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Timestamp: 2020-04-04 22:20:56+00:00
Document Index: 60176409

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 360', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19144 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19144 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19144
sul ricorso 15431-2015 proposto da:
GINNIC CLUB VANICO SRL;
avverso la sentenza n. 1999/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
RIGIONALE di PALERMO, depositata il 16/06/2014;
15/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VETTA Paola.
1. Con l’unico motivo di ricorso, rubricato “art. 360 c.p.c., n. 4. Violazione D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19”, si censura l’errore commesso dai giudici d’appello laddove, nel confermare la decisione di prime cure (C.T.P. di Trapani n. 90/1/09), hanno ritenuto che “l’atto impugnato” – un avviso di recupero del credito d’imposta di cui alla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 8, indebitamente utilizzato in compensazione – “non può essere ritenuto atto impugnabile”, contestualmente rivendicando “il potere ex officio di censurare, indipendentemente dalla domanda di parte, una applicazione della legge arbitraria, improvvida e, in definitiva, errata in diritto”.
2. Al di là dell’erroneo riferimento, nell’intestazione del motivo, al n. 4) piuttosto che al n.’ 3), dell’art. 360 c.p.c., la censura è manifestamente fondata.
3. Invero, per consolidato orientamento di questa Corte, “gli avvisi di recupero di crediti di imposta illegittimamente compensati, oltre ad avere una funzione informativa dell’insorgenza del debito tributario, costituiscono manifestazioni della volontà impositiva da parte dello Stato al pari degli avvisi di accertamento o di liquidazione e, come tali, sono impugnabili innanzi alle Commissioni tributarie, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, anche se emessi anteriormente all’entrata in vigore della L. 30 dicembre 2004, n. 311, che ha espressamente annoverato l’avviso di recupero quale titolo per la riscossione di crediti indebitamente utilizzati in compensazione” (Cass. sez. 5^, nn. 4968/09, 22322/10, 8033/11, 28543/13, 16006/15).
4. Deve pertanto ritenersi che, sebbene non tipizzato, l’avviso di recupero per cui è causa abbia in realtà natura di atto impositivo, contrariamente a quanto sostenuto nella sentenza impugnata.
5. Di qui la fondatezza della censura e la necessità di una nuova pronuncia da parte del giudice del rinvio, che provvederà anche sulle spese processuali del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia che, in diversa composizione, provvederà anche alla regolazione delle spese del presente giudizio.