Source: https://lapelledellorso.wordpress.com/2014/05/15/banca-della-terra-unopportunita-che-santolcese-non-puo-lasciarsi-sfuggire/
Timestamp: 2018-04-22 05:03:06+00:00
Document Index: 382797

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 107', 'art. 13', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 9']

Banca della terra: un’opportunità che Sant’Olcese non può lasciarsi sfuggire. | lapelledellorso
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Banca della terra: un’opportunità che Sant’Olcese non può lasciarsi sfuggire.
La legge regionale 4 marzo 2014, comunemente indicata come legge istitutiva della banca della terra, stabilisce nuovi importanti adempimenti a carico dei comuni in materia di agricoltura, forestazione e salvaguardia del territorio rurale.
Come per tutte le altre leggi anche per questa è fatto obbligo a chiunque osservarla e farla osservare, questa sarà la vera sfida di chi dovrà guidare per il prossimo quinquennio il nostro Comune sapendo ciò di cui dispone.
Saper applicare e fare applicare correttamente questa importante Legge darà sicuramente un grande vantaggio in termini di tutela della pubblica incolumità, di occupazione, di sviluppo delle aziende agricole e di riduzione del numero dei dissesti.
Allo stesso modo non applicarla o farla applicare in maniera inadeguata o parziale porterà sicuramente ad una situazione idrogeologica, paesaggistica ed occupazionale ben peggiore di quella attuale.
Queste sono le vere “guerre” che vanno combattute perché in questo settore si è veramente in trincea, una trincea dalla quale si esce vivi e vitali solo grazie alla preparazione tecnica ed alla programmazione di lunghe vedute, non basta più difendersi con effimere affermazioni sul patto di stabilità e spese dell’ultima ora.
Qui devono scendere in campo i “mega dottori” (per riprendere la definizione ironica con la quale siamo stati da altri battezzati) che, presenti nelle competenze del Comitato, non rappresenteranno un aggravio di costi per il cittadino anzi si batteranno per l’ottenimento dei migliori risultati nell’ambito di applicazione della Legge medesima.
Ecco una nostra analisi e, in fondo alla pagina il link al testo della legge approvata.
Comuni e loro competenze in agricoltura, forestazione e salvaguardia del territorio rurale: cosa cambia con la LR 4 marzo 2014
L’approvazione in data 4 marzo 2014 da parte del Consiglio Regionale della Liguria della Legge Regionale recante il titolo “Norme per il rilancio dell’agricoltura e della selvicoltura, per la salvaguardia del territorio rurale ed istituzione della banca regionale della terra” affida ai Comuni specifiche competenze in materia di agricoltura, forestazione e salvaguardia del territorio che fino ad oggi erano del tutto sconosciute ad essi.
Le finalità di questa Legge (art. 1) mirano a:
favorire l’aumento medio della superficie aziendale affinchè le imprese agricole possano essere gestite con maggiore efficienza e razionalità;
sostenere il recupero produttivo a fini agricoli dei terreni incolti e di quelli con diverse precedenti destinazioni; favorire l’occupazione nel comparto agricolo;
contribuire alla funzione di presidio e salvaguardia del territorio montano; prevenire il dilavamento del suolo fertile e gli incendi boschivi;
semplificare la normativa al fine di rimuovere ostacoli e vincoli che si frappongono al recupero agricolo delle terre a destinazione agricola.
Per il raggiungimento di tali finalità la Regione (art. 2) promuove le azioni per: una più efficace azione di vigilanza sugli obblighi dei proprietari di fondi agricoli e forestali con speciale attenzione alla regimazione del deflusso delle acque meteoriche;
interventi volti ad agevolare la mobilità fondiaria ai sensi del Ttitolo II, Libro III Sezioni II e III del Codice Civile; la costituzione della Banca Regionale delle Terre;
la messa a coltura di terreni agricoli e forestali incolti o con differenti precedenti destinazioni.
La Regione individua nei comuni (art. 3) l’organo di vigilanza che deve verificare periodicamente lo stato di conservazione dei terreni agricoli e forestali intervenendo ai sensi dell’art. 7 LR4/99 e successive modificazioni ed integrazioni in materia di salvaguardia forestale, difesa del suolo, tutela dell’ambiente e protezione civile.
L’art. 5 della LR 4 marzo 2014 contiene le complesse competenze dei comuni obbligandoli a dotarsi di un Regolamento di Polizia Rurale, peraltro già previsto dalla L n. 267/2000 – art. 7 comma 1, all’interno del quale siano indicate, tra l’altro, le misure minime attuabili dai proprietari dei terreni agricoli e forestali per fare fronte alle seguenti necessità:
prevenire il dilavamento e l’erosione del suolo fertile con idonei interventi di regimazione del deflusso anche al di fuori del reticolo idrografico attraverso una più attenta gestione del soprassuolo quando possibile;
prevenire il rischio di incendio attraverso la rimozione della necromassa e la pulizia dei terreni a maggiore rischio; concorrere a prevenire o limitare il rischio di dissesto idrogeologico.
Nello stesso contesto legislativo ogni Comune sarà obbligato a richiedere per ogni intervento soggetto a DIA obbligatoria o facoltativa ai sensi della LR n. 16/2008 – art. 23 e 24 – e successive modificazioni ed integrazioni – che verrà rilasciato all’interno di un’area di produzione agricola o di presidio ambientale di cui agli art. 35 e 36 in attuazione al D.Lgs n. 143/1997, un atto unilaterale di impegno recante l’individuazione delle opere di manutenzione del fondo e degli interventi di controllo dell’assetto vegetazionale che devono essere garantiti annualmente e per un periodo non inferiore ad anni 10 dal titolare della DIA. Unica esclusione dall’atto unilaterale di impegno viene riconosciuta alle aziende agricole, forestali ed ai coltivatori diretti sempreché i manufatti realizzati siano strettamente connessi allo svolgimento dell’attività agrosilvo pastorale. Viene inoltre, data facoltà al comune di derogare alle disposizioni applicative della LR n. 25/1995 per il solo pagamento della quota B della tariffa urbanistica di riferimento afferente le opere urbanizzazione per gli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e sostituzione edilizia da eseguirsi a carico di imprese o soggetti che svolgono attività agrosilvopastorale.
L’istituzione della Banca Regionale della Terra (art. 6) si pone lo scopo di recuperare ad uso produttivo le superfici agricole e forestali abbandonate o incolte o sottoutilizzate per favorire la salvaguardia del territorio. All’interno della Banca dati consultabile pubblicamente convergono tutte le particelle catastali i cui proprietari abbiano segnalato alla Regione o al Comune la disponibilità a cederne la detenzione o il possesso a terzi così come tutte quelle particelle cui sia stato segnalato un grave stato di abbandono ai fini della LR n . 18/1996. La Regione avvalendosi delle informazioni contenute nella Banca Regionale delle Terre provvede a: fornire supporto a tutti gli aventi titolo di terreni classificati agricoli o forestali così classificati dai piani urbanistici comunali che intendono cederne la detenzione a terzi per il loro recupero produttivo preservandone il possesso; agevolare coloro che mostrino interesse a recuperare produttivamente terreni agricoli e forestali; promuovere e favorire l’associazionismo forestale ed agrario; supportare i comuni che intendono dotarsi o dispongano di un Regolamento di Polizia Rurale coerente con le finalità della presente Legge.
Al fine di rendere maggiormente appetibili le finalità della L.R. 4 marzo 2014 la Regione (art. 7)può erogare le seguenti tipologie di incentivi a favore degli imprenditori agricoli:
aiuti una tantum di importo non superiore ad € 500,00 ad ettaro, entro i limiti stabiliti dal Reg. CE 1408/2013 – art. 107 e 108 – per coloro che recuperino a fini produttivi terreni incolti o non agricoli;
aiuti all’acquisizione di particelle funzionali all’aumento o all’accorpamento della superficie agricola utilizzata, a fronte di impegno decennale d’uso, fino ad un massimo del 100% della spesa ammissibile ai sensi del Reg. CE 1857/2006 – art. 13.
Vengono inoltre riconosciuti incentivi anche per i proprietari di terreni forestali per l’acquisto di nuovi fondi, nonché la copertura dei costi eventualmente sostenuti per la costituzione di consorzi, funzionali all’attuazione di un piano di ricomposizione fondiaria supportato da idonei strumenti di pianificazione forestale.
La Regione si impegna: a concedere la priorità, nell’ambito delle politiche di sviluppo dell’agricoltura e della selvicoltura, a tutti gli interventi di recupero a scopo produttivo dei terreni incolti; dare priorità ai terreni rimessi a coltura in merito ai pagamenti diretti di cui al Reg. CE 73/2009 – art. 41; concedere priorità all’impianto di vigneti su terreni precedentemente incolti o non agricoli.
Nello stesso contesto la Regione riconosce (art. 8) a Comuni e Consorzi che, debbano intervenire per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria in attuazione dei piani di gestione con costi non completamente addebitabili ai singoli proprietari, contributi a fondo perduto la cui entità verrà stabilita nei limiti delle disponibilità del bilancio regionale.
Nell’ambito dell’art. 9 vengono stabilite le sanzioni per le violazioni agli impegni sottoscritti con gli atti d’obbligo nella quantità che va da un minimo di € 300,00 ad un massimo di € 600,00 ad ettaro commisurati alla superficie censuaria di ogni singola particella posseduta. La sanzione dovrà essere applicata dal Comune previa diffida all’esecuzione delle opere che non contempli un periodo superiore a 30 giorni. I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni verranno introitati dal Comune e dovranno essere destinati al finanziamento di interventi volti alla manutenzione e messa in sicurezza del territorio.
La Legge contiene poi una serie lunghissima di modifiche alle LR n. 4/99 e 18/1996, modifiche che sono state necessarie ai fini applicativi della presente Legge e che per motivi di spazio non sto ad elencare ma che possono essere visionate direttamente consultando il testo della legge ala seguente link (clicca qui).
Dunque, i Comuni vengono investiti attivamente di competenze a loro oggi del tutto sconosciute, per le quali, per la maggiore, non posseggono specifiche professionalità così come non posseggono organi di vigilanza adeguatamente preparati.
*Roberto Sobrero è un Dottore Forestale.
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