Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-40487-del-21-11-2019
Timestamp: 2020-05-31 18:04:32+00:00
Document Index: 102260196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 650']

Sentenza Cassazione Civile n. 40487 del 21/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 40487 del 21/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 21/11/2019, (ud. 19/06/2019, dep. 21/11/2019), n.30487
sul ricorso 2074-2018 proposto da:
B.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ORLANDO
PAOLO 11, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRA BRECCOLOTTI,
rappresentato e difeso dall’avvocato MARIA CARMELA CALLA’;
avverso la sentenza n. 592/2017 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
che, con sentenza depositata il 29.6.2017, la Corte d’appello di Torino ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva revocato il decreto ingiuntivo con cui il Tribunale di Cuneo aveva ingiunto all’INPS, quale gestore del Fondo di garanzia L. n. 297 del 1982, ex art. 2, di pagare a B.R. somme per TFR;
che avverso tale pronuncia B.R. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo tre motivi di censura;
che B.R. ha depositato tardivamente memoria ex art. 378 c.p.c..
che, con il primo motivo di censura, il ricorrente denuncia violazione degli artt. 115,116,645,647 e 650 c.p.c. nonchè degli artt. 2697,2727,2728 ss. c.c. ed altresì omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, per avere la Corte di merito ritenuto che l’irregolarità della notifica del decreto ingiuntivo rendesse ammissibile l’opposizione tardivamente proposta dall’INPS avverso di esso, nonostante che l’Istituto avesse comunque avuto conoscenza della notifica, per come risultava dalla richiesta di visibilità del fascicolo telematico del procedimento monitorio presentata dai legali INPS;
che, con il secondo motivo, il ricorrente lamenta violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5 per “omesso esame dell’eccezione relativa alla nullità della notifica” (così il ricorso, pag. 17), per non avere la Corte territoriale valorizzato la conoscenza comunque acquisita del provvedimento monitorio da parte dell’opponente, che aveva implicato la sanatoria delle eventuali nullità concernenti la notifica;
che, con il terzo motivo, il ricorrente si duole di violazione degli artt. 115,116, e 650 c.p.c. nonchè degli artt. 2697,2727,2728 ss. c.c., per avere la Corte di merito ammesso l’opposizione anche oltre il termine di cui all’art. 650 c.p.c., comma 3, ancorchè si trattasse in specie di nullità e non di inesistenza della notifica e dunque l’opposizione non potesse proporsi decorsi dieci giorni dal pignoramento;
che i tre motivi possono essere esaminati congiuntamente, in considerazione delle modalità di formulazione delle censure rivolte all’impugnata sentenza, e sono inammissibili per difetto di specificità, riferendosi ad atti e documenti (richiesta di visibilità del fascicolo monitorio, notifica del decreto ingiuntivo, atti di esecuzione, ricorso in opposizione dell’INPS) che non sono stati trascritti nel ricorso, nemmeno nella misura necessaria a dare alle censure un non opinabile fondamento fattuale, in spregio al consolidato principio secondo cui il ricorrente, che denunci l’omessa o inesatta valutazione di atti o documenti prodotti in giudizio, anche ove intenda far valere un vizio in procedendo, è onerato, a pena di inammissibilità del ricorso, non solo della specifica indicazione del documento e della chiara indicazione del nesso eziologico tra l’errore denunciato e la pronuncia emessa in concreto, ma anche della completa trascrizione dell’integrale contenuto degli atti e dei documenti di cui lamenta l’omessa o inesatta valutazione, dal momento che il potere-dovere di questa Corte di esaminare gli atti processuali non esime la parte dall’onere di indicare puntualmente gli elementi individuanti e caratterizzanti il fatto processuale di cui richiede il riesame (cfr. fra le tante Cass. nn. 11738 del 2016, 19410 del 2015);
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, che sui liquidano in Euro 2.700,00, di cui Euro 2.500,00 per compensi, oltre spese generali in misura pari al 15% e accessori di legge.