Source: http://www.cartellopoli.net/2013/02/la-risposta-della-polizia-locale.html
Timestamp: 2018-12-10 06:30:36+00:00
Document Index: 164874031

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 1', 'art. 734', 'art. 633', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 334']

CARTELLOPOLI: La risposta della Polizia Locale all'invasione della VAME
La risposta della Polizia Locale all'invasione della VAME
Di seguito la risposta della segreteria del XX° Gruppo della Polizia Locale a questa segnalazione e la replica del Dott. Arch. Rodolfo Bosi.
From: Polizia Locale di Roma Capitale U.O. 20° Gruppo
Sent: Friday, February 22, 2013 1:11 PM
To: VAS Roma
Subject: R: 2 ulteriori impianti installati in via di Grottarossa con la stessa pubblicità di una sala giochi
Egregio Arch. Rodolfo Bosi,
in riferimento alla Sua segnalazione, acquisita agli atti di questa U.O. con prot. 7221 del 06/02/2013, si comunica che personale del Reparto AA.PP. ha provveduto a censire tutti gli impianti pubblicitari che mostrano la pubblicità “SLOTMANIA” riconducibili alla Società VAME PUBBLICITA’ S.R.L..
E’ stata acquisita una copia del contratto che lega le due Società, al fine di appurare l’effettiva proprietà anche dei cartelli trovati privi della cosiddetta “cimasa” o del numero di NBD.
Nel controllo del 2 febbraio u.s. è stato appurato che il cartello installato fronte Ospedale S.Andrea non è più in essere, mentre, come già specificato al Ministero BB.CC.AA., per il cartello di proprietà VAME installato in via di Grottarossa pross.civ. 55, si rappresenta che questo Comando di Gruppo, come previsto dalla Del.45del 17/03/2008 del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale, può sanzionare esclusivamente in seguito ad una segnalazione dell’Ente tutore del vincolo che ne conferma l’esistenza; la sola enunciazione della normativa vigente non ha pertanto alcun valore probativo per l’applicazione delle relative sanzioni.
Si fa presente altresì che, con circolare n. 93 del 16/06/2009 del Comando del Corpo e successiva nota di chiarimenti n. 108147 del 25/11/2009, viene istituita la Nuova Banca Dati, strumento informatico per le attività del settore di pubblicità, che costituisce titolo per la permanenza, sul territorio del Comune di Roma, dei cartelli pubblicitari in essa inseriti, ma non equivale a titolo autorizzativo così come definito dal c.4 dell’art. 23del D.Lgs. 285/92, pertanto in questa circostanza non è applicabile il c.12 dello stesso articolo del citato D.lgs. che invece ne prevede il possesso.
Per quanto riguarda il ricorso alla materia penale, si fa notare che basterebbe applicare la normativa vigente in materia amministrativa, per far rimuovere tempestivamente gli impianti installati in zona vincolata.
La Polizia Locale di Roma Capitale agisce nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni impartite dal Comando del Corpo, supportata anche dalla U.O. G.S.S.U. che coordina gli interventi su tutto il territorio del Comune di Roma e alla quale è stata inviata un’informativa riguardante l’intensa attività abusiva della VAME PUBBLICITA’ sul territorio del XX Municipio.
Segreteria U.O. XX Gruppo Polizia Locale di Roma Capitale
Si ringrazia preliminarmente questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per aver dato seguito in modo sollecito alla segnalazione trasmessa lo scorso 1 febbraio da questa associazione con il messaggio di posta elettronica sotto riportato, ma si deve al tempo stesso far presente che la risposta fornita con il messaggio di posta elettronica (pur esso sotto riportato per opportuna conoscenza) non risulta aggiornata allo stato di fatto, per cui si portano di seguito le seguenti precisazioni e richieste di chiarimenti.
1 – Si prende atto che l’acquisizione della copia del contratto che lega le due Società é riuscita ad appurare l’effettiva proprietà alla ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” anche dei cartelli trovati privi della cosiddetta “cimasa” o del numero di NBD, che per il tipo di pubblicità in questione riguarda solo l’impianto pubblicitario monofacciale installato all’altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare, privo di targhetta con numero di codice identificativo, che é stato segnalato assieme ad altri 4 impianti pubblicitari installati sempre in via Cassia da questa associazione con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,27 del 19 gennaio 2013, a cui la segreteria della U.O. del XX Gruppo PLRC ha dato seguito con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 8,05 del 28 gennaio 2013 per comunicare che “personale del Reparto AA.PP. di questa U.O. ha effettuato sopralluogo nella zona Cassia tra Via Oriolo Romano e Via Trionfale in data 07 gennaio 2013. La società proprietaria degli impianti installati è stata sanzionata ai sensi della normativa vigente”.
Si fa presente al riguardo che, mentre l’impianto totalmente privo di targhetta identificativa risulta ancora installato al suo posto, l’impianto installato all’altezza dell’incrocio con via di Grottarossa con il numero di codice identificativo 0162/BB225/P alla data del 7 febbraio 2013 risultava essere stato rimosso, ma non si sa da chi: si chiede pertanto di sapere ad opera di chi sia stata effettuata la rimozione.
2 – Questa Spett.le U.O. del XX Gruppo PLRC fa sapere che “nel controllo del 2 febbraio u.s. è stato appurato che il cartello installato fronte Ospedale S.Andrea non è più in essere”, ma non precisa nemmeno in questo caso ad opera di chi sia stata effettuata la rimozione di questo impianto privo anch’esso di targhetta con numero di codice identificativo, che é stato fotografato come esistente da questa associazione il 31 gennaio 2013 e che due giorni dopo il sopralluogo del XX Gruppo ha registrato come già rimosso.
Si chiede pertanto di sapere ad opera di chi e quando sia avvenuta la rimozione.
Dal momento che l’impianto in questione risultava installato su un’area sottoposta ai 2 vincoli paesaggistici denominati entrambi “Parco di Veio”, imposti rispettivamente con Decreto Ministeriale del 24.2.1986 (emanato ai sensi della lettera m dell’art. 1 della legge n. 431/1985) e con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 31.1.1989 (approvata ai sensi della legge n. 1497/1939), si chiede di sapere se nei confronti del rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma un esposto per chiedere di accertare se con l’installazione dell’impianto in questione sia incorso nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che è relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali”.
A tal riguardo questa Spett.le U.O. del XX Gruppo PLRC ha tenuto a far presente che “per quanto riguarda il ricorso alla materia penale, si fa notare che basterebbe applicare la normativa vigente in materia amministrativa, per far rimuovere tempestivamente gli impianti installati in zona vincolata”.
Si mette in grande evidenza che, in perfetta analogia con i procedimenti di repressione degli abusi edilizi, il XX Gruppo di Polizia Municipale é obbligato ad applicare in entrambi i casi tanto la normativa vigente in materia amministrativa, che lo impegna non solo a trasmettere alla U.O. del G.S.S.U. il Verbale di Accertamento di Violazione (VAV) di ogni impianto pubblicitario abusivo ed all’Ufficio Tecnico del XX Municipio la Comunicazione di Constatata Violazione Urbanistici-edilizia di ogni abuso edilizio, ma anche a presentare – in qualità di Polizia Giudiziaria – un esposto alla Procura della Repubblica per accertare la sussistenza dei reati previsti in entrambe le casistiche.
Si chiede pertanto di sapere se il rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato denunciato alla Procura delle Repubblica, a maggior ragione perché da parte di questa stessa U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale “è stata inviata un’informativa riguardante l’intensa attività abusiva della VAME PUBBLICITA’ sul territorio del XX Municipio”, al limite anche non vincolato: si chiede di sapere in particolare se il rappresentante legale della ditta “VAME PUBBLICITA' SRL” sia stato denunciato alla Procura delle Repubblica anche per il reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: “Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032”.
3 - Questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale ha comunicato che “per il cartello di proprietà VAME installato in via di Grottarossa pross. civ. 55, si rappresenta che questo Comando di Gruppo, come previsto dalla Del. 45 del 17/03/2008 del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale, può sanzionare esclusivamente in seguito ad una segnalazione dell’Ente tutore del vincolo che ne conferma l’esistenza; la sola enunciazione della normativa vigente non ha pertanto alcun valore probativo per l’applicazione delle relative sanzioni”.
Si fa presente al riguardo che il richiamo alla deliberazione n. 45/2008 dell’allora Commissario Straordinario Dott. Mario Morcone é del tutto fuor di luogo, dal momento che con tale atto é stata approvata la “Integrazione della deliberazione consiliare n. 193 del 25 ottobre 2004, in materia di limiti e deroghe al Codice della Strada e disposizioni relative ai vincoli”, con la contestuale decisione di reiterare le disposizioni contenute nella delibera n. 193/2004, vale a dire le deroghe al Codice della Strada e la verifica dei vincoli, consentendo unicamente per gli impianti autorizzati e con i titoli in fase di rinnovo (facenti quindi parte della procedura del cosiddetto “riordino”) la permanenza sul territorio fino alla redazione del Piano Regolatore degli impianti e dei piani di localizzazione, con la sola clausola di “consentire la permanenza degli impianti in attesa dell’esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell’immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo”.
Dell’impianto di cui trattasi non é stata data dimostrazione alcuna della sua appartenenza alla procedura di “riordino”, ma soprattutto é più che palese l’attestazione che non ci fosse una sua “permanenza” sul posto, per cui é oltremodo evidente che é stato installato ex novo, senza nemmeno poter essere in qualche modo “autorizzato” da una domanda di “spostamento” ai sensi della delibera di Giunta Capitolina n. 395 del 3 dicembre 2008.
Ne deriva il pieno diritto-dovere di questa Spett.le U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale di sanzionare l’impianto con la redazione di un Verbale di Accertamento di Violazione (VAV).
Dal momento che questa U.O. del XX Gruppo del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale per sua stessa ammissione “agisce nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni impartite dal Comando del Corpo”, si mette in evidenza che con Circolare n. 93 del 16 giugno 2009, a firma dell’allora Vicecomandante Donatella Scafati, sono state impartite a tutti i Comandi delle U.O. dei 19 Gruppi Municipali delle disposizioni in applicazione del vigente Regolamento così come approvato dal consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009: al punto 6.2 dispongono testualmente che “la Polizia Municipale, nell’ambito della sua attività di vigilanza, ha pertanto il compito di: ... sanzionare gli impianti che sebbene riportanti il numero identificativo, siano in contrasto con il Codice della Strada, fatte salve le deroghe vigenti”.
L’impianto pubblicitario installato in prossimità del civico n. 55 di via di Grottarossa risulta posizionato a ridosso della rotatoria all’incrocio di via di Grottarossa con la cosiddetta “strada di fondovalle”, che é provvista anche di strisce pedonali, in violazione quindi della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera d) del 4° comma dell’art. 51
del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992, nonché della distanza minima sempre di di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere, prescritta dalla lettera a) del medesimo 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992.
Si chiede pertanto di redigere e trasmettere alla U.O. del G.S.S.U il dovuto Verbale di Accertamento di Violazione.
4 – Con riferimento sempre all’impianto pubblicitario installato in prossimità del civico n. 55 di via di Grottarossa, si porta a conoscenza che é stato oscurato dall'Ente Parco di Veio con due fogli affiancati con stampata sopra la scritta "impianto non autorizzato", sopra i quali però quanto meno dal 18 febbraio scorso sono stati attaccati due manifesti elettorali tuttora visibili.
Dal momento che risulta a tutt’oggi palesemente quanto sfacciatamente violato quello che é stato a tutti gli effetti un formale “sequestro” amministrativo dell’impianto, si chiede in particolare all’Ente Parco di Veio di voler accertare immediatamente il nome del candidato che si sta tuttora facendo una propaganda elettorale del tutto illecita sull’impianto pubblicitario in questione, provvedendo a valutare se sussistano gli estremi della denuncia penale ai sensi dell’art. 334 del Codice Penale, che é relativo alla “Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa” e che testualmente recita: “Chiunque sottrae, sopprime, distrugge, disperde o deteriora una cosa sottoposta a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall'autorità amministrativa e affidata alla sua custodia, al solo scopo di favorire il proprietario di essa, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 516. Si applicano la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se la sottrazione, la soppressione, la distruzione, la dispersione o il deterioramento sono commessi dal proprietario della cosa affidata alla sua custodia. La pena è della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a euro 309, se il fatto è commesso dal proprietario della cosa medesima non affidata alla sua custodia.”
Si rimane in attesa di un riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Anonimo 26 febbraio 2013 18:56
A proposito di impianti segnalo che in tutta Roma stanno diventando tantissimi i cartelli sopratutto quelli 4x3 che sono ormai in stato di abbandono senza pubblicità da mesi e offrono uno spettacolo ancora peggiore di quando mostrano pubblicità in quanto i pannelli sono arrigginiti e pieni di spezzoni di carta penzolanti..uno schifo che non dovrebbe essere consentito ma vi dovrebbe essere l'obbligo per le ditte di foderare o incollare carta monocolore sul cartellone inutilizzato. Invece finche gli serve li usano e poi li lasciano nel degrado totale. Basta fare il breve tratto della salaria tra gli svincoli per l'olimpica e fidene per vederne numerosi in quello stato. Schifo su schifo, ovviamente l'assessore competente non ne sa nulla..
Anonimo 26 febbraio 2013 21:01
POLIZIA MUNICIPALE PENOSA!