Source: http://legali.com/spip.php?article1983&lang=it
Timestamp: 2018-02-20 07:18:27+00:00
Document Index: 19972421

Matched Legal Cases: ['art.33', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 7', 'art. 10']

La riscossione degli enti locali – proposte di modifica - [Legali.com]
Infine, sono posti limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali commisurati all’importo del trattamento economico dei sindaci dei comuni capoluogo di Regione1”.
Ebbene, da una prima analisi dell’art.33 può evincersi che “il testo vigente dell’articolo 119 Cost. stabilisce che l’autonomia finanziaria degli enti territoriali è esercitata in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Tale disposizione, letta in combinato con l’articolo 117, terzo comma, che ricomprende tra le materie di legislazione concorrente il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, comporta anzitutto la potestà per ogni regione di stabilire e applicare tributi – oltre che nel rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali (art. 117, primo comma) – secondo i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario fissati dalla legislazione statale. Anche a comuni, regioni e città metropolitane è riconosciuta autonomia di entrata e il potere di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri. Tuttavia, sebbene l’articolo 119 ponga formalmente sullo stesso piano regioni ed enti locali, la riserva di legge di cui all’articolo 23 della Costituzione - che sancisce che nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge - preclude a questi enti l’esercizio di una potestà impositiva diretta analoga a quella delle regioni. Il necessario presupposto per l’attuazione del disegno costituzionale è stato peraltro rintracciato dalla giurisprudenza costituzionale nell’intervento del legislatore statale, il quale, al fine di coordinare l’insieme della finanza pubblica, deve fissare i principi cui i legislatori regionali devono attenersi e determinare le grandi linee dell’intero sistema tributario, definendo gli spazi e i limiti entro i quali può esplicarsi la potestà impositiva, rispettivamente, di Stato, Regioni ed enti locali. La Corte ha quindi concluso che “non è ammissibile, in materia tributaria, una piena esplicazione di potestà regionali autonome in carenza della fondamentale legislazione di coordinamento dettata dal Parlamento nazionale” (sentenza n. 37 del 2004). Inoltre - con il nuovo testo e a differenza di quello vigente – anche la disponibilità per Regioni, comuni e città metropolitane di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio è sottoposta al duplice vincolo dell’armonia con la Costituzione e della legge statale ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”2.
il primo intervento normativo è del 2011, con il D.L. n. 70/2011 (art. 7, comma 2, lettere gg-ter e gg-quater) in cui è stabilito “che a decorrere dal1° gennaio 2012, in deroga alle vigenti disposizioni, la società Equitalia Spa, nonché le società per azioni dalla stessa partecipate, e la società Riscossione Sicilia Spa cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate.
Successivamente, l’art. 9, comma 4, D.L. n. 174/2012 ha disposto che “in attesa del riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate degli enti territoriali e per favorirne la realizzazione” il termine, innanzi visto, è stabilito al 30 giugno 2013. Non più le sole entrate dei comuni, ma di tutti gli enti territoriali.
Nel 2013, invece, con il D.L. n. 35, art. 10, comma 2-ter, è stato stabilito che “i comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione dei tributi dei soggetti […] anche oltre la scadenza del 30 giugno e non oltre il 31 dicembre 2013”.
È arrivato poi l’art. 53, comma 1, D.L. n. 69/2013, secondo cui - al fine di favorire il compiuto, ordinato ed efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei Comuni, anche mediante istituzione di un Consorzio, che si avvale delle società del Gruppo Equitalia per le attività di supporto all’esercizio delle funzioni relative alla riscossione - il “termine […] è stabilito inderogabilmente al 31 dicembre 2013”. La proroga è più motivata ed è aggiunto il termine “inderogabilmente”.
In conclusione, l’art. 7, comma 7, D.L. n. 78/2015ha sostituito il 30 giugno 2015, con il 31 dicembre 2015 e l’art. 10, comma 1, D.L. n. 210/2015 ha fissato come termine ultimo il 30 giugno 2016.
la procedura d’ingiunzione fiscale prevista dal regio decreto n. 639 del 1910, che costituisce titolo esecutivo;
Ove la gestione della riscossione delle entrate comunali sia affidata a soggetti privati questi ultimi debbano aprire uno o più conti correnti dedicati a tale attività. Essi avranno inoltre l’obbligo di riversamento alla tesoreria delle somme riscosse - al netto dell’aggio e delle spese anticipate dall’agente della riscossione – entro la prima decade del mese3.”
Orbene, una volta formati, i ruoli dovranno essere consegnati all’Agente della riscossione che, a sua volta, provvederà a notificare la cartella di pagamento contenete l’intimazione a pagare entro 60 giorni dalla notifica4, con l’avvertimento che, in mancanza del pagamento, si procederà all’esecuzione forzata salvo che non sia stata richiesta la rateizzazione del pagamento. In definitiva, qualora il contribuente non dovesse versare entro 60 giorni dalla notifica, ciò che gli è stato intimato con la cartella di pagamento, l’Agente della riscossione avvierà l’esecuzione forzata (ovviamente al contribuente debitore, sarà concesso di contrastare tale azione espropriativa attraverso gli strumenti dell’opposizione all’esecuzione o dell’opposizione agli atti esecutivi).