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Timestamp: 2019-02-21 01:15:36+00:00
Document Index: 108736845

Matched Legal Cases: ['art.10', 'in fine', 'sentenza ', 'in fine', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Legge 1 dicembre 2018, n. 132 | Edscuola
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonchè misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Delega al Governo in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. (18G00161)
Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni
urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione,
sicurezza pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero
dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia
sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata, e’ convertito
Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il 30 settembre 2019:
a) uno o piu’ decreti legislativi recanti disposizioni integrative
in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle
Forze armate nonche’ correttive del decreto legislativo 29 maggio
2017, n. 94;
b) uno o piu’ ulteriori decreti legislativi recanti disposizioni
integrative in materia di revisione dei ruoli del personale delle
Forze di polizia nonche’ correttive del decreto legislativo 29 maggio
2017, n. 95.
I decreti legislativi di cui al comma 2, lettere a) e b), fermo
restando il mantenimento della sostanziale equiordinazione del
personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, sono adottati
osservando, rispettivamente, i principi e criteri direttivi di cui
all’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre
2012, n. 244, e i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 8,
comma 1, lettera a), numero 1), della legge 7 agosto 2015, n. 124. La
rideterminazione delle dotazioni organiche complessive delle Forze di
polizia, ivi prevista, e’ attuata in ragione delle aggiornate
esigenze di funzionalita’ e della consistenza effettiva alla data del
1° gennaio 2019, ferme restando le facolta’ assunzionali autorizzate
e non esercitate alla medesima data.
I decreti legislativi di cui al comma 2 sono adottati secondo la
procedura prevista dall’articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto
2015, n. 124.
Agli eventuali oneri derivanti dall’adozione dei decreti
legislativi di cui al comma 2 si provvede nei limiti delle risorse
del fondo di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 4
ottobre 2018, n. 113.
La presente legge munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
Data a Roma, addi’ 1º dicembre 2018
Testo del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (in Gazzetta Ufficiale
– Serie generale – n. 231 del 4 ottobre 2018), coordinato con la
legge di conversione 1º dicembre 2018, n. 132 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in
materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza
pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero
sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata.». (18A07702)
Vigente al: 3-12-2018
Disposizioni urgenti in materia di disciplina di casi speciali di permesso di soggiorno per motivi umanitari e di contrasto all’immigrazione illegale
1985, n.1092, nonche’ dell’art.10, comma 3, del medesimo testo unico,
al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del
decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di
conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle
note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
Disposizioni in materia di permessi di soggiorno per motivi umanitari
1. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le
a) all’articolo 4-bis, al comma 2, terzo periodo, le parole « per
1) al comma 2-ter, al secondo periodo, le parole « per motivi
umanitari » sono sostituite dalle seguenti: « per cure mediche
nonche’ dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis,
20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, e del permesso di soggiorno
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 »;
2) il comma 6, e’ sostituito dal seguente: « 6. Il rifiuto o la
applicabili in uno degli Stati contraenti. »;
3) al comma 8.2, lettera e), le parole « o per motivi umanitari »
sono sostituite dalle seguenti: « e nei casi di cui agli articoli 18,
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, » e dopo la lettera g) e’
aggiunta la seguente: « g-bis) agli stranieri di cui all’articolo
42-bis.»;
c) all’articolo 9, comma 3, lettera b), le parole « o per motivi
umanitari » sono sostituite dalle seguenti: « , per cure mediche o
18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis nonche’ del permesso di
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25. »;
d) all’articolo 10-bis, comma 6, le parole « di cui all’articolo 5,
comma 6, del presente testo unico, » sono sostituite dalle seguenti:
« di cui all’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio
20-bis, 22, comma 12- quater, 42-bis del presente testo unico e nelle
ipotesi di cui all’articolo 10 della legge 7 aprile 2017, n. 47, »;
e) all’articolo 18, comma 4, dopo le parole « del presente articolo
» sono inserite le seguenti: « reca la dicitura casi speciali, »;
1) al comma 1 le parole « ai sensi dell’articolo 5, comma 6, » sono
qualora il titolare sia iscritto ad un corso regolare di studi. »;
particolare gravita’, accertate mediante idonea documentazione
rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da
determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in
caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. In tali
condizioni di salute di particolare gravita’ debitamente certificate,
2. Il permesso di soggiorno rilasciato a norma del presente
articolo ha la durata di sei mesi, ed e’ rinnovabile per un periodo
ulteriore di sei mesi se permangono le condizioni di eccezionale
calamita’ di cui al comma 1; il permesso e’ valido solo nel
territorio nazionale e consente di svolgere attivita’ lavorativa, ma
non puo’ essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di
1) alla lettera b), le parole «di cui all’articolo 20» sono
n-bis) all’articolo 32, comma 1-bis, gli ultimi due periodi sono
asilo, per protezione sussidiaria, per casi speciali, per protezione
speciale, per cure mediche ai sensi dell’articolo 19, comma 2,
lettera d-bis),»;
2. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
3. All’articolo 3 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
4. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera
5. Dopo l’articolo 19-bis del decreto legislativo 1° settembre
2. E’ competente il tribunale sede della sezione specializzata in
3. Il tribunale giudica in composizione collegiale. Per la
4. Il ricorso e’ proposto, a pena di inammissibilita’, entro trenta
5. Quando e’ presentata l’istanza di cui all’articolo 5,
6. L’ordinanza che definisce il giudizio non e’ appellabile. Il
7. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 14 e 15
6. Al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
7. Al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 2015, n.
8. Fermo restando i casi di conversione, ai titolari di permesso di
9. Nei procedimenti in corso, alla data di entrata in vigore del
2-bis. Nell’ambito delle procedure di cui al comma 2, l’Autorita’
nazionale anticorruzione (ANAC) svolge l’attivita’ di vigilanza
collaborativa ai sensi dell’articolo 213, comma 3, lettera h), del
2-ter. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 2-bis non
pubblica. L’ANAC provvede allo svolgimento dell’attivita’ di cui al
medesimo comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie
2-quater. Il soggetto gestore dei centri di cui agli articoli 9 e
11 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, dei centri
previsti dal decreto-legge 30 ottobre 1995, n. 451, convertito, con
modificazioni, dallalegge 29 dicembre 1995, n. 563, e dei centri di
cui agli articoli 10-ter e 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998,
n. 286, pubblica, con cadenza semestrale, nel proprio sito internet o
portale digitale la rendicontazione delle spese di gestione,
effettuata sulla base delle disposizioni vigenti in materia,
successivamente alle verifiche operate dalla prefettura ai fini della
liquidazione. Gli stessi dati sono resi disponibili nel
sitointernetdelle prefetture territorialmente competenti attraverso
un link di collegamento al sito internet o al portale digitale del
b) all’articolo 28, comma 1, letterac), dopo le parole «e’ stato
1998, n. 286
2-bis. All’articolo 7, comma 5, lettera e), del decreto-legge 23
dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
febbraio 2014, n. 10, dopo le parole: «del testo unico di cui al
modificazioni,» sono inserite le seguenti: «nonche’ presso i locali
di cui all’articolo 6, comma 3-bis, primo periodo, del decreto
legislativo 18 agosto 2015, n. 142,».
Disposizioni in materia di modalita’ di esecuzione dell’espulsione
disponibilita’ di posti nei Centri di cui all’articolo 14 ubicati nel
circondario del Tribunale competente. In tale ultima ipotesi il
giudice di pace, su richiesta del questore, con il decreto di
fissazione dell’udienza di convalida, puo’ autorizzare la temporanea
permanenza dello straniero, sino alla definizione del procedimento di
convalida in strutture diverse e idonee nella disponibilita’
dell’Autorita’ di pubblica sicurezza. Qualora le condizioni di cui al
periodo precedente permangono anche dopo l’udienza di convalida, il
giudice puo’ autorizzare la permanenza, in locali idonei presso
l’ufficio di frontiera interessato, sino all’esecuzione
dell’effettivo allontanamento e comunque non oltre le quarantotto ore
successive all’udienza di convalida. Le strutture ed i locali di cui
ai periodi precedenti garantiscono condizioni di trattenimento che
assicurino il rispetto della dignita’ della persona.».
Disposizioni in materia di convalida del respingimento disposto dal
questore e di registrazione nel sistema di informazione Schengen
All’articolo 10 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
«2-bis. Al provvedimento di respingimento di cui al comma 2 si
applicano le procedure di convalida e le disposizioni previste
dall’articolo 13, commi 5-bis, 5-ter, 7 e 8.
2-ter. Lo straniero destinatario del provvedimento di respingimento
di cui al comma 2 non puo’ rientrare nel territorio dello Stato senza
una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno. In caso di
trasgressione lo straniero e’ punito con la reclusione da uno a
quattro anni ed e’ espulso con accompagnamento immediato alla
frontiera. Si applicano altresi’ le disposizioni di cui all’articolo
13, comma 13, terzo periodo.
2-quater. Allo straniero che, gia’ denunciato per il reato di cui
al comma 2-ter ed espulso, abbia fatto reingresso nel territorio
dello Stato si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni.
2-quinquies. Per i reati previsti dai commi 2-ter e 2-quater e’
obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto anche fuori dei casi di
flagranza e si procede con rito direttissimo.
2-sexies. Il divieto di cui al comma 2-ter opera per un periodo non
inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni, la cui durata e’
determinata tenendo conto di tutte le circostanze concernenti il
singolo caso.»;
«6-bis. Il divieto di cui al comma 2-ter e’ inserito, a cura
dell’autorita’ di pubblica sicurezza, nel sistema di informazione
Schengen di cui alregolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, e comporta il divieto
di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri dell’Unione
europea, nonche’ degli Stati non membri cui si applica l’acquis di
Schengen.».
Regolazione e controllo del lavoro dei familiari del personale di
rappresentanze diplomatico-consolari straniere e di organizzazioni
Gli stranieri notificati come familiari conviventi di agenti
diplomatici, di membri del personale amministrativo e tecnico, di
funzionari e impiegati consolari o di funzionari internazionali
possono, previa comunicazione tramite i canali diplomatici, svolgere
attivita’ lavorativa nel territorio della Repubblica, a condizioni di
reciprocita’ e limitatamente al periodo in cui possiedano in Italia
la condizione di familiare convivente ai sensi dell’articolo 37,
paragrafi 1 e 2, della Convenzione sulle relazioni diplomatiche,
fatta a Vienna il 18 aprile 1961, dell’articolo 46 della Convenzione
sulle relazioni consolari, fatta a Vienna il 24 aprile 1963, o delle
pertinenti disposizioni degli accordi di sede con organizzazioni
Tra i soggetti conviventi di cui al comma 1 sono compresi il
coniuge non legalmente separato di eta’ non inferiore ai diciotto
anni, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i
figli minori, anche del coniuge, o nati fuori del matrimonio, non
coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente,
abbia dato il suo consenso, i figli di eta’ inferiore ai venticinque
anni qualora a carico, i figli con disabilita’ a prescindere dalla
loro eta’, nonche’ i minori di cui all’articolo 29, comma 2, secondo
periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, adottati o
affidati o sottoposti a tutela. Il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale accerta l’equivalenza tra le
situazioni regolate da ordinamenti stranieri e quelle di cui alla
legge 20 maggio 2016, n. 76.
Fermo restando il rispetto della normativa italiana in materia
fiscale, previdenziale e di lavoro e fatte salve le diverse
disposizioni previste dagli accordi internazionali, i familiari di
cui al presente articolo non godono dell’immunita’ dalla
giurisdizione civile e amministrativa, se prevista, per gli atti
compiuti nell’esercizio dell’attivita’ lavorativa.
Disposizioni in materia di diniego e revoca della protezione
numero 3), e 624-bis, primo comma, del codice penale. I reati di cui
all’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 2), 6) e 7-bis), del
codice di procedura penale, sono rilevanti anche nelle fattispecie
non aggravate»;
comma, numero 3), e 624-bis, primo comma, del codice penale. I reati
Disposizioni in materia di Paesi di origine sicuri e manifesta
infondatezza della domanda di protezione internazionale
a) dopo l’articolo 2 e’ inserito il seguente:
«Art. 2-bis (Paesi di origine sicuri). – 1. Con decreto del
Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di
concerto con i Ministri dell’interno e della giustizia, e’ adottato
l’elenco dei Paesi di origine sicuri sulla base dei criteri di cui al
comma 2. L’elenco dei Paesi di origine sicuri e’ aggiornato
periodicamente ed e’ notificato alla Commissione europea.
Uno Stato non appartenente all’Unione europea puo’ essere
considerato Paese di origine sicuro se, sulla base del suo
ordinamento giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di
un sistema democratico e della situazione politica generale, si puo’
dimostrare che, in via generale e costante, non sussistono atti di
persecuzione quali definiti dall’articolo 7 del decreto legislativo
19 novembre 2007, n. 251, ne’ tortura o altre forme di pena o
trattamento inumano o degradante, ne’ pericolo a causa di violenza
indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o
internazionale. La designazione di un Paese di origine sicuro puo’
essere fatta con l’eccezione di parti del territorio o di categorie
Ai fini della valutazione di cui al comma 2 si tiene conto, tra
l’altro, della misura in cui e’ offerta protezione contro le
persecuzioni ed i maltrattamenti mediante:
a) le pertinenti disposizioni legislative e regolamentari del Paese
ed il modo in cui sono applicate;
b) il rispetto dei diritti e delle liberta’ stabiliti nella
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle
liberta’ fondamentali del 4 novembre 1950, ratificata ai sensi della
legge 4 agosto 1955, n. 848, nel Patto internazionale relativo ai
diritti civili e politici, aperto alla firma il 19 dicembre 1966,
ratificato ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, e nella
Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 10 dicembre
1984, in particolare dei diritti ai quali non si puo’ derogare a
norma dell’articolo 15, paragrafo 2, della predetta Convenzione
c) il rispetto del principio di cui all’articolo 33 della
Convenzione di Ginevra;
d) un sistema di ricorsi effettivi contro le violazioni di tali
diritti e liberta’.
La valutazione volta ad accertare che uno Stato non appartenente
all’Unione europea e’ un Paese di origine sicuro si basa sulle
informazioni fornite dalla Commissione nazionale per il diritto di
asilo, che si avvale anche delle notizie elaborate dal centro di
documentazione di cui all’articolo 5, comma 1, nonche’ su altre fonti
di informazione, comprese in particolare quelle fornite da altri
Stati membri dell’Unione europea, dall’EASO, dall’UNHCR, dal
Consiglio d’Europa e da altre organizzazioni internazionali
Un Paese designato di origine sicuro ai sensi del presente
articolo puo’ essere considerato Paese di origine sicuro per il
richiedente solo se questi ha la cittadinanza di quel Paese o e’ un
apolide che in precedenza soggiornava abitualmente in quel Paese e
non ha invocato gravi motivi per ritenere che quel Paese non e’
sicuro per la situazione particolare in cui lo stesso richiedente si
trova»;
b) all’articolo 9, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. La decisione con cui e’ rigettata la domanda presentata dal
richiedente di cui all’articolo 2-bis, comma 5, e’ motivata dando
atto esclusivamente che il richiedente non ha dimostrato la
sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese
designato di origine sicuro in relazione alla situazione particolare
del richiedente stesso»;
c) all’articolo 10:
1) al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’ufficio
di polizia informa il richiedente che, ove proveniente da un Paese
designato di origine sicuro ai sensi dell’articolo 2-bis, la domanda
puo’ essere rigettata ai sensi dell’articolo 9, comma 2-bis»;
2) al comma 2, dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:
«d-bis) l’elenco dei Paesi designati di origine sicuri ai sensi
dell’articolo 2-bis»;
d) all’articolo 28, comma 1, dopo la lettera c-bis) e’ aggiunta la
«c-ter) la domanda e’ presentata da un richiedente proveniente da
un Paese designato di origine sicuro ai sensi dell’articolo 2-bis»;
e) all’articolo 28-bis, comma 2, la lettera a) e’ sostituita dalla
«a) il richiedente rientra in una delle ipotesi previste
dall’articolo 28-ter»;
f) dopo l’articolo 28-bis e’ inserito il seguente:
«Art. 28-ter (Domanda manifestamente infondata). – 1. La domanda e’
considerata manifestamente infondata, ai sensi dell’articolo 32,
comma 1, lettera b-bis), quando ricorra una delle seguenti ipotesi:
a) il richiedente ha sollevato esclusivamente questioni che non
hanno alcuna attinenza con i presupposti per il riconoscimento della
protezione internazionale ai sensi del decreto legislativo 19
novembre 2007, n. 251;
b) il richiedente proviene da un Paese designato di origine sicuro
ai sensi dell’articolo 2-bis;
c) il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente
incoerenti e contraddittorie o palesemente false, che contraddicono
informazioni verificate sul Paese di origine;
d) il richiedente ha indotto in errore le autorita’ presentando
informazioni o documenti falsi o omettendo informazioni o documenti
riguardanti la sua identita’ o cittadinanza che avrebbero potuto
influenzare la decisione negativamente, ovvero ha dolosamente
distrutto o fatto sparire un documento di identita’ o di viaggio che
avrebbe permesso di accertarne l’identita’ o la cittadinanza;
e) il richiedente e’ entrato illegalmente nel territorio nazionale,
o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno, e senza giustificato
motivo non ha presentato la domanda tempestivamente rispetto alle
circostanze del suo ingresso;
f) il richiedente ha rifiutato di adempiere all’obbligo del rilievo
dattiloscopico a norma del regolamento (UE) n. 603/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013;
g) il richiedente si trova nelle condizioni di cui all’articolo 6,
commi 2, lettere a), b) e c), e 3, del decreto legislativo 18 agosto
2015, n. 142»;
g) all’articolo 32, comma 1, lettera b-bis), le parole: «nei casi
di cui all’articolo 28-bis, comma 2, lettera a)» sono sostituite
dalle seguenti: «nei casi di cui all’articolo 28-ter».
ogni rientro nel Paese di origine, ove non giustificato da gravi e
comprovati motivi.».
Paese di origine, ove non giustificato da gravi e comprovati
motivi.».
Disposizioni in materia di domanda reiterata e di domanda presentata
0a) all’articolo 2, comma 1, dopo la lettera b) e’ inserita la
«b-bis) “domanda reiterata”: un’ulteriore domanda di protezione
internazionale presentata dopo che e’ stata adottata una decisione
definitiva su una domanda precedente, anche nel caso in cui il
richiedente abbia esplicitamente ritirato la domanda ai sensi
dell’articolo 23 e nel caso in cui la Commissione territoriale abbia
adottato una decisione di estinzione del procedimento o di rigetto
della domanda ai sensi dell’articolo 23-bis, comma 2;»;
«1-bis. Nel caso previsto dall’articolo 28, comma 1, lettera
c-ter), e dall’articolo 29, comma 1, lettera b), la questura provvede
senza ritardo alla trasmissione della documentazione necessaria alla
Commissione territoriale che adotta la decisione entro cinque giorni.
eludere i relativi controlli, e nei casi di cui all’articolo 28,
comma 1, lettera c-ter). In tali casi la procedura puo’ essere svolta
direttamente alla frontiera o nelle zone di transito.
d) dopo l’articolo 29 e’ inserito il seguente: «Art. 29-bis
(Domanda reiterata in fase di esecuzione di un provvedimento di
allontanamento). – 1. Nel caso in cui lo straniero abbia presentato
una prima domanda reiterata nella fase di esecuzione di un
provvedimento che ne comporterebbe l’imminente allontanamento dal
territorio nazionale, la domanda e’ considerata inammissibile in
la spesa di 1.860.915 euro a decorrere dall’anno 2019. Ai relativi
oneri si provvede ai sensi dell’articolo 39.
2-bis. Al fine di velocizzare l’esame delle domande di protezione
internazionale pendenti, con decreto del Ministro dell’interno
possono essere istituite, dal 1° gennaio 2019 con durata massima di
otto mesi, ulteriori sezioni delle Commissioni territoriali per il
riconoscimento della protezione internazionale di cui all’articolo 4
del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, fino ad un numero
massimo di dieci.
2-ter. Per le finalita’ di cui al comma 2-bis e’ autorizzata la
spesa di 2.481.220 euro per l’anno 2019. Ai relativi oneri si
provvede ai sensi dell’articolo 39.
1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
0a) all’articolo 32, comma 1, dopo la lettera b-bis) e’ aggiunta la
«b-ter) rigetta la domanda se, in una parte del territorio del
Paese di origine, il richiedente non ha fondati motivi di temere di
essere perseguitato o non corre rischi effettivi di subire danni
gravi o ha accesso alla protezione contro persecuzioni o danni gravi,
puo’ legalmente e senza pericolo recarvisi ed esservi ammesso e si
puo’ ragionevolmente supporre che vi si ristabilisca;»;
all’articolo 6, comma 2, lettere a), b), e c), del decreto
legislativo 18 agosto 2015, n. 142, ovvero e’ stato condannato anche
con sentenza non definitiva per uno dei predetti reati, il questore,
salvo che la domanda sia gia’ stata rigettata dalla Commissione
territoriale competente, ne da’ tempestiva comunicazione alla
Commissione territoriale competente, che provvede nell’immediatezza
all’audizione dell’interessato e adotta contestuale decisione,
valutando l’accoglimento della domanda, la sospensione del
procedimento o il rigetto della domanda. Salvo quanto previsto dal
comma 3, in caso di rigetto della domanda, il richiedente ha in ogni
caso l’obbligo di lasciare il territorio nazionale, anche in pendenza
di ricorso avverso la decisione della Commissione. A tal fine si
b) all’articolo 35-bis, comma 5, le parole «ai sensi dell’articolo
29, comma 1, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi
dell’articolo 29, comma 1, lettera b), nonche’ del provvedimento
adottato nei confronti del richiedente per il quale ricorrono i casi
e le condizioni di cui all’articolo 32, comma 1-bis. Quando, nel
corso del procedimento giurisdizionale regolato dal presente
articolo, sopravvengono i casi e le condizioni di cui all’articolo
32, comma 1-bis, cessano gli effetti di sospensione del provvedimento
impugnato gia’ prodotti a norma del comma 3.».
«2. Con decreto del Ministro dell’interno, sentita la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, che si esprime entro trenta giorni, sono definiti i
criteri e le modalita’ per la presentazione da parte degli enti
locali delle domande di contributo per la realizzazione e la
prosecuzione dei progetti finalizzati all’accoglienza dei soggetti di
cui al comma 1. Nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di cui
all’articolo 1-septies, il Ministro dell’interno, con proprio
decreto, provvede all’ammissione al finanziamento dei progetti
presentati dagli enti locali»;
a-ter) il comma 3 e’ abrogato;
b) all’articolo 8, al comma 1, le parole «di cui all’articolo 16, »
all’articolo 16. »;
1-bis) al comma 2, le parole: «sentito l’ente» sono sostituite
dalle seguenti: «previo parere dell’ente»;
h-bis) all’articolo 19, comma 3, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: «e comunque senza alcuna spesa o onere a carico del
Comune interessato all’accoglienza dei minori stranieri non
accompagnati»;
m) all’articolo 22-bis, commi 1 e 3, la parola: «richiedenti» e’
sostituita dalle seguenti: «titolari di»;
5-bis. I minori non accompagnati richiedenti asilo al compimento
della maggiore eta’ rimangono nel Sistema di protezione di cui al
comma 4 fino alla definizione della domanda di protezione
Monitoraggio dei flussi migratori
Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, il Ministro dell’interno effettua
un monitoraggio dell’andamento dei flussi migratori al fine della
progressiva chiusura delle strutture di cui all’articolo 11 del
decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142.
Obblighi di trasparenza per le cooperative sociali che svolgono
attivita’ in favore di stranieri
Al comma 125 dell’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124,
dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Le cooperative
sociali sono altresi’ tenute, qualora svolgano attivita’ a favore
degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
a pubblicare trimestralmente nei propri siti internet o portali
digitali l’elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo
svolgimento di servizi finalizzati ad attivita’ di integrazione,
assistenza e protezione sociale».
a-bis) dopo l’articolo 9 e’ inserito il seguente:
«Art. 9.1. – 1. La concessione della cittadinanza italiana ai sensi
degli articoli 5 e 9 e’ subordinata al possesso, da parte
dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana,
non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento
per la conoscenza delle lingue (QCER). A tal fine, i richiedenti, che
non abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui
all’articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, o che non siano titolari di permesso di
soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9
del medesimo testo unico, sono tenuti, all’atto della presentazione
dell’istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio
rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario
riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale o dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, ovvero a produrre apposita certificazione rilasciata
da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero degli affari esteri
e della cooperazione internazionale o dal Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.»;
2-bis. Il termine per il rilascio degli estratti e dei certificati
di stato civile occorrenti ai fini del riconoscimento della
cittadinanza italiana e’ stabilito in sei mesi dalla data di
presentazione della richiesta da parte di persone in possesso di
Le funzioni di agente del Governo a difesa dello Stato italiano
dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono svolte
dall’Avvocato generale dello Stato, che puo’ delegare un avvocato
difensore e al consulente tecnico di parte). – 1. Quando
l’impugnazione, anche incidentale, e’ dichiarata inammissibile, al
difensore non e’ liquidato alcun compenso.
1-bis. All’articolo 7, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2016,
n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2016,
n. 197, le parole: «e sino al 1º gennaio 2019» sono soppresse.
Obblighi di comunicazioni a favore del Procuratore della Repubblica
presso il tribunale per i minorenni
Dopo l’articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e’
«Art. 11-bis (Comunicazioni al Procuratore della Repubblica presso
il tribunale per i minorenni). – 1. Gli istituti penitenziari e gli
istituti a custodia attenuata per detenute madri trasmettono
semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale
per i minorenni del luogo ove hanno sede l’elenco di tutti i minori
collocati presso di loro con l’indicazione specifica, per ciascuno di
essi, della localita’ di residenza dei genitori, dei rapporti con la
famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il
assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso
motivato, di adottare i provvedimenti di propria competenza.
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i
minorenni, che trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione
informativa, ogni sei mesi, effettua o dispone ispezioni nei medesimi
istituti indicati, ai fini di cui al comma 1. Puo’ procedere a
ispezioni straordinarie in ogni tempo.
I pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio,
gli esercenti un servizio di pubblica necessita’ che entrano in
contatto con il minore di cui al comma 1 debbono riferire al piu’
presto al direttore dell’istituto su condotte del genitore
pregiudizievoli al minore medesimo. Il direttore dell’istituto ne da’
immediata comunicazione al procuratore della Repubblica presso il
tribunale per i minorenni.».
Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti
a) dopo l’articolo 387 e’ aggiunto il seguente:
«Art. 387-bis (Adempimenti della polizia giudiziaria nel caso di
arresto o di fermo di madre di prole di minore eta’). – 1.
Nell’ipotesi di arresto o di fermo di madre con prole di minore eta’,
la polizia giudiziaria che lo ha eseguito senza ritardo ne da’
notizia al pubblico ministero territorialmente competente, nonche’ al
procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del
luogo dell’arresto o del fermo.»;
b) all’articolo 293, dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
«4-bis. Copia dell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in
carcere nei confronti di madre di prole di minore eta’ e’ comunicata
al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni
del luogo di esecuzione della misura.»;
c) all’articolo 656, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. L’ordine di esecuzione della sentenza di condanna a pena
detentiva nei confronti di madre di prole di minore eta’ e’
comunicato al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i
minorenni del luogo di esecuzione della sentenza.».
Funzioni del personale del Corpo di polizia penitenziaria in materia
Al capo II del titolo I delle norme di attuazione, di
decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l’articolo 4-bis e’
«Art. 4-ter (Nucleo di polizia penitenziaria a supporto delle
funzioni del procuratore nazionale antimafia). – 1. Nell’esercizio
delle funzioni di cui all’articolo 371-bis, commi 1 e 2, del codice e
con specifico riferimento all’acquisizione, all’analisi ed
all’elaborazione dei dati e delle informazioni provenienti
dall’ambiente penitenziario, il procuratore nazionale antimafia e
antiterrorismo si avvale di un apposito nucleo costituito, fino a un
massimo di venti unita’, nell’ambito del Corpo di polizia
penitenziaria e composto da personale del medesimo Corpo.
L’assegnazione al predetto nucleo non determina l’attribuzione di
emolumenti aggiuntivi.».
parole «612, secondo comma,» e’ inserita la seguente: «612-bis,».
Prescrizioni in materia di contratto di noleggio di autoveicoli per
finalita’ di prevenzione del terrorismo
cui all’articolo l del decreto del Presidente della Repubblica 19
anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo. Sono esclusi
dalla previsione del presente comma i contratti di noleggio di
autoveicoli per servizi di mobilita’ condivisa, quali in particolare
il car sharing, al fine di non comprometterne la facilita’ di
Disposizioni in materia di accesso al CED interforze da parte del
personale della polizia municipale
rintraccio esistenti nei confronti delle persone controllate. La
presente disposizione si applica progressivamente, nell’anno 2019,
agli altri comuni capoluogo di provincia.
1-bis. Con decreto del Ministro dell’interno, adottato previo
accordo sancito in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, sono determinati i parametri connessi alla classe
demografica, al rapporto numerico tra il personale della polizia
municipale assunto a tempo indeterminato e il numero di abitanti
residenti, al numero delle infrazioni alle norme sulla sicurezza
stradale rilevate nello svolgimento delle funzioni di cui
all’articolo 12 del codice della strada, di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in relazione ai quali le
disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione anche con
riguardo a comuni diversi da quelli di cui allo stesso comma 1.
Per l’attuazione del comma 1 e’ autorizzata la spesa di 150.000
euro per l’anno 2018 e di 175.000 euro per l’anno 2019. Ai relativi
oneri si provvede, per l’anno 2018, ai sensi dell’articolo 39 e, per
l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per
3-bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1-bis, nel
limite di euro 25.000 per l’anno 2019, si provvede mediante
corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui
Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici da parte delle polizie
agosto 1997, n. 281, i comuni capoluogo di provincia, nonche’ quelli
con popolazione superiore ai centomila abitanti possono dotare di
armi comuni ad impulso elettrico, quale dotazione di reparto, in via
sperimentale, per il periodo di sei mesi, due unita’ di personale,
munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, individuato
fra gli appartenenti ai dipendenti Corpi e Servizi di polizia locale.
locali, sono determinati i parametri connessi alle caratteristiche
socioeconomiche, alla classe demografica, all’afflusso turistico e
agli indici di delittuosita’, in relazione ai quali le disposizioni
di cui al comma 1 trovano applicazione anche per comuni diversi da
quelli di cui al medesimo comma.
coordinamento tra queste ed i Corpi e Servizi di polizia locale.
formazione del personale delle polizie locali interessato, nei limiti
delle risorse disponibili nei propri bilanci.
n.146, le parole «della pistola elettrica Taser» sono sostituite
Interpretazione autentica dell’articolo 109 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773
L’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si
interpreta nel senso che gli obblighi in esso previsti si applicano
anche con riguardo ai locatori o sublocatori che locano immobili o
parti di essi con contratti di durata inferiore a trenta giorni.
Dotazioni della polizia municipale. Interpretazione autentica
dell’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986,
L’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986,
n. 65, si interpreta nel senso che gli addetti al servizio di polizia
municipale ai quali e’ conferita la qualifica di agente di pubblica
sicurezza possono portare, senza licenza, le armi di cui possono
essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle
modalita’ previsti dai rispettivi regolamenti, nonche’ nei casi di
operazioni esterne di polizia, d’iniziativa dei singoli durante il
servizio, anche al di fuori del territorio dell’ente di appartenenza
esclusivamente in caso di necessita’ dovuto alla flagranza
dell’illecito commesso nel territorio di appartenenza.
Contributo delle societa’ sportive agli oneri per i servizi di ordine
pubblico in occasione di manifestazioni sportive
All’articolo 9, comma 3-ter, del decreto-legge 8 febbraio 2007,
n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n.
41, le parole: «Una quota non inferiore all’1 per cento e non
superiore al 3 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «Una quota
non inferiore al 5 per cento e non superiore al 10 per cento».
Estensione dell’ambito di applicazione del divieto di accesso in
specifiche aree urbane
1-bis. All’articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 20 febbraio
2017, n. 48, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti:
«dodici mesi».
1-ter. Dopo l’articolo 13 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n.
«Art. 13-bis (Disposizioni per la prevenzione di disordini negli
esercizi pubblici e nei locali di pubblico trattenimento). – 1. Fuori
dai casi di cui all’articolo 13, il questore puo’ disporre per
ragioni di sicurezza, nei confronti delle persone condannate con
sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli
ultimi tre anni per reati commessi in occasione di gravi disordini
avvenuti in pubblici esercizi ovvero in locali di pubblico
trattenimento, per delitti non colposi contro la persona e il
patrimonio, nonche’ per i delitti previsti dall’articolo 73 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309, il divieto di accesso agli stessi locali o ad esercizi
pubblici analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento
nelle immediate vicinanze degli stessi.
Il divieto di cui al comma 1 puo’ essere limitato a specifiche
fasce orarie e non puo’ avere una durata inferiore a sei mesi; ne’
superiore a due anni; Il divieto e’ disposto; con provvedimento
motivato, individuando comunque modalita’ applicative compatibili con
le esigenze di mobilita’, salute e lavoro del destinatario dell’atto.
Il divieto di cui al comma 1 puo’ essere disposto anche nei
confronti di soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il
quattordicesimo anno di eta’. Il provvedimento e’ notificato a coloro
che esercitano la responsabilita’ genitoriale.
Il questore puo’ prescrivere alle persone alle quali e’
notificato il divieto previsto dal comma 1di comparire personalmente
una o piu’ volte negli orari indicati, nell’ufficio o comando di
polizia competente in relazione al luogo di residenza dell’obbligato
o in quello specificamente indicato.
In relazione al provvedimento di cui al comma 4 si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 3 e
4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401.
La violazione del divieto di cui al presente articolo e’ punita
con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da 5.000 a
20.000 euro.».
1-quater. All’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, dopo le parole: «sottoposte a misure di
prevenzione o di sicurezza,» sono inserite le seguenti: «di non
accedere agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico
trattenimento, anche in determinate fasce orarie,».
Misure per la sicurezza nei pubblici esercizi
Ai fini di una piu’ efficace prevenzione di atti illegali o di
situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica
all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici,
individuati a norma dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di
con appositi accordi sottoscritti tra il prefetto e le organizzazioni
maggiormente rappresentative degli esercenti possono essere
individuate specifiche misure di prevenzione, basate sulla
cooperazione tra i gestori degli esercizi e le Forze di polizia, cui
i gestori medesimi si assoggettano, con le modalita’ previste dagli
stessi accordi.
Gli accordi di cui al comma 1 sono adottati localmente nel
rispetto delle linee guida nazionali approvate, su proposta del
Ministro dell’interno, d’intesa con le organizzazioni maggiormente
rappresentative degli esercenti, sentita la Conferenza Stato-citta’
ed autonomie locali.
L’adesione agli accordi sottoscritti territorialmente ed il loro
puntuale e integrale rispetto da parte dei gestori degli esercizi
pubblici sono valutati dal questore anche ai fini dell’adozione dei
provvedimenti di competenza in caso di eventi rilevanti ai fini
dell’eventuale applicazione dell’articolo 100 del citato testo unico
di cui al regio decreto n. 773 del 1931.
Sanzioni in caso di inottemperanza al divieto di accesso in
All’articolo 10 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48,
a) al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il
contravventore al divieto di cui al presente comma e’ punito con
l’arresto da sei mesi ad un anno»;
b) al comma 3, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Il
contravventore al divieto emesso in relazione ai casi di cui al
presente comma e’ punito con l’arresto da uno a due anni».
Introduzione del delitto di esercizio molesto dell’accattonaggio
Dopo l’articolo 669 del codice penale e’ inserito il seguente:
«Art. 669-bis (Esercizio molesto dell’accattonaggio). – Salvo che
il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque esercita
l’accattonaggio con modalita’ vessatorie o simulando deformita’ o
malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare
l’altrui pieta’ e’ punito con la pena dell’arresto da tre a sei mesi
e con l’ammenda da euro 3.000 a euro 6.000. E’ sempre disposto il
sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a
commettere l’illecito o che ne costituiscono il provento.».
Modifiche alla disciplina sull’accattonaggio
All’articolo 600-octies del codice penale sono apportate le
a) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Chiunque organizzi l’altrui accattonaggio, se ne avvalga o
comunque lo favorisca a fini di profitto e’ punito con la reclusione
da uno a tre anni.»;
b) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Impiego di minori
nell’accattonaggio. Organizzazione dell’accattonaggio».
Disposizioni in materia di parcheggiatori abusivi
Il comma 15-bis dell’articolo 7 del codice della strada, di cui
al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e’ sostituito dal
«15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che
esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone,
ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione
l’attivita’ di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad
euro 3.101. Se nell’attivita’ sono impiegati minori, o se il soggetto
e’ gia’ stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento
definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e
dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. E’ sempre disposta la confisca
delle somme percepite, secondo le modalita’ indicate al titolo VI,
capo I, sezione II.».
Potenziamento di apparati tecnico-logistici del Ministero
a) quanto a 10.500.000 euro per l’anno 2018 e a 36.650.000 euro
per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, alla Polizia di Stato;
b) quanto a 4.500.000 euro per l’anno 2018 e a 12.500.000 euro
per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, al Corpo nazionale dei
Misure per il potenziamento e la sicurezza delle strutture
penitenziarie
Al fine di favorire la piena operativita’ del Corpo di polizia
penitenziaria, nonche’ l’incremento degli standard di sicurezza e
funzionalita’ delle strutture penitenziarie, e’ autorizzata la spesa
di 2 milioni di euro per l’anno 2018, di 15 milioni di euro per
l’anno 2019 e di 25 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal
2020 al 2026, da destinare ad interventi urgenti connessi al
potenziamento, all’implementazione e all’aggiornamento dei beni
strumentali, nonche’ alla ristrutturazione e alla manutenzione degli
edifici e all’adeguamento dei sistemi di sicurezza.
Per le ulteriori esigenze del Corpo di polizia penitenziaria
connesse all’approvvigionamento di nuove uniformi e di vestiario, e’
autorizzata la spesa di euro 4.635.000 per l’anno 2018.
a) all’articolo 1, comma 1, le parole «in una strada ferrata»
sono sostituite dalle seguenti: «in una strada ordinaria o ferrata o
comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata, ad
eccezione dei casi previsti dall’articolo 1-bis,»;
b) l’articolo 1-bis e’ sostituito dal seguente: «Art. 1-bis. – 1.
Chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria,
ostruendo la stessa con il proprio corpo, e’ punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di un somma da euro mille a euro
quattromila. La medesima sanzione si applica ai promotori ed agli
organizzatori.».
legislativo 22 gennaio 1948, n. 66, e dall’articolo 24 del regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773.».
Al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile
a) l’articolo 213 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 213 (Misura cautelare del sequestro e sanzione accessoria
della confisca amministrativa). – 1. Nell’ipotesi in cui il presente
codice prevede la sanzione accessoria della confisca amministrativa,
l’organo di polizia che accerta la violazione provvede al sequestro
del veicolo o delle altre cose oggetto della violazione facendone
menzione nel verbale di contestazione della violazione.
Nelle ipotesi di cui al comma 1, il proprietario o, in caso di
sua assenza, il conducente del veicolo o altro soggetto obbligato in
solido, e’ sempre nominato custode con l’obbligo di depositare il
veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilita’ o di custodirlo, a
proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio,
provvedendo al trasporto in condizioni di sicurezza per la
circolazione stradale. Il documento di circolazione e’ trattenuto
presso l’ufficio di appartenenza dell’organo di polizia che ha
accertato la violazione. Il veicolo deve recare segnalazione visibile
dello stato di sequestro con le modalita’ stabilite nel regolamento.
Di cio’ e’ fatta menzione nel verbale di contestazione della
Nelle ipotesi di cui al comma 5, qualora il soggetto che ha
eseguito il sequestro non appartenga ad una delle Forze di polizia di
cui all’articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, le spese di
custodia sono anticipate dall’amministrazione di appartenenza. La
liquidazione delle somme dovute alla depositeria spetta alla
prefettura-ufficio territoriale del Governo. Divenuto definitivo il
provvedimento di confisca, la liquidazione degli importi spetta
all’Agenzia del demanio, a decorrere dalla data di trasmissione del
E’ sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi in
cui questo sia stato adoperato per commettere un reato, diverso da
quelli previsti nel presente codice, sia che il reato sia stato
commesso da un conducente maggiorenne, sia che sia stato commesso da
un conducente minorenne.
All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con il
medesimo solidalmente obbligati che rifiutino ovvero omettano di
trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le
prescrizioni fornite dall’organo di polizia, si applica la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.818 a euro 7.276,
nonche’ la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della
patente di guida da uno a tre mesi. In caso di violazione commessa da
minorenne, il veicolo e’ affidato in custodia ai genitori o a chi ne
fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo
pagamento delle spese di trasporto e custodia. Quando i soggetti
sopra indicati si rifiutino di assumere la custodia del veicolo o non
siano comunque in grado di assumerla, l’organo di polizia dispone
l’immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto presso uno dei
soggetti di cui all’articolo 214-bis. Di cio’ e’ fatta menzione nel
verbale di contestazione della violazione. Il veicolo e’ trasferito
in proprieta’ al soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri per
l’erario, quando, decorsi cinque giorni dalla comunicazione di cui al
periodo seguente, l’avente diritto non ne abbia assunto la custodia,
pagando i relativi oneri di recupero e trasporto. Del deposito del
veicolo e’ data comunicazione mediante pubblicazione nel sito
internet istituzionale della prefettura-ufficio territoriale del
Governo competente. La somma ricavata dall’alienazione e’ depositata,
sino alla definizione del procedimento in relazione al quale e’ stato
disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero presso la
tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha ad oggetto la
somma depositata; in ogni altro caso la medesima somma e’ restituita
all’avente diritto.
Fuori dei casi indicati al comma 5, entro i trenta giorni
successivi alla data in cui, esauriti i ricorsi anche giurisdizionali
proposti dall’interessato o decorsi inutilmente i termini per la loro
proposizione, e’ divenuto definitivo il provvedimento di confisca, il
custode del veicolo trasferisce il mezzo, a proprie spese e in
condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, presso il luogo
individuato dal prefetto ai sensi delle disposizioni dell’articolo
214-bis. Decorso inutilmente il suddetto termine, il trasferimento
del veicolo e’ effettuato a cura dell’organo accertatore e a spese
del custode, fatta salva l’eventuale denuncia di quest’ultimo
all’autorita’ giudiziaria qualora si configurino a suo carico estremi
di reato. Le cose confiscate sono contrassegnate dal sigillo
dell’ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha proceduto al
sequestro. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero
dell’interno e l’Agenzia del demanio, sono stabilite le modalita’ di
comunicazione, tra gli uffici interessati, dei dati necessari
all’espletamento delle procedure di cui al presente articolo.
Avverso il provvedimento di sequestro e’ ammesso ricorso al
prefetto ai sensi dell’articolo 203. Nel caso di rigetto del ricorso,
il sequestro e’ confermato. La declaratoria di infondatezza
dell’accertamento si estende alla misura cautelare ed importa il
dissequestro del veicolo ovvero, nei casi indicati al comma 5, la
restituzione della somma ricavata dall’alienazione. Quando ne
ricorrono i presupposti, il prefetto dispone la confisca con
l’ordinanza ingiunzione di cui all’articolo 204, ovvero con distinta
ordinanza, stabilendo, in ogni caso, le necessarie prescrizioni
relative alla sanzione accessoria. Il prefetto dispone la confisca
del veicolo ovvero, nel caso in cui questo sia stato distrutto, della
somma ricavata. Il provvedimento di confisca costituisce titolo
esecutivo anche per il recupero delle spese di trasporto e di
custodia del veicolo.
Il soggetto che ha assunto la custodia il quale, durante il
periodo in cui il veicolo e’ sottoposto al sequestro, circola
abusivamente con il veicolo stesso o consente che altri vi circolino
abusivamente e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 1.988 a euro 7.953. Si applica la sanzione
amministrativa accessoria della revoca della patente. L’organo di
polizia dispone l’immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto
presso uno dei soggetti di cui all’articolo 214-bis. Il veicolo e’
trasferito in proprieta’ al soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri
per l’erario.
La sanzione stabilita nel comma 1 non si applica se il veicolo
appartiene a persone estranee alla violazione amministrativa.
Il provvedimento con il quale e’ stata disposta la confisca del
veicolo e’ comunicato dal prefetto al P.R.A. per l’annotazione nei
propri registri.»;
b) l’articolo 214 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 214 (Fermo amministrativo del veicolo). – 1. Nelle ipotesi in
cui il presente codice prevede che all’accertamento della violazione
consegua l’applicazione della sanzione accessoria del fermo
amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in
sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa
cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in
un luogo di cui abbia la disponibilita’ ovvero lo custodisce, a
proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul
veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalita’ e con
le caratteristiche definite con decreto del Ministero dell’interno,
che, decorso il periodo di fermo amministrativo, e’ rimosso a cura
dell’ufficio da cui dipende l’organo di polizia che ha accertato la
violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale di cui
all’articolo 12, comma 1. Il documento di circolazione e’ trattenuto
presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di
contestazione. All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con
il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o
custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni
fornite dall’organo di polizia si applica la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 776 a euro 3.111, nonche’ la
sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di
guida da uno a tre mesi. L’organo di polizia che procede al fermo
dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito
luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni
dell’articolo 214-bis, secondo le modalita’ previste dal regolamento.
violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul
sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213,
comma 5, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di
Nei casi di cui al comma 1, il veicolo e’ affidato in custodia
all’avente diritto o, in caso di violazione commessa da minorenne, ai
genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente
delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia.
Se l’autore della violazione e’ persona diversa dal proprietario
del veicolo, o da chi ne ha la legittima disponibilita’, e risulta
altresi’ evidente all’organo di polizia che la circolazione e’
avvenuta contro la volonta’ di costui, il veicolo e’ immediatamente
restituito all’avente titolo. Della restituzione e’ redatto verbale,
copia del quale viene consegnata all’interessato.
Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo e’
ammesso ricorso al prefetto a norma dell’articolo 203.
Salvo che il veicolo non sia gia’ stato trasferito in
proprieta’, quando il ricorso sia accolto e l’accertamento della
violazione dichiarato infondato l’ordinanza estingue la sanzione
accessoria ed importa la restituzione del veicolo dall’organo di
polizia indicato nel comma 1. La somma ricavata dall’alienazione e’
depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al
quale e’ stato disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero
presso la tesoreria dello Stato.
Quando sia stata presentata opposizione ai sensi dell’articolo
205, la restituzione non puo’ avvenire se non dopo il provvedimento
dell’autorita’ giudiziaria che rigetta il ricorso.
E’ sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo per
uguale durata nei casi in cui a norma del presente codice e’ previsto
il provvedimento di sospensione della carta di circolazione. Per
l’esecuzione provvedono gli organi di polizia di cui all’articolo 12,
comma 1. Nel regolamento sono stabilite le modalita’ e le forme per
eseguire detta sanzione accessoria.
periodo in cui il veicolo e’ sottoposto al fermo, circola
di una somma da euro 1.988 a euro 7.953. Si applicano le sanzioni
amministrative accessorie della revoca della patente e della confisca
del veicolo. L’organo di polizia dispone l’immediata rimozione del
veicolo e il suo trasporto presso uno dei soggetti di cui
all’articolo 214-bis. Il veicolo e’ trasferito in proprieta’ al
soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri per l’erario.»;
c) all’articolo 214-bis, commi 1 e 2, le parole «comma 2-quater»
sono sostituite dalle seguenti: «comma 5»;
d) dopo l’articolo 215 e’ inserito il seguente:
«Art. 215-bis (Censimento dei veicoli sequestrati, fermati,
rimossi, dissequestrati e confiscati). – 1. I prefetti, con cadenza
semestrale, provvedono a censire, sentiti anche gli organi
accertatori per quanto di competenza, i veicoli giacenti da oltre sei
mesi presso le depositerie di cui all’articolo 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, a seguito
dell’applicazione, ai sensi del presente codice, di misure di
sequestro e fermo, nonche’ per effetto di provvedimenti
amministrativi di confisca non ancora definitivi e di dissequestro.
Di tali veicoli, individuati secondo il tipo, il modello e il numero
di targa o di telaio, indipendentemente dalla documentazione dello
stato di conservazione, e’ formato apposito elenco, pubblicato nel
sito internet istituzionale della prefettura-ufficio territoriale del
Governo competente per territorio, in cui, per ciascun veicolo, sono
riportati altresi’ i dati identificativi del proprietario risultanti
al pubblico registro automobilistico.
Nei trenta giorni successivi alla pubblicazione dell’elenco di
cui al comma 1, il proprietario o uno degli altri soggetti indicati
all’articolo 196 puo’ assumere la custodia del veicolo, provvedendo
contestualmente alla liquidazione delle somme dovute alla
depositeria, con conseguente estinzione del debito maturato nei
confronti dello Stato allo stesso titolo. Di tale facolta’ e’ data
comunicazione in sede di pubblicazione dell’elenco di cui al comma 1,
con l’avviso che in caso di mancata assunzione della custodia i
veicoli oggetto di fermo, sequestro e dissequestro sono da ritenersi
abbandonati, mentre quelli oggetto di confisca non ancora definitiva
sono da ritenersi definitivamente confiscati. Di tale confisca e’
data comunicazione a cura del prefetto al pubblico registro
automobilistico per l’annotazione nei propri registri. La
prefettura-ufficio territoriale del Governo informa dell’inutile
decorso dei predetti termini l’Agenzia del demanio, che provvede a
gestire tali veicoli, anche ai soli fini della rottamazione nel caso
di grave danneggiamento o deterioramento, secondo le procedure e le
modalita’ dettate dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189. La liquidazione delle
relative spese compete alla medesima Agenzia a decorrere dalla data
di ricezione dell’informativa di cui al periodo precedente.
La somma ricavata dall’alienazione e’ depositata, sino alla
definizione del procedimento in relazione al quale e’ stato disposto
il sequestro o il fermo, in un autonomo conto fruttifero presso la
tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha a oggetto la
somma depositata; in ogni altro caso la somma depositata e’
restituita all’avente diritto.
Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero
all’espletamento delle procedure di cui al presente articolo.».
1) alla lettera c), dopo la parola «comunicazione» e’ inserita
la seguente: «sintetica» e le parole «La mancata comunicazione
comporta l’inammissibilita’ della proposta» sono sostituite dalle
seguenti: «Il procuratore nei dieci giorni successivi comunica
all’autorita’ proponente l’eventuale sussistenza di pregiudizi per le
indagini preliminari in corso. In tali casi, il procuratore concorda
con l’autorita’ proponente modalita’ per la presentazione congiunta
della proposta.»;
1-bis. Le disposizioni degli articoli 83, comma 3-bis, e 91, comma
1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,
limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei
per importi non superiori a 25.000 euro, non si applicano fino al 31
a) al primo periodo, le parole «l’arresto da sei mesi ad un anno
e con l’ammenda» sono sostituite dalle seguenti: «la reclusione da
uno a cinque anni e con la multa»;
seguenti: «nonche’, limitatamente ai lavori pubblici, al prefetto».
Piano di emergenza interno per gli impianti di stoccaggio e
lavorazione dei rifiuti
I gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei
rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, hanno l’obbligo di
a) controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da
minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per
l’ambiente e per i beni;
b) mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute
umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
c) informare adeguatamente i lavoratori e i servizi di emergenza e
le autorita’ locali competenti;
d) provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo
un incidente rilevante.
Il piano di emergenza interna e’ riesaminato, sperimentato e, se
necessario, aggiornato dal gestore, previa consultazione del
personale che lavora nell’impianto, ivi compreso il personale di
imprese subappaltatrici a lungo termine, ad intervalli appropriati,
e, comunque, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei
cambiamenti avvenuti nell’impianto e nei servizi di emergenza, dei
progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da
adottare in caso di incidente rilevante.
Per gli impianti esistenti, il piano di emergenza interna di cui
al comma 1 e’ predisposto entro novanta giorni dalla data di entrata
Il gestore trasmette al prefetto competente per territorio tutte
le informazioni utili per l’elaborazione del piano di emergenza
esterna, di cui al comma 5.
Per gli impianti di cui ai commi precedenti, al fine di limitare
gli effetti dannosi derivanti da incidenti rilevanti, il prefetto,
d’intesa con le regioni e con gli enti locali interessati, predispone
il piano di emergenza esterna all’impianto e ne coordina
Il piano di cui al comma 5 e’ predisposto allo scopo di:
umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti, in
particolare mediante la cooperazione rafforzata con l’organizzazione
di protezione civile negli interventi di soccorso;
c) informare adeguatamente la popolazione, i servizi di emergenza
e le autorita’ locali competenti;
d) provvedere sulla base delle disposizioni vigenti al ripristino
e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.
Il prefetto redige il piano di emergenza esterna entro dodici
mesi dal ricevimento delle informazioni necessarie da parte del
gestore, ai sensi del comma 4.
Il piano di cui al comma 5 e’ riesaminato, sperimentato e, se
necessario, aggiornato, previa consultazione della popolazione, dal
prefetto ad intervalli appropriati e, comunque, non superiori a tre
anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti negli
impianti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle
nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di
incidenti rilevanti.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa
con il Ministro dell’interno per gli aspetti concernenti la
prevenzione degli incendi, previo accordo sancito in sede di
Conferenza unificata, sono stabilite le linee guida per la
predisposizione del piano di emergenza esterna e per la relativa
informazione alla popolazione.
All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
sentenze di condanna irrevocabili a pene detentive al questore della
Modifiche all’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
1-bis. All’articolo 143, comma 11, del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
«Fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria
eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle
condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente
articolo non possono essere candidati alle elezioni per la Camera dei
deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo
nonche’ alle elezioni regionali, provinciali, comunali e
circoscrizionali, in relazione ai due turni elettorali successivi
allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilita’ sia
dichiarata con provvedimento definitivo.».
Modifiche al codice della strada, in materia di circolazione di
«1-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, e’ vietato, a chi ha
stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare
con un veicolo immatricolato all’estero.
1-ter. Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione
senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato
membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non
ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva,
nonche’ nell’ipotesi di veicolo concesso in comodato a un soggetto
residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di
collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro
dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che non
ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva,
nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice doganale
comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un documento,
sottoscritto dall’intestatario e recante data certa, dal quale
risultino il titolo e la durata della disponibilita’ del veicolo. In
mancanza di tale documento, la disponibilita’ del veicolo si
considera in capo al conducente.
1-quater. Nell’ipotesi di cui al comma 1-bis e ferma restando
l’applicazione delle sanzioni previste dal comma 7-bis, se il veicolo
non e’ immatricolato in Italia, l’intestatario chiede al competente
ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di
circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e
della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre
il veicolo oltre i transiti di confine. L’ufficio della
motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del
documento di circolazione alle competenti autorita’ dello Stato che
li ha rilasciati.»;
2) dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
«7-bis. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis
si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 712 a euro 2.848. L’organo accertatore trasmette il documento di
circolazione all’ufficio della motorizzazione civile competente per
territorio, ordina l’immediata cessazione della circolazione del
veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a
pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni dell’articolo 213. Qualora, entro il termine di
centottanta giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo
non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un
foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la
sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi
dell’articolo 213.
7-ter. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-ter,
primo periodo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 250 a euro 1.000. Nel verbale di contestazione e’
imposto l’obbligo di esibizione del documento di cui al comma 1-ter
entro il termine di trenta giorni. Il veicolo e’ sottoposto alla
sanzione accessoria del fermo amministrativo secondo le disposizioni
dell’articolo 214, in quanto compatibili, ed e’ riconsegnato al
conducente, al proprietario o al legittimo detentore, ovvero a
persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stato esibito il
documento di cui al comma 1-ter o, comunque, decorsi sessanta giorni
dall’accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione del
documento, l’organo accertatore provvede all’applicazione della
sanzione di cui all’articolo 94, comma 3, con decorrenza dei termini
per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la
presentazione dei documenti.»;
b) all’articolo 132:
1) al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Scaduto
il termine di un anno, se il veicolo non e’ immatricolato in Italia,
l’intestatario chiede al competente ufficio della motorizzazione
civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe
estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai
sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i
transiti di confine. L’ufficio della motorizzazione civile provvede
alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle
competenti autorita’ dello Stato che li ha rilasciati.»;
«5. Fuori dei casi indicati all’articolo 93, comma 1-ter, chiunque
viola le disposizioni di cui al comma 1 e’ soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 712 a euro 2.848.
L’organo accertatore trasmette il documento di circolazione
all’ufficio della motorizzazione civile competente per territorio,
ordina l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo
trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 213.
Se entro il termine di centottanta giorni, decorrenti dalla data
della violazione, il veicolo non e’ immatricolato in Italia o non e’
richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i
transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca
amministrativa ai sensi dell’articolo 213.»;
c) all’articolo 196, comma 1, l’ultimo periodo e’ sostituito dai
seguenti: «Nelle ipotesi di cui all’articolo 84 risponde solidalmente
il locatario e in quelle di cui all’articolo 94, comma 4-bis,
risponde solidalmente l’intestatario temporaneo del veicolo. Nei casi
indicati all’articolo 93, commi 1-bis e 1-ter, e all’articolo 132,
delle violazioni commesse risponde solidalmente la persona residente
in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilita’ del veicolo,
se non prova che la circolazione del veicolo stesso e’ avvenuta
contro la sua volonta’.».
Modifica dell’articolo 633 del codice penale
L’articolo 633 del codice penale e’ sostituito dal seguente:
«Art. 633 (Invasione di terreni o edifici). – Chiunque invade
arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine
di occuparli o di trarne altrimenti profitto, e’ punito, a querela
della persona offesa, con la reclusione da uno a tre anni e con la
multa da euro 103 a euro 1032.
Si applica la pena della reclusione da due a quattro anni e della
multa da euro 206 a euro 2064 e si procede d’ufficio se il fatto e’
commesso da piu’ di cinque persone o se il fatto e’ commesso da
persona palesemente armata.
Se il fatto e’ commesso da due o piu’ persone, la pena per i
promotori o gli organizzatori e’ aumentata.».
Modifiche all’articolo 266 del codice di procedura penale
sono sostituite dalle seguenti: «516, 517-quater e 633, secondo
comma, del codice penale;».
Modifica all’articolo 284 del codice di procedura penale
All’articolo 284 del codice di procedura penale, dopo il comma
1-bis e’ inserito il seguente:
«1-ter. La misura cautelare degli arresti domiciliari non puo’
essere eseguita presso un immobile occupato abusivamente.».
Art. 31-ter
Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili
All’articolo 11 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, i
commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
«1. Il prefetto, acquisito il parere del Comitato provinciale per
l’ordine e la sicurezza pubblica in seduta allargata ai
rappresentanti della regione, emana, ai sensi dell’articolo 13 della
legge 1° aprile 1981, n. 121, direttive per la prevenzione delle
occupazioni arbitrarie di immobili.
Quando e’ richiesto l’intervento della Forza pubblica per
l’esecuzione di un provvedimento di rilascio di immobili occupati
arbitrariamente da cui puo’ derivare pericolo di turbative per
l’ordine e la sicurezza pubblica, l’autorita’ o l’organo che vi
provvede ne da’ comunicazione al prefetto.
Il prefetto, ricevuta la comunicazione di cui al comma 2,
convoca il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
ai fini dell’emanazione delle direttive concernenti il concorso delle
diverse componenti della Forza pubblica nell’esecuzione del
provvedimento, estendendo la partecipazione ai rappresentanti della
regione. Il prefetto comunica tempestivamente all’autorita’
giudiziaria che ha emesso il provvedimento di rilascio l’intervenuta
esecuzione dello stesso.
3.1. Il prefetto, qualora ravvisi la necessita’ di definire un
piano delle misure emergenziali necessarie per la tutela dei soggetti
in situazione di fragilita’ che non sono in grado di reperire
autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa, sentito il
Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, istituisce
una cabina di regia incaricata di provvedere nel termine di novanta
giorni. Della cabina di regia fanno parte, oltre a rappresentanti
della prefettura, anche rappresentanti della regione e degli enti
locali interessati, nonche’ degli enti competenti in materia di
edilizia residenziale pubblica. Ai rappresentanti della cabina di
regia non spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza,
rimborso di spese o altro emolumento comunque denominato.
3.2. Alla scadenza del termine di novanta giorni di cui al comma
3.1, il prefetto riferisce all’autorita’ giudiziaria gli esiti
dell’attivita’ svolta dalla cabina di regia, indicando i tempi di
esecuzione del provvedimento di rilascio ovvero le ragioni che ne
rendono necessario il differimento. L’autorita’ giudiziaria
competente per l’esecuzione, tenuto conto delle informazioni
ricevute, adotta i provvedimenti necessari, ivi compreso quello di
differimento dell’esecuzione. Ferma restando la responsabilita’ anche
sotto il profilo risarcitorio degli autori del reato di occupazione
abusiva, al proprietario o al titolare di altro diritto reale di
godimento sull’immobile e’ liquidata dal prefetto un’indennita’
onnicomprensiva per il mancato godimento del bene, secondo criteri
equitativi che tengono conto dello stato dell’immobile, della sua
destinazione, della durata dell’occupazione, dell’eventuale fatto
colposo del proprietario nel non avere impedito l’occupazione.
L’indennita’ e’ riconosciuta a decorrere dalla scadenza del termine
di novanta giorni di cui al comma 3.1 e non e’ dovuta se l’avente
diritto ha dato causa o ha concorso a dare causa con dolo o colpa
grave all’occupazione arbitraria. Avverso il provvedimento che ha
disposto la liquidazione dell’indennita’ il proprietario
dell’immobile puo’ proporre ricorso dinanzi al tribunale del luogo
ove l’immobile si trova. Il ricorso e’ proposto, a pena di
inammissibilita’, entro trenta giorni dalla comunicazione del
provvedimento di liquidazione dell’indennita’. Si applicano gli
articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile e il tribunale
decide in composizione monocratica. Il reclamo si propone al
tribunale e del collegio non puo’ far parte il giudice che ha
pronunciato il provvedimento.
3.3. Il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio
non puo’ superare un anno decorrente dalla data di adozione del
3.4. Ai fini della corresponsione dell’indennita’ di cui al comma
3.2, nello stato di previsione del Ministero dell’interno e’
istituito un fondo con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro
annui a decorrere dal 2018. Agli oneri derivanti dal presente comma
si provvede mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle
entrate di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23
febbraio 1999, n. 44, affluite all’entrata del bilancio dello Stato,
che restano acquisite all’erario. Il fondo potra’ essere alimentato
anche con le risorse provenienti dal Fondo unico giustizia di cui
all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
la quota spettante al Ministero dell’interno.
3.5. Qualora al prefetto sia richiesto l’ausilio della Forza
pubblica per l’esecuzione di una pluralita’ di ordinanze di rilascio
da cui puo’ derivare pericolo di turbative per l’ordine e la
sicurezza pubblica, convoca il Comitato provinciale per l’ordine e la
sicurezza pubblica, allargato ai rappresentanti della regione, per la
predisposizione del programma degli interventi. La determinazione del
programma degli interventi avviene secondo criteri di priorita’ che
tengono conto della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica
negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per
l’incolumita’ e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti
proprietari degli immobili, nonche’ dei livelli assistenziali che
devono essere garantiti agli aventi diritto dalle regioni e dagli
enti locali. Il programma degli interventi e’ comunicato
all’autorita’ giudiziaria che ha adottato le ordinanze di rilascio
nonche’ ai soggetti proprietari. Il termine di novanta giorni di cui
al comma 3.1 inizia a decorrere, per ciascun intervento, dalla data
individuata in base al programma degli interventi.
3.6. Avverso il programma di cui al comma 3.5 e’ ammesso ricorso
innanzi al giudice amministrativo, che decide con il rito di cui
all’articolo 119 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
L’eventuale annullamento del predetto provvedimento puo’ dar luogo,
salvi i casi di dolo o colpa grave, esclusivamente al risarcimento in
forma specifica, consistente nell’obbligo per l’amministrazione di
disporre gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della
situazione di occupazione arbitraria dell’immobile.».
Il rispetto della procedura di cui ai commi da 3 a 3.6
dell’articolo 11 del citato decreto-legge n. 14 del 2017, come
modificato dal comma 1 del presente articolo, esonera il Ministero
dell’interno ed i suoi organi periferici dalla responsabilita’ civile
e amministrativa per la mancata esecuzione di provvedimenti di
rilascio di immobili abusivamente occupati, qualora la stessa sia
dipesa dall’impossibilita’ di individuare le misure emergenziali di
cui al comma 3.1 del citato articolo 11, ovvero dalla necessita’ di
assicurare la salvaguardia della pubblica e privata incolumita’. Nei
predetti casi e’ dovuta esclusivamente l’indennita’ di cui al comma
3.2 del citato articolo 11.
Le disposizioni di cui all’articolo 11 del citato decreto-legge
n. 14 del 2017, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si
applicano anche alle controversie per le quali non sia intervenuta
sentenza alla data di entrata in vigore della legge di conversione
DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITÀ DEL MINISTERO DELL’INTERNO NONCHÉ SULL’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELL’AGENZIA NAZIONALE PER L’AMMINISTRAZIONE E LA DESTINAZIONE DEI BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Disposizioni per la funzionalità del Ministero dell’interno
1) all’articolo 237 del decreto del Presidente della Repubblica
10 gennaio 1957, n. 3, il terzo comma e’ sostituito dal seguente: «I
2) all’articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre
1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre
1991, n. 410, le parole «del 15 per cento» sono sostituite dalle
seguenti: «del 5 per cento»;
Istituzione del Nucleo per la composizione delle Commissioni
straordinarie per la gestione degli enti sciolti per fenomeni di
infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare
Presso il Dipartimento per le politiche del personale
finanziarie del Ministero dell’interno – Direzione centrale per le
risorse umane e’ istituito un apposito nucleo, composto da personale
della carriera prefettizia, nell’ambito del quale sono individuati i
componenti della commissione straordinaria di cui agli articoli 143 e
144 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per la gestione degli enti sciolti per fenomeni di infiltrazione
e di condizionamento di tipo mafioso o similare.
Al nucleo di cui al comma 1 e’ assegnato, nell’ambito delle
risorse organiche della carriera prefettizia, un contingente di
personale non superiore a cinquanta unita’, di cui dieci con
qualifica di prefetto e quaranta con qualifica fino a viceprefetto.
Le unita’ di personale individuate nell’ambito del nucleo di cui
al comma 1 quali componenti della commissione straordinaria nominata
ai sensi degli articoli 143 e 144 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, possono essere collocate in posizione di disponibilita’
in base alla vigente normativa, per l’esercizio a tempo pieno e in
via esclusiva delle funzioni commissariali, ove l’amministrazione ne
ravvisi l’urgenza.
Con decreto del Ministro dell’interno di natura non
regolamentare, sono individuati le modalita’, i criteri e la durata
di assegnazione al nucleo di cui al comma 1, in conformita’ alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.
Fermi restando i compensi spettanti per lo svolgimento delle
attivita’ commissariali indicate al comma 1, la mera assegnazione al
nucleo non determina l’attribuzione di compensi, indennita’, gettoni
di presenza, rimborsi di spese o emolumenti comunque denominati.
Nomina del presidente della Commissione per la progressione in
carriera di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 19 maggio
2000, n. 139
All’articolo 17, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo
19 maggio 2000, n. 139, le parole: «scelto tra quelli preposti alle
attivita’ di controllo e valutazione di cui al decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 286,» sono soppresse.
Disposizioni in materia di tecnologia 5G
All’articolo 1, comma 1036, della legge 27 dicembre 2017, n.
205, le parole: «, avvalendosi degli organi della polizia postale e
delle comunicazioni ai sensi dell’articolo 98 del codice di cui al
decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259» sono sostituite dalle
seguenti: «. A tal fine i predetti Ispettorati possono richiedere al
prefetto l’ausilio della Forza pubblica».
Riorganizzazione del Servizio centrale di protezione
All’articolo 14 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, sono
a) al comma 1, al primo periodo, le parole: «Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica» sono sostituite dalle
seguenti: «Ministro dell’economia e delle finanze» e il secondo
periodo e’ sostituito dal seguente: «Il Servizio centrale di
protezione e’ articolato in almeno due divisioni dotate di personale
e strutture differenti e autonome, in modo da assicurare la
trattazione separata delle posizioni dei collaboratori di giustizia e
dei testimoni di giustizia»;
«1-bis. All’attuazione del presente articolo si provvede nei limiti
Art. 32-sexies
Istituzione del Centro Alti Studi del Ministero dell’interno
Per la valorizzazione della cultura istituzionale e
professionale del personale dell’Amministrazione civile dell’interno
e’ istituito il Centro Alti Studi del Ministero dell’interno
nell’ambito del Dipartimento per le politiche del personale
finanziarie che opera presso la Sede didattico-residenziale, con
compiti di promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative,
anche di carattere seminariale, finalizzate allo studio e
all’approfondimento dei profili normativi e amministrativi attinenti
all’esercizio delle funzioni e dei compiti dell’Amministrazione
civile dell’interno, nonche’ alla realizzazione di studi e ricerche
sulle attribuzioni del Ministero dell’interno.
Il Centro Alti Studi del Ministero dell’interno, fermi restando
la dotazione organica e il contingente dei prefetti collocati a
disposizione ai sensi della normativa vigente, e’ presieduto da un
prefetto, con funzioni di presidente, ed opera attraverso un
consiglio direttivo e un comitato scientifico i cui componenti sono
scelti fra rappresentanti dell’Amministrazione civile dell’interno,
docenti universitari ed esperti in discipline amministrative,
storiche, sociali e della comunicazione. Al presidente e ai
componenti degli organi di cui al periodo precedente non spetta la
corresponsione di compensi, rimborsi di spese, emolumenti o gettoni
di presenza comunque denominati. Il Centro Alti Studi del Ministero
dell’interno non costituisce articolazione di livello dirigenziale
Per le spese di promozione, organizzazione e realizzazione di
iniziative, anche di carattere seminariale, nonche’ realizzazione di
studi e ricerche, e’ autorizzata la spesa di 50.000 euro annui a
decorrere dal 2019. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente utilizzo delle risorse destinate alle spese di
funzionamento della Sede didattico-residenziale di cui al comma 1.
Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, all’attuazione delle
disposizioni di cui al presente articolo si provvede nell’ambito
legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico
Norme in materia di pagamento dei compensi per lavoro straordinario
Incremento richiami personale volontario del Corpo nazionale dei
Disposizioni in materia di assunzioni a tempo indeterminato di
Al fine di rafforzare le attivita’ connesse al controllo del
territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza
urbana, i comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli
obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell’anno 2019, in
deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 228, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, assumere a tempo indeterminato
personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per
detto personale nell’anno 2016 e fermo restando il conseguimento
degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell’anno 2018 del
predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facolta’
assunzionali del restante personale.
Modifiche all’articolo 50 del testo unico di cui al decreto
All’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 7-bis, dopo le parole: «anche in relazione allo
svolgimento di specifici eventi,» sono inserite le seguenti: «o in
altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione
notturna,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’
limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore
alimentare o misto, e delle attivita’ artigianali di produzione e
vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e
di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori
automatici»;
b) dopo il comma 7-bis e’ inserito il seguente:
«7-bis.1. L’inosservanza delle ordinanze emanate dal Sindaco ai
sensi del comma 7-bis e’ punita con la sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 5.000 euro.
Qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte in un
anno, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 1,
del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, anche se il
responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione in misura
ridotta, ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.
689.».
Art. 35-quater
Potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da
Per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza
urbana da parte dei comuni e’ istituito nello stato di previsione del
Ministero dell’interno un apposito fondo, con una dotazione pari a 2
milioni di euro per l’anno 2018 e a 5 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2019 e 2020. Le risorse del suddetto fondo possono essere
destinate anche ad assunzioni a tempo determinato di personale di
polizia locale, nei limiti delle predette risorse e anche in deroga
all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
Alla copertura dei relativi oneri si provvede:
a) quanto a euro 1 milione per l’anno 2018, mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200,
b) quanto a euro 1 milione per l’anno 2018 e a euro 5 milioni per
l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per
c) quanto a euro 5 milioni per l’anno 2019, mediante
Il fondo di cui al comma 1 potra’ essere alimentato anche con le
risorse provenienti dal Fondo unico giustizia di cui all’articolo 61,
comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per la quota
spettante al Ministero dell’interno.
Le modalita’ di presentazione delle richieste da parte dei
comuni interessati nonche’ i criteri di ripartizione delle risorse
del fondo di cui al comma 1 sono individuate, entro novanta giorni
presente decreto, con decreto del Ministro dell’interno, da adottare
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali.
Al fine di potenziare gli interventi in materia di sicurezza
urbana per la realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 5,
comma 2, lettera a), del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, con
riferimento all’installazione, da parte dei comuni, di sistemi di
videosorveglianza, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5,
comma 2-ter, del citato decreto-legge n. 14 del 2017 e’ incrementata
di 10 milioni di euro per l’anno 2019, di 17 milioni di euro per
l’anno 2020, di 27 milioni di euro per l’anno 2021 e di 36 milioni di
euro per l’anno 2022.
Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione
delle autorizzazioni di spesa di cui all’articolo 1, comma 140,
lettere b) ed e), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nell’ambito
del programma «Contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della
sicurezza pubblica» della missione «Ordine pubblico e sicurezza»
dello stato di previsione del Ministero dell’interno.
Le autorizzazioni di spesa di cui al comma 2 possono essere
reintegrate mediante rimodulazione di risorse finanziarie assegnate o
da assegnare al Ministero dell’interno per la realizzazione di
Utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto da parte delle Forze di
polizia di cui all’articolo 16, primo comma, della legge 1° aprile
1981, n. 121
All’articolo 5 del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7,
convertito, con modificazioni, dallalegge 17 aprile 2015, n. 43, il
primo periodo del comma 3-sexiese’ sostituito dal seguente: «Fermo
restando quanto disposto dal codice della navigazione e dalla
disciplina dell’Unione europea, con decreto del Ministro
dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentito l’Ente nazionale
per l’aviazione civile (ENAC), entro centoventi giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, sono disciplinate le
modalita’ di utilizzo, da parte delle Forze di polizia, degli
aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente denominati “droni”, ai
fini del controllo del territorio per finalita’ di pubblica
sicurezza, con particolare riferimento al contrasto del terrorismo e
alla prevenzione dei reati di criminalita’ organizzata e ambientale,
nonche’ per le finalita’ di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto
legislativo 19 agosto 2016, n. 177, e, per il Corpo della guardia di
finanza, anche ai fini dell’assolvimento delle funzioni di polizia
economica e finanziaria di cui all’articolo 2 del decreto legislativo
19 marzo 2001, n. 68.».
Disposizioni sull’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
Razionalizzazione delle procedure di gestione e destinazione dei beni
1-bis. All’articolo 35-bis del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 159, il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Al fine di
consentire la prosecuzione dell’attivita’ dell’impresa sequestrata o
confiscata, dalla data di nomina dell’amministratore giudiziario e
fino all’eventuale provvedimento di dissequestro dell’azienda o di
revoca della confisca della stessa, o fino alla data di destinazione
dell’azienda, disposta ai sensi dell’articolo 48, sono sospesi gli
effetti della pregressa documentazione antimafia interdittiva,
nonche’ le procedure pendenti preordinate al conseguimento dei
medesimi effetti.».
0a) al comma 2:
1) al primo periodo, le parole: «sequestro e» sono sostituite
dalla seguente: «sequestro,» e dopo la parola: «straordinaria» sono
inserite le seguenti: «e i dati, individuati dal regolamento di
attuazione previsto dall’articolo 113, comma 1, lettera c),
indispensabili per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali»;
2) al secondo periodo, le parole: «inserendo tutti» sono
sostituite dalle seguenti: «aggiornando dalla data del provvedimento
di confisca di secondo grado»;
3) il terzo periodo e’ soppresso;
1) al secondo periodo, dopo la parola «coadiutore,» sono
inserite le seguenti: «che puo’ essere»;
2) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Qualora
sia diverso dall’amministratore giudiziario, il coadiutore nominato
3) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’attuazione
del presente comma, si provvede con le risorse umane e finanziarie
2-bis. All’articolo 41-ter, comma 1, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, nell’alinea, le parole: «sono istituiti,
presso le prefetture-uffici territoriali del Governo, tavoli
provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, aventi
il compito di» sono sostituite dalle seguenti: «il prefetto puo’
istituire, presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo, un
tavolo provinciale sulle aziende sequestrate e confiscate, avente il
compito di».
2-ter. All’articolo 43 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
a) al comma 1, le parole: «il provvedimento di confisca di primo
grado, entro sessanta giorni dal deposito» sono sostituite dalle
seguenti: «i provvedimenti di confisca di primo e di secondo grado,
entro sessanta giorni dal deposito di ciascuno dei medesimi
provvedimenti»;
b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente: «5-bis. Dopo il
conferimento di cui all’articolo 38, comma 3, l’Agenzia provvede al
rendiconto ai sensi dei commi precedenti qualora la confisca venga
revocata. In caso di confisca definitiva l’Agenzia trasmette al
giudice delegato una relazione sull’amministrazione dei beni,
esponendo le somme pagate e riscosse, le spese sostenute e il saldo
finale, con l’indicazione dei limiti previsti dall’articolo 53. In
tale ultimo caso, il giudice delegato, all’esito degli eventuali
chiarimenti richiesti, prende atto della relazione».
2-quater. All’articolo 44 del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 159, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«2-bis. Per il recupero e la custodia dei veicoli a motore e dei
natanti confiscati, l’Agenzia applica le tariffe stabilite con il
decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’articolo 59 del
testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
maggio 2002, n. 115. Ferme restando le tariffe stabilite dal periodo
precedente, l’Agenzia puo’ avvalersi di aziende da essa amministrate
operanti nello specifico settore.».
2-bis) alla lettera c), quartultimo periodo, le parole: «Se entro
un anno» sono sostituite dalle seguenti: «Se entro due anni»;
2-ter) alla lettera c), terzultimo periodo, sostituire le parole:
«Alla scadenza dei sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Alla
scadenza di un anno»;
dello stesso decreto del Presidente della Repubblica. Se entro due
anni l’ente territoriale destinatario non ha provveduto alla
finalita’ istituzionali di cui al comma 3, letterac), rientra
vendita. L’avviso di vendita e’ pubblicato nel sitointernet
dell’Agenzia e dell’avvenuta pubblicazione e’ data notizia nel
sitointernetdell’Agenzia del demanio. La vendita e’ effettuata per un
a) cooperative edilizie costituite da personale delle Forze
armate o delle Forze di polizia;
b) gli enti pubblici aventi, tra le altre finalita’
istituzionali, anche quella dell’investimento nel settore
e) dopo il comma 7-bis sono inseriti i seguenti:
del primo comma dell’articolo 45.
7-quater. Le modalita’ di attuazione della disposizione di cui al
comma 7-ter, ai sensi della quale, in caso di acquisizione del bene
al patrimonio dello Stato, il tribunale ordina il pagamento delle
somme, ponendole a carico del Fondo unico giustizia, sono stabilite
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro della giustizia»;
«10. Il 90 per cento delle somme ricavate dalla vendita di cui al
comma 5, al netto delle spese per la gestione e la vendita degli
stessi, affluiscono al Fondo Unico Giustizia per essere riassegnate,
previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, nella misura
del quaranta per cento al Ministero dell’interno, per la tutela della
sicurezza pubblica e per il soccorso pubblico, nella misura del
quaranta per cento al Ministero della giustizia, per assicurare il
funzionamento ed il potenziamento degli uffici giudiziari e degli
altri servizi istituzionali, e, nella misura del venti per cento
all’Agenzia, per assicurare lo sviluppo delle proprie attivita’
istituzionali, in coerenza con gli obiettivi di stabilita’ della
finanza pubblica.»;
f-bis) dopo il comma 10 e’ inserito il seguente: «10-bis. Il 10 per
cento delle somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5 confluisce
in un fondo, istituito presso il Ministero dell’interno, per le spese
di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni di cui al comma 3,
lettera c)»;
g) dopo il comma 12-bise’ inserito il seguente:
h) dopo il comma 15-tere’ aggiunto, in fine, il seguente:
3-bis. All’articolo 51, comma 3-ter, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, le parole: «Qualora sussista un interesse di
natura generale» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del
perseguimento delle proprie finalita’ istituzionali».
Iscrizione di provvedimenti al registro delle imprese
Nel capo IV del titolo III del libro I del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159, dopo l’articolo 51 e’ inserito il seguente:
«Art. 51-bis (Iscrizione di provvedimenti al registro delle
imprese). – 1. Il decreto di sequestro di cui all’articolo 20, il
decreto di confisca di cui all’articolo 24, i provvedimenti di cui
agli articoli 34 e 34-bis, la nomina dell’amministratore giudiziario
ai sensi dell’articolo 41, il provvedimento di cui all’articolo 45,
nonche’ tutti i provvedimenti giudiziari di cui al presente decreto
comunque denominati, relativi ad imprese, a societa’ o a quote delle
stesse, sono iscritti al registro delle imprese, su istanza della
cancelleria, entro il giorno successivo al deposito in cancelleria,
con le modalita’ individuate dal regolamento emanato ai sensi
dell’articolo 8, comma 6-bis, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
Nelle more dell’emanazione del regolamento di cui al periodo
precedente si applica l’articolo 8, comma 6-ter, della citata legge
n. 580 del 1993.».
Disposizioni in materia di organizzazione e di organico dell’Agenzia
2011, n. 159, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:1.
L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata e’ posta sotto
la vigilanza del Ministro dell’interno, ha personalita’ giuridica di
diritto pubblico ed e’ dotata di autonomia organizzativa e contabile,
ha la sede principale in Roma e fino a 4 sedi secondarie istituite
con le modalita’ di cui all’articolo 112, nei limiti delle risorse
ordinarie iscritte nel proprio bilancio.».
Per l’attuazione del comma 3, letterab), e’ autorizzata la spesa
di 570.000 euro per l’anno 2019 e 3.400.000 euro a decorrere
Disposizioni in materia di funzionamento dell’Agenzia
All’articolo 113 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
159, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Sulla base di apposite convenzioni, anche onerose, l’Agenzia,
per l’assolvimento dei suoi compiti e delle attivita’ istituzionali,
puo’ richiedere, nei limiti degli stanziamenti del proprio bilancio,
la collaborazione di amministrazioni centrali dello Stato, ivi
comprese societa’ e associazioni in house ad esse riconducibili di
cui puo’ avvalersi con le medesime modalita’ delle amministrazioni
stesse, di Agenzie fiscali o di enti pubblici».
Deroga alle regole sul contenimento della spesa degli enti pubblici e
Disposizioni a sostegno delle vittime delle attivita’ di estorsione e
Alla legge 23 febbraio 1999, n. 44, sono apportate le seguenti
a) all’articolo 13, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. Non possono far parte dell’elenco di cui al comma 2
associazioni ed organizzazioni che, al momento dell’accettazione
della domanda di iscrizione, non siano in regola con la
documentazione antimafia di cui al libro II, capi dal I al IV, del
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159»;
b) all’articolo 13, comma 3, le parole «centoventi giorni» sono
sostituite dalle seguenti: «ventiquattro mesi»;
c) all’articolo 14, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Qualora dalla disponibilita’ dell’intera somma dipenda la
possibilita’ di riattivare in maniera efficiente l’attivita’
imprenditoriale, previa concessione di provvisionale, ovvero di altre
misure cautelari, da parte del giudice nel corso del giudizio
relativo all’evento delittuoso posto a base dell’istanza, possono
essere erogate somme di denaro a titolo di anticipo dell’elargizione,
sino a concorrenza dell’intero ammontare»;
d) all’articolo 19, al comma 1, lettera d), sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole:
«I membri di cui alla presente lettera devono astenersi dal
prendere parte all’attivita’ del Comitato, incluse eventuali
votazioni, quando sono chiamati ad esprimersi su richiedenti
l’accesso al fondo di cui all’articolo 18 i quali siano, ovvero siano
stati nei dieci anni precedenti, membri delle loro associazioni
ovvero abbiano ricevuto supporto in sede di giudizio dalle medesime
associazioni. Ogni decisione assunta in violazione di quanto previsto
dal precedente periodo e’ da considerarsi nulla»;
e) all’articolo 19, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. In un’apposita sezione del sito internet del Ministero
dell’interno sono pubblicati i decreti di nomina dei componenti di
cui al comma 1, lettera d).»;
f) all’articolo 20, al comma 1, le parole «trecento giorni» sono
sostituite dalle seguenti: «due anni a decorrere dal provvedimento di
sospensione. Non sono dovuti interessi di mora nel frattempo
eventualmente maturati».
All’articolo 14, comma 5, della legge 7 marzo 1996, n. 108, la
parola «sei» e’ sostituita dalla seguente: «ventiquattro».
Agli oneri derivanti dagli articoli 9, 18, comma 3,
limitatamente all’anno 2018, 22, 22-bis, 34, 37 e 38, pari a
21.851.194 euro per l’anno 2018, a 75.028.329 euro per l’anno 2019, a
84.477.109 euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2025, a
35.327.109 euro per l’anno 2026 e a 10.327.109 euro a decorrere
dall’anno2027, si provvede:
a-bis) quanto a 4.635.000 euro per l’anno 2018, mediante
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della
a-ter) quanto a 2.000.000 di euro per l’anno 2018, a 15.000.000 di
euro per l’anno 2019 e a 25.000.000 di euro per ciascuno degli anni
dal 2020 al 2026, mediante corrispondente riduzione dello
al Ministero della giustizia;
b) quanto a 15.150.000 euro per l’anno 2018 e a 49.150.000 euro
per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, mediante corrispondente
c) quanto a 66.194 euro per l’anno 2018, a 4.978.329 euro per
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