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Timestamp: 2020-04-01 21:51:52+00:00
Document Index: 68094171

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 108', 'Cass. Sez. ', 'art. 360', 'art. 19', 'art. 360', 'art. 19', 'art. 108', 'art. 74', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 13073 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13073 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/05/2017, (ud. 11/05/2017, dep.24/05/2017), n. 13073
sul ricorso 8873/2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 10/14/11 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di Bologna del 27/09/2010, depositata il 17/02/2011, non
1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale di Bologna, n. 10/14/11, pubblicata il 17 febbraio 2011, con la quale era sta confermata la pronunzia della Commissione Tributaria Provinciale di Modena, che aveva accolto il ricorso proposto da TECNO DIAMANT DIAMANTI INDUSTRIALI S.r.l. contro l’avviso di accertamento in materia di I.V.A. e I.R.PE.G. per l’anno d’imposta 2003 emesso dall’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Sassuolo, con il quale era stata rettificata la dichiarazione dei redditi accertando maggiori imposte per Euro 93.576,00. Chiedeva la condanna della contribuente alla rifusione delle spese.
La Commissione Tributaria regionale rigettava l’appello sull’assunto che i costi per spese di sponsorizzazione erano stati equiparati a quelli di pubblicità con risoluzione n. 9/2004. Quanto alla omessa registrazione di 12 fatture emesse da società estera, la stessa era ininfluente ai fini della liquidazione annuale di imposta.
2. Con controricorso la contribuente deduceva che non vi era alcuna violazione dell’art. 108 T.U.I.R., posto che la giurisprudenza di legittimità (Cass. Sez. Trib. n. 8679 del 15.4.2011) ha ravvisato che rientrano fra le spese di pubblicità e propaganda quelle relative ad attività volte alla pubblicizzazione di prodotti, marchi, servizi o comunque dell’attività svolta. Nel caso in esame la scritta apposta sull’auto del pilota B. e su quella del pilota G., pubblicizzava si la ditta che il marchio ed il prodotto.
Quanto al secondo motivo di ricorso rileva che non vi era alcuna insufficienza o contraddittorietà di motivazione.
Circa il terzo motivo di ricorso rileva che, a prescindere dalla infondatezza in ipotesi di rigetto dei primi due motivi, il motivo in questione è inammissibile per l’erronea individuazione del presupposto impositivo.
Col secondo motivo di ricorso la ricorrente deduce insufficienza e contraddittorietà della motivazione su un fatto controverso in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 5, sulla ritenuta equiparazione delle spese di sponsorizzazione a quelle pubblicitarie.
Col terzo motivo di ricorso la ricorrente deduce violazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 17, 19, art. 19-bis, comma 1, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione al fatto che a seguito della riqualificazione dei costi come spese di rappresentanza non spetta il diritto alla detrazione di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19.
Questa Corte ha affermato che, in tema d’imposte sui redditi, ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 108 (ex art. 74, comma 2), costituiscono spese di rappresentanza quelle affrontate per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa ed a potenziarne le possibilità di sviluppo, mentre vanno qualificate come spese di pubblicità o di propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque dell’attività svolta. Ne consegue che le spese di sponsorizzazione costituiscono spese di rappresentanza, deducibili nei limiti della norma menzionata, ove il contribuente non provi che all’attività sponsorizzata sia riconducibile una diretta aspettativa di ritorno commerciale. (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 21977 del 28/10/2015 Rv. 637087-01)