Source: https://www.disasrl.com/per-il-tar-di-ancona-prevale-linterpretazione-letterale/
Timestamp: 2020-04-06 15:24:06+00:00
Document Index: 14318911

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Offerte anomale per il Tar di Ancona prevale l’interpretazione letterale dell’art. 97 - DISA
da DISA | Feb 12, 2020 | News Appalti | 0 commenti
Offerte anomale per il Tar di Ancona prevale l’interpretazione letterale dell’art. 97. Il Tar di Ancona con la sentenza 29/01/2020 n. 82 e con la sentenza 06/02/2020, n. 93 ripropone quando già espresso nella sentenza 07/10/2019 n. 622 e sul calcolo dell’anomalia dell’offerta, nella sentenza n. 82 ripropone la propria tesi sul calcolo di cui all’articolo 97, comma 2, lettera d) del codice dei contratti precisando che “da una esegesi della let. d) del comma 2 del novellato art. 97 Codice appalti che tenga debitamente conto delle nozioni e dei concetti propri della matematica, si desume che:
Diversa ed opposta interpretazione dell’art. 97, comma 2, lett. d)
Evidenzia il Tar di Ancona, sempre nella sentenza n. 82: “La diversa (e opposta) interpretazione del menzionato art. 97, comma 2, lettera d), sposata in altre pronunce. In base a tale differente esegesi della norma, l’operazione matematica di “decremento” di cui all’art. 97, comma 2, lett. d) citato, indicherebbe una sottrazione tra i due valori individuati, mentre l’espressione “valore percentuale” farebbe riferimento alla grandezza numerica oggetto della sottrazione. In altri termini, poiché secondo la disposizione in esame il “prodotto delle prime due cifre dopo la virgola della somma dei ribassi” è “applicato” come percentuale allo “scarto medio aritmetico di cui alla lettera b”, la cifra così calcolata andrebbe sottratta alla cosiddetta “prima soglia” e verrebbe in rilievo come grandezza assoluta, anche perché la norma non specificherebbe che l’operazione contempla l’applicazione, per una seconda volta, di un dato in percentuale”
Ed aggiungono che “in assenza di una modifica normativa o dell’adozione di una disposizione di interpretazione autentica, non vi sono ragioni che giustifichino le tesi contrarie sinora affermatesi in giurisprudenza; né l’interpretazione della norma può essere condizionata dalla circolare del MIT del 24 ottobre 2019, che, come è noto, non può assumere un valore normativo“.
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