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Timestamp: 2017-06-22 18:34:18+00:00
Document Index: 92726170

Matched Legal Cases: ['art.315', 'art.315', 'art.17', 'art.1', 'art.4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Visto che son qui, un aggiornamento veloce: la DIA oggi è stata sostituita dalla SCIA autore: Ing. Arturo D'Aprile (ik7jwy)
"Ai sensi dell'art.315 del D.P.R. 29-03-1973 n.156, si intende per stazione radioelettrica uno o più trasmettitori od un complesso di trasmettitori e ricevitori nonchè gli apparecchi accessori, comprese le antenne, necessari per effettuare un servizio di radiocomunicazioni. Ne consegue che il titolare della licenza è autorizzato all'installazione della stazione nel suo complesso così come è definita dall'art.315 sopra indicato, al fine di poter svolgere l'attività radiantistica per la quale è abilitato. E' inteso che le antenne non devono in alcun modo impedire il libero uso alla proprietà, secondo la sua destinazione nè arrecare danno alla proprietà medesima ed a terzi." Dal 1987 molte cose sono cambiate. Oggi vige il Nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche che, a proposito delle antenne per stazioni di radioamatore, all'art.17 primo comma dell'Allegato 26, recita:
Quali sono queste norme e come esse incidono sulla eventuale necessità di redigere un apposito progetto del nostro impianto di antenna ? Iniziamo con le norme di carattere tecnico
La normativa tecnica che viene subito in mente a proposito di impianti in generale è quella sulla loro sicurezza, la legge n.46 del 1990. Questa legge, seguita dal relativo Regolamento di Attuazione n.447 del 1991, stabilisce che l'installazione degli impianti debba essere eseguita da personale abilitato che rilascia alla fine dei lavori la relativa "dichiarazione di conformità". Inoltre, in essa vengono individuati gli impianti per i quali è anche necessario presentare apposito progetto. La legge in questione, all'art.1, stabilisce l'ambito di applicazione e cita tra gli altri impianti: "b) gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche;"
"Il medesimo Dicastero dell'Industria, con data del 7.5.1994, della quale si unisce copia, ha ritenuto che l'attività radioamatoriale possa considerarsi esente dalle previsioni della legge 46/90 restando però..."salva la necessità, di garantire una reale applicazione della norma CEI-81/1 (protezione di strutture contro i fulmini), qualora una installazione di antenna radioamatoriale possa, in relazione alle sue caratteristiche, alterare l'altezza virtuale di un edificio e quindi rendere necessaria una protezione di tutto l'edificio contro i fulmini". La suddetta nota venne pubblicata su Radio Rivista n.10 del 1994. A parere del sottoscritto, quanto sopra riportato dovrebbe essere sufficiente a far ritenere che i nostri impianti di antenna siano esclusi dal campo di applicazione della legge n.46/90. E' vero che una nota ministeriale non ha lo stesso peso giuridico di una legge e che in essa viene usato il condizionale "potrebbe", tuttavia ritengo che essa rappresenti in ogni caso un autorevole pronunciamento, da parte dello stesso Ministero promotore della legge sulla sicurezza degli impianti, a favore della esclusione degli impianti radioamatoriali, pronunciamento che non potrebbe venire disatteso in sede legale in caso di contenzioso per un eventuale sinistro. E in quella sede avrebbe il suo valore anche la nota dell'Ing. Avanzi sopra accennata con cui, tra l'altro, si invitava l'Associazione Radioamatori Italiani alla massima diffusione tra gli associati di quanto comunicato dal Ministero dell'Industria Artigianato e Commercio.
In base, dunque, alle dimensioni degli edifici interessati e alla eventuale presenza o meno di impianti elettrici soggetti a specifica normativa CEI (esempio: locali ad uso medico, locali con pericolo di esplosione, locali con maggiore rischio in caso di incendio) sarà necessario o meno redigere il progetto dell'impianto di protezione dai fulmini. Escludendo i casi più rari di presenza di impianti soggetti a specifica normativa CEI, resta l'eventualità che l'edificio interessato abbia un volume superiore a 200 mc e un'altezza superiore 5 metri. In effetti, considerati questi valori dimensionali, è molto facile ricadere in questa eventualità. Ovviamente, qualora il progetto dell'impianto di protezione dai fulmini fosse necessario, esso potrà essere redatto solo da un professionista abilitato. Vi è da dire che, nella denegata ipotesi che, nonostante il pronunciamento del 1994 del Ministero dell'Industria, Artigianato e Commercio, gli impianti di antenna dei radioamatori non fossero esclusi dal campo di applicazione della legge n.46/90, anche per essi sarebbe molto facile ritrovarsi con l'obbligo della loro progettazione. Infatti, la lettera b) dell'art.4 del Regolamento di attuazione della legge, sopra riportata, include tra gli impianti per i quali è necessario il progetto sotto certe condizioni, anche le antenne e gli impianti radiotelevisivi in genere. In realtà, professionalmente non mi è ancora capitato di vedere un solo progetto, redatto ai sensi della Legge n.46/90, di impianto televisivo centralizzato di un condominio, ad esempio.
Passiamo ora alle norme di carattere urbanistico. Tali sono quelle norme in forza delle quali potrebbe essere richiesto un permesso di costruire (come oggi si chiama la vecchia concessione edilizia) o una D.I.A. (Denuncia di Inizio Attività) o comunque un provvedimento che autorizzi l'installazione del sistema di antenna. A tale proposito, nell'ormai lontano anno 1988, il Consiglio di Stato, sezione V giurisdizionale, con sua decisione del 20 maggio 1988, depositata il successivo 20 ottobre, si espresse sull'argomento in maniera chiara ed inequivocabile , dichiarando che:
Questa sentenza ha fatto storia, rappresentando un solido punto di riferimento per molte successive sentenze di altre Corti. Per esempio, il T.A.R. Piemonte, con sentenza n.5933 del 10-5-2000, ha ribadito che:
"La costante giurisprudenza di questo Consiglio ha più volte osservato che ai sensi dell'art. 1 della legge 28 gennaio 1977, n. 10 è soggetta al rilascio della concessione edilizia ogni attività che comporti la trasformazione del territorio attraverso l'esecuzione di opere comunque attinenti agli aspetti urbanistici ed edilizi, ove il mutamento e l'alterazione abbiano un qualche rilievo ambientale ed estetico, o anche solo funzionale (Sez. V, 14 dicembre 1994, n. 1486; Sez. V, 23 gennaio 1991, n. 64; Sez. V, 21 ottobre 1985, n. 343)." ha stabilito che:
Secondo te come si ricade in questo decreto (se ci ricadiamo?). Io ho scorso degli approfondimenti e per quel poco che ci capisco, ho letto termini e misure che sembrano un po' "cuciti addosso" alle SRB.
Io ho vissuto un pessimo (direi quasi Toscano) rapporto con il Comune di residenza.
Ultima modifica di i4mfa; 14-06-17 a 16:47
Sentenza che sicuramente farà storia, dateci un parare da esperti, Art soprattutto... http://www.condominioweb.com/antenne...#ixzz4kZesfVrg
20-06-17, 22:59
Sentenza che sicuramente farà storia, dateci un parare da esperti, Art soprattutto... oh, e mica sono avvocato Per quanto ne sappia, una sentenza del TAR non è equivalente ad una legge dello Stato. Nel senso che fa caso a sé. Comunque è sicuramente positivo che più sentenze del TAR propendano coerentemente per il diritto a installare le antenne.
Certo Art, ma lo sai, non esiste una legge dello stato che dice "le antenne non si possono installare senza....", ma a questo punto esiste una sentenza che dice SI POSSONO installare SENZA, credo che avrà molto peso, un comune che si trovasse a decidere se procedere o meno verso un radioamatore, conoscendo o messo a conoscenza della sentenza sfavorevole per loro del TAR, sicuramente avrà di cui pensarci, mi pare molto positivo anche se naturalmente non è la soluzione a tutti i mali, questo ovvio.. __________________
Domanda dettata dal buon senso : se , come tutti noi interessati alla faccenda spereremmo, si potessero installare le antenne che si vogliono, sui supporti che si vogliono, allora potrei installare su un edificio condominiale, in Italia, oppure su casa mia in centro storico, un traliccio di 50 metri autoportante, con sopra la monobanda per gli 80m del tipo di quella montata tempo fa da un OM giapponese di cui non ricordo il nominativo ?.... __________________
Domanda dettata dal buon senso : se , come tutti noi interessati alla faccenda spereremmo, si potessero installare le antenne che si vogliono, sui supporti che si vogliono, allora potrei installare su un edificio condominiale, in Italia, oppure su casa mia in centro storico, un traliccio di 50 metri autoportante, con sopra la monobanda per gli 80m del tipo di quella montata tempo fa da un OM giapponese di cui non ricordo il nominativo ?.... Nella sentenza si dice che un'antenna come quella di cui si è dotato il ricorrente... ciò a mio avviso fa intendere che l'oggetto è stato valutato, probabilmente irrilevante dal punto di vista edilizio.
per Legge (radioamatoriale), il rispetto urbanistico va tutelato, per cui chi abita in centro storico meglio pensi ad una casa ... io vivo in campagna... nella palude di Shrek!
la parola traliccio fa pensare grande ad un giudice, che al massimo consente installazioni da medio a piccole (vedi sentenze TAR riportate)
il concetto di grande, cosi' come i concetti di impatto ambientale e sicurezza legati a tralicci autoportanti rispetto a pali, non e' attualmente regolamentato
se qualcuno non spinge per una legge, il governo non puo' inventarsi che i radioamatori patiscono ingiustizie: se ARI potesse muoversi a livello nazionale per definire queste cose, sarebbe (utile come associazione e) bello!
In Italia il Consiglio Comunale ha un ruolo paragonabile, in ambito locale, a quello del Parlamento: ascolta i soggettivi pareri degli (eventuali) Assessori e soggettivamente decide. Su cosa? Su qualsiasi cosa che accada nel comune!
se il Consiglio Comunale NON e' d'accordo,vai a vivere in altro comune
Se mille radioamatori da Reggio Calabria a Torino andassero davanti al Municipio quando un radioamatore vi si reca per proporre al Responsabile (Assessore, typ) della Urbanistica di non ostacolare l'innalzamento della propria antenna (e traliccio), lo stesso capirebbe di avere a che fare con un argomento di cui altri hanno la soluzione; in alternativa deve andare a naso, normalmente (politicamente) scegliendo una strada contraria ai desideri degli OM. Ma gli OM non vanno nemmeno in Sezione...
Ultima modifica di i4mfa; Ieri a 17:51
Motivo: correzioni sintattiche
Quindi inutile sentire i pareri di un professionista: ho toppato, avendo letto la sintesi:Interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica, le novità previste dal dpr 31/2017
Quindi nel mio post la seconda frase va letta come:Rimangono le norme di carattere tecnico, urbanistico, ambientale e di tutela della salute pubblica
Il concetto non cambia. Parliamo sempre di Assessore per urbanistica ed ambiente.
Ultima modifica di i4mfa; Oggi a 12:51