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30giorni numero di Luglio 2015	Popular Pages
ORGANO UFFICIALE DI INFORMAZIONE VETERINARIA di FNOVI ed ENPAV Anno VIII - N. 7 - Luglio 2015 IL MENSILE DEL MEDICO VETERINARIO
Il Consiglio di Stato la pensa come noi
ECM PRESSO PRIVATI
FAD PER CHIEDERE DI RIPARTIRE
FINANZIAMENTI PER NUOVE CONSULENZE
IL MODELLO DI GESTIONE DEL PATRIMONIO
p. 3	Sommario 9
5 Rimborsi in perdita di Gaetano Penocchio
19 Consiglio di Stato e spending review di Sabrina Vivian 21 Action plan a cura della Direzione Studi 22 Al via il concorso per l’assegnazione di 90 borse di studio di Mariagrazia Di Maio 23 Il modello di gestione del patrimonio di Gianni Mancuso
34 Sibau: quando la politica chiacchiera di farmaco di Eva Rigonat
36 Partenza difficile per le Società tra Professionisti: un flop o una opportunità? di Maria Giovanna Trombetta 38 La sanzione amministrativa e l’adozione del modello penalistico di Daria Scarciglia
6 La Fnovi fa Stato a cura della Federazione 7 Wishful thinking di Eva Rigonat 9 La deontologia ci ha portato a Palermo a cura della Federazione 12 Finalmente possibile la formazione presso privati a cura della Federazione 14 Fondagri: uno strumento formidabile di Stefano Scalini 16 Conoscenza e opportunità a cura della Federazione 18 Il patentino in Fad 18 Fnovi a Expo
27 Svetpet: un esempio di One Health nella Regione Veneto di Roberto Busetto, Marco Martini, Carlo Guglielmini, Michele Drigo, Maristella Agosti, Massimo Fenati 28 Inquinanti ambientali e tumori di F. Roperto, C. Mucciolo
31 In Envi si dice no al farmaco ad uso umano a cura del Gruppo Farmaco Fnovi
46 L’Unione europea aderisce alla Cites a cura di Flavia Attili
p. 5	peranza non fa rima con Politica. Nemmeno quando ad ispirarla è una sentenza di alto grado come quella della Cassazione che ha suscitato attese in tutti i sindacati dei dipendenti pubblici, benché pronunciata in ambito esclusivamente forense. La Corte ha infatti sancito che “il pagamento della tassa di iscrizione all’elenco speciale dell’Ordine degli avvocati per l’esercizio della professione forense nell’interesse esclusivo dell’ente datore di lavoro, rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività”. Ha quindi aggiunto che tali costi “devono gravare sull’ente stesso e se tale pagamento viene anticipato dal dipendente deve essere rimborsato dal me-
RIMBORSI IN PERDITA
per ragioni non sempre apprezzabili) della sua rappresentanza di interessi e valori di più o meno grandi collettività. E allora va bene riaffermare il proprio ruolo, ma anche per non dare fiato ai detrattori, ci si dovrebbe domandare se in un Paese come il nostro sia credibile, lungimirante e popolare pensare di porre in capo ai cittadini la quota di iscrizione all’ordine senza valutarne le conseguenze. L’ipotesi di addebitare i costi di iscrizione agli ordini e collegi di tutti i sanitari, a un Paese in crisi (e di malumore), in preda a (forsennati) tagli della spesa pubblica, non rischia di essere soltanto l’anticamera della fine del sistema professionale? Questo sistema, an-
desimo Ente”. La sentenza ha suscitato clamore, tanto che tutte le compagini sindacali, si sono immediatamente attivate, nonostante fosse chiaro che l’estensione ultra partes del giudicato non fosse proponibile: la sentenza genera effetti esclusivamente tra le parti del giudizio. Per tacere del fatto che, a differenza dei sanitari del Ssn, per gli avvocati esiste una assoluta incompatibilità tra pubblico impiego part time ed esercizio della professione forense. Ciononostante, i sindacati hanno inoltrato agli iscritti la modulistica per chiedere il rimborso delle quote di iscrizione agli Ordini degli ultimi dieci anni. Ma la scelta dei sindacati, per una volta concordi, non sorprende. È pur vero che il mondo sindacale sconta da anni una crisi e una delegittimazione diffusa (non per colpe proprie e
corché poco noto agli stessi iscritti, regola le professioni intellettuali, per l'esercizio delle quali, nel pubblico e nel privato, è necessaria l'iscrizione in appositi Albi o elenchi. E questo sistema, nel definire i requisiti culturali e legali per l’esercizio di una professione “protetta”, ne delimita le aree riservate e ne connota gli “atti tipici” ed esclusivi. Davvero non si è pensato che scardinando il sistema delle professioni si aprirà “a chi ha conoscenza ed abilità per esercitarle”, cioè a chiunque avrà fantasia per immaginare nuovi profili (a partire dagli Asu)? Siamo sicuri di guadagnarci? Abbiamo fatto bene i conti? Non stiamo parlando di un rimborso spese, ma di una professione. Della nostra professione. Ci sono attese che non si elevano al grado della Speranza e men che meno a quello della Politica. ■
SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO N. 2944/15: LE REGIONI NON POSSONO INTERVENIRE IN MATERIA DI COMPETENZE PROFESSIONALI DEGLI ISCRITTI AGLI ALBI
LA FNOVI FA STATO
La Regione non può con proprie valutazioni di merito, volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale.
di medici veterinari che hanno particolari competenze o abilità. Il Tar Bologna accoglieva il ricorso degli Albi professionali e, con sentenza n. 3474/2008 annullava in parte de qua la delibera regionale, annullando tutte le misure discriminatorie in danno dei liberi professionisti. Contro la decisione del Tar la Regione Emilia-Romagna presentava appello al Consiglio di Stato, che si pronunciava il 4 giugno 2015, con deposito il 15 seguente, con la sentenza n. 2944, respingendo il ricorso della Regione e confermando la precedente sentenza del Tar Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali. La sentenza del Consiglio di Stato n. 2944/2015 rappresenta una vera e propria pietra miliare per controversie di questo tipo, non solo perché pronunciata dal massimo organo della giustizia amministrativa ma perché essa reca principi di valore generale. Nell’esaminare la controversia, ed in particolare l’imposizione regionale ai liberi professionisti di dimostrare periodi di esperienza e di formazione, così si esprime il Consiglio di Stato: “Si configura quindi discriminatoria, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni da rendere, l’imposizione anche al professionista abilitato del biennio di esperienza professionale, unitamente ad un ulteriore percorso formativo, al pari di chi non versa in situazione differenziata perché in possesso del solo titolo di studio per svolgere l’attività di consulenza”. *** Sempre in relazione al confronto con cittadini abilitati ad erogare consulenze aziendali: “...va osservato che proprio l’istituzione degli albi professionali è finalizzata a garantire il grado di professionalità e di corredo di cognizioni per l’espletamento di prestazioni e di servizi nelle materie di competenza. L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti viene, quindi, a sovrapporsi e sostituirsi - con scelta a livello di provvedimento amministrativo - al valore abilitante dell’iscrizione. *** Tantomeno la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”. Questa sentenza sarà dunque utilissima nell’orientare le Regioni nella definizione delle regole sulla nuova Consulenza aziendale del Psr 2014-2020 ed assicurerà maggiore operatività a Fondagri, la quale si avvale esclusivamente di liberi professionisti. ■
n data 15 giugno 2015 il Consiglio di Stato ha depositato la sentenza n. 2944/ 2015, pronunciata a se-
guito di un ricorso promosso congiuntamente dalla Fnovi e dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, nonché da tutti i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari dell’Emilia-Romagna, contro la Regione Emilia-Romagna. La vicenda riguarda l’applicazione della Misura 114 “Consulenza Aziendale” del Psr 2007-2013 in Emilia-Romagna, dove la Regione, nel 2009, aveva approvato una delibera con la quale si obbligavano i liberi professionisti - per poter operare nell’ambito della Consulenza Aziendale - a dimostrare requisiti ulteriori all’iscrizione nell’Albo professionale (pregressa esperienza nel settore, aggiornamento specifico, ecc.), al pari dei soggetti non iscritti negli Albi, con una evidente discriminazione in danno dei liberi professionisti, considerati alla stregua di quisque de popolo, come se l’avere svolto un tirocinio professionale e superato un esame di Stato abilitante alla professione non avesse valore alcuno. Questa la ratio che nulla ha a che vedere con le speculazioni di chi assimila questa vittoria (perché di vittoria si tratta) della Fnovi con l’allestimento di elenchi
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UNA STORICA SENTENZA A FAVORE DEGLI ORDINI E DELLA LIBERA PROFESSIONE. C’È CHI RIESCE A CRITICARE
l 15 giugno il Consiglio di Stato emanava una sentenza storica, la 2944, a favore della sovranità del sistema ordinistico rispetto al potere legiferante delle Regioni. La
“Wishful thinking: voler credere alla conclusione di un argomento porta la Logica in secondo piano ed è la psicologia del desiderio ad avere la meglio”. Francesco Rende1
sentenza sancisce, senza possibilità interpretative, come le Regioni non possano intervenire, legiferando, in materia di competenze professionali degli iscritti agli albi.
IL CASO DELL’EMILIA ROMAGNA E NON SOLO
Nella fattispecie la Regione Emilia Romagna, il 5 novembre 2007 con deliberazione n° 1652, limitava l’accesso al sistema di consulenza aziendale, di cui alla normativa europea, in tema di piani di sviluppo rurale (Psr) e sul sistema di consulenza aziendale per le aziende agricole che ne avessero diritto ai sensi Psr 2007-2013. La limitazione era riferita all’accesso ai soli veterinari con requisiti particolari ed ulteriori oltre a quello dell’iscrizione all’Albo professionale attestante, già di per sé, l’avvenuto svolgimento di un tirocinio professionale e il superamento di un esame di Stato abilitante alla professione. L’Emilia Romagna non è sola in questo percorso di confusione tra sovranità regionale e legalità degli atti deliberanti in contraddizione con normative esistenti e di grado superiore. Il problema per la nostra professione è talmente evidente e destrutturante da aver portato la Federazione a più di un intervento in cui affermare la necessità di revisione del Titolo V della Costituzione in materia di Sanità. I Psr sono stati un esempio eclatante della ignoranza giuridica di molte Regioni italiane che ebbero la pretesa di dettare regole loro proprie, anche
irragionevoli in argomento, e che hanno costantemente visto l’impegno della Federazione a favore non solo dei professionisti ma anche della tutela degli interessi degli assistiti nel poter scegliere tra una più vasta gamma di medici veterinari presenti sul territorio.
WISHFUL THINKING SU WEB
La disamina che segue vuole solo essere uno strumento di analisi per tutti i veterinari, e non solo, di metodologia dell’azione politica di chi sostiene di rappresentare, in un qualche modo e in una sua qualche parte, la professione. Si è letto sul web che • il Consiglio di Stato si è pronunciato contro i “corsifici” per veterinari e si cita l’esempio del Veterinario aziendale • si coglie l’opportunità di contestare l’allestimento di “elenchi”, ritenuti restrittivi della libertà di esercizio professionale • si avanzano perplessità in riferi-
La pronuncia del Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Regione Emilia Romagna, confermando la precedente sentenza del Tar Bologna, favorevole alle tesi sostenute dagli Albi professionali ricorrenti2 nella prima fase del giudizio.
mento alla spesa sostenuta dalla Fnovi. Evidente l’errore di quello che, nello studio della Logica3 come strumento di analisi delle argomentazioni, viene definito come Wishful thinking. Si tratta di un errore argomentativo, o fallacia, che mina l’affidabilità, l’efficacia di azione e la credibilità politica degli estensori oltre a porre più di un qualche dubbio di rappresentatività. Il parere viene descritto come un déjà vu, con una sentenza che rende giustizia di un diritto più e più volte leso in varie parti d’Italia. Quanto rinvenuto su web fa dire alla sentenza ciò che non solo non ha mai detto, ma che non ha nemmeno affrontato, ossia che la Federazione ha torto ogni qualvolta, per le più svariate ragioni, promuove corsi a favore della professione. Al Wishful thinking appena citato, si aggiunge una totale incapacità di centrare il bersaglio dell’importanza della sentenza e degli usi da farne. Clamorosamente fuori tema rispetto alla sentenza e alla sua portata in tema di legalità, titolo V della Costituzione e difficoltà della professione, la confusione tra corsi, elenchi e qualificazioni di cui si fa un mucchio unico, incapace di coglierne la valenza quale opportunità per la libera professione, impegnato com’è nell’azione di Wishful thinking finalizzata solo ed esclusivamente a dimostrare che il nemico numero uno del veterinario sarebbe questa Federazione. Gli elenchi promossi da Fnovi non sono restrittivi di nessun esercizio della professione. Qualunque medico veterinario può esercitare in qualunque settore ritenga di essere competente assumendosene la responsabilità. Gli elenchi rappresentano un servizio di indirizzo alla clientela e chiunque ritenga di avere le caratteristiche richieste vi si può iscrivere. Per quanto attiene il Veterinario aziendale, l’ennesimo Wishful thinking fa dire alla Consulta che il principio espresso nella sentenza sia valido anche per una casistica completamente diversa e di cui evidentemente non si è capito l’essenza. A tal proposito non si è colto che il Consiglio di Stato stesso ammette che possano esistere casistiche diverse da esaminare quando cita, ad. es, la regolamentazione per alcune fattispecie, della Regione Toscana. Nell’ipotesi del decreto del Veterinario aziendale, lo Stato, per funzioni inerenti l’interfaccia per un servizio pubblico e non per un servizio al privato (difficile capire che non si capisca la differenza…), esattamente come chiede, per accedere al Ssn, la specializzazione, qui chiede la certezza di competenze aggiuntive acquisite. Utile conoscere che i corsi proposti sono stati gratuiti e che per accedere alla qualifica di Veterinario aziendale nessuna preclusione viene proposta nella bozza, dato che chi non avesse frequentato il corso lo dovrà semplicemente frequentare. Lo studio della Logica insegna come il Wishful thinking appartenga alle Fallacie, ossia argomentazioni invalide. Sostenere che la Fnovi nell’utilizzare i soldi degli iscritti per difenderli commetta un atto talmente vergognoso da doverne rendere conto sembrerebbe rasentare la disonestà intellettuale e la codardia nel dire, non dicendo, l’unica deduzione logica di un siffatto ragionamento, ossia che la Fnovi non dovrebbe ricevere soldi in modo da non poterli spendere nemmeno in difesa dei colleghi, e dunque non dovrebbe esistere, assieme a tutto il sistema ordinistico. Evidente che solo così si possa leggere il serpeggiare dell’insinuazione che questi soldi, spesi a difesa della professione e che dunque alla professione ritornano, possano essere stati spesi così male da doverne chiedere conto. Viene allora da chiedersi se chi ha scritto e pensato quel testo sia consapevole del fatto che con la caduta del sistema ordinistico cadrebbe anche la riserva di attività per la professione veterinaria, assieme alla possibilità di difenderla da invasioni e/o abusi di professione come è impegnata a fare ogni giorno la Federazione senza avere questi signori del Wishful thinking a suo fianco a sostenerne l’impegno.
Laureato in Filosofia ed in Psicologia e dottore di ricerca in Bioetica, consulente e perito grafologo per il Tribunale Civile di Roma, autore di diversi libri e pubblicazioni in tema di Logica inerente la Filosofia. 2 Assieme a Fnovi ricorrevano il Collegio Nazionale degli Agrotecnici laureati e gli Ordini dei medici veterinari e degli agrotecnici dell’Emilia Romagna 3 Logica: branca della Filosofia che studia i procedimenti formali del ragionamento e che si occupa di distinguere le argomentazioni corrette da quelle scorrette. Aut. Francesco Rende. ■
“MANGIA LEGALMENTE SANO”. LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E LA SICUREZZA ALIMENTARE
La deontologia ci ha portato a Palermo
Il progetto Fnovi contro la corruzione è un progetto di speranza per il ruolo etico degli ordini in una società che non deve aspettare le sentenze per fare giustizia ma deve dotarsi di reali strumenti di prevenzione.
loro convinta adesione. Questo il ruolo e l’impegno al quale gli Ordini non intendono sottrarsi, nonostante il frequente oblio dello Stato che, nell’istituire più o meno fumosi comitati o gruppi di studio in tema di sicurezza alimentare piuttosto che nell’esternarsi a livello mediatico in tema di Sicurezza alimentare, spesso si dimentica dei Medici veterinari che tutti i giorni scrivono la storia silenziosa di un modello di tutele che, al di là degli episodi, il mondo ci invidia. Il tema dell’etica viene fortemente ripreso anche dall’intervento del Consigliere Fnovi, Antonio Limone che sostiene come l’abbandono della propria etica per una professione, rappresenti la perdita della propria ragione di essere. Nell’esortare al recupero del senso di una professione che non si defila ricominciando dai valori e dal senso dell’impegno, ribadisce come fosse un dovere per Fnovi venire a Palermo. Del ruolo degli Ordini parla anche Massimo Brunetti di Illuminiamolasalute quando, nel richiamare alla necessità di imparare dagli errori, evidenzia quello della mancanza di conoscenza, da parte di chi si occupa di anticorruzione, della complessità e della diversificazione della professione veterinaria. Gli Ordini sono gli interlocutori designati per l’acquisizione di saperi in tema di professione anche al fine di elaborare una analisi del rischio. È necessario sviluppare la capacità di ascolto e supportare chi, per questo, si rivolge agli Ordini oltre a ri-
uesto il tema conduttore della relazione di apertura al convegno “Mangia legalmente sano”, del Presidente Gaetano Penocchio.
L’evento, voluto dalla Federazione e inerente la legalità nella professione veterinaria, ha visto la scelta della città di Palermo come tappa programmatica dell’adesione al progetto Illuminiamolasalute, per parlare innanzitutto ad una cittadinanza raggiunta da informazioni preoccupanti riguardanti il tema della sicurezza alimentare e spiegare il ruolo del medico veterinario e del sistema ordinistico. “Siamo medici. Operiamo per la salute.” Per questa ragione siamo posti, con il nostro comportamento, regolato da un codice deontologico tra i più “avanzati” del mondo, al servizio del cittadino. “Non siamo una casta. Non siamo un sindacato”. Ai cittadini pre-
senti è stato spiegato come l’essere Enti pubblici, non economici, sussidiari dello Stato determini e debba determinare l’agire degli Ordini al fine di prevenire e contrastare qualunque comportamento dei medici veterinari e qualunque minaccia al loro agire che sia di impedimento allo svolgimento di una funzione a tutela del cittadino. I grandi temi del rispetto della legalità, dell’ascolto, del bisogno di definire una Carta etica in tema di corruzione, sono stati illustrati ad un’aula gremita e attenta quali bisogni e percorsi di una professione vocata al rispetto e alla tutela di tutta la società. Vocazione che deve crescere in consapevolezza fin dal percorso formativo universitario. Convinzione questa che ha portato in collaborazione con Illuminiamolasalute, ad ideare un progetto di formazione tra pari nei 13 corsi di laurea in medicina veterinaria che, presentato all’attenzione della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti universitari, ha visto la
forzata, terreno fertile per le mafie, la corruzione, l’incentivo accattivante e perverso del malaffare. La consapevolezza del ruolo della professione in tema di tutele pubbliche in loro è alta così come la consapevolezza del fenomeno corruttivo mafioso e del bisogno di rivalorizzazione del veterinario presso le istituzioni oltre a quello di modernizzazione di queste.
cominciare a parlare di Etica e di valori. La legge sulla prevenzione non deve diventare un fenomeno di sola carta.
IL PROFESSIONISTA ONESTO NON DEVE ESSERE UN EROE
Forte il richiamo del Magnifico rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, verso lo Stato affinché il veterinario non sia lasciato solo, nel silenzio e nell’assenza delle istituzioni ad operare in situazioni di difficoltà e di rischio. Le eccellenze alimentari italiane, conosciute ed ambite in tutto il mondo e che contano infinite imitazioni, vedono nella figura del veterinario il garante di quelle produzioni così come il mondo universitario è garanzia di ottima formazione. Mondo universitario la cui disponibilità, per forte senso di appartenenza, non si è fatta aspettare ed è stata richiamata anche da Attilio Corradi nel suo ruolo di Presidente della Conferenza dei direttori dei dipartimenti univesitari.
debba diventare un NOI, un noi accolto nella condivisione prima, e nell’accompagnamento, poi. Il racconto deve diventare memoria e la memoria impegno. Le strade di Libera si sono incrociate con quelle di Fnovi nel difendere un cibo buono, sano e giusto, slogan per i cibi che Libera produce nelle terre confiscate alla mafia. Ma si sono incrociate doppiamente nell’aderire all’appello di Papa Francesco sul coraggio della denuncia che deve essere accompagnata verso il contrasto. Anche per Libera è tempo per lo Stato di essere presente. “Le Eccellenze sono un segno importante ma c’è bisogno della politica che tolga il faro dall’Emergenza”.
NON SI DEVONO ASPETTARE LE SENTENZE PER FARE GIUSTIZIA
L’incisiva relazione del Procuratore della repubblica Aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, mette in evidenza il dramma di una società che ripone le sue speranze di giustizia nelle sentenze dei tribunali. Non c’è sentenza di tribunale che possa “riparare in proporzione” restituendo serenità e fiducia alla Società rispetto al danno fatto di credibilità e possibile pericolo dovuto a reati gravi. La sproporzione tra reati gravi e possibili azioni della magistratura deve essere colmata in altre azioni. La Legge 69 viene presentata come strumento anticorruttivo mentre agisce quando si è già nel meccanismo corruttivo. Oggi la società non riconosce nei suoi meccanismi la responsabilità morale e civile consentendo a chi è marcato come corrotto o corruttore, di poter ritornare dopo anni a corrompere o farsi corrompere e non interviene in prevenzione, prima che si arrivi nelle aule di tribunale, nemmeno su reati la cui azione contestata, seppur grave, sia semplice e dunque prevedibile. Non è compito della Magistratura agire in prevenzione, ma della Società. La prevenzione e il recupero del piano etico morale saranno sempre difficili finché la corruzione sarà, come è, vantaggiosa. Tra gli strumenti per rendere svantaggiosa la corruzione c’è quello di non consentire a chi si è macchiato di questa colpa di poter avere di nuovo contatti con la Pubblica Amministrazione. Un altro sarebbe l’accelerazione della notizia di reato e un altro ancora l’aver più co-
NOI RESTIAMO IN GUARDIA
Questo lo slogan del manifesto dei giovani veterinari di Fnovi Young nel decalogo del loro impegno contro la corruzione che raccoglie tutte le sfide di legalità, trasparenza e giustizia da portare all’attenzione del pubblico presente. Nicola Barbera parla ai presenti di un mondo di giovani veterinari impegnati e attenti che vogliono il cambiamento e ne vogliono essere promotori. “Vogliamo che sulla nostra professione e su tutti i settori che ad essa sono collegati non si allunghi l’ombra della corruzione, della criminalità, del malaffare.” I giovani rivendicano lo spazio per la meritocrazia, genitrice di creatività ed eccellenze per una professione che si deve confrontare con il mondo. Il rifiutare la meritocrazia è fonte di disillusione e conseguente disoccupazione
CIBO BUONO, SANO E GIUSTO. ABBIAMO DETTO SÌ!
È Umberto Di Maggio, Libera Sicilia, a raccontare alla platea, l’entusiasmo per una richiesta di coinvolgimento nell’iniziativa del convegno a Palermo da parte della Fnovi. “Non potevamo dire no, e sarebbe stato irresponsabile esitare”. La chiarezza espositiva di Umberto Di Maggio illustra come ogni ascolto delle vittime della corruzione
raggio nel riconoscere la premialità di chi collabora con la magistratura fino a concedere l’immunità. In molti paesi è stata adottata anche la figura degli agenti investigatori corruttori per testare la resistenza del funzionario pubblico. Fondamentale anche che, per questi reati, siano completamente rivisti i meccanismi dei periodi di prescrizione che oggi non sono certamente a vantaggio della Giustizia. Ancora: le interdittive antimafia vanno usate, ma lo stesso marchio deve colpire corruttori e corrotti.
IL PROGETTO FNOVI È UN PROGETTO DI SPERANZA
L’intervento conclusivo della Senatrice Nerina Dirindin, promotrice del progetto Illuminiamolasalute e componente della Commissione antimafia del Parlamento, esordisce con un ringraziamento, non di circostanza, ma fortemente motivato per l’iniziativa della Federazione. “Il progetto Fnovi è un progetto di speranza nel suo richiamo al ruolo etico degli Ordini quali primi attori di tutela della legalità. Abbiamo accettato per troppo tempo l’imbarbarimento della nostra cultura. È tempo di ritornare ad un recupero dei nostri valori e ad illuminare la salute”. Grande rilevanza viene data dalla Senatrice alla collaborazione avviata con l’università per un argomento che dovrebbe appartenere al percorso di studi e che invece è poco affrontato dalle Università, anche di economia, e dai bandi europei. Nel sottolineare la qualità della nostra formazione universitaria che non teme il paragone con altri Stati, viene ribadita la necessità di questa qualità e della sua aderenza alla realtà per un ruolo del medico veterinario che è bene rimanga alla sanità fugando qualsiasi dubbio alle ipotesi che vorrebbero la medicina veterinaria in ambito economico industriale, commerciale o agrario. Per queste ragioni e per l’importanza delle tutele poste, l’impegno politico dell’Italia verso l’Europa è incessante nel richiamare il bisogno di
definirle quali tutele “alle persone” e non “al consumatore”, inserendole, anche nelle definizioni, nella sfera del diritto ad una vita sana e di qualità. La Mafia è un nemico molto capace e raffinato e per combatterlo la nostra Pubblica amministrazione deve aggiornarsi imparando a riconoscerlo e a prevenirlo. Per fare questo la PA deve avere un’alta consapevolezza della delicatezza del proprio ruolo e della sua esposizione alla corruzione. Deve prendere atto delle proprie debolezze e imparare dagli errori in un rapporto costante con la magistratura. La prevenzione della corruzione in sanità pubblica si fa con la buona amministrazione. “Fare bene il proprio lavoro è la prima regola nella lotta contro le mafie che non può pensare di av-
valersi solo dello strumento della repressione”. La particolarità del ruolo veterinario è evidenziata da casi emblematici che sottolineano tuttavia come il fenomeno che riguarda questa professione sia ancora poco conosciuto. Per inquadrare e studiare il problema sarà sicuramente necessario tener conto del rischio di intimidazione a cui è sottoposta una professione che lavora in solitudine e a contatto con il privato e con i suoi interessi immediati. È necessario fare. Fare buone leggi, buona politica, buona amministrazione. E “fare rete”. In merito, la Commissione sanità del Senato ha approvato, votandolo all’unanimità, uno specifico progetto in tema di legalità nel settore sanitario. ■
IL MESSAGGIO DI ROSY BINDI
i voglio congratulare per l’iniziativa promossa dalla Federazione nazionale degli ordini veterinari italiani e dall’Ordine dei veterinari di Palermo che con questo convegno offrono un’ulteriore, forte risposta al bisogno di legalità e di trasparenza in un settore fondamentale per il benessere dei cittadini. Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per questa importante occasione di riflessione e confronto che va ben al di là delle vicende locali e testimonia la consapevolezza di quanto siano estesi i fenomeni di corruzione e inquinamento mafioso nel mondo della zootecnia e nella filiera agroalimentare, documentati dalle indagini della magistratura e da autorevoli studi indipendenti. Non a caso, la Direzione nazionale Antimafia ha istituito uno specifico ambito di lavoro su questo delicato versante. È un giro di affari illeciti rilevante, che può contare sulla complicità di funzionari, amministratori pubblici e professionisti e in cui si dispiega la straordinaria capacità delle mafie di adeguare il proprio modo di agire ai nuovi contesti socio economici, affiancando alle tradizionali forme di intimidazione violenta più sfuggenti relazioni di convenienza reciproca. Soprattutto nel Mezzogiorno, più esposto al ricatto dei poteri mafiosi, il peso di questa diffusa illegalità costituisce un freno alla buona crescita senza contare le pesanti ricadute per la salute pubblica. Ma soprattutto rappresenta un gravissimo vulnus alla convivenza civile e alla credibilità delle istituzioni. Da tempo la Commissione parlamentare Antimafia sottolinea l’urgenza di un’azione più incisiva e coraggiosa da parte degli ordini professionali nel contrastare l’opacità di comportamenti e prassi che, anche quando non si configurano come veri e propri reati, finiscono, anche inconsapevolmente, per favorire l’illegalità. Nel vostro settore queste distorsioni sono, forse, ancora più pericolose che in altri, perché i mancati controlli ed il prosperare di ditte vicine alle mafie colpiscono direttamente la salute di tutti i cittadini. Conosco la professionalità e la qualità del lavoro che tutti i medici veterinari italiani svolgono dentro e fuori dal Ssn, rappresentando un importante pilastro della prevenzione e della tutela della salute pubblica. Questo ruolo può e deve essere rilanciato anche con un impegno comune, in primo luogo etico e culturale, nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Mi auguro che dai lavori di questo Convegno possano venire indicazioni e proposte utili per eventuali modifiche legislative che la Commissione parlamentare Antimafia potrà prendere in considerazione per proporre al Parlamento e al Governo iniziative e misure sempre più incisive.
FORMAZIONE SUL CAMPO IN ECM
Finalmente possibile la formazione presso privati
Fnovi e ProfConservizi mettono a disposizione uno strumento informativo.
giovani, la Fnovi ha cercato un dialogo con il Ministro della Salute e proposto un emendamento al Ddl recante “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale”. La richiesta è di introdurre nell’ordinamento un “praticantato profescampo individualizzate, che si svolgono in contesti lavorativi qualificati e sulla base di obiettivi ben identificati e di una programmazione specifica, si può dare avvio alla sperimentazione. Fnovi dopo aver perseguito ed ottenuto questo risultato ha provveduto, unica professione al momento attiva, alla creazione di un sistema informativo per facilitare l’avvio e la gestione delle attività di training individualizzato da parte degli stessi soggetti interessati. Al solo scopo di promuovere questo sistema di tutele, Fnovi ha predisposto eventi formativi standard, veri e propri contenitori di progetti didattici, ma nulla vieta che vengano proposti percorsi di formazione sul campo diversi da quelli standard. Nel rispetto della Determina della Commissione Ecm*, un libero professionista, iscritto all’Albo Professionale o abilitato all’esercizio della professione da almeno 5 anni (tutor), potrà proporre un progetto di training individualizzato di durata compresa fra 1 e 6 mesi, concordato con un altro libero professionista (discente) o proporre analoga attività nell’ambito del “progetto standard”. L’operazione richiede la disponibilità di un provider accreditato nel sistema nazionale Ecm; è a tutti noto che da tempo è disponibile uno strumento voluto da Fnovi che consorzia 86 Enti denominato ProfConservizi accreditato nel sistema nazionale di Educazione continua in medicina. A
a quando c’è il mondo i giovani hanno sempre appreso e fatto esperienza presso i colleghi più “esperti”. Non è così nel no-
stro Paese, visto che i tirocini extracurriculari post laurea non possono aver luogo presso le strutture private e/o i professionisti privati. In medicina veterinaria, infatti, risulta regolamentato unicamente il tirocinio curriculare pre-laurea svolto presso l’Università o presso strutture pubbliche e/o private individuate sulla base di specifiche convenzioni. Il tirocinio extracurriculare va svolto unicamente nelle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale. La Federazione era intervenuta in un non lontano passato sul “residente volontario” con l’intento di rendere trasparente, meno equivocabile e più controllabile sotto il mero profilo ordinistico la prassi consolidata da parte di neolaureati/laureandi o studenti di frequentare strutture veterinarie private a scopo didattico e di esperienza pratica. Quanto ipotizzato non era obbligatorio e non aveva natura regolamentare ed ha avuto vita breve per le contestazioni avanzate nel corso di controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza. Alla luce di questo vuoto legislativo, nell’ottica di dare un sostegno ai
sionale facoltativo” destinato ai sanitari neo-iscritti agli Albi Professionali. Tale praticantato, di durata complessiva non superiore ai sei mesi, potrebbe essere svolto presso strutture sanitarie pubbliche e/o private, aziende zootecniche, agroalimentari, etc. L’altra via percorsa dalla Fnovi è stata quella di legittimare la presenza di stagisti c/o le strutture private e/o professionisti privati, inserendo questa previsione e valorizzando la stessa nel sistema di Educazione continua in medicina. Ottenuta, non senza fatica e con la collaborazione degli Odontoiatri, la determina della commissione Ecm che prevede la possibilità per i liberi professionisti di conseguire crediti professionali tramite attività di formazione sul
ciascun evento potranno, sempre nel rispetto della regola che impone un rapporto tra tutor e discente di 1:1, essere collegati una pluralità di progetti formativi, che, dopo l’approvazione da parte del Comitato Scientifico del Provider, potranno essere accreditati nel sistema Ecm. Al fine di poter rispettare i limiti temporali imposti dall’Agenas per l’accreditamento degli eventi nel sistema Ecm, i progetti dovranno essere presentati almeno 60 giorni prima della data di inizio del training individualizzato. Lo strumento informativo predisposto è finalizzato alla gestione in formato digitale delle procedure previste da Agenas, riferite alla sperimentazione Ecm che consente ai liberi professionisti di conseguire crediti formativi tramite attività di formazione sul campo. Trattandosi di un iter di gestione piuttosto articolato, che vede coinvolte molteplici figure caratterizzate da ruoli ben distinti, oltre all’interazione con strumenti applicativi già in uso per i quali è consolidata una pratica che si è reso necessario non stravolgere, è stato elaborato un percorso di compilazione che, da un lato si pone come obbiettivo il rispetto rigoroso delle regole imposte dall’accreditamento, dall’altro intende ridurre al minimo l’operatività richiesta a tutti gli operatori coinvolti. A tal fine, lo strumento realizzato rappresenta a tutti gli effetti un modulo aggiuntivo dell’attuale portale dedicato alla formazione realizzato da ProfConservizi. Questo consente di avere un unico punto di accesso per tutta l’attività formativa ed evita di dover rilasciare differenti credenziali di accesso agli operatori. Ovviamente si tratta di uno strumento completamente web based, che non richiede l’installazione di alcun software specifico sulle postazioni client collegate e che può essere consultato con facilità anche attraverso un qualsiasi tablet collegato ad internet. Le tipologie di utenti abilitate ad ac-
cedere allo strumento informatico, sono le seguenti: 1) Amministratore (approva i progetti formativi). 2) Tutor (professionista con almeno 5 anni di iscrizione ad un ordine professionale). 3) Discente (professionista iscritto ad un ordine professionale). La compilazione della documentazione richiesta, si articola in due fasi che replicano fedelmente l’allegato 1 e l’allegato 2 previsti dal format predisposto da Agenas per questa tipologia di eventi formativi. In particolare, l’allegato 1 prevede l’acquisizione di informazioni riferite al progetto formativo oltre che all’identificazione del tutor e del discente. Per la compilazione di questo allegato è necessario produrre le dichiarazioni i cui modelli sono scaricabili in formato pdf e il curriculum del tutor, senza i quali non è possibile procedere con la richiesta di approvazione del progetto. Per velocizzare le operazioni di compilazione ed evitare errori di digitazione, i dati richiesti riferiti a tutor e discente, sono attinti direttamente dalle banche dati di riferimento. Attraverso un intuitivo sistema di visualizzazione basato su semafori, al tutor vengono evidenziate eventuali sezioni incomplete che non consentono di procedere con la chiusura della prima fase e quindi di sottoporre il progetto alla successiva approvazione. Il buon esito di quest’ultima sarà comunicato a discente e tutor attraverso un messaggio inviato tramite email. L’allegato 2, accessibile a tutor e discente solo in una fase successiva all’approvazione del progetto e all’avvio dello stesso, consente la compilazione di un registro delle presenze, una relazione conclusiva ed un questionario di gradimento. Una serie di controlli implementati nel sistema informatico, assicura il pieno rispetto dei requisiti necessari all’accreditamento e quindi al rila-
scio dei crediti Ecm previsti (es. frequenza minima di 16 ore/mese). Dopo una fase di avvio e consolidamento del servizio, una possibile evoluzione finalizzata ad agevolare ulteriormente l’acquisizione delle presenze, sarà quella di prevedere la creazione di un’app ad hoc per dispositivi mobile, tale da consentire attraverso pochi e rapidi passaggi, la registrazione di ingressi ed uscite. Terminata la compilazione delle informazioni riferite al secondo allegato, una volta accertata la completezza ed il rispetto dei requisiti richiesti, il sistema procederà alla chiusura e successiva rendicontazione dell’attività formativa complessivamente svolta. Fnovi si farà carico dei costi di accreditamento degli eventi standard, mentre resteranno a carico dei proponenti costi derivanti da progetti formativi diversi. La durata dell’intero progetto va da 1 a max. 6 mesi continuativi, la frequenza minima prevista dal sistema è di 16 ore/mese. Il discente maturerà 0,33 crediti Ecm/ora (con un limite massimo di max. 30 crediti per ciascun progetto Fsc fino ad un massimo di 50 crediti/anno). Il tutor responsabile scientifico riceverà 4 crediti Ecm per mese di tutoraggio, ovvero per un tutoraggio di 6 mesi maturerà 24 crediti (fermo restando il limite massimo del 60% del monte crediti triennale comprensivo delle altre attività previste nel “Documento per l’assegnazione dei crediti alle attività Ecm” ). Per quanto attiene la copertura assicurativa, sono in corso contatti con i partner Marsh e Hdi Assicurazioni per disporre di un accordo ad hoc. Una grande idea ed un grande risultato. Il sistema informativo sarà disponibile entro fine agosto. Nei prossimi giorni verrà messa a disposizione una video presentazione.
*http://ape.agenas.it/documenti/Normativa/DETERMINA_CNFC_10102014_FSC_LI B_PROF_MEGED.pdf ■
L’ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE VOLUTA DA FNOVI, AGROTECNICI ED AGRONOMI
FONDAGRI: uno strumento formidabile
In attesa dei Psr 2014-2020.
Fondagri gioni virtuose che hanno reso accessibile la misura quali il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Toscana e la Sardegna. Valle d’Aosta: in questa Regione permangono le condizioni non favorevoli per attivare un buon servizio di consulenza alle aziende agricole. In Valle d’Aosta la Misura 114 non è mai decollata per disinteresse delle stesse aziende. Non sono ancora pervenute notizie relative all’approvazione del Psr 2014-2020 da parte della Commissione Europea. Piemonte: anche in questa Regione si sta attendendo il giudizio della Commissione Europea per procedere all’implementazione dei bandi di finanziamento. Lombardia: la Regione ha apportato alcune semplificazioni ritenute utili per rendere più appetibile il ricorso alla Misura 114 da parte delle aziende. Purtroppo, ostacoli burocratici informatici di identificazione hanno impedito la conclusione dell’iter identificativo delle domande impostate. Emilia-Romagna: questa Regione aveva scelto una particolare modalità di erogazione dei servizi di consulenza in favore delle aziende agricole: il Catalogo Verde. Il singolare procedimento prevedeva un iter di valutazione per la preventiva approvazione dei singoli “contratti di consulenza”, che andavano a comporre il Catalogo Verde, a disposizione delle aziende interessate a beneficiare del contributo (fino a € 1.500,00/anno/azienda per la Misura 114 e fino a € 30.000,00 per la Misura 111). Nel corso del 2014 (nelle varie sessioni di valutazione a cadenza mensile) la Fondazione ha continuato a presentare all’Amministrazione regionale (mediante apposita procedura telematica, specificatamente resa disponibile da parte della Regione stessa a ciascun organismo riconosciuto) nuove proposte di consulenza, appositamente progettate per soddisfare le specifiche esigenze delle aziende agricole assistite dai tecnici dello staff. A tale riguardo si segnala il buon successo riscosso dalle proposte contrattuali avanzate dalla Fondazione nel campo dell’informazione sul farmaco veterinario, sul benessere animale e la consulenza alla progettazione domande in Psr. Attualmente non ci sono bandi aperti, ma sono stati erogati ulteriori finanziamenti in overbooking riuscendo a coprire tutte le domande di Fondagri presentate negli anni precedenti che risultavano sprovviste di coperture finanziarie. Oggi la Regione Emilia Romagna risulta la prima ad avere impostato i primi bandi, non ancora operativi, inseriti nella nuova programmazione Psr 2014-2020 avendo incassato da Bruxelles l’approvazione alla proposta presentata presso gli organi di competenza comunitaria. Toscana: durante l’anno 2014 è proseguita per il sesto anno consecutivo l’attività della Fondazione volta a supportare i professionisti impegnati nell’attività di consulenza;
el 2014 l’attività consulenziale svolta dalla Fondazione presenta note estremamente positive;
l’attività di consulenza ha trovato un forte sviluppo per numero di consulenze, gli importi sono proporzionalmente aumentati a complessivi € 540.486,00 e così pure il numero di tecnici complessivamente impegnati nelle consulenze alle aziende agricole e zootecniche nelle cinque Regioni dove si è effettivamente operato. Contestualmente è continuata l’attività di monitoraggio in tutte le Regioni per verificare l’uscita dei bandi con la nuova programmazione del Psr 2014-2020.
L’ATTIVITÀ NELLE DIVERSE REGIONI
In considerazione della conclusione della programmazione Psr 20072013, la situazione nelle varie Regioni è subordinata alla risposta della Commissione Europea alle proposte dei vari Piani di Sviluppo presentati a Bruxelles per adempiere agli impegni della nuova programmazione 2014-2020. Di seguito notizie dalle varie Regioni interessate. Si evidenzia come il periodo di riferimento è relativo alle code del Psr già scaduto, in carenza di approvazione dei nuovi piani. Dal breve riepilogo si possono comunque identificare le re-
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inoltre Fondagri ha gestito direttamente l’attività contabile-amministrativa (fatturazione alle aziende agricole, rapporti economici tra Fondagri ed i tecnici stessi, ecc.). L’impegno profuso, unitamente all’esperienza maturata negli anni precedenti, ha permesso di aumentare i servizi erogati alle aziende agricole e di allevamento. Abruzzo: anche in questa Regione si sta aspettando la nuova programmazione 2014-2020 per riuscire nell’intento di accreditare Fondagri quale organismo che può accedere ai finanziamenti relativi alle Misure per i servizi di consulenza e informazione dopo che il Tar Abruzzo ha depositato l’Ordinanza n. 317 con la quale è sta-
ta respinta la domanda della Fondazione di un provvedimento cautelare di riammissione fra gli Organismi regionali della Misura 114. Lazio: si è aggiornato lo staff tecnico riducendolo ad un numero di 11 tecnici. Si mantengono attive le nuove sedi Fondagri. Nella Regione Lazio si sono svolte un numero limitatissimo di consulenze. Puglia: nella Regione non sono state attivate consulenze per l’anno 2014, si mantengono attivi i contatti con lo staff Fondagri regionale in attesa della nuova programmazione. Calabria: nella Regione Calabria Fondagri ha seguito scrupolosamente l’evolversi dei bandi. Anche in questa Regione la presenza delle as-
sociazioni professionali di categoria hanno precluso per l’anno 2014 l’attivazione di qualsiasi attività consulenziale. Basilicata: analogamente a quanto indicato per la Regione Calabria, nel corso del 2014, anche in Basilicata non risultano avviate attività di consulenza sulla Misura 114. Sardegna: l’anno 2014 ha visto in questa Regione una forte risposta sulla Misura 114 sia delle aziende agricole che hanno richiesto il servizio di consulenza, sia dei tecnici accreditati nello Staff Fondagri sono stati complessivamente accreditati 140 tecnici di cui 39 veterinari (nel periodo di competenza 2014-2015 sono stati impiegati 10 veterinari). ■
Fondazione per i Servizi di Consulenza in Agricoltura
CONSULENZE AZIENDALI PER LO SVILUPPO RURALE www.fondazioneconsulenza.it
FOTO: SARAH CAREY