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Timestamp: 2019-05-26 03:27:26+00:00
Document Index: 152388637

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 306', 'art. 2', 'art. 89', 'art. 90', 'art. 157', 'art. 3', 'art. 91', 'art. 90', 'art. 10', 'art. 157', 'art. 158', 'art. 159', 'art. 160', 'art. 17']

F.8 testo unico sicurezza - Trafficlab
F.8 testo unico sicurezza
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 è stato pubblicato il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
Il provvedimento, noto come "Testo Unico della Sicurezza", riordina e razionalizza la normativa in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Con l'entrata in vigore del provvedimento (15.05.2008) saranno abrogati:
il Decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303 (Norme generali per l'igiene del lavoro), ad eccezione dell'articolo 64
il Decreto Legislativo 15 agosto 1991, n. 277 (Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212)
il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 187 (Attuazione della Direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni)
e "ogni altra disposizione legislativa e regolamentare nella materia disciplinata dal Decreto Legislativo medesimo incompatibile con lo stesso".
Fra i provvedimenti ancora in vigore, invece, segnaliamo il D.P.R. n. 302/1956 (espressamente richiamato dall'art. 306 comma 1) "Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955 n. 547" e il D.P.R. n. 320/1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro in sotterraneo".
LA NOMINA DEL COORDINATORE E LA REDAZIONE DEL P.S.C.
presenza di più imprese esecutrici
entità dei lavori superiore a 200 uomini-giorno (oppure presenza di rischi particolari).
Il D.Lgs. 81/2008, pur ricalcando fedelmente l'impianto normativo preesistente (D.Lgs. 494/1996 e D.P.R. 222/2003), ha introdotto alcune modifiche significative.
Tra queste segnaliamo la definizione di "Responsabile dei Lavori", precedentemente fornita dall'art. 2 comma 1 lett. c) del D.Lgs. 494/1996 ed attualmente contenuta nell'art. 89 comma 1 lett. c) del D.Lgs. 81/2008.
Tale modifica, all'apparenza poco significativa, comporta, in realtà, un considerevole aumento di responsabilità per progettista e direttore dei lavori nell'ambito della realizzazione di opere private.
Il Responsabile dei Lavori, ai sensi del D.Lgs. 494/1996, è un soggetto "che può essere incaricato dal committente ai fini della progettazione o della esecuzione o del controllo dell'esecuzione dell'opera".
Il Responsabile dei Lavori, dunque, è una figura che il committente (a sua discrezione) può nominare e a cui può delegare gli obblighi definiti dal D.Lgs. 494/1996.
Con l'entrata in vigore delle nuove norme, il Responsabile dei Lavori diviene "soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell'opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell'opera".
Il progettista e il direttore dei lavori di opere private, cioè, vengono investiti per legge del ruolo di responsabile dei lavori rispettivamente in fase di progettazione ed in fase di esecuzione e, pertanto, dovranno farsi carico anche degli ulteriori compiti specifici.
Il progettista, ad esempio, dovrà prevedere, obbligatoriamente, nel progetto la durata dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro (art. 90 comma 1, secondo periodo); in caso contrario potrebbe essere sanzionato con l'arresto da tre a sei mesi o con un'ammenda da 2.500 a 10.000 euro [art. 157 comma 1 lett. a)].
Inoltre dovrà effettuare la verifica di idoneità tecnico-professionale, la notifica preliminare (se necessaria), etc. Nel caso di appalto di opera pubblica, il Responsabile dei Lavori, come già previsto dal D.Lgs. 494/1996, è il Responsabile Unico del Procedimento.
DEFINITI I CRITERI DELLA VERIFICA DELL'IDONEITÀ TECNICO-PROFESSIONALE - IL D.U.R.C. È SEMPRE OBBLIGATORIO
Il D.Lgs. 494/1996 ha introdotto l'obbligo, per il committente o in sua vece per il responsabile dei lavori, di effettuare la verifica di idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici.
La lettera a) del comma 8 dell'art. 3 prevede che il Committente (o il Responsabile dei Lavori), anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa, verifichi l'idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, in relazione ai lavori da affidare, "anche attraverso l'iscrizione alla C.C.I.A.A.".
Il D.Lgs. 81/2008, oltre naturalmente a confermare quest'obbligo, definisce le modalità con cui effettuare la verifica.
L'allegato XVII al provvedimento, infatti, individua la documentazione di cui devono essere provviste le imprese e i lavoratori autonomi e che deve essere fornita al Committente/Responsabile dei Lavori.
Il Committente/Responsabile dei Lavori dovrà pretendere dalle imprese almeno l'esibizione di:
iscrizione alla C.C.I.A.A. con oggetto inerente alla tipologia dell'appalto
In caso di sub-appalto, la verifica dell'idoneità tecnico professionale dei subappaltatori, da effettuare sempre secondo le modalità indicate dall'Allegato XVII come sopra illustrate, spetta all'impresa affidataria.
Per i lavori di edilizia privata realizzati con D.I.A., la verifica di idoneità tecnico-professionale si considera soddisfatta con l'acquisizione di:
autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall'allegato XVII.
Il Committente/Responsabile dei Lavori deve chiedere alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'INPS, all'INAIL e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti.
Per i lavori di edilizia privata soggetti a D.I.A., è sufficiente la presentazione del documento unico di regolarità contributiva e dell'autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato.
Prima dell'inizio dei lavori il Committente/Responsabile dei Lavori trasmette all'amministrazione competente il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori e la documentazione prevista dall'art. 91, comma 1, lettere a) e b).
Quest'obbligo sussiste anche in caso di lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi.
Sempre prima dell'inizio dei lavori, il Committente/Responsabile dei Lavori trasmette all'A.S.L. e alla Direzione provinciale del Lavoro la Notifica Preliminare, conforme all'allegato XII, e gli eventuali aggiornamenti, nei seguenti casi:
cantieri in cui e' prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea (art. 90 comma 3);
cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, in fase esecutiva ricadono nel caso precedente;
In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento, del fascicolo, oppure in assenza di notifica preliminare, quando previsti o in assenza del D.U.R.C., è sospesa l'efficacia del titolo abilitativo.
PER I NUOVI COORDINATORI OBBLIGATORIO L'ESAME
I requisiti dei coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione sono attualmente fissati dall'art. 10 del D.Lgs. 494/1996 che prevede, tra l'altro, la frequenza di un corso specifico i cui contenuti sono indicati dall'allegato V allo stesso provvedimento.
Il nuovo testo, infatti, pur lasciando invariata la durata dei corsi (120 ore), definisce puntualmente (allegato XIV) le materie oggetto di insegnamento e introduce l'obbligo di esercitazioni pratiche (24 ore).
La novità principale, tuttavia, è l'introduzione della verifica finale di apprendimento.
La verifica dovrà essere effettuata da una commissione costituita da almeno tre docenti del corso e dovrà prevedere:
una simulazione finalizzata a valutare le competenze tecnico - professionali
Per conseguire l'attestato finale, quindi, non sarà più sufficiente la frequenza al 90% delle ore di insegnamento.
Il nuovo Testo Unico, inoltre, ha introdotto l'obbligo di aggiornamento per i coordinatori con cadenza quinquennale: è prevista la frequenza di un corso della durata complessiva di 40 ore.
Quest'ultima novità potrebbe riguardare, secondo alcuni, anche i coordinatori già abilitati all'entrata in vigore del provvedimento.
Uno dei punti più discussi del nuovo Testo Unico è certamente quello relativo alle sanzioni, che risultano fortemente inasprite rispetto alla normativa previgente.
Rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. 494/1996, infatti, gli importi delle ammende sono all'incirca triplicati.
Basti pensare che per i committenti e i responsabili dei lavori l'art. 157 del nuovo Testo Unico prevede, a seconda delle inadempienze, l'arresto da 2 a 6 mesi o un'ammenda da 1.250 a 10.000 euro.
Per i coordinatori, invece, l'art. 158 prevede sanzioni pecuniarie da 1.250 a 12.000 euro o l'arresto da 2 a 6 mesi.
Datori di lavoro, dirigenti e preposti rischiano (art. 159) ammende da 1.250 a 12.000 euro o l'arresto fino a 6 mesi.
Mano pesante anche per i lavoratori (art. 160):
per i lavoratori autonomi è previsto l'arresto fino a 2 mesi o sanzioni amministrative fino a 5000 euro;
i lavoratori dipendenti rischiano fino a 2 mesi di arresto o multe sino a 600 euro.
Le disposizioni relative all'analisi dei rischi e alla conseguente elaborazione del documento di valutazione (art. 17, comma 1, lettera a e 28) diventano efficaci decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione; fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni previgenti.
Le disposizioni relative alla "Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici" del Titolo VIII, Capo IV entrano in vigore alla data fissata dal primo comma dell'articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2004/40/CE.
Le disposizioni relative alla "Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali" entrano in vigore il 26 aprile 2010.
fonte:biblus-net di Acca
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