Source: http://www.emotusologi.org/statuto-aae/
Timestamp: 2018-12-12 23:52:03+00:00
Document Index: 122263202

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9']

Statuto - AAE – Associazione Analisti Emotusologi
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Associazione nazionale degli Analisti del comportamento emozionale del volto – Emotusologi (A.A.E.)
E’ costituita l’Associazione denominata “Associazione nazionale degli Analisti del comportamento emozionale del volto – Emotusologi”; di seguito chiamata brevemente “Associazione”.
L’Associazione è regolata a norma del libro I Titolo II Capo III articolo 36 e seguenti del Codice Civile e dal presente Statuto.
L’Associazione non persegue scopo di lucro; è indipendente apartitica e apolitica, ed il presente statuto sancisce un ordinamento a base democratica e prevede quale scopo esclusivo o preminente il contrasto ai fenomeni di discriminazione e la promozione della parità di trattamento, senza fine di lucro.
L’Associazione ha sede legale in via Roma 20 34170 Gorizia.
Il Consiglio direttivo dell’Associazione potrà cambiare la sede nell’ambito della Regione Friuli Venezia Giulia. Tutti i Soci dovranno essere informati.
Il Consiglio direttivo dell’Associazione può approvare la formazione di sezioni territoriali con sede propria.
Art. 3. DURATA – SCIOGLIMENTO
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea straordinaria appositamente convocata.
Il patrimonio residuo dell’Associazione deve essere devoluto ad associazioni analoghe o per fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23/12/1996 n. 662.
Art. 4. DESCRIZIONE DELLA PROFESSIONE
L’analista indaga sulla comunicazione non verbale del soggetto esaminato. Egli lavora su materiali video e osservazione diretta e conduce il lavoro di studio per soddisfare una richiesta di tipo professionale o privato. Può avvalersi di strumentazioni elettrofisiologiche per confermare i dati raccolti e di elaborazioni computerizzate per formulare i risultati dell’osservazione. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
Art. 5. FINALITÁ
promuovere e sviluppare tecniche di riconoscimento facciale e di comunicazione non verbale
organizzare e tutelare gli interessi professionali della categoria;
regolamentare e sviluppare la professione di “Analista del comportamento emotivo del volto – Emotusologo”;
garantire il corretto esercizio della professione da parte dei soci anche attraverso l’adozione di uno specifico codice deontologico;
mantenere ed elevare le competenze e gli standard etici degli “Analisti della comunicazione non verbale del volto – Emotusologi ”;
tutelare l’utenza attraverso una puntuale valutazione delle capacità professionali dei propri associati;
promuovere forme di garanzia a tutela dell’utenza, tra cui l’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore.
Art. 6. ATTIVITÁ
Per il perseguimento di tali finalità l’Associazione, tra le altre:
adotta un codice deontologico al quali dovranno conformarsi i professionisti iscritti;
adotta un regolamento per l’esercizio della professione che contiene anche i requisiti minimi formativi per l’iscrizione all’Elenco dei professionisti ovvero il possesso dei requisiti essenziali previsti dal Comitato Scientifico;
provvede all’aggiornamento dei propri associati mediante specifiche iniziative;
potrà promuovere ricerche nel campo del riconoscimento facciale e dell’Studio della comunicazione non verbale, organizzare convegni, conferenze, manifestazioni e promuovere attività editoriali di vario tipo inerenti alla disciplina;
tutelare e rappresentare gli interessi collettivi della categoria professionale e fornire consulenza ed assistenza ai propri associati;
monitorare il panorama nazionale in materia delle tecniche di riconoscimento facciale e Studio della comunicazione non verbale e offrire ai propri soci la diffusione delle informazioni inerenti alla professione;
aderire, anche in qualità di socio, ad altre organizzazioni, a carattere nazionale ed internazionale, che perseguano le medesime finalità;
compiere ogni altra iniziativa che il Consiglio o l’Assemblea dei Soci riterranno utile al perseguimento delle finalità statutarie
rilasciare, ai sensi dell’art. 7 della legge 4-2013 un attestato di qualità e qualificazione professionale su richiesta dei singoli professionisti iscritti
I Soci Fondatori sono coloro che, in possesso dei requisiti minimi formativi richiesti per i soci ordinari, sottoscrivendo l’atto costitutivo, hanno contribuito con il proprio apporto a gettare le basi materiali per l’avviamento dell’Associazione; essi sono Soci di diritto dell’Associazione. I Soci Ordinari sono coloro che:
Sono in possesso dei seguenti requisiti minimi formativi: laurea o titolo equipollente rilasciato da un un’università o un ente equipollente che prevede una formazione di almeno tre anni accademici; diploma rilasciato da Scuole afferenti all’A.A.E. a seguito di frequenza di corsi, le cui caratteristiche sono esplicitate nel Regolamento dell’Associazione. I corsi, la supervisione e il tirocinio possono essere svolti presso gli enti riconosciuti dall’Associazione.
Si impegnano a rispettare il presente statuto, il Regolamento ed il Codice deontologico della professione;
Esercitano in via stabile e continuativa la professione di Analista del comportamento emotivo del volto – Emotusologo;
Hanno stipulato polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività professionale.
I Soci Aderenti sono le persone fisiche e giuridiche pubbliche e private che, pur non in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento per l’esercizio dell’attività di Analista del comportamento emotivo del volto – Emotusologo, desiderano sostenere o aderire alle attività dell’Associazione.
I Soci Onorari sono le personalità del mondo scientifico o accademico ovvero tutti coloro che per particolari meriti si siano distinti nel campo delle tecniche di riconoscimento facciale e Studi sul comportamento non verbale.
Tutti i Soci possono partecipare alle Assemblee ordinarie e straordinarie dell’Associazione.
Solo i Soci Fondatori ed i Soci Ordinari, in regola con il versamento annuale della quota associativa, e non sottoposti a procedimenti disciplinari da parte del Collegio dei Probiviri, esercitano il diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali dell’Associazione.
I Soci Aderenti ed i Soci Onorari non esercitano il diritto di voto e non sono eleggibili alle cariche sociali dell’Associazione, ma possono, a richiesta del Consiglio Direttivo o dell’Assemblea, esprimere pareri non vincolanti su particolari argomenti possono essere eletti nel Collegio dei Probiviri e dei Revisori dei conti.
Art. 8. MODALITÁ DI ISCRIZIONE
Possono diventare Soci le persone fisiche e giuridiche che condividono gli scopi dell’Associazione e possiedono tutti i requisiti stabiliti dal presente Statuto e dal Regolamento.
E’ esclusa ogni forma di discriminazione personale nei confronti di chiunque eserciti o intenda esercitare l’attività professionale considerata.
Le richieste di ammissione a Socio ordinario, corredate dalla necessaria documentazione, sono indirizzate al Presidente dell’Associazione.
L’ammissione dei Soci ordinari è deliberata dal Consiglio direttivo entro trenta giorni dalla presentazione della domanda.
Contro il diniego di ammissione a Socio ordinario è ammesso appello, da presentarsi entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, al Collegio dei Probiviri che, entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso, decide in via definitiva e insindacabile.
I Soci aderenti vengono iscritti d’ufficio previa deliberazione del Consiglio direttivo.
I Soci Onorari vengono nominati “ad honorem” dall’Assemblea su proposta del Consiglio direttivo.
Art. 9. DECADENZA ED ESPULSIONE
IL Socio decade automaticamente quando:
Non provvede al pagamento della quota associativa dovuta entro i termini fissati;
Risulta privo della polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività professionale.
Non adempie ai criteri di aggiornamento professionale previste dal Regolamento dell’Associazione (Art. 19)
Il Consiglio prende atto dei motivi di decadenza del Socio e comunica allo stesso la situazione di irregolarità in cui si trova invitandolo a porre fine alla irregolarità riscontrata entro un congruo periodo al termine del quale, persistendo i motivi di irregolarità, il Socio viene dichiarato decaduto;
Il socio decaduto può essere riammesso dal Consiglio direttivo qualora dimostri di aver ottemperato ai suoi obblighi.
Il Socio viene espulso con provvedimento motivato dal Collegio dei Probiviri, quando:
Persegue fini differenti e in contrasto con gli scopi dell’Associazioni;
Viola gravemente il regolamento e/o il codice deontologico;
Ha subito condanne penali passate in giudicato per fatti di attinenti al corretto esercizio della libera professione
Reca pregiudizio al buon nome e/o al patrimonio dell’Associazione.
Il Socio espulso non può essere riscritto all’Elenco dei Professionisti Analisti del comportamento emotivo del volto- Emotusologi.
Il Socio decaduto o espulso decade anche dalle cariche sociali cui sia stato eventualmente eletto.
il Collegio Sindacale (Revisori dei conti);
Tutte le cariche sociali sono esercitate a titolo gratuito, è peraltro riconosciuto il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni attinenti alla carica rivestita.
Gli organi sociali durano in carica cinque anni e possono essere rieletti per un massimo di due mandati consecutivi
Il Consiglio Direttivo, il Presidente, il Vicepresidente, il Collegio Sindacale e il Collegio dei Probiviri vengono individuati, in prima istanza, dall’atto costitutivo e durano in carica cinque anni; in seguito vengono eletti dagli organi competenti secondo le regole stabilite dallo Statuto.
Il Consiglio Direttivo nomina le commissioni per singoli settori di attività. Nelle commissioni dovranno essere presenti i membri del Direttivo, ovvero gli iscritti esperti nei settori richiesti.
Art. 11. ASSEMBLEA DEI SOCI – COMPITI
L’Assemblea dei Soci, costituita da tutti i soci fondatori e ordinari in regola con il pagamento della quota associativa, è il massimo organo deliberante dell’Associazione e, fatto salvo quanto stabilito dall’art. 9 comma 4, provvede a:
Determinare, entro i limiti dello statuto, il numero dei componenti il Consiglio direttivo;
Eleggere il Consiglio direttivo, il Presidente, il Collegio sindacale e il Collegio dei Probiviri;
Approvare i bilanci di esercizio e la relazione sull’attività svolta;
Approvare il programma annuale dell’attività;
Stabilire le quote sociali annue, su proposta del Consiglio Direttivo;
Approvare, fatto salvo quanto stabilito dall’art. 24 comma1, il Regolamento Interno e le sue modifiche;
Approvare il Codice Deontologico e le sue modifiche;
Deliberare sulle modifiche allo statuto con le modalità previste dal successivo articolo 25;
Deliberare, con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti e aventi diritto al voto, lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio della stessa;
Approvare modifiche e/o integrazioni al Regolamento Interno adottato dai Soci fondatori nel quale sono stati indicati i requisiti occorrenti per l’ammissione a socio ordinario;
Deliberare l’ammissione dei soci onorari;
Deliberare su ogni altra questione proposta dal Consiglio direttivo
Art. 12. ASSEMBLEA DEI SOCI – FUNZIONAMENTO
l’Assemblea ordinaria è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno entro tre mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario per l’approvazione:
Della relazione sull’attività svolta;
del bilancio consuntivo;
del bilancio preventivo.
L’Assemblea straordinaria può essere convocata dal Presidente ogniqualvolta lo ritenga necessario.
L’Assemblea straordinaria può altresì essere convocata su istanza motivata e sottoscritta:
dal Collegio sindacale;
dalla maggioranza del Consiglio Direttivo;
da almeno un decimo degli Associati aventi diritto di voto.
Le assemblee debbono essere convocate in prima ed in seconda convocazione, ad un’ora di distanza l’una dall’altra, e sono valide quando siano presenti, in prima convocazione, la metà più uno degli aventi diritto al voto ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
L’avviso di convocazione dell’Assemblea, contenente l’ordine del giorno degli argomenti da trattare, deve essere portato a conoscenza dei soci, con mezzi che ne garantiscano la ricezione, almeno dieci giorni prima della data fissata per l’effettuazione della riunione.
Tutta la documentazione relativa agli argomenti trattati dall’Assemblea deve essere messa a disposizione dei soci interessati presso la sede almeno 48 ore prima dello svolgimento della riunione.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente o da un Presidente appositamente nominato che, prima di dare inizio ai lavori, nomina un Segretario verbalizzante scelto tra i presenti.
I soci partecipano all’Assemblea personalmente o per delega scritta rilasciata ad altro socio avente diritto di voto.
Ogni socio può avere un massimo di tre deleghe.
Le deliberazioni, salvo diverse indicazioni previste dallo statuto o dalla legge, sono adottate con voto palese, ovvero con voto segreto, quando richiesto dalla maggioranza dei soci presenti aventi diritto al voto.
L’assemblea dei soci, regolarmente costituita, rappresenta l’universalità dei soci e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente Statuto, obbligano tutti i Soci ancorché non intervenuti o dissenzienti.
Di ogni seduta deve essere redatto un verbale che viene approvato nella seduta successiva.
Art. 13. CONSIGLIO DIRETTIVO
Fatto salvo quanto stabilito all’art. 9 comma 4, il Consiglio direttivo è nominato dall’Assemblea dei Soci tra i propri componenti ed è composto da un numero di membri, compreso il Presidente, variabile e dispari non inferiore a tre e non superiore a nove.
In caso di decadenza o dimissioni, per qualunque motivo, di un Consigliere, il Consiglio direttivo provvede alla cooptazione del socio risultato il primo dei non eletti per numero dei voti, (e così in progressione in caso di mancata accettazione) che resta in carica per il restante periodo fino al completamento del quinquennio.
Il Consiglio resterà in carica finché il numero dei suoi componenti non scenda al di sotto del numero minimo fissato dallo Statuto.
I Consiglieri decadono se, senza giustificato motivo, non partecipano a tre sedute consecutive
Al di sotto del numero minimo viene indetta, a cura del Presidente del Collegio Sindacale, un’Assemblea straordinaria dei Soci per l’elezione di un nuovo Consiglio direttivo.
Art. 14. CONSIGLIO DIRETTIVO – COMPITI
Nomina il Vice Presidente che sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo;
Attua gli indirizzi deliberati dall’Assemblea dei Soci;
Definisce gli indirizzi e le attività annuali dell’Associazione da proporre all’Assemblea dei Soci,
Adotta tutti i provvedimenti necessari per l’amministrazione dell’Associazione
Predispone i bilanci preventivi e consuntivi, i programmi di attività, i preventivi di spesa e le relazioni sull’attività svolta;
Delibera sullo spostamento della sede sociale con semplice deliberazione della maggioranza dei componenti;
Valuta i requisiti formativi degli aspiranti soci ordinari e delibera sull’ammissione dei nuovi soci ordinari e aderenti,
Propone all’Assemblea l’iscrizione dei soci onorari;
Decide sull’espulsione dei soci, su proposta del Responsabile del Collegio dei Probiviri.
Valuta la validità dell’aggiornamento professionale richiesto per il mantenimento della qualifica di socio ordinario;
Esegue ogni altro compito e azione necessaria a perseguire gli obiettivi e gli indirizzi fissati dal presente statuto e/o deliberati dall’assemblea;
Realizza tutte le altre iniziative che l’Assemblea ritiene utili al perseguimento delle finalità statutarie.
Provvede alla nomina delle varie Commissioni (vedi Regolamento – Art. 15-16-17)
Art. 15. CONSIGLIO DIRETTIVO – FUNZIONAMENTO
Il Consiglio direttivo è convocato, di norma, dal Presidente e, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente. In via eccezionale il Consiglio direttivo può essere convocato, su istanza scritta e motivata, anche:
dalla maggioranza dei componenti;
dal Presidente del Collegio sindacale.
Le adunanze del Consiglio direttivo debbono essere convocate in prima ed in seconda convocazione, ad un’ora di distanza l’una dall’altra, e sono valide quando siano presenti, in prima convocazione, i due terzi dei Consiglieri, ed in seconda convocazione con la presenza la metà più uno.
L’avviso di convocazione del Consiglio direttivo, contenente l’ordine del giorno degli argomenti da trattare, deve essere portato a conoscenza dei soci, con mezzi che ne garantiscano la ricezione, almeno 24 ore prima della data fissata per l’effettuazione della riunione.
Tutta la documentazione relativa agli argomenti da trattare in direttivo deve essere a disposizione dei consiglieri almeno 4 ore prima dello svolgimento della riunione.
Il Consiglio direttivo nomina un segretario verbalizzante, che può essere anche una persona esterna all’Associazione, con il solo compito di redigere il verbale della seduta.
Le deliberazioni del Consiglio sono prese con voto palese a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.
In via eccezionale e per questioni di particolare delicatezza la maggioranza dei Consiglieri può richiedere il voto segreto.
Alle riunioni del Consiglio Direttivo potranno, ove le materie all’ordine del giorno lo richiedano, essere invitati anche esperti e/o rappresentanti di Associazioni esterne per portare il loro contributo alla discussione. Gli invitati non hanno diritto di voto.
.Delle riunioni del Consiglio Direttivo viene redatto apposito verbale, a cura del Segretario verbalizzante, che viene approvato nella seduta successiva
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione e convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.
Il Presidente, fatto salvo quanto stabilito all’art. 9 comma 4, è nominato dall’Assemblea;
Viene eletto presidente il socio che ottiene il voto della maggioranza dei votanti.
Il Presidente dura in carica fino al termine del mandato del Consiglio direttivo.
Art. 17. VICEPRESIDENTE
Il Vice Presidente è nominato dai membri del Consiglio direttivo all’interno del Consiglio stesso e sostituisce il presidente in caso di assenza, impedimento o delega dello stesso.
Il vice-presidente dura in carica fino al termine del mandato del Consiglio direttivo
Art. 18. COLLEGIO SINDACALE
Il Collegio sindacale è un organo indipendente composto da tre membri;
Il Collegio sindacale, fatto salvo quanto stabilito all’art. 9 comma 4, è nominato dall’Assemblea.
Possono far parte del Collegio Sindacale persone in possesso di una significativa e comprovata esperienza nel campo della revisione contabile anche se estranee all’Associazione.
Le cariche di Presidente o componente il Collegio Sindacale sono incompatibili con qualsiasi altra carica all’interno dell’Associazione.
Il Collegio Sindacale dura in carica cinque anni.
Art. 19. COLLEGIO SINDACALE – COMPITI
Il Collegio Sindacale ha il compito di controllare, in completa autonomia, la gestione finanziaria e contabile dell’Associazione.
Per il perseguimento dei propri compiti istituzionali i componenti del Collegio Sindacale hanno diritto di accesso a tutte le informazioni contabili dell’Associazione e possono procedere, in qualunque momento, ad atti di ispezione e controllo.
Il Collegio Sindacale redige e presenta all’Assemblea, in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, una propria relazione finanziaria.
Il Collegio Sindacale esprime pareri non vincolanti su particolari questioni che gli vengano sottoposte sia dall’Assemblea sia dal Consiglio
Art. 20. COLLEGIO SINDACALE – FUNZIONAMENTO
Nella prima riunione i componenti il collegio Sindacale nominano, nel loro ambito, il Presidente cui spetta la rappresentanza dell’organo.
Il Presidente convoca i componenti almeno una volta all’anno per la verifica contabile e la stesura della relazione finanziaria di accompagnamento alla relazione del Consiglio;
Il Presidente può convocare riunioni del Collegio Sindacale ogni qualvolta lo ritenga opportuno.
Il Presidente del collegio sindacale può procedere ad ispezioni anche individualmente,
di ogni ispezione del Collegio sindacale o del suo Presidente, dovrà essere redatto un verbale che verrà sottoscritto dal Presidente del direttivo per presa visione..
Art. 21. COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri è un organo indipendente composto da tre membri eletti dall’Assemblea anche fra non soci ma di riconosciuta rispettabilità ed integrità morale.
Le cariche di Presidente o componente il Collegio dei Probiviri sono incompatibili con qualsiasi altra carica all’interno dell’Associazione.
Il collegio dei probiviri, salvo diversa deliberazione assembleare, dura in carica cinque anni;
Fatta salva la facoltà di ogni socio di ricorrere all’autorità giudiziaria nei casi espressamente previsti dalla legge, le decisioni del collegio dei probiviri sono definitive.
Art. 22. COLLEGIO DEI PROBIVIRI – COMPITI
Vigilare sul rispetto del codice deontologico e sul corretto comportamento dei soci;
Proporre al Consiglio e all’Assemblea l’adozione di eventuali azioni correttive o modifiche al codice deontologico;
Pronunciarsi, entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso, sulle decisioni di espulsione e sui dinieghi di ammissione pronunciate dal Consiglio;
Pronunciarsi sulle controversie di soci con l’associazione;
Decidere sulla forma di pubblicità da dare ai provvedimenti adottati;
Prendere ogni necessario provvedimento in caso di immoralità, scorrettezza o violazione del codice deontologico adottato dall’Associazione.
Art. 23. COLLEGIO DEI PROBIVIRI – FUNZIONAMENTO
Nella prima riunione i componenti il Collegio dei Probiviri nominano il Presidente cui spetta la rappresentanza dell’organo.
Il Collegio dei Probiviri si attiva su propria iniziativa o su richiesta dei soci.
Nessun provvedimento disciplinare può essere adottato senza preventiva contestazione degli addebiti agli interessati ed invito a fornire le proprie giustificazioni.
Il Collegio dei Probiviri decide a maggioranza e, a seconda della gravità dei fatti, può proporre al Direttivo l’applicazione delle seguenti sanzioni:
La sospensione dei diritti sociali fino ad un anno;
La decadenza da cariche sociali (che deve essere ratificata dall’Assemblea)
Art. 24. PATRIMONIO ED ESERCIZIO FINANZIARIO
Dai contributi concessi da enti ed istituzioni pubbliche e private di ogni tipo,
Dai contributi dei soci e dei sostenitori,
Da beni mobili e immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione,
Da fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio,
Art. 25. REGOLAMENTO INTERNO
I soci fondatori o, in seguito, l’Assemblea, potranno approvare un Regolamento Interno nel quale verranno indicati i requisiti occorrenti per l’ammissione a socio ordinario.
Le successive modifiche del Regolamento Interno verranno approvate a maggioranza semplice dall’Assemblea.
Art. 26. MODIFICHE STATUTARIE
Il presente statuto può essere modificato solo da una Assemblea appositamente convocata ed alla quale siano convenuti almeno la metà più uno dei Soci aventi diritto al voto.
Le modifiche statutarie sono approvate con deliberazione favorevole di almeno due terzi dei presenti aventi diritto al voto.
Art. 27. RINVIO
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, si fa riferimento alle disposizioni di legge in materia e al Regolamento Interno dell’Associazione
Foro competente per eventuali controversie è il Tribunale di Gorizia