Source: http://www.cortinirizzo.it/blog/2015/02/
Timestamp: 2020-07-08 03:28:58+00:00
Document Index: 120943782

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art.28', 'art. 50', 'art. 28', 'art.35', 'art. 6']

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ENASARCO: COSA CAMBIA NEL 2015
Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Elisabetta Cortini
Aliquota contributiva dal 01/01/2015
Il contributo Enasarco, come per gli anni scorsi, continua ad essere a carico del preponente e dell’agente in misura paritetica nella misura del 50%. L’aliquota contributiva, per l’anno 2015, viene elevata al 14,65%.
Contributo minimo annuo (minimale) dal 01/01/2015
Il contributo minimo annuo viene rivalutato periodicamente tenendo conto dell’indice generale ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI)
Minimali a decorrere dal 01/01/2015 per agenti plurimandatari euro 417,00
Minimali a decorrere dal 01/01/2015 per agenti monomandatari euro 834,00
Per i minimali di contribuzione, a differenza dei massimali, viene prevista la frazionabilità per trimestri, con i seguenti principi fondamentali:
Produttività: il minimale di contribuzione è dovuto solo se il rapporto di agenzia ha prodotto provvigioni nel corso dell’anno, sia pure in misura minima. In tale ipotesi (cioè se almeno in un trimestre sono maturate provvigioni) dovranno essere pagate anche le quote trimestrali di minimale corrispondenti ai trimestri in cui il rapporto è stato improduttivo. La differenza tra l’entità dei contributi e l’importo minimale da versare è a totale carico della ditta preponente.
Frazionabilità: in caso di inizio o cessazione del rapporto di agenzia nel corso dell’anno, l’importo del minimale è frazionato in quote per trimestri ed è versato per tutti i trimestri di durata del rapporto di agenzia dell’anno considerato, sempreché in almeno uno di essi sia maturato il diritto alle provvigioni, stante il principio di produttività. Il contributo minimo non è quindi dovuto se nel corso dell’anno il rapporto è stato improduttivo.
Contributo massimo annuo (massimale) dal 01/01/2015
I massimali, per le provvigioni annue, su cui calcolare il contributo sono stabiliti come segue:
a decorrere dal 01/01/2015 per plurimandatari euro 25.000,00 per monomandatari euro 37.500,00
Nel caso di agenti operanti in Società di persone il minimale ed il massimale si intende riferito alla Società e non ai singoli soci e pertanto il contributo deve essere ripartito tra i soci in funzione delle loro quote di partecipazione.
Eventuali importi versati erroneamente possono essere richiesti in restituzione alla Fondazione utilizzando l’apposito modello cartaceo 3002/c, disponibile nel box documentazione del sito.
Contributo per gli agenti operanti in forma di società di capitali
Il preponente che si avvalga di agenti che svolgono la loro attività in forma di società per azioni o società a responsabilità limitata, è tenuto al pagamento di un contributo, dal 01/01/2015, determinato come segue:
fino a euro 13.000.000,00 contributo del 3,60%
da euro 13.000.000,01 ad euro 20.000.000,00 contributo del 1,80%
da euro 20.000.000,01 a euro 26.000.000,00 contributo del 0,90%
oltre euro 26.000.000,00 contributo 0,40%
Il contributo è calcolato, in base agli scaglioni di importi provvigionali annui, su tutte le somme dovute in dipendenza del rapporto di agenzia; l’incremento di aliquota rispetto a quella vigente con il precedente Regolamento è a carico del preponente e dell’agente in egual misura.
Responsabilità solidale negli appalti, subappalti e autotrasporto
Me ne in...Fisco del Business | 0 comments | by Emanuele Cortini
Oggi intendiamo informarti riguardo la responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore e riguardo la responsabilità solidale nel settore dell’autotrasporto. La presente circolare è rivolta a tutte le imprese di autotrasporto e a coloro i quali utilizzano vettori per il trasporto merci (es: per inviare/ritirare merci ai propri clienti/dai propri fornitori) nonché a tutte le imprese che rivestono la figura di appaltatore o subappaltatore di opere e servizi e gli imprenditori committenti di tali prestazioni.
RESPONSABILITÀ SOLIDALE DEL COMMITTENTE E DELL’APPALTATORE
L’art.13-ter del D.L. 22/06/2012, n.83 ha previsto la responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore, in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto. Con il D.L. 69/2013 è stato prima abrogato il regime di responsabilità solidale negli appalti con riferimento all’Iva e, successivamente, l’art.28 del D.Lgs. 21/01/2014, n.175 ha abrogato tale regime anche con riferimento alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente.
In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per le retribuzioni, i contributi e i premi assicurativi dovuti.
Retribuzioni e contributi
Sussiste l’obbligo solidale di corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto (TFR), nonché il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto. La responsabilità prevede un limite di 2 anni dalla cessazione dell’appalto (ovvero, in presenza di subappaltatori, dalla cessazione del subappalto).
Sono tutelati tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia contrattuale utilizzata: quindi, non solo i lavoratori subordinati ma anche quelli impiegati nell’appalto con altre tipologie contrattuali (es.: collaboratori a progetto), nonché quelli “in nero”, purché impiegati direttamente nell’opera o nel servizio oggetto dell’appalto.
Tale disposizione trova applicazione anche in relazione ai compensi e agli obblighi di natura previdenziale e assicurativa nei confronti dei lavoratori con contratto di lavoro autonomo.
Iva: l’art. 50, c. 1 D.L. 69/2013 ha escluso l’IVA dall’ambito oggettivo di applicazione della disciplina, sia con riferimento al rapporto che intercorre tra il committente e l’appaltatore, sia riguardo agli eventuali rapporti di subappalto.
Ritenute fiscali: l’art. 28 D.Lgs. 175/2014 ha abrogato la disciplina relativa alla responsabilità solidale nell’ambito degli appalti di opere o di servizi (prevista dall’art.35, cc.da 28 a 28-ter D.L. 223/2006) relativa alle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.
RESPONSABILITÀ SOLIDALE AUTOTRASPORTO
Il comma 248 dell’unico articolo della Legge di Stabilità 2015 prevede un regime di solidarietà tra committente e vettore; la responsabilità è esclusa qualora il committente acquisisca il Durc del vettore sia preliminarmente sia al termine del contratto, ovvero ne accerti la regolarità via Internet non appena tale modalità sarà resa disponibile dal Comitato Centrale per l’Albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi.
Nel caso in cui non acquisisca il Durc del vettore, il committente risulta obbligato in solido con quest’ultimo, nonché con ciascuno degli eventuali sub-vettori, entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto di trasporto, a corrispondere ai lavoratori lo stipendio, i contributi e i premi assicurativi.
Se oltre a non acquisire il Durc, il contratto di trasporto tra le parti non è stato stipulato in forma scritta, il committente si assume anche gli oneri relativi all’inadempimento degli obblighi fiscali e alle violazioni del Codice della Strada.
Stesso trattamento è riservato al vettore nei confronti del sub-vettore (nuovo art. 6-ter D. Lgs. 286/2005): la solidarietà è esclusa qualora il vettore acquisisca il Durc del sub-vettore sia preliminarmente sia al termine del contratto, ovvero ne accerti la regolarità via web quando disponibile. Inoltre, è vietato al sub-vettore affidare l’incarico ricevuto ad altro vettore, pena la nullità del contratto di trasporto e la responsabilità solidale in capo a sé stesso per le inadempienze del terzo.
Verifiche preliminari al contratto
Il committente è tenuto a verificare preliminarmente alla stipulazione del contratto tale regolarità mediante acquisizione del Durc (attestazione rilasciata dagli enti).
In tal caso il committente non assume gli oneri dei trattamenti retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali.
Il vettore, all’atto della conclusione del contratto, è tenuto a fornire al committente un’attestazione rilasciata dagli enti previdenziali, dalla quale risulti che l’azienda è in regola ai fini del versamento dei contributi assicurativi e previdenziali.
L’attestazione deve avere una data non anteriore a 3 mesi.
Contratto in forma scritta
Il committente che non esegue la verifica è obbligato in solido con il vettore, nonché con ciascuno degli eventuali sub-vettori, entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto di trasporto.
La responsabilità solidale riguarda la corresponsione ai lavoratori dei:
trattamenti retributivi;
contributi previdenziali e premi assicurativi agli enti competenti, dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto di trasporto.
Contratto verbale
In caso di contratto di trasporto stipulato in forma non scritta, il committente che non esegue la verifica, oltre agli oneri sopra indicati, si assume anche gli oneri relativi all’inadempimento di:
obblighi fiscali;
violazioni del Codice della Strada commesse nell’espletamento del servizio di trasporto per suo conto eseguito.
Modalità di esecuzione delle verifiche
La verifica sulla regolarità del vettore è effettuata tramite Durc fino alla data di adozione della delibera del presidente del Comitato centrale per l’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi, da emanare entro 6 mesi dal 1/1/2015.
Speriamo che queste normative permettano effettivamente una più civile contrattazione tra clienti e fornitori nel momento della definizione dei prezzi. I clienti, infatti, possono certamente puntare ad ottimizzare i propri costi ottenendo dai propri fornitori prezzi di favore ma questo obiettivo non può andare oltre un certo limite. Superata, infatti, una certa soglia di ribasso ai fornitori è reso impossibile il regolare adempimento degli obblighi loro impartiti dalle normative giuslavoristiche e fiscali e al verificarsi di tale situazione i clienti si assumono il rischio di rispondere in solido con i fornitori per gli omessi adempimenti di questi.
Sull’altro versante auspichiamo che tutte le imprese che, in maniera volontaria e consapevole, hanno l’abitudine di adottare comportamenti sleali nei confronti dei propri colleghi, offrendo tariffe ribassate a fronte di omessi adempimenti fiscali, contributivi, assicurativi oppure omissioni nell’applicazione delle normative in vigore, siano estromesse dal mercato e, di conseguenza, siano favoriti coloro i quali, con impegno e sacrificio, si impegnano tutti i giorni per gestire gli affari in modo etico.
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