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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 29', 'art. 8', 'art. 1676', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 21']

Sulla responsabilita' solidale del committente e dell'appaltatore
25 Settembre 2012 - Autore: Dott. LUCIANO CHIARI - Commercialista
per i debiti fiscali, retributivi e contributivi
2 - Nuova disciplina della responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore in ambito fiscale
2.1 - Ambito di applicazione
2.2 - Limite alla responsabilità solidale dell’appaltatore
2.3 - Esclusione della responsabilità solidale dell’appaltatore
2.4 - Rilascio di un’apposita asseverazione
2.5 - Sospensione del pagamento del corrispettivo al subappaltatore
2.6 - Obblighi del committente
2.7 - Sospensione del pagamento del corrispettivo all’appaltatore
2.8 - Sanzioni applicabili al committente
2.9 - Notifica degli atti
3 - Modifiche al regime di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi
3.1 - Esclusione della responsabilità solidale
3.2 - Attribuzione della facoltà di deroga alla contrattazione collettiva nazionale
3.3 - Modifiche al regime processuale
3.3.1 - Litisconsorzio necessario
3.3.2 - Preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore e dei subappaltatori
3.4 - Azione diretta dei dipendenti dell’appaltatore nei confronti del committente
3.5 - Intervento sostitutivo della stazione appaltante
Con l’art. 4 co. 31 della L. 28.6.2012 n. 92 sono invece state apportate ulteriori modifiche al regime di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi, disciplinata dall’art. 29 del DLgs. 10.9.2003 n. 276.
Per effetto della nuova disciplina introdotta dal DL 83/2012 convertito nella L. 134/2012, viene stabilito che l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore del versamento all’Erario:
· delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente;
· dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto.
Le disposizioni in esame in materia di responsabilità dell’appaltatore e del committente si applicano in relazione ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi:
· dai soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini IVA;
· dai soggetti IRES, di cui all’art. 73 del TUIR;
· dallo Stato e da Enti pubblici, di cui all’art. 74 del TUIR.
· delle amministrazioni aggiudicatrici pubbliche (art. 3 co. 25 del DLgs. 163/2006), cioè:
· degli altri soggetti previsti dall’art. 32 del DLgs. 163/2006, ad esempio:
La suddetta responsabilità solidale dell’appaltatore in ambito fiscale si applica nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto al subappaltatore.
· che i suddetti versamenti, già scaduti, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore, acquisendo la relativa documentazione;
· prima del pagamento del corrispettivo al subappaltatore.
L’attestazione dell’avvenuto adempimento ai suddetti obblighi di versamento può essere rilasciata anche attraverso un’asseverazione:
· di un soggetto iscritto nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o dei consulenti del lavoro;
· oppure del responsabile dell’assistenza fiscale di un CAF-imprese.
L’appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte del subappaltatore.
Il committente provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all’appaltatore previa esibizione da parte di quest’ultimo della documentazione attestante che i versamenti all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA, già scaduti, sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore stesso e dagli eventuali subappaltatori.
Il committente può sospendere il pagamento del corrispettivo fino all’esibizione della predetta documentazione da parte dell’appaltatore.
· non ha rispettato le suddette disposizioni sulle modalità di pagamento del corrispettivo;
· i versamenti all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA non sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore e dal subappaltatore.
L’art. 29 del DLgs. 10.9.2003 n. 276 stabilisce invece che, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatoe, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori:
· a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto (TFR), nonché al versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando invece escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento;
· entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto (ovvero, in presenza di subappaltatori, dalla cessazione del subappalto).
Come chiarito dalla circ. INPS 10.8.2012 n. 106, la suddetta disciplina di responsabilità solidale:
· tutela tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale utilizzata, quindi non solo i lavoratori subordinati ma anche quelli impiegati nell’appalto con altre tipologie contrattuali (es. collaboratori a progetto), nonché quelli “in nero”, purché impiegati direttamente nell’opera o nel servizio oggetto dell’appalto;
· permane sulle somme dovute a titolo di interesse moratorio sui debiti contributivi e assicurativi, una volta raggiunta l’entità massima prevista della sanzione civile (della quale risponde solo il responsabile dell’inadempimento, a decorrere dagli obblighi contributivi la cui scadenza del versamento è successiva al 10.2.2012, data di entrata in vigore del DL 9.2.2012 n. 5 convertito nella L. 4.4.2012 n. 35, che ha introdotto tale “limitazione”).
La disciplina della responsabilità solidale in esame non trova applicazione solo qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale.
Per effetto delle modifiche apportate dalla citata L. 92/2012, viene attribuita ai contratti collettivi nazionali, sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore, la facoltà di individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti.
La suddetta contrattazione collettiva, pertanto, può delineare metodi e procedure di controllo e certificazione documentale idonee a conferire certezze in ordine alla regolarità dell’intera catena dell’appalto e, quindi, a sollevare l’obbligato in solido dalla responsabilità per i debiti retributivi e contributivi sorti in capo ai soggetti posti ai livelli inferiori della filiera.
“Contrattazione collettiva di prossimità”
Si ricorda peraltro che l’art. 8 del DL 13.8.2011 n. 138, convertito nella L. 14.9.2011 n. 148, ha confe­rito ampie facoltà alla c.d. “contrattazione collettiva di prossimità”, consentendo ai contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda, di realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati e con possibilità di intervenire, al ricorrere di determinate condizioni, su materie “strategiche” quali, per quanto qui interessa, il regime della solidarietà negli appalti, anche in deroga alla legge o ai contratti collettivi nazionali di lavoro.
La suddetta L. 92/2012 ha inoltre previsto nuove regole in ambito processuale, in relazione alla concreta operatività della responsabilità solidale in esame.
Le nuove disposizioni stabiliscono che il committente imprenditore o datore di lavoro debba sempre essere convenuto in giudizio per il pagamento, unitamente all’appaltatore e agli eventuali subappaltatori.
Le nuove disposizioni prevedono inoltre che il committente possa sempre eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori.
Qualora venga effettuata la suddetta eccezione, il giudice deve accertare la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma la successiva azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori.
Il committente che abbia eseguito il pagamento può comunque esercitare l’azione di regresso nei confronti del coobbligato, secondo le regole generali.
Ai sensi dell’art. 1676 c.c., i dipendenti dell’appaltatore, che abbiano partecipato all’esecuzione dell’opera o del servizio, hanno la facoltà di proporre azione diretta contro il committente per conseguire “quanto è loro dovuto”, fino alla concorrenza del debito di quest’ultimo nei confronti dell’appaltatore al momento della proposizione della domanda.
Tale norma:
· è applicabile nei confronti di tutti i committenti, ivi compresi quelli esclusi dal suddetto regime di solidarietà ai sensi dell’art. 29 del DLgs. 276/2003;
· non prevede limiti temporali per l’azione, ma consente ai dipendenti dell’appaltatore di ottenere la retribuzione soltanto nel limite del debito residuo del committente nei confronti dell’appaltatore al momento della domanda, con conseguente esonero dalla responsabilità solidale del committente che, in quel momento, abbia già estinto il proprio debito, avendo integralmente pagato il corrispettivo pattuito per l’esecuzione del contratto di appalto.
Si ricorda, infine, che l’art. 4 del DPR 5.10.2010 n. 207 (regolamento attuativo del DLgs. 12.4.2006 n. 163, codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) prevede l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva dell’esecutore e del subappaltatore, mediante “recupero” dai pagamenti spettanti a questi ultimi e versamento diretto ai competenti enti previdenziali e assicurativi (compresa la cassa edile).
Dallo scorso 12 agosto sono in vigore le disposizioni introdotte dall'art. 13-ter del decreto legge Crescita che disciplinano il meccanismo di solidariet� solidale tra appaltatore e subappaltatore. Le norme prevedono anche una pesante sanzione penale per il committente in caso di omesso versamento dell'Iva e delle ritenute fiscali. La responsabilit� solidale � limitata all'ammontare del corrispettivo dovuto. Contrariamente al passato non c'� pi� il limite temporale dei due anni dalla cessazione dell'appalto. All'appaltatore, per liberarsi dalle responsabilit�, non � pi� sufficiente dimostrare di aver messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l'inadempimento. Deve, invece, farsi consegnare, prima del pagamento del corrispettivo, la documentazione attestante che i versamenti di ritenute e Iva scaduti sono stati correttamente eseguiti. Non basta l'asseverazione di un soggetto abilitato. Analoga solidariet� � prevista anche a carico del committente.
28 Settembre 2012 ore 12:41:04 - Luciano Chiari
Visto che la legge prevede la possibilit� di versare in ritardo l'iva per poi sanare con ravvedimento etc.,perch� il mio committente pu� non pagarmi le fatture finch� io non ho pagato l'iva? E, a questo punto, tutti i lavori svolti sono da considerare appalti o c'� un limite dato dal numero di addetti, attrezzature etc.? La ringrazio.
7 Dicembre 2012 ore 10:33:27 - vania enzo
I condomini essendo soggetti privati, sono presi in mezzo?Questo l'agenzia delle entrate non lo chiarisce.Io com eprivato dovrei far fare l'autocertificazione.E' pazzesco.Che cosa ne sa un operaio , che l'idraulico deve rilasciarli l'autocertificazione assieme alla fattura? Cordiali saluti. M.B.
11 Gennaio 2013 ore 14:27:36 - Massimiliano Bugno
non riesco a riscutere dall'appaltatore, posso chiedere il pagamento alla committente?
10 Agosto 2013 ore 16:11:43 - Attilio Lupacchino
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