Source: http://asiloineuropa.blogspot.com/2012/10/asilo-negli-stati-europei-francia-parte_15.html
Timestamp: 2017-05-30 09:02:47+00:00
Document Index: 84592855

Matched Legal Cases: ['arte 4', 'art.1', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 13', 'art. 3', 'arte 4']

AVVIO DELLA PROCEDURA DI ASILO
domanda di asilo va presentata alla préfecture competente,
che generalmente è quella del capoluogo
di regione (ad eccezione
di chi si trova in una zona di frontiera, V. parte 4-Esame della domanda). Per presentare la domanda occorre un
domicilio. A tal fine, è possibile eleggere domicilio presso
un privato, un albergo o la sede di un'associazione riconosciuta
dalla préfecture. Nella pratica, si riscontrano tuttavia numerose difficoltà che rendono in certi casi il requisito del domicilio un vero e proprio ostacolo alla presentazione di una domanda di asilo. Secondo il rapporto della CNDA "Droit d'asile en France: conditions d'accueil. Etat des lieux 2012", il periodo necessario per ottenere un domicilio al fine di avviare la procedura di asilo può estendersi fino a 5 mesi. Secondo lo stesso rapporto, si sono verificati casi in cui dei richiedenti asilo in attesa di domiciliarsi presso un'associazione sono stati espulsi, in occasione di controlli, in quanto privi di documenti idonei a confermare la loro presenza regolare sul territorio francese.
prefetto, ricevuta la domanda di asilo, rilascia un'APS
(autorizzazione provvisoria al soggiorno) di un mese, salvo i
seguenti quattro casi:
competenza per l'esame della domanda, in base al Regolamento
è di un altro Stato;
richiedente ha la nazionalità di un Paese per il quale la Francia
ritiene applicabile la clausola di cessazione prevista
dall'art.1, C, 5 della Convenzione di Ginevra del 1951, o di un
Paese considerato come “Paese di origine sicuro”. Attualmente
la lista dei Paesi per i quali si applica la clausola di
cessazione ex art. 1, C, 5 (cioè dei Paesi ove sono intervenuti
dei cambi fondamentali nel regime politico) comprende: Benin,
Bulgaria, Capo Verde, Cile, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca,
Romania, Slovacchia.
lista dei Paesi di origine sicuri comprende invece: Armenia,
Bangladesh, Benin, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Croazia, Ghana,
India, Macedonia, Mauritius,
Moldavia, Mongolia, Montenegro, Senegal, Serbia, Tanzania, Ucraina. Con una decisione
del 26 marzo 2012,
il Consiglio di Stato ha annullato una precedente decisione di
inserire in questa lista anche l'Albania e il Kosovo. Si noti che nel 2011 circa il 40% delle domande di asilo presentate da cittadini di "Paesi di origine sicuri" era costituito proprio da cittadini del Kosovo. Il 21 dicembre 2012 è stato invece eliminato dalla lista dei Paesi di origine sicuri il Mali, che in precedenza vi compariva limitatamente agli uomini (a causa della pratica molto diffusa delle mutilazioni genitali femminili).
presenza del richiedente è considerata come una minaccia
all'ordine pubblico;
domanda di asilo è basata su una frode deliberata,
costituisce un ricorso abusivo alla procedura
di asilo ovvero è finalizzata solo a rendere vana
una misura di allontanamento.
672 del 16 giugno 2011
(all'art. 96) si considera basata su una frode deliberata la domanda
di asilo presentata da uno straniero che fornisce false
indicazioni, dissimula le
informazioni sulla propria identità,
o le modalità del suo
ingresso in Francia, al
fine di indurre in errore le autorità. (V. anche sotto, box Il
caso dei richiedenti asilo con le impronte digitali illeggibili).
La circolare del giorno successivo (Circulaire
du 17 juin 2011)
contiene ulteriori precisazioni (V. in particolare l'allegato 3).
I.M. c. Francia, 2 febbraio 2012, Corte europea dei diritti
causa I.M. contro
Francia (2 febbraio
2012), davanti alla V sezione della Corte europea dei diritti
dell'uomo, i giudici di Strasburgo hanno ritenuto la Francia
violazione dell'art. 13, in combinato disposto con l'art. 3, della
CEDU. Per quanto più
rileva in questa sede, si sottolinea come la Corte abbia
constatato (al par. 141 della sentenza) che il solo fatto che la
domanda di asilo sia stata considerata come successiva alla
decisione di espulsione con accompagnamento alla frontiera –
benché il richiedente avesse cercato di chiedere asilo appena
entrato in Francia – sia bastato alle autorità francese per
ritenere la domanda come basata su una “frode deliberata” e,
dunque, a inserirla nel canale della procedura prioritaria. La
Corte europea rileva dunque il carattere
automatico della classificazione della domanda, legato a un motivo
di ordine procedurale,
senza alcuna relazione con le circostanze specifiche, né con la
non ricorra nessuna delle circostanze di cui sopra, al richiedente
viene rilasciata un'APS (autorizzazione provvisoria al soggiorno) di un mese. Quindi, riempito il
formulario apposito (disponibile in 18 lingue, ma da compilare in
francese), il richiedente deve inviarlo all'OFPRA (Office
français de protection des réfugiés et apatrides,
V.parte 4-Esame della domanda) entro 21 giorni.
volta ricevuto il formulario, l'OFPRA invia al richiedente una
“lettera di registrazione”, che permette al richiedente stesso di
ottenere dalla préfecture una ricevuta che attesta il
deposito della domanda di asilo; tale ricevuta è valida tre mesi
ed è rinnovabile fino alla decisione sulla domanda di asilo.
Anche chi si trova in detenzione amministrativa può presentare domanda di asilo, ma solo entro cinque giorni dall'ingresso nel centro (a pena di irricevibilità). Anche in questo caso, la domanda sarà esaminata secondo la procedura prioritaria. NB:
La “regionalizzazione” della procedura di asilo provoca – oltre
a difficoltà pratiche per il richiedente asilo – un carico di
lavoro particolarmente pesante che grava su alcuni uffici. Ciò
determina dei ritardi nel rilascio dell'APS, che possono
arrivare fino ad alcuni mesi.
caso dei richiedenti asilo con le impronte digitali
ultimi anni si sono registrati numerosi casi di persone che,
al fine di sottrarsi all'applicazione del Regolamento Dublino, hanno reso illeggibili le proprie impronte digitali
per evitare di essere registrate nella banca dati Eurodac. Con una circolare
del 2 aprile 2010,
il governo francese ha fornito indicazioni di
non rilasciare l'APS e di inserire in procedura prioritaria
i richiedenti asilo per i quali sia impossibile procedere
alla rilevazione delle impronte digitali.