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Timestamp: 2017-04-28 08:39:35+00:00
Document Index: 101318080

Matched Legal Cases: ['art. 154', 'art. 147', 'art. 96', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 96', 'art. 25', 'art.100', 'art.10', 'art. 93', 'art. 155', 'art. 54', 'art.1', 'art. 2', 'art.15', 'art. 9', 'art. 68']

TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA. - PDF
TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA.
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1 Regolamento provinciale per la manutenzione degli alvei fluviali ricadenti nei bacini idrografici di competenza e procedure tecnico amministrative per il rilascio delle concessioni del demanio idrico. TITOLO I MANUTENZIONE DEGLI ALVEI FLUVIALI RICADENTI NEI VARI BACINI IDROGRAFICI DI COMPETENZA. INDICE: OGGETTO NORMATIVA DI RIFERIMENTO SOGGETTI INTERESSATI FINALITA' MANUTENZIONE IDRAULICA ORDINARIA MANUTENZIONE IDRAULICA STRAORDINARIA INTERVENTI IN CASO DI SOMMA URGENZA ADEMPIMENTI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO ONERI CONNESSI ALLE AUTORIZZAZIONI MODALITA' DI ESECUZIONE DELLE ATTIVITA' RESPONSABILITA' SANZIONI OGGETTO: Interventi di manutenzione idraulica ordinaria e straordinaria degli alvei fluviali e delle opere idrauliche esistenti da eseguirsi da parte dell'area Tutela acque territorio e demanio del IX Settore Tutela dell'ambiente. Attività di taglio di essenze arboree, vegetazione e canne palustri lungo i corsi d'acqua demaniali da parte di Enti pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. NORMATIVA DI RIFERIMENTO: R.D. 25/7/1904 n.523: "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie"; L.R. 3/5/1985 n. 29: "Norme in materia di opere idrauliche di competenza regionale"; L.18/3/1989 n.183 e succ. modif: "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo"; Circolare regionale n.1 del 23/1/1997: "Criteri ed indirizzi per l'attuazione di interventi in ambito fluviale nel territorio regionale"; L.R. 17/5/1999 n.10: "Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture dei servizi alla persona ed alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione";2 L.R. 25/5/1999 n. 13: "Disciplina regionale della difesa del suolo"; Delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004: Piano Stralcio di Bacino per l'assetto Idrogeologico dei bacini di Rilievo regionale (PAI) approvato con delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004. SOGGETTI INTERESSATI: L'Area Tutela acque territorio e demanio del IX Settore Tutela dell'ambiente, Enti pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. FINALITA': Il presente Regolamento disciplina gli interventi da realizzarsi a cura dell'area preposta del IX Settore e regola le attività poste in essere da parte di soggetti pubblici e privati che intendono eseguire, negli alvei fluviali demaniali, il taglio di essenze arboree, la potatura degli arbusti, l'eliminazione delle canne palustri, compresa la pulizia degli alvei. L'obiettivo primario da raggiungere consiste nel miglioramento della funzionalità idraulica delle aste fluviali, sia del reticolo idrografico principale che minore, ricadenti nei vari bacini di competenza della Provincia di Ancona, al fine di garantire il corretto deflusso delle acque verso il mare, in modo da prevenire fenomeni di esondazione degli alvei nei casi di eventi meteorologici di pioggia intensi e/o persistenti. Per perseguire tale finalità è necessario stabilire ed imporre modalità di esecuzione degli interventi, richiesti da Enti e privati, al fine di conseguire un livello di corretta pulizia delle aree appartenenti al demanio idrico. MANUTENZIONE IDRAULICA ORDINARIA: Gli interventi di manutenzione idraulica ordinaria sono quelli rivolti alla protezione e al mantenimento dell'alveo fluviale, con opere finalizzate al taglio selettivo delle varie essenze non protette radicate anche in alveo attivo e sulle banche, la pulizia dei tratti fluviali arginati con il mantenimento ed il ripristino delle numerosissime opere idrauliche esistenti, realizzate nel corso degli anni lungo i fiumi e torrenti demaniali. Tipologie d'interventi di manutenzione ordinaria: ripristino di briglie; ripristino di traverse; ripristino di gabbionate; ripristino di muri d'ala; sistemazione di canalette; ripristino di palizzate in legname; ripristino difese spondali; ripristino di scogliere in massi calcarei; ripristino pennelli in legname di castagno e pietra; ripristino di soglie in pietrame; sistemazioni degli argini con reti e biostuoie; sistemazioni spondali in erosione; opere ed interventi da realizzare con tecniche d'ingegneria naturalistica; interventi che consentono di rimuovere gli ostacoli strutturali al deflusso delle piene anche ordinarie. La procedura da seguire, trattandosi di lavori di manutenzione, può essere quella dettata dall'art. 154 del D.P.R. 21/12/99 n.554. MANUTENZIONE IDRAULICA STRAORDINARIA:3 Gli interventi di manutenzione idraulica straordinaria sono quelli diretti a migliorare la funzionalità dell'alveo fluviale, compreso l'alveo di piena, con opere mirate al ripristino della sezione originale di deflusso e all'eliminazione dei vari problemi che si riscontrano su gran parte delle aste fluviali che attraversano il territorio Provinciale; pertanto consisteranno in una o più delle tipologie indicate come ordinaria manutenzione dove l'entità e le finalità rendano l'intervento più complesso. Le caratteristiche idrauliche dei nostri Fiumi con regime torrentizio, comportano di fatto problemi comuni negli alvei, da nord a sud, dal Cesano al Musone, in quanto nei periodi di piena, in autunno e primavera le acque trasportano materiale solido, erodendo le sponde, gli argini ed il fondo, mentre nei periodi di magra, in estate, manifestano problemi legati soprattutto alla scarsità del livello idrico. Gli interventi idraulici sono progettati ed eseguiti a cura del IX Settore Area Tutela Acque territorio e Demanio e vengono inseriti nel programma Triennale delle Opere Pubbliche ed Elenco Annuale, da sottoporre all'approvazione della Giunta e del Consiglio Provinciale, cosi come stabilito dalle norme che regolano la materia di cui alla L. 109/1994 e succ. modific. ed integraz. Gli interventi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, degli alvei demaniali, possono essere anche eseguiti dalle Amministrazioni locali e dalle Associazioni ambientali, è auspicabile accordi di programma con la Provincia in modo da migliorare altresì la qualità ambientale del bene pubblico. INTERVENTI IN CASO DI SOMMA URGENZA: In particolari situazioni determinate da condizioni meteorologiche avverse, possono essere eseguiti interventi negli alvei fluviali demaniali, necessari per tutelare la pubblica e privata incolumità in caso di piene anche ordinarie e garantire la sicurezza idraulica, con la procedura della somma urgenza. Le modalità sono definite dall'art. 147 del D.P.R. 21/12/99 " Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici n.109/94 e succ. modificazioni." ADEMPIMENTI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO DA ESPLETARE PER OTTENERE IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI: La possibilità riconosciuta ad Enti Pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini di procedere ad interventi di Manutenzione Ordinaria risulta subordinata al rilascio di un'autorizzazione, necessaria per effettuare interventi in ambito fluviale. Gli adempimenti di carattere procedurale da espletare per ottenere il rilascio di tale provvedimento risultano articolati nelle seguenti fasi: Richiesta da inoltrare all'area Tutela acque, territorio e demanio mediante apposita modulistica, corredata della necessaria documentazione tecnica, in base agli schemi già approvati con Delibera di Giunta Provinciale n. 189/2003: 1) Modello "A" articolato nella seguente suddivisione: A.1.: Interventi manutenzione ordinaria nelle pertinenze idrauliche. (taglio piante, sfalcio erba, pulizia sponde, taglio canne palustri) A.2.: Interventi di manutenzione idraulico-forestale in ambito fluviale. (taglio piante, sfalcio erba, pulizia sponde, taglio canne palustri) Modello "B" per Interventi relativi ad opere idrauliche in ambito fluviale: Ø ripristino di briglie; Ø ripristino di traverse; Ø ripristino di gabbionate; Ø ripristino di muri d'ala; Ø sistemazione di canalette;4 Ø ripristino di palizzate in legname; Ø ripristino difese spondali; Ø ripristino di scogliere in massi calcarei; Ø ripristino pennelli in legname di castagno e pietra; Ø ripristino di soglie in pietrame; Ø sistemazioni degli argini con reti e biostuoie; Ø sistemazioni spondali in erosione; Ø opere ed interventi da realizzare con tecniche d'ingegneria naturalistica; Ø interventi che consentono di rimuovere gli ostacoli strutturali al deflusso delle piene anche ordinarie. Protocollo, fascicolazione della pratica, informatizzazione della stessa nonché, in adempimento delle prescrizioni dettate dalla Legge 241/90, comunicazione di avvio del procedimento amministrativo (Modello "C"), ai soggetti interessati con informativa del giorno nel quale verrà effettuato il sopralluogo. Trasmissione della pratica al tecnico responsabile del bacino idrografico di competenza, ove insiste il corso d'acqua, il quale, espletate le verifiche del caso, redige il necessario parere idraulico (Modello "D") in conformità di quanto previsto dal R.D. n.523/1904 "testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie", rimettendo all'area la relativa pratica. In particolare tale procedura, congiuntamente al rispetto delle norme di settore, si rende indispensabile, soprattutto alla luce del fatto che gran parte del territorio Provinciale, attraversato dai corsi d'acqua, risulta classificato a rischio esondazione molto elevato in base ai criteri individuati nel PAI (piano assetto idrogeologico) approvato dal Consiglio Regionale in data 26/1/2004 con atto n Rilascio dell'autorizzazione al soggetto richiedente da parte dell'area Tutela Acque, Territorio e Demanio, come da documentazione Allegata (Modello "E") ONERI CONNESSI ALLE AUTORIZZAZIONI RICHIESTE DA TERZI: La domanda redatta su apposito modello predisposto dall'area Tutela acque territorio e demanio Modelli "A" ("A.1" e "A.2") e "B" dovrà essere in marca da bollo da. 11,00, ad esclusione di Enti pubblici e Onlus. In considerazione che l'attività posta in essere di taglio di vegetazione e pulizia dell'alveo, con Modello "A.1."-"A.2.", viene effettuata secondo le modalità esecutive di cui all'articolo successivo e che l'autorizzazione rilasciata, ai sensi del presente regolamento Provinciale, prevede tassativamente l'esecuzione in modo conforme dei lavori alle modalità stesse, non sono previsti oneri aggiuntivi per il recupero del legname prodotto dalle operazioni di taglio e potatura che resterà, quindi, di proprietà del soggetto autorizzato. Sarà applicato il canone erariale determinato secondo quanto stabilito con delibera di Giunta Provinciale del 17/6/2003 n.189 da quantificarsi solo nel caso in cui gli eventuali proventi, derivati dalla vendita dei materiali di risulta, superino i costi per eseguire la manutenzione o il taglio stesso. MODALITA' DI ESECUZIONE DELLE ATTIVITA': Il taglio della vegetazione arbustiva, nel rispetto delle disposizioni impartite dal presente Regolamento, va preferibilmente eseguito nei periodi invernali primaverili salvaguardando le essenze giovani che crescono in prossimità delle sponde naturali, in quanto non costituiscono pericolo per la sicurezza idraulica. Ciò si attua con tagli selettivi e diradamenti mirati, conservando le associazioni vegetali che risultano flessibili alle sollecitazioni della corrente. Occorre prediligere il taglio di vegetazione con diametro del tronco rilevante e di specie vegetali considerate infestanti e non protette, ed eliminare gli esemplari giunti a maturazione, insecchiti o morti. L'eliminazione delle piante d'alto fusto pericolanti parzialmente radicate costituisce obiettivo primario in quanto potrebbero essere scalzate e asportate in caso di piena.5 Il taglio generalizzato della vegetazione arborea va evitato, privilegiando la manutenzione regolare dell'alveo ritenuta fondamentale per migliorare il deflusso delle acque verso il mare. Il taglio della vegetazione erbacea e della canna palustre in ambito fluviale demaniale riveste particolare importanza, in quanto consente di migliorare il deflusso delle acque nei casi di piena e nel contempo garantisce un livello accettabile sotto l'aspetto igienico sanitario. Nella fase di ripristino dell'area di cantiere tutto il ricavato dalle operazioni di taglio, compreso le ramaglie, deve essere potato fuori dell'area demaniale e dalle pertinenze idrauliche, in quanto è vietata la formazione di depositi e cumuli in alveo e sulle sponde. Il soggetto pubblico o privato autorizzato dovrà, inoltre, ottenere, ai sensi della normativa per la salvaguardia della flora marchigiana, l'autorizzazione alla potatura dell'eventuali essenze protette, radicate nella parte sommitale delle sponde, da parte della Comunità Montana Esino- Frasassi per la parte di competenza e da parte del Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Provinciale di Ancona, con sede in Viale Cristoforo Colombo n. 106, o dai Comandi Stazione Forestale per il restante territorio. RESPONSABILITA': Il soggetto pubblico o privato, autorizzato all'esecuzione delle attività in ambito fluviale, resta il solo responsabile sia in area demaniale sia al di fuori della stessa nelle ipotesi di: SANZIONI: sconfinamento sulle proprietà private; danni a terzi di qualsiasi natura; qualsiasi controversie insorgesse; danni a mezzi del soggetto autorizzato; danni a se stesso; taglio di essenze arboree protette. L'inosservanza delle disposizioni contemplate nel presente regolamento costituisce violazione delle norme dettate dal capo VII Polizia delle acque pubbliche del R.D. 25/7/1904 n.523 "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie" il quale prevede la comminatoria di sanzioni di carattere amministrativo, salve le ipotesi riconducibili alla violazione di leggi penali. TITOLO II PROCEDURE TECNICO-AMMINISTRATIVE PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI IN MATERIA DI DEMANIO IDRICO INDICE: NORMATIVA DI RIFERIMENTO SOGGETTI INTERESSATI FINALITA' CONCESSIONI IDRAULICHE CONCESSIONI DI AREE DEMANIALI PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO RELATIVO ALL'IMMISSIONE DELLE ACQUE REFLUE IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE CONCESSIONI IDRAULICHE IN SANATORIA SPESE D'ISTRUTTORIA SANZIONI DISPOSIZIONI FINALI6 MODULISTICA NORMATIVA DI RIFERIMENTO R.D. 25/7/1904 n.523: "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie"; R.D. 18/11/1923 n.2440 e succ. modificaz. ed integraz; R.D. 11/12/1933 n.1775 e succ. modificaz. ed integraz. "Approvazione del T.U. delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici" L.R. 3/5/1985 n. 29: Norme in materia di opere idrauliche di competenza regionale" L.18/3/1989 n.183 e succ. modificaz ed integraz. "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo"; L.07/08/1990 n.241: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; L. 05/01/1994 n.36: "Disposizioni in materia di risorse idriche"; L.05/01/1994 n.37: "Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche"; Circolare regionale n.1 del 23/1/1997: "Criteri ed indirizzi per l'attuazione di interventi in ambito fluviale nel territorio regionale"; Dlgs.31/03/1998 n.112: "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli altri Enti locali"; D.M.02/03/1998 n.258: "Regolamento recante norme per la rideterminazione dei canoni, proventi, diritti erariali ed indennizzi comunque dovuti per utilizzazione dei beni immobili del demanio o del patrimonio disponibile dello Stato"; D.Lgs. 11/05/1999 n. 152: "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento delle direttive comunitarie e successive modificazioni "; L.R. 17/5/1999 n.10: "Riordino delle funzioni amministrative della regione e degli enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture dei servizi alla persona ed alla comunità, nonché dell'ordinamento ed organizzazione"; L.R. 25/5/1999 n. 13: "Disciplina regionale della difesa del suolo"; Delibera di Giunta Provinciale n.189/2003 del 17/06/2003: "Schema esplicativo e termini dei procedimenti amministrativi per le concessioni in materia di utilizzo di suoli del Demanio idrico e loro pertinenze"; Delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/1/2004: "Piano Stralcio di Bacino per l'assetto Idrogeologico dei bacini di Rilievo regionale (PAI) approvato con delibera di Consiglio regionale n.116 del 21/01/2004.7 SOGGETTI INTERESSATI Enti Pubblici e privati, Associazioni, Società e privati cittadini. FINALITA' Il presente Regolamento disciplina le regole e le procedure tecnico-amministrative delle quali il Settore IX Tutela dell'ambiente - Area Tutela Acque, Territorio e Demanio è chiamato a garantire ed assicurare il rispetto nei confronti dei soggetti pubblici e privati che intendano realizzare opere e manufatti occupando aree del Demanio Idrico (Concessioni Idrauliche) nonché utilizzare, a vario titolo, porzioni di aree demaniali (Concessioni di aree demaniali). L'obiettivo primario da raggiungere consiste nel miglioramento della funzionalità idraulica delle aste fluviali, sia del reticolo idrografico principale che minore, ricadenti nei vari bacini idrografici di competenza della Provincia di Ancona, al fine di garantire il corretto deflusso delle acque verso il mare, in modo da prevenire fenomeni di esondazione degli alvei nei casi di eventi meteorologici di pioggia intensi e/o persistenti. Per perseguire tale finalità è necessario stabilire ed imporre modalità di esecuzione degli interventi, richiesti da Enti e privati al fine di conseguire un livello di sicurezza e trasparenza circa quelle attività che comportino occupazione di aree appartenenti al demanio idrico. CONCESSIONI IDRAULICHE Tali modalità di richiesta concernono quei soggetti, pubblici o privati, che intendano realizzare opere e manufatti che occupino, in subalveo o in proiezione, superfici demaniali dell'alveo o delle rive fluviali e lacuali di un corso d'acqua pubblico o altre aree del Demanio idrico così come definito dalla normativa vigente. E' fatto divieto, nel rispetto delle disposizioni contenute nel R.D. n. 523 del 1904 "Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie" all'art. 96 lettera f), di realizzare opere di movimentazione del terreno e piantagioni ad una distanza inferiore a 4 metri dal piede dell'argine e suoi accessori mentre per edifici, manufatti e scavi la distanza non può essere inferiore a 10 metri. Tale disposizione, ai fini della sicurezza idraulica, si applica anche nel caso in cui il corso d'acqua non sia arginato: ipotesi per la quale la distanza viene calcolata dal ciglio superiore della sponda. Le occupazioni di cui sopra possono essere raggruppate nelle seguenti tipologie: Attraversamenti corsi d'acqua: condutture, linee elettriche e di telecomunicazioni,sia aeree che in subalveo e guadi; Fiancheggiamenti dei corsi d'acqua: condutture, linee elettriche e di telecomunicazioni sia aeree che in subalveo; Attraversamenti ed occupazioni: con ponti, pontili fissi e galleggianti ed opere assimilate e accessori, traverse, muri d'ala; Opere accessorie alla derivazione: briglie, traverse, pennelli, derivazioni anche alla molinara, incili di canali e loro scarichi, vasche di carico, ecc.; CONCESSIONI AREE DEMANIALI Tali modalità di richiesta riguardano quei soggetti che vogliono utilizzare porzioni non esondabili di aree appartenenti al Demanio idrico che non siano mai state date in concessione ovvero che siano scadute senza che ne sia stato richiesto il rinnovo nei termini stabili nell'atto contratto. Le occupazioni suddette possono essere raggruppate nelle seguenti tipologie: Destinazione agricola: seminativo, erbaio, pascolo, ricovero bestiame, orto; Accesso a fondo (abitazione) intercluso;8 Deposito materiali: inerti, agiamento, piazzali di servizio, piste carrabili, piazzali di asservimento, strade, uso parcheggio, impianti mobili, frantoio, vasche di sedimentazione inerti; Uso ricreativo: attività sportive (impianti, pesca sportiva, campo volo a vela, addestramento cani), appostamento di caccia, parco fluviale, verde pubblico attrezzato; Taglio legname; Immissioni e convogliamento di acque bianche e reflue; Materiale inerte; Attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO Il procedimento amministrativo si articola nelle seguenti fasi: Modalità di presentazione della domanda Comunicazione avvio al procedimento Istruttoria tecnica Stipula del contratto di concessione Condizioni ed obblighi Carattere personale della concessione Rinnovo Spese di istruttoria MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA Il rilascio della concessione è subordinato alla presentazione di una domanda che deve essere redatta in bollo (solo per i privati) in conformità delle vigenti disposizioni di legge utilizzando gli appositi schemi predisposti dall'area Tutela Acque Territorio e Demanio (Mod. "A"). Le domande, in base a quanto previsto dalla Delibera di Giunta Provinciale n 189/2003, dovranno in ogni caso contenere obbligatoriamente: Generalità del richiedente e del titolo che lo abilita all'inoltro della domanda; Indicazione del corso d'acqua con l'esatta ubicazione del tratto interessato; Riferimenti planimetrici-catastali (n foglio e mappali); Descrizione dell'intervento che si intende eseguire, dei motivi posti a fondamento della richiesta nonché delle modalità di esecuzione dei lavori; Garanzia del rispetto delle prescrizioni contenute nel presente Regolamento. Sottoscrizione della domanda da parte del richiedente o di chi ne abbia la rappresentanza. La domanda dovrà essere corredata dalla seguente documentazione da prodursi in duplice copia: Ricevuta di versamento dell'importo minimo fissato per le spese d'istruttoria; Stralcio di mappa catastale con individuazione zona d'intervento; Documentazione fotografica; Planimetria quotata con profilo longitudinale e sezioni attuali e di progetto del corso d'acqua interessato. L'Amministrazione si riserva di richiedere, a seconda dell'entità delle opere da eseguire, la seguente documentazione a firma di un tecnico libero professionista: Particolari costruttivi; Relazione idraulica redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge,9 contenente i calcoli idrogeologici con determinazione delle portate di massima piena, con tempi di ritorno di anni e verifiche della sezione di deflusso, nello stato attuale e di progetto; Relazione Geologica-Geomorfologica redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge,con particolare riguardo alla dinamica fluviale; Relazione Vegetazionale-Faunistica, redatta da un tecnico o professionista abilitato ai sensi di legge (se l'intervento ricade in un'area protetta, ai sensi della normativa comunitaria, nazionale e regionale), con eventuale valutazione di incidenza (se l'intervento è sottoposto alla V.I.A). n. 1 copia dell' Ortofotocarta Regionale in scala 1:5.000 o 1: relativa alla zona interessata ed evidenziando l'esatta posizione dell'intervento da realizzare; Relazione descrittiva dell'intervento richiesto, con indicazioni in merito a: stato dei luoghi, modalità di esecuzione dei lavori, modifiche indotte dall'intervento ed eventuale descrizione delle modalità di ripristino dei luoghi e del recupero delle condizioni di naturalità; Relazione descrittiva Programma di gestione del Territorio. COMUNICAZIONE AVVIO AL PROCEDIMENTO Le domande e la documentazione pervenute verranno esaminate e qualora risultino conformi ai requisiti prescritti verrà data comunicazione di "avvio del procedimento amministrativo" ai sensi della L. 241/90 (Mod."B"). Nell'ipotesi di domande incomplete o irregolari, l'area competente ne darà avviso all'interessato contestualmente alla comunicazione di "avvio al procedimento" stabilendo un termine massimo di 60 gg per la loro regolarizzazione, pena l'archiviazione della pratica, in base a quanto stabilito dalla Delibera di Giunta Provinciale n.189/2003. In caso di domanda incompleta, il termine previsto per il rilascio della concessione si interrompe e decorre nuovamente dal ricevimento delle integrazioni richieste. ISTRUTTORIA TECNICA Le concessioni di cui al presente regolamento sono rilasciate dall'area Tutela Acque, Territorio e Demanio nel rispetto di quanto previsto dal R.D. n.523 del 25/07/1904 e dalla L.R. n.10 del 17/05/1999, previo esame della documentazione tecnica in atti nonché delle risultanze del sopralluogo effettuato da parte del tecnico dell'area competente. L'accertamento tecnico deve verificare l'eventuale utilizzo di fatto dell'area, la localizzazione dell'intervento in relazione al corso d'acqua interessato, il controllo dell'estensione dell'area interessata, il riscontro del tipo di utilizzo richiesto, la conformità a particolari normative di tutela (ad es. conservazione della biodiversità da contemperarsi con la funzionalità dell'alveo ed i divieti contenuti nell'art. 41, primo comma, del D.Lgs. 152/99, necessità di tutela dall'inquinamento, rispetto eventuali prescrizioni del Piano per l'assetto Idrogeologico (PAI) approvato dalla Regione Marche con atto n.116 in data 21/01/2004, comprese le eventuali determinazioni da parte del piano di Bacino di modalità d'uso e di forme di destinazione delle pertinenze idrauliche demaniali. Una volta verificata l'assentibilità dal punto di vista idraulico (Mod. "C"), il richiedente viene autorizzato a realizzare le opere, previa corresponsione di: una annualità del canone a titolo di deposito cauzionale infruttifero (solo per le concessioni idrauliche); somme necessarie per le spese d'istruttoria; Le somme dovute vengono quantificate in relazione alla tipologia dell'intervento da effettuarsi come da tabella allegata (Tab."A"). La mancata corresponsione degli importi prescritti comporterà l'archiviazione della pratica. Il concessionario, a lavori ultimati, dovrà fornire, nei termini previsti dalla normativa vigente, una relazione a firma del Direttore dei lavori con la quale si attesterà la conformità delle opere realizzate al progetto ed alle eventuali varianti autorizzate. Nel caso in cui il richiedente intenda rinunciare al rilascio della concessione dovrà manifestare10 tale volontà provvedendo ad inviare una comunicazione espressa di rinuncia all'area competente a mezzo di Raccomandata A/R. Nell'ipotesi di presentazione di più domande concorrenti riguardanti la stessa area demaniale è preferita la domanda che offra maggiori garanzie in merito ad interventi di recupero, di valorizzazione o tutela ambientale. Qualora le concessioni demaniali interessino aree golenali, si applicherà la disciplina prevista dall'art. 8 della L. 05/01/1994 n.37 (Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche). Entro il termine massimo per la conclusione dell'istruttoria tecnica previsto con Delibera di Giunta Provinciale n 189/2003, la Provincia inviterà il richiedente a procedere alla formale stipula del contratto di concessione ovvero provvederà a comunicargli l'atto motivato di diniego della stessa. Il richiedente non avrà comunque diritto alla restituzione della somma versata a titolo di contributo minimo per le spese d'istruttoria. STIPULA DEL CONTRATTO Una volta emanato il parere istruttorio riguardante il nulla osta idraulico, il richiedente verrà invitato, mediante comunicazione scritta, a corrispondere i seguenti importi, quali presupposti per la stipula del contratto di concessione (Mod."D"): pagamento della prima annualità del canone come predeterminata sul c/c postale n , intestato a: Regione Marche Servizio Tesoreria Ancona, con presentazione di ricevuta di pagamento o copia della stessa. I canoni per le annualità successive, aggiornati in base al tasso di inflazione programmato, dovranno essere versati alla scadenza delle annualità; la somma necessaria per il pagamento dell'imposta di registro stabilita, ai sensi dell'art. 1, secondo comma, del T.U. del 26/04/1986 n. 131, nel 2% degli importi del canone annuo moltiplicato per tutta la durata del contratto; il pagamento della prescritta imposta di bollo (presentazione delle conteggiate marche da bollo) sui contratti e sulle determinazioni dirigenziali di approvazione degli stessi ed eventuali altri allegati (come l'autorizzazione ed il nulla osta, anche in sanatoria, qualora necessari). Nella lettera di convocazione vengono indicati il luogo e la data fissati per la stipula del contratto. Alla stessa viene, inoltre, allegata copia del contratto di concessione che dovrà essere stipulato dinanzi al Funzionario competente. L'atto concessorio deve esplicitare le modalità prescritte per il rilascio della concessione nonché la durata della stessa, fissata in nove anni, in mancanza di un termine diverso stabilito in sede di istruttoria. Nel luogo e nel giorno convenuti le parti contraenti pervengono alla stipula dell'atto concessorio in triplice originale (Mod. "E"/"E.1"). Il contratto regolarmente sottoscritto viene approvato con Determinazione da parte del Dirigente del IX Settore. L'Amministrazione provvede a trasmetterne, corredati della relativa Determina, una copia al concessionario e due originali (in bollo), all'ufficio del Registro, uno dei quali verrà restituito all'amministrazione con l'attestazione della avvenuta registrazione. Il terzo originale e l'allegata Determinazione Dirigenziale restano depositati presso la sede provinciale. Il contratto vincola, sin dalla stipula, le Ditte concessionarie mentre l'amministrazione è vincolata soltanto dopo l'esecutività della determinazione stessa. CONDIZIONI ED OBBLIGHI Il concessionario è tenuto a custodire la copia dell'atto di concessione consegnatagli (ovvero la copia autentica nel caso in cui il concessionario ne abbia fatto espressa richiesta): nel caso di sottrazione, smarrimento o distruzione, il concessionario è tenuto ad informare l'amministrazione Provinciale ed a chiedere il rilascio del duplicato con rimborso delle relative spese. Le concessioni si intendono comunque accordate senza pregiudizio dei diritti dei terzi, con l'obbligo da parte del concessionario di riparare eventuali danni derivanti al patrimonio provinciale ed ai terzi dall'intervento effettuato. L'Ente ha, altresì, la facoltà di revocare o modificare il provvedimento di concessione in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di11 interesse pubblico, senza essere tenuto a corrispondere alcun indennizzo. CARATTERE PERSONALE DELLA CONCESSIONE La presente concessione non è trasferibile tra vivi. Il concessionario non potrà sub-concedere, nemmeno in parte, l'area ottenuta in concessione. Per le Società concessionarie, nei casi di trasformazione della ragione sociale, trasferimento di sede o fusione, ne va data comunicazione entro trenta giorni successivi al loro verificarsi. Qualora l'ufficio competente ritenga necessario effettuare un sopralluogo per verificare eventuali variazioni oggettive rispetto al provvedimento precedente o a particolari circostanze, le spese sostenute sono a carico del subentrante.il Dirigente preposto, esperite le necessarie verifiche, provvederà, ricorrendone le condizioni, al rilascio di una nuova concessione in capo all'avente causa ed alla revoca del provvedimento concessorio. RINNOVO I provvedimenti di concessione non sono rinnovabili tacitamente alla scadenza. I concessionari che intendano procedere al rinnovo dovranno darne comunicazione, almeno sei mesi prima della scadenza del contratto, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. SPESE DI ISTRUTTORIA In analogia a quanto stabilito con la deliberazione di Giunta Provinciale n. 171 del 27/05/2003 avente ad oggetto" R.D. 11/12/1933 n.1775 R.D. 14/08/1920 n,1285 "Derivazione acque pubbliche, determinazione dei contributi alle spese di istruttoria" vengono istituite le spese d'istruttoria per le pratiche inerenti il Demanio Idrico. Tale valutazione nasce dal fatto che tutte le spese necessarie per il rilascio della concessione sono completamente a carico dell'amministrazione Provinciale, mentre i canoni per l'utilizzazione del demanio andranno alla Regione Marche, cosi come stabilito dall'attuale normativa. Si istituisce, pertanto, un contributo alle spese di istruttoria che concernono le spese vive (postali, cancelleria, telefoniche, straordinari e spese per l'auto di servizio) nonché le spese sostenute per effettuare i sopralluoghi, da parte del tecnico di bacino incaricato, necessari per il rilascio del nulla osta idraulico. I soggetti che richiedono l'autorizzazione ai fini idraulici in merito agli interventi classificabili come manutenzione ordinaria (Mod "A.1"-"A.2." Titolo I della modulistica allegata) sono esentati dal contributo per le spese di istruttoria poiché contribuiscono al recupero della funzionalità sia sotto il profilo idraulico che ambientale degli alvei demaniali. Tale contributo suddiviso in funzione della tipologia dell'intervento richiesto, considerando anche le varianti, viene articolato come segue: Tipologia di intervento Concessioni idrauliche e di aree demaniali. Rilascio pareri e/o autorizzazioni. Varianti sostanziali alle concessioni del Demanio Idrico. Varianti non sostanziali che comportino nuove verifiche. Spese di istruttoria da sostenere Contributo alle spese di istruttoria. 200, , ,00. 60, , , ,00. 60,00 PROCEDIMENTO TECNICO-AMMINISTRATIVO RELATIVO ALL'IMMISSIONE DELLE ACQUE REFLUE IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE Il percorso tecnico-amministrativo si articola nel rilascio di un'autorizzazione concernente l'immissione dei reflui in corpo idrico superficiale, con caratteristiche qualitative dello scarico conformi alla normativa vigente in materia, nonché nel rilascio della relativa concessione per12 l'utilizzo di aree demaniali, entrambe di competenza del IX Settore Tutela dell'ambiente. In considerazione del fatto che i corpi idrici superficiali sono tutti appartenenti al Demanio Idrico, ai sensi del D.P.R. n 238/1999, la modulistica da produrre per il rilascio della concessione per l'utilizzo di aree demaniali, allegata al presente regolamento, deve essere presentata contestualmente alla richiesta per il rilascio dell'autorizzazione allo scarico di acque reflue in corpo idrico superficiale. CONCESSIONI IDRAULICHE IN SANATORIA Le opere realizzate in aree demaniali senza aver presentato richiesta di rilascio della prescritta concessione o senza aver provveduto al pagamento delle somme dovute nonché in contrasto con le disposizioni stabilite dalle legge e dal presente regolamento sono considerate abusive. Tali opere possono, su richiesta dell'interessato da formularsi mediante apposita domanda e relativa documentazione tecnica (Mod "F"), essere regolarizzate soltanto se compatibili con il corso d'acqua cui l'intervento si riferisce e previo pagamento dei canoni di occupazione per i periodi pregressi di utilizzo del bene. Il nulla osta idraulico non potrà mai essere rilasciato ove l'intervento o l'opera risultino in contrasto con l'art. 96 del R.D. 523/1904 "lavori ed atti vietati in modo assoluto", con le norme e le prescrizioni vincolanti del PAI (Piano Assetto Idrogeologico) e dovranno essere rispettati i canoni tecnici di sicurezza del corso d'acqua in considerazione del regime di massima piena e le altre norme imperative. Il diniego, anche discrezionale, del nulla osta idraulico in sanatoria comporterà il diniego della concessione demaniale e l'obbligo da parte dell'interessato, e la pretesa da parte dell'amministrazione, di ripristinare entro un termine congruo, lo stato dei luoghi ad esclusivo carico ed a spese del responsabile. Verrà inoltre, in conformità all'art. 25 D.P.R. 495/92, trasmesso apposito verbale di accertamento di violazione di norme amministrative all'autorità competente, seguendo la procedura stabilita dalle vigenti disposizioni di legge in materia, salvo denunzia all'autorità Giudiziaria quando il fatto costituisca reato più grave stabilito dal codice penale o da altre leggi. SANZIONI Per le opere effettuate senza i predetti necessari atti di assenso dell'amministrazione restano ferme le responsabilità amministrative e penali dell'autore degli interventi e ne consegue la necessità di valutare se ricorrano gli estremi per procedere alla denuncia davanti all'autorità Giudiziaria per violazione delle vigenti leggi penali così come prevede l'art.100 del R.D. 523/1904. Analogamente avviene nel caso in cui, a seguito di accertamenti di ufficio volti a verificare la regolarità delle opere esistenti, ne venga constatata la loro difformità rispetto all'intervento autorizzato. DISPOSIZIONI FINALI La modifica o l'integrazione delle norme e procedure previste dal presente regolamento ad opera di leggi statali o regionali successive all'approvazione dello stesso ne determinerà il contestuale adeguamento. Le norme e le procedure tecnico-amministrative relative alle richieste di rilascio e/o rinnovo delle concessioni demaniali pervenute nel periodo antecedente all'approvazione del presente regolamento sono regolamentate dalle disposizioni contenute nella Delibera di Giunta Provinciale n.189 del Il presente regolamento entra in vigore dopo che sarà divenuta esecutiva la deliberazione con la quale è stato approvato Vedere altro
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