Source: https://www.scribd.com/document/212495593/scheda-sintesi-legge-10-del-21-02-2014
Timestamp: 2019-09-15 20:40:23+00:00
Document Index: 144701197

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 77', 'art. 19', 'art. 73', 'art. 94', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 69', 'art. 69', 'art. 666', 'art. 667', 'art. 51', 'art. 47', 'art. 58', 'art.54', 'art.4', 'art. 16']

scheda sintesi legge 10 del 21/02/2014 | Public Law | Government Information
scheda sintesi legge n° 10 del 21/02/2014
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Scheda di Sintesi del Decreto-Legge 23/12/2013 n.146 convertito con modiche dalla Legge n.
10 del 21/2/2014
ALL ARt .
BIS C . P . P .
La disposizione riguarda lapplicazione del cd. braccialetto elettronico, e cio una procedura di controllo mediante mezzi elettronici che il giudice dispone in caso di concessione degli arresti domiciliari a meno che, valutato le esigenze cautelari da soddisfare nel caso concreto, ne escluda la necessit. Luso del braccialetto elettronico subordinato per alla accertata disponibilit della polizia giudiziaria.
(D.P.R. 309/90)
Viene modicato lart. 73 co. 5, cio lipotesi di cessione di sostanze stupefacenti (e le altre condotte descritte allart. 73 , offerta, vendita,coltivazione ecc.) che, per le modalit e le circostanze dellazione ovvero per la qualit o quantit delle sostanze stupefacenti, viene considerata di lieve entit: in particolare viene modicato il trattamento sanzionatorio in senso pi favorevole, abbassando il massimo edittale da 6 anni a 5 anni, mentre resta ssato in anni uno il minimo di pena (con multa invariata da euro 3 .000 a euro 26.000). Ma soprattutto lipotesi attenuata diventa titolo autonomo di reato, sottratto al giudizio di comparazione con altre circostanze in specie aggravanti, che poteva comportare maggior gravit del trattamento sanzionatorio. La congurazione dellipotesi attenuata come titolo autonomo riduce anche i termini di prescrizione. La modica dovrebbe servire, nella ratio del legislatore, a ridurre il sovraffollamento carcerario, con riferimento in particolare alle condotte di piccolo spaccio poste in essere da assuntori di sostanze, anche se il limite della pena edittale consente ancora lapplicazione della misura cautelare carceraria. N.B. Durante liter di conversione del decreto n. 146/2013 la Corte costituzionale ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 73 T.U. stup. come modicato dalla legge Fini-Giovanardi (D.L. n. 272/2005 convertito nella Legge 49/2006) per eccesso di delega ai sensi dellart. 77 Cost., ripristinando la disciplina prevista dalla Legge 162/90 (cd. Jervolino-Vassalli) e quindi la distinzione tra droghe leggere e pesanti nonch il precedente trattamento sanzionatorio, con delicati problemi di diritto intertemporale. N.B. Risulta modicato anche lart. 19 co.5 in materia di processo minorile (DPR 448/1988), nel senso che ai ni della determinazione della pena per lapplicazione delle misure cautelari si deve tenere conto della diminuente dellet, ad eccezione che nei delitti di cui allart. 73 co.5 T.U. stupefacenti, al ne di salvaguardare la possibilit di applicare misure cautelari. La nuova previsione appare di dubbia costituzionalit, creando una situazione di sfavore in base al mero titolo di reato, che peraltro punisce fatti di lieve entit . Modica dellart. 94: viene abrogato il 5 comma, che prevedeva il divieto di concedere lafdamento terapeutico al servizio sociale dopo la seconda volta. La modica cerca di favorire comunque il recupero di persone tossicodipendenti, pi esposte allinsuccesso della misura alternativa per effetto della fragilit della loro condizione
Scheda di Sintesi del Decreto-Legge 23/12/2013 n.146 convertito con modiche dalla Legge n.10 del 21/2/2014
DEL G ARANtE NAZIONALE DEI
E istituito presso il Ministero di Giustizia il Garante delle persone detenute o private della libert personale, anche a seguito di ratica del Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti avvenuta con L. 9 novembre 2012 n.195, che impone ad ogni stato membro di dotarsi di un organo di vigilanza, anche se con caratteristiche di indipendenza dal potere politico ben diverse da quelle delineate nella nuova normativa . Il Garante costituito da un collegio di tre membri, tra cui un Presidente, che restano in carica cinque anni, non prorogabili, scelti tra persone che assicurano indipendenza e competenza nelle discipline afferenti la tutela dei diritti umani e che non possono ricoprire cariche elettive, istituzionali o di partito. La nomina, a seguito di modica intervenuta in sede di conversione del D.L. n. 146, avviene con decreto del Presidente della Repubblica. LUfcio si avvale di risorse messe a disposizione dal Ministero di Giustizia, compreso il personale, ed previsto un successivo regolamento per disciplinare struttura e composizione dellufcio del Garante. Il Garante nazionale si coordiner con i Garanti territoriali gi istituiti e svolger funzioni di vigilanza su tutti i luoghi dove si trovano persone private della libert personale, senza autorizzazione, ivi compresi i CIE, Centri di identicazione ed espulsione. Potr consultare, con il consenso dellinteressato, i fascicoli personali, e richiedere informazioni alle amministrazioni interessate, nonch richiedere al magistrato di sorveglianza un ordine di esibizione in caso di mancata risposta da parte dellamministrazione, formulare raccomandazioni in caso di accertate violazioni alle norme dellordinamento ovvero accertata la fondatezza dei reclami proposti ai sensi dellart. 35 O.P. e presenta a Camera e Senato e ai Ministeri dellInterno e di Giustizia una relazione annuale sullattivit svolta.
Viene modicato lart. 35 O.P. inserendo anche i Garanti territoriali tra i destinatari dei reclami generici dei detenuti. Viene introdotto lart. 35 bis , che disciplina la decisione del magistrato di sorveglianza in sede giurisdizionale sui reclami dei detenuti concernenti le condizioni di esercizio del potere disciplinare la costituzione e la competenza dellorgano disciplinare , la contestazione degli addebiti e la facolt di discolpa ( art. 69 co.6 lett.a ) O.P.; inoltre decide sui reclami relativi allinosservanza da parte dellamministrazione di disposizioni previste dal regolamento, da cui derivi al detenuto o allinternato un attuale e grave pregiudizio allesercizio dei diritti, secondo quanto previsto dallart. 69 co.6 lett. B) dellordinamento penitenziario, anch esso modicato dalla normativa in esame. In materia disciplinare il termine per il reclamo sempre di 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento. In caso di accoglimento il magistrato di sorveglianza annulla le decisioni . Nel caso di reclamo contro atti ritenuti pregiudizievoli previsto che il magistrato ordini allamministrazione interessata di porre rimedio alla accertata sussistenza con provvedimento ricorribile per cassazione solo per violazione di legge. In caso di mancata esecuzione del provvedimento linteressato o il difensore munito di procura speciale possono chiedere lottemperanza al magistrato di sorveglianza che ha emesso il provvedimento, che pu ordinarla indicando modalit e tempi di adempimento. Pu nominare anche un commissario ad acta . Il procedimento relativo al reclamo si svolge in camera di consiglio con maggiori garanzie rispetto alla precedente formulazione, essendo previsto lo schema procedimentale tipico previsto per il procedimento di sorveglianza ai sensi egli art. 666 e 678 cpp e lamministrazione interessata, avvisata della data di udienza, ha diritto di comparire o di trasmettere osservazioni e richieste
SEmPLIFICAZIONE DELLA tRAttAZIONE DI ALCuNE ALLA M AgIStRAtuRA DI S ORVEgLIANZA
mAtERIE DAVANtI
Rispetto al passato , il Tribunale di Sorveglianza e il magistrato di sorveglianza, in alcune materie di competenza (come la conversione di pene pecuniarie, remissione del debito, esecuzione della semidetenzione e della libert controllata per il magistrato di sorveglianza, la riabilitazione e la valutazione sullesito dellafdamento in prova per il Tribunale) possono emettere senza contraddittorio il provvedimento, che pu essere opposto dallinteressato, ed in questo caso si instaura il procedimento camerale nel contraddittorio delle parti. La semplicazione intende riservare la pienezza del contraddittorio alle questioni pi afferenti ai diritti fondamentali, mentre il ricorso alla procedura pi spedita prevista dallart. 667 co. 4 cpp dovrebbe bilanciare il maggior carico di lavoro che grava sugli ufci di sorveglianza con le modiche apportate dalla nuova normativa. Viene modicato lart. 51bis dellOrdinamento penitenziario, nel senso che in caso di sopravvenienza di un nuovo titolo di detenzione la prosecuzione della misura alternativa in corso sia afdata al magistrato di sorveglianza, mentre il Tribunale verr investito solo in caso di reclamo. Inne, la nuova normativa interviene sulla disciplina delle deroghe alle prescrizioni applicate ai condannati sottoposti a misura alternativa, che spesso pesano sul carico di lavoro della magistratura di sorveglianza, a volte per modiche di scarsa rilevanza. Lart. 47 co. 8 dellOrdinamento penitenziario, come modicato, prevede che le deroghe temporanee alle prescrizioni sono autorizzate, su proposta del direttore dellufcio di esecuzione penale esterna, dal magistrato di sorveglianza anche in forma orale in caso di urgenza.
MODIFICA ALLA DISCIPLINA ARt . 47 L EggE 354/75
DELL A FFIDAmENtO IN
SERVIZIO SOCIALE ORDINARIO
Accanto alla previsione del limite di pena stabilito in anni 3 di reclusione, anche come pena residua, per accedere alla misura alternativa, introdotta la possibilit di ottenere il benecio anche quando il limite di pena, anche residua, pari ad anni 4, tutte le volte in cui possibile valutare positivamente la condotta tenuta dal condannato nellanno precedente , a prescindere dal fatto che il periodo sia decorso in espiazione di pena detentiva, in misura cautelare o in libert . Al ne di incentivare il ricorso allafdamento in prova si prevede lattribuzione al magistrato di sorveglianza della potest di applicare in via durgenza lafdamento in prova al servizio sociale, quando sussiste un grave pregiudizio nel protrarsi dello stato di detenzione e non sussiste pericolo di fuga, salva la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
DuRANtE LO SVOLgImENtO DELLA
Si introduce un apposito articolo nellOrdinamento penitenziario, lart. 58quater, che prevede che il magistrato di sorveglianza o il tribunale possano prescrivere procedure di controllo anche mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici , sempre che siano nella disponibilit delle forze dellordine (cos come si visto per i controlli durante la misura cautelare degli arresti domiciliari)
Per due anni dallentrata in vigore del decreto previsto che la detrazione di pena concessa con la liberazione anticipata prevista dallart.54 della Legge 26 luglio 1975 n. 354 pari a settantacinque giorni per ogni semestre di pena scontata , in caso di buona condotta (e non pi 45 giorni). La norma, di durata temporanea, dovrebbe incidere , in realt in misura modesta, sul sovraffollamento. In sede di conversione del decreto sono stati esclusi dal benecio , pure ancorato nel decreto a requisiti pi stringenti, i condannati per i reati ricompresi nellart.4bis O.P., cio quelli di maggior allarme sociale, creando una denunciata, per alcuni, disparit di trattamento. E altres previsto che ai condannati che, a decorrere dal 1 gennaio 2010, abbiano gi usufruito del benecio, venga riconosciuto per ogni semestre la maggior detrazione di gg. 30, purch nel corso dellesecuzione successivamente alla concessione del benecio abbiano continuato a dare prova di partecipazione allopera di rieducazione. La competenza sempre del magistrato di sorveglianza.
PENE DEtENtIVO
NON SuPERIORI A
Si stabilizza la misura che consente di scontare presso il domicilio la pena detentiva non superiore a 18 mesi , che altrimenti non sarebbe stata pi applicabile dal 1 gennaio 2014. La speciale previsione era stata introdotta con la L. n. 199 /2010 (che limitava la pena ad un anno, poi portata a mesi 18 mesi dal Decreto-Legge n. 211 del 2011 convertito nella Legge n. 9/2012). Per domicilio deve intendersi labitazione o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza o accoglienza.
IN mAtERIA DI I mmIgRAZIONE
Lintervento riguarda la disciplina della espulsione quale sanzione alternativa alla detenzione, applicabile ai detenuti cittadini di Stati non appartenenti all Unione Europea. In realt trattasi di misura che non ha le caratteristiche proprie della misura alternativa, essendo attivabile dufcio, senza consenso dellinteressato e senza valutazione di merito. Pu essere utile strumento di deazione carceraria. La modica riguarda lart. 16 co.5 Decreto Legislativo n. 286/1998. E prevista una procedura nalizzata alla compiuta identicazione dello straniero sin dallarresto, al ne di agevolare la decisione dellautorit giudiziaria e rendere possibile lespulsione, che ha come presupposto la corretta identicazione dello straniero, accertamento spesso non semplice anche per la mancata collaborazione dei paesi di provenienza. Ci dovrebbe evitare che le procedure di identicazione si svolgano nei CIE . Si estende larea applicativa della sanzione, che prevede appunto lespulsione per i detenuti stranieri non appartenenti allUE quando la pena residua pari o inferiore ad anni 2 di reclusione, anche ai delitti meno gravi previsti dal Testo Unico in materia di immigrazione e ai delitti di rapina aggravata ed estorsione aggravata. Viene risolta la questione , molto controversa in giurisprudenza, sulla possibilit di disporre lespulsione, dopo aver sciolto il cumulo delle pene, nel caso di presenza di titoli di reato ostativi. Anche in questi casi sar possibile disporre lespulsione, con aumento dellutilizzo di questo strumento normativo.
E previsto il differimento di 6 mesi per ladozione dei decreti interministeriali recanti le misure per le agevolazioni scali e contributive a favore delle imprese e delle cooperative che offrono occasioni di lavoro ai detenuti.
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