Source: http://www.intermediadaily.it/news/lassicuratore-che-propone-polizze-deve-dare-informazioni-chiare-ed-esaustive/
Timestamp: 2019-03-22 11:31:43+00:00
Document Index: 41405

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1337', 'art. 1175', 'art. 1176', 'art. 1337', 'art. 1375', 'sentenza ']

L’assicuratore che propone polizze deve dare informazioni chiare ed esaustive - IntermediaDaily
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L’assicuratore che propone polizze deve dare informazioni chiare ed esaustive
11 Lug, 2016 565 views 0 Redazione Intermedia Daily
Il dovere di fornire una informazione esaustiva, chiara e completa, e quello di proporre al contraente polizze assicurative realmente utili per le esigenze dell’assicurato, sono doveri primari dell’assicuratore e dei suoi intermediari o promotori. La violazione di tali doveri costituisce una condotta negligente, ai sensi dell’articolo 1176 del codice civile. Lo riafferma la Cassazione nella sentenza 8412/15.
Due persone citano in giudizio la società di assicurazioni affermando che nel 2000 stipularono con la stessa due assicurazioni sulla vita a contenuto finanziario e che alla scadenza, richiesto il differimento del contratto, appresero che il capitale ad essi spettante era inferiore ai premi versati. Chiedono pertanto la condanna alla restituzione dell’eccedenza dei premi pagati rispetto al capitale maturato e ricorrono in Cassazione.
I ricorrenti sostengono che la Corte d’appello avrebbe errato nel ritenere che l’assicuratore non fosse obbligato dalla normativa di settore ad una corretta ed esaustiva informazione nei confronti del contraente. Invece, tale obbligo, per i ricorrenti, esisteva ed era desumibile sia dalle norme generali sui contratti, sia dall’art. 1337 del codice civile.
Il Collegio ritiene che l’affermazione della Corte d’appello, in base alla quale «l’assicuratore non aveva alcun obbligo di informare il contraente dell’esistenza e dell’ammontare dei costi di gestione relativi ad una polizza assicurativa sulla vita a contenuto finanziario», perché la materia a quell’epoca era disciplinata dalla Circolare ISVAP, la quale non imponeva alcun obbligo in tal senso, è errata. Infatti, ricorda il Collegio, come all’epoca della stipula delle polizze oggetto del giudizio era in vigore, da 58 anni il codice civile.
Il codice civile contiene gli articoli 1175, 1176, 1337 e 1375. Tali norme impongono all’assicuratore, prima della stipula del contratto, di informare il contraente sui costi e sulla redditività della polizza e di fornire informazioni esaustive, utili e chiare. In particolare, l’art. 1175 c.c. impone al creditore e al debitore di comportarsi con correttezza. In materia assicurativa, il dovere di correttezza impone all’assicuratore ed ai suoi intermediari od incaricati obblighi precisi: proporre ai contraenti prodotti assicurativi utili, cioè coerenti con il profilo di rischio o con gli intendi previdenziali del contraente; mettere il contraente in condizione di compiere una scelta consapevole, e dunque informarlo in modo esaustivo sulle caratteristiche del prodotto, nullo lasciando di occulto. L’art. 1176 c.c. impone al debitore di adempiere la propria obbligazione con diligenza; l’art. 1337 c.c. impone alle parti di comportarsi secondo buona fede non solo nello svolgimento delle trattative, ma anche «nella formazione del contratto»; l’art. 1375 c.c., infine, impone ai contraenti di eseguire il contratto in buona fede. Tale obbligo, nei contratti di durata qual è l’assicurazione sulla vita, impone all’assicuratore il dovere di tenere informato il contraente sui costi che sta applicando per la riscossione dei premi e per la gestione della polizza, sino allo spirare del termine di efficacia di essa. La Cassazione aggiunge che tali obblighi vanno adempiuti in modo franco e senza sotterfugi.
È un sotterfugio pretendere di adempiere l’obbligo di informazione precontrattuale dichiarando alla controparte, come ha fatto l’assicuratore nel caso di specie, «io non ti do informazioni; però se vuoi puoi chiedermele». Infatti,«l’assicuratore deve dare informazioni, non sollecitare domande». Da ciò consegue l’erroneità dell’ulteriore argomentazione data dalla Corte d’appello, secondo la quale la mancanza di informazioni in cui è incorsa la società nei confronti dei ricorrenti sarebbe sanata dalla loro rinuncia ad avvalersi della facoltà di porre domande all’intermediario.
La Suprema Corte, in conclusione, accoglie il ricorso e cancella la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello di Milano, la quale, nel riesame, dovrà attenersi al principio di diritto in base al quale: «il dovere di una informazione esaustiva, chiara e completa, e quello di proporre al contraente polizze assicurative realmente utili per le esigenze dell’assicurato, sono doveri primari dell’assicuratore e dei suoi intermediari o promotori.