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Timestamp: 2020-07-12 05:30:39+00:00
Document Index: 75136983

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 22', 'art. 45', 'art. 114', 'art. 91', 'art. 127', 'art. 119', 'art. 149', 'art. 146', 'art. 302', 'art. 251', 'art. 248']

Le linee guida della Commissione Europea sulle operazioni doganali- News - Eversheds Sutherland
Le linee guida della Commissione Europea sulle operazioni doganali durante l’epidemia di COVID-19
1. La Direzione Generale Tassazione e Unione Doganale della Commissione Europea ha recentemente pubblicato delle linee guida, rivolte sia agli operatori che alle autorità nazionali, sulle modalità di svolgimento di alcune operazioni doganali durante l’epidemia di COVID-19 tuttora in corso.
2.Queste linee guida – aggiornate da ultimo l’8 aprile scorso ma soggette a future revisioni – si inscrivono nel più generale adattamento della normativa doganale dell’UE alla crisi in corso avviato dalla Commissione con la decisione 2020/491 che ha stabilito l’esenzione dai dazi e dall’IVA sull’importazione delle merci necessarie a contrastare gli effetti della pandemia da COVID-19 e del regolamento 2020/402 che fino al 26 aprile 2020 ha stabilito la necessità di un’autorizzazione ai fini dell’esportazione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
3. Le linee guida si pongono l’obbiettivo di semplificare lo svolgimento di alcune operazioni oggi previste dalla normativa doganale vigente nell’ottica di limitare, quanto più possibile, il numero degli adempimenti e la necessità di contatti tra gli operatori economici e i pubblici funzionari nonché di assicurare un’applicazione uniforme della legislazione vigente tra tutti i Paesi UE.
Gli ambiti d’applicazione delle linee guida
4. Le linee guida sono articolate in diversi ambiti d’intervento inclusi tra gli altri:
5. La Commissione prende atto del fatto che la crescente domanda di beni acquistati tramite internet e le complicazioni nelle attività di consegna verificatesi a seguito delle limitazioni di movimento determinate dalla pandemia, hanno reso difficoltoso, per gli operatori postali, adempiere alle proprie obbligazioni.
6. Al fine di semplificare le operazioni doganali per l’importazione di beni acquistati tramite web per cui le operazioni doganali sono solitamente svolte dagli operatori postali in rappresentanza degli acquirenti dei prodotti, le linee guida raccomandano un’applicazione generalizzata dell’art. 19 par. 2 del Codice doganale UE (Codice)[1] ai sensi del quale le autorità doganali nazionali possono evitare di richiedere ai soggetti che agiscono per conto di altre persone le prove del loro potere di rappresentanza.
Decisioni delle autorità doganali nazionali
7. In merito alle decisioni che le autorità doganali nazionali sono tenute ad assumere su istanza degli operatori economici, la Commissione ha raccomandato da una parte alle autorità di accogliere le istanze delle imprese che presentano tutti i prescritti requisiti di legge anche nel caso in cui siano state presentate utilizzando mezzi telematici e, dall’altro, ha consigliato agli operatori di limitare le proprie richieste a quelle strettamente essenziali per tutta la durata della pandemia.
8. Nello stesso senso, le linee guida suggeriscono alle autorità doganali di accogliere le richieste di proroga del termine per l’esame delle istanze, presentate dagli operatori economici per assicurare il rispetto dei criteri previsti dalla legislazione, secondo quanto previsto dall’art. 22 par. 3 del Codice.
Obbligazioni doganali e garanzie
9. La Commissione ha suggerito alle autorità doganali nazionali di applicare quanto già previsto dalla legislazione doganale dell’UE in tema di remissione degli oneri doganali il cui pagamento potrebbe causare serie difficoltà economiche o sociali all’operatore economico interessato. La verifica circa la ricorrenza di tali requisiti andrà comunque effettuata caso per caso.
10. Tra le norme richiamate dalle linee guida in proposito vi sono, tra gli altri, (i) l’art. 45 par. 2 e 3 del Codice che consente di sospendere una decisione oggetto di contestazione previa presentazione di una garanzia o anche evitando tale onere ove “sia accertato, sulla base di una valutazione documentata, che tale garanzia può provocare al debitore gravi difficoltà di carattere economico o sociale”; (ii) l’art. 114 del Codice, che consente di non applicare interessi di mora alla scadenza del termine di pagamento dei dazi dovuti ove ricorrano le medesime circostanze sopra menzionate; (iii) l’art. 91 del Regolamento Delegato n. 2015/2446 (che specifica alcune norme del Codice) che in caso di gravi difficoltà economiche dell’operatore consente di evitare l’applicazione di una garanzia ai debiti derivanti dall’inosservanza di obblighi normativi.
11. Nello stesso senso, le linee guida ammettono la possibilità che le autorità doganali accettino lettere di garanzie recanti la sola firma digitale del soggetto garante.
Entrata di merci nel territorio UE
12. Dispositivi sanitari e medici potranno legittimamente entrare nel territorio dell’UE tramite la sola presentazione di sistemi informativi commerciali, portuali o relativi al trasporto in luogo della dichiarazione sommaria di entrata, a condizione che tali sistemi contengano tutte le informazioni necessarie per sostituire tale dichiarazione (art. 127 par. 7 del Codice).
13. La Commissione si è poi impegnata ad introdurre facilitazioni ulteriori per l’importazione di organi umani e midollo osseo destinati al trapianto.
14. Le linee guida incoraggiano gli operatori economici a considerare i beni in movimento all’interno dell’UE come presuntivamente originari dell’Unione o di un Paese terzo beneficiario, secondo quanto previsto in materia di dichiarazione d’origine su fattura dall’art. 119 par. 2 del Regolamento di Esecuzione[2]. Nello stesso senso, le autorità doganali possono accettare, durante tutta la durata della pandemia, copie scansionate delle dichiarazioni delle imprese, a condizione che gli originali rimangano disponibili per la verifica non appena possibile.
Prove d’origine preferenziale
15. Essendo stata informata delle difficoltà incontrate da alcune autorità doganali degli Stati membri e dei partner dell’Unione nella predisposizione di certificati di origine, dovute alle restrizioni al movimento delle persone adottate in diverse giurisdizioni, la Commissione raccomanda alle autorità sopra dette di adottare procedure semplificate per il rilascio delle prove d’origine (ad es. con l’invio di documenti telematici) e di consentire agli operatori economici autorizzati di fare un uso quanto più esteso possibile delle dichiarazioni su fattura.
16. La Commissione ha dunque richiesto alle autorità degli Stati partner commerciali di informarla delle decisioni eventualmente adottate.
17. Con riferimento al termine di custodia temporanea dei beni – ad oggi stabilito in 90 giorni dall’art. 149 del Codice – la Commissione ha comunicato che, nel caso in cui tale termine non si riveli sufficienti per la ri-esportazione o l’immissione pratica delle merci, le autorità doganali dovranno valutare caso per caso l’effettiva sussistenza della responsabilità dell’operatore alla luce delle circostanze eccezionali rappresentate dall’epidemia in corso.
18. Tuttavia, le linee guida invitano gli operatori economici, ove consapevoli dell’impossibilità di disporre dei beni al termine del periodo di custodia temporanea, a presentare quanto prima e già durante detto periodo, una domanda di deposito doganale.
19. Gli operatori economici sono poi invitati ad informare quanto prima le competenti autorità nazionali nel caso in cui, a causa dell’epidemia, non possano rispettare il termine di 10 giorni previsto dall’art. 146 del Regolamento Delegato ai fini della presentazione di dichiarazioni complementari per il calcolo degli oneri doganali.
20. Infine, è consentito che la presentazione delle merci avvenga in luogo diverso dagli uffici doganali.
21. Nel caso di merci in transito nel territorio doganale dell’Unione, la Commissione incoraggia l’accettazione di misure di identificazione diverse dalla sigillatura da parte delle autorità doganali, ivi inclusa la semplice descrizione delle merci, secondo quanto previsto dall’art. 302 del Regolamento di Esecuzione.
22. Inoltre, le autorità sono invitate ad accettare l’allegazione di documenti scansionati alle dichiarazioni di transito dei beni presentate in via elettronica.
23. Le linee guida invitano le autorità nazionali ad applicare il regime di ammissione temporanea in assenza di dazi a tutti i beni direttamente necessari per far fronte alla crisi sanitaria in atto.
24. Nello stesso senso, la Commissione autorizza un’estensione del termine entro cui le merci già in regime di ammissione temporanea debbano essere riesportate o vincolate a un regime doganale ai sensi dell’art. 251 del Codice. Tale estensione sarà da applicarsi agli operatori economici che non abbiano potuto rispettare il termine originariamente previsto dall’autorità nazionale competente a causa dello scoppio dell’epidemia.
Esportazione delle merci
25. Le linee guida invitano, infine, le autorità nazionali a non avviare i procedimenti per l’invalidamento delle dichiarazioni doganali o di riesportazione nel caso in cui sia già trascorso il termine di 150 giorni dallo svincolo delle merci, previsto dall’art. 248 del Regolamento Delegato, ma l’operatore economico non abbia potuto fornire informazioni riguardo alla loro uscita a causa dello scoppio dell’epidemia.
26. Come visto, le linee guida della Commissione introducono misure di particolare favore per gli operatori economici, alleggerendo gli obblighi doganali gravanti sugli stessi per la durata della pandemia di COVID-19.
27. Considerato che il trasporto, anche transfrontaliero, delle merci è ufficialmente riconosciuta quale attività economica espressamente consentita anche in vigenza delle norme adottate per far fronte all’epidemia (cfr. la nota del Ministero degli esteri dell’8 marzo 2020, esplicativa del DPCM pubblicato in pari data), gli operatori economici dovranno far valere tutte le semplificazioni previste dalle linee guida della Commissione in tutti i casi di richieste documentali o di adempimenti formulate dalle autorità doganali nazionali.
28. A tal proposito, i professionisti dello studio Eversheds Sutherland si rendono disponibili ad assistere le imprese nelle interlocuzioni con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nonché ai fini di chiarire quanto previsto dalla normativa doganale dell’Unione.
[1] Regolamento n. 952/2013 del 9 ottobre 2013.
[2] Regolamento di Esecuzione n. 2015/2447 del 24 novembre 2015 che reca modalità di applicazione di alcune norme del Codice.