Source: https://www.laleggepertutti.it/244236_guida-col-cellulare-ce-il-ritiro-della-patente
Timestamp: 2018-12-17 18:09:58+00:00
Document Index: 111275249

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 29', 'art. 18']

Guida col cellulare: c'è il ritiro della patente?
Cellulare alla guida: cosa si rischia e quando è possibile contestare la multa.
Che alla guida non si possa telefonare o inviare messaggi è un fatto noto a tutti. I contorni della norma però, contenuta nel codice della strada e che prevede il divieto in questione, sono spesso sfumati e non tutti ne conoscono i confini. Ad esempio ci si interroga se al semaforo si possa inviare un messaggino, se premere un pulsante per rifiutare la chiamata comporta rischi, se la multa consiste nel ritiro della patente, se in caso di incidente si va in galera, se è consentito usare il cellulare quando si ha il motore acceso ma si è all’interno di un parcheggio, se si può tenere il cellulare con una mano e parlare con il viva voce, se si possono usare gli auricolari delle cuffie, se è possibile utilizzare lo smartphone come navigatore satellitare e seguire le mappe di Google, come contestare le multe, ecc. Tra tutti questi problemi, forse, quello che ha tenuto più banco negli ultimi mesi riguarda proprio l’eventuale ritiro della patente per guida col cellulare. Se ne è parlato molto: si è detto di una riforma in corso che avrebbe modificato il codice della strada, si è discusso di un inasprimento di sanzioni per chi viene beccato dalla polizia con lo smartphone in mano al posto del volante, si è anche aggiunta la riforma sull’omicidio stradale che riguarda anche chi urta una persona mentre attraversa le strisce e la fa cadere a terra.
Tutte queste voci di corridoio non hanno dissipato i dubbi in merito alle sanzioni per guida con il cellulare, sicché è necessario infrangere i luoghi comuni e spiegare cosa rischia davvero chi viene trovato a chattare, telefonare, usare il telefonino al volante a prescindere dall’uso che ne fa.
1 Guida col cellulare: cosa è vietato e cosa non è vietato
2 Quando è vietato l’uso del cellulare alla guida?
3 Guida con cellulare: multa
4 Guida con cellulare: quanto è pericoloso?
5 Cellulare alla guida: la polizia ha l’obbligo di fermare il conducente?
6 Guida con cellulare: come contestare la multa
Guida col cellulare: cosa è vietato e cosa non è vietato
L’uso del cellulare alla guida è vietato dal codice della strada [1]. La norma vieta qualsiasi utilizzo: dalla telefonata all’invio degli sms, dalla chat su WhatsApp all’impiego delle mappe per orientarsi con la strada, dalla consultazione della rubrica telefonica o della lista degli appuntamenti al semplice rifiuto di una chiamata. Insomma, la mano non può mai posarsi su uno smartphone, a prescindere dalle ragioni. Non è una scusa che regge quella di chi viene colto con il cellulare in mano e si giustifica dicendo di aver controllato soltanto il nominativo della chiamata in entrata: anche in tale ipotesi la multa è legittima. È vietato usare il cellulare in viva voce tenendolo con una sola delle due mani: cioè che non è consentito dalla legge non è tenere occupato l’orecchio ma distogliere le dita dallo sterzo. Si può utilizzare lo smartphone con le cuffie ma almeno un padiglione auricolare deve rimanere libero dall’auricolare per essere “connesso” coi rumori circostanti del traffico.
È sicuramente consentito usare il telefonino collegato al bluetooth dell’auto, ma la sincronizzazione deve essere curata prima di iniziare a guidare poiché, dopo, non è più consentito giocherellare col dispositivo.
È possibile usare il telefono con i comandi vocali, se lo si adagia su un piano dell’automobile come il sedile del conducente, sempre a patto di non sfiorare il display.
Quando è vietato l’uso del cellulare alla guida?
Il cellulare non può essere impiegato durante la marcia. L’auto non deve necessariamente essere in movimento. Per “marcia” si intendono le normali manovre di guida: quindi è vietato prendere in mano lo smartphone quando si è in fila nel traffico, al semaforo o al casello. È possibile usarlo quando si è ancora all’interno del parcheggio benché il motore sia acceso.
Il telefono non si può toccare nemmeno per rifiutare una chiamata: la norma ne vieta qualsiasi uso. Lo ha precisato il tribunale di Bari [2]: non esiste alcun dato «che autorizzi… a ritenere sanzionabile il solo uso del telefono cellulare a fini di conversazione».
Guida con cellulare: multa
Veniamo ora al problema più sentito: quello della multa e dell’eventuale sospensione della patente. Ad oggi, nonostante le numerose voci di corridoio, chi viene colto con il cellulare alla guida non rischia la sospensione della patente a meno che non ripeta la stessa infrazione nell’arco del successivo anno. In buona sostanza le cose stanno nel seguente modo. La multa per uso di cellulare alla guida è di 161 euro e con decurtazione di 5 punti dalla patente. La patente viene sospesa però se, nei 12 mesi dopo la prima infrazione, lo stesso conducente viene multato per la stessa ragione. Se invece la seconda multa avviene al terzo anno dalla prima scatta di nuovo soltanto la sanzione di 161 euro e la sottrazione di 5 punti, senza sospensione della patente.
Guida con cellulare: quanto è pericoloso?
Chi usa il cellulare alla guida si sottopone allo stesso rischio di chi guida a 300 km/h. La ragione è molto semplice ed è intuibile con un calcolo matematico. Anche solo per leggere un nome sullo schermo, si impiegano circa tre secondi durante i quali è un po’ come guidare “bendati” per 100 metri: a 130 all’ora si fanno 36 metri al secondo. A 300 all’ora i metri al secondo diventano 83, ma è giocoforza restare concentrati, quindi il tempo di reazione resta intorno a un secondo. I rischi, poi, aumentano a dismisura quando si pretende di scrivere messaggi e post.
Cellulare alla guida: la polizia ha l’obbligo di fermare il conducente?
Per evitare che, alla vista dell’uniforme o della volante, il conducente getti lo smartphone sul sedile onde sfuggire all’accertamento, alcune polizie locali si stanno attrezzando con controlli mediante auto civette. In più sono state autorizzate, in caso di incidenti, operazioni di indagine sul cellulare effettuate sul momento da parte delle autorità in modo da verificare se l’automobilista aveva, nell’immediatezza, utilizzato lo smartphone.
In generale, l’agente che fa la contravvenzione a qualcuno per cellulare alla guida ha l’obbligo di fermarlo e contestargli immediatamente l’infrazione, consegnandogli il verbale. Tuttavia, l’alt non è obbligatorio quando può essere di intralcio alla circolazione e troppo pericoloso. Ma è necessario che ciò venga verbalizzato: in buona sostanza il poliziotto non può limitarsi a spedire la multa a casa, ma deve anche giustificare le ragioni dell’omessa contestazione immediata. Diversamente la contravvenzione è illegittima e può essere impugnata davanti al giudice di pace.
Qui si concentra la maggior parte dei ricorsi. Non basta indicare una motivazione generica ed insufficiente, come la necessità di non intralciare i trasporti pubblici. Per il tribunale di Salerno [4] non è rilevante che gli agenti fossero «a bordo dell’auto di servizio»: il conducente doveva essere fermato subito, anche operando un posto di blocco. Ed è onere dell’agente indicare in maniera precisa e concreta perché non si è fermato subito l’autore della violazione.
Guida con cellulare: come contestare la multa
Un altro motivo di ricorso può essere la contestazione riguardo alla svista del verbalizzante che magari si è ingannato per una “illusione ottica”. In buona sostanza l’automobilista può sempre dire «Non è vero, l’agente non ha visto bene: non avevo alcun cellulare in mano». Ma per farlo non gli basta portare dei testimoni in causa. È necessario che avvii un ulteriore e autonomo giudizio rispetto a quello di contestazione della multa, che si chiama «querela di falso» [4]. Si procede davanti al tribunale e il suo scopo è togliere ogni autenticità alle dichiarazioni del verbalizzante le quali, in quanto rese da un pubblico ufficiale, si presumono sempre corrette. La querela di falso è quindi rivolta a togliere, all’attestazione della polizia, ogni valore di prova privilegiata. Chiaramente tutto ciò comporta un aggravio di costi per l’automobilista il quale, per intraprendere il doppio giudizio deve risultare fortemente “motivato” (ad esempio per non perdere i punti della patente o per evitare la sospensione della stessa).
C’è poi chi impugna il verbale perché “costretto” a rispondere da uno stato di necessità. Ma cosa si considera tanto grave e urgente da giustificare la violazione della legge? «Ho risposto al telefono perché mia madre stava male» oppure perché «mia moglie era incinta». Lo stato di necessità però in questo caso non salva il trasgressore che non può «conoscere il contenuto della telefonata prima di rispondere alla chiamata»; così ha chiarito il tribunale di Padova [5] secondo cui è impossibile sapere in anticipo cosa gli deve essere comunicato.
[1] Art. 173 cod. strada.
1. Il titolare di patente di guida al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida. (5)
2. E’ vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. E’ consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani. (2)
3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81,00 a euro 326,00. (3)
3 bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161,00 a euro 647,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio. (4).
(1) Il presente articolo è stato modificato dall’art. 90, D.Lgs. 10.09.1993, n. 360.
(2) Il presente comma è stato così modificato prima dall’art. 2, D.L. 20.06.2002, n. 121 così come modificato dalla legge di conversione L. 01.08.2002, n. 168 con decorrenza dal 07.08.2002 e poi dall’art. 1 L. 13.02.2012, n. 11 con decorrenza dal 07.03.2012. Si riporta di seguito il testo previgente:
” 2. E’ vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi. E’ consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.”.
(3) Il presente comma è stato prima modificato dall’art. 3, d.l. 27.06.2003, n. 151 e poi sostituito dall’art. 4 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180). Successivamente la misura degli importi della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:
“3. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80,00 a euro 323,00.”.
(4) Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 4 D.L. 03.08.2007, n. 117 (G.U. 04.08.2007, n. 180). Successivamente la misura degli importi della sanzione contenuta nel presente comma è stata così sostituita:
“3 bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 161,00 a euro 646,00. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.”.
(5) Il presente comma prima sostituito dall’art. 29 L. 29.07.2010, n. 120 con decorrenza dal 30.07.2010 è stato poi così modificato dall’art. 18 D.Lgs. 18.04.2011, n. 59 con applicazione a decorrere dal 19.01.2013 . Si riporta di seguito il testo previgente:
“1. Il titolare di patente di guida o di certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori al quale, in sede di rilascio o rinnovo della patente o del certificato stessi, sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida. “.
[2] Trib. Bari sent. n. 985/17 del 21.02.2017.
[3] Trib. Salerno, sent. n. 3820/17 del 27.07.2017.
[4] Cass. ord. n. 10870/2018.
[5] Trib. Padova, sent. n. 3206/2014.
09/10/2018 alle 09:47
Sembra tutto OK, ma cosa succede in un caso come questo?
Io possiedo un’autoradio con schermo 7″ e bluetooth, collego il cellulare via bluetooth, mi arriva una chiamata e posso accettarla o rifiutarla sia con un tocco sul cellulare (tenuto in posizione centrale sul cruscotto da un attacco apposito), oppure con un touch sul display dell’autoradio posta più in basso rispetto al cellulare: in entrambi i casi, quindi, io tolgo una mano dal volante e “mi distraggo”. Se tocco l’autoradio (cosa che succede anche se voglio cambiare stazione) va bene, ma se tocco il cellulare prendo la multa?