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Timestamp: 2019-03-26 07:54:46+00:00
Document Index: 25290574

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 5']

N. 01383/2019 REG.PROV.COLL.
N. 07838/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 7838 del 2018, proposto da
Ulderico Luzi, rappresentato e difeso dagli avvocati Franco Mastragostino e Maria Chiara Lista, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Francesca Giuffre' in Roma, via dei Gracchi n.39;
Ministero della Difesa - Direzione Generale della Previdenza e della Leva - 1° Reparto, 2° Divisione - Roma, Ministero della Difesa - D.G.P.M. Aeronautica non costituiti in giudizio;
della sentenza del TAR per il Lazio, Sez. I-bis, 20 febbraio 2018, n. 1934, e per la nomina di apposito Commissario ad acta.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2018 il dott. Roberto Vitanza e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Il ricorrente, sottufficiale dell’Aeronautica militare, già in servizio nel servizio di aerosoccorso, chiede la puntuale esecuzione della sentenza del TAR per il Lazio, Sez. I-bis, 20 febbraio 2018, n. 1934.
Il predetto ha ottenuto, giudiziariamente, la corresponsione della “indennità supplementare di aerosoccorso” quale emolumento mensile.
L’attuale ricorrente, al momento del suo collocamento in congedo, constatava che l’indicata indennità non era computata nel rateo di pensione.
Conseguentemente lo stesso adiva il giudice contabile al fine del riconoscimento della pensionabilità della indicata indennità.
La Corte dei Conti, sia in primo grado che in appello, respingeva la domanda del ricorrente statuendo che l’indicata indennità non poteva essere configurata, proprio in relazione alla peculiare natura della stessa, quale parte integrante il trattamento retributivo e quindi pensionabile, mantenendo la stessa una connotazione estemporanea e legata al peculiare servizio svolto.
Il ricorrente con istanza del giorno 8 maggio 2017, ha chiesto il rilascio di “copia del provvedimento che riconosce all’indennità di aerosoccorso, la detrazione fiscale del 50% relativa all’indennità di volo”; chiedeva, inoltre, “se nel provvedimento relativo all’indennità ordinaria di imbarco-controllo spazio aereo e operativa fosse inserita la medesima detrazione fiscale”, e da ultimo chiedeva “quale fosse la disciplina specifica per la liquidazione, durante il servizio, delle indennità cosiddette ordinarie come sentenziato dalla Corte dei conti”.
Tale istanza veniva reiterata in data 5 luglio 2017.
Le indicate richieste non venivano riscontrate dalla p.a..
Il ricorrente, pertanto, adiva questo Tar chiedendo l’ostensione degli indicati documenti.
Il TAR per il Lazio, Sez. Prima Bis, con sentenza n. 1934/2018, pubblicata in data 20 febbraio 2018, dopo aver disposto la conversione del rito da ricorso per accesso ai documenti amministrativi, in ricorso avverso il silenzio e dopo aver premesso che : “Si tratta, all’evidenza, di una richiesta che non attiene ad un contesto documentale vero e proprio, ma riguarda una evenienza conoscitiva dell’intero impianto giuridico della indennità di aerosoccorso”, ordinava alla attuale resiste di riscontrare l’istanza del ricorrente.
La p.a. provvedeva, in data 13 marzo 2018, trasmettendo al difensore del ricorrente due note.
Con la prima veniva rassegnata una ricognizione delle norme al riguardo vigenti, mentre con la seconda veniva riassunta la questione sotto il profilo fiscale e previdenziale.
Il ricorrente non si dichiarava soddisfatto del contenute delle indicate note, asseritamente non conformi alla statuizione giuridica e chiedeva, in data 23 marzo 2018, il corretto adempimento della sentenza.
La p.a. con la nota trasmessa direttamente al ricorrente in data 9 aprile 2018 ha, in buona sostanza, ribadito quanto già comunicato con le due precedenti note.
Ritiene il ricorrente che le risposte fornite al riguardo dalla p.a. siano elusive del giudicato, reagendo con il presente ricorso giurisdizionale in cui ha ribadito che :” ancora una volta, non è chiarito quale sia e se esista un provvedimento dell’Amministrazione da cui risulti la natura meramente indennitaria dell’indennità di aerosoccorso”.
Conseguente con il ricorso oggetto del presente scrutinio la parte ha chiesto di : “- esibire il documento/provvedimento/circolare che disponga sulla natura indennitaria della indennità supplementare di ARS; ovvero, che l’Amministrazione evidenzi apertamente l’inesistenza di alcun documento/provvedimento al riguardo;
- che risponda sui profili fiscali della predetta indennità di ARS, di cui il ri-corrente ha chiesto la precisazione, con argomentazioni comprensibili ed esaustive; in particolare, che esibisca il provvedimento dal quale emerge se l’indennità di aerosoccorso, poiché inerente ad una attività connessa al volo, come l’indennità di aeronavigazione, ha anch’essa usufruito della detrazione fiscale ai fini IRPEF del 40% (fino al 1997) e del 50% dal 1998 in avanti, come disposto per l’indennità di aeronavigazione;
- che esibisca il documento o una debita dichiarazione da cui risulti se l’indennità operativa, l’indennità di imbarco, e l’indennità di controllo dello spazio aereo – che sono pensionabili – usufruiscono anch’esse della detrazione del 50% ai fini IRPEF”, con la richiesta di nomina di un commissario ad acta.
La questione sottoposta allo scrutinio del Collegio, è bene ribadire, riguarda esclusivamente una asserita elusione del giudicato, nei termini espressi nella sentenza n. 1934/2018.
Come precisato la questione sostanziale non riguardava, come erroneamente ritiene il ricorrente, l’accesso agli atti, atteso che l'accesso ordinario ha ad oggetto documenti amministrativi, nei termini precisati dall’art. 22 L.241/1990, dovendosi, pertanto, escludere che, attraverso detto istituto, possano trovare ingresso richieste finalizzate ad un controllo generalizzato dell'operato dell'amministrazione, evenienza questa riconducibile al caso di specie, in cui la parte ricorrente non ha precisato neppure i documenti richiesti, i cui estremi, infatti, non sono stati dal medesimo indicati né, in qualche modo, resi identificabili, limitandosi il ricorrente ad avanzare una istanza meramente interlocutoria.
E’ noto e non merita particolare approfondimento il fatto che sono inammissibilità quelle richieste, come quella avanzata dal ricorrente, che si risolvano, nella sostanza, in formulazione di quesiti.
Né la questione si presta ad essere declinata nel contesto dell'art. 5 bis del D.Lgs. n. 33 del 2013 (accesso civico generalizzato).
Infatti, la indicata norma, tra l’altro, prevede, che l'accesso ai " dati e documenti" può riguardare esclusivamente dati e documenti "detenuti" dall'amministrazione.
Deve, al riguardo, essere evidenziato che non consta che l'amministrazione abbia la disponibilità di dati ulteriori rispetto a quelli già forniti al richiedente, né la parte ha fornito alcuna dimostrazione probatoria circa la sussistenza della indicate informazioni da parte della resistente contenute in documenti amministrativi.
Pertanto, il ricorso deve essere respinto avendo la p.a. provveduto a riscontrare l’istanza del ricorrente, né la parte ha dimostrato la esistenza di ulteriori documenti che avrebbe eventualmente consentito la conversione della presente azione.
Nulla per le spese attesa la mancata costituzione della resistente.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), respinge il ricorso avanzato.
Roberto Vitanza,	Primo Referendario, Estensore