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Timestamp: 2020-08-11 15:57:31+00:00
Document Index: 39198356

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2312', 'art. 5', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 10994 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10994 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 05/04/2017, dep.05/05/2017), n. 10994
sul ricorso 17954/2015 proposto da:
R.C., R.R.;
avverso la sentenza n. 1194/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di TORINO, depositata il 22/10/2014;
Rilevato che l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR Piemonte indicata in epigrafe, che ha rigettato l’appello proposto dall’Ufficio avverso la pronunzia quale, in seguito alla pronunzia di questa Corte n. 23854/2009, era stato dichiarato inammissibile l’atto di riassunzione nei confronti di R.C. e R.R., soci della Cierre Carni di R. C &amp; R snc per effetto della cancellazione della società intervenuta il 7.2.2008;
Rilevato che la parte intimata non si è costituita in giudizio;
Considerato che con il primo motivo di ricorso l’Agenzia deduce la violazione dell’art. 2312 c.c., evidenziando che erroneamente la CTR aveva ritenuto l’estinzione dei debiti fiscali dei soci per effetto dell’intervenuta estinzione della società Cierre Carni, essendo i suddetti succeduti nell’obbligazione tributaria della società;
Considerato che con il secondo motivo di ricorso si prospetta la violazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 e D.P.R. n. 600 del 1973, art. 40 e ci si duole della circostanza che il giudice di merito ha annullato la pretesa fiscale nei confronti dei soci sul presupposto che l’assenza di un accertamento definitivo nei confronti della società, cessata nel corso del giudizio, avrebbe determinato l’estinzione del debito nei confronti dei soci Considerato che i motivi meritano un esame congiunto;
Considerato che il primo motivo di ricorso è fondato, ove si consideri che secondo la giurisprudenza di questa Corte, espressa a Sezioni Unite e dalla sezione tributaria, a seguito dell’estinzione della società, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, viene a determinarsi un fenomeno di tipo successorio, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all’ente non si estinguono, ma si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti “pendente societate” – cfr. Cass. S.U. 4060/10; Cass. S.U. 6070/2013-;
Considerato che, proprio con specifico riferimento alle società di persone, questa Corte ha ritenuto, che in tema di società in accomandita, la responsabilità del socio accomandatario per le obbligazioni contratte dalla società (nella specie relative ad IVA e IRAP) è illimitata e non circoscritta alle somme conferitegli in base al bilancio finale di liquidazione nonostante l’estinzione della società conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, atteso che tale evento non determina l’estinzione dell’obbligazione sociale, ma solo il suo trasferimento in capo ai soci, i quali ne rispondono secondo lo stesso regime di responsabilità vigente “pendente societate” – Cass. n. 13805/2016-;
Considerato, ancora, che l’annullamento dell’accertamento nei confronti della società estinta per ragioni di ordine processuale non può fare stato nei confronti dei soci, mancando un accertamento inconfutabile sull’inesistenza dei ricavi non contabilizzati e della relativa pretesa fiscale – cfr. Cass. n. 11680/2016-.
Considerato che, nel caso di specie, la CTR ha escluso la responsabilità dei due soci di società di persone estinta nel corso del giudizio dalla stessa instaurato e correttamente riassunto nei confronti dei soci concernente l’avviso di accertamento emesso nei confronti del sodalizio sul presupposto, errato, della intrasferibilità della pretesa ai singoli soci secondo il regime di responsabilità proprio dei medesimi, in tal modo non uniformandosi ai principi sopra esposti;
Considerato che ha parimenti errato il giudice di appello nel ritenere che l’assenza di un accertamento definitivo nei confronti della società, cessata nel corso del giudizio, avrebbe determinato l’estinzione del debito nei confronti dei soci, ancora una volta discostandosi dai principi giurisprudenziali sopra richiamati;
Considerato che la sentenza impugnata, in accoglimento di entrambi i motivi va, conseguentemente, cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Piemonte anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
La Corte, accoglie i motivi di ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Piemonte anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.