Source: https://www.danea.it/blog/regime-forfettario-requisiti/
Timestamp: 2019-02-23 13:28:57+00:00
Document Index: 47979897

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 70', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 53', 'art. 5', 'art.5', 'art. 116', 'art. 5']

Regime forfettario 2019: requisiti accesso nuovo Regime dei minimi 2019
I requisiti per accedere al nuovo regime forfettario 2019
I requisiti per l’accesso al nuovo regime forfettario anche detto regime dei minimi 2019, tutti i dettagli sul dibattuto e complesso regime agevolato
Quindi dal 2016 il nuovo regime forfettario è diventato l’unico regime agevolato che può essere utilizzato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività che dai soggetti già in attività, previa la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa ad eccezione di coloro che fino al 2015 si sono avvalsi del regime dei nuovi minimi i quali possono continuare ad applicarlo in via transitoria e fino alla scadenza naturale (il completamento del quinquennio e fino al compimento del trentacinquesimo anno di età), fermo restando la possibilità di scegliere l’applicazione del nuovo regime forfetario, valutandone l’eventuale convenienza.
Proprio perché aperto a tutte le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo, la norma ha introdotto numerosi requisiti per l’accesso e la permanenza negli esercizi successivi.
Requisiti Soggettivi di accesso al regime forfettario 2019
Da un punto di vista soggettivo il regime in esame è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari) purché in possesso dei requisiti stabiliti e che, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione previste. Le società di persone e i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del Tuir, quali le associazioni professionali invece, ne sono escluse.
Da un punto di vista oggettivo invece l’accesso al nuovo regime agevolato, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti.
La Legge di bilancio 2019 ha modificato i requisiti di accesso e di permanenza nel regime forfettario.
Fino al 31 dicembre 2018 l’accesso al regime e il mantenimento dello stesso negli anni successivi era possibile per i soggetti che nell’annualità precedente possedevano contemporaneamente le seguenti caratteristiche:
limite dei ricavi e compensi non superiore ai limiti indicati nella tabella allegata alla L. 190/2014 variabili da € 25.000 ad € 50.000 a seconda dell’attività esercitata;
spese per lavoro dipendente ed assmilati non superiori ad € 5.000 lordi;
Per effetto delle modifiche apportate dalla Legge n. 145/2018 sono stati abrogati i due requisiti relativi alle spese per lavoro dipendente e per i beni strumentali, mentre il limite dei ricavi e dei compensi (da ragguagliare ad anno) è stato innalzato a € 65.000 per tutte le attività.
Spese per lavoro dipendente e assimilati Abrogato
Beni strumentali Abrogato
Le modifiche apportate al regime forfetario decorrono dall’1° gennaio 2019, pertanto per coloro che sono già in attività i requisiti vanno verificati sulla base dei dati dell’anno precedente (2018) mentre per chi intende iniziare una nuova attività, i requisiti vanno verificati su dati presunti.
Limite dei ricavi e compensi
Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori ai limiti indicati a seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.
Vedi la tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario >>>
un ingegnere (codice attività 71.12.10) che nel corso del 2018 ha incassato compensi per € 41.000 potrà nel 2019 accedere al regime;
un agente di commercio di apparecchi elettrodomestici (codice attività 46.18.22) che nel corso del 2018 ha conseguito ricavi per € 26.000 potrà accedere nel 2019 al regime;
un imprenditore che gestisce una gelateria (codice attività 56.10.30) che nel 2018 ha conseguito corrispettivi per € 66.000 non potrà accedere nel 2019 al regime.
Il superamento della nuova soglia di Euro 65.000 determina la fuoriuscita dal regime a decorrere dall’anno successivo indipendentemente dalla misura dello sforamento: nel caso di superamento della soglie nel corso del 2019 il contribuente dovrà nel 2020 adottare il regime ordinario.
Ad esempio: se un professionista inizia l’attività professionale in data 01.07.2019 aderendo al regime forfetario, dato che i giorni di attività del 2019 sono 184, il limite di compensi che non deve essere superato per poter mantenere il regime forfetario anche nell’anno 2020 sarà pari a:
Euro (65.000/365)*184 = euro 32.767,12
Per la verifica del computo del limite di ricavi o compensi nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, a decorrere dal 01.01.2019 si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate (nella versione precedente, fino al 31.12.2018 si doveva invece assumere il limite più elevato previsto per le diverse attività esercitate).
Spese per lavoratori dipendenti e collaboratori
lavoro accessorio (art. 70 del D.Lgs n. 276/2003);
lavoro dipendente, collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del Tuir (borse di studio o addestramento professionale);
utili da partecipazione erogati agli associati con apporto di solo lavoro (art. 53, co.2, lettera c),del Tuir);
prestazioni di lavoro erogate all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del Tuir).
Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non deve superare € 20.000. Pertanto, per coloro che dovranno accedere al nuovo regime forfetario dal 2018 si dovrà verificare che “lo stock” di beni strumentali detenuti alla fine dell’esercizio antecedente a quello di entrata (quindi al 31/12/2017) non sia superiore ad € 20.000; nel calcolo si dovrà comunque tenere in considerazione che:
per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dal concedente;
per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del Tuir;
i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%.
beni il cui costo unitario non è superiore ad € 516,46;
beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo (C.M. n. 6/E/2015).
La legge di Bilancio 2019 ha modificato alcune delle cause di esclusione dal regime forfetario ovvero quella connessa al possesso di partecipazioni e quella connessa allo svolgimento, contestuale o antecedente, di lavoro dipendente, mentre le restanti cause sono rimaste invariate.
Pertanto a decorrere dal 01.01.2019 non possono applicare il regime forfetario:
i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, co. 1, numero 8), del d.P.R. 633/1972 o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, co. 1, del D.L. 331/1993;
gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività:
partecipano a società di persone, ad associazioni professionali o ad imprese familiari (art. 5 del Tuir);
oppure controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
Fino al 2018 non era possibile accedere al regime forfetario nel caso di partecipazione in società di persone o associazioni professionali (art.5 del Tuir), ovvero in srl in regime di trasparenza (art. 116 del Tuir).
A decorrere dal 2019 invece in base alla nuova formulazione della disposizione, non possono utilizzare il regime forfetario per l’attività d’impresa o di lavoro autonomo i soggetti che, contemporaneamente all’attività:
possiedono una partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari (art. 5 del Tuir);
oppure controllano, direttamente o indirettamente, srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
Fino al 2018, non era possibile accedere al regime forfetario per i soggetti che nell’anno precedente avevano redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 (compreso il reddito da pensione) del Tuir, eccedenti l’importo di euro 30.000. La verifica di tale soglia era irrilevante se il rapporto di lavoro era cessato.
In base alla nuova formulazione della disposizione, dal 2019, non possono utilizzare il regime le persone fisiche la cui attività d’impresa o di lavoro autonomo sia esercitata, prevalentemente, nei confronti di datori di lavoro, o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili, con i quali:
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Industrie alimentari e delle bevande (10-11)
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81
Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)