contro la legge deliberata il 16 marzo 1949 dall’Assemblea siciliana avente per oggetto « Istituzione dell’azienda delle foreste demaniali della Regione Siciliana e approvazione del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 1947-48 e altre norme di carattere finanziario ».