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Timestamp: 2017-06-25 01:43:08+00:00
Document Index: 34640963

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 160', 'sentenza ', 'art. 162', 'art. 179', 'art. 177', 'art. 167', 'art. 179', 'art. 162']

AVVOCATO PER CONCORDATO DIRITTO COMMERCIALE BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI CONCORDATO PREVENTIVO ESPERTO | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
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AVVOCATO PER CONCORDATO DIRITTO COMMERCIALE BOLOGNA RAVENNA FORLI CESENA RIMINI CONCORDATO PREVENTIVO ESPERTO
chi fa il concordato preventivo
Lf 161 Può essere proposta soltanto dall’imprenditore debitore. Nella domanda questi deve esporre le cause che hanno determinato la crisi dell’impresa e le motivazioni della proposta di concordato, nonché allegare le scritture contabili, l’elenco nominativo dei creditori e una elencazione analitica di stima delle attività. La domanda di concordato preventivo deve essere presentata al tribunale competente per territorio, cioè quello nella cui circoscrizione si trova la sede principale dell’impresa. Oltre all’imprenditore individuale, anche l’imprenditore collettivo può presentare la domanda di concordato preventivo.
chi può chiedere concordato preventivo
La proposta di concordato preventivo, sottoscritta dai debitori, viene presentata nella forma del ricorso al Tribunale del luogo dove l’impresa ha la sede.
Il Tribunale se ritiene vi siano tutti i presupposti per accettare il ricorso alla procedura di concordato emana il decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Con la procedura di concordato preventivo l’impresa conserva l’amministrazione dei beni e continua ad esercitare l’attività di impresa anche se sotto la vigilanza del commissario giudiziale, nominato dal tribunale con il decreto di ammissione al concordato preventivo, e il giudice delegato.
chi vota nel concordato preventivo
per come normato dal nuovo art. 186 bis l.f., sicché a fronte del drastico ridimensionamento dei poteri di controllo del tribunale fallimentare, la centralità acquisita (sia per il voto che per il meccanismo svolto dall’innesco delle eventuali opposizioni nel giudizio di omologazione) dal creditore nella valutazione e controllo della proposta di concordato preventivo, in specie in ragione dei meccanismi di maggioranza nel sistema delle votazioni, non rappresenta una soluzione efficace. Ancora più delicata è la situazione di quei creditori Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato.
I creditori privilegiati, quindi, possono quindi essere divisi anche in classi (v. art. 160 l.f.), come gli altri creditori, ma l’aspetto più interessante riguarda il loro rapporto con il voto nel concordato e con le loro garanzie. Può accadere infatti che:
quando si fa il concordato preventivo
l concordato preventivo, come è noto, è la proposta che l’imprenditore, trovandosi in stato di insolvenza o di crisi (come recita il testo legislativo novellato) rivolge ai propri creditori finalizzata ad un parziale pagamento dei suoi crediti.
La finalità del concordato preventivo (soprattutto di quello di continuità) è la salvaguardia dell’azienda e la tutela del patrimonio nell’interesse dei creditori stessi; non va infatti dimenticato che il concordato deve risultare, al vaglio del Tribunale, più vantaggioso per i creditori rispetto al fallimento.
come inserirsi nel concordato preventivo
Stante che un provvedimento emesso in forma diversa della sentenza può essere soggetto a ricorso straordinario per cassazione esclusivamente allorché è decisorio e definitivo, il decreto con cui il tribunale dichiara l’inammissibilità della proposta di concordato, ai sensi del secondo comma dell’art. 162 L.F. (anche, a seguito del richiamo ex art. 179, primo comma, L.F., per mancato raggiungimento delle maggioranze richieste dal primo comma dell’art. 177 L.F.) non è dato fare ricorso a tale impugnativa, in quanto in tale ipotesi il decreto, pur presentando indubbiamente il carattere della definitività – in quanto espressamente dichiarato “non soggetto a reclamo” – non presenta anche il carattere della decisorietà dal momento che viene emesso dal tribunale a prescindere da una controversia, anche solo potenziale, tra parti contrapposte, bensì all’esito di un procedimento che prevede solo che sia “sentito il debitore”.
come opporsi al concordato preventivo
Art. 162. – Inammissibilita’ della domanda.
Art. 173. – Revoca dell’ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura.
Art. 177. – Maggioranza per l’approvazione del concordato.
Art. 179. – Mancata approvazione del concordato.
Art. 180. – Giudizio di omologazione
Art. 183. – Reclamo.
Ai sensi dell’art. 167 durante la procedura di concordato, il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale. I mutui, anche sotto forma cambiaria, le transazioni, i compromessi, le alienazioni di beni immobili, le concessioni di ipoteche o di pegno, le fideiussioni, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi, le cancellazioni di ipoteche, le restituzioni di pegni, le accettazioni di eredità e di donazioni e in genere gli atti eccedenti la ordinaria amministrazione, compiuti senza l’autorizzazione scritta del giudice delegato, sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Il giudice delegato, immediatamente dopo il decreto di ammissione al concordato, ne fa annotazione sotto l’ultima scrittura dei libri presentati. I libri sono restituiti al debitore, che deve tenerli a disposizione del giudice delegato e del commissario giudiziale.
come intervenire nel concordato preventivo
Art. 179. – Mancata approvazione del concordato
Dispositivo dell’art. 179 Legge Fallimentare
Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell’art. 162, secondo comma .
Quando il commissario giudiziale rileva, dopo l’approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne dà avviso ai creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all’udienza di cui all’articolo 180 per modificare il voto.
Art. 180. – Giudizio di omologazione concordato preventivo
Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 177 se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
come aderire al concordato preventivo
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