Source: http://www.monterosaforeste.it/associazione/il-regolamento/
Timestamp: 2018-01-23 19:24:10+00:00
Document Index: 169103367

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 4']

Il regolamento • Associazione Monte Rosa Foreste
REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELLO STATUTO
Art. 1 – Campo di applicazione del Regolamento
Il funzionamento tecnico – amministrativo dell’Associazione è retto, oltre che dalle disposizioni
dell’Atto costitutivo e dallo Statuto, dal presente Regolamento che vincola tutti i soci e forma parte
integrante del contratto dell’Associazione.
DELLE ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE
Art. 2 – Operazioni
L’Associazione potrà compiere tutte le operazioni immobiliari, mobiliari e finanziarie,funzionalmente connesse con la realizzazione dello scopo sociale, ivi compresa la stipulazione conqualsiasi persona fisica o giuridica, società od ente, di aperture di credito, anticipazioni bancarie,sconti, fidi bancari, mutui e in genere ogni operazione di finanziamento ed assicurazione.
L’Associazione potrà concedere avalli, fideiussioni, ipoteche ed in genere garanzie a favore enell’interesse dei Soci, nonché esercitare qualsiasi attività ed effettuare qualsiasi operazione ritenuta dal Consiglio Direttivo necessaria ed utile per il conseguimento degli scopi sociali.
Nessuna operazione che comporti assunzioni di responsabilità verso terzi potrà essere iniziatadall’Associazione, se in precedenza i Soci interessati non abbiano dato idonee garanzie,provvedendo al finanziamento dell’operazione stessa ed alla copertura di ogni rischio ad essarelativo, oppure fornendo adeguata cauzione, oppure in altro modo idoneo eventualmente stabilito dal regolamento, circa l’adempimento da parte loro delle rispettive obbligazioni che essi assumonoverso l’Associazione.
L’Associazione, avendo per oggetto il coordinamento di tutte le attività mutualistiche tendenti al consolidamento ed allo sviluppo di adeguate forme di gestione delle proprietà agro – silvo – pastorali e delle risorse ambientali, come stabilito dall’art. 3 dello Statuto, esercita tutte le funzioni connesse al raggiungimento di tale obiettivo.
Art. 4 – Svolgimento dei compiti
Per lo svolgimento dei compiti assegnati, l’Associazione:
provvede con beni ed attrezzature propri;
utilizza i beni e le attrezzature di enti, di privati, di imprese messi a sua disposizione mediante apposite convenzioni;
può assumere personale con contratti d’opera ed instaurare rapporti di lavoro subordinato;
amministra i contributi versati dai soci nonché gli altri fondi assegnati da enti, da organizzazioni, da privati, da imprese.
DELLA GESTIONE DEL PATRIMONIO AGRO – SILVO – PASTORALE
Art. 5 – Criteri generali di gestione
L’Associazione ha per scopo la programmazione, la pianificazione e l’attuazione della gestione tecnico – economica delle risorse agro – silvo – pastorali rappresentate dai soci presso l’Associazione, nonché la prestazione, attraverso appositi servizi tecnici e di consulenza, di servizi e lavori a favore dei Comuni, delle Comunità Montane e di altri Enti pubblici o privati soci, nei settori individuati nello Statuto e nel presente Regolamento. L’Associazione promuove altresì il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori della filiera foresta – legno locale, così come il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità legate al bosco, anche sotto il profilo economico.
L’Associazione sarà operante sia con attività di supporto alle funzioni esercitate dai singoli soci, sia attraverso la gestione integrata e programmata dei territori agro – silvo – pastorali messi a disposizione dagli aderenti, finalizzata alla loro tutela e valorizzazione.
Art. 6 Programmazione degli interventi
Per coordinare la realizzazione dei compiti di cui al precedente art. 5, il Consiglio Direttivo predispone il programma annuale di attività, ratificato dall’Assemblea dei Soci, come indicato dall’art. 36 dello Statuto.
Art. 7 Pianificazione delle superfici forestali
Per tutte le proprietà forestali associate deve essere predisposto un apposito documento di programmazione.
Art. 8 Attività
Per il conseguimento delle finalità statutarie, l’Associazione può svolgere le seguenti attività:
assistenza tecnica ai soci per il miglioramento e la manutenzione delle infrastrutture costituenti il loro patrimonio ambientale, silvo-pastorale e rurale e per l’attività delle imprese associate;
servizi tecnici a supporto degli enti associati in materia agro – silvo – pastorale, ambientale e territoriale;
monitoraggio di fattori ambientali, cartografia, progettazione, raccolta e gestione di banche dati ambientali;
redazione ed aggiornamento di piani di gestione delle proprietà agro – silvo – pastorali appartenenti o comunque in possesso dei soci, studi specifici, progetti di attività di tutela, utilizzazione e valorizzazione del territorio gestito e delle risorse ambientali;
gestione dei patrimoni agro – silvo – pastorali di proprietà dei soci finalizzata alla loro valorizzazione, conservazione e difesa;
organizzazione, promozione e sviluppo delle filiere per la coltivazione, raccolta e commercializzazione dei prodotti del bosco e del sottobosco, con particolare attenzione per la filiera foresta – legno – energia;
miglioramento in senso polifunzionale dei boschi esistenti, ivi compresa la trasformazione dei cedui in alto fusto od in ceduo composto, le cure colturali, la ricostituzione di boschi danneggiati da agenti biotici e abiotici, i rimboschimenti e rinfoltimenti, gli impianti di arboricoltura da legno;
sviluppo della selvicoltura prossima alla natura (naturalistica) nell’ottica della Gestione Forestale Sostenibile, conservazione e valorizzazione delle emergenze naturalistiche del patrimonio forestale rappresentato;
tutela dell’ambiente naturale, manutenzione ordinaria e straordinaria e miglioramento dei bacini montani sotto il profilo dell’assetto idrogeologico e delle strutture finalizzate al suo miglioramento quali sistemazioni idraulico-forestali, opere di ingegneria naturalistica, interventi per favorire il regolare deflusso delle acque nel reticolo idrografico;
realizzazione di piani, opere ed interventi per la prevenzione e la difesa dei boschi dagli incendi, redazione dei catasti degli incendi;
manutenzione, miglioramento e potenziamento della viabilità forestale e delle opere di bonifica montana;
conservazione, miglioramento e gestione del verde pubblico
accrescimento e miglioramento professionale ed imprenditoriale dei propri associati, valorizzandone le esperienze e le conoscenze, anche promuovendo e realizzando corsi di aggiornamento e formazione;
attività politico-istituzionale e di pubbliche relazioni finalizzata alla promozione del settore e alla tutela delle professioni legate al bosco;
azioni volte a promuovere e sostenere la gestione associata delle superfici agro – silvo – pastorali, la cooperazione tra gli operatori e ogni altro intervento orientato all’integrazione delle componenti della filiera
ricerca e sviluppo, sperimentazione, didattica e divulgazione nei settori dell’ambiente, della forestazione, dell’agricoltura, del turismo e delle risorse energetiche;
reperimento di finanziamenti di qualsiasi provenienza per la realizzazione dei programmi di attività e istruzione delle pratiche necessarie per l’ottenimento di fondi pubblici a favore e per conto dei soci;
tutte le operazioni commerciali, finanziarie, mobiliari e immobiliari, che saranno ritenute necessarie od utili per il conseguimento dello scopo sociale, e così in particolare assumere mutui e prestare garanzia a soci;
realizzazione di ogni altra attività ritenuta utile per la valorizzazione del patrimonio silvopastorale e territoriale dei soci, ivi inclusa la gestione totale o parziale dei patrimoni in base a specifici contratti di servizio.
L’associazione potrà dotarsi di un martello forestale proprio, numerato, affidato al responsabile tecnico ed impiegato dallo stesso e dal rimanente personale abilitato.
L’Associazione può altresì svolgere, a titolo esemplificativo, le seguenti attività tecniche:
attività divulgativa;
pubblicazioni, studi e consulenze.
In base a specifica convenzione le attività nei settori forestale, pastorale, per la tutela dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni, nonché l’attività tecnica sopra indicata, potranno essere svolte a favore di Comuni, Comunità Montane e di altri Enti pubblici o privati.
I rapporti giuridici ed economici per le attività descritte sono definiti dal Consiglio Direttivo con propria regolamentazione, nel rispetto di criteri ed indirizzi generali forniti dall’Assemblea.
Art. 9 Esecuzione degli interventi
L’esecuzione di servizi, interventi e opere commissionati all’Associazione, sarà assegnata a imprese e soggetti ritenuti idonei tramite affidamento diretto, su deliberazione del Consiglio Direttivo,
privilegiando ditte, aziende o cooperative associate. In questo caso il Consiglio Direttivo sarà tenuto ad osservare un criterio di equità nell’assegnazione degli incarichi, orientato innanzi tutto a garantire la corretta esecuzione dei lavori, e in secondo luogo a favorire nel tempo tutte le imprese associate adottando un’opportuna rotazione.
Le ditte, aziende o cooperative affidatarie degli interventi si impegnano a versare una parte del loro compenso nel Fondo Associativo: la quota è pari al 3% e potrà essere variata in seguito a contrattazione tra ditta e Consiglio Direttivo, in base anche alla tipologia ed entità dei lavori. Sono fatte salve le gestioni in autonomia, da parte dei comuni associati, degli usi civici e focatico ed i regolamenti di fasce in uso.
Art. 10 Gestione del patrimonio forestale
L’Associazione può gestire i beni agro – silvo – pastorali di proprietà di Enti pubblici o di privati, in seguito alla stipulazione di una apposita convenzione tecnico-finanziaria.
Art. 11 Modalità di ammissione dei soci
Possono far parte dell’Associazione i proprietari pubblici e privati di terreni forestali, imprese, consorzi e cooperative operanti nel settore agro – silvo – pastorale ed in particolare nelle attività di
utilizzazione e di prima trasformazione, operatori della filiera foresta – legno – energia ed altri Enti comunque costituiti aventi finalità nello sviluppo del patrimonio agro – silvo – pastorale.
Il soggetto che intende far parte dell’Associazione dovrà inoltrare domanda al Consiglio Direttivo secondo le modalità stabilite dal regolamento vigente, utilizzando il modello di domanda allegato al presente Regolamento.
La domanda di ammissione dovrà contenere l’esatta denominazione dell’impresa, dell’ente, della persona o dell’associazione, la sua sede legale, le generalità del legale rappresentante.
Essa dovrà contenere, altresì, la dichiarazione a firma autografa del legale rappresentante attestante la conoscenza delle norme statutarie, nonché di quelle del regolamento in atto e l’accettazione di ogni clausola in esse contenuta.
per la proprietà agro – silvo – pastorale:
in caso di proprietà pubblica:
copia della delibera del Consiglio Comunale, o di organo equivalente per gli altri Enti, che autorizza il legale rappresentante ad agire;
certificato catastale delle particelle fondiarie costituenti la proprietà agro – silvo – pastorale rappresentata presso l’Associazione;
in caso di proprietà privata individuale:
certificato catastale delle proprietà rappresentate presso l’Associazione;
in caso di proprietà privata associata:
estratto dello statuto sociale in vigore;
copia conforme della delibera dell’assemblea dei soci che ha approvato l’adesione all’Associazione ed autorizza il legale rappresentante ad agire;
certificato catastale delle proprietà rappresentate presso l’Associazione.
delibera dell’organo sociale che ha approvato l’adesione all’Associazione
per gli Enti pubblici non proprietari:
delibera del Consiglio Comunale, o di organo equivalente per gli altri Enti, che autorizza il legale rappresentante ad agire.
per le persone fisiche interessate a vario titolo agli scopi dell’Associazione:
eventuale documento da cui emerga l’interesse per le attività dell’Associazione (titoli di studio, iscrizione a ordini, albi, associazioni, ecc.).
In ogni caso il Consiglio Direttivo potrà richiedere ulteriore documentazione a propria discrezione. Il Consiglio Direttivo, previo esame della regolarità dell’istanza e dei documenti a corredo, delibererà l’ammissione del nuovo socio a maggioranza assoluta dei voti.
La decisione di ammissione all’Associazione di un nuovo socio dovrà essere comunicata all’interessato entro 30 giorni dalla decisione a mezzo lettera raccomandata con avviso di decorrenza del titolo di socio e gli adempimenti dovuti.
Parimenti dovrà essere comunicata la decisione motivata di non accoglimento.
La delibera che respinge la domanda di ammissione non è soggetta ad impugnativa.
I soci che entrano a far parte dell’Associazione sono tenuti al versamento della quota associativa entro il termine stabilito dal Consiglio Direttivo dalla data di ricevimento della comunicazione di avvenuta accettazione della domanda di ammissione.
Art. 12 Recesso, decadenza o esclusione
Per decadenza, quando il socio non esplica più le attività per le quali è stato ammesso all’Associazione.
Per recesso, in tal caso il socio che intenda recedere dovrà inviare apposita comunicazione con lettera raccomandata con avviso di ricevimento con preavviso di almeno sei mesi, comunque non prima del completamento degli interventi realizzati sui suoi terreni o del progetto di servizi cui ha aderito in esecuzione del piano di investimenti approvato dall’Assemblea. Il mancato invio della comunicazione entro il predetto termine, è di diritto considerato come implicito consenso all’adesione all’Associazione.
Per esclusione, dovuta a cessazione od a messa in liquidazione, fallimento, apertura di procedure concorsuali anche stragiudiziali, amministrazione controllata, nonché ad inadempimento degli obblighi sanciti dal presente statuto e dal regolamento interno.
L’esclusione è deliberata, sentito il socio interessato, dal Consiglio Direttivo, che decide altresì in merito alla decorrenza ed al regolamento dei rapporti. E’ fatto salvo, in ogni caso, l’eventuale risarcimento del danno.
Al recesso, alla decadenza o alla esclusione consegue la rifusione delle spese conseguenti ad impegni già deliberati, mentre i miglioramenti avuti restano al proprietario del fondo.
I soci receduti, decaduti o esclusi ed i nuovi titolari delle imprese o proprietà trasferite per causa di morte o per atto tra vivi che non siano ammessi all’Associazione, sono responsabili verso lo stesso e verso terzi nei modi indicati nell’Art. 2615 c.c. per tutte le obbligazioni assunte dall’Associazione sino alla data in cui essi hanno cessato di farne parte e per tutte le spese di carattere generale effettuate sino alla stessa data.
In caso di infrazione alle disposizioni dello Statuto, del regolamento interno o delle delibere degli organi dell’Associazione, il Presidente invita il socio inadempiente a presentare per iscritto le eventuali giustificazioni e convoca immediatamente il Consiglio Direttivo per i conseguenti provvedimenti e per stabilire le eventuali sanzioni.
Qualora l’inadempienza del socio non assuma gravità tale da meritare l’esclusione secondo quanto previsto dall’Art. 12 dello Statuto, sono applicabili le seguenti sanzioni:
per morosità nel versamento delle quote di ogni tipo, nel pagamento e nel rimborso delle spese, nel risarcimento del danno o nel soddisfacimento di qualsiasi altra obbligazione pecuniaria nei confronti dell’Associazione o di un altro socio sono dovuti gli interessi per tutto il periodo del ritardo computati ad un saggio pari a quello applicato dal tesoriere dell’Associazione. Se la morosità si protrae per oltre quattro mesi, il Consiglio Direttivo delibera l’esclusione del socio moroso;
per inadempienza degli obblighi assunti dall’Associazione per conto dei soci nei confronti di terzi in relazione a lavori od altre prestazioni, in appalto, in concessione o tramite convenzione, su proposta del Consiglio Direttivo, oltre all’addebito al socio inadempiente delle maggiori spese e del danno subito, l’Assemblea può escludere il socio dalla partecipazione all’organizzazione comune fintantoché non sarà in grado di dimostrare di aver raggiunto la capacità tecnica ed operativa che risponda alle esigenze cui l’Associazione deve soddisfare ed al prestigio indiscusso di cui deve godere.
Art. 14 Composizione del Collegio arbitrale
Il Collegio arbitrale previsto dall’art. 11 dello Statuto, è costituito da tre componenti, dei quali due saranno designati rispettivamente dalle parti interessate ed il terzo, quale presidente del Collegio arbitrale, sarà nominato dai primi due arbitri d’accordo o, in difetto d’accordo, dal Presidente del Tribunale di Torino.
Allo stesso Presidente del Tribunale spetterà di nominare l’arbitro che una delle parti avesse omesso di designare, purché siano decorsi venti giorni dall’invito a designarlo rivoltole dall’altra parte con lettera raccomandata
Nel caso che le parti interessate siano più di due, i tre arbitri saranno scelti su accordo di tutte le parti e, se le parti no raggiungessero l’accordo su nessuno dei tre arbitri o lo raggiungessero solo su uno o due arbitri, l’arbitro o gli arbitri mancanti saranno nominati dal Presidente del Tribunale di Torino che designerà anche il Presidente del Collegio.
Il Collegio giudicherà secondo equità e con piena libertà di forma, salvo il diritto di contraddittorio.
Il lodo sarà inappellabile e dovrà essere reso entro sessanta giorni, salvo il caso in cui le questioni da risolversi abbiano diretta influenza sullo svolgimento dell’attività dell’Associazione. In questo caso il termine massimo sarà di trenta giorni. La sussistenza o meno del caso di urgenza sopra previsto è rimessa alla decisione del Consiglio Direttivo.
FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI CONSORTILI
Art. 15 Funzionamento dell’Assemblea dei Soci
L’Assemblea dei Soci è composta da tutti i soci adempienti agli obblighi statutari.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno entro il mese di giugno.
L’Assemblea straordinaria si riunisce ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario, ovvero quando ne sia stata fatta motivata richiesta da almeno un decimo degli associati.
L’Assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo, o di chi ne fa le veci, mediante avviso di convocazione inviata per lettera raccomandata a ciascun socio almeno quindici giorni prima della riunione; in caso di urgenza l’avviso di convocazione può essere spedito sette giorni prima della riunione.
L’avviso di convocazione dovrà indicare gli argomenti posti all’Ordine del Giorno e la data anche dell’eventuale seconda convocazione, nonché il luogo e l’ora dell’adunanza.
L’Assemblea Ordinaria è validamente costituita, in prima convocazione, se presente, con la presenza fisica o per delega, di almeno il 50% dei soci. In seconda convocazione, che potrà avere luogo nello stesso giorno della prima, ma almeno a due ore da questa, le deliberazioni saranno valide qualunque sia il numero degli intervenuti.
Ogni componente l’Assemblea ha diritto ad un solo voto in rappresentanza del proprio Ente.
Il voto è personale e può essere esercitato anche con delega conferita con atto scritto.
Ogni socio ha diritto ad un voto e non può esercitare il voto per più di cinque deleghe.
sull’approvazione del rendiconto economico – finanziario consuntivo e preventivo;
sugli argomenti di sua competenza per statuto, regolamento o a norma di legge.
Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati alle adunanze, senza tener conto degli astenuti.
Le delibere devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente, dal Segretario nominato dall’Assemblea e dagli eventuali scrutatori.
Le deliberazioni prese in conformità allo Statuto, obbligano tutti i soci, anche se assenti, dissenzienti o astenuti dal voto.
Quando si tratta di deliberare sullo scioglimento anticipato della durata dell’Associazione, è richiesto il voto favorevole di almeno tre quinti dei voti di tutti i soci.
L’Assemblea Straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza fisica o per delega del 70% dei soci ed in seconda convocazione con la presenza fisica o per delega di qualunque quorum.
Le delibere sono prese con maggioranza qualificata dei due terzi dei presenti in prima convocazione e con la maggioranza assoluta dei presenti in seconda convocazione, anche se si tratta di deliberare lo scioglimento dell’Associazione.
Le altre procedure di votazione, funzionamento dell’Assemblea, verbalizzazione, sono identiche a quelle dell’Assemblea Ordinaria.
Art. 16 Funzionamento del Consiglio Direttivo
L’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione è affidata ad un Consiglio Direttivo composto da un numero minimo di tre a un numero massimo di sette membri.
I consiglieri restano in carica per non più di tre esercizi e sono rieleggibili. I membri del Consiglio Direttivo sono di nomina elettiva e possono essere scelti dall’Assemblea anche tra i non soci.
La carica di Consigliere è “ad personam” si mantiene fino alla scadenza.
Il mancato intervento, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive del Consiglio Direttivo, può comportare la decadenza di un suo componente. La decadenza è dichiarata dall’Assemblea su proposta del Presidente.
Il Consiglio Direttivo può soltanto essere revocato dall’Assemblea con l’approvazione di un’apposita mozione di sfiducia che riporti la proposta di nomina di un nuovo Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato, almeno una volta ogni tre mesi, dal Presidente mediante avviso di convocazione con indicato Ordine del Giorno, data ora e luogo della riunione e inviata per lettera raccomandata o via fax almeno cinque giorni prima della riunione, salvo casi comprovati di urgenza.
Il Consiglio dovrà essere convocato senza indugio se ne facciano richiesta almeno due dei suoi componenti.
Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno la metà dei membri del Consiglio ed il medesimo delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente o dal Vicepresidente o, in mancanza, da chi viene indicato dalla maggioranza dei Consiglieri presenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. Ogni consigliere ha diritto ad un voto. In caso di parità prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci.
Per le deliberazioni aventi oggetto l’assegnazione di lavori è richiesto il voto favorevole dei 2/3 dei presenti.
I verbali di ciascuna riunione dovranno essere annotati su apposito libro ed essere inviati ai membri del Consiglio Direttivo entro quindici giorni dalla data della riunione e saranno approvati nella seduta immediatamente successiva.
Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il conseguimento degli scopi consortili nell’ambito del presente statuto e del regolamento interno. Il Consiglio può delegare al Presidente ovvero ad uno o più consiglieri parte dei suoi poteri, stabilendone limiti, modalità e compensi.
Il Consiglio può inoltre nominare una persona fisica o giuridica idonea, incaricata della direzione tecnica dell’Associazione. In caso di nomina di persona giuridica dovrà comunque essere indicato un professionista abilitato che assumerà la responsabilità tecnica.
Art. 17 Il Presidente dell’Associazione
Per le missioni compiute in connessione con le funzioni di carica (compresa la partecipazione alle sedute), ai componenti il Consiglio Direttivo ed eventuali delegati spetta il rimborso delle spese effettivamente sostenute e regolarmente documentate. I predetti compensi sono a carico del bilancio dell’Associazione.
Eventuali indennità, rimborsi e gettoni di presenza spettanti al Presidente ed ai componenti del Consiglio Direttivo saranno determinati con apposita deliberazione da parte dell’Assemblea.
Art. 19 Il direttore tecnico dell’Associazione
Il Consiglio Direttivo può nominare una persona fisica o giuridica idonea, incaricata della direzione tecnica dell’Associazione. In caso di nomina di persona giuridica dovrà comunque essere indicato un professionista abilitato che assumerà la responsabilità tecnica.
Il Direttore Tecnico ha il compito di pianificare, progettare e dirigere le attività necessarie per il conseguimento delle finalità statutarie individuate all’art. 8 del presente Regolamento.
Il direttore tecnico ha facoltà, in accordo con il Consiglio Direttivo, di avvalersi della collaborazione di professionisti abilitati all’uopo e di personale in organico presso i soci, in
riferimento all’art. 4 del Regolamento.
Lo stato giuridico e il trattamento economico del direttore sono disciplinati dal contratto collettivo nazionale dei dipendenti degli enti locali o da altra normativa o accordo contrattuale ritenuti applicabili dal Consiglio Direttivo in funzione dei requisiti richiesti.
Art. 20 Direttore Tecnico – attribuzioni
Il Direttore ha la responsabilità gestionale dell’Associazione, nell’ambito della quale assume tutte le iniziative ed i provvedimenti operativi che non siano riservati ad altri organi dell’Associazione.
dirige il personale dell’Associazione organizzandone l’attività;
propone la struttura organizzativa che sottopone all’approvazione del Consiglio Direttivo;
presiede le commissioni per la valutazione tecnica del personale a vario titolo utilizzato dall’Associazione.
adotta i provvedimenti necessari per assicurare e migliorare l’efficienza dei servizi associativi ed il loro organico di sviluppo;
provvede alla stesura della proposta dei progetti di attività, di tutela, utilizzazione e valorizzazione dei patrimoni e delle relative risorse ambientali affidati alla gestione dell’Associazione, nonché alla loro realizzazione in base alle indicazioni del Consiglio Direttivo;
inoltra al Consiglio Direttivo le proposte del bilancio pluriennale, del bilancio economico annuale di previsione, e del piano programma dei lavori, e fornisce i pareri richiesti dal Consiglio Direttivo e quelli previsti per legge;
provvede all’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e dei provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente con i poteri del Consiglio Direttivo;
cura l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle prescrizioni in materia forestale;
riferisce periodicamente al Presidente ed al Consiglio Direttivo sull’andamento di gestione;
esercita ogni altra attribuzione a lui demandata dagli Organi istituzionali.
firma la corrispondenza dell’Associazione e gli atti che non siano riservati al Presidente e al Segretario.
Art. 21 Segretario