Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-terzo/titolo-ii/capo-i/sezione-i/art486.html
Timestamp: 2019-11-13 01:49:22+00:00
Document Index: 60843502

Matched Legal Cases: ['art. 486', 'art.615', 'art.617', 'art. 486', 'art. 486', 'sentenza ']

Art. 486 codice di procedura civile - Forma delle domande e delle istanze - Brocardi.it
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Articolo 486 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 486 Codice di procedura civile
Le domande e le istanze (1)(2) che si propongono al giudice dell'esecuzione, se la legge non dispone altrimenti, sono proposte oralmente quando avvengono all'udienza, e con ricorso da depositarsi in cancelleria negli altri casi [disp. att. 38-43].
(1) Le domande e le istanze previste dalla norma in commento rivestono la forma orale se presentate in udienza e quella del ricorso scritto se presentate fuori udienza. Si tratta di domande ed istanze che sono del tutto generiche e tendono a sollecitare i poteri direttivi ed ordinatori del giudice dell'esecuzione.
(2) Secondo l'opinione prevalente in dottrina, nell'ipotesi in cui le istanze o le domande siano dirette ad introdurre un'opposizione all'esecuzione ex art.615 c.p.c. o un'opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c., devono rivestire la forma scritta del ricorso e contenere i requisiti formali previsti dalla legge.
Se però l'opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi sono proposte nel corso del procedimento esecutivo già iniziato, possono rivestire la forma orale nell'udienza di fronte al giudice dell'esecuzione, oppure possono essere proposte mediante il deposito di una comparsa di risposta sempre durante lo svolgimento della predetta udienza, essendo tali forme idonee al raggiungimento dello scopo.
Massime relative all'art. 486 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 2607/1975
In tema di espropriazione forzata, compreso il credito di un creditore intervenuto nel progetto di distribuzione formato dal giudice dell'esecuzione, l'ordine alla cancelleria di emettere il mandato di pagamento di tale credito può essere emanato dal giudice dell'esecuzione con separato provvedimento, di sua iniziativa o a seguito di richiesta dell'interessato, da formularsi anche verbalmente in udienza, come consentito dall'art. 486 c.p.c., o con ricorso, come previsto dalla citata norma per le istanze fuori udienza.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2607 del 4 luglio 1975)