Source: http://www.provincia.vercelli.it/amminist/attiamm/2000/atto099.htm
Timestamp: 2017-11-18 02:53:44+00:00
Document Index: 67165668

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 90', 'art. 204', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 209', 'art. 8', 'art. 215']

OGGETTO: Regolamento per la coltivazione del riso nella provincia di Vercelli. Approvazione. Prot. n. 18388.
2) BUONANNO Gianluca
IL PRESIDENTE chiama in trattazione l'argomento in oggetto e riferisce che la Giunta Provinciale, ai sensi dell’art. 14, c. 2 dello Statuto Provinciale, propone al Consiglio lo schema di deliberazione, già fatto proprio con atto n. 14383 in data 17.4.2000, inviato in copia a ciascun Consigliere.
Sull’argomento si registrano gli interventi dell’Assessore Fra e dei Consiglieri Ferraro, Nascimbene, Fecchio, Demarchi, Saviolo, Guglielmino e Fossale, per i quali si rinvia al nastro di registrazione della seduta odierna, n. 4/2000, ai sensi dell’art. 90, comma 4 del vigente Regolamento per l’Organizzazione ed il Funzionamento del Consiglio Provinciale.
Escono dall’aula i Consiglieri Julini e Fecchio, per cui i presenti risultano essere 21.
Indi il Presidente sottopone ad approvazione il seguente emendamento presentato dal Consigliere Ferraro:
nel titolo aggiungere, dopo la parola “regolamento”, l’aggettivo “speciale”.
L’emendamento, posto ai voti dal Presidente, viene respinto con 13 voti contrari (maggioranza), 7 favorevoli ed 1 astenuto (Scheda), resi per alzata di mano, essendo 21 i Consiglieri presenti e votanti.
Entrano in aula i Consiglieri Buonanno e Fecchio, per cui i presenti risultano essere 23.
Dopodiché il Presidente sottopone ad approvazione il testo regolamentare - che si allega sub B) al presente atto quale parte integrante e sostanziale - presentato dal Consigliere Ferraro.
Tale testo, posto ai voti dal Presidente, viene respinto con 14 voti contrari (maggioranza) e 8 favorevoli, resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e 22 i votanti, atteso che il Consigliere Buonanno non ha partecipato alla votazione.
Dopodiché sottopone ad approvazione la seguente proposta:
1. Il “Testo unico delle leggi sanitarie”, approvato con Regio Decreto 27.7.1934, n. 1265, all’art. 204 dispone che “La coltivazione del riso è soggetta, per ciascuna provincia, ad un regolamento speciale deliberato dal rettorato provinciale…”
2. Il D.P.R. 24.7.1977, n. 616, trasferisce alle Regioni le funzioni amministrative di competenza dello Stato in materia di agricoltura e foreste e, conseguentemente, la titolarità ad approvare il Regolamento di che trattasi;
3. Con deliberazione n. 61 del 13.11.1995 il Consiglio Provinciale ha approvato il Regolamento speciale per la coltivazione del riso nella provincia di Vercelli, inviandolo al Presidente della Giunta Regionale per l’approvazione, ai sensi della normativa predetta;
4. In data 2.6.1997 il Presidente della Giunta Regionale ha emanato il decreto n. 2056/1997 di non approvazione del Regolamento di cui al precedente paragrafo, prorogando nel contempo il Regolamento approvato dal Consiglio Provinciale con atto n. 837 del 27.6.1994 fino all’approvazione di uno nuovo;
5. Con fax in data 26.10.1998 la Regione Piemonte ha inviato agli Uffici provinciali una nota contenente gli emendamenti proposti sul testo del Regolamento bocciato, seguita da analoga nota n. 154 del 24.11.1998 del Consiglio Regionale di Sanità ed Assistenza, entrambe acquisite agli atti d’ufficio;
6. Con deliberazione n. 406 del 2.3.1999 il Consiglio Provinciale ha recepito parte degli emendamenti di cui al precedente comma 5 e ha inviato il nuovo testo al Presidente della Giunta Regionale per l’approvazione;
7. con nota n. 16743/51 del 8.7.1999 il Presidente della Giunta Regionale ha respinto il nuovo testo del Regolamento, subordinandone l’approvazione all’accoglimento in toto, da parte della Provincia, degli emendamenti citati al precedente comma 5;
Ritenuto, alla luce di quanto sopra esposto, di ridefinire ex novo il Regolamento di che trattasi, al fine di renderlo più snello nelle procedure e più attinente al R.D. n. 1265/34 ed alle normative vigenti in materia;
Ritenuto, peraltro, nell’ottica della politica di attuazione del federalismo locale, di conferire in materia maggiore autonomia ai Sindaci dei comuni risicoli, definendo una normativa-quadro alla quale i medesimi possano fare riferimento, nel rispetto delle leggi vigenti;
Visto il nuovo testo del “Regolamento per la coltivazione del riso nella provincia di Vercelli”;
Dato atto che sul medesimo sono stati sentiti, come da relazione del Dirigente competente, agli atti, i Sindaci dei Comuni risicoli della provincia, le Aziende Regionali USL competenti per territorio, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Vercelli, le Associazioni di Irrigazione Est e Ovest Sesia-Baraggia e le Associazioni Agricole;
Che la III Commissione Consiliare, nelle sedute del 16.2.2000 e 11.4.2000 si è espressa favorevolmente;
Dato atto che è stato espresso il parere favorevole da parte del Responsabile del Settore Sviluppo Socio-Economico per quanto attiene la regolarità tecnica, come da allegato;
1. di approvare il Regolamento per la coltivazione del riso nella provincia di Vercelli, nel testo che si allega sub A) al presente atto quale parte integrante e sostanziale;
2. di inviare il medesimo al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte per l’approvazione.
La proposta, posta ai voti dal Presidente, viene approvata con 14 voti favorevoli e 8 contrari (minoranza), resi per alzata di mano, essendo 23 i Consiglieri presenti e 22 i votanti, atteso che il Consigliere Buonanno non ha partecipato alla votazione.
PER LA COLTIVAZIONE DEL RISO
1. La coltivazione del riso nella provincia di Vercelli è disciplinata, oltre che dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie approvato con Regio Decreto 27.7.1934, n. 1265, e successive modificazioni e integrazioni, dal Regolamento Generale 29.3.1908, n. 157, dalle disposizioni relative alla disciplina del lavoro in risaia e dalle disposizioni del presente Regolamento.
DETERMINAZIONE DELLE DISTANZE MINIME E DELLA ZONA DI RISPETTO
1. Nella provincia di Vercelli la coltivazione del riso è permessa alle distanze minime seguenti:
a) dagli aggregati di abitazione, dai cimiteri, dagli stabilimenti,
da edifici per servizi pubblici nonché da edifici di interesse
storico e/o artistico come tali classificati dal PRG o dalla
Legge n. 1089/39, dagli impianti sportivi ………………. m. 50
b) dalle abitazioni sparse …………………………………….. m. 10
2. Le distanze si misurano dal muro perimetrale delle singole abitazioni, esclusi i cortili e gli annessi non abitabili.
1. Tenute presenti le distanze di cui al precedente art. 2, i Sindaci, sentita la Commissione Tecnica e Sanitaria di cui al successivo art. 8, possono determinare distanze diverse – superiori o inferiori - in relazione all’altimetria, configurazione e natura dei terreni, disponendo che i confini della zona di rispetto seguano linee naturali (strade, corsi d’acqua, depressioni del terreno), onde evitare che parte di un appezzamento sia incluso nella zona di rispetto e altra parte ne resti fuori.
2. La distanza dai punti di captazione delle acque potabili destinate ad uso umano è stabilita dal D.P.R. n. 236/88, art. 6, e successive modificazioni ed integrazioni e dalle altre norme di legge vigenti in materia.
1. Ogni Comune nel cui territorio è praticata la coltivazione del riso deve provvedere, con apposita deliberazione, previo parere favorevole della Commissione Tecnica e Sanitaria di cui all’art. 8, alla delimitazione della zona di rispetto, in base agli artt. 2 e 3 del presente Regolamento, su planimetria catastale in scala compresa da 1:1000 a 1:5000.
2. La deliberazione di cui al precedente comma viene trasmessa alla Provincia, unitamente al parere della Commissione Tecnica e Sanitaria di cui al successivo art. 8.
3. I sindaci sono tenuti ad aggiornare i limiti della zona di rispetto in rapporto allo sviluppo edilizio.
1. All’interno della zona di rispetto è consentita la coltivazione del riso solamente con irrigazione turnata per scorrimento-infiltrazione, evitando la sommersione continuata del terreno.
2. Per ovviare ai ristagni d’acqua, appena terminata la bagnatura si dovranno aprire tempestivamente le bocchette d’uscita dell'acqua, che dovranno restare costantemente aperte fino alla bagnatura successiva.
1. Ferme restando le disposizioni di cui all’art. 209 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, nella zona di rispetto, sentita la Commissione Tecnica e Sanitaria di cui al successivo art. 8, i Sindaci potranno autorizzare, di anno in anno, la coltivazione del riso mediante sommersione in terreni di natura e posizione paludosi o soggetti ad evidenti sortumi, nei quali non sia possibile altra coltivazione che quella a riso.
DOMANDE PER L’ATTIVAZIONE DI NUOVE RISAIE
1. La richiesta per l’attivazione di nuove risaie dovrà essere fatta in base alle disposizioni degli artt. 206 e 207 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, approvato con Regio Decreto 27.7.1934, n. 1265, e successive modificazioni e integrazioni.
COMMISSIONE TECNICA E SANITARIA
1. La Commissione Tecnica e Sanitaria è nominata dalla Giunta Provinciale ed è composta da:
ü un tecnico competente in materia agraria nominato dalla Provincia, che la presiede;
ü il Responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.L. competente per territorio, o suo delegato;
ü un tecnico del Dipartimento Provinciale di Vercelli dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente;
ü un tecnico competente in materia di irrigazione nominato dall’Associazione Ovest Sesia - Baraggia di Vercelli ovvero dall’Associazione Est Sesia di Novara, in relazione alla competenza territoriale.
1. Ferme restando, ai sensi dell’art. 215 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, le competenze generiche degli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria, la vigilanza necessaria ad assicurare l’applicazione delle disposizioni del presente Regolamento è esercitata, per le parti di rispettiva competenza, dal Comune, dalla Provincia di Vercelli e dalle competenti strutture territoriali sanitarie ed ambientali.
1. Le contravvenzioni al presente Regolamento saranno perseguite ai sensi delle Leggi vigenti in materia.
1. Per tutto quanto non previsto dal presente Regolamento si richiamano le norme di legge vigenti in materia.