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Timestamp: 2017-11-21 15:13:44+00:00
Document Index: 78185948

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 2']

Giuristi d'impresa - Arrivato il NO del Consiglio Nazionale Forense all'iscrizione all'Albo degli avvocati
Lo status di "giurista d'impresa" non consente l'iscrizione all'Albo degli avvocati.
Lo ha stabilito il Consiglio Nazionale Forense (CNF), con il parere emesso in data 10 marzo 2017, in risposta al quesito posto dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bologna, con il quale si chiedeva se la previsione dell'art. 2, comma 6, della Legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense) consenta a qualsiasi "giurista d'impresa", anche non iscritto all'ufficio legale di un ente pubblico o a maggioranza pubblica, di iscriversi all'Albo degli avvocati, in deroga all'art. 18 della stessa legge.
Il Consiglio Nazionale Forense ha reso un parere negativo sulla questione, stabilendo che lo status di "giuristi d'impresa" o di "avvocati degli enti pubblici" non consente l'iscrizione all'Albo degli avvocati, stante l'incompatibilità dell'art. 18, lettera d), della citata Legge n. 247/2012, dove si stabilisce che la professione di avvocato è incompatibile "d) con qualsiasi attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato".
Il CNF tiene a precisare che le fattispecie "giuristi d'impresa" e "avvocati degli enti pubblici" devono essere tenute distinte in quanto assoggettate dalla L. n. 247/2012 a differente disciplina.
I "giuristi d'impresa" sono regolati dall'art. 2, comma 6, della L. n. 247 del 2012 al solo fine di consentire agli stessi l'esercizio dell'attività professionale di consulenza e assistenza legale stragiudiziale previa instaurazione di rapporti di lavoro subordinato ovvero stipulazione di contratti di prestazione d'opera continuativa e coordinata nell'esclusivo interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l'opera viene prestata. Mentre gli "avvocati degli enti pubblici" sono, invece, assoggettati alla speciale disciplina dettata dall'art. 23 della L. n. 247 del 2012.
La deroga prevista dall'art. 2, comma 6, è pertanto limitata all'attività stragiudiziale in favore del datore di lavoro.
Per scaricare il testo del parere del Consiglio Nazionale Forense clicca qui.