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Timestamp: 2017-11-23 01:51:59+00:00
Document Index: 117252999

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 48', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 5']

Articolo pubblicato online il 18 febbraio 2013
Con l’art. 39, comma 9, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, � stato introdotto nel D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, l’art. 17-bis, rubricato "Il reclamo e la mediazione"�.
Tale istituto, volto alla deflazione del contenzioso tributario, ha previsto, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle entrate, notificati a decorrere dal 1� aprile 2012, un rimedio da esperire in via preliminare (c.d. reclamo) ogni qualvolta si intenda presentare un ricorso, pena l’inammissibilit� dello stesso.
Ebbene, ci� premesso, l’aspetto sul quale si vuole porre l’attenzione attiene ai diversi e concorrenti profili di incostituzionalit�, per contrasto con gli artt. 3 (principio di uguaglianza e ragionevolezza), 24 (diritto di difesa) e 111 (giusto processo) della Costituzione repubblicana, che da una prima e sommaria analisi della predetta disposizioni sembrerebbero emergere, come di seguito specificato.
Per cominciare, una violazione del principio di uguaglianza � ravvisabile gi� nel comma 1 dell’art. 17-bis citato, che cos� dispone: "Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle entrate, chi intende proporre ricorso � tenuto preliminarmente a presentare reclamo secondo le disposizioni seguenti ed � esclusa la conciliazione giudiziale di cui all’art. 48"�.
Ci� in quanto tale disposizione impedisce a controversie aventi lo stesso oggetto e che coinvolgono gli stessi soggetti di essere riunite e, quindi, unitamente discusse e decise, concorrendo con ci� all’eventualit� che abbiano esiti differenti.
Altro profilo di illegittimit� costituzionale � ravvisabile al comma 10, dell’art. 17-bis cit., dedicato al regime delle spese.
Tale comma, non prevedendo alcuna disciplina in merito alle spese relative al procedimento di reclamo quando il giudizio non si svolge perch� il reclamo � accolto o la mediazione va a buon fine, lede il principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., in quanto dispone che le spese inerenti al reclamo assumano rilevanza solo nell’eventualit� dell’introduzione della successiva fase giurisdizionale.
Ulteriore profilo di illegittimit� costituzionale � ravvisabile anche al comma 2 dell’art. 17-bis citato, laddove la presentazione del reclamo si sostanzia in una condizione di ammissibilit� del ricorso, andando a precludere, in caso di mancata presentazione dell’istanza, qualsivoglia attivit� giudiziale.
L’art. 24, primo comma, Cost., difatti, prevede che "tutti possono agire in giudizio in difesa dei propri diritti e interessi legittimi"�.
Si tratta del c.d. "diritto di azione"� per il quale il Costituente ha previsto un espresso riconoscimento costituzionale allo scopo di impedire che un qualsivoglia legislatore potesse o comunque possa privare, in maniera arbitraria, alcune posizioni giuridiche soggettive.
Infine, altro profilo d’incostituzionalit� dell’art. 17-bis cit. � poi ravvisabile anche nel mancato coordinamento con il procedimento di accertamento con adesione.
Ci� in quanto tale mancato coordinamento rischia di dilatare ecces�sivamente i tempi di introduzione del giudizio tributario, con conseguente incostituzionalit� della norma per violazione del principio sul giusto processo di cui all’art. 111 Cost.
Difatti, se il contribuente attiva il procedimento di accertamento con adesione, consideran�do anche la possibile sospensione dei termini feriali, fra la notificazione dell’atto impugnabile ed il radicamento del giudizio dinanzi al Giudice tributario possono tra�scorrere circa nove mesi e mezzo (se ai sessanta giorni per la proposizione del ricorso si aggiungono i novanta giorni per il procedimento di accertamento con adesione, i quarantasei giorni della sospensione feriale ed i novanta giorni per il procedimento di reclamo e mediazione, si ottengono ben duecentoottantasei giorni).
Risultato, que�sto, che non � conforme all’aspettativa - riconosciuta e tutelata dall’art. 111 Cost. - di vedere definita in tempi ragionevoli la controversia.
Pertanto, in ragione di quanto enunciato, non pu� farsi a meno di osservare che, se profili di illegittimit� costituzionale sono stati rilevati anche in merito all’art. 5, primo comma, del D. Lgs. n. 28/2010 (in tal senso Corte Cost., del 24/10/2012, n. 272), relativo alla mediazione obbligatoria civilistica, che detta una disciplina meno gravosa, in cui non � prevista la definitiva perdita del diritto di azione a seguito del mancato esperimento della procedura obbligatoria di mediazione, a maggior ragione profili d’incostituzionalit� devono essere ravvisati nella disciplina tributaria, ove, come osservato, il mancato reclamo preventivo � causa di inammissibilit� insanabile del ricorso, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.