Source: https://www.asgi.it/banca-dati/
Timestamp: 2018-10-23 18:40:07+00:00
Document Index: 171107428

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 45', 'sentenza ', 'art.74', 'art. 12']

25/07/2018 Circolari Circolare Ministero dell'Interno Ingresso / Soggiorno
Agenda appuntamenti per rilascio/rinnovo/aggiornamento/duplicato del titolo di soggiorno da richiedere direttamente in questura
Corte Costituzionale, sentenza 20 luglio 2018
20/07/2018 Giurisprudenza Sentenza Corte Costituzionale
E’ incostituzionale, per violazione dell’art. 3 Cost., l’art. 11, comma 13, DL 25/6/08 n. 112 convertito, con modificazioni, nella L. 6/8/08 n. 133 nella parte in cui prevede, per i soli cittadini extra UE , il requisito di dieci anni di residenza nello Stato o cinque anni di residenza nella Regione ai fini dell’accesso al contributo per il canone di locazione; si tratta infatti, in entrambi i casi, di requisiti che non rispondono né alle prescrizione del diritto dell’Unione relative ai soggiornanti di lungo periodo (direttiva 2003/109) né ai canoni di ragionevolezza
Corte d’Appello di Brescia, sentenza 16 luglio 2018
16/07/2018 Giurisprudenza Sentenza Corte d'Appello Contrasto alle discriminazioniLavoro /Diritti sociali
La norma interna che nel disciplinare l’assegno per il nucleo familiare non consente, per soli cittadini stranieri, il computo nel nucleo familiare dei familiari a carico residenti all’estero, introduce un regime diverso rispetto a quello previsto per i cittadini italiani e si pone in contrasto con il principio direttamente applicabile di parità di trattamento di cui all’art. 11 della direttiva 2003/109, non derogabile per le prestazioni di natura assistenziale ed essenziale come quella in questione; pertanto l’art. 2, comma 6bis, L. 153/88 deve essere disapplicato e, qualora il rapporto di lavoro sia cessato, l’obbligazione di corresponsione del trattamento grava sull’Inps.
Corte d’Appello di Firenze, sentenza 28 giugno 2018
28/06/2018 Giurisprudenza Sentenza Corte d'Appello Contrasto alle discriminazioni
Il requisito del soggiorno legale in Italia per dieci anni continuativi previsto dall’art. 20, comma 10 D.l. 112/2008 conv. L. 133/2008, ai fini dell’erogazione dell’assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, L. 335/1995, supera l’esigenza del possesso della carta di soggiorno di lungo periodo costituendo prova sufficiente il possesso di più permessi di soggiorno reiterati della durata complessiva e continuativa di dieci anni e l’iscrizione anagrafica. Qualora il richiedente sia iscritto all’anagrafe per il predetto periodo è onere dell’INPS provare che il soggiorno in Italia sia stato interrotto per significativi periodi.
Tribunale di Firenze, ordinanza 26 giugno 2018
26/06/2018 Giurisprudenza Ordinanza Tribunale Contrasto alle discriminazioni
Il criterio organizzativo di cui all'art. 1, comma 1 del DPCM 174/1994 secondo cui tutti i posti appartenenti al ruolo civile del Ministero della Giustizia richiedono il requisito della cittadinanza, escludendo così i cittadini UE e i cittadini di paesi terzi di cui all’art. 38 del D.lgs 165/2001, è incompatibile con la giurisprudenza comunitaria che, prevedendo l’esercizio abituale e non occasionale di pubblici poteri ai fini dell’applicabilità della riserva di nazionalità, implica una valutazione concreta delle mansioni esercitate. Il profilo professionale di assistente giudiziario, rappresentando un’attività meramente ausiliaria e preparatoria, non comporta l’esercizio di pubblici poteri a tutela dell’interesse nazionale; e pertanto il bando che prevede quale requisito partecipativo il possesso della cittadinanza italiana è discriminatorio.
Consiglio di Stato, sentenza 25 giugno 2018
25/06/2018 Giurisprudenza Sentenza Consiglio di Stato Contrasto alle discriminazioniLavoro /Diritti sociali
L’art. 1, comma 1, lett. a) del DPCM 174/1994 riservando in modo assoluto i posti dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato ai soli cittadini italiani, senza tener conto dell’effettivo e prevalente esercizio di funzioni di stampo pubblicistico e autoritativo, contrasta con l’art. 45, para. 4 TFUE che, in quanto disposizione derogatoria, deve essere interpretato restrittivamente e pertanto la norma nazionale deve essere disapplicata nella parte in cui impedisce l’accesso ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea.
Tribunale di Ferrara, sentenza 25 giugno 2018
25/06/2018 Giurisprudenza Sentenza Tribunale Contrasto alle discriminazioni
La cittadina extra UE, titolare di permesso di soggiorno per motivi familiari e di permesso unico per lavoro ha il diritto a percepire l’assegno di maternità di base di cui all’art.74 del d. Lgs 151/2001, con conseguente disapplicazione della norma interna, nella misura in cui quest'ultima limita ai soggiornanti di lungo periodo la prestazione medesima, ai sensi dell’art. 12 della direttiva 13/12/2011, n. 2011/98/UE del Parlamento europeo e del Consiglio