Source: http://ilgiornalieri.blogspot.ch/2008/08/progetto-di-formazione-lavoro-speranza.html
Timestamp: 2018-02-20 03:48:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 129', 'art. 129', 'art. 129', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 129']

Il Giornalieri: Progetto di formazione-lavoro "Speranza Verde"
PROGETTO DI FORMAZIONE-LAVORO “SPERANZA VERDE”
ULTERIORI CONSIDERAZIONI E VALUTAZIONI
Il progetto in oggetto non è stato finanziato.
Il Consiglio di Amministrazione della Cassa delle Ammende presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha deliberato in tal senso con la seguente motivazione:
“La decisione assunta scaturisce dalla considerazione che la più gran parte delle ingenti risorse di cui si chiede il finanziamento confluiscono in attività progettuali che non rientrano nelle finalità dell'art. 129 del D.P.R. 230/2000”.
Va detto, per sgomberare il campo da ogni equivoco, che la decisione è, in parte, assolutamente corretta, effettivamente non tutte le opere previste sono finanziabili con i fondi della Cassa delle Ammende.
Per capire perché, nonostante l’Autore avesse colto perfettamente questa realtà, tali opere siano state ugualmente previste ed inserite (oggi non più), facendo lievitare i costi in modo esponenziale, va fatta un po’ la storia della progettazione, iniziata nell’autunno 2004, subito dopo il varo del Regolamento, e della relativa circolare dipartimentale, circa le modalità di finanziamento dei progetti conformi alle finalità di cui all’art. 129 del d.P.R. n. 200/2000.
Va detto, in via preliminare, che in Lombardia vi sono 13 istituti di moderna costruzione, con ampi spazi da destinare al verde. Dopo attenta valutazione ne furono individuati sette, che poi al termine della lunghissima elaborazione progettuale si ridussero a tre.
Infatti, dei sette direttori convocati simultaneamente per discutere sulla base di progetti già approntati, solo tre diedero la loro adesione:
1) Casa Circondariale Bergamo;
2) Casa Circondariale Monza;
3) Casa Circondariale Vigevano.
Si rendeva, pertanto, necessario verificare le effettive esigenze di ognuno dei tre istituti, mediante un sopralluogo sul posto.
I tre direttori rappresentarono esigenze e necessità di per sé estranee alla possibilità di finanziamento, che tuttavia si decideva di accogliere in quanto funzionali ai lavori della formazione pratica ed alla successiva utilizzazione del relativo risultato, con particolare riferimento ai campi sportivi interni per i detenuti.
Fu evidenziata anche l’opportunità di realizzare i campi sportivi in erba sintetica. Tale ipotesi è stata abbandonata perché molto costosa, per cui si è ripiegato sul c.d. “tappeto erboso pronto-effetto”, usato per realizzare prati di facile, rapida e durevole realizzazione (vedi il campo di calcio S. Siro di Milano).
Si trattava del primo progetto di questo tipo, mancando precedenti si rendeva necessario costruire il progetto pezzo dietro pezzo.
La filosofia dei corsi di formazione professionale è basata sul principio concettuale del “learning by doing”, letteralmente “imparare facendo”, e cioè “Sollecitazione ad apprendere attraverso l'esperienza, partecipando attivamente durante la fruizione dei corsi.
“L’approccio “Learning by doing” prevede un’ inversione metodologica e concettuale del modello formativo classico secondo il quale la formazione precede l’ingresso nell’esperienza lavorativa vera e propria. Fondamentale è infatti la possibilità di proporre una prima opportunità lavorativa contestualmente all’ accompagnamento formativo secondo una circolarità tra azione e retroazione, fase produttiva e fase formativa, apprendimento pratico e apprendimento teorico, permanente. In tal modo l’attività diventa riscontro effettivo della formazione e la formazione riscontro dell’ azione, lungo un processo che non considera separati i due momenti, e che, oltretutto offre il vantaggio, tutt’altro che trascurabile, di una verifica nei fatti, nel “vincolo produttivo”, della complessiva proposta formativa.
L’ apprendere dall’ esperienza sta alla base di gran parte delle proposte formative del centro studi C.A.O.S. per costruire contesti di formazione permanente capaci di integrare: la formazione tecnica / aggiornamento professionale rivolta a diversi e innovativi profili professionali; la formazione funzionale per il corretto svolgimento di funzioni che non sono direttamente collegate alle proprie specializzazioni (professionali o di ruolo); la formazione metodologica riferita alle competenze relazionali proprie del “lavoro di gruppo cooperativistico”; in una più ampia formazione alla complessità che rappresenta una sintesi tra metodi già sperimentati e “sicuri” e ricerca di nuove sperimentazioni.
Questa ottica permette il generarsi di una riscoperta della soggettività e di un protagonismo plurimo (delle identità professionali, personali e sociali) tanto più reale ed efficace e verificabile, nella misura in cui le proposte formative integrano i contributi metodologici - formativi provenienti dal dato esperienziale.” (Centro Studi C.A.O.S.).
“LEARNING BY DOING (AND BY THINKING, AND BY LOVING - Umberto Tenuta (Educazione & Scuola, 1.8.2008).
Per comprendere e memorizzare, sembra che la strategia migliore sia l’apprendere attraverso il fare, attraverso l’operare, attraverso le azioni.(1).
Learning by doing è stata l’insegna dell’Attivismo pedagogico ed è sostanzialmente l’insegna della didattica più aggiornata, ma con alcune precisazioni o aggiunte.
Innanzitutto, non si apprende attraverso il mero fare, la semplice attività non accompagnata dal pensiero, dalla riflessione.
Attraverso le semplici azioni si memorizzano azioni meccaniche.
Ma per comprendere deve intervenire la riflessione, il pensiero.
Le azioni debbono essere interiorizzate, eseguite mentalmente.
Occorre riflettere, pensare, acquisire consapevolezza delle azioni.
Forse questo viene sottointeso, quando si afferma il principio del learning by doing, ma è opportuno esplicitarlo, per evitare equivoci, come avviene quando si parla di ricerchismo ovvero di una ricerca fondata sul mero operare, agire, fare.
Oggi si insiste molto, ed opportunamente, sulla metacognizione: non basta agire, manipolare, operare, fare; è necessario riflettere, pensare.
E, tuttavia, fare e pensare non si può senza essere motivati.(2).
Non v'è azione, ma soprattutto non v'è pensiero, senza motivazioni, interessi, passioni.
Oggi si parla di intelligenza affettiva.
L’intelligenza, il pensiero, la stessa azione sono sempre sostenute dall’affettività: learning by loving!
Perché gli alunni operino e pensino, debbono essere motivati: non si impara senza motivazioni, non si comprende senza motivazioni, non si ricorda senza motivazioni.
La scuola deve essere il luogo dell’amore del sapere (philosophia = amore del sapere). Anche "Studium" in latino significa "passione, desiderio, impulso interiore" e quindi studente è "colui che ama il sapere".
La scuola è il luogo della gioia di imparare pensando e facendo.
Se faccio e se penso, capisco e ricordo. Ma non posso fare e pensare senza amare quello che faccio e penso.
Vogliamo ricordarcene, ogni giorno, docenti e genitori?
1 PIAGET J., Avviamento al calcolo, la Nuova Italia, Firenze, 1956, p. 31.
2 Bastien H., Psicologia dell’apprendimento, La Scuola, Brescia, 1954, p. 102.”
Le carceri nuove sono dotate di aule scolastiche ed ambienti polivalenti a josa, ed anche di superfici sterrate da impiantare a verde, all’interno ed all’esterno della cerchia muraria (muro di cinta), con ampi piazzali posti all’ingresso di ogni carcere.
Un corso di formazione professionale basato sulla disciplina di impianto e manutenzione ordinaria di zone verdi, con piantumazioni, formazione di tappeti erbosi, siepi ed altro sembrava il più idoneo ad essere organizzato e gestito in un istituto penitenziario.
Infatti, dall’organizzazione di simili corsi professionali si ottiene un duplice risultato:
1) la formazione di operai specializzati con possibilità di ampi sbocchi lavorativi, almeno nella regione Lombardia ed in previsione dell’EXPO 2015 (è prevista l’assunzione di 80.000 unità ed il ricorso a singoli per la manutenzione delle aiuole);
2) la sistemazione di ogni superficie sterrata, interna ed esterna al muro di conta, ivi compresi un campo sportivo regolamentare (interno al muro di cinta) ed un campo di calcetto posto a ridosso delle caserme agenti.
La presenza della scuola di formazione interna al carcere garantisce la tenuta delle zone a verde, notoriamente facilmente deperibili e deteriorabili, garantendo anche un aspetto dignitoso alla struttura penitenziaria, soprattutto nei confronti della comunità esterna, ma anche a beneficio di quanti, detenuti e personale, vivono e lavorano nell’ambito del carcere.
Insomma, le esercitazioni pratiche, di per sé inutilizzabili dopo la chiusura di un corso professionale di questo tipo, in carcere danno un prodotto permanente: il verde impiantato o reimpiantato e tenuto a regola d’arte.
Ogni corso professionale prevede la partecipazione di 15 detenuti compensati a norma di legge, oltre la possibilità di farvi accedere altri detenuti ‘volontari’, da compensare, eventualmente, con fondi specifici delle attività scolastiche tipiche.
Dei 15 detenuti da ammettere al corso di formazione 10 sono compensati dalla ditta di Florovivaismo prescelta, mentre gli altri 5 con fondi del finanziamento, specificamente richiesti.
L’utilità del progetto è ‘in re ipsa’, non abbisogna di altri chiarimenti.
Premesso che la relazione al progetto a suo tempo presentata, unitamente alla domanda di finanziamento, per la parte tecnico-teorica non ha bisogno di variazioni, in quanto alcune delle previsioni in essa contenute (tecnico per l’ingegneria del verde), resteranno solamente teoriche.
La loro presenza è più dettata da necessità di completezza degli specialisti che hanno partecipato alla stesura del progetto, coordinato dall’Autore, che da speranza di applicazione pratica.
Prima di passare alla descrizione della “cura dimagrante” alla quale il progetto è stato sottoposto, preme osservare che il progetto finale formulata, la relativa domanda di finanziamento e relazione tecnica, adesso sono in linea con i dettami di cui all’art. 129 del d.P.R. n. 230/2000.
L’Autore a suo tempo ha collaborato con la Rivista di informazione giuridica “Diritto & Giustizi@”, sia nella versione quotidiana online che nella versione cartacea settimanale, diretta dal dr. Roberto Ormanni fino al 31.12.2006.
Nell’ambito di questa collaborazione, che ha fruttato n. 67 articoli sulle pagine online quotidiane e n. 8 articoli sul settimanale cartaceo, sono compresi n. 7 articoli sull’argomento Cassa Ammende, domanda di finanziamento e proposta concreta di finanziamento.
Per dare una prima dimostrazione dei lavori, e relativi finanziamenti, stralciati, è sufficiente mettere a confronto il precedente e l’attuale quadro economico.
PRECEDENTE CONTO ECONOMICO – RIEPILOGO
A) Gli istituti interessati dagli interventi sono tre (Monza, Vigevano, Bergamo). L’importo degli interventi è (Monza €. 3.603.088,00 + Vigevano €. 4.109.946,00 + Bergamo €. 1.642.905,00)= € 9.355.939,00
N.B.: le somme relative a: tribune metalliche, impianti di illuminazione e video-sorveglianza, fornitura ed installazione dei garitta di sorveglianza aerea saranno stralciate in sede di affidamento del corso prativo di formazione poste a disposizione del gestore, per gli incombenti di sua competenza
€. 9.355.939,00
B) Il costo delle spese della Scuola di Formazione Professionale “Fondazione Minoprio”), esente I.V.A. ai sensi dell’art. 10, ammonta ad
€. 540.630,00
C) Le spese di pubblicizzazione del progetto ammontano a
€. 51.430,00
D) Il costo delle spese generali, come da dettaglio agli atti, per due anni di gestione ammontano a
€. 141.750,00
E) Il compenso per i n. 15 detenuti-corsisti supplementari in ragione di cinque per ogni istituto, a carico della Cassa delle Ammende
€. 17.903,00
F) Il compenso relativo alla figura del consulente tecnico per coordinamento e monitoraggio andamento/realizzazione/avanzamento del progetto teorico-pratico ammonta a
€. 155.520,00
G) Il compenso per il responsabile della gestione dell’azione e della gestione finanziaria del progetto, che avrà anche il compito di rappresentare l’Amministrazione nella valutazione mensile e bimestrale dei risultati, individuato in ragione del 5% (cinquepercento) dell’importo del progetto
€. 513.158,00
Il costo del progetto ammonta a
€. 10.776.330,00
I.V.A. 20% (A+C+D+E+F+G)
€. 2.047.140,00
Totale costo lordo del progetto
€. 12.823.470,00
ATTUALE CONTO ECONOMICO – RIEPILOGO
A) Gli istituti interessati dagli interventi sono tre (Monza, Vigevano, Bergamo). L’importo degli interventi è (Monza €. 1.800.929,55 + Vigevano €. 1.914.370,96 + Bergamo €. 1.291.805,76)=
€. 5.007.106,27
B) Il costo delle spese della Scuola di Formazione Professionale “Fondazione Minoprio”), esente I.V.A. ai sensi dell’art. 10,
C) Il costo delle spese generali, come da dettaglio agli atti, per due anni di gestione ammontano a
D) Il compenso per i n. 15 detenuti-corsisti supplementari in ragione di cinque per ogni istituto, a carico della Cassa delle Ammende
E) Il compenso per il responsabile della gestione dell’azione e della gestione finanziaria del progetto, che avrà anche il compito di rappresentare l’Amministrazione nella valutazione mensile e bimestrale dei risultati, individuato in ragione del 5% (cinquepercento) dell’importo del progetto
€. 285.369,46
€. 5.992.758,73
I.V.A. 20% (A+C+D+E)
€. 1.090.425,75
€. 7.083.184,48
Sono stati stralciati lavori per € 5.740.288,00 dei quali € 351.100,00 per la Casa Circondariale di Bergamo, € 1.802.159,00 per la Casa Circondariale di Monza, € 2.195.377,00 per la Casa Circondariale di Vigevano, € 51.430,00 per spese di pubblicizzazione, € 155.520,00 per il consulente tecnico (ritenuto non più necessario) a disposizione del gestore e, per effetto degli stralci suddetti, diminuisce anche il compenso del gestore, diminuzione pari ad € 227.189.00 (gli importi sono stati arrotondati).
E' adesso possibile affermare che il progetto coglie in pieno le finalità previste dall’art. 129 del d.P.R. 30 giugno 200 n. 230 per l’impiego dei fondi a disposizione della Cassa delle Ammende.
Infatti, i corsi di formazione professionale sono ispirati al principio, lo si ripete, del “Learning by doing”, in cui il risultato delle esercitazioni pratiche non sarà un fare e disfare ma un fare opere di definitiva sistemazione delle aree verdi dei tre istituti.
Naturalmente, questo progetto può essere tranquillamente trasferito in qualunque istituto penitenziaria sia dotato di zona verde da risistemare o da sistemare per la prima volta.
In questo modo non solo si formano detenuti in un settore florido, qual’è quello della floricoltura, ma si fanno diventare gli istituti penitenziari meritevoli di apprezzamento da parte della pubblica opinione.
Come dire che è la prima impressione quella che conta, per cui l’ingresso di casa deve essere particolarmente curato.
Resta il rammarico di aver dovuto accettare che gli istituti penitenziari da coinvolgere, inizialmente nove, siano stati prima ridotti a sette e adesso a tre.
Questo rammarico è però mitigato dalla consapevolezza che il progetto avrà successo, che potrà fare da progetto-pilota, che nei tre istituti finora previsti la formazione professionale potrà avere ulteriori corsi biennali sulla base dell’esistente, e, quindi, con costi molto più contenuti.
*Ispettore Generale dell'Amministrazione Penitenziaria