Source: https://www.laseroffice.it/blog/2019/02/10/furto-di-identita-cosa-fare-e-come-difendersi/
Timestamp: 2019-02-19 03:28:47+00:00
Document Index: 7458334

Matched Legal Cases: ['art. 640', 'art.7', 'art. 141', 'sentenza ', 'art. 494', 'sentenza ', 'art. 402']

Furto di Identità cosa fare e come difendersi – Aggregatore GNU/Linux e dintorni
Furto di Identità cosa fare e come difendersi
di CyberSyn · 10 Febbraio 2019
Il Diritto di Protezione dei propri dati personali è la regola fondamentale (non a caso formulata in apertura del Codice in materia di dati personali, dall’articolo 1 del D. Lgs. 196/03) che attribuisce ad ogni individuo il diritto di pretendere che l’uso dei suoi dati personali si svolga nel rispetto dei suoi diritti e libertà fondamentali, nonché della sua dignità, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.
il Governo, all’interno del DL 14 agosto 2013, n. 93, ha introdotto per la prima volta, nel codice penale, la nozione di “identità digitale”. E’ stato infatti prevista un’aggravante per il delitto di frode informatica (art. 640 ter), “se il fatto è commesso con sostituzione dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti�?. Si tratta per di più di un’aggravante a effetto speciale, in quanto prevede la pena della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000.
Che differenze vi sono tra identità e identità digitale ?
IDENTITA’ : L’identità è definita come l’insieme dei caratteri peculiari, il complesso delle generalità, l’insieme delle caratteristiche fisiche e dati anagrafici che contraddistinguono un individuo.
IDENTITA’ DIGITALE : Un’identità digitale contiene dati che descrivono in modo univoco una persona o una cosa (soggetto o entità), ma anche informazioni sulle relazioni esistenti tra il soggetto ed altre entità.
Il mondo dell’identità digitale utilizza un proprio gergo:
Soggetto o entità : persona, organizzazione o software che vuole richiedere accesso a una risorsa
Risorsa : e’ rappresentata da una pagina web, una informazione, una transazione bancaria.
Identità : collezione di dati su un soggetto, rappresenta attributi, preferenze o tratti.
Attributi : rappresentano le informazioni su un soggetto.
Identità, sicurezza e Privacy sono legate indissolubilmente.
TECNICHE DI FURTO DELL’IDENTITA’ DIGITALE :
Social Engineering (S.E.): tecniche psicologiche che sfruttano l’inesperienza e la buona fede degli utenti per carpire informazioni utili a portare a termine successivi attacchi tecnologi ai sistemi mediante una impersonificazione .
Phishing : Una forma di S. E. che consiste nella creazione e nell’uso di email e siti web ideati per apparire come email e siti web istituzionali, con lo scopo di raggirare gli utenti Internet di tali enti e carpire loro informazioni personali riguardanti il proprio account (password, numero di carta di credito).
Vishing o Voice Phishing : richiesta di contattare un falso recapito telefonico per dare poi dati personali.
Malicious Code : famiglia di software che ha come obiettivo il danneggiamento totale o parziale o l’alterazione del funzionamento di un sistema informatico. E’ in grado di esportare i dati personali o prendere il controllo del sistema del computer attaccato. ( es: Spyware, keylogging, Redirector, Screen Grabbing). a
Spoofing : una tecnica complementare ai vari tipo di attacco, che consiste nel falsificare l’origine della connessione in modo tale da far credere di essere un soggetto o sistema diverso da quello reale.
Man in the middle : attacco che consiste nel dirottare il traffico generato durante la comunicazione tra due host connessi alla stessa rete verso un terzo host. Durante l’attacco il terzo host si frappone alla comunicazione tra i due end-point e intercetta il flusso di dati che si scambiano riuscendo a far credere loro di essere il rispettivo legittimo interlocutore.
Sniffing : operazioni di intercettazione passiva delle comunicazioni per la cattura di dati ( password, messaggi, transazioni) attraverso strumenti informatici chiamati sniffer.
Pharming : realizzare pagine web identiche ai siti già esistenti (banche, assicurazioni, softwarehouses etc.) in modo che l’utente sia convinto di trovarsi, ad esempio, nel sito della propria banca.
Password Cracking : software che effettuano tentativi di accesso ad aree riservate di banche dati con accesso via web e provano ad accedere con password generate secondo algoritmi predefiniti.
Cosa fare se si sospetta di un furto di identità ?
Il sito del ministero della difesa indica di procedere in tale senso :
Contattare il dipartimento di sicurezza o antifrode delle banche o degli istituti finanziari con i quali intercorrono rapporti, comprese le società di emissione di carte di credito, le aziende di servizi pubblici, i provider di servizi Internet e tutti i luoghi in cui la carta di credito viene utilizzata regolarmente, per segnalare eventuali accessi o usi fraudolenti del proprio conto.
In caso di reati informatici è possibile usufruire del servizio della Polizia Postale (sportello per la sicurezza degli utenti web) per fare una denuncia online per reati telematici o per furto e smarrimento : http://www.commissariatodips.it/
Le società hanno differenti policy per notificare ai propri utenti quando si accorgono che qualcuno ha avuto accesso al proprio database. Si consiglia, comunque, di controllare frequentemente il proprio conto corrente. Quelli che seguono sono esempi di possibili differenze, che potrebbero indicare che qualcuno ha avuto accesso al vostro conto corrente :
Inusuali o inaspettati accrediti/prelievi sul conto corrente;
Ricezione di fatture di prodotti o servizi di cui non si è in possesso;
Mancata ricezione di resoconti o fatture;
Non funzionamento della carta di credito.
Esempi pratici di Furto di Identità e azioni da intraprendere
Furto di foto poi ripubblicate in rete su altri siti : cosa fare ?
Ai sensi dell’art.7 del codice della privacy è possibile inoltrare una formale richiesta al sito in questione (anche a mezzo fax e/o posta elettronica) per accedere ai propri dati ed ottenere la cancellazione degli stessi. Qualora tale diritto venisse disatteso è possibile, ai sensi dell’art. 141 dello stesso codice, rivolgersi al Garante della protezione dei dati personali mediante ricorso. Sotto il profilo penale, invece, è possibile sporgere una formale denuncia per i fatti in questione, presso il più vicino ufficio di Polizia.
Furto della password email e del profilo di Facebook o Gooogle Plus + o di Twitter : cosa fare ?
Se è stato carpito l’account di posta elettronica e quello di facebook, Google o Twitter è possibile effettuare, presso qualsiasi ufficio di Polizia, una denuncia per accesso telematico abusivo ed eventualmente per sostituzione di persona. Occorre inoltre logicamente richiedere la rimozione del falso profilo segnalandolo direttamente al centro assistenza di facebook https://it-it.facebook.com/help/ In alternativa, è possibile provare a mandare una email in lingua inglese all’indirizzo [email protected] Per segnalazioni relative alla violazione del diritto d’autore, utilizzare invece l’indirizzo [email protected] Per contattare il centro di assistenza Google http://www.google.it/intl/it/contact/ Per contattare il centro di assistenza Twitter https://support.twitter.com/groups/55-troubleshooting
Presenza delle nostre foto sul profilo di un altra persona nei social network : cosa fare ?
E’ possibile utilizzare il link del centro assistenza di facebook, google o twitter per far rimuovere le immagini non autorizzate. I link sono nel post sopra.
Ci sono modi per evitare il furto di identità ?
Sfortunatamente, non ci sono modi per garantire che un utente non risulti vittima del furto di identità. In ogni caso alcuni consigli potrebbero mitigare questo fenomeno :
Fornire i propri dati solo a società che hanno una buona reputazione – diffidare di società non consciute e accertatevi della veridicità del sito WEB prima di inserire dati sensibili come i numeri di carta di credito. Malintenzionati sono in grado di simulare in tutto e per tutto il sito WEB di una banca o di una società di servizi;
Utilizzare tutte le opzioni di sicurezza – l’uso corretto delle password e di tutte le altre configurazioni di sicurezza, quali la connessione protetta con protocollo https, aggiungono un livello di protezione;
Controllare le proprie policy di sicurezza – prendere le opportune precauzioni quando si forniscono i propri dati personali e soprattutto controllare che ci sia la possibilità di verificarli sia on-line e sia contattando direttamente la società. All’atto di stipula del contratto, molte società richiedono ai propri clienti di poter condividere i dati utente con altre società;
Prestare attenzione al tipo dei dati forniti – malintenzionati potrebbero raccogliere pezzi di informazioni dalle più svariate fonti, quindi stare attenti alle informazioni pubblicate, specialmente sui forum – Non dare mai informazioni personali per email o per telefono ;
Usare e mantenere aggiornati i propri programmi : personal firewall e antivirus – proteggetevi contro l’attacco dei virus e dei trojan horse che portrebbero rubare o modificare alcuni dati sul vostro computer. Ricordarsi di tenere sempre aggiornato il proprio programma antivirus;
Controllare frequentemente il proprio conto corrente – molte società inviano l’estratto conto con una determinata scadenza; il consiglio è quello di controllare il proprio conto corrente frequentemente e di segnalare, in caso di discrepanze, l’anomalia al proprio istituto di credito.
Non fornire il codice fiscale / carta di credito o altri dati personali per telefono.
Sminuzzare tutti i documenti che contengono informazioni su conti o dati personali.
Tenere i documenti importanti sotto chiave.
Ritirare e spedire posta importante solo e direttamente dall’ufficio postale.
Usare depositi automatici per pagare gli stipendi.
Conservare le informazioni importanti in file e directory protetti con password.
Usare programmi per la gestione delle password, per compilare automaticamente le informazioni di accesso, evitando di usare la tastiera.
Imparare a individuare le e-mail e i siti Web fraudolenti e altri segnali associati al phishing e al pharming.
Effettuare transazioni finanziarie online solo con siti Web sicuri con URL che iniziano con “https:” o che sono autenticati da società come VeriSign.
Installare firewall personale, antivirus, protezione antispyware e antispam.
Cambiare regolarmente le proprie password preferibilmente ogni 15 giorni, utilizzando almeno 8 caratteri comprensivi di simboli speciali e numeri. Una buona password deve rispettare almeno 2 regole basilari: essere sufficientemente lunga ed essere decisamente “robusta”. No quindi a password con : nome, cognome, nipote, mamma … 00000000, 11111111 Deve contenere numeri e lettere ( per questo si chiama alfanumerica ) e possibilmente qualche carattere “strano” (o speciale, tipo: * # @ ? !) e almeno una lettera MAIUSCOLA. RdM5nlc! è un buon esempio di password “robusta”. (R)osa (d)i (M)aggio (5) (n)essun (l)a (c)oglie(!) = RdM5nlc! —> Abbiamo preso le iniziali delle parole che formano la frase, conservando le maiuscole/minuscole, e inserito un numero facile da ricordare perchè legato ad una di queste parole (il 5 corrisponde a maggio) e abbiamo lasciato il punto esclamativo finale come carattere speciale.
Uso intelligente dei social network. Se durante le feste si parte per le vacanze, bisogna fare attenzione a non comunicare sul web per quanto tempo non si sarà in casa e in quali giorni. In ogni caso, è sempre bene evitare di postare informazioni riguardanti l’indirizzo di casa, il posto dove si parcheggia di solito o la targa dell’auto. I malintenzionati sono sempre in agguato…
Occhio agli Sms con auguri e offerte nei periodi di festa. Nell’epoca degli smartphone, i messaggi Sms possono contenere anche virus, link a servizi indesiderati a pagamento e programmi potenzialmente dannosi per la privacy. E’ buona regola limitare la diffusione del proprio numero telefonico e non rispondere a messaggi provenenti da numeri sconosciuti.
E’ sempre bene fare molta attenzione prima di scaricare programmi, aprire eventuali allegati o cliccare link contenuti nel testo o nelle immagini di un messaggio email. Si possono poi adottare semplici precauzioni: ad esempio, non rispondere alle e-mail provenienti da sconosciuti, oppure passare il mouse su un link senza cliccarlo e verificare – in basso a sinistra nel browser – la Url (cioè, l’indirizzo web) reale al quale si potrebbe essere indirizzati.
Truffe e posta elettronica. Diffidare delle offerte di sconti straordinari su viaggi e regali da ottenere compiendo determinate operazioni (ad esempio, cliccare su link, fornire dati personali o bancari, ecc.), che possono arrivare via social network, e-mail o Sms. Malware, virus informatici, software spia e phishing (cioè, una frode finalizzata all’acquisizione, per scopi illegali, di dati riservati dell’utente) possono essere in agguato. Anche qui, valgono le stesse precauzioni indicate per le cartoline elettroniche. Un pericolo in crescita nel periodo delle feste è quello delle false notifiche di spedizione, che avvisano dell’aggiornamento di un ordine mai effettuato o della necessità di ritirare un pacco. Nei casi dubbi, quando non si è effettuato alcun ordine e non si attende alcuna consegna, è bene evitare di fornire dati personali online, e non cliccare link sospetti o installare eventuali software indicati come necessari per completare le operazioni di spedizione e consegna. Le aziende del settore, infatti, operano abitualmente tramite altri canali.
Attenzione alle app che si installano. Durante le feste molti utenti di smartphone e tablet scaricano app gratuite per avere accesso a promozioni o negozi online, per creare e inviare cartoline o attivare giochi. Questi prodotti software possono anche nascondere virus o malware. Per proteggersi, buone regole sono: scaricare le app dai market ufficiali; leggere con attenzione le descrizioni dei programmi; consultare eventuali recensioni degli utenti; evitare che i minori possano scaricare le app da soli. 6. Falsi siti. Diffidare dello shopping online troppo scontato se non si è sicuri dell’affidabilità del sito, se l’indirizzo Internet del sito appare anomalo (ad esempio, se non corrisponde al nome dell’azienda che dovrebbe gestirlo) e se non vengono rispettate le procedure di sicurezza standard per le transazioni online (protocolli https). In ogni caso, è sempre bene fare estrema attenzione quando vengono richieste le credenziali della carta di credito o del conto bancario.
In vacanza, Wi-Fi gratuito ma con prudenza. Le connessioni offerte da locali e hotel potrebbero non essere protette e rendere pc, smartphone e tablet esposti a intrusioni esterne da parte di malintenzionati a caccia di dati personali. Inoltre, connessioni “infettate” da virus e malware potrebbero invitare gli utenti a installare un software prima dell’utilizzo, esponendo i dispositivi collegati a rischio di phishing.
Le foto delle vacanze e i tag. Non tutti vogliono apparire sui social network, essere riconosciuti o far sapere dove e con chi si trovavano durante le feste. Se si postano delle foto con altre persone, è meglio prima accertarsi che siano d’accordo, specie se si inseriscono anche dei tag con nomi e cognomi.
Geolocalizzazione sugli smartphone solo quando si vuole. Se invece si preferisce non far sapere dove si è durante le vacanze o le feste si possono disattivare le opzioni di geolocalizzazione di smartphone e tablet e quelle dei social network utilizzati.
Smartphone e tablet protetti. Aggiornamenti software costanti e programmi antivirus dotati anche di anti-spyware e anti-spam possono essere delle buone precauzioni per evitare furti di dati o violazioni della privacy. Ma è bene ricordare che le migliori difese sono la consapevolezza nell’uso delle tecnologie e l’accortezza nel diffondere i nostri dati personali.
Il profilo su Google o Facebook non corrisponde ad una persona reale ?
Nonostante la creazione di un falso profilo ( profilo fake ) sia un reato e punibile civilmente e penalmente vi sono ancora moltissimi profili falsi su GOOGLE e FACEBOOK. Noi vi aiutiamo a scoprire se il profilo di vostro interesse è reale o meno grazie ad uno studio completo del profilo in oggetto e all’utilizzo di sofisticate tecniche di analisi forense delle foto e delle tracce digitali.
Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione “chi crea una identità falsa su internet anche solo con un nickname, riconducibile a un’altra persona, risponde del reato di sostituzione di persona”. Inoltre, nel caso in cui vengano pubblicate frasi che ledono la reputazione della persona di cui si è creato il falso profilo, si commetterà il reato di diffamazione aggravata.
Alla pagina https://it-it.facebook.com/notes/freedom24-liberta-dinformazione/falso-profilo-su-facebook-adesso-e-reato-penale/316542895330 si legge : “Chi si iscrive a facebook, anche se non rende pubblici i propri dati, lascia comunque una traccia di sé. Per esempio attraverso l’indirizzo mail con cui si effettua la registrazione e dal quale possono partire le indagini. Se l’autore non ha usato particolari strumenti di anonimato, risalire alla sua identità, dunque, può risultare alquanto semplice. Se, invece, l’autore utilizza server collocati all’estero, nei quali sono assenti validi accordi o prassi di cooperazione, l’identificazione può diventare molto più complicata.”
Simulano la vostra identità su Google Plus o su Facebook recandovi danni alla vostra immagine ?
E’ possibile segnalare a Google un profilo direttamente dalla pagina google plus del profilo associato. Unica condizione è essere iscritti a Google+.
Se non avete un profilo google plus potete comunque utilizzare il modulo a questa pagina : https://support.google.com/plus/troubleshooter/1715140?hl=it&rd=3#ts=1715142,2445741 per segnalare una persona che si spaccia per voi oppure questa pagina per una segnalazione più generica https://support.google.com/plus/troubleshooter/1715140?hl=it&rd=3
Con un profilo Google Plus la procedura è molto più rapida. Una volta aperta la pagina con il profilo che si vuole segnalare fare click sull’icona con la freccia verso il basso ( come mostrato in figura qui sotto) e premere il link SEGNALA e/o BLOCCA il nome utente.
Vi comparirà una nuova finestra ( mostrata a lato ) con le indicazioni da compilare.
Potrete così segnalare se :
il profilo in oggetto si spaccia per qualcun altro ( ad esempio il vostro)
se il profilo non rappresenta una persona
se sono state violate norme o leggi
Per le violazioni di copyright esiste invece un modulo apposito : https://support.google.com/legal/contact/lr_dmca?product=googleplus
“Creare falsi profili sui social network può costare caro” come si legge sulla pagina di riferimento del social network più famoso del mondo ( https://it-it.facebook.com/notes/freedom24-liberta-dinformazione/falso-profilo-su-facebook-adesso-e-reato-penale/316542895330 ). Il reato di sostituzione di persona è punito con la reclusione fino ad un anno ed è procedibile d’ufficio. Ma non finisce qui. Se l’autore va oltre, pubblicando frasi offensive che possono ledere la reputazione dell’artista clonato, può configurarsi anche il reato di diffamazione aggravata. Alla responsabilità penale, poi, si aggiunge quella civile. Il danno all’immagine nei confronti di un personaggio dello spettacolo può raggiungere cifre considerevoli da valutarsi in relazione ai singoli episodi.
Anche se non siete un personaggio famoso il reato di diffamazione può essere egualmente perseguito.
Secondo la Suprema Corte, tale reato ricorre non solo quando si “rubi” il nome di battesimo di un altro soggetto, ma anche quando si utilizzi un semplice nickname riconducibile inequivocabilmente a una persona fisica esistente. Sebbene, infatti, il nickname rappresenti soltanto una identità virtuale usata nello spazio telematico, non per questo è priva di una sua valenza concreta. Proprio attraverso i nick, infatti, gli utenti di internet si riconoscono e comunicano.
La Cassazione tuttavia tende a precisare che il reato non è costituito dalla creazione di falsi account facebook, ma dal fatto stesso di utilizzare l’account falso per sostituirsi ad un’altra persona, al fine ad esempio di diffamarla attraverso l’uso di messaggistica istantanea, chat, o altro ancora.
Utilizzano una vostra foto su Google+ senza autorizzazione ?
Se qualcuno sta utilizzando una vostra foto su GOOGLE o FACEBOOK senza autorizzazione potete richiederne la rimozione.
La prima pagina da consultare è https://support.google.com/legal/troubleshooter/1114905?rd=1#ts=1349036,2945210.
Google ha predisposto recentemente un modulo per la Richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legge europea per la protezione dei dati : https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?product=websearch
Esistono comunque altre risorse per la Rimozione di informazioni da Google: https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061#ts=2889054
Infine per segnalare qualsiasi problema di rimozione legale è possibile utilizzare anche questo link https://support.google.com/legal/contact/lr_legalother?product=websearch
Se qualcuno sta utilizzando una vostra foto su facebook senza autorizzazione potete richiederne la rimozione.
Alla pagina di riferimento https://it-it.facebook.com/notes/checkblacklist/privacy-come-sono-regolamentate-le-pubblicazioni-delle-foto-in-italia/336209887041 leggiamo :
“Con l’avvento di Facebook, e la sua facilità di pubblicare e condividere immagini e filmati, si è in parte dimenticata la legislazione che regola la pubblicazione di immagini altrui (Legge del 22 aprile 1941 n. 633 Articolo 96) e la tutela della Privacy (legge 196 del 2003, in sostituzione della 675/96).
La stessa amministrazione di Facebook chiede espressamente che le foto inserite nei profili siano in legale possesso di chi le pubblica, e che ritraggano essenzialmente chi le utilizza.”
Per richiedere la rimozione di contenuti da facebook utilizzare questo linkhttps://www.facebook.com/help/contact/144059062408922 con guida di riferimento pubblicata quihttps://it-it.facebook.com/notes/checkblacklist/come-far-rimuovere-le-nostre-foto-pubblicate-da-altri-sul-social-network-senza-i/463847067041
Informazioni per le forze dell’ordine
Queste linee guida sono dedicate ai rappresentanti delle forze dell’ordine che desiderino ottenere dati da Facebook. Per l’invio di richieste da parte di privati, comprese le richieste di natura civile e penale, visitare: facebook.com/help/?page=1057. Gli utenti che desiderino accedere alle proprie informazioni, possono usare la funzione “Scarica le tue informazioni” di Facebook nelle impostazioni dell’account (facebook.com/help/?page=18830). Queste informazioni possono essere soggette a modifiche in qualsiasi momento.
Queste linee guida possono anche essere scaricate nella versione originale inglese in formato PDF.
Sinteticamente (e per semplificare) vi sono due tipologie di reati consumabili:
1 – Utilizzo di Facebook per intenti illeciti
In questo caso, il social network è un semplice mezzo da utilizzare per ottenere qualcosa.
Sono considerati reati e punibili le seguenti azioni:
La Cassazione, nel 2007, ha ritenuto che rientri in tale reato il comportamento di chi crea un falso account di posta elettronica, intrattenendo corrispondenze informatiche con altre persone e spacciandosi per persona diversa (quindi come su FB). Anche se per integrare il reato di cui all’art. 494 c.p. è necessario il fine di conseguire un vantaggio o recare un danno, tali requisiti sono intesi in modo molto ampio, come non comprensivi solamente di vantaggi e/o danni di tipo economico ed è molto facile ravvisarli nei casi concreti.
E’ reato quindi (anche su Facebook) spacciarsi per persona diversa, o utilizzare marchi, simboli o loghi per rappresentare ciò che non si è, o trarre comunque in inganno altri utenti sulla propria professione.
Offese a una confessione religiosa
Il reato di Vilipendio della religione dello Stato è stato modificato (2000).
Ecco gli articoli del Codice di Procedura Penale che trattano l’argomento:
Art. 402 Vilipendio della religione dello Stato [Il 13 Novembre 2000 La corte costituzionale nella sentenza numero 508 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 402 del codice penale (Vilipendio della religione dello Stato). Il Testo riportava: “Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello Stato è punito con la reclusione fino a un anno”].
Art. 403 Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone
Art. 404 Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose
Chiunque, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. (…)”
Peculato (dipendenti pubblici)
Divulghiamo i dati presenti negli account esclusivamente nel rispetto delle nostre condizioni di servizio e delle leggi applicabili, compreso il Federal Stored Communications Act (“SCA”), 18 U.S.C. Sezioni 2701-2712. In base alla legge statunitense:
Per procedere alla divulgazione di dati di base di un abbonato, è necessario un decreto ingiuntivo valido, rilasciato in connessione con un’investigazione di natura penale (18 U.S.C. Sezione 2703(c)(2))), che dovrebbe includere: nome, durata del servizio, informazioni sulla carta di credito, indirizzi e-mail e indirizzi IP di accesso/uscita recenti, se disponibili.
Interpretiamo la disposizione inclusa nella lettera di richiesta, in riferimento a Facebook, come necessità di fornire solo 2 categorie di informazioni: nome e durata del servizio.
Rilasciamo dati registrati per gli account solo nel rispetto delle nostre condizioni d’uso e delle leggi applicabili. Potrebbe essere necessaria una richiesta Mutual Legal Assistance Treaty o una rogatoria per ottenere il rilascio dei contenuti di un account. Maggiori informazioni sono disponibili qui:facebook.com/about/privacy/other.
Conservazione dell’account
Adotteremo misure per salvaguardare i dati di un account in relazione a indagini penali ufficiali per 90 giorni in attesa della ricezione del processo legale formale. È possibile presentare tempestivamente richieste formali di salvaguardia attraverso il Sistema di richieste online per le forze dell’ordine su facebook.com/records o tramite e-mail, fax o posta, come indicato di seguito.
In risposta a un problema relativo a una danno imminente a un bambino o al rischio di morte o serio danno fisico a qualsiasi persona e successivamente a una richiesta di divulgazione tempestiva di informazioni, un agente delle forze dell’ordine può presentare richieste attraverso il Sistema di richieste online per le forze dell’ordine su facebook.com/records. Nota importante: non prenderemo in esame né risponderemo a messaggi inviati a questo indirizzo e-mail da persone che non rappresentano le forze dell’ordine. Gli utenti a conoscenza di una situazione di emergenza dovrebbero contattare immediatamente e direttamente le forze dell’ordine locali.
Questioni relative alla sicurezza dei minori
Segnaliamo tutte le occorrenze evidenti di sfruttamento minorile che compaiono sul nostro sito, in qualsiasi parte del mondo, al National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), compresi i contenuti che vengono portati alla nostra attenzione tramite richieste governative. L’NCMEC collabora con l’International Center for Missing and Exploited Children e con le forze dell’ordine di tutto il mondo. Se una richiesta riguarda un caso di sfruttamento o sicurezza minorile, è opportuno specificarlo (e includere i dati della segnalazione NCMEC appropriata) nella richiesta per consentirci di affrontare la questione in modo immediato ed efficace.
Cercheremo e divulgheremo i dati richiesti nell’ambito di un processo legale e che siamo in grado di individuare e recuperare. Manteniamo i dati per le forze dell’ordine solo in caso di ricezione di una richiesta di mantenimento prima che l’utente in questione abbia eliminato tali contenuti dal nostro sito.
Per informazioni sull’eliminazione di dati e account, consulta la nostra Normativa sull’utilizzo dei dati (facebook.com/policy.php), la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità(facebook.com/terms.php) e il Centro assistenza (facebook.com/help/?faq=224562897555674).
Non elaboreremo le richieste troppo vaste o troppo vaghe. Tutte le richieste devono indicare i dati richiesti in modo dettagliato e includere quanto segue:
Il nome dell’autorità richiedente, il numero del badge o dell’ID dell’agente responsabile, l’indirizzo e-mail di un dominio delle forze dell’ordine e un numero di telefono diretto.
L’indirizzo e-mail, il numero dell’ID utente (http://www.facebook.com/profile.php?id=1000000XXXXXXXX) o il nome utente (http://www.facebook.com/username) del profilo Facebook.
Se un rappresentante delle forze dell’ordine è alla ricerca di informazioni su un utente di Facebook che gli ha concesso di accedere o di ottenere le informazioni presenti nel suo account, l’utente deve ricevere istruzioni su come ottenere tali informazioni sul suo stesso account. Per i contenuti dell’account, come messaggi, foto, video e post in bacheca, gli utenti possono accedere alla funzione di Facebook “Scarica le tue informazioni” nelle impostazioni dell’account (facebook.com/help/?page=18830). Gli utenti possono anche visualizzare gli indirizzi IP recenti nelle impostazioni dell’account, sotto Impostazioni di protezione / Sessioni attive. Gli utenti non hanno accesso alle informazioni sulla cronologia degli indirizzi IP senza avviare un processo legale.
Our policy is to notify people who use our service of requests for their information prior to disclosure unless we are prohibited by law from doing so or in exceptional circumstances, such as child exploitation cases, emergencies or when notice would be counterproductive. Law enforcement officials who believe that notification would jeopardize an investigation should obtain an appropriate court order or other appropriate process establishing that notice is prohibited. If your data request draws attention to an ongoing violation of our terms of use, we will take action to prevent further abuse, including actions that may notify the user that we are aware of their misconduct.
Facebook non fornisce testimoni, Inoltre, i dati rilasciati da Facebook possono essere autocertificati come stabilito dalla legge e non richiedono la testimonianza del custode dei dati. Se è richiesta una forma di certificazione speciale, è necessario menzionarla nella richiesta.
Potremmo chiedere dei rimborsi per i costi legati alle risposte alle richieste di informazioni nel rispetto della legge. Questi costi vengono applicati singolarmente per ogni account. Potremmo anche addebitare altri costi per eventuali risposte a richieste insolite o particolarmente complicate.
Potremmo chiedere il rimborso di tali spese per casi quali l’investigazione per danni a minori, a Facebook o ad altri utenti e per richieste di emergenza.
Le forze dell’ordine possono utilizzare il Sistema di richieste online per le forze dell’ordine su facebook.com/records per la presentazione, il monitoraggio e l’elaborazione delle richieste.
Si prega di notare che per accedere al Sistema di richieste online per le forze dell’ordine è necessario un indirizzo e-mail ufficiale. È inoltre possibile presentare richieste tramite e-mail o fax, come indicato di seguito.
Stati Uniti: +1 650 472-8007
Irlanda: +353 (0)1 653 5373
Indirizzo negli Stati Uniti: 1601 Willow Road, Menlo Park CA 94025
Ireland Mail Address: Facebook Ireland Ltd | 4 Grand Canal Square | Dublin 2
Attention: Facebook Security, Law Enforcement Response Team
Gli esponenti delle forze dell’ordine che non inviano le proprie richieste dal sistema online dedicato alle forze dell’ordine all’indirizzo facebook.com/records potrebbero riscontrare tempi di risposta più lunghi.
L’accettazione di un procedimento legale mediante uno qualsiasi di questi metodi è di sopravvenuta convenienza e non contempla obiezioni, compresa la mancanza di giurisdizione o l’appropriatezza del servizio.
Non rispondiamo alle richieste inviate da persone che non rappresentano le forze dell’ordine all’indirizzo indicato sopra.
Source: https://vdmweb.it/2019/02/10/furto-di-identita/
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