Source: https://www.laleggepertutti.it/132671_dopo-quante-contestazioni-scatta-il-licenziamento
Timestamp: 2019-01-19 15:41:15+00:00
Document Index: 10960345

Matched Legal Cases: ['art. 1362', 'art. 225', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 225', 'art. 225', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Con un solo motivo la ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 1362 c.c., dell’art. 225 dei CCNL delle Aziende del terziario, distribuzione e servizi e dell’art. 7, ultimo comma, dello Statuto dei lavoratori, il tutto in relazione all’art. 360 n. 3
In particolare la ricorrente contesta l’interpretazione della suddetta norma collettiva data dalla Corte d’appello, secondo la quale la stessa prevede la possibilità di irrogare il licenziamento per recidiva a partire dalla quarta mancanza commessa entro l’anno solare, solo in occasione di una nuova specifica mancanza disciplinare. Ritiene, invece, la ricorrente che in base all’interpretazione letterale dei testo della norma si evince che la stessa non prevede in alcun modo che il licenziamento “per recidiva” debba essere associato ad una nuova mancanza disciplinare. Ma anche tenendo conto della volontà comune dei contraenti si perviene, secondo la ricorrente, alla soluzione che la recidiva rappresenta, al pari delle altre mancanze, un autonomo elemento costitutivo di una delle infrazioni disciplinari preventivamente individuate dal citato art. 225. La previsione contrattuale della recidica come autonomo elemento costitutivo di un illecito disciplinare comporta, secondo la difesa, che la stessa non deve essere intesa nella fattispecie come mero criterio di determinazione della sanzione proporzionata all’illecito contestato.
Infatti, il testo letterale della norma di cui all’art. 225 dei contratto collettivo nazionale di lavoro delle Aziende del Terziario, distribuzione e servizi, valido dall’1/1/2007 al 31/12/2010, non lascia alcuna ombra di dubbio laddove prevede il licenziamento senza preavviso, tra l’altro, per la “recidiva, oltre la terza volta nell’anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi”, per cui l’interpretazione datane dalla Corte di merito è rispettosa del suddetto canone interpretativo.
Al riguardo, questa Corte (Cass. Sez. lav. n. 7391 del 4/7/1991) ha, infatti, affermato che “il datore di lavoro, una volta esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti costituenti infrazioni disciplinari, non può esercitare una seconda volta, per quegli stessi fatti, ìl detto potere ormai consumato, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva. (Nella specie i giudici di merito avevano annullato il licenziamento intimato in base alla contestata recidiva per precedenti comportamenti già puniti con sanzione disciplinare, in assenza di un’autonoma infrazione attualmente sanzionabíle; la S.C. ha confermato tale decisione rilevando che in difetto di contestazione di una nuova infrazione il datore di lavoro non poteva riesaminare in sede disciplinare le precedenti mancanze, già colpite ciascuna da sanzioni di tipo conservativo, per applicare per quelle stesse infrazioni, sia pure unitariamente considerate, una più grave sanzione di carattere espulsivo).” (in senso conf. v. Cass. Sez. lav. n. 7523 del 27/3/2009)
30 Ago 2016 | di Redazione
Licenziamento per tante piccole e non gravi infrazioni