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Timestamp: 2017-01-16 15:06:22+00:00
Document Index: 45597618

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 116', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 1']

Circolare INPS n. 66 del 05.06.2008
Regime sanzionatorio per i casi di
inosservanza degli obblighi contributivi (art. 116, c. 8, della legge 23
dicembre 2000, n. 388). Chiarimenti
SOMMARIO: Omissione ed evasione contributiva,
come definite dall�'art. 116,
c. 8. della legge n. 388/2000. Nuovi criteri interpretativi
L�'articolo 116 (Misure per favorire l�'emersione
del lavoro irregolare) della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge
finanziaria 2001) ha modificato, come noto, la disciplina delle sanzioni da
applicare ai soggetti che non provvedono, entro il termine stabilito, al
pagamento dei contributi o premi dovuti alle gestioni previdenziali ed
assistenziali ovvero vi provvedono in misura inferiore a quella dovuta.
Il regime sanzionatorio introdotto dalla finanziaria
2001 - illustrato dall�'Istituto con circolare n. 110 del 23 maggio 2001 ed ispirato
in linea generale a criteri meno onerosi e penalizzanti per il datore di lavoro
rispetto alla previgente normativa[1] - ha, tra le altre disposizioni,
rivisitato la fattispecie normativa dell�'evasione contributiva.
Sulla materia sono intervenute la legge n. 248/2006,
che ha previsto (art. 36-bis, c. 7,
lett. a) una ulteriore sanzione amministrativa per le ipotesi di evasione, e la
legge finanziaria 2007, che ha introdotto (art. 1, commi da 1192 a 1201) una particolare
procedura di regolarizzazione e riallineamento retributivo e contributivo di
rapporti di lavoro non risultanti da scritture o da altra documentazione
Il legislatore ha, quindi, rafforzato l�'apparato
sanzionatorio finalizzato alla lotta all�'evasione contributiva, favorendo nel
contempo quelle condotte del datore di lavoro orientate alla eliminazione di
irregolarità pregresse ed al corretto adempimento degli obblighi derivanti dal
Conseguentemente, appare utile fornire alcuni
chiarimenti in merito alla distinzione operata dal legislatore tra omissione ed
evasione contributiva, soprattutto in considerazione del contenzioso
amministrativo creatosi negli ultimi anni.
Le strutture territoriali provvederanno ad applicare le
direttive della presente circolare per il futuro e per tutte le ipotesi di
contenzioso amministrativo e giudiziario non ancora definito alla data di
emanazione della presente circolare, ivi compresi i crediti iscritti a ruolo.
1. Definizioni legislative.
L�'art. 116, c. 8, della legge n.
388/2000[2] disciplina sia l�'omissione che l�'evasione contributiva. La prima
continua ad essere riferita ai casi di mancato pagamento di contributi o premi,
il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie; la
seconda è, invece, delineata in termini diversi e più favorevoli al datore di
lavoro rispetto alla previgente disciplina[3].
Infatti, la disposizione - dopo aver riprodotto la
dizione contenuta nella previgente norma ( in caso di evasione connessa a
registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero ) -
specifica che l�'evasione si riferisce al caso in cui il datore di
lavoro, con l�'intenzione specifica di non versare contributi o premi, occulta
il rapporto di lavoro in essere ovvero le retribuzioni erogate .
Deve dunque prendersi atto che il legislatore ha da un
lato introdotto il riferimento esplicito all�'elemento psicologico (l�'intenzionalità)
del datore di lavoro; dall�'altro, ha delimitato l�'elemento oggettivo della
fattispecie dell�'evasione contributiva alla sola ipotesi di occultamento del
rapporto di lavoro o delle retribuzioni erogate.
2. Casi di omissione contributiva.
Alla luce degli elementi costitutivi dell�'evasione
contributiva e nella prospettiva di ridurre il contenzioso amministrativo e di
evitare contenzioso giudiziario dagli esiti incerti, si ritiene che debbano
essere ricondotte nell�'alveo dell�'omissione i seguenti casi:
- retribuzioni imponibili ai fini
contributivi esposte sul modello SA/770, regolarmente presentato (sempre che la
presentazione del modello SA/770 sia anteriore all�'accesso ispettivo);
- differenze tra l�'importo annuo delle
retribuzioni imponibili ai fini contributivi esposte sul modello SA/770,
regolarmente presentato, ed il totale annuo delle retribuzioni esposte sulle
denunce mensili presentate dall�'azienda;
- contribuzione dovuta a seguito di
reintegrazione nel posto di lavoro disposta dal giudice o di accertamento
giudiziale di differenze retributive, sempre che queste ultime non siano
riconducibili ad ipotesi di occultamento.
Sempre in considerazione degli elementi costitutivi
della fattispecie dell�'evasione contributiva e tenuto conto del nuovo regime
delle comunicazioni di assunzione risultante dall�'art. 1, comma 1180 e seguenti, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, e dal decreto interministeriale 30 ottobre 2007 (GU 27
dicembre 2007), si ritiene che debba essere ricondotta nell�'alveo dell�'omissione
anche la mancata o tardiva presentazione della denuncia contributiva mensile DM
10, a condizione che il datore di lavoro abbia adempiuto nei termini di legge
alla comunicazione di assunzione e che il lavoratore sia registrato nei libri
paga e matricola dell�'azienda.
3. Sgravi o agevolazioni contributive
indebite. Regime sanzionatorio applicabile.
Gli elementi costitutivi della fattispecie dell�'evasione
non sono riscontrabili nelle situazioni in cui il datore di lavoro abbia
correttamente compilato e presentato le denunce mensili (DM10/2), con
riferimento sia ai lavoratori denunciati sia alle retribuzioni erogate, ma abbia
effettuato un conguaglio, rivelatosi indebito, per sgravi o agevolazioni
Di conseguenza, le ipotesi di conguaglio sul DM10/2 di
sgravi o agevolazioni contributive non spettanti per mancanza dei presupposti di
legge devono essere ricondotte nell�'alveo dell�'omissione contributiva ed
essere, quindi, sanzionate con le somme aggiuntive previste alla lett. a) del
citato art. 116, c. 8, della
1 Si veda, per ogni altro aspetto normativo, la citata circolare n. 110 del 23
2 Il testo integrale dell�'art. 116, c. 8, della legge n. 388/2000 è il
I soggetti che non provvedono entro il termine stabilito al pagamento dei
contributi o premi dovuti alle gestioni previdenziali ed assistenziali, ovvero
vi provvedono in misura inferiore a quella dovuta, sono tenuti:
a) nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui
ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie, al
pagamento di una sanzione civile, in ragione d�'anno, pari al tasso ufficiale
di riferimento maggiorato di 5,5 punti; la sanzione civile non può essere
superiore al 40 per cento dell�'importo dei contributi o premi non corrisposti
entro la scadenza di legge;
b) in caso di evasione connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o
non conformi al vero, cioè nel caso in cui il datore di lavoro, con l�'intenzione
specifica di non versare i contributi o premi, occulta rapporti di lavoro in
essere ovvero le retribuzioni erogate, al pagamento di una sanzione civile, in
ragione d�'anno, pari al 30 per cento; la sanzione civile non può essere
superiore al 60 per cento dell�'importo dei contributi o premi non corrisposti
entro la scadenza di legge. Qualora la denuncia della situazione debitoria sia
effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti
impositori e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento
dei contributi o premi e sempreché il versamento dei contributi o premi sia
effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti sono tenuti al
superiore al 40 per cento dell�'importo dei contributi o premi, non corrisposti
entro la scadenza di legge.
3 La previgente disciplina era contenuta all�'art. 1, c. 217, della legge n.
662/1996.
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