Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/1992/92lr0014.html
Timestamp: 2019-07-21 16:53:17+00:00
Document Index: 10923247

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 55', 'art. 33']

Legge regionale 31 marzo 1992, n. 14 (BUR n. 36/1992)
Legge regionale 31 marzo 1992, n. 14 (BUR n. 36/1992) [sommario] [RTF]
1. La presente legge disciplina la circolazione dei veicoli nelle strade silvo-pastorali ricadenti nei territori soggetti a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267 e successive modificazioni o a vincolo di tutela ambientale in conformità alle vigenti normative fatta salva la legislazione regionale istitutiva dei parchi.(1)
1. Ai fini della presente legge, sono considerate strade silvopastorali le vie di penetrazione situate all'interno delle aree forestali e pascolive.
2. Sono assimilate alle strade silvopastorali:
3. Sono escluse dall'applicazione della presente legge le strade adibite al pubblico transito e quelle a servizio delle abitazioni. (2)
1. Allo scopo di evitare i danni previsti dall'articolo 1 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, per i fini di cui alla legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 e della legge regionale 15 novembre 1974, n. 53 , le Province e le Comunità montane per i territori di competenza individuano, sentiti i Comuni, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e per eventuali aggiornamenti entro il mese di febbraio di ogni anno, l'elenco delle strade silvo-pastorali di cui al comma 1 dell'art. 2 esistenti da assoggettare alla presente disciplina. (3)
1. Nelle strade silvopastorali e nelle aree assimilate di cui all'art. 2 è vietata la circolazione dei veicoli a motore, fatta eccezione per i mezzi impiegati nei lavori agricoli e forestali, di vigilanza e antincendio, di assistenza sanitaria e veterinaria, per i mezzi dei proprietari dei fondi, dei titolari di altri diritti reali, degli affittuari e dei locatari di immobili situati nel territorio servito della strada, limitatamente al tratto più breve necessario a raggiungere tali immobili, nonché per i mezzi di chi debba transitare per motivi professionali. I mezzi devono essere muniti di apposito contrassegno rilasciato dai Comuni anche a titolo oneroso (4) su modello approvato con deliberazione della Giunta regionale riportante gli estremi di identificazione del veicolo.
3. Il divieto di circolazione nelle strade silvopastorali di cui al comma 1 dell'art. 2 è reso noto al pubblico mediante l'apposizione di un segnale stradale di divieto di transito riportante gli estremi della presente legge, che può essere integrato da idonea barriera fissa disposta a cura del proprietario del fondo od eventuale ente gestore.
6. I velocipedi possono circolare sulle strade silvo-pastorali e sulle aree assimilate di cui all’articolo 2. Gli enti locali competenti in materia di viabilità silvo-pastorale possono individuare sulle strade silvo-pastorali e sulle aree assimilate, ad eccezione di quelle individuate all’articolo 2, comma 2, lettera e), specifici percorsi ciclo-escursionistici. Nei sentieri alpini, disciplinati dagli articoli 111 e seguenti della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, tale individuazione compete alle comunità montane di concerto con le sezioni del Club alpino italiano (CAI) operanti nel territorio regionale, sentita la commissione regionale per i problemi del turismo di alta montagna di cui all’articolo 123 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 . I percorsi ciclo-escursionistici devono essere adeguatamente segnalati e provvisti di indicazioni in loco circa i limiti al loro utilizzo anche al fine del rispetto dell’ambiente e della sicurezza delle persone. (5)
7. Nelle aree assimilate di cui al comma 2 dell'art. 2, fermo quanto previsto al comma 6, ulteriori limitazioni alla circolazione dei velocipedi possono essere disposte con ordinanza del Sindaco motivata in relazione al pregiudizio per la tutela ambientale. (6)
1. I regolieri e gli appartenenti alle regole hanno diritto di circolazione anche con i veicoli a motore, ivi comprese le motoslitte (7) con le modalità e i limiti previsti dall’articolo 4, senza alcuna limitazione di confini e termini sulle strade silvo-pastorali tra regola e regola, su autorizzazione del capo regola competente, per raggiungere e percorrere l’intera proprietà regoliera. (8)
4. I possessori di motoslitte transitano nei percorsi di cui al comma 2, previa specifica autorizzazione rilasciata dal comune, sentite le rispettive Regole territoriali. (9)
1. Le Province e le Comunità montane, per i territori di rispettiva competenza, redigono, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge il "Piano della viabilità silvo-pastorale" vincolante per i medesimi territori. Tale piano è riferito alle strade silvo - pastorali di cui al comma 1 dell'art. 2 ed è volto, nell'ambito della pianificazione forestale, a favorire l'ottimale gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale. (10)
2. Possono essere realizzate strade e piste nei limiti di quanto previsto dagli strumenti di pianificazione forestale regionale. E’ consentita la realizzazione di strade per la prevenzione e l’estinzione degli incendi boschivi. (11)
b) alle comunità montane ovvero, per i territori in esse non ricompresi alle province.(13)
1. La vigilanza sull'applicazione della presente legge è affidata agli organi di polizia indicati nella legge regionale 15 novembre 1974, n. 53 e successive modificazioni e integrazioni e da quelli indicati all'articolo 4 della legge regionale 6 agosto 1987, n. 42 e successive modificazioni. (14)
Art. 9 (Abrogazione).
1. E' abrogata la lettera b) dell'articolo 17 della legge regionale 15 novembre 1974, n. 53 .
Art. 10 (Dichiarazione d'urgenza).
(1) Articolo così modificato dall'articolo 1, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(2) Comma modificato dall’articolo 30, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 1999, n. 7 . L’articolo in precedenza è stato sostituito dall'articolo 2, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(3) Comma così modificato dall'articolo 3, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(4) Comma così modificato da comma 1 art. 55 legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 che ha aggiunto dopo le parole “I mezzi devono essere muniti di apposito contrassegno rilasciato dai comuni” le parole “anche a titolo oneroso”; il comma 2 prevede che la Giunta regionale avvalendosi di eventuali collaborazioni per la definizione del modello di contrassegno, provvede a stabilire il titolo oneroso del contrassegno.
(5) Comma così sostituito da comma 1 art. 33 legge regionale 6 aprile 2012, n. 13 .
(6) Articolo così sostituito dall'articolo 4, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(7) Comma così modificato dall’articolo 68, comma 1, della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 11 che ha aggiunto dopo le parole “veicoli a motore” le parole “ivi comprese le motoslitte”.
(8) Articolo aggiunto dall’articolo 31, comma 1, della legge regionale 22 febbraio 1999, n. 7 .
(9) Articolo inserito dall’articolo 68, comma 2, della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 11 .
(10) Comma così modificato dall'articolo 5, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 . Si fa presente che il termine di un anno per la redazione del piano è prorogato di un anno a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge: vedi articolo 7, comma 1, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(11) Comma sostituito dall’articolo 9, comma 1, della legge regionale 28 gennaio 2000, n. 5 .
(12) Comma abrogato dall’articolo 9, comma 2, della legge regionale 28 gennaio 2000, n. 5 .
(13) Articolo così sostituito dall’articolo 68, comma 3, della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 11 , in precedenza sostituito dall'articolo 6, della legge regionale 22 giugno 1993, n. 19 .
(14) L’articolo 4, della legge regionale 6 agosto 1987, n. 42 , come modificato dall’articolo 2 della legge regionale 27 febbraio 1990, n. 15 , dispone che: “1. Le funzioni di vigilanza e l’accertamento delle violazione in materia di foreste, di competenza regionale ai sensi dell’articolo 69 del dpr 27 luglio 1977, n. 616, sono esercitate anche dal Dipartimento per le foreste e l’economia montana nonchè, per il territorio di propria competenza, dall’Azienda regionale delle foreste. 2. A tal fine i dipendenti del Dipartimento per le foreste, dei servizi forestali e dell’Azienda regionale delle foreste, con qualifica pari o superiore a quella di istruttore direttivo, nei limiti del servizio cui sono destinati e secondo le attribuzioni a essi conferite dal comma 1, sono ufficiali di polizia giudiziaria a norma dello articolo 221 del codice di procedura penale.3. Il Presidente della Regione è autorizzato a rilasciare apposito tesserino al personale di cui al comma 2 per le funzioni ivi previste, nel rispetto della vigente normativa.”