Source: https://www.studiocataldi.it/guide_legali/appalto/crediti-dei-dipendenti.asp
Timestamp: 2017-10-24 02:23:06+00:00
Document Index: 184986164

Matched Legal Cases: ['art. 1372', 'art. 1676', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 29', 'art. 29']

Appalto - Crediti dei dipendenti
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Appalto: indice della guida
Le obbligazioni derivanti dai rapporti di lavoro dei dipendenti dell'appaltatore presentano delle peculiarità che giova sottolineare. In genere, infatti, il contratto di lavoro, analogamente agli altri contratti, sulla base del disposto dell'art. 1372 c.c., produce i propri effetti esclusivamente tra le parti. Nel caso, invece, dei rapporti lavorativi sorti tra l'appaltatore e i propri dipendenti nell'ambito del contratto di appalto, la legge impone determinati effetti obbligatori anche al committente, seppur parte estranea al contratto di lavoro.
Per quanto concerne, infatti, il pagamento di stipendi e spettanze del personale assunto in relazione all'opera o al servizio da compiere, salvo diverse previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro, l'appalto di opere e di servizi è caratterizzato dall'assunzione di una obbligazione solidale tra il committente e l'appaltatore.
Da tale situazione giuridica deriva, come espressamente disposto dall'art. 1676 c.c., la legittimazione di coloro che "alle dipendenze dell'appaltatore, hanno dato la loro attività per eseguire l'opera o per prestare il servizio" di proporre azione diretta contro il committente per conseguire quanto è loro dovuto. Entro un anno dalla fine del contratto di appalto, nell'eventualità che il loro datore di lavoro non abbia provveduto al pagamento dovuto, i lavoratori dipendenti dell'appaltatore (e non anche i lavoratori o i collaboratori autonomi) sono, quindi, autorizzati ex lege a rivolgersi al committente per riscuotere i crediti di lavoro (specialmente quelli di carattere retributivo e previdenziale). Al lavoratore, tuttavia, è precluso l'esercizio della facoltà appena vista se il committente è una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale.
Oltre alla disposizione codicistica, rileva in tema di solidarietà passiva tra appaltatore e committente, anche l'art. 29 del D. lgs. n. 276/2003 (legge Biagi) che ha esteso in capo a quest'ultimo una serie di obblighi di garanzia nell'eventualità del mancato pagamento delle retribuzioni ai dipendenti dell'appaltatore.
Il successivo D. Lgs. n. 251/2004, correttivo alla legge Biagi, ha ulteriormente esteso la solidarietà oltre che agli appalti di servizi, anche agli appalti di opere, ammettendo la deroga collettiva. Il d.l. n. 5/2012 ha provveduto, inoltre, ad estendere la garanzia ai subappaltatori, nonché alle retribuzioni e al Tfr per il periodo inerente l'appalto, assicurando, di converso, al committente, su sua richiesta, il beneficio dell'escussione preventiva dell'appaltatore, con l'indicazione dei beni di quest'ultimo che il lavoratore potrebbe aggredire, ovvero, in caso di pagamento, la possibilità di esercitare l'azione di regresso.
Da ultimo, sul tema è intervenuta la l. n. 92/2012 (c.d. "legge Fornero") che con l'art. 4, comma 31, ha provveduto a modificare ulteriormente l'art. 29 del d.lgs. n. 276/2003, ribadendo l'estensione dell'obbligazione in solido del committente con appaltatori ed eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, e il beneficio della preventiva escussione dell'appaltatore, con la conseguente possibilità per i lavoratori di intentare azione esecutiva nei confronti del committente, solo dopo l'infruttuosa escussione del patrimonio dell'appaltatore (e degli eventuali subappaltatori), per il recupero dei trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti, escludendo, tuttavia, qualsiasi obbligo per le sanzioni civili, delle quali risponde solo il responsabile dell'inadempimento, e reintroducendo una ipotesi di deroga da parte della contrattazione collettiva.
Infine, in materia di crediti dei dipendenti rileva la disposizione di cui al terzo comma dell'art. 29 della legge Biagi, nella quale è espressamente stabilito che non costituisce trasferimento d'azienda o di ramo della stessa l'ipotesi in cui un nuovo appaltatore subentri al contratto di appalto e assuma i lavoratori già impiegati nell'appalto stesso.
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