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Timestamp: 2018-04-23 06:36:38+00:00
Document Index: 73993905

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.30', 'art.31', 'art.18', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 13', 'art.3', 'art.2', 'art.13', 'art. 18', 'art.13', 'art. 12', 'art.39', 'art.39']

REGOLAMENTO EDILIZIO. COMUNE DI SAN CARLO CANAVESE Provincia di Torino. Legge Regionale del Piemonte n.19/99 - PDF
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1 COMUNE DI SAN CARLO CANAVESE Provincia di Torino Legge Regionale del Piemonte n.19/99 REGOLAMENTO EDILIZIO PROGETTISTI: arch. Matteo Cafasso arch. Paolo Ferrero arch. Raffaella Gambino arch. Francesco Lano SINDACO: SEGRETARIO COMUNALE: DATA:
2 INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI 5 Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) 5 Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia 5 Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia 6 Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia 6 TITOLO II - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI 8 Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) 8 Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 8 Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale 9 Art. 8 Rilascio del permesso di costruire 10 Art. 9 Diniego del permesso di costruire 11 Art.10 Comunicazione dell'inizio dei lavori 11 Art. 11 Voltura del permesso di costruire 12 Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità 12 TITOLO III - PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI 13 Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 13 Art. 14 Altezza della costruzione (H) 13 Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np) 14 Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 14 Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) 14 Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 14 Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) 15 Art. 20 Volume della costruzione (V) 15 Art. 21 Superficie fondiaria (Sf) 16 Art. 22 Superficie territoriale (St) 16 Art. 23 Rapporto di copertura (Rc) 16 Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 16 Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 16 2
3 Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) 16 Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It) 16 Art. 27 bis Disposizione transitoria 16 TITOLO IV - INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI 17 Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione 17 Art. 29 Allineamenti 17 Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde 17 Art. 31 Requisiti delle costruzioni 18 Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni 19 Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private 20 Art. 34 Interventi urgenti 21 Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione 21 TITOLO V - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI 23 Art. 36 Altezza interna dei locali abitabili residenziali e ad uso pubblico 23 Art. 37 Antenne 24 Art. 38 Chioschi, edicole, mezzi pubblicitari e strutture annesse ad esercizi pubblici 24 Art. 39 Coperture, abbaini, terrazzini, canali di gronda e pluviali 25 Art. 39bis Impianti tecnologici per l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e altri impianti ad uso domestico 26 Art.40 Cortili e cavedi 28 Art. 41 Intercapedini e griglie di aerazione 28 Art. 42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni 29 Art. 43 Muri di sostegno 29 Art.44 Numeri civici 30 Art. 45 Parapetti e ringhiere 30 Art. 46 Passaggi pedonali e marciapiedi 31 Art. 47 Passi carrabili 31 Art. 48 Piste ciclabili 32 Art. 49 Porticati, loggiati e "pilotis" 32 Art. 50 Prefabbricati 33 Art. 51 Rampe 33 3
4 Art. 52 Recinzioni e cancelli 34 Art. 53 Serramenti 35 Art. 54 Servitù pubbliche 35 Art. 55 Soppalchi 36 Art. 56 Sporgenze fisse e mobili 36 Art. 57 Strade pubbliche e private 37 Art. 58 Terrazzi, verande 38 Art. 58bis Serre attrezzature per orti e giardini 38 TITOLO VI - ESECUZIONE DELLE OPERE 40 Art. 59 Prescrizioni generali 40 Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi 40 Art. 61 Disciplina del cantiere 40 Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie 41 Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali 42 Art.64 Scavi e demolizioni 42 Art. 65 Rinvenimenti 43 Art. 66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici 43 TITOLO VII - VIGILANZA E SANZIONI 44 Art. 67 Vigilanza e coercizione 44 Art. 68 Violazione del regolamento e sanzioni 44 TITOLO VIII - DISPOSIZIONI FINALI 45 Art. 69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali 45 Art.70 Deroghe 45 ALLEGATI MODULISTICA 46 APPENDICE ALL'ART Specificazioni delle esigenze indicate all'art Elenco delle principali disposizioni riferibili alle esigenze indicate all'art Adempimenti in ottemperanza alle normative di sicurezza, di contenimento dei consumi energetici, di prevenzione degli incendi 53 ESTREMI DI APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO 55 4
5 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) 1. Il Regolamento Edilizio, in conformità con quanto disposto all'art. 2 della legge regionale 8 luglio1999, n. 19 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 Tutela ed uso del suolo ), disciplina su tutto il territorio comunale e per tutti gli interventi edilizi: a) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia; b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; c) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; d) l'inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; e) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; f) l'esercizio dell'attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni. 2. Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia 1. La Commissione Edilizia è l'organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico ed edilizio. 2. La Commissione è composta da n.7 componenti, eletti dal Consiglio comunale dei quali n.5 proposti dalla maggioranza e n.2 dalle minoranze. La commissione elegge al suo interno il Presidente. 3. I membri elettivi sono scelti dal Consiglio fra i cittadini di maggiore età, ammessi all'esercizio dei diritti politici, che abbiano competenza, provata dal possesso almeno di diploma di scuola secondaria superiore, e dimostrabile esperienza nelle materie attinenti all'architettura, all'urbanistica, all'attività edilizia, all'ambiente, allo studio ed alla gestione dei suoli; un congruo numero di membri elettivi dovrà essere in possesso di diploma di laurea. A tal fine il Consiglio individua i membri della Commissione tenendo conto che almeno uno dei componenti sia un tecnico con specifica competenza ed esperienza in materia di valori ambientali-paesaggistici e di tutela degli stessi. 4. Non possono far parte della Commissione contemporaneamente i fratelli, gli ascendenti, i discendenti, gli affini di primo grado, l'adottante e l'adottato; parimenti non possono far parte della Commissione i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, Organi o Istituti, devono esprimere pareri obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione. 5. La Commissione resta in carica fino al rinnovo del Consiglio comunale che l'ha eletta: pertanto, al momento dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 6. I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che il Consiglio comunale non li abbia sostituiti. 7. I componenti della Commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 5
6 8. La decadenza è dichiarata dal Consiglio comunale. 9. I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dichiara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia 1. La Commissione esprime parere preventivo, obbligatorio (tranne nei casi in cui le leggi dispongono diversamente), non vincolante, per: a) interventi e loro varianti subordinati obbligatoriamente al rilascio di permessi di costruire secondo le norme vigenti; b) interventi o modalità di intervento ove specificamente richiesto dalle Norme Tecniche del PRG; c) interventi per l rilascio di concessioni cimiteriali per la realizzazione di tombe e monumenti funerari; d) assunzione di provvedimenti di annullamento o revoca di atti di assenso rilasciati; e) strumenti urbanistici, generali ed esecutivi, e loro varianti. 2. L'Autorità competente all'emanazione del provvedimento, qualora ritenga di doversi pronunciare in difformità dal parere di cui al precedente comma, ha l'obbligo di motivare il proprio dissenso. 3. Il Sindaco o l'assessore delegato, la Giunta, il Consiglio comunale e il responsabile dell'ufficio Tecnico - ciascuno nell'ambito delle proprie competenze - hanno facoltà di richiedere pareri alla Commissione in materia di: a) convenzioni; b) regolamenti edilizi e loro modifiche; c) modalità di applicazione degli oneri di legge; d) progetti di opere pubbliche. Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia 1. La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente una volta al mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. 2. Il Sindaco designa il funzionario chiamato a svolgere le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto. 3. Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all'esame della Commissione stessa. 4. I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall'assistere all'esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall'aula; dell'osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma Vi è interesse all'argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell'intervento; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di permesso di costruire; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull'immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dall'intervento sottoposto all'esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell'opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6. La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall'ufficio comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7. La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha 6
7 facoltà di richiedere al Sindaco di poter sentire uno o più esperti in specifiche materie; ha altresì facoltà - con le stesse modalità decisionali - di convocare e sentire i richiedenti le concessioni e le autorizzazioni, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8. La Commissione deve sempre motivare l'espressione del proprio parere, anche in relazione alle risultanze della relazione istruttoria. 9. Il Segretario della Commissione redige il verbale della seduta su registro o su schede preventivamente numerate e vidimate mediante il bollo del Comune e la firma del Segretario comunale. 10. Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all'istruttoria della pratica o all'argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori; l'esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 11. Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti ed è allegato in copia agli atti relativi al permesso di costruire. 7
8 TITOLO II - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) 1. La richiesta del certificato urbanistico (C.U.) può essere formulata dal proprietario o dal titolare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce, inoltre in allegato deve contenere estratto di mappa del Catasto Terreni (nonché di eventuali tipi di frazionamento non introdotti), nel quale sia evidenziato l'immobile interessato, con la dichiarazione che lo stesso, così come indicato sull'estratto di mappa, corrisponde, nella rappresentazione planimetrica, allo stato attuale. 2. Il certificato urbanistico è rilasciato dall'autorità comunale entro sessanta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) i tipi e le modalità d'intervento consentiti; d) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; e) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni; f) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1. La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) può essere formulata dal proprietario o dal possessore dell'area interessata; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce, inoltre in allegato deve contenere estratto di mappa del Catasto Terreni (nonché di eventuali tipi di frazionamento non introdotti), nel quale sia evidenziato l'immobile interessato, con la dichiarazione che lo stesso, così come indicato sull'estratto di mappa, corrisponde nella rappresentazione planimetrica, allo stato attuale. 2. Il C.D.U. è rilasciato dall'autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) le modalità d'intervento consentite; d) la capacità edificatoria consentita; e) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e conserva validità per un anno dalla data del rilascio, salvo che intervengano modificazioni degli strumenti urbanistici. 4. Ai fini di cui all art.30 DPR 380/2001, in caso di mancato rilascio nel termine, il C.D.U. può essere sostituito dalla dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti che attesti l'avvenuta presentazione della domanda di rilascio e che precisi la destinazione urbanistica dell'area secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, oppure l'inesistenza di questi, o che specifichi, infine, se l'area è sottoposta, o meno, a strumento urbanistico esecutivo ad opera del PRG vigente. 8
9 Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale 1. Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l'uso o il godimento di entità immobiliari con l'anzidetta facoltà, richiede all'autorità comunale il permesso di costruire, per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili. 2. La richiesta di permesso di costruire, a seconda della differente casistica di applicazione, di cui alla vigente normativa in materia è composta dei seguenti atti: a) domanda indirizzata all'autorità comunale contenente: generalità del richiedente; numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; b) documento comprovante la proprietà o l'altro titolo che abilita a richiedere l'atto di assenso edilizio a norma di legge; c) progetto municipale. 3. Qualora il richiedente intenda obbligarsi all'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2, lett. a), deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 4. Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: a) estratto della mappa catastale; b) estratti degli elaborati del PRG e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento; c) rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d'intervento, a scala non minore di 1:500, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell'esistente (in scala 1:20-1:50-1:100-1:200, se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, e non minori della scala 1:100 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo;), con specificazione delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica particolarmente dettagliate per gli edifici vincolati specificamente o afferenti alle aree di impianto storico del PRG. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo devono essere riportate le quote di imposta e di colmo della copertura; d) specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; e) documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente; f) simulazione fotografica o schizzi prospettici equivalenti dell'inserimento del progetto nella situazione esistente con riferimento sia alle aree o edifici immediatamente adiacenti, sia ai punti di vista di maggior significato paesistico (strade panoramiche, punti panoramici) con particolare attenzione nel caso interventi a forte impatto dimensionale o tipologico. Tale documentazione dovrà essere concordata con l'ufficio Tecnico Comunale in relazione alla scelta dei punti di vista; g) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.). piante, sezioni, prospetti (in scala non inferiore all 1:100 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: 1. le piante sono redatte per ogni piano (se diversi l uno dall altro), dall'interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d'uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; 2. le sezioni, almeno due, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato; 9
10 3. i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui; 4. i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori e, nel caso di interventi su beni vincolati, devono consentire il confronto con le preesistenze sulla base della documentazione fotografica e iconografica di cui al precedente punto c; 5. nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso, nel caso di varianti le indicazioni saranno per le opere non realizzate in colore blu e le demolizioni non realizzate in verde; 6. nel caso di intervento di nuova costruzione, ampliamento o ristrutturazione completa gli elaborati devono essere estesi all intero lotto di pertinenza e agli utilizzi dei lotti limitrofi lungo i confini, con specificazione nel lotto di pertinenza del trattamento dell uso del suolo, delle piantumazioni e delle eventuali parti in interrato esistenti o previste; 7. schede dei materiali utilizzati per l intervento nel caso dei restauri conservativi. i) relazione tecnico-illustrativa, redatta secondo il modello allegato al presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative del PRG e del presente Regolamento, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici. Per gli interventi per sole opere interne in fabbricati non soggetti a vincoli di tutela specifici: la documentazione comprenderà gli elaborati di cui al precedente comma 4 alle lettere: a), b), c) ed e) relativamente alle sole parti interne, g) escludendo i punti 3,6,7 e 4, ed i). In casi diversi quali: scavi e reinterri, interventi relativi ad opere di urbanizzazione primaria o comunque di tipo infrastrutturale o tecnologico, demolizioni con o senza ricostruzione, recinzioni, marciapiedi e muri di sostegno ed eventuali altri non contemplati, la documentazione verrà concordata con l Ufficio Tecnico. 5. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti dalle Norme di Attuazione per gli aspetti idrogeologici o da norme e leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità di cui all art.31 e relativa appendice. 6. Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7. La richiesta di variante al permesso di costruire segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale della variante deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all'originaria stesura. 8. La richiesta del titolo abilitativo decade automaticamente ove: a fronte di richiesta di integrazione alla documentazione da parte degli uffici, tale integrazione non venga prodotta nel periodo indicato dalla richiesta comunale; a fronte di una comunicazione degli uffici di permesso di costruzione rilasciabile, il richiedente non provveda entro un anno al suo ritiro; sono comunque fatti salvi i tempi intercorsi per l ottenimento di eventuali pareri da rilasciare da parte di altri enti nonché per pareri relativi a subprocedimenti attivati dalla Amministrazione Comunale al suo interno. Art. 8 Rilascio del permesso di costruire 1. I permessi di costruire sono rilasciati dall'autorità comunale in forma scritta e sono redatti secondo il modello allegato al presente Regolamento. 2. I permessi di costruire rilasciati sono pubblicati all'albo pretorio del Comune e sono annotati nell'apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 10
11 3. I permessi di costruire devono contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico delle domande dei permessi di costruire); b) il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dall'autorità comunale, è allegato al permesso di costruire, della quale costituisce parte integrante; c) l'indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d'uso; d) l'identificazione catastale dell'immobile oggetto dell'intervento, la sua ubicazione (località, via, numero civico), il riferimento all'area urbanistica nella quale l'immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l'atto di assenso edilizio; f) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell'atto; in quest'ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; g) il riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; h) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione degli oneri di legge; i) negli atti di assenso edilizio onerosi, l'entità e le modalità di riscossione degli oneri di legge e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; j) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità; k) il riferimento all'eventuale atto con il quale il richiedente assume l'impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad esse relativa) e l'assenso ad eseguire dette opere; l) le modalità dell'eventuale cessione al Comune, o dell'assoggettamento ad uso pubblico, delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; m) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; n) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all'inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere; p) le condizioni e le modalità esecutive imposte al permesso di costruire; q) il riferimento alla convenzione o all'atto di obbligo, qualora il rilascio dell'atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d'obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l'atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 9 Diniego del permesso di costruire 1. Il diniego del permesso di costruire è assunto dall'autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, della Commissione Edilizia. 2. Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del permesso di costruire. 3. Il provvedimento di diniego è notificato al richiedente. Art.10 Comunicazione dell'inizio dei lavori 1. Il titolare del permesso di costruire deve comunicare con atto scritto all'autorità comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l'inizio stesso. 2. La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente regolamento e deve menzionare: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti; b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. 3. Qualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere resa nota al Comune, a cura del titolare del permesso di costruire, entro il termine di giorni otto dall'avvenuta variazione. 11
12 4. Per le nuove costruzioni, gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita visita intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e planimetriche, prima o al momento dell'inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5. Qualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l'autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 6. La comunicazione di inizio lavori deve essere preceduta dalla consegna della documentazione relativa agli operatori responsabili dell esecuzione dei lavori per quanto riguarda la regolarità contributiva con i tempi e le modalità previste ai sensi della vigente normativa. Art. 11 Voltura del permesso di costruire 1. Il trasferimento del titolo abilitativo ad altro titolare (voltura) deve essere richiesto all'autorità comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2. L'istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l'avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo del titolo abilitativo. 3. La voltura del titolo abilitativo è rilasciata entro 30 giorni dal deposito della relativa istanza. 4. Qualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, l'autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità 1. Entro il termine per la conclusione dei lavori, l intestatario del titolo abilitativo deve comunicare all'autorità comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l'ultimazione dei lavori di esecuzione dell'opera assentita. I lavori non ultimati nel termine previsto verranno realizzati previa richiesta di nuovo titolo abilitativo. 2. Contestualmente, nel rispetto dei termini di legge, il proprietario richiede all'autorità comunale, se dovuto, il certificato di agibilità, con le procedure e gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti. 3. La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento. 12
13 TITOLO III - PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 1. Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso - ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. 3. L'ultimo solaio è quello che sovrasta l'ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili - con esclusione dei volumi tecnici. I locali sottotetto considerati come non agibili (di cui all art.18 comma2) devono essere compresi in sagome di copertura che presentino la quota fra l estradosso dell ultimo solaio ed il punto di imposta dell intradosso del solaio inclinato di copertura, misurato sul piano verticale coincidente con il filo perimetrale interno di fabbricazione, non superiore a 50 cm e inclinazione del solaio di copertura massima di Il filo di gronda è dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5. La linea di spiccato è data dall'intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, solo se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. Il terreno sistemato, ai fini della definizione della linea di spiccato, ammette modellazioni minime che prevedano abbassamenti o riporti non superiori ai 50 cm e pendenze dello stesso non superiori al 10%, fatte salve indicazioni specifiche di tipo idrogeologico. 6. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. art. 18), al netto di eventuali soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l'altezza di ciascun fronte. 7. Dal computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative, eventualmente contenute entro involucri edilizi che comprendono gli spazi strettamente necessari alla loro manutenzione; i maggiori spessori dei solai di copertura o interpiano fino a 10 cm oltre il valore ordinario fissato in 30 cm, conseguenti all adozione di misure per il contenimento energetico debitamente documentate in sede progettuale. Art. 14 Altezza della costruzione (H) 1. L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 13. Per costruzioni particolari in cui non siano definibili i fronti l altezza è misurata dal punto più in alto in assoluto. 13
14 Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np) 1. Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati tali - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell'edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 2. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell'intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perimetrali (definite ex art. 13, comma 5), nonché gli eventuali soppalchi. Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 1. Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i "bow window", le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. 3. La distanza tra: (*) a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un'altra costruzione (D), b) filo di fabbricazione di una costruzione e linea di confine della proprietà (Dc), c) filo di fabbricazione di una costruzione e confine di una strada ai sensi di quanto definito nel "Nuovo Codice della strada" all art.3 punto 10 o, in assenza di questo, ciglio di una strada (Ds) ai sensi dell'art.2 del D.M.1404/1968, è rappresentata dal raggio della minima circonferenza avente centro in uno dei due elementi e tangente all altro. a) filo di fabbricazione di una costruzione e il filo di fabbricazione di un altra costruzione frontistante (D), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale congiungente i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine di proprietà (Dc), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante; c) filo di fabbricazione di una costruzione e una strada (Ds), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada o, in assenza di questo, il ciglio di una strada. Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) 1. La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati [m 2 ], della proiezione orizzontale dell'intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow window", i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. 2. Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi e i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione. Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 1. La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili lorde di (*) comma modificato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 36 del 28/10/2011 a recepimento della Deliberazione di Consiglio Regionale n del 08/07/
15 tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 2. Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande (intese come parti dell edificio chiuse anche solo da serramenti); b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala (intendendo per vano scala uno spazio riconoscibile destinato ad accogliere la struttura della scala), ai vani degli ascensori, ed alle intercapedini interrate per un massimo sul totale dei piani del 15% della SUL delle unità immobiliari servite; d) ai porticati entro il 30% della Sc ed esterni alla stessa, ai "pilotis", alle logge rientranti, ai balconi, ai terrazzi, chiusi per meno del 50% della superficie perimetrale; e) agli spazi adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali, nel rispetto della legislazione di settore e nei limiti delle prescrizioni tipologiche o di zona del PRG; f) ai locali cantina entro la dimensione massima definita dal perimetro esterno del fabbricato; g) alle soffitte con vincolo pertinenziale a unità immobiliari residenziali, purchè rispondenti ai requisiti di cui alla successiva lettera h) con il limite complessivo per ogni unità immobiliare del 30% della Sul (comprensivo di locali di collegamento). Tali locali devono avere accesso diretto dal corpo scala comune alle unità immobiliari. h) ai locali sottotetto non abitabili o non agibili considerando come tali quelli che presentino le seguenti caratteristiche: - siano compresi nel profilo della sagoma del tetto di cui all art.13 c. 3; - non abbiano una superficie aereo-illuminante superiore ad 1/16 della SLP; - non presentino tramezzature interne esistenti o in progetto. i) ai cavedi; j) ai maggiori spessori delle murature esterne rispetto ad un valore di riferimento pari a 30 cm conseguente all adozione di misure per il contenimento energetico opportunamente documentate in sede di progetto. Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1. La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili nette di utti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all'art. 18, tutte le superfici non destinate al calpestio. 2. Le soglie di passaggio da un vano all'altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Art. 20 Volume della costruzione (V) 1. Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m 3 ], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l'altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore e con le esclusioni di cui all art.13 c Per l'ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l'altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l'estradosso dell'ultimo solaio o in sua assenza l estradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l'altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell'art
16 Art. 21 Superficie fondiaria (Sf) 1. E' l'area del terreno asservita e/o asservibile alle costruzioni realizzate e/o realizzabili, misurata in metri quadrati [m 2 ], al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Art. 22 Superficie territoriale (St) 1. E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m 2 ], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Art. 23 Rapporto di copertura (Rc) 1. Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [%], tra la superficie coperta dalle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla superficie fondiaria. Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1. L'indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 2 ]/[m 2 ]. Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1. L'indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 2 ]/[m 2 ]. Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1. L'indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie fondiaria (If = V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 3 ]/[m 2 ]. Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It) 1. L'indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie territoriale (It = V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 3 ]/[m 2 ]. Art. 27 bis Disposizione transitoria (*) 1. Fino all'adeguamento previsto dall'art. 12, comma 5, della legge regionale 8 luglio 1999 n. 19, in luogo delle definizioni dei precedenti articoli 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27 continuano ad essere vigenti le disposizioni contenute nel Piano Regolatore Generale vigente. (*) Articolo stralciato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 36 del 28/10/
17 TITOLO IV - INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione 1. E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di materiali insalubri (immondizie, letame, residui organici, ecc.), se non dopo aver risanato il sottosuolo corrispondente. 2. Il giudizio concernente l'opera di risanamento è dato dall'organo competente in materia igienico-sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari, i cui oneri sono a carico del richiedente. 3. Se il terreno da edificare è umido e/o soggetto alle infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad impedire che l'umidità si trasmetta dalle fondazioni alle murature e/o alle strutture sovrastanti. 4. In ogni caso devono essere adottate soluzioni costruttive tali da impedire la risalita dell'acqua per capillarità e le parti murarie dei locali sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini. 5. I pavimenti non devono appoggiare direttamente sul terreno e l'edificio deve essere isolato dal suolo mediante vespaio di altezza non inferiore a 0,30 m, ventilato tramite condotti sfocianti in bocchette di aereazione. 6. Il pavimento del piano terreno deve essere situato ad una quota superiore rispetto al piano del marciapiede esterno alla soglia di accesso. 7. Possono essere ammesse, su conforme parere del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente in materia ovvero su asseverazione del progettista, soluzioni tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la protezione dall'umidità e dalle infiltrazioni di acqua, soprattutto nel caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente. 8. Il solaio dei locali, abitabili e non, deve sempre essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico. 9. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che emettono sorgenti radioattive nocive alla salute. E vietato utilizzare materiali che emettono radiazioni in quantità nocive alla salute. Art. 29 Allineamenti 1. L'allineamento con edifici o manufatti preesistenti è quello riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che, per garantire il rispetto dell'unitarietà compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto ad una cortina più avanzata, in coerenza con quanto stabilito localmente nelle prescrizioni del PRG. Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde 1. La conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, sia sulla proprietà pubblica sia su quella privata, sono riconosciute quali fattori di qualificazione ambientale in base ai parametri e agli indirizzi del PRG. 2. L Autorità comunale, con ordinanza o con esplicita condizione apposta agli atti di assenso relativi a procedimenti edilizi, può imporre la piantumazione di alberi, arbusti, siepi o la creazione di superfici arboree su aree di proprietà privata fronteggianti spazi pubblici in base alle prescrizioni del PRG e secondo le indicazioni di cui ai commi seguenti.
18 3. Fatte salve le indicazioni quantitative del PRG, tutte le aree a verde privato o pubblico, sia in zona residenziale che produttiva, che siano soggette ad interventi trasformativi specifici o che siano pertinenziali ad immobili oggetto di interventi complessivi eccedenti la manutenzione straordinaria, verranno sistemate in base ad apposito progetto, contestualmente all immobile cui afferiscono. Le indicazioni qualitative cui fare riferimento sono le seguenti: conservazione di alberature, filari, macchie o sistemazioni a giardino di valore storico/testimoniale, di importanza ecologica o comunque di consolidata presenza nel contesto ambientale e compensazione e/o ripristino delle condizioni ambientali originali in caso di diminuzione della naturalità, connessa ad interventi edilizi di forte impatto, mediante miglioramento ambientale valutato in relazione al contesto di appartenenza; utilizzo di specie arboreo-arbustive autoctone con puntuale riferimento alle preesistenze del contesto di appartenenza, in particolare in sede di formazione di filari o siepi; utilizzo di essenze arboreo-arbustive idonee alla riduzione dell impatto visivo e/o acustico nel caso di sistemazione di fasce filtro in zone produttive; conservazione e/o potenziamento delle aree verdi tenute a coltivo (orti familiari); eliminazione delle superfetazioni edificate (baracche, bassi fabbricati precari), con eventuale recupero alle condizioni ammesse dal PRG; conservazione delle parti pavimentate di impianto storico, con particolare attenzione ai percorsi, e con eventuale integrazione con materiali coerenti ; utilizzo per le parti da pavimentare di soluzioni preferibilmente drenanti (prati armati, ghiaia, terra stabilizzata, autobloccanti a verde) con esclusione di manti bituminosi e platee in cemento, fatte salve le sole aree di manovra autorizzate per le zone produttive; definizione e predisposizione del sistema di raccolta e di drenaggio della acque superficiali raccordato alla rete superficiale esterna o alla rete fognaria. 4. E' fatto obbligo ai proprietari di alberi, o di altra vegetazione adiacente alla via pubblica, di effettuare i tagli necessari affinché non sia intralciata la viabilità veicolare e pedonale, o compromessa la leggibilità della segnaletica, la visione di eventuali specchi riflettenti e la visibilità della carreggiata. La vegetazione può oltrepassare il limite fra la proprietà ed il sedime stradale solo quando l'aggetto dei rami sia a quota superiore a 4,50 m. rispetto al medesimo. 5. Qualora, per qualsiasi causa, cadano sul piano stradale alberi, arbusti o ramaglie afferenti a terreni privati il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile a sue spese, ferma restando la responsabilità degli eventuali danni arrecati. 6. L Autorità comunale, può imporre, con ordinanza, il taglio di alberi ed arbusti che costituiscano potenziali situazioni di pericolo per l'integrità delle reti impiantistiche o che rappresentino insuperabile ostacolo per la loro realizzazione. Art. 31 Requisiti delle costruzioni 1. Chiunque diriga ed esegua lavori di realizzazione di manufatti edilizi, di costruzione di nuovi fabbricati, di ristrutturazione, restauro e manutenzione di fabbricati esistenti, di installazione o modifica di impianti tecnologici a servizio dei fabbricati, di installazione o modifica di impianti destinati ad attività produttive all'interno dei fabbricati od in aree ad essi pertinenti, deve provvedere, sotto personale responsabilità, che le opere siano compiute a regola d'arte e rispondano alle norme di sicurezza e di igiene prescritte dalle leggi, dai regolamenti e dalle direttive in vigore. 2. Le norme di settore alle quali debbono conformarsi i requisiti tecnici e prestazionali degli interventi edilizi, da documentare, in base alle specifiche procedure delle diverse normative, mediante progetti esecutivi e/o con attestati di regolare esecuzione redatti dai tecnici abilitati e certificazioni di congruenza alle norme vigenti, sono riferite alle sotto riportate esigenze di: a) resistenza meccanica e stabilità; b) sicurezza in caso di incendio; c) tutela dell'igiene, della salute e dell'ambiente; d) sicurezza nell'impiego; e) protezione contro il rumore; f) risparmio energetico e ritenzione del calore; 18
19 g) facilità di accesso, fruibilità e disponibilità di spazi ed attrezzature; h) sicurezza idrogeologica; i) protezione dall inquinamento elettromagnetico. 3. Se per il soddisfacimento dei requisiti, le vigenti norme impongono di procedere a deposito di atti, approvazione di progetti, collaudi, controlli finali o altro, presso istituzioni pubbliche diverse dal Comune, il professionista incaricato ai fini della conformità ai suddetti requisiti deve comunicare all Autorità comunale gli estremi dei relativi atti e la denominazione dell'ufficio pubblico competente. 4. Nel caso di approvazione condizionata, soggetta a prescrizione, il professionista incaricato ai fini della conformità al requisito deve produrre copia del documento rilasciato dal pubblico ufficio competente, riportante per esteso le condizioni imposte; il Comune, in sede di controllo, ha facoltà di richiedere copia completa della pratica presentata presso l'ufficio suddetto. 5. Per quanto riguarda i requisiti igienico-sanitari delle abitazioni e dei locali con permanenza di persone ad altri usi adibiti, vengono fatte salve integralmente le prescrizioni di cui al Regolamento d igiene. Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni 1. Tutte le costruzioni devono essere inserite armonicamente nel contesto ambientale sulla base del principio di adattamento dell'edificio al terreno e non viceversa. Pertanto occorrerà valutare attentamente in sede progettuale i seguenti aspetti: a) la posizione e l'eventuale aggregazione volumetrica più conveniente per limitare il consumo di territorio; b) prevedere la disposizione dei fabbricati in relazione al più razionale sistema di accesso dalle strade pubbliche; c) articolare la forma e la geometria dei nuovi fabbricati in relazione alla morfologia del sito, privilegiando volumi e schemi distributivi semplici. 2. In generale tutti i fabbricati di nuova costruzione o soggetti a ricostruzione, a recupero o ampliamento, devono armonizzare nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture con gli edifici circostanti, in particolare con quelli costituenti matrice ambientale, anche senza essere necessariamente simili a questi, nonché inserirsi convenientemente nell'ambiente urbano o naturale in ordine alle seguenti indicazioni: rispettando la tipologia insediativa del contesto, gli orientamenti e gli allineamenti prioritari ed il sistema degli accessi originali; evitando o riducendo le modifiche allo skyline dell insediamento esistente e valutandone la percepibilità dai principali punti di vista o percorsi; progettando le pertinenze, anche non edificate, in sintonia con i caratteri preesistenti preservando l'unità degli spazi comuni, anche nel caso di frazionamenti della proprietà e la salvaguardia delle preesistenze arboree o a verde; controllando la collocazione dei volumi minori o accessori connettendoli armonicamente al fabbricato principale. 3. Gli elementi che concorrono maggiormente alla definizione volumetrica dell'edificio sono: facciate, coperture, rapporti pieni-vuoti delle aperture e apparato decorativo. Allo scopo di raggiungere un adeguato inserimento ambientale occorrerà rispettare, per l edificato residenziale, i seguenti criteri generali: continuità e completezza dei materiali delle facciate privilegiando in tutti i casi l'uso di intonaci lisci, o in subordine, di mattoni a vista di colore naturale con giunti rasi di colore grigio. L'uso del mattone paramano è consentito esclusivamente al di fuori delle aree di impianto storico, come individuate nel PRG. Eventuali zoccolature alte fino ad un massimo di 80 cm potranno essere realizzate con lastre o conci di pietra o in rilievo ad intonaco decorato; coperture a falde con le caratteristiche tipologiche di cui al successivo art.39, connotate da geometrie semplici, senza interruzioni delle falde ne immotivate presenze di aperture o volumi fuori sagoma; rapporto pieni-vuoti delle aperture di facciata equilibrato, con scansioni regolari, prevalenza dei pieni, dimensioni prevalentemente rettangolari poste verticalmente, oscuramento ad anta piena o persiana, salvo quanto detto al successivo art
20 Per quanto riguarda l edificato produttivo (artigianale/industriale), i criteri saranno : uso di articolazioni volumetriche semplici, con prospetti coerentemente definiti e allineati su un unico piano, senza rilevanti rientranze aggetti o modellazioni particolari; coperture a falde, anche con pendenze contenute, di cui al successivo art.39; disposizione e dimensionamento delle aperture articolate modularmente ed ordinatamente, escludendo, salvo che per fondati motivi tecnici, finestrature a nastro nelle situazioni isolate o inserite in contesti residenziali e/o agricoli; uso di materiali che privilegino le finiture superficiali semplici a colori chiari senza elementi pubblicitari o decorativi di elevato impatto visivo, con esclusione di rivestimenti plastici, ceramici, lignei. Per quanto riguarda l edificato di servizio dell attività agricola, i criteri saranno : uso di tipologie edilizie preferibilmente non prefabbricate e, ove indispensabili, limitandosi a singole componenti o a soluzioni tipologicamente compatibili con l impianto edilizio tradizionale; conservazione dei rapporti volumetrici e dimensionali relativi alle preesistenze o in assenza di queste, del contesto edificato di appartenenza; rapporto pieni-vuoti che riprenda la tipologia edilizie di matrice storica escludendo tipologie a nastro; coperture a capanna e/o a falda unica ove accorpate a fabbricati esistenti, di cui al successivo art L Autorità comunale, sentito il parere della Commissione Edilizia, in sede di rilascio degli atti di assenso all'edificazione, ha facoltà di prescrivere, con congrua motivazione, soluzioni progettuali specifiche e di imporre direttive intese ad ottenere specifici risultati di inserimento ambientale. 5. L Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può altresì disporre la sostituzione o la rimozione di elementi accessori esistenti - quali scritte, insegne, decorazioni, sovrastrutture, ecc. - che non si accordano con le caratteristiche ambientali. 6. I lavori e le opere necessarie per l'arredo complementare, secondo le prescrizioni imposte negli atti di assenso all'edificazione, devono essere totalmente compiuti allo scadere del periodo fissato. Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private 1. Le costruzioni, le singole parti delle stesse e le aree di pertinenza debbono essere mantenute efficienti, per quanto attiene alla sicurezza, all'estetica, al decoro, all'igiene. 2. E' prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storico-artistiche di pregio, nonché interesse di testimonianza storica, quali fontane, pozzi, forni, esedre, lapidi, bassorilievi, edicole sacre, antiche targhe, manufatti, macchinari legati all insediamento rurale storico, manufatti idraulici e simili, nonché ogni elemento di pregio di diversa natura individuato e vincolato dal PRG. 3. Il proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di manutenzione, di riparazione e di ripristino necessari, nonché quelli di intonacatura e ritinteggiatura delle costruzioni deterioratesi. 4. I prospetti architettonicamente unitari debbono essere tinteggiati in modo omogeneo; detta omogeneità va mantenuta anche se gli interventi di tinteggiatura avvengono in tempi diversi e riguardano proprietà diverse. 5. La scelta del colore della tinteggiatura di edifici o l'inserimento (o l'eliminazione) di qualsiasi decoro, ivi compresa l'apposizione di stemmi o insegne pubblicitarie, visibile da spazio pubblico, è sottoposta all'approvazione degli uffici comunali competenti presso i quali deve essere esibita e depositata specifica campionatura. La scelta del colore nel caso di interventi nelle aree di impianto storico, come individuate dal PRG, deve attenersi alle indicazioni date dall Ufficio Tecnico e/o dalla Commissione Edilizia. 6. Le aree libere inedificate, a destinazione non agricola o di pertinenza delle costruzioni, devono essere convenientemente mantenute: è vietato procurarne o consentirne lo stato di abbandono ed è altresì vietato l'accumulo e l'abbruciamento di materiali o di rifiuti. 20