Source: http://avvemilianomancino.blogspot.com/2014/12/
Timestamp: 2017-08-19 18:32:41+00:00
Document Index: 71155385

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'art. 136', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Studio Legale Mancino: dicembre 2014
Comparsa di costituzione e risposta (formula)
Tribunale di [.....] (1)
Ill.mo G.U. Dott. [.....]
Per il Sig. [.....] , nato a [.....] , in data [.....] , residente in [.....] , alla Via [.....] , n. [.....] , C.F. [.....] , elettivamente domiciliato ai fini del presente giudizio in [.....] , alla via [.....] , [.....] , presso lo studio dell'avv. [.....] , cf [.....] che lo rappresenta e difende giusta mandato in calce all'atto di citazione, con dichiarazione di voler ricevere, ai sensi dell’art. 125, co. 1 c.p.c., nonché dell’art. 136, co. 3 c.p.c., ogni comunicazione al numero di fax ____., oppure tramite l’indirizzo di posta elettronica certificata ____@____,
il sig [.....] , con l'avv. [.....]
Si dà per conosciuto l'atto di citazione introduttivo del presente giudizio cui per brevità si rinvia e che in questa sede si impugna e contesta in ogni sua parte perché privo di fondamento sia in fatto che in diritto.
Non corrisponde al vero, infatti, quanto affermato dall'attore tanto è che [.....]
Il convenuto [.....] alla luce di quanto premesso in punto di fatto contesta integralmente l'azione attrice per i seguenti motivi in:
1) [.....]
Si eccepisce altresì [.....]
Tanto esposto, il convenuto [.....] , ut supra selettivamente domiciliato, rappresentato e difeso, così conclude:
"Voglia l'Ecc.mo Tribunale di [.....] , ogni contraria istanza disattesa;
dichiarare la propria incompetenza funzionale in relazione alla competenza funzionale esclusiva del [.....] ;
respingere la domanda attrice in via gradata per difetto di legittimazione attiva dell'attore, difetto di legittimazione passiva del convenuto, totale infondatezza nel merito.
Con vittoria di spese, diritti ed onorari, IVA e Cassa".
1) atto di citazione notificato;
2) [.....] ;
3) [.....] .
Per avvisi e comunicazioni di rito inerenti al presente giudizio si indica il seguente n. di fax [.....] e/o indirizzo PEC [.....]).
Luogo [.....] Data [.....]
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Matrimonio breve, ma il marito non scappa dall’assegno
Auguri affettuosi di serene festività
AUGURI AFFETTUOSI DI SERENE FESTIVITA'
By Avv. Emiliano Mancino a dicembre 20, 2014
Ubriaco alla guida: anche con una pena minima, la patente può essere fatta a brandelli
Nel caso di guida in stato d’ebbrezza, nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche, si può arrivare alla sospensione della patente per una durata superiore al minimo edittale. Lo stabilisce la Cassazione nella sentenza 41986/14.
La Corte d’appello di Trieste condanna un imputato infliggendogli una pena di 4 mesi di reclusione, sostituita con la pena pecuniaria, e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per due anni. Secondo l’accusa, l’imputato, dopo aver tamponato un altro veicolo ed essere andato ad impattare contro un palo, si era allontanato dal luogo, nonostante la consapevolezza del coinvolgimento di altre persone nel sinistro. L’imputato ricorreva in Cassazione. Per la Suprema Corte, la durata della sospensione della patente di guida deve essere ragguagliata alla gravità del fatto ed alla pericolosità nella guida dimostrata dal condannato. In più, i giudici di legittimità ricordano che nel disporre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per guida in stato d’ebbrezza, assume carattere preminente la finalità retributiva connessa alla gravità della violazione. Perciò, i giudici di merito avevano giustamente applicato la sospensione della patente di guida per una durata superiore al minimo edittale, nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche, in quanto avevano fatto riferimento alla gravità della dinamica dell’incidente.
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Ubriaco alla guida: anche con una pena minima, la patente può essere fatta a brandelli
Mette a disposizione la casa e annota in agenda i clienti: elementi sufficienti a configurare il reato
Il reato di favoreggiamento della prostituzione si concretizza, sotto il profilo oggettivo, in qualunque attività idonea a procurare favorevoli condizioni per l’esercizio della prostituzione, mentre sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la consapevolezza di agevolare il commercio altrui del proprio corpo senza che abbia rilevanza il movente dell’azione. Lo ha affermato la Cassazione, con la sentenza 41685/14.
La Corte d’Appello confermava la colpevolezza dell’imputato per favoreggiamento continuato della prostituzione, sulla base della deposizione dei Carabinieri che avevano svolto le indagini, osservando che l’imputato aveva messo a disposizione della donna “la casa” ove essa esercitava il meretricio ed inoltre custodiva un’agenda con un elenco di nomi maschili e indicazioni sulle condizioni economiche e sullo stato civile. Avverso la predetta decisione, il difensore dell’imputato ricorreva per cassazione. Secondo la giurisprudenza di legittimità, il reato di favoreggiamento della prostituzione si concretizza, sotto il profilo oggettivo, in qualunque attività idonea a procurare favorevoli condizioni per l’esercizio della prostituzione, mentre sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la consapevolezza di agevolare il commercio altrui del proprio corpo senza che abbia rilevanza il movente dell’azione. Nel caso, la sentenza impugnata è adeguatamente motivata alla luce del su indicato principio di diritto laddove ha ricavato gli elementi del reato dalla messa a disposizione della casa per l’esercizio del meretricio (evidenziando altresì che sul citofono era apposto proprio il nome dell’imputato), dal comportamento dell’uomo e dal rinvenimento di un’agendina contenente i nominativi dei clienti, all’interno del borsello dello stesso. Per questi motivi la Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Fonte: www.dirittoegiustizia.it /La Stampa - Mette a disposizione la casa e annota in agenda i clienti: elementi sufficienti a configurare il reato
La Corte d’appello di Catania condannava un imputato per aver illecitamente detenuto, a fini di spaccio, 9,5 g di eroina. L’uomo ricorreva in Cassazione, deducendo l’illogicità della motivazione riguardo alla destinazione della droga allo spaccio.
La Cassazione (sentenza 50842/14) rileva che, in sede di appello, l’imputato aveva contestato il mancato riconoscimento dell’attenuante prevista per fatti di lieve entità. Anche se questo motivo non era stato riproposto in sede di cassazione, i giudici di legittimità ritengono che si tratti di una questione rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo e, quindi, sottoponibile al loro giudizio.
Nel caso, la Corte d’appello aveva basato la propria decisione su elementi come la modalità di occultamento della droga all’interno della bocca ed il possesso del bilancino di precisione. Si trattava di condizioni che apparivano unicamente funzionali alla dimostrazione della destinazione della droga allo spaccio. Tuttavia, la quantità in possesso del ricorrente era minima, in quanto da essa si potevano ricavare circa quattro dosi. E la Corte sottolinea che «il parametro quantitativo che è quello maggiormente significativo per individuare la lesione dell'interesse protetto non è quindi superato dalla ricorrenza di parametri sussidiari tali da determinare un non trascurabile allarme sociale e la valutazione globale in ordine alla portata dell'offensività per la collettività del fatto contestato», e quindi «è tale da far ritenere appunto la sussistenza dell'ipotesi di minore gravità». Perciò, la Cassazione rimanda la decisione alla Corte d’appello di Catania, che dovrà anche tener conto degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 32/2014 e dei successivi interventi normativi in materia di sostanze stupefacenti.
Fonte: www.dirittoegiustizia.it/La Stampa - Spaccio: per il piccolo “commerciante” non ci può essere una grande pena