Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202015/circ119.htm
Timestamp: 2017-11-22 13:04:06+00:00
Document Index: 177699802

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 16', 'art. 13', 'art.\n10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 2', 'arti\n2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 137', 'art. 13']

Circolare n.119/2015
Circolare n. 119/2015
Oggetto: Lavoro – Disciplina dello sciopero nel cargo ferroviario – Delibera della Commissione Garanzia Scioperi n. 15/219 del 13.7.2015, su G.U. n. 165 del 18.7.2015.
La Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha regolamentato ai sensi della legge 146/90 l’esercizio del diritto di sciopero nel settore del trasporto merci su rotaia. La delibera della Commissione, che più volte aveva sollecitato una disciplina collettiva della materia, muove dal presupposto che il cargo ferroviario, qualora diretto all’approvvigionamento di merci sensibili (quali in particolare prodotti energetici e beni di prima necessità), costituisce un servizio pubblico essenziale da tutelare in caso di sciopero in conformità alla citata legge 146.
Le nuove regole, che cercano di mediare tra le diverse posizioni espresse dal sindacato e dalle organizzazioni imprenditoriali (tra cui la Confetra) nel corso di più audizioni svoltesi nei mesi scorsi, dovranno essere osservate fino a quando non interverrà un accordo specifico per il settore.
Di seguito si evidenziano gli aspetti principali della disciplina dello sciopero nel cargo ferroviario.
Durata – La prima azione di sciopero non può avere una durata superiore a 8 ore consecutive che salgono a 24 in caso di nuove agitazioni relative alla stessa vertenza.
Preavviso e procedura di raffreddamento – Lo sciopero deve essere proclamato con un preavviso minimo di 10 giorni. In ogni caso la proclamazione dello sciopero deve essere preceduta da una procedura di raffreddamento che dovrà esaurirsi al massimo entro 15 giorni con un verbale (di accordo o di mancato accordo) da inviare alla Commissione di Garanzia.
Prestazioni indispensabili – Durante lo sciopero deve essere garantito il trasporto esclusivo dei seguenti beni:
· carburante e combustibile da riscaldamento destinati alla rete di pubblico approvvigionamento;
· animali vivi;
· latte fresco e altri prodotti alimentari di prima necessità deperibili;
· farmaci aventi rilevanza curativa;
· merci pericolose.
La quota di personale utilizzato per l’esecuzione delle suddette prestazioni non può essere mediamente superiore ad un terzo del personale normalmente utilizzato per la piena erogazione del servizio. In ogni caso devono essere garantiti tutti i treni (indipendentemente dalla merce trasportata) che, con orario di partenza anteriore all’inizio dello sciopero, abbiano arrivo a destinazione entro 1 ora dall’inizio dell’astensione.
Franchigie – E’ esclusa l’effettuazione di scioperi nei seguenti periodi:
· dal 21 dicembre al 7 gennaio;
· dal 10 al 20 agosto;
· nella settimana che precede e in quella che segue la Pasqua.
Lavoro straordinario – Lo sciopero dal lavoro straordinario non può eccedere i 10 giorni consecutivi.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n. 115/2000
G.U. n. 165 del 18.7.2015
DELIBERA 13 luglio 2015
Regolamentazione provvisoria delle prestazioni indispensabili, delle
procedure di raffreddamento e di conciliazione e delle altre misure
di cui all'articolo 2, comma 2, della legge 12 giugno 1990, n. 146,
come modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83, relativa al
settore del trasporto merci su rotaia (pos. 1901/14). (Delibera n.
15/219).
che il trasporto merci su rotaia, nel caso in cui sia diretto
all'approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse
naturali, beni di prima necessita' costituisce un servizio pubblico
essenziale, ai sensi dell'art. 1, comma 2, lettera a), della legge n.
146 del 1990, e successive modificazioni, essendo volto a garantire e
soddisfare i diritti della persona, costituzionalmente rilevanti,
alla vita e alla salute;
che il servizio rientra nell'ambito di applicazione della legge
anche nel caso in cui abbia ad oggetto merci definibili come
pericolose, atteso che, in tale evenienza, un'astensione collettiva
e' suscettibile di interferire con la tutela dell'interesse,
parimenti costituzionale, alla sicurezza della collettivita';
che, per lungo tempo, l'organizzazione del servizio e' stata
caratterizzata da un regime monopolistico e, in particolare, dalla
presenza di un solo operatore economico (il Gruppo Societario
Ferrovie dello Stato Italiane), che effettuava (ed effettua)
attivita' di trasporto ferroviario sia passeggeri, che merci. In
costanza di tale assetto, l'attuazione delle finalita' perseguite
dalla legge 146 del 1990, e successive modificazioni, e' stata
realizzata attraverso un Accordo Collettivo, risalente al 1999,
applicabile anche alle astensioni collettive riguardanti il personale
della Divisione Cargo delle Ferrovie dello Stato Italiane;
che l'assetto organizzativo del settore ha subito una profonda
evoluzione e trasformazione a seguito dell'implementazione di
rilevanti misure di liberalizzazione del mercato che hanno consentito
l'accesso all'attivita' da parte di nuovi soggetti;
che, nel 2010, le Segreterie nazionali delle Organizzazioni
sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Orsa e Fast
Ferrovie trasmettevano alla Commissione un'ipotesi di
regolamentazione dell'esercizio del diritto di sciopero nell'ambito
del settore del trasporto merci su rotaia, impegnandosi ad avviare
contatti con le parti datoriali per il raggiungimento di un accordo
sul testo;
che la Commissione non procedeva alla valutazione di idoneita'
della citata proposta, trattandosi, all'evidenza, di una iniziativa
unilaterale, e restava, pertanto, in attesa della trasmissione di un
testo sul quale si fosse formato, medio tempore, un accordo tra le
che, nel frattempo, l'Autorita' constatava un significativo aumento
della conflittualita', soprattutto nel corso dell'anno 2013, e cio'
rendeva indispensabile l'adozione della delibera di orientamento n.
13/253 del 9 settembre 2013, con la quale, innanzitutto, si
sollecitavano nuovamente le Associazioni rappresentative delle
imprese a concordare con le Organizzazioni sindacali una disciplina
dell'esercizio del diritto di sciopero e, dall'altro, nelle more
dell'auspicato esercizio dell'autonomia collettiva, si indicavano
alle parti sociali le prestazioni indispensabili da garantire in caso
di proclamazione di una astensione collettiva, ovvero quelle
contemplate dal Capitolo I - Relazioni industriali, capoverso
rubricato "servizi essenziali da garantire", del Contratto Collettivo
Nazionale del Lavoro del 1° marzo 1991, relativo al settore
dell'autotrasporto di merce su strada per conto di terzi, valutato
idoneo sul punto dalla Commissione, nella seduta del 9 giugno 1994,
con delibera 10.6) CONFETRA;
9. che la Commissione, quindi, a decorrere dal mese di ottobre
2014, avviava un'intensa indagine conoscitiva, al fine di acquisire
dettagliate informazioni relative alle caratteristiche e
all'andamento del conflitto collettivo nell'ambito del settore del
trasporto ferroviario delle merci. A tal scopo, convocava, in
audizione, sia le Organizzazioni sindacali, che, nel corso dell'anno
2010, avevano elaborato una proposta di disciplina, quanto le
Associazioni nazionali delle parti datoriali. A tutti i soggetti
collettivi il Commissario delegato comunicava, innanzitutto, che una
regolamentazione del settore costituiva, oramai, una esigenza
improcrastinabile;
che, in particolare, in data 21 ottobre 2014, il Commissario
delegato ascoltava i rappresentanti delle Segreterie nazionali delle
Organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl
Ferrovie, i quali esprimevano, prima di tutto, l'avviso per cui una
eventuale regolamentazione dovesse avere un ambito di applicazione
circoscritto alle sole categorie merceologiche, il cui venir meno e'
suscettibile di incidere sui diritti costituzionali della persona.
Sotto altro profilo, poi, gli stessi delegati sottolineavano
l'esigenza di prevenire l'assunzione di condotte strumentali da parte
dei datori di lavoro, i quali, a ridosso dell'attuazione dello
sciopero, tenderebbero a variare la composizione dei vagoni dei treni
(introducendo, pretestuosamente, beni oggetto di garanzia), al solo
fine di pretendere l'effettuazione dei servizi di trasporto;
che, sempre in data 21 ottobre 2014, il Commissario delegato audiva
i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali Fast Ferrovie e Orsa
Ferrovie, i quali manifestavano, in primo luogo, perplessita' in
ordine alla natura di servizio pubblico essenziale dell'attivita' di
trasporto merci su rotaia. In merito alle prestazioni indispensabili,
gli esponenti dell'Organizzazione sindacale Orsa dichiaravano,
inoltre, che, nel settore in questione, non sussisterebbe alcuna
esigenza di garanzia di servizi minimi (in quanto la legge si
preoccuperebbe di tutelare solo la liberta' di circolazione delle
persone) e che, comunque, con riferimento al trasporto delle merci
pericolose, la prevenzione dei rischi a carico della sicurezza della
collettivita' potrebbe essere soddisfatta dalla previsione di un
obbligo di custodia delle merci stesse presso i siti di deposito,
anziche' attraverso la configurazione di un obbligo di effettuazione
dei relativi trasporti;
che l'Associazione Asstra, audita il giorno 21 ottobre 2014, dopo
una breve premessa relativa ai diversi contratti collettivi applicati
dalle imprese operanti nel settore (ed, in particolare, il CCNL
attivita' ferroviarie, il CCNL autoferrotranvieri, il CCNL merci e
logistica), riferiva che le Aziende ad essa associate, nel corso di
alcuni incontri, avevano manifestato una larga preferenza per
autonome regolamentazioni aziendali dell'esercizio del diritto di
sciopero rispetto ad una regolamentazione comune, in modo tale che
fosse possibile tenere in debita considerazione le specificita'
organizzative delle singole imprese;
che l'Associazione Fercargo, ascoltata in data 27 ottobre 2014,
preso atto dell'invito formulato dalla Commissione ad attivarsi per
la conclusione di un accordo collettivo, rilevava che alcune imprese
ad essa associate effettuano anche trasporti internazionali. In
relazione a tale aspetto, il Commissario delegato evidenziava che gli
accordi collettivi in materia hanno una efficacia limitata al
territorio dello Stato italiano e che, negli altri Paesi europei, non
e' riscontrabile una normativa analoga alla legge 146 del 1990, e
che, in data 3 novembre 2014, veniva audita l'Associazione
Confetra, la quale condivideva l'idea per cui una disciplina di
settore fosse oramai necessaria, ma auspicava che, nella stessa,
fossero disciplinate tutte le misure previste dalla legge 146 del
1990, e successive modificazioni, e non solo alcune di esse, come
viceversa proposto dalle Organizzazioni sindacali;
che, in data 14 novembre 2014, si svolgeva l'audizione dei
rappresentanti di RFI, nel corso della quale venivano assunte precise
informazioni in merito alle regole di accesso alla rete ferroviaria.
I rappresentanti della Societa' riferivano, in particolare, che il
rilascio delle tracce avviene, sostanzialmente, attraverso due
distinte modalita', ovvero mediante una programmazione annuale e
attraverso una gestione operativa, quasi in tempo reale, delle
richieste. Ai fini della pianificazione annuale, le imprese
manifestano, durante il mese di aprile, interesse all'utilizzazione
di alcune tracce orarie nel corso dell'anno successivo. Sulla scorta
di tali richieste, il gestore dell'infrastruttura ferroviaria elabora
un progetto di assegnazione delle tracce stesse che, a seguito di un
contraddittorio con le aziende, diventa definitivo nel mese di
dicembre dell'anno precedente a quello di effettiva utilizzazione
della rete. Nell'ambito della gestione operativa, invece, RFI
rilascia le tracce orarie rimaste disponibili e non assegnate
nell'ambito della programmazione annuale e riceve richieste di
variazioni (relative all'orario, alla merce da trasportare, ovvero
all'itinerario) delle tracce assegnate in sede di pianificazione
che, in data 16 dicembre 2014, venivano riconvocate tutte le
Organizzazioni sindacali precedentemente audite. Nel corso della
riunione, i delegati evidenziavano che, nonostante la sollecitazione
della Commissione, le parti datoriali avevano manifestato scarso
interesse per la risoluzione della problematica e, per tale ragione,
non era stato possibile raggiungere un accordo. Nel merito, i
soggetti intervenuti insistevano sulla necessita' di concepire
meccanismi procedurali diretti a prevenire condotte strumentali dei
datori di lavoro (problematica dei c.d "servizi di trasporto
promiscuo") e sulla opportunita' di configurare fattispecie di
responsabilita' a carico delle Societa' che si rendono responsabili
delle condotte citate;
che, in data 16 dicembre 2014, venivano ascoltati nuovamente anche
i rappresentanti delle Associazioni Asstra, Confetra e Fercargo, i
quali esponevano che erano in corso contatti tra le stesse per
definire una posizione comune da presentare alle Organizzazioni
che, in data 27 febbraio 2015, la Segreteria nazionale
dell'Organizzazione sindacale Fit Cisl trasmetteva alla Commissione
un'ipotesi di disciplina che si caratterizzava per la previsione di
una durata delle azioni fino ad un massimo di 120 ore consecutive,
per l'assenza di periodi di franchigia, per la garanzia di tutti
treni che arrivano a destinazione entro 1 ora dall'inizio dello
sciopero e per la configurazione di prestazioni indispensabili
consistenti nella sola custodia e controllo delle merci pericolose e
nell'obbligo di effettuazione di tutti i servizi di trasporto che
abbiano ad oggetto risorse energetiche, beni di prima necessita' e
che, in data 26 marzo 2015, la Segreteria generale
dell'Organizzazione sindacale Orsa Ferrovie trasmetteva una bozza di
regolamentazione che prevedeva la garanzia di servizi minimi solo in
caso di astensione collettiva di carattere nazionale, ovvero
riguardante tutte le imprese del settore, la fissazione di una durata
massima di 120 ore consecutive, l'assenza di periodi di franchigia,
la garanzia di tutti i treni che arrivano a destino entro 1 ora
dall'inizio dello sciopero e la fissazione ad un giorno del termine
di preavviso minimo per la revoca delle proclamazioni;
che, in data 27 marzo 2015, perveniva alla Commissione anche una
proposta di disciplina elaborata unitariamente da Asstra, Confetra e
Fercargo, gli aspetti fondamentali della quale erano la fissazione di
un preavviso minimo di 20 giorni per la proclamazione di uno
sciopero, una durata delle astensioni collettive non superiore a 4
ore, in caso di prima azione, a 8 ore per la seconda (in entrambi i
casi collocate nella fascia mattutina) e a 24 ore per le successive
azioni riguardanti la medesima vertenza, la garanzia di tutti i treni
i cui orari di percorrenza ricadono prevalentemente al di fuori della
fascia oraria dello sciopero, la rarefazione di 15 giorni tra
l'effettuazione di uno sciopero ed il successivo e l'obbligo dei
servizi minimi di cui alla delibera 13/253 della Commissione e di
quelli previsti dall'art. 16 della Regolamentazione del Trasporto
che i testi sottoposti alla valutazione della Commissione
costituivano "atti unilaterali" delle Organizzazioni sindacali e
delle Associazioni delle parti datoriali e, pertanto, in relazione ad
essi, la Commissione non esprimeva alcuna valutazione di idoneita',
atteso che il giudizio ad essa demandato dalla legge puo' essere
formulato, esclusivamente, in relazione a proposte sulle quali si sia
formato l'accordo delle parti sociali (ex multis, delibere 23 aprile
1998, n. 98/225 e n. 98/226);
che, preso atto dell'irriducibile distanza delle singole posizioni
manifestata dalle parti in ordine alla disciplina dell'esercizio del
diritto di sciopero nel settore, la Commissione, con delibera n.
15/123, adottata nella seduta del 27 aprile 2015, formulava alle
stesse una proposta sull'insieme delle prestazioni, procedure e
misure da considerare indispensabili, ai sensi dell'art. 13, comma 1,
lett. a), primo inciso, della legge n. 146 del 1990, e successive
che, in relazione alla delibera 15/123, pervenivano proposte di
modifica formulate, separatamente, dalle singole Organizzazioni
sindacali (a differenza di quanto accaduto nell'anno 2010, nel corso
del quale i Sindacati riuscirono a raggiungere una posizione unitaria
in materia);
che, in particolare, con nota del 12 maggio 2015, la Filt Cgil
presentava una memoria con la quale esprimeva, innanzitutto, l'avviso
per cui la regolamentazione dovrebbe riguardare tutte le imprese del
settore. Sotto altro profilo, l'Organizzazione sosteneva che la
proposta di disciplina sarebbe stata elaborata attingendo da altre
regolamentazioni esistenti, senza tenere in alcuna considerazione le
specificita' del settore e, sulla scorta di tale presupposto,
effettuava alcune considerazioni critiche in ordine alla durata, alle
franchigie, alle categorie merceologiche oggetto di servizi minimi,
alle misure dirette a consentire l'erogazione delle prestazioni
indispensabili e alla conoscibilita' delle tracce orarie programmate
e pianificate annualmente dall'Azienda;
che il Sindacato contestava, inoltre, il meccanismo di
individuazione dei servizi minimi in quanto, a suo avviso, le aziende
avrebbero potuto aggirarlo variando, in gestione operativa, a ridosso
dell'effettuazione dell'azione di sciopero, il piano di carico,
l'orario e il tragitto dei servizi di trasporto, in considerazione
del fatto che non e' noto all'organizzazione sindacale la
programmazione annuale e la pianificazione delle tracce orarie
aziendali. Infine, proponeva di precisare che la consistenza dei
contingenti minimi non avrebbe dovuto essere superiore, mediamente,
ad un terzo del personale normalmente utilizzato per l'erogazione del
che, con nota del 13 maggio 2015, l'Organizzazione Fast Ferrovie
insisteva nel ritenere che l'attivita' di trasporto merci su rotaia
non costituisce un servizio pubblico essenziale ed esponeva che
concetti quali quello della rarefazione e della franchigia sarebbero
propri della disciplina del trasporto viaggiatori;
che, con nota del 14 maggio 2015, l'Organizzazione Orsa presentava
osservazioni alla proposta di regolamentazione, adducendo,
innanzitutto, che la stessa avrebbe dovuto riguardare anche la
divisione cargo Trenitalia. L'Organizzazione sosteneva, poi, che il
servizio non meriterebbe di essere regolato da una apposita
disciplina, attesa la bassa percentuale di merci movimentata rispetto
al volume complessivo dei beni trasportati via terra e, quindi, data
l'esistenza di servizi alternativi. Con la stessa nota, l'Orsa
proponeva, inoltre, la configurazione di prestazioni indispensabili
solo in caso di scioperi di carattere nazionale del settore e una
durata massima delle azioni pari a 5 giorni;
che, con nota del 18 maggio 2015, la Segreteria Nazionale
Uiltrasporti proponeva una serie di modifiche alla delibera della
Commissione ed, in particolare, la previsione di un termine di
preavviso di 48 ore per la revoca delle azioni di sciopero, una
riforma totale delle franchigie, nonche' la previsione a carico
dell'Azienda di un obbligo di comunicazione al Sindacato, con cadenza
mensile, di tutte le tracce programmate, pianificate e distinte per
categorie merceologiche. Infine, l'Organizzazione proponeva di far
decorrere dal momento dell'attivazione dello stato di agitazione
(anziche' dalla ricezione della proclamazione di sciopero),
l'insorgenza del divieto, configurato a carico dell'Azienda, di
richiedere all'ente gestore della rete la variazione (quanto al piano
di carico, all'orario e all'itinerario) delle tracce assegnate in
sede di pianificazione annuale;
che, con nota del 21 maggio 2015, la Segreteria Nazionale della Fit
Cisl chiedeva la modifica della disciplina delle prestazioni
indispensabili relative alle merci pericolose, nel senso di
prevedere, esclusivamente, un obbligo di custodia di esse presso i
depositi, l'introduzione di un obbligo, a carico di RFI, di
trasmissione alle OOSS ed alla Commissione della pianificazione
annuale delle tracce ed una riforma totale delle franchigie.
L'Organizzazione sosteneva, poi, che una durata breve delle azioni si
sarebbe prestata ad essere vanificata dall'eventuale ricorso delle
imprese ad alleanze commerciali. Infine, proponeva di sostituire la
locuzione "farmaci aventi rilevanza curativa", contenuta nell'art.
10, comma 2, della proposta, con le parole "farmaci salva vita o
meglio in classe A". e proponeva di aggiungere all'espressione
"combustibile da riscaldamento", contenuta nell'art. 10, comma 1
della proposta, le parole "destinati alla rete di pubblico
approvvigionamento";
Considerato, altresi',
che, con nota del 14 maggio 2015, le Associazioni rappresentative
delle imprese formulavano, unitariamente, proposte di modifica alla
delibera 15/123 e che, in particolare, richiedevano: a)
l'allungamento da 5 a 7 giorni dei termini indicati nell'art. 2,
lettera b), commi 2, 3 e 4, che disciplinano l'espletamento delle
procedure di raffreddamento; b) la collocazione nella fascia oraria
21:00 - 21:00 delle azioni di sciopero successive alla prima; c) la
previsione di un intervallo minimo di 10 giorni tra l'effettuazione
di uno sciopero e la proclamazione del successivo, tanto ai fini
della rarefazione soggettiva quanto ai fini della rarefazione
oggettiva; d) una riforma delle franchigie con l'inserimento,
peraltro, del divieto di effettuazione degli scioperi in coincidenza
dei due principali cambi orario internazionali; e) l'eliminazione,
nell'ambito del comma 2 dell'art. 10, del riferimento alla
possibilita' di effettuare trasporti che abbiano ad oggetto,
esclusivamente, le categorie merceologiche annoverate al comma 1,
ritenendo che, per effetto dell'applicazione di tale regola, alcuni
servizi di trasporto possono risultare antieconomici e, che, quindi,
le aziende possano rinunciarvi.
che nessun parere in ordine alla proposta di regolamentazione del
settore veniva espresso dalle Associazioni dei consumatori e degli
utenti riconosciute;
che, al fine di accertare l'eventuale disponibilita' delle parti a
raggiungere un accordo, ai sensi dell'art. 13, comma 1, lettera a),
della legge 146 del 1990, e successive modificazioni, la Commissione
fissava audizioni delle parti sociali;
che, in particolare, in data 9 giugno 2015, la Commissione audiva
tutte le Organizzazioni sindacali che avevano partecipato al
procedimento ed accertava l'indisponibilita' di esse a pervenire ad
un accordo con le Associazioni datoriali nella materia di cui si
tratta. Nel corso della stessa riunione, il Commissario prendeva
posizione in merito alle osservazioni presentate dai soggetti
collettivi relativamente alla delibera 15/123;
che, in particolare, in relazione alle note trasmesse dalla Filt
Cgil, in data 12 maggio 2015, il Commissario precisava: a) che
l'ambito di applicazione della proposta non puo' essere esteso alla
Divisione Cargo Trenitalia, in quanto, per tale Societa', esiste un
accordo collettivo, siglato nel 1999, valutato idoneo dalla
Commissione e tuttora vigente, in relazione al quale l'Autorita' non
dispone di nessun potere di intervento unilaterale; b) che ai fini
dell'elaborazione della proposta, la Commissione si e' attenuta alle
regole dettate dall'art. 13, comma 1, lettera a), della legge 146 del
1990, e successive modificazioni, ai sensi del quale, in sede di
predisposizione della regolamentazione, l'Autorita' non puo'
prescindere dalla considerazione delle regole dettate dalle
discipline vigenti con riferimento a servizi analoghi; c) che il
rischio prospettato dall'Organizzazione sindacale di un eventuale
elusione delle regole dettate dall'art. 10 della proposta, e' stato
adeguatamente prevenuto, prevedendo che, dopo la proclamazione dello
sciopero, le aziende non possono richiedere, in gestione operativa,
la variazione delle tracce assegnate con la programmazione annuale
(cfr. art. 10, del comma 3, della proposta);
che, in relazione alle note trasmesse dalla Fast Ferrovie, in data
13 maggio 2015, il Commissario dichiarava, innanzitutto, di ritenere
superata la questione relativa alla riconducibilita' del settore
nell'ambito di applicazione della legge 146 del 1990, e precisava che
le franchigie e la regola dell'intervallo tra azioni di sciopero,
diversamente da quanto ex adverso esposto, costituiscono, in via
generale, misure dirette a realizzare l'equo contemperamento tra
l'esercizio del diritto di sciopero e i diritti costituzionalmente
tutelati dei cittadini;
che, in merito alle considerazioni formulate dal Sindacato Orsa,
con nota del 14 maggio 2015, il Commissario esponeva: a) che
l'esistenza di servizi alternativi non vale ad escludere la
qualificazione dell'attivita' di trasporto merci su rotaia in termini
di servizio pubblico essenziale. Ed infatti, l'art. 13, comma 1,
lettera a), della legge 146 del 1990, e successive modificazioni,
impone all'interprete di tenere in considerazione l'esistenza di
servizi alternativi, ai soli effetti della determinazione della
"quantita'" di prestazioni indispensabili da garantire, con cio'
implicitamente ammettendo che possano coesistere servizi pubblici
essenziali, gli uni alternativi agli altri; b) che la proposta
sindacale di prevedere prestazioni indispensabili esclusivamente in
caso di scioperi nazionali di settore non ha alcun fondamento
giustificativo sul piano logico-giuridico;
che, in merito alle note del 18 maggio 2015 della Uiltrasporti, il
Commissario delegato rappresentava: a) che il termine di preavviso
delle azioni di sciopero non puo' essere inferiore a dieci giorni, in
coerenza con quanto disposto in materia dall'art. 2, comma 6, della
legge 146 del 1990, e successive modificazioni; b) che la proposta di
configurazione di un obbligo aziendale di comunicazione al Sindacato,
con cadenza mensile, di tutte le tracce programmate, pianificate e
distinte per categorie merceologiche, non puo' essere accolta, atteso
che un siffatto meccanismo, essendo del tutto svincolato
dall'evenienza della proclamazione di uno sciopero, finirebbe con il
comprimere oltre misura e senza giustificato motivo la liberta' di
iniziativa economica privata costituzionalmente tutelata; c) con
riferimento alla disciplina delle franchigie, il Commissario si
riservava, invece, di effettuare ulteriori approfondimenti, al fine
di accertare l'eventuale sussistenza di margini per una maggiore
personalizzazione della relativa normativa;
che, in relazione alle note trasmesse dalla Fit Cisl, in data 21
maggio 2015, il Commissario delegato esprimeva parere favorevole
all'accoglimento della proposta sindacale di precisare che, oggetto
di prestazioni indispensabili, e' il trasporto di carburante
"destinato alla rete di pubblico approvvigionamento", mentre si
dichiarava contraria all'introduzione di un obbligo, a carico di RFI,
di trasmissione della programmazione annuale alle Organizzazioni
sindacali, data la posizione di terzieta' rispetto al conflitto
collettivo rivestita dal soggetto gestore della rete e per ragioni
connesse al rispetto delle esigenze di riservatezza dei dati
commerciali delle imprese;
che, in data 9 giugno 2015, il Commissario delegato audiva i
rappresentanti delle Associazioni datoriali ed accertava la loro
indisponibilita' a pervenire ad un accordo con le Organizzazioni
che, nel corso dell'audizione delle Associazioni datoriali, il
Commissario delegato prendeva posizione in ordine alle proposte
modificative della delibera 15/123 dalle stesse formulate
unitariamente con nota del 14 maggio 2015, dichiarando che: a) la
previsione di franchigie e' volta a soddisfare particolari esigenze
di tutela degli utenti e non gli interessi commerciali delle imprese
(ancorche' legittimi); b) la regola di cui all'art. 10, comma 2,
della proposta di disciplina, ha lo scopo di prevenire eventuali
condotte strumentali dei datori di lavoro e, nell'assetto complessivo
della regolamentazione, e' stata ritenuta necessaria ai fini del
perseguimento di un effettivo contemperamento tra il diritto di
sciopero e i diritti costituzionali degli utenti.
Rilevato, inoltre,
che, nel corso delle audizioni del 9 giugno 2015, il Commissario
delegato rappresentava tanto alle Organizzazioni sindacali, quanto
alle Associazioni datoriali, che azioni di protesta recentemente
proclamate nel settore del trasporto merci su rotaia avevano
evidenziato la necessita' di assumere ulteriori informazioni in
ordine alle astensioni collettive dal lavoro straordinario, al fine
di valutare l'effettiva incidenza di tali azioni di sciopero sulla
regolarita' del servizio, nonche' i pregiudizi che esse sono in grado
di arrecare ai diritti costituzionalmente tutelati degli utenti.
Cio', in quanto, dalle risultanze istruttorie acquisite in occasione
delle circostanze richiamate, era emerso che le perturbazioni alla
circolazione ferroviaria (alla ricorrenza delle quali le imprese
richiedono prestazioni eccedenti il normale orario di lavoro)
rappresentano quasi una costante, con l'ovvia conseguenza che il
completamento dei servizi di trasporto dipende, spesso, da
prestazioni di lavoro straordinario. Tali sopravvenute evidenze
determinavano, quindi, l'esigenza di prevenire il rischio che
attraverso tali forme di astensioni (che, in difetto di specifica
previsione, sono ammesse per la durata massima di 30 giorni, in base
alla delibera di carattere generale della Commissione n. 03/130),
possano determinarsi effetti "abnormi" sugli utenti, ovvero
conseguenze sproporzionate rispetto a quelle che derivano
dall'attuazione di uno sciopero dal lavoro ordinario, peraltro con
l'assunzione del minimo sacrificio economico da parte dei lavoratori
che vi aderiscono;
che, ai fini dell'integrazione del contraddittorio sul punto, nel
corso dell'audizione del 9 giugno 2015, il Commissario assegnava alle
parti termine fino al 19 giugno 2015 per la trasmissione di ulteriori
memorie scritte;
che, con nota del 18 giugno 2015, le Associazioni datoriali
trasmettevano una proposta unitaria di disciplina dell'astensione dal
lavoro straordinario che prevedeva una durata massima di 3 giorni;
che, con nota del 19 giugno 2015, le Associazioni sindacali
dichiaravano che il ricorso massiccio al lavoro straordinario nel
settore e' dovuto ad una scarsa capacita' organizzativa o meglio ad
un uso strategico di tale istituto per sopperire alla carenza di
organico, nonostante le contrattazioni collettive configurino tali
prestazioni come eccezionali, ed invitavano la Commissione a non
assimilare l'istituto al lavoro ordinario, agli effetti della
disciplina sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali,
auspicando, pertanto, che la durata massima di tali forme di
astensioni fosse stabilita in 30 giorni, in coerenza con la delibera
di carattere generale 03/130;
che, dalle risultanze istruttorie acquisite nel corso procedimento,
al quale hanno partecipato attivamente le parti sociali, sono emerse
indicazioni utili ai fini di una parziale revisione della proposta
approvata dalla Commissione nella seduta del 27 aprile 2015;
che, in particolare, dalla disciplina delle franchigie risulta
opportuno eliminare il divieto di proclamazione degli scioperi in
concomitanza con l'espletamento delle consultazioni elettorali,
atteso che il servizio non risulta utilizzato per il trasporto delle
schede elettorali e/o di altro materiale elettorale;
che, nell'ambito della disciplina delle prestazioni indispensabili,
risulta opportuno precisare, coerentemente con le finalita' di tutela
dell'utenza perseguite dalla legge 146 del 1990, e successive
modificazioni, che debbono essere garanti solo i trasporti di
carburante e combustibile da riscaldamento destinati alla rete di
pubblico approvvigionamento;
che, con riferimento alla disciplina della determinazione dei
contingenti di personale, al fine di prevenire eventuali dispute tra
le parti, risulta necessario precisare che, in ogni caso, il
personale comandato non puo' eccedere quote superiori mediamente ad
un terzo del personale normalmente utilizzato per la piena erogazione
che, infine, per i motivi ampiamente esposti nella presente
delibera, risulta necessario disciplinare espressamente la durata
massima dell'astensione dal lavoro straordinario, ritenendo
ragionevole un'azione continuativa che non superi 10 giorni, con la
precisazione, peraltro, che la proclamazione con unico atto di
un'astensione dal lavoro straordinario e dal lavoro ordinario puo'
avvenire soltanto se quest'ultima e' contenuta nel periodo
interessato dall'astensione dal lavoro straordinario, coerentemente
con l'indirizzo generale impartito in materia dalla Commissione con
la delibera 03/130;
in applicazione dell'art. 13, comma 1, lett. a), primo inciso,
della legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni, la seguente
Regolamentazione provvisoria:
1. La presente Regolamentazione si applica alle astensioni
collettive dalle prestazioni, a fini di protesta o di rivendicazioni
di categoria, del personale dipendente dalle imprese di trasporto
merci su rotaia, estranee all'ambito di applicazione dell'Accordo
collettivo relativo al Gruppo Ferrovie dello Stato del 23 novembre
1999, che effettuano servizi di trasporto aventi ad oggetto energie,
prodotti energetici, risorse naturali, beni di prima necessita' e
2. La disciplina recata dalla presente Regolamentazione si
riferisce all'attuale stato di organizzazione del servizio, per cui
eventuali sopravvenute rilevanti trasformazioni potranno richiedere e
giustificare una sua revisione.
A) Regole generali.
1. Il soggetto collettivo che intenda proclamare uno sciopero deve
esperire, preventivamente, delle procedure di raffreddamento e
conciliazione, articolate diversamente a seconda della rilevanza
aziendale o locale ovvero nazionale della vertenza.
2. In ogni caso, durante le procedure di cui al presente articolo,
le parti si asterranno dal porre in essere azioni unilaterali e le
aziende sospenderanno, per la medesima durata, l'applicazione degli
eventuali atti unilaterali recenti o delle manifestazioni di intenti
che hanno dato luogo alla vertenza, fatti comunque salvi gli obblighi
derivanti dalla regolarita' e dalla sicurezza dell'esercizio.
3. L'attivazione delle procedure di cui al presente articolo, la
partecipazione alle stesse e la sottoscrizione dei relativi verbali
non producono alcun effetto ai fini della titolarita' negoziale delle
Organizzazioni sindacali partecipanti alle procedure medesime.
4. E' fatto obbligo alle parti di collaborare, in buona fede, ai
fini dell'espletamento delle procedure. L'omessa convocazione da
parte dell'Azienda o il rifiuto di partecipare all'incontro, da parte
del soggetto sindacale che lo abbia richiesto, nonche' il
comportamento assunto dalle parti durante l'esperimento delle
procedure, potranno essere oggetto di valutazione della Commissione,
ai sensi dell'art. 13, comma 1, lett. c), d), h), i), m), della legge
n. 146 del 1990, e successive modificazioni.
5. Nell'ambito della stessa vertenza sindacale, sia nazionale che
aziendale/locale, ai fini della proclamazione di un'azione di
sciopero, le procedure di raffreddamento e di conciliazione devono
essere ripetute nel solo caso in cui siano trascorsi piu' di 90
giorni, decorrenti dall'avvenuto svolgimento delle procedure, ovvero
dal momento in cui le stesse avrebbero dovuto concludersi. Ai fini
del computo del termine di cui al capoverso precedente sono esclusi i
periodi di franchigia previsti dall'art. 8.
6. E' fatta salva la possibilita' delle parti di esperire le
procedure di raffreddamento in sede amministrativa con le modalita'
disciplinate dall'art. 2, comma 2, della legge 146 del 1990, e
B) Regole procedurali.
1. Il soggetto collettivo che promuove uno stato di agitazione,
prima della proclamazione di sciopero, deve avanzare richiesta
scritta di incontro all'Azienda, specificando le motivazioni della
vertenza. In caso di controversia nazionale o relativa al rinnovo del
CCNL, la comunicazione dello stato di agitazione deve essere
indirizzata alle Aziende e alle Associazioni nazionali delle parti
2. Entro 5 giorni dalla richiesta, l'Azienda ovvero le
Associazioni, a seconda dell'ambito di rilevanza della controversia,
procedono alla formale convocazione di un incontro che deve avvenire
entro e non oltre i successivi 5 giorni.
3. In caso di mancata convocazione del soggetto collettivo nel
termine di 5 giorni dalla richiesta, le procedure si intendono
comunque esperite.
4. La procedure si intendono invece esaurite nel caso in cui le
parti non abbiano raggiunto un accordo nel termine di 5 giorni dal
primo incontro di cui al comma 2.
5. Del tentativo di conciliazione viene redatto verbale che,
sottoscritto dalle parti, e' inviato alla Commissione di garanzia.
6. In caso di esito positivo della procedura, il verbale deve
contenere l'espressa dichiarazione di revoca dello stato di
agitazione. In caso di esito negativo, nel verbale devono esser
indicate le ragioni del mancato accordo.
1. Ai fini della comunicazione all'utenza e della predisposizione
delle misure necessarie all'erogazione delle prestazioni
indispensabili, la proclamazione di sciopero deve essere comunicata
per iscritto, se l'astensione ha rilievo locale o aziendale, alle
Aziende interessate, al Prefetto, alla Commissione di garanzia ed
all'Osservatorio sui conflitti sindacali, costituito presso il
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un preavviso
minimo di 10 giorni.
2. Se lo sciopero ha rilievo nazionale, la relativa comunicazione
deve essere data, nei termini e secondo le modalita' sopra indicate,
alle Aziende, alle Associazioni nazionali datoriali del settore, alla
Commissione di garanzia ed all'Osservatorio sui conflitti sindacali
costituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
3. E' fatto salvo quanto disposto dall'art. 2, comma 7, della legge
n. 146 del 1990, e successive modificazioni, nei casi di astensioni
dal lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per
gravi eventi lesivi dell'incolumita' e della sicurezza dei
Requisiti dell'atto di proclamazione e comunicazioni all'utenza
1. Fatto salvo quanto previsto al comma 3, dell'art. 13, ogni atto
di proclamazione deve avere ad oggetto una singola azione di sciopero
e deve recare l'indicazione della data di esperimento delle procedure
di raffreddamento, dell'ora di inizio e termine, della durata, delle
modalita' di attuazione e delle motivazioni dell'astensione
collettiva dal lavoro e deve essere sottoscritto in forma
2. Le aziende provvedono a dare informazione all'utenza
dell'avvenuta proclamazione di uno sciopero, nei modi e con le forme
previste dall'art. 2, comma 6, della legge 146 del 1990, e successive
modificazioni, nel termine di almeno 5 giorni prima dell'inizio
1. La prima azione di sciopero non puo' avere una durata superiore
a 8 ore.
2. Le astensioni successive alla prima azione di sciopero, relative
alla stessa vertenza, non possono superare la durata di 24 ore.
3. In ogni caso le azioni di sciopero devono svolgersi in un unico
periodo di durata continuativa.
1. Indipendentemente dalla materia oggetto della controversia, tra
l'effettuazione di uno sciopero e la proclamazione del successivo, da
parte dello stesso soggetto sindacale, deve intercorrere un
intervallo di almeno 1 giorno.
2. Tra due azioni di sciopero proclamate da soggetti sindacali
diversi, che incidono sullo stesso servizio finale e sullo stesso
bacino di utenza, deve intercorrere un intervallo di almeno 10
1. Salvo il caso di accordo, di intervento da parte della
Commissione di garanzia o dell'Autorita' competente ad emanare
l'ordinanza di cui all'art. 8 della legge n. 146 del 1990, e
successive modificazioni, la revoca spontanea dello sciopero deve
essere comunicata agli stessi soggetti destinatari dell'atto di
proclamazione, almeno cinque giorni prima della data di inizio
dell'astensione dal lavoro.
2. Agli effetti previsti dall'art. 2, comma 6, della legge n. 146
del 1990, e successive modificazioni, la revoca dello sciopero potra'
intendersi effettuata in conseguenza dell'ordine dell'Autorita'
precettante e/o della Commissione di garanzia, solo nel caso in cui
venga comunicata entro 5 giorni dalla ricezione del provvedimento
dell'Autorita' medesima.
Franchigie ed esclusioni.
1. E' esclusa l'effettuazione di scioperi nei seguenti periodi:
dal 21 dicembre al 7 gennaio;
dal 10 agosto al 20 agosto;
nella settimana che precede e in quella che segue la Pasqua;
In caso di avvenimenti eccezionali di particolare gravita' o di
calamita' naturali, gli scioperi di qualsiasi genere, dichiarati od
in corso di effettuazione, sono immediatamente sospesi, anche in
deroga al termine di cui all'art. 7, comma 1.
Individuazione delle prestazioni indispensabili.
1. Durante l'attuazione dello sciopero verra' garantita
l'effettuazione dei servizi che l'Azienda, prima della proclamazione
dello sciopero, ha pianificato per il trasporto delle categorie
merceologiche di seguito indicate:
latte fresco ed altri prodotti alimentari di prima necessita'
farmaci aventi rilevanza curativa;
2. Ai fini dell'individuazione dei servizi minimi di cui al comma
precedente, l'Azienda, ricevuta la comunicazione di sciopero, convoca
i soggetti proclamanti per una riunione, da tenersi entro i
successivi 5 giorni. Nel corso di tale incontro, la parte datoriale
comunica e fornisce prova alle Organizzazioni sindacali proclamanti
delle tracce orarie ad essa assegnate dall'Ente gestore della rete in
sede di pianificazione annuale. Di tali tracce deve esserne garantita
l'utilizzazione della meta' per l'effettuazione di servizi,
preventivamente pianificati dall'Azienda, destinati al trasporto
esclusivo delle categorie merceologiche annoverate nel comma 1.
L'individuazione delle tracce orarie da utilizzare deve avvenire
d'intesa tra le parti. In difetto di accordo, la scelta e' rimessa
alla decisione della parte datoriale.
3. Allo scopo di non alterare il delicato contemperamento degli
interessi realizzato con le regole di cui al comma 2, l'Azienda,
ricevuta la proclamazione di sciopero, non potra' richiedere all'ente
gestore della rete la variazione (quanto all'orario, alla merce da
trasportare, ovvero all'itinerario) delle tracce ad essa assegnate
per il giorno dello sciopero in base alla programmazione annuale.
Contingenti di personale per l'esecuzione delle prestazioni
1. I contingenti nominativi di personale da impiegare nelle
prestazioni indispensabili vengono determinati dalle singole imprese,
tenuto conto delle proprie peculiarita' e sentite le Organizzazioni
sindacali almeno 5 giorni prima dell'inizio dell'astensione.
2. La consistenza dei contingenti di cui al comma precedente deve
essere quella strettamente necessaria all'effettuazione dei servizi
minimi di cui all'art. 10, nel pieno rispetto delle condizioni di
sicurezza della circolazione previste dalla normativa vigente.
3. In ogni caso, i contingenti di personale non possono riguardare
quote di personale superiori mediamente ad un terzo del personale
normalmente utilizzato per la piena erogazione del servizio.
Ora cuscinetto
Sono garantiti tutti i treni merci che, con orario di partenza
anteriore all'inizio dello sciopero, abbiano arrivo a destinazione
entro un'ora dall'inizio dell'astensione.
Astensioni collettive dal lavoro straordinario
1. Le astensioni collettive dal lavoro straordinario e da qualsiasi
altra prestazione supplementare sono vincolate al rispetto delle
regole dettate dalla presente regolamentazione.
2. La durata di tali azioni di sciopero non potra' eccedere i 10
3 La proclamazione con unico atto di sciopero dello straordinario e
di astensione dall'ordinaria prestazione di lavoro puo' avvenire
soltanto se quest'ultima e' contenuta nel periodo interessato
dall'astensione dal lavoro straordinario.
la notifica della presente delibera alle Segreterie nazionali delle
Organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl
Attivita' Ferroviarie, Orsa, Fast Ferrovie, nonche' alle Associazioni
datoriali Asstra, Confetra, Fercargo;
Dispone, altresi',
la notifica della presente delibera al Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli
Affari Generali e il Personale e alla Direzione Generale per il
Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie, la trasmissione alle
Organizzazioni dei consumatori e degli utenti, di cui all'art. 137
del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive
modificazioni, nonche', per conoscenza, ai Presidenti delle Camere e
al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 13,
comma 1, lett. n), della legge n. 146 del 1990, e successive
modificazioni, la pubblicazione della Regolamentazione provvisoria
del trasporto merci su rotaia e della presente delibera sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonche' l'inserimento
dei predetti atti sul sito Internet della Commissione di garanzia.