Source: http://patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=55&stat=
Timestamp: 2019-08-22 21:54:48+00:00
Document Index: 161169143

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 17', 'art. 63', 'art. 31', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 27']

Il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche è stato concepito dal legislatore come un quid ontologicamente diverso, sotto il profilo strettamente giuridico, dalla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, e risulta configurato come corrispettivo di una concessione, reale o presunta (nel caso di occupazione abusiva), dell'uso esclusivo o speciale di beni pubblici. Esso, pertanto, è dovuto non in base alla limitazione o sottrazione all'uso normale o collettivo di parte del suolo, ma in relazione all'utilizzazione particolare o eccezionale che ne trae il singolo; il presupposto applicativo del Cosap è costituito dall'uso particolare del bene di proprietà pubblica ed è irrilevante la mancanza di una formale concessione quando vi sia un'occupazione di fatto del suolo pubblico.
L'art. 93 del D.Lgs. n. 259 del 2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche) non obbliga i fornitori di reti di comunicazione elettronica a pagare la Tosap o il Cosap, ma fa salva la debenza di tali oneri, se e in quanto dovuti secondo le rispettive discipline.
E' illegittimo l'aggiornamento dei coefficienti moltiplicatori dei canoni dovuti per l'occupazione del suolo pubblico se non risulta che sia stata svolta una qualunque attività istruttoria per scegliere come classificare le strade e gli spazi pubblici da dare in concessione e quali nuovi valori ad essi attribuire, avendo riguardo anche a eventuali nuovi e ulteriori sacrifici che si impongono ai cittadini, per via delle limitazioni d'uso che si ricollegano alle concessioni.
Tosap e cosap sono compatibili con il pagamento di un canone concessorio, salvo che il comune decida di ridurli o annullarli
La tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) è compatibile (L. 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, comma 63) con il pagamento di un canone concessorio, provento di natura e fondamento del tutto diversi dal primo, ed è, quindi, dovuta dal concessionario, a meno che il Comune non abbia esercitato il potere facoltativo di ridurla o annullarla. Questo principio, di carattere generale, ben può valere anche con riferimento al canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, istituito dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 63 come modificato dalla L. n. 448 del 1998, art. 31.
Il presupposto sia della tosap che del cosap è l’occupazione di suolo pubblico che comporti un’effettiva sottrazione della superficie all’uso pubblico
Il presupposto della T.O.S.A.P. va ravvisato nell'occupazione di suolo pubblico che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico, ed è estensibile anche alla C.O.S.A.P.
La T.O.S.A.P., nell'assoggettare a tassazione le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, ravvisa il proprio presupposto impositivo nell'occupazione di suolo pubblico che comporti un'effettiva sottrazione della superficie all'uso pubblico.
Il cosap non ha natura tributaria: le relative controversie appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario
Le controversie relative ai canoni per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, perchè l'obbligo di pagamento di un canone per l'utilizzazione del suolo pubblico non ha natura tributaria, esulando dalla doverosità della prestazione e dal collegamento di questa alla pubblica spesa.
L'occupazione di suolo pubblico per il servizio di raccolta dei rifiuti non esenta dal tosap ai sensi dell'art. 49, lett. e), d.lgs. 507/1993
L'occupazione effettuata da una società con impianti adibiti al servizio di raccolta dei rifiuti non rientra nell'ipotesi di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 49, lett. e), norma di stretta interpretazione, che subordina l'esenzione dal TOSAP al caso in cui sia prevista la devoluzione gratuita di detti impianti al Comune al termine del rapporto concessorio.
Il condominio che sostituisce con griglie una parte del piano di calpestio di un'area gravata da servitù pubblica di passaggio è obbligato a pagare il cosap
È obbligato al pagamento del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, ex D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63, secondo le tariffe predisposte dal Comune, il condominio che abbia sostituito con griglie una parte del piano di calpestio di un'area gravata da servitù pubblica di passaggio al fine di migliorare il godimento dei locali sottostanti al suolo, e ciò in quanto esso gode di un'utilizzazione particolare dell'area medesima.
L'art. 63 del d. lgs. 1997, n. 446, sopravvenuto all'art. 27 d. lgs. 285/1992 riconosce al Comune la facoltà di scegliere tra l'applicazione, a fronte dell'occupazione permanente di propri beni patrimoniali indisponibili e demaniali, della TOSAP e del COSAP (tassa o canone).
Il presupposto impositivo della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Il presupposto impositivo della) è costituito, ai sensi del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 38 e 39, dalle occupazioni, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti e sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province, mentre sono irrilevanti gli atti di concessione o di autorizzazione relativi all'occupazione, atteso che la tassa colpisce anche le occupazioni senza titolo.
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