Source: https://www.legislazionetecnica.it/rubrica/massimario-giurisprudenza?page=1
Timestamp: 2020-06-05 09:05:29+00:00
Document Index: 73302163

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 120', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 120', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 89', 'art. 51', 'art. 36', 'art. 45', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 10']

Massimario di giurisprudenza n. 10/2018
Massimario di giurisprudenza n. 9/2018
7-8 2018
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2018
Massimario di giurisprudenza n. 6/2018
Massimario di giurisprudenza n. 5/2018
Massimario di giurisprudenza n. 4/2018
Massimario di giurisprudenza n. 3/2018
Massimario di giurisprudenza n. 2/2018
Massimario di giurisprudenza n. 1/2018
Massimario di giurisprudenza n. 12/2017
Massimario di giurisprudenza n. 11/2017
Massimario di giurisprudenza n. 10/2017
Massimario di giurisprudenza n. 9/2017
Massimario di giurisprudenza n. 7-8/2017
Massimario di giurisprudenza n. 6/2017
Massimario di giurisprudenza n. 5/2017
Massimario di giurisprudenza n. 4/2017
Massimario di giurisprudenza n. 3/2017
FAST FIND : GP17954
Misure di prevenzione: facoltà e non obbligo di revoca della patente di guida
Sent. Corte Cost. 27/05/2020, n. 99
G.U. 03/06/2020, n. 23
Giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 120, commi 2 e 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) e come modificato dall'art. 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall'art. 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 (Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida).
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), e come modificato dall’art. 19, comma 2, lettere a) e b), della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall’art. 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 (Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida), nella parte in cui dispone che il prefetto «provvede» - invece che «può provvedere» - alla revoca della patente di guida nei confronti dei soggetti che sono o sono stati sottoposti a misure di prevenzione ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136);
2) dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 120, comma 3, del d.lgs. n. 285 del 1992, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost., dal Tribunale ordinario di Reggio Calabria, con le ordinanze indicate in epigrafe.
FAST FIND : GP17953
Illegittima la riserva di partecipazione alle micro, piccole e medie imprese
Sent. Corte Cost. 27/05/2020, n. 98
Giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 10, comma 4, della legge della Regione Toscana 16 aprile 2019, n. 18 (Disposizioni per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori, forniture e servizi. Disposizioni organizzative in materia di procedure di affidamento di lavori. Modifiche alla l.r. 38/2007).
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 10, comma 4, della legge della Regione Toscana 16 aprile 2019, n. 18 (Disposizioni per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori, forniture e servizi. Disposizioni organizzative in materia di procedure di affidamento di lavori. Modifiche alla l.r. 38/2007).
FAST FIND : GP17952
Ricostruzione con modesta modifica della sagoma
Edilizia e immobili - Demolizione e ricostruzione - Rientra nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia - Modesta modifica della sagoma - Irrilevanza.
In materia edilizia, ai sensi dell’art. 3, D.P.R. 380/2001, comma 1, lett. d), nel testo modificato dall'art. 30 del D.L. 21/06/2013, n. 69, comma 1, lett. a), rientrano nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia (soggetti a SCIA) anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, senza che sia più necessario che rimanga immutata anche la sagoma.
Edilizia e immobili - Demolizione e ricostruzione - Modifica inferiore al 2% della volumetria e modesta modifica della sagoma - Richiesta di sanatoria - Diniego - Illegittimità.
Risulta illegittimo il diniego di sanatoria relativo alla ricostruzione di un fabbricato con modifica della volumetria inferiore al limite del 2% previsto dall'art. 34, comma 2-ter del D.P.R. 380/2001 e con una modesta modifica della sagoma. (Nella fattispecie è stato accolto il ricorso contro il rigetto della domanda di sanatoria di un edificio che si discostava dal precedente nei limiti del 2% della volumetria e in misura modesta della sagoma).
Sul tema vedi anche C. Stato 17/10/2019, n. 7059.
FAST FIND : GP17951
Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara
Appalti e contratti pubblici - Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando - Presupposti - Ragioni di estrema urgenza - Ammissibilità - Condizioni.
In presenza di ragioni di estrema urgenza, il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara è ammesso a condizione che: a) l’urgenza derivi da eventi imprevedibili e in alcun caso imputabili alla amministrazione aggiudicatrice, che rendano impossibile il rispetto del termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione; b) della relativa giustificazione sia dato conto con adeguata motivazione; c) l’affidamento sia disposto nella misura strettamente necessaria.
FAST FIND : GP17950
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Realizzazione di ampia pavimentazione esterna - Attività edilizia libera - Esclusione - Necessità di titolo edilizio.
Gli interventi di pavimentazione esterna, anche ove contenuti entro i limiti di permeabilità del fondo, sono realizzabili in regime di edilizia libera soltanto laddove presentino una entità minima, sia in termini assoluti, che in rapporto al contesto in cui si collocano e all'edificio cui accedono. Solo in presenza di queste condizioni tali opere possono infatti ritenersi realmente irrilevanti dal punto di vista urbanistico ed edilizio, e quindi sottratte al controllo operato dal Comune attraverso il titolo edilizio.
In senso conforme vedi TAR Lombardia Milano, sent. 06/09/2018, n. 2049.
FAST FIND : GP17949
Avvalimento - Sostituzione dell'ausiliaria
Appalti e contratti pubblici - Avvalimento - Sostituzione dell'ausiliaria - Deroga al principio dell'immodificabilità soggettiva del concorrente nel corso della procedura - Perdita di un requisito da parte del concorrente non ausiliato - Ricorso all'avvalimento - Esclusione.
La sostituzione dell'ausiliaria durante la procedura è istituto patentemente derogatorio al principio dell'immodificabilità soggettiva del concorrente nel corso della procedura, rispondendo all'esigenza, stimata superiore, di evitare l'esclusione dell'operatore per ragioni a lui non direttamente riconducibili e, in questo modo, sia pure indirettamente, stimolare il ricorso all'avvalimento: il concorrente, infatti, può far conto sul fatto che, nel caso in cui l'ausiliaria non presenti i requisiti richiesti, potrà procedere alla sua sostituzione e non sarà, per solo questo fatto, escluso. Tuttavia l’operatore economico che abbia partecipato senza "ausilio" (ovvero senza ricorrere all’avvalimento dei requisiti) e che perda un requisito durante il corso della procedura o l'esecuzione del contratto non può sanare tale situazione mediante un successivo avvalimento. Ed infatti, la disposizione normativa che consente all’operatore economico di sostituire l’ausiliaria (art. 89, comma 3, D. Leg.vo 50/2016) deve intendersi di stretta interpretazione e non può essere applicata in ipotesi da essa non direttamente regolate.
Vedi anche C. Stato 26/04/2018, n. 2527.
FAST FIND : GP17948
Varianti al progetto e proposte migliorative
Appalti e contratti pubblici - Offerta economicamente più vantaggiosa - Valutazione delle offerte tecniche - Discrezionalità dell'amministrazione - Sussiste - Limiti.
Le valutazioni delle offerte tecniche da parte delle commissioni di gara sono espressione di discrezionalità tecnica e come tali sono sottratte al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo che non siano manifestamente illogiche, irrazionali, irragionevoli, arbitrarie ovvero fondate su di un altrettanto palese e manifesto travisamento dei fatti; ovvero ancora salvo che non vengano in rilievo specifiche censure circa la plausibilità dei criteri valutativi o la loro applicazione, non essendo sufficiente che la determinazione assunta sia, sul piano del metodo e del procedimento seguito, meramente opinabile, in quanto il giudice amministrativo non può sostituire le proprie valutazioni a quelle effettuate dall'autorità pubblica, quando si tratti di regole (tecniche) attinenti alle modalità di valutazione delle offerte.
Appalti e contratti pubblici - Offerta economicamente più vantaggiosa - Migliorie e varianti al progetto - Differenze.
Le soluzioni migliorative che sono consustanziali alle procedure di affidamento secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si differenziano dalle varianti perché possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati “aperti” a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione del pregio delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’amministrazione. Si tratta di “variazioni migliorative rese possibili dal possesso di peculiari conoscenze tecnologiche”, direttamente riferibili alle singole forniture e lavorazioni in cui si sostanzia l’opera, in virtù delle quali quest’ultima può risultare meglio rispondente al quadro delle esigenze funzionali poste a base della progettazione ed ai relativi aspetti qualitativi. Le varianti, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi, che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dall’amministrazione.
Sul tema vedi anche TAR Molise, sent. 14/10/2019, n. 340; C. Stato 11/12/2015, n. 5655.
FAST FIND : GP17947
Edilizia e urbanistica - Lotto intercluso - Definizione - Presenza di sufficienti opere di urbanizzazione primaria e secondaria - Necessità - Piano attuativo - Necessità - Esclusione.
Ai fini del rilascio del permesso di costruire non è necessario lo strumento attuativo allorquando vi sia un c.d. "lotto intercluso", cioè quando il lotto oggetto dell'intervento richiesto sia collocato in un'area già interamente compromessa sotto il profilo urbanistico ed edilizio, tanto da non derivare alcuna utilità dall’adozione dello strumento di attuazione. In particolare un lotto può essere considerato intercluso, suscettibile di edificazione anche in assenza dello strumento attuativo previsto dal piano regolatore generale, soltanto quando si accerti la sussistenza di una situazione di fatto perfettamente corrispondente a quella derivante dall'attuazione del piano esecutivo e, quindi, allorché ricorrano, congiuntamente, le seguenti condizioni: a) l’area, seppur edificabile, non sia stata ancora edificata; b) ricada in una zona integralmente interessata da costruzioni; c) sia dotata di tutte le opere di urbanizzazione, primarie e secondarie, previste dagli strumenti urbanistici. Spetta, tuttavia, unicamente al Comune l’apprezzamento discrezionale della congruità del grado di urbanizzazione dell'area e, qualora intenda rilasciare il titolo edilizio, l’ente locale deve accertare, motivando adeguatamente sul punto, che la pianificazione esecutiva non conservi un’utile funzione e non sia in grado di esprimere scelte programmatorie distinte rispetto a quelle contenute nel piano regolatore generale.
Sul tema vedi anche C. Stato 03/12/2019, n. 8270.
FAST FIND : GP17946
Condizioni di legittimità delle clausole di territorialità
Appalti e contratti pubblici - Principio della suddivisione in lotti - Derogabilità - Motivazione adeguata - Necessità.
In materia di appalti pubblici è principio di carattere generale la preferenza per la suddivisione in lotti, in quanto diretta a favorire la partecipazione alle gare delle piccole e medie imprese. Tale principio, come recepito all'art. 51, D. Leg.vo 50/2016, non costituisce peraltro una regola inderogabile e consente alla stazione appaltante di derogarvi per giustificati motivi, che devono essere puntualmente espressi nel bando o nella lettera di invito, essendo il precetto della ripartizione in lotti funzionale alla tutela della concorrenza della quale vi è violazione in caso di previsione di lotti di importo spropositato e riferiti ad ambiti territoriali incongrui. Il principio della suddivisione in lotti può dunque essere derogato, seppur attraverso una decisione che deve essere adeguatamente motivata e funzionalmente coerente con il complesso degli interessi pubblici e privati coinvolti dal procedimento di appalto, da valutarsi nel quadro complessivo dei principi di proporzionalità e di ragionevolezza.
Vedi anche C. Stato 03/04/2018, n. 2044.
Appalti e contratti pubblici - Bando di gara - Clausola di territorialità - Legittimità - Condizioni.
Può ritenersi legittima la clausola territoriale che richieda al concorrente aggiudicatario definitivo il possesso di un locale in un determinato ambito territoriale come condizione per la stipulazione del contratto. Viceversa la clausola in parola risulta illegittima nel caso in cui richieda a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente e già al momento della domanda, la disponibilità di un locale localizzato nel ristretto ambito comunale, in quanto di fatto impone a carico dei medesimi un onere economico e organizzativo che potrebbe risultare ultroneo e sproporzionato, obbligandoli a sostenere i connessi investimenti per il reperimento degli immobili idonei in vista di una solo possibile ma non certa acquisizione della commessa. (Nel caso di specie è stata ritenuta legittima la clausola territoriale che prevedeva l'obbligo di possedere un impianto finale di smaltimento all'interno di un ambito territoriale che comprendeva i territori di tre Regioni).
FAST FIND : GP17944
Istanza di sanatoria e sospensione dell'azione penale
Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Richiesta di sanatoria ex art. 36, D.P.R. 380/2001 - Decorso del termine dei 60 giorni - Silenzio-Rifiuto - Proseguimento dell'iter amministrativo - Irrilevanza - Sospensione del procedimento penale - Esclusione - Mancato preavviso di diniego - Irrilevanza.
La sospensione dell'azione penale relativa alle contravvenzioni urbanistiche finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria, imposta dall'art. 45, comma 1, D.P.R. 06/06/2001, n. 380 in relazione al precedente art. 36, comma 3 del D.P.R. 380/2001 medesimo, non può superare i sessanta giorni previsti da tale ultima disposizione, anche se l'iter amministrativo sia di fatto proseguito. Al riguardo risulta inoltre irrilevante il mancato il preavviso di diniego, in quanto l'art. 10-bis, L. 241/1990 - che impone prima dell'adozione di un provvedimento negativo al responsabile del procedimento di comunicare all'istante i motivi ostativi all'accoglimento della domanda - non trova applicazione in tema di sanatoria edilizia, sicché il procedimento penale sospeso prosegue automaticamente in esito alla formazione del silenzio-rifiuto dopo l'inutile decorso del termine di sessanta giorni dalla richiesta.
Vedi anche C. Cass. pen. 24/06/2010, n. 24245. Per l'esclusione dell'applicabilità dell'art. 10-bis, L. 241/1990 ai procedimenti edilizi, vedi C. Cass. pen. 20/02/2012, n. 6670.