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Timestamp: 2016-10-27 08:59:45+00:00
Document Index: 83149450

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'DTF ', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'DTF ', 'art. 28', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ']

I 299/01 (09.07.2002)
Giudici federali Borella, Presidente, R�edi, Soldini, supplente; Grisanti, cancelliere
(Giudizio del 1� marzo 2001)
M.________, cittadino italiano nato nel 1961, ha lavorato in Svizzera come frontaliere, versando regolari contributi di legge. In data 11 gennaio 1993 ha presentato una domanda di rendita all'assicurazione svizzera per l'invalidit� a dipendenza di una incapacit� di guadagno addebitabile a una frattura pluriframmentaria intrarticolare del calcagno sinistro, riportata a seguito di un infortunio non professionale avvenuto il 9 gennaio 1992 e assunto dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) quando era alle dipendenze di una ditta di V.-------- in qualit� di manovale, e a una recidiva di ernia discale L4-L5 sinistra, gi� asportata nel 1984, che ha reso necessario un nuovo intervento operatorio nel maggio del 1993 e successive degenze ospedaliere, constringendo l'interessato a cessare definitivamente l'attivit� lavorativa.
Con due separate decisioni del 10 ottobre 1995, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, basandosi sul preavviso del competente Ufficio cantonale, ha accordato all'istante una rendita intera di invalidit� dal 1� gennaio al 30 settembre 1993 e una mezza prestazione dal 1� ottobre al 31 dicembre successivi.
Con l'assistenza del Patronato INCA, M.________, contestando la misura di soppressione di prestazione dopo il 31 dicembre 1993, � insorto alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, la quale, con giudizio 23 ottobre 1996, ha annullato il provvedimento impugnato e retrocesso gli atti all'amministrazione per complemento istruttorio e nuova decisione.
Il successivo ricorso di diritto amministrativo interposto dall'Ufficio AI del Cantone Ticino � stato respinto con sentenza 5 giugno 1997 dal Tribunale federale delle assicurazioni, il quale, censurando in particolare il mancato esame da parte del servizio medico amministrativo dei nuovi referti sanitari prodotti da M.________ e suscettibili di documentare un deterioramento dello stato valetudinario dell'interessato, ha rilevato un lacunoso accertamento dei fatti.
Disposti nuovi rilevamenti medici ed economici, l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha riscontrato un peggioramento dello stato di salute dell'interessato dall'aprile 1995 e una sua ridotta capacit� lavorativa del 50% in attivit� adeguate, con conseguente attestazione al 63% del grado d'invalidit�. Con nuova decisione 1� ottobre 1999 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero ha tuttavia negato ad M.________ il diritto a una mezza rendita dal 1� aprile 1995 per carenza del requisito assicurativo e, meglio, poich� l'interessato non poteva far valere, secondo la normativa convenzionale italo-svizzera in materia, almeno dodici mesi di contribuzione nei tre anni immediatamente precedenti il diritto alla rendita.
Nuovamente aditi da M.________, i giudici commissionali, con pronunzia 1� marzo 2001, hanno confermato la soppressione della rendita a decorrere dal 1� gennaio 1994 per carenza di invalidit� pensionabile e negato l'assegnazione di una prestazione a partire dal 1� aprile 1995 per difetto del requisito assicurativo. Dando seguito a una domanda di interpretazione dell'amministrazione, il Presidente della Commissione ha infine disposto la trasmissione degli atti all'amministrazione medesima, affinch�, conformemente alla modifica legislativa entrata in vigore il 1� gennaio 2001 che ha comportato la soppressione del presupposto assicurativo, si pronunciasse d'ufficio sul diritto alla rendita a partire da tale data ed emanasse una nuova decisione.
Ora patrocinato dall'avv. Fulvio Pezzati, M.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni riproponendo il riconoscimento di una rendita intera d'invalidit� dal 1� gennaio 1994 e contestando, quanto meno implicitamente, in subordine la carenza della qualit� di assicurato rilevata dall'amministrazione e dai primi giudici.
Oggetto della lite � il tema di sapere se M.________ abbia diritto a una rendita (intera) di invalidit� anche dopo il 31 dicembre 1993, ritenuto che i primi giudici gli hanno negato ogni prestazione - per il periodo dal 1� gennaio 1994 al 31 marzo 1995 - per mancanza di invalidit� pensionabile, e - a partire dal 1� aprile 1995 - per difetto del necessario requisito assicurativo.
2.1 Nei considerandi dell'impugnato giudizio, i giudici di prime cure hanno gi� correttamente esposto i presupposti che un cittadino italiano residente in Italia deve adempiere per avere diritto a una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�, rilevando in particolare come in sostanza, secondo l'ordinamento valido fino al 31 dicembre 2000 - applicabile al caso di specie, dovendo il giudice valutare la decisione amministrativa deferitagli sulla base della situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa � stata emanata (DTF 121 V 366 consid. 1b e riferimenti) -, il cittadino italiano debba avere contribuito per almeno un anno all'AVS/AI svizzera, debba essere invalido ai sensi della legge svizzera e infine debba essere assicurato alle assicurazioni sociali svizzere oppure a quelle patrie al verificarsi dell'evento assicurato. A detta esposizione pu� essere fatto riferimento e prestata adesione.
E' comunque opportuno ribadire per chiarezza che, secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI, l'invalidit� � l'incapacit� di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermit� congenita, malattia o infortunio e che, a norma dell'art. 28 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto a una rendita intera se � invalido almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se � invalido almeno al 50% o a un quarto di rendita se � invalido almeno al 40%. Conformemente all'art. 29 cpv. 1 LAI, il diritto alla rendita giusta l'art. 28 LAI nasce il pi� presto nel momento in cui l'assicurato presenta una incapacit� permanente di guadagno pari almeno al 40% (lett. a), oppure in caso in cui � stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lett. b). Tuttavia, per gli assicurati non domiciliati n� dimoranti abitualmente in Svizzera, il diritto alla rendita giusta la lett. b dell'art. 29 cpv. 1 LAI insorge soltanto al momento in cui essi siano stati, per un anno, incapaci al lavoro per almeno il 50% in media e presentino, alla scadenza del periodo di attesa, una invalidit� pari almeno al 50% (art. 28 cpv. 1ter LAI e DTF 121 V 264 consid. 5 e 6).
Ai sensi dell'art. 28 cpv. 2 LAI, l'invalidit� � determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidit� e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di una attivit� lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
In altre parole, l'invalidit�, nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere, � un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b. 110 V 275 consid. 4a), i dati economici essendo determinanti. Tuttavia, qualora essi difettino per l'inattivit� dell'assicurato, ci si fonder� sui fatti di natura medica, purch� permettano di valutare l'incapacit� lavorativa dell'interessato nell'attivit� da lui ragionevolmente esigibile (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).
Fondandosi sugli accertamenti esperiti dai medici della Clinica X.--------, che, peraltro senza pronunciarsi formalmente sulla capacit� lavorativa del ricorrente nel corso del 1994, avevano peritato M.________ nel gennaio del 1995 e avevano concluso per una sua piena abilit� in lavori pi� leggeri, che non avessero richiesto il sollevamento di carichi superiori ai 20 kg e avessero consentito di alternare la posizione eretta a quella seduta, i giudici di prime cure, osservando tra l'altro come lo stesso manifestasse una pronunciata callosit� delle mani e delle unghie e avesse ammesso di coadiuvare i genitori nella conduzione dell'azienda agricola dal settembre 1993, hanno valutato la capacit� di guadagno dell'insorgente in attivit� adeguate e confacenti in misura superiore al 50% e, di conseguenza, hanno negato l'assegnazione di una rendita d'invalidit� dal 1� gennaio 1994. A sostegno di tale conclusione, la pronunzia impugnata richiama pure le valutazioni del medico di circondario dell'INSAI, dott. C.--------, secondo il quale l'insorgente, se dotato di scarpe ortopediche adatte, sarebbe stato in grado di continuare a esercitare la propria attivit� nell'edilizia, anche se ci� avesse comportato il sollevamento di carichi pesanti e spostamenti su terreni sconnessi. Priva di rilievo � invece stata considerata la circostanza per cui l'assicuratore malattia del richiedente avrebbe versato prestazioni al proprio assicurato per un'incapacit� lavorativa totale per tutto il 1994. I primi giudici hanno infatti rilevato a tal proposito che la copertura di malattia era circoscritta alla perdita di guadagno nell'attivit� specifica svolta nell'azienda e che comunque il dott. S.--------, specialista in medicina infortunistica, interpellato dalla Cassa malati Sanitas per un parere, aveva evidenziato la possibilit� di potenziare nettamente l'abilit� lavorativa del ricorrente in caso di un suo impiego in prossimit� del domicilio, ci� che gli avrebbe evitato di spostarsi in automobile, migliorando cos� la situazione sciatalgica.
Il complemento d'istruttoria ordinato da questa Corte con la sentenza 5 giugno 1997 non ha portato l'inequivocabile chiarimento auspicato. In effetti, i medici di L.--------, incaricati dall'Ufficio AI cantonale di pronunciarsi nuovamente sul caso, hanno s� tratto conclusioni perentorie per il futuro, ma non per l'anno 1994. Infatti, se da un lato i periti hanno escluso che il ricorrente potesse ancora svolgere attivit� di manovalanza nell'edilizia, affermando che solo dal giugno 1998 sarebbe entrata in considerazione la possibilit� di eseguire attivit� leggere al 50%, essi si sono dall'altro espressamente astenuti da qualsiasi valutazione per l'anno 1994, non avendo a disposizione atti medici relativi all'affezione vertebrale.
Gli ulteriori accertamenti istruttori hanno nondimeno consentito di acquisire l'incarto della Cassa malati Sanitas, che, come detto, aveva corrisposto al proprio assicurato la piena indennit� giornaliera per perdita di guadagno durante tutto il 1994 fino al 21 agosto 1995. Vi figura in particolare un rapporto del 18 maggio 1994 del gi� citato dott. S.--------, il quale, esaminate complessivamente le diverse affezioni, aveva concluso per una piena inabilit� al lavoro dell'interessato, da ricondurre in parte (nella misura del 50%) alle conseguenze dell'infortunio professionale al calcagno e per l'ulteriore 50% - riservata una sua attenuazione in caso di impiego in prossimit� del domicilio - alle affezioni alla schiena, soprattutto al persistere di una sindrome lombovertebrale di grado lieve con Las�gue anteriore positivo a 65� a sinistra.
Certo, la valutazione del dott. S.-------- diverge, almeno in parte, da quella del medico di circondario dell'INSAI. Non va tuttavia dimenticato, contrariamente a quanto sembrerebbero ammettere i primi giudici, che il dott. C.--------, se da un lato ritiene il ricorrente abile al lavoro in misura completa, purch� provvisto di adeguate scarpe ortopediche, dall'altro non si pronuncia, ma anzi lascia espressamente aperta la questione dell'incapacit� lavorativa per la sindrome lombovertebrale. Egli afferma infatti testualmente, nel suo rapporto del 22 febbraio 1994, che "la persistente mioatrofia, la zoppia, deficit di forza bruta a livello dei flessori, dolori irradianti alla gamba sinistra e tutta la dolorabilit� persistente a livello della schiena, sono dei fattori extrainfortunistici e provati anche con la TAC/EMG (sofferenza neurogena)". Egli conclude pertanto per una completa esigibilit� lavorativa limitatamente ai fattori postinfortunistici.
Alla luce di quanto precede, non si pu� certo affermare che nel corso del 1994 il ricorrente fosse totalmente abile al lavoro in attivit� adeguate leggere. Dalla valutazione del dott. S.--------, avvalorata anche da rilievi obiettivi, in merito alla sindrome lombovertebrale, si deve infatti dedurre che nell'aprile del 1994, epoca alla quale risale l'accertamento, permanevano ancora diversi impedimenti non trascurabili soprattutto a livello della colonna vertebrale, che rendevano auspicabile se non necessaria una riformazione o riconversione professionale. Va invece relativizzata - anche in considerazione delle accertate ridotte capacit� intellettive dell'insorgente - la dichiarazione dello stesso di avere coadiuvato il padre nella conduzione dell'azienda agricola, non dovendo siffatta affermazione significare necessariamente che egli lavorasse in piena misura, ma potendo essa essere interpretata come conferma di una sua residua parziale capacit�.
Tenuto conto che, per le affezioni vertebrali, la convincente valutazione del dott. S.-------- ha concluso per una incapacit� lavorativa del 50% in attivit� leggere adeguate - riservata la possibilit� di un suo miglioramento in caso di svolgimento dell'attivit� sostitutiva nelle vicinanze del domicilio -, il Tribunale federale delle assicurazioni ritiene di poter graduare in via equitativa il tasso di inabilit� lavorativa attorno al 30/40%.
Partendo dal raffronto dei redditi effettuato dall'amministrazione, i cui termini sono gi� sostanzialmente stati avallati da questa Corte nel precedente giudizio 5 giugno 1997 e che non mette ora conto rimettere in discussione nemmeno alla luce della nuova giurisprudenza sviluppata nel frattempo in DTF 126 V 75 segg. - per cui il dato statistico relativo al reddito da invalido pu�, se del caso, essere ridotto fino a un massimo del 25% qualora l'assicurato, per la particolare situazione personale o professionale, non dovesse essere in grado di raggiungere il livello medio dei guadagni cos� determinati -, il grado di invalidit� che ne deriva pu� essere fissato al 50,15%, stante un'incapacit� lavorativa del 33,33%, un reddito da valido di fr. 54'770.- e un guadagno da invalido, gi� adeguato alla ridotta capacit� lavorativa residua, di fr. 27'466,66.
Per quanto precede, contrariamente a quanto rilevato dai giudici commissionali, si giustifica il riconoscimento di una mezza rendita d'invalidit� anche dopo il 31 dicembre 1993, considerato che a tale data l'adempimento del requisito assicurativo non desta discussioni di sorta. Per il resto, gli atti vengono retrocessi all'amministrazione affinch� si pronunci, nel merito, sul diritto a prestazioni a partire dal mese di aprile 1995, ritenuto che su tale questione le precedenti istanze non si sono ancora formalmente determinate, avendo esse escluso ogni obbligo prestativo per carenza del requisito assicurativo.
In parziale accoglimento del ricorso di diritto amministrativo, il giudizio querelato della Commissione di ricorso 1� marzo 2001 e la decisione amministrativa 1� ottobre 1999 sono annullati, al ricorrente essendo riconosciuto il diritto a una mezza rendita d'invalidit� anche per il periodo dal 1� gennaio 1994 al 31 marzo 1995.
La causa � rinviata all'amministrazione affinch� si pronunci sul diritto a una rendita a partire dal 1� aprile 1995 conformemente ai considerandi.
L'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero verser� al ricorrente la somma di fr. 2500.- a titolo di indennit� di parte per la procedura federale.