Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/07/novita-fiscali-del-28-luglio-2009-accertamento-valido-anche-se-notificato-prima-dei-60-giorni-dal-pvc-istruzione.html
Timestamp: 2018-01-20 12:28:57+00:00
Document Index: 59024065

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 29', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 36']

Novità fiscali del 28 luglio 2009: accertamento valido anche se notificato prima dei 60 giorni dal PVC; istruzione dell’Inps sul modello 770/2009; enti non commerciali e impresa sociale; doppia iscrizione alla gestione dei commercianti e alla gestione separata? S.A.S.: perdite deducibili oltre i limiti previsti anche per i soci accomandanti; nuove regole per le intermediazioni; erogazioni liberali a favore di Onlus
1) Accertamento valido anche se notificato prima dei 60 giorni dal PVC
2) Modello 770/2009: istruzione dell’Inps
3) Enti non commerciali: Guida del CNDCEC su impresa sociale
4) Doppia iscrizione alla gestione dei commercianti e alla gestione separata ?
5) S.a.s.: Perdite deducibili oltre i limiti previsti anche per i soci accomandanti
6) Legge comunitaria 2008: nuove regole per le intermediazioni
7) Erogazioni liberali a favore di altre Onlus possibile
8) Modello F24: Istituiti altri codici per i versamenti a seguito dei controlli automatizzati
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 244 depositata il 24 luglio 2009, ha concluso che è manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale della norma dello Statuto del contribuente che, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, impone agli uffici tributari di non notificare l’avviso di accertamento prima del decorso dei 60 giorni, anche se non sia prevista una sanzione di nullità in caso di mancato rispetto del termine da parte del Fisco.
A questo punto è lecito chiedersi: Ma a cosa serve ancora il cd. Statuto del contribuente ?.
Larga parte del suo contenuto viene disattesa (si pensi alle continue, nel tempo, proroghe di norme tributarie di prescrizione), le applicazioni pratiche delle linee teoriche favorevoli al contribuente (ad. es. intervento del Garante del contribuente per sollecitare inadempienze di un dato ufficio fiscale poi non effettuato per svariati motivi) di fatto non vengono attuate e adesso la Consulta pone un ulteriore paletto alle aspettative dei contribuenti.
Contradditorio necessario
In tale contesto non positivo per il contribuente, meno male che, almeno, la Commissione tributaria di Genova, con la sentenza n. 103/2009, abbia stabilito che gli accertamenti effettuati dall’amministrazione finanziaria sono nulli se manca la convocazione del contribuente.
In caso di omissione, il relativo avviso di accertamento notificato è nullo giacché viene materialmente impedito al contribuente di poter far valere le sue ragioni in sede precontenziosa e di potere fruire dei benefici di legge.
L’Inps, con la circolare n. 95 del 2009, ha fornito le istruzioni per la compilazione del modello 770/2009.
Peraltro, con l’introduzione della denuncia contributiva Emens, la parte C del modello 770/2009 è stata notevolmente semplificata.
La versione semplificata del modello deve essere utilizzata dai sostituti d’imposta per comunicare all’Agenzia delle Entrate sia i dati fiscali che quelli contributivi.
La dichiarazione dei sostituti d’imposta (di cui all’art. 4 del D.P.R. 22 luglio 1998 n. 322, cioè il Mod. 770/2009 Semplificato) deve essere presentata esclusivamente per via telematica direttamente o tramite intermediario abilitato, entro il 31 luglio 2009.
La parte C (Dati previdenziali e assistenziali INPS), ha subito modifiche nella composizione del prospetto rispetto all’anno precedente, per effetto della soppressione del campo “Bonus L.243/2004”.
I dati retributivi e le informazioni necessarie per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per il calcolo delle prestazioni sono ricavati mensilmente dal modello di denuncia telematica Emens.
– Sezione 1 per i lavoratori subordinati;
– Sezione 2 per i collaboratori coordinati e continuativi.
In particolare, riguardo la sezione 2 (Collaborazioni coordinate e continuative) in tale sezione si comunicano i compensi corrisposti, durante l’anno 2008, ai collaboratori coordinati e continuativi, compresi i collaboratori a progetto, e agli altri soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, legge 8/8/1995, n. 335) il cui reddito è assimilato a quello di lavoro dipendente.
Punto 12 – Compensi Corrisposti al Collaboratore
Deve essere indicato il totale dei compensi corrisposti al collaboratore nell’anno, nei limiti del massimale contributivo annuo, di cui all’art. 2, comma 18, legge n.335/1995, pari per il 2008 ad euro 88.669,00.
Si devono considerare erogate nel 2008 anche le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio 2009, ma relative all’anno 2008 (art. 51, comma 1, D.P.R. n. 917/1986).
Punto 13 – Contributi Dovuti
Deve essere indicato il totale dei contributi dovuti all’INPS in base alle aliquote vigenti nella Gestione Separata nell’anno 2008;
Punto 14 – Contributi a Carico del Collaboratore Trattenuti
Punto 15 – Contributi Versati
Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, con il comunicato stampa del 24.07.2009, ha reso noto di avere pubblicato un Quaderno sui lineamenti tecnico operativi dell’impresa sociale.
Si tratta della prima di una serie di pubblicazioni che nei prossimi mesi si occuperanno di specifiche tematiche relative a questa nuova qualifica.
L’impresa sociale, introdotta dal d.Lgs. 155/2006, è ancora poco diffusa, sia per la scarsa conoscenza dello strumento tra gli addetti ai lavori, sia a causa della mancanza di specifici vantaggi fiscali.
Il volume evidenzia come per i soggetti profit e no profit, acquisendo la qualifica di impresa sociale, ci siano comunque diverse opportunità.
Si pensi, ad esempio, alla novità dello status di impresa per le associazioni che si iscrivono al registro delle imprese (nella sezione apposita) e che di conseguenza possono partecipare a tutti i bandi e a tutte le gare di appalto per le imprese, alle quali in passato erano costretti a rinunciare.
Un’altra particolarità è data dall’obbligo di redazione e deposito del bilancio sociale da parte delle imprese sociali, al fine di una maggiore trasparenza.
Il Consiglio nazionale dei commercialisti nei prossimi mesi si impegnerà da una parte a promuovere in tutta Italia una serie di incontri sull’argomento, dall’altra a spronare il legislatore ad apportare modifiche e integrazioni al testo di legge attraverso proposte specifiche elaborate dalla nostra Commissione di studio.
Conciliazione civile: nasce il coordinamento degli enti formatori accreditati presso il ministero della giustizia
Con un altro comunicato stampa del 22 luglio 2009, lo stesso C.N.D.C.E.C. ha informato degli obiettivi che si pone il Coordinamento degli Enti formatori in materia di conciliazione, costituito a Roma tra 40 dei 43 Enti di formazione accreditati presso il Ministero della Giustizia, alla cui guida sono stati nominati dei componenti del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili.
Il coordinamento, che riunisce Enti espressione di diverse realtà (mondo accademico, camere di commercio, avvocati, commercialisti), produrrà entro ottobre un documento di indirizzo che sarà trasmesso al Ministero della Giustizia, con l’intento di fornire al Governo una serie di proposte migliorative della formazione per i conciliatori di cui l’esecutivo possa tener conto in vista dell’emanazione dei decreti in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale, fissata entro gennaio dalla legge 69/09 relativa al processo civile.
Sarà necessario definire precisi parametri per certificare la qualità della formazione e, per una informazione corretta, trasparente e non ingannevole verso i destinatari, un codice di autoregolamentazione degli Enti formatori.
Tra le proposte che dovrebbero essere contenute nel documento, anche quella di aumentare considerevolmente il numero minimo di ore del corso di formazione base e quella di strutturare la formazione dei conciliatori su diversi
livelli, prevedendo, oltre al corso base, corsi specialistici per la formazione avanzata.
Allo studio del coordinamento anche l’ipotesi di rendere obbligatorio l’aggiornamento dei conciliatori, pena l’esclusione dagli elenchi tenuti dagli organismi di conciliazione.
L’aggiornamento continuo andrebbe quindi “provato” con l’attestazione delle procedura svolte, dei corsi specialistici ricevuti e/o somministrati.
Soppressione del libro soci nelle srl
E’ stato pubblicato uno studio sulla soppressione del libro soci nelle srl.
Si tratta della circolare n. 12/2009 dell’Istituto di ricerca del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili che si é soffermata sulla riforma attuata dalla legge di semplificazione.
E’ possibile la doppia iscrizione all’Inps ?.
Sembra proprio di no, ciò almeno a seguito delle recenti sentenze di giurisprudenza, tra cui quella della Suprema Corte.
Su altalex.com, nel notiziario del 27.07.2009, a tal fine, è stato precisato che:
“In applicazione del comma 1 dell’art. 29, legge 160/1975, come sostituito dal comma 203 dell’art. 1, legge 662/1996, colui che nell’ambito di una S.r.l. svolga attività di socio amministratore e di socio lavoratore ha l’obbligo di chiedere l’iscrizione nella gestione in cui svolge attività con carattere di abitualità e prevalenza.
E’ quanto stabilito dalla Sezione lavoro della Cassazione con la sentenza n. 4676 del 22 febbraio 2009.
I Supremi Giudici hanno precisato che nell’incompatibile coesistenza delle due corrispondenti iscrizioni, è onere dell’Inps decidere sull’iscrizione all’assicurazione corrispondente all’attività prevalente”.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 4676 del 22.02.2009)
Nelle società in accomandita semplice anche i soci accomandanti possono dedurre le perdite eccedenti il capitale sociale della società.
Ciò purché il loro intervento nell’amministrazione dell’azienda (che comporta il venire meno della limitazione della loro responsabilità) non sia occasionale.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 15161 del 2009)
E’ arrivato a conclusione l’annunciata modifica della territorialità delle intermediazioni sulle cessioni di beni ?.
Secondo Dottrina ancora no.
Infatti, l’art. 24, comma 4, lettera a), della legge comunitaria 2008 ha riscritto la lettera f-quinquies dell’art. 7, comma 4, del decreto IVA, adeguando il testo all’art. 44 della direttiva n. 2006/112.
La modifica si è resa necessaria considerando che il previgente testo, introdotto dall’art. 1, comma 325, della legge Finanziaria per il 2007, prevedeva un criterio di attrazione delle intermediazioni al luogo di residenza del committente, se residente nel territorio nazionale.
Come è stato rilevato, secondo la previgente disposizione, le prestazioni di intermediazione venivano assoggettate ad IVA ancorché l’operazione intermediata fosse territorialmente irrilevante (ad esempio, una compravendita di beni spediti da e destinati a un territorio extracomunitario).
Secondo Dottrina (Paolo Centore in Ipsoa Luglio 2009), con il nuovo testo viene rispettato il principio del c.d. “collegamento territoriale” dell’attività di intermediazione al luogo di appartenenza dell’operazione intermediata, evitando disfunzioni di tassazione che la norma comunitaria non prevede.
In particolare: “Questa disposizione, pensata ed introdotta in tempi lontani, esprime un principio che è esattamente all’opposto del concetto di “collegamento territoriale” indicato dalla direttiva n. 2006/112: cioè, pone “fuori campo” IVA le cessioni all’esportazione (e, più in generale, le operazioni classificate come “non imponibili”) quando, invece, esse sono territorialmente rilevanti, ancorché detassate.
Occorre dunque una ulteriore e non più procrastinabile modifica normativa che adegui il testo nazionale a quello comunitario, evitando, così, di confondere le operazioni “rilevanti territorialmente e detassate” (in quanto soggette alla tassazione nel territorio di destinazione) con quelle “non rilevanti territorialmente”, in quanto manifestatesi (secondo i criteri degli articoli 31 e 32 della direttiva n. 2006/112) in un territorio posto al di fuori dell’Unione europea”.
Le Onlus possono erogare, in forma gratuita, somme di denaro a favore di enti senza scopo di lucro, che operano prevalentemente e direttamente in settori tra i quali, ad esempio, l’assistenza sociale e socio-sanitaria, l’istruzione, la formazione, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, la tutela dei diritti civili e la ricerca scientifica per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.
Si tratta, infatti, di una attività che può essere ricondotta nell’ambito della beneficenza, settore in cui le Onlus, cosiddette “erogative”, possono quindi operare usufruendo del relativo regime fiscale agevolato.
Lo ha precisato la risoluzione n. 192/E del 27.07.2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha trattato la nozione di beneficenza, così come delineata dall’art. 30 del decreto anticrisi (D.L. n. 185/2008), in risposta al quesito presentato da una Onlus.
Quando le erogazioni trovano la beneficenza
In particolare, secondo le Entrate, per fare rientrare l’erogazione gratuita a questi enti entro le attività di beneficenza, le somme che le Onlus decidono di destinare devono comunque provenire dalla gestione patrimoniale e da donazioni appositamente raccolte e dirette alla realizzazione di progetti di utilità sociale.
Peraltro, questa specifica destinazione delle erogazioni a progetti di utilità sociale comporta sia la necessità della tracciabilità della donazione attraverso strumenti bancari o postali che evidenzino la particolare causa del versamento, sia l’esistenza non di un programma generico, ma di un progetto già definito nell’ambito del settore di attività dell’ente destinatario prima dell’effettuazione dell’erogazione.
Spazio anche al 5 per mille
Infine, è stato evidenziato che tra le somme che le Onlus possono scegliere di erogare rientrano anche quelle derivanti dalla quota del 5 per mille, destinata dai contribuenti a finalità di interesse sociale, sempre che gli enti destinatari siano ricompresi tra i soggetti destinatari del 5 per mille.
Ciò al fine di potere sanare, anche parzialmente, le irregolarità delle dichiarazioni rilevate dall’Amministrazione finanziaria.
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 193/E del 27.07.2009 ha istituito ulteriori codici tributo che i contribuenti possono utilizzare per sanare le irregolarità sulle dichiarazioni rilevate dall’Agenzia a seguito dell’attività di controllo automatizzato (art. 36-bis Dpr 600/1973).
I codici vanno riportati nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.