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Timestamp: 2016-10-26 11:17:17+00:00
Document Index: 89991612

Matched Legal Cases: ['art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 2384', 'art. 337', 'art. 337']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. La dichiarazione di querela è proposta, con le forme previste dall’articolo 333 comma 2, alle autorità alle quali può essere presentata denuncia ovvero a un agente consolare all’estero. Essa, con sottoscrizione autentica, può essere anche recapitata da un incaricato o spedita per posta in piego raccomandato.
Giurisprudenza annotataFormalità della querela
La querela spedita a mezzo posta deve essere munita di autenticazione della sottoscrizione proveniente da un soggetto a ciò legittimato a norma dell'art. 337, c.p.p., con la conseguenza che in mancanza di firma autenticata, l'istanza punitiva deve ritenersi inesistente. (Rigetta, Trib. Forli', s.d. Cesena, 31/10/2011)
Cassazione penale sez. II 05 dicembre 2014 n. 52601 In tema di procedibilità, la querela spedita in Procura a mezzo posta, che riporti la firma del querelante non autenticata da un difensore, viola l’art. 337, comma 1 ultimo periodo, c.p.p, e deve intendersi non validamente presentata.
Tribunale La Spezia 25 settembre 2014 n. 867 In tema di querela, pur non essendo necessaria una compiuta e analitica descrizione dei fatti che ne costituiscono l'oggetto è, tuttavia, necessaria l'esposizione di tutti i fatti noti al querelante che egli intenda perseguire; ne consegue che l'omesso riferimento a fatti lesivi noti comporta che essi non possono essere ricompresi nell'istanza punitiva. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dell'imputato per difetto di querela, in ordine al reato di ingiuria in danno della persona offesa, la quale, in sede di querela, non aveva fatto alcun riferimento a fatti lesivi del proprio onore). (Rigetta, Giud.pace Macerata Feltria, 12/04/2013 )
Cassazione penale sez. V 30 maggio 2014 n. 47055 La presentazione alla polizia giudiziaria dell'atto di querela privo di sottoscrizione deve ritenersi equivalente alla presentazione orale della querela stessa, ammessa dall'art. 337, comma primo, c.p.p., e la sua ratifica equivale a una conferma della narrazione dei fatti contenuta nell'atto scritto, sicché la sottoscrizione del verbale di ratifica è equipollente alla sottoscrizione della querela orale prevista dal comma secondo dello stesso articolo.
Cassazione penale sez. VI 28 maggio 2014 n. 29507 Dal disposto dell'art. 337, comma I, c.p.p., si evince che, nel caso di querela depositata tramite incaricato la sottoscrizione che deve essere autenticata è solo e soltanto quella del querelante, non vi è nessuna norma che prescriva una autenticazione della sottoscrizione di colui che viene incaricato di depositare la querela per conto di un terzo; né - tanto meno - un'autenticazione della sottoscrizione del querelante da parte dei mero incaricato al deposito.
Cassazione penale sez. IV 12 dicembre 2013 n. 11157 Ai fini della riferibilità della querela ad una persona giuridica, la previsione di cui all'art. 337 c.p.p. si limita a richiedere l'indicazione della fonte dei poteri di rappresentanza da parte del soggetto che la presenta e non già la prova della veridicità delle dichiarazioni di quest'ultimo sul punto, con la conseguenza che detta veridicità deve presumersi fino a contraria dimostrazione. (Rigetta, App. Napoli, 17/04/2012 )
Cassazione penale sez. V 26 settembre 2013 n. 8368 In materia di atti relativi alla procedibilità, nella ipotesi in cui nel fascicolo del dibattimento non sia stata inserita la querela e/o l'attestazione prevista dall'art. 337, comma 4, c.p.p., a suo tempo redatte, queste potranno essere prodotte o acquisite d'ufficio durante il giudizio anche nel corso dell'istruttoria dibattimentale. Annulla con rinvio, Giud.pace San Giovanni In Fiore, 22/07/2011
Cassazione penale sez. V 29 maggio 2013 n. 31220 Non è da ritenersi idonea la querela presentata dal direttore Commerciale di un centro commerciale, privo di potere "ex lege", allorquando lo stesso si sia limitato a riferire oralmente agli operanti di essere stato nominato procuratore speciale. L'assoluta genericità di siffatta dichiarazione non consente di ritenere integrate le prescritte formalità di cui all'art. 337 c.p.p.
Tribunale Monza 17 maggio 2012 n. 1294 Nel caso della querela sporta dal legale rappresentante di una società di capitali, l'onere - stabilito dall'art. 337 comma 3, c.p.p. - dell'indicazione specifica della fonte dei poteri è adempiuto con la mera indicazione della legale rappresentanza, poiché essa comporta l'implicito riferimento alla legge (cfr. art. 2384 c.c.) quale fonte stessa. Infatti, l'esercizio del diritto di querela rientra naturalmente tra i compiti del legale rappresentante di una società, senza necessità alcuna di specifico mandato.
Cassazione penale sez. VI 26 aprile 2012 n. 16150 Per quanto riguarda la querela sporta dal legale rappresentante di una società di capitali, l'onere - stabilito dall'art. 337 c.p.p., comma 3 - dell'indicazione specifica della fonte dei poteri è adempiuto con la mera indicazione della legale rappresentanza, poiché essa comporta l'implicito riferimento alla legge quale fonte stessa. L'esercizio del diritto di querela rientra naturaliter tra i compiti del legale rappresentante di una società, senza necessità alcuna di specifico mandato. In particolare, ai sensi degli articoli 2384 e 2487 c.c., gli amministratori, che hanno la rappresentanza di una società di capitali, possono compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale (salve le limitazioni derivanti dalla legge o dall'atto costitutivo); gli stessi possono, dunque, anche curare la presentazione di un atto di querela.
Cassazione penale sez. VI 26 aprile 2012 n. 16150 La previsione contenuta nell'art. 337 comma 4 c.p.p. - che impone all'autorità destinataria della querela di attestarne la data e il luogo di presentazione e di identificare la persona che la propone - non trova applicazione nel caso in cui il querelante formuli a verbale le proprie dichiarazioni, in modo che l'atto sia recepito dal verbalizzante, ma solo nel caso in cui la querela sia contenuta in un atto già completo e così consegnato all'ufficiale di polizia giudiziaria.
Cassazione penale sez. VI 26 gennaio 2011 n. 4622 Art. precedente
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