Source: http://piemonteimmigrazione.it/normativa/faq/lavoro/item/96-permessi-di-soggiorno
Timestamp: 2019-03-19 05:09:51+00:00
Document Index: 81630723

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 37', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 5']

Quando è necessario provvedere all’aggiornamento del permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo?
In base alle istruzioni del Ministero è necessario aggiornare il permesso Ue nel caso di :
- cambio della provincia di residenza;
- inserimento figlio minore nato in Italia o del figlio infraquattordicenne entrato per ricongiungimento familiare;
- rettifica di dati anagrafici come nome cognome luogo e data di nascita;
- cambio di cittadinanza.
Inoltre se il documento viene aggiornato con nuove fotografie ogni 5 anni ha anche validità di documento di identità.
Anche i minorenni devono pagare il costo del permesso di soggiorno elettronico?
Si, a partire dal 23 luglio 2016 sono entrate in vigore le disposizioni contenute nella Legge n. 122 del 7 luglio 2016, che prevedono il rilascio del permesso di soggiorno individuale per minori stranieri. Il Ministero dell'Interno con la circolare n. 33530 del 3 agosto 20116 ha precisato che il costo pari ad euro 30,46 per la produzione del permesso di soggiorno elettronico è posto a carico di ogni singolo utente, ancorchè minore. Sul punto è necessario provvedere al pagamento con l'apposito bollettino, indicando nella sezione "Eseguito da" il nome ed il cognome del minore.
In quali casi può essere revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo?
Il permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti è revocato: a) se e' stato acquisito fraudolentemente; b) in caso di espulsione del titolare per motivi di pericolosità sociale; c) quando il titolare viene ritenuto una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;
d) in caso di assenza dal territorio dell'Unione Europea per un periodo di dodici mesi consecutivi; e) in caso di conferimento di permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di altro Stato membro dell'Unione Europea, previa comunicazione da parte di quest'ultimo, e comunque in caso di assenza dal territorio dello Stato per un periodo superiore a sei anni. Non è prevista invece la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo per mancanza di reddito o per disoccupazione.
Il divorzio o l'annullamento del matrimonio dei cittadini dell'Unione incide sul diritto di soggiorno dei loro familiari non comunitari?
Il coniuge non comunitario del cittadino dell'Unione Europea conserva il diritto al soggiorno anche dopo lo scioglimento del matrimonio a condizione che abbia acquisito il diritto al soggiorno permanente o che si verifichi una delle seguenti condizioni: a) il matrimonio è durato almeno tre anni, di cui almeno un anno nel territorio nazionale, prima dell'inizio del procedimento di divorzio o annullamento; b) il coniuge non avente la cittadinanza di uno Stato membro ha ottenuto l'affidamento dei figli del cittadino dell'Unione in base ad accordo tra i coniugi o a decisione giudiziaria; c) l'interessato risulti parte offesa in procedimento penale, in corso o definito con sentenza di condanna, per reati contro la persona commessi nell'ambito familiare; d) il coniuge non avente la cittadinanza di uno Stato membro beneficia, in base ad un accordo tra i coniugi o a decisione giudiziaria, di un diritto di visita al figlio minore, a condizione che l'organo giurisdizionale ha ritenuto che le visite devono obbligatoriamente essere effettuate nel territorio nazionale, e fino a quando sono considerate necessarie.
Dopo quanto tempo il familiare non comunitario di cittadino dell’Unione ha diritto al soggiorno permanente?
Il familiare non comunitario del cittadino dell'Unione Europea acquista il diritto al soggiorno permanenza dopo aver soggiornato legalmente in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale con il cittadino dell'Unione. Questo diritto viene meno nel caso di assenza dall'Italia per più di due anni consecutivi.
In quali casi viene rilasciato il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
Il permesso di soggiorno per residenza elettiva viene rilasciato a colui che, anche a seguito del rilascio del visto per residenza elettiva, intenda stabilirsi in Italia e sia in grado di mantenersi autonomamente, senza esercitare attività lavorativa. Il permesso viene, dunque, rilasciato a chi sia in grado di fornire idonee garanzie sulla disponibilità di una abitazione e di risorse economiche autonome, stabili e regolari, per sé e per eventuali familiari a carico derivanti da rendite, pensioni o attività gestite all’estero.
Al compimento dei 14 anni il figlio titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo con i genitori deve richiedere il rilascio di un permesso autonomo?
Si, al compimento del 14° anno di età occorre chiedere alla Questura il rilascio del permesso di soggiorno CE separato dei genitori. Tuttavia non si tratta di un vero e proprio rinnovo ma di un aggiornamento quindi non sarà necessario dare la dimostrazione dei requisiti previsti per il rilascio.
Qual’è la durata del permesso di soggiorno per lavoro subordinato?
Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro é rilasciato e rinnovato per una durata non superiore a: a) nove mesi in relazione ad uno o più contratti di lavoro stagionale;
b) un anno in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo
c) due anni in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo
Come avviene la conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro?
Ai sensi dell'art. 14, c. 5 D.P.R. 394/99 coloro che hanno conseguito in Italia il diploma di laurea o la laurea specialistica dopo aver frequentato il corso di studio in Italia, convertono il permesso di soggiorno da studio a lavoro senza attendere il “decreto flussi”.
Per tutti gli altri, trova applicazione l'art. 14, co. 6 D.P.R. 394/99 che prevede, invece, la conversione del permesso di soggiorno per studio a lavoro nell'ambito delle quote stabilite a tale scopo nel "decreto - flussi". La conversione deve essere richiesta prima della scadenza del titolo di soggirno e previa sottoscrizione del contratto di soggiorno allo Sportello Unico. Con la legge n. 99 del 2013 (di conversione del D.L. n. 76 del 2013) è stata introdotta anche per agli studenti stranieri non comunitari che abbiano conseguito in Italia la laurea triennale o la laurea specialistica la possibilità di prorogare per un ulteriore anno il soggiorno in Italia (in attesa di una occupazione) e/o di convertire il permesso di soggiorno in permesso per motivi di lavoro, in caso di reperimento di un’occupazione entro questo termine.Finora tale possibilità era limitata agli stranieri che conseguivano in Italia il dottorato o un master universitario di secondo livello.
E’ possibile rinnovare il permesso di soggiorno per attesa occupazione?
Il permesso di soggiorno per attesa occupazione è rilasciato per almeno un anno. Ai sensi dell’art. 37, co. 5 D.P.R. 394/99 il permesso di soggiorno per attesa occupazione non può essere rinnovato a meno che il titolare non abbia stipulato un nuovo contratto di lavoro o che, comunque, il permesso di soggiorno possa essere rinnovato ad altro titolo (ad es. per motivi familiari).
Tuttavia, nel caso di presenza sul territorio nazionale di familiari ricongiunti o di figli nati in Italia, anche in mancanza di uno dei requisiti richiesti per il rinnovo del permesso di soggiorno (in questo caso il contratto di lavoro) l'Amministrazione non può pervenire al rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno ritiene prevelente la sussistenza di effettivi e pregnanti legami familiari.
Con la Circolare n. 40579 del 3 ottobre 2016, il Ministero dell’Interno ha fornito importanti indicazioni in relaziona al rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione, precisando che l’art. 22, co. 11 D.Lgs. 286/98 prevede un termine minimo di validità del permesso per attesa occupazione non inferiore ad un anno. Questo, dunque, non impedisce che il permesso di soggiorno possa essere rilasciato per un periodo più lungo o che lo stesso possa essere rinnovato con la stessa motivazione. L’Amministrazione, inoltre, ha affermato che al momento del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno deve sempre tenersi in considerazione il grado di integrazione sociale del richiedente e la presenza di altri redditi in capo ai suoi familiari
Si segnala, infine, che il permesso di soggiorno può essere rinnovato anche nel caso di stipula di un contratto di lavoro durante la fase di rinnovo del permesso di soggiorno.
E’ possibile fare rientro nel Paese di origine con la ricevuta del rinnovo del permesso di soggiorno?
Come è noto chi ha il permesso di soggiorno in corso di validità può muoversi liberamente nell’area Schengen nonché può recarsi nel Paese di origine e fare rientro in Italia senza formalità.
Chi invece attende il rinnovo del permesso di soggiorno potrà rientrare nel Paese di origine ma il viaggio di andata o di ritorno non dovrà prevedere il passaggio in un Paese dell'area Schengen. L’interessato dovrà portare con sé il passaporto, il permesso di soggiorno scaduto e la ricevuta dell'ufficio postale (cedolino) per dimostrare l’avvenuta richiesta di rinnovo.
Coloro che sono in attesa del primo permesso di soggiorno per lavoro o per ricongiungimento familiare possono muoversi nell’Area Schengen per tutta la durata del visto se sono in possesso di un visto Schengen uniforme valido. Se, invece, intendono recarsi nel Paese di origine dovranno viaggiare con il volo diretto senza transitare in un altro Paese dell'area Schengen. In ogni caso, insieme alla ricevuta della presentazione dell’istanza di rilascio ed al passaporto, dovranno esibire il visto di ingresso.Nel caso invece di presentazione di richiesta di regolarizzazione, si segnala che la ricevuta dell’inoltro telematico dell’istanza non è un documento valido per rientrare in Italia e che, quindi, non è consigliabile per costoro lasciare l’Italia quando la procedura è ancora pendente.
A quanto ammonta il contributo per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno? E’ possibile ottenerne la restituzione in caso di diniego?
Come è noto il contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno è stato cancellato dal Tar del Lazio nel maggio 2016 in ossequio alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del settembre 2015 che aveva ritenuto sproprorzionato il carico del contributo. Successivamente però il governo ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, chiedendo anche la sospensione della decisione che bloccava i pagamenti. Questa richiesta è stata accolta in via provvisoria Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 26 ottobre 2016 n. 44087, ha respinto il ricorso proposto dal Governo contro la sentenza del T.A.R. Lazio che aveva ritenuto sproporzionato e quindi illegittimo il carico del contributo per la richiesta del permesso di soggiorno. Il 27 ottobre il Ministero ha, dunque, emanato una circolare per confermare il blocco delle richieste di pagamento.
Per quanto tempo viene rilasciato il permesso di soggiorno per attesa occupazione?
La legge 28 giugno 2012, n. 92 contenente "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita" ha modificato l'articolo 22, comma 11, secondo periodo, del Testo Unico Immigrazione.
In base a tali modifiche, il lavoratore che perde il posto di lavoro otterrà un permesso per attesa occupazione "per un periodo non inferiore ad un anno ovvero per tutto il periodo di durata della prestazione di sostegno al reddito percepita dal lavoratore straniero, qualora superiore. Decorso il termine di cui al secondo periodo, trovano applicazione i requisiti reddituali di cui all'articolo 29, comma 3, lettera b)».
Per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è necessario avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato?
Ai sensi dell'art. 9 T.U Immigrazione lo straniero che fa istanza di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo deve essere in possesso di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiare di un reddito calcolato in base ai parametri del ricongiungimento familiare.
La più recente giurisprudenza ha affermato che il reddito in questione può derivare anche da contratti di lavoro a tempo determinato o cd. "contratti atipici".
Per quanto tempo occorre essere stati titolari di permesso di soggiorno per richiedere il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo?
Ai sensi dell'art. 9 T.U Immigrazione lo straniero che fa istanza di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo deve essere in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità. Con sentenza del 17 luglio 2014 la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha affermato che anche il familiare del lungo soggiornante deve dimostrare di aver risieduto per un periodo di cinque anni prima di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Questa è, secondo la Corte, la corretta interpretazione delle disposizioni contenute nella direttiva n.109/2003 sullo status dei lungosoggiornanti, disposizioni che non consentono deroghe al requisito della residenza quinquennale né consentono agli stati membri di adottare norme più favorevoli. La decisione in questione avvalla, dunque, un orientamente restrittivo in contrasto con alcune decisioni di giudici nazionali che avevano invece ritenuto non necessaria la previa residenza quinquennale del familiare.
Qual è il limite di reddito necessario per la richiesta di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo?
I parametri di reddito per la richiesta di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo sono gli stessi di quelli richiesti per il ricongiungimento familiare. L’importo annuo dell’assegno sociale per il 2017 è pari ad euro 5.824,91 (euro 448,07 mensili per 13 mensilità). Con un importo di euro 5.824,91 i limiti minimi di reddito per il 2015 sono:
Richiedente : 5.824,91 annui
Richiedente e 1 familiare : 8.737,36 € annui
Richiedente 3 2 familiari - 11.649,82 € annui
Più familiari aumento di € 2.912,45 per ogni familiare
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni - 11.649,82 € annui
Richiedente e 2 o più minori di 14 anni e un familiare - 14.562,27 € annui
Cosa accade se il rinnovo è richiesto oltre i 60 giorni dalla scadenza del permesso di soggiorno?
La costante giurisprudenza ha avuto modo di affermare che il termine di 60 giorni per la presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno non è perentorio. Lo straniero che abbia presentato la domanda oltre tale termine ha diritto che la stessa sia valutata dall'Amministrazione che terrà conto della sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge senza pervenire al rigetto dell'istanza per il solo fatto del ritardo. Quindi fino all'esito del procedimento di rinnovo, anche chi ha presentato in ritardo la richiesta si trova nella stessa situazione di chi ha invece presentato la richiesta entro il sessantesimo giorno.
Quali diritti sono garantiti allo straniero in possesso della ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno?
Allo straniero che sia in possesso del permesso di soggiorno scaduto e della ricevuta del rinnovo sono assicurati tutti i diritti connessi alla regolarità del soggiorno (iscrizione al SSN, iscrizione al Centro per l'impiego, assunzione con contratto di lavoro, ecc..). Recentemente il D.L. 24.1.2012 (cd. "Decreto Monti") ha modificato l'art. 5 del T.U.Immigrazione introducendo il comma 9 bis che prevede che: 9-bis. In attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, anche ove non venga rispettato il termine di venti giorni di cui al precedente comma (rilascio del permesso di soggiorno rinnovato), il lavoratore straniero può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente l'attività lavorativa fino ad eventuale comunicazione dell'Autorità di pubblica sicurezza, da notificare anche al datore di lavoro, con l'indicazione dell'esistenza dei motivi ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno. L'attività di lavoro di cui sopra può svolgersi alle seguenti condizioni: a) che la richiesta del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro sia stata effettuata dal lavoratore straniero all'atto della stipula del contratto di soggiorno, secondo le modalità previste nel regolamento d'attuazione, ovvero, nel caso di rinnovo, la richiesta sia stata presentata prima della scadenza del permesso, ai sensi del precedente comma 4, e dell'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999 n. 394, o entro sessanta giorni dalla scadenza dello stesso; b) che sia stata rilasciata dal competente ufficio la ricevuta attestante l'avvenuta presentazione della richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso. (come modificato dal comma 3, dell'articolo 40, del Decreto Legge n. 201/2011)
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