Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/1997/aprile/caritas-migrantes.html
Timestamp: 2019-06-26 00:24:02+00:00
Document Index: 14948786

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7']

(Sergio Briguglio 5/4/1997)
Appare in proposito indispensabile modificare il testo del disegno di legge nel modo seguente.
- Stabilire esplicitamente (art. 19) che le liste di prenotazione siano tenute dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari e non - ad esempio - dalle autorita' del Paese straniero, per evitare che una gestione non trasparente delle liste e delle graduatorie danneggi ingiustamente persone che aspirino a migrare in Italia. Stabilire anche che le liste siano tenute in tutti i Paesi stranieri, e non solo in quelli con cui sono stati stipulati accordi. In caso contrario, gli stranieri provenienti da Paesi privi di accordi, potranno di fatto entrare solo irregolarmente.
- Prevedere (art. 20) che, almeno in corrispondenza alle mansioni che necessitano di un incontro diretto preventivo tra lavoratore e datore di lavoro, l'ingresso degli iscritti nelle liste di prenotazione sia autorizzato, nel rispetto di una graduatoria fondata sull'anzianita' di iscrizione e nel limite fissato dalla programmazione, sulla base della semplice richiesta di visto. In mancanza di una tale previsione, cui dovrebbe corrispondere, in analogia con quanto disposto dall'articolo 21 in relazione alla prestazione di garanzia, il rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, risulta di fatto preclusa la possibilita' di migrazione per lavori quali il lavoro domestico o l'assistenza domiciliare per tutti coloro che non abbiano gia' contatti con soggetti regolarmente presenti in Italia.
- Chiarire (art. 4) che la disponibilita' di mezzi di sostentamento e' requisito necessario per l'ingresso solo nei casi di soggiorni di durata non superiore a tre mesi, salvo che sia diversamente disposto dalla legge. In mancanza di tale precisazione, sarebbero irragionevolmente soggetti all'obbligo di dimostrazione della disponibilita' di mezzi anche gli stranieri che fanno ingresso per lavoro subordinato o per motivi familiari, nonche' gli stranieri che fanno ingresso per cure mediche nell'ambito di programmi umanitari. L'accertamento della disponibilita' di mezzi in relazione ad ingressi per soggiorni piu' lunghi, quando previsto espressamente dalla legge (ad esempio, nel caso di ingresso per lavoro autonomo), dovrebbe esaurirsi poi nella fase di rilascio del visto, e non essere ripetuto all'atto dell'attraversamento della frontiera. Si dovrebbe prevedere, infine, che la dimostrazione di disponibilita' di mezzi possa essere sostituita, in caso di ingresso per lavoro autonomo o per studio, da presentazione di garanzia prestata da ente o privato, in analogia con quanto previsto dall'articolo 21.
- Escludere (art. 4) che il regolamento possa stabilire condizioni in materia di ingresso, dovendosi limitare a definirne le modalita' di accertamento.
- Prevedere (art. 22) un diritto certo di reingresso, piuttosto che un diritto di precedenza, per lo stagionale che lasci l'Italia regolarmente alla scadenza del permesso. La formulazione attuale della disposizione, rischia infatti di incentivare la permanenza irregolare, dal momento che la semplice precedenza, restando condizionata alla programmazione, non da' garanzie sufficienti di reingresso in Italia al lavoratore straniero.
- Garantire in ogni caso (art. 8), allo straniero respinto, l'assistenza, anche per presentazione di ricorsi, di strutture o servizi di accoglienza da istituirsi ai valichi di frontiera autorizzati, escludendo cosi' ogni forma di respingimento "sommario". Tali strutture o servizi dovrebbero anche fornire informazione, interpretariato e assistenza agli stranieri che intendono presentare domanda di asilo o fare comunque ingresso in Italia. Ai valichi aeroportuali, tali servizi dovrebbero essere messi a disposizione all'interno della zona di transito.
- Limitare la possibilita' di respingimento di chi e' entrato al di fuori dei valichi autorizzati (art. 8) al caso di straniero fermato alla frontiera. Negli altri casi si dovrebbero applicare le procedure previste in relazione al provvedimento di espulsione.
- Escludere che l'espulsione possa essere irrogata quale misura di prevenzione (art. 11), dovendosi ritenere che questo contrasti col principio costituzionale di presunzione di innocenza.
- Escludere che l'accompagnamento immediato possa essere adottato discrezionalmente dal prefetto (art. 11), prevedendo al piu', nei casi in cui vi sia il rischio che lo straniero si sottragga all'espulsione, l'adozione del provvedimento di custodia. Stabilire inoltre che la decisione del pretore, nell'esame del ricorso o nella convalida del provvedimento di custodia, debba tener conto della congruita' del provvedimento di espulsione, con riferimento al grado di inserimento dello straniero e al rischio di violazione di diritti fondamentali (asilo, famiglia, salute, minori). Prevedere infine la sospensione del provvedimento di espulsione nel caso che il pretore non si sia pronunciato sul ricorso entro il termine fissato. (In alternativa, prevedere, in luogo del ricorso al giudice ordinario, un giudizio di convalida del provvedimento di espulsione, garantendo cosi' che il provvedimento non diventi esecutivo in assenza di un riesame della posizione dello straniero, e facilitando l'accesso a tale riesame, che altrimenti risulterebbe ostacolato dalle difficolta' nella redazione dell'atto di ricorso in assenza di gratuito patrocinio, non previsto nella fase di promovimento del ricorso.)
- Limitare la possibilita' di revoca del permesso di soggiorno ai casi esplicitamente previsti dalla legge (art. 5) ed escludere che questa possa aver luogo, ad esempio, per il venir meno dei mezzi di sostentamento o per la stipula, successiva al rilascio del permesso, di accordi internazionali.
- Determinare il tipo di permesso la cui titolarita', unitamente al soggiorno regolare prolungato, consente di accedere alla carta di soggiorno (art. 7). Escludere inoltre che, ai fini del rilascio, sia rilevante il reddito (gia' verificato, presumibilmente, in sede di rinnovo del permesso per lavoro; irrilevante anche a tali fini, nel caso di straniero titolare di permesso per asilo).
- Limitare la previsione di rifiuto o di revoca della carta di soggiorno (art. 7) al caso di condanna definitiva grave. E' inammissibile infatti che un semplice rinvio a giudizio, o una condanna non definitiva, o perfino una condanna definitiva, ma di entita' trascurabile, o per delitti di minima rilevanza, possano costituire motivo per impedire o addirittura invertire il processo di stabilizzazione del soggiorno dello straniero. Escludere, inoltre, che lo straniero in possesso di carta di soggiorno (titolare di diritto di voto amministrativo) possa essere espulso per semplici motivi di prevenzione.