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Timestamp: 2018-12-19 06:41:21+00:00
Document Index: 46420483

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 341', 'art. 393', 'art. 342', 'sentenza ', 'art. 342', 'art. 342', 'art. 342', 'art. 342']

Art. 342 codice penale: Oltraggio a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario | La Legge per tutti
Art. 342 codice penale: Oltraggio a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario
Chiunque offende l’onore o il prestigio di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica Autorità costituita in collegio, al cospetto (1) del Corpo, della rappresentanza o del collegio, è punito con la multa da euro 1.000 a euro5.000 (2) (3).
La pena è della multa da euro 2.000 a euro 6.000 (4) se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.
Si applica la disposizione dell’ultimo capoverso dell’articolo precedente (5) (6).
Onore: [v. Libro II, Titolo XII, Capo II]; Corpo politico: [v. 338]; Corpo amministrativo: [v. 338]; Corpo giudiziario: [v. 338]; Rappresentanza: [v.338]: Autorità costituita in collegio: [v. 338].
Prestigio: dignità e rispetto che deve circondare la pubblica funzione.
Fatto determinato: è un fatto che anche se non assolutamente preciso, è non generico, ossia accompagnato da notazioni atte a farlo ritenere credibile.
(1) Significa alla presenza del collegio, costituito nei modi di legge e riunito per l’esercizio delle sue funzioni, anche se incapace a deliberare per mancanza del quorum.
(2) Comma modificato ex art. 18, c. 3, l. 25-6-1999, n. 205 (Delega al Governo per la depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema penale). Successivamente, l’art. 11, c.3, lett. a) l. 24-2-2006, n. 85 (Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione), ha sostituito l’originaria previsione sanzionatoria della reclusione fino a tre anni con quella della multa da euro 1000 a euro 5000. Per un cenno al fondamento complessivo ed alle linee-guida della riforma del 2006, si rinvia a quanto detto nell’introduzione al Titolo I del Libro II del codice penale.
(3) Sono applicabili le sanzioni sostitutive previste dagli artt. 53 e ss., l. 689/1981.
(4) Le parole «è della multa da euro 2000 a euro 6000» così sostituiscono le originarie «è della reclusione da uno a quattro anni» ex art. 11, c. 3, lett. b) l. 24-2-2006, n. 85 (Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione).
Per un cenno al fondamento complessivo ed alle linee-guida della riforma del 2006, si rinvia a quanto detto nell’introduzione al Titolo I del Libro II del codice penale.
(5) Le circostanze aggravanti sono quelle stesse previste dall’art. 341 in tema di oltraggio al pubblico ufficiale, reato che però è stato abrogato dalla l. 205/99.
(6) Cfr. art. 393bis c.p.
Oltraggio a corpo politico, amministrativo, giudiziario
Al fini della sussistenza del delitto di oltraggio ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario commesso mediante comunicazione telegrafica, scritto o disegno non è necessario che l'espressione oltraggiosa sin rivolta ad uno dei suddetti consessi al «cospetto del corpo», cioè nel momento in cui essi si trovino riuniti nell'esercizio delle loro funzioni, potendo l'offesa essere effettuata mediante scritti diretti all'autorità protetta, a causa delle sue funzioni (nella specie, l'agente aveva arrecato offesa ai componenti di una sezione del Tar, attraverso una lettera indirizzata al presidente del collegio).
Cassazione penale sez. VI 20 novembre 2006 n. 2804
Ai fini della sussistenza del delitto di cui all’art. 342 c.p. di oltraggio ad un corpo politico amministrativo o giudiziario, non è necessario che l’espressione oltraggiosa sia rivolta ad uno dei suddetti consessi al “cospetto del corpo”, cioè nel momento in cui essi si trovino riuniti nell’esercizio delle loro funzioni, potendo l’offesa essere effettuata mediante scritti diretti all’autorità protetta, a causa delle sue funzioni.
Integra delitto di oltraggio a magistrato in udienza la condotta del difensore che, subito dopo la lettura della sentenza che definisce il processo penale nel quale ha svolto la propria funzione, esprime davanti al collegio giudicante il proprio dissenso per la decisione adottata. (Fattispecie in cui il difensore al termine dell'udienza di appello aveva rivolto un invito ai giudici, pubblicamente ed in loro presenza, ad un corretto esercizio della professione: "la "reformatio in peius" non è prevista dal nostro ordinamento, la professione deve essere fatta con serietà da entrambe le parti").
Cassazione penale sez. VI 29 settembre 2005 n. 2253
Il reato di oltraggio ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario previsto dall'art. 342 c.p. non può realizzarsi, anche quando sia commesso mediante scritti, nei confronti di soggetti diversi da quelli costituiti in collegio.
Cassazione penale sez. VI 16 febbraio 2000 n. 4159
In tema di oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, è necessario che l'espressione oltraggiosa avvenga "al cospetto del corpo", e quindi sia rivolta a uno dei predetti consessi costituiti in collegio per l'esercizio delle relative funzioni. Non integra pertanto il reato l'offesa recata ai vigili urbani da chi, nel compilare il bollettino postale di versamento di una sanzione amministrativa inserisca nella causale di versamento la frase "rapina legalizzata".
In tema di ingiuria a pubblico ufficiale (nella specie, Sindaco) da parte di un avversario politico dell'opposizione, la causa di giustificazione dell'esercizio del diritto di critica politica non può essere sottoposta ai medesimi limiti propri del diritto di cronaca giornalistica, venendo in considerazione non soltanto i diritti alla libera manifestazione del pensiero ed all'effettiva partecipazione dall'organizzazione politica del paese, ma anche la tutela dei diritti inviolabili dell'uomo all'interno delle formazioni sociali ove si svolge e si realizza la sua personalità, ed il ruolo di controllo della maggioranza che deve essere assicurato alle minoranze a garanzia del metodo democratico, quale unica forma di determinazione della politica nazionale; ne deriva che va esclusa la rilevanza del limite tradizionale della verità del fatto attribuito, oggetto di critica politica, mentre operano i limiti dell'utilità sociale dell'informazione (cd. pertinenza) e della correttezza dell'esposizione (cd. Continenza).
Pretura Rovereto 30 dicembre 1999
In tema di oltraggio a corpo politico, amministrativo o giudiziario, l'offesa deve avvenire "al cospetto" dell'organo tutelato, costituito secondo le modalità stabilite dalla legge e riunito per l'esercizio delle sue funzioni. Pertanto, non costituisce il reato di cui all'art. 342 c.p. la condotta di un consigliere che, durante una seduta del Consiglio comunale, abbia pronunziato all'indirizzo della giunta la frase "l'amministrazione non vuole portare avanti l'acquisto del palazzo La Motta, perché non ci guadagna niente".
Cassazione penale sez. VI 30 aprile 1999 n. 8642
Non è idonea a rendere configurabile il reato di cui all'art. 342 c.p. (oltraggio ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario) l'affermazione fatta nel corso di una seduta del consiglio comunale da un componente del medesimo, secondo cui "l'amministrazione" non vorrebbe dar corso ad una determinata iniziativa "perché non ci guadagna niente", atteso che, non riferendosi detta affermazione al consiglio comunale (nel quale caso, peraltro, non potrebbe comunque dar luogo a responsabilità per il suindicato titolo di reato, siccome proveniente da un componente del medesimo organo nell'esercizio delle sue funzioni), ma riferendosi invece alla giunta municipale, nella quale si identifica appunto l'amministrazione del comune, non può dirsi che l'offesa sia stata posta in essere "al cospetto" dell'organo cui era diretta.
Ai fini della sussistenza del reato di oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, di cui all'art. 342 c.p., è necessario che l'espressione oltraggiosa sia rivolta ad uno dei predetti consessi al "cospetto del corpo", cioè nel momento in cui essi si trovino riuniti nell'esercizio delle loro funzioni.
Cassazione penale sez. VI 12 maggio 1998 n. 7498