Source: https://www.ingenio-web.it/23189-sbloccacantieri-ce-dentro-il-mondo-testo-in-dirittura-di-gazzetta-con-news-su-sismica-urbanistica-appalti
Timestamp: 2019-04-18 15:07:00+00:00
Document Index: 87380319

Matched Legal Cases: ['art.2', 'in fine', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.2', 'art.2']

﻿Sbloccacantieri, c'è dentro il mondo! Testo in dirittura di Gazzetta con news su sismica, urbanistica, appalti
Peppucci Matteo - Collaboratore INGENIO 12/04/2019 7125
Sbloccacantieri, ecco il testo datato 8 aprile che dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel weekend: fra le novità del testo diverse disposizioni in materia di semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche, che intervengono sul dpr 380/2001
Eccoci, sperando che sia la volta buona: abbiamo il testo aggiornato all'8 aprile del DL Sbloccacantieri 'leggermente' rivisto rispetto alla versione precedente, da noi commentata in data 3 aprile. Questo testo, che dovrebbe essere quello presentato alla RGS per la bollinatura e al Presidente della Repubblica per la firma, a sentire le dichiarazioni di svariati componenti del Governo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi o al massimo domani ("entro questa settimana", disse Toninelli).
Ricordiamo in primis che il decreto, che modifica il Codice Appalti coinvolgendo i lavori edilizi nei piccoli comuni, l'edilizia scolastica e anche gli incentivi ai funzionari tecnici, era stato approvato 'salvo intese' nel CdM dello scorso 20 marzo per poi essere oggetto di svariate mediazioni tra i rappresentanti di Governo. Nella stesura 'finale' ci sono, dentro, addirittura 30 articoli!!
SbloccaCantieri: le principali novità dell'ultima bozza (capo I - contratti pubblici, interventi infrastrutturali, rigenerazione urbana)
L'ultima bozza comprende addirittura 79 modifiche al Codice Appalti, che che incidono sul 15% dell'intero codice. Viene confermato il nuovo regolamento unico e il periodo transitorio delle linee guida ANAC: la norma inserita nell'ultima bozza prevede che il vecchio sistema fatto di linee guida e regolamenti attuativi resti in piedi per al massimo 180 giorni in attesa del nuovo regolamento. Il resto:
distanze tra edifici: tanto rumore per (quasi) nulla, potremmo dire. Restano infatti i vincoli (di sedime e volume) alla sostituzione edilizia e le Regioni saranno obbligate a scrivere le regole sulla possibilità di derogare al DM 1444/1968, ma a livello di pareti fenestrate il limite dei 10 metri permane ovunque (vedi sotto).
Il DL SbloccaCantieri va infatti a eliminare l'obbligo di rispettare la distanza minima di 10 metri indicata nel DM sugli standard urbanistici (n.1444/68) e prevede l'obbligo in capo alle Regioni di indicare il quadro delle deroghe allo stesso decreto. Viene inoltre fissato un paletto agli interventi di ristrutturazione edilizia, escludendo di fatto gli interventi di sostituzione edilizia.
Viene quindi modificato l'art.2-bis del dpr 380/2001, in questo modo:
a) al comma 1, primo periodo, le parole “possono prevedere” sono sostituite dalla seguente: “introducono” e le parole “e possono dettare” sono sostituite dalla seguente: “nonché”;
b) dopo il comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti: “1-bis. Le disposizioni del comma 1 sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio. 1-ter. In ogni caso di intervento di demolizione e ricostruzione, quest'ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze preesistenti purché sia effettuata assicurando la coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito.”.
Le disposizioni di cui all'art.9, commi secondo e terzo, del decreto 1444/1968 si interpretano nel senso che i limiti di distanza tra i fabbricati ivi previsti si considerano riferiti esclusivamente alla zona di cui al primo comma, n. 3), dello stesso art.9. Il riferimento di cui si parla è alle zone C (di espansione edilizia), ma fondamentalmente non è toccato il comma 1, punti 1 e 2, che è quello che prescrive la distanza tra pareti finestrate (10 metri), ovverosia quel che, a livello edilizio, "da più fastidio".
I commi 2 e 3 dell'art.9 del DM 1444/1968, letteralmente, recitano così:
comma 2: le distanze minime tra fabbricati - tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) - debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di: ml. 5 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml. 7; ml. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra ml. 7 e ml. 15; ml. 10 per lato, per strade di larghezza superiore a ml. 15.
comma 3: qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all'altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all'altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.
Quindi, questa rivoluzione - secondo quanto indica il DL SbloccaCantieri nella sua versione attuale - non c'è, almeno non in una interpretazione letterale del testo. Ciò perché non viene indicato il comma 1, che avrebbe avuto sicuramente maggior impatto, visto che si 'parla' di distanza minima (attualmente 10 metri) tra pareti finestrate di edifici antistanti. Una distanza che resta per tutte le zone...NB - tutto questo lo approfondiremo in un articolo ad hoc, in attesa peraltro della conversione in legge.
Passiamo all'altra modifica, quella dell'art.2-bis del dpr 380/2001 e che era stata introdotta dal decreto "del fare" (n.69/2013). Il senso della norma è quello di obbligare appunto gli enti territoriali a definire, nell'ambito della loro potestà normativa, regole e deroghe al Dm sugli standard. Tuttavia non è chiarissimo a quali enti territoriali la norma si riferisce: l'obbligo è riferito, oltre che alle province di Trento e Bolzano, a tutte le regioni oppure no?
Infine, con altre due disposizioni si apporta ulteriori integrazioni all'art.2-bis del dpr 380:
gli obblighi di definire le deroghe al DM 1444 "sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio";
"in ogni caso di intervento di demolizione e ricostruzione, quest'ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze preesistenti purché sia effettuata assicurando la coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito". Quindi, in caso di demolizione e ricostruzione, si può derogare al limite della sagoma e - a quanto pare comprendersi - anche alle altezze, ma si devono rispettare i limiti del sedime.
Ricordiamo che il Decreto SbloccaCantieri entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in Legge.
IL TESTO INTEGRALE DEL DECRETO SBLOCCACANTIERI (VERSIONE 8 APRILE 2019) E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF