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Timestamp: 2019-09-17 02:32:30+00:00
Document Index: 17746553

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Sinmevico: i sindacati di categoria devono tutelare al massimo le condizioni dei rappresentati e non, paradossalmente, fare il loro danno | La Medicina Fiscale
Pubblicato il 9 Luglio 2019 9 Luglio 2019 di adminmedicinafisc
Il Sinmevico titola così la pagina del proprio sito www.sinmevico.it in merito all’ultimo incontro dello scorso 3 luglio tra i sindacati dei medici fiscali (MF) e l’Inps per la stipula della prossima convenzione come da atto di indirizzo della riforma del polo unico della medicina fiscale.
Verso la perdita delle caratteristiche avanzate della MF: zero compatibilità, sovraccarico lavorativo, dubbia flessibilità, suggestione di ACN, ma stessi soldi globali (o meno) e non certo maggiore stabilità. Unico elemento positivo (forse), il rinvio a fra tre anni del rischio di perdita lavoro. E tutto proposto dalle OOSS MF ??!
Sinmevico chiede, quindi, che si possa procedere ad un referendum tra i medici fiscali, in modo tale che possano loro stessi esprimere la propria volontà.
Leggiamo con attenzione l’analisi dettagliata degli eventi prodotta dal Sinmevico che porta a leggere gli ultimi accadimenti con estrema preoccupazione per la tutela di tutti gli attuali medici in servizio, soprattutto per coloro, in età avanzata, il cui reddito si fonda solo su questa attività, per i futuri medici fiscali e per la sopravvivenza della stessa medicina fiscale.
parte 1 relazione sull’incontro del 3 luglio
L’incontro che si è tenuto in data 3 luglio 2019 presso INPS a Roma deve essere considerato un incontro di particolare rilievo per gli importanti accadimento che lo hanno caratterizzato.
Le OOSS di categoria avevano inviato a INPS, nei giorni immediatamente precedenti, le loro proposte o note relative alla riorganizzazione delle norme che regolano il servizio.
Nell’incontro la Commissione trattante ha valutato le note inviate da Sinmevico come osservazioni a cui sembra non abbia ritenuto dare particolare rilievo. Sinmevico aveva inviato a INPS quelli che considera gli elementi fondamentali su cui dovrebbe essere organizzata la nuova normativa, gli elementi e le norme di riferimento e l’impostazione strutturale conseguente. la struttura portante della riorganizzazione. (note inviate a INPS da Sinmevico: www.sinmevico.it/infoeart_190703_230_com_a_inps )
Allo stesso modo INPS non ha ritenuto di dare attenzione a quanto inviato da CGIL, che aveva presentato una proposta sovrapponibile alla attuale ACN amb. e, in subordine, una riedizione avanzata della normativa attuale.
Quindi INPS ha invece indirizzato la sua attenzione e la discussione su quanto presentato dalle altre OOSS, che, unitariamente, hanno presentato il documento di seguito allegato (bozza presentata da ANMEFI, CISL med, FIMMG, SMI, SNAMI, SUMAI: www.sinmevico.it/infoeart_190703_230_bozzaooss )
Riteniamo probabile che l’orientamento di INPS sia stato determinato dalla necessità di concludere rapidamente una vicenda che oggettivamente si protrae da troppo tempo e dalla idea che seguire quanto proposto dalla maggior parte delle OOSS fosse la direzione più funzionale a questo.
Altro elemento rilevante è stata la risposta che la Commissione trattante ha dato alla osservazione Sinmevico relativa alla presenza attuale di norme che richiedono una impostazione del servizio differente da quella presentata nella bozza unitaria in oggetto. INPS, riguardo a questo, ha precisato che nella attuale normativa è presente la delega alle OOSS-INPS per una riorganizzazione del servizio in qualsiasi direzione. Sinmevico si riserva la valutazione della posizione INPS, alla quale invierà, nei tempi più rapidi possibili, le sue eventuali osservazioni. al momento si può però precisare che, se fosse come indicato da INPS, non si comprenderebbe il senso della presenza delle definizioni di modo, presenti nella norma (quelle riportate da Sinmevico), in presenza di un postulato che permetterebbe di non attenervisi.
Sinmevico ha poi segnalato alle OOSS la possibilità rilevata tra i MF di azioni legali contro le stesse rappresentanze sindacali in caso di mancata tutela degli interessi degli iscritti.
Sinmevico, in relazione ai due punti sopra menzionati, ha presentato e richiesto a INPS la verbalizzazione del testo di seguito allegato (testo presentato a INPS di cui si è chiesta la verbalizzazione: www.sinmevico.it/infoeart_190703_230_a_verbale )
Quello che emerge, quindi, tra le varie cose, è una differenza di valutazione sul tipo di riorganizzazione del servizio, se necessario, tra il gruppo che ha presentato quella che sarà da qui definita la “proposta unitaria” e le posizioni di Sinmevico e CGIL. Questa separazione sindacale è determinata, evidentemente, da una differente valutazione della situazione e della strategia conveniente, fatto possibile nelle discussioni e trattative.
La presenza di elementi differenti di valutazione può però anche portare ad elementi nuovi ed utili, sia per questo, sia perchè le OOSS possano pervenire, nel rispetto delle inevitabili differenti visioni e valutazioni, ad un compromesso, utile per raggiungere i due obiettivi fondamentali che restano:
evitare l’assenza dell’aggiornamento della normativa, per i rischi conosciuti
la tutela delle condizioni di lavoro dei medici fiscali,
ma anche per evitare i rischi, rilevati e segnalati nell’incontro, di reazioni legali da parte dei MF, che, diversamente da quanto alcuni hanno indicato, potrebbero congelare i risultati della trattativa, come determinare anche ulteriori peggiori conseguenze, si riportano nella seconda parte quelli sembrano essere i punti fondamentali di divergenza, perchè possano essere identificati, ridimensionati e ottimizzati.
Se ce ne fosse bisogno, si rammenta che compito delle OOSS di categoria è la massima tutela delle condizioni dei rappresentati e non, paradossalmente, il loro danno.
parte 2 analisi della “proposta unitaria” e dei punti di divergenza
al fine che le OOSS possano pervenire, nel rispetto delle inevitabili differenti visioni e valutazioni,ad un compromesso, utile per raggiungere i due obiettivi fondamentali che restano:
ma anche per evitare i rischi, rilevati e segnalati nell’incontro, di reazioni legali da parte dei MF,che, diversamente da quanto alcuni hanno indicato, potrebbero congelare i risultati della trattativa,come determinare anche ulteriori peggiori conseguenze,si riportano di seguito quelli sembrano essere i punti fondamentali di divergenza, perchè possano essere identificati, ridimensionati ed ottimizzati.
Sinmevico, relativamente alla “proposta unitaria”, presenta le seguenti osservazioni:
globalmente :
peggioramento delle condizioni lavorative globali (incompatibilità assoluta, ostacoli dell’uso delle fasce, retribuzione invariata (o ridotta) ed in parte postposta,
probabile annullamento della norma “ad esaurimento”)
aggravio del carico di lavoro, in una tipologia di lavoro dove il carico lavorativo deve essere considerato, trattandosi di lavoro differente da lavoro in sede fissa, fatto che può portare a criticità già nel medio termine (160 visite mese o oltre, quasi inevitabili, per l’intero anno, date le variazioni proposte nella gestione delle fasce)
1- relativamente alla previsione di una incompatibilità totale, molti elementi ne segnalano l ‘incongruenza e l’improduttività, quando applicata ad un settore professionale di questo tipo. I principali sono:
si tratta di una richiesta incongrua in presenza di una condizione di rapporto lavorativo non sufficientemente garantito. Siamo infatti in presenza di “convenzione” comunque da rinnovare, e comunque esposta a ogni possibile variazione normativa, come i fatti immediatamente passati e le variazioni prodotte dalla riorganizzazione radicale attuale dimostrano, che non può essere considerata una condizione lavorativa stabile. Per questo motivo la limitazione della professionalità, determinato dalla impossibilità di mantenere e sviluppare le competenze allargate, deve essere inquadrata come immissione di rischio lavorativo ed economico.
è un elemento tecnicamente immotivato. La presenza di incompatibilità non è necessaria per la funzionalità del servizio. La attività di MF si è svolta per 30 anni adeguatamente in assenza di incompatibilità.
non può considerarsi una norma a tutela della equa distribuzione del lavoro, dato che, non essendo presente negli altri comparti medici, lascia libero lo scambio di professionalità a parità di impegno orario settimanale.
è un elemento non presente nelle convenzioni di tipo ACN, come, ad esempio, nella med gen.
l’idea della “fidelizzazione” di INPS, dovrebbe essere modificata in “servizio affidabile per INPS”. Non si tratta infatti di creare sette, si spera, ma servizi efficienti. La presenza di elementi insoddisfacenti produrrebbe il contrario della “fidelizzazione” e l’abbandono del servizio. per condizioni insoddisfacenti.
la limitazione totale della attività medica in un settore ristretto è quanto di più incongruo si possa escogitare per il settore medico. Il sistema degli ECM, ad esempio, è stato concepito proprio per provvedere a che i medici mantengano costantemente una visione allargata, che è la base della medicina all’opposto di una cristallizzazione in settori specifici. La presenza di limitazione professionale può spingere potentemente, di conseguenza, all’abbandono del servizio. Questa carenza sarebbe fortemente sentita, specialmente dalle nuove generazioni.
l’introduzione della incompatibilità è un elemento rilevante, attualmente assente nella normativa ancora in corso, che prevede anche un rapporto ad esaurimento. Si tratta quindi di una variazione che può di fatto impedire ai medici fiscali la continuazione della attività, andando in contrasto con la norma “ad esaurimento” e variando i termini fondamentali dell’accordo.
è un variazione radicale che viene operata dalle rappresentanze sindacali del medici fiscali, contro le condizioni lavorative di molti dei medici iscritti, che sono rappresentati e che debbono tutelare.
per quanto sopra potrebbe essere attivata una azione legale per atteggiamento antisindacale delle OOSS di rappresentanza, dalle conseguenze imprevedibili.
la variazione di elementi di questa incidenza (tra i quali la variazione radicale di un sistema ad esaurimento, o la non previsione di età pensionabile) può non essere effettuabile da rappresentanze che hanno come iscritti solo una percentuale ridotta dei MF, e potrebbe dover essere validabile solo con referendum.
la presenza della possibilità di operare su una fascia oraria è in contrasto con l’eventuale divieto di operare in altra attività, fatto rilevato anche all’interno delle stesse OOSS proponenti, dal Dr. Lodolini (SUMAI)
2 relativamente alle fasce
(seconda pagina dell’art12, e seconda pagina dell’art20)
Premessa necessaria è che la presenza del sistema delle fasce non ha mai ostacolato l’attività nei passati 30 anni di servizio. e che non può essere individuato alcun elemento tecnico che indichi che questa presenza possa ostacolare la funzione.
La presenza delle fasce di disponibilità, nella bozza in oggetto, è mantenuta ma fortemente ostacolata, col risultato della possibilità concreta che questa disponibilità non possa essere utilizzata. L’attività di medicina fiscale è differente da quelle che si svolgono in ambulatorio. si svolge sul territorio, con possibilità di percorrenza anche di centinaia di km al giorno, anche con maltempo o buio, e spesso in luoghi disagiati o con difficoltà di localizzazione; il conseguente impegno reale risultante si estende facilmente alle ore 9 – 20. Questo porta ad un carico di lavoro maggiore a parità di orario impegnato, a cui si aggiunge la necessità di servizio, a rotazione, nei fine settimana e le attività per l’obbligo ECM.
Se gli ultimi due punti sono stati forse considerati in qualche modo nella bozza OOSS, attraverso una previsione oraria massima settimanale, resta comunque presente la condizione di carico (e rischio) lavorativo superiore a parità di ore impegnate.
Quanto riportato è stato verosimilmente previsto e trattato dal legislatore attraverso il sistema delle fasce, che, se però ostacolato, diventa inefficace.
L’Istituto, nell’incontro del 3 luglio, ha segnalato incertezze sulla modalità di applicazione del sistema fasce, per una ipotizzata possibilità di carenza imprevedibile nella operatività. Questa è certamente solo una prima impressione, dato che questo sistema è applicato da 30 anni e non ha mai determinato criticità.
Ad ogni modo possono essere studiare modalità di applicazione, oltre al mantenimento della modalità da sempre utilizzata, che prevede la delega della organizzazione ai medici di sede, pena, in caso di possibilità di carenze nel servizio e la non applicazione del sistema (a valutazione della dirigenza di sede).
Uno degli ostacoli alla applicazione del sistema delle fasce (finalizzato alla modulazione dello stress lavorativo) presenti nella bozza attuale presentata dalle OOSS collegate, (si presti attenzione al fatto che la considerazione dello stress lavorativo fa parte dell’approccio più avanzato alle condizioni di lavoro, perchè agisce su efficienza, rischi e mantenimento della collaborazione, volendo trascurare l’innalzamento generale delle condizioni delle persone, che dovrebbe essere obiettivo primario delle dirigenze di una società avanzata) è che la possibilità di scelta debba essere comunicata annualmente.(trascurando la presenza di una contraddizione nella bozza, riguardo alle fasce, dato che riporta che la comunicazione dei medici debba essere mensile e successivamente che debba essere annuale (pagina seconda dell’ art12 e pagina seconda dell’art20)). La presenza in bozza di questo elemento annulla la funzionalità del sistema fasce, concepito per modulare il carico di lavoro in funzione degli accadimenti, che si presentano con frequenza certamente non annuale.
3 carico di lavoro
Altro elemento critico che deve essere segnalato è la programmazione di carichi prossimi alle 160-170 visite mese. Questo determinerebbe con frequenza criticità in tempi brevi, anche possibili durante lo stesso mese, basti pensare a chi dovesse lavorare in luoghi disagiati con lunghe percorrenze. Per questo motivo si propone ancora di prevedere che sistema di modulazione affidato al sistema delle fasce preveda anche la combinazioni tra le stesse, come è stato de sempre utilizzato nei passati 30 anni. Questo permetterebbe di portare l’operatività al massimo senza superare i limiti possibili. non prevedere questi elementi sarebbe difetto di programmazione tecnica.
4 permessi non retribuiti
L’ art 18, assenze non retribuite prevede permessi non retribuiti per motivi di studio giustificati e motivi personali documentati e gravi, con preavviso di almeno 15gg. Si osserva l’incongruenza tra motivi gravi e preavviso di 15 gg.
l’art19, ECM, sembra riportare (articolo poco chiaro) che:
INPS possa organizzare ECM anche senza conseguimento di crediti
ECM esterni sono riconosciuti come permessi retribuiti solo su autorizzazione INPS
ECM possano essere organizzati dalle OOSS firmatarie della eventuale nuova normativa
Si segnala che INPS non avrebbe alcun interesse a compensare ECM esterni, che l’art19 non riporta alcun obbligo per INPS a farlo, come invece presente nella normativa in corso. Inoltre, dato che l’art19 non riporta vincoli per INPS per propri eventuali eventi formativi, su i quali non risulta peraltro tenuta a fornire crediti, di fatto il medico dovrebbe, molto probabilmente, utilizzare i permessi di studio non retribuiti per gli aggiornamenti obbligatori, col risultato di avere gli ECM a suo carico totale, sia per i costi che per la perdita lavorativa, e con effetti anche sulla “13a” (vedi punto 6).
Si segnala il CONFLITTO DI INTERESSE nella previsione di gestione di ECM da parte delle OOSS firmatarie
Si segnala l’incongruenza degli obiettivi riportati nell’art19 relativi alla crescita culturale e professionaleed alle competenze aggiuntive previste istituzionalmente, con la previsione nella bozza in oggetto della incompatibilità totale con altre attività sanitarie
6 “13a” e “TFR”
L’ art22, “premio di collaborazione” (tredicesima)
nella bozza si prevede che venga erogata solo in caso di effettuazione di almeno 80% del monte ore assegnato.
Si segnala che i medici possono aver avuto la necessità di assentarsi per ECM non retribuiti (vedi punto 5) oppure per gravi necessità personali o altro. Sembra irrazionale penalizzare col limite previsto dell’80%. non si capisce se chi scrive sia una OOSS di categoria o la controparte. La considerazione più importante che deve essere fatta è che questa “tredicesima” (come anche il trattamento di fine rapporto, previsto nella bozza) non costituisce un elemento che si aggiunge ai compensi attuali, ma viene prodotto dal semplice spostamento dei compensi. I compensi dei MF provengano infatti da un fondo dedicato che può essere erogato direttamente, come in corso, o scomposto in elementi diversi, tra i quali questa “13a” (e il “TFR”). Dunque i compensi in totale resterebbero gli stessi ma nella bozza si preferisce forse la suggestione prodotta dalla presenza di questi elementi (13a e TFR), nonostante produca anche l’aggravante di erogare parte di compensi in secondo tempo rispetto all’attuale (a fine anno e a fine rapporto), e con la possibilità di perdita della “13a” per necessità di assenza superiore al 20%.
7 malattia e infortuni
L’ art17, malattia,
prevede un onere per INPS dello 0,72% dei compensi previsti.
Si osserva che in sostanza la copertura per la malattia è assente.
L’art 24, infortuni,
al momento non sono presenti massimali.
Il punto non è conseguentemente valutabile nella relativa incidenza. Inoltre una copertura assicurativa di questo tipo ha costi modesti: per questo, in qualsiasi caso, non inciderebbe in modo significativo sulla condizione lavorativa.
8 contributo ENPAM
art25, ENPAM
al momento non sono presenti indicazioni relative alle eventuali percentuali di contributo a carico INPS, o se il contributo sarà da fonte diversa dallo stanziamento previsto per la MF.
Il punto non è conseguentemente valutabile nella sua incidenza.
9 relativamente alle età pensionabile
Attualmente la normativa non prevede età pensionabile.
Questo punto, nella proposta unitaria, viene annullato e viene previsto il limite di età. Il problema è che molti medici fiscali, a seguito della mancata applicazione delle indicazioni presenti nella normativa attuale, hanno prodotto un livello pensionistico minimo o critico. La possibilità (necessità) in molti casi di poter continuare l’attività oltre i limiti usuali verrebbe persa con danni rilevanti. Si segnala quindi la necessità di considerare questo punto critico e, solo in subordine, la necessità di elevare, almeno, il limite pensionabile previsto
10 relativamente alle commissioni
analisi Sinmevico in preparazione
parte 3 gli accadimenti in sintesi
Sembra che le OOSS del MF non si rendano conto che le caratteristiche del lavoro dei medici fiscali siano uniche ed avanzate (si parlerà ora al passato perchè tutto questo sembra si stia veramente perdendo).
La tipologia del lavoro e la normativa “ad esaurimento” creavano una condizione lavorativa speciale.
Il lavoro, di tipo itinerante, anche per molti km ed ore al giorno, avevano portato il legislatore alla formulazione di una condizione lavorativa caratterizzata da una elevata, necessaria, flessibilità, che si realizzava attraverso la possibilità di scelta lavorativa tra una fascia o due, o di combinazioni tra le due e la possibilità di modificare mensilmente la combinazione (un sistema ben collaudato, usato per anni con efficacia).
Oltre questo, la sua impostazione libero professionale permetteva altre esperienze professionali, in un quadro moderno di variabilità professionale, stimolante e motivante, in un contesto ben modulabile.
Una condizione che quasi nessun contratto lavorativo permette: elevata personalizzazione, molteplicità professionale, gradimento.
Tutto questo sembra non essere stato percepito.
Lo stesso Istituto propone una formula ormai obsoleta, oltre che contraddittoria:
“fidelizzazione” all’Istituto ed incompatibilità,
staticità nei turni e congestione lavorativa,
ovvero l’opposto di quanto c’era.
Un quadro che pesante, professionalmente ridotto, con elevata possibilità di demotivazione e abbandono, nella contraddizione di una pretesa assoluta associata alla persistenza, comunque, di non garanzia lavorativa (e scarsità di compensi).
Il contrario delle tendenze e delle necessità attuali e moderne.
Il contrario della multiesperienza (peraltro indicata nella bozza in analisi, all’art19-ECM), della evoluzione e della motivazione,
Il contrario di quello che dovrebbe essere realizzato,
Il contrario di quello che un medico, specie se giovane e capace, cerca.
Una condizione che non produce fidelizzazione ma al contrario demotivazione e abbandono.
Dalle OOSS, incomprensibilmente,
Forse nella suggestione della creazione di un contesto più classico e rassicurante, si sta operando nella direzione di una depressione e di un danno di queste caratteristiche speciali verso un contesto superato, inefficiente e demotivante.
Questo è quello che moltissimi MF percepiscono e ci indicano con preoccupazione se non con rabbia.
E non è vero che solo la direzione presa può garantire la stabilità da tutti auspicata;nessuno intende trascurare questo elemento fondamentale, ma deve essere raggiunto nel modo migliore, senza distruggere le condizioni lavorative e, con queste, la medicina fiscale.
Resta positivo solo, forse, operare per la riorganizzazione della normativa della MF, che può proteggere (per un p0′) dagli attacchi frontali che i medici fiscali hanno ricevuto negli ultimi mesi. e che si ripeteranno.
parte 4 in concreto: le correzioni proposte
Quello che appare è che le OOSS che hanno prodotto la bozza di accordo riportata in questa analisi siano indirizzate verso la convenienza di una riorganizzazione del servizio che ricalchi una struttura simil-ACN al fine di una (almeno temporanea) stabilizzazione della situazione lavorativa dei MF.
Non sembra che sia stato considerato che lo stesso livello (almeno temporaneo) di stabilizzazione possa esser raggiunto anche attraverso l’aggiornamento (il potenziamento) dell’impostazione attuale, che, peraltro, è caratterizzato da elementi normativi speciali, superiori a quelli comuni, che ne permetterebbero, almeno per il gruppo “ad esaurimento”, buona possibilità di protezione del lavoro.
Non sembra anche essere stato considerato che, globalmente, l’impostazione che viene proposta dalla OOSS che hanno prodotto la bozza di riorganizzazione in oggetto è quasi equivalente, nel globale, alla attuale, per quanto riguarda i compensi, con alcuni peggioramenti ma presenta tutta una serie di peggioramenti negli altri importanti elementi descritti (vedi parte 2 dell’analisi).
Nonostante queste siano le nostre convinzioni (e le evidenze riportate) al fine, già indicato, di una rapida conclusione della trattativa, essenzialmente per evitare possibili ulteriori eventi destabilizzanti l’attività dei MF, si segnaleranno gli elementi minimi considerati da modificare nella proposta in oggetto.
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