Source: http://news.sprintbasilicata.net/2014/01/contenzioso-doganale-aspetti.html
Timestamp: 2019-04-24 16:59:14+00:00
Document Index: 25060757

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 65', 'art. 282', 'art. 303', 'art. 4', 'art. 517']

Contenzioso doganale: aspetti sostanziali e sanzionatori |Info News | Sprint Basilicata
Il contenzioso doganale riguarda gli aspetti impositivi quali dazi e imposte, ma anche tutto ciò che deriva dall’applicazione della normativa doganale che, come disciplinato dall’art. 20, co. 1 del Tuld, compete alle dogane.
Con i vari controlli che la legge impone in merito all’entrata e all’uscita, al transito e alla circolazione delle merci tra i vari paesi, alla contraffazione, all’etichettatura, alla corretta indicazione geografica dei prodotti, i casi di contenzioso sono notevolmente aumentati:
Gli illeciti e i reati in materia doganale vengono risolti e trattati con il rito tributario o con quello penaleo, come previsto dalle singole leggi, a seconda della violazione dal Giudice civile ordinario o da quelloamministrativo.
In questi casi, è possibile essere ammessi al pagamento agevolato pari ad un quarto dell’importo irrogato nell’atto, qualora il pagamento avvenga entro il termine di sessanta gg previsto per proporre ricorso. Naturalmente, se si sceglie il pagamento agevolato, non si può più esperire il ricorso e lo stesso definisce la vertenza.
1. Contenzioso sostanziale tributario
Il contenzioso “sostanziale tributario” sorge quando l’Autorità doganale mette in discussione gli elementi della dichiarazione in dogana. I casi più diffusi riguardano qualità, quantità, origine e valoreo l’importo della somma dovuta dal debitore tenuto ad adempiere l’obbligazione doganale.
Il contribuente è tenuto al pagamento di interessi di mora, che vengono per altro aggiornati con regolare cadenza. L’accertamento del tributo viene cristallizzato nella “bolletta” e il diritto in essa contenuto si prescrive, a seconda dei casi
Se nella fase dell’accertamento sorgono contestazioni in merito ad esempio al valore o all’origine della merce o della sua qualità e quantità, il proprietario della merce può immediatamente ricorrere aglistrumenti d’impugnazione previsti dalla legge, con modalità e tempistiche regolate dagli art. 65 e ss del Tuld, proprio per evitare che le ragioni della dogana si consolidino.
2. Contenzioso sanzionatorio tributario
Il contenzioso “sanzionatorio tributario” sorge prevalentemente a causa di una fattispecie identificabile nei c.d. reati di contrabbando disciplinati dagli artt. 282 a 301 bis. L’art. 282, lett. b) Tuld prescrive come punibile chiunque “scarica o deposita merci estere nello spazio intermedio tra la frontiera e la dogana più vicina” e ciò indipendentemente dal fatto che si sia verificata una frode in danno all’Erario.
Il nuovo art. 303 Tuld, legge 26 aprile 2012 n. 44, è la norma sanzionatoria applicata con più frequenza nell’attività di controllo del settore doganale mira a far si che l’operatore presti la massima attenzione nella compilazione della dichiarazione, indicando in maniera puntuale tutti i dati che saranno oggetto di accertamento.
Va sottolineato che la dichiarazione, dopo la registrazione, diventa “bolletta doganale” e dunque atto pubblico.
Art. 303, co. 2 Tuld
se le merci dichiarate e quelle riconosciute in sede di accertamento sono nella tariffa in differenti sotto voci della stessa voce, e la somma dovuta, secondo la dichiarazione, per i diritti di confine è uguale a quello dei diritti liquidati o lo supera di meno di un terzo
3. Violazioni in materia di tutela del consumatore
Nei casi più gravi, in cui vengono indicati dati falsi, vi è il rischio concreto per l’operatore di subire unprocedimento penale o comunque pesanti sanzioni, che possono comportare il sequestro della merce o un provvedimento interdittivo e sanzionatorio.
la Legge 24-12-2003, n. 350, art. 4 co. 49, nonché l’art. 517 c.p., che mira a rafforzare la tutela del “made in Italy” intensificando la repressione di false o fallaci indicazioni di provenienza o di origine, riferite alle merci che devono essere commercializzate nel territorio nazionale
la direttiva 2005/29/Ce, recepita nel nostro ordinamento con Legge 25 gennaio 2006, n. 29, inerente la repressione delle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori.
Fonte : Newsletter Newsmercati n.167