Source: https://isolapulita.wordpress.com/2007/05/28/5/
Timestamp: 2018-04-23 05:30:49+00:00
Document Index: 83650195

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 2']

ISOLA DELLE FEMMINE DOVE VA L’UFFICIO TECNICO? | isolapulita
ISOLA DELLE FEMMINE DOVE VA L’UFFICIO TECNICO?
Troppe le aree destinate (nei piani particolareggiati)a parcheggio che perdono la loro destinazione d’uso.
SI HA COME L’IMPRESSIONE DI UN AFFANNOSO E SCRITERIATO “ASSALTO” ALLA CONQUISTA DELL’ULTIMO PEZZO DI TERRITORIO DISPONDIBILE A ISOLA.
IL COMITATO ISOLA PULITA ESPRIME PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE CHE QUALORA DOVESSE TROVARE UNA SUA CONFERMA (NEGLI ATTI E E NEI COMPORTAMENTI MESSI IN ATTO) RISCHIA DI EVIDENZIARNE UNA CONDOTTA DI RESPONSABILITA’ ASSAI GRAVE E DI CONSEGUENZA PENALMENTE PERSEGUIBILE.
Stiamo operando un serie di accertamenti e di acceso agli atti per cercare di avere un pò di chiarezza sulla situazione urbanistica a Isola delle Femmine.
Intanto qualcuno per esempio può inziare a dirci perchè è stata data una licenza edilizia in via Kennedy (Isola) su un’ area con destinazione d’uso PARCHEGGIO. (naturalmente è uno dei tanti esempi forse di illeggittimità?)
Oppure non riusciamo a capire un autolavaggio su un terreno a destinazione d’uso VERDE (sarebbe interessante capire chi è il proprietario del terreno), mentre si eseguivano i lavori (senza prescritta licenza che naturalmente non può essere concessa perchè zona a VERDE) il terreno è stato sequestrato e poi dissequestrato e poi fatti i lavori di pavimentazione ed adesso l’autolavaggio è in funzione. C’è qualcuno che è in grado di dare qualche legittima e giuridica dimostrazione della liceità del fatto?
NO! Non abbiamo affatto dimenticato la vicenda CALLIOPE il cui progetto (ormai ultimato) prevedeva la costruzione di 50 alloggi, in fase progettuale l’aera interessata era destinata a “VERDE AGRICOLO” . L’ATTO CHE HA CAMBIATO LA DESTINAZIONE D’USO E’ STATO APPROVATO DA UN COMMISSARIO AD ACTA.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE E’ ARRIVATO IN RITARDO DI UN GIORNO NELL’ OTTEMPERARE ALLA NOTA DELL’ASSESSORATO CHE CHIEDEVA DI DELIBERARE SUL PROGRAMMA COSTRUTTIVO ENTRO 45 GIORNI. (voci di corridoi malignavano che della nota dell’assessorato si è presa visione…..quando?)
Il 46° giorno il commissario ad acta cambia la destinazione d’uso dell’area e il programma costruttivo del valore di circa 18 miliardi delle vecchie lire può realizzarsi.
Varrebbe forse la pena che dinnanzi ad un tipo di attività che richiede impegni economici non idifferenti metterci un po’ più di impegno e serietà nell’espletamento dell’erogazione del servizio.
A pensare che la vicenda ha determinato un diverso assetto delll’Ufficio tecnico di Isola delle Femmine. L’arch Monica Giambruno è sttata sostituita dall’arch. D’Arpa nella responsabilità del Settore.
Da “L’Urbanistica in Sicilia – Testo Coordinato”1
– omissis Nelle more di approvazione del piano, le normali misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902 e successive modificazioni, sono obbligatorie
“[1]A decorrere dalla data della deliberazione comunale di adozione dei piani regolatori generali e particolareggiati, e fino alla emanazione del relativo decreto di approvazione, il sindaco, su parere conforme della commissione edilizia comunale, può, con provvedimento motivato da notificare al richiedente, sospendere ogni determinazione sulle domande di licenza di costruzione, di cui all’Art. 31 della legge 17)8)1942, n. 1150, quando riconosca che tali domande siano in contrasto con il piano adottato”. 17
[2] A richiesta del sindaco, e per il periodo suddetto, il prefetto, con provvedimento motivato da notificare all’interessato, può ordinare la sospensione dei lavori di trasformazione delle proprietà private che siano tali da compromettere o rendere più onerosa l’attuazione del piano.
[4] Per i comuni che entro un anno dalla scadenza del termine di pubblicazione del piano abbiano presentato il piano stesso all’amministrazione dei lavori pubblici per l’approvazione, le sospensioni di cui ai commi precedenti potranno essere protratte per un periodo complessivo non superiore a cinque anni dalla data della deliberazione di adozione del piano.
Così modificato dall’Art. 4 della legge 21)12)1955, n. 1357 L.R. 22/1958 (Art. 1 – Art. 2)
L’Assessore ai lavori pubblici può, con proprio decreto, prorogare di due anni il termine assegnato col terzo comma della legge 3 novembre 1952, n. 1902, per la salvaguardia dei piani regolatori comunali.
L.R. 71/1978 Art. 19 comma 3/ Efficacia degli strumenti urbanistici. Salvaguardia (così modificato da: Art. 33 L.R. 10 agosto 1985, n. 37) – omissis
In pendenza dell’approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l’applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge regionale 5 agosto 1958, n. 22, è obbligatoria.
L. 1187/1968 (Art. 3. – Art. 4.)
L’applicazione delle misure di salvaguardia per i piani particolareggiati è, in ogni caso, obbligatoria dalla data della deliberazione di adozione.
Le misure di salvaguardia di cui al precedente articolo continuano ad applicarsi entro il periodo di tempo indicato nell’art. 3 della legge 5-7-1966, n. 517, ai piani particolareggiati adottati dopo l’entrata in vigore della presente legge e non approvati nel termine di cinque anni di cui all’art. 2.
Decorrenza termini – Efficacia – Termini
L.R. 71/1978 Art. 19 – Efficacia degli strumenti urbanistici. Salvaguardia (così modificato da: art. 33 L.R. 10 agosto 1985, n. 37)
Decorsi i termini per l’approvazione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio, del programma di fabbricazione e dei piani particolareggiati senza che sia intervenuta alcuna determinazione di approvazione con modifiche di ufficio, di rielaborazione totale o parziale degli stessi, da parte dell’ Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, i predetti strumenti urbanistici diventano efficaci a
La susseguente determinazione dell’Assessorato, da effettuarsi nel termine perentorio di “180” giorni, deve fare salvi tutti i provvedimenti emessi dal comune nelle more dell’intervento assessoriale.
In pendenza dell’approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l’applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge
1. I termini assegnati all’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente per adottare i provvedimenti di sua competenza in materia urbanistica, ivi compresi quelli relativi all’esame ed all’approvazione degli strumenti urbanistici generali e di attuazione, ed alla autorizzazione di opere da realizzare in difformità
Ai sensi dell’art. 2 L.R. 30 dicembre 1980, n. 159, fra determinazioni assessoriali di cui al primo comma s’intendono comprese anche le richieste di chiarimenti e di documenti integrativi.
Ai sensi dell’articolo 33 della L.R. 10 agosto 1985, n. 37, i termini per la formazione dei programmi pluriennali di attuazione sono prorogati al 31 dicembre 1989.
– omissis I piani per l’edilizia economica e popolare redatti in conformità delle previsioni degli strumenti urbanistici generali, e salvi i casi previsti alle lettere a), b), c), d) del precedente art. 12 sono approvati
In tutti gli altri casi l’approvazione dei piani e demandata all’Assessorato regionale per il territorio e dell’ambiente, che provvede nel termine massimo di tre mesi dalla presentazione dei piani.
L.R. 71/1978 Art. 12 comma 6 e segg. – omissis Resta di competenza dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente l’approvazione dei
c) costituiscano attuazione di strumenti urbanistici generali adottati dai comuni ma non ancora approvati dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente;
d) costituiscano attuazione di programmi di fabbricazione approvati dopo l’entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 e non adeguati alla legge regionale 31 marzo 1972, n. 19.
I piani sono approvati con decreto dell’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente entro quattro mesi dalla loro presentazione.
Con il decreto di approvazione possono essere apportate al piano particolareggiato le modifiche di cui all’art. 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive integrazioni, e quelle necessarie per assicurare l’osservanza delle vigenti disposizioni statali e regionali, ivi comprese quelle della presente legge.
Le proposte di modifica vengono portate a conoscenza del comune il quale, entro il termine di trenta giorni successivi alla data di comunicazione, adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del consiglio comunale e le trasmette all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente entro dieci giorni.
Trascorsi infruttuosamente tali termini, l’Assessore provvede all’emanazione del decreto di approvazione, introducendo di ufficio le modifiche proposte.
I centri storici dei comuni dell’Isola sono beni culturali, sociali ed economici da salvaguardare, conservare e recuperare mediante interventi di risanamento conservativo.
Il Governo della Regione, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, è tenuto a determinare con decreto l’elenco dei comuni siciliani i cui centri storici rappresentino beni culturali di particolare pregio, ai fini della salvaguardia, della conservazione e del recupero mediante interventi di risanamento conservativo, da finanziare con successivi provvedimenti legislativi.
Gli interventi nei centri storici, nonché negli agglomerati di antica o recente formazione contraddistinti da valori storici, urbanistici, artistici ed ambientali, anche se manomessi o degradati o non presenti tutti contestualmente, si attuano con l’osservanza delle finalità indicate nell’art. 1 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70.
Gli strumenti urbanistici attuativi relativi alle zone sopra indicate sono redatti secondo le finalità previste dall’art. 2 della legge regionale 7 maggio 1976, n. 70, anche in variante del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione.
Le nuove costruzioni ammissibili nelle aree libere o che si rendano libere dovranno inserirsi nell’ambiente circostante rispettandone la tipologia e le caratteristiche.
Essi sono approvati dal consiglio comunale, ai sensi del secondo comma dell’art. 28 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e trasmessi all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente entro dieci giorni dalla data del riscontro di legittimità dell’organo di controllo.
La delibera di cui al comma precedente diviene esecutiva se, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento, l’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente non adotta alcuna determinazione.
Quando i predetti piani di recupero prevedono gli interventi di cui alla lettera e) dell’art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, la loro approvazione resta di competenza dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, che vi provvede ai sensi del precedente art. 12.
I piani di recupero sono approvati con la deliberazione del consiglio comunale con la qualevengono decise le opposizioni presentate al piano, ed hanno efficacia dal momento in cui questa abbia riportato il visto di legittimità di cui all’articolo 59 della legge 10 febbraio 1953, n. 62.
Per l’adozione e la pubblicazione dei piani particolareggiati predetti, nonché per l’esame delle opposizioni e delle osservazioni, si osservano i termini fissati dal precedente art. 3.
2. I piani diventano esecutivi dopo il riscontro di legittimità dell’organo di controllo sulla deliberazione
– omissis L.R. 71/1978
Art. 19 comma 3 Efficacia degli strumenti urbanistici. salvaguardia (cosi modificato da: art. 33 L.R. 10 agosto 1985, n. 37) – omissis
In pendenza dell’approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l’applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge regionale 5 agosto 1958, n. 22, e obbligatoria.
Competenza assessoriale – Procedura Termini delle determinazioni Efficacia – Salvaguardia
L.R. 71/1978 Art. 3 ultimo comma – omissis
deliberativi ed alle osservazioni ed opposizioni, comprese quelle che non sono state oggetto di deduzioni nei modi e nei termini previsti dal quinto comma del presente articolo, all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente.
L.R. 71/1978 Art. 12 commi 6 e segg. – omissis 6.
Resta di competenza dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente l’approvazione dei piani particolareggiati i quali:
Decorsi i termini per l’approvazione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio, del programma di fabbricazione e dei piani particolareggiati senza che sia intervenuta alcuna determinazione di approvazione con modifiche di ufficio, di rielaborazione totale o parziale degli stessi, da parte dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, i predetti strumenti urbanistici diventano efficaci a tutti gli effetti.
(Ai sensi dell’art. 2 L.R. 30 dicembre 1980, n. 159, fra determinazioni assessoriali di cui al primo comma s’intendono comprese anche le richieste di chiarimenti e di documenti integrativi. Ai sensi dell’articolo 33 della L.R. 10 agosto 1985, n. 37, i termini per la formazione dei programmi pluriennali di attuazione sono prorogati al 31 dicembre 1989)
1. I termini assegnati all’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente per adottare i provvedimenti di sua competenza in materia urbanistica, ivi compresi quelli relativi all’esame ed all’approvazione degli strumenti urbanistici generali e di attuazione, ed alla autorizzazione di opere da realizzare in difformità delle previsioni urbanistiche, sono prolungati di novanta giorni.- omissis –
Decorrenza dei termini – Efficacia
Decorsi i termini per l’approvazione del piano regolatore generale, del regolamento edilizio, del programma di fabbricazione e dei piani particolareggiati senza che sia intervenuta alcuna determinazione di approvazione con modifiche di ufficio, di rielaborazione totale o parziale degli stessi, da parte dell’ Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, i predetti strumenti urbanistici diventano efficaci a tutti gli effetti.
In pendenza dell’approvazione degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati l’applicazione delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3 novembre 1952, n. 1902, e successive modifiche, e alla legge regionale 5 agosto 1958, n. 22, è obbligatoria .
1. I termini assegnati all’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente per adottare i provvedimenti di sua competenza in materia urbanistica, ivi compresi quelli relativi all’esame ed all’approvazione degli
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