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Timestamp: 2016-10-27 08:59:08+00:00
Document Index: 97561058

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 163', 'art. 253', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 253', 'art. 253', 'art. 58', 'art. 55', 'art. 253', 'art. 265', 'art. 82', 'art. 253', 'art. 163']

105 IV 105
105 IV 10528. Estratto della sentenza della Corte di cassazione penale del 25 maggio 1979 nella causa X. c. Procuratore pubblico giurisdizione sottocenerina (ricorso per cassazione)
Art. 163 ch. 1 al. 3, 253 CP. Le d�biteur qui produit dans sa propre faillite des cr�ances fictives qu'il reconna�t, se rend coupable de banqueroute frauduleuse au sens de l'art. 163 ch. 1 al. 3 CP. Il ne peut �tre puni en m�me temps pour obtention frauduleuse d'une constatation fausse au sens de l'art. 253 CP. Consid�rants � partir de page 105
BGE 105 IV 105 S. 105
2. Il rilievo del ricorrente, secondo cui il fatto di aver insinuato crediti fittizi e quello d'averli riconosciuti, sono integralmente assorbiti dal reato punito dall'art. 163 CP, � esatto. Con gli atti che gli sono stati imputati a titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, il ricorrente ha simulato debiti e riconosciuto crediti fittizi, ha cio� commesso atti che l'art. 163 n. 1 cpv. 3 CP prevede espressamente come costitutivi del reato di bancarotta fraudolenta. Poich� detti atti comportano - in caso di fallimento - necessariamente una menzione nei verbali dell'ufficio dei fallimenti, l'art. 163 CP copre tutti i loro aspetti e risulta determinante. Ne segue che, anche se si volesse ammettere la presenza in pari tempo degli elementi costitutivi del reato represso dall'art. 253 CP, sussisterebbe comunque un caso di concorso improprio, tale da escludere l'applicazione della disposizione da ultimo citata. Essendo BGE 105 IV 105 S. 106stato il ricorrente condannato a giusto titolo per bancarotta fraudolenta, la sua condanna, per gli stessi fatti, ai sensi dell'art. 253 CP, comporta la violazione del diritto federale.
3. Abbondanzialmente, pu� rilevarsi che la graduatoria fallimentare prova soltanto, quale documento pubblico, che l'amministrazione del fallimento ha ammesso o respinto determinati crediti (v. art. 58 del Regolamento del Tribunale federale concernente l'amministrazione degli uffici dei fallimenti, del 13 luglio 1911, RUF); nessuna prova fornisce invece la graduatoria quale documento pubblico circa la reale esistenza di tali crediti. Al riconoscimento di un credito, effettuato dal debitore, non pu� spettare la qualifica di documento pubblico, dato che tale riconoscimento non � emanato da un'autorit�. Una falsa attestazione potrebbe aversi laddove un credito riconosciuto dal debitore figurasse nella procedura prevista dall'art. 55 RUF, o in un attestato di carenza di beni, come non riconosciuto: tratterebbesi peraltro di ipotesi affatto diverse dalla fattispecie concreta.
N� l'applicazione dell'art. 253 CP pu� essere fondata sulla circostanza che il riconoscimento del debito fittizio � suscettibile di figurare su un attestato di carenza di beni. Tale menzione pu� avere soltanto gli effetti previsti dall'art. 265 LEF, ossia conferire all'attestato la qualit� di riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF. Un siffatto riconoscimento non accerta n� prova la realt� del debito. La sua menzione nell'attestato di carenza di beni prova soltanto che il debitore ha effettuato la relativa dichiarazione.
Neppure sotto tali profili un'imputazione per il reato di cui all'art. 253 CP potrebbe quindi entrare in linea di conto.
Art. 163 ch. 1 al. 3, 253 CP,
art. 163 ch. 1 al. 3 CP