Source: https://ersucagliari.it/index.php/it/?option=com_content&view=category&id=82:attivita-istituzionali&Itemid=50&layout=default
Timestamp: 2018-10-20 00:32:57+00:00
Document Index: 132508163

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3']

Avvisi e Notizie sui servizi
L'Ersu concede ogni anno accademico contributi per attività culturali, sportive e del tempo libero promosse da associazioni o comitati studenteschi.
Le attività sono riservate principalmente alle iscritte e agli iscritti all'Università di Cagliari, alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Cagliari, al Conservatorio Statale di Musica di Cagliari, alla Scuola Superiore per Mediatori Linguistici "Verbum" di Cagliari.
Mod.1 - Richiesta di contributo
Mod.2 - Bilancio preventivo
Mod.3 - Ritenuta d'acconto
All. Modello rendicontazione
pubblicata dal 06.06.2018
vers.: 06.06.2018 Scarica
pubblicata dal 03.07.2018 e rettificata in data 07.08.2018
vers.: 09.08.2018 Scarica
FAQ sui Contributi Attività Culturali
Riguardo alla possibilità - nella realizzazione delle diverse iniziative all'interno di un progetto - di rimodulare la ripartizione del budget rispetto ai costi preventivati per singola iniziativa, trasferendo una somma da un'iniziativa all'altra (nel limite del 40% del contributo assegnato alla singola proposta progettuale), si chiede se sia possibile, in caso di un'iniziativa non realizzata, effettuare la rimodulazione trasferendo il contributo per l'iniziativa non realizzata a una o più di quelle effettivamente realizzate.
All'art. 14 del Regolamento "Rimodulazione del piano finanziario" è scritto che è consentita una variazione di budget con conseguente trasferimento da iniziativa a iniziativa all'interno di un proposta progettuale. La variazione del budget presuppone che tutte le iniziative siano realizzate. Infatti, la mancata realizzazione di un'iniziativa comporta una variazione del progetto. Considerato che ogni iniziativa riceve un contributo in base al punteggio attribuito, una iniziativa non realizzata comporta la perdita del punteggio e del relativo contributo.
A conferma di ciò, l'art. 16 del Regolamento consente di modificare il progetto in maniera limitata: con la sostituzione di una sola iniziativa con un'altra con caratteristiche simili, con comunicazione motivata inviata almeno 10 giorni prima della realizzazione.
Diverso è il caso di un'iniziativa realizzata con contributi di altri soggetti o a "costo zero": il punteggio viene conservato e il budget corrispondente può essere rimodulato.
Relativamente alle attività "conferenza" o "workshop", è possibile effettuare una spesa per l'organizzazione di un buffet, da offrire a partecipanti e relatori? Vediamo, infatti, che all'art. 13.2 lett b), tale voce di spesa appare riferibile solamente ad attività quali spettacoli e manifestazioni, di durata che si estenda nel corso dell'intera giornata.
All'art. 13 del Regolamento "Rendicontazione" è stabilito che sono ammesse a contributo tutte le spese sostenute per lo svolgimento della proposta progettuale e delle singole iniziative, documentate ai sensi della normativa vigente. Nello specifico, al punto 13.2 "Spese ammesse a contributo" si precisa che sono ammesse le spese per lo svolgimento dell'iniziativa come, ad esempio, quelle sostenute per l'allestimento di spettacoli e manifestazioni (comprese le spese sostenute per l'utilizzo di spazi), con un limite per l'organizzazione di buffet del 10% del contributo per singola iniziativa. Naturalmente il buffet è ammesso per le iniziative che coprono gran parte della giornata - come un convegno che va da mattina a pomeriggio - in quanto potrebbe essere necessario offrire qualcosa a tutte le persone che partecipano. In ogni caso una conferenza e un workshop possono rientrare fra le "manifestazioni". Pertanto la risposta è positiva tenendo conto delle condizioni appena descritte.
Si precisa che le spese di vitto degli ospiti sono, naturalmente, inseribili in un'altra parte del preventivo finanziario, qualora, ad esempio, non sia previsto il buffet perché il workshop si interrompe e riprende nel pomeriggio. In questo caso gli ospiti sono a carico di chi organizza e i partecipanti invece provvedono a sé stessi.
Si ricorda infine che al punto 13.3 "Spese non riconosciute", è precisato che le spese sostenute per servizi, attrezzature, personale e affitto locali che l'Ente o l'Università possono direttamente mettere a disposizione non sono ammissibili. Pertanto, ad esempio, per un evento organizzato presso la mensa, un buffet potrebbe appunto essere riconosciuto fra i servizi che l'Ente può offrire.
Si può considerare come partner di progetto un'agenzia di viaggi o un patronato che non hanno però statuto o atto costitutivo?
Un'agenzia di viaggi o un patronato sembrano più fornitori di servizi o sponsor che partner. Si intende per partner, infatti, l'organismo che, in collaborazione con l'associazione o il comitato che fa la domanda di contributo, pianifica e organizza l'attività per la quale si richiede il finanziamento. Tutti gli altri organismi che danno un contributo saranno inseriti fra gli sponsor privati nel bilancio preventivo ("modello 2 bilancio preventivo", pubblicato sul sito dell'Ente). Se il contributo non è monetizzabile (agevolazioni, altro), lo si può inserire in una nota al bilancio preventivo e nella relazione allegata al "modello 1 richiesta contributo".
Gli organismi o i soggetti che forniscono una prestazione a pagamento andranno inseriti nel bilancio preventivo o alla voce "costi per il personale" (se persone fisiche) o in altra voce per prestazioni di servizi, ad esempio "allestimenti" o altro.
Nel caso in cui, invece, l'agenzia di viaggi o il patronato fossero dei veri e propri "partner", non trattandosi di associazioni o fondazioni (art. 3 del Regolamento) al posto dell'atto costitutivo e dello statuto presenteranno dei documenti che chiariscano la natura delle loro attività.
Si ricorda che i partner in senso stretto sono tenuti a sottoscrivere la clausola antidiscriminatoria.
Con riferimento all'obbligo di sottoscrivere la clausola antidiscriminatoria da parte dell'associazione che richiede il contributo (art. 1, terzo comma e art. 2) e da parte dei partner che partecipano al progetto (art. 3), si vuole sapere se la sottoscrizione può avvenire dopo la presentazione del progetto o se la mancanza al momento della presentazione comporta l'esclusione. In particolare il problema vale per i partner nel caso in cui questi siano effettivamente individuati durante lo svolgimento del progetto oppure in sede di sostituzione di un iniziativa come previsto dall'art. 16.
In merito alla clausola antidiscriminatoria è necessario distinguere tra sottoscrizione da parte dell'associazione o comitato che chiede il contributo e da parte dei partner.
Con riguardo all'associazione o comitato, la clausola antidiscriminatoria viene sottoscritta unitamente alla domanda di contributo (modello 1 allegato all'avviso). La mancata sottoscrizione comporta l'esclusione dalla procedura (art. 5 del Regolamento). Tale esclusione può avvenire però solo nel caso in cui l'associazione o comitato, a seguito di richiesta dell'Ufficio Culturale, non integri la documentazione nei tempi previsti (art. 15).
Con riguardo ai partner, il Regolamento, all'art. 3, prevede che questi sottoscrivano la clausola antidiscriminatoria. Si deve però tenere conto che tale previsione è inserita tra i documenti necessari (lettere di presa visione e adesione al progetto e statuto per le associazioni terze) per ottenere il punteggio di premialità previsto (tabella B) per la partecipazione di partner al progetto. La previsione va quindi interpretata quale condizione per ottenere il punteggio premiale. Pertanto qualora nel progetto sia prevista la partecipazione di un partner senza che per questo sia allegata tutta la documentazione prevista (lettera di presa visione e adesione, eventuale statuto e clausola anti discriminazione sottoscritta) non verrà attribuito alcun punteggio ma la domanda sarà valida. In caso di partner individuati durante lo svolgimento del progetto si deve far presente che l'indicazione generica di uno o più partner in sede di domanda è ammissibile al fine di definire il progetto (ad es., nel progetto si dichiara che la manifestazione sarà organizzata in collaborazione con un'associazione o fondazione senza precisare quale) ma non consente di attribuire alcun punteggio premiale. Detto ciò, è necessario che tutti i partner, anche nel caso in cui non sia stato per essi attribuito un punteggio premiale, sottoscrivano la clausola nel momento in cui sono effettivamente individuati e che il relativo documento sia trasmesso all'Ufficio Culturale.
A questo proposito si fa presente, infine, che se i partner di cui si trasmettono i documenti successivamente alla presentazione della domanda non avessero le caratteristiche previste all'articolo 1 del Regolamento ("L'ERSU non finanzia associazioni e comitati che, attraverso la promozione e/o diffusione di contenuti materiali, immagini o simboli - propri o riconducibili ai loro partner - richiamino e/o esaltino l'ideologia nazi-fascista o si ispirino e inneggino alla xenofobia, al razzismo e all'omofobia") o non sottoscrivessero la clausola antidscriminatoria, l'iniziativa per la quale si richiede il finanziamento verrà esclusa.
Che differenza c'è tra "partner" e "sponsor"? Per quanto riguarda le varie associazioni ed enti che collaborano con Riscossa Europea si precisa che i loro componenti, che non fanno parte della scrivente Associazione, né come dirigenti né come iscritti, per la maggior partecipano in prima persona all'organizzazione degli eventi, anche come relatori o moderatori nei convegni ovvero come artisti nei concerti.
Come specificato in altra FAQ «Si intende per partner (...) l'organismo che, in collaborazione con l'associazione o il comitato che fa la domanda di contributo, pianifica e organizza l'attività per la quale si richiede il finanziamento. Tutti gli altri organismi che danno un contributo saranno inseriti fra gli sponsor privati nel bilancio preventivo (...). Gli organismi o i soggetti che forniscono una prestazione a pagamento andranno inseriti nel bilancio preventivo o alla voce "costi per il personale" (se persone fisiche) o in altra voce per prestazioni di servizi, ad esempio "allestimenti" o altro». In altre parole, per "partner" si intende un soggetto che viene coinvolto nella definizione e nell'organizzazione del progetto per collaborarvi attivamente; per "sponsor" si intende un soggetto che fornisce, in modo passivo, senza collaborazione attiva all'organizzazione, un contributo finanziario (una somma di denaro) o materiale (ad es. dona un bene, fornisce una prestazione gratuita); infine, per completezza, gli organismi o i soggetti che forniscono prestazioni a pagamento sono da considerare, rispettivaemtne, fornitori o collaboratori.
Nel caso di specie, quindi, un'associazione che collabora con voi attivamente alla definizione e organizzazione delle attività per cui viene richiesto il contributo potrà essere considerata "partener". Di contro, se l'apporto dell'associazione si limiterà al fatto che alcuni (o anche tutti) componenti di questa svolgeranno attività quali "relatori", "moderatori" o "artisti" all'interno dell'attività non si potrà considerarla "partner".
Per quanto riguarda la "clausola antidiscriminatoria" di cui viene richiesta la sottoscrizione essa è già compresa nel modulo di domanda ma riguarda solo l'Associazione richiedente il contributo; si richiede quindi quale formula esatta debbano sottoscrivere le Associazioni "partner" (che allegheranno i relativi statuti), chiedendo conferma che sia corretta e sufficiente quella desunta dall'articolo 2 del Regolamento dell'ERSU: "che qualsiasi attività, qualsiasi forma di promozione delle attività, qualsiasi forma di reclutamento e/o adesione all'associazione, diretta o indiretta, (viene e) sarà svolta senza discriminazioni in ordine all'etnia e colore della pelle, all'orientamento di genere, all'identità di genere, all'orientamento sessuale, all'orientamento religioso, politico e alla condizione dell'individuo."
La clausola antidiscriminatoria, sotto forma di autocertificazione (ai sensi del DPR 445/2000), deve essere presentata da ogni partner di progetto. Il legale rappresentante dell'organismo partner dichiarerà quindi: "che qualsiasi attività e forma di promozione delle attività, diretta ed indiretta, sarà svolta garantendo uguali opportunità fra uomo e donna, ed uguaglianza di trattamento, senza discriminazioni in ordine all'etnia e colore della pelle, all'orientamento di genere, all'orientamento sessuale, all'identità di genere, all'orientamento religioso e alla condizione economica e sociale dell'individuo".
Si richiede conferma che nelle adesioni di "partner" o "sponsor" che siano nello specifico un Patronato, una Libreria, una Casa Editrice, una Corale polifonica, un Gruppo musicale, un'Agenzia, non debba essere contenuta alcuna dichiarazione antidiscriminatoria ovvero quali la debbano sottoscrivere.
La risposta al quesito Si ricava dalle risposte ai precedenti quesiti, in particolare ove si precisa il concetto di "partner" ai fini dell'avviso.
si richiede conferma che nelle eventuali dichiarazioni di singoli esperti, relatori, artisti, etc. di adesione di massima alle iniziative non debba essere contenuta alcuna dichiarazione antidiscriminatoria.
La sottoscrizione della clausola antidiscriminatoria è prevista esclusivamente per i "partner" in senso stretto (v. risposte precedenti). Per gli esperti, consulenti, artisti, ecc. che intendono dare un'adesione di massima all'iniziativa nel Regolamento, all'art. 3, è previsto che ai fini dell'attribuzione del punteggio di premialità (Tabella B ) si dovranno allegare le relative dichiarazioni di intenti.
Nel ribadire che il sodalizio non si configura come organizzazione di partito e non ne è in qualche modo emanazione, l'associazione intende avvalersi della partecipazione ai convegni, come esperti di politica, di consiglieri regionali e deputati della repubblica; si richiede conferma che nelle adesioni di massima alle iniziative non debba essere contenuta alcuna dichiarazione antidiscriminatoria.
Esperte ed esperti non sono tenuti a presentare la clausola antidiscriminatoria
Si richiedono chiarimenti riguardo alla "partecipazione attiva" di studenti con disabilità alle iniziative dell'Associazione richiedente ovvero se si intenda la partecipazione, oltre che nella realizzazione del progetto, anche come relatori o moderatori ai convegni od artisti ai concerti e se tali studenti debbano o possano far parte dell'Associazione e/o del suo Direttivo.
Nella Tabella B del Regolamento si precisa che il "Coinvolgimento nella realizzazione delle proposte progettuali di gruppi specifici di studenti" non può essere inteso, ad esempio, come la semplice assenza di barriere architettoniche. Studentesse e studenti di etnie diverse o con disabilità devono essere attivamente coinvolti nel progetto. Si ritiene dunque che il coinvolgimento come "relatori", "moderatori" o "artisti" configuri la "partecipazione attiva". Si precisa che non è obbligatorio che facciano parte dell'organismo che fa richiesta di contributo.
Sarebbe possibile sapere se il bilancio preventivo da allegare alla richiesta di contributo debba essere uno unico o diviso per progetto?
Il preventivo deve essere presentato per ciascun progetto e articolato per iniziativa così come specificato nel modello 1 Richiesta di contributo che richiede una breve descrizione del progetto e delle sue articolazioni in iniziative. Non è necessario presentare più di una domanda perché lo spazio destinato al progetto e alle sue articolazioni è ripetibile. Sono gli allegati che devono riferirsi a ciascun progetto, e quindi, per ognuno, si allegherà il piano di comunicazione, un bilancio preventivo, la relazione dettagliata, dichiarazioni d'intenti, ecc.
Qualora dovessimo procedere con un bilancio per progetto (in questo caso due), in caso un altro ente pubblico ci avesse stanziato un importo per i due progetti ma senza che ci chiedesse la divisione dell'importo per progetto come dovremmo procedere? Cosa dovremmo segnare per progetto alla voce "altri contributi pubblici" in questo caso? Dividere semplicemente l'importo a metà?
Nel caso siano previsti altri contributi pubblici oltre quelli dell'Ersu questi vanno inseriti nel piano finanziario o bilancio preventivo. Sta all'associazione/comitato decidere quanto investire in ciascun progetto, e quindi quanto è necessario inserire in ciascun preventivo. All'Ente interessa sapere quali e quanti contributi l'associazione/comitato ha deciso di utilizzare per un progetto. Il valore di un progetto (vedi Tabella B) risiede anche nel saper modulare un piano finanziario reale.
Naturalmente il consuntivo dovrà essere coerente con il preventivo. Quindi se l'associazione/comitato decide che di questi altri contributi pubblici vuole investire, ad esempio, il 50% in un determinato progetto, dovrà aver cura, a rendiconto, di illustrare le spese sostenute con quel 50% e con tutti gli altri contributi ricevuti per quello stesso progetto.
FAQ aggiornate al giorno 08.03.2018
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