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Timestamp: 2018-09-20 04:32:40+00:00
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amministrazione di sostegno «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
L’interdizione non scatta per il grave disturbo psichico mercoledì, Mag 6 2009
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Il grave disturbo psichico non fa scattare l’interdizione.
Il giudice tutelare deve infatti ricorrere all’amministrazione di sostegno quando le attività della persona disturbata sono estremamente semplici, come “la gestione ordinaria della pensione”, vuoi per “la scarsa consistenza del patrimonio da gestire” vuoi per l’accondiscendenza di questo a non contestare le decisioni prese in sua vece.
Con la sentenza n. 9628 del 22 aprile 2009 la Corte di Cassazione relega ufficialmente l’interdizione e l’inabilitazione delle persone affette da gravi patologie a rimedi di serie B, definendoli come estrema ratio.
Amministrazione di sostegno: raccolta giurisprudenziale. Una proposta per chi vuole proteggere i familiari dal dilapidare soldi in giochi d’azzardo giovedì, Ott 16 2008
amministrazione di sostegno and avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and giurisprudenza and interdizione and sentenza and studi legali mgraziamei 10:00 am
L’istituto dell’amministratore di sostegno e’ recente: Legge 9 gennaio 2004, n. 6.
La sua flessibilità e’ stata vagliata in piu’ occasioni e sempre piu’ favorevolmente.
Oggi e’ un istituto difficilmente considerabile solo residuale, ma certamente adatto ogni qual volta la situazione richieda flessibilità e rapidità d’intervento.
Nella raccolta in materia di giurisprudenza abbiamo cercato di proporre alcune riflessione.
Altre ne verranno fatte nelle prossime settimane.
In generale e’ da notare come diventi uno strumento per tutti coloro che hanno delle difficolta’ in famiglia, penso a chi rinuncia alla propria persona per seguire persone di vario carisma, ma penso anche a chi dilapida i soldi nel gioco…[continua…]
Da Civile.it la notizia qui
Presupposti e condizioni per la dichiarazione di interdizione martedì, Apr 24 2007
amministrazione di sostegno and assistenza ai disabili and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and disabili and giurisprudenza and interdizione and leggi per i disabili and persone con disabilità and Senza Categoria and studi legali and tutore mgraziamei 2:29 pm
Pubblichiamo alcune sentenze in tema di interdizione:
Trib. Modena 9 settembre 2002, n. 1054 – l’infermità mentale richiesta dall’art. 414 c.c. deve essere ritenuta sussistente non soltanto quando risultino compromesse le facoltà intellettive superiori, con conseguente incapacità del soggetto di intendere e volere, am anche quando, pu sussistendo tali capacità, il soggetto sia fisicamente impedito al punto di non essere in grado di manifestare la propria volontà in modo sufficientemente apprezzabile dagli altri, con conseguente incapacità assoluta di provvedere ai propri interessi. In tali casi l’ordinamento deve intervenire con istituti giuridici di protezione;
Trib. Terni 27 ottobre 1994 – deve essere pronunciata l’interdizione di un soggetto che, a causa di forma morbosa di demenza che non gli consenta neppure di sapere in quale luogo si trovi, non sia capace di badare ai propri interessi;
Cass. 13 marzo 1990, n. 2301 – l’interdizione o l’inabilitazione dell’infermo di mente devono ricollegarsi alle condizioni di salute psichica in atto al momento della relativa pronuncia e, quindi, devono prescindere tanto da percorsi episodi di infermità, quanto dall’eventualità di ricadute, ove prospettabile in termini di mera possibilità e non di alta probabilità.
Amministrazione di sostegno e Interdizione mercoledì, Mar 28 2007
amministrazione di sostegno and assistenza ai disabili and Cassazione and diritto di famiglia and disabili and giurisprudenza and interdizione and leggi per i disabili and persone con disabilità and studi legali and tutore mgraziamei 9:30 am
La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.
La rubrica del titolo XII del libro primo del codice civile è sostituita dalla seguente: “Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia”.
Nel titolo XII del libro primo del codice civile, è premesso il seguente capo:”Capo I. – Dell’amministrazione di sostegno.Art. 404. – (Amministrazione di sostegno). – La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.Art. 405. – (Decreto di nomina dell’amministratore di sostegno. Durata dell’incarico e relativa pubblicità). – Il giudice tutelare provvede entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta alla nomina dell’amministratore di sostegno con decreto motivato immediatamente esecutivo, su ricorso di uno dei soggetti indicati nell’articolo 406. Il decreto che riguarda un minore non emancipato può essere emesso solo nell’ultimo anno della sua minore età e diventa esecutivo a decorrere dal momento in cui la maggiore età è raggiunta.Se l’interessato è un interdetto o un inabilitato, il decreto è esecutivo dalla pubblicazione della sentenza di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione.Qualora ne sussista la necessità, il giudice tutelare adotta anche d’ufficio i provvedimenti urgenti per la cura della persona interessata e per la conservazione e l’amministrazione del suo patrimonio. Può procedere alla nomina di un amministratore di sostegno provvisorio indicando gli atti che è autorizzato a compiere.Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione:
delle generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno;
della durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;
dell’oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;
degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno;
dei limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;
della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Se la durata dell’incarico è a tempo determinato, il giudice tutelare può prorogarlo con decreto motivato pronunciato anche d’ufficio prima della scadenza del termine. Il decreto di apertura dell’amministrazione di sostegno, il decreto di chiusura ed ogni altro provvedimento assunto dal giudice tutelare nel corso dell’amministrazione di sostegno devono essere immediatamente annotati a cura del cancelliere nell’apposito registro.
Art. 406. – (Soggetti). – Il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, ovvero da uno dei soggetti indicati nell’articolo 417. Se il ricorso concerne persona interdetta o inabilitata il medesimo è presentato congiuntamente all’istanza di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione davanti al giudice competente per quest’ultima.
Art. 410. – (Doveri dell’amministratore di sostegno). – Nello svolgimento dei suoi compiti l’amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario. L’amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonchè il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l’interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all’articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti. L’amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.
All’amministratore di sostegno si applicano altresì, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779. Sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell’amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente.
Il giudice tutelare provvede con decreto motivato, acquisite le necessarie informazioni e disposti gli opportuni mezzi istruttori. Il giudice tutelare provvede altresì, anche d’ufficio, alla dichiarazione di cessazione dell’amministrazione di sostegno quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario. In tale ipotesi, se ritiene che si debba promuovere giudizio di interdizione o di inabilitazione, ne informa il pubblico ministero, affinchè vi provveda. In questo caso l’amministrazione di sostegno cessa con la nomina del tutore o del curatore provvisorio ai sensi dell’articolo 419, ovvero con la dichiarazione di interdizione o di inabilitazione”.
All’articolo 388 del codice civile le parole: “prima dell’approvazione” sono sostituite dalle seguenti: “prima che sia decorso un anno dall’approvazione”.
Dall’applicazione della disposizione di cui all’articolo 408 del codice civile, introdotto dal comma 1, non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
Nel titolo XII del libro primo del codice civile, prima dell’articolo 414 sono inserite le seguenti parole:”Capo II. – Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale”.
L’articolo 414 del codice civile è sostituito dal seguente:”Art. 414. – (Persone che possono essere interdette). – Il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione”.
Nel primo comma dell’articolo 417 del codice civile, le parole: “possono essere promosse dal coniuge” sono sostituite dalle seguenti: “possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente”.
All’articolo 418 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:”Se nel corso del giudizio di interdizione o di inabilitazione appare opportuno applicare l’amministrazione di sostegno, il giudice, d’ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione del procedimento al giudice tutelare. In tal caso il giudice competente per l’interdizione o per l’inabilitazione può adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell’articolo 405″.
Il terzo comma dell’articolo 424 del codice civile è sostituito dal seguente:”Nella scelta del tutore dell’interdetto e del curatore dell’inabilitato il giudice tutelare individua di preferenza la persona più idonea all’incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell’articolo 408″.
All’articolo 426 del codice civile, al primo comma, dopo le parole: “del coniuge,” sono inserite le seguenti: “della persona stabilmente convivente,”.
All’articolo 427 del codice civile, al primo comma è premesso il seguente:”Nella sentenza che pronuncia l’interdizione o l’inabilitazione, o in successivi provvedimenti dell’autorità giudiziaria, può stabilirsi che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall’interdetto senza l’intervento ovvero con l’assistenza del tutore, o che taluni atti eccedenti l’ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall’inabilitato senza l’assistenza del curatore”.
All’articolo 429 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:”Se nel corso del giudizio per la revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione appare opportuno che, successivamente alla revoca, il soggetto sia assistito dall’amministratore di sostegno, il tribunale, d’ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione degli atti al giudice tutelare”.
L’articolo 39 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è abrogato.
L’articolo 44 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è sostituito dal seguente:”Art. 44. Il giudice tutelare può convocare in qualunque momento il tutore, il protutore, il curatore e l’amministratore di sostegno allo scopo di chiedere informazioni, chiarimenti e notizie sulla gestione della tutela, della curatela o dell’amministrazione di sostegno, e di dare istruzioni inerenti agli interessi morali e patrimoniali del minore o del beneficiario”.
Dopo l’articolo 46 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è inserito il seguente:”Art. 46-bis. Gli atti e i provvedimenti relativi ai procedimenti previsti dal titolo XII del libro primo del codice non sono soggetti all’obbligo di registrazione e sono esenti dal contributo unificato previsto dall’articolo 9 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115“.
All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in euro 4.244.970 a decorrere dall’anno 2003, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.
L’articolo 47 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è sostituito dal seguente:”Art. 47. Presso l’ufficio del giudice tutelare sono tenuti un registro delle tutele dei minori e degli interdetti, un registro delle curatele dei minori emancipati e degli inabilitati ed un registro delle amministrazioni di sostegno”.
Dopo l’articolo 49 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è inserito il seguente:”Art. 49-bis. Nel registro delle amministrazioni di sostegno, in un capitolo speciale per ciascuna di esse, si devono annotare a cura del cancelliere:
la data e gli estremi essenziali del provvedimento che dispone l’amministrazione di sostegno, e di ogni altro provvedimento assunto dal giudice nel corso della stessa, compresi quelli emanati in via d’urgenza ai sensi dell’articolo 405 del codice;
le complete generalità della persona beneficiaria;
le complete generalità dell’amministratore di sostegno o del legale rappresentante del soggetto che svolge la relativa funzione, quando non si tratta di persona fisica;
la data e gli estremi essenziali del provvedimento che dispone la revoca o la chiusura dell’amministrazione di sostegno”.
All’articolo 51 del codice di procedura civile, al primo comma, al numero 5, dopo la parola: “curatore” sono inserite le seguenti: “, amministratore di sostegno”.
Al capo II del titolo II del libro quarto del codice di procedura civile, nella rubrica, le parole: “e dell’inabilitazione” sono sostituite dalle seguenti: “, dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno”.
Dopo l’articolo 720 del codice di procedura civile è inserito il seguente:”Art. 720-bis. (Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno). – Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720.Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d’appello a norma dell’articolo 739.Contro il decreto della corte d’appello pronunciato ai sensi del secondo comma può essere proposto ricorso per cassazione”.
All’articolo 3, comma 1, lettera p), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, sono aggiunte, in fine, le parole: “, nonchè i decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno”.
All’articolo 24, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, la lettera m) è sostituita dalla seguente:
“ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate”.
All’articolo 25, comma 1, lettera m), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, sono aggiunte, in fine, le parole: “, nonchè ai decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno”.
All’articolo 26, comma 1, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, sono aggiunte, in fine, le parole: “ai decreti che istituiscono o modificano l’amministrazione di sostegno, salvo che siano stati revocati;”.
Nell’articolo 92, primo comma, dell’ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, dopo le parole: “procedimenti cautelari,” sono inserite le seguenti: “ai procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, ai procedimenti”.
La presente legge entra in vigore dopo sessanta giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
L’art. 414 cod. civ. (Persone che possono essere interdette) “il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizione di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione”.
La giurisprudenza si è così espressa sull’articolo in argomento:
Trib. Modena, 9 settembre 2002, n. 1054 “l’infermità mentale richiesta dall’art. 414 cod. civ. deve essere ritenuta sussistente non soltanto quando risultino compromesse le facoltà intellettive superiori, con conseguente incapacità del soggetto di intendere e di volere, ma anche quando, pur sussistendo tali capacità, il soggetto sia fisicamente impedito al punto di non essere in grado di manifestare la propria volontà in modo sufficientemente apprezzabile dagli altri, con conseguente incapacità assoluta di provvedere ai propri interessi. In tali casi l’ordinamento deve intervenire con istituti giuridici di protezione”.
Corte di Cassazione 20 novembre 1985, n. 5709 “l’interdizione o l’inabilitazione, ai sensi degli artt. 414 e 415 cod. civ., postulano un’infermità di mente che presenti carattere di abitualità cioè di durata nel tempo, tale da qualificarla come habitus normale del soggetto (ancorchè in presenza di lucidi intervalli), e che inoltre incida sulla capacità del soggetto di provvedere alla cura dei propri interessi; pertanto nè l’interdizione nè l’inabilitazione possono essere giudizialmente dichiarate in presenza di malattie psichiche, pur se persistenti nel tempo, che comportino solo episodi di squilibrio e quindi di compromissione di quella capacità, solo momentanei, fra lunghi periodi di equilibrio e normalità, senza che possa spiegare al riguardo rilevanza il mero pericolo di ricadute, salva restando, per gli atti che vengano compiuti nel corso di tali episodi, la diversa tutela di cui all’art. 428 cod. civ.
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Resta l'obbligo del mantenimento anche se l’ex marito da le dimissioni