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Timestamp: 2017-02-26 09:58:09+00:00
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Art. 69 cod. proc. penale: Morte dell'imputato
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 29 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 69 cod. proc. penale: Morte dell’imputato L’AUTORE: Redazione
1. Se risulta la morte dell’imputato, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell’articolo 129.
Morte dell'imputato
La Cassazione che si è pronunciata nei confronti di un imputato dopo la sua morte ha il potere-dovere di revocare la propria decisione, anche di ufficio, con la procedura di cui all'art. 625 bis c.p.p., in quanto la tardiva conoscenza di tale evento é equiparabile ad un errore materiale o di fatto, incombendo, su tutti i giudici penali un obbligo, non codificato ma permanente, di accertare lo stato in vita dell'imputato come condizione di procedibilità. Revoca e annulla senza rinvio, Cass., 22/03/2011
Cassazione penale sez. VI 07 marzo 2012 n. 12841 La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato prevale su quella di prescrizione, pur maturata anteriormente, avendo quest'ultima carattere di accertamento costitutivo, precluso nei confronti di persona non più in vita e in relazione a un rapporto processuale oramai estinto. Annulla senza rinvio, App. Milano, 27 febbraio 2004
Cassazione penale sez. un. 24 settembre 2009 n. 49783 Nel caso d'imputato deceduto nel periodo intercorrente tra la lettura del dispositivo in udienza e il deposito della sentenza, l'impugnazione successivamente proposta dal difensore e dagli eredi non va dichiarata inammissibile per difetto di legittimazione, ma improponibile per insussistenza del rapporto d'impugnazione, con l'effetto d'essere inidonea a produrre l'effetto processuale necessario ad originare il relativo giudizio, se pur al fine di constatare l'invalidità del gravame. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza con cui il giudice d'appello aveva dichiarato l'inammissibilità dei gravami, disponendo l'esecuzione della sentenza impugnata). Annulla in parte senza rinvio, App. Catania, 1 Luglio 2005
Cassazione penale sez. VI 15 gennaio 2008 n. 22392 Allorché, sulla base di certificato di morte, riferito a persona omonima del ricorrente, la Corte di cassazione abbia annullato senza rinvio la sentenza impugnata, il successivo accertamento dell'esistenza in vita dell'imputato non può determinare nè la rettificazione della sentenza ai sensi dell'art. 130 c.p.p. - essendo intervenuto l'annullamento sulla base di un certificato di morte allegato agli atti, quantunque riferito a persona diversa - nè l'avvio della procedura di correzione dell'errore di fatto di cui all'art. 625 bis stesso codice, non essendo quest'ultima consentita per le sentenze di annullamento, ma dà luogo all'attivazione della procedura prevista nel precedente art. 69 comma 2, con la conseguente trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica competente per l'eventuale esercizio dell'azione penale per il medesimo fatto e contro la medesima persona.
Cassazione penale sez. V 12 febbraio 2004 n. 22817 La morte dell'imputato prima che si sia formato il giudicato estingue il mandato a difendere, sicché una volta pronunciata la sentenza che accerti la sopravvenuta morte del reo e dichiari l'estinzione del reato, si dissolve il potere rappresentativo e la facoltà d'impugnazione del difensore. (Fattispecie in cui, avendo il giudice dichiarato l'estinzione del reato con provvedimento "de plano", il difensore dell'imputato deceduto aveva proposto ricorso per cassazione che la Corte ha dichiarato inammissibile per difetto di potere impugnatorio e carenza d'interesse).
Cassazione penale sez. IV 14 dicembre 2000
La declaratoria di estinzione del reato per morte del reo (id est, imputato) prima che si sia formato il giudicato, vanifica tutta la procedura penale sino a quel momento espletata e si risolve in una semplice certificazione di morte del tutto asettica quanto al giudizio sui fatti in imputazione senza costituire pregiudizio per nessuno. Ne segue che anche quando alla declaratoria di estinzione del reato si sia pervenuto irritualmente, per non essere stata rispettata la procedura prevista dall'art. 69 comma 1 c.p.p., la relativa sentenza non può essere impugnata, stante la carenza di interesse.
In virtù del disposto di cui all'art. 69 c.p.p. 1988 che richiama l'applicazione dell'art. 129 c.p.p. 1988 nella sua interezza, anche in caso di morte dell'imputato, qualora gli atti offrano l'evidenza dell'innocenza, va pronunciata sentenza di proscioglimento nel merito, e ciò diversamente da quanto verificatasi nella vigenza del codice del 1930.
Tribunale Teramo 17 dicembre 1991
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