Source: http://dirittoegiustizia.it/allegati/16/0000083427/Consiglio_di_Stato_sez_V_sentenza_n_7026_18_depositata_il_12_dicembre.html?coc=4
Timestamp: 2019-09-23 11:29:08+00:00
Document Index: 124083803

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 52', 'art. 366', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 93', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 16']

(Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 7026/18; depositata il 12 dicembre) - AMMINISTRATIVO | Diritto e Giustizia
Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 18 ottobre – 12 dicembre 2018, n. 7026
Presidente Saltelli – Estensore Lotti
1.Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Roma, Sez. II bis, con la sentenza 15 dicembre 2017, n. 12384, ha accolto il ricorso proposto dalla Porto Turistico Riva di Traiano S.p.A. e, per l'effetto, ha annullato i provvedimenti impugnati (ordinanza sindacale n. 328 del 15 luglio 2017; delibere della Giunta comunale n. 102 del 15 giugno 2017, n. 302 e n. 303 del 18 ottobre 2012), nei limiti in cui il contenuto degli stessi incidevano negativamente sulla posizione giuridica della ricorrente, ossia nella parte in cui era stata modificata una zona a traffico limitato ed interessata un'area di cui la ricorrente era proprietaria, prevedendosi l'istituzione di "due stalli di sosta breve (...) a servizio degli autobus con più di nove posti compreso il conducente".
2.1. Al riguardo si deve rilevare in linea generale che dall'entrata in vigore (19 agosto 2014) dell'art. 16-sexies del D.L. n. 179 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, come introdotto dall'art. 52 del D.L. 25 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, si impone certamente nell'ambito della giurisdizione civile (e fatto salvo quanto disposto dall'art. 366 cod. proc. civ., per il giudizio di cassazione) alle parti la notificazione dei propri atti presso l'indirizzo PEC risultante dagli elenchi INI PEC di cui all'art. 6-bis del d.lgs. n. 82-2005 (Codice dell'amministrazione digitale) ovvero presso il ReGIndE, di cui al D.M. n. 44-2011, gestito dal Ministero della Giustizia, escludendosi che la notificazione possa avvenire presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, salvo nei casi di impossibilità a procedersi a mezzo PEC, per causa da addebitarsi al destinatario della notificazione e, in tal senso, la prescrizione dell'art. 16-sexies prescinde dalla stessa indicazione dell'indirizzo di posta elettronica ad opera del difensore, trovando applicazione direttamente in forza dell'indicazione normativa degli elenchi/registri da cui è dato attingere l'indirizzo PEC del difensore, stante l'obbligo in capo a quest'ultimo di comunicarlo al proprio ordine e dell'ordine di inserirlo sia nel registro INI PEC, che nel ReGIndE (cfr., in particolare, Cass. civ., sez. VI, 14 dicembre 2017, n. 30139, ord., che richiama Cass. n. 17048/2017).
Residuano infatti alcune disposizioni che fanno riferimento o danno per presupposta l'elezione di domicilio in senso esclusivamente fisico: è il caso dell'art. 93 c.p.a., il cui contenuto applicativo deve tuttavia ritenersi "svuotato" nel nuovo assetto regolativo del domicilio eletto, posto che esso regola una situazione che non dovrebbe più esistere (domicilio eletto o indicato in sentenza al quale far riferimento per la notificazione dell'impugnazione), salvo il caso in cui, per analogia con l'art. 16-sexies citato (e richiamato dall'art. 25, comma 1-bis c.p.a.), sia impossibile effettuare la notifica via PEC, per causa imputabile al destinatario.
È da aggiungere poi che l'indirizzo PEC comune.civitavecchia@legalmail.it risulta regolarmente pubblicizzato sulla homepage del sito istituzionale del Comune di Civitavecchia, come dimostrato in giudizio dall'appellata.
Il D.L. n. 185 del 2008 prevedeva che le P.A., qualora non avessero provveduto ai sensi dell'art. 47 del CAD, avrebbero dovuto istituire una casella PEC, o analogo indirizzo di PEC, dandone comunicazione al CNIPA, che avrebbe provveduto alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica (art. 16, comma 8).
La legge n. 228 del 2012 ha incluso tale indice tra i pubblici elenchi, come tale utilizzabile per tutte le notifiche, e l'art. 6-terd.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, lo ha inserito nel Codice dell'amministrazione digitale e ridenominato come Indice dei domicili digitali delle P.A. e dei gestori di pubblici servizi, ex d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217, affidandone la realizzazione e gestione all'AGID, e definendolo pubblico elenco di fiducia, da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio e l'invio di documenti a tutti gli effetti di legge (art. 9, comma 1). Inoltre risulta confluito al suo interno l'elenco di cui all'art. 16, comma 12, D.L. n. 179-2012, in apposita sezione espressamente definita come pubblico elenco, ai fini delle notificazioni.
Risulta infatti da detta relazione attestato che "Giunti sul posto, gli operatori conferivano con il sig. Va. Mo. (...) in qualità di legale rappresentante della società Porto Turistico Riva Di Traiano Spa, il quale riferiva alle scriventi di non aver mai negato l'accesso all'area di parcheggio e che lo stesso, presente nella mattinata presso l'area in parola, avrebbe soltanto chiesto a che titolo tali autobus turistici utilizzassero il parcheggio. Reso edotto della Del G.C. n. 102 del 15.6.2017, con cui il parcheggio del Porto Riva di Traiano veniva indicato quale area di scambio di 1a fascia, il signor Mo. asseriva che quel parcheggio era di proprietà della società di cui sopra e adibito alla sola sosta di n. 300 autovetture, mostrando lo stralcio di un atto tra la società e il Comune di Civitavecchia nella quale compariva tale destinazione d'uso".