Source: http://concordati.ilcaso.it/riviste/CrisiImpresa/ultime_pubblicate
Timestamp: 2020-05-31 10:12:42+00:00
Document Index: 28872638

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 186', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 186', 'art. 161', 'art. 9', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 161', 'art. 36', 'art. 161', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 92', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 113', 'art. 83', 'art. 2083', 'art. 4', 'art. 4']

Il termine per la risoluzione del concordato liquidatorio decorre dall’esaurimento delle operazioni di liquidazione.
Concordato preventivo – Risoluzione – Concordato liquidatorio – Decorso del termine di un anno ex art. 186, comma 3, legge fallim..
Nel concordato liquidatorio i termini di adempimento del piano non possono che qualificarsi come “mere prospettazioni”, non potendosi certo trascurare che tali termini dovranno necessariamente confrontarsi con l’andamento dei mercati, delle vendite e dunque con elementi esogeni ed incontrollabili ex ante; ne discende che ove non risultino non conclusi gli adempimenti previsti dal piano, non può dirsi iniziato il decorso del termine annuale di cui all’art. 186, comma 3, legge fallim. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 16 May 2020.
L’art. 10, comma 1, D.L. 8 aprile 2020 n. 23, il quale ha previsto l’improcedibilità dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento depositati dal 9 marzo al 30 giugno 2020, non richiama l’art. 14 l.f. (Obbligo dell’imprenditore che chiede il proprio fallimento) e non è pertanto applicabile a tale fattispecie, specialmente laddove l’insolvenza e l’impossibilità di una liquidazione in bonis sia già acclarata alla data di chiusura del bilancio di esercizio 2018 e l’imprenditore, all’udienza all’uopo fissata, abbia insistito per la dichiarazione di fallimento, palesando in tal modo il proprio disinteresse rispetto agli effetti protettivi introdotti dal citato decreto-legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 08 May 2020.
Concordato preventivo ex art. 186 bis L.F. – Art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 – Fase successiva all’emissione del decreto di ammissione ma antecedente all’adunanza dei creditori – Sussistenza dei presupposti per la concessione del termine di novanta giorni – inapplicabilità della sospensione feriale dei termini – Obblighi informativi periodici ex art. 161, comma 8, L.F..
La concessione del termine di cui all’art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 determina la regressione della procedura concordataria alla fase dell’ammissibilità, con conseguente ripetizione degli oneri di corredo documentale prescritti ex art. 161, commi 2 e 3, L.F., dimodoché si impone la necessità di porre a carico della proponente gli obblighi informativi periodici di cui all’art. 161, comma 8, L.F. (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 05 May 2020.
Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019.
Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità.
Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 04 May 2020.
COVID- 19 e sospensione dell'esecuzione del piano del consumatore.
Sulla istanza di modifica il giudice designato può decidere, sentito l'OCC, senza necessità di disporre la convocazione dei creditori se, come nel caso in esame, si è chiesta la sospensione del pagamento di alcune rate mensile e cioè si è chiesta una modifica che incide sui tempi dell'adempimento; depone in tal senso quanto previsto dall'art. 9, comma III, del Decreto Liquidità n. 23/2020 applicabile alla fattispecie analogicamente. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 17 April 2020.
La sospensione dei termini ex art. 36 DL 23/2020 non riguarda gli obblighi informativi periodici nel concordato preventivo.
Fallimento ed altre procedure concorsuali – Concordato Preventivo c.d. con riserva – Termini – Proroga della sospensione ex art. 36 DL 23/2020 – Applicazione agli obblighi informativi periodici ex art. 161 l. fall. – Esclusione.
Nelle procedure di concordato preventivo, ritenuto che la formulazione dell’art. 36 del DL 23/2020 – con il quale viene disposta la proroga della sospensione dalla data del 15 aprile 2020 alla data dell’ 11 maggio 2020 – sia riferibile ai soli termini processuali e non anche ai termini sostanziali, va esclusa che detta sospensione operi con riferimento agli obblighi informativi periodici ex art. 161 l. fall., che devono essere regolarmente adempiuti dai soggetti coinvolti nella procedura anche al solo fine di informare il tribunale che non sono state svolte attività a causa dell’emergenza sanitaria in corso, essendo tali termini diretti a tenere monitorata la gestione dell’impresa che ha richiesto di accedere alla procedura di concordato preventivo, consentendo così al tribunale e al commissario giudiziale di esercitare i rispettivi poteri di sorveglianza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 09 April 2020.
Continuità aziendale: il Tribunale di Modena in contrasto con la Cassazione sulla dilazione di pagamento dei creditori privilegiati.
Concordato preventivo – Continuità aziendale – Termine di pagamento dei creditori privilegiati – Creditori con diritto di prelazione sui beni necessari alla continuazione dell'attività – Trattamento.
La responsabilità patrimoniale può dunque attuarsi senza la vendita dei beni necessari alla continuità, purché la stessa assicuri ai creditori prelatizi sui medesimi beni quanto deriverebbe dalla loro liquidazione in un anno dall'omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 08 April 2020.
Coronavirus e sovraindebitamento: impossibilità sopravvenuta dell'adempimento e sospensione.
Sussistono i presupposti di legge della sospensione della decorrenza del piano del consumatore, con istanza formulata nelle more della omologazione, dovendosi ritenere accoglibile l’istanza motivata sull'impossibilità sopravvenuta dell'esatto adempimento nei termini proposti (situazione collegata a messa in cassa interazione del consumatore proponente il piano per effetto della normativa contenuta nel c.d. decreto “Cura Italia). (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 03 April 2020.
La sospensione ex art. 83 DL 18/2020 'Cura Italia' si applica a tutti i termini della procedura di concordato preventivo.
Fallimento ed altre procedure concorsuali – Concordato Preventivo c.d. con riserva – Termini – Sospensione ex art. 83 DL 18/2020 – Ricorrenza – Condizioni.
La sospensione dei termini di cui all’art. 83 co. 1 DL n. 18/2020 si applica anche al decorso di ogni termine previsto nell’ambito della procedura di concordato preventivo, attesa la prevalenza della normativa dettata dal citato art. 83 rispetto alla eventuale dichiarazione resa ex art. 92 Ord. Giud., in assenza di particolari ragioni di urgenza segnalate dal creditore procedente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 02 April 2020.
Progetto di riparto parziale del curatore: esclusa la sospensione del termine per il reclamo ex art. 83 DL 18/2020 'Cura Italia'.
Fallimento ed altre procedure concorsuali – Fallimento – Ripartizione dell'attivo – Deposito del progetto di riparto parziale – Termine per il reclamo – Dichiarazione di urgenza – Ricorrenza – Sospensione del termine ex art. 83 DL 18/2020 – Esclusione.
In relazione al progetto di riparto parziale predisposto dal curatore ex art. 113 l. fall., in considerazione dell’entità della somma da ripartire e della necessità di favorire la circolazione del denaro, ricorrono le condizioni per dichiarare l’urgenza della trattazione ai sensi dell’art. 83 DL. 18/2020 (“Cura Italia”) al fine di escludere la sospensione dei termini per il reclamo, attesa la necessità di assicurare la tempestività dei pagamenti in questo periodo di emergenza sanitaria e di conseguente crisi economica per il fermo delle attività d’impresa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 01 April 2020.
Nozione di imprenditore artigiano e requisiti per il privilegio.
La prevalenza del lavoro dei soci-titolari ai sensi e per gli effetti dell’art. 2083 c.c. va valutata con riferimento agli altri fattori della produzione impiegati, comprensivi di capitale investito e di costi del lavoro dipendente (e dunque di soggetti terzi rispetto ai titolari della impresa), non attraverso un raffronto tra costi del lavoro dipendente e capitale investito, il quale non può comunque essere identificato nei soli costi per ammortamento e di manutenzione degli impianti. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 28 March 2020.
Escussione del pegno successivamente alla dichiarazione di fallimento - Ammissibilità della revocatoria fallimentare sul ricavato della vendita di polizza costituita in pegno regolare - Non opera esenzione di cui all’art. 4 del D.lgs. n. 170/2004 - Differenza tra pegno regolare ed irregolare - Mancanza di potere alla banca di disporre della polizza.
In ipotesi di titoli oggetto di pegno regolare, è ammissibile la revocatoria fallimentare delle somme ricavate della vendita di detti beni a compensazione di eventuali crediti vantati dal garantito in quanto non rientranti nell’esenzione di cui all’art. 4 del d.lgs n. 170/2004.
Il pegno regolare non attribuisce alla banca la facoltà di disporre della polizza e del relativo diritto. (Salvatore Fieramonti) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 27 March 2020.
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