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Timestamp: 2018-05-27 17:47:17+00:00
Document Index: 121164056

Matched Legal Cases: ['art. 1815', 'art. 1', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815', 'sentenza ']

Mutui usurari ed applicazione dell`art. 1815 c.c. - Avv. Giuseppe Mastrocinque
, a nulla rilevando se il superamento di detto tasso avvenga a causa degli interessi in senso stretto pattuiti per la remunerazione del capitale oppure per altre voci, non aventi natura meramente remuneratoria, come le spese per polizze assicurative obbligatorie, per le commissioni per l'istruttoria della pratica creditizia o gli interessi moratori.
L'unitarietà del concetto di interesse nella normativa in questione viene confermata ed evidenziata dal D.L. 29 dicembre 2000 n. 394, convertito con modificazioni nella legge 28 febbraio 2001 n. 394, il quale, all'art. 1 comma 1, statuisce che ai fini dell'applicazione dell'art. 644 del codice penale e dell'art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite previsto dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.
Ancora più chiara è la ratio della predetta norma, alla luce della relazione governativa di accompagnamento al citato decreto legge, nella quale si fa espresso riferimento alla volontà di includere ogni tipo di interesse, "sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio".
Il legislatore, quindi, nonostante avesse ben presente la distinzione tra tipologie di interessi e, in particolare, tra interessi corrispettivi e moratori, allorquando ha adottato provvedimenti come il D.L. 394/2000 e la successiva legge di conversione, che avevano la finalità di chiarire la portata applicativa dell'art. 644 c.p. e dell'art. 1815 comma 2 c.c., non ha inteso modificare il riferimento indifferenziato di tale ultima norma ad ogni categoria di interessi, così scegliendo palesemente di non limitare la portata della stessa, sia nella parte relativa alla convenzione usuraria, sia in quella inerente la sanzione della non debenza degli interessi nulli, alla sola tipologia di interessi di cui sia stata accertata l'usurarietà, confermandone quindi l'estensione ad ogni tipo di interessi.
La conseguenza di quanto innanzi dedotto è che alla nullità degli interessi moratori fa seguito il diritto del mutuatario al rimborso di tutti gli interessi corrisposti ed alla restituzione della sola quota capitale residua, nel termine fissato dal piano di ammortamento.
In questo senso, peraltro, si registrano specifici ed illuminanti riscontri nella giurisprudenza di merito (cfr. Corte Appello Venezia sentenza. n. 342 del 18.02.2013; Trib. Parma, ordinanza del 14.07.2014; Tribunale di Padova, II Sez. Civ., ordinanza del 14.03.2014; Tribunale di Trani, ordinanza del 10.03.2014).
Anche la giurisprudenza di legittimità, ha sancito che ai fini dell'applicazione dell'art. 644 c.p. e dell'art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Cass. Civ., sez. I, 09.01.2013 n. 350. Nello stesso senso si vedano Cass. Civ., sez. I, 17.11.2000 n. 14899; Cass. Civ., sez. III, 04.04.2003 n. 5324), con pronunce che paiono aver confermato la tesi dell'applicazione dell'art. 1815 comma 2 c.c. senza distinzione tra tipologie di interessi.
Per altro verso, va rilevato che alcun rilievo assume il mancato effettivo pagamento degli interessi di mora da parte del mutuatario, atteso che costituisce dato incontrovertibile che, tanto l'art. 644 c.p., quanto l'art. 1815 c.c., a norma del già citato D.L. 394/2000, si applicano agli interessi da considerarsi usurari nel momento in cui gli stessi sono convenuti o promessi ed a prescindere dal loro effettivo pagamento.
A margine, mette conto rilevare la dicotomia tra interessi corrispettivi ed interessi moratori è tutt'altro che pacifica tanto in dottrina quanto in giurisprudenza.
Già con la risalente sentenza n. 2 del 27.04.1981, il Consiglio di Stato rilevava che "vantaggio del debitore e danno del creditore appaiono così - come realmente sono in un'economia creditizia - fenomeni speculari. Sicchè la posizione rispettiva degli interessi moratori e di quelli corrispettivi si presta ad essere rovesciata e quella distinzione diventa tralatizia dopo che il nuovo codice ha adeguato il regime degli interessi legali al principio di corrispettività, secondo le esigenze e le i (cfr. Cass. Civ. 22.04.2000 n. 5286).
In dottrina è stata più volte affermata la unitarietà degli interessi moratori e corrispettivi da diversi autori, tra cui si segnalano, tra i più autorevoli, Quadri, Le obbligazioni pecuniarie, in Trattato Rescigno, 9, UTET, 1999, 521 e seg.; Inzitari, "La moneta", in Tratt. Dir. Comm e Dir. Pubbl. Econ, a cura di Galgano, Cedam, 1983, IV, 206 e segg.; Libertini, voce "interessi" in Enc. Del Diritto, XXIII, Giuffrè, 1972, 101 e seg.;
articolo del 07/01/2015 alle 10:05
Avv. Giuseppe Mastrocinque
Avv. Giuseppe Mastrocinque Studio Legale Civile e Penale - Taranto (TA)