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Timestamp: 2018-04-23 20:58:11+00:00
Document Index: 60061410

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 42', 'art. 15', 'sentenza ']

Novità fiscali del 15 ottobre 2009: accollo del mutuo per abitazione principale da parte degli eredi: detrazione Irpef; dubbi sulla sottoscrizione degli atti tributari; codici tributo per bonus cinema; brevi di fisco
1) Aziende agricole: Modalità operative per fruire dello sgravio contributivo
2) Accollo del mutuo per abitazione principale da parte degli eredi: Detrazione Irpef
3) Dubbi sulla sottoscrizione degli atti tributari
4) Bonus cinema: ecco i codici tributo
5) Brevi di fisco
L’Inps con la circolare n. 111 del 14.11.2009 ha illustrato le modalità operative che, a seguito dell’ammissione all’incentivo, i datori di lavoro del settore agricolo dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo introdotto dalla legge n. 247/2007 in sostituzione della decontribuzione dei premi di risultato.
L’art. 1, comma 67 della legge 24.12.2007, n. 247, ha disposto – con effetto dal 01.01.2008 – l’abrogazione del regime contributivo delle erogazioni previste dai contratti di secondo livello di cui all’articolo 2 del D.L. 25.03.1997, n. 67, convertito dalla legge 23.05.1997, n. 135 (decontribuzione) e, in sua sostituzione, ha introdotto – in via sperimentale per il triennio dal 2008 al 2010, a domanda delle aziende – uno sgravio contributivo entro i limiti delle risorse stabilite dalla legge.
– Importo totale delle retribuzioni sulle quali è calcolato lo sgravio spettante;
– importo dello sgravio per contrattazione territoriale indicando separatamente l’importo relativo alla quota a carico del datore di lavoro e alla quota a carico del lavoratore;
– importo dello sgravio per contrattazione aziendale indicando separatamente l’importo relativo alla quota a carico del datore di lavoro e alla quota a carico del lavoratore.
Il coniuge superstite ha diritto alla detrazione Irpef per gli interessi passivi pagati in relazione al mutuo contratto dal de cuius per l’acquisto della prima casa (abitazione principale).
E’ quanto ha chiarito la Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei consulenti del Lavoro, nel parere n. 10 del 13.10.2009, che ha peraltro riepilogato la disciplina giuridica dell’accollo.
Nozione giuridica dell’accollo
Nell’ipotesi di accollo la detraibilità Irpef viene consentita alla persona che si è accollata il mutuo; in questi casi per data di stipula del contratto di mutuo da cui decorre il termine di un anno per trasferirvi l’abitazione principale, viene intensa quella da cui si perfeziona l’accollo.
Come è risaputo, l’accollo è un contratto, disciplinato dagli artt. 1273 e seguenti del c.c., stipulato tra il mutuatario originale (la banca) e un nuovo soggetto intenzionato ad acquistare l’immobile: quest’ultimo si impegna, in sostanza, ad accollarsi il debito residuo del mutuo, secondo le condizioni che erano state inizialmente stabilite dal mutuatario e dalla banca (tipo di tasso di interesse, ecc.).
Le figure coinvolte da un atto di accollo sono tre:
– il mutuatario (che viene definito accollato);
– l’ente creditore (che viene definito accollatario)
– e il soggetto terzo che vuole acquistare l’immobile (accollante).
Tipologie di accollo di mutuo
L’accollo liberatorio (conosciuto anche come accollo privativo) comporta che, con la stipula dell’atto di accollo, l’accollato si libera di ogni obbligazione nei confronti della banca; in una situazione simile, il rimborso del debito residuo rimarrà, sempre e in ogni caso, di competenza dell’accollante.
L’accollo cumulativo, modalità alla quale si ricorre maggiormente nel caso dei mutui immobiliari, comporta invece che l’accollato rimanga vincolato alla banca insieme all’accollante; se quest’ultimo non è in grado di pagare le rate del mutuo, la responsabilità del loro rimborso torna ad essere di competenza del mutuatario originario.
Accollo nei casi di successione ereditaria
Nell’ipotesi di decesso del titolare del mutuo e accollo avvenuto per successione ereditaria, le condizioni di detraibilità devono ricorrere nei confronti dell’erede che si è accollato il mutuo.
In mancanza di diversa previsione testamentaria tutti gli eredi subentrano pro-quota nella titolarità del mutuo se l’eredità è stata accettata, o esplicitamente o per fatti concludenti (ad esempio presa di possesso dei beni ereditari o cessione di beni facenti parte dell’eredità).
Detrazione per interessi passivi del mutuo ipotecario per la prima casa
Poiché la normativa non regola espressamente il caso, occorre rifersi a quanto chiarito dall’amministrazione finanziaria (c.m. n. 122/E dell’1/6/1999, punto 1.2.1), secondo cui il coniuge superstite può fruire della detrazione per gli interessi passivi e oneri accessori relativi al mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’abitazione principale di cui è contitolare insieme al coniuge deceduto, a condizione che provveda a regolarizzare l’accollo del mutuo (e sempreché sussistano gli altri requisiti previsti dall’art. 15, comma 1, lett. b) del Tuir).
Ciò vale anche nel caso di subentro nel rapporto di mutuo da parte degli altri eredi (ad esempio, i figli), sempreché in capo a quest’ultimi risultino soddisfatte le condizioni previste dalla norma per usufruire della predetta detrazione.
Peraltro, in questa ipotesi, è possibile che, legittimamente, il reddito dell’unità immobiliare sia dichiarato da un soggetto diverso, per esempio, dal coniuge superstite, titolare del diritto di abitazione, ma ciò non impedisce ai figli di fruire della detrazione per la quota di propria competenza, posto che l’immobile è abitato da un familiare (nel caso di specie la madre per cui è necessario formalizzare l’atto di accollo del mutuo).
Inoltre, nelle guide pubblicate dalla stessa amministrazione finanziaria (guida ai mutui, edizione del 2006), si legge che: “In caso di accollo, per data di stipulazione del contratto di mutuo deve intendersi quella di stipula del contratto di accollo del mutuo. Il contribuente, quindi, che si è accollato un mutuo ha diritto alla detrazione se a quella data ricorrono nei suoi confronti le condizioni previste dalla legge”.
Di fatto, dunque, l’amministrazione finanziaria richiede quale formalizzazione dell’accollo la stipula di un contratto in tal senso.
Al riguardo, nell’ipotesi di accollo di mutuo da parte dell’erede, non viene condivisa la rigida impostazione dell’Amministrazione finanziaria che pretende la stipula di un contratto di accollo di mutuo, salvo intendersi che la stipula di cui trattasi possa anche sostanziarsi di una mera comunicazione da parte del coniuge che, a seguito del decesso e risultando erede, fa presente che continuerà a farsi carico del pagamento delle rate del mutuo.
Sulla base della predetta dichiarazione, eventualmente sostanziata dal certificato di morte, dal certificato di famiglia e della dichiarazione di atto notorio in cui il coniuge si dichiara erede, la banca per prassi provvede alla nuova intestazione del contratto.
In definitiva, tale metodologia operativa adottata dalla generalità di banche è apparsa alla suddetta Fondazione studi dei Consulenti del lavoro legittima e idonea dal punto di vista legale a garantire il trasferimento della titolarità del mutuo.
Per cui la madre (quale coniuge superstite) ha diritto a potere detrarre ai fini Irpef gli interessi passivi pagati sul mutuo contratto dal de cuius per l’acquisto dell’abitazione principale.
Non risulta ancora chiaro se gli atti tributari privi della firma del dirigente responsabile siano adesso legittimi.
Il D.L. n. 78 del 1.07.2009 (c.d. decreto anti-crisi), convertito in legge, nell’art. 15, comma 7, dispone che: “la firma autografa prevista sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le entrate tributarie erariali amministrate dalle Agenzie fiscali e dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto in tutti i casi in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati”.
Infatti, in dottrina è stato rilevato che dal 01.07.2009, la firma autografa non dovrebbe più essere necessaria e dovrebbe essere sostituita con la mera indicazione del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto.
In tal modo di scriverebbe la parola fine sulla annosa questione.
Verrebbe tacitamente abrogato l’art. 42, comma 3, del D.P.R. 600/73 nella parte in cui stabilisce che “l’accertamento è nullo se l’avviso non reca la sottoscrizione …”.
Tuttavia, si rileva in medesima dottrina, i dubbi di imminente applicazione della novella normativa derivano dalla circostanza che, il comma 8 dell’art. 15 del D.L. 79/2009 specifica che “Con provvedimento dei Direttori della Agenzie fiscali e del Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sono individuati gli atti di cui al comma 7”.
Per cui, in base a tale ultima disposizione, non risulta chiaro se in attesa del provvedimento richiesto la sottoscrizione del Dirigente sia necessaria o meno.
Si attendono, pertanto, le opportune indicazione operative da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Istituiti i codici tributo per usufruire dei crediti d’imposta in favore dell’industria del cinema.
Con la risoluzione n. 258/E del 14.10.2009, al via i codici tributo 6823 e 6824 che le imprese di produzione ed esecuzione cinematografica dovranno riportare in F24 (sezione “Erario”, colonna “Importi a credito compensati”) per utilizzare i crediti in compensazione.
La speciale agevolazione fiscale, introdotta dalla legge Finanziaria per il 2008 (L. 244/2007), è calcolata sulle spese sostenute nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2007.
Due i codici, perché due sono i tipi di crediti ammessi.
Il primo – riservato alle industrie di produzione cinematografica – è pari al 15% del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana, fino a un tetto massimo annuo di 3,5 milioni di euro (codice 6823).
Il secondo – dedicato alle imprese di produzione esecutiva e alle industrie tecniche cinematografiche – scatta, invece, in misura pari al 25% del costo di produzione della singola opera, in relazione alla concreta realizzazione sul territorio italiano, su commissione di aziende estere, di film o parti di film, utilizzando prevalentemente lavoratori italiani o dell’unione europea (codice 6824).
In quest’ultimo caso il limite è fissato a 5 milioni di euro per ogni film.
5) Brevi di fisco:
– Bozza Cud 2010: precisazione dell’Agenzia delle Entrate
La bozza di Cud 2010, pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, non contiene, per ora, il riquadro per la scelta del 5 per mille solo perché, data la struttura della legge finanziaria, si è in attesa della proroga che sarà disposta, come di norma, per emendamento.
In specie, come dichiarato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof Giulio Tremonti, i fondi dello scudo fiscale saranno destinati innanzitutto a finanziare proprio il 5 per mille.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 14.10.2009)
– Prestiti: Ai soci coop interessi con prelievo al 27%
Un emendamento al D.L. “salva-infrazioni” comunitarie (D.L. n. 235/2009), in corso di conversione in Senato, stabilisce che la ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi corrisposti dalle cooperative ai propri soci viene aumentata al 27%, indipendentemente dalla dimensione della coop.
I prestiti effettuati dal socio persona fisica non possono superare euro 30.031,58 (raddoppiato per le cooperative agricole) ed hanno lo scopo di perseguire l’oggetto sociale.
Infine, la quota di interesse che supera la misura minima degli interessi spettanti ai detentori dei buoni postali fruttiferi, aumentata del 0,9%, è indeducibile.
– Commissione Finanze: Cedolare secca per gli affitti ed agevolazioni fiscali
In Commissione Finanze della Camera, è stato redatto uno schema normativo che, se approvato, introdurrà interessanti novità sul fronte degli affitti.
La proposta prevede, in via sperimentale:
– l’introduzione di un’aliquota unica del 20% (c.d. “cedolare secca”) da applicare soltanto con riferimento ai canoni di locazione relativi a contratti di tipo convenzionato e l’esclusione di tale reddito dalla base imponibile anche ai fini delle addizionali;
– la detrazione del 19% dall’imposta lorda dell’intero canone da parte dei conduttori che destinano l’immobile ad abitazione principale (verrebbe quindi abolito il limite di detraibilità in atto previsto).
– Concessionario della riscossione: Senza la notifica non é fondato il timore di perdere la garanzia del credito
Si procede con l’ipoteca e con il sequestro solo dopo la notifica di avviso di accertamento e cartella.
Infatti, secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (sentenza n. 521 del 01.10.2009) il pericolo per la riscossione del credito da parte dell’Amministrazione finanziaria si ha materialmente solo dopo che tutti gli atti amministrativi sono stati notificati (cartella esattoriale di iscrizione provvisoria compresa) e qualora il contribuente non abbia provveduto a corrispondere quanto dovuto.
– Piemonte: Collaborazione tra Entrate, Inps e commercialisti
Il protocollo è stato sottoscritto il 14.10.2009 a Torino dal presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino, dal Direttore regionale dell’Inps e dal direttore regionale dell’Agenzia.
Il protocollo ha previsto l’istituzione di un gruppo di lavoro misto per analizzare le casistiche che possono comportare difficoltà interpretative o procedurali.
Per dirimere le questioni previdenziali o fiscali più complesse, il gruppo di lavoro misto Entrate – Inps – Commercialisti potrà varare specifiche proposte agli organi centrali dei rispettivi enti per emanare apposite norme interpretative.