Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quarto/titolo-i/capo-v/art302.html
Timestamp: 2020-06-01 13:49:00+00:00
Document Index: 93152544

Matched Legal Cases: ['art. 302', 'art. 302', 'art. 294', 'art. 302', 'art. 384', 'art. 302', 'sentenza ', 'art. 302', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 302', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 294', 'art. 294', 'art. 302', 'art. 276', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 302', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 294', 'art. 309', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 178', 'art. 309', 'sentenza ', 'art. 302', 'sentenza ', 'art. 294', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 310', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 310', 'art. 302', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 294', 'sentenza ', 'art. 302', 'art. 294', 'art. 302', 'sentenza ']

Art. 302 codice di procedura penale - Estinzione della custodia per omesso interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO QUARTO - Misure cautelari > Titolo I - Misure cautelari personali > Capo V - Estinzione delle misure > Articolo 302
Articolo 302 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 302 Codice di procedura penale
1. La custodia cautelare [284, 285, 286] disposta nel corso delle indagini preliminari(1) perde immediatamente efficacia [306] se il giudice non procede all'interrogatorio entro il termine previsto dall'articolo 294(2). Dopo la liberazione, la misura può essere nuovamente disposta dal giudice [291], su richiesta del pubblico ministero, previo interrogatorio, allorché, valutati i risultati di questo, sussistono le condizioni indicate negli articoli 273, 274 e 275. Nello stesso modo si procede nel caso in cui la persona, senza giustificato motivo, non si presenta a rendere interrogatorio. Si osservano le disposizioni dell'articolo 294 commi 3, 4 e 5.
(1) La Corte costituzionale, con sent. 3 aprile 1997 n. 77, ha inoltre dichiarato l'illegittimità del presente articolo limitatamente alle parole "disposta nel corso delle indagini preliminari".
(2) La Corte costituzionale, con sent. 4 aprile 2001 n. 95, ha dichiarato l'illegittimità del presente articolo nella parte in cui non prevede che le misure cautelari coercitive, diverse dalla custodia cautelare, e quelle interdittive, perdano immediatamente efficacia se il giudice non procede all'interrogatorio entro il termine previsto dall'articolo 294, comma 1-bis.
Spiegazione dell'art. 302 Codice di procedura penale
La norma in commento disciplina ulteriori ipotesi di estinzione automatica delle misure cautelari e, più precisamente, della custodia cautelare disposta nel corso delle indagini preliminari. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha stabilito che l'effetto caducatorio debba valere per qualsiasi misura cautelare, sia interdittiva che coercitiva, ed in qualsiasi fase, non solamente in quella delle indagini preliminari.
Data l'estrema importanza data dal legislatore ai diritti di difesa dell'indagato sottoposto a misure cautelari così limitative della libertà personale, è infatti prevista la caducazione automatica della custodia cautelare e la conseguente liberazione ove non abbia luogo l'interrogatorio del giudice entro i termini di cui all'art. 294, ovvero entro cinque giorni dall'esecuzione della misura.
Tuttavia, ciò non impedisce al pubblico ministero di richiedere una nuova misura cautelare, sempre ove sussistano i presupposti generali e le consuete esigenze cautelari, ipotesi che è anche funzionale a colmare la mancata presentazione del soggetto a rendere l'interrogatorio suddetto.
In pratica, l'inadempimento del giudice al rispetto dei termini non determina nessuna conseguenza, se non la possibilità dell'indagato di riottenere la libertà e sottrarsi volontariamente a nuove misure.
Massime relative all'art. 302 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 1840/2017
In presenza dei presupposti previsti dall'art. 384 cod. proc. pen., è legittimo il provvedimento di fermo di indiziato di delitto disposto dal P.M. nei confronti di persona appena rimessa formalmente in libertà in relazione ad un titolo di custodia cautelare dichiarato inefficace per omesso interrogatorio di garanzia; in tal caso, il giudice, cui unitamente alla convalida del fermo sia stata chiesta anche l'emissione di nuova misura cautelare, procede all'interrogatorio di garanzia dell'indagato in stato di detenzione, non trovando in tale ipotesi applicazione l'obbligo di svolgere l'interrogatorio in stato di libertà, previsto dall'art. 302 cod. proc. pen., che attiene a diversa sequenza procedimentale.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1840 del 16 gennaio 2017)
Cass. pen. n. 7922/2012
Ai fini del ripristino della misura coercitiva della custodia cautelare divenuta inefficace per omesso interrogatorio nei termini di legge, non occorre che quest'ultimo avvenga con l'indagato libero, esigendo l'art. 302 cod. proc. pen. unicamente che il titolo originario non sia più operante al momento dell'assunzione dell'atto di garanzia.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 7922 del 29 febbraio 2012)
Cass. pen. n. 44127/2008
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 44127 del 26 novembre 2008)
Cass. pen. n. 28110/2007
Ai fini del ripristino della misura coercitiva della custodia cautelare divenuta inefficace per omesso interrogatorio nei termini di legge, l'art. 302 c.p.p. esige unicamente che il titolo originario caducato non sia più operante al momento dell'interrogatorio, non richiedendosi che quest'ultimo avvenga con l'indagato libero, cioé dopo una liberazione di fatto dell'interessato. (Nella fattispecie, dichiarata inefficace l'originaria misura per omesso interrogatorio, era stato contestualmente disposto dal Pubblico Ministero provvedimento di fermo ed il giudice, dopo avere interrogato l'indagato e non convalidato il fermo, aveva adottato la nuova misura coercitiva; la Corte ha precisato che la caducazione dell'originario titolo non poteva ritenersi esclusa per effetto dell'intervenuto fermo, fondato su presupposti del tutto propri e non proveniente dal giudice).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 28110 del 16 luglio 2007)
Cass. pen. n. 3022/2003
Il giudice per le indagini preliminari può emettere un nuovo provvedimento di custodia cautelare, ai sensi dell'art. 302 c.p.p., quando il precedente perda efficacia per non essersi proceduto all'interrogatorio di garanzia nel termine di cui all'art. 294 del codice di rito, purché si proceda a previo interrogatorio dell'indagato e vi sia una nuova richiesta del P.M. e sempre che nelle more il giudice non abbia esercitato altrimenti il potere cautelare. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui, a seguito dell'inefficacia della prima misura cautelare, per omesso interrogatorio di garanzia nel termine di cui all'art. 294 c.p.p., il giudice applichi una nuova misura, nella specie rappresentata da un provvedimento impositivo dell'obbligo di dimora, egli ha già consumato il proprio potere cautelare, sicché non può fissare l'interrogatorio previsto dall'art. 302 c.p.p., né tanto meno effettuare una nuova e diversa valutazione, disponendo l'applicazione di una misura più grave, quale quella della custodia in carcere, che può essere adottata solo in presenza di fatti nuovi (violazione delle prescrizioni inerenti alla misura in atto ex art. 276 c.p.p.).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3022 del 22 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 33211/2001
L'eventuale ritardo con il quale, da parte dell'autorità carceraria, venga provveduto all'esecuzione di un'ordiannza, tempestivamente trasmessa dall'autorità giudiziaria che l'ha emessa, con la quale si dispone la scarcerazione di un detenuto per perdita di efficacia della custodia cautelare, non determina alcuna invalidità di una successiva ordinanza di ripristino della stessa misura cautelare, la cui notificazione all'interessato venga ad impedire la già disposta, ma non ancora effettuata, scarcerazione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 33211 del 4 settembre 2001)
L'invalidità dell'interrogatorio di garanzia (nella specie derivante da mancato avviso ad uno dei due difensori di fiducia dell'imputato), equivale, ai fini di cui all'art. 302 c.p.p., ad omessa effettuazione dell'interrogatorio stesso. Ne consegue che, anche in detta ipotesi, l'eventuale emissione di nuova ordinanza applicativa di custodia cautelare per lo stesso fatto, in sostituzione di quella caducata a cagione della suindicata invalidità, deve essere preceduta da effettiva liberazione dell'imputato.
Cass. pen. n. 1138/2000
Dopo che la misura cautelare personale sia divenuta inefficace per motivi di forma, se il giudice intende reiterare il provvedimento sulla base degli stessi presupposti, deve, preventivamente, procedere a nuovo interrogatorio dell'imputato, stante il dettato dell'art. 302 c.p.p. in base al quale, «dopo la liberazione» (conseguente alla perdita di efficacia per mancato interrogatorio nei termini di legge) la misura può essere nuovamente disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, previo interrogatorio». (Nella specie la Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impositiva della custodia cautelare emessa dal Gip competente che non aveva proceduto a nuovo interrogatorio dopo la dichiarazione di incompetenza del giudice che aveva emesso la precedente ordinanza divenuta inefficace).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1138 del 8 maggio 2000)
Cass. pen. n. 3245/2000
Il principio di cui all'art. 302 c.p.p., secondo cui la custodia cautelare perde immediatamente efficacia se il giudice non procede all'interrogatorio entro il termine previsto dall'art. 294 c.p.p., e secondo cui non è consentito disporre nuovamente la custodia cautelare se non dopo la effettiva cessazione del precedente stato di detenzione nonché il nuovo interrogatorio dell'indiziato (o la sua mancata comparizione), non è suscettibile di applicazione analogica e non può pertanto operare al di fuori della ipotesi di caducazione della misura cautelare per omesso, tempestivo interrogatorio. (La Corte, nella specie, ha ritenuto, in particolare, non necessario il nuovo interrogatorio, nel caso di perdita di efficacia della misura per mancata trasmissione di atti al giudice del riesame nel termine di cui all'art. 309, comma quinto, c.p.p.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3245 del 1 febbraio 2000)
Cass. pen. n. 1213/1999
In materia di misure cautelari, nel caso della seconda fattispecie prevista dall'art. 302 c.p.p., cioè di rinnovazione del provvedimento cautelare per caducazione della precedente ordinanza, la violazione dell'obbligo processuale del giudice di procedere all'interrogatorio non è causa di inefficacia sopravvenuta di un atto già emesso (valido ab origine e soggetto a divenire inefficace nel caso di inottemperanza dell'obbligo), ma è causa preesistente impeditiva del valido esercizio del potere del giudice di disporre la misura. E, poiché il preventivo interrogatorio ha una funzione di tutela del diritto di difesa, il suo mancato esperimento (che non sia giustificato dal diniego immotivato della parte di presentarsi a rendere l'interrogatorio) è una causa di nullità di ordine generale ex art. 178 lett. c), attinente all'intervento dell'indagato o imputato in una fase prodromica all'adozione della misura, deducibile con la richiesta di riesame e rilevabile anche di ufficio sino alla pronuncia dell'ordinanza emessa dal tribunale ex art. 309 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1213 del 4 giugno 1999)
Cass. pen. n. 1550/1996
L'ordinanza con la quale viene nuovamente applicata la custodia cautelare che abbia perduto efficacia a norma dell'art. 302 c.p.p. è del tutto autonoma rispetto alla precedente, essendo prescritta una nuova valutazione delle condizioni indicate dagli artt. 273, 274 e 275 stesso codice, (anche) in base alle risultanze dell'interrogatorio, sicché le vicende procedimentali, concluse o non, dell'anteriore provvedimento cautelare rimangono, di fronte ad essa, assolutamente indifferenti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1550 del 13 aprile 1996)
Cass. pen. n. 316/1996
Il provvedimento con il quale il giudice competente abbia disposto la cessazione dello stato di custodia cautelare (nella specie per ritenuta inosservanza del termine di cinque giorni fissato dall'art. 294, comma 1, c.p.p.), non è revocabile da parte dello stesso giudice, quand'anche non sia stato ancora eseguito, trattandosi di provvedimento che, una volta emanato, è comunque venuto a giuridica esistenza, con conseguente esaurimento della potestà decisoria da parte dell'organo che lo ha adottato.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 316 del 1 marzo 1996)
Cass. pen. n. 4305/1995
L'eventuale nullità dell'interrogatorio avvenuto in occasione della convalida dell'arresto per difetto di notifica al difensore non comporta la nullità dell'ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare in carcere la quale perde efficacia, comportando la liberazione del detenuto ex art. 302 c.p.p., soltanto alla scadenza del termine per l'effettuazione di un valido interrogatorio. Conseguentemente, la misura cautelare non può essere impugnata soltanto perché adottata dopo un interrogatorio che si pretende nullo, restando alla persona soggetta a tale misura la possibilità di chiedere la liberazione e, in mancanza, di impugnare con appello ex art. 310 c.p.p. il provvedimento del giudice
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4305 del 22 agosto 1995)
La misura cautelare emessa a seguito di dichiarazione di inefficacia di quella precedente per la nullità, tempestivamente eccepita, dell'interrogatorio dell'indagato (da considerarsi, pertanto, tamquam non esset ai fini di cui all'art. 302 c.p.p.), è sostitutiva di quella caducata e pertanto soggetta al rimedio dell'appello ex art. 310 c.p.p. e non del riesame, che riguarda esclusivamente il provvedimento originario e genetico della misura medesima.
Cass. pen. n. 44/1995
Il principio di cui all'art. 302 c.p.p., secondo cui non è consentito disporre nuovamente la custodia cautelare se non dopo la effettiva cessazione del precedente stato di detenzione nonché dopo l'interrogatorio dell'indiziato o la sua mancata comparizione, non è suscettibile di interpretazione analogica e, pertanto, non si applica al di fuori dell'ipotesi, ivi prevista, di caducazione della misura cautelare per omesso, tempestivo interrogatorio. In particolare, quindi, il principio non può trovare applicazione in caso di annullamento dell'ordinanza impositiva della custodia cautelare per ritenuta esistenza di un vizio formale diverso da quello dianzi accennato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 44 del 21 marzo 1995)
Cass. pen. n. 3719/1994
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3719 del 12 settembre 1994)
Cass. pen. n. 1864/1993
Nel caso di inefficacia dell'ordinanza di custodia cautelare per omesso interrogatorio dell'indagato nei termini, il giudice, nell'emettere un successivo provvedimento, ha l'obbligo sia di riconsiderare la sussistenza degli indizi e delle esigenze cautelari, che di valutare i risultati dell'interrogatorio, con motivazione, eventualmente stringata, ma congrua. Le uniche eccezioni possono essere costituite dalla mancata presentazione alla data fissata per l'interrogatorio stesso o dal rifiuto di rispondere.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1864 del 15 ottobre 1993)
Cass. pen. n. 146/1992
La misura cautelare della custodia in carcere, divenuta inefficace per omesso interrogatorio della persona sottoposta alle indagini nel termine previsto dall'art. 294 c.p.p., può essere nuovamente adottata, su richiesta del pubblico ministero, purché ricorrano due condizioni: che l'indagato sia posto effettivamente in libertà e che venga interrogato dal giudice per le indagini preliminari libero pede. (Nella specie, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del tribunale della libertà che aveva ritenuto non violati gli artt. 294 e 302 c.p.p. nonostante il provvedimento di scarcerazione disposto per omesso interrogatorio nei termini non fosse stato concretamente eseguito per essersi inserito nella serie procedimentale un fermo adottato dal pubblico ministero nei confronti dell'indagato ancora in vinculis e fondato sugli stessi elementi che avevano precedentemente determinato il giudice per le indagini preliminari a non convalidarlo).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 146 del 28 febbraio 1992)
Cass. pen. n. 9037/1991
È legittima, nel corso del giudizio di secondo grado, la riemissione — su richiesta del P.G. — di un nuovo provvedimento restrittivo della libertà personale, senza previamente procedere ad un nuovo interrogatorio dell'imputato, qualora nella stessa fase dibattimentale sia stata dichiarata la cessazione dell'efficacia della custodia cautelare — disposta nella fase delle indagini preliminari a norma dell'art. 302 nuovo c.p.p. — per omesso interrogatorio dell'imputato nei termini di cui all'art. 294, comma primo stesso codice. In tal caso, infatti, l'incombente del «previo interrogatorio» richiesto dall'art. 302 precitato (da applicare in via di interpretazione estensiva o analogica) può considerarsi legittimamente adempiuto dall'esame dibattimentale svoltosi in primo grado, purché l'imputato abbia avuto, attraverso tale mezzo, piena cognizione degli elementi di prova a suo carico e l'opportunità di discolparsi e di esporre quanto poteva essere utile per la valutazione della sua personalità e delle modalità del fatto al fine di stabilire la permanenza o meno delle condizioni di cui agli artt. 273, 274 e 275 stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9037 del 7 settembre 1991)