Source: https://ordine.architettiroma.it/sportello/sicurezza/eventuale-incompatibilita-incarico-collaudatore-strutturale-e-o-tecnico-amministrativo-e-cse/
Timestamp: 2019-09-16 09:10:29+00:00
Document Index: 46819082

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.98', 'art. 127', 'art. 188', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 127']

EVENTUALE INCOMPATIBILITA’ INCARICO COLLAUDATORE STRUTTURALE E/O TECNICO-AMMINISTRATIVO E CSE - Ordine degli Architetti di Roma
EVENTUALE INCOMPATIBILITA’ INCARICO COLLAUDATORE STRUTTURALE E/O TECNICO-AMMINISTRATIVO E CSE
Il collaudatore può assumere il ruolo di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione di un’opera privata?
Il Collaudatore può essere inteso come Collaudatore delle opere strutturali, ai sensi della legge n.1086/1971, ovvero Collaudatore tecnico amministrativo.
L’art. 7 della L. n.1086/71 prescrive che il collaudo (statico) deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione ed esecuzione dell’opera.
Mentre il collaudatore tecnico amministrativo non deve avere svolto alcuna funzione nelle attività autorizzative, di controllo, di progettazione, di verifica del progetto, di direzione, di vigilanza e di esecuzione dei lavori sottoposti al collaudo, non deve avere avuto nell’ultimo triennio rapporti di lavoro o di consulenza con il soggetto che ha eseguito i lavori, non può inoltre fare parte di organismi che abbiano funzioni di vigilanza, di controllo o giurisdizionali. Elencando anche una serie di incompatibilità.
L’articolo 89 al comma 1, lettere e) ed f) del D.lgs. n.81/08 definisce, rispettivamente, le figure del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione. Per il CSE è prescritta la seguente incompatibilità:“…non può essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice;” . Mentre all’art.98 “Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l’esecuzione dei lavori” non sono riportate ulteriori incompatibilità.
Quindi le norme, per una serie di ragioni, non affrontano pienamente la eventuale criticità della coesistenza delle nomine.
Sull’argomento si è espressa l’allora AVCP (oggi ANAC), che su richiesta dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pisa, ha emesso la Deliberazione n. 2 del 14 gennaio 2004 (http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/Deliberazioni?portal:componentId=14026796&portal:type=render&portal:isSecure=false&action=elencoMassimePerAtto&idAtto=2135), affermando che la figura del collaudatore statico non è incompatibile con quella di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione quando quest’ultimo non assolva anche l’incarico di progettista e/o direttore dei lavori ovvero non sia in rapporto di dipendenza o di collaborazione con il medesimo. Ove le funzioni del collaudatore statico e del collaudatore tecnico-amministrativo si assommino nella medesima persona le incompatibilità relative al collaudatore tecnico-amministrativo si estendono anche al collaudatore statico.
Si riporta la Delibera:
La figura del collaudatore tecnico-amministrativo è incompatibile con quella del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, poiché ai sensi dell’art. 127 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. le funzioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori sono di norma svolte dal direttore dei lavori e la disposizione dell’art. 188, comma 4, lettera c), dello stesso regolamento generale non consente che tale soggetto sia anche collaudatore dei lavori. La figura del collaudatore tecnico-amministrativo è incompatibile con quella del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, pur non sussistendo in quest’ultimo caso divieti espressi nella normativa vigente, in quanto, posto che, ai sensi dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 494/1996 e s.m., può anche coincidere con il committente o con il responsabile dei lavori, non sembra, in tale evenienza, potere rispondere ai requisiti posti per il collaudatore, al fine di un corretto svolgimento delle operazioni connesse a tale funzione.
L’incarico di collaudatore statico ai sensi della legge n. 1086/1971 non è incompatibile con quello di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ai sensi del d.lgs. n. 494/1996 e s.m., atteso che il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione non interviene nella progettazione propriamente detta, ma ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 494/1996 e s.m., redige il piano di sicurezza e di coordinamento, contenente l’analisi e la valutazione dei rischi e le misure atte a garantire il rispetto delle norme e la prevenzione degli infortuni, oltre a predisporre un fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori. L’incompatibilità rileva, però, nel caso in cui il coordinatore per la sicurezza sia il committente o il responsabile dei lavori (consentito ai sensi dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 494/1996 e s.m.), posto che in ogni tipo di collaudo, sia statico che tecnico-amministrativo, è postulata la differenziazione tra collaudatore ed esecutore/committente/responsabile dei lavori.
La figura del collaudatore statico non è incompatibile con quella di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione quando quest’ultimo non assolva anche l’incarico di direttore dei lavori (art. 127 D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.) ovvero non sia in rapporto di dipendenza o di collaborazione con il medesimo. Ove le funzioni del collaudatore statico e del collaudatore tecnico-amministrativo si assommino nella medesima persona le incompatibilità relative al collaudatore tecnico-amministrativo si estendono anche al collaudatore statico.
Viene sommessamente da chiedersi, alla luce della Delibera citata, se effettivamente il CSP non intervenga nella progettazione propriamente detta se non limitatamente alla redazione del piano di sicurezza e coordinamento ovvero se il PSC non sia parte integrante della progettazione, ma sia disgiunto da essa e dalle scelte progettuali, oppure se il CSE non svolga alcuna funzione nella realizzazione dell’opera o ancora nella contabilizzazione dei lavori, per la parte inerente gli oneri della sicurezza.