Source: https://comitatonoviadotto.com/2017/05/30/irregolarita-nella-procedura-incompatibile-un-componente/
Timestamp: 2019-11-19 09:54:31+00:00
Document Index: 88307343

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 106', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 97']

IRREGOLARITA’ NELLA PROCEDURA – INCOMPATIBILE UN COMPONENTE – COMITATO NO VIADOTTO
Pubblicato da comitatonoviadotto il 30 Mag 2017
Sembra davvero incredibile, ma dalla lettura degli atti emergerebbero incontrovertibili irregolarità nella procedura di gara (concorso internazionale di progettazione) che ha portato all’aggiudicazione ed alla successiva approvazione del progetto preliminare del viadotto in cemento armato precompresso della Metassociati Srl di Macomer.
Il comma 4 dell’art. 84 del D. Lgs. n. 163/2006, che disciplina la commissione giudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, stabilisce che “i commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”. Il comma 1 dell’art. 106, che disciplina la composizione della commissione giudicatrice nei concorsi di progettazione, stabilisce altresì che “alla commissione giudicatrice si applicano le disposizioni di cui all’articolo 84, nei limiti di compatibilità”.
Va inoltre rilevato che l’art. 84, comma 4, prevede una causa di incompatibilità che può insorgere anche dopo la nomina, perché stabilisce che i commissari non solo “non devono aver svolto” (prima della nomina), ma neppure “devono svolgere” (dopo la nomina) “alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”.
La ratio della predetta norma è quella di garantire la piena terzietà e neutralità dell’operato dei commissari.
Ebbene, come comprovato per tabulas, l’Ing. Alessandra Boy, dipendente della Direzione generale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, con Ordinanza a firma dell’On. Maninchedda n. 574/19 del 12-02-2015 (scarica Costituzionecommissionegiudicatrice) è stata nominata “componente della Commissione giudicatrice per la valutazione delle proposte progettuali presentate nell’ambito del Concorso di progettazione relativo all’intervento CA006C/10-6 – Sistemazione idraulica del Rio San Girolamo – Masone Ollastu e interventi di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate nelle località Poggio dei Pini ed altre frazioni – Nuovo attraversamento presso il lago Poggio dei Pini”.
Incredibilmente, lo stesso soggetto – in questo caso però registrato come Ing. Sandra Boy (e non Alessandra), ha preso parte alla Conferenza di Servizi del 29 giugno 2016 (scarica 2016.07.11 Verbale conferenza del 29.06.16 – rettificato) esprimendo un giudizio di “condivisione di impostazione generale” del progetto preliminare della Metassociati srl di Macomer.
L’Ing. Alessandra Boy ha pertanto prima partecipato come commissario di gara del concorso internazionale di progettazione, e pochi mesi dopo – parrebbe violando le prescrizioni del codice degli appalti – ha (in assenza di qualsivoglia garanzia di terzietà e neutralità) valutato il progetto da Lei stessa aggiudicato.
Pare superfluo sottolineare che l’incompatibilità di un membro della commissione giudicatrice, in violazione dell’art. 84, comma 4, del D. Lgs. n. 163/2006 – estendibile al concorso di idee – ha carattere assolutamente prioritario sul piano logico-giuridico, in quanto dalla dedotta incompatibilità – ove accertata – discenderebbe l’invalidità di tutta la procedura di gara, i cui atti verrebbero travolti.
Il dettato di cui al 4° comma dell’art. 84 D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 esprime una regula iuris di portata generale volta a dare concreta attuazione ai principi di imparzialità e di buona amministrazione contenuti dall’art. 97 della Costituzione.
Ma purtroppo c’è di più.
L’istruttore Ing. A. Boy ha perfino siglato il recentissimo parere ADIS del 04 maggio 2017 (vedi pag. 2, scarica Parere ADIS) secondo cui il viadotto “di rara bruttezza” costituisce una “soluzione tecnicamente ed economicamente sostenibile”.
Il Comitato (scarica Annullamentoautotutelaprocedura2017), alla luce di tali considerazioni, ha immediatamente chiesto al Commissario On.le Maninchedda ed ai suoi uffici l’immediata revoca in autotutela di tutti gli atti.
Articolo precedente VA IN ONDA LA FARSA…
Articolo successivo LA COOPERATIVA BATTA UN COLPO!