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Timestamp: 2019-09-15 08:49:13+00:00
Document Index: 179781601

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11']

RS 814.012 Ordinanza del 27 febbraio 1991 sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR)
814.012 Ordinanza del 27 febbraio 1991 sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR)
Ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti
(OPIR)
del 27 febbraio 1991 (Stato 1° agosto 2019)
visti gli articoli 10 capoverso 4 e 39 capoverso 1 della legge del 7 ottobre 19831 sulla protezione dell'ambiente (LPAmb); visto l'articolo 47 capoverso 1 della legge federale del 24 gennaio 19912 sulla protezione delle acque,3
1 Scopo della presente ordinanza è di proteggere la popolazione e l'ambiente da danni gravi in seguito a incidenti rilevanti.
alle aziende in cui i quantitativi soglia, ai sensi dell'allegato 1.1, per le sostanze, i preparati o i rifiuti speciali sono superati;
alle aziende in cui viene eseguita un'attività mediante organismi geneticamente modificati, patogeni o alloctoni soggetti a impiego confinato la quale, in virtù dell'ordinanza del 9 maggio 20123 sull'impiego confinato, deve essere assegnata alla classe 3 o 4;
agli impianti ferroviari di cui all'allegato 1.2a;
alle strade di grande transito ai sensi dell'ordinanza del 6 giugno 19835 concernente le strade di grande transito, sulle quali sono trasportate o trasbordate merci pericolose secondo l'ordinanza del 17 aprile 19856 concernente il trasporto di merci pericolose su strada (SDR) o secondo i corrispondenti accordi internazionali;
al tratto di Reno sul quale sono trasportate o trasbordate merci pericolose secondo il regolamento del 29 aprile 19707 per il trasporto di materie pericolose sul Reno (ADNR);
agli impianti di trasporto in condotta secondo l'ordinanza del 26 giugno 20199 sugli impianti di trasporto in condotta che soddisfano i criteri di cui all'allegato 1.3.
2bis L'autorità esecutiva può eccettuare dal campo d'applicazione della presente ordinanza aziende di cui al capoverso 2 lettera b che:
eseguono attività della classe 3 esclusivamente con organismi di cui all'allegato 1.4 che in virtù delle loro proprietà non possono propagarsi in modo incontrollabile tra la popolazione o nell'ambiente; e
in base al loro potenziale di pericoli non possono danneggiare seriamente la popolazione o l'ambiente.10
3 L'autorità esecutiva può, in singoli casi, sottoporre alla presente ordinanza le seguenti aziende, vie di comunicazione o impianti di trasporto in condotta se, in base al loro potenziale di pericoli, possono danneggiare seriamente la popolazione o l'ambiente:11
aziende con sostanze, preparati o rifiuti speciali;
aziende in cui viene eseguita un'attività mediante organismi geneticamente modificati, patogeni o alloctoni soggetti a impiego confinato la quale, in virtù dell'ordinanza sull'impiego confinato, deve essere assegnata alla classe 2, previa consultazione della Commissione federale di esperti per la sicurezza biologica (CFSB);
vie di comunicazione fuori delle aziende sulle quali sono trasportate o trasbordate merci pericolose ai sensi del capoverso 2;
impianti di trasporto in condotta secondo l'ordinanza sugli impianti di trasporto in condotta che non soddisfano i criteri di cui all'allegato 1.3.15
4 La presente ordinanza non si applica agli impianti e trasporti sottoposti alla legislazione sull'energia nucleare e sulla radioprotezione, nella misura in cui possono danneggiare la popolazione o l'ambiente a causa delle loro radiazioni.16
5 Alle aziende o alle vie di comunicazione che, in caso di eventi straordinari, potrebbero danneggiare gravemente la popolazione o l'ambiente in altro modo che con le loro sostanze, i loro preparati, i rifiuti speciali nonché le merci pericolose o gli organismi geneticamente modificati, patogeni o alloctoni soggetti a impiego confinato, sono applicabili direttamente le prescrizioni dell'articolo 10 LPAmb.17
1 Nuovo testo giusta il n. II 8 dell'O del 18 mag. 2005 sull'abrogazione e la modifica di ordinanze in relazione con l'entrata in vigore della legge sui prodotti chimici, in vigore dal 1° ago. 2005 (RU 2005 2695).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
3 RS 814.912
4 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
5 [RU 1983 678. RU 1992 341 art. 7]. Ora: ai sensi dell'O del 18 dic. 1991 (RS 741.272).
6 [RU 1985 620, 1989 2482, 1994 3006 art. 36 n. 3, 1995 4425 all. 1 n. II 11 4866, 1997 422 n. II, 1998 1796 art. 1 n. 18 e art. 6, 1999 751 n. II, 2002 419 1183. RU 2002 4212 art. 29 cpv. 1]. Vedi ora l'O del 29 nov. 2002 (RS 741.621).
7 [RU 1971 1965, 1983 486, 1987 1454, 1990 1356]. Vedi ora: l'O del 2 mar. 2010 (RS 747.224.141).
8 Introdotta dal n. I dell'O del 13 feb. 2013 (RU 2013 749). Nuovo testo giusta l'all. n. 2 dell'O del 26 giu. 2019 sugli impianti di trasporto in condotta, in vigore dal 1° ago. 2019 (RU 2019 2205).
9 RS 746.11
10 Introdotto dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
11 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
12 Nuovo testo giusta il n. II 8 dell'O del 18 mag. 2005 sull'abrogazione e la modifica di ordinanze in relazione con l'entrata in vigore della legge sui prodotti chimici, in vigore dal 1° ago. 2005 (RU 2005 2695).
13 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
14 Introdotta dal n. I dell'O del 13 feb. 2013 (RU 2013 749). Nuovo testo giusta l'all. n. 2 dell'O del 26 giu. 2019 sugli impianti di trasporto in condotta, in vigore dal 1° ago. 2019 (RU 2019 2205).
15 Nuovo testo giusta il n. 2 dell'all. 5 dell'O del 25 ago. 1999 sull'impiego confinato, in vigore dal 1° nov. 1999 (RU 1999 2783).
16 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
17 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
1 Un'azienda comprende gli impianti ai sensi dell'articolo 7 capoverso 7 LPAmb uniti da stretto nesso spaziale-funzionale (area dell'azienda).
3 Per potenziale di pericoli si intende la totalità degli effetti che, per loro quantità e natura, le sostanze, i preparati, i rifiuti speciali, gli organismi o le merci pericolose possono causare.2
4 Per incidente rilevante si intende un evento straordinario in un'azienda, su una via di comunicazione o lungo un impianto di trasporto in condotta, che causi effetti notevoli:3
fuori dell'area dell'azienda;
sulla o fuori della via di comunicazione;
fuori dell'impianto di trasporto in condotta.
5 Il rischio è determinato dall'entità dei danni che un incidente rilevante può provocare alla popolazione o all'ambiente e dalla probabilità che tale incidente capiti.
1 Abrogato dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, con effetto dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
4 Introdotta dal n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
Sezione 2: Principi per la prevenzione
Art. 3 Misure di sicurezza1
1 Per ridurre i rischi, il detentore di un'azienda, di una via di comunicazione o di un impianto di trasporto in condotta deve prendere tutte le misure disponibili secondo lo sviluppo della tecnica in materia di sicurezza, completandole in base alla sua esperienza, e sopportabili sotto il profilo economico. Fanno parte di tali misure quelle che diminuiscono il potenziale dei pericoli, quelle che prevengono gli incidenti rilevanti e quelle che ne limitano gli effetti.2
2 Nella scelta delle misure occorre tener conto di tutte le cause intrinseche ed estrinseche, suscettibili di provocare un incidente rilevante, nonché degli interventi di persone non autorizzate.
3 Nella messa in opera delle misure occorre procedere secondo le indicazioni dell'allegato 2.1 e tener conto in particolare delle misure previste negli allegati 2.2-2.5.3
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Art. 5 Rapporto del detentore
1 Il detentore di un'azienda deve inviare all'autorità esecutiva un breve rapporto comprendente:
la descrizione succinta dell'azienda con il piano corografico e l'indicazione di quanto esiste nelle vicinanze;
l'elenco delle quantità massime di sostanze, preparati o rifiuti speciali presenti nell'azienda che superano i quantitativi soglia ai sensi dell'allegato 1.1 nonché i quantitativi soglia utilizzabili;
la determinazione e la valutazione del rischio ai sensi degli articoli 6 e 7 dell'ordinanza del 9 maggio 20123 sull'impiego confinato;
le basi di eventuali contratti di assicurazione contro i rischi di responsabilità civile o materiale dell'azienda;
indicazioni sulle misure di sicurezza;
la valutazione dell'entità di eventuali danni alla popolazione o all'ambiente in seguito ad incidente rilevante.
2 Il detentore di una via di comunicazione deve inviare all'autorità esecutiva un breve rapporto comprendente:
la descrizione succinta della struttura edile e tecnica della via di comunicazione con il piano corografico e l'indicazione di quanto esiste nelle vicinanze;
indicazioni sulla quantità e sulla struttura del traffico nonché sulla natura e frequenza degli incidenti;
la valutazione della probabilità di un incidente rilevante con gravi danni alla popolazione o all'ambiente.
3 Il detentore di un impianto di trasporto in condotta deve inviare all'autorità esecutiva un breve rapporto comprendente:
la descrizione succinta della struttura edile e tecnica dell'impianto di trasporto in condotta con il piano corografico e l'indicazione di quanto esiste nelle vicinanze;
indicazioni sul tipo, sulla composizione e sullo stato di aggregazione delle sostanze e dei preparati trasportati come pure sulla pressione di servizio autorizzata e sulla frequenza degli incidenti;
la valutazione della probabilità di un incidente rilevante con gravi danni alla popolazione o all'ambiente.4
5 L'autorità esecutiva esonera il detentore di una strada di grande transito dall'obbligo di inoltrare il breve rapporto se, in base ai dati in suo possesso, anche senza il breve rapporto può ritenere ammissibile l'ipotesi che la probabilità di incidenti rilevanti con gravi danni sia sufficientemente piccola.6
2 Nuovo testo giusta il n. 7 dell'all. 5 all'O del 9 mag. 2012 sull'impiego confinato, in vigore dal 1° giu. 2012 (RU 2012 2777).
4 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
5 Introdotto dal n. I dell'O del 13 feb. 2013 (RU 2013 749). Abrogato dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, con effetto dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
6 Introdotto dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Art. 6 Valutazione del rapporto, analisi dei rischi
1 L'autorità esecutiva controlla che il rapporto sia completo e corretto.
2 Essa controlla in particolare che:
per l'azienda in questione, la valutazione dell'entità degli eventuali danni (art. 5 cpv. 1 lett. f) sia plausibile;
per la via di comunicazione in questione, la valutazione della probabilità di un incidente rilevante con gravi danni (art. 5 cpv. 2 lett. d) sia plausibile;
per l'impianto di trasporto in condotta in questione, la valutazione della probabilità di un incidente rilevante con gravi danni (art. 5 cpv. 3 lett. d) sia plausibile.
3 Essa valuta, se necessario dopo un sopralluogo, se sia ammissibile l'ipotesi che:
per l'azienda in questione, si possano escludere gravi danni alla popolazione o all'ambiente in seguito ad incidente rilevante;
per la via di comunicazione in questione, la probabilità che capiti un incidente rilevante sia sufficientemente piccola;
per l'impianto di trasporto in condotta in questione, la probabilità che capiti un incidente rilevante sia sufficientemente piccola.
3bis L'autorità esecutiva annota per iscritto i risultati della propria valutazione.3
4 Se l'ipotesi di cui al capoverso 3 non è ammissibile, essa ordina al detentore di eseguire e inoltrarle un'analisi dei rischi conformemente all'allegato 4.4
1 Introdotta dal n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
2 Introdotta dal n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
3 Introdotto dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Art. 7 Valutazione dell'analisi dei rischi
1 L'autorità esecutiva esamina l'analisi dei rischi e valuta se il rischio è sopportabile. Annota la sua valutazione per iscritto.1
2 Nella valutazione della sopportabilità del rischio essa tiene conto anche dei rischi di quanto esiste nelle vicinanze e considera segnatamente che la probabilità di un incidente rilevante deve essere tanto più piccola quanto maggiore è:
la necessità di proteggere la popolazione o l'ambiente da gravi danni in seguito a incidente rilevante rispetto all'interesse pubblico o privato per un'azienda, una via di comunicazione o un impianto di trasporto in condotta;
l'entità degli eventuali danni alla popolazione o all'ambiente.
Art. 8 Misure supplementari di sicurezza
1 Se il rischio non è sopportabile, l'autorità esecutiva ordina le necessarie misure supplementari. Vi rientrano, se del caso, anche limitazioni e divieti concernenti l'attività aziendale od il traffico.
2 Per le misure di competenza di un altro ente pubblico, l'autorità esecutiva presenta la relativa proposta alle autorità competenti. Se necessario, il Consiglio federale coordina l'applicazione delle misure.
Art. 8a1Mutamento delle circostanze
1 Qualora le circostanze subiscano un mutamento sostanziale o emergano nuove conoscenze, il detentore che ha elaborato un breve rapporto ma non ha eseguito un'analisi dei rischi deve completare e inoltrare nuovamente il rapporto all'autorità esecutiva.
2 Qualora le circostanze subiscano un mutamento sostanziale o emergano nuove conoscenze, il detentore che ha eseguito un'analisi dei rischi deve:
completare e inoltrare nuovamente all'autorità esecutiva l'analisi dei rischi;
completare e inoltrare nuovamente all'autorità esecutiva il breve rapporto invece dell'analisi dei rischi se:
si possono ormai escludere gravi danni alla popolazione o all'ambiente in seguito a incidenti rilevanti,
per le vie di comunicazione e gli impianti di trasporto in condotta, la probabilità di incidenti rilevanti con gravi danni è sufficientemente piccola.
1 Introdotto dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Art. 8b1Controlli
1 Per verificare se il detentore adempie i suoi obblighi secondo la presente ordinanza, l'autorità esecutiva effettua sopralluoghi regolari. Annota la sua valutazione per iscritto.
2 L'autorità esecutiva stabilisce la frequenza dei controlli in funzione del potenziale di pericoli, del genere e della complessità dell'azienda, della via di comunicazione o dell'impianto di trasporto in condotta nonché dei risultati di controlli precedenti.
Art. 9 e 101
1 Abrogati dal n. I dell'O del 29 apr. 2015, con effetto dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Sezione 3: Comportamento in caso di incidente rilevante
1 Il detentore deve fare di tutto per far fronte all'incidente rilevante.
2 In particolare deve:
combattere immediatamente l'incidente e avvisare il posto d'annuncio;
circoscrivere immediatamente il luogo dell'evento e prevenire ulteriori effetti;
eliminare il più presto possibile gli effetti prodottisi.
3 Entro tre mesi dall'incidente deve inviare all'autorità esecutiva un rapporto comprendente:
la descrizione dello svolgimento, degli effetti e del modo in cui è stato fronteggiato l'incidente;
le indicazioni sull'efficacia delle misure di sicurezza;
l'analisi dell'incidente.
4 Se non è in grado di fornire il rapporto entro il termine, il detentore deve inviare all'autorità esecutiva una domanda motivata di protrazione del termine e un rapporto intermedio sullo stato delle indagini.
Sezione 3a:4 Coordinamento con attività d'incidenza territoriale5
Art. 11a1...2
1 I Cantoni tengono conto della prevenzione degli incidenti rilevanti nei piani direttori e di utilizzazione, nonché nell'ambito delle altre attività d'incidenza territoriale.3
2 Per le aziende, le vie di comunicazione e gli impianti di trasporto in condotta l'autorità esecutiva designa il settore contiguo nel quale la realizzazione di nuovi impianti e costruzioni può portare a un notevole incremento del rischio.
3 Prima di decidere in merito alla modifica di un piano direttore o di utilizzazione nel settore di cui al capoverso 2, l'autorità competente chiede il parere dell'autorità esecutiva allo scopo di valutare il rischio.
1 Introdotto dal n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
2 Abrogata dal n. I dell'O del 21 set. 2018, con effetto dal 1° nov. 2018 (RU 2018 3505).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 21 set. 2018, in vigore dal 1° nov. 2018 (RU 2018 3505).
Sezione 4:6 Compiti dei Cantoni
Art. 12 Posto d'annuncio
1 I Cantoni designano un posto d'annuncio. Quest'ultimo ha il compito di ricevere in ogni momento l'annuncio di incidenti rilevanti e di informarne immediatamente l'organizzazione di catastrofe.
2 I Cantoni provvedono inoltre affinché venga designata una centrale che trasmetta immediatamente l'annuncio dell'incidente rilevante al posto d'allarme della CENAL (PA) presso la Centrale nazionale d'allarme (CENAL).1
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
Art. 131Informazione e allarme
1 I Cantoni informano il pubblico su:
la posizione geografica delle aziende e delle vie di comunicazione;
i settori contigui di cui all'articolo 11a capoverso 2.
2 I Cantoni provvedono affinché, in caso di incidente rilevante, la popolazione venga informata tempestivamente e, se del caso, allarmata, nonché riceva istruzioni su come comportarsi.
3 Inoltre essi provvedono affinché Cantoni e Stati limitrofi vengano informati tempestivamente e, se del caso, allarmati qualora l'incidente rilevante possa avere effetti seri sul territorio di questi ultimi.
Art. 14 Coordinamento dell'organizzazione di catastrofe
I Cantoni coordinano l'organizzazione di catastrofe con il piano d'intervento del detentore.
Art. 151Coordinamento dei controlli
Nella misura del possibile, i Cantoni coordinano i controlli che sono chiamati a effettuare nelle aziende e sulle vie di comunicazione in virtù della presente ordinanza e di altri atti normativi.
Art. 16 Informazione dell'UFAM1
1 I Cantoni informano periodicamente l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), mediante una tabella sinottica, sul potenziale dei pericoli e sui rischi (catasto dei rischi) presenti sul loro territorio, nonché sulle misure adottate.2
2 A tale scopo, i competenti uffici della Confederazione e dei Cantoni gli mettono a disposizione, su richiesta, le necessarie indicazioni.
3 Restano salvi gli obblighi legali di tutela del segreto.
Sezione 5: Compiti della Confederazione
Art. 17 Raccolta di dati dell'UFAM1
1 Su richiesta dell'UFAM, i competenti uffici della Confederazione e dei Cantoni comunicano all'Ufficio medesimo le indicazioni che hanno rilevato in applicazione della presente ordinanza.
2 L'UFAM provvede all'elaborazione delle indicazioni e le mette a disposizione dei competenti uffici, nella misura necessaria all'esecuzione della presente ordinanza.
1 Nuova espr. giusta il n. I dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
Art. 18 e 191
Art. 201Informazione
1 I competenti uffici della Confederazione informano il pubblico su:
la posizione geografica delle aziende, delle vie di comunicazione e degli impianti di trasporto in condotta;
2 In caso di incidenti rilevanti che possano avere effetti seri oltre frontiera, i competenti uffici della Confederazione informano le rappresentanze svizzere all'estero e le autorità estere interessate.
Art. 22 Direttive
Se necessario, l'UFAM pubblica direttive per commentare le disposizioni principali della presente ordinanza; si tratta segnatamente delle disposizioni concernenti il campo d'applicazione, le misure di sicurezza, la redazione del breve rapporto, la determinazione dei rischi nonché il loro esame e la loro valutazione.
Art. 231Esecuzione
2 Nell'applicare altre leggi federali, accordi internazionali o decisioni internazionali concernenti punti disciplinati dalla presente ordinanza, le autorità federali eseguono in tal ambito anche la presente ordinanza. La collaborazione dell'UFAM e dei Cantoni è retta dall'articolo 41 capoversi 2 e 4 LPAmb; sono salve le disposizioni legali sull'obbligo di tutela del segreto.
3 L'UFAM stabilisce i modelli di geodati e i modelli di rappresentazione minimi per i geodati di base ai sensi della presente ordinanza per i quali è designato quale servizio specializzato della Confederazione nell'allegato 1 dell'ordinanza del 21 maggio 20082 sulla geoinformazione.3
1 Nuovo testo giusta il n. II 8 dell'O del 2 feb. 2000 relativa alla legge federale sul coordinamento e la semplificazione delle procedure d'approvazione dei piani, in vigore dal 1° mar. 2000 (RU 2000 703).
3 Introdotto dal n. 5 dell'all. 2 all'O del 21 mag. 2008 sulla geoinformazione, in vigore dal 1° lug. 2008 (RU 2008 2809).
Art. 23a1Modifica degli allegati
1 Il DATEC può, previa consultazione degli interessati e se necessario dal punto di vista dello sviluppo della tecnica in materia di sicurezza, del potenziale di pericoli e del volume di merci pericolose, adeguare gli allegati 1.1 numero 3 e 1.2a della presente ordinanza.
2 Il DATEC, d'intesa con il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale dell'interno e previa consultazione della CFSB, adegua l'elenco dell'allegato 1.4 se acquisisce nuove conoscenze sulle proprietà di determinati organismi.
Art. 24 Modificazione del diritto vigente
1 Le mod. possono essere consultate alla RU 1991 748.
Art. 25a1Disposizioni transitorie della modifica del 13 febbraio 2013
1 Il detentore di un impianto di trasporto in condotta deve inviare il breve rapporto (art. 5 cpv. 3) all'autorità esecutiva al più tardi entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente modifica.
2 Se dispone già delle relative indicazioni, l'autorità esecutiva lo esonera dall'obbligo di fornire informazioni secondo il capoverso 1.
Art. 25b1Disposizioni transitorie della modifica del 29 aprile 2015
I detentori di aziende che rientrano nel campo d'applicazione della presente ordinanza in seguito alla modifica del 29 aprile 2015 devono inoltrare il breve rapporto all'autorità esecutiva entro tre anni dall'entrata in vigore della modifica dell'ordinanza.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° aprile 1991.
Campo d'applicazione e rapporto
Allegato 1.11
(art. 1 e 5)
Quantitativi soglia per sostanze, preparati o rifiuti speciali
2 Determinazione dei quantitativi soglia
21 Sostanze o preparati
1 Per le sostanze e i preparati che figurano nella tabella del numero 3 valgono i quantitativi soglia ivi fissati.
2 Per le altre sostanze o preparati il detentore determina i quantitativi soglia sulla base dei criteri fissati nel numero 4 secondo l'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/20082 e dei criteri fissati nel numero 5 per le sostanze e i preparati ad alta attività. È applicabile il minore dei quantitativi soglia così determinati.
3 Il detentore non è tenuto a determinare il quantitativo soglia secondo un criterio o per un settore, se riesce a dimostrare in modo credibile che i dati possono essere acquisiti soltanto con un impegno sproporzionato.
22 Rifiuti speciali
Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) stabilisce i quantitativi soglia per i rifiuti speciali designati come tali nell'elenco dei rifiuti emanato secondo l'articolo 2 dell'ordinanza del 22 giugno 20053 sul traffico di rifiuti. Tiene segnatamente conto di:
pericoli per la salute;
pericoli fisici;
pericoli per l'ambiente;
3 Sostanze e preparati per i quali è stato fissato il quantitativo soglia
Designazione della sostanza
N. CAS1
QS (kg)2
4-ammino-difenile e i suoi sali3
Concimi a base di nitrato di ammonio con un titolo di azoto ≥ 25 %
Concimi a base di nitrato di ammonio con un titolo di azoto ≥ 25 % e un risultato negativo nella prova di resistenza alla detonazione e all'ossidazione
Ossido di arsenico (III), acido (III) arsenioso e i loro sali
Ossido di arsenico (V), acido (V) arsenioso e/o i loro sali
Benzidina e i suoi sali3
Benzina (normale, super)
Cromo (VI) e i suoi sali
1,2-dibromo-3-cloropropano3
1,2-dibromoetano3
Dietisolfato3
Dimetilcarbamoil cloruro3
1,2-dimetilidrazina3
Carburanti a base di etanolo4
Olio da riscaldamento, olio diesel
Acido esametilfosforico triammide3
Idrazina3
2-naftilammina e i suoi sali3
Composti di nichel in polvere per inalazione
4-nitrodifenile3
1,3-propansultone3
Numero d'identificazione di una sostanza secondo il Chemical Abstract System
2 QS (kg) = quantitativo soglia in kg
Cancerogeni o preparati contenenti questi cancerogeni in concentrazioni superiori al 5 % in peso
4 Carburanti a base di etanolo con vari tenori di etanolo nella benzina
4 Criteri per determinare i quantitativi soglia
41 Pericoli per la salute
Valori per i criteri
QS1 = 200 kg
QS1 = 2000 kg
QS1 = 20 000 kg
QS1 = 200 000 kg
Classificazione / etichettatura2
H3003, H310, H331, H370
H3013, H3023, H311, H 312, H3144, H 332, H371
QS = quantitativo soglia
Ordinanza sui prodotti chimici; RS 813.11
Se è dimostrato che la sostanza o il preparato non è tossico né in caso di inalazione né per via cutanea, per le categorie CLP 1+2 (H300) si applica un quantitativo soglia di 20 000 kg e per le categorie CLP 3+4 (H301/H302) un quantitativo soglia di 200 000 kg.
Per le sostanze e i preparati corrosivi (H314) classificati ed etichettati anche come «gas sotto pressione» (H280/H281) e/o gas, liquidi o solidi ossidativi (H270/H271/H272) si applica un quantitativo soglia di 2000 kg, a meno che non si applichi un quantitativo soglia più basso in virtù di un altro criterio.
42 Pericoli fisici
QS1 = 50 000 kg
Classificazione/ etichettatura2
H2003, H2013, H2023, H2033, H240, H241
H220, H221, H224, H225, H226, H242, H250, H251, H252, H260, H261, H270, H271, H272,
H2224, H2234, H228
Il quantitativo soglia si riferisce alla quantità netta di esplosivo attivo.
Per stabilire se è superato un quantitativo soglia bisogna sommare le quantità stoccate di aerosol combustibili delle relative categorie CLP riferite al peso netto.
43 Pericoli per l'ambiente
H400, H410
Ordinanza sui prodotti chimici, RS 813.11
44 Altri pericoli
EUH014, EUH029, EUH031
1 QS = quantitativo soglia
2 Ordinanza sui prodotti chimici, RS 813.11
5 Sostanze ad alta attività (HAS)
QS2= 20 kg
Valori limite di esposizione professionale per inalazione nell'aria3
< 10 ìg/m3
Dose efficace (ED50)4
£ 10 mg
c. Sostanze CMR con potenziale di incidenti rilevanti
Categorie 1A e 1B
I criteri applicabili sono enumerati in ordine di priorità: in presenza di un valore secondo il criterio a, i criteri b e c sono irrilevanti.
Se per una sostanza o un preparato che soddisfa uno dei criteri, il detentore giunge alla conclusione, in base alla sua autovalutazione, che in caso di esposizione unica sono esclusi danni alla popolazione o che l'effetto peggiore della sostanza o del preparato è irrilevante ai fini degli incidenti rilevanti, la sostanza o il preparato non è considerato HAS ai sensi dell'OPIR. Per valutare se un effetto è rilevante ai fini degli incidenti rilevanti si applica la definizione dei «Temporary Emergency Exposure Limits (TEEL-2)».
Non rientrano nel campo d'applicazione dell'OPIR le aziende che utilizzano HAS solo sotto forma di prodotti pronti per l'uso (prodotti finiti) destinati al consumo proprio oppure alla consegna a utilizzatori professionali o commerciali o al pubblico.
MAK, TLV, OEL, IOEL ecc.
4 Corrisponde a una dose efficace ED50 di 0,17 mg/kg per un peso corporeo di 60 kg. La dose efficace si riferisce all'effetto peggiore della sostanza o del preparato in base all'autovalutazione del detentore.
1 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell'O del 29 apr. 2015 (RU 2015 1337).Aggiornato dal n. II cpv. 1 dell'O del 21 set. 2018, in vigore dal 1° nov. 2018 (RU 2018 3505).
2 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006, GU L 353 del 31.12.2008, p. 1; modificato l'ultima volta dal regolamento (UE) n. 1179/2016, GU L 195 del 20.7.2016, p. 11.
3 RS 814.610.1
Allegato 1.21
1 Abrogato dal n. 2 dell'all. 5 dell'O del 25 ago. 1999 sull'impiego confinato (RU 1999 2783).
Allegato 1.2a1
Campo d'applicazione per gli impianti ferroviari
1 Tratte
Sono sottoposte all'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti le tratte comprese tra i seguenti punti d'esercizio (senza le tratte su territorio estero). I punti d'esercizio si basano sull'indicatore 98.1 dei geodati di base secondo l'ordinanza del 21 maggio 20082 sulla geoinformazione (OGI).
Linea di chilometraggio
dal punto d'esercizio
al punto d'esercizio
Nome usuale della linea di chilometraggio compresa tra i due punti d'esercizio
Lausanne - Simplon Tunnel I - Iselle
STDG(109)
Simplon Tunnel II
Les Paluds - St-Gingolph (Frontière)
Lausanne - Genève-Aéroport
Genève St-Jean - La Plaine-Frontière
St-Jean - Genève-Eaux-Vives - Annemasse
Furet - Jonction
Renens VD Ouest - Lausanne-Triage sect.
Lausanne-Triage F - Lonay A (bif)
Lausanne-Triage P1 - Lonay B
Lécheires - Denges A
Renens VD Ouest - Lausanne Triage Est
Lausanne-Triage sect. - Bussigny
Lausanne-Triage (Est - Sud)
Renens VD Ouest - Vallorbe
BYE(206)
Renens VD Ouest - Bussigny Est
Daillens - Biel/Bienne
Zollikofen Nord - Biel/Bienne Aebistr.
Biel Mett Abzweigung - Biel/Bienne Ost
Madretsch - Biel/Bienne RB West
Bern Wylerfeld - Thun
Löchligut - Wankdorf
Thun Abzweigung - Thun GB - Thun Schadau
Spiez - Kandersteg - Brig
MGTN(302)
Zweiter Mittalgrabentunnel
Thun - Spiez - Interlaken Ost
Wengi-Ey - Lötschberg - St.German (Ost)
STGE(331)
Wengi-Ey - Lötschberg - St.German (West)
Frutigen - Frutigen Nordportal (Ost)
Löchligut - Wanzwil - Rothrist West
Olten - Solothurn - Biel/Bienne
Olten Süd - Bern
RTR(451)
Aarburg-Oftringen - Rothrist Gleis 1
RTR(453)
Rothrist Ost - Rothrist Gleis 4
Unterhalden BE - Aespli
OHBD
Oberhard BE - Aespli
Hardfeld (Spw) - Mattstetten
LGUT(459)
Rütti - Löchligut
Basel SBB - Olten - Luzern
Mulhouse-Ville - Basel SBB
Basel SBB - Basel GB - Basel RB
SNCF Verbindungslinie
8519315
Müllheim (Baden) - Basel Bad Bhf
Gellert - Basel Bad DB
Umfahrung Süd: Basel SBB RB I - Muttenz
Umfahrung Nord: Gellert - Pratteln
Basel Bad RB - Kleinhünigen Hafen
Basel SBB RB - Basel Auhafen
Olten Verbindungslinie
Olten - Wöschnau
GBT West
GBT Ost
Immensee - Bellinzona - Chiasso
ERNA(601)
Rynächt - Erstfeld Nord Gleis links
SKN(604)
Brunnen - Sisikon (Gleis links)
GRUO(605)
Sisikon - Gruonbach (Gleis links)
ALME(606)
Al Sasso - Al Motto (binario sinistro)
RIBN(607)
Mt. Ceneri - Rivera (binario destro)
LGN(608)
Massagno - Lugano (binario destro)
Giubiasco - Locarno
Cadenazzo - Pino confine
Balerna SM - Chiasso Smistamento
Monte Olimpino II - Chiasso Smistamento
Brugg - Rupperswil
RU(641)
Rupperswil Ost - Rupperswil Gleis rechts
Brugg - Hendschiken Nord
Brugg Süd - Brugg Nord (VL)
WOET(649)
Aarau - Wöschnau Tunnel alt
KLWW
Killwangen West - Lenzburg - Däniken Ost
Gexi Ost - Rotkreuz - Immensee West
RBL Kopf Zürich - Killwangen West
RBL Nord
RBL Mitte
HBLO(698)
Killwangen West -411- Heitersbergl. Ost
EFG(699)
Neuer Bözbergtunnel
Brugg - Pratteln Ost
Eglisau - Koblenz - Stein Säckingen Ost
ZH Oerlikon Nord - Wettingen - Gruemet
Würenlos - Killwangen West (RBL)
Zürich Seebach - Glattbrugg Süd
Zürich HB - Brugg AG
ZASN
ZH Hardbrücke - Kollermühle
Zürich Altstetten Ost - Zürich Hard
ZH Aussersihl - ZH Altstetten Süd
ZH Langstrasse - Thalwil - Ziegelbrücke
TWS(721)
Thalwil - Thalwil Süd
ZH Langstrasse - Nidelbad - Litti
Nidelbad Süd - Thalwil Nord
Nidelbad - Nidelbad Ost
ZH Langstr. - Wallisellen - Winterthur
Zürich Oerlikon Nord - Hürlistein (Abzw)
Kloten - Dorfnest (Überwerfung)
ZHDB
Zürich Hardbrücke - Bülach
Winterthur Nord - Schaffhausen RB Ost
Basel Bad Bhf - Waldshut - Schaffhausen
Schaffhausen - Singen - Konstanz
Bülach - Eglisau - Neuhausen
Romanshorn - Konstanz
Wil - Weinfelden
Winterthur Nord - Romanshorn
St.Gallen - Winterthur Nord
Sargans Ost - St.Gallen
Sargans Schl. West - Schleife - Trübbach
Sargans Ost - Ziegelbrücke
Sargans Ost - Chur West (Gleisende)
2 Impianti del traffico merci
Sono sottoposti all'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti i seguenti impianti del traffico merci:
Basel SBB RB (BSRB)
Zürich RB Limmattal (RBL)
Lausanne-Triage (LT)
Chiasso Smistamento (CHSM)
1 Introdotto dal n. II cpv. 1 dell'O del 29 apr. 2015 (RU 2015 1337). Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 giusta il n. I dell'O del 21 set. 2018, in vigore dal 1° nov. 2018 (RU 2018 3505).
Allegato 1.31
Criteri per gli impianti di trasporto in condotta
1 Gli impianti di trasporto in condotta di combustibili e carburanti gassosi rientrano nel campo d'applicazione della presente ordinanza se soddisfano i seguenti criteri:
la pressione di servizio autorizzata è superiore a 5 e inferiore o uguale a 25 bar e il prodotto della pressione di servizio autorizzata espressa in Pascal (Pa) moltiplicato per il diametro esterno espresso in metri è superiore a 500 000 Pa m (500 bar cm) (i valori di pressione indicati vanno intesi quali sovrappressione); o
la pressione di servizio autorizzata è superiore a 25 bar e il prodotto della pressione di servizio autorizzata espressa in Pascal (Pa) moltiplicato per il diametro esterno espresso in metri è superiore a 1 000 000 Pa m (1000 bar cm) (i valori di pressione indicati vanno intesi quali sovrappressione).
2 Gli impianti di trasporto in condotta di combustibili e carburanti liquidi rientrano nel campo d'applicazione della presente ordinanza se, in caso di pressione di servizio autorizzata superiore a 5 bar, il prodotto della pressione di servizio autorizzata espressa in Pascal (Pa) moltiplicato per il diametro esterno espresso in metri è superiore a 200 000 Pa m (200 bar cm) (i valori di pressione indicati vanno intesi quali sovrappressione).
1 Introdotto dal n. II dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).
Allegato 1.41
(art. 1 cpv. 2bis)
Elenco degli organismi che in virtù delle loro proprietà non possono propagarsi in modo incontrollabile tra la popolazione o nell'ambiente
Virus dell'encefalite equina dell'Est
Solo se non si lavora con insetti vettori
Virus dell'epatite D
Virus dell'epatite G
Se si lavora con insetti vettori
Humanes T-lymphotropes Virus 1 und 2
Virus T-lymphotropique humain 1 et 2
Virus T-linfotropico dell'uomo 1 e 2
Human T-lymphotropic virus 1 and 2
Virus de la méningo-encéphalite à tiques, (VMET)
Virus meningoencefalite da zecche (FSME)
Tick-borne encephalitis virus (TBE)
Transmissible Spongiforme Enzephalopathie (TSE)
Principi per prendere le misure generali di sicurezza
1 Nuovo testo giusta il n. II cpv. 2 dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Procedura per le aziende, le vie di comunicazione e gli impianti di trasporto in condotta
Nell'adottare le misure di sicurezza, i detentori di aziende, vie di comunicazione o impianti di trasporto in condotta devono:
scegliere un'ubicazione idonea o un tracciato idoneo e rispettare le necessarie distanze di sicurezza;
definire l'organizzazione;
disciplinare la formazione del personale e l'informazione di terzi;
stabilire le procedure per determinare e valutare i possibili scenari di incidenti rilevanti;
stabilire le procedure di pianificazione e attuazione delle misure;
disciplinare la sorveglianza, la manutenzione e il controllo delle parti importanti dell'impianto;
stabilire le procedure per la pianificazione degli interventi;
disciplinare il controllo sistematico dell'organizzazione e delle procedure nonché la gestione dei cambiamenti (all'interno e all'esterno degli impianti);
documentare i principali risultati di cui alle lettere b-h.
Misure per le aziende con sostanze, preparati o rifiuti speciali
Nell'adottare le misure di sicurezza, i detentori di aziende con sostanze, prodotti o rifiuti speciali devono:
nella misura del possibile sostituire le sostanze o i preparati pericolosi con altri meno pericolosi o limitarne la quantità ed evitare processi, metodi od operazioni pericolosi;
concepire le strutture portanti degli edifici in modo tale che le sollecitazioni prevedibili in caso di incidente rilevante non abbiano ulteriori gravi conseguenze;
munire gli impianti di sufficienti dispositivi di segnalazione e di allarme;
munire gli impianti, nella misura in cui lo esige la tecnica di sicurezza, di dispositivi idonei ed efficaci di misurazione, di comando e di regolazione multipli, differenziati e indipendenti fra loro;
munire gli impianti dei necessari dispositivi tecnici di sicurezza e prendere i necessari provvedimenti edilizi, tecnici e organizzativi di protezione;
sorvegliare i dispositivi e il funzionamento delle parti d'impianto importanti per la tecnica della sicurezza, sottoporli regolarmente a manutenzione, controllarli periodicamente e documentare i controlli;
stoccare le sostanze, i preparati o i rifiuti speciali in modo ordinato tenendo conto delle loro proprietà e tenerne un elenco aggiornato con l'indicazione delle quantità e dell'ubicazione;
impiegare personale idoneo e sufficiente, informarlo sulle procedure e sui processi rischiosi all'interno dell'azienda, istruirlo sulle modalità di prevenzione, di circoscrizione e di lotta contro gli incidenti rilevanti e assicurare la conservazione delle conoscenze in caso di avvicendamenti di personale;
allestire una documentazione sui guasti importanti di funzionamento, sulle loro cause e sulle misure adottate e conservarla per un periodo sufficiente;
disciplinare l'accesso all'azienda;
tenere pronti adeguati mezzi d'intervento propri per far fronte a incidenti rilevanti, elaborare e concordare con l'organizzazione pubblica di catastrofe un piano d'intervento in caso di incidente rilevante nonché eseguire esercitazioni periodiche sulla base di tale piano d'intervento.
Allegato 2.3
Misure per le aziende con organismi
Nell'adottare le misure di sicurezza, i detentori di aziende in cui vengono eseguite attività con organismi geneticamente modificati, patogeni o alloctoni soggetti a impiego confinato devono:
nella misura del possibile sostituire gli organismi pericolosi con altri meno pericolosi;
munire gli impianti dei dispositivi di sicurezza necessari e adottare le misure di protezione edili, tecniche e organizzative necessarie;
sorvegliare le installazioni e il funzionamento dei principali dispositivi di sicurezza dell'impianto, effettuare manutenzioni periodiche e documentare i controlli;
stoccare gli organismi o i rifiuti speciali in modo ordinato tenendo conto delle loro proprietà e tenere un elenco aggiornato con l'indicazione delle relative quantità e dei luoghi di lavoro e di conservazione;
informare il personale sulle procedure e sui processi rischiosi all'interno dell'azienda e istruirlo sulle modalità di prevenzione, di circoscrizione e di lotta contro gli incidenti rilevanti;
Misure per le vie di comunicazione
Nell'adottare le misure di sicurezza, i detentori di vie di comunicazione devono:
concepire la costruzione della via di comunicazione in modo tale che le sollecitazioni prevedibili in caso di incidente rilevante non abbiano ulteriori gravi conseguenze;
munire la via di comunicazione dei necessari dispositivi tecnici di sicurezza e prendere i necessari provvedimenti edilizi, tecnici e organizzativi di protezione;
munire la via di comunicazione di sufficienti dispositivi di segnalazione e di allarme;
sorvegliare i dispositivi e il funzionamento delle parti della via di comunicazione importanti per la tecnica della sicurezza e sottoporli regolarmente a manutenzione;
prendere le necessarie misure di canalizzazione e limitazione del traffico in caso di trasporti di merci pericolose;
raccogliere, valutare e trasmettere al personale interessato le informazioni disponibili sul trasporto di merci pericolose;
elaborare insieme all'organizzazione di catastrofe un piano d'intervento in caso di incidente rilevante ed eseguire esercitazioni periodiche sulla base di tale piano d'intervento.
Allegato 2.5
Misure per gli impianti di trasporto in condotta
Nell'adottare le misure di sicurezza, i detentori di impianti di trasporto in condotta devono:
munire l'impianto di trasporto in condotta dei necessari dispositivi tecnici di sicurezza, tenendo conto dell'ambiente circostante, e prendere i necessari provvedimenti edilizi, tecnici e organizzativi di protezione;
raccogliere, valutare e trasmettere a terzi interessati (p. es. personale, organizzazione di catastrofe e proprietari fondiari) le informazioni disponibili sui pericoli dei combustibili e carburanti trasportati.
1 Abrogato dal n. II cpv. 3 dell'O del 29 apr. 2015, con effetto dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Allegato 4.11
Aziende con sostanze, preparati o rifiuti speciali
1 L'analisi dei rischi deve contenere tutte le informazioni necessarie all'autorità esecutiva per poter esaminare e valutare ai sensi dell'articolo 7 il rischio che l'azienda rappresenta per la popolazione o per l'ambiente. Vi fanno parte in particolare tutte le informazioni elencate ai numeri 2-5.
2 In casi motivati le singole informazioni possono essere tralasciate o sostituite da altre, altrettanto buone o più adatte.
3 Il volume e il dettaglio delle singole informazioni dipende dalle pertinenti circostanze; in particolare occorre tener conto del tipo di azienda, del suo potenziale di pericoli, delle sue adiacenze nonché delle misure di sicurezza.
4 I documenti di base per l'analisi dei rischi, in particolare i risultati delle prove, i dati empirici, le fonti bibliografiche, i risultati di calcoli e le analisi particolareggiate, devono essere tenuti a disposizione dell'autorità esecutiva.
2 Dati di base
21 Azienda e adiacenze
Designazione dell'azienda con piano topografico, comprese eventuali autorizzazioni, approvazioni di piani o concessioni
Descrizione dell'azienda (attività principali, struttura organizzativa, effettivo del personale, ecc.)
Informazioni su adiacenze con piano della situazione
Suddivisione dell'azienda in unità d'indagine e motivazione
22 Elenco dei preparati, sostanze o rifiuti speciali presenti per unità d'indagine
Designazione (nome chimico, numero CAS, nome commerciale, ecc.)
Informazioni sulle proprietà fisico-chimiche
23 Descrizione degli impianti per unità d'indagine
Deposito, immagazzinamento
Approvvigionamento e smaltimento
Incidenti rilevanti specifici all'impianto
24 Misure di sicurezza per unità d'indagine
Esperienze e regolamenti interni di cui si tiene conto
Misure per diminuire il potenziale di pericolo
Misure per prevenire gli incidenti rilevanti
Misure per limitare le conseguenze di incidenti rilevanti
3 Analisi per unità d'indagine
31 Metodi
Descrizione dei metodi impiegati
32 Potenziale di pericolo
Ricapitolazione dei più importanti potenziali di pericolo e loro descrizione
33 Principali scenari di incidente rilevante
331 Emanazioni
Illustrazione dei più importanti casi di emanazione
Valutazione delle probabilità di emanazione, tenendo conto delle misure di sicurezza
332 Ripercussioni dell'emanazione
Illustrazione delle ripercussioni sulla base di ipotesi di propagazione
333 Conseguenze per la popolazione e l'ambiente
Illustrazione dell'entità degli eventuali danni alla popolazione o all'ambiente
Illustrazione dei rischi per unità d'indagine, tenendo conto delle misure di sicurezza
Valutazione dei rischi esistenti nell'intera azienda
5 Riassunto dell'analisi del rischi
Descrizione dell'azienda e dei potenziali di pericolo più importanti
Descrizione delle misure di sicurezza
Descrizione dei principali scenari di incidente rilevante
1 Aggiornato dal n. II 8 dell'O del 18 mag. 2005 sull'abrogazione e la modifica di ordinanze in relazione con l'entrata in vigore della legge sui prodotti chimici, in vigore dal 1° ago. 2005 (RU 2005 2695).
Allegato 4.21
Aziende con organismi
1 L'analisi dei rischi deve contenere tutte le informazioni necessarie all'autorità esecutiva per poter esaminare e valutare ai sensi dell'articolo 7 il rischio che l'azienda rappresenta per la popolazione o per l'ambiente. Vi fanno parte segnatamente tutte le informazioni elencate ai numeri 2-5.
3 Il volume e il dettaglio delle singole informazioni dipende dalle pertinenti circostanze; in particolare occorre tener conto del tipo di azienda, del suo potenziale di pericoli e delle sue adiacenze nonché delle misure di sicurezza. Le informazioni contrassegnate con un asterisco (*) valgono di regola soltanto per gli impianti di produzione.
4 I documenti di base per l'analisi dei rischi, in particolare i risultati delle prove, i dati sperimentali, le fonti bibliografiche, i risultati di calcoli e le analisi particolareggiate, devono essere tenuti alla disposizione dell'autorità esecutiva.
Determinazione e valutazione del rischio secondo gli articoli 6 e 7 dell'ordinanza del 9 maggio 20122 sull'impiego confinato, segnatamente identità e proprietà dei microrganismi, nonché tipo e portata dell'attività
Nome e cognome delle persone responsabili
Informazioni sulle adiacenze con piano della situazione
22 Attività con organismi
Analisi e valutazione dei rischi secondo gli articoli 6 e 7 dell'ordinanza del 9 maggio 20123 sull'impiego confinato, segnatamente identità e proprietà degli organismi, nonché tipo e portata dell'attività
Scopo dell'impiego in sistema chiuso
Volumi di coltura
Natura del prodotto desiderato nonché dei sottoprodotti che si sviluppano o possono svilupparsi durante l'attività
Descrizione delle parti dell'impianto
Numero massimo delle persone che lavorano nell'impianto e delle persone che lavorano direttamente con gli organismi
24 Rifiuti, acque reflue e aria di scarico
Natura e quantità dei rifiuti e delle acque reflue che provengono dall'impiego degli organismi
Forma finale e destinazione dei rifiuti disattivati
25 Misure di sicurezza
Classe dell'attività secondo l'ordinanza sull'impiego confinato
Misure secondo l'ordinanza sull'impiego confinato
Misure di prevenzione degli incidenti rilevanti
Misure di limitazione delle conseguenze degli incidenti rilevanti
32 Potenziale dei pericoli
Illustrazione delle più importanti modalità di fuoriuscita e degli effetti sulla base di ipotesi di propagazione
Valutazione delle probabilità di fuoriuscita, tenendo conto delle misure di sicurezza
Illustrazione dei rischi, tenendo conto delle misure di sicurezza
Valutazione dei rischi esistenti nell'azienda
5 Riassunto dell'analisi dei rischi
1 Aggiornato giusta il n. 2 dell'all. 5 dell'O del 25 ago. 1999 sull'impiego confinato (RU 1999 2783), dal n. 7 dell'all. 5 all'O del 9 mag. 2012 sull'impiego confinato (RU 2012 2777) e dal n. II cpv. 2 dell'O del 29 apr. 2015, in vigore dal 1° giu. 2015 (RU 2015 1337).
Allegato 4.3
1 L'analisi dei rischi deve contenere tutte le informazioni necessarie all'autorità esecutiva per poter esaminare e valutare ai sensi dell'articolo 7 il rischio che la via di comunicazione rappresenta per la popolazione o per l'ambiente. Vi fanno parte segnatamente tutte le informazioni elencate ai numeri 2-5.
3 Il volume e il dettaglio delle singole informazioni dipende dalle pertinenti circostanze; in particolare occorre tener conto delle particolarità, della situazione e delle adiacenze della via di comunicazione, del volume di traffico, della struttura del traffico, della natura e della frequenza degli incidenti stradali come pure delle misure di sicurezza.
4 I documenti di base, che hanno servito per l'analisi dei rischi, in particolare i risultati delle prove, i dati sperimentali, le fonti bibliografiche, i risultati di calcoli e le analisi particolareggiate, devono essere tenuti alla disposizione dell'autorità esecutiva.
21 Via di comunicazione e adiacenze
Designazione della via di comunicazione con piano topografico
Informazioni sulla concezione edile, tecnica e organizzativa della via di comunicazione
Informazioni sui dispositivi tecnici di sicurezza
Informazioni sulle adiacenze con piano di situazione
22 Volume e struttura del traffico e natura e frequenza degli incidenti
Informazioni sul traffico come volume totale del traffico, percentuale del traffico pesante
Informazioni sulla percentuale del trasporto di merci pericolose rispetto al traffico merci totale
Informazioni sulla percentuale degli incidenti, sui tratti più pericolosi e sulla natura e frequenza degli incidenti
23 Misure di sicurezza
Descrizione dei metodi di rilevamento impiegati per stabilire la percentuale dei trasporti di merci pericolose
Valutazione dei rischi della via di comunicazione
Descrizione della via di comunicazione e dei potenziali di pericolo più importanti
Valutazione dei rischi derivanti dalla via di comunicazione
Allegato 4.41
Impianti di trasporto in condotta
1 L'analisi dei rischi deve contenere tutte le informazioni necessarie all'autorità esecutiva per poter esaminare e valutare secondo l'articolo 7 il rischio che l'impianto di trasporto in condotta rappresenta per la popolazione o per l'ambiente. Vi fanno parte segnatamente tutte le informazioni elencate ai numeri 2-5.
3 Il volume e il dettaglio delle singole informazioni dipendono dalle pertinenti circostanze; in particolare occorre tener conto del genere di impianto di trasporto in condotta, del suo potenziale di pericoli, delle sue adiacenze nonché delle misure di sicurezza.
21 Impianto di trasporto in condotta e adiacenze
Designazione dell'impianto di trasporto in condotta con piano del tracciato o topografico
Informazioni sulla concezione edile, tecnica e organizzativa dell'impianto di trasporto in condotta
22 Misure di sicurezza
Misure per diminuire il potenziale di pericoli
32 Potenziali di pericoli
Illustrazione delle più importanti modalità di fuoriuscita e dei relativi effetti sulla base di ipotesi di propagazione
Illustrazione dell'entità dei possibili danni alla popolazione o all'ambiente
Valutazione delle probabilità di accadimento, tenendo conto delle misure di sicurezza
Valutazione dei rischi derivanti dall'impianto di trasporto in condotta
Descrizione dell'impianto di trasporto in condotta e dei potenziali di pericoli più importanti
RU 1991 748
1 RS 814.012 RS 814.203 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del 13 feb. 2013, in vigore dal 1° apr. 2013 (RU 2013 749).4 Originaria Sez. 4.5 Introdotto dal n. I dell'O del 21 set. 2018, in vigore dal 1° nov. 2018 (RU 2018 3505).6 Originario avanti art. 11a.
01.11.2018 PDF DOC
Ordinanza del 27 febbraio 1991 sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR)