Source: https://www.brocardi.it/testo-unico-imposte-redditi/titolo-i/capo-i/art16bis.html
Timestamp: 2020-02-23 22:26:45+00:00
Document Index: 25072885

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 36', 'art 16', 'art. 16', 'art 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16']

Art. 16 bis testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici - Brocardi.it
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Articolo 16 bis Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR)
Dispositivo dell'art. 16 bis TUIR
c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di cui alle lettere a) e b) del presente comma, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza, anche anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione;
l) di bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici(1).
3. La detrazione di cui al comma 1 spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile. La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36 per cento del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25 per cento del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo di 48.000 euro.
10. Con successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono essere stabilite ulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.
(1) Il D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto 2013, n. 90, come modificato dalla L. 30 dicembre 2018, n. 145, ha disposto, con l'art. 16, comma 1, che "Ferme restando le ulteriori disposizioni contenute nell'articolo 16 bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per le spese documentate, relative agli interventi indicati nel comma 1 del citato articolo 16 bis, spetta una detrazione dall'imposta lorda fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è pari al 50 per cento per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019".
Ha inoltre disposto, con l'art. 16, comma 2, che "Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2018, è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell'anno 2019 per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli interventi effettuati nell'anno 2018 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2019, al netto delle spese sostenute nell'anno 2018 per le quali si è fruito della detrazione. Ai fini della fruizione della detrazione dall'imposta, le spese di cui al presente comma sono computate indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui al comma 1".
relative all'articolo 16 bis TUIR
Norma di riferimento: Articolo 16 bis T.U.I.R. - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici | Quesito Q201923547
giovedì 27/06/2019 - Lazio
“Nel 2017, in un condominio, si sono iniziati e conclusi i lavori di installazione dei contabilizzatori di calore con una spesa totale di circa 30.000€. La ditta ha emesso fatture entro fine anno 2017, ma ha ricevuto nel 2017 solo un acconto di 4000€, nel 2018 un altro acconto di 4800€ (pur avendo i condomini versato la totalità delle rate) e nel 2019 il saldo. Le normative fiscali per la detraibilità della spesa per questo tipo di intervento è cambiata nel tempo.
Quale normativa va applicata? quella del 2017, del 2018 o del 2019? Oppure diversa per i singoli pagamenti?
L’agevolazione fiscale è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:
delle schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;
per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori, in sostituzione di impianti esistenti;
per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi;
Così come evidenziato nel quesito, le percentuali di detrazione variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui è stato effettuato.
Per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica, dal 2017 sono previste detrazioni più elevate­.
Più in particolare, la detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo, spetta nelle seguenti misure: 70%, se gli interventi interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio; 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e purché conseguano almeno la qualità media indicata nel decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica).
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, il valore massimo della detrazione fiscale è di &euro; 30.000,00.
Per fruire dell’agevolazione è necessario, quindi, sostituire l’impianto preesistente e installare quello nuovo.
Non è agevolabile, invece, l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti (con l’eccezione, dal 1 gennaio 2015, dell’installazione dei generatori alimentati a biomassa).
Sono comprese tra le spese detraibili, infine, quelle relative alle prestazioni professionali necessarie per realizzare gli interventi agevolati o per acquisire la certificazione energetica eventualmente richiesta; nonché quelle sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento (per esempio, le spese per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento).
Venendo al tema che qui interessa, il comma 349 dell’art. 1 della Legge n. 296/2006, istitutiva della detrazione, rimanda alle disposizioni attuative da adottare con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
A tale scopo è stato emanato il Decreto interministeriale del 19.02.2007, successivamente integrato e modificato dal D.M. 26.10.2007.
Proprio in considerazione del fatto che la predetta normativa ha istituito l’agevolazione di cui si discute sotto forma di detrazione di imposta, la stessa va fruita secondo le regole generali previste in tema di detrazioni. Al riguardo va precisato che:
per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, la detrazione va fruita secondo il criterio di cassa che è il criterio che sovraintende alla determinazione del reddito complessivo di tali soggetti. Pertanto, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota corretta occorre far riferimento alla data dell’effettivo pagamento;
per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, la detrazione va fruita secondo il criterio di competenza che è il criterio che sovraintende alla determinazione del reddito complessivo di tali soggetti. Pertanto, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota corretta occorre far riferimento alla data di ultimazione della prestazione.
In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi e, pertanto, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.
Norma di riferimento: Articolo 16 bis T.U.I.R. - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici | Quesito Q201923368
“La mia domanda riguarda la certificazione che l' amministratore di condominio deve inviare ai condomini per usufruire della detrazione fiscale in merito a lavori di riqualificazione energetica; nello specifico sostituzione di caldaia condominiale.
Gradirei sapere se il condomino intestatario della certificazione in qualita' di proprietario o titolare di altro diritto reale per usufruire della detrazione deve essere anche l' intestatario dei bonifici effettuati al condominio per lavori ovvero è sufficiente il titolo di proprietà o altro diritto reale considerato che i pagamenti alla ditta che esegue i lavori sono effettuati
dal condominio e quindi i bonifici sono intestati al condominio stesso.
Inoltre, ci deve essere rispondenza fra indicazione dell' immobile nella dichiarazione dei redditi e intestazione della certificazione ? Meglio, il proprietario dell' immobile puo' usufruire della detrazione ancorchè l'immobile sia dichiarato
dal titolare del diritto di abitazione.
In ultimo, l' amministratore del condominio puo' correggere il beneficiario della detrazione sulla comunicazione inviata
alla Agenzia delle Entrate (scheda informativa ?) entro il termine della presentazione della dichiarazione ancorchè il dato
risulti acquisito della dichiarazione pre-compilata. e quali" conseguenze successive" può avere la correzione dei confronti del contribuente . Molte grazie”
L’agevolazione connessa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici è stata istituita con Legge 296/2006 - art. 1 commi 344-345-346-347 e, nel corso degli anni è stata prorogata ed estesa con successivi interventi normativi, quali la Legge 244/2007 - art. 1 commi da 20 a 24 e 286, il Dl 63/2013 - art. 14, la Legge 190/2014 – art. 1 comma 47, la Legge 208/2015 - art. 1 comma74, la Legge 232/2016 - art. 1 comma 2, la Legge 205/2017 - art. 1 comma 3 e, da ultimo, la Legge 145/2018 - art. 1 comma 67.
Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile. L’esclusione degli edifici di nuova costruzione, peraltro, risulta coerente con la normativa di settore adottata a livello comunitario, in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime della prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia.
Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche (per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento).
Sotto il profilo soggettivo, come precisato nella Circolare n. 36 del 31.05.2007, i soggetti indicati all’articolo 2 del D.M. 19 febbraio 2007 (emanato ai sensi del comma 349 della legge finanziaria per dare attuazione alle disposizioni recate dai commi 344, 345, 346 e 347, il quale disciplina i contenuti tecnici degli interventi agevolabili e le modalità per fruire della detrazione), possono fruire della detrazione a condizione che:
sostengano le spese e che queste siano rimaste a loro carico;
possiedono o detengono l’immobile in base ad un titolo idoneo che può consistere nella proprietà o nella nuda proprietà, in un diritto reale o in un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato.
La medesima circolare precisa poi, sulla base di un consolidato orientamento di prassi formatosi in merito alle detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia (Circolare n. 121 del 1998 e successive), che sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari, individuati ai sensi del comma 5 dell'[[5tuir] (coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado), conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, che sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.
E’ stata, infatti, ravvisata nella convivenza una condizione che giustifica la partecipazione del coniuge, dei parenti entro il terzo grado e degli affini entro il secondo grado alle spese che avrebbe dovuto sostenere il titolare dell’immobile.
Tale principio deve ritenersi valido anche in relazione alla detrazione per i lavori di risparmio energetico, con la precisazione, tuttavia, che esso trova applicazione limitatamente ai lavori eseguiti su immobili appartenenti all’ambito “privatistico”, a quelli cioè nei quali può esplicarsi la convivenza, ma non in relazione ai lavori eseguiti su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione.
Anche le istruzioni alla compilazione della dichiarazione dei redditi precisano che ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati.
Ne deriva che, il condomino intestatario della certificazione in qualità di proprietario o titolare di altro diritto reale può usufruire dell’agevolazione anche se non ha effettivamente sostenuto le spese ossia, non è l’esecutore/intestatario dei bonifici effettuati al condominio a patto che, però, quest’ultimo costituisca per il condomino un familiare ai sensi dell’articolo 5, comma 5 del Tuir e sia con lo stesso convivente.
Va, tuttavia, precisato che, in questi casi, al fine di assicurare il diritto all’esercizio della detrazione a soggetto diverso da quello che ha effettivamente sostenuto le spese, fermi restando la sussistenza del vincolo di parentela o affinità di cui si è detto e l’obbligo di convivenza, è altresì necessario che il pagamento delle spese sia stato effettuato tramite bonifico bancario o postale da cui risulti il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
Come indicato nelle istruzioni di prassi fornite dall’amministrazione finanziaria, i contribuenti che possono usufruire della detrazione devono essere indicati nella scheda informativa da trasmettere all’Enea, relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E o F del decreto attuativo (D.M. 19 febbraio 2007).
Tale scheda deve, infatti, contenere i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di intervento eseguito e il risparmio di energia che ne è conseguito, nonché il relativo costo, specificando l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione.
Se non vi è coincidenza tra il nominativo riportato nella scheda informativa e l’intestazione del bonifico o della fattura, stante quanto detto prima, la detrazione spetta comunque al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, essendo il principio dell’effettivo sostenimento il criterio guida per fruire dell’agevolazione in commento.
Proprio in considerazione di ciò, la detrazione può essere fruita dal soggetto che effettivamente sostiene la spesa anche nel caso in cui l’immobile, ai fini della tassazione del relativo reddito da fabbricati, sia dichiarato da altro soggetto titolare del diritto di usufrutto o altro diritto reale (es. uso o abitazione) sull’immobile.
La scheda informativa può comunque essere rettificata. Si possono correggere, per esempio, errori materiali sui dati anagrafici del contribuente e dei beneficiari della detrazione, i dati identificativi dell’immobile oggetto di intervento, gli importi di spesa indicati in misura non corrispondente a quella effettiva.
Non è necessario rettificare la scheda informativa quando è stato indicato un nominativo diverso da quello dell’intestatario del bonifico o della fattura, o non è stato segnalato che possono aver diritto alla detrazione più contribuenti. In questi casi, infatti, è sufficiente che il contribuente che intende avvalersi della detrazione sia, comunque, in grado di dimostrare di essere in possesso dei documenti che attestano il sostenimento dell’onere e la misura in cui tale onere è stato effettivamente sostenuto.
La prova dovrà essere fornita all’amministrazione in sede di controllo delle detrazioni operate in dichiarazione, ai sensi dell’art. 36 ter del d.P.R. n. 600/73.
Norma di riferimento: Articolo 16 bis T.U.I.R. - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici | Quesito Q201822180
mercoledì 17/10/2018 - Sardegna
“Avendo effettuato lavori di manutenzione presso l'abitazione principale,nel gennaio di quest'anno ho ricevuto da parte della ditta che ha effettuato i lavori la relativa fattura che così si esprime:
Vs dare per le seguenti prestazioni:
Manutenzione straordinaria ex art 16-bis del DPR 917/1986 di un'abitazione ubicata a...... via.............;
lavori di imbiancatura facciate,manutenzione varie di terrazzi,scala e ringhiera, manutenzione tetto, fornitura e posa in opera di scossaline.
Saldo sulle spese di realizzazione dei lavori € 13.438,00 aliquota IVA 10%
Saldo spese posa in opera e realizzazione di impianto
fotovoltaico € 2.500,00 aliquota IVA 10%
Totale imponibile € 15.938,00
totale IVA € 1.593,80
Totale fattura € 17.531,80
La suddetta fattura è stata pagata mediante bonifico bancario parlante, al fine di poter beneficiare delle agevolazioni fiscali in materia di IRPEF che consentono di recuperare il 50% dell'importo speso in dieci anni.
In ogni caso non si intende chiedere la deduzione relativamente alla prima voce della fattura(lavori di imbiancatura facciate, ecc.), anche perchè, a seguito di una consulenza precedente presso di Voi,analogamente non si procedette a richiedere la deduzione relativamente ad una fattura emessa nel dicembre 2017 sempre relativamente a lavori effettuati presso la stessa abitazione e avente come oggetto le stesse voci espresse nella prima voce della fattura in esame.
Si chiede comunque se, a vostro giudizio, è possibile, quando sarà il momento,chiedere la deduzione dell'importo IVA compresa della parte della fattura relativa alle spese per la realizzazione e posa in opera dell'impianto fotovoltaico, essendo tale importo incluso in una fattura che comprende una voce praticamente non deducibile.
Peraltro con la dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2017 si è chiesta la deduzione dell'importo speso per l'acquisto del materiale acquistato nel dicembre 2017 per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico con accumulo.
Si precisa che la realizzazione dell'impianto fotovoltaico era regolarmente previsto sin dall'inizio e che ciò è stato regolarmente segnalato all'ufficio tecnico del Comune prima dell'inizio dei lavori, con la pratica concernente i lavori da realizzare.”
Dalla descrizione della fattura sopra riportata si evince che la stessa fa riferimento alla corresponsione del saldo di quanto dovuto tanto in riferimento ai lavori di manutenzione quanto in riferimento alla posa in opera e realizzazione dell’impianto fotovoltaico.
Nella descrizione indicata in fattura le due voci sono separatamente evidenziate e, pertanto, è perfettamente individuabile l’ammontare dell’onere sostenuto in riferimento all’uno e all’altro degli elementi di spesa sostenuti.
Laddove anche le fatture in acconto contengono una descrizione così analitica delle spese sostenute in riferimento all’uno e all’altro degli interventi realizzati sull’immobile, non si rinvengono difficoltà all’esercizio della deduzione in relazione alla voce di spesa riconducibile alla posa in opera e realizzazione dell’impianto fotovoltaico, stante il fatto che il documento/fattura, così come rilasciato, è assolutamente idoneo a consentire all’Amministrazione finanziaria l’esercizio dei poteri di controllo necessari al fine di verificare la correttezza del comportamento fiscale adottato tanto da chi ha eseguito la posa in opera e realizzazione dell’impianto, quanto da chi usufruirà della detrazione I.R.Pe.F. in dichiarazione.
Sarà, infatti, assolutamente possibile verificare se quest’ultima sia stata correttamente quantificata in riferimento al costo di posa in opera e realizzazione dell’impianto.
Quanto detto vale anche per l’Imposta sul Valore Aggiunto, limitatamente alla parte della stessa riconducibile al costo di posa in opera e realizzazione dell’impianto fotovoltaico.
Al riguardo, sebbene l’IVA sia stata calcolata in riferimento all’ammontare complessivamente corrisposto per tutti i lavori eseguiti (manutenzione straordinaria e impianto fotovoltaico), è agevolmente individuabile la parte del tributo riconducibile al solo costo di posa in opera e realizzazione dell’impianto fotovoltaico, tanto più nel caso di specie in cui lo stesso è stato determinato con le medesima aliquota del 10%.
Conseguentemente, in riferimento alla fattura di saldo riportata nel quesito, la detrazione sarà pari al 50% dell’importo di € 2.750,00 (€ 2.500 imponibile + € 250,00 IVA al 10% relativa al predetto imponibile).
Lo stesso calcolo andrà effettuato in relazione alle precedenti fatture in acconto.
Norma di riferimento: Articolo 16 bis T.U.I.R. - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici | Quesito Q201821522
martedì 05/06/2018 - Sardegna
“Recentemente ho effettuato lavori di manutenzione dell'abitazione di residenza regolarmente fatturati e pagati mediante bonifico bancario parlante secondo le procedure previste per ottenere i benefici fiscali.Però mi sorgono dei dubbi sull'effettiva detraibilità dei lavori effettuati.
La causale di una prima fattura del 07712/2017 così recita:" manutenzione straordinaria ex art. 16-bis del DPR 917/1986 di u'abitazione sita a (omissis), in via (omissis); lavori di imbiancatura facciate,manutenzione varie di terrazzi,scala e ringhiera,manutenzione tetto". Segue poi l'importo che vene sottoposto ad IVA al 10%.
La causale di una seconda fattura così recita:"manutenzione straordinaria ex art 16-bis del DPR 917/1986 n. 27;lavori di imbiancature facciate,manutenzione varie di terrazzi,scala, ringhiera,manutenzione tetto,fornitura e posa in opera di scossaline". Segue poi l'importo che viene sottoposto ad IVA al 10%.”
Consulenza legale i 09/06/2018
Si premette che la breve descrizione degli interventi contenuta nelle fatture indicate nel quesito non permette di essere del tutto puntuali poiché, se da un lato fa riferimento a lavori di “manutenzione straordinaria ex art. 16-bis del DPR 917/1986 n. 27”, dall’altro, in concreto, sembra riferirsi a lavori di manutenzione ordinaria su facciata, terrazzo-tetto, scala e ringhiera, per i quali l’agevolazione di cui si discute non spetta.
L’agevolazione di cui all’articolo 16-bis del d.P.R. n. 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi) è sicuramente quella più conosciuta tra le norme agevolative degli interventi di recupero del patrimonio edilizio e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.
I benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono, comunque, con la detrazione Irpef.
La normativa e la prassi di riferimento è estremamente ampia e potrà essere reperita sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente link
La stessa Agenzia delle Entrate ha pubblicato a febbraio 2018 una guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie in cui, dopo avere esaminato i presupposti soggetti e oggettivi, nonché le condizioni e modalità per usufruire delle agevolazioni, fa una elencazione dei lavori agevolabili, separatamente per le singole unità abitative e per le parti condominiali.
Come precisato nella guida si tratta di un elenco esemplificativo e non esaustivo; tuttavia, in base alla predetta guida e dovendo fare esclusivo riferimento alla breve descrizione degli interventi contenuta nelle fatture indicate nel quesito, i lavori relativi alla facciata sono agevolabili nella misura in cui comportano il rifacimento, anche parziale, della stessa, modificando materiali e/o colori (o anche solo i colori). Lo stesso dicasi, in generale, in relazione al rifacimento delle altre pareti esterne: anche in questo caso, i costi di rifacimento sono agevolabili nella misura in cui comportano una modifica dei materiali e dei colori (o anche solo dei colori).
I lavori sulle scale sono agevolabili nella misura in cui comportano la sostituzione di gradini interni e esterni, modificando la forma, le dimensioni o i materiali preesistenti.
I lavori sul terrazzo o lastrico solare sono agevolabili nella misura in cui ne comportano il rifacimento con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti o con caratteristiche diverse da quelle preesistenti per dimensioni o piano.
I lavori di manutenzione tetto sono agevolabili nella misura in cui comportano la sostituzione dell’intera copertura ovvero la modifica della pendenza delle falde con o senza aumento di volume; o, nel caso di tetto con travi, la sostituzioni con modifiche o la sostituzione totale per formazione nuovo tetto.
La guida non prende in considerazione gli oneri relativi ai lavori di manutenzione di ringhiere e di fornitura e posa in opere di scossaline, per la valutazione della cui deducibilità fiscale occorrerà fare riferimento ai criteri generali per l’individuazione degli interventi per i quali spetta l’agevolazione fiscale.
A tal fine, nonché con l’intento di fornire gli strumenti di conoscenza necessari per valutare la effettiva deducibilità di ogni onere si precisa che l’agevolazione riguarda tutti gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):
Non sono invece ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione.
Sono considerati interventi di restauro e risanamento conservativo quelli finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.
Ne sono esempi gli interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado; all’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti; all’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
Sono considerati interventi di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.
Riguardo a quest’ultima tipologia di interventi, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
Sono agevolabili ancora, gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi; i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione); ovvero, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
Sono, altresì, agevolabili gli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi; quelli finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico; quelli effettuati per il conseguimento di risparmi energetici; gli interventi per l’adozione di misure antisismiche; quelli di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Norma di riferimento: Articolo 16 bis T.U.I.R. - Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici | Quesito Q201820906
Elesio P. chiede
venerdì 09/03/2018 - Umbria
“Io e mia moglie abitiamo nella regione Marche nell'appartamento intestato a mia figlia senza aver costituito diritto di abitazione. Possediamo un altro appartamento in umbria dove abbiamo anche la residenza ma che abitiamo saltuariamente.
Nel fabbricato, dove mia figlia possiede l'appartamento, sono state fatte delle ristrutturazioni che sono state pagate da me con bonifici intestati al condominio quindi posso io detrarre lo sgravio fiscale del 50%?
Se non ho costituito il diritto di abitazione prima dell'inizio dei lavori lo posso fare ora così iniziare a recuperare la detrazione dalla rata equivalente all'anno di stipula del diritto?
Con la stipula del diritto di abitazione nell'appartamento di mia figlia il mio appartamento dove ho la residenza mi diventa seconda casa con tutti gli obblighi di legge da rispettare in particolare IMU da pagare?
Consulenza legale i 19/03/2018
Il quesito, almeno nella prima parte, attiene ai presupposti di natura soggettiva in ordine al diritto alla detrazione delle spese connesse agli interventi di recupero sugli immobili residenziali, disciplinato dall’art. 16 bis del TUIR approvato con d.P.R. n. 917/1986.
La fattispecie concreta riguarda il caso in cui le predette spese siano state sostenute su parti condominiali da soggetto non proprietario dell’unità abitativa situata nel fabbricato ristrutturato.
La citata norma prevede, infatti, che dall'imposta lorda si detrae una percentuale del 36% delle predette spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi.
Il quesito, tuttavia, sembra fare riferimento al beneficio di cui al citato art. 16-bis, stante il riferimento allo “sgravio fiscale del 50%” e pone, in particolare, il tema dei contribuenti ammessi a fruire dell’agevolazione.
Al riguardo, la norma citata fa espressamente riferimento ai “contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi”.
L’agevolazione spetta, quindi, non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:
L’agevolazione può essere fruita, quindi, non solo dal proprietario ma anche da chi ha un diritto reale di godimento sull’immobile, dal locatario o comodatario.
Quindi, anche se non è stato costituito diritto di abitazione, si potrebbe fruire dell’agevolazione per il solo fatto di essere comodatario dell’immobile.
Occorre, però, a questo punto capire quando deve essere stato costituito il titolo sulla base del quale si “detiene” l’immobile.
Va, al riguardo, precisato che con Circolare del 7 luglio 2015 n. 26/E, l’Agenzia delle entrate ha ribadito che “per quanto riguarda la registrazione, se i lavori sono effettuati dal conduttore o comodatario, nel modello (n.d.r: da utilizzare per la comunicazione inizio lavori all’Amministrazione finanziaria) devono essere indicati, oltre ai dati catastali identificativi dell’immobile anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato”.
Pertanto, anche nell’ipotesi di comodato, sarebbe stato necessario stipulare e registrare il relativo contratto prima di eseguire i lavori.
Ne deriva che il diritto alla detrazione non potrà essere esercitato se il contratto di comodato non è stato registrato o il diritto di abitazione non è stato costituito anteriormente all’inizio dell’esecuzione dei lavori, stante il fatto che come precisato nella Ris. n. 136/E del 06.05.2002, le predette situazioni devono sussistere nel momento in cui si attiva la procedura finalizzata all’esercizio della detrazione e non anche nel momento in cui si fruisce della detrazione ed, è indubbio che la ripartizione temporale della detrazione attiene esclusivamente alla sua fruizione.
Tenuto conto di ciò il diritto alla detrazione non può essere da Lei esercitato in quanto il titolo sulla base del quale detiene l’immobile non è stato registrato anteriormente all’inizio dei lavori.
Ferme tutte le altre condizioni richieste dalla norma, avrebbe, tuttavia, potuto beneficiare della detrazione Sua figlia laddove, nelle disposizioni di pagamento effettuate al condominio, fosse stata indicata quale “beneficiaria della detrazione”, così come precisato nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015.
Al di fuori di questa situazione, la disciplina di cui al comma 8 dell’art. 16-bis del TUIR prevede due sole ipotesi in cui la fruizione della detrazione possa essere riconosciuta a soggetto diverso da quello che ha realmente sostenuto le spese: 1) nell’ipotesi di vendita dell’unità immobiliare, in cui la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare; 2) in caso di decesso dell'avente diritto, in cui la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.
Riguardo poi al tema della residenza, da quanto detto deriva che la normativa agevolativa non richiede espressamente che si abbia anche la residenza anagrafica nell’immobile con riferimento al quale si sostengono le spese di ristrutturazione, in quanto la detrazione spetta al semplice “detentore”.
Relativamente all’IMU, è indubbio che la titolarità del diritto di abitazione è presupposto per l’applicazione del tributo sul titolare dello stesso che, per altro, in qualità di soggetto passivo, ha anche diritto a fruire di tutte le detrazioni previste per il proprietario dell’immobile, ivi compresa quella per l’abitazione principale.
La stipula di un contratto di comodato, invece, potrebbe assicurare al comodante il diritto ad una riduzione del 50% della base imponibile, se si verificano le condizioni di cui al comma 3 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, in base al quale, “per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell’applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23”.
Con Circolare 1/DF del 17.02.2016 è stato precisato che la riduzione non spetta:
se si risiede nel Comune A e l'immobile è situato nel Comune B (diverso dal Comune A)
Nel caso in esame, la figlia/comodante potrà usufruire dell’agevolazione se rispetta i requisiti e, in considerazione del fatto che, nel quesito, si parla di un solo appartamento, quello dato dai genitori.
Di contro, i genitori perderanno l’agevolazione prima casa per l’appartamento in Umbria.
Per completezza e con riferimento ad eventuali successivi interventi, si evidenzia che, nel caso di ristrutturazione delle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.