Source: http://www.comune.poggiomarino.na.it/files/area_elezioni/anno2006/Referendum2006/Referendum.htm
Timestamp: 2019-06-27 09:01:29+00:00
Document Index: 34581429

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 138', 'art. 132', 'art. 132', 'art. 123', 'art. 75', 'art. 75', 'art 75', 'art. 31', 'art 39', 'sentenza ', 'art 39', 'sentenza ', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 138', 'art.132', 'art.132', 'art.18']

Il Referendum uno strumento di democrazia diretta in cui l'elettore fornisce personalmente il suo parere sul tema in questione, senza intermediari. In Italia il referendum � regolamentato all'interno della Costituzione.
I referendum si possono distinguere in base al tipo di azione: propositivi (consultivi) o abrogativi, a seconda se lo scopo del referendum sia di proporre una nuova legge o di abrogarla.
Riguardo poi al tipo di leggi a cui riferisce il referendum, esso pu� essere ordinario se attiene alla legislazione ordinaria o costituzionale se riguarda la Costituzione.
La Costituzione italiana prevede numerosi tipi di referendum:
� quello abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (art. 75),
� quello sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale (art. 138),
� quello riguardante la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni (art. 132, c. 1),
� quello riguardante il passaggio da una Regione ad un'altra di Province o Comuni (art. 132, c.2).
Inoltre prevede, all'art. 123 c. 1, che gli statuti regionali regolino l'esercizio del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione. Nel 1989 una legge costituzionale ha consentito che, in occasione delle elezioni del Parlamento europeo, si votasse anche per un referendum consultivo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie.
La procedura referendaria
La norma regolatrice del referendum � un caso di concorso di pi� fonti : la disciplina costituzionale dell' art. 75, la normativa ordinaria contenuta nella legge 352 del 1970 e l�insieme delle decisioni della Corte Costituzionale]
I limiti di cui all'art. 75
la prima parte dell�art 75 riguarda le modalit� di proposta, la seconda le decisioni sulla proposta. Il referendum abrogativo si perfeziona qualora siano stati raggiunti i due quorum (strutturale e funzionale)
la normativa ordinaria
la legge 352 del 1970, disciplinante il referendum, si muove coerentemente con la concezione fondamentale che nel rapporto fra la democrazia rappresentativa e quella diretta sia privilegiata la prima. La scelta sulla opportunit� politica di un atto spetta al legislatore, mentre l�intervento diretto del popolo ha una funzione correttiva e di bilanciamento. L�art. 31 della legge prevede l�impossibilit� di presentare la proposta di referendum un anno prima della scadenza o nei sei mesi successivi alla costituzione di una delle due camere. In caso di scioglimento anticipato delle camere il referendum � sospeso ed i termini tornano a decorrere un anno dopo le elezioni. Inoltre non � possibile riproporre uno stesso referendum gi� bocciato dagli elettori nei cinque anni precedenti, anche se � insignificante a questa ipotesi il mancato raggiungimento del quorum strutturale. l'art 39 prescrive che nel caso sia previsto un referendum su una detto atto e questo venga abrogato prima della data della consultazione popolare, il referendum non avr� luogo. Detto disposizione ha subito significative variazioni (sentenza n. 68 del '78) in seguito all�intervento della Corte Costituzionale.
I nuovi limiti nella giurisprudenza costituzionale
Quattro sentenze della Corte Costituzionale pongono nuovi limiti alla ammissibilit� della richiesta di referendum e al legislatore rappresentativo nei suoi tentativi di eludere l'istituto:
Sentenza n. 68 del 1978 : Riferita essenzialmente all�art 39 della legge 352 del 1970. E� una tipica sentenza additiva in quanto in riferimento all�art. 39 stabilisce che in caso di una semplice abrogazione il procedimento referendario si arresterebbe, ma nel caso in cui l�abrogazione si accompagni alla promulgazione di una nuova disciplina, che non modifichi negli aspetti fondamentali quella vecchia, i referendum si trasferirebbe a questa. L�organo incaricato di valutare la ratio di fondo fra la vecchia e la nuova disciplina � l� Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione. Questa sentenza che si muove dagli art. 1, 48 e 75 della Costituzione ha riequilibrato il rapporto fra legislatore rappresentativo e quello popolare come previsto nella Costituzione, ovvero il secondo come meccanismo di bilanciamento del primo.
Sentenza n. 16 del 1978 : � in sede all�ammissibilit� di richiesta del referendum. In questione sono il limiti del sindacato di ammissibilit� del referendum, se siano unicamente quelli enunciati dall�art. 75 della Costituzione o ve ne siano altri. La Corte si muove da due ipotesi fondamentali: Il referendum abrogativo � un atto con forza di legge ordinaria e quindi tutti gli atti con forza giuridica superiore alla legge ordinaria non sono sottoponibili ad esso; il referendum deve consentire una consapevole e libera decisione dei cittadini. I limiti consequenziali a questi due presupposti sono quattro: 1 Il referendum abrogativo non � applicabile alla Costituzione, alle leggi di revisione costituzionale e gli atti con forza di legge passiva peculiare. 2 Non � applicabile agli atti con una forte connessione alla Costituzione. 3 Il referendum non � ammissibile se la forma del suo quesito non si presenti omogenea e chiara. 4 I limiti enunciati dal comma II dell� art. 75 della Costituzione (questo � l�unico limite dovuto alla discrezionalit� del costituente, mentre gli altri sono limiti naturali dell' istituto).
Sentenza n. 29 del 1987 : Era in questione l�ammissibilit� di un referendum che abrogasse alcuni articoli riguardanti le modalit� di elezione dei membri del C.S.M. e precisamente l�elezione dei componenti �laici�. Il referendum � stato dichiarato inammissibile, in quanto avrebbe trattato le norme elettorali di un organo costituzionale e quindi norme con una forte connessione alla Costituzione. Non � ammissibile un referendum che possa mettere in discussione le norme elettorali di tale organo, in quanto in caso di esito positivo si potrebbe rischiare di paralizzare, anche solo teoricamente, le modalit� di elezione dei componenti di questo e quindi le funzioni dello stesso. Inoltre il referendum � inammissibile, in quanto, come il legislatore elettivo, anche il popolare deve avere una ratio di fondo a cui siano ispirati i propri atti; quindi l�abrogazione non deve essere fine a se stessa, ma funzionale ad un�alternativa normativa che disciplini la materia, questo presupposto rientra nel principio di chiarezza ed omogeneit� del quesito.
Sentenza n. 468 del 1990 : Stabilisce che il legislatore politico non pu� riprodurre una normativa abrogata da un referendum abrogativo, per� nei limiti di ripristino formale e sostanziale della disciplina abrogata pu� correggere, modificare ed integrare la disciplina residua. Naturalmente il divieto di riprodurre la disciplina � temporale, anche se in merito alla sua durata le tesi della dottrina sono contrastanti e non si riscontrano sentenze della Corte che possano sciogliere il dilemma.
L' art. 138 della Costituzione prevede la possibilit� di richiedere il referendum costituzionale dopo la seconda votazione da parte delle camere di una legge di revisione costituzionale o di una legge costituzionale. Le camere in seconda delibera devono raggiungere la maggioranza assoluta, cio� � necessaria il voto favorevole del 50 % pi� 1 dei componenti la camera. Qualora si raggiunga, in entrambe le camere, la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti di ogni camera non sar� possibile richiedere il referendum. La richiesta pu� essere presentata da un quinto dei membri di una Camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il quorum strumentale (il numero di votanti) non � pregiudiziale alla validit� del referendum, poich� questo tipo di procedimento a differenza del referendum abrogativo non � finalizzato al perfezionamento ed al bilanciamento delle scelte del legislatore, ma si presenta piuttosto come uno strumento di garanzia delle minoranze e come tale ne verrebbe inificiato il valore qualora venisse richiesto un numero minimo di votanti. La legge viene promulgata, se i voti favorevoli superano quelli sfavorevoli. La procedura per lo svolgimento del referendum costituzionale � disciplinata dal titolo I della legge 25 maggio 1970, n. 352. Fino al 1970, infatti, non era richiedibile il referendum costituzionale, essendo assente qualunque legge disciplinante tale istituto, e quindi fino ad allora per ogni revisione e legge costituzionale si � raggiunta in seconda delibera la maggioranza qualificata.
Il Primo referendum costituzionale nella storia della Repubblica, che ha anche avuto esito positivo, � quello che ha portato all' approvazione della legge costituzionale n. 3 del 2001 che ha sancito una vasta ed organica riforma del titolo V parte seconda della Costituzione riguardante le autonomie locali. Il 25 e 26 giugno 2006 si terr� la seconda consultazione di questo tipo, dopo che � stata approvata dalla Cassazione le richieste in tal senso da parte di tutti e tre i soggetti abilitati. I quorum richiesti sono stati tutti ampiamente superati in quanto il referendum � stato richiesto da: - 112 senatori e 249 deputati; - 16 consigli regionali guidati dalla Sardegna. Non hanno richiesto un referendum il Piemonte, il Veneto, la Sicilia (che ha gia una sua forte autonomia dato lo statuto speciale di cui gode) ed il Molise; - oltre 800.000 elettori. La consultazione avr� per oggetto la riforma della parte seconda della Costituzione, approvata dal Parlamento in seconda lettura il 16 novembre 2005.
Referendum sulla modifica delle circoscrizioni territoriali
Ve ne sono di due tipi:a)il referendum che,in caso di voto favorevole,costituisce il presupposto di una legge costituzionale per le fusioni di pi� regioni o per la costituzione di una nuova regione(art.132.2);b)il referendum che,in caso di voto favorevole,costituisce il presupposto di una legge ordinaria che consente a una provincia o a un comune di staccarsi da una regione e aggregarsi ad un'altra (art.132.2)
I referendum abrogativi su scala nazionale in Italia sono stati in totale 59. A questi vanno aggiunti tre referendum non abrogativi, elencati in fondo alla pagina.
Ecco l'elenco delle consultazioni referendarie nella Repubblica Italiana:
Abrogazione della legge Fortuna-Baslini, del 1970, con la quale era stato introdotto in Italia il divorzio.
Abrogazione della legge Reale: norme restrittive in tema di ordine pubblico.
Eliminazione del finanziamento dei partiti da parte dello Stato (primo tentativo).
Abrogazione della legge Cossiga che era stata concepita per affrontare l'emergenza terrorismo in Italia negli anni 70.
Abolizione della pena dell'ergastolo.
Abolizione delle norme sulla concessione di porto d'arma da fuoco
Interruzione gravidanza 1
Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per rendere pi� libero il ricorso all'interruzione di gravidanza. Promosso dai Radicali.
Interruzione gravidanza 2
Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per restringere i casi di liceit� dell'aborto. Di segno opposto al primo quesito. Promosso dal Movimento per la vita.
Abolizione della norma che comporta un taglio dei punti della scala mobile. Promosso dal PCI.
Responsabilit� Giudici
Abrogazione delle norme, per stabilire una responsabilit� civile anche per i giudici.
Abolizione della commissione inquirente e del trattamento dei reati dei ministri.
Esclusione della possibilit� per l'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero.
Accesso dei cacciatori a fondi privati
Uso Pesticidi
Abrogazione dell'uso dei pesticidi nell'agricoltura. Promosso dai Verdi.
9 e 10 giugno 1991
Riduzione del sistema delle preferenze nelle liste per la Camera dei deputati, portandole da tre a una.
18 e 19 giugno 1993
Abrogazione delle norme sui controlli ambientali effettuati per legge dalle USL.
Abrogazione delle pene per la detenzione ad uso personale di droghe leggere. Promosso dai Radicali.
Abrogazione delle norme per le nomine ai vertici delle banche pubbliche.
Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle Partecipazioni Statali.
Abrogazione della legge elettorale per il Senato per introdurre il sistema maggioritario.
Abrogazione della legge che istituisce il Ministero dell'Agricoltura.
Abrogazione della legge che istituisce il Ministero del Turismo e Spettacolo.
Rappresentanze Sindacali 1
Rappresentanze Sindacali 2
Contrattazione collettiva nel pubblico impiego: abrogazione della norma sulla rappresentativit� per i contratti del pubblico impiego.
Abrogazione della norma che sottopone ad autorizzazione amministrativa il commercio.
Orario degli Esercizi Commerciali
Abrogazione della norma che impedisce la liberalizzazione degli orari dei negozi.
Elettorale Piccoli Comuni
Legge elettorale per i comuni con popolazione superiore a 150000 abitanti: estensione ai Comuni pi� grandi dell'elezione diretta del sindaco gi� prevista per i piccoli.
Concessioni per la Radiodiffusione Televisiva
Abrogazione delle norme che consentono la concentrazione di tre reti televisive.
Abrogazione delle norme che consentono un certo numero di interruzioni pubblicitarie in tv.
Raccolta Pubblicit� TV
Modifica del tetto massimo di raccolta pubblicitaria delle televisioni private.
Abolizione dei poteri speciali riservati al Ministro del Tesoro nelle aziende privatizzate.
Abolizione dei limiti per essere ammessi al servizio civile in luogo del servizio militare.
Abolizione della possibilit� per il cacciatore di entrate liberamente nel fondo altrui.
Carriere Magistrati
Abolizione del sistema di progressione delle carriere dei magistrati
Abolizione dell�Ordine dei giornalisti. Promosso dai Radicali.
Incarichi Extragiudiziali dei Magistrati
Abolizione della possibilit� per i magistrati di assumere incarichi al di fuori delle loro attivit� giudiziarie.
Abrogazione della legge che istituisce il Ministero delle Politiche Agricole.
Abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei Deputati.
Abolizione della quota proporzionale nelle elezioni della Camera dei Deputati
Elezione del CSM
Abolizione del voto di lista per l�elezione dei membri togati del CSM.
Separazione netta della carriera di un magistrato pubblico ministero da quella di un giudice. Promosso da Radicali, SDI e PRI.
Licenziamento - Art. 18
Abrogazione dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Promosso da Radicali, PRI e Forza Italia.
Abrogazione della possibilit� di trattenere dalla busta paga o dalla pensione la quota di adesione volontaria a un sindacato o associazione di categoria attraverso un patronato.
Estensione del diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati senza giusta causa. Promosso da Rifondazione Comunista.
Servit� coattiva di elettrodotto
Abrograzione dell'obbligo per i proprietari terrieri di dar passaggio alle condutture elettriche sui loro terreni. Promosso dai Verdi.
Procreazione medicalmente assistita I
Procreazione medicalmente assistita II
Norme sui limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita.
Procreazione medicalmente assistita III
Norme su finalit�, diritti, soggetti coinvolti e limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita.
Procreazione medicalmente assistita IV
A questi vanno aggiunti altri tre referendum su scala nazionale per i quali non era previsto alcun quorum di validit�:
Il c.d. referendum istituzionale (2 giugno 1946) in cui il popolo era chiamato a scegliere tra monarchia (10.718.502 voti pari al 45,7%) e repubblica (12.718.641 pari al 54,3%), dove vot� comunque l'89,1% degli aventi diritto;
Il referendum consultivo sul conferimento del mandato costituente al Parlamento europeo (18 giugno 1989): i voti favorevoli furono 29.158.656 (88,0%) e i contrari 3.964.086 (12,0%) con l'80,7% di votanti;
Il referendum costituzionale sulla modifica del Titolo V della Costituzione (7 ottobre 2001): i favorevoli furono 10.433.574 (64,2%) e i contrari 5.816.527 (35,8%), con il 34,1% di votanti. I prossimi 25/26 giugno 2006 si svolger� il secondo referendum costituzionale confermativo della storia repubblicana, per confermare o bocciare la legge di modifica della parte II della Costituzione.