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Timestamp: 2017-08-22 05:34:48+00:00
Document Index: 64060994

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 209', 'art. 1', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 209', 'art. 91', 'art. 91']

Cablaggio dei palazzi e...
31 Ottobre 2012 ore 19:23
decreto sviluppo bis , cablaggio , fibra ottica
Il decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo contiene una serie di prescrizioni che –già da oggi e a maggior ragione una volta intervenuta la legge di conversione – hanno lo specifico obiettivo di favorire la crescita, lo sviluppo dell'economia e della cultura digitali, attuare politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali.
Una delle misure che, anche ai fini che ci occupano, merita particolare attenzione, è quella relativa alla possibilità di accedere ad edifici privati per l'installazione e manutenzione di reti in fibra ottica.
Prima di soffermarci sulla novità legislativa è bene inquadrare il contesto nel quale è stata inserita.
Il d.lgs. n. 259/03 contiene disposizioni atte a disciplinare i vari aspetti riguardanti le comunicazioni elettroniche e quindi anche lo sviluppo della tecnologia digitale.
L'art. 91 del succitato decreto è dedicato alle limitazioni legali alla proprietà che s'è inteso imporre al fine di favorire l'installazione delle infrastrutture elettroniche e quindi lo sviluppo della tecnologia.
La norma rubricata, per l'appunto, Limitazioni legali della proprietà, recita:
Tale limitazione è completata dall'art. 209 del medesimo decreto che recita:
Si tratta del famoso diritto d'antenna; in sostanza i condomini possono installare un'antenna sulle parti comuni e nelle parti di loro proprietà o addirittura nell'altrui proprietà al fine di ricevere il segnale radiotelevisivo o digitale.
Ad ogni buon conto, la Corte di Cassazione, intervenuta varie volte sull'argomento, in una delle più recenti pronunce in tema ha avuto modo di specificare che con riguardo ad un edificio in condominio ed all'installazione d'apparecchi per la ricezione di programmi radio-televisivi, il diritto di collocare nell'altrui proprietà antenne televisive, riconosciuto dagli art. 1 e 3 l. 6 maggio 1940 n. 554 e 231 d.P.R. 29 marzo 1973 n. 156 (ed attualmente regolato dagli art. 91 e 209 d.lg. 1 agosto 2003 n. 259), è subordinato all'impossibilità per l'utente di servizi radiotelevisivi di utilizzare spazi propri, poiché il diritto all'installazione non comporta anche quello di scegliere a piacimento il sito preferito per l'antenna. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda di installazione dell'antenna sul lastrico solare di proprietà di un altro condominio, in quanto era possibile collocarla sul torrino scala condominiale) (Cass. 21 aprile 2009 n. 9427 in Giust. civ. 2010, 11, I, 2629).
Antenne di operatori del settore
Leggermente diverso il discorso per quanto riguarda gli operatori del settore telecomunicazioni (telefonia, internet, ecc.).
Fino ad ora il diritto di accesso all'altrui proprietà, sotto forma di limitazione del diritto di proprietà (art. 91 d.lgs n. 259/03) o di servitù (art. 92 d.lgs n. 259/03), è stato limitato al passaggio di cavi, fili, ecc.
Per installazione di antenne e simili, come sottolineato dal quinto comma dell'art. 209 d.lgs. n 259/03 è necessario il consenso del proprietario o del condominio, cui è dovuta un'equa indennità che, in mancanza di accordo fra le parti, sarà determinata dall'autorità giudiziaria.
Novità del Decreto-Sviluppo bis
Il succitato decreto n. 179/12 ha introdotto una rilevante novità per ciò che concerne le reti in fibra ottica attraverso una novella del più volte citato art. 91.
In esso è stato aggiunto il comma 4-bis che, allo stato attuale, recita:
4-bis. L'operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della propria rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettroniche. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione.
Una norma del genere ha un effetto dirompente in quanto, impone ai condomini, ed ai singoli proprietari di palazzi di accettare ogni ingresso ed installazione finalizzati allo scopo previsto dalla norma.
Pare evidente che tali operazioni dovranno essere effettuate quanto meno nel rispetto di quanto stabilito dal terzo comma dell'art. 91 d.lgs n. 259/03.
Si tratta di una novità legislativa che non è passata indenne da critiche anche sotto i profili della costituzionalità in quanto assoggetta troppo fortemente la proprietà privata ad un interesse economico altrui.
Articolo: Cablaggio dei palazzi e Decreto Sviluppo bis
Cablaggio dei palazzi e Decreto Sviluppo bis: Commenti e opinioni
Venerdì 9 Novembre 2012, alle ore 11:33
A casa mia il telefono arriva attraverso cavi interrati
Dovrò forse, ahimè a mie spese, fare emergere i pozzetti d'ispezione. Le seguenti spese:
1) localizzazione dei pozzetti col georadar per scavare SOLO sopra i pozzetti;
2) gli scavi;
3) le prolunghe dei pozzetti ed i relativi coperchi;
4) il rialzo dei pozzetti al livello dell'asfalto;
5) il ripristino del manto stradale;
posso detrarle?
Cos'altro posso detrarre?
In caso positivo, cosa debbo fare concretamente per beneficiare delle eventuali agevolazioni?
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