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Timestamp: 2017-06-27 12:31:53+00:00
Document Index: 150719548

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 88', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 9', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 9', 'DTF ', 'art. 156']

1P.453/2001 (10.09.2001)
1P.453/2001
Visto il ricorso di diritto pubblico del 6 luglio 2001 presentato da A.________, Giubiasco, B.________, Giubiasco, A.C.________ e B.C.________, Giubiasco, e D.________, Giubiasco, patrocinati dall'avv. Nicola Fornara, studio legale Delcò Rossi & Associati, Bellinzona, contro la sentenza emessa il 1° giugno 2001 dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino nella causa che oppone i ricorrenti a E.________, Giubiasco, patrocinato dall'avv. Stefano Mossi, studio legale Ghiringhelli Olgiati e Associati, Bellinzona, in materia edilizia;
A.- Il 25 luglio 2000 E.________ ha presentato al Municipio di Giubiasco una domanda di costruzione per due palazzine di tre appartamenti ciascuna sul mappale n. XXX di Giubiasco, di proprietà del padre, F.________. Il fondo, situato in Via X.________, è di forma allungata, con una larghezza di circa 15 m e una lunghezza di 80 m, per una superficie complessiva di 1154 m2. Sul suo lato settentrionale confina, tra l'altro, con le proprietà di D.________ (mappale n. YYY) e di B.________ (mappale n. ZZZ); verso sud, dall'altro lato di Via X.________, stanno le particelle n. WWW, di A.________, e n. QQQ, di A.C.________ e B.C.________, entrambe edificate.
Nella domanda l'istante ha chiesto di poter beneficiare di una deroga alla distanza minima di 4 m dalla strada e di poter quindi costruire a 2,5 m dalla medesima: e ciò in applicazione dell'art. 31 cpv. 2 delle norme di attuazione del piano regolatore di Giubiasco (NAPR).
B.- Al rilascio della licenza si sono opposti A.________, B.________, A.C.________ e B.C.________ e G.________, contestando la richiesta di deroga.
Con decisione del 22 settembre 2000 il Municipio di Giubiasco ha concesso la licenza edilizia - accordando quindi la deroga - e respinto le opposizioni. Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha tuttavia accolto il ricorso dei vicini e negato la licenza, mediante decisione del 9 gennaio 2001: secondo l'Esecutivo cantonale non erano dati i motivi eccezionali giustificanti una deroga alla distanza minima dalla strada, prevista dalla norma.
C.- Il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino, adito da E.________, ne ha accolto il ricorso con sentenza del 1° giugno 2001; esso ha annullato la decisione governativa e confermato la licenza edilizia comunale che concedeva di realizzare gli edifici litigiosi a una distanza di 2,5 m dalla strada. La Corte cantonale, tenuto conto della particolare conformazione della particella, costituita d'una lunga e stretta striscia di terreno, ha considerato la deroga fondata su motivi pertinenti e non criticabile l'interpretazione dell'art. 31 cpv. 2 NAPR da parte dell' autorità comunale.
D.- A.________ e litisconsorti impugnano questa sentenza con un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale. Chiedono di accoglierlo e di annullare il giudizio del Tribunale cantonale amministrativo. Sostengono che la concessa deroga è ingiustificata e arbitraria, il suo unico scopo essendo di permettere uno sfruttamento intensivo del fondo n. XXX; lamentano inoltre una violazione dei principi costituzionali della garanzia della proprietà e della parità di trattamento.
E.- E.________ propone di respingere il ricorso e di confermare l'impugnata sentenza. Il Municipio di Giubiasco conferma la validità della licenza comunale. Il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino si riconferma negli argomenti e nelle conclusioni della sua sentenza, mentre il Consiglio di Stato del Cantone Ticino si rimette al giudizio di questo Tribunale.
1.- a) La legittimazione a proporre il ricorso di diritto pubblico è retta dall'art. 88 OG, senza riguardo alla circostanza che i ricorrenti avessero, in sede cantonale, qualità di parte (DTF 125 I 253 consid. 1b). I vicini che impugnano una sentenza cantonale fondata sul diritto edilizio, contestandone la corretta applicazione, e censurandone la violazione, devono dimostrare la lesione di norme emanate quanto meno in parte per la loro tutela (DTF 127 I 44 consid. 2c, pag. 46); il ricorso di diritto pubblico non è infatti destinato né alla difesa d'interessi di puro fatto, né di quelli pubblici di carattere generale (DTF 121 I 252 consid. 1, 367 consid. 1b, 118 Ia 46 consid. 3a, 229 consid. 2, 232 consid. 1). Oltre a ciò, i vicini devono addurre e dimostrare, da un lato, di trovarsi nella sfera di protezione assicurata dalle norme invocate e, dall'altro, di essere effettivamente colpiti dagli influssi negativi della contestata costruzione (DTF 121 I 267 consid. 2, 118 Ia 112 consid. 2a, 232 consid. 1a, 117 Ia 18 consid. 3b e rinvii). Questi presupposti sono generalmente adempiuti quando i vicini fanno valere la violazione di disposizioni concernenti le distanze dai confini tra fondi privati, le dimensioni, l'altezza e il numero dei piani degli edifici (DTF 127 I 44 consid. 2d e rinvii, 117 Ia 18 consid. 3b, 112 Ia 413 e rinvii).
b) I ricorrenti censurano però un'applicazione arbitraria della norma edilizia sulle distanze dai confini verso strade e piazze (art. 31 cpv. 1 e 2 delle NAPR di Giubiasco). Essi adducono, sostanzialmente, che la deroga concessa pregiudica un futuro allargamento di Via X.________ o la realizzazione di un marciapiede, compromettendo la sicurezza del traffico e dei pedoni.
Ora, in un ricorso di diritto pubblico, i vicini non sono legittimati a far valere in termini generali l'insufficienza delle distanze previste o fissate tra gli edifici e la pubblica strada: le norme che le disciplinano sono infatti poste nell'interesse generale, segnatamente per la sicurezza del traffico, per non ostacolare futuri ampliamenti del campo stradale e per facilitare l'accesso agli immobili dei servizi di soccorso. Esse non concernono direttamente i vicini, né i ricorrenti, che pure sostengono che i loro privati interessi sarebbero colpiti, dimostrano che quelle norme erano destinate a proteggerli individualmente (sentenza del Tribunale federale del 18 novembre 1994 pubblicata in RDAF 1995 pag. 290 consid. 1b; sentenza del Tribunale federale del 17 marzo 1998 pubblicata in ZBL 100/1999, pag. 136 consid. 1b; per la nozione di interesse personale cfr. DTF 126 I 43 consid. 1a). L'art. 9 Cost. non ha modificato la giurisprudenza relativa al difetto di legittimazione dei vicini a inoltrare un ricorso per arbitrio in un caso come il presente, ove i ricorrenti non sono toccati personalmente (DTF 126 I 81 consid. 2 - 6; sentenza inedita del 9 giugno 2000 nella causa M., consid. 2a).
c) L'accenno alla violazione della garanzia della proprietà, così come sollevata dai ricorrenti, si confonde con quella di applicazione arbitraria del diritto cantonale e può essere esaminata unitamente alla pretesa lesione dell'art. 9 Cost. (DTF 119 Ia 21 consid. 1a, 117 Ia 249 consid. 2, 116 Ia 182 consid. 3 e rinvii, 115 Ia 314 consid. 2b). Non sussistendo il presupposto per un esame della violazione del divieto di arbitrio, anche questa censura è di conseguenza inammissibile.
2.- Ne segue che il ricorso è inammissibile. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Alla controparte, assistita da un avvocato, si assegnano ripetibili della sede federale.
2. La tassa di giustizia di fr. 2000.-- è posta a carico dei ricorrenti in solido, i quali rifonderanno al resistente, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1000.-- quali ripetibili della sede federale.
3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti, al Municipio di Giubiasco, al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino.
Losanna, 10 settembre 2001 VIZ