Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=14&id=00116454&part=doc_dc-ressomm_rs&parse=no
Timestamp: 2013-06-19 02:12:42+00:00
Document Index: 40362839

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario']

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,36 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: (3061) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverte che gli emendamenti sono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, e ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. Passa all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 1-bis. CADDEO (DS-U). L'emendamento 1-bis.15 limita ai mutui stipulati per l'acquisto della seconda casa l'incremento dell'aliquota previsto dal decreto-legge, che invece esplica effetti negativi anche sull'acquisto di altri immobili e pertanto penalizza l'artigianato ed il settore della pesca.
GRILLOTTI, relatore. L'emendamento 1-bis.15 è tecnicamente impreciso in quanto si riferisce esclusivamente alla seconda casa, escludendo quindi l'acquisto di eventuali altri immobili; il problema è risolto dall'ordine del giorno, che correttamente si riferisce ai mutui erogati per l'acquisto di case diverse da quelle di prima abitazione. Esprime pertanto un parere contrario, così come sugli altri emendamenti presentati.
VEGAS, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accoglie l'ordine del giorno G1-bis.100 ed esprime parere contrario sugli emendamenti. L'imposta di registro è stata incrementata in misura modestissima rispetto al valore degli immobili, così come l'incremento delle aliquote per i mutui erogati per l'acquisto della seconda casa avrà effetti estremamente contenuti: è un meccanismo antielusivo ed antievasivo, che non lede il valore primario dell'acquisto dell'immobile.
Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 1-bis.1 prima parte (con preclusione della seconda parte e degli emendamenti 1-bis.2 e 1-bis.3), 1-bis.4 prima parte (con preclusione della seconda parte e dell'1-bis.5), 1-bis.6, 1-bis.7 prima parte (con preclusione della seconda parte e dell'1-bis.8), 1-bis.9, 1-bis.10, 1-bis.11, 1-bis.12 e 1-bis.13 prima parte (con preclusione della seconda parte e dell'1-bis.14).
MORANDO (DS-U). Annunciando il voto favorevole sull'emendamento 1-bis.15 rileva che la disposizione è congegnata in modo tale che non sarà sufficiente un ordine del giorno a convincere i notai a non richiedere il pagamento dell'aliquota del due per cento sui finanziamenti erogati per l'acquisto di qualunque immobile diverso dalla prima casa; inoltre, se la disposizione va applicata esclusivamente all'acquisto della seconda casa, le entrate previste sono certamente sovrastimate.
Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti da 1-bis.15 a 1-bis.23.
PRESIDENTE. Passa l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge.
TURCI (DS-U). L'emendamento 2.0.1 si riferisce alla disciplina fiscale del trattamento di fine rapporto, che per un errore analogo a quello che si sta realizzando sulla tassazione dei finanziamenti per l'acquisto di immobili, ha notevolmente penalizzato i cittadini a più basso reddito.
GRILLOTTI, relatore. Esprime parere contrario.
VEGAS, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore; il problema evidenziato dal senatore Turci troverà soluzione con il varo della prima tranche della riforma fiscale.
Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti da 2.1 a 2.6. E' inoltre respinta la prima parte dell'emendamento 2.7 (con preclusione della seconda parte e dell'emendamento 2.8). Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti da 2.9 a 2.0.1. Il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 2.0.2 (con preclusione della seconda parte e degli emendamenti 2.0.3 e 2.0.4). Con distinte votazioni, sono respinti anche gli emendamenti da 2.0.5 a 2.0.10.
PRESIDENTE. Passa l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati.
VEGAS, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Concorda con il relatore.
Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti da 3.1 a 3.7.
PRESIDENTE. Passa l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati.
Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 4.1 prima parte (con preclusione della seconda parte e del 4.2), 4.3 (identico al 4.4), nonché gli emendamenti 4.5 e 4.6.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge.
RIPAMONTI (Verdi-U). Nel tentativo di salvare il gettito previsto dal condono edilizio, l'articolo prevede una proroga dei termini ed un parzialissimo recepimento della recente sentenza della Corte costituzionale. Tuttavia, poiché le Regioni possono in via legislativa restringere l'ambito di applicazione del condono e quindi ridurre il gettito previsto, è opportuno che il Governo stimi le entrate effettivamente previste dal condono edilizio per l'anno in corso. Dà per illustrati gli emendamenti di cui è primo firmatario il senatore Turroni.
ROTONDO (DS-U). Gli emendamenti 5.7 e 5.8, che trasforma nell'ordine del giorno G5.100 (v. Allegato A), intendono apportare correzioni al tentativo del Governo di fare cassa ricorrendo ancora una volta al condono edilizio, il cui gettito è stato finora molto limitato, disattendendo però la sentenza della Corte costituzionale n. 196 del 2004 in materia di suddivisioni di competenze tra Stato e Regioni. (Applausi dal Gruppo DS-U).
PRESIDENTE. I rimanenti emendamenti si intendono illustrati. GRILLOTTI, relatore. La disposizione di cui all'articolo 5 è in linea con la sentenza della Corte costituzionale in quanto in primo luogo sono fatti salvi gli effetti delle domande già effettuate, in modo da evitare che si traducano in una sorta di autodenunce, e si concedono nuovi termini per la presentazione fino al 10 dicembre, considerato che la manovra correttiva riguarda il 2004. Occorre altresì che il Governo, oltre a stabilire il termine entro cui in cui le legislazioni regionali debbano provvedere, definisca anche l'entità del gettito complessivo previsto. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti. Si rimette al Governo sull'ordine del giorno.
VEGAS, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Conferma il parere contrario su tutti gli emendamenti precisando che la procedura di cui all'articolo 5 è rispettosa del dettato della Corte costituzione e delle prerogative delle Regioni, considerato che ci si è limitati ad assegnare alle Regioni un termine entro cui legiferare in modo tale da assicurare le entrate nelle casse dello Stato entro il dicembre 2004. Sarà valutata successivamente un'eventuale indicazione del gettito complessivo. Accoglie l'ordine del giorno G5.100 come raccomandazione.
Con distinte votazioni il Senato respinge gli emendamenti 5.1 (identico 5.2), 5.3, 5.5 e 5.6. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RIPAMONTI (Verdi-U), è respinto l'emendamento 5.4.
MORANDO (DS-U). La disposizione sul condono edilizio è la dimostrazione che la manovra correttiva è largamente insufficiente a correggere l'andamento dei conti pubblici. Infatti, qualora l'entrata di 3,5 miliardi di euro che dovrebbe derivare dallo spostamento a dicembre dei termini del condono edilizio non si realizzasse - ed è altamente probabile che sarà così - si determinerà un ulteriore buco rispetto alle esigenze di contenimento del deficit, che dovrà essere corretto con la manovra di fine anno.
Sono quindi respinti gli emendamenti dal 5.9 a 5.0.6.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale. RIPAMONTI (Verdi-U). Dichiara il voto contrario dei Verdi alla manovra correttiva che rende evidente lo stato disastroso dei conti pubblici ed appare del tutto inadeguata a riportare sotto la soglia del 3 per cento il rapporto deficit-PIL. Peraltro, i previsti interventi scontentano tutte le categorie sociali, considerato che colpiscono da un lato i ceti deboli con i tagli ai servizi sociali ma anche i ceti medi, penalizzando inoltre settori verso cui poteva essere indirizzato il risparmio, come il sistema bancario e le imprese, mediante i tagli operati agli investimenti. Particolarmente grave appare la riduzione delle spese sociali per indirizzare risorse verso quelle militari.
MARINO (Misto-Com). I Comunisti italiani voteranno contro il provvedimento che oltre a intervenire in modo insufficiente ad operare una correzione sull'andamento dei conti pubblici dell'anno in corso, si caratterizza per il contenuto antipopolare e antimeridionale che si evidenzia con l'aumento delle tasse, con tagli alle spese sociali, agli incentivi e all'occupazione mentre aumentano le spese militari. Peraltro, la manovra è imputabile non tanto alla sfavorevole congiuntura quanto alla politica economica del centrodestra. Non si ravvisa altresì alcun cambiamento di rotta in materia di politica salariale laddove non vi è alcun tentativo di reperire risorse per far fronte ai contratti.
PRESIDENTE. Rivolge un saluto al ministro Siniscalco, presente per la prima volta ai lavori dell'Aula. (Applausi).
SODANO Tommaso (Misto-RC). Rifondazione comunista è contraria alla manovra correttiva dei conti pubblici caratterizzata da una forte portata antipopolare. Appaiono infatti evidenti gli effetti devastanti che si ripercuoterebbero sui cittadini soprattutto attraverso i tagli agli enti locali, che dovranno necessariamente ridurre i servizi erogati, ma anche alle imprese, colpendo qualsiasi possibilità di sviluppo economico in particolare nel Mezzogiorno. Peraltro, la manovra si inserisce nel più ampio contesto della politica economica del Governo caratterizzata da pesanti attacchi ai lavoratori, ravvisabili da ultimo nella riforma delle pensioni, ed pertanto indispensabile una forte mobilitazione popolare per costruire rapidamente un'alternativa di governo. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, Misto-Com e DS-U. Congratulazioni). RIGHETTI (Misto-AP-Udeur). Il provvedimento prevede misure di contenimento della spesa pubblica e introduce nuove entrate, con la revisione di aliquote fiscali a carico delle fondazioni bancarie e delle assicurazioni, nonché dei mutui delle seconde case, che disattendono l'impegno della Casa delle libertà per la riduzione delle tasse. La correzione dei conti pubblici tenta di frenare un disavanzo tendenziale che supera il 4,5 per cento del PIL, l'aumento del debito pubblico e soprattutto il rallentamento della crescita del PIL, dovuto in parte alla congiuntura economica e in parte all'incremento del sommerso, frutto della politica dei condoni e dei concordati e dell'indulgenza verso gli evasori fiscali. Occorrerebbe adottare una politica fiscale basata su efficaci meccanismi di controllo e sanzionatori, ma anche sul riequilibrio del carico fiscale spostandolo dai redditi ai consumi, anche per fini di equità sociale. Inoltre, anziché agire sulla riduzione delle aliquote, bisognerebbe impostare un meccanismo di progressive deduzioni e detrazioni, inversamente proporzionali al reddito, e rivedere la legge sulle successioni e sulle donazioni. Poiché il provvedimento va nella direzione opposta, dichiara il voto contrario dell'Udeur. (Applausi del senatore Piatti).
DE ZULUETA (Misto). La manovra correttiva di 7,7 miliardi di euro, su cui dichiara il voto contrario, smentisce le rassicuranti dichiarazioni sullo stato dei conti pubblici rese alle Camere dal Presidente del Consiglio subito dopo la riunione dell'Ecofin; ma ciò che preoccupa maggiormente è il buco tendenziale di 24 miliardi di euro e il previsto sforamento dei parametri di Maastricht, che richiederanno per l'anno prossimo una vera e propria stangata economica, ai danni delle classi più disagiate e del Mezzogiorno. Gli effetti delle misure previste dal decreto-legge per i settori assicurativo e bancario saranno scaricati sui cittadini e il rinnovo delle misure correttive e una tantum, come il mai tanto criticato condono edilizio, oltre a incentivare l'illegalità rinviano al futuro la soluzione dei problemi economici. THALER AUSSERHOFER (Aut). Senza entrare nel merito del decreto-legge, protesta per il modo di procedere inaccettabile, che ha determinato la voluta disattenzione sull'esame degli emendamenti, presentati sia in Commissione che in Aula per migliorare il testo, a causa dei soliti motivi di urgenza che privano il Parlamento del suo compito prioritario. Poiché lo stesso accadrà probabilmente anche per la discussione del DPEF, annuncia che il suo Gruppo non parteciperà al voto né per il disegno di legge di conversione del decreto sulla manovra correttiva, né sul DPEF. (Applausi dai Gruppi Aut e Mar-DL-U). MORO (LP). Dichiara il voto favorevole della Lega al provvedimento, che suscita tuttavia alcune riflessioni critiche. Accanto alla condivisione della riduzione del Fondo per le aree sottoutilizzate, che permetterà di liberare notevoli risorse senza penalizzare le aziende del Nord, o per le spese di funzionamento degli enti previdenziali pubblici, per almeno il 30 per cento nel 2004, il suo Gruppo esprime perplessità sulla riduzione del 10 per cento delle spese degli enti locali, sull'aumento delle imposte per la compravendita delle seconde case e l'accensione dei mutui, sull'utilizzo della Consip da parte degli enti locali a danno delle piccole e medie imprese (laddove tale meccanismo può limitarsi a svolgere una funzione di consulenza per gli enti pubblici e di osservazione sull'andamento dei prezzi), ma soprattutto sulla riduzione degli incentivi alle imprese, in particolare per quanto riguarda i mancati fondi della legge n. 266 del 1997 sullo sviluppo dell'economia e della legge n. 135 del 2001, a favore delle strutture turistiche e ricettive. (Applausi dal Gruppo LP).
GIARETTA (Mar-DL-U). Dichiara il voto contrario del suo Gruppo, di quello dei Democratici di sinistra e della componente dello SDI del Gruppo Misto, ossia delle forze politiche che si riconoscono nella lista Uniti per l'Ulivo. La manovra correttiva non interviene per affrontare un obiettivo inedito, come una calamità naturale o un improvviso mutamento del corso dell'economia, ma prende atto della sopravvalutazione delle entrate e della sottostima dei costi finora avallata dal Governo e rafforzata dalle continue dichiarazioni del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'economia sullo stato dei conti pubblici o sull'imminente riduzione delle tasse. La manovra non incide sui meccanismi strutturali della spesa e risulta punitiva per le imprese, soprattutto del Mezzogiorno, e per il risparmio, colpendo il bene rifugio della seconda casa; essa, inoltre, decurta in misura notevole i fondi per la difesa del suolo, per gli investimenti e gli ammortizzatori sociali, per la promozione turistica, per la pesca e per lo spettacolo, ossia per quei settori che possono agevolare nel futuro la crescita economica, e non sembra che il Governo sia intenzionato a cambiare direzione con il DPEF e la prossima manovra finanziaria. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Misto-SDI, Verdi-U e Aut. Congratulazioni). TAROLLI (UDC). Dichiara il voto favorevole dell'UDC al provvedimento, che deve essere analizzato all'interno della manovra complessiva di risanamento dei conti pubblici e di incentivo allo sviluppo economico, che si concretizzerà con la presentazione del DPEF e del disegno di legge finanziaria del prossimo autunno, manovra resasi necessaria analogamente a quanto accade in altri Paesi europei. (Applausi dai Gruppi UDC e FI). SALERNO (AN). L'opposizione, anziché rappresentare la situazione dei conti pubblici in maniera distorta e falsa, dovrebbe fare ammenda del buco di 25.000-30.000 miliardi delle vecchie lire lasciato in eredità alla fine della scorsa legislatura e dovrebbe ricordare di avere istituito l'IRAP che oggi chiede di abolire. A differenza di quanto accade in Francia e in Germania, dove lo sforamento dei parametri di Maastricht è già acclarato, l'Ecofin ha denunciato per l'Italia soltanto il rischio del superamento del deficit oltre il 3 per cento del PIL e per tali ragioni il Governo è ricorso ad una manovra correttiva. Tuttavia, deve essere chiaro che non è stata istituita una sola imposta sul reddito reale, né sono state modificate le aliquote delle persone fisiche o delle imprese, poiché la manovra incide sulla spesa pubblica degli enti locali, sul settore assicurativo e bancario e sui cittadini acquirenti delle seconde case, che pertanto possono contribuire al risanamento. Al di là di quanto affermato, il Governo Berlusconi non ha mai inciso sulle tasse, ma al contrario ha già introdotto il primo modulo di riduzione delle stesse. (Applausi dai Gruppi AN e FI). CANTONI (FI). L'emanazione del decreto-legge n. 168 si è resa necessaria per adempiere all'impegno assunto in sede Ecofin. Alla luce del contesto di crisi economica che investe tutti i Paesi industrializzati e che impedisce all'Italia di incidere efficacemente sul pesante deficit pubblico ereditato dal passato, le critiche emerse nel corso del dibattito appaiono ingenerose, specie se formulate dallo stesso centrosinistra che nella passata legislatura, quando aveva responsabilità di governo, non ha operato, pur in una congiuntura favorevole, le riforme strutturali necessarie a garantire maggiore competitività al sistema economico nazionale. Nonostante la difficile situazione, l'Italia non ha sfondato la soglia del 3 per cento del rapporto deficit-PIL, come hanno fatto altri importanti Paesi europei, e si appresta ora ad incidere sulle spese correnti con tagli che servono a razionalizzare la spesa della pubblica amministrazione ma che comunque salvaguardano i bilanci degli enti locali virtuosi, che sono la stragrande maggioranza. Considerando che l'adesione alla moneta unica comporta vincoli che limitano grandemente la possibilità di politiche anticicliche discrezionali nelle situazioni economiche di depressione, il Ministero dell'economia ha individuato misure intelligenti ed efficaci, sulle quali Forza Italia esprimerà un convinto voto favorevole. (Applausi dai Gruppi FI e UDC e del senatore Grillotti. Congratulazioni). Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore CADDEO (DS-U), il Senato approva il disegno di legge n. 3061, composto del solo articolo 1.
Votazione finale dei disegni di legge: (2557) Delega al Governo per il riassetto normativo del settore dell'autotrasporto di persone e cose (22) CASTELLI. - Disciplina relativa al trasporto di merci su strada effettuato nelle ore notturne (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 2557