Source: https://www.laleggepertutti.it/105329_equitalia-cartella-nulla-se-la-notifica-va-a-vuoto-senza-ulteriori-ricerche
Timestamp: 2018-07-22 01:27:42+00:00
Document Index: 135808849

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Equitalia: cartella nulla se la notifica va a vuoto senza ulteriori ricerche
Lo sai che? Equitalia: cartella nulla se la notifica va a vuoto senza ulteriori ricerche
Contribuente sconosciuto all’indirizzo di residenza o al citofono: la notifica è nulla se l’ufficiale giudiziario non fa ulteriori indagini.
Se l’ufficiale giudiziario incaricato di notificare la cartella di pagamento di Equitalia non trova il destinatario dell’atto nel luogo di residenza indicato sulla busta non può lavarsi le mani e chiudere le operazioni di notifica semplicemente scrivendo sulla relata “sconosciuto in loco”, ma è tenuto a effettuare ulteriori ricerche. Diversamente la notifica è nulla. Così, se il contribuente impugna il pignoramento subìto successivamente, o il preavviso di ipoteca o il fermo auto, sostenendo che nessuna cartella esattoriale gli è mai stata notificata prima, Equitalia, nel fornire la prova contraria, non può limitarsi a esibire una semplice notifica andata a vuoto per non avere l’agente notificatore trovato il destinatario all’indirizzo indicato sulla busta. È necessario dimostrare di aver tentato un’ulteriore e approfondita ricerca.
È quanto chiarito dalla Cassazione con una ordinanza pubblicata poche ore fa [1].
Secondo i Supremi giudici, è illegittima la notifica della cartella di pagamento se l’agente notificatore si limita ad annotare che il contribuente risulta sconosciuto. Perché il destinatario venga a conoscenza dell’atto di intimazione, è necessario effettuare le doverose ricerche, non bastano invece le mere attestazioni del messo notificatore “sconosciuto sui citofoni” e “sconosciuto in loco”.
La notifica non può essere valida se il tentativo di rintracciare il contribuente si è limitato solo al luogo di sua residenza anagrafica: la relata della cartella, che si è tentato di consegnare presso la residenza anagrafica del contribuente, non è sufficiente ad attestare l’irreperibilità assoluta dell’uomo solo perché il suo nome non era presente alla porta o sul citofono. Sebbene nessuna norma prescriva quali specifiche attività debbano esattamente essere compiute, né con quali espressioni verbali e in quale contesto documentale debba essere espresso il risultato di tali ricerche, è comunque necessario che emerga chiaramente che le ricerche sono state effettuate, che sono attribuibili al messo notificatore e riferibili alla notifica in esame. Dalla mera attestazione “sconosciuto sui citofoni” e “sconosciuto in loco” non emerge – così si legge nel provvedimento della Cassazione – “se il messo notificatore abbia effettuato ricerche di sorta e, in ipotesi, quali per pervenire alla conclusione che il destinatario della notifica fosse sconosciuto in loco”.
Il tentativo di notifica presso la residenza anagrafica per attestare l’irreperibilità assoluta del destinatario non basta, perché anche se è ignoto il nuovo indirizzo del destinatario è compito del notificante verificare la presenza del destinatario sia all’indirizzo dove è stata richiesta la notifica che nell’intero comune; la relata «sconosciuto sui citofoni» non basta per fare presumere l’effettuazione di ricerche al fine di indicare il destinatario come «sconosciuto in loco», perché l’acquisizione di notizie e/o effettuazione di ricerche, pur non essendo regolata da alcuna norma, deve essere compiuta per giustificare il percorso logico inteso a ricondurre correttamente il tentativo di notifica. Risultato: il notificatore deve sempre verificare la presenza del destinatario sia all’indirizzo dove è stata richiesta la notifica sia nell’intero Comune. Infatti egli deve sempre verificare quanto già risulta dai registri pubblici.
[1] Cass. sent. n. 24082/15 del 25.11.2015.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 8 luglio – 25 novembre 2015, n. 24082
« La Sig.ra B. M. ricorre contro L’ Agente di riscossione Milano E. Nord S.p.a per la cassazione della sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, riformando la sentenza di primo grado, ha giudicato valida la notifica della cartella di pagamento effettuata al dante causa della ricorrente ai sensi dell’articolo 60, lett. e), D.P.R. n. 600/1973 sul presupposto che la notifica tentata alla sua residenza anagrafica non era andato a buon fine per essere il contribuente risultato “sconosciuto in loco”, come annotato dall’agente notificatore.
li ricorso si fonda su due motivi.
Con il primo motivo, riferito all’art. 360, comma 1°, n.3 c.p.c, la ricorrente denuncia la violazione dell’art. 148 c.p.c. e dell’art. 60, lettera e), dei D.P.R. n.600/1973 in cui la Commissione Tributaria Regionale sarebbe incorsa ritenendo legittimo il ricorso alla procedura notificatoria di cui all’articolo 60, lettera e), del D.P.R. n.600/1973, ancorché nella relata del tentativo di notifica effettuata all’indirizzo di residenza anagrafica dei destinatario fosse annotato solo che quest’ultimo sarebbe stato “sconosciuto in loco”; secondo la ricorrente tale annotazione non sarebbe idonea a dare atto del compimento delle doverose ricerche da parte dell’agente notificatore e rappresenterebbe una formula assolutamente generica, non atta a soddisfare i requisiti richiesti dall’art. 148 c.p.c e non suscettibile di contestazione mediante una querela di falso.
Con il secondo motivo, proposto in via subordinata al diniego dei primo motivo dei ricorso, la ricorrente richiede, a causa della sopravvenuta morte del contribuente, la riduzione della pretesa erariale nei limiti del valore dell’eredità accettata con beneficio d’inventario.
L’E. Nord S.p.a si costituisce con controricorso, mediante il quale sostiene l’infondatezza dei ricorso, sostenendo l’inammissibilità nel giudizio di cassazione di questioni relative alla interpretazione della relata di notificazione e affermando la legittimità dell’attività notificatoria svolta dall’ufficio.
il primo motivo è fondato ed assorbe il secondo.
Nel caso di specie, a differenza di quanto sostenuto dal contro ricorrente, non è in questione l’interpretazione della relata di notifica, ma l’applicazione data dal giudice di merito alle regole che disciplinano il procedimento di notifica.
In particolare, Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto che la relata della notifica della cartella tentata presso la residenza anagrafica del contribuente fosse sufficiente ad attestare validamente l’irreperibilità assoluta del medesimo (e, conseguentemente, a legittimare la notifica ai sensi dell’art. 60, lettera e), D.P.R. 600/73) sul presupposto di fatto che “il contribuente non è stato reperito all’indirizzo della residenza dichiarata e risultante dal certificato anagrafico perché «sconosciuto sui citofoni» e «sconosciuto in loco»”; in proposito nella sentenza gravata si argomenta che:
1) “l’ignoranza del nuovo indirizzo del destinatario non può certo addebitarsi all’amministrazione notificante alla quale non può essere richiesta un’opera di investigazione che vada oltre quanto risultante dei registri pubblici” (terzultimo rigo, pagina 2 della sentenza);
2) “La relazioni notifica, in quanto atto pubblico, fa piena prova fino a querela di falso di tutto ciò che si è presentato alla diretta percezione dell’ufficiale giudiziario e delle attività dal medesimo certificate” (rigo quarto, pagina 3 della sentenza).
Il giudice territoriale, ritenendo che per legittimare il ricorso alla procedura notificatoria di cui all’articolo 60, lettera e), D.P.R. 600/73 fossero sufficienti le mere attestazioni del messo notificatore «sconosciuto sui citofoni» e «sconosciuto in loco», è incorso nella violazione del principio, più volte affermato da questa Corte (sentenze nn. 20425/07, 3464/08, 29698/08), che, con riferimento alla previa acquisizione di notizie e/o al previo espletamento delle ricerche, nessuna norma prescrive quali attività devono esattamente essere a tal fine compiute, ne’ con quali espressioni verbali ed in quale contesto documentale deve essere espresso il risultato di tali ricerche, purché emerga chiaramente che le ricerche sono state effettuate, che sono attribuibili al messo notificatore e riferibili alla notifica in esame; dalla mera attestazione «sconosciuto sui citofoni» e «sconosciuto in loco» non emerge, infatti, se il messo notificatore abbia effettuato ricerche di sorta – e, in ipotesi, quali – per pervenire alla conclusione che il destinatario della notifica fosse “sconosciuto in loco”.
Né è concludente il riferimento della sentenza gravata alla fede privilegiata, fino a querela di falso, della relata di notifica, giacché tale fede privilegiata assiste le attestazioni che riguardano l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario procedente e limitatamente ai soli elementi positivi di essa, mentre non sono assistite da pubblica fede le attestazioni negative (Cass., Sez. 1, sent. n.20971/2012) né i giudizi di fatto (quale quello che il destinatario è “sconosciuto in loco”, che non può desumersi dalla mera circostanza che il medesimo sia “sconosciuto sui citofoni”) formulati dall’ufficiale giudiziario procedente senza dare conto delle ricerche sulla cui base tali giudizio si fondino.
In conclusione, si propone l’ accoglimento del primo mezzo di ricorso e, assorbito il secondo, la cassazione della sentenza gravata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale perché questa si attenga al principio che l’accertamento dell’irreperibilità assoluta del destinatario di un notifica, legittimante il ricorso alla procedura notificatoria di cui all’articolo 60, lettera e), D.P.R. 600/73 presuppone l’accertamento che le ricerche siano state effettuate,
che siano attribuibili al messo notificatore e che siano riferibili alla notifica in esame..» che E. Nord si è costituita con controricorso;
che la relazione è stata notificata alle parti;
che la contro ricorrente ha depositato memoria;
Al riguardo il Collegio osserva che – se va condiviso il principio che compete al giudice di merito interpretare la relata di notifica e valutare la sufficienza delle ricerche effettuate dall’agente notificatore prima di notificare una atto impositivo ai sensi della lettera e) dell’articolo 60 DPR 600/73 – deve tuttavia rilevarsi che l’attività di interpretazione della relata dì notifica e di valutazione della sufficienza delle ricerche presuppone che delle stesse vi sia traccia (non importa in quale contesto documentale) agli atti dei giudizio, giacché, diversamente, non risulterebbe soddisfatto il requisito che i precedenti di questa Corte citati nella relazione indicano quale presupposto di legittimità della notifica ex lettera e) dell’articolo 60 DPR 600/73, ossia che “emerga chiaramente che le ricerche sono state effettuate, che sono attribuibili al messo notificatore e riferibili alla notifica in esame”. A tale considerazione va anche aggiunto che dalla lettera della legge (“quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente “) emerge che le suddette ricerche devono avere ad oggetto la presenza dei destinatario non nel (solo) indirizzo ove è stata richiesta la notifica, ma nell’intero comune (cfr. Cass. 1440/13 In tema di notificazione degli atti in materia tributaria, qualora risulti che il contribuente si sia trasferito in località sconosciuta, il messo notificatore, prima di procedere alla notifica ai sensi dell’ari. 60, primo comma, lettera e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, deve effettuare ricerche nel comune dove è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo nell’ambito dello stesso comune”; conf. Cass. 4925/07).
Si deve quindi, in definitiva, accogliere il ricorso e cassare con rinvio la sentenza gravata.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza gravata e rinvia ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che regolerà anche le spese dei presente giudizio.