Source: http://www.vasroma.it/lisola-ecologica-che-si-vorrebbe-realizzare-dentro-il-parco-di-veio-vas-chiede-di-rispettare-e-far-rispettare-le-misure-di-salvaguardia-di-questarea-naturale-prote/
Timestamp: 2018-04-24 08:44:53+00:00
Document Index: 159153252

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'e contrario', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 23', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 1']

15 maggio 2015 ARCHIVI, AREE NATURALI PROTETTE, Comune di Roma, GOVERNO DEL TERRITORIO, Municipio di Roma XV, NEWS, parchi regionali, piani territoriali Nessun commento / di la tua
Con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 129 del 16 dicembre 2014 sono stati approvati gli «Indirizzi per l’avvio del percorso “verso rifiuti zero” attraverso l’introduzione di un programma di gestione dei rifiuti urbani e dei servizi di decoro ed igiene urbana, tra cui la raccolta differenziata “porta a porta spinta” dei rifiuti urbani»: il punto 10 del dispositivo impegna a «realizzare un’adeguata rete impiantistica a servizio della raccolta differenziata, a partire dai Centri di Raccolta, con l’obiettivo di arrivare ad averne almeno uno per Municipio».
Il “centro di raccolta” è stato previsto dal Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, che ha dettato le “Norme in materia ambientale” e che all’art. 183, comma 1, lettera cc) definisce «centro di raccolta: area presidiata ed allestita, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento. La disciplina dei centri di raccolta è data con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata Stato – Regioni, città e autonomie locali».
Dopo le modifiche apportate dapprima dal Decreto Legislativo n. 4 del 16 gennaio2008 poi dal Decreto Legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010 la suddetta lettera cc) è diventata l’attuale lettera mm), mantenendo la stessa definizione e riducendo l’ultimo periodo a “Conferenza unificata”.
L’allora Ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha emanato il Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 con cui ha dettato la “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato”.
L’allegato al suddetto D.M. detta i seguenti “requisiti tecnico gestionali relativi al centro di raccolta dei rifiuti urbani e assimilati”.
UBICAZIONE DEL CENTRO DI RACCOLTA – 1.1. Il centro di raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l’accesso degli utenti.
REQUISITI DEL CENTRO DI RACCOLTA – 1 Il centro di raccolta deve essere allestito nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro.
Le operazioni ivi eseguite non devono creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, o
inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.
2 Il centro di raccolta deve essere dotato di:
a. adeguata viabilità interna;
3 All’esterno dell’aera dell’impianto devono essere previsti sistemi di illuminazione e apposita ed esplicita cartellonistica, ben visibile per dimensioni e collocazione, che evidenzi le caratteristiche del centro di raccolta, le tipologie di rifiuti che possono essere conferiti, gli orari di apertura e le norme per il comportamento.
4 Deve essere redatto un piano di ripristino a chiusura dell’impianto al fine di garantire la fruibilità del sito, in coerenza con la destinazione urbanistica dell’area.
STRUTTURA DEL CENTRO – 1 Il centro di raccolta deve essere strutturato prevedendo:
2 Le aree di deposito devono essere chiaramente identificate e munite di esplicita cartellonistica indicante le norme per il conferimento dei rifiuti e il contenimento dei rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
DURATA DEL DEPOSITO – 1 La durata del deposito di ciascuna frazione merceologica conferita al centro di raccolta non deve essere superiore a due mesi.
2 La frazione organica umida deve essere avviata agli impianti di recupero entro 72 ore, al fine di prevenire la formazione di emissioni odorigene.
MODALITÀ DI CONFERIMENTO E TIPOLOGIE DI RIFIUTI CONFERIBILI AL CENTRO DI RACCOLTA – 1. I rifiuti conferiti al centro di raccolta, a seguito dell’esame visivo effettuato dall’addetto, devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, attraverso l’individuazione delle loro caratteristiche e delle diverse tipologie e frazioni merceologiche, separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi e quelli da avviare a recupero da quelli destinati allo smaltimento.
2 Potranno essere conferite le seguenti tipologie di rifiuti:
vernici, inchiostri, adesivi e resine (codice CER 20 01 27* e 20 01 28)
rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all’articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche.
Come di può ben vedere, si tratta di n. 31 tipologie ciascuna caratterizzata da un numero progressivo e da una denominazione, (univocamente identificabili attraverso i corrispondenti Codici europei, – talora a qualcuna delle designazioni corrispondendo più di un codice CER, – appartenenti ai Capitoli 15 e 20 del Catalogo europeo dei Rifiuti), e da una trentaduesima categoria residuale “rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali“.
Al suddetto decreto sono stata apportate delle modifiche dall’allora Ministro Stefania Prestigiacomo, che con Decreto Ministeriale 13 maggio 2009 ha ampliato le categorie di rifiuti conferibili: alle 32 tipologie di rifiuti conferibili ne ha aggiunte 13, tra cui, per le sole utenze domestiche, toner esauriti, mattoni e mattonelle provenienti da piccole ristrutturazioni ad opera del conduttore della civile abitazione e pneumatici fuori uso: possono invece essere conferiti da utenze anche non domestiche le terre e rocce, i tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio (codice CER 20 01 21) nonché i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (codice CER 20 01 23*, 20 01 35* e 20 01 36).
Esempio schematico di un entro di raccolta
Il “centro di raccolta” non rientra quindi nell’ambito della discarica e, di conseguenza, neanche in quello di deposito temporaneo.
Esempio realizzato di un centro di raccolta
Il termine “isola ecologica“ non è presente nella normativa nazionale: lo si trova in alcune leggi regionali, insieme ad altri (piazzola ecologica, piattaforma ecologica, ecocentro, ricicleria, stazione ecologica,…) ed in riferimento a strutture variamente definite.
A volte è utilizzato per indicare una semplice postazione di cassonetti/campane stradali completa ed idonea ad una completa differenziazione dei rifiuti: in altre realtà è sinonimo di “centro di raccolta”.
La differenza tra “centri di raccolta” e “isole ecologiche” o “ecopiazzole” è stata spiegata nella Sentenza della Corte di Cassazione n. 1690 del 14 gennaio 2013.
Antecedentemente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 152/2006 si era sempre ritenuto che le piazzole comunali destinate alla raccolta differenziata dei rifiuti avessero natura di “centri di stoccaggio” in quanto vi si effettuavano attività di smaltimento, consistente nel deposito preliminare in vista di altre operazioni di smaltimento definitive o attività di recupero: la qualifica di “isole ecologiche” come aree in cui vengono svolte operazioni di stoccaggio è stata avallata in due note del Ministero dell’Ambiente del 3 novembre 1998 e del 5 agosto 1999, entrambe riferite alle “ecopiazzole comunali”.
La giurisprudenza amministrativa ha invece qualificato l’attività come raccolta, con pesatura e raggruppamento (o separazione) dei vari tipi di rifiuto conferiti dai cittadini, diversa quindi dalle fasi di smaltimento o di recupero (Sentenza del Consiglio di Stato n. 609 del 17 febbraio 2004).
Successivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006, richiamando l’orientamento precedentemente espresso, si è nuovamente affermato che le “ecopiazzole” o “isole ecologiche” necessitano della prevista autorizzazione in quanto centri di stoccaggio in cui si svolge una fase preliminare alle attività di smaltimento o di recupero dei rifiuti.
Secondo quindi la Corte di Cassazione «deve, conseguentemente escludersi che, al di fuori dell’ipotesi contemplata dal legislatore, la predisposizione di aree attrezzate per il conferimento dei rifiuti astrattamente riconducibili ad un generico concetto di “ecopiazzola” o “isola ecologica” possa ritenersi sottratta alla disciplina generale dei rifiuti, poiché l’intervento del legislatore ha ormai definitivamente delimitato tale nozione prevedendo, peraltro, un regime autorizzatorio e gestionale che, come visto, consente il conferimento ai centri di raccolta di un’ampia gamma di rifiuti in maniera controllata.»
In forza anche della giurisprudenza amministrativa sopra richiamata, per motivi ambientali, igienici e di decoro urbano, da parte delle amministrazioni più sensibili alle tematiche ambientali e rispettose delle normatice CE si è andata sviluppando la tendenza all’eliminazione dei cassonetti stradali, procedendo invece alla raccolta dei rifiuti “porta a porta”: questa scelta comporta però, come alternativa ai cassonetti, la necessità di realizzare, nell’area comunale di competenza, delle piattaforme – le “isole ecologiche” appunto – in cui le persone possano smaltire quei rifiuti che non vengono raccolti a domicilio, con dei vantaggi per l’utente.
Esempio di isola ecologica in Comune di Soverato
Infatti, oltre ai vantaggi ambientali, il conferimento dei rifiuti nelle ecopiazzole abbinato alla tecnologia, permette di premiare l’utente virtuoso con un risparmio economico, di seguito descritto.
Dopo essere pesato il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in punti che i cittadini accumulano su una scheda magnetica, oppure viene registrato su apposita ricevuta in doppia copia (una nper l’utente ed una per il Comune) il peso di ogini rifiuto scaricata. Raggiunto un determinato punteggio o un determinato peso annuo si ottiene un buono o uno sconto detraibile dall’importo della TARSU ora TARES.
Alcune amministrazioni utilizzano il tesserino sanitario con riferimento al codice fiscale, invece di una tessera apposita.
(vedi http://www.comune.anghiari.ar.it/upload/files/Volantino%20piattaforma.JPG)
Con Deliberazione del Consiglio regionale n. 14 del 18 gennaio 2012 è stato approvato il Piano di Gestione dei Rifiuti del Lazio ai sensi dell’articolo 7, comma 1 della legge regionale n. 27 del 9 luglio 1998 (Disciplina regionale della Gestione dei Rifiuti).
A Roma risultano attualmente realizzati i seguenti 14 centri di raccolta, gestiti dall’AMA, che non danno all’utente alcun vantaggio, benché realizzati finanche dal 1999 (come il centro di raccolta al n. 59 di via Parmiro Togliatti, angolo via Quinto Publicio all’interno del parco dell’ex Istituto Luce ora sede del Municipio, comando del X Gruppo dei Vigili Urbani, Centro Anziani, Ufficio Anagrafe ed altro ancora).
Centro di raccolta “Cinecittà” – VII Municipio (ex IX e X)
Mappa dei centri di raccolta realizzati a Roma
Nel Municipio XV il centro raccolta rifiuti domestici ingombranti già realizzato si trova al Km. 19.680 della Via Cassia, in zona Olgiata-La Storta: ci si può recare al Centro dell’Olgiata per disfarsi gratuitamente di rifiuti ingombranti tra cui porte, armadi, materassi, divani, letti, arredi, calcinacci, batterie al piombo, potature e pile.
Centro raccolta “La Storta”
A differenza di quasi tutti gli altri centri raccolta rifiuti di Roma in quello dell’Olgiata non possono essere gettati elettrodomestici, apparati elettronici, metalli, vernici e farmaci scaduti: l’alternativa più vicina di Roma Nord è il centro raccolta del II Municipio, Acqua Acetosa zona Parioli, dove tuttavia è consentito gettare anche grandi elettrodomestici e vernici a differenza dell’Olgiata.
La suddetta circostanza denota come da un lato in ciascun centro di raccolta non vengano accolte tutte le tipologie di rifiuti previsti dalla legge e come dall’altro lato l’amministrazione capitolina non abbia fino ad ora messo in atto anche nella Capitale il sistema di sconto sulla tassa dei rifiuti solidi urbani applicato in molti altri Comuni d’Italia, soprattutto come disincentivo per porre fine al triste spettacolo delle discariche abusive.
Basterebbe prevedere e distribuire su tutto il territorio di Roma apposite isole ecologiche, individuando le piattaforme in modo rispettoso di tutta la normativa vigente in materia e non certo in deroga di essa, progettandole anche e soprattutto per essere inserite in modo naturale nel contesto urbano.
Progetto di isola ecologica dell’arch. Valentina Forzelin
Invece con il protocollo n. 3320 del 15 gennaio 2015 è stata registrata la Proposta di risoluzione sottoscritta dal Presidente della Commissione Ambiente del XV Municipio Marcello Ribera (PD), avente per oggetto la “realizzazione del sistema logistico a supporto della raccolta differenziata”, che impegna il Presidente del XV Municipio Daniele Torquati «ad attivarsi presso il Sindaco, l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale e gli organi competenti per verificare la fattibilità per la realizzazione di un’isola ecologica, comprensiva di piazzola, area intermedia attrezzata (AIA), parcheggio, sede di zona Ama e stazione di servizio in una zona centrale del Municipio, tenendo conto anche dei terreni di proprietà di Roma Capitale siti nei pressi di via della Giustiniana (visura foglio 114, particella 272 in allegato)».
Carta della Città Pubblica – Foglio 10
Veduta dell’area (foto tratta da Street View di Google Maps)
Contro la proposta si è schierato da subito il Comitato di quartiere “via della Giustiniana dalla via Cassia alla Cassia Bis”, che il 26 aprile 2015 ha trasmesso una lettera di protesta a tutti i soggetti istituzionali interessati ed ai mass media.
Nella lettera si fa anzitutto presente che «L’area indicata, di proprietà comunale, è attualmente soggetta ai vincoli di salvaguardia previsti dalle norme di cui alla legge regionale 29/97, legge istitutiva del Parco di Veio, ed appare incompatibile con la realizzazione degli impianti di cui si tratta».
Si lamenta che «le stesse considerazioni sono state espresse al Presidente Ribera nel corso di un incontro informale da lui richiesto e tenutosi sul posto circa 2 mesi fa alla presenza del consigliere municipale Marco Paccione [capogruppo PD, ndr.], del Dott. Bruno Cima membro di questo Comitato e del sottoscritto; in tale occasione, all’insegna della trasparenza, non fu comunicato che la proposta di risoluzione relativa all’oggetto era stata già presentata il 15 gennaio 2015.»
Si lamenta altresì il mancato rispetto delle linee guida dettate dalla deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 129 del 16 dicembre 2014, perché «al successivo punto 11 sollecita che per l’attuazione del piano è necessario raccogliere segnalazioni ed indicazioni dai cittadini e dalle utenze in genere. Appare quindi evidente che il comportamento del Municipio è in netto contrasto con gli indirizzi programmatici di tale delibera».
«Si deve ribadire poi – prosegue la lettera – che la zona, per la conformazione urbanistica e per le caratteristiche della rete viaria non consente, – senza la realizzazione di radicali ed importanti lavori di adeguamento e messa in sicurezza di Via della Giustiniana, delle strade limitrofe e di Via Morisani (unica strada che consente l’accesso al fondo)-, un agevole accesso ai nuovi impianti.
C’è poi da precisare che Via della Giustiniana, oltre a presentare 2 strozzature a senso unico alternato sui due ponticelli, uno sito all’incrocio con la Cassia Veientana e l’altro all’altezza del Km. 9,200 circa, ha una carreggiata di larghezza limitata che non permetterebbe un agevole passaggio di mezzi pesanti senza un adeguamento della larghezza della carreggiata stessa.»
Il Comitato ha annunciato contestualmente una Assemblea cittadina indetta per il il giorno 8 maggio alle ore 17,00 presso la Tenuta Giustiniana – Casali Margherita in Via della Giustiniana 995, con la finalità dichiarata di decidere le forme più adeguate e decise di protesta.
Il giorno dopo la lettera è stata riportata sul settimanale “ZONA” in un articolo dal titolo «Lettera del Comitato di via della Giustiniana: “No ad una isola ecologica AMA al n. 1020”» (http://www.settimanalezona.com/notizia.php?id=9589): è stata fatta oggetto anche di un articolo dal titolo «Isola ecologica in via della Giustiniana? “Nessuno scempio nel Parco di Veio”», pubblicato il 28 aprile 2015 su Romanord Today (http://romanord.romatoday.it/cassia/isola-ecologica-via-della-giustiniana-comitato-contrario.html), nonché di un altro articolo dal titolo «Isola ecologica in via della Giustiniana? “Nessuno scempio nel Parco di Veio” » , pubblicato sempre il 28 aprile 2015 su infonews24.it (http://infonews24.com/it/notizielocali/isola-ecologica-in-via-della-giustiniana-nessuno-scempio-nel-parco-di-veio/).
Alla lettera del Comitato di quartiere “via della Giustiniana dalla via Cassia alla Cassia Bis” ha fatto seguito una Risposta del cons. Marcello Ribera, i cui contenuti sono stati fatti oggetto di un articolo dal titolo «Isola ecologica a via della Giustiniana: “Non sarà discarica, sì a confronto”», pubblicato il 28 aprile 2015 su Romanord Today) (http://romanord.romatoday.it/cassia/isola-ecologica-giustiniana-ribera-risponde-comitato.html), nonché di un altro articolo dal titolo «L’isola ecologica non è una discarica”, ma via della Giustiniana annuncia battaglia», pubblicato il 29 aprile 2015 sul sito “Lungotevere” (http://www.lungotevere.org/2015/04/29/via-della-giustiniana-isola-ecologica/).
«Per quanto riguarda la questione “Parco di Veio,” – ha fatto presente il Presidente della Commissione Ambiente – «informo il comitato che tutti i comuni a nord del nostro Municipio, che ricadono all’interno del Parco, presentato una o più isole ecologiche, per tanto invito il comitato a visitare la struttura del comune di Formello in “Zona Castelli”, in modo da avere un’idea in merito alla questione affrontata. »
Ha poi precisato che «il presunto traffico veicolare dei mezzi, inoltre, è limitato esclusivamente allo svuotamento dei cassoni dove vengono temporaneamente conferiti i materiali ingombranti, non apportando quindi nessun significativo impatto sulla circolazione generale”».
Ha quindi concluso «riferendo opportunamente che era già nelle intenzioni di questa amministrazione prevedere un incontro per approfondire realmente la questione.»
C’è stata un replica alla risposta del cons. Ribera da parte del Comitato che ha ricordato che il Decreto 8 aprile 2008 (G.U. 99/2008) prevede che il centro di raccolta «deve avere viabilità adeguata per consentire l’accesso sia alle autovetture sia ai mezzi pesanti per il conferimento ed il recupero e/o smaltimento» e che gli indirizzi Regionali, di cui alla Deliberazione del Consiglio Regionale n. 14 del 18 gennaio 2012, individuano poi i seguenti fattori escludenti per la realizzazione degli impianti:
“Parchi, riserve ed aree protette. Zone di interesse archeologico. Aree con presenza …… di punti panoramici. Impianti sportivi, turistici e aree residenziali. Assenza di un’idonea distanza dell’edificato urbano inferiore ai mille metri e inferiore a 500 metri se case sparse.»
La replica è stata fatta oggetto di un articolo dal titolo «Rifiuti, isola ecologica via della Giustiniana. Prosegue la “bagarre”», pubblicato il 29 aprile 2105 sul settimanale “Zona” (http://www.settimanalezona.com/notizia.php?id=9604).
Nel frattempo il 27 aprile 2015 la proposta è stata sottoposta al parere della Commissione Ambiente che ha registrato tre voti favorevoli e tre contrari, tra i quali quello della Presidente del Consiglio Municipale Luigina Chirizzi, che ha rilasciato dichiarazioni al riguardo, poi riportate il successivo 29 aprile in un articolo dal titolo «Isola ecologica in via della Giustiniana: “Valore ambientale dell’area non lo permette”», pubblicato su Romanord Today (http://romanord.romatoday.it/cassia/isola-ecologica-giustiniana-chirizzi-contraria.html), nonché in un altro articolo dal titolo «Un’isola ecologica in via della Giustiniana? Chirizzi: “Tutelare Parco di Veio” » – 29 aprile 2015 – Lungotevere (http://www.lungotevere.org/2015/04/29/isola-ecologica-via-della-giustiniana-chirizzi/).
«Il valore ambientale dell’area e i l sistema di regole e tutele previste dalla legge Regionale n. 29, non lo permettono. Ma, soprattutto, nessuno ha mai chiesto formalmente al nostro Municipio di fare scelte di questa natura» – ha commentato Chirizzi definendo l’iniziativa del collega di partito “molto singolare” e auspicando il ritiro dell’atto già bocciato dalla Commissione Ambiente anche con il suo voto contrario.
«In alternativa – assicura la Presidente del Consiglio di via Flaminia – sarò impegnata al fianco dei Comitati di quartiere del nostro Municipio per tutelare uno splendido scorcio del parco di Veio».
Contro la proposta si è pronunciato anche Massimo Pezzella, responsabile Dipartimento Ambiente Forza Italia di Roma, che è stato a suo tempo Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio dal 12 agosto 2010 al 31 luglio 2013.
Le diverse posizioni contrarie sono state registrate in un articolo dal titolo «La Giustiniana, non vogliono l’isola ecologica. Con loro FI e parte del PD», che è stato pubblicato il 28 aprile 2015 sul sito “VignaClaraBlog”. (http://www.vignaclarablog.it/2015042832976/giustiniana-non-vogliono-isola-ecologica-con-loro-fi-parte-del-pd/)
Il 29 aprile 2015 sul sito del PD della Regione Lazio è stato pubblicato un articolo dal titolo «AMBIENTE, AGOSTINI: “NO A ISOLA ECOLOGICA NEL PARCO DI VEIO» in cui il cons. Riccardo Agostini, membro della Commissione Ambiente della regione, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Pur comprendendo la necessità del Municipio di dotarsi di una simile area sul proprio territorio, ritengo insensata questa scelta. Sarò dunque al fianco del Comitato e sarò presente all’Assemblea cittadina convocata per l’8 maggio, per ribadire tutti i ‘contro’ che rendono assolutamente improponibile il progetto». (http://www.pdregionelazio.it/news.asp?id=2510)
A pronunciarsi contro la proposta è stato Marco Tolli, ex consigliere del PD del Municipio, le cui dichiarazioni sono state riportate in un articolo dal titolo «Isola ecologica dentro Parco di Vejo? Tolli dice no» pubblicato il 3 maggio 2015 sul sito “Lungotevere”. (http://www.lungotevere.org/2015/05/03/isola-ecologica-parco-vejo-tolli-dice-no/)
Il successivo 4 maggio 2015 il Vice Presidente Vicario del Consiglio del XV Municipio Stefano Erbaggi (NCD) nelle News del suo sito ha rilasciato a sua volta la seguente dichiarazione: «Il PD del Municipio XV con il presidente Torquati sta ipotizzando di realizzare un’isola ecologica in via della Giustiniana (in prossimità dell’Irish School). Sono personalmente contrario a questa iniziativa per due fondamentali motivi:
1) ritengo che questo tipo di decisione debba essere preso consultando anche la cittadinanza (e magari anche noi consiglieri di opposizione) e non calata dall’alto in maniera autoritaria;
2) a prescindere dal reale impatto che un’isola ecologica può avere sul territorio, l’ipotesi di installarla nell’area indicata è non autorizzabile per due ragioni: si tratta di un’area residenziale (e pertanto esclusa dalla normativa) e, soprattutto, è un’area con vincolo paesaggistico, specificatamente esclusa per tale tipo di impianti». (http://www.stefanoerbaggi.com/news-del-4-maggio-2015/ )
Il 7 maggio 2015 è stato emanato il seguente comunicato degli Ecodem Marco Ciarafoni e Pierluigi Adami, dal titolo «XV Municipio: sì all’isola ecologica ma non nel Parco di Veio».
Il comunicato è stato poi riportato in un articolo dal titolo «Via della Giustiniana, EcoDem: “Inopportuna isola ecologica nel Parco di Veio”» pubblicato l’8 maggio 2015 sul sito “Lungotevere”. (http://www.lungotevere.org/2015/05/08/via-della-giustiniana-ecodem-isola-ecologica/):
Dell’assemblea cittadini organizzata per il pomeriggio dell’8 maggio 2015 ha dato notizia la consigliera del Movimento 5 Stelle con un trafiletto dal titolo «Municipio XV – Isola ecologia nel Parco di Veio», pubblicato la mattina dello stesso giorno sul sito www.beppegrillo.it – M5S Roma (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/roma/2015/05/municipio-xv—isola-ecologia-nel-parco-di-veio.html).
L’assemblea cittadina che si è tenuta nel pomeriggio dell’8 maggio 2015 ha registrato una partecipazione numerosa sia dei residenti della zona che di altri cittadini e rappresentanti politici, dal Presidente del XV Municipio Daniele Torquati (PD), alla Presidente del Consiglio del XV Municipio Luigina Chirizzi (PD), al Presidente della Commissione Ambiente Marcello Ribera (PD) ed ai consiglieri Stefano Erbaggi (NCD), Giuseppe Mocci (NCD), Lucia Mosiello PD), Maria Teresa Zotta (M5S), nonché da Massimo Pezzella (FI), Marco Tolli (PD) e Vincenzo Pira (PD).
L’assemblea è stata ripresa da Gaetano Seminatore, segretario di Rifondazione Comunista del Labaro, che ha poi pubblicato il video e le seguenti foto sul sito (http://lnx.comunisti-labaro.it/wordpress/assemblea-del-comitato-giustiniana-no-allisola-ecologica/)
L’intervento di Vittorio Lorenzo, portavoce del Comitato
L’intervento del cons. Giuseppe Mocci
L’intervento del cons. Stefano Erbaggi
L’intervento del cons. Marco Tolli
L’intervento del cons. Marcello Ribera
Nel corso della replica che gli è stata concessa il Presidente del XV Municipio ha lamentato l’ignoranza che ha dovuto registrare da parte dei partecipanti sulla utilità da un lato dell’isola ecologica nell’ambito della raccolta differenziata, scambiata erroneamente per “discarica”, e dall’altro lato sulla effettiva normativa di tutela del parco di Veio: con riferimento espresso all’isola ecologica già realizzata sempre dentro il Parco di Veio, in via di Valle Scurella del Comune di Formello, ha citato la lettera b) del 4° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997, lasciando implicitamente intendere che autorizzerebbe la realizzazione di un’isola ecologica anche all’altezza del Km. 10,200 di via della Giustiniana.
C’è stata alla fine una votazione dell’assemblea cittadina che ha votato a stragrande maggioranza contro la proposta di realizzare un isola ecologica dentro il Parco di Veio.
Mentre stavo replicando al Presidente Daniele Torquati alla fine dell’assemblea cittadina, per contestargli che non conosce tutte le “misure di salvaguardia” del Parco di Veio, sono stato interrotto dal cons. Marcello Ribera che mi ha messo in risalto che la vigente normativa a suo dire consentirebbe invece espressamente le “isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti” anche in deroga alle disposizioni dei piani paesistici: a dimostrazione di questa sua affermazione mi ha consegnato il seguente appunto che richiama le disposizioni di legge che consentirebbero la realizzazione delle isole ecologiche.
La sera stessa, appena tornato a casa, ho verificato la fondatezza dei riferimenti normativi che il cons. Marcello Ribera mi aveva voluto far conoscere con il suo appunto: ciò che ho accertato mi ha spinto a scrivere la Nota VAS prot. n. 3 dell’11 maggio 2015 che ho trasmesso al Presidente del XV Municipio ed al Presidente della Commissione Ambiente e per conoscenza a tutti i membri del Consiglio Municipale, al Commissario Straordinario ed al Direttore dell’Ente Parco di Veio.
Nella nota faccio anzitutto presente al Presidente del XV Municipio che, ai sensi della norma da lui citata, in zona “A” della perimetrazione provvisoria del Parco di Veio è consentita, testualmente, “la realizzazione di opere pubbliche e di interventi pubblici di recupero ambientale ed in particolare di tutela idrogeologica volti a prevenire rischi documentati per l’integrità dell’ambiente e per la pubblica incolumità, con particolare riguardo agli impianti di adduzione idrica, all’illuminazione pubblica, alle reti di telecomunicazione, alle opere igienico-sanitarie, alla soppressione ed interramento di linee elettriche”: come si può ben vedere, la normativa non parla né lascia intendere che si parli espressamente di “isole ecologiche”.
Ma indipendentemente dalla “interpretazione” estensiva della norma suddetta, faccio altresì presente che il sig. Daniele Torquati è tenuto a sapere, in qualità anche e soprattutto di Presidente della Comunità del Parco di Veio, che “misure di salvaguardia” sono non solo quelle dettate dagli articoli 8 e 44 (commi da 11 a 14) della legge regionale n. 29/1997, ma anche “la normativa relativa alle classificazioni per zone delle aree ove prevista dai PTP o dal PTPR”, come testualmente prescritto dal comma 5 dell’art. 9 della legge regionale n. 24/1998, con la clausola espressa che “in caso di contrasto prevale la più restrittiva” delle prescrizioni.
L’area di circa 4 ettari a cavallo tra via della Giustiniana e via Ottavio Morisani è soggetta ai seguenti 3 vincoli paesaggistici:
– vincolo denominato “Parco di Veio”, imposto con D.M. emanato il 24.2.1986 ai sensi della lettera m) (zona di interesse archeologico) del 1° comma dell’art. 1 della legge n. 431/1985 (cosiddetta “legge Galasso”);
– vincolo denominato “Parco di Veio”, imposto il 18.11.1986 ai sensi della legge n. 1497/1939 (sulla “protezione della bellezze naturali”) e ratificato dalla Giunta Regionale del Lazio con deliberazione n. 338 del 31.1.1989;
Particolare della Tavola 16 della Tesi di Laurea di Rodolfo Bosi
(in rosso la perimetrazione provvisoria del Parco di Veio)
– dal Piano Territoriale Paesistico (PTP) n. 15/7 “Veio-Cesano”, che destina l’area a sottozona di Tutela Paesaggistica TPc/12 (altopiano di Casale Buonricovero), il cui indirizzo di tutela è finalizzato alla conservazione del carattere rurale di tale zona mediante il mantenimento della conduzione agricola, per cui vi è vietata la costruzione di nuovi edifici, anche se con strutture e materiali precari, mentre possono essere conservati e recuperati i manufatti esistenti (art. 52, lettera a1 delle Norme);
– dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) che destina l’area a “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore”, su cui il par. 4.7.2 della Tavola B dell’art. 23 delle Norme considera non compatibile anche la NUOVA REALIZZAZIONE DI DEPOSITI MERCI E MATERIALI (a cui è assimilabile a tutti gli effetti l’isola ecologica proposta dal sig. Marcello Ribera).
Piano Territoriale Paesistico regionale (PTPR) – Tavole A – Tavola 24 Foglio 374 (Roma)
C’è da far presente inoltre che la “proposta” del Piano di Assetto del Parco di Veio, così come adottata dall’allora Commissario Straordinario Massimo Pezzella con Deliberazione n. 5 del 13 febbraio 2012, destina l’area in questione a sottozona D3 (Valorizzazione e recupero del patrimonio edilizio agricolo – infrastrutture per la fruizione – Aree da sottoporre a progetti di recupero ambientale), dove il comma 8.3 dell’art. 28 delle Norme Tecniche di Attuazione non prevede affatto la realizzazione di un isola ecologica nemmeno fra i progetti di recupero ambientale.
Per l’area in questione nelle osservazioni presentate il 18.2.2013 a nome di VAS ho fatto presente che la disciplina delle sottozone D3 ricadenti ad est di via della Giustiniana risulta in difformità dal P.T.P.R. per tutto il territorio destinato a “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore” sia per il lotto minimo edificabile (prescritto in 50 ettari anziché nei 10 ettari previsti dalla “proposta” del Piano di Assetto), sia per i campeggi (comunque inesistenti), sia per le aree da sottoporre a piano di recupero (perché previsto nella “proposta” per comprensori di 10 ettari, a fronte del lotto minimo di 50 ettari prescritti dal PTPR).
Sul piano delle procedure amministrative la ubicazione dell’area all’interno del Parco di Veio comporta che per il progetto dell’isola ecologica occorre comunque acquisire il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta da parte dell’Ente Parco di Veio, che nel rispetto di tutte le disposizioni normative sopra richiamate non potrà mai autorizzare un’opera del genere.
Riguardo all’appunto che mi ha consegnato il cons. Marcello Ribera con la mia nota ho fatto presente anzitutto che il citato art. 13 della legge regionale n. 18 del 9.12.2004 ha inserito nella legge regionale n. 24 del 6.7.1998 l’art. 18 Ter, dedicato agli “Interventi sul patrimonio edilizio esistente e sulle infrastrutture”, che già di per sé lasciano intendere che l’area completamente inedificata di ca. 4 ettari su cui si vorrebbe realizzare l’isola ecologica non sembra che si possa far rientrare né nella categoria del “patrocinio edilizio esistente” né in quella delle “infrastrutture” esistenti.
Il 1° comma dell’art. 18 Ter disponeva, come dispone tuttora, che «fermo restando l’obbligo di richiedere l’autorizzazione paesistica di cui all’articolo 25, nelle zone sottoposte a vincolo paesistico sono comunque consentiti, anche in deroga alle disposizioni contenute nel presente capo [il capo II è dedicato alle “Modalità di tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico”, ndr.]: …. d) le isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti».
È presumibilmente grazie anche e soprattutto alla norma suddetta che è stato possibile realizzare l’isola ecologica in via di Valle Scurella a Formello, di cui è stata approvata la Variante al P.R.G. con Deliberazione della Giunta Regionale del 16 gennaio 2007: sembra che un’isola ecologica sia stata realizzata anche a Sacrofano, in località Pozzo Ferro, sempre dentro il Parco di Veio.
L’isola ecologica in via di valle Scurella a Formello
Ho messo in risalto in secondo luogo che il testo suddetto della lettera d) è stato integrato dal comma 5 dell’art. 1 della legge regionale n. 8 dell’8 agosto 2014 con l’aggiunta delle seguenti parole: «, gli impianti di compostaggio, anche in deroga alle classificazioni di zona del PTP o del PTPR, ad esclusione delle tutele integrali dei PTP e dei sistemi naturali del PTPR, subordinato all’esito di una apposita conferenza dei servizi, previo espletamento della procedura di valutazione di impatto ambientale, ove prevista, con la partecipazione delle amministrazioni interessate all’intervento, e purché gli interventi siano realizzati in un’area la cui superficie sia inferiore ad un ettaro e ricadano negli ambiti destinati ad accogliere tali impianti individuati con deliberazione del consiglio comunale. Tale deroga è autorizzata dal Consiglio regionale su proposta della Giunta. Il Consiglio regionale approva la proposta della Giunta entro centoventi giorni dal ricevimento della stessa».
Ho quindi fatto notare che l’appunto che mi ha voluto consegnare il Presidente della Commissione Ambiente ignora del tutto la suddetta integrazione, apportata l’anno scorso nell’ambito della riforma della normativa sul cosiddetto “Piano Casa”, per cui appare del tutto improprio anche il richiamo all’art. 13 delle Norme del PTPR, in quanto adottate dalla Giunta Regionale del Lazio con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, quando cioè era in vigore la prima stesura della lettera d) del 1° comma dell’art. 18 Ter della legge regionale n. 24/1998, senza quindi la successiva integrazione apportata nel 2014, che sarà ad ogni modo da recepire in sede di approvazione definitiva del PTPR, anche perché il 2° comma dell’art. 1 delle stesse Norme specifica che «il PTPR è redatto secondo i contenuti della Legge Regionale n. 24 del 6.7.1998».
Ho quindi evidenziato che nella espressione “sistemi naturali del PTPR” dovrebbero rientrare sia il sistema del Paesaggio Naturale (articolato in “Paesaggio Naturale”, “Paesaggio Naturale di Continuità” e “Paesaggio Naturale Agrario”) ed il Sistema del Paesaggio Agrario (articolato a sua volta in “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore”, “Paesaggio Agrario di Valore” e “Paesaggio Agrario di Continuità”), per cui nell’area suddetta destinata a “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore” va esclusa la realizzazione di un’isola ecologica.
Ho messo in risalto che, quand’anche per “sistemi naturali del PTPR” si volesse intendere solo il sistema del Paesaggio Naturale, non potrebbe comunque essere consentita la realizzazione di un’isola ecologica nell’area di cui all’oggetto, perché la sua superficie non è inferiore ad un ettaro.
Ho pertanto invitato tutte le persone in indirizzo a rispettare ed a far rispettare le suddette “misure di salvaguardia” del Parco di Veio.
Il giorno stesso ha dato seguito alla mia nota il cons. Sefano Erbaggi con un messaggio di posta elettronica in cui mi ringrazia «per l’ampia e determinata documentazione”, precisando che «qualora questa idea bislacca fosse ancora in piedi la utilizzerò sicuramente».
Anche Massimo Pezzella lo stesso giorno ha voluto dare un seguito immediato alla mia nota, trasmettendo a tutti i soggetti interessati il seguente messaggio di posta elettronica: «Volevo ringraziare Arch. Rodolfo Bosi, sempre puntuale nell’elaborazione di documenti completi di note, leggi ed elaborati.
Tengo a precisare che qualsiasi atto emesso dall’Ente Regionale Parco di VEIO verso un eventuale nulla osta positivo per un’eventuale isola ecologica o altra forma nell’area interessata sarà impugnato da me e portato in Procura».
Nel frattempo il cons. comunale Giordano Tredicine, vice coordinatore Forza Italia del Lazio, d’intesa con il coordinatore del Municipio XV Cristiano Pasero,ha presentato la seguente mozione.
La mozione è stata fatta oggetto dei seguenti tre articoli:
«Via della Giustiniana, da Tredicine e Pasero no all’isola ecologica nel Parco di Veio», pubblicato il 12 maggio 2015 sul sito “MunicipioRoma.it” (http://www.municipioroma.it/via-giustiniana-da-tredicine-e-pasero-no-allisola-ecologica-nel-parco-di-veio/);
«Municipio XV, Tredicine-Pasero (Fi): mozione contro isola ecologica in Via Giustiniana», pubblicato il 12 maggio 2015 su “Agenparl” (http://www.agenparl.com/municipio-xv-tredicine-pasero-fi-mozione-contro-isola-ecologica-in-via-giustiniana/);
«Isola ecologica nel Parco di Veio: “Sindaco dica No”», pubblicato il 12 maggio 2015 su “Lungotevere” (http://www.lungotevere.org/2015/05/12/isola-ecologica-parco-veio-tredicine-pasero/).
Il 12 maggio 2015 Italia Nostra ha emanato il seguente comunicato stampa.
Il comunicato stampa è stato fatto oggetto dei due seguenti articoli:
«Parco di Veio, Italia Nostra si schiera contro il progetto di isola ecologica», pubblicato il 12 maggio 2015 sul “Corriere della Sera” (http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_12/parco-veio-italia-nostra-si-schiera-contro-progetto-isola-ecologica-c02f19a4-f8be-11e4-ba21-895cc63d9dac.shtml);
«La Giustiniana, anche Italia Nostra dice no all’isola ecologica» , pubblicato il 12 maggio 2015 sul sito “VignaClaraBlog.it” (http://www.vignaclarablog.it/2015051233160/la-giustiniana-italia-nostra-dice-no-isola-ecologica/)
C’è da sapere che negli anni a cavallo tra il 2010 ed il 2011 i guardiaparco hanno accertato la presenza sull’area di contenitori e vasche di eternit, che hanno portato ad una bonifica dell’area comunale.
C’è altresì da sapere che nel 2012 il Comune di Roma aveva presentato per l’area in questione in Conferenza dei Servizi un progetto che di realizzazione di “orti urbani”, che prevedeva anche la costruzione di cubature per una struttura da adibire ad annesso agricolo, ma di cui non si è poi fatto nulla anche per non andare in deroga delle “misure di salvaguardia” del Parco di Veio che non consentono l’edificazione dell’area.
La proposta di realizzarvi un’isola ecologica deve essere trasformata in una occasione per dare a quest’area di 4 ettari una sua giusta utilizzazione pienamente compatibile con le finalità del Parco di Veio.
Basterebbe riprendere il progetto del Comune per realizzare sull’area degli “orti urbani”, che sarebbero pienamente rispondenti tanto alla destinazione del P.T.P. n. 15/7 “Veio-Cesano” a sottozona di tutela paesaggistica finalizzato alla conservazione del carattere rurale di tale zona mediante il mantenimento della conduzione agricola quanto alla destinazione del P.T.P.R. a “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore”.
La proposta di risoluzione del cons. Marcello Ribera deve diventare a sua volta occasione e spinta ad individuare le aree più opportune in cui realizzare una serie di isole ecologiche al servizio del più vicino centro abitato, in cui i cittadini possano essere stimolati a portare tutti i rifiuti solidi urbani perché ne avrebbero in cambio uno sconto sulla tassa dei rifiuti, disincentivando così l’incivile abitudine di creare discariche abusive lungo i tratti periferici delle strade: sui cassonetti della città oppure porta a porta si verrebbero così a scaricare per lo più solo gli scarti alimentari e gli altri rifiuti di origine vegetale o animale che costituiscono circa il 30% dei rifiuti domestici l’umido, che si accumulano ogni giorno.
In tal modo si verrebbe a favorire veramente la raccolta differenziata e ad evitare la stessa programmazione degli ecodistretti, dal momento che i contenuti dei diversi container di ogni isola ecologica potrebbero essere portati direttamente a chi li ricicla, mentre la frazione umida raccolta separatamente andrebbe direttamente portato a chi lo tratta per ricavarne biogas e compost.