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Timestamp: 2020-02-29 04:00:00+00:00
Document Index: 69735949

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 36', 'art. 41', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 58', 'art. 34', 'art. 31', 'art. 31']

Il provvedimento autorizzativo demaniale da parte dell'autorità competente costituisce un necessario antecedente ai fini della legittimità dell'opera edilizia eretta sul confine con un'area demaniale marittima.
Il demanio marittimo ha una conformazione variabile nel tempo in considerazione della mutevole azione del mare sulle coste, quindi le aree demaniali marittime, per intrinseca natura, possono risultare di incerta perimetrazione, in quanto possono intervenire, con un certo margine di probabilità, modificazioni del territorio costiero che rendano non più affidabili le mappe redatte dagli uffici catastali; pertanto l'oggettiva incertezza, in ordine all'esatto tracciato della linea di confine, rende illegittimo un procedimento istruttorio reso senza la partecipazione al procedimento stesso del privato, in quanto in contrasto con le prescrizioni di cui all'art. 32 cod. nav.
Il demanio marittimo, cui appartengono quali beni naturali il lido del mare e la spiaggia, ha, a causa della continua azione delle correnti marine sulle coste, una conformazione mutevole. Proprio a causa di tale naturale mutevolezza il codice della navigazione all'art. 32 prevede in capo alla autorità marittima un potere di accertamento della esatta delimitazione delle aree demaniali da esercitarsi, anche d'ufficio, in contraddittorio con i privati proprietari. Pertanto, in presenza di elementi concreti d'incertezza del confine tra l'area demaniale e la proprietà privata è onere dell'Amministrazione, prima di adottare l'ingiunzione di sgombero, procedere alla delimitazione del confine demaniale ai sensi dell'art. 32 cod. nav., essendo sufficiente l'indicazione catastale solo in assenza di detti elementi.
I piani dell’arenile data la natura di piani urbanistici possono introdurre limitazioni agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
I piani dell'arenile, attesa la loro natura di piani urbanistici di particolare rilievo ambientale, ben possono introdurre limitazioni agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, a tutela dell'esigenza di ordinato assetto del territorio e di protezione dell'ambiente.
Nei casi in cui sussista una obiettiva incertezza del confine demaniale la P.A., prima di procedere all'intimazione di sgombero, è tenuta a delimitare formalmente il confine demaniale con lo specifico procedimento previsto dall'art. 32 cod. nav. secondo il quale il capo del compartimento, quando sia necessario e comunque ritenga opportuno promuovere la delimitazione di determinate zone del demanio marittimo, invita, nei modi stabiliti dal regolamento, le Pubbliche amministrazioni e i privati che possono avervi interesse a presentare le loro deduzioni e ad assistere alle relative operazioni.
Nel demanio marittimo è incluso, oltre il lido del mare (porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare da cui resta normalmente coperta per le ordinarie mareggiate) e la spiaggia (che comprende quei tratti di terra prossimi al mare, che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie), anche l'arenile, ovvero quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via soltanto potenziale e non attuale.
Non occorre una specifica motivazione per il provvedimento dell'amministrazione che intenda restituire il demanio marittimo alla collettività
L'art. 36 Cod. nav. pone, quale principio generale, la preminenza dell'uso pubblico del demanio marittimo rispetto a quello privato, che ha natura eccezionale in relazione all'intrinseca demanialità del bene: ne deriva che, in quanto eccezione rispetto alla regola generale (della diretta fruizione pubblica inerente alla stessa definizione del demanio marittimo), di ciò si deve tener conto nel valutare la motivazione del provvedimento dell'amministrazione che intenda restituire all'uso pubblico il bene stesso, nel senso che non occorre una specifica motivazione ove si voglia restituire l'area pubblica alla collettività.
L'uso pubblico costituisce la normalità della fruizione del bene demaniale marittimo, discendente direttamente dall'art. 41 della Costituzione, del quale l'art. 36 del codice della navigazione costituisce applicazione. Tale norma pone, quale principio generale, la preminenza dell'uso pubblico rispetto a quello privato, che ha natura eccezionale in relazione all'intrinseca demanialità del bene: ne deriva che, in quanto eccezione rispetto alla regola generale (della diretta fruizione pubblica inerente alla stessa definizione del demanio marittimo), di ciò si deve tener conto nel valutare la motivazione del provvedimento dell'amministrazione che intenda restituire all'uso pubblico il bene stesso.
Il provvedimento conclusivo del procedimento dichiarativo dell'estensione del demanio marittimo previsto dall'art. 32 c. nav. e dall'art. 58 reg, nav. mar., costituisce indispensabile presupposto per il legittimo esercizio del potere di autotutela del demanio stesso e dell'individuazione della connessa fascia di rispetto, tutte le volte che sussista incertezza relativamente ai confini dell'area demaniale interessata; è illegittima, pertanto, l'ingiunzione di sgombero adottata in una situazione di incertezza di confini.
La norma regionale che introduce nel procedimento di consegna ex art. 34 cod. nav. un parere preventivo della Regione invade l'ambito riservato al legislatore statale nella definizione degli aspetti dominicali del regime dei beni del demanio marittimo.
Il procedimento di delimitazione ex art. 31 cod. nav. non ha lo scopo di accertare il carattere demaniale di un'area rivendicata da un privato
L'art. 31 cod. nav. ha lo scopo di delimitare esattamente i confini fra demanio marittimo e demanio fluviale e non anche quello di accertare il carattere demaniale di un'area rivendicata da un privato.
Per qualificare un bene come appartenente al demanio marittimo è determinante il profilo naturalistico insieme a quello finalistico-funzionale
Il dato di fatto della presenza di piante di per sé non può essere utilizzato per negare che un tratto di terreno rientri nel concetto di spiaggia
Il dato di fatto della presenza di piante non può essere utilizzato per negare che un tratto di terreno rientri nel concetto di spiaggia, non consentendo di per sé di escludere la riconduzione del bene in questione al requisito di area relitta dal mare.
L'arenile corrisponde al tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare
L'arenile corrisponde a quel tratto di terraferma che risulti relitto dal naturale ritirarsi delle acque, restando idoneo ai pubblici usi del mare, anche se in via soltanto potenziale e non attuale ed il cui accertamento è rimesso al giudice di merito.
Anche i beni non coperti da mareggiate ordinarie rientrano nel demanio marittimo se necessariamente adibiti ad usi attinenti alla navigazione
Costituiscono beni appartenenti al demanio marittimo necessario: 1) aree normalmente coperte dalle mareggiate ordinarie; 2) aree che, sebbene non sottoposte a mareggiate ordinarie, siano state in antico sommerse e tuttora utilizzabili per uso marittimo; 3) beni comunque necessariamente adibiti ad usi attinenti alla navigazione (accesso, approdo, tirata in secco di natanti, operazioni attinenti alla pesca da terra, operazioni di balneazione), anche solo allo stato potenziale.
Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo tentare di ripensarli (Johann Wolfgang von Goethe)