Source: http://www.armprocess.com/2018/03/09/norme-tecniche-per-le-costruzioni-ntc2018-%C2%A711-materiali-e-prodotti-per-uso-strutturale/
Timestamp: 2018-09-21 01:58:49+00:00
Document Index: 73963315

Matched Legal Cases: ['§11', '§11', '§11', '§11', 'art.1', 'art.3', 'art. 1', 'art.2', 'art. 1', 'art. 1', '§11', '§11', 'art.7', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', 'art. 59', '§11', '§11', '§8', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§ 11', '§ 11', '§ 11', '§ 11', '§ 11', '§11', '§11', '§ 11', '§ 11', '§ 11', '§11', '§11', '§ 11', 'art. 59', '§ 11', '§ 11', '§11', '§11', '§11', '§4', 'arte 2', '§11', '§11', '§11', 'arti 2', '§4', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', 'art. 59', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§ 7', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§11', '§ 4', '§ 4', '§ 11', '§11', '§ 11', '§11', '§11', '§ 11', '§11', '§ 11', '§4', '§4', '§11', '§11', '§11', '§ 11', 'art. 58', '§11', '§11', '§11']

Norme Tecniche per le Costruzioni - NTC2018 - §11 Materiali e Prodotti per uso Strutturale - ARM Process
Norme Tecniche per le Costruzioni - NTC2018 - §11 Materiali e Prodotti per uso Strutturale
Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC2018 – §11 Materiali e Prodotti per uso Strutturale
Nel presente articolo si vogliono presentare, in forma sintetica, le principali novità del §11 delle nuove NTC2018 per i Materiali e Prodotti per uso Strutturale da utilizzarsi nelle opere di costruzione in Italia.
Senza alcun dubbio la principale interazione regolamentare è con il Regolamento UE 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio (Testo rilevante ai fini del SEE).
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Interno e il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha pubblicato il DM 17.01.2018, d’ora in avanti NTC2018, aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni» sulla Gazzetta Ufficiale (GU), Serie Generale n.42 del 20-02-2018 – Suppl. Ordinario n. 8.
L’approvazione, con i riferimento legali nazionali, è riportata nell’art.1. Nel medesimo articolo vi è l’esplicita sostituzione delle precedenti NTC2008 (DM 14.01.2008) con le nuove NTC2018 (DM 17.01.2018)
L’entrata in vigore delle NTC2018 è riportata nell’art.3 del Decreto:
Le norme tecniche di cui all’art. 1 entrano in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
ovvero il 22.03.2018. Con nota n. 3187 del 21 marzo 2018 il Servizio Tecnico Centrale ribadisce che “le norme tecniche per le costruzioni di cui al DM 17.01.2018 saranno pienamente applicabili dal trentesimo giorno dalla pubblicazione in G.U.R.I., indipendentemente dalla emanazione della relativa Circolare riportante le relative istruzioni applicative“. E che “in merito a quanto riportato nel seguito del presente documento, nelle more dell’emanazione della nuova Circolare, in lavorazione presso questo Consesso, si potranno seguire le indicazioni riportate nella precedente Circolare, per quanto non in contrasto con quanto riportato nel nuovo DM 17.01.2018“.
La stessa nota, al punto 2., specifica che “ove possibile e salvo i casi particolari e le eventuali precisazioni evidenziate nel seguito, che le procedure fin qui adottate dallo stesso Servizio, ed i relativi provvedimenti autorizzativi e/o di qualificazione già emanati ai sensi del D.M. 14.01.2008 ed in corso di validità, rimangano validi fino alla naturale scadenza, per essere poi rinnovati ai sensi del D.M. 17.01.2018“.
Ma la loro applicazione non è immediata per tutte le opere, per questo si rimanda ai contenuti dell’art.2 “Ambito di applicazione e disposizioni transitorie”:
1. Nell’ambito di applicazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni di cui all’art. 1, si possono continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi. Con riferimento alla seconda e alla terza fattispecie del precedente periodo, detta facoltà è esercitabile solo nel caso in cui la consegna dei lavori avvenga entro cinque anni dalla data di en- trata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni di cui all’art. 1. Con riferimento alla terza fattispecie di cui sopra, detta facoltà è esercitabile solo nel caso di progetti redatti secondo le norme tecniche di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008.
Nell’attenta lettura dell’applicabilità, sopra riportata, è importante sapere:
Se l’opera è privata (comma 2) oppure pubblica o di pubblica utilità (comma 1).
Che entrambi i commi fanno riferimento alla data di entrata in vigore delle NTC2018 (22.03.2018).
Di seguito si riportano le principali novità analizzate.
Novità §11.1 Generalità
Il capitolo parte (finalmente) con la definizione di materiale e prodotto per uso strutturale:
Si definiscono materiali e prodotti per uso strutturale, utilizzati nelle opere soggette alle presenti norme, quelli che consentono ad un’opera ove questi sono incorporati permanentemente di soddisfare in maniera prioritaria il requisito base delle opere n.1 “Resistenza meccanica e stabilità” di cui all’Allegato I del Regolamento UE 305/2011.
Si apprezza particolarmente l’allineamento al Regolamento UE 305/2011 (CPR) dei prodotti da costruzioni per la terminologia (ad esempio l’uso del termine fabbricante anziché produttore).
La parte di identificazione, qualificazione e accettazione dei materiali e prodotti per uso strutturale rimane pressoché invariata rispetto alle NTC2008.
La prima vera novità è riportata nell’8° paragrafo. Il legislatore italiano ricorda che la documentazione di Marcatura CE (Marcatura CE accompagnatoria, Dichiarazione di Prestazione – DoP ed istruzioni, quest’ultime ove richieste) deve essere fornita secondo quanto stabilito dal CPR. La novità nelle NTC2018 consiste nel richiedere che gli estremi della documentazione di identificazione e qualificazione (si presume il riferimento univoco della DoP nel caso di Marcatura CE e del Certificato di Valutazione Tecnica nel punto C §11.1- ndr.) siano riportati sui documenti di trasporto (DDT), dal fabbricante fino al cantiere, comprese le eventuali fasi di commercializzazione intermedie (importatore e distributore/i se presenti), riferiti alla specifica fornitura.
Il suddetto paragrafo non richiede la fornitura della copia della documentazione di identificazione e qualificazione ad ogni consegna, se ne evince che deve essere consegnata almeno una volta, per tipologia di prodotto, fatte salve le condizioni più restrittive richieste per lo specifico prodotto per uso strutturale.
Per comprendere quali siano i documenti da richiedere/consegnare per i prodotti Marcati CE si rimanda al presente articolo.
Per la possibilità di pubblicare la DoP sul sito web si rimanda al seguente articolo, ricordando che secondo l’art.7, comma 2 del CPR, se il destinatario lo richiede deve essere fornita copia cartacea della DoP.
Altri requisiti riportati nel §11.1:
Prodotti Marcati CE: La DL, qualora ritenuto necessario, acquisisce anche copia del certificato FPC. Mentre deve acquisire sempre copia della Marcatura CE accompagnatoria e della DoP.
Prodotti non Marcati CE: La DL dovrà accertarsi del regime di validità della documentazione di qualificazione.
I Certificati di Idoneità Tecnica all’impiego (NTC2008) sono considerati validi per il punto C del §11.1 fino al loro termine di validità.
Il capitolo si conclude infine con la specifica del richiamo alle norme “Il richiamo alle specifiche tecniche armonizzate, di cui al Regolamento UE 305/2011, contenuto nella presente norma deve intendersi riferito all’ultima versione aggiornata, salvo diversamente specificato. Il richiamo alle specifiche tecniche volontarie UNI, EN e ISO contenute nella presente norma deve intendersi riferito alla data di pubblicazione se indicata, oppure, laddove non indicata, all’ultima versione aggiornata. Con successivo provvedimento si aggiornano periodicamente gli elenchi delle specifiche tecniche volontarie UNI, EN ed ISO richiamate nella presente norma“. Ci dovremmo quindi attendere la pubblicazione di elenchi periodici delle norme tecniche volontarie richiamate nelle NTC2018 e per questo rese cogenti.
Novità §11.2 Calcestruzzo
Il §11.2.1 rende cogente la classe di esposizione come definita nella UNI EN 206:2016, mandando definitivamente in pensione (per il cls ad uso strutturale utilizzato in Italia) la precedente UNI EN 206-1:2014.
Il medesimo paragrafo riporta che “La prescrizione del calcestruzzo all’atto del progetto deve essere caratterizzata almeno mediante la classe di resistenza, la classe di consistenza al getto ed il diametro massimo dell’aggregato, nonché la classe di esposizione ambientale, di cui alla norma UNI EN 206:2016“, ad esempio: Rck35 S3 D25 XC2.
Sempre nel §11.2.1 arriva l’importante definizione di miscele omogenee “Il conglomerato … si considera omogeneo ai fini del controllo (secondo le prestazioni), se possiede le medesime caratteristiche prestazionali (classe di resistenza e classe di esposizione)“. Definizione che chiarisce il numero dei prelievi, dato che il §11.2.5 riporta: “Il controllo di accettazione è eseguito dal Direttore dei Lavori su ciascuna miscela omogenea“.
Il §11.2.4 contiene una novità per l’accettazione del prelievo (ovvero la media matematica di due provini) ” Il prelievo non viene accettato se la differenza fra i valori di resistenza dei due provini supera il 20% del valore inferiore; in tal caso si applicano le procedure di cui al §11.2.5.3“.
Il controllo di tipo B (§11.2.5.2) si arricchisce di un’ulteriore verifica “la resistenza caratteristica Rck di progetto dovrà essere minore del valore sperimentale corrispondente al frattile inferiore 5% delle resistenze di prelievo e la resistenza minima di prelievo Rc,min dovrà essere maggiore del valore corrispondente al frattile inferiore 1%“.
Un’importante novità arriva dal §11.2.5.3, dove si indica per la prima volta un tempo massimo di maturazione prima delle prove a compressione e le conseguenze per il mancato rispetto “Le prove a compressione vanno eseguite conformemente alle norme UNI EN 12390-3:2009, tra il 28° e il 30° giorno di maturazione e comunque entro 45 giorni dalla data di prelievo. In caso di mancato rispetto di tali termini le prove di compressione vanno integrate da quelle riferite al controllo della resistenza del calcestruzzo in opera“, i controlli in opera sono descritti nel §11.2.6.
La nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale a tal proposito specifica per i laboratori che “In questo caso il Laboratorio accetterà e sottoporrà a prova il materiale ed emetterà il relativo certificato, in cui sarà chiaramente indicato, in maniera evidente, visibile e non ambigua per i campioni eventualmente provati oltre il 45° giorno dalla data del prelievo, risultante dal verbale di prelievo redatto dal Direttore dei Lavori, che “ai sensi del §11.2.5.3 del D.M. 17.01.2018 le prove di compressione vanno integrate da quelle riferite al controllo della resistenza del calcestruzzo in opera”, dandone anche comunicazione al Committente dell’opera e/o, per le Opere Pubbliche, alla stazione appaltante“. Analoga procedura va seguita anche nel caso in cui la “la differenza fra i valori di resistenza dei due provini supera il 20% del valore inferiore“, come indicato nel §11.2.4.
Il §11.2.6 riporta come “La resistenza del calcestruzzo nella struttura dipende dalla resistenza del calcestruzzo messo in opera, dalla sua posa e costipazione, dalle condizioni ambientali durante il getto e dalla maturazione“, per questa ragione elenca con chiarezza i casi in cui si può procedere, con prove distruttive e non distruttive, alla valutazione delle caratteristiche (inteso non solo la resistenza – ndr.). Si ricorda che “è accettabile un valore caratteristico della resistenza in situ non inferiore all’85% della resistenza caratteristica assunta in fase di progetto“. Tali prove non sono comunque sostitutive dei controlli in accettazione.
Il §11.2.2 a tal proposito specifica che “le eventuali prove complementari, compresi i carotaggi di cui al punto 11.2.6, devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001“, così come ribadito dalla nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale. La medesima note specifica che “tali disposizioni si applicano soltanto alle prove distruttive da effettuarsi, e certificarsi, in applicazione della citata Circolare 7167/STC del 2010, e nulla ha a che vedere con eventuali prove non distruttive da effettuarsi sulla struttura esistente, di cui al Cap.8 delle NTC, o in fase di accettazione da parte del Direttore dei Lavori, quando si verifichino i casi di cui al §11.2.6 delle stesse NTC. Si evidenzia, inoltre, che dette prove non distruttive non rientrano fra le prove complementari di cui al §11.2.7 delle stesse NTC“. Infine “a riguardo si evidenzia come la norma stabilisca che il prelievo dei campioni per le prove distruttive di cui alla Circ.7617/STC, possa essere effettuato soltanto da un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/01”. La competenza per l’esecuzione delle prove distruttive è indicata inoltre nel §8.5.3 “Per le prove di cui alla Circolare 08 settembre 2010, n. 7617/STC o eventuali successive modifiche o interazioni, il prelievo dei campioni dalla struttura e l’esecuzione delle prove stesse devono essere effettuate a cura di un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/2001“.
Il §11.2.9 riporta i requisiti richiesti ai componenti della miscela di cls. Non vi sono grosse novità, se non degli aggiornamenti normativi. La più rilevante è nel §11.2.9.2, aggregati, con la tabella 11.2.III, che riporta la percentuale di utilizzo di aggregato grosso provenente da riciclo in funzione dell’orgine dei materiali da riciclo e della classe del cls.
L’ultima novità è il nuovo §11.2.12, ovvero Calcestruzzo Fibrorinforzato (FRC), miscela caratterizzata dalla presenza di fibre discontinue nella matrice cementizia. Tali fibre possono essere realizzate in acciaio o materiale polimerico.
Novità §11.3 Acciaio
Svaniscono le definizioni di “Forniture” e “Lotti di spedizione” rimane solo “Lotti di produzione” (compresi tra i 30 e le 120 tonnellate).
Si ricorda che il §11.3.1.4 richiede che “I produttori ed i successivi intermediari devono assicurare una corretta archiviazione della documentazione di accompagnamento dei materiali garantendone la disponibilità per almeno 10 anni. Ai fini della rintracciabilità dei prodotti, il costruttore deve inoltre assicurare la conservazione della medesima documentazione, unitamente a marchiature o etichette di riconoscimento, fino al completamento delle operazioni di collaudo statico“.
La prima novità la troviamo al §11.3.1.5 in merito alla fornitura del certificato di controllo interno tipo 3.1 (UNI EN 10204): “Tutte le forniture di acciaio, per le quali non sussista l’obbligo della Marcatura CE, devono essere accompagnate dalla copia dell’attestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale e dal certificato di controllo interno tipo 3.1, di cui alla norma UNI EN 10204, dello specifico lotto di materiale fornito“. L’obbligo di fornitura del certificato di controllo interno tipo 3.1 vale anche per le forniture “per le quali sussista l’obbligo della Marcatura CE”. Inoltre “Il riferimento agli attestati comprovanti la qualificazione del prodotto deve essere riportato sul documento di trasporto”. Questo obbligo vale anche per i distributori intermedi “Le forniture effettuate da un distributore devono essere accompagnate da copia dei documenti rilasciati dal fabbricante e completati con il riferimento al documento di trasporto del distributore stesso“, si parla di distributore e non di Centro di Trasformazione (CdT), per il quale si presume che non valga tale obbligo, come rafforzato nell’elenco dei documenti da consegnare da parte dei CdT §11.3.1.7 e dall’ultimo paragrafo “Nel caso di fornitura in cantiere non proveniente da centro di trasformazione, il Direttore dei Lavori, prima della messa in opera, è tenuto a verificare quanto sopra…” (ndr.).
Nel §11.3.1.7 è stato modificato l’elenco dei documenti che i Centro di Trasformazione devono fornire accompagnatori alle consegne in cantiere:
a) da dichiarazione, su documento di trasporto, degli estremi dell’Attestato di “Denuncia dell’attività del centro di trasformazione”, rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale, recante il logo o il marchio del centro di trasformazione;
b) dall’attestazione inerente l’esecuzione delle prove di controllo interno di cui ai paragrafi specifici relativi a ciascun prodotto (§ 11.3.2.10.3, § 11.3.3.5.3, § 11.3.4.11.2), fatte eseguire dal Direttore Tecnico del centro di trasformazione, con l’indicazione dei giorni nei quali la fornitura è stata lavorata. Qualora il Direttore dei Lavori lo richieda, può prendere visione del Registro di cui al § 11.3.2.10.3;
c) da dichiarazione contenente i riferimenti alla documentazione fornita dal fabbricante ai sensi del § 11.3.1.5 in relazione ai prodotti utilizzati nell’ambito della specifica fornitura. Copia della documentazione fornita dal fabbricante e citata nella dichiarazione del centro di trasformazione, è consegnata al Direttore dei Lavori se richiesta.
La nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale in merito alla comunicazione annuale di conferma attività per i Centri di Trasformazione chiarisce che “con le nuove NTC 2018, i Centri di trasformazione di cui al §11.3.1.7 non hanno più alcun obbligo di comunicazione annuale della conferma attività“. Mentre per i controlli sugli acciai lavorati chiarisce che “è esplicitato il fatto che le verifiche previste (certificate a cura del laboratorio incaricato) debbano essere ultimate prima dell’invio del materiale in cantiere“.
Il §11.3.2.4 chiarisce che “La sagomatura e/o l’assemblaggio possono avvenire: in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori; in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al § 11.3.1.7” e riporta i limiti di diametro per barre e rotoli: “Gli acciai B450C, di cui al § 11.3.2.1, possono essere impiegati in barre di diametro compreso tra 6 e 40 mm. Per gli acciai B450A, di cui al § 11.3.2.2 il diametro delle barre deve essere compreso tra 5 e 10 mm. L’uso di acciai forniti in rotolo è ammesso, esclusivamente per impieghi strutturali, per diametri non superiori a 16 mm per gli acciai B450C e diametri non superiori a 10 mm per gli acciai B450A“.
Il §11.3.2.9 prevede l’utilizzo di giunzioni meccaniche delle armature.
Molte novità sono contenute nel §11.3.2.10.3, per i controlli nei Centri di Trasformazione:
I controlli nei Centri di trasformazione, da effettuarsi, prima dell’invio in cantiere, a cura di un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/2001 sul prodotto lavorato, sono obbligatori e devono essere eseguiti:
a) in caso di utilizzo di barre, un controllo ogni 90 t della stessa classe di acciaio proveniente dallo stesso stabilimento, anche se con forniture successive, su cui si effettuano prove di trazione e piegamento;
b) in caso di utilizzo di rotoli, un controllo ogni 30 t per ogni tipologia di macchina e per ogni diametro lavorato della stessa classe di acciaio proveniente dallo stesso stabilimento, anche se con forniture successive, su cui si effettuano prove di trazione e piegamento ed una verifica dell’area relativa di nervatura o di dentellatura, secondo il metodo geometrico di cui alla seconda parte del § 11.3.2.10.4; il campionamento deve garantire che, nell’arco temporale di 3 mesi, vengano controllati tutti i fornitori e tutti i diametri per ogni tipologia di acciaio utilizzato e tutte le macchine raddrizzatrici presenti nel Centro di trasformazione.
Ogni controllo è costituito da 1 prelievo, ciascuno costituito da 3 campioni di uno stesso diametro sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento nonché la stessa classe di acciaio.
Qualora non si raggiungano le quantità sopra riportate deve essere effettuato almeno un controllo per ogni giorno di lavorazione.
Tutte le prove suddette, che vanno eseguite dopo le lavorazioni e le piegature, devono riguardare la resistenza, l’allungamento, il piegamento e l’aderenza.
I risultati delle prove devono essere conformi a quanto indicato nella Tabella seguente.
Si utilizza il termine “Classe di acciaio”, non definito nel Decreto, si presume si tratti delle classi B450A o B450C (ndr.).
La “Tab. 11.3.VI a) – Valori di accettazione nei centri di trasformazione – barre e rotoli dopo la raddrizzatura” riporta i valori di accettazione per le prove eseguite dai Centri di Trasformazione.
Nel 11.3.2.12 si specifica che i controlli di accettazione in cantiere “devono essere effettuati, entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale, a cura di un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001“. Un’altra importante novità è la richiesta di “3 campioni ogni 30 t di acciaio impiegato della stessa classe proveniente dallo stesso stabilimento o Centro di trasformazione, anche se con forniture successive“, sparisce (rispetto alle precedenti NTC2008) la necessità di controlli per ogni lotto di spedizione.
Si sottolinea la responsabilità della DL per la gestione dei provini di acciaio da c.a. “La richiesta di prove al laboratorio incaricato deve essere sempre firmata dal Direttore dei Lavori, che rimane anche responsabile della trasmissione dei campioni“. Il suddetto paragrafo riporta le tabelle “Tab. 11.3.VII a) – Valori di accettazione in cantiere – barre” e “Tab. 11.3.VII b) – Valori di accettazione in cantiere – reti e tralicci” per la verifica dei valori accertati secondo il § 11.3.2.3. Si sottolinea che il medesimo paragrafo riporta “I valori di resistenza ed allungamento di ciascun campione, accertati in accordo con il § 11.3.2.3, da eseguirsi comunque prima della messa in opera del prodotto“, in potenziale conflitto, data la normale esecuzione dei lavori (le armature in acciaio quando consegnate sono immediatamente posate in opera), con il primo paragrafo del medesimo capitolo “effettuati, entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale…“.
Il §11.3.4.1 chiarisce che “Per l’identificazione e qualificazione di elementi strutturali in acciaio realizzati in serie nelle officine di produzione di carpenteria metallica e nelle officine di produzione di elementi strutturali, si applica quanto specificato al punto 11.1, caso A), in conformità alla norma europea armonizzata UNI EN 1090-1“, oltre a prescrivere che “i materiali base devono essere qualificati all’origine ai sensi del §11.1“. Per comprendere quando la Marcatura CE secondo la EN 1090-1 è applicabile si rimanda al presente articolo. Per questi prodotti non è applicabile quindi il §11.3.1.7 “Centri di trasformazione”.
Si specifica che il §4.2 “Costruzioni in acciaio” richiede che “I requisiti per l’esecuzione di strutture di acciaio, al fine di assicurare un adeguato livello di resistenza meccanica e stabilità, di efficienza e di durata, devono essere conformi alle UNI EN 1090-2:2011, “Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio – Parte 2: Requisiti tecnici per strutture di acciaio”, per quanto non in contrasto con le presenti norme“. Le NTC2018 hanno reso de facto cogente la norma volontaria UNI EN 1090-2:2011 per la parte di esecuzione delle opere strutturali in acciaio (montaggio, tolleranze…).
Il §11.3.4.2.2 richiama i controlli documentali del §11.3.1.5, sopra riportati.
Il §11.3.4.5 conferma (rispetto alle NTC2008) che “In relazione alla tipologia dei manufatti realizzati mediante giunzioni saldate, il costruttore deve essere certificato secondo la norma UNI EN ISO 3834:2006 parti 2, 3 e 4. I requisiti sono riassunti nella Tab. 11.3.XII di seguito riportata“, a tale proposito si ricorda quanto appena indicato per il §4.2, ovvero la necessità di rispettare i requisiti della UNI EN 1090-2:2011. Il medesimo paragrafo specifica ulteriori requisiti per il processo di saldatura eseguito in opera.
Il §11.3.4.9 “acciai da carpenteria per strutture soggette ad azioni sismiche“, si specifiche che “L’acciaio costituente le membrature, le saldature ed i bulloni devono essere comunque conformi ai requisiti riportati nelle presenti norme. Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali“.
Il §11.3.4.10 chiarisce che “per i prodotti e/o componenti strutturali per cui non sia applicabile la marcatura CE, si definiscono: Centri di trasformazione per carpenteria metallica / Centri di produzione di elementi in acciaio / centri di prelavorazione o di servizio / officine di produzione di carpenteria metallica / centri di produzione di prodotti formati a freddo e lamiere grecate / le officine per la produzione di bulloni e chiodi / le officine di produzione di elementi strutturali“. Si presume che ci si riferisca a prodotti e/o componenti strutturali da consegnare in cantiere per i quali non sia applicabile la Marcatura CE (es: EN 1090-1) – (ndr.).
Il §11.3.4.11 tratta i controlli in stabilimento e nei Centri di Trasformazione, nei casi in cui non sussista la Marcatura CE (si veda il §11.3.4.1 e §11.3.4.10).
Il §11.3.4.11.3 chiarisce sin dal primo paragrafo che “I controlli di accettazione in cantiere, da eseguirsi presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001, sono obbligatori per tutte le forniture di elementi e/o prodotti, qualunque sia la loro provenienza e la tipologia di qualificazione“. Analogamente a quanto visto per l’acciaio da c.a. il “Direttore dei Lavori rimane anche responsabile della trasmissione dei campioni” e “il Direttore dei Lavori può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione o fabbricante ed effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra“.
Il medesimo capitolo specifica i controlli in funzione della tipologia di prodotti: “Elementi di Carpenteria Metallica, Lamiere grecate e profili formati a freddo, Bulloni e chiodi e Giunzioni meccaniche“, ad esempio per la carpenteria metallica richiede “3 prove ogni 90 tonnellate; il numero di campioni, prelevati e provati nell’ambito di una stessa opera, non può comunque essere inferiore a tre. Per opere per la cui realizzazione è previsto l’impiego di quantità di acciaio da carpenteria non superiore a 2 tonnellate, il numero di campioni da prelevare è individuato dal Direttore dei Lavori, che terrà conto anche della complessità della struttura“.
Come richiesto nel §11.3.2.10.3 “Controlli nei centri di trasformazione” si prescrive che “I controlli di accettazione devono essere effettuati prima della posa in opera degli elementi e/o dei prodotti“.
Una vera novità sta nel fatto che “I criteri di valutazione dei risultati dei controlli di accettazione devono essere adeguatamente stabiliti dal Direttore dei Lavori in relazione alle caratteristiche meccaniche dichiarate dal fabbricante nella documentazione di identificazione e qualificazione e previste dalle presenti norme o dalla documentazione di progetto per la specifica opera. Questi criteri tengono conto della dispersione dei dati e delle variazioni che possono intervenire tra diverse apparecchiature e modalità di prova. Tali criteri devono essere adeguatamente illustrati nella “Relazione sui controlli e sulle prove di accettazione sui materiali e prodotti strutturali” predisposta dal Direttore dei lavori al termine dei lavori stessi“. E di conseguenza “Se un risultato è non conforme, sia il provino che il metodo di prova devono essere esaminati attentamente. Se nel provino è presente un difetto o si ha ragione di credere che si sia verificato un errore durante la prova, il risultato della prova stessa deve essere ignorato. In questo caso occorrerà prelevare un ulteriore (singolo) provino“.
Infine se tutti i risultati delle prove non sono soddisfatti è necessario effettuare “un ulteriore campionamento, di numerosità doppia“.
Novità §11.7 Materiali e prodotti a base di legno
Il §11.7.1 richiede, per materiali e prodotti lignei strutturali, che “ogni fornitura deve essere accompagnata, secondo quanto indicato al §11.7.10.1.2, da un manuale contenente le specifiche tecniche per la posa in opera. Il Direttore dei Lavori è tenuto a rifiutare le eventuali forniture non conformi a quanto sopra prescritto“.
Come ottimo esempio possono essere prese le linee guida piano operativo di montaggio predisposte da FederlegnoArredo.
I capitoli successivi indicano le modalità di identificazione, qualificazione dei materiali e prodotti lignei per uso strutturale, quali:
11.7.2 legno massiccio (CE secondo EN 14081-1 per sezione rettangolare)
11.7.3 legno strutturale con giunti a dita (Punto C del §11.1)
11.7.4. legno lamellare incollato e legno massiccio incollato (CE secondo EN 14080)
11.7.5 pannelli a base di legno (CE secondo EN 13986)
La principale modalità indicata è la Marcatura CE attraverso il CPR, oppure, qualora non obbligatoria, il punto B del §11.1 attraverso il §11.7.10.
Nel §11.7.8 si chiarisce che “Tutti gli elementi di collegamento (metallici e non metallici quali spinotti, chiodi, viti, piastre, ecc.) devono essere idonei a garantire le prestazioni previste dalle presenti norme ed in particolare, in presenza di azioni sismiche, al § 7.7.5.2. Ai suddetti dispositivi meccanici, si applica quanto riportato ai punti A) o C) del §11.1“.
Il §11.7.9 “durabilità del legno e derivati” riporta i requisiti di durabilità dei prodotti lignei, naturali o a seguito di trattamenti. Nello stesso capitolo sono indicate le norme da utilizzare come utile riferimento.
Il §11.7.10 specifica che “Le caratteristiche e le prestazioni dei materiali devono essere garantite dai fabbricanti, dai centri di lavorazione, dai fornitori intermedi, per ciascuna fornitura“.
La prima parte del §11.7.10.1 è dedicata alla qualificazione della produzione di elementi lignei per uso strutturale non marcati CE (es: uso “Fiume” e “Trieste”).
La seconda parte tratta i Centri di Lavorazione del legno strutturale. Si specifica che sono gli “stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base qualificati per dare loro la configurazione finale in opera (intagli, forature, applicazione di piastre metalliche, etc), sia di legno massiccio che lamellare” e che “Ogni Centro di lavorazione deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (anche mediante etichettatura, etc.) su ogni elemento lavorato“. Quest’ultimo punto è rafforzato in seguito quando si richiede che “Tutte le forniture di elementi in legno per uso strutturale devono riportare il marchio del fabbricante e del centro di lavorazione nel quale siano state eventualmente lavorate, ed essere accompagnate da una documentazione riportante la dichiarazione delle caratteristiche tecniche essenziali del prodotto“.
Il §11.7.10.1.1 riporta invece, creando ambiguità interpretativa dovuta alla conflittualità dei contenuti, che “Comunque, per quanto possibile, anche in relazione alla destinazione d’uso del prodotto, il fabbricante ed il centro di lavorazione sono tenuti ad identificare mediante marchiatura ogni singolo pezzo. Ove ciò non sia possibile, per la specifica tipologia del prodotto, la marchiatura deve essere tale che prima dell’apertura dell’eventuale ultima e più piccola confezione il prodotto sia riconducibile al fabbricante o al centro di lavorazione, al tipo di legname nonché al lotto di classificazione e alla data di classificazione” e che “Qualora, sia presso gli utilizzatori, sia presso i commercianti (quali fornitori intermedi), l’unità marchiata (pezzo singolo o lotto) viene scorporata, per cui una parte, o il tutto, perde l’originale marchiatura del prodotto è responsabilità sia degli utilizzatori sia dei commercianti documentare la provenienza mediante i documenti di accompagnamento del materiale e gli estremi del deposito del marchio presso il Servizio Tecnico Centrale“.
Infine nel §11.7.10.1 si chiarisce che “Il Direttore Tecnico della produzione, di comprovata esperienza e dotato di attestato conseguito tramite apposito corso di formazione, assume le responsabilità relative alla conformità alle presenti norme delle attività svolte nel centro di lavorazione. Il Direttore tecnico di produzione deve altresì frequentare un corso di aggiornamento con cadenza almeno triennale“. La nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale sottolinea che “i Direttori che abbiano già seguito un Corso di formazione, in caso di mancato aggiornamento, vedranno decadere la loro qualificazione di Direttore“.
Il §11.7.10.1.1 chiarisce che “I produttori, i successivi intermediari e gli utilizzatori finali devono assicurare una corretta archiviazione della documentazione di accompagnamento dei materiali garantendone la disponibilità per almeno 10 anni e devono mantenere evidenti le marchiature o etichette di riconoscimento per la rintracciabilità del prodotto“.
Il §11.7.10.1.2 “Forniture e documentazione di accompagnamento” chiarisce come “Tutte le forniture di legno strutturale devono essere accompagnate da:
una copia della documentazione di marcatura CE, secondo il sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione applicabile al prodotto, oppure copia dell’attestato di qualificazione o del certificato di valutazione tecnica rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale;
dichiarazione di prestazione di cui al Regolamento (UE) n.305/2011 oppure dichiarazione resa dal Legale Rappresentante dello stabilimento in cui vengono riportate le informazioni riguardanti le caratteristiche essenziali del prodotto ed in particolare: la classe di resistenza del materiale, l’euroclasse di reazione al fuoco e il codice identificativo dell’anno di produzione; sulla stessa dichiarazione deve essere riportato il riferimento al documento di trasporto.
una copia dell’attestato di denuncia dell’attività del centro di lavorazione;
dichiarazione del Direttore tecnico della produzione inerente la descrizione delle lavorazioni eseguite;“.
La nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale, in merito alla comunicazione annuale di conferma attività, chiarisce che “con le nuove NTC 2018, cessa questo obbligo per i Centri di lavorazione; i Fabbricanti (ovvero i Produttori di elementi Uso Fiume o Uso Trieste) dovranno invece continuare a confermare la loro attività entro il 31 gennaio di ogni anno, allegando la documentazione attestante i controlli di produzione effettuati nel corso dell’anno precedente“. Sempre la medesima nota chiarisce, in merito agli attestati di qualificazione di elementi strutturali in legno, che “gli attestati già rilasciati ai sensi delle precedenti NTC 2008 cessano di avere validità allo scadere dei cinque anni dall’entrata in vigore delle NTC 2018“. Mentre “gli Attestati di denuncia attività dei centri di lavorazione continuano ad essere senza scadenza (ne consegue che i precedenti attestati rilasciati ai sensi delle NTC 2008 continueranno ad essere validi anche per le nuove NTC 2018)“. Infine la nota sull’obbligo di denuncia dell’attività come centri di lavorazione chiarisce che “i medesimi obblighi sono posti in capo alle ditte straniere dotate di marcatura CE“.
Il §11.7.10.2 sottolinea che “I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori per tutte le tipologie di materiali e prodotti a base di legno e sono demandati al Direttore dei Lavori il quale, prima della messa in opera, è tenuto ad accertare e a verificare quanto sopra indicato e a rifiutare le eventuali forniture non conformi“. Inoltre “Il Direttore dei Lavori potrà far eseguire ulteriori prove di accettazione sul materiale pervenuto in cantiere e sui collegamenti, secondo le metodologie di prova indicate nella presente norma“.
Sempre il §11.7.10.2 specifica i controlli in accettazione per:
Massiccio: “Per gli elementi di legno massiccio, su ogni fornitura, dovrà essere eseguita obbligatoriamente una classificazione visuale in cantiere su almeno il cinque per cento degli elementi costituenti il lotto di fornitura, da confrontare con la classificazione effettuata nello stabilimento“.
Incollato: “Per gli elementi di legno lamellare dovrà essere acquisita la documentazione relativa alla classificazione delle tavole e alle prove meccaniche distruttive svolte obbligatoriamente nello stabilimento di produzione relativamente allo specifico lotto della fornitura in cantiere (prove a rottura sul giunto a pettine e prove di taglio e/o delaminazione sui piani di incollaggio). Inoltre, su almeno il 5% del materiale pervenuto in cantiere, deve essere eseguito il controllo della disposizione delle lamelle nella sezione trasversale e la verifica della distanza minima tra giunto e nodo, secondo le disposizioni della UNI EN 14080“.
Altri prodotti incollati: “Per gli altri elementi giuntati di cui ai paragrafi 11.7.3, 11.7.5 ed 11.7.6, dovrà essere acquisita la documentazione relativa alla classificazione del materiale base e alle prove meccaniche previste nella documentazione relativa al controllo di produzione in fabbrica, svolte obbligatoriamente in stabilimento relativamente allo specifico lotto della fornitura in cantiere. Inoltre, su almeno il 5% del materiale pervenuto in cantiere, deve essere eseguito il controllo della disposizione delle lamelle nella sezione trasversale e la verifica della distanza minima tra giunto e nodo, secondo le disposizioni delle specifiche tecniche applicabili“.
Tutti i prodotti lignei: “Infine, su almeno il 5% degli elementi di legno lamellare e degli elementi giuntati di cui ai paragrafi 11.7.3, 11.7.4, 11.7.5 ed 11.7.6 forniti in cantiere, deve essere eseguito il controllo dello scostamento dalla configurazione geometrica teorica secondo le tolleranze di cui al § 4.4“. Si veda il § 4.4.15. “Regole per l’esecuzione”.
Collegamenti meccanici: “Per gli elementi meccanici di collegamento di cui al § 11.7.8, in fase di accettazione in cantiere, il Direttore dei lavori verifica la prevista documentazione di qualificazione, la corrispondenza dimensionale, geometrica e prestazionale a quanto previsto in progetto, ed acquisisce i risultati delle prove meccaniche previste nelle procedure di controllo di produzione in fabbrica. Il Direttore dei lavori effettua, altresì, prove meccaniche di accettazione in ragione della criticità, della differenziazione e numerosità degli elementi di collegamento“.
La parte finale del §11.7.10.2 riporta “Nei casi in cui non siano soddisfatti i controlli di accettazione, oppure sorgano dubbi sulla qualità e rispondenza dei materiali o dei prodotti a quanto dichiarato, oppure qualora si tratti di elementi lavorati in situ, oppure non si abbiano a disposizione le prove condotte in stabilimento relative al singolo lotto di produzione, si deve procedere ad una valutazione delle caratteristiche prestazionali degli elementi attraverso una serie di prove distruttive e non distruttive con le modalità specificate di seguito“. Ovvero “Per quanto riguarda il legno massiccio potrà fatto farsi utile riferimento ai criteri di accettazione riportati nella norma UNI EN 384:2016. Per il legno lamellare e gli altri elementi giuntati di cui ai § 11.7.3, 11.7.4, 11.7.5 ed 11.7.6, in considerazione dell’importanza dell’opera, potranno essere effettuate, da un laboratorio di cui all’articolo 59 del DPR 380/2001, prove di carico in campo elastico anche per la determinazione del modulo elastico parallelo alla fibratura secondo le modalità riportate nella UNI EN 408:2012 o nella UNI EN 380:1994, ciascuna in quanto pertinente“.
Novità §11.8 Componenti prefabbricati in c.a. e c.a.p.
Il §11.8.1 chiarisce che “Per tutti gli elementi prefabbricati qualificati secondo quanto previsto nei punti A oppure C del § 11.1, si considerano assolti i requisiti procedurali di cui al deposito ai sensi dell’articolo 58 del DPR 380/2001“. E che “Ai fini dell’impiego, tali prodotti devono comunque rispettare, laddove applicabili, i seguenti punti 11.8.2, 11.8.3.4 ed 11.8.5, per quanto non in contrasto con le specifiche tecniche europee armonizzate“.
La nota n. 3187 del 21 marzo 2018 del Servizio Tecnico Centrale per le produzioni occasionali chiarisce che “con le nuove NTC 2018 gli stabilimenti di produzione dei manufatti non in serie non sono più tenuti alla preliminare qualificazione dello stabilimento presso il STC. Tuttavia, ai sensi di quanto indicato al §11.8.1, detti stabilimenti devono comunque continuare ad impiegare processi di produzione di tipo industrializzato, sottoposti ad un sistema di controllo secondo quanto indicato nei §§ 11.8.2 ed 11.8.3 delle NTC 2018. Resta inoltre fermo il fatto che per quanto riguarda i controlli di accettazione di calcestruzzo e acciaio da c.a., detti stabilimenti devono rispettare i pertinenti punti delle NTC 2018 relativi ai cantieri“. La definizione di produzione occasionale è indicata al §4.1.10 “di produzione occasionale si intendono i componenti prodotti senza il presupposto della ripetitività tipologica“. Va ricordato che il §4.1.10.3 specifica come “i componenti di produzione occasionale devono inoltre essere realizzati sotto la vigilanza del Direttore dei lavori dell’opera di destinazione“.
Il §11.8.3.1 specifica i controlli in produzione che “si applicano solo a prodotti per i quali non sia applicabile la marcatura CE, per i quali si applica integralmente quanto previsto dalle norme pertinenti specifiche tecniche armonizzate“.
Il §11.8.4 riporta le procedure di qualificazione per la produzione in serie dichiarata e controllata (Art. 58 (L) – Produzione in serie in stabilimenti di manufatti in conglomerato normale e precompresso e di manufatti complessi in metallo, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), qualora non obbligatoria la Marcatura CE.
Il §11.8.5 riporta i documenti di accompagnamento delle forniture “Oltre a quanto previsto nei punti applicabili del § 11.1, ogni fornitura in cantiere di elementi costruttivi prefabbricati, sia di serie che occasionali, dovrà essere accompagnata da apposite istruzioni nelle quali vengono indicate le procedure relative alle operazioni di trasporto e montaggio degli elementi prefabbricati, ai sensi dell’art. 58 del DPR n. 380/2001, da consegnare al Direttore dei Lavori dell’opera in cui detti elementi costruttivi vengono inseriti, che ne curerà la conservazione“. Nel successivo paragrafo sono indicati i contenuti di tali istruzioni, si ricorda che il §11.8.1, in merito al presente capitolo, riporta: “per quanto non in contrasto con le specifiche tecniche europee armonizzate“.
Infine il §11.8.6. tratta i dispositivi meccanici di collegamento fra elementi prefabbricati per i quali “si applica quanto riportato ai punti A) o C) del §11.1“.
Gli ultimi capitolo “11.9. DISPOSITIVI ANTISISMICI E DI CONTROLLO DI VIBRAZIONI” e “11.10 MURATURA PORTANTE” non sono starti trattati nel presente articolo.
Per ulteriori aggiornamenti rimaniamo in attesa degli eventuali chiarimenti che potranno giungere dalla circolare applicativa non ancora pubblicata.
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