Source: http://www.slideshare.net/profman/appunti-di-ragioneria-bilancio-civilistico
Timestamp: 2017-01-21 07:55:15+00:00
Document Index: 64450909

Matched Legal Cases: ['art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2425', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2426', 'art. 2423', 'art. 2426', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2427', 'art. 2428', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2423', 'art. 2424', 'art. 2424', 'art. 2426', 'art. 2343', 'art. 2424', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2359', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art.2426', 'art. 2426', 'art. 59', 'art. 2424', 'art. 55', 'art. 2423', 'art. 2424', 'art. 2426', 'art. 2359', 'art. 2424', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 2424', 'art.2425', 'art. 7', 'art. 75', 'art. 2425']

Appunti universitari per l'esame di Ragioneria: bilancio civilistico
Enza Agresta
, Studente di Economia Aziendale
Appunti di Ragioneria - Il bilancio civilisticoSi ricorda che:• luso degli appunti qui presenti è consentito per solo uso personale e di studio;• la consultazione è gratuita ed ogni forma atta a ricavarne lucro è vietata!• gli appunti sono fatti da studenti che non possono assumersi nessuna responsabilità in merito;• il materiale qui presente non è sostitutivo ma complementare ai libri di testo: - devi (e ti consiglio) di consultare e comprare i libri di testo;• il materiale qui presente è distribuito con licenza Creative CommonsTi ricordo che se vuoi contribuire mandando degli appunti o quantaltro possa essere utile ad altri puoi farloinviando il materiale tramite: http://profland.altervista.org/mail.htmProfman Il file è stato scaricato/visualizzato in forma gratuita da Profland: http://profland.altervista.org sezione Profstudio http://profland.altervista.org/profstudio/profstudio.htm oppure da qualche mirror, come: www.profland.cjb.net www.profland.135.it o dalla pagina dedicata su slideshare.net: www.slideshare.net/profman 2.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland IL BILANCIO SECONDO IL D. LGS. 127/19911. Note introduttiveLargomento da trattare riguarda la normativa del nuovo bilancio di esercizio che ha, in larga misura,recepito il contenuto della IV Direttiva CEE. Invero, il Consiglio delle Comunità Europee, con la IVDirettiva, del 1978, ha avviato il processo di unificazione, formale e sostanziale, in tema di bilancio diesercizio, che si inserisce in un contesto più ampio di armonizzazione della materia societaria, iniziatanel 1968 con ladozione della prima Direttiva. Si parla di recepimento in quanto le direttive - sette finoad oggi - diventano operative quando il singolo Stato ne dà attuazione mediante una apposita legge.Lo Stato italiano ha dato attuazione alla IV Direttiva CEE (e alla VII) con il Decreto Legislativo 9Aprile 1991, n. 127, modificando lintero assetto normativo contenuto nel Codice Civile in materia dibilancio di esercizio delle società per azioni. Peraltro, la nuova normativa, in virtù dei rinvii contenutinel Codice Civile, si estende anche alle altre società di capitali. Per le imprese individuali e le società dipersone il rinvio è parziale, in quanto riguarda esclusivamente i criteri di valutazione (quindi sololart. 2426 del c.c.).Il contenuto del D. Lgs. 127, può idealmente suddividersi in 3 parti, strettamente complementari.La prima, di carattere generale, riguarda la clausola generale, nonché il complesso di principi e postulatisu cui si fonda la redazione del bilancio di esercizio (si tratta degli articoli 2423 e 2423-bis).La seconda parte si riferisce ai documenti fondamentali che costituiscono il bilancio di esercizio, loStato Patrimoniale, il Conto Economico e la Nota Integrativa, nonché quello di "corredo", cioé laRelazione sulla Gestione. Questa parte è disciplinata dagli articoli che vanno dal 2423-ter al 2428-bis c.c.(escluso il 2426).La terza parte riguarda i criteri di valutazione ed è contenuta nellart. 2426 del c.c. .2. La clausola generale del bilancio.Cominciamo la nostra analisi dalla PARTE GENERALE, che definisce il bilancio di esercizio ed illustrail contenuto della clausola generale su cui esso si basa. Si tratta dellarticolo 2423 che assume uncarattere fondamentale. Anzitutto, al 1° comma, si stabilisce che il bilancio di esercizio rappresenta uncomplesso unitario, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.Il 2° comma identifica la cosiddetta "clausola generale" il bilancio deve essere redatto con chiarezza edeve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed ilrisultato economico dellesercizio.La chiarezza è il requisito che assicura la comprensibilità del bilancio, che il legislatore ha volutogarantire, tra laltro, con i nuovi schemi - obbligatori, analitici ed ordinatamente classificati - dello StatoPatrimoniale e del Conto Economico. Bisogna comunque rilevare come «la chiarezza imposta dallalegge civile, ancorché con i miglioramenti introdotti dalla normativa vigente, rimane pur sempre unachiarezza "limitata", in quanto condizionata dalle ineliminabili difficoltà tecniche di lettura. Nonostantelevoluzione degli ultimi tempi, il bilancio rimane pur sempre un documento riservato ai tecnici ».Lespressione rappresentazione veritiera e corretta tende ad esprimere il concetto indicato nelladirettiva come "quadro fedele", derivato dalla formula inglese del "true and fair view". Per quantoattiene l’uso, da parte del legislatore, dellaggettivo "veritiero", bisogna evidenziare che molti autoriconcordano sul fatto che non può trattarsi di una verità assoluta ma soltanto relativa. Questaconsiderazione è senz’altro opportuna considerando la presenza più o meno marcata, nel sistema delbilancio, dei cosiddetti "valori stimati". Si comprende facilmente che la chiarezza si persegue conlapplicazione rigorosa della normativa stabilita per gli schemi di bilancio, mentre la verità e lacorrettezza si riferiscono ai criteri di valutazione. Il carattere essenziale del concetto di rappresentazioneveritiera e corretta trova conferma nel 3° comma dellart. 2423, secondo cui assumono carattereobbligatorio le eventuali "informazioni complementari", quando quelle previste dalla legge non sonosufficienti ai fini della rappresentazione veritiera e corretta. 2/29 3.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandÈ importante sottolineare che non si tratta di una mera facoltà, quindi non costituisce una sempliceenunciazione di principio: possiede un valore coercitivo per i redattori del bilancio. Quali sono questeinformazioni complementari necessarie per realizzare compiutamente la rappresentazione veritiera ecorretta? Certo, il bilancio di esercizio, grazie allo stato patrimoniale, ci offre una adeguatarappresentazione della situazione patrimoniale, mentre il conto economico pone in risalto il processoformativo del reddito: entrambi però non sono in grado di offrire indicazioni sistematiche sullasituazione finanziaria. Tali informazioni si potrebbero ottenere con la redazione del rendicontofinanziario, un documento contabile atto ad appalesare i flussi positivi e negativi di liquidità, offrendo,quindi, la possibilità di apprezzare landamento finanziario della gestione. Il legislatore ha inoltrestabilito che le disposizioni di legge possano essere derogate. Il quarto comma dellarticolo 2423stabilisce, infatti, che la deroga alle disposizioni di legge è ammessa in casi eccezionali (primo requisito) seesse si dimostrano incompatibili con la rappresentazione veritiera e corretta delloggetto di bilancio (secondorequisito).Il legislatore, non ha precisato quali sono questi casi eccezionali: ha comunque specificato che non puòessere considerato un caso eccezionale linflazione. Vale a dire: non si può derogare ai criteri divalutazione previsti dal 2426 del c.c., effettuando rivalutazioni del valore dei beni pluriennali, resoinadeguato dal fenomeno dellinflazione. Oggi come in passato, per rivalutare i cespiti iscritti nei bilanci,il cui valore non è più adeguato al potere di acquisto della moneta, è necessaria una legge speciale.Allora, in quali casi si può derogare alle disposizioni di legge? Lesempio più ricorrente è quello dellecosiddette rivalutazioni economiche. Alcune volte le poste di bilancio non esprimono il valore effettivodel bene non perché si è depauperato il potere di acquisto della moneta ma perché è aumentata lutilitàdel bene stesso. E il caso di un terreno che da agricolo viene dichiarato variamente edificabile. Simanifesta quindi un incremento reale di ricchezza, da iscrivere appropriatamente in bilancio. Lanormativa vigente in tema di bilancio non considera il tema delle rivalutazioni, sicché leventualeiscrizione del maggior valore del cespite costituisce una deroga ex art. 2423, 4° comma. La possibilità,sia pure in casi eccezionali, di effettuare rivalutazioni rappresenta comunque unoperazione impegnativa,in quanto comporta elevati coefficienti di rischio e può prestarsi ad abusi di vario ordine e grado.Tuttavia, il legislatore era ben conscio di questo problema: infatti ha previsto alcune disposizioni dicarattere prudenziale che completano il 4° comma dell art. 2423 del c.c..Anzitutto, ha stabilito che la nota integrativa deve MOTIVARE la deroga, INDICANDONELINFLUENZA sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e sul risultatoeconomico.In secondo luogo, gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere accantonati in una specialeriserva del patrimonio netto, distribuibile nella misura in cui il valore è recuperato. Ad esempio, se laderoga fosse costituita da una rivalutazione, limporto non distribuibile sarebbe costituitodallincremento di valore non ancora ammortizzato. Tale riserva si rende disponibile, quindidistribuibile, nel momento in cui viene completato lammortamento del maggior valore generato dallarivalutazione. Un esempio chiarisce meglio il concetto. Si consideri un edificio iscritto in bilancio alcosto storico di 100, rivalutato a 120. La riserva di 20 che si viene a costituire sarà distribuibile soloquando saranno state accantonate quote di ammortamento di pari importo. Oppure nel momento in cuiledificio viene venduto con il conseguimento di una plusvalenza di almeno 20.È importante notare che lart. 2423, 4° comma, parla di "riserva non distribuibile": conuninterpretazione estensiva della norma si potrebbe ritenere che questa riserva possa essere utilizzataper la copertura di perdite pregresse, non costituendo questa operazione una distribuzione di utile.Naturalmente, se così fosse, incomberebbe sugli amministratori lobbligo di ricostituire negli annisuccessivi laccantonamento utilizzato. Certo, sarebbe stato preferibile che il legislatore avesse usato lalocuzione "riserva non disponibile", rendendola così non utilizzabile fino al momento del recuperointegrale del relativo valore.Comunque, le deroghe e le integrazioni non rappresentano novità assolute, in quanto anche laprecedente normativa prevedeva qualcosa di simile. Infatti lart. 2425 (titolato "criteri di valutazione") 3/29 4.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflandstabiliva che, per "speciali ragioni" (da riconnettersi allesigenza di chiarezza e precisione), i criteri divalutazione potevano essere derogati.Come si comprende, si trattava di una norma alquanto indefinita poiché faceva esclusivo riferimento aicriteri di valutazione. Allo stato, la deroga è contenuta nel primo articolo della nuova normativa ecoinvolge il complesso delle disposizioni, non solo quelle concernenti i criteri di valutazione. Inoltre - esi tratta della novità più appariscente - in precedenza si trattava di una deroga facoltativa mentre adessola deroga ha carattere obbligatorio. Ad evidenza, la norma è imperativa, sì che il bilancio potrà essereimpugnato quando, in presenza di casi eccezionali, i criteri previsti non vengono assoggettati allaprescritta deroga.3. I principi di redazione del bilancio.Il contenuto dellart. 2423-bis del c.c., titolato "principi di redazione del bilancio", detta i principi diattuazione della clausola generale, dai quali discendono inoltre gli specifici criteri per le concretevalutazioni di bilancio. In altri termini, si tratta dellanello di congiunzione tra lart. 2423, che indica lafilosofia di fondo della nuova normativa (rappresentazione chiara, veritiera e corretta), e lart. 2426 chedisciplina in modo particolareggiato i vari criteri di valutazione. Con lart. 2423-bis il legislatore indica irequisiti che i singoli criteri di valutazione (dettati dallart. 2426) devono possedere al fine di unarappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economicadellazienda.In proposito, si fa riferimento ai seguenti principi:1) CONTINUITA DELLA GESTIONE. Poiché lazienda si trova nella fase di funzionamento, "lavalutazione delle voci deve essere fatta nella prospettiva di continuazione dellattività". Con ciò vengonoesclusi altri criteri, come quelli di tipo liquidatorio, da applicarsi in sede di cessazione dellattività (p.to1).2) PRUDENZA. Il principio è enunciato dal punto 1 dellart. 2423-bis c.c., ma non è definito. Ilconcetto viene comunque precisato nei seguenti punti 2 ("si possono indicare esclusivamente gli utilirealizzati alla data di chiusura dellesercizio") e 4 ("si deve tener conto dei rischi e delle perdite dicompetenza dellesercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo"). Il principio della prudenzasi concretizza fondamentalmente in due regole: a) "Gli utili attesi, ma non ancora definitivamente realizzati, non devono essere iscritti in bilancio; alla formazione del risultato di esercizio devono concorrere i soli ricavi realizzati, cioè derivanti da operazioni concluse, e non anche gli utili presunti relativi a operazioni in corso la cui conclusione favorevole, anche se probabile, sia solo attesa". Come esempio di applicazione di questa regola si può pensare alle rimanenze di prodotti finiti: queste devono essere valutate al costo e non al maggior valore che potrebbe desumersi dalla dinamica dei prezzi di mercato. Così facendo, infatti, si finirebbe per contabilizzare lutile derivante dalla vendita che non è ancora effettivamente stato realizzato. Più in generale, si nota, da questo principio discende quello del costo come parametro di riferimento per le valutazioni. b) Tutte le perdite, anche quelle ragionevolmente e fondatamente presunte, devono essere iscritte in bilancio ancorché non effettivamente subite. Si deve tener conto anche delle perdite e dei rischi di competenza dellesercizio pur se conosciuti dopo la sua chiusura. La svalutazione della massa creditizia per rischio di insolvenza è un tipico esempio di come si contabilizzino le perdite anche se soltanto "temute". Si potrebbe anche rammentare, per tornare allesempio precedente, il caso in cui le rimanenze di prodotti, se il loro presunto valore di realizzo è inferiore al costo, devono essere valutate a tale minor valore; in questo modo si "anticipa" la perdita che potrebbe essere realizzata con la loro vendita.3) COMPETENZA ECONOMICA: si rende necessario iscrivere nel conto economico costi e ricavidefinibili come "correlativi", cioè sicuramente riferibili alla produzione dellesercizio (punto 3).In sostanza: 4/29 5.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland - i ricavi di vendite o di prestazioni sono di competenze dellesercizio in cui è avvenuto lo scambio o la prestazione del servizio; - i costi devono essere correlati ai ricavi. In altri termini, ai ricavi di competenza di un esercizio devono essere contrapposti i costi relativi al loro conseguimento; - se alcuni costi non sono correlabili ai ricavi, allora saranno di competenza dellesercizio in cui si manifestano.4) CONTINUAZIONE DEI CRITERI DI VALUTAZIONE: il legislatore dispone che "i criteri divalutazione non possono essere modificati da un esercizio ad un altro" (art. 2423-bis, punto 6). Questoper permettere la comparabilità sostanziale dei bilanci di diversi esercizi. Solo in casi eccezionali èpossibile derogare a questo principio, indicando nella nota integrativa i motivi della deroga e linfluenzadi questa sul bilancio.5) VALUTAZIONE SEPARATA: Il legislatore Stabilisce che "gli elementi eterogenei ricompresi nellesingole voci devono essere valutati separatamente" (punto 5). Ciò per dare maggior rigore allavalutazione, cioè per evitare compensazioni fra valori reddituali di segno opposto. Il legislatore vuoleevitare che il redattore del bilancio, nellambito di una valutazione complessiva, ometta di contabilizzarele perdite previste in relazione a determinati elementi patrimoniali compensandole, di fatto, con gli utiliattesi in riferimento alla valutazione di altri cespiti (i quali, come sappiamo, non devono essere iscritti inbilancio). Lesempio che viene immediato è quello relativo alle rimanenze: il legislatore vuole evitare chesi ometta di registrare le perdite su determinati lotti (il prodotto A) - a causa dellinfelice dinamica delloro prezzo di mercato - perché compensate dagli utili che si conta di realizzare su altri beni inrimanenza (per i quali landamento dei prezzi si dimostra favorevole).4. I documenti contabili: lo Stato Patrimoniale.A questo punto si può dare inizio allesame delle norme dedicate ai documenti contabili.Più precisamente: - lart. 2423-ter introduce il concetto di obbligatorietà degli schemi; - gli artt. 2424 e 2424-bis regolano la struttura e il contenuto dello stato patrimoniale; - gli artt. 2425 e 2425-bis regolano la struttura e il contenuto del conto economico; - lart. 2427 regola il contenuto della nota integrativa; - lart. 2428 disciplina la relazione sulla gestione.Il decreto 127 ha introdotto gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico la cui adozione èobbligatoria. Si tratta quindi di modelli "rigidi", a differenza della normativa previgente che indicava unmodello "aperto verso lalto", cioè un elenco di voci che costituiva il contenuto minimo di bilancio.Il carattere della obbligatorietà, è del tutto evidente laddove, al primo comma dellart. 2423-ter, siafferma chiaramente che le voci contabili del patrimonio aziendale "...devono essere iscritteseparatamente e nellordine indicato...".Tuttavia si tratta di una rigidità non assoluta perché nei commi successivi sono stati introdotti alcunielementi di elasticità, al fine di permettere una più adeguata rappresentazione dei tratti peculiari dellevarie classi di aziende, con particolare considerazione alla configurazione dimensionale o delleserciziodi attività diverse da quelle industriali e mercantili.Il legislatore consente infatti la possibilità di effettuare ulteriori suddivisioni o raggruppamenti eprevede lobbligo di aggiungere voci non presenti negli schemi o di adattare la denominazione dellestesse.Più precisamente, dalla lettura dellart. 2423-ter si evince che gli elementi di "elasticità" sono di 4 tipi:a) ulteriore suddivisione;b) eventuale raggruppamento;c) eventuale aggiunta;d) possibile adattamento.a) Suddivisione."Le voci precedute dai numeri arabi possono essere ulteriormente suddivise...". Tale facoltà è concessasoltanto per le voci codificate con i numeri arabi (singole voci) e mantenendo la voce complessiva ed il 5/29 6.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflandrelativo importo. Un esempio abbastanza diffuso può riguardare la sottovoce "terreni e fabbricati"appartenente alle immobilizzazioni materiali; in questo caso molte aziende hanno preferito distingueretra: "terreni", "fabbricati industriali" e "fabbricati civili".b) Raggruppamento."...possono essere raggruppate soltanto quando il raggruppamento, a causa del loro importo, èirrilevante (...) o quando esso favorisca la chiarezza del bilancio". Il riferimento è sempre alle singolevoci, inoltre le voci oggetto del raggruppamento devono essere distintamente indicate nella notaintegrativa. Molti autori si sono chiesti perché, se il raggruppamento favorisce la chiarezza del bilancio,si sia ammessa soltanto una facoltà e non un obbligo secondo i principi generali dellart. 2423.Probabilmente la ragione si può trovare nel timore che lintroduzione di un obbligo avrebbe potutoincentivare un abuso della norma, portando ad uno snaturamento degli schemi di legge.c) Aggiunta."Devono essere aggiunte altre voci qualora il loro contenuto non sia compreso in alcuna di quellepreviste dagli articoli 2424 e 2425". In questo caso siamo in presenza di un obbligo, giustificato daltimore che liscrizione di voci dal contenuto eterogeneo contrasti la chiarezza del bilancio.d) Adattamento.Le voci "...devono essere adattate quando lo esige la natura dellattività esercitata". Il riferimento èsempre alle sole voci ed anche in questo caso si tratta di un obbligo. Lesempio che può essere fatto èquello di una azienda che esercita il servizio degli impianti di risalita in una località sciistica. Data lanatura dellattività esercitata, al posto della generica voce "Impianti e macchinari" della classeimmobilizzazioni materiali, potrebbe essere usata la più precisa "Linee cabinovie" oppure "Sistemi dirisalita seggiovie". Questo elemento di elasticità riguarda però soltanto le voci contrassegnate da numeriarabi (singole voci di bilancio). Invece le macroclassi (indicate da lettere maiuscole) e le singole classi(contrassegnate da numeri romani) rimangono, a norma del 1° comma del 2423-ter, entitàassolutamente rigide, quindi non modificabili dagli amministratori.Tale impostazione tende a favorire la comparabilità dei bilanci nel tempo o nello spazio: in effetti ilmantenimento dello schema rigido, rende possibile effettuare utili confronti fra i bilanci di più esercizinellambito di una stessa unità aziendale (analisi temporale) o fra bilanci di aziende concorrenti (analisispaziale).Il legislatore ha inoltre previsto, sempre in virtù della comparazione temporale, che per ogni voce dellostato patrimoniale e del conto economico siano indicati gli importi corrispondenti allanno precedente.Un ulteriore elemento di elasticità è quello introdotto al primo comma dellart. 2423-ter, dove si fannosalve le disposizioni di leggi speciali per le società che esercitano particolari attività, come le impreseassicuratrici, bancarie, editoriali, ecc. .La struttura e il contenuto dello stato patrimoniale sono regolati dagli articoli 2424 e 2424-bis del c.c..Lart. 2424, definisce il seguente schema di Stato Patrimoniale:ATTIVO PASSIVOA - CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTIA - PATRIMONIO NETTOI - IX capitale sociale e riserveB - IMMOBILIZZAZIONII immaterialiII materialiIII finanziarie *B - FONDI RISCHI E ONERIC - F.DO TFRC - ATTIVO CIRCOLANTEI rimanenzeII crediti *III attività finanziarie *IV disponibilità liquide 6/29 7.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandD - DEBITI *D - RATEI E RISCONTI E - RATEI E RISCONTI* con separata indicazione degli importi esigibili oltre lesercizio successivo.Il nostro legislatore ha optato per uno schema a sezioni contrapposte, in linea con la consolidatatradizione contabile italiana.Mentre lo stato patrimoniale precedente era costituito da un semplice elenco di voci, asistemico, privodi un qualche ordine logico, il modello attuale è stato sviluppato attraverso la formazione di categorie divoci tendenzialmente omogenee (4 per lattivo e 5 per il passivo), articolate in sottocategorie,contraddistinte progressivamente da numeri romani, arabi e lettere minuscole dellalfabeto.Circa il criterio di classificazione delle voci, si è passati da una distinzione di tipo naturale (dove ognivoce aveva il compito di rappresentare i vari tipi di impieghi e di fonti) ad una distinzione in un certosenso "mista": ad intonazione naturale-finanziaria, con lo scopo di porre in risalto il differente tempo direalizzazione degli impieghi e di estinzione dei debiti (ovvero delle fonti).LATTIVO è stato suddiviso in due comparti: quello delle "immobilizzazioni" e quello dell"attivocircolante". Si comprende, quindi che, sia pure con alcune non lievi contraddizioni, il criterio impiegatoè - secondo il linguaggio mutuato dallanalisi di bilancio - quello finanziario della liquidità crescente. Leattività dislocate nella parte alta dello schema, infatti, presentano una attitudine ad essere convertite indenaro in un arco di tempo medio-lungo. Certo, non si tratta di un requisito sviluppato in modoomogeneo in tutta larea degli impieghi.Il criterio ha piuttosto un carattere "tendenziale" in quanto:- oltre a queste due macroclassi, troviamo quella contraddistinta dalla lettera "A" dellattivo chenormalmente appartiene allattivo circolante. Inoltre, la macroclasse "D" comprende al suo interno siavalori a breve che a medio lungo termine (si veda lart. 2424-bis ultimo comma);- le immobilizzazioni finanziarie, come meglio vedremo in seguito, comprendono crediti finanziariesigibili entro lesercizio successivo, che dovrebbero far parte dellattivo circolante;- i crediti dellattivo circolante comprendono anche le partite esigibili oltre lesercizio successivo, le qualidovrebbero invece far parte delle immobilizzazioni.Per quanto riguarda il PASSIVO il criterio finanziario (che richiederebbe la distinzione tra le passività dirischio, a medio-lungo termine e a breve termine, o correnti) completamente abbandonato, anche se pertalune voci (i debiti) è richiesta la separata indicazione delle partite esigibili oltre lesercizio successivo.Il legislatore ha comunque seguito il criterio di classificazione basato sulla natura degli elementi.Partendo dallaggregato del patrimonio netto, ha via via inserito le poste che più vi si avvicinano.Anzitutto i fondi rischio (che sono passività potenziali) e i fondi oneri (che sono fondi spese future).Questi non sono veri e propri debiti: rappresentano passività potenziali o, come si dice, "riserve diricavi", in quanto grandezze accantonate prima della determinazione dellutile e non in sede diattribuzione dello stesso. In quanto tali sono molto simili alla classe precedente.Si trova poi la voce contabile che evidenzia il debito dellazienda nei confronti dei propri dipendenti inrapporto alla speciale indennità denominata "trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato"(T.F.R.).Il fondo T.F.R. è stato evidenziato in una macroclasse autonoma perché si tratta di un debito che -tranne per alcuni casi - non ha una scadenza certa. Infine il legislatore ha inserito i debiti e la categoriadei ratei e dei risconti.Un aspetto che innova lo schema dello stato patrimoniale riguarda il trattamento contabile dellerettifiche di valore, cioé delle correzioni destinate ad evidenziare la presunta perdita di valore deglielementi attivi del patrimonio: tali poste correttive sono iscritte a diretta riduzione delle voci cui siriferiscono (le immobilizzazioni per i fondi di ammortamento, i crediti per i relativi fondi disvalutazione).La legge si è così adeguata ad un criterio contabile già da tempo acquisito dalla dottrina e dalla prassi.A questo proposito occorre fare una riflessione. Secondo la precedente normativa nelle attività delloS.P. si iscriveva il costo storico del cespite mentre nelle passività andava inserito il relativo fondo diammortamento. Questo tipo di rilevazione era criticato da una autorevole parte della dottrina per dueordini di motivi: 7/29 8.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflanda) La colonna del "dare" e del "avere" vedevano «alterato il significato tecnico, ma anche di sensocomune, di "attività" e "passività", (...) con conseguente sopravvalutazione, di norma per importirilevanti, del totale».b) Il lettore del bilancio poteva desumere il valore netto del cespite patrimoniale solo per differenza trail costo storico ed il relativo fondo di ammortamento.Da unattenta lettura del nuovo disposto legislativo emerge che lunica indicazione obbligatoria, nelloS.P., è quella del valore del cespite al netto della posta di rettifica (valore residuo contabile). Percomporre il quadro dei valori in gioco (il valore storico, le rettifiche ed il valore netto), il lettoredovrebbe consultare la nota integrativa dove devono essere riportate le rettifiche di valore. Ad evidenzaquesto non sarebbe certo da considerare un progresso nella direzione di un bilancio più chiaro.In realtà la relazione ministeriale di accompagnamento al D. Lgs. 127/91 precisa che, in alternativa allaesposizione dei soli valori netti, nello S.P. è consentito indicare, in distinte colonne, i valori lordi, lerelative rettifiche e quindi i valori netti. Questa sembra senzaltro la soluzione da preferire poichéconsente effettivamente una rappresentazione più chiara e corretta.Cominciamo adesso ad analizzare in dettaglio le singole voci dello stato patrimoniale, riferendoci,quando ciò si renderà utile, ai criteri di valutazione inseriti nellart. 2426.4.1 Le voci dellattivo.A) CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTII crediti da iscrivere nella voce si riferiscono ai versamenti dovuti dai soci nel rispetto dellimpegno disottoscrizione del capitale sociale: ciò deve avvenire con separata indicazione della parte già richiamata.Linserimento di questa voce in apertura dellattivo tende correttamente ad evidenziare quei casi in cui ilcapitale sociale risulta interamente sottoscritto, ma solo parzialmente versato. È una ragione di nonpoco rilievo se si pensa che la normativa civilistica è improntata sul criterio di prudenza, il quale imponeche il bilancio garantisca leffettiva consistenza del capitale sociale (si pensi anche alla disciplina deiconferimenti e a quanto previsto in proposito dallart. 2343 del c.c.).In questa macroclasse si inserisce perciò quella parte di capitale sociale che i soci non hanno ancoraversato, di solito evidenziata sotto la denominazione "Azionisti c/sottoscrizione" o simili.Il posizionamento di questa categoria di crediti come prima macroclasse dellattivo rappresenta unadelle eccezioni al criterio finanziario.In effetti tali crediti sono normalmente a breve scadenza, in particolare quelli relativi alla parte giàrichiamata, pertanto dovrebbero essere inclusi nellattivo circolante.B) IMMOBILIZZAZIONI:I - Immobilizzazioni immaterialiII - Immobilizzazioni materialiIII- Immobilizzazioni finanziarieGli elementi da inserire in questa classe sono quelli "destinati a essere utilizzati durevolmente" (ai sensidellart. 2424-bis). Con lespressione "immobilizzazioni" la dottrina economico-aziendale definisce tuttiquegli impieghi che si convertiranno in denaro in un tempo superiore al periodo convenzionalmentescelto in un esercizio. Le immobilizzazioni, dunque, al di là di quanto potrebbe far supporre il loronome, "ruotano", "circolano" anchesse dalla posizione "non numeraria" alla posizione "liquida",soltanto che lo fanno in un arco di tempo medio-lungo.Anche la ripartizione interna di questa macroclasse segue il criterio della liquidità crescente.Iniziamo ad analizzare le immobilizzazioni IMMATERIALI che si suddividono come segue:1) costi di impianto e di ampliamento;2) costi di ricerca, sviluppo e pubblicità;3) diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dellingegno;4) concessioni, licenze, marchi e diritti simili;5) avviamento;6) immobilizzazioni in corso e acconti;7) altre. 8/29 9.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandIn relazione a queste voci il legislatore ha adottato alcune misure prudenziali: in particolare, ha cercatodi rendere estremamente cauta liscrizione di beni immateriali, in quanto si tratta di beni cheincrementano il valore dellattivo ma che potrebbero trovare delle difficoltà ad essere liquidati. Eccoche, a tutela dellintegrità del capitale sociale, il disposto normativo prevede alcune misure cautelative.Per quanto riguarda gli oneri pluriennali, ed in particolare quelli di cui ai punti 1 e 2, il legislatore haprevisto quanto segue:- innanzitutto si possono iscrivere, a norma del 2426 n° 5, solo con il consenso del Collegio Sindacale(prima misura cautelativa);- inoltre devono tassativamente ammortizzarsi in un periodo di tempo non superiore ai 5 anni (secondamisura cautelativa);- infine, non è possibile distribuire utili fino al completo ammortamento di queste voci in bilancio: ameno che il loro valore non sia coperto da riserve disponibili (escluse quindi la riserva legale al di sottodei limiti di legge e la riserva sovrapprezzo azioni quando quella legale non ha raggiunto il limitesuddetto). Lesistenza di riserve straordinarie, non caratterizzate da vincoli di legge o di statuto,rappresenta dunque la condizione per la distribuzione di dividendi in presenza di costi pluriennaliimmateriali non ancora ammortizzati (terza misura cautelativa);- la nota integrativa dovrà fornire la composizione analitica dei valori capitalizzati e indicare i costi chene hanno determinato limporto. Infine, la relazione sulla gestione dovrà fornire adeguate informazioniriguardanti le attività di ricerca e di sviluppo (quarta misura cautelativa).Si intuisce chiaramente che il legislatore ha seguito un criterio estremamente prudenziale per ladisciplina di queste voci. Nella realtà operativa, infatti, sono quelle che permettono agli amministratoridi limitare i risultati negativi o addirittura di evidenziare utili, attraverso la semplice capitalizzazione deicosti sostenuti. Sono poste che si prestano più di altre a questo tipo di manovra, basta semplicementestornarle dal conto economico allo stato patrimoniale: si diminuiscono i costi di esercizio e quindi sieleva lutile (o si limita le perdite). Il legislatore ha così stabilito che questo maggior utile che si ègenerato per la capitalizzazione di costi immateriali, non potrà essere distribuito (per evitareuneventuale distribuzione di capitale), a meno che non esistano, nellambito del patrimonio netto,riserve disponibili di pari ammontare.Le voci n° 3 e n° 4 rappresentano invece veri e propri beni immateriali o diritti: non sono disciplinateanaliticamente nellambito del nuovo bilancio in quanto non hanno quella indeterminatezza checaratterizza gli oneri pluriennali. Lammortamento avverrà in proporzione alla durata dellutilizzazione.Lavviamento (voce n° 5) rappresenta la differenza positiva tra il prezzo di acquisto di unazienda e ilsuo patrimonio netto contabile. La regolamentazione di questo particolare elemento è dettata dal punto6 dellart. 2426 ed è molto prudenziale. Si stabilisce infatti che:- lavviamento può essere iscritto solo se acquisito a titolo oneroso (quindi non solo in caso di cessionema anche di fusione, se esistono i presupposti, nel bilancio della società risultante dalla fusione odellincorporante) e nei limiti del costo sostenuto. Si dice "può", quindi si tratta di una facoltà, e "neilimiti", quindi si ritiene di poterlo iscrivere anche parzialmente;- è necessario il consenso del Collegio Sindacale (norma analoga a quanto previsto per gli oneripluriennali);- deve essere ammortizzato in un periodo non superiore ai 5 anni ma la legge ammette che vengastabilito un termine maggiore (si ritiene fino a 10 anni), a patto che ne sia data adeguata notizia nellanota integrativa (questo non è, invece, possibile per gli oneri pluriennali).La voce n° 6 è relativa alle immobilizzazioni in corso e agli acconti: quindi beni immateriali costruitiinternamente, non ancora ultimati e acconti a fornitori per lacquisto di beni o di diritti immateriali, nonancora ricevuti.Nella voce n° 7 (Altre) non possono essere inserite immobilizzazioni immateriali che abbiano la naturadi oneri pluriennali o di beni immateriali previsti dalle voci precedenti. Si iscriveranno, quindi,immobilizzazioni immateriali particolari, quali i costi per le migliorie dei beni di terzi (per esempio lemigliorie dei beni detenuti in leasing), i diritti di superficie, i diritti di usufrutto di azioni.Consideriamo adesso le immobilizzazioni MATERIALI analizzando anche i criteri di valutazioneprevisti dallart. 2426 per questi beni. Questa macroclasse è suddivisa in 5 voci: 9/29 10.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland1) Terreni e fabbricati2) Impianti e macchinario3) Attrezzature industriali e commerciali4) Altri beni5) Immobilizzazioni in corso e accontiIl n° 1 del 2426, piuttosto che indicare il valore massimo possibile per liscrizione dei beni materiali(come faceva la previgente normativa), si riferisce ad un valore preciso di iscrizione, identificandolo nelcosto storico. Questo può essere il costo di acquisto o di produzione (per le immobilizzazioni costruite"in economia", allinterno dellazienda stessa).Il legislatore fa questa distinzione tra costo di acquisto e di fabbricazione perché è diverso, a secondadelle due ipotesi, il valore che viene iscritto in bilancio.Nel costo di acquisto viene ricompreso il costo sostenuto per lacquisizione del bene più tutti i costiaccessori (di trasporto, installazione e collaudo) che dovranno quindi essere capitalizzati, imputandoli aincremento del valore del bene stesso. Nel costo di produzione rientrano tutti gli oneri direttamenteimputabili al bene (quali materie prime ed accessorie, mano dopera diretta, forza motrice diretta) e unaragionevole quota di oneri indiretti (ad esempio lenergia elettrica comune a più lavorazioni) e diinteressi passivi (si pensi agli interessi sui capitali presi a prestito per finanziare la costruzione del bene).Il valore iscritto in bilancio deve essere al netto dei relativi fondi di ammortamento.Il n° 2 del 2426 riguarda lammortamento: lammortamento deve essere "sistematico", cioètendenzialmente costante nel tempo (sono così limitate le cosiddette "politiche di bilancio").Inoltre deve essere effettuato "in ogni esercizio"; vale a dire anche in quelli nei quali leventualità di unachiusura in perdita ne faceva (prima del D. Lgs. 127) ritenere fondato il rinvio, oppure in quellicaratterizzati da assenza di utilizzo del bene (il fenomeno dellobsolescenza prescinde, infatti, dallusodel fattore).La conferma che gli elementi determinanti lammortamento sono due - il logorio fisico, collegato aldeperimento e consumo, e il logorio economico collegato invece allobsolescenza - ci viene dallultimo incisodel 2426 n° 3. Si introduce, infatti, il concetto di "residua possibilità di utilizzazione", sul qualeconvergono appunto entrambi gli elementi parametrici. La normativa precedente era chiaramenteorientata sul passato: poiché si riferiva al "deperimento e al consumo", che sono, come è ovvio,espressioni storiche del processo di utilizzazione del bene. Lammortamento - sappiamo - è unfenomeno storico-prospettico, in quanto collegato da una parte al costo storico e dellaltra allapossibilità di utilizzazione futura. La quota di ammortamento è il risultato delloperazione di scissionedel valore da ammortizzare due parti assolutamente complementari: quella relativa al costo diutilizzazione, di cui alla produzione dellesercizio, e quella relativa al costo sospeso, di cui alleproduzioni future. Non può quindi essere definita esclusivamente sulla base del passato, cioèsullutilizzazione già effettuata; non può neanche dipendere esclusivamente dal futuro, dallutilizzazioneancora da effettuare.Cerchiamo di chiarire ulteriormente quanto detto nelle righe precedenti, riferendoci anche al punto 3del citato 2426. Premettiamo che "il valore da ammortizzare è il valore del bene da assoggettare adammortamento: esso, nel momento dellacquisizione, coincide con il costo storico, successivamente conil valore residuo iscritto in bilancio".Invece, il valore ammortizzabile è il valore utilmente recuperabile con i ricavi futuri, cioè il valore chelazienda può coprire in condizioni di equilibrio economico. In ogni esercizio si adegua il valore daammortizzare a quello ammortizzabile, con liscrizione della quota di ammortamento. Quando il valoreammortizzabile si abbassa, in modo eccezionale, per fatti che eccedono il tenore ordinariodellandamento della gestione (per esempio a causa di una veloce evoluzione tecnica che rende obsoletoil bene), serve un intervento straordinario di rettifica, molto al di là di quello consueto, relativo allaquota di ammortamento. Si rende necessaria, pertanto, una svalutazione eccezionale; rivolta, però inmodo eccezionale - come lo era in circostanze ordinarie la quota di ammortamento - a ripristinare lacoincidenza fra il valore da ammortizzare ed il valore ammortizzabile. In altri termini, quando il valoreresiduo del bene pluriennale (costo storico - fondo di ammortamento) è superiore al suo valoreeffettivo, deve esservi adeguato, cioè deve essere eccezionalmente svalutato. Dispone appunto, il 10/29 11.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflandsuddetto articolo che "limmobilizzazione che (...) risulti durevolmente di valore inferiore a quellodeterminato secondo i n° 1 e 2 (costo storico - f.do di ammortamento) deve essere iscritta a tale minorvalore". Quindi, per dare elasticità alla norma, lart. prosegue disponendo che questo minor valore nonpuò essere mantenuto nei successivi bilanci se "sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata".Con il raggruppamento B III - Immobilizzazioni FINANZIARIE, si completa la presentazionedellattivo immobilizzato. La classe deve essere suddivisa nelle seguenti voci:1) Partecipazioni in: a) imprese controllate b) imprese collegate c) imprese controllanti d) altre imprese2) Crediti (con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro leserciziosuccessivo) verso: a) imprese controllate b) imprese collegate c) imprese controllanti d) altre imprese3) Altri titoli4) Azioni proprie (con indicazione anche del valore nominale complessivo).Sono necessarie le seguenti precisazioni:- per partecipazione si intende ogni titolo o diritto rappresentativo di quota di proprietà di impresa. Lepartecipazioni da iscriversi tra le immobilizzazioni finanziarie sono quelle destinate ad una detenzioneduratura (si dice, al 1° comma del 2424-bis, che gli elementi destinati ad essere utilizzati durevolmentedevono essere iscritti tra le immobilizzazioni). La legge presume (e si tratta, fortunatamente, di unapresunzionerelativa) che la detenzione sia duratura quando si partecipa in misura superiore al 20% alcapitale della società (10% se la società a cui si partecipa è quotata in borsa). Pertanto: a) una partecipazione in impresa controllata deve, in linea di principio, essere iscritta fra le immobilizzazioni finanziarie; b) una partecipazione in impresa collegata deve, linea di principio, essere iscritta fra le immobilizzazioni finanziarie; c) una partecipazione in altra impresa, sia superiore o inferiore al 20% (o 10%) suddetto, deve essere iscritta fra le immobilizzazioni finanziarie se destinata a una detenzione duratura.- I crediti da iscriversi sono solo quelli di natura finanziaria, cioè quelli che si sono generati in seguito aduna uscita di moneta (come ad esempio per mutui attivi) e non per una transazione commerciale.Pertanto, tutti i crediti a medio-lungo termine di diversa natura da quella finanziaria (cioè i crediti difunzionamento, quali ad esempio i crediti v/clienti e le cambiali attive) devono essere sempre iscrittinellattivo circolante. Il legislatore, infatti, per la classificazione dei crediti ha tenuto distinti i crediti difunzionamento da quelli di finanziamento: ha inserito tutti i crediti di finanziamento nelleimmobilizzazioni e tutti i crediti di funzionamento nelle attività circolanti. Ha parzialmente trascurato ilcriterio temporale che si basa sulla scadenza dei crediti: "parzialmente" perché è stato recuperato alivello di suddivisione interna. Allinterno di ogni singola voce si dovranno cioè distinguere i crediti abreve (che scadono entro i 12 mesi) da quelli a medio-lungo termine (oltre 12 mesi).- I crediti da iscriversi nella sottovoce d) (Altri crediti) sono crediti finanziari che non rientrano nellacategorie precedenti: per esempio crediti finanziari verso clienti, dipendenti o soci (per prestiti fatti dallasocietà) oppure crediti per depositi cauzionali ricevuti da soggetti diversi dai clienti e fornitori.- Nella voce "Altri titoli" vanno inseriti i titoli destinati ad una detenzione durevole diversi da quellirappresentativi di quote di proprietà di imprese (partecipazioni); quindi obbligazioni, titoli di stato,quote di fondi comuni di investimento, certificati immobiliari destinati ad essere detenuti per un lungoperiodo.- La voce "Azioni proprie" è prevista oltre che tra le immobilizzazioni, anche nellattivo circolante.Liscrizione in uno o nellaltro raggruppamento è determinato, come per le altre attività patrimoniali, dalprincipio della destinazione. Lacquisto di azioni proprie è accuratamente disciplinato dal legislatore agli 11/29 12.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflandartt. 2357 e seguenti del c.c., che ha posto vincoli assai stringenti. Volendo citare i più significativi,anche ai fini del contenuto del bilancio: 1) non si possono acquistare azioni proprie per un importo superiore al 10% del capitale sociale; 2) possono essere acquistate solo con utili distribuibili o con riserve disponibili; 3) una riserva indisponibile di pari importo deve essere iscritta nel patrimonio netto.Se lacquisto è fatto a scopi duraturi, per effettuare un vero e proprio investimento, dato lalto valoreintrinseco delle azioni, le stesse dovranno essere inserite tra le immobilizzazioni. Al contrario, selacquisto è fatto ai fini di diminuire il capitale sociale (con conseguente annullamento delle azioniacquistate), le stesse dovranno essere iscritte nellambito dellattivo circolante.Vediamo adesso i criteri di valutazione previsti dal nostro legislatore.I crediti devono essere iscritti secondo il presumibile valore di realizzazione (quindi alnetto dei relativi fondi di svalutazione). Per le partecipazioni, gli altri titoli e le azioni proprie valeinnanzitutto il criterio generale, dettato dallart. 2426 del c.c., della valutazione al costo storico, cioè alcosto di acquisto.Le partecipazioni in imprese collegate e controllate (si vedano ai fini della nozione di controllo ecollegamento gli art. 2359 e seguenti del c.c.) iscritte nellattivo immobilizzato (non quindi quelle iscrittenellattivo circolante) possono essere valutate, anziché al costo, con il metodo del patrimonio netto (èunalternativa). Valutare sulla base del patrimonio netto significa, in pratica, prendere lultimo bilancioapprovato dellazienda controllata o collegata, fare alcune operazioni necessarie per giungere ad unvalore significativo del patrimonio (sono operazioni che rientrano nelle tecniche di consolidamento) ecalcolare quanta parte di questo patrimonio è relativa allimpresa controllante. La partecipazione saràiscritta sulla base di questo valore. Per esempio, supponiamo di avere una partecipazione in unimpresacontrollata del 50% e di averla acquistata a 100. Supponiamo, inoltre, che il valore del patrimonio nettodella società controllata sia pari a 240: la quota spettante alla controllante sarà 120 (240x50%). Possoiscrivere la partecipazione a 120; la differenza di 20 dovrà essere iscritta in una riserva indisponibileda inserire nella zona del patrimonio netto.Quindi si avrà: DA PARTECIPAZIONI 100 BANCA 100 PARTECIPAZIONI 10 RISERVA INDISPONIBILE 10Se il valore del patrimonio netto della controllata fosse pari a 180, la quota spettante alla controllantesarebbe 90 (180x50%). In questo caso il prezzo pagato sarebbe maggiore rispetto al valore dellapartecipazione: la differenza può essere iscritta ad avviamento. Infatti la parte del prezzo pagatomaggiore del valore del patrimonio, è giustificata dal fatto che la società è in grado di produrre unsovrareddito, è gia avviata. In questo caso registreremo: DA PARTECIPAZIONI 100 BANCA 100 AVVIAMENTO 20 PARTECIPAZIONI 20Il codice civile ha disciplinato anche le variazioni che possono verificarsi nel valore del patrimonio nettodella controllata negli anni successivi allacquisto (art. 2426 n° 4, ultimo comma).Se la controllata realizza un utile che viene destinato a riserva, evidentemente il valore del suopatrimonio netto aumenta. Se il suo valore era pari a 240 e ottiene un utile di 40, interamente messo ariserva, il valore sale a 280. La quota della controllante sarà allora pari a 140.Considerato che le partecipazioni erano iscritte a 120 si dovrà aumentare il loro valore di 20. In talesituazione sarà sufficiente contabilizzare: DA PARTECIPAZIONI 20 RISERVA INDISPONIBILE 20 12/29 13.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandSe la partecipata subisce una perdita di 20, il patrimonio passa da 240 a 220. La quota della controllantesarà allora pari a 110. Se le partecipazioni erano iscritte a 120 andrà diminuito il loro valore di 10.Loperazione sarà la seguente: DA SVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI 10 (costo) PARTECIPAZIONI 10Contemporaneamente si rende disponibile parte della riserva che era stata precedentemente creata: DA RISERVA DISPONIBILE 10 RISERVA INDISPONIBILE 10In definitiva, negli anni successivi allacquisto, il valore della partecipazione deve essere adeguato allevariazioni del patrimonio netto della partecipata. Ciò non avviene se le partecipazioni sono valutate alcosto: il loro valore rimane costante in bilancio, a meno che non venga svalutato per perdite durature divalore (art. 2426 n° 3). Può aumentare solo per ulteriori acquisti di partecipazioni o diminuire pervendita delle stesse.C) ATTIVO CIRCOLANTE:Si suddivide in quattro classi di valori:I - RimanenzeII - CreditiIII - Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioniIV - Disponibilità liquideSecondo la dottrina sono attività correnti o circolanti, le attività liquide o destinate tendenzialmente atramutarsi in denaro entro il termine convenzionale di un esercizio. In realtà in più di un punto lattivocircolante dello schema di legge si discosta dalla nozione dello stesso attivo secondo la dottrina. Lalegge, infatti, richiede che in esso siano iscritti anche valori a medio-lungo termine ed escludelinserimento di alcuni valori a breve (si veda quanto sarà detto in seguito circa le rimanenze ed i crediti).Anche in questo comparto la suddivisione interna rispetta il regime della liquidità crescente: si partedalla posta contabile che potrebbe presentare una maggiore difficoltà nella conversione in liquidità(rimanenze) per poi arrivare alla posta contabile immediatamente liquida.Così come abbiamo fatto per lattivo immobilizzato, vedremo in dettaglio le classi dellattivo circolante ei criteri di valutazione che le regolano.Iniziamo dalle RIMANENZE che si suddividono in:1) materie prime, sussidiarie e di consumo2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati3) lavori in corso su ordinazione4) prodotti finiti e merci5) accontiLa suddivisione è molto analitica, cioè il magazzino è stato scomposto in tutte le sue varie componenti.Prendiamo in considerazione la voce n° 3 (Lavori in corso su ordinazione); questa si differenzia dalla n°2 (prodotti in corso di lavorazione) perché si riferisce a commesse pluriennali già relativamente certenella vendita. Il legislatore ha distinto la voce 2 dalla voce 3 perché diversi sono i criteri di valutazione.Infatti, per quanto riguarda le voci n° 1, 2 e 4, il criterio di valutazione è quello del costo di acquisto o diproduzione (per questi beni cè un rinvio a quanto previsto per le immobilizzazioni). La voce n° 3,invece, può essere valutata in base ai corrispettivi maturati con ragionevole certezza, cioè in base ad unaponderata percentuale del prezzo di vendita finale.La differenza fondamentale risiede nel fatto che, con questultimo metodo, non si ha una semplicesospensione di costi già sostenuti (come avviene quando si valuta al costo), ma anche una iscrizione aconto economico di una parte del risultato economico che verrà ottenuto, in maniera definitiva, alla finedella lavorazione. Facciamo un esempio numerico: costi sostenuti: 100 corrispettivo pattuito: 300 13/29 14.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland percentuale di completamento: 40%Significa che la lavorazione è stata svolta per il 40%, ma si sono sostenuti costi per 100. In base alprezzo finale (300), è possibile iscrivere questi beni per 120 (300x40%). In questo modo si registreràuna rettifica di costo pari a 120 e quindi un utile di 20.Per quanto riguarda gli altri beni del magazzino si torna, come già detto, ai principi generali: il n° 9 del2426 rinvia infatti al criterio di valutazione di cui al n° 1 e quindi costo di acquisto (per le materie primee le altre acquistate allesterno) o di produzione (per i prodotti finiti, in corso di lavorazione e isemilavorati). In questultimo caso si effettua una rettifica indistinta dei vari componenti negativicontabilizzati come costi nel conto economico (materie prime, salari, ammortamenti, altri costi diproduzione), iscrivendo come componente positivo le rimanenze finali di prodotti finiti.Il n° 10 del 2426 specifica come deve essere determinato il costo di acquisto (per le rimanenze dimaterie prime e le altre acquistate allesterno). In particolare, può essere calcolato con il metodo FIFO,LIFO, o Costo Medio Ponderato (C.M.P.): la scelta è rimessa al redattore del bilancio.Facciamo un esempio numerico. Supponiamo di aver effettuato nel corso dellanno tre acquisti dimaterie prime: Quantità Prezzo TOTALE 30 150 4500 40 200 8000 30 220 6600 100 19100e supponiamo di avere in rimanenza Q = 20 di materie prime. FIFO 20x220=4400 LIFO 20x150=3000 C.M.P. 20x (19100:100)=3820Valutando col criterio LIFO, in regime di prezzi crescenti, si formano riserve occulte. A norma dellart.2426 n° 10 queste riserve devono essere appalesate nella nota integrativa. Nellambito del n° 9 del 2426si recupera un principio che avevamo visto per le immobilizzazioni al n° 3: cioè se il costo cosìdeterminato (con uno qualsiasi dei tre metodi) risulta superiore al valore di mercato del bene (alla datadi chiusura dellesercizio) gli amministratori devono iscrivere le rimanenze a tale minor valore. Peresempio, se il valore determinato col metodo FIFO è pari a 220, ma il prezzo corrente alla chiusuradellesercizio è di 200, lart. 2426 al n° 9, obbliga a valutare a 200. Questo è un obbligo per il legislatorecivilistico, che diventa una facoltà per quello fiscale. Infatti, lart. 59 del T.U. delle imposte sui redditidispone che la valutazione delle rimanenze deve essere fatta al costo storico (determinato con criteriLIFO, FIFO, C.M.P.); se il valore normale del bene nellultimo mese risulta inferiore, è possibilevalutare a questo minor valore.In ultimo, conviene fare unosservazione: se parte delle rimanenze in magazzino dovessero, per unqualsiasi motivo, rivelarsi obsolete, la dottrina vuole che esse debbano considerarsi nellambitodellattivo immobilizzato. Il legislatore non sembra concedere questa possibilità relegando, comunquesia, le rimanenze tra le attività circolanti. Sarà lanalista di bilancio, in sede di riclassificazione, a dovereventualmente operare questo spostamento di valori.Per quanto riguarda i CREDITI abbiamo la seguente suddivisione:1) verso clienti2) vero imprese controllate3) verso imprese collegate4) verso controllanti5) verso altriVediamo che si ripete la disposizione che già avevamo trovato nelle immobilizzazioni, quindi crediti conseparata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre lesercizio successivo. Si tratta, comegià sottolineato, di crediti di funzionamento, di natura commerciale, derivanti dallordinaria attivitàoperativa. Anche in questa circostanza dobbiamo ripetere le osservazioni fatte in precedenza: illegislatore nella fattispecie ha "tradito" il criterio finanziario. I crediti infatti sono divisi per natura: quelli 14/29 15.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Proflanddi finanziamento sono iscritti tra le immobilizzazioni mentre quelli così detti di funzionamento sonoinseriti nellambito dellattivo circolante. Tra questi vi saranno quelli a scadenza medio-lunga che inteoria andrebbero nella parte alta, tra le immobilizzazioni finanziarie ma che, di fatto, il legislatoreinserisce qui, nella zona delle attività a rapido smobilizzo. Devono essere iscritti al presumibile valore direalizzazione, cioè al netto di eventuali fondi di svalutazione.La voce n° 5 (Altri) è residuale e può comprendere crediti verso lerario, crediti per depositi cauzionali abreve, ecc..Le ATTIVITÀ FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONI, daiscrivere in C III, sono quelle detenute per un breve periodo, soprattutto a scopi speculativi o pertemporanei investimenti di eccedenze di liquidità. La loro valutazione deve essere effettuata, a normadel 2426 n° 9, al costo storico di acquisto, determinato col criterio LIFO, FIFO o CMP.Se il valore di mercato è inferiore a tale costo, la valutazione deve essere fatta a questo minor valore (siriprende, cioè, la normativa prevista per la valutazione delle rimanenze di merci e materie prime). Ilvalore di mercato deve essere, secondo i corretti principi contabili, cosi determinato:- per i titoli quotati, con riferimento alle quotazioni di borsa;- per i titoli non quotati, con riferimento alle quotazioni borsistiche di titoli similari.Lultima classe è relativa alle DISPONIBILITA LIQUIDE.D) RATEI E RISCONTI con separata indicazione del DISAGGIO SUI PRESTITI.Il legislatore ha dato una particolare definizione dei ratei e dei risconti attivi nellambito dellart. 2424bis: si tratta di ricavi di competenza dellesercizio realizzabili in esercizi successivi e di costi sostenutinellesercizio ma di competenza degli esercizi successivi. La definizione è particolare in quanto si parladi "esercizi successivi" e non di "esercizio successivo", accettando quindi lipotesi che il risconto sia dicompetenza di una pluralità di esercizi (ad esempio, un maxicanone di leasing).Il risconto attivo pluriennale potrebbe essere confuso con un costo pluriennale. Entrambi, infatti,rappresentano costi da ripartirsi su più esercizi (si pensi, ad esempio, alle spese di pubblicitàcapitalizzate). A tal fine, è importante sottolineare che perché si abbia un risconto attivo pluriennale, enon un semplice onere pluriennale, il costo deve "variare in ragione del tempo" (come si leggenellultima riga del 2424-bis). Ci deve essere, cioè, un aggancio temporale ben preciso.Quando viene a mancare questa connotazione temporale, si ricade nel caso dei costi pluriennali (dainserire in B I).Come si può ben notare, in questa macroclasse viene di nuovo disatteso il criterio di classificazionetemporale in quanto, accanto a valori di competenza di due esercizi, troviamo anche valori pluriennali.Basti pensare al disagio di emissione che rappresenta un costo pluriennale, da ammortizzarsiparallelamente allammortamento del prestito obbligazionario. Ovviamente, se troviamo questa vocenellattivo del bilancio, dovremo riscontrare un prestito obbligazionario nel passivo dello stesso.4.2 Le voci del passivo.La sezione di destra, dellavere dello schema dello Stato Patrimoniale raccoglie le passività o, piùmodernamente, le fonti. Come sappiamo, infatti, il capitale investito esiste in quanto, a fronte, esiste ilcapitale di finanziamento ad esso correlato. In altre parole, potremmo dire che gli impieghi sono resipossibili della presenza delle fonti necessarie per il loro finanziamento.Nel passivo la distinzione delle categorie di valori non è ancorata a quelle linee di razionalità che,ancorché con riserve, hanno caratterizzato la sezione dellattivo. Infatti, il criterio finanziario (cherichiederebbe la distinzione tra le passività a medio-lungo termine e quelle a breve termine o correnti) ècompletamente abbandonato, anche se per talune voci (quelle dei debiti) è richiesta la separataindicazione degli importi esigibili oltre lesercizio successivo. Avremo modo, comunque, dipuntualizzare, caso per caso, queste questioni.Iniziamo adesso lanalisi puntuale degli elementi del PASSIVO.A) PATRIMONIO NETTODeve essere cosi suddiviso: 15/29 16.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandI CapitaleII Riserva da sovrapprezzo delle azioniIII Riserve di rivalutazioneIV Riserva legaleV Riserva per azioni proprie in portafoglioVI Riserve statutarieVII Altre riserveVIII Utile (perdite) portati a nuovoIX Utile (perdita) dellesercizioÈ noto che il patrimonio netto è un valore unico e inscindibile, ma nello stato patrimoniale è necessariala sua scomposizione in "parti ideali" che tengano conto delle differenziate caratteristiche giuridiche, didisponibilità, fiscali e contabili. Analizziamo le singole voci.I - CAPITALEAccoglie il valore nominale interamente sottoscritto dai soci, anche se non interamente versato (la partenon versata appare come credito nella macroclasse "A" dellattivo), nonché quello che si è formato peraumento gratuito (per esempio, per il passaggio a capitale di riserve disponibili).II - RISERVA DA SOVRAPPREZZO AZIONIAccoglie il maggior valore rispetto a quello nominale, del prezzo di emissione delle azioni. Questariserva non è distribuibile fino a quando la riserva legale non ha raggiunto 1/5 del capitale sociale.III - RISERVE DI RIVALUTAZIONERappresentano la contropartita diretta (ossia senza il transito per il conto economico) delle rivalutazionidi attività. Questa voce è quindi prevista per le rivalutazioni monetarie effettuate in base a leggi speciali.Le più recenti leggi di rivalutazione sono state le seguenti:- l. 19/03/83 n. 72- l. 29/12/90 n. 408- l. 30/12/91 n. 413.IV - RISERVA LEGALELa voce accoglie la riserva obbligatoria per legge. In ogni esercizio deve essere accantonata la ventesimaparte degli utili sino a quando essa non abbia raggiunto 1/5 del capitale sociale.V - RISERVA PER AZIONI PROPRIE IN PORTAFOGLIOLa riserva per azioni proprie deve essere costituita come contropartita di bilancio delle azioni propriepossedute ed iscritte, al costo di acquisizione, nellattivo immobilizzato o circolante (B III o C III). Euna riserva che viene formata, al momento dellacquisto, riducendo altre riserve disponibili o attingendoda utili distribuibili. È indisponibile fino a quando le azioni non verranno trasferite o annullate.VI - RISERVE STATUTARIENella voce devono essere iscritti gli accantonamenti di utili effettuati in conformità a quanto previstodallo statuto. Sono, come nel caso della riserva legale, delle riserve obbligatorie. Cambia però la fontedellobbligo: prima era la legge, in questo caso è lo statuto (si dice che sono riserve obbligatorie per"autodeterminazione").VII - ALTRE RISERVENon può essere considerata una voce residuale per riserve minori, in quanto solitamente comprendecomponenti del patrimonio netto di notevole importanza quali:a) riserve facoltative: per esempio il fondo rinnovamento impianti.b) riserve per versamenti soci in conto capitale: i soci possono effettuare versamenti che, purassumendo diverse forme (finanziamenti in conto aumento di capitale già deliberato ma non ancoraomologato, versamenti in conto futuri aumenti di capitale, versamenti a fondo perduto, versamenti inconto copertura perdite, ecc.), hanno la comune caratteristica di non creare un obbligo di restituzione edi essere destinati a permanere nel patrimonio sociale. Inoltre, sempre che siano rispettati determinatirequisiti, essi non sono soggetti a tassazione (si veda in proposito lart. 55 del T.U.II.RR.).c) riserve previste da altre norme civilistiche: 16/29 17.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland1. Riserva per eventuali utili conseguenti allapplicazione dellistituto della deroga ai sensi dellultimocomma dellart. 2423 del c.c.. ad esempio, per gli utili derivanti da una rivalutazione economica o per lacapitalizzazione di oneri pluriennali diversi da quelli previsti dallart. 2424.2. Riserva in cui devono essere iscritti i maggiori valori rispetto al costo derivanti dalla valutazione dellepartecipazioni in imprese controllate o collegate col metodo del patrimonio netto.3. Il punto 5 dellart. 2426 del c.c. prevede che, in caso di capitalizzazione di costi di impianto e diampliamento, di costi di ricerca e sviluppo e di costi di pubblicità e sino a quando non è completatolammortamento degli stessi, possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibilisufficienti a coprire il loro ammontare non ancora ammortizzato. In sostanza si è in presenza di utilinon distribuibili (per un valore pari agli oneri non ancora ammortizzati): sembra pertanto opportuno,anche se non richiesto dalla legge, che per tali importi sia iscritta una specifica riserva.4. Riserva per azioni della controllante possedute dalla controllata: la normativa relativa allacquisto delleazioni di una controllante è analoga a quella prevista per lacquisto di azioni proprie (si veda lart. 2359-bis c.c.). Sembra quindi opportuno formare una riserva indisponibile pari allammontare delle azionipossedute.5. Riserve di origine fiscale: derivano dallapplicazione di norme agevolative fiscali, come per esempioquella relativa ai contributi pubblici in sospensione dimposta o allammortamento anticipato. Perquanto riguarda questultimo, se lammortamento non ha ragioni economico-aziendali e non rispecchialeffettivo deperimento del bene, il relativo "fondo di ammortamento anticipato" deve essere inserito inquesta voce. Può accadere che alcune imprese usufruiscano di contributi correlati agli investimenti inimmobilizzazioni, erogati dallo Stato o da altri Enti Pubblici. Si tratta di contributi in conto capitale, danon confondersi con quelli in conto esercizio. Praticamente lo Stato concede un contributo (dà unasomma di denaro) quando determinate imprese pongono in essere particolari piani di investimento. Il50% di questo contributo, se accantonato in un fondo, è in "sospensione di imposta", vale a dire cheverrà tassato solo quando è utilizzato per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio. Il restante50% può essere accantonato in un fondo e non concorrere a formare immediatamente e per intero ilreddito di esercizio, bensì per quote costanti in un periodo di tempo non superiore ai 5 anni.Quindi su 100 lire di contributo si avrà: DA CASSA 100 SOPRAVVENIENZE ATTIVE 100 al momento dellaccantonamento nellapposito fondo: ____________________________________________________________________________________ SOPRAVVENIENZE ATTIVE 100 F.DO SOPRAVVENIENZE ACCANTONATE 50 (in A VII) F.DO SOPRAVVENIENZE FRAZIONATE 50 (in A VII) ____________________________________________________________________________________ Al 31/12 di ogni anno: F.DO SOPRAVVENIENZE FRAZIONATE 10 PROVENTI E ONERI STRAORD. per CONTR. PUBBL. 10 →a conto economico.VIII - UTILI O PERDITE PORTATI A NUOVORiguarda gli utili e le perdite degli esercizi precedenti. La novità più importante rispetto al passato è chele perdite non devono essere iscritte nellattivo, bensì come componente negativo del patrimonio netto.IX - UTILE O PERDITA DELLESERCIZIOB) FONDI PER RISCHI ED ONERIDalla lettura dellart. 2424 bis si evince - sia pure indirettamente - che questa macroclasse è destinata adaccogliere soltanto accantonamenti a fronte di rischi ed oneri di natura determinata. Cosa significa? Chenon può più essere iscritto un generico fondo rischi: deve sempre esistere il collegamento con unrischio ben determinato. Sono quindi esclusi tutti quei fondi che, in precedenza, venivano iscritti perattuare le cosiddette "politiche di bilancio", al fine di ridurre artificiosamente lutile di esercizio. Lanorma parla poi di "esistenza certa o probabile". Da ciò deriva che le passività di natura determinatapossono essere di due tipi: 17/29 18.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland- accantonamenti per passività certe, il cui ammontare o la cui data di sopravvenienza sonoindeterminati (fondi spese future).- accantonamenti per passività la cui esistenza è solo probabile (passività potenziali accantonate neifondi rischi).La distinzione è molto importante, anche per la determinazione della relativa contropartita nel contoeconomico: ossia la voce B 12 (accantonamenti per rischi, per i fondi rischi) o B 13 (altriaccantonamenti, per i fondi spese).Vediamo adesso i singoli fondi:1. Per trattamento di quiescenza ed obblighi simili (fondo spese).Tale fondo non riguarda il T.F.R. ai sensi dellart. 2120 del c.c., in quanto questultimo ha natura didebito certo da inserirsi nella successiva macroclasse "C". Questa voce riguarda particolari contributi difine rapporto di lavoro istituiti dalla contrattazione integrativa aziendale. In particolare, nella voce inargomento sono iscrivibili i fondi di indennità per agenti commerciali e le indennità fine rapporto inrelazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (per es. indennità di fine rapporto peramministratori e sindaci di società)2. Fondo per imposte.La voce NON accoglie limporto da versarsi a saldo il maggio successivo (questo deve essere iscrittonella successiva voce D 11 - "Debiti Tributari"). Accoglie imposte probabili di importo o di data disopravvenienza indeterminati, come ad esempio quelle derivanti da un accertamento o un contenziosoin atto con lautorità finanziaria. Se esiste il rischio che, in seguito allaccertamento o al contenzioso,dovremo pagare maggiori imposte, è opportuno accantonare delle risorse da iscriversi in questa voce.3. Altri fondi. Per esempio:- fondo garanzia prodotti (f.do rischi): per gli eventuali costi che limpresa dovrà sostenere in relazioneai prodotti che ha venduto in garanzia;- fondo per manutenzioni cicliche (fondo spese): laccantonamento si rende necessario quandounimpresa che utilizza grandi impianti sostiene, oltre ai costi di manutenzione corrente (che gravanosui conti economici degli anni di sostenimento), rilevanti costi di manutenzione periodica. Questi costisono conseguenza dellusura di un determinato arco di tempo. Sebbene saranno sostenuti in anni futuri,per il principio della competenza economica, devono essere fatti gravare in ogni esercizio inproporzione al logorio, con accantonamenti annuali a questo fondo.- fondo oscillazione cambi (fondo rischi): per fronteggiare il rischi di perdite sui cambi si ritienepossibile operare sia la rettifica diretta delle voci dei crediti e dei debiti in valuta, sia laccantonamento aun fondo rischi. Questo in quanto le perdite possono essere indeterminate e, in particolare, perché sidesumono dal saldo della conversione complessiva in moneta nazionale dei crediti e dei debiti in valuta:possono, allora, essere considerate come manifestazione non del rischio specifico del singolo credito odebito, bensì di quello generale di gestione dei valori in divisa straniera.C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO LAVORO SUBORDINATOLa voce accoglie solo il fondo per il TFR ai sensi dellart. 2120 del c.c.. Se sono stati corrisposti anticipi,il fondo deve essere esposto al netto di tali anticipi (in altre parole, il conto "dipendenti conto anticipisu TFR" deve essere inserito, col segno "meno", in questa voce). Una quota di questo debito potrebbeessere a "breve" scadenza: se nota e fosse applicato un criterio di classificazione di tipo finanziario,andrebbe inserita nellambito delle passività correnti.D) DEBITI1. obbligazioni2. obbligazioni convertibili3. debiti verso banche4. debiti verso altri finanziatori5. acconti6. debiti verso fornitori7. debiti rappresentati da titoli di credito 18/29 19.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland8. debiti verso imprese controllate9. debiti verso imprese collegate10. debiti verso controllanti11. debiti tributari12. debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale13. altri debiti.Il criterio di classificazione finanziaria è parzialmente recuperato soltanto nella divisione interna diquesta macroclasse quando il legislatore dispone la separata indicazione degli importi esigibili oltrelesercizio successivo. Lanalista di bilancio, nellambito della fase di riclassificazione, inserirà la quota deidebiti scadenti entro lesercizio successivo nelle passività correnti e la restante parte - a scadenza medio-lunga- Nellambito delle "passività permanenti" e più precisamente nelle "passività consolidate".- Nella voce n° 1 e 2 deve essere iscritto il valore nominale delle obbligazioni ancora in circolazione (glieventuali aggi, derivanti dallemissione sopra la pari, devono essere inserite nella voce E del passivo, idisaggi nella voce D dellattivo).- Nella voce n° 3 (debiti verso banche) devono essere iscritti tutti i debiti verso gli istituti di credito,quindi mutui, accettazioni bancarie, anticipazioni e scoperti di conto corrente, riporti, ecc. .- Nella voce n° 4 devono inserirsi i debiti verso soggetti diversi da istituti di credito e da societàcontrollate, collegate e controllanti.- Nella voce n° 5 si troveranno gli anticipi da clienti per forniture non ancora effettuate di beni o diservizi (anche per i lavori in corso su ordinazione).- Nella voce n° 6 sono iscritti i debiti - per forniture di beni (materie prime, merci, beni immateriali) eprestazioni di servizi - non rappresentati da titoli di credito.- Nella voce n° 7 devono inserirsi le cambiali passive.- Nelle voci n° 8, 9, e 10 devono inserirsi tutti debiti di natura commerciale o finanziaria, verso impresecontrollate, collegate o controllanti.- Nella voce n° 11 sarà contabilizzato il saldo delle imposte sul reddito, IVA, imposte di fabbricazione ele ritenute operate come sostituto dimposta, al netto di acconti, ritenute di acconto e crediti dimposta.- Nella voce n° 12 devono iscriversi i debiti verso INPS, INAIL, ENASARCO, INADEL, ENPALS,INPDAF.- Nella voce n°13 troveremo:a) debiti verso dipendenti per retribuzioni e ferie maturate e non godute;b) debiti verso amministratori e sindaci;c) debiti verso soci per dividendi;d) debiti verso obbligazionisti per interessi maturati;e) debiti verso terzi per cauzioni da loro prestate.E) RATEI E RISCONTI, con separata indicazione dellAGGIO SUI PRESTITI.Si tratta, ovviamente, di ratei e risconti passivi e del maggior valore, rispetto a quello nominale, delprestito obbligazionario. Per questa classe vale quanto detto a proposito della macroclasse "D"dellattivo. Lultimo comma del nuovo art. 2424 c.c. prescrive che "in calce allo stato patrimonialedevono risultare le garanzie prestate (....) e gli altri conti dordine". Quindi devono essere indicate tuttele garanzie (fideiussioni, avalli ed altre garanzie personali e reali) e gli altri conti dordine. Quelli piùfrequenti sono quelli che riguardano:- beni di terzi presso la società: ad esempio, merci detenute per lavorazioni per conto terzi o in contodeposito, titoli ricevuti a cauzione, imballaggi da rendere, fondi del personale gestiti dalla società;- impegni: ad esempio, per acquisti di materie, macchinari o altri beni, per accensione di mutui, percontratti a termine, contratti di leasing;- rischi: ad esempio, crediti ceduti a terzi "pro-solvendo" e non iscritti in bilancio (quali le cambialiscontate) che alla data di chiusura dellesercizio non siano ancora scaduti. 19/29 20.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: Profland5. I documenti contabili: il Conto EconomicoIl conto economico, per rappresentare efficacemente il reddito di esercizio ai fini di una letturarazionale, e soprattutto di unanalisi della gestione, deve mettere in evidenza il suo percorso formativo,debitamente articolato nelle sue tappe fondamentali. Il conto dei profitti e delle perdite di cui allart.2425-bis del c.c., nella versione precedente al D. Lgs. n. 127, non era atteggiato in questo senso. Inestrema sintesi il conto anzidetto era così caratterizzato:1) quanto alla STRUTTURA, era tenuto a COSTI, RICAVI e RIMANENZE;2) quanto alla FORMA, era impostato a SEZIONI DIVISE.Esso forniva una panoramica completa dei valori relativi allesercizio, però presentava alcuni LIMITIche ne diminuivano la capacità segnaletica. In primo luogo, la struttura a costi, ricavi e rimanenze, piùche classificare i valori, si limitava ad elencarli, sommando tra loro grandezze "riprese" con grandezze diesercizio e grandezze di esercizio con grandezze "sospese".Inoltre, la forma a sezioni divise impediva la segnalazione dei risultati intermedi nellambito delprocesso di formazione del reddito di esercizio.Orbene, il primo limite è stato superato sostituendo la vecchia struttura con una nuova, a COSTI eRICAVI.Il secondo limite è stato superato sostituendo la vecchia forma con una nuova, la forma SCALARE."Con essa si evidenziano i redditi di area, cioè i vari risultati parziali corrispondenti alle singole aree incui la gestione viene divisa". Si può così procedere meglio allinterpretazione del reddito, cioè allacomprensione delle componenti che hanno contribuito alla sua formazione.In estrema sintesi, il modello del nuovo conto economico può essere così rappresentato:A) VALORE DELLA PRODUZIONE ................B) COSTI DELLA PRODUZIONE ................(A - B) ................C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI ................D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE ................E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI ................• RISULTATO DELLE IMPOSTE (A-B±C±C±E) ................• IMPOSTE SUL REDDITO DELLESERCIZIO ................• RISULTATO DELLESERCIZIO ................Come si può vedere, la forma è SCALARE, cioè si sviluppa in verticale: in questo modo si riescono adevidenziare alcuni risultati intermedi che altrimenti verrebbero persi a livello di sezioni contrapposte.Per quanto riguarda la struttura (cioè il criterio con il quale vengono aggregate le varie classi di valori) èa COSTI e RICAVI, in quanto non vengono evidenziate le rimanenze iniziali e finali che confluirannoin una delle due classi. Il nostro legislatore ha optato per una struttura a costi e ricavi della produzioneOTTENUTA, detta anche a COSTI e RICAVI INTEGRALI perché riguarda tutto il complesso dellaproduzione, sia venduta (in questo caso avremmo avuto un conto economico a COSTI e RICAVI dellaproduzione VENDUTA) che non.Per quanto riguarda il contenuto, abbiamo inizialmente unarea OPERATIVA e un risultato che cideriva da tale area ("A" - "B"); abbiamo poi larea FINANZIARIA (formata da due classi, la "C" e la"D") e quindi larea STRAORDINARIA. Questultima comprende tutti i valori che non appartengonoallarea operativa o allarea finanziaria, bensì ad una gestione parallela a quella caratteristica. Chiarisceinfatti la relazione allart. 7 del decreto 127 che "laggettivo straordinario, riferito a proventi ed oneri,non allude alleccezionalità (...) dellevento (....) bensì allestraneità, della fonte del provento o dellonere,alla attività ordinaria".A questa prima parte del conto economico, se ne aggiungeva unaltra, denominata appendice fiscale, nellaquale venivano iscritti i componenti negativi di reddito privi di fondamento economico e civilistico mache devono essere imputati al conto economico per poter essere dedotti fiscalmente (atteso il dispostodel 4° comma dellart. 75 del T.U.II.RR). In questo modo il legislatore intendeva evitarel«inquinamento» dei valori del conto economico e quindi evidenziare un reddito significativo dal puntodi vista economico-aziendale (quello dato dalla voce 23). Come vedremo meglio nel prosieguo, questaappendice fiscale è stata eliminata con lentrata in vigore della legge 8 agosto 1994, n° 503. 20/29 21.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandAnalizziamo adesso il contenuto dei singoli elementi:A) IL VALORE DELLA PRODUZIONEEsprime il "valore della produzione OTTENUTA nellesercizio, con riferimento non solo a quellamateriale di beni, ma anche alla prestazione di servizi ed allattività puramente commerciale". Essa deveessere suddivisa nelle seguenti voci:1. Ricavi delle vendite e delle prestazioniNella voce devono essere iscritti i ricavi delle vendite e delle prestazioni della gestione caratteristicadellimpresa, nonché i correlati ricavi accessori (ad esempio, addebiti per imballaggi). I ricavi devonoessere indicati al netto dei resi, degli sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamenteconnesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi (art. 2425 bis).A tal proposito è opportuno sottolineare che:• gli sconti deducibili sono quelli di natura commerciale e non anche quelli finanziari;• se per i resi, gli abbuoni e i premi viene fatto un accantonamento patrimoniale passivo sulla base distime (per esempio, "Accantonamento per resi" a "Fondo accantonamento per resi"), taleaccantonamento deve essere portato a riduzione della voce in commento;• le imposte detraibili sono le imposte indirette relative alle vendite e prestazioni.2. Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti.Con questa voce si rettifica o si integra il valore dei ricavi (voce 1): è una delle operazioni checonsentono di pervenire al valore della produzione ottenuta nellesercizio.La variazione avrà segno positivo quando le rimanenze finali hanno un valore superiore a quelle iniziali(e quindi si incrementano), viceversa nel caso opposto. Quindi: (+ Rimanenze Finali - Rimanenze Iniziali).3. Variazioni dei lavori in corso su ordinazione.Valgono le stesse considerazioni fatte per la voce precedente.4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interniLa voce accoglie i costi sostenuti per la produzione interna di immobilizzazioni materiali ed immateriali(le cosiddette costruzioni in economia). In questo modo vengono stornati dal conto economico costicon utilità pluriennale che sono stati iscritti nella successiva aggregazione dei costi della produzione. Sitratta essenzialmente di costi interni (ad es. ammortamenti, spese per il personale) e di costi esterni nonspecificatamente sostenuti per le costruzioni in economia ma ad esse riferibili con sufficiente grado dicertezza (ad es. materie acquistate per la produzione dei beni che costituiscono lattività dellimpresa mautilizzati anche per le costruzioni interne). Come è noto, al 31/12 si procede ad una scrittura di rettificadi questo tipo: 31/12 Immobilizzazioni in Corso a Costruzioni in Economia ↓↓ nello Stato Patrimoniale nel Conto Economico, voce A 4Si procede, così, ad una rettifica indistinta dei costi di esercizio.5. Altri ricavi e proventiÈ una voce residuale che accoglie ogni ricavo e provento diverso da quelli iscrivibili nella voce A.1.Il suo contenuto è quindi principalmente formato da:- proventi da gestioni accessorie. Si tratta di gestioni non rientranti nellarea caratteristica: quindi fittiattivi di terreni, fabbricati, canoni attivi per la concessione dellutilizzo di brevetti, marchi, formule, ecc.;- proventi patrimoniali: plusvalenze da alienazione di beni strumentali;- contributi in conto esercizio;- ricavi e proventi non iscrivibili altrove: ad esempio, risarcimenti assicurativi, provvigioni attive, penalitàaddebitate ai clienti.B) I COSTI DELLA PRODUZIONEDevono essere così suddivisi:6. Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 21/29 22.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandLa denominazione deve essere intesa in senso ampio in quanto comprende anche lacquisto disemilavorati, di componenti destinati ai propri prodotti, di materiale pubblicitario, omaggi a clienti, ecc.7. Costi per serviziIl contenuto è molto ampio ed eterogeneo. Indichiamo, di seguito, i costi da iscrivere tipicamente inquesta voce:- prestazioni correlate allattività produttiva: lavorazioni esterne, riparazioni e manutenzione, consulenzetecniche, analisi e prove di laboratorio;- prestazioni correlate allattività amministrativa e generale, compensi ad amministratori, sindaci, revisoriesterni, consulenze amministrative, legali e fiscali, assicurazioni, servizi esterni di vigilanza o di pulizia;- prestazioni correlate allattività commerciale: provvigioni ad agenti e rappresentanti, partecipazioni afiere e mostre;- utenze energetiche: elettricità, gas, acqua;- spese per il personale che non costituiscono retribuzione: rimborsi a forfait, acquisti di bigliettiviaggio, prestazioni di medici, prestazioni di personale esterno per la mensa aziendale.8. Costi per il godimento di beni di terziIn questa voce devono essere inseriti i compensi corrisposti a terzi in relazione al godimento di benimateriali e immateriali non di proprietà. In pratica vi si iscriveranno:- canoni per locazioni (comprese quelle in leasing) di immobili, impianti, macchinari, veicoli;- costi per lutilizzo concesso da terzi di brevetti, know-how, marche.9. Costi per il personaleVi sono iscritti tutti i costi di natura retributiva e contributiva sostenuti per il personale dipendente;deve essere suddivisa nelle seguenti "sotto-voci":a. salari e stipendib. oneri socialic. trattamento fine rapportod. trattamento di quiescenzae. altri costi. →A questo proposito è utile ricordare che in "altri costi" non devono esservi iscritti quellirelativi al personale che configurano acquisti (ad esempio di vestiario, per la mensa aziendale, perfarmaci, ecc., che devono essere iscritti in B6) o che configurano prestazioni da parte di terzi (peresempio medici, personale esterno per mense, ecc., che devono essere iscritti in B7).Devono invece essere iscritte le erogazioni di sussidi occasionali ed ogni altro costo sostenuto abeneficio del personale.10. Ammortamenti e svalutazioniLa voce accoglie gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali, oltre alle svalutazioni(purché non siano di natura straordinaria) di beni patrimoniali non iscritti tra le attività finanziarie o trale rimanenze. Al suo interno risulterà così suddivisa:a. ammortamenti di immobilizzazioni immateriali;b. ammortamenti di immobilizzazioni materiali;c. altre svalutazioni per perdita duratura di valore delle immobilizzazioni immateriali e materiali;d. svalutazione dei crediti compresi nellattivo circolante e nelle disponibilità liquide.11. Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci.Con questa voce si rettifica o si integra il costo per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (voce6) al fine di determinare il costo delle materie utilizzate per ottenere la produzione. La variazione avràsegno positivo quando le rimanenze iniziali sono superiori a quelle finali (significa che, per poter porrein essere la produzione, si sono utilizzate parte delle materie esistenti nei magazzini; il costo di acquisto,quindi, deve essere integrato con questo valore). Viceversa, quando il valore delle rimanenze finali èsuperiore a quello delle iniziali, sarà necessario "sospendere e rinviare allesercizio futuro" questadifferenza: la variazione avrà quindi segno negativo.12. Accantonamento per rischiLa voce accoglie gli accantonamenti la cui controparte patrimoniale è la voce del passivo B.3 (B - Fondiper rischi ed oneri; 3 - Altri), quando essi non debbano essere iscritti specificatamente in altre voci. 22/29 23.
Appunti d’esameRagioneria: bilancio civilistico Visto su: ProflandRiguarda oneri che abbiano manifestazione solo probabile (le così dette "passività potenziali"), non dinatura straordinaria (altrimenti devono essere iscritti nella voce E.21 - Oneri straordinari).In sintesi avremo:- accantonamenti per liti giudiziarie, contenziosi, penalità.13. Altri accantonamentiRiguardano passività certe, il cui ammontare o la cui data di manifestazione sono indeterminati.Ad esempio: accantonamenti per spese di manutenzione ciclica, spese di manutenzione e ripristino benigratuitamente devolvibili, prodotti venduti in garanzia, concorsi a premi in favore della clientela.14. Oneri diversi di gestioneSi tratta di una voce residuale: vi saranno iscritti quei componenti negativi di reddito che non trovanoposto nelle voci precedenti e che non abbiano natura finanziaria, straordinaria e che non siano relativialle imposte sul reddito. Il suo contenuto è principalmente formato da:- imposte diverse da quelle sul reddito (e quindi imposte di fabbricazione, di registro, di bollo, tasse diconcessione governativa, ecc.);- iscrizioni ad associazioni, abbonamenti;- compensi ad amministratori, sindaci e revisori qualora non siano stati inseriti nella voce B 7.Qualora non abbiano carattere straordinario, devono essere qua inserite:- minusvalenze derivanti dalla alienazione di beni strumentali;- sopravvenienze ed insussistenze passive (per es.: perdite su crediti non coperti dal fondo svalutazione).RISULTATO INTERMEDIO: (A _ B) ↓↓↓↓↓↓↓↓ (Valore della produzione _ Costi della produzione)Dallanalisi fatta esaminando le singole voci, risulta che sia il "Valore della Produzione" ("A") che i"Costi della Produzione" ("B"), fanno riferimento ad una produzione intesa in senso lato e talvoltaimproprio.Entrambi gli aggregati, infatti, contengono elementi estranei alla gestione caratteristica: in particolarequelli relativi alla gestione accessoria o extra-caratteristca ed elementi di natura straordinaria (almeno neitermini stabiliti dalla dottrina, con riferimento alleccezionalità dellaccadimento).Sono, queste, osservazioni che abbiamo già avuto modo di proporre in precedenza e che riprenderemoin seguito, quindi non ci dilunghiamo oltre.Lunica annotazione che conviene ribadire riguarda il Risultato Intermedio ("A" - "B"): i due aggregatida cui deriva contengono - abbiamo appena visto - elementi spuri, che non attengono allareacaratteristica. Vien da sé, quindi, che esso non possa essere assimilato al RISULTATO OPERATIVO,preziosissimo indicatore che misura il risultato della sola gestione caratteristica!.C) PROVENTI ED ONERI FINANZIARILa classe "C" comprende due sottoclassi per rilevare i proventi ed una per gli oneri.15. Proventi da partecipazioniFanno riferimento alle partecipazioni iscritte sia nellattivo immobilizzato, sia dellattivo circolante. Sonocostituiti principalmente da:- dividendi;- altri proventi, quali il ricavato dalla vendita dei diritti di opzione.16. Altri proventi finanziaria) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni; vi devono essere iscritti gli interessi attivi sui creditifinanziari dellattivo immobilizzato (mutui attivi);b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni;c) da titoli iscritti nellattivo circolante che non costituiscono partecipazioni; • in "C 16 b" e "C 16 c" devono essere iscritti i proventi di titoli diversi da partecipazioni, quindi i proventi di titoli rappresentativi di diritti di credito (obbligazioni, Buoni del Tesoro), e di titoli 23/29 Recommended