Source: http://www.abcsardegna.org/62_122_news_628.php
Timestamp: 2017-07-21 06:44:32+00:00
Document Index: 181437198

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33']

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1. Notizie Flash SPECIALE COMITATO FAMILIARI PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE 162/98 . LEGGI anche gli aggiornamenti 2013News del 19 dicembre 2012
Come alcuni hanno osservato, la Regione ha pubblicato sul sito Regione Sardegna, una delibera sul programma 2012 per il 2013 sui piani 162: vi è scritto “Approvazione Preliminare”. Cioè il TESTO NON E’ ANCORA DEFINITIVO. Ripassa in Commissione Consiliare per un parere e poi nuovamente l’Assessore la porterà per l’approvazione definitiva in Giunta, prevista per giovedi 21 dicembre 2012. Dunque, per prudenza, ASPETTIAMO GIOVEDI 21 dicembre, LA DELIBERA UFFICIALE…
Prime osservazioni: nel testo provvisorio (pubblicato) la proroga di tre mesi dei piani in corso era prevista, ma senza garanzie: dal testo provvisorio si deduce il taglio del 50% dei finanziamenti!!! Se, per ipotesi, gli Uffici e l’Assessore decidessero tale misura, definitivamente, sarà una grave ingiustizia, un TAGLIO IMMEDIATO DEL 50% sui piani in corso. Inoltre non mi risultano, quale membro della Commissione Consultiva in rappresentanza del Comitato dei Familiari 162 che si siamo date deleghe a gruppi ristretti e decisioni come Commissione, ma anzi al contrario si è detto che era necessario un ampio e approfondito lavoro, per arrivare ad una proposta seria di nuovi criteri, a partire dalle analisi e dai dati.
Invece, va bene la proroga, ricordiamo che l’avevamo richiesta noi come Comitato dei Familiari, come misura minima e necessaria dato il gravissimo ritardo con cui l’assessorato stava procedendo per l’anno 2013(ormai ci siamo!) per la presentazione dei nuovi piani L162/98 e quelli in corso, ma essa deve essere decisa quale “proroga in continuità”, cioè, che assolutamente si possa programmare i primi mesi dell’anno 2013 in continuità sulla base del 100% dei finanziamenti (rispetto a quelli dell’anno in corso 2012).
Non si può accettare una soluzione diversa: sarebbe una tragedia, un taglio del 50% dei servizi personalizzati alle persone con handicap grave e licenziamento di circa 7000 operatori del settore (che già hanno contratti part-time, per lo più e di quello spesso vivono).
Invece, con la indicazione emersa in VII Commissione Consiliare e che ci auguriamo l’Assessore farà propria, la proroga è data come continuità, cioè in pratica le persone utenti maturano un credito che poi verrà rimborsato appena sarà approvata la legge finanziaria. E i Comuni possono virtuosamente comunque anticipare le somme senza aspettare la legge finanziaria.
Allora… ANCORA RESTIAMO IN ATTESA TREPIDANTE. ASPETTIAMO GIOVEDI 21 dicembre, LA DELIBERA UFFICIALE… PER POTER TRASCORRERE CON UN MINIMO DI SERENITÀ IL NATALE E LE FESTE…
Il resto, a breve.. tutto è legato alla approvazione della Legge finanziaria....ovvero ripartirà la battaglia per confermare almeno i fondi di quest'anno. E contemporaneamente, lavoreremo come sempre, e ancora meglio, alle proposte ai criteri migliorativi per tutte le persone con disabilità grave e alle questioni aperte ancora irrisolte.
[19 dicembre 2012]
IMPORTANTE ultime news ottobre 201
Sulla lettera ai Comuni da parte degli Uffici della Regione e proposte del Comitato sui criteri per il 2013. Leggi la news...
L’Ufficio della direzione delle Politiche Sociali, regionale ha inviato una lettera direttiva ai COMUNI in cui fra il resto comunica che:
- si è concluso il trasferimento delle risorse a tutti i Comuni per la realizzazione dei piani personalizzati di sostegno di cui alla legge 162/98 relativamente al fabbisogno calcolato al 31. 12. 2011.
- Hanno operato le rideterminazioni degli importi dei piani personalizzati in corso d’attuazione in particolare per l’aggiornamento del punteggio da 6 a 11 punti (persone che vivono sole) e la riapertura dei termini al 30/4 (di cui al DGR n° 52/87 del 23.12.2011) e per la ripresentazione dei piani in base all’ISEE del solo assistito al fine di ottemperare al disposto della sentenza TAR Sardegna n° 475/2012.
- per quanto riguarda i nuovi piani personalizzati presentati nella riapertura dei termini il 30 Aprile Ultimo Scorso ed attivati dal 1° Giugno 2012 si sta procedendo all’assunzione dell’impegno ma la Direzione Generale delle Politiche Sociali non dispone per il 2012 di ulteriori risorse finanziarie da impegnare e si impone la gestione dei piani in corso nell’ambito delle risorse trasferite e delle eventuali risorse economie dell’anno in capo ai comuni.
- In particolare con riferimento alle variazioni riferite alla variazione dell’ISEE del solo assistito (sentenza n° 475/2012 del Tar Sardegna), i Comuni che hanno già provveduto alla ripresentazione dei piani con l’invio del file aggiornato possono gestire le variazioni e procedere con gradualità ad erogare le eventuali differenze di finanziamento attraverso l’incremento delle ore di assistenza nei mesi residui sino al 31 Dicembre 2012 utilizzando le economie maturate nell’anno in corso.
Cioè: le persone e famiglie che hanno già utilizzato le ore/servizi possono presentare ai Comuni la documentazione relativa per avere il rimborso delle spese già sostenute (ho chiesto conferma direttamente alla direttrice del Servizio della Regione, dott.ssa Batzella, per evitare problemi e interpretazioni diverse nei comuni) . Per chi deve integrare le ore dovrebbe cercare di utilizzare spalmandole fino al 31 dicembre e così verrà rimborsato. Vi consigliamo di sentire direttamente i vostri assistenti sociali e comunicare loro che sapete che si può procedere, e farlo in accordo con il Servizio Comunale.
Se vi sono dei problemi, vi preghiamo di comunicarli al nostro comitato via mail comitatofamiglie162@gmail.com, per affrontare eventuali criticità (pensiamo a chi non ha potuto anticipare le somme in attesa della certezza di riceverle e ha dovuto licenziare gli operatori o limitarne le ore, facendosene carico, e potrebbe avere difficoltà ad utilizzare in un mese e mezzo, fino al dicembre le somme ricevute soltanto ora). Noi, in attuazione del diritto sancito dalla Sentenza del TAR, ovviamente chiediamo che si possano usare tutte e nel caso “spalmarle” nei primi mesi, cioè in aggiunta al nuovo progetto 2013.
Dalla Regione, per ora ancora nessuna certezza di novità sulle nuove domande del 2013.
Da aprile nessuna riunione della Commissione Consultiva o comunicazione al riguardo ; finalmente, la settimana scorsa, ho partecipato alla riunione convocata in assessorato dal Direttore delle Politiche Sociali, in commissione vi ricordo, siamo membri come Comitato dei familiari insieme ad altre organizzazioni, l’ANCI e l’ordine degli assistenti sociali, sindacati: li ho rappresentato ancora una volta le nostre richieste, posizioni e proposte (v. documento sotto).
Ho rilevato che data ormai l’emergenza per il ritardo accumulato dalla Regione e i tempi che avanzano , ho proposto e chiesto una proroga in termini di continuità, in attesa della presentazione dei piani, cioè la garanzia di andare in continuità nei primi mesi dell’anno.
A breve ci hanno assicurato che vi saranno comunicazioni al riguardo dagli Uffici dell’Assessorato e dall’Assessore De Francisci. Appena ne sarò a conoscenza, come sempre, vi terrò aggiornati, in particolare sulle novità o conferme della procedura e regole per la presentazione dei piani. Naturalmente prevediamo di incontrarci subito dopo, in assemblea, per i necessari approfondimenti e comunicazioni, e iniziative.
Per qualunque necessità di chiarimento o informazione scrivete qui comitatofamiglie162mail.com
Comitato dei familiari L.162/98 in Sardegna
PUNTI prioritari PER DELIBERA sui criteri per il 2012
(piani anno 2013)
È EMERGENZA, si è troppo in ritardo, si è riunito solo ora la commissione 162, non essendoci indicazioni dell'Assessore su annualità 2013 L.162/98, I COMUNI SONO IN DIFFICOLTÀ, LE FAMIGLIE ANCOR DI PIÙ:
• Richiesta: è necessaria PROROGA di continuità per almeno due mesi nel 2013; con la necessaria flessibilità di gestione/rendicontazione per i Comuni e utenti
• EMERGENZA COMUNI e destinatari: è tardi; Possibilità proroga per i piani in corso, continuità con stessi importi, senza necessità di ripresentare domanda e documenti, fare un accordo con il Comune il destinatario o la famiglia
• SU FINANZIARIA 2013: il Presidente della Regione non permetterà di tagliare il fondo per la non autosufficienza in maniera ragionieristica … la riduzione dei fondi rischia di tagliare migliaia di piani: vi è il rischio di sollevazione popolare se ci saranno tagli, le associazioni sono pronte (la lezione viene anche dal Nazionale, es. Lazio tagli ai disabili=vergogna per tutta la classe politica!)
- NON SONO SUFFICIENTI 80 MILIONI DI EURO. I FINANZIAMENTI (circa 116 milioni di euro) sono necessari e devono essere adeguati: finanziare il Il Fondo per la non autosufficienza, e in esso la 162, non rappresenta una spesa a fondo perduto: è risparmio in sanità, sono posti di lavoro. (sono stati usati i 10 milioni di euro della finanziaria 2012?)
- ISEE INDIVIDUALE come da legge e sentenze Tar e consiglio di Stato; eliminare la conflittualità, possibili ricorsi su isee ecc .le modifiche le sta per fare il governo nazionale e poi si cambierà a livello regionale.
• CRITERI dati i tempi stretti estremo ritardo per ora confermare quelli dell’anno precedente, ma con alcune modifiche:
Database .. va aggiornato dai nuovi criteri per il “calcolo” dei finanziamenti, da dare ai comuni indicare scadenza
1) DARE PRIORITÀ DI FINANZIAMENTO alle situazioni di doppia disabilità grave in uno stesso nucleo familiare (e non punteggio, cfr con “particolari situazioni”)
2) ISEE INDIVIDUALE per la prestazione sociale agevolata, ai sensi del Decreto Legislativo 109/98, comma 2-ter e in ottemperanza della Sentenza definitiva del TAR (n. 475/12); anche per i casi di chi ha oneri a carico (v. nota 7 NOTA giuridica)
2 a) Si chiede alla regione che INVITI le amministrazioni Comunali a favorire la massima flessibilità nella gestione dei piani personalizzati in corso 2011, potendo rimodulare le ore dei servizi e gli interventi già previsti con i destinatari e loro familiari per utilizzare le risorse che eventualmente risultassero aggiuntive dal nuovo conteggio basato sulle dichiarazioni ISEE individuali. Tali risorse sono da considerasi aggiuntive, da utilizzarsi possibilmente entro marzo 2013. Possono essere rimborsi se già utilizzate e regolarmente rendicontate. Casi particolari possono essere sottoposti all’attenzione della regione (?)
3) CONTINUITÀ DI ASSISTENZA per i piani di persone con disabilità grave congenita che passano dai 64 ai 65 anni (con disabilità congenita, e/o chi è disabile grave da prima dei 35 anni) ed ha già in corso un piano 162, prevedendo il riferimento alla tabella col massimale di finanziamento da 14.000 (dei sottosessancinquenni). (OPZIONE B: mantenere stessi livelli di assistenza con integrazione di Assistenza Domiciliare?)
4) CARICO ASSISTENZIALE FAMILIARE: reintrodurre il punteggio del carico assistenziale familiare, per chi vive solo (un adulto o anche due conviventi o coniugi entrambi disabili che vivono soli), che va inteso in termini di carico assistenziale/bisogno assistenziale su se. v. (nota5)
5) su scheda salute personale della salute v. (nota 6) e proposta allegata: nel data base della regione far indicare ai Comuni (dai certificati medici) da subito la diagnosi con codici condivisibili (almeno l’ICD codice)
6) distinguere interventi per gli ultrasessantacinquenni mantenendo l’entità di risorse e “metodo 162” (coprogettazione, gestione indiretta, ecc.) vedi (nota 6)
7) su progetti di vita indipendente percorso specifico, con risorse e sperimentazione vedi (nota 2) e proposta.
8) non vanno detratte le ore di permesso dal lavoro fruite dai familiari nonché da parenti o affini entro il terzo grado, conviventi, previste dall’art. 33 comma 3 della legge 104/1992 per assistenza alla persona con disabilità.
9) proseguimento per chi è in attesa di revisione di L 104/98, poi deve fornire immediatamente al comune conferma; qualora non venga riconfermata la situazione di gravità, il piano viene sospeso, e l’utente dovrà restituire eventuali somme ricevute non ancora utilizzate e rendicontate.
10) “PARTICOLARI SITUAZIONI” *Cumulabili fino ad un max di 11 punti (v. anche spiegazione in (nota 1). Attenzione data base punteggi devono poter essere cumulabili (da delibera); correggere anche chi “è un genitore solo” non vuol dire che sono 2 ma può essere in 3 o più (non si poteva cliccare, nel database!); hanno perso punti proprio “chi viveva da solo” per i punti sottratti nel carico v nota
Proposta tecnica punteggio: massimo 11 punti*
• 8 punti Doppia disabilità grave e/O MEGLIO PRIORITA
• 6 punti Vita indipendente e/o in CONTINUITA’ Progetto di qualità (miglioramenti) documentati
• 5 punti Famiglie con persona con disabilità a carico dove è presente un solo genitore o familiare convivente
• - 3 punti Persone con disabilità grave che vivono sole (anche studente o lavoratore che vive in altro domicilio rispetto alla residenza per motivi di studio e/o di lavoro/formazione)
- 3 punti Persone che vivono con familiari di età superiore ai 75 anni
• - 3 punti Persone che vivono con familiari in gravi e documentate condizioni di salute o compresenza di più persone con certificato di “handicap” o altri (es. Certificato ai sensi di l.104/92 art.3 comma 1; es. Certificato adhd deficit attentivo con iperattività, certificati di dislessia, discalculia, o altri)
- 1 punto Presenza di un altro figlio sotto i 3 anni - Cumulabili fino ad un max di 8 punti
• 5 punti Persone con disabilità grave che vivono sole (anche studente o lavoratore che vive in altro domicilio rispetto alla residenza per motivi di studio e/o di lavoro/formazione)
• 5 punti Persone che vivono con familiari di età superiore ai 75 anni (con ulteriori carichi familiari)
• 5 punti Persone che vivono con familiari in gravi e documentate condizioni di salute o compresenza di più persone con certificato di “handicap” o altri (es. Certificato ai sensi di l.104/92 art.3 comma 1; es. Certificato adhd deficit attentivo con iperattività, certificati di dislessia, discalculia, o altri)
• 3 punti Presenza di un altro figlio sotto i 3 anni
• 3 punti convivenza con anziani o altre eventuali difficoltà: abitative es barriere, isolamento, trasporti, ecc.; difficoltà di inclusione (famiglie straniere), o per disagi sociali
11) CONTROLLI E QUALITÀ DEI PROGETTI:
Al fine di migliorare la qualità dei progetti e interventi e la loro gestione, sia attraverso i controlli che la trasparenza delle procedure, i Servizi sociali dei Comuni devono dare copia del progetto e schede riepilogative al destinatario o ai suoi familiari. Verrà anche proposto un questionario di rilevazione da compilare in collaborazione con utenti e loro associazioni sulla qualità e gestione dei progetti. I Controlli, previsti per legge, sono compito dalla Regione
12) Riconvocazione e lavoro in Commissione Consultiva (v. Nota 3)
(nota 1) (Spiegazione): Modifiche per “PARTICOLARI SITUAZIONI” Sono eventuali situazioni che concorrono ad esprimere il bisogno e dunque il punteggio deve poter essere cumulabile fino a 11 punti, come da delibera, correggere il database, (con punteggio aggiuntivo alla misurazione del carico);
Poiché possono riguardare situazioni personali e /o familiari, “sociali” e sono da considerare in termini minor o maggior aggravio del contesto personale/sociale.
PROPONIAMO che si ampli la casistica in termini di migliore definizione del bisogno da parte dell’assistente sociale e destinatario: es altri figli minori sotto i tre anni, convivenza con anziani (carichi familiari) o altre eventuali difficoltà: abitative es barriere, isolamento, trasporti, ecc.; difficoltà di inclusione (famiglie straniere), o i disagi sociali. PROPONIAMO un bonus per la continuità/qualità, perché chi migliora (grazie ai servizi della 162) non può avere meno (es. ragazzi che studiano e progrediscono e migliorano nelle autonomie);
NOTA BENE Nella parte del progetto: proponiamo vadano comunque indicati i fattori ambientali nell’ottica ICF che facilitano o che ostacolano, da rilevare in termini descrittivi, e la descrizione della rete sociale (associazionismo, o altro).
(nota 2) (nota tecnica e Spiegazione): progetti di vita indipendente necessarie più risorse (si può già sperimentare su un campione, estraendo gruppo dei giovani e adulti da 18 a 64 anni: combinando insieme tre items della scheda salute nella situazione personale) Destinatari: persone con disabilità grave (giovani e adulti da 18 a 64 anni)sono persone che esprimono determinate funzionalità, cioè con possibilità di prendere decisioni riguardanti la propria vita in autonomia, di svolgere attività di propria scelta, di libertà di autogestione e autodeterminazione = che possono rappresentarsi da sole (pur necessitando di assistenza personale, in diversa misura, fino anche a 24 ore su 24), con già con un proprio status di nucleo familiare a se stante rispetto alla famiglia di origine o lo vogliono/possono realizzare. datori di lavoro diretti del proprio operatore).
(nota 3) Riconvocazione e lavoro in Commissione Consultiva e metodologia: In Commissione, con gli Uffici regionali competenti, le rappresentanze e i membri, vanno approfonditi i vari aspetti e ci si deve confrontare a fondo attraverso la sperimentazione, senza ipotizzare modifiche che fanno fare anche non volendo passi indietro dai principi e dai livelli di qualità raggiunti nei servizi che sono di livello essenziale, lavorando su possibili modifiche, con una metodologia per il lavoro, anche in gruppi.
(nota 4) distinguere interventi per gli ultra sessantacinquenni mantenendo l’entità delle risorse (e la prosecuzione del piano pur sopra i 65 anni ha da prima già in atto un piano L.162/98) garantendo metodo e prassi della personalizzazione e coprogettazione utente/comune (con possibilità di attuare la gestione indiretta cioè assistenza personalizzata coprogettata col Comune come da modello 162). Per gli anziani con disabilità grave possibilità anche di non solo intervento di assistenza.
(nota 5) su carico assistenziale (NOTA TECNICA e spiegazione: correggere nel database per il “carico assistenziale” la possibilità di inserire il dato nella casella, e aggiungere nel testo che spiega “Dal carico assistenziale familiare e o personale, massimo 24 ore al giorno, dovranno essere detratte le ore giornaliere (media annua giornaliera) riferite al disabile adulto (..) Vanno detratte le ore di possibili altri servizi (ES. centri diurni, AD, ricoveri/soggiorni/ e/o accoglienza presso strutture pubbliche o convenzionate) che “alleggeriscono” il carico assistenziale familiare o personale di cui usufruisce la persona. “
Carico assistenziale familiare o personale (media ore settimanali)
Sopra le 23 ore 14 PUNTI
DA 23 A 18 10 PUNTI
DA meno di 18 a 15 4 PUNTI
MENO DI 15 1 PUNTO
(v. la nota della Regione ai Comuni del 2009 che spiega come conteggiare il carico assistenziale)
(nota 6) scheda salute personale della salute:
• nel data base della regione far indicare ai Comuni (dai certificati medici) da subito la diagnosi con codici condivisibili (almeno l’ICD codice)
• meglio 60 scheda personale (salute funzionamento e autonomie)/40 (scheda aspetti ambientali/sociali)
• introdurre una scheda multidimensionale e “biopsicosociale” (basata sull’ICF) da simulare (sperimentare prima in un campione di destinatari) con verifica sui dati; come Comitato dei familiari abbiamo una proposta (allegato) e delle risultanze – applicate a molte differenti situazioni di disabilità a disposizione), per migliorare negli strumenti
(nota 7 NOTA giuridica)
III Questione ISEE personale di prestazione sociale agevolata - Nota giuridica 2012
A cura del Comitato d ei familiari per l’attuazione della L.162/98 in Sardegna
Il Collegio dei giudici, accogliendo la richiesta dei ricorrenti, sancisce che per l’eventuale riduzione del finanziamento concesso, ci si deve riferire al reddito del solo assistito e annulla la parte della delibera di Giunta che prevedeva il riferimento all’ “ISEE familiare”; in tal modo ribadisce il principio del diritto “individuale”, della dignità intrinseca della persona, alla piena inclusione e partecipazione, secondo le finalità di equità e di non discriminazione.
E lo fa “tecnicamente”, riportando per intero, in quanto lo considera utile, il testo dell’art. 3 co. 2-ter del d.lgs. n. 109/1998, che spiega, motiva, il senso profondo della specialità di tale criterio compartecipativo a carico delle persone con disabilità grave, nel quale si esprime il dovere dello Stato di realizzare l’inclusione (e non l’istituzionalizzazione), attraverso l’incipit “al fine di favorire la permanenza dell’assistito nel nucleo familiare di appartenenza”.
Il Collegio sardo, in particolare, ha così collegato la norma sulla valutazione della capacità economica individuale, misurata per il tramite dell’indicatore ISEE, alle altre disposizioni nazionali (sui livelli essenziali delle prestazioni) e alla l.r. n. 23/2005. Legge Regionale sul sistema dei servizi sociosanitari, la quale, secondo il Giudice amministrativo, interpreta in modo compiuto, rafforzativo, lo stesso dettato nazionale del d.lgs. n. 109/1998.
E ciò in quanto, nel caso specifico, si tratta di prestazioni svolte nell’ambito di un piano, definito per un soggetto con grave disabilità, nell’ambito di “percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria”: il richiedente, dunque, è una persona con disabilità permanente grave o un anziano ultrasessantacinquenne non autosufficiente certificato (requisito soggettivo) e, la prestazione richiesta, è prestazione sociale agevolata all'interno di un percorso integrato di natura sociosanitaria” (requisito oggettivo).
È agevole ricavare, dunque, che mentre la l.r. n. 23/2005 appare teoricamente in linea con le previsioni della normativa nazionale, da applicarsi senza riserve anche sull’Isola, nonostante il regime autonomo che le è riconosciuto, gli atti applicativi della medesima, emanati dagli Uffici Regionali, sono radicalmente in contrasto sia con la stessa Legge regionale sia con quella nazionale; ciò che è provato dall’esito dei giudizi con i quali si sono impugnate, nel tempo, le varie D.G.R. sui c.d. “Piani Personalizzati” ex l. n. 162/1998.
Vi è poi il dettato nazionale che vede, come da Costituzione, la competenza esclusiva del Legislatore statale in tema di “livelli essenziali” di assistenza e di prestazioni sociali, senza limitazioni di ordine o natura economica o finanziaria, da garantirsi uniformemente in tutto il territorio nazionale: trattasi, dunque, di diritti soggettivi pieni, per ciò stesso esigibili.
È stato confermato anche dal Collegio del T.A.R. Cagliari, che l’area grigia fra ciò che è sanitario e ciò che è socio assistenziale, non è poi cosi “grigia” per la Legge, così come autorevolmente sostenuto, e riconosciuto in giurisprudenza, da avvocati di fama nazionale fra cui l’avvocato Francesco Trebeschi di Brescia: non è dirimente la qualifica che le Regioni conferiscono ai servizi erogati, il c.d. nomen iuris, ma è rilevante e dirimente il fatto che quel servizio/prestazione è erogato a favore di una Persona con grave disabilità, e inserito nel “percorso assistenziale” di cui sopra (si vedano i vari pronunciamenti del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale).
Ora, non si tratta solo di un corretto orientamento giuridico, invero prevalente, che qui si sta affermando, ma trattasi dell’interpretazione stessa più equa dello strumento “ISEE”, nell’ottica della Costituzione e della Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, per cui risultano del tutto illegittime e inammissibili diverse interpretazioni da parte delle Amministrazione locali, rinvenibili in regolamenti e discipline regionali o comunali.
La Sentenza sarda sull’ISEE “personale” nei Piani Personalizzati ex l. n. 162/1998, conferma tutto questo e si inserisce nell’alveo del gruppo sempre più consistente dei pronunciamenti che costituiscono l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa (di prime dure e d’appello), che indica il principio dell’evidenziazione della capacità economica del singolo come immediatamente precettivo, e che ha visto importanti statuizioni dei vari TT.A.RR. regionali, che hanno imposto, annullando atti e regolamenti comunali/regionali illegittimi, la necessità di considerare la situazione economica del solo assistito, coerente con le direttive in materia di prestazioni socio-sanitarie (di cui al d.P.C.M. 14 febbraio 2001 ) e di livelli essenziali di assistenza (ai sensi del d.P.C.M. 29 novembre 2001).
La giurisprudenza, sulla materia “ISEE”, è ormai pacifica (cfr. di G. Latti, “I diritti esigibili” Ed. F. Angeli, 2010, a pag 60 e segg.).
Anche recenti sentenze del Consiglio di Stato (ad esempio, tra le tante, la n. 1607/2011, n. 5185/2011, n. 4594/2012, n. 4071/2012, n. 4077/2012) collegano il principio speciale dell’art. 3 co. 2-ter del d.lgs. n. 109/1998 ai principi della Convenzione Onu, dovendosi valorizzare la “dignità intrinseca della persona con disabilità”, il diritto all’autonomia individuale e alla vita indipendente, all’inclusione nella comunità (v. artt. 3 e 19); al diritto cioè, di essere sostenuti dallo Stato, e dunque da Regioni e Comuni, che devono provvedere a forme di mantenimento inclusione, “compresa l’assistenza personale necessaria per permettere alle persone con disabilità di vivere all’interno della comunità, di inserirvisi e impedire che siano isolate o vittime di segregazione”.
La persona con disabilità è considerata, nella legge sovranazionale e dalla nostra Costituzione, come soggetto autonomo, a prescindere dal contesto familiare in cui è collocato, anche se ciò può comportare un aggravio economico per gli enti pubblici (ciò che, ad colorandum, ha rappresentato, ed è stato riconosciuto dal Giudice amministrativo, come un ulteriore argomento a favore della immediata e incomprimibile applicabilità dell’art. 3 co. 2-ter del d.lgs. n. 109/1998).
L’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) personale, “di prestazione”.
Nella dicitura delle dichiarazioni rilasciate dai CAAF leggiamo “Prestazione sociale agevolata richiesta per (ad esempio) servizi socio sanitari domiciliari, L.162/98 ..”.
I CAAF hanno recepito la novità, non senza alcune difficoltà iniziali, e rilasciano appunto gli “estratti” dall’ISEE relativo al nucleo familiare, i documenti che attestano il “solo reddito” dell’assistito, come richiesto dal d.lgs. n. 109/1998 e dalla sentenza del T.A.R. della Sardegna.
Veniamo a due esempi concreti:
caso 1): nel caso in cui la Persona con grave disabilità sia inserita nel nucleo familiare con i genitori, cui è a carico, l’ISEE di prestazione (“estratto” dall’ISEE) è calcolato utilizzando il coefficiente della scala di equivalenza per il solo soggetto con disabilità (x 1,5);
caso 2): nel caso in cui la Persona con grave disabilità abbia esso stesso a carico altri familiari (ad esempio: è il genitore), il paramento da moltiplicare deve tener conto di coloro che sono nel suo nucleo a carico (x 1,5 +… n...tot ), che in pratica incidono nel suo reddito personale, perché a carico, fiscalmente, concretamente “pesano” sul suo reddito. Ovvio che, in questo caso, se i CAAF tenessero in considerazione i dati del solo richiedente, e non tenessero in considerazione il fatto che su di esso “grava” tutta la famiglia, si concreterebbe un’illegittimità evidente, oltre a un’iniquità inaccettabile, certamente contestabile avanti al Giudice amministrativo, quantomeno sotto il profilo dell’eccesso di potere per evidente illogicità, rispetto alla ratio della legge e della ulteriore sentenza dei giudici del TAR Sardegna.
1. Notizie Flash SPECIALE COMITATO FAMILIARI PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE 162/98 AGOSTO 2012 - Importante! La Giunta regionale, dopo che la procedura era già avviata, ha deciso improvvisamente all'ultimo momento di non ricorrere più in appello (al Consiglio di Stato) contro la Sentenza definitiva (n. 475/12) del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, che aveva accolto il ricorso di trenta nostri familiari (genitori di bambini con disabilità grave e alcuni giovani e adulti in proprio).La regione ha deciso di non opporsi più contro i nostri figli, fratelli, familiari, si ferma qui. E dunque, sta procedendo ad adempiere quanto previsto dalla Sentenza del TAR.
La sentenza del TAR, come sapete dall’approfondimento curato da R. Polo, ha stabilito in via definitiva che la Regione debba prendere in considerazione quale capacità economica – per i piani personalizzati derivanti dalla Legge 162/98 – il solo reddito del beneficiario, cioè della persona con disabilità grave. Ricordiamo ancora che, come già spiegato nell’articolo su richiamato, (rileviamo ancora alcune difficoltà operative nei Comuni sardi e in diversi CAAF), in caso di ISEE del solo assistito per una persona con handicap grave con a carico dei familiari (es. genitore), va accertato che il risultato del calcolo nella sua dichiarazione “ISEE individuale di prestazione sociale agevolata” sia “favorevole”, cioè si devono escludere dal computo del reddito ISEE i redditi eventualmente prodotti dagli altri componenti del nucleo familiare, mentre vanno considerati i familiari a suo carico, conteggiando i coefficienti del valore della scala di equivalenza (1,5 +… ); dunque non potrà essere maggiore di quello precedentemente indicato dall’’ISEE “familiare”. Ci ritroviamo a settembre nell’impegno per proseguire con i nuovi obiettivi, e affrontare i problemi aperti: in alcuni Comuni ritardi nei rimborsi, rispettare le date di prescadenza dei progetti 2012; collaborare alla progettazione personalizzata di qualità (stiamo mettendo a punto delle “Note utili linee guida di supporto alla progettazione”); le richieste e proposte del Comitato dei familiari alla Regione per le criticità dei criteri e procedure in corso… Prossimi aggiornamenti e azioni, riprendiamo a settembre.
Azione del Comitato dei familiari per L.20/98 per i “progetti legge 20” della salute mentale e autismo. Come gli interessati sanno già, è arrivata il 23 luglio scorso la Comunicazione 9482 RAS, circolare che la Direttrice del Servizio di Programmazione Socio-Sanitaria ha inviato ai Comuni per modificare, come giusto e da noi richiesto, il criterio del conteggio della L 162 quale reddito, per la legge 20. La novità è senz'altro positiva perché, grazie alla nostra azione, non saranno conteggiati come "entrate" i servizi rendicontati, come appunto la 162. Permangono alcune difficoltà d’interpretazione del “caso” per le persone “con amministratore di sostegno”, perché venga loro riconosciuto, omogeneamente nel territorio sardo il diritto al pieno sussidio. Anche qui, l’azione del Comitato è in corso, con il supporto dei nostri esperti giuridici, abbiamo avanzato agli Uffici della Direzione Regionale Politiche Sociali, una proposta di risoluzione immediata della questione,con argomentazione e documenti utili. Continui aggiornamenti nello SPECIALE COMITATO 162.
Segnaliamo alcuni temi e articoli:
Sottosegretario Guerra: "L'indennità di accompagnamento non sarà assoggettata all'Isee"
GIUGNO 2012 - 2. La Direzione Generale delle Politiche sociali, Servizio Programmazione e Integrazione Sociale della Regione, in una nota dei primi di giugno, comunica ai Comuni sardi di proseguire i piani in corso secondo i finanziamenti già definiti a dicembre, e sta provvedendo alle liquidazioni.
Qui l’ultimo documento per l’Assessore De Francisci
Sono modificati i finanziamenti – per ora - solo per chi si è determinata una modifica del punteggio e finanziamento (punteggio passato da 6 a 11 punti per “persone che vivono sole”con DGR 52/87 del 23.12.2011), che proseguono il piano col nuovo importo riconosciuto; la Regione informa - sempre nella nota - che ha riaperto i termini per coloro che avevano avuto il riconoscimento di gravità sospeso, i Comuni possono riattivare i piani e farli ripartire dal 1 giugno. Ricordiamo che il Comitato dei familiari aveva contestato La riduzione dei punti per coloro che “vivono sole” per i quali è diventato “zero” il carico familiare e abbiamo chiesto in ogni sede e documento anche in marzo di modificare questa situazione iniqua. Ma l’Assessorato ancora non ha risposto e non ci si è confrontati su questo problema, da noi sollevato, neanche nel tavolo della Commissione consultiva, che ha avuto una prima riunione il 2 aprile scorso, poi i lavori si sono fermati del tutto, e noi non siamo stati più convocati. La nostra mobilitazione, dunque continua. E continua, come sempre, il lavoro di proposta del Comitato dei familiari, su alcuni criteri da correggere, come quello sul diritto di chi compie 65 anni di continuare il servizio con finanziamento adeguati (ricordate il “caso” sollevato del nostro amico e dalla sua famiglia di Arborea) sulla maggiore attenzione ai piani di vita indipendente, e sulla scheda personale sul modello dell’ICF che vorremmo fosse sperimentato in regione, proposta migliorativa della “scheda salute” attuale, che abbiamo sperimentato con le nostre associazioni aderenti al Comitato. Per altre informazioni o vostre comunicazioni scrivete sempre a: comitatofamiglie162@gmail.com
FEBBRAIO 2012- Documento di sintesi del Comitato del 2012 e le proposte comuni delle Associazioni familiari presentate alla I^Conferenza Regionale della Famiglia lo scorso 3 febbraio alla presenza dell'assessore alla Sanità De Francisci.
GENNAIO 2012 - Sui i punti critici delibera 2011 : leggi il Documento sui punti critici Delibera 162 a cura di Rita Polo per il Comitato dei familiari
DICEMBRE 2011 - Leggi l'articolo Sardegna 24 sulla giornata del 1 dicembre.
Si è tenuta l'Assemblea pubblica del Comitato dei familiari per l’attuazione della Legge 162 in Sardegna a Cagliari, 1 dicembre 2011 Hotel Mediterraneo, viale Diaz dalle ore 16.15 alle 19.00
leggi il testo della Delibera 162 per il 2012 Di seguito il Comunicato sulla discussione dei temi emersi....
COMUNICATO DEL Comitato dei familiari per la L.162/98 in Sardegna
Guarda il TGdi Sardegna1 A Cagliari, il 1 dicembre 2011 all’Hotel Mediterraneo in viale Diaz si è svolta, nel pomeriggio e fino a sera, l’Assemblea pubblica del Comitato dei familiari per l’attuazione della Legge 162 in Sardegna.
Presenti più di un centinaio di persone con disabilità, loro familiari, operatori e rappresentanti delle oltre 40 organizzazioni dei familiari componenti Comitato, provenienti da varie parti della Sardegna.
Si è discusso, come annunciato, delle importanti novità riguardanti l’attualità dei Piani personalizzati di sostegno L.162/98 per il 2012, che in Sardegna riguardano oltre 30 mila persone con handicap grave; si è avuto un ricco confronto fra i presenti dell’impatto della nuova delibera della Regione con i criteri per l’ormai imminente presentazione dei progetti da attuarsi nel 2012.
Anche alla presenza del Direttore alle Politiche sociali Ing. Roberto Abis e di vari esperti e amministratori, Rita Polo delegata quale membro per la Commissione Consultiva nominata dall’Assessorato della Regione e portavoce del Comitato dei familiari per la 162, ha informato sulle novità mostrando “pregi e difetti”, luci e ombre della nuova delibera regionale. Insieme ai rappresentanti del comitato ha evidenziato alcuni miglioramenti nella nuova delibera:
- è stata eliminata la compartecipazione economica da parte dei familiari,
- non vengono contati come calcolo di servizi i ricoveri per acuzie che richiedono più assistenza, né la scuola materna e corsi di formazione (che sono, di logica, diritti e non servizi);
- vi è maggior riconoscimento per l’età (quasi come nel 2009) cioè ha più punteggio il piano di chi assiste un figlio con disabilità grave dalla nascita o di un giovane che per la propria vita autonoma e indipendente ha più bisogno di sostegni, rispetto al piano di chi “incontra” la disabilità da anziano e ha potuto costruire qualcosa per se e per gli altri.
- Il finanziamento è stato incrementato (500 euro in più) per chi ha un punteggio da 80 a 89 punti, nella fascia dei “gravissimi”
Il ricco dibattito dei presenti ha visto gli interventi e contributi anche del Direttore delle Politiche Sociali e del Consigliere Regionale Marco Espa, della Commissione consiliare Sanità e Politiche sociali. Significativi gli interventi delle persone con disabilità e dei loro familiari, in particolare Marisa Melis, Massimo Rodriguez, Antonella Fois, Albino Orrù, Antonello Ferreli, Antonello Sanna, Francesco Siciliano, Caterina Fanzecco, Patrizia Tatti, Flavio Puddu, Luisanna Loddo, Piero Follesa, Enrico Deplano Alberto Correcino e tanti altri provenienti da ogni parte della Sardegna che hanno voluto dare un contributo importante per il miglioramento del sistema.
Si sono esposte anche situazioni che riguardano criticità specifiche, in particolare rilevate a Sennori, Quartu, Ozieri su cui si è chiesto l’intervento del Direttore Roberto Abis. Diversi problemi si sono già riscontrati coi Comuni in questa fase di predisposizione dei piani, per cui si intende vigilare come Comitato per non fare errori e subire ulteriori riduzioni nei finanziamenti dei piani personalizzati.
Le rivendicazioni delle persone e dei familiari diretti interessati riguardano anche i fondi che dovevano essere garantiti per 116 milioni (la Giunta ne ha impegnato 102) , dunque vi saranno tagli sui piani e il permanere di alcuni criteri non equi. Fra questi criteri, la riduzione del finanziamento basata sul calcolo sull’ISEE familiare e non su quello personale, su cui famiglie e regione hanno opinioni e riferimenti di legge differenti, e su cui si attende l’esito dei ricorsi dei familiari al Presidente della Repubblica. Ancora, il rischio di sanitizzare e burocratizzare una procedura che deve partire dai bisogni e dalla necessità di sostegni ai progetti personali di vita. Il comitato dei familiari ha confermato che opererà per vigilare che non si facciano passi indietro sul “modello sardo” della 162, per incrementare l’assistenza di qualità per i gravissimi, i percorsi di vita indipendente e salvaguardare anche per gli anziani che diventano disabili, il diritto alla personalizzazione e coprogettazione, con la possibilità di scelta della propria assistenza e intervento, ritenendo anche che per loro si possano differenziare percorsi e dedicare risorse specifiche.
“Prosegue la nostra azione del Comitato dei familiari per la L.162/98 - dichiara Antonino Stroscio - siamo pronti alla collaborazione con le Istituzioni, specie nella Commissione Consultiva dell’Assessorato alla Sanità e Politiche Sociali, per il futuro, e di cui richiediamo la convocazione urgente; intanto noi lavoriamo insieme per affrontare i problemi aperti e portare le nostre proposte di miglioramento a vantaggio di tutti, promuovendo così una nuova cultura della disabilità e di una società che includa.”
“Tutti viviamo la crisi generale, ma sappiamo quanto questa pesi maggiormente proprio su chi vive già delle difficoltà: - ha detto in assemblea Rita Polo - le famiglie che vivono la disabilità sanno sfruttare le difficoltà e gli ostacoli come risorsa, ma non devono essere lasciate sole. Riconosciamo alla Regione la volontà di proseguire (dal 2000 con scelte di politiche bipartisan) in questa linea di sostegno alla domiciliarietà e ai piani personalizzati per le persone con disabilità grave, ma - ha precisato Rita Polo - non si devono fare passi indietro nei servizi di qualità raggiunti nè sulle risorse destinate che poi vanno a beneficio di tutta la società intorno (operatori, imprese sociali, ecc.) : non bastano i 102 milioni al fine di evitare riduzioni dei piani personalizzati per l'anno 2012 ed invece chiediamo alla Regione di mantenere i livelli di assistenza e qualità sociale conquistati con la buona prassi della L 162.
Leggi anche i precedenti aggiornamenti di seguito:
In attesa del prossimo bando regionale inerente i criteri e avvio dei piani personalizzati della L.162 per l’annualità 2012, riportiamo il documento a cura di Rita Polo, (leggi il Documento luglio 2011 sulla 162 ), rappresentante delegata del Comitato delle famiglie per la 162 in Sardegna, membro della Commissione Consiliare regionale 162, che contiene un rendiconto approfondito sui lavori in corso sui criteri di attuazione dei piani per il 2012, partendo proprio dalle criticità ed emergenze emerse nei lavori in Commissione lo scorso luglio.
LUGLIO 2011 - Documento sui criteri di attuazione della L.162/98, a cura di Rita Polo*
*Comitato dei familiari L162, membro Commissione Consultiva regionale 162
Sono stata nominata dall’Assessorato alla Sanità e Politiche Sociali a far parte nella Commissione Consultiva Regionale della 162, quale rappresentante delegato del Comitato dei familiari per l’attuazione della L.162 in Sardegna che rappresenta oltre 40 organizzazioni di familiari di tutta la regione, e voglio di seguito presentare le posizioni e argomentazioni sui criteri regionali per la valutazione e il finanziamento dei piani personalizzati L.162/98 per la prossima annualità 2012, quale contributo specifico e di proposta del Comitato. Allo stesso tempo penso sia mio dovere rendicontare pubblicamente sul mio lavoro fatto in Commissione. Credo che sia sempre positivo che l’amministrazione pubblica decida di consultare su un argomento così delicato i diretti interessati: spero che da settembre continuino i lavori avviati in prospettiva 2012 – 2013.
Devo precisare che il metodo di lavoro adottato dall’Assessorato ha previsto il nostro ruolo come commissione esclusivamente consultiva, non decisionale dunque; siamo partiti infatti dall’analisi di una loro proposta di modifica dei criteri per l’annualità 2012, sulla quale io e gli altri membri della commissione, dovevamo esprimere un parere “non vincolante” per l’assessorato stesso. Cioè l’assessorato, sentiti tutti i nostri pareri, deciderà in piena autonomia. E noi valuteremo il nostro gradimento o meno una volta vista la Deliberazione di Giunta con i nuovi criteri. Io per il mandato affidatomi dal Comitato ho cercato e continuerò a cercare di influenzare con le mie proposte l’orientamento dell’assessorato in modo che siano il più favorevoli per le persone con disabilità, per cambiare in meglio i criteri penalizzanti dello scorso anno. La decisione finale sarà comunque dell’assessorato.
Partendo dalle criticità e dai problemi emersi nei lavori della Commissione, di seguito riporto in sintesi il mio e nostro pensiero sul lavoro in corso, sulle procedure e modifiche necessarie rispetto alla delibera di dicembre 2010, in vista dell’avvio dei piani per l’annualità 2012:
1.	NO A TAGLI DELLE RISORSE: la base finanziaria da cui partire per i finanziamenti sia almeno di 116 milioni di euro, come approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale con il parere favorevole della Giunta, e da questa base non accettiamo di fare passi indietro. Alcune forze sociali immaginano erroneamente, che una diminuzione delle risorse alla 162 sarebbero risorse aggiuntive per i servizi sociali territoriali: ovviamente non sarà così. Anche quest’anno la spesa è stata di circa 104 milioni di euro (rispetto a quelli previsti di 116 milioni) e infatti non un euro di “risparmio” è stato dirottato destinandolo ad altri servizi sociali territoriali; si è puntato a risparmiare, a ridurre. L’ultima proposta arrivata in commissione è stata di 91 milioni più fondi residui dei quali però non si conosce l’entità, questo non è sostenibile per dare adeguate risposte alle persone con disabilità grave. Noi abbiamo sempre fatto e continueremo a fare la battaglia perché la 162 abbia maggiori risorse e perché anche i servizi territoriali, compatibili con la 162 stessa, siano adeguatamente finanziati. Inoltre io difendo il diritto, acquisito con l’applicazione della 162, di libera scelta da parte dei destinatari degli interventi, e di totale autonomia nel decidere come e dove poter investire le risorse assegnate in base al proprio progetto. Non possiamo rischiare di rimettere sotto custodia civica le persone disabili gravi, non facciamo un passo indietro di decenni.
2.	A questo proposito voglio anche evidenziare un forte rischio: durante i lavori, una proposta tecnica sottopostaci ha l’obiettivo di trasferire le competenze per gli anziani al di sotto dei 75 punti e per i sotto 65enni con un punteggio inferiore a 50 punti direttamente ai Comuni. Ma con finanziamenti diminuiti del 50%. Ovvero circa 20 mila persone con disabilità grave prese in carico direttamente dai Comuni che riceverebbero però un finanziamento di circa 20 mila euro anziché di 40 mila. Una proposta non condivisibile alla quale non posso che oppormi e che punta ad un risparmio netto e non a rafforzare le risorse per i casi più gravi. Sono si d’accordo sul distinguere i due interventi per gli ultra sessantacinquenni e per i sotto sessantacinquenni, ma mantenendo l’entità delle risorse (e la prosecuzione del piano pur sopra i 65 anni ha da prima già in atto un piano L.162/98) e ad un graduale passaggio ai Comuni, e solo a condizione che insieme ai piani siano trasferite ai Comuni anche le stesse risorse finanziarie e, preliminarmente, attraverso linee guida regionali siano garantite il metodo e la prassi della personalizzazione e coprogettazione utente/comune (con possibilità di attuare la gestione indiretta cioè assistenza personalizzata coprogettata col Comune come da modello 162). Tutto ciò perché, pur non rappresentando direttamente gli ultrasessantacinquenni siamo familiari consapevoli e orgogliosi che vi siano anche per loro servizi personalizzati di qualità sociale.
3.	Una proposta positiva arrivata dall’assessorato, analoga alle nostre richieste dello scorso anno, è quella di eliminare la tabella “compartecipazione” prevista nella Delibera n.45/18 del 21/12/2010; infatti con i servizi della 162 si sostiene la famiglia e la persona nei compito di cura per alcune ore al giorno, ma tutte le restanti ore sono già a carico della famiglia e della persona stessa.
4.	No alla valutazione per patologie: valutare la situazione delle persone, e non della patologie attraverso l’uso degli “strumenti “ della progettazione (scheda personale e scheda sociale), che segua l’approccio multidimensionale, non consideri le categorie/patologie, ma giunga alla definizione della situazione della “gravità” personale nell’ottica scientifica e sociale più avanzata dell’OMS, cioè quella bio-psico-sociale, relazionale e non sanitarizzante. Già oggi è cosi: chi invece sostiene che la Legge 162 fa differenze tra patologie dice una cosa errata. Ci sono, ad esempio, persone con cerebro lesione che raggiungono un punteggio pari a 95 punti o più e altri, molto meno gravi ma appunto con la stessa patologia, con 45 punti o meno. Lo stesso vale per tante altre patologie per persone con Sindrone di Down o per i malati di SLA o per chi ha la distrofia muscolare, atrofie, malattie rare o per altre situazioni; questo sistema è corretto perché si valuta la condizione di gravità personale, appunto, e non, in base alla patologia, un livello a prescindere dalla situazione. Ciò sarebbe profondamente iniquo e creerebbe discriminazioni.
5.	Propongo invece un percorso distinto e equamente finanziato ai progetti di vita indipendente: ritengo infatti che le persone che hanno un progetto di vita indipendente possano ambire ad avere il finanziamento massimo (anche dunque di euro 14.000) riservato ai progetti personalizzati di sostegno alle persone in situazione più grave e a più alto punteggio. Perchè ritengo sia un diritto per chi, potendo rappresentarsi da solo, decida di crearsi un percorso di vita autogestito, autonomo, non assistenzialistico. Questo senza nessuna contrapposizione, vorrei precisare, rispetto a chi non può rappresentarsi da solo. Chi più di una famiglia ambisce a che i propri figli, in qualunque situazione siano, possano crearsi una vita indipendente? E quando questo non sia possibile, perché denigrare i percorsi virtuosi delle persone con disabilità grave e gravissima immaginandoli in contrapposizione ai percorsi di vita indipendente? Credo di poter dire che si possono promuovere percorsi di vita indipendente anche “economicamente” sostenibili per la Regione, oltre che promozione dei diritti di cittadinanza reali, in quanto la platea da considerare dovrebbe essere “circoscritta” a circa 1.700 persone con disabilità grave, giovani e adulti da 18 a 64 anni, combinando insieme tre items nella situazione personale che esprimono determinate funzionalità, cioè che abbiano la possibilità di prendere decisioni riguardanti la propria vita in autonomia, di svolgere attività di propria scelta, di libertà di autogestione e autodeterminazione; cioè che possono rappresentarsi da sole pur necessitando di assistenza personale (in diversa misura, fino anche a 24 ore su 24). Sono persone che sono già con un proprio status di nucleo familiare a se stante rispetto alla famiglia di origine o lo vogliono/possono realizzare. Sono direttamente datori di lavoro del proprio operatore o operatori. Siamo pronti a tutti i possibili confronti su questa proposta.
6.	Sono contraria alla sola compilazione da parte del medico; è necessaria da parte dell’utente la presentazione da parte dei diretti interessati e loro familiari di tutte le certificazioni che spieghino le loro condizioni, in relazione ai bisogni, e attività quotidiane e agli obiettivi. Sono contraria a continue valutazioni sanitarie per persone che hanno già prodotto innumerevoli certificati medici; per questo credo che la scheda personale dovrebbe essere in autocertificazione con adeguati controlli. Sempre con possibili sperimentazioni/simulazioni del modello.
7.	Sui criteri di valutazione della scheda sociale in relazione a: a)	ETÀ 0-35 anni un punteggio come nel 2009;
b)	SERVIZI FRUITI. Togliere: ricoveri sanitari per acuzie, perche i ricoveri sono necessari per la salute, e aumentano il “carico” di assistenza familiare o personale necessario; togliere il servizio civile. Togliere e non considerare la frequenza scolastica (nè universitaria, nè corsi di formazione, né scuola materna); né frequenza di centri di aggregazione sociale comunali (salvo che servizi diretti a quella persona, specifici a carico del Comune); per il trasporto escludere quello previsto per la frequenza scolastica o eventuale per quella relativa a corsi formazione/lavoro (ecc.), verso i centri riabilitativi.
c)	CARICO va considerato sempre il carico assistenziale (in termini di alleggerimento rispetto al bisogno assistenziale, sempre riferito al disabile; eliminare il calcolo delle ore di lavoro effettuate dal disabile (lavoro autonomo, lavoro dipendente o reinserimento socio lavorativo): questo criterio è penalizzante per le persone con disabilità che lavorano e che sono comunque sempre a carico di se stesse, specie se grazie al lavoro riescono a progettare un percorso di vita indipendente; non considerare le ore di permesso dal lavoro, fruite dai familiari nonché da parenti o affini entro il terzo grado, conviventi, previste dall’art. 33 comma 3 della legge 104/1992 per assistenza alla persona con disabilità:. un’incoerenza rispetto al prendersi cura da parte dei familiari, un passo indietro rispetto ai diritti esigibili, alle disposizioni legislative che sono il frutto di battaglie nazionali delle persone con disabilità, dei familiari e loro organizzazioni;
d)	PARTICOLARI SITUAZIONI: rivedere per le situazioni (es. chi vive solo, coniugi entrambi disabili ecc.) in cui vi sono ultra 75 anni presenti in famiglia, avere punti (come come nel 2009) togliere “soli” dal testo, situazione cui si da i 4 punti; 8.	priorità assoluta alle famiglie con più persone con disabilità grave; 9.	controlli, monitoraggi e verifiche previsti da legge che migliorino in efficacia ed efficienza il sistema e evitino gli abusi: sono fenomeni sicuramente limitati ma è necessario il controllo mirato anche della Regione (ad esempio partire da chi ha nella attuale “Scheda di salute” zero punti, un punto, due punti); è importante trovare anche soluzioni “tecniche” di controllo: vietare per esempio il pagamento in contanti, pagamenti esclusivamente con tracciabilità o provvisoriamente con assegni, documentazione obbligatoria fotocopie dei pagamenti al Comune; chiedo che i controlli siano effettuati in prima persona da funzionari adeguatamente preparati dell’assessorato alla Sanità o da sue emanazioni dirette, magari con un progetto finalizzato, e non demandati all’INPS.
10.	reddito: il reddito di cui tener conto dovrebbe essere solo quello della persona con disabilità grave e non della sua famiglia, come stabilito dal Dlgs 130/00.
11.	Continuità ai lavori della Commissione Consultiva Regionale della 162 a partire da settembre per tutto il corso del 2012 per il corretto avvio dei piani per l’annualità 2013.
PERCHE’ SOSTENERE L’ATTUAZIONE DELLA L.162 IN SARDEGNA
Si deve e si può migliorare e rafforzare il “modello Sardegna”, sia assistenza personalizzata e sostegno ai familiari sia progetti vita indipendente; senza tornare indietro nella risposta ai bisogni delle persone con disabilità grave della nostra regione: la L.162/08 è una "buona prassi", persone e familiari possono essere protagonisti attivi di un modello di partecipazione, coprogettazione e personalizzazione in cui operano per i diritti dei propri figli, per costruire una società che permetta a tutti di vivere in famiglia e con percorsi di vita indipendente, nel proprio territorio e comunità, evitando ogni forma di istituzionalizzazione, segregazione o discriminazione, con un ricaduta di ben-essere e vantaggio per ciascuno, per una società inclusiva e migliore per tutti i sardi.
Dal 2000 in Sardegna sempre più persone e familiari delle persone con disabilità grave e gravissima della Sardegna, insieme alle loro organizzazioni, sono coinvolti in un processo di partecipazione per la costruzione di servizi a loro dedicati. Sono più consapevoli delle difficoltà e della risorsa che i Piani personalizzati L.162/98 rappresentano per loro, le loro famiglie, i Comuni e loro territori. Come Comitato dei familiari per l’attuazione L.162/98 abbiamo lavorato incessantemente dal 2000 e in particolare negli ultimi due anni, per mantenere i livelli raggiunti, documentare e presentare esperienze e buone prassi, rivendicare diritti, portare proposte migliorative sempre in un’ottica di collaborazione con tutti gli operatori sociali, dei Servizi, e la Regione. Si parla di “modello Sardegna” di personalizzazione, ma perché? Perché sono le stesse persone con disabilità grave (o i familiari per chi non può rappresentarsi da solo) dirette protagoniste che possono scegliere e gestire direttamente il servizio, con il proprio operatore di fiducia, diversamente dal vecchio modello assistenzialistico, di interventi calati dall’alto o “sanitarizzanti”; si può avere dunque la gestione del piano “indiretta” (o ancora la forma diretta dal Comune in cui è il Servizio sociale che si occupa della scelta del personale del suo inquadramento e gestione): cioè è la famiglia, o la stessa persona con disabilità grave che può rappresentarsi da sola, che sceglie il personale di fiducia, spesso formato dalla stessa famiglia o da esperienze di volontariato offerte in ambito personale e familiare, per la realizzazione dell’intervento, segmento e sostegno necessario del proprio progetto di vita; ci si può avvalere di una cooperativa sociale, o gestire tutto con contratti di lavoro domestico (CCNL) e il piano degli interventi si co-progetta col comune. Dall’esperienza con le famiglie proprio questo aspetto, ossia la possibilità della scelta e assunzione dell’operatore rappresenta una garanzia della qualità del servizio alla persona, in molti casi fattore determinante nella decisione di voler realizzare un piano personalizzato. Questo avviene – grazie a linee guida regionali - nella capitale Cagliari o a Sassari, come nel più piccolo paese, ogni persona con disabilità grave ha il diritto di co-progettare un suo piano con interventi e obiettivi che contribuiscono al suo personale progetto di vita (e il dovere e responsabilità di rapportarsi al Comune, di rendicontare e co-valutare). Questo non si realizza in altre regioni italiane, se non in minima parte. Personalizzare e co-progettare i servizi non è una utopia in Sardegna, è possibile. Cioè si sta compiendo un’azione enorme collettiva, sociale e culturale, pur con tante ombre ancora e limiti, di de-istituzionalizzazione e di inclusione sociale, ormai osservabile perché incontriamo sempre più persone con disabilità grave che vivono nella nostra società sarda, e che incontriamo per strada (o a scuola, o in luoghi pubblici) e ovunque, che vivono la loro vita con estrema dignità.
La nuova Delibera 162 G.R.n.45/18 del 21/12/2010: leggi il Comunicato del Comitato dei familiari Comunicato del 23 dicembre
ATTUALITA' MARZO 2011:
Documento Comitato 162 marzo 2011
Speciale Linee Guida 162 marzo 2011
Allegato vita Indipendente 162
Specchietto RIEPILOGATIVO DIFFERENZE DGR 162
fax simile richiesta accesso atti
Elenco associazioni Comitato in corso
Leggi gli altri precedenti aggiornamenti....
Scheda 162 salute
Scheda 162 sociale
Leggi anche l'articolo del Comitato 162 su Handylex 2011
Il 18 novembre in Consiglio Regionale l'odg è stato approvato con 64 voti su 65 votanti!
Leggi ODG 162 approvato dal Consiglio Regionale
L'assessore Liori si e' impegnato per rifinanziare le risorse dello scorso anno. Cercherà di non creare riduzioni ai piani con correzione di alcuni criteri, che prima di essere ridefiniti passeranno
in commissione sanità. Vigileremo e collaboreremo con le istituzioni, continuiamo la nostra azione.
Dossier comitato familiari 162 presentato in audizione presso la VII Commissione Sanità e Politiche Sociale del Consiglio Regionale della Sardegna e inviata all'On. Antonello Liori, Assessore alla Sanità, con le principali richieste, proposte e documenti
Leggi l'articolo su superando...
Queste, in rapida sintesi conclusiva, le nostre richieste, anche alla luce dell'emergenza in atto che richiede di restituire risorse ai singoli progetti tagliati dalla Deliberazione n. 34/30, un fatto che non permette di poter cambiare totalmente l'impianto dell'erogazione dei contributi:
- ripristinare i punteggi nella valutazione sociale, previsti per età, carico, servizi e situazioni particolari, come classificati nei progetti in corso, valorizzando cioè di fatto - in misura più equilibrata, graduale e diversificata - sia la possibile Vita Indipendente, sia sostenendo persone e famiglie con il maggior carico assistenziale familiare;
- eliminare la penalizzazione dei permessi derivanti dalla Legge 104/92 e dei servizi dal "carico familiare assistenziale", riportando i criteri validi precedentemente. Nel "carico", cioè, si indicava solo ciò che alleggeriva concretamente quello familiare in relazione alla frequenza "extradomiciliare" o extrafamiliare;
- dare priorità di finanziamento alle situazioni di doppia disabilità grave in uno stesso nucleo familiare;
- dare continuità ai finanziamenti e ai programmi (fino al massimo finanziamento previsto di 14.000 euro) anche per gli ultrasessantacinquenni la cui disabilità grave sia congenita o manifestatasi entro i 65 anni e che abbiano già iniziato negli anni precedenti il percorso di sostegno, come da Legge 162/98;
- in attesa che venga sancito il diritto dato dal Decreto Legislativo 130/00 del considerare il solo reddito della persona con disabilità, innalzare la cosiddetta no tax zone [il limite minimo di reddito, N.d.R.] almeno a 12.000 euro e ridurre le percentuali di compartecipazione sull'ISEE familiare [Indicatore Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] per le altre fasce di reddito, rendendole meno penalizzanti;
- includere il diritto all’accesso per i bambini da zero a tre anni con disabilità grave, senza bisogno di ulteriore valutazione medica;
- eliminare la "compartecipazione" al finanziamento dai criteri che già da ora dovranno essere individuati per il 2011;
- eliminare la richiesta di dichiarazione nel reddito delle altre indennità sociali della persona con disabilità (pensione di invalidità, indennità di accompagnamento ecc.);
- per il prossimo anno, sin dal 1° gennaio, convocare la Commissione Consultiva per il miglioramento della legge, fermo restando che ogni cambiamento dovrà essere sottoposto a sperimentazione e simulazione virtuale, per comprendere la ricaduta sui singoli progetti di vita delle persone.
LEGGI SOTTO L'AGGIORNAMENTO SULLA ASSEMBLEA DEL COMITATO 162 DEL 5 NOVEMBRE
Si è riunito il 5 novembre scorso in un'assemblea aperta per dire NO alla nuova Delibera 162 che introduce criteri altamente penalizzanti per le persone con disabilità e loro famiglie, riducendo drasticamente i finanziamenti. Leggi di seguito tutti gli aggiornamenti...
Le posizioni del Comitato dei familiari per la 162 sui criteri per l'anno 2011, che si ritengono fortemente penalizzanti per migliaia di sardi con disabilità grave, SONO ESPRESSE NEL DOCUMENTO DI SINTESI: Sintesi Comitato punti critici 162 OTTOBRE 2010
LEGGI LA MOZIONE DEL COMITATO ELABORATA NELL''ASSEMBLEA: Mozione del Comitato dei familiari 162
Guarda alcuni esempi concretidi piani personalizzati che vengono penalizzati rispetto allo scorso anno...
Leggi l' articolo La Nuova Sardegna 162
Leggi l' articolo su Avvenire Guarda il servizio del TGR3 sull'assemblea del 5 novembre - intervista a Luisanna loddo e Francesca Palmas
Leggi qui la lettera di Marisa Melis
Leggi anche la Lettera aperta di Antonio Stroscio all'Assessore Liori Leggi il contributo di Francesco Siciliano Riflessioni sulla 162
LA SCADENZA DEI PIANI è PREVISTA PER IL PROSSIMO 15 dicembre per la presentazione delle richieste relative alla Legge 162. LEGGI ANCHE:
Il 28 luglio 2010, presso la sala universitaria dell’Ersu a Cagliari, si sono riuniti congiuntamente il Comitato dei familiari per l'attuazione dei piani personalizzati di sostegno alle persone con disabilità grave L.162/98 e il Comitato di famiglie e persone con disabilità per l'attuazione dell'integrazione scolastica in Sardegna, allargato alle associazioni del territorio. Si è parlato dell’attualità sociale della L.162/98 in vista della prossima Delibera regionale sulla presentazione dei nuovi piani per il 2011
Si è parlato dell’attualità sociale della L.162/98 in vista della prossima Delibera regionale sulla presentazione dei nuovi piani per il 2011, che è appunto ancora in fase evoluzione, attraverso l’aggiornamento ai partecipanti sul tema per una ulteriore condivisione e presa di coscienza e rafforzamento in vista dei prossimi scenari possibili e impegni per la programmazione dei piani delle persone con disabilità grave e loro famiglie.
Presenti familiari e rappresentanti delle diverse associazioni.[04 febbraio 2013]