Source: https://www.analisiforense.eu/certificazione_chat_whatsapp_da_remoto.php
Timestamp: 2019-03-23 03:24:33+00:00
Document Index: 180382889

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 634', 'art. 612']

Certificazione Chat WhatsApp come prova legale Per quali scopi viene richiesta una copia autentica di una chat whatsapp Valore probatorio Chat WhatsApp Cosa dice la legge ? whatsapp come prova legale
Whatsapp è un'applicazione di messaggistica di testo che viene utilizzata da oltre 1 miliardo di utenti in più di 180 paesi. Il suo uso è diventato così diffuso che è diventato una modalità primaria di comunicazione per molte persone. Molte parti ora usano WhatsApp anche a fini commerciali, come comunicare con i clienti, inviare documenti o persino negoziare contratti. Come consulenti informatici, una delle domande che ci vengono poste spesso è se i messaggi di Whatsapp possano essere addotti come prove in tribunale. Alcuni clienti hanno l'impressione che, a causa della sua natura "informale", i messaggi di Whatsapp non siano ammissibili come prova. Tuttavia, questa ipotesi è infondata in quanto confermiamo che i tribunali ora accettano i messaggi di Whatsapp come prova.
Tuttavia il messaggio Whatsapp può essere ammesso come prova solo se sono soddisfatti i seguenti criteri:
ammissibile ai sensi della legge sulle prove
deve essere rilevante per il procedimento giudiziario in corso, ovvero utile a dimostrare l'esistenza o la non esistenza di un fatto
deve essere autentico, ovvero soddisfare i requisiti procedurali per l'ammissione di un documento prodotto da un computer o tablet o smartphone che avviene solo tramite acquisizione forense del dispositivo o della versione web dell'applicazione che ha ricevuto il messaggio.
Per farvi comprendere meglio, al contrario di una copia autentica di una chat, uno screenshot whatsapp non ha valore legale perchè il messaggio, può essere valutato come non vero, e considerato come "diceria", non mostrando i seguenti particolari :
La data del messaggio di Whatsapp
Il Numero di telefono del mittente
L'Immagine del profilo del mittente
Il principio generale è dunque che i messaggi di Whatsapp possono essere accettati come prove solo se certificati, onde evitare controversie sull'autenticità del messaggio di Whatsapp e sull'identità delle parti in causa nella conversazione Whatsapp. Le difese delle controparte in assenza di una copia autentica saranno : diceria, assenza di custodia, evidenza fraudolenta non autentica.
Di fronte alla tendenza delle comunicazioni che diventano sempre più digitali, i tribunali di tutto il mondo si stanno adattando e stanno diventando più aperti ad accettare comunicazioni elettroniche come messaggi di testo, messaggi Skype o Hangouts, chat internet e sì, messaggi WhatsApp, come prova. Le nostre autenticazioni quindi possono essere presentate in ogni corte giudiziaria al mondo mantenendo il loro valore legale.
Possiamo procedere in due modalità per CERTIFICARE UNA CHAT WHATSAPP:
1) Effettuando un'analisi forense classica con il dispositivo da inviare ai nostri laboratori. I costi sono logicamente più alti ma si ha il vantaggio di certificare tutte le conversazioni del dispositivo .
2) Procedendo alla certificazione con valore legale anche di una sola chat whatsapp ( se dovessimo ad esempio certificare solo i messaggi con una persona e non tutte le chat del dispositivo ) senza inviare il dispositivo ai nostri laboratori, connettendoci online da remoto per autorizzare l'accesso alla vostra versione whatsapp web. Soluzione molto più economica e veloce ma indicata solo per certificare poche conversazioni.
Potete leggere ulteriori informazioni sull'ANALISI FORENSE CHAT WHATSAPP [ click qui ]
ANALISI FORENSE per conferire valore legale certificato
ad una chat o sms
VALORE PROBATORIO DELLA NOSTRA COPIA AUTENTICA / CERTIFICAZIONE DI UNA CHAT WHATSAPP ANCHE DA REMOTO ( ci colleghiamo da remoto al vostro telefono senza che lo dobbiate inviare al laboratorio )
La certificazione da remoto viene effettuata con un programma di acquisizione forense riconosciuto in tutti i tribunali del mondo ! Inoltre le nostre acquisizioni vengono depositate anche su un server dedicato e sicuro per permettere una verifica dell’integrità dei dati anche da parte delle forze dell’ordine o dei tribunali ! In pochi vi forniscono un servizio così qualificato !
La nostra copia autentica, acquisizione forense di chat WhatsApp, avrà l'efficacia probatoria di cui all'articolo 2712 c.c. essendovi :
indirizzo internet della pagina acquisita (#) https://web.whatsapp.com/
La certificazione effettuata tramite programma di acquisizione forense di pagine web conterrà i seguenti dati registrati anche su server dedicato per verificare la loro integrità :
Acquisition.log
è il file che contiene l’elenco delle operazione eseguite con il software FAW
Acquisition.txt
è un file di testo che contiene tutti i riferimenti dell’acquisizione
Acquisition.xml
è un file in formato xml che contiene tutti i riferimenti dell’acquisizione secondo lo standard DFXML
Checking.faw
è il file che contiene un codice di controllo che permette di verificare se i file Acquisition.txt e Acquisition.xml non sono stati alterati
è un file htm che contiene tutto il codice HTML della pagina web
CodeFrame{nomeframe}.htm
sono file che contengono il codice HTML del frame {nomeframe} se presente
è un file di testo che contiene gli headers inviati al browser dalla pagina web
è la copia del file hosts di windows al momento dell’acquisizione della pagina Web
è il file che contiene l’immagine della pagina web delimitata dalla Gold Box in formato png a 24bit
Image{numero}.png
sono file immagine con i ritagli dell’immagine completa della pagina Web acquisita con aspect-ratio 1,41 adatte ad essere stampate a pagina intera su fogli A4
SystemLogEvents.txt
è il file in cui vengono registrati tutti gli eventi di windows avvenuti durante l’acquisizione della pagina Web
screenCapture.wmv
è il file video acquisito da VLC con la cattura dell’intero schermo del computer dall’inizio dell’acquisizione fino alla fine
Wireshark_{mac-address-network-interface}.pcap
è il file acquisito da WireShark con il traffico di rete avvenuto durante l’acquisizione della pagina Web
Cartella Objects
è la cartella che contiene tutti gli elementi della pagina Web acquisiti numerati progressivamente con il formato [nnnnn]filename.ext
La Cassazione aveva già riconosciuto pieno valore probatorio per gli SMS e per le immagini contenute negli MMS, ritenute “elementi di prova” integrabili con altri elementi anche in caso di contestazione (Cass. Civ. 11/5/05 n. 9884), chiarendo peraltro che in caso di disconoscimento della “fedeltà” del documento all’originale, rientrerebbe nei poteri del Giudice accertare la conformità all’originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni (Cass. 26/01/2000 n. 866, ex multis). Allo stesso modo, tali disposizioni normative sono state invocate con riguardo ai messaggi WhatsApp ai quali peraltro, costituendo documenti informatici (ormai equiparati ai documenti tradizionali ai sensi della L. 40/08) a tutti gli effetti, si applicano tutte le norme in materia presenti nel nostro ordinamento.
Usi WhatsApp ? Tutto quello che invii e ricevi diventa legale come una raccomandata con ricevuta di ritorno. Ecco cosa accade oggi utilizzando WhatsApp come prova legale, ovvero quando il messaggio ha ottenuto la DOPPIA SPUNTA COLORE BLU.
Nello specifico, i tre diversi tipi di spunte WhatsApp hanno questo significato:
Una spunta verde/grigia -> indica che il messaggio è stato inviato correttamente (ma non ricevuto).
Due spunte verdi/grigie -> indicano che il messaggio è stato ricevuto dal destinatario (ma non letto).
Due spunte blu -> indicano che il messaggio è stato letto. E’ il cosiddetto “doppio controllo” (o double check, in inglese) che segnala la conferma di avvenuta lettura.
il Tribunale di Catania (Sez. lavoro Ordinanza, 27.06.2017) ha ritenuto che il licenziamento comunicato al lavoratore tramite WhatsApp assolva l'onere della forma scritta trattandosi di un documento informatico che, grazie al sistema delle doppie spunte (grigie quando il messaggio viene consegnato e blu quando viene letto) dà un riscontro completo della data e dell'ora di ricezione e lettura.
Il lavoratore può informare il datore dell'assenza per malattia con un messaggio WhatsaApp, trattandosi di una modalità il cui invio diventa più efficiente di una raccomandata a/r perché la "doppia spunta" grigia e blu dà informazioni immediate su data e ora di consegna e lettura (Tribunale di Roma, sentenza n. 8802/2017)
Sempre in tema di licenziamento, il Tribunale di Milano (Sez. lavoro sentenza, 30.05.2017) ha ritenuto che fosse giusta causa di licenziamento la creazione di un gruppo WhatsApp utilizzato per denigrare il datore di lavoro, così sminuendo l'autorevolezza e il potere esercitato dallo stesso nei confronti degli altri colleghi.
I messaggi inviati tramite WhatsApp, contenenti anche fotografie, possono contribuire a dimostrare l'attività di lavoro subordinato, trattandosi di prove documentali che, insieme alle testimonianze, provano l'attività svolta come dipendente (Tribunale di Torino, sentenza n. 55/2018).
I messaggi di WhatsApp legittimamente prodotti in giudizio, sono stati utilizzati per ottenere la condanna di una donna al pagamento delle somme di denaro di cui, in detti messaggi, riconosceva essere debitrice (Tribunale di Ravenna, sentenza n. 231/2017). In altre parole, alla luce della sentenza citata, il messaggio inviato in una chat di WhatsApp con il quale si afferma di avere un debito nei confronti del destinatario equivale ad un riconoscimento del debito stesso ex art 634 c.p.c.
Il Reato di Diffamazione si intende nel momento in cui l’offesa viene comunicata ad almeno due persone ( quindi un gruppo di whatsapp e non una chat privata ) ed è offensiva dell’altrui reputazione che si intende come onore e decoro di una persona, circa l’opinione degli altri. Per offesa alla reputazione si intende anche l’attribuzione di un fatto illecito quando questo viene identificato come riprovevole dalla comunità, in base a principi condivisi: si ricorda l’insulto alla professionalità, ai difetti fisici o per esempio l’attribuzione di appellativi come “ladro” ad una persona, anche qualora fosse condannata per furto.
l Tribunale di Mantova Tribunale di Mantova, 19 settembre 2017) ha recentemente affermato la necessità del consenso di entrambi i genitori (o meglio: che non sussista l’opposizione di uno di essi) per la pubblicazione delle immagini dei figli minori su WhatsApp.
Se un privato pubblica un’immagine altrui senza aver ottenuto il consenso di chi vi è ritratto commette un illecito civile e l’interessato può chiedere al Tribunale di ordinare all’autore della pubblicazione o al gestore dello spazio online la rimozione immediata delle immagini o dei video. Se la pubblicazione delle immagini ha provocato un danno, anche morale, a chi vi è ritratto, questi può chiedere il risarcimento. Il risarcimento e la rimozione possono essere richiesti anche dai genitori, dal coniuge o dai figli della persona ritratta.
Il reato di stalking (dall'inglese to stalk, letteralmente "fare la posta") è entrato a far parte dell'ordinamento penale italiano mediante il d.l. n. 11/2009 (convertito dalla l. n. 38/2009) che ha introdotto all'art. 612-bis c.p., il reato di "atti persecutori", il quale punisce chiunque "con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita". Recentemente il reato di stalking su whatsapp è stato ridimensionato per il fatto che un utente può effettuare il blocco dei messaggi in modo molto più semplice e veloce di un sms.
Il nostro studio offre su richiesta anche un servizio di autenticazione con valore legale dei contenuti disponibili su internet [ approfondisci qui ].
Ciò che appare sullo schermo del nostro computer quando accediamo ad un sito internet non è altro che la replica, scaricata nella memoria di lavoro del nostro PC, delle informazioni presenti sul sito che stiamo visitando. Si tratta, pertanto, della «rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti» o, in altri termini, di un documento informatico. La pagina web (così come i messaggi di posta elettronica non muniti di firma elettronica o i messaggi di testo SMS) è dunque un documento che può essere introdotto nel giudizio come prova anche se non sottoscritto.
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