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Timestamp: 2019-05-21 14:52:30+00:00
Document Index: 85563468

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art 49', 'art. 46', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 50', 'art. 59', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 41']

admin – Pagina 1327 – Codice Deontologico Forense
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Obbligo informativo assolto dal sostituto processuale – Adempimento del dovere anche per conto del dominus sostituito – Configurabilità
Va riformata, poiché manifestamente illogica e contraddittoria, la decisione con cui il C.d.O., nella medesima vicenda, prosciolga l’avvocato sostituto di altro collega dall’incolpazione di non avere informato adeguatamente la cliente sull’esito della causa e ritenga invece responsabile il solo professionista sostituito. Invero, le informazioni fornite alla cliente dal sostituto professionale in sede d’udienza, assente il […]
Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Impugnazione – Istanza non diretta alla riforma del provvedimento disciplinare – Inammissibilità
Va ritenuta irricevibile ed inammissibile un’istanza-ricorso che, pur coinvolgendone il merito, non sia diretta alla riforma del provvedimento disciplinare del Consiglio dell’Ordine territoriale. (Nella specie, l’istante, praticante abilitato al patrocinio, era stato sospeso in sede disciplinare dall’esercizio della professione per un anno e, a seguito della notifica della decisione, aveva depositato presso il C.d.O. una […]
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con il cliente – Azione giudiziale per il pagamento delle competenze professionali – Divieto ex art. 49 c.d.f. – Applicabilità
L’art 49 del codice deontologico forense si applica anche nei confronti dell’avvocato che agisca in giudizio contro il proprio cliente per il pagamento delle proprie prestazioni professionali nel caso previsto dall’art. 46 dello stesso codice. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 9 ottobre 2008). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Bulgarelli), decisione […]
Avvocato – Norme deontologiche – Divieto di patto di quota lite – Abrogazione – Principio abolitio criminis – Applicabilità alle sanzioni disciplinari – Natura amministrativa – Esclusione – Principio tempus regit actum – Illecito deontologico – Sussistenza
L’abrogazione nel tempo di una sanzione disciplinare non fa venir meno retroattivamente la relativa responsabilità: il principio riconosciuto dall’art. 25 Cost. per le sanzioni penali non trova applicazione alle sanzioni disciplinari per la diversa natura amministrativa, e non penale, delle stesse. Mancando la possibilità di applicare analogicamente i principi penalistici per difetto dell’elemento dell’“eadem ratio”, […]
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di indipendenza – Intermediazione nel rapporto con il cliente – Violazione – Svolgimento dell’attività professionale in forma societaria – Società di fatto – Elementi oggettivi e soggettivi – Sussistenza
Viene meno al dovere di indipendenza, impostogli dall’art. 10 del codice deontologico forense, l’avvocato che riceva i mandati professionali non direttamente dal cliente interessato, ma attraverso società di consulenza, la quale mantiene il rapporto con tale cliente ricevendo l’incarico di agire giudizialmente e ricevendo i relativi compensi. Costituiscono elementi di carattere oggettivo e soggettivo, idonei […]
Avvocato – Procedimento disciplinare – Procedimento dinanzi al C.d.O. – Sospensione cautelare dall’esercizio della professione – Impugnazione – Ricorso proposto personalmente dal professionista sospeso – Mancanza di jus postulandi – Inammissibilità
Secondo consolidata interpretazione, il ricorso al Consiglio Nazionale Forense è atto propriamente impugnatorio, che postula l’esercizio di attività professionale, talché non è ammissibile ove non sia sottoscritto da soggetto legittimato allo ius postulandi dinanzi al C.N.F., come nel caso in cui sia proposto da avvocato sospeso cautelarmente e pertanto privato con efficacia immediata di tale […]
Avvocato – Procedimento disciplinare – Decisione del C.d.O. – Decisione che dispone l’apertura del procedimento – Impugnazione – Ammissibilità – Natura di “decisione” ex art. 50 co.1, r.d.l. n. 1578/1933 – Modalità di presentazione dell’impugnazione – Deposito del ricorso presso la sede del C.N.F. ex art. 59 r.d. n. 37/34 – Inammissibilità
Le delibere di apertura del procedimento disciplinare partecipano del regime delle decisioni di cui all’art. 50, co. 1, R.d.l. n. 1578/1933 onde anche per esse deve trovare applicazione il termine di decadenza di venti giorni dalla loro notificazione ai fini dell’impugnazione; ciò, come appunto previsto dall’art. 50, 2° co. cit., così come devono trovare applicazione […]
Avvocato – Tenuta degli albi – Rilascio certificato compiuta pratica – Diniego – Impugnazione – Termine di venti giorni ex artt. 10 R.d. n. 37/34 e 50 R.d.l. n. 1578/33 – Portata generale – Applicabilità – Inosservanza – Inammissibilità del ricorso
La norma relativa al termine per impugnare posta dall’art. 50 L.P. ha carattere generale e vale per tutti i provvedimenti pronunciati dai C.d.O. locali. Va pertanto dichiarato inammissibile il reclamo ex art. 10 R.d. n. 37/37 avverso la deliberazione di diniego del rilascio del certificato di compiuta pratica forense presentato oltre il termine di venti […]
Avvocato – Norme deontologiche – Sanzione – Radiazione ex art. 41 L.P. – Presupposti – Compromissione dignità “classe forense” – Nozione
Al fine di ritenere la grave condotta dell’incolpato idonea a compromettere non solo la reputazione del professionista ma altresì la dignità della classe forense in vista dell’irrogazione della sanzione della radiazione disciplinare, la locuzione “classe forense”, evincibile dall’art. 41 L.P., va intesa non solo in termini assolutamente generali ma anche nei termini più ristretti della […]
Avvocato – Procedimento disciplinare – Decreto di citazione a giudizio – Natura – Atto meramente interno privo di contenuto decisorio – Impugnazione – Inammissibilità
E’ del tutto inammissibile il ricorso proposto non già nei confronti della delibera di apertura del procedimento disciplinare bensì avverso il successivo decreto di citazione a giudizio, ovvero contro l’atto con cui il presidente del C.O.A., richiamando la deliberazione di apertura del procedimento nonchè i capi di incolpazione formulati, provvede a fissare l’udienza di trattazione […]
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