Source: http://www.anaao.it/contenuto.php?currYear=2014&categoria=8&gruppo=3
Timestamp: 2019-07-22 04:36:33+00:00
Document Index: 21308786

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Appello dell'Aquila - Sezione Lavoro - sentenza del 20 novembre 2014
Ferie: al dirigente di struttura complessa spetta l'indennita' sostitutiva
I dirigenti medici che siano titolari del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, come i direttori di struttura complessa, hanno il diritto, una volta cessato il rapporto di lavoro, a vedersi corrisposta l’indennità sostitutiva per ferie non godute, qualora il mancato esercizio di detto potere e quindi la non fruizione del periodo di riposo, siano dipesi da necessità aziendali eccezionali ed obiettive, ostative alla suddetta fruizione, ed in ogni caso indipendenti dalla volontà del lavoratore.
In questi termini, si è pronunciata la Corte di Appello dell’Aquila, con la recente sentenza del 20 novembre 2014, accogliendo il ricorso presentato da un dirigente medico responsabile di struttura complessa di una Asl, assistito dai legali Anaao, avverso la sentenza emessa dal Giudice del Lavoro, la quale aveva rigettato il ricorso in prima istanza.
Nella fattispecie in oggetto, l’appellante ha provato di aver più volte e inutilmente denunciato ai vertici della ASL la condizione di grave carenza di organico del personale medico della struttura complessa da lui diretta, nonché di aver predisposto (in tempo utile, prima del suo pensionamento) un piano di fruizione delle ferie residue che l’Amministrazione non ha prontamente autorizzato, determinando così l’impossibilità di godere delle ferie maturate prima della cessazione del rapporto di lavoro.
Su tali basi, il Collegio dopo aver richiamato il principio costituzionale di irrinunciabilità del diritto alle ferie (art.. 36 Cost.) e la normativa contrattuale applicata alla dirigenza medica (art. 21, Ccnl 5.12.1996), ha affermato che il divieto di monetizzazione delle ferie non godute non può considerarsi assoluto, nel senso di proibire radicalmente il pagamento del compenso sostitutivo laddove l’impossibilità del godimento delle ferie non sia attribuibile in alcun modo alla volontà del lavoratore, ma piuttosto a carenze organizzative o a comportamenti omissivi dell’amministrazione.
Corte d'Appello di Roma - Sezione lavoro - sentenza n. 1628/2014
Rimborsi specializzandi. Corte d'Appello Roma: "14 mila euro piu' interessi per ogni anno di specializzazione"
La Corte d’Appello di Roma, attraverso la sentenza n. 1628, ha accolto per la prima volta le istanze dei medici specialisti ’94-2006 stabilendo per loro un risarcimento per la mancata adeguata retribuzione per gli anni di scuola post-laurea, prevista invece dalla direttiva europea 93/16. Il danno e' stato quantificato nella differenza tra il trattamento concretamente percepito (incrementato della rideterminazione triennale) e quello riconosciuto soltanto dal 2007. Il Miur dovra' dunque corrispondere 14mila euro più interessi, per ogni anno di specializzazione. Nella stessa sentenza viene inoltre disposto che il termine di prescrizione decorre a partire dall’emanazione dei decreti attuativi del 2007 e non dal d.lgs. n. 368/1999.