Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/unione
Timestamp: 2018-02-25 15:26:35+00:00
Document Index: 63445224

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 30', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 939', 'art. 1', 'art. 2']

Unione – La Legge per tutti
Che significa? Unione
Unione doganale (d. UE)
L’art. 28 TFUE istituisce un’Unione, che comporta «il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all’importazione e all’esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente, come pure l’adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i Paesi terzi».
L’Unione presenta, dunque, una dimensione interna coincidente con la libera circolazione dei beni del mercato interno e una dimensione esterna che si sostanzia nell’istituzione della tariffa doganale comune.
Al fine di realizzare compiutamente l’Unione, l’art. 30 TFUE vieta i dazi doganali all’importazione o all’esportazione o le tasse di effetto equivalente tra gli Stati membri. La motivazione di tale divieto sta nel fatto che i dazi, colpendo solamente i beni importati o esportati, rendono i loro prezzi più alti di quelli nazionali.
Il divieto si applica nell’ambito degli scambi tra Stati membri e alle merci cd. «in libera pratica» in uno Stato membro, ovvero i prodotti provenienti da Stati terzi per i quali siano stati adempiute tutte le formalità di importazione e riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili in quello Stato membro (art. 29 TFUE).
Per quanto concerne la nozione di tassa di effetto equivalente ai dazi doganali, nella sentenza Steinike (sent. 22 marzo 1977, Steinike, causa 78/76) la Corte di giustizia ha chiarito che il divieto si riferisce a «qualsiasi tributo riscosso in occasione o in ragione dell’importazione che, colpendo specificamene la merce importata, ad esclusione della merce nazionale similare, ne alteri il costo ed abbia, quindi, sulla libera circolazione delle merci la stessa influenza restrittiva di un vero dazio doganale».
Il divieto tende, dunque, ad evitare che gli Stati, non potendo più gravare le merci importate tramite dazi, le discrimino ugualmente attraverso differenti prelievi fiscali che, sotto varie denominazioni e assumendo svariate forme, abbiano gli stessi effetti dei dazi doganali.
Unione e commistione (d. civ.)
È uno dei modi di acquisto della proprietà [vedi] a titolo originario (art. 939 c.c.). Si verifica quando due o più cose mobili appartenenti a diversi proprietari, vengono ad unirsi in modo tale da formare una cosa sola e non è possibile separarle senza danno; in particolare, si ha unione quando le cose unite non perdono la loro individualità (ad es. pietra preziosa e anello), mentre si ha commistione quando le cose unite non sono più distinguibili (ad es. uova e farina nel dolce).
Unione Europea [u.e.] (d. UE)
Organizzazione istituita con il Trattato di Maastricht [vedi] e dotata, originariamente, di una struttura a pilastri contenenti la Comunità europea (pilastro comunitario), la politica estera e di sicurezza comune (il secondo pilastro gestito livello intergovernativo) e la giustizia e affari interni (il terzo pilastro, anche questo gestito a livello intergovernativo).
In seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona [vedi] conformemente all’art. 1 TUE l’Unione sostituisce e succede alla Comunità; ai sensi del successivo art. 2, essa si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.
L’ Unione costituisce una tappa fondamentale nel processo di integrazione, in quanto si propone «un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa, in cui le decisioni siano prese il più vicino possibile ai cittadini».
Essa introduce una connotazione non più solo economica, ma anche sociale e politica, determinando un’associazione più stretta dei cittadini al processo decisionale, nonché un maggiore coinvolgimento degli stessi sia nella loro dimensione individuale che in quella solidaristica.
L’Unione, a seguito della riforma varata con il Trattato di Lisbona, si basa su due trattati fondativi: il Trattato sull’ Unione (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell’ Unione (TFUE). A questi si aggiungono il Trattato Euratom e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione , il cui valore vincolante è stato deciso proprio dal Trattato di Lisbona.
Capi di Stato o di governo, Presidente del Consiglio medesimo, Presidente della Commissione. Vi partecipa l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza comune.
Consiglio dei ministri dell’Unione europea
28 membri, uno per Stato membro, con presidenza esercitata da un gruppo predeterminato di tre Stati, per un periodo di 18 mesi; all’interno del gruppo ciascun membro esercita a turno la presidenza per un periodo di 6 mesi.
28 membri, uno per ciascuno degli Stati membri. Il presidente è proposto dal Consiglio europeo, che decide a maggioranza qualificata. Il trattato di Lisbona impone che, nella scelta, sia tenuto conto dei risultati delle elezioni europee. Il candidato deve poi essere eletto dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta. Se il candidato non ottiene l’elezione, il Consiglio europeo, entro un mese, deve presentare un altro candidato. Gli altri membri sono designati di comune accordo con il presidente dai governi degli Stati membri. La nomina dell’intera Commissione è fatta, per la durata di 5 anni, di comune accordo dai governi degli Stati membri, dopo il voto di approvazione collettivo del Parlamento.
Il numero dei parlamentari per ciascun Stato membro è calcolato in base alla popolazione di ognuno di essi. In particolare, uno Stato non può avere meno di 6 o più di 96 deputati e il numero complessivo non può essere superiore a 751 (750 più il Presidente).
Un giudice per Stato membro e 9 avvocati generali nominati dai governi per sei anni, con un rinnovo parziale degli uni e degli altri ogni tre anni
Un rappresentante per Stato membro, nominato dal Consiglio per 6 anni
Istituzione indipendente dotata di propria personalità giuridica che agisce tramite un comitato esecutivo o direttorio, composto di 6 membri comprensivi del presidente e del vicepresidente, e di un consiglio direttivo, composto degli stessi sei membri e dei governatori delle banche centrali dell’area euro. Fino a quando quest’area non includerà tutti i Paesi dell’Unione un più ampio consiglio generale, con ruolo essenzialmente consultivo e senza poteri in materia di politica monetaria, riunisce il presidente, il vicepresidente e i governatori delle banche centrali di tutti gli Stati membri, mentre gli altri quattro membri del direttorio hanno il diritto di partecipare alle sue riunioni di voto.
Vi sono poi organi consultivi costituiti dal Comitato economico e sociale e dal Comitato delle regioni, composti ciascuno da 353 membri nominati dal Consiglio per 5 anni.