Source: http://domoforum.it/2014/06/vietato-unire-due-appartamenti-adiacenti-ma-in-condomini-diversi/
Timestamp: 2018-09-18 21:14:40+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1102', 'art. 1117', 'art. 1120', 'sentenza ']

Domoforum » NO sfondare il muro per unire due abitazioni. SI per aprire finestre
NO sfondare il muro per unire due abitazioni. SI per aprire finestre
Cass. 3 gennaio 2014 n. 53, Cass. civ. sez. II 11 giugno 1986 n. 3867, Cass. civ. sez. II 21 maggio 1994 n. 4996, Cass. civ. sez. II 29 aprile 1994 n. 4155, Cass. civ. sez. II 4 febbraio 1988 n. 1112, Cass. civ. sez. II 4 marzo 1983 n. 1637, Cass. sent. 10606/2014, Cassazione 13 gennaio ' 95 n. 360, Muri condominiali, muri perimetrali
Vietato unire due appartamenti adiacenti ma in condomìni diversi (Cass. sent. 10606/2014)
Non si può aprire una porta per mettere in comunicazione due appartamenti di proprietà situati in condomini diversi, anche se separati soltanto da un muro condiviso.
L’alterazione del muro perimetrale, infatti, realizza un uso indebito della cosa comune oltre a poter precostituire una servitù di passaggio
Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10606/2014 decidendo sulla causa promossa dalla proprietaria di un appartamento sito in un condominio nei confronti di altro proprietario che aveva aperto una porta, sul muro condominiale, per unirsi con un altro appartamento di sua proprietà ma sito in un condominio confinante.
La Corte d’Appello di Bologna (come già deciso in primo grado) aveva disposto la chiusura della porta tra i due condominii e così gli acquirenti dell’immobile del convenuto avevano proposto ricorso in Cassazione.
La Corte d’Appello aveva bocciato il ricorso affermando che la comunione dei muri derivava dalle norme sulle costruzioni in aderenza, ma che i due stabili non potevano essere uniti perché appartenenti a due entità condominiali diverse, separate da un muro con funzione di recinzione e protezione.
Invero, come più volte chiarito dalla giurisprudenza «non è consentito al singolo condomino, se non con il consenso di tutti i condomini, praticare l’ apertura di un varco nel muro perimetrale del condominio nella parte corrispondente alla sua proprietà esclusiva ed al fine di accedere in contigua altra proprietà estranea al condominio, in quanto ciò potrebbe dar luogo alla costituzione di una servitù a favore del bene estraneo al condominio» (Tribunale Milano 7 giugno ‘ 90).
«In tema di utilizzazione del muro perimetrale dell’ edificio condominiale da parte del singolo condomino, costituiscono uso indebito della cosa comune, alla stregua dei criteri indicati negli articoli 1102 e 1122 del Codice civile, le aperture praticate dal condomino nel detto muro per mettere in collegamento locali di sua esclusiva proprietà, esistenti nell’ edificio condominiale, con altro immobile estraneo al condominio, in quanto tali aperture alterano la destinazione del muro, incidendo sulla sua funzione di recinzione, e possono dar luogo all’ acquisto di una servitù (di passaggio) a carico della proprietà condominiale» (Cassazione 13 gennaio ‘ 95, n. 360).
* Cass. civ., sez. II, 11 giugno 1986, n. 3867
Per contro è possibile, a determinate condizioni, aprire finestre abbattendo parte del muro perimetrale condominiale:
Sempre per la Corte di Cassazione con la recente sentenza del 3 gennaio 2014 n° 53, al contrario, è consentito l’utilizzo a proprio vantaggio del muro condominiale per aprire, ingrandire o spostare finestre e vedute, trasformare finestre in balconi, a condizione che vengano rispettati i limiti delle norme che impongono di non pregiudicare la stabilità o il decoro architettonico dell’edificio e di non menomare gli altrui diritti impedendo l’esercizio concorrente di quelli di altri condomini.
Pertanto afferma la Suprema Corte: “è opinione diffusa in dottrina e nella stessa giurisprudenza di questa Corte, ai sensi dell’art. 1102 cc. gli interventi sul muro comune, come l’apertura di una finestra o di vedute, l’ingrandimento o lo spostamento di vedute preesistenti, la trasformazione di finestre in balconi, sono legittimi dato che tali opere, non incidono sulla destinazione del muro, bene comune ai sensi dell’art. 1117 c.c., e sono l’espressione del legittimo uso delle parti comuni. Tuttavia, nell’esercizio di tale uso, vanno rispettati i limiti contenuti nella norma appena indicata consistenti nel non pregiudicare la stabilità e il decoro architettonico dell’edificio, nel non menomare o diminuire sensibilmente la fruizione di aria o di luce per i proprietari dei piani inferiori, nel non impedire l’esercizio concorrente di analoghi diritti degli altri condomini, nel non alterare la destinazione a cui il bene è preposto e nel rispettare i divieti di cui all’art. 1120 cc. (pregiudizio alla stabilità e sicurezza del fabbricato, pregiudizio al decoro architettonico o rendere alcune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino) (Cass. 3 gennaio 2014 n. 53)
* Cass. civ., sez. II, 4 febbraio 1988, n. 1112.
* Cass. civ., sez. II, 21 maggio 1994, n. 4996.
E’ anche possibile aprire una nuova porta di accesso al proprio appartamento per un nuovo ingresso da una parte comune:
* Cass. civ., sez. II, 29 aprile 1994, n. 4155,
* Cass. civ., sez. II, 4 marzo 1983, n. 1637
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Corte di Cassazione sentenza del 3 gennaio 2014 n° 53