Source: https://annuario.isprambiente.it/ada/downreport/html/6818
Timestamp: 2020-01-18 00:26:26+00:00
Document Index: 79914411

Matched Legal Cases: ['art. 4', '§2', 'art. 7', '§3', 'art. 4', '§2', 'art. 7', '§3', 'art. 4', '§2']

L'indicatore contribuisce a misurare l'abbondanza e la ricchezza del popolamento ornitico in Italia, nel corso dell'anno, descritta sulla base di dati di inanellamento, al fine di descrivere il ruolo dell'Italia nel contesto della distribuzione spazio-temporale dell'avifauna europea. I dati del 2017 confermano l'assoluta importanza dell'Italia quale rotta di migrazione di grande importanza tra Europa ed Africa.
L'indicatore è di tipo proxy e misura l'abbondanza e la ricchezza del popolamento ornitico in Italia nel corso dell'anno, descritte sulla base dei dati di inanellamento. Relativamente all'abbondanza si considera la sommatoria del numero di uccelli marcati attraverso attività di inanellamento per ciascuna pentade standardizzata nell'intero corso dell'anno, su base nazionale. La pentade, quale periodo standardizzato di 5 giorni di durata, è l'unità temporale di riferimento generalmente utilizzata, a livello internazionale, per la descrizione di fenomeni di migrazione. Per l'aspetto di ricchezza si considera, invece, la sommatoria del numero di specie di uccelli rilevate attraverso attività di inanellamento per ciascuna pentade standardizzata nell'intero corso dell'anno, su base nazionale. A supporto di entrambe le misure, si calcola lo sforzo di campionamento su base di pentade e su scala nazionale.
Monitorare l'abbondanza e la ricchezza degli uccelli nel nostro Paese nel corso dell'anno, al fine di descrivere il ruolo dell'Italia nel contesto della distribuzione spazio-temporale dell'avifauna europea.
Direttiva Uccelli 2009/147/CE, All. 5, punto c; Legge 157/92 art. 4§2, art. 7§3; (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)
Gli uccelli rappresentano una componente importante della biodiversità in quanto ampiamente diffusi a livello geografico e di habitat, e anche perché essi rappresentano il gruppo di organismi maggiormente studiato e meglio noto a livello globale. Caratterizzati da un'alta percentuale di specie migratrici, gli uccelli rappresentano un classico esempio che motiva l'esigenza di strumenti di conservazione e normativi che siano condivisi a livello internazionale. E' per questa ragione che quella sugli uccelli selvatici rappresenta, storicamente, la prima Direttiva ambientale promulgata dall'Unione Europea. In Italia questa Direttiva è stata applicata attraverso la Legge 157/92 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio". Queste norme prevedono un costante monitoraggio dei livelli di popolazione e dello stato di conservazione delle popolazioni di uccelli presenti negli Stati membri dell'Unione Europea (Direttiva Uccelli 2009/147/CE, All. 5, punto c; Legge 157/92, art. 4§2, art. 7§3).
La rete dei siti nei quali viene condotta attività di inanellamento non è frutto di un campionamento randomizzato e stratificato. Stante il carattere volontario della rete degli inanellatori che, ai sensi della L. 157/92, art. 4§2, opera per ISPRA, lo sforzo di campionamento non è uniforme nell'intero corso dell'anno. Ciò anche in relazione alla stagionalità delle attività di ricerca legate a progetti specifici che il Centro Nazionale di Inanellamento (CNI) ISPRA coordina a livello nazionale ed internazionale. In particolare a partire dal 2015 è stato lanciato un nuovo programma nazionale di monitoraggio ornitologico basato sull’inanellamento e denominato MonITRing. Questo programma prevede campionamenti in contemporanea, in oltre 70 stazioni di inanellamento in Italia, i quali sono effettuati per una giornata scelta entro triplette di date indicate a monte dal CNI ISPRA per ciascun periodo di 10 gg (decade) nel corso dell’anno. Tale schema di campionamento contribuisce all’andamento rilevabile nel numero di siti di inanellamento attivi e di giornate di attività.
Per questi motivi l'indicatore va considerato una stima indiretta del fenomeno da rappresentare (indicatore proxy).
Potenziamento degli strumenti informatici di interrogazione della banca dati nazionale e di analisi dei dati in essa contenuti. Potenziamento della distribuzione spazio-temporale della rete di rilevamento anche in base a sostegno offerto localmente dalle competenti Amministrazioni Pubbliche.
Bancadati “Euring Protocol Engine” - CNI ISPRA
Per l'aspetto di abbondanza: per ciascun anno e per ciascuna pentade standardizzata, sommatoria di tutti gli uccelli che risultino inanellati in tutte le località che abbiano fornito dati di inanellamento, su scala nazionale. Per l'aspetto di ricchezza: per ciascun anno e per ciascuna pentade standardizzata, sommatoria di tutte le specie di uccelli che risultino rilevate in tutte le località che abbiano fornito dati di inanellamento, su scala nazionale. Questi dati sono mostrati congiuntamente a quelli relativi allo sforzo di campionamento prodotto dagli inanellatori; tale sforzo viene descritto in base alla sommatoria, per pentade, delle località nelle quali si sia svolta attività di inanellamento, su scala nazionale. Tale indicazione è ulteriormente dettagliata attraverso la sommatoria delle sessioni (giornate) di inanellamento che sono state condotte, sempre per pentade, nel complesso di tali località.
L’informazione è rilevante in quanto fornisce una misura di abbondanza e ricchezza del popolamento ornitico in Italia quale misura di biodiversità su scala nazionale. Ciò viene fatto nell'intero corso dell'anno, e in modo indipendente dalla forte variabilità stagionale negli indici di contattabilità degli uccelli. Tale copertura completa del ciclo annuale è consentita dal fatto che gli uccelli vengono catturati a fini di inanellamento e immediato rilascio, in tal modo fornendo certezza della presenza spazio-temporale dei singoli individui marcati, come anche dell'attribuzione specifica di ciascuno di questi. I protocolli utilizzati, su scala nazionale, dagli inanellatori italiani, derivano da indicazioni a tal fine fornite dal Centro Nazionale di inanellamento (CNI) ISPRA. Ai sensi delle norme vigenti, quest'ultimo è formale rappresentante italiano in seno all'Unione Europea per l'Inanellamento EURING (www.euring.org). Il CNI ISPRA ha direttamente contribuito, a livello internazionale, alla definizione di protocolli standardizzati di rilevamento dati. Inoltre il fatto che ciascuno degli uccelli campionati attraverso l'inanellamento sia stato catturato ed esaminato direttamente da inanellatori esperti rende i dati accurati. I protocolli utilizzati rimangono costanti nel tempo e i dati di abbondanza e ricchezza vengono comunque presentati insieme a quelli dello sforzo di campionamento. Ciò rende i dati comparabili nel tempo. I dati, inoltre, sono presentati su scala nazionale. Possono aversi delle variazioni nella distribuzione geografica dei siti di inanellamento.
I dati confermano un trend positivo nell'intensità del campionamento, nel periodo 1982-2017, cui si collega un incremento significativo nei totali annuali di uccelli inanellati in Italia. Si passa quindi, come rappresentato in Figura 1, dai circa 70.000 uccelli inanellati nei primi anni '80 a poco più di 131.000 nel 2017. Dal 2011, però, si è assistito a una rilevante flessione fino al 2016 e una ripresa del 6,8%, tra il 2016 e il 2017. Negli anni considerati si registra anche una diminuzione del 39,6% Del totale delle specie campionate, nonché una diminuzione del 20% delle giornate di attività di inanellamento.
I dati su base annuale relativi al 2017 confermano l'assoluta importanza dell'Italia per l'avifauna europea. Ciò è indicato dai numeri ancora molto elevati (nonostante la recente diminuzione) di specie campionate su base di pentade. A testimonianza del ruolo che il nostro Paese riveste quale rotta di migrazione di grande importanza tra Europa e Africa, i totali di specie inanellate raggiungono valori massimi nelle fasi di più alta intensità, e maggiore sforzo di campionamento, della migrazione primaverile (aprile-maggio) e di quella post-riproduttiva (agosto-ottobre) (Figura 2). Tali fasi di migrazione vengono efficacemente campionate attraverso progetti coordinati dal CNI ISPRA, i quali si basano su reti di stazioni di inanellamento che lavorano continuativamente. Si tratta in particolare del Progetto Piccole Isole, dedicato sin dal 1988 alla migrazione primaverile, con periodo standard di copertura metà aprile-metà maggio, e del Progetto Alpi, dedicato alla migrazione autunnale e coordinato dal 1997 insieme al MUSE di Trento, con periodo di campionamento agosto-ottobre. Nel periodo compreso tra le decadi 56-61 (migrazione autunnale) si ha una più netta variazione rispetto al catturato dell'anno precedente, pur a fronte di un numero inferiore di giornate di campionamento. Ciò indica fenomeni irruttivi di specie, provenienti da vaste aree dell’Europa settentrionale e centro-orientale, le quali vedono alte concentrazioni di soggetti interessare il nostro Paese in anni caratterizzati da tassi di produttività particolarmente elevati. Ciò è caratteristico soprattutto di specie di migratori intra-Paleartici, i cui cicli di produttività sono spesso direttamente collegati con quelli delle associazioni forestali alle quali questi uccelli sono legati per il foraggiamento (figura 2). Nelle fasi riproduttive (giugno, luglio), nonostante la ovvia e netta diminuzione nel numero di specie campionate rispetto ai periodi di migrazione, quando molti sono gli uccelli in transito nel Paese e appartenenti a specie non nidificanti in Italia, i totali di quelle campionate attraverso l’inanellamento confermano comunque la ricchezza del popolamento ornitico a livello nazionale; ciò, pur a fronte di totali di inanellamenti nettamente inferiori e di uno sforzo di campionamento ridotto rispetto alle fasi di migrazione (Figura 2).
Titolo: Figura 1: Distribuzione annuale del numero di uccelli inanellati e delle sessioni di inanellamento espresse in giorni
Titolo: Figura 2: Distribuzione del numero di uccelli e delle specie inanellate per pentade (2017)
Titolo: Figura 3: Distribuzione del numero di giornate di attività e delle località di inanellamento per pentade (2017)