Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1786-codice-civile-stabilimenti-e-locali-assimilati-agli-alberghi
Timestamp: 2019-03-20 22:19:02+00:00
Document Index: 143513388

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 52', 'art. 27', 'art. 52', 'art. 1786', 'art. 1783', 'art. 1785', 'art. 3', 'art. 1766', 'art. 1785']

Art. 1786 codice civile: Stabilimenti e locali assimilati agli alberghi | La Legge per tutti
Per stabilire se l'attività svolta nell'immobile locato abbia natura imprenditoriale o professionale (e, di conseguenza, se allo scioglimento del contratto spetti o no al conduttore l'indennità per la perdita dell'avviamento), occorre avere riguardo non alla qualifica (professionale o meno) delle persone che vi lavorano, ma alla prevalenza, nell'ambito delle attività ivi esercitate, dell'elemento imprenditoriale o di quello professionale (in applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito la quale aveva qualificato come "professionale" l'attività svolta in un casa di cura privata, in base all'assunto che essa non potesse essere svolta se non con l'ausilio di personale medico).
Cassazione civile sez. III 29 maggio 2012 n. 8558
Le locazioni di immobili destinati all'esercizio di case di cura, stipulate prima dell'entrata in vigore dell'art. 52 d.lg. 23 maggio 2011 n. 79 (codice del turismo), non sono soggette alla durata minima novennale, prevista dall'art. 27 l. 27 luglio 1978 n. 392, per le locazioni di immobili destinati ad uso alberghiero: sia perché l'attività ospedaliera non è assimilabile a quella alberghiera, sia perché l'equiparazione tra locazioni di immobili destinati ad attività alberghiera e locazioni di immobili destinati all'esercizio di case di cura, introdotta dal citato art. 52 del codice del turismo, non ha effetto retroattivo.
Nel caso in cui l'avventore di un ristorante abbia riportato danni alla persona a causa di una attività pericolosa svolta da alcuni clienti all'interno del locale (lancio di piatti a terra in occasione del Capodanno) non sussiste responsabilità contrattuale del ristoratore, non esistendo alcun nesso causale tra l'evento dedotto e la prestazione di servizio oggetto del contratto; non può ritenersi infatti che rientri tra le obbligazioni a carico del gestore del ristorante l'obbligo di far cessare ogni attività pericolosa posta in essere dagli avventori, specie se lo stesso danneggiato sia compartecipe dell'attività dalla quale gli sia derivato il danno. (Nel caso di specie, l'avventore rimasto ferito si era unito al lancio di piatti effettuato dagli altri commensali, prima di rimanerne danneggiato).
Cassazione civile sez. III 15 febbraio 2003 n. 2312
Il gestore di una bottega di abbigliamento non può essere chiamato a rispondere ex recepto del furto d'una borsetta lasciata imprudentemente nel camerino di prova da una cliente che se ne era liberata per indossare una gonna e aveva dimenticato di riprenderla uscendo dal camerino.
Giudice di pace Catania 28 aprile 1999
L'assimilazione dei campeggi turistici agli alberghi, ai sensi dell'art. 1786 cod. civ., ai fini dell'applicazione della disciplina del deposito in albergo dettata dagli art. 1783 e ss. c.c., con l'esclusione prevista dall'art. 1785 quinquies (introdotto dall'art. 3 l. 10 giugno 1978 n. 316), per i veicoli e le altre cose richiamate dalla norma in esame, viene meno allorché il campeggio venga utilizzato non quale luogo di permanenza del campeggiatore con la propria tenda o roulotte, ma quale luogo di deposito di un determinato automezzo, affidato a tale limitato e determinato scopo, normalmente durante il periodo di chiusura stagionale, al proprietario o gestore del campeggio, nel cosiddetto rimessaggio invernale. Nella suddetta ipotesi, l'affidamento del mezzo da luogo ad un contratto di deposito da cui deriva l'obbligo di custodirlo con la diligenza del buon padre di famiglia e di restituzione, con la conseguente applicabilità delle norme generali di cui agli art. 1766 e ss. c.c. Pertanto, essendo inapplicabile la disciplina del deposito in albergo, compresa la norma di eccezione di cui all'art. 1785 quinquies, che esclude l'obbligo dell'albergatore di custodire e conservare i veicoli del cliente, deve considerarsi vessatoria e perciò inefficace se non approvata specificamente per iscritto, la clausola del regolamento del campeggio di esclusione della responsabilità del gestore in caso di furto dei veicoli o degli oggetti in essi contenuti.
Cassazione civile sez. III 21 giugno 1993 n. 6866