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Timestamp: 2017-01-17 02:55:15+00:00
Document Index: 148480029

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 2312', 'art. 4', 'art. 2456', 'art. 2312', 'art. 2495', 'art. 2312', 'art. 2495', 'art. 10', 'art.\n591', 'art. 1', 'art. 13']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 105 del 21.04.2009
Istanza di interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n.212. Art. 19 bis 1,
lett. e) del DPR n. 633 del 1972
Con l'interpello specificato in oggetto concernente l'esatta
interpretazione dell'art. 10, comma 8-ter del DPR 26 ottobre 1972, n. 633
Il dr. TIZIO, commercialista autorizzato con provvedimento del ...
2008 dal Tribunale di ..., sesta sezione civile, Ufficio esecuzioni
Immobiliari, a presentare istanza di interpello, ha chiesto chiarimenti in
merito all'imponibilità ai fini Iva di un trasferimento immobiliare,
avvenuto mediante aggiudicazione al pubblico incanto, in data successiva
alla cancellazione dal registro delle imprese della società proprietaria.
Dall'istanza di interpello si rileva che trattasi di immobile,
strumentale per natura, di proprietà della società ALFA S.a.s.,
aggiudicato al pubblico incanto ad un soggetto "privato" in data ... 2008.
La società di persone titolare del bene risulta essere stata
cancellata dal registro delle imprese il ... 2006, mentre risulta ancora
aperta la partita Iva.
L'istante chiede, inoltre, di conoscere, qualora il trasferimento
immobiliare fosse soggetto all'imposta sul valore aggiunto, quale sia il
soggetto che deve porre in essere gli adempimenti relativi e le modalità di
L'istante ritiene che l'atto giudiziario mediante il quale viene
effettuato il trasferimento immobiliare nell'ambito della procedura
esecutiva immobiliare debba essere assoggettato alla sola imposta di
Al fine di stabilire il regime impositivo cui è soggetta
l'aggiudicazione al pubblico incanto di un bene immobile di proprietà di
una società cessata è, preliminarmente, necessario analizzare la
fattispecie sotto il profilo civilistico, con specifico riguardo alle norme
che regolano la cessazione della società di persone, al fine di individuare
il momento a decorrere dal quale si produce l'effetto estintivo della società stessa. In particolare, occorre chiarire quali siano gli effetti
della cancellazione della società dal registro delle imprese.
L'art. 2312, commi 1 e 2, del codice civile dispone, per le
di persone, che "Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori
devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese.
Dalla cancellazione della società i creditori sociali che non sono stati
soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e, se
il mancato pagamento è dipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti
di questi".
La Corte di Cassazione, con orientamento giurisprudenziale prevalente,
ha ritenuto che l'atto formale di cancellazione di una società di persone
dal registro delle imprese non rileva ai fini della determinazione del suo
momento estintivo, ove non siano del tutto esauriti i rapporti giuridici facenti capo alla
società stessa. (cfr. Cass. 20 ottobre 2003, n. 15691;
Cass. 2agosto 2001, n. 10555; Cass. civ. sez. I, 11 maggio 2005, n. 9917;
Cass. civ. sez. III, 23 maggio 2006, n. 12114, Cass. civ. sez. III, 2 marzo
2006, n. 4652; Cass. civ. sez. III, 15 gennaio 2007, n. 646; Cass. civ. sez. V del 17 dicembre 2008, n. 29464; Cass, civ. sez. II del 27 ottobre
2008, n. 25819).
L'art. 4 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, ha interamente sostituito, a decorrere dal 1 gennaio 2004, il Capo VIII
del titolo V del libro V del codice civile. In particolare, l'art. 2456 del
codice civile, che recava, per le società di capitali, una disciplina
analoga a quella dell'art. 2312 in tema di cancellazione della società dal
registro delle imprese, è stato sostituito dall'art. 2495, che conferisce
efficacia costitutiva a tale atto, disponendo che "Ferma restando
l'estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non
soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino
alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale
di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi".
Ai sensi della citata norma l'atto formale di cancellazione dal registro
delle imprese determina, quindi, l'estinzione della società di capitali.
Non è stata, invece, apportata alcuna modifica all'art. 2312, che
disciplina la cancellazione dal registro delle imprese delle società di persone.
In proposito si evidenzia che la Corte di Cassazione ha espresso un
orientamento controverso, sostenendo in alcuni casi che il principio
enunciato dall'art. 2495 si applica anche alle società di persone, ancorché cessate in data anteriore alla modifica normativa (cfr. Cass. del
15 ottobre 2008, n. 25192; Cass. n. 18618 del 28 agosto 2006), sia
ribadendo, in altre pronunce, l'orientamento secondo cui tali società non
si estinguono con la cancellazione dal registro delle imprese, se sono
ancora pendenti rapporti giuridici o contestazioni giudiziali (cfr. Cass.
civ. sez. III, 18 marzo 2008, n. 7266; Cass. civ. sez. V, del 5 giugno 2008,
n. 14882; Cass. civ. sez. trib. del 20 ottobre 2008, n. 25472; Cass. civ.
sez. V del 17 dicembre 2008, n. 29464; cass, civ. sez. II del 27 10 2008, n.
25819).
A tal riguardo la scrivente esprime l'avviso che la modifica della normativa
civilistica abbia una portata circoscritta alle società di capitali.
Si conferma, pertanto, il parere espresso in merito con la ris. n. 68 del 30
marzo 2007, secondo cui la cancellazione dal registro delle imprese di una
società di persone ha natura dichiarativa e l'estinzione della società
consegue all'effettiva liquidazione di tutti i rapporti giuridici pendenti.
Tanto premesso si ritiene, concordando con il parere espresso dalla
Direzione regionale che, sulla base delle norme applicabili al caso di
specie ed alla luce dell'orientamento giurisprudenziale prevalente sopra
riportato, la società ALFA S.a.s., cancellata dal registro delle imprese in data ... 2007, deve essere considerata ancora esistente in quanto
proprietaria di un immobile, ancorché sottoposto a procedura esecutiva (cfr ris. n. 68 del 2007).
Ne consegue che l'atto di cessione dell'immobile in parola rileva ai
fini Iva ai sensi dell'art. 10, comma 8-ter, lett. c) del DPR n. 633 del
1972, trattandosi di cessione ad un soggetto privato, mediante pubblico
incanto, di un bene strumentale per natura.
Con risoluzione n. 6 del 17 gennaio 1974 sono state fornite
indicazioni in merito ai soggetti cui sono attribuiti gli obblighi relativi
all'applicazione dell'Iva in caso di vendita mediante esecuzione forzata. In
particolare, è stato chiarito che l'incaricato alla vendita, al quale sono
stati consegnati i beni (commissionario, cancelliere, ufficiale giudiziario,
Istituto di vendite giudiziarie) è il soggetto obbligato ad emettere
fattura in nome e per conto del soggetto esecutato.
Con riferimento agli adempimenti Iva spettanti al professionista
delegato al compimento delle operazioni di vendita ai sensi dell'art.
591-bis del codice di procedura civile, con risoluzione n. 62 del 16 maggio
2006 è stato ulteriormente precisato che, rappresentando la procedura
espropriativa un momento patologico nella circolazione del bene immobile,
la necessità della tutela degli interessi dell'Erario impone che gli
obblighi di fatturazione e versamento del tributo devono, anche fuori
dall'ipotesi di irreperibilità del contribuente, ritenersi accentrati
nella procedura stessa, anziché in capo al debitore esecutato.
Con riferimento al caso prospettato, quindi, a seguito della cessione
dell'immobile conseguente all'azione esecutiva, il soggetto che ha in
consegna i beni o, comunque, il soggetto incaricato alla vendita dovrà
emettere fattura in nome e per conto del contribuente.
La fattura dovrà essere emessa, ai sensi degli articoli
6, comma 2,
lett. a), e 21 del DPR n. 633 del 1972, al momento del pagamento del
Il versamento dell'Iva relativa dovrà essere effettuato, ai sensi
dell'art. 1 del DPR 23 marzo 1998, n. 100, entro il giorno 16 del mese
successivo a quello in cui l'operazione si considera compiuta e l'Iva
esigibile, mediante mod. F24, con il codice tributo relativo al mese di
riferimento (l'elenco dei codici tributo è disponibile sul sito
dell'Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.it).
E' applicabile alla fattispecie l'istituto del ravvedimento operoso di
cui all'art. 13 del D.lgs 18 dicembre 1997, n. 472.
La società esecutata, a sua volta, dovrà adempiere agli altri
obblighi contabili e dichiarativi imposti ai fini Iva e delle imposte sul
reddito, nonché, eventualmente, a quelli imposti ai fini IRAP (cfr. ris. n.
120 del 2007).
Alla cessione di fabbricato strumentale per natura dovrà, inoltre,
applicarsi l'imposta di registro in misura fissa, l'imposta ipotecaria nella
misura del 3 per cento e l'imposta catastale nella misura dell'1 per cento.
- Cinisello Balsamo, 2 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.