Source: https://www.romamedservice.it/i-documenti/
Timestamp: 2020-08-08 21:03:36+00:00
Document Index: 136881129

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art 1', 'art 10', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 1332']

I documenti – romamed service – RMS
Qualche domanda sulle cooperative tra medici
1. Cosa è una Cooperativa?
a) è una società di persone, dotata di personalità giuridica, autonomia patrimoniale e capacità di impresa che consente:
· di realizzare attività che il medico non poteva effettuare da singolo
· di acquisire a costi più bassi di quelli di mercato i fattori di produzione dell’attività;
2. Cosa sono i fattori di produzione della attività?
a) sono tutti i servizi, strumenti, beni, sedi, personale e quanto necessario per lo svolgimento della professione in forma singola o associata ;
3. Cosa costa al medico entrare in una Cooperativa ?
a) Sono tre le voci economiche da tenere presenti:
· Capitale sociale da sottoscrivere ( noi consigliamo: non meno di 300 euro per socio per una questione di credibilità verso le banche )
· Eventuale tassa di ammissione (solo per i soci che entrano successivamente alla costituzione) e che dipende dal tempo intercorso dalla costituzione della Cooperativa e dal patrimonio della stessa;
· Quota associativa annuale: viene deliberata ogni anno nel primo CdA e sulla base dell’esercizio dell’anno precedente. Tale quota associativa può essere azzerata quando le attività della cooperative sarà in grado di coprire i costi generali e di gestione della Coop
4. Quanto costa alla Cooperativa costituirsi e sopravvivere?
a) la costituzione costa circa € 2.500 e servono circa € 2 -3.000/anno per la gestione societaria minima;
5. Perché iscriversi Sanicoop e Legacoop?
a) Iscriversi a Sanicoop , federazione autonoma associata a Legacoop, permette di partecipare ad un progetto di valorizzazione delle cooperative tra MMG ed operatori sanitari.
Sanicoop sviluppa le politiche di settore nella sanità, valorizza il ruolo dei medici e delle professioni sanitarie gestite in forma associata, interviene sui temi specifici fiscali, organizzativi delle attività sanitarie verso le istituzioni nazionali e locali.
Realizza un rapporto di scambio delle informazioni e delle buone pratiche delle cooperative aderenti favorendo progetti comuni e l’integrazione tra i diversi servizi in campo sanitario e sociale.
b) L’iscriversi a Legacoop consente:
· L’effettuazione della revisione biennale da parte di Legaccop. Tale revisione diventa un’occasione per correggere eventuali errori da parte della cooperativa e l’indicazione di eventuali interventi di soluzione;
· Tutela della forma cooperative rispetto ai livelli istituzionali sui temi della legislazione, fiscale, societaria, del lavoro, contrattuale etc
· La possibilità di ottenere contributi e agevolazioni nei progetti di sviluppo e di start up (Coopfond,). In questo momento Coopfond ha un progetto di accesso agevolato al credito ( fino a 100.000€) per Cooperative di nuova costituzione o costituite da non più di 36 mesi .
· Le più importanti centrali di Cooperative ovvero Legacoop, Confcooperative e AGCI hanno creato un coordinamento comune che si chiama Associazione Cooperative Italiane.
6. Quanti mmg sono necessari per costituire la Cooperativa?
a. possono essere anche solo tre se i soci sono persone fisiche
b. devono essere almeno nove se è prevista la partecipazione anche di persone giuridiche (ovvero società o altre cooperative).
7. Quale è il numero ideale di componenti di un Consiglio di amministrazione?
dipende dal numero dei soci, ma in linea di massimo possono valere i seguenti orientamenti generali
· fino a nove soci è consigliabile avere un amministratore unico e non un Consiglio di amministrazione (CdA). In questo caso l’assemblea può funzionare come un Consiglio almeno per le competenze non delegate all’Amministratore Unico
· oltre i nove soci è consigliabile nominare un Cda che può andare da 3 a nove componenti, in base al numero dei soci ( lo statuto lo deve prevedere ma è consigliabile non costituire consigli troppo ampli perché il CDA possa funzionare realmente in quanto per risultare valida ogni riunione deve prevedere la presenza della metà più uno dei componenti, ed il ruolo non è delegabile)
8. Che cosa è bene che sappiano fare i Consiglieri di una cooperativa?
a) Sappiano leggere un bilancio e conoscere le sue voci principali.
b) Conoscano le principali norme che regolano il funzionamento della cooperativa.
c) Conoscano i loro compiti e le loro responsabilità.
d) Si avvalgano di una adeguata consulenza gestionale, di un dipendente o di qualche consulente specializzato.
Sono spesso organizzati, da legacoop o dal CoS, corsi e seminari su questi aspetti, anche tramite formazione a distanza, che è bene frequentare.
· La società cooperativa di servizio per i Medici di Medicina Generale
1. Cos’è una Cooperativa di servizio ai soci medici?
Una cooperativa di servizio ai soci MMG ha come scopo sociale quello di fornire servizi ai soci che esercitano la loro professione come professionisti autonomi.
L’Accordo Collettivo Nazionale ( ACN art. 54) prevede che le forme associative possano essere gestite attraverso una forma societaria purché questa sia composta in modo stabile in prevalenza da MMG e pediatri di libera scelta.
La cooperativa è la forma giuridica più adeguata a questo scopo e favorisce la effettiva partecipazione dei soci MMG.
2. Che tipo di servizi può realizzare la Cooperativa per i soci?
L’erogazione di beni e servizi che la cooperativa può effettuare ai soci nell’ambito della professione sanitaria sono sintetizzabili nei seguenti:
Servizi gestionali delle sedi di gruppo o singole dei mmg, consulenziali, informativi, Gestione di personale infermieristico e di studio per conto dei soci; Servizi di telefonia mobile e fissa e connettività in rete;Fornitura di software e/o hardware e ogni altro servizio o bene necessario all’attività (Automezzi, materiale medicazione etc) Le cooperative realizzano esperienze di economia di scala nella erogazione di servizi ai soci della Cooperativa e nella gestione di strutture complesse quali le AFT e UCCP); Le Cooperative, potendo acquisire quantità significative di materiale di consumo, e mezzi per la professione (PC, rete e altro), con o senza stoccaggio, ottengono condizioni economiche, di garanzia e di assistenza migliori dei singoli medici; attivazione e assistenza rete telematica ( Server, Servizi di rete e server remoti, servizi di raccolta, estrazione ed elaborazione dati.Supportare i soci nella attuazione di progetti innovativi di organizzazione dei servizi. Partecipare a progetti di ricerca ed a momenti formativi specifici per nuovi servizi
3. Cosa vuol dire esattamente fare economie di scala?
La cooperativa di servizio ai MMG può ottenere condizioni migliori nell’acquisto di beni e servizi:
1. potere acquisire beni e servizi per dimensioni tali da realizzare sconti significativi e ottimizzazione delle risorse;
2. maggiore è l’attività della Cooperativa e minore sarà l’incidenza dei costi generali e di funzionamento;
3. maggiore è l’attività e migliore e più efficiente sarà l’utilizzo del personale e dei servizi di supporto ai MMG.
4. Cosa vuol dire violazione della legge sulla somministrazione di lavoro?
Il personale fornito dalle cooperative ai soci è organizzato in una struttura societaria autonoma che garantisce i medici dal rischio di dovere essere chiamati a rispondere del reato di mera fornitura di mano d’opera e della relativa responsabilità (legge 30/2003).
Il rischio invece è alto se in un gruppo un medico assume un addetto utilizzato da altri medici o se la segretaria viene fornita da un soggetto esterno che non sia una società autorizzata alla somministrazione di lavoro.
5. Chi fornisce assistenza fiscale alla Cooperativa (differenza fra il commercialista del singolo e commercialista della Cooperativa)?
Esistono sui vari territori dei Centri servizi per le Cooperative che hanno una specifica competenza su queste attività. La rete dei consulenti di Co.S. fornisce informazioni specifiche sui temi più rilevanti della Cooperazione fra medici.
6.1 Perché non fare una Cooperativa sociale per i servizi ai MMG?
Sulle Cooperative Sociali esiste da sempre un grande equivoco di fondo che va risolto, soprattutto nel caso in cui non ci dovessimo trovare più davanti ad esperienze isolate delle quali nessuno ha interesse ad accorgersi ma di fronte ad un grande fenomeno nazionale che deve creare una rete di presidi della Medicina Generale:
· le Cooperative sociali che sec l’art 1 della l. 8 nov 1991 n° 381 hanno lo scopo di perseguire l’interesse della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini possono essere solo di due tipologie:
1. Cooperative che gestiscono servizi socio sanitari ed educativi (a clienti terzi che non sono i medici di famiglia) con soci che sono, normalmente, soci lavoratori e non sono medici di famiglia;
2. Cooperative che svolgano attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) con soci lavoratori ( che non sono i medici di famiglia) e finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (almeno il 30% dei lavoratori della Cooperativa) che si spera non siano medici di famiglia.
6 .2 Perché l’attività di una cooperativa di Medici di medicina generale non si configura come attività socio sanitaria tipica della cooperativa sociale?
– la fornitura di servizi da parte delle Cooperative di tipo A, può avvenire solo attraverso i soci ordinari che prestano la propria attività e ricevono una retribuzione (non quindi i medici di famiglia che sono convenzionati con la ASL);
– dal punto di vista fiscale le Cooperativa sociali sono state classificate di diritto come ONLUS [1](Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e in cambio di ciò, in quanto ONLUS, sono destinatarie di un regime tributario di favore per quanto riguarda:
o le imposte sui redditi –
o riduzione ad ¼ della imposta di successione e o donazione a favore del Cooperative sociali,
o riduzione ad ¼ della imposte catastali ed ipotecari dovute a seguito della stipula di contratti di mutuo, di acquisito o di locazione.
o Di contro le ONLUS non possono distribuire utili in alcuna forma ne fornire servizi ai soci a costi inferiori a quelli sostenuti.
Naturalmente questo significa che dette cooperative hanno una serie di vincoli e requisiti obbligati come da art 10 del D. lgs 4 dic 1996 n° 460 fra cui l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, il divieto di distribuire anche in modo indiretto utili e avanzi di gestione, nonché fondi , riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione.
6.3 Cos’è il regime IVA specifico delle cooperative sociali, come si applica correttamente?
Le cooperative sociali di tipo A (servizi di carattere socio sanitarie ed educativo) godono di un regime IVA al 5%, ma esclusivamente per le attività socio sanitarie ed educative.
La legge limita tale regime alle “prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzione in genere”
I servizi rivolti al MMG per la gestione dei centri e dello studio non sono certo classificabili in tale ambito, ne i medici tra tali figure.
La stessa Agenzia delle Entrate nel parere relativo alla esenzione ai fini IVA delle cooperative di MMG ribadisce che tale regime riguarda esclusivamente i servizi rivolti ai soci, i servizi realizzati per non soci vanno fatturarti in IVA ordinaria ( 22%).
In conclusione: le Cooperative sociali non possono essere considerate strumenti per procurare ai medici di famiglia i fattori di produzione del reddito per l’esercizio della loro professione!
7. Perché non fare una srl o spa?
La srl o la spa devono rispettare la condizione della maggioranza stabile dei MMG ( art. 54 ACN). Tale maggioranza dovrebbe essere verificata nel capitale sociale. Ma se un medico ha un capitale maggiore rispetto ad un altro e la società produce utili come sono distribuiti? Se gli utili derivano in prevalenza dai servizi svolti per i medici soci e questi detraggono fiscalmente i costi fatturati dalla loro società si presenta una possibile situazione di elusione fiscale?
In ogni caso la società (srl o spa) non può fatturare in esenzione dell’iva, sulle prestazioni ai soci deve ricaricare il 22% di IVA in più in quanto l’esenzione è prevista solo per le cooperative con funzioni consortili.
8. Perché non fare uno studio associato senza forma giuridica autonoma?
Lo studio associato può funzionare per piccolissimi gruppi di pochi soci. La ripartizione dei costi comporta una duplicazione dei costi. Ad esempio lo stesso addetto assunto tra tre medici avrebbe per tre volte i costi annui di elaborazione delle paghe, se così non fosse si rischia la somministrazione illecita di lavoro.
Provate a pensare un simile modello per 20 medici (quanti compongono una AFT).
Vi è infine una situazione di rischio rispetto al regime IRAP. Diverse sentenze sostengono che quando il professionista si avvale in forma non occasionale di lavoro altrui il suo reddito risulta essere reddito di impresa, ed, in questo caso, tutto il compenso del medico sarebbe sottoposto alla tassazione IRAP
9. Perché costituirci subito invece di aspettare di capire meglio se la Cooperative è necessaria davvero?
a. Se avete un progetto per gestire dei centri è chiaro che se non costituite una cooperativa, non vi doterete dello strumento indispensabile per realizzare il progetto e gestire i centri ed i vari servizi.
b. Senza la cooperativa non potrete proporvi per la gestione di attività complesse, anzi nel momento in cui se ne presenterà l’occasione potreste non essere in grado di intervenire o risultare subalterni ad altri interessi.
c. con la Cooperativa renderete invece più efficace il vostro potere contrattuale nei confronti dell’ASL e di altri soggetti.
10. Ma se siamo già in struttura dove la Asl ci da tutto perché dovremmo costituire o entrare in una Cooperativa ?
Prima perché quando la Asl da delle cose chiede sempre delle contropartite che limitano la libertà professionale, la Asl potrebbe imporre orari di lavoro, propri progetti, che non sempre sono condivisibili e che non potreste contrastare.
perché il personale non dipenderà dai medici ma dalla Asl e questo cambia le cose perchè il personale risponderà prioritariamente alla Asl e non ai medici;
perché, se la Asl dovesse imporre propri software e propri database, a quel punto ogni contrattazione legata alla proprietà, e alla elaborazione e trasmissione dei dati verrebbe meno perchè la Asl avrebbe già tutto quello che le serve, senza doverlo chiedere a i medici di MG. Inoltre userebbe questi dati per sottoporre ad un controllo stretto i medici magari con intenzioni fiscali e punitive.
Chi ha il coltello dalla parte del manico difficilmente resisterà a lungo alla tentazione di usarlo e in ogni caso se non lo farà sarà in forza di una “propria” generosità che comporterà comunque una contropartita!
11. Può essere utile fare entrare altre figure professionali nella base societaria della Cooperativa di mmg?
a) è meglio evitare di assoggettare la strategia della Cooperativa alla composizione della base sociale con la maggioranza di soggetti portatori di altri interessi)
b) la convenzione dice all’art. 54 di costituire cooperative a maggioranza mmg
c) lo scambio mutualistico riguarda mmg e non altre figure professionali, perchè altrimenti il rischio è che la Cooperativa da Società di mezzi diventi una Cooperativa di produzione lavoro dovendo trovare occupazione alle infermiere ed essendo costretta a partecipare a gare di appalto entrando nella concorrenza di mercato;
d) Infine nulla vieta, se proprio risulta necessario collaborare con altre figure professionali ( si possono fare dei Consorzi anche sociali con altre Cooperative)
12. Che dimensioni ottimali devono avere la cooperativa di mmg?
a) Non meno di 25 soci per avere un minimo di economia di scala
b) non più di 250 per evitare che il socio sia troppo “ lontano” dalla effettiva gestione e dagli amministratori.
13. Si possono prevedere forme di partecipazione per la cooperativa di mmg?
Nella esperienza di tante cooperative si è previsto di costituire delle sezioni soci per ogni gruppo di medici a cui vengono forniti servizi omogenei.
Medicine di gruppo, gruppo integrato, medicine di rete possono prevedere, attraverso un apposito regolamento, la partecipazione alla fase di definizione del budget dei servizi a loro risvolti e la verifica del costo effettivamente sostenuto dalla cooperativa tramite il controllo di gestione per centri di costo e ricavo.
Si avrà così il vantaggio derivante dalle economie di scala mantenendo una capacità di decisione, e partecipazione, dei soci.
· Il Consorzio Sanità ( Co.S.)
1.Che cosa è il Co.S. ?
a) è un Consorzio nazionale di Cooperative di mmg e Consorzi regionali di Cooperative mmg ( circa 35 Cooperativa per un totale di circa 2000 mmg)
b) in 20 anni di attività ha sviluppato diversi servizi e prodotti a vantaggio delle Cooperative e avviato la gestione, tramite e cooperative , di molti Centri polifunzionali di mmg
2.Perchè la Cooperativa dovrebbe iscriversi al Co.S.?
perchè Co.S. è l’unico soggetto che possiede un grande know how sulla cooperazione fra mmg; perchè attraverso una quota associativa irrisoria la Cooperativa viene messa in condizione di fruire di tutti i servizi che ha creato Co.S. (vedi allegato 1) perchè verso il fronte istituzionale e sindacale potrà godere di maggiore potere contrattuale per la remunerazione a fronte del’acquisizione dei fattori di produzione della Coop.;
3.Cosa costa per una Cooperativa iscriversi al Co.S.?
a. Il capitale sociale da versare per una Cooperativa è pari a 516,46 euro
b. La tassa di ammissione è pari a 260 euro e si versa una volta sola
c. La quota associativa annuale è pari a 605 euro e comporta la possibilità di utilizzare il pacchetto servizi ( vedi allegato 3 )
· Perché conviene aderire alla cooperativa
1. Un MMG che lavora in forma singola, o che fa parte di una forma associativa semplice (Medicina in associazione o in rete) conviene essere socio di una cooperativa?
R. La domanda andrebbe posta diversamente. Il problema non è se gli conviene in generale, ma cosa gli conviene in base a quello che deve fare? Esempio:
· Deve avere del personale, avere dei servizi, gestire un Centro, una UCP, una UCCP . ? .. allora non ha scelta…deve usare una Società;
2. Quali sono i servizi che una cooperativa può fornire ad un MMG che lavora in forma singola, o che fa parte di una forma associativa semplice?
Tutti quelli previsti nell’oggetto sociale: ma facciamone pure un elenco minimale:
· La gestione delle strutture di supporto alle forme associative “semplici”: Centro sanitario polifunzionale, gestione in rete di studi singoli e UMG,
· Gestione presidi complessi di medicina generale: Associazioni Funzonali Territoriali e Unità Complesse di Cure Primarie ( nelle varie formulazioni di Utap, Casa della Salute)
· Fornitura servizi infermieristici, e segretariali (impiegati), personale di pulizie,
· Rispetto obblighi della sicurezza sul lavoro ( Legeg 81/03, RSPP, autorizzazioni)
· Smaltimento rifiuti normali e speciali
· Servizi informatici ( PC, server, rete, corsi di addestramento );
· Telefono, automezzi,
· Quant’altro possa venire in mente
3. È meglio che si serva di una Società terza di cui non è socio?
in tal caso il prezzo dei servizi lo deciderà la Società terza e potrà essere qualunque prezzo e dipenderà dal potere contrattuale del singolo cliente che potrebbe essere
molto basso, sopratutto se tratta individualmente o per piccoli gruppi con la Società
Ovviamente tutti i servizi saranno soggetti ad IVA al 22% anche se forniti da una cooperativa sociale; per queste ultime l’iva agevolata ( 4%) è legittima solo per i servizi socio sanitari svolti per persone in stato di bisogno.
4. 1 Vi sono vantaggi ad avere personale di studio, infermieri forniti da una
cooperativa rispetto ad una assunzione diretta da parte del MMG?
Enormi vantaggi se quella fatta dal singolo medico deve essere una assunzione regolare e non una assunzione in nero :
· Cominciamo con il dire che, a parte qualche eccezione, in genere il medico non riesce a sostenere da solo il costo di un lavoratore a tempo pieno (38 ore settimanali) o di un Part time ( da 18 ore settimanali in su ) che comunque ha un costo piuttosto elevato (al disotto delle 20 ore il part time diventa svantaggioso perché c’è un costo base che è incomprimibile);
· Il medico deve sostenere il costo del commercialista (che prevede, fra le altre cose un costo di busta paga pari a circa 400 euro/anno sia che si tratti di un semplice part time sia che si tratti di un tempo pieno)
· Il medico, se ha anche solo un dipendente di studio, diventa responsabile per la sicurezza sul lavoro ( legge 81/03 e 626) e si deve occupare o personalmente o, affidandolo ad un terzo, di un Piano Prevenzione e Protezione e inoltre deve trovare un medico competente , e fare la formazione obbligatoria al personale.
4.2 Quali sono vantaggi fiscali della gestione del personale tramite cooperativa di MMG?
· La cooperativa si farà carico di tutti gli aspetti amministrativi della gestione del personale e fatturerà ai soci il servizio complessivo della gestione dello studio, i soci non avranno alcuna responsabilità diretta se non il controllo della attività della loro cooperativa;
· Mentre se il personale viene assunto da uno dei medici, per esempio, di una medicina di gruppo, quel medico non potrebbe rifatturare parte del personale agli altri colleghi facenti parte della medicina di gruppo o di rete (cosa che viene fatta spesso e volentieri) perché si configurarsi il reato di somministrazione illecita di lavoro (oltre che sul civile si risponde anche sul penale);
· Il problema dell’IVA è stato risolto con le due circolari dell’agenzia delle entrate (5E/2011 e 30E/2012) che escludono dal campo IVA le prestazioni della cooperativa svolte per i medici esenti per oltre il 90% del reddito, pertanto il costo del personale è rifatturato senza ricarico se non dei costi generali per paghe e sicurezza.
5. Nel caso di gestione di Medicine di Gruppo quali sono i vantaggi di essere in cooperativa piuttosto che in una forma Societaria, ed in questo caso la cooperativa deve comprendere necessariamente tutti i membri del gruppo?
· cominciamo con il correggere la domanda dicendo che la Cooperativa è comunque una forma societaria (di persone) come la Società SRL (che invece è una Società di capitali)
· i vantaggi dell’essere in Cooperativa sono già venuti fuori nella domanda precedente e verranno fuori nella domanda successiva e sono spesso abbastanza simili a quelli della Società di capitali: ovvero:
– é dotata di personalità giuridica e quindi può fare ogni tipo di operazione economica (Assumere personale, firmare contratti di affitto e acquisire qualsiasi prodotto, erogare servizi omnicomprensivi ai soci)
– è dotata di autonomia patrimoniale e quindi i soci rispondono solo per la quota di capitale sociale sottoscritto (e cioè per esempio 500 euro se questa è la quota di capitale deliberata)
6. Quali sono i limiti che ha la Società di capitali?
· il fatto che la Srl ripartisce utili, il che può determinare conflitti di interessi in caso di gestione di attività specialistiche o di ADI o in altre attività in cui i medici siano contemporaneamente fruitori di utili sotto forma di dividendi e ordinatori di spesa: L’UCCP in questo senso credo sia particolarmente paradigmatica perché buona parte dell’investimento che potrebbe produrre fatturato parte da finanziamenti pubblici e poi i medici parteciperebbero alla ripartizione degli utili derivanti dal predetto fatturato
· il fatto che ogni volta che un medico deve essere ammesso o esce dall’UCCP e quindi deve entrare nella Srl o uscire dalla stessa, non esistendo il principio del contratto aperto ( art. 1332) per potere deliberare l’adesione o il recesso risulterà necessario il parere positivo di tutti i soci precedenti i quali potrebbero volere fare pagare al nuovo entrato un sovrapprezzo azionario o potrebbero semplicemente non volerlo accettare.
· Il fatto che sia necessario un atto notarile ogni volta (costo ogni volta di 2.000- 2500 euro) che un socio deve entrare o uscire
· Che non si tratta di una società democratica perché il potere di voto e di deliberazione è correlato alle quote possedute
7. Nella nostra ASL esistono già delle medicine di gruppo costituite in società, possono i MMG di queste associazioni organizzate in forme societarie far parte di una cooperativa? E potrebbero averne un vantaggio rispetto alla situazione attuale?
Teoricamente le medicine di gruppo costituite in società (Studio associato, Società semplice SPA. Srl) potrebbero fare parte della Coop. Il problema però è un altro: e cioè quali attività o servizi vengono affidati alla Coop. Se i servizi, anche quelli finora gestiti dalle Società delle medicina di gruppo, vengono affidate alla Cooperativa (in nome e per conto dei soci medici di famiglia soci della medesima), non c‘è problema.
Tale scelta potrebbe avvenire affidando alla cooperativa le attività senza soluzione di continuità o facendo una cessione di ramo di attività se risulta necessario mantenere una continuità di gestione per contratti o progetti in essere.
Se invece le Società entrano a far parte della Cooperativa continuando a gestire i servizi per conto dei medici non ha senso ne costituire la Cooperativa, ne che le predette società entrino nella Cooperativa. Oltretutto in questo caso i medici si troverebbero a gestire due posizioni da soci, che potrebbero creare qualche problema.
8. Se in una ASL vi sono diverse Medicine di gruppo, e sono in fase di avvio più UCCP, può una sola cooperativa “gestire” queste UCCP e come?
Una Cooperativa può, se non addirittura deve gestire più UCCP. Perché?
· Perché più servizi gestisce la Cooperativa e più realizza economie di scala e risparmi nei gruppi di acquisto e quindi costi più bassi per i medici operanti dentro le UCCP;
· Se immaginiamo che ogni UCCP rappresenta un centro costo/ricavo e che un Centro costo/ricavo possa avere un minimo di fatturato di 400.000 euro e che i costi generali della Cooperativa incidano per l’10% sul fatturato, vuol dire che per mettere insieme 200.000 euro di costi generali ci vogliono almeno 5 UCCP: e 200.000 euro di costi generali servono appena a coprire il costo di una impiegata amministrativa, il costo di una sede e qualche gettone per i Consiglieri e un compenso per un presidente o per un Amministratore delegato. Inutile dire che questo è un esempio molto grossolano finalizzato a escludere la gestione da parte di una Cooperativa di una sola UCCP e che i conti vanno fatti a tavolino per ogni UCCP e ogni Cooperativa disponendo delle giuste informazioni
9. Quali e quanti sono i costi di gestione di una cooperativa che ricadono su ciascun socio?
a) I costi a carico dei medici, per partecipare come soci della Coop, sono rappresentati da tre voci:
· Quota di capitale sociale da sottoscrivere all’atto della adesione (una tantum) e che è e resta di proprietà del socio (come avere messo dei soldi in banca ) e che, ove il socio dovesse recedere, gli sarà restituita: l’ammontare del capital sociale da sottoscrivere dipende dalla decisione del socio a partire da un minimo di 25 € :
– sarebbe opportuno non fosse meno di 500 euro cadauno perché altrimenti il capitale sociale rischierebbe di essere così scarso che nessuno si fiderebbe di quella cooperativa a cominciare dalle banche cui si dovessero chiedere dei finanziamenti;
· La tassa di ammissione che non è sempre obbligatoria, di solito ammonta a 250 euro, va nel conto economico della Cooperativa, è un costo una tantum per i soci che si iscrivono quando la cooperativa ha già un valore patrimoniale.
· La quota associativa annuale, non obbligatoria che in genere ammonta a 150 -200 euro/anno che diminuirà fino ad azzerarsi quando la Cooperativa realizzarà entrate autonome derivanti dall’attività;
b) Le entrate della cooperativa sono rappresentate dai costi che i medici, nella qualità di clienti della Cooperativa, dovranno corrispondere per pagare prodotti e servizi che riceveranno dalla cooperativa stessa. Questi costi che i medici pagheranno per i servizi dipenderanno dal tipo e dalla quantità dei servizi che chiederanno: personale di studio, infermiera, locali in affitto, servizi informatici, CdS Group, materiale di consumo ect. Naturalmente perché la Cooperativa raggiunga i suoi scopi tali costi dovranno essere più bassi di quelli di mercato (principio mutualistico), ma non più bassi di quelli di acquisto da parte della Cooperativa perché allora si configurerebbe una situazione di passivo di bilancio.
c) I costi sostenuti possono essere restituiti con il ristorno ovvero la possibilità per la Cooperativa di procedere alla ripartizione degli utili di un anno di esercizio in forma di sconti sui servizi ai soci che quegli utili hanno determinato. Il ristorno può dipendere dalla ottimizzazione delle attività e dalla realizzazione di progetti autonomi della cooperativa e dei medici soci.
10. Cosa “rischia” un MMG ad essere associato ad una cooperativa in termini di obblighi nei confronti della cooperativa e quindi di spese?
Se la Cooperativa dovesse fare degli errori di gestione, o subire danni sufficienti a portarla al fallimento, l’unico rischio per il socio è rappresentato dalla perdita del capitale sociale
11. Cosa comporta per un socio di una cooperativa recedere dalla cooperativa?
A seguito della richiesta di recesso e la quota di capitale sociale verrà restituita entro un semestre dalla data della assemblea di bilancio relativa all’esercizio nel quale è stato chiesto il recesso. Con le società non cooperative (SRL) le cose sono più complicate e ci vuole un atto notarile per la cessione delle quote ed un soggetto che le acquisti.
· Aspetti Gestionali e Fiscali
1. Se entro una cooperativa pago anche i costi decisi da altri?
Il modello di gestione che abbiamo sperimentato distribuisce i costi sulle singole sedi di attività. Medicine di gruppo, gruppo-rete, studi singoli e sulla attuazione di progetti specifici.
Per ogni centro ed attività viene sviluppato un bilancio (costo e ricavi determinati dal centro o dalla attività) e il socio parteciperà solo ai costi o ricavi determinati dalla sua partecipazione e dai servizi utilizzati.
I costi sono definiti annualmente con un budget del centro e discusso/deciso con i medici interessati in una riunione della sezione soci.
I risultati ottenuti dalla attività svolta saranno ridistribuiti sui soci sulla base dei costi sostenuti ( come rimborso di parte di questi) o della partecipazione ai progetti per i risultati ottenuti.
La cooperativa applicherà una quota di costi generali per coprire gli oneri derivanti dalle spese generali di gestione della società. Tale quota sarà definita prioritariamente e sarà verificabile nella assemblea di approvazione del bilancio annuale.
2.La cooperativa può svolgere attività per conto dei soci?
La cooperativa può svolgere diverse attività capaci di determinare reddito o diminuzione dei costi a carico dei soci.
Può attuare progetti sperimentali all’interno delle convenzioni con le USL nel campo della continuità assistenziale , dei servizi TAO, della gestione delle malattie croniche. In tali progetti la cooperativa copre i costi di gestione e determina compensi aggiuntivi per i soci.
Può anche realizzare progetti di ricerca, di formazione e di integrazione con altri soggetti nel campo dei servizi socio sanitari.
Per questi progetti la cooperativa potrà gestire centri di ricavo e costo separati ai quali partecipano solo i soci coinvolti/interessati al progetto.
3.La cooperativa può fare attività specialistica?
Pensiamo che non sia opportuna una attività diretta. La cooperativa, nel rispetto delle diverse norme regionali, può ospitare specialisti sia privati che pubblici ( intra moenia e convenzionati in accordo con le USL e le strutture ospedaliere). In tali casi chiederà il rimborso dei servizi effettuati per conto degli specialisti per coprire i costi di gestione dei centri derivanti da tali attività.
4.La cooperativa deve applicare l’IVA sui servizi?
Per i servizi svolti per i soci MMG la cooperativa può fatturare in esenzione a condizione che il socio sia esente per oltre il 90%.
Per i servizi non sanitari svolti per altri soggetti ( specialisti, società, medici non soci) la cooperativa dovrà applicare l’IVA al 22%.