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Timestamp: 2017-10-20 17:38:45+00:00
Document Index: 51201717

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 14', 'sentenza ', '§ 1', 'art. 8', '§ 4', '§ 2', 'sentenza ', '§ 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 29/01/2013Diritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 29/01/2013
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 29 gennaio 2013
Fra le sentenza pronunciate oggi dalla Corte Europea di Strasburgo, appaiono molto interessanti alcuni casi italiani ed uno turco: nel caso Cirillo v. Italy la Corte EDU decide un altro caso di cattive condizioni detentive, nel carcere di Foggia, e condanna l’Italia per trattamenti inumani e degradanti nel trattamento medico di un paziente, apparentemente venendo meno all’ultimatum fatto all’Italia con la sentenza Torreggiani e altri del Gennaio di quest’anno: l’Italia ha infatti un anno per rendere vivibili per proprie carceri; scaduto il termine, fioccheranno le condanne della CEDU in tutti i ricorsi finora sospesi; nel caso Lombardo v. Italy è decisa la condanna dell’Italia per inefficacia della sua giustizia, giacché non è riuscita a far rispettare il calendario di visite previsto, dopo la separazione fra i genitori, tra padre e figlia; infine nel caso Güdenoğlu and Others v. Turkey la Turchia porge nuovamente il fianco alle critiche di paese repressivo dell’informazione: avrebbe infatti censurato molti giornali e riviste per articoli reputati filo-terroristici, ma che all’esame della giustizia europea si sono rivelati legittima espressione della libertà d’espressione sancita dalla CEDU.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 29 Gennaio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
13072/05
Mirja Anneli Röman, cittadina
finlandese, nasce fuori dal matrimonio e non conosce suo padre; nella ricerca di scoprire chi sia suo padre si scontra con la legge finlandese: infatti tutti i nati prima del 1 ° Ottobre 1976 non possono venire a conoscenza dell’identità del loro genitore naturale se non con istanza promossa entro un termine quinquennale, oltre il quale gli
viene preclusa ogni azione. Lamenta l’illegittimità della preclusione e la discriminazione che i nati prima del 1 ° Ottobre 1976 subiscono rispetto a
chi è nato dopo tale data, quando la disciplina è sensibilmente cambiata.
– Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 –
obblighi positivi; Articolo 8-1 – Il rispetto della vita privata)
Paratheristikos Oikodomikos Synetairismos Stegaseos Ypallilon
Trapezis Tis
Il ricorrente è un’associazione greca, la Paratheristikos
Oikodomikos Synetairismos Stegaseos Ypallilon Trapezis Tis Ellados, costituita da impiegati della Bank of Greece al solo scopo di realizzare un
villaggio vacanze per i dipendenti di quella banca. Acquistato il terreno edificabile, l’autorità ne muta lo status impedendo ai proprietari di costruirvi. Il ricorrente promuove ricorso a Strssbrugo e la Corte EDU
dichiara il 3 maggio 2011 la violazione degli articoli 6,13 e 1 del Protocollo 1, riservandosi tuttavia di determinare in un secondo momento l’importo
dovuto dalla Grecia al ricorrente. Oggi la Corte si pronuncia sull’ammontare dell’equa soddisfazione a favore dell’associazione.
Art 41 (equa soddisfazione)
Danno patrimoniale e non patrimoniale – Aggiudicato
66610/09
Anastasios Zolotas, cittadino greco, ha un conto in una banca greca. Per 20 anni non esegue alcuna operazione ma quando
chiede di accedere al conto, scopre che le somme immobilizzate in conti dormienti oltre 20 anni vengono acquisite per legge dallo Stato. Lamenta oggi l’indebita ingerenza dello stato greco nel suo diritto di proprietà e la
discutibile applicazione al caso concreto, da parte dei giudici greci, della normativa della prescrizione.
1 (Diritto ad un processo equo)
Violazione dell’Articolo 1 del Protocollo n ° 1 – La protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 – Pacifico godimento dei beni)
and Kiss v. Hungary
11146/11
István Horváth e András Kiss, nati nel 1994 e 1992, sono due giovani ungheresi di etnia Rom che soffrono di deficit mentale
dall’età di sette anni. Per questa ragione sono stati inseriti in una
struttura scolastica specializzata, ma qui hanno subito un trattamento speciale sì, ma per ragioni connesse alla propria etnia e condizione socio-economica, e non al loro stato mentale. Lamentano quindi continue
discriminazione da parte degli insegnanti e in generale dell’istituto scolastico.
Violazione dell’art 14 + P1-2 – Divieto di
discriminazione (Articolo 2 del Protocollo n ° 1 – Diritto
all’istruzione { generale })
Bruno Cirillo, cittadino italiano, è
attualmente detenuto nella prigione di Foggia. Lamenta che le cure prestategli in carcere siano state inadeguate alla paralisi parziale di cui soffre.
Articolo 3, (Divieto di trattamenti inumani o degradanti)
Sergio Lombardo, cittadino italiano, vorrebbe incontrare sua
figlia ma gli è impedito dalla madre: la giustizia italiana si esprime nel
2003 stabilendo delle modalità di un incontro tra padre e figlia, ma la
sentenza rimane lettera morta. Oggi accusa lo Stato Italiano di non essere in grado di rendere effettive le decisioni dei suoi giudici e così di aver compromesso la relazione parentale tra padre e figlia.
Articolo 8 § 1 (diritto al rispetto della vita
– Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Il rispetto della vita familiare)
10473/05
Constantin-Cristian Catană, cittadino rumeno, lamenta molteplici violazioni dei suoi diritti nello svolgimento delle indagini a suo carico. In particolare durante la detenzione cautelare
presso Bacău sarebbe stato stipato in una cella angusta e con
limitato accesso ai servizi sanitari, durante le indagini lo avrebbero
trattato come già condannato, dando alla stampa un comunicato ambiguo e diffondendo le foto di lui in manette, infine non avrebbe potuto partecipare all’udienza relativa alla detenzione cautelare.
Articolo 3 (divieto di
Articolo 5 § 4 (diritto ad una rapida decisione
sulla legittimità della detenzione)
Articolo 6 § 2 (presunzione di innocenza)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-4 – garanzie procedurali della
Güdenoğlu
and Others v. Turkey
42599/08, 30873/09, 38775/09,
38778/09, 40899/09, 40905/09, 43404/09, 44024/09, 44025/09,
47858/09,
53653/09, 5431/10, 8571/10
Filiz Koçali, Ayhan Bilgen, Ziya Çiçekçi, Halit Güdenoğlu, Sibel Bulut, e Cesur Yilmaz, cittadini turchi, sono tutti operatori della carta stampata: sono proprietari, editori, direttori e redattori capo di 9 riviste, tra quotidiani e settimanali. La giustizia turca
decide la censura dei loro giornali – ritiro delle copie e sospensione dalla stampa – a causa della pubblicazione di articoli considerati di propaganda a
favore di organizzazione terroristiche, come il PKK. Oggi contestano questa indebita censura affermando il loro diritto alla libertà d’espressione.
(Diritto ad un processo equo)
Articolo 7 (nessuna pena senza legge)
Articolo 13 (diritto a un ricorso effettivo) Articolo
1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
– Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1 – Libertà di espressione)
38283/04
Ayhan Süleymanoğlu, cittadino turco, è stato sottoposto ad una detenzione cautelare – presso il carcere Bursa – abbastanza discutibile: applicata la misura in una udienza a cui non ha
potuto partecipare, il ricorrente è stato detenuto per 3 mesi senza
possibilità di opporsi e di difendersi.
Articolo 5 ​​(diritto alla libertà e
alla sicurezza)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (5-3 Articolo – giudice o ad altro esercizio del potere giudiziario)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (5-4 Articolo – procedimento stesso)
Samuel Betteridge, cittadino inglese, è condannato per stupro nel 2005 e sottoposto al regime detentivo speciale per
la protezione pubblica, “IPP”. Lamenta l’impossibilità di ottenere
un riesame della sentenza di condanna di cui contestava l’indeterminatezza di
Articolo 5 § 4 (diritto ad un controllo
giurisdizionale sulla legittimità della detenzione)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – Controllo giurisdizionale sulla legalità della detenzione; Rapidità della
60367/10
S.H.H., cittadino afgano, emigra in Inghilterra nel 2010 e chiede asilo. Alla sua istanza segue il diniego dell’autorità inglese: oggi contesta il provvedimento di espulsione verso l’Afghanistan perché lì rischierebbe maltrattamenti, soprattutto a causa della sua
disabilità fisica derivante da una amputazione
dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – Espulsione)
(condizionale) (Afghanistan)
Il 15 Novembre 2005 la Corte EDU aveva condannato l’Italia per un episodio di espropriazione illegittima ai danni del ricorrente, riservandosi di decidere successivamente l’ammontare del
risarcimento. Oggi la Corte si esprime definendo l’equa soddisfazione a favore del ricorrente.
Danno patrimoniale e non patrimoniale – Premio
Borobar
5663/04
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedimento penale; Articolo 6-1 – Termine ragionevole)
Tutte le sentenze	2013-01-29
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