Source: https://www.eziobonanni.com/benefici-contributivi-amianto/
Timestamp: 2020-02-26 00:33:25+00:00
Document Index: 184242526

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 47', 'art.3', 'sentenza ', 'art. 2946', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 13']

Benefici contributivi amianto - Avv. Ezio Bonanni
I benefici contributivi amianto sono maggiorazioni contributive, con moltiplicazione del periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5.
Queste maggiorazioni contributive danno diritto al prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione (prepensionamento amianto). I lavoratori esposti ad asbesto, già in pensione, hanno diritto alla ricostituzione della posizione contributiva e alla nuova liquidazione della pensione, con la maggiorazione dei ratei (calcolo rivalutazione contributiva amianto).
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Benefici contributivi per esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5
I benefici amianto sono maggiorazioni contributive con maggiorazione del periodo di contribuzione (prolungamento) e moltiplicazione del valore della contribuzione, con il coefficiente 1,5, utili sia per maturare anticipatamente il diritto a pensione (prepensionamento amianto), sia per aumentare l’importo economico della pensione.
Esposizione qualificata pari a 100 fibre/litro per oltre dieci anni (art. 13, comma 8, Legge 257/1992) per i lavoratori assicurati presso l’Inail che abbiano maturato il diritto a pensione entro il 2 ottobre 2003 o che abbiano presentato domanda amministrativa o giudiziale per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto entro il 2 ottobre 2003.
Per esempio, se si ha lavorato per 20 anni di cui 12 anni in esposizione ad asbesto, il periodo utile ai fini del diritto alla pensione sarà di 26 anni (12 x 1,5 + 8 anni).
Le due fattispecie dell'art 13 della L. 257/92
La legge amianto benefici contributivi contiene una doppia possibilità per il lavoratore e sposto amianto:
Art. 13, comma 8, legge 257 del 1992: Il diritto alle maggiorazioni contributive, pari ad 1,5, oppure 1,25 per l'applicazione della più recente normativa, spetta ai dipendenti (sono esclusi gli autonomi) che hanno svolto attività professionale in esposizione all’asbesto per almeno 10 anni entro il 2 ottobre 2003, in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll nella media delle 8 ore lavorative.
Art. 13, comma 7, legge 257 del 1992: In caso di insorgenza di malattia professionale asbesto correlata riconosciuta all'Inail, sussiste, sempre e comunque, il diritto alla rivalutazione della posizione contributiva inps per effetto dei benefici amianto, con il coefficiente 1,5, utile a prolungare del 50% il periodo di contribuzione, utile per il prepensionamento, e per la maggiorazione dei ratei pensione inps in godimento. Non trova applicazione la soglia di esposizione delle 100 ff/ll e dei dieci anni, che si applicano invece alla fattispecie dell'art. 13, co. 8, legge 257 del 1992.
Malattie da amianto: malattie professionali INAIL della Lista I
L'amianto provoca tumori e malattie gravi. Spesso queste patologie insorgono in seguito ad intensa e prolungata esposizione dovuta all'attività di lavoro in luoghi con presenza di materiali di amianto o a causa dell'utilizzo di amianto quale materia prima. L'INAIL riconosce queste infermità nelle liste malattie professionali. Nella Lista I sono contemplate le malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità:
Placche pleuriche e ispessimenti pleurici
Mesotelioma (pleurico, pericardico, peritoneale e della tunica vaginale del testicolo)
La norma non fa riferimento ad alcun limite del grado invalidante e non contiene limiti di soglia, a differenza del riconoscimento dei benefici contributivi, ex art. 13 co. 8 l. 257/92, che richiede l'esposizione qualificata.
Le patologie contemplate nella tabella I delle malattie professionali riconosciute dall’INAIL, infatti, sono assistite da presunzione legale di origine, in forza della quale la sola presenza della noxa patogena nell’ambiente lavorativo ne determina il diritto al riconoscimento e dunque all’indennizzabilità (anche ai sensi di Cass., Sez. lav., n. 30438/2018). In ogni caso, è sufficiente anche al fine di ottenere la certificazione di esposizione ad amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, e dunque la rivalutazione amianto dall’INPS, anche nella non creduta ipotesi in cui grado invalidante della patologia fosse ritenuto inferiore al 6% (sempre Cass., Sez. lav., n. 30438/2018).
Per queste malattie è quindi sufficiente la prova della presenza dell'asbesto amianto nell'ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).
Malattie da amianto della Lista II e III delle Malattie Professionali INAIL
Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità, per le quali la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%).
La lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile. Inoltre, l'esposizione ad asbesto provoca una più alta probabilità di contrarre cardiopatie, problemi cardiovascolari e cardiocircolatori, oltre a numerose altre patologie da amianto.
In base all'entità del grado invalidante delle malattia asbesto correlata si ha diritto:
all'indennizzo inail in capitale (per inabilità dal 6% al 15%);
alla rendita (a partire dal 16%).
In caso di decesso della vittima, le prestazioni INAIL sono reversibili al coniuge e ai figli (fino al 18° anno, fino a 21 anni pergli studenti, fino a 26 anni per gli universitari). Per approfondire:
riconoscimento malattie asbesto correlate rendita INAIL
Maggiorazione con il coefficiente 1,5 per lavoro in siti oggetto di atto di indirizzo
Gli atti di indirizzo ministeriali costituiscono l'accertamento da parte del Ministero del Lavoro della sussistenza del rischio amianto con esposizione superiore alle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative almeno fino al 2 ottobre 2003 o fino all’inizio delle bonifiche. Nel caso di attività di lavoro in esposizione ad asbesto in siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, è previsto il prolungamento e alla maggiorazione della pensione con il coefficiente 1,5 dal 1992 e fino all’inizio delle bonifiche dell’amianto o fino al 2 ottobre 2003 (art. 1, commi 20, 21 e 22, Legge 247/2007). Per accedere a questo diritto è necessario aver richiesto il certificato di esposizione all’INAIL entro il 15 giugno 2005 e la domanda di prolungamento entro l’11 maggio 2009.
prepensionamento amianto atti di indirizzo ministeriale
Benefici contributivi per esposizione ad amianto con il coefficiente 1,25
In caso di esposizione qualificata pari o superiore a 100 fibre/litro per almeno dieci anni, il coefficiente per i benefici contributivi è stato ridotto all’1,25%. Il coefficiente in questa misura è utile ai soli fini della rivalutazione dell’entità economica della prestazione e non permette il prepensionamento. Questo beneficio si applica anche ai lavoratori rimasti esposti in attività che in precedenza non erano soggette all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. La domanda per il riconoscimento dei periodi in esposizione ad amianto andava presentata tra il 3 ottobre 2003 e il 15 giugno 2005.
Superamento della soglia delle 100 fibre/litro
L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all'immediato pensionamento per i lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza di mesotelioma, tumore polmonare o asbestosi di origine professionale, senza limite di grado invalidante (decreto del 18/07/2017).
La circolare congiunta INPS e INAIL (n. 7 del 2018) ha dettato le regole per poter accedere al prepensionamento / pensionamento amianto: il prossimo termine per le domande è quello del 31 marzo 2020.
prepensionamento amianto lavoratori ammalati
Cumulo dei benefici
L’art. 4 del DM 27.10.2004 prevede il divieto di cumulo. Ciò significa che in caso di svolgimento delle attività di cui al punto c), non è possibile cumulare i benefici del DM 27.10.2004 con altri che anticipino il diritto a pensione (amianto pensione anticipata), come per esempio quelli spettanti per i lavori usuranti, per servizi di confine e per i servizi prestati dai lavoratori portuali. Conseguentemente, al momento del pensionamento il lavoratore dovrà scegliere se usufruire degli amianto benefici di cui al DM 27.10.2004 o ad altri benefici. Non rientrano nel divieto di cumulo i benefici previdenziali dovuti ad un particolare status del lavoratore (invalido, non vedente, sordomuto) o derivanti da particolari infermità di oggetto di tutela previdenziale.
Decadenza della domanda INAIL
Il termine di decadenza per il deposito della domanda amianto INAIL (15 giugno 2005) non si applica a tutti i lavoratori esposti amianto. Grazie all'intervento dell’Avv. Ezio Bonanni (Tribunale di Civitavecchia, sentenza n. 110/2009), migliaia di lavoratori hanno potuto evitare la decadenza dal diritto al prepensionamento in seguito al mancato deposito della domanda di certificazione all'Inail nel termine delle 15 giugno 2005. Conservano il loro diritto quei lavoratori che:
hanno presentato domanda INAIL prima del 02.10.2003;
hanno maturato il diritto a pensione prima del 02.10.2003, con l'aggiunta dei contributi dell'amianto (37 anni, con le maggiorazioni amianto);
negli altri casi indicati nell'art. 47. comma 6 bis, L.326/2003 e art.3 comma 132, L.350/03.
Decadenza Inps
Entro i tre anni dalla fine del procedimento amministrativo Inps occorre iniziare il procedimento giudiziario. Nel caso di mancata proposizione del ricorso giudiziario dopo tre anni dalla fine del procedimento amministrativo Inps benefici amianto, vi è la decadenza dal diritto alla rivalutazione contributiva (decadenza triennale amianto pensione).
decadenza triennale benefici amianto
Prescrizione dei benefici contributivi
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 25000/2014 ha affermato la natura risarcitoria dei benefici amianto e li ha assoggettati a prescrizione in 10 anni (art. 2946 Codice Civile). Il termine di prescrizione decorre dal momento della consapevolezza del diritto alle maggiorazioni e dalla conoscenza della sua violazione (Corte di Cassazione, Sezione VI, ordinanza n. 2856/2017). È consuetudine far decorrere il termine dal momento della presentazione della domanda all’INAIL. Le ultime sentenza hanno modificato questo orientamento, e sono state sollevate eccezioni di illegittimità costituzionale.
Molto è stato fatto in questo senso dallo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni che con tenacia è riuscito ad ottenere per moltissimi lavoratori esposti ad amianto il rigetto dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'inps.
prescrizione pensione amianto (10 anni)
Legislazione benefici amianto
Leggi di più sulla legislazione in materia di benefici amianto:
La legge 23.12.2014 n. 190, in Gazzetta Ufficiale 29.12.2014
Per approfondire, vai su Legislazione e giurisprudenza asbesto o su Leggi amianto / asbesto
Per la tutela lavoratori esposti amianto dalla Legge Fornero pensioni, oltre le modifiche alla stessa legge Fornero, tra cui quota 100, si può invocare la norma dell'art. l'art. 24, comma 3, D.L. 201/2011 (convertito in Legge 241/2011). Questa norma stabilisce che le norme della Legge Fornero non si applicano a colore che alla data del 31.12.2011 avevano maturato il diritto a pensione.
legge Fornero e prepensionamento amianto
Prepensionamento amianto aggiramento Legge Fornero
L' accredito dei benefici contributivi amianto, con il prepensionamento, permette di aggirare la Legge Fornero. Infatti, i benefici amianto danno diritto alla rivalutazione del periodo di esposizione ad amianto. Il coefficiente 1,5, può essere chiesto ed ottenuto con l'art. 13 comma 8 L. 257/92 (esposizione ultra decennale a fibre di asbesto con l'applicazione del maggior coefficiente), oppure con il riconoscimento del danno amianto - malattia professionale asbesto correlata con ex art. 13 comma 7 della L. 257/92 (elenco malattie Lista inail asbesto).