Source: https://www.associazionemagistrati.it/indice/1/tit/2/gpl/4/t/documenti-indice/?page=13
Timestamp: 2020-08-12 04:03:54+00:00
Document Index: 99079861

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 37', 'sentenza ']

Alessandrini, “Il magistrato di cui ci si può fidare”
"Uno che non combina sciocchezze,il prototipo del magistrato di cui tutti si possono fidare", cosìlo descrisse un'altra vittima del terrorismo, Walter Tobagi,all'indomani dell'attentato che il 29 gennaio 1979 costò la vita adEmilio Alessandrini per mano dei terroristi "rossi" di PrimaLinea. Entrato in Magistratura nel 1967 a soli 25 anni, dal1968 pm a Milano, Alessandrini per le sue grandi capacità siera visto assegnare ben presto indagini per vicende tra le piùdelicate della nostra storia nazionale, quali quella per la stragedi piazza Fontana. "Gli spararono perché lavorava tanto e bene,tutto qui", sintetizzò senza retorica il figlio Marco. (trattodalla pubblicazione del Csm "Nel loro segno")
Ciaccio Montalto, un precursore dell'Antimafia
Un siciliano che amava la suaterra, Giangiacomo Ciaccio Montalto. Certo convinto, come disse ilPresidente Pertini in occasione del suo assassinio, che la mafia,"questa ignobile minoranza", "non riuscirà mai a contaminare ilsano popolo siciliano". Cresciuto a Milano, laureatosi a Roma,vinto il concorso in Magistratura chiede così come primo incaricoTrapani, la terra delle sue radici. Tra i primi a cogliere lapresenza della mafia corleonese e le infiltrazioni di Cosa Nostranelle Istituzioni, tra i primi ad applicare la legge sul sequestrodei beni "Rognoni-La Torre" e a portare avanti indagini sulriciclaggio del denaro nelle imprese e nel sistema bancario e sultraffico d'armi, in dodici anni di intensa attività inquirenteCiaccio Montalto si rende ingombrante minaccia per gli affarimafiosi, anche per la capacità di comprendere "culturalmente" ilfenomeno, anche per il suo essere un magistrato indipendente, tantoesterno al "Palazzo" quanto capace di ascoltare i giovani ed icittadini onesti che incontrava. Il suo barbaro assassinio, ungrave errore per la mafia: Giangiacomo Ciaccio Montalto divenneesempio da seguire per generazioni di magistrati.
La Gec sulla lettera di dimissioni del Presidente Anm di Palermo
La Giunta esecutiva centraledell'Associazione Nazionale Magistrati, nel ricevere con rammariconotizia delle dimissioni presentate dal dr. Antonino Di Matteodalle cariche di presidente e componente della Giunta sezionale diPalermo, esprime sorpresa e profonda amarezza per le motivazionidallo stesso addotte a fondamento della sua scelta.
Anm sul ruolo di garanzia della Corte Costituzionale
L'Associazione NazionaleMagistrati, con riferimento alle reazioni seguite alla decisionedella Corte costituzionale sul conflitto di attribuzioni tra laPresidenza della Repubblica e la Procura di Palermo e a quelleconcernenti i possibili sviluppi della vicenda Ilva di Taranto aseguito dell'entrata in vigore del DL 3.12.2012 n. 207, ribadisceche il ricorso alla Corte costituzionale e le conseguenti decisionirappresentano il momento istituzionale più elevato di affermazionedei valori e dei principi di garanzia della nostra Costituzione edi verifica del corretto funzionamento dei rapporti fra i poteridello Stato. Va pertanto respinta ogni strumentalizzazione volta adattribuire a tali elevati meccanismi di garanzia logiche politicheo di contrapposizione fra poteri.
Intervento magistratura perche' salute è a rischio
L'Anm, con riferimento allequestioni poste dagli ultimi provvedimenti della magistraturariguardanti le vicende inerenti lo stabilimento Ilva di Taranto,pur consapevole del dramma occupazionale e sociale determinatodalle situazioni su cui tali provvedimenti hanno inciso rammentache il diritto alla salute, come quello al lavoro, è dirittofondamentale tutelato dalla Costituzione, che all'art. 41 imponeche l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo darecare danno alla libertà, alla dignità ed alla sicurezza dellapersona umana.
Accolto il ricorso Anm, incostituzionali i tagli
La Consulta ha depositato lasentenza n. 223/2012 con cui ha accolto tutte le questioni dilegittimità costituzionale sollevate dall'Anm sulla manovraeconomica 2010. Dichiarato illegittimo l'art. 9 c. 22 D.L.78/2010nella parte in cui, per gli anni 2011-2012-2013, taglial'"indennità giudiziaria", nella parte in cui statuisce un prelievodel 5% e del 10% sul reddito rispettivamente superiore ai90.000 e ai 150.000 euro lordi annui, nonché nella parte incui, per il personale di magistratura, dispone che "non sonoerogati, senza possibilità di recupero, gli acconti degli anni2011-2012-2013 e il conguaglio del triennio 2010-2012". Eancora, nella parte in cui stabilisce per i magistrati che"per il triennio 2013-2015 l'acconto spettante per l'anno 2014 èpari alla misura già prevista per l'anno 2010 e il conguaglio perl'anno 2015 viene determinato con riferimento agli anni 2009, 2010e 2014, nonché in quella in cui non esclude" che al personale dimagistratura "sia applicato il primo periodo del c. 21" dell'art. 9D.L.78/2010. Illegittima anche l'applicazione della rivalsa pari al2,50% della base contributiva prevista dall'art. 37 c. 1 D.P.R.1032/1973.
Accolti i ricorsi Anm, dichiarati incostituzionali i tagli agli stipendi
Con sentenza n. 223/12 la CorteCostituzionale ha accolto il ricorso dell'Anm su tutte le questionisollevate, dichiarando costituzionalmente illegittimi tutti i "tagli" agli stipendi previsti per gli anni 2011- 2012 -2013 dalla manovra economica 2010.
La Gec sulla legge di stabilità
La Giunta esecutiva centrale el'Ufficio sindacale dell'Anm seguono con la massima attenzionel'evolversi dell'iter di elaborazione del testo della legge distabilizzazione finanziaria all'esame del Consiglio dei Ministri.La Giunta ribadisce la propria ferma contrarietà a interventi dicarattere discriminatorio, operati in violazione del principio diequa distribuzione dei carichi fiscali e di progressività delleimposte.