Source: https://www.eius.it/giurisprudenza/2019/384
Timestamp: 2019-10-16 00:37:41+00:00
Document Index: 72014060

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 67', 'art. 23', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 52']

EIUS - Corte costituzionale, sentenza 25 giugno 2019, n. 157
Sentenza 25 giugno 2019, n. 157
[...] nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1 nonché dell'intero testo della legge della Regione Abruzzo 18 giugno 2018, n. 14 (Disposizioni in materia sanitaria), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 17-20 agosto 2018, depositato in cancelleria il 24 agosto 2018, iscritto al n. 53 del registro ricorsi 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39, prima serie speciale, dell'anno 2018.
Udito nell'udienza pubblica del 16 aprile 2019 il Giudice relatore Giulio Prosperetti;
udito l'avvocato dello Stato Enrico De Giovanni per il Presidente del Consiglio dei ministri.
Il ricorrente rappresenta che l'art. 1 della legge regionale impugnata, rubricato «Disposizioni in materia di sanità convenzionata», dispone, al comma 1, il riconoscimento ai medici di continuità assistenziale, fino alla data di approvazione della delibera della Giunta regionale 18 luglio 2017, n. 398, un compenso aggiuntivo che, ai sensi dell'art. 13 (Trattamento economico), comma 1, dell'Accordo integrativo regionale approvato con delibera della Giunta regionale 9 agosto 2006, n. 916, è pari ad euro 4 all'ora, quale indennità per i rischi legati alla tipologia dell'incarico.
In proposito, il ricorrente espone che l'art. 67, comma 1, dell'ACN 29 luglio 2009, di modifica dell'ACN del 23 marzo 2005, stabilisce che «[i]l medico di continuità assistenziale assicura le prestazioni sanitarie non differibili ai cittadini residenti nell'ambito territoriale afferente alla sede di servizio» e che il successivo comma 17 prevede che «[i]l medico di continuità assistenziale partecipa alle attività previste dagli Accordi regionali e aziendali. Per queste attività vengono previste quote variabili aggiuntive di compenso, analogamente agli altri medici di medicina generale che ad esse partecipano. Tali attività sono primariamente orientate, in coerenza con l'impianto generale del presente Accordo, a promuovere la piena integrazione tra i diversi professionisti della Medicina generale, anche mediante la regolamentazione di eventuali attività ambulatoriali».
In proposito il ricorrente evidenzia che, pur avendo l'art. 23 dell'ACN 29 luglio 2009 (di modifica all'articolo 72, comma 1, dell'ACN del 23 marzo 2005) eliminato il riferimento ai «compensi lordi omnicomprensivi per ogni ora di attività svolta», tuttavia la nuova formulazione dell'art. 72 suddetto contiene pur sempre il riferimento alla rideterminazione dell'onorario professionale, prevedendo che «[a] far data dal l gennaio 2008 l'onorario professionale di cui all'art. 72, comma 1 dell'ACN 23 marzo 2005 è rideterminato in euro 22,03 per ogni ora di attività svolta [...]»; riferimento che, secondo la difesa dello Stato, deve comunque intendersi quale trattamento onnicomprensivo.
Ciò premesso, il ricorrente assume che con le ricordate previsioni dell'art. 1 della legge impugnata il legislatore regionale dell'Abruzzo eserciterebbe una competenza non propria, atteso che, ai sensi dell'art. 8, comma 1, prima parte, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), il rapporto tra il Servizio sanitario regionale, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta è disciplinato da apposite convenzioni di durata triennale, conformi agli accordi collettivi nazionali.
Secondo il ricorrente, dunque, «l'art. 1 della legge in esame, e l'intera legge regionale avente carattere normativo omogeneo (essendo composta di soli due articoli tra loro inscindibilmente connessi), invadono la competenza esclusiva statale in materia di "ordinamento civile", alla quale è riconducibile la contrattazione collettiva, violando in tal modo l'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost.», ledendo, al contempo, «l'esigenza connessa al precetto costituzionale di eguaglianza di cui all'art. 3, Cost., di garantire l'uniformità, sul territorio nazionale, delle regole fondamentali di diritto che disciplinano i rapporti in questione».
Nel testo modificato dall'art. 52, comma 27, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)», la citata previsione stabilisce, in particolare, che «[c]on accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è disciplinato il procedimento di contrattazione collettiva relativo ai predetti accordi tenendo conto di quanto previsto dagli articoli 40, 41, 42, 46, 47, 48 e 49 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».