Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/ucm?id=75BS5FRHT6CIR6NWLVK4YM5B4Q&q=
Timestamp: 2019-02-19 13:19:39+00:00
Document Index: 57814183

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 81', 'art. 216', 'art. 36', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 12', 'art. 136', 'art. 9', 'art. 83', 'art. 216', 'art. 36', 'art. 81', 'art. 47', 'art. 83', 'art. 216', 'art. 36', 'art. 47', 'art. 83']

Consorzio Stabile Punta Campanella, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Barbara Del Duca, con domicilio eletto presso il suo studio in Napoli, via Cesario Console, 3;
Acqua Campania s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Fabio Rossi, con domicilio eletto presso il suo studio in Napoli, via Carducci, 37;
del provvedimento del 9 maggio 2017 prot. n. 790/2017 di esclusione della ricorrente dalla procedura di gara volta all'affidamento dei lavori di “Ristrutturazione funzionale dell’Acquedotto Campano. Sistema di alimentazione della penisola Sorrentina e dell’Isola di Capri. Rifunzionalizzazione del sistema di adduzione da Angri a Gragnano e alimentazione dei Comuni di Casola e Gragnano”.
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Acqua Campania s.p.a.;
A sostegno del gravame parte ricorrente deduce un unico motivo di diritto con il quale, in sintesi, assume l’ultravigenza della disciplina prevista in materia dal D.Lgs. n. 163/2006, nelle more dell’adozione delle linee guida Anac (rectius del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare, su proposta dell'Anac) circa i requisiti che devono essere posseduti dai concorrenti. Tanto in forza dell’art. 83, comma 2 ultimo periodo, del D.Lgs. n. 50/2016 dal quale si evince che, fino all’adozione delle predette linee guida, continua ad applicarsi l’art. 81 del D.P.R. n. 207/2010 (cfr. art. 216, comma 14, del D.Lgs. n. 50/2016) il quale, sua volta, rinvia all’art. 36, comma 7 del previgente codice appalti di cui al D.Lgs. n. 163: applicando tale previsione (“Il consorzio stabile si qualifica sulla base delle qualificazioni possedute dalle singole imprese consorziate”), il Consorzio ricorrente potrebbe legittimamente usufruire delle certificazioni possedute dalla propria impresa consorziata.
L’amministrazione rileva che il previgente art. 47, comma 2, del D.Lgs. n. 50/2016, prima della novella attuata con il correttivo D.Lgs. 56/2017, recitava “Per i primi cinque anni dalla costituzione, ai fini della partecipazione dei consorzi di cui all'articolo 45, comma 2, lettera c), alle gare, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi previsti dalla normativa vigente posseduti dalle singole imprese consorziate esecutrici, vengono sommati in capo al consorzio”. Quindi, prosegue l’ente, la disposizione di favore operava solo per i consorzi neocostituiti e non poteva viceversa applicarsi al Consorzio ricorrente il quale è stato istituito nel 2000, quindi da più di 5 anni.
Acqua Campania s.p.a. aggiunge che l’istante non potrebbe giovarsi della novella - siccome approvata solo dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte (12 aprile 2017) - di cui al D.Lgs. n. 56 del 19 aprile 2017 che ha modificato l’art. 47 del D.Lgs. n. 50/2016 (“I consorzi di cui agli articoli 45, comma 2, lettera c), e 46, comma 1, lettera f), al fine della qualificazione, possono utilizzare sia i requisiti di qualificazione maturati in proprio, sia quelli posseduti dalle singole imprese consorziate designate per l'esecuzione delle prestazioni, sia, mediante avvalimento, quelli delle singole imprese consorziate non designate per l'esecuzione del contratto. Con le linee guida dell'ANAC di cui all'articolo 84, comma 2, sono stabiliti, ai fini della qualificazione, i criteri per l'imputazione delle prestazioni eseguite al consorzio o ai singoli consorziati che eseguono le prestazioni”).
Preliminarmente occorre dare atto che il ricorso depositato in atti in data 9.06.2017, pur redatto in formato nativo digitale conforme al disposto dell’art. 12 lett. a) delle specifiche tecniche (Allegato A del D.P.C.M. n. 40/2016), è privo di sottoscrizione con firma digitale, in violazione dell’art. 136 comma 2 bis del c.p.a. e dell’art. 9, comma 1, del D.P.C.M. n. 40/2016 (Regolamento recante le regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo). Infatti, benché l’atto riporti a margine l’indicazione “firmato digitalmente da Barbara Del Duca”, il software Adobe Acrobat Reader in dotazione non ha rilevato l’esistenza della firma digitale a conferma del fatto che lo stesso non risulta sottoscritto secondo le disposizioni sul p.a.t. e del Codice dell’amministrazione digitale.
Ebbene, l’operatività del “cumulo alla rinfusa” per i consorzi stabili non può ritenersi, allo stato, venuto meno nel nuovo quadro ordinamentale conseguente alla entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al D.Lgs. n. 50/2016. Sotto tale profilo, va condiviso il ragionamento di parte ricorrente che, a sostegno di tale ermeneutica, trae argomenti dall’art. 83, comma 2, e dall’art. 216, comma 14, del citato decreto che sanciscono la vigenza del descritto principio - nelle more dell’adozione di specifiche disposizioni ministeriali su proposta dell’Anac - scolpito dall’art. 36, comma 7, del D.Lgs. n. 163/2006, richiamato a sua volta dall’art. 81 del D.P.R. n. 207/2010 (T.A.R. Lazio, Roma, n. 1324/2017).
Non ha pregio la tesi difensiva dell’amministrazione appaltante che limita l’applicazione del beneficio esclusivamente ai Consorzi stabili costituiti da non più di 5 anni - situazione nella quale non versa il Consorzio ricorrente - in virtù dell’art. 47, comma 2, del nuovo codice appalti vigente ratione temporis, antecedente alla novella attuata con il decreto correttivo D.Lgs. n. 56/2017.
Ed invero, il ragionamento seppur corretto in teoria, non esclude che vi sia contrasto tra disposizioni che ammettono il “cumulo alla rinfusa” incondizionatamente e a prescindere dalla data di costituzione del consorzio stabile (i citati art. 83, comma 2, art. 216, comma 14, del D.Lgs. n. 50/2016 ed il previgente art. 36, comma 7, del D.Lgs. n. 163/2006) e quella che, viceversa, ne ammette l’applicazione solo ai consorzi neocostituiti (art. 47, comma 2, prima della novella del 2017). In presenza di tale contrasto, va preferita l’interpretazione che salvaguardia la massima partecipazione delle imprese alle gare ad evidenza pubblica coerentemente, tra l’altro, con la previsione contenuta nell’art. 83, comma 2, del D.Lgs. n. 50/2016 che, nel prescrivere che i requisiti e le capacità per le qualificazioni devono essere attinenti e proporzionali all'oggetto dell'appalto, richiama l’interesse pubblico “ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione”.
Olindo Di Popolo,	Consigliere