Source: http://www.filcams.cgil.it/pam-contratto-integrativo-aziendale/
Timestamp: 2018-04-26 13:28:12+00:00
Document Index: 164277777

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 8', 'art. 44', 'art. 127', 'art. 12', 'art. 127', 'art. 38', 'art. 91']

Pam, Contratto Integrativo Aziendale
ACCORDO INTEGRATIVO AZIENDALE NAZIONALE PAM
L’azienda assume l’impegno di perseguire una politica di approvvigionamento tale da privilegiare gli acquisti sul mercato nazionale e da eliminare intermediazioni parassitarie, anche in relazione con iniziative pubbliche dirette a riorganizzare i sistemi distributivi delle merci deperibili. Al fine di realizzare un migliore e più funzionale servizio ai consumatori con l’obiettivo primario di favorire il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari di prima necessità, nonché di garantire una continuità di approvvigionamenti a costanti valori qualitativi, l’azienda si impegna ad ulteriormente indirizzare i propri acquisti verso le forme associate e le cooperative, a parità di prezzi e qualità di prodotto e di servizio, e a sviluppare il sistema dei contratti diretti con la produzione al fine di determinare le condizioni per una effettiva politica di contenimento dei prezzi e rendere quindi i contratti di somministrazione coerenti con tale obiettivo e con quello della ristrutturazione dei circuiti distributivi. L’azienda si impegna a definire con le OO.SS. a livello nazionale un paniere di prodotti alimentari a prezzi calmierati: le parti si incontreranno entro due mesi dalla data di stipula del presente accordo per definire la composizione e le modalità di attuazione.
Le parti si danno reciprocamente atto che anche con riferimento alla situazione del Supermercato di Milano, Via Padova n. 111, ricompreso nel piano allegato, tra quelli in cui ad avviso dell’azienda non esistono possibilità di interventi di politica commerciale e/o ristrutturazione organizzativa, si svilupperà il confronto con le 00.SS. territoriali congiuntamente al C.d.A. per la ricerca di soluzioni alternative. Per ciò che afferisce la situazione del Supermercato di Brescia, l’azienda riconferma che essa ne continua attualmente la gestione solo in seguito ad un provvedimento dell’autorità giudiziaria che ha temporaneamente sospeso la consegna del punto di vendita alla società concessionaria con la quale anche la C.d.A. e le OO.SS. provinciali hanno raggiunto un accordo confermato avanti l’ufficio del lavoro di Brescia. L’azienda, su esplicito invito delle OO.SS. nazionali, si dichiara tuttavia disponibile ad affrontare con il C.d.A. e le OO.SS. territoriali a brevissimo termine, l’esame di ipotesi che consentano la continuazione della gestione del Supermercato da parte dell’azienda stessa. E’ implicito che l’operatività dell’eventuale accordo che si dovesse raggiungere resta condizionata all’assenso della Società concessionaria e comunque alla risoluzione della vertenza giudiziaria pendente.
Con riferimento a quanto già sancito dall’art. 25 del CCNL 25 settembre 1976 e dall’art. 8 del C.I.A. 27 giugno 1974, l’azienda dichiara la propria disponibilità ad accedere a confronti con i C.d.A. e le OO.SS. territoriali, sugli orari di lavoro e, ove lo fosse richiesto, su ipotesi di turni di lavoro che, compatibilmente con la vigente normativa in tema di orari di apertura dei negozi e con le esigenze del servizio alla clientela, consentano, a costanti valori di efficienza e servizio alla clientela, una riduzione dei nastri orari di lavoro.
L’azienda ha fornito alle OO.SS. precise informazioni sulla attuale consistenza del numero dei dipendenti impiegati a tempo parziale. Le parti riconfermano che anche gli eventuali passaggi da full-time a part-time e viceversa rientrano nell’ambito del confronto di cui al capitolo ,,Occupazione ”. Agli effetti dell’utilizzo del lavoro a tempo parziale si precisa che nei contratti di assunzione l’orario settimanale di lavoro non potrà prevedere un impegno superiore alle 24 ore ed inferiore alle 20 ore. La distribuzione dell’attività lavorativa a tempo parziale nell’arco della settimana ed i relativi orari giornalieri saranno fissati, armonizzando le istanze del personale, le esigenze tecnico-produttive del lavoro in relazione ai risultati eventualmente definiti nel confronto circa l’organizzazione del lavoro ed i livelli occupazionali, in periodi non inferiori alle 4 ore.
L’azienda è disponibile ad analizzare concretamente con le OO.SS. a livello territoriale le condizioni ambientali ed igienico-sanitarie dei posti di lavoro utilizzando strutture pubbliche quali gli SMAL, i Consorzi Socio-Sanitari, i Consultori, gli Istituti specializzati Le modalità d’intervento saranno concordate fra i C.d.A e l’Azienda. L’Azienda si impegna ad estendere l’anticipazione dell’indennità a carico dell’Istituto assicuratore anche per i casi di infortunio e ad integrare tale indennità al raggiungimento del 100% della normale retribuzione. L’azienda si impegna a prendere gli opportuni contatti con le Autorità Sanitarie locali, onde consentire ai lavoratori l’espletamento durante l’orario di lavoro, degli adempimenti .posti a loro carico dalla vigente legislazione (legge 283/62) e connessi solamente con il rinnovo del libretto sanitario.
I lavoratori assumono l’autonomo impegno di effettuare le operazioni di inventario del reparto scatolame relative alle scadenze di giugno e dicembre nella mezza giornata di chiusura infrasettimanale dei Supermercati o, se richiesto dal C.d.A., nella giornata domenicale o in altra festività. Le parti demandano a livello locale la definizione delle modalità di effettuazione degli inventari stessi.
Le operazioni di inventano connesse con le scadenze di marzo e settembre saranno effettuate previa contrattazione col C.d.A. tenendo conto di ipotesi volontarietà. Per i depositi, restano ferme le modalità di effettuazione attualmente in atto.
Premesso che l’organizzazione del lavoro deve essere finalizzata all’arricchimento della professionalità dei lavoratori, al miglioramento delle condizioni di lavoro e al recupero dell’efficienza produttiva del punto di vendita anche in riferimento al servizio alla clientela, le parti convengono che l’organizzazione del lavoro rientra fra le materie oggetto di confronto a livello delle unità aziendal. Obiettivo del confronto è la definizione dei criteri organizzativi a livello del punto di vendita. Pertanto, sulla base delle richieste avanzate dalle OO.SS. territoriali, assistite dai C.d.A., tendenti a realizzare una maggiore professionalità, e presentate dall’azienda nei casi di ristrutturazione, riqualificazione e sviluppo ed anche in coincidenza di nuove aperture e dell’introduzione di innovazioni tecnologiche ed operative, saranno ricercate forme di organizzazione del lavoro procedendo con la necessaria gradualità nell’eventuale realizzazione delle opportune sperimentazioni. I livelli occupazionali ed il conseguente impiego della forza lavoro nelle sue articolazioni: uomini, donne, full-time, part-time, contratti a termine, saranno oggetto, di confronto al fine di definire le opportune soluzioni contestualmente all’avvio della sperimentazione. Il confronto di cui sopra dovrà avvenire in riferimento a parametri quali: la media delle assenze, il contenimento del lavoro straordinario, la tecnologia produttiva, i volumi di merci lavorata e venduta, avendo presente l’esigenza di realizzare un’equa ripartizione dei carichi e dei ritmi di lavoro ed una efficiente ed economica gestione. Si conviene di sottoporre a sperimentazione una forma di organizzazione del lavoro basata sui gruppi di lavoro da concordare in sede locale.
Le parti si confronteranno sul dato occupazionale a livello territoriale anche in riferimento ai problemi definiti nei capitoli “ Piani di sviluppo e ristrutturazione ”, “ Organizzazione del lavoro ”. L’azienda si dichiara inoltre disponibile ad un confronto periodico con le OO.SS. a livello nazionale e “territoriale, sulla situazione complessiva dell’occupazione anche in riferimento al realizzarsi dei piani di sviluppo e riqualificazione prospettati dall’azienda, nonché ai piani di ristrutturazione che si rendessero indispensabili.
A) I lavoratori studenti non in prova, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statale, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legale, compresi quelli universitari, clic devono sostenere prove di esame per l’ottenimento dei titoli di cui sopra, hanno diritto a permessi retribuiti per la relativa preparazione nella misura di 160 ore nel biennio da godersi previo accordo con l’azienda in periodi non inferiori alla settimana. I permessi di cui sopra saranno retribuiti previa presentazione ufficiale degli esami sostenuti, e dei certificati attestanti l’effettiva frequenza.
B) I lavoratori non in prova che intendano frequentare corsi di studio compresi nell’ordinamento scolastico svolti presso istituti pubblici, costituiti in base alla legge 31 dicembre 1962 n. 1859, o riconosciuti in base alla legge 19 gennaio 1942 n. 86, e i lavoratori non in prova che, al fine di migliorare la propria cultura intendano frequentare presso istituti pubblici o legalmente riconosciuti corsi di studio, hanno diritto a permessi retribuiti per la frequenza di tali corsi per un massimo di 150 ore pro capite in un triennio, usufruibile anche in un solo anno Le modalità ed i limiti per il godimento ditali permessi sono quelli previsti dall’art. 44 del vigente CCNL. I permessi di cui al presente punto non sono cumulabili con i permessi accordati ai sensi del punto A). Eventuali accordi preesistenti in tema di diritto allo studio si intendono sostituiti dal presente accordo.
Le parti concordano di procedere con decorrenza 1° aprile 1978 alla perequazione, per tutto il personale in forza alla data della stipula del presente accordo, del premio aziendale previsto dall’art. 127 del vigente CCNL e i cui valori attuali sono quelli risultanti dalla tabella di cui all’art. 12 del Contratto integrativo aziendale 27 giugno 1974. L’importo del premio aziendale viene ragguagliato per tutto il personale al valore di L. 34.500 (trcntaquattromilacinquecento), attualmente riconosciuto al personale inquadrato al livello I Super. Il premio aziendale di lire 34.500, unico per tutti i livelli di inquadramento, costituisce valore autonomo svincolato ed indipendente da qualsiasi altra voce retributiva: non potrà pertanto subire alcun aumento per effetto di variazioni altre voci retributive. Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 127 del vigente CCN.L, le parti, convengono che a far data dal 1° aprile 1978 il premio aziendale venga erogato per l’intero ammontare anche sulle mensilità supplementari (13a e 14a mensilità). Si ribadisce che il premio aziendale di L. 34.500 così come ogni altra voce retributiva viene erogato, al personale impiegato a tempo parziale, in rapporto all’effettiva ridotta prestazione di lavoro.
Si conviene inoltre che il premio aziendale così come previsto dal presente articolo venga computato oltre che agli effetti deIl’art. 38, primo comma, dell’articolo 56 lettera c, e dell’art. 91 del CCNL 25 settembre 1976, anche nei casi di assenza dal lavoro per permesso sindacale retribuito, e nei casi di assenza dal lavoro che comportino erogazione di retribuzione a carico dell’azienda. Ai lavoratori in forza ed in servizio alla data del lo aprile 1978 verrà corrisposta con la mensilità di aprile un’indennità una tantum pari a L. 20.000 lorde.
Roma, 5 maggio 1978