Source: http://www.spstudiopaghe.it/valutazione-dei-rischi-01.06.2013.html
Timestamp: 2019-12-10 11:10:53+00:00
Document Index: 20129645

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 29', 'art. 55', 'art. 2222', 'art. 230', 'art. 29', 'art. 89', 'art. 2222', 'art. 26']

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VALUTAZIONE DEI RISCHI PER AZIENDE CON MENO DI 10 DIPENDENTI
VALUTAZIONE RISCHI STANDARDIZZATA
Il 31 maggio 2013 viene meno la facoltà per i datori di lavoro fino a 10 lavoratori di avvalersi dell’autocertificazione della valutazione dei rischi.
Conseguentemente dal 1° giugno 2013 per i predetti datori di lavoro scatta l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi tramite le procedure standardizzate sulla base del DM 30 novembre 2012.
Con questa interpretazione il Ministero del lavoro con la nota del 31 gennaio 2013 ha di fatto vanificato la proroga (art. 1 comma 388 e Tabella 2 allegata) al 30 giugno 2013 della predetta facoltà di autocertificazione della valutazione dei rischi ai fini della sicurezza sul lavoro.
Secondo il Ministero infatti il termine contenuto nell’art. 29 c. 5 D.Lgs. 81/2008, prorogato più volte, è previsto “fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e,comunque, non oltre il 30 giugno 2013…”.
Dal 1° giugno 2013 è obbligatorio che i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori siano muniti del documento di valutazione standardizzato,
non essendo più valide le semplici autocertificazioni.
Per quanto riguarda i datori di lavoro che abbiano già un proprio Dvr senza avere fatto ricorso all'autocertificazione dell'avvenuta valutazione dei rischi,
come chiarito dalla Commissione per gli interpelli (interpello n. 7/2012), non dovranno rielaborarlo secondo le nuove indicazioni delle procedure standardizzate, fermo restando l'obbligo di aggiornamento dello stesso nei casi previsti dal comma 3 dell'articolo 29 del Dlgs n. 81 del 2008
Scopo della procedura è di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento,
al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire
il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
Effettuare la valutazione sulla base della procedura standardizzata è responsabilità del datore di lavoro che non potrà delegarla e coinvolgerà
Medico competente (se previsto);
Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza(RLS)/ Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST);
eventuali altre persone esterne all’azienda in possesso di specifiche conoscenze Professionali.
L'art. 55,D.Lgs. n. 81/2008, ha previsto diverse sanzioni penali per le ipotesi di omessa o incompleta redazione del DVR a carico del datore di lavoro.
L'omessa redazione del DVR è punita con l'arresto da 3 a 6mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro; per le attività a maggior rischio si applica
la pena dell'arresto da quattro a otto mesi.
Il documento incompleto comporta la pena dell’ammenda da 2.000 a 4.000 euro.
Tutti i datori di lavoro, compresi gli enti e le organizzazioni senza scopo di lucro e con esclusione di:
Lavoratori autonomi (art. 2222, c.c.) e imprese familiari (art. 230- bis, c.c.), salvo che intrattengano rapporti di lavoro subordinato ed equiparato.
L’obbligo di redazione del documento semplificato interessa quindi tutti i datori di lavoro che occupano “lavoratori” come definiti dal Testo unico sicurezza. Pertanto si tratta di lavoratori di coloro che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, devono svolgere un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione
di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti
ai servizi domestici e familiari.
Tra i lavoratori destinatari della valutazione rischi vi rientrano, tra gli altri:
Soci lavoratori di S.n.c., S.a.s., S.r.l. ecc.
Soci lavoratori delle cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991
Lavoratori a progetto qualora svolgano la prestazione nei luoghi di lavoro del committente
Collaboratori coordinati e continuativi qualora svolgano la prestazione nei luoghi di lavoro del committente;
Tirocinanti;
Lavoratori accessori.
Ai fini della determinazione del numero di lavoratori non sono computati:
c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori,
attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali;
d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione
del posto di lavoro;
e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio;
f) i lavoratori a domicilio qualora la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente;
g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile
e i volontari che effettuano il servizio civile;
h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili;
j) i collaboratori coordinati e continuativi nonché i lavoratori a progetto qualora la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore
j-bis) i lavoratori in prova.
k) lavoratori utilizzati mediante somministrazione e i lavoratori assunti a tempo parziale si computano sulla base del numero di ore di lavoro efffetivamente prestato nell'arco di un semestre.
L’impianto normativo sembra escludere le imprese edili che operano nei cantieri dalla possibilità di avvalersi delle procedure standardizzate.
Tuttavia l'art. 29, comma 6-bis del D.Lgs. 81/2008 prevede espressamente che le"procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento
alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV (Cantieri mobili), sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 28 .
l rinvio ci pare però diretto in relazione alle procedure standardizzate utilizzabili solo per la redazione del Dvrs relativo alle strutture fisse (magazzini, depositi, uffici ecc.).
Nell’ambito dei cantieri riteniamo escluso dall'ambito applicativo delle procedure standardizzate il piano operativo di sicurezza (Pos) riferito al singolo
cantiere, che il datore di lavoro dovrà redigere secondo il contenuto minimo previsto dall'allegato XV del Dlgs n. 81/2008 (art. 89, comma 1, lett. h),
e coerentemente al piano di sicurezza e di coordinamento (Psc) redatto dal coordinatore per la progettazione.
APPALTI E LAVORATORI AUTONOMI
Nel caso di appalti o di affidamento di lavori a lavoratori autonomi (art. 2222 cod. civ.) riteniamo non applicabile (ad oggi) la facoltà di autocertificazione
né dal 1° giugno 2013 l’adozione di procedure standardizzate per ciò che riguarda i rischi derivanti dall’appalto o dall’affidamento.
Infatti l’art. 26 comma 3 Testo unico sicurezza stabilisce che Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento, elaborando
un unico documento di valutazione dei rischi (Duvri) che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi
da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera.
Tale adempimento non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata
non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive
o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.
ISTRUZIONI PROCEDURE STANDARD
MODULO PROCEDURE STANDARD
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