Source: http://diazilla.com/doc/289899/maggio-2013-numero-2
Timestamp: 2019-01-24 09:40:20+00:00
Document Index: 78556686

Matched Legal Cases: ['art. 2120', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art.\n19', 'art.59', 'art.59', 'art. 3', 'art. 59']

Maggio 2013 numero 2
Notiziario online a cura della Cisl Fp Area Metropolitana Torino e Canavese
M AG GI O
TFS - ritenuta previdenziale 2,5 %
Già nel 2012, come noto, il
sulla disciplina del trattamento
di liquidazione per i dipendenti
pubblici al termine di un
contenzioso giudiziario giunto
sino alla massima Corte,
attivato da alcune OO. SS.,
tra le quali la UIL; con il D. L.
n. 185 chiudeva una vertenza
che mirava alla restituzione,
a favore dei lavoratori in
regime di T.F.S. (assunti alla
data del 31/12/2000) della
contribuzione del 2,5%,
trattenuta loro successivamente
all’entrata in vigore del nuovo
sistema di computo del
T.F.S. secondo le regole
stabilite dall’art. 2120 del C.
C. (cfr. art. 12 c. 10 D. L.
78/2010 convertito in L.
122/2010).
In particolare, a seguito
della decisione assunta dalla
Suprema Corte di dichiarare
illegittime le trattenute operate
a partire dal 01/01/2011
(sentenza n. 223/2012),
perché non previste nel
computo del T.F.R., il Governo
aveva deciso di abrogare ex
-tunc la norma del 2010, per
evitare di fare fronte ad
esborsi economici incompatibili
con i vincoli di finanza pubblica.
Recentemente alcune organizzazioni sindacali, tra le
quali ancora una volta la UIL,
hanno sollevato la questione
della presunta illegittimità
della trattenuta del 2,5%
operata, questa volta, sulle
retribuzioni dei lavoratori
pubblici già in regime di TFR
(assunti a partire dal
01/01/2001 oppure transitati
dal TFS a seguito dell’esercizio
dell’opzione che accompagna
la scelta di aderire alla
negoziale).
Per affrontare la questione
occorre però inquadrare in
modo sistematico la possibile
vertenza nell’ambito delle
fonti e del quadro normativo
La Legge 335/1995, all’articolo 2
c. 6, nel dettare le norme
per l’introduzione del TFR
nel settore del pubblico
impiego in connessione con
l’istituzione dei fondi diprevidenza
integrativa, aveva demandato alla contrattazione collettiva
la definizione, nell'ambito dei
singoli comparti, delle modalità
di attuazione, per i lavoratori
dipendenze delle
CRISI - CISL: “Occorre
una soluzione sulla
Cig in deroga per evitare
il conflitto sociale"
della Cisl,
Cisl, rilancia
economica e la partecipazione
dei lavoratori per alzare la
competitivita'".
"Occorre una soluzione sulla
Cig in deroga per evitare il
conflitto sociale. E' importante che oggi il Governo Letta
abbia ascoltato il sindacato
ponendo all'ordine del giorno
del Consiglio dei Ministri il
provvedimento in merito". Lo
ha detto oggi il Segretario
generale della Cisl, Raffaele
Bonanni intervenuto oggi a
Milano Marittima al Congresso della Cisl Poste, accogliendo con favore la scelta
del Presidente del Consiglio.
Letta è una persona di buon
senso" - ha osservato Bonanni -"Spero che si trovi
LEGGE 120/2011 riequilibrio di genere
di Caterina Messina
La settimana scorsa in Consiglio Comunale è
stato approvato un emendamento presentato da
Lucia Centillo e da me per anticipare il riequilibrio di genere nelle aziende partecipate della
Città. (al primo rinnovo, la legge nazionale
120/2011, impone solamente un quinto, ed un
terzo al secondo rinnovo dei CdA) e per andare
oltre la legge e fissare la quota del genere meno rappresentato, al 50%.
In Consiglio Comunale, il mio intervento è iniziato leggendo
queste frasi: "La frivolezza e la vanità femminili impediscono
Maggio 2013 n. 2
CRISI - CISL: “Occorre una
soluzione sulla Cig in deroga
per evitare il conflitto sociale"
(continua dalla prima)
oggi una soluzione definitiva al
problema in modo da disinnescare un clima gia' pesante di tensione sociale e poter affrontare insieme le questioni del taglio delle
tasse e di come favorire gli investimenti". "Noi abbiamo delle richieste da fare sulle tasse, sul
lavoro, sul soccorso da dare a chi
e' in difficolta', a chi e' indebolito
fortemente - ha detto ancora Bonanni ribadendo la proposte del
sindacato per uscire dalla crisi :
lotta senza quartiere all'evasione
fiscale, riduzione delle tasse per
lavoratori e pensionati, lotta agli
sprechi nella spesa pubblica.
"Ed e' su questo che qualificheremo la nostra iniziativa come Cgil,
Cisl e Uil, - ha ricordato auspicando che il Governo "voglia confrontarsi e voglia dare rilevanza
all'agenda del sindacato per ricreare un clima di fiducia nel Paese. Il governo deve funzionare ha poi aggiunto - perche' il rischio
per l'Italia e' davvero grande".
E nel suo intervento al Congresso
nazionale della Cisl Poste, Bonanni ha rilanciato il tema della
democrazia economica: "Noi vogliamo in Poste il modello duale
Dove contano molto i lavoratori, le
aziende funzionano meglio e sono più competitive. La Cisl fara'
una battaglia non solo per la partecipazione agli utili. Il nostro
obiettivo e' la democrazia economica. Vogliamo essere istituzionalmente coinvolti nelle decisioni
dell'azienda attraverso i lavoratori
ed i nostri rappresentanti.
Questo e' un modello utile per
l'azienda postale e per tutto il sistema industriale del paese. Possiamo cominciare dalle poste ed
e' importante che l'amministratore
delegato di Poste Sarmi abbia
aperto oggi nel suo intervento a
questa prospettiva" ha detto Bonanni riferendosi all'auspicio
espresso oggi da Sarmi per una
"partecipazione moderna dei lavoratori come esempio di governance per le aziende italiane".
Quanto al tema del futuro di poste, Bonanni ha oggi ha sottolineato come " le poste abbiamo
dentrolenotizie
più reputazione delle banche e di
tante altre societa' italiane.
Il brand poste e' una ricchezza
del paese. Più persone frequentano gli uffici postale più affari si
fanno. Più servizi ci saranno, più
margini di profitto ci saranno per
l'azienda. Solo cosi' si potra' man-
tenere il servizio universalistico
che svolgono le poste.
Ma lo abbiamo detto anche a
Confindustria, ci vuole anche un
contratto unico nel settore perche'
abbiamo l'esigenza di mettere
fine al dumping sociale che c'e'
nel mondo postale".
120/2011 riequilibrio di genere
alle donne di applicarsi con costanza e assiduità a studi e lavoriintellettuali seri e che, se anche fossero riuscite a farlo, l'eccesso di fatiche scolastiche avrebbe provocato indebolimento e fatica fisica e mentale nelle
donne e che i lavori intellettuali avrebbero fatto loro perdere la femminilità e la grazia" pregiudizio che impedì per molti anni alle donne la carriera
di avvocato e "Si ritiene che la partecipazione illimitata delle donne alla
funzione giurisdizionale non sia per ora da amettersi: Che la donna possa partecipare con profitto là dove può far sentire le qualità che le derivano dalla sua sensibilità e dalla sua femminilità, non può essere negato.
Ma negli alti gradi della Magistratura, dove bisogna arrivare alla rarefazione del tecnicismo, è da ritenere che solo gli uomini possono mantenere quell'equilibrio di preparazione che più corrisponde per tradizione a
queste funzioni" affermazione dell'o.Leone alla Costituente
Queste affermazioni oggi ci fanno sorridere, ma se siamo costrette a
ricorrere alle quote per garantire un'equa rappresentanza nei luoghi decisionali, vuol dire che non abbiamo ancora raggiunto che la parità sia un
fatto talmente naturale, talmente ovvio che non sia più necessario parlarne, nè definire gli ambiti, gli strumenti e fra questi le quote. E' proprio
partendo da questo che la Consigliera Centillo ed io abbiamo presentato
un emendamento che pone l'obiettivo al 50% della rappresentanza nelle
partecipate della Città e non il 30% come prevede la legge. Questo gap
deve essere colmato e non abbiamo tempo di aspettare, abbiamo già
atteso abbastanza! E' vero che la legge 120/2011 prevede un riequilibrio
graduale della rappresentanza di genere nei board delle società partecipate dagli enti locali,(primo rinnovo un quinto - secondo rinnovo un terzo), ma noi pensiamo che si debba accelerare questo processo e che la
Città di Torino, sempre attenta nel recepire le istanze femminili, che possono contribuire ad azzerare le discriminazioni che ancora le donne subiscono, sia pronta ad attuare l'equa parità recependo questo emendamento ed inserendo nei consigli d'amministrazione da subito il 50% di
Il Segretario Cisl Fp Torino
della disciplina dei
trattamenti di fine
servizio in base a
quanto pre visto
dall'articolo 2120 del
codice civile in materia di trattamento di
fine rapporto, attribuendo proprio alla
contrattazione tra le
parti il compito di stabilire i conseguenti adeguamenti
della struttura retributiva e contributiva del personale in questione.
Con successivo Accordo Quadro
del 29 luglio 1999 (CCNQ) la
contrattazione collettiva, coerentemente con il disposto di cui alla
L. 335/95, aveva disciplinato,
secondo la volontà delle parti, gli
adattamenti retributivi e contributivi ritenuti indispensabili all’attuazione del nuovo regime.
L’Accordo Quadro fu poi trasfuso
nel D.P.C.M. 20 dicembre 1999 e
ss.mm.ii., provvedimento di riferimento per la disciplina di applicazione del TFR ai dipendenti del
Esso, all’art. 1, stabilisce che
“Per assicurare l’invarianza della
retribuzione netta complessiva e
di quella utile ai fini previdenziali
dei dipendenti nei confronti dei
quali si applica quanto disposto
dal comma 2, la retribuzione lorda viene ridotta in misura pari al
contributo previdenziale obbligatorio soppresso e contestualmente viene stabilito un recupero in
misura pari alla riduzione attraverso un corrispondente incremento figurativo ai fini previdenziali e dell’ applicazione delle norme sul trattamento di fine rapporto, ad ogni fine contrattuale nonché per la determinazione della
massa salariale per i contratti
collettivi nazionali.”.
Rispetto all’accordo tra le parti si
riscontra, in effetti, un’imperfetta
applicazione del meccanismo
pensato per garantire l’invarianza
della retribuzione netta: le Amministrazioni, presumibilmente per
problematiche di ordine procedurale-contabile, continuano a indicare nei cedolini stipendiali dei
lavoratori in regime di TFR, una
trattenuta del 2,5%, (chiamata a
volte trattenuta
TFR, altre trattenuta
exINADEL, altre
ancora trattenuta opera di previdenza) in luogo della prevista, ma equivalente, riduzione
della retribuzione lorda. Considerato comunque
che i lavoratori interessati, nonostante ciò, hanno percepito e
continuano a percepire una retribuzione in linea con quanto previsto dalla normativa vigente, la
CISL FP ritiene che nessun danno sia stato arrecato ai lavoratori
e, pertanto, nessun vantaggio
deriverebbe da una vertenza tenuto conto che, a fronte dell’eventuale condanna alla restituzione delle somme che il giudice
dovesse comminare, il personale
interessato dovrebbe a sua volta
restituire la corrispondente parte
di retribuzione lorda non abbattuta ai sensi dell’art. 1 del DPCM
20/12/1999. Al fine di valutare
l’utilità della vertenza de quo a
nulla varrebbero le argomentazioni espresse dal Giudice Costituzionale nell’ambito della sentenza n. 223/2012 in quanto esse
hanno valore solo nei limiti della
norma censurata rispetto all’introduzione di un diverso meccanismo di calcolo dell’indennità di
buonuscita (TFS) rapportato a
quanto previsto dall’articolo 2120
Con la pronuncia, infatti, la Suprema Corte non è intervenuta
sulla legittimazione del meccanismo introdotto con il CCNQ del
1999 per assicurare l’invarianza
della retribuzione netta. Per questi motivi, considerata la natura
formale e non sostanziale dell’irregolarità, anche sotto l’aspetto
del calcolo della contribuzione
previdenziale che continua a essere calcolata sull’integrale lordo
tabellare, si ritiene che i ricorsi
ipotizzati non abbiano alcun fondamento e che, se portati avanti,
potrebbero addirittura produrre
un danno economico nei confronti dei ricorrenti.
Sui limiti/vantaggi derivanti da
questa possibile vertenza si è
tenuta lo scorso 15 aprile una
riunione alla quale hanno partecipato e si sono confrontate le segreterie Confederali CGIL CISL e
UIL e le categorie confederali dei
sindacati dei pubblici dipendenti.
L’intervento della CISL FP, considerate le argomentazioni anzidette e in linea con la posizione della segreteria Confederale e della
CISL Scuola, ha affermato come
siano privi di fondamento i ricorsi
che si vorrebbero attivare. La
segreteria nazionale, inoltre, ha
rilevato come l’avvio di tali vertenze, alla luce soprattutto della
posizione già assunta dal Governo sulla sentenza n. 223/2012,
potrebbe rivelarsi doppiamente
dannoso per i lavoratori poiché
esporrebbe a rischio di revisione,
in questa particolare fase storicoeconomica probabilmente al ribasso, il CCNQ del 1999 ed il
correlato DPCM, rimettendo in
discussione l’intera partita della
previdenza complementare per i
dipendenti pubblici .
Ad ogni modo, questa segreteria
è certa che vada eliminata la
causa di questo potenziale e improduttivo contenzioso diffidando
le amministrazioni a dare completa e conforme applicazione al
meccanismo volto ad assicurare
l’invarianza delle retribuzioni stabilito nel DPCM del 20 dicembre
1999. A tal proposito è stato predisposto uno schema di diffida
volto a mettere in mora le amministrazioni interessate e a interrompere i termini di prescrizione,
che potrà essere utilizzato, avvertendo in ogni caso i lavoratori
sulla precarietà del fondamento
giuridico dell’azione, al fine di
non trovarsi completamente scoperti nel caso di pronunce dei
giudici del lavoro che in qualche
modo dessero ragione in primo
grado ai ricorrenti. La diffida, infatti, costituirebbe la base per
un’eventuale azione basata sui
precedenti che si venissero a
formare, data l’imprevedibilità
degli orientamenti che spesso i
giudici assumono anche su questioni controverse.
Festa della mamma, oltre la ricorrenza la sfida della parità
La Festa della Mamma attraversa le generazioni e le connette segnando straordinarie opportunità di dialogo, di confronto
e di costruzione di una vera e
propria spina dorsale al femminile, attorno alla quale si delineano
gli scenari di una coesione possibile che trovano nelle donne un
fulcro essenziale e un elemento
certo di speranza.
In tal senso questa celebrazione
non è un ossequio retorico ai
buoni sentimenti o la riproposizione di uno schema datato ma un
impegno politico, sindacale e
sociale a mettere al centro della
scena una figura che si sta sempre di più configurando come un
punto di tenuta e di equilibrio
all’interno di una società in crisi e
in difetto di certezze. Per lungo
tempo la figura materna ha incarnato un modello subalterno di
collocazione sociale e culturale,
fondato sull’eterna riproposizione
della pregiudiziale di genere. Oggi le donne continuano a garantire un’opera preziosa di assistenza, di impegno certo nei confronti
dei figli e della famiglia, di equilibrio affettivo e materiale rispetto
a un nucleo familiare spesso segnato dai contraccolpi economici
e occupazionali di una crisi senza
precedenti. Ma su questa linea di
continuità con abitudini radicate
che sono diventate cultura e senso comune si è innestata anche
una dimensione lavorativa che,
nonostante barriere all’accesso
sempre più alte e insormontabili,
consumano energie, spazi e tempi di vita che rischiano di confinare le donne in un’unica dimensione dell’essere e del fare in cui diminuisce progressivamente il
tempo dedicato a se stesse e al-
la propria autorealizzazione personale e professionale. Le mamme di oggi, di questi tempi aspri e
carichi di incognite sono soggetti,
talvolta sofferenti, inseriti in una
complessità sempre più poliedrica e disarmante, in cui i difetti di
conciliazione conducono sovente
a scelte forzate tra il lavoro e la
famiglia. Questo bivio che si fa
obbligo e precetto non consuma
soltanto opportunità e competenze ma capitale umano, determinando un rischio di marginalizzazione della donna che la crisi
radicalizza ulteriormente, precludendo l’affermarsi di strumenti e
di opzioni risolutive. Ecco quindi
che riflettere sui diritti delle donne, mamme e lavoratrici, vuol
dire porsi strategicamente nel
grande solco conciliativo, laddove trova sintesi e pace la contraddizione e il contrasto tra lavoro e vita privata, tra carriera e
famiglia, tra crescita professionale e desiderio di maternità.
Riguardo a quest’ultimo, eloquenti sono i dati pubblicati in
questi giorni dall’Istat che registrano in Italia un ulteriore aumento, negli ultimi vent’anni,
dell’età media del primo parto,
passando dai 29,1 anni del 1991
ai 31,4 anni del 2011, con con-
Precari Pa,
seguenze negative
legate alla fertilità.
come donne della
Cisl rivendichiamo,
ad esempio, le molte potenzialità che
albergano nella
della contrattazione di secondo
Essa rappresenta un cardine culturale del nostro sforzo di proposta e di soluzione creativa dei
problemi perché consente di dare
concretezza spaziale - aziendale
e territoriale al tempo stesso - ai
bisogni di conciliazione delle donne lavoratrici e non solo e a dare
spessore a una battaglia culturale
finalizzata ad affermare l’identità
“olistica” delle donne, e cioè la
combinazione armonica e multiforme tra lavoratrici e madri, tra
dimensione lavorativa e dimensione personale ed affettiva.
Ecco allora che anche una giornata come la Festa della Mamma
può essere l’occasione per una
riflessione condivisa e mirata, per
fare massa critica rispetto a temi
che richiedono un quid di trasversalità e di fantasia, di relazioni,
contributi, idee che possono dare
al ruolo materno una funzione
moderna e condivisa di crocevia
i sindacati chiedono incontro a
D’Alia “ Subito la proroga dei contratti a tempo
determinato. E soluzioni strutturali per tutti i lavoratori”
“Occorre subito una proroga dei contratti dei lavoratori precari delle pubbliche
amministrazioni in scadenza a luglio” Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl
e Uil-Pa – sono pronti a incontrare il Ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia e chiedono “soluzioni strutturali per tutte le tipologie del cosiddetto
lavoro flessibile”. “Il rischio è quello di generare un problema sociale enorme e
di creare una paralisi nei servizi pubblici. La gran parte dei lavoratori precari –
aggiungono i quattro sindacalisti- svolge infatti funzioni essenziali. Si tratta di
professionalità di alto profilo senza le quali tante amministrazioni pubbliche
centrali e locali dovrebbero lasciare scoperte intere aree di servizi a cittadini e
imprese”. “Un patrimonio di competenze nuove, arricchite dall’esperienza sul
campo. Professionalità che non riguardano i soli lavoratori con contratto a tempo determinato. Per questo il confronto deve essere allargato a tutte le forme
contrattuali presenti nei settori pubblici - sottolineano i segretari generali delle
federazioni del pubblico impiego di Cgil Cisl e Uil - come ad esempio co.co.pro.
e contratti di somministrazione. E deve valorizzare le specificità di ogni singolo
comparto”. “Servono quindi soluzioni strutturali al problema, così come definito
dall’Intesa del 3 maggio 2012 sottoscritta unitariamente con il precedente
Governo, le Regioni, l’Anci e l’Upi. La proroga – concludono - è solo un primo
passo”.
Uneba, sottoscritto rinnovo CCNL 2010/2012
• L’ 8 maggio 2013 è stato sottoscritto il rinnovo del CCNL dell’Uneba 2010-2012.
La trattativa è stata lunga ed articolata e si è più volte interrotta, ma grazie alla tenacia ed alla capacità negoziale della nostra federazione, unitariamente alle altre OO.SS., è stato possibile raggiungere l’intesa definitiva.
Come ricorderete, unitariamente, dopo aver inviato una nota al Presidente dell’Uneba ed al Presidente della
delegazione trattante per la posizione assunta dall’Uneba (che si rassegnava all’impossibilità di individuare soluzioni che
garantissero le esigenze dei lavoratori contemperando le necessità delle strutture dell’Uneba) anche in questo difficile
momento economico che attraversa il settore dell’assistenza socio – sanitaria siamo riusciti a ricomporre le diverse posizioni del tavolo della trattativa ed a sottoscrivere l’intesa per il rinnovo del CCNL 2010/2012.
Il confronto è quindi ripreso ed ha prodotto un importante risultato per la definizione
e la sottoscrizione del CCNL, che in sintesi prevede:
Parte economica (parametrata al livello 4 Super):
Una prima tranche di aumento tabellare dall’1 dicembre 2012 di euro 20;
Una seconda tranche di aumento tabellare dall’1 luglio 2013 di euro 15;
Una terza tranche di aumento tabellare dall’1 ottobre 2013 di euro 15;
Una quota di “Una Tantum” a titolo di “arretrati contrattuali” da corrispondersi nel mese di settembre 2013 di euro 135 sul livello 4 Super;
Al fine di dare impulso alla contrattazione di II livello, un elemento territoriale mensile pari a 13 euro per il livello
4 Super, che potrà essere utilizzato all’interno di accordi, eventualmente migliorativi, finalizzato al raggiungimento di
obiettivi di produttività e miglioramento della qualità dei servizi. Comunque nelle strutture in cui non si realizzi la contrattazione decentrata, tale elemento dovrà essere riconosciuto con decorrenza 1 gennaio 2014;
Per l’assistenza sanitaria integrativa è prevista una quota di 5 euro per dipendente dall’1 aprile 2014 per 14
mensilità. Le parti a tal fine, si sono impegnate, entro il 31 dicembre 2013 a concordare un’intesa a livello nazionale per
realizzare un regolamento di attuazione e selezionare il Fondo a cui aderire.
Parte normative
Malattia: Adeguamento dell’indennità di malattia secondo il regime INPS; Il periodo di conservazione del posto
di lavoro per malattia, che era di 180 giorni nell’anno solare, più ulteriori 180 giorni a richiesta del dipendente (vincolato
ad alcune specificità), verrà calcolato su 365 giorni nel triennio antecedente (cd. periodo di comporto).
Infortunio: le indennità Inail saranno retribuite anticipatamente dall’istituzione alle normali scadenze di retribuzione nella misura dell’80%.
Titolo IV del contratto: le tipologie contrattuali sono state conformate alla legislazione vigente in materia.
Contratto a tempo determinato: nella successione dei contratti qualora il lavoratore venga riassunto a termine entro un periodo di trenta giorni dalla data di un contratto di durata superiore a sei mesi o venti giorni dalla data di
scadenza di un contratto di durata inferiore a sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato. La successione dei contratti a tempo determinato, per mansioni equivalenti, non può superare complessivamente i 42 mesi
nell’ultimo quinquennio comprensivo di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto
e l’altro; in tal caso il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato.
Apprendistato: inserimento dell’apprendistato, quale strumento di stabilizzazione del rapporto di lavoro. Sono
escluse dal contratto di apprendistato le figure sanitarie.
Neo Assunti a tempo determinato e indeterminato: dopo la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro,
si avrà un graduale riconoscimento dei trattamenti economici, differiti in due periodi di 18 mesi, sui ratei della 14° mensilità, sui ROL, sugli scatti di anzianità (trattamento economico progressivo). Le modalità di calcolo dei due periodi terranno in considerazione i periodi di lavoro parziale, e la portabilità certificata di altri periodi di lavoro.
Riposo giornaliero: nel caso il riposo giornaliero di 11 ore ogni 24 non possa essere usufruito in modo consecutivo, dovrà essere garantita al lavoratore una frazione di riposo consecutivo non inferiore alle 8 ore. I contratti aziendali potranno stabilire ulteriori e/o diverse deroghe alla fruizione del riposo giornaliero, che comunque non potrà essere
inferiore alle 7 ore.
Le strutture con almeno 200 dipendenti dovranno mettere a disposizione delle RSU o in carenza delle RSA,
un idoneo locale comune per lo svolgimento delle loro attività.
Tutela dei dipendenti con disabilità: ai lavoratori che debbono sottoporsi ad un progetto terapeutico di riabilitazione è riconosciuta la concessione dell’aspettativa non retribuita per tutta la durata del progetto; permessi giornalieri
non retribuiti; riduzione dell’orario di lavoro con applicazione degli istituti normativi del lavoro part-time per il tempo del
progetto; la possibilità di essere adibiti nell’ambito dell’istituto a compiti diversi.
Tutela della salute e dell’ ambiente di lavoro: le parti hanno definito in conformità alla normativa vigente un
apposito protocollo d’intesa.
Previdenza Complementare: è stata definita la tempistica per l’adesione e la scelta del fondo di previdenza
complementare cui aderire.
Iniziative per preservare gli importi destinati ai dipendenti
nell'ambito dei fondi del Personale delle aree e dei Dirigenti
di II fascia; richiesta di interruzione della procedura
per il conferimento di un incarico dirigenziale generale
Come vi abbiamo già anticipato la nostra sigla ha
avviato, congiuntamente ad altre organizzazioni
sindacali, una decisa azione per evitare riduzioni
delle risorse a disposizione della retribuzione
variabile dei dipendenti conseguenti a scelte
operate dall'Amministrazione, in contrasto con
quanto disposto dalle regole vigenti.
Infatti sia il FUA dei dipendenti delle aree che il
fondo della dirigenza di 2^ fascia, così come proposti dall’Amministrazione, destinano parte significativa delle risorse disponibili a finalità non previste dai vigenti CCNL, come, ad esempio, a
spese per liti relative alla probabile soccombenza
dell’Amministrazione, congelandone i relativi importi presunti.
Nel caso della dirigenza l'Amministrazione, rigettando la richiesta di confronto e di approfondimento della tematica da parte di quasi tutte le
sigle, ha ritenuto di siglare gli accordi integrativi
con un solo sindacato.
La CISL, unitamente a quasi tutte le altre sigle,
ha inviato all'Amministrazione una decisa richiesta di ritiro degli accordi sottoscritti e di rimodulazione dei fondi destinando tutte le risorse alle
finalità previste dai CCNL.
La CISL, inoltre, insieme a tutte le organizzazioni
sindacali rappresentative della dirigenza (ad eccezione dell'Unadis), ha inviato una richiesta per
interrompere una procedura per il conferimento
di incarico dirigenziale generale recentemente
avviata dall'Amministrazione ma, a giudizio dei
sindacati, senza rispettare tutte le regole previste per tali procedure.
In assenza di risposte alle summenzionate richieste saranno avviate tutte le iniziative sindacali e
legali per ripristinare una corretta dinamica delle
relazioni sindacali e garantire ai lavoratori le intere retribuzioni a cui hanno diritto.
Vi portiamo a conoscenza che il nostro
NUOVO INDIRIZZO MAIL è:
fp.torino.canavese
@cisl.it
NON E' più abilitato.
Ministero della Difesa. FUA 2012
Con soddisfazione comunichiamo
che , presso la Direzione Generale per il personale civile del Ministero della Difesa, è stato sottoscritto in via definitiva il Contratto
Collettivo Nazionale Integrativo
per la distribuzione del FUA anno
L’accordo FUA 2012, rispetto all’ipotesi di accordo sottoscritta a
luglio 2012, recepisce le osservazioni formulate dagli organi di controllo.
In particolare in relazione all'articolo 9 concernente il trattamento
economico di trasferimento, viene
chiarito che l’indennità di mobilità
è disciplinata dall’art. 30 del contratto collettivo nazionale integrativo del CCNL sottoscritto il
16.2.1999, pertanto la stessa non
rientra tra le fattispecie di cui
all’articolo 1 comma 44, della
legge n. 183 del 2011 per le quali
è prevista la soppressione a decorrere dal 1° gennaio 2012.
L’accordo ha efficacia dal 1° gennaio 2012 fino alla sottoscrizione
del successivo e si riferisce al
solo personale civile in servizio
presso gli Enti del Ministero della
Difesa (AD), mentre non si applica
al personale comunque in servizio
presso gli Enti attribuiti alla gestione dell’Agenzia Industrie Difesa
(AID) e al personale destinatario
dell’indennità accessoria di diretta
collaborazione prevista dall’art.
19, comma 11, D.P.R. 15.3.2010
Lo stanziamento sul capitolo 1375
per l’esercizio finanziario 2012 è
55.080.573,00 al lordo degli oneri
datoriali. Lo stesso sarà integrato
dalle risorse variabili che affluiranno successivamente al Fondo
Unico di Amministrazione.
Per quanto attiene alla determinazione dei fondi, quello dell’AID
2.203.222,92 pari al 4% dello
stanziamento sopra indicato.
La parte restante, pari ad €
52.877.350,08, costituisce il fondo
dell’AD.
In applicazione degli artt. 18 e 19
CCNL 16 febbraio 1999, la spesa
per retribuire le posizioni organizzative ammonta a complessivi €
2.525.281,00 al lordo datoriale e il
contingente delle posizioni organizzative è fissato in 1.723 unità.
Per coprire le esigenze relative
alle particolari posizioni di lavoro, ai turni ed alla reperibilità dell’anno
2012, vengono accantonate le seguenti somme rispettivamente al netto e
al lordo datoriale:
La Direzione Generale per il personale civile elaborerà appositi
elenchi con indicate, per ciascuno di essi, le assegnazioni da
operare, negli anzidetti limiti finanziari, per soddisfare le esigenze di particolari posizioni di lavoro, turni e reperibilità.
Inoltre, preso atto dei processi di
ristrutturazione che interessano
gli enti dell’AD, è previsto l’accantonamento nel Fondo Unico di
Amministrazione di un importo
pari a € 1.000.000,00 al lordo
datoriale, per soddisfare le esigenze connesse al trattamento
economico di trasferimento.
Quanto residua dal parziale utilizzo del predetto accantonamento
rimane nella disponibilità del FUA
e confluisce, quale risorsa aggiuntiva, nella disponibilità del
Fondo unico di sede.
La somma destinata al FUS, a
seguito degli accantonamenti che
precedono, è pari a €
33.556.419,85 e l’importo pro
capite teorico, in base al numero
dei dipendenti in servizio al 1°
gennaio 2012, ammonta a Euro
1.139,01 al lordo degli oneri a
carico del datore di lavoro, corrispondenti a euro 858,34 al lordo
degli oneri a carico del lavoratore.
Le ulteriori risorse che perverranno al FUA a titolo di somme cd.
variabili, previa informazione alle
Organizzazioni Sindacali del loro
ammontare, saranno utilizzate
per finanziare ulteriormente la
quota da destinare al FUS la cui
distribuzione avverrà in base ai
criteri della presente intesa ed
alla applicazione convenuta in
sede di contrattazione locale.
sulla detassazione dei premi di produttività
Dopo l’emanazione della circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n° 15 del 3 aprile 2013, che ha fornito i chiarimenti operativi per l’applicazione della detassazione sul salario accessorio relativo ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, l’Agenzia delle entrate ha provveduto ad adottare una circolare interpretativa del d.p.c.m. del 22 gennaio 2013,
solamente sui profili fiscali del provvedimento, confermando per le voci soggette
alla detassazione la circolare del Ministero del Lavoro.
Nella circolare, sono indicati i criteri per la determinazione del reddito da lavoro
dipendente conseguito nel 2012 per l’individuazione dell’importo della retribuzione di produttività individualmente riconosciuta, al fine dell’applicabilità dell’imposta sostitutiva.
Come ricorderete il limite massimo di reddito annuo complessivo relativo al
2012 oltre il quale i lavoratori non possono usufruire delle agevolazioni è aumentato da 30.000,00 € a 40.000,00 €, mentre viene fissato a € 2.500,00 l’importo massimo delle somme erogabili nell’anno 2013 a titolo di retribuzione di
produttività, in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello
aziendale o territoriale.
La circolare chiarisce anche il ruolo del sostituto d’imposta dove si continua ad
applicare la tassazione sostitutiva in via automatica nel caso sia il soggetto stipulante il CUD e gli adempimenti a carico del lavoratore nel caso in cui intrattenga più di un rapporto di lavoro dipendente.
Resta ferma la possibilità, d’ufficio o su richiesta del lavoratore, di rinunciare
all’applicazione del regime fiscale agevolato, mediante comunicazione al datore
di lavoro sostituto d’imposta, nel caso in cui l’imposta sostitutiva risulti meno
conveniente del regime ordinario.
Viene, inoltre, fatta salva l’applicazione del regime agevolato sui premi corrisposti nel corso del 2013 prima dell’entrata in vigore del d.p.c.m., in presenza di
accordi conformi alla nuova normativa.
– Accordo per l'applicazione
Comunichiamo con soddisfazione
che la settimana scorsa è stato
siglato dalle parti l’accordo sull’attuazione dell’apprendistato all'agenzia del Demanio. La CISL,
supportata dalle altre sigle, ha
chiesto e ottenuto alcune modifiche alla proposta presentata
dall'Amministrazione. In particolare è stato indicato che la percentuale di stabilizzazione degli apprendisti sia pari ad almeno il
50%, rispetto al 30% previsto ad
oggi dalla vigente normativa; è
stato, inoltre indicato il livello di
inquadramento finale, di due livelli superiore rispetto a quello di
inserimento con il contratto di
Si prevede anche un riconoscimento delle crescenti capacità
professionali durante il contratto
di apprendistato, indicando percentuali del premio di risultato da
riconoscergli maggiori di anno in
anno (nei tre anni pari al 40%, al
50% e al 70%).
Si specifica che il periodo di prova sia quello riportato dal CCNL
dell'Agenzia relativamente ai livelli di inquadramento finale.
Infine viene indicata la necessità
di una verifica annuale tra le parti
sull'andamento dell'istituto
dell'apprendistato.
Grazie alla firma di tale accordo
l'Amministrazione procederà
quanto prima all'assunzione di
diverse unità di apprendisti.
E' stato inoltre siglato anche l’accordo sui criteri per l’erogazione
del premio di risultato per l’anno
2013. L'accordo conferma, nella
sostanza, gli obiettivi che erano
stati presi in considerazione nel
2012 e tende a modificare il rapporto fra le quote di premio collegate ai risultati complessivi dell’Agenzia e le quote collegate ai
risultati ottenuti dalle singole Direzioni regionali; quote che passerebbero rispettivamente dal
45% al 40% e dal 55% al 60%.
Mira, inoltre, a ridefinire i pesi
attribuiti a cinque su sei degli
obiettivi presi in considerazione
ed individua valori diversi, sebbene molto prossimi a quelli che
erano stati concordati per il 2012,
degli indicatori complessivi che
regolano la diversificazione del
Premio in ragione dei risultati di
produzione ottenuti La CISL, uni-
dell'apprendistato e accordo sul premio di risultato per l’anno 2013
tamente alle altre sigle, ha richiesto, con successo, l’apertura del
tavolo per la ridistribuzione delle
economie che si realizzano per
effetto delle assenze.
La prossima riunione è fissata per
il 4 giugno p.v.
Determinazione quote “art.59” e “comma 165”
relative al FUA 2011 dell’Agenzia delle Dogane
è stato sottoscritto l’accordo sulla
determinazione per l’anno 2011
delle quote derivanti dall’art.59
del D..Lgs. 3300/59 e dell’art. 3,
comma 165, L.350/2003.
La quota correlata alla verifica
dei risultati 2011 in applicazione
dell’art. 59 è pari a € 6.912.584,
mentre quella relativa al comma
165 ammonta a €25.106.857.
Per effetto dei vigenti tetti massimi consentiti per i FUA 2011 queste risorse vengono così ripartite:
- articolo 59: €3.042.476 al personale del comparto e €
3.870.108 al potenziamento della
- comma 165: €3.000.169 al
fondo della dirigenza e €
17.769.359 al fondo delle aree
Con queste ulteriori attribuzioni
economiche il FUA 2011 delle
aree professionali dell’Agenzia
delle Dogane si attesta a €
90.779.673.
Per il relativo utilizzo è stata avviata immediatamente la fase di
contrattazione che si è incentrata
in particolare sulle risorse destinate alla produttività che ammontano a € 21.414.74 e dopo i numerosi interventi la riunione è
stata aggiornata a lunedì 13 p.v.
Rinnovo CCNL 2013/2015 FICEI - Primo incontro
Il 9 maggio 2013, si è tenuto il
primo incontro per il rinnovo del
CCNL 2013/2015 della FICEI.
La piattaforma presentata ricalca
tutti i principi e i contenuti che
abbiamo condiviso in questi mesi
di elaborazione in particolare gli
aspetti relativi al rafforzamento
livello e gli elementi di natura professionale ed economica finalizzati ad un ammodernamento delle relazioni industriali.
Nel corso dell’incontro abbiamo
affrontato anche il rinnovo
dell’accordo sulla detassazione
agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, delle componenti
accessorie del salario, corrisposte in relazione ad incrementi di
produttività, innovazione ed efficienza organizzativa.
Dopo un articolato confronto abbiamo concordato con la controparte che, unitariamente, elaboreremo un documento sulla de-
tassazione da concordare il prossimo incontro cui si darà avvio
alla trattativa per il rinnovo del
CCNL 2013/2015.
La riunione è terminata concordando il giorno 29 maggio come
data utile alla prossima riunione.
Aiop, Aris, Fondazione Don Gnocchi. Detassazione al 10%
del salario accessorio sugli incrementi della produttività
Dopo l’emanazione della circolare
del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali n° 15 del 3 aprile
2013, che ha fornito i chiarimenti
operativi per l’applicazione della
detassazione sul salario accessorio relativo ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, l’Agenzia delle
entrate ha provveduto ad adottare una circolare interpretativa del
d.p.c.m. del 22 gennaio 2013,
solamente sui profili fiscali del
provvedimento, confermando per
le voci soggette alla detassazione
la circolare del Ministero del Lavoro.
Quindi, unitariamente, abbiamo
sollecitato le associazioni datoriali
nella convocazione di appositi
incontri per la sottoscrizione di un
accordo quadro nazionale che
fornisca le corrette indicazioni per
la sottoscrizione a livello territoriale e/o aziendale di accordi decentrati per la defiscalizzazione al
10% del salario relativo ad incrementi di produttività, innovazione
ed efficienza organizzativa.
A tal fine, Lunedì 13 maggio abbiamo ottenuto alle ore 15.00 un
dell’AIOP e dell’ARIS nazionali.
Nella stessa giornata di Lunedì
13 maggio 2013, alle ore 11, si
terrà un incontro con la Fondazione Don Gnocchi.
Come ricorderete nella riunione
del 5 aprile, si era discusso della
loro richiesta su specifiche disposizioni contrattuali per l’area riabilitativa, senza pero aprire un organico ed ordinato confronto sul-
le diverse richieste avanzate dai
rappresentanti della FDG, nella
riunione di lunedì inizieremo il
confronto per l’eventuale definizione di un allegato al CCNL specifico per le strutture della riabilitazione, che sostituisca l’attuale
e, la definizione dell’accordo sulla
detassazione del salario relativo
ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa.
Sottoscritta l’ipotesi di Rinnovo CCNL AVIS – 2010-2012
IL 10 maggio 2013, unitariamente
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL,
abbiamo sottoscritto l’ipotesi di
rinnovo del CCNL 2010/2013
dell’Avis.
Come ricorderete avevamo sottoscritto il giorno 15 aprile l’accordo
economico e quindi per la chiusura complessiva della negoziazione si rendeva necessario, quale percorso integrato per la chiusura ed il rinnovo del CCNL
2010/2012, la ricomposizione e
l'armonizzazione della normativa
contrattuale alla legislazione
Nella riunione odierna, attraverso
un’analisi attenta e documentata,
articolo per articolo, abbiamo
concluso il lavoro sulla normativa
contrattuale iniziato nella precedente riunione e quindi sottoscritto l’ipotesi d’intesa per il rinnovo
del CCNL 2010/2012.
L’ipotesi d’intesa firmata prevede:
Un aumento contrattuale di 51,36
Euro per la categoria C fascia
zero, riparametrato per le altre
categorie e posizioni economiche. Le decorrenze dell’aumento
contrattuale sono le seguenti:
1% dal primo ottobre 2012;
1% dal primo novembre 2012;
1% dal primo dicembre 2012;
La monetizzazione del ROL, per
tutto il personale in servizio alla
data del 31 dicembre del 2012
sotto forma di superminimo non
riassorbibile da futuri aumenti
contrattuali e/o passaggi di fascia
e di categoria rideterminato sulla
base dello stipendio in godimento
nel mese di gennaio 2013.
L’adeguamento del valore minimo del Ticket mensa da euro 4,5
ad euro 5,16;
I permessi per gravi motivi familiari e/o personali sono quantificati in 5 giornate complessive, oltre
5 giorni per motivi personali e/o
familiari da poter usufruire a discrezione dell’associazione.
La rivisitazione della classificazione del personale dal 30 novembre 2012, con la soppressione
della categoria BS, con riposizionamento della categoria BS in
B1, BS1 in B2, BS2 in B4, BS3 in
B5, BS 4 in C zero, BS5 in C1.
La categoria DS che viene rinominata E ed il personale (ex direttivi) in categoria D2, D3, D4, viene rideterminata nella categoria
(I nuovi inquadramenti non causano diminuzione delle retribuzioni del personale in servizio, ed gli
eventuali assegni ad personam
non saranno riassorbili e fanno
parte del montante retributivo per
la definizione dei futuri aumenti
contrattuali.)
L’ipotesi sottoscritta prevede a
titolo di arretrati contrattuali, per il
periodo dal 1 gennaio 2010 al 30
settembre 2012, “Una Tantum”
cosi ripartita: per la categoria A
euro250, per la categoria B euro
290; per la categoria C euro 310,
per la categoria D ed E euro 330
e per la categoria F euro 350.
Gli arretrati saranno retribuiti
con la retribuzione del mese di
Giugno 2013, mentre l’”Una Tantum” sarà corrisposta con la retribuzione del mese di settembre
La sottoscrizione definitiva del
CCNL AVIS 2010 – 2012 è prevista per il prossimo 15 maggio
Certe che comprenderete l’importanza di informare correttamente
e capillarmente i nostri iscritti ed i
lavoratori tutti, vi inviamo cordiali
Gabriella Di Girolamo – Daniela Volpato
versione ppt - FP CGIL Modena