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Timestamp: 2016-12-02 18:07:26+00:00
Document Index: 1291481

Matched Legal Cases: ['art.116', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.116', 'art.116', 'art.1']

Circolare INPS n. 143 del 09.11.2010
Trattamento previdenziale del personale
dipendente delle Autorità amministrative indipendenti. Obbligo assicurativo
presso lINPDAP
SOMMARIO: 1. Definizione di Autorità amministrative indipendenti. 2. Obblighi
assicurativi per il personale delle autorità indipendenti. 3. Obblighi
contributivi INPS. 4. Trasferimento dallINPS allINPDAP dei contributi in
applicazione dellart.116, comma 20, della Legge 23 dicembre 2000 n.388.
1. Definizione di Autorità amministrative indipendenti.
Le amministrazioni indipendenti sono organismi
istituiti dalla legge con finalità di tutela di interessi pubblici di
particolare rilevanza e ritenuti meritevoli di riconoscimento costituzionale.
Esse non svolgono attività di amministrazione attiva
diretta, né attività di controllo, ma, sostanzialmente, funzioni di indirizzo,
regolamentazione e tutela di interessi pubblici caratterizzati da particolare
rilevanza e delicatezza.
Ogni amministrazione indipendente è pertanto dotata di
diverse caratteristiche, definite con disposizioni normative apposite in
rispondenza alle esigenze di buon andamento ed imparzialità proprie dello
specifico settore di interesse. La funzione tutoria assegnata è svolta in
situazione di sostanziale assenza di legami strutturali e funzionali con lautorità
In linea generale, le diverse leggi istitutive delle
amministrazioni indipendenti prevedono, in aggiunta ai poteri attribuiti per lesercizio
della funzione tutoria (poteri ispettivi e dindagine, di sollecitazione,
sanzionatori, ecc.), le seguenti caratteristiche comuni:
- autonomia organizzativa e di organico, al
fine della predisposizione in modo autonomo di regole per il proprio
funzionamento e della articolazione e modifica della dotazione di personale
- autonomia contabile;
- predeterminazione legislativa dei criteri
di scelta dei titolari degli organi, i quali devono, comunque, essere scelti tra
soggetti appartenenti a determinate categorie;
- previsione di specifiche cause di
ineleggibilità ed incompatibilità per gli stessi;
- limitata revocabilità e rinnovabilità
delle cariche.
2. Obblighi assicurativi per il personale delle autorità indipendenti.
a) Disposizioni di riferimento.
Lart. 38 del R.D.L. n. 1827/1935, dispone come noto
che, tra i dipendenti pubblici, non sono soggetti alle assicurazioni
obbligatorie per l'invalidità e per la vecchiaia (per la tubercolosi e per la
disoccupazione involontaria) gli operai, agenti e impiegati delle
amministrazioni statali, comprese quelle ad ordinamento autonomo, delle
province, dei comuni e delle istituzioni pubbliche di beneficenza, purché ad
essi sia assicurato un trattamento di quiescenza o di previdenza.
Occorre peraltro tenere conto anche di quanto disposto
dall art. 1 del D.lgs. n. 165/2001, nel testo vigente, che contiene lelenco
dei soggetti pubblici destinatari delle disposizioni normative in materia di
La norma dispone che:  Per amministrazioni pubbliche
si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e
scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i
Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni
universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti
pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le
aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la
rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le Agenzie di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 .
In tale quadro normativo si è posto il problema di
determinare quale sia lente assicuratore per il personale delle autorità
indipendenti, pur non essendone in dubbio linserimento nel settore pubblico.
Ciò in quanto, nelle more dei necessari chiarimenti, alcune amministrazioni
hanno iscritto il proprio personale presso questo Istituto.
Sulla questione si è espresso il Consiglio di Stato,
affermando con proprio parere n. 260/1999 che nella formulazione dellart. 1,
comma 2, del D.lgs. n. 29/1993 sono ricomprese, tra le amministrazioni
pubbliche, anche le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, tra le
quali non sembra esservi ragione per escludere le Autorità indipendenti. In tal
modo la nuova figura organizzativa è stata attratta tra le amministrazioni
statali ad ordinamento autonomo, con conseguente assimilazione, dato il tenore
delle norme sopra richiamate, anche ai fini del trattamento previdenziale del
Con parere ulteriore, n. 4489/2005, il Consiglio di
Stato ha chiarito che le autorità indipendenti, in qualità di amministrazioni
pubbliche, sono tenute in ogni caso ad assicurare i propri dipendenti allINPDAP.
Si ritiene utile riportare le argomentazioni con le quali il Consiglio di Stato,
su richiesta dellAutorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha espresso
il proprio avviso. Le argomentazioni sono riferibili anche alle altre autorità
indipendenti, in quanto amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo ex
art. 1, comma 2, del D.lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni ed
Il Consiglio di Stato ha affermato che, in base alle
disposizioni recate dallart. 1 del D.lgs. n. 479/1994 (Attuazione della
delega conferita dallart. 1, comma 32, della legge n. 537/1993 per il
riordino e soppressione di enti pubblici di previdenza e assistenza), lINPDAP
è competente per quanto attiene alla previdenza dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche, mentre lINPS è competente per quanto
attiene alla previdenza dei lavoratori dipendenti del settore privato e dei
lavoratori autonomi.
Pertanto, il criterio di ripartizione delle competenze
tra i predetti enti fissato da norma primaria è tale per cui è la natura
(pubblica o privata) del soggetto verso cui si esplica il rapporto di lavoro a
qualificare il rapporto previdenziale e per conseguenza a stabilire se i
rapporti rientrino nella competenza delluno o dellaltro ente. In altri
termini, la riforma introdotta dal D.lgs. n. 479/1994 ha definitivamente
chiarito che il criterio discretivo per stabilire il riparto di competenza tra
INPS ed INPDAP è dato dalla natura giuridica del datore di lavoro.
Proprio perché il criterio di ripartizione delle
competenze tra i due enti strumentali è stabilito a livello di norma primaria,
é indisponibile ai suoi destinatari la scelta del soggetto con cui allacciare
il rapporto previdenziale (nonché il connesso rapporto contributivo), e dunque
la scelta del soggetto erogatore delle prestazioni previdenziali.
Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che la
normativa regolatrice del riparto di competenza tra gli enti previdenziali non
può neppure essere derogata dai regolamenti di organizzazione delle autorità
indipendenti che le predette amministrazioni sono autorizzate ad adottare sulla
scorta di specifiche norme contenute nelle rispettive leggi istitutive.
I regolamenti adottati dalle Autorità, sulla base
delle previsioni delle rispettive leggi istitutive, in materia di trattamento
economico e giuridico del proprio personale riguardano la configurazione e
lo sviluppo del rapporto lavorativo per ciò che attiene ai suoi rapporti
interni allordinamento dellAutorità, non già per quanto riguarda lordinamento
generale: e per quanto riguarda altri rapporti che in quello hanno titolo, ma
che con quello non si identificano (come è per il rapporto contributivo e
dunque per quello previdenziale). Del resto, in virtù del principio della
prevalenza della legge, ove la legge stessa  in considerazione degli
interessi generali coinvolti  provveda, non vè spazio per una diversa
riserva di competenza.
Conclusivamente, il C.d.S. ribadisce che lente di
riferimento per i rapporti contributivi e previdenziali dei dipendenti dellAutorità
per le Garanzie nelle Comunicazioni si identifica con lINPDAP.
b) Tipologia di personale
Ai fini della individuazione del trattamento
previdenziale del personale dipendente delle Autorità devono essere tenute in
considerazione, oltre la natura degli organismi interessati, le diverse
modalità di passaggio del personale alle dipendenze degli stessi.
- il personale transitato (ad esempio a
seguito di passaggio diretto) nei ruoli delle amministrazioni indipendenti,
proveniente da altre pubbliche amministrazioni e già iscritto allINPDAP,
continua ad essere assicurato presso lo stesso INPDAP;
- il personale assunto direttamente dalle
amministrazioni indipendenti, secondo le previsioni delle rispettive leggi
istitutive, deve essere assicurato presso lINPDAP;
- il personale in posizione di comando,
collocato fuori ruolo, in aspettativa senza assegni continua ad essere
assicurato secondo le norme dellamministrazione di provenienza. In tale
ultima fattispecie, infatti, il rapporto di lavoro intrattenuto con lamministrazione
di provenienza non è venuto meno, ma si trova in uno stato di quiescenza;
pertanto il regime previdenziale applicabile rimane quello dellamministrazione
(pubblica o privata) di provenienza, fatte salve eventuali previsioni di
rimborso contenute in norme speciali.
3. Obblighi contributivi INPS
Consegue a quanto fin qui illustrato che le
competenti strutture territoriali non dovranno più ricevere i versamenti
contributivi da parte delle autorità indipendenti per il proprio personale
dipendente, fatta eccezione per la sola contribuzione contro la DS, laddove ne
ricorrano i presupposti alla luce delle disposizioni di cui alle circolari 600 /
RCV n.178 del 28 luglio 1982 e n. 18 del 12 febbraio 2009.
La contribuzione IVS versata presso questIstituto
per il personale dipendente sopra indicato deve essere trasferita allINPDAP,
fatta eccezione per il caso di personale comandato, collocato fuori ruolo, in
aspettativa senza assegni, che fosse iscritto precedentemente presso lINPS,
il quale rimane iscritto secondo le regole dellamministrazione di
Il trasferimento dei contributi avverrà secondo le
indicazione fornite al successivo punto 4.
4. Trasferimento dallINPS allINPDAP dei contributi in applicazione dellart.116,
comma 20, della Legge 23 dicembre 2000 n. 388. Modalità operative.
Lart.116,
comma 20, della Legge 23.12.2000 n. 388 stabilisce che il pagamento della
contribuzione previdenziale effettuato in buona fede a un ente previdenziale
pubblico diverso dal titolare ha effetto liberatorio nei confronti del
Di conseguenza lente previdenziale, che ha ricevuto
il pagamento, deve provvedere a trasferire le somme indebitamente introitate,
senza aggravio di interessi, allente titolare della contribuzione.
E opportuno evidenziare che, di recente, lart.1,
comma 23-quater della Legge 26 febbraio 2010 n. 25 di conversione in legge,
con modificazioni, del decreto legge 30 dicembre 2009 n. 194, recante proroga di termini previsti
da disposizioni legislative ha disposto che il termine per il versamento allINPDAP
delle differenze contributive a qualunque titolo dovute dalle amministrazioni di
cui alla legge 10 ottobre 1990 n.287 (lAutorità garante della concorrenza e
del mercato), alla legge 14 novembre 1995 n. 481 (le Autorità di regolazione
dei servizi di pubblica utilità) e alla legge 31 luglio 1997 n. 249 (lAutorità
per le garanzie nelle comunicazioni), rispetto a quanto precedentemente versato
allINPS, è stato fissato al 1° luglio 2010, senza applicazione di interessi
o sanzioni per il periodo pregresso.
Le Direzioni che hanno in carico posizioni contributive
riferibili ad Autorità amministrative indipendenti provvederanno, su apposita
istanza e previa verifica dellesatto inquadramento con obbligo contributivo
allINPDAP, a determinare lammontare dei contributi non dovuti, senza
ovviamente tener conto di alcun termine di prescrizione, e trasferirli allINPDAP.
A tal fine le Autorità amministrative indipendenti
provvederanno a produrre istanza, alle competenti strutture territoriali dellIstituto,
di trasferimento dei contributi allINPDAP.
Listanza dovrà contenere:
- i dati anagrafici ed il codice fiscale
dei dipendenti per i quali è stato effettuato il versamento allIstituto;
- lammontare delle retribuzioni riferite
a ciascun dipendente e suddivise per anno;
- limporto dei contributi versati per
ciascun anno e gli estremi del versamento.
Listanza così redatta dovrà essere inviata, per
conoscenza, anche allINPDAP che dovrà ricevere la somma in questione.
Le competenti strutture territoriali, ricevuta listanza
di trasferimento e verificata la legittimità della richiesta, provvederanno
alla contabilizzazione ed al trasferimento degli importi.
Si fa riserva di successive istruzioni per la
sistemazione delle posizioni contributive individuali e per il trasferimento allINPDAP
delle contribuzioni oggetto di riscatti e ricongiunzioni.
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