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Timestamp: 2019-01-18 20:45:17+00:00
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Comune di Enna: solo il 4 luglio il Cga di Palermo deciderà sul maxirisarcimento di 10 milioni di euro per la mancata realizzazione di un impianto fotovoltaico. Pubblichiamo il testo dell’ordinanza istruttoria | Liberamente Enna
Comune di Enna: solo il 4 luglio il Cga di Palermo deciderà sul maxirisarcimento di 10 milioni di euro per la mancata realizzazione di un impianto fotovoltaico. Pubblichiamo il testo dell’ordinanza istruttoria
Pubblicato il Gennaio 19th, 2018 Max Nessun commento
Il Cga di Palermo ha spostato a luglio la decisione definitiva sul maxi risarcimento richiesto dalla Società Agricola Cascio & C. per non aver potuto realizzare un impianto fotovoltaico nel territorio comunale.
Ha lamentato danni, riconosciuti con una sentenza di primo grado del Tar di Catania, valutabili attorno ai 10 milioni di euro. Come riferito nell’ultimo aggiornamento di giovedì sera il Cga di Palermo non ha emesso una sentenza ma un’ordinanza istruttoria non pronunciandosi quindi definitivamente. A questo riguardo ha fissato per l’ulteriore trattazione della causa l’udienza pubblica del 4 luglio 2018, alle ore 10. Nelle more il Cga ha richiesto una verificazione tecnica incaricando la competente Direzione Generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello sviluppo economico. Solo dopo questa relazione i giudici amministrativi di Palermo decideranno. Il Cga ha deciso anche di sospendere sino alla data della nuova udienza l’esecuzione della sentenza di primo grado. Questa grava come un macigno sulle casse comunali essendo il risarcimento quantificato in circa 10 milioni di euro.
Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’ordinanza del Cga di Palermo.
sul ricorso numero di registro generale 760 del 2017, proposto da:
Comune di Enna, in persona del Sindaco p.t………;
Società Agricola Cascio & C…….;
della sentenza del T.A.R. SICILIA – sezione staccata di CATANIA, sezione I, 8 giugno 2017 n. 1333, resa tra le parti, concernente il risarcimento del danno da ritardo del Comune di Enna nel rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione di un impianto fotovoltaico su serra.
Visti il ricorso in appello, con istanza cautelare di sospensione della sentenza, e i N. 00760/2017 REG.RIC. relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della Società Agricola Cascio & C.;
Relatori……………
la società agricola “Cascio Mario & C. in data 11.5.2010 chiese il rilascio dell’autorizzazione alla installazione di un impianto di energia fotovoltaica per serre di coltivazione; l’autorizzazione le fu negata con un primo atto dell’11.10.2010;
proposto ricorso avverso tale diniego, a seguito dell’ordinanza cautelare del Tar Sicilia – Catania, di accoglimento per carenza di motivazione, fu riaperto il procedimento adottando all’esito un nuovo diniego, con provvedimento del 6.3.2012;
con sentenza n. 861 del 2013 il Tar Sicilia – Catania, dichiarato improcedibile il primo ricorso, accolse il secondo annullando il secondo diniego e fissando un termine all’Amministrazione per il rilascio dell’autorizzazione, nominando da subito un Commissario ad acta che, con delibera 3.6.2013, ha poi rilasciato l’autorizzazione;
con un successivo (e terzo) ricorso la ditta Cascio ha chiesto la condanna del Comune di Enna al risarcimento dei danni asseritamente derivati dal tardivo rilascio dell’autorizzazione, assumendo che, a causa del ritardo accumulato, la realizzazione dell’impianto fosse divenuta antieconomica, al punto da rinunciarvi, essendo stata eliminata la tariffa incentivante precedentemente in vigore;
il Tar Sicilia – Catania, con sentenza n. 1333/2017, ha accolto la domanda, muovendo dal duplice presupposto che “l’autorizzazione avrebbe dovuto essere N. 00760/2017 REG.RIC. rilasciata dal Comune entro l’8.10.2010” e che “l’opera avrebbe potuto essere conclusa entro 7/8 mesi, esclusi dal calcolo i giorni festivi, ossia entro il 10.6.2011”, sicché, disposta CTU quanto alla quantificazione dei danni, sulla base della relazione del tecnico nominato, ha condannato il Comune al pagamento di euro 10.526.205,61 per danno da mancato guadagno;
il Comune di Enna ha proposto appello avverso la sentenza, censurandone l’erroneità sotto vari profili;
in punto di fatto ha sottolineato come il progetto assentito nel 2013 fosse radicalmente diverso da quello originario, di cui all’istanza dell’11.5.2010, come dimostrerebbe anche la riduzione del numero delle serre, e tutto questo impedirebbe di assumere tale data quale dies a quo per misurare il ritardo procedimentale imputabile all’amministrazione; nel senso che solamente in epoca successiva, per l’esattezza il 21.10.2011, la ditta avrebbe prodotto tutta la documentazione necessaria e che in origine era invece mancante;
di conseguenza, solo da tale ultima data andrebbe calcolato il termine di 150 giorni prescritto per legge per la conclusione del procedimento, che sarebbe scaduto il 19.3.2012, con la ulteriore conseguenza che a partire da tale momento occorrerebbe calcolare i giorni necessari alla costruzione dell’impianto, come anche il tempo necessario per ottenere la connessione all’Enel che, stando alla nota di tale ente dell’11.5.2010, sarebbe stato pari addirittura a 670 giorni lavorativi;
per cui, anche qualora il rilascio dell’autorizzazione a fronte del nuovo progetto fosse stato tempestivo, l’impianto non sarebbe entrato in funzione prima del 12.11.2014, quando oramai gli incentivi erano già venuti meno da oltre un anno (il 6.7.2013);
si è costituita l’originaria ricorrente, replicando diffusamente con articolata memoria difensiva, in primo luogo, in ordine alla decorrenza del ritardo procedimentale imputabile all’amministrazione, all’uopo qualificando la nota di riapertura del 24.5.2011 all’indomani della ricordata ordinanza cautelare, nei termini di un implicito provvedimento di autotutela e ribadendo come il (primo) N. 00760/2017 REG.RIC. progetto a suo tempo proposto fosse completo e andasse accolto entro la data del 24.8.2010;Ritenuto che:
è necessario approfondire una serie di elementi di fatto al fine di stabilire se, qualora il procedimento amministrativo fosse stato tempestivo (comportamento alternativo), l’originaria ricorrente avrebbe avuto una seria e qualificata possibilità di accedere al V conto energia, e quindi non avrebbe perduto la relativa tariffa incentivante (evento di danno), che, secondo la sua prospettazione, rappresenta, più della semplice autorizzazione, il bene della vita cui aspirava;
a tal fine è necessario disporre una verificazione tecnica, incaricando di tale incombente la competente Direzione Generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello sviluppo economico, nella persona del suo Dirigente generale, con facoltà di delega ad un dirigente di comprovata esperienza e indipendenza di giudizio, formulando i seguenti quesiti:(i) premessa una ricostruzione generale della disciplina concernente il V conto energia, con particolare riferimento alle condizioni, ai presupposti e ai termini per accedervi, accerti il verificatore se, qualora l’autorizzazione fosse stata rilasciata entro il 19.3.2012, la società odierna appellata sarebbe riuscita, secondo un calcolo probabilistico, ad accedere al beneficio in scadenza il 6.7.2013, ovvero entro tale data a costruire il relativo impianto e ad ottenere l’attivazione della connessione;
(ii) a tale fine ultimo, illustri il verificatore quali sono, nella generalità dei casi assimilabili a quello di specie, i tempi medi di realizzazione degli impianti del tipo di quello della società appellata e i tempi di attivazione della connessione, per poi confrontare tali dati generali con gli elementi concretamente e specificatamente ricavabili dalla documentazione di causa, ivi compresa la nota dell’Enel dell’11.5.2010 rinvenibile in atti;
(iii) relazioni inoltre il verificatore sulla vigenza nel tempo delle tariffe incentivanti, precisando se gli incentivi siano destinati a mutare nel tempo e mediamente N. 00760/2017 REG.RIC. secondo quale andamento, nonché sulle differenze tra il V conto energia, che in tesi il privato avrebbe perduto a causa del ritardo amministrativo, ed eventuali altre tariffe incentivanti che in epoca successiva quello stesso privato avrebbe potuto richiedere ed ottenere;
il verificatore eseguirà l’incarico avviando i lavori entro 30 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, dandone notizia alle parti e al Consiglio, proseguendoli nel contraddittorio tra le parti e i periti da esse eventualmente nominati, per poi depositare nei successivi 45 giorni, presso la Segreteria di questo Consiglio, a compimento dell’incarico, una documentata relazione tecnica in risposta ai quesiti sopra indicati;
è necessario liquidare a titolo di acconto la somma di euro 3.000,00 (tremila/00), da porre provvisoriamente a carico di parte appellante;Ritenuto, quanto alla istanza cautelare il cui esame era stato rinviato al merito, che:
sulla base degli elementi sinora rinvenibili, l’appello del Comune presenta apprezzabili profili di fondatezza sia quanto alla scansione temporale della vicenda procedimentale, in parte diversa da quella a fondamento della sentenza, sia per quanto concerne di conseguenza – quantomeno, riservata ogni valutazione sull’an – la misura del danno liquidata nel giudizio di primo grado;
sicché, nell’evidenza di un pregiudizio grave ed in tesi irreparabile derivante dall’immediata esecuzione della sentenza, in ragione dell’entità della somma liquidata e degli effetti che potrebbero riverberarsi nelle condizioni date sul bilancio comunale (v. doc. 2 allegato all’appello), appare prudente sospenderne gli effetti sino al compimento dell’istruttoria e alla decisione del merito dell’appello, accogliendo l’istanza cautelare; Riservata all’esito dell’istruttoria ogni altra decisione, anche sulle spese, e rinviata la causa all’udienza pubblica del 4 luglio 2018 alle ore 10.00
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede N. 00760/2017 REG.RIC. giurisdizionale, non definitivamente pronunciando, così provvede:
dispone gli incombenti istruttori nei termini di cui in motivazione;
fissa per l’ulteriore trattazione della causa l’udienza pubblica del 4 luglio 2018, alle ore 10.00;
sospende sino a tale data l’esecuzione della sentenza di primo grado.Manda alla Segreteria per la comunicazione alle parti e al verificatore.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018.