Source: https://studiolegaleramelli.it/2020/02/17/le-posizioni-di-garanzia-nellambito-del-diritto-penale-della-sicurezza-sul-lavoro-la-normativa-di-riferimento-e-la-rassegna-giurisprudenziale-aggiornata-al-mese-di-gennaio-2020/
Timestamp: 2020-03-28 09:47:32+00:00
Document Index: 152161441

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 25', 'art. 167', 'art. 2', 'art. 20']

Le posizioni di garanzia nell’ambito del diritto penale della sicurezza sul lavoro: la normativa di riferimento e la rassegna giurisprudenziale aggiornata al mese di gennaio 2020. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Le posizioni di garanzia nell’ambito del diritto penale della sicurezza sul lavoro: la normativa di riferimento e la rassegna giurisprudenziale aggiornata al mese di gennaio 2020.
Al centro del diritto penale della sicurezza sul lavoro ed oggetto di applicazione pratica nei processi generalmente connessi ai reati di evento (lesioni personali ed omicidio colposo) si pone il tema delle posizioni di garanzia, ossia dei ruoli che assumono quei soggetti che rappresentano, al contempo, potenziali offensori dei beni giuridici tutelati (la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro), nonché i principali garanti della protezione degli stessi, in ragione dell’esercizio di poteri di controllo delle fonti di rischio e di poteri impeditivi degli eventi lesivi che avvengono nel corso della esecuzione dell’attività lavorativa.
Poteri di tal fatta rientrano nel perimetro applicativo dell’art. 40 comma 2 cod. pen. – centrale in tema di posizioni di garanzia – ai sensi del quale <Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo>, paradigma da cui discende la responsabilità penale per colpa, nella fattispecie aggravata dalle inadempienze costituenti fatti di reato contravvenzionale.
I soggetti responsabili sui luoghi di lavoro sono così individuati: datore di lavoro, dirigente, preposto, responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), medico competente, lavoratore. Titolari di posizioni di garanzia sono anche soggetti esterni all’organigramma aziendale, quali i progettisti, i fabbricanti, i fornitori, gli installatori.
Nel contesto delle posizioni di garanzia e dell’area del rischio che governano che assume disvalore penale in caso di incidente sul lavoro, si inserisce ed assume notevole rilevanza l’istituto della delega di funzioni, atto di tipo organizzativo con il quale si opera una distribuzione del debito prevenzionistico tra più figure, dunque il trasferimento di poteri e doveri inerenti alla sicurezza sul lavoro, per ragioni di efficienza ed organizzazione.
Per fornire quindi una guida operativa di primo orientamento agli operatori di diritto ed ai tecnici che hanno una qualità soggettiva o ricoprono un incarico dal quale può derivare una responsabilità penale, che si occupano della materia anche in chiave di prevenzione con la predisposizione del modello organizzativo previsto dal d.lgs. 231/2001, si passeranno ora in rassegna le menzionate figure, illustrando gli obblighi loro imposti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81 del 2008) con il corredo ragionato della più significativa elaborazione giurisprudenziale, nonché il funzionamento ed i requisiti della delega di funzioni affinché venga considerata valida e scriminante dall’Autorità giudiziaria nell’ipotesi in cui da un evento avverso venga contestata una penale responsabilità.
Il datore di lavoro nelle aziende private è così definito dall’art. 2 lett b) D.lgs. 81 del 2008: <Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo>.
Il datore di lavoro rappresenta la figura di spicco tra i garanti della sicurezza sui luoghi di lavoro. L’art. 17 pone in capo al datore di lavoro obblighi esclusivi ed inderogabili, quali la valutazione di tutti i rischi sul luogo di lavoro, l’elaborazione del documento di valutazione dei rischi e la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).
L’art. 18 prevede obblighi più specifici, indirizzati al datore di lavoro ed al dirigente, ciascuno nell’ambito della propria sfera di competenza, quali l’adozione delle misure di sicurezza prescritte dal D.lgs. 81 del 2008 l’informazione e la formazione dei lavoratori circa i fattori di rischio del luogo di lavoro e delle misure di protezione da attuare; il controllo del rispetto delle medesime.
Il datore di lavoro non risponde penalmente dell’infortunio del lavoratore per carente formazione dello stesso, in caso di manvra oggettivamente pericolosa del lavoratore
Il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di informazione e formazione gravanti su di lui e sui suoi delegati risponde, a titolo di colpa specifica, dell’infortunio dipeso dalla negligenza del lavoratore il quale, nell’espletamento delle proprie mansioni, pone in essere condotte imprudenti, trattandosi di conseguenza diretta e prevedibile della inadempienza degli obblighi formativi, e l’adempimento di tali obblighi non è escluso né è surrogabile dal personale bagaglio di conoscenza del lavoratore, formatosi per effetto di una lunga esperienza operativa, o per il travaso di conoscenza che comunemente si realizza nella collaborazione tra lavoratori, anche posti in relazione gerarchica tra di loro. (Nella fattispecie, la S.C. ha riconosciuto la responsabilità del datore di lavoro per la morte di tre operai in un cantiere autostradale, precipitati nel vuoto da un’altezza di circa 40 metri a seguito dello sganciamento della pedana sulla quale si trovavano, causato dall’errato montaggio del sistema di ancoraggio, effettuato utilizzando, per il serraggio del cono, una vite di dimensioni inferiori, sia per lunghezza sia per diametro, a quelle prescritte, rilevando che, proprio perchè tale errore era frutto delle riscontrate suddette omissioni, esso non era idoneo ad escludere il nesso causale tra esse e l’evento).
Il dirigente è il garante della sicurezza sul lavoro così definito dall’art. 2 lett. d) D.lgs. 81 del 2008: <persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa>.
Gli obblighi del dirigente sono delineati dall’art. 18 (riportato sopra) congiuntamente a quelli del datore di lavoro, con la differenza che il primo risulta soggetto a tali obblighi nella misura delle competenze e dei poteri a lui attribuiti.
Il preposto, ai sensi dell’art. 2 lett. e) D.lgs. 81 del 2008 è la <persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa>.
Le responsabilità del preposto sono più circoscritte, in ragione del suo ruolo di esecutore delle direttive impartite dal datore di lavoro e dal dirigente. I poteri del preposto sono comunque poteri iure proprio, ossia attribuiti a tale soggetto per legge, senza la necessità di ricorrere alla delega di funzioni. Gli obblighi del preposto sono descritti all’art. 19 del testo unico:
L’RSPP, ai sensi dell’art. 2 lett. f) del testo unico è definito come la <persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi>. Il Servizio di prevenzione e protezione dai rischi cui fa riferimento tale disposizione è costituito, in base alla lettera l), dall’ <insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori>.
Tale soggetto, a rigore, non rientra nel novero dei garanti della sicurezza sul lavoro, essendo un consulente nominato dal datore di lavoro (ai sensi dell’art. 17) e chiamato a coadiuvarlo. Conseguentemente, nel testo unico non sono previste fattispecie contravvenzionali a carico dell’RSPP. Ciò nonostante, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale, è configurabile la responsabilità penale di tale soggetto in ordine ai reati colposi di evento commessi in violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro (artt. 589, 590 cod. pen.).
L’art. 2 lett. h) del testo unico definisce il medico competente come <il medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto>. Il medico competente è obbligatoriamente nominato dal datore di lavoro nelle aziende per le quali sia prevista l’assistenza sanitaria obbligatoria (art. 41 D.lgs. 81/2008), per svolgere funzioni di consulenza in materia di igiene e salute sul lavoro. A differenza dell’RSPP, il testo unico prevede fattispecie contravvenzionali a suo carico, in aggiunta alla possibile responsabilità penale per i reati di evento ex artt. 589, 590 cod. pen.
Gli obblighi del medico competente sono sanciti dall’art. 25:
Non v’è dubbio che il medico competente, in ragione del complesso di obblighi di collaborazione e di controllo in materia di prevenzione dei rischi e sorveglianza sanitaria, come delineato dalla normativa di settore, sia tenuto, proprio in ragione di ciò, all’osservanza degli obblighi tra cui deve essere individuato quello della sorveglianza sanitaria sulla base dei rischi indicati nell’art. 167, 168 e allegato XXXIII e dunque dei rischi da sovraccarico biomeccanico. Diversamente argomentando si vanificherebbe la ratio di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro .
Il lavoratore è definito dall’art. 2 lett. a) D.lgs. 81 del 2008 come la <persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’ attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; [il volontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266; ] i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; [il volontario che effettua il servizio civile;] il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni>.
Il lavoratore rientra, al pari degli altri sopra menzionati, tra i soggetti titolari di obblighi di garanzia. Tra i vari obblighi posti in capo al lavoratore dall’art. 20, figura quello generale di prendersi cura della salute e della sicurezza propria e degli altri lavoratori, nella misura della formazione e degli strumenti forniti dal datore di lavoro.
Progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori.
Il testo unico include, tra i soggetti titolari di posizioni di garanzia, anche figure esterne all’organizzazione aziendale, quali i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori. I rispettivi obblighi sono contemplati dagli artt. 22 ss.
Art. 22 – Obblighi dei progettisti
Art. 23 – Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori
Art. 24 – Obblighi degli installatori
Cassazione penale sez. IV, 11/05/2016, n.6604
Crollo di edificio: responsabilità del progettista e del direttore dei lavori per non aver effettuato le necessarie opere di adeguamento
In tema di rispetto della disciplina dettata per le costruzioni in zone sismiche, è obbligo del progettista e del direttore dei lavori verificare preliminarmente se vi siano stati pregressi interventi sull’immobile che ne abbiano già significativamente alterato gli originari equilibri, se del caso proponendo o effettuando i necessari lavori di adeguamento. (Fattispecie in cui è stata configurata la penale responsabilità per i reati previsti dagli artt. 589 e 590 cod. pen. di progettisti e direttori dei lavori che, pur formalmente limitando i loro interventi ad attività di manutenzione non direttamente incidenti sulle strutture portanti di un edificio, avevano complessivamente contribuito all’incremento dei carichi ponderali gravanti sullo stesso per un valore superiore al limite percentuale (20%) ammesso ai sensi della lett. b) del paragrafo C.9.1.1dell’allegato al d.m. Ministero del lavori pubblici del 10 gennaio 1996, senza effettuare nessuna opera di adeguamento, in tal maniera determinando un’incidenza causale aggravatrice delle conseguenze del crollo di un edificio a causa del terremoto dell’Aquila del 2009).
Cassazione penale sez. IV, 03/12/2009, n.2494
Macchinari non conformi a normativa antinfortunistica: responsabilità di costruttori ed installatori
Qualora un infortunio sia dipeso dalla utilizzazione di macchine od impianti non conformi alle norme antinfortunistiche, la responsabilità dell’imprenditore che li ha messi in funzione senza ovviare alla non rispondenza alla normativa suddetta non fa venir meno la responsabilità di chi ha costruito, installato, venduto o ceduto gli impianti o i macchinari stessi.
3-bis. Il soggetto delegato può, a sua volta, previa intesa con il datore di lavoro delegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime condizioni di cui ai commi 1 e 2. La delega di funzioni di cui al primo periodo non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al delegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. Il soggetto al quale sia stata conferita la delega di cui al presente comma non può, a sua volta, delegare le funzioni delegate .
Omesso versamento Iva e consolidato fiscale: il legale rappresentante della... Dichiarazione fraudolenta: l’amministratore di diritto risponde del reato...