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Timestamp: 2020-03-29 00:40:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 9', 'art.5', 'art. 5']

Sblocca cantieri e distanze tra edifici, ecco le novità | BibLus-net
20 Giugno 2019 /11 Commenti/in Opere edili /di Francesca Ressa
Lo Sblocca cantieri modifica il dpr 380/2001 in materia di distanze tra edifici. Più facili le operazioni di demolizione e ricostruzione
le distanze minime tra i fabbricati stabilite dall’articolo 9 commi 2 e 3 del dm 1444 del 1968 si applicano esclusivamente alle zone di espansione C
L’art. 5 della legge di conversione Sblocca cantieri (dl n. 32/2019), contenente norme in materia di rigenerazione urbana, prevede che all’articolo 2-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:
In materia di distanza tra i fabbricati, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b-bis), della legge n. 55 del 2019, le disposizioni di cui all’articolo 9, commi secondo e terzo, del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, si interpretano nel senso che i limiti di distanza tra i fabbricati ivi previsti si considerano riferiti esclusivamente alla zona di cui al primo comma, numero 3), dello stesso articolo 9.
Pertanto le seguenti indicazioni previste nel comma 2 e 3 del dm 1444/1968:
comma 2. Le distanze minime tra fabbricati – tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilita’ a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) – debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di:
comma 3. Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all’altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.
si applicano ESCLUSIVAMENTE al comma 1, numero 3 dell’art. 9 del dm 19444/1968, ossia:
comma 1, numero 3 Zone C): è altresì prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all’altezza del fabbricato più alto; la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml. 12.
Clicca qui per scaricare la legge n. 55/2019
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Laboratori per prove e controlli sui materiali da costruzione: la circolare del CSLP
n base a quanto si legge al comma 2 art. 5 del provvedimento
COME SI FA A FAR DISCENDERE DA QUESTO ARTICOLO IL COMMENTO PROPOSTO?
LA DISTANZA DEI DIECI METRI PER LE ZONE DI COMPLETAMENTO (v. c. 1 dell’art. 9) RIMANE.
SI TROVANO FONTI DI ALTRO TENORE?
19 Aprile 2019 en 12:44
in riferimento alla distanza tra edifici e decreto sbocca cantieri ti invio il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in cui salta ogni riferimento di modifica al dm 1444/1968 (Art. 5. Norme in materia di rigenerazione urbana).
Di seguito il link del dl n. 32/2019 (decreto sblocca cantieri): http://biblus.acca.it/download/testo-finale-decreto-sblocca-cantieri/
Architetto dice:
26 Aprile 2019 en 21:37
Ma quale novità? Le regioni avevano già la possibilità di derogare al DM 1444/68 . Secondo me le modifiche all’art.5 sono una Bufala .
29 Aprile 2019 en 11:33
esatto, la solita propaganda rivolta ai non addetti.
Donato Vannelli dice:
29 Maggio 2019 en 20:49
Ho un pezzo di terra e vorrei farvi una casetta però non so le distanze da rispettare…allora da un lato ho un confinante..da un altro il tratturo e dall’altro una strada vicinale…. grazie
30 Maggio 2019 en 9:00
in linea generale i nuovi fabbricati devono essere distanti almeno 5 metri dal confine e 10 da altri fabbricati.
In ogni caso dipende molto dal regolamento edilizio del tuo comune.
Pertanto ti consiglio di rivolgerti al tuo tecnico di fiducia, soltanto lui, analizzando nel dettaglio il lotto, potrà consigliarti al meglio.
Ballarini Sauro dice:
14 Giugno 2019 en 7:15
Ulteriore complicazione in termini di distanza tra edifici e costruzioni è il metodo di misurazione.
Distanza lineare o radiale ? Nel caso di nuove costruzioni al’interno di lottizzazioni non ci sono problemi ,ma nelle zone di cmpletamento ci sono delle grandi differenze . Inoltre i balconi e le pensiline secondo alcune sentenze sono considerate costruzioni a tutti gli effetti , perciò fanno distanza come la parete del fabbricato . Personalmente dopo 37 anni di professione ho capito che le norme edilizie vengono scritte ed interpetrate per far lavorare gli avvocati, che poi chiedono interpretazione ai tecnici e per ultimo arriva il Giudice che essendo a conoscenza superficiale della normativa edilizia, emana Condanne secondo lo stato d’animo .
Raimondo Manca dice:
21 Giugno 2019 en 10:08
Nel caso di demolizione e ricostruzione con applicazione del Piano casa (nel caso specifico Sardegna), con aumento di volume, come ci si comporta?
21 Giugno 2019 en 11:56
poiché bisogna valutare una serie di specificità (legate alla zona in cui sorge il fabbricato, alla normativa comunale e regionale), non è possibile dare una risposta univoca alla tua domanda.
Al riguardo, tuttavia, ti consigliamo un focus di BibLus-BIM sul piano casa.
Stefano Leonangeli dice:
27 Luglio 2019 en 11:08
Scusate se scrivo in ritardo ma sto combattendo per casa mia da demolire causa terremoto (Centro Italia) in centro storico, e ancora la strada è lunghissima per arrivare a capire come e cosa fare, grazie ad una politica veramente con la ‘p’ minuscolissima.
Perché dite che le distanze minime tra i fabbricati stabilite dall’articolo 9 del dm 1444 del 1968 si applicano esclusivamente alle zone di espansione C, sottintendendo e comprendendo i fatidici 10 ml tra pareti finestrate ecc?
Ho letto e riletto il testo del D.Lgs e poi i commenti che sbandieravano i fatidici 10 ml non più applicabili (derogabili) in zona A e B, e questa è la vulgata che va girando tra tecnici e funzionari pubblici. Ma nel testo non c’è scritto questo, a meno che io non sia rincitrullito definitivamente.
Forse questa era l’intenzione dell’ineffabile legislatore, ma quello che è scritto nel Decreto è che le disposizioni del secondo e terzo comma del 1444 si applicano solo alle zone di cui al primo comma numero 3:
Il secondo e terzo comma del suddetto Dm 1444 recitano:
(secondo comma) Le distanze minime tra fabbricati – tra i quali siano interposte strade destinate al traffico ecc
(terzo comma) Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, ecc.
Pertanto di quale rivoluzione stanno parlando tutti i commentatori?
Secondo me oramai siamo in mano a ‘tecnici legislatori’ che non sanno quello che fanno e che appartengono quella vasta categoria di miei compatrioti che non comprendono nemmeno quello che hanno scritto.
Forse mala tempora currunt?
29 Luglio 2019 en 10:02
è forse opportuno chiarire che in materia di distanza tra i fabbricati, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b-bis), della legge n. 55 del 2019, le disposizioni di cui all’articolo 9, commi secondo e terzo, del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, si interpretano nel senso che i limiti di distanza tra i fabbricati ivi previsti si considerano riferiti esclusivamente alla zona di cui al primo comma, numero 3), dello stesso articolo 9.
2. Le distanze minime tra fabbricati – tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilita’ a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) – debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di:
3. Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all’altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.
Zone C): è altresì prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all’altezza del fabbricato più alto; la norma si applica anche quando una sola
parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml. 12.
Ti ringraziamo e cogliamo l’occasione per aggiungere questi ulteriori chiarimenti.
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