Source: http://www.taxilex.it/2015/
Timestamp: 2017-07-27 04:40:49+00:00
Document Index: 151568409

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2043', 'art. 2054', 'art. 1917', 'art. 2054', 'art. 1', 'art. 196']

Taxi: nuovo "taglio" sul credito d'imposta delle accise sui carburanti per il 2015 e 2016
Sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 dicembre del 2015 è stato pubblicato il dereto di attuazione alle disposizioni previste dalla legge di stabilità 2015.
Nello specifico il DPCM 29 settembre 2015, per ciò che concerne veicoli adibiti ad uso taxi e NCC, prevede una riduzione del credito d'imposta sulle accise dei carburanti pari al 49,41% per l'anno 2015 e del 56,87% a partire dal 2016.
Una riduzione del credito d'imposta per le accise sui carburanti taxi vi fu già nel 2014 (per approfondimenti "Ridotto del 15% il credito d'imposta sui carburanti per i taxi").
Piu' modesto è stato il taglio relativo al credito d’imposta sull’acquisto di gasolio e GPL impiegati per riscaldamento in aree geograficamente o climaticamente svantaggiate he si attesta al 5,07%
Queste riduzioni attraverso un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono previste dall’art. 1 comma 242 della Legge 190/2014, che ha demandato alla competenza di un DPCM, da adottare proposta del MEF, il compito di definire per ciascuno dei crediti d’imposta indicati all’elenco 2 della medesima legge, le relative quote percentuali di fruizione, in maniera da assicurare saldi di finanza pubblica non inferiori a 16,33 milioni di euro per il 2015 e a 23,69 milioni a decorrere dal 2016.
DPCM 29 settembre 2015 (pdf)
Ridotto del 15% in credito d'imposta sui carburanti per i taxi Pubblicato da
“In caso di danno provocato a un motociclista sopraggiungente dal terzo che, trasportato su di un'autovettura arrestata sulla pubblica via, abbia aperto lo sportello, senza prestare la dovuta attenzione, sussiste
la responsabilità del predetto, ex art. 2043 c.c., nonché quella del proprietario e del conducente dell'autovettura, per la presunzione stabilita dall'art. 2054 c.c., atteso che, nell'ampio concetto di circolazione stradale deve ritenersi compresa anche la situazione di arresto o di sosta di un veicolo su strada o area pubblica di pertinenza
della stessa; tale responsabilità si configura come solidale, stante l'imputabilità dell'unico evento dannoso alla condotta causalmente efficiente dei predetti soggetti, a nulla rilevando la diversità di titolo delle singole responsabilità”
“L'assicurazione contro la responsabilità civile da circolazione di veicoli, costituendo applicazione dell'istituto dell'assicurazione della
responsabilità civile di cui all'art. 1917 c.c. per danni arrecati a terzi, è diretta a garantire il patrimonio dei soggetti assicurati - tali essendo quelli di cui all'art. 2054 c.c. - non l'autoveicolo; ne deriva, pertanto, che il terzo trasportato a qualunque titolo - i cui danni alla persona, eventualmente subiti, sono coperti dall'assicurazione obbligatoria, a norma dell'art. 1 comma 2 l. 24 dicembre 1969 n. 990 - beneficia della disciplina dell'assicurazione medesima quale danneggiato, non quale danneggiante, sicché nei di lui confronti è ammissibile l'azione di rivalsa da parte dell'assicuratore della responsabilità civile che abbia risarcito il danno provocato dal predetto trasportato ad altro soggetto (nella specie, il terzo trasportato aveva improvvisamente ed incautamente aperto lo sportello destro dell'auto sulla quale viaggiava, provocando in tal modo lesioni al conducente di un motociclo che sopraggiungeva in fase di sorpasso dell'auto, arrestata sul lato sinistro della carreggiata)”
Codice Civile Art. 2043 Risarcimento del fatto illecito
Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Di fatto c'è il concorso di due responsabilità solidali, quella del conducente e/o proprietario del veicolo (coperta dalla polizza RC auto) e quella del trasportato (che non ha copertura).
Il danneggiato, avendo la facoltà di scegliere, si farà risarcire
dalla compagnia assicuratrice (il debitore più solvibile), la quale -una volta pagato- potrà in seguito agire in regresso contro il trasportato per la sua quota di responsabilità.
1. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la
indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta all'intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti dell'intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell'articolo 134, comma 1-bis, la notificazione del verbale e' validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio legale dichiarato dall'interessato. Qualora l'effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione puo' essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell'archivio nazionale dei veicoli l'intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione e' posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Per i residenti all'estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall'accertamento. Quando la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno
dei soggetti individuati ai sensi dell'articolo 196 entro cento giorni dall'accertamento della violazione.
Legge 120 del luglio 2010 Pubblicato da
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