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Timestamp: 2019-12-08 11:45:23+00:00
Document Index: 167288286

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 533']

Condanna in appello: le Sezioni Unite richiedono la rinnovazione istruttoria
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Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in sede di appello in caso di mutamento di sentenza di assoluzione in sentenza di condanna.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con pronuncia n° 27620 del 6/7/2016, risolvendo un contrasto insorto tra le Sezioni semplici, hanno dato risposta al seguente quesito: “Se sia rilevabile d’ufficio in sede di giudizio di Cassazione la questione relativa alla violazione dell’art. 6 C.E.D.U. per avere il giudice d’appello riformato la sentenza assolutoria di primo grado affermando la responsabilità penale dell’imputato esclusivamente sulla base di una diversa valutazione di attendibilità delle dichiarazioni di testimoni senza procedere a nuova escussione degli stessi”.
Sezioni semplici: tesi negativa e tesi positiva
Con pronuncia del luglio 2016, le Sezioni Unite hanno accolto un orientamento del tutto discordante rispetto al passato. I Giudici della Suprema Corte hanno infatti statuito che, la mera diversa interpretazione del materiale probatorio, in mancanza di elementi sopravvenuti, non possa di per sé essere idonea a giustificare una pronuncia di colpevolezza, tale da far venire meno “ogni ragionevole dubbio”.
Quando procedere a rinnovazione istruttoria
Sebbene l’ipotesi in esame, ovverosia il caso in cui il giudice di appello condanni sulla base di una mera reinterpretazione delle prove dichiarative precedentemente assunte, non sia espressamente prevista dalla legge, ad avviso delle Sezioni Unite, detta eventualità deve essere implicitamente compresa tra quelle legittimanti una nuova attività istruttoria, in ossequio al rispetto del principio del “ragionevole dubbio“.
A tal fine “devono ritenersi prove dichiarative “decisive” quelle che, sulla base della sentenza di primo grado, hanno determinato o anche soltanto contribuito a determinare un esito liberatorio, e che, pur in presenza di altre fonti probatorie di diversa natura, se espunte dal complesso del materiale probatorio, si rivelano potenzialmente idonee a incidere sull’esito del giudizio di appello, nell’alternativa “proscioglimento – condanna”. Appaiono parimenti “decisive” quelle prove dichiarative che, ritenute di scarso o nullo valore probatorio dal primo giudice, siano, nella prospettiva dell’appellante, rilevanti, da sole o insieme ad altri elementi di prova, ai fini dell’esito di condanna”.
Quanto alla tipologia di vizio riconosciuta sussistente nel caso di specie, ad avviso della Suprema Corte la sentenza dovrà riteneresi affetta da vizio di motivazione (non già da violazione di legge) per mancato rispetto del principio “dell’oltre ogni ragionevole dubbio” di cui all’art 533 co. 1 c.p.p.