Source: https://www.studiofalcone.net/autovelox-e-legittima-la-rilevazione-su-corsia-opposta-al-senso-di-marcia/
Timestamp: 2018-10-20 23:18:30+00:00
Document Index: 169714175

Matched Legal Cases: ['art. 702', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 142', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 201']

Autovelox, è legittima la rilevazione su corsia opposta al senso di marcia? – Avvocato Luca Falcone
Ordinanza 15 maggio – 1° ottobre 2018, n. 23726
Il Comune di Macchia d’Isernia ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi, avverso l’ordinanza n. 117/2017 emessa dal Tribunale monocratico di Isernia (e pubblicata il 9 marzo 2017) ai sensi dell’art. 702 ter c.p.c., con la quale fu respinto l’appello formulato dal predetto Ente comunale nei confronti della sentenza del Giudice di pace di Isernia n. 146/2014, con cui era stata accolta l’opposizione avanzata dalla s.r.l. Enterprise avverso un verbale di accertamento elevato a suo carico in ordine alla violazione di cui all’art. 142 C.d.S. 1992.
Condividendo il percorso logico-giuridico del primo giudice il suddetto Tribunale molisano riconfermava l’illegittimità dell’impugnato verbale di contestazione, sul presupposto che l’inerente accertamento era stato effettuato a mezzo autovelox posizionato sul lato destro della S.S. n. (OMISSIS), anzichè su quello sinistro come, invece, autorizzato dall’ente proprietario della strada, ragion per cui solo per i rilevamenti eseguiti sulla relativa carreggiata in direzione di marcia (OMISSIS) (e non viceversa) non sarebbe stata discutibile la loro legittimità per effetto della sussistenza di un valido ed efficace provvedimento amministrativo autorizzato rio a monte.
Con il primo motivo il Comune ricorrente ha dedotto – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – la violazione e falsa applicazione del’art. 2697 c.c. (avuto riguardo alla mancata ammissione della prova per testi da esso articolata fin dalla memoria di costituzione nel giudizio di primo grado), nonchè – in virtù dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, – il vizio di omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia ricondotto all’omessa ammissione della prova orale dedotta.
Con il secondo motivo il Comune di Macchia d’Isernia ha denunciato, per un verso, un’ulteriore violazione e falsa applicazione del citato art. 2697 c.c., nonchè del D.L. n. 121 del 2002, art. 4, convertito nella L. n. 168 del 2002, del D.M. 15 agosto 2007, art. 2, anche in relazione al D.Lgs. n. 231 del 2001 (e succ. modif. e integr.), congiuntamente ad altro vizio omessa od insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, avuto riguardo alla contestazione circa la ritenuta illegittimità del posizionamento dell’autovelox sul lato destro della carreggiata della S.S. “(OMISSIS)”, anzichè sul lato sinistro come autorizzato dall’ente proprietario della strada, da cui era scaturita la conseguente illegittimità derivata del verbale di accertamento elevato a carico della suddetta società Enterprise s.r.l. in ordine alla rilevata violazione prevista dall’art. 142 C.d.S..
Il secondo motivo si prospetta altrettanto inammissibile con riferimento al prospettato vizio di omessa od insufficiente motivazione denunciato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, siccome riferito all’antecedente formulazione di detta norma, nel mentre “ratione temporis”, nel caso di specie, trova applicazione la versione novellata nel 2012 (ai sensi del D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 1, lett. b), conv., con modif., nella L. n. 134 del 2012), alla cui stregua è ammissibile il solo omesso esame di un fatto decisivo della controversia che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti (cfr. Cass. S.U. n. 8053/2014 e Cass. n. 23940/2017). E’ appena il caso, peraltro, di rilevare che il Tribunale di Isernia ha comunque esaminato il contestato fatto decisivo relativo alla valutazione sulla legittimità o meno dell’accertamento del superamento del limite di velocità eseguito tramite autovelox, avuto riguardo al posizionamento dello stesso e alla riconducibilità o meno della relativa predisposizione ed attività di funzionamento dell’apparecchio elettronico al necessario provvedimento amministrativo autorizzatorio.
Il D.M. Trasporti 15 agosto 2007, art. 2, (contenente attuazione del D.L. 3 agosto 2007, n. 117, art. 3, comma 1, lett. b), recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione) stabilisce che: “I segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazone alla velocità locale predominante. La distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque non superiore a quattro km”.
Il D.L. 20 agosto 2002, n. 121, art. 4, (recante “Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolckione stradale”), convertito – con modif. dalla L. 1 agosto 2002, n. 168, prevede che:
– il disposto del D.L. n. 121 del 2002, art. 4, comma 1, convertito, con modificazioni, nella L. n. 168 del 2002, integrato con la previsione dello stesso art. 4, comma 2, – che indica, per le strade extraurbane secondarie e per le strade urbane di scorrimento, i criteri di individuazione delle situazioni nelle quali il fermo del veicolo, al fine della contestazione immediata, può costituire motivo d’intralcio per la circolazione o di pericolo per le persone, situazioni ritenute sussistenti “a priori” per le autostrade e per le strade extraurbane principali – evidenzia come il legislatore abbia inteso regolare l’utilizzazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 C.d.S. (limiti di velocità e sorpasso), tra l’altro, anche in funzione del medesimo art. 4, comma 4, con il quale si esclude “tout court” l’obbligo della contestazione immediata. Ne consegue che la norma del predetto art. 4, non pone una generalizzata esclusione della utilizzazione delle apparecchiature elettroniche di rilevamento al di fuori delle strade prese in considerazione, ma lascia, per contro, in vigore, relativamente alle strade diverse da esse, le disposizioni che consentono tale utilizzazione ma con l’obbligo della contestazione immediata, salve le eccezioni espressamente previste dall’art. 201 C.d.S. 1992, comma 1 bis, (cfr., per tutte, Cass. n. 376/2008 e Cass. S.U. n. 3936/2012);
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