Source: http://www.microell.it/controlli-sanzioni-domande-frequenti/
Timestamp: 2018-01-21 01:06:32+00:00
Document Index: 130606200

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 163', 'art. 164', 'art. 162', 'art. 164', 'art. 162', 'art. 14', 'art. 164']

Controlli e sanzioni - Le domande più frequenti - Microell
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garante, privacy, sanzioni
• l’omessa informativa (art. 161);
• il trattamento illecito amministrativo (art. 162, comma 2-bis);
• la mancata adozione delle misure minime di sicurezza (art. 162, comma 2-bis);
• l’inosservanza di un provvedimento del Garante (art. 162, comma 2-ter).
• mancata presentazione della notificazione al Garante (art. 163);
• mancato riscontro alle richieste dell’Autorità (art. 164);
• violazione delle disposizioni sul Registro pubblico delle opposizioni (art. 162, comma 2-quater);
• nell’ipotesi di più violazioni commesse in relazione ad una banca-dati di rilevante importanza e dimensione (art. 164-bis, comma 2).
Per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica sono inoltre previste speciali sanzioni in tema di sicurezza dei sistemi (art. 162-ter).
Le violazioni amministrative in materia di protezione dei dati personali possono essere contestate dall’Ufficio del Garante, Dipartimento attività ispettive e sanzioni (Regolamento n. 1/2007 dell’Ufficio del Garante, doc. web 1477480) e da ogni ufficiale o agente di polizia giudiziaria che le abbia rilevate nel corso di controlli, accertamenti o ispezioni.
La contestazione di violazione amministrativa, con cui si comunica all’interessato l’apertura di un procedimento sanzionatorio nei suoi confronti, deve essere notificata al contravventore entro 90 giorni dalla data di accertamento della violazione stessa (art. 14, l. n. 689/1981). L’atto di contestazione deve indicare tutti i documenti che l’Ufficio ha utilizzato per valutare la condotta del trasgressore. La data dell’accertamento non coincide con quella dell’ispezione ma è il momento in cui l’Ufficio, una volta acquisiti tutte le dichiarazioni e la documentazione, fa una sintesi degli elementi a disposizione e conclude l’istruttoria del procedimento
• mancata adozione delle misure minime di sicurezza
• più violazioni in relazione a grandi banche di dati
• bollettino postale intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di ROMA , numero di conto corrente è 871012,
• versamento presso istituti bancari, uffici postali ecc., utilizzando il codice IBAN IT 31I0100003245348010237300 e indicando la seguente causale “proventi sanzioni pecuniarie – capo X capitolo 2373”, unitamente al numero della contestazione.
Se si ritiene di non essere responsabili della violazione contestata o comunque si ritiene di avere valide argomentazioni e/o documenti per indurre l’Autorità ad applicare la sanzione al minimo, potranno essere presentate all’Ufficio del Garante delle memorie difensive e/o la richiesta di essere ascoltati personalmente.
Le memorie o la richiesta di audizione devono essere inviate entro 30 giorni dalla notifica dell’atto di contestazione utilizzando la posta raccomandata (con avviso di ricevimento), il fax o la posta elettronica certificata (PEC), agli indirizzi indicati nella sezione Contatti (http://www.gpdp.it/web/guest/home/footer/contatti), oppure all’indirizzo e-mail del Dipartimento attività ispettive e sanzioni dais@gpdp.it.
La memoria deve consentire l’individuazione dell’atto di contestazione a cui si riferisce e, quindi, deve contenere la data dell’atto e gli eventuali numeri di protocollo o progressivi (se presenti). Deve inoltre essere sottoscritta dal destinatario della contestazione, qualora non sia presentata da delegato o difensore. Nel caso di trasmissione tramite e-mail o posta elettronica certificata (PEC), occorre allegare la memoria in file pdf o in file grafici (gif, jpeg, jpg, bmp, tiff, png, ecc.) insieme a copia di un documento di riconoscimento. In caso di memoria presentata da delegato, va allegata anche copia della delega sottoscritta dalla parte. In caso di memoria presentata da un legale, sarà necessario allegare la copia della procura.
• un provvedimento di archiviazione, che conclude l’iter procedurale senza che vi sia l’applicazione di una sanzione amministrativa;
• un’ordinanza-ingiunzione, cioè l’atto con cui il Garante applica la sanzione amministrativa fra il minimo e il massimo previsto dalle disposizioni del Codice
• in caso di violazioni di lieve entità, le attenuanti previste dall’art. 164-bis, comma 1, del Codice, che determinano la riduzione ai due quinti dell’importo della sanzione stabilita;
• le aggravanti previste dai commi 3 e 4 del medesimo articolo del Codice, nel caso di violazioni che coinvolgono numerosi interessati o commesse da soggetti di rilevanti dimensioni economiche, che determinano un aumento fino al quadruplo della sanzione prevista.
Il mancato pagamento comporta l’iscrizione al ruolo del titolo esecutivo costituito dall’ordinanza-ingiunzione e gli atti sono trasmessi all’agente incaricato della riscossione che provvede al recupero coattivo delle somme dovute.
Il contravventore può chiedere, sia con le memorie difensive che nel corso dell’audizione, la rateizzazione dell’importo della sanzione. La rateizzazione può essere richiesta anche successivamente all’adozione dell’ordinanza-ingiunzione, entro il termine di pagamento previsto. Nella richiesta di rateizzazione – da inviare mediante raccomandata a/r, fax o posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi della sezione Contatti del sito web del Garante (http://www.gpdp.it/web/guest/home/footer/contatti), o tramite e-mail all’indirizzo dais@gpdp.it – il contravventore deve illustrare le condizioni, anche temporanee, di disagio economico che rendono impossibile il pagamento della sanzione in un’unica soluzione. L’importo delle sanzioni può essere frazionato in un massimo di trenta rate. Non è previsto, in caso di rateizzazione, il pagamento di interessi o di altri oneri.
In ogni momento il contravventore ha la possibilità di fare istanza per accedere ai documenti amministrativi del procedimento sanzionatorio, in base a quanto previsto dagli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990 e dal regolamento n. 1/2006 dell’Ufficio del Garante (http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1320021).
L’istanza può essere inviata con lettera raccomandata, fax o posta elettronica certificata agli indirizzi della sezione Contatti del sito web del Garante (http://www.gpdp.it/web/guest/home/footer/contatti), e deve essere accompagnata dalla copia di un documento d’identità del richiedente.