Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00522060&part=doc_dc-ressomm_rs&parse=no
Timestamp: 2013-05-24 00:20:11+00:00
Document Index: 80004226

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La seduta inizia alle ore 9,33.
Il Senato approva il processo verbale della seduta del 27 gennaio.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,36 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico. A causa del brusìo, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 9,37, è ripresa alle ore 9,48.
Seguito della discussione congiunta del disegno di legge:
(2322) Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2010 (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) e del documento:
(Doc. LXXXVII, n. 3) Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (anno 2009) Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 2322
Approvazione della proposta di risoluzione n. 2
PRESIDENTE. BUTTI, segretario. Dà lettura del parere di nulla osta espresso dalla Commissione bilancio sui nuovi emendamenti riferiti all'articolo 16.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 12 (Delega al Governo per la disciplina della fiducia).
LEDDI (PD). Motiva la proposta di stralcio dell'articolo 12 con l'opportunità di disciplinare il contratto di fiducia attraverso un intervento legislativo più organico, anche per evitare il rischio di incongruenze e di difficoltà interpretative. (Applausi dal Gruppo PD).
DELLA MONICA (PD). Illustra l'emendamento 12.201 con il quale si intende sopprimere l'articolo 12. L'introduzione del contratto di fiducia attraverso una delega al Governo non risponde all'esigenza di adempiere ad un obbligo comunitario, bensì a quella di tutelare interessi privati del Presidente del Consiglio. E' opportuno rinviare la materia alla Commissione di merito, presso cui pendono diversi disegni di legge in materia. (Applausi dal Gruppo PD).
PEDICA (IdV). L'emendamento 12.201 mira a sopprimere l'articolo, che dispone una delega legislativa in favore del Governo su una materia che non rientra nel contenuto proprio della legge comunitaria. La genericità e l'indeterminatezza della delega, inoltre, non appaiono coerenti con il disposto costituzionale, specialmente laddove autorizzano il coordinamento della nuova disciplina con le norme tributarie vigenti e consentono di operare deroghe alle normative in materia di tutela dei creditori e di cessione dei crediti futuri, di strumenti finanziari e fallimentare. La discrezionalità concessa al Governo comporta una pericolosa attenuazione dei principi di trasparenza e delle misure di prevenzione dell'elusione fiscale. Inoltre, rende possibile un utilizzo disinvolto del nuovo istituto in favore dei grandi patrimoni tornati in Italia in seguito alla normativa sullo scudo fiscale.
GERMONTANI (FLI). L'ordine del giorno G12.100 impegna il Governo a dare attuazione alla delega sulla disciplina del contratto di fiducia, prevedendo un coordinamento con la normativa tributaria vigente, per evitare incertezze ed incongruenze in materia di applicazione dell'imposizione fiscale indiretta, che potrebbero causare un'operatività limitata della nuova disciplina. Auspica quindi che il Governo accolga l'ordine del giorno, che intende rendere più efficace l'intervento normativo. (Applausi dal Gruppo FLI).
BOLDI, relatrice. Si rimette al Governo sulla proposta di stralcio S12.1 e sugli emendamenti 12.200, 12.201, 12.202 e 12.203. Invita ad accogliere l'ordine del giorno G12.100 come raccomandazione e a ritirare l'emendamento 12.0.200 - che alla lettera e) propone una sanatoria senza limiti temporali - altrimenti il parere è contrario.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Invita al ritiro della proposta di stralcio S12.1 e degli emendamenti 12.200, 12.201, 12.202 e 12.203 - ritenendo necessario regolare normativamente un fenomeno giuridico di fatto già presente nell'ordinamento - altrimenti il parere è contrario. È disposto ad accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno G12.100, condividendo i principi che lo ispirano, che potranno essere utilizzati come linee guida per la predisposizione della normativa delegata. Invita infine al ritiro dell'emendamento 12.0.200, per le medesime ragioni illustrate dalla relatrice.
Con votazione seguita da controprova mediante procedimento elettronico chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la proposta di stralcio S12.1. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori DELLA MONICA (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 12.200 (identico agli emendamenti 12.201 e 12.202) e 12.203.
INCOSTANTE (PD). Per un errore, il suo voto favorevole all'emendamento 12.203 non è stato registrato dal dispositivo elettronico.
GERMONTANI (FLI). È favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G12.100 come raccomandazione, alla luce delle argomentazioni del rappresentante del Governo.
PRESIDENTE. Accolto dal Governo come raccomandazione, l'ordine del giorno G12.100 non viene posto ai voti.
ADAMO (PD). L'emendamento 12.0.200 stabilisce alcuni indirizzi sulla base dei quali il Governo è delegato a recepire la direttiva in materia di sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che impiegano immigrati irregolari. Per consentire una sua approvazione è pertanto disponibile ad una riformulazione della lettera e) che, non applicando le sanzioni a carico dei datori di lavoro che scelgano di autodenunciarsi, costituirebbe - a parere del relatore e del rappresentante del Governo - una sorta di sanatoria senza limiti temporali. È infatti necessario vincolare la delega ad alcuni principi, impegnando il Governo a prevedere incentivi per il lavoratore che denunci lo sfruttamento, a introdurre norme di contrasto all'intermediazione abusiva di manodopera e a verificare la possibile estensione delle norme anche allo sfruttamento in nero dei lavoratori italiani. (Applausi dal Gruppo PD).
BOLDI, relatrice. Considerando che la legislazione italiana in materia di sanzioni contro il lavoro nero è piuttosto stringente, ritiene opportuno offrire al Governo una delega ampia, per consentire un efficace coordinamento della direttiva comunitaria con la normativa nazionale. Va inoltre ricordato che le Commissioni parlamentari competenti potranno esaminare successivamente i decreti delegati ed esprimere un loro parere in proposito.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Chiede di trasformare l'emendamento 12.0.200 in un ordine del giorno di analogo contenuto, riformulando però il contenuto della lettera e).
MARINARO (PD). È disponibile ad una trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno, previa riformulazione della lettera e), pur evidenziando che la normativa italiana risulta in molti casi difforme dai principi della direttiva comunitaria, le cui disposizioni sono destinate a prevalere sulla legislazione nazionale.
BOLDI, relatrice. Concorda con la proposta del Governo.
PRESIDENTE. L'emendamento 12.0.200 viene accantonato, per consentire la formulazione dell'ordine del giorno.
Il Senato approva l'articolo 13 (Qualità delle acque destinate al consumo umano).
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 2322, nel testo proposto dalla Commissione.Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti dell'istituto tecnico commerciale «Suore salesiane dei Sacri Cuori» di Barletta, presenti nelle tribune. (Applausi).
Ripresa della discussione del documento LXXXVII, n. 3 PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 14 (Modifiche al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494. Procedura d'infrazione n. 2008/4908), ricordando che sull'emendamento 14.300 e sulla lettera d) dell'emendamento 14.200 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
DI GIOVAN PAOLO (PD). Contesta il parere contrario della Commissione bilancio sull'emendamento 14.300, dal momento che esso dovrebbe eventualmente colpire i futuri provvedimenti delegati e non la disposizione che delega il Governo al recepimento di una normativa comunitaria. La mancata approvazione dell'emendamento comporterebbe un'infrazione che andrebbe a gravare sul bilancio di Stato. (Applausi dal Gruppo PD).
BOLDI, relatrice. Alla luce del parere della 5a Commissione, esprime parere contrario agli emendamenti 14.300 e 14.200.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il parere è conforme a quello della relatrice.
PRESIDENTE. L'emendamento 14.300 e la lettera d) dell'emendamento 14.200 sono improcedibili.
Il Senato respinge la restante parte dell'emendamento 14.200.
Il Senato approva l'articolo 14 e l'articolo 15 (Delega al Governo per il recepimento della direttiva 2010/23/UE del Consiglio, del 16 marzo 2010).
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 16 (Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009)
DI GIOVAN PAOLO (PD). È disponibile a ritirare i subemendamenti soppressivi dell'emendamento 16.500, presentato dal Governo, se esso verrà modificato richiamando espressamente le norme e i principi della legge n. 185 del 1990 in materia di commercio degli armamenti. La normativa italiana, che sottopone tale commercio al rigido controllo del Ministero degli esteri, è infatti una delle più avanzate in Europa e potrebbe diventare un punto di riferimento per l'intera Unione. (Applausi dal Gruppo PD). BOLDI, relatore. Si rimette al Governo.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. L'intesa raggiunta in Commissione ha portato al testo dell'emendamento 16.500/1, che oggi è all'esame dell'Assemblea. Pertanto, è accettabile una limitazione dell'emendamento 16.500 ai soli punti c) e d), a condizione che sia chiara la necessità di semplificare le procedure, senza mai venir meno ai principi della citata legge n. 185 del 1990 sul commercio e l'esportazione di armi da guerra.
MARINARO (PD). Ritira tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo all'articolo 16.
Il Senato respinge l'emendamento 16.300.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 16.500/1. Il Senato approva l'emendamento 16.500 nel testo emendato.
MARINARO (PD). L'articolo 16 è di particolare rilievo perché contiene direttive riguardanti le modalità di trasporto e circolazione all'interno dell'Europa di prodotti per la difesa. Annuncia il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico, perché nel testo è stata raggiunta una mediazione importante che consente di salvaguardare anche l'interesse nazionale, con particolare riguardo all'industria italiana operante nel settore della difesa, che viene messa nelle condizioni di competere con le industrie europee. (Applausi dei senatori Del Vecchio e Casoli).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 16, nel testo emendato. Il Senato approva l'articolo 17 (Gestione della qualità delle acque di balneazione in attuazione dell'articolo 10 della direttiva 2006/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006) e l'articolo 18 (Adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 29 ottobre 2009, resa nella causa C-249/08).
PRESIDENTE. Invita il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi sull'ordine del giorno G12.0.200 (v. Allegato A), risultante dalla trasformazione dell'emendamento 12.0.200, precedentemente accantonato.
BOLDI, relatore. Il relatore invita ad accoglierlo.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo lo accoglie.
GERMONTANI (FLI). La legge comunitaria rappresenta un'importante occasione per la partecipazione dell'Italia al processo di integrazione europea, per questo sarebbe stato logico aspettarsi una maggiore collaborazione tra maggioranza ed opposizione e anche con il Governo. Si è invece riscontrata la chiusura dell'Esecutivo rispetto al rilevante emendamento presentato da Futuro e Libertà per l'Italia all'articolo 11, finalizzato a garantire maggior indipendenza all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per queste regioni, il voto del Gruppo Futuro e Libertà per l'Italia è condizionato all'accoglimento da parte del Governo dell'emendamento riferito alla proposta di risoluzione n. 2 sulla Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. (Applausi dal Gruppo FLI).
PEDICA (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori si asterrà sul disegno di legge comunitaria e sulla Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Il ritardo cronico accumulato nella presentazione di tali atti non è infatti più tollerabile, specie alla luce del Trattato di Lisbona, che prevede celerità e flessibilità nell'adeguamento della normativa nazionale all'ordinamento comunitario. Il Governo ha disatteso tutte le indicazioni emerse in occasione dell'esame della legge comunitaria 2009: per esempio non si è provveduto a recepire per intero la direttiva che sanziona i datori di lavoro di immigrati irregolari. Alcune disposizioni del testo sono inaccettabili: quelle sullo status di Roma Capitale, vuote in assenza di indicazioni su poteri e funzioni, o quelle sul contratto di fiducia. La proposta di risoluzione presentata dall'IdV chiede che sia garantito il rispetto dei tempi previsti per la presentazione del disegno di legge comunitaria e che sia rafforzato il ruolo del Parlamento; che si giunga ad un'efficace governance economica, riformando la procedura di bilancio interna; che si riducano ulteriormente le procedure d'infrazione e che il Paese tenga, in materia ambientale, di immigrazione e di tutela dei diritti umani, una politica di stampo europeo. Chiede infine di potenziare i poteri della 14a Commissione e di nominare al più presto un nuovo Ministro per le politiche europee, carica vacante da mesi e retta ad interim da un Presidente del Consiglio troppo impegnato a risolvere i suoi problemi personali per occuparsi dell'Europa. (Applausi dal Gruppo IdV).
PINZGER (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). La legge comunitaria 2010 giunge al voto parlamentare in prima lettura due giorni dopo la scadenza del termine per la presentazione della comunitaria per il 2011; dal 15 novembre non c'è un Ministro per le politiche europee; le amministrazioni chiamate a predisporre i decreti attuativi delle direttive sono inadempienti: tutto ciò spiega l'elevato numero di procedure d'infrazione aperte nei confronti dell'Italia e di pronunciamenti sfavorevoli della Corte di giustizia. Al fine di evitare la definitività delle condanne, che esporrebbe l'Italia al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie, è dunque necessario procedere ad una riforma del processo di adeguamento normativo interno. Il disegno di legge comunitaria 2010 contiene importanti provvedimenti: l'articolo 6 sulla registrazione dei dispositivi medici, grazie al quale si elimina l'obbligo di pagamento di 100 euro per ogni registrazione effettuata; l'articolo 8 recepisce poi le innovazioni riguardanti gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, avviando anche in Italia il funzionamento del cosiddetto passaporto delle società di gestione del risparmio e ridefinendo l'operatività transfrontaliera; l'articolo 10, che riforma la professione della guida turistica, nel rispetto degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale; l'articolo 11, che recepisce le direttive europee tendenti a rafforzare i diritti degli utenti telefonici e di Internet e ad incoraggiare la concorrenza tra gli operatori. Per queste ragioni, auspicando che nel corso dell'esame da parte della Camera il disegno di legge comunitaria non si trasformi in un contenitore di norme eterogenee, annuncia il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE e del senatore Molinari. Congratulazioni.)
ADERENTI (LNP). Grazie allo scrupoloso lavoro della 14a Commissione, coordinato con efficacia dalla sua Presidente e arricchito dal contributo del Governo nelle sue fasi cruciali, il testo della legge comunitaria 2010 giunge al voto snello e privo di disposizioni estranee all'oggetto del provvedimento ed è auspicabile che tale omogeneità di contenuti non sia intaccata nel passaggio alla Camera. E' innegabile il peso dell'assenza di un Ministro di riferimento, così come indispensabile appare una riforma del Regolamento del Senato che disgiunga l'esame della legge comunitaria da quello della Relazione annuale. Appare inoltre necessario estendere l'esame in sede referente della 14a Commissione ai provvedimenti comunque finalizzati all'attuazione di obblighi comunitari. Proprio la necessità di adeguare l'ordinamento interno alle novità introdotte dal Trattato di Lisbona hanno motivato le proposte di modifica della legge Buttiglione, tese a garantire tempi brevi e certi per la predisposizione delle deleghe legislative necessarie per il recepimento delle direttive europee. Il Gruppo LNP voterà a favore del provvedimento registrando con soddisfazione alcune disposizioni che valorizzano il ruolo delle Regioni come soggetti istituzionali, come quella che prevede che gli schemi di decreto legislativo relativi a testi unici o a codici di settore o in materie di interesse delle Regioni siano sottoposti al parere della Commissione per le questioni regionali o quella sul riordino della professione turistica. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
DI GIOVAN PAOLO (PD). Il Gruppo PD voterà contro la Relazione annuale se vedrà respinte le proposte contenute nella proposta di risoluzione presentata. Si asterrà invece dal voto sulla legge comunitaria, che per lo meno si limita nei contenuti alla materia propria del suo oggetto, anche se il Governo aveva tentato di inserirvi norme vergognose poi ritirate come quella che modificava la legge vigente sul commercio delle armi e sebbene permangano nel testo norme che forse troverebbero migliore collocazione in provvedimenti ad hoc, come nel caso del riordino della professione di guida turistica. Il processo di integrazione comunitaria ha visto progressi difficilmente immaginabili in origine e deve proseguire e perfezionarsi con una vera Costituzione per un'Europa federale e solidale. In tale ottica è auspicabile che in futuro il Fondo finanziario che oggi copre le regioni periferiche in difficoltà divenga un organismo stabile con un Ministro del tesoro comune. Sebbene il provvedimento sia nel complesso il risultato di un buon lavoro corale, dispiace rilevare che dopo un primo parere favorevole sul recepimento integrale della direttiva sul rimpatrio volontario il Governo sia tornato sui suoi passi per motivi di propaganda elettorale. Allo stato attuale appare evidente l'inadeguatezza del Governo in politica estera, la sua scarsa consonanza con i partner europei, una visione più attenta agli interessi interni che non alle prospettive comuni, la marginalità della leadership italiana nel quadro politico europeo. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Giai).
SANTINI (PdL). Si deve constatare con soddisfazione il positivo avvio di un percorso virtuoso di riforma della legge comunitaria, che giunge all'esame dell'Aula in un testo più snello e semplificato; inoltre, anche se il ritardo da recuperare è ancora consistente, si assiste ad una graduale diminuzione delle procedure d'infrazione contro l'Italia. Fra i temi più dibattuti durante l'esame nella 14a Commissione vi è stato quello relativo al commercio delle armi, che ha visto un'opportuna riformulazione della norma iniziale da parte del Governo. Il provvedimento contiene anche previsioni in materia di regolamentazione della professione di guida turistica, di liberalizzazione delle comunicazioni elettroniche, di promozione dell'informazione dei lavoratori sulle aziende transnazionali, di lotta alla contraffazione farmaceutica, di istruzione e cultura e di formazione e partenariato per i figli di immigrati. Si è dato luogo ad una riflessione sul ruolo dell'Italia nell'Unione europea, sul rapporto tra Unione e Parlamenti nazionali e sull'ampliamento delle competenze della Commissione per gli affari comunitari del Senato. In tal senso, si potrebbe pensare ad una rivisitazione radicale dei rapporti tra la 14a Commissione e le Commissioni di merito, attribuendo alla prima l'esame di merito per tutte le materie legate alle politiche europee e alle altre l'esame delle parti di competenza. Certamente l'Unione europea è ancora in divenire ed è lontana da quella piena solidarietà auspicata dai suoi ideologi, come dimostra lo scarso appoggio ottenuto in sede di Consiglio europeo dalla mozione presentata dall'Italia sulle persecuzioni delle comunità cristiane, forse motivato dall'elevato tasso politico che caratterizza quell'organismo. È comunque un fatto che l'Europa è cresciuta anche grazie alle proprie crisi ed è auspicabile che continui a farlo. Esprime il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Saluta, a nome dell'Assemblea, gli studenti del liceo scientifico «Carlo Levi» di Irsina, in provincia di Matera, presenti nelle tribune. (Applausi).
Con votazione nominale elettronica ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge n. 2322 nel testo emendato. La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.
PRESIDENTE. Passa all'esame della proposta di risoluzione n. 2, relativa alla Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, accolta dal Governo.
DE ECCHER, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 2.1, in quanto la proposta emendativa pone sostanzialmente dei vincoli all'azione del Governo.
VIESPOLI (FLI). L'emendamento mira ad un'armonizzazione tra l'interesse della piccola e media impresa ed i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, come previsto anche in una direttiva europea. Si potrebbe pertanto sfumare il riferimento ad iniziative legislative in via di calendarizzazione, ma non si può rinunciare ad agire affinché le pubbliche amministrazioni corrispondano in tempi accettabili quanto dovuto alle imprese. (Applausi dal Gruppo FLI).
DE ECCHER, relatore. Invita il presentatore a trasformare l'emendamento 2.1 in ordine del giorno.
SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Concorda con il relatore.
VIESPOLI (FLI). Insiste per la votazione dell'emendamento 2.1.
INCOSTANTE (PD). Ne chiede la votazione nominale elettronica.
Il Presidente indice la votazione nominale elettronica sull'emendamento 2.1 e ne comunica la reiezione. (Proteste dai Gruppi PD e IdV sulla regolarità delle operazioni di voto).
PRESIDENTE. Dà disposizioni al senatore Segretario affinché proceda alle opportune verifiche. Annulla la votazione e ne dispone la ripetizione.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.1.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE, il Senato approva la proposta di risoluzione n. 2, con conseguente preclusione delle proposte di risoluzione nn. 1 e 3.
BOLDI, relatrice. Rivolge un ringraziamento ai membri della 14a Commissione, agli uffici, al Governo e al relatore De Eccher per il proficuo lavoro svolto e per la buona qualità del provvedimento che ne è risultato. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dei senatori Pinzger e Fosson).
La seduta, sospesa alle ore 11,47, è ripresa alle ore 12,06.
Discussione delle dimissioni presentate dai senatori Salvatore Cuffaro e Nicola Rossi
Approvazione delle dimissioni del senatore Cuffaro. Reiezione delle dimissioni del senatore Nicola Rossi
QUAGLIARIELLO (PdL). Per evitare che la sentenza di condanna della Corte di cassazione provochi la decadenza dal mandato parlamentare, il Gruppo voterà a favore delle dimissioni del senatore Cuffaro. Coglie l'occasione per rinnovare sentimenti di amicizia al collega e per criticare una sentenza di condanna incentrata su una fattispecie di reato di natura sociologica più che penale. Il PdL voterà invece contro le dimissioni del senatore Nicola Rossi in segno di stima personale e con la speranza di un ripensamento da parte del collega. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori Pinzger, Marini e Adragna).
PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto sulle dimissioni all'ordine del giorno saranno svolte separatamente. Si procede quindi con le dichiarazioni di voto sulle dimissioni presentate dal senatore Cuffaro.
VIESPOLI (FLI). Condividendo le considerazioni svolte dal senatore Quagliarello, il Gruppo voterà a favore delle dimissioni del senatore Cuffaro.
LI GOTTI (IdV). Il Gruppo voterà a favore delle dimissioni del senatore Cuffaro per evitare che intervenga la dichiarazione di decadenza. Non sono tuttavia condivisibili le considerazione espresse dal senatore Quagliarello sul reato di favoreggiamento di mafia, rispetto al quale esiste una trentennale giurisprudenza consolidata. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Nel dichiarare voto favorevole alle dimissioni del senatore Cuffaro, sottolinea positivamente le scelte compiute dal collega il quale ha manifestato, con dignità e sobrietà personali, rispetto per una sentenza di condanna che ha concluso un processo celebrato in tempi straordinariamente rapidi. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE e della senatrice Negri).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Per amicizia e stima nei confronti del senatore Cuffaro, che ha avuto un comportamento dignitoso di fronte ad una dura sentenza di condanna, il Gruppo Misto voterà per l'accoglimento delle dimissioni. (Applausi dal Gruppo Misto-MPA-AS).
FINOCCHIARO (PD). Il Gruppo voterà a favore delle dimissioni del senatore Cuffaro.
GIOVANARDI (PdL). A titolo personale, voterà contro le dimissioni del senatore Cuffaro. Non crede infatti alla tesi del favoreggiamento di mafia e nutre dubbi sulla conclusione di una vicenda giudiziaria, che ha conosciuto fasi e giudizi alterni. (Applausi dal Gruppo PdL).
Con votazione a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, il Senato approva le dimissioni del senatore Salvatore Cuffaro.
PRESIDENTE. Autorizza la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari a convocarsi per procedere all'accertamento del candidato subentrante al senatore Cuffaro.
PRESIDENTE. Saluta gli studenti del liceo scientifico "Virgilio" di Foglianise, in provincia di Benevento, presenti in tribuna (Applausi).
Ripresa della discussione PRESIDENTE. Passa alle dichiarazioni di voto sulle dimissioni presentate dal senatore Nicola Rossi.
FINOCCHIARO (PD). Pur riconoscendo che la presentazione di dimissioni da parte del senatore Nicola Rossi ha un valore sotto il profilo della coerenza e dell'etica pubblica, il Gruppo voterà contro per invitare il collega, la cui attività è utile al PD e all'intero Senato, a rimeditare la sua decisione. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Annunciando il voto contrario della Lega, invita il senatore Rossi, per il quale nutre profonda stima, a ritirare le dimissioni ed a continuare ad offrire ai lavori del Senato il suo prezioso apporto. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL, FLI, PD e IdV).
VIESPOLI (FLI). La delusione espressa dal senatore Nicola Rossi per una politica che penalizza le idee e i territori merita una riflessione: anche per il contributo di idee di cui è capace, il collega dovrebbe continuare a svolgere l'attività parlamentare. Il Gruppo voterà contro le dimissioni. (Applausi dai Gruppi FLI, PdL e PD).
PARDI (IdV). Il Gruppo voterà contro le dimissioni del senatore Rossi, apprezzandone l'indipendenza di giudizio e il prezioso contributo ai lavori del Senato. Il suo disagio nei confronti del sistema elettorale, che vincola i parlamentari al partito che li ha di fatto nominati, merita una profonda riflessione e auspica pertanto che il senatore Rossi contribuisca a modificare gli aspetti critici del sistema di rappresentanza politica. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
BONFRISCO (PdL). Conferma il voto contrario del PdL alle dimissioni del senatore Rossi, non solo per doverosa cortesia istituzionale, ma anche per la condivisione di molte delle sue analisi, spesso oggetto di un proficuo confronto in Commissione bilancio. Invita dunque il senatore Rossi a perpetuare il suo contributo alla vita politica, apprezzando in particolare la sua capacità di operare per l'interesse generale più che per la soddisfazione di interessi contingenti. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE). Per le motivazione illustrate dagli interventi precedenti, annuncia il voto contrario alle dimissioni del senatore Rossi, apprezzandone l'impegno politico e parlamentare e la profonda autonomia di giudizio. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-Io Sud-MRE, FLI e PD).
RUTELLI (Misto-ApI). Voterà contro le dimissioni rassegnate dal senatore Rossi, apprezzando però le motivazioni che lo hanno spinto a tale decisione. Egli ha infatti denunciato il fatto che l'indipendenza di giudizio di ciascun parlamentare trova un limite nell'attuale sistema elettorale e nel vincolo che si crea tra il parlamentare e il partito che, candidandolo in una lista bloccata, lo ha di fatto nominato. Pur considerando il fatto che ciascun eletto ha contribuito alla formazione del consenso delle liste in cui è stato inserito, occorre riflettere sulle modalità con cui ciascun parlamentare può esprimere il proprio dissenso rispetto al partito che lo ha candidato. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI, PD e FLI).
ROSSI Nicola (PD). Ringraziando i colleghi per le attestazioni di stima, ricorda le critiche apertamente formulate alla politica economica del Governo e le occasioni di dissenso rispetto al comportamento dell'opposizione, che però solo raramente ha inteso esprimere in pubblico. L'indipendenza di giudizio di ciascun parlamentare, particolarmente importante in un momento di grave crisi economica, trova purtroppo un limite invalicabile nell'attuale sistema elettorale, che priva i parlamentari della legittimazione popolare. Auspicando dunque che tale nodo critico possa essere al più presto affrontato e risolto, conferma l'intenzione di dimettersi da parlamentare per riacquistare pienamente la possibilità di esercitare la propria indipendenza di giudizio. (Applausi).
Con votazione a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 3, del Regolamento, il Senato respinge le dimissioni presentate dal senatore Nicola Rossi. (Applausi).
AZZOLLINI (PdL). Il suo voto contrario alle dimissioni del senatore Rossi non è stato registrato dal dispositivo elettronico.
PRESIDENTE. Essendo esaurito lo svolgimento degli argomenti previsti dal calendario, la seduta pomeridiana non avrà luogo e lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni è anticipato alla seduta antimeridiana di domani, con inizio alle ore 10.
DE FEO (PdL). Si rallegra per la positiva conclusione delle vicissitudini giudiziarie che hanno interessato l'ex sindaco di Napoli, Nello Polese, che può tornare alla vita politica dopo 15 anni e dopo essere stato assolto da un elevato numero di processi a suo carico. Si rammarica altresì del fatto che tali procedimenti giudiziari hanno impedito a Nello Polese di offrire il suo prezioso contributo alla recente storia politica della città di Napoli. (Applausi della senatrice Rizzotti).
AMATI (PD). Condanna fermamente l'uccisione, avvenuta in Canada, di numerosi cani da slitta, che erano stati utilizzati come attrattiva per i turisti durante le recenti Olimpiadi invernali, il cui mantenimento è stato considerato troppo costoso. Auspica pertanto un atto formale di protesta dell'Assemblea nei confronti del Governo canadese e coglie l'occasione per sollecitare l'iter normativo del disegno di legge sulla vivisezione, al momento fermo nella competente Commissione. (Applausi dal Gruppo PD).
PINOTTI (PD). Sollecita la risposta del Governo all'interrogazione 4-03699, sul finanziamento dei patti territoriali e all'interrogazione 3-01716, con cui si chiede conto della decisione di cancellare gran parte del debito dello Stato di Antigua, un paradiso fiscale in cui sono situati alcuni possedimenti del Presidente del Consiglio.
PRESIDENTE. Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 3 febbraio.
La seduta termina alle ore 12,57.