Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/10/novita-fiscali-del-29-ottobre-2009-bozza-del-modello-iva-online-la-versione-provvisoria-della-dichiarazione-2010.html
Timestamp: 2017-11-23 11:10:19+00:00
Document Index: 127656165

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 110', 'sentenza ']

Novità fiscali del 29 ottobre 2009: bozza del modello Iva: online la versione provvisoria della dichiarazione 2010; Tremonti-ter: chiarimenti del fisco sugli investimenti agevolati; notifica a destinatario irreperibile: per l’avviso di deposito occorre l’invio con raccomandata a.r.; istituito un codice per il versamento con mod. “F24- Accise”, dei contributi volontari dovuti all’INPG dai soggetti iscritti alla gestione previdenziale separata; gli incentivi agli studenti non sono tassabili
1) Bozza del modello Iva: Online la versione provvisoria della dichiarazione 2010
2) Tremonti-ter: Chiarimenti del fisco sugli investimenti agevolati
3) Ripristino dell’operatività della Direzione Regionale dell’Abruzzo nella sede di L’Aquila
4) Notifica a destinatario irreperibile: Per l’avviso di deposito occorre l’invio con raccomandata A.R.
5) Istituito un codice per il versamento con mod. “F24- Accise”, dei contributi volontari dovuti all’INPG dai soggetti iscritti alla gestione previdenziale separata
6) Gli incentivi agli studenti non sono tassabili
La bozza del modello Iva 2010 è arrivata in anticipo online per consentire ai contribuenti di familiarizzare con le novità.
Meno pagine e righi, struttura più snella e quadri semplificati.
Tra le più significative, è emersa l’eliminazione del quadro VG, riservato fino all’anno scorso ai contribuenti in regime speciale, che ora possono usare la nuova versione del quadro VF.
Versione ampliata anche per il quadro VA, che contiene le informazioni generali sull’attività svolta.
In particolare, confluiscono nel quadro VE i dati sulle operazioni attive con l’estero, mentre finiscono nel VF quelli sulle operazioni passive.
L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 27.10.2009 ha informato che la dichiarazione dell’Iva per il 2010 diventa più facile da compilare mediante la soppressione di una serie di passaggi intermedi usati per i calcoli, come i righi di riporto con i subtotali che lasciano spazio direttamente ai totali.
La bozza del modello Iva 2010, insieme alla sintesi delle principali novità, è, quindi, consultabile sul sito www.agenziaentrate.gov.it, alla voce “Modulistica”.
La bozza del modello di dichiarazione IVA/2010 presenta diverse novità che riguardano principalmente la sua struttura.
Per migliorare l’esposizione dei dati richiesti e semplificare le modalità di compilazione dei vari quadri di cui si compone il modello di dichiarazione annuale Iva, sono state apportate le modifiche di seguito illustrate.
– sono stati soppressi i campi riservati all’indicazione della residenza anagrafica (persone fisiche) e del domicilio fiscale (persone giuridiche).
Nel riquadro previsto per l’indicazione dei dati anagrafici del soggetto che sottoscrive la dichiarazione, la compilazione dei predetti campi viene richiesta esclusivamente ai soggetti residenti all’estero
– è stato soppresso il campo “codice fiscale attribuito per la stabile organizzazione”destinato ai soggetti non residenti che operavano in Italia sia mediante stabile organizzazione che tramite identificazione diretta/rappresentante fiscale.
– introduzione del riquadro riservato alla sottoscrizione della dichiarazione da parte dell’organo di controllo contabile.
La compilazione del riquadro viene prevista solo ai fini della nuova disciplina introdotta in materia di compensazione del credito Iva annuale dal D.L. n. 78/2009.
– il rigo VA3 modello IVA/2009, che richiede la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno, è stato collocato nell’ambito del quadro VF, rigo VF24
– è stato eliminato il rigo VA4 modello IVA/2009, riservato ai soggetti che si avvalgono della facoltà di versare trimestralmente l’imposta relativa alle operazioni di subfornitura (art. 74, comma 5 del DPR n. 633/1972).
Il versamento della predetta imposta deve essere effettuato utilizzando specifici codici tributo.
– il rigo VA7 modello IVA/2009, riservato all’indicazione delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale (art. 34-bis del DPR n. 633/1972), è stato collocato nell’ambito della nuova sezione 3 del quadro VF, rigo VF55
– il contenuto della sezione 2 del quadro (modello IVA/2009), riguardante l’effettuazione di operazioni esenti occasionali o di cessioni occasionali di beni usati, è stato collocato nella nuova sezione 3 del quadro VF, righi VF53 e VF54
– il contenuto della sezione 3 del quadro (modello IVA/2009), riguardante l’esposizione delle operazioni intracomunitarie, delle esportazioni, delle importazioni e delle operazioni da e nei confronti di San Marino, è stato collocato nell’ambito dei quadri VE (rigo VE30) e VF (rigo VF23)
– il rigo VA42 modello IVA/2009, riservato all’indicazione dei dati relativi all’adeguamento Iva studi di settore, è stato soppresso.
Il dato sarà esposto nell’ambito del modello Unico.
– nella sezione 1 sono stati eliminati i righi da VE10 a VE12 modello IVA/2009. Si tratta di righi di sommatoria parziale relativa agli importi esposti nei righi che compongono la sezione
– la sezione 2 ora si compone di 3 righi, che richiedono l’esposizione dell’imponibile e dell’imposta delle operazioni attive effettuate, suddivise in base all’aliquota d’imposta applicata (4%, 10%, 20%)
– è stata creata una nuova sezione 3 dove sono determinati i totali dell’imponibile (rigo VE23) e dell’imposta (rigo VE25) relativi alle operazioni evidenziate nelle precedenti sezioni 1 e 2
– nell’ambito della nuova sezione 4 (sezione 3 modello IVA/2009), il rigo VE30 è ora composto da più campi necessari per l’esposizione dettagliata delle operazioni che danno diritto a plafond, l’anno scorso evidenziate anche nella sezione 3 del quadro VA
– nel rigo VE36 è stato introdotto un campo specifico per l’esposizione delle operazioni ad esigibilità differita effettuate ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 185/2008 (Iva per cassa)
– la nuova sezione 5 (sezione 4 modello IVA/2009) è costituita dal rigo VE40 dove va indicato il totale delle operazioni attive effettuate (volume d’affari). Rispetto allo scorso anno è stato eliminato il rigo VE41 (totale imposta) che costituiva di fatto il semplice riporto del dato già indicato nel rigo VE25.
Il quadro VF del modello IVA/2010 è costituito da 3 sezioni.
– nella sezione 1 è stato eliminato il rigo VF12 modello IVA/2009.
Si tratta di un rigo di sommatoria parziale relativa agli importi esposti nei righi che compongono la sezione
– è stata istituita la sezione 2 dove è richiesta l’indicazione del totale degli acquisti e delle importazioni registrati, delle variazioni e degli arrotondamenti e del totale dell’imposta relativa agli acquisti ed alle importazioni imponibili.
Nella sezione sono stati introdotti i righi VF23 e VF24. Il primo richiede l’esposizione dettagliata degli acquisti intracomunitari, delle importazioni e degli acquisti da San Marino, dati evidenziati l’anno scorso nella sezione 3 del quadro VA.
Il secondo riguarda la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno, esposizione che lo scorso anno era richiesta nel quadro VA, rigo VA3.
– è stata istituita la sezione 3 – determinazione dell’Iva ammessa in detrazione.
La nuova sezione accoglie alcuni dei dati contenuti nel quadro VG modello IVA/2009, il quadro sostanzialmente riservato ai soggetti destinatari dei regimi speciali Iva caratterizzati da specifiche modalità di determinazione dell’imposta detraibile.
Da quest’anno, nell’ambito del quadro VF viene chiesto al contribuente di indicare il metodo adottato per la determinazione dell’Iva ammessa in detrazione (rigo VF30).
In presenza di regimi speciali che prevedono la detrazione in misura forfetaria (agriturismo, spettacoli viaggianti, attività agricole connesse, eccetera) viene richiesto unicamente di indicare nel rigo VF57 l’importo che risulta dall’applicazione della percentuale di forfetizzazione di competenza.
La compilazione di uno specifico riquadro è prevista esclusivamente per i soggetti che effettuano operazioni esenti o che applicano il regime speciale per l’agricoltura e ciò in considerazione della specificità di tali situazioni.
Inoltre, nella sezione sono stati istituiti i righi da VF53 a VF55, per la gestione delle operazioni esenti occasionali, delle cessioni occasionali di beni usati e delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale che lo scorso anno erano rappresentate nell’ambito del quadro VA (sezione 2 e rigo VA7).
Il quadro VG dello scorso anno è stato soppresso e alcuni dei dati richiesti sono confluiti nel nuovo quadro VF del modello IVA/2010.
– nella sezione 2 sono stati eliminati i righi VL1, VL2, VL4 e VL5 che costituivano un semplice riporto di importi già evidenziati in altri quadri.
– nella sezione 3, sono stati invertiti i righi VL32 e VL33 modello IVA/2009 per evidenziare, analogamente a quanto avviene nella sezione 1 dello stesso quadro e nella parte finale della sezione 3, prima il debito e poi il credito annuale.
Il quadro viene riservato all’ente o società controllante di un gruppo Iva. Trattandosi di un quadro speculare al quadro VL sono state apportate le stesse modifiche illustrate con riferimento al predetto quadro.
Il beneficio fiscale si applica a tutti i soggetti residenti nel territorio dello Stato, di qualunque settore produttivo di redditi d’impresa, compresi quelli che iniziano l’attività nel periodo che va dal 01.07.2009 al 30.06.2010, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dalla dimensione.
Sono arrivati i chiarimenti ufficiali sugli sconti fiscali riconosciuti alle imprese che investono.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 44/E del 27.10.2009, ha fatto luce sull’agevolazione introdotta dall’art. 5 del Dl 78/2009, consistente nella detassazione dal reddito d’impresa di un importo pari al 50% del valore degli investimenti effettuati dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010 in macchinari e apparecchiature “nuovi”.
Tale documento ha individuato, in particolare, gli ambiti di applicazione dell’agevolazione, le caratteristiche dei beni agevolabili, le modalità di fruizione della detassazione e le ipotesi di revoca del beneficio.
La Circolare ha poi precisato che è possibile fruire della detassazione indipendentemente dal risultato di esercizio ottenuto dall’impresa, potendo quindi l’agevolazione concorrere a determinare una perdita che rileverà nella determinazione del reddito secondo le regole del Tuir.
Sono detassati gli investimenti in tutti i beni nuovi compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007 (Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature n.c.a.), a prescindere dalla denominazione attribuita dalla stessa tabella.
Macchinari e apparecchiature non devono necessariamente essere strumentali.
Sono, invece, esclusi dal beneficio i beni merce, vale a dire quelli destinati alla vendita, direttamente o dopo trasformazione.
Gli investimenti in nuovi macchinari e nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 rilevano anche se gli stessi sono destinati ad essere inseriti in impianti e strutture più complessi già esistenti, non compresi nella divisione.
L’agevolazione viene riservata ai titolari di reddito d’impresa residenti e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato dei non residenti, anche se hanno iniziato l’attività a partire dal 1 luglio 2009.
Possono accedere al beneficio anche i soggetti cd. “minimi”.
Il diritto all’incentivo fiscale viene meno quando il bene, prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto:
– è ceduto a terzi;
– è destinato a finalità estranee all’attività d’impresa;
– è acquisito tramite leasing o oggetto di un successivo contratto di lease back e non è riscattato;
– è acquistato mediante contratto con riserva della proprietà, ed è risolto per inadempimento del compratore.
La revoca non scatta, invece, se il bene è ceduto in occasione di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni e trasformazioni), oppure quando, nell’ipotesi di cessione o conferimento d’azienda, il cessionario/conferitario subentri al cedente/conferente nell’obbligo di conservare i beni oggetto dell’agevolazione per tutto il prescritto periodo di sorveglianza (prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto).
Altra ipotesi di revoca è quella del trasferimento del bene agevolato in strutture ubicate al di fuori dello Spazio economico europeo, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento.
Criteri di determinazione del valore degli investimenti
A differenza della c.d. Tremonti-bis, l’importo dell’investimento agevolabile è determinato sulla base del costo sostenuto senza alcuna rilevanza della media degli investimenti dei cinque periodi di imposta precedenti a quello di effettuazione dell’investimento, e dell’entità dei disinvestimenti.
Il valore degli investimenti, su cui applicare l’aliquota del 50%, deve essere determinato secondo i criteri ordinari per l’individuazione del costo dei beni rilevante ai fini fiscali previsti dall’art. 110, comma 1, lettere a) e b) del TUIR, indipendentemente dalle modalità (ordinarie, forfetarie, sostitutive) di determinazione del reddito da parte del contribuente.
Il costo del bene agevolabile va assunto al netto di eventuali contributi in conto impianti, indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione, con l’eccezione di quelli non rilevanti ai fini delle imposte sui redditi.
Non rileva ai fini della determinazione del valore degli investimenti, l’IVA parzialmente indetraibile in misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione ed operazioni esenti
L’agevolazione di norma è cumulabile con altre misure di favore, tranne che non si disponga diversamente.
Pertanto, l’agevolazione in esame é cumulabile, in particolare, con il credito d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate.
Del valore dei beni strumentali acquistati con l’agevolazione Tremonti-ter si deve altresì tenere conto nella determinazione del valore dei beni strumentali da indicare nei modelli concernenti la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.
il direttore dell’Agenzia ha disposto il ripristino dell’operatività della Direzione Regionale dell’Abruzzo nella sede di L’Aquila dal 02.11.2009 la Direzione Regionale dell’Abruzzo riprende ad operare a L’Aquila, in località Centi Coltella – strada statale 17.
Come è noto il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 ha reso inagibile l’immobile che ospitava la Direzione Regionale. Per non compromettere la continuità dei servizi, fin dallo stesso 6 aprile la Direzione Regionale ha operato provvisoriamente a Pescara.
Con atto n. 70844 dell’8 maggio 2009 è stato previsto che il ripristino dell’operatività della Direzione Regionale a L’Aquila, al termine dell’emergenza, sarebbe stato disposto con successivo atto.
A tal fine si é provveduto con il presente provvedimento, che fissa al 2 novembre 2009 la data del ripristino.
(Disposizione, prot. 2009/153406, Direzione del 27.10.2009)
Se il destinatario dell’avviso di accertamento è irreperibile, è necessario procedere al deposito nella casa comunale e alla spedizione della raccomandata, contenente l’avviso di deposito, con avviso di ricevimento.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 21760 del 14.10.2009)
E’ stato istituito dall’Agenzia delle Entrate il codice tributo che consente il versamento, tramite “F24-Accise”, dei contributi volontari dovuti all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), dagli iscritti alla gestione previdenziale separata.
Ciò con la risoluzione n. 264/E del 28.10.2009.
Il codice, “G008”, denominato “Contributi volontari-Gestione previdenziale separata ex d.lgs 103/96”, va inserito nella sezione “Accise /Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione” del modello “F24 Accise”.
Infatti, i versamenti unitari delle imposte eseguiti dai titolari di partita Iva comprendono anche le somme dovute all’Inpgi. Il neonato codice consente il versamento di tali contributi.
L’Agenzia ha rivisitato la relativa materia su indicazione del Ministro Tremonti.
Lo ha comunicato l’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 28.10.2009, precisando che gli incentivi economici erogati agli studenti meritevoli tra i 14 e i 18 anni non costituiscono borse di studio tassabili quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente in quanto non sono finalizzati a sostenere la frequenza di specifici corsi di istruzione.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate rivede l’interpretazione data con la risoluzione n. 156 del 12 giugno 2009, a seguito di una più approfondita analisi della materia effettuata su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti.
Attraverso il riconoscimento di eccellenze conseguite in ambito scolastico, infatti, gli incentivi perseguono la finalità di interesse generale di stimolare e accrescere in senso ampio l’interesse degli studenti al conseguimento di un più elevato livello di formazione culturale e professionale.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 28.10.2009)