Source: https://www.3isrl.it/i-modelli-231-e-le-interazioni-con-i-modelli-per-la-tutela-della-sicurezza-sul-lavoro/
Timestamp: 2019-11-13 10:57:09+00:00
Document Index: 105393123

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 30', 'art. 30']

I modelli 231 e le interazioni con i modelli per la tutela della sicurezza sul lavoro - 3isrl
Una riflessione sul rapporto tra i modelli ex D.lgs. 231/01 e i modelli ex art. 30 D.lgs. 81/2008
Il dettato normativo del D.lgs. 231/01 definisce con precisione le responsabilità dell’ente in caso di reato commesso da un soggetto con cui ha un rapporto funzionale e specifica anche i presupposti che devono sussistere affinché l’ente non risponda di tale reato.
Tuttavia è prassi comune, ai fini della specifica prevenzione dei reati legati alla sicurezza e salute sul lavoro, guardare alla normative di dettaglio in materia. Infatti, quando la legge n. 123/2007 ha introdotto i reati connessi all’igiene e sicurezza sul lavoro tra gli addetti si è subito pensato ai sistemi di gestione della sicurezza come strumento per adempiere a quanto richiesto dal “nuovo” disposto normativo.
L’art. 30 d.lgs. n. 81/2008 ha quasi immediatamente dato conferma di questa percezione indicando la BS OHSAS 18001:2007 e le linee-guida UNI-INAIL come modelli che si presumono conformi ai requisiti richiesti dal D.lgs. n. 231/2001 per “rivendicare”, in occasione di un infortunio grave, “l’efficacia esimente”, cioè la non punibilità dell’ente in questione.
I punti di connessione
Nel merito delle connessioni tra gli SGSL e il “MOG” richiesto dal D.lgs. 231/2001 è opportuno fare subito un’importante riflessione su un aspetto basilare: i sistemi di gestione della sicurezza nascono per prevenire infortuni e malattie professionali nei luoghi di lavoro, mentre i modelli organizzativi previsti dal D.lgs. 231/2001 per prevenire un reato.
Gli SGSL vengono incontro al dettato e alle previsioni del D.lgs. 231/01 disciplinando il rispetto della conformità normativa e diversi strumenti organizzativi volti a garantire l’aggiornamento e l’applicazione della normativa cogente. Già nel sottoscrivere la politica di un SGSL, la direzione aziendale si impegna fortemente al pieno rispetto delle leggi di igiene sicurezza sul lavoro.
I reati relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
L’inserimento dei reati relativi alla salute e sicurezza sul lavoro tra quelli soggetti alla responsabilità amministrativa delle imprese avviene inizialmente con la legge n. 123/2007 ma è con il D.Lgs. 81/2008 che tale elemento entra a far parte a pieno titolo nella legislazione italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A tale riguardo è interessante rilevare come la definizione di “modello organizzativo e gestionale” di cui all’art. 2 del D.lgs. 81/2008 sia una definizione che, ovviamente, riguardi i “MOG” implementati per prevenire i reati relativi alla salute e sicurezza, e nel richiamare l’art. 6 D.Lgs. 231/2001, fuga ogni dubbio possibile sulla necessità che tali MOG rispondano ai requisiti previsti dal D.Lgs. 231/2001 stesso.
I modelli organizzativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono disciplinati dall’art. 30 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 che, già nell’incipit, annuncia inequivocabilmente la necessità di una sua interpretazione sistematica con il D.lgs. 231 del 2001 ed in particolare con gli artt. 6 e 7, che costituiscono il paradigma generale per l’implementazione di qualsiasi modello.
Il rapporto tra i modelli
In realtà, il rapporto tra i due modelli è di identità e di continenza.
Di identità, in quanto sotto il profilo funzionale, entrambi sono deputati a controllare una particolare categoria di rischio giuridico, ossia il rischio reato.
Di continenza, poiché l’uno può ben inserirsi nell’altro, configurandosi come un suo capitolo, di parte speciale, dedicato alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
In concreto il fatto che l’azienda già disponga di un modello ex art. 30 D.lgs. 81/2008 costituisce una base valida ed efficace nella predisposizione del più complesso modello 231 e ne agevola l’implementazione; allo stesso modo, nell’attuazione dei modelli 231 le aziende che risultino particolarmente esposte al rischio infortuni, possono prevedere procedure di organizzazione e gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in linea con l’articolo 30 del D.lgs. 81/2008 potendo così garantire una maggiore efficacia esimente del modello 231 nonchè favorire una più efficace “tenuta” processuale.