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Timestamp: 2020-08-06 22:41:10+00:00
Document Index: 40858051

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 642', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 633', 'art. 636', 'art. 186', 'art. 3', 'art. 642', 'art. 186']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 13984 - pubb. 13/01/2016
Ordinanza ex art. 186 ter c.p.c.: tipologia della prova scritta sulla quale si può fondare e sua compatibilità con la negoziazione assistita
Tribunale Verona, 26 Novembre 2015. Est. Vaccari.
Parcella opinata dall’ordine competente – Sua idoneità a costituire prova scritta del credito ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c. – Esclusione
Controversia soggetta (in tesi) a negoziazione assistita – Istanza di ordinanza ex art. 186 ter c.p.c. – Preclusione all’emissione della stessa per la necessità di esperire la negoziazione assistita – Esclusione
Eccezione di improcedibilità della domanda palesemente infondata – Carattere dilatorio della stessa – Sua rilevanza ai fini dell’art. 642, comma 2, c.p.c come richiamato dall’art. 186 ter c.p.c. – Sussistenza
La parcella opinata dall’ordine competente non costituisce prova scritta del credito ai fini del rilascio della ordinanza ex art. 186 ter, primo comma c.p.c., atteso che quest’ultima norma richiama l’art. 633, primo comma n.1 e secondo comma, c.p.c. e non anche l’art. 636 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Poiché l’ordinanza ai sensi dell’art. 186 ter c.p.c. rientra nella categoria dei provvedimenti urgenti di cui all’art. 3, comma 4, del d.l. 132/2014, la sua emissione non è preclusa dal mancato esperimento del procedimento di negoziazione assistita nei casi in cui esso è previsto quale condizione di procedibilità della domanda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La palese infondatezza della eccezione di improcedibilità della domanda, per mancato espletamento del procedura di negoziazione assistita, rivela un intento dilatorio della parte che l’ha sollevata ed è quindi sufficientemente indicativa della sussistenza del presupposto del grave pregiudizio nel ritardo di cui all’art. 642, comma 2, c.p.c. come richiamato dall’art. 186 ter, secondo comma, c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)