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Timestamp: 2020-01-28 04:49:04+00:00
Document Index: 144389409

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Sentenza Cassazione Civile n. 16310 del 30/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16310 del 30/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/06/2017, (ud. 19/05/2017, dep.30/06/2017), n. 16310
G.B., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIUSEPPE
FERRARI, 12 SC. G, presso lo studio dell’Avvocato MARCO MONTOZZI,
rappresentato e difeso dall’Avvocato GIULIO SALVATORE PIRAS;
P.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA E. Q.
VISCONTI 103, presso lo studio dell’Avvocato ANTONIO NEBULOSO, che
lo rappresenta e difende unitamente all’Avvocato LUCILLA IAPICHINO;
avverso la sentenza n. 6737/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 03/12/2015.
che la Corte d’appello di Roma, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 3 dicembre 2015, ha dichiarato l’appello inammissibile per tardività, rilevando che la sentenza del Tribunale era stata notificata (con allegato precetto) in data 19 giugno 2014 presso lo studio dei procuratori domiciliatari del G., mentre il gravame era stato proposto soltanto il 17 ottobre 2014;
che per la cassazione della sentenza della Corte d’appello il G. ha proposto ricorso, con atto notificato il 1 giugno 2016, sulla base di un motivo;
che con l’unico mezzo il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione degli art. 285 c.p.c., art. 170 c.p.c., commi 1 e 3, artt. 325 e 326 c.p.c., invocando l’applicazione del principio secondo cui la sentenza notificata in forma esecutiva e con allegato atto di precetto alla parte personalmente è inidonea a far decorrere il termine breve di impugnazione;
che nella specie la copia esecutiva della sentenza del Tribunale di Civitavecchia è stata notificata, unitamente al precetto, a G.B. presso gli Avvocati Giulio e Piras Giancarlo, suoi procuratori domiciliatari per il giudizio di primo grado, e la predetta notificazione si è perfezionata in data 19 giugno 2014;
che tale notifica era idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione;
che infatti, in tema di impugnazione, ai fini del decorso del termine breve previsto dall’art. 326 c.p.c., la notifica alla parte della sentenza munita di formula esecutiva effettuata nel domicilio eletto presso il difensore è equivalente a quella effettuata, ai sensi degli artt. 170 e 285 c.p.c., nei confronti del procuratore costituito della parte, ed è idonea a far decorrere il termine breve per proporre il gravame (Cass., Sez. 1^, 18 aprile 2014, n. 9051), atteso che entrambe le forme di notificazione soddisfano l’esigenza di assicurare che la sentenza sia portata a conoscenza della parte per il tramite del suo difensore tecnico, come tale professionalmente qualificato a valutare l’opportunità dell’impugnazione (Cass., Sez. 2, 24 novembre 2005, n. 24795);
che pertanto, in applicazione di questi principi, correttamente l’appello è stato ritenuto tardivo;
che ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17), applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte del ricorrente, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.