Source: https://diritti-cedu.unipg.it/CEDUhtml/indexb349.html?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=97&amp;Itemid=147&amp;lang=it
Timestamp: 2019-05-20 17:50:22+00:00
Document Index: 112174214

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', '§ 33', '§ 45', 'art. 8', 'art. 8']

Conoscenza delle proprie origini
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Vita privata come intimità
Vita privata come libertà
Vita privata e ambiente
In the case of Paradiso and Campanelli v. Italy, on January 27th 2015, the ECHR decided that a child born by surrogacy abroad and social parents enjoy protection of the right to family life. Article 8 of the Convention protect their right to private and family life even though the surrogacy is forbidden in Italy, and without genetic link between child and parents, in force of a de facto family life, after a period of cohabitation of eight months. The Court concluded that Italy could not taking the child away from the foster parents, because the public order cannot violate the best interest of the child to remain with his foster family.
1. La decisione. Una coppia di coniugi italiani, constatata l’incapacità di generare anche attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita ed ottenuta la dichiarazione di idoneità all’adozione di minori, si rivolge ad una società russa perché, generato in vitro un embrione attraverso l’unione dei gameti dell’uomo con quelli di una donatrice anonima, lo impianti in una madre surrogata. Alla nascita del bambino, il 27 febbraio 2011, in conformità con la legislazione nazionale, la puerpera sottoscrive una dichiarazione di rinuncia a qualsiasi pretesa nei suoi confronti, e viene formato un atto di nascita che indica come genitori i coniugi italiani. [...]
CIERVO-Il diritto all’anonimato della madre biologica ovvero quando Strasburgo anticipa Roma
La sentenza Godelli contro Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo del 25 settembre 2012 è ritornata, negli ultimi mesi, al centro del dibattito dottrinario del nostro Paese, a seguito di una recente decisione della Corte costituzionale italiana – la n. 278 del 22 novembre 2013 – che, seppur ricorrendo ad un impianto argomentativo diverso da quello utilizzato dalla Corte EDU, ha dichiarato l’incostituzionalità parziale dell’articolo 28, comma 7 della legge 4 maggio 1983, n. 184. Oggetto del giudizio della sentenza Godelli, infatti, era stata propria la legge n. 184/1983 (Diritto del minore ad una famiglia), così come modificata dal Codice in materia di protezione dei dati personali, nella parte in cui escludeva la possibilità di autorizzare la persona adottata all’accesso alle informazioni sulle proprie origini, senza avere previamente verificato la persistenza della volontà di non volere essere nominata della madre biologica. [...]
La tutela della vita privata e familiare attraverso il diritto di conoscere le proprie origini
La Corte ha più volte sostenuto come le procedure aventi ad oggetto l’accertamento della paternità ricadono nell’ambito di applicazione dell’art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (cfr. sent. Rasmussen c. Danimarca, 28 novembre 1984, serie A no 87, p. 13, § 33, e Keegan c. Irlanda, 26 maggio 1994, serie A no 290, p. 18, § 45).Il diritto vantato da chi chiede di avere accesso ai dati che permettono la conoscenza delle proprie origini rientrano nell’ambito della nozione di «rispetto» della «vita privata e familiare» contenuta nell’articolo 8 cit. (sent. del 13 febbraio 2003, Odièvre c. France, in Reports of Judgments and Decisions, 2003-III).Come noto, la Corte europea dei diritti dell’uomo rinviene nella lettera dell’art. 8 CEDU una varietà di valori, spesso posti tra loro anche in una situazione di possibile conflitto, che si estrinsecano tutti intorno ai concetti chiave di “vita privata” e “vita familiare”. Nel senso indicato, l’art. 8 C.E.D.U. contemporaneamente, infatti, tutela diritti tra loro potenzialmente in contrasto e contrapposti: ad esempio garantisce il diritto alla privacy ed alla tutela dei propri dati personali nonché il diritto di conoscere le proprie origini, come nel caso che verrà esaminato. Un diritto, quest’ultimo, che si sostanzia nell’avere accesso a dati personali il cui titolare non sempre ha autorizzato la diffusione.[...]