Source: https://job.fanpage.it/dichiarazione-iva-2020-guida/
Timestamp: 2020-02-17 21:03:49+00:00
Document Index: 96314301

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 8', 'art. 54', 'art. 9', 'art. 70', 'art. 54', 'art. 21', 'art. 54', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 34', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 54', 'art. 8', 'art. 54', 'art. 21', 'art. 73', 'art. 1', 'art. 73', 'art. 6', 'art. 54', 'art. 21']

job news 12 febbraio 2020 15:56
La Dichiarazione IVA 2020 va presentata in forma autonoma dal 1 febbraio al 30 aprile 2020. Il modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet va utilizzato per presentare la dichiarazione Iva relativa all’anno di imposta 2019.
Scadenza dichiarazione IVA 2020. La presentazione va effettuata esclusivamente per via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020.
Il termine per il pagamento dell’eventuale saldo IVA a debito è il 16 marzo 2020 ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi pari allo 0,40%.
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 8938/2020 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2020, concernenti i dati dell’anno d’imposta 2019.
Vediamo nello specifico modello, scadenza ed istruzioni per la presentazione della Dichiarazione Iva 2020.
Il modello di Dichiarazione IVA 2020
Dichiarazione Iva 2020: modello
Quadro VC e quadro VD
Quadro VN
Dichiarazione Iva 2020: nuovi quadri
Quadro VV
Quando VY
Scadenza Dichiarazione IVA 2020 al 30 aprile
Sanzioni invio tardivo o omesso dichiarazione IVA 2020
La prima cosa da capire è chi sono i soggetti obbligati alla presentazione della Dichiarazione IVA 2020.
Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva tutti i titolari di partita Iva che esercitano: attività d’impresa, attività artistiche o professionali.
L’Agenzia delle Entrate ci fornisce l’elenco dei soggetti esonerati dalla presentazione della Dichiarazione IVA 2020.
i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinquies per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro;
i raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30 e i raccoglitori occasionali di piante officinali spontanee ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 75, che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 7.000 (art. 34-ter).
Termine di versamento del Saldo IVA. Il termine per il versamento del saldo IVA derivante dalla dichiarazione IVA 2020 relativa all'anno di imposta 2019 resta fissato al 16 marzo, indipendentemente dai termini di presentazione che vanno dal 1° febbraio al 30 aprile 2020.
Il versamento del saldo IVA è quindi fissato entro il 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40%.
Cosi come accaduto negli ultimi due anni, la maggiore novità in tema di Dichiarazione IVA resta sicuramente la modalità di presentazione. È infatti previsto che la Dichiarazione IVA non si presenti più in forma unificata entro il termine previsto per la presentazione del modello Redditi (ricordiamo il termine modello Unico ormai non si usa più), bensì la presentazione della Dichiarazione IVA deve avvenire tra il 1° febbraio ed il 30 aprile 2020 ed in forma autonoma.
In base all’art. 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, la dichiarazione IVA, relativa all’anno 2019 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020.
Quindi non va più indicato nel frontespizio se la presentazione è effettuata in forma autonoma o meno, essendo quest’ultima l’unica modalità consentita.
Anche per il 2020 resta valida l’eliminazione dal frontespizio della casella “Dichiarazione integrativa a favore”.
Le maggiori novità relative alla Dichiarazione Iva 2020 riguardano la nuova casella per l’esonero dall’apposizione del visto di conformità. Nel frontespizio del modello Iva/2020, infatti, è stata introdotta una casella per i contribuenti che hanno applicato gli Isa e risultino esonerati dall’apposizione del visto di conformità.
Inoltre, sono introdotti due nuovi quadri, il quadro VP e il quadro VQ.
Il quadro VP è riservato ai contribuenti che intendono comunicare in sede di presentazione della dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre.
Il quadro VQ è riservato ai contribuenti che intendono determinare il credito maturato in seguito a versamenti di Iva periodica non spontanei: comunicazioni d’irregolarità (art. 54 bis) o notifica di cartelle di pagamento riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche (articolo 21 bis del decreto-legge n. 78/2010).
Ma procediamo con ordine. Le novità relative al Modello Iva 2020 sono contenute nelle istruzioni per la compilazione del modello da parte dell'Agenzia delle Entrate. Nello specifico:
nel frontespizio, nel riquadro “Firma della dichiarazione” è stata prevista la casella “Esonero dall’apposizione del visto di conformità” per i contribuenti che hanno applicato gli ISA e, sulla base delle relative risultanze, sono esonerati dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per le compensazioni o per i rimborsi per un importo non superiore a 50.000 euro annui, ai sensi dell’art. 9-bis, comma 11, lett. a) e b), del decreto-legge n. 50 del 2017;
nel quadro VA alla sezione 2 il rigo VA11 è denominato “Gruppo IVA art. 70-bis” ed è riservato ai contribuenti che a partire dal 1° gennaio 2020 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti. Quindi la casella 1 deve essere barrata per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale IVA precedente l’ingresso nel Gruppo IVA. È stato eliminato il rigo VA16 dello scorso anno che aveva contenuto analogo;
nella sezione 1, rigo VE3, è stata prevista l’indicazione delle operazioni attive con percentuale di compensazione del 6 per cento. Di conseguenza i righi successivi della sezione sono stati rinumerati;
nella sezione 1, rigo VF4, è stata prevista l’indicazione delle operazioni passive con percentuale di compensazione del 6 per cento. I righi dello scorso anno da VF4 a VF14 della sezione sono stati rinumerati;
il rigo VF16 per il modello IVA 2020 è costituito da 2 campi: il campo 1 contiene gli acquisti non imponibili, non soggetti e relativi ad alcuni regimi speciali mentre il campo 2 riguarda gli acquisti esenti e le importazioni non soggette;
nella sezione 3 del quadro VF – Determinazione dell’IVA ammessa in detrazione – è stata prevista la casella 9 che deve essere barrata dagli imprenditori agricoli che hanno applicato il regime riservato all’attività di enoturismo di cui alla legge n. 205 del 2017;
nella sezione 3-B, rigo VF41, è stata prevista la percentuale di compensazione del 6 per cento. Conseguentemente i righi successivi della sezione sono stati rinumerati;
è stato introdotto il quadro VQ per consentire ai contribuenti interessati di determinare il credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei; le maggiori modifiche al quadro VL sono l’introduzione nella sezione 2 del rigo VL12, per l’indicazione del credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei, esposto nel nuovo quadro VQ; inoltre nella sezione 3, rigo VL30, sono stati previsti i campi 4 e 5 per l’indicazione dell’IVA periodica, relativa al 2019, versata fino alla data di presentazione della dichiarazione a seguito, rispettivamente, del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato, ai sensi dell’art. 54-bis, e della notifica di cartelle di pagamento, riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78 del 2010;
è stato introdotto il quadro VP riservato ai contribuenti che intendono avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 78 del 2010, e successive modificazioni, di comunicare con la dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre;
è stato eliminato il codice 9 dal campo 4 ed il codice 5 nel campo 7 del rigo VX4;
nella sezione 3, del quadro VO è stato previsto il rigo VO35, riservato ai soggetti che esercitano l’attività enoturistica e comunicano di aver optato per l’applicazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari.
Per quanto riguarda le novità introdotte nel Prospetto riepilogativo IVA 26 PR/2020 riservato all’ente o società controllante, notiamo che:
nel quadro VS, campo 8, il codice 3 quest’anno deve essere utilizzato se la controllata ha applicato gli ISA e, sulla base delle relative risultanze, è esonerata dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi per un importo non superiore a 50.000 euro annui. Nel campo 11 è stato eliminato il codice 9 dello scorso anno riguardante una fattispecie non più in vigore;
nel quadro VW, sezione 2, sono stati previsti nel rigo VW30 i campi 4 e 5 per l’indicazione dell’IVA periodica, relativa al 2019, versata fino alla data di presentazione della dichiarazione a seguito, rispettivamente, del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato, ai sensi dell’art. 54-bis, e della notifica di cartelle di pagamento, riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78 del 2010;
è stato previsto il rigo VW31 per l’indicazione del credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei, esposto nel nuovo quadro VQ.
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 8938/2020, ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2020, concernenti i dati dell’anno 2019.
Il modello di Dichiarazione IVA 2020 fornito dall’Agenzia delle Entrate è costituito da:
un modulo, formato da più Quadri ( VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VI, VH, VM, VK, VN, VL, VP, VQ, VT, VX, VO, VG, VS, VV, VW, VY e VZ); in cui il contribuente indica i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta.
Con lo stesso provvedimento di emanazione del Modello Iva 2020 è stato approvato il Modello Iva Base 2020, composto da:
Chi può presentare il modello Iva Base 2020. Secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, si possono avvalere del modello Iva base, può i soggetti Iva, persone fisiche e non, che nel corso dell’anno:
Le modalità e i termini per la presentazione del modello Iva Base/2020 sono le stesse previste per la presentazione del modello ordinario.
Il quadro VA contiene le informazioni e i dati relativi all'attività. Nello specifico è formato da due sezioni in cui vengono indicati rispettivamente i dati analitici generali e i dati riepilogativi relativi a tutte le attività.
Contribuente con più attività. Qualora il contribuente eserciti più attività con contabilità separate ai sensi dell’art. 36 oppure se nell'anno d’imposta sono avvenute fusioni, scissioni o altre operazioni straordinarie ovvero trasformazioni sostanziali soggettive (successione ereditaria, conferimento d’azienda, ecc.), devono essere presentati tanti moduli e compilate tante sezioni 1 quante sono le attività separate ovvero i soggetti partecipanti all’operazione straordinaria, mentre la sezione 2 deve essere compilata una sola volta per ciascun soggetto indicandovi il riepilogo dei dati. In caso di compilazione di più moduli, questi devono essere numerati in ordine progressivo, compilando gli appositi campi posti in alto a destra.
Il quadro VB raccoglie i dati relativi agli estremi identificativi dei rapporti finanziari. Nei righi di tale quadro vanno indicati gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’articolo 7, sesto comma, del d.P.R. n. 605 del 1973 (ad esempio banche, società Poste italiane spa, etc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della Dichiarazione IVA 2020.
I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2020 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono tenere conto nella presente dichiarazione anche dell’imposta dovuta in relazione alle operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli altri soggetti indicati nel quinto comma dell’art. 6 e alle operazioni effettuate ai sensi dell’art. 32-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità (art. 1, comma 62, della legge n. 190 del 2014). Tali operazioni devono essere indicate nei righi corrispondenti alle aliquote applicate e nel caso in cui abbiano concorso a determinare il volume d’affari di anni precedenti il relativo imponibile deve essere compreso nel rigo VE39.
Nei righi da VE1 a VE12, in corrispondenza dell’aliquota indicata, vanno riportati gli importi delle operazioni per le quali si è verificata l’esigibilità dell’imposta nell’anno 2019 annotate o da annotare nel registro delle fatture emesse (art. 23) e/o nel registro dei corrispettivi (art. 24), tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26 registrate per lo stesso anno.
In particolare, nella sezione 1, rigo VE3, è stata prevista l’indicazione delle operazioni attive con percentuale di compensazione del 6 per cento.
Restano in essere anche nella Dichiarazione IVA 2020 i righi VE5, VE6 e VE10 dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento.
La Sezione 2 del quadro VE deve essere compilata:
da tutti i contribuenti che esercitano attività commerciali, artistiche o professionali;
dai produttori agricoli (sia in regime speciale che in regime ordinario per opzione) per tutte le cessioni di prodotti agricoli ed ittici di cui al comma 1 dell’art. 34 effettuate nell’anno 2019 per le quali si rendono applicabili le aliquote proprie previste per i singoli beni
Nel rigo VE24 va indicato il totale degli imponibili e delle imposte, determinato sommando gli importi riportati ai righi da VE1 a VE12 e da VE20 a VE23, rispettivamente della colonna degli imponibili e della colonna delle imposte.
Inoltre nel rigo devono essere indicate le variazioni in aumento e in diminuzione di sola imposta, registrate nell’anno 2019 e relative ad operazioni registrate negli anni precedenti. Nel rigo deve essere altresì compreso l’ammontare dell’IVA versata per la regolarizzazione del c.d. splafonamento. Tale differenza va riportata al rigo VE25, indicando all’interno del campo stesso il segno (+) se il totale dell’imposta risultante dai registri è maggiore dell’imposta calcolata, ovvero il segno (–) in caso contrario.
Quindi nel rigo VE25 vanno indicati le variazioni e gli arrotondamenti di imposta relativi alle operazioni di cui ai righi da VE1 a VE12 e da VE20 a VE23.
Una novità del quadro VE già presente lo scorso anno con la dichiarazione IVA 2019 e in quella 2018 è che nella sezione 4 il rigo VE38 è stato rinominato “Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione delle operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche nei confronti delle società elencate nel nuovo comma 1-bis dell’art. 17-ter con il meccanismo dello “split payment”.
Nel rigo VE39 deve essere indicato l’ammontare delle operazioni che hanno concorso al volume d’affari dell’anno o degli anni precedenti e per le quali nell’anno 2019 si è verificata l’esigibilità dell’imposta. Con tale indicazione il volume d’affari diminuisce ma senza essere preceduto dal segno “meno”.
Nei righi da VF1 a VF14 vanno indicati gli acquisti all’interno, gli acquisti intracomunitari e le importazioni assoggettati ad imposta, per i quali nel 2019 si è verificata l’esigibilità ed è stato esercitato il diritto alla detrazione, da riportare in corrispondenza delle aliquote o delle percentuali di compensazione prestampate. In tali righi vanno inoltre inclusi anche gli acquisti effettuati negli anni precedenti e per i quali l’imposta è divenuta esigibile (art. 6, quinto comma, art. 32-bis del decreto legge n. 83 del 2012 e art. 17-ter).
Inoltre, nella sezione 1 rigo VF4, è stata prevista l’indicazione delle operazioni passive con percentuale di compensazione del 6 per cento.
Nei righi da VF15 a VF20 vanno indicati gli acquisti annotati nel 2019. Inoltre, rispetto allo scorso anno, nel modello di Dichiarazione IVA 2020 il rigo VF16 è costituito da 2 campi:
il campo 1 contiene gli acquisti non imponibili, non soggetti e relativi ad alcuni regimi speciali;
il campo 2 riguarda gli acquisti esenti e le importazioni non soggette;
Per la Dichiarazione IVA 2020 nella sezione 3 del quadro VF al rigo VF30 – Determinazione dell’IVA ammessa in detrazione – è stata prevista la casella 9 che deve essere barrata dagli imprenditori agricoli che hanno applicato il regime riservato all’attività di enoturismo di cui alla legge n. 205 del 2017;
Regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014. I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2020 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono indicare nel rigo VF70 l’eventuale imposta dovuta per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014. Lo stesso rigo deve essere compilato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è avvenuto il passaggio al regime ordinario indicando l’eventuale imposta a credito per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014.
Il quadro VI relativo alle dichiarazioni d’intento è stato modificato soprattutto a fronte delle modifiche apportate a tali dichiarazioni. È stata soppressa la colonna 3 dei righi da VI1 a VI6, dove andava indicato, in assenza del numero di protocollo attribuito dall’Agenzia alla dichiarazione di intento trasmessa in via telematica, il numero progressivo assegnato alla dichiarazione d’intento dall’esportatore abituale. Il quadro VI è riservato ai fornitori di esportatori abituali, nella dichiarazione devono essere riepilogate le dichiarazioni di intento relative all’anno d’imposta 2019.
Quadro VH. Per la dichiarazione IVA 2020 (relativa all’anno d’imposta 2019) il quadro VH va compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.
Anche nella Dichiarazione IVA 2020 (relativa all’anno d’imposta 2019) è presente il quadro VM che ha sostituito la sezione II del quadro VH del modello precedente, denominata “Versamenti immatricolazione auto UE”.
Il quadro VN è riservato a coloro che nel 2019 hanno presentato dichiarazioni integrative a favore ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998 (comma introdotto dall’art. 5 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento delle dichiarazioni integrative. Va quindi inserito l’anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa a favore e il maggior credito che ne è scaturito.
Un'altro importante novità per la Dichiarazione IVA 2020 è l'introduzione del quadro VQ – Versamenti periodici omessi – tra i quadri da compilare. Tale quadro VQ, è riservato ai contribuenti che intendono determinare il credito maturato in seguito a versamenti di Iva periodica non spontanei: cioè a seguito di comunicazioni d’irregolarità (art. 54 bis) o notifica di cartelle di pagamento riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche (articolo 21 bis del decreto legge n. 78/2010).
Il quadro, quindi, è stato previsto per consentire la determinazione del credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei.
Il quadro si compone di 5 righi dal rigo VQ1 al rigo VQ5 e di 10 colonne.
Il quadro VL è il quadro in cui va indicata la liquidazione dell’imposta dell’anno. Il quadro è composto da 3 sezioni:
Nella sezione 1 va indicata l’IVA dovuta o l’IVA a credito scaturita dal periodo d’imposta come differenza dell’IVA a debito (rigo VL1) e l’IVA detraibile (rigo VL2).
Nella sezione 2 è riportato il credito dell’anno precedente, al rigo VL11 va indicato il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle dichiarazioni integrative presentate nel 2017 ai sensi del comma 6-quater dell’art. 8 del d.P.R. n. 322 del 1998.
Per il 2020 le maggiori modifiche al quadro VL sono l’introduzione nella sezione 2 del rigo VL12, in cui va indicato il credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei, esposto nel nuovo quadro VQ; inoltre nella sezione 3, rigo VL30, sono stati previsti i campi 4 e 5 per l’indicazione dell’IVA periodica, relativa al 2019, versata fino alla data di presentazione della dichiarazione a seguito, rispettivamente, del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato, ai sensi dell’art. 54-bis, e della notifica di cartelle di pagamento, riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78 del 2010;
Nel rigo VX2 va indicato l’eventuale importo a credito, quindi l’ammontare dell’eccedenza annuale d’imposta detraibile di cui al rigo VL39, da ripartire tra i successivi righi VX4, VX5 e VX6. In caso di compilazione del rigo VL40, deve essere riportata la somma degli importi di cui ai righi VL39 e VL40. Nel rigo VX2, dalla Dichiarazione Iva 2020, è stato inserito il campo 2, riservato ai soggetti che a partire dal 1° gennaio 2019 partecipano a un Gruppo IVA di cui agli artt. 70-bis e seguenti. In tale campo va indicata la parte dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione, pari all’ammontare dei versamenti IVA effettuati con riferimento al 2018, che deve essere trasferita al Gruppo IVA dal 1° gennaio 2019.
detrarre o compensare nell’anno successivo al 2019;
In quest’ultimo caso, l’importo di tali eccedenze dovrà essere compreso nel rigo VX4, campo 1. Infatti il rigo VX4 è riservato ai contribuenti IVA che intendono chiedere il rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2019.
un'ulteriore novità per la Dichiarazione IVA 2020 è l'introduzione del quadro VP – Liquidazioni periodiche IVA. Il quadro VP, è riservato ai contribuenti che intendono comunicare in sede di presentazione della dichiarazione annuale IVA 2020 i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre. In questo caso però, la dichiarazione annuale IVA deve essere presentata entro il mese di febbraio.
Il quadro VP quindi, non può essere compilato se la dichiarazione sia presentata successivamente al mese di febbraio 2020.
Il soggetto tenuto all'invio della Dichiarazione IVA 2020, che intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati deve compilare:
Come si compila il quadro VP. Le modalità di compilazione del quadro VP e l’individuazione dei dati da indicare nei righi che lo compongono riprendono le istruzioni per la compilazione del modello di Comunicazione liquidazioni periodiche IVA.
Novità del quadro VX. Anche per la Dichiarazione IVA 2020 nel rigo VX4 è presente il campo 9 denominato “Interpello”. La compilazione di tale campo è riservata ai soggetti che hanno presentato istanza di interpello ai fini della disapplicazione della disciplina delle società non operative e/o della disciplina delle società in perdita sistematica secondo quanto previsto dal comma 4-bis dell’articolo 30 della legge n.724 del 1994, invece che dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Il quadro contiene i dati relativi all’IVA da versare o all’IVA a credito e deve essere compilato unicamente nel modulo n. 01.
Per il 2020 è stato eliminato il codice 9 dal campo 4 ed il codice 5 nel campo 7 del rigo VX4;
Dalla dichiarazione Iva 2020 è stata introdotta la casella 3 nel rigo VO34. Tale casella va barrata da chi nel 2015 aveva scelto di aderire al regime fiscale di vantaggio e che revocano la scelta effettuata e accedono, dal 2019, al regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014.
Nella sezione 3, del quadro VO è stato previsto il rigo VO35, riservato ai soggetti che esercitano l’attività enoturistica e comunicano di aver optato per l’applicazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari e, pertanto, di non essersi avvalsi della determinazione forfetaria dell’imposta. L’opzione è vincolante per un triennio ed è valida fino a revoca.
Il quadro VG è il quadro di adesione al regime previsto per le società controllanti e controllate. Si tratta di un quadro istituito lo scorso anno ed è riservato agli enti o società commerciali controllanti che intendono avvalersi, per il 2019, della particolare procedura di compensazione dell’IVA prevista dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979, recante le norme di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 73, ultimo comma (come sostituito dal comma 27 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232), relativamente ad una o più società commerciali considerate «controllate» ai sensi della disciplina in esame. ’ente o società commerciale controllante comunica all’Agenzia delle Entrate l’esercizio dell’opzione per la procedura compilando il quadro VG nella dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto presentata nell’anno solare a decorrere dal quale intende esercitare l’opzione.
Nella sezione 1, righi da VG2 a VG4, è presente la casella 7 “Soggetto estero”. Nella sezione 2 è stata introdotta la casella 6 “Soggetto estero”. Tali caselle devono essere barrate nel caso in cui il soggetto non residente che detiene il controllo sia privo di una posizione IVA nel territorio dello Stato.
Il modello di Dichiarazione Iva 2020 riferita al periodo d’imposta 2019 si compone inoltre dei quadri: VS, VV, VW, VY e VZ.
Tali quadri costituiscono il prospetto IVA 26PR/2020, facenti parte della dichiarazione annuale IVA, sono riservati agli enti e società controllanti che riepilogano i dati della liquidazione dell’IVA di gruppo (art. 73 e decreto ministeriale 13 dicembre 1979, come modificato dal decreto ministeriale 13 febbraio 2017).
Il quadro VS si compone di 3 sezioni; nella prima sezione dal rigo VS1 al rigo VS12 vanno indicate tutti i soggetti partecipanti (compresa la controllante) alla compensazione dell’IVA per il 2019.
Nella sezione 3 del quadro VS, al rigo VS30 devono essere indicate le eccedenze di credito residue delle società del gruppo che, non avendo trovato compensazione nell'anno precedente, cioè il 2018 ai sensi dell’art. 6 del decreto ministeriale 13 dicembre 1979 e, non essendo state quindi garantite, sono state portate in detrazione nell’anno 2017 dalla controllante ed hanno trovato compensazione con corrispondenti eccedenze di debito di altre società del gruppo nel corso dello stesso anno.
Il quadro VV, presente dalla Dichiarazione IVA 2020, deve essere compilato solo se si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA di gruppo (cfr. risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017).
Così come spiegato dalle istruzioni di compilazione della Dichiarazione Iva, presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per compilare il quadro VW del modello occorre considerare i quadri VL e VK delle dichiarazioni relative alle società che hanno partecipato per il 2019, per l’intero anno o per una frazione dello stesso, alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, tenendo conto anche dei moduli relativi a società danti causa in operazioni straordinarie che hanno partecipato alla medesima procedura.
Per il 2020, nel quadro VW, sezione 2, sono stati previsti nel rigo VW30 i campi 4 e 5 per l’indicazione dell’IVA periodica, relativa al 2019, versata fino alla data di presentazione della dichiarazione in seguito al ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato, ai sensi dell’art. 54-bis, o di notifica di cartelle di pagamento, riguardanti le comunicazioni delle liquidazioni periodiche di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78 del 2010.
inoltre, è stato previsto il rigo VW31 in cui va indicato il credito derivante dalla somma degli importi indicati nella colonna 7 dei righi da VQ1 a VQ5 di tutti i moduli compilati per i quali è barrata la colonna 10 “Gruppo”.
La Dichiarazione IVA 2020, relativa al periodo d’imposta 2019 deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020, secondo quanto previsto all’articolo 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Quindi il 30 aprile 2020 è il termine ultimo per l’invio della Dichiarazione IVA 2020.
Vediamo nello specifico le varie modalità di presentazione della Dichiarazione IVA 2020.
Secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate tardivamente e quindi oltre il 30 aprile 2020, sono valide salvo l’applicazione delle sanzioni previste per gli invii tardivi delle dichiarazioni.
Invece, in caso di dichiarazioni presentate oltre 90 giorni dalla scadenza del termine del 30 aprile 2020, le dichiarazioni si considerano omesse ma sono comunque ritenute valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Le sanzioni relative alla Dichiarazione IVA 2019 inviate entro 90 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 30 luglio 2020, prevedono il pagamento della sanzione ordinaria minima di 258 euro ridotta a 25 euro, ovvero corrispondente ad 1/10 del mimino previsto.