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Timestamp: 2019-05-24 16:47:15+00:00
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Legge 28-03-2001, n. 149
Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori", nonchÈ al titolo VIII del libro primo del codice civile
(G.U. 26-04-2001, n. 96, Serie Generale)
DIRITTO DEL MINORE ALLA PROPRIA FAMIGLIA
DELLA DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITA'
MODIFICHE AL TITOLO VIII DEL LIBRO PRIMO DEL CODICE CIVILE
1. Il titolo della legge 4 maggio 1983, n. 184, di seguito denominata "legge n. 184", Ë sostituito dal seguente: "Diritto del minore ad una famiglia".
2. La rubrica del Titolo I della legge n. 184 Ë sostituita dalla seguente: "PrincÏpi generali".
3. L'articolo 1 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 1. - 1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia.
2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potest‡ genitoriale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.
3. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l'abbandono e di consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Essi promuovono altresÏ iniziative di formazione dell'opinione pubblica sull'affidamento e l'adozione e di sostegno all'attivit‡ delle comunit‡ di tipo familiare, organizzano corsi di preparazione ed aggiornamento professionale degli operatori sociali nonchÈ incontri di formazione e preparazione per le famiglie e le persone che intendono avere in affidamento o in adozione minori. I medesimi enti possono stipulare convenzioni con enti o associazioni senza fini di lucro che operano nel campo della tutela dei minori e delle famiglie per la realizzazione delle attivit‡ di cui al presente comma.
4. Quando la famiglia non Ë in grado di provvedere alla crescita e all'educazione del minore, si applicano gli istituti di cui alla presente legge.
5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia Ë assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di et‡, di lingua, di religione e nel rispetto della identit‡ culturale del minore e comunque non in contrasto con i princÏpi fondamentali dell'ordinamento".
1. All'articolo 2 della legge n. 184 sono premesse le seguenti parole: "Titolo I-bis. Dell'affidamento del minore".
2. L'articolo 2 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 2. - 1. Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'articolo 1, Ë affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.
2. Ove non sia possibile l'affidamento nei termini di cui al comma 1, Ë consentito l'inserimento del minore in una comunit‡ di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato, che abbia sede preferibilmente nel luogo pi? vicino a quello in cui stabilmente risiede il nucleo familiare di provenienza. Per i minori di et‡ inferiore a sei anni l'inserimento puÚ avvenire solo presso una comunit‡ di tipo familiare.
3. In caso di necessit‡ e urgenza l'affidamento puÚ essere disposto anche senza porre in essere gli interventi di cui all'articolo 1, commi 2 e 3.
4. Il ricovero in istituto deve essere superato entro il 31 dicembre 2006 mediante affidamento ad una famiglia e, ove ciÚ non sia possibile, mediante inserimento in comunit‡ di tipo familiare caratterizzate da organizzazione e da rapporti interpersonali analoghi a quelli di una famiglia.
5. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e sulla base di criteri stabiliti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definiscono gli standard minimi dei servizi e dell'assistenza che devono essere forniti dalle comunit‡ di tipo familiare e dagli istituti e verificano periodicamente il rispetto dei medesimi".
1. L'articolo 3 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 3. - 1. I legali rappresentanti delle comunit‡ di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati esercitano i poteri tutelari sul minore affidato, secondo le norme del capo I del titolo X del libro primo del codice civile, fino a quando non si provveda alla nomina di un tutore in tutti i casi nei quali l'esercizio della potest‡ dei genitori o della tutela sia impedito.
2. Nei casi previsti dal comma 1, entro trenta giorni dall'accoglienza del minore, i legali rappresentanti devono proporre istanza per la nomina del tutore. Gli stessi e coloro che prestano anche gratuitamente la propria attivit‡ a favore delle comunit‡ di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati non possono essere chiamati a tale incarico.
3. Nel caso in cui i genitori riprendano l'esercizio della potest‡, le comunit‡ di tipo familiare e gli istituti di assistenza pubblici o privati chiedono al giudice tutelare di fissare eventuali limiti o condizioni a tale esercizio".
1. L'articolo 4 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 4. - 1. L'affidamento familiare Ë disposto dal servizio sociale locale, previo consenso manifestato dai genitori o dal genitore esercente la potest‡, ovvero dal tutore, sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento. Il giudice tutelare del luogo ove si trova il minore rende esecutivo il provvedimento con decreto.
2. Ove manchi l'assenso dei genitori esercenti la potest‡ o del tutore, provvede il tribunale per i minorenni. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile.
3. Nel provvedimento di affidamento familiare devono essere indicate specificatamente le motivazioni di esso, nonchÈ i tempi e i modi dell'esercizio dei poteri riconosciuti all'affidatario, e le modalit‡ attraverso le quali i genitori e gli altri componenti il nucleo familiare possono mantenere i rapporti con il minore. Deve altresÏ essere indicato il servizio sociale locale cui Ë attribuita la responsabilit‡ del programma di assistenza, nonchÈ la vigilanza durante l'affidamento con l'obbligo di tenere costantemente informati il giudice tutelare o il tribunale per i minorenni, a seconda che si tratti di provvedimento emesso ai sensi dei commi 1 o 2. Il servizio sociale locale cui Ë attribuita la responsabilit‡ del programma di assistenza, nonchÈ la vigilanza durante l'affidamento, deve riferire senza indugio al giudice tutelare o al tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore si trova, a seconda che si tratti di provvedimento emesso ai sensi dei commi 1 o 2, ogni evento di particolare rilevanza ed Ë tenuto a presentare una relazione semestrale sull'andamento del programma di assistenza, sulla sua presumibile ulteriore durata e sull'evoluzione delle condizioni di difficolt‡ del nucleo familiare di provenienza.
4. Nel provvedimento di cui al comma 3, deve inoltre essere indicato il periodo di presumibile durata dell'affidamento che deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d'origine. Tale periodo non puÚ superare la durata di ventiquattro mesi ed Ë prorogabile, dal tribunale per i minorenni, qualora la sospensione dell'affidamento rechi pregiudizio al minore.
5. L'affidamento familiare cessa con provvedimento della stessa autorit‡ che lo ha disposto, valutato l'interesse del minore, quando sia venuta meno la situazione di difficolt‡ temporanea della famiglia d'origine che lo ha determinato, ovvero nel caso in cui la prosecuzione di esso rechi pregiudizio al minore.
6. Il giudice tutelare, trascorso il periodo di durata previsto, ovvero intervenute le circostanze di cui al comma 5, sentiti il servizio sociale locale interessato ed il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento, richiede, se necessario, al competente tribunale per i minorenni l'adozione di ulteriori provvedimenti nell'interesse del minore.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche nel caso di minori inseriti presso una comunit‡ di tipo familiare o un istituto di assistenza pubblico o privato".
1. L'articolo 5 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 5. - 1. L'affidatario deve accogliere presso di sÈ il minore e provvedere al suo mantenimento e alla sua educazione e istruzione, tenendo conto delle indicazioni dei genitori per i quali non vi sia stata pronuncia ai sensi degli articoli 330 e 333 del codice civile, o del tutore, ed osservando le prescrizioni stabilite dall'autorit‡ affidante. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 316 del codice civile. In ogni caso l'affidatario esercita i poteri connessi con la potest‡ parentale in relazione agli ordinari rapporti con la istituzione scolastica e con le autorit‡ sanitarie. L'affidatario deve essere sentito nei procedimenti civili in materia di potest‡, di affidamento e di adottabilit‡ relativi al minore affidato.
2. Il servizio sociale, nell'ambito delle proprie competenze, su disposizione del giudice ovvero secondo le necessit‡ del caso, svolge opera di sostegno educativo e psicologico, agevola i rapporti con la famiglia di provenienza ed il rientro nella stessa del minore secondo le modalit‡ pi? idonee, avvalendosi anche delle competenze professionali delle altre strutture del territorio e dell'opera delle associazioni familiari eventualmente indicate dagli affidatari.
3. Le norme di cui ai commi 1 e 2 si applicano, in quanto compatibili, nel caso di minori ospitati presso una comunit‡ di tipo familiare o che si trovino presso un istituto di assistenza pubblico o privato".
4. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilit‡ finanziarie dei rispettivi bilanci, intervengono con misure di sostegno e di aiuto economico in favore della famiglia affidataria".
1. L'articolo 6 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 6. - 1. L'adozione Ë consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto.
3. L'et‡ degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non pi? di quarantacinque anni l'et‡ dell'adottando.
4. Il requisito della stabilit‡ del rapporto di cui al comma 1 puÚ ritenersi realizzato anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, nel caso in cui il tribunale per i minorenni accerti la continuit‡ e la stabilit‡ della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto.
6. Non Ë preclusa l'adozione quando il limite massimo di et‡ degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni, ovvero quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in et‡ minore, ovvero quando l'adozione riguardi un fratello o una sorella del minore gi‡ dagli stessi adottato.
7. Ai medesimi coniugi sono consentite pi? adozioni anche con atti successivi e costituisce criterio preferenziale ai fini dell'adozione l'avere gi‡ adottato un fratello dell'adottando o il fare richiesta di adottare pi? fratelli, ovvero la disponibilit‡ dichiarata all'adozione di minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
8. Nel caso di adozione dei minori di et‡ superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono intervenire, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilit‡ finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all'inserimento sociale, fino all'et‡ di diciotto anni degli adottati".
1. L'articolo 7 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 7. - 1. L'adozione Ë consentita a favore dei minori dichiarati in stato di adottabilit‡ ai sensi degli articoli seguenti.
2. Il minore, il quale ha compiuto gli anni quattordici, non puÚ essere adottato se non presta personalmente il proprio consenso, che deve essere manifestato anche quando il minore compia l'et‡ predetta nel corso del procedimento. Il consenso dato puÚ comunque essere revocato sino alla pronuncia definitiva dell'adozione.
3. Se l'adottando ha compiuto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se ha un'et‡ inferiore, deve essere sentito, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento".
DELLA DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITA' [1]
1. L'articolo 8 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 8. - 1. Sono dichiarati in stato di adottabilit‡ dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perchÈ privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purchÈ la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio.
2. La situazione di abbandono sussiste, sempre che ricorrano le condizioni di cui al comma 1, anche quando i minori si trovino presso istituti di assistenza pubblici o privati o comunit‡ di tipo familiare ovvero siano in affidamento familiare.
4. Il procedimento di adottabilit‡ deve svolgersi fin dall'inizio con l'assistenza legale del minore e dei genitori o degli altri parenti, di cui al comma 2 dell'articolo 10".
1. L'articolo 9 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 9. - 1. Chiunque ha facolt‡ di segnalare all'autorit‡ pubblica situazioni di abbandono di minori di et‡. I pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio, gli esercenti un servizio di pubblica necessit‡ debbono riferire al pi? presto al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore si trova sulle condizioni di ogni minore in situazione di abbandono di cui vengano a conoscenza in ragione del proprio ufficio.
2. Gli istituti di assistenza pubblici o privati e le comunit‡ di tipo familiare devono trasmettere semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede l'elenco di tutti i minori collocati presso di loro con l'indicazione specifica, per ciascuno di essi, della localit‡ di residenza dei genitori, dei rapporti con la famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso, di dichiarare l'adottabilit‡ di quelli tra i minori segnalati o collocati presso le comunit‡ di tipo familiare o gli istituti di assistenza pubblici o privati o presso una famiglia affidataria, che risultano in situazioni di abbandono, specificandone i motivi.
3. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, che trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione informativa, ogni sei mesi, effettua o dispone ispezioni negli istituti di assistenza pubblici o privati ai fini di cui al comma 2. PuÚ procedere a ispezioni straordinarie in ogni tempo.
4. Chiunque, non essendo parente entro il quarto grado, accoglie stabilmente nella propria abitazione un minore, qualora l'accoglienza si protragga per un periodo superiore a sei mesi, deve, trascorso tale periodo, darne segnalazione al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. L'omissione della segnalazione puÚ comportare l'inidoneit‡ ad ottenere affidamenti familiari o adottivi e l'incapacit‡ all'ufficio tutelare.
5. Nello stesso termine di cui al comma 4, uguale segnalazione deve essere effettuata dal genitore che affidi stabilmente a chi non sia parente entro il quarto grado il figlio minore per un periodo non inferiore a sei mesi. L'omissione della segnalazione puÚ comportare la decadenza dalla potest‡ sul figlio a norma dell'articolo 330 del codice civile e l'apertura della procedura di adottabilit‡".
1. L'articolo 10 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 10. - 1. Il presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato, ricevuto il ricorso di cui all'articolo 9, comma 2, provvede all'immediata apertura di un procedimento relativo allo stato di abbandono del minore. Dispone immediatamente, all'occorrenza, tramite i servizi sociali locali o gli organi di pubblica sicurezza, pi? approfonditi accertamenti sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore, sull'ambiente in cui ha vissuto e vive ai fini di verificare se sussiste lo stato di abbandono.
3. Il tribunale puÚ disporre in ogni momento e fino all'affidamento preadottivo ogni opportuno provvedimento provvisorio nell'interesse del minore, ivi compresi il collocamento temporaneo presso una famiglia o una comunit‡ di tipo familiare, la sospensione della potest‡ dei genitori sul minore, la sospensione dell'esercizio delle funzioni del tutore e la nomina di un tutore provvisorio.
4. In caso di urgente necessit‡, i provvedimenti di cui al comma 3 possono essere adottati dal presidente del tribunale per i minorenni o da un giudice da lui delegato.
5. Il tribunale, entro trenta giorni, deve confermare, modificare o revocare i provvedimenti urgenti assunti ai sensi del comma 4. Il tribunale provvede in camera di consiglio con l'intervento del pubblico ministero, sentite tutte le parti interessate ed assunta ogni necessaria informazione. Deve inoltre essere sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento. I provvedimenti adottati debbono essere comunicati al pubblico ministero ed ai genitori. Si applicano le norme di cui agli articoli 330 e seguenti del codice civile".
1. All'articolo 11, primo comma, della legge n. 184, dopo le parole: "parenti entro il quarto grado" sono inserite le seguenti: "che abbiano rapporti significativi con il minore".
1. All'articolo 12, quinto comma, della legge n. 184, le parole "ai sensi del secondo comma dell'articolo 10" sono sostituite dalle seguenti: "ai sensi del comma 3 dell'articolo 10".
1. L'articolo 14 della legge n.184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 14. - 1. Il tribunale per i minorenni puÚ disporre, prima della dichiarazione di adottabilit‡, la sospensione del procedimento, quando da particolari circostanze emerse dalle indagini effettuate risulta che la sospensione puÚ riuscire utile nell'interesse del minore. In tal caso la sospensione Ë disposta con ordinanza motivata per un periodo non superiore a un anno.
2. La sospensione Ë comunicata ai servizi sociali locali competenti perchÈ adottino le iniziative opportune".
1. L'articolo 15 della legge n.184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 15. - 1. A conclusione delle indagini e degli accertamenti previsti dagli articoli precedenti, ove risulti la situazione di abbandono di cui all'articolo 8, lo stato di adottabilit‡ del minore Ë dichiarato dal tribunale per i minorenni quando:
b) l'audizione dei soggetti di cui alla lettera a) ha dimostrato il persistere della mancanza di assistenza morale e materiale e la non disponibilit‡ ad ovviarvi;
c) le prescrizioni impartite ai sensi dell'articolo 12 sono rimaste inadempiute per responsabilit‡ dei genitori.
2. La dichiarazione dello stato di adottabilit‡ del minore Ë disposta dal tribunale per i minorenni in camera di consiglio con sentenza, sentito il pubblico ministero, nonchÈ il rappresentante dell'istituto di assistenza pubblico o privato o della comunit‡ di tipo familiare presso cui il minore Ë collocato o la persona cui egli Ë affidato. Devono essere, parimenti, sentiti il tutore, ove esista, ed il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento.
3. La sentenza Ë notificata per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti indicati nel primo comma dell'articolo 12, al tutore, nonchÈ al curatore speciale ove esistano, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre impugnazione nelle forme e nei termini di cui all'articolo 17".
1. L'articolo 16 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 16. - 1. Il tribunale per i minorenni, esaurita la procedura prevista nei precedenti articoli e qualora ritenga che non sussistano i presupposti per la pronuncia per lo stato di adottabilit‡ dichiara che non vi Ë luogo a provvedere.
2. La sentenza Ë notificata per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti indicati nel primo comma dell'articolo 12, nonchÈ al tutore e al curatore speciale ove esistano. Il tribunale per i minorenni adotta i provvedimenti opportuni nell'interesse del minore.
3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile".
1. L'articolo 17 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 17. - 1. Avverso la sentenza il pubblico ministero e le altre parti possono proporre impugnazione avanti la Corte d'appello, sezione per i minorenni, entro trenta giorni dalla notificazione. La Corte, sentite le parti e il pubblico ministero ed effettuato ogni altro opportuno accertamento, pronuncia sentenza in camera di consiglio e provvede al deposito della stessa in cancelleria, entro quindici giorni dalla pronuncia. La sentenza Ë notificata d'ufficio al pubblico ministero e alle altre parti.
2. Avverso la sentenza della Corte d'appello Ë ammesso ricorso per Cassazione, entro trenta giorni dalla notificazione, per i motivi di cui ai numeri 3, 4 e 5 del primo comma dell'articolo 360 del codice di procedura civile. Si applica altresÏ il secondo comma dello stesso articolo.
3. L'udienza di discussione dell'appello e del ricorso deve essere fissata entro sessanta giorni dal deposito dei rispettivi atti introduttivi".
1. L'articolo 18 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 18. - 1. La sentenza definitiva che dichiara lo stato di adottabilit‡ Ë trascritta, a cura del cancelliere del tribunale per i minorenni, su apposito registro conservato presso la cancelleria del tribunale stesso. La trascrizione deve essere effettuata entro il decimo giorno successivo a quello della comunicazione che la sentenza di adottabilit‡ Ë divenuta definitiva. A questo effetto, il cancelliere del giudice dell'impugnazione deve inviare immediatamente apposita comunicazione al cancelliere del tribunale per i minorenni".
1. L'articolo 21 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 21. - 1. Lo stato di adottabilit‡ cessa altresÏ per revoca, nell'interesse del minore, in quanto siano venute meno le condizioni di cui all'articolo 8, comma 1, successivamente alla sentenza di cui al comma 2 dell'articolo 15.
2. La revoca Ë pronunciata dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero, dei genitori, del tutore.
4. Nel caso in cui sia in atto l'affidamento preadottivo, lo stato di adottabilit‡ non puÚ essere revocato".
1. L'articolo 22 della legge n.184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 22. - 1. Coloro che intendono adottare devono presentare domanda al tribunale per i minorenni, specificando l'eventuale disponibilit‡ ad adottare pi? fratelli ovvero minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. E' ammissibile la presentazione di pi? domande anche successive a pi? tribunali per i minorenni, purchÈ in ogni caso se ne dia comunicazione a tutti i tribunali precedentemente aditi. I tribunali cui la domanda Ë presentata possono richiedere copia degli atti di parte ed istruttori, relativi ai medesimi coniugi, agli altri tribunali; gli atti possono altresÏ essere comunicati d'ufficio. La domanda decade dopo tre anni dalla presentazione e puÚ essere rinnovata.
3. Il tribunale per i minorenni, accertati previamente i requisiti di cui all'articolo 6, dispone l'esecuzione delle adeguate indagini di cui al comma 4, ricorrendo ai servizi socio-assistenziali degli enti locali singoli o associati, nonchÈ avvalendosi delle competenti professionalit‡ delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, dando precedenza nella istruttoria alle domande dirette all'adozione di minori di et‡ superiore a cinque anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
4. Le indagini, che devono essere tempestivamente avviate e concludersi entro centoventi giorni, riguardano in particolare la capacit‡ di educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare dei richiedenti, i motivi per i quali questi ultimi desiderano adottare il minore. Con provvedimento motivato, il termine entro il quale devono concludersi le indagini puÚ essere prorogato una sola volta e per non pi? di centoventi giorni.
6. Il tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti dei richiedenti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento, omessa ogni altra formalit‡ di procedura, dispone, senza indugio, l'affidamento preadottivo, determinandone le modalit‡ con ordinanza. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'affidamento alla coppia prescelta.
7. Il tribunale per i minorenni deve in ogni caso informare i richiedenti sui fatti rilevanti, relativi al minore, emersi dalle indagini. Non puÚ essere disposto l'affidamento di uno solo di pi? fratelli, tutti in stato di adottabilit‡, salvo che non sussistano gravi ragioni. L'ordinanza Ë comunicata al pubblico ministero, ai richiedenti ed al tutore. Il provvedimento di affidamento preadottivo Ë immediatamente, e comunque non oltre dieci giorni, annotato a cura del cancelliere a margine della trascrizione di cui all'articolo 18.
8. Il tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell'affidamento preadottivo avvalendosi anche del giudice tutelare e dei servizi locali sociali e consultoriali. In caso di accertate difficolt‡, convoca, anche separatamente, gli affidatari e il minore, alla presenza, se del caso, di uno psicologo, al fine di valutare le cause all'origine delle difficolt‡. Ove necessario, dispone interventi di sostegno psicologico e sociale".
1. L'articolo 23 della legge n.184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 23. - 1. L'affidamento preadottivo Ë revocato dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero o del tutore o di coloro che esercitano la vigilanza di cui all'articolo 22, comma 8, quando vengano accertate difficolt‡ di idonea convivenza ritenute non superabili. Il provvedimento relativo alla revoca Ë adottato dal tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, con decreto motivato. Debbono essere sentiti, oltre al pubblico ministero ed al presentatore dell'istanza di revoca, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento, gli affidatari, il tutore e coloro che abbiano svolto attivit‡ di vigilanza o di sostegno.
1 Per la disciplina processuale applicabile ai procedimenti di cui al presente Capo fino alla emanazione di nuove disposizioni che regolano i predetti procedimenti e comunque non oltre il 30 giugno 2002 e, successivamente, il 30 giugno 2003, vedi l'art. 1, comma 2, D.L. 24 aprile 2001, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 giugno 2001, n. 240 e l'art. 1, comma 2, D.L. 18 luglio 2002, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2002, n. 175.
2. Il decreto Ë comunicato al pubblico ministero, al presentatore dell'istanza di revoca, agli affidatari ed al tutore. Il decreto che dispone la revoca dell'affidamento preadottivo Ë annotato a cura del cancelliere entro dieci giorni a margine della trascrizione di cui all'articolo 18.
3. In caso di revoca, il tribunale per i minorenni adotta gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile".
1. L'articolo 25 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 25. - 1. Il tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilit‡, decorso un anno dall'affidamento, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e il minore di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento, il pubblico ministero, il tutore e coloro che abbiano svolto attivit‡ di vigilanza o di sostegno, verifica che ricorrano tutte le condizioni previste dal presente capo e, senza altra formalit‡ di procedura, provvede sull'adozione con sentenza in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all'adozione. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'adozione nei confronti della coppia prescelta.
3. Nell'interesse del minore il termine di cui al comma 1 puÚ essere prorogato di un anno, d'ufficio o su domanda dei coniugi affidatari, con ordinanza motivata.
4. Se uno dei coniugi muore o diviene incapace durante l'affidamento preadottivo, l'adozione, nell'interesse del minore, puÚ essere ugualmente disposta ad istanza dell'altro coniuge nei confronti di entrambi, con effetto, per il coniuge deceduto, dalla data della morte.
5. Se nel corso dell'affidamento preadottivo interviene separazione tra i coniugi affidatari, l'adozione puÚ essere disposta nei confronti di uno solo o di entrambi, nell'esclusivo interesse del minore, qualora il coniuge o i coniugi ne facciano richiesta.
6. La sentenza che decide sull'adozione Ë comunicata al pubblico ministero, ai coniugi adottanti ed al tutore.
7. Nel caso di provvedimento negativo viene meno l'affidamento preadottivo ed il tribunale per i minorenni assume gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile".
1. L'articolo 26 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 26. - 1. Avverso la sentenza che dichiara se fare luogo o non fare luogo all'adozione, entro trenta giorni dalla notifica, puÚ essere proposta impugnazione davanti alla sezione per i minorenni della Corte d'appello da parte del pubblico ministero, dagli adottanti e dal tutore del minore. La Corte d'appello, sentite le parti ed esperito ogni accertamento ritenuto opportuno, pronuncia sentenza. La sentenza Ë notificata d'ufficio alle parti per esteso.
2. Avverso la sentenza della Corte d'appello Ë ammesso ricorso per Cassazione, che deve essere proposto entro trenta giorni dalla notifica della stessa, solo per i motivi di cui al primo comma, numero 3, dell'articolo 360 del codice di procedura civile.
4. La sentenza che pronuncia l'adozione, divenuta definitiva, Ë immediatamente trascritta nel registro di cui all'articolo 18 e comunicata all'ufficiale dello stato civile che la annota a margine dell'atto di nascita dell'adottato. A questo effetto, il cancelliere del giudice dell'impugnazione deve immediatamente dare comunicazione della definitivit‡ della sentenza al cancelliere del tribunale per i minorenni.
5. Gli effetti dell'adozione si producono dal momento della definitivit‡ della sentenza".
1. All'articolo 27, secondo comma, della legge n. 184, le parole "ai sensi dell'articolo 25, quinto comma" sono sostituite dalle seguenti "ai sensi dell'articolo 25, comma 5".
1. L'articolo 28 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 28. - 1. Il minore adottato Ë informato di tale sua condizione ed i genitori adottivi vi provvedono nei modi e termini che essi ritengono pi? opportuni.
2. Qualunque attestazione di stato civile riferita all'adottato deve essere rilasciata con la sola indicazione del nuovo cognome e con l'esclusione di qualsiasi riferimento alla paternit‡ e alla maternit‡ del minore e dell'annotazione di cui all'articolo 26, comma 4.
3. L'ufficiale di stato civile, l'ufficiale di anagrafe e qualsiasi altro ente pubblico o privato, autorit‡ o pubblico ufficio debbono rifiutarsi di fornire notizie, informazioni, certificazioni, estratti o copie dai quali possa comunque risultare il rapporto di adozione, salvo autorizzazione espressa dell'autorit‡ giudiziaria. Non Ë necessaria l'autorizzazione qualora la richiesta provenga dall'ufficiale di stato civile, per verificare se sussistano impedimenti matrimoniali.
4. Le informazioni concernenti l'identit‡ dei genitori biologici possono essere fornite ai genitori adottivi, quali esercenti la potest‡ dei genitori, su autorizzazione del tribunale per i minorenni, solo se sussistono gravi e comprovati motivi. Il tribunale accerta che l'informazione sia preceduta e accompagnata da adeguata preparazione e assistenza del minore. Le informazioni possono essere fornite anche al responsabile di una struttura ospedaliera o di un presidio sanitario, ove ricorrano i presupposti della necessit‡ e della urgenza e vi sia grave pericolo per la salute del minore.
5. L'adottato, raggiunta l'et‡ di venticinque anni, puÚ accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identit‡ dei propri genitori biologici. PuÚ farlo anche raggiunta la maggiore et‡, se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla sua salute psico-fisica. L'istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza.
7. L'accesso alle informazioni non Ë consentito se l'adottato non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale e qualora anche uno solo dei genitori biologici abbia dichiarato di non voler essere nominato, o abbia manifestato il consenso all'adozione a condizione di rimanere anonimo.
8. Fatto salvo quanto previsto dai commi precedenti, l'autorizzazione non Ë richiesta per l'adottato maggiore di et‡ quando i genitori adottivi sono deceduti o divenuti irreperibili".
1. L'articolo 44 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 44. - 1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7:
c) quando il minore si trovi nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e sia orfano di padre e di madre;
d) quando vi sia la constatata impossibilit‡ di affidamento preadottivo.
2. L'adozione, nei casi indicati nel comma 1, Ë consentita anche in presenza di figli legittimi.
3. Nei casi di cui alle lettere a), c), e d) del comma 1 l'adozione Ë consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non Ë coniugato. Se l'adottante Ë persona coniugata e non separata, l'adozione puÚ essere tuttavia disposta solo a seguito di richiesta da parte di entrambi i coniugi.
4. Nei casi di cui alle lettere a) e d) del comma 1 l'et‡ dell'adottante deve superare di almeno diciotto anni quella di coloro che egli intende adottare".
1. L'articolo 45 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 45. - 1. Nel procedimento di adozione nei casi previsti dall'articolo 44 si richiede il consenso dell'adottante e dell'adottando che abbia compiuto il quattordicesimo anno di et‡.
2. Se l'adottando ha compiuto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se ha una et‡ inferiore, deve essere sentito, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento.
4. Quando l'adozione deve essere disposta nel caso previsto dall'articolo 44, comma 1, lettera c), deve essere sentito il legale rappresentante dell'adottando in luogo di questi, se lo stesso non puÚ esserlo o non puÚ prestare il proprio consenso ai sensi del presente articolo a causa delle sue condizioni di minorazione".
1. L'articolo 47 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 47. - 1. L'adozione produce i suoi effetti dalla data della sentenza che la pronuncia. FinchÈ la sentenza non Ë emanata, tanto l'adottante quanto l'adottando possono revocare il loro consenso.
2. Se uno dei coniugi muore dopo la prestazione del consenso e prima della emanazione della sentenza, si puÚ procedere, su istanza dell'altro coniuge, al compimento degli atti necessari per l'adozione.
3. Se l'adozione Ë ammessa, essa produce i suoi effetti dal momento della morte dell'adottante".
1. L'articolo 49 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 49. - 1. L'adottante deve fare l'inventario dei beni dell'adottato e trasmetterlo al giudice tutelare entro trenta giorni dalla data della comunicazione della sentenza di adozione. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nella sezione III del capo I del titolo X del libro primo del codice civile.
2. L'adottante che omette di fare l'inventario nel termine stabilito o fa un inventario infedele puÚ essere privato dell'amministrazione dei beni dal giudice tutelare, salvo l'obbligo del risarcimento dei danni".
1. La lettera a) del terzo comma dell'articolo 57 della legge n. 184 Ë sostituita dalla seguente:
"a) l'idoneit‡ affettiva e la capacit‡ di educare e istruire il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare degli adottanti;".
1. L'articolo 313 del codice civile Ë sostituito dal seguente:
"Art. 313. - (Provvedimento del tribunale) - Il tribunale, in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero e omessa ogni altra formalit‡ di procedura, provvede con sentenza decidendo di far luogo o non far luogo alla adozione.
L'adottante, il pubblico ministero, l'adottando, entro trenta giorni dalla comunicazione, possono proporre impugnazione avanti la Corte d'appello, che decide in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero".
1. L'articolo 314 del codice civile Ë sostituito dal seguente:
"Art. 314. - (Pubblicit‡) - La sentenza definitiva che pronuncia l'adozione Ë trascritta a cura del cancelliere del tribunale competente, entro il decimo giorno successivo a quello della relativa comunicazione, da effettuarsi non oltre cinque giorni dal deposito, da parte del cancelliere del giudice dell'impugnazione, su apposito registro e comunicata all'ufficiale di stato civile per l'annotazione a margine dell'atto di nascita dell'adottato.
Con la procedura di cui al primo comma deve essere altresÏ trascritta ed annotata la sentenza di revoca della adozione, passata in giudicato.
L'autorit‡ giudiziaria puÚ inoltre ordinare la pubblicazione della sentenza che pronuncia l'adozione o della sentenza di revoca nei modi che ritiene opportuni".
1. All'articolo 35, comma 4, della legge n. 184, le parole: "puÚ essere sentito ove sia opportuno e" sono sostituite dalle seguenti: "deve essere sentito".
2. All'articolo 52, secondo comma, della legge n. 184, le parole: "e, se opportuno, anche di et‡ inferiore" sono sostituite dalle seguenti: "e anche di et‡ inferiore, in considerazione della sua capacit‡ di discernimento".
3. All'articolo 79, terzo comma, della legge n. 184, le parole: ", se opportuno," sono sostituite dalle seguenti: ", in considerazione della loro capacit‡ di discernimento,".
1. All'articolo 43, primo comma, della legge n. 184, le parole: "di cui al sesto, settimo e ottavo comma dell'articolo 9" sono sostituite dalle seguenti: "di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 9".
1. L'articolo 70 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 70. - 1. I pubblici ufficiali o gli incaricati di un pubblico servizio che omettono di riferire alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni sulle condizioni di ogni minore in situazione di abbandono di cui vengano a conoscenza in ragione del proprio ufficio, sono puniti ai sensi dell'articolo 328 del codice penale. Gli esercenti un servizio di pubblica necessit‡ sono puniti con la pena della reclusione fino ad un anno o con la multa da lire 500.000 a lire 2.500.000.
2. I rappresentanti degli istituti di assistenza pubblici o privati che omettono di trasmettere semestralmente alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni l'elenco di tutti i minori ricoverati o assistiti, ovvero forniscono informazioni inesatte circa i rapporti familiari concernenti i medesimi, sono puniti con la pena della reclusione fino ad un anno o con la multa da lire 500.000 a lire 5.000.000".
1. Il primo comma dell'articolo 71 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Chiunque, in violazione delle norme di legge in materia di adozione, affida a terzi con carattere definitivo un minore, ovvero lo avvia all'estero perchÈ sia definitivamente affidato, Ë punito con la reclusione da uno a tre anni".
2. Il sesto comma dell'articolo 71 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Chiunque svolga opera di mediazione al fine di realizzare l'affidamento di cui al primo comma Ë punito con la reclusione fino ad un anno o con multa da lire 500.000 a lire 5.000.000."
1. Il primo comma dell'articolo 73 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Chiunque essendone a conoscenza in ragione del proprio ufficio fornisce qualsiasi notizia atta a rintracciare un minore nei cui confronti sia stata pronunciata adozione o rivela in qualsiasi modo notizie circa lo stato di figlio legittimo per adozione Ë punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire 200.000 a lire 2.000.000".
1. All'articolo 330, secondo comma, del codice civile, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "ovvero l'allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore".
2. All'articolo 333, primo comma, del codice civile, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "ovvero l'allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore".
3. All'articolo 336 del codice civile Ë aggiunto, in fine, il seguente comma:
"Per i provvedimenti di cui ai commi precedenti, i genitori e il minore sono assistiti da un difensore, anche a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge".
1. L'articolo 80 della legge n. 184 Ë sostituito dal seguente:
"Art. 80. - 1. Il giudice, se del caso ed anche in relazione alla durata dell'affidamento, puÚ disporre che gli assegni familiari e le prestazioni previdenziali relative al minore siano erogati temporaneamente in favore dell'affidatario.
2. Le disposizioni di cui all'articolo 12 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, all'articolo 6 della legge 9 dicembre 1977, n. 903, e alla legge 8 marzo 2000, n. 53, si applicano anche agli affidatari di cui al comma 1.
4. Le regioni determinano le condizioni e modalit‡ di sostegno alle famiglie, persone e comunit‡ di tipo familiare che hanno minori in affidamento, affinchÈ tale affidamento si possa fondare sulla disponibilit‡ e l'idoneit‡ all'accoglienza indipendentemente dalle condizioni economiche".
1. Dopo i primi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente con cadenza triennale, il Ministro della giustizia e il Ministro per la solidariet‡ sociale, di concerto con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nell'ambito delle rispettive competenze, trasmettono al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione della presente legge, al fine di verificarne la funzionalit‡ in relazione alle finalit‡ perseguite e la rispondenza all'interesse del minore, in particolare per quanto attiene all'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, commi 3 e 5, della legge 4 maggio 1983, n. 184, come sostituito dall'articolo 6 della presente legge.
1. Per le finalit‡ perseguite dalla presente legge Ë istituita, entro e non oltre centottanta giorni dalla data della sua entrata in vigore, anche con l'apporto dei dati forniti dalle singole regioni, presso il Ministero della giustizia, una banca dati relativa ai minori dichiarati adottabili, nonchÈ ai coniugi aspiranti all'adozione nazionale e internazionale, con indicazione di ogni informazione atta a garantire il miglior esito del procedimento. I dati riguardano anche le persone singole disponibili all'adozione in relazione ai casi di cui all'articolo 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, come sostituito dall'articolo 25 della presente legge.
2. La banca dati Ë resa disponibile, attraverso una rete di collegamento, a tutti i tribunali per i minorenni e deve essere periodicamente aggiornata con cadenza trimestrale.
3. Con regolamento del Ministro della giustizia sono disciplinate le modalit‡ di attuazione e di organizzazione della banca dati, anche per quanto attiene all'adozione dei dispositivi necessari per la sicurezza e la riservatezza dei dati.
4. Dall'attuazione del presente articolo non debbono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar‡ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.