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Timestamp: 2018-10-20 22:18:39+00:00
Document Index: 107431085

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.32', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 62']

Giornale di Taranto - Fiscale e Tributario
Sabato, 20 Dicembre 2014 07:25
FISCALE E TRIBUTARIO/FOTOVOLTAICO E FISCO. Contributo degli Avv.ti Maurizio Villani e Iolanda Pansardi
1. Introduzione Il sistema solare fotovoltaicoè un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l'effetto fotovoltaico. Gli impianti fotovoltaici sono costituiti da un insieme di pannelli, meglio noti come moduli fotovoltaici, a loro volta composti da una pluralità di celle fotovoltaiche. Detti impianti possono concorrere a creare una centrale fotovoltaica oppure possono essere collocati su fondi agricoli ed utilizzati ai fini della conduzione dell'attività agricola svolta. Spesso i pannelli solari sono inseriti nella costruzione di edifici oppure vi sono installati in seguito e possono essere più o meno integrati con l'architettura del fabbricato. L'impianto fotovoltaico, attraverso i moduli di cui si compone, cattura le radiazioni solari per trasformarle in energia elettrica. Si genera così corrente continua, che grazie ad un macchinario, definito inverter,viene convertita in corrente alternata, idonea a servire i normali congegni elettrici. All'impianto è, poi, associato un contatore che consente di controllare e contabilizzare l'energia prodotta. I pannelli solari possono essere utilizzati singolarmente oppure insieme ad altri ed in tal caso costituiscono un vero e proprio impianto. In genere i moduli fotovoltaici sono collocati su una struttura di sostegno composta da un reticolato di pali metallici adagiati o infissi sulla superficie…
Pubblicato in Fiscale e Tributario
Sabato, 30 Agosto 2014 09:21
L’atto di cessione di azienda, ai fini fiscali, è soggetto a imposizione ordinaria dell’articolo 86 del TUIR e all’applicazione dell’imposta di registro poiché sono trasferiti beni o diritti che, ceduti singolarmente, sarebbero assoggettabili a regimi differenti. Per individuare le modalità di applicazione occorre fare riferimento all’articolo 23 del DPR 131/86. Secondo la normativa attuale le parti sono tenute a indicare nel contratto di cessione d’azienda i corrispettivi pattuiti per ciascuna tipologia di beni, in modo da assoggettare i singoli beni alle proprie aliquote di riferimento. In caso contrario la totalità dei beni sarà assoggettata all’aliquota più elevata individuata fra quelle dei beni ceduti. Ad esempio, nel caso di cessione di azienda contenente beni mobili e immobili, se nell’atto di cessione non è fatta alcuna distinzione di beni l’intero valore sarà assoggettato all’aliquota degli immobili, essendo la più elevata fra le due tipologie di beni. Aliquote applicabili Fabbricati e relative pertinenze: 7%; Terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dagli imprenditori agricoli a titolo principale o di associazioni o società cooperative agricole: 15%; Immobili di interesse storico-artistico: 3%; Case per abitazione: 3%; Mobili: 3%; Denaro: 3%; Magazzino: 3%; Immobilizzazioni materiali e immateriali: 3%. Gli atti di cessione d’azienda sono inoltre soggetti a imposta ipotecaria e catastale in misura…
OMESSI VERSAMENTI IVA. di Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Antonella Villani
Profili pratici e sviluppi giurisprudenziali a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale n. 80/2014 in materia di omesso versamento Iva Normativa La disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto è ad oggi contenuta nel Decreto Legislativo n. 74/2000 che individua le fattispecie delittuose con riferimento alle violazioni in materia di obblighi dichiarativi documentali e di versamento. Le fattispecie delittuose che in questa sede interessa analizzare sono disciplinate dall’art. 4 (infedele dichiarazione) e dall’art 5 (omessa dichiarazione) che richiedono rispettivamente una soglia di punibilità superiore ad euro 103.291,38 euro per la dichiarazione infedele, ed euro 77.468,53 per l’omessa dichiarazione. Si precisa, altresì, che nel quadro originario della riforma del 2000 non erano previste fattispecie delittuose riguardanti l’omesso versamento di imposte essendo state, tali sanzioni, introdotte solo nel 2004 e nel 2006. Ed infatti, originariamente il D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 741, rubricato “Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”, si inseriva in un più ampio contesto di depenalizzazione dei reati minori, laddove obiettivo principale era quello di punire penalmente solo i comportamenti aventi un particolare grado di antigiuridicità e insidiosità in campo fiscale, lasciando nel…
Mercoledì, 23 Luglio 2014 04:39
Alle Sezioni Unite la questione sull’impugnabilità dell’estratto di ruolo. Degli Avv.ti Maurizio Villani e Alessandra Rizzelli.
Con ordinanza interlocutoria n. 16055 dell’11 luglio 2014, la Sesta Sezione Civile ha rimesso gli atti al Primo Presidente, ritenendo opportuno devolvere alle Sezioni Unite la controversia riguardante la questione della autonoma impugnabilità dell’estratto di ruolo tributario, laddove lo stesso sia pervenuto a conoscenza del contribuente tramite qualsivoglia mezzo informale, in difetto o in attesa di notifica della cartella esattoriale, in applicazione del combinato disposto dagli artt. 2 e 19 del D.Lgs. n. 546/1992. Tale devoluzione è stata ritenuta necessaria da parte dei giudici in considerazione dei numerosi contrasti venutisi a creare tra le sezioni semplici della Suprema Corte che, nel corso degli anni, hanno statuito, da una parte, per la non impugnabilità dell’estratto di ruolo e, dall’altra, per la legittimità di tale impugnazione. In particolare, nell’ordinanza in questione, dopo aver fatto menzione della relazione depositata dal Consigliere Relatore, con la quale si chiede che il ricorso venga deciso in camera di consiglio per manifesta infondatezza in considerazione del fatto che l’estratto di ruolo non rientra tra gli atti impugnabili, si fa un excursus delle sentenze delle sezioni semplici che si sono pronunciate in materia. Nello specifico, vengono innanzitutto menzionate le sentenze nn. 6395/2014, 6610/2013, 6906/2013 e 139/2004, con…
Giovedì, 10 Luglio 2014 16:13
Dal 2006 PRETESE COMUNALI TIA (Tariffa di Igiene Ambientale) ILLEGITTIME
<<Tia (Tariffa di igiene ambientale) soppressa dal Codice dell’ambiente, entrato in vigore dal 29/04/2006. Le delibere comunali successive a tale data, che adottano la Tariffa Ronchi, sono illegittime e così anche le relative pretese fiscali>>. E’ quanto ha affermato la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, nella sentenza n. 3486/40/14 del 26 maggio 2014, la quale esprime un principio di diritto in linea con quanto stabilito dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 4756 del 26 settembre 2013 secondo cui: <<dall’entrata in vigore del Codice dell’ambiente (29/04/2006) non è più ammissibile il passaggio alla Tariffa Ronchi, essendo stata soppressa la relativa normativa>>. Giova ricordare che la disciplina dei tributi locali, ed in particolare, la tassazione dei rifiuti, è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un susseguirsi quasi frenetico di interventi legislativi volti, a seconda dei casi, a modificare le forme di tassazione in vigore o ad introdurne di nuove. In un primo momento, difatti, la tassazione legata allo smaltimento dei rifiuti era dettata esclusivamente dal D.Lgs. n. 507/1993, con il quale il legislatore aveva istituito e regolamentato la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). A seguire, con il successivo art. 49 del D.Lgs.…
Venerdì, 06 Giugno 2014 05:29
NEWS - NULLA LA CARTELLA ESATTORIALE PRIVA DI MOTIVAZIONE di Maurizio Villani e Alessandra Rizzelli
Nulla la cartella esattoriale priva di motivazione Con un’importante sentenza, la n. 1168/23/14 del 22 maggio 2014, la C.T.R. di Bari – Sezione Staccata di Lecce ha rigettato l’appello proposto da Equitalia Sud S.p.A., dichiarando nulla la cartella esattoriale, oggetto di contestazione, per mancanza di motivazione. Nello specifico, la vicenda aveva ad oggetto l’impugnazione da parte di un contribuente di una cartella di pagamento per tutta una serie di motivazioni, tra le quali: la tardività della notifica; la mancata comunicazione ex art. 36 bis, comma 3, del D.P.R. n. 600/73 nonchè artt. 54 bis, comma 3, e 60 del D.P.R. n. 633/72; per mancata indicazione del funzionario responsabile del procedimento; per difetto di sottoscrizione; per carenza di motivazione. I giudici di prime cure accoglievano le doglianze del ricorrente, annullando la cartella impugnata, sia facendo riferimento all’ordinanza n. 377 del 9.11.2007 della Corte Costituzionale, che precisava l’obbligo per i concessionari di indicare il responsabile del procedimento, sia dichiarando il difetto di sottoscrizione in quanto, fin da epoca precedente l’entrata in vigore dello Statuto del contribuente, valeva l’applicazione della Legge 241/910 (ordinanza 117 del 2000) e quindi persisteva l’obbligo della firma, non rispettato nell’atto in contenzioso. Avverso tale sentenza ha, pertanto,…
Sabato, 15 Febbraio 2014 07:37
LECCE - Società e reati fiscali: confisca limitata ai beni collegati direttamente al reatodegli Avv.ti Maurizio Villani e Alessandra Rizzelli
E’ noto come, in tema di reati fiscali e di confisca nei confronti dei beni della società, vi sia sempre stato un contrasto giurisprudenziale determinato dalla possibilità o meno di estendere il sequestro anche ai beni della persona giuridica, e tanto in considerazione del fatto che il reato fiscale viene posto in essere dal legale rappresentante/amministratore. Orbene, un primo orientamento (Cass. Pen. 29 settembre 2009; n. 41488; Cass. Pen. 30 novembre 2010, n. 42462; Cass. Pen. 07 giugno 2011, n. 28731) ritiene applicabile il sequestro e la confisca per equivalente anche alle società, in virtù sia del rapporto di immedesimazione organica esistente tra autore del reato e società, sia di quanto espressamente previsto dall’art. 1, lettera e), del D.Lgs. n. 74/2000: “riguardo ai fatti commessi da chi agisce in qualità di amministratore, liquidatore o amministratore di società, enti o persone fisiche, il ‘fine di evadere le imposte’ ed il ‘fine di sottrarsi al pagamento’ si intendono riferiti alla società, all’ente o alla persona fisica per conto della quale si agisce”. Tale tesi , in relazione al fatto che la società avvalendosi del profitto del reato posto in essere dalla persona fisica non può considerarsi estranea al reato, insiste sulla possibilità…
LECCE Società e reati fiscali: confisca limitata ai beni collegati direttamente al reatodegli Avvti Maurizio Villani e Alessandra Rizzelli
Giovedì, 19 Dicembre 2013 07:14
Divergenze tra dichiarazione redditi e tenore di vita, come comportarsi dinanzi al Questionario mod.55 .Avv. Maurizio Villani e Dott.ssa Grazia Albanese
I questionari mod.55 sono dei mezzi istruttori finalizzati all’acquisizione di informazioni utili per l’ attività di controllo e accertamento. Circa 35.000 lettere dal Fisco arriveranno al contribuente da qui alla fine di dicembre 2013 dove chiederanno di chiarire le divergenze tra dichiarazione redditi e tenore di vita. L’anno sotto esame è il 2009 e nel mirino dell’ Agenzie delle entrate ci sono soprattutto l’acquisto di beni di lusso, e anche risparmi ed investimenti. La fase di ricevimento e compilazione del questionario è la prima( quindici giorni di tempo per adempiere alla risposta) alla quale seguirà un’altra di accertamento vera e propria con una nuova convocazione per avviare il contradittorio, ma scatterà solo se le spiegazioni fornite dal contribuente non saranno ritenute soddisfacenti. L’art.32,comma 1,punto 3,del dpr n. 660/73, prevede che l’Amministrazione finanziaria, per l’ adempimento dei propri compiti, può “invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’ accertamento nei loro confronti.” La mancata risposta al questionario è sanzionabile con una multa che va da un minimo di 258 euro a un massimo di 2.065 euro e inoltre pregiudica il contribuente a far valere in sede di contenzioso i documenti non esibiti.…
Divergenze tra dichiarazione redditi e tenore di vita, come comportarsi dinanzi al Questionario mod55
Martedì, 19 Novembre 2013 19:43
Nessun ritorno a TARSU o TIA, per il 2013 è dovuta la TARES. degli Avv.ti Maurizio Villani e Paola Rizzelli
L’equivoco sul ripristino dei precedenti prelievi in materia di rifiuti, quali la TARSU o la TIA, nonostante, a decorrere dal 1° gennaio 2013, a norma dell’art. 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sia stato istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), nasce dall’art. 5, comma 4-quater, del D.L. 102/2013, convertito con modifiche dalla L. 124/2013. Difatti, ai sensi e per gli effetti del suddetto c. 4-quater dell’art. 5 del D.L. cit.,
Sabato, 09 Novembre 2013 06:26
TARSU ED ALBERGHI - Consolidato l' orientamento su TARSU che diversifica superfici in funzione dell'utilizzo. Interventio degli Avv.ti Maurizio Villani e Paola Rizzelli
La Commissione tributaria provinciale di Lecce, con la sentenza n. 329/02/13 dello 08.10.13, a pochi mesi di distanza dall’altrettanto recente sentenza emessa dalla medesima sezione in materia (la n. 227/02/13 del 9 luglio 2013), è tornata a pronunciarsi sulla questione inerente alla illegittimità della TARSU riscossa in violazione dell'art. 68 D. Lgs. 507/93, in considerazione del fatto che, anche per i campeggi così come per gli alberghi, il Comune di Gallipoli avrebbe dovuto applicare alle superfici destinate ad unità abitative la medesima tariffa prevista per le civili abitazioni. La questione sottoposta al vaglio dei Giudici salentini è stata ancora una volta quella della illegittimità di una cartella di pagamento emessa in violazione dell’art. 68 del D.Lgs. n. 507/97, posto che anche per i campeggi il Comune di Gallipoli avrebbe dovuto applicare la medesima tariffa prevista per le civili abitazioni, limitatamente alle superfici destinate alle unità abitative, con conseguente disapplicazione del regolamento comunale e della relativa delibera. Innanzitutto, per meglio chiarire i termini della questione, è opportuno partire dall’art. 62 del D. Lgs. 507 del 1993 che ha stabilito i presupposti applicativi del tributo in oggetto, individuandoli nella semplice occupazione o detenzione “di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti,…
GLI ATTI NOTORI DI TERZI NEL PROCESSO TRIBUTARIO. Avv. Maurizio Villani
I Crediti di imposta, alla luce della legge di Stabilità 2014. CLICK DAY – POSSIBILE INCOSTITUZIONALITA’
Equitalia e la notifica diretta per posta: passaggio obbligato dai soggetti abilitati. Avv. Maurizio Villani e Avv. Idalisa Lamorgese