Source: https://www.laleggepertutti.it/280424_pubblicita-occulta-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-10-14 21:59:02+00:00
Document Index: 48244571

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 8']

Pubblicità occulta: ultime sentenze
Pubblicità occulta e trasmissione televisiva; scopo promozionale; pubblicità radiofonica; pubblicità televisiva; ruolo dell’Agcm; codice deontologico forense; informazione pubblicitaria.
La pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile. E’ vietata ogni forma di pubblicità subliminale in grado di trasmettere un messaggio ingannevole ai consumatori. In quali casi una pratica commerciale può essere considerata scorretta? Come si può riconoscere una pubblicità occulta? In che modo è possibile tutelare i consumatori? Come avviene l’accertamento della pubblicità occulta? Scopri le risposte a queste e a tante altre domande leggendo le pronunce giurisprudenziali più recenti contenute in questo articolo.
1 Cos’è la pubblicità occulta?
2 Pratica commerciale: quando è scorretta?
3 Avvocato: pubblicità lesiva del decoro e della dignità professionale
4 Natura promozionale del messaggio: occultamento
5 Qual è il ruolo dell’Agcm?
6 Accertamento dello scopo promozionale
7 Pubblicità ingannevole: pregiudizio economico
8 Pubblicità occulta redazionale
9 Slogan nella trasmissione televisiva
10 Pubblicità radiofonica e televisiva
11 Pubblicità occulta: destinatari del messaggio
Cos’è la pubblicità occulta?
Costituiscono pubblicità occulta, in violazione degli artt. 20, 22, comma 2, e 23, comma 1, lett. m), del codice del consumo (d.lg. n. 206/2005), le affermazioni relative all’efficacia terapeutica delle sostanze minerali e vegetali contenute in una linea di integratori alimentari esplicitamente citati, rilasciate nell’ambito di una trasmissione televisiva di natura medico-scientifica da un giornalista che detiene il controllo congiunto della società che commercializza i prodotti pubblicizzati e che ha stipulato numerosi contratti con l’emittente che ha diffuso il programma per l’acquisto di spazi di programmazione nel palinsesto, essendo occultati lo scopo promozionale del programma e la circostanza che il giornalista ha un interesse diretto nella società che commercializza gli integratori reclamizzati.
Garante concorr. e mercato, 13/09/2018, n.27325
È scorretta, ai sensi degli artt. 20, comma 2, e 22, comma 2, del Codice del consumo, la pratica commerciale consistente in una fattispecie di pubblicità occulta che assume la forma di un redazionale.
A tal fine, rileva, nel caso concreto, da un lato, lo scopo promozionale, che, in assenza di un chiaro rapporto di committenza, è suffragato dalla presenza di chiari elementi distintivi rispetto ad un servizio giornalistico (le immagini dei prodotti sono ingrandite, riquadrate in rosso ed isolate dal contesto, e vengono citati in modo specifico la marca, il prezzo e le principali caratteristiche dei prodotti); dall’altro lato, non è stato adottato alcun accorgimento o indicazione che renda evidente ai consumatori la natura promozionale del messaggio (non risultando alcuna indicazione quale “informazione pubblicitaria“, né alcun format grafico che renda riconoscibile la vera natura del messaggio).
Garante concorr. e mercato, 29/01/2014, n.24778
Avvocato: pubblicità lesiva del decoro e della dignità professionale
In tema di responsabilità disciplinare degli avvocati, la pubblicità informativa che lede il decoro e la dignità professionale costituisce illecito, ai sensi dell’art. 38 del r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578, poiché l’abrogazione del divieto di svolgere pubblicità informativa per le attività libero-professionali, stabilita dall’art. 2 d.l. 4 luglio 2006 n. 223, conv. nella l. 4 agosto 2006 n. 248, non preclude all’organo professionale di sanzionare le modalità ed il contenuto del messaggio pubblicitario, quando non conforme a correttezza, in linea con quanto stabilito dagli art. 17, 17 bis e 19 del codice deontologico forense, e tanto più che l’art. 4 comma 2 d.P.R. 7 agosto 2012 n. 137 statuisce che la pubblicità informativa deve essere “funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l’obbligo di segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria”.
(Nel caso di specie, si è ritenuto che integrasse “pubblicità occulta” della propria attività professionale, come tale non consentita, l’intervista ad un legale, pubblicata sul supplemento mensile di un quotidiano che per caratteristiche intrinseche quali il tipo di pubblicazione, il titolo dell’articolo, la forma, e il contenuto dell’intervista, non consentiva al lettore di percepire con immediatezza di trovarsi al cospetto di un’informazione pubblicitaria).
Cassazione civile sez. un., 03/05/2013, n.10304
Natura promozionale del messaggio: occultamento
L’occultamento della natura promozionale di un messaggio è di per sé idoneo a determinare un falso convincimento nel consumatore e a condizionarne le scelte, per cui va ricondotto il concetto di ingannevolezza anche alla pubblicità occulta, in base al principio secondo cui la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale e che è vietata ogni forma di pubblicità subliminale: la pubblicità ingannevole, infatti, è insita in un qualsiasi messaggio che possa indurre in errore i soggetti a cui è rivolto e in tale ambito rientra la pubblicità occulta, che si sostanzia in una condotta insidiosa fondata su un’informazione apparentemente neutrale e disinteressata, che può portare un pregiudizio economico al mercato dei consumatori con possibilità di competenze anche concorrenti al riguardo — ma per la tutela di interessi diversi — dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e di quella delle Telecomunicazioni.
Consiglio di Stato sez. VI, 12/03/2012, n.1387
Qual è il ruolo dell’Agcm?
L’Agcm è dominus del procedimento istruttorio volto all’accertamento della pubblicità occulta ed ingannevole e rientra nella discrezionalità di questa stabilire — purché nel rispetto delle norme regolamentari, del contraddittorio e dei principi del giusto procedimento — il quomodo dell’attività istruttoria da svolgere.
I destinatari dell’accertamento, pertanto, possono dolersi di tali valutazioni discrezionali laddove possano dimostrare che dalle opzioni seguite dall’Autorità in punto di trattazione congiunta e/o separata degli episodi siano discese illegittimità in un vizio del contraddittorio o del diritto di difesa, ovvero in una carenza istruttoria o motivazionale.
Consiglio di Stato sez. VI, 20/07/2011, n.4390
Accertamento dello scopo promozionale
In materia di pubblicità occulta, anche in mancanza di prova storica del rapporto di committenza, lo scopo promozionale può essere accertato sulla base di elementi gravi, precisi e concordanti tra i quali, in particolare, l’esibizione innaturale del prodotto e la non strumentalità di tale esibizione alle finalità di programma.
Consiglio di Stato sez. VI, 12/01/2011, n.113
Pubblicità ingannevole: pregiudizio economico
Poiché la normativa in materia di pubblicità occulta non ha la mera funzione di assicurare una reazione alle lesioni arrecate dalla pubblicità ingannevole agli interessi del consumatore, ma si colloca su di un più avanzato fronte di prevenzione, essendo tesa ad evitare effetti dannosi anche soltanto ipotetici, è stata esclusa la necessità sia che rispetto ad un dato comunicato venga accertata la condizione soggettiva media di intelligenza del consumatore, sia che risulti un pregiudizio economico derivante dalla pubblicità ingannevole.
La violazione, nell’informazione pubblicitaria, del dovere di rispettare i parametri di correttezza fissati dalla normativa vigente sussiste, pertanto, anche quando la carenza di uno dei requisiti voluti dalla legge sia solo potenzialmente idonea a ledere la libertà di autodeterminazione del consumatore.
TAR Roma, (Lazio) sez. I, 08/04/2009, n.3723
Pubblicità occulta redazionale
Non integra un’ipotesi di pubblicità occulta redazionale, in violazione agli art. 20, 21, 22 e 23 lett. m) d.lg. n. 206 del 2005 (codice del consumo), la ripubblicazione di articoli già apparsi su di un periodico trimestrale, originariamente non concepiti con l’obiettivo di essere ripubblicati in uno “speciale” e risultato di una rielaborazione giornalistica, nonché privi di riferimenti diretti a prodotti e marchi o di toni particolarmente enfatici.
Garante concorr. e mercato, 13/11/2008, n.19142
Slogan nella trasmissione televisiva
È una forma di pubblicità occulta e, pertanto, viola l’art. 7 c.a.p., l’intervento, nel corso di una trasmissione televisiva, del direttore generale di una industria farmaceutica volto a spiegare la composizione, le qualità e le proprietà di un integratore a base di estratto di tè verde cinese deteinato, che contenga una serie di slogan che non hanno apportato contributi generali significativi al tema della trasmissione, hanno occupato una parte importante della trasmissione stessa e non sono stati sufficientemente riequilibrati dal conduttore della trasmissione e dall’ospite tecnico delle medesima.
Giurì cod. aut. pubb.ria, 10/06/2008, n.53
L’entrata in vigore del d.lg. 25 gennaio 1992 n. 74 (recante l’attuazione della direttiva Cee n. 450/84, in materia di pubblicità ingannevole) non ha determinato l’abrogazione tacita della disciplina di cui alla l. 6 agosto 1990 n. 223 (concernente il sistema radiotelevisivo pubblico e privato) che, all’art. 8, attribuisce la competenza in materia di pubblicità televisiva occulta all’Autorità per le comunicazioni (Agcom), ma ha dato luogo ad un sistema di disposizioni che disciplinano, rispettivamente, i profili della pubblicità involgenti i suoi aspetti « contenutistici » (ingannevolezza) e « diffusivi » (nella specie modalità di tipo occulta, con riferimento al problema della riconoscibilità della pubblicità mediante l’utilizzo di mezzi ottici ed acustici), con la conseguenza che i primi rientrano nel novero delle competenze dell’Autorità per le garanzie della Concorrenza e del Mercato (Antitrust), i secondi, in quello dell’Autorità per le comunicazioni.
Consiglio di Stato sez. VI, 08/02/2008, n.420
Pubblicità occulta: destinatari del messaggio
Nessun rilievo ha – sul concetto di pubblicità ingannevole, anche nella forma di pubblicità occulta – la natura dei destinatari del messaggio, atteso che il principio che si intende salvaguardare ha un valore in sé, ed è diretto a tutelare anche il corretto svolgersi del mercato, a garanzia non solo dei consumatori ma anche degli operatori economici concorrenti.
TAR Roma, (Lazio) sez. I, 13/12/2007, n.13217