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Timestamp: 2019-02-23 15:53:49+00:00
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I Commenti di Fiscoetasse del 2011 - Abbonamenti FISCOeTASSE.com
Per fatture soggettivamente false non sussiste il reato di dichiarazione fraudolenta - Sent Cass. n. 41444/2011
Commento alla Sentenza della Corte di Cassazione sez. Penale n. 41444 del 14 Novembre 2011
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Non sussiste il reato di dichiarazione fraudolenta e quindi non scatta il sequestro sui conti dell'imprenditore in caso di fatture soggettivamente false, relative ad operazioni commerciali reali ma fra soggetti diversi.
Inoltre, gli importi relativi alle fatture soggettivamente false vanno sempre letti come costi effettivamente sostenuti dall'azienda con la conseguenza che l’imprenditore non può essere responsabile per l’omessa dichiarazione nel caso di evasione sotto la soglia di punibilità. Questo ha stabilito la Corte di Cassazione sezione Penale, con la sentenza n. 41444 del 14 Novembre 2011.
Retroattiva la giurisprudenza sulle limitazioni all’applicazione degli studi di settore - Sent. Cass. n. 23017/2011
Commento alla Sentenza della Corte di Cassazione n. 23017 del 4 Novembre 2011
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La Cassazione ribadisce quanto già stabilito, a Sezioni Unite, ossia che l’accertamento tributario tramite applicazione degli studi di settore è un sistema di presunzioni semplici per il quale gravità, precisione e concordanza degli elementi probatori non derivano ex lege dalla differenza tra il reddito dichiarato e gli standards ma dal contraddittorio con il contribuente che è obbligatorio, pena la nullità dell’accertamento.
Il contribuente ha poi il diritto/dovere di provare la presenza di circostanze che giustifichino l’esclusione dell’applicazione degli standards così come anche la motivazione dell’ accertamento deve essere integrata dalla dimostrazione dell’applicabilità dello standard prescelto e dei motivi che portano a non accettare le contestazioni del contribuente. Questo quanto stabilito ancora una volta nella sentenza n. 23017 del 4 novembre 2011.
Il rimborso del contribuente può essere sospeso solo con provvedimento formale - Sent. Cass. n.23601/2011
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 23601 dell'11 Novembre 2011
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L’Amministrazione finanziaria non può sospendere il rimborso d’imposta richiesto da un contribuente attraverso l’eccezione della pendenza di altro procedimento in cui vanta un credito verso lo stesso contribuente, in mancanza di un precedente specifico provvedimento di sospensione, legittimamente notificato.
Questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n 23601 dell'11 Novembre 2011.
L’assegno al lavoratore base di presunzione per l’accertamento - Sent. Cass. n. 22875/2011
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 22875 del 3 Novembre 2011
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La Corte di Cassazione considera legittimo l’accertamento nei confronti del lavoratore autonomo basato su fotocopie di assegni emessi dalla società rinvenuti a seguito di una verifica fiscale della G.d.F. Si stabilisce infatti che l’assegno bancario possa essere la base della prova per presunzioni in quanto la dazione di un assegno è un fatto noto ed idoneo a rappresentare un trasferimento di ricchezza dall’emittente al prenditore da cui si può legttimamente desumere il fatto ignoto dedotto nel processo. Questo il contenuto della sentenza n. 22875 del 3 Novembre 2011.
R.M. N. 100/E 2011: Credito di imposta per le attivita di ricerca e sviluppo e compilazione della dichiarazione
Commento alla Risoluzione Ministeriale n. 100/E del 19 Ottobre 2011
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Autore: Giuliani dott. Valerio
L’Agenzia delle Entrate , interpellata da una società contribuente, fornisce con la risoluzione n. 100/E una completa panoramica della normativa vigente sulla fruizione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo con particolare attenzione a quelle avviata prima del 29 novembre 2008 e fornisce le indicazioni per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, alla luce dell’introduzione del DM 4 marzo 2011.
Reato di omessa dichiarazione IVA anche per fatture false - Sent. Cass. n.35858/2011
Commento alla Sentenza della Corte di Casssazione n. 35858 del 4 Ottobre 2011
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La Corte di Cassazione afferma che si configura il reato di omessa dichiarazione IVA anche per il contribuente che ha emesso fatture false omettendone la registrazione a prescindere dall’avvenuto incasso. Questo il contenuto della sentenza n. 35858 del 4 Ottobre 2011.
R.M. n. 104 E 2011: agevolazioni fiscali per le societa cooperative a mutualita prevalente
Commento alla Risoluzione ministeriale n. 104/E del 28 Ottobre 2011
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Per una società cooperativa di produzione e lavoro, in presenza di contratti di appalto, i costi relativi alle prestazioni eseguite da dipendenti o collaboratori dell’impresa appaltatrice vanno computati soltanto ai fini del calcolo della deducibilità dall’imponibile IRES dell’IRAP e non vanno considerati , invece, ai fini della determinazione del requisito della mutualità prevalente ex art. 2512 e 2513 c.c..
Questo quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella R.M. n 104/E del 28 Ottobre 2011.
Nella verifica che non rispetta lo Statuto del Contribuente gli elementi raccolti restano utilizzabili - Sent. Cass. n. 19338/2011
Commento alla Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, n. 19338 del 22 Settembre 2011
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La sentenza considerata cristallizza l’importante principio per il quale l’acquisizione irrituale di elementi rilevanti non comporta la loro inutilizzabilità, se non specificatamente previsto dalla norma di riferimento. Quindi, come nel caso presentato, l’ eventuale protrarsi delle operazioni di verifica oltre i 30 giorni previsti dalla legge, l’articolo 12, comma 5, dello Statuto del contribuente non considera come diretta conseguenza l’inutilizzabilità delle prove raccolte e la nullità degli accertamenti emessi sulla base degli elementi raccolti. Questo quanto affermato dalla corte di Cassazione nella sentenza n. 19338 del 22 Settembre 2011.
Indebita la detrazione IVA per fatture da prestanome - Sent. Cass. n.21080/2011
Commento alla Sentenza della Corte di Cassazione n. 21080 del 13 Ottobre 2011
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La Corte di Cassazione dichiara indebita la detrazione IVA relativa a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, nel caso in cui il contribuente acquisti merce da una società che risulta la prestanome del reale fornitore. La Corte a tal proposito ribadisce che per la detrazione è indispensabile il requisito dell'inerenza all'impresa, circostanza questa che non si verifica nel caso di IVA corrisposta da soggetto interposto anche nel caso di operazioni realmente avvenute. Questo il contenuto della sentenza n. 21080 del 13 ottobre 2011
Contraddittorio obbligatorio per l’accertamento su parametri standardizzati - Sent. Cass. n. 20680/2011
Commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 20680 del 7 Ottobre 2011
L’accertamento operato su criteri standard è valido non in base al sistema di presunzione semplice ex lege ma in base al comportamento che il contribuente tiene nei confronti del contraddittorio obbligatorio: se il contribuente si sottrae, le presunzioni su criteri standard diventano attendibili. Questo il contenuto della sentenza n. 20680 della Corte di Cassazione del 7 ottobre 2011.
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