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Timestamp: 2020-05-29 01:54:48+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 7192 del 21/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7192 del 21/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 21/03/2017, (ud. 03/03/2017, dep.21/03/2017), n. 7192
sul ricorso 10538-2016 proposto da:
B.D. e S.R. elettivamente domiciliati in ROMA,
PIAZZA DEL POPOLO 18, presso lo studio dell’avvocato LEONELLO
BROCCHI, che lo rappresenta e difende;
C.N., elettivamente domicilialo in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
dall’avvocato GIOVANNI DI FRANCESCO;
avverso la sentenza n. 1113/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
– B.D. e S.R. hanno proposto due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale confermò la sentenza di primo grado, che li condannò a corrispondere a C.N. – ingegnere libero professionista (parte attrice) – la somma di Euro 15.942,00 (da maggiorarsi con gli interessi) a titolo di corrispettivo per l’attività di progettazione da lui svolta (somma già ridotta al 75% per i difetti della progettazione) e condannò altresì il C. a corrispondere ai convenuti la somma di Euro 1.800,00 (da maggiorarsi con la rivalutazione monetaria) a titolo di risarcimento del danno;
– C.N. ha resistito con controricorso.
– i due motivi (proposti ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la Corte di Appello ritenuto che l’inadempimento parziale del professionista non legittimasse l’autotutela di cui all’art. 1460 c.c. e che il comportamento dei committenti era contrario a buona fede) sono inammissibili, in quanto si riducono ad una critica di merito all’accertamento e alla valutazione dei fatti compiuti dai giudici del gravame sulla base delle prove acquisite (i giudici hanno accertato che il progetto redatto dal C., seppur contenente alcune previsioni errate, in quanto contrastanti con le norme tecniche di attuazione del piano regolatore comunale, era comunque valido sotto il profilo ingegneristico e architettonico e poteva essere corretto con modeste modifiche progettuali, non consentite dagli stessi committenti), accertamento che è insindacabile in sede di legittimità, risultando peraltro la motivazione della sentenza impugnata non apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014);