Source: https://www.mysolution.it/lavoro/informazioni/notizie-del-giorno/?date=31-01-2020
Timestamp: 2020-02-22 22:03:07+00:00
Document Index: 5832356

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2094', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 54', 'art. 2103', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 1']

Notizie del 31 gennaio 2020
Svolgimento dell'attività giornalistica in modo esclusivo e natura subordinata del rapporto di lavoro
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione - con sentenza del 28 gennaio 2020, n. 1867 - hanno confermato la natura subordinata del rapporto di lavoro del collaboratore fisso, iscritto all'elenco dei pubblicisti ma che svolge l'attività giornalistica in modo esclusivo, attraverso una collaborazione continuativa, con vincolo di dipendenza e responsabilità di un servizio.
Com'è noto, l'art. 2094 cod. civ. recita "È prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore".
Il tratto tipico della subordinazione è, pertanto, l'assoggettamento del lavoratore alle altrui direttive, con obbligo per il lavoratore di eseguire personalmente la prestazione che si presume effettuata a titolo oneroso.
Al riguardo, le Sezioni Unite - nel richiamare i tratti essenziali della subordinazione - hanno precisato che, ai fini del riconoscimento dello status di giornalista, non devono farsi distinzioni tra l'iscrizione nell'elenco dei professionisti, ovvero dei pubblicisti, in quanto entrambe le figure sono iscritte all'albo dei giornalisti.
Sentenza 28 gennaio 2020, n. 1867
Natura subordinata del rapporto di lavoro del collaboratore fisso
Lazzara vicepresidente dell'Inail: c'è l'ok della Commissione Lavoro del Senato
Nei giorni scorsi la Commissione Lavoro del Senato ha espresso parere favorevole alla proposta – avanzata dal Presidente del Consiglio, Conte – di nominare il professor Paolo Lazzara vicepresidente dell'Inail.
La procedura è disciplinata dalla Legge 24 gennaio 1978, n. 1 , che disciplina il controllo parlamentare sulle nomine negli enti pubblici.
Parere su nomine
INPS: il nuovo modello di accesso al servizio di informazione di primo livello mediante prenotazione esclusiva
L'INPS - con Circolare del 29 gennaio 2020, n. 8 - ha definito il nuovo modello di accesso al servizio di informazione di primo livello mediante prenotazione esclusiva, dopo la sperimentazione introdotta dalla Circolare n. 103/2019 .
Al riguardo, si ricorda che la prenotazione di un accesso agli sportelli del Front End può essere effettuata tramite uno dei seguenti canali:
• App INPS Mobile, disponibile per sistemi Android e iOS;
• Portale internet dell’Istituto (www.inps.it);
• Contact Center (servizio automatico vocale o con operatore);
• Reception o sportello veloce presso le Strutture territoriali.
L’orario di apertura al pubblico per l’informazione di primo livello, su tutti i servizi dell’Istituto, è fissato in un numero minimo di 20 ore settimanali, con una fascia minima oraria giornaliera obbligatoria, articolate come segue:
per n. 4 giorni: apertura dalle ore 8.30 alle ore 12.30;
per n. 1 giorno: apertura dalle ore 12.30 alle ore 16.30.
L’orario in questione entrerà in vigore a partire dal 16 marzo 2020, per le strutture che si saranno già adeguate al sistema di standardizzazione.
Circolare 29 gennaio 2020, n. 8
Accesso al servizio di informazione di primo livello mediante prenotazione esclusiva
Chiarimenti sul trattamento pensionistico di vecchiaia anticipata per i dipendenti pubblici
L'INPS - con Circolare del 30 gennaio 2020, n. 10 - ha chiarito i riflessi applicativi dell’art. 2, comma 5, D.L. n. 101/2013 nei confronti dei dipendenti delle pubbliche Amministrazioni, iscritti presso il fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria e titolari di assegno ordinario di invalidità.
Com'è noto, i requisiti e le condizioni per il conseguimento del trattamento pensionistico della vecchiaia anticipata sono:
l’accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80%;
il compimento dell’età anagrafica (55 anni per le donne, 60 anni per gli uomini) adeguata agli incrementi alla speranza di vita (per gli anni 2019 e 2020, gli incrementi applicati sono pari a 12 mesi);
la maturazione dell’anzianità contributiva minima di 20 anni nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
il decorso di 12 mesi dalla data di maturazione del requisito (anagrafico, contributivo o sanitario) da ultimo perfezionato.
Rispetto alla tematica in oggetto, il Dip. Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiarito che "Qualora il dipendente decida di non esercitare subito il diritto all’accesso alla pensione di vecchiaia, l’Amministrazione manterrà il rapporto di lavoro fino al compimento dell’età limite ordinamentale di 65 anni. Al raggiungimento di tale età, in considerazione della previa maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia anticipata, l’amministrazione potrà collocare a riposo il dipendente, contando sulla conversione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia".
Circolare 30 gennaio 2020, n. 10
Limite ordinamentale per i dipendenti delle pubbliche Amministrazioni
Determinato per il 2020 il limite minimo di retribuzione giornaliera per la generalità dei lavoratori dipendenti
L'INPS - con Circolare del 29 gennaio 2020, n. 9 - ha comunicato, relativamente all’anno 2020, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
Nel dettaglio, considerato che, nell'anno 2019, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall'Istat, è stata pari allo 0,5%, nella tabella che segue si riportano i limiti di retribuzione giornaliera ragguagliati a € 48,98 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1° gennaio 2020, pari a € 515,58 mensili) se di importo inferiore.
Anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale trova applicazione, in materia di minimale ai fini contributivi, l'art. 1, comma 1, D.L. n. 338/1989.
La retribuzione così determinata deve, peraltro, essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall’art. 11, D.Lgs. n. 81/2015 che fissa il criterio per determinare un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale.
Al riguardo, nell’ipotesi di orario di 40 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni private), il procedimento del calcolo per determinare la retribuzione minima oraria è il seguente: € 48,98 x 6 /40 = € 7,35.
Qualora, invece, l’orario normale sia di 36 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alla Gestione pubblica), articolate su cinque giorni, il procedimento del calcolo è il seguente: € 48,98 x 5 /36 = € 6,80.
Circolare 29 gennaio 2020, n. 9
Determinazione per l'anno 2020 del limite minimo di retribuzione giornaliera
Leggi anche Italia Oggi, Il minimale per il calcolo dei contributi sale a 1.273 euro, di Leonardo Comegna
NEWS - INAIL, INFORTUNIO SUL LAVORO
Infortunio sul lavoro e responsabilità del dirigente delegato alla manutenzione
La Cassazione - con sentenza del 27 gennaio 2020, n. 3184 - ha precisato che, in caso di infortunio al dipendente di un'azienda, il dirigente delegato alla manutenzione degli impianti deve essere assolto dall'imputazione di lesioni personali colpose, in quanto lo stesso è mero organo tecnico privo di autonomia decisionale.
Com’è noto, i presupposti perché si possa parlare di infortunio sono:
l’evento traumatico dal quale deriva una lesione alla salute del lavoratore o la sua morte;
il collegamento tra questo evento e lo svolgimento dell’attività lavorativa;
la durata dell’inabilità al lavoro di più di tre giorni;
la c.d. causa violenta.
Nel caso in specie, la Suprema Corte - pur riconoscendo la sussistenza dell’infortunio sul lavoro - ha affermato che il dirigente non deve essere condannato, in quanto non assume alcuna posizione di garanzia sulla sicurezza dei dipendenti, essendo tenuto a concordare con il datore di lavoro ogni piano di interventi da realizzare.
Sentenza 27 gennaio 2020, n. 3184
In GU indici Istat di dicembre 2019
Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli indici Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati relativi al mese di dicembre 2019, ai sensi dell'art. 81 della Legge 27 luglio 1978, n. 392 e dell'art. 54 della Finanziaria 1998 (Legge 27 dicembre 1997, n. 449).
Comunicato 30 gennaio 2020
Indici dicembre 2019
Illegittimità del licenziamento per g.m.o. ed onere di repêchage
La Cassazione - con ordinanza del 27 gennaio 2020, n. 1802 - ha ritenuto illegittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del quadro direttivo, qualora il datore di lavoro non sia in grado di provare l'impossibilità di ripescaggio dello stesso.
Al riguardo, è opportuno ricordare che l'obbligo di repêchage va riferito alle attitudini ed alla formazione di cui il lavoratore è dotato al momento del licenziamento con esclusione dell'obbligo per il datore di un'ulteriore o diversa formazione al lavoratore per salvaguardare il suo posto di lavoro (tale criterio deve, comunque, essere considerato alla luce delle disposizioni contenute nell'art. 2103 c.c., che fanno menzione di un dovere di formazione specifica connessa con l'adibizione a mansioni diverse, anche inferiori).
Nella sentenza in commento, la Suprema Corte ha precisato che, ai fini della suddetta prova, il datore di lavoro è tenuto a dimostrare l'impossibilità di reimpiego anche in mansioni inferiori (ricomprese nella sua professionalità) che lo stesso si sia reso disponibile a svolgere.
Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1802
Illegittimità del licenziamento e onere di repechage
I chiarimenti del MiSE su contratto di rete tra professionisti e reti miste
Il Ministro dello Sviluppo Economico - con parere del 28 gennaio 2020, prot. n. 23331 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito al contratto di rete tra professionisti e reti miste, con particolare riferimento alla ammissibilità e pubblicità.
Al riguardo, il MiSE ha chiarito che la previsione normativa che limitava ai soli imprenditori la possibilità di costituire e partecipare a contratti di rete è stata superata dall'art. 12, comma 3 , legge n. 81/2017 che recita "... è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all’art. 3, commi 4-ter e seguenti, del D.L. n. 5/2009 (Legge n. 33/2009), con accesso alle relative provvidenze in materia".
Pertanto, è consentito ai soggetti ex art. 1 , Legge n. 81/2017 (con esclusione dunque delle imprese e dei piccoli imprenditori) di:
costituire reti (quindi, possibilità di creare reti “pure” di professionisti);
partecipare a contratti di rete misti (con lavoratori autonomi affiancati ad imprese).
Parere 28 gennaio 2020, n. 23331
Contratti di rete tra professionisti
NEWS - RIFORME
Anche nuove norme sul lavoro nel “Collegato agricolo”
“Semplificazione, competitività, qualità e tutela del consumatore, lavoro agricolo, pesca: sono queste le cinque aree di azione intorno a cui stiamo costruendo il Collegato agricolo che presenteremo nei prossimi giorni alle organizzazioni di settore e al Parlamento”: lo ha annunciato la Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, intervenendo alla Giornata inaugurale di FierAgricola.
La Ministra ha poi sottolineato che il Collegato “è l'occasione per scrivere pagine importanti di futuro dell'agricoltura”.
Comunicato Stampa 29 gennaio 2020