Source: http://benessereacustico.it/isolamentoacustico/normativa_acustica.htm
Timestamp: 2017-09-25 07:41:30+00:00
Document Index: 64800006

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art.3', 'art.4', 'art.6', 'art.8', 'art. 4']

Benessere acustico - Isolamento acustico: normativa vigente
Isolamento acustico: la normativa vigente
Il quadro normativo di riferimento per chi si avvicina all'acustica parte da due fonti del diritto: le direttive europee e la normativa nazionale. Vediamole brevemente nei loro punti salienti.
Le Direttive Europee:
Le normative nazionali che più interessano sono, nell'ordine temporale, quelle che seguono. Puoi cliccare e accedere alle descrizioni approfondite.
Stabilisce i principi generali per il benessere acustico
Sia per l'ambiente esterno che per l'ambiente abitativo, si adempie inoltre quanto disposto dall'art. 117 della nostra Costituzione.
E' utile evidenziare alcuni articoli fondamentali:
Riporta le definizioni di: inquinamento acustico, ambiente abitativo, sorgenti sonore, valori limite di emissione ed immissione (assoluti e differenziali), quindi c'è un lessico (una terminologia) a cui tutti gli operatori del settore dovranno uniformarsi;
n Delinea la figura di un professionista, iscritto in appositi elenchi regionali, che è abilitato ad eseguire le misurazioni ed i collaudi, questo è il "tecnico competente" cioè il verificatore.
art.3 - competenze dello Stato
Allo stato spetta dettare le regole del gioco, quindi tra le altre cose:
Determinazione dei valori limite del rumore.
Determinazione delle tecniche di rilevamento.
Determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore e degli edifici.
Il coordinamento di tutta l'attività in materia.
Il tutto con degli strumenti specifici come i decreti attuativi.
art.4 - competenze delle Regioni
Alle Regioni spetta il coordinamento ed il controllo dell'attività sui Comuni, pertanto:
Determinazione dei criteri con i quali dovranno operare i Comuni.
Poteri sostitutivi in caso d'inerzia degli stessi.
art.6 - competenze dei Comuni
Ai Comuni spetta il controllo dell'attività sul proprio territorio, in particolare la classificazione del territorio comunale. Questo è un atto fondamentale, si tratta della caratterizzazione acustica proprio territorio, una vera e propria "zonizzazione" che deve essere coordinata con gli altri strumenti urbanistici, come il Piano Regolatore.
Controllo dell'applicazione della normativa (attività produttive, sportive, commerciali) prima del rilascio di concessioni, licenze o autorizzazioni.
Controllo dell'inquinamento acustico sul territorio (es. circolazione).
Determinazione di limiti inferiori in zone di particolare interesse.
art.8 - impatto acustico
Prima di realizzare una qualsiasi nuova opera sul territorio comunale è necessario verificare quanto questa possa "disturbare" con l'apporto di nuovo rumore, oppure quanto possa "essere disturbata" dall'ambiente esistente.
Prima di realizzare: infrastrutture di trasporto, discoteche, impianti sportivi, quindi attività che possono disturbare.
Prima di insediare: scuole, ospedali, parchi, nuove opere residenziali, quindi attività delicate che possono subire il disturbo.
La documentazione di impatto acustico o di clima acustico dovrebbe essere quindi allegata alle domande per l'avvio di ogni iniziativa realizzativa o di esercizio sul territorio comunale.
Scarica la L.Q. 26 ottobre 1995, n. 447 (formato PDF - 78 KB)
(Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 254, 30/10/1995)
Stabilisce i valori limite delle sorgenti sonore rispetto le classi di destinazione d'uso del territorio.
Questa normativa trova infatti applicazione una volta realizzata la classificazione del territorio di ogni Comune. Riguarda direttamente l'esposizione umana nell'ambiente esterno e nell'ambiente abitativo.
- aree particolarmente protette
- aree destinate ad uso prevalentemente residenziale
- aree di tipo misto
- aree di intensa attività umana
- aree prevalentemente industriali
- aree esclusivamente industriali
Per ogni Classe, in cui è stato suddiviso il territorio comunale, vengono stabiliti i sopra citati valori limite.
Da ricordare l'art. 4 che conferma la validità del "criterio differenziale" e permette un'ulteriore tutela per gli ambienti abitativi. Per questi il rumore non deve comunque superare, al di la dei limiti assoluti previsti, il rumore di fondo di più 5 dB di giorno e 3 dB di notte.
Stabilisce i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne ed i requisiti acustici passivi degli edifici. Lo scopo è il contenimento dell'inquinamento da rumore all'interno degli ambienti abitativi, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore. Questo si concretizza:
Nell'assegnare dei minimi di prestazione acustica, riguardo la propagazione del rumore, ai componenti degli edifici quali pareti divisorie, solai, pareti perimetrali, coperture, ecc. Questi minimi devono essere verificati in opera.
Nel tener sotto controllo l'origine di nuovo rumore proveniente dagli impianti interni di ogni edificio.
Grandezze di riferimento e definizioni principali:
R'w - indice di valutazione del potere fonoisolante apparente per divisori interni orizzontali e verticali.
D2m,nT,w - indice di valutazione dell'isolamento acustico standardizzato di facciata, per l'involucro esterno dell'edificio.
L'n,w - indice di valutazione del livello di rumore di calpestio, per i solai.
LASmax - livello massimo di pressione sonora, ponderato A - costante di tempo "slow", per gli impianti a funzionamento discontinuo.
LAeq - livello continuo equivalente di pressione sonora, ponderato A, per gli impianti a funzionamento continuo.
Scarica il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 (formato PDF - 76 KB)