Source: http://www.badialiconsulting.it/pubblicazioni/decreto-crescita-decreto-legge-n-34-del-30-aprile-2019/
Timestamp: 2020-06-03 02:35:20+00:00
Document Index: 160266402

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.35', 'art.6', 'art.11', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 29', 'art. 5', 'art.9', 'art. 14', 'art. 148', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 34']

DECRETO CRESCITA - Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019 - Badiali Consulting
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DECRETO CRESCITA – Decreto Legge n. 34 del 30 aprile 2019
Riportiamo di seguito un estratto delle principali novità fiscali contenute nel decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019, c.d. decreto Crescita, in vigore dal 30 aprile 2019.
Super ammortamento (art. 1 D.l. 34//2019)
Il Decreto reintroduce l’agevolazione del superammortamento per investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati dal 1° aprile 2019 e fino al 31 dicembre 2019.
La maggiorazione del costo di acquisizione, fissata anche per il 2019 nella misura del 30%, potrà essere applicata anche agli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2020, a condizione che, entro il 31 dicembre 2019:
l’ordine di acquisto sia stato accettato da parte del venditore;
sia stato versato il 20% del corrispettivo a titolo d’acconto.
Il super ammortamento si applica esclusivamente sulla parte di investimenti complessivi non eccedenti il limite di 2,5 milioni di euro.
Mini IRES (art.2 D.l. 34//2019)
Il decreto Crescita ha semplificato le modalità di calcolo della c.d. Mini Ires introdotta dalla Legge di Bilancio 2019. Più in particolare, è stata prevista una tassazione agevolata del reddito d’impresa che ricorre ogni qual volta, non solo vi sia un incremento di Patrimonio Netto rispetto al precedente esercizio, ma la società abbia anche deliberato l’accantonamento dell’utile ad una riserva disponibile. Qualora gli utili accantonati a riserva agevolabili eccedano reddito complessivo netto dichiarato, sarà peraltro possibile riportare in avanti tale quota in aumento degli utili accantonati a riserva agevolabili dall’esercizio successivo.
Deducibilità IMU ai fini delle imposte sui redditi (art.3 D.l. 34//2019)
La percentuale di deducibilità dal reddito IRES ed IRAP dell’IMU pagata in riferimento ad immobili strumentali è stata incrementata, passando dall’attuale 40% al 50% per il periodo d’imposta 2019.
Per i periodi di imposta successivi potrà essere applicata una deduzione del 60%, per gli anni 2020 e 2021, e del 70% a partire dal 2022.
Patent Box (art.4 D.l. 34//2019)
Il decreto Crescita ha introdotto la possibilità di determinare e dichiarare il reddito generato dall’utilizzo diretto ed indiretto dei beni immateriali agevolabili, mediante predisposizione da parte della società che intende accedere alla regime Patent box di apposita documentazione. In riferimento a tale specifica documentazione il decreto rimanda ad un successivo provvedimento, che dovrà essere emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Tale modifica consente di semplificare e ridurre i tempi previsti per beneficiare dell’agevolazione e sarà applicabile già a partire dal periodo d’imposta 2019. Potranno peraltro accedere a tale opzione anche coloro che hanno già attivato la procedura prevista dalla precedente normativa a condizione che l’accordo non sia stato ancora concluso e che sia previamente inviata espressa comunicazione di rinuncia all’ufficio.
Obblighi informativi erogazioni pubbliche (art.35 D.l. 34//2019)
Viene modificata la disciplina relativa agli obblighi pubblicitari riferiti a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti da parte delle Pubbliche Amministrazioni e degli enti dalle stesse controllate introdotta dalla L. n. 124/2017.
Il decreto, non solo ha fornito ulteriori chiarimenti sulle modalità ed i contenuti da fornire nella Nota Integrativa al bilancio al 31.12.2018 o, in assenza, sui siti internet, ma ha anche attenuato il regime sanzionatorio previsto per coloro che non provvedono a tale obbligo di informazione.
Regime forfetario (art.6 D.l. 34//2019)
Con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2019, i contribuenti che applicano il regime forfetario e si avvalgono di dipendenti e collaboratori devono effettuare le ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e sui redditi a questi assimilati.
Tale obbligo di applicazione della ritenuta è stato esteso anche agli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, avendone i requisiti, decideranno di aderire alla c.d. flat tax, introdotta dalla legge di Bilancio 2019.
Bonus per le operazioni straordinarie effettuate entro il 31 dicembre 2022 (art.11 D.l. 34//2019)
Il decreto Crescita ripropone il bonus per le aggregazioni tra imprese, introdotto per la prima volta dalla Legge Finanziaria del 2007, per le operazioni straordinarie realizzate entro il 31 dicembre 2022. Il beneficio fiscale riguarda le operazioni di fusione, scissione e conferimento di azienda o ramo d’azienda e consente l’affrancamento fiscale gratuito del maggior valore dell’avviamento e dei bei strumentali (materiali ed immateriali) dovuto all’imputazione a tali voci del disavanzo da concambio risultante dall’operazione straordinaria, per un ammontare complessivo non eccedente 5 milioni di euro.
Per poter usufruire di tale beneficio occorre, tuttavia, che l’operazione avvenga tra società operative da almeno due anni, escludendo pertanto anche le new.co, e non facenti parte dello stesso gruppo.
L’agevolazione in oggetto decade se la società risultante dall’operazione straordinaria pone in essere ulteriori operazioni ovvero cede i beni iscritti o rivalutati nei primi quattro periodi d’imposta successivi all’aggregazione stessa, salva la possibilità di richiedere interpello disapplicativo.
Credito d’imposta per la partecipazione delle PMI alle fiere internazionali (art. 49 D.l. 34//2019)
Il Decreto Crescita introduce un credito d’imposta a favore delle PMI pari al 30% delle spese dalle stesse sostenute per la partecipazione a manifestazioni fieristiche di settore all’estero. L’importo è riconosciuto fino ad un massimo di € 60.000 per il periodo d’imposta di entrata in vigore del decreto.
Il credito d’imposta è riconosciuto per:
Il credito d’imposta, che sarà ripartito in tre quote annuali di pari importo utilizzabili in compensazione, non ha carattere automatico, in quanto dovrà essere presentata apposita istanza e l’attribuzione avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande.
Un successivo Decreto Mise-Mef fornirà le disposizioni applicative relative alla fruizione del credito in esame.
Fatturazione elettronica Repubblica di San Marino (art. 12 D.l. 34//2019)
Viene introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per le operazioni di import-export tra Italia e Repubblica di San Marino. L’efficacia delle disposizioni è subordinata ad un decreto che il Mef dovrà predisporre in base ad accordi con l’amministrazione sammarinese oltre che alla pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di regole tecniche da seguire.
Vendita di beni tramite piattaforme digitali (art. 13 D.l. 34//2019)
Entro il mese di luglio 2019 le piattaforme online che facilitano le vendite a distanza devono trasmettere, per ciascun fornitore, i seguenti dati:
denominazione, residenza o domicilio;
valore delle vendite espresso, a scelta del soggetto passivo, in termini di ammontare totale dei prezzi di vendita o di prezzo medio di vendita.
L’obbligo informativo è richiesto in via sistematica, con cadenza trimestrale, secondo modalità che saranno stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Inoltre è stata rinviata al 1° gennaio 2021 l’applicazione dello speciale regime IVA, introdotto con il decreto semplificazioni IVA, attribuendo alle piattaforme digitali il ruolo di soggetti passivi d’imposta per le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet pc e laptop.
Definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento (art. 15 D.l. 34//2019)
Gli enti territoriali (regioni, provincie, città metropolitane e comuni) possono disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, con stralcio delle relative sanzioni. La definizione agevolata potrà riguardare solo le ingiunzioni di pagamento notificate negli anni dal 2000 al 2017.
Gli enti, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, dovranno decidere se procedere alla definizione agevolata e, in caso affermativo, dovranno inoltre stabilire:
il numero delle rate e le relative scadenze, che non potranno comunque superare il 30 settembre 2021;
le modalità con cui il debitore potrà manifestare la volontà di avvalersi della definizione agevolata;
i termini per la presentazione dell’istanza di adesione alla definizione
Incentivi per l’edilizia (art. 7 D.l. 34//2019)
Fino al 31 dicembre 2021 saranno assoggettati ad imposta di registro ed imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro, i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi 10 anni, provvederanno alla loro demolizione, ricostruzione e successiva vendita.
La ricostruzione, che può comportare anche una variazione volumetrica dell’immobile ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, dovrà essere effettuata in chiave antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B.
Sisma bonus (art. 8 D.l. 34//2019)
Viene estesa anche alle zone classificate a rischio sismico 2 e 3, la detrazione del 75% o dell’85% del prezzo di acquisto dell’unità immobiliare venduta da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che abbiano demolito e ricostruito, allo scopo di ridurre il rischio sismico, l’immobile oggetto di alienazione.
Efficienza energetica e rischio sismico (art. 8 D.l. 34//2019)
Al fine di incentivare la realizzazione di interventi di efficientamento energetico e prevenzione del rischio sismico, il Decreto Crescita introduce la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per tali interventi di ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Tale contributo è recuperato dal fornitore mediante credito d’imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione in 5 quote annuali di pari importo e senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.
Rifinanziamento Nuova Sabatini (art. 20 D.l. 34//2019)
Per ottimizzare le modalità operative di funzionamento della misura agevolativa, con il decreto Crescita è stato previsto:
l’incremento da 2 a 4 milioni di euro del valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa. Ciò consentirà anche alle imprese che hanno già saturato il limite massimo dei 2 milioni di euro di continuare ad accedere alle agevolazioni;
possibilità di richiedere l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 100.000 euro;
l’erogazione del contributo potrà essere effettuata sulla base delle dichiarazioni prodotte direttamente dalle imprese.
Sostegno alla capitalizzazione e al ricambio generazionale (art. 21 D.l. 34//2019)
Il contributo statale è subordinato alla concessione di un finanziamento bancario ed è pari all’ammontare complessivo degli interessi su tale finanziamento, calcolati convenzionalmente al 5% per micro e piccole imprese e al 3,575% per medie imprese. Per accedere al beneficio è inoltre condizione necessaria la sottoscrizione di un aumento di capitale sociale, da versare in più quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento.
Perché l’intervento diventi operativo occorre comunque un decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Riconversione dei processi produttivi (art. 26 D.l. 34//2019)
Sono state introdotte agevolazioni a sostegno delle imprese che operano una transizione delle attività economiche verso un modello finalizzato a rendere i processi produttivi più efficienti in termini di tempo e di risorse impiegate, e meno impattanti per l’ambiente. Tali misure, che saranno meglio definite da un decreto a cura del Mise, prevedranno un mix tra un contributo diretto alla spesa, fino al 20% delle spese ammissibili, ed un finanziamento agevolato, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50%.
L’intervento è rivolto al sostegno di progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare di importo compreso tra 500.000 ed i 2 milioni di euro.
Trasformazione digitale dei processi produttivi (art. 29 D.l. 34//2019)
Al fine di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle imprese di micro, piccola e media dimensione, sono state introdotte delle agevolazioni dirette, nella misura del 50% dei costi ammissibili, a sostegno di progetti aventi le seguenti caratteristiche:
implementazione delle tecnologie individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecuruty, big data e analytics);
importo di spesa almeno pari a 200.000 euro.
Rientro dei cervelli (art. 5 D.l. 34//2019)
Il decreto Crescita apporta significative modifiche alla disciplina degli impatriati (articolo 16, D.Lgs. n. 147/2015). Viene infatti ammessa la possibilità di beneficiare del regime anche ai soggetti titolari di reddito assimilato a quello da lavoro dipendente e ai titolari di reddito d’impresa a condizione che trasferiscano la residenza in Italia a partire dal 2020.
Strumenti finanziari convertibili (art.9 D.l. 34//2019)
Il decreto Crescita estende a tutti gli strumenti finanziari suscettibili di conversione in azione, da chiunque emessi, il regime di non concorrenza alla formazione del reddito imponibile degli emittenti, ai fini IRES ed IRAP, dei maggiori o minori valori che derivano dall’attuazione di specifiche previsioni contrattuali che regolano gli strumenti finanziari, diversi da azioni e titoli similari.
A prescindere dunque dalla tipologia di emittente, la norma uniforma il trattamento fiscale da applicare in caso di conversione o svalutazione di strumenti finanziari aventi determinate caratteristiche.
Gestione degli enti del Terzo settore (art. 14, 35, 43, D.l. 34//2019)
Sono introdotte alcune semplificazioni per gli enti del Terzo settore. In particolare, si prevede che gli enti del terzo settore iscritti al Registro unico nazionale o, negli attuali registri di settore, non sono equiparabili a partititi politici. Viceversa, per tutte le associazioni, fondazioni e comitati non rientranti nel terzo settore l’equiparazione ai partiti politici decorre trascorsi 6 anni (contro i 10 della previsti dalla precedente disciplina) e verificata la sussistenza di particolari condizioni dettagliate dal decreto.
Il decreto prosegue estendendo anche agli anti del terzo settore gli obblighi di informativa previsti per le Società e riferiti alle erogazioni pubbliche ricevute. Tale regime pubblicitario, in riferimento al quale non sussistono differenze con quanto previsto per le società, è assolto mediante pubblicazione delle informazioni richieste nei siti internet degli enti o, in assenza, nei portali delle associazioni di categoria di appartenenza, entro il 30 giugno 2019.
Da ultimo il decreto ha esteso anche alle associazioni assistenziali il regime di decommercializzazione dei corrispettivi specifici relativi alle attività svolte nei confronti di associati e tesserati, di cui all’art. 148, comma 3, TUIR.
Commissioni su pagamenti elettronici a carico dei distributori di carburante (art. 16 D.l. 34//2019)
Per effetto delle novità introdotte ai fini della deducibilità dei costi di carburante dalla legge di Bilancio 2018, sono aumentate le operazioni di acquisto attraverso mezzi elettronici di pagamento. Per tale motivo sono incrementati gli oneri aggiuntivi (commissioni bancarie) a carico dei distributori di carburante, a fronte dei quali il Decreto crescita ha introdotto a favore dell’esercente dell’impianto di distribuzione un credito di imposta pari al 50% delle commissioni allo stesso addebitate per acquisti di carburante con mezzi di pagamento elettronici da parte di consumatori e imprese.
Società di investimento semplice (art. 27 D.l. 34//2019)
È introdotta, nel TUF, la nuova figura della società di investimento semplice (SIS): si tratta di un nuovo tipo di veicolo societario, che potrà investire esclusivamente in startup non quotate, con il vantaggio fiscale dell’esenzione da tassazione dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione alle società di investimento semplice. Tali società dovranno avere le seguenti caratteristiche:
costituzione con capitale raccolto presso investitori professionali o anche tramite business angels, fino a 25 milioni. I soci che hanno costituito una o più SIS, con capitale cumulato di 25 milioni, non potranno crearne un’altra se non dopo la messa in liquidazione di una o più delle società preesistenti;
oggetto esclusivo dell’attività svolta, l’investimento collettivo del patrimonio raccolto in PMI non quotate su mercati regolamentati, che si trovano nella fase di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell’attività.
Marchio storico di interesse nazionale (art. 31 D.l. 34//2019)
I titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa registrati da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno 50 anni, che hanno assunto con l’uso nel mercato un particolare interesse storico nazionale e che sono utilizzati nel commercio per contraddistinguere prodotti o servizi realizzati presso unità produttive localizzate nel territorio nazionale, secondo criteri che saranno definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, possono ottenere l’iscrizione come marchio storico nell’apposito registro.
I marchi storici iscritti in tale registro godono di un trattamento specifico nelle crisi di impresa.
Con decreto del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, saranno stabilite le modalità e i criteri di attuazione di tale procedura.
Contrasto all’Italian sounding (art. 32 D.l. 34//2019)
Viene previsto il finanziamento, con 1,5 milioni annui, dei consorzi nazionali che operano all’estero, con un credito d’imposta del 50%, fino a 30.000 euro, per le spese sostenute per la tutela legale dei prodotti oggetto di contraffazione (fenomeno del c.d. italian sounding).
Programmi di investimento nelle Zone Economiche Speciali (ZES) (art. 34 D.l. 34//2019)
È stata introdotta una nuova misura di sostegno a favore delle zone economiche speciali (ZES) del Sud Italia andrà ad affiancare il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno grazie al decreto Crescita.
In base a questo piano, le imprese che investono nelle regioni del Sud potranno contare su un ulteriore strumento finanziario per la realizzazione dei loro investimenti. Per il nuovo piano di incentivi, è stata ipotizzata una dotazione finanziaria di 300 milioni di euro per il triennio 2019-2021.