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Timestamp: 2018-12-11 22:51:40+00:00
Document Index: 99682651

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna. (Sezione Prima) - PDF
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1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 651 del 2015, proposto da: **, rappresentato e difeso dagli avv.ti Alberto De Cesare e Matteo Sanzani, con domicilio eletto presso il secondo in Bologna, Via Frassinago 4; contro Ministero dell'interno, U.T.G. - Prefettura di Bologna; Questura di Bologna, rappresentati e difesi per legge dall'avvocatura Distrettuale dello Stato, anche domiciliataria in Bologna, Via Guido Reni 4; per l'annullamento
2 del decreto di rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno emesso dal Questore della Provincia di Bologna datato il 7 marzo 2015; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2015 il dott. Ugo De Carlo e uditi per le parti i difensori Matteo Sanzani e Mario Zito; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Il ricorrente impugnava il diniego di rinnovo di permesso di soggiorno per lavoro subordinato motivato sulla base del esistenza di una condanna per reato in materia di stupefacenti oltre al fatto che non risultava più lavorare a partire dal Peraltro lo ** veniva espulso con provvedimento del Prefetto di Bologna che veniva adempiuto spontaneamente in data Nell unico motivo di ricorso si contesta l erronea valutazione di circostanze di fatto in quanto esistono legami sul nostro territorio con il fratello e la moglie di quest ultimo titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo e non
3 è vero che abbia interrotto l attività lavorativa nel maggio 2014 avendo percepito buste paga fino alla data del provvedimento impugnato. L unico elemento su cui fondare il rigetto del rinnovo sarebbe costituito dalla sentenza di condanna per detenzione di hashish comminata sulla base di una normativa incostituzionale. Alla luce di tali considerazioni la pericolosità sociale andava valutata in concreto e, secondo i criteri in base ai quali la giurisprudenza ordinariamente formula un giudizio di pericolosità, nel caso di specie non era possibile giungere ad una valutazione siffatta. Il Ministero dell'interno si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso. Il ricorso non è fondato. L esistenza di una condanna per reato in materia di stupefacenti, ai sensi dell art. 4, comma 3, D.lgs. 286/1998 ha carattere ostativo. La condanna subita dal ricorrente rientra pienamente tra quelle previste dalla norma anche vi è stata una rideterminazione della pena in sede esecutiva per adeguarla a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza 32/2014. Tale sentenza, infatti, ha dichiarato incostituzionali quelle modifiche alla disciplina sugli stupefacenti che avevano portato ad un equiparazione delle pene edittali previste per i reati relativi alla c.d. droghe leggere rispetto a quelle previste per i reato inerenti le c.d. droghe pesanti; il giudice dell esecuzione tenuto conto del ripristino della differenza di
4 pene prevista nei due casi, aveva adeguato la pena inflitta a tali canoni. Ciò, però, ai fini che riguardano la presente impugnazione, non rileva poiché è sufficiente che vi sia una condanna di qualunque tipo che riguardi la materia degli stupefacenti perché la condanna sia ostativa. Per superare la presunzione di pericolosità l art. 5, comma 5, D.lgs. 286/1998 ha previsto che..nell'adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell'articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.. La Corte Costituzionale con la sentenza 202/2013 ha esteso questa possibilità di valutazione in concreto della pericolosità anche a coloro che, pur avendone i requisiti, non hanno esercitato il loro diritto al ricongiungimento familiare. Nel dare le ragioni di una pronuncia che ha esteso il campo di applicazione della norma sopra riporta tata la Corte ha precisato che: la disposizione impugnata delimita l ambito di applicazione della tutela rafforzata, che permette di superare l automatismo solo nei confronti dei soggetti che hanno fatto ingresso nel territorio in virtù di un formale provvedimento di
5 ricongiungimento familiare, determinando così una irragionevole disparità di trattamento rispetto a chi, pur versando nelle condizioni sostanziali per ottenerlo, non abbia formulato istanza in tal senso. Simile restrizione viola l art. 3 Cost. e reca un irragionevole pregiudizio ai rapporti familiari, che dovrebbero ricevere una protezione privilegiata ai sensi degli artt. 29, 30 e 31 Cost. e che la Repubblica è vincolata a sostenere, anche con specifiche agevolazioni e provvidenze, in base alle suddette previsioni costituzionali.. Nell ambito delle relazioni interpersonali, infatti, ogni decisione che colpisce uno dei soggetti finisce per ripercuotersi anche sugli altri componenti della famiglia e il distacco dal nucleo familiare, specie in presenza di figli minori, è decisione troppo grave perché sia rimessa in forma generalizzata e automatica a presunzioni di pericolosità assolute, stabilite con legge, e ad automatismi procedurali, senza lasciare spazio ad un circostanziato esame della situazione particolare dello straniero interessato e dei suoi familiari.. Nel caso di specie i legami familiari sarebbero costituiti dalla presenza sul territorio dello Stato del nucleo familiare del fratello con il quale il ricorrente non conviveva quando si trovava in Italia. Non è a questi tipo di legami familiari che si riferisce la sentenza della Corte Costituzionale quando richiede la valutazione in concreto anche per chi non si è formalmente ricongiunti al proprio nucleo familiare.
6 Non è la presenza in Italia di parenti di qualunque tipo che legittima una valutazione in concreto della pericolosità. Il legislatore ha valutato come la commissione di reati in materia di stupefacenti giustificasse il mancato ingresso dell extracomunitario o il diniego di rinnovo del permesso già posseduto e tale scelta non è stata valutata come irragionevole esercizio di discrezionalità legislativa dalla sentenza 148/2008. La mitigazione di tale scelta è stata ritenuta possibile laddove c è da salvaguardare legami familiari significativi che ricevono tutela non solo a livello costituzionale, ma anche a livello sovranazionale della Dichiarazione Europea dei diritti dell Uomo. Ma non qualunque legame parentale merita di derogare alla scelta compiuta dal legislatore con le previsioni della seconda parte del terzo comma dell art. 4 D.lgs. 286/1998, ma solo quelli del nucleo strettamente inteso dove per lo più si tratta di salvaguardare il legame genitori figli. In conclusione il ricorrente non può giovarsi degli effetti estensivi della sentenza 202/2013 e l esistenza della condanna per stupefacenti è sufficiente a motivare il diniego impugnato a prescindere di ogni considerazione sull esistenza di un rapporto di lavoro che in effetti si è protratta oltre la data indicata dall amministrazione. In virtù della particolarità del caso sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio. P.Q.M.
7 Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'emilia Romagna, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2015 con l'intervento dei magistrati: Giuseppe Di Nunzio, Presidente Alberto Pasi, Consigliere Ugo De Carlo, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 12/01/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
Sentenze interessanti N.02/2014
Sentenze interessanti N.02/2014 1) TAR Lombardia n. 2914 del 23 dicembre 2013 istanza di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione diniego per superamento del periodo massimo di disoccupazione