Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Condominio/ultime_pubblicate/2
Timestamp: 2020-01-27 21:44:02+00:00
Document Index: 123885942

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 79', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1129', 'art. 96', 'art. 1117']

Locazione immobiliare e somme indebitamente percepito dall’usufruttario.
Contratto di locazione ad uso abitativo stipulato da usufruttuario - Percezione di somme, a titolo di canone, eccedenti quelle dovute - Decesso dell'usufruttuario - Domanda di ripetizione proposta dal condutture - Legittimazione passiva del nudo proprietario divenuto pieno proprietario - Esclusione - Legittimazione passiva degli eredi dell'usufruttuario - Configurabilità.
In tema di locazione immobiliare, nel caso in cui il contratto sia stato stipulato dall’usufruttario il quale, nel corso del rapporto, abbia indebitamente percepito somme eccedenti quelle dovute a titolo di canone, alla morte del concedente la domanda del conduttore volta a conseguire la ripetizione delle somme deve essere proposta nei confronti degli eredi dell’usufruttuario, e non già del nudo proprietario divenuto “medio tempore” pieno proprietario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 September 2019, n. 24222.
Predeterminazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto.
In base al principio generale della libera determinazione convenzionale del canone locativo per gli immobili destinati ad uso non abitativo, deve ritenersi legittima la clausola con cui viene pattuita l'iniziale predeterminazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto (a) mediante la previsione del pagamento di rate quantitativamente differenziate e predeterminate per ciascuna frazione di tempo, oppure (b) mediante il frazionamento dell'intera durata del contratto in periodi temporali più brevi a ciascuno dei quali corrisponda un canone passibile di maggiorazione, ovvero (c) correlando l'entità del canone all'incidenza di elementi o di fatti (diversi dalla svalutazione monetaria) predeterminati e influenti, secondo la comune visione delle parti, sull'equilibrio economico del sinallagma. Al contrario, la legittimità di tale clausola va esclusa qualora risulti - dal testo del contratto o da elementi extratestuali della cui allegazione è onerata la parte che invoca la nullità - che i contraenti abbiano in realtà perseguito surrettiziamente lo scopo di neutralizzare soltanto gli effetti della svalutazione monetaria, eludendo i limiti quantitativi posti dall'art. 32 della l. n. 392 del 1978 e così incorrendo nella sanzione di nullità prevista dal successivo art. 79, comma 1, della stessa legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 September 2019, n. 23986.
Presunzione di comunione di autorimesse e locali commerciali situati entro il perimetro dell'edificio condominiale.
Autorimesse e locali commerciali situati entro il perimetro dell'edificio condominiale - Presunzione di comunione ex art. 1117 c.c. - Esclusione - Regolamento condominiale - Irrilevanza.
Le autorimesse e i locali commerciali, anche se situati nel perimetro dell'edificio condominiale, non sono inclusi fra le parti comuni elencate nell'art. 1117 c.c., neppure sotto l'aspetto di "parte dell'edificio necessaria all'uso comune". Né, ai fini dell'accertamento della loro appartenenza al condominio, può assumere rilievo il regolamento condominiale di formazione assembleare (o la planimetria ivi riportata), non costituendo esso un titolo di proprietà, ove non si tratti di regolamento espressione di autonomia negoziale, approvato o accettato col consenso individuale dei singoli condomini. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 September 2019, n. 23001.
Lastrico solare accessibile unicamente da un appartamento in proprietà esclusiva.
Lastrico solare accessibile unicamente da un appartamento in proprietà esclusiva - Natura privata - Indicazioni catastali - Irrilevanza - Fondamento - Necessità di un atto avente forma scritta.
Il lastrico solare, anche se accessibile unicamente da un appartamento in proprietà esclusiva, rientra tra le parti comuni dell'edificio, essendo irrilevanti le contrarie indicazioni catastali che ne indichino l'eventuale natura privata, in quanto preordinate a fini solo fiscali ed aventi, pertanto, in concrete circostanze soltanto il valore di semplici indizi, essendo al contrario necessario, per l'acquisto della proprietà di un bene immobile a titolo derivativo, un contratto avente forma scritta "ad substantiam". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 06 September 2019, n. 22339.
Attività di culto svolta in unità condominiale e contrarietà all’igiene ed al decoro dell’edificio.
Conseguentemente non è possibile vietare in via generale di destinare i locali a luogo di culto, sul presupposto che tale divieto postuli che detta destinazione sia contraria alla tranquillità del caseggiato con una valutazione astratta ed aprioristica – fondata su di una premessa di fatto errata e che conduce ad una conclusione di diritto non condivisibile, comprimendo i poteri di godimento dei proprietari oltre il limite consentito dal regolamento di condominio i cui divieti, nel caso di specie, hanno carattere esemplificativo e fanno riferimento alla tutela del decoro e della tranquillità del caseggiato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 August 2019.
Rendiconto condominiale: criterio di cassa e di competenza.
Condominio – Rendiconto – Principio di cassa – Esclusione – Criterio misto di cassa e di competenza – Fascicolo di rendicontazione.
In sostanza, con la riforma del 2012, il rendiconto condominiale è oggi costituito da un fascicolo i cui documenti sono tenuti e curati secondo criteri diversi, con la conseguenza che il registro di contabilità deve compilarsi secondo il criterio di cassa, mentre lo stato patrimoniale, perché possa raccontare in maniera fedele la realtà delle variazioni finanziarie negative e/o positive di incidenza sui debiti e sui crediti, non può che essere redatto secondo il criterio di competenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 August 2019.
Condominio: valida l’accettazione tacita della nomina dell’amministratore.
Si deve, quindi, escludere un’interpretazione restrittiva dell’art. 1129, comma 2, c.c. che preveda, quale unica forma di accettazione da parte dell’amministratore della propria nomina o rinnovo, il ricorso ad un’accettazione espressa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 August 2019.
È invalida l'approvazione del rendiconto condominiale inidoneo al controllo sulla gestione.
Comunione e condominio - Rendiconto condominiale - Criteri di redazione - Assenza di chiarezza e intelligibilità - Invalidità della delibera di approvazione - Sussiste.
[In applicazione di questo principio, il tribunale ha annullato la delibera di approvazione del rendiconto la cui relazione non consentiva ai condomini di comprendere e verificare il rendiconto medesimo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 19 August 2019.
Diritto e dovere del condominio di provvedere alla manutenzione e riparazione dei beni comuni.
Il condominio ha il diritto di provvedere alla riparazione e alla manutenzione dei beni comuni e ha l'obbligo di farlo, per evitare i danni alle proprietà dei condomini o dei terzi. Ne consegue che, qualora vi sia l'assoluta urgenza e l'inderogabile necessità di intervenire sui guasti verificatisi all'interno dei appartamenti o dei locali chiusi dei singoli condomini, in mancanza della collaborazione di questi ultimi, l'amministratore può legittimamente agire in giudizio per far valere tale diritto, sia in sede cautelare che di merito, anche se il regolamento condominiale, per eseguire i lavori necessari, gli attribuisce la facoltà di accedere all'interno delle menzionate proprietà, forzando le porte di chiusura. Una volta esperita l'azione, secondo le regole generali, il condominio è esposto al pagamento delle spese di lite (che non siano eccessive o superflue) solo in caso di soccombenza e al risarcimento dei danni per l'attuazione della misura cautelare solo nei casi previsti dall'art. 96, comma 2, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 August 2019, n. 21242.
Presunzione di condominialità tra edifici limitrofi ed autonomi.
In tema di condominio negli edifici, la presunzione legale di condominialità stabilita dall'art. 1117 c.c. è applicabile anche quando non si tratti di parti comuni di uno stesso edificio, bensì di edifici limitrofi ed autonomi, oggettivamente e stabilmente destinate alla conservazione, all'uso od al servizio di detti immobili, ancorché insistenti sull'area appartenente al proprietario di uno solo degli stessi; la presunzione è tuttavia invocabile solo se l'area e gli edifici siano appartenuti ad una stessa persona - o a più persone "pro indiviso" - nel momento della costruzione della cosa o del suo adattamento o trasformazione all'uso comune, mentre, nel caso in cui l'area sulla quale siano state realizzate le opere destinate a servire i due edifici sia appartenuta sin dall'origine ai proprietari di uno solo di essi, questi ultimi acquistano per accessione la proprietà esclusiva delle opere realizzate sul loro fondo, anche se poste in essere per un accordo intervenuto tra tutti gli interessati ovvero con il contributo economico dei proprietari degli altri stabili. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 June 2019, n. 17022.
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