Source: http://sosequitalia.mdcromaovest.it/Cassazionecivile09novembre2017n26519.htm
Timestamp: 2018-05-22 06:01:09+00:00
Document Index: 17332232

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 72', 'art. 49', 'art. 543', 'art. 49']

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 novembre 2017, n. 26519
Tributi – Riscossione – Atti escutivi – Atto di pignoramento presso terzi eseguito dall’agente di riscossione – Natura – Atto processuale di parte
Equitalia Sud s.p.a. procedeva, ai sensi dell’art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973, a sottoporre a pignoramento, per un credito di euro 11.540,76, le somme dovute dall’Azienda Sanitaria Locale – ASL TA a G.S..
Il Tribunale di Taranto, con sentenza del 19 maggio 2015, accoglieva l’opposizione agli atti esecutivi proposta dalla S., dichiarando la nullità dell’atto impugnato per omessa indicazione dei crediti per i quali si procedeva.
Avverso tale decisione l’agente di riscossione propone ricorso straordinario, ai sensi dell’art. 111 Cost., articolato in due motivi. Nè la debitrice, né l’ente terzo pignorato hanno svolto attività difensiva.
La considerazione in punto di diritto e che al pignoramento presso terzi ex art. 72-bis d.P.R. n. 602/1973 si applica, in quanto non espressamente derogato dalla disciplina speciale e con essa compatibile (art. 49, comma 2, d.P.R. n. 602/1973), il disposto dell’art. 543, secondo comma, n. 1, cod. proc. civ., secondo cui l’atto in questione deve contenere l’indicazione del credito per cui si procede. Poiché nell’esecuzione forzata esattoriale gli unici atti che rendono edotto il debitore del contenuto del titolo esecutivo sono la cartella di pagamento ed eventualmente l’avviso di mora, la previsione del requisito contenutistico dell’atto di pignoramento implica quantomeno il riferimento a tali atti, i quali a loro volta indicano, specificandone la fonte e la natura, il credito per il quale si procede a riscossione.
In punto di fatto, il tribunale ha rilevato che l’atto di pignoramento contiene una insufficiente specificazione del credito, indicato solamente con la generica dicitura «€. 11.540,76 per tributi/entrate», senza alcun riferimento alle relative cartelle di pagamento. Poi aggiunge: «Non può dirsi che tali indicazioni possano ritrarsi per relationem dal corpo dell’atto di pignoramento notificato, come sostiene la società opposta. Non vi infatti dimostrazione che con tale atto sia stato effettivamente notificato all’opponente anche l’elenco delle cartelle per cui si procede, il quale, nella produzione di Equitalia Sud S.p.A., si trova materialmente spillato all’atto di pignoramento presso terzi (…). In realtà, (…) non vi è alcuna ragionevole sicurezza che tale elenco facesse effettivamente parte dell’atto di pignoramento, come notificato il 20 novembre 2012 alla S., posto che esso non reca alcun timbro di unione a tale atto, contiene una data apparente posteriore a questo (13 novembre 2012), redatto su un documento separato rispetto a quello principale, è posto dopo la parte conclusiva di quello recante la data dell’8 novembre 2012 ed è anche privo di alcuna autonoma sottoscrizione».
La ricorrente, piuttosto, sostiene che l’effettiva allegazione, all’atto di pignoramento, dell’elenco delle cartelle di pagamento per cui si procedeva non potesse essere posta in discussione, stante la fede privilegiata di cui godono i fatti accertati dal pubblico ufficiale. Tale fidefacienza, in particolare, doveva essere riferita all’attestazione del responsabile della procedura contenuta a pag. 2 dell’atto di pignoramento, relativa all’allegazione allo stesso dell’elenco delle cartelle di pagamento.
1.4 il motivo è infondato e deve essere rigettato, non ricorrendo i presupposti per l’applicazione degli artt. 2699 e 2700 cod. civ.
1.5 Piena conferma di ciò si trae anche dalla previsione, contenuta nell’art. 49, comma 3, d.P.R. n. 602 del 1973, secondo cui «le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari sono esercitate dagli ufficiali della riscossione».
1.7 Le ulteriori considerazioni esposte nel motivo in esame concernono profili di fatto (circa l’effettività dell’allegazione dell’elenco di cui si è più volte detto) e sono quindi inammissibili in questa sede.
2. Il secondo motivo, relativo alla condanna alle spese processuali, è prospettato come meramente consequenziale all’accoglimento del motivo principale.
Pertanto, esso è assorbito dal rigetto del primo motivo.
3. Nulla si dispone per le spese del presente giudizio di cassazione, in quanto né la S., né l’ASL TA hanno svolto attività difensiva.