Source: http://unicobas.it/sent5204.htm
Timestamp: 2017-03-30 06:48:30+00:00
Document Index: 185577330

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art.\n2', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 28']

UNICOBAS Scuola - Archivio: Sentenza del Tribunale di Civitavecchia del 5 febbraio 2004
Cron. 153/04
In persona della dott.ssa Stefania Ciani in funzione di
Giudice del lavoro ha pronunciato il seguente
Nel procedimento iscritto al n. 1695 Ruolo Generale
degli Affari Contenziosi dell'anno 2003
A scioglimento della riserva assunta all'udienza del 22
gennaio 2004;
letti ed esaminati gli atti di causa, nonché le
note depositate da parte ricorrente in data 29 gennaio 2004;
Con ricorso ex art. 28 Legge n. 300 del 1970, depositato
in data 27 novembre 2003, il Sindacato Unicobas Scuola, Segreteria Provinciale
di Roma, in persona del segretario provinciale Stefano D'Errico, esponeva che il dirigente scolastico della
Scuola media statale G. Carducci di Civitavecchia, con lettera del 31 ottobre 2003, visto il CCN del Comparto Scuola sottoscritto il 24 luglio 2003, aveva rigettato la richiesta formulata dalla prof.ssa Giovanna Maliandi, nella sua qualità
di rappresentante sindacale, eletta RSU Unicobas, di convocazione dell'assemblea sindacale in orario e in luogo di servizio, asserendo
che le assemblee sindacali in luoghi di lavoro potrebbero essere indette
solo dalle rappresentanze sindacali unitarie e non dal singolo membro della RSU.
Tutto ciò premesso e ritenuta l'illegittimità
e l'antisindacalità del comportamento tenuto, il sindacato Unicobas
ricorreva all'intestato Tribunale affinché con decreto immediatamente
esecutivo dichiarasse antisindacale la denunciata condotta e, in conseguenza,
ordinasse al Ministero della Pubblica Istruzione, al Provveditorato degli
Studi di Roma e al Dirigente Scolastico della Scuola media statale G. Carducci la cessazione del comportamento antisindacale e discriminatorio posto in
essere nei confronti del sindacato ricorrente e la concessione a richiesta della rappresentante sindacale eletta RSU in rappresentanza dell'Unicobas, di locali idonei allo svolgimento di assemblee sindacali in orario di servizio;
chiedeva, infine, di disporre l'affissione dell'emanando
decreto nei luoghi di lavoro accessibili a tutti i lavoratori per la durata
di trenta giorni e la pubblicazione dello stesso sui quotidiani il Messaggero
e la Repubblica a cura e spese dei convenuti.
Non si costituivano in giudizio il Ministero dell'Istruzione, Università e
Ricerca, il Provveditorato agli Studi di Roma e la Scuola media statale G. Carducci,
che, pertanto, devono essere dichiarati contumaci.
All'udienza del 22 gennaio 2004, il Giudice
si riservava di decidere concedendo termine per il deposito di note fino
al successivo 30 gennaio.
e merita di essere accolto.
Il contratto collettivo nazionale quadro sulle modalità
di utilizzo dei distacchi, delle aspettative e dei permessi nonché
delle altre prerogative sindacali del 7 agosto 1998 prevede, infatti, all'art.
2 comma 2 che "le assemblee, che riguardano la generalità dei
dipendenti o gruppi di essi, possono essere indette singolarmente o congiuntamente,
con specifico ordine del
giorno, su materie di interesse sindacale e del lavoro, dai
soggetti indicati nell'art. 10";
questa norma prevede, a sua volta, che "i dirigenti sindacali che, ai sensi
dell'accordo stipulato il 7 agosto 1988, hanno diritto ad usufruire nei
luoghi di lavoro dei permessi sindacali retribuiti, giornalieri od orari,
di cui all'art. 9 per l'espletamento del loro mandato sono: i componenti
delle RSU….".
Orbene il dato testuale non consente di interpretare la
norma nel senso che legittimati ad indire le assemblee sindacali sono i
componenti della RSU nel loro complesso ovvero unitariamente considerata.
La dottrina più attenta, dal canto suo, non ha mancato di rilevare
che il tenore letterale dell'accordo interconfederale del 1993, che ha
sancito la scomparsa delle RSA di cui all'art. 19 dello Statuto dei Lavoratori
e la creazione delle RSU, depone nel senso di escludere che queste ultime
siano esclusivamente un organismo plurisoggettivo, in cui la rilevanza
esterna va riconosciuta solo all'organo collegiale.
Il legislatore del 1970, con la disposizione di cui al
più volte menzionato art. 19 della legge n. 300, aveva previsto
la creazione di tante RSA quante erano le associazioni titolari dei requisiti
previsti dalla medesima norma e ad ognuna aveva riconosciuto il diritto
di assemblea, secondo il disposto del successivo art. 20, riconoscendo,
in tal modo, il diritto di ogni associazione sindacale, costituita in RSA,
ad indire assemblee, singolarmente o congiuntamente. Orbene non v'è
alcuna norma che indica a ritenere che l'avvicendamento delle RSU alle
RSA abbia fatto venir meno il diritto di assemblea già riconosciuto
ad ogni associazione sindacale costituita in RSA, dovendosi, piuttosto,
riconoscere che siffatto diritto spetta attualmente alle organizzazioni
sindacali elette nell'ambito della RSU, quale risulta essere, nel caso
di specie, l'odierna ricorrente.
Conseguentemente ad ogni singola componente sindacale
eletta nella Rsu devono essere riconosciuti quei diritti
e quelle prerogative prima spettanti alle organizzazioni
sindacali costituite in RSA.
Quanto al diritto di indire assemblee sindacali,
in particolare, esso deve, quindi, essere riconosciuto non solo alla RSU in
quanto tale, bensì anche alle singole associazioni sindacali elette
in seno alla RSU. Lo stesso accordo
interconfederale del 1° dicembre
1993, del resto, ha espressamente riconosciuto il diritto di ogni associazione
sindacale stipulante il contratto collettivo nazionale di lavoro di indire,
singolarmente o congiuntamente, l'assemblea dei lavoratori durante l'orario
di lavoro, con ciò escludendo che la RSU abbia rilevanza solo unitariamente
Priva di alcun è la tesi che pretende di correlare
gli artt. 2 e 10 del contratto collettivo nazionale quadro del 7 agosto
1998 con l'art. 8 comma 1 dell'accordo collettivo quadro per la costituzione
di rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle
pubbliche amministrazioni del 7 agosto 1998, a norma del quale "le decisioni
relative all'attività della RSU sono assunte a maggioranza dei componenti":
l'art. 8 citato, infatti, disciplina unicamente l'attività delle
R S.U., non già l'esercizio delle prerogative sindacali dei suoi
Diversamente opinando, ovvero ritenendo che anche in campi
ed ambiti differenti dall'attività posta in essere dalla RSU operi
il principio dell'unitarietà, verrebbero frustrati i diritti
dei membri di minoranza della RSU che potrebbero non ottenere mai l'avallo
delle proprie iniziative sindacali o potrebbero vedere limitate le stesse.
Per completezza giova, inoltre, evidenziare che a nulla
rileva il disposto dell'art. 8 del CCNL del comparto scuola per il quadriennio normativo 2002/2005 e per il primo biennio economico 2002/2003,
secondo cui (v., in precedenza l'art. 13 del CCNL del 15 marzo 2001 e l'art. 13 del CCNL del 1995) "le assemblee che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi sono indette con specifico ordine del giorno:
... b) dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti con le modalità dell'art. 8 comma 1 dell'accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7 agosto 1998", sia perché porterebbe a sopprimere
di fatto i diritti previsti e disciplinati dal titolo III dello Statuto
dei Lavoratori, sia perché attribuirebbe alla pubblica amministrazione
il potere di scegliere, attraverso la scelta di sottoscrivere il contratto
con date organizzazioni sindacali, il potere di scegliere altresì
le organizzazioni che possono beneficiare o meno delle prerogative sindacali
normativamente riconosciute, ciò che rappresenta, all'evidenza,
una conseguenza inaccettabile.
Per tutti motivi sopra esposti deve, dunque, essere dichiarata
l'antisindacalità della condotta denunciata e, per l'effetto, devesi
ordinare al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, al
provveditorato agli Studi di Roma ed al Dirigente Scolastico della Scuola media statale G. Carducci
di Civitavecchia di cessare il predetto comportamento, di riconoscere
a richiesta del rappresentante eletto RSU dell'Unicobas il diritto di indire
assemblea sindacale in orario di servizio, di concedere, a richiesta della rappresentante eletta RSU in rappresentanza dell'Unicobas, locali idonei per lo svolgimento di assemblee sindacali in orario di servizio.
Deve essere dichiarato non luogo a provvedere sulle istanze di affissione e pubblicazione del presente decreto non essendo normativamente previsti detti mezzi di pubblicità.
Ricorrono giusti motivi, avuto riguardo alle ragioni della
decisione ed ai dubbi interpretativi esistenti in materia, per disporre
l'irripetibilità delle spese
di lite, stante la contumacia dei resistenti.
Il Tribunale, pronunciando sul ricorso ex art. 28 Legge
n. 300 del 1970 presentato in data 27 novembre 2003 da Unicobas Scuola Segreteria
Provinciale di Roma, così decide:
accoglie il ricorso e per l'effetto dichiara antisindacale
il comportamento di cui è causa;
ordina al Ministero dell'Istruzione, Università
e Ricerca, al Provveditorato agli Studi di Roma ed al Dirigente Scolastico
della Scuola media statale G. Carducci di Civitavecchia:
- di cessare dal
comportamento posto in essere nei confronti della RSU Unicobas;
- di consentire,
a richiesta della RSU Unicobas di indire assemblea sindacale in orario
- di concedere, a richiesta della rappresentante sindacale eletta RSU in rappresentanza dell'Unicobas, locali idonei per lo svolgimento di assemblee sindacali in orario di servizio.
Dichiara non luogo a provvedere sulle istanze di affissione e pubblicazione del presente decreto. Spese irripetibili
Manda alla cancelleria di comunicare il presente decreto
alla parte ricorrente.
Così deciso in Civitavecchia il 5 febbraio 2004
Civitavecchia 5/2/2004