Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_civile/2558
Timestamp: 2020-08-15 10:52:59+00:00
Document Index: 75639626

Matched Legal Cases: ['art. 2558', 'art. 670', 'art. 104', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 2558']

I. Se non è pattuito diversamente, l'acquirente dell'azienda subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda stessa che non abbiano carattere personale .
II. Il terzo contraente può tuttavia recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità dell'alienante.
III. Le stesse disposizioni si applicano anche nei confronti dell'usufruttuario e dell'affittuario per la durata dell'usufrutto e dell'affitto.
Trasferimento di azienda – Cessione automatica dei rapporti contrattuali – Condizioni.
L'art. 2558 c.c., nel disciplinare tutti i casi di trasferimento di azienda, prevede, salvo patto contrario, una cessione automatica o "ipso iure" dei rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive, che non abbiano carattere personale, che ineriscano all'esercizio dell'azienda e non siano ancora esauriti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Gennaio 2020, n. 15. Segue...
Concordato preventivo – Adunanza dei creditori – Esclusione dal voto del credito contestato – Liberazione dal debito del mutuatario cedente il ramo d’azienda.
La cessione di azienda nell’ambito della quale si preveda espressamente il subentro del cessionario nel rapporto di mutuo senza che la banca si sia opposta nel termine di tre mesi, comporta la liberazione del cedente da detto contratto con la conseguenza che, nell’ambito del concordato preventivo, il credito della banca, ove contestato per le suddette ragioni, dovrà essere escluso dal voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Ottobre 2019. Segue...
Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A. ex D.L. 99/2017 – Determinazione del contenzioso incluso nella cessione e di quello escluso – Criterio
Cessione di azienda bancaria – Cessione da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A. ex D.L. 99/2017 – Determinazione del perimetro della cessione – Prevalenza del criterio temporale su quello dell’oggetto del rapporto – Rapporti a sofferenza.
Dalla lettura combinata delle clausole del contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., e del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99, si desume, da un lato, la cessione del contenzioso pendente alla data della stipula e, dall’altro lato, l’estraneità della cessionaria al contenzioso sorto successivamente, anche se ancorato a fatti antecedenti; detta ricostruzione appare del resto coerente con l’intenzione di limitare il trasferimento ai soli contenziosi già pendenti, per i quali il costo è determinabile già al momento del contratto, escludendo le liti successive, a tale data imprevedibili. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
In ordine al contratto 26 giugno 2017, di cessione di azienda bancaria da Banca Popolare di Vicenza a Intesa Sanpaolo S.p.A., interpretato alla luce del decreto legge 25 giugno 2017 n. 99 è possibile affermare che, allo scopo di determinare il perimetro della cessione, la previsione attinente alla cessione delle controversie (che distingue le liti anteriori e quelle posteriori alla cessione) appare un criterio atto a prevalere rispetto a quello dell’oggetto dei rapporti che si trasferiscono; la previsione sulle liti è, infatti, ancorata ad un criterio meramente temporale e non ad un criterio che faccia leva sul contenuto della lite medesima, cosicché nessuna previsione contrattuale consente di affermare che ad Intesa si trasferiscano non tutte le liti pendenti, ma solo quelle che non abbiano ad oggetto rapporti a sofferenza.
Tanto più che detto criterio “contenutistico” non potrebbe concretamente operare prima della conclusione della lite medesima, giacché solo con la decisione definitiva si chiarirebbe se la lite riguardi un credito restitutorio del correntista ovvero un rapporto “a sofferenza”, effettivamente confermato come tale dalla decisione; in proposito, va , inoltre, detto che se si volesse integrare la regola sul trasferimento delle liti pendenti con un criterio che tenga conto dell’oggetto della lite, i confini della cessione rimarrebbero incerti fino alla conclusione del contenzioso: situazione evidentemente incompatibile con la necessità di cristallizzazione di attivo e passivo tipico di una cessione, tanto più di azienda bancaria.
Ne deriva che, in presenza di un “contenzioso civile” pendente al momento dell’accesso alla procedura concorsuale, lo stesso e pertanto il rapporto sottostante vanno ricompresi nella cessione ad Intesa, anche se il contenzioso attiene a rapporti qualificabile a sofferenza.
[Nel caso di specie, il tribunale ha inoltre rilevato l’operatività del cliente all’interno del fido e la mancanza di prova della segnalazione in centrale rischi hanno consentito di escludere che il rapporto fosse qualificabile a sofferenza]. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 01 Giugno 2018. Segue...
Sequestro ex art. 670 c.p.c. – Restituzione azienda – Fumus boni iuris – Insussistenza.
Sulla base dell’interpretazione sistematica degli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ., per cui gli elementi estranei all’azienda ma facenti parte del patrimonio aziendale e che possono essere ricompresi in una vicenda circolatoria fondata solo su un titolo negoziale, la Curatela del fallimento della cedente potrà avere diritto alla restituzione solo dei beni che erano originariamente nella disponibilità della società fallita con esclusione, quindi, di tutti gli elementi, rappresentati da beni acquistati da altre società, contratti, crediti e debiti inerenti all’azienda che sono il risultato dell’esercizio dell’attività di impresa di queste ultime. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 28 Dicembre 2017. Segue...
Fallimento – Azienda – Retrocessione – Affitto stipulato prima del fallimento – Responsabilità per i debiti contratti dall’affittuario – Sussistenza.
In mancanza della deroga contenuta nell’art. 104-bis l.fall. per l’ipotesi di affitto di azienda stipulato dal curatore, la retrocessione al fallimento di aziende o rami di aziende comporta la responsabilità della procedura per i debiti maturati sino alla retrocessione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2017, n. 23581. Segue...
Concordato preventivo – Scioglimento e sospensione dei contratti pendenti – Affitto di azienda – Retrocessione dell’azienda al concedente – Effetti – Trasferimento dei contratti in essere.
Come l’affitto d’azienda produce il trasferimento in capo all’affittuario di tutti i contratti in essere a prestazioni corrispettive in tutto o in parte non eseguite, salvo che siano espressamente escluse per patto scritto tra le parti ovvero abbiano natura esclusivamente personale, così detta norma trova applicazione anche in presenza di un’eventuale retrocessione dell’azienda in capo all’originario imprenditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Gennaio 2017. Segue...
Azienda - Cessione - Successione a titolo particolare - Applicazione delle norme dettate dall’art. 111 c.p.c. - Cessione del ramo d'azienda.
Nel caso di trasferimento d’azienda, nelle controversie aventi ad oggetto rapporti compresi in quell’azienda, il soggetto cessionario assume la veste di successore a titolo particolare con applicazione delle norme dettate dall’art. 111 c.p.c. Anche il trasferimento del ramo d’azienda da una società all’altra configura una successione a titolo particolare nei rapporti preesistenti, successione che, sul piano processuale, determina una prosecuzione del processo in corso tra le parti originarie, ai sensi dell’art. 111 c.p.c. (Francesco Micaletto) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 24 Novembre 2016. Segue...
Con la pronuncia in esame, la Corte di Cassazione ha analizzato, inter alia, il meccanismo di successione dei contratti in presenza di cessione di ramo d’azienda, evidenziando l’automaticità della medesima in assenza di rapporti contrattuali di carattere personale ovvero espressamente esclusi dalle parti. Di conseguenza, un contratto di leasing pertinente al ramo d’azienda ceduto deve essere considerato traferito al cessionario pur in assenza di un’espressa menzione dello stesso.
In particolare, a fronte di un ricorso avverso una pronuncia della Corte d’appello di Torino, che aveva riconosciuto la sussistenza “dell’automatico trasferimento di tutti i contratti pertinenti l’azienda ceduta, ai sensi dell’articolo 2558 c.c. (indifferentemente applicabile, tanto alla fattispecie della “cessione d’azienda”, quanto a quella della “cessione di ramo d’azienda”)”, con conseguente trasferimento del contratto di leasing in discussione, la Suprema Corte ha esaminato il meccanismo di successione dei contratti in tale frangente. Ricollegandosi “all’idea dell’azienda come universitas”, la Cassazione ha evidenziato che “i rapporti contrattuali – di carattere non personale – che attengono all’azienda ceduta si considerano parte integrante del complesso dei beni unitariamente ceduti” (come evidenziato anche in Cass. 13319/2015). Il medesimo ragionamento trova luogo altresì in presenza di trasferimento esclusivamente di un ramo dell’azienda, salvo la sussistenza di beni personali, rapporti “di per sé oggettivamente e riconoscibilmente estranei al ramo d’attività ceduto” ovvero determinazione, ad opera delle parti, “dei singoli beni o rapporti non destinati alla successione”.
In aggiunta, a latere della dichiarazione di inammissibilità di un secondo motivo di ricorso volto a far valere la violazione degli artt. 1372 e 2558 c.c. a causa della mancata “indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda”, la Suprema Corte ha posto in rilievo come la risoluzione del contratto di leasing, a differenza di quanto sostenuto dal ricorrente, avvenga solo a seguito della manifestazione esplicita della volontà di avvalersi della clausola risolutiva espressa contenuta nel contratto stesso, successiva rispetto alla cessione del ramo d’azienda, rendendo pertanto tale contratto ancora esistente al momento della cessione medesima e, quindi, trasferibile al cessionario.
Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, imponendo al ricorrente il rimborso delle spese del giudizio di legittimità, oltre a spese generali ed accessori come per legge. (Davide Camasi - dottorando presso Leiden Law School) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11 Ottobre 2016, n. 20417. Segue...
Cessione d’azienda – Sorte dei contratti e dei debiti dell’azienda ceduta – Responsabilità solidale del cessionario – Differenze.
La solidarietà del cedente come effetto naturale fa seguito alla cessione d’azienda solo quando si tratti di debiti puri, cioè per controprestazioni già eseguite e passate ormai nel patrimonio della cedente.
Invece, quando al momento della cessione dell’azienda – o di un suo ramo – il contratto non sia ancora eseguito, vale l’opposta regola dell’effetto naturale della esclusione della responsabilità del cedente, se il contraente ceduto non abbia espressamente dichiarato di liberarlo. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 09 Giugno 2015. Segue...
Trasferimento d'azienda - Successione nei rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive che non abbiano carattere personale e ineriscano l'esercizio dell'azienda - Necessità di specifica menzione - Esclusione - Facoltà del successore a titolo particolare di intervenire nel processo - Sussistenza..
Il trasferimento d'azienda comporta, a norma dell'articolo 2558 c.c, salvo patto contrario, la cessione “ipso iure” dei rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive che non abbiano carattere personale, ineriscano l’esercizio dell'azienda e non siano ancora esauriti; detto evento (in quanto mirante a garantire il mantenimento della funzionalità economica dell'azienda) sancisce cioè che il trasferimento avviene secondo un meccanismo di attrazione dei contratti nella circolazione dell'azienda e costituisce un effetto naturale del contratto di trasferimento stesso nel senso che si verifica indipendentemente dalla volontà delle parti che rileva soltanto per escluderlo. (Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che il conferimento d’impresa individuale in società di persone comportasse ipso iure la successione della società nel rapporto relativo a un contratto di compravendita, senza specifica menzione del contenzioso in essere e con facoltà del successore a titolo particolare di intervenire nel processo ai sensi dell'articolo 111 c.p.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 19 Novembre 2012. Segue...
Trasferimento di azienda - Successione nei contratti - Contratto di affitto..
Il contratto di affitto del ramo d’azienda rientra nella categoria prevista dall’art. 2558 c.c. relativa ai contratti aventi natura personale, in quanto funzionale all’esercizio dell’azienda stessa. (Marco Bergamaschi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Marzo 2012. Segue...
Conferimento di azienda bancaria in società per azioni ex artt. 1 e 16 d.lgs. n. 356 del 1990 - Successione a titolo particolare della società conferitaria nei crediti dell'azienda conferita - Estensione ai diritti di natura risarcitoria esercitabili nei confronti degli organi amministrativi e di controllo dell'azienda trasferita - Configurabilità.
Il conferimento, ai sensi degli artt. 1 e 16 del d.lgs. n. 356 del 1990 di un'azienda bancaria (nella specie una Cassa di Risparmio) in una società per azioni determina la successione a titolo particolare della totalità dei crediti dell'azienda trasferita da parte della società conferitaria senza esclusione di quelli derivanti dal diritto al risarcimento dei danni provocato al patrimonio aziendale dalla "mala gestio" degli organi amministrativi e di controllo dell'ente conferente, in quanto componenti della "universitas" aziendale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2007. Segue...