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Timestamp: 2019-07-22 18:49:42+00:00
Document Index: 179013038

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 327', 'art. 327', 'art. 327', 'art. 98', 'art. 98', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 98', 'art. 99', 'art. 16', 'art. 167', 'art. 99', 'art. 13', 'art. 98', 'art. 13', 'art. 99', 'art. 101', 'art. 175', 'art. 99', 'art. 95', 'art. 98', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 40', 'art. 98', 'art. 310', 'art. 345', 'art. 99', 'art. 255', 'sentenza ', 'art. 99', 'art. 88', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 97', 'art 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 99', 'art. 145', 'sentenza ', 'art. 99', 'art. 339', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 154', 'art. 98', 'art. 98', 'art. 93', 'art. 99', 'art. 345', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 93', 'art. 99', 'art. 166']

Opposizione allo stato passivo - Costituzione in giudizio dell'opponente - Modalità - Invio di messaggio di PEC eccedente la dimensione massima stabilita nelle specifiche tecniche - Plurimi invii di messaggi - Ammissibilità - Condizioni - Ragioni - Fattispecie
In tema di opposizione allo stato passivo, secondo i principi generali dei procedimenti che iniziano con ricorso, quest'ultimo ed il fascicolo di parte contenente i documenti prodotti devono essere depositati contestualmente, stante il disposto dell'art. 99, comma 2, n. 4, l.fall., sicché, ove la costituzione avvenga mediante l'invio di un messaggio di posta elettronica certificata eccedente la dimensione massima stabilita nelle relative specifiche tecniche, il deposito degli atti o dei documenti può avvenire mediante gli invii di più messaggi, purché gli stessi siano coevi - cioè strettamente consecutivi - al deposito del ricorso ed eseguiti entro la fine del giorno di scadenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato al pronuncia del Tribunale nella quale si era tenuto conto soltanto della documentazione depositata dall'opponente lo stesso giorno della costituzione in giudizio, escludendo invece quella trasmessa a distanza di uno o due giorni). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2018, n. 31474. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Termine semestrale di cui all'art. 327 c.p.c. - Applicabilità - Fattispecie
L'opposizione allo stato passivo può essere proposta entro sei mesi dal deposito del decreto che lo dichiara esecutivo, in applicazione analogica dell'art. 327 c.p.c., salvo che l'opponente provi di non aver avuto conoscenza dell'esistenza della procedura concorsuale. Infatti, l'assimilazione dell'istituto ai rimedi impugnatori cede solo a fronte di ulteriori esigenze di specialità e di autonomia della procedura concorsuale che trovino nella relativa disciplina apposita e distinta regolamentazione.
(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso il decreto del tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione allo stato passivo di un creditore poiché proposta oltre il termine semestrale di cui all'art. 327 c.p.c., ritenendo irrilevante che la comunicazione formale della sua esclusione fosse pervenuta a due anni di distanza dal deposito in cancelleria del decreto di esecutività dello stato passivo, essendo il creditore già a conoscenza della procedura concorsuale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Maggio 2018, n. 11366. Segue...
Accertamento dello stato passivo fallimentare – Procedimento di impugnazione di crediti ammessi allo stato passivo fallimentare ex art. 98 LF – Inammissibilità dell’impugnazione ex art. 98 comma 3 LF per difetto di legittimazione ad impugnare, conseguente a difetto di soccombenza nella fase sommaria
Il creditore, proposto per l’ammissione al passivo, che intenda ottenere altresì un provvedimento di esclusione di altri creditori, a loro volta proposti dalla Curatela per l’ammissione nel medesimo progetto di stato passivo, ha l’onere di attivarsi in tal senso nel corso dell’intera fase sommaria di accertamento e formazione dello stato passivo, promuovendo una specifica domanda o spiegando una specifica eccezione, all’atto di depositare le proprie osservazioni ex art. 95 comma 2 LF e/o nell’ultimo momento utile rappresentato dall’udienza fissata per la verifica dei crediti ex art. 95 comma 3 LF (equiparabile ad un giudizio di primo grado).
Pertanto, in difetto di domanda o eccezione in tal senso nella fase sommaria, non è neppure configurabile un provvedimento del Giudice Delegato che abbia deciso in modo difforme dalla richiesta del creditore astrattamente avente interesse all’esclusione di altri, sicché, difettando la sua soccombenza sul punto, difetta anche un presupposto processuale indispensabile per affermare la sua legittimazione ad impugnare il provvedimento che ha ammesso al passivo gli altri creditori.
Infatti, il procedimento di cui all’art. 98 comma 3 LF è un giudizio di natura impugnatoria (benché diverso dal giudizio di Appello, di cui non mutua la disciplina), che può essere instaurato solo dalla parte soccombente (per tale dovendosi intendere la parte che ha ottenuto una tutela minore di quella che aveva richiesto nella domanda o eccezione specifica formulata in primo grado). (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 12 Aprile 2018. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Tempestività - Notifica telematica al curatore - Insufficienza - Deposito telematico presso la cancelleria - Necessità - Conseguenze
In tema di opposizione allo stato passivo, il ricorso deve essere proposto entro trenta giorni dalla comunicazione del decreto di esecutività dello stato passivo, mediante deposito presso la cancelleria del tribunale, ai sensi dell'art. 99, comma 1, l.fall. Ne deriva che, in caso di deposito telematico, ai fini della verifica della tempestività, il ricorso in opposizione deve intendersi proposto nel momento in cui viene generata la ricevuta di consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia, ai sensi dell'art. 16-bis, comma 7, del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. in l. n. 221 del 2012, insufficiente essendo la sua mera notifica, entro detto termine, all'indirizzo PEC del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4787. Segue...
Procedimento civile - Onere del convenuto di prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda - Decadenze - Esclusione - Rilievo d'ufficio - Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Onere del convenuto di prendere posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della opposizione - Decadenza relativa alle sole eccezioni in senso stretto - Fattispecie in tema di contestazione della titolarità del credito
Se è vero che, riguardo alle difese del convenuto, l'art. 167, comma 1, c.p.c. chiede al convenuto di proporre nella comparsa di risposta tutte le difese prendendo posizione sui fatti posti dall'attore a fondamento della domanda, tale disposizione, contrariamente a quanto sancito nel comma successivo, non prevede decadenze, onde la questione che non si risolva in un'eccezione in senso stretto può essere posta dal convenuto anche oltre quel termine e può essere sollevata d'ufficio dal giudice.
Lo stesso principio può estendersi all'opposizione allo stato passivo, atteso che la L. Fall., art. 99, comma 7, prevede che la memoria difensiva deve contenere a pena di decadenza solo le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio (nonchè l'indicazione specifica dei mezzi di prova e dei documenti prodotti), sicchè la presa di posizione del fallimento opposto circa la titolarità del diritto affermato dall'attore, non costituendo eccezione in senso stretto, ben può essere prospettata in un momento successivo rispetto alla tempestiva costituzione in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Febbraio 2018, n. 4453. Segue...
Fallimento - Revoca della dichiarazione di fallimento - Opposizione allo stato passivo - Improcedibilità
La sopravvenuta revoca della dichiarazione di fallimento, passata in giudicato, rende improcedibile il giudizio di opposizione allo stato passivo, attesa la natura endofallimentare di detto giudizio, inteso all'accertamento del credito con effetti limitati al concorso allo stato passivo. (massima a cura di Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2018, n. 3957. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Rigetto dell’opposizione - Raddoppio del contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002 - Esclusione - Fondamento
Le controversie in materia di opposizione allo stato passivo non rientrano tra i giudizi di impugnazione in senso proprio, trattandosi piuttosto di un gravame che apre la fase a cognizione piena, sicché al rigetto del ricorso ex art. 98 l.fall. non consegue l’obbligo per l’opponente di versare, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, un ulteriore importo a titolo di contributo unificato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Gennaio 2018, n. 1895. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Giudizio soggetto alla disciplina precedente al d.lgs. n. 5 del 2006 - Costituzione dell'opponente - Termine - Modalità - Produzione dei documenti giustificativi - Necessità
Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Regime precedente al d.lgs. n. 5 del 2006 - Impugnazioni - Modalità e termini - Riduzione dei termini ex art. 99 l.fall. - Applicabilità - Esclusione
Le cause introdotte a seguito di dichiarazioni tardive di credito ex art. 101 l.fall. – nel regime vigente prima della novella introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006 – non rappresentano, a differenza delle opposizioni allo stato passivo, lo sviluppo in sede contenziosa della precedente fase di verificazione e di accertamento dei crediti, ma hanno i caratteri del normale giudizio di cognizione da istruirsi a norma dell’art. 175 e seguenti c.p.c., sicché trovano applicazione i termini per la proposizione delle impugnazioni previsti per il rito ordinario, con conseguente esclusione della riduzione dei termini stessi prevista dall'art. 99 l.fall. nel testo vigente prima della detta novella. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 2018, n. 835. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Eccezioni - Proponibilità - Mancata presentazione delle osservazioni ex art. 95 legge fall. - Irrilevanza - Fondamento
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Formazione dello stato passivo - Curatore fallimentare - Posizione di terzo - Scrittura privata sottoscritta in apparenza dal fallito - Disciplina ex artt. 214, 215 e 216 c.p.c. - Applicabilità nell'opposizione allo stato passivo - Esclusione - Contestazione dell’opponibilità del documento - Sufficienza
Imposta di registro - Opposizione ex art. 98 l. fall. - Accoglimento - Conseguente ammissione del credito al passivo di una liquidazione coatta amministrativa - Imposta proporzionale di registro dell'uno per cento - Assoggettabilità - Ragioni
In tema di imposta di registro, la sentenza che, a seguito di giudizio di opposizione, ammette al passivo di una liquidazione coatta amministrativa un credito in precedenza escluso, deve essere assoggettata all'imposta proporzionale dell'uno per cento, prevista dall'art. 8, lett. c), della Tariffa, parte prima, di cui all'allegato A al d.P.R. n. 131 del 1986, trattandosi di una pronuncia adottata all'esito ad un giudizio contenzioso, che ha l'effetto di consentire al contribuente la partecipazione al concorso dei creditori, con possibile soddisfazione in sede di riparto dell'attivo, senza che assuma rilievo l'individuazione della natura del credito, dato che la tariffa agevolata, prevista nella nota II in calce al sopra menzionato art. 8, si applica nei soli casi di cui alla lett. b) del medesimo art. 8 (in virtù del principio di alternatività con l'IVA, ex art. 40 del d.P.R. n. 131 del 1986) ed è norma di stretta interpretazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 27 Settembre 2017, n. 22502. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Ricorso per cassazione – Termine – Decorrenza – Comunicazione di cancelleria
Fallimento - Insinuazione tardiva - Opposizione allo stato passivo - Decorrenza del termine - Comunicazione del curatore
Deve essere esclusa la possibilità di ricollegare la decorrenza del termine per l'impugnazione dell’opposizione allo stato passivo al mero deposito del decreto di variazione dello stato passivo adottato sulla base dell'insinuazione tardiva, non risultando tale adempimento sufficiente a garantire l'effettiva conoscenza del provvedimento da parte degli altri creditori e dovendosi, pertanto, fare riferimento alla comunicazione del curatore, quale unico strumento idoneo a determinarne la conoscenza legale e quindi non surrogabile da altri atti o fatti idonei ad evidenziare una conoscenza aliunde acquisita.
In tema d'impugnazioni, la giurisprudenza di legittimità e quella costituzionale hanno infatti evidenziato ripetutamente l'esigenza di operare un bilanciamento tra la tutela della certezza giuridica e quella del diritto di difesa, ribadendo costantemente, in presenza di termini brevi, la necessità di ancorarne la decorrenza alla conoscenza legale del provvedimento da impugnare, ovverosia ad una conoscenza conseguita per effetto di un'attività svolta nel processo o in funzione dello stesso, della quale la parte sia destinataria o da essa stessa posta in essere, normativamente idonea a determinare detta conoscenza, o comunque a farla considerare acquisita con effetti esterni rilevanti sul piano processuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2017. Segue...
L’onere di dimostrare la tardività dell’opposizione allo stato passivo incombe sulla parte che la eccepisce, e ciò non già in virtù del principio di vicinanza della prova, ma in virtù delle regole generali, le quali pongono a carico dell'impugnante che intenda avvalersi del termine lungo soltanto l'onere di precisare di non aver ricevuto alcuna comunicazione; in contrario, non vale osservare che il creditore tardivamente ammesso al passivo non è in possesso dell'avviso comunicato agli altri creditori, ben potendo egli controllare l'avvenuta effettuazione dello stesso in base agli atti della procedura, ed estrarne eventualmente copia da produrre in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2017. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Tardiva costituzione del creditore opponente – Decadenza – Riproposizione dell'istanza di insinuazione
Se è vero che il termine di cinque giorni prima dell'udienza, entro il quale i creditori debbono costituirsi ai sensi dell’art. 98, comma 3, l.fall., ha natura perentoria - in considerazione delle esigenze di certezza e celerità del procedimento di verifica dello stato passivo del fallimento - con la conseguenza che dall'inosservanza deriva la decadenza dall'opposizione, va tuttavia considerato che l'estinzione del procedimento di insinuazione tardiva del credito, per effetto della mancata o non tempestiva costituzione del creditore, non preclude, di per sè, la possibilità di far valere successivamente, anche nell'ambito della stessa procedura concorsuale, mediante riproposizione dell'istanza di insinuazione, il diritto sostanziale dedotto, in applicazione della regola, stabilita dall'art. 310 c.p.c., comma 1, secondo cui l'estinzione del processo non incide sui diritti sostanziali fatti valere in giudizio e sul diritto di riproporli in altro giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2017, n. 19930. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Natura impugnatoria - Nuove eccezioni proponibili dal curatore - Preclusione di cui all'art. 345 c. p. c. - Configurabilità - Esclusione - Fondamento
Assicurazioni private – Liquidazione coatta – Opposizione allo stato passivo – Impugnazione – Appello – Norma speciale – Applicazione dell’art. 99 l.f. – Esclusione
La disposizione di cui all’art. 255 cod. assicurazioni (D.Lgs. n. 209 del 2005), sulla base della quale il provvedimento - ivi qualificato come sentenza - con cui il tribunale decide sulle cause di opposizione allo stato passivo, è soggetto ad appello (anche dei commissari, entro il termine di quindici giorni dalla data di notificazione, osservandosi per il giudizio di appello le disposizioni previste dalla legge fallimentare e dal codice di procedura civile) ha natura speciale e settoriale e, come tale, non può esser ritenuta implicitamente abrogata in esito al diverso generalizzato regime di cui all’art. 99 l.fall.
Fermi i principi generali che regolano l’interpretazione delle norme di legge, a conforto di tale conclusione vi è il fatto che la corrispondente analoga previsione di cui all'art. 88, comma 1, del t.u.b. è stata dal legislatore esplicitamente abrogata (col D.Lgs. n. 181 del 2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 Luglio 2017, n. 18119. Segue...
Non è scusabile con la necessità di procedere ad un invio multiplo tramite PCT la tardiva produzione di documenti allegati alla opposizione allo stato passivo che abbia avuto luogo nei giorni successivi la scadenza del termine per il depisto dell’opposizione.
I termini di legge, soprattutto ove prescritti a pena di decadenza, non possono sottostare alle modalità operative con cui devono essere gestiti i depositi telematici, diversamente, una norma di legge verrebbe ad essere subordinata ad una norma regolamentare in violazione del principio della gerarchia delle fonti. (Roberto Artusi Sacerdoti) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Maggio 2017. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Impugnazione da parte di creditore tardivo di credito ammesso a favore di un terzo – Ammissibilità – Termine
L'impugnazione del credito ammesso a favore di un terzo può essere proposta dal creditore tardivo - contestualmente alla dichiarazione tardiva del suo credito ove si sia in presenza di situazioni soggettive tra loro in conflitto - entro sei mesi dalla chiusura dello stato passivo, unica eccezione essendo rappresentata dalla non conoscenza del processo fallimentare, della cui prova è onerato il creditore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Aprile 2017, n. 8869. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Onere del curatore di riproporre un'eccezione in senso stretto accolta nella fase sommaria - Esclusione - Fattispecie in tema di prescrizione presuntiva
Ricorso per cassazione - Motivi del ricorso - Vizi di motivazione - Omessa ammissione di prova testimoniale o di altra prova - Vizio di omessa motivazione su un punto decisivo della controversia - Configurabilità - Condizioni - Denuncia in sede di legittimità - Requisiti - Fattispecie
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Accertamento del credito proposta in via ordinaria - Sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio di opposizione allo stato passivo avente ad oggetto il medesimo credito - Esclusione - Fondamento
La domanda di accertamento di un credito nei confronti del fallito, in quanto soggetta al rito speciale ed esclusivo previsto dagli artt. 93 e ss. l.fall., deve essere dichiarata inammissibile o improcedibile, sicchè va escluso che, ove il relativo giudizio sia ancora pendente in sede ordinaria, il giudizio di opposizione allo stato passivo avente ad oggetto l’accertamento del medesimo credito possa essere sospeso ex art. 295 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2017, n. 5255. Segue...
Opposizione allo stato passivo – Tempestività – Verifica d’ufficio da parte del giudice dell'opposizione – Necessità – Conseguenze – Fattispecie in tema di indicazione di un termine erroneo da parte dell'opponente
Fallimento - Impugnazioni dello stato passivo - Impugnazione incidentale, tempestiva o tardiva - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento
L'opposizione allo stato passivo del fallimento (come disciplinata a seguito del d.lgs. n. 169 del 2007), ancorché abbia natura impugnatoria, costituendo il rimedio avverso la decisione sommaria del giudice delegato, non è un giudizio di appello, per cui il relativo procedimento è integralmente disciplinato dalla legge fallimentare, la quale prevede che avverso il decreto di esecutività dello stato passivo possano essere proposte solo l'opposizione (da parte dei creditori o dei titolari di diritti su beni), l'impugnazione (da parte del curatore o di creditori avverso un credito ammesso) o la revocazione. Ciascuno di tali rimedi, peraltro, può essere utilizzato, dal soggetto legittimato, esclusivamente entro il termine di cui all'art. 99 l.fall., restando concettualmente inconfigurabile un'impugnazione incidentale, tardiva o tempestiva, atteso che, ove il termine sia ancora pendente, non può che essere proposta l'impugnazione a sé spettante, mentre, se sia ormai decorso, si è decaduti dalla possibilità di contestare autonomamente lo stato passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Novembre 2016, n. 24489. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - istruzione - Credito di lavoro - Art. 421 c.p.c. - Applicabilità - Esclusione
Opposizione allo stato passivo fallimentare - Riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo - Giudizio promosso dal concessionario - Litisconsorzio necessario con l'ente creditore - Sussistenza
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Procedimento - Trattazione davanti ad uno dei componenti del collegio delegato dal presidente - Rimessione al collegio per la decisione - Modalità - Disciplina del rito ordinario di cognizione - Inapplicabilità - Fondamento
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Natura - Rimedio a carattere impugnatorio - Applicazione delle norme sull’appello e sulle impugnazioni in generale - Esclusione
L’opposizione allo stato passivo è certamente un rimedio a carattere impugnatorio, ma non per questo equiparabile all'appello, così come non sono ad esso applicabili le regole dettate in materia di impugnazioni di cui agli artt. 323 c.p.c. e segg., occorrendo viceversa di volta in volta scrutinare la compatibilità di esse con lo strumento in questione in ragione dalle sue particolari caratteristiche. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 2016, n. 11392. Segue...
Ricorso per cassazione avverso decreto decisorio di opposizione allo stato passivo - Deposito di copia autentica del decreto sfornita della prova dell'avvenuta notificazione o comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall. - Improcedibilità del ricorso - Fondamento - Acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Sentenza - Gravami - Termini - Termine breve ex art. 99, comma 5, l.fall. "ratione temporis" vigente - Ambito di applicabilità - Ai capi attinenti alla formazione dello stato passivo e a quelli intrinsecamente connessi - Fondamento - Fattispecie
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Inapplicabilità delle norme dettate per l'appello - Mancata comparizione della parte opponente già costituita - Conseguenze - Improcedibilità dell'opposizione - Esclusione
L'opposizione allo stato passivo, regolata dagli artt. 98 e 99 l.fall., non è equiparabile al giudizio d'appello, ancorché abbia natura impugnatoria, sicché non si applicano le norme dettate per il procedimento di gravame e la mancata comparizione della parte opponente, tempestivamente costituitasi, in un'udienza successiva alla prima, non può dar luogo a pronuncia di improcedibilità dell'opposizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 26 Gennaio 2016, n. 1342. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Incompatibilità del giudice delegato a far parte del collegio - Nullità della sentenza - Esclusione - Onere di tempestiva ricusazione
Il giudice incardinato presso il tribunale (giudice naturale) ha piena potestas iudicandi anche nei giudizi di opposizione al passivo del fallimento, ancorché svolga parallelamente funzione di giudice delegato. Ne consegue che la norma di cui all'articolo 99, comma 10, legge fall. si traduce soltanto in un obbligo di astensione, la cui violazione comporta un onere di tempestiva ricusazione ex articolo 51 n. 4 c.p.c. e la sua violazione non è, pertanto, a causa di nullità della sentenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2015, n. 24718. Segue...
Fallimento - Impugnazioni - Notifica del ricorso al curatore e al contro interessato - Termine - Natura perentoria - Esclusione
Il termine di dieci giorni, di cui al comma 4 dell'articolo 99 legge fall., per la notifica al curatore ed all'eventuale contro interessato del ricorso in opposizione allo stato passivo e del decreto di fissazione dell'udienza ha natura ordinatoria e non perentoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 27 Novembre 2015, n. 24322. Segue...
Fallimento - Stato passivo - Impugnazione - Proponibilità prima del deposito in cancelleria - Ammissibilità
Opposizione allo stato passivo ex artt. 98 e 99 l. fall. – Notifica a mezzo pec del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza – Equivalenza tra la pec personale del Curatore e la PEC della procedura fallimentare risultante dalla visura camerale – Validità della notifica effettuata alla pec del Curatore anche ove la comunicazione ex art. 97 l. fall. sia avvenuta dalla pec della procedura
È valida ed efficace, ai fini della regolare instaurazione del contraddittorio, la notifica del ricorso in opposizione allo stato passivo, in uno con il decreto di fissazione dell’udienza, effettuata dal creditore escluso ai sensi dell’art 3 bis della L. n. 53/1994 utilizzando l’indirizzo PEC del Curatore, come risultante dai pubblici registri INI-PEC e ReGIndE, anziché la PEC della procedura comunicata al Registro delle Imprese (ai sensi del comma 2 bis dell’art. 17 del D.L. n. 179/2012) e ciò pur quando tutte le comunicazioni tra il Curatore e i creditori (in particolare quelle che attengono al procedimento di verifica dello stato passivo fallimentare) siano avvenute attraverso l’utilizzo della PEC del fallimento. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata)
Sussiste un giudizio di equivalenza in termini giuridici tra la PEC personale del Curatore (non comunicata per motivi di praticità nel Registro delle Imprese) e la PEC della procedura fallimentare, comunicata per l’iscrizione al Registro delle Imprese ai sensi del comma 2 bis dell’art. 17 del D.L. n. 179/2912. Proprio l’art. 99 l. fall., infatti, prevedendo che il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere notificato a cura del ricorrente al Curatore, sembra far riferimento anche al suo indirizzo PEC, posto che la predetta disposizione deve essere coordinata con tutta la disciplina in materia di processo civile telematico ed in materia di notificazioni a mezzo PEC. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata)
La PEC della procedura fallimentare non può ritenersi un indirizzo virtuale della sede legale della azienda fallita, sia in quanto di regola la PEC della impresa fallita non viene mutata, sia in quanto essa, in via del tutto pratica, è in ogni caso diversa da quella del curatore. Quand’anche se ne volesse ipotizzare la coincidenza, può affermarsi comunque la validità della notifica effettuata alla PEC personale del Curatore, se diversa da quella ricavabile dalla visura camerale, ai sensi dell’art. 145 c.p.c. di cui possono mutuarsi le regole ed i principi. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 12 Novembre 2015. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Errata applicazione del rito - Decisione con sentenza - Impugnazione mediante appello - Ammissibilità
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Omessa notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Inammissibilità dell'impugnazione - Esclusione - Assegnazione al ricorrente di un nuovo termine perentorio per la notifica
Fallimento - Reclamo avverso lo stato passivo - Procedimento di natura impugnatoria - Soccombenza totale del reclamante - Presupposti per il pagamento di un'ulteriore importo a titolo di contributo unificato
Nella disciplina dettata dall'art. 99 L.F., come risultante dalla riforma operata dal decreto legislativo n. 169 del 2007, il reclamo avverso lo stato passivo deL.F.allimento ha natura impugnatoria e consente, quindi, l'applicazione l'articolo 13, comma 1-quater, del testo unico delle spese di giustizia di cui al d.p.r. del 30 maggio 2002 n. 115, il quale prescrive che "quando l'impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta è tenuta a versare un'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l'obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 30 Luglio 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Opposizione - Accertamento dello stato d'insolvenza - Accertamento di fatti diversi da quelli che hanno fondato la dichiarazione di fallimento - Fatti anteriori alla pronuncia - Risultanze del fascicolo fallimentare
L'accertamento dello stato di insolvenza, anche in sede di opposizione alla dichiarazione di fallimento, pur dovendo essere compiuto con riferimento alla data di dichiarazione del fallimento, può fondarsi anche su fatti diversi da quelli sulla base dei quali il fallimento è stato dichiarato, purché anteriori alla dichiarazione, anche se successivamente conosciuti e desunti da circostanze non contestate dello stato passivo, avendo il giudice il potere - dovere di riscontrare la sussistenza dei presupposti della dichiarazione di fallimento sulla base degli atti acquisiti al fascicolo fallimentare (Sez. 1, Sentenza n. 184 del 1988). Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2015. Segue...
Accertamento del passivo - Opposizione - Termine semestrale di cui all'articolo 327 c.p.c.
Fallimento - Accertamento del passivo - Contraddittorio - Necessaria costituzione delle parti a mezzo di difensore tecnico - Esclusione - Giudizio di opposizione - Natura impugnatoria - Eccezioni proponibili - Proponibilità da parte del curatore di nuove eccezioni
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Natura impugnatoria - Preclusione di cui all'articolo 345 c.p.c. - Esclusione - Riesame a cognizione piena - Formulazione di eccezioni nuove - Ammissibilità
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Facoltà del curatore di sollevare per la prima volta eccezioni in senso stretto - Sussistenza
In sede di opposizione allo stato passivo, il curatore può sollevare eccezioni in senso stretto (come quella di revocatoria) non sollevate in sede di verifica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Settembre 2014. Segue...
Accertamento del passivo - Giudizio di opposizione allo stato passivo - Principio dispositivo - Onere dell'opponente di indicare e produrre i mezzi di prova dedotti in sede di verifica avanti al giudice delegato.
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Mancata produzione di copia autentica del provvedimento impugnato – Irrilevanza.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo la mancata produzione di copia autentica del provvedimento impugnato non costituisce causa di improcedibilità del giudizio, non trovando applicazione in materia la disciplina di cui all’art. 339 c.p.c., versandosi in un giudizio diverso da quello ordinario di cognizione e non potendo la predetta opposizione essere qualificata come un appello, pur avendo natura impugnatoria, nè essendo tale onere prescritto dall’art. 99 della legge fallimentare. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Marzo 2014. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Mancata produzione di copia del fascicolo dell’insinuazione – Irrilevanza.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo la mancata produzione di copia del fascicolo dell’insinuazione non costituisce causa di improcedibilità del giudizio, poichè il relativo deposito appare essenziale solamente ove i documenti in esso contenuti appaiano indispensabili all’accoglimento della domanda. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Marzo 2014. Segue...
Fallimento – Accertamento dei crediti – Opposizione allo stato passivo – Procedimento – Notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza – Termine dei dieci giorni – Natura ordinatoria – Effetti preclusivi del decorso del termine.
Il termine fissato con decreto per la notificazione del ricorso in opposizione allo stato passivo e del decreto medesimo, ai sensi dell’art. 99, IV co.del R.D. n. 267/1942, è ordinatorio e non perentorio. Tuttavia, l’inosservanza del termine ordinatorio non è priva di effetti posto che il suo inutile decorso produce gli stessi effetti preclusivi della scadenza del termine perentorio ed impedisce la concessione di un nuovo termine per svolgere la medesima attività. Al riguardo, infatti, non ha rilievo la possibilità di chiedere la proroga del termine ordinatorio ex art. 154 c.p.c. in quanto tale istanza deve essere proposta prima della scadenza medesima. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 02 Dicembre 2013. Segue...
Esecutività dello stato passivo - Regime di impugnazione - Disciplina dell'art. 98 legge fall. nel regime intermedio - Estensione della legittimazione sostitutiva del fallito - Esclusione - Contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 Cost. - Manifesta infondatezza
In tema di procedure concorsuali, l'art. 98 legge fall. - nel regime intermedio di cui al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007, applicabile "ratione temporis" - nel prevedere che il decreto con cui il giudice delegato rende esecutivo lo stato passivo non è suscettibile di denunzia con rimedi diversi dalle impugnazioni tipiche ivi disciplinate, esperibili, peraltro, soltanto dai soggetti legittimati, tra i quali non figura il fallito, costituisce normativa speciale, specificamente dettata per la procedura endoprocessuale della verifica dello stato passivo. Ne consegue che non opera l'istituto della legittimazione sostitutiva del fallito in caso di inerzia degli organi fallimentari nelle cause riguardanti la massa, la cui mancata estensione non si pone in contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 Cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Marzo 2013, n. 7407. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Facoltà di sollevare nuove eccezioni - Ammissibilità.
Sia il creditore istante che la curatela fallimentare (costituendosi tempestivamente nei dieci giorni prima dell'udienza) possono sollevare in sede di opposizione nuove eccezioni rispetto alla fase così detta necessaria, sicché sono ammissibili le eccezioni svolte dalla curatela per la prima volta in sede di opposizione. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 07 Novembre 2012. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa del fondo o del comparto della SGR - Opposizione allo stato passivo - Notifica a uno solo dei commissari liquidatori
Fallimento - Impugnazione di crediti ammessi al passivo - Eccezione revocatoria - Legittimazione del creditore - Esclusione
Il creditore che impugna ai sensi degli artt. 98 e 99 legge fall. l'ammissione al passivo del credito di altro creditore non può dedurre in via di eccezione l'azione revocatoria, in ordine alla quale, come avviene per tutte le azioni di massa, la legittimazione compete in via esclusiva al curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 29 Novembre 2011, n. 25323. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Produzione di documenti ulteriori rispetto a quelli prodotti con il ricorso in opposizione - Esclusione - Decadenza.
La decadenza prevista dal n. 4 del secondo comma dell'articolo 99, legge fallimentare comporta l'impossibilità per il ricorrente di produrre nel corso del giudizio documenti ulteriori rispetto a quelli prodotti unitamente al ricorso in opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 06 Luglio 2011. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Opposizione ex artt. 98 e 99 L.F. – Nuove produzioni – Inammissibilità.
Per effetto dell'abrogazione – ad opera del D.L.vo 12.9.2007, n. 169 – delle previgenti disposizioni di cui all’art. art. 93, co. 7, L.F. (in base al quale i documenti non presentanti con la domanda di insinuazione al passivo fallimentare dovevano essere depositati, a pena di decadenza, almeno 15 giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo) e di cui all’art. 99, co. 9, L.F. (in forza del quale il Tribunale, nel corso del giudizio di opposizione, poteva ammettere la produzioni di ulteriori documenti) si deve ritenere che in relazione a procedure fallimentari apertesi dopo il 1 gennaio 2008 resta esclusa la possibilità di produrre in sede opposizione ex artt. 98 e 99 L.F. documentazione non prodotta sino all'udienza di verifica dei crediti avanti il giudice delegato. (Maria Serena Riccobono) (riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 10 Marzo 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Ricorso depositato dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 ma in data anteriore al 1° gennaio 2008 - Disciplina applicabile alle impugnazioni - Notifica al fallito - Necessità - Fondamento - Omissione - Conseguenze - Causa di inammissibilità - Esclusione - Rinnovazione dell'atto mancante - Necessità.
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Produzione di nuovi documenti - Ammissibilità.
Il divieto di nuove produzioni documentali non può neppure desumersi dall'applicazione automatica dell'art. 345, codice procedura civile, al giudizio di opposizione allo stato passivo attesa la peculiarità di tale mezzo di impugnazione, il quale incarna tanto le caratteristiche del gravame (da cui si desume ad es. il divieto di proporre nuove domande), quanto quelle di una fase procedimentale a cognizione piena nella quale è possibile procedere all'assunzione delle prove che il creditore non sia stato in grado di fornire dinanzi al giudice delegato. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 18 Ottobre 2010. Segue...
Curatore fallimentare - Fallimento della società e dei soci - Rappresentanza di tutte le procedure riguardanti la società e i soci illimitatamente responsabili - Opposizione allo stato passivo - Notifica di tante copie quante sono le procedure - Necessità - Esclusione.
Opposizione allo stato passivo - Liquidazione coatta amministrativa - Termine per proporre l'opposizione - Regime intermedio ex d.lgs. n. 5 del 2006 - Trenta giorni - Fondamento.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Ricorso depositato dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 ma in data anteriore al 1 gennaio 2008 - Notifica al fallito - Necessità - Fondamento.
Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali - Processo equo - Termine ragionevole - In genere - Diritto ad un'equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo - Legge n. 89 del 2001 - Ambito applicativo - Esercizio di attività giurisdizionale - Necessità - Riferibilità alla liquidazione coatta amministrativa - Esclusione - Conversione di iniziale procedura fallimentare - Rilevanza - Esclusione.
Il curatore non può incorrere in decadenze processuali prima dell’intervento del legale della procedura nel processo, poiché egli non è un organo dotato di competenze tecniche tali da poter giustificare la pesante sanzione conseguente al mancato esercizio di attività processuali, che costituiscono onere in senso tecnico per la parte. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Dicembre 2009. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Notificazione del ricorso e del decreto di comparizione delle parti al curatore - Termine - Natura ordinatoria - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in caso di violazione - Costituzione del curatore - Efficacia sanante - Sussistenza - Condizioni.
Fallimento – Liquidazione coatta amministrativa – Liquidazione – Formazione dello stato passivo – Opposizioni – Liquidazione coatta amministrativa bancaria – Domanda del creditore – Qualificazione come insinuazione tardiva in primo grado – Qualificazione come opposizione allo stato passivo in appello – Ricorso per cassazione – Termine – Riduzione della metà rispetto a quello ordinario – Fondamento – Impugnazione della qualificazione risultante dalla sentenza di appello – Irrilevanza.
Giurisdizione civile – Giurisdizione ordinaria e amministrativa – Giurisdizione in materia tributaria – Dichiarazione IVA a debito – Fallimento del contribuente – Invito al pagamento rivolto al curatore del fallimento – Assenza di contestazioni circa l' "an" o il "quantum" della pretesa ed omessa allegazione di fatti modificativi, estintivi o impeditivi – Contestazione circa la sufficienza ai fini dell'ammissione al passivo – Giurisdizione ordinaria – Devoluzione.
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Principio dispositivo – Applicazione – Acquisizione d’ufficio del fascicolo della procedura fallimentare – Esclusione.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo, al pari di qualunque altro giudizio di cognizione di natura contenziosa, è retto dal principio dispositivo e il giudice non può procedere d’ufficio all’acquisizione del fascicolo della procedura fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 23 Dicembre 2008. Segue...
Fallimento – Sentenza che definisce la causa di opposizione allo stato passivo – operazioni di credito a medio e lungo termine – Applicazione del regime sostitutivo di cui all’art. 15 DPR 29 settembre 1973, n. 601 – Esclusione – Applicazione dell’imposta di registro – Presupposti – Sussistenza.
L’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro, prevista dall’art. 15 del DPR 29 settembre 1973, n. 601, che per le operazioni di credito a medio e lungo termine prevede, in presenza di determinati requisiti, il pagamento di una imposta sostitutiva, non si applica agli atti giudiziari relativi alle stesse operazioni che non fruiscono pertanto dell’esonero dai tributi sostituiti. La sentenza emessa nel giudizio di opposizione allo stato passivo è quindi assoggettata all’obbligo di registrazione in termine fisso e l’imposta di registro è dovuta in misura proporzionale ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera c) della Tariffa, parte prima, del TUR, il quale prevede l’applicazione dell’aliquota dell’1 per cento agli atti dell’autorità giudiziaria “…di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale…”. La base imponibile per la tassazione della sentenza del Tribunale è rappresentata dell’intero credito ammesso allo stato passivo del fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Agenzia entrate, 17 Dicembre 2008, n. 479/E. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Produzione di nuovi documenti – Regime successivo al d.lgs. 169/2007 – Ammissibilità.
Deve ritenersi ammissibile la produzione di nuovi documenti in sede di opposizione allo stato passivo; a favore di tale soluzione depone l’abrogazione, ad opera del d.lgs. n. 169/2007, del comma ottavo dell’art. 93 legge fall. (che imponeva, a pena di decadenza, il deposito dei documenti non presentati con la domanda di ammissione al passivo almeno quindici giorni prima dell’udienza di verifica) ed il tenore letterale del n. 4) del secondo comma dell’art. 99 legge fall., il quale prevede l’onere dell’opponente di indicare i mezzi di prova ed i documenti di cui intende avvalersi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 28 Novembre 2008. Segue...
Fallimento – Stato passivo – Revocazione di crediti ammessi – Mancata conoscenza di documenti decisivi non prodotti per causa non imputabile – Documenti già in possesso del curatore dall’inizio della procedura – Infondatezza.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, pur a seguito delle modifiche introdotte al codice di procedura civile con la novella di cui alla legge 80/05 e successive modifiche, deve ritenersi inapplicabile, quanto alla costituzione del Curatore, il sistema di preclusioni di cui agli art. 166 e 167 c.p.c. potendo egli costituirsi anche nel corso dell'udienza di comparizione fissata dal Giudice Delegato, senza necessità (al fine di proporre domande riconvenzionali o eccezioni non rilevabili d’ufficio senza incorrere in decadenze) di provvedere a tale adempimento almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Maggio 2006. Segue...