Source: http://www.divorzio.ch/contributo/rtid-ii-2015/8tart-35-cpv-2-lt-214-cpv-2bis-lifd/
Timestamp: 2018-02-22 11:21:20+00:00
Document Index: 33272522

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 214', 'art. 35', 'art. 214', 'art. 38', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 48', 'art. 38']

8t Art. 35 cpv. 2 LT; 214 cpv. 2bis LIFD - divorzio.ch
Posted on 12/05/2016 by Alberto
X., classe 1972, ha convissuto con la compagna Y. dal 2005. Dalla relazione sono nate tre figlie, A. (2005), B. (2008) e C. (2011), tutte sotto l’autorità parentale esclusiva della madre. La coppia ha poi contratto matrimonio nel corso dell’anno 2013.
Nella dichiarazione IC/IFD 2012, X. chiedeva la deduzione sociale per figli a carico e il calcolo dell’imposta con l’aliquota per coniugi, sia per le imposte ordinarie, sia per l’imposta annua intera sulla prestazione in capitale proveniente dalla previdenza, che aveva ricevuto nel corso del medesimo periodo fiscale.
L’Ufficio di tassazione gli ha notificato due decisioni: la tassazione del­l’im­posta annua intera su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza IC/IFD 2012, calcolata applicando l’aliquota per persone sole; la tassazione IC/IFD 2012, nella quale gli accordava la deduzione per figli minorenni in materia di IC/IFD ma prevedeva l’applicazione dell’aliquota «altri contribuenti».
Il contribuente ha interposto reclamo, chiedendo l’applicazione della tariffa per coniugi alle decisioni di tassazione contestate e lamentando di essere discriminato «rispetto a coloro che non coniugati vivono in comunione domestica e che hanno l’autorità parentale congiunta dei figli (senza alimenti), al cui genitore che provvede essenzialmente al mantenimento della prole è riconosciuta l’aliquota agevolata».
L’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo, negando l’applicazione del­l’ali­quota d’imposta per genitori «in applicazione degli art. 35 cpv. 2 LT e art. 214 cpv. 2bis LIFD e considerata la circolare n. 30 del 21.12.2010 emanata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni per la quale nel caso di genitori, conviventi, di figli minorenni, non detentori dell’autorità parentale sugli stessi, la tariffa applicabile è la tariffa di base».
Con ricorso alla Camera di diritto tributario, X. ripropone gli argomenti già sollevati in sede di reclamo.
[…] 2. 2.1. Nel merito il ricorrente contesta il calcolo delle imposte sul reddito e sulla prestazione in capitale della previdenza, per il fatto che l’autorità fiscale ha applicato a tal fine l’aliquota per persone sole e non quella per coniugati.
2.2. L’art. 35 cpv. 2 LT prevede l’applicazione dell’aliquota per coniugi ai coniugi viventi in comunione domestica, nonché ai contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comunione domestica con figli minorenni o con figli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale.
Per il calcolo dell’imposta federale diretta sul reddito, secondo l’art. 214 cpv. 2bis LIFD, nella versione in vigore nel periodo fiscale 2012, il capoverso 2, che prevede l’aliquota per i coniugi viventi in comunione domestica, si applica per analogia ai coniugi viventi in comunione domestica, nonché ai contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati e celibi che vivono in comunione domestica con figli o persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale. L’ammontare dell’imposta calcolato in questo modo è ridotto di 251 franchi per ogni figlio e ogni persona bisognosa.
2.3. L’art. 38 cpv. 1 LT, dal canto suo, impone separatamente, con un’imposta annua intera, le prestazioni in capitale secondo l’art. 21 LT (vale a dire i redditi da fonti previdenziali) e i versamenti analoghi di cui all’articolo 16 cpv. 2 LT (vale a dire le liquidazioni in capitale provenienti da istituzioni previdenziali in rapporto con l’attività dipendente e analoghi versamenti in capitale del datore di lavoro), come anche le somme versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute (art. 22 lett. b LT). Secondo l’art. 38 cpv. 2 LT, l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse versata una prestazione annua corrispondente; l’aliquota minima è del 2 per cento.
Un’imposta annua intera sulle prestazioni in capitale previdenziali è prevista anche dal diritto dell’imposta federale diretta. In tal caso, l’imposta è tuttavia calcolata su un quinto della tariffa secondo l’articolo 214 capoversi 1 e 2 (art. 38 cpv. 2 LIFD). Le deduzioni sociali non sono ammesse (art. 38 cpv. 3 LIFD).
L’art. 48 LIFD, in vigore nel periodo fiscale 2012, precisa che le imposte sulle prestazioni di capitale provenienti dalla previdenza e sugli altri versamenti di cui all’articolo 38 sono fissate per l’anno fiscale durante il quale i proventi corrispondenti sono stati conseguiti.
2.4. Per quanto attiene invece alla scala delle aliquote applicabile, dottrina e giurisprudenza ritengono decisiva la situazione familiare esistente alla fine del periodo fiscale e non al momento della scadenza della prestazione previdenziale (Laffely Maillard, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 10 ad art. 38 LIFD, p. 580). Ai coniugi viventi in comunione domestica, nonché ai contribuenti vedovi, separati giuridicamente o di fatto, divorziati e celibi che vivono in comunione domestica con figli al cui sostentamento essi provvedono in modo essenziale, si applicherà l’aliquota più favorevole (aliquota per coniugati), mentre a tutti gli altri contribuenti sarà applicata quella ordinaria (aliquota altri contribuenti).
Questi aspetti sono stati approfonditi nella Circolare n. 30 del 21 dicembre 2010 pubblicata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni intitolata «imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta».
2.5. La decisione dell’Ufficio di tassazione si fonda sulla sopracitata Circolare, riferendosi in particolare al punto n. 14.6.2 che prevede che «se il genitore che detiene l’autorità parentale non percepisce proventi e pertanto è l’altro genitore che si prende carico del mantenimento del figlio, a quest’ultimo possono essere concesse le deduzioni rilevanti per i figli per ragioni di equità».
Questa disposizione è il frutto di una sfortunata traduzione dalla lingua tedesca e francese. Infatti il testo in lingua tedesca accorda la «Elterntarif» al genitore che si occupa del figlio, nonostante sia l’altro ad avere l’autorità parentale. Sulla stessa linea la versione francese, che prevede l’applicazione del «barème parental» al genitore che provvede al mantenimento del figlio quando il detentore del­l’autorità parentale non dispone di una fonte sufficiente di guadagno.
L’Amministrazione federale delle contribuzioni ha infatti voluto tener conto proprio della circostanza che, se non vi è alcun versamento di contributi deducibili destinati al mantenimento del figlio, la soluzione consistente nel riconoscere la deduzione sociale e l’aliquota per coniugi solo alla madre (unica detentrice dell’autorità parentale) non sarebbe soddisfacente, se quest’ultima non ha né redditi né sostanza. In casi simili, il padre provvede praticamente al mantenimento della comunità familiare, poiché è il solo che dispone di risorse finanziarie (Jaques, Les frais liées à l’entretien de l’enfant: de quelques développements sur les allégements fiscaux en vigueur dès 2011, ASA 80 p. 243).
2.6. Interpretando correttamente il punto n. 14.6.2 della Circolare n. 30 del­l’AFC, al ricorrente deve pertanto essere applicata l’aliquota favorevole (dunque «per coniugati»), e ciò sia per l’imposta ordinaria IC/IFD 2012, sia per l’impo­sta annua intera sulle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza IC/IFD 2012.
3. Il ricorso è conseguentemente accolto.
CO 1911 RS 220
Codice delle obbligazioni [Legge federale del 30 marzo 1911 di complemento del Codice civile svizzero (Libro quinto: Diritto delle obbligazioni)], del 30 marzo 1911
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