Source: http://www.sindacatofsi.it/2016/08/20/sicurezza-violata-legittimo-il-rifiuto-di-lavorare-sentenza-17-novembre-2015-19-gennaio-2016-n-836/
Timestamp: 2019-01-22 00:22:44+00:00
Document Index: 183780339

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1460', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 2697']

Sicurezza violata? Legittimo il rifiuto di lavorare -Sentenza 17 novembre 2015 – 19 gennaio 2016, n. 836 | Sindacato FSI
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Sicurezza violata? Legittimo il rifiuto di lavorare -Sentenza 17 novembre 2015 – 19 gennaio 2016, n. 836
“violazione e falsa applicazione degli artt. 1206, 1207 e 1217 c.c., in relazione all’art. 1460 c.c., in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c., (per avere la Corte di Appello ritenuto che dal rifiuto totale della prestazione lavorativa, quale reazione all’inadempimento datoriale, derivi automaticamente una posizione di mora accipiendi del datore di lavoro); contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360, n. 5, c.p.c. (per avere la Corte d’Appello implicitamente ritenuto che il rifiuto totale della prestazione lavorativa integri, di per sé, una forma di offerta della prestazione stessa ai fini della costituzione in mora del creditore); omessa o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360, n. 5, c.p.c. (per avere la Corte d’Appello omesso tout court di dare conto dell’offerta della prestazione lavorativa, necessaria alla costituzione in mora del creditore); violazione e falsa applicazione degli artt. 1206, 1207 e 1217 c.c., in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c. (per avere la Corte di Appello implicitamente ritenuto compatibile l’istituto dellamora accipiendi con una situazione di ritenuto impedimento della prestazione dovuta)” (secondo motivo);
3.2.- Con il terzo motivo in sostanza si lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. perché la Corte territoriale si sarebbe pronunciata “su circostanze fattuali – la ritenuta carenza di attività formativa – diverse da quelle – la difettosità dei ganci – rappresentate dai lavoratori come causa petendi“; tale pretesa carenza di attività formativa è censurata anche sotto il profilo del vizio di motivazione e della violazione dell’art. 2697 c.c.