Source: https://sequenze.webnode.it/home/newscbm_675007/80/
Timestamp: 2020-04-02 13:07:56+00:00
Document Index: 150950412

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.66', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Porta a mare 2013: Confessioni di un Malandrino
Rigassificatore OLT: La sicurezza dove sta?
Tratto da: https://www.lastampa.it/2013/08/07/blogs/in-diretta-da-greenpeace/rigassificatore-olt-la-sicurezza-dove-sta-CRFNm7nbw8Y7VMekgm1MCM/pagina.html
Ci riempiamo la bocca, e i necrologi, con gli impegni a estirpare la piaga degli “incidenti sul lavoro”, una guerra silenziosa che secondo l’INAIL nel 2012 si è portata via in Italia 790 uomini, donne, ragazzi e ragazze. Dopo, tutti a piangere. Prima? Solo chiacchiere.
Ecco un bell’esempio di attualità: è appena arrivato al largo di Pisa - Livorno il rigassificatore OLT. Un unicum: non esiste niente del genere al mondo. Una nave che accumula gas naturale liquefatto (GNL) e poi lo scalda fino a gassificarlo, per immetterlo in un gasdotto che lo porta a terra. Si tratta di un sito industriale pericoloso (ai sensi della Direttiva Seveso) piazzato in mezzo a quello che dovrebbe essere il Santuario dei Cetacei. Dovrebbe, perché con un mostro del genere in mezzo al mare, di Santuario ha ben poco.
Il rigassificatore è stato autorizzato con un provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23/2/2006. È un numero decisamente interessante della Gazzetta Ufficiale, perché contiene un altro reperto notevole: il Decreto 6/2/2006 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Tale Decreto, guarda caso, autorizza l’operazione che si farà di routine sul rigassificatore: il trasbordo di gas tra due navi.
Ma che bisogno c’era di autorizzare questo trasbordo? Semplice, perché quest’attività – il termine tecnico è “allibo” – fino al giorno prima era vietata. Troppo rischiosa: se le due navi oscillano in modo asincrono (sapete com’è, in mare capita…) la condotta che trasferisce il GNL si può rompere, il GNL finisce in mare, assorbe rapidamente calore ed esplode senza fiamma.
Quale miracolo della tecnologia è intervenuto, prima del febbraio 2006, per convincere il ministero dei Trasporti a revocare il divieto? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Il decreto fa riferimento solo al parere di un “Gruppo di lavoro merci pericolose”. Sono anni che Greenpeace, e vari parlamentari, chiedono di visionare questo parere. Giusto per sapere chi l’ha firmato, per quale motivo è stato richiesto e soprattutto per sapere quale sconosciuta rivoluzione tecnologica metterebbe al sicuro i cittadini dal rischio di un botto colossale: l’energia accumulata in una gasiera è stata stimata equivalente a quella di una piccola bomba atomica. Spero sia un’esagerazione, ma è vero che un incidente a Skikda in Algeria, era il 19 gennaio 2004, ha ucciso 27 operai e ne ha feriti altri 56. Ovviamente sono i lavoratori, quelli che stanno sulla nave-deposito-rigassificatore, a rischiare di più.
I sindacati, da noi avvisati di tutta questa faccenda in data 7 febbraio 2011 hanno preferito ignorarci. Spero davvero che non succeda nulla, ma se dovesse succedere non voglio sentirli piangere: non ne hanno il diritto.
Tutto Berlusconi/1
Ogni giorno che passa il tema/problema dell'agibilità politica di Berlusconi, dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, va in simultanea con quello della sua possibile decadenza da senatore. Non ci sarebbe stato bisogno di un atto politico, ma di una mera ratifica, se la decadenza fosse scaturita dalla conseguenza "naturale" di una pena interdittiva, cioè della cosiddetta interdizione temporanea dai pubblici uffici di uno, tre o cinque anni che fossero. Non a caso Epifani aveva affermato alto e forte che trattavasi di sentenza "da applicare da eseguire" facendo probabilmente confusione tra pena principale e accessoria. Gabriele Pazzaglia di Approfondimenti.it, (nell’articolo sottostante), ci spiega che cosa è successo e soprattutto il motivo per il quale il Procuratore di Cassazione abbia chiesto e poi ottenuto in sentenza la rideterminazione di quella pena, che poi i Giudici hanno trasferito alla competenza della Corte d'Appello di Milano. Più passano i minuti, le ore, i giorni da quella pronuncia di Cassazione, e più appare chiaro che il destino politico di Berlusconi fosse legato alla effettività di quella pena. Averne sbagliato la portata, forse per eccesso di zelo, può avere aperto uno spiraglio non irrilevante alla prospettiva politica (residua) del Cavaliere. Che ora appare in grado, nonostante la coattività della condanna esecutiva, di mantenere il controllo di un fazzoletto di campo per fare ripartire, se non altro, qualche contropiede. E al limite di mantenere in piedi, d'intesa con il Quirinale, l'esperienza "responsabile" delle larghe intese con il retropensiero di una "riforma della giustizia" basta sulla discrezionalità dell'azione penale e sul controllo politico della Magistratura inquirente. E' vero che i tempi, ferie permettendo, dovrebbero essere brevi e soprattutto non c'è (rispetto alla revisione dell'interdizione) rischio di prescrizione. Ma questa sorta di cubo di Rubik che sta diventano la fase post Cassazione rischia di imbrigliare ancor di più il sistema politico e soprattutto disintegrare il partito che in teoria dovrebbe trarre il maggior profitto da questa situazione, cioè il Pd, che comunque esprime il leader (Letta) di un governo ispirato da Napolitano. Non è chiaro, ad oggi, se la decadenza da senatore sarà infatti l'effetto di una ratifica (così come sperava il segretario pro tempore del Pd Epifani in un momento di confusione) o di un voto politico. Con le conseguenze, in quest'ultimo caso, che è facile immaginare rispetto alla formazione incidentale di nuove maggioranze, tipo quella fra Grillo e il Pd per espellere definitivamente Berlusconi dal Parlamento (atto di alta valenza simbolica per un certo tipo di elettorato). Ma non è parimenti limpido se la verifica dei titoli di eleggibilità di Berlusconi allo status di senatore (ex art.66 della Costituzione) debbano farsi (come disporrebbe il decreto Monti Severino n.235 del 31 dicembre 2012 (!), entrato in vigore il 5 gennaio 2013 che parla genericamente di "cause sopravvenute di ineleggibilità) con riferimento alla data di commissione dei reati o a quella della pronuncia della sentenza di Cassazione. E la differenza non sarebbe irrilevante perchè nel primo caso il reato fiscale si sarebbe compiuto prima dell'entrata in vigore della disciplina anti corruzione (2002, 2003) e dunque per il principio di irretroattività della norma penale potrebbe non scattare alcuna decadenza automatica (da ratificare) dallo status di senatore. Si profilerebbe pertanto uno scontro politico niente male oltrechè un certamen giuridico di proporzioni colossali. Mentre nel secondo caso, trattandosi secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti di norma elettorale (la "Monti-Severino") e non penale, sarebbe la data di pronuncia della sentenza definitiva (1 Agosto 2013) a dover essere presa in considerazione. Data che come tale rientrerebbe ampiamente nel campo di applicazione della disciplina anticorruzione del dicembre 2012. In ogni caso, come evidenzia Pazzaglia, dovrebbe essere la Giunta per le immunità del Senato ad "istruire" la pratica (a partire dal prossimo 7 agosto) e il relativo procedimento di contestazione della sopravvenuta ineleggibilità per sentenza con deliberazione a maggioranza, mentre la parola definitiva sulla decadenza dell'ex premier dovrebbe comunque essere rimessa in entrambi le ipotesi considerate all'Assemblea del Senato con tutte le incognite "politiche" del caso (si parla addirittura della fine dell'anno). Periodo nel corso del quale lo stesso Berlusconi dovrà appunto decidere se chiedere l'affidamento ai servizi sociali oppure la detenzione domiciliare con data limite al 16 di ottobre. Sarà interessante verificare se allora, nonostante l'esecuzione dell'ordine di carcerazione, l'ex Cavaliere avrà o meno mantenuto l'agibilità politica derivatagli dalla conservazione pro tempore dello status di senatore. Avremo modo di commentare in progress.
Berlusconi: perchè va ricalcolata la interdizione
https://www.approfondendo.it/gabriele/sentenza_cassazione_berlusconi_rinvio=1agosto2013.html
Effetto Livorno: da "I giorni cantati" (Palallende,1979) ad Amici/De Filippi (Effetto Venezia 2013)
Strage di Via D'Amelio - Antonio Caponnetto: "E' finito tutto"