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Timestamp: 2019-04-20 10:50:50+00:00
Document Index: 29120160

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 7', 'art.4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 7']

Legge Regionale 30 Maggio 1973, n° 11
Titolo Norme sulla costituzione e sul funzionamento delle Comunita' Montane.
Oggetto Comunita' montane - Istituzione - Organizzazione - Attivita' - Disciplina
Bollettino Bollettino Ufficiale n° 16 del 04/06/73
Abrogato art. 25 dalla legge n. 19/1977 art. 4
Modifiche Modificato art. 8 dalla legge n. 48/1977 art. 7
La presente legge disciplina la istituzione e le attivita' delle Comunita' Montane, nei limiti e secondo i principi fissati dalla legge 3 dicembre 1971, n.1102, recante norme per lo sviluppo della montagna.
Tra i Comuni compresi in ciascuna zona omogenea, come delimitata con legge della Regione Molise, e' costituita - a norma dell'art.4, primo comma, legge 3 dicembre 1971 - la Comunita' Montana, Ente di diritto pubblico.
La Comunita' Montana ha per scopo il potenziamento e la valorizzazione della propria zona mediante la preparazione e la realizzazione dei piani pluriennali di sviluppo sociale, dei programmi annuali di intervento e dei piani urbanistici.
La modifica e l'estensione delle Comunita' Montane sono regolate con legge regionale.
Con decreto del Presidente della Giunta Regionale vengono regolati i conseguenti rapporti giuridici e patrimoniali.
TITOLO II: STATUTO DELLE COMUNITA' MONTANE
La Comunita' Montana adotta il proprio Statuto a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio della Comunita'.
Ogni successiva variazione e' deliberata con la osservanza delle predette modalità.
Lo Statuto e le eventuali sue variazioni sono approvati dal Consiglio Regionale.
Lo Statuto della Comunita' Montana dovra' stabilire, tra l'altro:
a) la sede e la denominazione della Comunita';
b) l'indicazione dei poteri e delle competenze degli organi deliberanti ed esecutivi;
c) le modalita' per le convocazioni del Consiglio e della Giunta;
d) le modalita' di elezione e revoca del Presidente della Giunta e dei suoi membri;
e) il numero dei componenti la Giunta che, in ogni caso, non potra' essere essere superiore ad otto;
f) le norme generali ed i termini per la formazione ed approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi annuali;
g) le norme generali che dovranno osservarsi nell'adozione dei regolamenti per la organizzazione degli uffici e del personale della Comunita';
h) i modi della partecipazione delle forze sindacali, sociali ed economiche al processo di formazione dei piani di sviluppo economico ed urbanistici e dei programmi stralcio annuali;
i) i criteri per la determinazione degli oneri a carico di ciascun comune.
TITOLO III: ORGANI DELLA COMUNITA' MONTANA
Sono organi della Comunita' Montana:
Ogni Comune, dopo il rinnovo del Consiglio Comunale, provvede ad eleggere - nella seduta immediatamente successiva a quella della nomina del Sindaco e della Giunta - i propri rappresentanti in seno al Consiglio della Comunità.
I componenti il Consiglio della Comunita' Montana sono eletti dai Comuni che la costituiscono e prescelti in seno ai rispettivi Consigli Comunali.
I Sindaci sono membri di diritto del Consiglio della Comunita'.
Deve essere rappresentata la minoranza di ciascun Consiglio Comunale.
I Comuni con meno di cinquemila abitanti eleggono i loro rappresentanti in numero di due ed ogni consigliere vota un solo nome.
I Comuni con oltre cinquemila abitanti eleggono i loro rappresentanti in numero di cinque ed ogni consigliere vota non piu' di tre nomi.
La decadenza dalla carica di consigliere comunale comporta, automaticamente, la decadenza di componente il Consiglio della Comunita' Montana.
In caso di scioglimento anticipato di un Consiglio Comunale i rappresentanti da questo nominati in seno alla Comunita' Montana restano in carica fino a diversa nomina del nuovo Consiglio Comunale.
Il Consiglio e' il massimo organo deliberativo della Comunita'; esso ne determina l'indirizzo politico ed amministrativo.
Spetta, tra l'altro, al Consiglio:
a) eleggere il Presidente e la Giunta della Comunita' Montana o revocarli;
b) approvare il bilancio preventivo, il conto consuntivo e lo storno di fondi da capitolo a capitolo;
c) approvare i piani pluriennali per lo sviluppo economico della zona;
d) approvare il programma stralcio annuale di cui all'art. 5 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102 ed al successivo articolo 13 della presente legge;
e) approvare i piani urbanistici di cui all'art. 7 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102 ed al successivo articolo 16 della presente legge;
f ) approvare la pianta organica degli uffici della Comunita';
g) nominare il Segretario.
a) rappresenta la Comunita' Montana;
b) convoca e presiede il Consiglio e la Giunta;
c) stipula i contratti deliberati dal Consiglio o dalla Giunta;
d) esercita ogni altra funzione attribuitagli dalle leggi e dallo Statuto.
La Giunta e' composta dal Presidente e da un numero di membri, da determinarsi con norma statutaria, non superiore ad otto, eletti dal Consiglio nel proprio seno a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta di voti.
La Giunta e' l'organo esecutivo della Comunita' Montana.
Esercita funzioni di promozione, di iniziativa e di attuazione.
Compete in particolare alla Giunta:
a) porre in essere, su direttive del Consiglio, interventi necessari ad assicurare il buon svolgimento ed il massimo coordinamento delle attivita' dei singoli Enti;
b) deliberare in materia di spese nel quadro del bilancio preventivo e nei limiti previsti dallo Statuto della Comunita';
c) predisporre e sottoporre all'approvazione del Consiglio il bilancio preventivo, il conto consuntivo e lo storno dei fondi.
Provvede, inoltre, a tutti i compiti ad essa demandati dalle leggi e dallo Statuto.
TITOLO IV: PIANIFICAZIONE E PROGRAMMI ANNUALI
In relazione al disposto dell'art. 5 della legge 3 dicembre 1971, n.1102, le Comunita' Montane adotteranno, a maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio della Comunita' ed entro un anno dalla costituzione, in armonia con le indicazioni del piano regionale o, in mancanza di esso, delle direttive regionali in materia di pianificazione, un piano quinquennale di sviluppo socio-economico della zona corrispondente alla Comunita'.
Il piano quinquennale deve contenere:
a) gli obiettivi fondamentali che la Comunita' intende perseguire;
b) le scelte prioritarie e i tipi di intervento all'interno di ogni settore, col costo presumibile degli investimenti, nonche' gli eventuali incentivi e la misura degli stessi a favore di operatori pubblici e privati;
c) le direttive da seguire nel territorio della Comunita' in rapporto:
1 ) alle zone da riservare a specifiche destinazioni e quelle soggette a speciali vincoli o limitazioni;
2) alle localita' da scegliere per nuovi nuclei edilizi o per impianti di particolare natura ed importanza;
3) alla rete delle principali vie di comunicazione esistenti e da realizzare.
Le localizzazioni di cui ai punti a) e b) devono essere riprodotte in scala non inferiore a 1:25.000 e, per le aree oggetto di interventi, non inferiore a 1:5.000.
Sulla base del piano quinquennale la Comunita' Montana provvede a definire ogni anno un programma stralcio contenente l'indicazione, secondo l'ordine di priorita', delle opere ed interventi da realizzare e della entita' delle corrispondenti richieste di finanziamento.
In pendenza dell'adozione dei piani quinquennali, la Regione autorizzera' e finanziera' opere ed interventi sulla base di programmi presentati dalle Comunita' Montane.
Il programma stralcio di cui al terzo comma del precedente articolo deve pervenire, per l'approvazione, al Consiglio Regionale entro il 30 settembre di ogni anno.
Entro venti giorni dalla sua adozione il piano di sviluppo economico e sociale viene affisso, per trenta giorni, in ogni Comune della Comunita' e ne viene data pubblica informazione, con le modalita' stabilite dal Consiglio della Comunita', per consentire eventuali ricorsi che dovranno essere presentati entro trenta giorni dalla avvenuta pubblicazione.
Esaminati i ricorsi, ed eventualmente rielaborato, il piano sara' trasmesso dalla Comunita' al Consiglio Regionale per l'esame e l'approvazione.
La Comunita' Montana, deve dotarsi di un piano urbanistico al fine di coordinare l'attivita' urbanistica da svolgere nel territorio della Comunita'.
Il piano urbanistico della Comunita' vincolera', anche direttamente, l'attivita' dei privati e degli Enti operanti nel territorio della Comunita'.
Nella redazione dei piani generali di bonifica, dei piani regolatori e dei programmi di fabbricazione si dovra' tener conto del piano urbanistico della Comunita' Montana.
A decorrere dalla data di adozione del piano urbanistico il Presidente della Regione, su richiesta della Giunta della Comunita' Montana, puo', con provvedimento motivato, ordinare al Sindaco del Comune interessato di sospendere ogni determinazione sulle domande di licenza di costruzione allorche' si riconosca che tali domande siano in contrasto con l'adottato piano urbanistico.
La sospensione di cui innanzi non potra' essere protratta per oltre sei mesi dalla data della deliberazione di adozione del piano urbanistico.
A richiesta della Comunita' Montana, e per il periodo suddetto, il Presidente della Regione, con provvedimento motivato da notificare all'interessato, puo' ordinare la sospensione dei lavori di trasformazione che siano tali da rendere piu' onerosa l'attuazione del piano.
Per l'adozione ed approvazione del piano urbanistico della Comunita' si osservano le stesse norme di cui al precedente art. 15, previste per l'adozione ed approvazione del piano di sviluppo economico e sociale.
Per gli adempimenti tecnici connessi con la formulazione del piano di sviluppo quinquennale, del piano urbanistico, dell'elaborazione dei programmi stralcio annuali nonche' di singole direttive d'intervento in pendenza dell'adozione dei piani, la Comunita' Montana puo' costituire un ufficio di piano.
TITOLO V: DELLA PARTECIPAZIONE E RAPPORTI CON ALTRI ENTI
La Comunita' Montana deve promuovere la partecipazione delle forze sindacali ed economiche dei lavoratori e di altre organizzazioni sociali ed economiche al processo di formazione dei piani.
La Comunita' Montana, nella fase di preparazione del piano e dei programmi stralci annuali, manterra' il necessario collegamento con gli Enti operanti nel suo territorio e cio' al fine del coordinamento ed adeguamento dei piani e programmi elaborati dagli Enti predetti, con il piano di sviluppo quinquennale ed il programma stralcio annuale.
Gli Enti dipendenti o vigilati dalla Regione, operanti nel territorio della Comunita', quando ne siano richiesti, son tenuti a fornire ogni collaborazione per il settore di propria competenza ed a trasmettere i propri programmi.
I Comuni costituenti la Comunita' Montana esprimono il loro parere sullo schema di piano o di programma predisposto dagli organi della Comunita', entro trenta giorni dal ricevimento.
In difetto si prescinde dal parere.
Delle istanze proposte ricevute, nonche' di altri eventuali pareri espressi, deve farsi menzione nella relazione di accompagnamento del piano e del programma.
Per la formulazione ed attuazione dei piani e programmi di intervento la Comunita' Montana, di intesa con gli Enti interessati, puo' avvalersi degli Uffici dei Comuni o delle Province o anche degli uffici di altri Enti.
TITOLO VI: CONTROLLO SUGLI ATTI DELLE COMUNITA' MONTANE
Il controllo sugli atti delle Comunita' Montane e' esercitato dalla Sezione provinciale del Comitato di Controllo sugli atti dei Comuni ed altri Enti Locali, territorialmente competente.
Il caso di Comunita' Montane ricadenti nell'ambito territoriale di piu' Province sara' territorialmente competente la Sezione Provinciale che esercita il controllo sugli atti del Comune sede della Comunita' Montana.
TITOLO VII: CRITERI PER LA RIPARTIZIONE DEI FONDI
Il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta, ripartisce tra le Comunita' Montane i fondi assegnati alla Regione ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, e quelli che risulteranno altrimenti disponibili, nel rispetto dei seguenti criteri:
- 25 per cento quale quota fissa per spese d'istituto;
- 25 per cento in rapporto alla superficie del territorio dichiarato montano;
- 20 per cento in rapporto proporzionale al tasso di emigrazione esistente in ciascuna Comunita';
- 10 per cento in rapporto alla popolazione residente nella Comunita';
- 10 per cento in rapporto allo stato di dissesto idro-geologico;
- 10 per cento per la realizzazione di opere che rivestano particolare carattere di urgenza e priorita'.
Art. 26: Costituzione degli uffici delle Comunita'. Personale
Le Comunita' Montane provvederanno alla prima costituzione dei propri uffici esclusivamente con personale comandato della Regione, delle Province, dei Comuni, dell'Ente Regionale di Sviluppo in Agricoltura, delle Aziende Speciali Consorziali e dei Consorzi di Bonifica Montani.
Sino a quando non si sara' proceduto all'approvazione degli Statuti e Regolamenti organici del personale e' vietata ogni assunzione, a qualsiasi titolo, di personale di diversa provenienza.
Spetta al Consiglio della Comunita' determinare il numero e le qualifiche dei dipendenti di cui reputa necessario il comando.
I comandi sono disposti dalle Amministrazioni da cui dipende il personale richiesto, previa intesa con la Giunta della Comunita' Montana.
In data 1° gennaio 1974 sono soppresse le Aziende Speciali Consorziali ed il personale alle dipendenze delle stesse al 31 dicembre 1972 da tale data e' trasferito, con garanzia di conservazione della posizione giuridica ed economica acquisita, alle Comunita' Montane.
Con provvedimento della Giunta Regionale il predetto personale verra' assegnato alle singole Comunita' secondo le esigenze funzionali delle stesse.
Entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge i Consigli Comunali provvedono alla nomina dei loro rappresentanti nel seno del Consiglio della Comunita' Montana, ai sensi del precedente art. 7.
Nei Comuni retti a gestione commissariale procede alla nomina il Commissario ed i rappresentanti cosi' nominati restano in carica sino a che il Consiglio Comunale eletto non provvede alla loro sostituzione a norma del richiamato art. 7.
Il Consiglio della Comunita' si riunisce entro i successivi trenta giorni su convocazione del Presidente della Giunta Regionale e, come primo suo atto, dopo la nomina del Presidente e Segretario provvisori, redige e delibera lo Statuto.
Entro trenta giorni dall'approvazione dello Statuto da parte del Consiglio Regionale il Consiglio della Comunita' si riunisce - su convocazione del suo Presidente - nel Comune ove e' stabilita la sua sede per la elezione dei propri organi.
La presente legge sara' pubblicata nel Bollettino Ufficiale degli atti della Regione.