Source: http://osservatorioaiutidistato.eu/faq.html
Timestamp: 2017-06-28 00:18:34+00:00
Document Index: 37600611

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 107', 'art. 73', 'art. 86', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 87', 'art. 87', 'art.12']

FAQ Generali Si segnala che Il Trattato di Lisbona è entrato in vigore il 1 dicembre 2009.Il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) diviene “Trattato sul funzionamento dell’Unione europea” (TFUE).In particolare gli articoli relativi agli aiuti di Stato (art. 87, 88, 89 del TCE) divengono gli art. 107, 108, 109 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, l'articolo relativo agli aiuti di Stato al settore dei trasporti (art. 73 del TCE) diviene l'articolo 93 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, l’articolo relativo ai servizi di interesse economico generale (art. 86 del TCE) diviene l’articolo 106 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
FAQ a contenuto generale	Quali sono gli articoli del trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea più rilevanti in materia di aiuti di stato?
Come prima definizione, anche se imprecisa, si può affermare che un "aiuto di Stato", rilevante ai sensi del trattato, è un’agevolazione (sotto qualsiasi forma) concessa senza corrispettivo dallo Stato o mediante risorse statali, a soggetti, che svolgono attività economica su un determinato mercato, conferendo loro un vantaggio, in grado di incidere sugli scambi interni e di falsare o minacciare di falsare la concorrenza.I requisiti che una misura deve possedere per essere qualificata come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1 del trattato sono quattro e devono essere compresenti:1) origine statale dell’aiuto (aiuto concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali);2) presenza di un vantaggio selettivo;3) incidenza sulla concorrenza;4) incidenza sugli scambi tra gli Stati membri.
Il primo è l'aiuto effettivo di cui beneficia l'impresa dopo aver pagato le imposte sull'aiuto stesso. Il secondo è il valore nominale dell'aiuto al lordo delle imposte. Nelle nuove disposizioni in materia di aiuti di Stato non si fa ormai più uso dell’ESN. Perché l’art. 107 pone un divieto generale alla concessione di aiuti?
La definizione di PMI utilizzata nel settore degli aiuti di Stato è identica alla definizione comune di PMI utilizzata dalla Commissione sulla base della Raccomandazione della Commissione del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, C(2003) 1422 def (GU L 124 del 20.5.2003) disponibile al seguente link: http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/sme_definition/decision_sme_it.pdf .Tale definizione è riportata anche nell'allegato I del regolamento generale di esenzione 800/2008egoria (reg. n. 800/2008).
Gli aiuti a finalità regionali sono quelli che riguardano determinate regioni ammissibili alle deroghe cd. regionali, di cui all’art. 107 paragrafo, 3 lettere a) e c). La deroga di cui alla lett. a) riguarda le regioni meno favorite, che sono individuate mediante criteri stabiliti dalla Commissione. Il criterio scelto dalla Commissione per il periodo 2007-2013 è quella del prodotto interno lordo (PIL) pro-capite, misurato in standard di potere d'acquisto (SPA). Le regioni (di livello NUTS II) ammissibili sono quelle il cui citato PIL è inferiore al 75% della media comunitaria. A titolo transitorio sono ammesse le regioni il cui citato PIL è inferiore al 75% della media comunitaria calcolata sui vecchi (prima delle ultime adesioni) 15 Stati membri. Sulla base dell’art. 87 paragrafo 3, lett. c), la Commissione ha determinato i criteri di ammissibilità di altre aree. Sulla base dei criteri fissati dalla Commissione gli Stati membri hanno potuto individuare le zone ammissibili. Tutte le regioni ed aree ammissibili sono indicate nelle cosiddette “carte degli aiuti a finalità regionale” che ogni Stato membro ha notificato alla Commissione europea per la sua approvazione con apposita decisione.La carta degli aiuti a finalità regionale 2007 -2013 riguardante l’Italia è disponibile al seguente link:http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/comp-2007/n324-07-cor.pdf
A partire dal 2001, la Commissione ha emanato una serie di regolamenti (e una decisione) che esentano gli Stati membri dall’obbligo di notifica imposto dall’articolo 88, n. 3 del trattato CE. Gli aiuti concessi sulla base di questi atti comunitari sono esentati dall’obbligo di notifica ma sono sottoposti, salvo eccezioni, ad un obbligo di trasmissione di informazioni sintetiche che deve avvenire entro i termini stabiliti dai regolamenti stessi.I regolamenti in vigore al 30 aprile 2009 sono i seguenti:• Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d’importanza minore (“de minimis”) (GU n. L 379 del 28.12.2006)( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:379:0005:0010:IT:PDF )• Regolamento (CE) n. 1535/2007 della Commissione, del 20 dicembre 2007, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli (GU n. L 337 del 21.12.2007) (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:337:0035:0041:IT:PDF )• Regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE) n. 1860/2004 (GU n. L 193 del 27.7.2007)(http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:193:0006:0012:IT:PDF )• 800/2008ento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria) (GU n. L 214 del 9.08.2008)(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.L_.2014.187.01.0001.01.ITA )• Regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001 (GU n. L 358 del 16.12.2006)( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:358:0003:0021:IT:PDF )• Regolamento (CE) n. 736/2008 della Commissione del 22 luglio 2008 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca (GU n. L del 201 del 30.07.2008)( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:201:0016:0028:IT:PDF )
Solo in qualche caso, a seconda del settore in cui operano. Se ad es. si tratta di microimprese che producono articoli di nicchia, molto sofisticati, e oggetto di intensa esportazione, sarà fuori discussione la potenziale incidenza di aiuti ad esse destinati. Se, viceversa, si tratta di aiuti alle botteghe dei panettieri o dei parrucchieri ovvero ai taxisti, è quasi scontato che tali aiuti non abbiano incidenza sul commercio intracomunitario.Infatti, vi è incidenza sugli scambi (i) quando l’agevolazione può creare una barriera all’entrata di possibili concorrenti stranieri-comunitari che potrebbero essere interessati ad investire nel mercato nazionale riguardato dall’aiuto oppure (ii) quando, grazie all’agevolazione, le imprese nazionali risultano favorite rispetto a concorrenti imprese comunitarie nelle attività di esportazione verso paesi terzi.
Si. Infatti, il diritto comunitario impone particolari regole di trasparenza nei flussi finanziari da enti pubblici ad imprese controllate da questi, tenendo conto del fatto che spesso gli enti pubblici tendono a comportarsi verso le imprese da essi controllate in modo meno oculato di quello che adotterebbe un investitore privato in normali condizioni di mercato. Ogniqualvolta il socio pubblico agisce verso la controllata in modo diverso da come farebbe un socio privato in normali condizioni di mercato, si configura un aiuto di Stato, che ovviamente può essere o può non essere compatibile col Trattato CE.
Alla Commissione interessa sapere se gli Stati membri hanno agevolato le imprese pubbliche. Pertanto, di fronte a determinate operazioni, si presume l’esistenza di un aiuto di Stato: il ripiano di perdite di esercizio; i conferimenti in capitale sociale o dotazione; i conferimenti a fondo perduto od i prestiti a condizioni privilegiate; la non percezione di benefici o la non restituzione dei crediti; la rinuncia ad una remunerazione normale delle risorse pubbliche impiegate; la compensazione di oneri imposti dai poteri pubblici . Le operazioni in questione devono venire registrate negli “Albi dei beneficiari di provvidenze di natura economica” ai sensi del decreto n. 118 del 2000. Se le risorse vengono erogate tramite imprese pubbliche ovvero tramite enti finanziatori, le operazioni devono essere registrate sia dai pubblici poteri, sia dal soggetto intermediario, sia dal soggetto ultimo beneficiario. Oneri ulteriori spettano alle imprese soggette all’obbligo di tenere una contabilità separata . I dati relativi alle assegnazioni di risorse restano a disposizione della Commissione per cinque anni a decorrere dalla fine dell’esercizio finanziario di concessione delle risorse. Per le imprese pubbliche attive nel settore manifatturiero, con un fatturato superiore a € 250 milioni, i poteri pubblici devono trasmettere annualmente una relazione con una serie di dati salienti, inter alia i dati sulla gestione, sui conti annuali, sulle sovvenzioni, sui prestiti, sulle garanzie pubbliche. Sono escluse dagli obblighi di trasparenza le assegnazioni a favore, inter alia, di imprese pubbliche di servizi qualora gli aiuti ad esse erogati non possano incidere sensibilmente sugli scambi fra Stati membri, e le assegnazioni a favore di imprese pubbliche con un fatturato annuo inferiore a € 40 milioni. Sono inoltre escluse dagli obblighi di trasparenza (i) le imprese che sarebbero tenute alla contabilità separata, qualora prestino servizi e qualora ricevano aiuti che non possano incidere sensibilmente sugli scambi fra Stati membri; (ii) imprese con un fatturato inferiore a € 40 milioni; infine (iii) le imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale, se gli aiuti che esse ricevono sono stati fissati per un periodo appropriato con una procedura pubblica, trasparente e non discriminatoria.
Lo Stato ha come primo obbligo quello di notificare preventivamente alla Commissione il progetto di aiuto o di modifica al regime di aiuti esistente, in vista di un'eventuale deroga ex art. 87, parr. 2 o 3 (obbligo di notifica). A partire dal 31 dicembre 2005 le notifiche vanno effettuate solo in via elettronica (v. GUUE C 237 del 27/09/2005). Ovviamente non devono essere notificati gli aiuti contemplati dalla cd regola de minimis e dai nuovi regolamenti di esenzione dagli obblighi di notifica (attualmente PMI, formazione, occupazione, PMI agricoltura e pesca). Inoltre lo Stato ha un secondo obbligo: non deve procedere alla concessione dell'aiuto prima di una decisione favorevole della Commissione. La Commissione dispone di un termine di due mesi dalla notifica per compiere un primo esame del progetto di aiuto. Qualora la Commissione lasci decorrere il termine di due mesi senza trasmettere alcuna comunicazione allo Stato notificante, quest'ultimo ha il diritto di erogare concretamente gli aiuti, che da tale momento saranno sottoposti al regime degli aiuti esistenti.
Il legittimo affidamento circa la regolarità degli aiuti può esistere soltanto se essi sono stati regolarmente notificati. Un operatore diligente dev'essere in grado di assicurarsi che questa procedura sia stata rispettata. L'impostazione della Commissione è decisamente rigida. Sarà interessante vedere cosa deciderà a fronte di aiuti erogati sulla base di regolamenti di esenzione dagli obblighi di notifica, e oggetto di decisione negativa (ad esempio in seguito ad una denuncia). Rimane piu' probabile che la Commissione non riconosca il legittimo affidamento dei beneficiari, i quali peraltro potranno ragionevolmente chiedere un risarcimento del danno agli enti pubblici erogatori (derivato dal rimborso dell'aiuto incompatibile).
L'art.12 della legge 241/90 afferma: "La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalità di cui al comma 1 deve risultare dai singoli interventi di cui al comma 1". Introduzione