Source: https://www.exeo.it/free/indennita-esproprio-soprassuoli_9161
Timestamp: 2018-05-28 10:04:12+00:00
Document Index: 116811366

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 32', 'art. 43', 'art. 32', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 43', 'art. 16', 'art. 43', 'art. 16', 'art. 43', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 43', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 43']

IN AREA AGRICOLA, IN AREA EDIFICABILE
IN CASO DI ESPROPRIO PARZIALE
MIGLIORIE OPPORTUNISTICHE
In sede di valutazione del soprassuolo può essere privilegiato il criterio tecnico che, tenuto conto dell'età della coltivazione, privilegia il criterio dei costi passati (consistente nel capitalizzare i costi già sostenuti e gli ammortamenti dall'inizio del ciclo produttivo fino all'esproprio), rispetto al metodo dei costi futuri.
La svincolo dalla rigidità delle formule mediane e dei parametri tabellari conseguenza delle sentenze della Corte Cost. n. 348/2007, 349/2007 e 181/2011, induce ora a dare rilievo a ciò che contribuisce a connotare l'identità fisica e urbanistica del suolo, tenendo conto delle possibili componenti idonee a conferirgli particolari condizioni di sicurezza, utilità e amenità. La stessa legge fondamentale sulle espropriazioni, che torna ad essere applicabile con la dichiarazione d'incostituzionalità dei criteri riduttivi dell'indennità, dispone che nel computo dell'indennità debba tenersi conto "delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie", purché non apprestate allo scopo di far lievitare l'indennità (art. 43): analogamente il D.P.R. 8 giugno 200... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nel formulare le disposizioni generali nella determinazione del valore del bene (art. 32, comma 2).
Qualora le costruzioni, piantagioni e migliorie che insistono sul suolo espropriato contribuiscano a connotarne le caratteristiche fisiche, tanto da incidere sul valore e contribuire all'appetibilità dello stesso ove inserito in un mercato virtuale, del relativo valore occorre tenere conto.
Alla luce dell'evoluzione del sistema indennitario, per la caratterizzazione che esso ha ricevuto dagli interventi della Corte costituzionale, anche alla luce delle sollecitazioni provenienti dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, e della evoluzione normativa, deve essere rimeditata la questione concernente la possibilità di un indennizzo aggiuntivo per il soprassuolo arboreo, esclusa nel caso di suoli edificabili in quanto si è ritenuto che l'indennità fosse incompatibile con uno sfruttamento agricolo, e, nel caso di suoli agricoli, in quanto il valore tabellare era commisurato di per sé al tipo di piantagioni effettivamente praticate sul suolo.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, lo svincolo dalla rigidità delle formule mediane e dei parametri tabel... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ora a dare rilievo a ciò che contribuisce a connotare l'identità fisica e urbanistica del suolo, tenendo conto delle possibili componenti idonee a conferirgli particolari condizioni di sicurezza, utilità e amenità. Qualora le piantagioni che insistono sul suolo espropriato (nel caso di specie bosco di querce), contribuiscano a connotarne le caratteristiche fisiche, tanto da incidere sul valore e contribuire all'appetibilità dello stesso ove inserito in un mercato virtuale, del relativo valore occorre tenere conto.
La legge fondamentale sulle espropriazioni, che torna ad essere applicabile con la dichiarazione d'incostituzionalità dei criteri riduttivi dell'indennità, dispone (art. 43) che nel computo dell'indennità debba tenersi conto "delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie", purché non apprestate allo scopo di far lievitare l'indennità: analogamente il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, nel formulare le disposizioni generali nella determinazione del valore del bene (art. 32, comma 2).
Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio per suoli che, quale ne sia la destinazione, dispongano di un soprassuolo arboreo idoneo a conferire particolar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i di sicurezza, utilità e amenità, dovrà tenersi conto dell'aumento di valore di cui il suolo viene a beneficiare.
Il danno per l'abbattimento alberi funzionalmente rientra nell'indennità di occupazione.
In ipotesi di occupazione senza titolo di bene privato, cui ha fatto seguito il decreto di esproprio, deve essere corrisposta ai titolari una somma quale indennizzo per i manufatti diminuiti o distrutti a seguito dell'occupazione medesima.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione al valore del bene deve essere aggiunto il valore del soprassuolo (nel caso di specie valore della recinzione in paletti di cemento, poggiante su cordolo in calcestruzzo cementizio, con sovrastante rete metallica, esistente sull'area espropriata).
La L. n. 2359, art. 43, conferisce al proprietario la scelta di abbandonare ogni bene sul fondo senza poter pretendere alcuna indennità aggiuntiva (con la sola eccezione de "le costruzioni, le piantagioni e le migliorìe" purché non eseguite allo scopo di conseguire un'indennità maggiore), ovvero "di asportare a sue spese i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'op... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lica utilità da eseguirsi"
La distruzione dei frutti pendenti, del soprassuolo arboreo e dei manufatti esistenti nel fondo, sono eventi che non rientrano in linea di principio nella nozione di danno e non comportano propriamente alcun risarcimento, ma costituiscono più semplicemente, nell'ipotesi di una regolare procedura espropriativa, una componente dell'indennità di espropriazione.
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIONE --> SOPRASSUOLI --> AVENTI DIRITTO
La parte già conduttrice, in forza di contratto di locazione scaduto e non rinnovato, di un fondo con insistenti manufatti costituenti parte di complesso aziendale, non è legittimata a richiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla distruzione dei manufatti, qualora degli stessi il contratto medesimo prevedeva il passaggio in proprietà al proprietario del fondo al momento della scadenza contrattuale.
Il procedere alla stima del suolo calcolando i due valori - del suolo nudo e dei soprassuoli - in modo separato, procedendo poi alla loro sommatoria, è criterio che non può che... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si stante la mancanza di criteri comparativi riferibili al mercato immobiliare.
Al valore di mercato del bene va aggiunto, ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione complessivamente dovuta, il valore del soprassuolo in vario modo inciso dall'opera.
Anteriormente alla dichiarazione d'incostituzionalità del criterio legale del VAM, si è ritenuto non potersi corrispondere un'ulteriore componente indennitaria (o risarcitoria), corrispondente al valore del soprassuolo, valutata separatamente dal valore del suolo, in quanto il valore agricolo medio tabellare, in base al quale quest'ultimo viene stimato, è calcolato con riferimento alle piantagioni esistenti sul fondo espropriato e quindi ai tipi di coltura effettivamente ivi praticati, determinandosi, diversamente, una duplicazione del pregiudizio indennizzato. A maggior ragione appare condivisibile questo principio nel momento in cui si opera una stima non più riconducibile al valore medio agricolo, ma al valore di mercato di un suolo (nel caso di specie destinato a oliveto).
La non valutabilità d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olo ai fini del calcolo della indennità di espropriazione di area agricola deve ritenersi superata dall'intervento della Corte Costituzionale (sent. n. 181/2011), che ha parificato l'indennità al valore di mercato del fondo. Il valore venale del suolo può consistere nella sommatoria tra il valore del suolo e quello del soprassuolo, qualora questo qualifichi in maniera non eludibile il fondo, determinandone la produttività.
La pronuncia della Corte costituzionale, n. 181 del 2001, affermando la necessità di aver riguardo al valore venale dei terreni agricoli, comporta una valutazione unitaria di tali beni, per i quali il valore delle colture praticate concorre a determinare il valore venale dei fondi, e non potrebbe essere duplicato da un'ulteriore valutazione separata.
Nella determinazione dell'indennità di espropriazione di suoli agricoli, non è consentita alcuna considerazione separata tra il valore del suolo e quello delle colture su di esso praticate, vale a dire del cosiddetto soprassuolo.
La L. n. 2359 del 1865, art. 43 (ora riprodotto nell'art. 32... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el T.U.), consente di includere nell'indennità di espropriazione anche il valore delle costruzioni esistenti sul fondo (a meno che non risultino eseguire al solo scopo di conseguire un'indennità maggiore), ed in presenza di terreni agricoli permette di indennizzare - a differenza del soprassuolo - i fabbricati insistenti su detti immobili.
L'indennità prevista per l'ablazione dei terreni agricoli a norma della L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16, deve tenere necessariamente conto, in difetto di diversa regolamentazione, dei fabbricati rurali; tuttavia, ove la costruzione sia dotata di autonomia funzionale rispetto al fondo, il giudice deve aggiungere all'indennizzo, calcolato in base al suo valore agricolo, quello della costruzione, che in tale caso costituisce, dunque, un quid pluris rispetto all'indennizzo in senso stretto, concernente il solo terreno agricolo e soggetto - esso solo - al meccanismo di calcolo previsto dalle menzionate norme della L. n. 865 del 1971.
Con riguardo alla determinazione dell'indennità di esproprio per i suoli agricoli, non può corrispondersi un'ulteriore componente indennitaria, corrispondente al valore del soprassuolo, valutata separatamente dal valore del suolo, in quanto il valore ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o tabellare, in base al quale quest'ultimo viene stimato, è calcolato con riferimento alle piantagioni esistenti sul fondo espropriato e quindi ai tipi di coltura effettivamente ivi praticati, determinandosi, diversamente, una duplicazione del pregiudizio indennizzato.
Il criterio del valore tabellare adottato alla L. n. 865 del 1971, art. 16, per la determinazione indennitaria dei suoli agricoli espropriati, evidenzia la scelta di correlare la stima al tipo di piantagioni effettivamente praticate sui suoli stessi e quindi in termini incompatibili con il criterio del compenso aggiuntivo per il soprassuolo arboreo già previsto dall'art. 43 della Legge n. 2359/1865, al fine di separatamente indennizzare l'espropriato della relativa perdita.
Sulla base del criterio del valore tabellare di cui alla L. n. 865/71 è la correlazione della stima alla specifica produttività dei suoli agricoli nelle zone prese in disamina, a costituire elemento per far ritenere che il valore stimato includa indiscutibilmente, nella valutazione di un bosco ceduo, la presenza "qualificante" di piante mature per il taglio, accanto a piante giovani non mature, sì che l'indennità in tal guisa determinata appare ristoro necessario ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te della ablazione di quel bosco.
Ove il suolo non possa considerarsi legalmente edificabile, l'indennità di espropriazione va determinata in base al valore agricolo medio del terreno calcolato ex L. n. 865 del 1971, art. 16, con riferimento ai tipi di coltura effettivamente praticati, e quindi soprattutto alle piantagioni esistenti sul fondo espropriato; essendo detto criterio ispirato al principio dell'onnicomprensività, a differenza dal sistema previgente, di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 43, una nuova ed ulteriore considerazione del soprassuolo finirebbe con l'attribuire ai proprietari espropriati una duplicazione del pregiudizio già congruamente indennizzato con il menzionato parametro della L. n. 865, art. 16.
Quando l'indennità di espropriazione o asservimento debba esser determinata in base al valore agricolo medio, non è consentita alcuna considerazione separata tra il valore del suolo e quello delle colture su di esso praticate, poiché il v.a.m. viene calcolato proprio con riferimento a quest'ultime, sicché un ulteriore e separato ristoro per la perdita delle colture (nel caso di specie colture seminative e ulivi), si risolverebbe in un'ingiustificata duplicazione dell'indennizzo.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a indennizzato il valore del soprassuolo, in aggiunta al VAM, in ipotesi di terreno agricolo con coltura non comune (nel caso di specie querceto secolare).
Nessun indennizzo spetta con riferimento alle colture in atto, in quanto nella determinazione del valore agricolo del terreno si tiene conto proprio del valore e della qualità delle colture cui esso è destinato.
E' errata, trattandosi di azienda agricola, l'espressa previsione di un indennizzo del soprassuolo valutato separatamente dal suolo in quanto il valore agricolo medio tabellare in base al quale quest'ultimo viene stimato è calcolato soprattutto con riferimento alle piantagioni esistenti sul fondo espropriato e quindi ai tipi di coltura effettivamente ivi praticati.
Il criterio del valore tabellare per la determinazione indennitaria dei suoli agricoli, introdotto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, è commisurato al tipo di piantagioni effettivamente praticate sul fondo, e non consente alcuna considerazione separata tra il valore del suolo e quello delle essenze arboree su di esso esistenti (cosiddetto soprassuolo), ai fini di un compenso aggiuntivo.
Nella determinazione dell'indennità di espropriazione di suoli agricoli non &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntita alcuna considerazione separata tra il valore del suolo e quello delle colture su di esso praticate (cd. soprassuolo), tenuto conto del fatto che il valore agricolo medio viene calcolato con riferimento ai tipi di coltura effettivamente praticati, sicché non possono formare oggetto di separato ristoro le piantagioni esistenti sul fondo espropriato.
Riguardo alla pretesa di un compenso ulteriore per muretti, piazzali e pali di sostegno che insistono sull'area espropriata, va ricordato che l'indennità di esproprio è unica e non può superare il valore dell'immobile secondo la sua destinazione. In particolare, riguardo alle aree valutate come edificabili, l'indennizzo è per definizione satisfattivo delle potenzialità reddituali del bene dovendo coordinarsi la L. 2359 del 1865, art. 43, che prevede il compenso per le costruzioni, con la sopravvenuta disposizione generale in tema di indennità di esproprio, che impone la summa divisio tra suoli edificabili e agricoli; quanto ai primi, la reintegrazione per la perdita dell'immobile va relazionata, pur adottandosi il criterio del valore venale, alle potenzial... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edificatorie che esso possiede, a meno che la consistenza dello stesso non induca alla diversa tipologia dei beni espropriati, quella degli edifici, ragguagliata al valore venale pur nella vigenza di criteri riduttivi di indennizzo.
Accertata la natura edificabile di un terreno, l'indennità di espropriazione deve essere determinata secondo il criterio delle aree edificatorie; non è consentito al proprietario cumulare i relativi benefici con quelli dei terreni agricoli, quali il valore di piantagioni e/o soprassuolo: come da ultimo conferma la L. n. 865 del 1971, art. 15, il quale soltanto per le aree agricole impone di tener conto delle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all'esercizio dell'azienda agricola.
In ipotesi di terreno avente natura edificatoria non può essere indennizzato il valore delle piante, come sarebbe stato possibile se il fondo avesse avuto, invece, destinazione agricola.
In ipotesi di area edificabile non vi è spazio per un valore aggiuntivo del soprassuolo, che per quanto pregiato, è comunque inidoneo ad aumentare il (maggior) valore che al terreno deriva dalla sua edificabilità urbanistica.
Un suolo edificabile resta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...se parte di esso sia destinato ad orto irriguo e vi siano impiantati alberi da frutto, sicché null'altro può pretendere il proprietario in aggiunta all'importo liquidato ai sensi dell'art. 5 bis.
In tema di determinazione delle giuste indennità per l'espropriazione, le cosiddette indennità aggiuntive per soprassuolo (nella fattispecie, per essenze arboree, manufatti e valore aziendale connesso all'allevamento) sono ipotizzabili esclusivamente in rapporto alle aree qualificate come agricole.
L'indennità per i soprassuoli arborei non può essere riconosciuta nell'ipotesi di aree valutate come edificabili.
Non è dubitabile che, con l'indennità da espropriazione parziale, da calcolare ai sensi della L. n. 2359 del 1865, artt. 39, 40 e 41 in applicazione dei criteri di liquidazione connessi ai valori tabellari dell'area di cui alla L. n. 865 del 1971 (differenza dei valori tabellari prima e dopo l'esproprio), si sarebbero dovuti indennizzare anche i manufatti distrutti per realizzare l'opera pubblica (soprassuolo, costituito da costruzioni e muri perimetrali, L. n.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...865, ex art. 43 e L. n. 865 del 1971, art. 16).
La data rilevante ai fini dell'esclusione dal computo dell'indennità di espropriazione delle c.d. migliorie opportunistiche e, comunque, degli interventi realizzati al solo scopo di conseguire un'indennità maggiore, non è quella della espropriazione, ma quella, anteriore, della conoscenza del procedimento espropriativo.
L'art. 32, comma 2, del DPR. n. 327/2000, nello stabilire che non va tenuto conto del plus-valore per le costruzione iniziate successivamente alla comunicazione dell'avvio del procedimento espropriativo, porta a due conclusioni univoche: a) la previsione d'esproprio non preclude l'utilizzo, anche edificatorio, dell'area da parte dell'attuale proprietario; b) l'assunzione del rischio economico, dopo l'avvio della procedura d'esproprio, passa all'istante, che non potrà essere risarcito per le opere che effettuerà, essendo consapevole che l'Amministrazione ha dato operatività alla previstone di piano.
In base all'art. 32 DPR n. 327/2000 la rinuncia al plus-valore è un dato che presuppone un procedimento esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iato e non solo una previsione di piano.
Per effetto dell'art. 43 comma 2 della Legge 25 giugno 1865, n. 2359, la data rilevante ai fini di valutazione della sussistenza della presunzione ivi prevista ossia che si considerano fatte allo scopo di conseguire una maggiore indennità, senza necessità di prova, le migliorie che, dopo la pubblicazione dell'avviso del deposito del piano d'esecuzione, siano state intraprese sui fondi in esso segnati fra quelli da espropriare, non è quella del decreto di espropriazione, bensì quella della conoscenza presunta dell'espropriazione che seguirà. Ad escludere l'indennizzabilità della miglioria opportunistica, pertanto, non basta la circostanza che essa fosse anteriore al decreto di espropriazione.
L'importo spettante per i soprassuoli correttamente è calcolato sulla base di quanto descritto nel verbale di immissione in possesso.
Nulla è dovuto a titolo di risarcimento del danno per le piantagioni, le colture esistenti ed i frutti pendenti, qualora dal verbale d'immissione in possesso e di consistenza gli stessi non sono in alcun modo individuati, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dividuabili.
Non sono risarcibili i manufatti di cui il verbale di immissione in possesso non accerta l'esistenza, limitandosi a riportare le dichiarazione fatte sul punto dai proprietari.
Ai fini della quantificazione del risarcimento del danno da soprassuolo è lo stato di consistenza ad essere idoneo documento atto a rappresentare la situazione delle colture esistenti al momento della immissione in possesso nelle aree occupate dell'ente locale. Non rileva a tal fine, nel caso di soprassuolo consistente in colture arboree, il riferimento alla produzione annuale.
Nel caso di domanda giudiziale diretta ad ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla distruzione di strutture infisse stabilmente al suolo e di manufatti dei quali era impossibile l'asporto, non è sufficiente, ai fini della quantificazione, rifarsi al verbale di consistenza ma occorre fornire elementi di prova.
La terra che si trova sul fondo dapprima occupato e poi espropriato, sia che ivi rimanga, sia che venga rimossa, trova "il suo compenso unico nell' indennità di espropriazione" .
I lavori di scavo del terreno e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sto altrove del relativo materiale rientrano nelle modalità di esecuzione per la realizzazione dell'opera pubblica e nelle facoltà concesse all'espropriante durante l'occupazione legittima per il conseguimento di detto fine, a nulla rilevando pertanto che all'epoca della rimozione il fondo non fosse ancora di proprietà dell'espropriante; conseguentemente la terra contenuta nel fondo, sia che rimanga interamente nel fondo stesso sia che venga eliminata per la parte necessaria per posizionare la costruzione, trova il suo compenso unico nell'indennità di espropriazione è non ha alcuna autonomia giuridica ed economica.
Il terreno vegetale non costituisce voce autonomamente valutabile; non può infatti ragionevolmente scindersi la consistenza dell'area oggetto dell'occupazione (e successivamente di esproprio) rispetto al volume di terra che la componeva, atteso che tale massa di materiale potrebbe eventualmente costituire un bene autonomamente valutabile e commerciabile soltanto nell'ipotesi di esercizio di un'attività, da parte del proprietario, analoga a quella di cava per l'estrazione di minerali.