Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Determinazione_n_2_2013.html
Timestamp: 2019-04-18 23:06:29+00:00
Document Index: 29805309

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 4', 'art. 2697', 'art. 2697', 'art. 115', 'art. 5', 'art. 84', 'art. 19']

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CO.RE.COM. Comitato regionale per te comunicazioni - VaF. Filzi, 22 - 20124 Milano T. 02 67482300 - F. 02 67482701-707 -E. corecom@consiglio.regione.tombarJia.it
VISTA la deliberazione del Corecom Lombardia n. 7 del IO giugno 2010, con la quale, a norma dell&apos;art. 19, comma 7, della citata deliberazione AGCOM n. 173/07/CONS, il Comitato ha delegato al Dirigente dell&apos;Ufficio per il Corecom la definizione delle controversie aventi valore non eccedente i 500,00 euro;
VISTA l&apos;istanza presentata in data 27 settembre 2011, con cui la sig.ra XXX ha chiesto l&apos;intervento del Co.Re.Com. della Lombardia per la definizione della controversia in essere con la società Sky Italia XXX, ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
VISTE le note del 29 settembre 2011 e del 20 febbraio 2012, con le quali il funzionario responsabile del procedimento ha comunicato alle parti, ai sensi degli artt. 15 e 16 del Regolamento, l&apos;avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla definizione della deferita controversia, e ha invitato le parti a presentarsi all&apos;udienza per la discussione della stessa fissata per il 19 marzo 2012;
Con l&apos;istanza presentata in data 27 settembre 2011, la sig.ra XXX ha chiesto l&apos;intervento del Co.Re.Com. della Lombardia per la definizione della controversia con l&apos;operatore Sky Italia XXX (d&apos;ora in avanti Sky), avente ad oggetto l&apos;asserita mancata gestione della disdetta presentata dall&apos;utente in relazione al contratto di abbonamento residenziale per servizi televisivi a pagamento.
La sig.ra XXX nell&apos;istanza rappresenta quanto segue:
- in data Il ottobre 2010 inviava a Sky, mediante raccomandata a!r ricevuta da Sky il 13 ottobre 2010, la lettera di recesso dal contratto di abbonamento residenziale ai servizi
televisivi a pagamento, sottoscritto il 5 febbraio 2004, in relazione al profilo commerciale denominato "Primo Sky + Cinema Sky + Pronto Sky" e con codice cliente n.S-2540352;
- con lettera del 5 aprile 2011, la XXX, società di recupero crediti incaricata da Sky, invitava l&apos;utente a regolarizzare il predetto abbonamento provvedendo al pagamento delle fatture n.259940057 del 5 ottobre 2010 dell&apos;importo di euro 41,77 relativo al mese di ottobre 2010 e n.261079928 del 5 novembre 2010 dell&apos;importo di euro 41,77 relativo al mese di novembre
- in data 24 maggio 2011, l&apos;utente presentava, nei confronti di Sky, presso il Co.re.com. istanza per il tentativo obbligatorio di conciliazione che si concludeva, il giorno 30 agosto 2011, con esito negativo per mancata adesione da parte dell&apos;operatore;
- pertanto, in data 27 settembre 2011, l&apos;utente inoltrava al Co.re.com. Lombardia, per il tramite
dell&apos;associazione XXX, istanza di definizione della controversia con Sky, chiedendo la chiusura del contratto e la cessazione dell&apos;emissione di fatture errate con l&apos;eventuale restituzione delle somme versate;
Ali&apos;udienza di discussione, svoltasi il 19 marzo 2012, partecipava il solo utente, rappresentato
dall&apos;associazione XXX, che si richiamava a quanto già esposto nell&apos;istanza di defmizione.
Motivi deUa decisione
La controversia attiene ad una fattispecie di mancata gestione del recesso dell&apos;utente. Preliminarmente, si deve richiamare la legge n. 40/2007, che ha convertito, con modifiche, il decreto legge n. 7/2007, e precisamente l&apos;articolo l, comma 3, secondo il quale"/ contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell&apos;operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni".
In attuazione di tale norma, l&apos;art. 4.1 della carta dei servizi di Sky prevede che "l &apos;abbonato avrà
facoltà di recedere dal contratto in qualsiasi momento con un preavviso di almeno trenta giorni mediante comunicazione da inviarsi a Sky a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento ali &apos;indirizzo: casella postale 13057- xx::f xx::f".
E&apos; da evidenziare che l&apos;intero materiale istruttorio deve essere valutato alla luce della regola secondo cui la parte cha fa valere un diritto è tenuta a provare i fatti costitutivi del diritto, come recita il l 0 comma dell&apos;art. 2697 del codice civile, mentre la controparte è tenuta a provare gli eventuali fatti impeditivi, modificativi od estintivi, ossia le circostanze su cui si fonda la sua eventuale eccezione di inefficacia ovvero di modificazione od estinzione del diritto azionato dalla controparte, come dispone il 2° comma del citato art. 2697 c.c.
Nel corso del presente procedimento, a fronte dell&apos;attività svolta dall&apos;utente in corretta applicazione della Carta dei servizi di Sky, l&apos;operatore ha omesso di svolgere attività deduttiva e difensiva, con conseguente implicita acquiescenza e accettazione rispetto alle deduzioni, alle produzioni e alle contestazioni formulate dal ricorrente in ordine alla fattispecie controversa, secondo il principio ordinamentale di cui all&apos;art. 115, comma l, del codice di procedura civile.
Nel caso in esame, infatti, l&apos;utente ha ritualmente inviato la comunicazione di recesso in data 11 ottobre 20 l O, che è stata ricevuta da Sky in data 13 ottobre 2010. Pertanto, l&apos;operatore aveva l&apos;onere di disattivare tempestivamente il servizio oggetto della comunicazione di recesso e di
chiudere il contratto entro 30 giorni dal ricevimento del recesso medesimo, ovvero entro e non oltre il giorno 11 novembre 20 l O, evitando comunque di fatturare il servizio oltre tale data
In ragione di ciò, l&apos;utente era tenuto a pagare il servizio fmo al giorno 11 novembre 2010 (che
costituisce il trentesimo giorno a partire dal 13 ottobre 20 l O, data di ricezione della raccomandata di recesso), ma non oltre. Difatti, ai sensi della delibera Agcom n.664/06/Cons, Allegato A, art. 5, comma 9, l&apos;operatore "non può addebitare all&apos;utente alcun importo per le prestazioni eventualmente fruite a decorrere dalla data di efficacia del recesso stesso ".
L&apos;utente ha quindi diritto allo storno delle somme esposte in fattura per il periodo successivo all&apos;Il novembre 20 Il.
Stante quanto appena esposto, tenendo presente che la fattura relativa al mese di novembre 2010 (fattura n.261079928, emessa il 5 novembre 2010) è dell&apos;importo di euro 41,77, occorre dividere tale importo per i 30 giorni di novembre al fine di ottenere il costo giornaliero, che è di euro 1,39, il quale va moltiplicato per gli undici giorni di novembre 20 l O che erano di competenza dell&apos;utente: si ottiene così la somma che resta a carico della sig.ra XXX relativamente alla fattura di novembre 2010, corrispondente a euro 15,29, cui si aggiunge l&apos;importo di euro 41,77 della fattura n.259940057 emessa il 5 ottobre 2010 e relativa al mese di ottobre 2010. La restante somma, pari ad euro 26,48 (ottenuta sottraendo dall&apos;importo totale di euro 83,54, di cui alle fatture n.259940057 e n.261079928, le somme di euro 41,77 e 15,29), non è dovuta ed incombe quindi all&apos;operatore l&apos;obbligo di effettuarne lo storno.
In merito alle spese di procedura, in considerazione della partecipazione dell&apos;utente all&apos;udienza di defmizione, dell&apos;attività dispiegata in termini istruttori e documentali e dell&apos;assistenza da parte dell&apos;associazione XXX, si ritiene ragionevole liquidare in via equitativa in favore dell&apos;istante l&apos;importo omnicomprensivo di €. 100,00.
RITENUTO che l&apos;indennizzo e/o i rimborsi riconosciuti all&apos;esito della procedura devono soddisfare, ai sensi dell&apos;art. 84 del codice delle comunicazioni elettroniche, il requisito dell&apos;equità, e pertanto tenere indenne l&apos;istante dal decorso del tempo necessario alla definizione della procedura;
RITENUTO altresì che l &apos;istante abbia diritto al rimborso delle spese sostenute per la procedura, equitativamente quantificabili in euro l 00,00;
l. Stornare la somma di euro 26,48 dal totale insoluto di euro 83,54, risultante dalle fatture n.259940057 e n.261079928;
2. Corrispondere la somma di euro l 00,00 a titolo di rimborso forfettario e omnicomprensivo delle spese di procedura.
Ai sensi dell&apos;art. 19, comma 3, della delibera AGCOM n.l73/07/CONS, il prowedirnento di definizione della controversia costituisce un ordine dell&apos;Autorità a norma dell&apos;articolo 98, comma
Ai sensi dell&apos;articolo 135, comma l, lett. b), del Codice del processo amministrativo, approvato con d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, e della circolare AGCOM 11 febbraio 2011, prot. n. 0006817, il presente prowedimento può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva.
Ai sensi degli articoli 29, 41 e 119 del medesimo d.lgs. l 04/20 l O, il termine per ricorrere awerso il presente provvedimento è di sessanta (60) giorni dalla comunicazione dello stesso.