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Timestamp: 2018-12-19 00:15:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1141', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1455', 'art. 1460', 'sentenza ']

compravendita | 24 Giugno 2015
Attende senza successo l’auto con determinati accessori, cosa può ottenere indietro?
La compravendita può avere ad oggetto anche cose determinate solo nel genere, o cose da costruire, serbando integra la propria validità, essendo subordinato all’individuazione del bene il solo effetto reale, cioè il trasferimento della proprietà.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 12938/25; depositata il 23 giugno)
compravendita | 30 Gennaio 2015
Il preliminare a effetti anticipati non legittima l’acquisto della proprietà per usucapione
Nella promessa di vendita, quando viene convenuta la consegna del bene prima della stipula del contratto definitivo, non si verifica un’anticipazione degli effetti traslativi, in quanto la disponibilità conseguita dal promissario acquirente si fonda sull’esistenza di un contratto di comodato funzionalmente collegato al contratto preliminare, produttivo di effetti meramente obbligatori. Pertanto la relazione con la cosa, da parte del promissario acquirente, è qualificabile esclusivamente come detenzione qualificata e non come possesso utile ad usucapionem, salvo dimostrazione dell’intervenuta interversio possessionis nei modi previsti dall’art. 1141 c.c..
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 1670/15; depositata il 29 gennaio)
compravendita | 09 Dicembre 2014
Casa non a norma: il giudice fa a brandelli il contratto
Dall’art. 40, comma 2, l. n. 47/1985 è desumibile un principio generale di nullità, di carattere sostanziale, degli atti di trasferimento di immobili non in regola con la normativa urbanistica. A questa si aggiunge una nullità di natura formale per gli atti di trasferimento di immobili non in regola con la normativa urbanistica o per i quali è in corso la regolarizzazione, qualora tali circostanze non risultino dagli atti stessi.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 25811/14; depositata il 5 dicembre)
compravendita | 10 Ottobre 2014
Dubbi sul numero delle stanze dell’immobile acquistato? Risolve la planimetria, purché sottoscritta ed allegata all’atto di compravendita
Per la validità di una compravendita immobiliare è necessario che l’oggetto sia determinato, ovvero determinabile in base ad elementi contenuti nel relativo atto scritto (pertanto documentali e non estrinseci all’atto), dovendosi ravvisare il requisito della determinatezza o della determinabilità nella inequivocabile identificazione dell’immobile compravenduto per il tramite dell’indicazione dei confini o di altri dati oggettivi incontrovertibilmente conducenti al fine e idonei a non lasciare margini di dubbio sull’identità del suddetto immobile.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 21352/14; depositata il 9 ottobre)
Compravendita | 03 Ottobre 2014
Clausola risolutiva o clausola risolutiva espressa nel preliminare di vendita? Vince l’interpretazione della volontà negoziale
Ai fini dell’interpretazione di un contratto preliminare di vendita la presenza di una clausola pattizia che fa dipendere la risoluzione del contratto da un evento futuro ed incerto, quale quello della liberazione dell’immobile promesso in vendita dalle ipoteche su di esso gravanti, deve essere interpretata avendo riguardo alla volontà delle parti ed all’interesse che le stesse intendono perseguire.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 20854/14; depositata il 2 ottobre)
compravendita | 01 Ottobre 2014
Il creditore può rifiutare il pagamento tramite assegno? Sì, ma con giustificazione
Il creditore può rifiutare il pagamento del prezzo mediante assegni bancari, solo per giustificato motivo. Tale giustificazione può risiedere nell’incertezza circa la provenienza dei titoli e nella difficoltà di verificarne la copertura degli stessi.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 20643/14; depositata il 30 settembre)
compravendita | 17 Settembre 2014
Trasferimento di proprietà immobiliare: l’atto scritto rappresenta la volontà delle parti
Il principio che per i contratti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà immobiliare è richiesta la forma scritta ad substantiam importa che l’atto scritto costituisca lo strumento necessario ed insostituibile per la valida manifestazione della volontà produttiva degli effetti del negozio: pertanto, la manifestazione scritta della volontà di uno dei contraenti - la quale concorre alla formazione del negozio con efficacia pari alla volontà dell’altro - non può essere sostituita da una dichiarazione confessoria dell’altra parte, la quale non può essere utilizzata né come elemento integrante il contratto né (quand’anche contenga il preciso riferimento ad un contratto concluso per iscritto) come prova di questo, quando sia per esso richiesta la prova scritta ad substantiam.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 19488/14; depositata il 16 settembre)
compravendita | 12 Settembre 2014
Hardware e software: prodotti distinti, contratti distinti
Affinché possa configurarsi un collegamento negoziale in senso tecnico, che impone la considerazione unitaria della fattispecie, è necessario che ricorra sia un requisito oggettivo, costituito dal nesso teleologico tra i negozi, volti alla regolamentazione degli interessi reciproci delle parti nell’ambito di una finalità pratica consistente in un assetto economico globale ed unitario, sia un requisito soggettivo, costituito dal comune intento pratico delle parti di volere non solo l’effetto tipico dei singoli negozi in concreto posti in essere, ma anche il coordinamento tra di essi per la realizzazione di un fine ulteriore, che ne trascende gli effetti tipici e che assume una propria autonomia anche dal punto di vista causale. Accertare la natura, l’entità, le modalità e le conseguenze del collegamento negoziale realizzato dalle parti rientra nei compiti esclusivi del giudice di merito, il cui apprezzamento non è sindacabile in sede di legittimità, se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 19161/14; depositata l’11 settembre)
compravendita | 17 Giugno 2014
Eccezione di inadempimento: al Giudice la comparazione degli opposti interessi
Il giudice, ove venga proposta dalla parte l’eccezione inadimplenti non est adimplendum, deve procedere ad una valutazione comparativa degli opposti inadempimenti avuto riguardo anche allo loro proporzionalità rispetto alla funzione economico-sociale del contratto e alla loro rispettiva incidenza sull’equilibrio sinallagmatico, sulle posizioni delle parti e sugli interessi delle stesse, per cui, qualora rilevi che l’inadempimento della parte nei cui confronti è opposta l’eccezione, non è grave ovvero ha scarsa importanza, in relazione all’interesse dell’altra parte a norma dell’art. 1455 c.c., deve ritenersi che il rifiuto di quest’ultima di adempiere la propria obbligazione non sia in buona fede e, quindi, non sia giustificato ai sensi dell’art. 1460, comma 2, c.c..
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 13685/14; depositata il 16 giugno)
Compravendita | 30 Maggio 2014
Compra un fondo con il denaro della figlia e lo intesta a sé stesso: comportamento astuto? Tutt’altro…
Va annullato il contratto di compravendita di un fondo stipulato dal padre utilizzando il denaro della figlia, di cui è rappresentante legale, se poi lo intesta a sé stesso anziché alla minore, come disposto dal giudice tutelare, così provocando le azioni pregiudizievoli dei suoi creditori.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 12117/14; depositata il 29 maggio)