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Timestamp: 2016-10-28 18:13:14+00:00
Document Index: 54292864

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 80', 'art. 9', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 9', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'DTF ', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'DTF ', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 29', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ']

1A.147/2003 (09.01.2004)
Il 29 giugno 2001 il Ministero pubblico di Lodz, in Polonia, ha inoltrato una richiesta di assistenza giudiziaria all'Ufficio federale di giustizia (UFG), che l'ha delegata all'amministrazione federale delle dogane. Secondo la rogatoria, tra il 18 settembre e il 2 dicembre 1998 la societ� B.________ di Lodz import� in Polonia pelli di visoni, scoiattoli, puzzole, zibellini e altre pellicce per un importo di 190'849 PLN. La ditta present� alle autorit� doganali polacche tre fatture, allestite da una societ� statunitense, indicanti l'Italia come Paese d'origine delle pelli; le fatture e le firme sarebbero tuttavia state falsificate e non indicherebbero il vero Paese d'origine delle merci. Mediante le fatture false sarebbero stati sottratti all'ente pubblico polacco 179'414.90 PLN di dazi, 23'562.30 PLN di accise e 44'366.80 PLN di imposte sul valore aggiunto. Le pelli furono asportate dal deposito doganale di Chiasso e trasportate in Polonia dalla C.________ SA di Chiasso.
Con decisione di entrata in materia del 13 novembre 2001 la Direzione generale delle dogane (DGD), ritenuto che si trattava di una truffa in materia fiscale, ha ordinato l'interrogatorio di un impiegato della C.________ SA nonch� la perquisizione e il sequestro di documenti presso questa societ�.
Il 18 aprile 2002 � stato eseguito l'ordine di perquisizione e di sequestro e interrogato, come persona informata sui fatti, un ex funzionario della societ�; nel verbale d'audizione il testimone si � dichiarato d'accordo di trasmettere gli atti sulla base di un'esecuzione semplificata. Il 4 luglio 2002 l'avv. Egidio Mombelli, in sostituzione dell'avv. Filippo Ferrari, legale della D.________ S.n.c. e di un'altra societ�, addotto che la rogatoria sarebbe divenuta priva di oggetto, ha chiesto di trasmettergli, in particolare, copia del verbale di interrogatorio; la DGD, con scritto del 30 settembre 2002, ha ribadito la regolarit� dell'esecuzione semplificata e, ritenuta conclusa la procedura d'assistenza, ha negato parzialmente l'accesso agli atti concernenti la C.________ SA, nel frattempo in liquidazione. Con scritto del 10 luglio 2002 l'UFG aveva trasmesso i documenti raccolti nell'ambito della rogatoria; il 12 agosto 2002 esso ha poi comunicato all'Autorit� polacca che, la procedura d'assistenza non essendo ancora terminata, gli atti erano stati consegnati erroneamente. Il 1� ottobre 2002 l'avv. Mombelli ha nuovamente chiesto copia del verbale d'interrogatorio. Con decisione del 2 giugno 2003 la DGD, ritenuto che il consenso all'esecuzione semplificata � irrevocabile, ha respinto il richiesto accesso agli atti.
La A.________ di X.________ e la B.________ impugnano questa decisione con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. Chiedono di accertare la nullit� dell'esecuzione semplificata, di annullare la decisione del 2 giugno 2003 della DGD e di accogliere la domanda di consultazione degli atti.
1.2 Le ricorrenti, tenute ad addurre i fatti a sostegno della loro legittimazione (DTF 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165), sostengono ch'essa sarebbe manifestamente data poich� i documenti sarebbero di esclusiva spettanza delle societ� che hanno compiuto le transazioni commerciali litigiose, le quali concernevano essenzialmente la compravendita internazionale di pellame; aggiungono che la C.________ SA in liquidazione s'era semplicemente occupata del deposito e della spedizione della merce e ne deducono che la documentazione sequestrata esulerebbe dalla domanda di assistenza.
1.3 Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria la legittimazione a ricorrere � riconosciuta solo al titolare di un conto bancario del quale sono chieste informazioni, o alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 127 II 198 consid. 2d, 126 II 258 consid. 2d).
1.4 Secondo la giurisprudenza la legittimazione a impugnare la trasmissione di verbali d'interrogatorio spetta, di massima, unicamente al teste, sottoposto direttamente alla misura coercitiva, e solo nella misura in cui � chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente o se si prevale del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb, 122 II 130 consid. 2b, 121 II 459 consid. 2c); terzi, come le ricorrenti, anche se toccati personalmente dalle dichiarazioni contenute nel verbale d'interrogatorio, non sono per contro legittimati a ricorrere (DTF 124 II 180 consid. 2b, 123 II 153 consid. 2b, 122 II 130 consid. 2c, 121 II 459 consid. 2b e c).
Il titolare del conto oggetto della domanda di assistenza giudiziaria � legittimato a impugnare la trasmissione di verbali d'audizione di testimoni soltanto qualora le informazioni contenutevi siano equiparabili a una trasmissione di documenti concernenti il conto e il titolare sarebbe stato, in tal caso, legittimato a impugnarla (DTF 124 II 180 consid. 2; causa 1A.141/1998, sentenza del 9 febbraio 1999, consid. 2a, apparsa in Rep 1999 123). Quest'eccezione a un'applicazione rigida della prassi sulla legittimazione � stata ammessa unicamente nell'ipotesi in cui la trasmissione di verbali abbia quale conseguenza di svuotare di ogni senso e di eludere le norme sulla protezione giuridica riguardo a informazioni su conti bancari.
1.5 Le ricorrenti non si esprimono su questa costante, pubblicata prassi, limitandosi a rilevare in maniera generica d'essere parti alle transazioni commerciali litigiose; n� sostengono che si sarebbe in presenza della sopra menzionata eccezione e di un'elusione delle norme sulla protezione giuridica. Quali societ� italiana l'una e polacca l'altra, esse non sostengono neppure d'essere le proprietarie o le locatarie degli spazi della C.________ SA in liquidazione, dove hanno avuto luogo la perquisizione e il sequestro litigiosi; non sono pertanto legittimate a insorgere nemmeno contro queste misure d'assistenza (art. 9a lett. b OAIMP).
Di massima, l'interessato � legittimato a far valere che l'Autorit� sarebbe incorsa in un diniego di giustizia (DTF 128 II 211 consid. 2.1, 124 II 180 consid. 1b) e il rifiuto di consultare l'incarto pu� essere oggetto di un ricorso di diritto amministrativo (DTF 127 II 198 consid. 2b e c). Nella fattispecie la DGD, ritenuto il consenso del testimone, ha proceduto all'esecuzione semplificata (art. 80c AIMP) e non ha emanato una decisione di chiusura secondo l'art. 80d AIMP. Ora, in linea di principio, il rifiuto di accedere agli atti non costituisce un danno irreparabile ai sensi dell'art. 80e lett. b AIMP, n� le ricorrenti lo sostengono e lo rendono verosimile; del resto, in siffatta ipotesi, il ricorso, non inoltrato entro il termine di dieci giorni dell'art. 80k AIMP, sarebbe tardivo e quindi inammissibile (DTF 127 II 198 consid. 2b e c).
2.2 Tranne casi non realizzati nella fattispecie, la persona o le societ� indicate da un testimone non possono, come si � visto, di massima ricorrere contro la trasmissione del verbale d'interrogatorio. Questa carenza di legittimazione implica ch'esse non possono pretendere di poter consultare i documenti di causa, come previsto dall'art. 80b AIMP, concernente la partecipazione al procedimento e l'esame degli atti, norma peraltro non richiamata dalle ricorrenti. La qualit� di parte nella procedura d'assistenza deve allinearsi infatti con il diritto di ricorrere previsto dall'art. 80h lett. b AIMP: ritenuto che tale diritto dev'essere negato alle ricorrenti, esse non possono essere ammesse a partecipare alla procedura d'assistenza e all'esecuzione della richiesta estera sulla base dell'art. 80b AIMP (DTF 127 II 104 consid. 4b). Certo, la facolt� prevista dall'art. 80b AIMP � oggetto di una norma distinta (FF 1995 III 29): il legislatore federale non ha tuttavia voluto estendere la cerchia delle persone abilitate a intervenire nella procedura ma, al contrario, limitare l'esame degli atti e il diritto di partecipazione soltanto ai casi ove ci� sia necessario per la tutela dei loro interessi. In assenza di legittimazione, le ricorrenti non potevano quindi, di massima, pretendere di poter partecipare alla procedura di assistenza e di consultare gli atti, peraltro consegnati in copia al testimone (art. 80b cpv. 1 in relazione con l'art. 80h lett. b AIMP; causa 1A.313/1997, sentenza del 27 febbraio 1998, consid. 2).
2.3 Neppure il diritto di essere sentito e di consultare l'incarto (art. 29 cpv. 2 Cost.) garantisce alle ricorrenti, nell'ambito della procedura di riconoscimento della loro legittimazione, la facolt� di esaminare esse medesime gli atti d'assistenza, allo scopo di vagliare se siano toccate direttamente da tale procedura; questo esame compete alle autorit� e ai tribunali (causa 1A.314/2000, sentenza del 5 marzo 2001, consid. 7; cfr., sulla qualit� di parte nella procedura di assistenza in materia penale, in particolare sulla facolt� di consultare gli atti di causa della parte lesa, DTF 127 II 104 consid. 3a-c).
Alle ricorrenti dev'essere pertanto negata la legittimazione a ricorrere contro la trasmissione degli atti litigiosi (sulla sorte di atti trasmessi prematuramente cfr. DTF 127 II 198 consid. 2b pag. 204). Le censure, in particolare quelle concernenti l'asserita inutilit� dei documenti per il procedimento estero, non devono pertanto essere esaminate.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- � posta a carico delle ricorrenti.