Source: https://www.docsity.com/it/riassunto-di-ragioneria-il-bilancio-d-esercizio-2008/18069/
Timestamp: 2017-05-25 06:57:14+00:00
Document Index: 67772542

Matched Legal Cases: ['art. 2217', 'art. 2424', 'art 2425', 'art 2435', 'art 2435', 'art. 2435', 'art 2426', 'art 2427', 'art 2427', 'art 2428', 'art 2424', 'art 2575', 'art 2426', 'art 2426', 'art. 2426', 'art 2426', 'art 2426', 'art 2426', 'art 93', 'art 93', 'art. 2426', 'art 106', 'art 2424', 'art 2424', 'art 105']

Riassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008
Documenti Sintesi Sintesi Economia Sintesi Ragioneria antiniska19 giugno 2011Riassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008, Sintesi di Ragioneria. Fondazione Università di MantovaFondazione Università di MantovaRagioneria,EconomiaDOC (803 KB)9 pagine50Numero di download1000+Numero di visite92%su 13 votiNumero di voti2Numero di commentiDescrizioneRiassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008Aggiungi ai preferitiCommentaSegnala il documento40puntiPunti download necessari per scaricarequesto documentoScarica il documentoAnteprima3 pagine / 9Questa è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 9 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 9 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 9 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 9 totaliScarica il documentoCarica altriCerca nell'estratto del documentoIl bilancio d’esercizio è il rendiconto delle operazioni di gestione relative ad un definito periodo
amministrativo, che ha normalmente durata annuale. Lo scopo del bilancio è quello di fornire dati
e informazioni relativi al patrimonio netto e al reddito, derivanti dalle operazioni di gestione (art.
I Principi Contabili sono concetti di base, convenzioni, regole che hanno una duplice funzione:
Interpretare in chiave tecnica le norme di legge in materia di bilancio;
Integrare le norme di legge laddove risultano insufficienti.
Il bilancio deve rappresentare con Chiarezza, Veridicità e Correttezza il risultato economico e le
determinanti del patrimonio netto e della situazione finanziaria.
PRINCIPIO DELLA CHIAREZZA: Il bilancio deve essere comprensibile, ordinato e completo
nella diffusione delle informazioni in esso contenute.
PRINCIPIO DELLA VERIDICITA’ E CORRETTEZZA: Il bilancio deve dimostrare con verità gli
utili conseguiti e le perdite subite (art. 2217, 2°c); il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e
corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato d’esercizio.
PRINCIPIO DELLA PROSPETTIVA DI FUNZIONAMENTO DELL’IMPRESA: La valutazione
delle voci deve essere fatta nella prospettiva di continuazione dell’attività.
PRINCIPIO DELLA PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA: La valutazione delle
voci deve essere fatta tenendo conto della funzione economica dell’elemento dell’attivo o del
passivo considerato (vedi “pronti contro termine”).
PRINCIPIO DELLA PRUDENZA: Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data
di chiusura dell’esercizio; si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio,
anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
PRINCIPIO DI COMPETENZA: Ha la funzione di guidare l’attribuzione dei componenti di reddito
ai diversi esercizi cui essi spettano; impone di tener conto dei proventi e degli oneri di competenza
dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento; obbliga a tener conto dei
rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
PRINCIPIO DI INERENZA (TUIR 109 1°c): Le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli
interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella
misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono
a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi.
PRINCIPIO DI CONTINUITA’ DEI CRITERI DI VALUTAZIONE: I criteri di valutazione non
possono essere modificati da un esercizio all’altro.
Lo Stato Patrimoniale (art. 2424) è il documento di bilancio che deve rappresentare il patrimonio
dell’impresa specificando: l’entità della ricchezza a disposizione per la gestione futura (Patrimonio
Netto), le modalità di formazione di tale ricchezza (componenti del PN), la composizione di tale
ricchezza (Attività e Passività). Lo schema di stato patrimoniale civilistico è costituito da tutte le
principali voci, escludendo quindi quelle contrassegnate da numeri arabi e lettere minuscole.
Le semplificazioni delle voci dello stato patrimoniale in forma abbreviata sono descritte nell’art
2435 bis: “Nel bilancio in forma abbreviata lo SP comprende solo le voci contrassegnate nell’art
2424, con lettere maiuscole e con numeri romani; le voci A e D dell’attivo possono essere comprese
nella voce CII; la voce E del passivo può essere compresa nella voce D; dalle voci BI e BII
dell’attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni, nelle voci
CII dell’attivo e D del passivo devono essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre
l’esercizio successivo”.
ATTIVO PASSIVOB) Immobilizzazioni:
- Fondi ammortamento immobilizzazioni immateriali
- Fondi svalutazione immobilizzazioni immateriali
Totale immobilizzazioni immateriali nette
- Fondi ammortamento
- Fondi svalutazione
Totale immobilizzazioni materiali nette
II Crediti, con separata indicazione,
Crediti entro l’esercizio successivo;
Crediti esigibili oltre l’esercizio successivo.
(fra cui: crediti verso soci per versamenti ancora dovuti
e ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio
su prestiti)
V Riserva Statutaria
VI Riserve per azioni proprie in portafoglio
D) Debiti, con separata indicazione,
Debiti esigibili entro l’esercizio successivo
Debiti esigibili oltre l’esercizio successivo
(fra cui: Ratei e risconti, con separata indicazione
dell’aggio sui prestiti)
I conti d’ordine rappresentano un’informazione complementare a quella patrimoniale: essi non
influiscono sull’entità delle attività, delle passività e, quindi, del patrimonio netto, ma offrono
ulteriori elementi al lettore del bilancio per valutare la solidità dell’azienda e la sua possibile
evoluzione. Sono solo appostazioni di memoria che non derivano dal sistema di scritture della
Il Conto Economico (art 2425) è il documento di bilancio che deve descrivere in modo chiaro e
analitico la genesi dell’utile (o della perdita) derivante dalle operazioni di gestione nel periodo di
Lo schema civilistico del CE descritto nell’art 2435 è articolato in questa maniera:
23) Utile (Perdite) dell’esercizio.
Le semplificazioni delle voci del conto economico sono descritte anch’esse nell’art 2435 bis: “ Nel
CE del bilancio in forma abbreviata le seguenti voci previste dall’articolo 2425 possono essere tra
loro raggruppate: voci A2 e A3, voci B9c, B9d, B9e, voci B10a, B10b, B10c, voci C16b e C16c,
voci D18a, D18b, D18c, voci D19a, D19b, D19c; nel conto economico del bilancio in forma
abbreviata nella voce E20 non è richiesta la separata indicazione della plusvalenza e nella voce E21
non è richiesta la separata indicazione delle minusvalenze e delle imposte relative a esercizi
precedenti”.A) Valore della produzione:
2-3) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di
lavorazione, semilavorati e finiti, variazioni dei lavori in
corso su ordinazione;
5) altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei
contributi in conto esercizio.
c-d-e) altri costi del personale;
a-b-c) ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni
d)svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e
delle disponibilità liquide;
di consumo e merci;
15) proventi da partecipazioni, con separata indicazione di
quelli relativi ad imprese controllate e collegate;
16) altri proventi finanziari;
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata
indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di
quelli da controllanti;
b-c) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni e nell’attico
circolante che non costituiscono partecipazioni;
d) proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione
di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da
controllanti;
17) interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione
di quelli verso imprese controllate e collegate e verso
controllanti.
17 bis) utili e perdite su scambi
Totale (15+16-17+-17 bis).
20) proventi.
21) oneri.
22) imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite,
23) Utile (perdita) dell'esercizio;
LA NOTA INTEGRATIVA: Fra i documenti del bilancio di esercizio la Nota Integrativa
rappresenta il prospetto nel quale, con analiticità e chiarezza, vengono ad essere integrati ed
esplicitati i dati numerici contenuti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico. A queste due
funzioni principali (di aggiunta e di chiarificazione) se ne affianca una terza che consiste nel
raccordare le informazioni tenute separate nei due documenti numerici per dare una visione
unitaria, completa e integrata dei fatti rilevanti della gestione. Le tre funzioni attribuite alla Nota
integrativa nel bilancio ordinario sono pertanto: - Di illustrazione qualitativa del contenuto dello
Stato Patrimoniale e del Conto economico - Di integrazione informativa rispetto ai documenti
patrimoniale ed economico, fornendo ulteriori informazioni rispetto ai medesimi - Di esplicazione
“suppletiva”, che mira a spiegare tutti quei valori che assumono nei documenti numerici un valore
ambiguo e non sufficientemente univoco ( si pensi alle voci “Altri ricavi e proventi” e gli “Oneri
diversi di gestione”). L’art. 2435 indica le descrizioni che possono essere omesse nella nota
integrativa in caso di bilancio in forma abbreviata: “Nella nota integrativa sono omesse le
indicazioni richieste dal numero 10 dell’art 2426 e dai numeri 2),3),7),9),10),12),13),14),15),16) e
17) dell’art 2427 e dal numero 1) del comma 1 dell’articolo 2427-bis; le indicazioni richieste dal
numero 6) dell’art 2427 sono riferite all’importo globale dei debiti iscritti in bilancio. Qualora le
società indicate nel primo comma forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dai
numeri 3) e 4) dell’art 2428, esse sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione”.
LA RELAZIONE SULLA GESTIONE: La relazione sulla gestione è un documento non
costitutivo del bilancio di esercizio, ma viene allegato (“correda il bilancio”) per completare
l’informativa contabile sulla gestione d’impresa; ha la funzione di offrire all’utente del bilancio una
panoramica d’insieme sulla situazione della società e sull’andamento futuro della gestione. Deve
perciò dare una visione complessiva dell’azienda, partendo dalla situazione passata e in essere al
termine dell’esercizio, con riferimento ai settori nei quali l’impresa ha operato, sia direttamente che indirettamente attraverso imprese controllate e far intravedere quali sono gli andamenti prospettici
della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società.
Immobilizzazioni (art 2424): Elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente.
Immobilizzazioni Immateriali: Costi sostenuti dall’impresa che, pur non traducendosi in beni
materiali, sono idonei a produrre utilità pluriennale.
Costi di Impianto e Ampliamento: si capitalizzano i costi sostenuti dall’impresa nel periodo
iniziale di avviamento della sua attività e anche in quel periodo in cui la produzione non è ancora
iniziata o se è iniziata non ha ancora comportato il conseguimento di ricavi significativi (costi di
impianto); si capitalizzano i costi sostenuti durante la vita di un’impresa per incrementare o
diversificare la capacità produttiva e di mercato.
Costi di Ricerca, Sviluppo e Pubblicità: i costi di ricerca vanno capitalizzati solo se esistono
concrete prospettive di utilizzo delle conoscenze ottenute nei successivi esercizi.
Diritti di brevetto industriale e di utilizzo delle opere dell’ingegno: un diritto di brevetto si
concretizza nel diritto esclusivo di attuare un’invenzione e di disporne entro i limiti e alle
condizioni stabilite dalla legge, una volta ottenuto il riconoscimento da parte dell’attività
amministrativa; i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno (art 2575) costituiscono attività si
traducono in costi pagati anticipatamente che conferiscono vantaggi per un periodo pluriennale.
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili: la voce concessioni indica quei diritti che
scaturiscono da atti della Pubblica Amministrazione in virtù dei quali viene attribuito a determinati
soggetti di sfruttare in via esclusiva dei beni pubblici e gestire in condizioni regolamentate servizi
pubblici. Le licenze sono contratti per l’utilizzo di un software, know how e procedure e procedure
commerciali (franchising). Il marchio rappresenta uno dei segni distintivi tipici dell’impresa,
insieme con la ditta e l’insegna. E’ il segno distintivo del prodotto commercializzato e può
consistere in un emblema, in una denominazione o in un segno.
Avviamento: Differenza tra il corrispettivo pagato per l’acquisto di un complesso aziendale
funzionante e il capitale netto rivalutato dello stesso.
Immobilizzazioni in corso e acconti: Come immobilizzazioni in corso devono essere iscritti nella
voce in esame i costi già sostenuti per l’acquisizione di beni immateriali costituiti da diritti prima del
conseguimento della titolarità legale degli stessi; gli acconti sono quelli corrisposti a terzi per
l’acquisto di attività immateriali. Altre immobilizzazioni immateriali: questa voce ha un contenuto
residuale e comprende ad esempio i costi per migliorie e adattamenti di beni di terzi, i diritti di
usufrutto di azioni, i diritti di superficie, il software prodotto internamente e non tutelato.
Immobilizzazioni Materiali: Beni tangibili di uso durevole impiegati normalmente come strumenti
di produzione del reddito e non sono quindi destinati né alla vendita, né alla trasformazione per
l’ottenimento dei prodotti dell’impresa.
Terreni e Fabbricati: i terreni possono essere costituiti da fondi e terreni agricoli, moli, ormeggi e
banchine, terreni e pertinenze; i fabbricati possono essere industriali oppure possono essere civili o
costruzioni leggere. Anche se vanno esposti insieme nell’attivo dello stato patrimoniale, i terreni e
i fabbricati non possono essere rilevati in contabilità in un unico conto perché i primi non si
ammortizzano, mentre i secondi, avendo durata limitata nel tempo, sono oggetto di ammortamento.
Impianti e Macchinari: gli impianti comprendono impianti specifici per lo svolgimento della
attività caratteristica della singola impresa e impianti generici, che possono essere utilizzati da
imprese di settori anche molto diversi; il macchinario comprende per esempio: macchine a controllo
numerico, torni, alesatrici, frese, presse ecc…
Attrezzature Industriali e Commerciali: le attrezzature industriali e commerciali comprendono
attrezzature di officina, attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi,attrezzatura commerciale
e di mensa, utensili e attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell’impresa,
che completa la capacità funzionale di impianti e macchinario, e si distingue anche per un più rapido ciclo d’usura. Possono essere iscritte nell’attivo a un valore costante qualora siano costantemente
rinnovate, e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all’attivo di bilancio, semprechè non
si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione (art 2426 n.12).
Altri Beni: Rientrano tra gli altri beni i mobili gli arredi e le dotazioni di ufficio, di laboratorio,
d’officina, di magazzino, di reparto, le macchine d’ufficio, gli automezzi, gli imballaggi da
Immobilizzazioni in corso e acconti: Le immobilizzazioni in corso sono costituite da
immobilizzazioni materiali in corso di realizzazione ma non ancora completate; gli acconti sono
costituiti da anticipi a terzi per l’acquisizione di immobilizzazioni materiali.
Costi di acquisto: comprendono anche i costi accessori cioè tutti gli oneri che l’impresa deve
sostenere affinché l’utilizzazione possa essere utilizzata; in primo luogo va individuato il prezzo
effettivo da pagare al fornitore del bene. L’IVA non costituisce un elemento di costo, ma un credito
verso l’erario, tranne Iva indetraibile. Gli sconti commerciali si portano a riduzione del costo.
Vanno considerati costi accessori: - (per i fabbricati) costi notarili per la redazione dell’atto di
acquisti, tasse per la registrazione dell’atto - (per impianti e macchinario) costi di progettazione,
trasposti, dazi su importazione, costi di installazione, costi di messa a punto - (per i mobili)
trasporto, dazi su importazione.
Costi di Produzione: se l’immobilizzazione non è stata acquistata, ma costruita in economia, il suo
costo è costituito da un costo di produzione. Il Codice Civile (art 2426, n1) stabilisce che comprende
tutti i costi direttamente imputabili al prodotto (materie prime, mano d’opera diretta, costi di
progettazione, costi delle forniture esterne)e può comprendere anche altri costi, per la quota
ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal
quale il bene può essere utilizzato (materiale di consumo, energia, ammortamenti, lavoro indiretto).
La norma fiscale (TUIR 110) stabilisce che si comprendono nel costo anche gli oneri accessori di
diretta imputazione, esclusi gli interessi passivi e le spese generali.
Valutazione delle Immobilizzazioni: Il Codice Civile prevede che per le immobilizzazioni materiali
e immateriali vengano applicate le seguenti disposizioni: (art. 2426): - sono iscritte al costo di
acquisto o di produzione - Il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo
deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua
possibilità di utilizzazione; - L’immobilizzazione che, alla data della chiusura dell’esercizio, risulti
durevolmente di valore inferiore a quello determinato secondo i due punti precedenti, deve essere
iscritta a tale minor valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti
meno i motivi della rettifica effettuata.
Costi Capitalizzabili: costi rivolti al miglioramento strutturale di un’immobilizzazione se si
traducono in un aumento significativo e tangibile di capacità produttiva, efficienza, qualità dei
prodotti, sicurezza, vita utile.
Ammortamento (art 2426): quota di costo delle immobilizzazioni che deve essere ammortizzata in
ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione; il valore da ammortizzare
è la differenza tra il costo dell’immobilizzazione e il suo presumibile valore residuo al termine del
periodo di vita utile. La residua possibilità di utilizzazione è legata non alla “durata fisica” delle
immobilizzazioni bensì alla loro “durata economica”, cioè al periodo in cui si prevede che
l’immobilizzazione sarà di utilità per l’impresa.
Leasing: contratto per mezzo del quale il locatore trasferisce al locatario, in cambio di un canone di
locazione, il diritto all’utilizzo di un bene per un periodo di tempo stabilito. Nel nostro paese i beni
ricevuti in leasing finanziario (che prevede il trasferimento di tutti i rischi e benefici derivanti dalla
proprietà del bene) vengono trattati come beni in leasing operativo, senza rilevare alcunché in stato
patrimoniale. Le imprese si limitano infatti a iscrivere nel proprio Conto Economico i canoni di
leasing di competenza dell’esercizio, apportando le necessarie rettifiche nel caso in cui le modalità
di pagamento dei canoni non corrispondano ai periodi di utilizzazione del bene.
LE RIMANENZE DI MAGAZZINOSono costituite dai beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella normale
attività dell’impresa. La nozione di giacenze accolta nella norma fiscale è coerente con quella
indicata nella norma civilistica.
Materie prime, sussidiarie e di consumo: sono costituite dai principali materiali usati nella
produzione (materie prime), da altri materiali usati direttamente nella produzione ma di minor
rilevanza (materie sussidiarie), e da materiali usati indirettamente nella produzione [non incorporati
nei prodotti finiti (materie di consumo)].
I prodotti in corso di lavorazione e semilavorati: costituiti da materiali in fase di trasformazione,
senza che abbiano ancora assunto una precisa identità fisica; i semilavorati sono costituiti da parti
finite da incorporare nei prodotti.
I lavori in corso su ordinazione: contratti di durata ultrannuale che prevedono la realizzazione di
un’opera o un complesso di opere o la fornitura di beni e servizi non di serie che insieme formino un
unico progetto, eseguiti su ordinazione del committente, secondo le specifiche tecniche da questi
I prodotti finiti: beni che derivano dall’attività di trasformazione compiuta all’interno dell’impresa.
Le merci: beni acquistati per essere rivenduti senza aver subito trasformazioni fisiche.
Gli acconti sono somme di denaro corrisposte ai fornitori per future consegne di materie o merci.
La contabilizzazione delle rimanenze va eseguita con riferimento al passaggio del titolo di
proprietà, in quanto con lo stesso vengono trasferiti i rischi relativi al bene.
Valutazione: Principi generali:
Il codice Civile con riguardo alla valutazione delle rimanenze diverse dai lavori in corso su
ordinazione offre due indirizzi di comportamento: 1) stabilisce come principio generale che le
rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzazione
desumibile dall’andamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei
successivi esercizi se ne sono venuti meno i motivi (art 2426, n9) 2) prevede altresì un criterio di
valutazione semplificato: le materie prime, sussidiarie e di consumo possono essere iscritte
nell’attivo a un valore costante qualora siano costantemente rinnovate, e complessivamente di scarsa
importanza in rapporto all’attivo di bilancio, sempreché non si abbiano variazioni sensibili nella loro
entità, valore e composizione (art 2426, n2).
Il TUIR prevede per i beni valutati a costi specifici la sola valutazione al costo, senza possibilità di
confronto con il valore normale; per i prodotti in corso di lavorazione e i servizi in corso di
esecuzione prevede altresì che il valore minimo sia determinato sulla base delle spese sostenute
nell’esercizio, senza considerare il valore normale.
La determinazione del costo dei beni fungibili: può avvenire attraverso il metodo del FIFO, del
LIFO o del Costo Medio Ponderato. In caso di prezzi crescenti (inflazione), il FIFO attribuisce
normalmente il valore più basso ai prelievi e il più alto alle giacenze finali, contrariamente al LIFO;
il costo medio ponderato si colloca tra valori intermedi tra quelli degli altri due metodi.
Valore di Mercato: la norma civilistica introduce la nozione di valore di realizzazione desumibile
dall’andamento del mercato quando stabilisce che le rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di
produzione, ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato se minore (art
2426, n9). L’applicazione della norma civile si presenta agevole per le rimanenze destinate alla
vendita come le merci, i prodotti finiti e i prodotti in corso di lavorazione. Per questi beni il valore di
mercato si determina in base al valore netto di realizzo che rappresenta il prezzo di vendita nel corso
della normale gestione (ossia di un’impresa in funzionamento) , al netto dei costi di completamento
e delle spese dirette di vendita ragionevolmente prevedibili ( provvigioni, trasporto, imballaggio).
I Lavori in Corso su Ordinazione: La valutazione sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati
con ragionevole certezza, prevista dal Codice Civile, viene attuata in base al cosiddetto criterio dellapercentuale di completamento . Con il criterio della percentuale di completamento, i costi, ricavi e il
margine di commessa vengono riconosciuti in funzione dell’avanzamento dell’attività produttiva e
quindi attribuiti agli esercizi in cui tale attività si esplica. Per determinare la percentuale di
completamento o lo stato di avanzamento della commessa possono essere utilizzati vari metodi o parametri. Essi servono per accertare la misura dei ricavi da iscrivere nel conto “ricavi” e dei relativi
costi da addebitare a conto economico. Tra essi i più comuni sono: 1) metodo del costo sostenuto 2)
metodo delle ore lavorate 3) metodo delle unità consegnate 4) metodo delle misurazioni fisiche
Quando il criterio della percentuale di completamento non è applicabile, si devono adottare le
normali regole di valutazione delle giacenze, affinché i ricavi e il margine di commessa vengano
riconosciuti solo quando il contratto è completato, quando cioè le opere sono ultimate e consegnate
(criterio della commessa completata) . L’adozione di tale criterio comporta la valutazione delle
rimanenze per opere eseguite, ma non ancora completate, al costo di produzione con il conseguente
differimento degli importi fatturati fino al completamento della commessa. Il TUIR (art 93, 1 e 2
comma) dispone che, ai fini della determinazione del reddito imponibile, la valutazione delle opere
eseguite sia fatta sulla base dei corrispettivi pattuiti. Le rimanenze riflettono il valore delle opere
eseguite fin dall’inizio di esecuzione del contratto, al netto delle opere valutate sulla base dei
La norma tributaria (art 93, 6 comma) prevede che alla dichiarazione dei redditi deve essere allegato,
distintamente per ciascuna opera, fornitura o servizio, un prospetto recante l’indicazione degli
estremi del contratto , delle generalità e della residenza del committente, della scadenza prevista,
degli elementi tenuti a base per la valutazione e della collocazione di tali elementi nei conti
I TITOLI E LE PARTECIPAZIONI: non devono essere sempre considerate immobilizzazioni, ma
nel caso in cui siano destinate ad essere cedute vanno classificate nell’attivo circolante, nelle attività
finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni.
I criteri di valutazione generali dei titoli e delle partecipazioni sono definiti dai seguenti passi
dell’articolo 2426:
Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione;
L’immobilizzazione che, alla data della chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore
inferiore a quello determinato deve essere iscritta a tale minor valore; questo non può essere
mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata
Le partecipazioni in imprese controllate o collegate possono essere valutate col metodo del
Patrimonio Netto: la partecipazione è inizialmente rilevata al costo e successivamente rettificata in
conseguenza dei cambiamenti di valore della quota della partecipante nel patrimonio netto della
partecipata; nel caso la partecipata consegua degli utili il valore della partecipazione va
incrementato; se consegue delle perdite esso va diminuito.
Le rimanenze i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al
costo di acquisto o di produzione , ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del
mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono
venuti meno i motivi.
La norma Fiscale consente (in alternativa alla valutazione a costi specifici) di assegnare ai titoli
qualsiasi valore che non sia inferiore al minore tra il costo e il valore normale.
Secondo il codice civile (art. 2426, n.9) i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono
immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto, ovvero al valore di realizzazione desumibile
dall’andamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi
bilanci se ne sono venuti meno i motivi.I CREDITI
La cessione dei crediti: le operazioni di cessione dei crediti possono avere finalità diverse:
Finanziaria, quando il cessionario (generalmente una società di factoring) anticipa al cedente degli
ammontari a fronte dei crediti ceduti; la cessione del credito può essere effettuata senza azione di
regresso (pro soluto) o con azione di regresso (pro solvendo);
Mandato all’incasso, quando il cessionario si limita a curare la riscossione per conto del cedente.
I crediti ceduti in modo definitivo, senza azione di regresso, devono essere rimossi dal bilancio e
l’utile o la perdita riconosciuti per la differenza tra il valore ricevuto e il valore cui erano iscritti in
I crediti vanno valutati al loro presunto valore di realizzo, sia che costituiscano elementi dell’attivo
circolante, sia che costituiscano elementi delle immobilizzazioni.
Le norme tributarie prevedono dettagliati criteri di determinazione dell’ammontare fiscalmente
deducibile delle svalutazioni e degli accantonamenti per rischi su crediti. Per quanto concerne la
svalutazione dei crediti, l’art 106 del TUIR stabilisce che le svalutazioni dei crediti risultanti in
bilancio, non coperti da garanzia assicurativa, che derivano dalle cessioni di beni e dalle prestazioni
di servizi sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,50 % del valore nominale o di
acquisizione dei crediti stessi. Le perdite su crediti, verificatesi nel periodo d’imposta, determinate
con riferimento al valore nominale o di acquisizione dei crediti stessi, sono deducibili limitatamente
alla parte che eccede l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti dedotti nei
precedenti esercizi. Se in un esercizio l’ammontare complessivamente dedotto delle svalutazioni e
degli accantonamenti eccede il 5% del valore nominale o di acquisizione dei crediti, l’eccedenza
concorre a formare il reddito dell’esercizio stesso. A norma dell’articolo 101, 5° comma le perdite su
crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti,
se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali.
RATEI E RISCONTI ATTIVI: Devono essere iscritti i proventi di competenza dell’esercizio
esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di
RATEI E RISCONTI PASSIVI: Devono essere iscritti i costi di competenza dell’esercizio esigibili
in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di
I ratei attivi e passivi, poiché rappresentativi di crediti e debiti in moneta, sono soggetti ai processi
valutativi previsti per i crediti e i debiti.
LE DISPONIBILITA’ LIQUIDE:
Le norme civili e fiscali non prevedono disposizioni relative alla valutazione delle disponibilità
liquide. Esse vanno normalmente esposte al valore nominale.
Il patrimonio netto è un fondo di valori dato dalla differenza tra le attività e le passività; è un valore
di natura astratta ed è unico e inscindibile: non è possibile associarlo a specifici componenti delle
attività/passività.
IL CAPITALE o capitale sociale nelle imprese in forma societaria, indica la porzione di patrimonio
netto che ha origine, in sede di costituzione, dalla sottoscrizione dei soci e il cui ammontare viene
riportato nell’atto costitutivo. Il capitale viene considerato la parte di patrimonio netto e tutela dei
terzi. Per questo motivo il Codice Civile dispone che:
Se si verifica una perdita di capitale, non possono essere distribuiti utili fino a che il capitale non sia
stato reintegrato o ridotto in misura corrispondente.
Le variazioni in aumento o in riduzione del capitale sono sottoposte a specifici obblighi di
FONDI PER RISCHI E ONERILa norma civile (art 2424-bis, 3 comma) chiarisce che per i fondi per rischi ed oneri sono destinati
soltanto a coprire perdite debiti in natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali
tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza.
I debiti sono obbligazioni a pagare somme determinate. Non vanno confusi con i fondi per rischi ed
oneri che accolgono gli accantonamenti destinati a coprire passività anche solo probabili e di
ammontare o data di sopravvenienza indeterminati.
I fondi per rischi e oneri sono composti dai fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili (ad
esempio i fondi di indennità suppletiva di clientela) , per imposte anche differite (ad esempio
passività per imposte probabili, aventi ammontare o data di sopravvenienza indeterminati), altri (ad
esempio fondi per garanzia prodotti).
Il Codice Civile (art 2424-bis, 4 comma) dispone che nella voce Trattamento di fine rapporto di
lavoro subordinato sia indicato l’importo calcolato a norma dell’articolo 2120: “in ogni caso di
cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di
fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e
comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno divisa per 13,5. La quota è
proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di
mese uguali o superiori a 15 giorni”. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione
annua, ai fini del precedente comma, comprende tutte le somme, compreso l’equivalente delle
prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro.
Il TUIR art 105 prevede la deducibilità degli accantonamenti ai fondi per indennità di fine rapporto
se costituiti in conti individuali dei singoli dipendenti, nei limiti delle quote maturate nell’esercizio
in conformità delle disposizioni legislative e contrattuali che regolano il rapporto di lavoro dei
singoli dipendenti.
LEOBBLIGAZIONI: la voce obbligazioni comprende tutti i debiti obbligazionari eccetto quelli
convertibili in azioni . I debiti obbligazionari possono essere contratti dalle società per azioni
attraverso l’emissione di appositi titoli di credito (le obbligazioni). Le obbligazioni incorporano un
diritto di credito del sottoscrittore verso la società emittente per il pagamento di una determinata
somma a una determinata scadenza, nonché di norma al pagamento di interessi sull’importo
finanziato. L’emissione delle obbligazioni può essere effettuata: - alla pari, quando il prezzo di
emissione è uguale al valore nominale - sopra alla pari, quando il prezzo di emissione è superiore al
valore nominale, in questo caso la differenza rappresenta un aggio di emissione - sotto alla pari,
quando il prezzo di emissione è inferiore al valore nominale, in questo caso la differenza rappresenta
un disaggio di emissione.
Il Tuir 109,2 dispone che per le società e gli enti emittenti di obbligazioni, la differenza tra le somme
dovute alla scadenza e quelle ricevute in dipendenza dell’emissione è deducibile in ciascun periodo
d’imposta per una quota determinata in conformità al piano di ammortamento del prestito.
OBBLIGAZIONI CONVERTIBILI: Accoglie i debiti obbligazionari che offrono al sottoscrittore
la possibilità di optare nei termini previsti in sede di emissione del titolo di restare creditore della
società fino alla naturale scadenza dei titoli oppure convertire le obbligazioni in azioni. Finché non
avviene il diritto di opzione, le obbligazioni convertibili vanno contabilizzate come prestiti
obbligazionari non convertibili. Alla scadenza del diritto d’opzione va stornata dal debito per prestiti
obbligazionari e registrata come capitale sociale per l’ammontare del valore nominale delle azioni.commenti (2)loveale91ottimopquintperfettoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 9 totaliScarica il documentoAppunti correlatiBilancio d'esercizio e principi contabiliBilancio d'esercizio: finalità e postulati - Appunti di Ragioneria App...Dispensa--Bilancio-E-Principi-Contabili - Bilancio-d'esercizio-e-princ...Il bilancio d'esercizioEsempio bilancio d'esercizio caso BETABilancio d'esercizio ragioneria Carica altriCondividiIntegra questo contenuto sul tuo sito<iframe src="https://www.docsity.com/it/docs/embed-player/riassunto-di-ragioneria-il-bilancio-d-esercizio-2008/" width="383px" height="550px"></iframe>dello stesso utenteRiassunto di Ragioneria - Il Bilancio d'esercizio - 2008Domande per l'Esame di Ragioneria - Prof FerrareseAnalisi dei costi, schemiMaterie similiEconomia Aziendale3257Economia Aziendale II283Economia Finanziaria148Ragioneria Applicata143Ragioneria Generale E Applicata538 Il ProgettoIl TeamContattiDocumentiDomandeTutorsBlog StoreCookie PolicyTermini d'utilizzoPrivacy Made with love in Rome and Turin