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Timestamp: 2019-07-16 16:25:58+00:00
Document Index: 127833863

Matched Legal Cases: ['§ 84', '§ 84', '§ 84', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 6']

ï»¿ Â§ 84.1.89 - D.Lgs. 13 maggio 1998, n. 171. Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento [...]
Â§ 84.1.89 - D.Lgs. 13 maggio 1998, n. 171.
Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento [...]
Art. 5. ModalitÃ di pagamento e fatturazione dettagliata
Art. 7. Chiamate di disturbo e di emergenza
Art. 12. AttivitÃ giornalistica
Â§ 84.1.89 - D.Lgs. 13 maggio 1998, n. 171. [1]
Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, ed in tema di attivitÃ giornalistica.
Â Â Â Â Art. 1. Definizioni
Â Â Â Â 1. Ai fini del presente capo, si applicano le definizioni elencate nell'articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di seguito denominata legge. Ai medesimi fini, si intende per:
Â Â Â Â a) "abbonato": qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o associazione che sia parte di un contratto con un fornitore di servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, per la fornitura dei medesimi servizi;
Â Â Â Â b) "utente": la persona fisica che utilizza uno o piÃ¹ servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, indipendentemente dall'eventuale qualitÃ di abbonato;
Â Â Â Â c) "rete pubblica di telecomunicazioni": un sistema di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o le altre risorse che permettono la trasmissione di segnali tra punti terminali di rete definiti, con mezzi a filo, radio, ottici o altri mezzi elettromagnetici, utilizzati, in tutto o in parte, per fornire servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico;
Â Â Â Â d) "servizio di telecomunicazioni": un servizio la cui fornitura consiste, in tutto o in parte, nella trasmissione e nell'instradamento di segnali su reti di telecomunicazioni, ivi compreso qualunque servizio interattivo anche se relativo a prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione circolare dei programmi radiofonici e televisivi.
Â Â Â Â Art. 2. Sicurezza
Â Â Â Â 1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico adotta le misure tecniche ed organizzative di cui all'articolo 15, comma 1, della legge per salvaguardare la sicurezza del servizio e dei dati personali.
Â Â Â Â 2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche l'adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del servizio le adotta congiuntamente con il fornitore dellla rete pubblica di telecomunicazioni. In caso di mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia Ã¨ definita dall'AutoritÃ per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, sentito il Garante.
Â Â Â Â 3. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico ha l'obbligo di informare gli abbonati quando sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando i possibili rimedi e i relativi costi. Analoga informativa Ã¨ resa all'AutoritÃ per le garanzie nelle comunicazioni e al Garante.
Â Â Â Â Art. 3. Riservatezza nelle comunicazioni
Â Â Â Â 1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti circa la sussistenza di situazioni che permettono di apprendere in modo non intenzionale il contenuto di comunicazioni o conversazioni da parte di soggetti ad esse estranei.
Â Â Â Â 2. L'abbonato deve informare l'utente quando il contenuto delle comunicazioni o conversazioni puÃ² essere appreso da altri a causa del tipo di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento realizzato tra le stesse presso la sede dell'abbonato medesimo.
Â Â Â Â 3. L'utente deve informare l'altro utente quando nel corso della conversazione vengono utilizzati dispositivi che consentono l'ascolto della conversazione stessa da parte di altri soggetti.
Â Â Â Â Art. 4. Dati relativi al traffico e alla fatturazione
Â Â Â Â 1. I dati personali relativi al traffico, trattati per inoltrare chiamate e memorizzati dal fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico o dal fornitore della rete pubblica di telecomunicazioni, sono cancellati o resi anonimi al termine della chiamata, fatte salve le disposizioni dei commi 2 e 3.
Â Â Â Â 2. Il trattamento finalizzato alla fatturazione per l'abbonato, ovvero ai pagamenti tra fornitori di reti in caso di interconnessione, Ã¨ consentito sino alla fine del periodo durante il quale puÃ² essere legalmente contestata la fattura o preteso il pagamento. Per le medesime finalitÃ , possono essere sottoposti a trattamento i dati concernenti:
Â Â Â Â a) il numero o l'identificazione della stazione dell'abbonato;
Â Â Â Â b) l'indirizzo dell'abbonato e il tipo di stazione;
Â Â Â Â c) il numero dell'abbonato chiamato;
Â Â Â Â d) il numero totale degli scatti da considerare nel periodo di fatturazione;
Â Â Â Â e) il tipo, l'ora di inizio e la durata delle chiamate effettuate e il volume dei dati trasmessi;
Â Â Â Â f) la data della chiamata o dell'utilizzazione del servizio;
Â Â Â Â g) altre informazioni concernenti i pagamenti.
Â Â Â Â 3. Ai fini della commercializzazione di servizi di telecomunicazioni, propri o altrui, il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico puÃ² trattare i dati di cui al comma 2 se l'abbonato ha dato il proprio consenso.
Â Â Â Â 4. Il trattamento dei dati relativi al traffico e alla fatturazione Ã¨ consentito unicamente agli incaricati che agiscono sotto la diretta autoritÃ del fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico, o, a seconda dei casi, del fornitore della rete pubblica di telecomunicazioni, e che si occupano della fatturazione o della gestione del traffico, di analisi per conto dei clienti, dell'accertamento di frodi o della commercializzazione dei servizi di telecomunicazione del fornitore. Il trattamento deve essere limitato a quanto Ã¨ strettamente necessario per lo svolgimento di tali attivitÃ e deve assicurare l'identificazione dell'incaricato che accede ai dati anche mediante un'operazione di interrogazione automatizzata.
Â Â Â Â 5. L'AutoritÃ per le garanzie nelle comunicazioni puÃ² ottenere i dati relativi alla fatturazione o al traffico necessari ai fini della risoluzione delle controversie ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, in particolare di quelle attinenti all'interconnessione o alla fatturazione.
Â Â Â Â Art. 5. ModalitÃ di pagamento e fatturazione dettagliata
Â Â Â Â 1. I fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico sono tenuti a predisporre ogni misura idonea affinchÃ© i servizi richiesti e le chiamate effettuate da qualsiasi terminale possano essere pagate con modalitÃ alternative alla fatturazione, anche anonime, quali le carte di pagamento o prepagate. [2]
Â Â Â Â 1-bis. I fornitori di cui al comma 1 sono tenuti a documentare al Garante, entro il 30 giugno 2002, le misure predisposte. In caso di mancata documentazione si applica la sanzione amministrativa prevista dall'articolo 39, comma 1, della legge 31 dicembre 1996, n. 675. In mancanza di idonee misure il Garante provvede altresÃ¬ ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettere c) ed l), della medesima legge. [3]
Â Â Â Â 2. Nella documentazione relativa alle chiamate effettuate inviate agli abbonati non vengono evidenziati i servizi e le chiamate di cui al comma 1.
Â Â Â Â 3. Gli abbonati hanno diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza alcun aggravio di spesa, la dimostrazione degli elementi che compongono la fattura, relativi, in particolare, alla data e all'ora di inizio della conversazione, al numero selezionato, al tipo, alla localitÃ , alla durata e al numero di scatti addebitati per ciascuna conversazione. In ogni caso, nella documentazione fornita all'abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifre del numero chiamato.
Â Â Â Â Art. 6. Identificazione della linea
Â Â Â Â 1. Se Ã¨ disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, l'utente chiamante deve avere la possibilitÃ di eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione della identificazione della linea chiamante chiamata per chiamata. L'abbonato chiamante deve avere la stessa possibilitÃ linea per linea.
Â Â Â Â 2. Se Ã¨ disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, l'abbonato chiamato deve avere la possibilitÃ , gratuitamente e mediante una funzione semplice, di impedire la presentazione dell'identificazione delle chiamate entranti.
Â Â Â Â 3. Se Ã¨ disponibile la presentazione della linea chiamante e tale identificazione Ã¨ presentata prima che la comunicazione Ã¨ stabilita, l'abbonato chiamato deve avere la possibilitÃ , gratuitamente e mediante una funzione semplice, di respingere le chiamate entranti se la presentazione dell'identificazione della linea chiamante Ã¨ stata eliminata dall'utente o abbonato chiamante.
Â Â Â Â 4. Se Ã¨ disponibile la presentazione dell'identificazione della linea collegata, l'abbonato chiamato deve avere la possibilitÃ di eliminare, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione dell'identificazione della linea collegata all'utente chiamante.
Â Â Â Â 5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle chiamate dirette verso altri Paesi; quelle di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano anche alle chiamate in arrivo da altri Paesi.
Â Â Â Â 6. Se Ã¨ disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante o di quella collegata, il fornitore di una rete di telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni accessibili al pubblico deve informare gli abbonati e gli utenti dell'esistenza di tale servizio e delle possibilitÃ previste ai commi 1, 2, 3 e 4. [4]
Â Â Â Â Art. 7. Chiamate di disturbo e di emergenza [5]
Â Â Â Â 1. L'abbonato che riceve chiamate di disturbo puÃ² richiedere, a proprie spese ed anche telefonicamente in caso di urgenza, che il fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico renda inefficace la soppressione dell'identificazione della linea chiamante e conservi i dati relativi alla provenienza della chiamata ricevuta. L'inefficacia della soppressione puÃ² essere disposta per i soli orari durante i quali si verificano le chiamate di disturbo e per un periodo non superiore a quindici giorni.
Â Â Â Â 2. L'istanza formulata per iscritto dall'abbonato deve specificare le modalitÃ di ricezione delle chiamate di disturbo e, nel caso in cui sia preceduta da una richiesta telefonica, deve essere inviata entro ventiquattro ore.
Â Â Â Â 2-bis. Il fornitore di una rete di telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni accessibili al pubblico deve predisporre procedure adeguate e trasparenti per garantire, linea per linea, l'annullamento della soppressione dell'identificazione della linea chiamante da parte dei servizi abilitati a ricevere chiamate d'emergenza, compresi le Forze di polizia, i servizi di ambulanza e i vigili del fuoco. [6]
Â Â Â Â 2-ter. La violazione degli obblighi di cui al comma 2-bis comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 50.000 euro. [7]
Â Â Â Â Art. 8. Trasferimento automatico della chiamata
Â Â Â Â 1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico deve adottare le misure necessarie per consentire a ciascun abbonato, gratuitamente e mediante una funzione semplice, di poter bloccare il trasferimento automatico verso la propria linea delle chiamate da parte dei terzi.
Â Â Â Â Art. 9. Elenco degli abbonati
Â Â Â Â 1. I dati personali relativi agli abbonati contenuti in elenchi cartacei o su supporti magnetici od ottici a disposizione del pubblico o ottenibili attraverso i servizi che forniscono informazioni sugli elenchi sono limitati agli elementi necessari per identificare un determinato abbonato, salvo il caso in cui l'abbonato abbia prestato il proprio consenso espresso alla diffusione di ulteriori dati personali. L'abbonato, gratuitamente e con richiesta documentata per iscritto, ha diritto di non essere incluso negli elenchi, di ottenere che il suo indirizzo sia in parte omesso e, se ciÃ² Ã¨ fattibile dal punto di vista linguistico, di non essere contraddistinto da un riferimento che ne riveli il sesso.
Â Â Â Â 2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli elenchi cartacei o su altri supporti pubblicati prima della entrata in vigore del presente decreto.
Â Â Â Â Art. 10. Chiamate indesiderate
Â Â Â Â 1. L'uso di un sistema automatizzato di chiamata senza intervento di un operatore o del telefax per scopi di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva, Ã¨ consentito con il consenso espresso dell'abbonato.
Â Â Â Â 2. Le chiamate per le finalitÃ di cui al comma 1, effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge.
Â Â Â Â Art. 11. Sanzioni
Â Â Â Â 1. Per la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 4, 9 e 10 restano ferme le sanzioni di cui all'articolo 35 della legge.
Disposizioni relative all'attivitÃ giornalistica
Â Â Â Â Art. 12. AttivitÃ giornalistica
Â Â Â Â 1. Nell'articolo 12, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 1996, n. 675, le parole: ", nel rispetto del" sono sostituite dalle seguenti: ". In tale caso, si applica il".
Â Â Â Â 2. Nell'articolo 20, comma 1, lettera d), della legge 31 dicembre 1996, n. 675, le parole: ", nei limiti del" sono sostituite dalle seguenti: ". Restano fermi il limiti del" e le parole: "e nel rispetto del" sono sostituite dalle seguenti: ". Si applica inoltre il".
Â Â Â Â 3. Il comma 1 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, Ã¨ sostituito dal seguente:
Â Â Â Â " 1. Le disposizioni relative al consenso dell'interessato e all'autorizzazione del Garante, nonchÃ© il limite previsto dall'articolo 24, non si applicano quando il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 Ã¨ effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalitÃ . Il giornalista rispetta i limiti del diritto di cronaca, in particolare quello dell'essenzialitÃ dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, ferma restando la possibilitÃ di trattare i dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso i suoi comportamenti in pubblico.".
Â Â Â Â 4. Il comma 2 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, Ã¨ cosÃ¬ modificato:
Â Â Â Â a) alla fine del primo periodo, sono aggiunte, prima del punto, le seguenti parole: ", in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.";
Â Â Â Â b) nel secondo periodo, dopo le parole: "il Garante" sono inserite le seguenti: ", in cooperazione con il Consiglio,";
Â Â Â Â c) dopo il secondo periodo, Ã¨ inserito il seguente: "Il codice Ã¨ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale a cura del Garante e diviene efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione.".
Â Â Â Â Art. 13. Disposizioni finali
Â Â Â Â 1. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applica la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni.
Â Â Â Â 2. L'attuazione delle disposizioni del presente decreto non puÃ² comportare l'imposizione, per i terminali o per altre apparecchiature di telecomunicazione, di obblighi inderogabili relativi alle specifiche e alle norme tecniche che possano ostacolarne l'immissione sul mercato nonchÃ© la libera circolazione, salva la procedura comunitaria concernente la notifica delle specifiche e norme tecniche.
[2]Â Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 21 del D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467, con effetto a decorrere dal 1Â° febbraio 2002.
[3]Â Comma inserito dall'art. 21, comma 2 del D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467, con effetto a decorrere dal 1Â° febbraio 2002.
[4]Â Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 22 del D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467, con effetto a decorrere dal 1Â° marzo 2002.
[5]Â Rubrica cosÃ¬ sostituita dall'art. 23 del D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467, con effetto a decorrere dal 1Â° marzo 2002.
[6]Â Comma aggiunto dall'art. 23 del D.Lgs. 28 dicembre 2001, n. 467, a decorrere dal 1Â° marzo 2002 e cosÃ¬ modificato dall'art. 6 della L. 12 dicembre 2002, n. 273
[7]Â Comma aggiunto dall'art. 6 della L. 12 dicembre 2002, n. 273.