Source: http://ilgiuslavorista.it/articoli/focus/decreto-cura-italia-schede-di-lettura-commissione-di-certificazione-universit-roma
Timestamp: 2020-04-03 22:40:58+00:00
Document Index: 47352980

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 26', 'art. 118', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 33', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 36', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 36', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 36']

﻿ Decreto "Cura Italia": schede di lettura - Commissione di certificazione Università Roma Tre | ilgiuslavorista.it
Decreto "Cura Italia": schede di lettura - Commissione di certificazione Università Roma Tre
Abstract | Ammortizzatori, sostegno del reddito, divieto di licenziamento - Quadro sinottico | Assenze, congedi - Quadro sinottico | Art. 19 - Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario | Art. 20 - Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria. Art. 21 - Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso. | Art. 22 - Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga | Art. 23 - Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19 | Art. 24 - Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104 | Art. 26 - Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato | Art. 27 - Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa | Art. 28 - Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago | Art. 29 - Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali | Art. 30 - Indennità lavoratori del settore agricolo | Art. 31 - Incumulabilità tra indennità | Articolo 32 - Proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno 2020 | Articolo 33 - Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL | Articolo 34 - Proroga termini decadenziali in materia previdenziale e assistenziale | Articolo 38 - Indennità lavoratori dello spettacolo | Art. 39 - Disposizioni in materia di lavoro agile | Articolo 41 - Sospensione dell’attività dei Comitati centrali e periferici dell’Inps e dei decreti di loro costituzione e ricostituzione | Articolo 44 - Istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 | Art. 46 - Sospensione termini di impugnazione dei licenziamenti | Art. 63 - Premio ai lavoratori dipendenti |
Decreto legge 17 marzo 2020, n. 1 - Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Schede di lettura a cura della Commissione di certificazione dell'Università Roma Tre.
Ammortizzatori, sostegno del reddito, divieto di licenziamento - Quadro sinottico
AMMORTIZZATORI, SOSTEGNO DEL REDDITO, DIVIETO DI LICENZIAMENTO
Datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della CIGO Datori iscritti al FIS con più di 5 dipendenti Datori iscritti ai Fondi solidarietà bilaterali art. 26 Datori iscritti a Fondi alternativi art. 27 Fondi solidarietà bilaterali del Trentino Alto Adige
Datori rientranti nel campo di applicazione della CIGS con CIGS in corso al 23/2
Art. 21 (Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso) 1
Datori iscritti al FIS con assegno straordinario in corso al 23/2
Datori di lavoro del settore privato – indipendentemente dal numero dipendenti - non rientranti nel campo di applicazione di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto (inclusi agricoli e terzo settore), no domestic
Professionisti titolari di P.IVA e co.co.co. iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS
Art. 28 (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago
Autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO artigiani e commercianti
Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del DL
Percettori indennità art. 26, 27, 28, 29, 37 e reddito di cittadinanza
Art. 32 (Proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno
Tutti i i termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL
Lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro
Art. 39 (Diritto di precedenza lavoro agile)
Lavoratori disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità; lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa
Comitati centrali e periferici INPS Fondi solidarietà bilaterali
Lavoratori dipendenti e autonomi che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro inconseguenza di COVID
Per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, divieto per i datori di lavoro: • rientranti nel campo di applicazione della l. 223/91, di aprire nuove le procedure di licenziamento collettivo e di proseguire quelle avviate dopo il 23.2.2020; • a prescindere dal numero dei lavoratori dipendenti, di licenziare per GMO
Titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro
Assenze, congedi - Quadro sinottico
ASSENZE, CONGEDI
Art. 23 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19).
Congedo COVID indennizzato
Genitori di figli di età non superiore ai 12 anni:
- Lavoratori dipendenti del settore privato.
- Iscritti alla gestione separata INPS.
- Autonomi iscritti all’INPS.
Dipendenti privati genitori figli con 104 (a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore).
Congedo COVID non indennizzato
Dipendenti privati genitori di figli tra 12 e 16 anni (purché non vi sia altro genitore beneficiario ammortizzatori o non lavoratore).
Soggetti aventi diritto a congedo indennizzato.
In alternativa al congedo Covid indennizzato.
Autonomi iscritti alle casse.
Art. 24 (Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104).
Titolari permessi retribuiti.
Art. 26 (Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato).
Equiparazione quarantena a malattia:
- Dipendenti del settore privato in quarantena (sorveglianza attiva o fiduciaria domiciliare).
Equiparazione assenza a ricovero ospedaliero per:
- dipendenti disabili gravi.
- soggetti a rischio per immunodepressione o patologie oncologiche/terapie salvavita.
Malati di COVID: normale certificato medico.
Art. 39 (Disposizioni in materia di lavoro agile).
1. Dipendenti disabili gravi o con familiari disabili gravi
2.Lavoratori con gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa.
Si tratta di una disciplina speciale per i soggetti rientranti nel campo di applicazione della cassa integrazione ordinaria, del FIS, dei fondi di solidarietà bilaterali, dei fondi di solidarietà alternativi
Norme D.Lgs 148/2015 richiamate
Causa integrabile CIGO speciale “emergenza COVID-19”.
Dal 23/2.
Max 9 settimane (comunque entro agosto 2020).
Art. 14. Informazione e consultazione sindacale.
Art. 15. Procedimento.
“2. La domanda deve essere presentata entro il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa fatte salve le domande per eventi oggettivamente non evitabili, per le quali si applica il termine della fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l'evento”.
Art. 30. Assegno ordinario.
“2. La domanda di accesso all'assegno ordinario erogato dai fondi di cui agli artt. 26 e 28 deve essere presentata non prima di 30 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa eventualmente programmata e non oltre il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa”.
Art. 11. Causali.
“1. Ai dipendenti delle imprese indicate all'art. 10, che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto è corrisposta l'integrazione salariale ordinaria nei seguenti casi:
b) situazioni temporanee di mercato”.
Non si applica procedura ordinaria di informazione e consultazione sindacale (sostituita da procedura speciale telematica entro 3 giorni successivi alla comunicazione preventiva).
- No termini ordinari di presentazione della domanda (in qualsiasi momento dal 23 febbraio al 31 agosto).
- No causali integrabili (causale speciale “emergenza COVID-19).
Art. 4. Durata massima complessiva
“1. Per ciascuna unità produttiva, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile, fatto salvo quanto previsto all'art. 22, comma 5.
2. Per le imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini, nonché per le imprese di cui all'art. 10, comma 1, lettere n) e o), per ciascuna unità produttiva il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata massima complessiva di 30 mesi in un quinquennio mobile”.
Art. 12. Durata
“1. Le integrazioni salariali ordinarie sono corrisposte fino a un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane.
2. Qualora l'impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva per la quale l'integrazione è stata concessa, solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.
3. L'integrazione salariale ordinaria relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile.
4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non trovano applicazione relativamente agli interventi determinati da eventi oggettivamente non evitabili, ad eccezione dei trattamenti richiesti da imprese di cui all'art. 10, lettere m), n), e o).
5. Nei limiti di durata definiti nei commi da 1 a 4, non possono essere autorizzate ore di integrazione salariale ordinaria eccedenti il limite di un terzo delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell'unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell'integrazione salariale.
6. Con riferimento all'unità produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, nella domanda di concessione dell'integrazione salariale l'impresa comunica il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale)”.
Art. 29. Fondo di integrazione salariale
“3. Il fondo di integrazione salariale, finanziato con i contributi dei datori di lavoro appartenenti al fondo e dei lavoratori da questi occupati, secondo quanto definito dall'art. 33, commi 1, 2 e 4, garantisce l'assegno di solidarietà di cui all'art. 31. Nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, il fondo garantisce per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile l'ulteriore prestazione di cui all'art. 30, comma 1, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie, ad esclusione delle intemperie stagionali, e straordinarie, limitatamente alle causali per riorganizzazione e crisi aziendale
Art. 30. Assegno di solidarietà
“1. I fondi di cui all'art. 26 assicurano, in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, la prestazione di un assegno ordinario di importo almeno pari all'integrazione salariale. I fondi stabiliscono la durata massima della prestazione, non inferiore a 13 settimane in un biennio mobile e non superiore, a seconda della causale invocata, alle durate massime previste agli articoli 12 e 22, e comunque nel rispetto della durata massima complessiva prevista dall'art. 4, comma 1. All'assegno ordinario si applica, per quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie”.
Art. 39. Disposizioni generali
“1. Ai fondi di solidarietà di cui agli articoli 26, 27 e 28 si applica l'art. 2, commi 1 e 4. Ai fondi di cui agli articoli 26 e 28 si applicano anche gli articoli 4, comma 1, 7, commi da 1 a 4, e 8. A decorrere dal 1° gennaio 2016, al fondo di cui all'art. 28 si applica inoltre l'art. 1, commi 2 e 3”.
Art. 29. Fondi di integrazione salariale
“4, secondo periodo:
In ogni caso, tali prestazioni sono determinate in misura non superiore a dieci volte l'ammontare dei contributi ordinari dovuti dal medesimo datore di lavoro, tenuto conto delle prestazioni già deliberate a qualunque titolo a favore dello stesso”.
Non si conteggia nella durata massima complessiva di 24 mesi nel quinquennio mobile.
Non si applicano durate massime (durata massima 9 settimane).
Art. 5. Contribuzione addizionale
“1. A carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale è stabilito un contributo addizionale, in misura pari a:
1-bis. Le imprese del settore della fabbricazione di elettrodomestici, con un organico superiore alle 4.000 unità e con unità produttive site nel territorio nazionale, di cui almeno una in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta ai sensi dell'art. 27 del d.l. 22.6.2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla l. 7.8.2012, n. 134, le quali, al fine di mantenere la produzione esistente con la stabilità dei livelli occupazionali, abbiano stipulato contratti di solidarietà, ai sensi dell'art. 21, comma 1, lettera c), che prevedono nell'anno 2019 la riduzione concordata dell'orario di lavoro di durata non inferiore a quindici mesi, sono esonerate dalla contribuzione di cui al comma 1. L'esonero è autorizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previo accordo governativo tra l'impresa e le organizzazioni sindacali dei lavoratori in cui vengono definiti gli impegni aziendali relativi alla continuità produttiva e al mantenimento stabile dei livelli occupazionali. L'accordo è stipulato entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, decorsi i quali si intendono non più presenti i predetti impegni aziendali. Il beneficio contributivo di cui al presente comma è riconosciuto nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2019 e di 6,9 milioni di euro per l'anno 2020. Qualora nel corso della procedura di stipula dell'accordo emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non può procedere alla sottoscrizione dell'accordo governativo e conseguentemente non può prendere in considerazione ulteriori domande di accesso ai benefici di cui al presente comma. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fornendo i risultati dell'attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze.
“comma 8, secondo periodo:
E' stabilita una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro connessa all'utilizzo delle prestazioni di cui al comma 3, pari al 4 per cento della retribuzione persa.
Art. 33. “Contributi di finanziamento”
“2. Fatta salva la disposizione di cui all'art. 29, comma 8, secondo periodo, qualora siano previste le prestazioni di cui all'art. 30, comma 1, e all'art. 31, è previsto, a carico del datore di lavoro che ricorra alla sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, un contributo addizionale, calcolato in rapporto alle retribuzioni perse, nella misura prevista dai decreti di cui al comma 1 e comunque non inferiore all'1,5 per cento”.
Non si applica la contribuzione addizionale.
Deroga al limite dei 15 dipendenti per erogazione assegno ordinario del FIS (qui assegno ordinario spetta sopra i 5).
Art. 27. Fondi di solidarietà bilaterali alternativi
“1. In alternativa al modello previsto dall'art. 26, in riferimento ai settori dell'artigianato e della somministrazione di lavoro nei quali, in considerazione dell'operare di consolidati sistemi di bilateralità e delle peculiari esigenze di tali settori, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale hanno adeguato alla data di entrata in vigore del presente decreto le fonti normative e istitutive dei rispettivi fondi bilaterali, ovvero dei fondi interprofessionali di cui all'art. 118 della l. 388/2000, o del fondo di cui all'art. 12 d.lgs. 10.9.2003, n. 276, alle finalità perseguite dall'art. 26, comma 1, si applicano le disposizioni di cui ai commi seguenti”.
I Fondi di solidarietà bilaterali alternativi garantiscono l’erogazione dell’assegno di cui al comma 1 con queste modalità.
Gli oneri finanziari dei Fondi alternativi sono posti a carico del bilancio dello Stato entro il limite di 80mil.
Art. 1. Lavoratori beneficiari
“2. I lavoratori di cui al comma 1 devono possedere, presso l'unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un'anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione. Tale condizione non è necessaria per le domande relative a trattamenti ordinari di integrazione salariale per eventi oggettivamente non evitabili”.
Non è richiesta un’anzianità di servizio minima (spetta a tutti i dipendenti in servizio al 23 febbraio).
Art. 20 - Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria. Art. 21 - Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso.
Aziende che hanno già in corso CIGS dal 23 febbraio possono sospendere CIGS e accedere a CIGO Covid
Sospensione e sostituzione CIGS in corso.
Max 9 settimane.
Può riguardare stessi lavoratori anche a 0 ore.
2. Qualora l'impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unita' produttiva per la quale l'integrazione e' stata concessa, solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.
6. Con riferimento all'unita' produttiva oggetto di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro, nella domanda di concessione dell'integrazione salariale l'impresa comunica il numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale.”
Si sospendono effetti della concessione CIG autorizzata.
Non si computa nei limiti di durata massima dei 24 mesi nel quinquennio.
1-bis. Le imprese del settore della fabbricazione di elettrodomestici, con un organico superiore alle 4.000 unità e con unità produttive site nel territorio nazionale, di cui almeno una in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta ai sensi dell'art. 27 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le quali, al fine di mantenere la produzione esistente con la stabilità dei livelli occupazionali, abbiano stipulato contratti di solidarietà, ai sensi dell'art. 21, comma 1, lettera c), che prevedono nell'anno 2019 la riduzione concordata dell'orario di lavoro di durata non inferiore a quindici mesi, sono esonerate dalla contribuzione di cui al comma 1. L'esonero è autorizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previo accordo governativo tra l'impresa e le organizzazioni sindacali dei lavoratori in cui vengono definiti gli impegni aziendali relativi alla continuità produttiva e al mantenimento stabile dei livelli occupazionali. L'accordo è stipulato entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, decorsi i quali si intendono non più presenti i predetti impegni aziendali. Il beneficio contributivo di cui al presente comma è riconosciuto nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2019 e di 6,9 milioni di euro per l'anno 2020. Qualora nel corso della procedura di stipula dell'accordo emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non può procedere alla sottoscrizione dell'accordo governativo e conseguentemente non può prendere in considerazione ulteriori domande di accesso ai benefici di cui al presente comma. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fornendo i risultati dell'attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze”.
Non si applica contribuzione addizionale.
Art. 24. Consultazione sindacale
“1. L'impresa che intende richiedere il trattamento straordinario di integrazione salariale per le causali di cui all'art. 21, comma 1, lettere a), e b), è tenuta a comunicare, direttamente o tramite l'associazione imprenditoriale cui aderisce o conferisce mandato, alle rappresentanze sindacali aziendali o alla rappresentanza sindacale unitaria, nonché alle articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, le cause di sospensione o di riduzione dell'orario di lavoro, l'entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati.
2. Entro tre giorni dalla predetta comunicazione è presentata dall'impresa o dai soggetti di cui al comma 1, domanda di esame congiunto della situazione aziendale. Tale domanda è trasmessa, ai fini della convocazione delle parti, al competente ufficio individuato dalla regione del territorio di riferimento, qualora l'intervento richiesto riguardi unità produttive ubicate in una sola regione, o al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, qualora l'intervento riguardi unità produttive ubicate in più regioni. In tale caso il Ministero richiede, comunque, il parere delle regioni interessate.
3. Costituiscono oggetto dell'esame congiunto il programma che l'impresa intende attuare, comprensivo della durata e del numero dei lavoratori interessati alla sospensione o riduzione di orario e delle ragioni che rendono non praticabili forme alternative di riduzioni di orario, nonché delle misure previste per la gestione delle eventuali eccedenze di personale, i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere, che devono essere coerenti con le ragioni per le quali è richiesto l'intervento, e le modalità della rotazione tra i lavoratori o le ragioni tecnico-organizzative della mancata adozione di meccanismi di rotazione.
4. Salvo il caso di richieste di trattamento presentate da imprese edili e affini, le parti devono espressamente dichiarare la non percorribilità della causale di contratto di solidarietà di cui all'art. 21, comma 1, lettera c).
5. L'intera procedura di consultazione, attivata dalla richiesta di esame congiunto, si esaurisce entro i 25 giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta medesima, ridotti a 10 per le imprese che occupano fino a 50 dipendenti.
6. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, è definito l'incremento della contribuzione addizionale, applicabile a titolo di sanzione per il mancato rispetto delle modalità di rotazione tra i lavoratori di cui al comma 3”.
Art. 25. Procedimento
“1. La domanda di concessione di trattamento straordinario di integrazione salariale è presentata entro sette giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell'accordo collettivo aziendale relativo al ricorso all'intervento e deve essere corredata dell'elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario. Tali informazioni sono inviate dall'INPS alle Regioni e Province Autonome, per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, ai fini delle attività e degli obblighi di cui all'art. 8, comma 1. Per le causali di cui all'art. 21, comma 1, lettere a), e b), nella domanda di concessione dell'integrazione salariale l'impresa comunica inoltre il numero dei lavoratori mediamente occupati presso l'unità produttiva oggetto dell'intervento nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale.
7. L'impresa, sentite le rappresentanze sindacali aziendali o la rappresentanza sindacale unitaria, o in mancanza le articolazioni territoriali delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, può chiedere una modifica del programma nel corso del suo svolgimento”.
Per CIGS si conferma procedura consultazione sindacale, ma si derogano in via transitoria i termini della procedura.
Limite max spesa 338,2 mil.
D.L. 2 marzo 2020
Art. 14. Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria
“1. Le aziende site nei comuni individuati nell'allegato n. 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1°.3.2020 che alla data di entrata in vigore del d.l. 23.2.2020, n. 6, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, previa adozione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un decreto di interruzione degli effetti del predetto trattamento, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi dell'art. 13 riconosciuta nel limite massimo di spesa pari a 0,9 milioni di euro per l'anno 2020 e per un periodo in ogni caso non superiore a tre mesi. La concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale è subordinata all'interruzione degli effetti della concessione della cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata.
2. L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al comma 1. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1, si provvede a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'art. 18, comma 1, lettera a), del d.l. 29.11.2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28.1.2009, n. 2”.
Aziende iscritte al FIS che hanno già in corso assegno straordinario dal 23 febbraio possono sospendere assegno straordinario e accedere a CIGO Covid
1. I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che alla data di entrata in vigore del decretolegge 23 febbraio 2020, n. 6, hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario ai sensi dell’articolo 19 per un periodo non superiore a nove settimane. La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso. La concessione dell’assegno ordinario può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro.
Sospensione e sostituzione assegno solidarietà del FIS in corso con assegno ordinario.
“3. Il fondo di integrazione salariale, finanziato con i contributi dei datori di lavoro appartenenti al fondo e dei lavoratori da questi occupati, secondo quanto definito dall'art. 33, commi 1, 2 e 4, garantisce l'assegno di solidarietà di cui all'art. 31. Nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, il fondo garantisce per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile l'ulteriore prestazione di cui all'art. 30, comma 1, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie, ad esclusione delle intemperie stagionali, e straordinarie, limitatamente alle causali per riorganizzazione e crisi aziendale”.
Il periodi di fruizione dell’assegno non si conteggiano nei limiti di durata massima degli ammortizzatori.
comma 8, secondo periodo: “È stabilita una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro connessa all'utilizzo delle prestazioni di cui al comma 3, pari al 4 per cento della retribuzione persa”.
Tutti i datori di lavoro del settore privato (esclusi i datori di lavoro domestico) non coperti da ammortizzatori in costanza di rapporto.
- Agricoli, pesca.
Max durata 9 settimane.
Previo accordo telematico OO.SS. nazionali.
Per dipendenti in servizio al 23 febbraio.
Tetto 3.293,2 mil €.
Trattamenti concessi con decreto regionale (pagati da INPS).
Domanda presentata alla regione (ordine cronologico).
6. Per il trattamento di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 19, comma 2, primo periodo. Il trattamento può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS, applicando la disciplina di cui all’articolo 44, comma 6-ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015.
Art. 44, comma 6-ter. Disposizioni finali e transitorie
“Per i trattamenti di integrazione salariale in deroga di cui al comma 6 -bis , in caso di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale, secondo le modalità stabilite dall’Istituto, entro lo stesso termine previsto dal comma 6 -bis per il conguaglio o la richiesta di rimborso. Trascorso inutilmente tale termine, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente”.
Pagamento diretto da parte di INPS.
Art. 15. Cassa integrazione in deroga
“1. I datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive site nei comuni individuati nell'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, nonché i datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa nei comuni suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti comuni, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020. Per i lavoratori è assicurata la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.
4. I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni interessate, da trasmettere all'IN-PS in modalità telematica entro quarantotto ore dall'adozione. La ripartizione del limite di spesa complessivo di cui al primo periodo del presente comma tra le regioni interessate, ai fini del rispetto del limite di spesa medesimo, è disciplinata con decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Le regioni, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all'INPS, che provvede all'erogazione delle predette prestazioni. Le domande sono presentate alla regione, che le istruisce secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle regioni interessate. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, le regioni non potranno emettere altri provvedimenti concessori.
5. Il trattamento di cui al comma 1 può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell'INPS, applicando la disciplina di cui all'articolo 44, comma 6-ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015.
6. Agli oneri derivanti dal comma 3, si provvede a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2”.
Art. 17. Cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
“1. Al di fuori dei casi di cui all'articolo 15, le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive ivi situate, nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in dette regioni, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nelle predette regioni, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, limitatamente ai casi di accertato pregiudizio, in conseguenza delle ordinanze emanate dal Ministero della salute, d'intesa con le regioni, nell'ambito dei provvedimenti assunti con il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 e previo accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di un mese e fino a un importo massimo, per l'anno 2020, pari a 135 milioni di euro per la regione Lombardia, 40 milioni di euro per la regione Veneto e a 25 milioni di euro per la regione Emilia-Romagna. Per i lavoratori è assicurata la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. La prestazione di cui al presente comma, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, non può essere equiparata a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.
3. Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto nel limite massimo di un mese a valere sulle risorse, assegnate alle regioni di cui comma 1 e non utilizzate, di cui all'articolo 44, comma 6-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, anche in alternativa alle azioni di politica attiva del lavoro previste nel predetto articolo, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti in forza alla medesima data.
4. I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni interessate, da trasmettere all'INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall'adozione, la cui efficacia è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 1. Le regioni, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all'INPS, che provvede all'erogazione delle predette prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa di cui al comma 1. Le domande sono presentate alla regione, che le istruisce secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle regioni interessate. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto, anche in via prospettica il limite di spesa, le regioni non potranno in ogni caso emettere altri provvedimenti concessori.
5. Il trattamento di cui al comma 1 può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell'INPS, applicando la disciplina di cui all'articolo 44, comma 6-ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015”.
Art. 23. Calcolo dell'indennità (decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151)
“1. Agli effetti della determinazione della misura dell'indennità, per retribuzione s'intende la retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo di maternità.
c) in tutti gli altri casi, l'importo che si ottiene dividendo l'ammontare complessivo degli emolumenti percepiti nel periodo di paga preso in considerazione per il numero di giorni lavorati, o comunque retribuiti, risultanti dal periodo stesso".
Congedo speciale per il periodo di sospensione delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi infanzia.
Per genitori lavoratori dipendenti di figli entro 12 anni.
“1. Per ogni bambino, nei primi suoi dodici anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità stabilite dal presente articolo. I relativi congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:
4-bis. Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell'attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva.”.
Art. 33. Prolungamento del congedo (legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33, commi 1 e 2; legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 20)
“1. Per ogni minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di cui all'articolo 32, non superiore a tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore.
4. Il prolungamento di cui al comma 1 decorre dal termine del periodo corrispondente alla durata massima del congedo parentale spettante al richiedente ai sensi dell'articolo 32”.
Conversione congedo parentale in congedo speciale COVID indennizzato.
Non computati ai fini del computo congedo parentale.
Art. 2, comma 26. Armonizzazione (legge 8 agosto 1995, n. 335)
“26. A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l'INPS, e finalizzata all'estensione dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell'art. 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a ), dell'art. 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all'art. 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi dall'obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attività”.
Estensione congedo a genitori di figli entro 12 anni:
Indennità al 50%.
Durata di 15 gg. cumulativa per entrambi i genitori.
Condizione: altro genitore non titolare ammortizzatori, disoccupato o non lavoratore.
Art. 4, comma 1. Accertamento dell’handicap (legge 5 febbraio 1992, n. 104)
“1. Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell'intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, di cui all'articolo 3, sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali”.
No limite 12 anni per figli 104.
Diritto alla sospensione prestazione senza retribuzione né contribuzione figurativa per il periodo di sospensione delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi infanzia.
Per dipendenti privati con figli tra 12-16 (purché non vi sia altro genitore beneficiario ammortizzatori o non lavoratore).
Divieto licenziamento e diritto alla conservazione del posto.
Art. 54-bis. Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale (legge 24 aprile 2017, n. 50).
Voucher per acquisto servizi baby sitting in alternativa a congedo indennizzato.
Voucher babysitting per autonomi iscritti a casse.
1. Il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
Art. 33. Agevolazioni (legge 5 febbraio 1992, n. 104)
“[1. abrogato.]
3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravita', coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravita' abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta' oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravita'. Per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravita', il diritto e' riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravita' abbiano compiuto i 65 anni di eta' oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
6. La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravita' può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.
7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravita'.
7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l'accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l'INPS accerti l'insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
Estensione di 12 gg. dei permessi retribuiti.
Art. 1. Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19 (decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6)
“1. Allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti, con le modalità previste dall’articolo 3, commi 1 e 2, sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica.
Quarantena con sorveglianza attiva e permanenza domiciliare fiduciaria equiparate a malattia ai fini trattamento economico.
Non si computa nel comporto.
2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n.104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9.
Art. 3, commi 1 e 3. Soggetti aventi diritto (legge 5 febbraio 1992, n. 104)
“1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
2. ... Omissis.
3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.”
Art. 19, comma 1. Misure urgenti in materia di pubblico impiego (decreto legge 2 marzo 2020, n. 9)
“1. Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero”.
- dipendenti disabili gravi;
Medico curante indica nel certificato di malattia il provvedimento di messa in quarantena (da parte dell’operatore di sanità pubblica).
Validi i certificati emessi anteriormente al dl senza indicazione del provvedimento di messa in quarantena.
5. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020. Gli enti previdenziali provvedono al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, gli stessi enti previdenziali in considerazione ulteriori domande.
Oneri malattia connessi alla quarantena (già spettanti al datore) posti a carico dello Stato max 130 mil.
Normale certificato medico per lavoratore malato di COVID.
“ 26. A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l'INPS, e finalizzata all'estensione dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell'art. 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a ), dell'art. 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all'art. 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi dall'obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attività”.
Professionisti con partita IVA al 23.2.202 e lavoratori iscritti alla gestione separata INPS: indennità una tantum di 600 euro, non tassata a fini IRPEF (e addizionali).
A decorrere dal 1° gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l'INPS, e finalizzata all'estensione dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell'art. 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2, lettera a ), dell'art. 49 del medesimo testo unico e gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all'art. 36 della legge 11 giugno 1971, n. 426. Sono esclusi dall'obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio, limitatamente alla relativa attività.
Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago e non iscritti a forme previdenziali obbligatorie: indennità una tantum di 600 euro, non tassata a fini IRPEF (e addizionali).
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. T.U.I.R.
Dipendenti stagionali nel settore turismo: in caso di cessazione non volontaria del rapporto di lavoro tra 1.1.2019 e la data di entrata in vigore del decreto, indennità una tantum di 600 euro, non tassata a fini IRPEF (e addizionali).
Operai agricoli a tempo determinato con almeno 50 giornate di lavoro nel 2019: indennità una tantum di 600 euro, non tassata a fini IRPEF (e addizionali).
Non cumulabilità delle indennità previste per professionisti, autonomi, settore turistico e operai agricoli e per i percettori di reddito di cittadinanza.
Articolo 32 - Proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno 2020
Legge 12 marzo 1968, n. 334
Norme per l'accertamento dei lavoratori agricoli aventi diritto alle prestazioni previdenziali e per l'accertamento dei contributi unificati in agricoltura
Art. 7, comma 4. Differimento di termini per gli sgravi contributivi per il Mezzogiorno, per il completamento del piano straordinario per l'occupazione giovanile e per la presentazione delle domande per il sussidio di disoccupazione. Sospensione del versamento dei contributi per le imprese operanti nelle regioni colpite dal fenomeno dell'eutrofizzazione (decreto legge 9 ottobre 1989, n. 338)
“4. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande per il sussidio di disoccupazione in agricoltura di cui al decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536 , convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48, deve considerarsi il 31 marzo.”
Norme D.Lgs 22 /2015 richiamate
Art. 6, comma 1. Domanda e decorrenza della prestazione
“1. La domanda di NASpI è presentata all'INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro”.
Art. 15, comma 8. Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa - DIS-COLL
“8. La domanda di DIS-COLL è presentata all'INPS, in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.”
Ampliamento da 68 a 128 giorni dei termini di decadenza per la presentazione delle domande NASpI e DIS-COLL per cessazione involontaria dall’attività lavorativa verificatisi nell’anno 2020.
Art. 6, comma 2. Domanda e decorrenza della prestazione
“2. La NASpI spetta a decorrere dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.”
“9. La DIS-COLL spetta a decorrere dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.”
Per le domande presentate oltre il termine ordinario viene fatta salva la decorrenza della prestazione dal 68 giorno successivo alla data di cessazione involontaria del rapporto.
Art. 8, comma 3. Incentivo all’autoimprenditorialità
“3. Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in un'unica soluzione della NASpI deve presentare all'INPS, a pena di decadenza, domanda di anticipazione in via telematica entro trenta giorni dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa.”
Articolo 9, commi 2 e 3. Compatibilità con il rapporto di lavoro subordinato
“2. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione conserva il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui all'articolo 10, a condizione che comunichi all'INPS entro trenta giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l'utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall'utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. La contribuzione versata è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5.
3. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012, e il cui reddito corrisponda a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, di percepire la NASpI, ridotta nei termini di cui all'articolo 10, a condizione che comunichi all'INPS entro trenta giorni dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.”
Articolo 10, comma 1. Compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale
“Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI intraprenda un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito che corrisponde a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La NASpI è ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all'INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell'anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la NASpI percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.”
Articolo 15, comma 12. Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa - DIS-COLL
“12. Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, deve comunicare all'INPS entro trenta giorni dall'inizio dell'attività il reddito annuo che prevede di trarne. Nel caso di mancata comunicazione del reddito previsto il beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL a decorrere dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale. La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all'INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell'anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.”
Ampliati di 60 giorni. i termini per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità e per l’assolvimento degli obblighi informativi posti a carico del lavoratore.
Sospensione termini di decadenza e prescrizione relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative dal 23.02.2020 al 01.06.2020.
Indennità una tantum 600 euro per lavoratori settore spettacolo per il mese di marzo
Indennità non tassata a fini IRPEF (e addizionali)
A condizione che i lavoratori non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della disposizione.
Art. 3, comma 3. Soggetti aventi diritto (legge 5 febbraio 1992, n. 104)
“3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.”
Diritto al lavoro agile per dipendenti disabili gravi e con figli disabili gravi.
Art. 18. Lavoro agile (legge 22 maggio 2017, n. 81)
Art. 19. Forma e recesso (legge 22 maggio 2017, n. 81)
Art. 20. Trattamento, diritto all’apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore (legge 22 maggio 2017, n. 81)
Art. 21. Potere di controllo e disciplinare (legge 22 maggio 2017, n. 81)
Art. 22. Sicurezza sul lavoro (legge 22 maggio 2017, n. 81)
Art. 23. Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali (legge 22 maggio 2017, n. 81).
Priorità nel lavoro agile per lavoratori con gravi patologie o ridotta capacità lavorativa.
Articolo 41 - Sospensione dell’attività dei Comitati centrali e periferici dell’Inps e dei decreti di loro costituzione e ricostituzione
Sospensione fino al 1.6.2020 delle attività dei Comitati centrali e periferici INPS.
Art. 26. Fondi di solidarietà bilaterali (decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148)
“1. Le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano accordi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi a oggetto la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori che non rientrano nell'ambito di applicazione del Titolo I del presente decreto, con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per le cause previste dalle disposizioni di cui al predetto Titolo.
Presidenti dei Comitati amministratori dei Fondi di solidarietà bilaterali, già costituiti, sono nominati Commissari dei rispettivi Fondi.
1. Al fine di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, è istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento ai medesimi soggetti di cui al presente comma, di una indennità, nel limite di spesa 300 milioni di euro per l’anno 2020.
Lavoratori dipendenti e autonomi, compresi i professionisti, che hanno cessato, ridotto o sospeso attività in conseguenza di emergenza epidemiologica, riconoscimento di speciale indennità.
D.Lgs. 30.06.1994 n. 509
Trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza
D.Lgs. 10.02.1996 n. 103
Tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione
Vi rientrano: Cassa avvocati - Cassa dottori commercialisti - Cassa geometri - Cassa ingegneri e architetti liberi professionisti - Cassa nazionale del notariato - Cassa ragionieri e periti commerciali - ENASARCO - Ente nazionale di previdenza e assistenza consulenti del lavoro (ENPACL) - Ente nazionale di previdenza e assistenza medici (ENPAM) - Ente nazionale di previdenza e assistenza farmacisti (ENPAF) - Ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari (ENPAV) - Ente nazionale di previdenza e assistenza per gli impiegati dell'agricoltura (ENPAIA) - Fondo di previdenza per gli impiegati delle imprese di spedizione e agenzie marittime - Istituto nazionale di previdenza dirigenti aziende industriali (INPDAI) - Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) - Opera nazionale assistenza orfani sanitari italiani (ONAOSI).
Entro 30 giorni, DM per stabilire criteri e modalità di attribuzione dell’indennità.
Art. 46 - Sospensione termini di impugnazione dei licenziamenti
Art. 4. Procedura per la dichiarazione di mobilità (legge 23 luglio 1991, n. 223)
Art. 5. Criteri di scelta dei lavoratori ed oneri a carico delle imprese (legge 23 luglio 1991, n. 223)
Art. 24. Norme in materia di riduzione del personale (legge 23 luglio 1991, n. 223)
Art. 3 (legge 15 luglio 1966, n. 604)
Sospensione per 60 gg. dell’avvio di procedure di impugnazione licenziamenti e per lo stesso termine sospensione di quelle avviate dopo il 23.2.2020.
Per lo stesso termine, il datore di lavoro non può licenziare per giustificato motivo oggettivo.
1. Ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che possiedono un reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
Art. 49, comma 1, (d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917)
Art. 23. Ritenute sui redditi di lavoro dipendente (decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600).
Art. 29. Ritenuta sui compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato (decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600).
Art. 17. Oggetto (decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241).