Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2016/sindrome_alienazione_parentale_il_giudice_deve_accertare_la_veridicita_dei_comportamenti_contestati
Timestamp: 2019-02-16 22:16:54+00:00
Document Index: 126244340

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 315', 'art 38', 'art. 8', 'sentenza ']

Sindrome Alienazione Parentale:il giudice deve accertare la veridicità dei comportamenti contestati | ProfessioneGiustizia
Il diritto alla bigenitorialità è ribadito dai supremi giudici citando la sentenza della Corte CEDU 9 gennaio 2013 n. 257044 con la quale si afferma la violazione dell’art. 8 della Convenzione qualora le autorità giudiziarie, a fronte degli ostacoli posti in essere dalla madre collocataria nei confronti del padre, non si impegnino adottando le misure necessarie a preservare il legame padre-figlia, attraverso un concreto ed effettivo esercizio del diritto di visita. Le misure da adottare devono essere specifiche ed effettive al fine di garantire il ripristino della collaborazione tra i genitori e del rapporto con il minore. Le autorità nazionali, secondo la Corte CEDU, non sono dispensate dall’obbligo di garantire il diritto del minore ad una frequentazione costante con ciascun genitore allorché il diritto di vista del genitore non collocatario sia frustrato e conseguentemente risulti violato il suo diritto al rispetto della vita familiare (art. 8 CEDU). Secondo la Corte di Strasburgo, inoltre, «per essere adeguate, le misure volte a riunire genitore e figlio devono essere attuate rapidamente, in quanto il decorso del tempo può avere conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il minore ed il genitore non convivente».
1 La vicenda risale al 2006, pertanto, si tratta di un periodo anteriore all’entrata in vigore della riforma sulla filiazione (d.lgs. 28 dicembre 2013 n. 154), che ha portato al principio di unicità dello stato giuridico di figlio (art. 315 c.c.) e limitato la competenza del Tribunale per i Minorenni, al quale si ricorre ormai unicamente per i provvedimenti de potestate, ablativi o limitativi della responsabilità genitoriale (art 38 disp. att. c.c.)
2 Il testo dell’art. 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, così recita:
«Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare.
2. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell'esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, per la pubblica sicurezza, per il benessere economico del paese, per la difesa dell'ordine e per la prevenzione dei reati, per la protezione della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui».
3 La PAS è una teoria psicologica elaborata agli inizi degli anni Ottanta dallo psichiatra Richard Gardner; essa ha ad oggetto minori vittime delle dinamiche familiari in caso di separazione conflittuali tra i genitori. Tale teoria è piuttosto controversa, giacché non viene ritenuta attendibile sul piano scientifico e, conseguentemente, su quello giuridico. La sintomatologia che connota la sindrome da alienazione parentale riguarda la “campagna di denigrazione”, l’appoggio incondizionato al genitore “alienante” e via discorrendo.
4 Si fa riferimento alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 29 gennaio 2013 - Ricorso n. 25704/11 - causa Lombardo c. Italia; in particolare, in questa pronuncia, la CEDU afferma che «come la Corte ha più volte rammentato, se l’articolo 8 ha essenzialmente per oggetto la tutela dell’individuo dalle ingerenze arbitrarie dei poteri pubblici, esso non si limita ad ordinare allo Stato di astenersi da tali ingerenze: a tale obbligo negativo possono aggiungersi obblighi positivi attinenti ad un effettivo rispetto della vita privata o familiare. Essi possono implicare l’adozione di misure finalizzate al rispetto della vita familiare, incluse le relazioni reciproche fra individui, e la predisposizione di strumenti giuridici adeguati e sufficienti ad assicurare i legittimi diritti degli interessati, nonché il rispetto delle decisioni giudiziarie ovvero di misure specifiche appropriate».
[[ v. un ulteriore approfondimento in "La sindrome di alienazione parentale" ]]
Di seguito il testo di :
Corte di Cassazione civile Sentenza 08/04/2016 n. 6919: