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Timestamp: 2016-12-08 04:02:50+00:00
Document Index: 75617371

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 3', 'sentenza ']

Pubblichiamo alcuni estratti dalla sentenza 26 marzo 2010 n. 119 della Corte Costituzionale e relativa alla Legge Regionale della Puglia n. 31/2008 | Renewable Energy - Law Solutions
Pubblichiamo alcuni estratti dalla sentenza 26 marzo 2010 n. 119 della Corte Costituzionale e relativa alla Legge Regionale della Puglia n. 31/2008
marzo 29, 2010 di Tonucci&Partners	Lascia un commento
Con la sentenza n. 119/2010, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla legittimità della legge regionale della Puglia avente ad oggetto la installazione e l’esercizio di impianti da energie rinnovabili.
Ebbene, la Corte Costituzionale ha avuto modo di fissare alcuni principi fondamentali la cui utilità interpretativa potrà sicuramente riguardare anche altri dettati legislativi regionali. In particolare:
a) La legge statale vieta tassativamente l’imposizione di corrispettivo (le cosiddette misure di compensazione patrimoniale) quale condizione per il rilascio di titoli abilitativi per l’installazione e l’esercizio di impianti da energie rinnovabili, tenuto anche conto che, secondo l’ordinamento comunitario e quello nazionale, la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sono libere attività d’impresa soggette alla sola autorizzazione amministrativa della Regione (art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003, in attuazione dell’art. 6 della direttiva 2001/77/CE);
b) Devono ritenersi ammessi gli accordi che contemplino misure di compensazione e riequilibrio ambientale, nel senso che il pregiudizio subito dall’ambiente per l’impatto del nuovo impianto, oggetto di autorizzazione, viene “compensato” dall’impegno ad una riduzione delle emissioni inquinanti da parte dell’operatore economico proponente. (cfr. sent. Corte Cost. n. 248/2006)
c) La mancata approvazione, da parte dello Stato, delle linee guida previste dall’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003 non consente alle Regioni di provvedere autonomamente alla individuazione di criteri per il corretto inserimento degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa. Di conseguenza l’individuazione di aree territoriali ritenute non idonee all’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, non ottemperando alla necessità di ponderazione concertata degli interessi rilevanti in questo ambito, in ossequio al principio di leale cooperazione, risulta in contrasto con l’art. 12, comma 10, del d.lgs. n. 387 del 2003 (sent. n. 382 del 2009). Ne deriva l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, cc. 1, 2 e 3 della L.R. Puglia n. 31/2008.
d) La costruzione e l’esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse, sono soggetti all’autorizzazione unica (art. 12, comma 3, del d.lgs. n. 387 del 2003). Sussiste una procedura autorizzativa semplificata in relazione agli impianti con una capacità di generazione inferiore rispetto alle soglie indicate (tabella A, allegata al medesimo decreto legislativo), diversificate per ciascuna fonte rinnovabile: agli impianti rientranti nelle suddette soglie si applica la disciplina della DIA, di cui agli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. L’art. 3 della legge regionale Puglia n. 31 del 2008 – per alcune tipologie di impianti specificamente elencati, per la produzione di energia da fonti rinnovabili, non solo solare ed eolica, ma anche per impianti idraulici, a biomassa e a gas – ha previsto l’estensione della DIA anche per potenze elettriche nominali superiori (fino a 1 MWe) a quelle previste alla tabella A allegata al d.lgs. n. 387 del 2003. Detta norma regionale, limitatamente ai commi 1 e 2, è illegittima, in quanto maggiori soglie di capacità di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la disciplina della DIA possono essere individuate solo con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata, senza che la Regione possa provvedervi autonomamente.
Categorie: Approfondimenti, Info generali, News | Tag: Energie Rinnovabili, esercizio impianti da energie rinnovabili, installazione impianti energie rinnovabili, legge regionale, Puglia, sentenza 26 marzo 2010 | Permalink.	Lascia un commento Annulla risposta	Scrivi qui il tuo commento...