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Timestamp: 2018-12-18 17:01:52+00:00
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Lavoratori del Porto di Carrara in prepensionamento. Lo stabilisce il Tribunale di Massa con la sentenza 94 del 21.04.2017 Vittoria dell'ONA: ora in pensione tutti - ONA Notiziario Amianto
Redazione Posted on 24 aprile 2017 7 dicembre 2017
Finalmente: il Tribunale di Massa, Giudice Dott. Augusto Lama, con sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva di 6 operatori del Porto di Marina di Carrara, con il coefficiente 1,5 fino al 31.12.1992 e quindi con il loro prepensionamento.
Accolte le tesi che l’Avv. Ezio Bonanni aveva più volte sostenuto anche pubblicamente (ancora lo scorso 08.04.2017 nel corso di un’affollata assemblea pubblica che si è svolta a Massa presso Villa Cuturi, in cui ha sede anche lo sportello amianto, istituito dal Comune di Massa e dal Comune di Carrara in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto).
“L’INPS, infatti, si è opposta al pensionamento dei lavoratori del Porto di Carrara negando la presenza di amianto.
Una posizione veramente insostenibile contro la verità dei fatti, accertata dal Dott. Augusto Lama, equanime giudice del lavoro del Tribunale di Massa, il quale nonostante la ferma resistenza dell’ente pubblico ha disposto tutti gli accertamenti dai quali è arrivata la prova della presenza di amianto anche oltre il 31.12.1992, termine fissato nella sentenza con la quale 6 lavoratori del Porto andranno ora in prepensionamento.
Non comprendiamo le ragioni di tanta ostinazione dell’INPS che giunge a negare l’evidenza. Perché accanirsi nel negare i diritti di questi lavoratori? Come si può negare l’esposizione ad amianto nel Porto di Marina di Carrara?”. Sono le domande che si pone l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che personalmente si è sobbarcato decine di trasferte da Roma per giungere già all’alba di ogni singolo giorno di ogni singola udienza per permettere a questi lavoratori di ottenere il loro diritto.
Eppure gli enti pubblici, prima di tutto INAIL e INPS, negano la presenza di amianto!
Occorre sanare questa evidente incongruenza con la creazione di un tavolo interistituzionale affinché le leggi dello Stato, anche quelle sul prepensionamento, possano trovare esecuzione senza la necessità che i lavoratori si sobbarchino anni e anni di processi, udienze infuocate con opposizione forte da parte dell’INPS.
Nel caso in cui gli enti dovessero perseguire nella loro condotta negazionista della presenza di amianto nel Porto come in altri siti del comprensorio, l’ONA si attiverà in tutte le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto.
Esprime soddisfazione anche il Sig. Gianfranco Giannoni del coordinamento ONA di Massa, vittima dell’amianto che per ottenere il riconoscimento della sua patologia ha dovuto sobbarcarsi una causa che è durata anni e solo dopo tante battaglie processuali ha ottenuto la condanna dell’INAIL al riconoscimento dei suoi diritti, e tuttavia ancora ora attende il pensionamento per via del ritardo con cui gli enti pubblici attuano la sentenza del Tribunale: “non comprendiamo le ragioni per cui l’INAIL e l’INPS del comprensorio di Carrara rigettino tutte le domande di riconoscimento di malattia professionale asbesto correlate per i lavoratori del Porto come per quelli dei cantieri navali, dalle cave di marmo fino alla Fibronit, e ciò pregiudica pesantemente anche i famigliari. Come associazione – continua il Sig. Giannoni – abbiamo costituito lo Sportello Amianto di ONA Onlus in collaborazione con il sindaco di Massa e con il sindaco di Carrara, che intendo pubblicamente ringraziare per il loro sostegno. Il sostegno dei sindaci è infatti un segno di civiltà e giustizia rispetto alla barbarie che dobbiamo subire ogni giorno noi vittime dell’amianto, malati di amianto. Come Sportello Amianto ONA siamo disponibili ad assistere tutti i lavoratori, che si possono rivolgere a noi. Confidiamo anche nel fatto che i sindaci ci sosterranno chiedendo un incontro urgente all’INPS e all’INAIL. Noi come ONA chiediamo solo che l’INPS e l’INAIL applichino le leggi dello Stato, cosa che non succede, tant’è vero che vengono condannati dai tribunali, come quello di Massa. Se facessero le cose giuste, non ci sarebbe tutto questo contenzioso e tutti questi problemi per i lavoratori e le loro famiglie. Probabilmente ho ormai pochi mesi di vita, essendo colpito da una grave patologia, eppure l’INAIL e l’INPS ritardano l’applicazione della sentenza e nonostante ci sia una legge dello Stato che impone il prepensionamento dei malati di asbestosi e tumore (è il mio caso), io sono ancora a lavoro”. È il grido di dolore di Gianfranco Giannoni, lavoratore malato di patologie asbesto correlate che però ancora non ha ottenuto il prepensionamento e che ha dovuto sostenere una causa per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti. Una causa non semplice per la forte resistenza dell’INAIL, come se fosse la linea del Piave.
La Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale ONA, attiva sul territorio, rende la sua disponibilità per tutti i lavoratori, anche attraverso l’Ufficio Legale ONA, ed è reperibile al numero 328 /4648451.
L’ONA, in collaborazione con il Comune di Massa, ha istituito una sede nel Comune, presso Villa Cuturi. Presso questa sede, i volontari dell’ONA riceveranno i cittadini che ne faranno richiesta, per qualsiasi loro necessità, anche per le domande amministrative relative ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, ai fini del prepensionamento, ovvero della rivalutazione delle prestazioni pensionistiche. L’ONA, e i singoli lavoratori esposti e vittime dell’amianto, hanno lamentato il mancato riconoscimento dei loro diritti in via amministrativa e quindi la necessità di dover ricorrere alla Magistratura, sempre e in ogni caso. Per questi motivi l’associazione, unitamente ai sindaci del comprensorio, chiederà di poter costituire un tavolo interistituzionale, al fine di definire termini e modalità per ottenere in via amministrativa l’esatta applicazione delle norme in materia previdenziale, e per deflazione del contenzioso» dichiara la Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale ONA.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il Sig. Gianfranco Giannoni, anticipa un appello al Capo dello Stato, al presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro e al Ministro della Giustizia per la situazione dei lavoratori esposti ad amianto nel comprensorio di Massa e Carrara per ottenere l’applicazione della legge dello Stato senza che si debba ogni volta ricorrere al giudice.
“Sentiamo parlare i politici di dover rispettare le sentenze, ma queste sentenze le debbono rispettare solo i cittadini o anche gli apparati dello Stato, come per esempio l’INAIL e l’INPS? A maggior ragione queste sentenze dovrebbero essere rispettate e invece a Massa e Carrara non è così. Ciò vale per me, Gianfranco Giannoni, ma anche per decine e decine di miei colleghi che sono già morti per l’amianto. Morti e sepolti che non hanno parola. Spero che il Capo dello Stato mi ascolti. Questa strage deve finire e le vittime debbono essere riconosciute come tali”.
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Amianto a Massa e Carrara. Tavolo Interistituzionale (ONA, Comuni, INPS e INAIL) per il prepensionamento di tutti i lavoratori esposti all'amianto. Prima riunione presso il Comune di Massa (09.05.2017 ore 11:00)
claudio rubeca 2 anni ago
Speriamo che il giudice che segue la mia pratica si mette una mano sulla coscienza. Anche perché ci sono foto e testimoni dove per anni mi hanno tenuto tra infiltrazioni, umidità e degrado. Un’augurio alla’avvocato bonanni
purtroppo la magistratura non sta dando le migliori prove di se.
Saluti Avv. Ezio Bonanni.
Mauro Colantoni 2 anni ago
Grazie Presidente Bonanni per la sua costante​ battaglia e suo impegno vigoroso.
grazie per la fiducia andiamo avanti insieme.
giovanni inzoli 2 anni ago
sono felice e mi congratulo per quanto ottenuto.Ma una riflessione mi fa sentire discriminato ed escluso. Mi domando perchè solo ai lavoratori del porto di carrara il riconoscimento dei benefici e rivalutazione pensionistica e non a tutti i lavoratori che come me, impermeabilizzatore, e che sonosono stati riconosciuti dall’asl come esposti ad amianto ed esposti anche dopo il 1992, lavorando materiali bituminosi miscelati con alta percentuale di amianto e che la lavorazione con fiamma diretta rende volatili e quindi con il grave pericolo di inalazione, e con lavorazioni sempre a fiamma che rendono altrettanto volatili ed inalabili le fibre rilasciate dalla rimozione delle lastre di eternit vecchie, anche se trattate con i relativi fissativi, presenti sui vari pavimenti e tetti da impermeabilizzare.Io ho già perso colleghi con malattie riconducibili all’esposizione ad amianto ma purtroppo pur essendo iscritto nelle liste dell’aasl come persona ad alto rischio da esposizione ( mi hanno consigliato di far fare delle visite di controllo anche alla moglie che lavava i miei capi di abbigliamento imbiancati dalle polveri di ammianto che usavamo a miscelare con il bitume bollente) perchè anche le mogli purtroppo hanno avuto riscontri per malattie sempre riconducibili alle esposizioni. Non voglio fare del vittimismo ma purtroppo stò vivendo in uno stato d’ansia perenne sempre viglile ed attento ad ogni disturbo respiratorio e polmonare visto quanto è accaduto a vari e purtroppo sfortunati colleghi di lavoro deceduti per malattia sopraggiunte.Gradirei altrettanta attenzione per mè e tutti i miei colleghi impermeabilizzatori, che si sentono discriminati ed non sufficentemente tutelati, viste anche le continue visite che di controllo che continuiamo ad effettuare, ed addirittura anche se correlate con il pagamento del tiket relativo. O solo a noi ci tocca il riconoscimento una volta accertata la malattia , mentre ad altri i benefici sono dovuti anche prima . Ringrazio sopratutto per il costante inpegno dell’ONA e dei volontari e sopratutto del Avv. Ezio Bonanni. Certo di una considerazione del mio appunto saluto cordialmente tutti
INZOLI GIOVANNI
certamente lei ha ragione.
Mi contatti al numero 3358304686 per poter assumere ulteriori iniziative.