Source: https://www.laleggepertutti.it/47194_assegno-di-invalidita-civile-quando-e-chi-ne-ha-diritto
Timestamp: 2018-10-18 10:31:32+00:00
Document Index: 134208344

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 13']

Assegno di invalidità civile: quando e chi ne ha diritto
Il divieto scatta a prescindere dal quantitativo di reddito percepito.
Lo svolgimento di attività lavorativa impedisce, al cittadino, il diritto di ottenere il beneficio dell’assegno di invalidità, a prescindere dalla misura del reddito ricavato.
Lo ha detto la Cassazione in una recente ordinanza [1].
L’attività lavorativa, secondo la Suprema Corte, preclude il beneficio in commento. La legge [2], infatti, stabilisce che “agli invalidi civili, di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno, nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74%, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello Stato ed erogato dall’INPS, un assegno mensile di euro 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l’assegnazione della pensione di cui all’art. 12”.
Da tale norma è facile comprendere che lo svolgimento di attività lavorativa preclude il diritto al beneficio.
[1] Cass. ord. n. 3517/14 del 14.02.2014.
[2] Art. 13, l. n. 118/1971.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza 24 ottobre 213 – 14 febbraio 2014, n. 3517
Presidente/Relatore La Terza
Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Caltanissetta rigettava la domanda proposta da C.F. nei confronti dell’Inps per ottenere l’assegno di invalidità civile di cui all’art. 13 legge 118/71 (domanda amministrativa dell’ 8.11.2007), ritenendo che, nonostante il percepimento di redditi inferiori alla soglia di legge prescritta per detta prestazione assistenziale, la medesima non poteva spettare perché il C. svolgeva attività lavorativa.
Avverso detta sentenza il C. ricorre.
Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di manifesta infondatezza del ricorso; Ritenuto che i rilievi di cui alla relazione sono condivisibili;
Recita l’art. 1 comma 35 della legge 247/2007, in vigore dal primo gennaio 2008, che «L’art. 13 della legge 118/71 è sostituito dal seguente Art. 13 (Assegno mensile).
1. Agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso, a carico dello Stato ed erogato dall’INPS, un assegno mensile di euro 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l’assegnazione della pensione di cui all’art. 12».
Quindi sia secondo il vecchio testo dell’art. 13, sia secondo il nuovo lo svolgimento di attività lavorativa preclude il diritto al beneficio, quale che sia la misura del reddito ricavato. E’ ovviamente irrilevante, al cospetto della norma di legge, il contenuto del messaggio dell’Inps. Il ricorso va quindi rigettato.
18/02/2014 alle 09:04
mio marito a problemi con la schiena x a delle ernie e non puo lavorare. a fatto visita da uno specialista che le a gia programmato l intervento , e quindi si presume altri giorni di malattia e una riabilitazzione ,, quindi continuera a stare a casa e non ce sicurezza che possa continuare il suo lavoro x essendo ferramentista e un lavoro che per il problema alla schiena non e adatto..ora domanda : potrebbe chiedere una invalidita , scusate aggiungo che a 43 anni e 25 di contributi .. e se si . o no .. datemi voi dei chiarimenti ,, grazie
18/02/2014 alle 11:23
Se pensano che un essere umano possa vivere con 242 euro facendo fronte a tutte le spese mediche, e allo stesso tempo avere una vita dignitosa…una vergogna…..distrutti nel fisico e nell’orgoglio….. personalmente a causa di un brutto incidente in piscina sono rimasto con una gravissima disabilità. ..e se non hai possibilità economiche per cure specialistiche sei fregato……questo sistema ….questa politica. . Questo stato fa cacare……siete vergognosi……e il bello è che a voi non importa niente. ……pensate solo a farvi accreditare il vostro oneroso stipendio in banca……..
pantalone morena ha detto:
20/02/2014 alle 20:11
SONO D’ACCORDISSIMO CON SIMONE, io dico che la disabilità vada vista nel suo complesso, se una persona ha una disabilità fisica non grave e che però supera il 75% come fa a fare un tempo pieno che garantisca un livello decente di vita?? e poi ci deve essere tendenza da parte della sanità al recupero delle abilità residue di un soggetto con disabilità. In conclusione se una come me ha avuto un tumore al seno, e portatrice di 4 ernie discali, con fibromialgia avanzata ( non riconosciuta invalidante solo da italia), ottenesse 75% , e potesse ottenere quindi un assegno di 242 € al mese, come fa a vivere non riuscendo a lavorare più di 4 ore??? ho 52 anni e non ho pensione, per pochi contributi, ma allora perchè senatori e deputati con 95% diassenza al lavoro , dopo 15 min che siedono in parlamento hanno poi un vitalizio??? che giustizia sociale è questa????? Risparmiare subito con stipedi d’oro e vitalizi non meritati!!!! troverete subito come dare la giusta dignità ai disabili … che poi la ricerca del falso invalido ha portato a pochi veri risultati, hanno solo gonfiato la situazione, per giustificare questi successivi provedimenti restrittivi.
22/02/2014 alle 13:07
attenzione l’articolo parla solo della pensione di invalidità, ma esistono 3 tipi di sostegno al reddito per le persone disabili:
pensione di invalidità, che prevede 242€ mensili, e viene assegnata a chi può ancora LAVORARE, se invece la persona viene riconosciuta INABILE al lavoro, quindi incapace di lavorare ha diritto ad una pensione di circa 300€ + l’accompagnamento che sono circa 500€ (478), per un totale di quasi 800€ gìà più accettabile
se invece una persona viene riconosciuta solo disabile ma capace di lavorare, allora è giusto che venga data una retribuzione minima, visto che al disabile è garantito l’accesso alle categorie protette facilitando quindi l’assunzione
oltre i 65 anni invece se la persona non ha mai versato contributi ed ha una grave invalidità, percepirà 500€ di pensione sociale e altri 500€ di accompagnamento
fabrizio razzi ha detto:
ho capito enrico che sembrerebbe giusto che chi è ancora bile al lavoro gli venga riconosciuta il mnimo ma se nel frattempo chi ha il 75% di invalidità e riceve solo il minimo ma è disoccupato e non ha raggiunto ancora i 65 anni e si trova a dover pagare affitto bollette e soprattutto sopravvivere che cosa deve fare? io direi che oltre a i 275 euro di pensione dovrebbero fornire una pistola con un proiettile per spararci almeno soffriamo meno
Rosy Lafayette ha detto:
25/09/2014 alle 14:44
Ho 52 anni,mi sono operata alla schiena,ho fatto L’stabilizzazione della stessa applicando 2 placche di titanio e 6 vite dello stesso materiale quasi 10 ore di sala operatoria e ora dopo 2 anni ancora non riesco a lavorare ne fuori ne dentro casa,ho avuto sequele del tipo neurofisiologico e non posso sta fuori casa per tanto tempo, come casalinga non riesco a stirare,usare aspirapolvere ,abbassare per mettere la spesa a posto etc…dopo alcune ore di lavoro non ne posso più del dolore e devo per forza fermarmi e fare le punture di Dicloreum e muscoril per arrivare alla fine serata.Ma fino a oggi non ho visto una soluzione,la pensione? non ne parliamo perché la burocrazia mi manda da una parte a l’altra e non riesco a capire più nulla..allora o lasciato perdere penso che la mia dignità come cittadina valga più di 248,76 centesimi. sono d’accordo con l’opinione di fabrizio Razzi e sono sempre più schifata di questo paese.
Donatella Peonia ha detto:
21/09/2015 alle 13:55
Sono invalida civile al 75% e percepisco un assegno di invalidità basato sui contributi lavorativi di circa 720 euro, vorrei sapere se ho diritto anche all’assegno di invalidità civile di 242,84 euro, oppure no.
Andrea Ruggeri ha detto:
26/04/2017 alle 21:12
salve, sono un ragazzo di 28 anni, sono invalido civile dal 2006 (medulloblastoma) al 100% con inabilità al lavoro; ho percepito la pensione + accompagno per un di invalidità totale di circa 800 (precisamente 742,84) € dal 2006 fino al 2008 che divenni maggiorenne, da allora, finite le terapie per il tumore mi sono rimasti dei deficit per via dell’operazione al cervello, attestati da neurologi anche durante gli anni passati fino ad oggi, i quali attestano che tali deficit non potranno essere migliorati più di quello che ho già potuto migliorare in passato. DA ALLORA (2008) non ho lavorato, percependo solo la pensione, ma senza accompagno (cosa che ancora oggi mi fa puzzare il naso poiché anche se non in ospedale io ho un piano terapeutico da seguire con farmaci, a causa di una riduzione di tiroide causata dalla radio – terapia effettuata per 2 mesi nel 2006), dunque visto che, che come scritto sia sulla legge 104 di cui sono in possesso, sia del VERBALE DEFINITIVO AI SENSI DELL’ART.20 COMMA 1 DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2009 N.102 in cui si afferma che la “Commissione Medica riconosce l’interessato: PORTATORE DI HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA’ (COMMA 3 ART.3)”, per quale motivo io non ricevo una pensione di 500 € più l’accompagno (questo vorrei capirlo, poiché sì, io ho la patente B speciale e posso guidare e non so se sono avente diritto) di 500 €? C’è possibilità di richiederli? Cosa devo fare? In tal caso sarebbe possibile contare anche la retroattività dal 2008 della suddetta e nel caso anche dell’accompagno? Io vivo con i miei genitori, a loro carico.