Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz201306277.html
Timestamp: 2018-02-23 06:42:19+00:00
Document Index: 40571699

Matched Legal Cases: ['art. 157', 'art. 124', 'art. 162', 'art. 25', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 162', 'art. 167', 'art. 11', 'art. 11', 'art.162', 'art. 162']

Provvedimento del 26 giugno 2013
Ordinanza di ingiunzione nei confrontidi Comune di Padova
Registro dei provvedimenti n. 321 del 27 giugno 2013
NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna BianchiClerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;
RILEVATOche, nell'ambito di un'istruttoria relativa a una segnalazione nella quale silamentava la diffusione sul web di una determinazione e di una deliberazione diGiunta del Comune di Padova, in cui figuravano i dati personali del segnalanterelativamente a un contenzioso che lo stesso aveva instaurato nei confronti delmedesimo Comune, l'Ufficio ha formulato, nei confronti del Comune di PadovaC.F.: 00644060287, con sede in Padova – Palazzo Moroni, via delMunicipio, una richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 157 del d. lgs. 30giugno 2003 n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei datipersonali (di seguito "Codice") a fronte della quale il Comune, connota datata 28 aprile 2011, ha fornito riscontro consentendo di accertare,successivamente, che a fronte della pubblicazione on line della determinazionee della deliberazione di Giunta del Comune di Padova oltre il termine previstodalla legge (15 giorni per la pubblicazione delle delibere nell'Albo pretorio,ai sensi dell'art. 124, comma 1, del d. lg. 18 agosto 2000 n. 267) si èverificata una diffusione dei dati della segnalante, priva di idoneipresupposti normativi;
VISTOil verbale n. 13692/65281 del 5 luglio 2011 con cui è stata contestata alComune di Padova, in persona del legale rappresentante pro-tempore, laviolazione amministrativa prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codice, inrelazione all'art. 25, informandolo della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;
ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensi dell'art. 17 dellalegge 24 novembre 1981, n. 689, dal quale non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;
VISTOlo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, conil quale il Comune ha rilevato come "Non si comprende (Š) per qualeragione in data 5 luglio il Dipartimento attività ispettive e sanzioni dellamedesima Autorità (Š) abbia ritenuto di notificare al Comune di Padova unprovvedimento con il quale –si – contesta all'Amministrazione(Comune di Padova) la violazione delle disposizioni di cui all'art. 25, comma 1lett. a) del Codice (Š)", atteso che in data 17 giugno 2011 lo stessoComune ha ricevuto una nota (n. 1490/65281 del 13 giugno 2011) del Dipartimentolibertà pubblica e sanita (DLPS) del Garante con la quale si comunicava lachiusura del procedimento amministrativo scaturente dalla segnalazione, senzal'adozione di un provvedimento da parte del Collegio. Ha evidenziato, inoltre,le difficoltà interpretative delle " (Š) numerose disposizioni (non semprecoerenti tra loro) in materia di trasparenza e pubblicità dell'azioneamministrativa nonché di consultabilità degli atti, che hanno introdotto incapo ai soggetti pubblici diversi oneri di pubblicazione di dati personali neipropri siti web (Š)", ove, sul punto, osserva come "(Š) iprovvedimenti di cui si contesta la visualizzabilità tramite motori di ricercaesterni al sito istituzionale risalgono ad un periodo molto anteriore rispetto all'emanazione delle Linee guida in materia di trattamento di datipersonali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato dasoggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web (Š)"avvenuta il 2 marzo 2011;
VISTOil verbale di audizione delle parti del 17 settembre 2012 nel quale il Comune,nel ribadire quanto argomentato negli scritti difensivi, ha evidenziato, tral'altro, come la condotta contestata fosse "(Š) necessaria allo scopo didare corretta attuazione alla deliberazione (Š)" e necessaria "(Š)per il corretto esercizio di difesa dell'amministrazione (Š)". Haosservato, altresì, come "(Š) la segnalante nel proporre ricorsogiurisdizionale era consapevole di tutte le conseguenze a cui si sarebbeesposta affrontando un procedimento giudiziario per sua natura pubblico edaccettando così che i suoi dati anagrafici venissero trattati nell'ambitodell'esercizio del diritto di difesa del Comune";
CONSIDERATOche le argomentazioni addotte non permettono di escludere la responsabilitàdell'ente in relazione alla contestazione in oggetto. Il Comune ritieneerroneamente che l'esito del procedimento amministrativo della segnalazionedetermini l'impossibilità di accertare un illecito amministrativo. Sul punto,si rileva come la comunicazione conclusiva del procedimento relativo allasegnalazione attesti espressamente che è "stata riscontrata una condottanon conforme alla disciplina applicabile", come riportato dal medesimotrasgressore negli scritti difensivi. In relazione a tale "difformità",il Dipartimento libertà pubbliche e sanità, che ha curato l'istruttoria, hatrasmesso gli atti al Dipartimento attività ispettive e sanzioni che, così comeprevisto dall'art. 16, comma 3 del Regolamento del Garante n. 1/2007concernente le procedure interne all'Autorità aventi rilevanza esterna, haproceduto ad avviare il procedimento sanzionatorio con la contestazione dellasanzione, la cui notifica è ritualmente avvenuta il 29/07/2011, ovvero entro i90 gg. dall'accertamento della violazione, così come previsto dall'art. 14della legge n. 689/1981. Il termine decorre, infatti, dalla data di definizionedell'istruttoria avvenuta il 13/06/2011. Quanto dedotto circa le difficoltàinterpretative delle "(Š) numerose disposizioni (non sempre coerenti traloro) in materia di trasparenza e pubblicità dell'azione amministrativa (Š)"non sostanzia gli elementi costitutivi dell'errore scusabile di cui all'art. 3della legge n. 689/1981. Tale disciplina non è applicabile al caso di specie,sia in quanto non è stato fornito alcun elemento positivo, estraneo all'autoredella violazione, idoneo a ingenerare nell'agente l'incolpevole opinione dellaliceità del suo agire (Cass. Civ., Sez. I, 11 febbraio 1999 n. 1151), sia poichénon si sostanzia la condizione che lo stesso abbia fatto tutto il possibile perosservare la legge e che nessun rimprovero possa essergli mosso, così chel'errore sia stato incolpevole ovvero non suscettibile di essere evitato daltrasgressore con l'ordinaria diligenza (Cass. Civ. Sez. lav. 12 luglio 2010 n.16320). Sul punto, inoltre, giova rilevare come, diversamente da quantoritenuto, la specifica materia fosse già regolamentata dalle Linee guida inmateria di trattamento di dati personali per finalità di pubblicazione ediffusione di atti e documenti di enti locali datate 19 aprile 2007;
RILEVATO,pertanto, che il Comune di Padova ha diffuso alcuni dati della segnalante inassenza di idonei presupposti normativi;
VISTOl'art. 162, comma 2-bis, del Codice che punisce la violazione delledisposizioni indicate nell'art. 167 del Codice, con la sanzione amministrativadel pagamento di una somma da diecimila euro a centoventimila euro;
CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore
RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, l'ammontare della sanzione pecuniaria per la violazione prevista dall'art.162, comma 2-bis, del Codice, nella misura di euro 10.000,00 (diecimila);
alComune di Padova C.F.: 00644060287, con sede in Padova – Palazzo Moroni,via del Municipio, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di pagarela somma di euro 10.000,00 (diecimila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 162, comma 2-bis, del Codiceindicata in motivazione;