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Timestamp: 2019-03-26 06:41:47+00:00
Document Index: 113014632

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 411', 'art. 412', 'art. 2113', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 92', 'art. 14', 'art. 37', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 30', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 30', 'art. 28', 'art. 33', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 44', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 2119', 'art. 26', 'art. 91', 'art. 123', 'art. 17']

Commercio - Confcommercio: CCNL, 28 marzo 1987
Data firma: 28 marzo 1987
Parte I - Sistema di relazioni sindacali
Titolo V Contratti di formazione e lavoro
Titolo VIII Tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori
Titolo IX Riposo settimanale. Festività e permessi retribuiti
Titolo XVIII Anzianità di convenzionale
Allegato 2 - Dichiarazione della Confcommercio in merito all’istituzione di un fondo di assistenza sanitaria in favore dei quadri
Allegato 3 - Protocollo aggiuntivo delle Organizzazioni sindacali sui quadri
Allegato 4 - Dichiarazione congiunta
Allegato 5 - Trattamento di malattia nelle Province di Trieste e Gorizia
Allegato 6 - Fondo di solidarietà
Allegato 7 - Priorità per la concessione di anticipazioni del trattamento di fine rapporto
Capitolato delle prestazioni assistenziali
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da aziende commerciali ed ausiliarie del commercio (Confcommercio)
L’anno 1987, il giorno 28 del mese di marzo in Roma, tra la Confederazione generale italiana del commercio e del turismo e la Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Alberghi, Mense e Servizi (Filcams-Cgil), con l’assistenza confederale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil) la Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali, Affini e del Turismo (Fisascat), con l’intervento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl), l’Unione Italiana Lavoratori Turismo, Commercio e Servizi (Uiltucs) e con la partecipazione della Unione Italiana del Lavoro (Uil) con la partecipazione della consulta quadri; visti il CCNL per i dipendenti da aziende commerciali, stipulato in data 18 marzo 1983 e il relativo Accordo nazionale di rinnovo siglato in data 28 marzo 1987 si è stipulato il presente Contratto collettivo di lavoro per i dipendenti da aziende del terziario: distribuzione e servizi, composto di:
- Parte I (IX titoli, 29 articoli);
- Parte II (XXXI titoli, 140 articoli);
- 8 allegati;
- 5 tabelle.
Le parti, nel rispetto della piena autonomia imprenditoriale e ferme restando le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OO.SS., consapevoli dell’importanza del ruolo delle relazioni sindacali per il consolidamento e lo sviluppo delle potenzialità del terziario della distribuzione e dei servizi al mercato e alle imprese, sia sotto l’aspetto economico-produttivo, sia con riferimento alla occupazione, convengono di realizzare un sistema di relazioni sindacali e di informazioni coerente con le esigenze delle aziende e dei lavoratori del settore e funzionale all’individuazione e all’esaltazione degli aspetti innovativi espressi nelle diverse tipologie settoriali ed aziendali anche con riferimento ai riflessi sull’organizzazione del lavoro.
A tal fine, le Organizzazioni firmatarie esprimono l’intenzione di favorire corretti e proficui rapporti, attraverso l’approfondimento delle conoscenze dei problemi dei settori e dei comparti e la pratica realizzazione di un più avanzato sistema di relazioni sindacali e di strumenti di gestione degli accordi, anche al fine di garantire il rispetto delle intese e quindi prevenire l’eventuale conflittualità tra le parti. Tale funzione è svolta anche attraverso la raccolta e lo studio di dati ed informazioni utili a conoscere preventivamente le occasioni di sviluppo, realizzare le condizioni per favorirlo, individuare eventuali punti di debolezza per verificarne le possibilità di superamento.
Al fine di risolvere eventuali controversie e prima della attivazione della Commissione paritetica nazionale di cui all’art. 3, parte I, su richiesta anche di una delle parti e nel rispetto di quanto previsto all’ottavo comma dell’art. 6, parte I, si ricorrerà ad un confronto tra le Organizzazioni firmatarie del presente Contratto, a livello territoriale prima e a livello nazionale poi, da esaurirsi entro 15 giorni dalla data di richiesta dei singoli incontri.
Il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, e, per quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato, tra tutte le aziende del settore commerciale e dei servizi appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati e il relativo personale dipendente.
- commercio all’ingrosso di formaggi, burro, latte, latticini e derivati in genere; commercio al dettaglio di latte (latterie non munite di licenza di pubblica sicurezza) e derivati;
- ferro e acciai, metalli non ferrosi, rottami, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici, impianti di sicurezza; strumenti musicali; ottica e fotografia; materiale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, amianto, carboni elettrici ecc.);
- compagnie di importazione ed esportazione e case per il commercio internazionale (importazione ed esportazione di merci promiscue);
e) Servizi al mercato
Imprese che operano nei settori:
- recupero e risanamento dell’ambiente;
Le parti si danno atto che il presente Contratto, che per tutto il periodo della sua validità deve essere considerato un complesso normativo unitario e inscindibile, nel realizzare maggiori benefici per i lavoratori è globalmente migliorativo e, pertanto, sostituisce ed assorbe ad ogni effetto le norme di tutti i precedenti Contratti collettivi, Accordi speciali riferentisi alle medesime categorie, sopra elencate. Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla legge e dalla contrattazione integrativa di cui agli artt. 11 e 17, parte I, del presente Contratto.
Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, la Confcommercio e le Organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori si incontreranno al fine di effettuare un esame congiunto del quadro economico e produttivo del comparto, delle sue dinamiche strutturali, delle prospettive di sviluppo, dei più rilevanti processi di ristrutturazione e di innovazione tecnologica.
Saranno altresì presi in esame i processi di sviluppo e riorganizzazione di comparti merceologici o di settori strumentalmente omogenei.
a) lo stato e la dinamica qualitativa e quantitativa dell’occupazione, ivi compreso l’utilizzo dell’apprendistato, con particolare riferimento alla occupazione giovanile anche a seguito dell’introduzione degli accordi sui contratti di formazione e lavoro, nonché l’andamento dell’occupazione femminile, con le possibili azioni positive in linea con la raccomandazione CEE 1984;
e) i problemi relativi al processo di razionalizzazione del settore commerciale, sia globalmente che articolato per comparti omogenei, nonché lo stato di applicazione delle principali leggi sul settore e la opportunità di eventuali loro modifiche e le politiche dirette a riforme di settore e alla regolamentazione degli orari commerciali.
L’Osservatorio nazionale e la Commissione paritetica nazionale sono composti ciascuno da sei membri dei quali tre designati dalla Confcommercio e tre designati dalla Filcams-Cgil, dalla Fisascat-Cisl e dalla Uiltucs-Uil. Per ogni membro effettivo può essere nominato un supplente.
L’Osservatorio nazionale costituisce lo strumento per lo studio delle iniziative adottate dalle parti in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionali.
a) programma ed organizza relazioni sul quadro economico e produttivo del comparto e le relative prospettive di sviluppo, sullo stato e sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e rilevazioni, elaborando stime e proiezioni anche al fine di fornire alle parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli incontri di cui all’art. 1, parte I;
c) riceve ed elabora, anche a fini statistici, i dati forniti dagli Osservatori provinciali sulla realizzazione e l’utilizzo degli accordi in materia di contratti di formazione e lavoro ed apprendistato nonché dei contratti a termine;
f) svolge le funzioni previste dal titolo V, parte I, (contratti di formazione e lavoro) e dal titolo V, parte II (apprendistato).
La Commissione paritetica nazionale costituisce l’organo preposto a garantire il rispetto delle intese intercorse ed a proporre alle Organizzazioni stipulanti l’aggiornamento del contratto su quanto previsto all’ultimo comma del presente articolo.
a) con le modalità e le procedure previste dall’art. 6, parte I, esamina - ad esclusione della materia delle sanzioni disciplinari - tutte le controversie di interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali, ivi comprese quelle relative al rispetto delle modalità, delle procedure e dei temi previsti dalla presente parte I del Contratto;
1) individua figure professionali non previste nell’attuale classificazione, in relazione a processi di innovazione tecnologica/organizzativa di particolare rilevanza, con le modalità e le procedure previste dall’art. 7, parte I;
2) sviluppa l’esame della classificazione, al fine di ricercare coerenza tra le attuali declaratorie e le relative esemplificazioni, formulando alle organizzazioni stipulanti eventuali proposte di aggiornamento, con le modalità e le procedure previste dall’art. 8, parte I.
Per l’espletamento di quanto previsto dall’art. 5, parte I, lettere a) e b), si applicano le procedure di seguito indicate.
La Commissione paritetica nazionale si riunisce su istanza presentata, a mezzo di raccomandata RR, dalle Associazioni stipulanti il presente Contratto o dalle Organizzazioni sindacali locali facenti capo alle predette Associazioni nazionali, autonomamente o per conto di un prestatore di lavoro, o dalle aziende aderenti alla Confcommercio tramite le Associazioni locali dei commercianti o nazionali di categoria.
Le riunioni della Commissione paritetica nazionale avranno luogo di norma presso la sede della Confcommercio. La data della convocazione sarà fissata d’accordo tra le parti entro 15 giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al precedente quarto comma e l’intera procedura deve esaurirsi entro i 30 giorni successivi.
Le deliberazioni della Commissione paritetica sono trasmesse in copia alle parti interessate, alle quali incombe l’obbligo di uniformarvisi e, ove ne ricorrono gli estremi, di darvi attuazione trasferendone i contenuti in un verbale di conciliazione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 411, terzo comma, e 412, Codice procedura civile e 2113, quarto comma, Codice civile, come modificati dalla legge 11 agosto 1973, n. 533.
Ove la controversia e relativa procedura abbiano riguardato questioni attinenti al sistema di relazioni sindacali (nazionale o territoriale), la parte, il cui diritto di Organizzazione sindacale al rispetto di quanto in materia previsto risulti leso sulla base della deliberazione della Commissione paritetica, ovvero, in assenza di detta deliberazione, sulla base di oggettivi riscontri, potrà decidere, previo confronto tra le Organizzazioni stipulanti (confronto da esaurirsi entro 10 giorni) di non ottemperare a sua volta alle procedure e modalità previste a riguardo.
Per l’espletamento di quanto previsto dall’art. 5, parte I, lettera b.1), la Commissione si riunirà su richiesta di una delle parti a fronte di un’esigenza di revisione della classificazione, anche emersa in sede di confronto territoriale.
Le conclusioni della Commissione dovranno essere sottoposte alle parti stipulanti e, se accolte, integreranno il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Per l’espletamento di quanto previsto dall’art. 5, parte I, lettera b.2), annualmente, di norma nel secondo semestre, la Commissione riporterà alle parti stipulanti, in uno specifico incontro, i risultati degli studi compiuti.
Annualmente, a livello regionale e provinciale, di norma entro il primo quadrimestre, le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti Organizzazioni sindacali si incontreranno al fine di procedere ad un esame congiunto - articolato per comparti merceologici e settori omogenei - sulle dinamiche strutturali, sulle prospettive di sviluppo, sui più rilevanti processi di ristrutturazione, riorganizzazione, innovazione tecnologica e sviluppo in atto e sui loro effetti sulla professionalità, nonché sullo stato e sulla dinamica quantitativa e qualitativa dell’occupazione, con particolare riferimento all’occupazione giovanile e femminile.
Anche con riferimento agli incontri di cui al precedente art. 1, parte I, al livello di competenza le associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti Organizzazioni sindacali potranno realizzare confronti finalizzati al raggiungimento di intese in materia di politiche attive del lavoro con particolare riferimento:
- agli interventi di formazione e riqualificazione professionale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri anche a livello nazionale e comunitario;
- alle funzioni attribuite alle parti sociali dall’art. 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, in materia di convenzioni tra imprese e Commissioni regionali o circoscrizionali per l’impiego;
- alle altre iniziative che le parti dovessero attivare in relazione a quanto previsto dalla stessa legge n. 56/1987 in tema di mercato del lavoro, in particolare al titolo II.
Potranno, inoltre, essere realizzate, in attuazione della raccomandazione CEE del 13 dicembre 1984, n. 635, e delle disposizioni legislative in tema di parità uomo-donna, attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione di azioni positive a favore del personale femminile; le eventuali intese conseguenti saranno coerenti con quanto convenuto in materia a livello nazionale.
Le parti potranno, altresì, definire accordi in materia di apprendistato e contratti di formazione e lavoro, sulla base di quanto ad esse delegato dagli articoli di cui al titolo V, parte II (apprendistato) e titolo V, parte I (Contratti di formazione e lavoro) del presente Contratto.
In materia di classificazione del personale ed in coerenza con quanto definito agli artt. 5 e 7, parte I, verranno svolte analisi ed avanzate proposte tese ad evidenziare alla Commissione paritetica nazionale le istanze emergenti nelle realtà locali.
Per tutti i compiti sopra individuati, le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti Organizzazioni sindacali potranno avvalersi del supporto degli strumenti previsti al seguente art. 12, parte I, anche costituiti - previo specifico accordo - in apposito ente.
A livello territoriale di competenza, infine, potranno essere effettuati incontri per il confronto su provvedimenti di carattere legislativo o amministrativo in materia di orari commerciali e su quelli di fatto in vigore, nonché sull’applicazione di quanto previsto dagli artt. 28, 29 e 30, parte II.
L’ente bilaterale ha le seguenti funzioni.
Istituisce l’Osservatorio, che svolge, a livello locale, le medesime funzioni dell’Osservatorio nazionale realizzando una fase d’esame e di studio idonea a cogliere gli aspetti peculiari delle diverse realtà presenti nel territorio.
a) programma ed organizza, a livello di competenza relazioni sulle materie previste alla lettera a) dell’art. 4, parte I, inviandone i risultati, di norma a cadenza trimestrale, all’Osservatorio nazionale, anche sulla base di rilevazioni realizzate dalle Associazioni imprenditoriali in ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 9 della legge n. 56/1987; restano ferme, per le imprese, le garanzie previste dall’art. 4, quarto comma, della legge 22 luglio 1961, n. 628;
b) ricerca ed elabora, anche a fini statistici, i dati relativi alla realizzazione ed all’utilizzo degli accordi in materia di contratti di formazione e lavoro e di apprendistato inviandone i risultati, di norma a cadenza trimestrale, all’Osservatorio nazionale;
d) riceve dalle Associazioni territoriali aderenti alla Confcommercio - anche aggregandoli per comparti merceologici e settori omogenei - le comunicazioni di cui agli artt. 28 e 29, parte II; in questo quadro, possono, inoltre, essere svolte indagini a campione sull’utilizzo dell’art. 30, parte II.
In particolare, svolge le azioni più opportune affinché dagli organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori tutelato dal titolo XI del presente Contratto, favoriscano l’acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto.
Svolge le funzioni previste dal titolo V, parte I (contratti di formazione e lavoro) e dal titolo V, parte II (apprendistato), ovvero dagli eventuali accordi territoriali in materia.
La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta e abbia conferito il mandato.
I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in sei copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive associazioni. Due copie del verbale saranno inviate dall’Associazione dei commercianti all’Ufficio del lavoro competente per territorio, per gli effetti dell’art. 411, terzo comma, e art. 412, Codice procedura civile, e art. 2113, Codice civile, come modificati dalla legge 11 agosto 1973, n. 533 e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro.
si incontreranno con le Organizzazioni sindacali provinciali per un esame congiunto delle prospettive di sviluppo dell’azienda; nella stessa occasione, o anche al di fuori delle scadenze previste, forniranno informazioni sui programmi che comportino processi rilevanti di ristrutturazione che investono l’intero assetto aziendale e nuovi insediamenti nel territorio. Qualora l’esame abbia per oggetto problemi e dimensioni di carattere regionale o nazionale, l’incontro si svolgerà ai relativi livelli, convocato dalle rispettive organizzazioni imprenditoriali.
Nel corso di tale incontro l’azienda esaminerà con il sindacato le prevedibili implicazioni degli investimenti predetti, i criteri della loro localizzazione, gli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all’occupazione sia nei suoi aspetti qualitativi che quantitativi, interventi di formazione e riqualificazione del personale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri a livello nazionale e comunitario.
Nelle aziende che abbiano, anche in più unità decentrate nell’ambito di una stessa provincia, più di trenta dipendenti potranno essere concordate particolari norme riguardanti:
- turni o nastri orari distribuzione dell’orario ed eventuali forme di flessibilità;
- determinazione di turni feriali ai sensi dell’art. 52, parte II;
- parità di opportunità uomo-donna nel lavoro secondo quanto previsto all’art. 2, parte I;
- trattamenti retributivi integrativi anche connessi all’obiettivo dell’incremento della produttività aziendale;
- quanto delegato alla contrattazione dagli artt. 20 e 21 della legge n. 300/1970, "Statuto dei lavoratori".
In materia di classificazione del personale, possono essere oggetto di esame, ove già non siano previste nel presente Contratto, le eventuali qualifiche specifiche dell’azienda; per le figure di interesse aziendale, sempreché non siano previste nella classificazione di cui all’art. 2, parte II, e che assumano significato e valenza generali, così come previsto nell’art. 5, parte I, le parti riporteranno all’apposita Commissione di cui all’art. 5, parte I, le valutazioni in merito, anche fornendo adeguate proposte.
Le parti, nel confermare la validità degli Accordi aziendali, realizzati, ed in particolare le parti relative all’esercizio dei diritti di informazione nonché i sistemi di relazioni sindacali in atto, si danno altresì atto che problemi relativi all’organizzazione del lavoro, all’occupazione, ed alle condizioni di lavoro, potranno essere affrontati e definiti, in occasione degli incontri per la contrattazione aziendale, in riferimento a programmi di innovazione, riorganizzazione e ristrutturazione.
Le eventuali richieste relative ai punti suddetti presentate alle aziende dalle strutture sindacali ai vari livelli, saranno altresì trasmesse per conoscenza dalle Organizzazioni sindacali nazionali o territoriali alla Confcommercio o alla Associazione competente per territorio ad essa aderente.
La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l’intervento, per i lavoratori, delle Organizzazioni sindacali locali aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti e, per i datori di lavoro, dell’Associazione territoriale a carattere generale aderente alla Confcommercio.
Nel quadro della più generale intesa tra Confcommercio e Filcams- Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per la definizione di nuove relazioni sindacali, le parti, ciascuna per le proprie competenze, convengono di attivare strumenti contrattuali e legislativi finalizzati all’utilizzo dell’istituto dei contratti di formazione e lavoro.
La Confcommercio e le Organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, ravvisano nel contratto di formazione e lavoro uno strumento idoneo a favorire l’incremento dell’occupazione, in particolare femminile e giovanile.
Concordano inoltre nell’identificare l’attivazione di comuni interventi per affrontare i problemi della formazione e dell’aggiornamento professionale, come uno degli obiettivi prioritari da perseguire per fornire una risposta concreta alle esigenze di fluidità del mercato del lavoro.
Le parti, quindi, nel rispetto delle proprie autonomie e competenze, esprimono la volontà di recepire le disposizioni dell’art. 3 legge n. 863/1984, al fine di incentivare le assunzioni di giovani e di assicurare agli stessi una adeguata formazione, finalizzata all’acquisizione di professionalità conformi alle esigenze delle aziende dei settori rappresentati.
Fatti salvi specifici accordi in deroga, ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro si applicano le disposizioni legislative che disciplinano i rapporti di lavoro subordinato nonché la normativa, anche economica, del presente Contratto e della contrattazione collettiva integrativa, laddove esistente.
L’iter formativo dovrà svilupparsi secondo lo schema di cui all’allegato 1.
Entro 6 mesi dall’entrata in vigore del Contratto, accordi applicativi della presente normativa possono essere realizzati, a livello di competenza, dalle associazioni imprenditoriali territoriali e dalle corrispondenti Organizzazioni sindacali e trasmessi alle parti stipulanti il presente Contratto, nonché all’ente bilaterale di cui all’art. 12, parte I.
Decorso il termine di sei mesi, le parti stipulanti si incontreranno a livello nazionale per provvedere ad un confronto sulla materia, anche alla luce delle intese raggiunte. Decorso un ulteriore mese, la normativa di cui al presente titolo sarà applicata in tutte le realtà territoriali nelle quali non si è raggiunto uno specifico accordo, con le eventuali integrazioni convenute nel suddetto confronto a livello nazionale.
I progetti di formazione dovranno essere presentati all’ente bilaterale competente per territorio, ovvero all’Osservatorio nazionale per i progetti aziendali che interessano una pluralità di regioni, per il parere di conformità ai fini della richiesta del nullaosta da emettere entro il limite massimo di 15 giorni dalla data di ricevimento.
Gli accordi in materia già in atto all’entrata in vigore del Contratto sono confermati, salvo diversa intesa tra le parti che li hanno stipulati, da realizzarsi entro il termine di cui al primo comma.
Il presente titolo e gli accordi applicativi verranno notificati, a cura delle parti, al Ministero del lavoro e agli Uffici regionali e provinciali del lavoro per il rilascio immediato del nullaosta alle assunzioni da parte degli Uffici di collocamento territorialmente competenti.
Le parti si danno atto che nella Provincia di Bolzano la formazione professionale compreso l’istituto dei contratti di formazione possono essere disciplinati da leggi, regolamenti e contratti provinciali, anche in deroga a quanto previsto dal presente Contratto.
Le riunioni potranno essere tenute fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, entro il limite massimo di dodici ore annue, per le quali verrà corrisposta la retribuzione di fatto di cui all’art. 92, parte II.
g) libretto di "idoneità sanitaria" per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all’art. 14 della legge 30 aprile 1962, n. 283 ed all’art. 37 del DPR 26 marzo 1980, n. 327, concernente il regolamento di esecuzione della legge stessa;
L’apprendistato è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nel 4° e 5° livello, con le seguenti eccezioni:
Le ore di insegnamento di cui alla lettera d) del precedente art. 20, seconda parte, sono comprese nell’orario normale di lavoro.
Nelle aziende o singoli reparti di esse del settore alimentare, che trattano prodotti, freschi e non, da vendersi a tagli e peso, il periodo di apprendistato per il raggiungimento delle qualifiche di cui al n. 23 del 4° livello è fissato in 36 mesi.
Al livello di competenza tra le associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti Organizzazioni sindacali, possono essere realizzate intese - da trasmettersi agli enti bilaterali interessati e all’Osservatorio nazionale - che determinino, per specifiche figure professionali, periodi di apprendistato più ampi di quelli previsti all’art. 24, parte II, fino ad un massimo di 36 mesi.
Ferma restando ogni altra norma vigente in materia, nelle aziende commerciali di lane sudice e lavate, seme bachi, cascami di seta, fibre tessili varie e stracci, la durata massima dell’apprendistato per le qualifiche già comprese nelle ex cat. D e E non potrà superare i 9 mesi se l’apprendista non abbia compiuto il diciottesimo anno di età, e i 6 mesi se l’apprendista abbia compiuto il diciottesimo anno di età.
I datori di lavoro che intendono assumere apprendisti in base agli accordi previsti dal precedente secondo comma debbono presentare - prima dell’inoltro della richiesta dell’autorizzazione all’Ispettorato del lavoro - domanda all’ente bilaterale competente per territorio, il quale, esaminate le condizioni obiettive relative al rapporto di apprendistato, esprime parere vincolante di congruità.
- Le parti si danno atto che nella Provincia di Bolzano l’istituto dell’apprendistato può essere disciplinato da leggi provinciali, regolamenti e contratti provinciali, anche in deroga a quanto previsto dal presente Contratto.
In relazione alle particolari esigenze del settore del commercio e del terziario, al fine di migliorare il servizio al consumatore, con particolare riferimento ai flussi di clientela e di utenza, anche nelle singole unità, l’azienda potrà ricorrere, con le procedure indicate nel successivo art. 29, parte II, anche per singole unità produttive e tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, alle seguenti forme di articolazione dell’orario settimanale di lavoro:
Nelle aziende o nelle singole unità delle stesse, non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura o chiusura dei negozi, nelle quali - prima dell’entrata in vigore del presente Contratto - l’orario di lavoro settimanale era distribuito in 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti.
Negli altri casi, e sempre con riferimento alle aziende o a singole unità delle stesse non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, le parti concordano di esaminare - in sede di Commissione di cui al secondo comma della presente lettera a.1) - la pratica realizzazione della settimana lavorativa di 40 ore mediante la concessione di un’intera giornata di riposo.
Nel caso in cui l’azienda faccia ricorso al sistema di flessibilità previsto dall’art. 30, parte II, il monte ore di permessi di cui al secondo comma dell’art. 49, parte II, sarà, per l’anno di riferimento, di complessive 64 ore. Il suddetto monte ore sarà disciplinato con i criteri e le modalità previste dall’art. 49, parte II.
b) 38 e 1/2 ore settimanali.
Si realizza attraverso l’assorbimento delle 56 ore di permesso retribuito di cui al secondo comma dell’art. 49, parte II.
Le rimanenti 32 ore di cui al primo comma dell’art. 49, parte II, sono disciplinate con i criteri e le modalità previste dallo stesso articolo, ferma restando l’applicabilità dell’art. 30, parte II.
Si realizza attraverso l’assorbimento delle 56 ore di permesso retribuito di cui al secondo comma dall’art. 49, parte II, e di 16 delle 32 ore di permesso retribuito, di cui al primo comma dell’art. 49, parte II.
Le rimanenti 16 ore sono disciplinate con i criteri e con le modalità previste dall’art. 49, parte II, ferma restando l’applicabilità dell’art. 30, parte II.
L’eventuale variazione dell’articolazione dell’orario in atto, tra quelle previste al precedente art. 28, parte II, che deve essere realizzata dal datore di lavoro armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell’azienda, sarà comunicata entro il 30 novembre di ciascun anno, dal datore di lavoro ai dipendenti interessati secondo le modalità di cui al successivo art. 33, parte II, e contestualmente, per iscritto, all’Osservatorio della provincia di competenza, di cui all’art. 12, parte I, tramite la corrispondente associazione territoriale aderente alla Confcommercio.
Nel corso degli incontri di cui all’art. 12, parte I, i dati aggregati relativi all’applicazione di quanto sopra, articolati per settore, saranno oggetto di informazione alle Organizzazioni sindacali anche al fine di consentire il confronto di cui all’ultimo cpv. dell’art. 10, parte I.
Fatto salvo il confronto in materia previsto in sede di contrattazione aziendale dall’art. 17, parte I, per far fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa dell’azienda, questa potrà realizzare diversi regimi di orario, rispetto all’articolazione prescelta, con il superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno sino al limite di 44 ore settimanali, per un massimo di 64 ore nell’anno.
A fronte della prestazione di ore aggiuntive ai sensi del precedente comma, l’azienda riconoscerà ai lavoratori interessati, nel corso dell’anno ed in periodi di minore intensità lavorativa, una pari entità di ore di riduzione, con la stessa articolazione per settimana prevista per i periodi di superamento dell’orario contrattuale.
L’azienda provvederà a comunicare per iscritto ai lavoratori interessati il programma annuale di applicazione delle flessibilità: le eventuali variazioni dovranno essere tempestivamente comunicate per iscritto.
L’orario di lavoro dei fanciulli fino a quindici anni compiuti non può durare senza interruzione più di sei ore.
Il sistema di computo di cui al presente articolo decorre dal 1 novembre 1984.
I - Sono fatti salvi gli accordi aziendali in tema di orario di lavoro.
Resta inteso altresì che eventuali modifiche delle condizioni contrattualmente definite in tema di orario di lavoro potranno avvenire solo previo confronto in sede aziendale in base all’art. 17, parte I, sulla contrattazione aziendale.
Per i dipendenti di aziende di distribuzione di carburante per lavoro straordinario si intende quello prestato dal singolo lavoratore oltre l’orario di lavoro stabilito dal secondo e terzo comma del precedente art. 27, parte II.
Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli impianti; la compilazione dell’inventario e del bilancio annuale.
Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 44, parte II, per il lavoro straordinario.
Per le aziende che impiegano più di 15 dipendenti l’obbligo di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a sei mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione, ai sensi dell’art. 9 della legge 14 dicembre 1970, n. 1088. Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l’inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all’inidoneità stessa decide in via definitiva il direttore del presidio sanitario antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 10 della legge 28 febbraio 1953, n. 86.
Ai sensi dell’art. 2119 del Codice civile ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).
Il lavoratore ha l’obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri ed il segreto d’ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.
È vietato al personale ritornare nei locali dell’azienda e trattenersi oltre l’orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l’autorizzazione dell’azienda, salvo quanto previsto dall’art. 26, parte I, del presente Contratto. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l’orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.
Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tale caso è in facoltà del datore di lavoro richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di un’ora al giorno senza diritto ad alcuna maggiorazione.
3) multa in misura non eccedente l’importo di 4 ore della normale retribuzione di cui all’art. 91, parte II;
- grave violazione degli obblighi di cui all’art. 123, primo e secondo comma, parte II;
La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall’art. 17, parte I.