Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM:l16028&amp;from=DE
Timestamp: 2019-05-23 11:41:58+00:00
Document Index: 110742051

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Procedimento europeo per controversie di modesta entità (fino al 2017)
Regolamento (CE) n. 861/2007 che istituisce un procedimento europeo per controversie di modesta entità
Introduce il procedimento europeo per controversie di modesta entità (ESCP).
L’ESCP mira a semplificare e accelerare le controversie transfrontaliere di modesta entità in materia civile e commerciale e ridurre i costi.
In linea di principio, si tratta di un procedimento per iscritto, che non richiede la presenza fisica in tribunale. Tuttavia, lo stesso può decidere di effettuare un’udienza orale.
Il valore della controversia (quando viene ricevuto dall’organo giurisdizionale) non può superare i 2 000 euro.
Garantische che le sentenze siano riconosciute ed esecutive in altri paesi dell’UE senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività.
L’ESCP è pertanto un procedimento alternativo che coesiste con le leggi interne dei paesi dell’UE. Si tratta di un procedimento opzionale.
L’ESCP si applica quando almeno una delle parti ha domicilio o residenza abituale in un paese dell’UE diverso da quello dell’organo giurisdizionale adito.
Vi si può fare ricorso per ottenere una sentenza in merito a controversie in materia civile e commerciale. Non si applica in materia fiscale, doganale o amministrativa o alla responsabilità dello Stato nell’esercizio dei pubblici poteri (acta iure imperii), o ad esempio a:
L’ESCP, per il quale non è richiesto un avvocato, funziona come segue:
La domanda va presentata direttamente presso l’organo giurisdizionale per mezzo di un modulo (modulo A, disponibile negli allegati del regolamento), corredata di dati, somma richiesta ecc. Se la domanda non rientra nell’ambito giurisdizionale dell’ESCP, l’organo giurisdizionale ne informa l’attore; se la domanda non viene ritirata, l’organo giurisdizionale esamina la controversia secondo il diritto processuale applicabile nello Stato membro in cui si svolge il procedimento.
Completamento e/o rettifica del modulo di domanda
Se l’attore non ha fornito informazioni sufficienti, viene inviato un secondo modulo (modulo B) per chiedere le informazioni mancanti entro un dato termine. La domanda è respinta se l’attore non risponde alla richiesta dell’organo giurisdizionale entro il termine prestabilito o se essa è manifestamente infondata o inammissibile.
Notifica del convenuto
Dopo aver ricevuto il modulo debitamente compilato, l’organo giurisdizionale compila un modulo di replica standard (modulo C), che deve essere inviato al convenuto entro 14 giorni, unitamente ad una copia della domanda e di tutti i documenti giustificativi. Gli atti vanno poi notificati tramite i servizi postali, con ricevuta di ritorno datata; se ciò non è possibile, possono essere utilizzati altri metodi di servizio.
Risposta del convenuto
Il convenuto ha 30 giorni dalla data della notifica del modulo di risposta per rispondere. Entro 14 giorni dal ricevimento di questa risposta, l’organo giurisdizionale trasmette copia della risposta all’attore, con tutti i relativi documenti giustificativi.
Qualsiasi domanda riconvenzionale dal convenuto (utilizzando il modulo A) viene notificata all’attore, che ha 30 giorni di tempo per rispondere. Se la domanda riconvenzionale supera i 2000 euro, sia la domanda principale che la domanda riconvenzionale saranno trattate in conformità alla normativa applicabile nel paese in cui viene eseguita l’azione.
Decisione e scadenze
L’organo giurisdizionale deve pronunciarsi entro 30 giorni dal ricevimento della risposta del convenuto (o del ricorrente, in caso di domanda riconvenzionale). L’organo giurisdizionale può richiedere ulteriori informazioni da fornire entro 30 giorni e/o assumere prove o convocare le parti ad un’udienza (vedi sotto), sempre entro 30 giorni dalla convocazione. In questi casi, l’organo giurisdizionale pronuncerà la sentenza entro 30 giorni, ma a partire dal momento in cui ha ricevuto le informazioni richieste o si è tenuta l’udienza.
Se le parti non rispondono in tempo, l’organo giurisdizionale pronuncerà la sua sentenza. L’organo giurisdizionale emette un certificato di giudizio per semplificare l’esecuzione transfrontaliera (senza ulteriori costi), utilizzando il formulario D, su richiesta di una delle parti.
L’udienza si svolge solo se necessario o su richiesta di una delle parti. La richiesta può essere rifiutata se è chiaramente superflua per l’equa trattazione del procedimento. L’udienza può avvenire tramite videoconferenza o una tecnologia simile.
L’organo giurisdizionale determina l’ambito delle prove necessarie per la sua sentenza e le modalità di assunzione, utilizzando il metodo più semplice e meno oneroso.
La sentenza non può essere riesaminata nella sostanza nel paese dell’UE dove è resa esecutiva.
Disciplinata dalla legge del paese in cui la sentenza viene applicata, la parte che chiede l’esecuzione produce una copia originale della sentenza e del certificato (modulo D) tradotto nella lingua del paese di esecuzione. Non possono essere richiesti cauzioni, garanzie o depositi, se l’attore è straniero o non ha domicilio o residenza nel paese dell’UE di esecuzione. L’attore non ha bisogno di un rappresentante autorizzato o di un recapito postale nel paese dell’UE di esecuzione, a parte i soggetti responsabili dell’esecuzione secondo la legislazione di tale paese dell’UE.
L’organo giurisdizionale nel paese di esecuzione può, su richiesta del convenuto, rifiutare di eseguire la sentenza, quando:
la decisione è incompatibile con una sentenza anteriore tra le stesse parti nella stessa materia:
la sentenza anteriore è stata pronunciata nel paese dell’UE di esecuzione o soddisfa le condizioni necessarie per il suo riconoscimento in tale paese dell’UE; e
l’incompatibilità non è stata sollevata, e non avrebbe potuto essere sollevata, quale contestazione nel corso del procedimento in cui è stata emessa la sentenza ESCP.
Nel caso in cui una parte contesti una sentenza ESCP, il paese di esecuzione può limitare l’applicazione ai provvedimenti conservativi, subordinarla ad una cauzione, o, in alcuni casi, sospendere il procedimento di esecuzione.
L’impugnazione di una sentenza è possibile se è previsto dalla legge del paese dell’organo giurisdizionale adito.
Il convenuto può chiedere un riesame all’organo giurisdizionale competente dal quale la sentenza è stata emessa quando:
il modulo di domanda o la citazione a comparire sono stati notificati senza avviso di ricevimento, e il modulo di domanda o la citazione a comparire non sono stati recapitati in tempo utile per consentire al convenuto di preparare la propria difesa, per ragioni a lui non imputabili; oppure
il convenuto non ha avuto la possibilità di contestare la domanda a causa di situazioni di forza maggiore, per ragioni a lui non imputabili.
In tali casi, è necessario che il convenuto agisca tempestivamente. Se il riesame è fondato, la sentenza originale diventa nulla.
L’organo giurisdizionale non obbliga le parti a sottoporre valutazioni giuridiche della controversia. Se necessario, informa le parti in merito alle questioni procedurali e, ove possibile, tenta di pervenire ad una conciliazione tra le stesse.
La domanda deve essere presentata nella lingua dell’organo giurisdizionale, così come la risposta, eventuali domande riconvenzionali, la descrizione dei documenti giustificativi, i documenti essenziali ecc.
La parte soccombente si fa carico delle spese processuali. L’organo giurisdizionale non riconosce alla parte vincitrice spese superflue o sproporzionate rispetto al valore della controversia.
Il regolamento (UE) 2015/2421 modifica il regolamento (CE) n. 861/2007. È stato applicato dal 14 gennaio 2017.
Il regolamento non si applica in Danimarca.
Il regolamento è in vigore dal 1 gennaio 2009, tranne le norme che richiedono ai paesi dell’UE di informare la Commissione riguardo aspetti della giurisdizione, i mezzi di notifica e le impugnazioni (articolo 25), che sono entrate in vigore il 1 gennaio 2008.
Regolamento (CE) n. 861/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità (GU L 199 del 31.7.2007, pagg. 1-22)
Le modifiche successive al regolamento (CE) n. 861/2007 sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha esclusivamente valore documentale.
Regolamento (UE) n. 2015/2421 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del regolamento (CE) n. 861/2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità, e del regolamento (CE) n. 1896/2006, che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento (GU L 341 del 24.12.2015, pagg. 1-13)