Source: http://www.safetal.com/archivio-news/i+quesiti+sul+decreto+81-2f08-3a+quali+sanzioni+con+il+correttivo-3f-iNews1-5983.php
Timestamp: 2017-01-20 09:47:57+00:00
Document Index: 154713541

Matched Legal Cases: ['art. 306', 'art. 21', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2']

Quesito Tra le molteplici modifiche apportate al testo originario del D. Lgs. n. 81/2008 il D. Lgs. n. 106 del 3/8/2009
contenente “Disposizioni integrative e correttive del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e
della sicurezza nei luoghi di lavoro” ha previsto la riduzione degli
importi delle sanzioni. Ora qualora una contestazione ex
D. Lgs. 758/1994 sia avvenuta in regime ante D. Lgs. 106/2009, cioè
quando erano in vigore i dettami originali del D. Lgs. n. 81/2008, e
la rivisita sia avvenuta invece successivamente alla data del 20/8/2009
è necessario per l'ammissione al pagamento delle sanzioni
tener conto della palese riduzione degli importi o si deve comunque
fare riferimento alle vecchie sanzioni (molto più onerose per il
contravventore)?
E come al solito quando
subentrano delle nuove disposizioni che rivedono la entità delle
sanzioni per le violazioni in materia di salute e di sicurezza sul
lavoro e mancano specifiche indicazioni fornite dal legislatore, ci si
pone la domanda su quali sono le sanzioni da applicare per quelle
violazioni che sono state già contestate prima dell'entrata in vigore
Il D. Lgs. 3/8/2009 n. 106,
come è noto, ha ridotto in generale le sanzioni per le violazioni in
materia di salute e di sicurezza sul lavoro introducendo altresì un
meccanismo di rivalutazione nel tempo sia delle ammende che delle
sanzioni amministrative pecuniarie da attuare ogni cinque anni, a far
data dal 20/8/2009, data di entrata in vigore del decreto correttivo,
ed in misura pari all'indice ISTAT dei prezzi al consumo per il
corrispondente periodo (comma 4-bis dell'art. 306 del D. Lgs. n.
81/2008 così come introdotto dal D. Lgs. n. 106/2009). Il quesito formulato si riferisce a delle violazioni contestate
dall'organo di vigilanza e quindi a delle prescrizioni impartite ai
sensi del D. Lgs. n. 758/1994 ancor prima dell'entrata in vigore del
decreto correttivo e, dovendo ora lo stesso organo di vigilanza, se le
violazioni fossero state eliminate, ammettere il contravventore al
pagamento della sanzione ridotta, la domanda che ci si pone è quindi se
il quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione
commessa, di cui all'art. 21 del D. Lgs. n. 758/1994, debba riferirsi
alle vecchie sanzioni, più onerose per il contravventore, o alle nuove
sanzioni a lui più favorevoli.
In tali circostanze si ritiene
che possa applicarsi l'art. 2 del codice penale, sulla successione
delle leggi penali, secondo il quale: “Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato.
fatto che, secondo una legge posteriore non costituisce reato; e, se vi
è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali. Se la legge del tempo in cui fu
commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le
cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata
pronunciata sentenza irrevocabile.” Tale articolo, quindi, fa
esplicito riferimento ai casi in cui non sia stata ancora pronunciata
una sentenza irrevocabile per cui si è del parere che nel caso di cui
al quesito formulato ed in tutti quei casi analoghi nei quali la
procedura di estinzione del reato prevista dal D. Lgs. n. 758/1994 sia
ancora in corso si debba ammettere il contravventore al pagamento del
quarto del massimo delle nuove sanzioni se più favorevoli allo stesso e
si dovrà invece continuare a fare riferimento alle vecchie sanzioni nel
caso in cui le nuove disposizioni abbiano introdotto un incremento
delle sanzioni medesime. Si è del parere, infine, che se il reato già
contestato non fosse più considerato tale dalle nuove disposizioni di
legge la contestazione fatta dall'organo di vigilanza, sempre proprio
per il sopraindicato principio del “favor rei” di cui all'art. 2 del
Codice Penale, vada annullata e nel caso in cui tale contravvenzione
fosse stata già portata a conoscenza dell'A. G. lo stesso organo di
vigilanza debba informare quest'ultima del sopraggiungere delle nuove
disposizioni sulle sanzioni affinché possa prendere le decisioni di
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