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Timestamp: 2019-07-24 04:05:04+00:00
Document Index: 82109873

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 49', 'art. 88', 'art. 1346', 'art. 1324', 'art. 1324']

Art. 1324 codice civile: Norme applicabili agli atti unilaterali | La Legge per tutti
Art. 1324 codice civile: Norme applicabili agli atti unilaterali
Atto unilaterale: negozio giuridico [v. Libro IV, Titolo II] che si perfeziona con la manifestazione di volontà di una sola parte (es.: procura). L’atto (o negozio) unilaterale può essere unipersonale, quando la parte è costituita da un solo soggetto (es.: testamento) oppure pluripersonale, quando l’unica parte negoziale è composta da più persone fisiche.
Nei casi di avvalimento infra-gruppo, l'art. 49, comma 2, lett. g), d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 (“Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE"), consente, bensì, all'impresa concorrente di presentare "in luogo del contratto di cui alla lett. f) (...) una dichiarazione sostitutiva attestante il legame giuridico ed economico esistente nel gruppo, dal quale discendono i medesimi obblighi previsti dal comma 5 (ossia, gli obblighi previsti dalla normativa antimafia; n.d.e.)", ma non la esonera affatto dagli altri obblighi dichiarativi previsti nello stesso comma 2, in particolare dall'allegazione della "dichiarazione sottoscritta dall'impresa ausiliaria con cui quest'ultima si obbliga verso il concorrente e verso la stazione appaltante a mettere a disposizione per tutta la durata dell'appalto le risorse necessarie di cui è carente il concorrente", di cui alla precedente lettera d). In altri termini, l'art. 49, comma 2, lett. g) cit., nel caso di avvalimento nei confronti di un'impresa che appartenga al medesimo gruppo, pur esonerando dalla presentazione del contratto di cui alla lettera f), in virtù del quale l'impresa ausiliaria si obbliga nei confronti del concorrente a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le risorse necessarie per tutta la durata dell'appalto, non esclude tuttavia la necessità di presentare la dichiarazione sottoscritta dall'impresa ausiliaria prevista dalla lett. d), con cui quest'ultima si obbliga, verso il concorrente e verso la stazione committente, di mettere a disposizione per tutta la durata dell'appalto le risorse necessarie di cui è carente il concorrente. Quanto al contenuto delle dichiarazioni unilaterali in questione, devono ritenersi applicabili gli stessi criteri dettati dall'art. 88 d.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207 (Regolamento di esecuzione ed attuazione del d.lg. 12 aprile 2006 n. 163, recante "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE"), per il contratto di avvalimento, secondo cui devono essere specificati, in modo compiuto, esplicito ed esauriente, oltre alla durata, le risorse e i mezzi prestati in modo determinato e specifico dall'impresa ausiliaria in favore dell'impresa ausiliata, in applicazione del generale principio civilistico della determinatezza o determinabilità dell'oggetto del contratto (art. 1346 c.c.), applicabile anche agli atti unilaterali (art. 1324 c.c.). (RiformaTrga, Bolzano, n. 103/2014).
Consiglio di Stato sez. VI 02 luglio 2014 n. 3336
L'impugnativa del licenziamento, ove sia proposta dal legale del lavoratore e in applicazione delle norme generali sulla rappresentanza, in particolare della necessità che la procura abbia forma scritta, richiede che colui che si dichiara e agisce come rappresentante sia munito di specifica preventiva procura scritta o successiva ratifica scritta, e che questi atti (procura o ratifica) siano portati a conoscenza del datore di lavoro entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla comunicazione del licenziamento.
Cassazione civile sez. lav. 23 aprile 2014 n. 9182
Nell'interpretazione della lettera di dimissioni, che è un atto unilaterale, è necessario accertare esclusivamente l'intento proprio del soggetto che ha posto in essere il negozio, ferma l'applicabilità, per il rinvio operato dall'art. 1324 cod. civ., degli ulteriori criteri ermeneutici generali del senso letterale delle parole, dell'interpretazione complessiva delle clausole le une per mezzo delle altre, nonché del prevalente rilievo da attribuire al contenuto sostanziale dell'atto rispetto al "nomen juris" utilizzato. A tal riguardo, il giudice, assumendo rilievo beni giuridici primari oggetto di particolare tutela da parte dell'ordinamento, è tenuto a svolgere un'indagine rigorosa al fine di accertare che, da parte del lavoratore, sia stata effettivamente manifestata in modo univoco l'incondizionata volontà di porre fine al rapporto di lavoro, dovendosi considerare che l'esistenza di una dichiarazione del lavoratore di essere pronto a continuare a svolgere la propria attività, per un periodo più o meno lungo, esclude che egli intenda realmente manifestare l'intento di dimettersi. Cassa con rinvio, App. Roma, 03/04/2009
Cassazione civile sez. lav. 09 aprile 2014 n. 8361
Posto che l'impugnativa del licenziamento è atto giuridico unilaterale tra vivi a carattere patrimoniale, al quale si applicano le norme sui contratti in quanto compatibili, è ammissibile l'impugnativa proposta dal difensore sfornito di procura, purché la successiva ratifica sia portata a conoscenza del datore di lavoro entro il termine di decadenza applicabile all'impugnativa. Conferma App. Roma 7 luglio 2011
Cassazione civile sez. lav. 08 aprile 2014 n. 8197