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Timestamp: 2017-01-24 23:32:10+00:00
Document Index: 99407473

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 68 del 01.06.2005
Istanza di Interpello - Ordinanze del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2002, n. 3253 e del 18
aprile 2003, n. 3280. Disciplina tributaria dei contributi previdenziali ed
assistenziali sospesi
L'ENEA ha formulato i seguenti quesiti in merito al
trattamento tributario dei contributi previdenziali a carico dei dipendenti il
cui versamento è stato sospeso a seguito di calamità naturali.
Con il primo quesito l'interpellante chiede se i
contributi sospesi per effetto dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri 29 novembre 2002 n. 3253 in favore dei soggetti residenti nella
provincia di XX debbano concorrere a formare il reddito complessivo del
lavoratore dipendente durante il periodo di sospensione.
Il secondo quesito riguarda i contributi sospesi, per
effetto dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 aprile 2003,
n. 3280 in favore dei dipendenti residenti nella provincia di YY, per i quali
l'ente interpellante, ritenendo non applicabile l'ordinanza alle amministrazioni
pubbliche, ha trattenuto nel periodo di sospensione i contributi previdenziali a
carico dei propri dipendenti residenti nella provincia di YY.
Successivamente l'INPDAP ha riconosciuto
l'applicabilità della sospensione anche ai dipendenti degli Enti pubblici e ha
invitato questi ultimi a restituire, in unica soluzione, i contributi trattenuti
e a recuperarli in seguito in rate mensili.
Ciò premesso, l'ENEA chiede se il rimborso dei
suddetti contributi concorra a formare il reddito di lavoro dipendente o se lo
stesso e il successivo recupero mensile debbano ritenersi irrilevanti ai fini
Lo stesso ente chiede, infine, come debba operare la
sospensione dei contributi di cui trattasi nel caso in cui essa riguardi
emolumenti arretrati soggetti a tassazione separata.
L'istante ritiene che la sospensione del pagamento
dei contributi previdenziali ed assistenziali il cui versamento sia stato
sospeso a seguito di eventi calamitosi esplichi i seguenti effetti ai fini
tributari: nel periodo di sospensione i contributi non trattenuti
concorrerebbero alla formazione del reddito, mentre nel momento del recupero in
forma rateale detti contributi inciderebbero sulla base imponibile abbattendola.
Per quanto riguarda i contributi erroneamente
trattenuti e versati nel periodo di sospensione, l'ente interpellante ritiene
che né il rimborso delle somme relative a detti contributi né il loro
successivo recupero assumono rilievo ai fini tributari.
Secondo l'interpellante, infine, relativamente agli
emolumenti arretrati, ove dovesse operare la sospensione dei contributi, questi
verrebbero assoggettati a tassazione separata nel periodo di sospensione, ma
portati in deduzione dal reddito tassato in via ordinaria al momento del
L'ente interpellante fa riferimento a due ordinanze
L'Ordinanza del 29 novembre 2002, n. 3253 contiene
"Primi interventi urgenti diretti a fronteggiare i danni conseguenti a
gravi eventi sismici verificatesi nel territorio delle province di XX e di YY ed
altre misure di protezione civile".
L'Ordinanza del 18 aprile 2003, n. 3280 contiene
"Primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i
danni conseguenti agli eventi meteorologici verificatesi nei giorni 24, 25 e 26
gennaio 2003, nel territorio della provincia di YY".
Entrambe le ordinanze, nell'ambito degli interventi diretti a favorire il
ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni colpite da fenomeni
atmosferici o da eventi sismici, sospendono, fra l'altro, i termini di pagamento
dei contributi previdenziali e di assistenza sociale nei confronti dei soggetti
residenti o aventi sede legale od operativa, alla data degli eventi stessi, nei
comuni colpiti dalle calamità.
In particolare, l'art. 7, comma 1, primo periodo,
dell'ordinanza n. 3280 del 2003 prevede che "nei confronti dei soggetti
residenti o aventi sede legale o operativa, alla data degli eventi nei comuni
individuati, sono sospesi i pagamenti dei contributi di previdenza e di
assistenza sociale, ivi compresa la quota dei contributi a carico dei
dipendenti, nonché dei contributi per le prestazioni del Servizio sanitario
nazionale e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le
malattie professionali".
L'art. 7, comma 1, primo periodo, dell'ordinanza n.
3253 del 2002 stabilisce che "nei confronti dei soggetti residenti, aventi
sede legale od operativa alla data degli eventi sismici iniziati il 31 ottobre
2002 sono sospesi i versamenti dei contributi di previdenza e di assistenza
sociale e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le
continuativa."
I quesiti rappresentati dall'ente istante riguardano
gli effetti fiscali della sospensione dei contributi a carico dei dipendenti.
Al riguardo si premette che la disciplina fiscale dei
contributi previdenziali ed assistenziali dovuti in base a disposizioni di legge
trattenuti in ciascun periodo di paga e versati dal datore di lavoro è
contenuta nell'art. 51, comma
2, lett. a), del TUIR, secondo il quale "i contributi previdenziali ed
disposizioni di legge " non concorrono a formare il reddito imponibile.
La norma citata che, relativamente al reddito di lavoro
dipendente, riproduce la disposizione dell'art. 10, comma 1, lett. e), del TUIR
nella parte in cui si riferisce ai contributi previdenziali ed assistenziali
obbligatori, presuppone il versamento e la sopportazione dell'onere contributivo
da parte del contribuente.
Con la sospensione dei pagamenti dei contributi di cui
trattasi, le somme corrispondenti all'importo dei contributi non versati,
lasciate nella disponibilità del lavoratore, non sono, pertanto, riconducibili
nell'ambito applicativo dell'art. 51,
comma 2, lett. a), citato.
Ne consegue che tali somme assumono rilevanza agli
effetti tributari in base ai principi generali in materia e, in quanto percepite
nel periodo d'imposta in relazione al rapporto di lavoro, concorrono ai sensi
del comma 1 dello stesso art. 51
del TUIR alla formazione del reddito di lavoro dipendente.
Per salvaguardare la finalità della norma di
sospensione diretta a consentire una maggiore disponibilità finanziaria al
lavoratore residente nei territori colpiti dagli eventi calamitosi, è stata
espressamente prevista, in relazione a particolari calamità, l'esclusione di
dette somme dalla formazione del reddito.
In particolare, l'art. 3, comma 2-bis, del
decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 791, convertito dalla legge 4 marzo 1986, n.
46, per i soggetti residenti nelle zone dell'....., dell'....., del ....., del
...... e della ...... colpite dai terremoti del 29 aprile e del 7 e 11 maggio
1984 e nei comuni di .........., ..... e ......... colpiti dal bradisismo, ha
previsto che "le somme relative alla sospensione delle imposte dirette e
dei contributi assistenziali e previdenziali disposte da precedenti norme non
concorrono alla formazione dell'imponibile ai fini IRPEF e ILOR".
Quest'ultima disposizione, quale norma agevolativa a
favore dei residenti in determinate zone colpite dagli eventi calamitosi
espressamente indicati nel testo normativo, costituisce una norma a carattere
speciale applicabile alle sole fattispecie disciplinate.
Una successiva disposizione, recata nell'art. 13, comma
1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, detta la disciplina tributaria
generale, applicabile in tutti i casi di calamità pubbliche, delle somme dovute
a titolo di tributo il cui pagamento sia stato sospeso a seguito di eventi
Tale previsione normativa stabilisce che "le somme
dovute a titolo di tributi, il cui pagamento sia stato sospeso o differito da
disposizioni normative adottate in conseguenza di calamità pubbliche, restano
escluse dal concorso alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte
dirette".
Il citato art. 13, comma 1, riguarda esclusivamente le
somme dovute a titolo di tributi per i quali è stato sospeso il versamento,
mentre nulla dispone in merito al trattamento tributario delle somme relative ai
contributi previdenziali e assistenziali sospesi.
Manca, pertanto, nell'ordinamento una disposizione
generale degli effetti fiscali della sospensione dei contributi previdenziali e
Dalla ricostruzione normativa svolta consegue che i
contributi previdenziali e assistenziali non versati per effetto delle ordinanze
n. 3253 del 2002 e n. 3280 del 2003 alle quali si riferisce l'interpellante, in
assenza di una espressa disposizione agevolativa, concorrono a formare il
reddito del percipiente nel periodo d'imposta relativo alla sospensione.
I medesimi contributi verranno portati in deduzione dal
reddito, secondo il principio di cassa, nel periodo in cui gli stessi saranno
effettivamente recuperati in capo al dipendente.
Per quanto riguarda il secondo quesito relativo
all'ipotesi di contributi erroneamente trattenuti e versati nel periodo di
sospensione e successivamente restituiti in unica soluzione si osserva che le
somme restituite costituiscono reddito per il percipiente nel periodo d'imposta
in cui le stesse vengono rimborsate e sono soggette a tassazione ai sensi
dell'art. 17, comma 1, lett.
n-bis), del TUIR.
Il successivo recupero rateale comporterà, secondo il
principio generale di cassa, la deducibilità dal reddito del periodo d'imposta
in cui verrà operato il recupero.
Tale principio trova applicazione con riguardo anche
all'ultimo quesito prospettato, con la conseguenza che ove operi la sospensione
per i contributi relativi agli emolumenti arretrati, la deducibilità dei
contributi sospesi sarà consentita nel periodo d'imposta in cui verrà
effettuato il recupero.
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