Source: https://renatodisa.com/2016/08/04/corte-di-cassazione-sezione-ii-penale-sentenza-2-agosto-2016-n-33724/
Timestamp: 2018-05-28 05:17:55+00:00
Document Index: 61887101

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 16']

Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 2 agosto 2016, n. 33724 - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 2 agosto 2016, n. 33724
Home/Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 2 agosto 2016, n. 33724
In tema di associazione per delinquere, anche se di tipo mafioso o fina­lizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, la competenza territoriale, in caso di connessione con i reati fine, deve essere determinata ai sensi dell’art. 16, commi 1 e 3, cod. proc. pen., ossia con riferimento al più grave dei reati connessi.
Qualora si proceda per il delitto di associazione per delinquere, anche di tipo mafioso o finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, da solo o connes­so con reati fine meno gravi, la competenza territoriale deve essere determinata – in base all’art. 8, comma 3, cod. proc. pen. – facendo riferimento, se conosciu­to, al luogo in cui i sodali si sono consociati dando vita all’associazione medesima (pactum sceleris), giacché ai fini della consumazione del reato è sufficiente il raggiungimento dell’accordo criminale fra i compartecipi.
In tema di associazione per delinquere, anche se di tipo mafioso o fina­lizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, qualora non sia possibile individuare il luogo della pattuizione che ha dato vita al reato associativo, la competenza ter­ritoriale appartiene al giudice del luogo in cui l’operatività dell’associazione si è manifestata per la prima volta tramite elemento espressivo dell’esistenza del soda­lizio, quali una base operativa, un centro decisionale o altre simili manifestazioni materiali. Tali elementi, a prescindere dal tempo in cui sono scoperti o accertati, devono ritenersi logicamente e cronologicamente preesistenti alla commissione dei reati fine, sicché prevalgono su questi ultimi ai fini di determinare la compe­tenza territoriale ai sensi dell’art. 8, comma 3, cod. proc. pen..
In tema di associazione per delinquere, anche se di tipo mafioso o fina­lizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, qualora le evidenze processuali non rendano manifesto né il luogo in cui ha preso vita l’associazione per delinquere né quello della sua concreta operatività organizzativa e decisionale, occorre far riferimento al luogo in cui è stato commesso il primo reato fine, a prescindere dalla sua gravità, in quanto manifestativo – ai sensi dell’art. 8, comma 3, cod. proc. pen. – della consumazione del reato associativo. Tuttavia, qualora i reati fine siano connessi a quello associativo, la competenza territoriale deve essere determinata ai sensi ai sensi deil’art. 16, comma 1, cod. proc. pen., e quindi con riferimento non al reato commesso per primo, bensì a quello più grave.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2016-08-04T11:42:08+00:00	4 agosto 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti