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Timestamp: 2018-05-21 03:00:51+00:00
Document Index: 72364410

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1']

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6. Le disposizioni del comma 5 non si applicano alle spese per gli organi costituzionali, per il Consiglio superiore della Magistratura, "per gli enti gestori delle aree naturali protette," N13 per interessi sui titoli di Stato, per prestazioni sociali in denaro connesse a diritti soggettivi e per trasferimenti all'Unione europea a titolo di risorse proprie.
7. Le amministrazioni di cui al comma 5, oltre ad applicare le specifiche disposizioni di cui ai commi successivi, adottano comportamenti coerenti con quanto previsto nel comma 5.
11. Fermo quanto stabilito per gli enti locali dal comma 42, la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione sostenuta per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, R esclusi le università, gli enti di ricerca e gli organismi equiparati, non deve essere superiore a quella sostenuta nell'anno 2004. L'affidamento di incarichi di studio o di ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei all'amministrazione in materie e per oggetti rientranti nelle competenze della struttura burocratica dell'ente, deve essere adeguatamente motivato ed è possibile soltanto nei casi previsti dalla legge ovvero nell'ipotesi di eventi straordinari. In ogni caso, l'atto di affidamento di incarichi e consulenze di cui al secondo periodo deve essere trasmesso alla Corte dei conti. L'affidamento di incarichi in assenza dei presupposti di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale.
15. Per l'anno 2005, il concorso al raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi da 5 a 7, per i settori di intervento di cui alle lettere a), b) e c) del presente comma, è garantito anche mediante la limitazione dei pagamenti a favore dei soggetti beneficiari negli ammontari indicati:
a) strumenti di intervento finanziati con i fondi di cui agli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,R e successive modificazioni: 6.550 milioni di euro, ivi compresi gli interventi di cui alle lettere b) e c) del presente comma per complessivi 1.850 milioni di euro;
b) fondo investimenti-incentivi alle imprese del Ministero delle attività produttive: 2.750 milioni di euro, ivi comprese le risorse erogate dal Fondo innovazione tecnologica e gli interventi finanziati con gli strumenti di cui alla lettera a);
c) interventi finanziati dall'articolo 13, comma 1, della legge 1º agosto 2002, n. 166, i cui stanziamenti sono iscritti nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: 450 milioni di euro, ivi inclusi gli interventi finanziati con gli strumenti di cui alla lettera a).
16. Al fine di assicurare il rispetto dei limiti di cui al comma 15, i soggetti che gestiscono le risorse ivi indicate trasmettono trimestralmente al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, le informazioni sull'ammontare delle somme erogate per singolo strumento e intervento aggiornando le previsioni relative ai trimestri successivi.
17. Fermo restando il limite complessivo dei pagamenti di cui al comma 15, pari a 7.900 milioni di euro, al fine di garantire gli obiettivi di spesa del Fondo per le aree sottoutilizzate per l'intero territorio nazionale, di cui alla revisione di metà periodo del Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 per le regioni dell'obiettivo 1, prevista dall'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, i limiti settoriali di cui al comma 15, lettere a), b) e c), possono essere modificati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione all'andamento dei pagamenti. Per le stesse finalità le amministrazioni centrali si conformano all'obiettivo di destinare al Mezzogiorno almeno il 30 per cento della spesa ordinaria in conto capitale. Le amministrazioni centrali, nell'esercizio dei diritti dell'azionista nei confronti delle società di capitali a prevalente partecipazione pubblica diretta o indiretta, adottano le opportune direttive per conformarsi ai principi di cui al presente comma.
28. N15
29. N15
42. L'affidamento da parte degli enti locali di incarichi di studio o di ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei all'amministrazione, deve essere adeguatamente motivato con specifico riferimento all'assenza di strutture organizzative o professionalità interne all'ente in grado di assicurare i medesimi servizi, ad esclusione degli incarichi conferiti ai sensi della legge 11 febbraio 1994, n. 109, R e successive modificazioni. In ogni caso l'atto di affidamento di incarichi e consulenze di cui al primo periodo deve essere corredato della valutazione dell'organo di revisione economico-finanziaria dell'ente locale e deve essere trasmesso alla Corte dei conti. L'affidamento di incarichi in difformità dalle previsioni di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano agli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
43. I proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, R possono essere destinati al finanziamento di spese correnti entro il limite del 75 per cento per il 2005 e del 50 per cento per il 2006.
44. All'articolo 204 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,R sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «nuovi mutui» sono inserite le seguenti: «e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato» e le parole: «25 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «12 per cento»;
«2-bis. Le disposizioni del comma 2 si applicano, ove compatibili, alle altre forme di indebitamento cui l'ente locale acceda».
46. All'articolo 101 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «quattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «due anni»;
b) al comma 4, le parole: «quattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «due anni».
50. All'articolo 10, comma 10, lettera c), del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, R le parole: «lire 50.000» e «lire 150.000» sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «euro 51,65» e «euro 516,46».
68. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,R sono apportate le seguenti modificazioni:
b) la decorrenza dell'ammortamento deve essere fissata al 1º gennaio dell'anno successivo a quello della stipula del contratto. In alternativa, la decorrenza dell'ammortamento può essere posticipata al 1º luglio seguente o al 1º gennaio dell'anno successivo e, per i contratti stipulati nel primo semestre dell'anno, può essere anticipata al 1º luglio dello stesso anno»;
c) dopo l'articolo 205 è inserito il seguente:
«Art. 205-bis (Contrazione di aperture di credito) - 1. Gli enti locali sono autorizzati a contrarre aperture di credito nel rispetto della disciplina di cui al presente articolo.
2. Le spese per investimenti finanziate con il contratto di apertura di credito si considerano impegnate all'atto della stipula del contratto stesso e per l'ammontare dell'importo del progetto o dei progetti definitivi o esecutivi finanziati; alla chiusura dell'esercizio le somme oggetto del contratto di apertura di credito costituiscono residui attivi.
3. Il ricorso alle aperture di credito è possibile solo se sussistono le condizioni di cui all'articolo 203, comma 1, e nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 204, comma 1, calcolati con riferimento all'importo complessivo dell'apertura di credito stipulata.
4. L'utilizzo del ricavato dell'operazione è sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 204, comma 3.
a) la banca è tenuta ad effettuare erogazioni, totali o parziali, dell'importo del contratto in base alle richieste di volta in volta inoltrate dall'ente e previo rilascio da parte di quest'ultimo delle relative delegazioni di pagamento ai sensi dell'articolo 206. L'erogazione dell'intero importo messo a disposizione al momento della contrazione dell'apertura di credito ha luogo nel termine massimo di tre anni ferma restando la possibilità per l'ente locale di disciplinare contrattualmente le condizioni economiche di un eventuale utilizzo parziale;
b) gli interessi sulle aperture di credito devono riferirsi ai soli importi erogati. L'ammortamento di tali importi deve avere una durata non inferiore a cinque anni con decorrenza dal 1º gennaio o dal 1º luglio successivi alla data dell'erogazione;
f) deve essere rispettata la misura massima di tasso applicabile alle aperture di credito i cui criteri di determinazione sono demandati ad apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
6. Le aperture di credito sono soggette, al pari delle altre forme di indebitamento, al monitoraggio di cui all'articolo 41 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nei termini e modalità previsti dal relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1º dicembre 2003, n. 389. I modelli per la comunicazione delle caratteristiche finanziarie delle singole operazioni di apertura di credito sono pubblicati in allegato al decreto di cui alla lettera f) del comma 5»;
«1-bis. A fronte di operazioni di emissione di prestiti obbligazionari effettuate congiuntamente da più enti locali, gli enti capofila possono procedere al rilascio di garanzia fideiussoria riferita all'insieme delle operazioni stesse. Contestualmente gli altri enti emittenti rilasciano garanzia fideiussoria a favore dell'ente capofila in relazione alla quota parte dei prestiti di propria competenza. Ai fini dell'applicazione del comma 4, la garanzia prestata dall'ente capofila concorre alla formazione del limite di indebitamento solo per la quota parte dei prestiti obbligazionari di competenza dell'ente stesso».
«Art. 213 (Gestione informatizzata del servizio di tesoreria) - 1. Qualora l'organizzazione dell'ente e del tesoriere lo consentano il servizio di tesoreria può essere gestito con modalità e criteri informatici e con l'uso di ordinativi di pagamento e di riscossione informatici, in luogo di quelli cartacei, le cui evidenze informatiche valgono a fini di documentazione, ivi compresa la resa del conto del tesoriere di cui all'articolo 226.
2. La convenzione di tesoreria di cui all'articolo 210 può prevedere che la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese possano essere effettuati, oltre che per contanti presso gli sportelli di tesoreria, anche con le modalità offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari.
3. Gli incassi effettuati dal tesoriere mediante i servizi elettronici interbancari danno luogo al rilascio di quietanza o evidenza bancaria ad effetto liberatorio per il debitore; le somme rivenienti dai predetti incassi sono versate alle casse dell'ente, con rilascio della quietanza di cui all'articolo 214, non appena si rendono liquide ed esigibili in relazione ai servizi elettronici adottati e comunque nei tempi previsti nella predetta convenzione di tesoreria».
108. È stanziata, per l'anno 2005, la somma di 10 milioni di euro per il finanziamento delle attività inerenti alla programmazione e realizzazione del sistema integrato di trasporto denominato «Autostrade del mare», di cui al Piano generale dei trasporti e della logistica, approvato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2001, attuato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il tramite della società Rete autostrade mediterranee Spa (RAM) del gruppo Sviluppo Italia Spa.
110. Allo scopo di concorrere al soddisfacimento della domanda di abitazioni, con particolare riferimento alle aree metropolitane ad alta tensione abitativa, e per agevolare la mobilità del personale dipendente da amministrazioni dello Stato, è consentita la modifica in aumento del limite numerico degli alloggi da realizzare nell'ambito di programmi straordinari di edilizia residenziale pubblica di cui al comma 150 dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, R da concedere in locazione o in godimento ai medesimi dipendenti, fermo restando il limite volumetrico complessivo degli interventi oggetto dei programmi stessi.
131. Per la realizzazione di interventi di edilizia e per l'acquisizione di attrezzature didattiche e strumentali di particolare rilevanza da parte delle istituzioni di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, è autorizzata a decorrere dall'anno 2005 la spesa di 10 milioni di euro.
136.N30
142. Il termine concernente i contributi previdenziali e i premi assicurativi relativi al sisma del 1990, riguardanti le imprese delle province di Catania, Siracusa e Ragusa, differito al 30 giugno 2005 dall'articolo 2, comma 66, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è prorogato al 30 giugno 2006.
150. L'articolo 1, comma 54, della legge 23 agosto 2004, n. 243, è abrogato.
157. All'articolo 43 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole da: «in un'apposita gestione» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335»;
b) al comma 2, le parole da: «alla gestione separata» fino a: «n. 335» sono soppresse;
c) il comma 9 è abrogato.
169. Al fine di garantire che l'obiettivo del raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario da parte delle regioni sia conseguito nel rispetto della garanzia della tutela della salute, ferma restando la disciplina dettata dall'articolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 R, per le prestazioni già definite dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, e successive modificazioni, anche al fine di garantire che le modalità di erogazione delle stesse siano uniformi sul territorio nazionale, coerentemente con le risorse programmate per il Servizio sanitario nazionale, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 R, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro della salute, che si avvale della commissione di cui a
Articolo 1, comma 169.
Il Decreto, in attuazione dell'art. 1, comma 169, della L. 311/2004, definisce ed individua gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all'assistenza ospedaliera (Allegato 1).
Le Regioni, come previsto dall'art. 15, comma 13, lett. c) del D.L. 95/2012, dovranno adottare il provvedimento generale di riduzione della dotazione dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente a carico del Servizio sanitario regionale garantendo il progressivo adeguamento degli standard individuati nell'Allegato 1, in coerenza con le risorse programmate per il Servizio sanitario nazionale e nell'ambito della propria autonomia organizzativa nell'erogazione delle prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA).
Provvedimento pubblicato in data 26/10/2010 sul sito dell'Agenzia del Territorio.
I modelli unici informatici catastali trasmessi per via telematica sono sottoscritti dal professionista che li ha redatti mediante firma digitale. I modelli unici informatici catastali trasmessi per via telematica possono essere sottoscritti, fino al 13/03/2011, con le firme elettroniche fornite dall’Agenzia del Territorio, il cui rilascio sarà effettuato dalla stessa fino al 29/10/2010.
Estensione del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale a tutte le tipologie di atti di aggiornamento geometrico (Pregeo), di cui all’articolo 8 della legge 1° ottobre 1969, n. 679, ed agli articoli 5 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 650.
Il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale è esteso, a livello nazionale con esclusione delle province di Trento e Bolzano, a tutte le tipologie di atti di aggiornamento geometrico (Pregeo), redatti da professionisti iscritti agli albi professionali.
Oneri dovuti per la redazione d’ufficio degli atti di aggiornamento catastali, da porre a carico dei soggetti inadempienti all’obbligo di presentazione.
Con la Determinazione in oggetto vengono aggiornati gli oneri dovuti da parte dei soggetti inadempienti all'obbligo di presentazione di atti di aggiornamento catastale, nei casi in cui si provveda alla redazione d'ufficio.
Gli oneri definiti nella tabella allegata al provvedimento in esame, pubblicato nella G.U. n. 232 del 06/10/2009, sostituiscono quelli di cui alla precedente Determinazione dell'Agenzia del 13/08/2007.
Le fattispecie per le quali trova applicazione la nuova tabella degli oneri sono le seguenti.
Articolo 1, commi 336 e 339 della L. 311/2004 (Legge finanziaria per il 2005), i quali prevedono la revisione del classamento catastale di unità immobiliari site in microzone, individuate dai Comuni, nelle quali il rapporto tra il valore medio di mercato ed il corrispondente valore delle rendite catastali sia significativamente diverso dall'analogo rapporto per le altre microzone comunali. Si tratta in pratica di quelle zone di particolare pregio, quali ad esempio i centri storici, nei quali le rendite catastali risultano attualmente troppo inferiori al reale valore di mercato.
Le disposizioni in oggetto sono state successivamente attuate con il Provvedimento dell'Agenzia del Territorio in data 16/02/2005 e con il Provvedimento dell'Agenzia del Territorio in data 30/06/2005.
Articolo 2, commi 40 e 41 della L. 286/2006 (Collegato alla finanziaria 2007), i quali prevedono l'autonoma dichiarazione in catasto con relativa attribuzione della rendita per unità immobiliari ad uso commerciale situate in immobili censiti nelle categorie catastali da E/1 ad E/6, ed E/9. Sono in pratica tutte le unità immobiliari commerciali situate all'interno di stazioni, aeroporti, centri commerciali, spazi espositivi, ecc..
Le disposizioni in oggetto sono state successivamente attuate con il Provvedimento dell'Agenzia del Territorio in data 02/01/2007.
Articolo 2, comma 36 della L. 286/2006 (Collegato alla finanziaria 2007), il quale prevede l'individuazione e l'iscrizione al catasto edilizio urbano di fabbricati iscritti al catasto terreni per i quali siano venuti meno i requisiti di ruralità, nonché di fabbricati non ancora iscritti in catasto.
Le disposizioni in oggetto sono state successivamente attuate con il Provvedimento dell'Agenzia del Territorio in data 09/02/2007.
Estensione del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo agli atti di aggiornamento geometrico (Pregeo) di cui all’articolo 8 della legge 1° ottobre 1969, n. 679, ed agli articoli 5 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 650, su tutto il territorio nazionale.
Con questo Provvedimento è esteso a tutto il territorio nazionale (ad esclusione delle province autonome di Trento e Bolzano) ed a tutti i professionisti abilitati, il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo agli atti di aggiornamento geometrico del catasto terreni, già attivato, in via sperimentale, a partire dal 15/01/2007 e dal 15/02/2007 presso alcuni uffici provinciali dell’Agenzia.
Estensione del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite (Docfa) e approvazione di nuove specifiche tecniche.
Il provvedimento reca in allegato le nuove specifiche tecniche del modello unico informatico catastale relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione ed alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite. Il provvedimento precisa inoltre che fino al 31/10/2007 restano comunque valide le specifiche tecniche per il modello unico informatico di cui al precedente provvedimento dell'Agenzia del territorio in data 22/03/2005.
Inoltre, il servizio di trasmissione telematica delle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e delle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite è attivato su tutto il territorio nazionale, ad eccezione dei territori nei quali le funzioni amministrative in materia di catasto edilizio urbano sono esercitate dalle province autonome di Trento e Bolzano, ed è esteso a tutti i tecnici professionisti abilitati alla redazione degli atti sopra indicati.
Approvazione di nuove specifiche tecniche e attivazione del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo agli atti di aggiornamento geometrico, di cui all’articolo 8 della legge 1° ottobre 1969, n. 679, ed agli articoli 5 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 650 (Pregeo), limitatamente ad alcune aree geografiche.
Con il Provvedimento è stato attivato il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo agli atti di aggiornamento geometrico del catasto dei terreni, in via sperimentale a partire dal 15/01/2007, presso gli Uffici Provinciali di Milano, Brescia, Padova, Biella, Ravenna, Bologna, Siena, Reggio Calabria, Cuneo e Modena e dal 15/02/2007 presso gli Uffici Provinciali di Catania, Ascoli Piceno, Lecce, Viterbo, Campobasso, Cagliari, Genova, Potenza e Udine.
L’emanazione del suddetto provvedimento si inquadra nell’ambito dell’innovazione realizzata con l’entrata a regime dal 01/01/2007 - dopo una fase transitoria durata circa 10 mesi - della procedura «Pregeo 9», mediante la quale gli atti di aggiornamento cartografici presentati dai professionisti sono stati dematerializzati, hanno perso cioè il tradizionale supporto cartaceo per essere sostituiti con i nuovi modelli informatizzati, compilati direttamente con l’ausilio della stessa procedura informatica. Inoltre, l’attivazione di Pregeo 9 ha permesso di creare le condizioni per la successiva trasmissione, attraverso la rete telematica, degli atti di aggiornamento cartografici.
Estensione ad ulteriori aree geografiche del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale, relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite.
Con il provvedimento viene attivato in via sperimentale, a partire dal 10/05/2006, il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione ed alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite, da presentare agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio di Arezzo, Avellino, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, La Spezia, Lucca, Mantova, Pordenone, Ragusa, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Taranto, Udine e Venezia.
Si tratta dunque di un’attivazione in via sperimentale, che coinvolgerà un limitato numero di professionisti abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento catastale e sarà attivata d’intesa con gli Ordini ed i Collegi professionali.
Si ricorda che con i precedenti provvedimenti dell’Agenzia del territorio del 22/03/2005, e del 02/02/2006 è stato approvato il modello unico informatico catastale con le relative specifiche tecniche ed è stata disposta l’attivazione sperimentale del servizio a partire dal 05/04/2005 per le pratiche relative agli uffici provinciali di Firenze, Milano, Torino e Ravenna, a partire dal 24/04/2005 per le pratiche relative agli uffici provinciali di Bari, Lecce, Napoli e Prato, ed a partire dal 10/02/2006 per le pratiche relative agli uffici provinciali di Biella, Bologna, Brescia, Cuneo, Modena, Padova, Reggio Calabria, Rieti, Siena e Terni.
Con il Provvedimento viene attivato in via sperimentale, a partire dal 10/02/2006, il servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione ed alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite, da presentare agli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio di Biella, Bologna, Brescia, Cuneo, Modena, Padova, Reggio Calabria, Rieti, Siena e Terni. Si ricorda che con i precedenti Provvedimenti dell’Agenzia del territorio del 22/03/2005 è stato approvato il modello unico informatico catastale con le relative specifiche tecniche ed è stata disposta l’attivazione sperimentale del servizio per le pratiche relative agli uffici provinciali di Firenze, Milano, Torino, Ravenna, Bari, Lecce, Napoli e Prato.
Oneri dovuti per la redazione d’ufficio degli atti di aggiornamento catastali, da porre a carico dei soggetti inadempienti, per le ipotesi di cui all’articolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
Il provvedimento determina gli oneri per la redazione degli atti di aggiornamento catastali da parte degli uffici dell’Agenzia del Territorio, da porre a carico dei soggetti inadempienti, in relazione alla fattispecie prevista dal comma 336 dell’art. 1 della L. 30.12.2004, n. 311, Legge finanziaria 2005.
Si ricorda che detto comma 336 prevede la presentazione di atti di aggiornamento da parte dei titolari di immobili non dichiarati ovvero la cui situazione di fatto non sia più coerente con i classamenti catastali, con possibilità, per l’Agenzia del territorio, di procedere d’ufficio con oneri a carico dell’interessato. Alle citate disposizioni è stata data attuazione con la Determinazione del 16.2.2005, recante «Provvedimento emanato ai sensi del comma 339 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, in materia di classamenti catastali di unità immobiliari di proprietà privata. Linee guida». Sull’argomento è inoltre stata emanata la recente circolare dell’Agenzia del territorio n. 10/T del 4.8.2005, Il cui testo è consultabile sul sito Internet.
Con questo provvedimento dell’Agenzia del territorio prende il via la possibilità di effettuare variazioni catastali senza più rivolgersi agli uffici dell’Agenzia del territorio ma usufruendo di una procedura da effettuare interamente on-line tramite il programma DOCFA. Il provvedimento in commento prevede che con successivi provvedimenti del direttore dell’Agenzia del territorio siano approvate le specifiche tecniche del modello unico informatico relativamente alle seguenti tipologie di atti di aggiornamento catastale:
denunce di variazione di coltura delle particelle del catasto terreni
eventuali altri atti presentati ai fini dell’aggiornamento del catasto.
In allegato sono inoltre riportate le modalità tecniche per la trasmissione del modello unico informatico catastale. Per l’utilizzo del servizio telematico gli utenti devono essere preventivamente abilitati dall’Agenzia secondo le modalità riportate nell’articolo 3. Per quanto riguarda l’attivazione del servizio, l’art. 11 dispone che la stessa sarà fissata con i medesimi provvedimenti di cui sopra (previsti dall’art. 2), per particolari tipologie di atti di aggiornamento catastale e per specifiche aree geografiche, anche limitatamente a determinati soggetti.
Attivazione del servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite (Docfa), limitatamente ad alcune aree geografiche.
Con questo provvedimento dell’Agenzia del Territorio viene data attuazione, secondo quanto previsto dal comma 374 dell’articolo unico della L. 30/12/2004, n. 311, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato(legge finanziaria 2005)”, al servizio di trasmissione telematica del modello unico informatico catastale relativo alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite (DOCFA), limitatamente ad alcune aree geografiche.
Sul medesimo argomento è già stato emanato un altro provvedimento, in pari data, relativo a termini, condizioni e modalità per la presentazione del citato modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali.
Con questo nuovo provvedimento viene invece approvato il modello unico informatico catastale con le relative specifiche tecniche, e viene disposta l’attivazione del servizio in via sperimentale. Infatti il servizio è attivato progressivamente, a partire dal 05/04/2005 per la trasmissione degli atti, da presentare agli Uffici provinciali di Firenze, Milano, Torino e Ravenna, ed a far data dal 24/04/2005 per la trasmissione degli atti da presentare agli Uffici provinciali di Bari, Lecce, Napoli e Prato, con una fase sperimentale, che coinvolgerà un numero limitato di professionisti abilitati alla redazione degli atti di aggiornamento catastale e che sarà attuata d’intesa con gli Ordini ed i Collegi professionali.
In seguito, con successivo provvedimento, il servizio sarà esteso alla trasmissione degli atti da presentare a tutti gli altri Uffici provinciali dell’Agenzia.
Con la circolare vengono impartite ulteriori direttive in merito all'utilizzo della procedura Pregeo 10. Il nuovo documento di prassi si rende necessario a seguito delle modifiche apportate alla suddetta procedura informatica, concernenti l'introduzione di nuovi controlli e nuove funzionalità migliorative per facilitare la redazione della proposta di aggiornamento da parte dei tecnici professionisti.
La presente circolare integra la Circolare n. 3 del 16 ottobre 2009, con la quale è stato dato avvio al nuovo sistema di aggiornamento del Catasto dei terreni. In particolare, vengono definiti le modalità e i tempi per il rilascio degli estratti di mappa digitali da parte degli Uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio e per l'approvazione degli atti di aggiornamento ancora non trattati in automatico.
Art. 2, commi 40 e seguenti, del D.L. 3.10.2006, n. 262 - Accertamento in catasto delle unità immobiliari urbane censite nelle categorie particolari E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 - Censimento delle porzioni di tali unità immobiliari destinate ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato, ovvero ad usi diversi, già iscritte negli atti del catasto.
L'Agenzia del territorio ha emanato chiarimenti in merito all'attuazione delle disposizioni introdotte dall'art. 2, commi 40 e seguenti, della L. 286/2006 (di conversione del D.L. 262/2006), relative all'accertamento in catasto delle unità immobiliari urbane censite nelle categorie particolari E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9, ed al censimento delle porzioni di tali unità immobiliari destinate ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato, ovvero ad usi diversi, già iscritte negli atti del catasto.
Modalità operative per l’applicazione delle nuove disposizioni relative alla disciplina economica dell’esecuzione dei lavori pubblici a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 26, commi 4-bis, 4-quater e 4-quinquies, della legge n.109/1994, e successive modifiche e integrazioni.
La circolare fornisce chiarimenti in merito alla pratica applicazione delle nuove disposizioni relative alla disciplina economica dei lavori pubblici, introdotte dal comma 550 dell’art. 1 della L. 30.12.2005, n. 311 (Legge
finanziaria 2005). Detto comma 550 ha rivisto l’art. 26 della L. 109/1994 (Legge quadro in materia di lavori pubblici), relativo alla disciplina economica dell’esecuzione dei lavori, disponendo che qualora il prezzo di singoli materiali da costruzione, per effetto di circostanze eccezionali, subisca variazioni in aumento o in diminuzione superiori al 10% rispetto al prezzo rilevato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell’anno di presentazione dell’offerta, si fa luogo a compensazioni, in aumento o in diminuzione, per la percentuale eccedente il 10%.
La rilevazione dei prezzi avviene tramite apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro il 30 giugno di ciascun anno, a partire dal 2005.
Attuazione provvedimento di cui all’articolo 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311
Legge 30 dicembre 2004, n. 311 - Art. 1 commi 367 e seguenti Disposizioni in tema di contrasto di fenomeni di elusione fiscale e tutela della fede pubblica. Primi chiarimenti.
Con la presente circolare l’Agenzia del territorio fornisce i primi chiarimenti operativi in merito alla disciplina, introdotta dai commi 367 e seguenti della L. 30.12.2004, n. 311 (Legge finanziaria 2005), relativa all’utilizzo commerciale di dati, documenti ed informazioni catastali ed ipotecari provenienti dagli archivi dell’Agenzia stessa.
Modalità di gestione della Convenzione per la riutilizzazione commerciale dei documenti, dei dati e delle informazioni catastali e ipotecari prevista dal comma 371 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005).