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Timestamp: 2019-08-17 13:54:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 276', 'art. 276', 'art. 276', 'art. 276', 'art. 276', 'art. 276', 'art. 275', 'art. 276', 'art. 650', 'art. 276', 'art. 650']

Art. 276 cod. proc. penale: Provvedimenti in caso di trasgressione alle prescrizioni imposte | La Legge per tutti
Provvedimenti in caso di trasgressione alle prescrizioni
Commette il reato di evasione il soggetto sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con permesso di recarsi presso il luogo di lavoro che si sia allontanato dal luogo previsto; l'autorizzazione a svolgere attività lavorativa con conseguente possibilità di assentarsi dalla propria dimora, infatti, determina solo un mutamento del luogo di esecuzione della misura cautelare domestica sicché, se l'autorizzato non si trova nel posto determinato, è responsabile del reato di evasione e non della mera trasgressione delle prescrizioni imposte e proprie della misura eventualmente sanzionabili ex art. 276 c.p.p.
Tribunale Napoli sez. VI 14 novembre 2014 n. 15066
L'art. 276 (Provvedimenti in caso di trasgressione alle prescrizioni imposte), comma 1 ter, c.p.p., stabilisce che, in caso di trasgressione alle prescrizione degli arresti domiciliari, il giudice disponga la revoca della misura e il ripristino della custodia in carcere. Non si configura tale ipotesi di trasgressione quando il soggetto sottoposto agli arresti domiciliari, nel rientrare dall'attività di lavoro autorizzata e rispettando i limiti di tempo consentiti, si fermi in una sala da bingo sulla strada di casa, atteso che che l'assenza da casa era contenuta nei limiti orari consentiti e l'allontanamento era collegato alla prestazione dell'attività lavorativa autorizzata.
Cassazione penale sez. I 07 ottobre 2014 n. 46093
La condotta del detenuto agli arresti domiciliari, che, autorizzato a svolgere attività lavorativa fuori dalle mura domestiche, trasgredisce alle prescrizioni imposte durante il tragitto di ritorno a casa e nell'ambito della fascia oraria assegnata per assentarsi dall'abitazione, è riconducibile all'ipotesi prevista dall'art. 276 comma 1 c.p.p. e non a quella di cui al comma 1 ter del medesimo articolo. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza del giudice d'appello in procedimento "de libertate", che aveva disposto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella della coercizione intramuraria, ai sensi dell'art. 276 comma 1 ter c.p.p. nei confronti di imputato sorpreso all'interno di una sala giochi, durante il tragitto di ritorno dal luogo di lavoro alla sua abitazione, negli orari e nel percorso autorizzati, senza procedere ad alcuna valutazione "dell'entità, dei motivi e delle circostanza della violazione"). (Annulla con rinvio, Trib. lib. Bolzano, 06/06/2014 )
Nella trasgressione alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare ex art. 276 c.p.p. rientrano, per il principio di tassatività, solo le inosservanze agli obblighi espressamente previsti e non invece ogni condotta genericamente elusiva della finalità perseguita con l'imposizione del provvedimento limitativo della libertà personale. (Fattispecie in cui è stata ritenuta irrilevante, dopo la revoca del divieto di frequentare estranei, la presenza presso l'abitazione dell'indagato di alcune persone gravate da precedenti di polizia e pendenze penali). (Rigetta, Trib. lib. Roma, 24/12/2013 )
Cassazione penale sez. I 27 maggio 2014 n. 32823
In caso di trasgressione alle prescrizioni degli arresti domiciliari, l'aggravamento della misura, con applicazione della custodia cautelare in carcere, risulta caratterizzato da un sostanziale "automatismo", in quanto la lettera dell'art. 276 del c.p.p. esclude la sussistenza di un potere discrezionale in capo al giudice, essendo utilizzata, nel comma 1 ter di tale norma, l'espressione "dispone" in luogo di quella "può disporre" contenuta nel comma 1 e, dai lavori parlamentari preparatori, emerge che tale disposizione è stata introdotta al fine specifico di sanzionare l'indagato il quale, ponendo in essere una condotta integrante gli estremi di una evasione, dia dimostrazione di non essere meritevole del regime coercitivo meno afflittivo.
Cassazione penale sez. III 12 febbraio 2014 n. 10260
La necessità della sussistenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza per poter applicare la custodia in carcere nei confronti dei soggetti contemplati dall'articolo 275, comma 4, del Cpp (nella specie, trattavasi di madre con prole di età inferiore a sei anni) mira a contemperare le esigenze di cautela con quelle di tutela delle particolari condizioni personali di tali soggetti. Queste condizioni personali, peraltro, perdono effettivo rilievo nel caso della trasgressione delle prescrizioni imposte con la più gradata misura degli arresti domiciliari, in quanto proprio tale trasgressione rende evidente che esse non impediscono comunque la elusione delle regole dettate per la misura meno afflittiva, giustificandosi, conseguentemente, l'aggravamento ai sensi dell'articolo 276, comma 1-ter, del Cpp.
In materia di misure cautelari personali, la trasgressione delle prescrizioni imposte con gli arresti domiciliari giustifica, anche nei confronti dei soggetti di cui all'art. 275 comma 4 c.p.p., la sostituzione della misura in atto con quella della custodia cautelare in carcere, senza necessità di verificare la sussistenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. (In motivazione, la S.C. ha precisato che dalla violazione del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione deriva oggettivamente la perdita di rilievo delle particolari condizioni personali che giustificano la misura meno afflittiva, in quanto risulta evidente che esse non impediscono comunque l'elusione delle cautele imposte). (Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 02/07/2013 )
In tema di misure cautelari, l'ordinanza con cui il giudice sostituisce, ex art. 276 c.p.p., una misura non custodiale con quella degli arresti domiciliari determina la decorrenza "ex novo" del termine proprio di quest'ultima. (In motivazione, la Corte ha giustificato l'affermazione sulla scorta della diversa tipologia delle misure e del diverso termine di durata massima). Annulla con rinvio, Trib. lib. Salerno, 10/06/2013
Cassazione penale sez. VI 23 ottobre 2013 n. 46271
La disposizione di cui all'art. 650 c.p., in quanto norma di carattere sussidiario, può trovare applicazione soltanto qualora l'inosservanza del provvedimento dell'autorità non sia sanzionata da alcuna norma, penale o processuale o amministrativa. Di conseguenza, la trasgressione alle prescrizioni inerenti ad una misura cautelare (nel caso di specie, il divieto di accedere nel territorio di una determinata provincia), sanzionata, ai sensi dell'art. 276 c.p.p., dalla possibile applicazione di una misura più grave, non comporta la configurabilità del reato previsto e punito dall'art. 650 c.p.
Tribunale La Spezia 03 luglio 2013 n. 571