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Timestamp: 2016-12-07 09:32:27+00:00
Document Index: 63573267

Matched Legal Cases: ['art.147', 'art.2', 'art.4', 'art.4', 'art.174', 'art.8', 'art.60', 'art.2', 'art.174', 'art.2', 'art.175', 'art.166', 'art.60', 'art.2', 'art.22', 'art.166', 'art.115', 'art.166', 'art.2', 'art.6', 'art.2', 'art.100', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 27', 'sentenza ']

⭐R LA RIFORMA FISCALE LUSSEMBURGHESE DEL 2002 NUOVE PROSPETTIVE PER LA DETENZIONE E VALORIZZAZIONE DI PARTECIPAZIONI NEL GRANDUCATO
R LA RIFORMA FISCALE LUSSEMBURGHESE DEL 2002 NUOVE PROSPETTIVE PER LA DETENZIONE E VALORIZZAZIONE DI PARTECIPAZIONI NEL GRANDUCATO
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1 R LA RIFORMA FISCALE LUSSEMBURGHESE DEL 2002 NUOVE PROSPETTIVE PER LA DETENZIONE E VALORIZZAZIONE DI PARTECIPAZIONI NEL GRANDUCATO Federico Franzina - Jacques Linon2 LA RIFORMA FISCALE LUSSEMBURGHESE DEL 2002 NUOVE PROSPETTIVE PER LA DETENZIONE E VALORIZZAZIONE DI PARTECIPAZIONI NEL GRANDUCATO Federico Franzina* e Jacques Linon* R Editing: C. Bovina Milano, Marzo 2002 * Société Européenne de Banque Sa, Lussemburgo3 3 Il 21 dicembre 2001 sono state approvate nel Granducato di Lussemburgo una serie di misure che modificano in maniera significativa la normativa fiscale. Con la Loi portant réforme de certaines dispositions en matière des impôts directs et indirects e con il Règlement Granducal portant exécution de l article 166, al 9, numéro 1 de la loi modifiée du 4 décembre 1967 concernant l impôt sur le revenu sono state riscritte alcune disposizioni riguardanti il regime impositivo sia delle imprese sia delle persone fisiche. Esse rappresentano un elemento innovatore di un ordinamento sul quale il legislatore è intervenuto raramente e con misure tali da non stravolgerne i principi quanto piuttosto in grado di poter fungere da fattore di attrazione per nuovi investimenti. In quest'ambito si inserisce la presente riforma, i cui principi ispiratori sono individuabili nella Dichiarazione Programmatica resa dal Governo nel L'obiettivo è quello di consolidare e rafforzare la competitività del Lussemburgo stimolando lo sviluppo delle attività esistenti ed influendo nel contempo sulla scelta e la programmazione degli investitori internazionali alla localizzazione di nuove attività nel Granducato. Da segnalare ugualmente che le nuove misure fiscali sono state scritte nel contesto dell'introduzione della moneta unica europea, l'euro. 1 Dal discorso del Primo Ministro alla Camera dei Deputati del 12 agosto 1999 : «La politique fiscale, tout en s'inserant dans un objectif d'équilibre des finances publiques et de financement des besoins collectifs actuels et futurs, continuera premièrement à etre un instrument essentiel de la consolidation et du renforcement de la compétitivité des entreprises luxembourgeoises et du Luxembourg en tant que site de développements d'activités existantes et de localisation d'activités nouvelles et deuxièmement, à etre un instrument de promotion de l'équité sociale sur la base de la capacité contributive et dans le respect de l'effort individuel.»4 4 Di seguito verranno illustrati gli aspetti più significativi delle nuove disposizioni riguardanti la fiscalità delle imprese, mentre per quella delle persone fisiche ci si concentrerà solo su quelli che possono avere un certo interesse per i non residenti. Ove possibile si farà cenno anche ad alcune conseguenze a livello pratico scaturenti dall applicazione di tali novità. L effetto principale della riforma comune ad entrambe le categorie di contribuenti è rappresentato dalla diminuzione dell'aliquota dell'imposta sui redditi a cui non corrisponde nessun allargamento della base imponibile e che per le persone fisiche riguarda tutti i livelli di reddito. 1. LA FISCALITÀ DELLE PERSONE GIURIDICHE Le disposizioni adottate determinano sostanzialmente da un lato una riduzione del carico fiscale, dall'altro una ridefinizione delle conseguenze di alcune operazioni di ristrutturazione societaria sia in capo ai soci sia in capo alle società partecipanti. Il primo risultato è ottenuto attraverso una revisione dell'aliquota dell'imposta sui redditi, sia quella levata a livello statale, l impôt sur le revenu des collecitivités o IRC, sia quella a livello locale, l' impôt commercial communal o ICC, l'adeguazione di un meccanismo che, a certe condizioni, consente di diminuire il carico fiscale dell'imposta patrimoniale, l' impôt fortune o IF, una nuova determinazione della base imponibile, nel cui ambito si inseriscono le modifiche del regime conosciuto come privilegio di affiliazione o participation exemption e le nuove regole circa il consolidato fiscale.5 5 1.1 La revisione della aliquote Dell imposta sui redditi Per quanto attiene all'aliquota dell'imposta sui redditi, globalmente essa scende dal 37,45% al 30,38% 2. Le singole componenti di questo tasso sono riviste al ribasso e più precisamente l'aliquota dell'irc va dal 30% al 22% e quella dell'icc dal 9,09% al 7,5% 3. Da segnalare che ai fini dell'imposta statale sui redditi è abolita la deducibilità dell'imposta locale sui redditi e che non è stata modificata l'aliquota dell'imposta di solidarietà, destinata ad alimentare il fondo per l'occupazione, che rimane al 4% dell'aliquota IRC. Nella tabella che segue viene posto a confronto il carico fiscale sul medesimo reddito conseguito nel 2001 e quest anno. Anno fiscale Reddito imponibile (a) Imposta locale sui redditi (b) (9,09) (7,5) Base imponibile IRC 90, Imposta statale sui redditi (c) (27,27) (22) Imposta di solidarietà (d) (1,09) (0,88) Aliquota totale (b+c+d) (37,45) (30,38) Utile netto 62,55 69,62 2 Si tratta dell'aliquota applicabile alle società che hanno sede in quei Comuni, com è il caso della Città di Lussemburgo, dove il coefficiente moltiplicatore dell ICC è attualmente 250%. 3 Più precisamente l impot commercial communal è scesa dal 4% al 3%. Il tasso effettivo dell ICC risulta dall applicazione a questa aliquota di un coefficiente moltiplicatore che varia in base al Comune ed è pari a 250% per la Città di Lussemburgo.6 6 Non va dimenticato che l'imposta statale sui redditi in Lussemburgo non è strettamente proporzionale, ma leggermente progressiva in quanto esiste un'aliquota del 20% applicata sui redditi inferiori all'importo di Luf (pari a 9.916) mentre per i redditi compresi tra Luf e Luf (pari a ) l'imposta è di Luf più metà del reddito superiore a Luf Tale progressività, per quanto a seguito della riduzione dell'aliquota risulti ancor più attenuata, non è stata abolita. Tuttavia, con la riforma il legislatore ha provveduto ad innalzare leggermente le soglie degli scaglioni elevandoli rispettivamente a per il primo e ad per il secondo, nonché ad adeguare la formula per l'imposta dovuta sul secondo scaglione che ora risulterà pari a più 26% del reddito oltre Della ritenuta alla fonte Sempre in tema di aliquote, vi è un'altra riduzione significativa e riguarda la ritenuta alla fonte ordinaria sui dividendi, cioè quella applicabile qualora non si possano invocare i benefici di una Convenzione per evitare le doppie imposizioni 4 o la Direttiva madri/figlie 5 : tale ritenuta passa dal 25% al 20%. 4 Ad oggi il Lussemburgo ha firmato 44 Trattati contro le doppie imposizioni in base ai quali la ritenuta sui dividendi può essere ridotta a 15%, in certi casi a 5% o addirittura annullata. In virtù di quello in vigore con l'italia l'aliquota minima é del 15%. 5 L art.147 della Loi de l impôt sur le revenu o LIR, così modificato in occasione del recepimento della Direttiva UE 435/90 madri/figlie, stabilisce che non venga applicata nessuna ritenuta alla fonte sui dividendi distribuiti da una società lussemburghese di capitali a condizione che l azionista: - sia un altra società lussemburghese di capitali soggetta all imposta sul reddito o una società residente in un altro Paese membro dell'unione Europea ai sensi dell art.2 della Direttiva succitata7 7 Quella sui canoni (come ad esempio sulle royalties dovute per la licenza di marchi e brevetti) scende anch essa dal 12% al 10% Delle imposte sul capitale e sul patrimonio Per quanto attiene alle imposte sul capitale e sul patrimonio applicabili alle società commerciali, se le aliquote non sono state toccate, sono da segnalare comunque delle modifiche che, in particolar modo per quanto riguarda l' impôt fortune, possono dar luogo ad un'effettiva riduzione del carico fiscale. - detenga una quota di almeno 10% del capitale sociale della società lussemburghese o l'abbia acquisita per un prezzo di almeno 1,2 milioni. Da notare che questa condizione é più favorevole rispetto a quanto stabilito nella Direttiva non solo perché risulta ridotta la quota percentuale di detenzione nel capitale sociale (la norma comunitaria fa riferimento al 25%), ma anche perché è prevista un alternativa in termini di prezzo d'acquisto - per un periodo ininterrotto di almeno 12 mesi, che possono essere anche seguenti alla data di distribuzione se c è un impegno a mantenere la partecipazione sino al termine di questo periodo. L esonero si applica anche quando la partecipazione nella società lussemburghese è detenuta tramite un ente fiscalmente assimilato ad una società di persone (v.infra nota 15). 6 In Lussemburgo non si applica alcuna ritenuta alla fonte né sulla distribuzione di un provento da liquidazione né sugli interessi pagati sui finanziamenti. In quest ultimo caso, a condizione che il tasso a cui sono calcolati sia commisurato a quello di mercato e che l importo del finanziamento sia in relazione al capitale sociale. A questo riguardo l'amministrazione Fiscale lussemburghese considera normalmente che l attività di detenzione di partecipazioni esercitata da una società di capitali soggetta alla fiscalità ordinaria sia finanziata per almeno il 15% da mezzi propri, il che conduce ad un rapporto di indebitamento di 1 a 6 con i mezzi di terzi. Per un illustrazione delle regole lussemburghesi in tema di thin capitalisation con particolare riferimento all attività di detenzione di partecipazioni v. Philip J. Warner Luxembourg in International Tax Planning IBFD Publications, 1997, pagg. 214 e 215.8 8 Invece, con riferimento all'imposta sul patrimonio di un organismo di investimento collettivo, cioè la taxe d'abonnement sul valore netto di una Sicav o di un fondo comune lussemburghese, l'aliquota scende dallo 0,06% allo 0,05% annuo Le disposizioni riguardanti l imposta di registro Con riferimento all'imposta di registro (il droit d'apport ) dell'1% che grava sui versamenti a titolo di capitale sociale 8, il legislatore ha rivisto una delle condizioni necessarie per ottenerne l'esonero. In applicazione delle Direttive UE, infatti, la normativa del Granducato stabilisce diversi casi specifici per l'esenzione dall'imposta di registro dovuta in sede di costituzione o di aumento del capitale sociale di una società lussemburghese. Uno di essi riguarda il conferimento di almeno il 75% di un'altra società lussemburghese o di una società residente in un altro Paese membro dell'ue, a condizione che per un periodo di almeno 5 anni siano mantenute la stessa percentuale e tutte le quote o azioni oggetto del conferimento 9. 7 La taxe d abonnement (che non si applica alle società di capitali assoggettate all imposta sui redditi) è dovuta anche dalle società Holding costituite secondo la legge del 31 luglio del 1929 per le quali invece l aliquota è rimasta invariata allo 0,2%. 8 L aliquota dell imposta di registro attualmente in vigore in Lussemburgo è considerata elevata soprattutto se viene posta a confronto con quella esistente nei Paesi limitrofi o in altri Stati europei per la registrazione di atti della medesima fattispecie. Ad esempio in Belgio è dello 0,5%, in Francia ed in Italia si sconta in misura fissa e non proporzionale, mentre addirittura nel Regno Unito ed in Germania è stata abolita. 9 Si tratta dell art.4-2 della Loi du 29 décembre Un altro caso di esonero è previsto all art.4-1 della stessa legge e consiste nell apporto della totalità del patrimonio o di un ramo d'azienda ad opera di un'altra società lussemburghese o di una società residente in un altro Paese membro dell'ue.9 9 Il legislatore è intervenuto stabilendo che tale quota percentuale minima nel capitale sociale della società oggetto del conferimento scende al 65%. 1.3 Il meccanismo per la riduzione dell impôt fortune Per quanto concerne l imposta patrimoniale impôt sur la fortune che si applica in ragione dello 0,5% sul patrimonio netto 10 di una società residente, le novità sono rappresentate dall'abolizione dell'art.174bis LIR e l'introduzione di un nuovo comma nell'articolo 8 della Loi de l impôt sur la fortune (art.8a LIF). Allo scopo di favorire quei contribuenti che intendono rafforzare la propria società reinvestendo gli utili evitandone una distribuzione, é concesso, a determinate condizioni, di avvalersi di un meccanismo per cui il carico fiscale sul patrimonio può essere ridotto o addirittura annullato. Questo meccanismo, attivabile su opzione del contribuente, consiste nel destinare un importo di utile 11 pari a 5 volte quello dovuto per l'imposta patrimoniale ad una riserva da mantenersi per un periodo di almeno 5 anni A questi fini il patrimonio netto é determinato come la differenza tra le attività e le passività, escludendo tra le prime le partecipazioni importanti ai sensi dell'art.60 del Bewertungsgesetz o BewG cioè la Loi d'évaluation fiscale. Risultano così esonerate dall' impôt sur la fortune quelle partecipazioni detenute: - per una quota di almeno 10% o acquisite per un prezzo di almeno 1,2 milioni - in società lussemburghesi di capitali assoggettate all imposta sui redditi, in società residenti in un Paese UE ai sensi dell art.2 della Direttiva madri/figlie, in società di capitali residenti in Paesi diversi dai precedenti soggette ad un imposta sul reddito comparabile a quella lussemburghese con un aliquota non inferiore al 15% (v.infra nota 18). 11 L'accantonamento a riserva deve essere deciso in occasione della delibera sulla destinazione dell'utile ed in ogni caso prima della fine dell'esercizio che segue quello per il quale si intende procedere alla riduzione. Se l'utile fosse insufficente a costituire questa10 10 Sino all'anno scorso 13 tale meccanismo operava tramite un sistema di credito d imposta a valere sull imposta sul reddito, mentre ora agisce direttamente sull imposta patrimoniale, riducendone l importo. Infine, se l ammontare pagato a titolo d imposta sui redditi é rimasto quale limite massimo per poter ridurre l impôt fortune, esso viene ora determinato prima dell'imputazione di eventuali altri crediti d'imposta. Di seguito si illustra l'impatto della riforma presupponendo una società lussemburghese che realizzi un utile di 70 (dopo aver subito una ritenuta di 10 per la quale si assume di aver diritto ad un credito d imposta) e debba scontare un importo di 15 per l impôt fortune. riserva, si può attingere da altre riserve formatesi con l accantonamento di risultati distribuibili. 12 L'utilizzo di questa riserva per fini diversi da quello di un'incorporazione nel capitale sociale comporta il pagamento dell'imposta sul patrimonio, o di quella sua parte, non assolta nell'anno in cui la riserva era stata costituita. Ad esempio si prenda una società con un carico fiscale per l anno 2002 di a titolo d imposta patrimoniale. Se prima della chiusura dell'esercizio 2003 la società accantona a riserva un importo pari a 1 milione, il carico fiscale dovuto per l'imposta patrimoniale scende a Se prima della scadenza del periodo di cinque anni la società distribuisce tutta o parte della riserva costituita, il carico fiscale dovuto per l'imposta patrimoniale relativamente a tale anno sarà aumentato di un importo corrispondente al risparmio ottenuto in precedenza. In pratica, continuando nell esempio, se prima del 2007 viene distribuito un importo di (pari a metà della riserva già costituita), per quell anno sarà dovuta un imposta patrimoniale di (pari a metà dell importo risparmiato nel 2002). 13 Ci si riferisce al meccanismo previsto all'art.174bis LIR introdotto con l'art.2 della Loi du 23 décembre 1997.11 11 Anno fiscale Base imponibile Ritenuta da aggiungere alla base imponibile Reddito imponibile Imposta sul reddito ICC (7,27) (6) Imposta sul reddito IRC+Imposta solidarietà ante credito d imposta (1) (22,69) (18,3) Credito d imposta sull IRC Imposta sul reddito IRC+Imposta solidarietà post credito d imposta (1) 10 (11,69) 10 (8,3) Imposta patrimoniale Limite imputazione dell IF sull IRC Limite riduzione dell IF Accantonamento a riserva Imposta sul reddito IRC+Imposta solidarietà post credito d imposta IF (2) Totale IRC/ICC Totale IF (15) 11,69 58,45 (11,69-11,69)=0 (0+7,27)=7,27 15 (15) 18,3 75* (8,3) N/A (8,30+6)=14,3 0 Totale imposte 22,27 14,3 poiché l'utile netto é pari a (70 14,3)=55,7 per poter alimentare l'accantonamento, la società dovrà disporre di riserve da utili non distribuiti per un importo di almeno 19,3 (19,3+55,7=75). Qualora la società non disponesse di altre riserve, accantonando tutto l'utile si potrà solamente ridurre l'if di 55,7/5= 11,14 e si dovrà scontare pertanto un imposta patrimoniale di (15-11,14)=3,86.12 Le misure per la determinazione della base imponibile Il nuovo regime di esenzione dei dividendi e delle plusvalenze In quest'ambito si trovano le novità che interessano il regime detto privilegio di affiliazione o participation exemption presente nella normativa lussemburghese già dal 1968 e che aveva conosciuto una prima importante riforma nel Le modifiche riguardano tanto il trattamento dei dividendi incassati, quanto e soprattutto quello delle plusvalenze generate dalla cessione di una partecipazione. Innanzitutto, in tema sia di dividendi sia di plusvalenze vi è ora la possibilità di considerare esenti anche quegli utili derivanti dalle partecipazioni in società di capitali detenute per il tramite di un organismo fiscalmente trasparente, come ad esempio le società di persone di cui all'art.175 LIR 15. Infatti i casi di esonero di una plusvalenza o di un dividendo stabiliti all'art.166 LIR sono stati estesi anche a quelli in cui la partecipazione non è detenuta direttamente. Se quindi sino all'anno scorso la partecipazione doveva essere diretta nel capitale della società distributrice di un dividendo, o dalla cui cessione si realizzava una plusvalenza, ora la normativa sancisce l'applicazione delle esenzioni su tali proventi 14 Ci si riferisce al Règlement Granducal du 24 décembre 1990 che ha sancito, a determinate condizioni, l esenzione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni. Queste disposizioni hanno dato luogo alla nascita di quelle società conosciute con il nome di Soparfi che non sono altro se non quelle società lussemburghesi fiscalmente di diritto comune (cioè non soggette alla Legge del 31 luglio 1929 che regola le famose Holding) che svolgono un'attività di detenzione e valorizzazione di partecipazioni. 15 Si tratta delle società in nome collettivo, di quelle in accomandita semplice, dei GEIE - groupement européen d'intérêt économique, dei GIE - groupement d'intérêt économique e delle sociétés civiles. Non é da escludere che l Amministrazione Fiscale lussemburghese possa considerare ad esse assimilate anche quelle entità di altre giurisdizioni che presentino delle similitudini da un punto di vista giuridico.13 13 anche se derivanti da certe società di persone che a loro volta detengono una partecipazione nella società di capitali da cui deriva l utile. Analogamente per la determinazione della base imponibile a fini dell' impôt fortune, secondo la nuova formulazione dell art.60 BewG sono escluse dall'applicazione dell'imposta sul patrimonio anche le partecipazioni detenute indirettamente, cioè per il tramite di un organismo fiscalmente trasparente. Le nuove disposizioni, allargando le possibilità di esonero anche alle partecipazioni detenute indirettamente, dovrebbero aprire nuove possibilità tra l'altro per coloro che realizzano investimenti in quei fondi di Private Equity operanti attraverso enti che possano essere fiscalmente assimilati ad una società di persone come potrebbe essere il caso delle partnerships anglosassoni. Per quanto riguarda l esonero dei dividendi, prima di affrontare le misure specifiche contenute nella riforma, conviene ricordare le condizioni per cui tale reddito viene esentato dall applicazione dell imposta sui redditi. Tali condizioni 16 sono attinenti alla natura della partecipazione, intendendo con ciò le caratteristiche fiscali della società da cui proviene il dividendo, alla quota percentuale di capitale sociale in essa detenuta (ora anche tramite un organismo fiscalmente trasparente ), od in alternativa al prezzo pagato per l acquisto ed infine al periodo di detenzione 17. Più precisamente la società distributrice deve essere: 16 Esse si applicano anche alle stabili organizzazioni nel Granducato di società residenti in un altro Paese UE o in uno Stato con il quale il Lussemburgo ha firmato un Trattato contro le doppie imposizioni. 17 In certi Trattati contro le doppie imposizioni firmati dal Lussemburgo é stabilita l'esenzione di un dividendo senza riferimento a condizioni circa l'assoggettamento ad imposta della società distributrice (così ad esempio nel Trattato in vigore con la Svizzera e in quello con l'irlanda), o ancora circa il periodo di detenzione (così ad esempio in quello con l Irlanda).14 14 1. se lussemburghese, una società di capitali soggetta all imposta sul reddito 2. se di un Paese membro dell UE, ivi residente ai sensi dell'art.2 della Direttiva madri/figlie 3. se diversa dalle precedenti, una società di capitali soggetta ad un imposta sul reddito simile a quella del Granducato 18. La quota di partecipazione deve essere di almeno 10% o deve essere stata acquisita per un prezzo di almeno 1,2 milioni, e dev essere mantenuta per un periodo di almeno 12 mesi, da completarsi anche successivamente alla data in cui il dividendo è incassato. Le novità introdotte con la riforma 19 riguardano il cosiddetto pre-acquisition dividend e la tassazione di quelli derivanti da partecipazioni che non si qualificano per il privilegio di affiliazione. Nel primo caso si tratta di quei dividendi pagati a valere su riserve già esistenti al momento dell acquisto della partecipazione. Sino all anno scorso in presenza di un operazione di questo tipo poteva prodursi un effetto fiscale negativo negli anni seguenti a tale distribuzione. 18 In pratica ciò significa che la società estera dev'essere soggetta obbligatoriamente ad un'imposta sul reddito con un'aliquota di almeno 15% applicata su di una base imponibile determinata in maniera analoga a quella lussemburghese (cfr. Guy Heinz L'impôt sur le revenu des collectivités in Etudes fiscales n. 113/114/115 pag.85). 19 Da segnalare anche quella che discende dalla ridefinizione delle operazioni di ristrutturazione societaria ed è contenuta nel nuovo art.22bis LIR sugli scambi azionari. È stabilita l esenzione anche dei dividendi che provengono da società che normalmente non si qualificherebbero per l esonero (ad esempio quelli incassati da società non soggette ad un imposta sui redditi) se la partecipazione deriva da uno scambio azionario con una società che invece era qualificata ai sensi della normativa lussemburghese e solo per quelli distribuiti 5 anni dopo l operazione di scambio.15 15 Infatti, se il dividendo incassato rimane assoggettato ad imposta 20 e la svalutazione della partecipazione (derivante dalla riduzione del Patrimonio Netto della controllata a seguito del pagamento di una parte delle riserve) rimane deducibile, quando negli anni successivi, in presenza di un andamento favorevole della controllata, questa correzione veniva reintegrata nel valore della partecipazione (sino a concorrenza del prezzo di acquisto) tale importo era soggetto a tassazione ordinaria. Con la modifica dell art.166 LIR il reintegro di tale svalutazione é esente, posto che il suo importo non ecceda quello della correzione di valore che aveva neutralizzato a fini fiscali il dividendo. Nel secondo caso si tratta di quanto stabilito con il comma 15a dell art.115 LIR per cui i dividendi incassati da società residenti nell UE o in uno Stato con il quale il Lussemburgo ha firmato una Convenzione contro le doppie imposizioni 21 e per i quali non sarebbe applicabile il regime di esenzione di cui all art.166 LIR, concorrono a formare la base imponibile solo per il 50% del loro ammontare 22. Di portata sicuramente maggiore sono le novità che riguardano l esenzione delle plusvalenze. Il legislatore è infatti intervenuto direttamente sulle condizioni per ottenerne l esonero, modificandole in maniera sostanziale. 20 In Lussemburgo si considera che questi dividendi non presentino le caratteristiche di un provento da partecipazione, quanto piuttosto corrispondano ad un realizzo, ancorché parziale, della partecipazione (cfr. Léon Kunsch La réforme de l'impôt sur le revenu des collectivités in Etudes fiscales n. 29/30 pag.54 e Roger Molitor Le régime fiscal des sociétés mères et filiales in Etudes fiscales n. 90/92 pag.33). 21 In questo caso a condizione che si tratti di società assoggettate ad un imposta sul reddito corrispondente a quella lussemburghese con un aliquota di almeno 15% (v.ante nota 18). 22 I costi in relazione con queste partecipazioni non sono deducibili a concorrenza del 50%.16 16 Innanzitutto il limite percentuale minimo da detenere nella società dalla cui cessione deriva la plusvalenza è stato ridotto dal 25% al 10%. Quello alternativo, rappresentato dal prezzo di acquisto pagato, scende anch esso, anche se di poco, e passa da 6,2 milioni, pari al controvalore di Luf 250 milioni, a 6 milioni tondi. Quanto ai soggetti che possono qualificarsi per l esenzione, non solo ciò può avvenire per quelli detenuti attraverso entità fiscalmente trasparenti, ma se si tratta di società di un Paese membro dell UE è sufficiente che siano residenti ai sensi dell art.2 della Direttiva madri/figlie 23. Con riferimento al periodo di detenzione, questa condizione cambia radicalmente. Se sino all anno scorso bisognava che la partecipazione fosse stata detenuta per un periodo di almeno 12 mesi antecedenti l inizio dell esercizio nel corso del quale la plusvalenza viene realizzata 24, ora i 12 mesi contano dalla data di acquisto. 23 Precedentemente solo se soggetti ad un imposta sul reddito corrispondente a quella lussemburghese con un aliquota di almeno 15%. Questa condizione, che rimane valida solo per la detenzione di società residenti in uno Stato non appartenente all'ue, escludeva dalle partecipazioni qualificate ad esempio le società costituite nell International Financial Service Center di Dublino, a cui si applica un aliquota d imposta sul reddito del 10%. Ad ogni modo, prima di far acquisire ad una società lussemburghese una società residente in un Paese UE che goda di un regime di agevolazione per cui l'aliquota d'imposta é inferiore alla soglia del 15% (come ad esempio Madeira), sarà opportuno procedere ad un'attenta valutazione poiché l'amministrazione del Granducato ha la possibilità di invocare una norma generale a carattere antielusivo (art.6 del Steueranpassungs-Gesetz o StAnpG cioè la Loi d'adaptation fiscale contenente il concetto dell abus de droit ) per cui sarebbe in grado di disconoscere gli effetti di un operazione di questo tipo. 24 Per una società lussemburghese con esercizio corrispondente all anno solare ciò significava che se una partecipazione veniva acquisita durante il mese di dicembre, dopo tredici mesi poteva essere realizzata una plusvalenza esente. Tale periodo si allungava tanto più l acquisto avveniva a ridosso dell inizio dell anno e raggiungeva al massimo 24 mesi.17 17 E non solo: tale limite temporale non riguarda ciascun titolo rappresentativo della partecipazione, come era necessario prima della riforma, ma si riferisce alla quota percentuale minima, o alla soglia di prezzo d acquisto 25 e può essere completato anche dopo la cessione. In questo modo una plusvalenza rimane esente senza dover guardare al momento in cui è avvenuta la transazione da cui scaturisce, ma alla condizione che dopo un anno dall acquisto la società lussemburghese abbia mantenuto una quota nel capitale della partecipazione di almeno il 10% o l abbia acquisita per un prezzo di almeno 6 milioni. Ad esempio se una società lussemburghese acquista il 100% di un altra società, potrà cederne sino al 90% in qualsiasi momento realizzando una plusvalenza esente, a condizione che trascorsi 12 mesi dall acquisto continui a detenere in questa società almeno il 10% del capitale sociale. Ancor più vantaggiosa si rivela questa nuova norma quando si tratta di una società lussemburghese che effettua investimenti in Borsa. Se dopo un anno dalla data del primo acquisto rimane un investimento di almeno 6 milioni, le plusvalenze derivanti da operazioni effettuate durante l anno sul titolo in questione sono completamente esenti. 25 La condizione per cui il periodo minimo di detenzione doveva essere compiuto per ciascun titolo di proprietà poteva creare dei problemi quando ad esempio la partecipazione aumentava il proprio capitale sociale nel periodo durante il quale era di proprietà della società lussemburghese, o ancora quando la partecipazione era in una società quotata in Borsa (per cui la soglia minima era normalmente rappresentata dal prezzo di acquisto) e gli investimenti erano effettuati in più tranches. In casi come questi, e ove possibile, il contribuente aveva tutto l interesse ad utilizzare qualsiasi metodo per individuare le varie partite di titoli (l emissione fisica dei certificati azionari o l incremento del valore nominale per gli aumenti di capitale, l accredito su conti o rubriche diverse dei vari acquisti nel caso di titoli quotati) onde poter identificare al momento della cessione il titolo oggetto dell operazione.18 18 Le nuove regole circa il periodo di detenzione si rivelano di portata straordinaria anche nel caso in cui si proceda ad una cessione in più riprese. Infatti secondo quanto stabilito prima della riforma, la condizione per cui la partecipazione doveva essere stata di proprietà della società lussemburghese per un periodo di almeno 12 mesi, doveva essere soddisfatta al momento dell inizio dell esercizio sociale nel corso del quale avveniva la cessione. Con ciò la partecipazione poteva essere venduta in totale esenzione anche se a seguito di ripetute operazioni la soglia in termini di percentuale o di valore scendeva sotto il minimo stabilito, a condizione comunque che le transazioni terminassero entro la chiusura dell esercizio. In pratica, il fatto di oltrepassare il limite percentuale o di valore non comportava automaticamente la perdita dei benefici dell esenzione, se la partecipazione veniva totalmente dismessa entro la fine dell anno sociale. Ora, secondo la nuova formulazione, il periodo di detenzione si determina a far data dall acquisto di una certa quota minima di capitale sociale o per un certo valore di un altra società. Scendere al di sotto di uno di questi limiti comporta l assoggettamento ad imposta della plusvalenza eventualmente scaturita dall'operazione. Ove pertanto si voglia procedere alla cessione di una partecipazione in più tranches sarà bene ricordare che la quota del 10% del capitale sociale, o acquisita per un prezzo di almeno 6 milioni dovrà essere venduta in un unica soluzione. Per meglio illustrare le modifiche apportate con la riforma ed apprezzare così l allargamento delle possibilità di esenzione delle plusvalenze conseguite da una società lussemburghese, di seguito sono state confrontate le condizioni per l esonero prima e dopo l approvazione delle nuove norme.19 19 Esonero plusvalenza Ante riforma Post riforma Nozione di partecipazione Detenzione diretta Detenzione anche attraverso certe entità trasparenti Caratteristiche partecipata della Se lussemburghese: società di capitali soggetta all imposta sui redditi Se non lussemburghese: società di capitali soggetta ad un imposta sui redditi con aliquota min.15% Soglia di detenzione 25% o prezzo di acquisto Luf 250mio. = 6,2 mio. Periodo di detenzione 12 mesi ininterrotti precedenti l inizio dell esercizio di cessione, da compiersi titolo per titolo Se lussemburghese: società di capitali soggetta all imposta sui redditi Se UE: società residente ai sensi art.2 Direttiva madri/figlie Se non UE: società di capitali soggetta ad un imposta sui redditi con aliquota min.15% 10% o prezzo di acquisto 6 mio. 12 mesi ininterrotti di detenzione della soglia minima, da compiersi eventualmente anche dopo una o più cessioni Un ulteriore novità in tema di plusvalenze riguarda l applicazione delle nuove disposizioni ad altri contribuenti, oltre alle società di capitali. Infatti all esenzione possono ora accedere anche le stabili organizzazioni lussemburghesi di società residenti nell UE o in un Paese con il quale il Lussemburgo ha firmato un Trattato contro le doppie imposizioni. In tema di plusvalenze si segnala anche la modifica delle condizioni per cui la cessione di una società lussemburghese è assoggettata ad imposta nel Granducato (v. art.100 LIR). Ciò avviene quando l operazione è realizzata da una società non residente a cui non sia applicabile un Trattato per evitare le doppie imposizioni se la quota percentuale del capitale sociale nella società lussemburghese oggetto della vendita é di almeno 10% (antecedentemente del 25%) e non sono trascorsi più di sei mesi dalla data dell acquisto.20 Il principio dell integrazione fiscale Si tratta del principio in base al quale un gruppo di società residenti nel Granducato hanno la possibilità, a certe condizioni, di determinare il risultato fiscale a livello consolidato cercando così di ottenere la neutralità fiscale di una determinata struttura giuridica. Secondo tale principio, introdotto nella normativa lussemburghese già nel 1980, si possono compensare le perdite conseguite da una società con gli utili realizzati da un altra se tra di esse esistono determinati vincoli. In questo modo, con l obiettivo di eliminare alcune difficoltà alla creazione di un raggruppamento di imprese, viene data rilevanza ad una realtà di tipo economico, rappresentata dall organizzazione di più società sotto l egida di una capogruppo, senza mettere in discussione da un punto di vista giuridico l autonomia patrimoniale delle singole entità. In pratica ciascuna società continua a calcolare normalmente il proprio risultato fiscale che viene però sommato algebricamente a quello della capogruppo sul quale viene finalmente applicata l aliquota d imposta. Non si tratta quindi di operare un consolidamento diretto delle singole componenti del risultato 26 in quanto la determinazione della base imponibile avviene per ciascuna società presa singolarmente, quanto piuttosto di un sistema che permette di sommare algebricamente tra loro i risultati fiscali delle società incluse entro un certo perimetro. Un tale sistema se certo tende a facilitare i raggruppamenti di imprese non consente di attenuare gli effetti di alcune disposizioni come ad esempio di quelle che 26 La qual cosa rappresenterebbe un ulteriore vantaggio in termini di tassazione a livello di un gruppo (cfr. Patrick Kinsch e Roger Molitor in Conséquences fiscales des acquisitions et regroupements internationaux d entreprises - Rapport luxembourgeoise au congrès de l IFA - International Fiscal Association del 1992). Vedere altro
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