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Timestamp: 2019-01-22 01:20:49+00:00
Document Index: 27158548

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 119', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 119', 'art 119', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 119', 'art. 16', 'art.16', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 97']

STUDIO LEGALE JORIO NOTIFICA PER PUBBLICI PROCLAMI - PDF
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1 STUDIO LEGALE JORIO NOTIFICA PER PUBBLICI PROCLAMI Tar LAZIO, sez. ROMA R.G /2015 In ottemperanza all ordinanza collegiale 7575/2016 resa dalla sez. I del Tar del Lazio l 1 luglio 2016 si chiede alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in persona del Presidente del Consiglio la pubblicazione sul sito internet istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri del presente atto nel quale sono riportati la sintesi del ricorso introduttivo, la copia pedissequa della richiamata ordinanza collegiale nonché l elenco di tutti i contro interessati al ricorso. Ricorso Il Comune di Cotronei, in persona del Sindaco p.t., sig. Nicola Belcastro, ha impugnato, con ricorso R.G /2015, il DPCM del 10 settembre 2015 Fondo di solidarietà comunale. Definizione e ripartizione delle risorse spettanti per l anno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario della G.U. n. 231 del 5 ottobre 2015; e di ogni altro atto ad essa presupposto, conseguente e consequenziale. I ricorrenti, nel contestare Illegittimità, per incostituzionalità dell art. 16 del decreto-legge n. 95/2012, per violazione dell art. 119 Cost Violazione del principio di leale collaborazione Violazione degli art. 2, 3 e 5 Cost, ha eccepito che l art. 16, comma 6, del D.L. n. 95 del , nell imporre riduzioni di spesa nei confronti di ciascun Comune, non solo introduce un meccanismo distorto di tagli a carico dei predetti enti territoriali e dei correlativi trasferimenti delle risorse risparmiate in favore dell Erario statale, ma integra la palese violazione dei basilari canoni di
2 solidarietà, uguaglianza e adeguatezza, nonché dei principi costituzionali dell autonomia finanziaria degli enti locali, del decentramento e della sussidiarietà. È evidente, sottolinea il ricorrente, che qualora venisse accertata la incostituzionalità dell art. 16, comma sei, del decreto-legge n. 95/2012, convertito dalla legge n. 135/2012, per violazione degli artt. 119, 3 e 97 Cost. verrebbe meno anche il DPCM impugnato emesso in sua attuazione. Si asserisce che i territori che vantano ridotti livelli di spesa e indebitamento siano destinatari di una maggiore richiesta di sacrificio, in termini di contenimento della spesa corrente e di progressiva erosione dei trasferimenti Stato- autonomie locali: il tutto senza che il legislatore sia in grado di valorizzare e premiare, così come dovrebbe, la virtuosità delle predette realtà territoriali, funzionali a concorrere all equilibrio complessivo del bilancio della Repubblica, a mente degli articoli 81, 97, primo comma, e 119, primo comma, della Costituzione. Gli enti locali virtuosi, in sostanza, non dispongono più di alcuna compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibili al loro territorio (come sarebbe ai medesimi garantito dall art. 119 Cost., anche in termini di perequazione ) e, peraltro, subiscono l onere di una crescente contribuzione (una sorta di compartecipazione reverse a quella indicata dall art 119, comma secondo, Cost., che la prevede in favore del sistema autonomistico locale sul gettito dell Erario e non viceversa) alle finanze centrali, praticata sotto forma di prelievo statale sui tributi locali. La logica dei tagli perseguita dal legislatore statale, è illegittima e determina: - Evidente disparità di trattamento e di sacrifici tra i vari comparti di cui si compone la pubblica amministrazione: disparità che va a
3 detrimento delle predette autonomie locali, in violazione dei principi di solidarietà e del canone istituzionale di uguaglianza, recati dagli artt. 2 e 3 cost; - Violazione del principio di ragionevolezza e proporzionalità, nei limiti in cui il sacrificio imposto alle autonomie locali (peraltro in modo incoerente e diseguale tra le stesse) non è accompagnato da un pari sacrificio imposto ad altri comparti; - Violazione dell art. 5 Cost. dal momento che se, da una parte, si apportano tagli indiscriminati ed eccessivi alle risorse finanziarie a disposizione delle amministrazioni locali che già si trovano in grave difficoltà sotto il profilo del reperimento dei fondi necessari a garantire l erogazione dei servizi essenziali per i cittadini le esigenze dell autonomia e del decentramento tutelate dall art. 5 vengono, dall altra, totalmente vanificate. Attraverso il taglio delle risorse degli enti territoriali viene non solo gravemente compromessa l autonomia delle realtà locali, ma altresì pericolosamente minato l intero assetto ordinamentale che si regge sui principi del federalismo fiscale e della sussidiarietà; - Violazione degli artt. 117 e 119 Cost.: la logica dei tagli sproporzionati e non ragionevoli introdotta priva i comuni della propria autonomia di spesa, incidendo in maniera pregiudizievole sull equilibrio dei relativi bilanci (che vengono in sostanza svuotati) in spregio a quanto sancito dal primo comma dell art. 119 Cost. L art. 16, comma sei, finisce per collidere sotto più aspetti con le richiamate previsioni costituzionali. Appare più che evidente la rilevanza della questione di legittimità costituzionale sollevata in quanto la lesione
4 determinata in capo al Comune ricorrente è riferibile unicamente alla disposizione contenuta nel DPCM gravato che, invero, costituisce automatica applicazione dell art.16, comma 6, del decreto-legge n. 95/2012, convertito dalla legge n. 135/2012. È di indubbia evidenza che qualora venisse ritenuta fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata tale decreto ne sarebbe travolto e verrebbe meno la lesione stessa. La non manifesta infondatezza, traspare dal fatto che l art. 119 Cost attribuisce ai Comuni una autonomia finanziaria di entrata e di spesa, esercitata attraverso la redazione del bilancio finanziario di previsione, redazione e conseguente approvazione resa possibile dal conoscere le entrate sulle quali poter contare per poi esercitare la propria autonomia in materia di spesa. Chiaramente un intervento di riduzione dei trasferimenti che intervenga ad esercizio finanziario quasi concluso incide pesantemente sull autonomia finanziaria degli Enti locali che ne sono colpiti, in quanto hanno già sostenuto quasi del tutto le spese indicate nel bilancio di previsione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Inoltre gli enti locali non possono fondare la loro esistenza istituzionale unicamente su entrate proprie per effettuare le spese di loro competenza, sono previste risorse ulteriori di provenienza statale. Infatti è prevista la compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al territorio dell ente e la quota del fondo perequativo da calcolarsi (sui fabbisogni standard quando ci saranno!) sui valori determinati nella generalità dei casi dall intervento finanziario dello Stato effettuato mediante i ricorrenti trasferimenti, indipendentemente dai ricavi imprenditoriali prodotti dall ente di riferimento. Esso non deve avere vincoli di destinazione. Eventuali riduzione dei trasferimenti provenienti da tale fondo devono garantire la compensazione e correlata perequazione, possibile solo
5 se il parametro rimane identico, se cioè si ha riguardo alla capacità contributiva degli Enti locali. Non è garantito il buon andamento degli enti locali dalla mancata fissazione di un termine per l adozione del decreto ministeriale attuativo di tale disposizione normativa, e ciò contrasta tanto con l art. 119 quanto con l art. 97 Cost. * * * Inoltre sussistono pienamente le condizioni affinchè si addivenga alla sospensione dell efficacia del DPCM impugnato dal momento che altrimenti il Comune di Cotronei si verrebbe a trovare in una profonda situazione di squilibrio finanziario, non fronteggiabile. Preme rilevare che con ordinanza del , depositata in segreteria l , il tribunale amministrativo Regionale per il Lazio, sezione di Roma ha ordinato l integrazione del contraddittorio, con autorizzazione alla notifica per pubblici proclami ai ricorrenti, consentendo l effettuazione di tale adempimento mediante la pubblicazione per via telematica, sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri della presente ordinanza, del sunto del ricorso introduttivo e dell elenco dei controinteressati. Si rende pertanto necessario, anche ai fini della notifica del presente ricorso, procedere, attraverso le modalità indicate dal Tar Lazio, alla pubblicazione nelle suddette forme del sunto del ricorso e dell elenco nominativo dei contro interessati, ovvero di:
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