Source: http://ha.gruppohera.it/covid19/iniziative_covid19/
Timestamp: 2020-06-04 03:38:43+00:00
Document Index: 147317495

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 191', 'art. 183']

Le iniziative di Herambiente dedicate ai clienti - HERAmbiente, Servizi Ambientali, Smaltimento e Gestione Rifiuti
HomeInsieme per superare l'emergenza. Le misure del Gruppo Herambiente.Le iniziative di Herambiente dedicate ai clienti
Le iniziative di Herambiente dedicate ai clienti
PER LE OMOLOGHE SCADUTE DURANTE IL LOCKDOWN ABBIAMO PREVISTO UNA PROROGA DI SEI MESI
Herambiente è vicina ai propri clienti e li vuole supportarle nella riapertura garantendogli agilità e flessibilità. Per tutte le omologhe aventi scadenza tra il 23/03/2020 ed il 13/04/2020 oltre i successivi quarantacinque giorni necessari al corretto e ordinario ripristino delle attività (ovvero 31/05/2020).
Tale disposizione non trova applicazione con riguardo alle omologhe dei rifiuti destinati alle discariche, nonché ad altri impianti le cui autorizzazioni prevedono, a livello prescrittivo, un diverso termine perentorio e pertanto non prorogabile. Fanno parte di quest’ultima categoria i seguenti impianti di Herambiente:
TAS Impianto di trattamento acque reflue industriali di Ravenna
Impianto di trattamento chimico fisico TCF Ravenna
Impianto disidratazione fanghi Disidrat Ravenna
Impianto di selezione di Castiglione delle Stiviere (MN)
TI SUPPORTIAMO NEL CORRETTO TRATTAMENTO DEI DPI UTILIZZATI PER LA PREVENZIONE DEL CONTAGIO
GESTIONE DEI RIFIUTI - disposizioni temporanee limitate all’emergenza
RIFIUTI NON PERICOLOSI CHE DEVONO ESSERE SMALTITI CON PARTICOLARI MODALITÀ
Le indicazioni di ISPRA e dell’ISS, seppur riferite ad ambiti domestici, per i DPI utilizzati in attuazione delle norme di distanziamento e riduzione delle possibilità di contagio, utilizzati in ambienti dove non sia accertata la presenza di casi confermati COVID-19, pur evidenziando la necessità di adottare cautele e di indirizzare tali rifiuti all’incenerimento, non suggeriscono la necessità di trattamento come rifiuti a rischio infettivo.
In assenza dell’accertamento di effettiva presenza, nei locali aziendali, di personale risultato positivo al COVID è comunque opportuno adottare misure di cautela, replicando le indicazioni di sicurezza suggerite dall'ISS, cioè avviando i DPI utilizzati direttamente all’incenerimento, utilizzando sacchi da riporre in contenitori esterni, possibilmente rigidi al fine di facilitarne la movimentazione, senza la necessità di gestirli come rifiuti pericolosi a rischio infettivo. In tal caso il codice EER 15.02.03 - assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02 - risulterebbe appropriato.
Le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con proprie ordinanze, e la Regione Piemonte con nota dell’Assessore all’Ambiente, hanno disposto la temporanea assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti prodotti in ambito economico e produttivo rappresentati da DPI (mascherine, guanti, etc) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID -19, disponendo, inoltre, che debbano essere conferiti al gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati confezionandoli in doppio sacco, cioè con le modalità di confezionamento fornite dall’Istituto Superiore della Sanità con nota del 12/03/2020.
Si ritiene opportuno e necessario limitare tale possibilità di conferimento nell’indifferenziato urbano ai DPI utilizzati esclusivamente in attuazione delle disposizioni per il distanziamento connesse all’emergenza COVID, escludendo quelli già normalmente in uso per le attività “ordinarie” di produzione, gestione e manutenzione degli impianti produttivi, che già dovrebbero avere una destinazione individuata.
In altre regioni, ove non sia possibile conferire al servizio locale di gestione del rifiuto urbano o per esigenze organizzative, le imprese possono affidarsi ad aziende specializzate nel trattamento dei rifiuti speciali. Il documento "I rifiuti costituiti da DPI usati" pubblicato da ISPRA sul proprio sito web indica la possibilità di tenere in deposito in azienda (“quarantena”) i rifiuti per un periodo di almeno 9 giorni dal momento della produzione degli stessi, prima del conferimento a smaltimento, sulla base delle indicazioni ISS sulla permanenza del virus sulle superfici.
Herambiente è disponibile al ritiro di tutte queste tipologie di rifiuti e in linea con queste disposizioni, garantisce priorità di accesso a questa tipologia di rifiuti, su tutti i propri termovalorizzatori.
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RIFIUTI A POTENZIALE RISCHIO INFETTIVO
Si ritiene necessario gestire come rifiuti a rischio infettivo i DPI utilizzati, anche in ambienti non sanitari, per il contatto con soggetti risultati positivi COVID19 o per le operazioni di pulizia e sanificazione degli ambienti frequentati da tali soggetti prima di essere ospedalizzati.
Il Ministero della Salute, con propria Circolare 5443 del 22/02/2020, ha fornito indicazione per il contenimento della diffusione del COVID-19, compresa la gestione di determinati rifiuti, prodotti sia in ambito sanitario sia non sanitario (stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati), di seguito riportate in sintesi.
I DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto (codice EER 180103*) e gestiti come i rifiuti sanitari a solo rischio infettivo ai sensi del DPR 254/2003, confezionati in sacco flessibili all’interno di contenitore rigido esterno, etichettati come rischio biologico e destinati all’incenerimento.
La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio. Qualora non sia possibile o pratico sottoporre alle sopra menzionate operazioni di lavaggio i materiali tessili, su disposizione o indicazione dell’autorità sanitaria, i materiali in tessuto venuti a contatto con il paziente affetto da COVID-19 dovranno essere gestiti come i rifiuti sanitari a solo rischio infettivo ai sensi del DPR 254/2003.
NON HAI ANCORA RIPRESO L’ATTIVITÀ PRODUTTIVA MA HAI NECESSITÀ DI CONFERIRE DEI RIFIUTI STOCCATI NELLA TUA AZIENDA
La conversione in Legge dei DL 18/2020, con Legge 27/2020 stabilisce che il deposito temporaneo è consentito fino ad un quantitativo massimo doppio, mentre il limite temporale massimo non può avere durata superiore a diciotto mesi (art. 113-bis); la norma vale a livello nazionale ed integra quanto eventualmente disposto dalle Ordinanze regionali.
Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza; la disposizione si applica anche alle segnalazioni certificate di inizio attività, alle segnalazioni certificate di agibilità, nonché alle autorizzazioni paesaggistiche e alle autorizzazioni ambientali comunque denominate (comprese le iscrizioni all’Albo Gestori Ambientali) (articolo 103).
Conferma della proroga al 30 giugno 2020 dei seguenti termini (articolo 113):
comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori;
presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione sui RAEE trattati;
versamento del diritto annuale di iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali.
Alcune Regioni, fra le quali Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, con specifiche ordinanze, hanno disposto deroghe ai criteri per il deposito temporaneo di rifiuti previsti ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i. stabilendo l’incremento delle quantità massime in deposito e/o l’incremento dei tempi di permanenza presso il produttore.
Decreto del Presidente della Giunta Regionale - Ordinanza n. 57/2020, integra la precedente Ordinanza n. 43/2020; il provvedimento introduce i seguenti principali aspetti sulla gestione dei rifiuti:
assimilazione dei dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all’interno di attività economiche-produttive per la tutela da COVID-19, quali mascherine e guanti, ai rifiuti urbani con possibilità di conferimento al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati;
deposito temporaneo in deroga ai criteri dell’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i.:
massimo di 60 metri cubi , di cui non più di 20 metri cubi di rifiuti pericolosi (invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, come previsto dalla disciplina ordinaria). Il termine di durata del deposito temporaneo non può superare i 18 mesi.
Nessuna deroga per il criterio trimestrale.
Ordinanza del Presidente della giunta regionale n. 41 del 15 aprile 2020.
Assimilazione dei rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, camici, etc) utilizzati come presidi di prevenzione al contagio da COVID-19 da privati cittadini o da lavoratori di aziende produttive, da conferire nel rifiuto urbano non differenziato e raccolti nell’ambito del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani.
Deroghe per il deposito temporaneo di rifiuti previsto ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i.:
i rifiuti in deposito temporaneo devono essere avviati ad operazioni di recupero o smaltimento quando i quantitativi in deposito raggiungono i 60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi (invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, come previsto dalla disciplina ordinaria); il limite temporale massimo di deposito non può avere durata superiore ai 18 mesi nel caso in cui i quantitativi descritti vengano raggiunti nell’arco temporale di un anno.
La Regione Toscana con l’Ordinanza n. 25/2020 ha disciplinato speciali modalità di gestione dei rifiuti ma, al momento, non ha previsto deroghe ai criteri di assimilazione dei rifiuti, ai fini del conferimento al servizio pubblico dei DPI utilizzati per la prevenzione COVID19, e non ha previsto deroghe ai criteri di deposito temporaneo.
La Regione Lombardia ha adottato, con il decreto n. 520 del 1 aprile 2020 il provvedimento introduce i seguenti principali aspetti sulla gestione dei rifiuti:
i rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti etc) utilizzati come prevenzione al contagio da Covid-19 e i fazzoletti di carta debbano essere assimilati agli urbani e debbano essere conferiti al gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati.
Deroghe per il deposito temporaneo di rifiuti previsto ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i:
i rifiuti prodotti devono essere avviati a operazioni di recupero o smaltimento con frequenza semestrale, invece che trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
oppure, mantenuti in deposito temporaneo fino al raggiungimento dei 60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi (invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, come previsto dalla disciplina ordinaria).
La Regione Piemonte ha emanato una nota, sulle indicazioni predisposte dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), per la tutela da COVID-19 in cui si precisa che i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all'interno di attività economiche, quali mascherine e guanti, devono essere conferiti nella frazione di rifiuti INDIFFERENZIATI.
Ordinanza Presidente delle Giunta Regionale n. 1/2020/AMB.
Incremento dei limiti temporali e quantitativi previsti per il deposito temporaneo di cui all’articolo 183 comma 1) lettera bb) del decreto legislativo 152/2006 presso il luogo di produzione:
avvio alle operazioni di recupero o di smaltimento i rifiuti prodotti con cadenza al massimo annuale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
oppure quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 60 metri cubi, di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi.
Le deroghe sono condizionate alla richiesta espressa alle seguenti condizioni, da dichiarare con autocertificazione, garantendo spazi adeguati di stoccaggio al fine di scongiurare anche pericoli di incendi, adeguati sistemi di raccolta e trattamento degli eventuali eluati prodotti dai rifiuti stoccati, idonei sistemi di copertura, anche mobili, al fine di limitare le infiltrazioni di acque meteoriche e le emissioni odorigene in caso di stoccaggio di rifiuti organici, il rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi.
La Regione Marche, con l’ordinanza n. 17 del 1 aprile 2020 stabilisce che è di competenza delle Province territorialmente interessate, ove lo ritengano necessario, l’adozione delle ordinanze ai sensi dell’art. 191 del d.lgs. n. 152 del 2006 di cui alla Circolare del MATTM del 30 marzo 2020, atte a consentire il deposito temporaneo di rifiuti in deroga ai criteri previsto dall’art. 183, comma 1, lett bb) del d.lgs n. 152/2006 e s.m.i.