Source: http://www.slideshare.net/mimmoannunziata/relazione-realfonzo-bilancio2012
Timestamp: 2014-12-21 13:00:31+00:00
Document Index: 118191488

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.8', 'art. 2', 'art.1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 8', 'art.9']

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relazione_Realfonzo_ bilancio_2012
Assessorato al Bilancio, Finanza e Programmazione Prof. Riccardo Realfonzo BILANCIO DI PREVISIONEANNUALE 2012 E PLURIENNALE 2012 - 2014 RELAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE 15 Giugno 2012 2.
Indice1. L’euro e la politica economica nazionale pag. 32. Il peso dei tagli dei trasferimenti e del Patto di Stabilitàsul Comune di Napoli pag. 63. Una manovra controcorrente: una fiscalità progressivae investimenti per rilanciare l’economia cittadina pag. 8 3.1. IMU pag. 9 3.2. Addizionale comunale IRPEF pag. 12 3.3. Tassa di soggiorno pag. 13 3.4. Le agevolazioni sulla Tassa sui rifiuti solidi urbani pag. 14 3.5. Le tariffe dei servizi a domanda individuale pag. 15 3.6. Gli investimenti per rilanciare l’economia cittadina pag. 164. Spending review, lotta all’evasione e più risorse persociale, ambiente, cultura e turismo pag. 185. Municipalità pag. 226. Società partecipate e servizi pubblici locali pag. 237. Politiche del Personale pag. 258. Patto di Stabilità Interno pag. 279. Una ricognizione straordinaria sui residui attivi del Comune pag. 2810. La dimensione complessiva del Bilancio pag. 30 10.1. Le entrate correnti pag. 30 10.2. Le entrate in conto capitale pag. 35 10.3 Le spese correnti pag. 36 10.4 La spesa per investimenti pag. 37 2 3.
1. L’euro e la politica economica nazionale Il bilancio di previsione annuale del Comune di Napoli per l’esercizio finanziario2012 e pluriennale 2012/20141 si muove nel contesto di una quadro estremamente critico,per la recrudescenza della crisi economica nazionale ed internazionale e delle politicheeconomiche messe in campo dal governo nazionale nel tentativo di affrontare unamanovra di risanamento della finanza pubblica. La crisi economica scoppiata negli Stati Uniti nel 2008 ed allargatasi all’insieme delleeconomie industrializzate ha ulteriormente rallentato la crescita dell’economia europea edinasprito i differenziali tra i tassi di crescita del PIL pro capite tra i paesi centrali (in primoluogo la Germania) ed i paesi periferici (che Paul Krugman definisce i “Mezzogiorni”d’Europa), tra cui l’Italia. La crisi ha, quindi, ulteriormente acuito i mali che l’Europa hamanifestato sin dai primi anni ’90, da quando cioè essa si presenta come la grande areaeconomica mondiale che cresce meno e all’interno della quale si sviluppa una maggioredivergenza territoriale. Si tratta di fenomeni che una robusta corrente scientifica haattribuito non già alla unificazione monetaria in sé bensì alle modalità con cui questa èavvenuta e in particolare allo specifico disegno delle istituzioni fondamentali della UnioneEuropea, il Patto di Stabilità e la Banca Centrale Europea, responsabili di avere impressoalla politica economica europea una impronta spiccatamente liberista e restrittiva. Con lacrisi, la politica economica europea ha accentuato la sua linea di austerità, manifestata dauna politica monetaria attenta esclusivamente alla stabilità dei prezzi e da una politicafiscale all’insegna della contrazione del debito pubblico e del pareggio di bilancio. Unapproccio di questo tipo – come già evidenziato nella nota “Lettera degli economisti” delgiugno 2010, pubblicata dal Sole 24 Ore – ha accentuato ulteriormente il profilo della crisimettendo a serio repentaglio la tenuta della eurozona. Infatti, come i principali enti diricerca internazionali hanno confermato, questo tipo di politica ha fortemente indebolito leeconomie dei paesi periferici (i PIIGS di cui si parla nella stampa economica) edaccentuato gli attacchi speculativi contro i debiti sovrani, generando la necessità dimanovre di salvataggio che hanno sin qui già riguardato Portogallo, Irlanda, Grecia e daultima la Spagna. In Italia, il governo Berlusconi si è reso protagonista di una politica economicarestrittiva che non ha messo in moto la ripresa, ma ha anzi ulteriormente appesantito ilpasso dell’economia nazionale ed accresciuto il disavanzo della bilancia commerciale. Ilnuovo Governo Monti, sotto l’egida della Banca centrale europea e del Fondo monetariointernazionale, si è sin qui prodotto in uno sforzo più autorevole ma sempre all’insegnadell’austerità, nel tentativo di abbattere il rapporto tra debito pubblico e Pil e puntare al Redatto in conformità alle norme dettate dal TUEL, alla legge di stabilità 2012 – n. 183 del 12/11/2011 – e1all’intero quadro della normativa vigente. 3 4.
pareggio del bilancio da conseguire nel 2013. Ne è seguita una politica di taglio dellaspesa pubblica ed incremento della pressione fiscale. Ad oggi, tuttavia, le previsioni dicrescita dell’economia italiana stimate dal Fondo Monetario Internazionale e dallaCommissione Europea mostrano un acuirsi della depressione. Dopo essere entrata in recessione tecnica nel 2011 facendo segnare per 2 trimestriconsecutivi un calo congiunturale, la tendenza continua anche nei primi tre mesi del 2012per leconomia italiana. Nel primo trimestre, rileva infatti lIstat, il prodotto interno lordo ècalato dello 0,8% sul trimestre precedente e dell1,4% rispetto allo stesso periodo del2011. Il calo congiunturale del Pil registrato nel primo trimestre è il peggiore dal primotrimestre del 2009: allora la contrazione sul trimestre precedente era stata del 3,5%. Gliinvestimenti sono la componente delleconomia italiana che ha registrato la maggiorecontrazione: meno 7,6% sullanno. Ciò pone lItalia un passo indietro rispetto alla mediadei Paesi dellEurozona, degli Stati Uniti e del Giappone.. Tra le manovre di “risanamento” poste in essere dal governo Monti, in particolarecon il decreto legge Salva-Italia (n. 201 del 2011), spicca quella relativa agli enti locali, conla quale il governo opera, da un lato, un drastico taglio della spesa e, dall’altro, incrementasignificativamente le entrate. E ciò nonostante la circostanza che negli ultimi 20 anni iComuni sono risultati lunico comparto che ha tenuto sotto controllo la spesa corrente,dovendo nel contempo sacrificare la spesa in conto capitale per rispettare i forti vincoli difinanza pubblica imposti con il Patto di Stabilità Interno. Mentre, infatti, nel quinquennio2005-2009 il saldo di bilancio della Pubblica Amministrazione è peggiorato di quasi 20miliardi di euro, nello stesso periodo il bilancio aggregato del comparto comunale haregistrato un miglioramento di 2,6 miliardi di euro. 4 5.
A dispetto di questi dati, da cui risultava una significativa contrazione della spesadegli enti locali, le manovre del governo Berlusconi avevano già posto, tra tagli secchi aitrasferimenti e più ambiziosi obiettivi di miglioramento del Patto di Stabilità Interno, leamministrazioni locali in gravi difficoltà: Manovre a carico dei Comuni del governo Berlusconi - anni 2012-2014 (valori in miliardi) Manovre / anni 2012 2013 2014 D.L. 112/2008 2,5 P 2,5 P 2,5 P D.L. 78/2010 1,5 T 1,5 T 1,5 T 1,0 T 1,0 T 1,0 T D.L.138/2011 1,2 P 1,7 P 1,7 P 0,3 P 0,3 P Totale 6,2 7,0 7,0 P: manovra sul Patto di Stabilità Interno T: manovra sui trasferimenti o risorse trasferite dallo Stato FONTE IFELNonostante i gravi obiettivi già posti agli Enti Locali, il decreto Salva-Italia del GovernoMonti apporta ulteriori tagli ai Comuni. In particolare, effettua un taglio di 2 miliardi dieuro sul fondo di riequilibrio2 (per sterilizzare gli aumenti di entrata dall’anticipazionedell’IMU ad aliquota ordinaria in sostituzione dell’ICI e fare in modo che la nuova impostadia saldo zero rispetto alle entrate precedenti e all’articolo 28) e inoltre effettua un tagliosecco di 1,450 miliardi di euro all’anno per gli enti locali per i prossimi 3 anni: 2 A riguardo è bene notare che il fondo sperimentale di riequilibrio, istituito per la prima volta nel2011, con un importo originario pari a 8.375 milioni, ha tra le finalità di consentire ai Comuni coninsufficiente capacità fiscale (sostanzialmente tutti quelli del Mezzogiorno) di bilanciare in parte le riduzioni digettito derivanti dalla prima fase del federalismo fiscale municipale. Tuttavia, tale fondo non si limita allaperequazione ma ha anche un vero e proprio effetto integrativo delle risorse proprie per tutti i Comuniitaliani. Il fondo di perequazione, che entrerà a regime nel 2015, avrà invece la specifica funzione disostenere i Comuni con minore capacità fiscale. Il fondo perequativo è istituito dal comma 3 dell’articolo 119e ha quindi un rilievo costituzionale. La sua funzione è di contribuire, nei territori con minore capacità fiscaleper abitante, a “finanziare integralmente” (comma 4) le funzioni pubbliche attribuite ai Comuni, come aglialtri enti territoriali. Da tale lettura se ne deduce che il fondo perequativo non può mai essere tagliato perragioni di bilancio dello Stato, mentre è possibile che lo Stato riveda le funzioni da garantire, visto che laCostituzione (all’articolo 117, comma m) assegna tra le competenze statali la “determinazione dei livelliessenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorionazionale”. Quindi nessun intervento diretto sul fondo di perequazione è possibile. Il legislatore puòdeterminare un livello di prestazioni sociali molto basso, tale al limite da non prevedere alcuna perequazione,ma deve dirlo in modo esplicito. La Costituzione è chiara: prima si stabilisce quale stato sociale vogliamogarantire – quanti asili, quanto trasporto pubblico, quale istruzione, quale sanità – e poi si calcola l’entitàdella perequazione. 5 6.
Manovre a carico dei Comuni del governo Monti - anni 2012-2014 (valori in miliardi) Manovre anni 2012 2013 2014 DL 201/2011 2,0 T 2,0 T IMU definitiva 1,45 T 1,45 T 1,45 T Totale 3,45 3.45 1.45 FONTE IFEL I tagli sopra illustrati comportano una riduzione al fondo sperimentale di riequilibrionel 2012 pari a 3.450 milioni di euro rispetto alla dotazione originaria, tale da mettereseriamente a rischio il principio di coesione e solidarietà tra i Municipi. Si tratta di unregime di tagli che incide drammaticamente sulle amministrazioni locali, soprattutto per lanota rigidità della spesa corrente, e che a cascata generano difficoltà crescenti per leeconomie locali. Il quadro della politica governativa per gli Enti Locali va completato considerandoche ai tagli sui trasferimenti vanno sommati gli obiettivi sempre più stringenti del Patto diStabilità Interno, che richiedono proibitivi miglioramenti dei saldi finanziari (calcolati acompetenza mista) a fronte di limitate leve gestionali. Come l’Associazione Nazionale dei Comuni (ANCI) ha unitariamente e a più ripreserappresentato, l’insieme delle politiche disegnate per gli Enti locali non lasciano alcunmargine per sostenere la crescita, rappresentano solo un indiscriminato rastrellamento difondi che va a detrimento delle economie locali e in particolare delle fasce dellapopolazione medio-basse, le più esposte ai colpi della crisi. In fin dei conti, dunque, lapolitica di austerità imposta dal governo nazionale mina pesantemente la possibilità digarantire servizi di qualità ed investimenti ai cittadini e alle imprese. 2. Il peso dei tagli dei trasferimenti e del Patto di Stabilità sul Comune diNapoli Per valutare l’impatto delle politiche economiche nazionali sul lavoro della nuovaamministrazione comunale partenopea consideriamo il contributo richiesto dai Governiitaliani (prima quello Berlusconi e successivamente quello Monti) al miglioramento deiconti pubblici nazionali nel 2011 e nel 2012: 6 7.
Manovre / anni 2011 2012 RISPETTO AL 2010 MIGLIORAMENTO PATTO DI STABILITA’ -60.000.000,00 -30.000.000,00 -90.000.000,00 TAGLI TRASFERIMENTI -97.000.000,00 -98.000.000,00 -195.000.000,00 PRELIEVO CENTRALE SU ENTRATE IMU -125.000.000,00 - 125.000.000,00 Totale manovre -157.000.000,00 -253.000.000,00 -410.000.000,00 Complessivamente, le manovre incidono addirittura per 410 milioni di euro, di cui:90 milioni in termini di più stringenti obiettivi del Patto di Stabilità Interno; 195 milioni intermini di tagli ai trasferimenti; 125 milioni in termini di prelievo centrale sulle entrate dellanuova Imposta Municipale. Nello specifico, il taglio ai trasferimenti erariali al Comune di Napoli, rispetto al2010, è pari a 194.386.476 euro. Trasferimenti erariali totali al Comune di Napoli Anno 2010 2011 2012*Contributo ordinario / Fondo sperimentale 598.526.336 508.101.457 410.688.270Contributo sviluppo investimenti 12.878.848 6.330.438 6.330.438Totale 611.405.184 514.431.895 417.018.708Differenza rispetto al 2010 -96.973.289 -194.386.476* per il 2012 si tratta della proiezione non definitiva del Ministero dellInterno La situazione delle finanze del Comune di Napoli risulta ancora più complessatenendo in considerazione le pessime condizioni della Regione Campania, che dovendorientrare da un debito enorme, accumulato negli anni passati, e scontando ancora glieffetti della violazione del Patto di Stabilità Interno nellanno 2009, ha effettuato tagli aitrasferimenti verso il Comune e le società che gestiscono i trasporti pubblici per un totaledi 61 milioni complessivi nei due anni 2011 e 2012. Una prima risposta alla politica di tagli governativi è stata offerta dal bilancio diprevisione 2011 con il quale la Giunta de Magistris, appena insediatasi, ha tagliato la spesacorrente del Comune per oltre 100 milioni di euro. La manovra del 2011 si concentrò inparticolare sullo smantellamento del sistema clientelare e dei costi della politica ereditatidalla Giunta precedente. La lotta senza quartiere varata con il bilancio di previsione, ed inparticolare con le delibere 784 (per le partecipate) e 787 (per il comune) del 30 giugno, siè concentrata in particolare su: - riduzione dei costi dei Cda delle Partecipate e il rafforzamento in tutti gli statuti delle società dei principi di revocabilità degli amministratori e del sistema di controllo; 7 8.
- riduzione delle Direzioni e dei Servizi comunali attraverso la cessazione delle strutture che hanno esaurito le loro funzioni (unità di progetto) e laccorpamento degli uffici che svolgono attività analoghe o integrate, con un percorso che preveda il ricorso a servizi articolati in più unità organizzative dotate di marcata autonomia; - conseguente drastica riduzione del numero dei contratti di dirigenti a tempo determinato e riduzione degli emolumenti dei dirigenti apicali; - riduzione delle spese sostenute per immobili tenuti in locazione e per la gestione complessiva del patrimonio comunale (utenze, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazioni); - riduzione di una fitta serie di spese “improprie” del Comune e delle società partecipate, quali auto blu, spese per consulenze, spese di rappresentanza, telefonia mobile, eccetera. 3. Una manovra controcorrente: un fisco progressivo e investimenti perrilanciare l’economia cittadina Se la manovra economica del 2011 era destinata a smantellare il sistema clientelaredel passato e assorbire il colpo dei pesanti tagli dei trasferimenti dal centro, con il bilanciodi previsione 2012 la Giunta mette complessivamente in campo una strategia finalizzata acontribuire al rilancio dell’economia cittadina. La manovra economica posta in essere si fonda essenzialmente su due levefinalizzate a contenere gli effetti negativi della politica economica nazionale. Le due leveconcernono: 1) l’introduzione di una nuova fiscalità locale, fortemente progressiva eredistributiva, finalizzata a sostenere il reddito delle famiglie meno abbienti; 2) un piano di investimenti da oltre 100 milioni di euro finalizzati a sostenerel’economia cittadina. La manovra 2012, avendo limitate possibilità di incidere ulteriormente su unariduzione delle spese, è stata impostata verso una fiscalità locale progressiva e tesa afinanziare investimenti per la crescita. Quest’anno, infatti, è risultato improponibile ribaltare ulteriormente i tagli dello statosu ulteriori riduzioni alle spese senza intaccare – in misura probabilmente non sostenibile -i servizi pubblici e gli investimenti, con il rischio di aggravare ulteriormente le fasce piùdeboli della città. Gli effetti che produrranno da tali scelte sono diretti a: - sostenere i redditi delle fasce meno abbienti della popolazione, in modo da far ripartire i consumi, avendo questi cittadini una maggiore propensione alla spesa; 8 9.
- rilanciare l’economia attraverso gli investimenti, visti i noti effetti moltiplicatore sulla domanda aggregata e quindi sui livelli di attività dell’economia che essi producono. L’utilizzo di queste due leve si colloca all’interno di una linea di rigore nel pubblicoper la difesa del pubblico. Ciò significa portare avanti una strategia complessiva dicontrollo della spesa, riorganizzazione della macchina comunale e riassetto del sistemadelle società partecipate del Comune tale da permettere di utilizzare nella maniera piùefficace possibile le risorse pubbliche ed assicurare attraverso le società del Comune unaqualità crescente dei servizi pubblici locali. 3.1. IMU L’Imposta municipale propria (prevista dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14marzo 2011, n. 23, e la cui entrata in vigore è stata anticipata - in via sperimentale adecorrere dall’anno 2012 - dal d.l. “Salva-Italia”) sostituisce l’Imposta comunale sugliimmobili (ICI) e, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisichee le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati (art.8, comma 1). L’applicazione a regime dell’imposta municipale propria è fissata al 20153. Nell’introdurre l’IMU, il Governo ha agito sulle rendite catastali, in particolareprevedendo nuovi coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali. La nuova disciplinadellIMU, ai fini del calcolo dellimponibile relativo al 2012, prevede di rivalutare la renditacatastale del 5% e poi moltiplicare il risultato ottenuto per una serie di coefficienti chevariano in base al bene. Il Governo ha inoltre previsto un regime di detrazioni per la primacasa pari a 200 euro, cui si aggiungono 50 euro per ogni figlio con età massima 26 annifino a un massimo di 400 euro di detrazione. E’ poi concesso ai Comuni di variare lealiquote di riferimento della nuova IMU. In particolare, il Governo ha stabilito: 1) per la prima casa, laliquota è del 0.4% (ovvero 4 per mille) e può essere variata,in più o in meno, del 0.2% (ovvero dal 2 al 6 per mille);3 L’IMU ha per presupposto il possesso degli immobili (di cui all’art. 2 del D.lg. 504/1992) ivi comprese leabitazioni principali e le pertinenze della stessa. I soggetti passivi della nuova IMU sono: i proprietari i titolari di diritti reali di godimento sugli stessi beni oggetto dellimposta coloro che utilizzano i beni oggetto di imposta sulla base di contratti di leasing i concessionari di beni demaniali lusufruttuario, nel caso di presenza di nudo proprietario e usufruttuario. Oggetto della nuova IMU sono: fabbricati (compresa labitazione principale) aree fabbricabili terreni agricoli Il valore imponibile dellimposta si calcola nei seguenti modi: per i terreni e i fabbricati si fa esclusivo riferimento al valore catastale del bene; per le aree fabbricabili si fa riferimento al valore di mercato al primo gennaio di ciascun anno. 9 10.
2) per la seconda casa, laliquota base è del 0.76% (ovvero il 7.6 per mille) e puòessere variata, in aumento o in diminuzione, del 0.3% (ovvero del 3 per mille) avendo unminimo dello 0.46% (ovvero 4.6 per mille) e un massimo dello 1.06% (ovvero 10.6 permille); 3) per i fabbricati rurali strumentali abbiamo una aliquota del 0.2% (ovvero del 2per mille) e può essere abbassata soltanto del 0.1% (ovvero del 1 per mille)4. La manovra del Governo Monti prevede che il 50% dell’aliquota standard delleentrate dell’IMU sugli altri immobili, sia riversato allo Stato. Per quanto riguarda il Comune di Napoli, è necessario sottolineare che ad aliquotestandard (4 per mille e 7,6 per mille) il Comune subirebbe una minore entrata rispetto al2011 (ICI) di oltre 25 milioni e 600 mila euro. Per contro, indipendentemente dallealiquote fissate dal Comune, il prelievo centrale aumenta di 115 milioni e ottocentomilaeuro5. L’introduzione di una imposta definita “municipale” con una esplicita finalità diincremento del gettito fiscale a favore dello Stato centrale ha fatto gridare allo scandalo esuscitato le proteste vibrate dell’ANCI. L’imposta municipale propria rappresenta, pertanto, la leva fiscale principale per leamministrazioni locali per compensare, almeno in parte, i tagli del governo nazionale. Il Comune di Napoli in un quadro di difficoltà generale in cui i ceti medio bassirisultano i più colpiti dalla crisi economica ha cercato di mantenere per la prima casa (inlinea con le altri grandi città italiane) lo stesso livello di tassazione (nonostante ledifferenze di coefficiente, aliquota e detrazione) che si riscuoteva nell’esercizio 2007. Ha individuato un aliquota ordinaria del 5 per mille per l’abitazione principale e perle sue pertinenze, confermando la detrazione fissa di 200 euro, oltre quella spettante per ifigli a carico minori di 26 anni pari a 50 euro, fino al limite di 400 euro.4 Nello specifico avremo: Tipo di immobile Categorie catastali Calcolo base imponibile Aliquota ImuAbitazione principale, garage, magazzini, Da A/1 ad A/9, C/2 C/6 e Rendita catastale (+ 5%) x 0,4% e detrazione di 200 euro con 50tettoie e loro pertinenze (al massimo una C/7 160 euro per ogni figlio (max 26 anni) fino a per tipo) max 400 euro di detrazioneSeconde case, box e garage, magazzini Da A/1 ad A/9, C/2 C/6 e Rendita catastale (+ 5%) x 0,76% e tettoie C/7 160 Laboratori artigiani, palestre e C/3, C/4, C/5 Rendita catastale (+ 5%) x 0,76% stabilimenti balneari e termali senza fini 140 di lucro Collegi, scuole, caserme, ospedali da B/1 a B/8 Rendita catastale (+ 5%) x 0,76% pubblici, prigioni 140 Uffici A/10 e D/5 Rendita catastale (+ 5%) x 80 0,76% Capannoni industriali, fabbriche, centri Da D/1 a D/10 Rendita catastale (+ 5%) x 60 0.76% commerciali, alberghi, teatri e cinema, ospedali privati, banche e palestre, stabilimenti balneari e termali con fini di lucro Negozi C/1 Rendita catastale (+ 5%) x 55 0,76% Aree fabbricabili Valore di mercato 0,76% Terreni agricoli Reddito dominicale (+ 25%) x 0,76% 120 L’entrata statale è infatti pari al 50% del gettito dell’IMU sulle seconde case, determinato ad aliquota5standard del 7,6 per mille. 10 11.
In tal modo una famiglia napoletana con due figli minori di 26 anni ed un’unica casadi proprietà nella quale risiede pagherà una IMU del valore sostanzialmente pari all’ICI2007: ANNO 2007 2011 2012 differenza aliquota (per mille) 5,4 5,4 5,0 2007 / 2012detrazione (con 2 figli minori di 26 anni) 154,94 154,94 300,00 r.c. media categoria ABITAZIONE ICI DOVUTA 2007 ICI DOVUTA 2011 IMU DOVUTA 2012 IMU 2012 - ICI 2007 (catasto 2011) tutte 613,73 193,04 193,04 215,53 22,49A1 SIGNORILE 3.390,58 1.767,52 1.767,52 2.548,09 780,57A2 CIVILE 931,67 373,32 0,00 482,60 109,28A3 ECONOMICO 505,49 131,67 0,00 124,61 -7,06A4 POPOLARE 256,05 0,00 0,00 0,00 0,00A5 ULTRAPOPOLARE 63,93 0,00 0,00 0,00 0,00A6 RURALE 147,52 0,00 0,00 0,00 0,00A7 VILLINI 1.702,89 810,60 0,00 1.130,43 319,83A8 VILLE 7.009,04 3.819,19 3.819,19 5.587,59 1.768,40 Si noterà che rispetto all’anno 2007, ultimo anno in cui si è pagata l’ICI sulla primacasa, e prendendo ad esempio la rendita catastale media per categoria a Napoli, chipossiede una casa di categoria popolare ed ultrapopolare (A4, A5 e A6) non pagheràniente sull’immobile di proprietà. Chi invece possiede una casa di categoria economica(A3) pagherà meno di 125 euro per l’anno 2012, con un piccolo risparmio rispetto al 2007. L’Amministrazione comunale, invece, ha ritenuto di chiedere uno sforzo maggiore, al fine di poter mantenere lo stesso livello di spesa corrente (spesa sociale, personale,culturale etc. etc.) degli anni precedenti, ai proprietari di più immobili e quindi portatori diuna capacità reddituale in grado di sostenere un maggior carico fiscale. Per gli altri immobili (cosiddette “seconde case”) si è stabilito, pertanto l’aliquotamassima pari a 1,06% del valore imponibile IMU. È opportuno sottolineare che, sebbene molti altri grandi Comuni italiani hannofissato l’aliquota sulle seconde case al massimo, la struttura delle rendite catastalinapoletane porta ad un livello della tassa normalmente inferiore alle altre grandi cittàitaliane. Sperequazioni sorprendenti, infatti, sono provocate dalle differenze delle renditecatastali esistenti, che per esempio, ipotizzando un trilocale categoria A2 in centro cittàproduce come risultato nelle maggiori città: 11 12.
Imposta altri Rendita immobili Differenze Città catastale media aliquota rispetto Roma imponibile IMU 10,6 per mille ROMA 299.000 3.169 - MILANO 208.000 2.205 -964 NAPOLI 156.000 1.654 -1.515 Per le principali città italiane l’aliquota sugli altri immobili è: ALTRI CITTA’ IMMOBILI MILANO 10,60 TORINO 10,60 BOLOGNA 10,60 FIRENZE 9,90 CAGLIARI 9,60 ROMA 10,60 PALERMO 9,60 BARI 7,60 GENOVA 10,60 rappresentano delle intenzioni non avendo molti ancora deliberato il bilancioLa definizione dell’IMU sulle seconde case al 10,6 per mille determina un incremento delgettito rispetto all’ICI 2011 pari a 83 milioni di euro. 3.2. Addizionale comunale IRPEF La Giunta partenopea si è mossa anche per quanto attiene alla addizionale IRPEFcoerentemente con l’approccio di una fiscalità locale progressiva e redistributiva. Mentresino al 2011 gravava sui cittadini napoletani una addizionale uguali per tutti pari al 5 permille, si è ritenuto di utilizzare pienamente lo sblocco delle aliquote6 e le disposizionipreviste dal decreto Salva-Italia7. Disposto dall’art.1, co. 11, del D. L. n.138 del 13 agosto 2011.6 Il riferimento è all’art. 5 del D.Lgs. n. 23 del 14.3.2011, dell’art. 1, co. 11, del decreto legge n. 138 del713.8.2011 convertito dalla legge n. 148 del 14.9.2011, cosi come modificato dal co. 16 dell’art. 13 del D.L. 12 13.
Si è dunque intervenuto sostituendo all’aliquota unica per tutti pari al 5 per milleuna esenzione totale per i redditi sino a diecimila euro e per i redditi maggiori un sistemaprogressivo: Scaglioni di reddito complessivo Aliquota Esenzione fino a 10.000 euro - Scaglione da 0 a 15.000 euro 0,45% Scaglione da 15.001 a 28.000 euro 0,50% Scaglione da 28.001 a 55.000 euro 0,60% Scaglione da 55.001 a 75.000 euro 0,70% Scaglione oltre 75.001 euro 0,80%Ciò significa che su un totale di 352mila contribuenti, ora ben 54mila (il 15% del totale)saranno totalmente esentati dal pagamento della addizionale. In totale 290milacontribuenti (tutti quelli che hanno un reddito inferiore ai 35mila euro) pagheranno menodell’anno scorso. Coloro che hanno redditi medio alti pagheranno un po’ di più. Si tratta diuna misura fortemente redistributiva. Con questa struttura della addizionale IRPEF il gettito non varia sostanzialmenterispetto al 2011. 3.3. Tassa di soggiorno L’art. 4 del d.lgs. 23/2011 ha introdotto la possibilità di introdurre “unimposta disoggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprioterritorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 europer notte di soggiorno. Il relativo gettito e destinato a finanziare interventi in materia diturismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi dimanutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché deirelativi servizi pubblici locali”. Il Comune di Napoli, anche considerati gli importanti sforzi in atto per rilanciare ilturismo in Città e i risultati già acquisiti in termini di soluzione dell’emergenza rifiuti erilancio dell’immagine della Città nel mondo, ha deciso di avvalersi anche di questa201/2011, secondo cui: ”per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e lasalvaguardia dei criteri di progressività cui il sistema medesimo è informato, i comuni possono stabilirealiquote dell’addizionale utilizzando esclusivamente gli stessi scaglioni di redditi stabiliti, ai fini dell’impostasul reddito delle persone fisiche, dalla legge statale, nel rispetto del principio di progressività”. 13 14.
ulteriore leva fiscale a sua disposizione, essenzialmente al fine di migliorare ulteriormente iservizi offerti ai visitatori. La valorizzazione del turismo rappresenta, d’altronde, una delleprincipali chiavi di rilancio economico-sociale della città. Tale offerta si qualifica sia perservizi offerti direttamente ai turisti, sia attraverso servizi indiretti, e cioè migliorando lafruibilità dei siti e, in generale, l’accoglienza. Al fine di non incidere negativamente sui flussi turistici in entrata è stato scelto unlivello di tassazione, soprattutto in rapporto al prezzo medio richiesto per camera, su livellimedio-bassi ed in particolare: Alberghi distinti per stella (*) Importo per notte 1* 0,00 2* 1,00 3* 2,00 4* 3,00 5* 4,00A riguardo, è opportuno sottolineare che tutte le città turistiche italiane hanno ormaiintrodotto la tassa di soggiorno e che i valori della tassazione partenopea sono in linea conquelli medi nazionali. CITTA / NUM. STELLE 1* 2* 3* 4* 5* ROMA 2,00 2,00 2,00 3,00 3,00 MILANO 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 TORINO 1,30 1,80 2,30 3,20 5,00 BOLOGNA 3% sul prezzo camera fino a 5 euro FIRENZE 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 GENOVA 1,00 1,00 1,00 2,00 3,00 rappresentano delle intenzioni non avendo molti ancora deliberato il bilancio Le entrate della tassa di soggiorno – poco più di due milioni per la seconda partedel 2012 – saranno destinate ad incrementare le spese finalizzate alla promozione delturismo e al miglioramento dei relativi servizi, come previsto dalla legge. 3.4. Le agevolazioni sulla Tassa sui rifiuti solidi urbani Nonostante la gravissima emergenza ereditata dalla Giunta de Magistris e i grandisforzi fatti per superarla – si pensi al maxi-aumento di capitale (43 milioni) stabilito dallanuova Giunta a favore della società ASIA nel 2011 – anche per il 2012 la quota Tarsu di 14 15.
competenza comunale, relativa alla raccolta dei rifiuti (la competenza per lo smaltimentoanche per il 2012 è affidata in Campania alla gestione provinciale), non subirà incrementi8. L’amministrazione ha inoltre previsto alcune forme di agevolazione Tarsu a favore dialcune categorie:1) la “Tarsu sociale”. Si tratta di un intervento di sostegno a favore dei contribuenti incondizione di disagio socio economico, con il quale si riconosce unagevolazione del 75%sulla tassa pagata, fino allimporto massimo di 150 euro.2) la “Tarsu anti-criminalità”. Un intervento a favore degli gli enti no-profit chegestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. Per questi enti è previsto uncontributo pari al 50% dell’imposta. 3.5. Le tariffe dei servizi a domanda individuale Al fine di venire incontro alle esigenze delle famiglie meno abbienti della Città,raggiungendo al tempo stesso un obiettivo di carattere etico-sociale e favorendo lecondizioni per la ripresa economica, le tariffe a domanda individuale sono state mantenuteai medesimi livelli degli scorsi anni, nonostante la pressione inflazionistica e l’incrementodei costi. Si comprende, infatti, quanto sia importante, particolarmente nelle condizioni dicrisi economica precedentemente descritte, favorire l’accesso a servizi quali le mensescolastiche e gli asili nido. Questa politica conduce a percentuali di copertura dei costi del servizioparticolarmente basse. Per l’esercizio finanziario 2012 il totale delle spese per i servizi adomanda individuale ammonta ad € 51.173.945 mentre le entrate previste sono pari a12.883.487 euro. Con ciò, la percentuale di copertura del costo totale dei servizi pubblici adomanda individuale da erogarsi nell’esercizio finanziario 2012 dell’Amministrazionecomunale è determinata nella misura del 25,18%. Va sottolineato che una così spiccata politica di favore verso i ceti meno abbienti vanecessariamente accompagnata da una rigorosa azione di verifica della effettiva capacitàdi reddito degli utenti dei servizi. Per questo l’Amministrazione ha posto in essere tutte leazioni volte a rafforzare il sistema di controlli sulle dichiarazioni dei cittadini che accedonoalle tariffe agevolate. E ciò attraverso una più sistematica verifica da effettuare sui cittadiniindigenti che richiedono agevolazioni attraverso autocertificazioni (ISEE). Si sottolinea che ancora oggi non si hanno notizie ufficiali in merito alla quota di competenza provinciale.8 15 16.
3.6. Gli investimenti per rilanciare l’economia cittadina La politica governativa guarda agli investimenti comunali esclusivamente come una fonte di potenziale crescita dell’indebitamento pubblico. E per questa ragione le disposizioni relative al Patto di Stabilità Interno, da un lato, e quelle relative ai limiti all’indebitamento degli enti locali, dall’altro, tendono a limitare fortemente gli investimenti. Tuttavia, un approccio di questo tipo trascura completamente il fatto che gli investimenti pubblici sono un veicolo essenziale per la crescita delle economie locali. E tutti gli indicatori relativi alla infrastrutturazione del territorio mostrano l’esigenza di intervenire con programmi di investimenti mirati, particolarmente nel Mezzogiorno. Anche su questo piano, quindi, il Comune di Napoli si è posto l’obiettivo di compensare in qualche misura l’esito di politiche nazionali che tendono a impedire la ripresa economica. Un compito complesso, tenuto conto del fatto che gli ostacoli normativi diventano sempre sono stringenti. L’articolo 204 del TUEL attuale prevede che le spese per interessi dei Comuni non superino l’8% per il 2012 (precedentemente era 10%), il 6% per il 2013 e il 4% per il 2014, delle entrate relative ai primi tre titoli dell’entrata del rendiconto del penultimo anno precedente9. Questa nuova previsione normativa ha portato ex lege una serie di Comuni, tra cui Napoli, fuori dall’elenco dei “virtuosi” e dentro quello dei potenziali “inadempienti”. Ciò almeno in proiezione 2014. Infatti, l’ammontare dei primi 3 titoli delle entrate per il 2010 (ultimo rendiconto approvato) ammonta ad € 1.357.588.758,66 e pertanto attualmente i limiti sono: Dalla tabella risulta evidente la preclusione alla contrazione di nuovi mutui. Si tenga presente, inoltre, che l’approvazione del rendiconto 2011 porterà una notevole riduzione dell’ammontare dei primi 3 titoli delle entrate (base sulla quale viene calcolato l’indebitamento in essere), visti i pesanti tagli dei trasferimenti statali e regionali10. Nonostante tale ulteriore vincolo alla programmazione della spesa per investimenti, si è riuscito a metter in campo un piano di investimenti triennale pari a circa 100 milioni di euro. Il piano risulta finanziato come segue: Ciò a seguito della legge di stabilità 2012 (l. 183/11) che all’articolo 8 ha ridotto i limiti legali previsti per9l’indebitamento. La legge di stabilità 2012 (art. 8) ha, inoltre, stabilito che a partire dal 2013 gli enti locali saranno chiamati10a partecipare alla riduzione dell’entità del debito pubblico. Le modalità verranno stabilite da un successivodecreto del Ministero dell’Economia. Il mancato adempimento dei futuri limiti imposti comporteràl’applicazione delle stesse sanzioni previste per la violazione del Patto di Stabilità. 16 17.
a) ricognizione generale dei mutui “dormienti” per circa 57 milioni di euro. Di questi, 31milioni sono stati confermati nella destinazione originaria, secondo le indicazioni degliAssessorati e delle Municipalità, mentre 26 milioni sono stati riprogrammati sulla base dellepriorità dell’Amministrazione. A questi vanno aggiunti circa 553 mila euro immediatamentespendibili destinati a interventi urgenti per la sicurezza sui luoghi di lavoro.b) alienazione di quote di proprietà delle due società partecipate Stoà e Gesac per circa 20milioni di euro.c) alienazione patrimonio immobiliare: circa 23 milioni di euro. I 31 milioni di investimenti già riattivati nel 2012 sono destinati a: TIPOLOGIA IMPORTO Arredo urbano 1.118.580 Manutenzione straordinaria scuole 3.022.784 Acquisto beni mobili per scuola infanzia 208.594 Manutenzione straordinaria strade 11.665.657 Manutenzione straordinaria villa comunale 600.000 Fognature 1.088.000 Municipalità (manutenzione strade, scuole e altri immobili comunali) 1.182.991 Parcheggi 12.455.000 I 26 milioni di nuovi investimenti immediatamente spendibili saranno destinati a: TIPOLOGIA IMPORTO Manutenzione Metropolitana 8.000.000 Progetto Itaca (varchi telematici ZTL) 3.000.000 Municipalità: manutenzione strade, scuole verde, immobili comunali, acquisto mezzi e attrezzature 3.000.000 Municipalità: interventi urgenti di manutenzione riqualificazione e arredo urbano11 2.469.000 Aumento di capitale CAAN 1.800.000 Aumento di capitale Bagnolifutura 2.700.000 Sicurezza: Dotazioni Polizia locale 600.000 Cultura: allestimento biblioteche e siti culturali 200.000 Mobilità: manutenzioni strade 1.500.000 Istruzione: manutenzione scuole e asili 1.000.000 Ambiente: Fognature e Parchi 1.500.000 Sport: manutenzione impianti sportivi 280.000 Politiche sociali: siti accoglienza migranti 400.000 Si tratta dei seguenti interventi: Parco Viviani, Scuola S. Maria Fontanelle, Via Settembrini, Via Luca Giordano,11Polifunzionale Barra, Verde scuole, Piazza S. Alfonso, Via Pisani, Scuola Zanfagna. 17 18.
Gli altri investimenti previsti dal Piano nel triennio 2012-2014 saranno: TIPOLOGIA IMPORTO Arredo e riqualificazione urbana, Municipalità 3.180.000 Patrimonio culturale 1.000.000 Mobilità 8.000.000 Edilizia scolastica 2.000.000 Ambiente 5.000.000 Impianti sportivi 800.000 Patrimonio immobiliare 9.750.000 Politiche sociali 750.000 Edilizia pubblica 2.500.000 Sviluppo, Mercati 1.000.000 Partecipate 8.000.000 4. Spending review, lotta all’evasione e più risorse per sociale, ambiente,cultura e turismo. Le politiche di ridefinizione della fiscalità locale e del rilancio degli investimenti siinseriscono in una più generale impostazione all’insegna del rigore nel pubblico per ladifesa del pubblico. Ciò sostanzialmente significa proseguire nella spending review avviatalo scorso anno, con l’obiettivo di utilizzare al meglio possibile le risorse pubbliche, tenendoin mano del Comune i servizi pubblici locali e migliorandone la qualità. Le linee strategiche di questa azione prevedono: 1. miglioramento del sistema delle riscossioni, investendo in termini di competenze, tecnologie e sinergie con le amministrazioni dello stato e degli altri enti territoriali, anche attraverso una complessiva riorganizzazione in vista delle profonde modifiche del sistema operativo attuale che comporterà la cessazione degli affidamenti ad Equitalia dell’attività di riscossione degli Enti Locali prevista dalla legge a partire dal 1° gennaio 2013; 2. lotta all’evasione fiscale mediante la messa a regime dell’attività della “task force”, che ha prodotto i primi frutti già nel corso del 2011 con un incremento di 10 milioni di maggiori entrate. Definizione dei procedimenti e individuazione delle strutture organizzative competenti per l’attività di partecipazione del Comune al recupero dellevasione delle imposte statali attraverso le “segnalazioni qualificate” 18 19.
Vantaggi economici prodotti dalla lotta all’evasione effettuata nel 2011 Previsione 2011 Salvaguardia 2011 Assestamento 2011 Accertamento 2011 Ici 5.580.000,00 8.519.282,00 11.662.088,00 11.746.057,12Tarsu 6.012.000,00 10.635.000,00 11.085.000,00 11.085.000,00totale 11.592.000,00 19.154.282,00 22.747.088,00 22.831.057,12 3. riforma della macchina comunale, con ulteriori benefici in termini di efficienza ed economicità sul breve e medio termine: ulteriore semplificazione e razionalizzazione della macrostruttura con soppressione e accorpamento di direzioni e uffici, anche eliminando le criticità esistenti nel modello di decentramento ereditato dalla precedente Amministrazione. Implementazione del controllo di gestione e del sistema di valutazione a tutti i livelli, con obiettivi chiari e misurabili per la dirigenza e il personale; 4. verifica sistematica dell’efficienza della spesa in tutti i settori, anche in quelli in cui tale analisi risulta più complessa e meno sperimentata come l’istruzione o i servizi sociali. 5. lotta alla formazione dei debiti fuori bilancio attraverso la rivisitazione della delibera 918/2009 che, mentre ha dato ottimi risultati per la riduzione dei debiti formatisi in violazione del procedimento contabile, non si è dimostrata altrettanto efficace per affrontare il fenomeno dei debiti fuori bilancio originati da sentenze esecutive. Tale azione dovrà interfacciarsi con la già programmata riforma e potenziamento dell’Avvocatura; 6. forte impulso al piano di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare; 7. gestione efficiente del patrimonio immobiliare: tendenziale azzeramento dei fitti passivi per uffici e sedi di servizi sempre con riferimento allAmministrazione e alle partecipate; revisione di tutto il sistema di assegnazione di immobili in comodato duso gratuito prevedendo stringenti protocolli di verifica dell’interesse pubblico e individuando con precisione le strutture organizzative competenti alla vigilanza; revisione dei contratti di fitto attivo soprattutto per gli immobili di pregio; 8. estensione dei varchi elettronici a presidio delle ZTL; individuazione di nuove aree di sosta regolamentata e realizzazione di un sistema integrato di mobilità in grado anche di autofinanziarsi, secondo i più avanzati modelli europei; 9. partecipazione a tutti i programmi comunitari, statali e regionali che prevedono importanti opportunità di investimento sulla città (molto rilevanti – in questo senso – sono le recenti adesioni al progetto Smart Cities e la sottoscrizione del protocollo d’intesa per l’attuazione del Grande Progetto Centro Storico Unesco); 10. partecipazione dell’Amministrazione Comunale ai cosiddetti “Grandi Eventi”: è estremamente utile per il consolidamento di quella fondamentale risorsa 19 20.
immateriale che è il “marchio Napoli” come volano di sviluppo, ma è anche – e sempre di più dovrà essere – decisiva per fornire alla città opportunità di interventi infrastrutturali che non possono più essere garantiti dalle ordinarie politiche finanziarie fondate sull’indebitamento a lungo termine. La gestione della parte corrente delle spese previste nel bilancio 2012 è stataispirata ad un triplice obiettivo:• la razionalizzazione della spesa e il taglio di sacche di spreco, portando avanti laspending review avviata nel 2011;• lo snellimento della macchina comunale;• il miglioramento della quantità e qualità dei servizi resi ai cittadini. Titolo I Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Personale 423.271.720 393.988.847 -29.282.873 -6,92% Beni di consumo e materie prime 9.108.282 11.810.868 2.702.586 29,67% Prestazioni di servizi 625.143.728 627.574.522 2.430.794 0,39% Utilizzo beni di terzi 11.817.275 10.508.404 -1.308.871 -11,08% Trasferimenti 34.757.520 44.989.715 10.232.195 29,44% Interessi Passivi 71.687.500 73.550.654 1.863.154 2,60% Spesa Imposte e tasse 28.888.538 25.444.164 -3.444.374 -11,92% Oneri straordinari di gestione 117.114.272 65.839.206 -51.275.066 -43,78% Ammortamenti 0 0 0 1.321.788.835 1.253.706.380 -68.082.455 -5,15% Fondo svalutazione crediti 84.545.193 137.873.625 53.328.432 Fondo di riserva 1.076.723 5.000.000 3.923.277 1.407.410.751 1.396.580.005 -10.830.746 -0,77%La spesa corrente 2012 mostra una lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (quasi 11milioni di euro in meno), come conseguenza della forte contrazione dei trasferimenti nondel tutto compensata dal maggiore gettito dell’IMU rispetto all’ICI. Sebbene il valore complessivo della spesa corrente non subisca rilevanti modifiche,lo sforzo effettuato con la manovra è stato quello di continuare a spostare risorse dalleattività di auto-amministrazione a quelle rivolte alla cittadinanza. Ad esempio, è da rimarcare che il Comune di Napoli per la parte finanziata dalbilancio comunale aumenta la spesa sociale destinata alle fasce più deboli dellapopolazione. Servizi sociali Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Politiche inclusione sociale, disabili e anziani 17.326.237,76 17.695.384,01 369.146,25 2,13% 118 sociale 3.299.228,47 1.374.678,25 -1.924.550,22 -58,33% Contrasto nuove povertà 586.810,00 717.120,00 130.310,00 22,21% Minori e casa famiglia 25.920.181,76 20.229.398,63 -5.690.783,13 -21,96% Diritto allistruzione 584.639,36 2.432.955,00 1.848.315,64 316,15% Mobilità sociale 0,00 7.200.000,00 7.200.000,00 47.717.097,35 49.649.535,89 1.932.438,54 4,05% 20 21.
Inoltre sono da rimarcare gli sforzi dell’Amministrazione per il miglioramento dellamanutenzione urbana. Il maggiore sforzo è stato effettuato per affrontare il graveproblema del pessimo stato manutentivo della viabilità cittadina. Oltre ad aver creato unaforza di primo intervento, presso la società Napoli Servizi, destinata – in una prima fase –a dedicarsi esclusivamente ad eliminare il fenomeno delle “buche”, con significativoinvestimento in termini di uomini e mezzi, sono state finalmente stanziate anche adeguaterisorse per la manutenzione ordinaria programmata (oltre che per la manutenzionestraordinaria) e per il miglioramento della viabilità in generale. Tale impegno dovrebbeprodurre, oltre che un visibile miglioramento degli standard di fruibilità della rete viariacittadina, anche una sensibile riduzione della spesa, prodotta dai giudizi per danniprocurati da incidenti da dissesti stradali. Manutenzione Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Man. Ordinaria strade 1.236.847,00 2.139.452,00 902.605,00 72,98% Man. Strade principali 330.000,00 332.750,00 2.750,00 0,83% Illuminazione pubblica 13.944.824,62 14.671.000,00 726.175,38 5,21% Segnaletica 500.000,00 1.500.000,00 1.000.000,00 200,00% Gestione semaforica 2.092.080,00 2.092.080,00 0,00 0,00% 18.103.751,62 20.735.282,00 2.631.530,38 14,54% Anche la spesa destinata alla promozione della cultura subisce un incrementosignificativo, puntando sulle sue ricadute sul turismo e sulla rivitalizzazione dei quartiericentrali e periferici della città. Cultura Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Grandi eventi e promozione turistica 837.980,00 1.468.000,00 630.020,00 75,18% Forum delle Culture 200.000,00 200.000,00 0,00 0,00% Teatro San Carlo 700.000,00 1.000.000,00 300.000,00 42,86% Estate a Napoli 110.000,00 100.000,00 -10.000,00 -9,09% Manifestazioni culturali 143.761,98 354.270,00 210.508,02 146,43% Fondazione Premio Napoli 70.000,00 100.000,00 30.000,00 42,86% Mercadante 890.000,00 700.000,00 -190.000,00 -21,35% Museo Filangieri 105.669,00 181.000,00 75.331,00 71,29% Archivi storici 0,00 20.000,00 20.000,00 Biblioteche 0,00 50.000,00 50.000,00 PAN 41.138,50 230.000,00 188.861,50 459,09% Giovani 474.612,00 464.612,00 -10.000,00 -2,11% 3.573.161,48 4.867.882,00 1.294.720,52 36,23% 21 22.
Importante lo sforzo in favore dell’ambiente, per il quale è stato previsto unincremento delle risorse del 21 per cento rispetto al 2011. Ambiente Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Fognature 3.987.633,63 4.671.325,58 683.691,95 17,15% Parchi urbani e verde 538.995,05 943.516,42 404.521,37 75,05% Asia - servizi per lambiente 0,00 178.500,00 178.500,00 Tutela della salute 377.560,91 356.700,00 -20.860,91 -5,53% Risorsa Mare 109.237,73 110.000,00 762,27 0,70% Canili 941.000,00 951.000,00 10.000,00 1,06% 5.954.427,32 7.211.042,00 1.256.614,68 21,10% 5. Municipalità Nonostante l’attuale quadro complessivo di difficoltà, l’Amministrazione continua aconsiderare il decentramento amministrativo un fondamentale strumento di governo diprossimità del territorio e di partecipazione amministrativa. Il bilancio 2012 contiene le seguenti linee programmatiche: - la sostanziale conferma degli stanziamenti 2011 relativi alla spesa corrente destinati alla manutenzione urbana e degli immobili e alla refezione scolastica; - l’incremento delle risorse destinate agli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione urbana. L’Amministrazione ha pertanto compiuto uno sforzo notevole venendo incontro alle esigenze manifestate dai parlamentini locali, mediante un congruo aumento delle risorse in conto capitale da gestire direttamente (oltre 2 milioni in più). Municipalità - Titolo I Assestato 2011 Previsioni 2012 Delta / Previsioni Delta % Acquisto di beni di consumo 360.790 494.557 133.767 37,08% Prestazioni di servizi 32.579.044 32.001.982 -577.062 -1,77% Trasferimenti 277.109 304.010 26.901 9,71% Oneri straordinari della gestione corrente 902.142 637.932 -264.210 -29,29% TOTALE 34.119.085 33.438.481 -680.604 -1,99% Municipalità - Titolo II Assestato 2011 Previsioni 2012 Delta / Previsioni Delta % Acquisizione di beni immobili 3.271.649 5.307.337 2.035.688 62,22% Acquisizione di beni mobili, macchine e attrezzature 86.147 259.146 172.999 200,82% TOTALE 3.357.796 5.566.483 2.208.687 65,78% 22 23.
6. Società partecipate e servizi pubblici locali Con il bilancio di previsione 2012 il disegno di riassetto delle società partecipategiunge a piena maturazione, determinando un vero e proprio rivoluzionamento del sistemadelle partecipate che porterà a dimezzarne il numero, anche attraverso modificazione degliassetti societari, razionalizzazione, fusioni, messe in liquidazione e vendite di quoteazionarie. L’approccio seguito dalla Giunta è improntato al massimo rigore nell’utilizzo dellerisorse pubbliche, al miglioramento della quantità e qualità dei servizi, al contenimentodelle tariffe, alla tenuta in mano pubblica dei servizi fondamentali, alla difesa dei posti dilavoro e dei diritti dei lavoratori. Preliminarmente, va ricordato che con la delibera n. 784 del 30.06.2011 sono statiforniti indirizzi precisi per il contenimento di tutte le spese non direttamente finalizzate allaproduzione dei servizi: in merito alle politiche del personale (riduzione degli stipendisuperiori ai 90.000 € lordi annui; esclusivo utilizzo del concorso pubblico per leassunzioni) ed in merito ai costi di funzionamento (delle spese per consulenze, missioni,convegni, pubblicazioni, trasporti, locazioni); con un risparmio di circa 10 milioni di euro. Sono state predisposte le azioni per addivenire ad una riorganizzazione delle societàpartecipate e in particolare:la fusione delle società di trasporto pubblico locale (Metronapoli, ANM e Napolipark);la chiusura definitiva dellI.C.A. e di Nausicaala liquidazione del Consorzio S. Giovanni con il passaggio di personale e impianti all’Arin;la liquidazione di Napoli Orientale;la trasformazione dellArin S.p.A. in Azienda speciale di diritto pubblico (ABC Napoli) con ilconferimento progressivo alla nuova società di tutte le attività relative al servizio idricointegrato. Sono stati rivisti gli statuti di tutte le società in house per adeguarli alla normativasul controllo analogo (Delibera n. 422/2009), al fine di garantire trasparenza nella gestionedel personale e degli appalti. Si è concluso il percorso finalizzato alla ricapitalizzazione dellASIA, per 43 milioni dieuro, con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti, che gradualmente consentirà di finanziaregli investimenti necessari allimplementazione della raccolta differenziata ed ad aumentareil livello di autonomia della città nell’ambito del ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Di concerto con la partecipata Mostra dOltremare S.p.A. si è scongiurata la chiusura- a seguito del fallimento del gestore - dello Zoo di Napoli e dellEdenlandia, stabilendo conil commissario liquidatore un piano di rilancio dell’intero comprensorio con un bando diconcorso internazionale per il polo del divertimento; 23 24.
Nel programma 2012-2014, pertanto, l’Amministrazione continuerà:1) il processo di revisione strategica delle partecipazioni comunali delle proprie azionarie con la dismissione delle quote nelle società Stoà scpa (per un valore di circa 2,3 milioni di euro) e della Gesac spa (per un valore di circa 18 milioni di euro);2) il processo di efficientamento delle partecipate anche attraverso la puntuale verifica delle attività affidate. Di particolare rilievo è, in questo senso, la rilevante riorganizzazione della Napoli Servizi che nel corso del 2012 e del 2013 perverrà a forti incrementi di produttività che consentiranno di offrire nuovi servizi: nei settori della manutenzione urbana e degli immobili comunali, dell’ambiente, delle attività di promozione culturale e turistica, dell’istruzione e di supporto logistico e amministrativo. Si procederà inoltre: alla ricapitalizzazione di Bagnolifutura e del Caan per supportare lo sviluppo di tali importanti strumenti di intervento del Comune nel tessuto produttivo e urbanistico metropolitano; alla verifica della volontà della Regione Campania del rilancio della società Sirena – per il cui sostegno il Comune di Napoli ha già effettuato ogni sforzo; alla revisione del modello operativo di Elpis e Napoli Sociale al fine di risolvere, nel primo caso, le gravi difficoltà gestionali emerse nel corso degli ultimi anni e, nellaltro, le evidenti inefficienze nella produzione dei servizi. Per quanto riguarda gli stanziamenti a favore delle aziende comunali sono daevidenziare:- gli aumenti di risorse per la mobilità cittadina (quasi 2 milioni per ANM e oltre 3 milioniper Metronapoli) necessari per compensare – almeno parzialmente - gli ulteriori taglieffettuati dalla Regione Campania per il trasporto pubblico;- lo stanziamento in favore del Consorzio liquami San Giovanni necessario alcompletamento delle attività propedeutiche alla definitiva liquidazione dell’Ente;- l’affidamento a Napolipark di ulteriori attività di rifacimento della segnaletica stradale. E’da segnalare, inoltre, che è in corso di definizione il contratto di servizi con la società cheprevede un canone minimo in favore del comune di 2 milioni di euro. 24 25.
Società partecipate Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % A.N.M. 54.920.000,00 56.838.609,00 1.918.609,00 3,49% Contributo ANM per Americas cup 0,00 996.300,00 996.300,00 Consorzio liquami San Giovanni 0,00 3.000.000,00 3.000.000,00 Metronapoli 20.840.000,00 24.210.890,00 3.370.890,00 16,18% Contributo Metronapoli per America’s cup 0,00 120.890,00 120.890,00 Asia 161.999.999,99 164.000.000,00 2.000.000,01 1,23% Napolipark 500.000,00 1.500.000,00 1.000.000,00 200,00% Società ACWS - Americas cup 300.000,00 1.000.000,00 700.000,00 233,33% Napoli Sociale 14.939.937,23 15.000.000,00 60.062,77 0,40% Napoli Servizi 52.000.000,00 58.850.000,00 6.850.000,00 13,17% 305.499.937,22 325.516.689,00 20.016.751,78 6,55% 7. Politiche del Personale Uno dei punti maggiormente qualificanti del programma del sindaco de Magistris èstato, fin dallinizio, la riforma della macchina comunale col l’obiettivo di aumentarnel’efficienza, aumentando e riqualificando i servizi ai cittadini. Un primo atto significativo in tale senso è stata la delibera di Giunta n. 787 del30.6.2011 con la quale è stata operata una iniziale razionalizzazione degli uffici che haprodotto una rilevante riduzione dei costi di funzionamento dellAmministrazione attraversolaccorpamento di diversi servizi, l’eliminazione delle unità di progetto ed il taglio deidirigenti a tempo determinato. Nel 2012 assisteremo ad una complessiva e coerente revisione dellordinamentodegli uffici e dei servizi, anche con riferimento alle competenze delle municipalità eallorganizzazione del lavoro. Si tratta di un’operazione complessa che non potrà compiersinel breve periodo e che dovrà essere inquadrata all’interno del quadro generaledelle compatibilità economico-finanziarie, tanto più emergenti nell’attuale particolarecongiuntura generale, e vedranno il coinvolgimento delle forze sindacali. Le politiche dispesa per il personale, in particolare, devono rispettare i vincoli imposti dal precedente edallattuale governo nazionale agli Enti Locali, al fine di consentire azioni di sviluppo dellerisorse umane in termini quantitativi e qualitativi. In breve, gli obiettivi da perseguire sono: a) incremento e miglioramento dei servizi ai cittadini; b) incremento dei parametri di efficienza e di economicità nel funzionamento della macchina comunale; 25 26.
c) attivazione di politiche del personale tese alla valorizzazione delle risorse interne mediante unefficace ed innovativa contrattazione di secondo livello, salvaguardando il salario dei dipendenti comunali e premiando la produttività del lavoro; Grazie alle politiche già intraprese, nonché ai pensionamenti avvenutianche per l’anno in corso, si otterrà un forte risparmio sulle spese del personale. Macrospesa personale Impegnato 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Personale e dirigenti tempo indeterminato 321.808.475,67 307.577.627,67 -14.230.848,00 -4,42% Risorse decentrate - fondo 83.894.522,20 82.295.359,00 -1.599.163,20 -1,91% Fondo dirigenti tempo indeterminato 6.299.693,00 6.191.040,00 -108.653,00 -1,72% Fondo dirigenti tempo determinato 4.731.323,67 3.485.529,00 -1.245.794,67 -26,33% Servizio sostitutivo mensa 26.406.998,00 25.915.840,00 -491.158,00 -1,86% Assunzioni e formazione 0,00 729.720,00 729.720,00 443.141.012,54 426.195.115,67 -16.945.896,87 -3,82% Per quanto riguarda il Fondo per il Salario Accessorio che, nel2011 ammontava a 63.758.975,28 euro (oltre oneri ed IRAP), resta vigente lobbligoprescritto dallart.9, comma 2bis del D.L. 78/2010 di non superare il corrispondenteimporto dellanno 2010 e di riduzione automatica in misura proporzionale alla riduzione delpersonale in servizio. A questo si aggiunge che il trattamento economico complessivo dei singolidipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio non potràsuperare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010. Per quanto riguarda la possibilità di immissione di forze freschenell’Amministrazione mediante lo scorrimento delle graduatorie del concorso Formez, èprevisto in bilancio un importo che potrà essere opportunamente utilizzato. Inoltre, in relazione alla conclusione delle prove concorsuali per le progressioniverticali bandite nell’anno 2009, si ribadisce che tale provvedimento non comporterebbealcun aggravio di spesa, perché i passaggi tra le aree disposte negli anni 2011, 2012 e2013 rilevano esclusivamente ai fini giuridici e non anche economici. 26 27.
8. Patto di Stabilità Interno Il patto di stabilità interno per gli anni 2012/2014, pone un impegnativo obiettivodel miglioramento del saldo tendenziale di comparto in termini di competenza mista(previsioni per la parte corrente e flussi di cassa per il conto capitale). Il saldo obiettivo, per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, è ottenutomoltiplicando la spesa corrente media del periodo 2006/2008 per una percentuale fissataper ogni anno del triennio pari a: - 15,60% per l’anno 2012; - 15,40% per l’anno 2013 e 2014. Il bilancio di previsione 2012 e quello pluriennale 2012/2014 sono stati, pertanto,elaborati in modo coerente con la disciplina normativa vigente, le cui risultanze (ai fini delpatto) sono riepilogate nel seguente prospetto: Previsioni di parte Previsioni di parte OBIETTIVO DI CORRENTE CAPITALE Previsione Esercizio COMPETENZA dei saldi MISTA Entrate Spese Riscossioni Pagamenti finanziari 2012 94.857.443 1.293.167.541 1.258.706.385 231.396.287 170.000.000 95.857.443 2013 92.142.716 1.050.074.321 986.756.363 201.000.000 171.000.000 93.317.958 2014 92.142.716 1.041.869.954 977.276.347 194.000.000 165.000.000 93.593.607 Il Comune di Napoli ha chiesto, tuttavia, al Governo di scorporare dall’obiettivo delPatto le spese per la realizzazione della linea metropolitana e quelle relative all’ambiente.Infatti, vi è il grave rischio che il rispetto del Patto determini il blocco delle spese per lavoricon gravi ripercussioni sull’economia cittadina. In tal senso si è mosso anche l’ANCI, cheha sottolineato l’assoluta necessità di attenuare e rivedere sostanzialmente gli obiettivi delPatto di Stabilità Interno12. 12 Rimane confermato il duro sistema sanzionatorio del mancato rispetto del patto di stabilità perl’anno 2011, che comporta, nell’esercizio successivo, l’applicazione delle seguenti sanzioni: 1. riduzione dei trasferimenti erariali dovuti dal ministero dell’Interno in misura pari allo scostamentotra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato. 2. limitazione degli impegni per spese correnti in misura non superiore all’importo annuale minimoassunto in uno degli ultimi tre anni. 3. divieto di ricorrere all’indebitamento. 4. divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivicompresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e la somministrazione di lavoro, anche conriferimento ai processi di stabilizzazione in atto, nonché di stipulare contratti di servizio con soggetti privatiche si configurino come elusivi delle assunzioni di personale. 5. riduzione del 30%, rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008, delle indennitàdi funzione e dei gettoni di presenza agli amministratori. 27 28.
9. Una ricognizione straordinaria sui residui attivi del Comune Particolare attenzione continua ad essere posta sulla gravissima situazione di cassain cui versa il Comune di Napoli. La difficoltà nella riscossione dei crediti (“residui attivi”),come evidenziato anche dalla Corte dei Conti, merita una risposta decisadell’Amministrazione. I fattori principali che hanno causato tale situazione, e cioè le previsioni di entratadegli anni passati formulate in maniera troppo “ottimistica” e la grave inefficienza dellariscossione (soprattutto di multe e fitti attivi) sono stati affrontati e la nuova Giunta hainiziato a varare i primi provvedimenti per arginare il fenomeno. Tra le principali azioni sono da segnalare: 1) La manovra di forte contenimento della spesa, per oltre 100 milioni di euro, messa in atto dalla Giunta nel 2011; 2) Il ricorso alle leve fiscali messo in atto con il Previsionale 2012 e l’ulteriore contenimento della spesa; 3) Il forte incremento del fondo svalutazione crediti registrato con la manovra previsionale 2012 e l’utilizzo particolarmente prudenziale delle entrate da dismissione del patrimonio immobiliare; 4) La rinuncia ad effettuare nuovo indebitamento per finanziare gli investimenti programmati; 5) Il rafforzamento del programma 100: i servizi del Comune sono resi esclusivamente a chi è in regola con le tasse comunali. Di particolare rilievo è l’avvio dell’iniziativa della RCA virtuosi che punta ad una consistente riduzione dell’assicurazione auto a quei cittadini che vengono considerati “virtuosi”;: 6) L’avvio a regime della task-force anti-evasione, che sta già producendo risultati rilevanti; 7) L’attivazione dell’attività di segnalazione dell’evasione dei tributi statali, per la quale è iniziata l’attività formazione dei funzionari presso l’Agenzia dell’Entrate. Per gli anni 2012/2014 il 100% dell’evasione recuperata dallo Stato in base alle segnalazioni comunali verrà assegnata all’ente locale. Le scelte programmatiche e gestionali sono state prese nell’ottica, pertanto, diprodurre un miglioramento di tale situazione. Da evidenziare che nell’estate 2011 l’’Amministrazione ha svolto una prima “duediligence” volta a individuare le principali criticità della situazione economico-finanziariadell’Ente e le misure atte a generare liquidità, reperire risorse da destinare ad eventualicancellazioni di residui e intraprendere - nell’ambito delle facoltà fornite dalla normativavigente – iniziative finalizzate ad incrementare le entrate attraverso una serie di misure: Innalzamento di tariffe ed aliquote; 28 29.
Istituzione di eventuali nuovi tributi; Incremento dei canoni concessori; Incremento dei canoni di fitto; Lotta all’evasione tributaria ed extra-tributaria; Rafforzamento delle iniziative finalizzate alla riscossione in particolare delle entrate proprie; Revisione generale di alcune categorie di spesa da considerarsi non strategiche per l’Ente; Reperimento di entrate straordinarie da realizzarsi attraverso alienazioni di assets non strategici e/o comunque facilmente monetizzabili. La delibera del 25 maggio 2012 n. 388 “Atto di indirizzo ai fini della predisposizionedell’approvazione del Bilancio di Previsione e del Rendiconto della Gestione 2011” , haavviato un percorso mediante il quale, alla luce di una nuove Nota della Corte dei Contipervenuta in data 23 maggio 2012, e con il coinvolgimento del Collegio dei Revisori deiConti dell’Ente, attraverso una continua interlocuzione con la citata Sezione Regionaledella Corte dei Conti, è stato attivato un generale approfondimento circa la metodologiapiù corretta per la redazione del Rendiconto 201113. Sul tema, la Corte dei Conti ha riproposto le perplessità e le criticità già espresse inprecedenza, inducendo implicitamente a non ritenere esaustive e/o corrette ledeterminazioni assunte dall’amministrazione comunale in precedenza citate. Con ladeliberazione n. 589 del 2.5.2011, tesa ad effettuare una verifica straordinaria dei residui.Con la deliberazione 726 del 26.05.2011, inoltre, erano state introdotte ulteriori modalitàdi verifica dei residui attivi da riportare nei successivi rendiconti, riservandosi di porre inessere specifiche iniziative laddove si fosse verificata la necessità di consistenticancellazioni. La materia dei crediti inesigibili e di dubbia esigibilità risulta di particolarecomplessità, anche per essere stata oggetto di apposito pronunciamento n. 251/2011 dellaSezione regionale per la Campania della Corte dei Conti. 13 Con la deliberazione n. 589 del 2.5.2011, tesa ad effettuare una verifica straordinaria dei residui.Con la deliberazione 726 del 26.05.2011, inoltre, sono state introdotto ulteriori modalità di verifica dei residuiattivi da riportare nei successivi rendiconti, riservandosi di porre in essere specifiche iniziative laddove sifosse verificata la necessità di consistenti cancellazioni. La materia dei crediti inesigibili e di dubbia esigibilitàrisulta di particolare complessità, anche per essere stata oggetto di apposito pronunciamento n. 251/2011della Sezione regionale per la Campania della Corte dei Conti. 29 30.
10. La dimensione complessiva del Bilancio Le entrate complessive del Comune di Napoli risultano sostanzialmente invariate.Infatti le entrate complessive del bilancio di previsione 2012 (al netto dei Servizi per contoterzi) ammontano a 2.913.009.188,34 di euro, in diminuzione dell’1,49% rispetto ai valoridell’assestato 2011.Entrate Assestamento 2010 Previsioni 2011 Delta Delta % Avanzo damministrazione 84.545.193,97 111.045.985,49 26.500.791,52 31,35%Titolo I Entrate tributarie 862.947.483,67 896.290.596,21 33.343.112,54 3,86%Titolo II Trasferimenti 183.915.258,59 167.511.507,56 -16.403.751,03 -8,92%Titolo III Entrate Extratributarie 303.258.279,54 229.365.436,77 -73.892.842,77 -24,37% Totale Entrate Correnti (Tit. I + II + III) 1.350.121.021,80 1.293.167.540,54Titolo IV Trasferimenti in conto capitale 958.605.259,42 998.895.662,31 40.290.402,89 4,20%Titolo V Mutui 563.749.183,67 509.900.000,00 -53.849.183,67 -9,55% Anticipazione di Tesoreria 500.000.000,00 500.000.000,00 2.957.020.658,86 2.913.009.188,34 -44.011.470,52 -1,49%Titlo VI Entrate da servizio per conto terzi 198.280.847,23 192.620.133,10 3.155.301.506,09 3.105.629.321,44 -49.672.184,65 -1,57% SpeseTitolo I Spesa corrente 1.407.410.756,35 1.396.580.010,04 -10.830.746,31 -0,77%Titolo II Spesa di investimenti 988.997.421,68 956.839.754,27 -32.157.667,41 -3,25%Titolo III Restituzione debito 559.787.466,98 559.589.424,03 -198.042,95 -0,04% Anticipazione di Tesoreria 500.000.000,00 500.000.000,00 2.956.195.645,01 2.913.009.188,34 -43.186.456,67 -1,46%Titolo IV Spese derivanti da servizi per conto terzi 198.280.847,23 192.620.133,10 3.154.476.492,24 3.105.629.321,44 -48.847.170,80 -1,55% L’utilizzo delle leve fiscali da parte dell’Amministrazione cittadina ha permesso dimantenere sostanzialmente immutato il livello di spesa rispetto all’anno precedente. Ilvalore nella spesa in conto capitale ha un maggiore scostamento rispetto al 2011 con unadiminuzione del 3,25%. 10.1. Le entrate correnti Sul fronte delle entrate correnti (entrate tributarie, trasferimenti ed entrate extra-tributarie), il 2012 è caratterizzato da diversi elementi di novità, tra i quali come già dettoin precedenza:- il consistente taglio dei trasferimenti statali e regionali;- le nuove leve fiscali a disposizione dell’ente;- la contrazione delle entrate extra-tributarie. Entrate correnti Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta %Titolo I Entrate tributarie 862.947.483,67 896.290.596,21 33.343.112,54 3,86%Titolo II Trasferimenti 183.915.258,59 167.511.507,56 -16.403.751,03 -8,92% 30 31.
Titolo III Entrate Extratributarie 303.258.279,54 229.365.436,77 -73.892.842,77 -24,37% 1.350.121.021,80 1.293.167.540,54 -56.953.481,26 -4,22% Gli effetti delle scelte effettuate si riflettono nelle cifre del bilancio di previsione2012 del Comune di Napoli. In estrema sintesi, per il Comune di Napoli, le entrate correnti registrano unadiminuzione di circa 57 milioni di euro (-4,22%). Anche quest’anno si sono avute profonde modifiche, che ne rendono difficile lacomparabilità con il 2011. Le novità di maggiore rilievo sono: - L’introduzione dell’Imposta municipale propria che sostituisce l’Imposta Comunale sugli immobili; - La fiscalizzazione della Compartecipazione IVA e dell’Addizionale sull’energia elettrica, confluite, pertanto, nel Fondo speciale di riequilibrio; - L’introduzione dell’Imposta di soggiorno; - Lo sblocco delle aliquote dell’Addizionali comunale IRPEF. Titolo I Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Imposte 226.806.569 317.600.008 90.793.439 40,03% Imposta comunale immobili 128.800.000 0 -128.800.000 -100,00% Ici esercizi decorsi 4.974.552 2.400.000 -2.574.552 -51,75% Imposta municipale propria 0 260.100.000 260.100.000 Addizionale Irpef 43.000.000 49.000.000 6.000.000 13,95% addizionale energia elettrica 10.529.979 0 -10.529.979 -100,00%ENTRATE Imposta di soggiorno 0 2.400.000 2.400.000 Compartecipazione Iva 33.673.881 0 -33.673.881 -100,00% Tasse 174.642.813 170.775.442 -3.867.371 -2,21% Tarsu 167.510.792 164.075.442 -3.435.350 -2,05% Tarsu esercizio e decorsa 5.517.020 5.000.000 -517.020 -9,37% Altre entrate tributarie 461.498.101 407.915.146 Fondo speciale di riequilibrio 461.498.101 407.915.146 -53.582.955 862.947.484 896.290.596 33.343.112 3,86% L’IMU rappresenta la principale fonte di introito per il Comune. Con le aliquotestabilite il Comune si assicura un aumento rispetto all’ICI ed ai trasferimenti compensativirelativi all’abolizione dell’ICI abitazione principale (pari a circa € 48 milioni) per oltre 83milioni di euro. L’addizionale comunale Irpef, in base alla rimodulazione sopra descritta, subisce unaumento di circa 6 milioni. 31 32.
L’imposta di soggiorno è stata iscritta per circa € 2.400.000 trovando applicazionesolo nella seconda parte dell’anno. I trasferimenti correnti continuano comunque a rappresentare tuttoggi un vocesignificativa all’interno delle entrate correnti del Comune di Napoli e ciò in ragione delmeccanismo perequativo volto a compensare la minore capacità contributiva della nostraeconomia locale rispetto a quella di altre realtà italiane. Complessivamente i trasferimenti totali (conteggiando anche il Fondo speciale diriequilibrio) si riducono di quasi 115 milioni di euro. Titolo II Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Contributi e trasf. correnti dallo Stato 72.258.500 70.204.601 -2.053.899 -2,84% Contributi e trasf. correnti dalla Regione 95.119.123 85.502.230 -9.616.893 -10,11% Trasferimenti regionali - trasporti 62.470.150 56.708.875 -5.761.275 -9,22% Trasferimenti per interventi l. 431/98 8.316.582 6.000.000 -2.316.582 -27,85% Trasferimenti progetti POR 360.440 4.860.440 4.500.000 1.248,47%ENTRATE Trasferimenti regionali - sociale 16.816.851 11.073.315 -5.743.536 -34,15% Contributi e trasf. correnti Regione per FD 6.561.158 9.216.906 2.655.748 40,48% Trasferimenti regionali - diritto allo studio 6.556.158 9.213.906 2.657.748 40,54% Contributi e trasf. correnti da parte di organismi internaz. 75.000 153.000 78.000 104,00% Contributi e trasf. correnti da altri enti del s.p. 9.901.476 2.434.769 -7.466.707 -75,41% Trasferimenti da altri enti 8.459.117 1.029.682 -7.429.435 -87,83% 183.915.257 167.511.506 -16.403.751 -8,92%Landamento complessivo delle Entrate extra-tributarie fa registrare un notevole calo degliintroiti rispetto allesercizio precedente. Si prevede di incassare proventi per 229 milioni di euro con una riduzione pari aquasi il 25% del 2011 (che presenta un assestato pari a 303 milioni di euro). Titolo III Assestamento 2010 Previsioni 2011 Delta Delta % Cat. 1 - Proventi servizi pubblici 121.542.035 121.390.690 -151.345 -0,12%Entrate Cat. 2 - Proventi dei beni dellente 39.394.471 38.075.971 -1.318.500 -3,35% Cat. 3 - Interessi su anticipazioni e crediti 8.502.845 6.035.620 -2.467.225 -29,02% Cat. 4 - Utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi 3.150.400 1.525.000 -1.625.400 -51,59% Cat. 5 - Proventi diversi 130.668.527 62.338.156 -68.330.371 -52,29% 303.258.278 229.365.437 -73.892.841 -24,37% Non sono state, comunque, effettuate variazioni sulle tariffe dei servizi a domandaindividuale offerti, confermando tendenzialmente quelle relative al 2011. 32 33.
Titolo III Assestamento 2010 Previsioni 2011 Delta Delta % Proventi servizi pubblici 121.542.035 121.390.690 -151.345 -0,12% diritti di segreteria 6.989.350 2.921.750 -4.067.600 -58,20% diritti diversi 966.736 1.287.120 320.384 33,14% canoni fognature 10.453.190 10.523.297 70.107 0,67% proventi da elpis 5.191.100 3.000.000 -2.191.100 -42,21% mense 4.300.000 4.100.000 -200.000 -4,65% parcheggi 36.381 36.381 0 0,00% proventi contravvenzioni CDS 80.300.616 83.000.000 2.699.384 3,36% proventi regolamenti comunali 1.765.000 1.030.000 -735.000 -41,64% proventi da trasporti funebri 3.117.000 1.253.937 -1.863.063 -59,77% proventi asili nido 430.000 620.000 190.000 44,19% proventi da impianti sportivi 2.039.152 2.013.427 -25.725 -1,26% proventi da servizi diversi 1.598.706 6.108.368 4.509.662 282,08% proventi mercati e mercatini 1.250.581 1.724.830 474.249 37,92% Proventi dei beni dellente 39.394.471 38.075.971 -1.318.500 -3,35%ENTRATE Cosap 8.492.500 9.062.500 570.000 6,71% Fitti attivi fabbricati 24.964.000 23.027.000 -1.937.000 -7,76% locazione materiali rotabili 2.510.000 2.510.000 0 0,00% Interessi su anticipazioni e crediti 8.502.845 6.035.620 -2.467.225 -29,02% interessi moratori 4.723.845 3.532.993 -1.190.852 -25,21% interessi su conferimenti di capitale 3.700.000 2.000.000 -1.700.000 -45,95% Utili aziende e partecipate, divid. 3.150.400 1.525.000 -1.625.400 -51,59% Proventi diversi 130.668.527 62.338.155 -68.330.372 -52,29% proventi sanzioni amm. normative varie 3.145.000 4.045.000 900.000 28,62% proventi attività assistenziale 1.377.500 1.427.500 50.000 3,63% credito iva 11.118.775 0 -11.118.775 -100,00% recuperi diversi 93.554.506 31.433.994 -62.120.512 -66,40% liquidazione i.c.a. 0 500.000 500.000 recuperi spese patrimonio immobiliare 5.418.000 8.351.000 2.933.000 54,13% Recupero e regolazione debito ciclo rifiuti 0 4.913.550 4.913.550 autorizzazione edilizie e passi carrai 1.780.000 1.680.000 -100.000 -5,62% proventi finanza derivata 4.116.327 2.895.653 -1.220.674 -29,65% 303.258.278 229.365.436 -73.892.842 -24,37% Alcune previsioni di Entrate meritano un richiamo separato in quanto presentanovariazioni sensibili rispetto allassestato 2011: Categoria 01 “Proventi dei Servizi Pubblici” Vi è sostanziale invarianza rispetto al 2011 nel totale, ma alcune voci presentatodelle differenze sensibili, tra le quali principalmente: - minori entrate derivanti da diritti di segreteria per 4,067 milioni di euro; - minori proventi da trasporti funebri ed altri servizi cimiteriali per 1,863 milioni di euro; 33 34.
- maggiori entrate derivanti da proventi per contravvenzioni alla disciplina del Codice della Strada per 2,699 milioni di euro, dovute al potenziamento del sistema di telerilevamento delle infrazioni e all’ulteriore implementazione della installazione di nuove telecamere; va precisato che sebbene l’incremento previsto del numero dei verbali dovuto all’installazione di tali attrezzature sia estremamente rilevante, l’importo del gettito inserito in bilancio è stato stimato in maniera estremamente prudenziale. Categoria 02 “Proventi dei beni dellente” Vi è stata una diminuzione rispetto al 2011 per 1,318 milioni di euro dovutaprincipalmente: - ad un incremento Cosap per 570 mila euro; - ad un decremento per fitti attivi da fabbricati per 1,937 milioni di euro; Categoria 03 “Interessi su anticipazioni e crediti” Vi è stato un decremento rispetto al 2011 per 2,467 milioni di euro dovutoprincipalmente: - ad un decremento degli interessi su ritardato pagamento di tributi per 1,190 milioni di euro; - ad un decremento degli interessi attivi su conferimenti di capitale per 1,700 milioni di euro. Categoria 04 “Utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi di società” Vi è stato una diminuzione rispetto al 2011 per 1,625 milioni di euro dovutaprincipalmente all’assenza della voce relativa ai dividendi Arin in quanto la societàapproverà il bilancio nei prossimi giorni. Categoria 05 “Proventi diversi” Vi è stata una diminuzione rispetto al 2011 per 68,330 milioni di euro dovutaprincipalmente: - alla chiusura di operazioni finanziarie in favore delle società partecipate; - all’aumento per il recupero spese per accertamento e notifica contravvenzioni per oltre 3 milioni di euro dovuto al forte incremento del numero di verbali elevati; - a maggiori entrate per recupero regolazione debito ciclo rifiuti per 4,913 milioni di euro; - a minori entrate per rimborsi iva per 11 milioni di euro. Ciò in quanto il credito iva è stato fiscalizzato, e pertanto eliminato il rimborso spettante; - a maggiori entrate per recuperi spesa da patrimonio immobiliare per 2,933 milioni di euro; 34 35.
- a minori entrate per proventi da operazioni di finanza derivata pari a 1,220 milioni di euro. 10.2. Le entrate in conto capitale Le entrate destinate al finanziamento degli investimenti sono rappresentate daitrasferimenti in conto capitale (Titolo IV) e dall’accensione di nuovi prestiti (Titolo V). Per quanto riguarda le entrate da trasferimenti, tali tipologie di entrata subisce unsostanzioso incremento di oltre 40 milioni di euro rispetto all’assestamento 2011, ovveropassando da 958 milioni a 998 milioni di euro. Titolo IV Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Alienazione di beni patrimoniali 109.097.000 164.201.800 55.104.800,00 50,51% Alienazioni del patrimonio immobiliare 26.000.000 78.000.000 52.000.000 200,00% Ricavi cessioni suoli 83.000.000 83.000.000 0 0,00% Trasf. di capitale dallo Stato 247.737.549 612.043.681 364.306.132,00 147,05% trasferimenti per ERP 15.209.572 0 -15.209.572 -100,00% Trasferimenti metropolitana 100.000.000 494.457.905 394.457.905 394,46% Trasferimenti Protezione civile 71.002.072 0 -71.002.072 -100,00%Entrate in conto capitale Trasferimenti per lambiente 50.129.500 50.000.000 -129.500 -0,26% Altri trasferimenti 6.838.521 10.355.569 3.517.048 51,43% Finanziamenti europei attuazione PON 1.863.605 47.529.745 45.666.140 2450,42% Trasf. di capitale dalla Regione 516.908.026 214.688.536 -302.219.490,00 -58,47% Trasferimenti linea 6 173.000.000 173.051.488 51.488 0,03% trasferimenti edilizia scolastica 3.798.824 4.524.431 725.607 19,10% altri trasferimenti per investimenti 3.147.500 3.002.500 -145.000 -4,61% Finanziamenti europei attuazione POR 336.558.628 33.720.042 -302.838.586 -89,98% Trasf. di capitale da altri enti del s.p. 331.067 34.646 -296.421,00 -89,54% Trasf. di capitale da altri soggetti 84.531.615 7.926.998 -76.604.617,00 -90,62% trasferimenti altri soggetti 70.491.615 1.106.695 -69.384.920 -98,43% Oneri di urbanizzazione 2.040.000 1.820.303 -219.697 -10,77% Concessioni edilizie- sanatorie e condoni 12.000.000 5.000.000 -7.000.000 -58,33% Riscossione di crediti 0 0 0,00 958.605.257 998.895.661 40.290.404 4,20% Tali aumento è dovuto principalmente a: - al rilancio del progetto di dismissione del patrimonio comunale, grazie all’accordo che conclude la controversia esistente con la Romeo Gestioni spa, anche attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro costituito ad hoc da personale della Romeo e del Comune di Napoli. Le vendite del patrimonio dovrebbe generare più effetti positivi congiuntamente. Da un lato il comune inizierà a ridurre l’enorme mole di debiti accumulati negli anni precedenti alla presente amministrazione, dall’altro ridurrà le spese di manutenzione straordinaria a suo carico, che dalla 35 36.
vendita spetteranno ai nuovi proprietari e creando nuovi proprietari riscuoterà maggiori imposte sugli immobili. Nell’anno 2012 si procederà alle alienazioni esclusivamente del patrimonio E.R.P., prevedendo un introito per 78 milioni di euro con un incremento rispetto allo scorso anno per 52 milioni di euro; - ai maggiori trasferimenti statali, in particolare: 1) per Finanziamenti europei per l’attuazione dei progetti del Programma Operativo Nazionale (PON) con un aumento di oltre 45 milioni di euro; 2) ai maggiori trasferimenti per il completamento delle linee metropolitane per 394 milioni di euro; 3) per minori fondi per ERP per 15 milioni di euro e per la protezione civile per 71 milioni di euro. - ai minori trasferimenti regionali relativi ai progetti POR per 302 milioni di euro (che sommate al taglio subito nel 2011 azzerano di fatto il suddetto fondo).Per quanto riguarda il reperimento di fonti di finanziamento mediante mutui, si è già dettodell’impossibilità di ricorrere all’ulteriore indebitamento per il triennio, ma nonostante taleulteriore vincolo alla programmazione della spesa per investimenti, è stata effettuata unaricognizione generale dei residui di mutui bloccati su fondi inattivi, individuando circa 57milioni di euro da destinare al finanziamento di nuove opere. Titolo V Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Anticipazioni di cassa 500.000.000,00 500.000.000,00 0,00 0,00% Entrate Finanziamenti a breve termine 3.600.000,00 4.400.000,00 800.000,00 22,22% Assunzione di mutui e prestiti 60.149.183,00 5.500.000,00 -54.649.183,00 -90,86% 563.749.183,00 509.900.000,00 -53.849.183,00 -9,55% 10.3 Le spese correnti La spesa corrente 2012 mostra una lieve diminuzione rispetto allo scorso anno(quasi 11 milioni di euro in meno), sostenuta principalmente con una riduzione delle spesedi funzionamento del Comune. Da sottolineare il forte incremento del fondo svalutazione crediti, aumentato di oltre53 milioni di euro, teso a compensare nell’esercizio eventuali squilibri che dovesserosorgere. 36 37.
Titolo I Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Personale 423.271.720 393.988.847 -29.282.873 -6,92% Beni di consumo e materie prime 9.108.282 11.810.868 2.702.586 29,67% Prestazioni di servizi 625.143.728 627.574.522 2.430.794 0,39% Utilizzo beni di terzi 11.817.275 10.508.404 -1.308.871 -11,08% Trasferimenti 34.757.520 44.989.715 10.232.195 29,44% Interessi Passivi 71.687.500 73.550.654 1.863.154 2,60% Spesa Imposte e tasse 28.888.538 25.444.164 -3.444.374 -11,92% Oneri straordinari di gestione 117.114.272 65.839.206 -51.275.066 -43,78% Ammortamenti 0 0 0 1.321.788.835 1.253.706.380 -68.082.455 -5,15% Fondo svalutazione crediti 84.545.193 137.873.625 53.328.432 Fondo di riserva 1.076.723 5.000.000 3.923.277 1.407.410.751 1.396.580.005 -10.830.746 -0,77% 10.4 La spesa per investimenti La spesa per investimenti 2012 mostra anch’essa una diminuzione rispetto alloscorso anno (oltre 33 milioni di euro). Ciò per effetto dei vincoli all’indebitamento e allariduzione dei finanziamenti statali e regionali finalizzati a specifici interventi. Titolo II Assestamento 2011 Previsioni 2012 Delta Delta % Acquisizione di beni immobili 934.966.892 939.754.332 4.787.440 0,51% Espropri e servitù onerose 0 0 0 Acquisti di beni specifici realizzazioni in economia 0 0 0 Utilizzo beni di terzi per realizzazioni in economia 0 0 0Spesa Acquisizione di beni mobili, macchine ed attrezzature 5.252.708 7.030.521 1.777.813 33,85% Progettazioni 5.454.900 5.454.900 0 0,00% Trasferimenti di capitale 1.315.920 100.000 -1.215.920 -92,40% Partecipazioni azionarie 43.004.000 4.500.000 -38.504.000 -89,54% Conferimenti di capitale 3.000 0 -3.000 -100,00% Concessioni di crediti e anticipazioni 0 0 0 989.997.420 956.839.753 -33.157.667 -3,35% Gran parte della voce “acquisizione di beni immobili” è rappresentata daifinanziamenti comunitari e statali per la realizzazione delle linee 1 e 6 della Metropolitana.Da segnalare anche 10,5 milioni di finanziamenti europei per la manutenzione e gli arredidi scuole ed asili nell’ambito dell’asse programmatico POR FESR “Città solidali e scuoleaperte”. Inoltre è da segnalare anche il trasferimento (50 milioni) ex commissario di governoper la bonifica di Bagnoli e Napoli Orientale. 37 English