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Timestamp: 2017-01-24 17:30:02+00:00
Document Index: 124565380

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 52', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 21']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 82 del 03.05.2007
IVA. Fatturazione e riscossione per conto terzi. Obblighi contabili
L'Associazione Nazionale ALFA rappresenta le aziende concessionarie dei
servizi di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi e delle entrate degli Enti locali ai sensi dell'art. 52 del decreto legislativo 15
Tra le entrate sopra richiamate sono riconducibili, tra l'altro, come
rilevato dall'istante, la tariffa rifiuti solidi urbani e i canoni idrici,
soggetti ad IVA con aliquota agevolata del 10 per cento a carico dell'utente
del relativo servizio.
Le aziende rappresentate dall'ALFA emettono, pertanto, bollette a carico
degli utenti e riscuotono sia i corrispettivi della tariffa rifiuti e dei
canoni idrici sia l'IVA ad essi relativa.
Ciò premesso, l'Associazione istante chiede di sapere "se il
concessionario debba trasferire l'importo riscosso a titolo di Iva al Comune unitamente all'importo riscosso a titolo di tariffa, incombendo quindi
sull'ente Pubblico, quale effettivo titolare delle entrate, l'obbligo del
versamento Iva all'Erario, oppure se detto obbligo debba ricadere sul
concessionario".
L'ALFA non prospetta alcuna soluzione interpretativa in merito alla
questione in esame.
L'Associazione istante, tuttavia, fa presente che nel caso in cui
l'obbligo di versare l'IVA all'Erario ricadesse sul concessionario, atteso
che l'entrata riscossa dal concessionario non costituisce un ricavo proprio
dello stesso e che la prestazione da esso resa viene remunerata ad aggio
sugli importi riscossi, "risulterebbero dei versamenti Iva senza i
corrispondenti ricavi in bilancio con evidenti problemi contabili anche in
relazione alla stessa dichiarazione IVA".
L'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, al primo comma, nell'individuare i soggetti passivi ai fini IVA, stabilisce che l'imposta
è dovuta dai soggetti che effettuano le cessioni
di beni e le prestazioni di servizi imponibili "i quali devono versarla
all'erario, cumulativamente per tutte le operazioni effettuate e al netto
della detrazione prevista nell'art. 19, nei modi e nei termini stabiliti nel
titolo secondo".
La disposizione sopra riportata, pertanto, definisce debitore d'imposta
colui che operando nell'esercizio d'impresa, arti o professioni effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi rilevanti nel territorio dello
Stato, riconoscendo allo stesso il diritto a detrarre l'imposta assolta sui
relativi acquisti e assoggettando il medesimo soggetto a tutti gli obblighi
previsti dalla disciplina IVA (fatturazione, registrazione, liquidazione,
dichiarazione, versamento, ecc.).
Il comma 1 dell'art. 21, del DPR n. 633 del 1972, come modificato
dall'art. 1 del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52, prevede che "per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del
bene o la prestazione del servizio emette fattura, anche sotto forma di
nota, conto, parcella e simili, o, ferma restando la sua responsabilità,
assicura che la stessa sia emessa dal concessionario o dal committente,
ovvero, per suo conto, da un terzo".
In particolare, in caso di emissione della fattura da parte del cliente
o di un terzo, la medesima fattura deve contenere, ai sensi del comma 2,
lettera h) del citato art. 21 del DPR n. 633 del 1972, l'annotazione che la
stessa è "compilata dal cliente, ovvero, per conto del cedente o
prestatore, da un terzo".
Al riguardo sono stati forniti chiarimenti, da ultimo, con la circolare
n. 45/E del 19 ottobre 2005, la quale ha precisato, tra l'altro, che
"nell'ipotesi di emissione della fattura da parte del cliente ovvero di un
terzo non incaricato della gestione della contabilità, la fattura emessa
deve essere inviata al cedente o prestatore (...) affinché siano posti in
essere gli ulteriori obblighi di registrazione del documento, di
liquidazione e di versamento dell'imposta dovuta".
Ciò premesso, con riferimento al caso di specie si osserva quanto segue.
Le aziende rappresentate dall'ALFA sono concessionarie dei servizi di
accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi e delle entrate degli Enti locali ai sensi dell'art. 52 del d. lgs. n. 446 del 1997.
In particolare, dall'esame del capitolato di oneri allegato all'istanza,
- per la riscossione dei canoni per la fornitura dell'acqua potabile e
dello smaltimento delle acque reflue e loro depurazione e della
Tariffa sui rifiuti solidi urbani, al concessionario verrà
riconosciuto un aggio pari al 9 per cento calcolato sull'ammontare
lordo complessivo delle riscossioni effettuate (art. 4, secondo comma);
- le anzidette somme riscosse dal concessionario per conto del Comune
verranno versate allo stesso ente al netto dell'aggio, comprensivo dell'IVA relativa (art. 4, terzo comma);
- sia per la riscossione della Tarsu sia per la riscossione dei canoni
acqua e acque reflue il concessionario, provvede, tra l'altro, all'emissione e alla notifica delle fatture, proseguendo l'eventuale
iter della riscossione coattiva delle somme evase (art. 5, quarto e
quinto comma).
Si rileva, altresì, che, come precisato dall'ALFA, le aziende associate
non sono concessionarie della materiale fornitura dei servizi e della manutenzione degli impianti, che restano a carico degli Enti locali.
Pertanto, la titolarità del servizio di fornitura dell'acqua potabile e
di smaltimento e depurazione delle acque reflue e del servizio di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani resta in capo ai Comuni, che eseguono tali servizi direttamente.
Quanto sopra rappresentato, in relazione alle anzidette prestazioni di
servizi rese dagli Enti locali, si evidenzia che, ai sensi del citato art. 17, primo comma, del DPR n. 633 del 1972, la
soggettività passiva ai fini
IVA ricade in capo ai Comuni, che sono, pertanto, tenuti ad adempiere ai
conseguenti obblighi disposti dalla disciplina IVA e a versare l'imposta
Con riferimento alla fatturazione dei servizi in argomento, eseguita dai
concessionari in forza degli accordi intercorsi con i Comuni, si osserva che le fatture emesse devono, comunque, contenere tutte le informazioni
riportate nel citato comma 2 dell'art. 21
del DPR n. 633 del 1972 e, in
particolare, nel caso di specie, devono indicare espressamente che le stesse
sono compilate per conto del Comune, esecutore del servizio.
Per quanto concerne lo specifico quesito posto dall'istante, si ritiene,
quindi, che il concessionario debba versare al Comune tutte le somme
incassate dall'utenza per suo conto, sia a titolo di canone e tariffa sia a
titolo di IVA, che per il concessionario costituiscono una mera
Il Comune, poi, dovrà porre in essere tutti gli altri obblighi
contabili, dalla registrazione delle fatture alla liquidazione e al
La risposta di cui alla presente nota viene resa nell'ambito della
consulenza giuridica di cui alla circolare n. 99/E del 18 maggio 2000.
- Nuoro, 1 ora e 53 minuti fa	Contratto di locazione ad uso non abitativo