Source: https://www.laleggepertutti.it/290855_cassetta-sicurezza-ultime-sentenze
Timestamp: 2020-07-16 14:45:00+00:00
Document Index: 65804146

Matched Legal Cases: ['art. 1228', 'art. 1839', 'sentenza ', 'art. 322', 'art. 322', 'sentenza ']

Leggi le ultime sentenze su: cassette di sicurezza; contratti bancari; contratto di deposito beni in cassette di sicurezza; furto; responsabilità della banca; presunzioni semplici e prove testimoniali; caso fortuito; ammissibilità del giuramento estimatorio; violazione dell’obbligo di custodia; cointestazione di una cassetta di sicurezza; accertamento del diritto ad ottenere la liquidazione dell’intero massimale assicurativo.
Nell’ipotesi di sottrazione di beni custoditi nelle cassette di sicurezza, l’onere probatorio a carico della banca si estende fino al limite della dimostrazione dell’assenza di qualsiasi colpa e del caso fortuito.
1 Servizio di cassette di sicurezza: responsabilità della banca
2 Obbligo di custodia delle cassette di sicurezza
3 Sottrazione di beni dalle cassette di sicurezza
4 Furto dei beni custoditi in cassette di sicurezza bancarie
5 Risarcimento del danno a seguito di furto
6 Accertamento del valore della cosa
7 Confisca obbligatoria del profitto in forma specifica
8 Accertamento notificato agli eredi e rinuncia all’eredità
9 Cointestazione delle cassette di sicurezza
10 Cassetta di sicurezza e conto corrente bancario cointestati
11 Prova del caso fortuito
Servizio di cassette di sicurezza: responsabilità della banca
In merito alla responsabilità della banca per il servizio di cassette di sicurezza, l’essere rimasta ignota la causa del furto costituisce circostanza che, in questa sede, la banca non può invocare a propria discolpa, concorrendo, invece, la stessa a rendere manifesto il mancato assolvimento dell’onere probatorio posto a carico dell’appellante.
Per altro verso, all’esito degli accertamenti svolti in sede penale, è emerso il dato, ritenuto certo, per cui chi aveva agito si era avvalso della collaborazione di soggetti intranei all’istituto bancario. Circostanza, questa, che configura l’ulteriore profilo di responsabilità a carico della banca, ai sensi dell’art. 1228 c.c., per il fatto colposo o, come nel caso di specie, addirittura doloso del dipendente o ausiliario.
Corte appello Reggio Calabria, 12/03/2018, n.147
Obbligo di custodia delle cassette di sicurezza
Nel servizio bancario delle cassette di sicurezza, il rapporto contrattuale ha ad oggetto la sicurezza dei locali nei quali si trovano le cassette ed è la cassetta – e non i beni in essa immessi – l’oggetto dell’obbligo di custodia in capo alla banca; in caso di violazione dell’obbligo di custodia, la banca è esente da responsabilità solo per il caso fortuito, dovendosi considerare l’alto grado di professionalità e la diligenza nell’adempimento ragguagliabile alla condotta del “bonus argentarius”.
Tribunale Lucca, 25/03/2016, n.678
Sottrazione di beni dalle cassette di sicurezza
In caso di sottrazione di beni dalle cassette di sicurezza, la banca ha l’obbligo di dimostrare l’adozione di adeguati sistemi di sicurezza in relazione all’intera struttura attraverso la quale è possibile accedere alle cassette e non soltanto limitatamente ai locali in cui sono ubicate le stesse e non può limitarsi ad una generica dimostrazione dell’ordinaria diligenza, essendo esteso l’onere probatorio sino al limite della dimostrazione dell’assenza di qualsiasi colpa, ciò in quanto la prestazione alla quale è tenuta la banca ricade unicamente nella sua sfera di controllo; più precisamente, secondo il modello di responsabilità delineato dall’art. 1839 c.c., la banca, che presta il servizio di cassette di sicurezza, risponde dell’obbligazione di custodia ed idoneità dei locali e di integrità delle cassette, assunta con la conclusione del contratto, nei soli limiti in cui l’inadempimento della predetta obbligazione non sia imputabile al caso fortuito.
Corte appello Reggio Calabria, 21/01/2019, n.40
Furto dei beni custoditi in cassette di sicurezza bancarie
In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nell’ipotesi di sottrazione dei beni custoditi a seguito di furto, ricorrendo la responsabilità della banca, l’onere della prova del danno subito grava sull’utente, sebbene sia all’uopo ammissibile il ricorso a presunzioni semplici ed a prove testimoniali, risultando anzi esso doveroso, tanto da giustificare, in caso di omissione non adeguatamente motivata, la cassazione della relativa decisione, trattandosi di danni dei quali è estremamente difficile, se non impossibile, fornire la prova storica.
Cassazione civile sez. I, 27/07/2017, n.18637
Risarcimento del danno a seguito di furto
Cassazione civile sez. I, 09/10/2013, n.22922
Accertamento del valore della cosa
Nel giuramento estimatorio ciò che rileva è l’essenzialità dell’accertamento del valore della cosa in relazione al “petitum”, onde il giuramento può essere deferito anche per stabilire il valore di una cosa perduta o perita a causa dell’inadempimento di un’obbligazione strumentale alla sua conservazione e, dunque, per determinare il “tantundem” dovuto a fini risarcitori.
(In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto ammissibile il giuramento suddetto deferito per accertare, oltre al numero ed alla qualità, anche il valore dei gioielli custoditi presso una banca in una cassetta di sicurezza e trafugati durante una rapina).
Cassazione civile sez. I, 15/03/2016, n.5090
Confisca obbligatoria del profitto in forma specifica
Qualora il profitto tratto da uno dei reati indicati nell’art. 322 ter c.p. sia costituito dal danaro, il giudice – attesa la fungibilità del bene – deve disporre la confisca obbligatoria del profitto in forma specifica, ai sensi della prima parte del comma primo del citato art. 322 ter, e non la confisca per equivalente ai sensi della seconda parte del predetto comma.
(Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto legittima la qualificazione come confisca “diretta” dell’ablazione disposta con sentenza di patteggiamento per i reati di concussione e peculato, di somma contante rinvenuta e sequestrata nella cassetta di sicurezza della figlia dell’imputato, ritenuta prestanome di quest’ultimo).
Cassazione penale sez. VII, 12/11/2014, n.50482
Accertamento notificato agli eredi e rinuncia all’eredità
Non costituisce accettazione tacita dell’eredità e quindi non inficia la rinuncia all’eredità compiuta dai chiamati all’eredità, subito dopo il ricevimento della notifica di avviso di accertamento, l’avere in precedenza aperto una cassetta di sicurezza bancaria prelevandone, da parte del cointestatario, la metà dell’importo contenuto e neppure l’avere risposto a questionario in qualità di “erede” del contribuente così come avere ricevuto notifica dell’avviso di accertamento, indirizzato agli “eredi” del contribuente.
Comm. trib. reg. Brescia, (Lombardia) sez. LXVII, 03/06/2013, n.201
Cointestazione delle cassette di sicurezza
Cassetta di sicurezza e conto corrente bancario cointestati
In materia di locazione di cassette di sicurezza, la banca – in caso di furto – risponde verso l’utente per l’idoneità e la custodia dei locali nonché per l’integrità della cassetta, salvo il caso fortuito: la banca, quindi, può liberarsi solo dando prova positiva del caso fortuito non anche dimostrando la non imputabilità a titolo di dolo o colpa.
Tribunale Reggio Calabria sez. II, 03/05/2013