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Timestamp: 2018-01-23 03:36:16+00:00
Document Index: 131281243

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 286', 'art. 4', 'art. 286', 'art. 286', 'art. 286', 'art.3', 'art. 4', 'art,286']

Militari | Atttivit� di CASADIRITTO: la necessit� di aderire per stare uniti nella difesa dei diritti degli utenti di alloggi demaniali della Difesa | Comma, Casadiritto, Difesa, Decreto, Comando, Sempre, Utenti, Questo | Associazione per I militari
PERCHE’ EFFETTUARE UN VERSAMENTO VOLONTARIO PER CASADIRITTO PER CONTINUARE A SPERARE , OPPURE PER CONSOLIDARE� I DIRITTI FONDAMENTALI.� COMUNQUE� IL� SALDO� PER DIRITTI E VALORI PER UTENTI E FAMIGLIE� SARA’� SEMPRE ATTIVO
Con il nuovo Decreto M. Difesa del 24 luglio u.s., sono stato acquisiti o consolidati nuovi spazi di diritti fondamentali , piccoli o grandi che siano, per gli utenti degli alloggi della Difesa, sia in servizio che in quiescenza. Si estendono e si consolidano� come risulta anche� in relazione al precedente Decreto del 7 maggio 2014, che pure era gi� profondamente innovativo. Entrambi potrebbero aprire in un prossimo futuro� nuovi spazi per altri casi. Il tutto si riassume anche in meno possibilit� di vessazioni, meno abusi, meno prepotenza,� meno opacit�, ma anche pi� rispetto, pi� dignit�. In� tutti i� casi,� Stati Maggiori, Comandi Centrali e Periferici, tutti quanti dovranno attenersi, in quanto responsabili di amministrare un bene comune, ad una maggiore considerazione di quanti utenti e loro famiglie, abitano gli alloggi della Difesa. Il loro concetto di “ cosa loro” , per chi tale lo considera, comincia a vacillare. Ma non� sar� facile, anzi � ancora una speranza per poterlo realizzare completamente. CASADIRITTO in tutto questo� � stato sempre presente. Prima gi� dal 1991, poi in tutto questo periodo,per il presente e poi se ne saremo capaci, ci saremo ancora.� Ma per il futuro ci sono molte incognite, ma questo vale per tutti e per tutto. Parte fondamentale sar� come sempre, la partecipazione delle famiglie e il loro sostegno, da manifestarsi anche tramite� un versamento volontario , in quanto essenziale per la semplice esistenza,� da concretizzare in una quota che essi stessi stabiliranno per sostenere le attivit� del nostro Comitato CASADIRITTO. Ricordiamo soltanto che le nostre iniziative e risultati non trovano riscontro� in altre pur auspicabili� ma non esistenti forme associative, ma anche in Organi istituzionali come il COCER , con il quale CASADIRITTO ha tentato continuamente un coinvolgimento, forse perch� nessun altro si avventura in quella “giungla” metaforica ma non tanto, tenendo sempre presente� i diritti fondamentali degli Utenti e le indubitabili necessit� della Difesa.
CASADIRITTO si rivolge quindi a utenti e loro� famiglie, in servizio o in quiescenza per dimostrare concretamente� ancora condivisione e concretezza con quanto viene portato avanti, pur nei nostri conclamati limiti.� MA IL SALDO CHE CI RITORNERA’ SARA SEMPRE UN SALDO ATTIVO, sia in ordine morale che in concretezza.
I versamenti potranno essere effettuati su C/C postale n. 1004499925 intestato a Franchitto Benedetto con causale CASADIRITTO o con codice IBAN� IT43 T076 0103 2000 0100 4499925.
Roma li settembre 2015
SERGIO�� BONCIOLI, VINCENZO CASABURRI, BENEDETTO FRANCHITTO, NICOLA GAUDIELLO, ANTONO CARANGELO, ENRICO BELLI, VINCENZO MARRUCCELLI,
ESPUNTO DALL’ART. 286 comma 3 “ L’OBBLIGO DEL RILASCIO”
UNA VITTORIA /AMMISSIONE� CHE VALE PER TUTTI� GLI UTENTI� DELL’ISTANZA C. 1.200� FAMIGLIE� dell’ESERCITO, AERONAUTICA E MARINA ORA� TRANQUILLE
RIMANE ANCORA IN PIEDI QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA MARINA A� ROMA CHE RIGUARDA GLI “STORICI”
QUELLA FRASE TABU’ "OBBLIGO DEL RILASCIO" DELL’ART 286 COMMA 3, DECADE. VERRA’ SOLO APPLICATA LA PARTE RELATIVA AL CANONE.
Tra norme volutamente ambigue all’origine e la conseguente applicazione fatte da personale diversamente formato e con livelli� di conoscenza e culturali talvolta sbalorditivi, in contrasto col il semplice� buonsenso, � sempre pi� difficile riannodare il filo della matassa e talvolta capita anche� che alla fine il boccone amaro tocca che lo debbano� “digerire”� altri non certo per colpa nostra, ma per� bizzarre ed estemporanee� interpretazioni che qua e la� riguardano taluni Comandi.
DI CHE COSA SI� TRATTA?
Non gi� della presentazione delle Istanze di cui all’allegato “C” di quanto riportato dalla G.U. n.160 del 12 luglio 2014 (Decreto M.D. del 7 maggio� 2014, ma alla loro successiva applicazione.
QUALE LA STORIA?
Dopo una lunga odissea durata quasi due anni, nei quali se ne sono visti di tutti i colori, dalla inesistente e pretesa morosit�, al recupero forzoso, ad un susseguirsi di riunioni anche ad altissimo livello, nei piani alti di Via XX Settembre,�� un� maresciallo , abitante a Roma� si � vista riconoscere finalmente la sua Istanza� tendente all’applicazione di quanto previsto al’art.4 comma 1 del Decreto del 7 maggio 2014. Era la fine di un incubo dal momento che il Maresciallo elargiva� inutilmente per molti mesi circa 1.700 euro delle 1.680 che disponeva di pensione. Tale accoglimento avveniva formalmente soltanto� con la raccomandata del 26.6.2015 da parte del Comando Marittimo Capitale (vedi allegato carteggio). Successivamente� con Raccomandata dello stesso Comando del 7.7.2015 (vedi carteggio allegato) veniva precisato il nuovo canone attribuito, da versare direttamente tramite ritenuta INPS. Poco dopo, il 27.7.2015 ancora il COMANDO MARITTIMO� CAPITALE a mezzo raccomandata (vedi carteggio� allegato), entrando nel dettaglio, credeva opportuno precisare al punto 2. “ In applicazione del D.M. in riferimento ( cio� al Decreto del� 7 maggio 2014 n.d.r.) questo COMANDO ha provveduto a rideterminare, con le modalit� previste nell’art. 286 comma 3 del COM� (il TUOM n.d.r.) ….”:
CONVINCENTE?� NEMMENO A PENSARLO
Tale puntualizzazione non richiesta, indicata in modo sibillino, non convinceva il� maresciallo che come gi� accennato proveniva da una odissea durata per quasi due anni durante i quali aveva vissuto un tira e molla con l’interessamento diretto di CASADIRITTO fino ad arrivare ai massimi livelli.� Non era convinto per un semplice� motivo semplicemente� a� livello intuitivo oltre che giuridico: Cos� come il Decreto del 7 maggio 2014 recitava,� l’applicazione dell’art. 4 comma 1 lo faceva collocare in una categoria protetta e la protezione� oltre che riguardante il canone, riportandolo a quello esistente al 31 dicembre 2010 equo canone maggiorato del 50%( prima del Decreto Crosetto) lo doveva sempre proteggere anche da eventuali� tentativi� di recupero coatto o forzoso che sia. Altrimenti che protezione sarebbe stata?
Al contrario l’attribuzione di un articolo come il 286 comma 3, cos� come si legge ed � scritto nel Testo Unico a chiare lettere, prevede “l’obbligo del rilascio”. Questa madornale incongruenza veniva messa in luce in modo� limpido� dal� maresciallo� con una raccomandata inviata il 21 agosto 2015 ( allegata in carteggio) indirizzata al Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il cui Decreto ne� porta la firma, al COMANDO MARITTIMO CAPITALE, e buon ultimo a CASADIRITTO, collaboratore� non� occulto della lettera, assieme al maresciallo , malgrado le� terapie e� i cerotti� del coordinatore.
Con una velocit� e meticolosit� encomiabile , a mezzo raccomandata del 23.9.2015 ( vedi carteggio allegato), indirizzata questa volta anche allo STATO MAGGIORE DIFESA. 5� REPARTO, sebbene con alcune inesattezze ( il riconoscimento “tribolato” dell’Istanza non� � del 10.8.2014 come affermato dal Comando ma del 24.6.2015 come � in effetti e come risulta dal documento), riporta una clamorosa e inedita enunciazione. Scrive infatti il Comando al punto 2.:
“ 2. Pertanto il riferimento all’art. 286, comma 3. Del COM da Lei citato� nell’Istanza ( era semplicemente una lettera) e menzionato da questo C.M.C. nel foglio in prosecuzione C., � riferito esclusivamente alle modalit� di calcolo con cui avrebbe dovuto essere determinato il canone di concessione alloggio (vds in proposito le Istruzioni applicative al DM del 7 maggio 2014 emanate dallo STATO MAGGIORE DIFESA)� e non anche alla casistica del rilascio dell’alloggio, menzionata nel citato articolo, ma riferita a tutt’altra casistica di utenti sine titulo.” E continua
“ 3. Per quanto sopra, si conferma la� continuit� nella conduzione dell’alloggio in argomento finch� permangono i requisiti di cui al D.M. in riferimento a).
Finalmente, a seguito della esposizione� dei fatti� con cui � stato posto il quesito nella lettera del� maresciallo, parole e astuzie� su cui continuamente si tende ad equivocare e agire,� cadono.� Si � riusciti a far mettere a chiare� parole� che� per l’applicazione� dell’art. 286 comma 3,� viene espunta la parte pi� significativa che riguarda “ l’obbligo del rilascio”: Il COMANDO MARITTIMO CAPITALE richiama Istruzioni emanate dallo STATO MAGGIORE DIFESA� con tutta la sua indiscutibile autorevolezza ( l’influente� e decisivo 5� REPARTO , sicuramente le Cellula Operativa Interforze). Ne siamo lieti.� Infatti da ora in poi gli utenti rientranti nelle categorie previste dal Decreto del 7 maggio 2015, nei punti 4.1. e 4.2. non dovranno pi� temere l’applicazione dell’art. 286 comma 3, cos� come scritta nel TUOM, ma� Tale applicazione si intender� parziale,� limitatamente per il canone, come ora scritto autorevolmente dal Comando che coinvolge una direttiva dello STATO MAGGIORE DIFESA. Riguarda circa 1.200 famiglie dell’Esercito, Aeronautica e Marina. A queste famiglie, onde evitare inutili contenziosi CASADIRITTO suggerisce di riprodurre il carteggio relativo che alleghiamo nella sua interezza. ( In assenza delle Istruzioni che citano e non sono state allegate).� Non si sa mai.
MA SE COSI’ E’ PERCHE’ NON SI SCORPORA� IN DUE PARTI L’ART. 286. COMMA 3. DAL TUOM?
Naturalmente la sofferta e in qualche modo “forzata” ammissione inevitabile per una serie di contraddizioni come risultano dai testi, induce alla necessit� di provvedere ad una modifica del Testo Unico. Ma per ora va benissimo cos�, purch� ci sia� sempre qualcuno come il nostro Comitato CASADIRITTO, in grado di� intervenire, come pu� e come sa qualche volta� fare.
MA� RIMANE ANCORA DI RISOLVERE� L’ENIGMA DEGLI “STORICI” QUELLO CHE CI FA’ INDIGNARE.�� A ROMA LA STORTA E CIAMPINO ANCORA ATTENDONO LA SCONFESSIONE DI QUEL COMPORTAMENTO
Quelle lettera irricevibili, senza capo ne coda attendono l’annullamento. Ancora non � giunta a soluzione� il plateale atteggiamento, sicuramente frutto della “INIZIATIVA PRIVATA”, riguardante l’abolizione dell’equo canone per quelle categorie protette, gli “storici” , compresi i portatori di grave handicap Legge 104 art.3 comma 3. che la Marina, di sua iniziativa, ha inteso cancellare quel diritto. Queste famiglie “storiche” cio� quelle comprese nel Decreto Difesa� del 23 giugno 2010� punto 2. Trovano anche ora ulteriore conferma delle loro ragioni attraverso� l’art. 4 comma 4. dell’ultimo Decreto del 2 settembre 2015, Ministro della Difesa. Naturalmente senza presentare alcuna istanza. Quella loro “iniziativa privata” rappresenta davvero una provocazione. Sono passati ormai 7 mesi da quando quel Comando con un comportamento unilaterale anche rispetto ad altri Comandi, ha provveduto a togliere il canone precedente, applicando l’art,286 comma 3 minacciando addirittura presunte “ puntali indicazioni dell’Autorit� politica” in ordine a futuri recuperi forzosi. Questa ormai � diventata una farsa, pur mantenendo ancora tutte le minacce� e mettendo a repentaglio se continuer� questo atteggiamento, l’attendibilit� e la credibilit� dello stesso Comando.� Le famiglie di Ciampino e della Base La Sorta, hanno gi� scritto al Ministro della Difesa sen. Roberta Pinotti, sollecitandola ad intervenire. Attendiamo.
Ritornando all’importante risultato del chiarimento messo in luce, CASADIRITTO mette in avidenza agli utenti, l’importanza� per il Comitato di continuare� ad andare avanti, anche con diverse forme, e di esistere. Sempre proponendo soluzioni, sempre tallonando l’Amministrazione e non riducendosi ad una etichetta che rappresenti� una� inutile facciata. Un modo evidente per percorrere sentieri sempre impervi� nostro malgrado, ma�� proprio per questo pretendere di continuare ad esistere. Ma questo lo possono decidere solo gli stessi utenti.
Sul sito di CASADIRITTO il carteggio completo.������������������������������������
Roma li 8 ottobre
���� Sergio Boncioli