Source: http://sistemieditoriali.it/catalogo/vse_sl12.htm
Timestamp: 2018-12-11 11:35:44+00:00
Document Index: 173606941

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 6']

SE/SL12 Sicurezza e analisi di rischio di incidenti rilevanti
Aggiornato al D.Lgs. 238/2005 e alla Direttiva 2003/105/CE (cosiddetta Seveso ter)
Utilizzo di software di modellazione
Valutazione della compatibilità territoriale dell'azienda
(9788851303402)
Il volume offre un quadro ordinato e completo in tema di sicurezza e analisi del rischio fornendo un rapido, seppur dettagliato, excursus normativo (dall'intervento comunitario che seguì al disastro di Seveso, agli aggiornamenti della terza direttiva Seveso 2003/105 ed al suo recepimento ad opera del legislatore italiano con il D.Lgs. 238/2005). Dopo aver definito gli obblighi amministrativi delle aziende e il ruolo e le modalità di controllo dei preposti, il testo definisce gli elaborati tecnici che le aziende devono sviluppare (il rapporto di sicurezza, la scheda di informazione, il piano di emergenza interno, il sistema di gestione della sicurezza etc.).
Ampio spazio, inoltre, è dedicato alle tecniche di analisi del rischio (What-if- Analysis, HazOp, Albero dei guasti etc.) ed alla quantificazione delle conseguenze, con esempi applicativi relativi ad ipotesi incidentali in grado di generare potenziali rischi per l'ambiente, per la salute e l'integrità degli addetti dell'attività produttiva e della popolazione presente nel territorio. In relazione a quest'ultimo aspetto si è illustrata la metodologia per la valutazione della compatibilità territoriale dell'azienda a rischio di incidente rilevante, passaggio indispensabile per una corretta pianificazione del territorio.
1 La normativa di settore - 1.1 Introduzione alla normativa in materia di rischi di incidenti rilevanti - 1.1.1 Premessa - 1.1.2 L’antefatto - 1.1.3 La direttiva “Seveso I” - 1.1.4 La direttiva “Seveso II” - 1.2 Il decreto legislativo 17 agosto 1999 n. 334: attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose - 1.2.1 Corpo normativo - 1.2.2 Riassunto sintetico degli adempimenti - 1.2.3 Altri adempimenti per nuovi stabilimenti e modifiche di esistenti - 1.2.4 Altri elementi del corpo normativo, competenze e procedure - 1.3 La direttiva comunitaria 2003/105/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2003 - 1.3.1 Innovazioni della direttiva 2003/105/CE “Seveso III” - 1.3.2 L’evoluzione che porta alla direttiva 2003/105/CE - 1.4 Il decreto legislativo 21 settembre 2005 n. 238: attuazione della direttiva 2003/105/CE che modifica la direttiva 96/82/CE sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose - 1.5 Sostanze specificate nell’allegato I del D.Lgs. 238/2005 ed effettuazione della verifica dei totali per categoria - 1.6 Classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi - 1.6.1 Le sostanze pericolose - 1.6.2 I preparati pericolosi - 1.6.3 Esempio applicativo: il caso dell’industria galvanica - 1.7 Legge regione Lombardia n. 19 del 23 novembre 2001 “Norme in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti” - 1.7.1 Costruzione di nuovi stabilimenti rientranti almeno in art. 6 del D.Lgs. 334/1999 con aggravio del rischio secondo il D.M. 9 agosto 2000 (art. 3) - 1.7.2 Stabilimenti ricadenti in art. 8 D.Lgs. 334/1999 e stabilimenti in cui si introducono modifiche con aggravio di rischio secondo il D.M. 9 agosto 2000 (art. 4) - 1.7.3 Stabilimenti ricadenti in art. 6 D.Lgs. 334/1999 e s.m.i. o modifiche senza aggravio di rischio (art. 5) - 1.7.4 Stabilimenti rientranti in art. 5, comma 3 D.Lgs. 334/1999 e s.m.i. (competenze delle Province – art. 8) - 1.8 Legge regione Emilia Romagna: D.G.R. 17 maggio 2004, n. 938 “Direttiva per l’applicazione dell’art. 6 della L.R. n.26 del 17 dicembre 2003, recante disposizioni in materia di pericoli rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose” - 1.9 Altre norme - 1.9.1 Decreto Ministero degli Interni sulla prevenzione incendi - 1.9.2 Decreto Ministero Ambiente sui porti industriali, commerciali e petroliferi - 1.9.3 Decreto Ministeriale 20/10/1998: scali terminali ferroviari - 1.9.4 Decreto Ministeriale del 20/10/1998 “Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai depositi di liquidi facilmente infiammabili e/o tossici” - 1.9.5 Decreto Ministeriale del 15/5/1996 “Criteri di analisi e valutazione dei rapporti di sicurezza relativi ai depositi di gas e petrolio liquefatto (GPL)”.
2 Adempimenti amministrativi - 2.1 Rapporto di Sicurezza - 2.1.1 Valutazione degli effetti e della gravità di danno (M) - 2.1.2 Valutazione dell’adeguatezza delle misure di sicurezza - 2.1.3 Definizione della compatibilità col territorio circostante - 2.1.4 Informazioni sul Sistema di Gestione della Sicurezza - 2.1.5 Sintesi del Piano di Emergenza Interno - 2.2 Scheda di informazione alla popolazione - 2.3 Nulla Osta Preliminare e Nulla Osta di Fattibilità - 2.4 Comitato Tecnico Regionale (CTR) e Comitato di Valutazione dei Rischi (CVR) - 2.5 Regioni e Province - 2.6 Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale - ARPA - 2.7 ISPESL - 2.8 Comando Vigili del Fuoco – VVF
3 Il sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti - 3.1 Aspetti generali - 3.2 Struttura del sistema di gestione della sicurezza - 3.3 Il documento della politica - 3.3.1 Contenuti e intenzioni del documento - 3.3.2 Esempio di Documento della Politica - 3.3.2.1 Scopo del Documento - 3.3.2.2. Principi generali - 3.3.2.3 Obiettivi - 3.3.2.4 Impegni per la prevenzione dei rischi di incidente rilevante - 3.4 Articolazione del sistema di gestione della sicurezza e del manuale - 3.4.1 Organizzazione e personale - 3.4.2 Identificazione e valutazione dei pericoli rilevanti - 3.4.3 Controllo operativo - 3.4.4 Gestione delle modifiche - 3.4.5 Pianificazione delle emergenze - 3.4.6 Controllo delle prestazioni - 3.4.7 Controllo e revisione (Audit) - 3.5 Piano di attuazione del sistema di gestione della sicurezza - 3.5.1 Riesame e revisione - 3.6 I principali sistemi di gestione della sicurezza e norme tecniche UNI - 3.6.1 Principali sistemi - 3.6.1.1 British Standard 8800 (BS 8800) - 3.6.1.2 OHSAS 18001 - 3.6.1.3 API RP 750 - 3.6.1.4 CCPS (Center for Chemical Process Safety) - 3.6.1.5 OSHA - 3.6.2 Norme tecniche - 3.6.2.1 Norma UNI 10616 - 3.6.2.2 Norma UNI 10617
4 Analisi di rischio - 4.1 Considerazioni introduttive - 4.2 Analisi storica - 4.3 What-if analysis - 4.3.1 Esempio di applicazione pratica del metodo What-if - 4.4 Check-list analysis - 4.5 Hazop - Hazard Operability Analysis - 4.5.1 Descrizione della tecnica - 4.5.2 Il team - 4.5.3 Il lavoro preparatorio - 4.5.4 Sviluppo dell’analisi - 4.6 FMEA - Failure mode and effect analysis - 4.7 Albero dei guasti - 4.7.1 Sviluppo dell’analisi - 4.7.2 La procedura - 4.8 Albero degli eventi - 4.8.1 Sviluppo dell’analisi - 4.8.2 Schema logico - 4.9 Conclusioni sulle tecniche di analisi
5 Calcolo delle conseguenze - 5.1 Introduzione - 5.2 Evoluzione temporale degli incidenti industriali - 5.3 Criteri di scelta dei modelli - 5.4 Evaporazione di liquidi infiammabili - 5.4.1 Bilancio di calore e di massa - 5.5 Dispersione di gas/vapori - 5.5.1 Introduzione - 5.5.2 Stabilità atmosferica - 5.5.3 Dispersione passiva - 5.5.3.1 Calcolo della massa di gas entro i limiti di infiammabilità - 5.5.4 Getti - 5.5.5 Innalzamento della nube di gas leggeri - 5.6 Irraggiamento - 5.6.1 Irraggiamento da liquido in fiamme o da nube/getti incendiati - 5.6.1.1 Potere emissivo reale - 5.6.1.2 Fattore di vista - 5.6.1.3 Trasmissività atmosferica - 5.6.2 Jet Fires - 5.6.2.1 Modelli semplificati - 5.6.2.2 Modello di Thornton - 5.6.3 Pool Fires - 5.6.4 BLEVE (Boiling Liquid Expanding Vapour Explosion) - 5.6.4.1 Diametro del Fireball - 5.6.4.2 Altezza del Fireball - 5.6.4.3 Durata del Fireball (Committee for the Prevention of Disasters, si veda il n. 29 della Bibliografia riportata al termine del Capitolo) - 5.6.4.4 Radiazione termica ricevuta - 5.7 Esplosioni - 5.7.1 Caratteristiche delle esplosioni - 5.7.1.1 Deflagrazione - 5.7.1.2 Detonazioni - 5.7.1.3 Dinamica di una esplosione di gas - 5.7.1.4 Onde di sovrapressione - 5.7.2 Modelli basati sull’equivalenza TNT - 5.7.3 Modelli basati sulla carica della miscela aria-combustibile - 5.7.3.1 Il modello Multi-Energy - 5.7.4 Esplosioni da polveri - 5.7.4.1 Contenimento della pressione - 5.7.4.2 Aperture di scoppio - 5.8 Scoppi e lanci di frammenti - 5.8.1 Fenomeno dello scoppio - 5.8.2 Calcolo dell’onda di sovrapressione - 5.8.3 Lancio di frammenti (balistica) - 5.9 Vulnerabilità - 5.9.1 Danni sull’uomo - 5.9.1.1 Irraggiamento - 5.9.1.2 Esplosioni - 5.9.1.3 Scoppi e lanci di frammenti - 5.9.2 Danni alle strutture - 5.9.2.1 Irraggiamento - 5.9.2.2 Esplosioni - 5.9.2.3 Scoppi e lanci di frammenti - Bibliografia specializzata nella modellistica - Appendice al Capitolo 5 - “Esempi di applicazione di software specifici” - Premessa - 1 Rilascio continuativo di sostanza tossica - 2 Rilascio istantaneo di sostanza tossica - 2.1 Rilascio diretto di sostanza con alta tensione di vapore - 2.2 Rilascio da recipiente di sostanza con alta tensione di vapore - 3 Rilascio di sostanza liquida infiammabile al suolo - 3.1 Formazione di nube infiammabile (FLASH FIRE) - 3.2 Incendio di pozza al suolo (pool fire) - 4. Rilascio di sostanza infiammabile in fase gassosa - 4.1 Formazione di nube infiammabile - 4.2 Calcolo dell’irraggiamento da jet-fire - 5 Esplosione di serbatoio di sostanza infiammabile liquefatta (BLEVE) - 6 Esplosione di nube (VCE) - 7 Rilascio di gasolio al suolo e trasporto in falda
6 Emergenza e compatibilità territoriale - 6.1 Considerazioni introduttive - 6.2 Quadro normativo - 6.2.1 Il D.M. 9 maggio 2001 - 6.2.2 Obblighi degli enti territoriali - 6.2.2.1 Coordinamento (Regione) - 6.2.2.2 Pianificazione territoriale (Provincia) - 6.2.2.3 Pianificazione urbanistica (Comune) - 6.3 Elaborato tecnico “Rischio di incidenti rilevanti” - 6.3.1 Contenuti dell’ERIR - 6.3.2 Individuazione degli elementi vulnerabili - 6.3.2.1 Elementi territoriali vulnerabili - 6.3.2.2 Elementi ambientali vulnerabili - 6.3.3 Determinazione delle aree di danno - 6.3.3.1 Radiazione termica stazionaria (POOL FIRE, JET FIRE) - 6.3.3.2 Radiazione termica variabile (BLEVE/Fireball) - 6.3.3.3 Radiazione termica istantanea (FLASH-FIRE) - 6.3.3.4 Onda di pressione (VCE) - 6.3.3.5 Proiezione di frammenti (VCE) - 6.3.3.6 Rilascio tossico - 6.4 Linee guida regione Lombardia - 6.4.1 Scelta delle sostanze/preparati di riferimento - 6.4.2 Punto di rilascio - 6.5 Compatibilità territoriale secondo le norme nazionali - 6.5.1 Compatibilità territoriale per i depositi di GPL ed i depositi di liquidi tossici/o infiammabili - 6.5.1.1 Descrizione generale del metodo ad indici - 6.5.2 Compatibilità territoriale per gli altri stabilimenti - 6.6 Compatibilità territoriale secondo le linee guida della regione Lombardia - 6.6.1 Individuazione dell’Indice di Sicurezza del Gestore (ISG) - 6.6.2 Compatibilità territoriale - 6.7 Considerazioni conclusive sull’applicazione dell’ERIR - 6.8 La pianificazione dell’emergenza nelle industrie a rischio di incidente rilevante - 6.8.1 Piano di Emergenza Interno (P.E.I.) - 6.8.2 Piano d’Emergenza Esterno (P.E.E.) - 6.8.2.1 Struttura e obiettivi - 6.8.2.2 Le comunicazioni - 6.8.2.3 Definizione dei livelli di allerta - 6.8.2.4 Esempio di indice di un Piano di Emergenza Esterno
Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334 — Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (Testo coordinato con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 238/2005, evidenziate in neretto)
Vincenzo Torretta, è docente di Sicurezza e analisi del rischio, Risci di incidenti rilevanti, Fenomeni di inquinamento e Ingegneria della sicurezza del lavoro e dell'ambiente presso l'Università dell'Insubria di Varese.