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Timestamp: 2020-06-02 17:41:34+00:00
Document Index: 6949127

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23050 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23050 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 17/09/2019, (ud. 07/05/2019, dep. 17/09/2019), n.23050
sul ricorso 13334-2017 proposto da:
P.A., S.A., elettivamente domiciliati in
ROMA VIA DEI MONTI PARIOLI, 44, presso lo studio dell’avvocato
ASCANIO PARENTE, che li rappresenta e difende, giusta procura in
avverso la sentenza n. 7773/2016 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
depositata il 01/12/2016;
07/05/2019 dal Consigliere Dott. RITA RUSSO;
PEDICINI ETTORE che ha concluso per l’accoglimento;
udito per i ricorrenti l’Avvocato P. che ha chiesto
1. – S.A. e P.A. hanno impugnato l’atto di variazione di accatastamento (c.d. riclassamento catastale) di due unità immobiliari di loro proprietà unitamente a N.A. (in questo giudizio intimata non costituita) site in (OMISSIS), e di un box sito in Roma via Gramsci, eseguito dall’Agenzia delle entrate ai sensi della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335.
2. – In primo grado il ricorso è stato rigettato e la CTR ha confermato la sentenza impugnata in rigetto dell’appello dei contribuenti.
Propongono ricorso per cassazione i contribuenti, affidandosi a tre motivi. Resiste con controricorso l’Agenzia.
3. – Con il primo motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione di legge ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, in relazione alla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e al D.P.R. n. 138 del 1998, art. 9; secondo la CTR il classamento sarebbe legittimo per il solo fatto che l’immobile si trovi inserito in una microzona di riferimento, mentre – lamentano i ricorrenti – è necessario, tenere conto delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dell’immobile; il giudice d’appello ha ritenuto legittimo accertamento basandosi solo sul fattore posizionale senza prendere in considerazione le censure esposte nel merito dalla difesa concernenti le caratteristiche intrinseche delle unità immobiliari. Con il secondo motivo del ricorso si lamenta la violazione e la falsa applicazione di legge sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione alla L. n. 212 del 2000, art. 7, per avere il secondo giudice ritenuto l’atto di accertamento sufficientemente motivato, mentre di contro esso mischia irrazionalmente presupposti di fatto e disposizioni legislative diverse ce ciò non consente di capire se il nuovo classamento è attuato al fine di superare le omogeneità esistenti nella microzona o se sono stati seguiti i principi dell’estimo comparativo. Con il terzo motivo di ricorso si lamenta la violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 4, in relazione all’art. 112 c.p.c. perchè l’ufficio ha del tutto trascurato che le caratteristiche intrinseche degli immobili non consentivano la revisione, e la CTR ha omesso di esaminare questo punto, oggetto specifico del secondo motivo di appello, supportato dalle fotografie in atti.
3.1 – I motivi possono essere esaminati congiuntamente, essendo fondati per quanto appresso si dirà.
La CTR ritiene legittimo l’accertamento in questione argomentando che l’avviso contenga tutto quanto necessario a mettere il contribuente in condizione di difendersi, ” che in esso si delimita il campo della pretesa impositiva con l’indicazione del ri-classamento dell’immobile e si dà atto dello scostamento, previsto dalla L. n. 311 del 2004, comma 335, art. 1, tra valore catastale e quello di mercato nella microzona, che in quanto superiore alla soglia di significatività del 35%, costituisce presupposto dell’operato accertativo”.
Inoltre la CTR ha ritenuto non necessari sopralluoghi preliminari e che l’aumento del classamento si verifichi indipendentemente dalle modifiche od opere di riqualificazione dell’immobile, per il solo fatto che l’immobile stesso si trova inserito in una micro zona di riferimento piuttosto che un’altra.
Così argomentando ha ritenuto che il mero riferimento alla microzona e al significativo scostamento tra i valori medi di mercato e il valore catastale, contenuto nell’avviso impugnato, sia una motivazione congrua e sufficiente ai fini della revisione del classamento operata in base alla L. n. 311 del 2004.
4. – La fattispecie di cui si tratta è una specifica ipotesi di revisione del classamento di un immobile urbano su iniziativa dell’amministrazione comunale, prevista dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, che così dispone: “La revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, è richiesta dai comuni agli Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Per i calcoli di cui al precedente periodo, il valore medio di mercato è aggiornato secondo le modalità stabilite con il provvedimento di cui al comma 339. L’Agenzia del territorio, esaminata la richiesta del comune e verificata la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale con provvedimento del direttore dell’Agenzia medesima”.
4.1. – La Corte costituzionale, con la sentenza n. 249 del 2017, nel respingere la eccezione di legittimità costituzionale avverso il peculiare strumento introdotto dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, afferma che l’obbligo della motivazione in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento. In particolare la Consulta ha osservato che “E’ bene ricordare, peraltro, che la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”.
Di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento in termini sintetici e quindi generici al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, senza specificare le fonti, i modi e i criteri con cui questi dati sono stati ricavati ed elaborati. Viceversa, l’atto deve contenere l’indicazione: a) degli elementi che hanno in concreto interessato una determinata microzona; b) di come essi incidano sul diverso classamento della singola unità immobiliare. Inoltre è importante che sia specificata la data alla quale fa riferimento la rilevazione della media dei valori medi catastali e la data della rilevazione della media dei valori di mercato. Senza una piena coincidenza delle date di rilevazione, le comparazioni tra zona e zona ipotizzate dalla norma perdono di significato e non dimostrano la capacità contributiva all’attualità.
Questa Corte (Cass. n. 10403/2019) ha già affermato che “anche la procedura prevista dal citato comma 335, pur a fronte del relativo presupposto, non può sottrarsi all’applicazione dei parametri previsti, in via ordinaria, dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 154, lett. e), il quale impone che si tenga conto, nel medesimo contesto cronologico, dei caratteri specifici di ciascuna unità immobiliare, del fabbricato e della microzona ove l’unità è sita, siccome tutti incidenti comparativamente e complessivamente alla qualificazione della stessa (Cass. n. 4712 del 09/03/2015). Ne consegue che non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non risultino gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) incidenti, in concreto, sul diverso classamento (Cass. n. 3156 del 17/02/2015, Cass. n. 22900 del 29/09/2017)”. Sussiste quindi la necessità che nell’avviso di accertamento l’obbligo motivazionale sia assolto in modo rigoroso, con la precisazione delle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione a modificare d’ufficio il classamento originario e non già facendo richiamo agli astratti presupposti normativi che hanno giustificato l’avvio della procedura (ex multis: Cass. 3156/2015, Cass. 22900/2017; Cass. 16368/2018; Cass. n. 361/2019)
4.2. – In definitiva, il contribuente, assoggettato all’iniziativa dell’ente, rivolta a modificare un quadro già stabilizzato di definizione della capacità contributiva, deve essere posto in condizione di poter compiutamente controllare e se del caso contestare – sul piano giuridico oltre che sul piano fattuale – la sussistenza dei presupposti per l’applicazione della revisione del classamento di cui alla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335. Ciò comporta un obbligo di motivazione che non può ritenersi assolto quando il provvedimento è motivato solo con riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento.
Così fissati i principi, non può dirsi che la CTR abbia fatto buon governo degli stessi e soprattutto non può dirsi che abbia reso una pronuncia conforme alla interpretazione costituzionalmente orientata della norma fornita dalla stessa Consulta. Le ragioni giustificatrici del riclassamento sono deboli nè può dirsi, diversamente da quanto ha ritenuto il giudice di appello, che sia stato assolto nell’avviso di accertamento in questione, impugnato dalla parte, l’obbligo motivazionale, di cui sopra si è detto.
5. – Ne consegue l’accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e decidendo nel merito – non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto – l’accoglimento dell’originario ricorso del contribuente.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito accoglie l’originario ricorso del contribuente. Compensa le spese dell’intero procedimento.
Così deciso in Roma, Camera di consiglio, il 7 maggio 2019.