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Timestamp: 2017-11-19 02:50:30+00:00
Document Index: 155060310

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 41', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 54', 'art. 5', 'art. 31']

N. 271 SENTENZA 17 - 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice a quo - Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell'ufficio italiano brevetti e marchi - Legittimazione a sollevare questioni di legittimita' costituzionale. Industria e commercio - Brevetti per invenzioni industriali | Architetto.info
N. 271 SENTENZA 17 – 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giudice a quo – Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’ufficio italiano brevetti e marchi – Legittimazione a sollevare questioni di legittimita’ costituzionale. Industria e commercio – Brevetti per invenzioni industriali
N. 271 SENTENZA 17 - 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice a quo - Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell'ufficio italiano brevetti e marchi - Legittimazione a sollevare questioni di legittimita' costituzionale. Industria e commercio - Brevetti per invenzioni industriali - Decadenza dal brevetto in caso di mancato pagamento della tassa annuale di concessione.....
N.  271 SENTENZA 17 – 24 giugno 2002.
Giudice  a  quo  –  Commissione  dei  ricorsi  contro i provvedimenti
dell’ufficio   italiano   brevetti  e  marchi  –  Legittimazione  a
sollevare questioni di legittimita’ costituzionale.
Industria  e  commercio  –  Brevetti  per  invenzioni  industriali  –
Decadenza  dal  brevetto  in  caso di mancato pagamento della tassa
annuale  di  concessione – Lamentata irragionevole onerosita’ della
sanzione, in contrasto con il principio di promozione della ricerca
scientifica  e  tecnica  e di tutela del lavoro e con disparita’ di
trattamento, rispetto al caso di mancata attuazione dell’invenzione
brevettata  e  ad  altri  diritti di proprieta’ intellettuale – Non
– R.D. 29 giugno 1939, n. 1127, art. 55.
– Costituzione, artt. 3, 9 e 35.
(GU n. 26 del 3-7-2002)
FLICK, Francesco AMIRANTE;
nel  giudizio  di  legittimita’ costituzionale dell’art. 55 del regio
decreto 29 giugno 1939, n. 1127 (Testo delle disposizioni legislative
in  materia  di  brevetti  per  invenzioni industriali), promosso con
ordinanza emessa il 2 marzo 2001 dalla Commissione dei ricorsi contro
i  provvedimenti  dell’Ufficio italiano brevetti e marchi sul ricorso
proposto da Franco Prinari, iscritta al n. 816 del registro ordinanze
2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 41, 1a
Udito  nella  camera  di  consiglio del 10 aprile 2002 il giudice
1.  –  Con ordinanza del 2 marzo 2001, la Commissione dei ricorsi
contro  i  provvedimenti  dell’Ufficio  italiano brevetti e marchi ha
sollevato, in riferimento agli articoli 3, 9 e 35 della Costituzione,
questione  di  legittimita’  costituzionale  dell’art. 55  del  regio
in  materia  di  brevetti  per  invenzioni industriali), in quanto la
previsione,  in  esso  contenuta,  della sanzione della decadenza dal
brevetto  per  invenzione industriale per il mancato pagamento, entro
sei  mesi  dalla  scadenza,  della  tassa  annuale dovuta, sarebbe in
contrasto  con  la  tutela dello sviluppo della ricerca scientifica e
tecnica  e  del  diritto  al  lavoro,  nonche’ irragionevole, per non
essere  proporzionata  alla gravita’ della violazione ed all’esigenza
di tutela dell’interesse protetto.
La  questione  e’  stata  sollevata  nel  corso  del  giudizio di
impugnazione  introdotto  da  Franco Prinari avverso il provvedimento
del  16 dicembre  1998,  con  il  quale l’Ufficio italiano brevetti e
marchi  ha  dichiarato la sua decadenza dal brevetto rilasciatogli il
27 gennaio  1992,  relativamente  ad  un’invenzione  indicata  con il
titolo “servocambio fluidodinamico”.
In   ordine  alla  vicenda  oggetto  di  giudizio  la  rimettente
riferisce  che  l’ufficio aveva dichiarato la decadenza dal brevetto,
con  provvedimento  del 16 dicembre 1998, nel presupposto dell’omesso
pagamento   della   tassa   della   quarta   e   quinta   annualita’,
rispettivamente  per  il  1991  ed  il  1992;  che  il  Prinari aveva
impugnato  il  provvedimento  e ne aveva dedotto l’illegittimita’ per
carenza  di  motivazione  ed  insussistenza del preteso inadempimento
delle  due  annualita’;  che  nelle  conclusioni  il ricorrente aveva
chiesto  anche  sollevarsi  questione  di legittimita’ costituzionale
dell’art. 55 cit. nella parte in cui non prevederebbe un formale atto
di diffida per la regolarizzazione preventivo alla decadenza.
La  rimettente  –  ritenuta la tempestivita’ del ricorso – rileva
che  nel  merito  esso  non  apparirebbe  fondato ed il provvedimento
sarebbe  legittimo, giacche’ effettivamente non sarebbe stato provato
dal  ricorrente  il  pagamento delle due annualita’ per il 1991 ed il
2.   –   La   rimettente  argomenta,  quindi,  la  non  manifesta
infondatezza  della  sollevata  questione, osservando che la sanzione
della  decadenza  non  sarebbe  funzionale alla tutela dell’interesse
erariale  al  prelievo  sulle  concessioni  governative  ed  anzi  lo
penalizzerebbe,  in  conseguenza della perdita delle annualita’ della
tassa  di  mantenimento  per  la  durata  ventennale,  che altrimenti
avrebbe  la  privativa.  In  realta’ la decadenza avrebbe una diversa
finalita’,  alla stregua delle seguenti considerazioni: a) nel quadro
della  garanzia costituzionale della liberta’ di iniziativa economica
privata  (art. 41 Cost.), le privative industriali si presenterebbero
“come   regimi   eccezionali   dell’impresa,  in  quanto  sottraggono
temporaneamente   alla  concorrenza  ..  le  produzioni  tecnicamente
innovative”  dando luogo ad un “privilegio” per il titolare; b) tanto
giustificherebbe  l’imposizione al medesimo di particolari oneri e la
previsione  della  sanzione  della perdita del privilegio per il caso
della   loro   inosservanza:   il   pagamento   delle  annualita’  di
mantenimento  sarebbe  appunto  uno  di  tali oneri; un altro sarebbe
l’attuazione tempestiva e continuata dell’invenzione brevettata.
Tuttavia,  pur individuata nei suddetti termini la funzione della
decadenza  per  mancato  pagamento  delle  annualita’,  tale sanzione
sembra   alla   rimettente  eccessivamente  rigorosa,  in  quanto  la
previsione  di  oneri per la conservazione delle privative a garanzia
della  liberta’  di  iniziativa  economica  dovrebbe avvenire in modo
compatibile  con  gli  altri  valori  costituzionali  che il brevetto
intende  promuovere.  Tra  questi  vi sarebbe quello della tutela del
lavoro  “in  tutte  le  sue  forme  ed applicazioni” ex art. 35 della
Costituzione  e  quello  dello  “sviluppo della ricerca scientifica e
tecnica”,  posto  che non potrebbe dubitarsi che l’attribuzione a chi
innova  o  investe  risorse economiche nell’innovazione della riserva
del   suo   sfruttamento  economico  temporaneo  “stimoli  il  lavoro
intellettuale di ricerca applicata all’innovazione tecnica, quanto la
destinazione di risorse all’innovazione”. Sotto tale profilo, secondo
la  rimettente, la decadenza dal brevetto per mancato pagamento di un
tributo,  come  la  tassa  di  concessione  governativa, sarebbe “una
sanzione       sovradimensionata      rispetto      all’inadempimento
dell’obbligazione”  in  questione,  che  potrebbe sanzionarsi con una
soprattassa o penalita’.
Inoltre,  risulterebbe di dubbia razionalita’, “nella prospettiva
del principio di parita’ di trattamento, da intendersi come principio
di  proporzionalita’ della regola alla realta’ regolata (art. 3 della
Costituzione)”.   Invero,   la   restituzione  al  regime  di  libera
concorrenza  dello  sfruttamento imprenditoriale della innovazione ed
il  disconoscimento  degli  interessi ad una remunerazione del lavoro
creativo   e   degli  investimenti  dell’inventore,  provocati  dalla
decadenza,  sembrerebbero  “risalire  ad  una illegalita’ (il mancato
pagamento  di  una tassa) che con la costituzione economica ha poco o
nulla a che fare” apparendo la regolarita’ del versamento del tributo
funzionale ad interessi di gettito dell’amministrazione e non gia’ ad
“interessi correlati all’assetto, concorrenziale o monopolistico, del
mercato  e  al  contributo  che  l’assetto  prescelto  puo’ dare alla
crescita tecnologica del Paese”.
L’irragionevolezza   della   sanzione  della  decadenza  sarebbe,
inoltre,  ben piu’ evidente, ove si consideri: a) che l’inadempimento
di  un onere ben piu’ significativo (in quanto pregiudica l’interesse
collettivo  a  fruire dell’innovazione), quale quello dell’attuazione
dell’invenzione brevettata non e’ sanzionato con la decadenza, bensi’
con  la  soggezione  del brevettante inerte a licenza obbligatoria “a
favore di ogni interessato che ne faccia richiesta” (giusta l’art. 54
del  r.d.  n. 1127  del  1939,  come novellato dal d.P.R. 26 febbraio
1968,  n. 849), in linea con quanto dispone il diritto internazionale
della  proprieta’  industriale,  e  particolarmente  l’art. 5/A della
Convenzione  dell’Unione  di  Parigi  del  20 marzo  1883,  nel testo
riveduto  a Stoccolma il 14 luglio 1967 e ratificato in Italia con la
legge  28 aprile  1976,  n. 424  (Ratifica  ed  esecuzione di accordi
internazionali  in  materia  di  proprieta’ intellettuale, adottato a
Stoccolma  il  14 luglio  1976) e l’art. 31 del recente Accordo TRIPS
(testo  di  Marrakech del15 aprile 1994), ratificato in Italia con la
legge  29 dicembre  1994,  n. 747  (Ratifica ed esecuzione degli atti
concernenti  i risultati dei negoziati dell’Uruguay Round, adottati a
Marrakech  il  15 aprile  1994);  b)  che  il  diritto  comunitario e
nazionale (vengono citati gli artt. 30, 81 e 82 del Trattato CE e gli
artt. 2  e 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, Norme per la tutela
della   concorrenza  e  del  mercato)  a  tutela  della  liberta’  di
concorrenza  e  della  libera circolazione dei prodotti e dei servizi
nel  mercato  interno,  pur  non rifiutando la privativa offrono come
strumento  per  temperarne gli effetti la repressione della posizione
dominante;  c)  che  la precarieta’ in difetto di regolare versamento
della  tassa  di  mantenimento  non  sussiste  per  altri  diritti di
proprieta’  intellettuale, come la registrazione delle topografie dei
prodotti  a  semiconduttori (legge 21 febbraio 1989, n. 70, Norme per
la  tutela giuridica delle topografie dei prodotti a semiconduttori),
per  cui  non  e’  prevista  una tassa…
N. 271 SENTENZA 17 – 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giudice a quo – Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’ufficio italiano brevetti e marchi – Legittimazione a sollevare questioni di legittimita’ costituzionale. Industria e commercio – Brevetti per invenzioni industriali redazione redazione 2015-05-06T10:33:53+00:00