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Timestamp: 2020-01-24 17:14:03+00:00
Document Index: 19760401

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1224', 'sentenza ', 'art. 2033', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenze - Tutela del Correntista
La sentenza 755/14 parla della nullità delle clausole degli interessi ed in particolare viene evidenziato che la banca deve provare con documentazione se il versamento è solutorio o ripristinatorio della provvista. In questa sentenza viene riconosciuto anche il danno, ex art. 1224 c.c.
Con questa sentenza, il Giudice di Pace di Domodossola è uno dei primi giudici di merito che si allinea a quanto espresso dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 350 del 2013 riguardante i mutui, affermando il principio secondo cui vadano conteggiati anche gli interessi moratori per stabilire se un mutuo è in usura.
Sentenza sul saldo zero e commissioni di massimo scoperto
Tribunale di Reggio Emilia del 23/04/2014. Con questa sentenza, il Tribunale di Reggio Emilia interviene su tre temi cardine del diritto bancario: il termine di prescrizione per quanto riguarda l’azione di ripetizione delle somme ex art. 2033 c.c., il c.d. “saldo zero” e la commissione di massimo scoperto.
La sentenza 1084/14 del Tribunale di Brindisi, si esprime in modo favorevole sull’azzeramento del saldo iniziale del correntista, nel momento in cui sia privo di documentazione contabile completa, ossia non essendo in possesso di tutti gli estratti del conto corrente relativi all’intero periodo di svolgimento del rapporto con la banca ed il primo estratto conto che ha a disposizione attesta un saldo negativo per il correntista e, dall’altro lato, attivo per la banca.
Il Tribunale di Padova, con la sentenza depositata in data 13 maggio 2014 ha avvalorato quanto già stabilito dall’indirizzo della Corte Suprema di Cassazione con la sentenza n. 350 del 2013 per quanto riguarda l’applicazione del combinato disposto degli artt. 644 c.p. e 1815 c.c., secondo comma, secondo cui “ si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promossi o comunque convenuti, a qualunque titolo anche a titolo di interessi moratori”, stabilendo che occorre sommare sia gli interessi corrispettivi che la “sanzione” applicata nella clausola penale al fine di verificare se è stato applicato un tasso di interesse usurario in un contratto di mutuo. Se si dovesse verificare tale ipotesi, allora viene applicata la sanzione della nullità della clausola e nulla è più dovuto, con ripetizione delle somme indebitamente pagate.
Sentenza che ha fatto scalpore ed ha aperto gli occhi a molti italiani grazie anche alle varie trasmissioni televisive che ne hanno parlato. La sentenza riguarda l’usura bancaria applicata sui mutui.