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Timestamp: 2018-11-15 15:36:39+00:00
Document Index: 163298645

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 47', 'art. 9', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 615']

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Fiscal News N La circolare di aggiornamento professionale Impugnazione cartelle. Natura del credito. Quattro aspetti da valutare
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Livia Natale
1 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N Impugnazione cartelle. Natura del credito Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Varie Prima di impugnare una cartella esattoriale è bene valutare una serie di aspetti - giurisdizione, obbligo di difesa tecnica e termini processuali per evitare che il ricorso venga dichiarato inammissibile. Quattro aspetti da valutare La giurisdizione Prima di impugnare la cartella esattoriale occorre verificare: la giurisdizione; l eventuale obbligo di difesa tecnica; i termini processuali. Il primo aspetto da considerare riguarda l organo giudiziario presso il quale presentare ricorso. Sotto tale profilo è dirimente la natura del credito sottostante alla cartella. Se infatti si tratta di crediti tributari il contribuente dovrà rivolgersi alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio. Laddove invece si verta, per esempio, in materia di crediti contributivi o sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada (CdS) occorrerà rivolgersi al giudice ordinario (Tribunale o Giudice di pace). Sul punto la giurisprudenza di legittimità ha sostenuto che: non è il mezzo di esazione cartella esattoriale -, astrattamente considerato, a poter determinare a quale giudice spetti la giurisdizione in ordine ad una controversia relativa all'opposizione alla cartella, bensì la natura della pretesa che, mediante quello specifico strumento, l'ente creditore vanta nei confronti del soggetto destinatario della cartella medesima ( ) [Cass. SS.UU. n /2010). 1
2 L oggetto della giurisdizione tributaria è individuato dall art. 2, D.Lgs. n. 546/1992. Per esempio, nel caso di riscossione di crediti aventi natura contributiva l opposizione alla cartella esattoriale dovrà essere proposta dinanzi al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro entro il termine di 40 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (art. 24, c.5, D.Lgs. 46/1999) e il giudizio sarà regolato dagli artt. 442 e seguenti del c.p.c. Dal 2011 l INPS, prima di procedere all iscrizione a ruolo, emette un avviso bonario. Se il contribuente non ritiene corretto l avviso bonario non esegue il pagamento. Decorsi 30 giorni l INPS emette un avviso di addebito esecutivo e lo affida al Concessionario della riscossione che lo notifica. Entro 40 giorni il contribuente può impugnarlo davanti al giudice del lavoro. Il termine di 40 giorni per proporre opposizione nel merito avverso la cartella esattoriale per crediti relativi a omissioni contributive è perentorio, poiché diretto a rendere incontrovertibile la pretesa dell ente previdenziale, in caso di omessa tempestiva impugnazione del debitore, e a consentire una rapida riscossione delle somme iscritte a ruolo. Non si applica la sospensione feriale dei termini regolata dalla Legge n. 742 del Lo ha chiarito la Sezione Lavoro della Cassazione, nella sentenza n , pubblicata il 23 ottobre Secondo la Cassazione, poi, se la cartella contiene più pretese di diversa di natura, ognuna di esse conserva piena autonomia e il regime delle impugnazioni è identico a quello applicabile se fossero notificati più atti. Pertanto, occorre distinguere le contestazioni relative alla sussistenza del credito tributario (di natura erariale e/o locale) da quelle afferenti a crediti di natura non tributaria (previdenziali, assicurativi e derivanti da sanzioni amministrative). Nel primo caso, la giurisdizione è tributaria (Commissione provinciale) nel secondo ordinaria (Tribunale o Giudice di pace). Obbligo di mediazione Laddove venga accertata la giurisdizione tributaria, occorre verificare se sussiste l obbligo di presentare reclamo. Infatti, quando si impugna la cartella esattoriale e il ricorso si fonda sull omessa notifica dell atto presupposto è obbligatorio proporre istanza di reclamo/mediazione, ai sensi dell articolo 17 bis del D.Lgs. n. 546/1992. Il reclamo/mediazione è un istituto deflattivo del contenzioso tributario introdotto dal D.L. n. 98/2011 che interessa le sole controversie fiscali di valore non superiore a 20mila euro. 2
3 Con la circolare n. 9/E/2012, l Amministrazione Finanziaria ha chiarito, in particolare, che la cartella di pagamento diventa oggetto di mediazione nel caso in cui il contribuente eccepisca la mancata notifica dell atto presupposto (avviso di accertamento) riconducibile all attività dell Agenzia delle Entrate. Se invece il cittadino solleva contestazioni attinenti esclusivamente a vizi propri della cartella di pagamento (ad esempio, le eccezioni relative alla ritualità della notifica) la controversia resta fuori dall ambito applicativo della mediazione. L obbligo di presentare - preliminarmente al ricorso - l istanza di reclamo/mediazione vale anche per chi intende impugnare i ruoli emessi dagli Uffici Provinciali-Territorio dell Agenzia delle Entrate, successivamente al 1 dicembre 2012 (data di incorporazione dell Agenzia del Territorio nell Agenzia delle Entrate). Il procedimento di reclamo-mediazione non si applica, invece, alle controversie concernenti i ruoli emessi dallo stesso ente impositore fino al 30 novembre 2012, anche se la cartella di pagamento è stata notificata dopo il 1 dicembre Lo ha chiarito il provvedimento direttoriale delle Entrate del 20 marzo scorso avente a oggetto Approvazione dei fogli avvertenze della cartella di pagamento relativa ai ruoli del settore Territorio, ai sensi dell'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n Quindi, se con l impugnazione della cartella vengono sollevati: vizi riconducibili all attività svolta dall Agenzia delle Entrate o del Territorio (per i ruoli emessi successivamente al 1 dicembre 2012); e il valore in contestazione non è superiore a 20mila euro; il contribuente è tenuto a presentare istanza di reclamo/ mediazione ai sensi dell art. 17 bis del D.Lgs. n. 546/1992, a pena di improcedibilità del ricorso in CTP. Quando la cartella di pagamento è stata preceduta dalla rituale notifica di un atto autonomamente impugnabile, non è ammessa la contestazione del credito nel merito, ma possono essere dedotte unicamente questioni relative a vizi propri dell atto (nullità della notifica, errori di calcolo, mancanza di requisiti formali, decadenza dal diritto di riscossione) o a fatti sopravvenuti (prescrizione, pagamento, morte). La difesa tecnica Un altro aspetto da valutare è l eventuale sussistenza dell obbligo di munirsi di un difensore abilitato. Nell ambito della giurisdizione tributaria l assistenza di un difensore abilitato (avvocato, dottore commercialista, tributarista) è necessaria: qualora il valore della controversia superi la somma di euro 2.582,28. 3
4 Il contribuente invece può stare in giudizio da solo: se il valore nelle controversie è inferiore a 2.582,28 euro. Nell ambito della giurisdizione ordinaria (si pensi alla cartella relativa a sanzioni per violazioni al codice della strada o per contributi), occorre distinguere tra la competenza del Tribunale o dell Ufficio del Giudice di pace. Se è competente il Tribunale, è sempre necessaria l assistenza di un avvocato. Se invece la competenza è del Giudice di pace il ricorrente può stare in giudizio da solo: se il valore della causa è fino a euro; altrimenti è necessaria l assistenza tecnica. Nel processo tributario, l art. 12, comma 3, D.Lgs. n. 546/1992 prevede che l incarico ai difensori debba essere conferito con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, in calce o a margine del ricorso. Nel secondo caso, il difensore certifica l autografia della sottoscrizione. All udienza pubblica l incarico può essere conferito oralmente e se ne dà atto a verbale. Il medesimo articolo, al comma 5, individua le modalità di determinazione del valore della lite fiscale, specificando che per valore della lite si intende l importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l atto impugnato. La determinazione del valore della lite è importante non solo ai fini dell obbligo di assistenza tecnica ma anche per il calcolo del contributo unificato dovuto al momento dell iscrizione della causa a ruolo. Se si impugna la cartella di pagamento il contributo unificato deve essere calcolato solo in relazione al valore dei crediti tributari, al netto, quindi, di quelli di natura previdenziale o che derivano da violazioni del Codice della strada (se la cartella contiene più pretese), nonché di sanzioni, interessi, aggi della riscossione e di altri oneri accessori. Termini per impugnare Resta da valutare, infine, quale sia il termine per proporre l impugnazione. Con particolare riferimento alla riscossione di crediti aventi natura tributaria (IRPEF, IRES, IVA, IRAP, IMU/ICI, TARSU, imposta di registro, ipotecaria e catastale etc.): l opposizione dovrà essere proposta dinanzi alla Commissione Tributaria nel termine di 60 giorni dalla notifica della cartella (artt. 19 e 21 D.Lgs. 546/92); il giudizio sarà regolato dal D.Lgs. 546/
5 Nell ambito della giurisdizione ordinaria invece, la cartella dovrà essere impugnata presentando ricorso: al Giudice del lavoro entro 40 giorni, se si tratta di contributi previdenziali; al Giudice di Pace entro 30 giorni, se si tratta di sanzioni amministrative (tipicamente le multe al Codice della Strada). Provvedimenti cautelari ed espropriazione Una volta notificata la cartella, anche se il contribuente ha presentato ricorso, il Concessionario della riscossione gode di strumenti celeri ed efficaci per recuperare il credito e per indurre il debitore a pagare. Nel caso di crediti tributari i provvedimenti cautelari (preavviso di fermo e ipoteca) possono essere impugnati in C.T.P. entro 60 giorni dalla notifica, eccependo sia vizi di merito che di forma; contestualmente il contribuente può presentare istanza di sospensione ex art. 47 del D.Lgs. n. 546/92. L opposizione contro i pignoramenti mobiliari e presso terzi e contro l avviso di vendita immobiliare andrà invece effettuata nel termine di 20 giorni dal compimento dell atto o dalla sua notifica, esclusivamente in Tribunale (art. 9 c.p.c.) davanti al giudice dell esecuzione, attraverso i rimedi: dell opposizione all esecuzione di cui all art. 615 c.p.c. se il destinatario contesta il diritto a procedere a esecuzione forzata o perché ha pagato o perché alcuni beni non potevano essere pignorati; dell opposizione agli atti esecutivi di cui all articolo 617 c.p.c. (l impugnazione dovrà incentrarsi sui vizi propri dell atto). Dal 1 gennaio 2013, il contribuente che ha ricevuto una cartella di pagamento, una comunicazione preventiva d iscrizione d ipoteca o un avviso di accertamento esecutivo, per il quale sia trascorso inutilmente il termine ultimo di pagamento, può presentare una dichiarazione al Concessionario per ottenere l immediata sospensione della procedura di riscossione. Con la predetta dichiarazione da presentare anche con modalità telematiche entro il termine di 90 giorni dalla notifica dell atto - il contribuente dovrà documentare che gli atti emessi dall ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l avviso per i quali si procede, sono stati interessati: - da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo; - dall emissione di un provvedimento di sgravio; - dall emissione di un provvedimento di sospensione amministrativa o giudiziale; - dal pagamento effettuato in data antecedente alla formazione del ruolo in oggetto, in favore dell ente creditore; - da qualsiasi altra causa di non 5
6 esigibilità del credito sotteso. Se l ente impositore, trascorsi 220 giorni, non fornisce alcun riscontro al contribuente e al Concessionario, le partite indicate dal debitore verranno annullate di diritto, con conseguente discarica dei relativi ruoli. Verranno contestualmente eliminati dalle scritture patrimoniali dell ente creditore i corrispondenti importi. Il contribuente che produce una documentazione falsa ne risponde penalmente e sarà pure tenuto al pagamento di una sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento delle somme dovute, con un minimo di 258 euro. La presentazione dell istanza non determina la sospensione del termine per impugnare. Crediti non tributari Nel caso di crediti extratributari il fermo, l ipoteca, i pignoramenti o altri atti dell esecuzione possono essere impugnati per vizi propri o per fatti estintivi soltanto davanti al Tribunale quale giudice dell esecuzione mediante: l opposizione agli atti esecutivi nel termine di 20 giorni dal compimento dell atto o dalla sua notifica (art. 617 c.p.c.); l opposizione all esecuzione (art. 615 c.p.c.), che non incontra i limiti fissati dall articolo 57 del D.P.R. n. 602/1973 e che potrà pertanto essere proposta fino a che l esecuzione esiste senza limiti temporali (potrebbe essere concessa la sospensiva ma sarà comunque necessario iniziare il giudizio di merito). Se il fermo e l ipoteca vengono impugnati perché la cartella quale atto presupposto non è stata mai notificata, l opposizione andrà proposta al giudice competente (giudice del lavoro per i contributi, giudice di pace o Tribunali per le sanzioni amministrative). -Riproduzione riservata - 6
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