Source: http://www.provincia.vercelli.it/amminist/attiamm/2001/169.htm
Timestamp: 2018-12-10 12:39:42+00:00
Document Index: 89766780

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 33', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 90']

OGGETTO: Mozioni e ordini del giorno (43852-43853-43855-42260-45913-46138-46226-47608-735-1671-47156). Prot. n. 47460.
2) ZAMBONI Giancarlo
IL PRESIDENTE chiama in trattazione l’argomento in oggetto e riferisce che, in data 21 novembre 2000, il Consigliere Ferraro ha presentato la seguente mozione:
CONSIDERATO che la legge 15 marzo 1997 n. 59 ed il collegato DL attuativo del 31 marzo 1998 n. 112, segna l’inizio di un processo di riorganizzazione della P.A., segnato da un forte decentramento delle funzioni detenute dallo Stato, verso le Regioni e gli Enti Locali;
CONSTATATO che lo Stato, demandando alle Regioni il compito di ripartire le proprie competenze, da quelle degli altri Enti (L. 300/99), ha conservato il potere di sostituzione di fronte alla declamata omissione dell’ente (art. 4 – 5 L. 15.3.97 n. 59);
che l’autorità centrale, con l’art. 33 e seguenti del D.L. 30 marzo 1999 n. 96, sostituendosi alle Regioni, che non avevano provveduto ad adottare alcuna decisione – fra le quali il Piemonte – sottrae alle Agenzie la gestione dei beni demaniali e delle acque attribuendole alle Regioni (che in precedenza avevano una competenza limitata alle concessioni idrauliche) alle quali rimane l’incarico di amministrare i beni dello Stato, arricchito dal compito di razionalizzarli e valorizzarne l’impiego (art. 65 L.300/99);
che questa nuova ripartizione, che entrerà in vigore con il 1 gennaio del prossimo anno, determinerà una razionalizzazione delle sedi (che ora sono dislocate una per provincia);
che la collocazione delle nuove sedi è demandata alla contrattazione politica nell’ambito della conferenza fra Stato/Regioni e Province, tenendo conto delle necessità del territorio, delle strutture esistenti e delle risorse umane, che in caso di trasferimento dovrebbero con buona probabilità, emigrare verso la nuova sede;
che vi sono fondati motivi per ritenere che la sede dell’Agenzia presente in Provincia sarà spostata altrove;
che la scelta di Vercelli, come sede dell’Agenzia, avrebbe molti pregi che le altre sedi non avrebbero, fra le quali, due spaziose sedi fra le quali scegliere: l’attuale, ove è ora ubicata e parte del palazzo di Via Mazzini (che verrebbe liberato, per il trasferimento altrove di competenze che fino ad oggi venivano svolte colà) e quello di presentarsi più baricentrica da un punto di vista viario;
che l’eventuale personale in esubero, al complesso delle competenze attuali, potrebbe essere convenientemente impegnato nelle mansioni di cui alla legge 367/98 (istitutiva degli ispettori demaniali con compiti di controllo e di gestione latu sensu dei beni);
che il trasferimento altrove depaupererebbe ulteriormente l’importanza della nostra Provincia.
Sull’argomento si registrano gli interventi dei Consiglieri Ferraro, Fossale, Finocchi, Fecchio e Romano e dell’Assessore Fra.
Dopodichè il Presidente, preso atto che il Consigliere Ferraro ha dichiarato di ritirare la mozione per ripresentarla alla prossima seduta del Consiglio nella versione esatta, riferisce che, in data 21 novembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, De Dominici, Fecchio, Ferraro, Demarchi, Tricerri e Corgnati:
esaminate e discusse le questioni connesse alla gestione dell’emergenza del dopo alluvione dello scorso mese di ottobre che ha duramente colpito la Città di Trino ed arrecato danni considerevoli anche in altri centri della pianura e della montagna, bloccando fra l’altro per lungo tempo l’accesso alla ValSermenza,
gratitudine per gli amministratori locali ed i tecnici che si sono impegnati negli interventi di somma urgenza e di sollievo al disagio degli alluvionati;
importante sul piano etico e politico che gli amministratori si astengano dal fare uso strumentale e polemico degli eventi alluvionali per interessi particolari e di parte, né ostentino competenze tecniche a loro improprie, per tali fini;
urgente impegnare la Giunta ad un crescente impegno in vista dell’assunzione operativa delle deleghe per la protezione civile, dando piena e sollecita attuazione al piano valutazione rischi già redatto, fornendo agli enti locali il supporto tecnico ed informatico e quant’altro è utile alla redazione dei piani d’emergenza, nonché all’allestimento delle strutture tecniche operative da attivare nelle fasi più acute dell’emergenza;
le sollecitazioni a mettere in sicurezza le popolazioni con lavori urgentissimi di completamento degli argini, pulizia controllata degli alvei, la rimozione della inutile diga dell’ENEL ed interventi sulla roggia Stura e sul fiume Dora e canali derivanti che interessano il territorio provinciale;
che l’evento alluvionale ha reso più evidenti i rischi connessi alla permanenza di scorie nucleari nei siti di Trino e Saluggia ed approva la sollecitudine con cui il Direttore della Protezione Civile, Barberi, intende riunire un gruppo di lavoro a breve termine per l’esame della grave situazione: a tale incontro l’Amministrazione deve portare la ferma intenzione di respingere ogni proposta di provvisorio o quasi definitivo stoccaggio di rifiuti nucleari sul proprio territorio;
importante trarre da questo evento occasione di rilancio innovativo dello sviluppo industriale del territorio, ricercando con ENEL ogni utile contatto per ottenere l’uso dell’area di Leri a scopi di nuovi insediamenti produttivi e rilocalizzazione eventuale delle aziende a rischio
urgente la riadozione del Piano Territoriale Provinciale quale strumento indispensabile per programmare e gestire secondo criteri di sussidiarietà la tutela e la valorizzazione del territorio e delle acque in esso scorrenti, agendo tale strumento come piano di assetto idrogeologico concordato dal livello di governo più vicino alle popolazioni interessate.
che lo specifico assetto montano della Valsesia vada affrontato per la viabilità provinciale e prossimamente ex-statale che la riguarda con una struttura tecnica decentrata in loco, valorizzando il decentramento già avviato;
indispensabile sospendere il rilascio di nuove autorizzazioni a derivare acqua dal fiume Sesia prima che, alla luce delle modifiche in alveo prodotte dall’ultima alluvione, si sia completato lo studio sul bilancio idrico, finanziato e commissionato dall’Amministrazione,
a destinare le maggiori entrate disposte dal Governo per la Provincia a vantaggio del rilancio dell’economia nei territori maggiormente colpiti dall’evento alluvionale, contribuendo ad urbanizzare aree alternative per gli impianti produttivi danneggiati ed a rischio."
Intervengono i Consiglieri Julini, Fossale, Tricerri, Canova, Demarchi e Fecchio, gli Assessore Zanotti e Fra ed il Presidente della Provincia.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione il seguente emendamento al testo presentato, proposto dal primo firmatario, Consigliere Julini, nel corso della discussione:
L’emendamento viene respinto con 13 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli e 2 astenuti (Scheda, Buonanno), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e votanti.
Dopodichè pone in votazione la mozione nel testo sopra riportato.
Essa viene respinta con 14 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 23 i consiglieri presenti e votanti.
Dopodichè riferisce che, in data 21 novembre 2000, è pervenuto il seguente ordine del giorno a firma dei Consiglieri Julini, De Dominici, Fecchio, Ferraro, Demarchi, Corgnati e Tricerri:
considerato il disagio determinato sulla popolazione dell’intera Val Sermenza e sulla sua economia a causa del protrarsi dei lavori ben oltre le previsioni e le promesse per consolidare il versante franato in località Fontane, volendo trarre da questa controversa vicenda indicazioni utili per l’efficienza e l’efficacia dell’intervento provinciale nel momento attuale e per le prossime evenienze
accertare le responsabilità per i ritardi nell’individuazione delle soluzioni tecniche e nella organizzazione del cantiere con le conseguenze note su popolazione ed operatori economici e turistici della Valle
assumere i necessari provvedimenti a carico dei responsabili, per evitare il ripetersi di simili comportamenti;
rispettare i tempi di esecuzione dei lavori previsti nell’ordinanza che fissa al 23 novembre la riapertura definitiva della strada, eliminando il limite di transito di notte;
far propria la mozione, già sottoscritta dallo stesso Presidente, con cui si chiede al Consiglio Regionale di riconoscere contributi alle imprese per i danni subiti a causa dell’isolamento;
procedere con urgenza al decentramento di unità operative dell’Ufficio Tecnico in Valsesia per superare le difficoltà dovute alla lontananza, che si sono ancora manifestate, cercando a tal fine utili collaborazioni con la Comunità Montana;
progettare ed eseguire opere per prevenire il dissesto e garantire la viabilità sicura in Val Sermenza, secondo le indicazioni contenute nello studio già realizzato lungo l’intera valle dall’Amministrazione Provinciale;
realizzare analoga iniziativa per la Val Mastallone con fondi propri sul bilancio 2001, dove si manifestano analoghi e gravi rischi di dissesto."
Intervengono i Consiglieri, Julini, Finocchi, Guglielmino e De Dominici e l’Assessore Zanotti.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione la proposta, formulata dal Consigliere Julini nel corso della discussione, di emendare il testo presentato eliminando i punti 1), 2), 3) e 4).
Dopodichè pone in votazione l’ordine del giorno nel testo sopra riportato.
Esso viene respinto con 14 voti contrari (maggioranza), 8 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e votanti.
Esce dall’aula il Presidente della Provincia, per cui i presenti risultano essere 22.
Dopodichè il Presidente sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno proposto dai Capigruppo:
Sottolineando che quanto di seguito richiesto prescinde dalla provenienza geografica di qualunque soggetto condannato alla pena capitale dal colore della sua pelle, dalla sua religione, etc., intendendo, invece, riaffermare il principio universale del diritto alla vita;
RICORDANDO come troppo spesso buona parte dei condannati alla pena capitale proviene da ceti poveri o disagiati e, in quanto impossibilitata a garantirsi un’assistenza legale adeguata, viene sottoposta a processi inquinati da pregiudizi razziali o economici;
RICORDANDO anche come in molti Paesi tuttora mantenitori della pena capitale questa venga comminata non esclusivamente per il reato di omicidio, ma anche come strumento di repressione politica o per eliminare fasce sociali considerate pericolose;
RIAFFERMANDO quindi, in questo modo, il diritto alla libertà di opinione;
CONSIDERANDO che, comunque, negli ultimi anni, grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione, si à manifestata una tendenza mondiale verso l’abolizionismo: la pena di morte è stata abolita per tutti i reati o solo per i reati comuni in Azerbaijan, Belgio, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Estonia, Georgia, Nepal, Polonia e Sud Africa, Federazione Russa, Kazakhstan e Kyrgystan hanno fortemente limitato l’uso della pena capitale. Il Consiglio d’Europa ha stabilito nel 1994 che una moratoria sulle esecuzioni, in vista dell’abolizione, sia un prerequisito per diventare uno Stato membro. Nel giugno 1998 l’Unione Europea ha dichiarato che l’abolizione della pena capitale nel mondo è uno degli obiettivi della sua politica estera. Lo Statuto dei due Tribunali istituiti dalle Nazioni unite sui crimini commessi nella ex Jugoslavia e nel Ruanda nonché quella della Corte Penale Internazionale Permanente istituita a Roma nel luglio 1998 non prevedono la pena di morte. Infine molti Stati abolizionisti, Europei e non, tra cui l’Italia, hanno istituito la prassi di non estradare persone verso Paesi ove potrebbero essere condannate a morte, oppure di farlo solo dopo aver ottenuto opportune garanzie che non verrà inflitta la pena capitale;
al Parlamento nazionale, al Consiglio Regionale del Piemonte, ai Consigli Provinciali del Piemonte,
secondo le proprie competenze, di impegnarsi presso i governi sopranazionali per far approvare una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali da parte delle Nazioni Unite, di integrare la dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, giunta al suo 51° anniversario, con un nuovo diritto: non essere uccisi a seguito di sentenza o misura giudiziaria;
ai Comuni della Provincia di Vercelli
di farlo proprio impegnandosi a promuovere l’informazione, il dibattito e la sensibilizzazione tra l’opinione pubblica, attraverso le forme che riterranno più opportune."
Dopodichè riferisce che, in data 12 dicembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma del Consigliere Ferraro:
che La Fenice S.p.A. ha richiesto di costruire a fianco delle fonderie della Teksid di Crescentino, un centro di riciclo delle sabbie esauste, che residuano dalle lavorazioni che si effettuano in fonderia;
che il sito è ubicato a ridosso della Dora Baltea e che sul medesimo trovano spazio oltre che le fonderie del predetto gruppo industriale, anche una discarica di sabbie de quo e un lago adibito a pesca sportiva, alimentato probabilmente da acqua sorgiva;
che la recente alluvione ha allagato con oltre due metri di acqua il sito;
che la realizzazione della discarica ha ottenuto l’avallo dell’Amministrazione di Crescentino e della regione Piemonte ed è in attesa dell’assenso di cui all’art. 33 del DLG. n. 22 del 05/02/1997, in attuazione delle direttive CEE 91/56 – 91/689 e 94/62
che la costruzione del nuovo impianto proposto dalla La Fenice S.p.A., viene ad insistere su un sito difficilmente difendibile (come ha tristemente dimostrato la recente alluvione) e molto permeabile e che per questi intrichi fattori, un’eventuale, ma probabile accadimento che esula dalla norma, può essere fonte di un grave rischio per un’area molto vasta.
al Presidente e alla Giunta che presiede:
accertare se la recente alluvione, allagando il sito Teksid, ha pure interessato l’area adibita a discarica e se parte delle sabbie ivi depositate siano state asportate dalla piena e se siano state parzialmente depositate nel laghetto e sulle aree a valle alluvionate;
se il laghetto de quo sia effettivamente alimentato da sorgive e di quale natura esse siano.
riferire quanto è emerso dalle indagini di cui sopra al Consiglio entro sessanta giorni;
predisporre ed attuare gli opportuni piani di bonifica delle aree che risulteranno inquinate;
per le motivazioni di cui sopra, impegnare il Presidente e la Giunta della Provincia a respingere la richiesta della La Fenice S.p.A., di insediare a fianco delle fonderie Teksid di Crescentino, un impianto di riciclo delle sabbie esauste di fonderia."
Intervengono i Consiglieri, Ferraro, Tricerri, Finocchi e Fecchio e l’Assessore Borasio.
Escono dall’aula i Consiglieri De Dominici, Buonanno e Fecchio, per cui i presenti risultano essere 19.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, la suestesa mozione, posta ai voti dal Presidente, viene respinta con 13 voti contrari (maggioranza), 2 favorevoli e 4 astenuti (Corgnati, Demarchi, Ranghino, Tricerri), resi per alzata di mano, essendo 19 i Consiglieri presenti e votanti.
Entrano in aula i Consiglieri De Dominici e Buonanno ed esce il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 20.
Dopodichè sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno proposto dai Capigruppo:
le associazioni "IL SORRISO E LA SPERANZA" di Chioggia, "C.F.P.S." di Bologna, "VIVI DOWN" di Milano sono state promotrici di una proposta di legge di iniziativa popolare su disabilità intellettiva e sindrome di Down (n. 4786 – Senato) sottoscritta da quasi centomila cittadini;
nel mese di ottobre il Presidente del Senato Nicola Mancino, il Ministro Livia Turco, il Ministro Umberto Veronesi, si sono dichiarati disponibili a sostenere suddetta proposta;
Governo, maggioranza e opposizione hanno approvato in Senato, in data 18.10.2000, due ordini del giorno, n. 950 e 815, impegnandosi a modificare la legge finanziaria 2001, per riconoscere automaticamente alle persone Down (disabilità genetica irreversibile, accertabile una volta per tutte con la mappatura genetica) ed ai disabili intellettivi gravi, i diritti alle indennità, ai congedi parentali, ecc., senza costringerle a inutili visite mediche presso le commissioni A.U.S.L.
CONSTATATO che, allo stato attuale il Governo non ha presentato alla Camera alcun emendamento per mantenere gli impegni assunti;
RITENUTO che le belle parole di solidarietà espresse nell’aula dal Senato dal Governo, dalla maggioranza e opposizione debbano concretizzarsi;
che la finanziaria 2001 debba recepire:
i principi della proposta di legge n. 4786;
gli ordini del giorno del Senato n. 950 e n. 815 del 18.10.2000;
gli impegni presi dal Ministro Turco a nome del Governo nell’aula del Senato
di inviare copia del presente ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Sanità, al Ministro della Solidarietà Sociale, al Sottosegretario Sanità, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, ai Parlamentari locali."
Dopodichè riferisce che, in data 14 dicembre 2000, è pervenuta una mozione, a firma del Consigliere Fossale, sugli alimenti geneticamente modificati.
Intervengono i Consiglieri Fossale, Saviolo, Tricerri, Ferraro, Finocchi Julini e Canova, l’Assessore Fra ed il Presidente.
Escono dall’aula i Consiglieri Corgnati e Chiappaloni, per cui i presenti risultano essere 18.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione i seguenti emendamenti proposti nel corso della discussione:
Gli emendamenti, posti ai voti dal Presidente, vengono approvati a voti unanimi, resi per alzata di mano.
Dopodichè sottopone ad approvazione la mozione, nel testo come sopra emendato:
Preso atto che l’introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell’opinione pubblica per motivi etici, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all’ecosistema, per l’ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.
che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nelle nostre zone che è fortemente legato alle tradizioni ed alle caratteristiche del territorio;
che l’introduzione degli OGM potrebbe avere gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale padano, sradicando i popoli dalle loro matrici culturali a favore di una completa massificazione;
che con l’avvento dei brevetti su tali organismi l’agricoltore perderebbe la sua indipendenza, divenendo una sorta di "contoterzista" al soldo di pochi gruppi multinazionali;
che la sperimentazione degli OGM sta mostrando la potenziale pericolosità di tali pratiche, sia per l’ambiente che per animali ed esseri umani;
che l’uniformazione genetica contrasta con il principio della "biodiversità" che sta alla base di ogni cultura agroalimentare a carattere locale.
Considerato inoltre che la presente campagna "antitransgenica" sta coinvolgendo un sempre maggior numero di Enti locali e di forze politiche.
Ritenuto pertanto di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all’introduzione in agricoltura degli OGM
a dichiarare la nostra Provincia "Provincia Anti-Transgenica"
a sollecitare il Ministero della Sanità e il Governo a rendere obbligatorie sugli alimenti la dicitura "Alimento ottenuto da prodotti agricoli non geneticamente modificati" e la scritta "OGM free" per una corretta informazione dei consumatori
ad inviare la presente mozione a tutti gli 86 Comuni della Provincia, invitando gli stessi a:
far dichiarare ogni Comune "Comune Anti-Transgenico"
eliminare su tutto il proprio territorio comunale, la coltivazione e l’allevamento degli organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazioni genetiche
promuovere canali privilegiati per le aziende di ristorazione che utilizzano prodotti biologici tipici e di qualità, indenni da OGM che intendono concorrere alle gare per la gestione dei servizi mensa comunali
informare produttori e consumatori presenti nel nostro territorio sui rischi di un eventuale utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva
informare i commercianti sui rischi derivanti dalla messa in commercio di tali prodotti
avviare una seria campagna di sensibilizzazione per i cittadini affinché possano essere informati sui rischi derivanti dal consumo contenenti OGM."
Indi riferisce che, in data 29 dicembre 2000, è pervenuta la seguente mozione a firma del Consigliere Nascimbene:
VALUTATA l’estrema pericolosità, date le ridotte dimensioni della carreggiata, del tratto della S.S. n. 455 del Monferrato nei tratti che vanno dall’abitato di Desana fino al cavalcavia della bretella autostradale Santhià – Alessandria e dell’abitato di Desana fino all’abitato di Tricerro;
CONSIDERATO CHE su tale arteria stradale gravita un intenso traffico sia commerciale che privato;
PRESO ATTO CHE con una convenzione Regione Piemonte / A.N.A.S. / Provincia di Vercelli è stato finanziato il progetto di adeguamento delle caratteristiche geometriche della carreggiata;
la Giunta Provinciale ad attivarsi al fine di velocizzare l’iter che porterà all’adeguamento della sede stradale nei tratti in questione".
Intervengono il Consigliere Nascimbene e l’Assessore Zanotti.
Entra in aula il Consigliere Bosso, per cui i presenti risultano essere 19.
Dopodichè riferisce che, in data 10 gennaio 2001, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Julini, Zamboni e De Dominici:
considerati i precedenti impegni assunti dalle Giunte Provinciali per la risoluzione del nodo viario di Romagnano mediante circonvallazione per un più agevole accesso alla Valsesia, provenendo dal casello autostradale dell’A 26;
considerato che l’opera è ritenuta, anche in sede regionale, una priorità assoluta anche in rapporto ai nuovi progetti di rilancio turistico dell’area;
Visto che la Regione Piemonte tramite i propri organi competenti ha ritenuto di chiedere il completamento della valutazione d’impatto ambientale del progetto redatto anche con il contributo di questa Provincia;
vista l’urgenza e la rilevanza del buon fine di tale progetto, che ha altresì la necessità di trovare, a livello di governo nazionale e regionale, adeguata copertura finanziaria per la sua realizzazione;
avuto riguardo anche ai recenti pronunciamenti promossi in sede di Circondario ed espressi nei singoli Consigli Comunali Valsesiani,
la Giunta ad assumere le iniziative necessarie per contribuire anche finanziariamente alla definizione della valutazione d’impatto ambientale ed a ricercare le opportune intese con:
le Province del quadrante nord-orientale piemontese;
la Comunità Montana;
le rappresentanze parlamentari e regionali;
le parti sociali ed economiche interessate,
per ottenere nelle sedi competenti il finanziamento dell’opera, motivandone l’urgenza e la rilevanza."
Intervengono i Consiglieri Julini, Fossale e Romano, l’Assessore Zanotti ed il Presidente.
Esce dall’aula il Consigliere Buonanno, per cui i presenti risultano essere 18.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione la suestesa mozione con l’intesa che la stessa sarà sottoposta all’esame della competente Commissione consiliare per ulteriori approfondimenti.
Indi riferisce che, in data 19 gennaio 2001, è pervenuta la seguente mozione a firma dei Consiglieri Tricerri, Ranghino, Corgnati, Julini e Fecchio:
Rilevata la necessità di integrare maggiormente i servizi sanitari ospedalieri con quelli territoriali e socio-assistenziali, mentre l’Azienda n. 11 consuntiva e prospetta un impegno finanziario inferiore di un terzo a quanto la Regione stessa si propone addirittura inferiore del 57% nell’assistenza domiciliare in una provincia che è tra le più "invecchiate" del Piemonte.
Intervengono i Consiglieri Tricerri, Romano, Ferraro, Julini, Fossale e Finocchi e il Segretario Generale, dott. Guarnieri.
Escono dall’aula i Consiglieri Ranghino, Guglielmino e De Dominici, per cui i presenti risultano essere 15.
Indi il Presidente pone in votazione la richiesta di sospensione della discussione della mozione per approfondimenti istruttori presentata dai Consiglieri Canova, Bosso, Finocchi, Romano, Lazzarotto, Saviolo e Nascimbene e acquisita agli atti.
Essa viene approvata con 11 voti favorevoli e 4 contrari (minoranza), resi per alzata di mano, essendo 15 i Consiglieri presenti e votanti.
Infine sottopone ad approvazione il seguente ordine del giorno, proposto dai Capigruppo:
che è funzionante dal 1989 presso l’Ospedale Galliera di Genova il registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo il quale conta attualmente oltre 270.000 candidati donatori;
che il registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo è collegato ad analoghe strutture attivate presso altri 35 Paesi del mondo, con i quali concorre a formare un network di oltre 6.500.000 candidati donatori di midollo osseo;
che il Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo è tuttora l’unico tra tutti quelli sopra citati a non essere riconosciuto dal proprio Stato e che i donatori di midollo osseo italiani sono privi di alcuna forma ufficiale di riconoscimento e di tutela;
che il Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo, 4° nel mondo e 3° in Europa per numero di adesioni, ha sinora assicurato n. 1136 trapianti di midollo osseo da donatore non consanguineo, 881 a favore di pazienti italiani e 255 di pazienti internazionali, rendendo altresì possibile che 681 volontari donassero il proprio midollo per 426 pazienti italiani e 255 per pazienti internazionali, ricevendo complessivamente dall’estero 455 sacche di midollo osseo per pazienti italiani;
che il funzionamento del Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo è assicurato da una Fondazione voluta a tale scopo da ADMO e della quale fanno parte l’Ospedale Galliera di Genova, la Nazionale Italiana Cantanti – NIC – e l’Associazione Donatori di Midollo Osseo – ADMO;
che è ferma alla Camera dei Deputati la proposta di legge C 5978 finalizzata al riconoscimento istituzionale del Registro e con esso alla figura del donatore di midollo osseo;
Posto in evidenza che ulteriori ritardi nella trasformazione della proposta di legge in legge dello Stato potrebbero, nell’immediato futuro, risultare pregiudizievoli non solo per l’ulteriore sviluppo del Registro, ma addirittura potrebbero pregiudicarne la sopravvivenza e con essa la caduta della speranza di coloro che oggi confidano nella ampiamente dimostrata capacità e professionalità di quanti, anche con passione, vi lavorano.
il Signor Presidente del Senato della Repubblica, Senatore Nicola Mancino ed il Signor Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Luciano Violante, nonchè i Gruppi Parlamentari, a promuovere con urgenza e priorità opportune iniziative affinché possa essere approvata prima della scadenza della presente legislatura la proposta di legge C 5978 istitutiva del Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e, con essa, del riconoscimento della tutela del donatore di midollo osseo
di trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari e, per conoscenza, a ADMO Federazione Italiana, con sede in Milano, Via Aldini 72."
Per tutti gli interventi di cui al presente atto si rinvia si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 2/2001, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.