Source: http://www.francarame.it/node/254
Timestamp: 2018-01-18 19:43:35+00:00
Document Index: 17083196

Matched Legal Cases: ['art.231', 'art.1', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ']

Disegno di legge di Franca Rame | Franca Rame: Teatro, Politica. | Senatrice dall'aprile 2006 al gennaio 2008
Tra le funzioni svolte dalla Corte dei Conti vi è anche quella di giudicare sulla responsabilità amministrativa per danno erariale.
Questa è l’anima operativa giudiziaria della lotta allo spreco, e và tutelata.
La strada da intraprendere è nella direzione opposta a quella del condono introdotto dall’art.231 della finanziaria ultima.
Scarica il testo del disegno di legge per la lotta agli sprechi
Sottoscrivi il ddl firmando qui
DISEGNO DI LEGGE n. 702
d'iniziativa della senatrice Franca Rame
Delega al Governo per la redazione del "Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti"
Onorevoli Senatori. La lotta allo spreco di risorse è un dovere giuridico per la Pubblica Amministrazione, ed il nostro ordinamento sancisce reiteratamente tale concetto laddove impone il principio di economicità dell'azione amministrativa - art.1 della legge 241/1990 - il principio del buon andamento - art. 97 Cost.- e
attraverso tutta una serie di norme che delineano un modello di amministratore e funzionario pubblico virtuoso, la cui capacità ed efficienza passa anche, necessariamente, per la capacità di contenere la spesa e di risparmiare risorse, fornendo così , oltre al risultato materiale, la possibilità di incentivare una cultura diffusa del risparmio di risorse nella collettività intera.
Questo modello di funzionario, ben evidente dopo la riforma degli anni '90, non avrebbe acquisito potere di gestione della cosa pubblica se non avesse anche acquisito anche responsabilità per i suoi errori. E nell'ambito delle varie responsabilità egli vede anche quella per danni arrecati alla sua o ad altra
E' la responsabilità per danno erariale, e cioè la responsabilità per lo spreco, in virtù della quale l'amministratore o il funzionario pubblico, o il soggetto che svolge qualche attività per l'amministrazione pubblica, risponde del danno arrecato qualora il suo comportamento attivo o omissivo abbia determinato la
mancata percezione di introiti o la illegittima uscita di somme. I casi che ricadono nell'ambito di questa responsabilità sono tantissimi, e toccano tutti i settori di attività e tutta la pubblica amministrazione. Appalti affidati a condizioni svantaggiose, mancata riscossione di crediti, progettazioni inutili ed irrealizzabili, consumi ingiustificabili, mancata applicazione di sanzioni, contratti che avvantaggiano solo la controparte della amministrazione, consulenze inutili, procedimenti amministrativi non eseguiti che hanno causato
danni e contenziosi inutili, insomma i casi eclatanti dello spreco, della illegalità e illiceità dannosa, della gravissima trascuratezza nell'amministrare.
E' ovvia la sua fondamentale utilità. E' ovvia la sua giustificazione giuridica, giacché nel nostro ordinamento non esiste potere che non abbia una parallela responsabilità. E' ovvia la sua funzione di deterrente. Ed è infine ovvio che essa debba essere oggetto di attenzione da parte del legislatore, consentendo una elevazione qualitativa dell'azione amministrativa, e di generare un'immagine positiva della pubblica amministrazione.
Pur di fronte a tale ovvietà, il precedente governo ha introdotto un condono in materia. Gli articoli 231, 232, 233 della legge finanziaria per il 2006 - legge 23 dicembre 2005 n. 266 - hanno infatti previsto la possibilità di sanare i danni arrecati alla pubblica amministrazione ed accertati con sentenza - non passata in giudicato - mediante il versamento di una somma pari ad una percentuale variabile tra il dieci ed il trenta per cento. Un vero colpo di spugna, con effetti defatiganti sulle Procure che hanno lavorano per accertare questi tipi di danni e che quotidianamente tentano il recupero di queste somme; ed una vera offesa ai funzionari ed amministratori onesti e competenti che operano quotidianamente con capacità e professionalità in ossequio al
principio di legalità ed al principio di buon andamento dell'art. 97 della Costituzione.
Questa scelta di sanare, di coprire, di mandare in fumo sentenze e soldi pubblici, di sprecare lavoro di interi apparati pubblici, è agli antipodi del modello della pubblica amministrazione delineato dal legislatore e immaginato dalla nostra coalizione.
Dunque bisogna dare segnali opposti, e fare scelte concrete che possano creare condizioni diverse. E tra queste deve rientrare una nuova attenzione a questa forma di responsabilità la cui competenza è affidata alla Corte dei Conti.
Il regolamento di procedura risale addirittura al 1933 - R.D. n. 1038/1933 - mentre con le leggi 14 gennaio 1994 n. 19 e 20 e 20 dicembre 1996 n. 639 si è deciso, tra l'altro, di attuare il decentramento mediante le sezioni regionali e l'istituzione del doppio grado di giurisdizione.
Vorrà dunque darsi atto che un'attività giudiziaria così importante per il nostro ordinamento, e così rilevante per tutto ciò che in essa viene coinvolto (recupero di denaro, funzione di deterrente allo spreco, incentivazione di una cultura del risparmio, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa) merita una attenzione diversa dal condono della passata legislatura. Merita infatti una disciplina specifica e finalmente chiara della procedura, che possa consentire giudizi celeri, adeguati ai nostri tempi e soprattutto adeguati alle
dinamiche attuali delle pubbliche amministrazioni. Merita, infine, una disciplina improntata ai principi equi del giusto processo, garantista dei diritti dell'indagato e rispettosa delle prerogative della difesa, in una
visione nuova del processo contabile.
Infatti, anche alla luce dei principi generali sul giusto processo, è ormai evidente ai più che l'attuale assetto normativo è assolutamente insoddisfacente. La necessità di adeguare i principi citati a questo processo sono assolutamente preminenti e sarebbe ora di raccogliere questa spinta , che proviene da giuristi, magistrati e studiosi :
- Una riforma del processo, che darebbe finalmente risposta a tante aspettative, dovrebbe tenere in considerazione i seguenti aspetti:
- La garanzia del contraddittorio tra le parti del processo secondo uno schema simile a quello penalistico, e quindi dovrebbe innovare mediante la introduzione ed il riconoscimento:
1. del diritto di accesso al fascicolo del PM al momento della redazione della risposta all'invito a dedurre, ferma rimanendo la segretezza della istruttoria nella fase delle indagini precedente, con i limiti analoghi al processo penale;
2. del diritto di assistenza mediante difensore nel caso di audizione dell'indagato avanti al PM, delle cui risultanze si potrà tenere conto nel giudizio;
3. di un giudice terzo che possa fungere da filtro per processi inutili e che al contempo svolga la funzione di vaglio sugli atti preliminari (archiviazione, con garanzia del contraddittorio per l'amministrazione danneggiata; obbligo di motivazione della richiesta di archiviazione; obbligo di motivazione sulla richiesta di procedere a citazione);
4. delle prerogative difensive a livello probatorio simili a quelle del processo civile, compresa la testimonianza;
5. di istituti che possano migliorare la capacità operativa di effettivo recupero delle somme (controllo affidato ai magistrati sulla esecuzione delle sentenze di condanna);
6. di una modifica e aggiornamento delle norme afferenti il giudizio pensionistico.
1. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente Legge, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la codificazione, il riassetto, la semplificazione e l'adeguamento alle norme legislative e regolamentari che disciplinano i giudizi dinnanzi alla Corte dei conti.
2. Il decreto legislativo di cui al comma1, assume la denominazione di "Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti". Nell'attuazione della delega, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) semplificazione e snellimento dei giudizi di responsabilità, di conto, pensionistici, nonché di ogni altro giudizio attribuito dalla legge alla giurisdizione della Corte dei conti, con eliminazione di ogni atto o
attività non essenziali del giudice, delle parti, nonché dell'ufficio di segreteria;
b) adeguamento della disciplina processuale e del sistema delle notificazioni ai nuovi strumenti informatici e di comunicazione;
c) partecipazione al giudizio delle parti, su basi di effettiva parità in ogni stato e grado del processo, anche in attuazione del principio costituzionale del giusto processo;
d) disciplina puntuale delle fasi processuali, limitando il rinvio alle norme di procedura civile, nel rispetto della configurazione assunta dalla responsabilità amministrativa a seguito della riforma di cui alle leggi 14 gennaio 1994, n. 19 e n. 20, e successive modificazioni;
e) riordino della disciplina della competenza territoriale delle sezioni regionali e della competenza delle sezioni di appello, con la previsione, ove necessaria, di nuove regole, in materia di riunione dei procedimenti relativi alla stessa causa o a cause connesse;
f) riordino e adeguamento della disciplina concernente l'istruzione probatoria e la consulenza tecnica d'ufficio, anche in riferimento alla eventuale istituzione di albi di consulenti ed alle modalità di liquidazione dei compensi;
g) razionalizzazione del contenuto e della forma dei provvedimenti del giudice, con ampliamento delle ipotesi di pronunce succintamente motivate;
h) riordino della disciplina del giudizio di appello, con riguardo particolare alla individuazione delle ipotesi di annullamento con rinvio.
3. Per il giudizio di responsabilità amministrativa, il Codice di cui at comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) riordino delle ipotesi in cui è previsto l'obbligo di denuncia del fatto dannoso;
b) previsione che il giudizio di responsabilità amministrativa sia promosso con azione pubblica e
necessaria del pubblico ministero competente per territorio;
c) disciplina dell'archiviazione della notizia di danno, con previsione di un controllo del giudice nell'ipotesi di opposizione da parte dei soggetti danneggiati, previa comunicazione ai medesimi;
d) riordino dei poteri istruttori spettanti al pubblico ministero prima del processo, con previsione delle garanzie del contraddittorio, anche con riguardo alla facoltà del pubblico ministero di avvalersi di consulenti tecnici;
e) possibilità di istituire, presso ogni procura regionale, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, una sezione di polizia erariale, con facoltà per il pubblico ministero di effettuare anche
le richieste di cui all'articolo 3 del regolamento approvato con decreto del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 4 agosto 2000, n. 269;
f) riordino della fase prevista dall'art. 5, comma 1, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, e successive modificazioni, con particolare riguardo al procedimento camerale per l'autorizzazione alla proroga del termine per l'emissione dell'atto di citazione;
g) previsione espressa del potere del pubblico ministero di interrompere la prescrizione della pretesa al risarcimento del danno, mediante un atto di costituzione in mora, contenuto anche nell'invito a dedurre;
h) disciplina degli elementi costitutivi dell'atto di citazione e del relativo regime di invalidità, secondo i principi del codice di procedura civile, salvaguardando la specificità del giudizio di responsabilità
i) disciplina del regime e dei termini delle preclusioni e delle decadenze, anche con riguardo alle eccezioni processuali e di merito;
j) previsione delle ipotesi di partecipazione di terzi al giudizio di responsabilità amministrativa, con particolare riferimento alla chiamata in causa per ordine del giudice di altri soggetti ritenuti responsabili del
k) disciplina dell'attività istruttoria del collegio giudicante, con previsione e delimitazione delle ipotesi in cui gli adempimenti istruttori possono essere affidati alle parti e delle relative modalità di esecuzione nel rispetto del principio del contraddittorio;
l) disciplina del potere riduttivo dell'addebito, con esclusione della applicabilità dello stesso nei casi e nella misura dell'illecito arricchimento, anche al fine di adeguare l'ammontare della condanna alle concrete
fattispecie di illecito, mediante il riferimento all'entità del danno, al comportamento tenuto dal soggetto responsabile e alle sue condizioni economiche;
m) riordino della disciplina delle azioni previste a tutela delle ragioni del creditore, ivi compresi i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale di cui al libro VI, titolo III, capo V, del codice civile, secondo quanto previsto dall'art. 1, comma 174, della legge 31 dicembre 2005, n. 266;
n) disciplina della fase dell'esecuzione della sentenza soggetta alla vigilanza della Procura regionale competente, al fine di garantire l'effettività del giudicato, con facoltà di promuovere in caso di inerzia, avanti il Giudice collegiale, idonei provvedimenti sostitutivi con previsione anche di confisca contabile a favore del soggetto danneggiato;
4. Per il giudizio di conto, il Codice di cui al comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti ulteriori criteri:
a) affermazione dell'obbligo della resa del conto della gestione per tutti i soggetti che hanno maneggio di denaro o di valori di pertinenza pubblica;
b) semplificazione delle norme sul giudizio di conto nel rispetto del principio del contraddittorio;
c) previsione di forme di condanna adottate dal giudice monocratico in ipotesi di ammanco o di perdita accertata con possibilità di reclamo al collegio;
d) previsione di forme di controllo amministrativo per tutti i conti da parte delle amministrazioni interessate, con obbligo degli organi di controllo interno di riferire alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti sull'esito delle verifiche;
e) possibilità di limitare l'esame giudiziale ai conti per i quali siano stati formulati rilievi o contestazioni in sede di controllo amministrativo ovvero da parte di amministratori pubblici o da soggetti, comunque, portatori di interessi collettivi o diffusi;
f) previsione che in caso di compilazione del conto su ordine del Giudice lo stesso sia trasmesso alla Procura competente corredato da idonea relazione a cura del compilatore.
5. Per il giudizio pensionistico, il Codice di cui al comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti ulteriori criteri:
a) adeguamento delle norme introdotte dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, alle precipue caratteristiche del giudizio pensionistico;
b) previsione dell'obbligo della notifica del ricorso all'amministrazione in persona del suo rappresentante legale ovvero presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato;
c) riordino della disciplina in materia di nullità e di inammissibilità del ricorso con previsione delle ipotesi di eventuale declaratoria con decreto presidenziale, prevedendone il reclamo avanti il Collegio;
d) disciplina del regime e dei termini delle preclusioni e delle decadenze, anche con riguardo alle eccezioni processuali e di merito;
e) possibilità per il giudice monocratico di riservarsi la decisione da adottare entro trenta giorni dall'udienza di merito;
f) conferma della competenza del giudice collegiale al processo cautelare e al giudizio di ottemperanza;
g) compiuta disciplina del processo esecutivo e definizione del regime di impugnazione delle determinazioni assunte dal commissario ad acta.
6. Lo schema del Codice di cui al comma 2, deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, è trasmesso alla Corte dei conti che si pronuncia a sezioni riunite, ai sensi
dell'articolo 1 del regio decreto Legislativo 9 febbraio 1939, n. 273.
7. Lo schema del Codice è successivamente inviato, con apposita relazione cui è allegato il parere di cui al comma 6, alle competenti Commissioni parlamentari, le quali si esprimono entro sessanta giorni dal ricevimento.
8. Il Codice è emanato, decorso tale termine e tenuto conto dei pareri espressi, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri.
9. Entro dodici mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 1, il Governo apporta le eventuali modificazioni e integrazioni, osservando la procedura di cui ai commi 6, 7 e 8. In tal caso, i termini per la pronuncia dei pareri sono stabiliti entro trenta giorni.
La burocrazia costa cara: 5.500 euro per italiano
Collegamento permanente Inviato da francy il Dom, 09/02/2007 - 15:10
Da La Repubblica del 1/09/2007
L'Italia superata solo dalla Francia
Tanti costi per servizi spesso poco efficaci. La pubblica amministrazione costa cara agli italiani. Secondo i dati dell'indagine della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i costi delle principali amministrazioni pubbliche europee, ogni italiano si ritrova a pagare 5.564 euro. Una cifra inferiore solo a quella dei francesi (5.765 euro pro capite) che però si ritrovano a fare i conti con servizi più efficienti.
In Italia a incidere in particolare è la spesa per interessi sul debito pubblico e, in particolare, quella relativa al funzionamento della macchina pubblica (ovvero, l'amministrazione e la gestione). Dietro Francia e Italia quindi c'è il Regno Unito con 5.182 euro, la Germania con 4.115 e all'ultimo posto, tra i principali paesi dell'Europa dei 15, la Spagna con soli 3.247 euro pro capite. I dati sono riferiti all'anno di bilancio del 2005 e sono stati elaborati sulla base di cifre Eurostat.
Entrando nella scomposizione della cifra complessiva si nota infatti quanto pesino i costi diversi da quelli delle spese del personale. "I costi per il funzionamento della macchina pubblica - spiegano dalla Cgia - da noi si attestano sui 1.763 euro pro capite; in Francia sono pari a 1.389 mentre in tutti gli altri paesi sono ben al di sotto di questo importo. Infine, ma questo non rappresenta certo una novità, paghiamo ben 1.141 euro pro capite di interessi sul debito pubblico contro i 752 della Germania, i 739 della Francia, i 638 del Regno Unito e i 379 della Spagna".
Quanto al personale invece, da noi la spesa complessiva raggiunge i 2.660 euro pro capite. Inferiore in maniera significativa ai valori di spesa sostenuti dall'apparato pubblico del Regno Unito (3.364 euro procapite) o della Francia (3.637 euro). Per questa voce, valori inferiori a quelli in Italia si registrano in Germania (2.030 euro) e in Spagna (2.104 euro).
Collegamento permanente Inviato da Franca Rame il Lun, 09/03/2007 - 09:44
grazie per l'articolo. Ieri sul corriere c'era la notizia di un imminiente "libro verde" in praparazione al ministero dell'economia, che mostrerà tutte le voci di spesa da abbattere, e quanto il debito pubblico persa su ogni singola voce in bilancio...
altro libro da segnalare ,
Collegamento permanente Inviato da mammamarina il Lun, 09/03/2007 - 11:30
altro libro da segnalare , scusate l'intrommissione , è un altro argomento certo però come tutti i grandi temi sociali riguarda tutti i cittadini.
è FINALMENTE IN VENDITA IL LIBRO "MIO FIGLIO HA LE ALI " EDITO DALLA ERICKSON , storie di quotidiana disabilità , ma non solo ,storie che dimostrano che le famiglie possono volgere al positivo una esperienza in cui troppi vedono solo tristezza e dolore,un decalogo e un glossario terminano il libro per "insegnare"alcuni approcci e terminologie , buona lettura
questo il link dove si può iniziare a conosere il libro.
http://www.erickson.it/erickson/product.do;jsessionid=CC954A6F99668CD3F8...
oppure www.erickson.it e cliccare sulla sezione capire con il cuore .
Per Mammamarina da redazione
Collegamento permanente Inviato da Franca Rame il Lun, 09/03/2007 - 16:52
Vedo che sei una degli autori! Sarà un grande piacere leggerlo. Grazie per la segnalazione, un abbraccio, a presto!
Bolzano, consulenze da 100 milioni di euro
Collegamento permanente Inviato da francy il Dom, 09/02/2007 - 16:44
Metto a disposizione il link ad un articolo tratto da "Il giornale" sulle consulenze: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=200071
pericolosa mercificazione televisiva della figura femminile
Collegamento permanente Inviato da paola pinna il Ven, 09/15/2006 - 11:58
io sono Paola Pinna ho 37 anni, sono insegnante alle Scuole Superiori e seguo con interesse la tua attività da sempre.
volevo segnalarti l'ennesimo programma televisivo che degrada e insulta apertamente la Femminilità, proponendo questa volta pupe e secchioni.
Il genere è quello che ha conquistato non tanto il pubblico, ma le pagine dei giornali e le menti di coloro che li producono e li concepiscono a livello operativo.
Insomma hanno deciso che si debbano fare, per alimentare quella curiosità morbosa del pubblico che ha le sue origini nei molti programmi che hanno come oggetto "gli affari degli altri", conditi necessariamente di tradimenti o crisi familiari, riproposti in maniera così sistematica da far convincere che non c'è niente di "reality".
Naturalmente chi non ha cervello si sa, è la donna.
Deve essere abbigliata ai limiti dell'indecenza.
Ma non deve essere assolutamente in grado di rispondere alle più banali domande del conduttore, che gli suggerisce fino all'ultima sillaba e poi le dice "Brava!".
Questo è un fatto gravissimo, ai limiti con il ricorso alla legge per evitare questo scempio che si fa della figura femminile.
Non dobbiamo permettere che questi messaggi entrino nelle nostre teste e soprattutto in quelle delle nuove generazioni bloccando lo sviluppo sociale che si era cominciato con l'emancipazione femminile dagli anni 70 fino ad oggi.
Comincio a capire perchè l'Islam ci guarda come fossimo pervertiti, ma la cosa che non sanno, perchè non appare nei mass-media, è che le donne occidentali sono molto diverse da quelle proposte dal modello televisivo. Si dedicano al lavoro, ai figli, al compagno, alla casa consacrando completamente il proprio tempo vitale al punto da perdere spesso il senso di cosa sia il proprio sentiero nella vita. Una dedizione totale anche se non usiamo veli per indicarlo.
Ti invito a verificare che oggi il Telegiornale di una piccola emittente privata del Lazio è molto più completo di quello proposto da ciascuna rete della RAI
Bisogna stimolare la necessità di un contenuto culturale maggiore nei masss-media, ma forse non sono fatti per questo.
Vogliono verosimilmente distolcerci dai veri problemi sociali, dalla Realtà di cui si fanno portatori con le telecamere anche nei bagni e certo, non è questo di cui abbiamo bisogno.
Perchè non provano a spostare le telecamere di questa isola dei famosi nell'Honduras reale, dove la povertà e il sottosviluppo non offrono certo le appetitose liti o incontri romantici a cui ci vogliono abituare.
Abbiamo veramente bisogno di più realtà, di trasparenza e sopratutto di informazione, corretta ed completa nei contenuti.
Con stima Paola Pinna
Collegamento permanente Inviato da francy il Ven, 09/15/2006 - 12:27
Ho 20 anni e giorno dopo giorno mi rendo sempre più conto verso quale degrado culturale stiamo andando. I programmi che le reti televisive ci propongono- purtroppo Rai e Mediaset indistintamente- mi lasciano perplessa e mi preoccupano molto. Ma è possibile che solo in pochi ci scandalizziamo dello spettacolo che queste televisioni ci offrono??? E' un'offesa alla nostra intelligenza, ma a molti- visti gli ascolti dei vari reality- sembra non importare. Di qUesto passo non so più dove andremo a finire.
Come donna sono profondamente offesa dal programma di Italia Uno: già di per sè il termine "pupe" è a dir poco agghiacciante, la nostra intelligenza, l'intelligenza della DONNA dove va a finire?? Dobbiamo fare qualcosa, non possiamo permettere che questa mercificazione televisiva della figura della donna-per usare le parole di Paola- continui. FORZA DONNE!!!
Collegamento permanente Inviato da moiito il Sab, 12/09/2006 - 19:26
la verità è che alle donne a volte conviene fare la parte delle cretine. Senza contare che esistono tante cretine e cretini veri che a quelle banali domande del programma(l'ho guardato una volta) non avrebbero saputo realmente rispondere. E questo è gravissimo davvero.Tu sei intelligente? Pare di si. E allora cosa te ne frega di quello che passa la tv? Chi è intelligente certi programmi non li segue e chi non lo è seguendoli rafforza delle convinzioni che avrebbe comunque.
Votate piuttosto sto disegno di legge invece di stare sempre a parlare della televisione!
Attenzione Moiito..."Le donne cretine"?
Collegamento permanente Inviato da loredana.bagnato il Dom, 09/02/2007 - 23:08
no, Moiito, non basta fregarsene...Ci sono cose che agiscono in modo subdolo e creano abitudini pericolose. Il problema evidentemente non e' quello di tutelare Francy che dimostra di essere attenta e intelligente; il problema sono le altre persone, uomini e donne, ragazzi e ragazze che credono (e ci credono!) che quella sia la normalita'!Tu stesso dici "alle donne conviene fare le cretine"...Ma ti rendi conto della portata di cio' che stai dicendo? A quali donne conviene? E perche'?
E fa bene Francy a denunciare la tv, mezzo potentissimo di diffusione di abitudini e credenze ("L'han detto la Tv!..." ti dice nulla...?), perche' fa si' che tanti ci credano davvero a quel che vedono. Legittimando cosi' uno stato di cose che invece non va bene per niente.
Non credo che basti non seguire un programma per non avere un problema, cosi' come fare spallucce di fronte a chi rafforza comunque "certezze". La protesta diventa necessaria quando lo strumento di persuasione è il meno apparentemente pericoloso, proprio come uno sciatto programma tv.
Buon proseguimento e una stretta di mano a Francy. Non abbassare mai la guardia!Sono con te.
Per Loredana sulla tv spazzatura
Collegamento permanente Inviato da Franca Rame il Lun, 09/03/2007 - 10:01
dici bene! Oltre al problema della denigrazione femminile, ce n'è un altro, che ci impone di essere attivi e propositivi: bambini e televisione.
Se è vero che gli adulti in qualche modo, sono in grado di discernere, i bimbi si trovano senza filtri di fronte ad una macchina che li seduce, stordisce, aggredisce.
Sono l'ultima scoperta del consumismo: proprio per la loro vulnerabilità diventano le prime vittime di pubblicità scorrette, che li trasformano in macchinette "mamma-fammi-un-regalino", orientando le loro preferenze, gusti e consumi. Abominevole, non trovi?
Tv bambini e donne
Collegamento permanente Inviato da loredana.bagnato il Lun, 09/03/2007 - 12:21
E' la responsabilita' a fare la differenza. Senza essa diventiamo omertosi, menefreghisti, capaci solo infine di lamentarci di quelle lamentele inutili e sterili.
C'e' sempre il rischio di sembrare polemici su ogni cosa. E' un rischio che io corro volentieri e ormai fa parte di me!
Specie se dalla parte dei piu' fragili ci sono i bambini. Dite bene, occorre proteggerli davvero da questo mondo "adulto", troppo distratto e frettoloso, opportunista e un po' menefreghista. Bisogna farlo. Ad ogni costo. E nel frattempo prendersi cura di noi stesse,non lasciando, neanche per un istante, inteso che "le donne hanno bisogno di fare le cretine". No, neanche per gioco lo accetto. Le donne non hanno bisogno di fare le cretine. A meno di essere spietatamente ciniche, e allora si stanno facendo beffe di qualche cretino con cui comunicare solo cosi (e qui si aprirebbe un mondo sui centri di potere ancora troppo nelle mani di uomini- non sempre capaci...).
Per fortuna non è un fare diffuso e comune.
Ciao Redazione. Buon lavoro.
Dilemmi notturni
Collegamento permanente Inviato da max bazzana il Sab, 09/16/2006 - 01:48
Concordo appieno con il giudizio negativo su questo tipo di televisione fogna che ci allaga casa ogni volta che la accendiamo.
Poche sono le cose che si salvano, penso ad esempio a rai 3; mi fa tristezza pensare che sanremo si dilunga per ore in barba alle scalette e stasera Solenghi ha dovuto fare una maratona per consegnare dei premi ad alcuni dei maggiori esponenti del teatro italiano per non scombinare la suddetta.
Faccio fatica ad accettare però anche i discorsi che si rivolgono ad un 'loro' generico.
Sinceramente non so quanta parte di colpa ce l'abbiano coloro che decidono cosa farci vedere o noi tutti spettatori, cittadini, uomini e donne che in un certo senso richiediamo quella roba (termine quest'ultimo che forse Verga oggi non metterebbe più in bocca ai suoi personaggi).
MA CHI SE NE STRAFREGA DE LE
Collegamento permanente Inviato da moiito il Sab, 12/09/2006 - 19:07
MA CHI SE NE STRAFREGA DE "LE PUPE E I SECCHIONI", SCUSATE.PIUTTOSTO VOTATE IL DISEGNO DI LEGGE DI FRANCA RAME!!VOTATE E DIFFONDETE!!!!
FRANCA CONTINUA COSì, NON TI ARRENDERE MAI, ILLUMINA LE MELMOSE AULE DI MONTECITORIO, ABBIAMO BISOGNO DI TE.
Senatrice Rame, un mito per noi giovani.
Collegamento permanente Inviato da luke14477 il Mer, 09/27/2006 - 09:29
http://www.idvgiovani.it/coppermine/displayimage.php?album=5&pos=0
potete trovare la foto della consegna di una composizione floreale alla Senatrice Rame da parte del gruppo GIV giovani italia dei valori nel contesto della conferenza programmatica di Vasto.
a Assirelli luca da franca
Collegamento permanente Inviato da Franca Rame il Lun, 01/08/2007 - 21:12
mi ricordo di te luca... di tutti voi e dei vostri magnifici fiori e dell’affetto che mi avete regalato.
è un momento molto grave quello che stiamo vivendo... volete unirvi a noi? siamo in tanti e saremo sempre di più a denunciare e a combattere gli sprechi... soprattutto a scoprirli!
Siete il nostro futuro, siete il futuro dei vostri figli. Senza retorica.
SPERO NON SI ARRENDA FACILMENTE
Collegamento permanente Inviato da GIULIO78 il Gio, 01/18/2007 - 13:08
Sono un Italiano residente all'estero (Londra)
Ho letto per caso su un giornale internazionale dei Suoi interventi sul tema degli sprechi e della corruzione in Italia
Mi e' bastato molto poco per sentirmi in completa sintonia coi Suoi sforzi. E Le garantisco che come me ci sono moltissimi altri Italiani stanchi della incostistenza e degli sprechi della politica Italiana, ma pronti a riavvicinarsi a essa e al nostro paese se cio' significa avvicinarsi a persone come Lei e ad impegni come il Suo
Spero solo Lei non si arrenda facilmente alla falsa retorica e ai forti interessi della nostra politica
COME FAREBBE AD ARRENDERSI AI PRIVILEGI
Collegamento permanente Inviato da ILMIONOME NESSUNO il Gio, 01/18/2007 - 14:02
C'è dentro sino al collo
Diffondilo a Londra
Collegamento permanente Inviato da sergio_rm il Gio, 02/08/2007 - 14:35
Collegamento permanente Inviato da Elisabetta il Mer, 02/21/2007 - 11:52
ho messo anch'io la mia firma per la proposta di legge contro gli sprechi.
Ci tenevo a farle i complimenti, sig.ra Rame, per il suo grande impegno in questa e altre importanti cause, e poi volevo ringraziarla: lei e pochi altri siete gli unici che riescono a darmi una piccola speranza che qualcosa possa cambiare in questo desolante scenario politico italiano..
Per quello che vale, ha il mio totale appoggio.
Collegamento permanente Inviato da marcocc il Mer, 02/28/2007 - 11:59
Sono in parte contento che la Sua iniziativa contro gli sprechi continui e spero che le mie email Le siano arrivate, come spero la sua richiesta della lettera che ho spedito presso la camera dei deputati.
Mi domandavo se ci fosse un modo più rapido per avere dei contatti, avrei alcune domande da farle.
Mi faccia sapere......... a presto.
firmiamo......... ma......................................
Collegamento permanente Inviato da paola1966 il Dom, 03/04/2007 - 00:10
d'accordissimo con la sua proposta di legge e la sottoscriviamo, speriamo di poter sottoscrivere anche una proposta di legge che tagli veramente, sul serio, effettivamente, i tanti privilegi economici e non dei signori deputati e senatori presenti, passati e futuri... cordialissimi saluti a lei ed al suo esimio consorte e buon lavoro
Paola Paladini e Pierluigi Luceri (Galatina)
MA HA VOTATO ANCHE LA FINANZIARIA
Collegamento permanente Inviato da ILMIONOME NESSUNO il Dom, 03/04/2007 - 01:57
Il piedino in due staffe, tutto pur di conseguire la pensione senatoriale
Collegamento permanente Inviato da Balzac il Gio, 03/22/2007 - 18:31
Sottoscrivo, ma ci vorrebbe anche una legge che tagliasse gli stipendi astronomici dei politici. I soldi risparmiati servirebbero a finanziare le scuole statali, che stanno colando a picco! Sono un'insegnante elementare e la mia scuola è talmente povera, che per poter lavorare devo pagare di tasca mia le fotocopie che do ai miei scolari. Alla faccia delle 3 I della Moratti: la nostra aula multimediale (mi viene da ridere solo a pensarla con questo nome) serve anche da "palestra" (parola grossa!) e i computer sono solo tre e nemmeno collegati ad internet. E' già tanto se sono collegati alla spina!! Piantatela di finanziare le scuole private, che se le paghino i ricchi, se fa loro tanto schifo mescolare i loro pargoli con la plebaglia delle scuole statali!!
Non riesco a raggiungere il link per firmare
Collegamento permanente Inviato da fantasie urgono il Lun, 05/28/2007 - 11:28
accade sia con firefox che con internet explorer
Grazie! ripristinato!
Collegamento permanente Inviato da Redazione il Lun, 05/28/2007 - 13:16
per ora siamo a 1692 firme
sono una risorsa sprecata?
Collegamento permanente Inviato da caterinaroma il Gio, 01/17/2008 - 13:04
Carissima Franca Rame,
ho letto la tua lettera di dimissioni, sono amareggiata e felice allo stesso tempo. Amareggiata perché le tue parole confermano il malessere derivante dal sentirsi imbavagliati e felice perché tu hai dato voce a tante donne senza volto, tante fragilità costrette dai cosiddetti poteri forti a rimanere indifese.
La mia vicenda personale ha dell’incredibile e, devi sapere, avevo deciso di non raccontarla ancora, dopo averla esposta nelle aule del Tribunale del lavoro, nelle stanze dei bottoni, nelle telefonate disperate ai miei avvocati.
Ma la tua presa di posizione mi ha spinto a vincere la ritrosia ed a scriverti.
Ho quasi cinquantatre anni, sono dirigente nella Pubblica Amministrazione da circa metà della mia vita – vinsi il concorso per dirigente all’età di 27 anni – e ciò vuol dire che ho dedicato alla causa comune gran parte del mio tempo di donna adulta.
L’8 marzo del 2002, dopo molti anni di sofferenza per vessazioni ed emarginazioni nel Comune di Roma, anni durante i quali ho lottato (sic!) per il perseguimento della legalità, sono stata degradata da un’ordinanza del Sindaco a mansioni inferiori, in conseguenza di un provvedimento disciplinare che mi fu notificato direttamente con la sanzione della retrocessione.
Saltando a piè pari tanti dolorosissimi dettagli, la contestazione che mi era stata mossa, assurdamente posta a base dell’ordinanza, era riferita a presunti “sbalzi d’umore” dei quali, si diceva, soffrissi.
Invece di inchinarmi ed elemosinare clemenza presso questo o quell’assessore, mi sono rivolta al Tribunale. Ho dovuto sostenere spese ingenti, umiliazioni, sono rimasta parcheggiata per mesi nella stanza di un impiegato che aveva una bella scrivania, mentre io sedevo dietro un banchetto simile a quelli scolastici – SENZA AVERE NULLA DA FARE.
Reintegrata nell’incarico precedentemente ricoperto in esecuzione della decisione del Tribunale, fui convocata dai vertici capitolini che avevano, come è ovvio, provveduto alla mia sostituzione. Poiché io stessa avevo insistito per essere trasferita ad altro ufficio, non ebbi difficoltà alcuna ad accettare di discutere. Ma, ancora una volta presa alle spalle, mi fu improvvisamente, a soli otto giorni dal reintegro, notificata una seconda ordinanza di revoca dell’incarico, motivata da cause molto più preoccupanti, perché si diceva cha la gran parte del personale, alla notizia del mio rientro, aveva inoltrato domanda di trasferimento, lamentando di non poter, sotto la mia direzione, “proficuamente operare”.
Spostata in estrema periferia, in una situazione drammatica dal punto di vista professionale, umano, morale e logistico, riuscii a non arrendermi e di nuovo, sostenuta economicamente dalla banca e psicologicamente da una valida specialista del centro ASL anti-mobbing, mi rivolgevo ai magistrati.
Nell’occasione dell’udienza un “pentito” inaspettatamente testimoniava che le firme sulle lettere di trasferimento dei dipendenti erano state estorte dopo forti pressioni, esercitate proprio da chi, macchiandosi della colpa di aver falsificato atti, era stato da me segnalato alla Procura della Repubblica.
Le ordinanze del Tribunale, sono pubblicate su Internet, per esempio agli indirizzi: http://oldweb.unicz.it/lavoro/TRIBRM300103.htm dettagliatissima
http://autonomie.interno.it/giurisprudenza/2003/docs/14-649.pdf.
Il Sindaco allora, attraverso l’assessore al Personale, mi invitava nel maggio 2003 a rinunciare al prosieguo delle azioni legali, che avrebbero comportato certamente un congruo risarcimento.
Pur oberata dai debiti, contravvenendo addirittura ai consigli dell’avvocato, porgevo l’altra guancia, perché per me Pubblica Amministrazione si scrive con le maiuscole ed io sono ossequiosa nei confronti delle istituzioni.
Non avrei mai creduto che, subito dopo, mi sarei ritrovata, davvero ASSURDAMENTE, senza mansioni, con un incarico dato solo sulla carta, confinata in isolamento totale nel ripostiglio interrato di un edificio con otto piani e cinque scale!
Tuttavia, facendo leva sulle mie risorse intellettuali e sugli affetti familiari, ho superato anche quella difficilissima prova, fino a ritagliarmi uno spazio vitale. Poco a poco ho guadagnato terreno, sono salita di cinque piani, ho ottenuto una stanzetta decorosa, due impiegati. Ho cominciato ad occuparmi del sito U.N.E.S.CO. di Roma, ero finalmente contenta di potermi esprimere al meglio – sono architetto ed ho conseguito la specializzazione in Restauro dei Monumenti, disciplina che mi affascina da sempre.
Evidentemente, a qualcuno molto potente io non vado proprio giù. L’incarico mi è stato tolto nell’ottobre 2006 e sono stata rispedita esattamente nella stessa estrema periferia, nonostante le ordinanze del Tribunale, nonostante l’accordo, nonostante le mie sofferenze, nonostante la mia incompetenza nella materia di cui mi devo occupare.
Nella primavera del 2007 ho subito gravissime minacce, nel tentativo – riuscito – di sgomberare le spiagge dagli abusivi, sono tuttora vittima di atti intimidatori, ho perso nove chili e le speranze in un futuro migliore.
Carissima Franca, mentre scrivo scendono le lacrime e, se avessi usato carta e penna, avrei sicuramente già strappato la lettera, tanto mi sento scoraggiata e sola.
Confido nella tua solidarietà e, sebbene distrutta, resto al mio posto con ostinata onestà