Source: http://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/GI0056.htm
Timestamp: 2020-04-08 03:20:10+00:00
Document Index: 186278744

Matched Legal Cases: ['art. 135', 'art. 20', 'art. 50', 'art. 135', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 8']

Camera dei deputati Dossier GI0056 servizio studi
Titolo: Bilancio e finanziaria 2007 - A.C. 1746-bis e A.C. 1747 - Commissione Giustizia
Serie: Progetti di legge Numero: 54 Progressivo: 2
n. 54/2
File: gi0056.doc
PARTE GENERALE Il disegno di legge di bilancio per il 2007
La disciplina contabile: il bilancio dello Stato. 13
La disciplina contabile: la legge finanziaria. 18
Parte speciale: il bilancio di previsione del Ministero della giustizia per il 2007
Il bilancio del Ministero della Giustizia per il 2007. 23
Previsioni di competenza. 23
Residui passivi e autorizzazioni di cassa. 28
Bilancio pluriennale. 28
Le spese per la giustizia negli stati di previsione di altri ministeri30
Il bilancio di previsione degli archivi notarili e della cassa delle ammende. 31
Parte speciale: le disposizioni del disegno di legge finanziaria di interesse della Commissione Giustizia
Gli effetti del disegno di legge finanziaria sullo stato di previsione del Ministero della giustizia 35
Tabelle A e B.. 35
Tabella C.. 35
Tabella D.. 36
Tabella E.. 36
Tabella F. 36
Gli articoli del disegno di legge finanziaria di interesse della Commissione Giustizia 37
Articolo 64 (Automatismi stipendiali e misure di contenimento per i trattamenti accessori dirigenziali)37
Articolo 209 (Istituzione di un fondo per le spese di funzionamento della giustizia)40
il bilancio di previsione del Ministero della giustizia per il 2007
Il bilancio del Ministero della Giustizia per il 2007
Lo stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2007 (A.C. 1747/Tab. 5), reca spese finali per complessivi 7.438,3 milioni di euro.
Distinguendo le spese correnti, ossia quelle destinate alla produzione ed al funzionamento dei servizi statali nonché alla redistribuzione dei redditi per fini non direttamente produttivi, dalle spese in conto capitale,ossia quelle per investimenti, il complesso delle spese dello stato di previsione del Ministero della giustizia per il 2007, si articola nel seguente modo:
· 7.225,3 milioni di euro per le spese correnti, pari al 97%delle spese finali del Ministero;
· 213 milioni di euro per le spese in conto capitale, pari al 3% del totale delle spese.
Del complessivo ammontare delle spese (7.438,3 milioni di euro), l’88% (6.549,8) rappresenta la quota di spesa giuridicamente vincolante, costituita in massima parte (6.095 milioni di euro) da spese dipendenti da fattori legislativi e da spese obbligatorie (allegato 2 alla tabella 5).
Complessivamente, rispetto ai 7.819 milioni di euro delle previsioni iniziali della legge di bilancio 2006(L. 23 dicembre 2005, n. 267),le previsioni per il2007 (7.438,3 mln) evidenziano una diminuzione del 5,1% (-380,7 milioni di euro)mentre rispetto alle previsioni assestate (7.883,9 milioni di euro) il decremento delle spese è pari al 5,9% (-445,6 milioni di euro), risultante dalla compensazione tra variazioni in aumento e variazioni in diminuzione delle previsioni di spesa delle singole unità previsionali di base.
Tale diminuzione è imputabile in gran parte al decremento dello stanziamento per le spese correnti del Ministero (-434,7 mln di euro): in particolare, risultano fortemente diminuiti (- 499,9 mln) gli stanziamenti per le spese correnti del Dipartimento Affari di giustizia.
Dall'analisi dei bilanci statali per gli anni 1997-2007 risulta che la percentuale delle spese del Ministero della giustizia in rapporto alle spese finali dello Stato è progressivamente aumentata fino al 2004, passando dall’1,3% del bilancio 1996, all’1,4% del bilancio 2000, all'1,5% del bilancio 2003, all’1,7% del bilancio 2004. Più di recente, detta percentuale è scesa all’1,6% nel 2005 per poi riportarsi all’1,7 nel 2006 (bilancio assestato).
Nel bilancio a legislazione vigente 2007, le spese del Ministero della giustizia risultano di nuovo scese all’1,6% delle spese finali dello Stato.
La tabella riportata mostra, per il periodo indicato, l'evoluzione delle spese del ministero, espresse in milioni di euro, indicando per ciascun anno la percentuale di scostamento sull’esercizio precedente e quelle di incidenza sulle spese finali del bilancio dello Stato.
Rapporto fra le spese finali per la giustizia e le spese finali dello Stato
(importi in milioni di euro al lordo di regolazioni debitorie e crediti di imposta)
variazione sullo esercizio precedente
396.842
(*) Per gli anni 1997-2005 i dati sono stati tratti dai Rendiconti generali dello Stato, per il 2006 dal d.d.l. di assestamentoe per il 2007 dal disegno di legge di bilancio (AC 1747).
Al fine di consentire un più ampio esame della capacità di spesa del Ministero della giustizia, la tabella seguente mostra la serie storica delle spese dell'amministrazione a partire dal 1997.
Serie storica delle spese del Ministero della giustizia (importi in milioni di euro)
C/cap.
(*) Per gli anni 1997-2005 i dati sono stati tratti dai Rendiconti generali dello Stato; per il 2006 dal d.d.l. di assestamento; per il 2007 dal disegno di legge di bilancio (A.C. 1747, tab. 5).
L’eventuale inesattezza algebrica dei totali è dovuta agli arrotondamenti effettuati.
Stanziamenti per centro di responsabilità
Il progetto di bilancio di previsione per il 2007 individua nell’ambito del Ministero della giustizia i seguenti 5 Centri di responsabilità amministrativa:
· Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro;
· Affari di giustizia;
· Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi;
· Amministrazione penitenziaria;
· Giustizia minorile.
Tale ripartizione amministrativa si conforma alla struttura organizzativa su base dipartimentale delineata dal D.P.R. 6 marzo 2001, n. 55, recante regolamento di organizzazione del ministero in attuazione del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
All’interno dei 5 centri di responsabilità amministrativa si collocanoleunità previsionali di base che sono oggetto della decisione parlamentare.
Per quanto attiene alla suddivisione delle spese per centri di responsabilità amministrativa, si può constatare che la maggior parte degli stanziamenti risulta attribuita, come di consueto, ai centri “Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi” e “Amministrazione penitenziaria” che, complessivamente gestiscono l’86,1% (circa 6.404,7 milioni di euro) della spesa complessiva del Ministero.
La tabella che segue mostra, all’interno dei 5 centri di responsabilità amministrativa del Ministero, il raffronto tra le previsioni assestate 2006 (tratte dal d.d.l. di assestamento) e le previsioni di bilancio 2007 (AC 1747).
Previsioni Bilancio 2007
Org. Giudiziaria
Nell’ambito del centro di responsabilità Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro,la diminuzione di 9,2 milioni di euro nelle previsioni 2007 rispetto all’assestamento 2006 deriva principalmente (-12,4 milioni di euro) dal decremento dello stanziamento per il Fondo unico da ripartire – investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria (U.P.B. 1.2.3.3., cap. 7020).
Per quanto riguarda il centro di responsabilità Affari di giustizia si propone la citata diminuzione di 500 mln di euro rispetto alle previsioni assestate per il 2006.
La variazione è imputabile, in particolare, alla UPB 2.1.2.1 (Spese di giustizia); lo stanziamento relativo, che secondo l’assestamento 2006 era pari a 1.225,1 mln di euro, a seguito della presentazione del disegno di legge di bilancio è diminuito di 503,1 mln di euro.
Il centro di responsabilità Organizzazione giudiziaria vede aumentare il proprio stanziamento, rispetto all’assestamento, di 20,3 mln di euro, attestandosi a 3.551,1 milioni di euro.Nell’ambito della complessiva dotazione di parte corrente, la parte preponderante degli stanziamenti (3.114,5 milioni di euro) è costituita dalle spese di funzionamento.
Riguardo alle risorse gestite dal Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria si ricorda che esse rivestono in gran parte carattere di obbligatorietà in ragione dell’incidenza degli oneri per il personale in servizio presso l’apparato giudiziario centrale e periferico; la parte restante delle risorse è destinata al funzionamento e al potenziamento delle strutture giudiziarie e costituisce l’unica parte di spesa su cui può esercitarsi l'azione discrezionale dell’amministrazione.
Le spese per stipendi e altri assegni fissi al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie (40.471 unità presumibilmente in servizio al 31 dicembre 2006) sono valutate pari a 976,3 milioni di euro (allegato 15).
Per quanto concerne, invece, le spese per il personale di magistratura[2], l’allegato n. 14 alla tabella 5 indica presuntivamente in servizio, alla data del 31 dicembre 2006, 9.083 magistrati per i cui stipendi e assegni fissi sono stanziati 1.071,7 milioni di euro (cap. 1400).
Per quanto riguarda il centro di responsabilità Amministrazione penitenziaria, le previsioni assestate per il 2006 recavano circa 2.814 milioni di euro; rispetto a tali previsioni si evidenzia un aumento di 39,6 milioni di euro (le previsioni 2007 sono pari a 2.853,6 mln di euro).
Anche le risorse assegnate al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria sono prevalentemente assorbite dalle spese di funzionamento – pari a 2.380,2 milioni di euro - con un incremento di 36,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2006.
Il totale delle spese fisse per il personale civile dell’amministrazione penitenziaria (allegato 16), valutato in servizio al 31 dicembre 2006 in 6.495 unità, è pari a 195 milioni di euro (v. cap. 1600).
Per quanto concerne, invece, la consistenza del Corpo di polizia penitenziaria, l’allegato n. 17 allo stato di previsione del ministero indica in 43.597 le unità di personale presumibilmente in servizio al 31 dicembre 2006, quantificando in 1.224,6 milioni di euro le relative spese per stipendi (cap. 1601).
Si ricorda inoltre che sono gestite dal D.A.P. le risorse destinate alla sanità penitenziaria[3]. Tali risorse, iscritte ora al cap. 1761 (Spese di ogni genere riguardanti il mantenimento, l’assistenza, la rieducazione e il trasporto detenuti) della U.P.B. 4.1.2.1, in relazione all’organizzazione e funzionamento del servizio sanitario e farmaceutico, per il 2007 ammontano a 99 milioni di euro.
Nell’ambito della stessa U.P.B., 4,9 milioni di euro sono destinati nel 2007 agli interventi in favore dei detenuti tossicodipendenti e affetti da HIV (cap. 1768) ai sensi dell’art. 135 TU 309/1990, confermando le previsioni di bilancio 2006 e quelle derivanti dall’assestamento. Tale stanziamento è esposto in tabella C della finanziaria (AC 1746-bis).
Le spese per investimenti dell’amministrazione penitenziaria, pari a 52,5 milioni di euro, presentano un lieve aumento (0,6 mln) rispetto alle previsioni assestate 2006.
Per la Giustizia minorile le previsioni assestate per il 2006 recavano 148,5 milioni di euro; a raffronto con tali previsioni, la competenza per il 2007 (152,5 mln) registra un aumento di 3,5 milioni di euro, di cui 2 mln riferibili all’aumento dello stanziamento della sola U.P.B. 5.1.2.1 (Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuti).
Le risorse gestite dal centro sono pressoché totalmente destinate a spese di funzionamento per lo più di natura obbligatoria, in quanto rappresentate dagli oneri per le retribuzioni del personale.
Residui passivi e autorizzazioni di cassa
La presunta consistenza dei residui passivi alla data del 1° gennaio 2007 viene valutata in 1.554,2 milioni di euro,di cui991,4 per le unità previsionali di parte corrente e 562,8 per quelle in conto capitale.
La valutazione ha carattere assolutamente provvisorio essendo condizionata dall’effettivo evolversi della gestione 2006, e tiene conto della massa spendibile del 2006 aggiornata, oltre che con le variazioni di bilancio al momento disposte, anche con il provvedimento di assestamento del bilancio 2006.
Rispetto alle previsioni iniziali, ovvero ai residui presunti al 1° gennaio 2006, (1.502,4 milioni di euro), si evidenzia quindi una diminuzione di 327,2 mln di euro; tale andamento conferma la tendenza al regresso nel processo di formazione dei residui.
La massa spendibile - costituita dalla somma dei residui passivi e degli stanziamenti di competenza - ammonta per il 2007 a 8.992,5 milioni di euro, con una diminuzione dello 0,9% rispetto alle previsioni assestate per il 2006 (9.765,3).
L'autorizzazione complessiva di cassa, cioè la consistenza delle somme che possono effettivamente essere pagate, è prevista per il 2007 in 7.772.2 milioni di euro, con un coefficiente medio di realizzazione rispetto al volume della massa spendibile, di circa l’86%. Tale coefficiente - che è determinato dal rapporto tra l'autorizzazione di cassa e la massa spendibile - rappresenta la percentuale della massa spendibile che può essere effettivamente pagata nel corso dell'esercizio finanziario successivo. Nel caso di specie, si tratta di un coefficiente di realizzazione piuttosto alto, anche per effetto della struttura della spesa del Ministero della giustizia, che è prevalentemente costituita da spese correnti.
A titolo informativo, la tabella seguente espone il quadro sintetico delle previsioni di competenza per il triennio 2007-2009.
7.201,7
6.991,7
7.442,5
7.230,8
Le spese per la giustizia negli stati di previsione di altri ministeri
Alcuni stanziamenti per interventi di interesse del settore giustizia sono iscritti nel bilancio di previsione 2007 del Ministero dell’economia e delle finanze (tabella 2).
Si tratta, anzitutto, di 212,5 milioni di euro per spese correnti in favore del Consiglio Superiore della Magistratura, del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali; tali somme, iscritti fino alla finanziaria 2005 in Tabella C, sono ora esposte solo nel bilancio di previsione.
Il bilancio 2007 del Ministero dell’economia destina:
- 26,5 milioni di euro al finanziamento del C.S.M., in attuazione delle leggi n. 195/1958 e n. 1198/1967 (U.P.B. 3.1.5.19, Consiglio superiore della magistratura, cap. 2195);
- 186 milioni di euro per l’autonomia finanziaria del Consiglio di Stato e dei Tribunali Amministrativi Regionali, in attuazione dell’art. 20 della legge n. 205/2000 (U.P.B. 3.1.5.11, Consiglio di Stato e T.A.R., cap. 2170).
Sempre nello stato di previsione del Ministero dell’economia risultano iscritti:
- 20 milioni di euro per risarcimenti giudiziari: in particolare, si tratta di somme da corrispondere a titolo di equa riparazione e per risarcimenti per ingiusta detenzione nei casi di errori giudiziari (UPB 2.1.2.2, cap. 1312,.
nonchè in conto capitale:
- 47 milioni di euro sia in termini di competenza che di cassa nell'ambito dell'U.P.B. Edilizia giudiziaria (4.2.3.15) che è compresa tra le spese per investimenti del centro di responsabilità Ragioneria generaledello Stato. Tale previsione (cap. 7528) costituisce annualità di un limite di impegno quindicennale destinato a finanziarel'ammortamento dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti agli enti locali per l'esecuzione di costruzioni, miglioramenti e manutenzione straordinaria di edifici destinati e da destinare a sede degli uffici giudiziari e a casa mandamentale", ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. f) della legge n. 448/1998 (collegato 1999).
Il bilancio di previsione degli archivi notarili e della cassa delle ammende
E’ annesso allo stato di previsione del Ministero della giustizia il bilancio di previsione dell'Amministrazione degli Archivi notarili.
All’amministrazione degli Archivi notarili sono demandati, quali principali compiti istituzionali, il controllo sull’esercizio dell’attività notarile, la conservazione del materiale documentario (in particolare degli atti dei notai cessati) ed il rilascio delle copie degli atti conservati, nonché lo svolgimento di funzioni notarili relativamente agli atti depositati (servizi resi al pubblico) e la gestione del registro generale dei testamenti.
L’Amministrazione degli Archivi notarili presenta un quadro previsionale nel quale non risultano iscritti stanziamenti di competenza.
Le autorizzazioni di cassa ammontano a 429,4 milioni di euro. Sia rispetto alle previsioni della legge di bilancio 2006, che alle previsioni assestate si registra una diminuzione di tali autorizzazioni di 8,6 milioni di euro.
le disposizioni del disegno di legge finanziaria di interesse della Commissione Giustizia
Gli effetti del disegno di legge finanziaria sullo stato di previsione del Ministero della giustizia
Come è noto, le tabelle A e B del disegno di legge finanziaria contengono, rispettivamente, per la spesa corrente e per quella in conto capitale, gli accantonamenti sui fondi speciali, iscritti nello stato di previsione del Ministero del tesoro, finalizzati al finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati per il triennio 2007-2009. Si tratta in effetti di "prenotazioni" di spesa, dal momento che gli importi indicati verranno iscritti nello stato di previsione di ciascun ministero assegnatario solo dopo l'approvazione di leggi che impegnano tali fondi.
La sola tabella A (Fondo speciale di parte corrente) prevede un accantonamento in favore del Ministero della giustizia di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009.
La tabella C determina il finanziamento di leggi di spesa che espressamente demandano alla legge finanziaria la quantificazione delle risorse da impiegare annualmente. Tale definizione è effettuata su base triennale, ma ha valore prescrittivo solo per il primo anno di esercizio.
Per il Ministero della giustizia la tabella C reca i seguenti stanziamenti:
• 4,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007-2008-2009 per il finanziamento dei programmi previsti dall’art. 135 del D.P.R. n. 309/1990 ai fini della prevenzione e della cura dei detenuti affetti da AIDS, del trattamento socio-sanitario, del recupero e del successivo reinserimento dei detenuti tossicodipendenti (U.P.B. 4.1.2.1, Mantenimento, assistenza, rieducazione e trasporto detenuti, cap. 1768).
• 118 mila euro per ciascuno gli anni 2007-2008-2009, finalizzati all’erogazione di contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi a norma dell’art. 1, comma 43, della legge n. 549/1995 (U.P.B. 1.1.2.1, Contributi ad enti ed altri organismi, cap. 1160).
I fondi previsti dalla scorsa finanziaria 2006 per entrambe le categorie di finanziamento erano di identico importo.
La tabella D, che dispone il rifinanziamento di norme recanti interventi di sostegno dell'economia, classificata tra le spese in conto capitale, prevede per il Ministero della giustizia.
• 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per l’anno 2008 per interventi di edilizia penitenziaria e giudiziaria ex R.D. 787/1931, Regolamento degli istituti di prevenzione e pena (settore n. 17); (U.P.B. 1.2.3.3, Fondo unico da ripartire-investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria, cap. 7020).
· La tabella E, che dispone variazioni da apportare al bilancio a legislazione vigente, a seguito della riduzione di autorizzazioni legislative di spesa precedentemente disposte, non prevede variazioni allo stato di previsione del Ministero della giustizia
La tabella F, ai sensi della normativa sulla contabilità pubblica, ha il compito di indicare, nel corso degli anni, la "modulazione" delle autorizzazioni di spesa recata da leggi di spesa aventi effetto finanziario pluriennale.
Non si tratta, pertanto, di nuove autorizzazioni di spesa, ma della nuova articolazione annuale di somme già precedentemente autorizzate.
In pratica è possibile, ferma restando l'entità complessiva delle somme autorizzate, spostare una parte o tutte le somme stanziate per l'anno di riferimento agli anni successivi, anche prorogando nel tempo l'originaria durata della legge.
La tabella F del disegno di legge finanziaria 2006 reca, tra i settori di intervento oggetto di provvedimenti legislativi ad effetto pluriennale di interesse dell’amministrazione della giustizia, il comparto dell'edilizia penitenziaria e giudiziaria (n. 17 della tab. F).
In particolare, a seguito del citato rifinanziamento del Fondo unico da ripartire-investimenti edilizia penitenziaria e giudiziaria (U.P.B. 1.2.3.3, cap. 7020). autorizzato in base alla precedente tabella D, si prevede un’autorizzazione di spesa pari a 100 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2007-2009.
Gli articoli del disegno di legge finanziaria di interesse della Commissione Giustizia
(Automatismi stipendiali e misure di contenimento per i trattamenti accessori dirigenziali)
1. In attesa di una specifica disciplina intesa alla revisione delle relative strutture retributive, finalizzata al superamento delle progressioni economiche articolate in automatismi stipendiali per anzianità nonché all'introduzione di specifici elementi di valutazione della produttività, per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, che ancora fruiscono di progressioni stipendiali automatiche, a decorrere dal 1o gennaio 2007 la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti dai rispettivi ordinamenti è ridotta del 50 per cento. La riduzione non opera per i ratei maturati al 31 dicembre 2006.
2. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 34, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sono anche disciplinati i criteri applicativi dell'articolo 22-bis, comma 1, dello stesso decreto-legge, sulla base dei medesimi princìpi e modalità. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo del presente comma trova applicazione anche nei confronti del personale di cui all'articolo 5, terzo comma, della legge 1 aprile 1981, n. 121, come modificato dall'articolo 11-bis del decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472, nonché del personale di cui all'articolo 65, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e successive modificazioni, in relazione ai trattamenti indennitari comunque denominati in godimento.
L’articolo 64 in esame interviene in materia di trattamento economico dei dirigenti sotto due profili.
Il comma 1 riduce del 50% la misura delle classi di stipendio e degli aumenti periodici biennali previsti per le categorie che ancora usufruiscono di progressioni stipendiali automatiche tra quelle, cosiddette in regime pubblico, indicate dall’art. 3 del D.Lgs. 165/2001. Sono fatti salvi i ratei maturati al 31 dicembre 2006.
Le categorie oggetto della riduzione sono – come chiarito nella relazione illustrativa – magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate, per i quali i rispettivi ordinamenti prevedono l’adeguamento annuale delle retribuzioni in base agli aumenti percepiti dalle altre categorie di personale delle pubbliche amministrazioni.
La disposizione in esame, afferma la norma, ha carattere transitorio e prelude alla realizzazione di una disciplina specifica volta ad eliminare del tutto le progressioni stipendiali automatiche dei dirigenti pubblici, per sostituirle con elementi di valutazione delle produttività.
Il comma 2 interviene sul trattamento economico dei dirigenti pubblici integrando due disposizioni in materia recentemente adottate don il decreto legge 223/2006 (convertito dalla legge 248/2006), il cosiddetto decreto “Visco – Bersani”.
Il secondo periodo del comma estende anche ai dirigenti apicali dei corpi di polizia (capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Comandante generale della Guardia di finanza, Direttore generale per gli istituti di prevenzione e di pena e Direttore generale per l'economia montana e per le foreste) e delle Forze armate (Ufficiali Generali o Ammiragli nominati Capi di Stato Maggiore, della Difesa o di Forza Armata) la fissazione di criteri per l’individuazione dei trattamenti accessori massimi, da effettuarsi con decreto del Presidente del Consiglio In questo modo tali categorie vengono equiparate, relativamente ai trattamenti accessori, agli altri massimi dirigenti dello Stato.
L’art. 34, comma 1, del decreto legge 223/2006 ha aggiunto, un periodo al comma 2 dell’art. 24 del D.Lgs. 165/2001 con il quale si stabilisce che i criteri generali per l'individuazione dei trattamenti accessori massimi relativi agli incarichi di uffici dirigenziali di livello generale siano fissati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanarsi di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base dei principi di:
- contenimento della spesa;
L’art. 24, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, per gli incarichi relativi agli uffici dirigenziali di livello generale, la fonte della regolazione è il contratto individuale, sia con riguardo al trattamento economico fondamentale (per il quale si assumono come parametri di base i valori economici massimi contemplati dai contratti collettivi per le aree dirigenziali), sia con riferimento agli istituti del trattamento economico accessorio (che è collegato al livello di responsabilità attribuito con l'incarico di funzione e ai risultati conseguiti nell'attività amministrativa e di gestione. Nel testo dell’art. 24, comma 2, vigente prima della modifica introdotta dal decreto-legge in esame, non era prevista la fissazione di livelli massimi per gli istituti del trattamento economico accessorio né di criteri per la loro determinazione.
Il primo periodo del comma in esame, inoltre, prevede che lo stesso D.P.C.M. di individuazione dei criteri per la definizione dei trattamenti accessori massimi di cui sopra, dovrà indicare anche i criteri applicativi per l’attuazione della riduzione generalizzata della spesa per i dirigenti stabilita dall’art. 22-bis del citato decreto legge 223.
Tale disposizione stabilisce una riduzione di almeno il 10% della spesa complessiva derivante dagli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale.
La dirigenza pubblica è articolata in due fasce. In ogni amministrazione dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, è istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella prima e nella seconda fascia. I dirigenti della seconda fascia transitano nella prima qualora abbiano ricoperto incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali per un periodo di almeno tre anni (art. 23 D.Lgs. 165/2001).
Dal punto di vista delle funzioni che i dirigenti sono chiamati a svolgere la legge distingue tre tipi di incarichi:
- l’alta dirigenza (segretari generali dei ministeri e direttori di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali, quali i capi dipartimento). Tali incarichi sono riservati ai dirigenti di prima fascia e sono conferiti con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro competente (art. 19, comma 3, D.Lgs. 165/2001;
- gli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale, conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono attribuiti in parte ai dirigenti di prima fascia e in parte, secondo una quota massima pari al 70 per cento della dotazione, a quelli di seconda fascia (art. 19, comma 4, D.Lgs. 165/2001);
- gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale conferiti dal dirigente generale ai dirigenti assegnati al suo ufficio (art. 19, comma 5, D.Lgs. 165/2001.
Destinatari degli incarichi di livello generale e non, possono essere anche soggetti esterni, quali:
- persone di particolare comprovata qualificazione personale, in possesso di particolari requisiti (integrati di recente dal decreto legge n. 115 del 2005) che possono essere incaricate entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli delle amministrazioni statali e dell’8 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia (art. 19, comma 6 D.Lgs. 165/2001);
- dirigenti non appartenenti ai ruoli delle amministrazioni statali, purché dipendenti delle amministrazione pubbliche, ovvero di organi costituzionali, previo collocamento fuori ruolo, comando o analogo provvedimento, secondo i rispettivi ordinamenti, entro il limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti appartenenti alla prima fascia e del 5 per cento della dotazione organica di quelli appartenenti alla seconda fascia (art. 19 comma 5-bis D.Lgs. 165/2001). Tali incarichi sono conferito a tempo determinato (da tre a cinque anni).
(Istituzione di un fondo per le spese di funzionamento della giustizia)
1. Nello stato di previsione del Ministero della giustizia è istituito un Fondo da ripartire per le esigenze correnti connesse all'acquisizione di beni e servizi dell'amministrazione, con una dotazione, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, di 200 milioni di euro. Con decreti del Ministro della giustizia, da comunicare, anche con evidenze informatiche, al Ministero dell'economia e delle finanze, tramite l'Ufficio centrale del bilancio, nonché alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti, si provvede alla ripartizione del Fondo tra le unità previsionali di base interessate del medesimo stato di previsione.
L’articolo in esame istituisce, nello stato di previsione del Ministero della giustizia, un Fondo per le esigenze correnti connesse all’acquisizione di beni e servizi da parte dell’amministrazione con una dotazione organica di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
Viene poi demandato a successivi decreti del Ministro della giustizia la ripartizione del Fondo tra le competenti unità previsionali di base del medesimo stato di previsione. E’ contestualmente prescritta la comunicazione dei citati decreti ministeriali, anche mediante evidenze informatiche, al Ministero dell’economia e delle finanze, tramite l’Ufficio centrale del bilancio, nonché alle commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei conti.
[2] Ulteriori fondi per stipendi e altri assegni fissi ai magistrati in servizio presso l’amministrazione centrale sono gestiti dal centro di responsabilità Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro, cap. 1008 (5,6 milioni di euro per 37 magistrati); dal centro di responsabilità Affari di giustizia, cap. 1201 (2,7 milioni di euro per22 magistrati) e dal centro di responsabilità Giustizia minorile (0,6 milioni di euro per 3 magistrati)..
[3] Si segnala che parrebbe tuttora formalmente in vigore l'art. 8 del D.Lgs. 230/1999, ai sensi del quale le competenze in materia di assistenza sanitaria ai detenuti e le relative risorse avrebbero dovuto essere trasferite al Ministero della salute al termine del periodo di sperimentazione previsto dal citato decreto e successivamente prorogato al 30 giugno 2002. Il D.M. 10 aprile 2002, in attuazione dell'articolo citato, dispone che con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze vengano assegnati al Fondo sanitario nazionale le risorse connesse al personale operante negli istituti penitenziari, nei settori della prevenzione e dell'assistenza ai detenuti tossicodipendenti, iscritte nello stato di previsione del Ministero della giustizia.