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Timestamp: 2020-03-29 18:34:16+00:00
Document Index: 146322665

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 21']

In un contratto in strumenti derivati la banca deve comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza anche quando il cliente abbia sottoscritto la dichiarazione autoreferenziale di operatore qualificato | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
19 Marzo 2012 In Diritto finanziario
Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 3513 del 23 marzo 2012, ha statuito che, anche quando il cliente abbia sottoscritto la dichiarazione autoreferenziale di operatore qualificato, l’interesse del cliente deve sempre costituire il punto di riferimento dell’attività professionale dell’intermediario finanziario e pertanto deve ritenersi comunque applicabile l’art. 21 del Testo Unico Finanziario, che dispone che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati debbano in ogni caso comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio gli interessi dei clienti e per l’integrità degli stessi mercati.
Il Tribunale ha cioè osservato che vi sono pur sempre norme di livello superiore al Regolamento Intermediari (Delibera Consob n. 16190/2007), la cui applicazione non è esclusa – né potrebbe esserlo – dall’art. 58 della medesima delibera.
L’art. 58 della Delibera Consob n. 16190/2007 dispone difatti la non applicabilità delle regole di condotta di cui agli articoli da 27 a 56 della medesima, ad eccezione del comma 2 dell’articolo 49, in ipotesi di una dichiarazione del legale rappresentante della società contraente in derivati finanziari di potere essere trattata quale controparte qualificata.
Pertanto, anche quando sia applicabile l’art. 58 del Regolamento Consob (e dunque si possa escludere l’applicazione di parte del Regolamento Intermediari), in conseguenza della dichiarazione autoreferenziale del contraente di essere una controparte qualificata, non può comunque essere esclusa l’applicazione delle ulteriori disposizioni di legge di rango superiore, la cui applicazione non è – né potrebbe essere – esentata dai regolamenti emanati dalla Consob.
L’art. 21 del Testo Unico Finanziario dispone difatti, quale norma quadro, che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitali debbano comportarsi sempre con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio l’interesse dei clienti.
L’interesse del cliente quindi deve sempre essere posto quale punto di riferimento dell’attività professionale degli intermediari finanziari, non potendo questi proporre al cliente un prodotto incongruente alle esigenze espresse dallo stesso (o comunque conoscibili dall’intermediario) e quindi strutturalmente inidoneo a soddisfare le necessità alla quali la decisione di sottoscrizione del contratto è collegata.
Nella questione sottoposta alla valutazione del Tribunale la finalità del sottoscrittore dei contratti di swap era per l’appunto quella di approntare una copertura dai rischi connessi alle oscillazioni dei tassi di interesse, a fronte dell’esposizione debitoria, e nell’istruttoria processuale è stato appurato che tale finalità non era ragionevolmente raggiungibile.
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