Source: http://www.mambrianieciomei.it/recupero-iva-in-caso-di-fallimento/
Timestamp: 2018-07-21 19:27:23+00:00
Document Index: 146753997

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art.2', 'art.2', 'art.13', 'art. 26', 'art.13', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 1']

Legge di StabilitA� 2016 – PiA? facile il recupero IVA in caso di procedure concorsuali e/o insolvenza del debitore.
A�La possibilitA� di emettere una nota di variazione IVA A? regolata dalla��art. 26,comma 2, del D.P.R. n.633 del 1972 che prevede, fra la��altro, la possibilitA� di emissione da parte del cedente del bene o del prestatore del servizio di una nota di accredito (con conseguente possibilitA� di portare in detrazione la relativa IVA) qualora si configuri un mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose.
Tale norma si A? dimostrata, nella pratica, di non facile applicazione ed A? sempre stata oggetto di varie disquisizioni.
Chiarimenti in merito sono giunti attraverso la circolare del Ministero delle Finanze n. 77/E del 7.04.2000, di cui si riporta un interessante stralcio di seguito:
a�?La��art.2, comma 1, lett. c bis) del decreto legge 31 dicembre 1996, n.669, convertito, con modifiche, dalla legge 28 febbraio 1997, n.30, ha modificato la��articolo 26, secondo comma del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633, che consente al cedente del bene o al prestatore del servizio di operare la variazione in diminuzione della��imponibile e della��imposta in conseguenza di dichiarazioni di nullitA�, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili dei relativi contratti o per effetto di abbuoni o sconti previsti contrattualmente.
Alle suddette fattispecie, per effetto della modifica recata dal citato art.2, comma 1, lett. c bis) della legge n.30 del 1997 di conversione del decreto legge n.669 del 1996, A? stata aggiunta anche quella relativa al a�?mancato pagamento in tutto o in parte a causa della��avvio di procedure concorsuali o di procedure esecutive rimaste infruttuose.
Successivamente, la��art.13bis, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n.79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.140, ha soppresso la parola a�?della��avvioa�? contenuta nel secondo comma della��art. 26 del D.P.R. n.633 del 1972 e il comma 2 del medesimo art.13bis ha stabilito che la disposizione correttiva si applica a�?anche a tutte le procedure in corso e a quelle avviate a decorrere dalla data del 2 marzo 1997a�?, data di entrata in vigore della citata legge n.30 del 1997.
Con la��eliminazione delle parole a�?della��avvioa�?, la condizione della infruttuositA�, che prima sorreggeva le sole procedure esecutive, doveva intendersi riferita anche alle procedure concorsuali.a�?
Da quanto sopra si evince che condicio sine qua non per la��emissione della nota di accredito A? il verificarsi della��a�?la��infruttuositA�a�? che va identificato con il momento in cui il creditore ha la certezza a�?giuridicaa�? che il suo credito non verrA� soddisfatto (in tutto o in parte) per insussistenza di somme disponibili.
Dalla citata circolare n. 77/E del 7.04.2000, si evince che, a seconda delle varie procedure, il momento preciso nel quale si configura il diritto per il creditore di emettere la nota di accredito puA? essere identificato come segue:
in caso di dichiarazione di fallimento: data in cui il piano di riparto diviene esecutivo per mancata opposizione dei creditori;
in caso di liquidazione coatta amministrativa: dopo 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della��avvenuto deposito del piano di riparto;
in caso di concordato fallimentare o preventivo: dopo 15 giorni dalla��affissione della sentenza di omologazione del concordato;
in caso di procedure esecutive: le stesse si considerano infruttuose quando il creditore A? rimasto insoddisfatto con la precisazione che il procedimento di esecuzione forzata si compone di tre fasi e cioA? il pignoramento, la vendita alla��asta e la��attribuzione del prezzo ricavato dalla vendita.
Per quanto riguarda le fattispecie piA? recenti, in mancanza di indicazioni precise in merito, si ritiene che la data di riferimento sia:
per il piano attestato: la pubblicazione nel Registro delle imprese del piano stesso;
per la��accordo di ristrutturazione: la pubblicazione del decreto di omologazione da parte del Tribunale.
Ea�� importante sottolineare che una volta che si presentano le sopra indicate condizioni per la��emissione della nota di accredito, il creditore ha un tempo limitato per la predetta emissione, infatti la��Amministrazione finanziaria sostiene (ris. 85/E del 31.03.2009) che per effetto del combinato disposto del predetto art. 26 e della��art. 19 del medesimo decreto, il diritto alla detrazione della��IVA in discorso debba essere esercitato al piA? tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si sia verificato il presupposto.
Quanto precede A? stato considerevolmente modificato con la��approvazione della legge di stabilitA� 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208). La normativa si A? evoluta chiarendo e meglio definendo vari punti.
Al fine di comprendere la nuova norma, A? indispensabile riportare per intero il novellato art. 26 (evidenziando le parti di maggiore interesse).
a�?(Variazioni della��imponibile o della��imposta)
1. Le disposizioni degli articoli 21 e seguenti devono essere osservate, in relazione al maggiore ammontare, tutte le volte che successivamente alla��emissione della fattura o alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24 la��ammontare imponibile di una��operazione o quello della relativa imposta viene ad aumentare per qualsiasi motivo, compresa la rettifica di inesattezze della fatturazione o della registrazione.
2. Se una��operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce la��ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullitA�, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o in conseguenza della��applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi della��articolo 19 la��imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma della��articolo 25.
3. La disposizione di cui al comma 2 non puA? essere applicata dopo il decorso di un anno dalla��effettuazione della��operazione imponibile qualora gli eventi ivi indicati si verifichino in dipendenza di sopravvenuto accordo fra le parti e puA? essere applicata, entro lo stesso termine, anche in caso di rettifica di inesattezze della fatturazione che abbiano dato luogo alla��applicazione della��articolo 21, comma 7.
a) a partire dalla data in cui questa��ultimo A? assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui alla��articolo 182bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ai sensi della��articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267I?
A�5. Ove il cedente o prestatore si avvalga della facoltA� di cui al comma 2, il cessionario o committente, che abbia giA� registrato la��operazione ai sensi della��articolo 25, deve in tal caso registrare la variazione a norma della��articolo 23 o della��articolo 24, nei limiti della detrazione operata, salvo il suo diritto alla restituzione della��importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa. La��obbligo di cui al primo periodo non si applica nel caso di procedure concorsuali di cui al comma 4, lett. a).
6. Nel caso in cui, successivamente agli eventi di cui al comma 4, il corrispettivo sia pagato, in tutto o in parte, si applica la disposizione di cui al comma 1. In tal caso, il cessionario o committente che abbia assolto alla��obbligo di cui al comma 5 ha diritto di portare in detrazione ai sensi della��articolo 19 la��imposta corrispondente alla variazione in aumento.
7. La correzione di errori materiali o di calcolo nelle registrazioni di cui agli articoli 23, 25 e 39 e nelle liquidazioni periodiche di cui alla��articolo 27, alla��articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, e successive modificazioni, e alla��articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542 e successive modificazioni, deve essere fatta, mediante annotazione delle variazioni della��imposta in aumento nel registro di cui alla��articolo 23 e delle variazioni della��imposta in diminuzione nel registro di cui alla��articolo 25. Con le stesse modalitA� devono essere corretti, nel registro di cui alla��articolo 24, gli errori materiali inerenti alla trascrizione di dati indicati nelle fatture o nei registri tenuti a norma di legge.
8. Le variazioni di cui ai commi 2, 3, 4, e 5 e quelle per errori di registrazione di cui al comma 7 possono essere effettuate dal cedente o prestatore del servizio e dal cessionario o committente anche mediante apposite annotazioni in rettifica rispettivamente sui registri di cui agli articoli 23 e 24 e sul registro di cui alla��articolo 25.
9. Nel caso di risoluzione contrattuale, relativa a contratti a esecuzione continuata o periodica, conseguente a inadempimento, la facoltA� di cui al comma 2 non si estende a quelle cessioni e a quelle prestazioni per cui sia il cedente o prestatore che il cessionario o committente abbiano correttamente adempiuto alle proprie obbligazioni.
10. La facoltA� di cui al comma 2 puA? essere esercitata, ricorrendo i presupposti di cui a tale disposizione, anche dai cessionari e committenti debitori della��imposta ai sensi della��articolo 17 o della��articolo 74 del presente decreto ovvero della��articolo 44 del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 e successive modificazioni. In tal caso, si applica ai cessionari o committenti la disposizione di cui al comma 5.
a) nella��ipotesi di pignoramento presso terzi, quando dal verbale di pignoramento redatto dalla��ufficiale giudiziario risulti che presso il terzo pignorato non vi sono beni o crediti da pignorare;
b) nella��ipotesi di pignoramento di beni mobili, quando dal verbale di pignoramento redatto dalla��ufficiale giudiziario risulti la mancanza di beni da pignorare ovvero la��impossibilitA� di accesso al domicilio del debitore ovvero la sua irreperibilitA�;
c) nella��ipotesi in cui, dopo che per tre volte la��asta per la vendita del bene pignorato sia andata deserta, si decida di interrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerositA�a�?.
Come si puA? rilevare, il nuovo testo della��art. 26, mostra una esposizione piA? chiara e precisa ed anche una a�?costruzionea�? piA? consona ad una��applicazione pratica dello stesso articolo.
La��aspetto di maggior evidenza A? che la nuova norma svincola completamente la nota di variazione IVA dalla condizione da��infruttuositA� delle varie procedure, inoltre chiarisce quale A? il momento dal quale A? possibile porre in essere tale variazione, infatti, secondo il combinato disposto dei commi 4 e 11, il termine per la��emissione della nota di variazione decorre dalla data:
della sentenza dichiarativa del fallimentoI?
del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativaI?
del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivoI?
del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiI?
del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debitiI?
Ea�� evidente che la nuova norma vuole perseguire un obiettivo di maggiore equitA� consentendo al creditore di a�?recuperarea�? la��imposta versata anticipatamente alla��erario con maggiore facilitA� ed in tempi piA? brevi.
Ea�� infine importante analizzare, dal punto di vista temporale, quando applicare il nuovo art. 26 ed a tale riguardo si precisa che, come stabilito dal comma 127 della��art. 1 della Legge di StabilitA� 2016, il predetto comma 4 lettera a) (procedure concorsuali, accordo di ristrutturazione dei debiti, piano attestato ai sensi della��articolo 67 L.F.) e comma 5 secondo periodo (registrazione variazione nella��ambito delle procedure concorsuali) si applicano nei casi in cui il cessionario o committente sia assoggettato a una procedura concorsuale successivamente al 31 dicembre 2016. Le altre modifiche apportate al predetto articolo 26, in quanto volte a chiarire la��applicazione delle disposizioni contenute in tale articolo e quindi di carattere interpretativo, si applicano anche alle operazioni effettuate anteriormente alla predetta data del 31/12/2016.
Fidenza 8/1/2016
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