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Timestamp: 2018-05-27 05:01:11+00:00
Document Index: 85131541

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.  2', 'art. 11', 'art. 13', 'art.   5', 'art.  15', 'art. 8', 'art.  14', 'art.  16', 'art. 20', 'art. 12']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 luglio 2011, n. 171 - Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali in caso di permanente inidoneita' psicofisica, a norma dell'articolo 55-octies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (11G0212) - (GU n. 245 del 20-10-2011 | Periti.info
<MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 6 ottobre 2011
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 13 ottobre 2011>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 luglio 2011, n. 171 – Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali in caso di permanente inidoneita’ psicofisica, a norma dell’articolo 55-octies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (11G0212) – (GU n. 245 del 20-10-2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 luglio 2011, n. 171 - Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali in caso di permanente inidoneita' psicofisica, a norma dell'articolo 55-octies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (11G0212) - (GU n. 245 del 20-10-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/10/2011
Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del  rapporto  di
lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello  Stato  e
degli enti pubblici  nazionali  in  caso  di  permanente  inidoneita’
psicofisica, a norma dell’articolo 55-octies del decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165. (11G0212)
Visto l’articolo 17, comma 1, lettera b),  della  legge  23  agosto
1988,  n.  400,  recante  disciplina  dell’attivita’  di  Governo   e
modificazioni,  recante  norme  sull’ordinamento  del   lavoro   alle
dipendenze  delle  amministrazioni  pubbliche  e,   in   particolare,
l’articolo  55-octies,  inserito   dall’articolo   69   del   decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante attuazione della legge 4
marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione  della  produttivita’
del lavoro pubblico e di efficienza delle pubbliche amministrazioni;
Vista  la  legge  10  gennaio  1957,  n.  3,  recante  disposizioni
concernenti  lo  statuto  degli  impiegati  civili  dello  Stato,   e
Vista la legge 20 maggio 1970, n. 300, recante norme  sulla  tutela
della liberta’ e dignita’ dei lavoratori, della liberta’ sindacale  e
Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per  il  diritto
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29  ottobre  2001,
n. 461, recante regolamento di semplificazione dei  procedimenti  per
il riconoscimento  dell’infermita’  da  causa  di  servizio,  per  la
concessione  della  pensione  privilegiata  ordinaria   e   dell’equo
indennizzo, nonche’  per  il  funzionamento  e  la  composizione  del
Vista la legge 12 giugno 1984,  n.  222,  recante  revisione  della
disciplina della invalidita’ pensionabile;
in materia di trattamento di dati personali;
modificazioni recante codice dell’Amministrazione digitale;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante norme in
Visto  l’articolo  20  decreto-legge  1°  luglio   2009,   n.   78,
recante norme in materia di provvedimenti anti crisi, nonche’ proroga
dei   termini   e   della   partecipazione   italiana   a    missioni
personali, espresso il 19 maggio 2011;
l’innovazione, di  concerto  con  il  Ministro  del  lavoro  e  delle
1. Il presente regolamento disciplina la procedura, gli effetti  ed
il trattamento giuridico ed economico relativi all’accertamento della
permanente  inidoneita’  psicofisica  dei   dipendenti,   anche   con
qualifica dirigenziale, delle amministrazioni dello Stato,  anche  ad
ordinamento autonomo, degli enti pubblici non economici,  degli  enti
di ricerca e delle universita’,  delle  Agenzie  di  cui  al  decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ai sensi dell’articolo  55-octies
2. Per il personale di cui all’articolo 3 del  decreto  legislativo
n. 165 del 2001 rimane ferma la disciplina  prevista  dai  rispettivi
– Si riporta il testo dell’articolo 17 della  legge  23
–  La  legge  10  gennaio  1957,  n.  3   (Disposizioni
concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato),
e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 gennaio 1957,  n.
22, S.O.
– La legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme  sulla  tutela
della liberta’ e dignita’ dei  lavoratori,  della  liberta’
sindacale e dell’attivita’ sindacale nei luoghi di lavoro e
norme  sul  collocamento),  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 27 maggio 1970, n. 131.
– La legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per  il  diritto
al lavoro  dei  disabili),  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 23 marzo 1999, n. 68, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre
2001,  n.   461   (Regolamento   di   semplificazione   dei
procedimenti per il riconoscimento dell’infermita’ da causa
di servizio, per la concessione della pensione privilegiata
ordinaria  e   dell’equo   indennizzo,   nonche’   per   il
funzionamento  e  la  composizione  del  comitato  per   le
pensioni  privilegiate  ordinarie),  e’  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale 7 gennaio 2002, n. 5.
– La legge 12 giugno  1984,  n.  222  (Revisione  della
disciplina della invalidita’ pensionabile),  e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 16 giugno 1984, n. 165.
in materia di trattamento di dati personali), e’ pubblicato
Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O.;
– Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Norme in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi
di lavoro),  e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  30
– L’articolo 20 del decreto-legge 1°  luglio  2009,  n.
2009, n. 102, recante norme  in  materia  di  provvedimenti
anti  crisi,  nonche’   proroga   dei   termini   e   della
partecipazione  italiana  a  missioni  internazionali,   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio 2009, n. 150.
– Si riporta il testo degli articoli 3 e 55-octies  del
citato decreto legislativo n. 165 del 2001 (Norme  generali
amministrazioni  pubbliche),  pubblicato   nella   Gazzetta
«Art. 3 (Personale in regime di  diritto  pubblico).  –
(Art. 2, comma 4 e 5 del  decreto  legislativo  n.  29  del
1993, come sostituiti dall’art. 2 del  decreto  legislativo
n. 546 del 1993 e successivamente modificati  dall’art.  2,
comma 2 del decreto legislativo n. 80 del 1998).
1. In deroga all’articolo 2, commi  2  e  3,  rimangono
diplomatica  e  della  carriera   prefettizia   nonche’   i
dipendenti degli enti che svolgono la loro attivita’  nelle
1-bis. In deroga  all’articolo  2,  commi  2  e  3,  il
rapporto  di  impiego  del  personale,  anche  di   livello
dirigenziale, del Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco,
cui al decreto del Presidente della Repubblica  2  novembre
2000, n.  362,  e  il  personale  volontario  di  leva,  e’
1-ter. In deroga  all’articolo  2,  commi  2  e  3,  il
personale  della  carriera  dirigenziale  penitenziaria  e’
2.  Il  rapporto  di  impiego  dei  professori  e   dei
ricercatori   universitari   resta    disciplinato    dalle
disposizioni  rispettivamente  vigenti,  in  attesa   della
specifica disciplina che la regoli in modo organico  ed  in
conformita’ ai principi della  autonomia  universitaria  di
seguenti della legge 9 maggio 1989, n.  168,  e  successive
cui all’articolo 2, comma 1, della legge 23  ottobre  1992,
n. 421.».
«Art. 55-octies (Permanente inidoneita’ psicofisica). –
di cui all’articolo  2,  comma  2,  l’amministrazione  puo’
emanarsi, ai sensi dell’articolo 17, comma 1,  lettera  b),
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati,  per
il  personale  delle  amministrazioni  statali,  anche   ad
Inidoneita’ psicofisica
1. Ai  fini  del  presente  decreto,  si  intende  per  inidoneita’
psicofisica permanente assoluta o  relativa  quanto  contenuto  nelle
lettere a) o b):
a) inidoneita’ psicofisica permanente assoluta lo stato di  colui
che a causa di  infermita’  o  difetto  fisico  o  mentale  si  trovi
nell’assoluta  e  permanente  impossibilita’  di  svolgere  qualsiasi
attivita’ lavorativa;
b) inidoneita’ psicofisica permanente relativa, lo stato di colui
nell’impossibilita’ permanente allo svolgimento di alcune o di  tutte
le mansioni dell’area, categoria o qualifica di inquadramento.
Presupposti ed iniziativa per l’avvio della procedura
di verifica dell’idoneita’ al servizio
1. L’iniziativa per  l’avvio  della  procedura  per  l’accertamento
dell’inidoneita’ psicofisica permanente spetta all’Amministrazione di
appartenenza del dipendente, ovvero al dipendente interessato. Se  il
dipendente presta servizio in un’amministrazione diversa  rispetto  a
quella di appartenenza, la procedura e’ attivata dall’amministrazione
di appartenenza su segnalazione di quella presso  cui  il  dipendente
presta servizio. La segnalazione avviene nel rispetto dei principi di
pertinenza, non eccedenza e indispensabilita’ dei dati  trattati,  di
cui agli articoli 11, comma 1, lettera d), e 22, comma 3, del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia  di  protezione
2.  Il  dipendente  puo’  presentare  istanza  per  l’avvio   della
procedura all’amministrazione di appartenenza  in  qualsiasi  momento
successivo al superamento del periodo di prova.
3.   La   pubblica   amministrazione   avvia   la   procedura   per
l’accertamento  dell’inidoneita’  psicofisica  del   dipendente,   in
qualsiasi momento successivo al superamento del periodo di prova, nei
a) assenza del dipendente per malattia, superato il primo periodo
di conservazione del  posto  previsto  nei  contratti  collettivi  di
b) disturbi del comportamento gravi,  evidenti  e  ripetuti,  che
fanno fondatamente presumere  l’esistenza  dell’inidoneita’  psichica
permanente assoluta o relativa al servizio;
c) condizioni fisiche che facciano presumere l’inidoneita’ fisica
permanente assoluta o relativa al servizio.
Si riporta il testo degli articoli 11 e 22  del  citato
decreto legislativo n. 196 del 2003:
«Art. 22 (Principi applicabili al trattamento  di  dati
sensibili  e  giudiziari).  –  1.   I   soggetti   pubblici
conformano il trattamento dei dati sensibili  e  giudiziari
2. Nel fornire l’informativa di cui all’articolo  13  i
che prevede gli obblighi o i compiti in base alla quale  e’
3. I soggetti pubblici possono  trattare  solo  i  dati
sensibili  e   giudiziari   indispensabili   per   svolgere
attivita’ istituzionali che non possono  essere  adempiute,
4. I dati sensibili  e  giudiziari  sono  raccolti,  di
5. In applicazione dell’articolo 11, comma  1,  lettere
c), d) ed e), i soggetti pubblici verificano periodicamente
l’esattezza  e  l’aggiornamento  dei   dati   sensibili   e
giudiziari, nonche’ la loro  pertinenza,  completezza,  non
eccedenza  e  indispensabilita’  rispetto  alle   finalita’
perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai  dati
che l’interessato fornisce di propria iniziativa.  Al  fine
di assicurare che  i  dati  sensibili  e  giudiziari  siano
indispensabili rispetto agli obblighi  e  ai  compiti  loro
attribuiti, i soggetti pubblici valutano specificamente  il
rapporto tra i dati e gli adempimenti. I dati che, anche  a
seguito  delle  verifiche,  risultano   eccedenti   o   non
pertinenti  o  non  indispensabili   non   possono   essere
utilizzati, salvo  che  per  l’eventuale  conservazione,  a
norma di legge, dell’atto o del documento che li  contiene.
Specifica  attenzione   e’   prestata   per   la   verifica
riferiti a soggetti diversi da quelli  cui  si  riferiscono
6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in  elenchi,
registri  o  banche  di  dati,  tenuti  con  l’ausilio   di
strumenti  elettronici,  sono  trattati  con  tecniche   di
cifratura   o   mediante    l’utilizzazione    di    codici
identificativi o di altre  soluzioni  che,  considerato  il
numero  e  la  natura  dei  dati   trattati,   li   rendono
temporaneamente inintelligibili anche a chi e’  autorizzato
ad accedervi e permettono di identificare  gli  interessati
7. I dati idonei a rivelare lo stato  di  salute  e  la
vita sessuale sono conservati separatamente da  altri  dati
cui al  comma  6  anche  quando  sono  tenuti  in  elenchi,
registri o banche di  dati  senza  l’ausilio  di  strumenti
8. I dati idonei a rivelare  lo  stato  di  salute  non
9.   Rispetto   ai   dati   sensibili   e    giudiziari
indispensabili ai sensi del comma 3,  i  soggetti  pubblici
sono autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni  di
trattamento  indispensabili  per  il  perseguimento   delle
finalita’ per le quali il trattamento e’ consentito,  anche
10. I dati sensibili e giudiziari  non  possono  essere
trattati nell’ambito di  test  psico-attitudinali  volti  a
definire il profilo o la personalita’ dell’interessato.  Le
operazioni di raffronto tra dati  sensibili  e  giudiziari,
nonche’ i trattamenti di dati  sensibili  e  giudiziari  ai
sensi  dell’articolo  14,  sono  effettuati   solo   previa
11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di  cui
al comma 10, se effettuati utilizzando banche  di  dati  di
diversi titolari, nonche’ la diffusione dei dati  sensibili
e giudiziari, sono ammessi solo  se  previsti  da  espressa
12. Le disposizioni di cui al presente articolo  recano
principi  applicabili,   in   conformita’   ai   rispettivi
ordinamenti, ai trattamenti disciplinati  dalla  Presidenza
della Repubblica, dalla Camera  dei  deputati,  dal  Senato
della Repubblica e dalla Corte costituzionale.».
Organi di accertamento medico
1. L’accertamento dell’inidoneita’ psicofisica e’ effettuato  dagli
organi medici competenti in base agli articoli 6, 9 e 15 del  decreto
del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001.
2. Gli organi medici possono avvalersi per specifici  accertamenti,
analisi o esami del Servizio sanitario nazionale.
Si riporta il testo degli articoli 6, 9 e 15 del citato
decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001:
«Art. 6 (Commissione). – 1. I compiti e la composizione
della Commissione sono disciplinati dal titolo V del  Libro
I del codice dell’ordinamento militare.
2. Con decreto  del  Ministero  dell’economia  e  delle
finanze, di concerto con i Ministeri della giustizia, della
difesa, dell’interno, della salute, del lavoro e  politiche
sociali, da adottarsi entro trenta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore del presente regolamento, sono definiti i
criteri organizzativi per l’assegnazione delle domande agli
organismi di accertamento sanitario di cui  all’articolo  9
ed e’ approvato il modello di verbale  utilizzabile,  anche
per   le   trasmissioni   in   via   telematica,   con   le
specificazioni sulle  tipologie  di  accertamenti  sanitari
eseguiti e sulle modalita’ di svolgimento dei lavori.».
«Art. 9 (Ricorso  alternativo  ad  altro  organismo  di
accertamento medico). – 1. In  alternativa  all’invio  alla
Commissione di cui all’articolo  6,  l’Amministrazione,  in
relazione e compatibilmente con i carichi di  lavoro  della
Commissione  stessa,  nonche’  con  l’organizzazione  anche
territoriale della sanita’ militare,  puo’  trasmettere  la
domanda  e  la  documentazione  prodotta   dall’interessato
all’Azienda sanitaria locale,  territorialmente  competente
secondo i criteri indicati all’articolo 198, comma  1,  del
codice  dell’ordinamento   militare,   per   l’accertamento
sanitario  da  parte  della  Commissione  medica   di   cui
all’articolo 1, comma 2, della legge 15  ottobre  1990,  n.
295, ovvero alla Commissione  medica  di  verifica  di  cui
all’articolo 2-bis, comma 2,  del  decreto  legislativo  30
aprile 1997, n. 157; come modificato  dall’articolo  5  del
decreto legislativo 29  giugno  1998,  n.  278,  competente
2.  La  Commissione  medica  procede   all’accertamento
sanitario, ai sensi dell’articolo 198, comma 1, del  codice
dell’ordinamento  militare;  si  applicano,  anche  per  la
procedura seguita da tale Commissione, le  disposizioni  di
cui all’articolo 198 del codice dell’ordinamento  militare,
ed all’articolo 7.
3. Per le visite relative a militari o  appartenenti  a
corpi di polizia, anche ad ordinamento civile, disposte  ai
sensi del presente articolo, la Commissione  medica  e’  di
volta  in  volta  integrata  con  un  ufficiale  medico   o
funzionario  medico  della  forza  armata,  del   corpo   o
amministrazione di appartenenza.».
«Art. 15 (Accertamenti di inidoneita’ ed altre forme di
inabilita’).  –  1.   Ai   fini   dell’accertamento   delle
condizioni  di  idoneita’  al  servizio,  l’Amministrazione
sottopone  il  dipendente  a   visita   della   Commissione
territorialmente competente, con  invio  di  una  relazione
2. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 198
3.  In  conformita’   all’accertamento   sanitario   di
inidoneita’  assoluta  a  qualsiasi  impiego  e   mansione,
l’Amministrazione  procede,  entro  trenta   giorni   dalla
ricezione del verbale della Commissione,  alla  risoluzione
del rapporto di lavoro e all’adozione degli atti  necessari
per  la  concessione  di  trattamenti  pensionistici   alle
condizioni previste dalle vigenti disposizioni in  materia,
fatto salvo quanto previsto per il  personale  delle  Forze
armate e delle  Forze  di  polizia,  anche  ad  ordinamento
Procedura per la verifica dell’idoneita’ al servizio
1. Nell’ipotesi prevista dall’articolo 3, comma 3, lettera a),  del
presente decreto, l’amministrazione, prima di  concedere  l’eventuale
ulteriore  periodo  di  assenza  per  malattia,  dandone   preventiva
comunicazione   all’interessato,   procede   all’accertamento   delle
condizioni di salute dello stesso, per il tramite dell’organo  medico
competente, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di
permanente  inidoneita’  psicofisica  assoluta  o   relativa.   Ferma
restando la possibilita’ di risoluzione del  rapporto  di  lavoro  in
caso di superamento del periodo di comporto  previsto  dai  contratti
collettivi  di  riferimento,  l’amministrazione  procede   ai   sensi
dell’articolo  8  se  in  seguito  all’accertamento   medico   emerge
un’inidoneita’ permanente psicofisica assoluta.
2. Nei casi di cui all’articolo  3,  comma  3,  lettera  b)  e  c),
l’amministrazione puo’ chiedere che il dipendente  sia  sottoposto  a
visita da parte dell’organo medico competente, al fine di  verificare
l’eventuale inidoneita’ relativa  o  assoluta,  dandone  immediata  e
contestuale comunicazione al dipendente interessato.
3. Se dall’accertamento medico  risulta  l’inidoneita’  psicofisica
assoluta  o  relativa  alla  mansione  l’amministrazione   adotta   i
provvedimenti di cui all’articolo 7.
4.  Nel  caso  di  accertata   inidoneita’   permanente   assoluta,
l’amministrazione procede ai sensi dell’articolo 8.
5. Le comunicazioni tra uffici previste  dal  presente  regolamento
sono effettuate ordinariamente per via telematica, in  conformita’  a
quanto previsto nel decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e
successive   modificazioni,   recante   Codice   dell’Amministrazione
digitale e nel rispetto della disciplina normativa di cui al  decreto
legislativo n. 196 del  2003,  in  materia  di  trattamento  di  dati
personali.  Il  dipendente  puo’  chiedere  in  qualunque  stato  del
procedimento che gli atti gli vengano comunicati in  via  telematica,
dando  preventiva  comunicazione  dei  dati  necessari.  In  caso  di
trasmissione  di  documenti  in  forma  cartacea,  la  documentazione
concernente dati relativi alle condizioni di salute  dell’interessato
e’ inserita in plico chiuso, da allegarsi alla nota di trasmissione.
6. Rimane salva la vigente disciplina in materia di ricorsi in sede
amministrativa e giurisdizionale.
– Per i riferimenti al citato decreto legislativo n. 82
del 2005, si veda nelle note alle premesse.
1. L’amministrazione puo’ disporre  la  sospensione  cautelare  dal
servizio del dipendente nelle seguenti ipotesi:
a)   in   presenza   di   evidenti   comportamenti   che    fanno
ragionevolmente  presumere  l’esistenza  dell’inidoneita’   psichica,
quando  gli  stessi  generano  pericolo  per  la  sicurezza   o   per
l’incolumita’ del dipendente interessato, degli  altri  dipendenti  o
dell’utenza, prima che sia sottoposto alla visita di idoneita’;
b) in presenza  di  condizioni  fisiche  che  facciano  presumere
l’inidoneita’ fisica permanente  assoluta  o  relativa  al  servizio,
quando  le  stesse  generano  pericolo  per  la   sicurezza   o   per
c) in caso di mancata presentazione del dipendente alla visita di
idoneita’, in assenza di giustificato motivo.
2. Nell’ipotesi di cui alle lettere a) e b) l’amministrazione  puo’
disporre la sospensione cautelare del dipendente sino alla data della
visita  e  avvia  senza  indugio  la  procedura  per   l’accertamento
dell’inidoneita’ psicofisica del dipendente.
3. Nell’ipotesi di cui  alla  lettera  c),  l’amministrazione  puo’
disporre  la  sospensione  cautelare  e   provvede   per   un   nuovo
accertamento. In caso di rifiuto ingiustificato  di  sottoporsi  alla
visita reiterato per due volte, a seguito  del  procedimento  di  cui
all’articolo  55-bis  del  decreto  legislativo  n.  165  del   2001,
l’amministrazione puo’ risolvere il rapporto di lavoro con preavviso.
4. Salvo situazioni  di  urgenza  da  motivare  esplicitamente,  la
sospensione e’ preceduta da comunicazione all’interessato, che, entro
i successivi  5  giorni  puo’  presentare  memorie  e  documenti  che
l’amministrazione  ha  l’obbligo  di  valutare.  La  sospensione   e’
disposta con atto motivato e comunicata all’interessato.
5.  L’efficacia  della  sospensione   cessa   immediatamente   ove,
all’esito  dell’accertamento  medico,  non  sia  riscontrata   alcuna
inidoneita’  psicofisica  in  grado  di   costituire   pericolo   per
6. In ogni caso la sospensione cautelare dal servizio ha una durata
massima complessiva di  180  giorni,  salvo  rinnovo  o  proroga,  in
presenza di giustificati motivi.
7. Al dipendente sospeso in via cautelare dal servizio ai sensi del
comma 1, lettere a)  e  b),  e’  corrisposta  un’indennita’  pari  al
trattamento retributivo spettante in caso di assenza per malattia  in
base alla legge e ai contratti collettivi. Al dipendente  sospeso  in
via cautelare dal servizio ai sensi  del  comma  1,  lettera  c),  e’
corrisposta un’indennita’ pari al trattamento previsto  dai  CCNL  in
caso di sospensione cautelare in corso  di  procedimento  penale.  Il
periodo di sospensione  e’  valutabile  ai  fini  dell’anzianita’  di
servizio. Nel caso in cui l’accertamento medico si  concluda  con  un
giudizio  di  piena  idoneita’,   l’amministrazione   provvede   alla
corresponsione delle somme decurtate ai sensi del primo  periodo  del
presente comma, al ricorrere dell’ipotesi di cui al comma 1,  lettere
– Si riporta il testo dell’articol0 55-bis  del  citato
«Art.  55-bis  (Forme  e   termini   del   procedimento
dell’articolo  55-ter.  Il  termine  per  la  contestazione
1. Nel caso di inidoneita’  permanente  relativa  allo  svolgimento
delle  mansioni  del  profilo  professionale  di   appartenenza   del
dipendente, l’amministrazione pone in atto ogni tentativo di recupero
al servizio  nelle  strutture  organizzative  di  settore,  anche  in
mansioni equivalenti o di altro profilo professionale  riferito  alla
posizione di inquadramento, valutando l’adeguatezza dell’assegnazione
in  riferimento  all’esito  dell’accertamento  medico  e  ai   titoli
posseduti   ed   assicurando    eventualmente    un    percorso    di
2. Nel caso di inidoneita’ a svolgere mansioni proprie del  profilo
di  inquadramento  o  mansioni  equivalenti,  l’amministrazione  puo’
adibire  il  lavoratore  a  mansioni   proprie   di   altro   profilo
appartenente a diversa area professionale o eventualmente a  mansioni
inferiori, se giustificate e coerenti con  l’esito  dell’accertamento
medico e  con  i  titoli  posseduti,  con  conseguente  inquadramento
nell’area contrattuale di riferimento ed assicurando eventualmente un
3.  Se  non  sono  disponibili  nella  dotazione   organica   posti
corrispondenti ad un profilo di  professionalita’  adeguata  in  base
alle risultanze dell’accertamento medico,  l’amministrazione  colloca
il  dipendente  in  soprannumero,  rendendo  indisponibili,  sino   a
successivo riassorbimento, un numero di posti equivalente  dal  punto
4. Se il dipendente e’ adibito a mansioni inferiori, il medesimo ha
diritto  alla  conservazione  del  trattamento  economico   fisso   e
continuativo corrispondente all’area  ed  alla  fascia  economica  di
provenienza mediante la corresponsione  di  un  assegno  ad  personam
5. Se l’inidoneita’ psicofisica  relativa  riguarda  personale  con
incarico  di   funzione   dirigenziale,   l’amministrazione,   previo
contradditorio con l’interessato, revoca l’incarico in essere  e,  in
base alle risultanze dell’accertamento dell’organo medico competente,
a) conferire un incarico dirigenziale,  tra  quelli  disponibili,
diverso  e  compatibile   con   l’esito   dell’accertamento   medico,
assicurando eventualmente un adeguato percorso di formazione;  a  tal
fine l’amministrazione  programma  il  conferimento  degli  incarichi
dirigenziali, tenendo anche conto  delle  procedure  di  verifica  di
idoneita’ in corso;
b)  nel  caso  di   indisponibilita’   di   posti   di   funzione
dirigenziale, il dirigente con  inidoneita’  permanente  relativa  e’
collocato a disposizione dei ruoli di cui all’articolo 23 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,  senza
6. Nel caso di conferimento  a  dirigente  di  incarico  di  valore
continuativo corrispondente all’incarico  di  provenienza  sino  alla
prevista  scadenza  mediante  la  corresponsione  di  un  assegno  ad
personam riassorbibile con ogni successivo miglioramento economico.
7. Se l’inidoneita’ psicofisica relativa riguarda un dipendente con
incarico dirigenziale ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto
legislativo n. 165 del 2001 e l’inidoneita’ risulta incompatibile con
lo  svolgimento  dell’incarico  stesso,   l’Amministrazione,   previa
revoca,  dispone  la  restituzione  al   profilo   professionale   di
inquadramento,  ovvero  il  rientro  presso  le  amministrazioni   di
appartenenza nella posizione lavorativa precedentemente ricoperta.
8. In ogni caso, se il congelamento dei posti di cui al comma 3 non
e’ possibile a  causa  di  carenza  di  disponibilita’  in  organico,
l’amministrazione avvia una procedura di consultazione di  mobilita’,
anche temporanea, presso le amministrazioni aventi  sede  nell’ambito
territoriale  della  provincia  ai  fini  della  ricollocazione   del
dipendente interessato. All’esito della procedura  di  consultazione,
da  concludersi  entro  90  giorni  dall’avvio,   se   non   emergono
disponibilita’, si applica l’articolo 33 del decreto  legislativo  n.
9. Resta salva per il personale docente del comparto scuola e delle
istituzioni di alta cultura la normativa di cui all’articolo 3, comma
127, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
10.  Per  la  determinazione  dei  criteri  di  ricollocazione  del
dipendente ai sensi dei  commi  2  e  5  l’amministrazione  segue  la
procedura di informazione sindacale.
– Si riportano gli articoli 19,  23  e  33  del  citato
«Art. 19 (Incarichi di funzioni dirigenziali). –  (Art.
19 del decreto legislativo n. 29 del 1993, come  sostituito
prima dall’art. 11 del decreto legislativo n. 546 del  1993
e poi dall’art. 13 del decreto legislativo n. 80 del 1998 e
successivamente  modificato   dall’art.   5   del   decreto
legislativo n. 387 del 1998).
1. Ai fini del  conferimento  di  ciascun  incarico  di
funzione dirigenziale si tiene  conto,  in  relazione  alla
natura e alle caratteristiche degli obiettivi prefissati ed
alla  complessita’  della  struttura   interessata,   delle
attitudini e  delle  capacita’  professionali  del  singolo
dirigente,   dei   risultati   conseguiti   in   precedenza
nell’amministrazione  di  appartenenza  e  della   relativa
valutazione,  delle  specifiche  competenze   organizzative
possedute,   nonche’   delle   esperienze   di    direzione
eventualmente  maturate  all’estero,  presso   il   settore
privato o presso altre amministrazioni  pubbliche,  purche’
attinenti al conferimento  dell’incarico.  Al  conferimento
degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non  si
applica l’articolo 2103 del codice civile.
all’articolo 21, comma 1, secondo periodo.
dall’articolo  24.  E’  sempre   ammessa   la   risoluzione
consensuale del rapporto. In caso di primo conferimento  ad
un dirigente della seconda fascia di  incarichi  di  uffici
dirigenziali generali o di funzioni equiparate,  la  durata
dell’incarico e’ pari a tre anni. Resta  fermo  che  per  i
dipendenti  statali  titolari  di  incarichi  di   funzioni
dirigenziali  ai  sensi  del  presente  articolo,  ai  fini
dell’applicazione dell’articolo 43, comma  1,  del  decreto
del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n.  1092,
e   successive   modificazioni,   l’ultimo   stipendio   va
individuato nell’ultima retribuzione percepita in relazione
della prima fascia dei ruoli di cui all’articolo 23 o,  con
delle condizioni di pari opportunita’ di  cui  all’articolo
suo ufficio ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera c).
all’articolo 23 e del 5 per cento della dotazione  organica
di  quelli  appartenenti  alla  seconda  fascia,  anche   a
dirigenti non appartenenti ai  ruoli  di  cui  al  medesimo
articolo 23, purche’ dipendenti  delle  amministrazioni  di
cui   all’articolo   1,   comma   2,   ovvero   di   organi
costituzionali, previo collocamento fuori ruolo, comando  o
analogo provvedimento secondo i rispettivi ordinamenti.
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2.
12. Per il personale di cui all’articolo 3, comma 1, il
cui all’articolo 2 della legge 10 agosto 2000, n. 246.
«Art. 23 (Ruolo dei dirigenti). – (Art. 23 del  decreto
legislativo n. 29 del 1993, come  sostituito  dall’art.  15
del decreto legislativo n. 80 del  1998  e  successivamente
modificato dall’art. 8 del decreto legislativo n.  387  del
1.  In  ogni  amministrazione  dello  Stato,  anche  ad
ordinamento autonomo, e’ istituito il ruolo dei  dirigenti,
che si articola nella prima e nella seconda fascia, nel cui
ambito sono definite apposite sezioni in modo da  garantire
la  eventuale  specificita’  tecnica.  I  dirigenti   della
seconda fascia sono reclutati attraverso  i  meccanismi  di
accesso di cui all’articolo 28. I dirigenti  della  seconda
fascia transitano nella  prima  qualora  abbiano  ricoperto
incarichi di direzione di uffici  dirigenziali  generali  o
equivalenti, in base  ai  particolari  ordinamenti  di  cui
all’articolo 19, comma 11, per un  periodo  pari  almeno  a
dall’articolo  21  per  le   ipotesi   di   responsabilita’
2. E’ assicurata la mobilita’ dei dirigenti, nei limiti
dei posti disponibili, in base all’articolo 30 del presente
decreto.  I  contratti  o  accordi   collettivi   nazionali
disciplinano, secondo il  criterio  della  continuita’  dei
rapporti e privilegiando la libera  scelta  del  dirigente,
gli effetti connessi ai trasferimenti e alla  mobilita’  in
generale   in   ordine   al   mantenimento   del   rapporto
assicurativo con l’ente di previdenza,  al  trattamento  di
fine rapporto e allo stato giuridico legato  all’anzianita’
di servizio e al  fondo  di  previdenza  complementare.  La
funzione  pubblica  cura   una   banca   dati   informatica
contenente i dati relativi ai ruoli  delle  amministrazioni
«Art.  33   (Eccedenze   di   personale   e   mobilita’
collettiva). – (Art. 35 del decreto legislativo n.  29  del
1993,  come  sostituito  prima  dall’art.  14  del  decreto
legislativo n. 470 del 1993  e  dall’art.  16  del  decreto
legislativo n. 546 del 1993 e poi dall’art. 20 del  decreto
dall’art. 12 del decreto legislativo n. 387 del 1998).
1. Le pubbliche amministrazioni che rilevino  eccedenze
di personale sono tenute ad  informare  preventivamente  le
organizzazioni sindacali di cui al comma 3 e  ad  osservare
le procedure previste dal presente articolo. Si  applicano,
salvo   quanto   previsto   dal   presente   articolo,   le
disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991, n.  223,  ed
in particolare l’articolo 4, comma 11 e l’articolo 5, commi
1 e 2, e successive modificazioni ed integrazioni.
1-bis. La mancata individuazione da parte del dirigente
responsabile delle eccedenze delle unita’ di personale,  ai
sensi  del  comma  1,   e’   valutabile   ai   fini   della
responsabilita’ per danno erariale.
2.  Il  presente  articolo  trova  applicazione  quando
l’eccedenza rilevata riguardi almeno dieci  dipendenti.  Il
numero di dieci unita’ si intende raggiunto anche  in  caso
di dichiarazione di  eccedenza  distinte  nell’arco  di  un
anno. In caso di eccedenze per un  numero  inferiore  a  10
unita’  agli  interessati  si  applicano  le   disposizioni
3. La comunicazione preventiva di cui  all’articolo  4,
comma 2, della legge 23 luglio 1991, n.  223,  viene  fatta
alle  rappresentanze  unitarie   del   personale   e   alle
organizzazioni   sindacali   firmatarie    del    contratto
collettivo nazionale del comparto o area. La  comunicazione
deve contenere l’indicazione dei motivi che determinano  la
situazione di eccedenza; dei motivi tecnici e organizzativi
per i quali si ritiene di non poter adottare misure  idonee
a  riassorbire  le  eccedenze  all’interno  della  medesima
amministrazione;  del  numero,  della  collocazione,  delle
qualifiche del personale eccedente, nonche’  del  personale
abitualmente  impiegato,  delle  eventuali   proposte   per
risolvere la situazione di eccedenza e dei  relativi  tempi
di  attuazione,  delle  eventuali  misure  programmate  per
fronteggiare   le    conseguenze    sul    piano    sociale
dell’attuazione delle proposte medesime.
4.   Entro   dieci   giorni   dal   ricevimento   della
comunicazione  di  cui  al  comma  1,  a  richiesta   delle
organizzazioni sindacali di cui  al  comma  3,  si  procede
all’esame delle cause che hanno contribuito  a  determinare
l’eccedenza del personale e delle possibilita’  di  diversa
utilizzazione del personale eccedente, o di una sua  parte.
L’esame  e’  diretto  a  verificare  le   possibilita’   di
pervenire ad  un  accordo  sulla  ricollocazione  totale  o
parziale del personale eccedente o nell’ambito della stessa
amministrazione,  anche  mediante  il   ricorso   a   forme
solidarieta’, ovvero presso altre amministrazioni  comprese
nell’  ambito  della  Provincia   o   in   quello   diverso
determinato  ai  sensi  del  comma  6.  Le   organizzazioni
sindacali  che  partecipano  all’esame  hanno  diritto   di
ricevere,    in    relazione    a     quanto     comunicato
dall’amministrazione,  le  informazioni  necessarie  ad  un
utile confronto.
5. La  procedura  si  conclude  decorsi  quarantacinque
giorni dalla data del ricevimento  della  comunicazione  di
cui al comma 3, o con l’accordo o con apposito verbale  nel
quale sono riportate le diverse posizioni delle  parti.  In
caso di disaccordo,  le  organizzazioni  sindacali  possono
richiedere   che   il   confronto    prosegua,    per    le
funzione  pubblica  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
ministri,   con   l’assistenza    dell’Agenzia    per    la
rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni  –
ARAN, e  per  le  altre  amministrazioni,  ai  sensi  degli
469,  e  successive  modificazioni  ed   integrazioni.   La
procedura si conclude in ogni caso  entro  sessanta  giorni
6. I contratti collettivi nazionali  possono  stabilire
criteri generali e procedure per consentire,  tenuto  conto
delle  caratteristiche  del  comparto,  la  gestione  delle
eccedenze di personale attraverso il passaggio  diretto  ad
altre amministrazioni  nell’ambito  della  provincia  o  in
quello  diverso  che,  in  relazione   alla   distribuzione
territoriale delle amministrazioni o  alla  situazione  del
mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti  collettivi
nazionali. Si applicano le disposizioni dell’articolo 30.
7. Conclusa la procedura di cui ai  commi  3,  4  e  5,
l’amministrazione colloca in  disponibilita’  il  personale
che non sia possibile  impiegare  diversamente  nell’ambito
della medesima  amministrazione  e  che  non  possa  essere
ricollocato presso altre amministrazioni,  ovvero  che  non
secondo  gli  accordi  intervenuti  ai  sensi   dei   commi
8. Dalla data di collocamento in disponibilita’ restano
sospese tutte  le  obbligazioni  inerenti  al  rapporto  di
lavoro e il lavoratore ha diritto ad  un’  indennita’  pari
all’80  per  cento  dello   stipendio   e   dell’indennita’
integrativa speciale, con  esclusione  di  qualsiasi  altro
emolumento retributivo comunque denominato, per  la  durata
massima  di  ventiquattro  mesi.  I  periodi  di  godimento
dell’indennita’   sono   riconosciuti   ai    fini    della
determinazione dei requisiti di  accesso  alla  pensione  e
della misura della  stessa.  E’  riconosciuto  altresi’  il
diritto  all’assegno  per  il  nucleo  familiare   di   cui
all’articolo 2 del decreto-legge  13  marzo  1988,  n.  69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio  1988,
n. 153, e successive modificazioni ed integrazioni.».
– Si riporta l’articolo 3, comma 127,  della  legge  24
finanziaria 2008), pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  28
dicembre 2007, n. 300, S.O.:
«127. Per  le  medesime  finalita’  e  con  i  medesimi
strumenti di cui al comma  124,  puo’  essere  disposta  la
mobilita’,  anche   temporanea,   del   personale   docente
dichiarato   permanentemente   inidoneo   ai   compiti   di
insegnamento. A tali fini detto personale e’ iscritto in un
ruolo speciale ad esaurimento. Nelle more della definizione
del  contratto   collettivo   nazionale   quadro   per   la
equiparazione dei profili professionali,  con  decreto  del
Ministro della pubblica  istruzione,  di  concerto  con  il
Ministro dell’economia e delle finanze, sono  definiti,  in
via provvisoria, i criteri di  raccordo  ed  armonizzazione
con la disciplina contrattuale ai  fini  dell’inquadramento
in profili professionali amministrativi,  nonche’,  con  le
modalita’ di  cui  al  comma  125,  gli  appositi  percorsi
formativi finalizzati alla riconversione professionale  del
personale interessato. Con gli strumenti di  cui  al  comma
124  vengono   disciplinati   gli   aspetti   relativi   al
trattamento   giuridico   ed   economico   del    personale
interessato, nonche’ i profili finanziari,  senza  maggiori
Risoluzione per inidoneita’ permanente
1.  Nel  caso  di  accertata  permanente  inidoneita’   psicofisica
assoluta al servizio del dipendente di cui all’articolo  1  comma  1,
l’amministrazione  previa  comunicazione  all’interessato  entro   30
giorni dal ricevimento del verbale di accertamento medico, risolve il
rapporto di lavoro e corrisponde, se dovuta l’ indennita’ sostitutiva
del preavviso.
1. Le disposizioni  oggetto  del  presente  decreto  di  attuazione
dell’articolo 55-octies, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, si applicano in via automatica, ai sensi dell’articolo 2,  comma
3-bis, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.
2. Resta ferma la disciplina  vigente  in  materia  di  trattamenti
pensionistici per inabilita’, ivi compresa quella recata dalla  legge
8 agosto 1995, n. 335 e dal decreto del Presidente  della  Repubblica
29 dicembre 1973, n. 1092.
3. Rimane salvo quanto previsto dal decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 461 del 2001 e successive  modificazioni,  nonche’  dal
decreto del Presidente della  Repubblica  n.  1124  del  1965  e  del
decreto legislativo n. 38  del  2000  in  materia  di  infortuni  sul
lavoro.  Rimane  fermo,  altresi’,  quanto   disposto   dal   decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di  tutela  e  sicurezza
4. Resta salva la disciplina di maggior favore per le situazioni in
cui sia accertato  lo  stato  di  tossicodipendenza  e  di  alcolismo
cronico,  nonche’  di  gravi  patologie  in   stato   terminale   del
5. Resta salva la disciplina di maggior favore della  legge  n.  68
del 1999 per i  lavoratori  che,  non  essendo  disabili  al  momento
dell’assunzione,  abbiano  acquisito  per  infortunio  sul  lavoro  o
malattia professionale eventuali disabilita’.
– Per  il  testo  dell’articolo  55-octies  del  citato
decreto legislativo n. 165 del 2001,  si  veda  nelle  note
– La legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma  del  sistema
pensionistico obbligatorio e complementare), e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 16 agosto 1995, n. 190, S.O.
dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico  delle
norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e
militari  dello  Stato),  e’  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 9 maggio 1974, n. 120, S.O.
– Il  decreto  legislativo  23  febbraio  2000,  n.  38
(Disposizioni  in  materia  di  assicurazione  contro   gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali,  a  norma
dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio  1999,  n.
144), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° marzo 2000,
(Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto  2007,  n.
123, in materia di tutela della salute  e  della  sicurezza
nei  luoghi  di  lavoro),  e’  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101, S.O.
– Per i riferimenti alla citata legge n. 68  del  1999,
Dato a Roma, addi’ 27 luglio 2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 luglio 2011, n. 171 – Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali in caso di permanente inidoneita’ psicofisica, a norma dell’articolo 55-octies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (11G0212) – (GU n. 245 del 20-10-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:38:33+00:00