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Timestamp: 2014-04-19 19:38:06+00:00
Document Index: 82032736

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Sat, 19 Apr 2014 21:38:18 +0200
Randagi, un albo di veterinari specializzati nella cattura
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60179-randagi-un-albo-di-veterinari-specializzati-nella-cattura.html
La Provincia di Grosseto approva il Piano provinciale per la riduzione del randagismo, elaborato nell'ambito del progetto Life-IbriwolfIl progetto (video) che prevede una serie di azioni sperimentali per contrastare la perdita di identità genetica del lupo, riducendo i fenomeni di ibridazione e tutelando, di conseguenza gli allevamenti. Il Piano, votato a maggioranza dal Consiglio provinciale, "è un modello operativo che proponiamo ai Comuni - spiega l'assessore provinciale all'agricoltura (foto) Enzo Rossi - e a tutti i soggetti coinvolti nella lotta al randagismo. Un documento di pianificazione integrata, frutto di una concertazione durata un anno, in cui si è riusciti a fare una sintesi tra le diverse posizioni, indicando azioni di rimozione, prevenzione e monitoraggio. Il passo successivo sarà quello di favorire l'adozione formale del Piano da parte dei Comuni e di tutti i gruppi di interesse e la costituzione di un tavolo tecnico, che darà avvio alle azioni, monitorandone l'efficacia e adeguando le misure alle esigenze che verranno evidenziate sul campo".Il crescente numero di randagi può creare problemi di salute pubblica, in quanto i cani lasciati liberi di vagare sono potenziali vettori di malattie. Il randagismo pone, inoltre, problemi di sicurezza, e problemi socio-economici per i danni agli allevamenti e i costi elevati legati al controllo, alla cattura e al mantenimento nei canili. I cani vaganti interferiscono nella competizione alimentare e territoriale con altri carnivori soggetti a programmi di conservazione e comportano la perdita di identità genetica del lupo.Il Piano provinciale per la riduzione del randagismo indica il quadro normativo di riferimento, l'entità del fenomeno in Italia, Toscana, e in provincia di Grosseto, le azioni per contrastarlo.Tra le azioni di prevenzione il piano prevede il monitoraggio sanitario dei cani di proprietà; la verifica dei microchip e dei tatuaggi che attestano l'iscrizione all'anagrafe canina; campagne di sterilizzazione nei territori rurali; la formazione di un albo di veterinari specializzati nella cattura di randagi; misure per incentivare l'adozione di cani abbandonati con prestazioni sanitarie gratuite; sensibilizzazione nelle scuole contro l'abbandono e sulle regole da rispettare quando si è proprietari di un cane; censimento dei cani da guardiania e conduzione; coordinamento e gestione degli avvistamenti e dei dati genetici. Per ridurre il fenomeno sono previste delle campagne di cattura e il trasferimento nei canili."Se una persona entra in un canile, difficilmente ne uscirà senza portarsi via un cane - commenta Enzo Rossi, assessore provinciale all'agricoltura - uno dei nostri obiettivi è proprio quello di sensibilizzare i cittadini, da un lato per ridurre i casi di abbandono, dall'altro per favorire le adozioni, in modo da svuotare i canili, far stare meglio questi animali, ed alleviare il peso sulle casse dei Comuni. Solo con l'assunzione, da parte di tutti, di comportamenti corretti sarà possibile ridurre il fenomeno del randagismo, tutelando gli allevamenti e contribuendo alla difesa del patrimonio genetico del lupo. Se tutti i Comuni e i gruppi di interesse mettono in pratica le misure del piano si prevede entro 5 anni un risparmio tra i 700mila e un 1milione e 200 mila euro circa, al netto degli investimenti previsti da tutte le misure".Il costo medio di mantenimento sostenuto annualmente da ogni Comune per ogni cane è stato infatti stimato nell'anno 2012 da un minimo di 669 euro ad un massimo di 2.609 euro. Al 31 agosto 2013, il numero complessivo dei cani presenti in canile per ogni Comune della provincia di Grosseto era pari a 824 individui. Adottando tutte le misure proposte nel Piano si potrebbe ottenere un risparmio compreso tra 700mila euro e un milione e 200mila euro. Su scala nazionale il risparmio sarebbe di oltre 100 milioni di euro. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui il finanziamento per gli interventi in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo (in attuazione della LN 281/1991) è stato ridotto del 93%: dai 4 milioni di euro stanziati nel 2010, la dotazione finanziaria annuale contenuta nello stato di previsione del ministero della Salute per il triennio 2013-2015 si è ridotta a 332mila euro nel 2013, 330mila euro nel 2014 e 325mila euro nel 2015. Proprio a tale riguardo, una recente risoluzione della XIII Commissione Agricoltura della Camera, ha chiesto al governo di implementare il fondo con urgenza. (fonte)]]>
La Provincia di Grosseto approva il Piano provinciale per la riduzione del randagismo, elaborato nell'ambito del progetto Life-Ibriwolf]]>
info@anmvi.it (Sabina Pizzamiglio)
Tue, 15 Apr 2014 12:46:50 +0200
Macellazione d'urgenza: indicazioni operative e chiarimenti
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60175-macellazione-d-urgenza-indicazioni-operative-e-chiarimenti.html
La Regione Piemonte ha diffuso una circolare sulla macellazione speciale d'urgenza ai Servizi Veterinari e ai Presidi di Polizia Veterinaria.La circolare, integralmente rinvenibile al sito del Ceirsa, risponde a specifiche richieste dal territorio e fornisce indicazioni operative ( esame batteriologico, ricerca antibiotici e dichiarazione di trattamento a seconda della situazione rilevata) per tutti gli animali sottoposti a macellazione speciale d'urgenza.La nota a firma di Gianfranco Corgiat Loi ( Direzione Sanità-Settore Prevenzione e Veterinaria della Regione Piemonte) ricorda che il 1 giugno 2014 entererà in vigore il Regolamento 218/2014 e che al riguardo tornerà in argomento con aggiornamenti eventualmente forniti dal MInistero della Salute. La nota precisa che se a seguito della visita ante-mortem presso l'allevamento, il Veterinario Ufficiale ritenga che le carni dell'animale non possano essere destinate al libero consumo- in alternativa all'eutanasia farmacologica- può autorizzare al fine di evitare inutili sofferenze, l'abbattimento dell'animale; in tal caso la persona che ha in custodia l'animale deve adottare tutti i provvedimenti necessari per abbatterlo nel più breve tempo possibile (pistola a proiettile captivo) facendo seguire immediatamente allo stordimento la procedura di dissanguamento, al fine di assicurarne la morte. Tali operazioni devono esser eseguite da personale esperto.La nota chiarisce anche che- fermo restando che per l'emissione del giudizio di idoneità al consumo umano delle carni degli animali sottoposti a macellazione speciale d'urgenza, è comunque obbligatorio effettuare accertamenti analitici rappresentati da esame batteriologico e ricerca di antibiotici- nel caso di riscontro di un quadro anatomo-patologico tale da condurre ad esprimere un giudizio sfavorevole all'idoneità al consumo delle carni, il ricorso ad approfondimenti diagnostici è da ritenersi superfluo ed antieconomico; solo se si sospetta un trattamento farmacologico illecito dovranno essere condotti gli accertamenti analitici e adottati i provvedimenti previsti dal Piano Nazionale Residui, procedendo ad un campionamento ufficiale di muscolo in cinque aliquote.Il documento porta in allegato il Verbale di prelevamento di campioni diagnostici.CIRCOLARE_REGIONE_PIEMONTE.pdf804 KB]]>
La Regione Piemonte ha diffuso una circolare sulla macellazione speciale d'urgenza ai Servizi Veterinari e ai Presidi di Polizia Veterinaria.]]>
Mon, 14 Apr 2014 12:03:02 +0200
Allevamento bufalini: macabra scoperta della ASL
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60156-allevamento-bufalini-macabra-scoperta-della-asl.html
Un vero e proprio cimitero di animali in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto all'interno di un'azienda bufalina.
Il personale della Forestale ha denunciato un uomo, D.R.E, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per l'ipotesi delittuosa di maltrattamento di animali, fino a cagionarne la morte, illecito smaltimenti di carcasse di capi bufalini e violazione degli obblighi inerenti la custodia giudiziaria.
A seguito di una segnalazione qualificata pervenuta agli uffici del Comando Provinciale di Caserta, personale appartenente ai Comandi Stazione Forestali di Castel Volturno, Caserta e Vairano Patenora, unitamente a sanitari del Servizio Veterinario Asl di San Marcellino, si recavano a Castel Volturno, località Pagliuca, constatando, all'interno di un complesso aziendale, la presenza di 24 carcasse di bufali adulti ed una carcassa di vitellino, tutte in avanzato stato di decomposizione, dall'odore sgradevole, fetido e nauseabondo, giacenti su terreno nudo e prive di qualsivoglia forma di copertura o di protezione.
Tale scenario faceva comprendere ai forestali l'urgenza di rimuovere nel più breve tempo possibile i predetti carcami al fine di evitare la possibile ed eventuale diffusione di malattie e cautelare l'igiene e la salute pubblica della collettività. Va precisato che la predetta azienda zootecnica nel 2013 era già stata sottoposta a sequestro. All'epoca, però, erano presenti complessivamente quaranta capi bufalini mentre, all'atto dell'ingresso, si accertava la presenza di soli 33 animali, tra vivi e morti: ne discendeva che i 7 capi non rinvenuti erano stati sicuramente smaltiti illecitamente. Dall'attività di indagine svolta e dalle informazioni assunte al momento dell'accesso emergeva che la causa della morte degli animali era verosimilmente riconducibile alla mancata alimentazione degli stessi che, attraverso un processo di denutrizione progressiva, ne avrebbe causato, lentamente, la spietata e crudele morte. Venivano altresì rinvenuti in loco 6 capi bufalini vivi e 2 vitelli sempre vivi, ma non ancora contrassegnati da marchio auricolare, tutti in evidente stato di maltrattamento in quanto visibilmente denutriti, non avendo a disposizione alcunché. Gli animali, infatti, si cibavano esclusivamente con le erbe spontanee radicate in azienda, del tutto insufficienti rispetto alle esigenze minimali di sopravvivenza degli stessi. (Fonte: interno18.it)]]>
Un vero e proprio cimitero di animali in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto all'interno di un'azienda bufalina.]]>
info@anmvi.it (Milena Migliavacca)
Thu, 10 Apr 2014 10:42:09 +0200
Attacchi predatori dei lupi, pronto il piano per gli allevatori
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60145-attqcchi-dei-lupi-pronto-il-piano-per-gli-allevatori.html
Il piano prevede anche la consegna, da parte della Regione, di cuccioli di cani da guardia e l'assistenza di un operatore cinofilo.Per far fronte alla problematica degli attacchi dei lupi al bestiame, la Regione Emilia-Romagna ha approvato un piano di intervento per sostenere le aziende zootecniche collinari e montane, destinando risorse economiche finalizzate alla prevenzione. Il Piano verrà illustrato agli allevatori in un incontro al Teatro Comunale di Sogliano al Rubicone (Piazza dei Martiri) giovedì prossimo alle 9,30.Durante gli incontri i funzionari della Regione illustreranno il piano di intervento; presenti anche i funzionari della Provincia e del Servizio Veterinario responsabili dei risarcimenti, un esperto nella prevenzione, le organizzazioni professionali e l'Associazione regionale allevatori. Al termine degli incontri verrà raccolta la manifestazione di interesse degli agricoltori, che costituirà uno dei criteri di priorità per accedere ai contributi disponibili.Successivamente la Regione approverà il bando a cui tutti gli allevatori potranno partecipare, indicando il tipo di intervento e una stima dei costi. Le risorse stanziate saranno assegnate alle singole Province, che erogheranno agli allevatori i contributi previsti sulla base di una graduatoria. Per il 2014 sono stati stanziati 100 mila euro che potranno essere ulteriormente incrementati.Gli strumenti di difesa che possono essere acquistati sono: recinzioni tradizionali, elettrificate o miste, e dissuasori elettronici, che funzionano attraverso l'emissione di suoni al passaggio di animali rilevati da un sensore. Il "Piano di intervento per la realizzazione di un progetto sperimentale di prevenzione degli attacchi da lupo in Emilia-Romagna" è stato approvato con delibera di Giunta n. 250/2014. Con una modifica alla legge regionale sulla fauna selvatica del luglio scorso, è stata demandata alla Giunta sia l'approvazione di uno specifico piano, sia il relativo stanziamento di fondi. Viene istituito un gruppo di lavoro - composto da Regione, Province, Associazioni agricole, Associazioni degli allevatori e un esperto del settore - per la condivisione delle azioni.Come ha spiegato lo scorso marzo l'Assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni (video) il Piano si articola in tre fasi: I La prima fase è quella della sensibilizzazione degli allevatori. Verranno organizzati incontri sul territorio con la partecipazione di esperti, di veterinari, di altro personale tecnico nel corso del quale dare informazione di queste possibilità di convivenza, del piano della Regione e raccogliere manifestazioni di interesse. Coloro che saranno interessati al proseguio saranno poi oggetto della seconda fase che è quella delle visite tecniche nei singoli allevamenti per predisporre un progetto di difesa degli animali idoneo a quello specifico allevamento. La terza fase è quella del finanziamento dei materiali che possono rendere operativa questa tutela e quindi dalle recinzioni tradizionali a quelle elettriche, dissuasori elettronici o l'acquisto di coppie di cani da guardia appositamente addestrati allo scopo della difesa dagli attacchi. "Nelle altre regioni dove si è fatta questa sperimentazione, sia in Italia che in Europa, l'adozione di queste tecniche di protezione - ha dichairato Rabboni- hanno visto anche un calo del 90% della predazione degli lupi negli allevamenti. E' il nostro obiettivo".Per gli allevatori l'aiuto di esperti e un bando per l'acquisto di recinzioni e cani da guardiaDELIBERA_DI_GIUNTA_250_2014.pdf267.05 KB]]>
Il piano prevede anche la consegna, da parte della Regione, di cuccioli di cani da guardia e l'assistenza di un operatore cinofilo.]]>
Tue, 08 Apr 2014 11:22:49 +0200
Fauna selvatica, servizio di soccorso presso gli ambulatori veterinari
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60144-fauna-selvatica-da-lunedi-servizio-di-soccorso-e-cure-presso-gli-ambulatori-veterinari.html
Sul sito della Provincia di Pistoia saranno disponibili tutte le informazioni e i numeri telefonici a cui rivolgersi in caso di emergenza.Sarà attivo a partire da lunedì 14 aprile il nuovo servizio di soccorso e recupero della fauna ferita, con un piano omogeneo e continuativo di durata triennale su tutto il territorio provinciale. Un risultato- riferisce l'Amministrazione provinciale- reso possibile grazie all'impegno profuso dalla Provincia, con l'assessore alle politiche relative alla caccia e alla pesca, che, oltre a mantenere attiva per il 2014 la collaborazione con Centro di recupero Cruma di Livorno (www.cruma.org - 0586-400226), uno dei pochi centri in Toscana con strutture e personale veterinario specifico per gli animali selvatici, ha promosso e finanziato, esclusivamente con le proprie risorse, un bando pubblico per la salvaguardia del servizio, senza momenti di interruzione"."Dopo un iter procedurale complesso si è giunti all'affidamento del progetto a un gruppo di professionisti, cui capo fila è la società cooperativa Dream Italia. L'attività avrà il carattere della maggiore continuità nel tempo, con un affidamento triennale del servizio, e assicurerà una maggiore attenzione alle problematiche della gestione e della conservazione della fauna selvatica, con interventi di formazione per volontari operanti nel recupero degli animali feriti, iniziative di educazione e sensibilizzazione ambientale per la salvaguardia della fauna selvatica e gestione delle zone di protezione faunistica (art. 14 L.R. 3/94)".A partire da lunedì 14 aprile sul sito della Provincia saranno disponibili tutte le informazioni, con i numeri telefonici a cui rivolgersi e i riferimenti relativi agli ambulatori veterinari sul territorio provinciale che accoglieranno gli animali feriti. "Scopo del servizio è quello di recuperare gli animali alla vita selvatica, soccorrendo quelli che si trovano temporaneamente in stato di difficoltà, oltre a indirizzare la cittadinanza versocomportamenti più adeguati per la tutela degli equilibri naturali. Sui casi di effettiva necessità e con possibilità concrete di recupero, il servizio è in grado di offrire sia il prelevamento dell'animale, che un supporto veterinario per le prime cure e la valutazione dell'intervento di recupero più adatto al singolo caso. Come negli anni passati, sarà possibile anche conferire direttamente gli animali agli ambulatori veterinari che saranno indicati. Il comunicato stampa dell'Amministrazione provinciale ricorda che il servizio cura la fauna selvatica omeoterma, ovvero mammiferi e uccelli autoctoni, e non si occupa, per tanto, di animali domestici, esotici, rettili o anfibi: in tutti questi casi è opportuno ricercare il proprietario da cui sono sfuggiti.]]>
Sul sito della Provincia di Pistoia saranno disponibili tutte le informazioni e i numeri telefonici a cui rivolgersi in caso di emergenza.]]>
Tue, 08 Apr 2014 11:08:33 +0200
Non curò il randagio, Asl sospende il veterinario
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60143-non-curo-il-randagio-asl-sospende-il-veterinario-per-sei-mesi.html
Dopo la denuncia del PAE, il veterinario - ora sospeso dal servizio- dovrà comparire davanti al Tribunale. La Procura aveva chiesto l'archiviazione, legale PAE e GIP si sono opposti.Enrico Rizzi, capo della segreteria nazionale del Partito animalista europeo l'aveva denunciato. Soprattutto per il caso di un cane randagio gravemente malato che non sarebbe stato soccorso e curato all'interno del canile comunale. Il veterinario accusato di inadempienze ora dovrà comparire davanti al Tribunale di Trapani. Per lui adesso arriva anche un altro provvedimento: la sospensione dal servizio e dallo stipendio per sei mesi. Il veterinario ASP (Asl) di Trapani, già in precedenza era stato sospeso dal servizio dall'Azienda Sanitaria Provinciale. Nel primo caso per tre giorni, ora per sei mesi. Inoltre è stato deciso che, dal primo settembre la sua sede non sarà più presso il comune di Tarpani ma in quello di Alcamo a circa 70 km di distanza e le mansioni che gli saranno attribuite saranno estranee all'ambito della tutela degli animali."E' importante denunciare abusi come questo perpetrati dai veterinari delle Asl all'interno dei canili comunali. Purtroppo accadono frequentemente. Spesso ci pervengono segnalazioni di cittadini rassegnati che ravvisano situazioni analoghe - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - ma è un nostro diritto/dovere interessare le autorità competenti, se è vero che troviamo resistenza da parte degli organi preposti a recepire le segnalazioni di maltrattamenti od abusi su animali, è pur vero che abbiamo gli strumenti necessari per procedere contro coloro che compiono tali reati. Questo è solo l'ultimo esempio di una giustizia efficace, indipendentemente dalla sentenza che emetterà il Tribunale. Chi fa del male agli animali deve essere messo nelle condizioni di non nuocere più", conclude Fuccelli.(fonte)Udienza il 25 maggio- Si celebrerà il 25 maggio l'udienza camerale presso il Tribunale di Trapani contro il veterinario dell'ASP di Trapani, attualmente sospeso dal servizio dalla stessa Azienda Sanitaria Provinciale. Il veterinario era stato denunciato dal Capo Segreteria Nazionale del Partito Animalista Europeo, per i reati di omissione d'atti d'ufficio, maltrattamento di animali e diffamazione. I fatti risalgono ad agosto scorso.Secondo Rizzi, che aveva raccolto varie testimonianze, il veterinario che prestava servizio al canile municipale di Via Tunisi, aveva lasciato in totale stato di abbandono e senza alcuna assistenza sanitaria un cane randagio gravemente malato e bisognoso di cure, ricoverato proprio all'interno della struttura comunale. Lo stesso veterinario, secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe affermato ad una cittadina che la colpa della drammatica situazione in cui versava il canile comunale era da addebitare allo stesso Enrico Rizzi. Da quì la decisione del Capo Segreteria del Pae di denunciare il veterinario all'Autorità Giudiziaria.Concluse le indagini, il Sostituto Procuratore della Repubblica, Andrea Tarondo, aveva avanzato richiesta di archiviazione. L'avvocato Caterina Cardinale del foro di Marsala, legale del Capo Segreteria del PAE, ritenendo il veterinario responsabile di quanto sopra esposto, aveva presentato opposizione a tale richiesta che è stata pienamente accolta dal G.I.P. (fonte)]]>
Dopo la denuncia del PAE, il veterinario - ora sospeso dal servizio- dovrà comparire davanti al Tribunale. La Procura aveva chiesto l'archiviazione, legale PAE e GIP si sono opposti.]]>
Tue, 08 Apr 2014 10:56:53 +0200
Infezione virale al canile di Palermo, Ordinanza comunale
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60125-infezione-virale-al-canile-di-palermo-ordinanza-comunale.html
Divieto di introdurre nuovi cani a qualsiasi titolo all'interno del canile municipale per casi di tosse fino a quando non saranno trascorsi sette giorni dalla guarigione dell'ultimo caso.A causa di un'infezione virale al canile municipale di Palermo, il sindaco Leoluca Orlando ha emesso un'ordinanza con cui si fermano i nuovi ricoveri e si stabilisce il divieto d'accesso a tutti i locali della struttura.Il divieto di accesso è esteso anche all'ambulatorio visite. «Purtroppo allo stato attuale - ha detto l'assessore all'Ambiente Giuseppe Barbera - è difficile frenare il contagio con la semplice attività terapeutica, a causa del sovraffollamento della struttura che impedisce l'isolamento dei soggetti affetti. Da qui la decisione di non accettare altri animali e gestire più facilmente il focolaio. Stiamo già somministrando a quelli infetti le necessarie cure antibiotiche»."Con una nota del 27 marzo scorso - si legge nel provvedimento - il responsabile del presidio veterinario del canile ha comunicato che è in atto in alcuni cani ricoverati una sintomatologia respiratoria, caratterizzata da febbre, abbattimento, talvolta anche diarrea sanguinolenta. Gli animali sono stati sottoposti a terapia antibiotica, ma per alcuni la gravità si è dimostrata maggiore, e soprattutto i cuccioli sono morti".Secondo i dati gli uffici comunali sono circa 220 i cani ricoverati nella struttura di via Tiro a Segno; una quartina i cuccioli. L'ordinanza sarà in vigore fino al settimo giorno successivo dalla guarigione dell'ultimo cane affetto dalla patologia. Fino ad allora è inibito anche l'accesso all'ambulatorio visite. Resta attivo invece il servizio di microcippatura degli animali , perché i locali dove viene praticata la microcippatura dei cani si trovano all'ingresso della struttura. Secondo quanto riferiscono gli uffici comunali l'area è stata isolata da un cordone sanitario.OSN. 111 dell'01.04.2014 (Ordinanza di divieto di introdurre nuovi cani a qualsiasi titolo all'interno del canile municipale per casi di tosse fino a quando non saranno trascorsi sette giorni dalla guarigione dell'ultimo caso di infezione e previa certificazione del responsabile del presidio veterinario).ORDINANZA_CANILE_COMUNE_DI_PALERMO.pdf98.95 KB]]>
Divieto di introdurre nuovi cani a qualsiasi titolo all'interno del canile municipale per casi di tosse fino a quando non saranno trascorsi sette giorni dalla guarigione dell'ultimo caso.]]>
Thu, 03 Apr 2014 10:20:40 +0200
Assemblea dei dipendenti a Foggia: IZS alla paralisi totale PROTESTA
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60105-assemblea-dei-dipendenti-a-foggia-izs-alla-paralisi-totale.html
Assemblea straordinaria dei dipendenti dell'Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. Il personale accusa: "Paralisi e inerzia".I sindacati della dirigenza, del comparto e la RSU dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata (IZSPB) presso la Biblioteca della sede centrale di Foggia, organizzano oggi l'Assemblea Generale del personale per un confronto sulla grave situazione di stallo gestionale e tecnico-amministrativo in cui versa l'Ente, alla quale parteciperà l'assessore regionale alla Salute, Elena Gentile.L'IZSPB - si legge nel comunicato- è ormai prossimo alla paralisi totale delle attività per molteplici cause, quali l'impossibilità di pianificare ed attuare linee programmatiche per il raggiungimento di obiettivi strategica e la capacità, ridotta, di attrarre finanziamenti per la promozione e lo sviluppo delle attività scientifiche, con la conseguente sospensione dei servizi laboratoriali e delle consulenze specialistiche su tematiche rilevanti di Sanità Pubblica (Sicurezza Alimentare, Sanità Animale e Benessere Animale). La situazione è resa ancora più drammatica a causa del forte rallentamento delle attività di ordinaria amministrazione.Il numero legale del Consiglio di Amministrazione (CdA) dell'IZSPB, che è stato ininterrottamente in carica per 24 anni, è venuto meno nel mese di giugno 2013 ma, solo dopo 7 mesi, con decreto n. 27 del 21/01/2014 dei presidenti della Giunta della Regione Puglia e della Regione Basilicata, è stato dichiarato lo scioglimento del CdA e, contestualmente, la decadenza della Giunta Esecutiva dell'Ente."La tanto attesa nomina del commissario straordinario a tutt'oggi non è stata ancora effettuata, né le Regioni Puglia e Basilicata hanno attivato di concerto l'iter per il recepimento del D.lgv 270/93 e del D.lgv 106/2012 relativi al riordino degli IIZZSS. Tutto ciò conferma, ancora una volta, sia l'indifferenza e l'inerzia legislativa delle due Regioni che il disinteresse degli organi centrali del ministero della Salute, unico attore in grado di esercitare il potere sostitutivo statale". (fonte)]]>
Assemblea straordinaria dei dipendenti dell'Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. Il personale accusa: "Paralisi e inerzia".]]>
Mon, 31 Mar 2014 11:17:29 +0200
Lombardia: il 90% delle tariffe al rifinanziamento dei controlli ufficiali
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60080-lombardia-il-90-delle-tariffe-al-rifinanziamento-dei-controlli-ufficiali.html
Sono pubblicati i dati relativi alle tariffe fatturate dalle Aziende Sanitarie Locali della Regione Lombardia nel corso dell'esercizio finanziario 2013.Il comunicato- pubblicato sull'odierno Bollettino Regionale riporta la rendicontazione (Allegato A)delle tariffe riscosse dai Dipartimenti di Prevenzione Veterinari nell'esercizio delle attività di controllo ufficiale attuate ai sensi del Reg. (CE) n. 882/2004 e la rendicontazione delle tariffe riscosse dai DPM (Dipartimenti di Prevenzione Medici) nell'esercizio delle attività di controllo ufficiale attuate ai sensi del medesimo regolamento.La pubblicazione obbedisce alle previsioni del Regolamento 882/2004 «relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali» e in conformità agli adempimenti di rendicontazione previsti ai sensi di legge.La Tabella A riepiloga le tariffe riscosse dai Dipartimenti di Prevenzione Veterinari e il riparto - ai sensi del Dlvo 194/08- dei proventi riscossi, che in totale ammontano a circa 6 milioni e seicentomila euro. La maggior quota del riparto (90%) va alle ASL per il rifinanziamento delle attività dei controlli ufficiali (circa 5milioni e 900 mila euro). Una quota del 3,50% (230mila euro circa) va parimenti alla Regione all'IZS, rispettivamente per la programmazione e per l'esecuzione dei controlli. Al MInistero della Salute va una quota del 2%, circa 130mila euro per le attività di programmazione dei controlli, mentre ai Laboratori nazionali di referenza accreditati va una somma di circa 64mila euro. Nel riparto figura uno 0,50 di maggiorazione finanziaria per l'attuazione del Piano di Controllo Nazionale di cui all'articolo 41 del Regolamento 882/2004.Nella tabella del riparto figura inoltre una quota del 2% pari a circa 100mila euro destinati all'ENPAV.Ammontano a circa un milione e settecento mila euro gli importi riscossi dai DPM, ripartiti al 90% alle Asl, in entrata al bilancio dello Stato ( circa 34mila euro), alla Regione e all'IZS ( 61mila euro circa ciascuno) e ai laboratori di referenza (17mila euro circa)TARIFFE_E_RIPARTO_DIPARTIMENTI_DI_PREVENZIONE.pdf43.41 KB]]>
Sono pubblicati i dati relativi alle tariffe fatturate dalle Aziende Sanitarie Locali della Regione Lombardia nel corso dell'esercizio finanziario 2013.]]>
Tue, 25 Mar 2014 13:46:34 +0100
Malati terminali in compagnia dei loro cani e gatti
PROTOCOLLO IN TOSCANA
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60079-malati-terminali-in-compagnia-dei-loro-cani-e-gatti.html
Ultime ore con il proprio animale compagnia. E' possibile negli hospice dell'Azienda sanitaria di Firenze.Il progetto riguarda, in particolare gli hospice di San Felice a Ema, delleOblate e al San Giovanni di Dio. Gli animali d'affezione, cani o gatti possono entrare e stare con i loro padroni per rendere meno duro il distacco. Un protocollo finalizzato all'accesso e alla permanenza all'interno della struttura di cani e gatti appartenenti al nucleo familiare dell'ospite, messo a punto all'hospice di San Felice a Ema, dove, insieme ai volontari della Fondazione italiana di leniterapia (File), l'esperto personale della Asl accompagna chi si trova nella fase terminale di una malattia inguaribile.Il protocollo, alla cui stesura hanno collaborato Cristina Rossi della direzione infermieristica e Carlo Ciceroni del Servizio di sanita' pubblica veterinaria, serve a fornire a operatori e volontarile informazioni su come favorire questa compagnia, in tutta sicurezza per se' e per gli ospiti del centro. Si consolida una prassi - spiega una nota dell'Asf - che era in uso da tempo e che lo scorso annoconsenti' a un paziente delle Oblate di decidere serenamente di rinunciare alla dialisi pur di restare accanto al suo setter che gli era saltato sul letto.I tre hospice dell'azienda dispongono complessivamente di 31 posti letto e hanno ospitato lo scorso anno circa 600 persone, per le quali si e' cercato fino all'ultimo minuto di migliorare la qualita' della vita, trattandola con ogni mezzo idoneo, medico, assistenziale, psicologico, spirituale, e con tutto il supporto e l'assistenza possibili a dare pienezza e conforto, in quel tempo residuo, sia al paziente che ai familiari, ai conoscenti piu' vicini e per fronteggiare il dolore, la separazione, la morte e il lutto. Un protocollo -Gli animali sono i benvenuti, salvo il rispetto di alcune regole messe a punto all'hospice di San Felice a Ema stese con la collaborazione di Cristina Rossi della direzione infermieristica e di Carlo Ciceroni del servizio di Sanità pubblica veterinaria. Sono informazioni utili al personale Asl e ai volontari della Fondazione italiana di leniterapia (File) su come favorire la compagnia dei quattrozampe, in tutta sicurezza per sé e per ospiti della struttura. Al centro del protocollo è la certificazione dei familiari che garantiscono la buona salute dell'animale ma anche il suo buon carattere. Saranno i parenti a portare fuori l'amico a quattrozampe quando ne ha bisogno e saranno loro responsabili del suo comportamento. Il personale dell'hospice viene avvertito dell'arrivo dell'ospite particolare e può organizzare l'accoglienza: spostare il vicino di stanza che ha paura degli animali ad esempio o gestire le attività di quel giorno in modo da dare il benvenuto al quattrozampe.Foto: ANSA]]>
Ultime ore con il proprio animale compagnia. E' possibile negli hospice dell'Azienda sanitaria di Firenze.]]>
Tue, 25 Mar 2014 13:22:04 +0100
Camera di Commercio: anche i veterinari nella Consulta
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60071-camera-di-commercio-anche-i-veterinari-nella-consulta.html
Presso la Camera di Commercio di Viterbo si è costituita il 21 febbraio scorso la Consulta Provinciale dei Liberi Professionisti. L'organismo, previsto dal Decreto legislativo n. 23/2010 sulla riforma delle Camere di Commercio, è composto da 17 componenti: 16 presidenti degli Ordini Professionali operanti nella provincia di Viterbo, membri di diritto, e il rappresentante territoriale della LAPET (Libera Associazione dei Periti ed Esperti Tributari).Della Consulta Provinciale dei Liberi Professionisti fanno parte: Daniela Boltrini, Ordine dei Medici veterinari; Danilo Pasquini, Ordine degli Architetti; Luigi Sini, Ordine degli avvocati e procuratori; Federico Tedeschi Porceddu, Consiglio notarile; Lorenzo Piacentini (presidente), Ordine degli Ingegneri; Salvatore Menditto, Ordine dei Farmacisti; Marco Santoni, Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili; Antonio Maria Lanzetti, Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri; Alberto Cardarelli (vicpresidente) Ordine dei dottori Agronomi e forestali; Francesco Carta, Collegio Periti agrari e periti agrari laureati; Massimo Neri, Collegio dei Geometri e geometri laureati; Giorgio Ricci, Collegio Periti industriali; Giuseppe D'Angelo, Ordine dei consulenti del lavoro; Roberta Pasqualetti, Collegio provinciale delle ostetriche di Viterbo; Cesare Proietti, Collegio provinciale tecnici sanitari radiologia medica; Mario Curzi, Collegio infermieri professionali – assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia; Mario Alberti, Lapet.Nella prima seduta sono stati eletti con voto unanime il presidente Lorenzo Piacentini, presidente dell'Ordine degli Ingegneri, e il vicepresidente Alberto Cardarelli, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali. L'Assemblea dei Presidenti degli Ordini Professionali facenti parte della Consulta dovrà ora individuare il proprio rappresentante in seno al Consiglio Camerale, in vista della scadenza degli organismi statutari camerali in carica."Con la nascita della Consulta dei liberi professionisti – dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – si completa la rappresentanza in ogni sua componente del mondo economico locale. In tal senso l'Ente camerale acquisisce un ruolo ancor più centrale per lo sviluppo, in grado di accogliere e farsi interprete delle istanze provenienti dai diversi ambiti economici".]]>
Presso la Camera di Commercio di Viterbo si è costituita il 21 febbraio scorso la Consulta Provinciale dei Liberi Professionisti. ]]>
Mon, 24 Mar 2014 13:07:12 +0100
Scoperto a Fonni il primo caso di cisticercosi ovina in italia
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60070-scoperto-a-fonni-il-primo-caso-di-cisticercosi-ovina-in-italia.html
È stato scoperto in un allevamento di Fonni il primo caso ufficialmente riconosciuto di cisticercosi ovina in Italia.Insospettito dalla morte misteriosa di alcuni agnelli, Gianni Urrai, veterinario dell'Aras (associazione regionale allevatori) che si occupa di assistenza tecnica alle aziende ovine, ai primi di gennaio ha diagnosticato la presenza del parassita in 25 agnelli di 50-60 giorni. Un'ipotesi confermata di recente dalle analisi dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna e della facoltà di Veterinaria dell'Università di Sassari. Si tratta di un parassita in forma larvale che vive nei cani, volpi e lupi e che generalmente viene trasmesso agli animali al pascolo. La scoperta, anticipata dal notiziario Chartabianca, è stata fatta in un allevamento di agnelli da rimonta e il tasso di mortalità è stato del 20%."Avevo già visto casi di cisticercosi nei mattatoi – spiega Urrai al notiziario Chartabianca – ma non mi era mai capitato di vedere un'infezione così massiva in un allevamento. Non stiamo parlando della scoperta del secolo – osserva – ma si tratta comunque del primo caso ufficiale in Italia registrato negli ovini". Il veterinario dell'Aras precisa che non si tratta di una zoonosi, dunque non c'è alcun rischio per l'uomo. Secondo Urrai, la causa è dovuta all'ingresso di alcuni cani nell'ovile dove erano custoditi gli agnelli infettati i quali hanno ingerito le uova della tenia contenute nelle feci dei cani lasciate sul pavimento. "Gli allevatori devono sempre tener lontani i cani dagli ovili e non bisogna mai dare le viscere agli animali", avverte il veterinario.La scoperta di Urrai sarà oggetto di una pubblicazione scientifica (in collaborazione con l'Izs e la facoltà di Veterinaria di Sassari) e sarà presentata in Spagna al congresso internazionale della Federazione mediterranea di sanità e produzione dei ruminanti (Femesprum) in programma dal 23 al 26 aprile a Cartagena."Questa scoperta è l'ennesima dimostrazione - commenta Marino Contu, direttore dell'Aras – che i nostri tecnici presenti su tutto il territorio regionale svolgono un compito indispensabile in fatto di prevenzione anche grazie al fatto che sono in costante contatto con gli enti preposti". (fonte: CHARTABIANCA)]]>
È stato scoperto in un allevamento di Fonni il primo caso ufficialmente riconosciuto di cisticercosi ovina in Italia.]]>
Mon, 24 Mar 2014 13:00:08 +0100
Animali esotici, manuale operativo per operatori pubblici e privati
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60064-animali-esotici-manuale-operativo-per-operatori-pubblici-e-privati.html
Dalla Regione Piemonte un Manuale per la corretta applicazione delle norme su detenzione, allevamento e commercio degli animali esotici.Il documento è contenuto nella D.D. 17 dicembre 2013, n. 1066 -(Approvazione linee guida per l'applicazione della normativa sulla detenzione, allevamento e commercio di animali esotici) approdata sul BUR della Regione Piemonte. Il Manuale operativo discende dalla normativa regionale in materia, in particolare la LR 18 febbraio 2010 con relativo regolamento di attuazione. Scopo del Manuale- corredato da un albero decisionale per orientare gli operatori del settore- è di fornire indicazioni per la corretta applicazione delle norme, riassumendo i principali adempimenti previsti per la detenzione, l'allevamento e il commercio degli animali esotici, cercando di integrare le disposizioni regionali con la normativa CITES.Con legge regionale 18 febbraio 2010 n. 6 "Norme per la detenzione, l'allevamento, il commercio di animali esotici e istituzione del Garante per i diritti degli animali" sono state previste alcune norme per la detenzione, l'allevamento ed il commercio di animali appartenenti a specie esotiche con la finalità di tutelare il bene ssere degli stessi presenti a vario titolo sul territorio regionale. La norma prevedeva inoltre che, con apposito regolamento della Giunta Regionale, venissero emanate le relative disposizioni attuative. Tale previsione è stata recepita con decreto del Presidente della Giunta Regionale 28 novembre 2012, n. 11/R, di emanazione del regolamento recante: "Disposizioni attuative della legge regionale 6/2010, in materia di animali esotici". Nel regolamento vengono precisate in dettaglio le specifiche competenze della "Commissione regionale Animali Esotici", istituita presso l'Assessorato Regionale "Tutela della Salute e Sanità" ai sensi dell'art. 14 della legge, comprendenti, tra le altre cose:- la definizione dell'elenco degli animali esotici ricadenti nell'ambito di applicazione della legge regionale;- la predisposizione della modulistica relativa alle istanze di autorizzazione alla detenzione, allevamento e commercio di animali esotici;- l'elaborazione dei modelli di registro di carico e scarico da detenersi presso aziende di allevamento e di commercio di animali esotici;- le modalità di espletamento dei corsi di formazione di cui all'art. 9 della legge regionale rivolti agli operatori del settore (allevamento e commercio) finalizzati al rilascio dell'attestato di idoneità;- i criteri per la corretta valutazione delle condizioni di mantenimento degli animali esotici da parte dei Servizi veterinari delle ASL piemontesi, tramite l'utilizzo di apposito verbale e di checklistdi sopralluogo ispettivo.Le linee guida (Manuale) pubblicate sul BUR del 20 marzo sono state elaborate dal Gruppo di Lavoro Animali Esotici coordinato dal Settore "Prevenzione Veterinaria" della Regione Piemonte, composto da Gandolfo Barbarino (Regione Piemonte), Pierluigi Acutis ( Izsto Cranes), Valerio Cappello ( CFS- Cites Torino), Cesare Pierbattisti ( Med Vet lp) e Gabriella Vaschetti ( Asl Cn1)La pubblicazione viene affidata al "Centro Regionale Animali Esotici - C.R.AN.ES" . Ai Servizi Veterinari delle ASL piemontesi, è affidata la piena attuazione delle linee guida per l'espletamento delle attività e dei compiti derivanti dall'applicazione della disciplina regionale in materia di animali esotici.LINEE_GUIDA_ESOTICI_-_MANUALE.pdf1.12 MB]]>
Dalla Regione Piemonte un Manuale per la corretta applicazione delle norme su detenzione, allevamento e commercio degli animali esotici.]]>
Fri, 21 Mar 2014 13:31:48 +0100
Bovini alloggiati in grotte, iniziativa del Servizio Veterinario
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60063-bovini-alloggiati-in-grotte-iniziativa-del-servizio-veterinario.html
Presa di posizione del Servizio Veterinario dell'Asl Cn1 e del sindaco contro l'allevatore di cui si è occupata anche "Striscia la notizia".In relazione al recente episodio di cronaca (61 bovini di razza piemontese alloggiati in grotte, con tanto di interessamento delle telecamere di "Striscia la notizia"), che ha riguardato un'azienda zootecnica del cuneese, il Servizio Veterinario (con nota del direttore di Sanità Animale I e II, dottor Giancarlo Bertola) precisa:"Il Servizio Veterinario ha effettuato nel tempo controlli con prescrizioni che l'allevatore ha sempre disatteso. Si tratta di un allevamento situato in zona montana, che nelle stagioni favorevoli pratica il pascolo e l'alpeggio, mantenendo i bovini all'aperto e di conseguenza senza le problematiche che insorgono nel periodo invernale quando gli animali sono stabulati nei ricoveri. Già a fine 2008 il Servizio Veterinario aveva inoltrato segnalazione alla Procura della Repubblica di Saluzzo e al Comune di Sampeyre delle condizioni di detenzione non idonee dei bovini del Sig. Serre. Conseguentemente gli animali erano stati sottoposti a sequestro giudiziario, ed era stato nominato un curatore per la vendita dei bovini, ma la cosa non aveva era avvenuta per l'opposizione del Serre. Nel 2012 l'allevatore è stato processato e condannato in prima istanza per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura; la sentenza prevedeva la confisca con vendita degli animali. L'allevatore ha ricorso contro la sentenza. Successivamente il Servizio Veterinario, in collaborazione con il Comune di Sampeyre e con il Corpo Forestale dello Stato, ha eseguito ulteriori sopralluoghi per verificare le condizioni di gestione e di detenzione degli animali; a fine 2013, vista l'assoluta assenza di collaborazione da parte del Serre, sono state concertate con il Comune di Sampeyre e il Corpo Forestale dello Stato le misure da adottare per imporre al Serre una corretta gestione degli animali, in particolare in relazione alle condizioni dei ricoveri e all'alimentazione non razionale dei bovini.Nel frattempo veniva appurato che il reato risultava prescritto, a seguito di sentenza della Corte d'Appello di Torino che disponeva l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, con restituzione dei bovini al Serre.Su proposta del Servizio Veterinario il 5 marzo il Sindaco ha emanato un'Ordinanza con la quale si ingiunge al Serre la vendita di almeno metà degli animali presenti in relazione alle condizioni dei ricoveri e alle difficoltà di gestione degli animali da parte dell'interessato. Inoltre in base alle irregolarità di carattere amministrativo riscontrate sono state elevate a carico dell'allevatore sanzioni pecuniarie.In caso di mancata osservanza di quanto disposto dall'Ordinanza del Sindaco l'allevatore sarà denunciato alla Magistratura.I bovini possono essere commercializzati senza vincoli, in quanto i controlli diagnostici effettuati con cadenza annuale dal Servizio Veterinario relativamente al controllo delle malattie infettive del bestiame, non hanno portato al riscontro di animali infetti dalle malattie sottoposte a diagnosi". Foto: Anpana]]>
Presa di posizione del Servizio Veterinario dell'Asl Cn1 e del sindaco contro l'allevatore di cui si è occupata anche "Striscia la notizia".]]>
Fri, 21 Mar 2014 12:56:44 +0100
Censimento ovicaprino 2014, appello ASL agli allevatori
http://www.anmvioggi.it/rubriche/regioni/60058-censimento-ovicaprino-2014-appello-asl-agli-allevatori.html
Ancora poche settimane per completare il censimento ovicaprino 2014. La Asl invita gli allevatori. Premi Agea solo ai censiti.Entro il 31 marzo tutti gli allevatori di ovini e caprini della provincia di Sassari dovranno recarsi negli uffici veterinari della Asl di Sassari presenti nei 66 comuni di competenza, per comunicare il censimento aggiornato dei capi.Gli operatori degli sportelli anagrafe potranno così inserire i dati nel portale della Banca dati nazionale (Bdn) di Teramo. «Questo adempimento – spiegano dal Servizio veterinario di Sanità animale di via Rizzeddu a Sassari – oltre che obbligatorio è indispensabile per il buon esito dei premi comunitari. L'Agea, organismo erogatore, procederà alla liquidazione dei premi solamente per gli allevamenti censiti nella Banca dati nazionale». Da qui l'invito dei veterinari della Asl agli allevatori, perché si rechino al più presto, muniti del registro aziendale adeguatamente compilato, negli uffici veterinari e nei 26 sportelli anagrafe distribuiti sul territorio provinciale.Il patrimonio zootecnico ovi-caprino che risulta nel territorio di competenza della Asl Sassari al 31 dicembre 2013 è di: 3.151 aziende ovicaprine (2638 ovini-170 caprini-343 misti) con 3.844 allevamenti; 860.836 capi ovini; 20.013 capi caprini. La Asl di Sassari detiene il primato nazionale per patrimonio ovino. Il distretto con il maggior numero di capi è quello di Sassari, con oltre 280 mila capi presenti. La media per allevamento è di circa 300 ovini.Sono in corso, nel frattempo, i controlli ufficiali minimi previsti dal Ministero e dalla Regione Sardegna. Quest'anno i veterinari della Asl ispezioneranno un campione di quasi 400 aziende ovicaprine, scelte a campione, per verificare la corretta registrazione e l'identificazione dei capi, indispensabile per poter accedere al regime di aiuti comunitari. «Per i capi da rimonta – concludono dal Servizio di Sanità animale della Asl Sassari – è ormai obbligatoria l'identificazione con il chip elettronico e con la marca auricolare/tatuaggio». (fonte)]]>
Ancora poche settimane per completare il censimento ovicaprino 2014. La Asl invita gli allevatori. Premi Agea solo ai censiti.]]>
Thu, 20 Mar 2014 14:01:55 +0100