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Timestamp: 2013-05-26 03:32:01+00:00
Document Index: 136859047

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 119', 'art. 239', 'art. 4']

CORTE DI GIUSTIZIA - Stranieri in Italia
Sentenze >> CORTE DI GIUSTIZIA
CORTE DI GIUSTIZIA	Cittadini Ue: per il soggiorno permanente valgono anche gli anni da extraue
05 Gennaio 2012	Nel calcolo dei cinque anni va inserito anche il soggiorno regolare precedente all'ingresso del proprio Paese d'origine nell'Ue. Importante sentenza della Corte di Giustizia Europea, il principio vale anche per chi è in Italia
Leggi tutto... Corte di Giustizia UE sentenza del 17 febbraio 2009: protezione internazionale
26 Febbraio 2009	Corte di Giustizia UE sentenza del 17 febbraio 2009: protezione internazionale
L’esistenza di una siffatta minaccia sussiste ogni qualvolta sussistono fondati motivi di ritenere che un civile rientrando nel suo paese, per la sua sola presenza sul territorio, correrebbe un rischio effettivo di subire la detta minaccia. Leggi tutto... Corte di Giustizia Sentenza 11 settembre 2008 Violazione obblighi Italia libera circolazione
12 Settembre 2008	Con il ricorso, la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che, avendo mantenuto nella sua normativa il requisito della cittadinanza italiana per l’esercizio degli impieghi di capitano e ufficiale (comandante in seconda) su tutte le navi battenti bandiera italiana, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù dell’art. 39 CE. L’art. 39, nn. 1-3, CE sancisce il principio della libera circolazione dei lavoratori e l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri. L’art. 39, n. 4, CE prevede tuttavia che le disposizioni di tale articolo non sono applicabili agli impieghi nella pubblica amministrazione. Uno Stato membro è autorizzato a riservare ai propri cittadini i posti di capitano e di comandante in seconda delle navi battenti la sua bandiera solo a condizione che i poteri d’imperio attribuiti ai capitani e ai comandanti in seconda di tali navi vengano effettivamente esercitati in modo abituale e non rappresentino una parte molto ridotta delle loro attività. Nel ricorso per inadempimento in esame è dimostrato dalla Commissione e ammesso dalla Repubblica italiana, come risulta chiaramente dalle ultime memorie di quest’ultima, che la normativa italiana contiene disposizioni che esigono la cittadinanza italiana per l’esercizio delle funzioni di capitano e di ufficiale, comandante in seconda, su tutte le navi battenti bandiera italiana. Risulta infatti tanto dalle memorie della Commissione quanto da quelle della Repubblica italiana che l’art. 119 del codice della navigazione, che prevede che possano essere iscritti nelle matricole della gente di mare i cittadini italiani, resta in vigore, così come l’art. 239, n. 2, del regolamento di esecuzione, che esige, ai fini di detta iscrizione, la produzione di un certificato di cittadinanza italiana. Orbene, dal fascicolo non emerge che i capitani e gli ufficiali (comandanti in seconda) esercitino effettivamente poteri di pubblico imperio in modo abituale a bordo di tutte le navi battenti bandiera italiana, per una parte delle loro attività Inoltre, la Repubblica italiana ammette che un ostacolo all’esercizio delle professioni in questione da parte dei cittadini di altri Stati membri potrebbe derivare dall’art. 4, n. 2, del decreto del Presidente della Repubblica italiana 9 maggio 2001, n. 324, che esclude il riconoscimento dei certificati relativi all’esercizio delle funzioni di capitano e di comandante in seconda rilasciati o convalidati dalle autorità competenti di uno Stato membro a cittadini di altri Stati membri dell’Unione. Il ricorso della Commissione deve quindi essere considerato fondato. Leggi tutto... Corte di Giustizia Sentenza 25 luglio 2008 Matrimonio clandestino e libera circolazione UE
25 Luglio 2008	Corte Giustizia Comunità Europee, Grande Sezione, Sentenza 25 luglio, Provvedimento C-127/2008. Il coniuge extracomunitario di un cittadino dell'Unione può circolare e soggiornare all'interno dell’Unione senza aver prima soggiornato legalmente in uno Stato membro. Lo stabilisce la Corte di Giustizia, accogliendo alcuni ricorsi presentati da cittadini extraUE ai quali era stato negato il diritto di circolazione in Irlanda, pur avendo gli stessi ivi contratto matrimonio (ma con cittadini UE non aventi la cittadinanza irlandese). Per quanto concerne i familiari di un cittadino dell'Unione, l'applicazione della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini dell'Unione 2004/38/CE, non è subordinata al presupposto che essi abbiano soggiornato previamente in uno Stato membro. La direttiva si applica a qualsiasi cittadino dell'Unione che si rechi o soggiorni in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, nonché ai suoi familiari che lo accompagnino o lo raggiungano in questo Stato membro. La definizione di familiari contenuta nella direttiva non pone distinzioni a seconda che essi abbiano già soggiornato legalmente, o meno, in un altro Stato membro. Il coniuge extracomunitario di un cittadino dell'Unione, il quale accompagni o raggiunga il detto cittadino, può beneficiare della direttiva a prescindere dal luogo e dalla data del loro matrimonio nonché dalla modalità secondo la quale il detto cittadino di un paese terzo ha fatto ingresso nello Stato membro ospitante. Leggi tutto... Corte di Giustizia 9 gennaio 2007 Diritto di soggiorno prova del sostegno materiale
09 Gennaio 2008	Corte di
alla sussistenza della persona interessata Leggi tutto... Altri articoli...
Corte di Giustizia 3 ottobre 2006 Soggiorni non superiori a tre mesi