Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26444-del-20-12-2016
Timestamp: 2020-08-15 10:54:36+00:00
Document Index: 149080801

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 344', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 37']

Sentenza Cassazione Civile n. 26444 del 20/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26444 del 20/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 20/12/2016, (ud. 11/11/2016, dep.20/12/2016), n. 26444
Palermo con ordinanza n. R.G. 1359/2016 del 24/06/2016, depositata
il 29/06/2016 nel procedimento pendente tra:
sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. FUZIO
RICCARDO che chiede che la Corte Suprema di Cassazione accolga il
Il Tribunale di Marsala con provvedimento del 20/5/2016 ha ritenuto di non essere competente in ordine alla nomina del tutore del minore straniero D.S. sbarcato irregolarmente in Italia senza familiari, ritenendo la competenza del Tribunale per i minorenni.
La declinatoria della competenza del Tribunale di Marsala si pone in contrasto con il D.Lgs. n. 142 del 2015 il cui art. 19, comma 5 prevede espressamente che l’autorità di Pubblica Sicurezza, in ordine ai minori stranieri non accompagnati, dia immediata comunicazione al giudice tutelare per l’apertura della tutela mentre la comunicazione alla Procura presso il Tribunale per i minorenni abbia la finalità di ratificare le misure di accoglienza.
Il D.Lgs. n. 142 del 2015 contiene il recepimento della Direttiva 2013/33/UE (recante norme sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale) e 2013/33/UE (recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale). Gli artt. 18 (disposizioni sui minori) e 19 (accoglienza dei minori non accompagnati) si collocano all’interno del Capo 1^ riguardante il recepimento della Direttiva sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale prendendo in esame una categoria peculiare di cittadini stranieri: i minori (art. 18) ed i minori non accompagnati, ovvero secondo la definizione contenuta nell’art. 2, lett. e) del medesimo decreto legislativo: “lo straniero di età inferiore agli anni diciotto, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di assistenza e rappresentanza legale”.
Per tale tipologia di minori, privi di riferimenti con familiari adulti, l’art. 19 indica le modalità di assistenza ed accoglienza immediata (comma 1) e quelle più stabili e durature prescrivendo al comma 5 che, stabilito il luogo di accoglienza, l’autorità di pubblica sicurezza dia immediata comunicazione della presenza del minore al giudice tutelare per l’apertura della tutela, in modo che il minore possa richiedere, dopo essere stato adeguatamente informato sui propri diritti con le modalità indicate nell’art. 18, lo status di protezione internazionale o il rilascio di un permesso di soggiorno, avendo immediata necessità di una rappresentanza legale e, laddove sia necessario ex lege, nel corso della tutela, dell’autorizzazione o comunque dell’intervento del giudice tutelare istituzionalmente preposto ex art. 344 c.c. alla nomina, verifica e controllo dell’esercizio in concreto delle tutele.
Gli indici normativi astrattamente desumibili dalla L. n. 184 del 1983, art. 33, commi 4 e 5 non sono rilevanti perchè costituiscono un’eccezione, giustificata dalla peculiarità delle condizioni oggettive (eventi bellici, calamità naturali etc.), alle rigorose regole e procedure fissate per l’ingresso legale dei minori nel nostro paese, al fine di non procedere ad adozioni internazionali illegali. Si tratta di norme che regolano fenomeni nettamente diversi da quelli riguardanti le esigenze e le misure di prima accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che sbarcano in Italia, in fuga dal paese d’origine, per ragioni da sottoporre al vaglio dell’autorità amministrativa e giudiziaria italiana, al fine di conservare il diritto a rimanere nel nostro paese.
La disciplina dell’art. 33 novellato dalla L. n. 476 del 1998 indica le ipotesi tassative di deroga alle rigide regole d’ingresso di singoli minori, non appartenenti alla categoria disegnata dalla definizione del D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 2, lett. E) esclusivamente all’interno del sistema di protezione della dignità del minore straniero in vista di un’adozione da parte di cittadini italiani.
Tale conclusione è confermata dalla collocazione delle norme sopra citate all’interno del Titolo 3 della L. n. 184 del 1983 riguardante l’adozione internazionale e del Capo 1 riguardante specificamente l’adozione di minori stranieri.
Infine la norma di chiusura, fissata nell’art. 37bis, chiarisce definitivamente che al minore che versi in situazione di “abbandono” (secondo la qualificazione tecnico giuridica che la definizione assume nel contesto della disciplina normativa della L. n. 184 del 1983), si applica la legge italiana in materia di adozione, di affidamento e di provvedimenti necessari in caso di urgenza.