Source: http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/tar-sicilia-respinge-ricorso-presentato.html
Timestamp: 2017-09-20 07:18:57+00:00
Document Index: 120685798

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 267', 'art. 267', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 278', 'art. 10', 'art. 278', 'art. 10']

Isola delle Femmine Isola Pulita: T.A.R. SICILIA RESPINGE RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE PER L'UTILIZZO DEL PET-COKE. IL T.A.R. SICILIA DICE "NO AL PET-COKE"
T.A.R. SICILIA RESPINGE RICORSO PRESENTATO DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE PER L'UTILIZZO DEL PET-COKE. IL T.A.R. SICILIA DICE "NO AL PET-COKE"
TAR SICILIA, Palermo, Sez. I, 19 aprile 2007, sentenza n. 1156
INQUINAMENTO ATMOSFERICO – Combustibile utilizzato nel ciclo produttivo – Pet-coke – Omessa specifica indicazione in sede di autorizzazione – D.P.C.M. 2.10.1995 - Istanza per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale – D.Lgs. n. 59/2005 - Regime transitorio ex art. 267, c. 3, d.lgs. n. 152/2006 – Applicabilità – Esclusione. Il regime transitorio (art. 267, c. 3 del d.lgs. n. 152/2006) discendente dall’avvenuta presentazione dell’istanza per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui ai DD.Lgs. nn. 372/1999 e 59/2005 non può trovare applicazione nei riguardi delle immissioni in atmosfera generate dalla combustione di pet-coke che non siano state specificamente contemplate nell’autorizzazione rilasciata ai sensi del d.p.r. n. 203/1988. La esatta individuazione del combustibile utilizzato nel ciclo produttivo doveva infatti costituire oggetto di specifica indicazione in sede di presentazione dell’istanza ex art. 12 d.p.r. n. 203/1988, ai fini dell’adozione da parte dell’amministrazione regionale delle autorizzazioni provvisoria, di cui al successivo art. 13; è diventata ancora più necessaria e “dovuta” a seguito dell’emanazione del D.P.C.M. del 2.10.1995, che ha tipizzato normativamente i combustibili e ne ha determinato il regime di utilizzo (nella specie, lo stabilimento industriale ricorrente aveva ottenuto, nel 1994, l’autorizzazione ex d.p.r. n. 203/1988 per l’uso di “olio combustibile o combustibile solido o una miscela di combustibili solidi”; la specificazione del tipo di combustibile utilizzato nel ciclo produttivo, pet coke, era stata omessa anche successivamente all’entrata in vigore del D.P.C.M. 2.10.1995; l’esatta individuazione appariva per la prima volta solo in occasione dell’istanza per il rilascio dell’A.I.A.). Pres. Giallombardo, Est. Veneziano – I. sp.a. (avv.ti Villata, Degli Esposti, Savorelli e Mazzarella) c. Presidenza e Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana (Avv. Stato) e altri (n.c.) - T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I – 19 aprile 2007, n. 1156
INQUINAMENTO ATMOSFERICO – Autorizzazione integrata ambientale – Emissioni – Art. 17 D.Lgs. n. 59/2005 – Valenza in rapporto alle precedenti autorizzazioni. La disposizione di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 59/2005 non può essere interpretata nel senso di validare indiscriminatamente e “cristallizzare” le autorizzazioni esistenti ai fini della prosecuzione di attività anche difformi o comunque non specificamente previste da detti titoli; essa invece prevede la permanente vigenza del regime autorizzatorio preesistente, ivi compresa la eventuale necessità di adeguamento/aggiornamento delle autorizzazioni esistenti ai cicli produttivi in atto. Pres. Giallombardo, Est. Veneziano – I. sp.a. (avv.ti Villata, Degli Esposti, Savorelli e Mazzarella) c. Presidenza e Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana (Avv. Stato) e altri (n.c.) - T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I – 19 aprile 2007, n. 1156
INQUINAMENTO ATMOSFERICO – Emissioni – Combustibile utilizzato nel processo produttivo – Modalità non autorizzata di esercizio dell’attività autorizzata – Diffida alla sospensione – Legittimità – Preventiva fissazione di un termine per la regolarizzazione – Necessità – Esclusione. In ipotesi di modalità non autorizzata (nella specie, uso del pet-coke) di esercizio dell’attività autorizzata (produzione di cemento), legittimamente l’amministrazione adotta la diffida alla sospensione, che appare essere la soluzione più utile e proporzionata al conseguimento del risultato di ricondurre nel più breve tempo possibile l’attività produttiva nell’ambito di quanto autorizzato. Non è peraltro richiesta la fissazione di un termine entro cui eliminare l’irregolarità rilevata, non trattandosi di dover apportare una qualche modifica o innovazione allo stabilimento o al ciclo produttivo, ma semplicemente di cessare dall’uso di un combustibile non autorizzato. In tal senso dispone la normativa in materia: sia l’art. 278, lett a), D.Lgs. n. 156/2006, che l’art. 10, lett. a), d.p.r. n. 203/1988 prevedono infatti la diffida a regolarizzare, con assegnazione di un termine, per le ipotesi di mere irregolarità rispetto all’attività autorizzata, mentre le successive lettere b) prevedono la contestuale sospensione della attività autorizzata per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute e/o per l'ambiente. Pres. Giallombardo, Est. Veneziano – I. sp.a. (avv.ti Villata, Degli Esposti, Savorelli e Mazzarella) c. Presidenza e Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana (Avv. Stato) e altri (n.c.) - T.A.R. SICILIA, Palermo, Sez. I – 19 aprile 2007, n. 1156
N. 1667 Reg. Gen.
sul ricorso n. 1667/2006, proposto dalla ITALCEMENTI S.p.A., con sede in Bergamo, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso per mandato a margine del ricorso principale e di quello per motivi aggiunti dagli Avv.ti prof. Riccardo Villata, Andreina Degli Esposti, Barbara Savorelli e Giuseppe Mazzarella, presso il cui studio in Palermo, via Caltanissetta n. 1, è elettivamente domiciliata;
- della determinazione n. 482383 del 25 luglio 2006, con la quale l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana ha diffidato la ricorrente dal: a) continuare ad apportare modifiche all’impianto ed al ciclo produttivo in assenza della preventiva comunicazione alle Autorità competenti, b) continuare ad utilizzare il pet-coke come combustibile, così come svolgere attività che diano luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto;
- di ogni altro atto conseguenziale, presupposto e/o comunque connesso, e segnatamente, ove possa occorrere, dei seguenti verbali/relazioni redatti dal Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo: a) verbale prot. 9942393 del 14 ottobre 2005; b) verbale prot. n.9944173 del 12 dicembre 2005; c) verbale prot. 9945311 del 25 gennaio 2006; d) relazione tecnica del 23 maggio 2006;
Alla pubblica udienza del 20.03.2007, previo scambio di memorie difensive, i procuratori delle parti hanno insistito nelle rispettive conclusioni e chiesto porsi il ricorso in decisione.
A. Deve preliminarmente esaminarsi l’eccezione di irricevibilità/inammissibilità dedotta dalla difesa delle amm.ni regionali, in considerazione della asserita risalente conoscenza, da parte del direttore dello stabilimento presente ad una riunione del giugno 2006, dell’intendimento dell’amm.ne di assumere i provvedimenti successivamente formalizzati ed oggi impugnati.
Né appare fondato il rilievo di illegittimità degli atti impugnati sotto il profilo che l’amm.ne non avrebbe potuto imporre la immediata cessazione dell’uso del pet-coke, dovendosi invece limitare all’assegnazione di un termine entro il quale eliminare l’irregolarità rilevata.
Osserva, infatti, il Collegio che sia l’art. 278, lett a), D.Lgs. n. 156/2006, che l’art. 10, lett. a), d.p.r. n. 203/1988 prevedono la diffida a regolarizzare, con assegnazione di un termine, per le ipotesi di mere irregolarità rispetto all’attività autorizzata, mentre le successive lettere b) prevedono la contestuale sospensione della attività autorizzata per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute e/o per l'ambiente.
In considerazione della complessità della controversia e della complessiva condotta delle parti, sussistono giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese del giudizio.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, dichiara in parte improcedibile, per come precisato in motivazione, ed in parte respinge il ricorso principale; respinge il ricorso per motivi aggiunti
Così deciso in Palermo, nella Camera di Consiglio del 20 marzo 2007, con l'intervento dei Sigg.ri Magistrati:
Giorgio Giallombardo - Presidente
Salvatore Veneziano - Consigliere Estensore
Roberto Valenti - Referendario
http:isolapulita.iobloggo.com/
Etichette: ARPA, D.Lgs. n. 156/2006, ITALCEMENTI T.A.R. SICILIA 24.4.07 NO PET-COKE, TAR PALERMO 1667/2006