Source: http://www.methodus.it/non-perdiamo-la-bussola/
Timestamp: 2018-01-24 11:34:40+00:00
Document Index: 63451097

Matched Legal Cases: ['art 38', 'art 58', 'art 8', 'art 9', 'art 10', 'art 11']

SIAN: non perdiamo la bussola! - Methodus Informatica Srl
Del resto tale operazione è necessaria ai fini della rilevazione del “bilancio di cantina” – al 31 luglio – da indicare nella prossima “Dichiarazione di Giacenza” e costituisce il primo importante test per la redazione di una dichiarazione ufficiale partendo da dati telematici. E’ bene puntualizzare che, secondo le previsioni di legge, la piattaforma SIAN: “registro telematico” il 31 agosto prossimo estrarrà automaticamente i dati di bilancio generando le giacenze contabili da indicare, appunto, nella “Dichiarazione di Giacenza”. E’ chiaro, quindi, che i dati che saranno indicati nella prossima dichiarazione dovranno coincidere con i dati del registro ufficiale telematico e, ovviamente, corrispondere alla situazione reale di cantina.
Il perché del Registro Telematico
A tal proposito è bene sgombrare, preventivamente, il campo da equivoci di fondo e chiarire la reale natura del “Registro Telematico SIAN”. Allo stato dell’arte esso altro non è che la versione informatica del registro cartaceo, o meglio, di tutti i registri cartacei in un unicum dematerializzato. Ciò ci consente di apprezzarlo nella sua reale essenza non attribuendogli né poteri taumaturgici né diaboliche alchimie. Esso è un software che si limita a registrare i dati contabili obbligatori su una piattaforma che sarà accessibile sia agli Organi Ufficiali di Controllo Pubblici (tutti: ICQRF; Carabinieri; GdF; etc….) sia, a breve, agli Organi di Controllo e Certificazione delle DOP/IGP (CCIAA/Valoritalia etc..). Quindi tanto nel controllo, di qualsiasi tipo, quanto nella certificazione dei prodotti vinicoli gli accertatori partiranno dai dati che saranno preventivamente estratti dalla piattaforma SIAN. Se gli operatori si avvalgono di un software, p. es. Enologia di Sistemi, i dati letti dai controllori saranno aggiornati al fine mese precedente alla loro lettura. Essi andranno quindi integrati, a cura dell’azienda che subisce il controllo, mettendo a disposizione le movimentazioni e/o le trasformazioni avvenute successivamente e sino alla data della verifica.
E’ bene chiarire, a questo punto, le basi giuridiche sulle quali è fondata la costruzione del Registro telematico. Si tratta di un applicativo che, sul piano strettamente operativo, consente agli operatori obbligati alla sua tenuta di adempiere alle prescrizioni di legge, sostituendo – al momento – i soli registri cartacei che sono stati eliminati.
La base giuridica che lo prevede è il capo III (articoli da 36 a 48) del Reg CE nr 436/2009; lo stesso regolamento all’art 38, punto 1, lettera a), individua la forma informatica come sistema privilegiato di costituzione del registro. L’Italia, con l’adozione del “Registro Telematico SIAN”, ha semplicemente abbandonato la forma cartacea prevista dalla successiva lettera b) dello stesso articolo. Quindi la costituzione del Registro Telematico discende da un obbligo imposto dalla norma europea che per il suo rango (Regolamento) ha applicabilità diretta nello Stato Membro, oltreché essere sovraordinata alla legislazione nazionale. Il legislatore italiano ha quindi, semplicemente, reso operativa l’applicazione della norma adottando esclusivamente il sistema informatico; ribadendo il principio nella nuova disciplina sul vino (art 58 Legge nr 238/2016) ed adottando la legislazione di dettaglio (necessaria ai fini operativi) costituita principalmente dal DM 293 del 20/03/2015 nonché dalle circolari applicative: nr 16103 del 29/12/16; nr 6181 del 09/05/17; nr 717 del 28/06/17.
Questa digressione sugli aspetti giuridici potrebbe apparire tecnicistica; viceversa é strettamente funzionale agli aspetti operativi poiché il “Registro Telematico SIAN” opera quale sistema applicativo di una norma comunitaria e fintantoché non si ponga in contrasto con essa.
Nella “costruzione” del “Registro Telematico SIAN” prevista dal DM 293/2015 che si connota, per il suo contenuto, quale norma basilare per l’operatività del registro l’aspetto più rilevante, ai fini pratici, consiste nell’opportunità di gestirlo in tre modi:
Operando direttamente sulla piattaforma SIAN, inserendovi i dati nei tempi (stretti) previsti dallo stesso DM 293/2015;
Utilizzando un software interno nel quale inserire, preventivamente, quasi tutti i dati che la piattaforma SIAN prevede e trasferendoli, con cadenza mensile, sulla stessa piattaforma attraverso un sistema di dialogo telematico tra software interno e SIAN;
Delocalizzando la gestione del registro ad operatori autorizzanti ai quali comunicare i dati di movimentazioni e trasformazioni di cantina affinché essi, con cadenza mensile, li trasmettano alla piattaforma.
Ovviamente ognuno ha scelto o sceglierà la modalità più consona alla gestione aziendale avendo riguardo a costi e vincoli che il sistema scelto impone. Tuttavia va evidenziato che la seconda ipotesi consente una maggiore flessibilità operativa in quanto i tempi di trasferimento alla piattaforma sono sufficientemente ampi (30 giorni) per una verifica accurata e la correzione di errori. Inoltre i software interni di gestione del registro sono interallacciabili con gli altri software normalmente utilizzati in cantina. P.es.: Fatturazione; Gestione dei magazzini; Doganale etc.. Sarà così possibile disporre di un unico gestionale informatico per le diverse funzioni.
Viceversa, il primo sistema prevede il carico di tutte le operazioni di entrata ed uscita nonché delle trasformazioni nei tempi brevissimi (da uno a tre giorni) disposti dalla normativa senza che sia possibile correggere i dati una volta caricati sulla piattaforma SIAN.
Il terzo non consente, di fatto, di monitorare la situazione interna se non dotandosi di un ulteriore software ed ha lo svantaggio di prevedere due passaggi nella comunicazione dei dati. Dalla cantina al centro servizi e da quest’ultimo alla piattaforma SIAN.
Da questo breve excursus si evince come, per chi si avvalga di software gestionali, l’efficacia del sistema sia determinata dall’affidabilità delle comunicazioni tra software interni gestionali e piattaforma: “REGISTRO TELEMATICO SIAN”. Al momento, sembra che vi siano numerose disfunzioni e, verosimilmente, il sistema richiederà un po’ di tempo per andare a regime. E’ bene chiarire che è il SIAN a determinare le modalità di comunicazione tra Piattaforma Ufficiale (Registro Telematico) e software gestionali interni, rilasciando le codifiche e gli aggiornamenti che permettono tali comunicazioni. Pertanto non bisogna allarmarsi se si verificano alcune disfunzioni ed i dati vengono rifiutati dal SIAN non venendo caricati sul Registro Telematico.
Tali circostanze, se dovute a malfunzionamenti o disfunzioni della Piattaforma Ufficiale, non generano situazioni contestabili e sanzionabili da parte degli Organi di Controllo.
L’obbligo dell’operatore consiste, in tal caso, nel tenere a disposizione dei controllori i documenti ufficiali (in entrata ed in uscita) che dimostrino il legittimo possesso dei prodotti vinicoli presenti in cantina. Inoltre, l’operatore avrà cura di annotare tempestivamente sul suo software gestionale interno tutte le trasformazioni inerenti i processi tecnologici: di vinificazione; di spumantizzazione; inerenti le operazioni enologiche etc….
Ciò, di fatto, esaurisce gli obblighi e le responsabilità dell’operatore, purché il suo operato sia conforme alla disposizioni ed alla casistica prevista dal DM 293/2015, che riesamineremo nel seguito più in dettaglio.
Viceversa appare discutibile, come sembra leggere tra le righe di circolari e pareri, l’orientamento della P.A. per cui assuma carattere sanzionabile l’inosservanza di alcune disposizioni di dettaglio contenute in guide operative, manuali, FAQ etc. Tali disposizioni assumono carattere cogente, e sono quindi obbligatorie per l’operatore, fintantoché non si pongano in contrasto con le norme del D.M 293/2015 che, è bene puntualizzarlo, altro non è che una norma esecutiva del Reg CE 436/2009. In altre e più semplici parole, gli obblighi in materia di registri vitivinicoli ufficiali non possono sconfinare dai limiti dettati dal Reg CE nr 436/2009, in particolare dalle disposizioni contenute nel Capo III.
Si ritiene ora utile riesaminare alcune indicazioni già proposte nelle precedenti newsletter, alla luce della situazione odierna che si presenta al termine dl periodo di accompagnamento.
Le operazioni di carico contabile sul registro telematico SIAN e la gestione dei documenti ufficiali M.V.V. parte delle effettive disponibilità fisiche dei vini al 31/12/2016, secondo il seguente schema:
Chiusura del registro cartaceo al 31 dicembre 2016 e carico delle giacenze risultanti in pari data sul nuovo registro telematico:
Al 31 dicembre è opportuno registrare sul registro cartaceo i saldi attivi dei singoli conti di prodotti e sottoprodotti vitivinicoli evidenziandoli sotto la voce “chiusura al 31/12/2016 per passaggio al registro telematico”. Tali saldi dovranno essere distinti per singolo prodotto/sottoprodotto vitivinicolo così come si prevede di farli figurare nell’etichetta dei prodotti imbottigliati e/o nei documenti di vendita. E’ opportuno rammentare che i “vecchi” registri cartacei, unitamente ai documenti in essi annotati, dovranno essere conservati per 5 anni e, quindi, sino al 31/12/2021;
I saldi attivi, individuando l’opportuna “referenza” prevista dal registro SIAN, dovranno essere, quindi, annotati al “nuovo” registro telematico. L’operazione, formalmente, deve essere “storicizzata” alla data del 1° gennaio 2017 anche se la sua trasmissione, via web service, alla “piattaforma SIAN” è avvenuta o avviene in date successive. I dd. “Decreti di Accompagnamento” rendono possibile tali operazione, senza incorrere in sanzioni, sino al 30 giugno 2017. E’ importante sottolineare come sia del tutto opportuno annotare tale registrazione prima di ogni altro successivo carico/scarico di prodotti vitivinicoli al fine di sgombrare il campo da ogni possibile equivoco sulla “coerenza cronologica” delle operazioni risultanti al nuovo al registro telematico;
Successivamente a tale prima operazione verranno registrate le singole operazioni di carico e/o scarico risultanti ai singoli documenti ufficiali (MVV; IT) di prodotti e sottoprodotti vitivinicoli emessi e/o ricevuti dalla ditta. Anche tali operazioni vanno “storicizzate” alle rispettive date di emissione dei documenti in uscita e/o annotazione di quelli in entrata, anch’esse vanno registrate e/o inviate via web service alla piattaforma SIAN in ordine cronologico per la stessa ragione evidenziata al punto precedente. Per i tempi di registrazione ed invio sul registro telematico vale lo stesso termine del 30/06/2017, così come valgono le stesse deduzioni di opportunità sul provvedervi per tempo. Le circolari emesse dall’ICQRF (nr 6181 del 09/05/17; nr 717 del 28/06/17), prevedono modalità semplificate per l’inserimento dei movimenti avvenuti dal 1° gennaio al 30 giugno 2017 rendendo possibile inserire solo le variazioni dei singoli saldi (“registrazioni per sommatoria”, per ciascuna tipologia di prodotto movimentato). Si ritiene che tale opportunità rivesta scarso interesse per gli operatori già dotati di un software interno di gestione ove le operazioni sono state già caricate in dettaglio. In tal caso esso provvederà a trasferire in automatico ed in dettaglio i dati alla Piattaforma SIAN.
Il 1° LUGLIO 2017 il registro telematico entra nella fase di piena operatività e, decadendo il c.d. “REGIME DI ACCOMPAGNAMENTO”, non saranno possibili deroghe e “clausole di salvaguardia” nel suo utilizzo. Pertanto, le operazioni di carico/scarico, effettuate da tal data in poi, dovranno essere registrate in ordine cronologico e inviate, PER CHI SI AVVALE DI SOFTWARE GESTIONALI INTERNI, via web service entro 30 giorni alla “piattaforma SIAN”;
Nel periodo di “neutralizzazione” individuato dal suddetto “Decreto di Accompagnamento”, vale a dire dal 1° gennaio al 30 giugno 2017, l’uso contemporaneo e/o alternativo del vecchio registro cartaceo è del tutto irrilevante ai fini legali. Tale registro, infatti, dopo il 31/12/2016 non ha più alcuna validità ufficiale ai fini delle successive annotazioni; peraltro, in caso di suo esaurimento, né i Comuni né l’ICQRF potranno rilasciarne di nuovi. E’, necessario, invece, tenere tanto i documenti in entrata quanto quelli in uscita a disposizione di eventuali controlli. E’ assolutamente opportuno evidenziare che, nel periodo in esame, la mancanza dei documenti di accompagnamento giustificativi sia in entrata che in uscita configura, viceversa ed a differenza della mancata annotazione al registro telematico, gravi violazioni che si possono tradurre in seri provvedimenti sanzionatori per possesso ingiustificato di prodotti vinicoli e/o per fittizie cessioni degli stessi. Raccomandiamo quindi di tenere presso lo stabilimento e non altrove tutti i documenti vinicoli emessi e/o ricevuti a decorerre dal 1° gennaio 2017;
Per ciò che, infine, riguarda i vini di qualità a DOP/IGP (DOCG; DOC; IGT) il loro controllo e certificazione continua, per ora, con le usuali modalità di gestione e comunicazione da espletarsi con il rispettivo Organo di Controllo competente (CCIAA o Valoritalia); a loro pertanto si dovranno continuare a comunicare i dati usuali sulla produzione ed effettuare le richieste di certificazione secondo quanto già prevede il “piano di controllo” ufficiale. A breve, tuttavia, non appena gli Organi di Controllo e Certificazione saranno anch’essi operativi sulla Piattaforma SIAN, le modalità di gestione delle incombenze relative a tali prodotti cambieranno significativamente.
Al momento non è ancora operativo l’M.V.V. elettronico, si ribadisce, pertanto quanto già suggerito a proposito di modalità di preventiva timbratura e convalida dei documenti ufficiali di accompagnamento prodotti vitivinicoli (ex modello IT; modello MVV):
Ai fini dell’utilizzo dei Documenti di Accompagnamento ufficiali dei prodotti vitivinicoli è necessario sgombrare il campo da equivoci sull’uso della modulistica e sulle modalità di preventiva timbratura e convalida di tali documenti;
Secondo il regime attuale, in vigore dal luglio 2013 con il D.M 02/07/2013, la timbratura preventiva (apposizione di un sigillo preventivo da parte di ICQRF e/o Comuni SUL DOCUMENTO IN BIANCO) è sempre prevista per i vecchi documenti mod IT mentre si effettua con modalità differenti o non si effettua affatto sul documento modello MVV se acquistato da tipografia autorizzata;
Viceversa la convalida (operazione SUL DOCUMENTO GIÀ’ IN PARTE COMPILATO DA EFFETTUARSI AL MOMENTO DELLA PARTENZA) è necessaria, benché solo nei casi previsti dalla normativa, tanto sul vecchio documento mod IT quanto sul nuovo mod MVV;
La circolare ICQRF nr 16103 del 29/12/2016 ha semplicemente previsto l’impossibilità di effettuare la timbratura preventiva dei vecchi modelli IT a decorrere dal 1° gennaio ’17, in quanto tale modulistica va ad esaurimento a causa dell’abrogazione del D.M 768/1994 che ne istituiva l’uso. Chi è in possesso di tali documenti (già timbrati preventivamente) può continuare ad utilizzarli sino a nuove e differenti disposizioni. Naturalmente, se il caso lo prevede, il documento mod IT va convalidato al momento della partenza da parte del Comune o dell’ICQRF competente.
Tuttavia, al fine di non incorrere in errori, è consigliabile cessare completamente l’uso del mod IT salvo che non si disponga di un considerevole numero di documenti già preventivamente timbrati. Infatti, il Modello IT è comunque soggetto a specifiche limitazioni sul suo uso previste dal succitato D.M. 02/07/2013. Si tratta, in definitiva, di una valutazione assolutamente soggettiva e meramente legata al costo sostenuto per l’acquisto dei modelli IT eventualmente ancora in scorta;
Ai fini della concreta operatività l’emissione dei documenti di accompagnamento mod MVV avviene secondo le modalità già in uso a decorrere dall’adozione del D.M. 02/07/2013. La loro convalida, può avvenire:
con l’utilizzo della PEC, trasmettendolo all’ufficio ICQRF territorialmente competente (art 8 D.M. 02/07/2013);
con presentazione del documento già precompilato all’Ufficio competente (Comune o ICQRF territoriali) che ne apporrà il visto (art 9 D.M. 02/07/2013);
con microfilmatura alternativa per le ditte già in possesso di idonea apparecchiatura il cui uso è autorizzato dall’ICQRF competente (art 10 D.M. 02/07/2013); ;
con modalità alternative all’emissione del Documento Doganale (e-Ad) nei soli casi specificamente previsti (art 11 D.M. 02/07/2013);
tale regime è, comunque, transitorio e destinato a mutare con la prossima adozione del mod MVV elettronico che, tuttavia, come già detto non è ancora operativo!!!! Il nuovo sistema dovrebbe operare esclusivamente sulla piattaforma SIAN del registro telematico e, ovviamente, integrarsi con essa.
Vasi vinari e lotti.
Altro argomento controverso, sulla gestione del registro telematico riguarda gli obblighi di rintracciabilità e quindi i dubbi inerenti l’obbligo o la facoltà di indicazione del vaso vinario per le varie tipologie di prodotti vinosi detenuti in cantina sia a proposito del momento in cui sia necessario identificare la partita con il nr di Lotto che dovrà, obbligatoriamente, figurare sull’etichetta dei prodotti condizionati ed imbottigliati.
A tal proposito si riporta, per comodità di lettura, quanto già esposto nella precedete news letter nr 2.
In linea generale l’indicazione del vaso vinario è inquadrabile nella problematica inerente la tracciabilità/rintracciabilità di alimenti e bevande, obbligatoria per tutti gli Operatori del Settore Alimentare a decorrere dal 2005, in applicazione del Regolamento CE nr 178/2002. La Commissione Europea si è, in proposito ed in passato, espressa ritenendo che nel settore vitivinicolo a tale obbligo si adempia con la corretta gestione della contabilità ufficiale vitivinicola. Essa, com’è noto, dal 1° gennaio 2017 si realizza, tra l’altro, con il registro telematico previsto dal D.M. nr 293 del 20/03/2015 ove devono essere registrate tutte le operazioni che PRECEDENTEMENTE venivano annotate sulle varie tipologie di registri ufficiali cartacei.
Ovviamente tale Decreto Ministeriale non esaurisce tutta la casistica sull’argomento che continua ad essere disciplinata dalle norme Comunitarie e Nazionali in vigore, delle quali il D.M. nr 293/2015 costituisce una disposizione applicativa. Tale casistica va quindi esaminata tenendo a mente il combinato disposto delle norme vigenti.
Ai fini pratici nella gestione corrente del nuovo sistema di registrazione è bene prevenire possibili errori di interpretazione applicando un principio di cautela ed indicando i vasi vinari, sia nel caso in cui l’obbligo sia esplicitamente previsto dal D.M. nr 293/2015 sia nei casi dubbi e/o in quelli ove vi siano obblighi specifici previsti da normativa vigente nel settore vitivinicolo.
Tuttociò si può così sintetizzare:
l’obbligo dell’indicazione del vaso vinario esiste per:
Tutti i casi in cui si detengano e/o manipolino vini appartenenti a terzi per cui è necessario sia istituire conti separati sia indicare con precisione i vasi vinari nei quali viene detenuto il prodotto di terzi. N.b.: ci si riferisce ai casi in cui si gestiscano, senza alcun contratto d’affitto e/o di comodato, prodotti vinicoli di terzi utilizzando il proprio registro e, quindi, il proprio codice ICQRF. In tali casi non si può escludere la propria responsabilità in caso di irregolarità dei prodotti. Tale situazione è, a mio avviso, sconsigliabile preferendo la cessione in affitto o comodato di parte dello stabilimento al locatario/comodatario che istituirà un suo codice ICQRF separato e gestirà in autonomia i prodotti sul suo registro telematico.
i “vini atti” a dare le DOP (DOC e DOCG) dal momento in cui viene fatta richiesta di prelievo per la certificazione. In tal caso va indicato sia il recipiente ove il prodotto era detenuto prima della richiesta sia quello in cui è detenuto dopo l’eventuale spostamento. IN TERMINI PRATICI, appare opportuno indicare i recipienti sin dal momento in cui viene ottenuto vino atto a dare una DOC/DOCG e documentarne tutti i passaggi nei vari recipienti ove essi vengono spostati per esigenze di lavorazione;
l’elaborazione di vini spumanti e frizzanti, ove è necessario indicare il vaso vinario (autoclave) nel quale viene elaborata la cuvée e documentare tutti i passaggi (vasi vinari) ove la stessa viene detenuta in corso d’elaborazione;
il caso in cui il “Disciplinare di Produzione” preveda che debbano essere tracciate le operazioni di immissione ed estrazione in recipienti di legno per operazioni di invecchiamento, maturazione (affinamento), fermentazione. In tal caso è necessario riportare la data di immissione ed estrazione dal legno nonché la quantità e la designazione precisa del prodotto (indicazioni che devono figurare in etichetta). N.b.: la norma non parla espressamente di vasi vinari ma la gestione corretta di tale operazione richiede necessariamente che siano indicati il numero e la capacità dei singoli recipienti (botti e/o barriques) per cui è bene cautelarsi indicandone l’ubicazione (numerazione);
A parte ciò, anche se il decreto non lo specifica, COME DA NORME PREESISTENTI E VIGENTI, l’indicazione dovrebbe restare obbligatoria per le operazione enologiche ove è richiesta l’indicazione del vaso vinario. Per esempio:
per prodotti base e prodotti ottenuti nelle operazioni di “Aumento della Gradazione alcolica” (c.d. arricchimenti);
per acidificazioni e/o deacidificazioni;
per altre operazioni enologiche ove la dichiarazione preventiva richiede l’indicazione dei vasi vinari.
L’indicazione del nr di lotto, costituisce un altro elemento fondamentale per una corretta gestione della tracciabilità/rintracciabilità di cantina. Il registro telematico ne richiede l’individuazione e la trascrizione solo nel momento in cui si procede all’imbottigliamento. Ovvero: quando il vino di un determinato conto passa da sfuso ad imbottigliato è necessario trascriverlo a registro come tale, unitamente all’indicazione del nr di lotto. Ciò vale per qualsiasi categoria di vino: tavola; varietale; IGP; DOP etc… . Bisogna rammentare che l’indicazione del nr di Lotto richiede l’individuazione di una partita omogenea che deve continuare ad essere tracciata nel suo percorso di filiera “a valle”. Pertanto, non vi è alcun obbligo ed alcun automatismo nel far coincidere il contenuto di un vaso vinario con il lotto di destinazione. E’ possibile sia formare più lotti da un vaso vinario, sia formare un lotto con il contenuto di diversi vasi vinari purchè essi contengano prodotto della medesima tipologia o siano afferenti ad un’unica certificazione di DOC/DOCG.
A tal proposito, al momento dell’imbottigliamento, oltre al nr di lotto è necessario trascrivere a registro telematico per i prodotti a DOP (DOC e DOCG), sia il numero e la data del certificato di idoneità sia la serie e la numerazione progressiva dei contrassegni di Stato attribuiti a quel nr di certificato se essi sono previsti per la DOP in esame.
In definitiva la gestione dello stesso conto separato (articolo al quale corrisponde una data tipologia di vino) non richiede ab origine l’indicazione dei vasi vinari e del nr di lotto. Tali indicazioni diventano necessarie nei casi e nei momenti esposti.
A margine di quanto esposto, tuttavia, appare molto ragionevole, poiché necessario ai fini della rintracciabilità, indicare a registro telematico il vaso vinario nel quale viene posto qualsiasi vino destinato ad alimentare una linea d’imbottigliamento e, quindi, destinato ad essere identificato con un susseguente nr di lotto che sarà appunto, indicato sulle bottiglie.
Al momento altro non posso fare che dire in bocca al lupo a tutti gli operatori, sperando che un’ottima vendemmia cancelli, in allegria, le ansie generate dalle incombenze burocratiche.
E’ infine, il caso di sottolineare che i pareri da me rilasciati in queste news letters sono espressi a titolo strettamente personale, nella mia attività di Libero Professionista, e quindi non possono esser invocati, in alcun modo, in caso di contenziosi che devono essere gestiti secondo le procedure di legge.
ENOLOGIAregistri telematiciSIAN
Consulente ENOLOGIA @ Methodus Informatica S.r.l. | Consulenza Agroalimentare e Vitivinicola | Docente di Scienza degli Alimenti | Ex-funzionario Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) Min. Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF)