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Timestamp: 2018-12-13 04:16:34+00:00
Document Index: 113111333

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art 2', 'art. 12', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 12']

Mercoledì 11 Aprile 2012 14:59
L'Ordine degli avvocati di Roma lo aveva sanzionato (con sentenza non definitiva) e lui, tutti, si era riscritto a Tivoli. Ora, però, vi è il via libera del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Tivoli all'apertura di un procedimento disciplinare, nei confronti di Giacinto Canzona, al centro di alcuni casi di diffusione di notizie rivelatisi poi infondate. A Canzona si contestano almeno sette infrazioni, alcune riconducibili alla finta coppia di naufraghi, che lamentava un aborto subito dalla donna dopo l'incidente della Costa Concordia; altre riguardano casi passati, ancora più "divertenti" quanto inverosimili, come la suora a cui era stata ritirata la patente perché schizzava in autostrada a 150 all'ora, o i novantenni che si separavano per un tradimento di sessanta anni prima. Il problema però è che, come dice un proverbio famoso, "chi la fa l'aspetti" e così ora è proprio il legale dei casi-limite a far notizia e per lui, giovane e brillante avvocato di 39 anni dall'aspetto affidabile e sempre pronto a collaborare con la stampa, sono guai seri. Come spiegato in una nota dello stesso Consiglio dell'Ordine, l'apertura del procedimento è stata deliberata nell'adunanza del 5 marzo scorso anche ai fini di una, eventuale, sospensione cautelare dall'esercizio della professione forense. L'avvocato dovrà presentarsi davanti al Consiglio il 30 marzo per essere sentito nella fase istruttoria del procedimento disciplinare e per la deliberazione in merito all'eventuale sospensione cautelare ma, nel frattempo, è già stato sollevato dall'incarico di vice-procuratore onorario che ricopriva a Bracciano. Nonostante tutto, l'avvocato scova-notizie continua a difendersi, proclamando una verità tutta sua: "Bufale? Ho gonfiato solo i titoli. Le notizie sono vere, ho fornito solo dei ritocchi e sono sereno. Se ho commesso degli sbagli, è giusto che paghi, ma lotterò per fare l'avvocato". L'auspicio di quella parte dell'Avvocatura che ancora crede nei valori della professione è che l'avv. Canzona venga radiato dall'albo: "la radiazione è la sanzione più estrema da applicare, ci si auspica che l'Ordine di Tivoli prenda, alla luce di nuovi fatti, seri provvedimenti soprattutto per tutelare tutti gli avvocati onesti che ovviamente si schierano contro il suo operato." Sicuramente se l'Ordine degli avvocati di Tivoli sarà morbido nel caso Canzona, autorizzerà la stampa ed i cittadini a screditare un mestiere tanto rispettabile quanto faticoso quale è quello dell'avvocato, da sempre garante della verità e della giustizia.
Giovedì 26 Gennaio 2012 19:18
Prima ancora che il disordine e le lotte per il potere, (per le quali la "Giustizia" ballonzolando, vittima di questo paese, vive ancora con tutti i suoi ritardi socio culturali che hanno origine nella incapacità di motivarsi oltre l'economia delle immagini e del denaro), divengano egemoni ed insostituibili parametri del nostro presente futuro, ricordiamo le virtù dell' "Avvocato". Oltre agli alambicchi del "riordino" della professione, della magistratura e del servizio, quindi, della Giustizia, vediamo quale é l'orizzonte, nella quale questa si motiva e si organizza se vuole essere tale. Giovanni Verga, in una novella, così la ritrova nella forza di un avvocato d'ufficio, che con quel cuore che oggi gli viene negato, abbraccia la difesa di un povero. "A sua volta prese a parlare l'avvocato. Era un giovane di belle speranze, delegato d'ufficio dal presidente a quella difesa senza compenso. L'avvocato sfoderò tutte le brillanti qualità pel solo onore. Esaminò lo stato psicologico e morale degli attori del dramma, svolse le teorie più nuove sul grado della responsabilità umana, argomentò sottilmente sulle circostanze di fatto per far risultare quanto occorreva per dimostrare la provocazione grave e l'ingiuria....Qui la gelosia senile e lo strazio e le collere furibonde per l'umiliazione e l'abbandono erano il quadro...si, non erano queste le coscienze degli uomini onesti, vissuti nel culto della famiglia, che avrebbero potuto comprendere gli abissi di quelle infime presenze per scoprire il movente della follia del delitto. Forse soltanto il sentimento delicato ed immaginoso di quelle dame eleganti, avrebbe potuto comprendere il tenue filo che lega i fatti mostruosi al sentimento più puro in quell'animo rozzo. L'avvocato espose la fatale concatenazione che c'é tra tutti i sentimenti e le azioni, con una analisi così acuta di partecipazione che chi ascoltava, sentì turbata la sua immaginazione dallo smarrimento della colpa, mentre era lì per giudicare pensando alle sue cose... Per poco non si udirono gli applausi alla difesa dell'avvocato. Lo stesso presidente gli fece, velatamente, i mirallegro." Certo il disordine e la confusione, i cui all'inizio dicevo, nascondono ogni virtù e motivazione del vivere insieme ed i tentativi, sbilanciati perché guidati su un terreno dove le sabbie mobili sono l'invito delle sirene di Ulisse per chi egemonizza lo stato, 250.000 euro al medico del senato... Ma il diritto contro l'in-giustizia é proprio della funzione dell'avvocato, anche d'ufficio, oltre la ragnatela dei bisogni indotti che oggi é www e ti vuole cancellare. Avremo un tempo dato per riformare la nostra professione, ed é giusto che abbia scansioni e ritmi adeguati al cambiamento della società, ma i ritmi abbiano i battiti del cuore.
Martedì 13 Dicembre 2011 18:10
Scritto da Federica Mingotti
Decollati e costretti a tornare alla pista di partenza per un problema dell'aereo? E' possibile ottenere non solo il valore di natura compensativa commisurato in rapporto alla tratta - da 250 a 600 euro - ma anche un risarcimento supplementare per il danno morale eventualmente subito. E' quanto precisato recentemente dalla Corte di Giustizia Europea con la sentenza del 13 ottobre 2011 nella causa C 83/10. La questione nasce da una causa instaurata, presso il giudice spagnolo di Pontevedra, da sette passeggeri contro Air France, inadempiente per un volo decollato ma ritornato dopo pochi minuti all'aeroporto di partenza per problemi tecnici. Gli attori, adducendo che tale circostanza integra un'ipotesi di "cancellazione" del volo ex art. 7 del Regolamento 261/2004, chiedevano, oltre alla compensazione di 250 euro e il rimborso per le spese extra di trasporto e vitto sostenute, la liquidazione di una somma aggiuntiva a titolo del danno morale sofferto. Il giudice a quo di Pontevedra indirizzava quindi una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea interrogandola circa l'interpretazione di "cancellazione del volo" e di "risarcimento supplementare" di cui agli artt. 7 e 12 del Regolamento Ce del Parlamento europeo e del Consiglio 11 febbraio 261/2004 che dispone regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato. A tale richiesta i Giudici di Lussemburgo hanno dato innanzitutto un'interpretazione estensiva della categoria "cancellazione" così come definita nell'art 2 del Regolamento. La "cancellazione" deve essere intesa quindi non solo come mancata partenza del volo ma ricopre anche l'ipotesi in cui il volo decollato non raggiunga la destinazione finale, inclusa l'ipotesi in cui il pilota sia costretto a rientrare per ragioni tecniche. Deve essere notato infatti che sono ritenute irrilevanti le ragioni per le quali il volo non ha raggiunto la destinazione prevista, fatto salvo il caso in cui si tratti di " circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso." ex art .5 comma 3 del Regolamento. In quanto al "risarcimento supplementare" esplicitamente evocato dall'art. 12 del Regolamento in caso di cancellazione, ci si chiede se questa compensazione debba riferirsi solo alle spese sostenute dai passeggeri e non equamente indennizzate dalla compagnia aerea nel rispetto degli artt. 8 e 9 del Regolamento o piuttosto ci si riferisca alla possibilità di un risarcimento ulteriore ed estraneo al rimborso non corrisposto. Ebbene la CGUE ha chiarito che il giudice nazionale può accordare il risarcimento per i danni causato dall'inadempimento del contratto di trasporto aereo, alle condizioni previste dal diritto nazionale e dalla Convenzione di Montreal firmata il 28 maggio 1999, relativa al trasporto aereo internazionale, e lo può accordare nelle voci previste dalla normativa nazionale di riferimento. A tal riguardo la stessa GUCE, nella sua sentenza 6 maggio 2010, causa C‑63/09, Walz, ha dichiarato che i termini «préjudice» e «dommage», contemplati nella Convenzione di Montreal, debbono essere intesi in modo che includono tanto i danni di natura materiale quanto quelli di natura morale. Il "risarcimento supplementare" non deve riferirsi quindi al mancato ristoro delle spese occorse e sostenute a causa del mancato adempimento del vettore degli obblighi di sostegno e assistenza di cui agli artt. 8 e 9 di tale regolamento.Per contro, la nozione di «risarcimento supplementare», di cui all'art. 12 del Regolamento n. 261/2004, "deve essere interpretata nel senso che consente al giudice nazionale, alle condizioni previste dalla convenzione per l'unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo (Convenzione di Montreal) o dal diritto nazionale, di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall'inadempimento del contratto di trasporto aereo".
Federica Mingotti*