Source: https://www.covip.it/?cat=163
Timestamp: 2019-05-19 23:04:19+00:00
Document Index: 121923075

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 208', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 208', 'art. 11', 'art. 208', 'art. 8', 'art. 14']

Adesione a previdenza complementare « COVIP
HomeRegolamentazioneFondi PensioneRisposte a quesiti
Oggetto: Quesito sulla raccolta delle adesioni da parte dei Patronati e dei Centri di assistenza fiscale.
Si fa riferimento alla lettera del …, con la quale codesto Fondo ha posto un quesito in merito alla interpretazione dell’art. …, comma …, del proprio Statuto relativo alle modalità di adesione.
La disposizione, su cui verte la questione, prevede che “Le adesioni al Fondo possono essere raccolte nei luoghi di lavoro dei destinatari e presso le sedi del Fondo, presso le sedi delle OO.SS. che hanno sottoscritto le fonti istitutive, nonché presso i luoghi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori o promotori delle fonti istitutive”.
Al riguardo, codesto Fondo chiede di conoscere se, nell’ambito del richiamo alle OO.SS. contenuto nella citata previsione, possano ritenersi inclusi anche i Patronati e i Centri per l’assistenza fiscale (C.A.F.) relativi alle stesse OO.SS. che hanno sottoscritto o promosso il Fondo.
In proposito si fa presente che con il “Regolamento sulle modalità di adesione alle forme pensionistiche complementari”, adottato dalla COVIP con Deliberazione del 29 maggio 2008 in attuazione dell’art. 19, comma 2, lett. g), del d.lgs. n. 252 del 2005, sono state disciplinate le modalità di offerta al pubblico delle forme pensionistiche complementari.
Tale Regolamento, all’art. 8, indica, con riferimento ai fondi pensione negoziali, i luoghi dove è possibile raccogliere le adesioni e i soggetti a ciò abilitati.
In base a detta previsione la raccolta delle adesioni ai fondi pensione negoziali può essere svolta:
a) nelle sedi del fondo, da parte di suoi dipendenti e/o addetti;
b) nelle sedi dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive, comprese le sedi delle organizzazioni territoriali ad essi aderenti, da parte di loro dipendenti e/o addetti;
c) nei luoghi di lavoro dei destinatari, da parte del datore di lavoro, di suoi dipendenti e/o addetti, ovvero di incaricati del fondo o dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive;
d) nelle sedi dei patronati a ciò incaricati dal fondo, da parte di loro dipendenti e/o addetti;
e) negli spazi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive e dei patronati di cui alla lettera precedente ovvero attività promozionali del fondo pensione.
In particolare, alla lettera d), è espressamente previsto che la raccolta delle adesioni possa avvenire nelle sedi dei Patronati a ciò incaricati dal Fondo, mentre la successiva lett. e) consente altresì di poter svolgere detta attività “negli spazi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive”.
Si osserva pertanto che il Regolamento enuclea, nelle lettere da a) a d), alcuni luoghi specifici nei quali è possibile raccogliere le adesioni, menzionando espressamente anche i Patronati nell’ambito dei soggetti a ciò abilitati, mentre la successiva lettera e) contiene una norma di chiusura dalla portata assai ampia, funzionale a ricomprendere ogni altro luogo comunque utilizzato dalle fonti istitutive per l’espletamento di propria attività istituzionale ovvero per la promozione del fondo pensione.
Ciò posto, si rileva che rispetto alle più ampie previsioni del Regolamento COVIP sopra riportate, lo Statuto di codesto Fondo non contempla espressamente la possibilità che le adesioni vengano raccolte nelle sedi dei Patronati.
Occorre quindi valutare se i Patronati possano essere ricompresi nell’ambito soggettivo di applicazione della previsione dello Statuto del Fondo, secondo cui le adesioni possono essere raccolte “presso i luoghi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori o promotori delle fonti istitutive”, adottata in conformità all’art. 8, comma 1, lett. e) del Regolamento COVIP, sopra citato, che menziona come luoghi di raccolta delle adesioni “gli spazi che ospitano momenti istituzionali di attività dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive”.
Si tratta inoltre di verificare se in detta generica previsione, prevista dal Regolamento COVIP alla citata lettera e) e riprodotta all’interno della norma statutaria del Fondo, possano essere altresì ricondotti i Centri per l’assistenza fiscale.
In proposito si rileva che, in base alla disciplina legislativa dei Patronati e dei C.A.F. entrambi gli Istituti possono essere costituiti dalle organizzazioni sindacali. In particolare l’art. 2 della legge n. 152 del 2001 prevede che gli Istituti di patronato e di assistenza sociale possono essere costituiti dalle confederazioni e dalle associazioni nazionali di lavoratori e l’art. 32 del d.lgs. n. 241 del 1997 dispone che i C.A.F. siano istituiti da associazioni sindacali e organizzazioni sindacali.
Sotto il profilo che qui interessa, può quindi osservarsi che le organizzazioni sindacali agiscono nel settore dell’assistenza fiscale per il tramite dei C.A.F., dalle stesse all’uopo istituiti, e in quello dell’assistenza sociale tramite gli Istituti di patronato. L’attività dei Patronati e dei Centri di assistenza fiscale può quindi, in senso lato, essere ricondotta all’attività istituzionale degli stessi sindacati da cui promanano.
Pertanto, in base alla disposizione COVIP sopraindicata – e alla conforme norma statutaria del Fondo – nulla osta a che la raccolta delle adesioni avvenga, oltre che presso i Patronati, anche presso i Centri di assistenza fiscale costituiti da associazioni e organizzazioni sindacali sottoscrittrici o promotrici delle fonti istitutive del Fondo, compatibilmente con la disciplina loro applicabile.
Oggetto: Quesiti in materia di adesione di alcuni dipendenti pubblici a fondi pensione aperti
Si fa riferimento alla nota del …, il cui oggetto è stato ulteriormente precisato con successive comunicazioni via e-mail del … e … , con la quale codesta Società ha posto alcuni quesiti in merito all’adesione del personale di Polizia municipale e provinciale a fondi pensione aperti, attraverso la destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del Codice della strada, come previsto dall’art. 208 dello stesso Codice.
In sintesi, le richieste formulate attengono alla:
- possibilità di applicare al personale di Polizia municipale e provinciale che aderisce ai fondi pensione aperti le riduzioni alle spese di partecipazione al Fondo previste dall’art. 8, comma 2, dello Schema di regolamento dei fondi pensione aperti;
- possibilità di riconoscere a detti aderenti a fondi aperti la facoltà di riscattare la posizione ex art. 14, comma 5, del d.lgs. n. 252 del 2005.
Al riguardo, con nostra nota del … si era rappresentato che, trattandosi di questioni che impattano sull’interpretazione e sulla portata dei CCNL del comparto Regioni-Autonomie locali succedutisi nel tempo e sul loro coordinamento sistematico, era stato chiesto il parere dei soggetti sottoscrittori degli stessi contratti collettivi, estendendo per conoscenza la lettera al Ministero del Lavoro e all’INPS – Gestione ex Inpdap. Si era pertanto fatto riserva di dare riscontro alla richiesta di codesta Società, una volta acquisite le valutazioni dei soggetti interessati.
A tale proposito si fa presente che il Dipartimento della Funzione pubblica con nota del … ha fornito riscontro alla scrivente in materia. Lo stesso ha chiarito che l’istituzione di forme pensionistiche complementari di natura collettiva per i dipendenti pubblici contrattualizzati è rimessa esclusivamente alla contrattazione collettiva nazionale, cui compete anche la definizione delle materie demandate alla contrattazione integrativa; nell’attuale fase transitoria, in attesa di una disciplina contrattuale nazionale che, tra l’altro, meglio specifichi le modalità di devoluzione di dette somme a previdenza complementare, il medesimo Dipartimento ha affermato che è da ritenersi ammissibile che ciascun ente locale determini annualmente il quantum delle risorse destinate alle diverse finalità di cui all’art. 208 C.d.S., ivi comprese quelle assistenziali e previdenziali e che spetti all’Organismo previsto dalla contrattazione collettiva nazionale Regioni-Autonomie locali, costituito a livello di ogni singolo ente in conformità a quanto dettato dall’art. 11 della legge n. 300 del 1970, provvedere invece alla finalizzazione e alla gestione della quota destinata alle predette finalità.
In particolare, l’Organismo, nell’ambito dell’autonomia contrattualmente riconosciuta e dei vincoli di finalizzazione posti dalla norma, può pertanto individuare specifiche finalità di assistenza e previdenza a favore del personale indicato dalla norma e i relativi criteri e requisiti di accesso ai benefici, tra cui anche l’individuazione di forme pensionistiche di previdenza integrativa (fondo pensione chiuso, fondo pensione aperto, piano individuale pensionistico).
Il citato Dipartimento ha inoltre precisato che alla luce degli esiti delle determinazioni che saranno assunte dalla contrattazione collettiva potrà anche essere meglio definita la qualificazione giuridica delle predette risorse.
In attesa, pertanto, degli ulteriori elementi di cui sopra si esprime l’avviso che le adesioni a fondi pensione aperti da parte del personale sopra richiamato e che involgano la destinazione al fondo dei contributi ex art. 208 C.d.S., ancorché effettuate sulla base di convenzionamenti con i relativi enti di appartenenza, debbano essere assimilate alle adesioni individuali.
Stante quanto sopra precisato, consegue che non potranno trovare applicazione le riduzioni alle spese di partecipazione previste dall’art. 8, comma 2, dello Schema di regolamento dei fondi pensione aperti, né la possibilità di riconoscere a detti aderenti a fondi aperti la facoltà di riscattare la posizione ex art. 14, comma 5, del d.lgs. n. 252 del 2005, trattandosi in entrambi i casi di situazioni la cui applicazione è limitata alle adesioni su base collettiva.
Oggetto: Adesioni tacite – richieste di annullamento
Si fa riferimento alla Vs. nota del ……., con la quale è stato chiesto un parere in merito alla possibilità di operare l’annullamento di adesioni tacite, e la conseguente restituzione del TFR devoluto al Fondo, a fronte di istanze presentate da alcuni datori di lavoro, a seguito dell’avvenuta constatazione di errori materiali verificatisi nella fase di trasmissione dei dati.