Source: https://www.condominioweb.com/con-la-riforma-diventa-obbligatoria-la-nomina-dellamministratore-condominiale-quando-i-condomini.1574
Timestamp: 2019-10-19 18:22:21+00:00
Document Index: 118033253

Matched Legal Cases: ['art. 1129', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 1136']

La nomina dell'amministratore di condominio, la sua obbligatorietà e il conteggio dei condòmini
Quando è obbligatoria la nomina dell'amministratore di condominio?
Capita spesso di leggere questa domanda nei quiz che vengono somministrati durante i corsi di formazione iniziale per l'esercizio dell'attività di amministratore condominiale.
In realtà la domanda ce la si pone spesso anche tra condòmini, per capire se e quando è necessario provvedere a riunirsi in assemblea per adempiere all'obbligo.
Per fare un po' di storia del diritto condominiale, poi, è utile rammentare che alla domanda si è data una risposta differente fino al 17 giugno 2013.
Nove condomini = obbligatorietà della nomina dell'amministratore di condominio
A partire dal 18 giugno 2013, data di entrata in vigore della legge di modifica della disciplina del condominio negli edifici (la così detta riforma), è cambiata la soglia al di sopra della quale è divenuta obbligatoria la nomina dell'amministratore condominiale.
Fino al 17 giugno 2013 la disposizione in vigore è stata la seguente: «Quando i condomini sono più di quattro, l'assemblea nomina un amministratore. Se l'assemblea non provvede, la nomina è fatta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più condomini.» (art. 1129, primo comma, c.c.).
Dal 18 giugno sono cambiati i numeri: «Quando i condomini sono più di otto, se l'assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell'amministratore dimissionario» (art. 1129, primo comma, c.c.).
In entrambi i casi all'inerzia dell'assemblea può sopperire l'Autorità Giudiziaria che, su ricorso di ciascun condomino, è tenuta a nominare un amministratore.
Dal 2013 il ricorso può essere presentato anche dall'amministratore dimissionario.
Da non perdere: Gli "amministra-furfanti". Con la riforma i controlli saranno più serrati
Che cosa si intende per condomino?
Non si creda che rispondere al quesito sia così semplice è scontato: anche questo, rappresentando la base del diritto condominiale è sovente posto agli esami dei corsi di formazione iniziale. Un ripasso, tuttavia, non guasta anche per chi è già in attività da qualche tempo.
Allora vale la pena domandarsi: il proprietario di più appartamenti insistenti nello stesso immobile è da considerarsi come un solo condòmino?
Se un appartamento è cointestato a più persone (si pensi eredi o coniugi in comunione dei beni), queste vanno tutte conteggiati ai fini del calcolo di cui all'art. 1129 c.c. ai fini del computo del numero dei condomini?
Quali sono le fonti normative alle quali guardare per avere una risposta precisa?
La legge non fornisce né la nozione di condomino né quella di condominio. La Cassazione, ormai da anni, afferma che «il condominio sorge ipso iure et facto, e senza bisogno di apposite manifestazioni di volontà o altre esternazioni, nel momento in cui l'originario costruttore di un edificio diviso per piani o porzioni di piano, aliena a terzi la prima unità immobiliare suscettibile di utilizzazione autonoma e separata, perdendo, in quello stesso momento, la qualità di proprietario esclusivo delle pertinenze e delle cose e dei servizi comuni dell'edificio» (così Cass. 4 ottobre 2004, n. 19829).
Il condomino, dunque, è il proprietario dell'unità immobiliare.
Se un edificio è composto da nove appartamenti, di cui otto in proprietà di una sola persona, quel condominio sarà composto da due partecipanti e quindi non sarà obbligatorio nominare l'amministratore.
Può anche succedere che un condominio si componga di nove appartamenti in proprietà di nove persone e che poi uno di essi acquisti da un altro un'unità immobiliare. In tal caso il numero dei condòmini scenderebbe ad otto ne quindi svanirebbe l'obbligatorietà della nomina dell'amministratore.
Se l'unità immobiliare appartiene a più persone ai fini del computo dei condomini tutti gli interessati saranno considerati un unico condomino. L'appartamento appartiene a dieci fratelli: in relazione al condominio essi sono un unico condomino.
Se un condòmino è proprietario in via esclusiva di un appartamento e in comunione di un altro, egli concorrerà come singolo per l'appartamento in proprietà esclusiva e come comproprietario dell'altro. Insomma non si avrà un conteggio per uno e mezzo, ma per uno e parte dell'unità nell'altro nel quale è comproprietario.
Da quale norma desumiamo tutto ciò? Dall'art. 67 disp. att. c.c. che disciplina le modalità di partecipazione all'assemblea per i casi di immobili in comunione specificando chiaramente che essi devono essere considerati un unico solo partecipante perché solamente uno di loro potrà prendere parte all'assemblea.
Conteggio dei condòmini e appartamento in usufrutto, come fare?
L'unità immobiliare è concessa in usufrutto? Nudo proprietario e usufruttuario saranno considerati unico soggetto? Per chi scrive, sì. L'usufrutto comprime il diritto di proprietà, la sua costituzione è strettamente legata a quel diritto, tant'è che se l'edificio fosse in proprietà di un'unica persona con tante unità immobiliari tutte concesse in usufrutto non si potrebbe parlare di condominio, mancando il requisito della comproprietà. Quindi se in un condominio ci sono tre appartamenti ognuno con tre comproprietari e altrettanti usufruttuari, il condominio avrà tre partecipanti senza obbligo di nomina dell'amministratore.
Conteggio dei condòmini e partecipazione all'assemblea
In ognuno di questi casi, è utile ricordarlo - sebbene il gruppo di condòmini, ovvero il binomio nudo proprietario usufruttuario, vadano considerati come unico partecipante al condominio - resta fermo, in capo all'amministratore l'obbligo di convocare tutti i comproprietari (nel caso di usufrutto, l'usufruttuario andrà convocato nei casi previsti dalla legge, art. 67 disp. att. c.c.);
La ragione di quest'affermazione risiede nel fatto che l'art. 1136 c.c. impone la convocazione di tutti gli aventi diritto a prendere parte all'assemblea, quindi potenzialmente tutti i comproprietari di una stessa unità immobiliare. Tale onere può dirsi assolto anche se l'avviso di convocazione è stato inviato ad uno solo di questi, purché la situazione concreta possa portare a presumere che tale comunicazione sia stata conosciuta dagli altri.
=> Primi adempimenti quando si è nominati amministratore di condominio
Cerca: nomina amministratore riforma
Cvarlo giovedì 15 ottobre 2015 alle ore 15:00
Salve volevo sapere in un condominio di 9 unità siamo in 2 in affitto e stiamo x cambiare amministratore xche non è leale con le spese volevo sapere se è obbligatorio avere l'amministratore presiso le unità di 9 appartamenti sono propietari meno 2 sono in affitto è obbligatorio averlo sto amministratore? Grazie
Lucia Volpicelli martedì 27 ottobre 2015 alle ore 12:14
abito una condominio con 4 unità abitative più 2 attività (ma usufruiscono solo di cantina in quando le 2 attività di bar hanno entrata indipendente) sono costretta ad avere un amministratore condominiale? se volessi, per risparmiare in questo tempo di crisi economica, posso fare io tutte le pratiche? in comune abbiamo la luce scale, acqua e basta. certi di una vs risposta, saluta cordialmente
Roberto mercoledì 24 febbraio 2016 alle ore 17:39
Salve io vivo in una corte composta da 2 quadrifamiliari attaccate con ingresso esterno agli edifici in comune stesso numero civico con uno 21/A e l altro 21/b e un altro quadrifamiliari staccato con ingresso ai garage in comune "pero con due cancelli indipendenti tra i due nemeri civici" ma con civico diverso tutto il contesto viene chiamato Carla b . Ora le chiedo si può suddividere in 3 parti e in caso di danni in aree comuni si interfacciano i vari amministratori? Grazie..
Maurizio mercoledì 09 novembre 2016 alle ore 11:31
il mio è un caso certamente particolare.
Sono 5 villette a schiera associate e 6 proprietari residenti diversi. Sono sei i proprietari perché una di queste 5 villette è suddivisa nello stesso corpo da due appartamenti distinti. L'accesso alle villette è una stradina comune fra loro dotata di cancello elettrico che separa la stradina dalla via esterna. Quindi come parte comune per tutti è la stradina, illuminata da 5 lampioncini e ovviamente il cancello elettrico.
Io sono il tutore legale nominato dal tribunale di un proprietario residente che poi è anche mio fratello.
Mi apre di aver capito che in questo caso non vi sia obbligo di un amministratore.
Il problema sta che per la gestione di queste villette che poi si riassume in corrente elettrica per i lampioncini e cancello elettrico (per la pulizia della stradina ognuno fa il pezzetto davanti al suo ingesso), se ne occupa un residente (prosegue..)
Maurizio mercoledì 09 novembre 2016 alle ore 11:38
(...prosegue)
Questo residente di tanto in tanto chiede una cifra per pagare giustamente le bollette elettriche. Quest'anno ha chiesto agli inizi dell'anno 100 euro ed ora chiede altri 100 euro.
A me sembrano troppi ed inoltre, pagando con assegno me li ha rifiutati. Vuole solo in contanti e non rilascia alcuna ricevuta. Questo fatto l'ho contestato in quanto io ho l'obbligo di tenere la contabilità del fratello ma questo residente non ne vuole sapere. Ho chiesto copie fatture ma non le rilascia. Inoltre mi ha chiamato al telefono e minacciato con arroganza oltre che aver messo in pubblico visibile sulla via esterna che non ho versato i 100 euro chiesti (ho fatto le foto con il cell). Come è possibile tutto questo ? Dice che loro fanno assemblea di tanto in tanto ma io ne ero all'oscuro in quanto mai invitato. Mi da delle dritte? Non è più questione di 100 euro ma di giustizia e principio. Odio l'arroganza.
CINZIA sabato 03 giugno 2017 alle ore 07:20
siamo in un condominio di 9 appartamenti di cui 2 appartamenti con un unico proprietario ,diversi altri sono pero' cointestati : posso pretendere di mettere un amministratore di condominio ?
Giorgio Bianchini mercoledì 20 dicembre 2017 alle ore 20:08
Salve, sono proprietario di un appartamento al primo piano di una palazzina composta da 4 appartamenti. I due appartamenti di sinistra sono di proprietà mia e di mia figlia, mentre quelli di destra sono stati venduti a due inquilini che dal primo momento hanno creato molti problemi, quello di primo piano crea problemi a quello di piano terra e viceversa,.io che faccio l'amministratore mi trovo a dover ascoltare in continuazione le loro lamentele e vi assicuro che sono diventati noiosi.Cosa devo fare per uscirne fuori, come devo comportarmi?.La signora del primo piano ha un comportamento scorretto nei confronti del piano terra, spazzola i cani facendo cadere i peli nel giardino sottostante, sciorina i panni ,per non parlare che i cani spesso fanno la pipi e queta cade di sotto.