Source: http://www.gtdambiente.it/attivita/Esposizione_ad_agenti_chimici_cancerogeni_e_mutageni-4
Timestamp: 2018-04-20 18:25:03+00:00
Document Index: 153694493

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 222', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 225', 'art. 225', 'art. 223', 'art. 225', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 236', 'art. 237', 'art. 223', 'art. 225', 'art. 243']

Esposizione ad agenti chimici, cancerogeni e mutageni - Green Technology Development
“Ho trovato i miei risultati da tanto tempo, ma non conosco ancora come sono arrivato ad essi”
Il testo di riferimento è il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. relativo alle norme sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. La norma stabilisce i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici (titolo IX capo I e capo II, secondo l’art. 1 comma 1). I requisiti si applicano a tutti gli agenti chimici pericolosi. Il rischio è la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione (art. 222 comma 1 punto h).
Si definiscono agenti chimici pericolosi:
agenti chimici classificati come sostanze pericolose (ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997 n. 52 e s.m.i.) e preparati pericolosi (ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003 n. 65), nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose e preparati pericolosi di cui ai predetti decreti corrispettivi. Sono escluse le sostanze pericolose e i preparati pericolosi solo per l’ambiente;
agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi (in base al punto precedente), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale.
Adeguatezza della Valutazione del Rischio Chimico
Il datore di lavoro determina preliminarmente l’eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti (art. 223 comma 1) prendendo in considerazione molti elementi tra i quali i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici (art. 223 comma 1 lettera e). Il datore di lavoro, inoltre aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità (art. 223 comma 7).
Per poter dimostrare un adeguato livello di prevenzione e di protezione viene prescritto che il datore di lavoro, salvo che possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento del livello di protezione, periodicamente ed ogni qualvolta sono modificate le condizioni che possono influire sull’esposizione, provvede ad effettuare la misurazione degli agenti che possono presentare un rischio per la salute con metodiche standardizzate e con particolare riferimento ai valori limite di esposizione professionale e per periodi rappresentativi dell’esposizione in termini spazio temporali (all’art. 225 comma 2). La periodicità delle misurazioni degli inquinanti in ambiente di lavoro viene stabilita in base al valore dell’indice di esposizione (UNI EN 689:1997). Nel caso di superamento del valore limite di esposizione professionale il datore di lavoro identifica e rimuove le cause che hanno cagionato tale superamento dell’evento, adottando immediatamente le misure appropriate di prevenzione e protezione (art. 225 comma 3).
I risultati delle misurazioni degli agenti chimici pericolosi (certificati da un professionista iscritto all’Albo dei Chimici per avere valore legale) sono allegati ai documenti di valutazione dei rischi e resi noti ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Il datore di lavoro tiene conto delle misurazioni effettuate per l’adempimento degli obblighi conseguenti alla valutazione dei rischi (art. 223 comma 2). Sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di prevenzione e protezione, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura delle operazioni, compresi l’immagazzinamento, la manipolazione e l’isolamento di agenti chimici incompatibili fra di loro (art. 225 comma 4).
Il datore di lavoro evita o riduce l’utilizzazione di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, se tecnicamente possibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori (art. 235 comma 1).
Nel caso non sia tecnicamente possibile sostituire l’agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinché la produzione o l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile (art. 235 comma 2). Se il ricorso ad un sistema chiuso non è tecnicamente possibile si provvede affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile (art. 235 comma 3). In funzione dell’indice di esposizione professionale calcolato, e comunque ad ogni rinnovo del documento di valutazione (non oltre i tre anni come evidenziato nell’art. 236 comma 5), il datore di lavoro provvede alla misurazione di agenti cancerogeni o mutageni per verificare l’efficacia delle misure e per individuare precocemente le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazioni dell’allegato XLI del presente decreto legislativo (art. 237 lettera d). La periodicità delle misurazioni degli inquinanti in ambiente di lavoro viene stabilita in base al valore dell’indice di esposizione (UNI EN 689:1997).
I risultati delle misurazioni degli agenti chimici cancerogeni e mutageni (certificati da un professionista iscritto all’Albo dei Chimici per avere valore legale) sono allegati ai documenti di valutazione dei rischi e resi noti ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori. Il datore di lavoro tiene conto delle misurazioni effettuate per l’adempimento degli obblighi conseguenti alla valutazione dei rischi (art. 223 comma 2). Sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di prevenzione e protezione, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura delle operazioni, compresi l’immagazzinamento, la manipolazione e l’isolamento di agenti chimici incompatibili fra di loro (art. 225 comma 4 e art. 243 comma 1, 6 e 8 riguardante il registro delle esposizioni).