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Timestamp: 2016-12-05 03:10:25+00:00
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⭐IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO
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1 Unione Europea Fondo Sociale Europeo IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO NOTE DI APPROFONDIMENTO settembre 20132 3 PROVINCIA DI LIVORNO 3 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO 1. LA LEGGE 68/99: ALCUNI CENNI La Legge 12 marzo 1999 n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), intende garantire anche alle persone disabili il diritto all inserimento e all integrazione lavorativa, offrendo un insieme di articolati ed adeguati servizi di sostegno. Si applica a quattro tipologie di cittadini disabili: le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai disabili intellettivi, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%; le persone non vedenti o sorde; le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio 1. In aggiunta, fra i beneficiari della Legge 68/99 rientrano gli orfani e i cogniugi superstiti di coloro che sono deceduti per cause di lavoro, servizio o guerra o i coniugi e i figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di lavoro, servizio o guerra, i profughi, nonché i soggetti individuati dalla Legge 23 novembre 1998, n. 407 (Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata). Il complesso sistema di sostegno volto ad inserire proficuamente la persona disabile nel contesto produttivo del Paese, è costituito da una serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto più consono alle rispettive inclinazioni e attitudini attraverso l analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, nonchè strumenti e relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione (collocamento mirato). Gli uffici competenti provvedono (in accordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio) alla programmazione, all attuazione e alla verifica degli interventi volti a favorire l inserimento dei soggetti, nonché all avviamento lavorativo, alla tenuta delle liste, al rilascio delle autorizzazioni, degli esoneri e delle compensazioni territoriali, alla stipula delle convenzioni, ecc.. 1) L accertamento delle condizioni di disabilità è svolto dalle commissioni previste dalla legge 104/924 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO La Legge 68/99 impone ai datori di lavoro pubblici e privati di assumere alle dipendenze lavoratori disabili in una quota pari al 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; un lavoratore, se hanno in forza da 15 a 35 dipendenti. Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti, tuttavia, l obbligo si applica solo in caso di nuove assunzioni. Secondo le modifiche introdotte dalla Legge 7 agosto 2012, n.134, si escludono i lavoratori assunti tramite collocamento obbligatorio, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i contratti di inserimento, i lavoratori assunti con contratti di somministrazione, i lavoratori assunti per attività all estero (per la corrispondente durata), i Lavoratori Socialmente Utili (LSU), i lavoratori a domicilio, i lavoratori che hanno svolto lavoro non riconosciuto, gli apprendisti e gli assunti con contratto a tempo determinato fino a 6 mesi. In caso di inadempimento, sono previste sanzioni amministrative disposte dalle direzioni provinciali del lavoro. I relativi introiti sono destinati ad un Fondo regionale per l occupazione dei disabili 2. Trascorsi sessanta giorni dalla data di obbligo di assunzione, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta la quota dell obbligo, il datore di lavoro è tenuto al versamento, di una somma giornaliera per ciascun lavoratore disabile che risulti non occupato nella medesima giornata. Tuttavia, i datori di lavoro che, per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l intera percentuale dei disabili hanno la facoltà di fare domanda ed essere esonerati a condizione di versare al Fondo Regionale un contributo esonerativo di Euro 30,64 per ogni giorno lavorativo e per ciascuna categoria protetta non assunta. L esonero si ottiene solo in presenza di adeguata motivazione. Inoltre, è prevista la sospensione dell obbligo nei confronti delle imprese che si trovano nelle seguenti situazioni:» imprese in ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale con intervento straordinario di integrazione salariale;» imprese in situazione dichiarata di fallimento, in liquidazione;» imprese che stipulano contratti di solidarietà; 2) Le Regioni istituiscono il Fondo regionale per l occupazione dei disabili, da destinare al finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi. Al Fondo sono destinati gli importi derivanti dalla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalle legge 68/99 e i contributi versati dai datori di lavoro, nonché il contributo di fondazioni, enti di natura privata e soggetti comunque interessati.5 PROVINCIA DI LIVORNO 5» imprese in mobilità limitatamente alla durata della mobilità. Per un ulteriore periodo di 6 mesi qualora la procedura si concluda con il licenziamento di almeno cinque lavoratori;» in attesa di ricevere l autorizzazione, può essere concessa la sospensione per un periodo non superiore a tre mesi, rinnovabile una sola volta. La Legge 68/99 prevede anche una serie di agevolazioni. Infatti, ai sensi dell art.11 L. 68/99 gli uffici possono stipulare convenzioni con il datore di lavoro per l inserimento dei disabili, stabilendo tempi e modalità di assunzione (facoltà di scelta nominativa, svolgimento di tirocini, assunzione con contratto a termine, periodi di prova più ampi). Inoltre, a seguito della stipula una convenzione, un azienda può beneficiare, ai sensi dell art. 13 L. 68/99, dei seguenti contributi all assunzione:» nella misura non superiore al 60% del costo salariale, per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria previste dal decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, ovvero con handicap intellettivo e psichico, indipendentemente dalle percentuali di invalidità;» nella misura non superiore al 25% del costo salariale, per ogni lavoratore disabile assunto a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui al succitato decreto;» il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% o per l apprestamento di tecnologie di telelavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l integrazione lavorativa del disabile. 2. ISCRIZIONI AL COLLOCAMENTO MIRATO Nel corso del triennio , le persone iscritte al collocamento mirato della Provincia di Livorn o ammontano a unità, di cui i disabili rappresentano la netta maggioranza con il 93,0%.6 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO I soggetti appartenenti alle categorie protette (art. 18) sono complessivamente 106 e rappresentano il restante 7,0% del totale. Considerando solo la disabilità pari al 100% cioè 1581, quelle caratterizzate da un invalid ità civile sono 1.423, pari al 96,5%, mentre una minore consistenza viene assunta dal gruppo degli invalidi del lavoro con 38 unità. Le iscrizioni effettuate nel periodo oggetto di osservazione sono sostanzialmente equidistribuite a seconda del genere, giacché si realizza un flusso di 793 unità per gli uomini e di 788 unità per le donne. Tuttavia, la quota assunta dalle due componenti varia in modo significativo in relazione a determinati gruppi di utenza: quella maschile risulta prevalente fra gli invalidi del lavoro con l 89,5%, mentre le donne rappresentano il 58,5%. Negli anni è incrementato il numero di soggetti che si iscrivono annualmente negli elenchi del collocamento mirato della Provincia di Livorno, passando da 499 unità del 2009 a 512 unità del 2010 e, infine, a 570 unità del In altre parole, dal 2009 al 2011 le iscrizioni sono aumentate di 71 unità, pari ad una variazione percentuale del +14,2%. Questa crescita, peraltro, è da imputare quasi esclusivamente alla componente femminile, con un aumento da 229 a 305 unità (+76 unità, pari al +33,2%); per gli uomini, invece, si delinea un flusso in lievissima diminuzione. TABELLA 1 FLUSSO DELLE ISCRIZIONI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CATEGORIA DI UTENZA E GENERE. VALORI ASSOLUTI. ANNI TOTALE M F T M F T M F T M F T INVALIDI CIVILI DI CUI EXTRACOMUNITARI INVALIDI DEL LAVORO SORDOMUTI INVALIDI PER SERVIZIO CENTRALINISTI NON VEDENTI TOTALE DISABILI CATEGORIE PROTETTE ART TOTALE ISCRIZIONI7 PROVINCIA DI LIVORNO 7 Complessivamente le iscrizioni hanno interessato disabili di origine extracomunitaria in 57 casi (pari al 3,6% del totale e al 4,0% delle iscrizioni riguardanti invalidi civili); in aggiunta, il relativo flusso risulta in continua ascesa giacché da un livello di 15 unità nel 2009 si è passati ad uno di 26 nel 2011 (+73,3%). FIGURA 1 VARIAZIONI % DEL FLUSSO DELLE ISCRIZIONI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CATEGORIA DI UTENZA E GENERE. ANNI 2009 E Per quanto concerne gli invalidi civili, sebbene limitatamente al 2011, sono disponibili ulteriori informazioni quali l età e la percentuale di invalidità che ci supportano in un ulteriore approfondimento di analisi e riflessione. In particolare, come si evince dalla successiva Tabella 2, nella maggior parte dei casi l iscrizione ha riguardato una persona adulta dal momento che il 47,7% ha fra 41 e 55 anni, mentre un ulteriore 8,4% possiede un età ancora più elevata. I giovani costituiscono, invece, il gruppo meno presente con l 11,5%. In relazione alla distribuzione per classe di età si notano alcune differenze di genere: fra le donne sale il peso della seconda fascia (36,0% versus 28,0% dei maschi), mentre fra gli uomini rivestono una maggiore consistenza le fasce più8 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO adulte, in particolare la terza fascia che incide per oltre la metà dei casi (50,4% versus 45,5% delle donne). TABELLA 2 FLUSSO DELLE ISCRIZIONI DI INVALIDI CIVILI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CLASSE DI ETÀ E GENERE. VALORI ASSOLUTI E %. ANNO V.A. % M F T M F T ,9 11,3 11, ,0 36,0 32, ,4 45,5 47,7 OLTRE ,7 7,3 8,4 TOTALE ,0 100,0 100,0 Prendiamo ora in considerazione l informazione relativa alla percentuale di invalidità (Tabella 3): per il 61,3% del totale essa oscilla fra il 46% e il 66%; per il 24,9% la riduzione della capacità lavorativa è compresa fra il 67% e il 79%, mentre per il 13,9% è addirittura superiore. Fra le donne si riscontra una maggiore presenza di soggetti con un grado di invalidità più basso contrariamente a quanto avviene per gli uomini, per i quali l incidenza di chi ha un invalidità superiore al 79% pesa per il 17,4%. TABELLA 3 FLUSSO DELLE ISCRIZIONI DI INVALIDI CIVILI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER PERCENTUALE DI INVALIDITÀ E GENERE. VALORI ASSOLUTI E %. ANNO V.A. % M F T M F T DA 46 A 66% ,1 64,0 61,3 DA 67 A 79% ,6 25,1 24,9 OLTRE IL 79% ,4 10,9 13,9 TOTALE ,0 100,0 100,09 PROVINCIA DI LIVORNO 9 Dopo aver esaminato come è variato il flusso delle iscrizioni alle liste del collocamento mirato nel corso dell intervallo di tempo considerato nell analisi, nella Tabella 4 si focalizza l attenzione sugli aggregati di stock, vale a dire sull insieme dei soggetti che, alla fine di un determinato periodo (in questo caso l anno), risultano iscritti all elenco introdotto dalla Legge 68/99. Al 31 dicembre 2011 la suddetta lista conteneva soggetti; in prevalenza, si tratta di persone disabili, in particolare, di invalidi civili. Una marcata contrazione dello stock si profila fra il 2009 e l anno successivo giacché si passa da a unità. Nel 2011, al contrario, si delinea un trend del tutto differente con un volume di iscritti nuovamente in ascesa (+361, per un +10,6%) ed una variazione trasversale sia per genere che per tipologia di utenza. TABELLA 4 STOCK DEGLI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CATEGORIA DI UTENZA E GENERE. VALORI ASSOLUTI. ANNI M F T M F T M F T INVALIDI CIVILI INVALIDI DEL LAVORO TOTALE DISABILI CATEGORIE PROTETTE TOTALE ISCRITTI Per quanto riguarda le categorie protette, alla fine del 2011 sono iscritte al collocamento mirato 209 persone, di cui la maggior parte (quasi il 60%) è costituta da vedove e orfani di deceduti per causa di lavoro, cui seguono con il 17,2% gli orfani e le vedove di deceduti per causa di servizio. Al di sopra del 10% si collocano i profughi, gli orfani e vedove di deceduti per causa di guerra. All interno di questo sottoinsieme assume una particolare rilevanza la componente femminile dal momento che ad essa fanno riferimento i due terzi del totale degli iscritti. La successiva Figura 2 mostra la distribuzione dello stock degli iscritti al collocamento mirato in Provincia di Livorno rispetto alle categorie protette.10 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO FIGURA 2 CATEGORIE PROTETTE: STOCK DEGLI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO. VALORI %. ANNO LA PRESA IN CARICO DELLE PERSONE DISABILI Nella definizione specifica, la presa in carico è l assunzione di responsabilità collegiale e integrata per cui i servizi competenti si fanno carico di elaborare il progetto personalizzato, definire il percorso assistenziale, individuare le risorse necessarie, monitorare la realizzazione degli interventi e valutare i risultati. Essa prevede la progettazione di un percorso personalizzato basato su modalità condivise e confrontabili, tale per cui alla valutazione del bisogno (corredata da fattori osservabili e misurabili) possa far seguito la definizione degli interventi e dei risultati attesi. Si tratta, in definitiva, di un intervento globale che riguarda non solo la persona disabile, ma tutti i sistemi di riferimento (familiare, scolastico, sociale) che ruotano intorno ad essa.11 PROVINCIA DI LIVORNO 11 La Tabella 5 riporta i dati relativi ai servizi che sono stati erogati a favore degli utenti iscritti al collocamento mirato, disaggregati per Centro per l Impiego. In particolare essi comprendono gli incontri con gli iscritti alla Legge 68/99 per orientamento, sostegno e consulenza, incrocio fra domanda ed offerta di lavoro, servizio di preselezione ai fini dell assunzione, ma anche servizi di consulenza per le aziende. Complessivamente, nel corso del triennio sono stati erogati servizi a fronte di aventi diritto (in media, dunque, ciascun avente diritto ha usufruito di 1,4 servizi). A predominare sono le attività del Centro per l Impiego di Livorno, a cui fa capo l erogazione di servizi (pari a circa il 60% del totale); segue Rosignano con il 20,4%, mentre al terzo e al quarto posto si collocano, rispettivamente, Piombino con il 12,2% e Portoferraio con l 8,3%. È opportuno evidenziare come il rapporto fra servizi ed aventi diritto sia soggetto ad una leggera variazione a seconda del Centro per l Impiego, dal momento che si va da un minimo di 1,2 per Portoferraio ad un massimo di 1,5 per Livorno. TABELLA 5 SERVIZI EROGATI ED AVENTI DIRITTO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CENTRO PER L IMPIEGO E GENERE. VALORI ASSOLUTI. ANNI Servizi M F T Aventi diritto Servizi Aventi diritto Servizi Aventi diritto LIVORNO ROSIGNANO PIOMBINO PORTOFERRAIO TOTALE La distribuzione per Centro per l Impiego varia in maniera rilevante, invece, a seconda del genere. Per gli uomini, infatti, quello di Livorno pesa per il 65,9%, mentre per le donne si registra una misura sensibilmente più contenuta e pari ad un 51,5%. Fra quest ultime, pertanto, sale l incidenza relativa dei restanti Centri per l Impiego, specie di quello di Rosignano, che arriva al 25,9%.12 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO FIGURA 3 SERVIZI EROGATI ED AVENTI DIRITTO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER ANNO DI EROGAZIONE. VALORI ASSOLUTI. ANNI L evoluzione nel tempo del volume dei servizi erogati e degli aventi diritto consente di delineare lo sforzo effettuato dagli operatori della Provincia di Livorno per offrire agli utenti iscritti al collocamento mirato un servizio integrato e qualitativamente elevato. Infatti, mentre gli aventi diritto sono aumentati di 387 unità (+35,8%), il tasso di crescita dei servizi è stato più sostenuto, con 700 unità in più (+46,7%). Questa dinamica caratterizza quasi tutti i Centri per l Impiego, eccezion fatta per Portoferraio, il cui saggio di incremento degli aventi diritto è stato maggiore di quello dei servizi. In termini di servizio, un importante attività erogata a favore delle persone presenti nelle liste del collocamento mirato è rappresentata dai colloqui che vertono, specificatamente, sulla definizione della capacità lavorativa e sulla redazione della scheda lavorativa dei soggetti iscritti. Nel triennio esaminato ne sono stati effettuati a fronte di aventi diritto; come in precedenza, anche in questo caso la maggior parte dei colloqui, in termini di valore assoluto, è stata erogata dal Centro per l Impiego di Livorno. In quasi tutti i casi, il numero dei13 PROVINCIA DI LIVORNO 13 colloqui supera quello degli aventi diritto, con una media che si attesta ad 1,1 colloquio per avente diritto. Sopra tale media si colloca in particolare Piombino (1,5). L unica eccezione è rappresentata da Portoferraio, per il quale si registra una perfetta corrispondenza fra colloqui e soggetti. TABELLA 6 COLLOQUI ED AVENTI DIRITTO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CENTRO PER L IMPIEGO E GENERE. VALORI ASSOLUTI. ANNI Colloqui M F T Aventi diritto Colloqui Aventi diritto Colloqui Aventi diritto LIVORNO ROSIGNANO PIOMBINO PORTOFERRAIO TOTALE FIGURA 4 COLLOQUI ED AVENTI DIRITTO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER ANNO DI EROGAZIONE. VALORI ASSOLUTI. ANNI14 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO Contrariamente a quanto visto per i servizi, se si analizza la serie storica, si evidenzia come il numero dei colloqui realizzati abbia subito una contrazione nel corso del tempo di circa il -10,4%. Si tratta, in aggiunta, di una riduzione più marcata di quella che contraddistingue gli aventi diritto, per i quali si ha un -9,3%. A livello di Centro per l Impiego, però, si può osservare il dato in controtendenza di Rosignano, per il quale si delinea un aumento sia dei colloqui che dei soggetti che ne beneficiano. 4. GLI AVVIAMENTI Quello degli avviamenti è un interessante parametro di analisi e lettura del collocamento mirato, sia in termini sistemici che funzionali. Per tale motivo di seguito viene riportata un analisi degli avviamenti nella Provincia di Livorno nel periodo In particolare sono state prese in considerazione sia le assunzioni avvenute con chiamata nominativa, che quelle con chiamata numerica: nel primo caso è l azienda che identifica la persona da inserire 3, mentre nel secondo il datore di lavoro fa riferimento alle liste reperibili presso i Centri per l Impiego. Innanzitutto partiamo dal dato complessivo. Nel corso del quadriennio analizzato, gli avviamenti di persone iscritte al collocamento mirato ammontano a 443 unità, realizzate nella maggior parte dei casi (78,6%) attraverso la chiamata nominativa. La Figura 5 evidenzia come fra il 2010 e il 2011 si sia registrata una riduzione da 128 a 100 unità. L ultimo anno, al contrario, fa denotare un inversione di tendenza, sebbene di modesta entità. Indubbiamente la contrazione rilevata è legata agli effetti della recessione che ha diminuito la platea di aziende che hanno l obbligo di assumere persone in disabilità o appartenenti a categorie protette in ottemperanza alla normativa vigente. 3) Le aziende che hanno tra i 15 e i 35 dipendenti possono utilizzare la chiamata nominativa per l individuazione del lavoratore. Quelle tra i 36 e i 50 dipendenti, invece, possono inserire un lavoratore disabile con chiamata nominativa ma per l altro devono ricorrere alla chiamata numerica. Le aziende con più di 50 dipendenti possono inserire il 60% dei dipendenti con chiamata nominativa e il restante 40% con quella numerica.15 PROVINCIA DI LIVORNO 15 FIGURA 5 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TIPOLOGIA DI ASSUNZIONE ED ANNO DI AVVIAMENTO. VALORI ASSOLUTI. ANNI Se si esamina il flusso delle assunzioni per tipologia, in tutti e due i casi si ha una crescita nel passaggio dal 2009 al Nel periodo immediatamente successivo, invece, si evidenziano fluttuazioni piuttosto differenti: per la chiamata nominativa si ha un trend in costante ribasso, mentre per quella numerica si ha una flessione fra il 2010 e il 2011, seguita da una nuova ascesa nel corso del 2012, in corrispondenza della quale si tornano a raggiungere i livelli del Rispetto alla provenienza è interessante sottolineare come solo 7 unità siano rappresentate da extracomunitari. In merito alla distribuzione di genere, inoltre, del totale delle assunzioni il 47,0% fa riferimento alla componente femminile. Va notato come l andamento sia più variabile per gli uomini, per i quali si passa da 71 unità nel 2010 a 45 unità nel 2011 e a 53 unità nel Per le donne, invece, se si considera il triennio, si ha una maggiore stazionarietà delle assunzioni, le quali oscillano fra le 60 e le 50 unità, facendo tuttavia registrare un trend in continua decrescita.16 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO FIGURA 6 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER GENERE DEGLI ASSUNTI ED ANNO DI AVVIAMENTO. VALORI ASSOLUTI. ANNI Analizziamo con più dettaglio le caratteristiche dei lavoratori coinvolti nelle comunicazioni di assunzione. Dal punto di vista anagrafico è possibile evidenziare che il 44,2% ha riguardato persone con un età compresa fra 41 e 55 anni, mentre il 38,6% ha fra i 27 e i 40 anni. Meno rilevanti le fasce agli estremi della distribuzione, soprattutto quella più adulta che arriva a pesare solamente per il 6,8% del totale. Complessivamente, dunque, si tratta di una popolazione caratterizzata da un età media elevata, pari a circa 40 anni. La distribuzione appena richiamata varia leggermente in base al genere, dal momento che fra gli uomini è più marcata la presenza dei soggetti più adulti (+4,6 punti percentuali rispetto alle donne), contrariamente a quanto accade per la terza fascia di età (41-55 anni), dove la componente maschile presenta un gap di -4,1 punti percentuali rispetto a quella femminile. In particolare, come mostra la Figura 7, per la classe di età gli avviamenti di iscritti al collocamento mirato vedono una presenza del 42,1% di uomini e del 46,2% di donne. Al contrario, per chi ha 55 o più anni, la percentuale dei maschi si attesta all 8,9% e quella delle donne al 4,3%.17 PROVINCIA DI LIVORNO 17 FIGURA 7 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER CLASSE DI ETÀ E GENERE DEGLI ASSUNTI. VALORI %. ANNI Per quanto riguarda i livelli di scolarità, invece, la successiva Figura 8 mostra come quasi la metà dei soggetti (49,4%) ha portato a termine la scuola dell obbligo, mentre il 35,0% ha conseguito un diploma di scuola superiore e il 7,7% un diploma di qualifica. Decisamente contenuta, invece, la quota di soggetti in possesso di un titolo universitario (vecchio o nuovo ordinamento) con il 3,8% del totale. Incrociando i dati con la variabile di genere, inoltre, si evidenzia che fra le donne è più frequente aver conseguito un diploma di scuola superiore (10,6% rispetto al 5,1% dei maschi) o un diploma di qualifica (38,9% contro il 31,5% dei maschi). Allo stesso tempo i dati mostrano che in riferimento alla scuola dell obbligo, la differenza fra la componente maschile e quella femminile è piuttosto elevata, con un distacco di quasi 11 punti percentuali a favore della prima.18 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO FIGURA 8 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TITOLO DI STUDIO E GENERE DEGLI ASSUNTI. VALORI %. ANNI FIGURA 9 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TIPOLOGIA DI UTENZA E GENERE DEGLI ASSUNTI. VALORI %. ANNI19 PROVINCIA DI LIVORNO 19 In riferimento alla tipologia di utenti, la Figura 9 mostra che l 84% delle assunzioni ha riguardato invalidi civili. Il secondo gruppo più numeroso è costituito dai soggetti appartenenti alle categorie protette con il 9,3%, mentre del tutto residuali sono le assunzioni che si riferiscono a centralinisti non vedenti, invalidi del lavoro e sordomuti. In aggiunta, la distribuzione per tipologia di invalidità non varia eccessivamente a seconda del genere. FIGURA 10 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TIPOLOGIA DI UTENZA E CLASSE DI ETÀ DEGLI ASSUNTI. VALORI %. ANNI Rispetto all età, (Figura 10), la distribuzione per tipologia di utenza che si differenzia in maniera sostanziale da quella complessiva è quella relativa ai più giovani. In questo caso, infatti, il peso degli invalidi civili scende a due terzi (66%), mentre superano la soglia del 10% i sordomuti e soprattutto le categorie protette (14,9%). Anche i centralinisti non vedenti presentano un incidenza maggiore rispetto alle altre classi di età (8,5%).20 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO TABELLA 7 AVVIAMENTI DI DISABILI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER PERCENTUALE DI INVALIDITÀ E TIPOLOGIA DI UTENZA. VALORI %. ANNI Invalido civile Invalido del lavoro Sordomuto Totale DA 46 A 66% 60,0 92,9 0,0 58,7 DA 67 A 79% 27,2 0,0 0,0 25,1 OLTRE IL 79% 12,9 7,1 100,0 14,2 TOTALE 100,0 100,0 100,0 100,0 Dal punto di vista della distribuzione degli avviamenti in rapporto alla percentuale di invalidità, l analisi evidenzia che il 58,7% dei casi si colloca nella fascia fra il 46% e il 66% di invalidità; per circa un quarto la limitazione della capacità lavorativa va da un minimo del 67% ad un massimo del 79%, mentre per il 14,2% essa supera tale soglia. Nel 6,6% dei casi - dove sono compresi tutti i sordomuti - si arriva al 100%. Se consideriamo le tipologie contrattuali, invece, l analisi fa emergere come gli avviamenti attraverso il collocamento mirato avvengano assai frequentemente attraverso un contratto a tempo indeterminato, con circa il 60% dei casi. Il 36,1% delle assunzioni avviene, invece, mediante un contratto a termine. Poco utilizzate, infine, sono le forme dell apprendistato e del contratto di inserimento. Inoltre, oltre il 45% delle assunzioni risulta a tempo parziale, con un valore che scende al 39,8% in riferimento ai contratti a tempo indeterminato. L analisi della contrattualistica utilizzata per le assunzioni non sembra mettere in evidenza particolari connessioni con le caratteristiche socio-anagrafiche dei lavoratori; più che altro, la probabilità di essere assunto a tempo indeterminato sembra essere maggiormente correlata alla tipologia di utenza e alla percentuale di invalidità. Infatti, se si considera la tipologia di utenza (Figura 11), i dati mostrano come tutti i centralinisti non vedenti siano stati avviati al lavoro mediante il tempo indeterminato; allo stesso modo per gli invalidi civili e i sordomuti ci si attesta o si supera addirittura la soglia del 60% di assunzioni mediante questa modalità. D altro canto, esaminando la percentuale di invalidità (Figura 12) si osserva come a fronte di una maggiore riduzione della capacità lavorativa, l incidenza dei contratti standard arriva ad essere del 68,4%, un valore di oltre dieci punti più alto se confrontato con quello rilevato per chi ha una percentuale di invalidità più contenuta.21 PROVINCIA DI LIVORNO 21 FIGURA 11 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TIPO DI CONTRATTO E TIPOLOGIA DI UTENZA. VALORI %. ANNI FIGURA 12 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER TIPO DI CONTRATTO E PERCENTUALE DI INVALIDITÀ. VALORI %. ANNI22 IL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO Focalizzando l attenzione sui settori di appartenenza delle imprese che hanno avviato persone iscritte al collocamento mirato, la Figura 13 mostra che il 45,8% degli interessati è stato assunto da realtà imprenditoriali operanti nel comparto dei servizi privati, cui seguono coloro che sono stati inseriti in contesti industriali, con un 24,2%. Più che apprezzabile anche la quota che si rileva tanto per il commercio (15,1%), quanto per la Pubblica Amministrazione (14,7%). Dal punto di vista della ripartizione per genere, nel settore dei servizi, della Pubblica Amministrazione e del commercio, sono presenti in proporzioni maggiori le donne, contrariamente a quanto accade per l industria. A ben vedere si tratta di una dinamica del tutto equivalente a quella che si deduce considerando la popolazione occupata in generale. FIGURA 13 AVVIAMENTI DI ISCRITTI AL COLLOCAMENTO MIRATO IN PROVINCIA DI LIVORNO, PER SETTORE ECONOMICO DELL IMPRESA E GENERE. VALORI %. ANNI Infine, rapportando i dati sia al settore economico che alla percentuale di invalidità (Figura 14), si vede come i servizi rappresentino il settore di maggiore Vedere altro
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