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Timestamp: 2020-07-13 18:33:15+00:00
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Il consiglio di Stato accoglie il ricorso di Italcementi
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Pubblico il comunicato di Francesco Miazzi, consigliere comunale di Monselice, e membro del Comitato Lasciateci Respirare, che fa alcune considerazioni sulla sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso di Italcementi e Provincia di Padova.
Discorso che riguarda da vicino anche la nostra provincia, visto che in seguito alla sentenza del TAR del Veneto Italcementi voleva spostare il progetto Revamping a Rezzato…
Rispettiamo la sentenza ma non smobilitiamo: è in gioco il futuro del territorio
Con la sentenza del 24/01/13, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Italcementi e della Provincia di Padova, rovesciando il pronunciamento con il quale il TAR del Veneto, aveva dato ragione ai Comuni di Este e Baone che si opponevano al “Revamping” dello stabilimento di Monselice.
A 3 anni dalla presentazione del progetto abbiamo quindi due sentenze del TAR Veneto che accolgono i motivi di opposizione dei Comitati e dei Comuni di Este e Baone e altrettante del Consiglio di Stato che confermano le ragioni di Italcementi e dei suoi sostenitori.
Non vogliamo fare nessuna dietrologia e pur con rammarico, accettiamo anche questo responso. Ciò non significa che ci arrendiamo di fronte all’idea di veder morire questo territorio per effetto della presenza di tre cementifici, del loro carico inquinante, della loro trasformazione in smaltitori di rifiuti.
Ormai è chiaro a tutti che il mercato del cemento è entrato in una crisi irreversibile, che ha già dimezzato vendite e produzioni. Altrettanto esplicita è la ricetta individuata dai cementieri per riprendere margini di profitto: un utilizzo massiccio di rifiuti come combustibile alternativo e/o come sostitutivo alla materia prima.
A confermare le nostre tesi l’iter di approvazione dello “Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell’utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale”, che il 16 gennaio scorso ha avuto il parere favorevole della 13° commissione di Montecitorio, “Territorio, ambiente, beni ambientali”. E così, in scadenza di legislatura e con le Camere sciolte, il Governo in carica punta a portare il Css, (ex Cdr, comubustibile da rifiuti) nei cementifici.
E’ evidente quindi che l’insistenza dei cementieri a mantenere e rinnovare gli stabilimenti, è più collegata alla possibilità di entrare nel business dei rifiuti che non alla tutela dei posti di lavoro. Un grande affare che vede brillare gli occhi di tanti amministratori, ma che rischia di far piangere molti cittadini nei decenni futuri.
Per questo non smobilitiamo e rilanciamo con forza l’avvio dell’accordo di programma che nel rispetto delle leggi, ponga alla base il superamento di questi impianti e l’avvio di nuove attività in sintonia con la vocazione del territorio.
Di seguito la sentenza del Consiglio di Stato:
Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura. dello Stato, domiciliata ria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Ente Parco Regionale dei Colli Euganei, rappresentato e difeso dall’avv. Alessio Petretti, con domicilio eletto presso Alessio Petretti in Roma, via degli Scipioni, 268/A;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Baone, del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali e dell’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 dicembre 2012 il Cons. Raffaele Prosperi e uditi per le parti gli avvocati M. Sanino, P. Neri, M.G. Bianco su delega di M. Ozzola, A. Petretti;
– con sentenza n.651, in data 9 maggio 2012, il TAR Veneto, pronunciandosi su ricorso del Comune di Baone ha, in particolare, annullato l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei in data 13 dicembre 2010 n.13161 e la delibera della Giunta Provinciale di Padova avente ad oggetto il giudizio di compatibilità ambientale per il progetto Italcementi s.p.a.;
– la sentenza è stata appellata in via principale da quest’ultima società e con appello incidentale adesivo dalla Provincia di Padova;
– si è costituito l’Ente parco regionale dei Colli Euganei con memoria non notificata , che per tale ragione, a prescindere dalle formali richieste conclusive dell’ente e come esattamente rilevato dal Comune resistente, non può essere presa in esame (con le relative censure) come appello incidentale;
– il Comune resistente ha svolto puntuali controdeduzioni;
– l’Avvocatura generale dello Stato si è costituita con memoria formale;
– l’ottavo ed ultimo motivo dell’appello Italcementi inerente la violazione da parte della sentenza impugnata del giudicato scaturito dalla sentenza n. 1185/12 ;
– ogni ulteriore profilo di doglianza svolto, anche in rito, nell’appello incidentale della Provincia di Padova, diretto a contestare (in particolare per ultrapetizione i passaggi della sentenza di primo grado che dalla illegittimità dell’autorizzazione paesaggistica (come detto sopra insussistenti) fanno discendere la illegittimità della delibera VIA
definitivamente pronunciando, accoglie l’appello principale e quello incidentale e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso proposto in primo grado.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 4 dicembre 2012 con l’intervento dei magistrati: