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Timestamp: 2018-01-23 21:46:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 832', 'art. 833', 'art. 833', 'art. 833', 'art. 833', 'art. 833']

Proprietà e atti...
NEWS DI Normative13 Maggio 2010 ore 15:57
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Il diritto di proprietà, in seno alla tradizione giuridica liberale, è, dei diritti tutelati dall'ordinamento giuridico, uno tra quelli fondamentali.
Il codice civile italiano, pur essendo figlio di una tradizione giuridica completamente opposta, appresta una tutela forte a questo di diritto.
In gergo tecnico si parla di diritto assoluto in quanto esso è esercitabile dal proprietario della cosa senza la necessità d'instaurare rapporti giuridici con altri soggetti dell'ordinamento.
Sostanzialmente mentre i così detti diritti relativi (si pensi al diritto di credito) sono necessariamente sottesi ad un rapporto giuridico tra due soggetti (creditore e debitore), il diritto assoluto di proprietà non ha bisogno di ciò per essere esercitato.
Conseguenza diretta di tale assolutezza è la tutelabilità erga omnes del diritto.
Il proprietario, pertanto, potrà agire contro chiunque interferisce indebitamente nel suo diritto.
Qual è l'estensione del diritto di proprietà?
Ai sensi dell'art. 832 c.c. il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.
La vaghezza del limite imposto risentiva certamente dell'influsso ideologico del periodo in cui fu emanato il codice.
Oggi, nell'ambito di un sistema di valori costituzionalmente orientato, le limitazioni devono essere interpretate soprattutto quale rispetto dei vincoli posti a tutela d'interessi pubblici, si pensi alle espropriazioni, e diffusi, leggasi rispetto dell'ambiente e del territorio, che si estrinseca attraverso norme poste finalizzate a difesa del paesaggio (es. il diritto urbanistico, il diritto ambientale, ecc.) oltre che dei diritti di altri soggetti che non possono essere lesi dall'esercizio del diritto di proprietà da parte del loro titolare.
Quanto a quest'ultima affermazione, la lesione può avvenire in due modi:
a)attraverso l'esercizio lecito che però si estende a tal punto da divenire illecito.
Si pensi a chi, legittimamente, suona uno strumento musicale nel proprio appartamento ma lo fa in modo tale da recare disturbo alle persone (immissioni);
b)per mezzo di atti finalizzati esclusivamente a recar nocumento a soggetti terzi.
Il riferimento, in quest'ultimo caso, è ai così detti atti d'emulazione, disciplinati dall'art. 833 c.c. che recita: il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri.
La Corte di Cassazione, secondo quello che risulta essere l'insegnamento dominante, ritiene che l'atto emulativo, così come disciplinato dall'art. 833 c.c., si inscrive nell'ambito dei limiti alle facoltà di godimento da parte del proprietario e dunque al contenuto del diritto di proprietà, sanzionando come comportamenti illeciti atti che pure astrattamente sono configurabili conformi al diritto in quanto esplicazioni delle suddette facoltà (Cass. 11 aprile 2001, n. 5421).
Sempre nella stessa pronuncia, rimarcando i connotati caratterizzanti la fattispecie di cui all'art. 833 c.c., la Corte di legittimità ha specificato che la sussistenza di un atto emulativo presuppone il concorso di due elementi, ovvero che sia privo di utilità per chi lo compie e che abbia il solo scopo di nuocere o di recare molestia ad altri (vedi tra le più recenti Cass. 3.12.1997 n. 12258; Cass. 9.10.1998 n. 9998; Cass. 3.4.1999 n. 3275). (Cass. 11 aprile 2001, n. 5421).
Non è necessario che l'azione emulativa sia pretratata in danno del vicino inteso quale proprietario del fondo finitimo, ciò in quanto l'art. 833 c.c. parla genericamente di altri e non, per l'appunto, dei vicini.
Certamente il confinante è quello che più d'ogni altro, rischia d'incappare in un atto emulativo.
L'onere di provare la violazione dell'art. 833 c.c. spetta a quest'ultimo.
L'esempio classico, da manuale, è quello del proprietario di un fondo, il quale, senz'altro motivo se non quello di recar danno al proprio vicino, innalza un muro spropositatamente alto con il malcelato intento di togliere luce ed aria al fondo confinante.
Articolo: Proprietà e atti d'emulazione
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