Source: https://www.ingenio-web.it/25924-come-si-fa-la-redazione-del-fascicolo-dellopera
Timestamp: 2020-06-05 21:25:52+00:00
Document Index: 11003338

Matched Legal Cases: ['art. 89', 'art. 91', 'art. 158', 'art. 92', 'art.158', 'art. 15', 'art. 22']

﻿Come si redige il fascicolo dell’opera
Giberti Luca Stefano - Ingegnere Junior Perrotta Domenico - Architetto Giacobbe Stefano - Ingegnere Rivautella Liliana - Ingegnere, Libero professionista 02/03/2020 6516
Che cosa è il fascicolo
Il fascicolo dell’opera è il documento contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori durante gli interventi di manutenzione sull’opera successivamente alla sua esecuzione.
Per meglio chiarire la funzione del fascicolo è necessario fin da ora definire il “cantiere” e l’”opera” [1]:
cantiere: per la definizione completa si rimanda all’art. 89 comma 1 lettera a) del d.lgs.81/08 e s.m.i.. Nella fattispecie in tale fase nasce la prima stesura del fascicolo tecnico;
opera: prodotto finito generato dalla fase di cantiere e necessitante, a partire dalla data di fine lavori, di future manutenzioni, disciplinate da quanto prescritto dal fascicolo tecnico.
È importante sottolineare che mentre il PSC disciplina il cantiere che, per definizione, ha una durata temporanea, il fascicolo invece accompagna l’opera per la sua vita utile.
Il fascicolo segue le varie fasi di cantiere: dapprima, in fase di progettazione, il CSP lo predispone per la prima volta, poi in fase di esecuzione eventuali aggiornamenti verranno effettuati dal CSE. Il fascicolo, dinamico compagno dell’opera, ne seguirà le sue modifiche e conseguentemente verrà aggiornato con esse anche successivamente all’esecuzione dell’opera stessa a cura del committente.
L’importanza del PSC e del fascicolo, documenti complementari, è ribadita dal legislatore mediante uguali sanzioni (per il CSP: art. 91 co.1 e art. 158 co.1; per il CSE: art. 92, co.1 lettera b e art.158 co.2) di pari entità. La normativa non si dimentica neanche del committente: infatti la mancanza di fascicolo comporta la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativo [2].
Da dove nasce il Fascicolo dell'opera: lo stato dell’arte
I contenuti minimi del fascicolo dell’opera sono definiti nell’Allegato XVI del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. In particolare, il fascicolo è organizzato per Schede, che devono essere sviluppate per definire tutti gli aspetti salienti che riguardano l’opera durante le manutenzioni prevedibili durante la sua vita utile.
Il capitolo I contiene informazioni sull’anagrafica dell’opera, con indicazioni dei soggetti coinvolti (riportate nella scheda I); il capitolo II (schede II-1, II-2 e II-3) riporta le informazioni necessarie per eseguire le manutenzioni in sicurezza, comprese le indicazioni sulle misure preventive e protettive “in dotazione dell’opera” ed “ausiliarie”; il capitolo III (schede III-1, III-2 e III-3), infine, riporta indicazioni utili sulla documentazione che contiene le informazioni per la stesura, ed il successivo aggiornamento, del fascicolo.
Il capitolo II è quello che riporta compiutamente le caratteristiche dell’opera, durante tutta la sua vita utile. Dal momento che il fascicolo deve essere predisposto già in fase di progettazione dell’opera, e che in fase di esecuzione le ipotesi progettuali subiranno inevitabilmente delle variazioni, o comunque degli adattamenti di dettaglio, la scheda II-1 e la scheda II-2 rappresentano lo stesso elaborato, che viene predisposto in fase progettuale dal CSP (scheda II-1) ed aggiornato in fase esecutiva dal CSE (scheda II-2); quindi, se in fase progettuale sarà presente la scheda II-1, in fase esecutiva saranno presenti sia la scheda II-1, valida fino al termine dell’esecuzione dell’opera, sia la scheda II-2, che a fine lavori sostituirà definitivamente la scheda II-1. Il tutto è completato dalla scheda II-3, che contiene le indicazioni sulla manutenzione delle misure preventive in dotazione dell’opera.
La scheda II-1 (aggiornata dalla scheda II-2) definisce tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza nella manutenzione dell’opera.
Essa consiste in una tabella, che riporta: le informazioni utili in merito alle caratteristiche dell’opera e del luogo di lavoro, la tipologia degli interventi manutentivi previsti e la loro periodicità e gli aspetti fondamentali per l’esecuzione della manutenzione in sicurezza, sviluppati in 7 “punti critici”, definiti dal D. Lgs. 81/08 e s.m.i. nell’Allegato XVI:
interferenze e protezione terzi.
Il tutto completato da eventuali tavole progettuali allegate. Questi 7 punti critici devono esaudire tutti gli aspetti che riguardano la manutenzione in sicurezza, e devono fornire tutte le informazioni utili alle ditte che eseguiranno le successive manutenzioni, in ogni momento della sua vita utile. Per ognuno di essi, devono essere riportate, sulla scheda, le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera ed ausiliarie.
La differenza tra misure preventive in dotazione dell’opera da quelle ausiliarie
È importante distinguere le misure preventive in dotazione dell’opera da quelle ausiliarie. Le prime sono quelle costituite da realizzazione di manufatti, impianti, apprestamenti costruiti e terminati ancora in fase di cantiere e pertanto già disponibili nella loro interezza a partire dalla data di fine lavori (di cantiere); ad esempio, nel caso della manutenzione di un tetto, botola di accesso al sottotetto, linea vita ed ancoraggi (permanenti) in copertura. Le seconde sono quelle non rientranti in quelle in dotazione dell’opera ma da realizzarsi, pertanto, nelle fasi di future manutenzioni secondo le indicazioni e le specifiche ipotizzate nel fascicolo; ad esempio, per la manutenzione di un tetto, DPC o DPI, strutture provvisionali, impianti temporanei di cantiere, procedure per la gestione di interferenze particolari [1].
Dal momento che un’opera può essere estremamente complessa, sia dal punto di vista della composizione sia dal punto di vista della quantità degli interventi manutentivi prevedibili sull’opera, per definire compiutamente questi ultimi, è necessario che, per ogni componente e per ogni intervento manutentivo su di essa, sia stilata una specifica scheda II-1/II-2. Per definire le componenti dell’opera bisogna descrivere il prodotto finale del lavoro del cantiere dove dovranno essere previste le future manutenzioni, senza inserire rimozioni o interventi simili che non riguardano più la nuova configurazione. Bisogna ragionare per famiglie di elementi che costituiscono l’intervento e che riguardano ogni famiglia manutentiva; nel caso, ad esempio, di manutenzione di un tetto, tra le famiglie di elementi possono essere annoverate l’orditura, il solaio, l’impianto antenna ed ogni altro manufatto o componente che deve essere soggetto a specifico intervento manutentivo; per ognuna di tali famiglie di elementi si considereranno i singoli interventi manutentivi prevedibili e, quindi, si stilerà una specifica scheda [1].
Non è necessario predisporre il fascicolo per cantieri che richiedono lavori di manutenzione ordinaria: infatti, dal momento che il fascicolo viene predisposto in sede di progettazione dell’opera (come detto precedentemente), gli interventi di manutenzione ordinaria devono già essere stati considerati. Invece, nei casi di cantieri che richiedono lavori di manutenzione straordinaria, il fascicolo, che pur li deve avere considerati, sarà oggetto di inevitabile aggiornamento, in quanto l’intervento di manutenzione cambia le caratteristiche dell’opera.
Se la scheda II-1/II-2 riporta le indicazioni sull’utilizzo delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e ausiliarie, in fase di manutenzione, la scheda II-3 riporta, invece, le indicazioni sulla manutenzione delle stesse misure preventive e protettive, dal punto di vista dei controlli e della loro periodicità [3].
Fascicolo dell'opera: chi fa cosa
Come precedentemente evidenziato, il fascicolo nasce in fase di progettazione dell’opera; pertanto, la sua redazione è il risultato di un lavoro di concerto tra Progettista e CSP, in accordo con le misure generali e di tutela di cui all’art. 15 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. (obblighi ribaditi dall’art. 22 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.). Pertanto, il CSP dovrà acquisire i documenti di progetto e definire in fase di progettazione gli aspetti sulla sicurezza nelle manutenzioni prevedibili sull’opera [Figura 1].
Negli appalti pubblici, il fascicolo deve essere coerente con il piano di manutenzione dell’opera, che in questi casi viene redatto obbligatoriamente dal Progettista.
Negli appalti privati, sebbene l’obbligo di redazione del piano di manutenzione dell’opera sia limitato alle parti strutturali (come da NTC2018), rimane cogente l’obbligo di redazione del fascicolo da parte del CSP e l’obbligo del Progettista di attenersi ai principi generali di prevenzione.
Che cosa occorre acquisire
Nel caso di intervento su un’opera esistente già dotata di fascicolo, il CSP del cantiere dovrà adeguarlo alle caratteristiche che assumerà l’opera, a seguito dell’intervento stesso, e il CSE dovrà eventualmente aggiornarlo in fase di esecuzione.
Tutta la documentazione utile alla redazione ed all’aggiornamento del fascicolo deve essere richiamata all’interno del fascicolo, al Capitolo III (Allegato XVI del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.), il quale raccoglie in tre schede i riferimenti della stessa, relativamente: all’opera nel proprio contesto (scheda III-1), alla struttura architettonica e statica dell’opera (scheda III-2) e agli impianti dell’opera (scheda III-3).
Figura 1 - Schema di flusso del fascicolo dell’opera
Il CSP, una volta acquisita la documentazione di progetto, deve redigere il fascicolo, per ogni famiglia di elementi e, per ognuna di queste famiglie, per tutti gli interventi prevedibili sull’opera.
Dapprima si riportano le informazioni nella scheda I (Capitolo I, vedere la parte “Stato dell’arte” del presente articolo), indicando tutti i soggetti interessati in fase di progettazione dell’opera ed in fase di cantiere: Committente/Responsabile dei Lavori, CSP, CSE, Direttore dei Lavori, Progettista architettonico, Progettista strutturale, Progettista impianti, altri Progettisti, dati identificativi della/e Impresa/e Esecutrice/i. Tali informazioni, qualora non disponibili già in fase di progettazione, saranno aggiornate dal CSE in fase esecutiva.
Nella Scheda II-1 redatta dal CSP, e aggiornata dalla scheda II-2 dal CSE (Capitolo II, vedere la parte “Stato dell’arte” del presente articolo), sono presenti le schede con indicati gli interventi e le loro periodicità [4], i punti critici da definire in fase di manutenzione e le misure preventive protettive in dotazione dell’opera e ausiliarie atte allo scopo.
Il CSE in fase di esecuzione, coadiuvato dalla Direzione Lavori, dovrà raccogliere le schede tecniche dei materiale/attrezzature al fine di verificare la correttezza della “cadenza delle fasi di intervento” (scheda II-1) e l’inserimento di eventuali altri fasi indicate dal produttore del materiale, che effettivamente verrà utilizzato dall’impresa esecutrice.
Nel caso, ad esempio, di un edificio residenziale, una famiglia di elementi può essere costituita dalla copertura, in quanto rappresenta un elemento architettonico compiuto della costruzione, e pertanto i possibili interventi manutentivi sono di tipologia affine ed eseguibili utilizzando misure preventive e protettive simili. Una famiglia di interventi manutentivi sulla copertura può riguardare, ad esempio, l’orditura in legno costituente la struttura portante, che può essere soggetta sia a ispezioni visive sia a interventi di manutenzione ordinaria di pulizia e prevenzione dei fenomeni di degrado degli elementi lignei sia a interventi di manutenzione straordinaria riguardanti interventi di ripristino (oppure, nel caso della fine della vita utile, del completo rifacimento). Una volta individuate le schede da riportare nel fascicolo per definire compiutamente la manutenzione della copertura, si riportano le misure preventive e protettive per i punti critici. Tra le misure preventive e protettive di dotazione dell’opera si possono annoverare la botola di accesso dal sottotetto (se prevista) e il sistema anticaduta costituito da linee vita ed ancoraggi permanenti [3] [5]; tra le misure preventive e protettive ausiliarie, si considerano gli impianti di cantiere (impianto elettrico, impianto di sollevamento), misure atte a garantire l’accesso e la sicurezza dei lavoratori (eventuale ponteggio per manutenzioni straordinarie, DPI), apprestamenti igienico-sanitari, eventuali interventi organizzativi e procedurali [Figure 2 e 3].
Figura 2 – Scheda II-1, indicazione degli interventi manutentivi e della loro periodicità
Figura 3 - Scheda II-1, manutenzione orditura in legno copertura (ispezione a vista dello stato di conservazione)