Source: http://www.vasroma.it/20272/
Timestamp: 2019-08-22 16:32:29+00:00
Document Index: 51880181

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 35', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 10']

Più ombre che luci sulla decisione della Giunta Capitolina di far riverniciare dai privati le strisce pedonali in cambio di spazi pubblicitari – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
3 – Il Regolamento di attuazione e di esecuzione del Codice della Strada, approvato con D.P.R. n. 295 del 16.12.1992, al comma 7 dell’art. 47 considera le “transenne parapedonali” come «impianto pubblicitario di servizio», definendo tale «qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell’ambito dell’arredo urbano e stradale recante uno spazio pubblicitario che può anche essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta».
Da quanto mi risulta le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) prevedono all’art. 35 (dedicato alle “Tipologie di impianto ammesse” il tipo 1.D – parapedonale SPQR di mt. 1,00 x 0,70 fra gli “impianti di proprietà comunale e per pubbliche affissioni”, ed il tipo 2.A – parapedonale da mt. 1,00 x 0,70 fra gli “impianti pubblicitari di servizio”.
Entrambe le tipologie sono vietate nella sottozona B1 (Centro Storico di Roma), come confermato sia dall’art. 15 che dalle rispettive schede tecniche allegate: nulla viene detto riguardo ai 300 centimetri quadrati che secondo l’Assessore Pucci sarebbe il «il massimo previsto dal Prip».
4 – Da quanto mi risulta il nuovo Regolamento di Pubblicità, approvato con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014, alla lettera l) del 1° comma dell’art. 4 ammette come uso di mezzi pubblicitari anche «componenti e complementi di arredo urbano»: alla lettera a) del punto 4) della Lettera E) del 1° comma del successivo art. 20 prevede come “Uso di componenti e complementi di arredo urbano” ammessi, «fatta eccezione per il Municipio I», pure le «transenne parapedonali, anche in sequenza fra loro, ove non in contrasto con il codice della strada, a condizione che siano distanziate almeno di 1 metro l’una dall’altra e di formato non superiore a metri 1.00×0.70».
Ne deriva in modo inconfutabile che, finché non verrà espletato il bando di gara per l’assegnazione della gestione decennale di tutti gli impianti pubblicitari individuati per giunta dai Piani di Localizzazione definitivamente approvati, rimane pienamente valido il titolo concessorio di tutti i parapedonali attualmente installati a Roma e «riconosciuti come validi nella Nuova Banca Dati», che non potranno quindi essere concessi ad altri con un anomalo bando di gara per l’assegnazione per giunta di nuovi titoli validi solo per un anno, in contrasto quindi con lo stesso nuovo Regolamento di Pubblicità che al 1° comma dell’art. 10 stabilisce che «le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata decennale».
In conclusione sarebbe opportuno che l’assessore Marta Leonori e l’intera Giunta Capitolina facciano un esame più approfondito delle “ombre” che presenta questa loro decisione, per fugarle del tutto in modo chiaro e trasparente ed evitare di ingolfare il TAR del Lazio di un numero ancora maggiore di quello dei ricorsi già presentati, con il rischio di ritardare anziché accelerare l’entrata a regime del PRIP e dei Piani di Localizzazione con i bandi di gara che si debbono fare e non con quelli inaspettatamente inventati al di fuori delle regole.
Via Campesina denuncia che Expo 2015 è nelle mani degli interessi corporativi
"Il diritto alla libertà. Il dovere della libertà"