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Timestamp: 2018-11-19 06:48:13+00:00
Document Index: 113698801

Matched Legal Cases: ['art. 192', 'art. 256', 'art. 25', 'art. 29', 'art. 25', 'art. 590', 'art. 43', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 53']

SISTEMI DI GESTIONE E 231 / GIURISPRUDENZA
17.10.2016 Consiglio di Stato (certificazione ambientale rilasciata da un ente non accreditato impone all’amministrazione una valutazione)
Consiglio di Stato (certificazione ambientale rilasciata da un ente non accreditato impone all’amministrazione una valutazione)
22.09.2016 Cassazione Penale (231: interesse e vantaggio in ambito ambiente e sicurezza per violazione di legge)
Interesse e vantaggio, nel caso di specie, vanno letti, nella prospettiva patrimoniale dell'ente, come risparmio di risorse economiche conseguente alla mancata predisposizione dei procedimenti e dei presidi di sicurezza (dai più basilari e generici, quali la formazione e l'informazione, ai più specifici e settoriali), nonchè alla generalizzata violazione della disciplina regolante lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi, nonchè, infine alla predisposizione di schemi fraudolenti fiscali. Oltre che come incremento economico conseguente all'aumento della produttività, non ostacolata dal rispetto della normativa prevenzionale e di quella regolante lo specifico settore lavorativo.
12.09.2016 Cassazione Penale (231: non risponde la società per l'inerzia del responsabile e senza il vantaggio o l'interesse per la società stessa)
La Corte spiega che " .non è ravvisabile sostanzialmente una carente politica aziendale, intesa come doverosa azione di vertice della società diretta alla massima tutela della sicurezza del lavoro e come adozione di tutto quanto necessario, a livello organizzativo e gestionale, al fine della prevenzione degli infortuni e della garanzia di sicure condizioni di lavoro" - ha correttamente aggiunto (p. 31) che "i profili di colpa ravvisati a carico dell'imputata attengono...non tanto a carenze organizzative e gestionali viste come riferibili all'interesse dell'azienda, ma come sostanziale inerzia personale dei soggetti che avrebbero dovuto provvedere ai relativi incombenti
Cassazione Penale (231: non risponde la società per l'inerzia del responsabile e senza il vantaggio o l'interesse per la società stessa)
27.07.2016 Cassazione Penale (la presenza di un modello 231 non è sufficiente dovendonsene dimostrare la idoneità)
La mera allegazione della circostanza che un modello di organizzazione e gestione era stato depositato in azienda qualche mese prima dell'evento, oltre a palesare la sua genericità, non dimostra che tale modello sia stato violato dal datore di lavoro medi ...
Cassazione Penale (la presenza di un modello 231 non è sufficiente dovendonsene dimostrare la idoneità)
16.07.2015 Cassazione Penale (traffico illecito, 231 e... copia ed incolla)
E' rilevabile un'anomalia, in particolare perchè la compilazione dei FIR da parte della società che raccoglie rifiuti indicava quale destinatario la ditta individuale C.S. (in particolare sia la società che la ditta individuale insistono sul medesimo sito ...
Cassazione Penale (traffico illecito, 231 e... copia ed incolla)
09.01.2015 Cassazione Penale (231 e gestione illecita rifiuti: il profitto del reato può consistere anche in un risparmio di spesa)
In tema di responsabilità da reato degli enti, il profitto del reato si identifica con il vantaggio economico positivo di diretta e immediata derivazione causale dal reato presupposto e può consistere anche in un risparmio di spesa, da intendersi, tuttavi ...
Cassazione Penale (231 e gestione illecita rifiuti: il profitto del reato può consistere anche in un risparmio di spesa)
17.06.2014 Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: nozione di "profitto" nella mancata effettuazione di una spesa in ambito rifiuti)
E' il caso di ricordare che, proprio in materia di rifiuti, questa S.C. ha ripetutamente affermato che il profitto "non deve necessariamente assumere natura di ricavo patrimoniale, potendo integrarsi anche con il semplice risparmio di costi o con ...
Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: nozione di "profitto" nella mancata effettuazione di una spesa in ambito rifiuti)
26.02.2014 Cassazione Penale (la natura fraudolenta come indice rivelatore della validità del modello 231)
Il D.Lgs. n. 231 del 2001 parte dal presupposto che un efficace modello organizzativo e gestionale può essere violato solo se le persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente abbiano operato eludendo fraudolentemente il modello stesso. Dunque la natura fraudolenta della condotta del soggetto apicale (persona fisica) costituisce, per così dire, un indice rivelatore della validità del modello, nel senso che solo una condotta fraudolenta appare atta a forzarne le "misure di sicurezza".
Cassazione Penale (la natura fraudolenta come indice rivelatore della validità del modello 231)
03.02.2014 Cassazione Penale (ILVA: annullato il sequestro, non ci sono i presupposti per l'applicazione del d.lgs 231/2001)
Risulta evidente, in ragione della sua natura tipicamente sanzionatoria, che l'applicazione del vincolo cautelare reale e della successiva misura ablativa non può essere fatta retroagire a condotte realizzate anteriormente alla rilevata esisten ...
Cassazione Penale (ILVA: annullato il sequestro, non ci sono i presupposti per l'applicazione del d.lgs 231/2001)
16.10.2013 Tribunale di Chieti (231/2001: sequestro per equivalente nel caso di responsabilità dell'Ente per reati ambientali)
Deve disporsi il sequestro per equivalente ai danni dell’Ente, ai sensi degli artt. 19 e 53 d.lgs. n. 231/01, con riferimento alle somme necessarie per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati in modo incontrollato e tali da costituire una discarica (artt. 256, comma 1, lett. d), e 2, in relazione all’art. 192 d.lgs. n. 152/06; art. 256, comma 3, d.lgs. n. 152/06).
Il deposito incontrollato di rifiuti, costituisce attività di gestione del rifiuto, che perdura fino al suo smaltimento o recupero, quindi condotta attuale, con la conseguente infondatezza dell’eccezione di irretroattività dell'art. 25 undecies del d.lgs. n. 231/01, che ha introdotto (col d.lgs. n. 121/2011) alcuni reati ambientali tra quelli che integrano la responsabilità dell’Ente per illecito amministrativo dipendente da reato.
Il citato d.lgs. n. 121/11, estendendo la responsabilità dell’Ente anche ai reati ambientali, ha ampliato considerevolmente l’ipotesi di sequestro e confisca per equivalente, non consentita nei confronti dell’indagato.
Non vi è violazione del principio del ne bis in idem qualora il decreto di sequestro per equivalente sia emesso per coprire i costi dello smaltimento dei rifiuti e, in precedenza, sia stato annullato analogo decreto emesso con riferimento ai costi di boniifica del terreno, pur riconoscendo la sussistenza del fumus boni juris. Trattasi di provvedimento che, pur avendo ad oggetto il medesimo fatto, è stato adottato sulla base di presupposti diversi da quelli valutati dal tribunale del riesame nel precedente provvedimento annullato (nei confronti del quale il Pm ha proposto ricorso per Cassazione).
Richiesta PM - sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente
Decreto del Giudice per le Indagini Preliminari
Conferma del Tribunale del Riesame
26.09.2013 Consiglio di Stato (Emas postumo, durata autorizzazione AIA passa a 8 anni)
il secondo periodo del predetto comma 2 dell’art. 29-octies, nella parte in cui impone che il rinnovo sia effettuato ogni 8 anni “a partire dal primo successivo rinnovo” deve essere infatti logicamente inteso nel senso che esso si riferisca al primo rinno ...
Consiglio di Stato (Emas postumo, durata autorizzazione AIA passa a 8 anni)
28.05.2013 Tribunale di Taranto (ILVA - decreto di sequestro finalizzato alla confisca per equivalente: applicata la 231, disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche)
In pratica i consulenti dei pubblici ministeri hanno quantificato la somma che Ilva avrebbe dovuto investire negli anni per abbattere l'impatto ambientale della fabbrica. Gli investimenti non eseguiti, secondo i magistrati tarantini, si sono tradotti in un guadagno per la proprietà ritenuto però fonte di reato. «Il sequestro - ha spiegato il procuratore Sebastio - riguarda solo i beni della società Riva Fire. Abbiamo tenuto conto della legge 231 (legge salva Ilva), e dunque il sequestro non colpisce i beni dell'Ilva. E questo provvedimento non intacca la produzione dello stabilimento. La ratio del sequestro è quella di bloccare le somme sottratte agli investimenti per abbattere l'impatto ambientale della fabbrica. La produzione non si tocca - ha sottolineato Sebastio - Si tratta di un sequestro preventivo per equivalente sulla base della legge 231 del 2001 sulla responsabilità giuridica delle imprese che dal 2011 contempla anche i reati ambientali. Ma in ogni caso - ha voluto specificare il procuratore - non potranno essere sequestrati beni funzionali all'attività e alla produzione della fabbrica.»
In allegato copia del decreto di sequestro del GIP dr.ssa Patrizia Todisco ... 46 pagine molto interessanti !
Tribunale di Taranto (ILVA - decreto di sequestro finalizzato alla confisca per equivalente: applicata la 231, disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche)
15.12.2012 Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: lesioni personali gravi ...non si va oltre le 250 quote)
Accolto il ricorso delle società laddove è stato evidenziato che l’art. 25 septies del D. Lgs. n. 231/2001 di cui al capo di imputazione prevede che " in relazione al delitto di cui all'art. 590 c.p., comma 3, commesso con violazione delle norme ...
Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: lesioni personali gravi ...non si va oltre le 250 quote)
26.11.2012 Tribunale Amministrativo Regionale (richiesta in sede di gara una certificazione ambientale [ISO 14001] ottenuta da almeno 3 anni)
La prescrizione di un’anzianità minima nel possesso di una certificazione di qualità non contrasta con l’enunciato dell’art. 43 del d.lgs. n. 163/2006 (relativo alle norme di garanzia della qualità), giacchè tale disposizione, concorrendo a delineare con il precedente art. 42 il livello di capacità tecnico-professionale richiesto per la partecipazione alle procedure selettive pubbliche, si configura, al pari dell’art. 42 cit., come una previsione elastica, strutturata su concetti non tassativi ben potendo l’amministrazione fissare in sede di bando requisiti di partecipazione ulteriori e più restrittivi di quelli legali, nei limiti della ragionevolezza e della proporzionalità della previsione rispetto all’oggetto dell’appalto, al fine di non restringere eccessivamente il numero dei potenziali concorrenti
Tribunale Amministrativo Regionale (richiesta in sede di gara una certificazione ambientale [ISO 14001] ottenuta da almeno 3 anni)
19.11.2012 Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: presupposto del sequestro preventivo è l'accertamento della sussistenza di gravi indizi di responsabilità)
Presupposto per il sequestro preventivo di cui al D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 53, è un fumus delicti "allargato", che finisce per coincidere sostanzialmente con il presupposto dei gravi indizi di responsabilità dell'ente, al pari di qua ...
Cassazione Penale (d.lgs 231/2001: presupposto del sequestro preventivo è l'accertamento della sussistenza di gravi indizi di responsabilità)