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Timestamp: 2020-08-08 09:55:30+00:00
Document Index: 76768373

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 75', 'art. 116', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 13048 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13048 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/05/2017, (ud. 16/03/2017, dep.24/05/2017), n. 13048
sul ricorso iscritto al n. 22841/2010 R.G. proposto da:
F.R., rappresentata e difesa dall’Avv. Paolo Vulpiani, con
Marche, n. 105/2/09 depositata il 26 giugno 2009.
1. F.R. propone ricorso, con tre mezzi, nei confronti del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza in epigrafe con la quale la C.T.R. delle Marche, in accoglimento dell’appello dell’Ufficio, ha ritenuto legittimo il diniego di rimborso dell’Irpef versata in eccesso per l’anno 1998 richiesto in ragione del minor valore del reddito di partecipazione nella società “Autotrasporti di P.P. di F.R. &amp; C. s.n.c.” discendente dalla diminuzione del reddito societario a sua volta causata dalla perdita subita nello stesso anno dalla partecipata “Trasporti Parma s.n.c.”.
1. Con il primo motivo la contribuente deduce “nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione degli artt. 112 e 113 cod. proc. civ., nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5” per avere la C.T.R. omesso di pronunciarsi sulla eccezione di inammissibilità dell’appello proposto in ragione della novità dei motivi addotti dall’Ufficio relativamente alla asserita imputabilità della minusvalenza al successivo anno d’imposta e per non avere comunque illustrato il percorso logico attraverso il quale ha ritenuto tale eccezione fondata.
“i) sussiste nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione degli artt. 112 e 113 cod. proc. civ., nonchè omessa motivazione circa un punto decisivo della controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5, per non avere il Giudice d’appello considerato le eccezioni di inammissibilità dell’appello sollevate dalla F. che aveva contestato il carattere della novità dei motivi addotti dall’Ufficio relativamente alla pretesa assenza delle condizioni per il riconoscimento del costo relativo alla sopravvenuta scoperta della perdita di esercizio;
2. Con il secondo motivo la ricorrente deduce violazione degli artt. 112 e 345 cod. proc. civ. per non avere i giudici d’appello rilevato l’inammissibilità dell’ampliamento dei motivi di diniego operato dall’Ufficio in sede di gravame, in violazione del principio della domanda.
3. Con il terzo motivo la ricorrente deduce infine violazione e falsa applicazione dell’art. 75 (ora 109) t.u.i.r., nonchè dell’art. 116 cod. proc. civ., e “correlato” vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su di un punto decisivo della controversia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, in relazione al suindicato convincimento espresso circa l’imputabilità della minusvalenza a diverso periodo di imposta.
6. La censura di vizio motivazionale, poi, pure svolta sul punto con il primo motivo, si appalesa infondata apparendo esposte in modo chiaro ancorchè sintetico le ragioni della ritenuta diversa imputabilità temporale della minusvalenza e non avendo per contro la ricorrente indicato gli elementi che, idonei a condurre a diversa conclusione, sarebbero stati trascurati o incongruamente valutati; l’assunto anzi si rivela contraddetto dall’esplicito riconoscimento (a pagina 2 del ricorso) che “la perdita subita nell’anno in esame dalla partecipata “Trasporti Parma”” costituisce “fatto di cui si veniva a conoscenza solo in data successiva alla presentazione della dichiarazione”.
Nel caso di specie è pacifico che, come espressamente ammesso anche dalla ricorrente, la componente negativa di reddito di che trattasi si è manifestata, “con elementi certi e precisi”, solo a seguito delle comunicazioni del 5/5/1999 e del 19/7/1999 della soc. Trasporti Parma (v. ricorso, pag. 3).
8. Non è dato comprendere infine – nè la ricorrente lo spiega – il rilievo che ai fini predetti (e segnatamente sia riguarda alla corretta applicazione delle norme, sia con riguardo alla ricostruzione della fattispecie) dovrebbe assumere la circostanza (peraltro a quanto consta non oggetto di dibattito nel giudizio di merito) che la “Autotrasporti P. s.n.c.” aveva depositato nei termini la dichiarazione Unico 99, relativa ai redditi 1998, correttiva, inserendo le rettifiche per cui è causa e che tale dichiarazione, alla quale il socio si deve attenere, sostituisce l’originaria dichiarazione, diventando essa stessa la dichiarazione originaria.