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Timestamp: 2017-10-20 03:45:15+00:00
Document Index: 136615797

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.42', 'art.2', 'art.4', 'art.32', 'art.2963']

Il congedo straordinario dopo la sentenza della Corte Costituzionale | Lavoro Fisso
venerdì 20 ottobre 2017 | 04:45
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L’INPS fornisce alcune precisazioni in ordine alla fruizione del congedo straordinario a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale del luglio 2013. L’istituto precisa altresì che sono in corso di aggiornamento le procedure informatiche che terranno conto delle innovazioni introdotte.
L’Inps pubblica un’importante circolare che fa seguito alla pronuncia della Corte costituzionale (sentenza n. 203 del 3 luglio 2013) laddove e’ stata l’illegittimità costituzionale dell’art.42, comma 5, del d.lgs. n.151 del 26 marzo 2001 (di seguito T.U.) nella parte in cui, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona disabile in situazione di gravità, non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario il parente o l’affine entro il terzo grado convivente della persona in situazione di disabilità grave; questo in violazione degli artt.2,3,4,29,32,35 e 118, 4° comma, della Costituzione.
Alla luce dell’evoluzione legislativa in materia ed in linea con l’orientamento giurisprudenziale già consolidato, la Corte ha individuato nella limitazione della sfera soggettiva attualmente vigente un fattore di pregiudizio dell’assistenza del disabile grave nei casi in cui i soggetti legittimati dalla norma a prestare assistenza si trovino impossibilitati a svolgere tale funzione.
Ciò premesso, l’Inps illustra quanto segue:
Il congedo in esame può essere riconosciuto al familiare o affine entro il terzo grado convivente del disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, secondo il seguente ordine di priorità:
Con riferimento ai requisiti di “mancanza”, di affezione da “patologie invalidanti” e di “convivenza”, l’Inps conferma quanto già comunicato in passato (paragrafi 3 e 6 della citata circolare n.32 del 6/03/2012):
– la “mancanza”: si intende non solo una situazione di assenza naturale e giuridica (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto), ma essa deve ricomprendere anche ogni altra condizione ad essa giuridicamente assimilabile, continuativa e debitamente certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, quale: divorzio, separazione legale o abbandono
– “l’individuazione delle “patologie invalidanti””: in assenza di un’esplicita definizione di legge, sentito il Ministero della Salute, l’Inps ritiene corretto prendere a riferimento soltanto quelle, a carattere permanente (SI V. art.2, comma 1, lettera d), numeri 1, 2 e 3 del D.I. n.278 del 21 luglio 2000 Regolamento recante disposizioni di attuazione dell’articolo 4 della L. 8 marzo 2000, n.53, concernente congedi per eventi e cause particolari, che individua le ipotesi in cui è possibile accordare il congedo per gravi motivi di cui all’art.4, comma 2, della legge n.53 del 2000)
– il requisito della “convivenza”: detto requisito sarà accertato d’ufficio previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati inerenti la residenza anagrafica, ovvero l’eventuale dimora temporanea (vedi iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art.32 D.P.R. n.223/89), ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile.
Si rammenta che la presentazione delle domande di congedo straordinario deve essere effettuata esclusivamente in modalità telematica.
Le Strutture territoriali Inps dovranno riesaminare le richieste già pervenute relativamente ai rapporti non esauriti. Si ricorda che il diritto all’indennità economica connessa alla fruizione del beneficio si prescrive nel termine di un anno (art.2963 c.c.) decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile a titolo di congedo.
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