Source: https://www.ingegneri.cc/lavori-in-quota-formazione.html
Timestamp: 2020-01-24 17:00:55+00:00
Document Index: 181714687

Matched Legal Cases: ['art. 112', 'art. 136', 'art. 37', 'art. 34', 'art. 32', 'art.116']

La caduta dall’alto rappresenta indubbiamente una delle principali cause d’infortunio sul lavoro e collegata ai lavori in quota, è certamente riscontrabile in tutte le attività industriali, ma diviene rischio “principe” quando si affronta il settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile.
È per queste ragioni che il legislatore per la sicurezza sui luoghi di lavoro, a partire dal 2003, con l’emanazione del d.lgs. n. 235/2003 che andava ad integrare il noto d.lgs. n. 626/94, ha introdotto l’obbligo di formazione per tutti gli operatori, anche e soprattutto, del macrosettore edile e impiantistico impegnati in attività che espongono al rischio di cadute dall’alto.
Con l’emanazione del Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, d.lgs. n. 81/2008, l’obbligo formativo degli addetti ai lavori in quota ha trovato conferma attraverso l’art. 112, per quanto concerne l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi e attraverso l’art. 136 per quanto concerne l’impiego di ponteggi fissi e mobili.
Più in generale, comunque, il datore di lavoro, per effetto dei contenuti agli artt. 36 e 37, è obbligato a fornire adeguata formazione, informazione e addestramento rispetto ai rischi specifici cui è esposto il lavoratore in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia, e ai rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
Appare ovvio, attraverso la lettura di questi precetti, che la formazione riferita ad un rischio specifico così importante e dai potenziali effetti letali qual è quello della caduta dall’alto debba essere regolamentata in maniera puntuale e debba garantire l’apprendimento, non solo del concetto dello specifico pericolo, ma anche di una sviluppata capacità tecnica ed organizzativa.
A questi provvedimenti di legge, si sono aggiunti i successivi Accordi della Conferenza tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, che hanno fornito indicazioni relative alla formazione specifica per l’utilizzo anche di macchine ed attrezzature che espongono il lavoratore al rischio di caduta dall’alto quali le PLE – Piattaforme di lavoro elevabili:
accordo del 21 dicembre 2011 – Formazione dei lavoratori ai sensi art. 37 del d.lgs. n. 81/2008;
accordo del 21 dicembre 2011 – Formazione dei datori di lavoro che intendono svolgere il ruolo di Responsabile del servizio prevenzione e protezione ai sensi dell’art. 34 del d.lgs. n. 81/2008;
accordo del 22 febbraio 2012 – Formazione dei lavoratori addetti all’utilizzo di attrezzature;
accordo del 7 luglio 2016 – Nuova disciplina della formazione per Responsabili ed Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008.
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Lavori in quota ed impiego di funi. Quali sono le finalità formative?
La formazione prevista all’art.116 (Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi) si sviluppa attraverso un percorso di carattere teorico-pratico finalizzato all’apprendimento di tecniche operative adeguate ad eseguire, in condizioni di sicurezza, le attività che richiedono l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi e che, in generale, riguardano:
l’apprendimento di tecniche operative correlate ai lavori in quota e dell’uso dei dispositivi necessari;
l’addestramento specifico sia su strutture naturali (quali pendii e pareti rocciose o alberi), sia su manufatti;
le procedure di salvataggio, in caso d’emergenza.
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Il percorso formativo, circa l’impiego di sistemi mediante funi, è strutturato in moduli:
Modulo base (comune ai due differenti percorsi formativi) propedeutico alla frequenza ai successivi moduli specifici e che da solo non abilita all’esecuzione dell’attività lavorativa. I partecipanti devono conseguire l’idoneità alla prosecuzione del corso, mediante test di accertamento delle conoscenze acquisite.
Nel caso di mancata idoneità è possibile attivare azioni individuali di recupero. Tale modulo, della durata complessiva di 12 ore, prevede i seguenti argomenti:
-normativa generale in materia di igiene e sicurezza del lavoro con particolare riferimento ai cantieri edili ed ai lavori in quota;
-analisi e valutazione dei rischi più ricorrenti nei lavori in quota (rischi ambientali, di caduta dall’alto e sospensione, da uso di attrezzature e sostanze particolari, ecc.);
-DPI specifici per lavori su funi: a) imbracature e caschi – b) funi, cordini, fettucce, assorbitori di energia – c) connettori, freni, bloccanti, carrucole riferiti ad accesso, posizionamento e sospensione. Loro idoneità e compatibilità con attrezzature e sostanze; manutenzione (verifica giornaliera e periodica, pulizia e stoccaggio, responsabilità);
-classificazione normativa e tecniche di realizzazione degli ancoraggi e dei frazionamenti;
-illustrazione delle più frequenti tipologie di lavoro con funi, suddivisione in funzione delle modalità di accesso e di uscita dalla zona di lavoro;
-tecniche e procedure operative con accesso dall’alto, di calata o discesa su funi e tecniche di accesso dal basso (fattore di caduta);
-rischi e modalità di protezione delle funi (spigoli, nodi, usura);
-organizzazione del lavoro in squadra, compiti degli operatori e modalità di comunicazione;
-elementi di primo soccorso e procedure operative di salvataggio.
Moduli specifici differenziati per contenuti e che forniscono le conoscenze tecniche per operare nei particolari settori lavorativi.
Questi moduli, della durata di 20 ore, si differenziano a seconda che la formazione serva per l’accesso e il lavoro in sospensione in siti naturali o artificiali (modulo A) o per l’accesso e l’attività lavorativa su alberi (modulo B).
Modulo A – Il programma formativo prevede:
-movimento su linee di accesso fisse (superamento dei frazionamenti, salita in sicurezza di scale fisse, tralicci e lungo funi);
-applicazione di tecniche di posizionamento dell’operatore;
-accesso in sicurezza ai luoghi di realizzazione degli ancoraggi;
-realizzazione di ancoraggi e frazionamenti su strutture artificiali o su elementi naturali (statici, dinamici, ecc.);
-esecuzione di calate (operatore sospeso al termine della fune) e discese (operatore in movimento sulla fune già distesa o portata al seguito), anche con frazionamenti;
-esecuzione di tecniche operative con accesso e uscita situati in alto rispetto alla postazione di lavoro (tecniche di risalita e recupero con paranchi o altre attrezzature specifiche);
-esecuzione di tecniche operative con accesso e uscita situati in basso rispetto alla postazione di lavoro (posizionamento delle funi, frazionamenti, ecc.);
-applicazione di tecniche di sollevamento, posizionamento e calata dei materiali;
-applicazione di tecniche di evacuazione e salvataggio.
Modulo B – il programma formativo prevede:
-utilizzo delle funi e degli altri sistemi di accesso. Salita e discesa in sicurezza;
-realizzazione degli ancoraggi e di eventuali frazionamenti;
-movimento all’interno della chioma;
-posizionamento in chioma;
-simulazione di svolgimento di attività lavorativa con sollevamento dell’attrezzatura di lavoro e applicazione di tecniche di calata del materiale di risulta.
-applicazione di tecniche di evacuazione e salvataggio. Il corso prevede il superamento di una serie di prove d’apprendimento e un aggiornamento ogni cinque anni. L’aggiornamento ha durata minima di 8 ore di cui almeno 4 di contenuti tecnico pratici.
Danilo G.M. De Filippo, Alessio Cencioni , 2018, Maggioli Editore
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