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Timestamp: 2020-04-07 13:47:07+00:00
Document Index: 178379195

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 360', 'art. 36', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 36']

Sentenza Cassazione Civile n. 2107 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2107 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 27/01/2017, (ud. 11/01/2017, dep.27/01/2017), n. 2107
sul ricorso 16029-2012 proposto da:
COMUNE DI MEDESANO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente
F.E., F.E., elettivamente domiciliati in ROMA VIA
rappresentati e difesi dagli avvocati CARLO MASI, BENEDETTO GRAZIOSI
avverso la sentenza n. 4/2012 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di PARMA,
udito per i controricorrenti l’Avvocato GRAZIOSI GIACOMO per delega
dell’Avvocato GRAZIOSI BENEDETTO che ha chiesto il rigetto;
GIACALONE Giovanni, che ha concluso per l’accoglimento del 2^ motivo
1. F.E. e F.E. impugnavano gli avvisi di accertamento Ici per gli anni dal 2004 al 2008 emessi dal comune di Medesano. Sostenevano i ricorrenti di essere comproprietari in parti uguali di un terreno che era ricompreso nel piano regolatore generale, fino all’anno 2003, fra i terreni agricoli. Nell’anno 2004 il nuovo piano strutturale comunale, adottato in ottemperanza alla L.R. 24 marzo 2000, n. 20 aveva ricompreso il terreno nell’ambito destinato a nuovi insediamenti residenziali ma non era stato adottato, con riguardo ad esso, il piano operativo comunale di talchè il fondo non poteva essere considerato suscettibile di utilizzazione edificatoria e l’Ici andava calcolata sul valore agricolo. La commissione tributaria provinciale di Parma accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna, sezione staccata di Parma, sul rilievo che l’area di che trattasi non era utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico del Comune di Medesano in quanto la L.R. Emilia-Romagna 24 marzo 2000, n. 20 prevedeva, all’art. 28, che il piano strutturale comunale, inteso quale strumento di pianificazione urbanistica generale da adottarsi dai comuni per delineare le scelte strategiche di assetto e sviluppo, non attribuiva la potestà edificatoria alle aree nè conferiva alle stesse una potenzialità edificatoria subordinata all’approvazione della piano operativo comunale. Solo il piano operativo comunale regolava la reale possibilità di trasformazione del territorio ed era assimilabile ai piani attuativi previsti dalla normativa statale. Ne derivava che il procedimento da cui scaturiva il maggior valore non poteva essere riferito al piano strutturale comunale, che non aveva efficacia in tal senso, ma al piano operativo comunale.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione il Comune di Medesano affidato a tre motivi illustrati con memoria. Si sono costituiti in giudizio F.E. ed F.E. con controricorso pure illustrato con memoria.
3. Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione alla L.R. dell’Emilia-Romagna 6 luglio 2009, n. 6, art. 29 alla L.R. dell’Emilia-Romagna 24 marzo 2000, n. 20, art. 28, alla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 1, comma 2, e art. 3, comma 1, all’art. 11 disp. Gen.. Sostiene il ricorrente che la CTR ha errato nel ritenere applicabile la L.R. n. 20 del 2000, art. 28 nella versione risultante dalle modifiche apportate dalla L.R. 6 luglio 2009, n. 6, entrata in vigore nel luglio del 2009, in quanto trattasi di norma non applicabile alla fattispecie perchè non retroattiva e non avente natura di interpretazione autentica.
4. Con il secondo motivo deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 2 e 5, al D.L. n. 223 del 2006, art. 36 convertito dalla L. n. 248 del 2006, alla L.R. dell’Emilia-Romagna n. 6 del 2009, art. 29, alla L.R. dell’Emilia-Romagna n. 20 del 2000, art. 28. Sostiene il ricorrente che, quand’anche si ritenesse applicabile la L.R. n. 20 del 2000, art. 28 nella sua nuova formulazione, in ogni caso la decisione della CTR sarebbe errata poichè il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2 recita che per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi e la definizione di aree fabbricabili deve essere poi integrata con l’interpretazione autentica contenuta nel D.L. n. 223 del 2006, art. 36 a norma del quale un’area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione della regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo. Ne deriva che, essendo i terreni di che trattasi inseriti nel piano strutturale comunale, per ciò solo erano da considerarsi fabbricabili, ancorchè in relazione ad essi non fosse stato adottato il piano operativo comunale.