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Timestamp: 2020-01-28 03:36:00+00:00
Document Index: 145303779

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 571', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 77']

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Lunedì, 02 Aprile 2012 10:14
Le Sezioni Unite, con sentenza n. 12164/2012, hanno stabilito che la nomina del terzo difensore di fiducia dell’imputato, in assenza di revoca espressa di almeno uno dei due già nominati, resta priva di efficacia, salvo che si tratti di nomina effettuata ai sensi dell’art. 571 comma 3 cod. proc. pen. ai fini della proposizione dell’atto di impugnazione, la quale invece, in mancanza di contraria indicazione dell’imputato, comporta la revoca dei precedenti difensori e legittima quello nominato per ultimo ad assumere la difesa nel successivo grado di giudizio, in deroga a quanto previsto dall’art. 24 disp. att. cod. proc. pen. La sentenza ha in particolare precisato che i difensori originariamente nominati non possono ritenersi revocati implicitamente in ragione della concentrazione dell’attività difensiva in capo a quello nominato in eccedenza, giacchè in tal modo si darebbe ingresso ad un improponibile comportamento concludente a formazione progressiva o ad una sorta di postuma ratifica dell’operato del terzo difensore, la cui nomina era invece inefficace al momento del compimento dell’attività che si vuole presumere ratificata. La Corte ha altresì chiarito, con riguardo al caso del successivo conferimento di mandato speciale ad impugnare al terzo difensore, che qualora uno di quelli precedentemente nominati già abbia proposto impugnazione, la stessa conserva validità, mentre quando entrambi i patroni originariamente incaricati abbiano proposto gravame, quello del legale nominato all’uopo in eccedenza rimane inefficace, in quanto la facoltà di impugnazione legittimamente esercitata dai primi difensori ha consumato quella del terzo.
Sentenza n. 12164 del 15 dicembre 2011 - depositata il 30 marzo 2012
(Sentenza Sezioni Unite Penali, Presidente E. Lupo, Relatore C. Squassoni)
La sentenza in esame ha stabilito la responsabilità della P.A. nei confronti del privato, aggiudicatario di un contratto di appalto, in seguito all’annullamento da parte del giudice amministrativo.Tale responsabilità, precisa la sentenza, non è qualificabile né come aquiliana, né come contrattuale, sebbene a questa si avvicini, poiché consegue al “contatto” tra le parti nella fase procedimentale anteriore alla stipula del contratto e si fonda sulla violazione del dovere di buona fede e correttezza per avere leso l’interesse del privato, non qualificabile come interesse legittimo, ma assimilabile al diritto soggettivo alla regolarità e legittimità dell’aggiudicazione.
Sentenza n. 24438 del 21 novembre 2011
(Sentenza Sezione Prima Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore F. Forte)
Martedì, 27 Marzo 2012 16:31
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Lunedì, 26 Marzo 2012 16:29
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