Source: http://www.filcams.cgil.it/c-m-ministero-del-lavoro-e-delle-politiche-sociali-18-05-2006-n-16/
Timestamp: 2018-01-23 02:18:49+00:00
Document Index: 100791751

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 43', 'art. 18', 'art. 4']

C.M. Ministero del lavoro e delle politiche sociali 18-05-2006, n. 16
Circ. 18-5-2006 n. 16
Chiarimenti sull’applicazione dell’art. 9 della legge n. 53 del 2000 e sulle modalità di presentazione dei progetti di azioni positive per la flessibilità in favore della conciliazione tra vita professionale e familiare.
Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale del mercato del lavoro, Divisione IV.
La presente circolare contiene alcune specifiche in merito ai progetti finanziabili ex legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 9, con particolare riferimento ai soggetti che possono presentare richiesta di finanziamento, alla durata delle azioni e ai termini di presentazione dei progetti.
Le precedenti circolare n. 14/2002 del 12 marzo 2002 e circolare n. 4/2003 del 10 marzo 2003, e i relativi allegati, sono da intendersi aggiornate e a tutti gli effetti superate dalla presente.
I documenti cui è necessario attenersi per la presentazione delle richieste di finanziamento: Guida rapida, Schemi per la definizione dei costi, Guida alla compilazione degli Schemi per la definizione dei costi, sono disponibili e scaricabili dal sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali: www.welfare.gov.it.
1. Soggetti finanziabili.
Con specifico riferimento alle tipologie di azione previste dalle lettere a) flessibilità di orario e b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo un periodo di congedo parentale, possono essere ammesse a finanziamento le imprese di diritto privato, individuali o collettive, a partecipazione pubblica, totale o parziale, poiché detta partecipazione non intacca il regime di tipo privatistico nel quale esse operano ed agiscono.
Si precisa che rientrano tra i soggetti non ammissibili anche gli Enti pubblici e le pubbliche Amministrazioni, comprese le ASL, di cui all’art. 1, comma 2 del D.Lgs. n. 165 del 2001.
Con specifico riferimento all’azione di sostituzione prevista dalla lettera c), possono essere ammessi al finanziamento i seguenti soggetti:
- titolare di impresa, inteso come colui che esercita individualmente l’attività d’impresa (con o senza dipendenti/collaboratori);
- lavoratore/trice autonomo/a, inclusi i/le liberi/e professionisti/e;
- lavoratori/trici a progetto (a condizione che vi sia l’assenso esplicito del committente sulla sostituzione e sul sostituto).
Per tutte le tipologie di progetto, la dimostrazione di essere un soggetto in condizione di ammissibilità, tramite opportuna documentazione, è una responsabilità a carico del soggetto richiedente il finanziamento.
Si precisa, inoltre, che le aziende che hanno già usufruito di finanziamenti ai sensi dell’art. 9, lettere a), b), c), possono presentare una nuova domanda di finanziamento alle seguenti condizioni:
- che il precedente progetto sia concluso in ogni sua parte, incluse la visita ispettiva e l’autorizzazione al pagamento del saldo;
- che il nuovo intervento contenga e indichi chiaramente elementi di novità sostanziale rispetto al precedente (ad esempio, sviluppando un’azione riferita ad una diversa tipologia progettuale ovvero per una differente azione positiva di flessibilità).
2. Durata delle azioni.
La durata massima delle azioni è di 24 mesi. Per i progetti riferiti alle tipologie b) e c), in considerazione della natura delle azioni cui sono riferite, sono necessarie alcune precisazioni aggiuntive, che comportano una ulteriore delimitazione dei termini temporali cui riferire la durata dell’azione.
La durata dei programmi di formazione al rientro – lettera b) – deve essere proporzionata alle effettive esigenze, in relazione alle mansioni svolte e alla posizione ricoperta in azienda, del lavoratore/trice in rientro da un congedo parentale, e quindi alla durata dello stesso. Si ricorda, inoltre, che la necessità di attuare un programma di formazione al rientro si configura a partire da un periodo di congedo di almeno 60 giorni.
L’estensione del congedo parentale cui riferire la sostituzione prevista dalla lettera c) non può eccedere i 12 mesi. La durata massima dell’azione di 24 mesi è dunque da intendersi esclusivamente riferita ai soli casi in cui vi sia la necessità di coprire un congedo parentale frazionato, sempre nel limite dei 12 mesi complessivi sopra indicato.
3. Documenti per la presentazione della richiesta di finanziamento.
Per la richiesta di finanziamento è necessario:
- compilare il "Modello di domanda per l’ammissione ai finanziamenti" scaricabile dal sito del Ministero, tenendo presente che le informazioni da riportare nella sezione "Preventivo delle spese" devono essere necessariamente accompagnate dalla compilazione dello "Schema per la definizione del piano dei costi" utilizzando il modello riferito alla tipologia prescelta, anch’esso scaricabile dal sito del Ministero.
- allegare la seguente documentazione:
1. l’accordo sindacale, presupposto indispensabile per l’ammissibilità al finanziamento per i progetti di lett. a) e b), che, come previsto dall’art. 2 del decreto ministeriale 15 maggio 2001 , deve essere di secondo livello, aziendale o territoriale;
2. l’intesa nazionale o territoriale tra le associazioni datoriali, presupposto indispensabile per l’ammissibilità al finanziamento per i progetti di lett. c);
3. la dichiarazione di non avere contemporaneamente richiesto finanziamenti ai sensi dell’art. 2 della legge n. 125 del 1991 (per tutte le tipologie);
4. una copia del C.C.N.L. applicato nell’azienda, su supporto informatico o cartaceo, per i progetti di lett. a) e b);
5. dichiarazione di autorizzazione al trattamento dei dati [lett. a), b), c)];
6. certificato della Camera di commercio, ovvero copia dell’atto costitutivo o statuto [lett. a), b), c)];
7. certificazione I.N.P.S. e I.N.A.I.L. [lett. a), b), c)];
8. coordinate bancarie [lett. a), b), c)];
9. codice fiscale [lett. a), b), c)];
10. visura camerale (lettera c);
11. parametri di riferimento per il compenso del sostituto [(lettera c)];
12. nel caso di lavoratore autonomo, elementi e documenti attinenti la propria attività [(lett. c)]; in caso di adesione a una sperimentazione promossa dalle autonomie locali, allegare la documentazione relativa [lett. a), b), c)].
Si precisa che le richieste di finanziamento non conformi al contenuto della presente circolare e non corredate della documentazione indicata nei punti da 1. a 4. non potranno essere ammesse a valutazione.
I documenti elencati ai punti successivi, se non trasmessi contestualmente alla domanda di finanziamento, dovranno pervenire entro quindici giorni dalla scadenza di presentazione, ad eccezione della documentazione già in possesso dell’Amministrazione procedente, ovvero detenuta istituzionalmente da altre pubbliche Amministrazioni, per la quale si applica il comma 1 dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000 e il comma 2 dell’art. 18 della legge n. 241 del 1990, e successive modificazioni. Al riguardo si precisa che l’interessato dovrà comunicare all’Amministrazione gli elementi necessari per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti.
4. Termini di presentazione dei progetti.
Le scadenze per la presentazione dei progetti sono: il 10 febbraio, 10 giugno e 10 ottobre di ogni anno, come previsto dall’art. 4 del decreto ministeriale 15 maggio 2001.
I progetti dovranno essere inviati in originale e due copie e indirizzati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale del mercato del lavoro – Divisione IV, Via Fornovo 8, 00192 Roma.
Al fine di accelerare l’iter di valutazione, i progetti dovranno pervenire entro e non oltre la data di scadenza di presentazione a cui si intende partecipare, tramite spedizione postale con ricevuta di ritorno, ovvero consegna a mano allo stesso ufficio all’indirizzo sopra riportato, che provvederà a rilasciare apposita ricevuta di arrivo.
Si evidenzia dunque che il termine per la presentazione è rappresentato dalla data di arrivo del progetto all’Amministrazione e non da quella del timbro postale di partenza del plico.
I progetti pervenuti fuori termine saranno restituiti all’azienda proponente e potranno essere aggiornati e ripresentati entro la successiva scadenza.
Si fa presente infine che presso la Direzione generale del mercato del lavoro opera una task force dedicata allo sviluppo delle azioni di conciliazione, alla quale è possibile rivolgersi per indicazioni e supporto in fase di progettazione, tramite il seguente indirizzo di posta elettronica: progettoconwelfare.gov.it.