Source: http://www.icstommaso.it/2013/11/01/codice-di-comportamento-dei-dipendenti-delle-pubbliche-amministrazioni/
Timestamp: 2018-02-23 10:31:26+00:00
Document Index: 26191584

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 69', 'art. 55', 'art. 55', 'art 494']

Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni | I.C. S. Tommaso - F. Tedesco
1 novembre 2013 Area docenti Commenti (0)
Legge “Brunetta” – Sanzioni disciplinari – Attuazione art. 7 legge 15/2009
Si ritiene opportuno richiamare l’attenzione sui contenuti della normativa di cui all’oggetto, che per molti versi è di diretta applicazione alle procedure curate dalle istituzioni scolastiche.
A tal fine si allegano i link alle predette normative:
Click—> Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni
Click—> Legge “Brunetta” – Sanzioni disciplinari – Attuazione art. 7 legge 15/2009
Ciò premesso, si forniscono alcune indicazioni di natura tecnico-organizzativa necessarie a definire in modo uniforme sul territorio regionale le procedure che ricadono sotto le innovazioni disposte dalle citate norme.
Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 15 novembre 2009, ovvero dopo il 15° giorno dalla pubblicazione del D.Lgs. sulla Gazzetta Ufficiale. La parte delle norme che necessitano di un riferimento immediato sono quelle recate dall’art. 69 del D. Lgs. 150/09 che consistono nella riscrittura dell’art. 55 e seguenti del D.Lgs. n. 165/2001, che regolava prima la materia disciplinare del personale delle PP.AA.
– competenza del dirigente scolastico: per sanzioni che vanno dal rimprovero verbale alla sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 10 giorni.
– competenza dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari“, che, come prevede la norma, ciascuna Amministrazione dovrà individuare, per i casi di maggiore gravità. Per i rispettivi ambiti territoriali di Perugia e di Terni, lo scrivente ha confermato ai dirigenti degli attuali USP di esercitare tutte le funzioni procedurali previste per la parte delle sanzioni che devono essere curate “dall’ufficio competente per i procedimenti disciplinari”.
Circa le “fasi” del procedimento disciplinare (cfr i primi due commi del nuovo art. 55bis del D.Lgs. n. 165/2001) si riassumono in modo sintetico, limitatamente alle infrazioni punibili dal dirigente scolastico, le principali innovazioni:
dal momento della “notizia” del comportamento punibile, il dirigente scolastico, entro il termine tassativo di 20 giorni, contesta per iscritto l’addebito al dipendente e lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, con un preavviso di almeno 10 giorni; nel contraddittorio il dipendente può farsi assistere da un legale o da un sindacalista;
· entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende presentarsi, può inviare una memoria scritta, oppure, in caso di grave ed oggettivo impedimento, formulare motivata istanza di rinvio del termine;
· il procedimento deve concludersi entro 60 giorni dalla contestazione dell’addebito, con l’archiviazione o con l’irrogazione della sanzione; – se il rinvio chiesto dal dipendente, qualora accordato sussistendone i motivi, è superiore a 10 giorni, il termine per la conclusione del procedimento è prolungato in misura corrispondente; il differimento del termine può essere disposto per una sola volta nel corso del procedimento;
· la violazione dei termini stabiliti comporta, la decadenza dall’azione disciplinare, con responsabilità disciplinare del dirigente se questi abbia commesso omissioni o ritardi; per il dipendente, comporta la decadenza dall’esercizio del diritto di difesa;
· per sanzioni superiori a quelle irrogabili dal dirigente scolastico provvede l’USP dell’ambito territoriale di riferimento, mediante le identiche procedure.
Per il personale docente, grazie al rinvio ( ancora operativo per tale parte normativa) della legge al contratto in essere, (le cui disposizioni possono considerarsi sopravvissute) si considerano ancora vigenti gli artt. da 492 a 501 del D.Lgs 297/94. Tali articoli non prevedono la differenza ” fino a 10 giorni e superiori a 10 giorni, (come per il personale ATA) perché l’art 494 prevede genericamente la ” sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio fino ad un mese”. In questo caso si consigliano le SS.LL. di predeterminare la tipologia della sanzione (se superiore o inferiore a 10 gg – in relazione alla gravità del comportamento) e trattare di conseguenza il procedimento, direttamente o rimetterlo al competente USP.
Le nuove norme si applicano sicuramente a tutti i procedimenti disciplinari avviati a partire dall’entrata in vigore del Decreto, cioè dal 15 novembre 2009. Poiché il D. Lgs. 150/09 non dispone nulla per quanto attiene ai procedimenti avviati prima di quella data, si ritiene che essi possano concludersi nelle forme e nei termini precedentemente vigenti
Infine la sanzione disciplinare eventualmente comminata, può essere impugnata con il ricorso al Giudice Ordinario, previo esperimento del tentativo di conciliazione, nonché con le altre modalità. A tale riguardo si sottolinea che la novellata disciplina prevede che ” La contrattazione collettiva non può istituire procedure di impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Resta salva la facoltà di disciplinare mediante i contratti collettivi procedure di conciliazione non obbligatoria,fuori dei casi per i quali è prevista la sanzione disciplinare del licenziamento, da instaurarsi e concludersi entro un termine non superiore a trenta giorni dalla contestazione dell’addebito e comunque prima dell’irrogazione della sanzione.
I termini del procedimento disciplinare restano sospesi dalla data di apertura della procedura conciliativa e riprendono a decorrere nel caso di conclusione con esito negativo. Il contratto collettivo definisce gli atti della procedura conciliativa che ne determinano l’inizio e la conclusione.”
docenti, legge brunetta, sanzioni disciplinari
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