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Timestamp: 2016-12-05 14:42:23+00:00
Document Index: 44083263

Matched Legal Cases: ['art. 98', 'art. 172', 'art. 98', 'art. 2501', 'art. 98', 'art. 172', 'art. 98', 'art. 172', 'art. 98', 'art.\n98', 'art.\n98', 'art. 98', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 318 del 23.07.2008
Interpello articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Corretta modalità di
determinazione del valore del patrimonio netto contabile di cui alla lett.
e) comma 3 dell'art. 98 del Tuir nell'ipotesi di fusione per incorporazione
con effetti contabili e fiscali retrodatati ai sensi dell' art. 172 comma 9
dell'art. 98, comma 3, lett. e) del
La Società ALFA Italiana S.r.l. (di seguito ALFA), facente parte del
gruppo BETA, nel corso dell'esercizio 2007 ha acquisito dalla società GAMMA
S.p.A. il 50% del capitale sociale della società GAMMA Rent S.p.A.
Tale ultima società era controllata per il restante 50% dalla società di diritto francese DELTA S.A., anch'essa facente parte del gruppo
La società ALFA, invece, è controllata interamente dalla
società EPSILON International Group Holdings Gmbh (di seguito EPSILON).
Con atto del ... 2007, la società ALFA ha incorporato la
controllata GAMMA Rent S.p.A., facendo retroagire gli effetti di cui
all'art. 2501-ter n. 6 del c.c. alla data del 1 gennaio 2007.
A seguito dell'operazione di fusione per incorporazione la
società incorporante ALFA - per effetto del rapporto di cambio - ha aumentato il
proprio capitale sociale da euro 133.250.000,00 ad euro 140.400.000,00
assegnando tale incremento alla società DELTA S.A.
Con riferimento alla corretta applicazione della disciplina di cui
all'art. 98 del Tuir, la
società istante chiede di conoscere se in caso di fusione per incorporazione con effetti fiscali retrodatati ai sensi del
comma 9 dell'art. 172 del Tuir la sussistenza di presupposti per
l'applicazione della Thin Cap debba essere analizzata distintamente in capo
alla società incorporante ed alla società incorporata, oppure se tali
presupposti debbano essere verificati in modo unitario in capo alla società
risultante dalla fusione avendo riguardo al patrimonio "unico" risultante
dalle somme dei patrimoni netti contabili esistenti alla chiusura
dell'ultimo periodo di imposta antecedente gli effetti contabili e fiscali
Con riferimento al quesito prospettato, la società istante osserva
che in merito al coordinamento tra la disciplina della fusione con effetti
fiscali retrodatati e quella della Thin Cap appare ragionevole riflettere
sul concetto stesso di "retrodatazione degli effetti fiscali della fusione"
al fine di comprenderne la reale portata e le relative conseguenze.
Al riguardo, infatti, occorre innanzitutto chiarire se la
retrodatazione degli effetti contabili e fiscali sia stata introdotta dal
legislatore solo al fine di semplificare gli adempimenti contabili e
dichiarativi assumendo, quindi, che la frazione di tempo oggetto di
retrodatazione costituisca un autonomo periodo d'imposta o se, invece, la
retrodatazione stessa debba essere considerata come un fenomeno che comporta
l'attrazione nella sfera impositiva dell'incorporante di tutte le operazioni
effettuate dalle incorporate nella suddetta frazione temporale.
Ai fini della corretta applicazione della disciplina della Thin
sostiene l'istante, la questione in esame assume notevole rilevanza.
Ciò in quanto, aderendo alla prima impostazione ne deriverebbe che,
essendo la retrodatazione concepita al solo fine di semplificare gli
obblighi dichiarativi, la verifica dei presupposti della Thin Cap per il periodo oggetto di retrodatazione andrebbe effettuata separatamente per
ciascuna società.
Viceversa, se si ritiene che per effetto della retrodatazione le
operazioni svolte dalle incorporate confluiscano nella sfera impositiva
della incorporante, allora la sussistenza dei requisiti per l'applicazione
della Thin Cap andrebbe valutata sul patrimonio "unico" risultante dalle
somme dei patrimoni netti contabili esistenti alla chiusura dell'ultimo
periodo di imposta antecedente gli effetti contabili e fiscali della fusione.
Nel caso si aderisse alla prima tesi, sostiene l'istante, esistono
perplessità in ordine alla determinazione della quota indeducibile degli
interessi sia in capo all'incorporata sia in capo all'incorporante, in
relazione ai finanziamenti maturati in data anteriore e posteriore agli
effetti giuridici della fusione. Infatti, da un lato ci troveremmo di fronte
ad un dato statico, ossia il patrimonio netto delle due società, risultante
dai rispettivi bilanci dell'esercizio antecedente alla fusione e,
dall'altro, ad un dato dinamico, ossia i finanziamenti ottenuti dalle società nel corso dell'esercizio in cui ha avuto luogo la fusione. E'
evidente la difficoltà che emergerebbe nel dover "attribuire" questo
secondo dato, di carattere dinamico, ai patrimoni separati delle due società, visto che, oltretutto, il patrimonio netto della incorporata
cesserebbe di esistere a seguito della fusione.
Diversamente, si potrebbere ritenere che la retrodatazione degli
effetti fiscali della fusione sia da intendersi come un fenomeno che
comporta l'attrazione di tutte le operazioni compiute dalle società
partecipanti alla fusione nella sfera impositiva della incorporante. In tal
caso l'istante deduce che la verifica dei presupposti per l'applicazione
della Thin Cap debba essere compiuta, non già per le singole società
individualmente considerate, quanto piuttosto avendo riguardo all' "unico"
patrimonio risultante a seguito della incorporazione.
In conclusione, per il periodo d'imposta 2007 la società prospetta
la soluzione interpretativa consistente nel considerare come parametro di riferimento per la verifica dei presupposti della Thin Cap il "patrimonio
unico" risultante dalla somma dei patrimoni netti contabili esistenti alla
chiusura dell'ultimo periodo d'imposta antecedente gli effetti contabili e
fiscali della fusione, ossia al 31 dicembre 2006.
Il decreto legislativo 12 dicembre 2003 n. 344 ha introdotto nel
Testo unico delle imposte sui redditi l'art. 98 (cd. Thin Cap) allo scopo di rendere indeducibili dal reddito d'impresa gli interessi passivi
corrispondenti all'indebitamento (erogato o garantito da "soci qualificati"
o da loro "parti correlate") che eccede una soglia prefissata.
La citata disposizione trova applicazione al verificarsi di una serie
di presupposti quali, ad esempio:
- qualificazione di socio qualificato e di sue parti correlate;
- tipologia di finanziamenti rilevanti;
- superamento della soglia di indebitamento fisiologico.
Con riferimento a tale ultimo presupposto, il rapporto di
indebitamento rilevante ai fini della Thin Cap (cd. rapporto debt/equity)
- al numeratore, il valore che risulta dalla somma delle
consistenze medie dei finanziamenti direttamente o indirettamente erogati o
garantiti da tutti i soci qualificati e dalle loro parti correlate, nel
corso del periodo d'imposta;
- al denominatore, il valore della quota di patrimonio netto
contabile di pertinenza dei soci qualificati e delle loro parti correlate.
La disciplina della thin cap potrà trovare applicazione allorquando
il predetto rapporto è superiore a quattro.
Ciò posto, la società istante ha chiesto di conoscere la corretta
determinazione del valore del patrimonio netto contabile da indicare al denominatore del rapporto
debt/equity nella particolare circostanza in cui
la stessa società abbia partecipato, in qualità di società incorporante,
ad un'operazione di fusione con effetti fiscali e contabili retrodatati ai
sensi dell'art. 172, comma 9, del
Al riguardo, il comma 3 lett. e) dell'art. 98 del Tuir stabilisce che per il calcolo della quota di pertinenza del socio qualificato e di sue
parti correlate si considera il patrimonio netto contabile, così come
risultante dal bilancio relativo all'esercizio precedente, comprensivo
dell'utile dello stesso esercizio non distribuito, rettificato in
diminuzione per tener conto di alcuni elementi patrimoniali elencati nella
medesima disposizione.
Il patrimonio netto contabile risultante dal bilancio relativo
all'esercizio precedente, quindi, rappresenta un valore "puntuale" che assume notevole rilievo (anche) in quelle situazioni in cui la compagine
societaria varia nel corso dell'esercizio cui si riferisce l'applicazione
della disciplina della thin cap.
Sul punto, infatti, la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 11 del
17 marzo 2005 ha precisato che "nell'ipotesi in cui la quota di patrimonio
occorre comunque fare riferimento alla quota di patrimonio netto della società risultante dal bilancio relativo all'esercizio precedente."
In tale senso, quindi, la circostanza che il socio qualificato
modifichi (sia in aumento che in diminuzione), nel corso dell'esercizio, la
sua quota di patrimonio netto nella società indebitata non assume alcun
rilievo ai fini della disciplina della thin cap applicata con riferimento al
medesimo esercizio.
Ciò in quanto la quota di patrimonio netto contabile da prendere in
considerazione ai fini della corretta definizione del valore da indicare al denominatore del rapporto
debt/equity è quella di pertinenza dei soci
qualificati, così come risultante dal bilancio relativo all'esercizio
Con riferimento all'operazione di fusione con effetti fiscali
retrodatati, occorre precisare che la stessa presenta la "particolarità"
che la società incorporante deve stabilire il rapporto debt/equity
assumendo al denominatore il valore del patrimonio netto contabile, dato
dalla somma dei patrimoni netti contabili, di pertinenza dei soci
qualificati, delle singole società partecipanti alla fusione stessa.
In tal caso, quindi, occorrerà dapprima determinare - con
riferimento a ciascuna società partecipante alla fusione - la quota di
patrimonio netto di pertinenza dei soci qualificati (o di parti correlate), così come risultante dal bilancio relativo all'esercizio precedente e
successivamente sommare i relativi importi.
Resta inteso che, in ogni caso, le quote di patrimonio netto
contabile dovranno essere rettificate in diminuzione per tener conto dei componenti elencati alla lett. e) del comma 3 dell'art.
98 del Tuir.
Nella fattispecie in esame, quindi, la società istante ALFA
risultante dalla fusione con effetti fiscali retrodati al 1 gennaio 2007 dovrà applicare la disciplina di cui all'art.
98 relativamente al periodo
d'imposta 1 gennaio 2007 - 31 dicembre 2007 considerando, per ciascuna società partecipante alla fusione, al denominatore del rapporto
debt/equity, la quota di pertinenza dei soci qualificati (e di loro parti
correlate), così come risultante dal bilancio relativo all'esercizio
Per le suesposte considerazioni, la quota di patrimonio netto della
società incorporata GAMMA Rent S.p.A., di pertinenza dei soci qualificati (così come risultante dal bilancio relativo all'esercizio 2006)
concorrere al calcolo del denominatore del rapporto debt/equity.
Allo stesso modo, dovrà concorrere al calcolo del denominatore del
citato rapporto anche la quota di patrimonio netto contabile della società
incorporante ALFA, di pertinenza del socio qualificato EPSILON, così come
risultante dal bilancio della stessa società ALFA al 31 dicembre 2006.
In entrambi in casi, i rispettivi patrimoni netti contabili dovranno
essere opportunamente rettificati ai sensi della lett. e del comma 3
dell'art. 98 del Tuir.
dell'articolo 98 del Tuir che, si rammenta,
è stato abrogato dall'art. 1
della Legge 24 dicembre 2007 n. 244, con effetto dal 1 gennaio 2008.
Resta, quindi, impregiudicata la potestà dell'Amministrazione
Finanziaria di sindacare, ai sensi dell'articolo 37-bis, comma 2, del D.P.R
n. 600 del 1973, eventuali profili di elusività dell'operazione prospettata.