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Timestamp: 2020-06-04 05:42:20+00:00
Document Index: 74860553

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 1', 'art 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 11', 'e contrario', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 116', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 111', 'art. 134', 'art. 7', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 48', 'art. 149']

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(G.U. 27 dicembre 1947, n. 298, ed. straord.).
3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’or­ganizzazione politica, economica e sociale del Paese.
5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
10. L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
(1) V. però la l. cost. 21 giugno 1967, n. 1, Estradizione per i delitti di genocidio, per il cui art. un. «L’ultimo comma dell’art. 10 e l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio».
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive qua­rantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
15. La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
20. Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giu­diziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il se­questro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spet­tacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
26. L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dal­le convenzioni internazionali.
(1) V. però la la nota 1 all’art. 10.
29. La Repubblica riconosce i diritti della fa­miglia come società naturale fondata sul ma­trimonio.
30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della col­lettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
La Repubblica detta le norme generali sull’istru­zione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’edu­ca­zione e all’avviamento professionale.
La legge determina i programmi e i controlli op­portuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a pri­vati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, il godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla acces­sibile a tutti.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della suc­cessione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.
44. Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l’e­sercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tal fine è isti­tuita una circoscrizione Estero per l’elezione della Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri stabiliti dalla legge (1).
(1) Il comma 3 è stato introdotto dall’art. 1 della l. cost. 17 gennaio 2000, n. 1. A tenore dell’art 3 della l. cost. 23 gennaio 2001, n. 1, “1. In sede di prima applicazione della [medesima] legge costituzionale ai sensi del terzo comma dell’articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce, altresì, le modificazioni delle norme per l’elezione delle Camere conseguenti alla variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale.
50. Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
51. Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini (1).
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adem­pimento e di conservare il suo posto di lavoro.
(1) Comma così modificato, con l’aggiunta della seconda frase, dall’art. 1 della legge cost. 30 maggio 2003, n. 1.
53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pub­bliche in ragione della loro capacità contributiva.
54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
55. Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
56. (1) La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
(1) Articolo modificato dall’art. 1 della l. cost. 9 febbraio 1963, n. 2, e dall’art. 1 della l. cost. 23 gennaio 2001, n. 1.
57. (1) Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
(1) Articolo modificato dall’art. 2 della l. cost. 9 febbraio 1963, n. 2 e successivamente dall’art. 2 della l. cost. 27 dicembre 1963, n. 3 e dall’art. 2 della l. cost. 23 gennaio 2001, n. 1.
58. I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.
59. È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
60. (1) La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.
(1) Articolo modificato dall’art. 3 della l. cost. 9 febbraio 1963, n. 2.
61. Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
62. Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
63. Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di presidenza.
64. Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna del­le due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
65. La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore.
66. Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause soprag­giunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
68. (1) I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nel­l’atto di commettere un delitto per il quale è pre­visto l’arresto obbligatorio in flagranza.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 della l. cost. 29 ottobre 1993, n. 3.
71. L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
72. Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’e­sa­me e l’approvazione dei disegni di legge sono de­feriti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
73. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.
74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
75. È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
76. L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
77. Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d’ur­genza, il Governo adotta, sotto la sua responsa­bilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono apposi­tamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia re­golare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
79. (1) L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 della l. cost. 6 marzo 1992, n. 1.
80. Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
81. Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
82. Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
83. Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
84. Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.
86. Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.
87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
Presiede il Consiglio superiore della magi­stratura.
88. (1) Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
(1) Il comma 2 di quest’articolo è stato così modificato dall’art. 1 della l. cost. 4 novembre 1991, n. 1.
89. Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
90. Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi membri.
92. Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
95. Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’atti­vità dei ministri.
96. (1) Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 della l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1.
97. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’ammini­strazione.
98. I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
99. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla e­laborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
100. Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione.
102. La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.
103. Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della Pubblica Amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dal­la legge.
104. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
106. Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati o­norari per tutte le funzioni attribuite a giudici sin­goli.
107. I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’or­di­namento giudiziario o con il loro consenso.
108. Le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge.
La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano al­l’amministrazione della giustizia.
111. (1) La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.La legge ne assicura la ragionevole durata.
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tem­po possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico; di­sponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le per­sone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di per­sone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’ac­cusa e l’ac­quisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sul­la base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interroga­torio da parte dell’imputato o del suo difensore.
(1) I commi da 1 a 5 sono stati introdotti dall’art. 1 della l. cost. 23 novembre 1999, n. 2.
113. Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o ammi­ni­strativa.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla leg­ge stessa.
TITOLO V – Le Regioni, le Province,
i Comuni (1)
(1) Il presente titolo è stato oggetto di modificazioni da parte della legge cost. 18 ottobre 2001, n.3, il cui art. 10 ha altresì disposto che” 1. Sino all'adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite “
114. (1) La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 1 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
115.. (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 9, c. 2., della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
116. (1) Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Sudtirol e la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 2 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
117. (1) La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 3 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
118. (1) Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 4 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
119. (1) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 5 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
120. (1) La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 6 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
121. (1) Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente.
(1) Articolo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 1 della l. cost. 2 novembre 1999, n. 1.
122. (1) Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto Il Presidente e­letto nomina e revoca i componenti della Giunta.
(1) Articolo sostituito dall’art. 2 della l. cost. n. 22 novembre 1999, n. 1.
123. (1) Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organiz­zazione e funzionamento. Lo statuto regola l’e­ser­cizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regio­ne e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l’appo­si­zione del visto da parte del Commissario del Go­verno (1). Il Governo della Repubblica può pro­muo­vere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.
In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali (3).
(1) Articolo sostituito dall’art. 3 della l. cost. 22 novembre 1999, n. 1.
(2) Si noti peraltro che tale organo ha cessato d’essere preveduto dai successivi artt. 124 e 127: v. infra.
(3) Comma aggiunto dall’art. 7 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
124. (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 9, c. 2., della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3
125.. (1) Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.
(1) Un originario c. 1 è stato abrogato dall’art. 9, c. 2., della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
126. (1) Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica (2).
(1) Articolo sostituito dall’art. 4 della l. cost. 22 novembre 1999, n. 1.
(2) Ai sensi dell’art. 11 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3”1. Sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda della Costituzione, i regolamenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
2. Quando un progetto di legge riguardante le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e all'articolo 119 della Costituzione contenga disposizioni sulle quali la Commissione parlamentare per le questioni regionali, integrata ai sensi del comma 1, abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionato all'introduzione di modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l'esame in sede referente non vi si sia adeguata, sulle corrispondenti parti del progetto di legge l'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti”.
127. (1) Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 8 della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
(1) Articolo abrogato dall’art. 9, c. 2., della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3..
131. (1) Sono costituite le seguenti Regioni:
Piemonte; Valle d’Aosta (2); Lombardia; Trentino-Alto Adige (2); Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.
(1) Articolo modificato dalla l. cost. 27 dicembre 1963, n. 3..
(1) Peraltro, per la denominazione bilingue di questa Regione, v. l’art. 116.
132. (1) Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
(1) Articolo modificato dall’art. 9, c. 1., della l. cost. 18 ottobre 2001, n. 3.
133. Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.
134. (1) La Corte costituzionale giudica:
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni
(1) Articolo così modificato dall’art. 2 della l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1.
135. (1) La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.
I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio
La Corte elegge fra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dal­l’uf­ficio di giudice.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
(1) Articolo modificato dall’art. 2 della l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1. In precedenza, l’articolo era già stato modificato dall’art. 1, della l. cost. 22 novembre 1967, n. 2.
136. Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere ef­ficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
137. Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte.
Sezione II – Revisione della Costituzione.
138. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cin­que Consigli regionali. La legge sottoposta a re­fe­rendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna del­le Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
III. Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell’As­semblea Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che:
hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quel­la all’Assemblea Costituente;
hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del Tri­bunale speciale fascista per la difesa dello Stato.
IV. Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione.
VI. Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.
Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del Tribunale supremo militare in relazione all’art. 111.
VII. (1) Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell’ordinamento vigente.
Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell’art. 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all’entrata in vigore della Costituzione.
(1) Articolo modificato dall’art. 7 della l. cost. 22 novembre 1967, n. 2.
VIII. Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall’entrata in vigore della Costituzione (1).
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quan­do non si sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali restano alle Province ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l’esercizio.
(1) Termine prorogato al 30 ottobre 1949 con l. 24 dicembre 1948, n. 1465 e ancora successivamente al 31 dicembre 1950 con l. 18 ottobre 1949, n. 762.
XI. Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione (1) si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’art. 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sentire le popolazioni interessate.
(1) Termine prorogato al 31 dicembre 1963 dall’art. un. della l. cost. 18 marzo 1958, n. 1.
In deroga all’art. 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
XIII. I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.
Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale (1).
(1) A tenore della legge costituzionale 23 0ttobre 2002, n. 1,: “I commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione esauriscono i loro effetti e decorrere dalla data di entrata in vigore della [medesima] legge costituzionale” ossia dal 10 novembre 2002. In precedenza, con parere reso dal Consiglio di Stato, nell’Adunanza generale del 6 marzo 1987 (recepito dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 1987), la disposizione non era stata ritenuta più applicabile a Maria José di Savoia, avendo la vedovanza fatto venir meno, ai sensi dell’art. 149 c.c., il suo stato di consorte. Preclusiva all’ingresso in Italia, in difetto di un’espressa revisione, era stata invece ritenuta la stessa disposizione per quanto riguarda i discendenti maschi da Consiglio di Stato, Adunanza Generale del 1° marzo 2001, parere n. 153 del 2001.
XV. Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sul­l’ordinamento provvisorio dello Stato.
XVII. L’Assemblea Costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per l’elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa.
XVIII. La presente Costituzione è promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque gior­ni dalla sua approvazione da parte dell’Assemblea Costituente, ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.
Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Re­pub­blica per rimanervi esposto, durante tutto l’anno 1948, affinché ogni cittadino possa prenderne cognizione.
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