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Timestamp: 2019-07-21 17:24:50+00:00
Document Index: 53472474

Matched Legal Cases: ['art. 134', 'art. 135', 'art. 135', 'art 138', 'sentenza ', 'sentenza ']

La Corte Costituzionale e la Costituzione impossibile – la deforma-Costituzione renzina, artt. 134-135 e 138– 308 – cor-pus 15
Postato il 19 giugno 2016 19 giugno 2016 di bortocal15
concludo oggi questa analisi articolo per articolo della deforma-Costituzione voluta da Renzi.
ringrazio La bottega del Barbieri che proprio oggi, in una simpatica coincidenza, ha segnalato la mia serie di post sul suo blog- rivista virtuale:
http://www.labottegadelbarbieri.org/come-vicino-ottobre/
a breve una sintesi delle mie considerazioni e un indice; e piu` in la`, forse anche un libretto virtuale di riepilogo.
Agli articoli sulla Corte Costituzionale Renzi non apporta grandi modifiche.
Aggiunge all’art. 134 il c. 2:
.2. La Corte costituzionale giudica altresì della legittimità costituzionale delle leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, ai sensi dell’articolo 73, secondo comma.
ce ne siamo gia` occupati per sottolineare che e` paradossale, pero`, che la Corte Costituzionale non possa occuparsi preventivamente delle modifiche alla Costituzione per valutarne coerenza interna e con i suoi principi fondamentali inviolabili:
Costituzione art. 135
Renzi corregge l’art. 135 al primo e al settimo comma.
.1. La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
Testo rivisto nella legge Renzi (in neretto modifiche e integrazioni):
.1. La Corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica.
.7. Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
.7. Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a deputato, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
Ben diversa sostanza avevano le tentate modifiche di Berlusconi, oramai ridotte a curiosita` piu` aneddotica che storica:
Art. 135. – La Corte costituzionale e’ composta da quindici giudici. Quattro giudici sono nominati dal Presidente della Repubblica; quattro giudici sono nominati dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative; tre giudici sono nominati dalla Camera dei deputati e quattro giudici sono nominati dal Senato federale della Repubblica, integrato dai Presidenti delle Giunte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di universita’ in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall’esercizio delle funzioni. Nei successivi tre anni non puo’ ricoprire incarichi di governo, cariche pubbliche elettive o di nomina governativa o svolgere funzioni in organi o enti pubblici individuati dalla legge.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed e’ rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice.
L’ufficio di giudice della Corte e’ incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilita’ a deputato, che la Camera dei deputati compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalita’ stabilite per la nomina dei giudici ordinari”.
Erano comunque modifiche modeste, pur nella sottile correzione degli equilibri interni alla Corte.
Ben piu` importante l’intervento di Berlusconi sull’art 138, quello sui referendum confermativi delle modifiche costituzionali.
Veniva abrogato il c. 3, rendendo sempre possibile il referendum sulle modifiche costituzionali su richiesta di un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali:
questo il comma abrogato da Berlusconi:
.3. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
che Renzi ha naturalmente lasciato perdere.
un’idea ancora migliore, considerando i pasticci degli ultimi 15 anni, sarebbe quella di elevare in futuro ai due terzi dei rappresentanti la maggioranza necessaria per modificare la Costituzione.
non si capisce perche` una Costituzione approvata all’Assemblea Costituente con 453 voti favorevoli e 62 contrari, cioe` con l’88% dei voti possa poi essere modificata da maggioranze parlamentari risicate e poi per giunta anche posticce e perfino nominate con legge incostituzionale.
e perfino da partiti che rappresentano di fatto attorno al 20% reale dell’elettorato.
ma incostituzionale, sin dall’origine, e` l’intera vicenda della deforma-Costituzione renzina:
la prorogatio dei poteri del Parlamento ammessa dalla Corte Costituzionale dopo la sentenza 1/2014 e` una condizione assolutamente transitoria che non consente certamente a un parlamento eletto con legge incostituzionale di modificare la Costituzione.
ma certamente non dovrebbe neppure consentirgli di continuare a funzionare imperterrito come se quella sentenza non ci fosse proprio stata.
siamo palesemente di fronte ad un abuso, come evidente ad ogni persona di buon senso, oltre che ai migliori costituzionalisti.