Source: http://questionegiustizia.it/articolo/i-giudici_i-due-papa-e-l-interesse-del-minore_02-03-2017.php
Timestamp: 2017-08-20 19:00:09+00:00
Document Index: 182415208

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

QUESTIONE GIUSTIZIA - I giudici, i due papà e l'interesse del minore
Giudice Prima Sezione Civile Tribunale di Roma
Ordinanza Trento 2017
Il provvedimento della Corte d’Appello di Trento ha in oggetto l’efficacia nel nostro ordinamento di un provvedimento giudiziario straniero che riconosceva la paternità di due gemelli al marito del padre biologico degli stessi. Si trattava di figli nati a seguito di un progetto di genitorialità condiviso dalla coppia, che era ricorsa alla tecnica della maternità surrogata con utilizzazione del liquido seminale di uno dei due partner.
La Corte d’appello di Trento ha ritenuto pienamente efficace il provvedimento straniero facendo applicazione del concetto di ordine pubblico già sostenuto dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 19599/2016, rinvenendo i principi di ordine pubblico solo in quei principi supremi, relativi ai diritti fondamentali della persona umana, contenuti nella nostra costituzione o nelle norme sovranazionali, che non potrebbero essere sovvertiti dal legislatore ordinario, escludendo che la contrarietà all’ordine pubblico possa derivare dalla semplice incompatibilità con norme interne anche se imperative ed inderogabili, che rappresentano comunque una delle possibili modalità di espressione della discrezionale del legislatore ordinario in un dato momento storico.
Ha riconosciuto poi come principio di ordine pubblico sovraordinato la tutela dell’interesse superiore del minore, nella fattispecie alla conservazione dello stato di figlio riconosciuto in un atto validamente formato in altro stato.
La Grande Camera afferma, quindi, di non essere in contrasto, ma di fare applicazione di quegli stessi principi affermati dalla Cedu in molte altre occasioni nelle quali era intervenuta sul tema della maternità surrogata (v. tra le altre le sentenze gemelle Menesson c. Francia del 26.6.2014 e Labassee c. Francia, in pari data, con le quali la Cedu, facendo applicazione dell’art. 8 Cedu, ha condannato la Francia, ove la maternità surrogata è vietata, che rifiutava di trascrivere gli atti di nascita relativi a dei bambini nati negli Stati Uniti grazie ad un contratto di “maternità surrogata”), affermando che doveva prevalere l’interesse dei minori alla stabilità dei legami familiari concretamente instaurati e consolidati nel tempo.
Già diversi tribunali, tra i quali il Tribunale per i minorenni di Roma, hanno fatto applicazione di molti dei principi affermati dalla Corte d’appello di Trento, consentendo l’adozione del figlio del partner a coppie omosessuali in applicazione della norma di cui all’art. 44 L. 184/1983 (adozione in casi particolari), che la giurisprudenza aveva da tempo ritenuto applicabile non solo alle coppie coniugate, ma anche al caso di coppie conviventi (v. Tribunale per i minorenni di Milano sentenza n. 626/2007, Cda Firenze sentenza n. 1274/2012) e persone singole, nell’interesse del minore a non recidere i legami familiari consolidatisi nel tempo (v. Tribunale per i minorenni di Roma sentenze n. 299/2014 e 291/2015 con le quali è stata accolta la domanda di adozione in casi particolari da parte della compagna dello stesso sesso della madre del minore nell’ambito di coppia di donne unite da vincoli matrimoniali contratti all’estero; in senso contrario Tribunale per i minorenni Piemonte e Valle d’Aosta sentenze n. 258/2015 e 259/2015. La Corte d’appello di Roma con sentenza del 23.12.2015 ha rigettato l’appello proposto da Pm avverso la sentenza Tm Roma del 30.7.2014).