Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/04/novita-fiscali-dell11-aprile-2008-oggi-ben-20-paginein-evidenza-modello-7302008-assistenza-fiscale-indennita-di-recesso.html
Timestamp: 2018-03-18 02:06:00+00:00
Document Index: 170285547

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2359', 'art. 120', 'art. 117', 'art. 2504', 'art. 117', 'art. 13', 'art. 172', 'art. 172', 'art. 118', 'art. 172', 'art. 118', 'art. 37', 'art. 50']

Novità fiscali dell'11 aprile 2008: oggi ben 20 pagine!!In evidenza: modello 730/2008: assistenza fiscale; indennità di recesso all'associato di studi professionali; codici tributo per rivalutare terreni; ICI e detrazioni per abitazione principale: risposte a quesiti
Novità fiscali dell’11 aprile 2008: oggi ben 20 pagine!!In evidenza: modello 730/2008: assistenza fiscale; indennità di recesso all’associato di studi professionali; codici tributo per rivalutare terreni; ICI e detrazioni per abitazione principale: risposte a quesiti
in Modello Redditi - Unico, Tasse e imposte locali (IMU, ICI, TARSU, TIA), Unico 2008
1) Istanza per il riconoscimento della continuazione del consolidato
2) Modello 730/2008 redditi 2007: Assistenza fiscale prestata dai sostituti, Caf e professionisti
3) Condizioni per godere dell’agevolazione prima casa
4) Attività bancaria svolta all’interno delle basi militari NATO in Italia
5) Indennità di recesso corrisposta da un’associazione professionale al socio receduto
6) Holding: Fusione di società con retrodatazione
7) Codici tributo per rivalutare terreni e partecipazioni
8) Credito di imposta per le PMI commerciali di vendita e per l’attività di rivendita di generi di monopolio
9) ICI e detrazioni per abitazione principale: Risposte a quesiti
1) Fusione: Istanza per il riconoscimento della continuazione del consolidato
La società risultante dalla fusione può continuare il regime del consolidato con la società consolidata per i rimanenti periodi d’imposta di validità del consolidato fiscale.
Invece, non è possibile includere nel reddito complessivo del consolidato la perdita fiscale che la società incorporante prevede di conseguire nel lasso di tempo che va dall’inizio del periodo d’imposta fino alla data di efficacia giuridica della fusione.
Queste le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate, contenute nella risoluzione n. 139/2008.
Operazione di fusione e regime del consolidato
Proprio nel caso di specie, la consolidante (Alfa) viene fusa per incorporazione ad opera di una società non inclusa nel consolidato (Beta).
In sostanza, come chiarito nella circolare n 53/E del 2004, paragrafo 7.3.1, in tale ipotesi la società risultante dalla fusione non è “automaticamente” attratta nel regime di tassazione consolidata avviato dalla società incorporata, ma é necessario – a tal fine – produrre istanza di interpello.
Nella medesima circolare si é affermato anche che le operazioni straordinarie che non interrompono anticipatamente a tassazione di gruppo sono accomunate dalla circostanza che le stesse non fanno mutare il soggetto giuridico controllato (nel caso delle fusioni), o la compagine sociale (nel caso delle scissioni), in modo che risulti rispettato il requisito del controllo previsto dagli artt. 117 e 120 del TUIR per la validità dell’opzione per il consolidato nazionale.
In particolare, il primo comma dell’art. 117 sancisce, tra l’altro, che l’appartenenza al gruppo dipende dalla sussistenza del requisito del c.d. “controllo di diritto” detenuto dalla società o ente controllante ai sensi dell’art. 2359, comma 1, numero 1) del codice civile in materia di società controllate e società collegate.
Il secondo comma dell’art. 120 del TUIR dispone, inoltre, che “Il requisito del controllo di cui all’art. 117, comma 1, deve sussistere sin dall’inizio di ogni esercizio relativamente al quale la società o ente controllante e la società controllata si avvalgono dell’esercizio dell’opzione”.
Nel caso di specie, riguardo il requisito del controllo, la descritta operazione di fusione per incorporazione non determina alcun mutamento nella situazione di controllo che la medesima società consolidante Alfa vantava – già prima dell’operazione di fusione – nei confronti della società consolidata Delta.
Sotto questo profilo, quindi, la società incorporante Beta – che succede, ai sensi dell’art. 2504-bis del codice civile, nel complesso delle posizioni giuridiche attive e passive della società incorporata Alfa a seguito dell’operazione di fusione – soddisfa le condizioni poste dagli art. 117 e 120 del TUIR nei confronti della società controllata da quest’ultima (Delta).
Beta può continuare il regime della tassazione di gruppo includendovi, senza soluzione di continuità, la società Delta originariamente appartenente al consolidato Alfa, nel presupposto che continuino a risultare rispettate anche le altre disposizioni di legge relative al regime della tassazione di gruppo
Pertanto, la società Delta può partecipare al regime del consolidato fiscale di Beta già nel periodo d’imposta nel quale ha effetto la fusione e relativamente alla residua frazione del triennio in cui ha efficacia l’opzione a suo tempo effettuata dalla stessa società consolidata e dalla controllante Alfa.
Beta deve quindi comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro trenta giorni dalla data di ricezione della risposta avuta con l’istanza di interpello, la conferma della tassazione di gruppo da parte della predetta società, con le modalità indicate nella risoluzione n. 44/E del 12 marzo 2007.
Inoltre, il consolidato della incorporata Alfa non presenta perdite fiscali pregresse; in caso contrario, assumerebbero rilievo le indicazioni contenute nella citata risoluzione n. 44/E del 2007 sulla applicazione in via analogica della disciplina prevista dall’art. 13, commi 5 e 6, del D.M. 9 giugno 2004, secondo cui le perdite del consolidato devono essere riattribuite alle società che ad esso partecipano sulla base dei criteri manifestati in sede di esercizio dell’opzione.
Trattamento fiscale delle perdite maturate dalla società incorporante (Beta)
Le perdite fiscali realizzate dalla società Beta possono essere portate in diminuzione del reddito della società incorporante nei limiti ed alle condizioni sancite dall’art. 172, comma 7, del TUIR. Necessita che la società risultante dalla fusione abbia optato per la retrodatazione degli effetti contabili e fiscali ai sensi dell’art. 172, comma 9, del TUIR.
La società Beta, infatti, ha dichiarato che, nel lasso di tempo intercorrente tra la data di inizio del periodo di imposta per effetto della retrodatazione degli effetti fiscali della fusione (1 aprile 2007) e la data in cui si realizzano gli effetti giuridici della stessa, prevede di realizzare una perdita fiscale.
Riguardo il regime del consolidato nazionale, le perdite fiscali maturate dalla società Beta anteriori alla data in cui ha efficacia giuridica la fusione si considerano “pregresse” ai sensi
dell’art. 118, comma 2, del TUIR, a norma del quale “Le perdite fiscali relative agli esercizi anteriori all’inizio della tassazione di gruppo di cui alla presente sezione possono essere utilizzate solo dalle società cui si riferiscono”.
Ne consegue che, fermo rimanendo il limite al riporto delle perdite di cui all’art. 172, comma 7, le perdite pregresse realizzate dalla società incorporante Beta possono essere utilizzate solo per compensare eventuali redditi imponibili realizzati dalla medesima società risultante dalla fusione, senza possibilità di compensare le predette perdite fiscali con redditi imponibili propri delle altre società che hanno optato (o che opteranno successivamente) al regime del consolidato.
In sostanza, sia le perdite fiscali realizzate dalla società Beta nei periodi di imposta precedenti, sia la perdita fiscale che la medesima società prevede di conseguire nel lasso tempo che passa dall’inizio del periodo d’imposta fino alla data di efficacia giuridica della fusione, non possono essere incluse nel regime del consolidato nazionale che continua in capo alla società risultante dalla fusione.
Tale ultima società, quindi, potrà utilizzare le predette perdite fiscali alla stregua delle perdite fiscali pregresse e, dunque, alle condizioni ed ai limiti di cui all’art. 118, comma 2, del TUIR.
In particolare, la società risultante dalla fusione potrà utilizzare in compensazione le perdite fiscali pregresse, comprese quelle relative al “periodo di retrodatazione”, solo per compensare l’eventuale reddito imponibile dalla stessa conseguito nel periodo d’imposta in cui ha efficacia la fusione.
L’eventuale risultato negativo che dovesse conseguire, successivamente alla descritta compensazione, non potrà concorrere alla determinazione del reddito complessivo globale del consolidato, ma potrà essere utilizzato esclusivamente per compensare gli eventuali redditi imponibili che la medesima società risultante dalla fusione conseguirà nei successivi periodi di imposta.
In conclusione, nel caso di specie, è possibile (per la società risultante dalla fusione) continuare il regime del consolidato con la società Delta, già appartenente al consolidato fiscale dell’incorporata Alfa, con riferimento ai rimanenti due periodi d’imposta di validità del consolidato fiscale.
Invece, non è possibile includere nel reddito complessivo del consolidato la perdita fiscale che la società incorporante Beta prevede di conseguire nel lasso temporale intercorrente dall’inizio del periodo d’imposta sino alla data di efficacia giuridica della fusione.
La risposta fornita dall’Agenzia a seguito di istanza di interpello rileva esclusivamente ai fini della prosecuzione, mentre rimane la possibilità per l’Amministrazione Finanziaria di disconoscere ricorrendone i presupposti di cui all’art. 37-bis, comma 2, del D.P.R. n. 600/73, eventuali vantaggi fiscali derivanti dall’operazione di fusione che non ha costituito oggetto dell’istanza di interpello.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 09/04/2008, n. 139)
L’operazione 730 è entrata nel vivo. L’Agenzia delle Entrate con la circolare 36/2008 ha fornito ulteriori chiarimenti a Caf e Sostituti d’imposta che nei prossimi mesi riceveranno milioni di modelli, in gran parte dai lavoratori dipendenti.
Tra le novità il cambiamento delle modalità di trasmissione del 730-4 e del 730 integrativo, da quest’anno infatti saranno i Caf dipendenti a comunicare per via telematica il risultato finale delle dichiarazioni all’Agenzia delle Entrate che lo renderà poi disponibile ai Sostituti
Infine, nel 730 integrativo non va più barrata la casella con una x, ma va inserito nella stessa un codice, da 1 a 3, a seconda del tipo di integrazione.
Dichiarazione dei redditi con il modello 730/2008: Contribuenti che possono utilizzare il modello 730
Possono utilizzare il modello 730/2008, se hanno un sostituto d’imposta che può effettuare le operazioni di conguaglio nei tempi previsti, i seguenti contribuenti:
Il modello 730 può essere presentato al proprio sostituto che ha scelto di prestare assistenza fiscale, ad un centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista o esperto contabile).
– a un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro dura almeno da giugno a luglio 2008 e conosce i dati del sostituto che effettuerà il conguaglio.
Il personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato può presentare il modello 730 al proprio sostituto, a un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato se tale contratto dura almeno dal mese di settembre 2007 al mese di giugno 2008.
Possono ottenere assistenza fiscale, rivolgendosi ad un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato, anche i soggetti che posseggono soltanto redditi indicati all’art. 50, comma 1, lettera c-bis), del TUIR (redditi di collaborazione coordinata e continuativa), almeno nel periodo compreso da giugno a luglio 2008 e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.
Il modello 730/2008 non può essere utilizzato dai contribuenti che nell’anno 2007 hanno posseduto:
– redditi di lavoro autonomo per i quali viene richiesta la partita IVA;
– redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, rigo D4 e D5, del modello 730;
– redditi da plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivante dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in borsa.
– nel 2008 percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto (es. colf e altri addetti alla casa);
La dichiarazione congiunta non può essere presentata se uno dei coniugi nel 2007 é titolare di redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 o, comunque, se é tenuto a presentare il modello UNICO 2008 Persone fisiche.
Se entrambi i coniugi possono avvalersi dell’assistenza fiscale, scelgono a quale dei rispettivi sostituti presentare la dichiarazione; in tal caso il coniuge che ha come sostituto il soggetto al quale é presentata la dichiarazione deve essere indicato come dichiarante barrando l’apposita casella nel frontespizio del modello.
Nel caso in cui la dichiarazione congiunta viene presentata ad un CAF o ad un professionista abilitato, deve essere indicato come dichiarante il soggetto che ha scelto il proprio sostituto per le operazioni di conguaglio.
Non si può presentare la dichiarazione congiunta se il coniuge sia deceduto o se si presenta la dichiarazione per conto di altri contribuenti (ad esempio per conto di persone incapaci, compresi i minori).
I coniugi devono indicare, ciascuno nel rigo F1 del proprio modello 730, l’importo degli acconti versati riferiti alla propria Irpef.
Dichiarazione “730-integrativo”
Se il contribuente si accorge, nella dichiarazione 730 presentata, della presenza di errori od omissioni la cui correzione comporta un maggiore rimborso, un minore debito o non influisce sulla determinazione dell’imposta scaturita dalla dichiarazione originaria, può presentare una dichiarazione integrativa.
Il modello 730, nel quale deve essere indicato il codice 1 nell’apposita casella “730 integrativo”, deve essere presentato, entro il 25 ottobre 2008, ad un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato, anche se l’assistenza era stata precedentemente prestata dal sostituto d’imposta.
Il contribuente, che presenta la dichiarazione integrativa allo stesso Caf o allo stesso professionista abilitato a cui ha presentato la dichiarazione originaria, deve esibire solo la documentazione relativa all’integrazione effettuata, necessaria per il controllo di conformità.
Se l’assistenza era stata prestata dal sostituto d’imposta o da un altro Caf o da altro professionista abilitato, il contribuente deve esibire tutta la documentazione.
– elabora un nuovo prospetto di liquidazione modello 730-3 sul quale nell’apposita casella “integrativo” deve essere indicato lo stesso codice risultante dal frontespizio della dichiarazione e lo consegna all’assistito, entro il 10 novembre 2008, unitamente alla copia della dichiarazione integrativa;
– fa pervenire, entro la medesima data del 10 novembre 2008, il modello 730-4 integrativo al sostituto d’imposta che effettua il conguaglio a credito sulla retribuzione erogata nel mese di dicembre;
– trasmette all’Amministrazione finanziaria per via telematica, entro il 10 novembre 2008, i dati contenuti nelle dichiarazioni integrative dei modelli 730/2008.
Se è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro, nel periodo che va dalla presentazione del modello 730 originario alla data del 25 ottobre 2008, il contribuente ricorrendone le condizioni può presentare il modello 730 integrativo contrassegnato dal codice 1 se ha un sostituto d’imposta almeno nel periodo da ottobre a dicembre 2008.
Il modello 730 integrativo può essere utilizzato anche quando per incompletezza o incongruenza dei dati indicati nel frontespizio della dichiarazione originaria il sostituto non è stato correttamente identificato.
In tal caso, però, nell’apposita casella deve essere indicato il codice 2 e la dichiarazione può essere integrata limitatamente al riquadro relativo ai dati del sostituto d’imposta che deve effettuare il conguaglio, i rimanenti dati devono essere i medesimi della dichiarazione originaria.
Pertanto, al fine di consentire l’effettuazione dei conguagli a partire dal mese di luglio, il medesimo soggetto che ha prestato l’assistenza per la presentazione del modello 730 originario dovrà apportare tempestivamente la modifica necessaria.
Qualora l’integrazione riguardi errori od omissioni la cui correzione comporti un maggior rimborso, un minor debito o non influisca sulla determinazione dell’imposta scaturita dalla dichiarazione originaria, ma il risultato contabile del modello 730 originario non é mai pervenuto al sostituto d’imposta per inesattezze nei dati indicati nel frontespizio relativamente al sostituto che deve effettuare il conguaglio, nella casella “730 integrativo” deve essere indicato il codice 3.
In tale ipotesi la modifica deve essere apportata dallo stesso soggetto che ha prestato assistenza per la presentazione della dichiarazione originaria e la dichiarazione integrativa può essere presentata entro il 25 ottobre 2008.
Il sostituto d’imposta effettua il conguaglio sulla retribuzione erogata nel mese di dicembre, sulle eventuali somme a debito deve essere applicato l’interesse dello 0,40 mensile a partire dal mese di agosto, per i pensionati a partire dal mese di settembre.
Il contribuente che riscontra nel modello 730 presentato errori od omissioni la cui correzione determina un minor rimborso o un maggior debito, può presentare, nei previsti termini ordinari, una dichiarazione integrativa utilizzando il modello UNICO 2008 Persone fisiche e provvedere direttamente al pagamento delle somme dovute.
Se i termini predetti sono scaduti, il contribuente può, con un modello UNICO, correggere o integrare la dichiarazione.
La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730, e, di conseguenza, non fa venire meno l’obbligo del sostituto d’imposta di effettuare i rimborsi spettanti o trattenere le somme dovute in base al modello 730 originario.
Anche i contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale, possono, compilando il quadro I ICI del modello 730, richiedere di utilizzare l’eventuale credito risultante dalla dichiarazione per effettuare autonomamente, con il mod. F24, il versamento dell’ICI dovuta per l’anno 2008.
Se il contribuente barra la casella 1 del quadro I, o se l’importo indicato nella casella 2 risulta uguale al credito risultante, il sostituto non effettuerà il rimborso.
Versamenti d’acconto e pagamenti rateali: Acconti
Il contribuente che ritiene di non dovere pagare somme a titolo di acconto Irpef deve barrare, sotto la propria responsabilità, la casella 1 del rigo F6 della Sezione V.
Se, invece, ritiene che sia dovuto un minore acconto per l’anno 2008 deve indicare nella colonna 2 del rigo F6 i minori importi che devono essere trattenuti dal sostituto d’imposta e non barrare la casella 1.
Per quanto riguarda l’addizionale comunale, se il contribuente ritiene di non dovere versare alcuna somma a titolo di acconto deve barrare l’apposita casella 3 del rigo F6, se ritiene di dovere versare un minore acconto deve indicare nella colonna 4 del rigo F6 la minore somma che deve essere trattenuta dal sostituto d’imposta (e non deve barrare la casella 3).
Il contribuente che non intende effettuare alcun versamento Irpef a titolo di seconda o unica rata di acconto o che intende effettuare un versamento inferiore a quello dovuto in base al modello 730 presentato, deve comunicarlo entro il mese di settembre 2008 al sostituto d’imposta che effettua il conguaglio.
Anche il contribuente che presenta il modello 730 può chiedere la suddivisione in rate mensili di uguale importo della somma dovuta a titolo di saldo, primo acconto Irpef, addizionale comunale e regionale Irpef, acconto dell’addizionale comunale e acconto del 20% su alcuni redditi soggetti a tassazione separata.
In tal caso, il contribuente indica nella Sezione V, rigo F6, casella 5, del mod. 730 il numero delle rate, da un minimo di due a un massimo di cinque, in cui intende frazionare il debito e il sostituto d’imposta calcola gli interessi dovuti per la rateizzazione, pari allo 0,50% mensile.
Non può essere rateizzata la somma dovuta per la seconda o unica rata di acconto dell’Irpef.
Assistenza fiscale prestata dai sostituti d’imposta: Soggetti che possono prestare assistenza fiscale
Ai sostituti d’imposta, che scelgono di prestare assistenza fiscale spettano i compensi previsti dalla normativa.
Il contribuente che si avvale dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta deve presentare entro il mese di aprile 2008:
– il modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e del 5 per mille dell’Irpef, anche se non compilato, nell’apposita busta chiusa.
Il contribuente non deve produrre al sostituto d’imposta alcuna documentazione comprovante i dati dichiarati; deve, invece, conservarla fino al 31 dicembre 2012, ed esibirla, se richiesta, ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate.