Source: http://www.impi.it/normativa.php
Timestamp: 2014-09-01 13:36:52+00:00
Document Index: 12669730

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza\n', 'art. 5', 'art. 1', 'art.33', 'art. 5', 'art.\n33', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 56', 'art.56', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 27', 'art.46']

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Questa e' una breve interpretazione della
normativa vigente in materia di mobilita' compensativa (interscambio) e di mobilita' volontaria all'interno del pubblico
impiego. Laddove possibile e chiarificatore, abbiamo inserito un riferimento
contenente il testo integrale degli articoli pertinenti.
Novit� 25 Giugno 2014!!!
Dopo esservi fatti un'idea generale della "storia" della mobilit� e dell'interscambio all'interno di questa pagina, � assolutamente necessario prendere visione dell'art. 4 del DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90,
che sopprime in via sperimentale il nulla osta obbligatorio dell'amministrazione cedente
(grazie i.v.).
Mobilita' compensativa o interscambio
La normativa di riferimento e' data
dall'Art. 7 D.p.c.m. n. 325 del 5.08.1988; l'articolo in esame prevede
la possibilita' di uno scambio di dipendenti della p.a., anche di diverso comparto, purche' esista l'accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti posseggano un corrispondente profilo professionale, ovvero svolgano le medesime mansioni. La laconicita' della norma lascia, di fatto, ampia discrezionalita' alle amministrazioni, le
quali possono stabilire l'identita' delle mansioni a proprio giudizio. In ogni caso, anche
in caso di identico mansionario e di identico comparto, e' sempre necessario il nullaosta
da parte dell'amministrazione di appartenenza affinche' la pratica vada a buon fine.
Nonostante la discrezionalita' lasciata alle amministrazioni, l'interscambio e' un ottimo
sistema per coniugare le proprie esigenze personali e professionali: lo svantaggio dovuto alla perdita di una risorsa per l'amministrazione e' virtualmente nullo, o comunque ridotto
al minimo; questo e' uno dei motivi per cui una pratica di mobilita' compensativa ha maggiori probabilita' di successo rispetto alla mobilita' volontaria.
L'applicabilita' del DPCM 325/88 rispetto ai singoli CCNL di comparto, anche alla luce della posteriore contrattualizzazione del pubbligo impiego, e' ben chiarita da questa sentenza
del Giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento: il CCNL di comparto prevale sul DPCM 325/88, ma
non necessariamente in modo sfavorevole al dipendente, al contrario!
Questa e', per sommi capi, la prassi da seguire
per presentare una richiesta di mobilita' compensativa:
Trovare una persona di pari qualifica e profilo
professionale interessata all'interscambio;
Spedire entrambi e contemporaneamente una lettera all'ufficio personale dell'ente in cui si desidera trasferirsi, nella quale si chiede di essere trasferiti con mobilita' e si dichiara di essere a conoscenza che l'altra persona ha a sua volta presentato analoga domanda (vedi facsimile). Puo' essere utile inserire, nel testo della lettera, i riferimenti agli articoli di legge e dei CCNL che regolano la meteria.
La lettera sopra descritta va spedita per conoscenza
anche al proprio ente di apprtenenza.
Dopo gli eventuali colloqui di rito, ai quali
uno o tutti e due i richiedenti possono essere chiamati, si deve sperare
di avere fatto una buona impressione. Se cosi' e', l'ente presso il quale
si e' presentata domanda di mobilita' scrivera' all'ente presso il quale
si lavora, chiedendo la concessione del nullaosta al trasferimento.
A questo punto, l'ente di appartenenza dovra'
rispondere concedendo o negando il nullaosta (che, per conoscenza, verra'
inviato anche a voi) e vi ricordiamo che, in caso di interscambio, sara'
piu' difficile negarvelo.
E' possibile che venga anche seguita una temporanea prassi di comando, un istituto che spesso precede i casi di mobilita', indipendentemente dall'esistenza di un interscambio.
La normativa di riferimento e' data dall'Art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165
(integrato dall'art. 5, comma 1 - quater della Legge n. 43 del 31 marzo 2005), il quale
ha semplicemente unificato il decreto legislativo nr. 29 del 03.02.93 e le successive
modificazioni. In teoria questa normativa si dovrebbe applicare a tutte le amministrazioni pubbliche (Art. 1, comma 2 d.lgs 165 del 30.03.01). Come per la mobilita' compensativa,
la mobilita' volontaria e' possibile anche fra comparti diversi ed e' sempre necessario il
nullaosta da parte dell'amministrazione di appartenenza. In questo caso, pero', la normativa
indica una parita' di qualifica, e non di profilo professionale, lasciando aperto il
campo a diverse possibili interpretazioni, soprattutto laddove i CCNL non abbiano colmato
Stante la nuova classificazione del personale, non piu' diviso per qualifiche funzionali (I, II, III, ecc), bensi' per area o categoria (A, B, C, D) e livello retributivo (1, 2, 3, 4), la mobilita' dovrebbe essere permessa per la copertura di ruoli relativi alla stessa area, perlomeno all'interno del medesimo comparto,
indipendentemente dalla situazione retributiva (Esempio).
ATTENZIONE: a norma dell'art. 1 co. 2 del predetto Decreto, l'istituto della mobilita' volontaria non si applica ne' all'Ente ANAS in quanto Ente Pubblico Economico,
ne' alle POSTE S.p.A. in quanto Societa' per Azioni, anche se a controllo pubblico. Analogo
ragionamento va seguito per i dipendenti Telecom Italia e Treni Italia.
Come lascia trasparire la normativa, la mobilita'
non e' un diritto del pubblico dipendente, quale che sia l'anzianita' di
servizio. L'ultima parola resta sempre all'amministrazione di appartenenza,
che puo', senza necessita' di particolari motivazioni, negarla al proprio
dipendente. Tuttavia, nella prassi, se si presenta una domanda di mobilita'
per interscambio si hanno ottime possibilita' di successo (la durezza di
cuore dei capi ha un limite....). Di qui l'utilita' di questo servizio.
Non occorre aggiungere che, qualora trovaste delle inesattezze in quanto scritto o delle aggiunte da apportare, siete vivamente pregati di comunicarcele.
Art. 1 Comma 2 d.lgs 165/2001:
Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
Esempio di comparto
Del comparto Regioni - Autonomie locali fanno
Regioni, Province, Comuni, Comunita' Montane,
loro Consorzi ed associazioni.
Esempio di enti con qualifiche e profili professionali parificabili al comparto
Regione-Autonomie Locali:
IPAB, IACP, CCIAA
Art. 30 d.lgs 165 del 30.03.2001
(art.33 d.lgs n.29 del 1993)
1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Il trasferimento e' disposto previo consenso dellamministrazione di appartenenza.
2. I contratti collettivi nazionali possono definire le procedure e i criteri generali per lattuazione di quanto previsto dal comma 1.
NDR: l'articolo citato e' stato integrato dell'art. 5, comma 1 - quater della Legge n. 43 del 31 marzo 2005:
1-quater. Al fine di agevolare la mobilita' dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, per consentire un piu' efficace e razionale utilizzo delle risorse umane esistenti, all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
2-bis. Le amministrazioni, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilita' di cui al comma 1, provvedendo, in via prioritaria, all'immissione in ruolo dei dipendenti, provenienti da altre amministrazioni, in posizione di comando o di fuori ruolo, appartenenti alla stessa area funzionale, che facciano domanda di trasferimento nei ruoli delle amministrazioni in cui prestano servizio. Il trasferimento e' disposto, nei limiti dei posti vacanti, con inquadramento nell'area funzionale e posizione economica corrispondente a quella posseduta presso le amministrazioni di provenienza.
A completamento del testo di legge, citiamo
parte di un articolo in materia pubblicato sull'autorevolissimo "L'esperto
risponde de Il Sole 24 Ore" il 30 Gennaio 2000 (l'articolo si riferisce al precedente
d.lgs 29/93 modificato, ma la sostanza delle affermazioni non cambia).
" omissis. La disposizione va correlata
con le modifiche apportate dal comma 2 dello stesso articolo 20 all'art.
33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni,
in materia di <<passaggio diretto di personale tra amministrazioni
diverse>>. Eliminata ogni strettoia per il passaggio da un comparto all'altro
del pubblico impiego (prima il trasferimento del personale fra comparti
diversi richiedeva <<apposito accordo stipulato fra le amministrazioni,
indicante modalita' e criteri per i trasferimenti>>), ora il trasferimento e'
disposto, in ogni caso, previo il consenso dell'amministrazione di appartenenza.
E', peraltro, da segnalare come "procedure" e "criteri generali" eventualmente
necessari per l'applicazione della norma (e quindi in nessun caso modificativi
della stessa, ndr.), potranno essere definiti dai contratti collettivi
nazionali (comma 3 dell'art. 33); il silenzio sul tema in piu' d'uno
dei contratti di recente stipulati (ad esempio quello del comparto Regioni-Autonomie
Locali) non preclude, comunque, le procedure di trasferimento di cui si
tratta, visto che il ruolo della contrattazione collettiva viene configurata
come meramente eventuale. omissis".
Quindi, secondo il predetto autorevole quotidiano, la norma
e' applicabile a tutti i comparti del pubblico
impiego, a prescindere dal fatto che nei singoli contratti di comparto
siano state disciplinate o meno le procedure per l'applicazione della norma
In ogni caso, rimane comunque valida l'altra
strada e cioe' chiedere l'interscambio ai sensi dell'art. 7
del DPCM n. 325/88; a tal proposito, piace ricordare che nel lontano 1995
fu addirittura effettuato uno scambio tra una "ministeriale" (profilo professionale
"Dattilografa") e una impiegata di un piccolo Comune della Lucania, di
corrispondente profilo professionale (le due Amministrazioni verificarono
la corrispondenza dei profili professionali attraverso l'esame dei rispettivi
mansionari presentati dalle interessate).
Possiamo addirittura citare un caso estremo:
una ragazza ex IV Q.F., in servizio a Roma, ha proposto uno scambio (anomalissimo)
con un ex VII Q.F. in servizio a Palermo; l'Amministrazione di appartenenza
di quest'ultimo ha dato parere favorevole, mentre l'Amministrazione di
Roma ha negato l'autorizzazione soltanto per il motivo che la dotazione
organica, all'epoca della richiesta, non presentava carenze relativamente
alla ex VII q.f. (a tal proposito il competente Dirigente ha fatto presente
che se l'interlocutore fosse stato una V qualifica funzionale, qualifica
di cui l'Amministrazione aveva invece carenza, l'interscambio sarebbe sicuramente
andato in porto).
Art.7 del D.p.c.m. n. 325 del 5.08.1988
(recante procedure per lattuazione
del principio di mobilita' nellambito delle pubbliche amministrazioni)
E consentita in ogni momento, nellambito delle
dotazioni organiche di cui allart. 3 la mobilita' dei singoli dipendenti
presso la stessa od altre amministrazioni anche di diverso comparto, nei
casi di domanda congiunta di compensazione con altri dipendenti di corrispondente
profilo professionale, previo nulla osta dellamministrazione di provenienza
e di quella di destinazione.
L'istituto del Comando
(art. 56 del d.P.R. 3/57 modificato dalla L.127/97)
Alcune Amministrazioni Pubbliche usano far
precedere la mobilita' da un periodo di comando.
Il comando e' un istituto previsto
dallart.56 del d.P.R. n. 3/57.
Esso ricorre quando limpiegato pubblico
viene destinato, temporaneamente e per sopperire ad esigenze eccezionali
dellamministrazione richiedente, ad unamministrazione diversa da quella
Il procedimento e' stato alquanto semplificato dalla L.127/97.
Il provvedimento di comando va adottato
entro 15 gg. dalla ricezione della richiesta.
Nelle more delladozione del provvedimento
formale di comando e' consentita limmediata utilizzazione del
dipendente presso lAmministrazione richiedente, previo nulla osta dellAmministrazione
Gli oneri stipendiali fanno carico allAmministrazione
Esempio di mobilita' possibile secondo la nuova classificazione del personale
Un dipendente del comparto Regioni - Enti
Locali individuato dalla posizione economica B4 (ex V qualifica funzionale
+ LED) puo' ricoprire, all'interno del comparto Ministeri, un ruolo individuato
dalla posizione economica B3 (ex VI qualifica funzionale), purche' possieda
un profilo professionale parificabile, cioe' sia, ad esempio, un "collaboratore
amministrativo" sia nell'ente di partenza che in quello di destinazione.
In questo caso l'eventuale differenza di stipendio
rispetto all'inquadramento di partenza dovrebbe essere colmato tramite un
assegno ad-personam fino al momento in cui il rinnovo contrattuale (eventualmente
anche piu' di uno) non colmi la differenza.
Per una tavola completa delle relazioni tra vecchie qualifiche funzionali e nuove posizioni economiche, andate qui
Riferimenti agli articoli di legge e dei CCNL che regolano la mobilita'
nel caso di istanti di corrispondente profilo professionale, sarebbe bene fare riferimento sia all'art. 7 del Dpcm n. 325/88 che all'art. 30, co. 1 del D.Lgs. 165/01;
nel caso di istanti appartenenti al comparto
"Regioni - Autonomie Locali" e di corrispondente profilo professionale,
in alternativa al Dpcm surrichiamato, seguendo l'autorevole esempio della
Deliberazione della Giunta Comunale di Prato n. 683 del 09/06/1998,
sarebbe meglio fare riferimento all'art. 6, co. 20 del d.P.R. n. 268/87
(articolo che puo' considerarsi sostanzialmente una sorta di "fotocopia"
dell'art. 7 del predetto Dpcm);
nel caso invece di istanti di corrispondente posizione economica, o pari qualifica funzionale, seguendo anche il consiglio ricevuto nel settembre del 1998 da un Funzionario del Settore Mobilita' del Dipartimento della Funzione Pubblica, sarebbe meglio richiamare soltanto l'art. 30, co. 1 del D.Lgs n. 165/01 (ovviamente se gli istanti appartenessero entrambi al comparto "Parastato o Enti Pubblici non Economici", potrebbero richiamare anche l'art. 27 del contratto di quel comparto).
per gli appartenenti al comparto Universita', il regolamento di riferimento e' dato dall'art.46 del CCNL
Art. 27 del CCNL -comparto "Enti Pubblici non economici" o parastato
La mobilita' volontaria nell'ambito del comparto
Gli enti del comparto possono ricoprire i posti
vacanti in organico, destinati all'accesso
dall'esterno, mediante passaggio diretto, a domanda,
di dipendenti in servizio presso altro ente del medesimo comparto che rivestano
la posizione corrispondente nel sistema classificatorio.
Il dipendente e' trasferito, previo consenso
dell'ente di appartenenza, entro quindici
giorni dall'accoglimento della domanda.
ART. 46 del Contratto Nazionale Comparto "Universita'"
TRASFERIMENTI Al fine di favorire l'attuazione dei trasferimenti del personale del
comparto, ciascuna Amministrazione comunica entro il 31 gennaio di ciascun
anno alle altre Amministrazioni del comparto stesso l'elenco dei posti che
intende coprire nel corso dell'anno, elenco che le Amministrazioni
riceventi portano a conoscenza del personale con idonei mezzi di
Ottenuto l'assenso al trasferimento dall'Amministrazione di
destinazione, la relativa procedura di trasferimento deve concludersi
entro 90 giorni dall'assenso medesimo.
Il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni con l'Amministrazione
di destinazione e al dipendente e' garantita la posizione retributiva
maturata nell'Amministrazione di provenienza e la continuita' della
posizione pensionistica e previdenziale.
disegnato per una risoluzione 1024x768