Source: https://it.scribd.com/doc/61969523/Testo-Completo-Del-Comitato-Di-Bioetica-Nazionale
Timestamp: 2019-11-15 11:11:24+00:00
Document Index: 68242453

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 47', 'art. 6', 'art.1', 'art.2', 'art.3', 'art. 3', 'art. 4', 'art.1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1']

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Petizione SEL- Sperimentazione Animale
LAV a Garattini La Sperimentazione Animale Non Aiuta La Ricerca
LAV UDINE vivisezione
La vivisezione è così importante?
METODOLOGIE ALTERNATIVE, COMITATI ETICI E OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE
PRESENTAZIONE Il parere analizza le metodologie alternative alla sperimentazione animale nel contesto del modello delle 3R (rimpiazzamento, riduzione e raffinamento delle metodologie di sperimentazione applicate agli animali). Il CNB, in linea con la Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio dEuropa sulla protezione degli animali usati a fini scientifici e con altri documenti internazionali sullargomento, ritiene opportuno limitare allo stretto necessario la sperimentazione su animali riducendone il numero e controllando la sofferenza e i danni, ed esprime lauspicio di un incremento della ricerca e dellapplicazione delle metodologie alternative. Il Comitato precisa che nel documento non si presa in considerazione la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane come alternativa alla sperimentazione animale, ritenendo che le due modalit sperimentali non siano equivalenti n sul piano scientifico n sul piano etico. Il parere si sofferma sui Comitati etici per la sperimentazione animale, con particolare riferimento alla costituzione, composizione e alla rilevanza a livello sociale, auspicandone un coordinamento nazionale ed internazionale. Il CNB analizza inoltre la legge italiana n. 413 del 1993 Norme sullobiezione di coscienza alla sperimentazione animale che riconosce ai cittadini italiani il diritto di dichiarare la propria obiezione di coscienza, raccomandandone la pubblicizzazione, oltre alla predisposizione di percorsi formativi adeguati (anche prevedendo insegnamenti sulle metodologie alternative a livello universitario). Nellappendice sono pubblicati i risultati di una indagine (ideata e curata dalla Dott.ssa Maria Paglia) condotta tra le facolt scientifiche delle Universit italiane al fine di monitorare lo stato di applicazione delle legge. Il documento stato coordinato dalla Prof.ssa Luisella Battaglia, con i contributi dei Proff. Salvatore Amato, Adriano Bompiani, Cinzia Caporale, Lorenzo dAvack, Riccardo Di Segni, Silvio Garattini, Laura Guidoni, Assunta Morresi, Demetrio Neri, Giancarlo Umani Ronchi. Nellambito della discussione nel gruppo di lavoro sono stati auditi i Proff. Thomas Hartung, Rosagemma Ciliberti, Simone Pollo, Anna Laura Stammati, Flavia Zucco. Durante la discussione in sede plenaria hanno votato a favore del documento i Proff. Luisella Battaglia, Adriano Bompiani, Stefano Canestrari, Roberto Colombo, Francesco DAgostino, Antonio Da Re, Lorenzo dAvack, Riccardo Di Segni, Carlo Flamigni, Romano Forleo, Silvio Garattini, Laura Guidoni, Luca Marini, Assunta Morresi, Demetrio Neri, Andrea Nicolussi, Laura Palazzani, Vittorio Possenti, Rodolfo Proietti. Ha votato contro il documento la Prof.ssa Cinzia Caporale. Hanno fatto pervenire la loro adesione al documento i Proff. Salvatore Amato e Marianna Gensabella, assenti alla riunione plenaria. Il documento corredato da una postilla del Prof. Francesco DAgostino.
Il Presidente Prof. Francesco Paolo Casavola
DOCUMENTO Premessa Il documento muove dallesigenza di contemperare, in modo equilibrato e condiviso, valori differenti, tutti meritevoli di essere riconosciuti, quali il benessere degli uomini, la promozione della ricerca scientifica, la riduzione delle sofferenze per gli animali sottoposti a sperimentazione, lo stesso benessere degli animali nel caso della sperimentazione veterinaria, il rispetto delle intime convinzioni personali dei ricercatori. Gli animali hanno finora svolto e probabilmente continueranno a svolgere un ruolo fondamentale per la sperimentazione scientifica, ma la loro dichiarata utilit nellincremento delle conoscenze non fa venir meno il dovere di ridurne al minimo il dolore, la sofferenza e i danni. Nella ricerca scientifica gli animali possono essere utilizzati: per ricerche di base, volte prioritariamente o unicamente allampliamento delle conoscenze; per ricerche finalizzate alla massimizzazione del bene umano (ad es. per sperimentare farmaci diretti prioritariamente a curare patologie umane); per ricerche finalizzate alla massimizzazione del bene degli stessi animali su cui si sperimenta o su specie affini (ad es. per sperimentare farmaci veterinari). Va ricordato che attualmente sono utilizzati ad esempio: a. per comprendere le funzioni fisiologiche, i meccanismi biochimici e la complessa regolazione ormonale, circolatoria e nervosa che pu essere studiata solo in un organismo vivente; b. per realizzare modelli di patologia umana, utilizzando tecniche di ingegneria genetica per sviluppare test diagnostici e strategie terapeutiche per il trattamento delluomo e degli animali; c. per studiare gli effetti tossici indotti in vivo da farmaci, protesi, dispositivi medici, additivi alimentari e sostanze dinquinamento; d. molto raramente per scopi didattici. Nel caso della commercializzazione di prodotti farmaceutici e pi in generale di prodotti di interesse sanitario, di cui ai punti (b) e (c), la legge impone la sperimentazione preventiva sugli animali. La sperimentazione animale in Italia regolata da una serie di norme a partire dal Decreto Legislativo 211/92 e successive modifiche introdotte dal DM 1993 (decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 116 Attuazione della direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici). Va inoltre tenuta presente la Raccomandazione della Commissione Europea del 18 giugno 2007 relativa a Linee guida per la sistemazione e la tutela degli animali impiegati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici 2007/526/CE (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea L197, del 30.7.2007). La normativa si applica a tutti i tipi di sperimentazioni a fini scientifici, includendo anche le ricerche per uso veterinario, definendo come esperimento: "l'impiego di un animale a fini sperimentali o ad altri fini scientifici che pu causare dolore, sofferenza, angoscia o danni temporali durevoli, compresa qualsiasi azione che intenda o possa determinare la nascita di un animale in queste condizioni, ma esclusi i metodi meno dolorosi di uccisione o di marcatura di un animale comunemente accettati come umanitari; un 3
esperimento comincia quando un animale preparato per la prima volta ai fini dell'esperimento e termina quando non occorrono ulteriori osservazioni per l'esperimento in corso; l'eliminazione del dolore, della sofferenza, dell'angoscia o dei danni durevoli, grazie alla corretta applicazione di un anestetico, di un analgesico o di altri metodi, non pone l'utilizzazione di un animale al di fuori dell'ambito di questa definizione". La normativa prevede esplicitamente che la sperimentazione animale sia effettuata solo quando non sia possibile utilizzare altro metodo scientificamente valido, ragionevolmente e praticamente applicabile, che non implichi l'impiego di animali. Il Decreto si preoccupa inoltre di regolamentare la sperimentazione animale in modo che sia effettuata da persone qualificate, che siano minimizzate le sofferenze e che gli animali stessi siano allevati e stabulati in condizioni adeguate. La sperimentazione sottoposta a procedure che includono lobbligo di notifica al Ministero, per tutte le sperimentazioni. In alcuni casi, ad esempio qualora gli esperimenti riguardino cani, gatti e primati non umani (art. 8), necessario il parere tecnico dellIstituto Superiore di Sanit. La sperimentazione pu quindi essere considerata non adeguata sia dal Ministero che dall'Istituto Superiore di Sanit, e quindi non venire autorizzata. Le procedure devono garantire che le sperimentazioni siano conformi al principio di giustificazione e che gli esperimenti siano effettuati con il minor numero di animali, con gli animali con il pi basso sviluppo neurologico, con metodiche che implichino il pi basso livello di dolore, possibilmente con anestesia, e che, in ogni caso, siano scelti i protocolli sperimentali con maggiori probabilit di fornire risultati soddisfacenti. Il Comitato Nazionale per la Bioetica ha gi affrontato pi volte questioni relative alla bioetica animale 1 in cui queste tematiche sono state toccate, anche se marginalmente. Questo documento concentra espressamente la propria attenzione su due aspetti particolari: lo studio, la diffusione, lutilizzazione e limplementazione di metodi alternativi (M.A.) alla sperimentazione sugli animali, e la questione, strettamente connessa a tale problematica, dei Comitati etici e dellobiezione di coscienza (O.d.C) 2 . Lattenzione giustificata sia dai nuovi e promettenti orizzonti offerti dallo sviluppo delle modalit avanzate di ricerca, sia dal significativo mutamento che il quadro normativo ha subto in questi ultimi anni, assumendo una forte connotazione etica relativamente al riconoscimento del benessere dellanimale. La vita in tutte le sue dimensioni ha un immenso valore bioetico e la vita animale, in particolare, merita considerazione e rispetto. Infliggere agli animali per fini sperimentali sofferenze futili, inutili, crudeli, sproporzionate assolutamente inaccettabile, in particolare se possono esistere o possono essere promosse metodologie sperimentali alternative.
Documenti e Pareri: Caudotomia e conchectomia (2006); Problemi bioetici relativi allimpiego di animali in attivit correlate alla salute e al benessere umani (2005); Macellazioni rituali e sofferenza animale (2003); Bioetica e scienze veterinarie benessere animale e salute umana (2001); Orientamenti bioetici per i Comitati etici (2001); Parere sulla proposta di moratoria per la sperimentazione umana di xenotrapianti (1999); Sperimentazione sugli animali e salute dei viventi (1997); La sperimentazione dei farmaci (1992). 2 Un particolare ringraziamento ai Proff. Rosagemma Ciliberti, Thomas Hartung, Simone Pollo, Anna Laura Stammati e Flavia Zucco, per le audizioni svolte nellambito del Gruppo di lavoro.
1. Il modello delle 3R La speranza di diminuire in modo considerevole e, in certi casi, di eliminare il ricorso ad animali nella sperimentazione riassunta nel Sistema delle 3R: Replacement, Reduction, Refinement (sostituzione, riduzione, perfezionamento), formulato da William Russell e Rex Burch nel volume The Principles of Human Experimental Technique (1959). Con tale trinomio si intende rispettivamente: 1) la sostituzione degli animali impiegati nella sperimentazione con metodiche alternative oppure, ove non fosse possibile, limpiego di animali con il pi basso sviluppo neurologico; 2) la riduzione del numero di animali alla quantit minima necessaria per ottenere dati scientificamente attendibili; 3) il perfezionamento, ovvero il raffinamento di procedure che consentano di ridurre al minimo sofferenza, stress e danni per gli animali. Il libro di Russell e Burch si rivolgeva eminentemente alla comunit scientifica che, in effetti, da quel momento cominci a dedicare una crescente attenzione al problema di come avviare procedure pi umanitarie nel trattamento degli animali da sperimentazione, problema peraltro sviluppato dagli stessi ricercatori in rapporto con il progresso delle conoscenze. Limpulso ad affrontare il tema della Sperimentazione Animale (S.A.) in senso pi ampio, collocandolo in una specifica prospettiva bioetica, giunge tuttavia solo negli anni Settanta, sullonda di pubblicazioni destinate a imporre in campo filosofico la tematica animalistica 3 . Risale a questi anni luso del termine alternativa per indicare unopzione sostitutiva di un sistema dato e non solo una possibilit in pi. Non meraviglia dunque che nel 1978 David Smyth riproponesse il modello delle 3R nel volume Alternatives to animal experiments: una dizione di cui si sottolineata peraltro lambiguit, in quanto farebbe pensare alla possibilit immediata di abolizione della sperimentazione animale, cosa che, di fatto, il modello delle 3R non propone. Nel 2002 la Commissione Europea ha finanziato un progetto di bioetica nellarea Qualit della vita dal titolo Animal Alternatives: Scientific and Ethical Evaluation (ANIMALSEE) col preciso impegno di aggiornare il modello delle 3R. Tale progetto interdisciplinare cui hanno partecipato biologi, etologi, filosofi, farmacologi e tossicologi ha avuto il merito di consentire un effettivo dialogo tra studiosi di differenti discipline. Il confronto ha condotto a una definizione pi chiara e condivisa delle M.A. e ha mostrato come il modello delle 3R sia fortemente radicato in una prospettiva bioetica che ha al suo centro la tutela del benessere degli animali senza ledere gli interessi degli ammalati che attendono terapie efficaci. Ne scaturita unanalisi combinata degli aspetti etici e scientifici della sperimentazione che ha permesso alla comunit scientifica, di aprirsi a un confronto sereno con le istanze provenienti dalla societ civile. Occorre aggiungere che lalternativa fondata sul modello delle 3R rappresenta un percorso che coniuga linteresse scientifico ed economico con quello pi specificamente etico di evitare oppure, quanto meno, di ridurre per quanto
Cfr. in particolare le opere di P. Singer, Liberazione animale, tr. it. Mondadori, Milano 1991 e T. Regan, Diritti animali, tr. it., Garzanti, Milano 1990.
possibile , il sacrificio degli animali. Questa esigenza va peraltro contemperata con altre pressanti richieste della societ civile che attende dalla ricerca scientifica, rimedi per le malattie e riduzione della tossicit ambientale. Ai fini di un bilancio del modello delle 3R, occorre sottolineare che in merito alla prima R (sostituzione), non esistono al momento metodi che permettono di verificare pienamente lefficacia e la sicurezza di una sostanza o di un farmaco senza utilizzare un organismo vivente. Nellultimo decennio, tuttavia, sono stati fatti significativi passi in avanti con lo sviluppo di metodi alternativi costituiti per la maggior parte da tecniche in vitro; cio colture cellulari e tessuti, microrganismi, tecnologie di immagine, modelli matematici e informatici. Sempre allo stato attuale delle conoscenze, la sperimentazione in vivo, pur essendo in molti casi difficilmente estrapolabile alla situazione umana, continua a rappresentare oggi il miglior mezzo disponibile per affrontare, ad esempio, gli effetti complessi dei farmaci come riduzione di unarea infartuata nel cuore o nel cervello, lazione sullappetito e sulla saziet, lattivit antidolorifica, gli effetti sui danni da trauma cerebrale, lattivit anti-ipertensiva e cos via. Si osserva inoltre che non tanto lestrapolazione da una singola specie animale alluomo ci che conta, invece la possibilit di una serie di osservazioni in molte specie animali quella che permette di costruire un catalogo di conoscenze utili per comprendere se si debba condurre una sperimentazione nelluomo e, in caso positivo, quali siano i possibili effetti tossici e terapeutici da tenere in considerazione. In particolare, le tecniche di ingegneria genetica permettono di creare nuovi modelli di malattie umane nellanimale da esperimento, con migliore estrapolabilit. Peraltro alcuni membri del Comitato ritengono che le metodologie alternative, allo stato attuale delle conoscenze, debbano essere intese non come sostitutive, ma come complementari alla sperimentazione sugli animali in vivo. Nellauspicio che nel futuro le metodologie alternative possano essere attuate e incrementate. La seconda R (riduzione) ha lo scopo sia di diminuire il numero degli animali impiegati, sia di evitare uneccessiva reiterazione di test su animali. Ulteriori progressi nel riconoscimento reciproco tra lUnione Europea e Paesi extra europei, in ordine alle procedure per la registrazione dei farmaci, potranno avere un effetto considerevole nel ridurre il numero degli animali impiegati per fini scientifici o tecnologici. Importanti in questo senso sono i progressi tecnologici, che permettono di eseguire campionamenti ripetuti in modo non invasivo, consentendo, ad esempio, di seguire nel tempo gli stessi animali, senza doverli sacrificare in tempi diversi, attraverso la TAC, la risonanza magnetica nucleare, il doppler, le ecografie, etc. La terza R (perfezionamento) prevede: una pianificazione delle ricerche con sofisticati strumenti di programmazione, in modo da ridurre al minimo possibile la sofferenza, lo stress e i danni subti dagli animali; listituzione di migliori procedure per gli esperimenti; lalloggiamento degli animali in ambienti adatti a ogni specie, nel quadro di una peraltro pi efficiente Animal Care che anche indispensabile per lattendibilit della sperimentazione in vivo. Molti passi avanti sono stati fatti grazie ai progressi compiuti nella conoscenza dei meccanismi cellulari e molecolari alla base di processi fisiologici e patologici. Anche linformatica ha aperto orizzonti e possibilit impreviste allelaborazione di dati, alla costruzione di modelli, alla verifica 6
teorica di ipotesi. La tecnologia associata a queste nuove conoscenze si andata evolvendo molto rapidamente, spinta anche dalle esigenze del mercato. La comunit scientifica, dunque, ha oggi a disposizione possibilit estremamente ampie di studio, che in prospettiva potrebbero consentire di ridurre gradualmente lutilizzo di animali e di migliorare le condizioni della sperimentazione. Grazie a questi progressi anche possibile pensare a una implementazione concreta del modello delle 3R.
2. Le metodologie alternative Nel 1986 lEuropa decise di regolamentare questo settore con la European Convention for the Protection of Vertebrate Animals Used for Experimental or Other Scientific Purposes 4 (1986/123), a cui fece seguito la Direttiva On the Approximation of Laws, Regulations and Administrative Provisions of the Member States Regarding the Protection of Animals Used for Experimental and Other Scientific Purposes (1986/609). Sulla base della Direttiva, a livello europeo si sviluppata unintensa attivit di ricerca e di validazione (determinazione dellaffidabilit e riproducibilit di un metodo) volta sia a individuare nuovi metodi in vitro che potessero essere utilizzati per lattivit regolatoria sia a modificare alcuni dei metodi in vivo esistenti per ridurre il numero degli animali impiegati e minimizzarne sofferenza e danni. La maggior parte dei paesi della Comunit intervenuta, con apposite norme, per limitare lutilizzazione degli animali, istituendo specifiche commissioni di autorizzazione e controllo sulle modalit di ricerca e sperimentazione. In particolare nel nostro paese la Direttiva stata recepita con il Decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 116, che ha espressamente indicato il principio di preferenza dei metodi alternativi (art. 17.1b). La Circolare del 14 Maggio 2001 n. 6 del Ministero della Sanit ha richiamato lattenzione degli sperimentatori sul fatto che in ogni attivit di ricerca deve essere dimostrata limpossibilit di ricorrere ad altri metodi scientificamente validi alternativi allimpiego di animali. Nei venti anni trascorsi, le basi scientifiche su cui quella Direttiva era basata si sono notevolmente modificate grazie allevoluzione delle tecniche nel campo della sperimentazione animale e le autorit europee tenendo anche conto del fatto che le disposizioni della Direttiva, riprendendo il testo della gi ricordata Convenzione, avevano un carattere pi politico che normativo, ed erano orientative e aperte a libere interpretazioni pi che tendere allarmonizzazione , hanno proposto di revisionarla. Nella Proposta di Direttiva si ribadisce che gli animali hanno un valore intrinseco che deve essere rispettato. Luso degli animali nelle procedure suscita anche preoccupazioni etiche nellopinione pubblica. Pertanto, gli animali devono sempre essere trattati come creature senzienti e il loro utilizzo nelle procedure scientifiche deve essere limitato ai settori che fanno progredire la scienza e giovano in ultimo alla salute degli uomini e degli animali e allambiente. A questo scopo, nel testo vengono elaborate tutta una serie di
La Convenzione fu adottata il 31 maggio 1985 e fu inoltrata alla firma degli Stati membri del Consiglio dEuropa e di quelli della Comunit Economica Europea il 18 marzo 1986. Entrata in vigore il 1-1-1991, fu firmata nel 1987 dalla Comunit Europea che, tuttavia, non ratific il suo testo prima del marzo 1998.
misure rafforzative per la protezione degli animali ancora utilizzati nelle procedure scientifiche, che hanno al loro centro: a) la sempre pi adeguata applicazione del modello delle 3R; b) lo sviluppo di metodologie alternative. Un primo risultato in tal senso stato gi raggiunto con la Direttiva 2003/15/CE che ha posto precisi limiti alla vendita di cosmetici testati su animali. Un altro importante contributo derivato dallistituzione nel 1991 dello European Center for the Validation of Alternatve Methods (ECVAM), istituto di consulenza tecnica della Commissione Europea il cui compito di studiare, promuovere e validare i procedimenti che non prevedono impiego di animali. Per validazione dei metodi alternativi si intende il processo complessivo attraverso il quale viene stabilita laffidabilit e la pertinenza di un determinato test per uno scopo specifico. Per effetto dellistituzione dellECVAM, in ogni paese membro dellUnione Europea si sono costituite le Piattaforme Nazionali per i Metodi Alternativi (in Italia IPAM), coordinate dallo European Consensus of Platforms on Alternatives (ECOPA), a cui partecipano industrie, enti governativi, istituti di ricerca e associazioni di tutela degli animali. In questo quadro, si stabilito un partenariato tra la Commissione Europea e alcune aziende e associazioni attive in diversi settori industriali (EPAA), allo scopo di promuovere lo sviluppo di nuovi metodi come approcci moderni e alternativi alla sperimentazione animale al fine di garantire la sicurezza e lefficacia delle sostanze chimiche. Il programma della durata di 5 anni monitorato attraverso le conferenze annuali Europe goes alternative. Nellaprile del 2009, lECVAM ha firmato con i corrispondenti organismi degli Stati Uniti (ICCVAM), del Giappone (JACVAM) e del Canada (Environmental Health Science and Research Bureau) un accordo di cooperazione per migliorare il coordinamento a livello internazionale in modo da individuare e diffondere metodi alternativi che siano riproducibili e basati su indiscutibili fondamenti scientifici, fugando ogni timore di rischi per la salute. Del resto, la Comunit Europea gi da alcuni anni sta incrementando le spese per la ricerca: il VII Programma Quadro (2007-2013) prevede finanziamenti per progetti diretti a mettere a punto alternative ai test su animali nella ricerca medica. Va tuttavia ricordato che se gli animali rappresentano un modello spesso insufficiente per rappresentare lorganismo umano, ancora meno rappresentativi saranno test in vitro basati sullimpiego di cellule che vengono coltivate al di fuori della complessit di un organismo vivente senza lintervento di sistemi di regolazione ormonali, umorali e nervosi. Anche le cellule staminali embrionali, animali e umane, a motivo della peculiarit del loro profilo epigenetico e metabolico, non sono rappresentative di un modello sperimentale alternativo a quello dellorganismo adulto. Ci troviamo quindi di fronte a una notevole crescita di attenzione e di sensibilit per i problemi etici e scientifici relativi alla S.A. che, senza trascurare limportanza dei modelli tradizionali, impone di ricercare nuove prospettive meno invasive, pi attente a trovare un giusto equilibrio tra le esigenze della conoscenza scientifica e il rispetto della vita animale. Come auspicato nella Proposta di Direttiva europea: Oltre agli effetti positivi sul benessere degli animali, i metodi alternativi possono dare informazioni attendibili grazie a tecniche di prova moderne e controllate dal punto di vista 8
della qualit, che potrebbero essere pi rapide e meno costose dei metodi tradizionali basati sulla sperimentazione animale. Il CNB rileva che in certi ambiti anche istituzionali lespressione metodi di sperimentazione alternativi a quelli animali comprende anche test su cellule staminali embrionali umane. Il CNB non ritiene in questa sede entrare nel merito del dibattito sulla sperimentazione su cellule staminali embrionali umane, rimandando a precedenti 5 ed eventuali futuri documenti. Il CNB ritiene inaccettabile considerare alternativi nel senso di scientificamente ed eticamente equivalenti metodi di sperimentazioni su organismi animali adulti e cellule staminali embrionali umani. Alcuni membri del CNB 6 comunque ritengono illecita e moralmente ingiustificabile ogni forma di sperimentazione che comporti la distruzione di embrioni umani, comprese quelle volte a minimizzare la sperimentazione animale a spese di quella su embrioni umani.
3. La tutela degli animali nella ricerca scientifica e il ruolo dei Comitati Etici per la Sperimentazione Animale La qualit della ricerca scientifica e lattendibilit dei risultati sono strettamente legate a una buona pratica di laboratorio e al benessere degli animali. principio noto che utilizzare nella ricerca un animale gi in stato di sofferenza fisica o psichica pu compromettere lattendibilit e riproducibilit dei risultati sperimentali. La tutela dellanimale in laboratorio, cos come prevista dalle disposizioni legislative, pertanto intimamente correlata agli interessi stessi della ricerca e, in linea di principio, non dovrebbe esservi contrasto tra questi interessi e lesigenza, sempre pi avvertita, di una qualificata animal care, e cio di una scienza degli animali da laboratorio che comprenda lo studio della loro biologia, la considerazione per le loro necessit di allevamento e ambientali, la prevenzione e il trattamento di eventuali malattie, lottimizzazione delle tecniche sperimentali e il miglioramento dellanestesia, analgesia ed eutanasia. Dai primi anni Novanta molti passi in avanti sono stati fatti verso lottimizzazione della qualit e dello stato sanitario degli animali, e la standardizzazione delle condizioni ambientali e di mantenimento per assicurare il benessere animale. Questi progressi sono stati certamente favoriti non solo dallemanazione di apposite norme di legge, ma se valida la correlazione tra interessi della ricerca e una sempre pi qualificata animal care anche dal senso di responsabilit dei ricercatori e delle istituzioni presso le quali operano. Prova ne che molti centri di ricerca in Italia e in Europa si sono dotati di organismi interni di controllo, sullesempio di quanto gi accaduto, fin dalla met degli anni Ottanta, negli Stati Uniti e in Canada con la creazione di Institutional Animal Care and Use Committees (IACUC). Segno evidente, questo, che la presenza di Comitati
Cfr. i documenti del CNB: Destino degli embrioni derivanti da procreazione medicalmente assistita e non pi impiantabili (2007); Utilizzo a fini di ricerca delle linee cellulari h1 e h9 derivanti da embrioni umani (2004); Ricerche utilizzanti embrioni umani e cellule staminali (2003); Parere del CNB sullimpiego terapeutico delle cellule staminali (2000); Identit e statuto dellembrione umano (1996). 6 Hanno aderito i Proff. Amato, Bompiani, DAgostino, Da Re, Di Pietro, Fattorini, Forleo, Morresi, Nicolussi, Palazzani, Possenti, Proietti, Scaraffia, Umani Ronchi. Ha espresso la sua adesione la Prof.ssa Gensabella, assente alla riunione plenaria.
etici (variamente denominati nelle diverse istituzioni) non viene sentita come una sorta di limitazione, ma come un valido ausilio per il perseguimento degli obiettivi indicati dalla normativa vigente in materia. La diffusione di questi organismi avvenuta su basi volontarie, in quanto n lattuale Direttiva Europea, n il Dlg 116/92 contengono specifiche disposizioni che richiedano la presenza e loperativit di questi Comitati negli enti utilizzatori 7 . Un importante passo in avanti nella direzione verso cui si sta gi muovendo una parte del mondo della sperimentazione animale verr compiuto se diventer operativa la gi citata Proposta di Direttiva che revisiona la Direttiva del 1986. Questa Proposta parte dalla constatazione dellesistenza di unevidente trasformazione dellatteggiamento culturale della societ europea nei confronti dellimportanza attribuita al benessere animale, testimoniata anche dal successo numerico delle consultazioni pubbliche lanciate sul tema negli anni scorsi 8 . A fronte di questo, si deve constatare che le misure attualmente vigenti in tema di protezione del benessere animale non rispondono sufficientemente alle aspettative e non riescono a garantire una trasparenza adeguata in questo settore estremamente controverso. ben vero, come si diceva, che molti centri di ricerca si sono gi, su base volontaria, dotati di Comitati etici, e che le misure di controllo e di ispezione sullosservanza delle norme di legge esistono e funzionano adeguatamente: manca per un organismo che fornisca una garanzia pubblica indipendente del rispetto delle norme, che attualmente, in buona sostanza, affidato allautodisciplina dei ricercatori. Non si vuole qui assolutamente mettere in dubbio la loro buona fede ma, a ben vedere, la situazione attuale analoga a quella che, verso la seconda met degli anni Sessanta, port alla costituzione dei Comitati etici per la sperimentazione in ambito umano: istituzioni indipendenti a garanzia dellopinione pubblica e a garanzia degli stessi ricercatori, in specie in un settore molto controverso come quello in esame 9 . Per rispondere alle aspettative dellopinione pubblica, la Commissione europea avanza la proposta di costituire, presso ogni struttura di allevamento e utilizzazione degli animali per la ricerca, un organismo permanente e indipendente di valutazione etica, con il compito fondamentale di promuovere il dibattito etico allinterno della struttura, stimolare un clima favorevole alla cura e fornire strumenti per lapplicazione pratica e tempestiva dei pi recenti sviluppi tecnici e scientifici inerenti ai principi delle 3R. Come si diceva, questidea stata largamente anticipata da molte istituzioni pubbliche e private (quelle, almeno, ove si effettua la sperimentazione), tuttavia, con tutta evidenza, la presenza di questi organismi trarr maggior forza dalla loro previsione legale. Si noti inoltre che il compito di questi organismi non sar soltanto di
In questo senso si sottolinea limportanza del disegno di legge n. 258, Disposizioni per la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici, che prevede listituzione e lobbligatoriet di Comitati etici, interni alle strutture dove si praticano le sperimentazioni. i quali dovrebbero avallare la sperimentazione e seguire il suo evolversi, www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/24691.htm. 8 La consultazione sul Programma dazione comunitario per la protezione e il benessere degli animali ha ricevuto circa 45.000 risposte e poco meno (42.500) quella sulla revisione della Direttiva 86/609/CEE. 9 Nel documento Orientamenti per i comitati etici in Italia del 13 luglio 2001, il CNB aveva gi avanzato lidea che ai Comitati etici per la sperimentazione farmacologica e clinica sugli esseri umani venisse anche assegnata la competenza, previa integrazione con uno zoologo e un clinico veterinario, per lapprovazione dei protocolli relativi alla sperimentazione animale.
stimolo verso lacquisizione di una sempre maggiore consapevolezza degli aspetti etici coinvolti nella sperimentazione animale. La novit pi rilevante della Proposta di revisione della Direttiva sta nel fatto che, per la prima volta (cfr. art. 35) la concessione dellautorizzazione dei progetti di ricerca da parte delle autorit competenti viene subordinata allacquisizione di una valutazione etico-scientifica positiva. Questa valutazione etica deve verificare che il progetto soddisfi una nutrita serie di requisiti, dettagliati al successivo art. 37 10 , deve accompagnare il rilascio dellautorizzazione del progetto di ricerca e, in certi casi (quelli comportanti procedure nulle o lievi), pu persino sostituire la relazione non tecnica da presentare nella domanda di autorizzazione. Il compito di redigere questa valutazione etica spetta allorganismo permanente di esame etico previsto dallart. 26, che ha inoltre il compito di riesaminare, con cadenza annuale, tutti i progetti di durata superiore ai 12 mesi, eventualmente proponendo, in base alle risultanze, la modifica o il rinnovo dellautorizzazione. Si tratta dunque di compiti di grande rilevanza, al soddisfacimento dei quali, tuttavia, la composizione di questi organismi cos come prevista dallart. 25 non sembra adeguata. Si prevede infatti che tale organismo venga composto da un veterinario, dalle persone responsabili del benessere e della cura degli animali interne alla struttura e, nel caso di una struttura di ricerca, di un membro selezionato dal personale di ricerca. Alla luce dellesperienza pregressa, sia in campo animale, sia in campo umano, tale composizione risulta insoddisfacente al fine di offrire la garanzia pubblica delleticit della ricerca. Sarebbe opportuno prevedere che almeno alcuni dei membri di questi organismi siano esterni allistituzione e che tra di essi venga prevista la presenza di un bioeticista esperto in benessere animale. Unultima novit di questa Proposta di revisione la creazione di un Comitato nazionale per letica e il benessere degli animali (art. 47), che da un lato fornirebbe una consulenza alle autorit competenti e alla rete dei Comitati permanenti di valutazione etica attivi presso le singole strutture, nonch, dallaltro, si coordinerebbe con analoghi Comitati di altri Paesi al fine della condivisione delle best practices allinterno dellUnione Europea. Anche in questo caso, bisogna rilevare che alcuni Paesi europei (ma anche extraeuropei) si sono gi dotati di una struttura del genere, che per manca nel nostro paese: del resto, opportuno ricordare che in Italia una struttura centrale manca anche nel campo della sperimentazione farmacologica e clinica sugli esseri umani, bench essa sia stata prevista nellart. 6 del Decreto 18 marzo 1998. Ogni istituzione che realizza sperimentazione animale dovrebbe dotarsi di un Comitato etico per la sperimentazione animale (CESA) con il compito di valutare i progetti di ricerca sotto laspetto scientifico ed etico. Il CESA dovrebbe stabilire la reale necessit dellimpiego di animali verificando che non esistano metodologie alternative per ottenere gli stessi risultati. In aggiunta dovrebbe garantire che il progetto rispettoso dei principi insiti nel concetto di reduction e refinement. Compito del CESA dovrebbe essere il monitoraggio delle condizioni degli stabulari con particolare attenzione alle modalit di allevamento ed al benessere degli animali. Il CESA dovrebbe essere costituito da ricercatori, clinici e personale laico con la presenza di componenti esterni alla istituzione interessata.
Tra i criteri da soddisfare: la giustificazione scientifica, secondo le analitiche disposizioni previste in precedenti articoli.
I CESA dovrebbero sostituire in Italia lattuale organizzazione che prevede unautorizzazione alla realizzazione di progetti di ricerca sugli animali concessa a livello centrale (Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanit). Le deliberazioni dei CESA in analogia con quanto avviene per la sperimentazione nelluomo dovrebbero essere notificate ad un osservatorio che registri tutti i progetti di ricerca sperimentale che prevedano lutilizzo degli animali. Losservatorio dovrebbe avere la funzione di supervisione, di elaborazione dei dati ricevuti evidenziando lesistenza di eventuali anomalie fra lestensione dei protocolli e le realizzazioni pratiche.
4. Lobiezione di coscienza alla sperimentazione animale (L. 12-10-1993 n.413) La crescente sensibilit della societ contemporanea nei confronti degli animali ha trovato una significativa espressione nella legge 12 /10/ 1993, n. 413 che ha riconosciuto il diritto ai cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nellesercizio della libert di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti delluomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi di dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale (art.1). La legge 413/1993 prevede la possibilit per i medici, i ricercatori e il personale sanitario dei ruoli dei professionisti laureati, tecnici e infermieristici e per gli studenti universitari interessati, i quali, una volta dichiarata la propria O.d.C., non sono tenuti a prendere parte direttamente alle attivit e agli interventi specificamente e necessariamente diretti alla sperimentazione animale (art.2). Quanto alle modalit per lesercizio di tale diritto, lart.3 precisa che: lO.d.C. deve dichiararsi allatto della presentazione della domanda di assunzione o di partecipazione a concorso; gli studenti universitari dichiarano la propria O.d.C. al docente del corso nel cui ambito si possono svolgere attivit o interventi di sperimentazione animale, al momento dellinizio dello stesso; la dichiarazione di O.d.C. pu essere revocata in qualsiasi momento. Queste norme presuppongono che si tratti di profonde scelte esistenziali che implicano, nel loro esercizio e nella loro valutazione, una significativa coerenza e continuit. Di particolare rilievo il comma 5 dellart. 3 secondo cui Tutte le strutture pubbliche e private legittimate a svolgere sperimentazione animale hanno lobbligo di rendere noto a tutti i lavoratori e gli studenti il loro diritto ad esercitare lO.d.C. alla sperimentazione animale. Le strutture stesse hanno inoltre lobbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di O.d.C. alla sperimentazione animale a norma della presente legge. Purtroppo occorre constatare che tale duplice obbligo espressamente previsto dalla legge , stato in larga parte disatteso e che un numero assai limitato di facolt ha proceduto tardivamente agli adempimenti solo in seguito a formali richieste volte ad assicurare la massima pubblicit alla legge. Lart. 4 sancisce il divieto di discriminazione affermando al comma 1 che nessuno pu subire conseguenze sfavorevoli, per essersi rifiutato di praticare 12
o di cooperare allesecuzione della sperimentazione animale, e prevedendo (comma 2) il diritto degli obiettori qualora siano lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ad essere destinati, nellambito delle dotazioni organiche esistenti, ad attivit diverse da quelle che prevedono la sperimentazione animale, conservando medesima qualifica e medesimo trattamento economico. Si tratta, come si vede, di indicazioni imperative che coinvolgono, al successivo comma 3, le stesse universit, i cui organi competenti devono rendere facoltativa la frequenza alle esercitazioni di laboratorio in cui prevista la sperimentazione animale, e richiedono che siano attivate, allinterno dei corsi, entro linizio dellanno accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, modalit di insegnamento che non prevedano attivit o interventi di sperimentazione animale per il superamento dellesame. Ancora una volta si raccomanda alle segreterie di facolt di assicurare la massima pubblicit del diritto dellobiezione di coscienza alla sperimentazione animale. L'obiezione di coscienza ha, nel nostro ordinamento giuridico, carattere eccezionale ed prevista da espresse disposizioni legislative, nellambito delle quali il sacrificio di diritti inviolabili come la vita umana ritenuto giustificare l'obiezione di coscienza. Esempi in tal senso sono lobiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio (legge 15 dicembre 1972, n.772), lobiezione di coscienza allinterruzione volontaria della gravidanza (legge 22 maggio 1978, n.194) e lobiezione di coscienza nellapplicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (legge 19 febbraio 2004, n. 40). stato, quindi, fatto notare che, attraverso la legge del 1993, il rifiuto motivato di infliggere danni e sofferenze agli animali entrato in qualche modo a far parte del tessuto etico che sta alla base dello sviluppo dellidentit personale e della promozione della coscienza sociale (artt. 2 e 3 della Cost.). Va altres osservato che se la legge 413/93 indubbiamente riconosce la libert di coscienza della persona come diritto umano inviolabile e quindi tutela un bene-valore soggettivo, essa attribuisce un rilievo significativo anche al bene-valore oggettivo del benessere/vita animale. In tal senso, lO.d.C. alla sperimentazione animale, nel suo collegarsi al corpus delle leggi animaliste globalmente ispirate al principio generale non far soffrire, non danneggiare inutilmente gli animali, rappresenta un punto di svolta nel nostro ordinamento giuridico per il suo alto significato bioetico. In questa prospettiva si colloca anche la nuova formulazione dellarticolo 727 del Codice Penale 11 . A distanza di parecchi anni, necessario constatare come la legge non abbia ancora trovato piena attuazione. Attualmente per quanto riguarda la situazione in Europa esiste una sola cattedra alluniversit di Konstanz e tre insegnamenti, rispettivamente presso le universit di Hannover, Erlangen e Utrecht. In Italia, ancora poco stato fatto, nonostante che la legge stabilisca come si visto lattivazione di modalit di insegnamento che non
Art. 727 C.P. Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattivit punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.
prevedano attivit o interventi di sperimentazione animale per il superamento dellesame. Per monitorare la conoscenza della legge e la sua applicazione, il Gruppo di lavoro, ha inviato un questionario a tutte le facolt scientifiche degli Atenei italiani (farmacia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, medicina veterinaria, scienze biotecnologiche) con dei quesiti che sono stati riportati in appendice insieme ai risultati dellindagine.
Sintesi e raccomandazioni In linea con la Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e con i principali Documenti internazionali in materia, il CNB raccomanda: 1. un miglior coordinamento a livello internazionale per lo sviluppo e la convalida di metodi alternativi atti a fornire lo stesso livello di evidenze scientifiche rispetto alle procedure condotte su animali, ma che non ne prevedano luso, oppure che ne utilizzino un minor numero o comportino procedimenti meno dolorosi; 2. la istituzione di Comitati etici per la sperimentazione animale che esercitino la funzione di discussione, approvazione e monitoraggio dei complessi problemi relativi non solo alla realizzazione dei progetti di ricerca in vivo ma anche alle modalit di allevamento ed alla gestione del benessere degli animali sperimentali; il CNB raccomanda la presenza, nella composizione dei Comitati etici locali per la sperimentazione animale, di alcuni membri esterni allistituzione; 3. la formalizzazione allinterno delle strutture che eseguono sperimentazione animale di un percorso formativo di tutto il personale scientifico ed ausiliare al fine di migliorare la professionalit e la consapevolezza etica che fa riferimento ai principi delle 3R; 4. che venga data piena attuazione alla legge 12/10/1993, n.413 Norme sullobiezione di coscienza alla sperimentazione animale, che riconosce (art.1) ai cittadini italiani il diritto di dichiarare la propria obiezione di coscienza alla sperimentazione animale.
Bibliografia Eskes C., Zuang V. (eds), Alternative (Non-Animal) Methods for Cosmetics Testing: Current Status and Future Prospects, A Report Prepared in the Context of the 7th Amendment to the Cosmetics Directive for Establishing the Timetable for Phasing Out Animal Testing, in Atla, 2005, 33, Supplement 1 Andersen M. E., Toxicity testing in the 21st century: bringing the vision to life, in Toxicological Sciences, 2009, 107, pp. 324-330 Battaglia L., La sperimentazione animale. Problemi e prospettive, in Etica e diritti degli animali, Laterza, Roma-Bari 1999 (2 ed.) Ciliberti R., La tutela degli animali nella ricerca scientifica, in Argomenti di Bioetica, dicembre 2007, I, n. 2 Council Directive of 24 November 1986 on the approximation laws, regulations and administrative provisions of the Member States regarding the protection of animals used for experimental and other scientific purposes, in Official Journal of the European Communities, 1986, L. 358/1, 18/12/86 Decreto Legislativo n 116, Attuazione della direttiva n 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici, G.U. n 40, 18/2/1992, pp. 5-25 Gaines Das R., Fry D., Preziosi R., Hudson M., Planning for reduction, in Atla, 2009, 37, pp. 27-32 Hartung T., Food for thought on cell culture, in Altex, 2007, 24, pp. 143-147 Hartung T., Food for thought on the evolution of toxicology and phasing out of animal testing, in Altex, 2008, 25, pp. 91-96 Hartung T., Toward a new toxicology-evolution or revolution?, in Atla, 2008, 36, pp. 635-639 Hartung T., Toxicology for the twenty-first century, in Nature, 2009 july 9, 460, pp. 208-212 HAartung T., Bremer S., Casati S., Coecke S., Corvi R., Fortner S., Gribaldo L., Halder M., Hoffmann S., Roi A., Prieto P., Sabbioni E., Scott L., Worth A., Zuang V., A Modular Approach to the ECVAM Principles on Test Validity, in Atla, 2004, 32, pp. 467-472 Hoffmann S., Edler L., Gardner I., Gribaldo L., Hartung T., Klein C., Liebsch M., Sauerland S., Schechtman L., Stammati A., Nikolaidis E., Points of reference in the validation process, in Atla, 2008, 36, pp. 343-352
Howard B., Hudson M., Preziosi R., More is less: reducing animal use by raising awareness of the principles of efficient study design and analysis, in Atla, 2009, 37, pp. 33-42 Isfort R.J., Lederberg J. (eds.), Toxicology for the next millennium, in Annals of the New York Academy of Sciences, 2000, Vol. 919 Lloyd M.H., Foden B.W., Wolfensohn S.E., Refinement-promoting the three Rs in practice, in Lab. Anim., 2008, 42, pp. 284-293 Lombardi Vallauri L., L'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, ex vivisezione (legge 12 ottobre 1993 n. 413), Mannucci A. e Tallacchini M.C. (a cura di), Per un codice degli animali, Giuffr, Milano 2001 Marshallo E., Toxicology goes molecular, in Science 1993, 259, p. 1394 Nuffield Council On Bioethics, The Ethics of Research involving Animals, London 2005 Pollo S., Il benessere degli animali da sperimentazione: per una revisione concettuale, in Etica e Politica, 2004, 2 Regan T., Diritti animali, tr. it., Garzanti, Milano 1990 Rogiers V., The european consensus platform on three rs alternatives, in Atla, 2004, 32, pp. 349-353 Russell W.M.S., Burch R.L., The principle of human experimental technique, London, Meuthen 1959, University Federation for Animal Welfare, Special Edition, 1992 Singer P., Liberazione animale, tr. it. Mondadori, Milano 1991 Stammati A., REACH e Aggiornamento sui Metodi Alternativi, in Integr. Nutr., 2008, 11 (3), pp. 9-15 Stammati A., Di Prospero P., Testai E., Alternative alla sperimentazione su animali da laboratorio. La nascita di IPA, in Notiziario dellIstituto Superiore di Sanit, 2003, 16, pp. 16-19 Zucco F., Botti C., Buchanan-Smith H., De Boo J., Hendriksen C., Pollo S., Rennie A., Stammati A., Vitale A., Vorstenbosch J., Alternatives to animal experiments: closing the gap between ethical and scientific issues, in Toxicology and Applied Pharmacology, 2004, 197, p. 245 Zucco F., De Angelis I., Testai E., Stammati A., Toxicology investigations with cell culture systems: 20 years after, in Toxicology in Vitro, 2004, 18, pp. 153- 216
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Il Gruppo di lavoro ha inviato un questionario a tutte le facolt scientifiche degli Atenei italiani (farmacia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, medicina veterinaria, scienze biotecnologiche) con i seguenti quesiti: Nellambito della Sua Facolt, stata resa nota la possibilit per lo studente di avvalersi del diritto ad esercitare lobiezione di coscienza, cos come previsto allart. 3 punto 5 della legge 413/93? (Tutte le strutture pubbliche e private legittimate a svolgere sperimentazione animale hanno lobbligo di rendere noto a tutti i lavoratori e gli studenti il loro diritto a esercitare lobiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Le strutture stesse hanno inoltre lobbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale a norma della presente legge). Ci sono stati casi di studenti o lavoratori che hanno fatto tale richiesta? Sono state attivate modalit di insegnamento che non prevedano attivit o interventi di sperimentazione animale per il superamento dellesame, come da art. 4, punto 3 della legge 413/93? (Nelle universit gli organi competenti devono rendere facoltativa la frequenza alle esercitazioni di laboratorio in cui prevista la sperimentazione animale. Allinterno dei corsi sono attivate, entro linizio dellanno accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, modalit di insegnamento che non prevedano attivit o interventi di sperimentazione animale per il superamento dellesame. Le segreterie di facolt assicurano la massima pubblicit del diritto allobiezione di coscienza alla sperimentazione animale).
Per tale indagine sono state individuate 128 Facolt scientifiche che hanno tutte risposto. Le risposte ai quesiti, pervenute sia in cartaceo che con una mail (come anche indicato nella lettera) 12 ,sono state date dai Presidi delle Facolt o da un loro delegato, in 2 casi stato mandato un estratto del Consiglio di Facolt. A tutti stato inoltrato per mail un ringraziamento da parte del CNB per la collaborazione offerta e limpegno a rendere noto da parte del Comitato il redigendo documento con lindagine in oggetto.
Rendiconto risultati Riguardo il primo quesito, 87 hanno risposto che sono state attuate comunicative per rendere nota la possibilit di obiezione di coscienza, 13 non ne hanno dato visibilit, 28 che, non svolgendosi alcuna attivit di sperimentazione su animali, non hanno previsto la diffusione della normativa. Riguardo il secondo quesito, 29 hanno risposto specificamente che non essendo previste attivit di sperimentazione, non hanno avuto nessun obiettore, in 10 Facolt si sono avuti delle persone che si sono avvalse dellobiezione di coscienza, nelle restanti 89 facolt non c stato alcun caso di obiezione. Riguardo il terzo quesito, 86 sono le Facolt che non avendo sperimentazioni su animali negli insegnamenti o per le tesi non si avvalgono di Metodologie Alternative, in 26 Facolt sono state invece attivate M.A., a Pisa si costituita lAssociazione Nazionale Interateneo dei Comitati Etici per la Sperimentazione Animale (ANICESA), in 16 Facolt si procede alla sperimentazione animale secondo le tradizionali modalit.
Le risposte sono state tutte protocollate, inserite nella tabella posta di seguito al documento, inserite in una cartella condivisa del CNB sotto la voce obiezione di coscienza, rilevate su un elenco cartaceo di riscontro/cartella personale, conservate sia le mail che le lettere in originale presso la segreteria del Gruppo.
CITTA quesito 1 risposta obiezione cosc quesito 2 obiettori NO NP NP NO NP NO NO NO NO NO NP NO NO NO NO NP NO NP NP NP NO NO 10 NP NO NO NO NO NO NP NO NO NO NO NO quesito 3 ins alternativi NP NP NP NP NP NP NP NP NO NO NP SI NP-NO NP NO NP NO NP NP NP NO NP SI NP SI NP NP NP NP NP SI NO NP NP NP
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66013 Chieti (Chieti Scalo) 67010 Coppito - L'Aquila 67010 Coppito - L'Aquila 64100 Teramo 85100 Potenza 88021 Roccelletta di Borgia (CZ) 88100 Catanzaro 87036 Arcavacata di Rende (CS) 87036 Arcavacata di Rende (CS) 80138 Napoli 81100 Caserta 82100 Benevento 80131 Napoli 80131 Napoli 80137 Napoli 80125 Napoli 80134 Napoli 84084 Fisciano (SA) 84081 Baronissi (SA) 40136 Bologna 40126 Bologna 40125 Bologna 40064 Ozzano dell'Emilia (BO) 40126 Bologna 44100 Ferrara 44100 Ferrara 44100 Ferrara 41100 Modena 41100 Modena 41100 Modena 43100 Parma 43100 Parma 43100 Parma 43100 Parma 34127 Trieste
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34149 Trieste 33100 Udine 33100 Udine 33100 Udine 00128 Roma 01100 Viterbo 00185 Roma 00161 Roma 00189 Roma 00185 Roma 00133 Roma 00133 Roma 00146 Roma 16132 Genova 16132 Genova 16132 Genova 00168 Roma 25121 Brescia 21100 Varese 22100 Como 21100 Varese 25123 Brescia 20133 Milano 20122 Milano 20133 Milano 20133 Milano 20050 Monza 27100 Pavia 27100 Pavia 27100 Pavia 20132 Milano 60020 Torrette di Ancona 60131 Ancona 62032 Camerino (MC) 62024 Matelica (MC) 62032 Camerino 61029 Urbino 61029 Urbino 86170 Isernia
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28100 Novara 28100 Novara 10126 Torino 10126 Torino 10095 Grugliasco (TO) 10125 Torino 70126 Bari 70124 Bari 70010 Valenzano (Ba) 70126 Bari 70125 Bari 71100 Foggia 73100 Lecce 09126 Cagliari 09124 Cagliari 09126 Monserrato (Ca) 07100 Sassari 07100 Sassari 07100 Sassari 07100 Sassari 95125 Catania 95123 Catania 95123 Catania 98168 Messina 98125 Messina 98123 Messina Sant'Agata - 98166 Messina 90123 Palermo 90127 Palermo 90123 Palermo 56126 Pisa 56127 Pisa 50134 Firenze 50134 Firenze 50121 Firenze 56124 Pisa 56126 Pisa 56124 Pisa 56126 Pisa
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53100 Siena 53100 Siena 53100 Siena 38050 Trento 06126 Montebello (PG) 06126 Montebello (PG) 06126 Montebello (PG) 06123 Perugia 30123 Venezia 35131 Padova 351281 Padova 35020 Legnaro (PD) 35121 Padova 37134 Verona 37134 Verona 128 CONTEGGI
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Sullobiezione di coscienza prevista dalla L. 413/1993 Postilla del Prof. Francesco DAgostino
Ritengo che ben abbia fatto il Comitato Nazionale per la Bioetica a dedicare attenzione alla problematica delle metodologie alternative alla sperimentazione animale e a redigere un apposito documento nel quale si prende atto con compiacimento dellesistenza nel nostro ordinamento di una legge, la 413/1993, con la quale si riconosce il diritto allobiezione di coscienza (OdC) ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale. E ritengo altres apprezzabile che il CNB abbia stigmatizzato il fatto che vengano ancora in qualche misura disattesi due obblighi fondamentali previsti dalla legge a carico delle strutture competenti, quello di rendere noto a tutti i lavoratori e agli studenti il loro diritto ad esercitare lOdC alla sperimentazione animale e quello di predisporre un modulo per formalizzare tale dichiarazione. Ritengo per che sarebbe stato opportuno per il CNB fare un passo ulteriore, richiamando lattenzione dei lettori del suo documento sul carattere paradossale della legge 413/1993. Lart. 1 di questa legge, infatti, fonda il diritto allOdC alla sperimentazione animale sul doveroso rispetto che il nostro ordinamento giuridico intende assumere nei confronti di quei cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libert di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi. Ora, in che cosa consiste il paradosso? In questo: non c dubbio che, come tutti gli altri animali, anche luomo sia un essere vivente; appare perci non giustificato il fatto che la legge partendo dalle premesse sopra ricordate- non preveda che il diritto allOdC possa essere esercitato oltre che nei confronti della sperimentazione animale anche nei confronti di qualsiasi possibile sperimentazione che coinvolga esseri umani viventi. E un fatto che tutto il testo della legge, oltre che il suo esplicito titolo (Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale), pur prendendo sul serio la violenza su tutti gli esseri viventi non faccia alcun riferimento ai rilevanti problemi bioetici che sorgono nelle pratiche di sperimentazione sulluomo e agli indubbi problemi di coscienza che possono sorgere negli sperimentatori. Il paradosso appena rilevato, come peraltro ogni paradosso, chiede di essere risolto o comunque esige unadeguata riflessione. Non esistono nel nostro ordinamento altre norme, che, in modo esplicito (come esplicita la L. 413/1993), garantiscano lOdC alla sperimentazione sulluomo e non se ne comprende il perch. Penso pertanto che sia indispensabile una riflessione bioetica su tale assenza, che si prolunga in modo scandaloso ormai da pi di quindici anni, anche per verificare se possibile dare una risposta convincente alla malevola, ma pressoch irresistibile osservazione, da molti ripetuta, secondo la quale alcuni cultori della bioetica animalista (in particolare coloro che a suo tempo si sarebbero fatti promotori della L. 413) soffrirebbero di un grave strabismo ideologico, che li porterebbe a riservare ben poca attenzione agli animali umani, rispetto agli animali non umani. Ad avviso di chi scrive, 23
proprio questo strabismo, che pure colpisce, come ho gi detto, alcuni, non tutti gli animalisti, a rendere fragile la loro bioetica e ad avvallare lidea, in s scorretta, ma mediaticamente molto consolidata, che essi vengano di fatto a costituire una vera e propria setta. In buona sostanza, questo documento avrebbe potuto costituire una buona occasione per richiamare lattenzione sul fatto che lOdC nei confronti delle pratiche sperimentali di rilievo bioetico un valore prioritario da tutelare rigorosamente e non da confinare in ambiti rilevanti s, ma ristretti, come quello animalista. Nella seduta plenaria del 18 dicembre 2009 ho esortato il Comitato a recepire nel testo del documento alcune riflessioni, ancorch rapide, di questo calibro, ma sono rimasto pressoch isolato (cosa di cui ovviamente non mi dispiaccio affatto, dato che, in questioni morali, lopinione dei pi solo un fatto, non certo un argomento). La cosa comunque mi apparsa ben curiosa, dato che non ho proposto che si amputasse il testo nemmeno di una riga, ma che si procedesse semplicemente ad integrarlo. Sappiamo che la sperimentazione sulluomo regolata da norme ben pi garantiste e vincolanti della sperimentazione sugli animali, ma abbiamo ragioni per ritenere che, almeno in alcun casi, si possano attivare pratiche sperimentali (ad es. su neonati, su malati mentali, su soggetti estremamente anziani) capaci di far sorgere dilemmi etici rilevanti negli sperimentatori, dilemmi meritevoli di attenzione e certamente analogabili a quelli che sono stati presi sul serio dalla legge 413/1993.
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