Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26542-del-17-10-2019
Timestamp: 2020-07-10 17:17:37+00:00
Document Index: 176313182

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 26542 del 17/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26542 del 17/10/2019
Cassazione civile sez. I, 17/10/2019, (ud. 12/07/2019, dep. 17/10/2019), n.26542
sul ricorso 23572/2018 proposto da:
B.O., elettivamente domiciliato in Napoli, alla via Toledo
n. 106, presso lo studio dell’avv. Marco Esposito, che lo
rappresenta e difende, giusta procura speciale allegata al ricorso;
avverso il decreto del TRIBUNALE di MILANO, depositato il 08/06/2018;
Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso proposto da B.O. cittadino del Senegal, avverso il provvedimento della competente Commissione territoriale che aveva negato al richiedente asilo il riconoscimento della protezione internazionale anche nella forma sussidiaria e di quella umanitaria.
Contro il decreto del predetto Tribunale è ora proposto ricorso per cassazione sulla base di un unico articolato motivo.
Il ricorrente censura la decisione del tribunale, per violazione di legge, in particolare, del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, in relazione alla richiesta di protezione internazionale sussidiaria e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 e del cit. D.Lgs. n. 25, art. 8, comma 3, per non aver valutato l’esistenza dei gravi motivi individuali di vulnerabilità, in relazione alla richiesta subordinata di “protezione umanitaria”, nonchè, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per manifesta illogicità e mancanza di motivazione che si è concretizzata nell’omesso esame di un fatto decisivo ai fini del giudizio, in relazione alla mancata motivazione in merito al diniego della protezione umanitaria e all’omesso esame comparativo tra la situazione di vulnerabilità nel paese d’origine e lo stato d’integrazione raggiunto in Italia.
Il motivo è inammissibile, in primo luogo, perchè in esso trovano formulazione censure aventi ad oggetto vizi di violazione di legge e vizi di motivazione, in maniera “inestricabilmente” confusa, e ciò, costituisce violazione della regola della chiarezza (con l’indicazione per ciascun motivo del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa), giacchè si affida alla Corte di Cassazione il compito di enucleare dalla “mescolanza” dei motivi, i profili di maggior interesse. Inoltre, manca, sempre in termini di chiarezza, una compiuta esposizione della censure formulate, senza consentire, nemmeno attraverso una loro lettura globale d’individuare il collegamento di tali enunciazioni con il decreto impugnato e le argomentazioni che lo sorreggono e di cogliere le ragioni per le quali se ne chiede l’annullamento.
Condanna il ricorrente a pagare all’amministrazione statale le spese di lite del presente giudizio, che liquida nell’importo di Euro 2.100,00, oltre spese prenotate a debito.