Source: https://www.arsolutionitalia.com/ristrutturazioni
Timestamp: 2020-04-03 11:51:21+00:00
Document Index: 100300456

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 19']

Ristrutturazioni obblighi acustici
Il RISPETTO DEI REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI N CASO DI RISTRUTTURAZIONI
Come si è espresso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
Adunanza del 26.06.2014 (n.prot. 2/2014)
Il Servizio Tecnico Centrale, con nota prot. n. 000125/R.I. del 14.03.2014, pervenuta alla Presidenza del Consiglio Superiore in data 19.03.2014 ed acquisita al n. prot. 12/2014, ha richiesto il parere della Sezione riguardo alla nota dell’Amministrazione Centrale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza n. prot. 0013086 in data 3.03.2014 pervenuta al Servizio stesso in data 7.03.2014 ed acquisita al n. prot. 001517, che si riportano entrambe di seguito integralmente: “Con nota 0013086 del 03.03.2014, acquisita al protocollo STC al n. 1517 del 07.03.2014 e che si allega, il Direttore Generale dell’Area Gestione Edilizia dell’Università di Roma Sapienza ha chiesto un parere riguardante i limiti di legge per il rispetto dei requisiti acustici passivi in caso di ristrutturazione di edifici esistenti nonché sui limiti da applicarsi nel caso di edifici a destinazione d’uso promiscua.
Date le elevate specificità tecniche delle questioni poste, si ritiene necessario richiedere l’esame e parere della competente Sezione del Consiglio Superiore dei LavoriPubblici.”
Per quanto riguarda le ristrutturazioni di edifici esistenti il provvedimento attuativo ancora deve essere emanato. Infatti, la stessa Legge Quadro, all’art. 3, comma 1, lettera f, prevede l’emanazione di indicazioni, con Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e con il Ministero dei Trasporti e della Navigazione, dei criteri per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei trasporti, ai fini della tutela dall’inquinamento acustico.
Ad oggi tale decreto ancora deve essere emanato e quindi non sono previsti dei limiti di legge per il rispetto dei requisiti acustici passivi nel caso di ristrutturazione di edifici esistenti. Ad avvalorare quanto sostenuto è lo stesso art. 1 del D.P.C.M. 5/12/1997, in cui al comma 1 riporta che “Il presente decreto in attuazione dell’art. 3, comma 1, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei toro componenti in opere, al fine di ridurre l‘esposizione umana al rumore” e al comma 2 riporta che “I requisiti acustici delle sorgenti sonore diverse da quelle di cui al comma 1 sono determinati dai provvedimenti attuativi previsti dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447”, quindi nel caso di ristrutturazioni non si applicano i limiti del D.P.C.M. 5/12/1997 ma del Decreto, ancora non emanato, previsto dalla lettera f, comma 1, art. 3 della Legge Quadro.
A tal riguardo risulta ovvio che i requisiti acustici passivi potenzialmente raggiungibili con nuove costruzioni non sono proponibili in molti casi di ristrutturazioni edilizie di edifici esistenti. Nello specifico l’Ateneo si trova a dover ristrutturare un edificio di circa 20.000 m2 a destinazione d’uso mista, uffici, aule didattiche, laboratori, studi docenti, ecc., e quindi solo in parte con destinazione d’uso prevista dalla categoria E (edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili) del D.P.C.M. 5/12/1997. La percentuale con destinazione d’uso per attività didattiche è circa il 20% della superficie totale.
L’intervento di ristrutturazione, per la parte inerente il rispetto dei requisiti acustici passivi stabiliti per la categoria E per l’intero edificio richiederebbe uno sforzo economico notevole e per alcuni locali, non realizzabile. Tutto ciò premesso si chiede a Codesto spettabile Ministero di voler esprimere il parere in merito ai limiti di legge per il rispetto dei requisiti acustici passivi in caso di ristrutturazione di edifici esistenti e quali limiti applicare nel caso di edifici a destinazione d’uso promiscua.”
Al riguardo si rammenta che il D.P.C.M. sopra richiamato è stato emanato in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera e) della legge 26 ottobre 1995, n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” ed all’articolo 1 “Campo di applicazione” stabilisce
“1. Il presente decreto, in attuazione dell'art. 3, comma 1, lettera e), della legge 26 ottobre 1995, n. 447, determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore.
Pertanto, ad avviso della Sezione, ai fini della trattazione del quesito formulato non rileva la circostanza che non sia stato ancora emanato il decreto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f) della sopra richiamata legge 447/1995, che riguarda “l’indicazione, con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dei criteri per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei trasporti, ai fini della tutela dall’inquinamento acustico”. Tale decreto (o decreti) infatti indicherà i “criteri per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie” ferma restando, allo stato della normativa vigente, la determinazione dei requisiti acustici degli edifici già operata con il suddetto D.P.C.M. 5 dicembre 1997.
Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 è sicuramente da applicare per gli edifici di nuova costruzione e per la ristrutturazione di edifici esistenti.
Per quanto concerne la seconda parte del quesito, ossia “quali limiti applicare nel caso di edifici a destinazione d’uso promiscua” si rileva che l’edificio da ristrutturare a cui si fa riferimento nella richiesta di parere è “un edificio di circa 20.000 m2 a destinazione d’us mista, uffici, aule didattiche, laboratori, studi docenti, ecc., e quindi solo in parte con destinazione d’uso prevista dalla categoria E (edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili) del D.P.C.M. 5/12/1997. La percentuale con destinazione d’uso per attività didattiche è circa il 20% della superficie totale.”
In merito a tale aspetto la Sezione osserva che, nel quadro normativo di riferimento, non sono rinvenibili disposizioni circa gli edifici a “destinazione mista” ai fini della determinazione dei relativi requisiti acustici passivi indicati nella Tabella B del DPCM
Ciò rilevato in linea generale, tenuto conto che l’intervento di cui trattasi a cui si fa riferimento nella richiesta di parere è localizzato nel Comune di Roma, si richiamano altresì, per quanto pertinente, le disposizioni di cui alla legge regionale del Lazio 3 agosto 2001, n. 18 “Disposizioni in materia di inquinamento acustico per la pianificazione ed il risanamento del territorio - modifiche alla Legge regionale 6 agosto 1999, n. 14” e le disposizioni in materia acustica emanate dal Comune di Roma. In particolare si rammentano gli adempimenti relativi all’obbligo di produrre la “Valutazione previsionale di clima acustico” di cui all’art. 8, c. 3 lett. a) (edifici scolastici) ed all’art. 19 della sopra citata L.R. 3 agosto 2001, n. 18.
Dott. Arch. Mario AVAGNINA
Prof. Dott. Paolo COPPA
Prof. Ing. Francesco BIANCHI
Il Segretario Visto: Il Presidente incaricato
Ing. Francesca Maria BENEVENTO Dott. Ing. Giovanni GUGLIELMI