Source: http://planumstudio.it/blog/
Timestamp: 2019-12-14 15:57:44+00:00
Document Index: 180796837

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 5']

Blog - Planum - Alessio Loda Pianificatore
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Planum - Studio Tecnico Associato Cadenelli Consuelo & Loda Alessio
Mentre ne studiamo le effettive ricadute operative anticipiamo il commento di Edilizia e Territorio.
"La nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana (n. 18/2019) entrerà in vigore il prossimo 14 dicembre, modificando e integrando la l.r. 12/2005 e la l.r. n. 31/2014, in anticipo rispetto alla pubblicazione del nuovo PGT di Milano (già definitivamente approvato), prevista tra dicembre e gennaio. Si sta, dunque, completando un importante processo di rinnovo normativo in Lombardia che dovrebbe portare ad un effettivo rilancio degli interventi di rigenerazione urbana sul territorio. Il termine "rigenerazione urbana" è sempre più utilizzato dagli operatori e dai rappresentanti della pubblica amministrazione come best practice per la trasformazione delle nostre città, ma non sempre tale definizione è accompagnata da un sistema di regole effettivamente efficaci per il raggiungimento degli obiettivi desiderati. Il tema della rigenerazione urbana è direttamente collegato al consumo di suolo (due facce della stessa medaglia) e strettamente connesso al fenomeno dei cambiamenti climatici. Gli effetti del consumo di suolo e del degrado urbano, infatti, sono sempre più evidenti a causa degli effetti climatici che molto spesso colpiscono i centri urbani o il territorio, creando danni sempre più gravi. La "rigenerazione urbana", dunque, è lo strumento attraverso cui contenere il consumo di suolo e modernizzare il tessuto urbanizzato, ma non solo. Tale termine ormai deve essere concepito in senso più ampio così da abbracciare oltre il recupero del patrimonio edilizio, anche politiche sociali e modernizzazione dei servizi (smart city). Diverse Regioni sono già intervenute per agevolare i processi virtuosi, ma le nuove normative si sono rivelate spesso eccessivamente complicate, ovvero poco efficaci rispetto alle reali esigenze del mercato. Ciò doverosamente premesso, è bene procedere ad una prima analisi delle novità introdotte dalla l.r. 18/2019, strumento pensato per superare gli aspetti critici sopra descritti e per rilanciare un moderno sviluppo urbano in Lombardia.
La L.R. 18/2019: obiettivi, attuazione e novità
Gli obiettivi della nuova legge si pone (art. 1) sono chiaramente volti a ridurre il consumo di suolo (azione prioritaria), favorendo interventi di riuso di aree ed edifici, ma non solo. Tra le azioni prioritarie rientrano anche il miglioramento funzionale e paesaggistico del patrimonio edilizio, nonché quello socio economico della popolazione. Parte delle nuove disposizioni ha natura programmatica in quanto la concreta attuazione è demandata al Ptr, al recepimento da parte dei Comuni nei PGT e all'adozione di criteri o decisioni della Giunta regionale o dei Consiglio comunali che dovranno intervenire nei successivi mesi dall'entrata in vigore della legge. Si delineano comunque molte novità interessanti che – se correttamente attuate – potrebbero effettivamente innescare processi virtuosi non solo limitati a Milano (che sta già vivendo un momento di crescita importante) ma estesi a tutte le città satellite che, contrariamente al capoluogo, non riescono a rinnovarsi in modo strutturato. È infatti prevista la possibilità di promuovere una programmazione intercomunale con un coordinamento regionale che potrebbe non solo garantire una corretta applicazione dei principi di rigenerazione anche nei comuni di minori dimensioni o più periferici, ma consentire altresì di accedere più agevolmente ai finanziamenti regionali. Finanziamenti e accordi intercomunali potrebbero consentire un effettivo collegamento infrastrutturale tra il Capoluogo e gli altri Comuni." ... See MoreSee Less
Urbanistica Lombardia/1. Rigenerazione urbana, dal 14 dicembre in vigore la nuova legge regionale: tutte le novità
Le principali innovazioni della nuova norma recentemente pubblicata sul Bollettino regionale, in attesa delle successive tappe per il recepimento sul territorio dei singoli enti locali
"L'architettura italiana scende in campo per fronteggiare l'emergenza climatica e tutelare la biodiversità
Sono 8 gli studi italiani fondatori dell'Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency, un'iniziativa nata a maggio nel Regno Unito che conta già più di 600 sottoscrittori del calibro di David Chipperfield, Foster + Partners e Zaha Hadid Architects. L'obiettivo è mobilitare il mondo dell'architettura per combattere la crisi climatica e salvaguardare la biodiversità. Altri paesi, tra cui Australia, Norvegia, Islanda, Sud Africa e Nuova Zelanda, stanno aderendo al movimento.
Gli studi italiani firmatari-fondatori dell'Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency sono Piuarch Studio, Schiattarella Associati, Archilinea, Park Associati, Michele De Lucchi Architects, Fuksas, Labics, ABDR.
I fondatori del movimento inglese hanno riscontrato a livello internazionale grande interesse e attenzione da parte dei colleghi architetti e hanno deciso di consentire una più ramificata divulgazione, assegnando a Piuarch il compito di promuovere e divulgare gli intenti di questo manifesto anche nel nostro paese.
L'Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency nasce in un momento storico d'urgenza in cui il Sistema Paese ha necessità di mettere in pratica gli 11 punti contenuti nella dichiarazione. Costruire edifici efficienti dal punto di vista energetico è un'esigenza e sempre più una priorità nell'agenda politica italiana ed europea.
Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency
La crisi climatica e la perdita di biodiversità sono un'urgenza del nostro tempo. L'architettura e gli edifici svolgono un ruolo importante, rappresentando circa il 40% delle emissioni di biossido di carbonio (CO2) legate all'energia, avendo anche un impatto significativo sui nostri habitat naturali.
Per tutti coloro che lavorano in questo settore, soddisfare i bisogni della nostra società senza violare i confini ecologici della terra richiederà un cambiamento di processi e modelli nel nostro approccio al lavoro. Insieme ai nostri clienti, avremo bisogno di commissionare e progettare edifici, città e infrastrutture come componenti indivisibili di un sistema più ampio, rigenerante e autosufficiente.
La ricerca e la tecnologia esistono in primo luogo per permetterci di iniziare questa trasformazione, ma ciò che finora è mancato è la volontà collettiva. Riconoscendo questo, ci stiamo impegnando a rafforzare le nostre pratiche di lavoro per creare progetti architettonici e urbanistici che abbiano un impatto più positivo sul mondo che ci circonda.
Cercheremo di:
- Aumentare la consapevolezza riguardo l'emergenza climatica e la perdita di biodiversità e sensibilizzare i nostri clienti e fornitori circa l'urgente necessità di agire.
- Sostenere un cambiamento più rapido nel nostro settore verso pratiche di progettazione rigenerativa come anche una più alta priorità di finanziamento da parte del governo per fronteggiarle.
- Stabilire i principi e le tecniche di mitigazione del clima e della biodiversità come chiave di successo del nostro settore: dimostrato da diversi premi, studi e inchieste.
- Condividere conoscenze e ricerche a tal fine su base open source.
- Valutare tutti i nuovi progetti che possano ostacolare un contributo positivo alla mitigazione della crisi climatica e incoraggiare i nostri clienti ad adottare questo nuovo approccio.
- Riqualificare gli edifici esistenti favorendone un uso prolungato come alternativa più efficiente alla demolizione e alle nuove costruzioni laddove sia possibile.
- Includere il costo del ciclo di vita, la modellazione del carbonio e la valutazione dell'impatto di occupazione dell'edificio come parte delle fasi di progettazione, per ridurre l'uso di risorse.
- Adottare più principi di progettazione rigenerativa nei nostri studi, con l'obiettivo di produrre progetti architettonici e urbanistici che vadano oltre lo standard delle zero emissioni di carbonio.
- Collaborare con ingegneri, imprese, fornitori e clienti per ridurre ulteriormente i rifiuti di costruzione.
- Accelerare il passaggio a materiali a basse emissioni di carbonio in tutto il nostro lavoro.
- Ridurre al minimo lo spreco di risorse nell'architettura e nella pianificazione urbana, sia su larga scala che nel dettaglio." ... See MoreSee Less
Architettura, otto studi italiani in squadra contro l'emergenza climatica e a tutela della biodiversità
Piuarch, Schiattarella, Archilinea, Park, Michele De Lucchi Architects, Fuksas, Labics e ABDR fondatori dell'Italian Architects Declare Climate and Biodiversity Emergency
Condividiamo! Anche noi crediamo siano necessarie politiche forti a livello centrale.
"La rigenerazione e il riuso delle aree e delle superfici post industriali abbandonate può essere una forte leva di sviluppo per il Paese. Una leva che secondo Confindustria può essere attivata puntando sull’industria delle costruzioni e «introducendo incentivi reali e non formule ipotetiche che rinviano a facoltà delle Regioni, per la riqualificazione energetica, la sicurezza sismica, il riassetto idro-geologico e il rinnovo urbano in genere». Per l’Associazione degli industriali, ascoltata ieri in audizione dalle commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato che stanno lavorando alla legge quadro sul consumo del suolo, una buona normativa deve prevedere un quadro di regole unitario e incentivazioni finanziarie statali, mentre negli ultimi anni le Regioni hanno proceduto con «discipline fortemente disomogenee». Riqualificazione del territorio che per Confindustria si realizza con interventi di ristrutturazione «mediante demolizione ricostruzione e sostituzione edilizia» soprattutto quando si è in presenza di edifici obsoleti. Scommettendo anche con forza sulla riconversione e la riqualificazione delle aree industriali dismesse. Un piano che può avere un potente effetto moltiplicatore per lo sviluppo dei territori: a fronte di un investimento di 10 miliardi per risanare aree pubbliche e private per 46mila ettari si avrebbe «un aumento del livello di produzione di oltre 20 miliardi di euro e un incremento del valore aggiunto complessivo di circa 10 miliardi di euro, nel giro di soli cinque anni, con 400mila nuovi posti di lavoro»." ... See MoreSee Less
«Consumo di suolo, servono incentivi alla rigenerazione»
L’audizione al Senato di Confindustria: legge organica di riforma che sia leva di sviluppo
Leggendo solo il titolo sembrerebbe un'altra occasione persa a causa della (effettivamente) eccessiva burocrazia italiana. Credo invece sia una scelta intelligente da parte di una città nella quale il tessuto commerciale del centro storico è molto vivo, a differenza di Brescia.
"Ikea stoppa il progetto di un proprio centro commerciale a Verona. La rinuncia del colosso svedese del mobile low cost sarebbe motivata dai ripetuti ritardi e rinvii nella definizione dell’area dove realizzare il «quartiere Ikea» e dei relativi adempimenti burocratici e amministrativi. Il valore dell’indotto che il negozio Ikea avrebbe generato sul territorio viene stimato in 250 milioni oltre alla creazione di un migliaio di nuovi posti di lavoro.
Invece ieri Paolo Del Mastro Calvetti, uno dei responsabili Sviluppo di Ikea Italia, ha comunicato ufficialmente all’amministrazione di voler abbandonare ogni iniziativa su quel territorio.
Un primo progetto presentato alla giunta allora guidata da Flavio Tosi prevedeva un grande punto vendita e un centro commerciale, una iniziativa che avrebbe garantito una sostenibilità finanziaria nel lungo periodo. Con l’attuale sindaco Federico Sboarina al posto del centro commerciale si ipotizzava la costruzione di un grande palasport a carico di Ikea. In altre parole un lungo tira e molla che alla fine ha portato allo stralcio dell’intero progetto come conferma una nota del colosso dei mobili fai-da-te. «Purtroppo - fa sapere la multinazionale - l’incertezza degli scorsi mesi rispetto alla possibilità di procedere con il progetto originario di negozio Ikea e centro commerciale non ha creato le condizioni per poter procedere con la pianificazione di un investimento così importante». Tra le altre cose sulla scelta ha inoltre pesato il nuovo corso adottato «anche in ragione delle più generali valutazioni strategiche che Ikea sta svolgendo a livello internazionale»." ... See MoreSee Less
Ikea dice addio al nuovo centro di Verona: burocrazia eccessiva
Il valore dell’indotto che il negozio avrebbe generato sul territorio viene stimato in 250 milioni oltre alla creazione di un migliaio di posti di lavoro
Planum - Studio Tecnico Associato Cadenelli Consuelo & Loda Alessio Planum - Studio Tecnico Associato Cadenelli Consuelo & Loda Alessio si trova qui: Centro Congressi.
Oggi si studia! Siamo alla giornata inaugurale della Rassegna Urbanistica Nazionale 2019. ... See MoreSee Less
"A oltre due anni dall’intesa istituzionale sottoscritta il 20 ottobre 2016, anche la Lombardia recepisce il regolamento edilizio tipo, approvando l’intero “pacchetto” di regole che include lo schema di regolamento edilizio, le definizioni tecniche uniformi, la lista di tutte le disposizioni che incidono sulle trasformazioni del territorio e sull'attività edilizia nella regione e, soprattutto, le indicazioni ai Comuni del territorio per l'adozione dello schema di regolamento edilizio tipo.
A loro volta gli enti locali avranno 180 giorni di tempo per recepire lo schema di regolamento, richiamando le definizioni tecniche uniformi. Essendo la delibera di giunta regionale pubblicata sul Bur Lombardia del 31 ottobre, il termine per gli enti locali scade il 29 aprile prossimo.
In ogni caso, superato il termine, anche in caso di inerzia del Comune, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovano diretta applicazione, prevalendo su eventuali precedenti disposizioni comunali incompatibili. Per quanto riguarda invece le definizioni che hanno incidenza sulle previsioni dimensionali urbanistiche, l’efficacia scatta in occasione del primo aggiornamento complessivo del Pgt. Sarà la regione a monitorare l’adozione da parte dei comuni delle nuove regole standard." ... See MoreSee Less
Regolamento edilizio standard, arriva anche la Lombardia
La delibera pubblicata sul Bur Lombardia del 31 ottobre. Per gli enti locali il termine per l’adozione è fissato al 29 aprile
"Continua senza sosta il processo di consumo di suolo in Italia, pur stabilizzandosi a 2 metri quadrati al secondo. Nel corso del 2017 le aree coperte da edifici o infrastrutture sono aumentate di altri 52 chilometri quadrati, arrivando a coprire il 7,65% del totale del territorio italiano (dal 7,63% del 2016).
Le Regioni con la maggiore quota “occupata” sono la Lombardia (12,99%), il Veneto (12,35%), la Campania (10,36%), l'Emilia Romagna (9,87%), mentre quelle con minore consumo sono la Valle d'Aosta (2,91%), la Basilicata (3,4%), la Sardegna (3,75%), il Molise (4,06%), l'Abruzzo (5,08%),
Lo rileva l'Ispra (ministero Ambiente), nei dati del Rapporto ISPRA-SNPA sul “Consumo di Suolo in Italia 2018” presentati il 17 luglio alla Camera dei Deputati.
Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all'interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio - coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350 mila ettari, circa l'8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%).
La superficie naturale si assottiglia di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. In altre parole, costruiamo ogni due ore un'intera piazza Navona.
Anche se la velocità si stabilizza ad una media di 2 metri quadrati al secondo, quella registrata è solo una calma apparente: i valori, oltre a non tener contro di alcune tipologie di consumo considerate nel passato, sono già in aumento nelle regioni in ripresa economica come accade nel Nord-Est del Paese. Tutto questo ha un prezzo, la cifra stimata supera i 2 miliardi di euro all'anno.
In questa edizione, l'Istituto aggiorna i dati e approfondisce gli studi analizzando anche il territorio compromesso dai cantieri all'interno delle aree vincolate.
Quasi un quarto (il 24,61%) del nuovo consumo di suolo netto tra il 2016 e il 2017, avviene all'interno di aree soggette a vincoli paesaggistici. Di questo, il 64% si deve alla presenza di cantieri e ad altre aree in terra battuta destinate, in gran parte, alla realizzazione di nuove infrastrutture, fabbricati - non necessariamente abusivi - o altre coperture permanenti nel corso dei prossimi anni. I nuovi edifici,già evidenti nel 2017, soprattutto nel Nord Italia, rappresentano il 13,2% del territorio vincolato perso nell'ultimo anno.
Spostandosi sul fronte del dissesto idrogeologico, il 6% delle trasformazioni del 2017 si trova in aree a pericolosità da frana – dove si concentra il 12% del totale del suolo artificiale nazionale – ed oltre il 15% in quelle a pericolosità idraulica media.
Il consumo di suolo non tralascia neanche le aree protette: quasi 75 mila ettari sono ormai totalmente impermeabili, anche se la crescita in queste zone è ovviamente inferiore a quella nazionale (0,11% contro lo 0,23%). La maglia nera delle trasformazioni del suolo 2017 va al Parco nazionale dei Monti Sibillini, con oltre 24 ettari di territorio consumato, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga, con altri 24 ettari di territorio impermeabilizzati, in gran parte dovuti a costruzioni ed opere successive ai recenti fenomeni sismici del
Centro Italia. I Parchi nazionali del Vesuvio, dell'Arcipelago di La Maddalena e del Circeo sono invece le aree tutelate con le maggiori percentuali di suolo divorato.
In linea generale, nell'ultimo anno la gran parte dei mutamenti del suolo (81,7%) è avvenuta in zone al di sotto dei 300 metri (il 46,3% del territorio nazionale). La densità maggiore rispetto alla media nazionale si trova nelle aree costiere, dove l'intensità del fenomeno è più alta rispetto al resto del territorio (2,33 contro 1,73 m2/ha), nelle aree a pericolosità idraulica e nelle aree a vincolo paesaggistico (coste, laghi e fiumi).
A livello provinciale, al centro e nel Nord Italia si concentrano le province con l'incremento più alto nel 2017. Sissa Trecasali (Parma), con una crescita che supera i 74 ettari, è il comune italiano che ha costruito di più nell'ultimo anno, principalmente a causa della realizzazione della nuova Tirreno-Brennero.
Tutto questo ha un prezzo e ammonta a circa 1 miliardo di euro se si prendono in considerazione solo i danni provocati, nell'immediato, dalla perdita della capacità di stoccaggio del carbonio e di produzione agricola e legnose degli ultimi 5 anni. La cifra aumenta, se si considerano i costi di circa 2 miliardi all'anno, provocati dalla carenza dei flussi annuali dei servizi ecosistemi che il suolo naturale non potrà più garantire in futuro (tra i quali regolazione del ciclo idrologico, dei nutrienti, del microclima, miglioramento della qualità dell'aria, riduzione dell'erosione).
Tre infine gli scenari al 2050 (data stabilita a livello europeo per l'azzeramento del consumo di suolo) ipotizzati dall'ISPRA: il primo, in caso di approvazione della legge rimasta ferma in Senato nella scorsa legislatura, vede associarsi ad una progressiva riduzione della velocità di trasformazione una perdita di terreno pari a poco più di 800 km2 tra il 2017 e il 2050. Il secondo, stima un ulteriore consumo di suolo superiore ai 1600 km2 nel caso in cui si mantenesse la velocità registrata nell'ultimo anno. Nel terzo scenario si arriverebbe a superare gli 8mila km2 ( superficie pari a quella dei 500 comuni più grandi in Italia partendo da Roma in giù fino a Policoro) nel caso in cui la ripresa economica portasse di nuovo la velocità a valori medi o massimi registrati negli ultimi decenni. Sarebbe come
costruire 15 nuove città ogni anno fino al 2050.
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE SERGIO COSTA: APPROVIAMO LA LEGGE CONTRO IL COMSUMO E INSERIAMO IL BILANCIO ECOLOGICO
«Serve una nuova legge per difendere il suolo dal consumo e dallo spreco. Partiamo dal buon lavoro fatto nella scorsa Legislatura», con «una legge che era prossima all'approvazione e che è stata guardata con positività da tutto l'arco costituzionale; non ci sono steccati quando si parla di ambiente, appartiene a tutti quanti noi. Io vorrei, ma il Parlamento poi valuterà, che fosse inserito il concetto di bilancio ecologico preventivo rispetto alle autorizzazioni che
si danno per le cementificazioni o costruzioni». Lo afferma il ministro dell'Ambiente Sergio Costa parlando di 'tagliando' a quel provvedimento, intervenendo alla presentazione del nuovo rapporto sul consumo di suolo dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
«Vuol dire, in buona sostanza - spiega - valutare quanto costa al cittadino», sia da un punto di vista “ecologico” che “sociale, cementificare o comunque costruire qualcosa di nuovo. Se ha un costo, va valutato il 'peso' ecologico sul territorio” e non soltanto da un punto di
vista “giuridico e amministrativo”.
«Noi con questi ritmi - osserva Costa - non ci possiamo più permettere di cementificare un Paese fragile come l'Italia, il che non vuol dire che non si deve fare più niente ma andare a
vedere tutto quello che nelle città», per esempio, è «recuperabile, prima ancora di ciò che deve essere fatto di nuovo, perché se ci sono degli spazi sprecati dovremmo
utilizzare prima quelli»
LEGAMBIENTE: APPROVARE LEGGE
«Auspichiamo che si arrivi al più presto alla definizione di norme precise per fermare il cemento selvaggio, a partire dall'approvazione non più rimandabile di una legge nazionale contro il consumo di suolo, approvata nella scorsa legislatura alla Camera e poi stoppata in Senato, e che vi sia un cambio delle politiche a tutela delle coste per intercettare quel turismo di qualità e far fronte ai cambiamenti climatici». Lo dichiara Damiano Di Simine, responsabile suolo Legambiente, commentando il rapporto dell'Ispra.
«Dopo sette anni di inconcludenti discussioni di progetti di legge mai approdati al voto definitivo - aggiunge Di Simine - auspichiamo che il Parlamento in carica calendarizzi al più
presto la discussione dei progetti di legge già depositati per arrivare al più presto all'approvazione della legge contro il consumo di suolo. Il consumo di suolo si può fermare se da un lato si mettono in campo azioni di tutela e dall'altro se rendiamo più semplice e conveniente economicamente intervenire per riqualificare periferie e edifici degradati e dismessi, mobilitando in questo modo progetti pubblici e risorse private».
DEPUTATI M5S, TRA NOSTRE PRIORITÀ LOTTA A CONSUMO SUOLO
«Tra le priorità del Movimento 5 Stelle e del Governo del cambiamento c'è lo stop alla
cementificazione e alla costruzione incontrollata di infrastrutture stradali, parcheggi e magazzini che sprecano e consumano suolo pubblico. Dobbiamo mettere un freno e puntare
sul recupero di spazi inutilizzati e abbandonati». Lo spiegano i deputati M5S in commissione Ambiente commentando i dati Ispra sul consumo di suolo in Italia.
«Il Rapporto Ispra evidenzia un aumento del consumo di suolo di circa 5.200 ettari, una cifra spaventosa che continua a crescere sempre più - aggiungono i deputati pentastellati -.
Come ha ribadito il ministro Costa, serve una nuova legge per difendere il suolo da consumo e spreco, due cose complementari, ma entrambe negative. Partendo dal buon lavoro fatto nella scorsa legislatura, faremo in modo che ogni autorizzazione a costruire passi preventivamente da una approfondita valutazione dei possibili impatti».
BRAGA (PD), CORSIA PREFERENZIALE PER LEGGE CONSUMO DEL SUOLO
«Il Rapporto Ispra conferma l'esigenza di dare al Paese una legge nazionale sul consumo di
suolo, che tenga insieme l'aspetto parallelo della riqualificazione dell'esistente; una legge che tenga conto del quadro europeo (consumo di suolo zero al 2050) e del riparto di
competenze tra Stato e Regioni». Lo ha scritto in una nota la deputata Pd Chiara Braga.
«Nella scorsa legislatura la Camera ha approvato in prima lettura una legge di cui sono stata relatrice - ha aggiunto Braga -. Il testo è certamente migliorabile con il contribuito
di tutti i gruppi parlamentari. Per il Pd è prioritario ripartire da dove siamo rimasti. Se per il ministro Costa questa legge è una priorità, noi mettiamo a disposizione questo testo, che può avere un canale privilegiato per la calendarizzazione in aula. Per questo chiederemo subito di calendarizzare la nostra proposta in commissione Ambiente; possiamo discuterla e
approvarla in tempi molto rapidi e dare così una risposta concreta a una necessità che anche il Rapporto presentato oggi da Ispra ci dice essere urgente».disposizione questo testo, che può avere un canale privilegiato per la calendarizzazione in aula. Per questo chiederemo subito di calendarizzare la nostra proposta in commissione Ambiente; possiamo discuterla e
approvarla in tempi molto rapidi e dare così una risposta concreta a una necessità che anche il Rapporto presentato oggi da Ispra ci dice essere urgente»." ... See MoreSee Less
Consumo di suolo, altri 52 kmq persi nel 2017, siamo al 7,65% del territorio italiano
Il Ministro Costa (Ambiente), i Cinquestelle e la Pd Chiara Braga: «Approviamo subito una legge, partendo dal lavoro già fatto»
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Quanto terreno si è mangiato il cemento a Brescia - Giornale di Brescia ... See MoreSee Less
Quanto terreno si è mangiato il cemento a Brescia - Giornale di Brescia
In un anno persi 78 ettari di territorio bresciano: ogni bresciano ha in dote 437 metri quadrati di suolo edificato
Misure di semplificazione e incentivazione per il recupero del patrimonio edilizio
Con D.g.r. n. XI/207 del 11/6/2018, la Giunta regionale ha approvato il documento “Misure di semplificazione e incentivazione per il recupero del patrimonio edilizio”, come previsto dall'art. 4 comma 2 della L.r. n. 31/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”. ... See MoreSee Less
"A un anno di distanza dal termine, sono solo dieci le Regioni che hanno recepito il regolamento edilizio tipo. Da ultimo il 24 aprile scorso le Marche hanno approvato una legge in materia. Entro il 18 aprile 2017 le Autonomie avrebbero dovuto recepire il testo dello schema di regolamento edilizio unico adottato nella seduta del 20 ottobre 2016 della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali. Solo Puglia, Liguria e Lazio hanno rispettato la scadenza.
L'allegato contenente le descrizioni dei parametri edilizi è quello che più ha calamitato l'interesse delle altre Regioni che hanno recepito il regolamento tipo. Con l'eccezione del Veneto e del Lazio, che hanno riprodotto l'allegato al testo dell'intesa, le altre cinque sono intervenute sulle definizioni soprattutto con l'obiettivo di agevolare il lavoro dei tecnici comunali chiamati ad adeguare i regolamenti vigenti o ad applicarle in quelli nuovi. Piemonte, Liguria, Puglia, Marche ed Emilia Romagna forniscono tutte specificazioni tecniche dei singoli parametri, e alcune hanno individuato anche quelli che hanno rilevanza urbanistica e che perciò possono incidere anche su volumi e superfici previsti nei piani regolatori. L'intesa stabilisce che il recepimento del regolamento edilizio tipo deve lasciare invariate le previsioni dei piani vigenti; impegno che è ribadito in tutti gli atti regionali. La Liguria e l'Emilia Romagna forniscono anche indicazioni sui tempi di applicazione delle definizioni. Ai Comuni liguri, per ogni parametro, è indicato se l'efficacia è immediata o no. In Emilia Romagna, ogni Comune è stato libero di scegliere tra riorganizzare completamente le norme in materia edilizia di propria competenza adottando la struttura generale uniforme del regolamento proposta dalla Regione, oppure rinviare l'operazione all'adozione dei nuovi strumenti urbanistici, adeguando provvisoriamente quelli in essere nelle parti difformi dalle nuove indicazioni.
All'appello mancano le Regioni a statuto speciale, le province autonome di Bolzano e Trento (alle quale l'intesa concede di adottare il regolamento compatibilmente con i propri Statuti), ma anche Lombardia, Toscana, Umbria, Molise e Basilicata. La Lombardia ha già predisposto una bozza di regolamento con l'integrazione della normativa statale con le leggi e delle delibere regionali ed anche delle linee guida per la sua adozione. L'intesa del 2016 non prevede sanzioni né l'attivazione di un potere sostitutivo nei confronti delle Regioni ritardatarie, anche qualora continuassero a non recepire lo schema tipo. Naturalmente nelle Regioni inadempienti i Comuni non possono adeguare i regolamenti al modello regionale. I Comuni possono, però, «comunque provvedere all'adozione dello schema di regolamento edilizio tipo e relativi allegati» (articolo 2 dell'intesa). Il che lascia, in sostanza, liberi i Comuni delle Regioni ancora inadempienti di darsi una propria, autonoma, disciplina edilizia." ... See MoreSee Less
Edilizia privata, regolamento unico: recepimento flop a un anno dal debutto
Definizioni standard solo in dieci Regioni. Assenti Lombardia, Toscana e Umbria, tra le altre
"Opere di manutenzione o di rifinitura, sostituzione infissi, controsoffitti, installazioni servoscala. Un piccolo esempio delle varie opere di edilizia privata elencate "glossario" unico nazionale degli interventi di edilizia libera, cioè quelli che non sono così rilevanti da richiedere una Cil o una Cila e tanto meno una Scia o un permesso di costruire.
Il glossario viene approvato con uno schema di decreto Mit-Semplificazione che oggi, salvo imprevisti, riceverà l'ok in conferenza unificata. Si tratta del decreto di attuazione del dlgs 222/2016 sulle attività e i procedimenti edilizi (articolo 1, comma 2).
L'elenco ha l'utilità di pratica di attestare e confermare nel dettaglio gli interventi per i quali si può procedere senza avviare procedure edilizie di alcun tipo. Cosa che dovrebbe contribuire a chiarire le idee a cittadini e tecnici, oltre che aiutare a dirimere discussioni condominiali. Il glossario non richiede un recepimento da parte delle regioni o dei Comuni, ma diventa operativo con la pubblicazione in «Gazzetta».
L'elenco non è "esaustivo" ma resta aperto a eventuali future integrazioni. La tabella del glossario contiene la definizione dell'intervento e i riferimenti normativi." ... See MoreSee Less
Edilizia libera, ecco la lista nazionale degli interventi che non richiedono Cila e Scia
Dalla serra ai serramenti, dalle barriere architettoniche ai controsoffitti, oggi all'unificata l'intesa sul «glossario» unico degli interventi di edilizia libera
"A metterlo nero su bianco, inserendolo nei propri regolamenti edilizi, sono solo pochi Comuni in Italia. Da Nord a Sud, consultando i siti dei capoluoghi di Regione, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso risultano adeguati. Eppure, la scadenza è imminente: entro il 31 dicembre 2017, tutte le amministrazioni locali dovranno inserire una norma nel proprio regolamento edilizio che vincola gli edifici (residenziali e non, sopra i 500 metri quadri e di nuova costruzione, tranne gli edifici pubblici) alla predisposizione all’allaccio di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Pena: il mancato rilascio del titolo abilitativo. A prevederlo è il Testo unico dell’edilizia." ... See MoreSee Less
Nuovi edifici, senza l'allaccio per le auto elettriche decade il titolo abilitativo
Entro il 31 dicembre 2017, tutte le amministrazioni locali dovranno inserire una norma nel proprio regolamento edilizio che vincola gli immobili di nuova costruzione
"Il “bonus casa” per i lavori edili sarà non solo confermato dalla prossima legge di bilancio, ma anche potenziato e allargato in varie direzioni. L'obiettivo di Palazzo Chigi, d'accordo con i ministri interessati, a partire da Graziano Delrio e Gian Luca Galletti, è rafforzare le finalità ambientali, energetiche e antisismiche dell'incentivo e al tempo stesso cominciare quella trasformazione del “bonus casa” in “bonus città” - quindi adatto ad agevolare anche forme di riqualificazione urbana - che da anni viene indicata come potenziale sviluppo dell'incentivo fiscale. Le modifiche dovrebbero riguardare tutti e tre i crediti di imposta esistenti: ristrutturazioni semplici al 50%, ecobonus per il risparmio energetico al 65%, sismabonus con punte di agevolazione all'85%.
Tra i primi passi in direzione “urbana” ci saranno l'estensione del bonus 50% agli interventi di verde urbano finanziati da privati, il potenziamento in chiave condominiale per favorire il rifacimento delle facciate dei palazzi (Gentiloni ben ricorda il successo dell'analoga operazione incassato dalla giunta Rutelli in occasione del Giubileo romano del 2000), l'allargamento dell'ecobonus e del sismabonus all'edilizia popolare che soprattutto nelle periferie delle grandi città rappresenta porzioni urbane consistenti, la possibilità anche per i capannoni delle imprese di sfruttare il sismabonus. Tutte opzioni sul tavolo e al vaglio del Mef, come al vaglio del Tesoro ci sono le norme che dovrebbero favorire la bancabilità e la cessione del credito di imposta, in modo da garantire, soprattutto nei condomini, una maggiore adesione alle agevolazioni, anche da parte di incapienti." ... See MoreSee Less
Bonus edilizi, il governo prepara il potenziamento nella legge di bilancio
Verde urbano, facciate dei condomini, capannoni industriali e diagnosi sismica i fronti a cui lavorano Delrio e Morando
"Limiti ferrei per l'esercizio del potere di annullamento
Il potere di annullamento dei titoli edilizi è soggetto a termini ben precisi che non possono essere arbitrariamente superati dall'amministrazione. Tale tesi trova il proprio fondamento legislativo nell'art. 25, comma 1, let. b-quater, del DL n. 133/2014, convertito dalla legge n. 164/2014. Tale norma, modificando l'art. 21-nonies della Legge n. 241/90, ha escluso la possibilità di procedere ad annullamento d'ufficio (salvo il caso in cui sia contestata la violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti ex art. 21-octies, comma 2). Occorre tener presente che l'evoluzione della normativa in materia di poteri di annullamento della Dia/Scia si muove nel senso di prevedere una riduzione dei poteri discrezionali dell'amministrazione salvaguardando maggiormente l'affidamento del cittadino sulla legittimità dell'atto. In tale contesto, la Legge n.124/2015 assume fondamentale importanza perché limita il potere di annullamento che potrebbe essere esercitato dal Comune entro il termine massimo di diciotto mesi; una deroga sarebbe possibile solo in casi eccezionali, ovvero quando il privato abbia posto in essere dichiarazioni la cui falsità sia stata accertata con sentenza penale passata in giudicato.
Annullamento entro diciotto mesi
Secondo la Legge n.241/09 "riformata", l'amministrazione può esercitare i poteri di controllo ed annullamento dei titoli edilizi entro il termine massimo di 18 mesi. L'art. 2, comma 4, del DLgs n.222/2016, dal suo canto, ha chiarito che i diciotto mesi iniziano a decorrere dalla data di scadenza del termine previsto per l'esercizio dei poteri ordinari di verifica da parte dell'Amministrazione competente. Quindi, in linea di principio, i 18 mesi decorrono dalla data del titolo edilizio ovvero dalla data di presentazione della Dia/Scia." ... See MoreSee Less
Scia, scaduti i 18 mesi per l'autotutela il Comune non può più annullare i titoli edilizi
Il Consiglio di Stato boccia i provvedimenti di annullamento dei permessi fuori dai tempi massimi concessi dalla legge, perdipiù senza motivare l'interesse pubblico da tutelare
"Promozione a pieni voti per la perequazione urbanistica, secondo la Corte costituzionale (sentenza 17 luglio 2017 n. 209): i Comuni possono acquisire una congrua percentuale dell’aumento di valore dei terreni generato dei piani urbanistici, tutte le volte che una variante consenta un’utilizzazione più proficua.I Comuni hanno un’ampia potestà “conformativa” del territorio ( possono modificarne le destinazioni), mentre i privati possono sollecitare le scelte dei comuni per accrescere le utilizzazioni e il valore dei loro terreni, ma devono stipulare accordi e negoziare le diverse utilità con l’ente locale. Proprio il modello privatistico e consensuale, dell’accordo tra privato e Comune, consente di promuovere qualsiasi tipo di equilibrio e di prelievo da parte dell’ente locale. Secondo la Corte non si può pensare a pretese arbitrarie e gravose verso il privato se tali pretese sono frutto di una richiesta del privato che vuole ottenere un maggior valore della sua proprietà. Principi di cui potranno giovarsi i comuni, esigendo quote (superiori alla metà dell’aumento di valore) ai privati che chiedano varianti urbanistiche." ... See MoreSee Less
La variante aumenta il valore dei terreni? Al Comune va una percentuale: dalla Consulta ok alla perequazione
Legittimo il prelievo dell’amministrazione tarato sull’aumento di valore dell’immobile. L’entrata straordinaria è giustificata se per il privato c’è un maggior reddito
Planum - Studio Tecnico Associato Cadenelli Consuelo & Loda Alessio Planum - Studio Tecnico Associato Cadenelli Consuelo & Loda Alessio ha aggiornato la sua immagine del profilo.
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Consumo suolo: Consiglio approva legge che dà ai Comuni la possibilità di ridurlo
I Comuni potranno ridurre da subito all’interno dei propri piani e strumenti urbanistici il consumo di suolo. Lo prevede la legge approvata oggi in Consiglio regionale con 39 voti a favore, 13 contr...
"L’ultima ad aver fatto una «manutenzione» alla disciplina sul recupero dei sottotetti è stata la Lombardia. Martedì scorso, con la legge di semplificazione 2017 (ancora in attesa di pubblicazione sul Bur), il Consiglio regionale ha modificato gli articoli della legge regionale 12/2005. Con le nuove norme, si ridurranno da cinque a tre gli anni che devono trascorrere dal conseguimento dell’agibilità per poter recuperare i sottotetti anche negli edifici con un titolo abilitativo successivo al 1° dicembre 2005. Inoltre, se la superficie recuperata non supera i 40 mq ed è pertinenza di una prima casa, l’intervento è esente dal contributo commisurato al costo di costruzione e può essere fatto senza reperire parcheggi." ... See MoreSee Less
Edilizia privata, sottotetti in Lombardia recuperabili dopo solo tre anni
Si accorcia da cinque a tre anni (dall'agibilità) il tempo minimo per rendere abitabili spazi in edifici realizzati dopo il 1/12/2005
"Il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, pubblicato il 6 aprile, riporta che nella Seduta n. 215 del 3 aprile 2017 la Giunta Regionale ha approvato la proposta di progetto di legge per modificare l'art. 5, della l.r. n. 31/2014 in materia di riduzione del consumo di suolo.
L'obiettivo principale dell'iniziativa legislativa regionale consiste dichiaratamente nella volontà di «ovviare alle limitazioni poste nell'esercizio della funzione amministrativa in materia di governo del territorio da parte dei Comuni durante la fase transitoria di adeguamento della pianificazione territoriale prevista dalla stessa legge regionale».
Dalla lettura dell'articolato del progetto di legge - che verrà sottoposto all'esame del Consiglio Regionale nei prossimi giorni - e dalla relazione illustrativa allegata, si comprende infatti che la proposta di legge consegue al mancato adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale sovraordinati (Ptr e Ptcp) rispetto a quelli comunali, che comporta una severa limitazione nell'esercizio delle funzioni di governo del territorio da parte delle Amministrazioni locali." ... See MoreSee Less
Consumo di suolo: Maroni prova ad alleggerire i vincoli, cancellato anche il rincaro dei costi di costruzione
Approvato in Giunta un progetto di legge che modifica il testo del 2014. Il provvedimento sarà esaminato in Consiglio il 23 maggio
"Addio all'autorizzazione paesaggistica per le opere interne anche con modifica della destinazione d'uso, per gli interventi di miglioramento energetico, sismico o destinati all'eliminazione di barriere architettoniche (inclusi gli ascensori) che non alterano l'aspetto degli edifici. Niente nullaosta anche per tende o insegne a corredo dei negozi, opere da realizzare nel sottosuolo, installazione di pannelli solari/fotovoltaici sul tetto e ancora sostituzione di cancelli e recinzioni o realizzazione di strutture temporanee per manifestazioni ed eventi che non superino i 120 giorni." ... See MoreSee Less
Semplificazioni, addio dal 6 aprile al nullaosta paesaggistico per 31 micro-interventi
In Gazzetta Ufficiale il Dpr n.31 del 13 febbraio 2017 che introduce anche una corsia preferenziale per 42 opere «di lieve entità»
"La legge regionale della Lombardia per il recupero abitativo o terziario di vani e locali seminterrati - la prima organica in materia - entrerà in vigore dopo le delibere comunali di esclusione di parti del territorio (le zone a rischio), e comunque non oltre il 26 luglio 2017.
È questa una delle novità, sulla legge lombarda "seminterrati" - approvata il 28 febbraio dal Consiglio regionale - che si evince dalla pubblicazione del testo sul Bollettino ufficialedella Regione Lombardia.
La legge «promuove il recupero dei vani e locali seminterrati ad uso residenziale, terziario o commerciale, con gli obiettivi di incentivare la rigenerazione urbana, contenere il consumo di suolo e favorire l'installazione di impianti tecnologici di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera».
La legge stabilisce che il recupero è possibile (con o senza opere edilizie), in deroga alle prescizioni del Pgt (piano governo del territorio) purché però siano rispettate «tutte le prescrizioni igienico-sanitarie vigenti» e «l'altezza interna dei locali destinati alla permanenza di persone» non sia inferiore a metri 2,40. Tuttavia si precisa che «il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie vigenti di cui al comma 4 e, in particolare, quello dei parametri di aeroilluminazione può sempre essere assicurato sia con opere edilizie sia mediante l'installazione di impianti e attrezzature tecnologiche, in particolare relativamente ai requisiti di aerazione e illuminazione»." ... See MoreSee Less
Edilizia privata, ecco la legge Lombardia sul recupero di vani e locali seminterrati
Possibile l'utilizzo per fini residenziali o terziari, in deroga ai piani regolatori. I Comuni potranno escludere le zone a rischio
"Con il nuovo regolamento per gli interventi "minori" in aree soggette a vincolo paesaggistico - approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio - debutta la nuova categoria delle «interventi liberi», non soggetti ad autorizzazione paesaggistica. E si tratta, come si accennava sopra, non solo di cosucce marginali, come installazioni temporanee o tende, ma anche di opere edilizie rilevanti (come la messa in sicurezza sismica dell'edificio), purché l'impatto innovativo sul paesaggio sia considerabile come irrilevante.
L'innovazione può essere rilevante, accompagnata fra l'altro dal silenzio-assenso sul parere del soprintendente (ove invece richiesto) già introdotto con la legge Madia 7 agosto 2015 n. 124." ... See MoreSee Less
Paesaggio, 31 interventi «liberi»: ecco il testo
Viaggia verso la Gazzetta Ufficiale il regolamento che introduce gli «interventi liberi» e rafforza il silenzio-assenso sul parere
"Il regolamento approvato venerdì compie un passo avanti rispetto al decreto 139 del 2010. Non solo amplia il novero degli interventi di lieve entità che possono usufruire di procedure veloci, ma - così come richiesto dallo stesso articolo 12 del Dl 83 - individua le tipologie di interventi per i quali l’autorizzazione paesaggistica non è necessaria e indica quelli per i quali il via libera paesaggistico può essere regolato anche attraverso accordi di collaborazione tra il ministero, le regioni e gli enti locali. In entrambi i casi deve trattarsi di interventi di lieve entità" ... See MoreSee Less
Paesaggio, ok definitivo al regolamento che semplifica i permessi «di lieve entità»
Previste commissioni di garanzia per riesaminare i casi dubbi, d'ufficio o su ricorso - Testo non ancora diffuso dal Mibact
"La crisi politica seguita al referendum ha, di fatto, messo in fuorigioco un pacchetto di modifiche sul quale la maggioranza aveva già trovato un accordo in commissione Ambiente alla Camera e che, salvo imprevisti, sarebbe entrato in blocco nella legge di Bilancio.
Si trattava, principalmente, di quattro emendamenti, tutti con Ermete Realacci tra i firmatari.
Il primo prevedeva che dal prossimo primo gennaio anche le spese effettuate per la classificazione sismica di prime e seconde case e delle attività produttive, ricadenti nelle zone sismiche 1, 2, e 3, potessero usufruire della detrazione del credito di imposta al 65%, detraibile sempre in cinque anni. Questo perché, con le regole attuali, chi effettua una verifica dello stato del proprio immobile, senza fare anche i lavori, non accede a sconti. In questo caso il tetto massimo di spesa sarebbe stato pari a 20mila euro.
Il secondo emendamento estendeva fino al 31 dicembre 2018 l'ecobonus al 65% per gli interventi di bonifica dell'amianto, effettuati contestualmente e correlati a lavori per il miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio. Lo sgravio, quindi, in questo caso sarebbe stato biennale dando diritto a un tetto massimo di spesa pari a 100mila euro.
Il terzo emendamento estendeva la facoltà di cessione del credito d'imposta, oggi prevista solo per i lavori di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, anche alle opere su singole unità abitative. Al momento, infatti, dal primo gennaio del 2017 al posto della detrazione i beneficiari dello sgravio possono optare per la cessione ai fornitori e ad "altri soggetti privati", ma soltanto "per gli interventi di cui al comma 2-quater", che sono per l'appunto quelli sulle parti comuni del condomini.
Il quarto intervento, infine, includeva tra le operazioni di ristrutturazione edilizia che hanno diritto alla detrazione del 50% anche la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari. Nello specifico, secondo l'emendamento, bisogna incentivare la fornitura e messa a dimora "di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo e la riqualificazione di tappeti erbosi, con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro, anche mediante la realizzazione o l'adeguamento di impianti di irrigazione nonché a lavori di restauro e recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico". Lo sconto, in questo caso, sarebbe stato del 50%, con tetto a 20mila euro.
A questo pacchetto bisogna aggiungere un'altra proposta di modifica con un elevato peso specifico, firmata dal relatore del disegno di legge alla Camera, il democratico Mauro Guerra: con un suo emendamento, infatti, si andava a rivedere l'ecobonus e il sismabonus, ampliando il perimetro della cessione del credito di imposta dai soli fornitori alle banche. In questo modo, il raggio d'azione delle detrazioni sarebbe stato decisamente potenziato, rendendo più semplice anticipare la liquidità a chi non ha denaro per pagare gli interventi. Anche questa integrazione sarebbe entrata nel Ddl, salvo imprevisti." ... See MoreSee Less
Legge di bilancio, con l'ok senza modifiche salta il potenziamento dei bonus edilizi
Restano le proroghe e le super aliquote per sismica e condomini, ma salta la cessione alle banche, e la detraibilità di verifiche e opere interne