Source: http://dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=delitti+contro+la+fede+pubblica&nP=7&nP=2
Timestamp: 2019-09-17 02:24:40+00:00
Document Index: 158027207

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 495', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

delitti contro la fede pubblica | 20 Maggio 2019
Nei delitti di falso, l’elemento soggettivo è il dolo generico ma esso non può considerarsi in re ipsa «in quanto deve essere rigorosamente provato, dovendosi escludere il reato quando risulti che il falso deriva da una semplice leggerezza ovvero da una negligenza dell’agente, poiché il sistema vigente non incrimina il falso documentale colposo».
delitti contro la fede pubblica | 16 Maggio 2019
Quando oggetto del reato di falso materiale è un documento inoltrato mediante fax al soggetto destinatario, esso è dotato di tutti i requisiti minimi di forma e di sostanza tale da farlo apparire come il documento originale. Configurabile è, pertanto, il reato in questione.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 21155/19; depositata il 15 maggio)
delitti contro la fede pubblica | 14 Maggio 2019
Patente falsa al posto di blocco: condannato
La fattispecie di cui all’art. 495 c.p. (Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri) è configurabile nel caso in cui l’agente si limiti ad esibire o presentare il documento falso all’autorità preposta al controllo, poiché ciò equivale a declinare le proprie generalità.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 20507/19; depositata il 13 maggio)
delitti contro la fede pubblica | 03 Maggio 2019
Falsificare il DURC è reato
La falsificazione del DURC integra il delitto di falsità materiale in certificato amministrativo ex artt. 477-482 c.p. «stante la natura giuridica di tale atto, che ha valore di attestazione della regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi».
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 18263/19; depositata il 2 maggio)
delitti contro la fede pubblica | 10 Aprile 2019
Falso in testamento olografo o truffa?
Il falso negozio mortis causa, a differenza del reato di truffa, che prevede un arricchimento in virtù di un atto dispositivo determinato dal travisamento della verità, non induce alcun atto dispositivo patrimoniale da parte di terzi, ma è autosufficiente nella produzione degli effetti in capo all’erede, che acquista solo in virtù del rapporto di successione.
Possesso di carte di credito clonate, “non inizializzate”: punibilità ridotta
L’installazione, all’interno del sistema bancomat, di scanner per banche magnetiche per la raccolta e la memorizzazione di dati preordinate ad intercettare comunicazioni relative al sistema informatico integra il reato - di pericolo - di falsificazione dei mezzi elettronici di pagamento e di prelievo, reato che si pone, in termini prodromici e strumentali rispetto alla clonazione cui pure è finalizzato.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 15665/19; depositata il 9 aprile)
delitti contro la fede pubblica | 08 Aprile 2019
Permesso di costruire... ma la casa c'è già
Quando un pubblico ufficiale adotta un provvedimento, indipendentemente dal contenuto dispositivo o descrittivo, riconoscendo in premessa la sussistenza delle condizioni necessarie – desunte da attestazioni false del privato – integra un reato di falso, di cui deve rispondere anche colui che ha fornito le false attestazioni.
delitti contro la fede pubblica | 14 Marzo 2019
Falso ideologico commesso da privato: quando è punibile chi attesta falsamente di non aver riportato condanne?
Non è di per sé punibile chi attesti falsamente, nell’autocertificazione, di non aver riportato condanne, se manca la prova del dolo o vi è particolare tenuità del fatto.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 11240/19; depositata il 13 marzo)
delitti contro la fede pubblica | 26 Febbraio 2019
Banconote da 20 euro false proposte alla commessa: condannato
A inchiodarlo è la verifica effettuata dalla donna. Appurata la contraffazione non solo di quelle due banconote ma anche delle altre tre, sempre da 20 euro, presenti nel portafogli dell’uomo. Impossibile parlare di valore economico irrilevante. Respinta anche la tesi difensiva della buonafede.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 8432/19; depositata il 26 febbraio)
Pagina 2 di 8 Clicca qui per affinare la ricerca