Source: http://www.volontariatotrentino.it/news/speciale_riforma_9_il_regime_transitorio_la_situazione_odv_aps_ed_onlus
Timestamp: 2018-05-20 17:34:06+00:00
Document Index: 40415994

Matched Legal Cases: ['art.104', 'art.79', 'art.80', 'art.87', 'art.102', 'art.102', 'art.104', 'art.81', 'art.82', 'art.83', 'art.84', 'art.85', 'art.54', 'art.101', 'art.101', 'art.82', 'art.82']

Dopo aver trattato il nuovo regime fiscale degli ETS in generale e quello ad hoc per le ODV e le APS cerchiamo ora di descrivere brevemente (e per quanto possibile) le caratteristiche del regime transitorio in cui oggi ci troviamo, al fine di chiarire come un’associazione si debba comportare in presenza della Riforma e concentrando in particolare l’attenzione sulle ODV, le APS e le Onlus.
Come detto più volte nei precedenti contributi la situazione odierna è infatti estremamente particolare poiché abbiamo a che fare con un testo normativo (il D.lgs. 117/2017) che è formalmente in vigore (dal 3 agosto 2017) ma che in sostanza ancora non lo è: la sua piena attuazione dipende, da un lato, da importanti autorizzazioni sovranazionali e dall’effettiva operativa del Registro unico nazionale (RUN); dall’altro, dall’emanazione di numerosi decreti ministeriali a cui il Codice del Terzo settore rinvia e che dovranno chiarire alcuni profili fondamentali della Riforma.
L’attuazione della parte fiscale della Riforma
Iniziamo subito col ribadire quanto già evidenziato negli ultimi “speciali”, e cioè che il nuovo regime fiscale degli enti del Terzo settore (ETS) non è ad oggi in vigore.
Il Codice del Terzo settore dispone infatti (all’art.104, c.2) che il nuovo regime fiscale si applicherà solamente a partire:
a) dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione da parte della Commissione europea (della quale è necessario appunto avere l’assenso sul nuovo impianto fiscale);
b) dal periodo di imposta successivo a quello in cui il Registro unico sarà reso operativo.
Ipotizzando che l’autorizzazione europea arrivi prima (probabilmente nel corso del 2018) e che il Registro unico venga reso operativo non prima del 2019 (il termine massimo previsto per la sua operatività sembra essere il febbraio del 2019, ma su questo il Codice non è particolarmente chiaro), le novità fiscali entrerebbero quindi in vigore a partire dal 1° gennaio 2020.
Da tale data troverebbero applicazione in particolare le disposizioni relative al nuovo regime fiscale e al calcolo della prevalenza dell’attività commerciale (art.79), i regimi forfetari per gli ETS (art.80) e quelli specifici per ODV e APS (artt.84-86), le nuove disposizioni in materia di tenuta delle scritture contabili per gli ETS (art.87), l’abrogazione della qualifica di Onlus (art.102, c.2, lett. a) e della possibilità di utilizzare il regime 398 per bande, cori, filodrammatiche, pro-loco e per le associazioni senza scopo di lucro in generale (art.102, c.2, lett. e ed f).
Il Codice dispone comunque (all’art.104, c.1) che alcune previsioni di carattere fiscale si applicheranno agli ETS già a partire dal 1° gennaio 2018: sono quelle che riguardano i titoli di solidarietà e il social lending (artt.77-78), il social bonus (art.81), le imposte indirette (art.82), il nuovo regime relativo alle erogazioni liberali (art.83) e le agevolazioni per ODV e APS sui redditi degli immobili di loro proprietà (art.84, c.2 e art.85, c.7).
Il Codice del Terzo settore sembra legare la durata del regime transitorio alla piena operatività del Registro unico.
Visto che, come detto, alcune disposizioni di natura fiscale entrano in vigore per gli ETS già a partire dal 1° gennaio 2018 ci si potrebbe chiedere cosa intenda il Codice del Terzo settore per ETS, dato che ad oggi il Registro unico nazionale (al quale occorre essere iscritti se si vuole acquisire la qualifica di ETS) non c’è e non sarà operativo in un futuro immediato (probabilmente lo sarà solo nei primi mesi del 2019).
Dalla lettura combinata degli articoli 101, c.3 e 104, c.1 del Codice si comprende come, fino all’istituzione ed operatività del RUN, sono considerati ETS le associazioni che sono iscritte in uno dei registri esistenti, e nello specifico:
· le Organizzazioni di volontariato (ODV) e le Associazioni di promozione sociale (APS), iscritte nei registri provinciali;
· le Onlus, iscritte all’Anagrafe unica dell’Agenzia delle entrate.
Queste tipologie, oltre a conservare durante tutto il periodo transitorio tutti i diritti e i benefici derivanti dalla loro qualifica, si vedranno applicare le novità fiscali che entreranno in vigore già dal 1° gennaio dell’anno prossimo.
Possiamo quindi affermare che per le ODV, le APS e le Onlus continua oggi ad applicarsi la “vecchia” normativa (per lo meno da un punto di vista fiscale e contabile) ed è comunque ancora possibile iscriversi ai registri di riferimento. Non di meno vengono comunque considerate come ETS e quindi devono fare i conti con le disposizioni del Codice del Terzo settore immediatamente applicabili.
Per quanto riguarda le ODV e le APS il regime transitorio terminerà nel momento in cui il Registro unico sarà operativo (probabilmente nel febbraio 2019): in quel momento verranno abrogati i registri provinciali di riferimento e gli enti iscritti in essi verranno “trasportati” in automatico nel RUN (art.54, c.1). È il fenomeno della cosiddetta “trasmigrazione”, che rappresenta per le ODV e le APS un canale privilegiato di ingresso nel Registro unico, il quale prevede non a caso al suo interno due sezioni specifiche dedicate a tali organizzazioni.
Per le Onlus iscritte all’Anagrafe unica il regime transitorio terminerà invece a partire dal periodo di imposta successivo all’operatività del RUN, e quindi nello stesso momento in cui entrerà in vigore la parte più cospicua ed importante delle disposizioni fiscali previste dalla Riforma (probabilmente a partire dal 1° gennaio 2020). Da quel momento le Onlus iscritte all’Anagrafe unica non verranno però trasportate in automatico nel Registro unico, dato che al suo interno non vi è una sezione specifica per le Onlus (e ciò poiché come detto la qualifica di Onlus non esisterà più): le singole organizzazioni dovranno quindi fare domanda di iscrizione al RUN individuando la specifica sezione di riferimento in cui collocarsi.
La modifica degli Statuti
Il Codice dispone che le ODV, le APS e le Onlus debbano adeguare i rispettivi statuti alle nuove disposizioni e lo debbano fare entro 18 mesi a partire dal 3 agosto (art.101, c.2): il termine, che cade all’incirca nel mese di febbraio 2019, sembra coincidere con il termine massimo previsto per l’operatività del RUN.
Durante tale periodo le organizzazioni menzionate dovranno attivarsi per modificare i propri statuti inserendo le disposizioni necessarie per rispettare le nuove previsioni del Codice del Terzo settore, e lo potranno fare usufruendo di alcune agevolazioni. Il Codice dispone infatti che qualora le modifiche vegano adottate entro il termine dei 18 mesi previsti potranno:
a) essere adottate con le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria (art.101, c.2) e non con quelle aggravate eventualmente previste in statuto;
b) essere adottate in esenzione dall’imposta di registro (art.82, c.3); per quanto riguarda invece l’imposta di bollo, le ODV, le APS e le Onlus (in quanto ETS) sono comunque esenti dal pagamento della stessa (art.82, c.5) a partire dal 1° gennaio 2018.
Da un lato quindi il legislatore obbliga le ODV, le APS e le Onlus ad adeguare i loro statuti alle previsioni della Riforma; dall’altro cerca comunque di semplificare e rendere meno “pesante” tale procedimento di modifica.
Quanto detto sino a qui rappresenta sinteticamente la situazione che oggi emerge dalla lettura del Codice per quanto riguarda le ODV, le APS e le Onlus; si ricorda comunque che tale quadro potrebbe cambiare a causa dell’emanazione dei decreti attuativi o di modifiche che potrebbero intervenire nei prossimi mesi, e vi invitiamo quindi a rimanere aggiornati sul nostro sito e sugli altri siti di informazione dedicati alla Riforma.
Nel prossimo approfondimento cercheremo di comprendere quanto le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) sono state interessate dalla Riforma e come esse si debbano comportare.
Tutti gli approfondimenti li trovate QUI, la sezione del nostro sito dedicata alla Riforma del Terzo settore
#1 Nascono gli enti del Terzo settore (ETS)
#2 Il Registro unico nazionale del Terzo settore
#3 Le “nuove” ODV e APS
#4 Una “nuova” personalità giuridica
#5 Gli obblighi di rendicontazione economica e sociale per gli enti del Terzo settore (ETS)
#6 Il regime fiscale degli ETS: l’ente del Terzo settore come ente non commerciale
#7 Il regime forfetario per gli enti del Terzo settore non commerciali
#8 Il regime forfetario per le ODV e le APS
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