Source: https://www.mediappalti.it/il-regime-delle-false-e-fuorvianti-dichiarazioni-relative-allofferta/
Timestamp: 2019-10-14 11:45:23+00:00
Document Index: 93400704

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 80']

Il regime delle false e fuorvianti dichiarazioni relative all'offerta
Il regime delle false e fuorvianti dichiarazioni relative all’offerta
Sentenza del Consiglio di Stato n. 6157/2019
Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza 12 settembre 2019 n. 6157 ha trattato della questione dell’interrelazione tra le dichiarazioni inveritiere ed erronee rilasciate nell’ambito del confezionamento dell’offerta tecnica e l’indebita influenza del processo decisionale della stazione appaltante rilevante ai sensi dell’art. 80, comma 5, lettera c) (ante Decreto Semplificazioni) del Codice appalti.
La vicenda origina dall’impugnazione avanti al Consiglio di Stato da parte della società aggiudicataria di una gara di appalto, della pronuncia di prime cure che aveva accertato la mancata esclusione della medesima ditta dalla procedura di gara. In particolare il T.A.R. Abbruzzo, L’Aquila aveva accolto il ricorso del secondo concorrente, annullando l’aggiudicazione, sull’assunto che l’aggiudicataria avesse reso, in violazione dell’art. 80, comma 5 lett. c) del d. lgs. n. 50/2016, “informazioni false o [comunque] fuorvianti”, in ordine alle caratteristiche della propria offerta tecnica, suscettibili di condizionare, in guisa determinante, l’attribuzione dei punteggi.
Ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c) – nella versione previgente[1] al Decreto semplificazioni d.l. 135/2008 – la stazione appaltante esclude l’operatore economico dalla procedura d’appalto laddove dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all’esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.
Ebbene, la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo – L’Aquila, sez. I, n. 564/2018, resa tra le parti, ha accertato il ricorso nel caso di specie delle condizioni che richiedono ai sensi dell’art. 80, comma 5, lettera c) la verifica dell’affidabilità della aggiudicataria essendo prevista l’esclusione della gara del concorrente il quale abbia fornito nella gara in corso anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.
Il Consiglio di Stato, nel confermare la decisione impugnata del T.A.R. L’Aquila, ha osservato che la riconduzione delle informazioni (obiettivamente) “false” o anche solo “fuorvianti” tra le ipotesi di “gravi illeciti professionali” che – in quanto idonei a “rendere dubbia” l’”integrità” (morale) o l’”affidabilità” (professionale) del concorrente – legittima (ed impone) l’adozione della sanzione espulsiva trae alimento, nel corpo della previsione di cui all’art. 80, comma 5 lettera c) d. lgs. n. 50/2016, non solo dal rimprovero di “negligenza” (quando non di dolo) che è possibile formulare a carico del concorrente, ma anche potenziale attitudine della informazione falsa od omessa ad “influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante”, ai fini della ammissione e della selezione delle offerte e della conseguenziale aggiudicazione.
La riconduzione delle informazioni obiettivamente false o anche solo fuorvianti tra le ipotesi di gravi illeciti professionali che legittima ed impone l’adozione della sanzione espulsiva trae forza non solo dal rimprovero di “negligenza” (quando non si tratti di vero e proprio dolo) che è possibile formulare a carico del concorrente, ma anche dalla potenziale attitudine della informazione falsa od omessa ad influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante, ai fini della ammissione e della selezione delle offerte e della conseguenziale aggiudicazione.
In conclusione, l’apprezzamento di una dichiarazione complessivamente e non trascurabilmente colpevole volta ad alterare la realtà o ad omettere informazioni dovute in ordine alla sfera economica e professionale dell’offerente è tale da ledere anzitutto e prima ancora la affidabilità soggettiva del concorrente, fermo restando che nel caso in cui vengano riscontrate informazioni false o fuorvianti in merito alla offerta tecnica va dimostrata l’influenza determinante sul processo decisionale della stazione appaltante, ma a tal fine è sufficiente l’accertamento dell’obiettiva rilevanza delle voci in concreto omesse o falsificate.
Infatti, secondo l’ ANAC, se non fosse possibile procedere all’accertamento della veridicità di quanto dichiarato nell’offerta tecnica, verrebbero incentivati comportamenti opportunistici dei concorrenti che, consapevoli di inserire informazioni false, darebbero luogo ad una “selezione avversa” in seno alla procedura, in ragione dei dati inseriti nonché del possibile difettoso controllo postumo a cura della stazione appaltante, all’evidente fine di ottenere un punteggio migliore; così falsando il regolare svolgimento della competizione ed introducendo, altresì, in gara, un sensibile elemento di aleatorietà assolutamente inconciliabile con le esigenze di certezza, celerità e funzionalità della gara nonché di qualità della prestazione.