Source: https://temi.camera.it/leg17/post/app_emergenza_e_ordinanza.html?tema=temi/sistema_protezione_civile
Timestamp: 2019-06-17 17:06:12+00:00
Document Index: 160103435

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2']

La legge 24 febbraio 1992 n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile) come da ultimo modificata dal D.L. n. 59/2012 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile), all'articolo 5 reca norme concernenti lo stato di emergenza e il potere di ordinanza ad esso connesso.
L'art. 1, comma 1, lett. c), del D.L. 59 ha modificato l'articolo 5 in più parti prevedendo alcune rilevanti novità in relazione alla dichiarazione e alla durata dello stato di emergenza, demandando la deliberazione dello stato di emergenza al Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegati, da un Ministro con portafoglio o dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
In particolare l'art. 5, comma 1, della legge n. 225/1992 , così come novellato dal D.L. 59, prevede che la delibera con cui viene dichiarato lo stato di emergenza:
dispone in ordine all'esercizio del potere di ordinanza, conferendo al Consiglio dei Ministri una competenza attributiva di tale potere; la norma non effettua una previa individuazione del novero dei potenziali destinatari, fatta salva l'indicazione contenuta nel successivo comma 2, che conferisce potere di ordinanza al Capo del Dipartimento per la protezione civile salvo che sia diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza; l'ordinanza deve essere oggetto di intesa con le regioni territorialmente interessate;
deve indicare l'amministrazione pubblica competente in via ordinaria per il coordinamento degli interventi successivi alla scadenza dello stato di emergenza.
Il D.L. 59/2012 ha introdotto anche un nuovo comma 1-bis dell'articolo 5, apportando un'ulteriore novità al sistema di protezione civile attraverso l'introduzione di una durata massima dello stato di emergenza, pari a novanta giorni, prorogabile o rinnovabile di regola una sola volta - previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri - di ulteriori sessanta giorni.
Inoltre, il comma 2 dell'articolo 5 della legge n. 225/1992 , come modificato dal D.L. 59/2012 , reca una significativa innovazione alla disciplina previgente attraverso l'attribuzione del potere di ordinanza al Capo del Dipartimento della protezione civile, salvo che non sia diversamente stabilito con la delibera dello stato di emergenza (in tal caso viene comunque ribadito che il Capo del Dipartimento della protezione civile è il soggetto deputato a curarne in ogni caso l'attuazione). Il potere di ordinanza, in deroga alla normativa vigente e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, deve comunque essere esercitato nei limiti e secondo i criteri indicati nel decreto di dichiarazione dello stato di emergenza.
Ai sensi dei commi 5 e 6 dell' art. 5 della legge n. 225/1992 , le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti devono essere motivate, contenere l'indicazione delle principali norme a cui si intende derogare, pubblicate nella G.U. e trasmesse ai sindaci interessati per l'ulteriore pubblicazione locale.
all'organizzazione e all'effettuazione degli interventi di soccorso e di assistenza ai soggetti colpiti dall'evento;
Ai sensi dello stesso comma 2, per l'emanazione delle ordinanze da parte del Capo del Dipartimento della protezione civile è necessario acquisire l'intesa delle regioni territorialmente interessate.
Lo stesso D.L. 59/2012 , introducendo il comma 2-bis nell'articolo 5 della L. 225/1992 , ha previsto, in tema di emanazione ed efficacia delle ordinanze:
che le ordinanze emanate entro i primi trenta giorni dall'evento sono trasmesse anche al Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), che dovrà comunicare gli esiti della verifica al Presidente del Consiglio dei Ministri e sono immediatamente efficaci;
che, successivamente al trentesimo giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza, l'emanazione delle ordinanze necessita del previo concerto del MEF limitatamente ai profili finanziari.
Si ricorda che il concerto con il MEF per l'emanazione delle ordinanze, relativamente agli aspetti di carattere finanziario, è stato introdotto dall'art. 2, comma 2- quinquies del D.L. 225/2010 . A differenza della disciplina previgente, le nuove disposizioni richiedono il concerto con il MEF solo nel caso di ordinanze emanate dopo i primi venti giorni dall'evento e di ordinanze destinate a regolare il rientro nell'ordinarietà (comma 4- ter dell' art. 5 della legge n. 225/1992 ). Il concerto con il MEF è previsto in ogni caso per le ordinanze che ripartiscono risorse derivanti dall'attuazione dei meccanismi di finanziamento di cui al comma 5- quinquies dell' articolo 5 della legge n. 225/1992 .
Il citato D.L. 59/2012 è intervenuto anche sull'art. 2 della L. 225/1992 , che distingue gli eventi da fronteggiare e gli ambiti di competenze ai fini dell'attività di protezione civile, come segue:
c) calamità naturali o connesse con l'attività dell'uomo che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo;
e) all'avvio dell'attuazione delle prime misure per far fronte alle esigenze urgenti di cui alla lettera d), entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili e secondo le direttive dettate con delibera del Consiglio dei ministri, sentita la Regione interessata.