Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/notizia/2019/compensi-ctu-ctp-gratuito-patrocinio
Timestamp: 2019-12-11 22:21:30+00:00
Document Index: 51510322

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 144', 'art. 146', 'art. 148', 'art. 157', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La pronuncia della Consulta n. 217/2019 1 del 15 giugno 2019 pubblicata il 1 ottobre 2019 2, nel riconoscere il diritto dei consulenti tecnici d’ufficio (C.T.U) e dei consulenti tecnici di parte (C.T.P.) nei giudizi civili, con ammissione di parte [o più parti] processuali al patrocinio a spese dello Stato, a vedersi anticipare, dall’Erario , oltre che le spese 3, anche gli onorari,4 ha dato origine a nuove criticità.
Va subito sgombrato il campo dal dubbio, ingenerato in molti, che la pronuncia in esame abbia modificato l’impianto del Testo Unico spese di giustizia 5 relativamente al principio dell’anticipazione, delle parti processuali, delle spese nel processo civile.
Il principio fondamentale che delinea il rapporto tra soggetti interessati e l’esercizio della funzione giurisdizionale è , nel processo civile 6 , quello dell’iniziativa di parte , c.d. principio della domanda 7.
Collegato al principio della domanda, e strettamente connesso a questo, l’onere, a carico della parte processuale, dell’anticipazione delle spese ex articolo 8 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 [nel prosieguo indicato con Testo Unico spese di giustizia].8
Orbene l’ anticipazione 9 delle spese a carico dell’Erario e la prenotazione a debito 10 delle stesse operano solo, ed esclusivamente, nei processi civili in cui una o più parti siano state ammesse al patrocinio a spese dello Stato o una delle parti sia una pubblica amministrazione.11
Quando il legislatore ha voluto estendere il principio dell’anticipazione, anche a favore di soggetti non ammessi al patrocinio a spese dello Stato, l’ha, espressamente, previsto 12 .
Deroga che operava, ed opera, espressamente quando, in un procedura con parte ammessa al patrocinio, il professionista [ nominato d’Ufficio] non vedeva soddisfatto il diritto al compenso a seguito di “ vana escussione “ esperita anche [e qui la deroga] quando le spese erano poste a carico “ del condannato alle spese non ammesso” al patrocinio a spese dello Stato 13.
La decisione, in commento, della Consulta ha comportato l’ intervenuto del Ministero della Giustizia con circolare [diretta a tutti gli uffici giudiziari] del 24 ottobre 2019 14 in cui ha, preliminarmente ,evidenziato come, il problema del compenso del consulente tecnico sia d’Ufficio che di parte ammessa, fosse stato, nel passato, affrontato 15 , in “stretta interpretazione” della norma che ne disponeva la “ prenotazione a debito, previa vana escussione” e che “non dava possibilità di pagamento se prima la somma prenotata non veniva, dalle cancellerie, recuperata” .
Nella direttiva gli Uffici di via Arenula si sono premurati di evidenziare che , anche a seguito della pronuncia della Consulta, permane a carico degli uffici giudiziari 16, l’obbligo “..agli adempimenti relativi alla liquidazione della spesa tramite l’ufficio spese pagate dall’Erario con annotazione del relativo importo sul foglio notizie”.
Tra i primissimi commenti 17 alla decisione della Consulta si è sostenuto come, la stessa, abbia [avrebbe] riguardato l’illegittimità costituzionale del 3° comma dell’articolo 131 Testo Unico spese di giustizia anche con riferimento all’obbligo “della previa escussione “ nei confronti della parte a carico della quale è disposto il pagamento.
Abbiamo, in un precedente intervento 18, sostenuto la tesi che la declaratoria di incostituzionalità non abbia [anche] travolto l’onere della previa richiesta di pagamento nei confronti della parte, non ammessa al patrocinio a spese dello Stato, a carico della quale il magistrato ne abbia disposto il pagamento.
Quanto sopra ci permetterebbe di inquadrare [nei principi che sottendono al patrocinio a spese dello Stato] il direttamente anticipati, che opera, e non potrebbe essere altrimenti, esclusivamente a favore della parte processuale ammessa al patrocinio nei confronti della quale si spiegano gli effetti del patrocinio , essendo, inoltre, di ostacolo alla richiesta di pagamento nei confronti della stessa, il divieto espressamente previsto dall’articolo 85 Testo Unico spese di giustizia 19 .
La decisione della Consulta non ha, inoltre, messo in discussione il principio ai sensi del quale le parti processuali sono solidamente tenute al pagamento delle spese della consulenza.20
Come auspicabile è l’intervento ministeriale 21 sull’efficacia della pronuncia della Consulta in rapporto alle liquidazioni già disposte e il cui diritto al pagamento del compenso non sia prescritto 22.
Abbiamo affrontato la questione in un precedente contributo 23.
Si è osservato 24 che “ la retroattività delle sentenze pronunciate dalla Corte Costituzionale recanti dichiarazioni di illegittimità costituzionale trova il suo naturale limite nella intangibilità delle situazioni e dei rapporti oramai esauriti in epoca precedente alla decisione della Corte”.
Nello specifico si è evidenziato 25 come "l'efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa dell'illegittimità costituzionale di norma di legge non si estende ai rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte , abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate ed intangibili in virtù del passaggio in giudicato di decisioni giudiziali, della definitività di provvedimenti amministrativi non più impugnabili, del completo esaurimento degli effetti di atti negoziali, del decorso dei termini di prescrizione o decadenza, ovvero del compimento di altri atti o fatti rilevanti sul piano sostanziale o processuale “.
Effetto retroattivo della pronuncia che trova 26, quindi, unico “limite” nelle “ situazioni giuridiche "consolidate" per effetto di eventi che l'ordinamento giuridico riconosce idonei a produrre tale effetto, quali le sentenze passate in giudica, l'atto amministrativo non più impugnabile, la prescrizione e la decadenza 27. “.
In materia di liquidazioni compensi ai professionisti l’attività del magistrato è, infatti , limitata all’emissione del decreto di pagamento 28 29 30 e alla condanna , ex articolo 110 Testo Unico spese di giustizia, di parte soccombente, diversa dall’ammessa al patrocinio, a rifondere allo Stato quanto anticipato e/o prenotato 31 .
L’annotazione “ tra le spese anticipate ex art. 3 , co. 1lett. f) d.P.R. n. 115/2002 è di stretta competenza amministrativa della Cancelleria, non potendo il giudice disporre nulla al riguardo”. 32
Non da ultimo occorre ricordare che il decreto di liquidazione dei consulenti è, ai sensi dell’articolo 168 Testo Unico spese di giustizia, nel processo civile, titolo provvisoriamente esecutivo 33 a differenza dei compensi dei difensori delle parti ammesse al patrocinio.34
L’anticipazione direttamente a carico dell’Erario, se riconosciuta [anche] per i gli onorari a carico di parte non ammessa risultata soccombente nel giudizio e per le quali le anticipazioni delle spese non siano giustificate dall’ammissione al patrocinio, comporta [comporterà] problematiche similari a quelle che, nel passato, avevano investito l’azionabilità esecutiva nei confronti dell’Erario del titolo dei difensori, prima dei chiarimenti ministeriali 35 .
Essendo, infatti, il titolo provvisoriamente esecutivo e, soprattutto, anticipato dall’Erario il professionista (consulente d’Ufficio e/o di parte ammessa al patrocinio) potrà [decidere di] non attendere i tempi ( lunghi) di liquidazione previsti dal testo unico spese di giustizia ma agire per via esecutiva nei confronti dell’Erario [con aumento del contenzioso] cosa che fino a prima della sentenza della Consulta era, pressoché, impossibile stante l’istituto della prenotazione a debito che subordinava il pagamento al previo recupero da parte della cancelleria.36
1 il presente lavoro fa seguito a Caglioti Gaetano Walter “Consulenti tecnici d’ufficio e di parte liquidazione dell’onorario nel patrocinio a spese a carico dello Stato definitivo intervento della Corte Costituzionale” e a Caglioti Gaetano Walter “Modalità di liquidazione dei compensi ai Consulenti tecnici d’ufficio e di parte nel processo civile con patrocinio a spese Stato alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 217/2019” reperibili in www.professionegiustizia.it
2 la sentenza in oggetto, n. 217/2019, “dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 131, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante: «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)», nella parte in cui prevede che gli onorari e le indennità dovuti ai soggetti ivi indicati siano «prenotati a debito , a domanda», «se non è possibile la ripetizione», anziché direttamente anticipati dall’erario”
3 articolo 131 , comma 4 lettera c) d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
4che nella parte dell’ articolo 131 , comma 3 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 prima dell’intervento della Corte Costituzionale erano invece prenotati a debito
5 Decreto Presidente della repubblica 30 maggio 2002 n. 115
6 a differenza del processo penale, articolo 4 Testo Unico spese di giustizia, dove vige il principio opposto: “Le spese del processo penale sono anticipate dall'erario, ad eccezione di quelle relative agli atti chiesti dalle parti private e di quelle relative alla pubblicazione della sentenza, ai sensi dell'articolo 694, comma 1, del codice di procedura penale e dell'articolo 76, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231”
7 articolo 99 codice procedura civile
8 che ha ripreso l’articolo 90 ( onere delle spese) del codice di procedura civile, abrogandolo ex articolo 299 del DPR 115/2002 riformulandolo in modo da esplicitare il raccordo con le norme sul patrocinio a spese dello stato
9 art. 3 lettera t) d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115/02 anticipazione : è il pagamento di una voce di spesa che, ricorrendo i presupposti previsti dalla legge, è recuperabile “
10 art. 3 lettera s) d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 prenotazione a debito “ è l’annotazione a futura memoria di una voce di spesa, per la quale non vi è pagamento,ai fini dell’ eventuale successivo recupero”
11 articolo 158 Testo Unico spese di giustizia
12 esempio: processo in cui è parte un fallimento ,art. 144 t.u. spese di giustizia , nella procedura fallimentare, art. 146 t.u. spese di giustizia, nella procedura relativa all’eredità giacente art. 148 t.u. spese di giustizia, nelle procedure esecutive di vendita di beni sequestrati e di beni confiscati art4. 155 e 156 t.u. spese di giustizia, nelle procedure esecutive attivate dal concessionario per la riscossione delle entrate iscritte a ruolo art. 157 t.u. spese di giustizia.
13 commento all’articolo 131 in “ Relazione illustrativa del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”
14 Ministero della Giustizia DAG.24/10/2019.0204540.U
15 Ministero della Giustizia DAG.08/06/2016.0107514.U
16 come se questo non fosse di per in ogni caso chiaro e dovuto per legge.
17 F. Caroleo “ Onorario del Consulente tecnico e patrocinio a spese dello Stato: la provvidenziale metamorfosi in spesa anticipata” in Il Caso.it del 19 ottobre 2019
18 Caglioti Gaetano Walter “ CTU e CTP , liquidazione dell’onorario nel patrocinio a carico dello Stato: un approfondimento” del 3 ottobre 2019
19 all’articolo 85 Testo Unico spese di giustizia ai sensi del quale “ 1. Il difensore, l’ausiliario del magistrato e il consulente tecnico di parte non possono chiedere e percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a qualunque titolo, diversi da quelli previsti dalla presente parte del testo unico. 2. Ogni patto contrario è nullo.3. La violazione del divieto costituisce grave illecito disciplinare professionale.”
20 la Consulta richiama espressamente Cassazione sesta sezione ordinanza 9 febbraio 2018 n. 3239 e Cassazione sezione seconda 12 novembre 2015 n. 23133
21 la Corte di Appello di Catanzaro sta predisponendo specifico quesito al Ministero della Giustizia.
22 nota Ministero della Giustizia DAG.27/11/2013.0159106.U che “ ritiene l’inapplicabilità dell’istituto della prescrizione presuntiva alla materia dei crediti di giustizia”.
23 Caglioti Gaetano Walter “Modalità di liquidazione dei compensi ai Consulenti tecnici d’ufficio e di parte nel processo civile con patrocinio a spese Stato alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 217/2019” in www.professionegiustizia
24 da ultimo Corte di Appello di Catanzaro – sez. II civ. – ordinanza del 30 ottobre 2019 depositata il 6 novembre 2019
25 Tribunale Roma 14 febbraio 1995
26 Cass. civ. sez. III 28 luglio 1997 n. 7057
27 in materia di decadenza per i consulenti tecnici d’ufficio (C.T.U.) trova applicazione l’articolo 71 del testo Unico spese di giustizia che, al comma 2, prevede il termine di decadenza di 100 giorni dall’espletamento dell’incarico, o 200 giorni per l’espletamento di atti fuori dalla sede in cui si svolge il processo; nessun termine di decadenza è invece previsto per i consulenti tecnici di parte (C.T.P).
28 perché venga azionato quanto disposto dal richiamato articolo 131 Testo Unico spese di giustizia si necessita, un provvedimento[decreto] ex articolo 83 testo unico spese di giustizia a firma del magistrato che quantifichi il compenso dovuto al consulente tecnico d’ufficio o di parte sia a titolo di onorario che a titolo di spese .
29 Corte Costituzionale sentenza 24.9.2015 n.192 “il procedimento di liquidazione dei compensi, in caso di patrocinio a spese dello Stato, presenta carattere giurisdizionale “. Proprio per la sua natura giurisdizionale “ il decreto non è suscettibile di revoca o di modifica d’ufficio “ posto “ che l’autorità giudiziaria che lo emette, salvo i casi espressamente previsti, ha consumato il proprio potere decisionale “ [cfr = nota Ministero della Giustizia prot. n. 1819/2001/U del 23/05/2001, Consiglio Superiore della Magistratura – risposta a quesito del 14/10/2009, circolare Ministero Economia e Finanze n. 19 del 22/05/18 Cassazione Civile, Sez. VI Ordinanza n. 25127 del 07/11/13; Cassazione Civile I Sez., Sentenza n. 22010 del 19/10/07 .] Per i Giudici di Legittimità da ultimo: Cassazione Penale sez. IV sentenza n. 17668 del 14 febbraio 2019 “del resto un potere di revoca o modifica appare del tutto incompatibile con la previsione di un termine perentorio concesso alle parti per opporsi al decreto: insomma, il conferimento del generale potere dell’autotutela, tipico dell’azione amministrativa, è estraneo all’assetto del DPR 115/02 “.
30 Il decreto di pagamento costituisce titolo (unico) per di pagamento della spesa ai sensi dell’articolo 171 Testo Unico spese di Giustizia; per la circolare Giustizia DAG.13/10/2009.0124745.U “i provvedimenti di liquidazione spese ai professionisti (difensori, ausiliari del magistrato e/o consulenti di parte ammessa al patrocinio) sono da emanarsi nella forma del decreto ex articoli 82 e 83 Testo Unico spese di giustizia” conforme la giurisprudenza della Corte di Cassazione : Cass. civ. 31 marzo 2011, n. 7504, Cass. pen. sez. IV 17-11-2008 n. 42844
31 La nota Ministero Giustizia dell’ 8 febbraio 2011 Direzione Generale Giustizia Civile prot. n. 16318, in data 8.2.2011 pone l’accento sulla opportunità “che i provvedimenti giurisdizionali tengano in adeguato conto il particolare regime delle spese nei processi in cui una delle parti gode del beneficio dell’istituto dell’ammissione al patrocinio a spese dell’erario, in quanto tali atti costituiscono il titolo della riscossione”In relazione alla successiva (se pur eventuale ricorrendone i presupposti) attività di recupero è essenziale nel provvedimento giurisdizionale l’espressa imputazione del pagamento a favore dell’erario, per come espressamente previsto, per il processo penale, dall’articolo 110 T.U spese di giustizia, e, per il processo civile, dal successivo articolo 133
32 Tribunale di Paola Ordinanza del 30 ottobre 2019 depositata il 31 ottobre 2019.
33 Circolare ministeriale giustizia prot. n. 0127998 del 20.10.2009 “…l’efficacia di titolo esecutivo ex articolo 474 c.p.c. è, peraltro, conferita dall’articolo 53 delle disposizioni di attuazione al c.p.c. ai decreti di liquidazione dei compensi degli ausiliari del magistrato e dei custodi....”
34 Circolare ministeriale giustizia prot. n. 0127998 del 20.10.2009 “... il citato articolo 82 stabilisce infatti, che l’onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento e l’articolo 171 del medesimo T.U. relativo agli effetti del decreto di pagamento, definisce tale provvedimento come titolo di pagamento della spesa in tutte le fattispecie previste dal testo unico”. La portata di tale definizione coordinata con le altre norme contenute nel testo unico sulle spese di giustizia ed in particolare con quelle dettate dall’articolo 168 che conferisce efficacia di titolo provvisoriamente esecutivo soltanto ai decreti di pagamento delle spettanze degli ausiliari del magistrato (perito,consulente, traduttore ed ogni altro esperto nominato dal magistrato) e dei custodi va inteso nel senso che il decreto di liquidazione del compenso al difensore costituisce titolo per ottenere il pagamento secondo le modalità disciplinate dallo stesso testo unico, e non anche titolo esecutivo”
35 vedi nota che precede
36 DAG.08/06/2016.0107514.U nota richiamata dalla stessa Corte Costituzionale nella sentenza in commento