Source: https://www.giurdanella.it/2019/07/24/accesso-civico-circolare/
Timestamp: 2019-10-20 17:39:25+00:00
Document Index: 8692437

Matched Legal Cases: ['§ 2', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 6']

Accesso civico generalizzato, la Circolare del Governo - Giurdanella.it
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La Circolare chiarisce una serie di aspetti dubbi dell'accesso civico generalizzato, come i limiti allo stesso, le regole sull'eventuale istanza di riesame dopo un primo rigetto, la questione dei controinteressati all'accesso
Aggiornata e modificata la Circolare “Attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (c.d. FOIA)”, adottata nel 2017 dalla Ministro per la Pubblica Amministrazione, con la nuova circolare 1/2019 sulle questioni pratiche più importanti sulla gestione delle istanze di accesso civico
Circolare FOIA_n. 1 /2019
Circolare FOIA n. 2 /2017
Dopo circa due anni dalla prima circolare, il Governo torna a rivedere le modalità operative per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato, in modo da tenere conto dei diversi interventi dell’ANAC e della giurisprudenza amministrativa.
In particolare il nuovo documento riguarda i seguenti profili: criteri applicativi di carattere generale, regime dei costi, notifica ai controinteressati, partecipazione dei controinteressati alla fase di riesame, termine per proporre l’istanza di riesame, strumenti tecnologici di supporto.
I regolamenti sull’accesso delle singole amministrazioni non possono prevedere limiti all’accesso
In tema di accesso civico è facoltà delle PA adottare un regolamento interno per disciplinare la fattispecie, tuttavia non potendo il regolamento avere incidenza sull’estensione del diritto
La Circolare ribadisce che, come chiarito nella Circolare FOIA n. 2/2017 (§ 2.1), con il d.lgs. n. 97 del 2016 l’ordinamento italiano ha riconosciuto la libertà di accedere alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni come diritto fondamentale, in conformità all’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Dal carattere fondamentale del diritto di accesso generalizzato deriva che, nel definire le modalità di attuazione di questo istituto con regolamento o circolare, le pubbliche amministrazioni possono disciplinare esclusivamente i profili procedurali e organizzativi di carattere interno, ma non i profili di rilevanza esterna che incidono sull’estensione del diritto.
Pertanto deve ritenersi che “un generale riferimento a regolamenti che prevedano categorie di documenti sottratte all’accesso – considerando che le categorie di documenti ivi indicate devono essere interpretate in senso restrittivo – potrebbe non essere sufficiente a respingere un’istanza di accesso generalizzato.
In ogni caso, le disposizioni regolamentari esistenti – incluse quelle adottate ai sensi dell’art. 24, comma 2, della l. n. 241 del 1990 – possono essere utilizzate come ausilio interpretativo nella valutazione delle esclusioni dei limiti all’accesso civico generalizzato, compresa l’esistenza del pregiudizio, da verificare nel caso concreto, a uno degli interessi indicati dall’art. 5-bis del d.lgs. n. 33 del 2013 che potrebbe derivare dall’ostensione del dato o del documento richiesto”.
La gestione dell’accesso civico come elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale
La Circolare chiarisce, in generale, l’inosservanza del termine di conclusione del procedimento di accesso, nonché il rifiuto, il differimento, o la limitazione all’accesso civico generalizzato, al di fuori dei casi espressamente previsti dall’art. 5-bis del decreto trasparenza, costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, anche ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabil.
Inoltre il Ministero auspica l’introduzione di appositi obiettivi legati alla attuazione del decreto trasparenza.
I costi dell’accesso civico
Il principio generale, ricorda la Circolare è la gratuità delle istanze di accesso civico generalizzato.
Tuttavia il documento si dedica a chiarire la portata della gratuità.
La Relazione tecnica di accompagnamento al d.lgs. n. 97 del 2016 (art. 6) precisa che all’esercizio [del diritto di accesso civico generalizzato] da parte dei consociati le amministrazioni fanno fronte nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, anche in considerazione del fatto che, pur essendo l’accesso civico gratuito, lo stesso è comunque subordinato al rimborso del costo sostenuto dall’amministrazione per il rilascio di dati e documenti in formato elettronico o cartaceo, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.
Innanzitutto, a fronte di una istanza di accesso civico generalizzato possono essere addebitati solo i costi strettamente necessari per la riproduzione di dati e documenti richiesti, ad esclusione di qualsiasi altro onere a carico del cittadino.
In particolare, il costo rimborsabile, corrispondente a quello “effettivamente sostenuto e documentato dall’amministrazione per la riproduzione”, non include il costo per il personale impiegato nella trattazione delle richieste di accesso, essendo quest’ultimo un onere che, in linea di principio, grava sulla collettività che intenda dotarsi di un’amministrazione moderna e trasparente.
I controinteressati dell’accesso civico e la notifica in caso di accesso civico massivo
Ai sensi dell’art. 5, comma 5, del decreto trasparenza, «Fatti salvi i casi di pubblicazione obbligatoria, l’amministrazione cui è indirizzata la richiesta di accesso, se individua soggetti controinteressati, ai sensi dell’articolo 5-bis, comma 2, è tenuta a dare comunicazione agli stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione».
Al riguardo, la Circolare chiarisce che sono controinteressati tutti i soggetti che possono subire dall’accesso civico un pregiudizio concreto agli interessi privati indicati dall’art. 5-bis, comma 2, del decreto trasparenza, quali protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi proprietà intellettuale, diritto d’autore e segreti commerciali. In tale quadro, si precisa che con particolare riferimento ai dati personali, sono tali solo quelli riferibili a persone fisiche identificate o identificabili ai sensi dell’art. 4, par. 1, n. 1, del Regolamento (UE) 2016/6791.
Il documento quindi si concentra sulle modalità di comunicazione, chiarendo che, data la necessità di garantire l’integrità del diritto di difesa, le pubbliche amministrazioni devono rispettare le forme indicate dal decreto trasparenza anche quando il numero di controinteressati sia elevato.
A tal fine, in caso di coinvolgimento di un elevato numero di soggetti potenzialmente identificabili come controinteressati, le amministrazioni possono utilizzare la casella di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti interessati laddove fornita per le comunicazioni con la pubblica amministrazione come proprio domicilio speciale.
Solo qualore non sia stato possibile procedere alla notifica perché il numero di controinteressati è così elevato da rischiare di arrecare un serio pregiudizio al buon andamento, l’amministrazione può consentire l’accesso parziale, oscurando i dati personali o le parti dei documenti richiesti.
L’istanza di riesame dell’accesso civico
Altro tema sul quale interviene la Circolare è il riesame dell’accesso.
Il decreto trasparenza non individua un termine entro il quale proporre la domanda di riesame.
Tuttavia secondo il Governo ritenere che tale domanda sia proponibile senza termine darebbe luogo a problemi applicativi, legati al protrarsi nel tempo della situazione di incertezza circa l’effettiva conclusione della vicenda amministrativa relativa alla ostensibilità dei dati e/o dei documenti richiesti, determinando un sostanziale aggiramento del termine di decadenza (30 giorni) previsto per impugnare la decisione dell’amministrazione davanti al giudice o al difensore civico.
Per prevenire questo esito, la Circolare ritiene che il procedimento di riesame debba essere attivato entro il termine di 30 giorni dalla decisione di prima istanza, corrispondente al termine di decadenza previsto per la proposizione dei summenzionati rimedi (ricorso al giudice e al difensore civico).
Di seguito si riporta il testo integrale della circolare 1/2019 alle PA sul FOIA e accesso civico
In assenza di discipline speciali di settore che stabiliscano specifiche modalità di accesso, l’applicazione della disciplina generale in tema di accesso civico generalizzato non esclude che ai costi addebitabili al richiedente possano cumularsi – come avviene per l’accesso procedimentale alla documentazione urbanistica e/o edilizia – gli oneri in materia di bollo e i diritti di ricerca e visura.
La Relazione tecnica di accompagnamento al d.lgs. n. 97 del 2016 (art. 6), infatti, fa salve le disposizioni in materia, precisando che “all’esercizio [del diritto di accesso civico generalizzato] da parte dei consociati le amministrazioni fanno fronte nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, anche in considerazione del fatto che, pur essendo l’accesso civico gratuito, lo stesso è comunque subordinato al rimborso del costo sostenuto dall’amministrazione per il rilascio di dati e documenti in formato elettronico o cartaceo, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura”.
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