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Timestamp: 2020-04-09 20:56:30+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art.16', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'sentenza ']

Articoli 9 - ProcessoCivileTelematico.it
LA PCT-quette – Decalogo semiserio e corollari per l’avvocato telematico
Articoli / 29 Aprile, 2015 29 Aprile, 2015
di Alessandro Nicotra
Avvocato in Milano e formatore PCT
1) Anche se il collega cui scrivi l’e-mail è ultra ottantenne, non scrivere mai tutto in stampatello:
– perché equivale ad urlare,
– perché se il collega in questione ha un figlio od una segretaria informatici e vendicativi, questi potrebbero creare un filtro che ti rimbalza ogni messaggio con messaggi automatici del tipo “indirizzo inesistente”, oppure risponderti con Times New Roman dimensione 80;
2) Non mandare saluti, aggiornamenti pratiche o mere comunicazioni via PEC al collega
– perché è deontologicamente rilevante come il mandare certe raccomandate con ricevuta di ritorno,
– perché se questi ha il solito figlio o la solita segretaria informatici e vendicativi, ti farebbero sperimentare lo psicodramma di una casella mail PEC piena rimandandoti ad libitum uno stesso messaggio, con allegata scansione ad alta definizione di 30 MB, che tanto… è colpa di Outlook o di Thunderbird che si è incartato;
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L’intervento nelle procedure esecutive: il rapporto tra il primo e il secondo comma dell’art. 16 bis D.L.179/2012
Articoli / 23 Aprile, 2015 8 Marzo, 2019
di Giosiana Radaelli
La questione che si vuole affrontare in questa sede attiene al deposito telematico dell’atto di intervento nelle procedure esecutive mobiliari e immobiliari, riflettendo sulla natura obbligatoria ovvero facoltativa dello stesso, alla luce della disciplina introdotta dal secondo comma dell’art. 16-bis in raffronto al primo.
Per comprendere, e quindi correttamente interpretare la portata del secondo comma dell’art. 16-bis del D.L. 18 ottobre 2012 n.179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) occorre partire dalle modifiche legislative che hanno portato all’attuale formulazione nonché al suo rapporto con il primo comma.
Innanzitutto occorre precisare che l’art.16-bis, il quale disciplina “l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali” nasce con la Legge di Stabilità 2013, ossia la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), in quanto la formulazione originaria del D.L. 179/2012 non lo contemplava.
Neppure nella legge di conversione L. 17 dicembre 2012, n. 221 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) vi era alcuna traccia.
Pertanto è soltanto con l’art. 1, comma 19, della Legge di Stabilità che il legislatore introduce l’art. 16-bis, stabilendone l’inserimento dopo l’art. 16 di cui già al d.l. 179/2012.
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PST: copia informatica, duplicato informatico ed impronta
Articoli / 20 Aprile, 2015 20 Aprile, 2015
Proseguiamo, concettualmente, il discorso iniziato con gli articoli precedentemente pubblicati: “Firma digitale e PCT” e “La firma digitale ed i suoi formati“.
Partiamo dalle definizioni di copia informatica e duplicato informatico dettate dal CAD all’art. 1:
“i-quater) copia informatica di documento informatico: il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento da cui e’ tratto su supporto informatico con diversa sequenza di valori binari;
i-quinquies) duplicato informatico: il documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario;”.
Sul Portale dei Servizi Telematici (http://pst.giustizia.it) è ora possibile scaricare oltre alla copia informatica, anche il duplicato informatico e l’impronta con hash md5, utile per verificare la corrispondenza del duplicato all’originale informatico, conservato sui server ministeriali, secondo le modalità di seguito illustrate.
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Articoli / 15 Aprile, 2015 15 Aprile, 2015
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Quando la notifica in proprio a mezzo pec ex L.53/1994 è obbligatoria
Articoli / 14 Aprile, 2015 14 Aprile, 2015
Il seguente caso, riferito da un collega lombardo, merita un approfondimento perché rappresenta un’anomalia ed una “stortura” che non si sarebbe dovuta verificare. In un procedimento monitorio, l’avvocato del creditore ricorrente depositava direttamente da fuori distretto e non eleggeva un domicilio “fisico” presso lo studio di un collega, confidando che fosse funzionalmente e giuridicamente sufficiente indicare il proprio indirizzo PEC. Di tutt’altro avviso, l’avvocato del debitore resistente che notificava l’atto di citazione in opposizione in cancelleria, arrivando successivamente ad ottenere persino una sentenza pronunciata in contumacia che metteva così in condizione il collega, solo a quel punto messo a conoscenza del provvedimento notificato direttamente al cliente, di dover approntare giudizio di appello. Si tratta di una situazione limite che oggi non si potrebbe più verificare in quanto il d.l. 90/2014 convertito con la l. 11 agosto 2014, n. 114, con l’articolo 52, comma 1, lettera b) ha introdotto nel dl 179/2012 l’articolo 16-sexies, disciplinando compiutamente il c.d. domicilio digitale ed ha chiarito definitivamente che “salvo quanto previsto dall’articolo 366 del codice di procedura civile, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia.».
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