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Timestamp: 2017-09-20 00:22:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 64', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 68', 'art. 75']

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LEGGE REGIONALE N. 9 DEL 11.07.2006
Legge regionale 11 luglio 2006, n. 9.
Art. 3 - Programma annuale di promozione turistica
Art. 4 - Osservatorio regionale del turismo
Art. 5 - Funzioni delle Province
Art. 7 - Informazione e accoglienza turistica
Art. 8 - Sistemi turistici locali
Art. 9 - Associazioni pro loco
Strutture alberghiere e all'aria aperta
Art. 10 - Strutture ricettive alberghiere
Art. 11 - Strutture ricettive all'aria aperta
Art. 12 - Disposizioni speciali
Art. 13 - Classificazione
Art. 15 - Sospensione, decadenza e cessazione
Art. 16 - Periodi di apertura
Art. 17 - Obblighi e responsabilità
Art. 18 - Attività accessorie
Art. 19 - Disciplina urbanistica
Art. 20 - Marchio di qualità
Art. 21 - Attività ricettive rurali e residenze d'epoca
Art. 22 - Case per ferie e ostelli per la gioventù
Art. 23 - Case religiose di ospitalità
Art. 24 - Centri di vacanza per minori e anziani
Art. 25 - Rifugi alpini, escursionistici e bivacchi fissi
Art. 26 - Esercizi di affittacamere
Art. 27 - Case e appartamenti per vacanze
Art. 28 - Requisiti e autorizzazione
Art. 29 - Sospensione, decadenza e cessazione
Art. 30 - Tipologia
Art. 31 - Autorizzazione
Art. 32 - Appartamenti ammobiliati per uso turistico
Art. 33 - Uso occasionale di immobili ai fini ricettivi
Art. 34 - Offerta del servizio di alloggio e prima colazione
Aree in sosta attrezzate
Art. 35 - Realizzazione e gestione
Art. 36 - Campeggi fissi all'aperto
Art. 37 - Campeggi nelle aree protette
Art. 38 - Campeggi itineranti all'aperto
Art. 39 - Documentazione sanitaria e assicurazione
Art. 40 - Comunicazione dei prezzi
Art. 41 - Informazioni
Art. 42 - Reclami
Art. 43 - Rilevazioni statistiche
Art. 46 - Definizione
Art. 47 - Abilitazione
Art. 48 - Esenzioni
Art. 49 - Esami di abilitazione
Art. 50 - Corsi di formazione
Art. 51 - Situazioni particolari
Art. 52 - Attestato di abilitazione
Art. 53 - Elenchi professionali provinciali
Art. 54 - Denuncia di inizio attività e tariffe
Art. 55 - Corsi di aggiornamento
Art. 57 - Sanzioni amministrative
Art. 58 - Requisiti ed obblighi
Art. 59 - Autorizzazione e orario di apertura
Art. 60 - Sospensione e decadenza
Art. 61 - Elenco delle agenzie
Art. 62 - Assicurazione
Art. 63 - Deposito cauzionale
Art. 64 - Requisiti professionali
Art. 65 - Esame di idoneità
Art. 66 - Elenco regionale dei direttori tecnici di agenzia
Associazioni senza scopo di lucro e uffici biglietteria
Art. 67 - Associazioni senza scopo di lucro
Art. 68 - Organizzazione di viaggi in forma non professionale
Art. 69 - Uffici biglietteria
Art. 70 - Sanzioni amministrative
Art. 71 - Contributi per le strutture e le attività turistiche
Art. 72 - Contributi per le attività di assistenza tecnica
Art. 73 - Vincolo di destinazione
Art. 76 - Abrogazioni
d) l'organizzazione e il coordinamento delle attività delle imprese che partecipano in Italia e all'estero a manifestazioni fieristiche, incontri operativi di commercializzazione, sondaggi di mercato, anche in collaborazione con l'Istituto per il commercio con l'estero (ICE), l'Agenzia nazionale del turismo, altri enti pubblici, i sistemi turistici locali, agenzie, aziende e le associazioni di categoria rappresentative del settore turistico;
m) il riconoscimento e il coordinamento dei sistemi turistici locali di cui all'articolo 8.
1. Il Consiglio regionale approva il programma annuale di promozione turistica. Il programma è predisposto dalla Giunta regionale, entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello di riferimento, tenuto conto delle proposte degli enti locali e dei sistemi turistici locali, sentite le associazioni di categoria del settore.
4. Per il sostegno dei progetti di cui al comma 3, è istituito nel bilancio regionale un apposito fondo, che viene ripartito in base ai criteri e alle modalità stabiliti ai sensi del comma 2, lettera e). Una quota del fondo è riservata al finanziamento dei progetti presentati dagli enti locali in forma associata e dai sistemi turistici locali.
a) promuovono e coordinano le iniziative di sviluppo turistico nell'ambito del territorio di riferimento, in collaborazione con i Comuni, le Comunità montane, le Unioni di Comuni, i sistemi turistici locali e le associazioni di settore;
2. I Comuni concorrono alla valorizzazione turistica del proprio territorio, singolarmente o in forma associata o attraverso i sistemi turistici locali e le Comunità montane, mediante l'attuazione di interventi finalizzati alla qualificazione del sistema dell'offerta locale e dei servizi turistici di base volti all'informazione, all'accoglienza turistica, all'intrattenimento degli ospiti e alla realizzazione di eventi e iniziative, assicurando la tutela del turista consumatore.
5. Gli IAT degli enti che aderiscono ad uno dei sistemi di cui all'articolo 8 fungono da punti di informazione dell'intero sistema turistico locale e assicurano un'informazione generale relativa al territorio regionale. Essi erogano servizi mirati a fornire informazioni sulla disponibilità ricettiva delle località comprese nel sistema medesimo, senza svolgere attività di commercializzazione del prodotto turistico.
6. Gli IAT degli enti che non hanno aderito ad uno dei sistemi di cui all'articolo 8 possono attivare i servizi indicati al comma 5 su richiesta delle associazioni degli operatori delle strutture ricettive, previa stipulazione di apposita convenzione tra il Comune e le associazioni medesime.
1. Sono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali caratterizzati dall'offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.
6. Per le finalità di cui al comma 5, la Giunta regionale stabilisce i criteri e le modalità per il riconoscimento dei sistemi turistici di cui al presente articolo. I sistemi turistici locali possono avere personalità giuridica.
3. L'iscrizione all'albo è condizione per accedere ai contributi regionali, per effettuare manifestazioni cui concorra, anche finanziariamente, la Regione e per aderire ai sistemi turistici locali di cui all'articolo 8.
5. La Regione riconosce l'attività dell'Unione nazionale pro loco d'Italia (UNPLI), esercitata attraverso le sue articolazioni regionale e provinciali per le finalità indicate nello statuto.
2. Le strutture ricettive alberghiere si distinguono in alberghi, residenze turistico-alberghiere e alberghi diffusi.
(Strutture ricettive all'aria aperta)
6. I campeggi autorizzati dopo l'entrata in vigore della presente legge devono essere dotati di un'area di sosta, attrezzata ai sensi dell'articolo 35, non inferiore a mille metri quadrati di superficie. La sosta in tale area è permessa per un periodo massimo di quarantotto ore.
1. L'esercizio delle attività ricettive di cui al presente capo è subordinato ad autorizzazione amministrativa del Comune, rilasciata previa verifica dell'iscrizione del responsabile della conduzione della struttura ricettiva al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), e ad autorizzazione sanitaria in caso di somministrazione di pasti e bevande. L'autorizzazione amministrativa si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
2. La denominazione delle strutture ricettive e le relative variazioni sono approvate dal Comune contestualmente al rilascio dell'autorizzazione o delle relative modifiche. In ambito comunale sono vietate omonimie fra gli esercizi e indicazioni atte a creare incertezze sulla natura e sulla classificazione degli stessi.
4. Il Comune invia alla Provincia gli elenchi delle autorizzazioni rilasciate, delle sospensioni, delle revoche e delle cessazioni e comunica altresì il cambio di titolarità, di gestione e di denominazione della struttura ricettiva.
5. Il Comune trasmette alla Regione e alla Provincia, entro il 31 gennaio di ogni anno, gli elenchi aggiornati delle strutture ricettive in attività.
(Sospensione, decadenza e cessazione)
1. Il Comune, previa diffida, sospende l'autorizzazione all'esercizio dell'attività ricettiva per un periodo da uno a sei mesi quando venga meno uno dei requisiti obbligatori relativi al livello minimo di classificazione oppure la rispondenza dello stato dei locali alle norme vigenti in materia urbanistica, edilizia e igienico-sanitaria, indicando le eventuali prescrizioni cui adempiere.
2. L'autorizzazione decade qualora:
c) il titolare o il gestore, salvo proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l'esercizio entro centottanta giorni dalla data di rilascio o sospenda l'attività per un periodo superiore a quello indicato all'articolo 16, comma 3.
3. Le aperture stagionali delle strutture ricettive non possono avere durata inferiore a quattro mesi consecutivi all'anno.
4. Al di fuori dei periodi indicati, la chiusura straordinaria delle strutture ricettive ad apertura annuale o stagionale deve essere autorizzata dal Comune. Il Comune, su motivata richiesta, può consentire la chiusura per un periodo non superiore a dodici mesi, prorogabile per altri dodici mesi, in caso di ristrutturazioni e di ammodernamenti della struttura ricettiva.
1. Nelle strutture ricettive di cui al presente capo l'autorizzazione abilita ad effettuare, a favore delle persone alloggiate, dei loro ospiti e di coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati, anche la somministrazione di pasti e bevande, la fornitura di giornali, riviste, materiali per uso fotografico o di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli, nonché ad installare attrezzature e strutture a carattere ricreativo ad uso esclusivo delle medesime persone, fatta salva la normativa vigente in materia di sicurezza, igiene e sanità.
1. Negli edifici e negli impianti esistenti delle strutture ricettive di cui al presente capo possono essere effettuati, anche in deroga a quanto stabilito dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 e dagli strumenti urbanistici vigenti in ordine alle altezze, ai distacchi e agli ampliamenti volumetrici, gli interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche, al rispetto delle norme di sicurezza ed igienico-sanitarie, al risparmio energetico, all'utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, al raggiungimento di innovativi standard ambientali da individuare con apposito regolamento della Giunta regionale entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge, nonché al miglioramento qualitativo necessario per l'ottenimento del livello di classificazione superiore.
4. Gli ampliamenti volumetrici connessi alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1 non possono superare il venti per cento dei volumi esistenti e non sono cumulabili con quelli previsti dall'articolo 68, comma 2, lettera c), della l.r. 34/1992. Tali ampliamenti non sono consentiti nelle parti di territorio indicate nelle zone omogenee A di cui al d.m. 1444/1968. Si può beneficiare della deroga di cui al comma 1 per una sola volta.
6. Nelle strutture ricettive di cui all'articolo 11 gli allestimenti mobili per il pernottamento, quali caravan, mobilhouse, maxicaravan e simili, installati dal gestore a servizio dei clienti, non sono soggetti a permesso di costruire, né a denuncia di inizio di attività, a condizione che conservino i meccanismi di rotazione in funzione e non possiedano alcun collegamento permanente con il terreno.
(Attività ricettive rurali e residenze d'epoca)
4. Sono residenze d'epoca le strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale che offrono alloggio in camere e unità abitative.
7. Ai fini dell'eliminazione delle barriere architettoniche si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati), quando la ricettività complessiva è superiore a sei camere. Il Comune può consentire la deroga alla disposizione suddetta in sede di rilascio dell'autorizzazione, qualora sia dimostrata l'impossibilità tecnica dell'abbattimento delle barriere architettoniche e dell'adeguamento dei locali per l'accoglienza delle persone con disabilità fisica in relazione agli elementi strutturali ed impiantistici o per la presenza di fabbricati di particolare pregio architettonico.
3. Le associazioni senza scopo di lucro di cui al comma 1 sono autorizzate ad esercitare l'attività ricettiva esclusivamente nei confronti dei propri associati.
5. Nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventù devono essere garantite la prestazione dei servizi ricettivi di base e la disponibilità di strutture e servizi che consentano di raggiungere le finalità perseguite con la loro istituzione. Nelle medesime strutture l'autorizzazione consente la somministrazione di cibi e bevande, con esclusione delle bevande alcoliche con percentuale di alcool superiore al ventuno per cento, limitatamente alle sole persone alloggiate e ad altre persone che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata.
1. Nell'ambito della categoria delle case per ferie, sono denominate case religiose di ospitalità le strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell'ente gestore che offrano, a pagamento, ospitalità a chi la richieda nel rispetto del carattere religioso della casa ed accettando le regole di comportamento e le limitazioni di servizio. A tal fine l'orario di chiusura dell'esercizio al pubblico è fissato dal Comune, non oltre le ore ventitrè, nel provvedimento di autorizzazione di cui all'articolo 28.
4. Non si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 13/1989.
(Requisiti e autorizzazione)
1. Le strutture di cui alla presente sezione, ad eccezione dei bivacchi di cui all'articolo 25, devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti dai regolamenti comunali edilizi e di igiene, nonché i requisiti tecnici definiti dalla Giunta regionale.
2. L'esercizio dell'attività è subordinato ad autorizzazione del Comune, rilasciata previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 e dell'autorizzazione sanitaria nel caso di somministrazione di pasti e bevande. L'autorizzazione amministrativa si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
3. Il titolare dell'autorizzazione comunica preventivamente al Comune ogni variazione degli elementi contenuti nell'autorizzazione medesima, al fine del riscontro della permanenza dei requisiti.
5. Sono tenuti ad iscriversi al registro delle imprese di cui alla legge 580/1993 i titolari e i gestori delle attività di cui agli articoli 21 e 27, nonché i titolari delle case per ferie che intendano ospitare gruppi autogestiti diversi dai soggetti di cui all'articolo 22, comma 1.
1. Il Comune, previa diffida, sospende temporaneamente l'autorizzazione per un periodo da cinque a trenta giorni quando venga meno la rispondenza dello stato dei locali alle norme vigenti in materia urbanistica, edilizia e igienico-sanitaria, nonché nel caso di violazione delle prescrizioni previste nell'autorizzazione.
2. L'autorizzazione decade qualora venga meno uno dei requisiti soggettivi previsti per il rilascio o quando, alla scadenza del periodo di sospensione, non sia stato ottemperato alle prescrizioni imposte.
5. Sono altresì attività turistiche gestite in forma di impresa quelle che, per fini prevalentemente turistici, trasportano passeggeri con mezzi o infrastrutture soprattutto di tipo dedicato, noleggiano mezzi atti a permettere la mobilità dei passeggeri, gestiscono strutture ad indirizzo sportivo-ricreativo-escursionistico ad alta valenza turistica e strutture convegnistiche e congressuali, nonché gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande facenti parte dei sistemi di cui all'articolo 8 e concorrenti alla formazione dell'offerta turistica, con esclusione delle mense e degli spacci aziendali.
7. Le modalità per il rilascio delle concessioni demaniali marittime per le finalità turistico-ricettive da parte dei Comuni ai sensi dell'articolo 31 della l.r. 17 maggio 1999, n. 10 (Riordino delle funzioni amministrative della Regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione amministrativa) sono stabilite dalla Giunta regionale, nel rispetto della normativa statale vigente in materia.
2. Le attività di cui all'articolo 30 sono soggette all'iscrizione nel registro delle imprese di cui alla legge 580/1993 e al rilascio, da parte del Comune competente, dell'autorizzazione relativa a ciascuna specifica attività, previa verifica del rispetto delle norme in materia di edilizia e urbanistica, igiene e sanità pubblica, tutela della salute, ordine pubblico e sicurezza. L'autorizzazione si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
3. I Comuni comunicano alla Regione le autorizzazioni concesse con la tipologia e l'ubicazione dell'attività esercitata, nonché la denominazione dell'impresa esercente.
4. L'autorizzazione all'esercizio delle attività di cui all'articolo 30 decade qualora venga meno uno dei requisiti previsti per il rilascio.
Nota: Per le dotazioni minime si faccia riferimento al D.G.R. n. 971/2009 del 08 giugno 2009 che si trova a questo link, allegato A.
1. In deroga alle disposizioni di cui al presente capo, l'uso di immobili non destinati abitualmente a ricettività collettiva è consentito in via eccezionale, per periodi non superiori ai sessanta giorni, da parte dei soggetti e per le finalità di cui all'articolo 22, comma 1, previo nulla osta del Comune.
1. L'offerta del servizio di alloggio e prima colazione con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali (bed and breakfast) è subordinata a una denuncia di inizio attività, con indicazione del periodo in cui l'attività non è esercitata.
1. I titolari o gestori delle strutture di cui al capo I, al capo II, sezione I, e agli articoli 30, comma 2, e 34 trasmettono al Comune, entro il 1o ottobre di ogni anno e con le modalità stabilite dalla Giunta regionale, la comunicazione riguardante i prezzi dei servizi che intendono praticare a decorrere dal 1o gennaio dell'anno successivo. Per le nuove strutture e i nuovi esercizi la comunicazione è effettuata entro trenta giorni dalla data di apertura. Gli operatori non possono praticare prezzi superiori ai massimi comunicati.
2. I Comuni trasmettono alla Regione, con le modalità stabilite dalla Giunta regionale, le informazioni sui prezzi in base alle caratteristiche delle strutture ricettive entro il 31 ottobre per le comunicazioni di cui all'articolo 40, comma 1, ed entro il 31 marzo per quelle di cui all'articolo 40, comma 2.
1. È soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00 e all'immediata chiusura dell'esercizio chiunque eserciti un'attività ricettiva di cui al capo I senza l'autorizzazione comunale.
5. La concessione di soggiorno ad un numero di persone superiore a quello autorizzato comporta l'applicazione, per le strutture ricettive all'aria aperta, di una sanzione amministrativa da euro 10,00 a euro 30,00 per ogni persona in più ospitata e, per le strutture alberghiere, di una sanzione amministrativa da euro 150,00 a euro 450,00 per ogni persona in più ospitata.
6. Chiunque faccia funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dal capo II, sezione I, senza autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 500,00 a euro 1.500,00. Il superamento della capacità ricettiva consentita comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 250,00 a euro 500,00.
7. Chiunque gestisca una delle attività di cui al capo II, sezione II, senza autorizzazione è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 500,00 a euro 1.500,00.
12. L'esercizio dei campeggi non autorizzati ai sensi degli articoli 36 e 37 comporta l'applicazione della sanzione da euro 250,00 a euro 750,00 e la chiusura immediata del campeggio; la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 38 e 39, comma 5 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa di euro 10,00 a persona.
14. La mancata comunicazione dei prezzi nei termini, oltre a quanto stabilito dall'articolo 40, comma 3, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 750,00; l'omessa esposizione delle tabelle e dei cartellini dei prezzi comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 350,00 a euro 1.050,00; l'applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati comporta l'applicazione della sanzione da euro 750,00 a euro 2.250,00.
17. In caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate. Si può procedere inoltre alla sospensione dell'autorizzazione o dell'attività per un periodo non superiore a sessanta giorni e, nei casi più gravi, alla revoca dell'autorizzazione o al divieto di prosecuzione dell'attività.
18. Le sanzioni di cui al presente articolo sono irrogate dall'ente incaricato della vigilanza ai sensi dell'articolo 44, con le procedure di cui alla l.r. 10 agosto 1998, n. 33 (Disciplina generale e delega per l'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale).
b) chi svolge, a titolo gratuito e senza carattere di professionalità e abitualità, previa comunicazione al Comune interessato e nell'osservanza delle norme regionali in materia di agenzie di viaggio e turismo, le attività di cui al presente capo esclusivamente in favore dei soci o iscritti agli enti o organismi di carattere associativo operanti nel settore del turismo e del tempo libero;
4. I Comuni, le Province e la Regione assicurano la massima visibilità degli elenchi professionali sui rispettivi siti web.
1. L'esercizio delle professioni turistiche di cui al presente titolo è subordinato ad una denuncia di inizio attività, da presentare al Comune nel quale il soggetto risiede o intende stabilire il proprio domicilio. Deve essere comunicata altresì al Comune la cessazione dell'attività.
2. Ai fini di informazione turistica le associazioni di categoria comunicano, entro il 1o ottobre di ogni anno, alla Regione e alle Province, le tariffe che si intendono praticare l'anno successivo.
6. Per l'applicazione si osservano le norme di cui alla l.r. 33/1998.
(Autorizzazione e orario di apertura)
1. L'apertura delle agenzie è subordinata al rilascio di apposita autorizzazione da parte del Comune nel cui territorio si intende porre la sede dell'agenzia, previo accertamento dei requisiti di cui all'articolo 58. La Giunta regionale determina le modalità per il rilascio. L'autorizzazione si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
2. Ogni variazione relativa all'attività esercitata tra quelle di cui all'articolo 58 comporta l'obbligo di nuova autorizzazione.
1. Il Comune dispone la sospensione dell'autorizzazione per un periodo da uno a sei mesi nei seguenti casi:
d) qualora vengano esercitate attività difformi da quelle autorizzate.
4. L'autorizzazione decade:
1. Il deposito cauzionale è istituito a garanzia delle obbligazioni assunte dall'agenzia di viaggio e turismo e a garanzia dei danni eventualmente arrecati in conseguenza dell'attività dell'agenzia.
2. Il titolare dell'agenzia versa al Comune un deposito cauzionale il cui importo è stabilito con deliberazione della Giunta regionale.
6. Nel caso in cui il deposito cauzionale sia ridotto nella sua consistenza originaria per effetto dell'applicazione del comma 1, lo stesso deve essere ricostituito nella misura di cui al comma 2 entro il termine di sessanta giorni.
c) i cittadini italiani e degli altri Stati membri dell'Unione europea per i quali ricorrono le condizioni di cui all'articolo 4 del d.lgs. 392/1991;
3. Le associazioni iscritte nell'elenco sono autorizzate a svolgere l'attività, esclusivamente in conformità allo scopo per cui sono state costituite e nel rispetto della normativa comunitaria e statale, previa stipula dell'assicurazione di cui all'articolo 62.
8. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 70, è disposta la cancellazione dell'associazione dall'elenco in caso di reiterate irregolarità nello svolgimento delle attività. La reiscrizione all'elenco non può avvenire prima di un anno.
1. Non è soggetta alla disciplina del presente titolo l'apertura al pubblico degli uffici delle compagnie aree e di navigazione, nonché delle altre imprese di trasporto operanti nel territorio della regione, purché l'attività delle stesse si limiti all'emissione ed alla vendita dei biglietti della compagnia rappresentata e non comporti anche l'organizzazione di viaggi, soggiorni, crociere, gite ed escursioni, comprendente prestazioni e servizi resi oltre il servizio di trasporto.
a) chiunque intraprenda le attività di cui all'articolo 58 senza autorizzazione;
b) chiunque svolga attività diverse da quelle autorizzate;
b) chiunque faccia uso della denominazione di agenzia senza aver ottenuto l'autorizzazione, ovvero usi una denominazione diversa da quella autorizzata;
e) il titolare di agenzia non autorizzata alla vendita diretta al pubblico, che contravviene agli obblighi previsti dall'articolo 58, comma 4.
5. In caso di recidiva, le sanzioni sono applicate nel doppio della misura inizialmente irrogata, congiuntamente alla sospensione dell'autorizzazione fino a centoventi giorni. In caso di ulteriore recidiva per violazione delle disposizioni di cui al comma 1, è applicata la sanzione della sospensione dell'autorizzazione da quattro mesi a un anno, anche se si tratta di violazioni di diversa specie.
1. Ai componenti e al segretario delle commissioni regionali e provinciali previste dalla presente legge, anche dipendenti dell'ente rispettivamente competente nel caso di attività svolta fuori dell'orario di servizio, spettano un'indennità di seduta pari a euro 100,00 e le indennità di missione di cui alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 (Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materie di competenza regionale e ai componenti di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell'ambito dell'amministrazione regionale).
10. Gli IAT istituiti ai sensi dell'articolo 20 della l.r. 53/1997 e trasferiti alla Regione ai sensi dell'articolo 6 della l.r. 16 dicembre 2005, n. 35 (Riordino o soppressione di enti e agenzie operanti in materia di competenza regionale), sono trasferiti alla Provincia territorialmente competente. L'individuazione dei beni e del personale da trasferire è effettuata dalla Giunta regionale entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalità di cui all'articolo 11 della l.r. 10/1999.
a) 12 marzo 1974, n. 9 (Competenze del comitato urbanistico in materia di deroghe alberghiere);
b) 21 maggio 1975, n. 43 (Istituzione albo regionale delle pro loco);
c) 23 luglio 1977, n. 29 (Finanziamento della propaganda turistica per l'esercizio finanziario 1977);
d) 19 maggio 1978, n. 13 (Incentivazione turistico alberghiera);
e) 6 marzo 1979, n. 9 (Modifica all'articolo 6 della legge regionale 19 maggio 1978, n. 13 "Incentivazione turistico alberghiera");
f) 17 maggio 1980, n. 29 (Incentivazione turistico alberghiera);
g) 4 dicembre 1984, n. 39 (Interventi finalizzati allo sviluppo e alla qualificazione della ricettività turistico alberghiera);
h) 8 gennaio 1987, n. 6 (Modificazioni alla l.r. 4 dicembre 1984, n. 39);
i) 31 dicembre 1987, n. 43 (Rifinanziamento della l.r. 4 dicembre 1984, n. 39 concernente "Interventi per lo sviluppo e la qualificazione della ricettività turistico alberghiera");
j) 28 ottobre 1991, n. 33 (Interventi e riqualificazione dell'offerta turistica regionale);
k) 12 agosto 1994, n. 31 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere);
l) 22 ottobre 1994, n. 42 (Norme sulla classificazione delle strutture ricettive);
m) 16 gennaio 1995, n. 13 (Modifiche all'articolo 23 della l.r. 7 aprile 1988, n. 10 "Organizzazione turistica regionale");
n) 12 aprile 1995, n. 32 (Interpretazione autentica dell'articolo 29, comma 3, della l.r. 7 aprile 1988, n. 10 concernente "Organizzazione turistica regionale");
o) 12 aprile 1995, n. 42 (Rifinanziamento e modificazioni della l.r. 28 ottobre 1991, n. 33 "Interventi e riqualificazione dell'offerta turistica regionale");
p) 23 luglio 1996, n. 31 (Regolamentazione del turismo itinerante ed integrazione alla l.r. 22 ottobre 1994, n. 42);
q) 19 agosto 1996, n. 36 (Rifinanziamento e integrazione della l.r. 28 ottobre 1991, n. 33, relativa ad interventi e riqualificazione dell'offerta turistica regionale);
r) 9 gennaio 1997, n. 4 (Modifica all'articolo 8 della l.r. 23 gennaio 1996, n. 4 concernente "Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero");
s) 20 gennaio 1997, n. 12 (Norme in materia di trasmissione e di pubblicazione dei prezzi delle strutture ricettive);
t) 24 febbraio 1997, n. 16 (Proroga della durata in carica degli organi delle Aziende di promozione turistica);
u) 14 luglio 1997, n. 41 (Disciplina delle attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo);
v) 6 agosto 1997, n. 53 (Ordinamento dell'organizzazione turistica delle Marche);
w) 13 luglio 1999, n. 19 (Modifiche alle leggi regionali 14 luglio 1997, n. 41 concernente "Disciplina delle attività di organizzazione ed interme-diazione di viaggi e turismo" e 4 luglio 1994, n. 23 concernente "Modifiche alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 `Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materia di competenza di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell'ambito dell'Amministrazione regionale");
x) 26 luglio 1999, n. 20 (Norme per la tutela e la regolamentazione dei campeggi didattico-educativi);
y) 31 agosto 1999, n. 23 (Disciplina dei campeggi);
z) 14 febbraio 2000, n. 8 (Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 12 agosto 1994, n. 31 sulle strutture extra alberghiere e 14 luglio 1997, n. 41 sull'attività di organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo);
aa) 9 marzo 2001, n. 5 (Modifiche alla legge regionale 28 ottobre 1991, n. 33 "Interventi e riqualificazione dell'offerta turistica regionale");
bb) 15 settembre 2005, n. 22 (Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1996, n. 4 "Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero").
f) l'articolo 1 della legge regionale 13 luglio 1999, n. 19 (Modifiche alle leggi regionali 14 luglio 1997, n. 41 concernente: "Disciplina delle attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo" e 4 luglio 1994, n. 23 concernente: "Modifiche alla legge regionale 2 agosto 1984, n. 20 "Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materia di competenza di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell'ambito dell'Amministrazione regionale");
3. Nella tabella B allegata alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 (Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materie di competenza regionale e ai componenti di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell'ambito dell'amministrazione regionale) è soppressa la voce "Commissione d'esame per l'accertamento dell'idoneità all'esercizio della professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo (articolo 21, l.r. 41/1997).
La presente legge è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge regione Marche.
Data ad Ancona, addì 11 luglio 2006.
Nota all'art. 19, comma 1
Il decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 reca: "Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765."
Nota all'art. 19, comma 3
Il testo dell'articolo 26 della l.r. 5 agosto 1992, n. 34 (Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio) è il seguente:
"Art. 26 - (Approvazione degli strumenti urbanistici comunali, dei regolamenti edilizi e delle relative varianti) - 1. Il piano regolatore generale (PRG), adottato dal Consiglio comunale, è depositato a disposizione del pubblico, per sessanta giorni, presso la segreteria del Comune. Dell'avvenuto deposito è data notizia mediante avviso pubblicato all'Albo del Comune e sulle pagine locali di almeno un giornale quotidiano di diffusione regionale, elevato a tre per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, nonché mediante l'affissione di manifesti. Entro i sessanta giorni di deposito, chiunque può formulare osservazioni sui criteri e sulle linee generali del PRG adottato.
a) provvede all'approvazione del PRG in adeguamento al parere della Giunta provinciale entro centoventi giorni dal suo ricevimento.
Decorso detto termine, il Comune è tenuto a provvedere alla rielaborazione del Piano;
12. I regolamenti edilizi e le relative varianti contenenti norme difformi dai parametri urbanistico-edilizi previsti dallo strumento urbanistico generale e dall'articolo 13 del regolamento edilizio regionale approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale del 14 settembre 1989, n. 23 e successive modificazioni, sono sottoposti al parere della Giunta provinciale in ordine al fondamento delle motivazioni che hanno determinato le difformità stesse. Il parere è espresso dalla Giunta provinciale entro novanta giorni dal ricevimento. Decorso inutilmente il termine il parere si intende favorevole. Il termine può essere sospeso per una sola volta, quando l'Amministrazione provinciale chieda chiarimenti ed integrazioni documentali e riprende a decorrere dal ricevimento dei chiarimenti o delle integrazioni. Qualora il parere sia favorevole, il Consiglio comunale provvede all'approvazione del regolamento edilizio o delle relative varianti entro sessanta giorni dal suo ricevimento. In caso di parere negativo, il Comune provvede alla rielaborazione delle norme difformi."
Note all'art. 19, comma 4
- Il testo della lettera c) del comma 2 dell'articolo 68 della l.r. 5 agosto 1992, n. 34 (Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio) è il seguente:
"Articolo 68 - (Limiti alle concessioni in deroga) - Omissis
- Per l'argomento del d.m. 1444/1968 vedi nella nota all'art. 19, comma 1.
Nota all'art. 21 comma 1
Il testo dell'articolo 1 della l.r. 8 marzo 1990, n. 13 (Norme edilizie per il territorio agricolo) è il seguente:
"Art. 1 - (Zone agricole) - 1. Sono considerate zone agricole le parti del territorio individuate dagli strumenti urbanistici generali comunali vigenti, ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, come zone omogenee "E", nonché le zone destinate all'agricoltura degli strumenti urbanistici comunali vigenti, anche se non classificate come zone "E".
3. Le norme della presente legge prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali e dei regolamenti edilizi. Sono fatte comunque salve le normative comunali eventualmente più restrittive di quelle previste dalla presente legge e le prescrizioni contenute nel Piano Paesistico Ambientale regionale di cui alla LR 8 giugno 1987, n. 26."
Nota all'art. 21, comma 7 e 26, comma 4
Il testo del comma 2, dell'articolo 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) è il seguente:
"Art. 1 - Omissis.
Nota all'art. 30, comma 7
Il testo dell'articolo 31 della l.r. 17 maggio 1999, n. 10 (Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione amministrativa) è il seguente:
"Art. 31 - (Funzioni dei comuni) - 1. sono delegate ai comuni le funzioni amministrative concernenti il rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo e di concessioni relative a zone del mare territoriale per finalità turistiche e ricreative."
Nota all'art. 64, comma 2
Il testo dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392 (Attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di viaggio e turismo, a norma dell'art. 16 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 - legge comunitaria 1990) è il seguente:
"Art. 3 - (Requisiti di onorabilità e capacità finanziaria) - 1. Qualora per ottenere l'autorizzazione ad esercitare, anche in qualità di lavoratore dipendente, le attività di cui al presente decreto debbano essere fornite attestazioni comprovanti il possesso di requisiti di onorabilità o di assenza di fallimento, dovrà essere presentato un estratto del casellario giudiziale o, in mancanza di esso, un documento equipollente rilasciato da un'autorità giudiziaria o amministrativa competente del Paese di origine o di provenienza, attestante il possesso dei requisiti anzidetti.
2. Qualora l'esercizio delle attività di cui al presente decreto possa essere consentito solo previa documentazione del possesso di ulteriori e specifici requisiti di onorabilità, previsti da leggi statali o regionali, non figuranti nei documenti di cui al comma 1, è sufficiente che i cittadini degli altri Stati membri presentino un attestato rilasciato da un'autorità giudiziaria o amministrativa del Paese d'origine o provenienza da cui risulti che tali specifici requisiti sono soddisfatti.
3. Quando nel Paese di origine o di provenienza i documenti o gli attestati di cui ai commi 1 e 2 non vengano rilasciati, essi possono essere sostituiti da una dichiarazione sotto giuramento ovvero, negli Stati in cui questa non sia prevista, da una dichiarazione solenne resa dall'interessato ad un'autorità giudiziaria o amministrativa competente o ad un notaio del Paese di origine o di provenienza che rilascerà un attestato facente fede di tale giuramento o dichiarazione solenne; la dichiarazione di mancanza di fallimento può essere fatta in tal caso anche ad un organismo professionale competente del Paese di origine o di provenienza.
4. I requisiti di cui ai commi 1, 2 e 3 devono essere posseduti, quando si tratti di impresa individuale, dal titolare di essa e, quando si tratti di società, dal legale rappresentante e, se richiesto dalla legge, dai componenti del consiglio d'amministrazione, nonché, in ogni caso, dal direttore tecnico.
5. In sede di istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio delle attività potrà tenersi conto di fatti specifici dei quali lo Stato italiano sia comunque venuto a conoscenza.
6. L'iscrizione, ove richiesta dalla legge, ad albi, registri, liste o altri elenchi ai fini dell'esercizio delle attività di cui al presente decreto da parte di cittadini appartenenti ad altri Stati membri, avviene alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani.
7. Ai fini dell'accertamento della capacità finanziaria, gli attestati rilasciati dalle banche ed istituti di credito di altri Stati membri saranno ritenuti equivalenti a quelli rilasciati da banche ed istituti di credito italiani.
8. I documenti attestanti i requisiti di onorabilità e di capacità finanziaria devono essere di data non anteriore a tre mesi al momento della esibizione."
Nota all'art. 66, comma 2, lett. c)
Il testo dell'articolo 4 del decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392 (Attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di viaggio e turismo, a norma dell'art. 16 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 - legge comunitaria 1990) è il seguente:
"Art. 4 - (Capacità professionale) - 1. La prova del possesso di conoscenze ed attitudini generali, commerciali o professionali, richieste per l'accesso alle attività di cui al presente decreto, o per l'esercizio delle stesse, è fornita dalla certificazione dell'effettivo esercizio, in un altro Stato membro, delle attività di cui all'art. 2, comma 1.
2. La certificazione deve essere rilasciata dall'autorità od organismo competente dello Stato membro di origine o provenienza e deve, comunque, comprovare che l'attività è stata prestata:
a) per sei anni consecutivi a titolo di titolare indipendente con funzioni di direttore tecnico o di direttore tecnico o di dirigente con mansioni commerciali responsabile di almeno un reparto dell'agenzia di viaggio e turismo;
b) ovvero:
per tre anni consecutivi a titolo di titolare indipendente con funzioni di direttore tecnico o di direttore tecnico o di dirigente con mansioni commerciali responsabile di almeno un reparto dell'agenzia di viaggio e turismo, qualora il richiedente dimostri di aver ricevuto, per l'attività in oggetto, una precedente formazione professionale di almeno tre anni, comprovata da un certificato riconosciuto dallo Stato o giudicata pienamente valida da un organismo professionale competente;
per quattro anni consecutivi a titolo di titolare indipendente con funzioni di direttore tecnico o di direttore tecnico o di dirigente con mansioni commerciali responsabile di almeno un reparto dell'agenzia di viaggio e turismo, qualora il richiedente dimostri di aver ricevuto, per l'attività in oggetto, una precedente formazione professionale di almeno due anni, comprovata da un certificato riconosciuto dallo Stato o giudicata pienamente valida da un organismo professionale competente;
c) per tre anni consecutivi a titolo di titolare indipendente con funzioni di direttore tecnico o di direttore tecnico o di dirigente con mansioni commerciali responsabile di almeno un reparto dell'agenzia di viaggio e turismo, qualora il richiedente dimostri di aver svolto a titolo dipendente l'attività in oggetto presso un'agenzia di viaggio per almeno cinque anni;
d) ovvero:
per cinque anni consecutivi a titolo dipendente o salariato presso un'agenzia di viaggio, qualora il richiedente dimostri di aver ricevuto, per l'attività in oggetto, una precedente formazione professionale per almeno tre anni, comprovata da un certificato riconosciuto dallo Stato o giudicata pienamente valida da un organismo professionale competente;
per sei anni consecutivi a titolo dipendente o salariato presso un'agenzia di viaggio, qualora il richiedente dimostri di aver ricevuto, per l'attività in oggetto, una precedente formazione professionale per almeno due anni, comprovata da un certificato riconosciuto dallo Stato o giudicata pienamente valida da un organismo professionale competente.
3. Nei casi previsti alle lettere a) e c) del comma 2 l'attività non può essere stata interrotta da oltre dieci anni alla data del deposito della domanda.
4. Sono fatte salve le disposizioni che subordinino l'accesso a taluna delle attività di cui al presente decreto al suo previo esercizio nello stesso ramo di attività che l'interessato intende esercitare, ovvero al possesso della relativa, specifica formazione professionale."
Nota all'art. 68, comma 3
Il testo dell'articolo 84 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229) è il seguente:
"Art. 84 - (Pacchetti turistici) - 1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero comprendente almeno una notte:
2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l'organizzatore o il venditore agli obblighi della presente sezione."
Note all'art. 75, comma 10
- Il testo dell'articolo 20 della l.r. 6 agosto 1997, n. 53 (Ordinamento dell'organizzazione turistica delle marche) è il seguente:
"Art. 20 - (Informazione ed accoglienza turistica - IAT) - 1. Al fine di assicurare l'assistenza e l'accoglienza ai turisti a livello locale, nonché le informazioni sulla domanda e sull'offerta turistica, l'APTR istituisce previo nulla osta della Giunta regionale propri punti di informazione ed accoglienza turistica anche per ambiti territoriali sovracomunali, denominati IAR, che non hanno personalità giuridica nè autonomia propria e sono diretta emanazione dell'APTR medesima.
2. Le sedi delle soppresse Aziende di promozione turistica sono riconosciute come sedi IAT.
3. L'APTR può inoltre stipulare convenzioni con le associazioni degli operatori delle strutture ricettive per l'attivazione nelle sedi IAT di servizi mirati a fornire informazioni sulla disponibilità ricettiva della varie località.
4. La Giunta regionale definisce le caratteristiche strutturali ed operative delle sedi IAT secondo un modello omogeneo sul territorio, nonché il modello grafico del segno distintivo dei medesimi.
5. Le associazioni pro - loco che abbiano promosso l'apertura di punti d' informazione e di accoglienza ai turisti, possono, ai sensi dell'articolo 4, comma 5, della legge 217/ 1983, usare la denominazione IAT ove si conformino alle caratteristiche strutturali ed operative di cui al comma 4, previo assenso dell'APTR."
- Il testo dell'articolo 6 della l.r. 16 dicembre 2005, n. 35 (Riordino o soppressione di Enti e Agenzie operanti in materia di competenza regionale) è il seguente:
"Art. 6 - (Soppressione e trasferimento dei rapporti giuridici) - 1. A decorrere dal 1o gennaio 2006 l'APTR è soppressa, i relativi organi sono sciolti ed il direttore decade.
2. A decorrere dalla data di cui al comma 1, le funzioni di competenza dell'APTR sono esercitate dalla Regione mediante il servizio regionale competente in materia di turismo.
3. A decorrere dalla data di soppressione dell'APTR il servizio regionale di cui al comma 2 svolge le funzioni dell'Azienda medesima inerenti i punti di informazione e accoglienza turistica (IAT) istituti ai sensi dell'articolo 20 della l.r. 53/1997.
4. La Regione subentra, altresì, nei rapporti giuridici attivi e passivi dell'APTR, compresi quelli relativi al personale e agli IAT, esistenti alla data di soppressione dell'APTR medesima."
- Il testo dell'articolo 11 della l.r. 17 maggio 1999, n. 10 (Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione amministrativa) è il seguente:
"Art. 11 - (Strutture e personale) - 1. La Giunta regionale, sentita la conferenza regionale delle autonomie e previa concertazione con le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti maggiormente rappresentative, identifica, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della presente legge, le strutture organizzative e i contingenti di personale preposti allo svolgimento delle funzioni conferite ed adotta i provvedimenti di cui ai successivi commi.
2. La Giunta regionale provvede alla soppressione dei servizi e degli uffici interessati o alla rideterminazione delle relative competenze.
3. La Giunta regionale provvede inoltre, sentita la conferenza regionale delle autonomie, e mediante contrattazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, a determinare i contingenti di personale, articolati per qualifiche funzionali e profili professionali, da trasferire ai singoli enti.
4. La Giunta regionale, tenuto conto anche delle eventuali richieste di trasferimento del personale, approva gli elenchi nominativi, distinti per ente destinatario, del personale da trasferire.
5. I posti dei contingenti di personale individuati ai sensi del comma 1 sono portati in diminuzione della dotazione organica del personale della Giunta regionale e sono automaticamente soppressi all'atto del trasferimento del personale o al verificarsi della vacanza dei posti stessi per qualsiasi causa.
6. Il personale regionale trasferito conserva la posizione giuridica ed economica in godimento all'atto del trasferimento, compresa l'anzianità di servizio già maturata; nei confronti di tale personale continua inoltre ad applicarsi il trattamento previdenziale di cui alla l.r. 3 novembre 1984, n. 34.
7. La Giunta regionale, attraverso la contrattazione con le rappresentanze sindacali regionali maggiormente rappresentative, stabilisce le modalità e i criteri per il passaggio dei dipendenti e le modalità di applicazione delle forme di incentivazione previste dall'articolo 1, comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 per il personale trasferito, anche utilizzando gli stanziamenti a ciò destinati.
8. Gli oneri relativi al personale trasferito sono a carico della Regione che vi provvede per l'anno in cui viene disposto il trasferimento con apposito stanziamento iscritto nel bilancio di previsione. Per gli anni successivi tali oneri vengono portati in aumento della dotazione finanziaria assegnata agli enti per far fronte alle spese relative alle funzioni conferite.
9. In relazione ai conferimenti disposti, la Giunta regionale adotta, avvalendosi delle scuole regionali di formazione, mediante contrattazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, programmi ed iniziative di attività di formazione professionale e riqualificazione del personale trasferito e di quello degli enti locali."
* Proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale n. 81 del 17 febbraio 2006;
* Relazione della III Commissione consiliare permanente in data 3 maggio 2006;
* Parere della II Commissione consiliare permanente in data 23 maggio 2006;
* Deliberazione legislativa approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 4 luglio 2006, n. 35.
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