Source: https://www.studiocerbone.com/faqs-domande-risposte/?include_category=processo-tributario
Timestamp: 2020-01-28 13:09:21+00:00
Document Index: 152582420

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 53', 'sentenza ']

Il ricorso proposto da uno dei soci o dalla società di persona riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci per cui ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario
Nel processo tributario ricorre l’ipotesi di litisconsorzio necessario come da dal principio espresso dalle SSU della Suprema corte con la sentenza n. 14815 del 2008 – secondo cui i redditi delle società di persone si imputano automaticamente a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi (art. 5 TUIR) – la rettifica della dichiarazione dei redditi di una società di persone e le conseguenti rettifiche delle dichiarazioni dei redditi dei relativi soci si fondano su un accertamento unitario (salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali); cosicché in tali casi ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario originario tra tutti questi soggetti, con conseguente nullità assoluta, rilevabile anche di ufficio in ogni stato e grado del procedimento, del giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari.
Sentenza n. 33570 del 28 dicembre 2018 (udienza 17 settembre 2018)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Greco Antonio – Est. Miglio Francesca
Società di persone – Imputazione dei redditi a ciascun socio in proporzione alla quota di partecipazione – Le rettifiche della dichiarazione dei redditi della società e dei soci si fondano su un accertamento unitario – Il ricorso proposto da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – Ricorre una ipotesi di litisconsorzio necessario
Category: Processo Tributario
La notifica a mezzo servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell’atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario, e l’avviso di ricevimento prescritto dall’art. 149 c.p.c. è il solo documento idoneo a dimostrare sia l’intervenuta consegna che la data di essa e l’identità e l’idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita
I giudici del palazzaccio con l’ordinanza n. 29589 depositata il 16 novembre 2018 hanno statuito che la notifica a mezzo servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell’atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario, e l’avviso di ricevimento prescritto dall’art. 149 c.p.c. e dalle disposizioni della L. 20 novembre 1982, n. 890, è il solo documento idoneo a dimostrare sia l’intervenuta consegna che la data di essa e l’identità e l’idoneità della persona a mani della quale è stata eseguita. Ne consegue che, anche nel processo tributario, qualora tale mezzo sia stato adottato per la notifica del ricorso, la mancata produzione dell’avviso di ricevimento comporta, non la mera nullità, ma la insussistenza della conoscibilità legale dell’atto cui tende la notificazione, nonché l’inammissibilità del ricorso medesimo, non potendosi accertare l’effettiva e valida costituzione del contraddittorio, in caso di mancata costituzione in giudizio della controparte, anche se risulti provata la tempestività della proposizione dell’impugnazione.
Ordinanza n. 29589 del 16 novembre 2018 (udienza 23 ottobre 2018)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Chindemi Domenico – Est. Varrone Luca
Processo tributario – Notificazione del ricorso a mezzo del servizio postale – Mancata produzione dell’avviso di ricevimento – Insussistenza della conoscibilità legale dell’atto nonché inammissibilità del ricorso – Non rileva il fatto che risulti provata la tempestività della proposizione dell’impugnazione
Il ricorso in appello deve contenere “i motivi specifici dell’impugnazione” e non già “nuovi motivi”, atteso il carattere devolutivo pieno dell’appello
Inserito su 27 Agosto, 2019
I giudici di legittimità con l’ordinanza n. 23532 del 28 settembre 2018 hanno statuito che in tema di processo tributario, laddove l’Amministrazione finanziaria si limiti a ribadire e riproporre in appello le stesse ragioni e argomentazioni poste a sostegno della legittimità del proprio operato, come già dedotto in primo grado, in quanto considerate dalla stessa idonee a sostenere la legittimità dell’avviso di accertamento annullato, è da ritenersi assolto l’onere d’impugnazione specifica previsto dall’art. 53 del D.Lgs. n. 546 del 1992, secondo il quale il ricorso in appello deve contenere “i motivi specifici dell’impugnazione” e non già “nuovi motivi”, atteso il carattere devolutivo pieno dell’appello, che è un mezzo di impugnazione non limitato al controllo di vizi specifici della sentenza di primo grado, ma rivolto ad ottenere il riesame della causa nel merito.
Ordinanza n. 23532 del 28 settembre 2018 (udienza 4 giugno 2018)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Frasca Raffaele – Est. Fichera Giuseppe
Processo tributario – Riproposizione in appello da parte dell’Amministrazione finanziaria delle stesse ragioni poste in primo grado a sostegno della legittimità dell’atto impositivo annullato – E’ assolto l’onere specifico di impugnazione ex articolo 53 del Dlgs n. 546 del 1992