Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/settori-C-4/istruzione-C-15/edilizia-scolastica-cosa-bisogna-fare-urgentemente-AR-13789/
Timestamp: 2016-05-25 05:17:05+00:00
Document Index: 134440913

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.17', 'sentenza\n']

23 aprile 2014 - Cat: Istruzione
Quali sono i nodi da risolvere riguardo l'edilizia scolastica. La normativa vigente, i decreti attuativi mancanti, la sentenza del processo Darwin, le responsabilità e i convegni futuri sul tema. A cura del Prof. Nicoletto Raimondo.
Il neo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha messo la questione della sicurezza degli edifici scolastici ai primi posti del proprio programma di governo, e questo è un fatto molto positivo per il mondo della scuola e per il Paese.
Ovviamente è ancora presto per vedere i primi risultati dell'impegno preso con gli italiani; ma i giornali stanno già commentando le prime visite del Presidente in alcune scuole italiane, e a fine marzo il Partito Democratico ha organizzato unconvegno nazionale sull’edilizia scolastica a Rivoli in provincia di Torino, ove si è consumata la triste vicenda presso il Liceo Darwin.
Ma quali sono i nodi che dovranno essere risolti riguardo l'edilizia scolastica?
Modelli di documenti - DVR Sicurezza ScuoleCategoria Istat: P - Istruzione
Per la gente non addetta ai
lavori il problema è sostanzialmente quello di mettere a disposizione i fondi
per fare i lavori di manutenzione straordinaria; quindi, considerato che gli
enti locali non hanno i fondi necessari, il problema è meramente economico e
può essere risolto solo da una decisa volontà politica del governo centrale:
dare i fondi agli enti locali proprietari degli edifici scolastici e svincolare
dal patto di stabilità gli appalti per l'edilizia scolastica.
Ma per gli addetti ai lavori il problema economico costituisce solo la
punta dell'iceberg. Infatti vi sono anche enormi problematiche sommerse che
finora sono rimaste irrisolte e che quindi in alcuni casi hanno ostacolato il
faticoso cammino della messa in sicurezza degli edifici scolastici e in altri
casi non lo hanno agevolato come
Tanto per iniziare, si può dire
che le poche scuole che ancora oggi vengono costruite in Italia sono progettate
da tecnici che ancora applicano pedissequamente le tabelle parametriche di dimensionamento minimo previste dal D.M. 1975
"Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi
gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi
nella esecuzione di opere di edilizia scolastica", senza
considerare che tale decreto è stato abrogato nel 1996 dalla Legge n° 23 “Norme
per l'edilizia scolastica”, ma che la stessa legge 23 ha previsto
che rimanessero in vigore sino alla definizione (ancora non avvenuta) di norme
tecniche regionali (art.5 co.3) gli indici minimi e massimi di funzionalità
urbanistica, edilizia e didattica indispensabili a garantire gli indirizzi
progettuali degli edifici scolastici; inoltre i progettisti non sono abituati
(o dovremmo dire "obbligati") a considerare le esigenze degli
utilizzatori (la chimera della 'progettazione partecipata'), non conoscono a
fondo le esigenze della sicurezza degli
ambienti di lavoro (infatti il D.Lgs. 81/08 ha spesso corretto e integrato i
dettami del D.M. 1975) e non considerano con la dovuta attenzione le
problematiche relative alla futura manutenzione dell'edificio (Piano della
Manutenzione e relativo Fascicolo dell'Opera).
A dir il vero, il Piano di Manutenzione e il Fascicolo dell'Opera vengono in ogni
caso prodotti, in quanto devono obbligatoriamente fare parte della
documentazione dell'appalto pubblico; però l'Ente Proprietario che appalta i
lavori non è tenuto a fornirne una copia al Dirigente
Scolastico, quindi quest'ultimo non avrà mai a disposizione uno strumento
utile per comprendere se l'Ente Proprietario dopo aver appaltato ed eseguito i
lavori di manutenzione straordinaria rispetti o meno le prescrizioni manutentive
previste dal piano di manutenzione; pertanto i risultati di questo aspetto
contradditorio sono sotto gli occhi di tutti, e ne risentono anche gli edifici
di costruzione più recente, i quali non solo per vizi costruttivi ma anche per
la solita manutenzione carente finiscono ben presto per essere soggetti alle
stesse problematiche in cui versano gli edifici scolastici meno recenti.
Ma tornando alla Legge n° 23 del 1996, vale la pena
ricordare che tale norma aveva disposto la creazione dell'anagrafe dell'edilizia scolastica: tutti gli enti locali
proprietari di edifici scolastici (comuni per le scuole del primo ciclo di
istruzione e province per le scuole del secondo ciclo) di ogni regione italiana
a partire dal 1996 hanno dovuto compilare delle tabelle tecniche descrittive di
ogni edificio scolastico presente nel loro territorio e successivamente la
regione di competenza, coordinatrice di tale attività di acquisizione dei dati,
ha avuto il compito di controllare e poi di inviare il materiale al sistema
elettronico centrale di Roma. Ma non è stata mai attivata la fase conclusiva
che prevedeva di mettere tali dati a disposizione degli organi competenti e
dello stesso Ministero dell'Istruzione, compresi i Dirigenti Scolastici, i quali, nel frattempo, erano
stati individuati 'Datori di Lavoro' ai sensi della normativa sulla sicurezza
degli ambienti di lavoro, il D.Lgs. 626/94.
il 9 aprile 2008 il D.Lgs. 81/08 sostituì il D.Lgs. 626/94, disponendo la
successiva uscita di un decreto
attuativo che avrebbe dovuto trattare la specificità del comparto
scuola nell'applicazione della normativa sulla sicurezza degli ambienti di
Tale decreto non è a tutt'oggi
uscito, anche se più volte i vari governi ne hanno annunciato l’uscita imminente.
Il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Università Ricerca Roberto Reggi, durante il convegno del PD a Rivoli del 28
marzo, ne ha comunque ribadito l'impegno dell'attuale Governo. Il convegno è stato opportunamente diviso in due parti: la mattina
hanno parlato vari relatori, con incarichi pubblici e privati appartenenti a
varie associazioni interessate al tema dell’edilizia scolastica, mentre nel
pomeriggio ogni partecipante ha avuto la possibilità di iscriversi a 4 'gruppi
di lavoro' coordinati da un componente del PD con incarico pubblico, con il
fine di redigere delle proposte da presentare al Parlamento e al Governo:
1) Sicurezza e investimenti;
2) La responsabilità nelle scuole;
3) Sostenibilità ambientale;
4) Nuovi spazi per una nuova didattica.
Molti dirigenti scolastici delle
scuole presenti nella Provincia di Torino hanno partecipato al 'gruppo di
lavoro' n° 2, in quanto la mancata uscita del già citato decreto attuativo sta
aumentando notevolmente l’insicurezza dei dirigenti scolastici a causa delle
loro sempre maggiori responsabilità, a fronte della mancanza di mezzi e di
risorse, anche nei confronti dell’applicazione della normativa sulla sicurezza
dei lavoratori e degli ambienti di lavoro.
Infatti i dirigenti scolastici chiedono venga fatta ulteriore chiarezza non
solo al riguardo delle figure sensibili alla sicurezza e alle loro relative
responsabilità (definizione delle responsabilità del dirigente scolastico
individuato come ‘datore di lavoro’ e del consulente RSPP da egli individuato,
definizione di quali lavoratori
del comparto scuola siano effettivamente individuabili come ‘dirigenti’ o
come ‘preposti’), ma anche su quali fondi siano eventualmente messi a diretta
disposizione dei dirigenti scolastici per la piccola manutenzione. Tuttavia il
punto della manutenzione ha aperto, durante il tavolo tecnico, un fronte ancora
più delicato e irrisolto, come testimoniano le vicende processuali relative
alla tragedia del Liceo Darwin di Rivoli. Come già sottolineato
nell’articolo apparso nel n° 3236 di venerdì 17 gennaio 2014 di Puntosicuro che
ha presentato il Convegno organizzato da AIFOS a Torino il 10.02.2014 sul tema
“Ruolo del RSPP tra responsabilità e
sicurezza - Cosa e come cambia il ruolo del RSPP dopo la
sentenza 'Darwin' ”, la
sentenza di appello del Processo Darwin ha ribaltato la sentenza di primo
grado; infatti, mentre nel processo di primo grado era stata condannata solo
una delle 7 persone imputate, nel processo di secondo grado, invece, è stata
confermata la condanna del primo funzionario e sono stati condannati gli altri
due funzionari della Provincia e i tre RSPP, con pene variabili dai 2 anni e 2
mesi ai 3 anni e 6 mesi, mentre è stato assolto il tecnico della Provincia che
si occupava direttamente dei sopralluoghi e della manutenzione dell'edificio
scolastico. Quindi per molti dirigenti
scolastici la condanna degli RSPP reca importanti conseguenze per le scuole,
poiché ne estende i compiti e le responsabilità alle azioni ispettive di
verifica e controllo manutentivo delle componenti strutturali, edili e impiantistiche degli edifici scolastici,
pur non essendo dotati, lo si ripete, di mezzi e di strumenti per operare in tal senso. I dirigenti scolastici delle
scuole piemontesi lo hanno compreso forse prima degli altri, a causa delle continue attenzioni rivolte dagli SPreSAL locali
e, nella provincia di Torino dopo la tragedia del Darwin, dalla
stessa Procura della Repubblica che ha
vagliato in modo approfondito lo stato di sicurezza delle scuole del
secondo ciclo, gestite dalla Provincia di Torino, e successivamente disposto i
sopralluoghi degli ufficiali di polizia giudiziari degli SPresal e dei VV.F.
Per questo motivo alcuni membri
dell’Osservatorio Regionale della
Sicurezza nelle Scuole Piemontesi hanno tra gli altri trattato, durante il
tavolo tecnico del Convegno del PD, il tema controverso della valutazione del rischio nei locali non
direttamente accessibili alla normale ispezione o sopralluogo, presentando un
articolo scritto dalla Dirigente scolastica Antonietta Di Martino, membro
dell’Osservatorio, pubblicato nel n° 3/2014 della rivista mensile "Dirigere la scuola" (vedi
allegato). Infatti l’argomento dell’articolo è diventato di pressante attualità
e pone gli interrogativi che i dirigenti scolastici chiedono vengano chiariti e
Com’è noto, ai sensi dell’art.17
c.1 l.a) del D.Lgs. 81/08, spetta al Datore di Lavoro, quindi al Dirigente
Scolastico nel caso delle scuole, la valutazione di tutti i rischi, compresi
quelli strutturali, edili e impiantistici relativi all’edificio scolastico sede
dell’istituzione scolastica. Nelle scuole però esistono alcuni locali, zone e
aree che risultano essere non direttamente accessibili al Dirigente Scolastico
rendendo assai arduo esercitare le azioni di controllo/sorveglianza da parte del
Servizio di Prevenzione e di Protezione interno alla scuola.
Su vicende come queste è
importante cercare di spostare
l’attenzione dal piano dell’inevitabile impatto emotivo a quello meramente
tecnico, puntando anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle
conseguenze che dalla sentenza
scaturirebbero nel caso venisse confermata dalla Cassazione: l’ispezione dei
locali e luoghi non direttamente accessibili diventerebbe infatti “compito delle scuole”, da realizzarsi
come al solito senza le risorse adeguate e a carico dei soliti “volontari”.
Antonietta Di Martino nel suo articolo auspica che il Decreto attuativo del
D.Lgs. 81/08 per il comparto scuola
esca finalmente senza più ritardi, e unendosi al coro di molti suoi colleghi,
conclude: << ci auguriamo che non
si limiti a richiamare sostanzialmente le norme dell’impianto di disciplina
generale, ma che introduca le specificità reali delle scuole in modo tale che
compiti e responsabilità siano chiaramente definiti a priori e non siano
soggetti a contrastanti interpretazioni giurisprudenziali conseguenti a un
evento dannoso. Solo in questo modo il decreto attuativo sarà garanzia di
applicazione corretta e piena tutela di alunni e personale, e si farà un passo
importante affinché il doloroso caso Darwin non abbia più a ripetersi
Per questi motivi AiFOS organizzerà per fine 2014
– inizio 2015, sempre a Torino, un convegno
nazionale, rivolto principalmente agli RSPP ma interessante anche per tutte
le altre figure/funzioni coinvolte, sulle risposte che AiFOS stessa sta
predisponendo con un apposito gruppo di lavoro, alle aspettative di tutti i
dei rischi strutturali in locali non direttamente accessibili alla normale
ispezione o sopralluogo, a cura di Antonietta Di Martino (formato PDF, 37
Prof. Nicoletto Raimondo