Source: https://www.tasse-fisco.com/finanziaria-manovra-dl/canone-rai-2019-cosa-cambia-e-quali-novita/41230/
Timestamp: 2019-11-19 06:37:08+00:00
Document Index: 73248343

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 1']

HOMEPAGE / Finanziaria Manovra DL / Canone RAI 2019: cosa cambia e quali Novità
Tasse-Fisco 28 Dicembre 2018 Finanziaria Manovra DL Lascia un commento
La Legge di Bilancio 2019 introduce alcuni importanti modifiche alla disciplina del Canone RAI che vediamo nel seguito prendendo a riferimento direttamente il testo di legge definitivo approvato in Senato e ripassato alla Camera dei Deputati
Viene confermato a regime, l’importo di € 90 dovuto per il canone RAI per uso privato, già fissato per il 2017 e il 2018.
Il comma 57 stabilizza la previsione – già vigente per il 2017 e il 2018 – secondo cui la metà delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone RAI (c.d. extra gettito) è riversata all’Erario, confermandone anche le finalizzazioni, tra cui l’ampliamento sino a € 8.000 della soglia reddituale prevista ai fini della esenzione dal pagamento del canone per gli ultrasettantacinquenni.
In particolare, quanto all’importo di € 90 definitivamente fissato per il canone RAI per uso privato, il comma 56 estende agli anni successivi quanto già previsto per il 2017 e il 2018 dall’art. 1, co. 40, della L. 232/2016 (L. di bilancio 2017), come modificato dall’art. 1, co. 1147, della L. 205/2017 (L. di bilancio 2018).
Relativamente alla destinazione a regime del c.d. extra gettito, il comma 57 novella, invece, l’art. 1, co. 160, della L. 208/2015.
L’art. 1, co. 160, della L. 208/2015 – come modificato, da ultimo, dall’art. 57, co. 3-bis, del D.L. 50/2017 (L. 96/2017) – ha previsto che, per gli anni dal 2016 al 2018, le eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per il 2016 (c.d. extra gettito) – derivanti dalle nuove modalità di riscossione del canone, con l’addebito dello stesso nella bolletta elettrica – dovevano essere riversate all’Erario per una quota pari al 33% del loro ammontare per il 2016 e del 50% per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate:
all’ampliamento sino a € 8.000 della soglia reddituale prevista ai fini della esenzione dal pagamento del canone di abbonamento in favore di soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni.
Al riguardo, infatti, si ricorda che l’art. 1, co. 132, della L. 244/2007 (L. di stabilità 2008) – come modificato dall’art. 42, co. 2-bis, del D.L. 248/2007 (L. 31/2008) – ha abolito, a decorrere dal 2008, il pagamento del canone di abbonamento alla televisione (esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza stabilito) per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a € 516,46 per tredici mensilità (€ 6.713,98 annui), senza conviventi.
al nuovo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, destinato al sostegno dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, fino ad un importo massimo di € 125 mln in ragione d’anno;
al Fondo per la riduzione della pressione fiscale (di cui all’art. 1, co. 431, della L. 147/2013).