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Timestamp: 2020-08-03 21:15:07+00:00
Document Index: 144500923

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 35', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 17']

Metalmeccanici - Oreficeria, Industria: CCNL, 24 marzo 1987
Data firma: 24 marzo 1987
Validità: 01.04.1987 - 30.06.1990
Parti: Federazione nazionale orafi gioiellieri fabbricanti, Federazione nazionale fabbricanti argentieri - Confindustria e Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil
Sezione I - Rapporti sindacali - Sistema di informazioni sulla situazione dell'industria orafa e argentiera
Art. 2 - Modifiche tecnologiche, organizzative e produttive. Decentramento
Art. 5 bis - Riduzione di orario di lavoro
Art. 5 ter - Orario normale di lavoro in regime di flessibilità
Art. 5 quater - Festività abolite
Art. 33 - Contrattazione aziendale
Art. 19 - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Allegato 2 - Legge 18 dicembre 1973, n. 877 Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio
Allegato 5 - Quote contratto Fim-Fiom-Uilm
Allegato 7 - Dichiarazione congiunta in relazione al "sistema di informazioni sulla situazione della industria orafo-argentiera"
Allegato 10 - Tabelle minimi contrattuali
Milano, addì 24 marzo 1987 fra la Federazione nazionale orafi gioiellieri fabbricanti; la Federazione nazionale fabbricanti argentieri, con l’assistenza della Confindustria e la Fim-Cisl, Federazione Italiana Metalmeccanici, la Fiom-Cgil, Federazione Impiegati e Operai Metallurgici, la Uilm-Uil, Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici, assistita dalla segreteria della Federazione Cgil-Cisl-Uil, è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti dalle aziende industriali che effettuano la lavorazione di articoli di oreficeria, gioielleria e bigiotteria prevalentemente in metalli preziosi, dalle aziende industriali argentiere e posatiere argentiere.
3) Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti per il periodo di loro validità il contratto generale e le norme integrative aziendali da esso previste.
A tal fine le associazioni dei datori di lavoro sono impegnate ad adoperarsi per l’osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate mentre le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
A1) Su richiesta di una delle parti entro la fine di ciascuno anno le Federazioni imprenditoriali firmatarie del presente Contratto forniranno alla Fim, Fiom, Uilm in sede nazionale dati informativi globali relativi a:
- andamento e prospettive economico-produttive;
- tendenze dei nuovi investimenti nei settori orafo-argentieri;
- andamento dell’occupazione con particolare riferimento alle nuove tecnologie di processo e alle conseguenti eventuali opportunità di formazione professionale e di nuove professionalità;
- tendenze evolutive del mercato del lavoro anche in relazione ai contratti di formazione e lavoro di cui all’Accordo interconfederale 8 maggio 1986 ed all’apprendistato;
L’insieme dei suddetti dati potrà essere altresì oggetto di una verifica tesa ad individuare i motivi degli andamenti e ad esprimere conseguenti valutazioni sui riflessi occupazionali e sulle emergenti opportunità professionali.
A2) Di norma annualmente entro il primo quadrimestre si terranno incontri in sede nazionale nel corso dei quali le Federazioni imprenditoriali firmatarie del presente Contratto forniranno alla Fim, Fiom, Uilm informazioni globali riferite alle linee generali di andamento economico produttivo e sulla evoluzione qualitativa e quantitativa dell’occupazione e alle prevedibili relative implicazioni nei settori orafo e argentiero.
Inoltre nel corso degli stessi incontri verranno fornite informazioni globali suddivise per le seguenti aree geografiche interregionali e per settori produttivi:
1) Triveneto, Lombardia, Piemonte (orafi)
2) Piemonte, Liguria, Emilia
3) Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Italia meridionale e insulare.
Riferite alle previsioni di investimento e alle eventuali operazioni di ristrutturazione, di scorporo e di decentramento permanente di importanti fasi delle attività produttive in atto, qualora dette operazioni comportino sostanziali modifiche del sistema produttivo che investano in modo determinante le tecnologie fino ad allora adottate o l’organizzazione complessiva del lavoro o il tipo di produzione in atto ed influiscono complessivamente sull’occupazione.
B) Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, le Associazioni territoriali imprenditoriali forniranno al sindacato provinciale di categoria, nel corso di apposito incontro, informazioni globali riferite alle aziende associate e alle Federazioni imprenditoriali stipulanti il presente Contratto riguardanti le prospettive produttive al fine di fornire un quadro indicativo della situazione con particolare riferimento all’occupazione e alle situazioni di crisi che abbiano particolare rilevanza.
Nel corso di tale incontro le Associazioni territoriali imprenditoriali forniranno informazioni globali ai sindacati provinciali di categoria relative ai dati sulla occupazione suddivisi per qualifiche e sesso degli addetti, con particolare riguardo all’assunzione di lavoratori di 1o impiego, ivi compresi gli apprendisti nonché sui programmi che comportino nuovi insediamenti industriali o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti illustrando i criteri generali della loro localizzazione e le prevedibili implicazioni sulla occupazione, sulla mobilità del territorio, sulla qualificazione professionale dei lavoratori e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Nell’ambito dell’informativa di cui sopra l’Associazione territoriale provvederà anche agli adempimenti previsti dal Contratto in materia di lavoro a domicilio (punto 6, allegato 3), nonché a fornire notizie sui criteri generali che attengono al decentramento produttivo.
C) Le informazioni di cui al precedente punto B) potranno inoltre essere fornite a livello regionale nel corso di un apposito incontro fra la Fim, Fiom, Uilm regionale ed una delegazione degli imprenditori orafi e argentieri.
D) Annualmente, nel corso di specifici incontri, le aziende che occupano complessivamente più di 200 dipendenti forniranno al sindacato su richiesta dello stesso e nel corso di un apposito incontro, convocato dall’Associazione territoriale imprenditoriale nella cui area di competenza si trova la Direzione generale dell’azienda interessata, informazioni sulle prospettive produttive e, in questo quadro, sui programmi che comportino nuovi insediamenti industriali o rilevanti ampliamenti di quelli esistenti. Nel corso di tale incontro il sindacato verrà informato delle prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, sulle condizioni ambientali ed ecologiche, nonché sui criteri di localizzazione.
Art. 2 Modifiche tecnologiche, organizzative e produttive. Decentramento
Nei contratti relativi al decentramento produttivo avente le caratteristiche di cui al comma precedente, le aziende committenti chiederanno alle aziende esecutrici di dichiarare l’osservanza delle norme contrattuali del settore merceologico di cui esse appartengono e di quelle relative alla tutela del lavoro.
Le direzioni degli stabilimenti con più di 150 dipendenti informeranno in apposito incontro le Rappresentanze sindacali aziendali e tramite l’Associazione territoriale di competenza, i sindacati provinciali di categoria sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell’attività produttiva in atto qualora esse influiscano complessivamente sull’occupazione: in questi casi l’informazione riguarderà l’articolazione per tipologie dell’attività decentrata, la localizzazione del decentramento indicata per grandi aree territoriali nonché la consistenza quantitativa dell’attività da decentrare.
Le direzioni degli stabilimenti con più di 200 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro, le Rappresentanze sindacali aziendali e tramite l’Associazione imprenditoriale di competenza, i sindacati provinciali di categoria, sugli spostamenti non temporanei nell’ambito dello stabilimento che interessino significative aliquote di lavoratori, nei casi in cui tali spostamenti non rientrino nelle necessità collegate alle normali esigenze tecniche, organizzative e produttive dell’azienda, ivi comprese quelle delle aziende di installazione e di montaggi nell’ambito della loro peculiare attività.
L’esercizio del diritto di assemblea di cui all’art. 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300 avrà corso nel rispetto delle seguenti modalità:
Analogo diritto di assemblea viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno 10 dipendenti nel limite massimo di 8 ore annue retribuite, salvo che non ricorra l’ipotesi di cui al secondo comma, art. 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Il datore di lavoro nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti, porrà a disposizione delle Rappresentanze sindacali aziendali, costituite nell’ambito delle Organizzazioni sindacali congiuntamente stipulanti il presente Contratto, per l’esercizio delle loro funzioni, un idoneo locale comune all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
Nelle unità produttive con numero inferiore a 200 dipendenti le Rappresentanze sindacali aziendali di cui al comma precedente, hanno diritto di usufruire di un locale idoneo alle loro riunioni.
Nota a verbale - Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, nell’ambito delle proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento degli invalidi e degli handicappati nelle proprie strutture, in funzione della capacità lavorativa e del conseguente sviluppo professionale delle varie categorie degli stessi, anche su segnalazione e partecipazione delle Rappresentanze sindacali aziendali.
Per quanto riguarda l’adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema speciale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dare attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all’art. 25 della legge 3 marzo 1971, n. 118. In tale spirito convengono di intervenire congiuntamente presso i competenti Ministeri del lavoro e della sanità affinché il problema venga considerato ed affrontato con la maggior sensibilità.
Durante la vigenza del presente Contratto di categoria opererà una "Commissione paritetica per lo studio della classificazione dei lavoratori" costituita entro il mese di ottobre 1987 con il compito di:
A) esaminare le eventuali evoluzioni dei profili professionali in relazione all’introduzione di tecnologie di processo profondamente innovative;
B) proporre alle parti stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro integrazioni od aggiornamenti ai profili professionali e alle esemplificazioni, sulla base delle risultanze degli esami e riguardanti fenomeni generalizzabili.
La Commissione formata da tre rappresentanti per ciascuna delle parti (Federorafi, Federargentieri, Fim, Fiom, Uilm) esprime pareri e proposte all’unanimità e si riunisce di norma una volta all’anno.
Sei mesi prima della scadenza del vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro la Commissione concluderà la sua attività e presenterà alle parti stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro un rapporto conclusivo sui risultati dei lavori di cui al punto A).
Le parti convengono che con decorrenza dal 1 luglio 1978, tutti i lavoratori addetti a turni avvicendati beneficeranno di mezz’ora retribuita per la refezione nelle ore di presenza in azienda.
Da tale disciplina sono esclusi i lavoratori a turni avvicendati, i quali già usufruiscono nell’ambito delle 8 ore di presenza di pause retribuite complessivamente non inferiori a 30 minuti che consentano la consumazione dei pasti, ad eccezione di quelle che siano state esplicitamente concesse ad altro titolo.
Art. 5 ter Orario normale di lavoro in regime di flessibilità
Le parti riconoscono che le aziende, in uno o più periodi dell’anno, possono avere esigenze di un maggior carico di lavoro connesse a fluttuazioni di mercato e/o a caratteristiche di stagionalità della domanda.
Per far fronte alle variazioni di intensità dell’attività lavorativa dell’azienda o di parti di essa, l’azienda potrà realizzare diversi regimi di orario in particolari periodi dell’anno, con il superamento dell’orario contrattuale di norma sino a 45 ore settimanali e fino ad un massimo di 48 ore settimanali per specifiche esigenze aziendali.
A fronte del superamento dell’orario contrattuale, corrisponderà, nel corso dell’anno e in periodi di minore intensità lavorativa, una pari entità di ore di riduzione.
Le modalità applicative, relative alla distribuzione delle ore nel periodo di supero ed all’utilizzo delle riduzioni, rapportate alle esigenze organizzative aziendali, saranno definite congiuntamente, in tempo utile, in sede di esame tra Direzione e RSA. L’attuazione della flessibilità è impegnativa per tutti i lavoratori interessati, salvo deroghe individuali a fronte di comprovati impedimenti.
Al lavoratore che non abbia effettuato, anche parzialmente, le ore di supero in regime di flessibilità, la retribuzione nel periodo di minor orario verrà proporzionalmente ridotta, salvo diverse soluzioni che, compatibilmente con le esigenze tecnico-produttive, possano intervenire tra l’azienda e il singolo lavoratore.
Le parti stipulanti convengono sul principio che il lavoro a tempo parziale, intendendosi per tale quello prestato per una durata giornaliera e/o settimanale inferiore a quella prevista dal Contratto collettivo di categoria, può costituire uno strumento funzionale all’efficienza e all’articolazione della prestazione di lavoro, in quanto applicato in rapporto alle esigenze dell’impresa ed all’interesse del lavoratore ed amministrato secondo criteri di proporzionalità diretta di tutti gli istituti normativi ed economici, se compatibili con le sue particolari caratteristiche.
Le parti in relazione alla flessibilità confermano che esse sono dovute dal lavoratore nell’ambito del rispetto delle norme contrattuali vigenti.
Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami nell’applicazione ed interpretazione del presente Contratto, le controversie tra aziende e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la Direzione e la Rappresentanza sindacale aziendale.
In difetto di accordo le controversie per l’interpretazione e quelle collettive per l’applicazione del presente Contratto saranno deferite, a seconda della loro natura per l’ulteriore esame e risoluzione, le prime alle competenti Associazioni nazionali, le seconde a quelle territoriali.
La procedura dovrà essere completata entro 15 gg. dalla data del deferimento.
Durante lo svolgimento delle procedure previste dal presente Contratto non si darà corso ad azioni.
L’inosservanza da parte del lavoratore, delle disposizioni contenute nel presente Contratto può dar luogo, secondo la gravità dell’infrazione all’applicazione dei seguenti provvedimenti:
c) multa non superiore a tre ore di paga e contingenza o minimo di stipendio e contingenza;
d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino ad un massimo di tre giorni;
e) licenziamento per mancanze ai sensi dell’art. 20.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta infrazione alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che, pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nell’art. 19, non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera B).
A titolo indicativo nelle infrazioni di cui sopra:
d) rissa nell’azienda fuori dai locali di lavorazione;
g) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’art. 19 quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso art. 19, salvo quanto disposto dall’ultimo comma dell’art. 18.
A) In ogni stabilimento o sede, per ogni area omogenea individuata in comune accordo, viene istituito il registro dei dati ambientali, costituito dalla raccolta delle rilevazioni che saranno effettuate da un ente specializzato. A tale scopo le Associazioni imprenditoriali e il sindacato provinciale territoriale concorderanno un elenco di enti specializzati, fra i quali le Rappresentanze sindacali aziendali sceglieranno quello al quale sarà affidato il compito di procedere alle rilevazioni.
Gli addetti all’ente che svolge le suddette rilevazioni sono tenuti al segreto professionale sui processi lavorativi di cui vengono a conoscenza.
L’elenco di cui sopra verrà fornito entro sei mesi dalla stipulazione del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro e verrà aggiornato, con i criteri indicati nel precedente capoverso, in caso di modifiche delle lavorazioni che comportino l’impiego di nuove sostanze.
Per il lavoro a domicilio si applica la disciplina contenuta nel regolamento allegato al presente Contratto (vedi allegato 3), nonché le disposizioni di legge vigenti in materia.
Art. 33 Contrattazione aziendale
Le parti, in relazione ai miglioramenti retributivi definiti per l’anno 1987 si impegnano - per il periodo indicato - ad assumere reciproci comportamenti coerenti con gli impegni assunti con l’Accordo interconfederale 8 maggio 1986.
La presente parte si applica ai lavoratori la cui prestazione non possiede i requisiti stabiliti per le prestazioni svolte dai lavoratori a cui si applicano le successive parti seconda e terza della disciplina speciale e ai quali, invece, si applicano, fra le altre, le norme previste dal D.L.Lgt. 9 novembre 1945, n. 788 sulla Cassa Integrazione Guadagni.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito dopo l’orario giornaliero fissato in applicazione del secondo comma dell’art. 5 della disciplina generale, sezione terza salve le deroghe e le eccezioni di legge.
Nell’ipotesi di distribuzione dell’orario settimanale in 5 giorni dal lunedì al venerdì sarà ammesso il prolungamento del lavoro straordinario, nella giornata del sabato, nei limiti della misura massima settimanale, oltre le 2 ore giornaliere.
Le parti in relazione alle prestazioni straordinarie, confermano che esse sono dovute dal lavoratore nell’ambito del rispetto delle norme contrattuali vigenti.
In particolare, per quanto concerne le prestazioni straordinarie nella giornata del sabato, escluse quelle relative ai lavori di riparazione e manutenzione, le parti convengono che l’esame preventivo a livello aziendale dovrà tener conto delle esigenze produttive.
4) L’azienda, tramite la propria Associazione sindacale, comunicherà ai sindacati provinciali dei lavoratori i criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore.
L’azienda comunica inoltre le modificazioni parziali dei criteri generali di cui al comma precedente qualora tali modificazioni assumano rilevante importanza.
Tali comunicazioni avranno finalità informative essendo ammesse solo contestazioni a carattere applicativo.
5) In caso di introduzione di nuovi sistemi di cottimo, superato il necessario periodo sperimentale, l’azienda procederà alla comunicazione di cui al punto 4). Alla comunicazione potrà seguire, a richiesta, un esame congiunto tra l’Organizzazione sindacale che rappresenta l’azienda ed i sindacati provinciali dei lavoratori.
Nel caso di modificazioni rilevanti di taluni dei criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore l’Organizzazione sindacale dei lavoratori qualificata a ricevere le comunicazioni relative ai criteri di cui al precedente punto 4) potrà richiedere l’esame congiunto, di cui al primo comma, al fine di accertare se sia in presenza dell’introduzione di un nuovo sistema.
6) Resta in facoltà del sindacato dei lavoratori di instaurare controversia collettiva quando sorgano contestazioni circa la rispondenza del sistema in atto e delle modificazioni di cui al punto 4), terzo comma, alle norme di cui al presente articolo.
7) I lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza all’inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire […]
14) I reclami riguardanti l’applicazione delle norme del presente articolo ed in particolare quelli relativi:
15) Ai fini del calcolo del guadagno di cottimo rimangono salvi gli assorbimenti già effettuati secondo le modalità di cui all’art. 4 punto A) disciplina generale, sezione seconda del CCNL 8 maggio 1973.
Qualora l’azienda richieda che taluni lavoratori (ad es.: fattorini, portieri, sorveglianti, autisti ecc.) indossino abiti speciali o divise, dovrà provvedere a proprie spese alla loro fornitura.
Durante le ore di lavoro il lavoratore di cui alla presente disciplina non può lasciare lo stabilimento senza regolare autorizzazione della Direzione.
Il permesso di uscita dallo stabilimento deve essere richiesto dal lavoratore entro la prima mezz’ora di lavoro salvo casi eccezionali.
I. Si considerano rientranti fra detti lavoratori esclusivamente i seguenti: autisti, infermieri, addetti alle cabine di produzione e di trasformazione dell’energia elettrica che sono esterne allo stabilimento, addetti al servizio estinzione incendi, fattorini, uscieri, inservienti, custodi, portinai, guardiani diurni e notturni.
II. I lavoratori discontinui possono essere assunti per un orario di lavoro normale settimanale di 40, di 44 o di 48 ore.
Per quanto non contemplato nella presente regolamentazione si rinvia alle disposizioni normative della disciplina speciale, parte terza del presente Contratto in quanto applicabili e senza pregiudizio dello stato giuridico dei lavoratori di cui alla presente parte seconda.
È considerato lavoro straordinario quello eseguito dopo l’orario giornaliero fissato in applicazione del secondo comma dell’art. 5 della Disciplina generale, sezione terza, salve le deroghe e le eccezioni di legge.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita, al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro dell’azienda ed in via del tutto eccezionale, il lavoratore non fruisca delle giornate di ferie oltre le 3 settimane, è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute.
Per la definizione del lavoratore a domicilio ai fini del presente regolamento, si fa riferimento a quanto in proposito disposto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877.
Il lavoratore a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 1 gennaio 1935, n. 112, deve essere munito a cura dell’imprenditore di uno speciale libretto di controllo, conforme al modello ministeriale.
Il lavoratore a domicilio assume nei confronti del datore di lavoro la responsabilità di tutto il materiale che riceve in consegna nonché quella per l’esatta e tempestiva esecuzione e riconsegna del lavoro, in conformità alle istruzioni ricevute.
e) La compilazione e l’approvazione delle tariffe ed il loro aggiornamento in esecuzione degli accordi di cui sopra si intendono devolute alle Associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori d’opera con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori a domicilio interessati tenendo presenti i particolari caratteri e le varie produzioni e il trattamento economico riservato ai dipendenti operai cottimisti che svolgono analoghe mansioni all’interno dell’azienda o delle aziende interessate.
Le parti stipulanti il presente Contratto demandano agli organismi sindacali l’esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio nei limiti fissati al punto 1) del presente regolamento, al fine di evitare riduzioni di orario ai lavoratori dipendenti e, ove possibile, incrementare l’occupazione aziendale.
Le Associazioni territoriali imprenditoriali di competenza trasmetteranno al Sindacato provinciale di categoria un elenco delle aziende orafe, argentiere e argentiere posatiere associate che si avvalgono di prestazioni di lavoro subordinato a domicilio. Ogni sei mesi la stessa Associazione territoriale imprenditoriale di competenza trasmetterà le eventuali variazioni del suddetto elenco.
Le parti si danno atto che i contenuti delle informazioni, così come l’articolazione per sedi materie e casi esclusivi, hanno costituito comuni presupposti per la stipulazione delle norme relative al "Sistema di informazioni sulla situazione dell’industria orafo-argentiera".
Pertanto iniziative e/o comportamenti in sede nazionale, territoriale, aziendale, posti in essere dalla Fim, Fiom, Uilm dai sindacati territoriali di categoria, dalle istanze rappresentative aziendali riconosciute dalla Fim, Fiom, Uilm, e attuati in violazione degli impegni così come definiti agli artt. 1, 2, 3 e 4 della disciplina generale firmataria sezione prima, daranno facoltà alle Associazioni imprenditoriali anche disgiunte, di dichiararsi, previo esame della situazione da compiersi in sede nazionale fra le Organizzazioni sindacali stipulanti, sciolte dalle specifiche obbligazioni assunte in tali presupposti.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente Contratto, valgono per gli apprendisti le norme del CCNL del 1 novembre 1983.
Per ottenere il riconoscimento del cumulo dei periodi di tirocinio precedentemente prestati presso altre aziende l’apprendista deve documentare, all’atto dell’assunzione, i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati.
La durata del tirocinio e le riduzioni del periodo stesso in relazione ai titoli di studio conseguiti dall’apprendista in scuole statali o parificate sono stabilite nelle tabelle seguenti.
Per gli apprendisti già in forza all’entrata in vigore della legge 28 febbraio 1987, n. 56.
Inferiore a 17 anni Superiore a 17 anni
A) Scuola d’obbligo + diploma di istituto professionale specifico 18 mesi 12 mesi
B) Scuola d’obbligo + corso generico di formazione professionale 30 mesi 24 mesi
C) Scuola elementare + licenza di scuola media unificata 36 mesi 30 mesi
Per gli assunti successivamente all’entrata in vigore della legge 28 febbraio 1987, n. 56.
A) Scuola d’obbligo + diploma di istituto professionale specifico 18 mesi
B) Scuola d’obbligo + corso generico di formazione professionale 30 mesi
C) Scuola elementare + licenza di scuola media unificata 36 mesi
Per gli apprendisti già in forza alla data del 1 novembre 1983 continuerà ad essere applicata la tabella di cui all’art. 4 del CCNL 1979.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668 - dei corsi di istruzione complementare, sono concesse tre ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.