Source: https://www.ildado.info/2014/12/02/alcuni-comunicati-della-lista-liberamente-a-sinistra/
Timestamp: 2018-04-19 21:27:40+00:00
Document Index: 41849726

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 36']

Alcuni comunicati della Lista Liberamente a Sinistra – Il Dado.info
di Redazione Il Dado · 2 dicembre 2014
Riceviamo e pubblichiamo dei contributi da parte della Consigliera della “Lista Liberamente a Sinistra”, Tatiana Bertini, su avvenimenti che riguardano il nostro territorio e che sono precedenti l’uscita del dado.info.
sulla legge 24/5/2014, n.80
Visto che lo scorso 20 maggio il Decreto Legge n. 47 del 28 marzo del Ministro Lupi noto come “Piano casa” è diventato legge;
Visto che all’articolo 5 comma 1 della Legge 24/5/2014, n.80 si prevede che: “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza nè l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”;
Considerato che l’ottenimento della residenza è un completo diritto soggettivo del cittadino che trova tutela e fondamento nei principi generali dell’ordinamento e nella Carta Costituzionale;
Visto il legame che corre tra la residenza e l’esercizio dei diritti fondamentali di cui agli artt. 2 e 16 Cost. della costituzione (l’art. 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo “sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” e l’art. 16 stabilisce che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la egge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”);
Tenuto conto del fatto che con l’articolo 5 di suddetto provvedimento viene negato anche il diritto alle utenze, mentre la Costituzione tutela tutti i diritti per il cui esercizio è funzionale la residenza (diritto alla salute: art. 32; diritto allo studio art. 34; diritto alla distribuzione delle risorse e alla fruizione dei servizi di welfare: art. 3; diritto ad una vita libera e dignitosa: art. 36 );
Considerato che la residenza anagrafica costituisce un diritto per il cittadino e un dovere per l’Ufficiale di Anagrafe, come chiarito da una costante giurisprudenza e – da ultimo – dall’autorevole pronuncia del Consiglio di Stato (parere n. 4849/2012), nonché da una circolare interpretativa del Ministero dell’Interno (circolare n. 1, 14 Gennaio 2013);
Vista la situazione sempre più drammatica relativamente al problema casa, come emerso anche dai dati diffusinelle scorse settimaneche dicono di 73.385 sentenze di sfratto emesse nel 2013 a livello nazionale, di cui 65.302 per morosità incolpevole, ovvero l’89% del numero totale di sfratti emessi;
Poiché, secondo i dati più recenti, ben 700.000 nuclei familiari si trovano nelle graduatorie dei Comuni per l’accesso all’edilizia popolare, e solo un numero estremamente ridotto tra tali nuclei potrà trovare una risposta positiva visto l’inadeguato patrimonio abitativo pubblico presente in Italia;
Poiché il cosiddetto “Piano casa” non stanzia risorse adeguate per affrontare in modo efficace l’elevata domanda abitativa, e assume in tutta evidenza come priorità la repressione delle occupazioni, ovvero la repressione dei processi di riappropriazione ad uso sociale del patrimonio abbandonato e degradato (ricordiamo quanto sia importante l’autorecupero di edifici e spazi verdi per la manutenzione sia di immobili che del territorio nonché per assicurare una vita dignitosa a cittadine/i rimasti fuori dal normale mercato immobiliare e lavorativo);
Poiché il testo non fa alcuna distinzione tra occupazioni per necessità – in diverse situazioni unica alternativa agli sfratti – occupazioni per la riappropriazione e l’uso sociale di immobili vuoti o in disuso, e le occupazioni gestite e organizzate dalla criminalità, che sono il vero fenomeno da contrastare e combattere;
Il Consiglio comunale, nell’esprimere la propria contrarietà complessiva a questo provvedimento che non affronta il tema dell’emergenza abitativa presente nel nostro Paese e che – di fatto – non riconosce il diritto alla casa previsto dalla Costituzione:
impegna il Sindaco e la Giunta ad inviare nel giro di 30 giorni una circolare a tutto il personale che lavora presso l’Ufficio Anagrafe a non applicare l’articolo 5 al comma 1 della legge 24/5/2014, n.80, dando comunicazione tramite lettera al Prefetto e al Ministro Lupi di suddetta decisione. Tale provvedimento deve essere motivato da ragioni “contingibili e urgenti” a fronte dell’emergenza abitativa irrisolta;
chiede che il Governo e il Parlamento si impegnino per l’abrogazione dei commi 1 e 2 dell’articolo 5 del comma 1 della legge 24/5/2014
Per la lista LiberaMente a Sinistra, Tatiana Bertini
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