Source: http://www.forogiuridico.it/2015/01/cassazione-aggiornamento-15-gennaio-2015.html
Timestamp: 2018-06-18 11:21:28+00:00
Document Index: 85799454

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ']

Foro Giuridico: Cassazione: aggiornamento 15 Gennaio 2015
Agli effetti dell'art. 40, secondo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, sussiste, oltre che la nullità di carattere formale per gli atti di trasferimento di immobili da cui non risulti la regolarità urbanistica del bene o la pendenza del procedimento di sanatoria, altresì la nullità di carattere sostanziale per gli atti di trasferimento di immobili comunque non in regola con la normativa urbanistica.
La Seconda Sezione della Corte di Cassazione ha affermato i seguenti principi:
In tema di mandato di arresto europeo, il divieto di consegna previsto dall'art. 18, lett. s), della L. n. 69 del 2005 riguardante la madre di prole di età inferiore a tre anni con lei convivente opera avendo riguardo all'età del minore al momento in cui viene eseguito l'arresto della persona ricercata nel territorio dello Stato richiesto, perché è solo a partire da quella fase temporale che il contenuto e i fini sottesi alla previsione della citata norma di garanzia prendono corpo e possono essere specificamente attivati e soddisfatti nell'ambito della procedura di consegna.
La Prima Sezione Penale, con sentenza depositata il 30 dicembre 2014, ha affermato che, in presenza di un provvedimento di unificazione di pene concorrenti, è legittimo nel corso dell'esecuzione lo scioglimento del cumulo, quando occorre procedere al giudizio sull'ammissibilità della domanda di concessione della liberazione anticipata speciale, ostacolata dalla circostanza che nel cumulo è compreso un titolo di reato rientrante nel novero di quelli elencati nell'art. 4 bis L. n. 354 del 1975, sempre che il condannato abbia espiato la parte di pena relativa al delitto ostativo
Utilizzare il termine `pregiudicato` costituisce diffamazione anche se il soggetto a cui e` indirizzato e' gia' stato condannato con sentenza definitiva (ateneoweb.com)
La sezione V della Cassazione, con la pronuncia n. 475 depositata l`8 gennaio 2015, ha confermato la condanna per il reato di diffamazione nei confronti di un avvocato ritenuto colpevole di avere offeso la reputazione di un collega, definendolo un "pregiudicato". L`utilizzo del termine "pregiudicato", infatti, puo' integrare reato di diffamazione, anche se lo stesso e' indirizzato ad un soggetto che e' gia' stato condannato con sentenza definitiva.