Source: https://www.avvocatiserralaconi.com/single-post/2017/12/06/Cerata-indossata-dal-marinaio-non-idonea-alle-esigenze-di-sicurezza-Responsabilit%C3%A0-in-caso-di-delega-di-funzione
Timestamp: 2020-05-30 11:25:29+00:00
Document Index: 163780703

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art 16', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ', 'art 16']

Gli Ufficiali della Capitaneria di porto accertarono che la cerata indossata dal lavoratore, pur dotata dei necessari requisiti di resistenza all'abrasione, flessibilità, tattilità e mantenimento nel tempo delle proprie caratteristiche specifiche, non era idonea a soddisfare le esigenze di sicurezza, per la particolare conformazione della parte inferiore, che presentava un lembo di stoffa libero e svolazzante.
Questa era stata, per l'appunto, la causa dell'infortunio, poiché il predetto lembo si era impigliato nella fune, trascinando il lavoratore verso l'elemento meccanico in movimento, con successivo impatto del viso della persona offesa tra campana e mazzetta trainata dalla fune.
Ne consegue che la scelta di quel tipo di cerata non era appropriata. Da quest'apparato argomentativo si evince che l'eziologia dell'infortunio si riconnette alla fornitura ai marinai di abiti da lavoro inidonei a garantire la sicurezza e quindi ad una carenza di portata generale, in quanto inerente alla gestione complessiva del rischio.
Il conferimento a terzi di una delega in materia di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui all'art. 16 d. Lgs. 9-4-2008, n. 81, riduce la portata della posizione di garanzia attribuita al datore di lavoro ma non la esclude, poiché non possono comunque essere trasferiti i doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento sostitutivo nel caso di inottemperanza, da parte del delegato, degli obblighi scaturenti dalla delega stessa.
Dunque, anche in presenza di una delega, a carico del datore di lavoro permane sempre l'obbligo, sancito dall'art. 16, comma 3, d. Lgs. n. 81 del 2008, di vigilare e controllare che il delegato usi correttamente la delega stessa. Trattasi, pertanto, di una vigilanza che non ha per oggetto la quotidiana effettuazione delle singole lavorazioni, che è affidata al delegato, ma la complessiva gestione del rischio.
Occorre quindi distinguere tra deficienze inerenti all'ordinario funzionamento dell'apparato e difetti strutturali, atteso che per questi ultimi permane la responsabilità dei vertici aziendali. Quest'ultima viene meno soltanto laddove l'evento lesivo costituisca frutto di occasionali disfunzioni, mentre nel caso in cui esso sia determinato da difetti strutturali permane la responsabilità del delegante.
Cassazione Penale, Sez. 4, 14 giugno 2017, n. 29732 - Cerata indossata dal marinario non idonea alle esigenze di sicurezza. Responsabilità in caso di delega di funzione.
La fornitura ai lavoratori di indumenti idonei non costituisce infatti profilo inerente alla gestione quotidiana dei rischi connessi alle modalità di espletamento delle singole e specifiche operazioni di lavoro, che il datore di lavoro, una volta che abbia rilasciato ad un soggetto qualificato una delega conforme al dettato dell'art 16 d. lgs. n. 81 del 2008, non è tenuto a controllare (Cass., Sez.4, n. 10702 ). L'incombente in esame attiene invece al complessivo regime di applicazione delle norme di tutela dei lavoratori, attraverso la fornitura di mezzi di protezione individuale atti a scongiurare i rischi derivanti dalle concrete condizioni di lavoro, di carattere generale, rimanendo l'imprenditore comunque tenuto a controllare la rispondenza dei mezzi usati ai dettami delle norme antinfortunistiche.
1. Conviene prendere le mosse dall'analisi del secondo motivo di ricorso, che è fondato. Costituisce infatti ius receptum, nella giurisprudenza di questa suprema Corte, il principio secondo il quale il conferimento a terzi di una delega in materia di sicurezza, conformemente alle prescrizioni di cui all'art. 16 d. Lgs. 9-4-2008, n. 81, riduce la portata della posizione di garanzia attribuita al datore di lavoro ma non la esclude, poiché non possono comunque essere trasferiti i doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento sostitutivo nel caso di inottemperanza, da parte del delegato, degli obblighi scaturenti dalla delega stessa (Cass., Sez, 4, n. 988 del 14-1-2003). Dunque, anche in presenza di una delega, a carico del datore di lavoro permane sempre l'obbligo, sancito dall'art. 16, comma 3, d. Lgs. n. 81 del 2008, di vigilare e controllare che il delegato usi correttamente la delega stessa (Cass., Sez. 4, n. 48620 del 12-11-2014, Brancaccio; Sez. 4, n. 1021 del 13-1-2016, Risi). Trattasi, pertanto, di una vigilanza che non ha per oggetto la quotidiana effettuazione delle singole lavorazioni, che è affidata al delegato, ma la complessiva gestione del rischio (Cass., Sez. 4, n. 29276). Occorre quindi distinguere tra deficienze inerenti all'ordinario funzionamento dell'apparato e difetti strutturali, atteso che per questi ultimi permane la responsabilità dei vertici aziendali (Cass., Sez. 3, n. 39268). Quest'ultima viene meno soltanto laddove l'evento lesivo costituisca frutto di occasionali disfunzioni, mentre nel caso in cui esso sia determinato da difetti strutturali permane la responsabilità del delegante (Cass., Sez. 4., n. 4968).
2. Nel caso di specie, risulta dalla motivazione della sentenza impugnata che gli Ufficiali della Capitaneria di porto accertarono che la cerata indossata dal lavoratore, pur dotata dei necessari requisiti di resistenza all'abrasione, flessibilità,
tattilità e mantenimento nel tempo delle proprie caratteristiche specifiche, non era idonea a soddisfare le esigenze di sicurezza, per la particolare conformazione della parte inferiore, che presentava un lembo di stoffa libero e svolazzante. Questa era stata, per l'appunto, la causa dell'infortunio, poiché il predetto lembo si era impigliato nella fune, trascinando il lavoratore verso l'elemento meccanico in movimento, con successivo impatto del viso della persona offesa tra campana e mazzetta trainata dalla fune. Ne consegue - conclude il giudice a quo - che la scelta di quel tipo di cerata non era appropriata. Da quest'apparato argomentativo si evince che l'eziologia dell'infortunio si riconnette alla fornitura ai marinai di abiti da lavoro inidonei a garantire la sicurezza e quindi ad una carenza di portata generale, in quanto inerente alla gestione complessiva del rischio. Di talché non può considerarsi corretta l'affermazione formulata dal giudice a quo, secondo cui la responsabilità, in caso di inidoneità dei presidi di sicurezza, gravava esclusivamente sul comandante, al quale era stato attribuito l'incarico di approvvigionare l'imbarcazione di quanto necessario al fine di garantire l'esercizio e il funzionamento in regime di sicurezza, prevedendo la sua responsabilità per quanto acquistato per presidi antinfortunistici. Tanto più che lo stesso giudice a quo dà atto che la tipologia di lavoro costringeva ad operare all'aperto ed alla mercé delle condizioni meteorologiche, con ciò confermando la necessità di effettuare una scelta degli indumenti adeguata alle condizioni di lavoro di carattere generale, in cui operavano i marinai. La fornitura ai lavoratori di indumenti idonei non costituisce infatti profilo inerente alla gestione quotidiana dei rischi connessi alle modalità di espletamento delle singole e specifiche operazioni di lavoro, che il datore di lavoro, una volta che abbia rilasciato ad un soggetto qualificato una delega conforme al dettato dell'art 16 d. Igs. n. 81 del 2008, non è tenuto a controllare (Cass., Sez.4, n. 10702. L'incombente in esame attiene invece al complessivo regime di applicazione delle norme di tutela dei lavoratori, attraverso la fornitura di mezzi di protezione individuale atti a scongiurare i rischi derivanti dalle concrete condizioni di lavoro, di carattere generale, rimanendo l'imprenditore comunque tenuto a controllare la rispondenza dei mezzi usati ai dettami delle norme antinfortunistiche (Cass., Sez. 4, n. 523 del 28-1-1997).