Source: http://geronimo.ilcannocchiale.it/?yy=2011&mm=4
Timestamp: 2019-12-07 01:12:13+00:00
Document Index: 15976730

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1218', 'art. 22', 'art. 53', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2043', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 530', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 530']

AVVOCATO CHIAMATO A RISARCIRE I DANNI
La terza sezione civile della Cassazione ha accolto il ricorso di un uomo nei confronti di un avvocato che gli aveva seguito una pratica di risarcimento per un incidente stradale.
La Cassazione, accogliendo il primo motivo di ricorso censura l'attività del professionista in base al suo comportamento, poiché in una causa da incidente stradale chiede la fissazione dell' udienza di precisazione delle conclusioni senza avere dato corso alle prove sulle modalità del fatto e sulla responsabilità, nonché sull'entità dei danni, "è oggettivamente colposo e irresponsabile".
Non solo. Anche l'omessa comunicazione al cliente dell'avvenuta notificazione della sentenza di condanna, fino a far decorrere il termine per impugnare, costituisce grave negligenza e fonte innegabile di responsabilità professionale.
“Rientra infatti nell’ambito delle competenze specifiche dell’attività professionale e dei doveri di diligenza, a cui tale attività deve essere improntata, a norma degli artt. 1176, I e II comma1 e 22362 c.c., la consapevolezza che la mancata prova degli elementi costitutivi della domanda espone il cliente alla soccombenza”.
Salvo che l’avvocato “dimostri che non ha potuto adempiere per fatto a lui non imputabile (art. 1218 c.c.3) o di aver svolto tutte le attività che nella particolare contingenza gli potevano essere ragionevolmente richieste allo scopo”.
Un comportamento, peraltro, aggravato dal fatto che il legale, dopo l'inevitabile rigetto della domanda, ha comunicato al cliente solo il dispositivo della condanna ma non l'avvenuta notifica della sentenza, con la conseguenza che era scaduto anche il termine per proporre impugnazione
permalink | inviato da geronimo il 28/4/2011 alle 7:10 | commenti (0) |
SPESE DI LITE - COMPENSAZIONE
permalink | inviato da geronimo il 27/4/2011 alle 23:55 | commenti (0) |
MARINA MILITARE - GIURAMENTO VFP1 - TARANTO
http://www.youtube.com/watch?v=su5ohyvkRKo
Un filmato del giuramento dei volontari VFP1 della Marina Militare, svoltosi a Taranto il 3 febbraio 2011.
permalink | inviato da geronimo il 23/4/2011 alle 12:39 | commenti (0) |
ASSOCIAZIONI – LEGITTIMATE A CONTESTARE LE VIOLAZIONI DELLA NORMATIVA URBANISTICA LOCALE
Ricorso giurisizionale – legittimazione attiva – legittimazione di associazione di protezione ambientale – anche per contestare la violazione della normativa urbanistica locale – sussiste –presupposti – conseguente interesse a proporre qualsiasi vizio procedimentale.
Un'associazione di protezione ambientale nazionale è legittimata a contestare anche la violazione della normativa urbanistica locale, laddove i vizi dedotti siano rivolti ad evidenziare l'illegittimità dell'autorizzazione ambientale dell'emissione in atmosfera di un impianto ovvero quando si tratti di normativa urbanistica che prendein considerazione gli aspetti ambientali anche al fine di disciplinare l'attività produttiva da insediare; una volta ammessa la legittimazione ad impugnare un provvedimento, l'associazione ricorrente può dedurre qualunque vizio procedimentale, sia o meno un soggetto avente titolo a partecipare alla conferenza di servizi che avrebbe dovuto essere indetta, in quanto il diverso procedimento ben avrebbe potuto portare ad una diversa decisione sostanziale in merito.
permalink | inviato da geronimo il 18/4/2011 alle 16:23 | commenti (0) |
CONCORSO PUBBLICO - NOTIFICHE MEZZO E.MAIL
Corte Costituzionale 5 gennaio 2011, n. 7
Concorso pubblico . Non può essere prevista riserva inegrale per gli interni.
Corte Costituzionale 22/12/ 2010, n. 365
NOTIFICHE A MEZZO E.MAIL
La Corte Costituzionale riconosce l'illegittimità costituzionale dell'art. 22, quarto e quinto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche del sistema penale), nella parte in cui non prevede, a richiesta dell'opponente, che abbia dichiarato la residenza o eletto domicilio in un comune diverso da quello dove ha sede il giudice adito, modi di notificazione ammessi a questo fine dalle norme statali vigenti, alternativi al deposito presso la cancelleria.
permalink | inviato da geronimo il 15/4/2011 alle 13:54 | commenti (0) |
PROCESSO TRIBUTARIO - NOTIFICHE
CorteCostituzionale, 20 gennaio 2011, n. 17
APPELLO AVVERSO LE DECISIONI DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE – NOTIFICAZIONE DEL RICORSO EFFETTUATA SENZA IL TRAMITE DELL'UFFICIALE GIUDIZIARIIO – OBBLIGO –A PENA DI INAMMISSIBILITA' DELL'IMPUGNAZIONE – DI DEPOSITARE COPIA DELL'APPELLO PRESSO LA SEGRETERIA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA CHE HA PRONUNCIATO LA SENTENZA IMPUGNATA - QUERSTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE IN RIFERIMENTO AGLI ARTT. 3 E 24 COST. - NON SUSSISTE.
Non è fondata la questione di legittimità costiutuzionale sollevata in rif. Agli artt. 3 e 24 Cost., dell'art. 53 comma 2, secondo periodo, del D.lgs.31.12.1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario, aggiunto dall'art. 3 bis, comma 7, del D.L. 30/09/2005, n. 203, convertito,con modificazioni, dall'art. 1 comma 1, della L. 2/12/ 2005, n. 248 )nella parte in cui stabilisce che:” Ove il ricorso non sia stato notificato a mezzo dell'ufficiale giudiziario, l'appellante deve, a pena di inammissibilità , depositare copia dell'appello presso l'ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata.
permalink | inviato da geronimo il 15/4/2011 alle 13:43 | commenti (0) |
AMMINISTRAZIONE SILENTE - RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI
Il cittadino si trova spesso innanzi ad un'amministrazione silente, la quale pensa che lapersona con la quale interloquisce sia un soggetto privo di diritti espesso immeritevole di risposta, tanto da ignorarla, come, ahimè, sovente accade. A tal proposito, è interessante leggere lo stralciodell'ulteriore indirizzo giurisprudenziale riguardante l' ipotesi diuna eventuale richiesta di risarcimento in merito.
La norma codicistica dicui alla'art. 2043 c.c. Subordina il risarcimento alla produzione diun danno ingiusto casualmente generato da una condotta illecita, nelcaso di specie da individuarsi nell'asserito ritardo, imputabile all'Amministrazione a titolo di dolo oi colpa T.A.R.Lazio, Roma. Sez. I, 22 settembre, 2010, n. 32382. Ildiritto al risarcimento del danno derivante dal ritardo con il qualel'amministrazione ha provveduto spetta solo ove i soggetti interessati abbiano reagito all'inerzia impugnando il silenzio rifiuto; solo in caso di persistente inerzia a seguito di questaprocedura può iunfatti configurarsi la lesione al bene della vita,risarcibile, alla stregua dei canoni di correttezza e buona fede,nello svolgimento del rapporto qualificato e differenziato tra soggetto pubblico e privato T.A.R.Lombardia, Milano, sez. I, 12 gennaio 2011, n. 35.
silenziio rifiuto
permalink | inviato da geronimo il 15/4/2011 alle 13:21 | commenti (0) |
CONCORSI - COMMISSARI - INCONPATIBILITA'
T.a.r. Lazio, Roma, sez. 1-bis, 14 gennaio 2011, n. 286
CONCORSI – LEGAMI FRA COMMISSARI E CANDIDATI – INCOMPATIBILITA'
La circostanza che un componente di una commissione di un ricorso pubblico abbia collaborato per diversi anni nella stessa struttura in cui operava un candidato non consente, di per sé, di configurare automaticamente una situazione di incvompatibilità tale da generare nel primo un dovere di astensione, occorrendo , a tal fine, che sia inconfutabile e accertata l'esistenza di rapporti personali diversi e più saldi di questi che normalmente sussistono fra soggetti che lavorano presso lo stesso ufficio.
permalink | inviato da geronimo il 15/4/2011 alle 12:59 | commenti (0) |
MINISTERO DELLA DIFESA - PAGARE LE FERIE NON GODUTE
Dopo il Ministero dell'Interno anche il Ministero della Difesa ha inteso emanare una circolare esplicativa Prot. n.” M D GMILO IV 11 40086008” del 28/02/2011, riguardante la monetizzazione delle ferie non godute da parte di chi sia stato collocato in malattia e/o successivamente riformato. Da tenere conto, secondo la circolare,della prescrizione quinquennale e della compensazione delle spese di giudizio da parte di chi abbia intrapreso un'azione legale nei confronti dell'Amministrazione. Come dire:” avete voluto ricorrere! Bene, pagatevi le vostre spese legali. Eh no, Caro Ministero, sei tu inadempiente, perchè dovrei pagare io per la tua negligenza? Vs. stralcio di sentenza sotto riportata (1)
La divisa non fa di una persona un sudito, ma l' uomo che la riveste, come tale, ha diritto del rispetto della propria dignità, oltre che dei propri diritti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,lo accoglie e, per l'effetto:
Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 9 dicembre 2010 con l'intervento dei magistrati: Aldo Ravalli, Presidente; Alessandro Maggio, Consigliere; Giorgio Manca, Primo Referendario, Estensore.
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AUTOVELOX - OBBLIGO DI SEGNALAZIONE DELLA POSTAZIONE FISSA DI RILEVAMENTO
Obbligo di segnalazione della presenza della postazione fissa di rilevamento – contenuto – apposizione del segnale sulle strade confluenti in quella ove è collocato l'autovelox – necessità .
Corte di Cassazione, ordinanza 13 gennaio 2011, n. 680.
La legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità accertato mediante “autovelox”, è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione di rilevazione della velocità fosse stata debitamente e preventivamente segnalata non solo sulla strada ove è collocato l'autovelox, ma anche sulle strade che in essa confluiscono, quando l'intersezione si trovi a valle del segnale di presenza dell'autovelox, ma a monte di quest'ultimo.
permalink | inviato da geronimo il 9/4/2011 alle 17:27 | commenti (0) |
AUTOVELOX - STRADE DI SCORRIMENTO - LIMITI DEL PREFETTO
Secondo la Cassazione l'automobilista che ha preso una multa può impugnare la sanzione contestando il posizionamento dell'autovelox fisso. Questa scelta, infatti, non rientra nell'ambito dell'attività discrezionale della pubblica amministrazione ma deve avvenire nel pieno rispetto dei parametri contenuti nel codice della strada. Lo ha affermato la seconda sezione civile della cassazione con sentenza 3701/2011 che ha accolto il ricorso di un automobilista multato per eccessio di velocità da un autovelox fisso. Secondo il trasgressore la via non aveva i requisiti per essere definita “strada urbana di scorrimento” con la conseguenza che la sanzione doveva essere annullata. Il tribunale ha respinto la domanda affermando che far rientrare una strada tra quelle urbane di scorrimeto rappresenta una aquestione di discrezionalità tecnica riservata agli organi della pubblica amministrazione. La Cassazione, però, ha rovesciato il verdetto affermando che esula dalla discrezionalità amministrativa l'inclusione di una strada nell'elenco contenuto nel decreto del Prefetto e che, dio conseguenza, il giudice può valutare che sia stata valutata la normatiuva.
permalink | inviato da geronimo il 9/4/2011 alle 17:18 | commenti (0) |
2. È illegittimo il rigetto della domanda intesa ad ottenere, ai sensi dell’art. 18 della legge 23.5.1997, n. 135, il rimborso delle spese legali sostenute da un dipendente statale nell’ambito del giudizio promosso nei suoi confronti con imputazione per i reati di cui agli artt. 82, 314 e 323 c.p., connessi all’espletamento del servizio, conclusosi con sentenza assolutoria ai sensi dell’art. 530 c.p.p. “perché il fatto non sussiste”, nel caso in cui il provvedimento di diniego impugnato dia rilievo alla parte motiva della sentenza, che non consente di ritenere esclusa la responsabilità dell’imputato, perché non ha fornito prova della propria innocenza, ma ha beneficiato del ragionevole dubbio, in presenza dell’insufficienza della prova, che dà ingresso all’assoluzione secondo il canone processuale penalistico del favor rei. In presenza di una sentenza che, come nel caso di specie, nega la responsabilità agli effetti penali dell’ imputato, sussiste il diritto alla misura indennitaria, in concorso con gli ulteriori elementi dall’art. 18 della legge n. 137 del 1997, trattandosi di disposizione che non discrimina fra le diverse ipotesi di formule assolutorie prefigurate dall’art. 530 c.p.p. e non assegna all’amministrazione un’area di discrezionalità che le consenta di sovrapporsi e sostituirsi a quella effettuata dal giudice a quo.
permalink | inviato da geronimo il 5/4/2011 alle 21:10 | commenti (0) |