Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2405-codice-civile-intervento-alle-adunanze-del-consiglio-di-amministrazione-e-alle-assemblee
Timestamp: 2020-05-30 03:26:28+00:00
Document Index: 61881694

Matched Legal Cases: ['art. 2403', 'art. 2055', 'art. 2407', 'art. 2403', 'art. 2405', 'art. 2404', 'art. 2404', 'art. 2516', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2405', 'art. 2405']

Art. 2405 codice civile: Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee | La Legge per tutti
Art. 2405 codice civile: Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee
I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo (1).
I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio d’amministrazione o del comitato esecutivo, decadono dall’ufficio.
Consiglio di amministrazione: [v. 2475]; Assemblea: [v. 2341ter]; Comitato esecutivo: [v. 2391]; Decadenza: [v. 2401].
(1) Tale obbligo è previsto affinché i sindaci abbiano informazioni indispensabili per l’esercizio dei propri poteri; in questo modo essi possono, altresì, partecipare alle discussioni per cercare di impedire l’approvazione di delibere illegittime. L’obbligo di partecipazione è inderogabile anche statutariamente.
Il controllo del collegio sindacale di una società per azioni non è circoscritto all'operato degli amministratori, ma si estende a tutta l'attività sociale (come è lecito desumere dal disposto di cui agli art. 2403, 2405, 2377, comma 2, c.c.), con funzione di tutela non solo dell'interesse dei soci, ma anche di quello, concorrente, dei creditori sociali. Il diverso rilievo causale di quanti (sindaci ed amministratori) abbiano concorso alla causazione del danno, inteso come insufficienza patrimoniale della società, assume, poi, rilievo nei soli rapporti interni tra coobbligati (ai fini dell'eventuale esercizio dell'azione di regresso), e non anche nei rapporti esterni che legano gli autori dell'illecito al danneggiato (società, creditori sociali, singoli soci e terzi), giusto il principio generale di solidarietà tra coobbligati di cui all'art. 2055, comma 1, c.c. (sancito espressamente in materia di responsabilità extracontrattuale, ma applicabile, altresì, in tema di responsabilità contrattuale, quand'anche il danno derivi dall'inadempimento di contratti diversi, quand'anche la responsabilità abbia, per alcuni dei danneggianti, natura contrattuale, e, per altri, natura extracontrattuale), ribadito, con specifico riguardo ai sindaci della società, dall'art. 2407, comma 2, c.c., che esclude la legittimità di una commisurazione percentuale della responsabilità dei sindaci all'entità del loro concorso nella causazione dell'evento dannoso.
Cassazione civile sez. I 28 maggio 1998 n. 5287
I sindaci, al di là dei casi in cui la legge individua specificamente la condotta che essi devono tenere (art. 2403 comma 2, 2404, 2405 comma 1), sono tenuti a conformarsi alla diligenza richiesta all'avveduto controllore.
Tribunale Alessandria 04 dicembre 1995
La decadenza dalla carica dei sindaci che non sono intervenuti alle assemblee sociali a norma dell'art. 2405 c.c. non opera quando, come nel caso delle assemblee (ordinarie o straordinarie) di prima convocazione andate deserte, un'adunanza dei soci della società per azioni sia, in effetti, mancata.
Cassazione civile sez. I 07 marzo 1992 n. 2764
La decadenza del sindaco di una cooperativa che non partecipi ingiustificatamente ad oltre due riunioni del collegio sindacale è automatica, secondo la medesima disciplina dettata dagli art. 2404 e 2405 c.c. per le società per azioni. La pronuncia assembleare che riconosca il verificarsi della decadenza ha valore di accertamento dichiarativo e non costitutivo.
Cassazione civile sez. I 01 aprile 1982 n. 2009
La decadenza dall'ufficio di sindaco di società per azioni per una delle cause previste dagli art. 2404 e 2405 c.c., applicabili anche alla società cooperative per il richiamo disposto dall'art. 2516 c.c., si verifica in modo automatico, come conseguenza dell'assenza ingiustificata del sindaco dalle riunioni del collegio sindacale, dalle adunanze del consiglio di amministrazione o dalle assemblee, senza che a tal fine sia necessaria alcuna deliberazione assembleare che, se intervenuta, assume valore di accertamento dichiarativo, e non costitutivo, della avvenuta decadenza.
Rientra nei criteri di buona amministrazione fare partecipare alle deliberazioni del consiglio d'amministrazione tutti i revisori dei conti, i quali, attraverso la diretta assistenza all'organo di amministrazione, possono contribuire alla migliore funzionalità dell'organo attivo; pertanto, è opportuno che lo statuto dell'Enel approvato con d.P.R. 21 dicembre 1965 n. 1720 - che nell'art. 9 recependo l'art. 8 d.P.R. 15 dicembre 1962 n. 1670, stabiliva che al consiglio d'amministrazione dovesse partecipare solo il presidente del collegio dei revisori o un suo delegato - sia modificato, dopo l'abrogazione del citato art. 8 da parte dell'art. 1 l. 18 febbraio 1974 n. 40, nel senso che al consiglio d'amministrazione possano partecipare tutti i membri del collegio dei revisori, in conformità del principio generale ricavabile dall'art. 2405 c.c.
Consiglio di Stato sez. II 21 ottobre 1981 n. 909
L'art. 2405 del c.c., il quale stabilisce che ai consigli di amministrazione delle società partecipino i membri dei collegi sindacali, non è norma applicabile "ex se" agli enti pubblici; pertanto, rientra nell'autonomia dell'ente (nella specie, Enel) stabilire i limiti e le forme di partecipazione dei membri del collegio sindacale alle sedute dei consiglio d'amministrazione.