Source: http://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/bollet/200706/0614/html/01/allegato.htm
Timestamp: 2020-01-18 22:03:31+00:00
Document Index: 80704723

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Giovedì 14 giugno 2007 - Comm. I
I Commissione - Giovedì 14 giugno 2007
5-01010 Angelo Piazza: Sulle iniziative da adottare per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza nell'area universitaria di Bologna.
L'iniziativa parlamentare dell'onorevole Piazza si occupa di una di quelle situazioni di criticità per le quali, al fine di elevare i livelli di sicurezza e dare risposta concreta ai bisogni della cittadinanza, appare necessario coniugare interventi di prevenzione e repressione, di stretta competenza delle Forze di Polizia, con iniziative di riqualificazione e recupero del degrado e degli spazi urbani con l'impegno delle autorità politiche del territorio e soprattutto dell'Amministrazione comunale. Obiettivo è, accanto alla sicurezza, aiutare l'istaurarsi di codici di comportamento nello spazio pubblico che siano capaci di innescare abitudini civiche virtuose e di valorizzare anche le norme non scritte che aiutano la crescita della sicurezza e della percezione di sicurezza da parte dei cittadini.
È utile ricordare che anche tali temi sono stati ampiamente presenti nelle strategie proposte per la sicurezza in tutte le aree urbane del paese, a partire dalle aree metropolitane, attraverso un accordo cornice già siglato tra Ministero dell'Interno ed ANCI. Quell'accordo si sta già concretando ed è diventato operativo con la sottoscrizione di Patti per la sicurezza coi sindaci di alcune città metropolitane (Roma, Milano, Torino, Catania, Cagliari) dove nei documenti sottoscritti sono stati individuati obiettivi specifici e progetti mirati che, secondo le autorità di Pubblica sicurezza e le amministrazioni politiche di quei territori, saranno in grado di far crescere le condizioni di sicurezza per quelle comunità. Voglio informare il Parlamento e l'onorevole Piazza che il prossimo 19 giugno sarà la volta di Bologna dove il patto «Bologna sicura» è già stato concordato e si trova nella fase di definizione degli ultimissimi dettagli. Più in generale, la fase di definizione dei Patti con tutte le città metropolitane è praticamente alla conclusione.
Si tratta - questo è un punto strategico - di costruire direttamente, sulle esigenze specifiche di ogni territorio, progetti mirati la cui realizzazione sarà quindi verificabile per dare ai cittadini risposte concrete sui temi della sicurezza.
È una scelta strategica questa, perché sono profondamente convinto che sia possibile affrontare il tema della sicurezza soltanto nell'ambito di una grande cooperazione, una vera e propria solida alleanza tra lo Stato e gli enti territoriali. È necessario se si vuole dar vita a una sicurezza che tenga conto delle inquietudini e dei bisogni che nascono da società complesse, da una diversa dislocazione della popolazione nel territorio urbano, dalle profonde rotture e modificazioni nelle abitudini e negli stili di vita delle comunità contemporanee investite, tra l'altro, da processi mondiali la cui radice è esterna alle comunità che però sono chiamate a fare i conti con gli effetti di tali processi.
Gli enti locali, le autorità politiche del territorio, sindaci, Presidenti di Province e di Regione devono necessariamente essere coinvolti perché vi sia una reale conoscenza e una migliore consapevolezza dei reali bisogni del territorio. Questo è il senso e la direzione che abbiamo cercato di mantenere nella definizione e nella firma dei patti per le città sicure.
Recentemente, nell'ottica di questo positivo rapporto che si sta costruendo con le istituzioni locali, ho anche siglato una convenzione tra il Ministero dell'Interno e la Regione Emilia Romagna per la utilizzazione da parte delle Prefetture, delle Questure, dei Comandi Provinciali dell'arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza della rete telematica regionale. L'accordo prevede la sperimentazione dell'uso delle reti telematiche Lepida e R3 per lo sviluppo di tecnologie per la sicurezza della città di Bologna.
La cooperazione tra lo Stato, l'autorità nazionale di pubblica sicurezza, le istituzioni locali può dare la sensazione di una sicurezza che sia più vicina alle esigenze dei cittadini, anche perché il rapporto con le istituzioni locali consente non solo più efficienza ma anche maggiore vicinanza ai reali problemi del territorio.
È del tutto evidente che problemi di «disordine civile» o di arroganza nell'uso spesso violento di spazi pubblici, che spesso sfocia nella consumazione di veri e propri reati, come avviene in Piazza Verdi rappresentano una tematica che può trovare soluzione solo nell'ambito delle logiche dei patti sicurezza.
Non a caso, il patto «Bologna sicura» propone, nel capitolo in cui si affrontano i problemi del degrado urbano e della gestione dei disagio sociale, un progetto mirato con specifici obiettivi e strumentazioni per recuperare alla normalità di una serena convivenza civile l'area dei centro storico bolognese e, specialmente, Piazza Verdi, Piazza Santo Stefano, Piazza San Francesco e Via del Fratello.
Ma devo anche garantire che i temi dell'ordine e della sicurezza pubblica in Piazza Verdi sono da lungo tempo all'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza della città di Bologna. Com'è noto, la piazza, situata nel cuore della città ed al centro della zona universitaria, è caratterizzata da quotidiani assembramenti di giovani - particolarmente consistenti nelle ore serali e notturne e durante la buona stagione - composti prevalentemente da studenti ma anche da gruppi di emarginati e disadattati, che spesso arrecano disturbo alla quiete pubblica intrattenendosi rumorosamente, talvolta anche con l'utilizzo di strumenti musicali.
In considerazione della tipologia di frequentatori, il luogo ha finito per diventare anche, col tempo, mèta privilegiata di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti; fenomeno che viene perseguito dalle Forze di Polizia senza soste e con particolare rigore, come testimoniato dai numerosissimi arresti condotti nei mesi scorsi.
A fronte di tutto questo la situazione di Piazza Verdi, come riferito dalla Prefettura, viene costantemente monitorata in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e di riunione di coordinamento delle Forze di Polizia. Il sito, proprio per queste sue caratteristiche, è stato inserito tra le zone della città in cui attivare una strategia congiunta d'interventi con l'Amministrazione comunale in linea con gli indirizzi contenuti nel già citato accordo cornice sottoscritto dal Ministro dell'Interno con l'ANCI.
Inoltre, per governare e contenere efficacemente possibili ulteriori tensioni - ragionevolmente prevedibili con l'approssimarsi della stagione estiva - in una apposita riunione di coordinamento delle Forze di Polizia, svoltasi recentemente, è stato concordato lo svolgimento di servizi straordinari di controllo del territorio gravitanti nelle ore serali in Piazza Verdi e nell'intera zona universitaria. Tale attività non trascurerà le altre aree cittadine ritenute di particolare delicatezza sotto il profilo dell'ordine pubblico, quali Piazza Santo Stefano, Piazza San Francesco e Via del Fratello, soprattutto nelle ore notturne.
Al fine di imprimere il massimo impulso alle attività di contrasto del fenomeno, anche apportando modifiche alle strategie sinora adottate e soprattutto ottimizzando le risorse disponibili, si è stabilito anche di armonizzare i servizi straordinari disposti nell'area universitaria con l'ordinaria attività di vigilanza e prevenzione svolta dalle pattuglie della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri, secondo le turnazioni previste dal Piano di
controllo coordinato del territorio. È stato inoltre potenziato il concorso, nell'ambito delle specifiche competenze, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale, il cui contributo può risultare prezioso per l'espletamento dei controlli rivolti a verificare il corretto funzionamento dei numerosi locali pubblici ed esercizi commerciali ed il rispetto del regolamento di Polizia Urbana.
Va aggiunto che i servizi nella zona, che comportano l'intervento immediato nei confronti di coloro che arrecano disturbo alla quiete pubblica nonché il controllo delle persone sospette e, qualora straniere, non in regola con la normativa sul soggiorno, vengono preceduti da una attenta opera di «bonifica» delle aree interessate, anche per garantire la corretta osservanza del divieto imposto agli esercizi commerciali di vendita di bevande alcoliche.
Da quanto ho appena detto, si evince come, sul piano della tutela della pubblica sicurezza, sia già stata messa in campo un'articolata strategia di azioni ed interventi in termini di prevenzione e repressione; una strategia che ritengo debba ora essere completata ed integrata con idonee azioni di riqualificazione e recupero del degrado, sia urbano che sociale, anche intervenendo sulle cause remote di disagio all'origine dei comportamenti antisociali di alcuni frequentatori di piazza Verdi.
In questa prospettiva, come detto, il Ministero dell'Interno confida nei risultati delle intese che, grazie anche alla sensibilità dell'amministrazione comunale su questo tema, saranno definite ed attuate in sede locale per governare più efficacemente le problematiche della sicurezza urbana.
Modifica all'articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato (C. 1242 cost. Boato).
RIFORMULAZIONI DELL'EMENDAMENTO 1.3 DEL RELATORE
Dopo il terzo comma dell'articolo 24 della Costituzione è inserito il seguente:
«La legge disciplina il diritto della vittima all'accertamento del reato subito e alla riparazione del relativo danno».
Conseguentemente modificare il titolo con il seguente:
«Modifica all'articolo 24 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reati».
1. 3. (Nuova formulazione)Il Relatore.
«La legge disciplina il diritto della vittima all'accertamento del reato e alla riparazione del danno».
1. 3. (Ulteriore nuova formulazione)Il Relatore.
Modernizzazione delle amministrazioni pubbliche. C. 2161 Governo (testo base), C. 590 Lucchese, C. 1505 Pedica, C. 1588 Nicola Rossi, C. 1688 La Loggia e C. 2080 Turci.
TESTO RISULTANTE DALL'ESAME DEGLI EMENDAMENTI
MISURE VOLTE ALLA RIORGANIZZAZIONE DELL'AZIONE AMMINISTRATIVA, ALLA RIDUZIONE E ALLA CERTEZZA DEI TEMPI DEI PROCEDIMENTI E RELATIVE FORME DI TUTELA
1. al comma 1 dopo le parole: «di efficacia» sono aggiunte le seguenti: «di imparzialità».
2. al comma 1-ter dopo le parole: «il rispetto dei» sono aggiunte le seguenti: «criteri e dei»
3. al comma 1-ter sono aggiunte, in fine, le parole: «, nonché, ove compatibili, delle disposizioni di cui all'articolo 2»;
«Art. 2. (Conclusione del procedimento). - 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le Autorità
di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza.
7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 possono essere sospesi, per una sola volta, per l'acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o di altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2»;
«Art. 2-bis. - (Conseguenze del ritardo dell'amministrazione nella conclusione del procedimento). - 1. Le pubbliche amministrazioni ed i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenute al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, indipendentemente dalla spettanza del beneficio derivante dal provvedimento richiesto.
2. Indipendentemente dal risarcimento del danno di cui al comma 1 e con esclusione delle ipotesi in cui il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento dell'istanza, le pubbliche amministrazioni ed i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, corrispondono ai soggetti istanti, per il mero ritardo, una somma di denaro in misura fissa ed eventualmente progressiva, tenuto conto anche della rilevanza degli interessi coinvolti nel procedimento, nei casi di inosservanza dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi.
3. Con regolamento, emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti la misura e il termine di corresponsione della somma di cui al comma 2 del presente articolo. Il regolamento stabilisce, altresì, le modalità di pagamento per le amministrazioni statali, enti pubblici nazionali ed i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter. Le regioni, le province e i comuni determinano le modalità di pagamento per i procedimenti di propria competenza.
4. Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno di cui al comma 1 si prescrive in cinque anni; il diritto di cui al comma 2 si prescrive in due anni. In entrambi i casi, il termine di prescrizione di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, decorre dalla data del pagamento, che deve essere comunicato entro quindici giorni dall'amministrazione gravata del relativo onere economico»;
«4. Nei casi in cui la durata prevista per la conclusione del procedimento supera i trenta giorni, il responsabile, su richiesta degli interessati, fornisce con periodicità mensile, anche con mezzi telematici, informazioni circa lo stato del procedimento»;
«2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il
parere obbligatorio o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'espressione del parere. In tali casi, l'organo competente ad adottare il provvedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma»;
«2-bis. Nei casi in cui leggi o regolamenti prevedono per l'adozione di un provvedimento l'acquisizione di valutazioni tecniche, i termini di cui all'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, sono sospesi fino all'acquisizione della valutazione e, comunque, salvo che per i casi di cui al comma 2 del presente articolo, non oltre i termini massimi previsti dal comma 1»;
2) al comma 5, primo periodo, le parole: "e nei casi previsti dal comma 4" sono soppresse».
2. I servizi di controllo interno delle singole amministrazioni statali, ovvero le strutture delle medesime amministrazioni cui sono affidate, in forza dei rispettivi ordinamenti, le verifiche sul rispetto dei termini procedimentali, e i corrispondenti uffici od organi degli enti pubblici nazionali sono tenuti, anche avvalendosi dei sistemi di protocollo informatico, a misurare i tempi medi di conclusione dei procedimenti, nonché a predisporre un apposito rapporto annuale, indicando il numero e le tipologie dei procedimenti che non si sono conclusi nei termini previsti. Il rapporto, corredato da un piano di riduzione dei tempi, è presentato ogni anno, entro il 15 febbraio dell'anno successivo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sulla base delle risultanze del rapporto si provvede, anche su impulso di quest'ultima, al conseguente adeguamento dei termini di conclusione dei procedimenti con le modalità di cui all'articolo 2, commi 3 e 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo sostituito dal comma 1, lettera b), del presente articolo.
4. Il regolamento previsto dall'articolo 2-bis, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lettera c), del presente articolo, è emanato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della medesima disposizione. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del predetto regolamento, le regioni, le province e i comuni adottano gli atti finalizzati agli adempimenti previsti nel citato articolo 2-bis, comma 3, della legge n. 241 del 1990. Decorsi i termini prescritti, in caso di mancata adozione degli atti previsti dal presente comma, la somma di cui al medesimo articolo 2-bis è liquidata dal giudice secondo equità. In sede di prima applicazione, la misura della somma di denaro di cui al citato articolo 2-bis, comma 2, è comunque fissata in un importo non inferiore ad euro venticinque e non superiore ad euro duecentocinquanta.
5. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli eventuali oneri di cui all'articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lettera c), del presente articolo, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. I decreti eventualmente emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima dell'entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al periodo precedente sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative.
(Modifiche al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, in materia di elenco della documentazione necessaria, moduli e formulari).
1. All'articolo 57 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
«1. Le pubbliche amministrazioni definiscono e rendono disponibili attraverso gli uffici per le relazioni con il pubblico ovvero per via telematica, anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di notorietà, gli elenchi della documentazione da presentare unitamente all'istanza ai fini dell'adozione del provvedimento amministrativo richiesto, i moduli ed i formulari validi ad ogni effetto di legge, nonché le ipotesi in cui operano il silenzio assenso e la dichiarazione di inizio di attività nei procedimenti di propria competenza»;
b) è aggiunto, in fine, il seguente comma: «3. Le pubbliche amministrazioni non possono chiedere ulteriori informazioni o documenti oltre a quelli indicati negli elenchi, nei moduli, e nei formulari di cui al comma 1, se non con atto motivato, il quale determina la sospensione
del termine per la conclusione del procedimento alle condizioni di cui all'articolo 2, comma 7, della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni».
2. In via di prima applicazione le pubbliche amministrazioni danno attuazione alle disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 57 del decreto legislativo 7 marzo 2005, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
(Riduzione dei tempi di approvazione del Programma statistico nazionale).
1. I responsabili per i sistemi informativi automatizzati, individuati ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e successive modificazioni, riferiscono al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, entro il 30 giugno 2007, sullo stato di attuazione delle disposizioni sul protocollo informatico e sulla gestione elettronica dei documenti di cui al capo IV del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni e delle regole tecniche collegate.
2. In caso di mancata osservanza delle disposizioni di cui al comma 1, il Ministro nomina il responsabile per i sistemi informativi automatizzati di ogni pubblica amministrazione centrale commissario ad acta per l'attuazione delle disposizioni di cui al capo IV del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sulla realizzazione e l'utilizzo dei sistemi di protocollo informatico e di gestione elettronica dei documenti. Entro centottanta giorni dalla nomina, il commissario ad acta riferisce sull'effettivo avvio e sul corretto funzionamento del sistema di protocollo informatico e della gestione elettronica dei documenti nel rispetto delle regole tecniche di interoperabilità per l'interscambio dei documenti elettronici.
3. Il Governo promuove, attraverso la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, intese ed accordi con le regioni e con le autonomie locali per favorire la generale adozione, da parte di queste, dei sistemi di protocollo informatico e di gestione elettronica dei documenti nel rispetto delle regole tecniche di cui al comma 2.
1. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi che gravano sui cittadini e sulle imprese e di raggiungere gli obiettivi previsti dagli articoli 12 e 14 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, sono consentite, in via sperimentale, per un periodo di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e con le modalità di cui ai commi 2 e 3, la riprogettazione e la riorganizzazione dei processi di servizio in deroga alla vigente normativa statale, fatti salvi le disposizioni della Costituzione, i princìpi comunitari, le disposizioni che costituiscono adempimento di obblighi imposti dall'ordinamento comunitario, i princìpi fondamentali dell'ordinamento in materia di diritti civili, le disposizioni in materia di difesa e sicurezza nazionale,
ordine e sicurezza pubblica, immigrazione e consultazione elettorale, nonchè i princìpi fondamentali dell'azione amministrativa.
(Pubblicità dei procedimenti e degli adempimenti amministrativi).
2. All'articolo 27 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 5 le parole da: «adotta» fino a: «articolo 25, comma 4;» sono soppresse.
«1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi
5, 5-bis e 6, nonché quelle del capo IV-bis, si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche»;
(Responsabilità dirigenziale).
«1-bis. Ferme restando le disposizioni contrattuali relative al trattamento economico accessorio, al dirigente non può essere attribuito, in tutto o in parte, in
relazione al grado di responsabilità e tenuto conto degli eventuali inadempimenti del responsabile del procedimento, nonché della gravità dei casi, valutata con i sistemi e le garanzie di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, il trattamento economico accessorio nel caso in cui, per i procedimenti amministrativi che ricadono nella competenza dell'ufficio da lui diretto, si verifichi:
1. All'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Il ricorso straordinario non è, altresì, ammesso avverso:
a) i provvedimenti di cui all'articolo 23-bis, comma 1, lettera d), della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 e successive modificazioni;
b) gli atti di gestione dei rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti, ad eccezione del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni».
2. All'articolo 9, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, e successive modificazioni, la parola: «centoventi» è sostituita dalla seguente: «sessanta».
4. Nell'articolo 13, primo comma, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il secondo periodo, è inserito il seguente: «Se ritiene che il ricorso non possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende l'espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione, ordina alla segreteria l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai soggetti ivi indicati».
6. Non è ammessa la proposizione dei ricorsi di cui all'articolo 14, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, come modificato dal presente articolo, ai fini dell'esecuzione dei decreti resi prima dell'entrata in vigore della presente legge.
9. Per l'attuazione delle deleghe di cui all'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, il Governo può avvalersi del Consiglio di Stato ai sensi dell'articolo 14, numero 2o, del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, e in tale caso non occorre acquisire il relativo parere previsto dall'articolo 17, comma 25, della legge 15 maggio 1997, n. 127, nonché dall'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59. A tale fine è costituita presso la Sezione consultiva per gli atti normativi una segreteria tecnica, composta da un contingente di dieci unità di personale, individuate nell'ambito delle amministrazioni pubbliche e obbligatoriamente collocate in posizione di distacco, con oneri a carico dell'amministrazione di appartenenza.
(Misure per la digitalizzazione degli atti e dei documenti nei processi amministrativo, contabile e tributario e altre misure di semplificazione delle notificazioni).
5. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l'osservanza dei principi e dei criteri direttivi di cui ai commi 6 e 7, uno o più decreti legislativi diretti:
b) alle modalità di conferimento della procura alle liti per adeguarle al processo telematico.
6. Nell'esercizio della delega di cui al comma 5, lettera a), il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) obbligo per ciascun avvocato e ausiliario del giudice di indicare un indirizzo di posta elettronica certificata, secondo la disciplina dettata dall'articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, dal decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123; definizione e disciplina dell'elenco degli indirizzi e delle modalità di aggiornamento;
b) previsione che le comunicazioni sono effettuate direttamente dall'ufficio giudiziario agli avvocati e agli ausiliari del giudice in forma telematica all'indirizzo elettronico di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123 ed alle parti costituite personalmente e ai testimoni all'indirizzo elettronico di posta certificata espressamente dichiarato ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68;
c) previsione della notificazione in forma telematica come forma primaria ed obbligatoria di notificazione, salvo eccezioni espressamente previste;
d) previsione in forza della quale, qualora le parti non abbiano comunicato l'indirizzo elettronico, le comunicazioni e le notificazioni durante il procedimento sono fatte presso la cancelleria;
f) previsione dell'invio, su richiesta, del documento informatico per via telematica all'indirizzo dichiarato dal destinatario delle notifiche o dal suo procuratore ovvero mediante consegna su supporto informatico non riscrivibile, ai medesimi, previo pagamento del diritto di copia;
7. Nell'esercizio della delega di cui al comma 5, lettera b), il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
c) deposito, al momento della iscrizione a ruolo, di copia, con dichiarazione di conformità del difensore, della procura e obbligo di depositare l'originale solo su ordine del giudice.
8. Lo schema del decreto legislativo è emanato su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il parere è espresso entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, con l'indicazione specifica delle eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti ai principi ed ai criteri direttivi contenuti nella legge di delega. Il Governo procede comunque all'emanazione dei decreti qualora i pareri non siano espressi entro sessanta giorni dalla richiesta.
9. Il Governo, con la procedura indicata nel comma 8, entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti emanati nell'esercizio della delega di cui al comma 5, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati nei commi 6 e 7, può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati.
10. L'Avvocatura dello Stato può eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53.
12. Al fine di garantire un'efficace attuazione delle disposizioni di cui ai commi 10 e 11, il personale proveniente da processi di trasformazione o soppressione di
amministrazioni dello Stato, ovvero da situazioni di eccedenza può transitare in mobilità presso l'Avvocatura dello Stato, nel limite di cinquanta unità, anche in deroga alle dotazioni organiche vigenti. Nelle more del riassorbimento del predetto personale nell'ambito delle dotazioni organiche è fatto divieto di coprire i posti corrispondenti. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, senza aggravio di spesa, ad effettuare le necessarie variazioni di bilancio volte a trasferire le risorse finanziarie corrispondenti alle partite stipendiali del personale di cui al presente comma.
13. Al fine di garantire un'efficace attuazione delle disposizioni di cui ai commi 10 e 11, il Fondo Unico di Amministrazione, di cui all'articolo 31 del contratto collettivo nazionale di lavoro del compatto Ministeri, istituito presso l'Avvocatura Generale dello Stato, è alimentato anche da una quota delle competenze spettanti agli avvocati e procuratori dello Stato, di cui all'articolo 21 del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, in misura pari alla percentuale prevista dall'articolo 14 della tariffa di cui al Capitolo I, allegato al decreto del Ministro della giustizia 8 aprile 2004, n. 127, da ripartire secondo criteri di merito ed efficienza e, comunque, subordinatamente alla presenza in servizio.
(Disposizioni in materia di valutazione delle amministrazioni pubbliche).
1. Dopo l'articolo 16 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono aggiunti i seguenti:
«Art. 16-bis. (Istituzione della Commissione indipendente per la valutazione delle Amministrazioni pubbliche). - 1. È istituita presso il CNEL una struttura autonoma, denominata Commissione indipendente per la valutazione dei risultati e della qualità dell'azione delle Amministrazioni pubbliche, di seguito "Commissione", la quale svolge i compiti attribuiti dalla presente legge con indipendenza di giudizio e di valutazione.
d) con lo svolgimento di rapporti, anche occasionali, di collaborazione o
consulenza con amministrazioni pubbliche o con gli altri soggetti di cui alle lettere b) e c).
9. La Commissione di cui al comma 1 si avvale, altresì, di una struttura di supporto costituita da un contingente di personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni, in posizione di comando o fuori ruolo secondo i rispettivi ordinamenti, nella misura massima di cinquanta unità, di cui dieci messe a disposizione direttamente dal CNEL. A tal fine, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il personale così assegnato mantiene il trattamento economico fondamentale delle amministrazioni di appartenenza, compresa l'indennità di amministrazione, ed i relativi oneri rimangono a carico delle stesse anche in deroga alle vigenti disposizioni speciali. Per il trattamento economico accessorio si fa riferimento alla struttura della retribuzione del personale dipendente del CNEL, ed i relativi oneri sono a carico della Commissione. L'articolazione interna di tale struttura è definita dal Presidente della Commissione con proprio decreto entro il medesimo termine stabilito al comma 9.
10. Nei limiti della disponibilità di bilancio e in casi motivati, la Commissione può avvalersi dell'apporto di ulteriori esperti, previo conferimento di appositi incarichi, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'articolo 32 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. La Commissione può concludere accordi con enti e organismi pubblici, comunque denominati, anche al fine di acquisire ulteriori professionalità necessarie ad adempiere ai propri compiti istituzionali.
Art. 16-ter. (Compiti della Commissione). - 1. La Commissione svolge i seguenti compiti:
b) predispone e diffonde linee guida, modelli e metodi per la valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dell'attività di amministrazioni, enti e aziende pubblici, ai fini del controllo di gestione e della valutazione del personale, nonché per la definizione degli standard e
la misurazione della qualità dell'azione amministrativa e dei servizi pubblici, elaborando, altresì, proposte, segnalazioni e pareri per il miglioramento della qualità dei servizi resi, anche in attuazione di contratti di servizio, con riferimento alle risorse impiegate. Promuove la conoscenza e la diffusione delle tecniche e delle migliori pratiche nazionali e internazionali nelle suddette materie, collaborando con gli omologhi organismi e con le amministrazioni degli altri Stati, ovvero con gli altri soggetti operanti in ambito comunitario o internazionale;
f) svolge attività di rilevazione e analisi delle metodologie adottate dalle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni, per la valutazione del personale, per i controlli interni e in sede di controllo di gestione;
Art. 16-quater. (Archivio delle direttive, banche dati e modalità dello svolgimento delle attività). - 1. La Commissione si avvale del supporto informativo dell'archivio nazionale e della banca dati di cui all'articolo 17, nonché della banca dati di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006, n. 315.
3. Per l'espletamento delle funzioni attribuite, la Commissione si avvale, altresì, dei risultati delle attività di valutazione dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI), di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), di cui all'articolo 2, comma 138, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266 e delle Agenzie regionali per i servizi sanitari, nonché del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato, di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006, n. 315. I predetti organismi riferiscono annualmente alla Commissione, per il tramite dei Ministri vigilanti, sull'attività svolta e comunicano tempestivamente alla stessa, anche su sua richiesta, i dati e le informazioni funzionali allo svolgimento delle rispettive attività di valutazione. La Commissione promuove, altresì, incontri periodici, consultazioni ed audizioni con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori o utenti, studiosi qualificati, università, enti e centri di ricerca, organi di informazione, organizzazioni delle imprese e dei lavoratori, amministratori e dirigenti pubblici, al fine di esaminare le problematiche emergenti dalla valutazione della qualità dell'attività delle singole amministrazioni pubbliche ed il grado di soddisfazione dell'utenza.
5. Al fine di consentire il pieno ed efficace svolgimento dei compiti della Commissione, le regioni, gli enti locali e gli enti del servizio sanitario nazionale trasmettono alla stessa le informazioni generali riguardanti l'attività di valutazione e controllo strategico di rispettiva competenza, entro il 31 dicembre di ogni anno, secondo le modalità stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previo accordo in Conferenza unificata ai sensi degli articoli 4 e 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Le amministrazioni dello Stato trasmettono alla Commissione entro il 31 dicembre di ogni anno la relazione annuale degli uffici preposti all'attività di valutazione e controllo strategico, di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 286 del 1999».
a) al primo periodo, le parole: «, che opera alle dirette dipendenze del
Ministro per la funzione pubblica» sono soppresse;
c) al terzo periodo, dopo le parole: «semplificazione delle procedure,» sono aggiunte le seguenti: «, il raggiungimento degli obiettivi strategici stabiliti negli atti di indirizzo, con particolare riguardo ai processi di acquisizione, gestione e valorizzazione delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie, nonché l'attuazione dei processi di miglioramento della qualità dell'azione amministrativa finalizzata al soddisfacimento dei bisogni della collettività e dei cittadini, al razionale utilizzo delle risorse e al contenimento della spesa,».
2. Per un periodo di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per le piccole e medie imprese che alla medesima data risultino certificate in base a normazione internazionale ISO14001, i controlli periodici finalizzati all'ottenimento o al mantenimento della certificazione, eseguiti dagli enti certificatori o dalle imprese anche attraverso l'ausilio di analisi effettuate servendosi esclusivamente di laboratori accreditati in base alla norma internazionale UNI CEI EN ISO/IEC 17025, sostituiscono i corrispondenti controlli espletati dagli organi amministrativi competenti ai fini della verifica del possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa ambientale per l'esercizio dell'attività d'impresa, nonché per il rinnovo delle autorizzazioni amministrative. Con riguardo alle predette imprese, gli organi amministrativi competenti per l'attività di controllo intervengono, di regola, ai soli fini della verifica dell'attualità e della completezza della certificazione, della relativa documentazione e dei suoi aggiornamenti.
3. La semplificazione dei controlli per le imprese certificate in base a normazione internazionale ISO14001 costituisce espressione di un principio generale di sussidarietà orizzontale ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantititi su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione.
4. L'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT) esercita un monitoraggio costante sull'impatto, correlato alle prioritarie esigenze di tutela dell'ambiente, derivante dall'applicazione della disciplina di cui al comma 2. Sei mesi prima della scadenza del termine di cui al comma 2, l'APAT presenta al Governo una relazione sull'applicazione della predetta disciplina, avendo particolare riguardo agli effetti sulla performance ambientale complessiva delle imprese italiane e sull'effettiva razionalizzazione e semplificazione del sistema dei controlli ambientali a carico delle predette imprese.
5. La relazione di cui al comma 4 è sottoposta alla valutazione del Comitato interministeriale di cui all'articolo 1 del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito in legge con modificazioni dalla legge 9 marzo 2006, n. 80. All'esito della valutazione, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, il Governo provvede a rendere permanente la disciplina di cui al comma 2 ed a introdurre eventuali misure integrative o correttive.
6. Qualora il regolamento di cui al comma 5 non venga adottato entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disciplina di cui al comma 2 si applica in modo permanente alle imprese di qualsivoglia dimensione in possesso della certificazione in base a normazione internazionale ISO14001.
3. Il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell'interno, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la semplificazione e il riassetto delle disposizioni in materia anagrafica, ivi compresa l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, secondo i princìpi, i criteri direttivi e le procedure di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché
(Disposizioni in materia di adozione internazionale).
«3. Il tribunale per i minorenni, se ritiene di dover dichiarare immediatamente l'idoneità degli aspiranti all'adozione per manifesta carenza dei requisiti, pronuncia decreto motivato e lo comunica, oltre che agli interessati, ai servizi dell'ente locale di cui al comma 1. Nelle altre ipotesi, trasmette copia della dichiarazione di disponibilità ai servizi medesimi».
1. Salvo quanto disposto dal comma 2, dalla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e all'attuazione della medesima si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 11, pari a euro 1.200.000,00 per l'anno 2007 ed a euro 2.400.000,00 a decorrere dall'anno 2008, si provvede, per quanto riguarda l'anno 2007, mediante utilizzazione di quota parte delle risorse nella disponibilità del bilancio del CNEL appositamente accantonate e, a decorrere dall'anno 2008, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nel fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle finanze. Il Ministro dell'Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Al comma 1, lettera b), capoverso Art. 2, comma 7, primo periodo, dopo le parole: per una sola volta aggiungere le seguenti: e per un periodo non superiore a trenta giorni.
1. 400.Il Relatore.
Al comma 1, lettera c), capoverso Art. 2-bis, comma 3, primo periodo, sostituire le parole: comma 2 con le seguenti: comma 1.
1. 401.Il Relatore.
Al comma 1, lettera c), capoverso Art. 2-bis, comma 4, secondo periodo, dopo le parole: cinque anni, il diritto aggiungere le seguenti: alla corresponsione della somma.
1. 402.Il Relatore.
Al comma 1, lettera f), numero 1), sostituire la parola: quarantacinque con la seguente: trenta.
1. 403.Il Relatore.
Al comma 4 sostituire l'ultimo periodo con il seguente: In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lettera c) del presente articolo, il regolamento di cui al comma 3 del citato articolo 2-bis provvede a determinare la misura della somma di denaro di cui al medesimo articolo 2-bis, comma 2, in un importo non inferiore ad euro venticinque e non superiore ad euro duecentocinquanta.
1. 404.Il Relatore.
Al comma 5, premettere il seguente periodo: Agli eventuali oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera c), si provvede nell'ambito degli stanziamenti di bilancio già previsti a legislazione vigente».
1. 500.Il Relatore.
Al comma 1, lettera a), capoverso comma 1, sostituire le parole: le ipotesi in cui operano con le seguenti: i casi in cui sono applicabili.
2. 400.Il Relatore.
Al comma 1, dopo le parole: sessanta giorni aggiungere le seguenti: dal ricevimento della richiesta.
3. 400.Il Relatore.
Al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole: di delegificazione.
Al comma 1, capoverso comma 1-bis, sostituire la lettera b) con la seguente: «b) grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di predisporre, aggiornare e rendere noto agli interessati gli elenchi di cui al comma 1 dell'articolo 57 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82».
8. 400.Il Relatore.
Al comma 2, sostituire la parola: sessanta con la seguente: novanta.
9. 400.Il Relatore.
Al comma 9, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Al personale di cui al periodo precedente, non possono essere attribuiti emolumenti aggiuntivi rispetto alla retribuzione già riconosciuta dall'amministrazione di appartenenza.
9. 500.Il Relatore.
Al comma 5, lettera b), sostituire le parole: alle modalità con le seguenti: alla definizione delle modalità.
10. 400.Il Relatore.
Al comma 8, primo periodo, sostituire le parole: Lo schema del decreto legislativo è emanato con le seguenti: I decreti legislativi di cui al comma 5 sono adottati.
10. 401.Il Relatore.
Al comma 8, primo periodo, sostituire le parole: previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti con le seguenti: previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario.
10. 500.Il Relatore.
Al comma 8, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: I decreti legislativi possono comunque essere emanati qualora i pareri non siano espressi entro il termine di cui al precedente periodo.
10. 402.Il Relatore.
Al comma 12, ultimo periodo, sostituire le parole: senza aggravio di spesa con le seguenti: senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
10. 501.Il Relatore.
Alla rubrica, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Delega al Governo in materia di processo telematico.
10. 403.Il Relatore.
11. 500.Il Relatore.
«2. Ai fini della riorganizzazione e della razionalizzazione del sistema dei controlli amministrativi sulle attività di impresa in materia ambientale e della relativa certificazione di qualità, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le materie e le tipologie di attività nelle quali i suddetti controlli amministrativi si sovrappongono ai controlli periodici svolti dai soggetti certificatori accreditati in conformità a norme tecniche europee e internazionali sulle imprese soggette a certificazione ambientale o di qualità».
12. 400.Il Relatore.
«1. All'articolo 3, comma secondo, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, le parole: «cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «dieci anni».
1-bis. La disposizione di cui all'articolo 3, comma secondo, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si applica anche alle carte di identità in corso di validità al momento dell'entrata in vigore della presente legge.
2. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previsto dall'articolo 66, comma 1, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è adottato in conformità alla disposizione di cui all'articolo 3, comma secondo, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come modificato dal comma 1 del presente articolo».
16. 400.Il Relatore.
Al comma 3, alinea, dopo le parole: Ministro dell'interno aggiungere le seguenti: , di concerto con il Ministro degli affari
esteri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti,
16. 401.Il Relatore.
Al comma 3, lettera d), sopprimere la parola: tecniche.
16. 402.Il Relatore.
Al comma 4, dopo le parole: può adottare aggiungere le seguenti: , previo parere delle competenti Commissioni parlamentari,
18. 401.Il Relatore.
Al comma 4, aggiungere, in fine, le parole: nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi di cui al comma 3.
18. 400.Il Relatore.
Al comma 1, sostituire le parole: Salvo quanto disposto dal comma 2 della presente legge con le seguenti: Dall'attuazione della presente legge.
20. 500.Il Relatore.
20. 501.Il Relatore.