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Timestamp: 2020-01-19 05:15:44+00:00
Document Index: 159347649

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 43', 'art. 88', 'art. 95', 'art. 88', 'art. 348', 'art. 45', 'art. 359', 'art. 477', 'art. 485', 'art. 88', 'art. 68']

Scopri le ultime sentenze su: ricetta medica; distribuzione di farmaci soggetti a ricetta medica; responsabilità del farmacista; ricetta redatta sulla carta intestata del medico; esibizione di ricetta medica.
La ricetta medica ha natura attestativa del diritto all’esenzione dal pagamento dell’intero prezzo del farmaco e del diritto dell’interessato all’erogazione del medicinale.
1 Modalità di prescrizione dei farmaci a base di cannabinoidi
2 Divieto di pubblicità di medicinali non soggetti a prescrizione
3 Farmaco senza necessità di ricetta medica
4 Medicinali veterinari sottoposti a ricetta medica
5 Ricetta medica: l’esenzione dal pagamento dell’intero prezzo del farmaco
6 Vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica
7 Distribuzione di farmaci soggetti a ricetta medica
8 Eccezione galenica: cos’è?
9 Preparazione di medicinali su ricetta
10 Ricetta medica e prescrizione di un medicinale
11 Responsabilità del farmacista
12 Divieto di pubblicità dei medicinali veterinari dispensabili su ricetta medica
Modalità di prescrizione dei farmaci a base di cannabinoidi
Estinzione — a seguito di rinuncia al ricorso accettata dalla controparte costituita ai sensi dell’art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale — della questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 3, l. reg. Campania 8 agosto 2016, n. 27, censurato per violazione dell’art. 117, comma 3, Cost., nella parte in cui prevede che la prescrizione dei farmaci a base di cannabinoidi deve avvenire su ricettario a ricalco, anziché con ricetta medica non ripetibile e da rinnovarsi volta per volta come stabilito dall’art. 43, comma 9, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (ordd. nn. 6, 62, 171, 264 del 2016, 49, 65 del 2017) .
Corte Costituzionale, 20/10/2017, n.220
Divieto di pubblicità di medicinali non soggetti a prescrizione
Una conferma decisiva nel senso della inesistenza, nell’ordinamento italiano, del divieto di pubblicità presso il pubblico dei medicinali SOP si ricava dall’art. 88 della direttiva 2001/83/Ce, che ha stabilito in generale il divieto di pubblicità solo per determinate categorie di medicinali (quali quelli che possono essere forniti dietro presentazione di ricetta medica e quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope), dovendosi così desumere, a contrario, che la pubblicità deve intendersi sempre consentita per le restanti, alla luce dell’art. 95 (oggi 114) del Trattato istitutivo della Cee (tfUe), che consente agli Stati membri di introdurre limiti e restrizioni solo ove strettamente necessario per tutelare interessi prevalenti, quale quello della salute umana.
Pertanto, una legislazione che introducesse in via generale, in assenza di specifiche necessità, divieti ulteriori, travalicando i limiti tracciati dall’art. 88 cit., si esporrebbe al serio rischio di incompatibilità comunitaria.
Consiglio di Stato sez. III, 12/05/2017, n.2217
Farmaco senza necessità di ricetta medica
Bene è ritenuta la configurabilità del reato di cui all’art. 348 c.p. (abusivo esercizio di una professione) nella condotta costituita dalla somministrazione ad un cavallo, senza prescrizione del medico veterinario, da parte di soggetto privo di abilitazione professionale, di un farmaco antidolorifico, nulla rilevando in contrario che trattisi di farmaco c.d. “da banco”, acquistabile in farmacia senza necessità di ricetta medica.
Cassazione penale sez. III, 24/05/2016, n.5235
Medicinali veterinari sottoposti a ricetta medica
Le parafarmacie devono essere incluse nel catalogo dei servizi di pubblica utilità per i quali è consentita la deroga al generale divieto di installazione di insegne a bandiera nel centro storico di Firenze in quanto esse erogano un servizio volto a soddisfare bisogni connessi alla salute che, per molti versi, è assimilabile a quello svolto dalle vere e proprie farmacie.
Nelle parafarmacie è, infatti, possibile reperire farmaci la cui dispensazione non necessita di ricetta medica, presidi per l’automedicazione, medicinali veterinari anche sottoposti a ricetta medica ad esclusione degli stupefacenti di cui all’art. 45 d.P.R. n. 309 del 1990, servizi diagnostici come misurazione della pressione, esami delle urine etc., prenotazione delle visite specialistiche presso il S.s.n. e, al pari di quanto accade per le farmacie, i predetti servizi non si esauriscono in un mero scambio di natura commerciale fra venditore e cliente ma, data la loro rilevanza per la tutela del diritto alla salute, hanno un contenuto strettamente professionale, potendo essere erogati soltanto da soggetti particolarmente qualificati come i farmacisti che l’ordinamento nazionale, non a caso, considera come “persone esercenti un servizio di pubblica necessità” (art. 359 c.p.).
T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 21/03/2016, n.520
Ricetta medica: l’esenzione dal pagamento dell’intero prezzo del farmaco
Deve essere respinta la tesi difensiva dell’imputato, accusato del reato di cui agli art. 477 e 482 c.p. per aver formato falsamente una ricetta medica apparentemente rilasciata da un medico, utilizzata poi per l’acquisto di un farmaco contenente un principio attivo stupefacente, volta alla derubricazione del fatto nel reato di cui all’art. 485 c.p., atteso che la ricetta medica ha natura attestativa non solo del diritto all’esenzione dal pagamento dell’intero prezzo del farmaco, a cui è funzionale la redazione del documento sull’apposito modulo del servizio sanitario nazionale, ma più in generale del diritto dell’interessato all’erogazione del medicinale a cagione dell’accertato stato di malattia, al quale è riferibile anche la ricetta redatta sulla carta intestata del medico.
Cassazione penale sez. V, 13/01/2015, n.13509
Vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica
Il diniego dell’Asl e ministeriale nei confronti dell’istanza del titolare di “parafarmacia”, volta ad ottenere la vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica, è legittimo in quanto fondato non soltanto sul d.lg. n. 219 del 2006 e sul d.l. n. 223 del 2006 come conv. dalla l. n. 248 del 2006, sui farmaci di fascia C non soggetti a prescrizione medica, ma anche sul d.m. salute 18 aprile 2012 che ha individuato l’elenco dei farmaci per i quali permane l’obbligo di ricetta medica oltre alla non consentita vendita negli esercizi commerciali diversi dalle farmacie; legittimità confermata dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia dell’Ue con decisione n. 159 del 5 dicembre 2013.
T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 31/01/2014, n.278
Distribuzione di farmaci soggetti a ricetta medica
È legittima, oltre che compatibile con il diritto comunitario, la normativa italiana che riserva alle farmacie la distribuzione di farmaci soggetti a ricetta medica e non rimborsati dallo Stato; e ciò a garanzia anche di un approvvigionamento di medicinali sicuro e di qualità, tenuto conto che l’estensione alle parafarmacie avrebbe anche ripercussioni negative sull’effettività dell’intero sistema di pianificazione delle farmacie e, quindi, sulla sua stabilità.
Corte giustizia UE sez. IV, 05/12/2013, n.159
Eccezione galenica: cos’è?
L’eccezione galenica riguarda preparazioni estemporanee, allestite per unità e su ricetta medica, che giustificano una limitazione del diritto di esclusiva quando i farmaci esistenti sul mercato non sono in grado di curare un certo paziente, essendo necessario allestire un dosaggio diverso rispetto a quello contenuto nelle specialità medicinali offerte sul mercato.
Pertanto viola l’art. 88 l.i. chi, al di fuori delle condizioni indicate per l’eccezione galenica magistrale, realizzi un preparato sminuzzando specialità medicinali altrui sconfezionate.
Cassazione penale sez. fer., 29/08/2013, n.39187
Preparazione di medicinali su ricetta
In tema di tutela penale dei brevetti per specialità medicinali, la possibilità di invocare la cosiddetta “eccezione galenica” – ovvero la facoltà di preparazione in farmacia di medicinali in deroga alla esclusiva brevettuale – è ancorata alla sussistenza dei rigorosi presupposti (preparazione estemporanea, per unità e su ricetta medica) individuati dall’art. 68 d.lg. n. 30 del 2005.
(Fattispecie in cui la S.C. ha escluso l’applicabilità dell’eccezione, sia perché l’imputato aveva utilizzato due specialità medicinali in luogo del principio attivo indicato nella ricetta medica, sia perché quest’ultima era priva di un dosaggio personalizzato del medicinale idoneo a giustificare, per particolari esigenze terapeutiche, la deroga all’esclusiva brevettuale).
Ricetta medica e prescrizione di un medicinale
La spedizione, da parte di una farmacia, di una ricetta medica recante la prescrizione di un medicinale posto a carico del S.s.n. alle condizioni indicate nella nota CUF, senza che il medico prescrittore abbia indicato la nota di riferimento, non costituisce un’inosservanza della disciplina del servizio farmaceutico assoggettata all’accertamento della competente commissione aziendale, ma un inadempimento comportante l’addebito diretto alla farmacia del relativo corrispettivo, trattandosi della spedizione di una ricetta che contiene la prescrizione di un medicinale per legge non erogabile a carico del S.s.n.
T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 05/06/2013, n.2899
Va esclusa la responsabilità del farmacista per aver fornito, anche senza previa esibizione di ricetta medica, uno o più flaconi di un farmaco vasocostrittore, essendo il comportamento successivamente tenuto dal cliente – ovvero l’essersi recato pochi minuti dopo in altra farmacia per ottenere ulteriori dosi del medesimo medicinale e l’essersi poi appartato in una zona di campagna per assumerli contestualmente – del tutto eccezionale ed imprevedibile e, pertanto, tale da interrompere il nesso causale tra eventuale condotta colposa tenuta dai farmacisti ed evento morte.
Tribunale Palermo sez. III, 29/01/2013
Divieto di pubblicità dei medicinali veterinari dispensabili su ricetta medica
L’obiettivo del divieto di pubblicità rivolta al consumatore dei medicinali veterinari dispensabili su ricetta medica è di limitare le pressioni del cliente sul veterinario a prescrivere uno specifico farmaco che questi non riterrebbe il più adeguato o, ancor peggio, di bypassare il veterinario chiedendo al farmacista abituale di chiudere un occhio violando la normativa; ciò, tuttavia, non implica che debba ritenersi in contrasto con gli artt. 1 e 25 del CAP, in quanto volta ad aggirare tale divieto, la pubblicità istituzionale – riconoscibile dal nome o logo del professionista e dall’assenza di riferimenti ai prodotti – sviluppata da un’azienda di farmaci veterinari volti alla protezione degli animali dai parassiti nella quale venga attirata l’attenzione del consumatore attraverso il claim “fatelo meno, fatelo meglio, fatelo dal veterinario” associato ad un invito a rivolgersi ad un esperto (“chiedi”), invito che ha un effetto promozionale generale per la categoria dei prodotti e nessuna induzione alla richiesta di prescrivere lo specifico medicinale commercializzato dall’azienda medesima.
Giurì cod. aut. pubb.ria, 25/05/2018, n.42
Dany U ha detto:
12/01/2020 alle 23:46
La ricetta rossa viene chiamata così per i bordi colorati dei campi da compilare con i dati del paziente. Questa ricetta è di esclusivo appannaggio del medico dipendente di strutture sanitarie pubbliche (ospedali, Asl) oppure convenzionati con il servizio sanitario nazionale (medico di famiglia, pediatra) che la usano per prescrivere un farmaco, un esame diagnostico o di laboratorio, un trattamento medico o una visita specialistica a carico del servizio sanitario. Un medico che svolge anche attività privata, in uno studio in un ospedale in regime di intra moenia, non può in quel contesto prescrivere farmaci o altro a carico del servizio sanitario nazionale: quindi non può emettere la ricetta rossa, ma è obbligato a usare la ricetta bianca. In tal caso le medicine e le altre prestazioni sanitarie saranno interamente a carico del cittadino.