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Timestamp: 2020-05-31 07:02:09+00:00
Document Index: 144107587

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 485', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 485', 'art. 83', 'art. 485', 'art. 489', 'art. 11', 'art. 489', 'art. 569']

Anzianità di servizio: ultime sentenze
Scopri le ultime sentenze su: diritto della docente al riconoscimento dell’anzianità di servizio; scuole statali e pareggiate o parificate; servizio pre-ruolo con i medesimi requisiti soggettivi del personale di ruolo; riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato; diritto del docente alla ricostruzione della carriera.
1 Riconoscimento dell’anzianità di servizio
2 Personale scolastico assunto a tempo determinato
3 Reiterazione dei contratti a termine
4 Istruzione pubblica: professori ed assistenti di Università
5 Parziale riconoscimento dell’anzianità di servizio pre-ruolo
6 Riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti: presupposti
7 Passaggio di ruolo da un grado inferiore ad un grado superiore
8 Riconoscimento anzianità servizio docenti a tempo determinato
9 Riconoscimento dell’anzianità di servizio: le limitazioni delle disposizioni nazionali
Riconoscimento dell’anzianità di servizio
Ai fini del riconoscimento dell’anzianità di servizio, l’art. 1 del d.l. 19 giugno 1970 n. 370, convertito nella l. 26 luglio 1970 n. 576, non contiene alcun riferimento che permetta di riconoscere il servizio prestato presso scuole legalmente riconosciute equiparandolo a quello svolto nelle scuole statali e pareggiate o parificate, trattandosi di situazioni giuridiche diversificate sotto vari profili.
Consiglio di Stato sez. VI, 19/10/2007, n.5444
Personale scolastico assunto a tempo determinato
Anche in relazione alla disciplina posta dall’art. 485 D.Lgs. n. 297/1994, si pone l’esigenza di un (integrale) riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato al momento in cui, – per concorso o per scorrimento di graduatorie (a loro volta legate ai punteggi rinvenienti dal servizio prestato a tempo determinato), – detto personale venga assunto a tempo indeterminato (in ruolo). Né ricorrono “ragioni oggettive” che possano legittimare la (sia pur parziale) rideterminazione dell’anzianità di servizio (per il suo intero conservata a soli fini economici).
Corte appello Bari sez. lav., 12/05/2017, n.1216
Anche ove si dovesse ravvisare l’abusiva reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato, l’abuso si deve ritenere sanato con l’avvenuta “stabilizzazione” della ricorrente. Invero, per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola, è considerata misura sanzionatoria adeguata la stabilizzazione, comunque acquisita anche attraverso gli strumenti selettivi -concorsuali operanti anteriormente alla L. n. 107/2015.
Deve, conseguentemente essere negato il risarcimento del danno che l’appellante ha quantificato ai sensi dell’art. 32 L. n. 183/2010. E’ invece da accogliere la domanda di riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata per effetto dei rapporti di lavoro a termine intercorsi con l’amministrazione scolastica e conseguente differenziale retributivo.
Corte appello Catanzaro sez. lav., 22/04/2017, n.552
Istruzione pubblica: professori ed assistenti di Università
L’incarico quinquennale di Direttore della Struttura complessa “Malattie Cardiovascolari” riconosciuto ad un professore universitario associato va ricondotto nella fattispecie contemplata dall’art. 15 septies d.lg. 30 dicembre 1992 n. 502, con la conseguenza che va ritenuto operante il comma 4 della disposizione richiamata a tenore della quale “per il periodo di durata del contratto di cui al comma 1 i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio”.
Consiglio di Stato sez. VI, 03/09/2009, n.5188
Parziale riconoscimento dell’anzianità di servizio pre-ruolo
Qualora il docente abbia svolto il servizio pre-ruolo con i medesimi requisiti soggettivi del personale di ruolo, non sono ravvisabili ragioni oggettive idonee a giustificare una disparità di trattamento nel computo dell’anzianità professionale rispetto al personale assunto a tempo indeterminato. Ne consegue che l’art. 485, comma 1, d.lg. n. 297/1994 deve essere disapplicato nella parte in cui, escludendo la completa equiparazone dell’incidenza dei periodi di lavoro svolto a tempo determinato ai fini del computo della complessiva anzianità di servizio maturata, determina una irragionevole discriminazione rispetto ai pubblici dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato a parità di mansioni.
Va dunque dichiarato illegittimo il parziale riconoscimento dell’anzianità di servizio pre-ruolo con conseguente declaratoria del diritto del docente alla ricostruzione della carriera mediante integrale riconoscimento del servizio prestato con contratti di lavoro a tempo determinato.
Corte appello L’Aquila sez. lav., 14/03/2019, n.148
Riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti: presupposti
La normativa che disciplina il riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti prevede espressamente che si tratti di servizio prestato in scuole statali o pareggiate, e non in altre. In materia è pacifica la discrezionalità del legislatore di riconoscere o meno ai fini retributivi e di carriera precedenti esperienze lavorative né può valere in contrario la circostanza che la locale Provincia abbia considerato utile ai fini retributivi anche il periodo di servizio prestato prima del pareggiamento.
Consiglio di Stato sez. VI, 18/08/2010, n.5864
Passaggio di ruolo da un grado inferiore ad un grado superiore
Il quadro normativo definito dall’art. 83 D.P.R. n. 417 del 1974, al fine di garantire la parità di trattamento per il personale docente nell’ambito delle procedure di mobilità orizzontale, deve essere interpretato alla luce delle nuove previsioni di legge che consentono al docente, in ogni caso di passaggio di ruolo da un grado inferiore ad un grado superiore, e viceversa, a tutti gli effetti, giuridici ed economici, di conservare l’anzianità maturata nel ruolo precedente.
Di conseguenza, va dichiarato il diritto della docente al riconoscimento dell’anzianità di servizio calcolata secondo il sistema della “ricostruzione di carriera” in luogo di quello della “temporizzazione” con obbligo dell’amministrazione scolastica di adottare tutti gli atti necessari in virtù del suddetto riconoscimento.
Tribunale Siracusa sez. lav., 01/10/2019, n.1039
Riconoscimento anzianità servizio docenti a tempo determinato
In tema di riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell’amministrazione scolastica, l’art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l’anzianità risultante dall’applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dall’art. 489 dello stesso decreto, come integrato dall’art. 11, comma 14, della l. n. 124 del 1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto “ab origine” a tempo indeterminato; il giudice del merito, per accertare la sussistenza di tale discriminazione, dovrà comparare il trattamento riservato all’assunto a tempo determinato poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato, senza valorizzare, pertanto, le interruzioni fra un rapporto e l’altro, né applicare la regola dell’equivalenza fissata dal richiamato art. 489, e, in caso di disapplicazione, computare l’anzianità da riconoscere ad ogni effetto al docente assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, sulla base dei medesimi criteri che valgono per l’assunto a tempo indeterminato.
Cassazione civile sez. lav., 28/11/2019, n.31149
Riconoscimento dell’anzianità di servizio: le limitazioni delle disposizioni nazionali
Nel caso di specie sussistono tutti i presupposti individuati dalla giurisprudenza comunitaria per configurare il potere -dovere del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna in contrasto con quella Europea.
La disposizione (D.Lgs. n. 297/1994, art. 569) che limita il riconoscimento dell’anzianità di servizio del lavoratore a tempo determinato (servizio cd. preruolo) al momento della sua assunzione in ruolo va disapplicata nel senso di un (integrale) riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato al momento in cui, – per concorso o per scorrimento di graduatorie (a loro volta legate ai punteggi rinvenienti dal servizio prestato a tempo determinato), – detto personale venga assunto a tempo indeterminato (in ruolo).
Corte appello Bari sez. lav., 15/05/2017, n.1143