Source: http://www.leggioggi.it/2011/04/12/oua-contro-mediazione-civile-il-tar-lazio-rinvia-alla-corte-costituzionale/
Timestamp: 2013-12-06 14:25:29+00:00
Document Index: 94884352

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 60', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 410']

Vincono gli avvocati, il Tar Lazio manda la mediazione alla Corte Costituzionale LeggiOggi	Vincono gli avvocati, il Tar Lazio manda la mediazione alla Corte Costituzionale » LeggiOggi
Processo Civile 12 aprile 2011, 20:21	Vincono gli avvocati, il Tar Lazio manda la mediazione alla Corte Costituzionale
“Il Governo non aveva i poteri…mediazione obbligatoria non prevista nella delega del Parlamento”, ordinanza 3202 del 2011
Il Tar Lazio, con ordinanza della sua prima sezione, depositata oggi, ha deciso di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale, ritenendo non manifestamente infondata la questione dell’eccesso di delega in cui sarebbe incorso l’art. 5 del decreto legislativo numero 28 del 2010, avendo configurato l’istituto della mediazione “quale fase pre-processuale obbligatoria” [ qui maggiori notizie sul ricorso e l'interessante dibattito tra i lettori di Leggi Oggi].
In particolare, “Il Collegio non rinviene nella legge delega alcun elemento che consenta di ritenere che la regolazione della materia andasse effettuata nei sensi prescelti dall’art. 5 del d. lgs. n. 28 del 2010. Laddove indubitabilmente è ascrivibile all’art. 60 della l. 60/09 la scelta di ampliare il ricorso alla mediazione nelle controversie interne in ambito civile e commerciale, nessuno dei criteri e principi direttivi previsti e nessuna altra disposizione dell’articolo espressamente assume l’intento deflattivo del contenzioso giurisdizionale o configura l’istituto della mediazione quale fase pre-processuale obbligatoria”.
“Né -aggiunge il Tar Lazio- detto tema può ritenersi rientrante nell’ambito di libertà, ovvero nell’area di discrezionalità commessa alla legislazione delegata, esso non costituendo, né un mero sviluppo delle scelte effettuate in sede di delega nè una fisiologica attività di riempimento o di coordinamento normativo, sia che si tratti di recepire la direttiva comunitaria n. 2008/52/CE sia che si tratti della riforma del processo civile”.
Inoltre, l’articolo 60 della legge delega “prevede il dovere dell’avvocato di informare il cliente, prima dell’instaurazione del giudizio, della “possibilità”, e non dell’obbligo, di avvalersi dell’istituto della conciliazione nonché di ricorrere agli organismi di conciliazione. Anche tale disposizione non consente di ritenere che l’art. 5 del d. lgs. 20/10, al comma 1, nelle tre prime disposizioni, trovi un riscontro nella legge delega 69/09. Infatti, la possibilità è, per definizione, diversa dall’obbligatorietà, e l’accentuazione di tale differenza non può ritenersi superflua, vertendosi nel campo della deontologia professionale, ovvero in un complesso di obblighi e doveri la cui inosservanza può determinare conseguenze pregiudizievoli in base all’ordinamento civile (risarcimento del danno), amministrativo (sanzioni disciplinari) e pubblicistico (art. 4, comma 4, d. lgs. 28/2010), che richiedono l’esatta individuazione del precetto presidiato dalle sanzioni.
“15. Tutto quanto sin qui argomentato giustifica la valutazione di rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale:
Depositata in segreteria il 12 aprile 2011”
Pubblicato da Redazione il 12 aprile 2011 alle 20:04 in
Processo Civile Tags: Corte Costituzionale, Mediazione, TAR Lazio	Segnala via E-mail
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felice di vito	13 maggio 2011 alle 00:49	Pur non essendo un giurista, nel momento in cui ho studiato la legge per valutare la possibilità di seguire il corso per mediatore, mi sono posto alcune domande:
a) è questa legge un primo passo per appaltare la giustizia ai privati?
b) è questa legge un modo elettoralistico per la soluzione dei problemi della giustizia civile?
c) è questa legge un modo per spingere i giovani senza lavoro verso questa attività? Qualche ente formatore offre uno sconto del 20% ai giovani sotto i 32 anni che si iscrivono al corso.
Per me la risposta è stata SI in tutti e tre i casi.
Non mi è piaciuta poi la furbata di penalizzare chi, rifiutata la mediazione, voglia comunque arrivare in giudizio per chiedere adeguati risarcimenti per il danno subito. E’ evidente la discriminazione con chi dal primo grado di giudizio vada in appello e si trova davanti al Giudice sullo stesso piano dell’altra parte.
P.Q.M., la legge in questione è nata male, è stata scritta peggio, e sarà applicata malissimo. Meno male che il TAR e la Corte Costituzionale ci sono (almeno per ora)
Corrado Quaranta	1 maggio 2011 alle 11:35	Nella prudenziale attesa che la Corte Costituzionale statuisca la legittimità o meno della legge in materia di mediazione civile obbligatoria, non riesco veramente a comprendere tutta questa indignazione espressa da parte della categoria degli avvocati, atteso che in materia di lavoro non solo è previsto (ex art. 410 c.p.c.) il tentativo di conciliazione obbligatorio, ma questo è ritualmente utilizzato (ed è stato quindi legalizzato dagli stessi avvocati) anche innanzi alle organizzazioni sindacali, che come è noto ai cultori di materie giuridiche, ancora oggi costituiscono degli enti di fatto.
Caruso Salvatore	15 aprile 2011 alle 10:19	Era ora, posto che unilateralmente, con poteri dispotici e finti democratici, ed una maggioranza non reale ma derivata dal fatidico premio di maggioranza spettante alla coalizione che ha avuto qualche voto in più senza aver superato il 50% degli stessi…che hanno rottamato il processo civile e che l’obiettivo è quello di distruggere anche gli avvocati civilisti, insieme ai magistrati.
Ora speriamo nella Consulta per il riconoscimento del diritto costituzionale del cittadino (checchè ne dicano i contrari) a non essere distolto dal Giudice preternaturale per legge utilizzando mezzi e mezzucci a favore di enti e strutture private pronte ad arricchirsi con la normativa in materia di mediazione civile obbligatoria.
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