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Timestamp: 2018-08-21 22:18:11+00:00
Document Index: 66589139

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 52', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 6']

Archivio Unico Informatico: 2010
Maggiori obblighi per i revisiori dei conti
Da ilsole24ore.com segnalo l'articolo "Antiriciclaggio più stretto per i revisori", del quale riporto un breve estratto:
Obblighi antiriciclaggio differenziati per gli organismi di controllo delle società. In generale, i componenti di collegi sindacali, consigli di sorveglianza, comitati di controllo di gestione e degli organismi di vigilanza (previsti dall'articolo 6, comma 1, lettera b, del Dlgs n. 231/01) sono tenuti a vigilare, ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni e competenze, sull'osservanza delle norme in materia antiriciclaggio e di comunicare le eventuali violazioni rilevate in sede di verifica della gestione delle imprese in base all'articolo 52 del Dlgs 231/07 (il decreto legislativo che ha delineato la disciplina antiriciclaggio). Il tipo però di controllo svolto incide sul dettaglio degli ulteriori oneri che gravano sugli organismi incaricati.
Antiriciclaggio dedicato agli avvocati di Castellanza
Il prossimo venerdì, 5 novembre, è previsto un incontro formativo a Castellanza dedicato agli avvocati dal titolo "La disciplina antiriciclaggio per i professionisti".
Professore Ordinario di Diritto penale e Preside della Facoltà di Giurisprudenza - Università Cattaneo
Professore Ordinario di Procedura penale Università degli Studi di Milano-Bicocca
Ricercatore di Diritto processuale penale e docente di Diritto penitenziario
Maggiori dettagli su varese7press e su liuc.it.
Gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti alla luce della normativa vigente.
Riporto da sienafree.it la notizia di un convegno organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siena, dal titolo "Gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti alla luce della normativa vigente".
Riporto per comodità di lettura la notizia ma, come sempre, rimando alla fonte per maggiori dettagli ed approfondimenti.
L'appuntamento è fissato per venerdì 29 ottobre, alle 15, presso l'auditorium della Banca Mps in viale Mazzini
“Gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti alla luce della normativa vigente”. E' questo il titolo del convegno in programma per venerdì 29 ottobre, alle ore 15, presso l'auditorium della Banca Monte dei Paschi di Siena, in viale Mazzini 23 , organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siena; dall'Ordine territoriale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Montepulciano; dall'Ordine degli Avvocati di Siena; dall'Ordine degli Avvocati di Montepulciano e dal Collegio Notarile di Siena e Montepulciano.
A parlare sul tema saranno Giancarlo D'Avanzo, presidente dell'Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siena; Alfredo Robledo, procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Milano, che interverrà sulle “attività e i settori interessati dal reato di riciclaggio, il ruolo delle banche e dei professionisti e i riflessi in campo internazionale”; Annalisa De Vivo, ricercatrice dell'Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che illustrerà l’”adeguata” verifica della clientela nelle linee guida del Consiglio nazionale; il notaio Marco Krogh che interverrà sugli “obblighi antiriciclaggio da parte dei notai”; l'avvocato Gianluca Gambogi che illustrerà le “misure antiriciclaggio adottate dagli avvocati” ed il Col. Giampaolo Mazza, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Siena, che tratterà de “i controlli negli studi professionali e dell'aspetto sanzionatorio”.
Utilizzo di conti di soggetti terzi, in particolare di società o enti, per l'impiego di disponibilità personali del cliente, ovvero utilizzo di conti personali del cliente per l'impiego di disponibilità di terzi, in particolare di società o enti, tali da suscitare il dubbio che siano perseguiti intenti dissimulatori.
Esecuzione, in assenza di giustificati motivi legati all'attività esercitata, di successive operazioni di apertura e chiusura di conti e di altri rapporti continuativi, soprattutto se in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità europea.
Operazioni di emissione e/o collocamento di strumenti finanziari, aventi caratteristiche e importi incoerenti rispetto al profilo economico – patrimoniale e/o all'oggetto della società o dell'eventuale gruppo societario cui la stessa appartiene.
Operazioni di investimento di natura finanziaria con caratteri e per importi incoerenti rispetto al profilo economico-patrimoniale e/o alla attività esercitata dal cliente o dall'eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene.
Proposta di regolare i pagamenti mediante strumenti del tutto incoerenti rispetto alla prassi corrente dell'operazione richiesta, in assenza di ragionevoli motivi legati al tipo di attività esercitata, all'eventuale gruppo societario cui il cliente appartiene o a particolari condizioni adeguatamente documentate.
Ricorso per importi rilevanti al contante, a libretti di deposito al portatore ovvero ad altri titoli al portatore, nonché a valuta estera e all'oro.
Utilizzo frequente e ingiustificato di moneta elettronica non nominativa, specie se per importi complessivamente rilevanti.
Indicatore di anomalia connessi alle modalità di esecuzione delle prestazioni professionali
Richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di modificare le condizioni e le modalità di svolgimento della prestazione professionale, specie se le modifiche richieste comportano ulteriori oneri a carico del cliente.
Richiesta di prestazioni professionali con modalità inusuali e palesemente ingiustificate rispetto al normale svolgimento della professione o dell'attività.
Richiesta di prestazione professionale a un professionista dislocato in località distante dalla zona di residenza o dalla sede effettiva dell'attività del cliente in assenza di plausibili ragioni quali, a mero titolo esemplificativo, la cittadinanza straniera del cliente o del suo gruppo di appartenenza ovvero la specializzazione specifica del professionista in relazione alla prestazione professionale richiesta .
Ricorso a caselle postali o a indirizzi postali diversi dal domicilio fiscale o professionale, ovvero ad altre forme di domiciliazione di comodo.
Frequente rilascio da parte di persone fisiche di deleghe o procure al fine di evitare contatti diretti con il professionista.
Frequente richiesta di operazioni per conto di un soggetto terzo in assenza di ragionevoli motivi legati al tipo di attività esercitata o al rapporto tra le parti o a particolari condizioni adeguatamente documentate.
Richiesta di prestazioni professionali o del compimento di operazioni aventi oggetto ovvero scopo non compatibile con il profilo economico-patrimoniale o con l'attività del cliente ovvero con il profilo economico patrimoniale, o con l'attività dell'eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene.
Consulenza per l'organizzazione di operazioni finanziarie non coerenti con l'attività commerciale sottostante.
Prestazioni richieste da organismi non lucrativi per finalità non compatibili con quelle dichiarate o comunque proprie dell'ente.
Richiesta di consulenza per l'effettuazione di operazioni di finanza strutturata sui mercati internazionali per esigenze legate a un'attività commerciale con l'estero di dimensioni evidentemente contenute.
Acquisto di disponibilità a diverso titolo di beni, anche di lusso, di elevato valore, a fronte di un patrimonio, anche di gruppo, di importo ridotto.
Frequenti operazioni di acquisizione di partecipazioni o di altri diritti su imprese o aziende, non giustificate dal profilo economico – patrimoniale o dall'attività del cliente ovvero dell'eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.
Transazioni finanziarie di notevole importo, specie se richieste da società di recente costituzione, non giustificate dall'oggetto della società, dall'attività del cliente ovvero dell'eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.
Acquisto di partecipazioni in imprese con modalità non coerenti con il profilo economico-patrimoniale o con l'attività esercitata dal cliente ovvero dall'eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.
Indicatore di anomalia connessi al cliente
Il cliente opera in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità Europea e richiede ovvero pone in essere le seguenti operazioni, senza fornire ragionevoli motivi legati alla attività esercitata, al gruppo di appartenenza o a particolari condizioni adeguatamente documentate:
costituzione o trasferimento, nei predetti paesi, di diritti reali su beni immobili;
conferimento per la costituzione o l'aumento di capitale - soprattutto se effettuate per importi consistenti - di società che hanno sede legale nei predetti paesi;
utilizzo, in qualità di soci, di imprese costituite in regime di trust nei predetti paesi;
trasferimento di partecipazioni o di diritti su quote o azioni, o su altri strumenti finanziari che danno diritto di acquisire tali partecipazioni o diritti, qualora venga interposto un soggetto estero con apparenti finalità di dissimulazione;
ricezione e/o trasferimento di fondi.
Il cliente è censito, è notoriamente contiguo (ad esempio familiare) a soggetti censiti ovvero richiede di effettuare operazioni con controparti censite nelle liste delle persone o degli enti attivi nel finanziamento del terrorismo.
Il link alle liste di persone o enti attivi nel finanziamento del terrorismo è reperibile sul sito della UIF al seguente indirizzo: http://www.bancaditalia.it/UIF/terrorismo/liste.
Il cliente effettua operazioni di importo significativo ed è noto per essere stato sottoposto a procedimento penale, a misure di prevenzione o a provvedimenti di sequestro, ovvero è notoriamente contiguo (ad esempio familiare) a soggetti sottoposti a procedimento penale, a misure di prevenzione o a provvedimenti di sequestro, ovvero effettua operazioni con controparti note per essere state sottoposte a procedimenti penali, a misure di prevenzione o a provvedimenti di sequestro.
Il cliente dimostra di non avere adeguata conoscenza della natura, dell'oggetto o dello scopo della prestazione professionale richiesta, suscitando il dubbio che egli possa occultare di agire con finalità illecite per conto di un terzo.
Il cliente è accompagnato da altre persone - il cui ruolo non è stato accertato in occasione di contatti con il professionista- che sembrano avere un interesse diretto in merito alle modalità di esecuzione della prestazione.
Il cliente mostra una inusuale familiarità con i presidi previsti dalla normativa in tema di adeguata verifica della clientela, di registrazione dei dati e di segnalazione di operazioni sospette, ovvero pone ripetuti quesiti in ordine alle modalità di applicazione di tali presidi.
1.Il cliente si mostra riluttante a fornire ovvero rifiuta di fornire informazioni, dati e documenti comunemente acquisiti per l'esecuzione dell'operazione ovvero per il regolamento delle prestazioni.
1.1.Il cliente, all'atto di esibire documenti di identità ovvero alla richiesta di fornire informazioni sull'operazione o sulla prestazione, rinuncia immotivatamente ad eseguirla.
1.2.Il cliente rifiuta di fornire indicazioni sulle modalità di pagamento.
Il cliente fornisce informazioni palesemente inesatte o incomplete ovvero false riguardo: la propria identità e quella dell'eventuale titolare effettivo; lo scopo e la natura della prestazione richiesta; l'attività esercitata ovvero la situazione finanziaria, economica e/o patrimoniale propria e/o dell'eventuale gruppo di appartenenza; il potere di rappresentanza, l'identità dei delegati alla firma, la struttura di proprietà o di controllo.
Riporto dal sito del Ministero della Giustizia il Decreto 16 aprile 2010 - Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili.
Decreto 16 aprile 2010 - Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte di talune categorie di professionisti e dei revisori contabili
(pubblicato nella G.U. n. 101 del 3-5-2010 - Serie Generale )
Visto il decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, recante misure di natura patrimoniale per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo internazionale e l'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale, in attuazione della direttiva 2005/60;
Nel presente decreto e nei relativi allegati 1 e 2 si intendono per:
«finanziamento del terrorismo»: in conformità con l'art. 1, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, «qualsiasi attività diretta, con qualsiasi mezzo, alla raccolta, alla provvista, all'intermediazione, al deposito, alla custodia o all'erogazione di fondi o di risorse economiche, in qualunque modo realizzati, destinati a essere, in tutto o in parte, utilizzati al fine di compiere uno o più delitti con finalità di terrorismo o in ogni caso diretti a favorire il compimento di uno o più delitti con finalità di terrorismo previsti dal codice penale, e ciò indipendentemente dall'effettivo utilizzo dei fondi e delle risorse economiche per la commissione dei delitti anzidetti»;
«operazione»: in conformità con l'art. 1, comma 2, lettera l) del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni, «la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento; per i soggetti di cui all'art. 12 un'attività determinata o determinabile, finalizzata a un obiettivo di natura finanziaria o patrimoniale modificativo della situazione giuridica esistente, da realizzare tramite una prestazione professionale»;
«Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei Paesi della Comunità europea»: gli Stati extracomunitari che non impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE e che on sono indicati nel decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 12 agosto 2008, come successivamente integrato o modificato;
«riciclaggio»: in conformità con l'art. 2, comma 1 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni, «le seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio:
«UIF»: l'Unità di informazione finanziaria, cioè la struttura nazionale incaricata di ricevere dai soggetti obbligati, di richiedere, ai medesimi, di analizzare e di comunicare alle autorità competenti le informazioni che riguardano ipotesi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Il presente decreto è rivolto ai seguenti soggetti:
ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi, ivi compresi associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati;
i prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti indicati dalle lettere a), b) e c);
I componenti degli organi di controllo, comunque denominati, fermo restando il rispetto del disposto di cui all'art. 52 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono sonerati agli obblighi di cui al presente decreto.
L'obbligo di segnalazione di operazioni sospette di cui all'art. 41 non si applica ai soggetti indicati nelle lettere a), b) e c) del comma 1 per le informazioni che essi ricevono da un loro cliente o ottengono riguardo allo stesso, nel corso dell'esame della posizione giuridica del loro cliente o dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso.
I soggetti di cui al comma 1 sono indicati nel presente decreto e nei relativi allegati 1 e 2 con il termine di «professionisti».
Al fine di agevolare l'attività di valutazione dei professionisti in ordine agli eventuali profili di sospetto delle operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, si forniscono nell'allegato 1 al presente decreto indicatori di anomalia.
Gli indicatori di anomalia sono volti a ridurre i margini di incertezza connessi con valutazioni soggettive o con comportamenti discrezionali e sono improntati all'esigenza di contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette.
L'elencazione degli indicatori di anomalia non è esaustiva anche in considerazione della continua evoluzione delle modalità di svolgimento delle operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
L'impossibilità di ricondurre operazioni o comportamenti della clientela ad uno o più degli indicatori previsti nell'allegato 1 al presente decreto può non essere sufficiente ad escludere che l'operazione sia sospetta. I professionisti valutano pertanto con la massima attenzione ulteriori comportamenti e caratteristiche dell'operazione che, sebbene non descritti negli indicatori, rilevino in concreto profili di sospetto.
La mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in uno o più indicatori di anomalia non è motivo di per sè sufficiente per l'individuazione e la segnalazione di operazioni sospette, per le quali è necessario valutare in concreto la rilevanza dei comportamenti della clientela.
Per favorire la lettura e la comprensione degli indicatori, alcuni di essi sono stati specificati in sub-indici che costituiscono un'esemplificazione dell'indicatore a cui si riferiscono.
I professionisti si avvalgono degli indicatori previsti nell'allegato 1, che attengono ad aspetti sia soggettivi che oggettivi dell'operazione, al fine di effettuare, sulla base di tutte le altre informazioni disponibili, una valutazione complessiva sulla natura dell'operazione.
I professionisti utilizzano gli indicatori quale strumento operativo per la valutazione della sussistenza di un'operazione sospetta, selezionando quelli rilevanti alla luce della concreta attività prestata.
Al fine di rilevare operazioni sospette i professionisti utilizzano altresì gli schemi e modelli di anomalia emanati dalla UIF ai sensi dell'art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007.
Ai fini del corretto adempimento dell'obbligo di segnalazione di operazioni sospette i professionisti hanno riguardo ai principi e alle indicazioni generali contenute nell'allegato 2 al presente decreto.
La segnalazione deve contenere i dati, le informazioni, la descrizione delle operazioni ed i motivi del sospetto che saranno indicate con provvedimento emanato dalla UIF ai sensi dell'art. 6, comma 6, lettera e-bis del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni.
Gli allegati sono disponibili sul sito del ministero ai seguenti indirizzi: allegato 1, allegato 2.
Il decreto con gli allegati sono disponibili in un unico documento presso scribd.com
Antiriciclaggio e segnalazioni per i professionisti
Su ilsole24ore.com si trova un interessante articolo: "Sul riciclaggio segnalazioni a tutto campo" a firma di Antonio Iorio. Vengono esaminate le sfaccettature dell'obbligo di segnalazione in capo ai professionisti:
L'obbligo rappresenta senz'altro l'attività più delicata per le conseguenze che possono derivare sia in capo al cliente a seguito della segnalazione, sia, per altro verso, in capo al professionista in ipotesi di omissione della segnalazione.
Adeguata verifica della clientela per i commercialisti
Forse qualche commercialista potrà trovare utile l'articolo di Nicola Brutti dal titolo "CNDCEC, le linee guida del sull'adeguata verifica della clientela", su ipsoa.it.
Il documento tiene conto degli aggiornamenti della normativa antiriciclaggio (d.lgs. 231/2007) recati dal D.lgs. n. 151 del 25 settembre 2009.
In vista dell’applicazione della normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007), il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili aveva approvato nel settembre 2008 le “ sull’adeguata verifica della clientela”, che, nella nuova versione, di aprile 2010 vengono aggiornate al recente D.Lgs. n. 151 del 25 settembre 2009.
Allargate le verifiche antiriciclaggio
Questo articolo, di Luciano De Angelis, è di sicuro interesse per i professionisti.
L'indice del rischio cliente/operazione dovrà essere modificato in relazione all'evoluzione del cliente ed al susseguirsi delle operazioni. Il fascicolo del cliente potrà tenersi anche in modo informatico. L'adeguata verifica viene estesa anche a consulenze nei confronti di cooperative ed onlus e nessuno «sconto» potrà realizzarsi in tema di posizioni gestite da società fiduciarie; ma la verifica è esclusa nel caso di attività di redazione e/o trasmissione di dichiarazioni fiscali. Inoltre, c'è l'estensione degli obblighi a ciascun revisore nell'ambito dei collegi sindacali di società industriali e commerciali. Sono i principali aggiornamenti alle «Linee guida per l'adeguata verifica della clientela» approvate nel novembre 2008, posti in essere dalla «Commissione Antiriciclaggio» del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti. Un'operazione che Enrico Maria Guerra, delegato del consiglio in seno alla commissione, descrive come «un aggiornamento e un adeguamento delle disposizioni alle novità introdotte dal dlgs correttivo, il n. 151/2009».
L'articolo completo è disponibile su professionisti.it
Alcune domande sull'antiriciclaggio
Sul sito fiscoetasse.it ho trovato una lista di domande e risposte che possono essere utili. Le domande sono le seguenti:
Quali sono i limiti, ai fini della normativa antiriciclaggio, alla circolazione di denaro contante?
Quando è necessario effettuare l'identificazione del cliente?
La normativa antiriciclaggio per i professionisti su quale ambito territoriale si applica?
Come va tenuto l'Archivio Unico se l'attività professionale viene svolta in forma associata o societaria
Chi sono i destinatari della disciplina dell'antiriciclaggio?
Qual è la decorrenza degli obblighi antiriciclaggio
Spero che le risposte siano utili a qualcuno di voi.
Seminario antiriciclaggio a Milano
L'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, organizza per il 4/02/2010 un convegno di studio ed approfondimento dal titolo:
La legge antiriciclaggio per i collaboratori ed i dipendenti dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili
Adeguata verifica della clientela per i commercial...
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