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Timestamp: 2018-11-18 00:42:43+00:00
Document Index: 154517897

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 177', 'Cass. Sez. ', 'art. 223', 'sentenza ', 'art. 180', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ']

la notifica al difensore dei coimputati
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La notifica al difensore di due coimputati nello stesso procedimento: necessaria la doppia copia o è sufficiente una sola notifica?
Il quesito da affrontare attiene alla formazione delle copie degli atti da notificare. In particolare, ci si chiede se, nell’ipotesi in cui un difensore venga nominato da due imputati nello stesso procedimento penale, le notifiche degli atti allo stesso indirizzate debbano essere effettuate in doppia copia o se sia sufficiente la consegna di un’unica copia.
Prima di risolvere la questione appena esposta va fatto un breve richiamo all’art. 54 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale, in base al quale:
“Quando l'atto da notificare viene trasmesso all'ufficiale giudiziario, questi deve formarne un numero di copie uguale a quello dei destinatari della notificazione .Tengono luogo dell'originale le copie, trasmesse con mezzi tecnici idonei, quando l'ufficio che ha emesso l'atto attesta, in calce ad esso, di aver trasmesso il testo originale . Quando la notificazione viene eseguita a mezzo della polizia giudiziaria l'atto è trasmesso all'ufficio di polizia competente per territorio con numero di copie uguale a quello dei destinatari della notificazione.”
Tale norma, infatti, viene richiamata dalla Suprema Corte quale disciplina di riferimento in tema di formazione delle copie degli atti da notificare nella pronuncia che segue, essenziale per la risoluzione del nostro quesito.
Ed invero secondo la Suprema Corte, nel caso in cui viene violata la regola secondo cui il numero di copie degli atti da notificare deve essere uguale a quello dei destinatari della notificazione non opera quale sanzione la nullità. In particolare nell’ipotesi in cui venga notificato al difensore nominato da due indagati all’interno dello stesso procedimento, un avviso di conclusione delle indagini in unica copia questo non costituisce motivo di nullità.
Si legge, infatti.
“In tema di formazione delle copie degli atti da notificare, la violazione delle disposizioni di cui all'art. 54 disp. att. cod. proc. pen. - per il quale il numero di copie degli atti da notificare deve essere uguale a quello dei destinatari della notificazione - non è sanzionata a pena di nullità, in forza del principio di tassatività delle nullità. (Nel caso di specie, la S.C. ha escluso che possa costituire motivo di nullità della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini il fatto che tale notifica sia stata effettuata in unica copia al difensore di fiducia dell'imputato, pur essendo egli anche il difensore di un altro imputato). Cass. Pen., sez VI, 6.10.2010 n. 36695”
Stessa regola viene poi espressamente ritenuta valida per l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare.
Cass. Pen.,Sez. 6, 6.10.2010 n. 36695 del 2010 -
Le eccezioni di natura processuale sollevate dal ricorrente sono prive di fondamento.
Secondo un principio affermato dalla giurisprudenza di legittimità, in tema di formazione delle copie degli atti da notificare, la violazione delle disposizioni dettate dall'art. 54 disp. att. c.p.p. - per il quale il numero di copie degli atti da notificare deve essere uguale a quello dei destinatari della notificazione - non è sanzionata a pena di nullità, stante il principio di tassatività delle nullità di cui all'art. 177 c.p.p." (Cass. Sez. 3, 11-10-2000 n. 11590; Sez. 5, 26-9-2005 n. 39244; Sez. 3, 24-11-2005 n. 45627). Nel caso in esame, pertanto, correttamente la Corte di Appello ha escluso che possa costituire motivo di nullità della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini al difensore il fatto che la stessa sia stata effettuata in unica copia all'avv. Maro Stella, pur difendendo il predetto legale anche un altro imputato. Altrettanto è a dirsi con riferimento alla dedotta nullità della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare in unico esemplare al comune difensore.
Quanto all'asserita inosservanza delle garanzie previste dall'art. 223 disp. att. c.p.p., appare assorbente il rilievo, contenuto nella sentenza impugnata, secondo cui il mancato rispetto delle formalità concernenti la partecipazione al procedimento di analisi dei campioni non da luogo alla inutilizzabilità delle analisi dei campioni, ma costituisce una nullità a regime intermedio, soggetta al regime di cui all'art. 180 c.p.p. e come tale non deducibile o rilevabile dopo la deliberazione della sentenza di primo grado (Cass. Sez. 3, 25.11.1997 n. 10209; Sez. 3, 9.7.2002 n. 38857; Sez. 3, 28.6.2006 n. 37400). Legittimamente, pertanto, il giudice del gravame ha ritenuto tardiva l'eccezione di lesione del diritto di difesa per omesso avviso, sollevata per la prima volta dall'imputato nell'atto di appello; il che rende superflua la disamina delle doglianze mosse dal ricorrente in ordine alla ritenuta infondatezza nel merito dell'eccezione in esame, di cui è stato parimenti dato atto nella sentenza impugnata.
Le ulteriori deduzioni svolte nel ricorso sono inammissibili, in quanto, attraverso l'apparente prospettazione di vizi di motivazione, si risolvono in sostanziali censure di merito in ordine all'apprezzamento espresso dalla Corte di Appello circa la non conformità della carne rinvenuta nel corso dell'ispezione alle previsioni contenute nel capitolato di appalto e la pericolosità della stessa per la salute pubblica; apprezzamento che si sottrae al sindacato di questa Corte, essendo sorretto da una motivazione non contraddittoria e non manifestamente illogica, con la quale è stata fornita adeguata risposta alle doglianze mosse dall'appellante con i motivi di gravame.
Il ricorso, pertanto, deve essere rigettato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. P.Q.M.
Depositato in Cancelleria il 13 ottobre 2010