Source: http://infomutterschaft.ch/quando_si_smette_di_lavorare/prevedere_l_invalidita/prestazioni?lang=it
Timestamp: 2019-02-16 16:11:47+00:00
Document Index: 104906423

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 42']

Quando si smette di lavorare – Prevedere l’invalidità – Prestazioni
L’AI prevede diversi ambiti di prestazioni: il cosiddetto « rilevamento tempestivo» (o
diagnosi precoce), i provvedimenti di reinserimento professionale, la riabilitazione, ivi
comprese le cure mediche, i mezzi ausiliari, le indennità giornaliere, le rendite, gli assegni per grandi invalidi, e dal 01.01.2012, un contributo d’assistenza per favorire la permanenza a domicilio degli invalidi.
Ritenuto che le rendite sono prevalenti in ambito AVS, sono i provvedimenti di riabilitazione che l’AI privilegia, conformemente al principio «la riabilitazione prima della rendita».
La diagnosi precoce o rilevamento tempestivo
Il «rilevamento tempestivo» è stato introdotto con la quinta revisione AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2008.
Il suo scopo è quello di prevenire l’insorgere dell’invalidità (art. 3a LAI).
Una valutazione rapida della situazione – prima che la salute sia compromessa in modo
cronico – consente di adottare misure necessarie a salvaguardare l’impiego, sia operando sulle condizioni di lavoro esistenti, sia reinserendo la persona nella vita attiva e/o riadattando la persona (che non lavora) alle attività abituali.
La richiesta di «rilevamento tempestivo» all’AI può essere presentata dall’assicurato, da
familiari conviventi, dal datore di lavoro, dal medico di fiducia o da assicuratori privati o
sociali (art. 3b cpv. 2 LAI).
L’accertamento è disposto quando la persona si assenta dal lavoro per 30 giorni ininterrotti o si assenta ripetutamente per periodi di breve durata entro un anno (art. 1ter cpv. 1 OAI, Ordinanza sull’assicurazione per invalidità).
Su questa base, l’assicurazione accerta quali misure d’intervento tempestivo disporre
(adattamento del posto di lavoro, corso di formazione, collocamento, orientamento
professionale riabilitazione socio-professionale, misure occupazionali – art. 7d cpv. 2 LAI).
Se l’ufficio AI ritiene indicata una misura, l’assicurato ha l’obbligo di annunciarsi all’AI. In caso di omissione, le eventuali prestazioni a lui spettanti potrebbero essere ridotte o
addirittura rifiutate.
La persona assicurata non ha alcun diritto a tali misure; esse sono rimesse alla valutazione discrezionale dell’assicurazione.
Il rilevamento tempestivo sfocia in misure concrete d’intervento e – quando queste sono ritenute inadeguate – nell’analisi del diritto alla rendita oppure nel rifiuto delle prime e/o della seconda.
Provvedimenti di reinserimento professionale
Al pari del «rilevamento tempestivo», i provvedimenti di reinserimento professionale sono stati introdotti con la quinta revisione dell’AI e vigono dal 1° gennaio 2008 (art. 14a LAI).
Essi riguardano in particolare il reinserimento delle persone malate a livello psichico e hanno l’obiettivo di migliorare la capacità di lavoro residua in vista di un reinserimento rapido e, possibilmente, duraturo.
Tali provvedimenti sono previsti nei seguenti ambiti:
interventi socio-professionali per favorire assuefazione al lavoro, stimolo della
motivazione, stabilizzazione della personalità e la socialità di base;
provvedimenti di occupazione (nelle istituzioni, presso datori di lavoro privati
o sul mercato primario del lavoro) per favorire il reinserimento professionale.
Le misure di riabilitazione sono finalizzate a ristabilire, salvaguardare e migliorare la
capacità di guadagno e l’autonomia delle persone invalide o minacciate da invalidità in
modo tale che possano provvedere alla loro esistenza in maniera autonoma, se possibile.
Può trattarsi dei seguenti interventi:
misure mediche dell’AI (artt. 12-14 LAI, artt. 2-4ter OAI). In tale ambito sono prese a
carico le infermità congenite; attenzione: queste misure sono offerte ai giovani solo
fino all’età di 20 anni;
misure di ordine socio-professionale – orientamento e formazione professionale
iniziale, riqualificazione professionale (artt. 15-18 LAI ; artt. 5-7 OAI)
Durante il periodo di adozione delle misure riabilitative, all’assicurato spettano indennità
giornaliere a titolo di reddito sociale sostitutivo, pari all’80% del reddito percepito per
l’ultima attività svolta senza restrizioni di salute (art. 22 e ss. LAI).
Inoltre, un’indennità per le spese di custodia e di assistenza può essere versata in
determinate condizioni, quando la persona soggetta a riabilitazione ha figli minori di 16
anni. Un piccolo supplemento del 2% (dell’indennità giornaliera) è versato, di regola, per ciascun figlio dell’assicurato (art. 23bis LAI).
Ricorrendone le condizioni, la persona ha diritto a tali misure.
Le rendite d’invalidità
Una rendita ordinaria è riconosciuta solo quando l’assicurato può far valere almeno tre anni di contribuzione al momento in cui l’evento assicurato si verifica. Il periodo di contribuzione considerato è quello durante il quale:
l’assicurato ha pagato egli stesso contributi, oppure
il coniuge attivo dell’assicurato ha pagato almeno il doppio della contribuzione
minima, o ancora, quando
accrediti per funzioni educative o di assistenza possono essere attribuiti
Le rendite d’invalidità sono attribuite in funzione del grado d’invalidità: l’AI prevede il
quarto di rendita (invalidità di almeno il 40%); la mezza rendita (l’invalidità di almeno il
50%) e la rendita intera (invalidità di almeno il 70%).
La rendita intera oscilla tra i 2‘320 e i 1’160 franchi al mese (valori 2012).
La somma delle due rendite individuali di una coppia sposata non può superare il 150%
della rendita massima; in caso di superamento, le rendite sono ridotte proporzionalmente.
La persona che beneficia della rendita d’invalidità ha diritto a una rendita per ciascun figlio nei seguenti casi:
fino al 18esimo anno d’età oppure
fino alla fine della loro formazione, ma non oltre il 25esimo anno d’età.
Per i figli, la rendita minima è di 464, quella massima di 928 franchi (valori 2012).
I ragazzi accolti (recueillis) gratuitamente hanno pure diritto alle rendite (per figli), a condizione di essere stati accuditi già prima della concessione della rendita, salvo che non si tratti del figlio del coniuge.
Si considera grande invalido ai sensi dell’AI e ha diritto all’assegno, l’assicurato che dipende dall’aiuto di terzi per svolgere le attività ordinarie della vita, quali, ad esempio, vestirsi, lavarsi, mangiare, fare la toilette e simili. Lo stesso vale per gli adulti che vivono in casa e hanno bisogno permanente dell’accompagnamento per far fronte alle necessità della vita.
Per beneficiare di tale assegno, l’assicurato inoltre deve essere oggetto di cure particolarmente importanti o bisognoso di sorveglianza personale costante o di accompagnamento regolare e permanente. La dipendenza può essere grave, media o limitata (debole).
Il contributo per l‘assistenza
Si tratta di una nuova prestazione dell’AI in vigore dal 1° gennaio 2012. Il contributo viene concesso alle persone che già beneficiano di assegno per grandi invalidi e che necessitano di aiuto regolare, al fine di rafforzare la loro autonomia per consentire loro di vivere in casa (art. 42quater e ss. LAI).
Il contributo è concesso sia agli adulti sia ai minori, ma a condizioni specifiche per questi ultimi (v. 2.4. Valutazione dell’invalidità).