Source: http://www.studiolegalemartignetti.it/2018/04/ass-6-marzo-2018-n-5247-delazione-ereditaria-ed-acquisto-della-qualita-di-erede/
Timestamp: 2019-02-17 12:57:01+00:00
Document Index: 123269916

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 13']

Cass. 6 marzo 2018 n. 5247 – Delazione ereditaria ed acquisto della qualità di erede
Corsì si è espressa la sesta sezione della Corte di Cassazione con ordinanza 6 marzo 2018, n. 5247
Circa gli avvisi di accertamento notificatigli dal Comune di Pompei per ICI 2008/2009/2010, A.C. ricorre per cassazione avverso il rigetto dell’appello da lui proposto contro il rigetto dell’impugnazione di primo grado.
Il ricorso denuncia violazione del D.Lgs. n. 540 del 1992, artt. 1 e 3 (recte 504 del 1992), artt. 459 e 521 c.c., omesso esame di fatto decisivo (primo motivo) e violazione dell’art. 2697 c.c. (secondo motivo), per aver il giudice d’appello ritenuto dovuta l’imposta su immobili non appartenenti al contribuente in quanto oggetto di una devoluzione ereditaria da lui rinunciata.
Confermando la sentenza di prime cure, il giudice d’appello ha dichiarato sussistere l’obbligo tributario dell’ A. sulla base di una denuncia di successione testamentaria registrata e trascritta nonchè dell’incontestato possesso degli immobili devoluti, circostanze che asseverano l’ipotesi di una delazione ereditaria accettata quantomeno tacitamente: il ricorso è inammissibile, quindi, poichè si risolve in un’istanza di riedizione della valutazione probatoria istituzionalmente riservata al giudice di merito (Cass. 23286/2005 Rv. 585444, Cass. 1414/2015 Rv. 634358), senza neppure evidenziare in maniera specifica la diversità tra le ragioni di fatto poste a base della decisione di primo grado e quelle a base della sentenza di rigetto dell’appello, come viceversa necessario per evitare l’effetto preclusivo della c.d. doppia conforme ex art. 348-ter c.p.c., comma 5, (Cass. 5528/2014 Rv. 630359, Cass. 26774/2016 Rv. 643244).
Peraltro, in esatta applicazione della regola distributiva dell’onere della prova, il giudice d’appello ha osservato che il contribuente non ha fornito alcuna prova contraria rispetto alle evidenze della dichiarazione di successione: la questione della rinuncia all’eredità non viene neppure menzionata dalla sentenza d’appello, nè l’ A. indica quando l’avrebbe sottoposta al giudice di merito, sicchè la relativa censura si appalesa inammissibile per novità (ex multis, Cass. 25546/2006 Rv. 593077, Cass. 8206/2016 Rv. 639513).
– La memoria depositata dal ricorrente non incide sulle superiori argomentazioni.
– Nulla sulle spese di questo giudizio, in difetto di costituzione dell’intimato.
Dichiara che il ricorrente ha l’obbligo di versare l’ulteriore importo per contributo unificato D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ex art. 13, comma 1 quater.