Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/01/08/il-nuovo-annullamento-dufficio-a-termine/
Timestamp: 2017-10-21 10:22:52+00:00
Document Index: 150645471

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.21', 'art.21', 'art. 21', 'art.21', 'art.6', 'art.21', 'sentenza ', 'art.6', 'art.19', 'art.21', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6']

IL NUOVO ANNULLAMENTO D’UFFICIO A TERMINE | Francesco Colaci's BLOG
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IL NUOVO ANNULLAMENTO D’UFFICIO A TERMINE
Con la l. 124/2015, entrata in vigore il 28 agosto 2015, il legislatore è intervenuto sulla disciplina dell’annullamento d’ufficio contenuta nell’art.21- nonies, com. I, della l. 241/90.
In particolare, fermi restando i presupposti legittimanti l’esercizio del riesame demolitorio, ossia l’illegittimità del provvedimento ai sensi dell’art.21-octies, e la sussistenza di un interesse concreto e attuale alla rimozione dello stesso, la novella legislativa predetta modifica l’art.21-nonies, introducendo il limite temporale «comunque non superiore a diciotto mesi dal momento dell’adozione», entro il quale potrà intervenire l’annullamento d’ufficio «dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici», finanche qualora si siano formati mediante il meccanismo del silenzio assenso.
Prima di tale modifica legislativa, le amministrazioni pubbliche potevano esercitare l’annullamento in autotutela «entro un termine ragionevole», da quantificare di volta in volta in relazione alla natura del provvedimento da rimuovere, agli interessi pubblici coinvolti, alle posizioni giuridiche degli interessati e dei controinteressati, nonché in rapporto agli effetti che medio tempore sono prodotti dallo stesso.
Sul punto la giurisprudenza aveva più volte chiarito che, sebbene il decorso del tempo imponesse alla P.A. una valutazione comparativa più robusta degli interessi in gioco ed il rispetto del termine ragionevole, la legge sul procedimento non poneva alcun limite temporale rigido all’esercizio del potere di ritiro. Infatti, l’art. 21 nonies, nel prevedere il limite temporale del termine ragionevole, faceva riferimento ad un parametro indeterminato ed elastico, che lasciava unicamente all’interprete il compito di individuarlo in concreto, considerando il grado di complessità degli interessi coinvolti e del relativo consolidamento, secondo il parametro costituzionale di ragionevolezza.
Sulla scorta di tali considerazioni, la giurisprudenza stessa escludeva che, in assenza di un termine espresso, il decorso di un apprezzabile arco di tempo avesse potuto costituire di per se un limite all’esercizio dell’autotutela (cfr.; Cons. di St., sez. IV, sent.1953/2015 e 5609/2014; TAR Lazio (Roma), sent. n.5858/2014).
A seguito delle modifiche apportate all’art.21-nonies dall’art.6 della l.214/2015, il suddetto limite temporale del “termine ragionevole” da indeterminato ed elastico, è divenuto espresso e rigido, atteso che l’annullamento d’ufficio dovrà intervenire entro un termine «comunque non superiore a diciotto mesi dal momento dell’adozione dei provvedimenti».
Ne consegue che, qualora l’annullamento d’ufficio intervenga oltre il termine massimo diciotto mesi, lo stesso provvedimento di ritiro potrà essere censurato dinanzi al G.A. per violazione di legge.
Se da un lato, con tale novella legislativa, il potere di annullamento in autotutela è stato circoscritto ad un arco temporale piuttosto ristretto, dall’altro è evidente che il legislatore abbia voluto garantire una maggiore tutela all’affidamento dei destinatari di provvedimenti autorizzatori o di attribuzione di vantaggi economici.
Invero, fissando il dies a quo del termine ultimo per l’annullamento d’ufficio alla data della mera adozione del provvedimento amministrativo, il legislatore ha adottato una soluzione puramente formale, sicchè sarebbe stato più opportuno spostare il decorso dei diciotto mesi al momento in cui il provvedimento diviene in concreto efficace (basti pensare ad un eventuale termine o ad una condizione alla quale può essere sottoposta l’efficacia del provvedimento, ovvero ad atti di controllo), infatti soltanto da tale momento in poi si consolida la posizione di vantaggio del destinatario.
Il nuovo limite temporale dei diciotto mesi all’annullamento d’ufficio, trova un’eccezione nello stesso art.21-nonies, al comma II bis, quest’ultimo introdotto sempre dalla l.124/2015, ed ai sensi del quale: «I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorieta’ false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall’amministrazione anche dopo la scadenza del termine di diciotto mesi di cui al comma 1, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali nonche’ delle sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445».
In altri termini, le amministrazioni pubbliche non incontrano alcuna preclusione temporale al loro potere di annullamento d’ufficio, a fronte di provvedimenti che sono stati adottati a causa di comportamenti in frode alla legge del soggetto privato, con i quali ha indotto l’autorità amministrativa ad emanare un atto risultato soltanto successivamente – finanche dopo diciotto mesi dalla sua adozione – illegittimo.
In chiusura, sempre circa l’esercizio dell’annullamento d’ufficio, deve evidenziarsi che con l’art.6 della l.124/2015, il legislatore è altresì intervenuto sulla disciplina della segnalazione certificata d’inizio attività.
In particolare è stato modificato il comma 4 dell’art.19, sicchè l’amministrazione competente, una volta che sia il termine di sessanta giorni per l’adozione di eventuali provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi, questi potranno essere comunque adottati successivamente in presenza delle condizioni previste per l’annullamento d’ufficio di cui all’art.21-nonies, e quindi mai oltre il limite temporale dei diciotto mesi.
1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensidell’articolo 21-octies, esclusi i casi di cui al medesimo articolo 21-octies, comma 2, può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole, comunque non superiore a diciotto mesi dal momento dell’adozione dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, inclusi i casi in cui il provvedimento si sia formato ai sensi dell’articolo 20, e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall’organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge. Rimangono ferme le responsabilità connesse all’adozione e al mancato annullamento del provvedimentoillegittimo. (1)
2. É fatta salva la possibilità di convalida del provvedimentoannullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entroun termine ragionevole.
2-bis. I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall’amministrazione anche dopo la scadenza del termine di diciotto mesi di cui al comma 1, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali nonché della sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. (2)
(1) Comma così modificato dall’art. 6, comma 1, della legge 7/8/2015, n. 124
(2) Comma introdotto dall’art. 6, comma 1, della legge 7/8/2015, n. 124
This entry was posted on 08/01/2017 at 17:41 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.