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Timestamp: 2018-11-18 10:55:05+00:00
Document Index: 160185258

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 30']

Certificati bianchi: nuove regole Dario Di Santo, FIRE - PDF
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1 Certificati bianchi: nuove regole Dario Di Santo, FIRE Convegno GSE Roma, 7 febbraio 2013
3 e collaborazioni eu Fra i progetti conclusi: Enerbuilding - Eurocontract - ST-Esco Oltre a partecipare a progetti europei, la FIRE realizza studi e analisi di mercato e di settore su temi di interesse energetico, campagne di sensibilizzazione e informazione, attività formative a richiesta. Fra i soggetti con cui sono state svolte delle collaborazioni si segnalano l ENEA, il GSE, l RSE, grandi aziende, università, associazioni, agenzie e enti fieristici.
4 Schema soggetto obbligato come attore Il distributore presenta direttamente i progetti. trasferimento TEE flussi di cassa rapporti fra le parti GSE con ENEA/RSE richiede TEE Fase I: Interventi Distributore obbligato accordo per realizzare intervento Utente Autorizza il rilascio Fonte figura: GME Trasferisce i TEE Ricavi da minori consumi Fase II: Presentazione TEE per annullamento e verifica obbligo GSE presenta TEE Distributore obbligato
5 Schema soggetto volontario come attore I soggetti volontari (società collegate ai distributori, SSE, società con energy manager, distributori sotto la soglia d obbligo, soggetti con EM volontario/iso 50001) presentano i progetti. Fase I: Interventi GSE con ENEA/RSE richiede TEE Soggetto volontario trasferimento TEE flussi di cassa rapporti fra le parti accordo per realizzare intervento Utente Autorizza il rilascio Fonte figura: GME Trasferisce i TEE Ricavi da minori consumi Fase II: Compravendita TEE e presentazione TEE per annullamento e verifica obbligo presenta TEE Contrattazione bilaterale GSE Distributore obbligato acquisto TEE Borsa GME Soggetto volontario
6 Gli attori: soggetti volontari 1/2 Altri soggetti che possono conseguire TEE: imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas naturale non soggette all'obbligo; società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili; soggetti di cui all'art. 19, comma 1, della legge 9/1/91, n. 10, che hanno effettivamente provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia; Soggetto volontario rif: D.M. 28/12/12 imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti pubblici purche' provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia applicando quanto previsto all'art. 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, ovvero si dotino di un sistema di gestione dell'energia certificato in conformita' alla norma ISO e mantengano in essere tali condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell'intervento. Ruolo dei soggetti volontari: possono conseguire risparmi di energia primaria (modalità in seguito descritte) e rivendere i titoli ottenuti da tali risultati ai soggetti obbligati.
7 Gli attori: soggetti volontari 2/2 Società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili; Soggetto volontario La definizione di società di servizi energetici della delibera AEEG EEN 9/11 è la seguente. Presumibilmente non ci saranno grandi variazioni. Soggetto Soggetti con obbligo di nomina dell energy manager; volontario ai sensi dell articolo 19 della Legge 10/91, tutti i soggetti consumatori di energia, pubblici o privati, persone fisiche o giuridiche, enti o associazioni, sono obbligati ogni anno ad effettuare la nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia, qualora i consumi energetici annui superino le seguenti soglie: per soggetti operanti nel settore industriale: tonnellate equivalenti di petrolio per anno (tep/anno); per soggetti operanti negli altri settori previsti dalla stessa legge: tep/anno. Novità D.M. 28/12/12
8 Risparmi certificati Risparmio lordo (RL) è la differenza nei consumi di energia primaria prima e dopo la realizzazione di un progetto, determinata con riferimento ad un certo orizzonte temporale mediante una misurazione o una stima ed assicurando la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico, misurata in tonnellate equivalenti di petrolio (di seguito: tep); Differenza dei consumi Risparmio netto (RN) è il risparmio lordo, depurato dei risparmi energetici non addizionali, cioè di quei risparmi energetici che si stima si sarebbero comunque verificati, anche in assenza di un intervento o di un progetto, per effetto dell evoluzione tecnologica, normativa e del mercato; Addizionalità Risparmio netto integrale (RNI) è il risparmio netto che si stima venga conseguito nell arco della vita tecnica di un intervento e applicando il tasso di decadimento annuo di cui al presente comma; esso è costituito dalla somma di due componenti: il risparmio netto conseguito nel corso della vita utile e il risparmio netto conseguito dal termine della vita utile al termine della vita tecnica dell intervento stesso. Risparmio di nostro interesse ai fini dei TEE e delle soglie minime. Tiene conto dell addizionalità, della vita tecnica e del tasso di decadimento annuo.
9 Risparmi certificati
10 Caratteristiche dei TEE: metodologie di valutazione Metodologie di valutazione dei risparmi Standardizzata Analitica Consuntivo Standardizzata: i metodi di valutazione standardizzata consentono di quantificare il risparmio specifico lordo annuo dell intervento attraverso la determinazione dei risparmi relativi ad una singola unità fisica di riferimento (UFR), senza procedere a misurazioni dirette. Analitica: i metodi di valutazione analitica consentono di quantificare il risparmio lordo conseguibile attraverso una tipologia di intervento sulla base di un algoritmo di valutazione predefinito e della misura diretta di alcuni parametri di funzionamento del sistema dopo che è stato realizzato l intervento. Consuntivo: i metodi di valutazione a consuntivo consentono di quantificare il risparmio netto conseguibile attraverso uno o più interventi in conformità ad un programma di misura proposto dal soggetto titolare del progetto assieme ad una descrizione del progetto medesimo, debitamente approvato.
11 Le ragioni di uno studio sulle PPPM Il metodo a consuntivo sta accrescendo il proprio peso sul totale dei risparmi certificati. È un metodo flessibile, di larga portata (copre interessanti tecnologie non comprese nelle schede), permette di ragionare su risparmi misurati e non stimati. Al primo semestre 2012 il peso percentuale è salito al 31%. A differenza di quanto accade per le schede semplificate, per il metodo a consuntivo i dati pubblicati in forma aggregata sui rapporti statistici riguardano maggiormente i risparmi comunicati dai proponenti e non nello specifico le caratteristiche delle PPPM.
12 conseguiti tramite schede La maggior parte dei risparmi, nell ordine del 75% sul totale schede, è stata ottenuta nel settore residenziale con le schede standardizzate 1 e 13a, ad oggi non più attive. Ripartizione dei risparmi tramite schede al primo semestre 2012 (in giallo le schede non più attive) Scheda 1 e s.m.i.: contributo di circa 6 Mtep Scheda 13a e 13a bis: contributo di circa 1,5 Mtep Fonte: elaborazioni FIRE su dati AEEG
13 Classificazioni Suddivisione per settori e per tecnologie delle proposte Dal punto di vista della suddivisione per risultati, osservando la tabella e le tavole 1 e 2 allegate al rapporto, prevalgono tre categorie principali: Interventi in acciaieria; Interventi nel macrosettore dei materiali da costruzione; Interventi nel settore chimico; 17
14 Alcune suddivisioni ricavate Interventi di cogenerazione con alimentazione a gas naturale Zoom su interventi con alimentazione a biomasse Impiego dei recuperi termici
15 Macro tecnologie: risparmi previsti Suddivisione percentuale degli interventi aggregata per macrotecnologia Suddivisione percentuale dei titoli richiesti aggregata per macro-tecnologia
16 Considerazioni Solventi: ad oggi 14 PPPM analizzate per un volume di risparmi richiesti dell ordine delle decine di ktep/a
17 I grandi progetti (art. 10 D.M. 28/12/12) Art. 10, comma 1: Per gli interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio energetico, trasporti e processi industriali che comportino un risparmio di energia elettrica o di gas stimato annuo superiore a tep e che abbiano una vita tecnica superiore a venti anni, il proponente richiede al Ministero dello sviluppo economico l'attivazione della procedura di valutazione, ai fini dell'accesso al meccanismo dei certificati bianchi, presentando il progetto di intervento. Di concerto col MATTM; Acquisito il parere della regione interessata; Col supporto tecnico di MSE Presenta PPPM Soggetto proponente (progetto con R> 35 ktep) GSE, ENEA, RSE. Fonte figura: Entro 120 giorni al massimo esprime parere sulla proposta, definisce il sistema di misura e i TEE rilasciabili In questo tipo di progetti entra direttamente in gioco il Ministero delle Sviluppo Economico.
18 I grandi progetti (art. 10 D.M. 28/12/12) Di tali progetti, sottoposti a controlli ex post obbligatori, verrà data evidenza pubblica, assieme alla documentazione tecnico-amministrativa relativa all istruttoria. Sono previste premialità dal 30% al 50% in funzione dell entità del risparmio e dell ubicazione degli impianti (il massimo ottenibile è una premialità del 50% per interventi in aree metropolitane che superino i 70 ktep/anno di risparmi). Di concerto col MATTM; Acquisito il parere della regione interessata; Col supporto tecnico di MSE Presenta PPPM Soggetto proponente (progetto con R> 35 ktep) GSE, ENEA, RSE. Fonte figura: Entro 120 giorni al massimo esprime parere sulla proposta, definisce il sistema di misura e i TEE rilasciabili Il proponente (vale solo per i grandi progetti) può inoltre optare per un regime che assicuri un valore costante del certificato per l'intera vita utile dell'intervento, pari al valore vigente alla data di approvazione del progetto.
19 Cumulabilità incentivi (gennaio 2013) I certificati bianchi emessi per i progetti presentati dopo l'entrata in vigore del presente decreto non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell'energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, fatto salvo, nel rispetto delle rispettive norme operative, l'accesso a: - fondi di garanzia e fondi di rotazione; - contributi in conto interesse; - detassazione del reddito d'impresa riguardante l'acquisto di macchinari e attrezzature. Riguardo alla cumulabilità con detrazioni fiscali del 55% e del 50% i funzionari ministeriali contattati ritengono di considerare incentivo statale le detrazioni al 55% e al 50%. Sull'aspetto delle cumulabilità è possibile che nelle prossime settimane il Ministero dello Sviluppo Economico e/o il GSE facciano maggior chiarezza. Non è possibile entrare nel merito di eventuali letture giurisprudenziali collegate al fatto se sia lecito o meno indicare le detrazioni fiscali come incentivo statale e, nel caso non lo sia, se basti poi una circolare esplicativa, in quanto argomento di studi legali. Fonte tabella originale: sesto rapporto annuale sullo stato del meccanismo dei TEE (AEEG)
20 Titoli emessi e scambiati Modalità di scambio dei titoli nel corso degli anni Elaborazioni FIRE su dati AEEG e GME Suddivisione percentuale dei titoli emessi dall inizio del meccanismo a fine dicembre 2012 Elaborazioni FIRE su dati GME
21 I risultati Rapporto statistico AEEG dal 1 gennaio al 31 maggio 2012 Suddivisione percentuale dei risparmi per metodo di valutazione Tipologia di soggetto % di TEE emessi sul totale al 31 mag 2012 al 31 dic 2011 Distributori elettrici obbligati 5,8 % 6,5 % Distributori gas obbligati 5,7 % 6,2 % Distributori non obbligati 0,4% 0,5 % Società di Servizi Energetici 77,8 % 81,6 % Soggetti con Energy Manager 10,3 % 5,1 % Tipologia di soggetto Numero di soggetti che hanno ottenuto TEE al 31 mag 2012 al 31 dic 2011 Distributori elettrici obbligati 8 8 Distributori gas obbligati Distributori non obbligati Società di Servizi Energetici Soggetti con Energy Manager Elab. FIRE su dati del II rapporto statistico intermedio anno d obbligo 2011 (AEEG)
22 I risultati Punti di forza: Flessibilità; Applicabile a tecnologie estremamente valide attualmente non coperte da schede (e.g. inverter al di fuori dei sistemi di pompaggio, recuperi termici, forni e bruciatori); Possibilità di cumulare interventi presso un unica utenza; In genere applicato in campo industriale: in gioco consistenti risparmi energetici (e titoli riconosciuti). Fonte: elaborazioni FIRE su dati AEEG Punti di debolezza: Complessità Suddivisione dei risparmi per metodo di valutazione Ripartizione percentuale interventi a consuntivo
23 Obiettivi e politiche in Italia in Italia Iniziale obiettivo vincolante Target PAN rinnovabili 2010 Target TEE Obiettivo PAN efficienza 2007 dir. 2006/32/CE Fonte: elaborazioni FIRE su dati MSE
24 Obiettivi e obblighi Obiettivi in termini di risparmi Obiettivi in termini di certificati bianchi
25 Obblighi e risparmi
26 conseguiti: perché Introduzione Schede standard Proposta di scheda Schede analitiche CB-Cogenerazione I fase: interventi con un elevatissimo rapporto incentivo/costo capitale;. interventi semplici da effettuare; settore di applicazione: settore residenziale (circa 13 milioni di edifici e 28 milioni di abitazioni); pochi requisiti minimi da rispettare; buoni acquisto II fase: Interventi interessanti, spazio alle altre schede. Buona parte presentano però un rapporto incentivo/costo capitale inferiore al 10%. Elaborazioni FIRE su dati AEEG e GME III fase: Positive e interessanti novità introdotte dall AEEG con la delibera EEN 9/11 e dal legislatore con gli articoli 29 e 30 del D.Lgs. 28/2011. Crescono i progetti a consuntivo, ma permane un forte peso degli interventi già realizzati (fenomeno free rider). Rischio di difficoltà quando tale possibilità verrà tolta nel 2014.
27 Andamenti
28 Benefici VS costi A fronte di un costo per tep risparmiato pari al rimborso in tariffa (compreso tra circa 89 e 100 / tep), i soli benefici diretti per riduzione della spesa energetica dei clienti finali residenziali sono stati compresi tra 600 e 1400 /tep. Beneficio diretto dell energia risparmiata da un utente domestico (imposte incluse) Fonte figura: AEEG Vanno aggiunti ad essi i benefici pubblici per il Paese, quali ad esempio la riduzione dell inquinamento, l incremento di competitività dell industria locale e una maggiore facilità di raggiungimento degli obiettivi assegnati dal Pacchetto Clima Europeo per il In sei anni e mezzo di attuazione il meccanismo ha contabilizzato il mancato consumo di circa 9,7 milioni di tep (tonnellate equivalenti petrolio) addizionali e la mancata emissione di circa milioni di tonnellate di anidride carbonica. Va però detto che buona parte degli interventi, per quanto visto, si fanno a prescindere dal meccanismo, quindi le valutazioni dell efficacia del meccanismo sono più complesse.
29 Riassunto aspetti di base Soggetti obbligati (SO) Distributori oltre i utenti serviti alla data di due anni prima dell anno d obbligo Soggetti volontari (SV) Distributori non obbligati Società collegate o controllate da SO Società di servizi energetici SSE Soggetticon energy manager art. 19 legge 10/91 In generale soggetti con energy manager (volontari) o certificati ISO Valore energetico del TEE 1 certificato bianco o TEE = 1 tep addizionale Valore economico del TEE Gli obiettivi Determinato da: mercato/accodi bilaterali (dal 2009 circa /TEE sulla piattaforma GME) Risparmi energetici in fonti primarie Interventi ammessi Efficientamento energetico negli usi finali Valutazione dei risparmi Modalità standardizzata Modalità analitica Modalità a consuntivo
30 Riassunto aspetti di base Durata dell incentivo 5 anni di base 8 anni per gli interventi sull involucro edilizio anni per CAR e teleriscaldamento Tipologia di TEE Tipo I: risparmi di elettricità Tipo II: risparmi di gas naturale Tipo III: risparmi di altri combustibili no trasporti Tipo IV: altri combustibili trasporti con schede Tipo V: altri combustibili trasporti senza schede Tipo II-CAR: CHP- D.M. 5 settembre 2011 Rimborso in tariffa Indicizzato su paniere di combustibili e mercato; riconosciuto per tutti i titoli Coefficiente di durabilità È il rapporto fra la vita tecnica e la vita utile dell intervento ed è compreso fra 1,00 e 4,58. Varia in funzione delle classi indicate dalle tabelle ministeriali e delle schede di valutazione dei risparmi
31 Riferimenti normativi sui certificati bianchi I provvedimenti principali di fonte governativa, parlamentare e ministeriale sono i seguenti: D.Lgs. 79/1999 e D.Lgs. 164/2000: previsione di schemi di obbligo per l efficienza energetica per i distributori (art. 9 e 16 rispettivamente) D.M. 20 luglio 2004: definizione degli schemi relativi ai certificati bianchi (i decreti originali del 24 aprile 2001, qui abrogati, non riescono a decollare a causa delle complessità) legge 23 agosto 2004 n. 239: postcontatore (comma 34) D.M. 21 dicembre 2007: revisione delle regole di funzionamento D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115: previsioni di rafforzamento e miglioramento, rafforzamento dei compiti dell UTEE dell ENEA Legge 23 luglio 2009 n. 99: prolungamento incentivi per cogenerazione a 10 anni (art. 30) D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 28: previsioni di rafforzamento e revisione sostanziale dello schema D.M. 4 agosto 2011 e D.M. 5 settembre 2011: CAR e certificati bianchi D.M. 28 dicembre 2012: definizione obiettivi di risparmio e novità per il meccanismo I principali provvedimenti dell AEEG sono i seguenti: delibere 103/03 e EEN 9/11: linee guida di funzionamento del meccanismo delibere 4/06,GOP 26/09, 449/2012/A/efr : delega di attività a ENEA e a RSE delibera EEN 3/08: coefficiente di conversione dei kwh elettrici in tep delibere EEN 4/11, 9/10, 2/10, 177/05, 70/05, 111/04, 234/02: schede tecniche per la valutazione dei risparmi delibere EEN 16/10, 21/09, 36/08, 345/07, 219/04: contributo tariffario