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Timestamp: 2018-01-20 13:23:54+00:00
Document Index: 163160960

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 51', 'art. 158', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 158', 'art. 27', 'art. 158']

Opposizione a sanzione amministrativa: l’esposizione del contrassegno invalidi costituisce una scriminante.
Milizia Giulia, 28 aprile 2011
La sentenza emessa dal GDP di Palermo sez. VIII civile lo scorso 22/02/11 costituisce un unicum, poiché, per la prima volta, riconosce che l’esposizione del “contrassegno invalidi” costituisce una scriminante assimilabile all’esercizio di diritto ex art. 51 cp.
Un disabile parcheggiava la sua vettura, esponendo il dovuto tagliando, in sosta vietata, rectius con le ruote sul marciapiede e gli era inflitta la sanzione prevista dall’art. 158 C.S.
Questi impugnava il verbale di accertamento invocando la suddetta scriminante.
Il GDP, riprendendo un nuovo orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr.Cass. Civ. 1272/2008, 17689/2007 e 21918/2006) ha equiparato l’esposizione del citato permesso all’esercizio di un diritto. Infatti come più volte espresso dalla nostra Costituzione e dal Trattato di Nizza, che riprende, aggiornandola, la dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo, ora parte integrante del Trattato di Lisbona, tale contrassegno è espressione di un diritto universale.
Indica non solo un principio solidaristico sotteso all’art. 32 Cost., relativo alla tutela della salute, ma è anche l’estrinsecazione del diritto alla libera circolazione (art. 16 Cost) ed alla vita di relazione. Si potrebbe osservare, oltre a quanto già eccepito dal giudice, che il suddetto permesso è volto ad eliminare quelle discriminazioni e limitazioni osteggiate dagli artt. 2 e 3 Cost. ed è in linea con la normativa europea volta a tutelare i soggetti deboli, come i disabili ed avente il fine di abbattere tutte le barriere fisiche e “virtuali” che impediscono l’effettiva uguaglianza, formale e sostanziale, dei cittadini.
Questi diritti sono anche le rationes ispiratrici della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre l’art. 4 L. 689/81 sancisce che “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’esercizio di una facoltà legittima”.
Per quanto sinora esplicato è pacifico che questa disposizione è ispirata dall’ordinamento penale ed è assimilabile “all’esercizio di una facoltà legittima”. Ergo l’opponente parcheggiando in sosta vietata ha esercitato tale potere, facendo valere i suoi interessi costituzionalmente riconosciuti e garantiti e, non essendoci nessuna norma contraria al loro esercizio né elementi per ascrivergli una qualsiasi responsabilità, la sua condotta è scriminata e la multa dovrà essere annullata.
Si rinvia al testo della sentenza per ogni ulteriore approfondimento.
Nella causa iscritta al n. …… R.G., e promossa da B. R., personalmente, residente in via …… opponente
La Suprema Corte, nell’ambito di similare fattispecie, ha al riguardo affermato che “ anche coloro che utilizzano gli autoveicoli per il trasporto delle persone invalide, in possesso dello specifico contrassegno, devono rispettare i divieti imposti dall’art. 158 d. lgs….per la presunzione accordata dal legislatore di intralcio e pericolo per la circolazione nel caso delle specifiche violazioni; peraltro il combinato disposto degli artt. 3, 4, 5 e 6 del d.P.R. n. 384 del 1978, concernente il regolamento di esecuzione dell’art. 27 della legge 118 del 1971, riguardante l’abolizione delle barriere architettoniche e delle situazioni emarginanti al fine di facilitare la vita di relazione alle persone con problemi di movimento, prevede espressamente che per i veicoli al servizio di persone invalide devono essere accordate tutte le facilitazioni nello spostarsi e nel sostare nei centri abitati, a condizione che detti veicoli non costituiscano grave intralcio al traffico ed effettive situazioni di pericolosità che sono, tra l’altro, tutti quei comportamenti tenuti in violazione dei commi 1, 2 e 3 dell’art. 158 citato, il che é indicato anche nello specifico avviso riportato nella parte posteriore degli stessi permessi per disabili “ ( cosi’, Cass. Civ. 1272/2008 ; conf. da Cass. Civ. 17689/2007 e 21918/2006 ).