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Timestamp: 2020-08-05 02:22:41+00:00
Document Index: 175157578

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ']

Numero 21 24 maggio 2019
Professionisti, riscossione, cedolare secca e Imu
Attività di controllo sulle e-fatture: punti di attenzione
Come è noto l’Italia, per ottenere l’autorizzazione dall’Ue al fine di introdurre l’ obbligo generalizzato di fatturazione elettronica , ha sostenuto che l’e-fattura consente all’Amministrazione finanziaria di acquisire in tempo reale le informazioni contenute nelle fatture emesse e ricevute fra operatori e che, di conseguenza, le Autorità tributarie potranno effettuare controlli tempestivi e automatici della coerenza fra l’Iva dichiarata e quella versata. Ecco, quindi, che la e-fattura ha prima di tutto uno scopo anti-evasivo e orientato al potenziamento e all’evoluzione dei controlli e, pertanto, è bene iniziare a ragionare su quali siano i principali punti di attenzione.
L’Agenzia delle Entrate, con il Provv. 30.1.2019, prot. n. 23568 , ha approvato il Mod. Irap 2019 (e relative istruzioni ), che, rispetto a quello dell’anno precedente, non ha subito variazioni di rilievo ed è composto dai medesimi quadri: frontespizio, IQ, IP, IC, IE, IK, IR ed IS . Le principali novità, che hanno interessato il modello di quest’anno, sono: il recepimento della nuova disciplina sugli Isa (subentrati agli studi di settore dal 2018); la previsione della detassazione dei contributi, indennizzi e i risarcimenti, connessi al crollo di un tratto del viadotto Polcevera nel Comune di Genova in data 14.8.2018; l’introduzione, nel quadro IS , della Sezione XVIII (Aiuti di Stato) riservata ai soggetti che nel periodo d’imposta 2018 hanno beneficiato di aiuti di Stato e aiuti de minimis . Il termine ultimo per la trasmissione telematica del modello è fissato entro: - il 30.9.2019 , per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare ; - l’ ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’ anno solare .
Modelli 231: non più «solo» best practice
La correlazione tra l’ efficacia esimente del Modello 231 e il concetto di « adeguato assetto organizzativo » segna un vero e proprio passaggio culturale nel modus operandi delle imprese. Il Gruppo multidisciplinare, composto da CNDCEC, Confindustria, ABI e CNF, nel documento condiviso e diffuso nel febbraio 2019, sottolinea infatti come le tecniche aziendalistiche escono dalla sfera della best practice riferibile alle regole dell'organizzazione aziendale per assurgere a regola generale di diritto comune . In particolare, in tema di adeguati assetti organizzativi , si può oggi affermare che il Modello 231 rientra in quelle norme del diritto societario che sanciscono il principio di « adeguatezza nel governo » della società e dell’ente. L’ implementazione del Modello 231 segue alcuni principi che si distinguono in generali e specifici . Tali canoni interpretativi orientano l’attività di redazione del modello e la sua fase di attuazione, rendendo lo strumento aderente alla realtà organizzativa ed operativa dell’ente.
L’ art. 2 , D.L. 30.4.2019, n. 34 (cd. Decreto «crescita») riscrive completamente la disciplina relativa alla cd. « mini Ires » introdotta dall’art. 1, co. 28-34, L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019). La nuova versione prevista nel citato Decreto presenta, da un lato, aspetti positivi per quanto riguarda il meccanismo di calcolo dell’importo agevolabile, in quanto si fa riferimento all’importo degli utili accantonati a riserve disponibili, ma, dall’altro, vi è la penalizzazione in termini di risparmio fiscale poiché la riduzione dell’aliquota Ires è inferiore ed è variabile nelle seguenti misure: 22,5% per il 2019, 21,5% per il 2020, 21% per il 2021 e 20,5% a partire solamente dal 2022.
Il D.L. 30.4.2019, n. 34 , denominato « Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi », pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30.4.2019, n. 100, all’ art. 13 introduce una nuova comunicazione Iva per i soggetti che vendono beni tramite le piattaforme digitali . Il soggetto passivo che facilita, tramite l’uso di un’ interfaccia elettronica , le vendite a distanza di beni importati, o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione europea, deve trasmettere i dati relativi alle transazioni effettuate entro il mese successivo a ciascun trimestre . Anche il soggetto passivo che ha già facilitato, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica, le vendite a distanza di apparecchi elettronici, nel periodo compreso tra il 13.2.2019 ed il 1.5.2019, è tenuto ad inviare i dati relativi.
Regime agevolativo «Patent box»
Il D.L. 30.4.2019, n. 34 (cd. Decreto «crescita») ha previsto alcune modifiche al regime agevolativo del « Patent box ». In particolare, l’ art. 4 , per semplificare le procedure del «Patent box», introduce la possibilità per i contribuenti di beneficiare dell' agevolazione direttamente in dichiarazione . A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del Decreto (1.5.2019), i soggetti titolari di reddito d’impresa che optano per il regime agevolativo , possono scegliere di determinare e dichiarare il reddito agevolabile, indicando le informazioni necessarie alla determinazione in un’ idonea documentazione . I soggetti che esercitano l'opzione ripartiscono, quindi, la variazione in diminuzione in tre quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’Irap relativa al periodo di imposta in cui viene esercitata tale opzione e nei due periodi d'imposta successivi.
Regime forfetario e partecipazione societaria
Una delle novità introdotte dall ’ art. 1, co. 19, L. 145/2018 è costituita dalla previsione di nuove cause di esclusione per l’applicazione del regime forfettario di cui alla L. 190/2014. In particolare, alle lett. d) ed e) della citata disposizione normativa viene previsto che non possono applicare il regime forfettario i soggetti che svolgono attività d’impresa , arte o professione che detengono il controllo diretto o indiretto , di società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni e che esercitano l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in essere o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta o nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. L’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 9/E/2019 , è intervenuta dando alcune indicazioni di estrema importanza, nonché chiarendo alcune situazioni che, sino a prima della pubblicazione del citato documento di prassi, erano «incerte».
Il D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) ha modificato il D.Lgs. 122/2005 introducendo maggiori tutele per l’acquirente di immobili da costruire . In particolare viene previsto che il contratto preliminare « ed ogni altro contratto che (...) sia comunque diretto al successivo acquisto in capo a una persona fisica della proprietà devono essere stipulati per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ». Inoltre la fideiussione e la polizza assicurativa che il costruttore deve consegnare all’acquirente devono essere conformi a un modello standard prescritto con decreti da emanarsi. Da ultimo viene disposto che la fideiussione diventa escutibile (oltre che nel caso in cui il costruttore entri in una «situazione di crisi») anche qualora il notaio comunichi all’acquirente di non aver ricevuto dal costruttore, in vista della stipula del contratto definitivo, la predetta polizza assicurativa. Le nuove disposizioni sono applicabili ai contratti aventi ad oggetto immobili da costruire per i quali il titolo abilitativo edilizio è stato richiesto / presentato successivamente al 16.3.2019 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 14/2019).
Il gip di Castrovillari a seguito della contestazione di reati tributari ai dirigenti di una società disponeva il sequestro di numerosi automezzi facenti parte dei beni aziendali, il provvedimento veniva confermato in sede di riesame. Tuttavia la Corte di Cassazione ( sentenza 6265/2019 ) ha ritenuto la misura di sequestro illegittima dato che il bene oggetto di sequestro dev’essere legato da un ben preciso nesso con il reato. Nel caso, infatti, in cui non sia possibile accertare l'esistenza di tale nesso, il provvedimento di sequestro diviene illegittimo e deve essere dichiarata la conseguente liberazione dei beni aziendali. Ad esempio, nel caso di contestazione di reati tributari a carico di Caio, amministratore di una società, diviene possibile il sequestro dei beni facenti parte del compendio aziendale riferibile alla persona giuridica nell'interesse della quale erano state realizzate le violazioni tributarie a condizione che essi siano legati da una precisa relazione con le condotte evasive poste in essere dal reo.