Source: http://silendo.org/2011/04/21/il-segreto-di-stato-decade-dopo-30-anni/
Timestamp: 2019-02-23 22:07:55+00:00
Document Index: 18716955

Matched Legal Cases: ['art.45', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 71', 'art. 39', 'art. 39']

“Il segreto di Stato decade dopo 30 anni”
Published by Silendo on aprile 21, 2011 | 8 Responses
(AGI) – Roma, 20 apr – Il Governo ha dato il suo via libera: dopo 30 anni i documenti coperti da segreto di Stato verranno trattati come semplici documenti amministrativi, il cui diritto di accesso e' gia' regolato dalla legge 241 del 1990. Lo ha comunicato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, durante la sua audizione di questa mattina al Copasir. L'audizione – si legge nel comunicato ufficiale del Comitato – ha avuto ad oggetto "l'attuazione della legge 124 di riforma dei servizi segreti con particolare riguardo alle norme sul segreto di Stato, sulle classifiche di segretezza e sul reclutamento del personale, nonche' altri aspetti essenziali concernenti l'efficacia dell'azione dei servizi di intelligence. Il Comitato – prosegue la nota – ha espresso soddisfazione per la conferma del positivo rapporto di leale collaborazione istituzionale tra Parlamento e Governo in questo delicato settore, come dimostrato, ad esempio, dall'accoglimento della tesi del Comitato circa l'applicabilita' della legge 241 del 1990 in tema di accesso agli atti per i quali sia venuto a cessare il segreto di Stato".
"Nell'ambito dei rispettivi ruoli – conclude il comunicato del Copasir – sono state compiute importanti riflessioni ed e' stato assunto l'impegno per ulteriori approfondimenti finalizzati ad individuare le soluzioni idonee a rendere sempre piu' efficace e utile il controllo parlamentare".
La legge 124 del 2007, approvata durante il Governo Prodi, stabilisce: "Decorsi 15 anni dall'apposizione del segreto di Stato, chiunque vi abbia interesse puo' richiedere al Presidente del Consiglio di avere accesso alle informazioni, ai documenti, agli atti, alle attivita', alle cose e ai luoghi coperti dal segreto di Stato. Entro 30 giorni dalla richiesta, il Presidente del Consiglio consente l'accesso, ovvero, con procedimento motivato, trasmesso senza ritardo al Copasir, dispone una o piu' proroghe del vincolo. La durata complessiva del vincolo del segreto di Stato non può essere superiore a 30 anni".
C'e' pero' un limite derivante dagli accordi internazionali dell'Italia: "Quando, in base ad accordi internazionali, la sussistenza del segreto incide anche su interessi di Stati esteri o di organizzazioni internazionali, il provvedimento con cui e' disposta la cessazione del vincolo, salvo che ricorrano ragioni di eccezionale gravita', e a condizione di reciprocita', e' adottato previa intesa con le autorita' estere o internazionali competenti".(AGI)
utente anonimo aprile 21, 2011 at 09:18 | Permalink
30 anni sono troppo pochi: era meglio 70 anni su tutto e senza eccezioni.
Silendo aprile 21, 2011 at 11:29 | Permalink
A mio avviso tutto dipende da come nei fatti (e non in teoria) verranno gestiti gli archivi…
utente anonimo aprile 21, 2011 at 12:57 | Permalink
L'importante é non finire come gli archivi del KGB… e saper gestire le giuste prioritù tra sicurezza nazionale attuale e fatti la cui divulgazione sia non dannosa
utente anonimo aprile 21, 2011 at 14:01 | Permalink
…. quando ho letto ieri sera la notizia (ndr meno dettagliata di quella postata dal Maestro Silendo) , ho avuto la sensazione che la notizia fosse un'altra …. sul reclutamento degli 007 e che per quanto riguarda l'accesso ai documenti coperti dal Segreto di Stato cambierà molto … poco.
Silendo aprile 21, 2011 at 17:17 | Permalink
Buonasera Babbano :))
Roma, 20 apr. (TMNews) – "La comunicazione odierna al Copasir del sottosegretario Gianni Letta è del tutto inidonea a garantire trasparenza e certezza in materia di opposizione del segreto di Stato". Lo hanno affermato Felice Casson e Rosa Villecco Calipari, vicepresidenti dei gruppi Pd.
"La legge n. 124 di riforma del segreto di Stato, approvata nella passata legislatura dal Governo Prodi – hanno spiegato i due parlamentari del Pd – ha stabilito che il segreto di Stato viene meno ordinariamente dopo 15 anni, salvo eccezionali proroghe di altri 15 anni. Qualsiasi tentativo amministrativo di dilatare tale termine è da considerare pericoloso e 'contra legem'".
"I segnali provenienti dal Governo non sono al momento positivi – hanno concluso Casson e Villecco Calipari – sia perchè nell'intervista del sottosegretario Gianni Letta si parla ancora di 30 anni, e non di 15, di permanenza del segreto, sia perchè con il DPCM del 23 marzo 2011, n. 1 art.45 comma 2, viene allargata, con una norma regolamentare (e quindi inidonea), la possibilità di opporre alla magistratura, per di più preventivamente, il segreto di Stato".
utente anonimo aprile 21, 2011 at 19:30 | Permalink
ci vorranno altri 30 anni prima che vengano versati negli archivi.
Anonimo marzo 7, 2012 at 14:47 | Permalink
“MONTI SCRIVE AI MINISTRI : COSI’ CAMBIA IL SEGRETO DI STATO.”
DA USTICA AL RAPIDO904 fino a CALLIPARI : la direttiva di Palazzo Chigi per ottenere una lista completa
IL PRESIDENTE del CONSIGLIO EMANA DIRETTIVA PUBBLICATA IN G.U. del 5.3.2012
DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 febbraio 2012* (in G.U. n. 54 del 5 marzo 2012) – Attuazione delle disposizioni concernenti la tutela amministrativa delle informazioni coperte da segreto di Stato e degli atti relativi al segreto di Stato, contenute nel DPCM 22 luglio 2011, n. 4.
In particolare, con tale provvedimento, il Presidente Monti precisa che spetta a lui la decisione di confermare o eliminare il segreto di Stato, dopo 15 anni dalla sua apposizione. Invita, pertanto, i ministri a dare precise direttive affinché ogni procedura, volta a sottoporre alle determinazioni presidenziali i provvedimenti in tema di segreto di Stato, sia di conferma del vincolo, sia di nuova apposizione, venga espletata, per il tramite dell’UCSe (Ufficio Centrale Segretezza), trasmettendo all’Organo nazionale di sicurezza tutti gli elementi conoscitivi utili all’espletamento dell’istruttoria. Con la stessa procedura, le Amministrazioni dovranno, d’ora in avanti, informare tempestivamente il Presidente del Consiglio di ogni singolo caso di opposizione del segreto di Stato effettuata all’Autorità giudiziaria da propri dipendenti o da soggetti sottoposti alla propria vigilanza ovvero di cui comunque vengano a conoscenza. Nella stessa ottica, le Amministrazioni dovranno sensibilizzare il proprio personale sulla necessità, ove ritenga di poter essere chiamato a deporre su fatti
o documenti coperti dal segreto di Stato, o suscettibili di essere oggetto del segreto di Stato di darne immediata comunicazione al Presidente del Consiglio affinché, ove necessario, possa adottare, nella sua qualità di Autorità nazionale per la sicurezza, le determinazioni di propria competenza.
Nella direttiva, inoltre, si ravvisa l’opportunità di effettuare i dovuti adempimenti ricognitivi al fine di consentire che sin dall’inizio dell’attività dell’Ufficio inventario sia già disponibile un quadro completo degli elementi concernenti i segreti di Stato vigenti: e allo scopo, i singoli ministri dovranno impartire le dovute istruzioni perché ciascuna Amministrazione proceda ad un’esatta ricognizione di ogni singolo segreto vigente, anche con riferimento ai vincoli sorti prima della L. 124/2007. All’esito della ricognizione le Amministrazioni dovranno far pervenire, in tempi rapidi, all’Organo nazionale di sicurezza un elenco delle apposizioni e delle conferme dei segreti di Stato risultanti dai propri atti, corredato della data dei relativi provvedimenti, della descrizione dell’oggetto del segreto di Stato e, nei casi di opposizione, degli estremi identificativi del procedimento penale, nonché di copia di tutti i provvedimenti di apposizione e conferma dell’opposizione di cui siano in possesso. “Avere certezza sul dies a quo del segreto di Stato è – si legge infine nel documento – indispensabile per applicare le norme che ne disciplinano l’efficacia nel tempo. Al riguardo, si richiama l’attenzione delle Amministrazioni interessate sulla necessità di valutare e formulare, con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine di quindici anni previsto dalla legge, eventuali proposte di proroga da sottoporre, per il tramite dell’Organo nazionale di sicurezza, al Presidente del Consiglio dei Ministri”.
B.A. stanco ….
Anonimo marzo 7, 2012 at 14:52 | Permalink
DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 febbraio 2012.
Funzionale a tali obiettivi è il meccanismo introdotto dall’art. 72, comma 4, del predetto regolamento rivolto a censire e monitorare costantemente la situazione dei segreti di Stato. Detto meccanismo risulta incentrato sull’istituzione nell’ambito dell’Ufficio centrale per la segretezza di un’apposita struttura, l'”Ufficio inventario”, presso il quale dovranno confluire tutti i dati identificativi dei singoli segreti di Stato.
La norma è diretta a consentire che, attraverso l’UCSe, il Presidente del Consiglio possa avere in maniera costante e tempestiva contezza di tutte le informazioni correlate ai diversi casi di ricorso al segreto di Stato. E’ su tale base, inoltre, che il Presidente del Consiglio dei Ministri potrà assolvere agli obblighi di comunicazione nei confronti del COPASIR, previsti dall’art. 72, comma 4, del regolamento.
In questa ottica, l’art. 71 del regolamento ha disposto che l’annotazione di cui all’art. 39, comma 4, della legge n. 124/2007 (“sugli atti, documenti o cose che ne sono oggetto”) comporti l’indicazione degli estremi del provvedimento costitutivo del vincolo.
Quanto all’oggetto del segreto, va ricordato che gli ambiti informativi suscettibili di essere protetti dal segreto di Stato sono indicati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008, attuativo dell’art. 39 della legge n. 124, che individua – seppur in forma non tassativa – talune “categorie di riferimento” ritenute in astratto tutelabili mediante il segreto di Stato.
Tra queste il regolamento ricomprende espressamente anche le materie riconducibili agli interessi già protetti con il segreto militare di cui al regio decreto n. 1161/1941. Nel solco della legge n. 801 del 1977, che aveva espressamente abrogato, nel previgente codice di procedura penale, il “segreto politico o militare” sostituendolo con il “segreto di Stato”, la disciplina introdotta dalla legge n. 124/2007 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008 ha segnato il definitivo superamento della categoria del segreto militare, riportando anche le informazioni di natura militare nel novero di quelle suscettibili di essere coperte dal segreto di Stato. Nei sensi, il recente “Codice dell’ordinamento militare”, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, nell’abrogare espressamente il regio decreto n. 1161/1941, ha ribadito l’applicabilità agli “atti, documenti, notizie, attività e beni militari” della disciplina generale in materia di segreto di Stato.
Il Direttore generale del DIS, nella sua funzione di Organo nazionale di sicurezza, è incaricato di assicurarne l’attuazione, vigilando altresì sulla sua corretta applicazione.
In questo quadro l’UCSe fornirà alle Amministrazioni ogni richiesto chiarimento o indicazione al riguardo.