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Timestamp: 2019-11-20 17:04:18+00:00
Document Index: 92759295

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 52', 'art. 13', 'art. 13']

Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 2 dicembre 2014 – 26 marzo 2015, n. 6164 - testo integrale Sentenza
Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 2 dicembre 2014 – 26 marzo 2015, n. 6164
Matrimonio · mantenimento · separazione · durata · assegno · quantificazione · civile · famiglia
fonte:http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=47474&catid=234&Itemid=486&contentid=47474&mese=04&anno=2015
" La sentenza impugnata appare conforme all'indirizzo giurisprudenziale di questa Corte (Casa. civ. sezione I n. 7295 del 22 marzo 2013) secondo cui in materia di divorzio, la durata del matrimonio influisce sulla determinazione della misura dell'assegno previsto dall'art. 5 della legge n. 898 del 1970, ma non anche - salvo casi eccezionali in cui non si sia verificata alcuna comunione materiale e spirituale tra i coniugi - sul riconoscimento dell'assegno."
Rilevato che in data 30 settembre 2014 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui si riporta:
1. Il Tribunale di Bari, con sentenza n. 3906/12, nel giudizio di separazione fra... e...., ha respinto le contrapposte domande di addebito e quella della D.F. di riconoscimento del diritto all'assegno di mantenimento.
2. Contro la decisione del Tribunale ha proposto appello la... affermando che la breve durata del matrimonio non poteva valere a precludere il suo diritto all'assegno di mantenimento a fronte di una marcata sperequazione delle rispettive capacità economiche dei coniugi e di un elevato tenore di vita goduto nel corso del matrimonio.
3. La Corte di appello di Bari ha respinto l'appello rilevando il difetto del presupposto dell'instaurazione di una comunione materiale e spirituale tra i coniugi.
4. Ricorre per cassazione ... deducendo: a) omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio e violazione e falsa applicazione dell'art. 45 c.c.; b) violazione e falsa applicazione dell'art.f 156 c.c.; e) violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 156 c.c. e omesso esame di un fatto decisivo; d) violazione e falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c.
5. Si difende con controricorso ....
6. Il ricorso è infondato. La sentenza impugnata appare conforme all'indirizzo giurisprudenziale di questa Corte (Casa. civ. sezione I n. 7295 del 22 marzo 2013) secondo cui in materia di divorzio, la durata del matrimonio influisce sulla determinazione della misura dell'assegno previsto dall'art. 5 della legge n. 898 del 1970, ma non anche - salvo casi eccezionali in cui non si sia verificata alcuna comunione materiale e spirituale tra i coniugi - sul riconoscimento dell'assegno. Tale presupposto negativo è stato infatti riscontrato dalla Corte di appello di Bari nella durata brevissima del matrimonio (sono intercorsi meno di cento giorni dalla data del matrimonio al deposito del ricorso per separazione) e nella ancor più breve durata della convivenza (dieci giorni) alla fine della quale i coniugi hanno già manifestato la propria volontà di non instaurare alcun vincolo significativo tra loro e hanno iniziato a discutere delle condizioni della separazione.
7. Sussistono pertanto i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l'impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per il rigetto del ricorso.
La Corte condivide tale relazione e pertanto ritiene che il ricorso vada respinto con condanna della ricorrente alle spese del giudizio di cassazione;
La Corte rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate in euro 3.100 di cui 100 per spese, oltre spese forfetarie e accessori di legge. Dispone che in caso di diffusione del presente provvedimento siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi a norma dell'art. 52 del decreto legislativo n. 196/2003.
Ai sensi dell'art. 13 comma i quater del D.P.R. n. 115 del 2002 dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dell'art. 13, comma 1 bis, dello stesso articolo 13.
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