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Timestamp: 2017-11-18 06:17:12+00:00
Document Index: 55491784

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 101', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 59', 'sentenza ']

Società di persone: litisconzorzio necessario
in Contenzioso e processo tributario, Pareri di diritto societario, Società
Con sentenza n. 21145 del 9 ottobre 2009 (ud. del 3 luglio 2009) <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Corte di Cassazione, Sez. tributaria – ha ritenuto necessario il litisconsorzio nelle società di persone.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, ha rilevato preliminarmente (in conformità alle conclusioni assunte dal P.G. nell’adunanza) la nullità dell’intero processo, con conseguente necessità di regresso dello stesso in primo grado, in applicazione del principio secondo il quale “l’unitarietà dell’accertamento che è (o deve essere) alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali, sicché tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso processo e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì la posizione inscindibilmente comune a tutti i debitori rispetto all’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, cioè gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario: pertanto, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone al giudice adito in primo grado l’integrazione del contraddittorio, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29), ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è affetto da nullità per violazione del principio del contraddittorio di cui all’art. 101 c.p.c. e art. 111 Cost., comma 2, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio (Cass., Sez. un.,n. 14815 del 2008)”.
Tale sentenza segue il pronunciamento n. 11466 del 18 maggio 2009 (ud. del 23 aprile 2009) con cui la Corte di Cassazione aveva già ritenuto necessario il litisconsorzio in una società di professionisti.
Nel caso di specie il giudizio di primo grado non si era svolto alla presenza o, comunque, previa instaurazione del contraddittorio nei confronti di tutti i litisconsorti necessari, di conseguenza “ne consegue che la Commissione Regionale non avrebbe potuto pronunciare nel merito, ma soltanto limitarsi ad annullare la decisione gravata ed a rimettere la causa dinanzi alla Commissione Provinciale in applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 59”.
Anche in questo caso era stata rilevata “l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni delle società di persone e dei loro soci e la conseguente automatica imputazione dei redditi della società ai soci configura un’ipotesi di litisconsorzio necessario, con la conseguenza che la proposizione di un ricorso da parte di uno (o più) dei destinatari degli avvisi comporta la necessità d’integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri interessati dato che, in caso contrario, si verificherebbe la nullità del giudizio e della sentenza rilevabile, anche di ufficio, in ogni stato e grado del procedimento”.
Quando ricorra un’ipotesi di litisconsorzio necessario originario, il giudice tributario deve quindi attenersi alle seguenti regole: