Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/11/novita-fiscali-del-12-novembre-2009-imposte-sui-redditi-possibile-riduzione-percentuale-degli-acconti-in-scadenza-al.html
Timestamp: 2018-01-19 05:18:09+00:00
Document Index: 172499236

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 14']

Novità fiscali del 12 novembre 2009: imposte sui redditi: possibile riduzione percentuale degli acconti in scadenza al 30/11 p.v.; ENPALS: regime contributivo per i compensi percepiti da direttori tecnici, massaggiatori e istruttori presso organismi sportivi; novità dalla bozza del decreto che recepisce la direttiva U.E. sul pacchetto IVA 2008; Assonime risponde alla seconda consultazione Consob sulle operazioni con parti correlate; contrasto evasione: nuovi accordi in Sicilia; spetta il rimborso dell’IRAP all’ingegnere senza dipendenti; guida sul regime contributivo per i giornalisti parasubordinati
1) Enpals: Regime contributivo per i compensi percepiti da direttori tecnici, massaggiatori e istruttori presso organismi sportivi
2) Cereali esportati sotto forma di paste alimentari negli Stati Uniti d’America: Modalità operative per il rilascio dei certificati P2
3) Novità dalla bozza del decreto che recepisce la direttiva Ue sul pacchetto Iva 2008
4) Imposte sui redditi: Probabile nuova riduzione degli acconti
5) Assonime risponde alla seconda consultazione Consob sulle operazioni con parti correlate
6) Contrasto evasione: nuovi accordi in Sicilia
7) Spetta il rimborso dell’IRAP all’ingegnere senza dipendenti
8) Guida sul regime contributivo per i giornalisti parasubordinati
9) Il provvedimento di sospensione dell’attività può essere discrezionale
L’esenzione contributiva prevista, ai fini Enpals, per le attività sportive dilettantistiche riguarda anche i compensi erogati a terzi per le relative attività funzionali svolte.
L’Enpals con la risoluzione n. 18 del 09.11.2009 ha fornito precisazioni sull’ambito delle attività comprese nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche.
E’ il CONI, giacché organismo abilitato dalla legge, che certifica la effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche.
Il chiarimento è dovuto a seguito di quanto disposto dall’art. 35, comma 5, del D.L. n. 207/2008, convertito dalla Legge 27.02.2009, n. 14, che ha fornito un’interpretazione “autentica” della locuzione utilizzata dal legislatore, all’art. 67, comma 1, lettera m), del T.U.I.R., al fine di qualificare le attività i cui compensi rientrino nella categoria dei redditi diversi.
In particolare, ha precisato l’Enpals: “Nelle parole «esercizio diretto di attività
sportive dilettantistiche» contenute nell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.”.
Ha, pertanto, evidenziato che (anche sulla scorta dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro) per la connotazione della nozione di “esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, di cui all’art. 67, comma 1, lett. m, del T.U.I.R., non assume alcuna rilevanza la circostanza che le attività medesime siano svolte nell’ambito di manifestazioni sportive ovvero siano a queste ultime funzionali.
In conclusione, fruisce del previsto bonus contributivo qualsiasi attività di formazione, didattica, preparazione ed assistenza svolta nell’ambito dell’attività sportiva dilettantistica.
L’Enpals ha, infine, rimarcato che il CONI è l’organismo abilitato dalla legge alla certificazione della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni sportive dilettantistiche.
Si ricorda che dopo gli incontri intervenuti sull’argomento con il CONI (circolare del 21.07.2009), L’Enpals ha emanato, il 07.08.2006, la circolare n. 13, con la quale, in accoglimento alla tesi sostenuta dal citato Comitato Olimpico, ha riconosciuto non esservi obbligo di contribuzione previdenziale per i compensi sportivi percepiti nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, qualificati redditi diversi ai fini fiscali dell’art. 67, comma 1, lett. m), del TUIR, anche per quelle attività non direttamente connesse alle manifestazioni sportive dilettantistiche.
2) Applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione per i cereali esportati sotto forma di paste alimentari negli Stati Uniti d’America: Modalità operative per il rilascio dei certificati P2
A decorrere dal 01.01.2010 i certificati P2 sono emessi dall’Ufficio delle Dogane competente in relazione all’ubicazione della sede legale del soggetto richiedente.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane con la circolare n. 21D del 10.11.2009.
Il certificato P2, composto da un originale e tre copie, deve essere richiesto dagli operatori economici interessati nella misura di uno per ogni dichiarazione di esportazione di pasta verso gli Stati Uniti d’America.
Per la richiesta dei suddetti certificati, l’esportatore deve fare istanza scritta, in carta libera, al competente Ufficio delle dogane indicando:
– il nome o la ragione sociale e l’indirizzo, sia dell’esportatore che del destinatario;
– una sommaria descrizione delle operazioni di esportazione;
– il numero dei certificati richiesti;
ed allegando all’istanza i modelli correttamente compilati.
L’Ufficio competente al rilascio, dopo avere effettuato i rigorosi controlli contrassegna il certificato con un numero d’ordine annuale progressivo.
All’atto del ritiro del certificato da parte del richiedente o di un suo delegato l’Ufficio emittente trattiene la copia 3 e consegna l’originale e le restanti copie.
A partire dal 01.01.2010 le Direzioni Regionali e gli Uffici delle Dogane non avranno più l’obbligo di trasmettere, all’Ufficio centrale le comunicazioni periodiche relative ai quantitativi di pasta esportata.
Il preconsiglio dei Ministri del 10.11.2009 ha esaminato il testo del decreto che recepisce la direttiva sul pacchetto Iva 2008.
Direttiva che deve entrare in vigore ed essere recepita dai Paesi membri entro il 01.01.2010.
Tra le tante novità ci sono anche delle conferme: I servizi internazionali saranno tassati nel Paese ove è stabilito il committente se esso riceve la prestazione in qualità di soggetto passivo d’imposta mentre se il cliente è un privato resta la regola attuale di tassazione nel Paese in cui è stabilito il prestatore.
Ampliata la platea dei soggetti che devono assolvere l’Iva in Italia per i servizi ricevuti all’estero.
Le norme sono in linea con la direttiva 2008/8/CE sul luogo di tassazione dei servizi, con la direttiva 2008/09 sui rimborsi a soggetti comunitari non residenti e con la direttiva 2008/117/Ce in materia di contrasto alle frodi connesse alle operazioni intracomunitarie.
Novità in arrivo anche per i modelli Intrastat.
E’ allo studio dell’Amministrazione finanziaria una serie di novità riguardo, tra l’altro:
– nuova riduzione (sospensione) degli acconti IRES e IRAP di novembre dovuti da imprese, autonomi e professionisti;
– rinvio definitivo a febbraio/marzo per l’approvazione degli studi di settore da utilizzare con la prossima dichiarazione dei redditi, mod. UNICO 2010.
Contestualmente, pare allontanarsi l’introduzione della cedolare secca del 20-23% sugli affitti: tale misura, infatti, richiederebbe una iniziale copertura finanziaria al momento difficile da reperire.
Assonime ha risposto alla consultazione della Consob in materia di operazioni con parti correlate.
La proposta regolamentare modifica la versione diffusa nell’aprile del 2008, soggetta ad analoga procedura di consultazione.
Secondo Assonime la proposta regolamentare presenta apprezzabili miglioramenti, anche alla luce delle numerose risposte alla prima consultazione.
Il documento resta, però, ancora eccessivamente complicato e suscettibile di ulteriori semplificazioni.
In particolare, non è apparsa condivisibile la previsione di una facoltà per gli amministatori indipendenti di partecipare alle trattative; vi sarebbe in tal modo una rottura nei meccanismi di decisione aziendali che stravolgerebbe il ruolo non solo degli amministratori delegati, ma anche degli stessi amministratori indipendenti, che sarebbero impropriamenti associati a responsabilità di tipo esecutivo.
Con riferimento all’ambito di applicazione della disciplina, la proposta richiama lo IAS 24.
Il rinvio al principio contabile internazionale non è sempre univoco e determina un’incertezza relativamente all’identificazione delle operazioni.
Resta controverso il mantenimento nella proposta delle procedure c.d. di whitewash, in sede di deliberazione assembleare.
Tale soluzione appare discutibile, sebbene utilizzata da alcune società in via volontaria.
Le esigenze di garanzia cui la proposta aspira potrebbero essere pienamente soddisfatte attraverso l’utilizzo di maggioranze rafforzate, senza alterare i meccanismi di funzionamento assembleare.
(Assonime, nota del 10.11.2009)
Altri sei comuni hanno firmato accordi con <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate.
I comuni di Acicastello, Tremestieri Etneo, Aci Catena, Giarre (CT), Castellamare del Golfo (TP) e Sciacca (AG) collaboreranno con gli Uffici delle Entrate nella lotta all’evasione fiscale sulla base dei protocolli d’intesa firmati in questi ultimi giorni.
In Sicilia sono stati sottoscritti trenta accordi, i più numerosi nel catanese (13), nel siracusano (5) e nella provincia di Ragusa (3).
Le amministrazioni comunali parteciperanno alle attività di accertamento svolte dall’Agenzia delle Entrate tramite la condivisione di informazioni sulla capacità reddituale dei contribuenti e sui comportamenti evasivi, soprattutto nei settori del commercio, delle libere professioni, dell’edilizia e delle residenze fittizie all’estero.
I comuni capoluogo di provincia che hanno aderito al protocollo sono Palermo, Catania, Messina e Siracusa.
Una bassa quota di ammortamento dei beni strumentali elimina l’applicazione dell’IRAP.
La Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta sulla questione dell’assoggettabilità ad IRAP dei professionisti: con la sentenza n. 22264/2009 ha rigettato il ricorso con cui l’Amministrazione finanziaria chiedeva la cassazione della pronuncia dei giudici di merito, che ordinava di procedere alla restituzione del tributo regionale.
Ha dunque ammesso il rimborso dell’IRAP versata dall’ingegnere senza dipendenti che denuncia una bassa quota di ammortamento dei beni strumentali.
Da ciò si evince che il lavoratore autonomo svolge la sua attività di ingegnere in modo del tutto personale, impiegando solo energia intellettiva.
La Corte di Cassazione ha ulteriormente ribadito , che gli artigiani e i professionisti possono sottrarsi al pagamento dell’imposta se dimostrano di non avere la disponibilità di beni ed altri mezzi eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.
Si riporta di seguito la sentenza:
Corte di Cassazione, sez. trib., sentenza 21 ottobre 2009, n. 22264
Con atto notificato il 2/3/2006, l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro la sentenza in epigrafe indicata, di cui ha chiesto la cassazione con ogni consequenziale statuizione.
L’intimato M.G. non ha svolto attività difensiva e la controversia è stata decisa all’esito della camera di consiglio del 1/10/2009.
Dalla lettura della sentenza impugnata risulta in fatto che non avendo ottenuto risposta alla sua istanza di rimborso dell’IRAP versata per gli anni 1998/2001, l’ingegnere M.G. si è rivolto alla Commissione Tributaria Provinciale di Caserta, che in accoglimento del ricorso ha ordinato all’Amministrazione di procedere alla richiesta restituzione.
L’Ufficio si è allora gravato alla Commissione Regionale, che ha però rigettato l’appello perchè dalla copia della denuncia dei redditi emergeva che il M. “non aveva alcun dipendente ed aveva denunziato una bassa quota di ammortamento dei beni strumentali, il che sta(va) a significare che … svolgeva la sua attività di ingegnere in modo del tutto personale, impiegando solo energia intellettiva”.
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato l’anzidetta statuizione per violazione e falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 144, del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3, 8, 27 e 36 perchè la Commissione Regionale aveva confermato la decisione di primo grado con argomentazioni viziate dal punto di vista logico e, comunque, contrarie al sistema della legge, in base alla quale per la sussistenza dell’organizzazione autonoma era sufficiente lo svolgimento dell’attività senza vincoli di subordinazione a terzi.
Cosi’ riassunte le doglianze dei ricorrenti, giova rammentare che questa Corte ha già più volte affermato che gli artigiani e i professionisti possono sottrarsi al pagamento dell’imposta se dimostrano di non avere la disponibilità di beni ed altri mezzi eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività (C. Cass. 2007/3672, 2007/3673, 2007/3674, 2007/3675 e 2007/3676).
Tenuto conto di quanto sopra e considerato, altresì, che la Commissione Regionale ha respinto l’appello proprio in conseguenza di un accertamento del genere, che la ricorrente non ha adeguatamente censurato, il ricorso di cui si discute dev’essere respinto.
Nulla per le spese, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell’intimato.
L’INPGI ha spiegato il nuovo regime contributivo per i giornalisti co.co.co. in vigore da gennaio 2009.
Il comunicato dell’Inpgi del 06.11.2009 offre una panoramica sul quadro generale di riforma della Gestione separata nel quale viene spiegato in che cosa consiste il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e quali sono dunque i giornalisti destinatari della nuova disciplina.
Viene illustrata la contribuzione obbligatoria, con spiegazioni sul calcolo, compreso un esempio di cedolino paga di un co.co.co., e le relative modalità di pagamento.
Vengono, poi, affrontati argomenti come il riscatto, la ricongiunzione, la contribuzione volontaria e i contributi figurativi per arrivare alla descrizione di tutte le prestazioni erogate dalla Gestione separata per i co.co.co., con l’indicazione dei relativi requisiti per l’accesso.
Infine viene offerta una sintesi degli adempimenti e delle scadenze previsti sia per i collaboratori coordinati e continuativi sia per i liberi professionisti e i collaboratori “occasionali”.
Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 33/2009, ha fornito chiarimenti sulla corretta applicazione del “nuovo” art. 14 del Dlgs. n. 81/2008 (modificato dal D.Lgs. n. 106/2009), in tema di sospensione dell’attività imprenditoriale da parte degli ispettori del lavoro.
Le finalità sono quelle di uniformare l’intervento da parte degli organi di vigilanza a seguito delle sopracitate modifiche normative.
Pertanto, la circolare costituisce l’unico documento cui riferirsi per la corretta applicazione del potere di sospensione, dal momento che sono da ritenersi superate tutte le precedenti indicazioni fornite dal Ministero stesso.
Nel documento sono stati approfonditi i presupposti per l’adozione del provvedimento e gli effetti dello stesso.
(Ministero del Lavoro, circolare n. 33 del 10.11.2009)