Source: https://divorzio.ch/contributo/rtid-ii-2006/37c-art-140-176-cpv-1-n-1-cc/
Timestamp: 2020-07-02 16:53:34+00:00
Document Index: 173795998

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 140', 'art. 176', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 111', 'DTF ', 'art. 285', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 140']

37c Art. 140, 176 cpv. 1 n. 1 CC – divorzio.ch
Pubblicazione: Estratto da Rivista ticinese di diritto II-2006, III. Diritto di famiglia
Protezione dell'unione coniugale: omologazione di convenzione sugli effetti della vita separata
Nell'ambito di misure a protezione dell'unione coniugale il giudice non è tenuto a imporre un termine di riflessione prima di omologare una convenzione tra coniugi.
Potere cognitivo del giudice chiamato a esaminare una convenzione siffatta.
I CCA 19.12.2005 N. 11.2005.47
1. Una convenzione sull’assetto della vita separata conclusa nell’ambito di una procedura a tutela dell’unione coniugale richiede l’omologazione del giudice, la quale ha effetto costitutivo, l’art. 140 CC applicandosi per analogia (RFJ/FZR 2005 pag. 3 in alto con rinvio a HEGNAUER/BREITSCHMID, Grundriss des Eherechts, 4a edizione, pag. 212 n. 21.23, a SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 7 ad art. 140 CC; v. anche BRÄM in: Zürcher Kommentar, edizione 1998, n. 15 segg. ad art. 176 CC; GLOOR in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 1 ad art. 140). Prima di omologare l’accordo il giudice si assicura dunque che i coniugi abbiano firmato la convenzione “di loro libera volontà e dopo matura riflessione”, verificando che essa sia “chiara, completa e non manifestamente inadeguata” (art. 140 cpv. 2 CC). Egli non è tenuto invece a imporre un termine di riflessione, quello dell’art. 111 cpv. 2 CC applicandosi solo alle convenzioni stipulate nelle cause di divorzio, non nelle protezioni dell’unione coniugale.
2. Che cosa si intenda, in materia di contributi alimentari, per convenzione “non manifestamente inadeguata” è chiaro relativamente ai figli minorenni, cui si applica per diritto federale il principio inquisitorio illimitato (DTF 128 III 413). Al proposito il giudice interviene quindi d’ufficio ove gli ammontari non appaiano conformi all’art. 285 cpv. 1 CC, senza vincolo a quanto un genitore offra e l’altro accetti (HEGNAUER/BREITSCHMID, op. cit., pag. 212 n. 21.23; SUTTER/FREIBURGHAUS, op. cit., n. 10 e 25 ad art. 140 CC; LEUENBERGER/ SCHWENZER, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 15 seg. ad art. 140 CC). Più delicata è la questione per quel che attiene alla moglie (GLOOR, op. cit., n. 12 ad art. 140 CC; LEUENBERGER/SCHWENZER, op. cit., n. 17 segg. ad art. 140 CC), al cui riguardo vige il principio dispositivo. Anche in tal caso, nondimeno, il giudice verifica l’ammontare del contributo con pieno potere di cognizione ove il fabbisogno minimo di lei rimanga – in tutto o in parte – scoperto, sussistendo il rischio che in simile eventualità le casse pubbliche siano chiamate poi a colmare l’ammanco.
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