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Timestamp: 2019-12-07 17:24:47+00:00
Document Index: 62856736

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1322', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 644', 'art. 1418', 'art. 2560']

L'inserimento in una fideiussione di una clausola di pagamento "a prima richiesta e senza eccezioni" | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
Avv. Maurizio Tidona
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29 Maggio 2019 In Diritto bancario, Notizie dalla Corte
L’inserimento in una fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni”
Cassazione Civile, sez. III, sent. n. 4717 del 19 febbraio 2019
Massima a cura della Rivista
L’inserimento in una fideiussione bancaria di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” trasforma il negozio in un contratto autonomo di garanzia, con rinunzia implicita del garante ad opporre le eccezioni inerenti al rapporto principale, ivi comprese quelle relative all’invalidità del contratto da cui tale rapporto deriva.
Le Sezioni Unite di questa Corte, già ormai da alcuni anni (cfr. sentenza n. 3947/2010, Rv. 611834 – 01), nell’esaminare la causa concreta del contratto autonomo di garanzia e i caratteri differenziali che lo stesso presenta rispetto al contratto di fideiussione, hanno avuto modo di statuire che: “il contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), espressione dell’autonomia negoziale ex art. 1322 c.c., ha la funzione di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione gravante sul debitore principale, che può riguardare anche un fare infungibile, contrariamente al contratto del fideiussore, il quale garantisce l’adempimento della medesima obbligazione principale altrui (attesa l’identità tra prestazione del debitore principale e prestazione dovuta dal garante). Inoltre, la causa concreta del contratto autonomo è quella di trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione contrattuale, sia essa dipesa da inadempimento colpevole oppure no, mentre con la fideiussione, nella quale solamente ricorre l’elemento dell’accessorietà, è tutelato l’interesse all’esatto adempimento della medesima prestazione principale. Ne deriva che, mentre il fideiussore è un “vicario” del debitore, l’obbligazione del garante autonomo si pone in via del tutto autonoma rispetto all’obbligo primario di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita, perché non necessariamente sovrapponibile ad essa e non rivolta all’adempimento del debito principale, bensì ad indennizzare il creditore insoddisfatto mediante il tempestivo versamento di una somma di denaro predeterminata, sostitutiva della mancata o inesatta prestazione del debitore”. Nella stessa citata sentenza le Sezioni Unite hanno precisato che (Rv. 611835 – 01) “l’inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un’evidente discrasia rispetto all’intero contenuto della convenzione negoziale”.
Cassazione Civile, sez. I, sent. n. 26262 del 14 dicembre 2007:
In tema di contratto autonomo di garanzia, l’assunzione da parte del garante dell’impegno di effettuare il pagamento a semplice richiesta del beneficiario della garanzia comporta la rinunzia ad opporre le eccezioni inerenti al rapporto principale, ivi comprese quelle relative all’invalidità del contratto da cui tale rapporto deriva, con il duplice limite dell’esecuzione fraudolenta o abusiva, a fronte della quale il garante può opporre l’exceptio doli, e del caso in cui le predette eccezioni siano fondate sulla nullità del contratto presupposto per contrarietà a norme imperative o per illiceità della sua causa, tendendo altrimenti il primo contratto ad assicurare il risultato che l’ordinamento vieta. (In applicazione di tale principio, la S.C., cassando con rinvio la sentenza impugnata, che aveva erroneamente ritenuto inammissibile l’eccezione di nullità, ha affermato il dovere di accertare – come richiesto dagli opponenti ad un decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca ai sensi dell’art. 50 del d.lg. n. 385 del 1993 – l’eventuale previsione del tasso usurario sugli interessi passivi interessanti il rapporto di conto corrente ai sensi degli art. 644 c.p. e 1815 c.c., e la conseguente nullità ex art. 1418 c.c.).
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