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Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 23']

U NIVERSIT A D EGLI S TUDI DI N APOLI F EDERICO II Facoltà di Giurisprudenza Urbanistica e governo del territorio nella prospettiva statale e regionale. - ppt scaricare
PubblicatoMalvolia Abate
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U NIVERSIT A D EGLI S TUDI DI N APOLI F EDERICO II Facoltà di Giurisprudenza Urbanistica e governo del territorio nella prospettiva statale e regionale Prof.ssa Giuliana Di Fiore 2
Dallurbanistica al governo del territorio: breve excursus storico-normativo La pianificazione territoriale nei diversi livelli di governo Gli strumenti comunali di pianificazione territoriale La lottizzazione: nozione e strumenti La l. r. Campania 22 dicembre 2004, n. 16 recante Norme sul governo del territorio La Denuncia di Inizio Attività Indice Prof.ssa Giuliana Di Fiore 3
Dallurbanistica al governo del territorio: breve excursus storico-normativo La storia dellurbanistica può essere suddivisa in tre fasi fondamentali: 1 a Fase: 1 a Fase: Gli interessi di rilievo urbanistico trovano considerazione occasionale ed indiretta nellambito di provvedimenti normativi disciplinanti materie diverse. 2 a Fase: 2 a Fase: Grazie ad interventi normativi di carattere organico, lurbanistica si configura come materia autonoma. 3 a Fase: 3 a Fase: La materia urbanistica evolve verso la più ampia nozione di governo del territorio. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 4
I provvedimenti legislativi da prendere in considerazione nella prospettiva accennata sono quattro: L. 25 giugno 1865, n Orientata essenzialmente alla dimensione locale, nel disciplinare lespropriazione per pubblica utilità, introduce gli strumenti del piano regolatore edilizio e del piano di ampliamento con il duplice scopo di rimediare alla viziosa disposizione degli edifici e di provvedere alla salubrità degli abitati L. 15 gennaio 1885, n Promulgata per far fronte alla situazione di emergenza venutasi a creare dopo lo scoppio di unepidemia di colera nel napoletano, prevede la possibilità di risanamento dell'abitato, attraverso la dichiarazione di pubblica utilità per tutte quelle opere necessarie al risanamento (case insalubri, pozzi, acque, fognature). L. 1 giugno 1939, n L. 29 giugno 1939, n Dedicate rispettivamente alla tutela, su scala nazionale, delle cose di interesse artistico, storico, archeologico ed etnografico ed alla protezione delle bellezze naturali, prevedono procedimenti diretti ad accertare il valore dei beni, nonché poteri repressivi per controllare l'uso del bene tutelato e reprimere gli eventuali abusi, sino alla possibilità di espropriarli onde salvaguardarli. Dallurbanistica al governo del territorio: 1a fase Prof.ssa Giuliana Di Fiore 5
Dallurbanistica al governo del territorio: 2a fase Il complesso normativo sedimentatosi nel corso del tempo non si rivelò idoneo a disciplinare in maniera organica il fenomeno dellespansione urbana dando luogo, inoltre, a rilevanti problemi di coordinamento. Ciò condusse ad un primo intervento di tipo sistematico. L. 17 agosto 1942, n Fondata su una considerazione complessiva del territorio comunale, introduce due livelli di pianificazione territoriale (quello di coordinamento e quello conformativo del territorio) ordinandoli in base ad un criterio gerarchico. zonizzazione Introduce listituto della zonizzazione che comporta lattribuzione di specifiche vocazioni (residenziale, produttiva etc.) alle aree del territorio comunale che a detta destinazione, nella previsione normativa originaria, rimanevano vincolate sine die (si v. C. Cost. sent. n. 55/78). Piani Regolatori Generali Istituisce i Piani Regolatori Generali configurandoli come obbligatori per i comuni compresi negli elenchi predisposti dal Ministero LL.PP.. Piani Particolareggiati di Iniziativa Pubblica Prevede che gli obiettivi della pianificazione generale vengano attuati prioritariamente attraverso Piani Particolareggiati di Iniziativa Pubblica. Norme Tecniche di Attuazione Le prescrizioni tecniche ed i criteri di sviluppo delle previsioni contenute nel PRG vengono affidate alle Norme Tecniche di Attuazione. Regolamenti Edilizi programma di fabbricazione Ai Regolamenti Edilizi, invece, viene affidata la disciplina degli interventi sul patrimonio esistente e sulle nuove costruzioni. In essi doveva essere contenuto il programma di fabbricazione per i comuni non tenuti alladozione del PRG. (segue) Prof.ssa Giuliana Di Fiore 6
Tra i numerosi interventi normativi successivi alla l. 1150/42, si segnalano: L. 3 novembre 1952, n Impone ai comuni losservanza di misure di salvaguardia volte a preservare il territorio nel periodo intercorrente tra ladozione del PRG e lapprovazione dello stesso da parte del Ministero LL. PP.. L. 18 aprile 1962, n. 167 Nata come provvedimento orientato alla riduzione della rendita fondiaria, introduce la Pianificazione dellEdilizia Economica e Popolare consentendo ai comuni di acquisire le aree necessarie alla realizzazione delle previsioni contenute nella legge stessa. I PEEP, di durata decennale, vengono collegati alla pianificazione urbanistica attraverso la loro assimilazione ai piani particolareggiati. (segue) Prima delle modifiche apportate dalla l. cost. 3/2001, lart. 117 Cost. affida la materia urbanistica alla potestà legislativa concorrente Stato-Regioni. Art. 117 Cost. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 7
L. 28 gennaio 1977, n. 10 (cd. legge Bucalossi) licenza edilizia ius aedificandi Sostituisce la licenza edilizia con la concessione: al fine di arginare il fenomeno della speculazione sulle aree di espansione urbana opera lo scorporo dello ius aedificandi dal diritto di proprietà, opzione successivamente dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale (sent. 5/80). Programmi Pluriennali di Attuazione Impone ai comuni la predisposizione dei Programmi Pluriennali di Attuazione L. 8 giugno 1990, n. 142 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Accordo di programma Nel predisporre il riassetto delle funzioni degli enti locali, introduce il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, la pianificazione territoriale delle neoistituite aree metropolitane, lAccordo di programma come istituto per la realizzazione di interventi che richiedano lazione integrata di più soggetti pubblici. L. 6 agosto 1967, n. 765 (c.d. legge Ponte) standard urbanistici minimi limiti tassativi di edificabilità piani di lottizzazione convenzionata Pur non realizzando, come nelle intenzioni, una riforma della l. 1150/42, presenta rilevanti elementi di novità tra i quali si segnalano: 1) introduzione di standard urbanistici minimi di servizi pubblici e di limiti tassativi di edificabilità in assenza di PRG; 2) introduzione dei piani di lottizzazione convenzionata in alternativa ai piani particolareggiati di iniziativa pubblica. D.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 (T.U. in materia edilizia) permesso di costruire denuncia di inizio attività Riduce a due tipologie i titolo abilitativi: il permesso di costruire (dando veste normativa alla censura di illegittimità formulata dalla Corte Costituzionale) e la denuncia di inizio attività. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 8
Dallurbanistica al governo del territorio: 3a fase Nel trasferire le funzioni amministrative alle Regioni, il dpr 616/77 definisce lurbanistica comela materia concernente la disciplina delluso del territorio comprensiva di tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e trasformazione del suolo nonché la protezione dellambiente. D.p.r. 24 luglio 1977, n. 616 Progressivamente, attraverso un processo condizionato non solo dalla produzione normativa ma anche dalla giurisprudenza e dalla riflessione dottrinale, il concetto di urbanistica inizia ad evolvere verso formulazioni più ampie e comprensive. Queste le fasi essenziali del processo: Corte Costituzionale, sent. n. 239/82 Traendo spunto dallorientamento normativo delineato in proposito dal d.p.r. 6161/77, la Corte Costituzionale afferma che lurbanistica comprende tutto ciò che concerne luso del territorio. Art 117, co. 3 Cost., dopo le modifiche operate dalla l. cost. 3/01 governo del territorio Lo Stato ha potestà legislativa concorrente in materia di governo del territorio. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principî fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (segue) Prof.ssa Giuliana Di Fiore 9
La Corte Costituzionale è intervenuta più volte sul tema del governo del territorio contribuendo a definirne la natura e lestensione. Tra le pronunce della Corte si segnalano, in particolare: Afferma: anche lambito di materia costituito dalledilizia va ricondotto al governo del territorio. Del resto, anche la formula adoperata dal legislatore della riforma costituzionale del 2001 riecheggia significativamente quelle con le quali, nella più recente evoluzione della legislazione ordinaria, lurbanistica e ledilizia sono state considerate unitariamente. Corte Costituzionale, sent. n. 362/03 Ribadisce che: nei settori dellurbanistica e delledilizia, i poteri legislativi regionali sono senzaltro ascrivibili alla nuova competenza concorrente in materia di governo del territorio, la cui disciplina ha ritenuto comprensiva in linea di principio, di tutto ciò che attiene alluso del territorio ed alla localizzazione di impianti o attività. (segue) Corte Costituzionale, sent. n. 196/04 Definisce la disciplina del governo del territorio come linsieme delle norme che consentono di identificare e graduare gli interessi in base ai quali possono essere regolati gli usi ammissibili del territorio. Corte Costituzionale, sent. n. 307/03 Prof.ssa Giuliana Di Fiore 10
1) Nozione di governo del territorio coincidente con quella di urbanistica intesa come sinonimo di pianificazione, cioè di regole sulluso del territorio 2) Lurbanistica come settore di specie del governo del territorio che si preoccupa della sistemazione e dello sviluppo delle città 3) Nozione di urbanistica differente ed autonoma rispetto a quella di governo del territorio La dottrina giuridica (Stella Richter, Morbidelli, Giannini) ha contribuito alla delimitazione del concetto di urbanistica e dei rapporti di questultimo con la nozione di governo del territorio, schematizzando le opzioni ermeneutiche emerse nel corso del tempo anche sulla base della riforma del Titolo V della parte II della Costituzione e delle citate pronunce della Corte Costituzionale. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 11
Un ulteriore concetto da precisare: la nozione di edilizia EDILIZIA: Insieme di norme che riguardano la realizzazione di nuove costruzioni sul territorio ed il recupero dei volumi esistenti in relazione a quanto previsto in sede di pianificazione. Quanto ai rapporti tra edilizia e governo del territorio possono individuarsi due diverse posizioni: competenza legislativa concorrente a) ledilizia è parte del governo del territorio e, quindi, materia oggetto di competenza legislativa concorrente ai sensi dellart. 117, co. 3 Cost. (tesi prevalente). competenza legislativa esclusiva delle Regioni b) ledilizia ha una sua autonoma valenza ed è riconducibile nellalveo della competenza legislativa esclusiva delle Regioni ai sensi dellart. 117, co. 4 Cost. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 12
La pianificazione territoriale: nozione e principi pianificazione La pianificazione è lattività attraverso la quale si definiscono gli assetti complessivi del territorio. Procedendo in maniera parallela allevoluzione dellurbanistica verso il più ampio concetto di governo del territorio, anche la pianificazione ha visto ampliarsi il proprio dominio di riferimento dovendo contemplare e contemperare, nelle proprie scelte, una varietà di interessi sempre maggiore. Data la necessità di tutelare interessi di dimensioni diverse, lattività di pianificazione si distribuisce tra i diversi livelli di governo. principi costituzionalisussidiarietàdifferenziazioneadeguatezza flessibilità Il modello rigorosamente gerarchico su cui, per lungo tempo (l. 1150/42), è stato fondato il rapporto tra i diversi livelli di pianificazione, è oggi mitigato dalloperatività dei principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza (art. 118 Cost.) e da quelli introdotti sul piano della legislazione regionale come, ad esempio, quello di flessibilità previsto dalla l. r. Campania 22 dicembre 2004, n. 16 recante Norme sul governo del territorio. In base a tale ultimo principio (art. 11) Le province ed i comuni possono, nei casi e con le modalità previsti dalla presente legge, proporre modificazioni agli strumenti di pianificazione sovraordinati. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 13
I piani territoriali: nozione ed organizzazione piani territoriali I piani territoriali sono il risultato delle attività di pianificazione e scaturisce da un complesso procedimento di formazione cui partecipano soggetti pubblici e privati. Di seguito, un quadro dei principali piani territoriali e dei relativi strumenti di attuazione Livello di governoPianoStrumenti di attuazione RegioneP.T.R.Piani di settore regionali ProvinciaP.T.C.P.Piani di settore provinciali ComuneP.R.G.Regolamento Edilizio, Norme tecniche di attuazione, Piani particolareggiati (es. Peep, Pip), Piani attuativi. ComuneP.U.C.Piani Urbanistici Attuativi, Regolamento Urbanistico ed Edilizio Comunale Prof.ssa Giuliana Di Fiore 14
Organizzazione gerarchica degli strumenti di pianificazione territoriale Piano Regolatore Generale vi si allegano : - Norme tecniche di attuazione - Regolamento Edilizio Piani Particolareggiati PTCP PTR Prof.ssa Giuliana Di Fiore 15
Approfondimento: il livello comunale PianoContenuto P.R.G. E lo strumento urbanistico che fissa le direttive generali e di sistemazione della totalità del territorio di un comune. Opera attraverso le previsioni di zonizzazione e localizzazione. Vige a tempo indeterminato. Regolamento Edilizio Contiene le prescrizioni relative agli interventi sul patrimonio edilizio esistente ed alle nuove zone edificabili previste nei piani. Piani particolareggiati ed attuativi Sono formati dallinsieme dei piani che: 1)attuano, completandole, le previsioni del PRG (es.: piano per la riqualificazione del centro urbano); 2)dettano i criteri di realizzazione di previsioni contenute nella legislazione di settore (es. Peep, Pip) Prof.ssa Giuliana Di Fiore 16
Approfondimento: la pianificazione comunale nella l. r. Campania 22 dicembre 2004, n. 16 PianoContenuto P.U.C. PIANO URBANISTICO COMUNALE. E lo strumento urbanistico generale destinato alla disciplina delle trasformazioni urbanistiche dellintero territorio comunale ed alla tutela ambientale. Rispetto al vecchio PRG si pone come strumento di pianificazione integrata. R.U.E.C. REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIA COMUNALE. Approvato contestualmente al PUC, individua le modalità esecutive e le tipologie delle trasformazioni nonché la regolamentazione dellattività edilizia sul patrimonio esistente e da costruirsi. Disciplina gli aspetti igienici di rilevanza edilizia, gli elementi architettonici e decorativi, gli arredi urbani e gli spazi verdi. Si colloca a metà strada tra la pianificazione e lattuazione. P.U.A PIANO URBANISTICO ATTUATIVO. Sono gli strumenti con i quali vengono attuale le previsioni del PUC. Hanno valore e portata dei piani esecutivi previsti dalle leggi statali regionali (piani particolareggiati di settore: v. slide precedente) Prof.ssa Giuliana Di Fiore 17
Lottizzazione: nozioni e tipologie Per lottizzazione si intende qualsiasi utilizzazione del suolo che, indipendentemente dallentità del frazionamento fondiario e dal numero di proprietari, preveda la realizzazione contemporanea o successiva di una pluralità di edifici a scopo residenziale, turistico o industriale che postulino lattuazione di opere di urbanizzazione primaria o secondaria occorrenti per le necessità dellinsediamento. Si possono distinguere tipologie diverse di lottizzazione: Lottizzazione di iniziativa pubblica: piano per la lottizzazione Si ha quando il Comune provvede dufficio a predisporre un piano per la lottizzazione di una data area. In questo caso il piano è equiparabile ai piani attuativi del PRG e si pone come presupposto per il rilascio della concessione ai proprietari delle aree lottizzate. Lottizzazione convenzionata: schema di convenzione Si ha quando il piano di lottizzazione viene proposto dai privati interessati, accompagnato da uno schema di convenzione che regola quei rapporti tra P.A. e privati che scaturiscono dalla lottizzazione. Una volta approvato dal Consiglio comunale, il piano ha valore e vigenza di strumento urbanistico di attuazione. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 18
La convenzione di lottizzazione: nozione e contenuto Nozione È lo strumento con il quale il Comune autorizza i privati a costruire secondo il progetto approvato e riceve in proprietà le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ovvero le aree destinate a tale scopo. Essa può risultare da una serie di atti negoziali con efficacia obbligatoria reale, che si integrano a vicenda per lo scopo ed il contenuto, nellambito di un negozio complessivo. Contenuto La convenzione di lottizzazione si articola in due parti: parte necessaria - Una parte necessaria, destinata alla pianificazione attuativa intesa come applicazione delle norme contenute nel PRG e nelle leggi di settore. Il contenuto di questa parte è indisponibile e non negoziabile. parte disponibile di natura negozialemodi tempi di esecuzione - Una parte disponibile di natura negoziale, relativa ai modi ed ai tempi di esecuzione del piano, dedicata, in particolare, alla cessione gratuita delle aree; allassunzione, da parte dei proprietari, degli oneri per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria; alle garanzie finanziarie. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 19
Disciplinato dagli a aa artt. 10 e ss. del d dd d.p.r. 380/2001, il permesso di costruire è il provvedimento autorizzatorio attraverso il quale lamministrazione comunale consente ai privati di realizzare interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio. Ai sensi del citato art. 10, appartengono a questa categoria di interventi:: Il permesso di costruire: nozione ed ambito di applicazione 1. Interventi di nuova costruzione 2. Interventi di ristrutturazione urbanistica 3. Interventi di ristrutturazione edilizia 3. Interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, mutamenti della destinazione d'uso. NOTA: ulteriori interventi sottoposti al preventivo rilascio del permesso di costruire. NOTA: Le regioni possono individuare con legge ulteriori interventi (connessi o meno a trasformazioni fisiche, dell'uso di immobili o di loro parti) che, in relazione all'incidenza sul territorio e sul carico urbanistico, sono sottoposti al preventivo rilascio del permesso di costruire. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 20
Disciplinata dagli a aa artt. 22 e 23 del d dd d.p.r. 380/2001, la DIA è uno strumento di s ss semplificazione dellattività amministrativa che, in ambito urbanistico, consente ai privati di realizzare, s ss senza richiedere il rilascio di un permesso di costruire, specifiche categorie di interventi: La Denuncia di Inizio Attività: funzione ed ambito di applicazione 1. Interventi non riconducibili allelenco di cui allart. 6 del d.p.r. 380/2001 (Attività edilizia libera) 3. Varianti a permessi di costruire che 3. Varianti a permessi di costruire che: - non incidono sui parametri urbanistici e le volumetrie - non alterano la sagome delledificio - non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire 2. Interventi non riconducibili allelenco di cui allart. 10 d.p.r. 380/2001 (Interventi subordinati a permesso di costruire) Prof.ssa Giuliana Di Fiore 21
Ai sensi dellart. a aa artt. 23 del d.p.r. 380/2001, oltre a comunicare allavvio dellintervento, la DIA deve essere accompagnata da una serie di documenti ed informazioni: La Denuncia di Inizio Attività: contenuto e documentazione allegata 1. Elaborato progettuale Descrive in termini tecnici la natura dellintervento che si sta per intraprendere 2. Dettagliata relazione sottoscritta da un progettista abilitato Assevera: la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati o approvati ed ai regolamenti vigenti nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. 3. Indicazione dellimpresa a cui si intende affidare i lavori Prof.ssa Giuliana Di Fiore 22
La Denuncia di Inizio Attività: iter procedimentale 23
D ISCIPLINA dal rilascio dellatto di assenso Il termine di 30 gg. trascorso il quale è possibile dare avvio allattività, decorre dal rilascio dellatto di assenso. In caso di esito non favorevole, la DIA è priva di effetto. D ISCIPLINA dal rilascio dellatto di assenso Il termine di 30 gg. trascorso il quale è possibile dare avvio allattività, decorre dal rilascio dellatto di assenso. In caso di esito non favorevole, la DIA è priva di effetto. La Denuncia di Inizio Attività: ipotesi particolari I c cc commi 3 e 4 dellart. 23 d.p.r. 380/2001, disciplinano i casi in cui limmobile destinatario dellintervento sia sottoposto a v vv vincoli. La norma distingue d dd due ipotesi per le quali sono previste d dd discipline diverse: 1 a I POTESI Limmobile è sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale. 1 a I POTESI Limmobile è sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale. 2 a I POTESI Limmobile è sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete allamministrazione comunale ed il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non è allegato alla DIA. 2 a I POTESI Limmobile è sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete allamministrazione comunale ed il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non è allegato alla DIA. D ISCIPLINA conferenza di servizi l. 241/90 dallesito della conferenza Lufficio comunale convoca una conferenza di servizi ai sensi degli artt. 14 e ss. della l. 241/90. Il termine di 30 gg. trascorso il quale è possibile dare avvio allattività decorre dallesito della conferenza. In caso di esito non favorevole, la DIA è priva di effetto. D ISCIPLINA conferenza di servizi l. 241/90 dallesito della conferenza Lufficio comunale convoca una conferenza di servizi ai sensi degli artt. 14 e ss. della l. 241/90. Il termine di 30 gg. trascorso il quale è possibile dare avvio allattività decorre dallesito della conferenza. In caso di esito non favorevole, la DIA è priva di effetto. Prof.ssa Giuliana Di Fiore 24
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