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Timestamp: 2017-04-25 22:25:36+00:00
Document Index: 184643598

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 40', 'art. 33', 'art. 2935', 'art. 35', 'art. 35']

T.A.R. Campania Salerno, Sezione I, 26 novembre 2012 a cura del Dott. Francesco BarchielliT.A.R. Campania Salerno, Sezione I, 26 novembre 2012L’omessa presentazione della documentazione prescritta per la domanda di condono impedisce il decorso sia del termine di ventiquattro mesi per la formazione del silenzio assenso sia di quello di trentasei mesi per la prescrizione di eventuali crediti a rimborso o a conguaglio dell’oblazione versataSENTENZA N. 2138
La giurisprudenza ha peraltro evidenziato, anche di recente (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 7 agosto 2012, n. 4525 che conferma Tar Campania, Napoli, sez. IV, n. 6138 del 2007; T.A.R. Catanzaro, Calabria, sez. I, 18 settembre 2012, T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 28 maggio 2012, n. 2497; TAR Sicilia, Palermo, sez. III, 29 settembre 2006, n. 1996), che l’omessa presentazione della documentazione prescritta per la domanda di condono impedisce il decorso sia del termine di ventiquattro mesi per la formazione del silenzio assenso sia di quello di trentasei mesi per la prescrizione di eventuali crediti a rimborso o a conguaglio dell’oblazione versata. FATTO E DIRITTO
1.- E’ controversa nel presente giudizio la legittimità degli atti, impugnati con il ricorso e con i motivi aggiunti, con i quali il Comune di Salerno ha intimato alla società ricorrente il pagamento di somme dovute a titolo di conguaglio dell’oblazione e degli oneri concessori.
2. -Il ricorso introduttivo è improcedibile, poiché l’interesse alla decisione si trasferisce sui sopravvenuti provvedimenti, impugnati col ricorso per motivi aggiunti, con i quali l’amministrazione comunale, in asserita esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 354/2000 di questo TAR, ha rideterminato gli importi dell’oblazione e degli oneri concessori. 3.- Deve accogliersi il secondo motivo del ricorso per motivi aggiunti, con il quale parte ricorrente deduce l’intervenuta prescrizione triennale del credito relativo al conguaglio.
3.1.- Sul punto, l’art. 35, comma 18, L. n. 47 del 1985 statuisce esattamente che “Fermo il disposto del primo comma dell'art. 40 e con l'esclusione dei casi di cui all'art. 33, decorso il termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della domanda, quest'ultima si intende accolta ove l'interessato provveda al pagamento di tutte le somme eventualmente dovute a conguaglio ed alla presentazione all'ufficio tecnico erariale della documentazione necessaria all'accatastamento. Trascorsi trentasei mesi si prescrive l'eventuale diritto al conguaglio o al rimborso spettanti”.ù
Con recenti pronunce questo Tribunale ha ribadito il proprio orientamento in ordine all’interpretazione della richiamata norma (cfr. Sez. II, con le sentenze n. 8224/2010 e n. 2400/2007). Il Collegio è quindi dell’avviso che il richiamato termine di trentasei mesi decorre solo dalla presentazione della domanda di condono, ove completa di tutti gli elementi, ovvero, dall’avvenuto adempimento della richiesta integrazione documentale.
La giurisprudenza ha peraltro evidenziato, anche di recente (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 7 agosto 2012, n. 4525 che conferma Tar Campania, Napoli, sez. IV, n. 6138 del 2007; T.A.R. Catanzaro, Calabria, sez. I, 18 settembre 2012, T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 28 maggio 2012, n. 2497; TAR Sicilia, Palermo, sez. III, 29 settembre 2006, n. 1996), che l’omessa presentazione della documentazione prescritta per la domanda di condono impedisce il decorso sia del termine di ventiquattro mesi per la formazione del silenzio assenso sia di quello di trentasei mesi per la prescrizione di eventuali crediti a rimborso o a conguaglio dell’oblazione versata. 3.2.- Muovendo da questa ricostruzione interpretativa, il Collegio è d’accordo nel considerare che, anche per il conguaglio dell’oblazione dovuta in caso di condono edilizio, il dies a quo non possa coincidere con la presentazione della domanda, qualora questa sia sfornita della documentazione tecnica ed istruttoria prescritta dalla normativa. Tuttavia, l’amministrazione comunale può opporre pretestuose omissioni e richieda integrazioni documentali, al fondamentale scopo di evitare per l’appunto il verificarsi della prescrizione. In altre parole, la decorrenza del termine di prescrizione di cui si discorre presuppone (tanto in favore dell’amministrazione per l’eventuale conguaglio, quanto in favore del privato per l’eventuale rimborso) che la pratica di sanatoria edilizia sia definita in tutti i suoi aspetti e siano, per l’effetto, precisamente determinabili, alla stregua dei parametri stabiliti dalla legge, l’ “an” ed il “quantum” dell’obbligazione gravante sul privato; ciò che riflette puntualmente la “ratio” sottesa all’art. 2935 cod. civ. secondo il quale, in generale, la prescrizione non può decorrere se non “... dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
3.3.- Nel caso in esame, parte ricorrente, con la produzione depositata già nel gennaio 2000, in allegato al ricorso introduttivo e con la memoria conclusiva depositata il 19 luglio 2012 ha provato di avere diligentemente corredato la richiesta di condono – prot. n. 32065 del 1° aprile 1986 - della necessaria documentazione. In seguito, come emerge dalla stessa memoria di costituzione del comune di Salerno, depositata il 7 febbraio 2000, con istanza prot. gen. 22845 del 5 settembre 1988, parte ricorrente ha anche integrato la pratica di condono con i seguenti ulteriori documenti: perizia giurata, certificato di idoneità statica, inquadramento territoriale, piante, prospetto, sezione calcolo superficie, modello di accatastamento UTE. Sulla base di queste evidenza, non è contestabile il fatto che il termine di trentasei mesi - fissato dall’art. 35, comma 18, L. n. 47/1985, ai fini della prescrizione - sia decorso dalla data di acquisizione al protocollo del comune dell’integrazione documentale. A fronte di ciò, la nota del comune prot. n. 16912 del 20 febbraio 2006, impugnata con ricorso per motivi aggiunti, è relativa ad un credito ormai non più esigibile perché contestato dal debitore in quanto prescritto. 3.4.- Non rileva, in senso contrario, che con la predetta nota il comune abbia chiesto di integrare con altri documenti la richiesta di condono. In disparte la considerazione che alcuni dei documenti richiesti erano già stati depositati, tant’è che il comune richiede ulteriori copie; gli altri appaiono non decisivi ai fini sia dell’esame della pratica di condono sia, soprattutto, per la quantificazione degli oneri. E’ significativa, d’altronde, la circostanza che la documentazione depositata dalla società ricorrente al momento della presentazione della domanda era stata ritenuta idonea, tanto che l’ufficio competente non aveva ravvisato alcuna esigenza istruttoria di integrazione.
Va da sé che il ricorrente ha diritto, in presenza di tutti gli altri presupposti, a conseguire il titolo formale ricognitivo del provvedimento di assenso implicito, ciò in applicazione dell’art. 35, comma 18, L. n. 47 del 1985, secondo cui “…decorso il termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della domanda, quest'ultima si intende accolta ove l'interessato provveda al pagamento di tutte le somme eventualmente dovute a conguaglio ed alla presentazione all'ufficio tecnico erariale della documentazione necessaria all'accatastamento…”.
4.- Per tutte le suesposte considerazioni, il ricorso è fondato e, quindi, va accolto.
Sussistono giusti motivi, in relazione alle effettive incertezze esistenti al momento della presentazione del ricorso introduttivo, circa l’esatta interpretazione delle norme di legge applicabili al caso controverso, per compensare integralmente tra le parti le spese del giudizio.
1.- dichiara improcedibile il ricorso introduttivo;
2.- accoglie il ricorso per motivi aggiunti, con conseguente annullamento degli atti con lo stesso impugnati;
3.- compensa integralmente le spese di giudizio tra le parti in causa.