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Timestamp: 2020-08-04 23:32:12+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 75']

Sentenza Cassazione Civile n. 15868 del 29/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15868 del 29/07/2016
Cassazione civile sez. trib., 29/07/2016, (ud. 30/06/2016, dep. 29/07/2016), n.15868
sul ricorso 17931-2010 proposto da:
VIA ZURLO 8, presso Io studio dell’avvocato ANGELO WALTER CIMA, che
10 rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIETRO COLUCCI con
19295 del 07/06/2016;
avverso la sentenza n. 49/2009 della COMM.TRIB.REG. di CAMPOBASSO,
udito per il controricorrente l’Avvocato COLUCCI che si riporta alla
1. L’Agenzia delle Entrate, in data 09/07/2007, notificava a G.V. un avviso di accertamento per maggiori imposte IRPEF, IRAP e IVA, relative all’anno 2003, cui conseguiva l’irrogazione di una sanzione pecuniaria. L’accertamento traeva origine dalla ricostruzione indiretta del reddito d’impresa e dei ricavi della ditta individuale del contribuente, esercente un’attività di noleggio di autoveicoli, quale affiliata alla società AVIS s.p.a..
Con sentenza del 05/05/2009 la Commissione Tributaria Regionale di Campobasso, in accoglimento del ricorso proposto dal contribuente, annullava la decisione impugnata.
3. Avvero tale sentenza l’Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione, deducendo sei motivi di ricorso.
Con il secondo motivo si eccepiva violazione di legge, in riferimento al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 75 e D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19, conseguente al fatto che, a prescindere dall’effettività delle operazioni contestate, nel caso in esame, la detrazione fiscale non poteva essere riconosciuta, riguardando l’acquisto di carburante per la rivendita alla società Rubicone Corse s.r.l., costituente un’attività non inerente a quella di noleggio di autoveicoli esercitata dal G..
Con il quarto motivo si eccepiva violazione di legge, In riferimento all’esecuzione di operazioni commerciali superiori alla somma di 12.000,00 Euro giornalieri; alla valutazione della perizia tecnica eseguita nell’interesse del contribuente; alla mancanza del documenti di accompagnamento per i prodotti assoggettati ad accisa; all’Illegittima emissione di fatture sostitutive delle schede carburante.
Con il sesto motivo di ricorso, infine, si eccepiva violazione di legge, in parte richiamando le doglianze sottese al quarto motivo, conseguente al fatto che le fatture commerciali emesse in luogo delle schede carburante, a prescindere dalla legittimità di tali operazioni, non risultavano annotate nella contabilità della ditta della C., presso cui, secondo quanto documentato dal contribuente, i vari acquisti erano stati effettuati.
Il ricorso è fondato in accoglimento del secondo motivo di ricorso che deve ritenersi assorbente rispetto alle residue doglianze.
Deve, in proposito, rilevarsi che costituisce un dato incontroverso quello secondo cui la detrazione fiscale contestata riguardava un’attività non pertinente all’oggetto sociale della ditta del G., esercente l’attività di noleggio di autoveicoli affiliata alla società AVIS s.p.a. Questo elemento assume una rilevanza decisiva ai presenti fini processuali e prescinde dall’effettività delle operazioni di acquisto di carburante controverse, riguardando il differente e dirimente profilo dell’inerenza di tali acquisti all’attività commerciale del contribuente.
Invero, è pacifico che il carburante veniva acquistato dal contribuente presso la ditta individuale di C.A. per essere successivamente rivenduto alla società Rubicone Corse s.r.l., con la conseguenza che tali operazioni, in assenza di ulteriori specificazioni, sembrano riguardare attività estranee all’oggetto sociale della ditta del G.. Nè emergeva che il contribuente avesse acquistato il carburante per utilizzarlo nell’ambito della sua attività commerciale, così come evidenziato nella stessa sentenza impugnata, in ai, nel passaggio esplicitato a pagina 4, si affermava: “Agli atti risultano presenti 27 assegni emessi dalla Società Rubicone Corse nei confronti del G., elenco delle competizioni sportive, relativo conteggio dei quantitativi di carburante utilizzato, domande di iscrizione di piloti alla società cessionaria e, perfino, una perizia tecnica a firma di P.F….”.
In altri termini, gli acquisiti di carburante effettuati dal G. presso la ditta della C. riguardavano un’attività commerciale apparentemente estranea a quella del contribuente, rispetto alla quale non sembrerebbero sussistenti le connotazioni di inerenza indispensabili per la detrazione fiscale di tali spese d’impresa, riguardanti la rivendita a terzi di carburante, con le connesse operazioni di stoccaggio e trasporto, della cui pertinenza all’oggetto sociale della ditta sottoposta a verifica la Commissione Tributaria Regionale avrebbe dovuto dare preliminarmente conto.
Queste conclusioni discendono dal fatto che la deducibilità delle spese d’impresa, secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75, presuppone la dimostrazione, posta a carico del contribuente, del requisito dell’inerenza, consistente sia nella giustificazione della congruità dei costi, rispetto ai ricavi o all’oggetto sociale, sia nell’allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o del futuri vantaggi conseguibili attraverso i rapporti esistenti tra l’impresa e il terzo (cfr. Sez. 5, n. 10914 del 27/05/2015, Rv. 635697; Sez. 5, n. 24065 del 16/11/2011, Rv. 620347).
2. Le ulteriori doglianze restano assorbite nella censura processuale oggetto di accoglimento, presupponendo il loro vaglio la corretta valutazione dell’inerenza delle spese d’impresa controverse all’attività commerciale svolta dal contribuente nel corso del 2003, che dovrà essere effettuata nel rispetto dei principi che si sono enunciati.