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Timestamp: 2020-03-31 07:42:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 22']

NELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI PERUGIA
Perugia, 5 Novembre 1998
1.1 Organizzazione e geografia dell’amministrazione provinciale
1.2 Come nasce l’esperimento
1.3 Il sistema informativo
1.4 La postazione di telelavoro
1.5 Il piano formativo
2. Metodologia e conduzione della ricerca (Patrizio Di Nicola)
2.1 La ricerca sui telavoratori: lavoro, famiglia, tempi e flussi di comunicazione
2.2 La ricerca sulla propensione al telelavoro
3. I primi risultati della ricerca "propensione" (Patrizio Di Nicola)
3.1 Universo e campione
3.2 Il lavoro ed il telelavoro nella Provincia
3.3 Quanti potenziali telelavoratori?
(Patrizio Di Nicola)
N. 1) Distribuzione di frequenze e media
N. 2 ) Il questionario
N. 3) Delibera di avvio della sperimentazione del progetto
Il presente rapporto è stato redatto da
Paola Fiorenza Battisti (Area Risorse Umane e Strumentali)
Patrizio Di Nicola (Consulente, Progetto ETD)
Fabrizio Dionigi (Consulente per la formazione)
Gabriele Giglioni (Area Risorse Umane e Strumentali)
Stefano Mazzoni (Area Risorse Umane e Strumentali)
Maria Teresa Paris (Area Risorse Umane e Strumentali)
Annamaria Vallarelli (Area Risorse Umane e Strumentali)
Coordinamento scientifico: Patrizio Di Nicola
La struttura organizzativa della Provincia di Perugia è stata progettata tenendo conto delle prospettive di ridefinizione delle funzioni dell’Ente previste con l’applicazione della legge 142/1990.
In questo senso il profilo organizzativo attuale, anche se contiene alcuni orientamenti innovativi, assume una forma di gestione della transizione. In ogni caso, l’applicazione della legge 59/1997, dovrebbe rendere praticabile, in tempi brevi, il passaggio dalla gestione delle deleghe alla attribuzione delle funzioni e la nascita della "nuova provincia".
L’attuale modello organizzativo è volto a favorire il processo di decentramento amministrativo per avvicinare l’Ente alla comunità e rendere sempre più concreto il principio di centralità del cittadino nel pubblico servizio.
Il contesto di riferimento, i compiti istituzionali e le deleghe regionali evidenziano due ambiti principali di intervento:
il primo riguarda lo sviluppo di politiche per il territorio e l’ambiente
il secondo si riferisce alla organizzazione delle risorse per offrire servizi sempre più validi alla comunità in ambito sociale, culturale, economico e formativo.
I due contesti tendono a favorire, al proprio interno, la collaborazione, sia nella sfera politica che in quella tecnico gestionale, senza comunque prefigurare specifiche unità.
L’organizzazione dell’Ente ha quale struttura portante il Servizio, come centro di responsabilità, di determinazione di spesa e di controllo gestionale. I Servizi sono, di norma, organizzati in Aree che comprendono al loro interno un’articolazione per materie omogenee, ma distinte e complesse.
L’articolazione in Servizi e Aree evidenzia una propensione verso una relazione più circolare che gerarchica nel loro rapporto sistemico.
In diretto rapporto con gli organi di direzione politica e di coordinamento tecnico operano alcuni Servizi non ricollocati, per esigenze di autonomia operativa, in aree di riferimento.
La struttura organizzativa è di seguito rappresentata.
Per garantire flessibilità alla struttura e rispondere alla necessità di funzioni dirigenziali specialistiche sono presenti alcune figure dirigenziali di staff.
I Servizi sono strutturati in Uffici a cui sono preposti funzionari di 8° qualifica funzionale.
Per un dettaglio numerico riguardo il personale di ruolo, nella tabella seguente è indicata la pianta organica al 30 giugno 1998, struttura per qualifica funzione.
ORGANICO DI RUOLO
Dirigente Direttore di Area
Dirigente di Staff
La Provincia diffusa
Il territorio provinciale si estende per ben 6.334 Kmq e presenta una orografia piuttosto eterogenea, con prevalenza di aree collinari e montane, molto gradevole agli occhi del turista, ma sicuramente meno per il cittadino quando si deve spostare per raggiungere i "grandi" centri, in particolare il capoluogo, per motivi di lavoro o quali punti di riferimento per l’attività pubblica e per i pubblici servizi.
Nei 59 comuni si distribuiscono 598.402 abitanti1, in modo piuttosto differenziato: in cinque comuni è concentrato oltre il 50% della popolazione, 35 municipi su 59 contano meno di 5.000 abitanti e ben 8 comuni, tutti di montagna, amministrano meno di 1000 anime.
Una provincia senza confini, attraverso il decentramento dei servizi e la costruzione di una rete di comunicazione che si estende agli enti locali e alle amministrazioni decentrate dello Stato, potrebbe consentire di superare i confini burocratici e le barriere territoriali e portare il servizio "a domicilio" dell’utente.
Con questo spirito si è costruito, inizialmente, lo Sportello del Cittadino di Perugia, quale terminale intelligente di una pubblica amministrazione che vuole comunicare con la collettività e, successivamente, sono sorti, in convenzione con gli enti locali territoriali, degli Sportelli decentrati, quali punti avanzati di informazione e di servizi provinciali.
Sportello del Cittadino di Perugia realizzato dalla Provincia di Perugia - attivo da marzo 1995.
Sportello del Cittadino di Foligno, realizzato in convenzione con il Comune di Foligno - attivo da luglio 1996.
Sportello del Cittadino di Spoleto, realizzato in convenzione con il Comune di Spoleto, la Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, la Cassa di Risparmio di Spoleto e la Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto - attivo da luglio 1997.
Sportello del Cittadino di Bastia Umbra, regolato da un protocollo d’intesa con il Comune di Bastia Umbra e integrato con le informazioni e le procedure informatiche della Provincia di Perugia da dicembre 1997.
Sportello del Cittadino di Città di Castello, realizzato in convenzione con il Comune di Città di Castello, quale ampliamento dell’U.R.P. comunale già operante - attivo da ottobre 1998.
Questa distribuzione territoriale dello Sportello del Cittadino permetterà di servire meglio l’utenza del territorio provinciale, snellendo l’attività degli uffici centrali, facendo risparmiare tempo all’amministrazione e agli utenti e diminuendo la mobilità sul territorio.
Da luglio 1998 la Provincia è entrata a far parte della rete degli Info Point Europa (IPE), rete ufficiale dei centri di informazione dell’Unione europea, coordinati dalla Direzione Generale X su iniziativa della Commissione europea, lo Sportello del Cittadino amplia i propri servizi e ne offre di nuovi per la diffusione di una cultura comunitaria.
L’IPE di Perugia, primo centro di informazione europeo diretto ai cittadini della Regione Umbria, nasce per informare, orientare e sensibilizzare i cittadini alla conoscenza di normative, politiche e programmi comunitari al fine di favorire la piena partecipazione al processo di integrazione europea.
1.2 Come nasce l’esperimento Telelavoro
L’esperimento Telelavoro si colloca nell’ambito del progetto dell’Assessorato alle Pari Opportunità, denominato "Il Riuso del Tempo", con l’obiettivo di: "creare condizioni organizzative e culturali che permettano di migliorare la qualità delle prestazioni e l’ottimizzazione delle risorse individuando soluzioni di lavoro innovativo e gratificanti che offrano nuove opportunità di impegno e di conciliazione dei propri tempi di vita".
E sono proprio le donne a vivere con maggiore intensità la dimensione del tempo, spesso conflittualmente ripartito tra tempo di lavoro e tempo di vita.
Il Telelavoro può aprire una prospettiva nuova nell’organizzazione del lavoro permettendo di realizzare Azioni Positive in risposta a particolari esigenze di lavoratrici/ori.
Il quadro normativo nazionale ha aperto alla P.A. possibilità nuove per la sperimentazione di forme di lavoro innovative,(d. lgs. 4 novembre 1997, n. 396; l. 16 giugno 1998 n.191, art. 4 ; l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto di lavoro del personale del comparto regioni/autonomie locali per il periodo 1.1.1998/ 31.12.2001)che la Provincia di Perugia ha voluto da subito utilizzare offrendo a una propria dipendente disabile in maniera permanente l’opportunità di continuare a lavorare in modo gratificante.
"Un’opportunità umana e professionale unica. Quando a causa della malattia ho cominciato ad assentarmi sempre più spesso dall’ ufficio, il mio direttore di Area ha cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di un lavoro da svolgere interamente a casa....L’elemento più interessante è che sono una sperimentarice di telelavoro che - oltre a fare da casa atti amministrativi inerenti al lavoro - farò ricerca e progettazione su Internet proprio sulle esperienze legate al riuso del tempo"- Ivana, dipendente di 8° q.f. della Provincia di Perugia.
Da questa Azione Positiva realizzata dall’Assessorato alle Pari Opportunità è nato il progetto sperimentale di Telelavoro con l’obiettivo di verificare i reali vantaggi e gli effettivi limiti di questa modalità di lavoro sia, in termini umani, organizzativi e tecnologici per i dipendenti; che di efficienza/efficacia ed economicità per l’Amministrazione.
La sperimentazione del telelavoro avviata all’interno dell’Amministrazione Provinciale prevede un percorso per fasi:
costituzione di un gruppo di progetto incaricato di redigere un piano di fattibilità da presentare alla Giunta Provinciale entro il 31 dicembre 1998 volto alla definizione di:
attività telelavorabili;
requisiti che il telelavoratore deve possedere;
esigenze formative;
schema di protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali in materia di telelavoro;
indicatori per la valutazione in itinere e finale dei risultati ottenuti.
avvio di specifiche esperienze di telelavoro a domicilio.
Tre dipendenti, due dei quali disabili, hanno volontariamente aderito alla sperimentazione e con loro sono state concordate modalità e contenuti del lavoro a domicilio.
In questa fase il telelavoro si inserisce anche nel contesto delle Azioni Positive che rendono possibile, a dipendenti disabili in maniera permanente, la sperimentazione di una diversa modalità di lavoro. L’applicazione del telelavoro a casi concreti permetterà al gruppo di progetto di monitorare e valutare la validità del progetto complessivo.
Realizzazione di corsi di formazione per i dipendenti impegnati nella sperimentazione di telelavoro a domicilio
Sensibilizzazione e informazione rivolta ai dipendenti e dirigenti dell’Ente, le rappresentanze sindacali aziendali e regionali.
Un dato interessante è stata la significativa partecipazione alle iniziative messe in atto, essendo questa del telelavoro una sperimentazione che si configura innanzitutto come un momento di sintesi e di riflessione propositiva, da parte di tutti gli attori, sul futuro dell’organizzazione dell’Ente
L'obiettivo dell'Ente di pervenire ad un'autonomia nell'ambito informatico è rappresentato dalla costituzione di un proprio Centro Elaborazione Dati - CED che ha proceduto alla riprogettazione, allo sviluppo e al monitoraggio del sistema informativo provinciale.
Il progetto di sviluppo ha previsto il passaggio da:
-un'architettura centralizzata, rappresentata tecnologicamente dal mainframe sistema AS/400 IBM, ottimale soluzione fino agli inizi degli anni ‘90
-un'architettura distribuita, rappresentata tecnologicamente dal sistema Client/Server, che si sta gradualmente specializzando verso un sistema più complesso denominato Client/Application Server, per ottimizzare le funzionalità del primo, come illustrato nella figura seguente:
Figura 1 - L'Evoluzione del sistema informativo
Oggi, la piattaforma del software di rete è costituita da:
-sistema Operativo di Rete (Microsoft Windows NT Server);
- sistema Operativo Client (Microsoft Windows 95 e NT Workstation);
- applicazioni per Automazione d'Ufficio lato Client (Microsoft Office);
- applicativi per la gestione dei data base, la sicurezza e l'assistenza tecnica agli utenti remoti (Unicenter TNG fornito dalla Computer Associates).
Se all'inizio l'architettura mainframe AS/400 IBM accentrava tutte le funzioni di gestione data base in un unico elaboratore, ora quella distribuita consente da una parte di assegnare i servizi informativi (le nuove logiche applicative) a più macchine dedicate e dall'altra di presentare i risultati su macchine con interfaccia grafica intelligente specializzata per la ricerca e la selezione delle informazioni conservate sulle prime2.
Questo passaggio, tipico di Enti e imprese modernamente organizzati, ha un significato ben preciso: il mutamento verso un'organizzazione del lavoro per obiettivi, dove le intelligenze sono "distribuite" e coordinate al fine del raggiungimento degli obiettivi stessi. E' un mutamento culturale verso l'innalzamento della qualità dei servizi e del lavoro:
- aumento della qualità nell'organizzazione,
- rapidità di accesso all'informazione,
- maggior controllo qualitativo dei contenuti,
- snellimento nell'espletamento dei compiti e delle procedure,
- velocità nella comunicazione,
- aumento della produttività,
- diminuzione dei costi prodotti dall'inefficienza organizzativa.
Altra caratteristica del sistema informativo è di essere aperto verso l'esterno (sistema informativo di tipo aperto) che consente il collegamento:
- tra la sede principale degli uffici e quella istituzionale dell'Ente con reti dedicate ad alta velocità (per l'operatività interna);
- tra centro e periferia tramite la connessione al network Intranet (per l'operatività interna);
- tra la Provincia di Perugia e il cittadino, tramite le tecnologie Internet (per i servizi al cittadino)
In tal modo il sistema informativo dell'Ente è distribuito territorialmente e si può affermare che lo sviluppo di queste tecnologie renderà possibile un nuovo equilibrio tra le dimesioni spazio-tempo, annullando lo spazio tra centro e periferia e consentendo così l'operatività nell'ambito di un'unica dimensione temporale.
L’ Intranet, ossia l'applicazione delle tecnologie Internet nell'ambito di reti di computer interne, agevola la comunicazione, l'accesso e la selezione delle informazioni e realizza una operatività comune per le risorse umane dell'Ente, le quali potranno così accedere alle informazioni della propria rete interna e comunicare con gli utenti remoti degli uffici periferici con le stesse modalità.
La rete Internet, oltre che mezzo per il miglioramento dell'operatività interna dell'Ente, è utilizzata come strumento per la fornitura di servizi informativi al cittadino e agli operatori locali attraverso:
- informazione, accessibile dall'esterno;
- il servizio di posta elettronica che consente l'interazione dell'Ente con il cittadino e viceversa.
Schema della rete informatica
L'Amministrazione della Provincia di Perugia dispone di una rete informatica con le caratteristiche descritte nella figura seguente:
Figura 2 - La rete informatica della Provincia di Perugia
La tecnologia utilizzata è Ethernet - Fast Ethernet
Il protocollo è il TCP/IP, utilizzato dal mondo Internet
Il sistema operativo di rete è Microsoft Windows NT Server 4
- Sede di Via Palermo (Perugia), interamente cablata con tecnologia PDS, dove sono presenti gli application server oltre al già citato mainframe AS/400.
L'AS/400 funge da server primario di dati di interesse globale per l'intera amministrazione.
Il Microsoft Exchange Server gestisce il servizio di posta elettronica interna.
Il Microsoft SQL Server gestisce i dati di esclusivo interesse di singole Aree.
Il Server PDC (Primary Domain Controller) è dedicato al controllo degli accessi in rete degli utenti, al quale viene affiancato un server speculare BDC (Backup Domain Controller) pronto ad intervenire in caso di problemi del server PDC.
La stessa macchina BDC gestisce il servizio RAS (Remote Access Service), che consente l'accesso alla rete attraverso l’utilizzo di singole postazioni collegate via modem da parte degli utenti.
Il Server TNG di gestione della rete, con i relativi moduli di controllo, gestisce le problematiche di:
attivazione allarmi malfunzionamenti PC
controllo remoto della postazione di lavoro PC
gestione interventi tecnici richiesti dagli utenti
Lo SWITCH separa il traffico di rete, mentre i vari HUB collegano le porte a 10 Mbits e a 100Mbits;
Il collegamento alle sedi esterne è garantito da un Router cisco, vero e proprio smistatore ed instradatore dei messaggi tcp/ip.
Gli accessi tramite ras delle sedi esterne vengono gestiti da un altro Router cisco collegato al precedente.
- Sede di Piazza Italia (Perugia) è collegata alla sede di Via Palermo per mezzo della tecnologia WIRELESS a 6 Mbits.
- Sportelli del cittadino di Foligno e Spoleto, gli 8 comprensori e le postazioni di telelavoro sono collegati via RAS,
- Sedi periferiche (Lago Trasimeno, Villa Umbra, Isola Polvese, Centro Bazzucchi) sono collegate tramite router
Per comprendere meglio a che punto siamo nello sviluppo del S.I. appare utile fornire alcuni dati.
Le sedi di Perugia sono completamente cablate con rete in fibra ottica, offrendo così la possibilità di collegare tutti gli uffici in rete.
Gli uffici provinciali sono informatizzati per il 75%, vale a dire che tre impiegati su quattro sono dotati di un PC o di un terminale collegato con l’elaboratore centrale, in quanto l’Ente si è dotato di n. 400 personal computer. Attualmente oltre il 75% di questi PC sono collegati in rete, ma questo dato è in costante crescita in quanto giorno per giorno si stanno aggiungendo nuovi collegamenti fino ad arrivare al completamento nei primi mesi del prossimo anno.
La realizzazione del lavoro in rete fra i vari uffici è resa possibile dalla normalizzazione di alcune procedure comuni agli stessi, attraverso l’acquisizione di software o sviluppando internamente con prodotti Microsoft.
Le procedure normalizzate riguardano:
- gestione degli atti deliberativi e delle determinazioni dirigenziali;
- analisi e gestione dei procedimenti amministrativi dell’Ente;
- gestione bilancio e finanze;
- gestione presenze;
- gestione contabilità stipendi;
- gestione contabilità lavori;
- gestione Piano territoriale di Coordinamento (PTCP);
- gestione bandi di concorso della Formazione Professionale
Il completamento della rete informatica interna, collegata con le postazioni della Provincia sul territorio è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per essere davvero "in linea" con i cittadini.
La vera rivoluzione è nell’uso dell’informatica per semplificare le procedure, per lavorare meglio, per dare risposte più rapide, per evitare di richiedere al cittadino quello che già si conosce, per portare le informazioni in tempo reale in tutta la Provincia.
Il punto di svolta di questo processo è rappresentato dalla capacità delle varie amministrazioni di dialogare fra loro, creando un sistema fra le istituzioni collegate e facendo risparmiare ai cittadini e alle imprese tempo e risorse.
La postazione si compone di:
Scrivania portacomputer con ripiano estraibile per tastiera completo di sopralzo con vani a giorno e cassetti
Cassettiere su ruote con 3 cassetti
Stampante lexmark mod. 2070 a getto d’inchiostro
Personal Computer Ibm mod. Aptiva multimediale completo di casse acustiche, CD-ROM e modem interno a 33,6 Kb.
Telecamera parallela DIGICOM modello GALILEO per videoconferenza
Linea dati e telefono ISDN modello NT1 PLUS.
Sul personal computer sono installati i seguenti prodotti software:
Internet Explorer versione 4
Ms Office versione 95 o 97
Prodotto posta elettronica Outlook 98 versione italiana
Client Access per collegamento con sistema mainframe AS/400
Prodotti della Computer Associates installati: Remotely Possible, Software Delivery ed Antivirus Cheyenne
Il piano formativo relativo ai tre dipendenti che volontariamente hanno aderito alla sperimentazione è stato articolato in attività di pre - formazione e formazione, dopo la valutazione dei livelli conoscitivi delle tecnologie informatiche e telematiche applicate alle attività lavorative.
Solamente due dei tre dipendenti avevano già partecipato a corsi in informatica e telematica organizzati dalla Provincia di Perugia nell'ambito di un più ampio programma formativo; l'altro candidato non aveva mai frequentato corsi e il suo utilizzo del personal computer si era limitato a qualche sporadica attività lavorativa.
Il gruppo di progetto ha quindi deciso che per quest'ultimo andava costruito un percorso ad hoc: un'attività di pre formazione con l'obiettivo di allineare il suo livello conoscitivo a quello degli altri allievi, per poter procedere successivamente ad una comune formazione all'utilizzo di una postazione di telelavoro.
L'attività di pre - formazione
In data 13 giugno 1998 è stata avviata l'attività di pre formazione e addestramento in informatica con lezioni a domicilio. Ad oggi sono state effettuate 25 ore di lezione che ammonteranno, alla fine della sperimentazione a 40.
Contenuti della pre - formazione
I contenuti sono stati elaborati non solamente in relazione alla tecnologia trattata ma, soprattutto, pensando all'utilizzo di tale tecnologia in un contesto lavorativo completamente nuovo.
Il modello formativo è stato, pertanto, articolato in quattro aspetti: teorico, motivazionale, tecnico e applicativo.
Cenni di informatica
Cenni di telematica
Discussioni motivazionali sulla tematica "telelavoro"
Il personal computer: collegamenti fisici, accensione, caricamento dei programmi, spegnimento.
Il Sistema Operativo Windows 95
L'editor di testo Microsoft Word
Il foglio elettronico Microsoft Excel
Installazione e utilizzo di un programma antivirus
Installazione e utilizzo di un programma per la compressione dati
Coerentemente con i quattro aspetti contenutistici del modello formativo gli obiettivi della pre formazione hanno riguardato il raggiungimento di un livello medio avanzato di alfabetizzazione informatica finalizzata al telelavoro, considerando quindi anche gli aspetti metodologici e motivazionali.
Acquisizione di una conoscenza teorica di base
Mantenimento di un alto livello motivazionale
Acquisizione di una metodologia di base per l'utilizzo della tecnologia
Acquisizione di una autonomia di base relativamente a:
predisposizione fisica e logica al proprio strumento di lavoro
utilizzo dei principali strumenti del sistema operativo
installazione e utilizzo di programmi utili nelle attività correnti.
La formazione ha riguardato essenzialmente l'aspetto telematico e, data la sua specifica importanza, ha coinvolto oltre ai tre allievi anche tutti i membri del gruppo di progetto per raggiungere un livello omogeneo di conoscenze nell'utilizzo delle applicazioni telematiche e permettere così anche l'applicazione di forme di telelavoro office to office per le attività del gruppo durante la sperimentazione.
Il modello formativo è stato articolato in quattro aspetti: teorico, motivazionale, tecnico e applicativo, coerentemente ai contenuti della pre formazione.
Storia ed evoluzione Internet
Architettura e tecnologie Internet
I motori di ricerca delle informazioni
Gli altri servizi (telnet, gopher, irc, ecc.)
Il collegamento della postazione di telelavoro al sistema informativo
La videocomunicazione/videoconferenza
L'obiettivo strategico della formazione è stato il raggiungimento di un livello medio avanzato nell'utilizzo di una postazione di telelavoro a tecnologia complessa, acquisendo la capacità di mettere in sinergia gli svariati strumenti disponibili.
Acquisire una conoscenza di base del network Internet
Utilizzare il mezzo con cognizione di causa circa il proprio funzionamento:
sapere utilizzare ognuna delle applicazioni relative ai servizi elencati a livello avanzato sfruttare appieno le potenzialità dei servizi rispetto alle proprie esigenze professionalisapere utilizzare il sistema di videocomunicazione/videoconferenza a livello medio avanzato
Acquisire capacità comunicative totalmente diverse rispetto a quelle permesse dai tradizionali mezzi comunicativi (fisico, telefono, ecc.)
2. Metodologia e conduzione della ricerca
La ricerca sul telelavoro alla Provincia di Perugia si inquadra in una più ampia attività che, come visto nei capitoli precedenti, si iscrive all'interno di un progetto inteso a ripensare le modalità di fruizione e di impiego del tempo. Per tale motivo, anche l'attività di ricerca è stata orientata su un duplice binario: da una parte sondare la disponibilità e la propensione al telelavoro dei dipendenti dell'Amministrazione, dall'altra, studiare le modifiche che il telelavoro porta agli stili di lavoro e al modello di organizzazione temporale nei soggetti che lo attuano. Lo schema generale della ricerca è riportato nella figura che segue.
2.1 La ricerca sui telelavoratori: lavoro, famiglia, tempi e flussi di comunicazione
A Perugia i telelavoratori "in senso stretto" sono, in questa fase, soltanto tre. Si tratta di altrettanti dipendenti che, trovandosi in una condizione familiare o lavorativa svantaggiata, avevano chiesto, d'accordo con i loro superiori, di poter lavorare da casa non appena il progetto fosse stato lanciato. I tre hanno iniziato a telelavorare nel periodo compreso tra fine agosto e fine settembre 1998, in dipendenza della disponibilità delle attrezzature (PC, modem, linea ISDN) a loro destinate. Sui telelavoratori sono in corso di svolgimento tre diverse indagini:
- Survey sull'impatto del telelavoro
Ogni mese, ciascun telelavoratore è stato intervistato dal responsabile della ricerca al fine di individuare, se ve ne fossero, problemi emergenti nell'uso delle tecnologie, nel rapporto con la famiglia, in quello con i capi e i colleghi. La prima intervista, svolta ai primi di settembre, verteva invece sulle aspettative e motivazioni nei confronti del telelavoro, con un'attenzione particolare all'identificazione dei percorsi logici che avevano portato l'individuo a candidarsi per l'esperimento di telelavoro, nonché sui benefici attesi e le potenziali aree critiche prese in considerazione.
Una particolare attenzione, nel corso delle interviste, viene attribuita alla rilevazione dei "segnali deboli" di disagio al fine di individuare potenziali problemi da risolvere con urgenza, se necessario procedendo alla modifica di alcuni aspetti del telelavoro
- Survey sui Tempi di lavoro e non lavoro
Ai telelavoratori, nel corso della giornata, è chiesto di compilare la scheda che si riporta di seguito, nella quale vanno indicate le attività svolte, con i rispettivi orari. Grazie a tali schede sarà possibile, al termine della fase sperimentale (dicembre 1998), ricostruire la distribuzione degli orari dei soggetti coinvolti, valutandone la differenza rispetto agli orari di ufficio canonici. In particolare verrà sottoposta a verifica l'ipotesi guida della ricerca, che i telelavoratori più soddisfatti tendono a sviluppare una propria personale distribuzione del tempo tutt'altro che incidentale, calibrata sulla esigenza di conciliare lavoro e cura domestica e personale.
- Survey sui flussi comunicativi
Il telelavoratore, benché operi presso il suo domicilio, è solo fisicamente isolato dall'ufficio. Egli, infatti, dispone di una linea di comunicazione fornita dall'amministrazione tramite la quale è possibile, oltre che fare tradizionali telefonate, inviare e ricevere fax e messaggi di posta elettronica, navigare su Internet o nella rete interna dell'amministrazione, sulla quale risiedono le risorse, quali archivi e banche dati, condivisi da tutti i dipendenti. La postazione di lavoro è quindi il centro di un universo comunicativo che costituisce, per alcuni telelavoratori, una novità assoluta. Lo scopo di tale ricerca è di indagare il ruolo e l'importanza delle tecnologie della comunicazione al fine di ridurre il senso di separazione dall'ufficio e la loro capacità di sostituire in maniera efficiente - specialmente sotto il profilo socio-psicologico - le interazioni face to face
La rilevazione si concretizza nella compilazione giornaliera di una scheda nella quale debbono essere riportate tutti i contatti - sia strettamente di servizio che semplicemente orientati alla socialità - che il telelavoratore ha nel corso della giornata di lavoro
Per decisione concorde del gruppo di ricerca, i risultati delle tre survey verranno diffusi solo al termine della fase sperimentale, prevista per il 31.12.98. Ciò sia per motivi di completezza nella raccolta e analisi dei dati, sia per evitare di distorcere, con un'analisi prematura, il risultato complessivo. E' infatti ipotizzabile che i telelavoratori coinvolti avrebbero potuto reagire alla diffusione dei primi dati parziali sul proprio comportamento riallineandolo, anche se a livello inconscio, in maniera ritenuta "più conforme" alle aspettative dei ricercatori, generando così una sorta di "effetto Hawthorne3".
Scheda utilizzata per il bilancio tempo
Scheda utilizzata per il bilancio comunicazioni
L'indagine sulla propensione al telelavoro tra i dipendenti della Provincia è stata condotta tramite un questionario autocompilato che, dopo la messa a punto, è stato fatto pervenire a tutti gli uffici, per la successiva distribuzione, con una lettera di accompagnamento in cui si spiegava la finalità della ricerca e si garantiva l'anonimato dei rispondenti. Il questionario doveva servire anche per ricevere eventuali candidature spontanee per la seconda fase della sperimentazione, per cui era data possibilità agli intervistati di compilare un riquadro finale indicando nome, cognome e ufficio di appartenenza. Sono stati ben 132 su un totale di 279 risposte valide collezionate, i questionari che sono tornati con tale parte compilata. Naturalmente, per rispettare in ogni caso l'anonimato dei rispondenti, nel corso delle elaborazioni i dati personali sono stati cassati dall'archivio e sostituiti con una variabile binaria, che indicava soltanto se il questionario fosse o meno anonimo.
Il questionario, riportato in allegato al presente rapporto, era organizzato in tre sezioni, per un totale di 30 domande (per un tempo di compilazione di circa 15-20 minuti).
La prima sezione, di 15 domande, si riferiva alla condizione lavorativa dell'intervistato. Veniva chiesto il settore di appartenenza, la qualifica, il lavoro svolto, l'anzianità di servizio e le modalità concrete di svolgimento del lavoro (autonomia, rapporto con i capi e colleghi, ecc.). Quattro domande erano dedicate all'utilizzo del computer e alla disponibilità di tale strumento anche a casa, mentre altre due si riferivano al tempo e al mezzo di trasporto impiegato per raggiungere l'ufficio. Chiudeva la sezione una domanda inerente la distribuzione del tempo, in una giornata - tipo, tra diverse attività e modi di fruizione (lavoro, casa, riposo, spostamenti, ecc.). La seconda parte del questionario era invece intesa ad indagare l'opinione dell'intervistato sul telelavoro. Le domande erano tutt'altro che brevi, in quanto era presa in considerazione la possibilità che chi rispondeva conoscesse poco o nulla del telelavoro. Ogni domanda, quindi, era preceduta da una breve nota esplicativa, sull'esempio di quella che segue:
16.Con l’uso delle moderne tecnologie molti tipi di lavoro possono oggi essere svolti a casa o in centri vicini alla propria abitazione: è il cosiddetto "telelavoro". Usando i computer, Internet e gli altri strumenti di comunicazione forniti dall’Amministrazione molti dipendenti potrebbero evitare di spostarsi ogni giorno da casa all’ufficio.
Prima di oggi aveva sentito parlare del telelavoro?
Le domande poste erano inerenti, oltre che alla conoscenza del telelavoro, anche alla disponibilità (e possibilità tenendo conto del proprio lavoro) a sperimentarlo, alla modalità ritenuta più attraente (se a casa o da un centro di telelavoro, se tutti i giorni o in maniera alternata, solo per alcuni giorni la settimana). La sezione si concludeva con la richiesta di indicare, tra una lista predisposta allo scopo, quali fossero i vantaggi e gli svantaggi del telelavoro che l'intervistato ritenesse più importanti. In fine, l'intervistato veniva un po' provocatoriamente posto di fronte ad una alternativa secca: se per telelavorare avesse dovuto rinunciare ai compensi per le ore di lavoro straordinarie, sarebbe stato ancora disponibile a sperimentare questa forma di lavoro?4
La terza e ultima sezione (sette domande) aveva l'unico scopo di raccogliere i dati socio-grafici dell'intervistato: sesso, età, titolo di studio, stato civile, numero delle persone in famiglia, età dei figli.
I dati raccolti, organizzati sotto forma di data file, sono stati poi analizzati utilizzando SPSS, un programma di elaborazione statistica di sicura affidabilità. All'illustrazione dei risultati dell'analisi condotta è dedicato il capitolo seguente.
3. I primi risultati della ricerca sulla "propensione" al telelavoro
Per le modalità seguite nella distribuzione dei questionari5 è evidente che i ricercatori non si attendessero un campione statisticamente rappresentativo dell'universo (composto di tutti i dipendenti, con la sola esclusione dei dirigenti) dell'Amministrazione Provinciale. E in effetti i questionari restituiti (in tutto 279 su 700 stampati, per un tasso di restituzione pari al 39,9% circa) vedono una prevalenza della componente femminile, che rappresenta, rispettivamente, il 46,8% del campione, ma solo il 36,2 % dell'universo.
Fenomeno, questo, atteso, sia in quanto è tradizione dei sondaggi senza piani di campionamento precostituiti la maggiore propensione delle donne a fornire risposte, sia perché era dato per scontato il maggior interesse femminile per il telelavoro (e quindi verso il questionario)6. Non va infine dimenticato che il questionario è stato distribuito dopo l'inizio della sperimentazione di telelavoro su tre dipendenti e che tale sperimentazione in corso era di pubblico dominio7 ed iniziava a creare curiosità tra il personale.
Il nostro campione è invece rappresentativo dell'intera coorte dei dipendenti per quanto concerne l'eta' e l'anzianità di servizio (in entrambi i casi inferiori ai dati medi di meno di due anni). Più complessa l'interpretazione delle percentuali di risposte per qualifica, in cui si nota una minore presenza delle qualifiche sino alla 5^ e una sovrarappresentazione di quelle elevate. Come si vede dalla tabella che segue, nel caso della 7^ qualifica, ha risposto al questionario oltre la metà del personale in servizio.
Tabella 1: Distribuzione dell'universo e del campione per qualifiche funzionali
8^ qual.
7^ qual.
6^ qual.
5^ qual.
4^ qual.
3^ qual.
In questo caso ha contato sia la diversa presenza delle donne all'interno delle qualifiche sia il fatto che il personale più interessato al telelavoro era accentrato nelle mansioni impiegatizie, che vedono davvero possibile, in virtù del lavoro che svolgono, telelavorare.
Per completare il quadro socio-grafico dei rispondenti va detto infine che oltre il 55% di chi ha risposto ha studiato sino al diploma e un restante 20% è invece laureato, che i tre quarti vive con una famiglia acquisita composta di tre o quattro persone, tra cui uno o due figli che hanno in media, rispettivamente, nove e cinque anni.
E' quindi tenendo conto di queste caratteristiche del campione che verranno analizzate, nel proseguo del rapporto, le risposte fornite. Le quali si riferiscono, anziché a tutto il personale, principalmente a quella parte che, per qualifica, lavoro svolto, abilità a trattare le informazioni con l'utilizzo degli strumenti informatici, condizione familiare e probabilmente anche per interesse personale, ha preso in considerazione il telelavoro. Magari, come vedremo, anche solo per scartarne la reale praticabilità nel proprio caso.
3.2 Il lavoro e il telelavoro nella Provincia
Oltre il 50% di coloro che hanno risposto al questionario, come detto, appartiene alla 6 o 7 qualifica funzionale. Si tratta principalmente, quindi, di impiegati d'ufficio aventi mansioni medio alte. Il lavoro che svolgono gli intervistati è principalmente legato all'istruzione e alla verifica di pratiche richieste dagli utenti, esecutivo (dattilografia, fotocopie, ecc.) e di contatto con l'utenza e con i dipendenti. E' da notare che dichiarano di svolgere un lavoro principalmente legato al trattamento tecnologico dell'informazione l'8,3%, mentre una quota consistente (16,1%) degli impiegati, per lo più quelli di qualifica alta, svolge mansioni di progettazione, studio e coordinamento del lavoro di altri dipendenti. Compiti che sono spesso interrelati tra di loro: il 50% dei coordinatori, infatti, si dedica a più attività, tipicamente di studio o concettuali. Lo stesso accade per coloro che hanno contatti con gli utenti (siano essi interni o esterni). In questo caso la mansione di front end si coniuga con l'istruzione di pratiche come lavoro di back-office.
Tabella 2: Le mansioni svolte
Istruzione verifica pratiche
Lavoro esecutivo
Contatti esterni e dipendenti
Progettazione, ricerca, studio
Ispettiva e vigilanza
Agg. Banche dati
NB: il numero delle risposte e' maggiore di quello dei rispondenti in quanto erano ammesse piu' scelte
Il lavoro viene svolto in completa autonomia nel 18,6% dei casi, mentre in tutti gli altri è collegato a quello dei colleghi (72,3%) o addirittura si svolge vere e proprie squadre di lavoro (9,1%). L'autonomia del lavoro, come logico, è legata alla qualifica (i livelli alti hanno un grado di autonomia doppio rispetto agli impiegati dal quinto livello in giù) e alla mansione svolta: i lavori che garantiscono più autonomia sono sia quelli di studio e progettazione, sia quelli che implicano un rapporto con l'utenza, in cui si suppone il soggetto debba essere in grado di prendere decisioni rapidamente.
Collegato a questo aspetto vi è la necessità di rivolgersi ai capi e colleghi per avere informazioni e direttive. Le due domande intese a sondare questo aspetto hanno dato il risultato riportato nella tabella che segue.
Tabella 3: I rapporti di lavoro
Si rivolge al capo
Si rivolge ai colleghi
Una o due volte al giorno
Soltanto il 18% degli intervistati afferma di rivolgersi "raramente" al proprio capo (decisamente di più, il 28,3%, coloro che non si rivolgono ai colleghi per questioni di lavoro); la maggioranza assoluta lo fa "di tanto in tanto", formulazione che nella graduazione data nella domanda equivaleva a dire "alcune volte a settimana". La domanda, insomma, restituisce una immagine di un collettivo discretamente professionalizzato, in cui il lavoro viene svolto con certezza dai diversi addetti, non richiedendo frequenti chiarimenti né dai capi né dai colleghi. Ciò non significa, naturalmente, che vi siano pochi rapporti o solo formali all'interno degli uffici: la grande maggioranza degli intervistati (87,6%) dichiara invece di intrattenere buoni rapporti con i colleghi se non, addirittura, di avere in ufficio i migliori amici (4%).
L'Amministrazione provinciale, come abbiamo visto in altra parte del rapporto, ha dedicato non poche energie e risorse nell'informatizzazione degli uffici e nella formazione del personale. Si tratta di aspetti sicuramente importanti al fine di inquadrare nella giusta ottica la propensione al telelavoro dei dipendenti; è infatti difficile condurre esperimenti di telelavoro in realtà pre-tecnologiche e ciò sia per ragioni oggettive (la necessità di dotare gli individui di nuovi strumenti), sia per ragioni soggettive, legate all'enorme sforzo di apprendimento richiesto ai dipendenti che, in un solo balzo, dovrebbero sia imparare ad usare tecnologie nuove, sia a telelavorare, tenendo quindi sotto controllo una discreta serie di nuove variabili tecniche, comportamentali, organizzative, ecc.
A Perugia i PC sono invece di casa: soltanto il 22% degli intervistati afferma di non usarli mai in ufficio, mentre un altro 5% li adopera in maniera episodica. Nel complesso gli strumenti per l'elaborazione dei dati occupano un parte importante della giornata lavorativa: oltre il 44% del tempo viene speso di fronte al monitor (un po' più le donne che non gli uomini: 52,2% vs 37,2%), come si vede dal grafico a lato. Di conseguenza esiste una discreta dimestichezza nell'uso dei computer: circa il 45% dei rispondenti autodefinisce "buona" o "molto buona" la propria capacità di utilizzare un PC, uno su tre la ritiene sufficiente per svolgere il lavoro assegnato, mentre il restante 20%, composto per lo più maschi di bassa qualifica addetti a compiti non impiegatizi, la reputa iniziale o inesistente. Ma il personal computer, oltre ad essere uno strumento di ufficio, è ormai divenuto anche un accessorio presente in molte case, ove viene utilizzato come passatempo, per la gestione degli affari familiari o per lavorare. I dipendenti della provincia non fanno eccezione a questa regola: quasi la metà (48,9%) ha un computer a casa, anche se nel 9,4% dei casi viene utilizzato da altri componenti della famiglia. In oltre un quarto delle case il computer dispone di un collegamento a Internet, come si vede dalla figura che segue.
Si tratta di valori molto più alti della media nazionale: il Rapporto EITO 988, infatti, stimava che le famiglie italiane in cui era presente un PC fossero circa il 13% del totale (a fronte del 19% in Europa, il 37% in Usa, il 26% in Giappone), mentre l'accesso ad Internet non interessa più del 3% degli italiani (nel nostro campione tale valore è più che quadruplo: 12,9%).
Il tempo e i trasporti
Raggiungere il posto di lavoro è per molti dipendenti, specialmente quelli che abitano nelle grandi città, una vera e propria fatica, oltre che un'attività che occupa un tempo considerevole. Gli addetti della Provincia di Perugia non fanno eccezione. I nostri intervistati spendono, mediamente, poco meno di 23 minuti per raggiungere il luogo di lavoro ed altrettanto per tornare a casa. Considerando che il totale degli spostamenti durante una giornata tipo ammonta a circa 66 minuti pro capite, gli spostamenti di lavoro ne assorbono ben il 68%. Si tratta di valori equamente ripartiti tra tutti i dipendenti, che prescindono dal genere o dalla mansione svolta. Va pero' detto che circa il 15% degli intervistati dichiara di spendere oltre un'ora negli spostamenti di lavoro (e in 12 casi, pari all'1,5% si superano le due ore giornaliere).
Tra i mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere l'ufficio prevalgono quelli inquinanti: il 75% delle persone utilizza l'auto privata (tra cui una sparuta minoranza, appena 9 dipendenti, pari al 3,2%, la utilizza in condivisione con altri colleghi). I mezzi pubblici e il treno vengono utilizzati dal 16,2% delle persone (con una prevalenza delle donne). Pochissimi, infine, quelli che usano la bicicletta, ma dobbiamo supporre si tratti di persone in ottima forma fisica e soprattutto che abitano vicino all'ufficio; difficilmente, infatti, la configurazione geografica della provincia permetterebbe lunghi tragitti con questo mezzo di locomozione9.
Di un certo interesse, da ultimo, l'organizzazione della giornata-tipo dei dipendenti, che vediamo nella tabella che segue. L'attività che occupa più tempo è il lavoro produttivo, che pervade oltre un quarto della giornata, seguito dal riposo (26%) e quindi dal tempo passato a casa, che può essere visto come tempo dedicato in parte al lavoro riproduttivo e in parte al relax, anche se il tempo dedicato agli hobby è tutto sommato ridotto: poco più di un'ora e mezzo per gli uomini, solo 60 minuti le donne.
Tabella 4: La ripartizione percentuale del tempo
Le opinioni sul telelavoro
Prima dello svolgimento dell'intervista non avevano mai sentito parlare del telelavoro soltanto una minoranza di dipendenti: appena l'8,2%, per lo più (83%) maschi., di bassa qualifica ed addetti a compiti prevalentemente manuali ed esecutivi. Possiamo parlare, quindi, di vero e proprio disinteresse verso l'argomento, vista la frequenza, specialmente negli ultimi mesi, con cui giornali e televisioni accennano all'argomento. Decisamente di più sono invece coloro che, pur avendo sentito il termine telelavoro, dichiarano di non sapere bene cosa sia: sono il 20,8% dei dipendenti, equamente ripartiti tra maschi e femmine e all'interno delle qualifiche.
La rimanente parte dei dipendenti (oltre il 70%) dichiara invece di avere un'idea abbastanza precisa del telelavoro, che si sono costruiti o tramite letture (49,5%) o parlando tra colleghi (15,1%). Vi è infine una piccola minoranza (18 persone, pari al 6,5% dei rispondenti) che dichiara di aver approfondito l'argomento (che quindi era di loro interesse prima dell'intervista).
Figura: La conoscenza del telelavoro
Coloro che più degli altri conoscono il telelavoro, come ci si poteva attendere, si trovano tra le qualifiche alte, nei mestieri più legati al trattamento delle informazioni e tra i coordinatori, tra i soggetti di genere maschile.
Conoscere il telelavoro, naturalmente, non significa anche essere disponibile a telelavorare. Era proprio per misurare la disponibilità individuale - solo teorica- al telelavoro che nel questionario era stata inserita una domanda diretta che suonava all'incirca in questo modo: " Una legge approvata di recente permette ai dipendenti pubblici di telelavorare. Se lei ne avesse la possibilità, sarebbe disposto a telelavorare ?" . Le risposte ottenute dividono il campione in due parti quasi uguali: il 56% che si dicono disponibili e il 44% che invece hanno seri dubbi in materia (si veda la figura seguente).
Figura: Disponibilità a telelavorare
Sono meno disponibili al telelavoro le donne (51,5% di si contro il 60% degli uomini), le persone con qualifica bassa e, come ci si poteva attendere, coloro che dichiarano di essere meno degli altri informati sul telelavoro (si veda la tabella che segue).
Tabella 5: Conoscenza del telelavoro e disponibilità a telelavorare
Conoscenza telelavoro
Disponibilita' telelavoro
N.casi
% di riga
% di colonna
Sono invece comparativamente più disponibili al telelavoro coloro che hanno tempi di spostamento maggiori, i laureati, chi svolge attività di studio e ricerca e comunque complesse, coloro che dichiarano di lavorare per lo più su banche dati. Non incide, invece, né la disponibilità di PC a casa, né l'uso domestico di Internet. A spiegare la disponibilità al telelavoro concorre in maniera determinante la reale possibilità di poterlo fare. La domanda successiva, infatti, chiedeva se, a giudizio dell'interessato, un lavoro come il proprio potesse essere svolto da casa10. In questo caso le risposte sono state più dubitative che non alla precedente. Oltre il 46% degli intervistati ha risposto con un no secco, a fronte di poco meno dell'11% che invece ha risposto con un si convinto. Tutti gli altri (42,8%) ha invece espresso dei dubbi, affermando che il proprio lavoro potrebbe essere svolto da casa, ma solo in parte. Se incrociamo ora le risposte fornite alle due domande appena viste, otteniamo la tabella 6 che segue, dalla quale risulta oltre ogni legittimo dubbio statistico che tra disponibilità al telelavoro e possibilità di farlo (tenendo conto del lavoro svolto) esiste una relazione lineare, nel senso che a una maggiore possibilità di telelavorare (data la mansione che si svolge) corrisponde anche una maggiore disponibilità a sperimentare tale forma di lavoro.
Tabella 6: Disponibilità e possibilità di telelavorare
Possibilita' di lavorare a casa
Sarebbe disposto a telelavorare ?
Probabil-mente no
Nota: Chi quadro=79,5, significativo al livello 0,001
Le persone, come sempre, anche quando compilano questionari si comportano in maniera tendenzialmente razionale e difficilmente si dicono disponibili ad esperienze che, per motivi esterni alla propria volontà, non possono poi davvero sperimentare.
Le forme del telelavoro
I questionari sul telelavoro scontano sempre il diverso grado di conoscenza che della tematica hanno gli interpellati. Molti, ad esempio, identificano il telelavoro con il lavoro svolto a casa con l'ausilio delle tecnologie ICT. Alcuni, al contrario, sanno che della "famiglia dei telelavori" fanno parte varie sottospecie, quale il telelavoro mobile, quello svolto dai telecentri, il lavoro remotizzato, e così via. Per questo motivo i questionari debbono anche svolgere una funzione, seppur minima, di allargamento delle conoscenze dell'intervistato, almeno se si desidera uscire dallo stereotipo del telelavoro domiciliare. In quest'ottica si inquadrava la domanda 19, che era così formulata: "Se lei potesse scegliere, preferirebbe telelavorare da casa o da un ufficio vicino alla sua abitazione (i cosiddetti "telecentri") con altre persone ?". La domanda ha ricevuto le risposte di oltre i due terzi degli intervistati: il 39,8% ha indicato una preferenza per lavorare da casa, il 28,8% ha invece scelto il telecentro. Gli altri hanno preferito o non rispondere (circa 5,5%) oppure dichiarare la loro incapacità di scelta, in assenza di ulteriori spiegazioni, rifugiandosi nel "non so".
Il telelavoro da casa è preferito da coloro che sono più disponibili a telelavorare e dalle qualifiche alte, mentre l'idea di operare da un telecentro taglia trasversalmente il campione ed è citata in misura uguale un po' da tutti i gruppi.
La domanda successiva chiedeva invece di esprimersi in merito alla frequenza ottimale dei ritorni in ufficio. All'intervistato veniva infatti spiegato che molti telelavoratori, per evitare l'isolamento dall'ambiente sociale dell'ufficio o per necessità legate al proprio lavoro, lavorano alcuni giorni in ufficio e altri da casa o da un telecentro. Le risposte ottenute sono rappresentate nel grafico che segue, dal quale emerge con chiarezza che la maggioranza dei lavoratori preferirebbe un approccio "soft" al telelavoro: alcuni giorni in ufficio, altri giorni al di fuori. Si preferisce, insomma, il cosiddetto modello di telelavoro "alternato", in cui la quota di lavoro svolto in ufficio è all'incirca identica a quella svolta all'esterno. E', per inciso, il tipo di telelavoro sul quale gli esperti sembrano aver raggiunto un sostanziale accordo, in quanto, mentre garantisce molti dei benefici del telelavoro, minimizza i rischi di isolamento (per il lavoratore) e di disgregazione dell'ambiente socio-organizzativo per l'azienda.
Grafico: Quanti ritorni in ufficio ?
Su tale articolazione del telelavoro sembrano d'accordo un po' tutti i gruppi, anche se le donne lo preferiscono nel 59% dei casi, contro il 50% degli uomini e le qualifiche alte lo indicano per il 63,2% contro gli addetti di minor qualifica, che invece preferirebbero stare più tempo fuori dell'ufficio.
Non poteva mancare, per finire, una sezione del questionario dedicata ai vantaggi e ai potenziali problemi del telelavoro. Ciascuna domanda riportava 8 item (più la dicitura "Altro", con l'indicazione di specificare), tra i quali era possibile sceglierne due. I vantaggi indicati di più (si veda la tabella sotto) sono anzitutto la flessibilizzazione dell'orario di lavoro, indicato da oltre un quarto delle risposte, seguito dalla possibilità di avere più tempo a disposizione per la famiglia (item indicato in prevalenza dalle donne, ma anche da un buon numero di uomini), e dal risparmio di tempo per la riduzione degli spostamenti.
Tabella 7: I vantaggi del telelavoro
Possibilità di decidere gli orari di lavoro
Piu' tempo per la famiglia
Risparmio di tempo per spostamenti
Risparmio di denaro per spostamenti
Lavoro piu' autonomo
Più tempo per se
Lavoro piu' produttivo
Semplificando al massimo l'analisi tramite l'accorpamento in tre sole voci dei vantaggi, possiamo dire che il telelavoro viene visto anzitutto come un utile accorgimento per migliorare il modo in cui si lavora dal 65,6% degli intervistati, con una prevalenza degli impiegati di fascia alta e dei maschi. E' invece un modo per liberare tempo (o per ottimizzarlo) per il 57,3% delle persone. Per il 16,1% (in maggioranza -tre quarti- di sesso maschile), infine, è soprattutto un modo per risparmiare denaro, eliminando spostamenti inutili e costosi.
Sul fronte degli svantaggi, quello di gran lunga più citato è il rischio dell'isolamento. Questo può venire inteso come isolamento dall'ufficio in quanto corpo unitario con il quale si interagisce quotidianamente e dal quale si ottengono informazioni e notizie (il 36,4% delle risposte si riferisce a questa forma di isolamento, che potremmo definire "burotico") o isolamento umano dai colleghi (30,4%). Nella gran parte dei casi si assiste ad una forte polarizzazione, nel senso che coloro i quali temono un isolamento dall'ufficio hanno paura anche di rimanere isolati rispetto ai colleghi. Tutti gli altri rischi sono invece presi in considerazione in misura molto minore. Va detto che la notizia non è nuova: in molte ricerche svolte sul telelavoro la tematica dell'isolamento, reale o temuto, costituisce la maggior paura dei telelavoratori (e spesso dei loro colleghi e capi). Il che sembra giustificare a pieno sia gli investimenti che le aziende debbono fare in tecnologie che attenuino il senso di separazione, sia l'adozione di schemi di telelavoro che alternino periodi in ufficio con periodi esterni ad esso.
Tabella 8: Svantaggi temuti
Minore informazione su cosa avviene in ufficio
Rischi per la carriera
Difficile organizzare il proprio lavoro
Problemi con tecnologie
Rischio di attriti con la famiglia
Scarso aiuto nel lavoro
Incomprensioni con superiori
Il questionario si chiudeva infine con una domanda a prima vista provocatoria, intesa a sondare la reale motivazione al telelavoro eventualmente espressa dal soggetto in una domanda posta all'inizio della sezione. Veniva infatti affermato che i telelavoratori di solito non sono soggetti al controllo dell'orario di lavoro, ma per questo essi non possono effettuare lavoro straordinario retribuito. Si chiedeva allora se a tali condizioni l'interessato sarebbe ancora stato disposto a telelavorare. Insomma: il telelavoro vale una riduzione (seppur piccola) della retribuzione effettiva? Le risposte, incrociate con la precedente in cui si sondava la generica disponibilità al telelavoro, hanno dato il risultato indicato nella tabella che segue.
Tabella 9: Persistenza della disponibilità a telelavorare
Anche senza straordi-nari ?
Come si vede, l'86% circa di coloro che avevano risposto positivamente senza esitazioni mantengono ferma la volontà di provare il telelavoro anche se questo dovesse costare qualcosa in termini economici11; il 30% di coloro che propendevano per il si - pur con qualche dubbio - sono invece scoraggiati dalla prospettiva di perdere una possibile fonte di guadagno; infine, solo la metà di chi aveva risposto in maniera moderatamente negativa alla domanda precedente afferma che il mancato pagamento delle ore di lavoro straordinarie potrebbe non costituire un problema nella scelta di telelavorare.
Un indice di propensione al telelavoro
Partendo dalle due domande appena viste è possibile calcolare un semplice indice di propensione individuale al telelavoro, ottenuto attribuendo un punteggio progressivo alla disponibilità mostrata alla domanda 17 (che chiedeva: "se lei ne avesse la possibilità, sarebbe disposto a telelavorare ?"), aggiungendo poi un ulteriore score a coloro che in seguito mantengono ferma la propria intenzione di telelavorare anche a costo di perdere gli introiti derivanti dal lavoro straordinario. In tal modo si ottiene un indice variabile da 0 a 5, riportato nella tabella seguente, che corrisponde a sei gradi di propensione differenti, ma che per comodità di analisi è possibile ricondurre a tre sole modalità (Alta, media e Bassa Propensione individuale).
Tabella 10: Indice di propensione individuale
% valida
L'analisi mostra che la popolazione intervistata si compone di 61 individui (22,1%) per nulla o pochissimo interessati e disponibili al telelavoro, di un ulteriore 32% che possiamo definire come "mediamente interessati", e una parte consistente (ben 118 individui, pari al 42,8%) molto o moltissimo propensi al telelavoro. Si tratta di un numero che senza dubbio potrebbe spaventare qualsiasi ufficio del personale - e non solo nella pubblica amministrazione. Infatti, se da una parte tale disponibilità testimonia una positiva attitudine al cambiamento da parte degli intervistati, dall'altra una così massiccia adesione a un progetto di telelavoro richiederebbe, senza dubbio, una profonda riorganizzazione dell'Ente - che in queste condizioni verrebbe ad assomigliare più ad un'azienda virtuale che a una pubblica amministrazione - e una politica di gestione del personale e del lavoro fortemente innovativa. E ciò sia per chi è dentro le mura dell'ufficio che per chi ne è fuori.
E' evidente che, se la situazione risultasse a successive analisi davvero quella descritta, la provincia, nell'intraprendere un esperimento allargato di telelavoro, dovrebbe anzitutto porsi il problema di ridisegnare i flussi lavorativi, i carichi di lavoro, il lavoro dei team, la politica del controllo del tempo e dei risultati del lavoro, ecc.
Anche in questo caso, per completare l'analisi, forniamo una breve descrizione dei soggetti che mostrano la maggiore disponibilità al telelavoro: chi abita più lontano dall'ufficio, coloro che usano meglio i computer, chi svolge attività legate al trattamento di dati. Va detto, per inciso, che ben il 73% di coloro che hanno ottenuto i punteggi più alti dell'indice hanno anche dimostrato la loro concreta disponibilità al telelavoro compilando la sezione finale del questionario, che richiedeva i dati personali dell'intervistato al fine di poterlo prendere in considerazione in caso di un successivo allargamento dell'esperimento in corso. Questa parte del questionario è stata invece compilata dal 25,8% dei mediamente propensi e solo dal 9,1% degli altri.
3.3 Quanti potenziali telelavoratori ?
Tra gli scopi della ricerca vi era anche quello di giungere a una stima del numero dei potenziali telelavoratori tra i dipendenti della Provincia. Risultato, questo, cui si potrebbe pensare di essere pervenuti grazie alla elaborazione dell'indice di propensione individuale appena visto. In realtà tale indicatore è da considerare "debole", in quanto misura soltanto una generica disponibilità individuale a sperimentare il telelavoro e non tiene conto di altre importanti variabili, quali, ad esempio, la capacità di utilizzare strumenti informatici, il grado di autonomia nel lavoro, il contenuto della mansione, ecc.
Si tratta di aspetti importanti al fine di decidere di sperimentare il telelavoro su scala più larga: il telelavoro deve avere possibilità di riuscita, e portare benefici a tutte le parti in causa, al lavoratore come all'Amministrazione, ma soprattutto al cittadino e al sistema delle imprese, cui vanno forniti servizi di qualità in tempi rapidi. Perché ciò sia possibile, evidentemente, vanno tenute in considerazione non solo le propensioni mostrate dai lavoratori, ma anche le pre-condizioni entro cui l'esperimento si sviluppa e quelle modifiche che si rendono necessarie per accompagnare il lavoratore nella sua nuova condizione professionale. In caso contrario, infatti, il rischio che si corre è di mettere le persone, per quanto motivate, in situazioni a valenza negativa, dalla quale uscire precipitosamente, con costi personali inaccettabili e ripercussioni gravi sull'intero impianto organizzativo.
Alla luce di quanto detto sono stati sviluppati due ulteriori indicatori, definiti di telelavorabilità soggettiva e oggettiva. Il primo è calcolato attribuendo un punteggio crescente al grado di autonomia nel lavoro (considerando quindi la frequenza con la quale l'interessato si rivolge ai capi e ai colleghi per risolvere eventuali problemi sul lavoro) e alla possibilità, dichiarata dallo stesso intervistato, di svolgere il proprio lavoro da casa. In secondo indicatore prende invece in considerazione lo svolgimento concreto del lavoro: attività prevalente, modalità del suo svolgimento (da solo, con altri o in squadra), intensità e capacità d'uso del PC. I due indici, riportati nella tabella seguente, mostrano immediatamente l'esistenza di una notevole distanza tra le volontà individuali di provare il telelavoro e la possibilità oggettiva di farlo.
Tabella 11: Indici di telelavorabilità
Basso o nullo
Mentre la volontà di sperimentare il telelavoro è molto forte per quasi il 41% dei dipendenti, la possibilità oggettiva di telelavorare è attribuibile a solo il 15,4% degli stessi.
Ciò significa, in estrema sintesi, che interesse individuale e interesse organizzativo verso il telelavoro sono destinati ad incontrarsi in una quota ridotta di casi. Ciò suggerisce la possibilità di ricorrere ad una analisi statistica discretamente raffinata, detta cluster analisys, la quale permettere, a partire dai due indici appena visti, di segmentare il campione in quattro gruppi, ciascuno dei quali ha un comportamento univoco rispetto alla disponibilità individuale e possibilità oggettiva di sperimentare il telelavoro.
Tabella 12: Risultato della Cluster Analisys
Telelavorabilità Soggettiva
Telelavorabilità Oggettiva
Chi quadro=
Eta=
Coeff. Contingenza=
Significatività =
Solo uno dei gruppi, composto di 30 casi, pari a poco meno del 12% del totale, ha entrambi gli indicatori ai massimi livelli; ciò fa dei propri membri i "candidati ideali" per l'allargamento, in condizioni di rischio socio-organizzativo ottimali, della sperimentazione di telelavoro12.
Interessante è ora analizzare le caratteristiche dei soggetti che compongono tale gruppo. Si tratta di individui (in maggioranza donne) più giovani della media (36 anni contro circa 41,5 del totale del campione) e quindi con minore anzianità di servizio, più spesso celibi o nubili, con meno figli o in più tenera età, che impiegano più tempo degli altri per raggiungere l'ufficio (mediamente 26 minuti) utilizzando quasi sempre (83,3% vs 71,7%) l'auto privata. Il titolo di studio di cui dispongono è elevato: nel 83% dei casi si tratta di un diploma o di una laurea, anche se la loro qualifica non e' elevatissima, in quanto in oltre i due terzi dei casi sono al quinto o al sesto livello e per questo svolgono principalmente un lavoro esecutivo o di istruzione e verifica pratiche. Il livello di autonomia nel lavoro è sensibilmente più alto della media, come testimonia sia lo svolgimento della mansione, sia la scarsa necessità che essi sentono di rivolgersi a capi e colleghi. Il loro lavoro si svolge principalmente utilizzando un PC: nessuno di essi dichiara di utilizzarlo per meno della metà della giornata lavorativa e, mediamente, ben il 78% del tempo passato in ufficio si svolge davanti allo schermo. La loro capacità d'uso del computer, che in buona parte hanno a disposizione anche a casa, è buona se non ottima. Si tratta quindi di un gruppo "tecnologicamente molto evoluto", come testimonia la figura che segue, e ciò li differenzia profondamente dagli altri gruppi.
Figura: Uso del PC in ufficio sul totale del tempo
I componenti del gruppo che abbiamo definito dei "candidati ideali" al telelavoro hanno un'idea ben precisa di come vorrebbe svolgere la propria attività remota: nel 57% dei casi, infatti, preferirebbe lavorare da casa, nel 30 % da un telecentro o da un ufficio remoto, mentre solo il 13% dichiara di avere le idee poco chiare (gli incerti negli altri gruppi sono invece il 31%). La stragrande maggioranza pensa che il telelavoro non debba costituire una recisione netta del legame dell'ufficio; per questo il 76% ritiene sia bene tornare in ufficio due o tre volte alla settimana. In tal modo si otterrà un miglioramento nel lavoro (specialmente in merito all'autonomia) e si guadagnerà tempo libero, che gli intervistati reclamano per stare più vicino alla famiglia, ma anche per prendersi più cura di sé stessi. Tornando con frequenza in ufficio si eviteranno però i rischi più paventati del telelavoro: l'isolamento dai colleghi (lo dicono 19 intervistati su 30) e l'avere minori informazioni su quello che accade in ufficio (indicato dal 90% dei membri del gruppo).
E' con questo gruppo, insomma, che la sperimentazione di telelavoro alla Provincia di Perugia potrà continuare, allargata, nel 1999.
Il primo rapporto di ricerca di una esperienza di telelavoro complessa come quella in corso a Perugia poco si presta a trarre conclusioni. Queste dovranno venire, logicamente, soltanto qualora l'intero iter di studio si sia davvero concluso e i ricercatori abbiamo avuto modo di approfondire le analisi, confrontarsi con altre esperienze, trarne spunti da sottoporre alla comunità scientifica nazionale e internazionale. In questo senso l'incontro seminariale che si terrà il 5 novembre a Perugia nell'ambito della Settimana Europea del Telelavoro costituisce un primo passaggio importante: durante l'incontro sarà possibile discutere con altri esperti, in maniera non rituale, dei risultati ottenuti e anche della metodologia adottata per condurre l'esperienza e la ricerca.
E' bene, quindi, rimandare a dopo quella data la riflessione che porterà a stilare le vere conclusioni del presente rapporto.
Ciò nonostante, anche in questa sede non possiamo esimerci dal compito di indicare, in una specie di check-list, alcuni dei punti salienti - a volte critici - che ci sembrano emergere dalle risposte che ci sono state fornire da tanti lavoratori e lavoratrici.
I dipendenti della Provincia hanno accolto con entusiasmo l'innovazione del telelavoro e in esso vedono non soltanto un metodo per ridurre i tempi di trasporto e guadagnare in tal modo tempo di vita. Dal telelavoro si spera venga anche una opportunità per ripensare il modo di lavorare della pubblica amministrazione, riprendendo il controllo della mansione e della propria autonomia.
La richiesta di maggiore autonomia è una richiesta moderna. Nella fabbrica pre-taylorista il problema principale dei lavoratori era l'uscita dallo stato di bisogno e la riduzione della fatica fisica; nei posti di lavoro fordisti - fossero essi fabbriche o uffici - il problema era la parcellizzazione del lavoro, che generava noia e disaffezione. Nell'ufficio moderno, superati i bisogni primari, il lavoratore avanza una richiesta forte di valorizzazione professionale.
La valutazione per obiettivi e il conseguente abbandono del controllo occhiuto sul tempo passato in ufficio, caratteristica tipica del telelavoro, viene vista dai dipendenti come una possibile via di transizione da un modello di pubblica amministrazione "posizionale" a modelli nuovi e dinamici.
Il telelavoro non è adatto per tutti ed è bene, per questo, che sia volontario e reversibile nel tempo. Nel nostro campione vi è chi lo vorrebbe sperimentare, ma non potrà farlo a causa del lavoro che svolge. Viceversa, vi sono persone che tecnicamente potrebbero telelavorare, ma non sono intenzionati ad abbandonare l'ambiente, evidentemente a loro caro, dell'ufficio e dei colleghi.
Il telelavoro non è una forma di prestazione che va "pensata" al femminile. Lo dimostrano i moltissimi uomini che hanno compilato il nostro questionario, accarezzando l'idea di telelavorare.
Il telelavoro alla Provincia di Perugia non potrà limitarsi alle sole esperienze di lavoro remoto a domicilio. La richiesta di lavorare da uffici remoti o da telecentri è assai forte nel nostro campione e bisognerà tenerne conto. Ciò è un bene per l'Amministrazione, se essa saprà cogliere l'occasione per utilizzare il telelavoro e i telecentri come strumento per portare i propri servizi dove i cittadini abitano e lavorano.
Il telelavoro cui pensano i nostri intervistati non è un'esperienza di separazione dall'ambiente dell'ufficio. La gran parte di loro auspica una alternanza tra lavoro tradizionale e telelavoro.
Dal nostro questionario sono stati esclusi i dirigenti dell'Ente, per i quali è stato invece programmato e svolto un seminario introduttivo. Ma il loro parere, i loro consigli e il loro coinvolgimento nel progetto assumerà in futuro, quando il numero dei telelavoratori aumenterà, un'importanza cruciale.
E' questa, per quanto grezza ed appena accennata, l'Agenda da cui potrà continuare, nei mesi che verranno, la discussione sul telelavoro a Perugia.
Distribuzione di frequenze e media
LE RISPOSTE AL QUESTIONARIO SULLA PROPENSIONE AL TELELAVORO
% Casi validi
Casi validi
Pianif. territoriale
Progettazione e sic. civile
Risorse umane e stru.
Controllo gestione e finanza
Attivita' Prevalente
NB: Erano ammesse più risposte
Pochi rapporti
Non va d'accordo
Mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere l'ufficio
Mezzi pubblici/treno
Auto con colleghi
Ha un PC a casa ?
Si, ma lo usano altri
Il PC di casa ha Internet ?
Capacita' nell'uso del PC
Conosceva il telelavoro prima dell'intervista ?
Si, ma non so bene cosa sia
Si, avevo letto qualcosa
Si, ne abbiamo parlato tra colleghi
Si, avevo approfondito l'argomento
Possibilita' di lavorare a casa tenendo conto del lavoro svolto
Tipo di telelavoro preferito
Da telecentro
Frequenza ottimale dei ritorni in ufficio
Due-tre giorni / settimana
Qualche giorno al mese
NB: Erano ammesse due risposte
Disponibilità a telelavorare anche perdendo gli straordinari
Lic. elementare
Separato/divorziato
MEDIE PER GENERE
Tempo di spostamento in minuti
Tempo di uso del PC (in percentuale della giornata lavorativa)
Tempo in ufficio
Tempo a casa (in ore)
Tempo spostamenti
Tempo riposo (in ore)
Tempo hobby (in ore)
Tempo altre attività (in ore)
Persone nucleo famigliare
(escluso interessato)
Eta' primo figlio
Eta' secondo figlio
Eta' terzo figlio
Eta' quarto figlio
QUESTIONARIO SUL TELELAVORO NELLA AMMINISTRAZIONE DELLA PROVINCIA DI PERUGIA
Le domande di questa sezione si riferiscono alla sua condizione lavorativa. Per indicare la sua scelta, metta una croce sulla casella corrispondente. La preghiamo, se non diversamente indicato nella domanda stessa, di scegliere sempre UNA SOLA risposta tra tutte quelle possibili.
Puo’ indicare l’Area in cui lavora ?
Pianificazione pterritoriale e infrastrutture viarie
Progettazione, interventi sul territorio e sicurezza civile
Promozione risorse ambientali
Promozione economica, attivita' culturali, sociali e formative
Risorse umane e strumentali
Controllo di gestione e finanziaria
2. Indichi il numero della sua Qualifica funzionale.
3. Qual è la sua attività prevalente?
Coordinamento del lavoro di altri q1
Progettazione, ricerca e studio q2
Ispettiva e di vigilanza q3
Contatti con soggetti esterni all'amministrazione e dipendenti q4
Lavoro di sportello q5
Elaborazioni dati q6
Aggiornamento di banche dati, controllo e verifica errori q7
Istruzione o verifica pratiche q8
Lavoro esecutivo (video scrittura, archiviazione, segreteria, ecc.) q9
Lavoro di supporto (guardiano, autista, centralino, custode, ecc.) q10
Altro (specificare) q11
4. Da quanto tempo lavora presso la Provincia ?
5. Il suo lavoro si svolge prevalentemente:
In autonomia q1
Collegato con quello di altri colleghi q2
In squadra q3
6. Per svolgere il suo lavoro è solito rivolgersi al capo per avere informazioni e direttive ?
Si, molte volte al giorno
Si, ma solo una o due volte al giorno q2
Di tanto in tanto q3
Raramente q4
7. Le capita di rivolgersi a colleghi per consigliarsi sul lavoro da svolgere ?
Si, molte volte al giorno q1
8. Con quale delle seguenti affermazioni si trova più d’accordo (ne indichi una sola)
I colleghi di lavoro sono anche i miei migliori amici q1
Ho un buon rapporto umano con i colleghi q2
Con i colleghi ci sono pochi rapporti umani q3
Non vado d’accordo con i colleghi q4
9. Normalmente quanto tempo impiega per raggiungere il suo posto di lavoro ?
Ore |___|
Minuti |___|
10. Che mezzo utilizza prevalentemente per recarsi in ufficio?
A piedi q1
Bicicletta q2
Mezzi pubblici o treno q3
Auto privata o motorino q4
Auto privata con altri colleghi q5
11. Quanto del suo tempo in ufficio viene passato al terminale o a un computer?
(se nel suo lavoro non usa un terminale o un computer indichi 0)
12. Possiede un computer a casa?
Si q1
Si, ma lo usano altri familiari q2
13. Se possiede un computer, è anche collegato ad Internet ?
14. Come valuta la sua capacità d’uso del personal computer?
15. Attualmente in una tipica giornata come si ripartisce il suo tempo nei seguenti ambiti?
____ Ore
Le domande di questa sezione si riferiscono alla sua opinione sul telelavoro
16. Con l’uso delle moderne tecnologie molti tipi di lavoro possono oggi essere svolti a casa o in centri vicini alla propria abitazione: è il cosiddetto "telelavoro". Usando i computer, Internet e gli altri strumenti di comunicazione forniti dall’Amministrazione molti dipendenti potrebbero evitare di spostarsi ogni giorno da casa all’ufficio.
Prima di oggi aveva sentito parlare del telelavoro ?
Si, avevo letto qualcosa o visto programmi televisivi
Si, ne abbiamo parlato tra colleghi o con amici
Si, avevo approfondito l’argomento perché mi interessava
Una legge approvata di recente permette ai dipendenti pubblici di telelavorare. Se lei ne avesse la possibilità, sarebbe disposto a telelavorare ?
Pensa che un lavoro come il suo potrebe essere svolto da casa?
Se lei potesse scegliere, preferirebbe telelavorare da casa o da un ufficio vicino alla sua abitazione (i cosiddetti "telecentri") con altre persone ?
Da un telecentro vicino casa
Alcuni telelavoratori, per evitare l’isolamento sociale o per necessità legate al loro incarico, lavorano alcuni giorni da casa o da un telecentro e altri dall’ufficio. Nel suo caso quale potrebbe essere la frequenza di ritorno ottimale in ufficio ?
Due o tre giorni da casa, il resto della settimana in ufficio
Un giorno alla settimana in ufficio
Qualche giorno al mese in ufficio
Molti studi hanno messo in luce i possibili vantaggi del telelavoro. Nel suo caso, quali tra quelli che seguono ritiene piu’ importanti? (ne indichi al massimo DUE)
Stare più tempo vicino alla famiglia
Risparmiare il tempo degli spostamenti
Risparmiare denaro evitando gli spostamenti
Avere più tempo libero per sé stesso
Lavorare in maniera più autonoma
Decidere liberamente gli orari di lavoro
Essere più produttivo nel lavoro
Negli stessi studi sono stati indicati anche dei possibili rischi del telelavoro. A suo giudizio, quali tra quelli che seguono ritiene piu’ importanti? (ne indichi al massimo DUE)
Incomprensioni con i superiori
Problemi ad utilizzare le tecnologie
Difficoltà ad organizzare il proprio lavoro
I telelavoratori non sono sottoposti al controllo dell’orario di lavoro, e per questo di solito non viene permesso loro di fare straordinari. Se le dicessero che anche a lei non verrebbero pagati straordinari, sarebbe ancora disposto a telelavorare ?
Le chiediamo ora alcuni dati personali, che ci saranno utili al fine di elaborare meglio le risposte che ci ha fornito.
Titolo di studio (indicare quello più elevato posseduto)
Licenza media o equivalente
Coniugato/a, convivente
Separato/a, divorziato/a
Da quante persone, oltre Lei, è composto il Suo nucleo familiare?
(indicare il numero dei conviventi, sia a carico che non a carico.
Se vive da solo, indichi 0)
Numero dei figli conviventi
Età dei figli conviventi
La compilazione di quest’ultima parte, relativa ai suoi dati anagrafici, è facoltativa e può essere compilata da coloro che intendono venire contattati per partecipare alla seconda fase della sperimentazione di telelavoro.
Cognome ___________________ Nome ___________________
Ufficio ____________________________________________________________________
Telefono ufficio______ / _____________
Si informa che i dati personali raccolti saranno trattati ai sensi della legge n° 675/96 sulla "tutela della privacy". Saranno utilizzati esclusivamente dal Gruppo di Lavoro e dai ricercatori per le finalità indicate nel progetto e non saranno comunicati a terzi né diffusi, se non in forma anonima e aggregata. e per motivi di studio.
Delibera di avvio della sperimentazione del progetto
OGGETTO: TELELAVORO - COSTITUZIONE GRUPPO DI PROGETTO E AVVIO DELLA SPERIMENTAZIONE.
L'anno millenovecentonovantotto (1998), il giorno ventidue (22) del mese di aprile, alle ore 10.00, in Perugia, nella sede della Provincia si è riunita:
alla quale risultano
Borgognoni Mariano
Panfili Sanio
Santucci Enzo
Migliozzi Cesare
Castellani Brunello
Palazzetti Bruno
Accertato che il numero dei presenti è legale per la validità dell'adunanza, il Sig. Mariano Borgognoni assume la presidenza e dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Generale Dott. Giancarlo Guasticchi.
Premesso che con proprio atto n. 4911 del 20.12.1995, esecutivo ai sensi di legge, è stato approvato il progetto "Il Riuso del tempo", con l’obiettivo di : "creare condizioni organizzative e culturali che permettano di migliorare la qualità delle prestazioni e l’ottimizzazione delle risorse individuando soluzioni di lavoro innovativo e gratificanti che offrano nuove opportunità di impegno e di conciliazione dei propri tempi di vita";
Che il d. lgs. 4 novembre 1997, n. 396 contenente "Modificazioni al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, in materia di contrattazione collettiva e di rappresentatività sindacale nel settore del pubblico impiego, a norma dell’articolo 11, commi 4 e 6, della legge 15 marzo 1997, n. 59", all’art. 8, comma 1, lettera e), stabilisce che: "............possono essere avviate, d’intesa con il Dipartimento della funzione pubblica, e su proposta delle amministrazioni interessate, forme sperimentali di contrattazione collettiva a livello di amministrazione o ente, sulla base delle disposizioni introdotte dal presente decreto legislativo, e in deroga alle disposizioni previgenti sulla contrattazione decentrata. Tali sperimentazioni possono riguardare la gestione dei processi di riorganizzazione dei servizi, con particolare riferimento alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale, all’articolazione flessibile dell’orario di lavoro..................";
Che il sopracitato decreto legislativo, all’art. 8, comma 2, stabilisce: "Le sperimentazioni di cui alla lettera e) del comma 1 possono avvalersi di fondi e risorse destinati dai contratti collettivi nazionali vigenti alla contrattazione collettiva decentrata disponibili per l’anno 1998, di economie di gestione relative a spese del personale o di risorse rinvenienti da specifiche disposizioni normative che destinano risparmi all’incentivazione del personale";
Che il disegno di legge AC4229 - cd. Bassanini ter - prevede all’art. 5:
"(Telelavoro).
1. Allo scopo di razionalizzare l’organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l’impiego flessibile delle risorse umane, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono avvalersi di forme di lavoro a distanza. A tal fine, possono installare, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio, apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici necessari e possono autorizzare i propri dipendenti ad effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro, previa determinazione delle modalità per la verifica dell’adempimento della prestazione lavorativa.
2. Le singole amministrazioni adeguano i propri ordinamenti e adottano le misure organizzative volte al conseguimento degli obiettivi di cui al presente articolo.
3. Nella materia di cui al presente articolo le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono con proprie leggi.
4. Gli enti locali provvedono a disciplinare, mediante regolamenti di organizzazione, le modalità organizzative per l’attuazione del comma 1.
La contrattazione collettiva, in relazione alle diverse tipologie del lavoro a distanza, adegua alle specifiche modalità della prestazione la disciplina economica e normativa del rapporto di lavoro dei dipendenti interessati. Forme sperimentali di telelavoro possono essere in ogni caso avviate dalle amministrazioni interessate, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, dandone comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica."
Che l’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto di lavoro del personale del comparto regioni/autonomie locali per il periodo 1.1.1998/ 31.12.2001, presentata dalle organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL), prevede una disciplina contrattuale sperimentale del telelavoro - indicando delle linee guida -, da monitorare nazionalmente attraverso uno specifico osservatorio di natura paritetica e da verificare ed eventualmente adeguare dopo un biennio di attivazione;
Ritenuto che il telelavoro costituisca una modalità di lavoro in grado di introdurre nella pubblica amministrazione soluzioni organizzative che migliorino la qualità delle prestazioni , l’ottimizzazione delle risorse umane e tempi di lavoro meno rigidi e meglio rispondenti alle esigenze individuali e della vita extralavorativa;
Esaminata la relazione su "Nuove opportunità per le Pari Opportunità" allegata al presente atto, alla quale si rinvia sia in ordine alla natura che alle motivazioni che suggeriscono l’introduzione di forme di "telelavoro";
Richiamato l’atto di G.P. n. 91 del 29.1.1997, esecutivo ai sensi di legge, con il quale è stato approvato l’accordo di programma fra il CEDRAV e la Provincia di Perugia, che prevede all’art. 3, l’utilizzazione della sede dello stesso CEDRAV come "centro di telelavoro" e all’art. 4 che "la Provincia di Perugia e il CEDRAV programmano con cadenza annuale le iniziative in oggetto del presente accordo individuando le risorse umane, tecniche e finanziarie necessarie per la loro realizzazione. Le parti concorrono al finanziamento delle attività e delle iniziative inserite nella comune programmazione, concordando i relativi stanziamenti sulla base delle proprie disponibilità di bilancio. Ambedue le parti si impegnano a loro volta a ricercare presso istituzioni regionali, nazionali e comunitarie e presso aziende pubbliche e private ulteriori fondi da destinare a sostegno delle attività di cui al presente accordo".
Considerato opportuno avviare all’interno dell’Amministrazione Provinciale un percorso sperimentale di "telelavoro", con l’obiettivo ulteriore di rispondere a particolari esigenze delle/ dei dipendenti, così articolato:
tempi di attuazione della sperimentazione;
schema di protocollo di intesa sperimentale con le organizzazioni sindacali in materia di telelavoro subordinato;
indicatori per la valutazione in itinere e finale dei risultati ottenuti
avvio di una specifica esperienza di telelavoro presso il CEDRAV, a cui la Provincia di Perugia aderisce in qualità di Ente associato ed individuato nell’accordo di programma sopra citato come "centro di telelavoro".
Tale percorso rientra negli obiettivi individuati nell’incarico di direzione del "Progetto di telelavoro per la Provincia diffusa" assegnato al dirigente di staff dr. (omissis), con il quale collaborerà il gruppo di progetto di cui al punto 1).
Ritenuto pertanto di individuare quali componenti del gruppo di progetto sopra citato i seguenti dipendenti:
- Dr. (omissis) - direttore Area Risorse Umane e Strumentali e coordinatore del progetto
- Dr. (omissis) - Dirigente di Staff
- Dr.ssa (omissis) - responsabile Ufficio Pari Opportunità
- Dr.ssa (omissis) - responsabile Ufficio Formazione e Sviluppo
- Rag. (omissis) - responsabile Ufficio Pianificazione e Reclutamento.
- Rag. (omissis) - Ufficio Gestione EDP
Ritenuto altresì di incaricare la Dr.ssa (OMISSIS), dipendente regionale in posizione di distacco presso l’Amministrazione provinciale, di avviare una specifica esperienza di telelavoro presso il CEDRAV, sotto la direzione del Direttore del Centro Dr. (omissis), configurandosi quale Azione positiva che rende possibile, ad una dipendente disabile in maniera permanente, la sperimentazione di una diversa modalità di lavoro. Inoltre, l’applicazione del telelavoro ad un caso concreto permetterà al gruppo di monitorare e valutare la validità del progetto complessivo.
Valutata l’opportunità di dover individuare un professionista che, in base al curriculum presentato, risulta in possesso dei requisiti, della necessaria esperienza e preparazione tali da garantire la consulenza tecnico-scientifica al gruppo di progetto;
Considerato opportuno, pertanto, avvalersi della consulenza professionale del (OMISSIS) precisando che tale consulenza sarà volta a:
- consulenza tecnico-scientifica al gruppo di progetto nella stesura del piano di fattibilità sopracitato;
- formare e addestrare la dipendente Dr.ssa (OMISSIS) all’utilizzo degli strumenti HW e SW necessari per lo svolgimento delle sperimentazione con il CEDRAV.
Visto (OMISSIS)
Ritenuto opportuno, inoltre, prevedere dei momenti di confronto in forma seminariale del gruppo di progetto con i maggiori esperti a livello nazionale di telelavoro (OMISSIS)
Vista la legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni e integrazioni;
Visto lo statuto e i regolamenti dell’Ente;
Richiamato l’atto di Giunta provinciale n. 16 del 19/01/1998 e successive modificazioni e integrazioni, con il quale è stato definito il Piano Esecutivo di Gestione per l’esercizio 1998;
Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Dirigente del Servizio Organizzazione, Formazione e Servizi sul Territorio, ai sensi dell’art. 53 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni e integrazioni ;
Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità contabile espresso dal Responsabile del Servizio Finanziario, ai sensi dell’art. 53 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modificazioni e integrazioni ;
Vista l'attestazione di copertura finanziaria espressa dal Responsabile del servizio finanziario;
Sentito il Segretario Generale in ordine alla conformità dell'atto alle leggi, allo statuto e ai regolamenti;
A voti unanimi, espressi nei modi di legge,
di approvare il progetto sperimentale di telelavoro così come in premessa specificato;
di autorizzare la costituzione del gruppo di progetto sopracitato;
di affidare l’incarico di consulenza tecnico-scientifica relativa del progetto (OMISSIS), così come in premessa specificato;
di autorizzare il gruppo di lavoro ad attivare degli incontri seminariali con i maggiori esperti a livello nazionale di telelavoro (OMISSIS);
di assumere l’impegno contabile pari a (OMISSIS)
di dare atto che l’assunzione degli impegni di spesa di cui al presente atto è stata fatta in ottemperanza al disposto dell’art. 6 della legge 26/4/89, n. 155;
di dare atto che, ai sensi dell’art. 5 della legge n. 241/1990 e dell’art. 22 del Regolamento sul procedimento amministrativo, è stato individuato la Dr.ssa (OMISSIS) quale responsabile del presente procedimento amministrativo;
inoltre, stante l’urgenza a provvedere, con voti unanimi espressi con successiva votazione
di dare al presente atto immediata esecutività.
1 Fonte ISTAT - Popolazione residente al 31/12/1994.
2Architettura Client/Server:
Il Client (Utilizzatore) è la macchina dell'utente finale che interagisce con il Server (Fornitore di Servizi), che è la macchina che evade le richieste dei Client, amministrandoli e permettendo il flusso delle comunicazioni e delle informazioni in rete. L'aspetto discriminante tra l'Architettura Centralizzata e quella Client/Server risiede nel fatto che mentre la prima è costituita da un'unica macchina centrale intelligente (ossia dotata di memoria e di capacità di calcolo) che risponde alle richieste di una pluralità di terminali stupidi (privi di memoria e capacità di calcolo), la seconda è costituita da macchine intelligenti sia dal lato Client che dal lato Server; ciò permette la distribuzione di potenza e di memoria, la ripartizione dei carichi di lavoro e, in termini generali, ad una centralizzazione solo delle funzioni di identificazione degli accessi alle risorse disponibili (il Primary Domain Controller).
3 Il nome viene dalla località ove si trovava la fabbrica di materiali elettrici indagata da Mayo ed altri tra il 1927 e il 1932. In quell'occasione si scopri' che l'aumento di produttività misurato in un gruppo di lavoratrici veniva a dipendere, anziché da condizioni oggettive, dal sentirsi al centro dell'attenzione in quanto gruppo sperimentale.
4 Tale domanda, seppur posta a tutti gli intervistati per semplicità di compilazione, è stata poi elaborata tenendo in considerazione soltanto i soggetti che ad una domanda precedente avevano espresso la disponibilità a telelavorare.
5 I questionari sono stati inviati, a cura dell'area personale, a tutti gli uffici per la successiva distribuzione al personale, il quale poteva decidere se aderire o meno all'indagine.
6 In Italia solo da poco sta modificandosi lo stereotipo giornalistico del telelavoro come un metodo di lavoro particolarmente adatto alle donne, in quanto, svolgendosi a casa, permette di conciliare attività produttiva e riproduttiva. In realtà questa immagine della donna "con il computer tra i fornelli" è stata negli anni più recenti sottoposta a dura critica (si veda, in argomento, P. Di Nicola (a cura), Il Manuale del telelavoro, Seam, Formello, 1997) . I risultati ottenuti in questa ricerca, come vedremo, non mancano di avvalorare l'immagine del lavoro a distanza come una modalità di lavoro "asessuata".
7 Il giornale della Commissione Pari Opportunità della Provincia aveva, poco prima della distribuzione del questionario, dedicato un articolo alla sperimentazione di telelavoro.
8 Il Rapporto si riferisce a fine 1997
9 Giusto a titolo di curiosità: la bicicletta è utilizzata dai dipendenti più avanti con l'età (46 anni) , mentre chi usa la pool car è di circa 4 anni più giovane della media dei dipendenti.
10 Si era scelto volutamente di impostare la domanda sul telelavoro domiciliare, sia perché è quello di cui forse in letteratura si è parlato di più (e quindi l'intervistato, nel rispondere al questionario, aveva probabilmente in mente questo modello di lavoro a distanza) sia perché la possibilità di delocalizzare completamente un lavoro a casa fa sorgere nell'intervistato le maggiori perplessità.
11 E' infatti noto che, nonostante le varie leggi di riforma e il passaggio del rapporto di lavoro del pubblico impiego nell'area privatistica, la disciplina retributiva e quella delle promozioni è ancora assai rigida e gli straordinari costituiscono ancora la maggior fonte di flessibilità economica di cui dispone il dipendente.
12 Va detto che per ben 21 di questi casi l'Amministrazione dispone anche dei riferimenti personali, in quanto essi, in sede di compilazione del questionario, avevano risposto alla parte facoltativa con nome e cognome.