Source: https://rweibel.wordpress.com/stranieri/permessi/
Timestamp: 2017-01-21 19:36:06+00:00
Document Index: 149026014

Matched Legal Cases: ['art. 121', 'art. 121', 'art. 66', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 98', 'sentenza ']

Permessi | Rosemarie Weibel
I diversi permessi di soggiorno
Data di creazione: luglio 2009; ultima modifica: 30.03.2013
Attenzione: in seguito anche all'adozione delle modifiche
all'art. 121 Cost nel 2010 e all'adozione dell'art. 121a Cost
nel 2014, la prassi è diventata (ancora) più restrittiva.
Ciò riguarda in particolare le condizioni economiche,
ma anche le possibilità di revoca dei permessi.
Sono inoltre state adottate nuove norme: si vedano al proposito
l'articolo Legge sugli stranieri, modifica del 16 dicembre 2016
nonché la reintroduzione dell'espulsione penale (art. 66a ss. CPS.
1. Principi base
Chi deve chiedere un permesso?
Quali sono i principi generali della politica migratoria svizzera?
Dov’è regolata l’ammissione degli stranieri?
Quanti sono gli stranieri in Svizzera?
Chi è competente per il rilascio di un permesso di soggiorno?
Che possibilità ci sono per opporsi al rifiuto di un permesso?
2. Cittadini UE/AELS (cittadini dell’Unione europea e dell’Associazione europea di libero scambio)
Libera circolazione, per chi?
Quali sono i Paesi UE/AELS?
Quali tipi di permesso esistono per cittadini UE/AELS?
3. Cittadini di “paesi terzi”
Quali tipi di permesso esistono per cittadini di paesi terzi?
Come sono tutelati i lavoratori indigeni?
Chi è considerato lavoratore indigeno?
Lo straniero può cambiare liberamente attività?
Quali sono le condizioni per cambiare il luogo di residenza?
Il permesso può essere revocato?
E per i criminali?
4. Richiedenti l’asilo, ammissione provvisoria, persone bisognose di protezione
Com è regolato il soggiorno dei richiedenti l’asilo (permesso N)?
Cos`è l’ammissione provvisoria (permesso F)?
Cos’è il permesso S?
Esiste un permesso umanitario?
5. Permesso in attesa di matrimonio
Chiunque esercita un’attività lucrativa durante la sua permanenza in Svizzera o vi si sofferma per oltre tre mesi, necessita di un permesso di soggiorno. Si distingue tra permesso di breve durata (meno di un anno), di dimora (di durata limitata), o di domicilio (di durata indeterminata).
Il diritto al soggiorno e lo statuto conferito da un permesso di soggiorno differiscono a dipendenza della provenienza della persona e del motivo per cui è giunto nel nostro Paese.
Fondamentalmente, l’ammissione di uno straniero può avvenire per i seguenti motivi:
interessi economici – ammissione di stranieri facoltosi o altamente qualificati di cui il mercato del lavoro ha bisogno;
interessi culturali e scientifici – scienziati, artisti, ecc.
interessi di politica estera – funzionari di organizzazioni intergovernative e membri di rappresentanze estere;
motivi umanitari – vittime della tratta di essere umani; ammissione di determinate persone se in tal modo possono essere meglio protette contro lo sfruttamento professionale o sessuale (ballerine di cabaret);
motivi umanitari – persecuzione all’estero; esposizione a pericolo in caso di ritorno nello stato di origine.
(cfr. FF 2002 3327 ss., Messaggio relativo alla legge federale sugli stranieri dell’8 marzo 2002).
si aggiungono gli accordi internazionali, primi tra tutti gli accordi sulla libera circolazione con l’Unione europea (UE) e l’Associazione europea di libero scambio (AELS).
Lo statuto dei cittadini originari da un paese membro dell’UE/AELS è regolato dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), entrato in vigore il 1° giugno 2002. In seguito all’allargamento dell’UE, il 1° maggio 2004, questo Accordo è stato completato da un protocollo che disciplina la progressiva introduzione della libera circolazione delle persone anche per i cittadini dell’UE-10. Questo protocollo è entrato in vigore il 1° aprile 2006.
L’ammissione di rifugiati e persone bisognose di protezione è regolata nella Legge sull’asilo (LAsi).
L’entrata degli altri stranieri è regolata nella Legge sugli Stranieri.
Per i funzionari internazionali esistono regole speciali, a livello di trattati internazionali.
A fine aprile 2009, gli stranieri in Svizzera costituivano il 22.8% della popolazione (1’776’484 stranieri su una popolazione totale di 7’806’609 abitanti). 51’601 disponevano di un permesso di breve durata (permesso L), ca. 27’637 erano funzionari internazionali e loro famigliari e 42’022 (0.5%) persone nel settore dell’asilo (permessi N e F).
Rispetto alla popolazione residente permanente, gli stranieri (permessi B e C) sono quindi il 21.5%.
Per quanto riguarda il Ticino, nel 2007 il 26% della popolazione residente erano cittadini stranieri. Su un totale di 193’100 occupati, 40’100 erano frontalieri.
Per il rilascio di permessi di dimora a funzionari internazionali (permessi Ci) è competente la Confederazione (per il tramite del DFAE – Dipartimento federale degli affari esteri), che rilascia anche i permessi nel settore dell’asilo (per il tramite dell’UFM – Ufficio federale per la migrazione). I rimanenti permessi vengono rilasciati dai Cantoni (in Ticino occorre rivolgersi agli uffici regionali degli stranieri che raccolgono la documentazione e la trasmettono poi all’Ufficio cantonale dei permessi e dell’immigrazione per decisione). Per la maggior parte delle decisioni, è inoltre necessario il consenso della Confederazione (UFM), in particolare per il primo rilascio di un permesso e il rinnovo.
Contro le decisioni dell’Ufficio permessi ed immigrazione in generale è possibile il ricorso al Consiglio di Stato. Dal 1.1.2009, i Cantoni hanno dovuto introdurre anche la possibilità di adire un tribunale. In Ticino è competente il Tribunale cantonale amministrativo.
Nel settore dell’asilo è dato il ricorso al Tribunale amministrativo federale.
Solo in pochi casi è possibile il ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, in particolare per violazione del diritto alla famiglia o contro la revoca di un permesso non ancora scaduto.
Nella misura in cui l’autorità degli stranieri è rimasta nei limiti del proprio margine di apprezzamento – che è ampio – i Tribunali non modificano le loro decisioni.
Il sito dell’Ufficio federale della migrazione contiene una buona documentazione sulla legislazione e la situazione degli stranieri in Svizzera, sui vari permessi, l’accesso al mercato del lavoro ecc.: Sito dell’UFM.
I cittadini UE/AELS sono oggi il gruppo di stranieri numericamente più importante – ca. il 62% della popolazione straniera residente permanente (UFM, Effettivo della popolazione residente permanente straniera per nazionalità a fine dicembre 2007 e 2008). Al loro interno, ca. il 95% proviene dai 15 Paesi che formavano l’UE nel 1995 (v. dati 2-2009, p. 18).
Il loro soggiorno è regolato sulla base dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, entrato in vigore il 1° giugno 2002, e successivi complementi in seguito all’ammissione di nuovi Stati membro. Al diritto alla libera circolazione delle persone sono correlate le disposizioni concernenti il reciproco riconoscimento dei diplomi professionali, il diritto di acquisto di immobili e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
Per libera circolazione, in ambito europeo, fondamentalmente si intende la libera circolazione dei lavoratori e lavoratrici cittadini UE/AELS e delle loro famiglie. Vi è un diritto al rilascio di un permesso di soggiorno a chi è titolare di un contratto di lavoro in Svizzera, oppure a chi dimostra di disporre di mezzi finanziari sufficienti e di una congrua assicurazione malattia, nonché ai rispettivi famigliari, anche se non originari di uno dei paesi membro UE/AELS.
Uno dei principi fondamentali degli accordi bilaterali è il divieto di discriminazione dei cittadini europei rispetto ai cittadini svizzeri in ambito di lavoro e assicurazioni sociali (AVS/AI, cassa pensione, prestazioni complementari, assicurazione contro la malattia e gli infortuni, disoccupazione). Per l’accesso a tali prestazioni sono stati introdotti dei termini di attesa.
I permessi rilasciati ai cittadini provenienti dai paesi di recente adesione sono contingentati ed è data la precedenza ai lavoratori indigeni. In caso di afflusso massiccio di lavoratori dall’Unione europea è possibile reintrodurre delle limitazioni.
Per i cittadini di Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia (UE-17/AELS), la libera circolazione totale delle persone è entrata in vigore il 1° giugno 2007. Non sussistono disposizioni transitorie nei loro confronti.
Anche questi permessi comunque ora possono essere contingentati (comunicato stampa 24.4.13).
Per i cittadini di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Slovenia, Slovacchia e Ungheria (UE-8) sussistono disposizioni transitorie che limitano il primo accesso al mercato del lavoro svizzero.
Ai cittadini bulgari e rumeni che intendono assumere un impiego in Svizzera sono applicabili speciali termini transitori. Lo stesso vale per i prestatori di servizio in determinati settori nonché per l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente.
Ha aderito il 1° luglio 2013 all’Unione europea (UE). Vista l’approvazione dell’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”, il Consiglio federale non ha potuto firmare il Protocollo III sull’estensione dell’ALC alla Croazia, sebbene fosse già stato negoziato. L’ammissione di cittadini croati continua quindi a essere retta dalla legge federale sugli stranieri (LStr). (v. sul sito della SEM)
Permesso B CE/AELS (permesso di dimora)
Permesso C CE/AELS (permesso di domicilio)
Permesso Ci CE/AELS (permesso di dimora con attività lucrativa – per familiari dei funzionari di organizzazioni intergovernative nonché dei membri di rappresentanze estere)
Permesso G CE/AELS (per frontalieri)
Permesso L CE/AELS (per dimoranti temporanei)
Si aggiungono le regole sui lavoratori distaccati e in generale per un’attività lucrativa di durata inferiore a 90 giorni: in questi casi, basta una notifica.
Per i cittadini UE/AELS esistono numerose pubblicazioni di facile accesso.
Sito tematico dell’UFM: vai
I permessi di dimora per cittadini di Stati della CE/AELS
Utile anche la Guida alla libera circolazione sul sito del Cantone (Dipartimento delle Istituzioni, Sezione permessi e dell’immigrazione).
Per tutti gli altri stranieri (ad eccezione del settore dell’asilo, ca. lo 0.5% della popolazione residente permanente) si applica per contro la Legge sugli stranieri (v. UFM, Effettivo della popolazione residente in Svizzera a fine aprile 2009).
L’ammissione di uno straniero proveniente da fuori CE/AELS è subordinata agli interessi economici, culturali e sociopolitici della Svizzera. Salvo eccezioni nell’ambito del diritto al ricongiungimento famigliare, tutelato dal diritto alla vita privata e familiare, non vi è alcun diritto al rilascio di un permesso di soggiorno.
Possono quindi essere ammessi:
– quadri, specialisti e altri lavoratori qualificati, se la qualifica professionale, la capacità di adattamento professionale e sociale, le conoscenze linguistiche e l’età dell’interessato ne lascino presagire un’integrazione durevole nel mercato svizzero del lavoro e nel contesto sociopolitico;
– inoltre, possono essere ammessi – indipendentemente dalla loro volontà e capacità di integrazione – persone con conoscenze o attitudini professionali specifiche di cui l’economia svizzera ha bisogno; investitori e imprenditori che mantengono posti di lavoro o ne creano di nuovi; persone riconosciute in ambito scientifico, culturale o sportivo; persone trasferite in Svizzera che fanno parte dei quadri di aziende attive sul piano internazionale e persone la cui attività in Svizzera è indispensabile nel contesto di relazioni d’affari internazionali importanti dal punto di vista economico;
– persone che desiderano soggiornare in Svizzera per formazione o perfezionamento o seguire delle cure, se dispongono di mezzi finanziari sufficienti e la partenza dalla Svizzera è garantita;
– persone che hanno oltre 55 anni, che hanno un legame particolare con la Svizzera e dispongono di mezzi finanziari sufficienti;
– famigliari stranieri (in particolare: coniugi e figli minorenni) di cittadini svizzeri e di stranieri (v. il capitolo “ricongiungimento familiare).
Permesso B (permesso di dimora) – per chi è appena entrato in Svizzera con l’intenzione di stabilirvisi per un periodo indeterminato (per lavoro, ricongiungimento familiare, dopo il pensionamento, rifugiati riconosciuti, ecc.); questo permesso deve essere rinnovato di anno in anno;
Permesso C (permesso di domicilio) – per chi vive legalmente in Svizzera da 10 anni e negli ultimi 5 ha beneficiato di un permesso B; in determinati casi (in particolare se l’integrazione è buona), questo termine può essere ridotto a 5 anni. Questo permesso è di durata illimitata. Deve essere rinnovato ogni 5 anni per motivi di controllo.
Una proposta di revisione parziale della legge sugli stranieri prevede di rilasciare il permesso di domicilio unicamente in caso di integrazione riuscita e a condizione di conoscere bene una lingua nazionale. Questo requisito rischia di essere discriminatorio specialmente nei confronti di persone anziane e con basso grado di istruzione.
Permesso Ci (permesso di dimora con attività lucrativa) – per familiari dei funzionari di organizzazioni intergovernative nonché dei membri di rappresentanze estere
Permesso G (per frontalieri) – per chi lavora entro la zona di frontiera e mantiene il proprio domicilio nel paese confinante;
Permesso L (per dimoranti temporanei) – per la durata massima di un anno, prorogabile fino a due anni, o per alcune categorie particolari di persone, con attività lucrativa limitata ad un massimo di 8 mesi;
Permesso F (per persone ammesse provvisoriamente)
Permesso N (per richiedenti l’asilo)
Permesso S (per persone bisognose di protezione)
(per questi ultimi tre v. sottocapitolo “asilo e ammissione provvisoria”).
Un permesso B, G e L (ad eccezione degli artisti da cabaret) può essere rilasciato solo se non si trovano lavoratori indigeni idonei disposti a svolgere la stessa attività a condizioni di lavoro e di salario usuali.
I permessi B e L sono inoltre contingentati, vi è cioè un numero massimo di permessi che possono essere rilasciati.
Inoltre, dimoranti e dimoranti temporanei vengono autorizzati a svolgere un’attività lucrativa unicamente se sono altamente qualificati. Per i frontalieri questa limitazione non esiste.
Il coniuge e i figli di un cittadino svizzero o di uno straniero titolare di un permesso di domicilio o di dimora possono esercitare un’attività lucrativa dipendente o indipendente in tutta la Svizzera, senza limitazione.
Sono considerati lavoratori indigeni: i cittadini svizzeri e i cittadini dell’UE/AELS; i titolari di un permesso di domicilio; i titolari di un permesso di dimora che già beneficiano di un’autorizzazione ad esercitare un’attività lucrativa.
Per tutti i permessi, ad eccezione del permesso C, occorre notificare il cambiamento di datore di lavoro. Per i titolari di permesso L e i frontalieri che lavorano in Svizzera da meno di 5 anni, il cambiamento di attività è sottoposto ad autorizzazione (priorità ai lavoratori indigeni).
Il domicilio può essere scelto liberamente all’interno del Cantone che ha rilasciato il permesso. Per il cambiamento di Cantone è necessario l’accordo del nuovo Cantone. Per i dimoranti (permesso B), l’accordo può essere rifiutato solo se chi chiede di trasferirsi è disoccupato. I domiciliati (permesso C), possono cambiare liberamente Cantone. Anche ai dimoranti (permesso B) e ai domiciliati (permesso C), il cambiamento di Cantone può però essere rifiutato se esiste un motivo di revoca del permesso.
Sì. Ogni permesso può essere revocato. Nel rispetto del principio della proporzionalità, più dura il soggiorno e più forti sono i legami con la Svizzera, più gravi devono essere i motivi per la revoca.
I permessi L e B sono legati a degli scopi ben precisi e possono essere revocati se questo scopo non è più dato (per esempio se gli studi vengono interrotti per chi ha ottenuto un permesso per formazione).
Tutti i permessi, salvo quello di domicilio, possono essere revocati se:
durante la procedura d’autorizzazione sono state fornite indicazioni false o taciuto fatti essenziali;
è stata disattesa una delle condizioni legate alla decisione;
lo straniero o una persona a suo carico dipende dall’aiuto sociale.
Anche un permesso di domicilio può però essere revocato se il domiciliato risiede in Svizzera da meno di 15 anni ed egli stesso o una persona a suo carico dipende dall’aiuto sociale in maniera durevole e considerevole.
Ogni permesso può essere revocato se:
lo straniero ha commesso un reato ed è stato condannato a una pena detentiva di lunga durata o a una misura paragonabile (internamento o misure per giovani adulti) oppure se
lo straniero ha violato gravemente o espone a pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all’estero o costituisce una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera.
Più a lungo lo straniero ha vissuto in Svizzera e maggiori sono i suoi legami con il nostro Paese (e minori con il paese di origine), più grave deve essere il reato.
L’autorità penale deve notificare all’Ufficio federale per la migrazione ogni condanna.
In votazione del 28.11.2010 è stata accettata l’iniziativa UDC che introduce degli automatismi secondo cui un permesso verrebbe revocato automaticamente in caso di determinati reati, indipendentemente dalla durata del soggiorno, le circostanze del reato commesso, il rischio di recidiva, il grado d’integrazione, la presenza di famigliari in Svizzera, la situazione nel paese di origine, ecc. Attualmente si sta discutendo come tradurre questa iniziativa nella legge..
Istruzioni e circolari, I. settore degli stranieri
I permessi più precari, che conferiscono meno diritti, sono quelli legati alla Legge sull’asilo (LAsi), che vengono rilasciati a persone che – per un motivo o un altro – fuggono dal proprio paese, sia per motivi politici, economici, di condizioni di vita (guerre, fame, siccità), o non vi possono fare rientro. Ca. lo 0.5% della popolazione residente in Svizzera a fine aprile 2009 disponeva di un permesso sulla base della LAsi. Si distinguono:
Permesso S (per persone bisognose di protezione).
Ai richiedenti l’asilo riconosciuti viene rilasciato il permesso di dimora B (v. al capitolo Cittadini di “paesi terzi”).
Il permesso N viene rilasciato alle persone che hanno presentato domanda di asilo, se l’autorità è entrata nel merito della domanda. Vengono assegnati ad un determinato Cantone e il Cantone può assegnare loro un luogo di soggiorno. Un cambiamento di Cantone deve essere autorizzato. Il titolare di permesso N può accedere al mercato del lavoro non prima del passare di tre mesi e deve essere data la priorità ai lavoratori indigeni. I richiedenti l’asilo sono anche un bacino di manodopera poco qualificata che in periodo di alta congiuntura il solo mercato del lavoro indigeno non è in grado di colmare (cfr. FF 2002 3346, Messaggio relativo alla legge federale sugli stranieri dell’8.3.2002).
Il libretto N è rilasciato per un periodo di sei mesi al massimo e rinnovabile. Decade se il suo titolare deve lasciare o lascia la Svizzera, oppure quando viene sostituito da un permesso di polizia degli stranieri (B se la domanda d’asilo è accolta, F in caso di ammissione provvisoria). Attesta unicamente il deposito della domanda d’asilo e vale nei confronti di tutte le autorità federali e cantonali come documento d’identità. Non autorizza a varcare la frontiera.
Questo permesso viene rilasciato a persone che di per sé non hanno diritto a stare in Svizzera, ma che si sono comportate in modo corretto e il cui allontanamento o espulsione non è possibile, ammissibile o esigibile.
Possono scegliere il luogo di residenza all’interno del Cantone a cui sono stati assegnati. Un cambiamento di Cantone deve essere autorizzato. I Cantoni possono permettere ai titolari di permesso F di svolgere un’attività lucrativa.
Il permesso viene rilasciato per la durata di un anno, previa verifica se le condizioni sono ancora soddisfatte. Può essere revocato in ogni momento se le condizioni non sono più date (se cioè è possibile o esigibile il ritorno nel paese di provenienza) e – oltre che per i motivi validi per ogni permesso (condanna a una pena detentiva di lunga durata, violazione o messa in pericolo della sicurezza e dell’ordine pubblici) – se l’interessato ha causato, con il proprio comportamento, l’impossibilità di eseguire l’allontanamento o l’espulsione.
La carta di soggiorno F vale nei confronti di tutte le autorità federali e cantonali come documento d’identità. Attesta unicamente lo statuto giuridico e non autorizza a varcare la frontiera.
Dopo cinque anni, il permesso F può essere trasformato in permesso B, se vi è una buona integrazione e tenuto conto della situazione familiare e nel paese di provenienza.
La Svizzera può accordare provvisoriamente protezione a persone bisognose di protezione esposte a un pericolo grave, in particolare durante una guerra o una guerra civile e in situazioni di violenza generalizzata. La decisione se accordare protezione provvisoria a gruppi di persone spetta al Consiglio federale.
Il loro statuto corrisponde più o meno a quello delle persone ammesse provvisoriamente. Si tratta di un permesso che al momento attuale non ha rilevanza pratica.
Il rilascio di un permesso ai rifugiati riconosciuti e l’ammissione provvisoria (permesso F) sono dettati essenzialmente da motivi umanitari.
Non esiste tuttavia alcun permesso umanitario specifico, anche se fondamentalmente tutti i permessi possono venire accordati (anche) per motivi umanitari.
E’ comunque possibile derogare alle condizioni di ammissione per tenere conto di casi personali particolarmente gravi. Per esempio, si può procedere al rinnovo di un permesso di dimora (B) anche se lo scopo originario è venuto meno, ma motivi personali particolarmente gravi rendono opportuno una sua proroga.
Quando un richiedente d’asilo colpito da un provvedimento d’allontanamento ha soggiornato a lungo in Svizzera e ha ricorso per anni all’aiuto d’urgenza, in circostanze straordinarie, l’art. 8 CEDU può fondare un diritto a una regolarizzazione dello statuto di presenza (ammissione provvisoria o riconoscimento di un caso di rigore ai sensi del diritto d’asilo) rispettivamente al conferimento di un permesso di lavoro (DTF 138 I 246).
Art. 17 LStr, art. 98 cpv. 4 CC: le straniere e gli stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera e che si vogliono sposare devono dapprima legalizzare il proprio soggiorno. Durante il trattamento della domanda di soggiorno, devono soggiornare all’estero. Eccezioni sono possibili, qualora è manifesto che le condizioni d’ammissione saranno adempiute dopo il matrimonio e non sussistano indizi relativi a un abuso delle disposizioni relative al ricongiungimento familiare. Per decidere se accordare una protezione giuridica provvisoria allo straniero che risiede illegalmente durante la procedura di preparazione del matrimonio, occorre pertanto procedere con una ponderazione degli interessi tra l’interesse pubblico a un’allontanamento immediato e l’interesse privato delle persone toccate. (FamPra 2011/4, 926, sentenza Verwaltungsgericht des Kantons Bern, Verwaltungsrechtliche Abteilung del 23.6.2011 – 100.2011.200U).
Vedi anche il capitolo Matrimoni e ricongiungimenti, Matrimoni, su questo sito.