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Timestamp: 2020-05-27 13:41:49+00:00
Document Index: 99221223

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 105', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3']

Modifiche ed integrazioni "Direttive per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell'art. 3, comma 1 della L.R. 31/05/2002, n. 9." — E-R BUR 430/2019
- il Codice della navigazione, approvato con Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327, ed il relativo Regolamento di esecuzione, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
- il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 ed in particolare l’art. 105, comma 2, lett. l) che conferisce alle regioni le funzioni relative al rilascio di concessioni di beni del demanio della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia;
Vista la legge regionale 31 maggio 2002, n. 9, recante "Disciplina dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale", ed in particolare:
- l’art. 1, comma 3, che prevede che l’attività della Regione Emilia-Romagna sia finalizzata allo sviluppo delle attività compatibili con la tutela e la conservazione dell’ambiente, nonché con lo sviluppo dell’attività di pesca, acquacoltura e delle attività ad esse correlate in quanto compatibili con la conservazione e l’incremento delle risorse alieutiche;
- l’art. 1, comma 4, che prescrive che l’utilizzo delle aree demaniali marittime debba garantire la conservazione e la valorizzazione dell’integrità fisica e patrimoniale del bene pubblico oggetto dell’uso e debba pertanto essere esercitato in coerenza con criteri ed interventi finalizzati al ripristino dei litorali nelle singole unità fisiografiche;
- l’art. 3, comma 1, che pone in capo alla Regione, che le esercita, sentiti i Comuni costieri e gli enti interessati, le funzioni amministrative relative al rilascio, rinnovo, modificazione e revoca delle concessioni delle aree del demanio marittimo e di zone di mare territoriale per le attività di pesca, acquacoltura e attività produttive correlate alla tutela delle risorse alieutiche;
- l’art. 2, comma 3, che prevede che la Giunta regionale approvi direttive vincolanti per l’esercizio delle funzioni amministrative ai sensi del comma 1 dell’art. 3;
- l’art. 4, comma 3, che prevede che le direttive, di cui all’art. 2, comma 3, perseguano, fra le altre finalità, anche quelle di favorire lo sviluppo delle attività correlate alla pesca, all’acquacoltura, alla tutela e all’incremento delle risorse alieutiche, nonché l’armonizzazione delle azioni dei soggetti pubblici e privati, nel mare territoriale;
Viste altresì, le deliberazioni di Giunta regionale:
- n. 2510 del 9 dicembre 2003 recante "Direttive per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell'art. 3 comma 1 della L.R. 31/05/2002 n. 9", con la quale, sulla base della disciplina prevista dal Codice della navigazione e dal suo Regolamento di esecuzione, sono state dettate le procedure per il rilascio, sul territorio regionale, di concessioni demaniali marittime per le attività di pesca, di acquacoltura e per le attività produttive ad esse correlate;
- n. 1296 del 23 luglio 2014 recante "Modifiche ed integrazioni alla deliberazione n. 2510/2003 avente ad oggetto “Direttive per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell'art. 3 comma 1 della L.R. 31/05/2002 n. 9"”, con la quale sono state adottate specifiche disposizioni in chiave interpretativa e integrativa rispetto ai contenuti della deliberazione n. 2510/2003;
- n. 132 del 4 febbraio 2013 recante “Disposizioni transitorie in materia di concessioni sul demanio marittimo e mare territoriale aventi ad oggetto l'esercizio dell'attività di pesca, acquacoltura ed attività ad esse connesse rilasciate dalla regione Emilia-Romagna”, con la quale si è provveduto a sospendere fino all’approvazione della nuova disciplina regionale le istruttorie delle istanze di rilascio di nuove concessioni o per il rinnovo di concessioni in scadenza dopo il 31 dicembre 2013, fatte salve le concessioni temporanee per la delocalizzazione di prodotto nelle Aree di Tutela Biologica, che potranno essere rilasciate dal competente Servizio regionale, attese le finalità di salvaguardia del prodotto e delle condizioni di operatività delle imprese interessate, nonché le concessioni finalizzate alla pesca sportiva e ricreativa;
- n. 682 dell’8 giugno 2015 recante “Disposizioni in materia di concessioni demaniali marittime - Divieto temporaneo di rilascio di nuove concessioni per attività di acquacoltura di tapes spp nella sacca di Goro” con la quale è stato disposto il divieto di rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per attività di acquacoltura finalizzate all’allevamento di Tapes spp in Sacca di Goro, fatte salve le procedure di delocalizzazione avviate, fino al 31/12/2017;
- n. 1184 del 6 agosto 2015, recante “Definizione delle modalità per la richiesta di trasferimento di concessioni demaniali marittime per allevamenti di tapes spp. da aree della sacca di Goro soggette a forti rischi e vincoli ambientali e sanitari in aree individuate all'interno dell'A.T.B. "Basusin" caratterizzate da una maggior idrodinamicità e minori rischi e vincoli”;
- la Legge 27 dicembre 2013, n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014”, ed in particolare l’art. 1, comma 291, che ha integrato l’art. 1, comma 18, del decreto-legge n. 194/2009 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25/2010), estendendo alle concessioni in essere, finalizzate “ad uso pesca, acquacoltura ed attività produttive ad essa connesse”, la proroga della loro scadenza fino al 31 dicembre 2020;
- il Decreto-Legge 24 giugno 2016, n. 160, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, ed in particolare l’art. 24, comma 3 septies, con il quale, all’indomani del deposito della citata sentenza della Corte di Giustizia, il Parlamento italiano, senza abrogare la norma che dispone la proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere sul demanio marittimo, è intervenuto, confermando la validità dei rapporti già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del citato decreto-legge n. 194/2009, nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione europea;
Richiamata la deliberazione n. 2149 del 20 dicembre 2017 “Disposizioni in materia di concessioni demaniali marittime - proroga del divieto temporaneo di rilascio di nuove concessioni per attività di acquacoltura di tapes spp nella Sacca di Goro, previsto dalla deliberazione n. 682/2015”, con la quale si è provveduto:
a prorogare, il divieto temporaneo di rilascio di nuove concessioni per allevamenti di tapes spp nella Sacca di Goro, nella Sacca di Goro fino al 31/12/2020, al fine di:
- realizzare uno Studio complessivo sulla Sacca che, tenendo conto degli effetti delle variazioni idrodinamiche indotte a seguito del completamento dei lavori di cui al Progetto LIFE, consenta l'elaborazione di una cartografia, suddividendo la Sacca in aree omogenee, in relazione alla loro presunta produttività e ai rischi ambientali;
- procedere ad una complessiva revisione della disciplina regionale in materia, mediante l’individuazione - nell’ambito della cornice di riferimento che lo Stato riterrà di prevedere con il preannunciato riordino della materia - di criteri, procedure e strumenti programmatori e giuridici più adeguati all’attuazione di una moderna politica di gestione e valorizzazione produttiva del settore, attraverso specifiche procedure di selezione dei concessionari;
Richiamata, altresì, la Legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, che stabilisce all’art. 1:
- comma 675, che “con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, … sono fissati i termini e le modalità per la generale revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime”;
- comma 676, le condizioni e le modalità per procedere alla suddetta revisione;
- comma 677 che in particolare alla lettera c) ed e), i criteri per una revisione organica delle norme connesse alle concessioni demaniali marittime e l’aggiornamento dei canoni demaniali posti a carico dei concessionari;
- comma 678 che “Le amministrazioni competenti per materia, così come individuate nel decreto di cui al comma 675, provvedono, entro due anni dalla data di adozione del predetto decreto, all'esecuzione delle attività di cui ai commi 676 e 677, ciascuna per gli aspetti di rispettiva titolarità;
- comma 679 che “Sulla base delle risultanze dei lavori svolti ai sensi del comma 678, è avviata una procedura di consultazione pubblica, …, che deve concludersi entro il termine massimo di centottanta giorni dalla data di conclusione dei lavori da parte delle amministrazioni di cui al comma 678”;
- comma 681, che “Al termine della consultazione di cui al comma 679, …, sono assegnate le aree concedibili ma prive di concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente legge”;
Dato atto che alla luce di quanto disposto nella sopracitata Legge n. 145/2018, il Servizio Attività faunistico-venatorie e pesca con circolare del 2/4/2019, protocollo n. PG/2019/320063, ha provveduto a dare indicazioni operative e interpretative di tali disposizioni di legge;
Rilevato che l’impianto giuridico-amministrativo regionale in tema di rilascio di concessioni del demanio marittimo con finalità di pesca e acquacoltura, di cui alla citata deliberazione n. 2510/2003, è stato definito nell’ambito del quadro normativo di riferimento, costituito, sostanzialmente, dal Codice della Navigazione e relativo Regolamento di esecuzione nonché dalla legge n. 241/1990;
Atteso che “la generale revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime” prospettato nella sopracitata Legge n. 145/2018, risulta ancora in corso di realizzazione;
Preso atto altresì, che lo Studio complessivo sulla Sacca di Goro sarà affidato a completamento dei lavori del progetto europeo “LIFE AGREE - coAstal laGoon long teRm managEmEnt” (rif. N. LIFE13 NAT/IT/000115) approvato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma LIFE+, ancora in fase di completamento;
Considerato necessario comunque procedere, in virtù delle sopravvenute modifiche legislative, ad una complessiva revisione della disciplina regionale in materia di demanio marittimo per la pesca e l’acquacoltura che, pur mantenendo l’assetto originario della disciplina attualmente vigente, ha come finalità quella di offrire un quadro procedimentale aggiornato eliminando, al contempo, incongruenze accertate in sede applicativa;
- che in data 7 novembre 2019 è stato appositamente convocato e sentito il Comitato consultivo di cui all’art. 10, comma 6, della L.R. n. 9/2002 (c.d. Tavolo Blu) a cui è stata sottoposto lo schema di direttiva;
- che al fine di far pervenire osservazioni sul suddetto schema è stato concesso ai componenti del Comitato un termine di 7 giorni;
- che nel termine indicato, sono pervenute al Servizio Attività Faunistico-Venatorie e Pesca diverse osservazioni formulate dai seguenti portatori di interesse:
- A.M.A. - Associazione Mediterranea Acquacoltori; AGCI Agrital (Associazione Generale Cooperative Italiane – Settore Agro ittico Alimentare);
- Confcooperative – Fedagripesca Emilia-Romagna;
- Legacoop Agroalimentare – associazione distrettuale nord Italia;
le quali sono state ritenute tutte accoglibili;
- che, a seguito di richiesta di incontro con il Responsabile del Servizio Attività Faunistico-Venatorie e Pesca, in data 12 novembre 2019, sono stati altresì sentiti i rappresentanti dell’O.P. “La Vongola” di Goro;
Ritenuto pertanto opportuno provvedere con il presente atto:
- ad un riordino e aggiornamento delle direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di Demanio marittimo di cui alla deliberazione n. 2510/2003, come modificata dalle successive deliberazioni soprarichiamate, in particolare relativamente agli usi del Demanio marittimo concernenti la materia della pesca marittima, maricoltura e attività connesse;
- ad approvare, conseguentemente, nella formulazione di cui all’Allegato 1, il testo delle “Nuove direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 9”, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto;
di approvare le “Nuove direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone del mare territoriale ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 9”, nella formulazione di cui all’Allegato 1, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto;
di demandare al Responsabile del Servizio regionale competente l’adozione di ogni provvedimento per assicurare il buon esito delle procedure previste dalle direttive approvate con il presente atto e l’emanazione di eventuali ulteriori atti di specificazione applicativa dei limiti massimi di superficie concedibile per ciascun addetto, periodicamente rivedibili a seguito di appositi studi scientifici relativi alla produttività delle diverse aree e a una nuova classificazione in zone produttive;
di fare salve le previsioni di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 682/2015, come prorogate dalla n. 2149/2017, che dispongono il divieto temporaneo di rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per attività di acquacoltura di tapes spp nella sacca di Goro fino al 31/12/2020;
di fare salve, altresì, le previsioni di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 1184/2015, recante “Definizione delle modalità per la richiesta di trasferimento di concessioni demaniali marittime per allevamenti di tapes spp. da aree della sacca di Goro soggette a forti rischi e vincoli ambientali e sanitari in aree individuate all'interno dell'A.T.B. "Basusin" caratterizzate da una maggior idrodinamicità e minori rischi e vincoli”, se ed in quanto compatibili con le disposizioni approvate con il presente atto;
di disporre, infine, la pubblicazione integrale della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico, dando atto che il Servizio Attività faunistico-venatorie e pesca provvederà a darne la più ampia diffusione anche attraverso il portale ER Agricoltura, caccia e pesca.