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Timestamp: 2020-08-14 20:26:48+00:00
Document Index: 34733547

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 159', 'art. 146', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 70', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ']

Autorizzazione paesaggistica, parere Soprintendenza ha valenza (co)decisionale | Sentenze
Scritto il Giugno 4, 2015 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 2751 4 giugno 2015
…Questo Consiglio ha chiarito che “L’atto di mera conferma ricorre nei casi in cui l’Amministrazione si sia limitata, sul piano strettamente ricognitivo, al riscontro di avere provveduto in ordine a un determinato affare o oggetto. Quando invece…sia stato rinnovato l’esame dei presupposti del provvedere, si versa a fronte di un nuovo esercizio del potere, cui segue l’adozione di un atto che, anche se emesso a conferma del provvedimento oggetto di riesame, ha natura provvedimentale e non si identifica con l’atto confermato.” (Cons. Stato, Sez. III, 23 febbraio 2015, n. 908)
Alla luce di questa normativa, che attribuisce in particolare al previo parere della Soprintendenza natura vincolante (art. 146, comma 5), questo Consiglio ha precisato che “…con l’entrata in vigore, a regime (dal 1° gennaio 2010), dell’art. 146 sulla disciplina autorizzatoria prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22 gennaio 2004 n.42), la Soprintendenza si è ritrovata ad esercitare, non più un sindacato di mera legittimità (come previsto dall’art. 159 d.lgs. n. 42/04 nel regime transitorio vigente fino al 31 dicembre 2009) sull’atto autorizzatorio di base adottato dalla Regione o dall’ente subdelegato, con il correlativo potere di annullamento ad estrema difesa del vincolo (su cui Cons. Stato, Ad. plen., 14 dicembre 2001, n. 9), ma una valutazione di “merito amministrativo”, espressione dei nuovi poteri di cogestione del vincolo paesaggistico (art. 146 d.lgs. 42/04)
La funzione esercitata dalla Soprintendenza è perciò consultiva ma non di meno il relativo parere assume valenza, in sostanza, di tipo codecisionale rispetto alla determinazione di autorizzazione paesaggistica emanata dal Comune…
1. Nella sentenza di primo grado è anzitutto respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso, motivata con l’omessa tempestiva impugnazione dell’atto di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica (n. 25 del 2011 e presupposto parere favorevole della Soprintendenza), per avere la ricorrente Omissis impugnato una nota comunale con cui è stata affermata la validità ed efficacia della detta autorizzazione paesaggistica di certo già a conoscenza della ricorrente stessa.
Erra comunque il primo giudice nel considerare inefficace l’autorizzazione n. 25 del 2011, essendo questa, eventualmente, viziata da invalidità derivata dall’intervenuto parere negativo della Soprintendenza, e perciò rimuovibile soltanto per annullamento d’ufficio, ricorrendone i presupposti, in particolare sulla ponderazione degli interessi, ovvero in sede giurisdizionale se impugnata in termini, al più decorrenti, nella specie, dalla data dell’esposto presentato dalla signora Omissis alla Soprintendenza (il 15 febbraio 2012), da cui emerge la piena conoscenza dei lavori avviati restando perciò comunque tardivo il ricorso notificato l’8 marzo 2013.
Quanto sopra non è stato considerato nella sentenza di primo grado che è quindi viziata per omessa pronuncia nonché per non avere disposto la riunione del ricorso per cui è causa con quello proposto dalla Omissis avverso il parere della Soprintendenza del 17 maggio 2012 (ricorso n. 2534 del 2012), essendo la riunione non discrezionale ai sensi dell’art. 70 cod. proc. amm. quando tra le cause sussista un rapporto di pregiudizialità come nella specie.
2.3. Nel merito la sentenza sarebbe erronea per aver valorizzato il parere sfavorevole del 17 maggio 2012, trascurando che era stato adottato all’esito dell’illegittimo riesame di un atto di natura consultiva, già recepito nell’autorizzazione paesaggistica, né venendo rilevata l’insufficienza delle ragioni poste a base del giudizio di incompatibilità, basato su formule stereotipe; al riguardo il primo giudice ha richiamato la successiva nota redatta dalla Soprintendenza a supporto della difesa erariale nel giudizio sul citato ricorso n. 2534 del 2012, con l’effetto di una non consentita integrazione postuma dell’altrimenti vaga e generica motivazione del provvedimento, originata dalla non preesistenza dei vani porta prospettata dalla signora Omissis e, quand’anche ciò fosse corretto, del tutto carente riguardo l’asserita incompatibilità con il vincolo mentre la Soprintendenza, con il successivo parere favorevole del 29 novembre 2012, acquisita la certezza della preesistenza degli accessi, ha ritenuto di superare il precedente parere sfavorevole ribadendo la già rilevata compatibilità dell’intervento.
5.1. L’atto del Comune del 27 dicembre 2012 (prot. n. 23574), impugnato in primo grado dalla signora Omissis, deve essere qualificato come atto di conferma e non meramente confermativo dell’autorizzazione paesaggistica n. 25 del 2011.
– il provvedimento successivo (n. 23574 del 29 novembre 2012), “Vista la ulteriore relazione storica documentale presentata sull’immobile in Napoli alla via Omissis presentata dalla OMISSIS in data 09/11/2012 con prot. n. 2153”, che supera il precedente parere contrario, ritenendo accertati sulla base dei detti atti la preesistenza di vani terranei ai locali del piano terra in luogo degli “attuali vani luce finestrati”, considerato quindi il ripristino come “riconfigurazione dello stato dei luoghi originario come si evince dal certificato dell’Ufficio toponomastica del Comune di Napoli” e “Visto che l’intervento non incide sul contesto paesaggistico”.
5.3. Neppure può essere accolta la censura della sentenza impugnata fondata sulla mancata riunione del ricorso di primo grado con essa deciso con quello proposto dalla Omissis avverso il parere sfavorevole del maggio 2012, pure pendente in primo grado.
Infatti, anche se fosse annullato il detto parere, resterebbe l’autonomia del provvedimento della Soprintendenza del 29 novembre 2012 e del conseguente provvedimento comunale del 27 dicembre successivo oggetto del presente giudizio, che non verrebbero eliminati dal mondo giuridico perché comunque basati su una valutazione rinnovata, in quanto fondata su quella dell’ulteriore relazione documentale presentata dalla Omissis, integrata dal certificato del Comune di Napoli, come in essi espressamente richiamato, e, perciò, non risultanti di mera conferma del primo parere favorevole.
Condanna l’appellante, s.r.l. Omissis s.r.l., al pagamento delle spese del secondo grado del giudizio a favore dell’appellata, signora Omissis, che liquida in € 3.000,00 (tremila/00), oltre gli accessori di legge se dovuti. Compensa le spese nei confronti delle restanti parti intimate.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 19 maggio 2015 […]
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