Source: https://www.comune.trieste.it/faq-edilizia1
Timestamp: 2020-04-10 06:27:34+00:00
Document Index: 40661838

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art.62', 'art. 58', 'art. 39']

Chiarimento in merito alla mancanza delle Dichiarazioni di Conformità ex art. 7 D.M. 37/2008 per impianti eseguiti successivamente all'entrata in vigore del D.M. 37/2008.
Pervengono a questo Servizio diverse Segnalazioni Certificate di Agibilità munite di documentazione degli impianti realizzati dopo il 27/03/2008, non rispondenti al dettato normativo (D.M. 37/2008).
Si sottopone, quindi, all'attenzione degli operatori il Parere rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico a Ente Pubblico il 16/6/2016 relativamente a questa specifica problematica, chiedendo di seguirne le indicazioni.
Parere del MISE :
"Il MI.S.E. ha chiarito che il D.M. 37/2008 consente di ricorrere alla dichiarazione di rispondenza solo per “sanare” la mancanza di documentazione certificativa relativa ad impianti eseguiti prima della sua entrata in vigore.
Per gli impianti eseguiti successivamente a tale data, in caso di mancanza della dichiarazione di conformità è possibile ricorrere, invece, solamente a quanto previsto dall’art. 7, comma 3 relativamente al “rifacimento di impianti”.
Il committente dovrebbe affidare ad un’impresa abilitata - che dovrebbe accettare la commessa - i lavori di “rifacimento parziale” dell’impianto: in questo caso l’articolo 7, comma 3 stabilisce che il progetto, la dichiarazione di conformità e l’attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell’opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto.
Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all’articolo 5, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto. Il Mi.S.E. ha infine precisato che permangono a carico del committente e dell’originaria impresa commissionaria le responsabilità poste a loro carico dal dm37/2008 per le eventuali violazioni commesse ivi previste." (vedi allegato - Pareri)
Linee guida in materia edilizia, urbanistica
La viene di seguito denominato legge.
Attività edilizia libera (art. 16 della Legge Regionale 11 novembre 2009, n. 19 “Codice Regionale dell’Edilizia”)
I manufatti pertinenziali di cui al comma 1, lettere m) ed n) non concorrono al calcolo né della volumetria edificabile realizzabile sull’area oggetto d’intervento né della superficie coperta.
In materia di “distanze”, per i manufatti pertinenziali di cui alla lettera m), trovano applicazione le disposizioni del Codice Civile, salvo che non vengano specificatamente disciplinate dallo strumento urbanistico generale come previsto dal comma 4 del art. 16 della legge, ferme restando le distanze tra pareti finestrate e i disposti di cui all'art. 3-2 ter della L.R. 19/2009 e smi.
Riguardo alle “tettoie” - di cui al comma 1, lettera n) - si evidenzia che le stesse devono rispettare la distanza di almeno tre metri dal fabbricato di proprietà, come previsto per tali manufatti dall’art. 6 delle N.T.A. del Piano Regolatore vigente e le distanze da Codice Civile.
Relativamente ai porticati, richiamato l'art. 16 comma 1, lettera n) e visto il Regolamento di attuazione della L.R. 19/2009 e s.m.i, in particolare l'art. 2, per gli stessi vanno rispettate le distanze da PRGC se sporgono oltre il 1,60 m.
Interventi di recupero dei sottotetti esistenti (art. 39 dellaLegge Regionale 11 novembre 2009, n. 19 “Codice Regionale dell’Edilizia”)
Nell’ambito del recupero dei sottotetti, attraverso il combinato disposto dei commi 1 e 4 dell’articolo, consegue che per gli edifici esistenti sottoposti a vincolo in base alla legge o allo strumento urbanistico è possibile l’aumento del numero delle unità immobiliari applicando le deroghe ai limiti ed ai parametri agli strumenti urbanistici e della legge regionale 23 agosto 1985 n°44, solo nel caso di restauro e risanamento conservativo (no ristrutturazione edilizia).
Misure per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente a destinazione residenziale e direzionale (art. 39 bis e 39 quater della Legge Regionale 11 novembre 2009, n. 19 “Codice Regionale dell’Edilizia”)
L’art. 39 bis prevede due metodologie alternative per l’applicazione delle disposizioni di deroga:
a. bonus del 50 % delle superfici utili e accessorie di edifici o unità immobiliari; la percentuale può essere rapportata, alternativamente, all’intero edificio o alla singola U.I., secondo una scelta del richiedente. Si precisa che in caso di condominio, ai fini di un tanto occorre acquisire cessione/autorizzazione condominio, al fine di poter utilizzare le quote di altri. La natura delle superfici oggetto del bonus può essere utile e/o accessoria. Ai sensi dell'art. 39 quater, comma 5, solo nel caso del bonus del 50% è ammesso l’aumento del numero delle unità immobiliari.
b. bonus di 200 metri cubi di volume utile e/o accessorio per ogni singola unità immobiliare oggetto di intervento. Non si ammette aumento unità immobiliari e in caso di si è già utilizzato parte dello stesso si può arrivare a saturazione oppure convertire il bonus già utilizzato in mq di superficie utile e confrontarlo con il 50% della superficie utile prodotta dall'unità immobiliare/edificio di partenza.
Si precisa inoltre che ai fini della verifica del cumulo, di cui all'art.62 della L.R. 19/2009 e s.m.i., tra interventi pregressi volumetrici previgenti (art. 58 della legge) e quelli ora previsti in termini di superficie (art. 39bis comma 1 della legge), il confronto deve riguardare esclusivamente le superfici/volumi utili/accessori, ossia tra quelle che hanno generato il volume realizzato attraverso l’applicazione della normativa previgente e quelle ora proposte.