Source: http://dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=diffamazione
Timestamp: 2020-02-27 21:55:10+00:00
Document Index: 64039195

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 598', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15']

Risultati ricerca per "diffamazione"
diffamazione | 10 Gennaio 2020
Definisce online “imbroglioni” gli amministratori del Comune: condannato
Nessun dubbio sulla colpevolezza di un cittadino, che si è sfogato su Facebook accusando innanzitutto il vicesindaco del suo paese di avere intascato i soldi provenienti dal gettito fiscale a carico della comunità. Impossibile parlare di critica eccessiva.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 628/20; depositata il 10 gennaio)
diffamazione | 02 Gennaio 2020
Presunto accordo politico trasversale per una speculazione edilizia: l’ipotesi giornalistica è diffamatoria
Confermata la condanna per “diffamazione a mezzo stampa” del direttore di un periodico per l’articolo in cui veniva comunicata al lettore la possibile esistenza di un accordo segreto tra amministratori pubblici ed esponenti politici, anche di schieramenti opposti, per la realizzazione di una speculazione edilizia illecita. Irrilevante il tono dubitativo utilizzato nel pezzo: ciò non basta ad escludere la responsabilità per lo scritto, ritenuto diffamatorio.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 8/20; depositata il 2 gennaio)
diffamazione | 23 Settembre 2019
L’onere di accertarsi della veridicità della notizia: Wikipedia non ci salverà
In tema di diffamazione su quotidiani – cartacei oppure online – per poter invocare la scriminante del diritto di cronaca o di critica è necessario che l’autore dello scritto abbia compiuto tutti gli opportuni accertamenti sulla veridicità della notizia che intende pubblicare. A tal riguardo, la ricerca compiuta su motori di ricerca o enciclopedie online del genere Wikipedia non garantisce la reale completezza informativa, necessaria per poter invocare la predetta scriminante.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 38896/19; depositata il 20 settembre)
diffamazione | 18 Settembre 2019
L’esimente di cui all’art. 598 c.p. si applica alle sole espressioni offensive contenute in scritti difensivi inviati alle parti processuali attuali del giudizio, ordinario o amministrativo, nel quale siano proferite, e non anche nei confronti di soggetti che svolgono funzioni di ausilio allo svolgimento del processo.
diffamazione | 12 Settembre 2019
«Gettano fango»: sindaco contro due consiglieri d’istituto di una scuola. Volantino polemico ma non diffamatorio
Contesto della vicenda è un piccolo paese pugliese. Terreno di scontro sono le sorti di un immobile pubblico, sede di una scuola ma destinato, secondo l’amministrazione comunale, ad ospitare un poliambulatorio. Per i Giudici le frasi forti scritte sul volantino hanno preso di mira non le persone ma l’attività pubblicistica da loro svolta, cioè quella di rappresentanza della scuola.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 37864/19; depositata il 12 settembre)
diffamazione | 26 Luglio 2019
Cancellata in Cassazione la sorprendente assoluzione pronunciata dal Giudice di Pace. Per i Magistrati del ‘Palazzaccio’ è evidente la valenza offensiva della frase con cui si paragona un bambino ad un animale.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 34145/19; depositata il 26 luglio)
diffamazione | 23 Luglio 2019
In tema di esimenti del diritto di critica, è necessario il bilanciamento rispetto agli interessi in conflitto, specificatamente individuati nell’interesse sociale, nella continenza espressiva e nella veridicità della notizia. Tali limiti vanno comunque rapportati al caso di specie, ove, nell’ipotesi di rubriche o programmi di “gossip”, bisogna tener conto delle peculiarità del contesto in cui intervengono le dichiarazioni diffamatorie.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 32829/19; depositata il 22 luglio)
diffamazione | 21 Giugno 2019
Deve essere risarcita l’amante costituitasi parte civile nel procedimento penale aperto a carico della moglie tradita per le dichiarazioni offensive da quest’ultima pronunciate davanti a diverse persone in un supermercato. Tale condotta deve infatti essere inquadrata come diffamazione non sussistendo un interesse pubblico alla divulgazione della notizia, seppur veritiera.
Facebook sarà obbligata a rimuovere i post lesivi non solo in via successiva ma anche in via preventiva se la Corte di Giustizia accoglierà la soluzione prospettata dall'Avvocato Generale. Nessun contrasto con il divieto dell'obbligo generale di sorveglianza ex art. 15, par. 1, Direttiva 2000/31/CE perchè si tratta di obblighi di rimozione per casi specifici.
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