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Timestamp: 2020-08-06 19:56:50+00:00
Document Index: 57834162

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 1621 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1621 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 06/12/2016, dep.20/01/2017), n. 1621
sul ricorso 8731/2013 proposto da:
AGENZIA DELLE, ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro
S.M.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PASUBIO 4,
presso lo studio dell’avvocato ANGELO GIUSEPPE CAPARELLO, che lo
EDOARDO CAPPELLINI, giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 11/22/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE, emessa il 26/01/2012 e depositata il
09/02/2012;
L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza della CTR Toscana indicata in epigrafe, con la quale è stato accolto l’appello di S.M.P., esercente l’attività di medico di medicina generale, contro la sentenza che aveva respinto il ricorso della contribuente contro il diniego di rimborso per IRAP relativo agli anni 2004/2006.
La parte intimata ha depositato controricorso, eccependo la tardività della notifica del ricorso. Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.
L’eccezione di tardività del ricorso è manifestamente infondata posto che l’Agenzia, a fronte della sentenza impugnata della CTR Toscana, pubblicata il 9.2.2012, ha provveduto a consegnare il ricorso per cassazione all’ufficiale giudiziario in data 27.3.2012 e dunque entro il termine di cui all’art. 327 c.p.c. – comprensivo della sospensione del periodo feriale. La circostanza che il ricorso sia stato notificato al difensore in epoca successiva al detto termine non è in grado di inficiare la tempestività del procedimento notificatorio tempestivamente promosso dall’Agenzia.
La sentenza della Ctr ha escluso che la situazione logistica nella quale operava il professionista potesse integrare l’esistenza del requisito dell’autonoma organizzazione, ponderando gli elementi indicati nelle dichiarazioni dei redditi della contribuente e considerando l’esiguità delle spese sostenute dalla contribuente e l’indispensabilità degli oneri indicati dalla stessa rispetto all’esercizio dell’attività di medico convenzionato con il ssn.
Tale accertamento compiuto dalla CTR non contrasta con i principi espressi da questa Corte, secondo i quali con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive” – cfr. Cass. S. U. n. 9451/2016.
Il secondo motivo di ricorso è manifestamente inammissibile, avendo la CTR adeguatamente motivato sull’insussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.
In relazione all’intervento chiarificatore delle SU le spese del giudizio vanno compensate.