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Timestamp: 2019-10-23 18:25:18+00:00
Document Index: 168652087

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 7']

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24-05-2006 - Delibera Autorità
L'AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI Nella riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 24maggio 2006; Visto l'art. 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio1997, n. 249, recante «Istituzione dell'Autorita' per le garanzienelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni eradiotelevisivo»; Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante «Disposizioni perla parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagneelettorali e referendarie e per la comunicazione politica», comemodificata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313; Vista la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante «Disposizioni perl'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione delleemittenti radiofoniche e televisive locali»; Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004,che emana il codice di autoregolamentazione ai sensi della legge6 novembre 2003, n. 313; Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «testounico della radiotelevisione» ed, in particolare, l'art. 7, comma 1; Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante «Norme suireferendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa legislativadel popolo», e successive modificazioni; Vista la delibera n. 27/06/CSP recante «Atto di indirizzosull'informazione in materia di raccolta delle firme per lapromozione del referendum popolare relativo al testo di leggecostituzionale recante «Modifiche alla parte II della Costituzione»pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005»,pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 32dell'8 febbraio 2006; Rilevato che con decreto del Presidente della Repubblica in data 28aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana n. 100 del 2 maggio 2006, e' stato indetto per il giorno25 giugno 2006 il referendum popolare per l'approvazione del testodella legge costituzionale concernente «Modifiche alla parte II dellaCostituzione», approvato dal Parlamento e pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 269 del 18 novembre 2005; Rilevata l'impossibilita' di effettuare le consultazioni previstedalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, con la Commissione parlamentareper l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi,la quale non risulta ancora costituita; Udita la relazione dei Commissari Giancarlo Innocenzi Botti eMichele Lauria, relatori ai sensi dell'art. 29 del regolamentoconcernente l'organizzazione e il funzionamento dell'Autorita'; Delibera: Art. 1. Finalita' e ambito di applicazione 1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, in attuazionedella legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge6 novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell'accesso aimezzi di informazione, si riferiscono alla consultazione referendariadel 25 giugno 2006 relativa all'approvazione del testo della leggecostituzionale concernente «Modifiche alla parte II dellaCostituzione», e si applicano su tutto il territorio nazionale neiconfronti delle emittenti che esercitano l'attivita' diradiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidianae periodica. Ove non diversamente previsto, esse hanno effetto dalgiorno successivo alla data di pubblicazione del presenteprovvedimento nella Gazzetta Ufficiale, sino a tutta la secondagiornata di votazione. Art. 2. Soggetti politici 1. Ai fini del presente provvedimento, in applicazione della legge22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge 6 novembre 2003,n. 313, si intendono per soggetti politici: a) il comitato promotore del referendum; b) le forze politiche che costituiscono un autonomo gruppo inalmeno un ramo del Parlamento nazionale nonche' quelle diverse dalleprecedenti che siano presenti con almeno un rappresentante alParlamento europeo; c) i comitati, le associazioni e gli altri organismi collettivi,comunque denominati, rappresentativi di forze sociali e politiche dirilevanza nazionale, diverse da quelle riferibili ai soggetti di cuialle lettere a) e b), che abbiano un interesse obiettivo e specificoal quesito referendario, rilevabile anche sulla base dei rispettivistatuti, e che abbiano dato una esplicita indicazione di votofavorevole o contrario al quesito referendario. Gli organismi di cuial presente comma devono essere costituiti entro cinque giorni dallapubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana; 2. Entro cinque giorni dalla data di pubblicazione nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana del presente provvedimento, isoggetti politici di cui al comma 1, lettere b) e c), rendono notaall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni la loro intenzionedi partecipare ai programmi di comunicazione politica e allatrasmissione dei messaggi politici autogestiti, indicando la propriaposizione a favore o contro il quesito referendario. L'Autorita'comunica, anche a mezzo telefax, l'elenco dei soggetti di cui alprecedente comma 1 ai Comitati regionali per le comunicazioni o, ovequesti non siano costituiti, ai Comitati regionali per i serviziradiotelevisivi.
Art. 3. Riparto degli spazi di comunicazione politica 1. Ai fini del presente capo I, in applicazione della legge22 febbraio 2000, n. 28, nel periodo intercorrente tra la data dientrata in vigore del presente provvedimento e la data di chiusuradella campagna referendaria, gli spazi che ciascuna emittentetelevisiva o radiofonica nazionale privata dedica alla comunicazionepolitica sul tema del referendum popolare, nelle forme previstedall'art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sonoripartiti in misura uguale tra i soggetti politici favorevoli e icontrari al quesito referendario. 2. In ogni trasmissione che preveda la partecipazione di piu' di unrappresentante per ciascuna indicazione di voto, tra i sostenitoridell'indicazione di voto contrario deve essere incluso unrappresentante del Comitato promotore. 3. L'eventuale assenza di sostenitori di una delle due indicazionidi voto non pregiudica l'intervento nelle trasmissioni degli altrisoggetti, ma non determina un aumento del tempo ad essi spettante. Intali casi, nel corso della trasmissione e' fatta esplicita menzionedelle predette assenze. 4. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate incontenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittentitelevisive nazionali all'interno della fascia oraria compresa tra leore 7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche nazionaliall'interno della fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 1 delgiorno successivo. I calendari delle predette trasmissioni sonotempestivamente comunicati, anche a mezzo telefax, all'Autorita' perle garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, tali trasmissionisono diffuse con modalita' che ne consentano la fruizione anche ainon udenti. 5. Ai programmi di comunicazione politica sul tema dellaconsultazione referendaria di cui all'art. 1, comma 1, del presenteprovvedimento, non possono prendere parte persone che risultinocandidate in altre competizioni elettorali in corso e a talicompetizioni non e' comunque consentito, nel corso dei programmimedesimi, alcun riferimento. Art. 4. Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore delpresente provvedimento e quella di chiusura della campagnareferendaria, le emittenti radiofoniche e televisive nazionaliprivate possono trasmettere messaggi politici autogestiti a titologratuito per la presentazione non in contraddittorio delle posizionifavorevole o contraria al quesito referendario. Art. 5.Modalita' di trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. Per la trasmissione dei messaggi politici autogestiti a titologratuito le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, osservano leseguenti modalita', stabilite sulla base dei criteri fissatidall'art. 4, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito fra i soggettipolitici interessati; i messaggi sono trasmessi a parita' dicondizioni tra i favorevoli ed i contrari, anche con riferimento allefasce orarie; b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avereuna durata sufficiente alla motivata esposizione di una posizionefavorevole o contraria ai quesiti referendari e comunque compresa, ascelta del richiedente, fra uno e tre minuti per le emittentitelevisive e fra trenta e novanta secondi per le eminentiradiofoniche; c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nellaprogrammazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a unmassimo di quattro contenitori per ogni giornata di programmazione. Icontenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasceorarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia18-19,59; seconda fascia 14-15,59; terza fascia 22-23,59; quartafascia 9-10,59. I messaggi trasmessi in ciascun contenitore sonoalmeno due e sono comunque ripartiti in misura uguale tra i soggettifavorevoli e quelli contrari al quesito referendario. A tal fine,qualora il numero dei soggetti che sostengono le due indicazioni divoto sia diverso, l'assegnazione degli spazi ai soggetti piu'numerosi avviene secondo un criterio di rotazione, fermi restando inogni caso i limiti di cui alle lettere e) ed f). L'eventuale mancanzadi messaggi a sostegno di una delle due indicazioni di voto nonpregiudica, in ogni caso, la trasmissione di quelli a sostegnodell'indicazione opposta, ma non determina un aumento degli spazi adessa spettanti; d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti diaffollamento pubblicitario previsti dalla legge; e) ciascun messaggio puo' essere trasmesso una sola volta inciascun contenitore; f) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di due messaggiin ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; g) ogni messaggio reca la dicitura «messaggio autogestito» conl'indicazione del soggetto politico committente. Art. 6. Comunicazioni delle emittenti nazionali e dei soggetti politici 1. Entro il terzo giorno successivo alla data di pubblicazione delpresente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana, le emittenti di cui all'art. 4, comma 1, che intendonotrasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito: a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicatoda trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nelcomunicato l'emittente nazionale informa i soggetti politici chepresso la sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numerotelefonico e la persona da contattare, e' depositato un documento,che puo' essere reso disponibile anche nel sito web dell'emittente,concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo deicontenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standardtecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione delmateriale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono ancheutilizzare il modello MAG/l/RN, reso disponibile nel sito webdell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. www.agcom.it; b) inviano, anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzienelle comunicazioni il documento di cui alla lettera a), nonche'possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazionesuccessiva del documento stesso con riguardo al numero deicontenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A quest'ultimofine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/2/RN, resodisponibile nel predetto sito web dell'Autorita' per le garanzienelle comunicazioni. 2. A decorrere dal terzo giorno e fino al quinto giorno successivoalla data di pubblicazione del presente provvedimento nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana, i soggetti politici di cuiall'art. 2, comma 1, lettere a) e c) nonche' i soggetti di cuiall'art. 2, comma 1, lettera b), che abbiano reso la comunicazione dicui al medesimo art. 2, comma 2, interessati a trasmettere messaggiautogestiti comunicano alle emittenti e alla stessa Autorita' per legaranzie nelle comunicazioni, anche a mezzo telefax, le proprierichieste, indicando il responsabile elettorale per il referendumpopolare confermativo, i relativi recapiti e la durata dei messaggi.A tale fine, puo' anche essere utilizzato il modello MAG/3/RN, resodisponibile nel predetto sito web dell'Autorita' per le garanzienelle comunicazioni. Art. 7.Sorteggio e collocazione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitoriprevisti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sededell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, alla presenza diun funzionario della stessa. 2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi vienedeterminata secondo un criterio di rotazione a scalare di un postoall'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare il criteriodi parita' di presenze all'interno delle singole fasce. Gli spazidisponibili in ciascun contenitore sono comunque ripartiti in partiuguali tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesitoreferendario. Art. 8. Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti nazionali 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presenteprovvedimento e fino alla chiusura delle operazioni di voto, al finedi garantire la parita' di trattamento, l'obiettivita', lacorrettezza, la completezza, l'equita', la lealta' e l'imparzialita'dell'informazione, e di assicurare all'elettorato la piu' ampiainformazione sui temi e sulle modalita' di svolgimento della campagnareferendaria, tenuto conto del servizio di interesse generaledell'attivita' di informazione radiotelevisiva, i programmi diinformazione trasmessi sulle emittenti radiofoniche e televisivenazionali private, riconducibili alla responsabilita' di unaspecifica testata giornalistica, si conformano ai seguenti criteri: a) quando vengano trattate questioni relative al tema oggetto delreferendum, le posizioni dei diversi soggetti politici impegnati afavore o contro il quesito referendario, vanno rappresentate in modocorretto e obiettivo, evitando sproporzioni nelle cronache e nelleriprese degli stessi soggetti. Resta salva per l'emittente laliberta' di commento e di critica che, in chiara distinzione trainformazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto dellepersone; b) fatto salvo il criterio precedente, nei programmi diapprofondimento informativo, a cominciare da quelli di maggioreascolto, va curata una adeguata informazione sui temi oggetto delreferendum, assicurando la chiarezza e la comprensibilita' dei temiin discussione. Qualora in detti programmi assuma carattere rilevantel'esposizione di opinioni e valutazioni politiche riconducibili altema oggetto del referendum, dovra' essere complessivamentegarantita, nel corso della campagna referendaria, la presenzaequilibrata tra i soggetti favorevoli o contrari al quesitoreferendario, assicurando sempre e comunque un equilibratocontraddittorio; c) le emittenti radiotelevisive nazionali private sono tenute acomunicare all'Autorita', con cadenza settimanale, il calendariodelle trasmissioni di cui alla precedente lettera b). 2. Nel periodo di cui al precedente comma 1, in qualunquetrasmissione radiotelevisiva, diversa da quelle di comunicazionepolitica, di informazione sui temi del referendum e dai messaggipolitici autogestiti, e' vietato fornire, anche in forma indiretta,indicazioni o preferenze di voto relative ai referendum. In dettetrasmissioni, l'esposizione di argomenti e posizioni inerenti i temioggetto del referendum, e' ammessa unicamente all'interno di finestreinformative condotte nel rispetto dei criteri di cui al comma 1. 3. Direttori dei programmi, registi, conduttori ed ospiti devonoattenersi ad un comportamento corretto ed imparziale, anche inrapporto alle modalita' di partecipazione e selezione del pubblico,tale da non influenzare, anche in modo surrettizio ed allusivo, lelibere scelte degli elettori, evitando che si determinino situazionidi vantaggio per i favorevoli o i contrari al quesito referendario. 4. Correttezza ed imparzialita' devono essere assicurate nelladiffusione delle prese di posizione di contenuto politico espresse daqualunque soggetto anche non direttamente partecipante allacompetizione referendaria. Art. 9. Illustrazione delle modalita' di voto 1. Dall'entrata in vigore del presente provvedimento le emittentiradiotelevisive nazionali private illustrano le principalicaratteristiche delle elezioni referendarie previste per il giorno25 giugno 2006 con particolare riferimento al sistema elettorale ealle modalita' di espressione del voto ivi comprese le specialimodalita' di voto previste per gli elettori affetti da disabilita', eper i malati intrasportabili e le modalita' di espressione del votoper la circoscrizione estero.
Capo IIDisciplina delle trasmissioni delle emittenti locali
Art. 10. Programmi di comunicazione politica 1. I programmi di comunicazione politica, come definiti all'art. 2,comma 1, lettera c) del codice di autoregolamentazione di cui aldecreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, che leemittenti televisive e radiofoniche locali intendono trasmettere nelperiodo fra l'entrata in vigore del presente provvedimento e lachiusura della campagna referendaria devono consentire una effettivaparita' di condizioni tra i soggetti politici di cui all'art. 2favorevoli o contrari al quesito referendario, anche con riferimentoalle fasce orarie e al tempo di trasmissione. 2. L'eventuale assenza di sostenitori di una delle due indicazionidi voto non pregiudica l'intervento nelle trasmissioni degli altrisoggetti, ma non determina un aumento del tempo ad essi spettante. Intali casi, nel corso della trasmissione e' fatta esplicita menzionedelle predette assenze. 3. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate incontenitori con cicli a cadenza quindicinale dalle emittentitelevisive locali all'interno della fascia oraria compresa tra le ore7 e le ore 24 e dalle emittenti radiofoniche locali all'interno dellafascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 1 del giorno successivo.I calendari delle predette trasmissioni sono tempestivamentecomunicati, anche a mezzo telefax, al competente Comitato regionaleper le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitato regionale peri servizi radiotelevisivi che ne informa l'Autorita' per le garanzienelle comunicazioni. Le eventuali variazioni dei predetti calendarisono tempestivamente comunicate al predetto organo, che ne informal'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. Ove possibile, talitrasmissioni sono diffuse con modalita' che ne consentano lafruizione anche ai non udenti. 4. Ai programmi di comunicazione politica sul tema dellaconsultazione elettorale di cui all'art. 1, comma 1, del presenteprovvedimento, non possono prendere parte persone che risultinocandidate in altre competizioni elettorali in corso e a talicompetizioni non e' comunque consentito, nel corso dei programmimedesimi, alcun riferimento. Art. 11. Messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore delpresente provvedimento e quella di chiusura della campagnareferendaria, le emittenti radiofoniche e televisive locali possonotrasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per lapresentazione non in contradditorio delle posizioni favorevoli ocontrarie a ciascun quesito referendario. 2. Per la trasmissione dei messaggi politici di cui al comma 1 leemittenti radiofoniche e televisive locali osservano le seguentimodalita', stabilite sulla base dei criteri fissati dall'art. 4,comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28: a) il numero complessivo dei messaggi e' ripartito fra i soggettipolitici; i messaggi sono trasmessi a parita' di condizioni tra ifavorevoli ed i contrari, anche con riferimento alle fasce orarie; b) i messaggi sono organizzati in modo autogestito e devono avereuna durata sufficiente alla motivata esposizione di un programma o diuna opinione, comunque compresa, a scelta del richiedente, fra uno etre minuti per le emittenti televisive e fra trenta e novanta secondiper le emittenti radiofoniche; c) i messaggi non possono interrompere altri programmi, ne'essere interrotti, hanno una autonoma collocazione nellaprogrammazione e sono trasmessi in appositi contenitori, fino a unmassimo di sei contenitori per ogni giornata di programmazione. Icontenitori sono collocati uno per ciascuna delle seguenti fasceorarie, progressivamente a partire dalla prima: prima fascia18-19,59; seconda fascia 12-14,59; terza fascia 21-23,59; quartafascia 7-8,59; quinta fascia 15-17,59; sesta fascia 9-11,59; d) i messaggi non sono computati nel calcolo dei limiti diaffollamento pubblicitario previsti dalla legge; e) nessun soggetto politico puo' diffondere piu' di un messaggioin ciascuna giornata di programmazione sulla stessa emittente; f) ogni messaggio per tutta la sua durata reca la dicitura«messaggio referendario gratuito» con l'indicazione del soggettopolitico committente. Art. 12.Comunicazioni delle emittenti locali e dei soggetti politici relative ai messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. Entro il terzo giorno successivo alla data di pubblicazione delpresente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana, le emittenti radiofoniche e televisive locali che intendonotrasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito: a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicatoda trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nelcomunicato l'emittente locale informa i soggetti politici che pressola sua sede, di cui viene indicato l'indirizzo, il numero telefonicoe la persona da contattare, e' depositato un documento, che puo'essere reso disponibile anche sul sito web dell'emittente,concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo deicontenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standardtecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione delmateriale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono ancheutilizzare i modelli MAG/l/RN resi disponibili nel sito webdell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it; b) inviano, anche a mezzo telefax, al competente Comitatoregionale per le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitatoregionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita'per le garanzie nelle comunicazioni, il documento di cui allalettera a), nonche', possibilmente con almeno tre giorni di anticipo,ogni variazione apportata successivamente al documento stesso conriguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nelpalinsesto. A quest'ultimo fine, le emittenti possono ancheutilizzare i modelli MAG/2/RN resi disponibili nel predetto sito webdell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. 2. A decorrere dal terzo giorno e fino al quinto giorno successivoalla data di pubblicazione del presente provvedimento nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana, i soggetti politici di cuiall'art. 2, comma 1, lettere a) e c), nonche' i soggetti di cuiall'art. 2, comma 1, lettera b) che abbiano reso la comunicazione dicui al medesimo art. 2, comma 2, interessati a trasmettere messaggiautogestiti comunicano alle emittenti e al competente Comitatoregionale per le comunicazioni o, ove non costituito, al Comitatoregionale per i servizi radiotelevisivi, che ne informa l'Autorita'per le garanzie nelle comunicazioni, le proprie richieste, indicandoil responsabile elettorale per il referendum popolare confermativo ei relativi recapiti, la durata dei messaggi. A tale fine, possonoanche essere utilizzati i modelli MAG/3/RN resi disponibili nelpredetto sito web dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. Art. 13.Numero complessivo dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, ove nondiversamente regolamentato, approva la proposta del competenteComitato regionale per le comunicazioni o, ove non costituito, delComitato regionale per i servizi radiotelevisivi, ai fini dellafissazione del numero complessivo dei messaggi autogestiti gratuitida ripartire tra i soggetti politici richiedenti, in relazione allerisorse disponibili previste dal decreto del Ministro dellecomunicazioni adottato di concerto con il Ministro dell'economia edelle finanze e concernente la ripartizione tra le regioni e leprovince autonome di Trento e Bolzano della somma stanziata perl'anno 2006. Art. 14.Sorteggi e collocazione dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito 1. La collocazione dei messaggi all'interno dei singoli contenitoriprevisti per il primo giorno avviene con sorteggio unico nella sededel competente Comitato regionale per le comunicazioni o, ove noncostituito, del Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi,nella cui area di competenza ha sede o domicilio eletto l'emittenteche trasmettera' i messaggi, alla presenza di un funzionario dellostesso. 2. La collocazione nei contenitori dei giorni successivi vienedeterminata, sempre alla presenza di un funzionario del Comitato dicui al comma 1, secondo un criterio di rotazione a scalare di unposto all'interno di ciascun contenitore, in modo da rispettare ilcriterio di parita' di presenze all'interno delle singole fasce. Glispazi disponibili in ciascun contenitore sono comunque ripartiti inparti uguali tra i soggetti favorevoli e quelli contrari al quesitoreferendario. Art. 15. Messaggi politici autogestiti a pagamento 1. Nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore delpresente provvedimento e quella di chiusura della campagnareferendaria, le emittenti radiofoniche e televisive locali possonotrasmettere messaggi politici autogestiti a pagamento, come definitiall'art. 2, comma 1, lettera d) del codice di autoregolamentazione dicui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004. 2. Per l'accesso agli spazi relativi ai messaggi politici di cui alcomma 1 le emittenti radiofoniche e televisive locali devonoassicurare condizioni economiche uniformi a tutti i soggettipolitici. 3. Dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, finoa tutto il penultimo giorno antecedente la data delle votazioni, leemittenti radiofoniche e televisive locali che intendono diffondere imessaggi politici di cui al comma 1 sono tenute a dare notiziadell'offerta dei relativi spazi mediante un avviso da trasmettere,almeno una volta al giorno, nella fascia oraria di maggiore ascolto,per tre giorni consecutivi. 4. Nell'avviso di cui al comma 3 le emittenti radiofoniche etelevisive locali informano i soggetti politici che presso la propriasede, della quale viene indicato l'indirizzo, il numero telefonico edi fax, e' depositato un documento, consultabile su richiesta dachiunque ne abbia interesse, concernente: a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi conl'indicazione del termine ultimo entro il quale gli spazi medesimipossono essere prenotati; b) le modalita' di prenotazione degli spazi; c) le tariffe per l'accesso a tali spazi quali autonomamentedeterminate da ogni singola emittente radiofonica e televisivalocale; d) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnicorilevante per la fruizione degli spazi. 5. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale deve tenereconto delle prenotazioni degli spazi da parte dei soggetti politiciin base alla loro progressione temporale. 6. Ai soggetti politici richiedenti gli spazi per i messaggi di cuial comma 1 devono essere riconosciute le condizioni di miglior favorepraticate ad uno di essi per gli spazi acquistati. 7. Ciascuna emittente radiofonica e televisiva locale e' tenuta apraticare, per i messaggi di cui al comma 1, una tariffa massima nonsuperiore al 70% del listino di pubblicita' tabellare. I soggettipolitici interessati possono richiedere di verificare in mododocumentale i listini tabellari in relazione ai quali sono statedeterminate le condizioni praticate per l'accesso agli spazi per imessaggi di cui al comma 1. 8. Nel caso di diffusione di spazi per i messaggi di cui al comma 1differenziati per diverse aree territoriali, dovranno essere indicateanche le tariffe praticate per ogni area territoriale. 9. La prima messa in onda dell'avviso di cui ai commi 3 e 4costituisce condizione essenziale per la diffusione dei messaggipolitici autogestiti a pagamento in periodo referendario. 10. Per le emittenti radiofoniche locali i messaggi di cui alcomma 1 devono essere preceduti e seguiti da un annuncio in audio dalseguente contenuto: «Messaggio referendario a pagamento», conl'indicazione del soggetto politico committente. 11. Per le emittenti televisive locali i messaggi di cui al comma 1devono recare in sovrimpressione per tutta la loro durata la seguentedicitura: «Messaggio referendario a pagamento», con l'indicazione delsoggetto politico committente.&a; 12. Le emittenti radiofoniche e televisive locali non possonostipulare contratti per la cessione di spazi relativi ai messaggipolitici autogestiti a pagamento in periodo elettorale in favore disingoli candidati per importi superiori al 75% di quelli previstidalla normativa in materia di spese elettorali ammesse per ciascuncandidato. Art. 16. Trasmissioni in contemporanea 1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali che effettuanotrasmissioni in contemporanea con una copertura complessivacoincidente con quella legislativamente prevista per un'emittentenazionale sono disciplinate dal codice di autoregolamentazione di cuial decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e alpresente capo II esclusivamente per le ore di trasmissione non incontemporanea. Art. 17. Programmi di informazione trasmessi sulle emittenti locali 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presenteprovvedimento e fino alla chiusura delle operazioni di voto, neiprogrammi di informazione, come definiti all'art. 2, comma 1,lettera b), del codice di autoregolamentazione di cui al decreto delMinistro delle comunicazioni 8 aprile 2004, le emittenti radiofonichee televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso laparita' di trattamento, l'obiettivita', la correttezza, lacompletezza, la lealta', l'imparzialita' e l'equita'; a tal fine,quando vengano trattate questioni relative al tema oggetto delreferendum, deve essere assicurato l'equilibrio e il contraddittoriotra i soggetti favorevoli o contrari al quesito referendario. 2. Resta comunque salva per l'emittente la liberta' di commento edi critica, che, in chiara distinzione tra informazione e opinione,salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali acarattere comunitario di cui all'art. 16, comma 5, della legge6 agosto 1990, n. 223, e all'art. 1, comma 1, lettera f), delladeliberazione 1° dicembre 1998, n. 78 della Autorita' per le garanzienelle comunicazioni, come definite all'art. 2, comma 1, lettera q),n. 3, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, possonoesprimere i principi di cui sono portatrici, tra quelli indicati dadette norme. 3. Direttori dei programmi, registi, conduttori ed ospiti devonoattenersi ad un comportamento corretto ed imparziale, anche inrapporto alle modalita' di partecipazione e selezione del pubblico,tale da non influenzare, anche in modo surrettizio ed allusivo, lelibere scelte degli elettori, evitando che si determinino situazionidi vantaggio per i favorevoli o i contrari al quesito referendario. 5. Correttezza ed imparzialita' devono essere assicurate nelladiffusione delle prese di posizione di contenuto politico espresse daqualunque soggetto anche non direttamente partecipante allacompetizione elettorale.
Art. 18. Circuiti di emittenti radiotelevisive locali 1. Ai fini del presente provvedimento, le trasmissioni incontemporanea da parte di emittenti locali che operano in circuitinazionali comunque denominati sono considerate come trasmissioni inambito nazionale; il consorzio costituito per la gestione delcircuito o, in difetto, le singole emittenti che fanno parte delcircuito, sono tenuti al rispetto delle disposizioni previste per leemittenti nazionali dal capo I del presente titolo che si applicano,altresi', alle emittenti autorizzate alla ripetizione dei programmiesteri ai sensi dell'art. 38 della legge 14 aprile 1975, n. 103. 2. Ai fini del presente provvedimento, il circuito nazionale sidetermina con riferimento all'art. 2, comma 1, lettera n), deldecreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. 3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo ditrasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittentilocali dal capo II del presente titolo. 4. Ogni emittente risponde direttamente delle violazionirealizzatesi nell'ambito delle trasmissioni in contemporanea. Art. 19. Imprese radiofoniche di partiti politici 1. In conformita' a quanto disposto dall'art. 6 della legge22 febbraio 2000, n. 28, le disposizioni di cui ai capi I e II delpresente titolo non si applicano alle imprese di radiodiffusionesonora che risultino essere organo ufficiale di un partito politicorappresentato in almeno un ramo del Parlamento ai sensi dell'art. 11,comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67. Per tali imprese e'comunque vietata la cessione, a titolo sia oneroso sia gratuito, dispazi per messaggi autogestiti. 2. I partiti sono tenuti a fornire con tempestivita' all'Autorita'per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazione necessaria aqualificare l'impresa di radiodiffusione come organo ufficiale delpartito. Art. 20. Conservazione delle registrazioni 1. Le emittenti radiotelevisive sono tenute a conservare leregistrazioni della totalita' dei programmi trasmessi sino al giornodella votazione per i tre mesi successivi a tale data e, comunque, aconservare, sino alla conclusione del procedimento, le registrazionidei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazionedi violazione di disposizioni della legge 10 dicembre 1993, n. 515,della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e del codice diautoregolamentazione di cui al decreto del Ministro dellecomunicazioni 8 aprile 2004, della legge 20 luglio 2004, n. 215,nonche' di quelle emanate dalla Commissione parlamentare perl'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi orecate ai sensi del presente provvedimento.
Art. 21.Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici referendari su quotidiani e periodici 1. Entro il terzo giorno successivo alla data di pubblicazione delpresente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana, gli editori di quotidiani e periodici che intendanodiffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno primadelle votazioni nelle forme ammesse dall'art. 7, comma 2, della legge22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali relativi alreferendum sono tenuti a dare notizia dell'offerta dei relativi spaziattraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testatainteressata alla diffusione di messaggi politici referendari. Per lastampa periodica si tiene conto della data di effettivadistribuzione, desumibile dagli adempimenti di deposito delle copied'obbligo e non di quella di copertina. Ove in ragione dellaperiodicita' della testata non sia stato possibile pubblicare sullastessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusionedei messaggi non potra' avere inizio che dal numero successivo aquello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvoche il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e neimodi di cui al comma 2, su altra testata, quotidiana o periodica, dianaloga diffusione. 2. Il comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguatorilievo, sia per collocazione, sia per modalita' grafiche, e deveprecisare le condizioni generali dell'accesso, nonche' l'indirizzo edil numero di telefono della redazione della testata presso cui e'depositato un documento analitico, consultabile su richiesta,concernente: a) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi conpuntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singologiorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possonoessere prenotati; b) le tariffe per l'accesso a tali spazi, quali autonomamentedeterminate per ogni singola testata, nonche' le eventuali condizionidi gratuita'; c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnicorilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare ladefinizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in basealla loro progressione temporale. 3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti glispazi per i messaggi politici referendari le condizioni di migliorefavore praticate ad uno di essi per il modulo acquistato. 4. Ogni editore e' tenuto a fare verificare in modo documentale, surichiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticateper l'accesso agli spazi in questione, nonche' i listini in relazioneai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 5. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali ditestate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini delpresente atto le testate con diffusione pluriregionale, dovrannoindicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali ele pagine nazionali, nonche', ove diverse, le altre modalita' di cuial comma 2. 6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politicireferendari durante la consultazione referendaria. Ove dettocomunicato non sia stato pubblicato precedentemente all'entrata invigore del presente provvedimento, lo stesso va reso pubblico nelperiodo stabilito dal comma 1. In caso di mancato rispetto deltermine stabilito nel comma 1 e salvo quanto previsto nello stessocomma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi puo'avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazionedel comunicato preventivo. Nel caso in cui il comunicato sia statopubblicato prima dell'entrata in vigore del presente provvedimento,la diffusione dei messaggi puo' avvenire dalla data di entrata invigore del provvedimento stesso. Art. 22.Pubblicazione di messaggi politici referendari su quotidiani e periodici 1. I messaggi politici referendari di cui all'art. 7 della legge22 febbraio 2000, n. 28, devono fornire una corretta rappresentazionedel quesito referendario ed essere riconoscibili anche mediantespecifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondomodalita' uniformi per ciascuna testata. Devono, altresi', recare ladicitura «messaggio referendario» con l'indicazione del soggettopolitico committente. 2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse daquelle elencate al comma 2, dell'art. 7 della legge 22 febbraio 2000,n. 28. Art. 23. Organi ufficiali di stampa dei partiti 1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, dimessaggi politici relativi al referendum su quotidiani e periodici esull'accesso in condizioni di parita' ai relativi spazi non siapplicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimentipolitici e alle stampe dei soggetti politici interessati alreferendum di cui all'art. 2, comma 1. 2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico ilgiornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale aisensi dell'art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero cherechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risultiindicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito odel movimento politico. 3. I partiti e i movimenti politici e i soggetti politiciinteressati al referendum sono tenuti a fornire con tempestivita'all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni ogni indicazionenecessaria a qualificare gli organi ufficiali di stampa dei partiti edei movimenti politici, nonche' le stampe di soggetti politiciinteressati al referendum.
Art. 24. Divieto di sondaggi politici ed elettorali 1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni e finoalla chiusura delle operazioni di voto, e' vietato rendere pubblici ocomunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggidemoscopici sull'esito del referendum e sugli orientamenti politici edi voto dei votanti, anche se tali sondaggi sono stati effettuati inun periodo precedente a quello del divieto. E' vietata, altresi', lapubblicazione e la trasmissione dei risultati di quesiti rivolti inmodo sistematico a determinate categorie di soggetti perche'esprimano con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma le propriepreferenze di voto o i propri orientamenti politici. 2. Nel periodo che precede quello di cui al comma 1 la diffusione opubblicazione integrale o parziale dei risultati dei sondaggipolitici deve essere obbligatoriamente corredata da una «notainformativa» che ne costituisce parte integrante e contiene leseguenti indicazioni, di cui e' responsabile il soggetto che realizzail sondaggio: a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio; b) il committente e l'acquirente del sondaggio; c) i criteri seguiti per la formazione del campione, specificandose si tratta di «sondaggio rappresentativo» o di «sondaggio nonrappresentativo»; d) il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione deidati; e) il numero delle persone interpellate e l'universo diriferimento; f) il testo integrale delle domande rivolte o, nel caso dipubblicazione parziale del sondaggio, dei singoli quesiti ai quali sifa riferimento; g) la percentuale delle persone che hanno risposto a ciascunadomanda; h) la data in cui e' stato realizzato il sondaggio. 3. I sondaggi di cui al comma 2, inoltre, possono essere diffusisoltanto se contestualmente resi disponibili dal committente nellaloro integralita' e corredati della «nota informativa» di cui almedesimo comma 2 sull'apposito sito web istituito e tenuto a cura delDipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza delConsiglio dei Ministri www.sondagipoliticoelettorali.it, ai sensidell'art. 8, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28. 4. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi a mezzostampa, la «nota informativa» di cui al comma 2 e' sempre evidenziatacon apposito riquadro. 5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi dicomunicazione televisiva, la «nota informativa» di cui al comma 2viene preliminarmente letta dal conduttore e appare in appositosottotitolo a scorrimento. 6. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la«nota informativa» di cui al comma 2 viene letta ai radioascoltatori.
Art. 25. Compiti dei Comitati regionali per le comunicazioni 1. I Comitati regionali per le comunicazioni o, ove questi nonsiano stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i serviziradiotelevisivi assolvono, nell'ambito territoriale di competenza,oltre a quelli previsti agli articoli 12, 13 e 14, i seguenticompiti: a) di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione dellalegislazione vigente, del codice di autoregolamentazione di cui aldecreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004 e del presenteprovvedimento da parte delle emittenti locali, nonche' delledisposizioni che dovessero essere dettate per la concessionaria delservizio pubblico dalla Commissione parlamentare per l'indirizzogenerale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per quantoconcerne le trasmissioni a carattere regionale; b) di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo irelativi atti e gli eventuali supporti e formulando le conseguentiproposte all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per iprovvedimenti di sua competenza. Art. 26. Procedimenti sanzionatori 1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000,n. 28, e del codice di autoregolamentazione di cui al decreto delMinistro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonche' di quelle chedovessero essere emanate dalla Commissione parlamentare perl'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi o diquelle dettate con il presente provvedimento, sono perseguited'ufficio dall'Autorita', al fine dell'adozione dei provvedimentiprevisti dagli articoli 10 e 11-quinquies della medesima legge.Ciascun soggetto politico interessato puo' comunque denunciare taliviolazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto. 2. Il Consiglio nazionale degli utenti presso l'Autorita' puo'denunciare comportamenti in violazione delle disposizioni di cui alcapo II della legge 22 febbraio 2000, n. 28, del codice diautoregolamentazione di cui al decreto del Ministro dellecomunicazioni 8 aprile 2004 e delle relative disposizioni attuativedi cui al presente atto. 3. La denuncia delle violazioni deve essere inviata, anche a mezzotelefax, all'Autorita', all'emittente privata o all'editore pressocui e' avvenuta la violazione, al competente Comitato regionale perle comunicazioni ovvero, ove il predetto organo non sia ancoracostituito, al Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi, algruppo della Guardia di Finanza nella cui competenza territorialerientra il domicilio dell'emittente o dell'editore. Il predettoGruppo della Guardia di Finanza provvede al ritiro delleregistrazioni interessate dalla comunicazione dell'Autorita' o dalladenuncia entro le successive dodici ore. 4. La denuncia indirizzata all'Autorita' e' procedibile solo sesottoscritta in maniera leggibile e va accompagnata dalladocumentazione comprovante l'avvenuto invio della denuncia medesimaanche agli altri destinatari indicati dal precedente comma. 5. La denuncia contiene, a pena di inammissibilita', l'indicazionedell'emittente e della trasmissione, ovvero dell'editore e delgiornale o periodico, cui sono riferibili le presunte violazionisegnalate, completa, rispettivamente, di data e orario dellatrasmissione, ovvero di data ed edizione, nonche' di una motivataargomentazione. 6. Qualora la denuncia non contenga gli elementi previsti daiprecedenti commi 4 e 5, l'Autorita', nell'esercizio dei suoi poterid'ufficio avvia l'istruttoria, dando, comunque, precedenza nellatrattazione a quelle immediatamente procedibili. 7. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni provvededirettamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardantiemittenti radiotelevisive nazionali ed editori di giornali eperiodici, mediante le proprie strutture, che si avvalgono, a talefine, del Nucleo speciale della Guardia di Finanza istituito pressol'Autorita' stessa. Adotta i propri provvedimenti entro lequarantotto ore successive all'accertamento della violazione o alladenuncia, fatta salva l'ipotesi dell'adeguamento spontaneo agliobblighi di legge da parte delle emittenti televisive e deglieditori, con contestuale informativa all'Autorita'. 8. I procedimenti riguardanti le emittenti radiofoniche etelevisive locali sono istruiti sommariamente dai competenti Comitatiregionali per le comunicazioni, ovvero, ove questi non si sianoancora costituiti, dai Comitati regionali per i serviziradiotelevisivi, che formulano le relative proposte all'Autorita'secondo quanto previsto al comma 10. 9. Il Gruppo della Guardia di Finanza competente per territorio,ricevuta la denuncia della violazione, da parte di emittentiradiotelevisive locali, delle disposizioni di cui al comma 1,provvede entro le dodici ore successive all'acquisizione delleregistrazioni e alla trasmissione delle stesse agli uffici delcompetente Comitato di cui al comma 8, dandone immediato avviso,anche a mezzo telefax, all'Autorita' per le garanzie nellecomunicazioni. 10. Il Comitato di cui al comma 8 procede ad una istruttoriasommaria, se del caso contesta i fatti, anche a mezzo telefax, sentegli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelleventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scaderedello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anchein via compositiva, agli obblighi di legge lo stesso Comitatotrasmette atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specificoverbale di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione conil competente Gruppo della Guardia di Finanza, all'Autorita' per legaranzie nelle comunicazioni, che provvede, in deroga ai termini ealle modalita' procedimentali previste dalla legge 24 novembre 1981,n. 689, entro le quarantotto ore successive all'accertamento dellaviolazione o alla denuncia, decorrenti dal deposito degli stessi attie supporti presso gli uffici del Servizio comunicazione politica erisoluzione di conflitti di interessi dell'Autorita' medesima. 11. In ogni caso, il Comitato di cui al comma 8 segnalatempestivamente all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni leattivita' svolte e la sussistenza di episodi rilevanti o ripetuti dimancata attuazione della vigente normativa. 12. Gli Ispettorati territoriali del Ministero delle comunicazionicollaborano, a richiesta, con i Comitati regionali per lecomunicazioni, o, ove non costituiti, con i Comitati regionali per iservizi radiotelevisivi. 13. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni verifica ilrispetto dei propri provvedimenti ai fini previsti dall'art. 1,commi 31 e 32, della legge 31 luglio 1997, n. 249, e a normadell'art. 11-quinquies, comma 3, della legge 22 febbraio 2000, n. 28,come introdotto dalla legge 6 novembre 2003, n. 313. 14. Nell'ipotesi in cui il provvedimento dell'Autorita' contengauna misura ripristinatoria della parita' di accesso ai mezzi diinformazione, come individuata dall'art. 10 della legge 22 febbraio2000, n. 28, le emittenti radiotelevisive o gli editori di stampasono tenuti, ad adempiere nel termine di 48 ore dalla notifica delprovvedimento medesimo e, comunque, nella prima trasmissione opubblicazione utile. 15. Le sanzioni amministrative pecuniarie stabilite dall'art. 15della legge 10 dicembre 1993, n. 515, per le violazioni delledisposizioni della legge medesima, non abrogate dall'art. 13 dellalegge 22 febbraio 2000, n. 28, ovvero delle relative disposizionidettate dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e lavigilanza dei servizi radiotelevisivi o delle relative disposizionidi attuazione dettate con il presente provvedimento, non sonoevitabili con il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16della legge 24 ottobre 1981, n. 689. Esse si applicano anche a caricodei soggetti a favore dei quali sono state commesse le violazioni,qualora ne venga accertata la responsabilita'. 16. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni nell'ipotesi diaccertamento delle violazioni delle disposizioni recate dalla legge22 febbraio 2000, n. 28 e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249,relative allo svolgimento della campagna per il referendum popolaredi cui alla presente delibera nei confronti delle imprese cheagiscono nei settori del sistema interpreto delle comunicazioni dicui all'art. 2, comma 1, lettera l), del decreto legislativo31 luglio 2005, n. 177, e che fanno capo al titolare di cariche digoverno e ai soggetti di cui all'art. 7, comma 1, della legge20 luglio 2004, n. 215, ovvero sottoposte al controllo dei medesimi,procede all'esercizio della competenza attribuitale dalla legge20 luglio 2004, n. 215. Art. 27. Norme finali 1. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale,della campagna referendaria con altre consultazioni elettoraliregionali, provinciali e comunali saranno applicate le disposizionidi attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascuntipo di consultazione. 2. Restano applicabili le disposizioni di attuazione della legge22 febbraio 2000, n. 28, di cui alla delibera n. 200/00/CSP e delladelibera n. 22/06/CSP del 1° febbraio 2006 riguardo allacomunicazione politica e alla parita' di accesso ai mezzi diinformazione che non attengono alla campagna per la consultazionereferendaria di cui alla presente delibera. Il presente provvedimento entra in vigore il giorno successivo allasua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. E' altresi' pubblicato nel Bollettino ufficiale dell'Autorita' perle garanzie nelle comunicazioni ed e' reso disponibile nel sito webdella stessa Autorita': www.agcom.it Roma, 24 maggio 2006 Il Presidente f.f.: Botti