Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-vii/art194.html
Timestamp: 2020-02-26 07:44:58+00:00
Document Index: 186184614

Matched Legal Cases: ['art. 194', 'art. 189', 'art. 218', 'art. 316', 'art. 194', 'art. 2901']

Art. 194 codice penale - Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato - Brocardi.it
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Articolo 194 Codice penale
Atti a titolo oneroso o gratuito compiuti dal colpevole prima del reato
Dispositivo dell'art. 194 Codice penale
Fonti → Codice penale → LIBRO PRIMO - Dei reati in generale → Titolo VII - Delle sanzioni civili
Gli atti a titolo gratuito, compiuti dal colpevole prima del reato, non sono efficaci rispetto ai crediti indicati nell'articolo 189(1), qualora si provi che furono da lui compiuti in frode [c.c. 2901].
La stessa disposizione si applica agli atti a titolo oneroso eccedenti la semplice amministrazione ovvero la gestione dell'ordinario commercio; nondimeno, per la revoca dell'atto a titolo oneroso, è necessaria la prova anche della mala fede dell'altro contraente [c.c. 2901](2) .
(1) Il riferimento all'art. 189 del c.p., in quanto da considerarsi abrogata, in quanto incompatibile con quanto disposto dall'art. 218, d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271, nell'ambito della riforma del nuovo codice di procedura penale, deve leggersi come riferimento ora all'art. 316 del c.p.p..
(2) La norma quindi stabilisce la revocabilità di atti di disposizione patrimoniale sorti anteriormente al credito, ad eccezione del caso in cui si siano anteriori di un anno rispetto al fatto commesso. Il legislatore si è qui differenziato nella disciplina rispetto a quanto previsto in ambito civile, dove non vi sono limitazioni di tempo per la revocabilità.
La norma si prefigge lo scopo di rendere inefficaci gli atti dispositivi compiuti dal reo pregiudicando la garanzia patrimoniale dello Stato nei suoi confronti.
Spiegazione dell'art. 194 Codice penale
Similmente a quanto previsto per la revocatoria civile di cui all'art. art. 2901 del c.c., viene qui disciplinata la dolosa preordinazione degli atti dispositivi compiuti dal reo (debitore) in danno della garanzia patrimoniale del creditore (lo Stato), sapendo quindi che si era in procinto di commetere un reato e che lo Stato avrebbe potuto rivalersi sul suo patrimonio.