Source: http://www.geometrian.it/catasto-fabbricati-rurali-obblighi-sanzioni-ravvedimento/
Timestamp: 2020-04-09 05:18:04+00:00
Document Index: 94010907

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 3', 'art.4', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 1']

CATASTO & FABBRICATI RURALI: obblighi, sanzioni e ravvedimento - Collegio Geometri Ancona
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CATASTO & FABBRICATI RURALI: obblighi, sanzioni e ravvedimento
L’evento formazione che si è tenuto a Jesi il 16.11.2017 nella cornice del Hotel Federico II, organizzato dal Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati, è stato un appuntamento al quale ho partecipato con vero piacere. Riproposto quasi ogni anno con lo scopo di acquisire crediti formativi per l’aggiornamento professionale, mi ha permesso di incontrare gran parte dei tecnici che negli anni passati affollavano i nostri Uffici. Oggi grazie all’aggiornamento tecnologico è possibile l’invio e la ricezione dal proprio ufficio di documenti catastali e si sono ridotte le visite.
Il progresso tecnologico e l’ammodernamento della pubblica amministrazione ha portato notevoli cambiamenti in ordine alla indiscutibile snellezza delle procedure, incrementando la rapidità nell’esecuzione delle stesse, dell’accettazione e protocollazione dei documenti riducendone i tempi di risposta.
Gli argomenti trattati al convegno hanno riguardato i Fabbricati Rurali, il ravvedimento operoso e gli obblighi dichiarativi.
Prima di entrare nel vivo della questione vorrei partire dall’inquadramento normativo, con richiami alle principali disposizioni relative alla ruralità che si sono succedute negli anni passati, antecedenti la riforma con le disposizioni di legge e la prassi adottata, tralasciando le nozioni in merito ai criteri per riconoscere i requisiti di ruralità, in quanto materia già dibattuta.
Il regio decreto legge del 13 aprile 1939, n. 652, che ha istituito il nuovo catasto edilizio urbano, all’art. 6 prevedeva che “Non sono soggetti a dichiarazione: a) i fabbricati rurali già censiti nel catasto terreni;”.
Questi, pertanto, rimanevano censiti al catasto terreni, senza attribuzione di rendita. La rendita, infatti, veniva ricompresa nel “Reddito dominicale”, considerata come azienda agraria comprensiva di particelle di terreno e fabbricati nel loro insieme produttivi di reddito, cioè unico organismo produttivo.
I fabbricati nuovi ed ogni altra stabile costruzione nuova che debbono considerarsi immobili urbani, a norma dell’art. 4, devono essere dichiarati all’Ufficio tecnico erariale entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono divenuti abitabili o servibili all’uso cui sono destinati “…omissis ai sensi dell’art. 28. I soggetti titolari sono obbligati a denunciare, nei modi e nei termini da stabilirsi col regolamento, le variazioni nello stato e nel possesso dei rispettivi immobili, le quali comunque implichino mutazioni art. 20”.
Con il D.L. 30 dicembre 1993, n. 557, art. 9, convertito nella legge 26 febbraio 1994, n. 133, fu disposta la inventariazione nel catasto edilizio urbano anche delle costruzioni rurali. Per questa implementazione di oggetti, il catasto edilizio urbano si sarebbe denominato, “catasto dei fabbricati”.
Successivamente fu emanato il regolamento di esecuzione con decreto del Ministro delle Finanze del 2 gennaio 1998, n. 28, per l’attuazione della norma, il quale dispose che le modalità per l’accatastamento dei fabbricati rurali di nuova costruzione o variati sono le stesse previste per i fabbricati urbani. L’art. 2 sancì l’obbligo di denunciare in catasto autonomamente le abitazioni e gli altri immobili strumentali all’esercizio dell’attività agricola.
Altro aspetto importante è quello contenuto nell’art. 3 che invece esclude dall’obbligo di accatastamento gli immobili privi di ordinaria autonoma suscettibilità reddituale e sono:
a) manufatti con superficie coperta inferiore a 8 mq.;
e) tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 mc.;
f) manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo (esclusi i casi particolari dell’art.4).
Contestualmente è stata anche istituita una nuova categoria catastale, la D10 “Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole” con il Decreto Ministeriale 139/98, attuativo della legge 662/96, art. 3 comma 156 e definiti i criteri per il possesso dei requisiti di ruralità.
Ai sensi dell’art. 34-quinquies, comma 2, del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, sono stati ridefiniti i termini entro cui dichiarare le nuove costruzioni e sono divenute abitabili o servibili all’uso cui sono destinate e le variazioni dal momento in cui esse si sono verificate che è di 30 giorni.
Con il decreto legge 6/12/2011 n. 201, convertito con Legge del 22 dicembre 2011 n. 214, all’articolo 13, comma 14 – bis, il legislatore ha consentito il permanere del classamento originario nelle categorie ordinarie A e C per le costruzioni rurali ad uso abitativo e strumentale, lasciando inalterata la cat. D10, annullando quindi il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 convertito con legge 12 luglio 2011, n. 106 che riconosceva la ruralità alle sole categorie A/6 e D10. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 26/7/2012 sono state stabilite le modalità per l’inserimento negli atti catastali della sussistenza del requisito di ruralità. L’Agenzia del Territorio ha recepito le ultime novità normative con la circolare attuativa n. 2 del 7/8/2012.
All’art. 13 comma 14-ter la norma stabiliva così un tempo massimo entro il quale accatastare tutti i fabbricati rurali iscritti al Catasto Terreni, cioè entro il 30 novembre 2012. Pertanto, il tardivo accatastamento faceva scattare la sanzione art. 13 comma 14-quater, da un minimo di 1032 € ad un massimo di 8064 €.
Nello stesso decreto legge sono state definite le modalità di dichiarazione dei fabbricati rurali che posseggono i requisiti di ruralità, già censite nelle categorie ordinarie, consentendo la presentazione di una “Domanda di ruralità”, con allegata “autocertificazione” da parte del titolare di diritti reali in possesso dei requisiti, con il termine ultimo del 30 settembre 2012.
Fatte le seguenti premesse, si ritiene utile definire le modalità attuali di accatastamento distinguendo i fabbricati rurali che mantengono i requisiti di ruralità da quelli che l’hanno persi, tranne le eccezioni che permangono al catasto terreni (DM 28/98).
Innanzitutto occorre presentare il tipo mappale per l’inserimento in mappa del perimetro del fabbricato, redatto con la procedura PREGEO, per poi procedere alla dichiarazione delle unità immobiliari per il censimento al catasto urbano, redatto con la procedura DOCFA – DM 701/94 – da parte di un tecnico professionista abilitato.
I fabbricati censiti al Catasto terreni (ad esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione ai sensi dell’art. 3 comma 3 DM n. 28/1998) che debbono essere censiti al catasto dei fabbricati con le seguenti destinazioni sono:
fabbricato promiscuo (278),
fabbricato rurale (279),
fabbricato rurale diviso in subalterni (281),
porzione da accertare di fabbricato rurale (284),
porzione di fabbricato rurale (287),
porzione rurale di fabbricato promiscuo (288).
Per i fabbricati che mantengono i requisiti di ruralità, occorre servirsi del software Docfa aggiornato alla versione 4.00.4, in quanto obbligatoria dal 1/10/2017, utilizzando la tipologia documento “Dichiarazione presentata ai sensi dell’art. 13, comma 14-ter, del DL 201/2011”, mentre si deve usare la tipologia documento “Dichiarazione fabbricato rurale DM 26/7/2012” per le nuove costruzioni e per le denunce di variazione nel passaggio dalle categorie D, alla categoria D10.
Per entrambe le tipologie di immobili occorre allegare le necessarie Autocertificazioni, quali gli allegati B “Dichiarazione sostitutiva atto notorietà per le abitazioni rurali “, e gli allegati C “Dichiarazione sostitutiva atto notorietà per i fabbricati strumentali . Le documentazioni debbono essere compilate in ogni parte, datate e firmate allegando la fotocopia del documento di riconoscimento del titolare di diritto reale (DPR 28 dicembre 2000, n. 445). Nella Relazione tecnica del programma Docfa deve essere indicato il possesso dei requisiti di ruralità e la presenza degli allegati autocertificati.
Nel primo caso di tipologia documento, il sistema abilita la compilazione del campo “Data scadenza termine” ed il professionista può selezionare la seguente data: – 30 novembre 2012 -. Tale dispositivo può essere utilizzato se ancora è possibile produrre il ravvedimento operoso, da utilizzare soltanto se non ancora ricevuta la notifica della sanzione (inviate massivamente nei giorni scorsi). Una volta inserita in atti la denuncia nella modalità suesposte in banca dati, comparirà la dicitura “Richiesta di ruralità – classamento e rendita proposti (D.M. 701/94)”.
I fabbricati rurali che invece hanno perso i requisiti debbono essere trattati nel documento digitale con la tipologia documento “Fabbricato ex rurale – art. 2, comma 36 o 37, DL 262/06” indicando nella “data di ultimazione dei lavori”, la data di perdita dei requisiti di ruralità e nel quadro «Note relative al documento o relazione tecnica» indicando sinteticamente le circostanze che l’hanno causata e che tale riferimento temporale corrisponde alla data di perdita di requisiti di ruralità. In questo modo si possono presentare due casi: se l’immobile ha perso i requisiti ante 1/12/2011 le sanzioni sono prescritte; se l’immobile ha perso i requisiti successivamente a tale data ci si può avvalere del ravvedimento operoso, con le modalità ordinarie.
Coloro che provvedono al pagamento della sanzione spedita dall’Ufficio non possono rimanere inerti nell’accatastare il bene soggetto a tali procedure.
L’Agenzia, infatti, con una comunicazione ai sensi dell’art. 1 comma 277 della legge 244/2007, potrà procedere all’azione di surroga qualora la parte non provveda nei 90 giorni successivi.
Infine, ritengo utile segnalare che vi sono adempimenti semplificati per la procedura di iscrizione dei requisiti di ruralità, così come la cancellazione, in particolare per le unità immobiliari urbane già accertate al catasto fabbricati nelle categorie ordinarie. I moduli forniti dall’Agenzia delle Entrate sono: “Richiesta di iscrizione negli atti del catasto della sussistenza del requisito di ruralità” e “Richiesta di cancellazione dell’annotazione relativa alla ruralità”. Entrambi debbono avere distinte autocertificazioni allegate.
Onde evitare che scattino le sanzioni obbligatorie per tardiva dichiarazione, è necessario però che vengano prodotte entro i 30 giorni dalla decorrenza. Anche in questi casi ci si può avvalere del ravvedimento operoso.
Tale dispositivo permette la riduzione della sanzione, calcolata con il minimo edittale, di 1/10 entro i 90 gg dalla decorrenza, di 1/8 entro un anno, di 1/7 entro 2 anni e 1/6 entro i termini di prescrizione.
In tutti gli altri casi e per le categorie D che invece perdono i requisiti di ruralità è obbligatorio redigere una denuncia di variazione Docfa ai sensi del DM 701/94.
In conclusione, ritengo che momenti di incontro come questo cui ho partecipato siano proficui per l’approfondimento, l’analisi e il confronto con gli addetti ai lavori, nella trattazione di argomenti attuali.
di Paolo Carloni