Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1287-codice-civile-decadenza-dalla-facolta-di-scelta
Timestamp: 2018-03-22 19:48:12+00:00
Document Index: 141486057

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1287', 'art. 22', 'art. 1182', 'art. 22', 'art. 1175', 'art. 77', 'art. 1197', 'art. 1282', 'art. 1224', 'art. 7', 'art. 1229', 'art. 1278', 'art. 1911', 'art. 1387', 'art- 77', 'art. 1287']

Codice civile Art. 1287 codice civile: Decadenza dalla facoltà di scelta
Quando il debitore, condannato alternativamente a due prestazioni, non ne esegue alcuna nel termine (1) assegnatogli dal giudice, la scelta spetta al creditore.
Se la facoltà di scelta spetta al creditore e questi non l’esercita nel termine stabilito o in quello fissatogli dal debitore, la scelta passa a quest’ultimo (2).
Debitore: [v. 1175]; Creditore: [v. 1174]; Prestazione: [v. 1174].
(1) Il termine della scelta non va confuso con il termine dell’adempimento dell’obbligazione [v. 1184]; le parti possono aver determinato tali termini in momenti successivi nel tempo, ma essi possono anche coincidere, se hanno fissato solo il termine per l’adempimento.
(2) Nel caso in cui la scelta spetti al creditore, il debitore può fissare direttamente il termine senza rivolgersi al giudice.
Nei confronti dei marittimi imbarcati su navi cosiddette minori, l'applicabilità del regime previdenziale, con l'obbligo della contribuzione a carico dell'armatore, consegue, ex art. 4 l. 26 luglio 1984 n. 413, all'iscrizione della nave presso la capitaneria di porto, purché si tratti di "navi aventi una stazza lorda superiore alle dieci tonnellate o un apparato superiore ai venticinque o trenta cavalli indicati anche se costituisca mezzo di propulsione ausiliario" (art. 1287 c.nav.), atteso che per le navi aventi tali caratteristiche la licenza è equiparata alle carte di bordo delle navi maggiori o alturiere.
Cassazione civile sez. lav. 06 marzo 2001 n. 3239
L'INAIL, obbligato a corrispondere una prestazione assicurativa pecuniaria e facoltizzato ad avvalersi delle particolari modalità di estinzione del mandato di pagamento previste dall'art. 22 del d.P.R. 18 dicembre 1979 n. 696, non adempie esattamente la propria obbligazione (il cui luogo di adempimento va individuato, in deroga al precetto del comma 3 dell'art. 1182 c.c., negli uffici di tesoreria dell'ente previdenziale) con la pura e semplice commutazione della somma dovuta in vaglia cambiario o assegno circolare non trasferibile all'ordine del creditore, avendo l'annotazione di commutazione apposta sul retro del mandato un rilievo puramente amministrativo e verificandosi invece la liberazione dell'ente debitore solo quando il creditore pervenga in possesso del titolo di credito emesso al suo ordine, atteso in particolare che una diversa interpretazione del citato art. 22 sarebbe in contrasto con la natura agevolativa della stessa norma, oltre che con i doveri di correttezza e diligenza imposti al debitore dagli art. 1175 e 1176 c.c., e che l'articolo unico della legge n. 1575 del 1962 (sulla estinzione dei debiti dello Stato mediante commutazione dei titoli di spesa in vaglia cambiari non trasferibili della Banca d'Italia) non è applicabile - nonostante il rinvio contenuto nell'art. 77 del suddetto d.P.R. - ad enti pubblici diversi dallo Stato, avendo carattere eccezionale in deroga ai principi generali (art. 1197 c.c.) in materia di adempimento delle obbligazioni. obbligazioni.
Cassazione civile sez. lav. 13 novembre 1990 n. 10957
Sui crediti previdenziali aventi ad oggetto prestazioni pecuniarie - i quali, secondo la regola generale dell'art. 1282 c.c., non sono produttivi di interessi corrispettivi (o compensativi) finché non siano divenuti liquidi ed esigibili - possono decorrere gli interessi moratori ai sensi del comma 2 dell'art. 1224 c.c., in caso di mora dell'istituto previdenziale debitore, per la configurazione della quale deve farsi riferimento all'art. 7 della l. n. 533 del 1973, nel senso che tale norma, incidendo direttamente sui tempi del meccanismo di liquidazione, vale a costituire automaticamente in mora l'istituto (in parallelo con la previsione dell'art. 1229 n. 2 c.c.) allo scadere dai centoventi giorni dalla richiesta dell'assicurato (da considerarsi respinta, per silenzio o rifiuto dell'ente, ad ogni effetto), con la conseguenza che da detta scadenza decorrono gli interessi moratori sulle somme successivamente liquidate, per le quali è, inoltre, consentito il risarcimento del maggior danno eventualmente prodotto dalla mora, non ostandovi la rivalutazione ex legge della prestazione previdenziale.
Cassazione civile sez. lav. 17 aprile 1990 n. 3173
La facoltà concessa dall'art. 1278 c.c. al debitore di un'obbligazione in moneta estera di adempiere pagando in moneta italiana non può rappresentare un pregiudizio per il creditore e, di conseguenza, il tasso di cambio deve essere quello del giorno dell'effettivo pagamento.
Tribunale Bologna 13 febbraio 1996
Nel rapporto di coassicurazione - che ricorre, a norma dell'art. 1911 c.c., quando uno stesso rischio viene assunto, con le stesse modalità e per uno stesso periodo di tempo, da più assicuratori che ripartiscono tra loro la quota di rischio e la relativa quota d'indennità, ma senza vincolo solidale - si ha l'esistenza di più e separati rapporti assicurativi, ciascuno generato da un distinto contratto, e ciascun assicuratore è titolare delle sole posizioni soggettive, sostanziali e processuali, relative al proprio rapporto. Tuttavia, i coassicuratori possono incaricare uno solo di essi, chiamato "delegatario", di concludere il contratto, che saràcosì finalmente unico, e di curare i relativi rapporti, attraverso il conferimento di una procura ex art. 1387 c.c., nonché di agire o essere convenuto in giudizio anche per le quote di cui essi sono titolari, attraverso l'ulteriore necessario conferimento della rappresentanza processuale, ex art- 77 c.p.c.
Cassazione civile sez. III 21 novembre 1978 n. 5425
Il contratto, con cui le parti convengono di trasferire una determinata estensione immobiliare (nella specie, un posto macchina aperto), considerata come fungibile, da distaccarsi ad opera del venditore da una entità di maggiori dimensioni, non è affetto da nullità per indeterminatezza dell'oggetto bensì costituisce vendita di genere limitato, configurabile anche per gli immobili, avente natura obbligatoria, ove risulti a carico del venditore l'obbligo di individuare successivamente e consegnare il bene compravenduto, e che acquista effetti reali con la concreta individuazione del bene sulla base della scelta che deve operare il soggetto indicato. In tal caso la domanda giudiziale deve essere diretta ad ottenere la condanna dell'obbligato ad effettuare la scelta, secondo lo schema previsto dall'art. 1287 c.c., essendo immanente, nell'ipotesi di vendita di genere, l'alternativa tra prestazioni di più oggetti concreti.
Cassazione civile sez. II 29 luglio 1983 n. 5225