Source: https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0272&tipo=stenografico
Timestamp: 2020-05-28 05:38:55+00:00
Document Index: 51137224

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Seduta n. 272 di giovedì 5 dicembre 2019
SILVANA ANDREINA COMAROLI, Segretaria, legge il processo verbale della seduta dell'11 novembre 2019.
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 18,05).
MAURIZIO LUPI (MISTO-NCI-USEI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
MAURIZIO LUPI (MISTO-NCI-USEI). Grazie, signor Presidente, anche della cortesia. Vorrei far presente, tramite lei, al Presidente della Camera Fico - dopo avere appreso, attraverso agenzie, il calendario dei lavori del Senato riguardo alla legge di bilancio - che, qualora fosse confermato quanto abbiamo letto, e cioè che la legge di bilancio non arriverà alla Camera prima del 12 o 13 dicembre, e in vista, ovviamente, della naturale e doverosa Conferenza dei presidenti di gruppo che dovrà a questo punto ricalendarizzare e riorganizzare i lavori della Commissione bilancio, e poi dell'Aula, sulla legge di bilancio, proprio per l'importanza che la legge di bilancio ha per tutti, maggioranza e opposizione, e con riferimento all'ordinanza della Corte costituzionale dell'anno scorso su ricorso del gruppo parlamentare del Partito Democratico (in particolare 37 senatori ricorsero alla Corte proprio riguardo ai tempi compressi e all'impossibilità di fare e adempiere al proprio dovere sia in Commissione che in Aula), qualora questo non fosse rispettato nella programmazione dei lavori che la Conferenza dei presidenti di gruppo farà, visto anche che il 10 gennaio del 2019 la Corte dice che anche singoli parlamentari potranno ricorrere alla Corte, il sottoscritto utilizzerà questa possibilità per ricorrere alla Corte qualora non siano dati tempi assolutamente adeguati per analizzare la legge di bilancio.
Il mio intervento non è per nessuno spirito di polemica, ma proprio per amore al lavoro che dobbiamo fare e per evitare che una legge di bilancio così importante - non lo so, poi toccherà, ovviamente, alla Corte valutare la cosa - non superi il vaglio di costituzionalità. Quindi, la ringrazio della cortesia. Mi sembrava doveroso - non intervengo mai sull'ordine dei lavori, se non quando lo ritengo necessario - metterlo a verbale di quest'Aula e, attraverso lei, comunicarlo al Presidente della Camera, che ha il compito poi, attraverso la Conferenza dei presidenti di gruppo, di organizzare i lavori per le dovute assunzioni di responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI).
Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (A.C. 2220-A/R)
(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - A.C. 2220-A/R)
ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE). Grazie, Presidente. Ogni volta che si pone la questione di fiducia su un provvedimento comincia il gioco delle parti: chi lamenta l'uso o l'abuso di questa procedura, chi invece sostiene che in passato c'è stato molto di peggio. In realtà, moltissimo dipende dalla collocazione temporanea dei gruppi parlamentari all'opposizione o in maggioranza, ed anche nel caso del decreto fiscale, a cui questa fiducia si riferisce, la situazione non cambia. La denuncia dell'attuale opposizione sulla mancata normalità dello svolgimento dei lavori parlamentari, in questo caso, è stata tanto veemente, quanto quella dell'opposizione nel precedente Governo, perché è proprio l'iter legislativo, a mio modesto parere, per come è strutturato, che ha dei problemi, e sono dei problemi antichi, irrisolti, che vengono considerati solamente ogni volta che conviene farlo. Il merito del provvedimento verrà affrontato domani, adesso il punto è: si ha fiducia in questo Governo? Sì. Il MAIE ha fiducia nel Governo Conte II, nulla è cambiato nella nostra convinzione e nel nostro leale contributo, pertanto, per quello che ho detto, il MAIE voterà favorevolmente in relazione alla questione di fiducia apposta.
RENZO TONDO (MISTO-NCI-USEI). Grazie, Presidente. La componente Noi con l'Italia-USEI non può dare il voto favorevole alla richiesta di fiducia, la quinta in tre mesi, che il Governo Conte II oggi chiede alla Camera. Non può darlo, per quanto sia formalmente legittimo, perché è inaccettabile che l'Esecutivo sfugga al confronto parlamentare su una legge, come quella di delega fiscale, che è il sale della democrazia e del confronto per il rapporto che c'è tra tasse e rappresentanza. Questo, soprattutto, perché determinerà una situazione come quella che ha accennato un attimo fa il capogruppo Lupi, determinerà, anche al Senato, il fatto che la legge di bilancio, la più importante dello Stato, passerà solamente al Senato, di fatto, per il dibattito, e non qui.
RENZO TONDO (MISTO-NCI-USEI). Dicevo, avrei bisogno che lei mi aiutasse a comprendere un paio di cose. La prima: con la modifica del codice penale, la condotta fraudolenta va ad essere passibile di una condanna fino a otto anni di reclusione; l'omicidio colposo, per quanto colposo, non preterintenzionale, fino a sette anni. Forse che un bene patrimoniale vale meno della vita? Me lo spieghi, perché io, francamente, non riesco a capirlo e non ce la faccio. La seconda, un po' più semplice: riducete con questo provvedimento da 3 mila a 2 mila il contante...
RENZO TONDO (MISTO-NCI-USEI). Ho finito, Presidente. Io ho un amico che si chiama Giovanni, che abita a Tarvisio (dove la invito a venire a spiegare), tre chilometri dalla Slovenia e cinque chilometri dall'Austria: devo spiegare al mio amico perché due Paesi, che sono entrambi in Europa come noi - la Slovenia e l'Austria -, possono usufruire del contante illimitato, mentre il mio amico Giovanni potrà fare solamente 2 mila euro per il prossimo anno e mille euro …
RENZO TONDO (MISTO-NCI-USEI). Me lo spieghi perché io, francamente, non ce la faccio a capire e ho bisogno di farlo per i miei amici (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI).
GIORGIO SILLI (MISTO-C10VM). Grazie, Presidente. Come ho avuto modo di sentire ieri nell'intervento di un collega e di ribadire proprio oggi, mentre eravamo fuori in Transatlantico, i Parlamenti nella storia del mondo sono stati inventati o hanno iniziato a funzionare proprio quando i monarchi assoluti volevano lavarsi le mani di scelte impopolari. La Francia aveva gli Stati generali, la Spagna aveva le Cortes, eccetera. Quando si doveva decidere se uno Stato sarebbe dovuto entrare in guerra o quando si doveva decidere se alzare le tasse, il monarca, seppure assoluto, delegava a queste assemblee di cittadini la scelta.
FEDERICO FORNARO (LEU). Grazie, signora Presidente. Ci accingiamo al voto di fiducia su un provvedimento importante che ormai, da alcuni anni, accompagna e diventa parte sostanziale della manovra di bilancio. Complessivamente, stiamo parlando di interventi di un importo vicino ai 5 miliardi e mezzo, quindi abbiamo sicuramente molto di cui parlare. Nei dieci minuti di una dichiarazione di voto, non potranno essere riassunte tutte le ragioni sui singoli provvedimenti di consenso del nostro gruppo. Inevitabilmente, mi concentrerò su alcune delle misure più importanti e degli architravi di questo provvedimento, a cominciare da una serie di misure che si ritrovano in più articoli dedicate a un tema, a nostro giudizio, fondamentale per il futuro del nostro Paese, il tema della lotta all'evasione fiscale. Sento già, ovviamente, l'obiezione diffusa che tutti i Governi che si sono succeduti mettono sempre questo in testa all'agenda delle priorità e, poi, in realtà, si è fatta spesso - e molti Governi l'hanno fatta - una lotta per finta all'evasione fiscale.
Collegato al tema del fisco - ritorna anche qua ed è ritornato anche prima nelle parole del collega - è il tema della diminuzione in prospettiva del tetto dei contanti da 3.000 a 2.000 euro e anche su questo si disegna uno Stato oppressivo, uno Stato che va a frugare dentro le spese dei cittadini. La questione non è questa. Le buone pratiche dei Paesi dove i livelli di evasione fiscale sono inferiori a quelli italiani hanno come uno degli elementi fondamentali la tracciabilità delle transazioni: più le transazioni sono tracciabili e più evidentemente c'è una difficoltà ad evadere fiscalmente e da un punto di vista contributivo. Noi dobbiamo trovare gli strumenti per far riemergere questo enorme iceberg di evasione fiscale e anche favorire le transazioni tracciabili anche con strumenti che sono contenuti nel provvedimento che favoriscono, incentivano, da un lato, ovviamente una diffusione più ampia e massiccia dei pos e quindi della possibilità dei pagamenti elettronici, e che incentivano i cittadini-contribuenti a usare gli strumenti che vanno in questa direzione: più crescono le transazioni tracciabili e più diminuisce in potenza l'evasione. È una cosa molto semplice; invece anche in questo caso abbiamo sentito trite e ritrite accuse propagandistiche che non vanno però alla sostanza della questione. La questione della lotta all'evasione fiscale è centrale per uno Stato civile. Infine un tema a cui noi abbiamo dato molta importanza, grazie anche all'impegno in Commissione del collega Pastorino che ringrazio, è il tema dei piccoli comuni. Viviamo in un Paese che è contraddistinto - lo dico con orgoglio - da un larghissimo numero di piccoli comuni: i piccoli comuni sono 8.000 . L'Italia è - lo dico con forza - il Paese dei comuni più ancora che il Paese delle province e delle regioni e ovviamente, dopo una fase che ha visto una forte azione di contenimento e di tagli ai trasferimenti che ha pesato in maniera molto forte sul sistema delle autonomie locali, c'è un'inversione di tendenza. Ancora ieri c'è stato l'annuncio nel disegno di legge di bilancio del ripristino di 100 milioni sul fondo di solidarietà comunale che erano parte del taglio che era avvenuto nel 2014 ma soprattutto è necessaria la semplificazione, che è una richiesta che veniva da quei territori: per dirla in una battuta: un comune come Roma non può avere la stessa contabilità di un comune di 1.000 abitanti. È evidente che i documenti, che tutta la parte contabile, finanziaria, amministrativa non può essere la stessa come era nei fatti prima di questo provvedimento e quindi si avvia un processo di semplificazione e si avvia anche un riconoscimento: è stato approvato un emendamento che innalza per i sindaci dei piccoli comuni l'indennità fino all'85 per cento di quella che percepiscono i loro colleghi dei comuni fino a 5.000 abitanti.
È un riconoscimento importante, è un riconoscimento che va nella direzione giusta: il rilancio soprattutto dei piccoli comuni che sono nelle aree marginali, che hanno pagato ancora di più, oltre al taglio dei trasferimenti, il taglio dei servizi e che vedono i loro cittadini in grande difficoltà. Insomma, è un pezzo della manovra di bilancio questo decreto che ci convince e la lotta all'evasione fiscale può e deve rimanere uno dei tratti fondamentali di questa maggioranza e di questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).
MASSIMO UNGARO (IV). Grazie, Presidente. Facciamo un attimo un reset, perché siamo arrivati qui. Il decreto fiscale è strettamente collegato alla manovra di bilancio che ha una grande missione, ossia evitare l'aumento dell'IVA: un aumento che sarebbe stato il più grande aumento di pressione fiscale della storia repubblicana per oltre 23 miliardi. Noi sappiamo molto bene che un aumento dell'IVA avrebbe un impatto negativo soprattutto per i redditi medio-bassi, un impatto negativo soprattutto per il meridione d'Italia e tale missione verrà compiuta dal Governo grazie al decreto fiscale e a questa manovra. L'intelligenza della manovra è dimostrata dai dati Istat di ieri che mostrano una debolezza dei consumi delle famiglie italiane e, quindi, è importante evitare un ulteriore shock, un ulteriore colpo negativo alla nostra già fragile domanda interna e per questo che la prima missione del Governo è evitare l'aumento dell'IVA. Ma abbassare le tasse non basta, occorre anche semplificare ed è la via che intraprende il provvedimento. Legalità e semplificazione sono il faro guida di questa maggioranza e infatti in questo provvedimento si prendono misure per lottare contro le indebite compensazioni, le frodi IVA e l'evasione delle accise sugli idrocarburi. Ma non solo, vengono prese misure per radicare la fatturazione elettronica, che è una rivoluzione copernicana per il fisco di questo Paese introdotta dal Governo di Matteo Renzi, grazie alla quale abbiamo recuperato oltre 4 miliardi di euro solo quest'anno in via strutturale per il fisco, di cui 3 miliardi o quasi 3 miliardi dall'IVA, ricordando, Presidente, che il nostro Paese ha il triste record di evasione IVA in tutta Europa, oltre 30 miliardi. Ma soprattutto si semplifica il fisco. Nel provvedimento vengono erogati crediti d'imposta per gli esercenti che hanno meno di 400 mila euro di ricavi all'anno per sostenere i costi dei pagamenti elettronici e le commissioni bancarie, cercando di sostenere e incentivare l'uso della moneta elettronica a scapito del contante.
Altri aspetti a cui teniamo molto come Italia Viva presenti in questo decreto sono in primis l'estensione della cosiddetta “legge Golfo-Mosca” che porta alla parità di genere nei collegi sindacali e nei consigli d'amministrazione del nostro Paese, rafforzando, sul fronte dell'emancipazione femminile, una battaglia di civiltà (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Viene rifinanziato il Fondo per gli eredi delle vittime dell'amianto per oltre 10 milioni quest'anno e l'anno prossimo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Infine, finalmente verranno introdotti sgravi per i veicoli elettrici per le persone con disabilità. Fino ad oggi in Italia questi sgravi esistevano soltanto per i veicoli a combustione di idrocarburi, ma non i veicoli elettrici. Siamo anche felici che per gli appalti pubblici verranno introdotti dei criteri premiali, che vanno appunto a premiare quelle aziende che operano un impatto sociale sostenibile: è un lavoro che già fanno nel nostro Paese le società benefit. Vengono anche estesi gli sgravi per i lavoratori rimpatriati, quei lavoratori professionisti che dall'estero rimpatriano in Italia: noi siamo molto felici di questo, soprattutto perché il 2019 è l'anno della Brexit, quindi c'è molto capitale umano, e l'Italia potrà così competere con altri Paesi europei. Sarebbe stato utile anche estenderlo ai fondatori o ai lavoratori di startup e rendere il nostro Paese ancora più competitivo nel mondo dell'innovazione, ma ci riserviamo di proporre questo nei prossimi provvedimenti.
È strano constatare, Presidente, che esattamente un anno fa qui noi approvavamo il decreto-legge fiscale 2018, in cui la Lega aveva insistito su vari punti; voglio quindi mettere in evidenza due o tre temi di differenza tra noi e la Lega. Un anno fa voi nel decreto-legge fiscale facevate condoni, condoni tributari; noi oggi qui contrastiamo l'evasione e semplifichiamo il fisco (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).
Un anno fa lo spread era a 300 punti base, oggi è a 170: si è quasi dimezzato, portando a prova, dimostrando il dividendo di credibilità di cui questo Governo gode, anche grazie alla grande stagione riformista avviata dal Governo Renzi. È curioso sentire dai colleghi della Lega appelli ad abbassare la pressione fiscale, quando noi sappiamo molto bene che negli ultimi vent'anni la pressione fiscale non è mai scesa quando la Lega era al Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Voi gestite l'esistente, noi pensiamo al futuro e innoviamo questo Paese. Non sareste riusciti a fare questa manovra, e infatti quest'estate avete preferito non assumervi le vostre responsabilità, schiacciati tra le vostre promesse populiste e di corto respiro e la realtà. Per 14 mesi vi abbiamo visto all'opera: avete fatto condoni agli amici degli amici, avete chiesto tangenti a Mosca (Commenti di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), avete fatto proposte regressive come la flat tax, proponendo di emettere mini BOT con il sogno segreto di portarci fuori dall'euro (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Noi non ve lo permetteremo, e anche per questo motivo io dichiaro la fiducia di Italia Viva a questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).
GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Presidente, Fratelli d'Italia non voterà la fiducia a questo Governo: non tanto per le numerose linee di frattura che attraversano questa maggioranza, come Ilva, prescrizione, giustizia, “quota 100”, il MES, le infrastrutture, la Gronda, e potrei proseguire a lungo, molto a lungo; ma perché dare fiducia a questo Governo significherebbe non avere fiducia negli italiani.
E proprio perché abbiamo fiducia negli italiani, non possiamo darla a questo Governo. Abbiamo cercato, con emendamenti, provvedimenti, indicazioni di migliorare un testo in larga parte compromesso; ma nel momento in cui questo Governo ha chiesto la fiducia, ha chiesto a Fratelli d'Italia di schierarsi: o col Governo o con gli italiani. E Fratelli d'Italia sa bene da che parte stare: con gli italiani. Perché come diceva qualcuno, un grande italiano, un esempio da seguire: “Per noi prima viene l'Italia, poi l'Italia, poi ancora l'Italia” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Congratulazioni).
CLAUDIO MANCINI (PD). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, il Partito Democratico voterà la fiducia al decreto-legge “fiscale” per l'Italia che rispetta le regole e si attende giustizia. Quando si sceglie…
CLAUDIO MANCINI (PD). Quando si sceglie di contrastare a fondo e con strumenti innovativi l'evasione fiscale, come avviene con questo provvedimento, lo si fa a vantaggio della maggioranza dei cittadini virtuosi, e non lisciando il pelo a chi elude, evade, froda il fisco, rubando di fatto soldi a tutti gli italiani. La fiscalità, infatti, non è lo strumento dello Stato contro i singoli cittadini, come ci raccontano i colleghi della Lega, ma è la cassa comune a cui ognuno contribuisce: ognuno secondo le proprie possibilità ed il proprio reddito, per garantire i servizi pubblici, la coesione sociale, la sicurezza e la forza del Paese. Il “decreto fiscale” che approviamo oggi raggiunge questi obiettivi.
Si riscrivono le regole sui carburanti, le compensazioni e gli appalti. Nel solco della fatturazione elettronica, avviata nella scorsa legislatura, si procede al completamento dell'introduzione dello scontrino telematico e si inseriscono incentivi per l'uso della moneta elettronica. Innovazione tecnologica, semplificazione delle procedure e senso della misura nei confronti dei contribuenti, sono gli strumenti di una politica fiscale che vogliamo più rigorosa e più giusta. Bisogna ricordare che la manovra di bilancio, di cui il “decreto fiscale” è parte integrante, mantiene inalterata la pressione fiscale complessiva. È incredibile vedere come, per alcuni commentatori e per le forze politiche di opposizione, il taglio delle tasse sul lavoro non sia considerato una riduzione della pressione fiscale, come se i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che dal prossimo anno avranno meno tasse nella busta paga e quindi una retribuzione netta più alta, siano cittadini di “serie B”; come se la riduzione delle tasse per loro non sia riduzione della pressione fiscale complessiva, ma un sussidio, oppure una gentile concessione che fa parte della spesa pubblica. Non è così: il taglio delle tasse sul lavoro è riduzione a tutti gli effetti della pressione fiscale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Inoltre, ridare potere d'acquisto a milioni di dipendenti pubblici e privati non è solo un atto di giustizia sociale, ma è anche una scelta di politica economica che è condivisa da tutte le più importanti organizzazioni datoriali e dal sistema delle imprese. I dati degli ultimi anni, infatti, fotografano una situazione economica italiana nella quale vanno bene solo le imprese che più esportano, mentre ristagna il mercato interno. Negli ultimi due anni è tornato a crescere il risparmio degli italiani: si torna ad accantonare risparmio, ma non a spendere. È chiaro che gli italiani vedono ancora incertezze e per questo restano prudenti. E, in effetti, colleghi, è anche difficile dar loro torto, visto che per quattordici mesi il volto della politica economica italiana è stata quella del collega Borghi, che ancora oggi ci invita ad uscire dall'euro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Per il Partito Democratico, invece, mettere più soldi in busta paga e dare più fiducia ai mercati sono due facce della stessa politica economica. Meno tasse sul lavoro, sostegno alle imprese, più risorse nell'economia reale e contrasto all'evasione fiscale, questo è il programma del Governo, a cui confermiamo fiducia.
Il decreto che votiamo oggi, però, è anche molto diverso da quello che è arrivato in Parlamento quaranta giorni orsono. In una coerenza di princìpi e di impostazione di fondo, e a saldi invariati, in Commissione finanze si è fatto un grande lavoro di ascolto del Paese. Grazie alle numerose audizioni della società civile organizzata, delle amministrazioni dello Stato e del sistema delle autonomie locali, e grazie ai tanti emendamenti discussi ed esaminati, sono stati riscritti interi articoli del provvedimento; con il voto della maggioranza, certo, ma anche ascoltando quei colleghi delle opposizioni che sono voluti entrare nel merito del provvedimento. La soppressione dell'articolo 23, sulle sanzioni amministrative, la riscrittura degli articoli 4 e 39, relativi alle regole sugli appalti e alla giustizia tributaria, le stesse modifiche degli articoli 16, 20 e 21 sono frutto di questo lavoro, che, a nostro avviso, migliora e rende più efficace il provvedimento proposto dal Governo. Ci sono inoltre articoli aggiuntivi e singole proposte che hanno trovato consenso ed allargano e qualificano il “decreto fiscale”, anche dando una direzione precisa alle scelte della maggioranza che troveranno ulteriore sviluppo della legge di bilancio. Se forse è vero, come è vero, che questa maggioranza parlamentare si è messa assieme per scongiurare l'aumento dell'IVA e il default dei conti pubblici, è certo che in questo provvedimento abbiamo dato un'anima popolare giusta alla manovra fiscale. Il pacchetto per gli enti locali, con l'aumento dell'indennità per i sindaci dei piccoli comuni, le semplificazioni organizzative e la riforma della Tari, le misure sui mutui bancari…
CLAUDIO MANCINI (PD). Grazie, Presidente. Le misure sui mutui bancari, che impongono di concedere credito per il riacquisto della prima casa a chi non ha potuto pagare mutui in passato; le assicurazioni, con le modifiche sulle RC auto relativamente all'assegnazione delle classi di merito; la riduzione dei tassi d'interesse sui tributi; la proroga dei termini per la norma sulla parità di genere per gli organi apicali delle società quotate; la revisione dei limiti di spesa per il personale degli enti e delle aziende del servizio sanitario nazionale; una prima riduzione dell'IVA per i prodotti per la protezione dell'igiene femminile; le agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici utilizzarli dagli invalidi; il pagamento dei compensi per le prestazioni di lavoro straordinario delle forze di polizia e dei vigili del fuoco: sono alcune tra le decisioni promosse dalla maggioranza in Commissione che qualificano e rafforzano questo decreto.
Il Partito Democratico ha partecipato a questo lavoro in Commissione con le proprie proposte, nel confronto leale con gli alleati e provando a comprendere anche le ragioni che venivano dall'opposizione. La sintesi di questo lavoro ci soddisfa. Non si è trattato di compromessi al ribasso o di frettolose mediazioni. Devo dire che ci ha dato conforto, in questa discussione, la dura opposizione che, sin dal primo giorno, è venuta dai colleghi del gruppo della Lega, che hanno contestato alla radice i contenuti del decreto fiscale. Hanno capito per primi, infatti, che con la conversione di questo decreto si archivia davanti al Paese l'avventura della flat tax (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), quella proposta economica della Lega, su cui Salvini voleva pieni poteri, che avrebbe abbattuto le tasse per i redditi sopra i 300 mila euro e scaricato sul ceto medio italiano il taglio violento della spesa pubblica, e che ci avrebbe portato fuori dallo spazio civile e sociale europeo. Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, hanno tutte, come noi, un sistema fiscale in cui chi più guadagna più paga, in proporzione al proprio reddito: è la progressività fiscale su cui si è fondata la coesione sociale e costituzionale delle grandi democrazie. Negli stessi Stati Uniti è stata discussa come una grande forzatura della presidenza Trump la riduzione dell'aliquota più alta dal 42 al 39 per cento. L'aliquota unica al 15 per cento, che tanto piace al collega Borghi e che è il programma elettorale di Salvini, porterebbe ad un calo delle entrate della spesa pubblica tra i 50 e i 70 miliardi di euro. La manovra 2020, che era stata predisposta dal precedente Governo, avrebbe comportato - lo ha detto il Ministro Gualtieri più volte senza mai essere smentito - tagli alla spesa pubblica nel prossimo anno per 7 miliardi di euro. Per capirci, 7 miliardi di euro è l'intero costo del sistema universitario. Nell'Occidente democratico nessuno ha abbandonato il sistema della progressività fiscale a favore della flat tax, che c'è solo in Bulgaria ed in Russia. Noi, con questo provvedimento, torniamo a dire una cosa chiara e semplice agli italiani: pagare tutti consente di pagare meno, abbassare le tasse senza ridurre i servizi e abbandonare quel carattere universale del nostro sistema pubblico che ci fa essere una grande democrazia europea ed occidentale. Per queste ragioni il gruppo del Partito Democratico vota la fiducia al decreto fiscale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Congratulazioni).
ALESSANDRO CATTANEO (FI). Presidente, la discussione che facciamo oggi sul decreto fiscale rappresenta per noi di Forza Italia un asse portante della nostra identità, dei nostri valori profondi. Ci saremmo aspettati in quest'Aula di discutere approfonditamente di una visione di Paese che da sempre portiamo avanti. Per noi il fisco significa portare avanti uno sgravio, iniziative che vadano a favore di alleggerire il carico fiscale rispetto a imprese, rispetto a partite IVA, rispetto ai singoli che in questo Paese vogliono investire, invece ci troviamo ad affrontare un dibattito con tutt'altri presupposti. Ma prima di entrare nel merito, fatemi anche denunciare una volta ancora la compressione del dibattito parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). I 5 Stelle, nella passata legislatura, si sono contraddistinti per fare grandi battaglie per denunciare il muscolarismo degli atti di fiducia e, in questa legislatura, invece, li vediamo usare in maniera disinvolta lo strumento del voto di fiducia.
Come vi piace stare attaccati alle poltrone, e come vi piace utilizzare questo strumento ogni qualvolta ve n'è data la possibilità! Rivendichiamo, però, ancora una volta, di essere stati, nel lavoro quotidiano della Commissione, dalla parte delle imprese, dalla parte di coloro che in Italia creano sviluppo e lavoro: come abbiamo fatto? Abbiamo presentato un numero congruo di emendamenti, non abbiamo fatto ostruzionismo e riconosciamo di aver contribuito al lavoro in Commissione, in un clima tutto sommato disteso. Abbiamo anche contribuito a far approvare alcuni provvedimenti secondo noi importanti, di cui peraltro vi state fregiando voi stessi; posso citare l'esterometro o posso, soprattutto, citare i PIR, i Piani individuali di risparmio, che rappresentano un enorme volano e una grande occasione, che porta la nostra firma, a beneficio della finanza che si riconcilia con l'economia reale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Siamo orgogliosi di aver contribuito a portare questo risultato.
Dall'altra parte, ci è spiaciuto vedere, soprattutto nelle ultime ore, la maggioranza che ha provato, con dei blitz, a inserire questo o quel provvedimento: la revisione di ciò che avevamo deciso sul bollo, ieri, o altre iniziative, per esempio, sul mondo assicurativo, o addirittura il tentativo, che avete provato fino all'ultimo a portare, di inserire qua dentro il decreto Alitalia, perché siccome non siete capaci di prendere decisioni, provate a inserire queste decisioni casualmente là dove passa un provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Noi siamo persone serie: buoni, sì, ma, fessi, no; siamo stati attenti e stiamo attenti affinché ciò che stiamo discutendo possa portare veramente un valore aggiunto al nostro Paese.
Quando si discute di fisco e di economia, si dovrebbero guardare i fondamentali del nostro Paese: di cosa ha bisogno il nostro Paese? Lo dicono tutti gli economisti e lo dicono tutti i commentatori attenti. Noi soffriamo perché abbiamo un debito pubblico gigantesco e soffriamo perché le nostre aziende non sono abbastanza competitive, e perché non sono abbastanza competitive? Per tre ragioni: in Italia ci sono troppe tasse, c'è troppa burocrazia e c'è una giustizia che non funziona (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente) e noi cosa troviamo in questo provvedimento? Esattamente il contrario di ciò che ci servirebbe.
Due parole sul debito pubblico italiano: è arrivato a 2.400 miliardi, nessuno sembra occuparsene! Ma lo sapete quanto paghiamo di interessi sul debito? Quasi 60 miliardi di euro, ragazzi, un'enormità! E noi siamo stufi che non ci sia un Governo che finalmente vada a prendersi le proprie responsabilità e, per la prima volta, dica: proviamo ad occuparci delle nuove generazioni, abbassiamo il debito pubblico italiano (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Noi siamo rimasti come una voce isolata ad essere dalla parte di chi la spesa pubblica non la vuole espandere; noi siamo tra i pochissimi che la spesa pubblica di questo Paese riteniamo sia un gigantesco moloc che va efficientato, che va compresso (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Noi lo diciamo con chiarezza: l'Italia ha bisogno di ridurre la spesa pubblica non di espanderla. Purtroppo, si è instillata nel Paese un'equazione sbagliata: taglio della spesa pubblica, uguale, austerity. No! Tagliare la spesa pubblica improduttiva significa poter finalmente abbassare le tasse senza chiedere niente a nessuno, senza fare altro debito; vuol dire finalmente occuparsi delle nuove generazioni a cui nessuno sembra interessato. Ebbene, noi vogliamo pensare alle nuove generazioni (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Va detto che il debito pubblico galoppa anche per delle eredità che arrivano dai Governi precedenti. Quota 100 è da rivedere, il reddito di cittadinanza noi non avremmo avuto dubbi nell'eliminarlo da un giorno all'altro, perché rappresenta culturalmente ed economicamente il peggio di ciò che il MoVimento 5 Stelle ha portato nel nostro Paese: la mortificazione del lavoro, la mortificazione dei valori di meritocrazia che ci hanno sempre contraddistinto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).
Parlavamo, quindi, di cosa c'è bisogno per le imprese. Ragazzi, non sappiamo più come dirvelo, non sa più come dirvelo il Paese reale: meno tasse, meno tasse, meno tasse (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Noi lo ripeteremo all'infinito, lo ripetono tutti, ma poi, quando arrivano sui banchi del Governo non si capisce cosa accade e la via più facile è trovare questo o quel balzello. Noi continuiamo a ritenere che le tasse siano sempre un problema e mai la soluzione. Poi, mi rifaccio a un grande uomo di Stato, al cui pensiero molti di noi si rifanno, che è Luigi Einaudi, il quale diceva: conoscere per decidere.
Poi, ancora, chiedono tutti meno burocrazia e cosa troviamo in questo provvedimento? Il contrario; sappiamo bene di cosa stiamo parlando, perché con l'articolo 4 chiedete a un imprenditore edile, chiedete a un datore di lavoro quale complicazione burocratica, quale montagna di scartoffie dovrà affrontare. Se non volete ascoltare noi, ascoltate l'ANCE, andate a chiedere in un cantiere dei pochi, troppo pochi, aperti nel nostro Paese quali complicazioni avranno. Ancora, ve lo diciamo, questo è un voto di fiducia e, quindi, noi torniamo con l'occasione a chiedervi: ma quante imprese devono ancora chiudere per accorgersi che il codice degli appalti è da rivedere, quante aziende devono ancora chiudere per rendervi conto che questa è un'emergenza nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?
Dulcis in fundo, il provvedimento, secondo noi, più disgraziato, ecco atterrare anche sull'economia reale del Paese, anche sulle piccole aziende del Paese, la vostra visione manettara e giustizialista (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Attenzione, con l'articolo 39, voi utilizzate strumenti per il contrasto mafioso per un presunto contrasto dell'evasione fiscale sulle nostre aziende, figlio di un'ideologia sbagliata, ma che avete portato avanti per anni, per cui l'imprenditore, per voi, è il prenditore - un'equazione, per noi, da rigettare al mittente - ovvero partita IVA, libero professionista, uguale: evasore. Voi dovreste solo ringraziare le partite IVA e i liberi professionisti di questo Paese che sono la spina dorsale del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), sono coloro che tutti i giorni si impegnano per far andare avanti il Paese.
ALESSANDRO CATTANEO (FI). Dall'altra parte se non ha niente da fare voi gli dite: stai a casa comodamente, ti diamo uno stipendio e qualcuno, un navigator, cercherà un posto per te. Ma vi rendete conto di che Paese state immaginando? Al contrario di quello che dovrebbe essere.
Noi chiediamo una sola cosa, Presidente, che questo Paese riesca nuovamente a imporsi, perché valori come meritocrazia, lavoro, impegno, senso del dovere e credibilità salgano di nuovo all'attenzione di quest'Aula. Chiediamo a gran voce che in un decreto fiscale possiamo finalmente un giorno vedere meno tasse (I deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente espongono cartelli con le scritte: “Meno tasse per le imprese” e “Stop manette per le imprese”). Questo è il nostro impegno, questa è la nostra richiesta…
PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo di abbassare i cartelli, colleghi vi chiedo di abbassare i cartelli. Chiedo agli assistenti parlamentari di intervenire (Gli assistenti parlamentari ottemperano all'invito della Presidente).
ALESSANDRO CATTANEO (FI). Stop alle tasse per le imprese e “sì” a un Paese che sta dalla parte di chi produce (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)…
LEONARDO TARANTINO (LEGA). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membri del Governo…
LEONARDO TARANTINO (LEGA). Per dare un giudizio compiuto del nostro gruppo su questo decreto voglio partire un po' da lontano e voglio ripartire dal decreto fiscale del 2018, proposto da un Governo che vedeva la Lega, appunto, facente parte del Governo e, quindi, un decreto che ne conteneva le convinzioni e le idee. Dunque, confrontare il decreto del 2018 con quello del 2019 non è cosa particolarmente complicata, perché basta leggere l'indice, i titoli degli articoli, le parole ricorrenti che venivano citate per comprendere la differenza tra quel decreto e quello che oggi viene proposto all'Aula. In quell'indice, in quello del 2018, c'erano sei volte le parole “definizione agevolata”: articolo 1, definizione agevolata dei processi verbali di constatazione; articolo 2, definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento; articolo 3, la definizione agevolata dei carichi affidati all'ente riscossore e così via. C'erano le parole “stralcio dei debiti”, c'era “regolarizzazione” all'articolo 7, c'era la parola “semplificazione” per sei volte in sei articoli: semplificazione in tema di emissione delle fatture, in tema di annotazione delle fatture, in tema di registrazione degli acquisti e via via. C'erano le parole “disposizioni di armonizzazione”, c'erano “rinvio”, “potenziare gli investimenti”, “ammodernamento” e “rifinanziamento”.
Ecco, a fianco di queste parole mettiamo quelle del decreto 2019 e nell'indice troviamo subito la parola “divieto”, “divieto di compensazione”, poi “inibizione”, “inibizione alla compensazione” e la parola “contrasto” in quattro articoli (“contrasto alle compensazioni”, “contrasto alle frodi). Poi troviamo, facendo sempre scorrere, “controllo preventivo”, troviamo “sanzioni”, “prelievo”, “blocco” e poi ne troviamo una che invero non è scritta nel dossier ma che è stata citata più volte nel dibattito politico anche fuori da quest'Aula e l'avete usata voi del MoVimento 5 Stelle e, quindi, mi sento legittimato a citarla, che è la parola “manette”: manette agli evasori (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) di cui si parla nell'articolo 39.
Quindi, basterebbe già questo per capire che purtroppo l'aria è cambiata. Oggi agli italiani, purtroppo, dobbiamo dare una brutta notizia: la bella stagione aperta dalla Lega al Governo, dopo anni di Governo di centrosinistra, la stagione della flat tax, delle semplificazioni, delle definizioni agevolate, della rottamazione delle cartelle, la stagione della pace e del giusto rapporto tra Stato e cittadino per ora pare essere finita. Oggi, con questo decreto, inizia la traversata di un lungo inverno, anche se a dire il vero noi vogliamo renderlo il più corto possibile sperando che al più presto si possa andare a elezioni e ridare la parola agli elettori (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Questo è il decreto che pensa di diminuire l'evasione limitando l'uso del contante. Noi crediamo che l'evasione si riduca abbassando le tasse (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questo è il decreto che introduce le pazze norme dell'articolo 4, che mettono a carico delle imprese i costi della prevenzione e dei controlli su ritenute e compensazioni, un articolo che, è stato già detto, ha raggiunto il record di opinioni negative durante le audizioni in Commissione finanze. È anche il decreto dell'articolo 39, quello delle manette agli evasori e dei sequestri preventivi, e noi pensiamo che si debba agire in modo completamente diverso. Questo - va detto anche - è il decreto che stanzia per i territori colpiti dalle calamità negli scorsi mesi solo 40 milioni, a cui se ne aggiungono altri circa cento già disponibili.
Ricordo che il decreto fiscale del 2018, con la Lega al Governo, ne stanziava quasi 500 (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). È, quindi, un decreto su cui noi diamo un forte giudizio negativo.
Ci avete, però, detto anche tanti “no” che rendono il nostro giudizio ancora più negativo. Ci avete detto “no” sull'eliminazione del 770, già valutata nella discussione sulle semplificazioni fiscali; ci avete detto “no” sulla possibilità di compensare crediti con lo Stato senza i ritardi che avete inserito nell'articolo 4 almeno per le categorie di contribuenti che, attraverso la ritenuta di acconto, sono strutturalmente a credito; ci avete detto “no” sulla riapertura della rottamazione-ter per le cartelle 2018. Sulla rottamazione proprio non ci volete sentire: abbiamo sentito l'onorevole Mancini prima dire che siete convintamente su una strada diversa da quella che la Lega voleva proporre, eppure la rottamazione ha prodotto un'entrata di 24 miliardi suddivisi per i prossimi cinque anni, con 2 milioni di contribuenti che si sono messi in regola con il fisco.
Un altro “no” importante è stato dato alla proposta della cosiddetta IRPEF incrementale al 15 per cento, ovvero la tassazione al 15 per cento sul maggior reddito conseguito rispetto all'anno precedente, un modo per disincentivare l'evasione e un percorso di avvicinamento alla flat-tax per tutti. Anche la proposta di confermare - visto che la state togliendo - la flat-tax al 20 per cento sui redditi tra i 65 e i 100 mila euro è stata bocciata. Era una proposta che, tra l'altro, non aveva bisogno di coperture, perché già finanziata nella scorsa legge di bilancio, e che avrebbe continuato ad avere successo dopo quella dei forfettari del 2018 fino a 65 mila euro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Ci avete detto “no” inizialmente anche sulla proposta presentata di esentare ancora dall'IMU fino al 2021 gli immobili ancora inagibili a causa del sisma del 2012 in Emilia-Romagna, proposta fatta dall'onorevole Cavandoli. Fortunatamente, poi l'avete recuperata in un altro provvedimento. Anche in tema di autotrasporti, con il collega Paternoster che non si può dire non sia esperto del settore, all'interno degli articoli che mirano al contrasto delle frodi sui carburanti avevamo proposto un testo migliorativo che, tra l'altro, dava gettito: lo avete respinto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). “No” anche sulla proposta della definizione delle liti pendenti da mettere a regime dopo il buon esito delle norme introdotte lo scorso anno, volute e scritte dall'onorevole Bitonci, allora sottosegretario. Questa proposta avrebbe permesso di abbattere centinaia di migliaia di contenziosi della giustizia tributaria, ma anche qui non avete voluto sentire ragioni.
LEONARDO TARANTINO (LEGA). …e del tempo perso - concludo - a compilare moduli e formulari. A questo approccio che voi volete avere preferiamo quello del lavoro vero nelle officine, nei laboratori, nelle fabbriche e nei cantieri. Preferiamo semplificare e non complicare, perché quando tutto è più semplice non si incorre in errori e poi in sanzioni. Insomma, a noi interessa porgere una mano al mondo produttivo e ai cittadini per raggiungere un equilibrio equo tra lo Stato e il contribuente. Questo decreto, invece, sembra fatto…
LEONARDO TARANTINO (LEGA). …soprattutto per complicare e per incassare, non ci appartiene e non ha il nostro DNA. Per tutti questi motivi, signor Presidente, annuncio il voto contrario del gruppo Lega alla fiducia posta dal Governo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Congratulazioni).
GIOVANNI CURRO' (M5S). Presidente, colleghi, oggi votiamo un decreto fiscale che rappresenta un cambio di rotta decisivo per tutto il sistema italiano della fiscalità. I numeri parlano chiaro e per la prima volta si è deciso di dare loro attenzione: 107 miliardi e 500 milioni di euro; ripeto, 107 miliardi e 500 milioni di euro. Questa è la spaventosa cifra a cui ammonta l'evasione fiscale del nostro Paese. È difficile per tutti capire di quanto denaro stiamo parlando. Per farci un'idea, dobbiamo pensare che l'intera spesa pubblica per la sanità in un anno è di circa 118 miliardi di euro o che, con la quantità di denaro che ogni anno viene evasa, si potrebbero pagare ben due volte tutte le spese del Ministero dell'Istruzione.
Il punto centrale di questi numeri spaventosi è questo: il grosso dell'evasione accertata e non ancora riscossa riguarda contribuenti di grandi dimensioni; sopra i 100 mila euro sono l'82,3 per cento, mentre i debitori sotto i 10 mila euro sono appena il 5 per cento delle somme evase. Pensi, Presidente, prima un grande evasore se la cavava con una multa, in questo Paese era quasi conveniente evadere. Noi abbiamo deciso di colpire i grandi evasori con il carcere, siamo intervenuti nel caso della dichiarazione fraudolenta, portando il massimo della pena da sei a otto anni e abbassando la soglia per andare in carcere per chi evade il fisco per cifre a partire da 100 mila euro. Stiamo parlando, quindi, di grandi evasori che frodano il fisco e che magari portano i loro capitali all'estero, in qualche paradiso fiscale. Sono soldi nostri, di tutti noi; soldi che potrebbero essere spesi per scuole, ospedali e strade (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Inoltre, introduciamo la norma della confisca per sperequazione, attualmente possibile solo per i mafiosi.
Quando un contribuente non sarà in grado di dimostrare che il suo patrimonio è giustificato dai suoi redditi, i beni potranno essere confiscati, anche se il reato è prescritto. Basta grandi evasori impuniti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Ma il decreto fiscale non è solo la lotta alla grande evasione. Solo per citare alcune delle misure più importanti, abbiamo raggiunto l'unanimità per la nuova disciplina dei PIR, uno strumento che consentirà alle piccole, piccolissime e medie imprese di reperire liquidità per fare investimenti. Parliamo di ingente liquidità che potrà finalmente raggiungere le imprese italiane; parliamo già oggi di oltre 600 milioni di euro per le imprese. Sono davvero orgoglioso del lavoro svolto, sintomo che, quando ci si concentra tutti sul lavoro, non ci sono barriere ideologiche che tengano.
E ancora, la nuova norma sulla RC Auto Equa, frutto del grande lavoro in Commissione, grazie al quale si potrà estendere la classe di merito più bassa a tutti i veicoli di proprietà del nucleo familiare: una vera e propria boccata di ossigeno per milioni di famiglie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Pensi, Presidente, negli anni è arrivato fino all'8,4 per cento. Con questo decreto il tasso non potrà mai più superare il 3 per cento; da oggi mai più vessazioni per i cittadini e le imprese che sono in difficoltà per il pagamento sia degli avvisi bonari che delle cartelle esattoriali. Lo Stato non è più strozzino (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico)! Presidente, queste sono alcune delle tante misure che abbiamo inserito in questo decreto; un cambio di passo evidente da parte di un Governo nato solo pochi mesi fa e che ha già ottenuto risultati importanti sul lato fiscale, a partire dal disinnesco dei 23 miliardi di aumenti IVA. Un Governo che riconosce la giusta centralità al Parlamento, come appunto dimostra la storia di questo decreto. È solo l'inizio di una politica che va nella direzione della lotta serrata alla grande evasione, della semplificazione fiscale, della maggiore liquidità per le imprese e, soprattutto, dei risparmi per le nostre famiglie nelle spese di tutti i giorni. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico).
(Votazione della questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 2220-A/R)
Avverto che, per un mero errore materiale, nello stampato atto Camera n. 2220-A/R, alle pagine 30, trentesima riga, e 128, seconda colonna, trentesima e trentunesima riga, all'articolo 37, comma 1-quater, del decreto-legge, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Commissione, le parole: “nei limiti di cui al comma 1” devono intendersi sostituite dalle seguenti: “nei limiti di cui al comma 1-ter”.
(Segue la chiama) .
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI (ore 20,40)
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA EDERA SPADONI (ore 20,50)
Hanno risposto sì: 310
Hanno risposto no: 199
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2220-A/R)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO (ore 21)
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/1 favorevole con “valutare l'opportunità”; ordine del giorno 9/2220-AR/2 parere favorevole con “valutare l'opportunità”;
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Con la riformulazione “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/2 favorevole anche questo con la riformulazione “a valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/3 favorevole con riformulazione “a valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/4 favorevole con “valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/5 contrario; ordine del giorno n. 9/2220-AR/6 contrario…
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/9 favorevole con “valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/10 favorevole con riformulazione “ a valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/11 contrario; ordine del giorno n. 9/2220-AR/12 contrario; ordine del giorno n. 9/2220-AR/13 contrario (Commenti).
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Favorevole con riformulazione “valutare l'opportunità”; n. 9/2220-AR/16 Trancassini favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/17 Montaruli favorevole con “valutare l'opportunità”; n. 9/2220-AR/18 Caiata contrario; n. 9/2220-AR/19 Rotelli favorevole; n. 9/2220-AR/20 Bignami contrario; n. 9/2220-AR/21 Rampelli favorevole; n. 9/2220-AR/22 Lollobrigida favorevole solo nella parte dell'impegno.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/23 Silvestroni favorevole con riformulazione “valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/24 Prisco favorevole; ordine del giorno n. 9/2220-AR/25 De Carlo Luca favorevole solo il secondo comma dell'impegno, quindi sopprimere il primo comma dell'impegno e le premesse e favorevole sul secondo comma dell'impegno; ordine del giorno n. 9/2220-AR/26 Ferro favorevole con “valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/27 Donzelli favorevole; ordine del giorno n. 9/2220-AR/28 Meloni favorevole; ordine del giorno n. 9/2220-AR/29 Foti contrario; ordine del giorno n. 9/2220-AR/30 Osnato contrario; ordine del giorno n. 9/2220-AR/31 Baldini favorevole; ordine del giorno n. 9/2220-AR/32 Ciaburro favorevole con “valutare l'opportunità”; ordine del giorno n. 9/2220-AR/33 Galantino favorevole; ordine del giorno n. 9/2220-AR/34 Deidda favorevole all'impegno però esclusivamente sulla lettera b).
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Loss n. 9/2220-AR/48, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Bubisutti n. 9/2220-AR/49, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Manzato n. 9/2220-AR/55, parere favorevole. Ordine del giorno Caffaratto n. 9/2220-AR/56, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Andreuzza n. 9/2220-AR/57, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Bazzarro n. 9/2220-AR/58, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Di Muro n. 9/2220-AR/59, parere contrario.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Patassini n. 9/2220-AR/61, parere favorevole con riformulazione. Dopo le parole dell'impegno: “ad adottare le misure necessarie”, inseriamo “nel caso in cui se ne ravvedesse la necessità”, e poi “per correggere le incongruenze e il mancato”. Quindi favorevole, purché venga accettata questa riformulazione.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Binelli n. 9/2220-AR/63, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Boniardi n. 9/2220-AR/64, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Ferrari n. 9/2220-AR/65, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Pettazzi n. 9/2220-AR/66, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Fantuz n. 9/2220-AR/67, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Pretto n. 9/2220-AR/68, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Toccalini n. 9/2220-AR/69, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Raffaele Volpi n. 9/2220-AR/70, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Formentini n. 9/2220-AR/74, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Coin n. 9/2220-AR/75, parere contrario. Ordine del giorno Cavandoli n. 9/2220-AR/76, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Frassini n. 9/2220-AR/77, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Molteni n. 9/2220-AR/78, parere contrario. Ordine del giorno Vinci n. 9/2220-AR/79, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Belotti n. 9/2220-AR/80, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Lazzarini n. 9/2220-AR/93, parere favorevole. Ordine del giorno Locatelli n. 9/2220-AR/94, parere favorevole. Ordine del giorno Valbusa n. 9/2220-AR/95, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Sutto n. 9/2220-AR/97, parere favorevole. Ordine del giorno Tiramani n. 9/2220-AR/98, parere favorevole con riformulazione, ovvero espungendo tutto il testo che viene dopo le parole “nel nostro Paese”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Nel dispositivo.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Ziello n. 9/2220-AR/99, parere favorevole. Ordine del giorno De Angelis n. 9/2220-AR/100, parere favorevole. Ordine del giorno Legnaioli n. 9/2220-AR/101, parere favorevole. Ordine del giorno Gobbato n. 9/2220-AR/102, parere favorevole. Ordine del giorno Galli n. 9/2220-AR/103, parere contrario. Ordine del giorno Comaroli n. 9/2220-AR/104, parere contrario. Ordine del giorno Fogliani n. 9/2220-AR/105, parere favorevole. Ordine del giorno Patelli n. 9/2220-AR/106, parere contrario. Ordine del giorno Raffaelli n. 9/2220-AR/107, parere contrario. Ordine del giorno Caparvi n. 9/2220-AR/108, parere contrario. Ordine del giorno Colla n. 9/2220-AR/109, parere favorevole. Ordine del giorno Maturi n. 9/2220-AR/110, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Invernizzi n. 9/2220-AR/112, parere favorevole. Ordine del giorno Vanessa Cattoi n. 9/2220-AR/113, parere favorevole. Ordine del giorno Tonelli n. 9/2220-AR/114, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Covolo n. 9/2220-AR/115, parere contrario. Ordine del giorno Moschioni n. 9/2220-AR/116, parere contrario. Ordine del giorno Tombolato n. 9/2220-AR/117, parere contrario. Ordine del giorno D'Eramo n. 9/2220-AR/118, parere favorevole. Ordine del giorno Comencini n. 9/2220-AR/119, parere contrario. Ordine del giorno Badole n. 9/2220-AR/120, parere contrario.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno Zoffili n. 9/2220-AR/133, parere contrario. Ordine del giorno Garavaglia n. 9/2220-AR/134, parere favorevole. Ordine del giorno Tarantino n. 9/2220-AR/135, parere contrario. Ordine del giorno Capitanio n. 9/2220-AR/136, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno Giacometti n. 9/2220-AR/137, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno Vallotto n. 9/2220-AR/138, parere favorevole. Ordine del giorno Cestari n. 9/2220-AR/139, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. …così come in altri ordini del giorno farò la stessa cosa.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/146 Parolo, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/147 Paternoster, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/148 Zordan, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/149 Donina, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/150 Iezzi, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/151 Bordonali, parere contrario.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/153 Grimoldi, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/154 Molinari, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/155 Gerardi, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/156 Cecchetti, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/157 Lorenzoni Eva, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/158 Bitonci, parere contrario.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/161 Gusmeroli, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/162 Durigon, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/163 Zicchieri, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/164 Rixi, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/165 Gava, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/166 Fontana Lorenzo, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/167 Furgiuele, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/168 Sasso e Tateo, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/169 Latini, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/170 Centemero, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/171 Colmellere, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/172 Mollicone, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/173 Currò, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/174 Amitrano, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/175 Lorenzoni, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/176 Sarli, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/177 Rossini, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/178 Corda, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/179 Alaimo, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/180 Caso, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/182 Scagliusi, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/184 Serritella, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/185 Raffa, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/187 D'Orso, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/188 Cassese, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/189 Gallinella, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/191 Ianaro, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/193 Masi, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/195 Aiello Davide, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/196 Trano e Currò, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/197 Invidia, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/198 Rospi, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/199 Angiola, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/201 Chiazzese, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/202 Alemanno, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/203 Buratti, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/204 Boldrini e Emanuela Rossini, parere favorevole con una riformulazione: dopo le parole “a verificare” aggiungere “per quanto di competenza”, poi così come continua il testo, cioè “che la riduzione al 5 per cento”; quindi parere favorevole con questa riformulazione.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/206 Serracchiani, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/207 Rotta, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/208 Vazio, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/210 Ferri, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/211 Ungaro, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/212 Carè, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/213 Paita, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/214 Noia, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/215 Gadda, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/216 Librandi, parere favorevole con “a valutare l'opportunità”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/217 Fregolent, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/218 Mor, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/219 Del Barba, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/220 Vitiello, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/221 Schirò, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/222 Fragomeli, parere favorevole con riformulazione, Presidente, ma non ho tra i fogli la riformulazione.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/223 Costa, parere contrario.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/225 Bergamini, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/226 Giacometto, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/227 Gelmini, parere favorevole con “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/228 Pella, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/229 Della Frera, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/230 Ripani, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/231 Prestigiacomo, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/232 D'Ettore, parere favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di verificare le basi normative per prevedere per l'Ente”, e via dicendo. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/233 Cattaneo, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/234 Cappellacci, parere favorevole con “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/235 D'Attis, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/236 Baratto, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/237 Bond, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/238 Pittalis, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/239 Porchietto, parere favorevole con riformulazione: sono tre impegni, e in tutti e tre gli impegni inserire “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/240 Novelli, parere favorevole con “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/241 Mandelli, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/242 Dall'Osso, parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/243 Giacomoni, parere favorevole con “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/244 Silli, parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2220-AR/245 Pedrazzini, parere favorevole. Per l'ordine del giorno n. 9/2220-AR/246 Benigni, siccome ho delle aggiunte a penna, Presidente, le vorrei chiedere conferma che entrambe le lettere dell'impegno hanno come dicitura iniziale “a valutare l'opportunità di”. Se mi conferma che è così, parere favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Favorevole.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Favorevole con riformulazione, eliminando la prima parte: “adottare ulteriori iniziative normative volte ad”, sostituendola con: “valutare l'opportunità di estendere”.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Favorevole con questa riformulazione, Presidente: “a valutare l'opportunità di avviare un'attività di ricerca, volta ad eliminare l'imposta sui trasferimenti” e via dicendo.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Inammissibile?
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. L'ordine del giorno n. 9/2220-AR/226, Presidente?
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Posso avere due minuti?
La seduta, sospesa alle 21,23, è ripresa alle 21,28.
ALESSIO MATTIA VILLAROSA, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Parere favorevole con una riformulazione delle premesse, che è abbastanza lunga, gliela leggo.
Allora, nelle premesse, le parole: “legge n. 9 del 2019” sono sostituite dalle parole: “legge n. 3 del 2019”; e le parole: “la norma, al momento, risulta inapplicabile in quanto troppo ampia, riguardando controlli per migliaia di associazioni con tali caratteristiche” sono sostituite dalle parole: “la norma che indica un ben definito novero di enti, ai quali potrebbero applicarsi, richiede tuttavia un bilanciamento con l'esigenza di rendere il sistema da essa delineato maggiormente efficiente, in relazione all'elevato numero di controlli da effettuare”; le conclusioni sono così integralmente sostituite dal seguente dispositivo: “impegna il Governo a valutare l'opportunità di favorire, in sede di esame della legge di bilancio, l'approvazione di una modifica normativa, finalizzata a rendere più efficace e più agevole l'immediato avvio dell'applicazione delle disposizioni in materia di trasparenza e rendicontazione, di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge n. 149 del 2013, disponendo un differimento di quattro mesi dall'applicazione della richiamata disciplina degli obblighi di pubblicità e trasparenza delle fondazioni, delle associazioni e dei comitati, di cui all'articolo 5, comma 4, lettera b) del decreto-legge n. 149 del 2013, limitatamente ai casi di presenza negli organi direttivi e di gestione di persone che sono o sono state, nei sei anni precedenti, titolari di cariche elettive o incarichi di governo a livello locale in comuni con più di 15 mila abitanti”.
EDOARDO ZIELLO (LEGA). Presidente, sull'ordine dei lavori, per complimentarmi con i parlamentari della maggioranza, che si sono visti, insomma, dare, da parte di questo Governo, pareri contrari ai loro ordini del giorno. Questo è un segno evidente della loro compattezza, che sicuramente li condurrà lontano in questa legislatura
DEDALO COSIMO GAETANO PIGNATONE (M5S). Grazie, Presidente. In Sicilia, presso il tribunale di Caltanissetta, si è da poco svolta la prima udienza per dissesto colposo, con pericolo per la pubblica incolumità e gestione di rifiuti non autorizzata, realizzato nel sito minerario Bosco Palo, nel territorio di San Cataldo. Dalle indagini è emerso un quadro allarmante, con rifiuti altamente pericolosi per la salute umana, disseminati anche all'interno della miniera. Nel processo si è costituito parte civile anche il Ministero dell'Ambiente, mostrando così vicinanza ai cittadini e che ringrazio.
DEDALO COSIMO GAETANO PIGNATONE (M5S). Ora, è perlomeno singolare che, mentre le indagini sui rifiuti diventano sempre più importanti e si collegano sempre più alle attività della criminalità organizzata e, allo stesso tempo, più di un elemento evidenzia il rischio della presenza di rifiuti pericolosi all'interno delle miniere abbandonate di cui è ricca la Sicilia, si voglia depotenziare un presidio di controllo del territorio.
La carenza di controllo ha portato a situazioni di degrado ambientale rischiose per la salute umana, con costi milionari per la bonifica di aree e, oggi, non possiamo e non dobbiamo accettare che possano verificarsi simili situazioni. È doveroso potenziare il controllo del territorio e tutelare sempre di più la salute dei cittadini del territorio. Invito la regione siciliana, in maniera forte, a potenziare e non chiudere queste strutture (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Venerdì 6 dicembre 2019 - Ore 9,30: