Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/9_76_12112013.htm
Timestamp: 2019-06-27 10:44:53+00:00
Document Index: 38268740

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 2463', 'art. 57', 'art. 54', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 29']

SEDUTA DI MARTEDI’ 12 NOVEMBRE 2013
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO E DEL VICEPRESIDENTE ALESSANDRO NICOLO’
La seduta inizia alle 17,30
La seduta è aperta, si dia lettura del verbale della seduta precedente.
Annunzio di interrogazioni e mozione
Legge le interrogazioni e la mozione presentate alla Presidenza.
E’ pervenuta risposta scritta all’interrogazione numero 453 dell’8 ottobre 2013 a firma dei consiglieri Principe, Scalzo, Naccari Carlizzi.
Concluse le comunicazioni, chiederei ai capigruppo di maggioranza e di minoranza di avvicinarsi ai banchi della Presidenza per organizzare i lavori.
Prima però do la parola al consigliere Chiappetta.
CHIAPPETTA Gianpaolo (PDL)
Presidente, grazie. Intervengo solo per chiedere all’Aula l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di legge di iniziativa della Giunta, che è in discussione presso la Commissione consiliare competente, relativa alla interpretazione autentica di una legge. Questo per favorire la possibilità che presso i dipartimenti interessati possano essere corrisposti gli emolumenti in favore dei lavoratori della legge regionale numero 15 del 2008.
Presidente, pertanto, la mia richiesta è che possa essere inserita all’ordine del giorno e che possa essere anche approvata. Grazie.
Se mi fa avere copia del provvedimento.
Chiedo che venga inserito all’ordine del giorno il documento, protocollato questa mattina con numero 48185, sulla stabilizzazione definitiva dei lavoratori precari Lsu-Lpu della Calabria.
Il protocollo è il numero 48185.
Intanto votiamo l’inserimento della proposta di legge come richiesto dal consigliere Chiappetta che riguarda sostanzialmente i lavoratori oltre cinquantacinquenni espulsi dal settore aziende in crisi che molto si abbina al tema dei precari.
Pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno.
Mi dà una copia del provvedimento, collega Guccione?
Allora c’è la richiesta di inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Pongo in votazione l’inserimento, poi mettiamo l’ordine del giorno in coda e procederemo in seguito alla votazione.
Ha chiesto di parlare il consigliere Franchino. Ne ha facoltà.
Presidente, in Conferenza dei capigruppo insieme a lei e all’assessore regionale all’agricoltura nella scorsa seduta di Consiglio avevamo deciso di intraprendere una azione immediata verso i dipendenti delle comunità montane.
Non è stato dato alcun seguito a quell’azione e poiché noi come Pd, il sottoscritto in particolare, assumemmo l’impegno di ritirare quell’ordine del giorno, chiedo che oggi venga inserito all’ordine dei lavori. Si tratta dell’ordine del giorno “In ordine al mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti delle comunità montane”.
Mi può far avere una copia così da metterla agli atti del Consiglio?
Intanto, procediamo preliminarmente con la riunione dei capigruppo così da individuare il percorso per procedere al dibattito e alla discussione sul punto.
Chiamo al banco della Presidenza i capigruppo di maggioranza e di minoranza così da individuare il percorso.
(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)
Riprendiamo i lavori. La Conferenza dei capigruppo ha stabilito di non procedere alle interrogazioni a risposta immediata, pertanto verranno rinviate alla prossima seduta, e di iniziare subito la seduta odierna con la problematica riguardante i lavoratori Lsu e Lpu.
Abbiamo avuto un incontro con una delegazione delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e con tantissimi sindaci della Calabria che sono venuti qui, oggi, a rappresentare le difficoltà dei bilanci comunali e soprattutto la voglia e la volontà di prorogare i lavoratori Lsu e Lpu perché svolgono un servizio essenziale all’interno dei comuni.
Abbiamo avuto un incontro con loro. Darei subito la parola al Presidente della Giunta regionale che provvederà ad approfondire gli aspetti importanti, così come sottolineati dai sindaci e dalla delegazione delle organizzazioni sindacali che attengono in particolare ad una variazione di bilancio per andare a coprire le spettanze relative ai mesi più arretrati, luglio e agosto, inserendo delle risorse per coprire questa parte delle spettanze dei lavoratori.
Il Consiglio è chiamato oggi a votare questa variazione di bilancio e la Giunta ha già reperito i fondi, provvederemo quindi alla conclusione del dibattito che si aprirà alla votazione di questo provvedimento.
Dopodiché è stato chiesto un impegno per le spettanze fino al 31 dicembre e le convenzioni da parte dei comuni.
E’ stato anche richiesto un incontro, un tavolo nazionale con il Ministero con la partecipazione dei sindaci e delle organizzazioni sindacali e dell’assessore alle politiche sul lavoro e al presidente Scopelliti.
Sono tre punti che abbiamo già discusso e concordato insieme alle organizzazioni.
La parola adesso al presidente Scopelliti.
La Conferenza dei capigruppo ha stabilito interventi flash da parte dei colleghi consiglieri ed abbiamo concordato che si sarebbe parlato per tre minuti ciascuno. Lascerò parlare qualche minuto in più non oltre questi limiti temporali perché ci sono tantissimi lavoratori che sono fuori dal palazzo del Consiglio, ci sono le organizzazioni sindacali che sono qui, i sindaci che sono presenti e quindi l’Aula in tempi europei deve provvedere a votare il provvedimento per rendere fruibili immediatamente queste risorse ai lavoratori che sono qui davanti l’Aula del Consiglio da ormai diverse ore.
E’ nostro impegno procedere rapidamente alla votazione.
Darei la parola innanzitutto al presidente Scopelliti per l’introduzione su questi punti, atteso che è stato sentito il Ministero, e capire da lui gli impegni che sono stati assunti, e poi darei la parola a coloro che la chiederanno per un dibattito di merito; infine, procederemo con la votazione.
Assessore, la variazione la chiede il Presidente. Inizia l’assessore su questi tre punti che abbiamo discusso anche con i sindaci. Prego, assessore Salerno.
SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia, alle politiche sociali, al lavoro e alla formazione
Approfitto pure per chiedere l’inserimento all’ordine del giorno della deliberazione numero 399 della Giunta regionale del 4 novembre 2013, relativa alla variazione di bilancio per il pagamento di due mensilità agli Lsu-Lpu e legge 15.
La problematica di questo bacino di lavoratori Lsu-Lpu si trascina da circa 15 anni, una situazione molto pesante per la Regione Calabria, sia dal punto di vista finanziario, per via anche dei tagli ai trasferimenti, sia per quanto riguarda la posizione di questi lavoratori che, giustamente, da anni vivono una situazione di grave disagio e di precarietà e che, in pratica, ogni anno hanno il solito problema della proroga, del rinnovo, eccetera.
Questo problema, la Giunta regionale, il presidente Scopelliti l’hanno affrontato già da tempo, comunque vorrei sottolineare che già a giugno è stata chiesta al Governo nazionale l’istituzione di un tavolo con la presenza di più ministeri, il Ministero del lavoro, la funzione pubblica, il Ministero per lo sviluppo, la Presidenza del Consiglio, questo perché abbiamo rappresentato la problematica del precariato calabrese che non comprende soltanto questa categoria di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che, oggi, stanno manifestando ed a cui viene prestata in questa giornata una particolare attenzione; abbiamo inserito in una delibera di Giunta regionale tutto quello che è il precariato calabrese, che si compone anche dei lavoratori previsti dalla legge 15 e dalla legge 28.
Era stato, quindi, già avviato un tavolo a luglio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per individuare un percorso e cominciare a dare delle risposte a questi lavoratori, ma soprattutto delle risposte in prospettiva, perché non è semplice parlare di stabilizzazione, considerato che la Regione ha sempre espresso ai tavoli sindacali, e quindi con le parti, la volontà di attivare e di incentivare il percorso di stabilizzazione. Ma la stabilizzazione può avvenire come? Può avvenire nel momento in cui i soggetti utilizzatori possono procedere ad assumere, possono stabilizzare, perché noi parliamo di soggetti che, in pratica, vengono utilizzati per la gran parte nei Comuni e quindi negli enti pubblici, negli enti parco, nelle comunità montane, ora Calabria verde.
Non è semplice stabilizzare se non ci sono delle deroghe, soprattutto per esempio al Patto di stabilità, al blocco del turn-over. C’è una problematica che interessa la normativa nazionale e qui noi l’abbiamo posto questo problema sin da luglio, poi c’è stato un tavolo la settimana scorsa, sempre su interessamento del presidente Scopelliti, a cui hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali e dove dobbiamo dire che c’è stata un’apertura da parte del Governo e si è anche intravista la possibilità di inserire nella legge di stabilità questa problematica.
Oggi, c’è questo problema della copertura finanziaria, che noi, da qui a poco, col Consiglio regionale andremo a deliberare e ad approvare, coprendo le due mensilità. Anche nell’incontro con i sindaci è stata concordata, quindi, col presidente Scopelliti, la copertura di queste due mensilità nella seduta di oggi, con l’approvazione della delibera, e poi entro dicembre procedere alla copertura delle altre mensilità.
Con queste due mensilità che stiamo per approvare andremo a coprire l’integrazione del mese di luglio, perché, per quanto riguarda il mese di luglio, sono stati pagati i sussidi, quindi copriremo l’integrazione del mese di luglio ed i mesi di agosto e settembre. Ad oggi, rimane scoperto il mese di ottobre con 12 giorni di ritardo. Entro dicembre provvederemo alla copertura delle altre mensilità per quanto riguarda il 2013.
Inoltre, il presidente Scopelliti ha interessato la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stata anche fissata la data per il prossimo incontro romano, il 21 novembre prossimo, per dare continuità a quello che già, in pratica, è stato impostato nella precedente seduta.
Allora, oggi, che cosa facciamo? Innanzitutto, vorrei sottolineare una cosa che è molto importante: la Regione Calabria non ha mai messo in discussione la continuità di questi lavoratori. Vorrei ricordare che ad agosto abbiamo scritto a tutti gli enti autorizzatori, dicendo di continuare con i lavoratori, quindi di farli lavorare, con l’impegno della Regione di trovare la copertura per quanto riguarda il periodo che non era stato previsto in bilancio. Oggi vi è la dimostrazione di questo teorema, perché, anche se sono due mensilità, la Regione sta mantenendo fede a un impegno, cioè all’’impegno di non mandare nessuno a casa, perché questi lavoratori già vivono una situazione di particolare disagio, quindi non bisogna ulteriormente creare problemi.
Siamo anche impegnati su un discorso per il 2014; il presidente Scopelliti poco fa, davanti ai sindaci – ma eravate presenti diversi colleghi – ha detto che per il 2014 noi stiamo lavorando per dare completa copertura ai 12 mesi e per evitare questo tipo di problematiche.
Si sono attivate queste situazioni che, da una parte, rappresentano il percorso verso la stabilizzazione, che comunque non dipende dalla Regione o esclusivamente dalla Regione, ma interessa soprattutto il Governo nazionale; dall’altra, la copertura finanziaria. Oggi si dà un segnale, entro l’anno procederemo anche alla copertura delle restanti mensilità e penso che i sindaci, tranquillamente, potranno continuare a far lavorare queste persone.
Vi è di più, noi già da domani ci attiveremo anche a far sottoscrivere la convenzione con gli enti utilizzatori, in modo tale che tutti gli enti possano essere garantiti, quindi fino al 31 dicembre, così come avviene ogni anno. Abbiamo già dato disposizioni al dipartimento di predisporre la bozza di convenzione, che già da domani renderemo disponibile per la sottoscrizione.
Non ho da aggiungere altro, se non una piccola riflessione: la situazione del precariato in Calabria è molto seria, non è nata oggi, ma si sta trascinando da anni. Allora io dico questo: ben venga la protesta, perché - ci mancherebbe - è un diritto, è giusto protestare, però è anche giusto puntualizzare dove ci sono delle responsabilità. Ritengo che questo governo regionale, per questo tipo di problematica venuta fuori oggi, non abbia nessuna responsabilità, perché il governo regionale ha fatto fino in fondo il suo dovere, garantendo la continuità ai lavoratori e cercando di reperire le risorse per poterli pagare. Quindi è una situazione che ci trasciniamo da anni.
Purtroppo, sono quelle situazioni che non è facile risolvere dalla sera alla mattina, soprattutto quando ci sono dei paletti di carattere normativo; l’impegno è massimo ed io penso che riusciremo a dare delle risposte più positive a questi lavoratori che vivono una situazione di grave disagio. Grazie.
Dopo l’intervento dell’assessore Salerno, si apre il dibattito. Ha chiesto di parlare il consigliere De Gaetano. Ne ha facoltà.
DE GAETANO Antonino (PD)
In maniera veloce, ascoltando l’assessore Salerno, volevo dire una cosa: sono completamente in disaccordo. Il governo regionale non è responsabile?! Sbagliato, assessore! Il governo regionale è responsabile! Perché è responsabile il governo regionale? Perché questa mancanza di pagamenti dei sussidi e delle integrazioni dipende soltanto dal governo regionale, perché – come voi sapete – l’Inps paga i lavoratori socialmente utili, i lavoratori di pubblica utilità li paga la Regione e l’integrazione oraria a tutti e due la paga la Regione.
Noi avevamo denunciato, durante la fase di bilancio, che mancavano i fondi per arrivare a fine anno; lo abbiamo denunciato nella fase di assestamento di bilancio e l’assessore aveva garantito che avrebbe trovato i soldi per arrivare a fine anno. Siamo arrivati a novembre e questi soldi non ci sono, assessore. La colpa non è dell’opposizione, non è del Governo, la colpa è del governo regionale! Di che cosa stiamo parlando! Dobbiamo essere seri. E non si possono fare promesse da marinaio ai lavoratori, perché voi avete promesso che avreste trovato i soldi entro l’assestamento, ma non l’avete fatto! Bisogna essere seri quando si è nelle istituzioni! Bisognava dire che non ci sono i soldi, dirlo in maniera chiara, dire la verità, e con la verità tutti potevamo dare una mano. Non si può e non si deve prendere in giro chi in questo momento è in difficoltà!
Il centro-sinistra che ha previsto l’integrazione oraria, assessore Salerno – perché l’abbiamo fatta noi nel 2007 – ha sempre garantito le mensilità di tutti gli anni. Voi avete messo i soldi in bilancio solo per arrivare fino ad agosto. Questa è una vostra responsabilità, non è di nessun altro.
Quindi su questo, prima di andare a Roma a chiedere, dovete fare i compiti a casa, perché se i compiti a casa non li fate, non c’è credibilità nell’andare a chiedere agli altri di intervenire su cose che dovevate fare voi, come noi abbiamo sempre fatto negli anni. Questa è la realtà.
Credo che noi dobbiamo dire una parola di chiarezza, oggi. Sulla stabilizzazione sono sempre coerente e dico le cose come stanno: non è colpa del governo regionale, ovviamente, per quanto riguarda la stabilizzazione, questo dipende dal Governo nazionale che deve cambiare alcune norme. Noi abbiamo presentato un emendamento in Senato alla legge di stabilità per consentire la stabilizzazione dei precari, ma il pagamento delle mensilità è una responsabilità interamente del governo regionale.
Noi avevamo denunciato questa cosa per tempo, l’abbiamo detto in fase di bilancio e in fase di assestamento. Vanno trovati i soldi. Vi sfido! Mi rivolgo ai giornalisti: loro non pagheranno le mensilità arretrate fino al 31 dicembre, non ci riusciranno; è un’altra presa in giro ai danni dei lavoratori. Nella migliore delle ipotesi, le ultime tre mensilità arriveranno a gennaio. Anche qui dovete avere il coraggio di dire la verità: se non ci sono i soldi, dite ai lavoratori che li pagherete a gennaio, ma non potete dire che li pagate oggi, perché se oggi in fase di variazione non trovate i soldi per arrivare alle cinque mensilità, non li troverete da qui a venti giorni, non è possibile! Bisogna dire la verità.
Volete fare questa operazione? Ditelo, ma sappiate che, se farete questa operazione, se i soldi quest’anno sono arrivati ad agosto, se pagate le mensilità arretrate sul prossimo bilancio, nella migliore delle ipotesi arriverete ad aprile, quindi posticiperete il problema al prossimo anno. Dobbiamo dire la verità ai lavoratori. E se oggi si discute, si discute perché 12 consiglieri del centro-sinistra hanno fatto la richiesta di inserire questo punto all’ordine del giorno, perché altrimenti nemmeno di questo si sarebbe discusso.
Noi chiediamo, come Partito democratico, di trovare i soldi e pagare gli Lsu-Lpu fino all’ultimo centesimo entro quest’anno, perché i lavoratori hanno il diritto di essere pagati e sono lavoratori fondamentali, e l’avete visto voi in questi giorni. Vi faccio un solo esempio: a Sant’Alessio, i ragazzi di quel Comune non sono potuti andare a Villa e a Reggio a scuola, perché l’unico scuola bus lo guida un lavoratore socialmente utile. Ci sono Comuni che chiuderebbero.
Noi dobbiamo intervenire. Noi vi sfidiamo ad intervenire subito! Questo è il punto.
Sulla stabilizzazione siamo d’accordo a fare la battaglia insieme, ma ricordando – perché anche qui si ha memoria corta – che noi nel 2007 abbiamo stabilizzato 5 mila lavoratori. Poi è arrivato il Governo Berlusconi che ha modificato quella legge, ha inserito i blocchi; il Governo Berlusconi e Tremonti hanno inserito i blocchi alle assunzioni!
Ora tutti insieme vogliamo fare la battaglia? Facciamola. Noi abbiamo presentato un emendamento per dare mandato al presidente Scopelliti di andare dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Letta, a chiedere e ad appoggiare l’emendamento firmato dagli onorevoli Doris Lo Moro e da Loredana De Petris. Chiediamo a tutto il Parlamento di firmare quell’emendamento, ma lavoriamo insieme per farlo approvare nella legge di stabilità, per consentire la stabilizzazione dei lavoratori precari. Questo, ovviamente, vale per gli Lsu-Lpu, vale per la legge 28, vale per i lavoratori dei parchi nazionali, per i lavoratori delle comunità montane che da mesi non sono pagati.
In questo momento c’è un disastro in Calabria. Noi dobbiamo lavorare per risolvere questi disastri e pensare alle poche risorse che abbiamo, di trovarle per pagare i lavoratori. In questo momento di crisi vanno pagati i lavoratori, le altre cose sono superflue e si mettono da parte!
Consigliere De Gaetano, ha svolto il suo intervento. Ha chiesto di intervenire il consigliere Guagliardi, ne ha facoltà.
GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)
Grazie, Presidente, solidarizzo col consigliere De Gaetano anche se ha la voce alta ed è piuttosto arrabbiato.
Volevo dire, Presidente, che noi oggi abbiamo registrato un punto di alta drammaticità per la Calabria non solo perché c’erano più di 100 sindaci nell’Aula Commissione, venuti col peso del loro potere istituzionale, ma perché c’erano forse 3 mila persone fuori che protestavano e che ci hanno offerto, oltre al disagio in cui i lavoratori socialmente utili e i lavoratori di pubblica utilità si trovano da molti anni, da più di 10 anni, un elemento di novità che vorrei che qui venisse ricordato, dopo le politiche infami dei Governi precedenti che hanno prodotto tagli ai Comuni: ci sono decine e decine di comuni che rischiano di chiudere i battenti dei loro portoni. Ci sono decine di comuni che, se i lavoratori Lsu e Lpu non avranno la proroga e non saranno avviati alla stabilizzazione, saranno costretti a consegnare le chiavi perché non hanno come far fronte alle attività istituzionali: anagrafe, uffici vari e così via.
Con molta pacatezza voglio dire questo. Sia i sindaci sia i sindacati oggi hanno accolto una proposta di mediazione ed ha ragione il collega De Gaetano, probabilmente avranno due mensilità e le restanti tre le vedranno tra gennaio e febbraio senza avere nel frattempo una sicurezza di quello che avverrà nel 2014 e, soprattutto, le politiche del Patto di stabilità pongono seriamente il problema se questi lavoratori andranno oltre il 31 dicembre 2013.
Ritengo, Presidente, che questo mese di discussione del bilancio finanziario nazionale stia facendo venir fuori delle emergenze drammatiche, perché noi oggi abbiamo visto i lavoratori socialmente utili, dopodomani vedremo i lavoratori delle comunità montane, poi ci saranno i forestali e i lavoratori della legge regionale 28. Ci sono cioè i lavoratori precari della Calabria che bussano alle porte e vorrebbero non essere in uno stato di disperazione totale.
Presidente Talarico, noi oggi abbiamo avuto un saggio della crisi che vivono i lavoratori calabresi, che vivono le istituzioni calabresi e credo che dovremmo essere altrettanto saggi nel tentare di fare gli sforzi perché quando arriveremo, fra una o due settimane, alla verifica delle cose che promettiamo, se sono realizzate porteremo dei risultati, altrimenti, secondo me, oggi abbiamo rischiato di non rientrare stasera ma non sappiamo cosa potrà succedere nei comuni, nei territori e nelle istituzioni.
Dico solo questo pur non usando i toni accesi del mio collega De Gaetano; fatela finita nel dire le responsabilità sono di questo o di quello. Ci sono tre anni della vostra amministrazione, assessore, con cui bisogna fare i conti e bisogna portare i risultati, bilanci positivi e negativi. Non si può sempre dire che la responsabilità è stata dei danni della sanità, dell’esperienza Loiero, dimenticando i danni alla sanità fatti da Chiaravalloti, dal centro-destra, o dimenticare l’anno di gestione del presidente Scopelliti quando era assessore al lavoro.
Non possiamo dimenticare queste cose. Finiamola con queste polemiche e cerchiamo di arrivare ai problemi reali dei lavoratori. Sono uomini di 50 anni con figli all’università o a casa, forse qualcuno si deve anche sposare e non riescono a farlo, non riescono ad arrivare a fine mese.
Questo è il nocciolo delle questioni non le polemiche “siete stati meno bravi voi o più bravi noi”. Credo che noi dovremmo prendere questa lezione oggi dai lavoratori che erano lì e tentare di approcciarci con grandissima lealtà, serietà, evitando “di prendere in giro la gente” ecco questo è il punto. Ma usando un termine calabrese sarebbe stato più colorito. Grazie.
Grazie, collega Guagliardi, soprattutto per aver rispettato i tempi previsti.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mirabelli. Ne ha facoltà.
MIRABELLI Rosario Francesco Antonio (Gruppo Misto)
Grazie, signor Presidente, vorrei innanzitutto cercare di dare un taglio differente rispetto a questa problematica. Credo che iniziare a fare una disamina profonda e giusta su eventuali ritardi di questa o delle Giunte precedenti sia superfluo anche alla luce del fatto che c’è gente che aspetta giustamente uno stipendio, un salario che gli tocca soprattutto perché il problema è più profondo.
Questa è una questione per cui, in un momento come quello che stiamo vivendo, che vede una grande difficoltà del Paese e dell’Europa, in Calabria queste questioni, purtroppo, si amplificano mille volte di più.
E’ ovvio che non bisogna fare la caccia alle streghe e non bisogna andare a verificare in un momento come questo il passato. Bisognerebbe vergognarsi un po’ tutti, la politica dovrebbe fare un mea culpa abbastanza profondo, un profondo senso di grande autocritica perché effettivamente tempo se ne è perso ed ecco perché, onestamente, non accetto il discorso del consigliere De Gaetano.
Il problema è serio perché da un lato abbiamo migliaia di famiglie che hanno necessità di mangiare, perché ormai si parla di sopravvivenza. Dall’altro lato abbiamo anche la ripercussione negativa sulle amministrazioni comunali che soffrono, una sofferenza che va ingrandendosi anno dopo anno. Da una parte i tagli, dall’altra l’impossibilità per i sindaci di andare a riscuotere tasse dai cittadini che non ce la fanno più e che non è che evadono ma non riescono a pagare.
Sappiamo benissimo, allora, nel momento in cui anche sul personale andiamo ad innestare un inceppamento, che Lsu ed Lpu sono in condizione di precariato da anni tappando quelle manchevolezze da parte dello Stato; non dimentichiamoci che lo Stato, il Governo centrale ha le sue responsabilità. Non attuare la possibilità di effettuare concorsi e non sbloccare questo famoso turn-over sul personale significa non avere le piante organiche all’altezza e capaci di dare i servizi doverosi ai cittadini.
Da qui esce fuori la brillante idea, anche giusta, di utilizzare dei lavoratori Lsu e Lpu differenziandosi per alcuni aspetti. E’ anche ovvio che non è possibile caricare tutte le responsabilità alla Regione. E’ vero, caro assessore, che una volta era più facile.
In questa riunione che c’è stata si è parlato della “285”, erano altri tempi perché si faceva leva sull’indebitamento pubblico, si incrementava la spesa pubblica e si riusciva non con grande capacità ma solamente indebitandosi ancora di più a trovare le giuste coperture finanziarie.
Oggi questo problema non c’è più. Da un lato il Patto di stabilità, dall’altro il taglio della finanza derivata e quindi una minore assistenza finanziaria da parte del Governo centrale, l’incapacità di una Regione che non ha nel suo consuntivo positivo una capacità produttiva storicamente consolidata e certamente non è colpa della Giunta Scopelliti o della Giunta Loiero. Non c’è stata storicamente una impostazione attraverso la quale questa Regione potesse creare quel sistema economico e produttivo tale da poter innestare qualcosa che potesse avere maggiori ricadute sulle proprie entrate.
Basti pensare all’Irap. Oggi di cosa si campa? E’ una partita di giro e non possiamo più pensare di andare a bussare a Roma col cappellino in mano perché nessuno vuole indebitarsi. Stanno facendo una politica, che io avverso, di austerity che è abbastanza pesante proprio per cercare di diminuire questo debito pubblico, ma una volta era possibile aumentarlo e allora si andava a bussare a Roma per i forestali, per i precari, per la legge 28 e quant’altro.
Oggi questo non è possibile. Oggi a fronte di un diniego della Corte costituzionale per una serie di motivi anche di natura giuridica sulla stabilizzazione di questi lavoratori, bisognerebbe avere la forza in sé come Regione, visto che abbiamo voluto questo regionalismo con una sua autonomia, con una sua finanza e quant’altro – e concludo – attraverso l’incremento delle entrate quindi delle accise sui carburanti, Irap, Iva, Irpef e quant’altro di poter destinare una quota…
Dall’altra la questione dei fondi comunitari, caro assessore, perché probabilmente sull’altro punto che andiamo a discutere è stato fatto veramente un grande lavoro propositivo e io lo devo per forza elogiare.
Consigliere Mirabelli, mi dispiace ma il tempo a sua disposizione è terminato.
…forzare sulla questione del sociale, molto probabilmente tramite i fondi comunitari, potrebbe garantire una maggiore copertura.
Collega Mirabelli, ha esaurito il tempo.
Concludo, Presidente.
La Regione Calabria dipende soprattutto dalla buona volontà del Governo centrale di dare la giusta copertura finanziaria.
Ha chiesto di parlare il consigliere De Masi. Ne ha facoltà.
Presidente, preciso subito che nel corso del conciliabolo nel quale si è svolta una improvvisata ma utile Conferenza dei capigruppo avevo auspicato che non si tenesse un relativo dibattito su questa questione.
Non lo avevo auspicato nel tentativo di disertare la circostanza che qualifica le abitudini democratiche di questa Assemblea ma lo avevo fatto, esattamente, per il rispetto che, a maggior ragione dopo gli interventi che abbiamo appena ascoltato, debbo nutrire verso una situazione che unanimemente si è definita drammatica rispetto ad un dramma sociale che stringe l’animo, sicuramente.
Qualunque approccio ad una discussione che la riguardi, privo di condizionamenti politici o di schieramento, è persino un dovere di chi sta svolgendo un ruolo di questo livello.
Non mi sono mai appassionato, eppure dal 2010 assistiamo sovente allo sviluppo della teorizzazione del cosiddetto ribaltamento di responsabilità: l’attuale Giunta verso gli esponenti che hanno fatto parte di quella precedente e viceversa. E’ un modo, quasi, per eludere i meriti delle questioni e Dio sa se in Calabria ce ne sono e rattristano le coscienze di ognuno e di stare un po’ alla larga da una coraggiosa presa di posizione di ciò che occorre davvero per risolvere i drammi che vivono i cittadini calabresi.
Adesso prendo atto, con grande serenità, di un atteggiamento, di una posizione, di un deliberato di questa Giunta che consiste nell’assicurare nell’immediato due mensilità ai lavoratori che non percepiscono indennità da diversi mesi.
Certo potrei cogliere e denunciare anche io ritardi, ovvero una serie di rimaneggiamenti finanziari che avrebbero potuto consentire qualche mese fa di soddisfare questa esigenza.
Prendo atto di questo e lo voto con piena soddisfazione di cittadino calabrese e semmai, poiché il consigliere De Gaetano ha assicurato di voler sostenere attraverso un impegno comune le iniziative che la Giunta deve intraprendere in un negoziato difficile col Governo nazionale, che da questo momento, per quanto mi riguarda, semmai e se potessi contare qualcosa io sono a disposizione per condurre insieme iniziative che possano strutturare un ristoro che vede un suo dispiegamento sporadico e per molti versi umiliante di questi lavoratori.
E’ con questo sentimento che chiudo il mio intervento auspicando che una serenità di tipo psicologico e umano ispiri gli atteggiamenti e gli interventi di chiunque, soprattutto le intenzioni se davvero usiamo quel termine “dramma” in piena consapevolezza politica, culturale e civile. Grazie.
Grazie, Presidente, credo che la Conferenza dei capigruppo avesse stabilito di non fare il dibattito su questo punto all’ordine del giorno che ha visto la presenza, davanti alla sede del Consiglio, di migliaia di lavoratori e di circa 50-70 sindaci che hanno seguito questo lungo pomeriggio con gli interventi del presidente Scopelliti, che ha parlato con i rappresentanti del Governo, dell’assessore Salerno e dello stesso Presidente del Consiglio.
Intervengo perché, in momenti difficili, la qualità e la capacità di essere e sentirsi classe dirigente sta sia nelle parole sia nei comportamenti e credo che abbia ragione il collega Guagliardi - e lo dico all’assessore Salerno -“basta rivangare il passato”.
Noi dobbiamo avere il coraggio, essendo alcuni componenti di questa classe dirigente inadeguati per parole e comportamenti, di assumere una sfida con i calabresi - compresi questi lavoratori - perché la strumentalizzazione della disperazione, la presa in giro – sono parole enormi che pesano, le parole sono pietre in momenti di difficoltà ­- culturalmente non appartengono a questa parte politica.
Chi non ha sulla pelle responsabilità di precariato a iosa non si permette di prendere in giro; altro che prendere in giro, consigliere Guagliardi!
Sacche di precariato non sono state sicuramente assorbite nel quotidiano da questa parte politica, c’è una visione un po’ diversa e quando ci si impegna complessivamente su un problema si dà vita ad una stagione straordinaria.
Quando il consigliere De Gaetano è stato assessore al lavoro, bene ha fatto se ha stabilizzato; la misura viene anche da lontano, dalla norma che l’allora assessore al lavoro, Scopelliti, ha messo in campo, la legge numero 4 del 2001, se non vado errato.
Ognuno ci ha messo grande impegno. Il rispetto delle istituzioni e del ruolo reciproco si riconosce su temi centrali e fondamentali quali quelli della famiglia e bene ha fatto l’assessore Salerno, che ringrazio, perché da quando è assessore ha promosso una legge sul credito sociale che interesserà soprattutto quei lavoratori Lsu e Lpu che noi riceviamo quanto voi.
E quando c’è un lavoratore che dice “non arrivo a fine mese a pagare la tassa universitaria di mio figlio” e quel credito sociale può servire, bisogna avere rispetto, bisogna misurare le parole - lo dicevamo in quell’assemblea - per i sindacati, per le istituzioni, per il ruolo che si riveste.
Accettiamo la sfida che ci ponete, allora, cioè non parlare più del passato perché dovrei ricordarvi che avremmo dovuto occuparci e risolvere il problema di mille famiglie di Ferrovie della Calabria con un buco di 130 milioni di euro, della sanità con i precari con un buco di 2 miliardi 400 milioni. Il presidente Scopelliti, secondo me, lo spiega con troppo tecnicismo perché come diceva Corrado Alvaro “il calabrese va parlato”.
Quando su questo bilancio, grazie all’assorbimento - che non dipende da noi perché noi vorremmo uscire il prossimo anno con risultati -, le nostre tasse, che valgono a seconda delle stagioni, della capacità di raccogliere 128, 130 e si può arrivare a 170 milioni di euro, vengono assorbite, c’è una impossibilità ed una incapacità subentrata nel momento in cui è saltata l’Italia.
Poiché questo è un sistema Paese dove ognuno – chi siede in quest’Aula o chi ci sarà in futuro – ha una parte di responsabilità, la vera grande novità è misurare le parole quando si parla di disperazione della gente; non si specula da una parte che è quella che oggi governa.
Pagamento dei lavoratori Afor che non arriva mai in tempo e grazie a Dio forse ci sarà. E’ compreso e credo che quella variazione di bilancio auspicata, al di là della Cassandra/De Gaetano, noi si riesca a portarla in campo. Ma ripeto che è un problema culturale e di approccio.
Oggi - lo dico anche ai giornalisti che sono osservatori attenti - ho visto qualche striscione e credo che i lavoratori socialmente utili tutti i giorni svolgono importanti servizi nei comuni.
In assemblea facevo l’esempio del comune di Acri che ha 60 dipendenti e 280 lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, ma ci rendiamo conto di che proporzione di enorme gravità? Essendo un precariato storico non è che puoi dire che ti inventi qualcos’altro. Ci si trova ad affrontarlo.
Su questo serve grande serietà e responsabilità e non una gara a chi grida di più in una giornata campale nella quale le responsabilità ce le assumiamo tutte - e voi conoscete bene quali sono le responsabilità di un Presidente di Regione e quelle di un governo al quale, a luglio, è arrivata una richiesta bipartisan per discutere di questo problema.
Oggi li ho osservati bene gli striscioni ingenerosi di quella folla tra cui c’è qualcuno arrabbiato o che qualcuno ha stimolato. La Calabria ed i calabresi perbene li osserveranno bene. C’è una distanza siderale che oggi vogliamo affermare che è quella culturale. La presa in giro, collega Guagliardi, è un fenomeno culturale che appartiene a vecchie generazioni e non appartiene culturalmente al centro-destra che mi onoro di voler rappresentare.
Un fatto storico e sociologico in questa terra. Non la mettiamo sulla distanza politica perché avrei da rimpallarvi 100 mila responsabilità. Noi non vogliamo più guardare al passato, non l’ho fatto nell’elencarvi il dramma del buco di 130 milioni di euro delle Ferrovie della Calabria dove si sono avvicendati tanti simpatici compagni, non lo fate su un tema centrale di grande difficoltà del Paese dove, nonostante tutto, ancora oggi, garantiamo non gli investimenti che era il tema che ci appassionava.
Purtroppo, questa è la parte del dibattito che interessa soprattutto in una giornata in cui c’erano 70 sindaci in grande difficoltà.
Non poniamo distanze alzando la voce e facendo i comizi perché, volendo, siamo in grado di elencare enormi responsabilità. Torniamo al punto, quindi.
Il punto è: proroga, sì, confermata. Il punto è garantire gli stipendi con la firma della convenzione perché non essendoci le convenzioni questi lavoratori non possono lavorare e svolgere funzioni fondamentali nei comuni; il punto è sfida comune, avendo un Governo che ha rappresentanti comuni per dire che in un momento straordinario …
Mi chiedo: chi poteva essere più bravo? Complimenti al consigliere De Gaetano che è stato assessore al lavoro, ma nelle stagioni in cui non c’erano queste difficoltà economiche dove è arrivata la proposta anche bipartisan che andasse a risolvere questi problemi? Oggi penso che responsabilmente dobbiamo chiederci, avendo un Governo che ha responsabili del Pd e del Pdl, quanta e quale sia la misura per poter intervenire su un tema così forte senza illudere nessuno, consigliere Guagliardi, a proposito di presa in giro.
Quanto, poi, alle stabilizzazioni, se dipendesse da me domani firmerei stabilizzazioni per tutti. Servono proposte concrete e questo significa trovare le risorse, servono proposte e le ho elencate: svincolo in qualche misura del patto di stabilità, svincolo della deroga di quei comuni che hanno piante organiche e, quindi, quella misura che superi il 20 per cento per poter far assorbire.
Tutte proposte che si presentano ai tavoli del Ministero. Lì ci sarà la misura di quanto riusciremo a fare insieme alla deputazione calabrese del centro-sinistra e del centro-destra e con il contributo del Consiglio – auspico alla fine di questo dibattito un ordine del giorno comune – al tavolo del 21 novembre, oggi convocato.
Ma evitiamo di fare campagne politiche sulla disperazione. Ripeto che non serviva oggi intervenire ma sono stato costretto a puntualizzare una visione che è un po’ diversa. Cerco di capire quanto si possa fare insieme su questi problemi, essere tutti seri e muoversi in convergenza.
Ho concluso. Grazie.
Ha chiesto di parlare il consigliere Guccione, con preghiera di mantenersi nei tempi previsti dalla Conferenza dei capigruppo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, cercherò di contenere il mio intervento nei tre minuti stabiliti per dire che, dopo che la Corte dei conti ha sollecitato il Consiglio regionale a non approvare leggi prive di copertura finanziaria, oggi prendiamo atto, con drammaticità, che, oltre alle leggi non coperte finanziariamente, vi sono nel bilancio regionale delle uscite certe che non hanno copertura finanziaria. Non soltanto Lsu e Lpu, ma tanti altri precari, che sono in capo alla Regione - sono migliaia alla stregua di Lsu e di Lpu - non hanno la copertura finanziaria delle spettanze dovute fino al 31 dicembre 2013.
L’assessore Salerno ha un lungo elenco dei precari che sono in capo alla Regione e le cui spettanze economiche non hanno copertura finanziaria.
Questo crea una vera e propria situazione sociale esplosiva nella Regione. Abbiamo assistito a quanto sta accadendo fuori la sede del Consiglio regionale. Il sommarsi di tutte queste emergenze che non hanno un riscontro finanziario nel bilancio regionale crea una vera e propria guerra sociale.
Capisco la difficoltà e capisco - se andiamo a vedere i numerosi comunicati emanati su questa questione dalla Giunta regionale, accordi stipulati e poi marce indietro - perché gli impegni presi non trovavano copertura finanziaria; c’è un lungo elenco nel sito della Regione Calabria.
Quindi, anche oggi noi dobbiamo uscir fuori dall’inganno, dalla bugia. Oggi facciamo soltanto una operazione finalizzata a dare la copertura finanziaria agli Lsu e Lpu per due mesi e non si capisce se in questi due mesi sia prevista l’integrazione oraria dei mesi di agosto e di settembre. Per quanto riguarda la copertura finanziaria per gli altri mesi non c’è e non ci può essere certezza perché le risorse non sono state trovate e al 31 dicembre la Giunta non sarà in grado di garantire le spettanze dei mesi arretrati fino al 31 dicembre 2013.
Vorremmo capire, poi, come si fanno a firmare convenzioni senza la copertura finanziaria.
E’ un atto amministrativo inesplicabile, si può impegnare la Giunta a sottoscrivere contratti che scadranno il 31 dicembre senza la copertura finanziaria? Credo di no e qui è anche l’inganno. Da questo punto di vista firmiamo carta straccia.
Vorrei anche capire, come rispetto al Commissario prefettizio di Reggio Calabria del Comune e della Provincia di Vibo Valentia, se sono sufficienti le motivazioni per rimuovere il licenziamento che, di fatto, è stato effettuato di Lsu e di Lpu al comune di Reggio Calabria e alla provincia di Vibo Valentia. Sono stati sospesi che è la stessa cosa. Ho visto questi lavoratori qui alla manifestazione, disperati e mi hanno spiegato la loro situazione.
Assessore, quando abbiamo approvato la norma transitoria per gli Lsu e gli Lpu, lei si era impegnato a presentare una proposta di legge per il riordino del precariato in Calabria. Sono passati mesi e quella legge non è ancora stata approntata.
Da questo punto di vista ho voluto elencare con calma le inadempienze della Giunta regionale rispetto a questa questione perché, se si fosse realizzato quello che avevamo concordato in questi mesi, non saremmo arrivati a questo punto.
Questo è un primo livello, e concludo.
L’altra partita che ci stiamo giocando è quella della stabilizzazione. E’ stato presentato al Senato – dove si sta discutendo la legge di stabilità – un emendamento, bipartisan a questo punto, che raccoglie nei contenuti una proposta di legge che era stata presentata alla Camera per la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu ed anche una proposta che era stata presentata al Consiglio regionale, la numero 233, che è all’attenzione della Commissione.
Lì ci stiamo giocando una partita importante.
In passato gli Lsu e gli Lpu della Calabria non hanno ricevuto dai Governi nazionali la giusta attenzione. Mentre si stanziano soldi per la Campania e la Sicilia per la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu, la Calabria è stata tagliata fuori.
Da questo punto di vista ci aspettiamo che questo Consiglio regionale approvi alla fine - ed ecco l’assenza di strumentalità da parte nostra – l’ordine del giorno che abbiamo presentato che dà mandato al Presidente della Giunta regionale ad incontrare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Letta, affinché faccia proprio quell’emendamento per la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu della Calabria.
Ma vale sempre quel detto “bisogna essere a posto a casa propria prima di pretendere qualcosa da qualcun altro”. Grazie.
Ha chiesto di parlare il consigliere Naccari Carlizzi. Ne ha facoltà.
NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)
Intervengo in maniera molto sintetica, perché in questa lunga giornata abbiamo avuto modo di affrontare ulteriormente il problema, di parlarci, di mettere in evidenza gli aspetti problematici di questa situazione, però lo faccio per ricordare a tutti quanti, a me stesso innanzitutto, che questo problema non può essere trattato, come al solito, sulla frontiera, cioè sul limite della scadenza del termine. Come avevamo correttamente evidenziato in sede di approvazione del bilancio di previsione, erano molti gli obiettivi e le obbligazioni giuridicamente vincolanti che non trovavano copertura nel bilancio di previsione.
Da allora ad oggi sono stati utilizzati in parte i fondi Fas per dare continuità ai contratti di servizio dei trasporti, quindi si è data una copertura con i fondi per investimento, dopodiché degli Lsu-Lpu ci si è ridotti a discutere oggi sotto un vero e proprio assedio dei lavoratori.
Ora, qui bisogna anche sfatare l’idea che ci sia qualcuno che è sollecito, che soffia sul fuoco di un disagio sociale e di un problema drammatico. Questa è una situazione terribile di disagio sociale che è già una condizione di difficoltà particolare, eccezionale, sulla quale, casomai, c’è scarsa coscienza del problema, della sua drammaticità.
Il 27 giugno, assieme al collega Scalzo, che svolgeva le funzioni di capogruppo facente funzioni del Partito democratico, abbiamo depositato al Parlamento italiano un progetto di legge di iniziativa regionale nel quale avevamo cercato di porre per tempo i problemi che oggi i Comuni hanno con riferimento alla possibilità, necessità, opportunità di stabilizzare questi lavoratori, ai problemi dei divieti, dei limiti imposti dal patto di stabilità, dalla spesa del personale, dalla programmazione triennale del fabbisogno. Ancora, questi lavoratori hanno ulteriormente un problema incredibile e drammatico di cui il Paese si deve fare carico, che è quello della copertura previdenziale e contributiva. Gli Lpu non hanno alcuna copertura, gli Lsu una copertura figurativa, di conseguenza è un problema reale, cioè anche ammesso che domani si riesca ad ottenere dal Parlamento il contributo straordinario e le deroghe per assumerli, questi soggetti, materialmente, o non potranno andare in pensione - e molti già hanno un’età assolutamente critica - oppure andranno in pensione con delle pensioni che sono assolutamente irrisorie, sono una presa in giro per uno Stato che dovrebbe garantire i diritti sociali come elemento di qualificazione del concetto di cittadinanza.
Ebbene, quella proposta non è stata nemmeno calendarizzata in Consiglio, e il problema su cui oggi abbiamo presentato un’altra proposta di iniziativa regionale sulla responsabilità che noi abbiamo rispetto alla copertura contributiva di questi soggetti è un problema che rimane.
Guardate, per questi soggetti la spesa annua sarebbe di 52 milioni di euro, per la previdenza non se ne parla nemmeno, non c’è nemmeno un calcolo. Si potrebbe, almeno secondo la nostra proposta, agganciarli al minimo del contributo forfettario Inps, quindi prevedere una spesa di 1.500 euro annui per ognuno, che potrebbe essere per il futuro caricata sui Comuni con degli opportuni incentivi e contributi e il pregresso potrebbe essere costruito sotto forma di riscatto.
Ma ci vogliamo porre il problema che questi soggetti sono stati reclutati vent’anni fa con un meccanismo che doveva essere straordinario e transitorio? Eppure, da allora, quello che doveva essere straordinario e transitorio è diventato strutturale e questi soggetti non vivono nelle regole della Costituzione, perché la Costituzione non garantisce loro gli stessi diritti che gli altri lavoratori, che qualsiasi lavoratore ha nel nostro Paese.
Insomma, faccio una semplice sollecitazione a questo Consiglio regionale, perché quando noi diciamo di promuovere un’iniziativa legislativa verso il Parlamento, diamo forza a quei soggetti, come il Presidente della Regione, che possono andare a sedersi ad un tavolo e a rappresentare i problemi della Regione, e il Governo nazionale deve interloquire con questi soggetti. Perché?
Guardate, qualche giorno fa è stata fatta una nota da parte della Regione che ringraziava il ministro Lupi per lo stanziamento di 300 milioni di euro per i prossimi tre anni per completare la A3.
Tutti sappiamo che l’A3 in Calabria ha bisogno di 53 chilometri per essere completata e sappiamo che il costo per chilometro è di 50 milioni di euro. Noi abbiamo ringraziato il ministro Lupi perché, per i prossimi tre anni, saranno realizzati 7 chilometri della A3 in Calabria.
Nello stesso provvedimento legislativo nella legge di stabilità, vengono inseriti un paio di miliardi di euro per le bretelle di collegamento dell’Expo. Allora, siamo contenti che l’Expo avrà le infrastrutture necessarie ad un’iniziativa straordinaria e internazionale, ma possiamo chiedere che l’A3 non venga completata nei prossimi trent’anni e che non si finanzino in tre anni solamente 7 chilometri?
Il problema degli Lsu-Lpu è lo stesso, perché quella cifra che serve a risolvere il problema è realmente una goccia nel mare. Il problema è di capire se questa Calabria ha rappresentanza politica dei problemi o non ce l’ha.
Ha chiesto di parlare il consigliere Talarico Domenico. Ne ha facoltà.
TALARICO Domenico (IDV)
Signor Presidente, ho l’impressione, ascoltando i miei colleghi, che forse abbiamo perso tempo nel redigere un documento che si voleva unitario e che superasse i problemi posti stamattina dai lavoratori Lsu-Lpu. Forse avremmo fatto meglio se, nelle riunioni che si sono tenute oggi, ognuno di noi, in qualche modo, avesse espresso il vero pensiero rispetto a questa vicenda, che, a mio avviso, certifica il fallimento di intere classi dirigenti, perché se è vero che il problema si protrae da 17 anni, in quest’Aula si sono succedute coalizioni di segno diverso, nessuna delle quali, però, ha mai provveduto a mettere la parola fine al precariato e ad intraprendere una strada di stabilizzazione. Ho molte riserve sulle stabilizzazioni, è una sorta di pregiudizio quando il precario diventa definitivo, quando l’emergenza costringe tutti a calpestare le regole, spesso anche il merito e la concorrenza fra le persone, fra i soggetti, però 17 anni sono tanti ed è arrivato il momento di mettere una parola fine a questa vicenda.
Leggendo un po’ i conti ed ascoltando le lagnanze dei colleghi, ma anche di autorevoli esponenti della Giunta, credo che questa Regione non riuscirà a risolvere il problema, neanche se il collega De Gaetano dovesse diventare – come mi auguro – Presidente della Giunta regionale. Penso che la questione possa essere affrontata con qualche possibilità di risoluzione nel tavolo romano, da tutti invocato ed evocato come la sede risolutrice del problema; ma alla coalizione di larghe intese, qui ampiamente ed egregiamente rappresentata, vorrei dare qualche consiglio, cioè noi dobbiamo chiedere al Governo di metterci i soldi. Il presidente Scopelliti è ben rappresentato a Roma, allo stesso modo il Partito democratico e le altre forze presenti in Consiglio. A Roma bisogna chiedere di fare delle scelte politiche serie, di chiedere a questo Governo di stare dalla parte dei precari oppure sostenere altri soggetti in questo Paese.
Stamattina ho letto alcune cifre, ad esempio, che sono necessari 40 milioni di euro, per sostenere la spesa per il 2014. Contestualmente, ho letto alcuni dati anche del Ministero della difesa. Sapete quanto costa un elicottero militare? Giusto 40 milioni e il bilancio della difesa ammonta a 20 miliardi; una missione cosiddetta internazionale costa 1 miliardo all’anno; un F35 170 milioni.
Allora, la delegazione che sta per costituirsi, se va dal presidente Letta e da Alfano, dovrebbe forse snocciolare qualche cifra sulle spese militari, sulle spese delle cosiddette missioni umanitarie e, forse, si potrebbe trovare qualche spicciolo per dare una risposta definitiva ai nostri Lsu ed Lpu. Insomma, sette mesi di Governo e non si è tassata una rendita, non è rientrato alcun capitale dall’estero, non si è intaccata alcuna spesa superflua! Allora non va! Non possiamo nascondere il fallimento, l’imbarazzo, sparando sulla croce rossa, invocando soluzioni regionali che non potranno arrivare, perché – l’hanno detto bene i colleghi del centro-sinistra – i soldi non ci sono e, se ci sono mai stati, sono stati spesi per altro: si parla di distrazione di fondi, certamente nella legalità, a favore di altri interventi, di altre spese. Se si va a Roma, però, bisogna chiedere al Governo di fare delle scelte, di stare con i precari o con i militari, di stare con gli Lsu o gli Lpu o a favore di altri.
Ecco, si tratta di fare una scelta politica. Questo è uno dei casi emblematici di una contraddizione politica irrisolvibile.
Al di là delle invocazioni, delle buone intenzioni, del buonsenso, delle lotte, giuste, legittime, anche da parte dei sindacati, non ho sentito nessuno indicare una soluzione concreta e praticabile, cioè non è neanche politicamente accettabile che si spari addosso al Presidente di turno, perché quello che verrà si troverà comunque la situazione così com’è, se non c’è una risoluzione strutturale, definitiva e la Regione, in questo momento, non è in grado di prenderla per le ragioni che tutti noi abbiamo detto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.
GALLO Gianluca (UDC)
Intervengo anch’io per manifestare sostegno convinto a questo provvedimento che oggi la Giunta regionale porta in Aula, avente ad oggetto il pagamento di due mensilità ai lavoratori socialmente utili, che è una risposta che nei giorni scorsi la Giunta regionale ha dato, però, sull’onda della protesta. Il mio partito, in sede di documento di programmazione economica e finanziaria, aveva chiesto la copertura totale di questi capitoli per evitare queste emergenze, in particolare questi colpi anche di natura politica in capo al Presidente della Giunta regionale. Così non è potuto essere per una serie di tagli che il Governo ha operato nei confronti di tutti gli enti subgovernativi e, comunque, ad oggi – ci diceva l’assessore – con questo provvedimento la copertura finanziaria arriva a fine settembre.
Sono stato sindaco di una comunità, so bene che negli anni passati la copertura finanziaria, comunque, soprattutto per gli Lpu ed anche per le 40 ore, non era mai in linea con il trascorrere dei mesi. Spesso i lavoratori di pubblica utilità, che ricevono il sussidio dalla Regione, e i lavoratori Lsu sono stati pagati per le 40 ore in estremo ritardo, se i Comuni, come sovente è accaduto, non hanno avuto la possibilità di anticipare le somme.
Oggi, invece, si crea una questione legittima e giusta, perché con la crisi che viviamo anche un mese è pesante per i lavoratori e per le famiglie, ma si crea una questione forse fomentata, anche strumentalizzata, perché inizia una lunga campagna elettorale. Mi auguro che non sia così.
Ho apprezzato gli interventi di molti colleghi, anche dell’opposizione, misurati, equilibrati, tranne qualcuno, che forse dimentica che in questa legislatura, da parte di questa Giunta regionale, non è stato creato precariato, non sono state approvate la legge 15, la legge 28, non si sono date, quindi, risposte errate rispetto ad una richiesta di sviluppo che proveniva dalla Calabria, ed oggi i nodi vengono al pettine, perché i problemi, cari colleghi, non vengono mai per caso.
Evidentemente, se oggi viviamo questo momento di crisi a livello generale e anche in questa Regione, qualche responsabilità di natura politica, di centro-destra o di centro-sinistra, forse si sarà assommata.
Credo, allora, che il Presidente, nel momento in cui oggi ha assunto l’impegno di trovare la copertura finanziaria, da qui ad una settimana, 15 giorni, mettendo alla frusta gli uffici per far sì che questa copertura sia immediatamente trovata, darà una risposta in questi termini, in termini politici rispetto ad una legittima richiesta che proviene dai lavoratori, anche nel momento in cui riesce ad ottenere in tempi celeri la prosecuzione di un tavolo romano; perché noi di questo stiamo parlando, della necessità che il Governo centrale, che il Paese capisca che comunque le emergenze di questa regione sono diverse rispetto alle emergenze di altre regioni, vale a dire che in Calabria forse si è costruito precariato, si è data questa risposta alle esigenze del territorio e che, comunque, oggi questa gente, questi padri di famiglia, questi lavoratori non li possiamo mandare nei forni crematori, ma che bisogna dare una risposta alle loro aspettative in termini di retribuzione al loro lavoro.
Penso che oggi la risposta politica da parte del Consiglio regionale, anche da parte dell’assessore Salerno, che da pochi mesi segue questo settore, ci sia stata. Credo che la risposta ci debba essere anche per il 2014 e mi auguro che il Governo trovi una soluzione, anziché tagliare le somme per i forestali, perché anche in quel caso noi stiamo parlando di situazioni consolidate, non create oggi. C’è un taglio di 20 milioni di euro nella legge di stabilità per i forestali e un emendamento in itinere per far ripristinare queste somme, per evitare di creare ulteriori conflitti sociali.
Ritengo che la risposta da parte di Roma ci debba essere.
Fra qualche anno si concluderà il percorso dei lavoratori della legge numero 285, un altro esempio di stabilizzazione dei lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili. Credo che ci sia l’occasione, di qui a due-tre anni, per dare una risposta in termini occupazionali da parte del Governo centrale rispetto a queste esigenze. Per oggi, la risposta politica, credo che ci sia stata e noi votiamo per garantire queste due mensilità. Ci aspettiamo di avere una nuova variazione di bilancio per la copertura di tutto l’anno, anche perché il presidente Scopelliti e l’assessore Salerno ci hanno detto che da domani i Comuni potranno sottoscrivere le convenzioni.
Prima delle conclusioni del Presidente della Giunta regionale, si sono iscritti a parlare i consiglieri Serra e Magarò. Consigliere Serra, prego, ne ha facoltà.
SERRA Giulio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente)
Intervengo anche se non avrei dovuto farlo perché, fra l’altro, eravamo rimasti d’accordo che sarebbe intervenuto un componente della maggioranza e uno della minoranza, però, poi, ognuno ha voluto esprimere la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori Lpu-Lsu, ma credo a tutti i precari che si trovano in un momento di grande difficoltà. Intervengo a nome mio e del collega Aurelio Chizzoniti, per dire che non c’è chi oggi deve fare il primo della classe perché, per quanto mi riguarda – e chi mi conosce sa che ho avuto quasi trent’anni di esperienza nel mio modesto Comune di San Marco Argentano – la problematica degli Lpu-Lsu, da quando si è posta, è stata sempre così; addirittura, come sindaco mi sono trovato ad anticipare anche 4 e 5 mensilità. Credo che il tavolo che si è tenuto oggi alla presenza dei sindaci, delle organizzazioni sindacali, rappresenti un fatto di grande democrazia, però lo diceva bene il presidente Scopelliti, che ringrazio - perché ho seguito attentamente il suo intervento assieme a quello dell’assessore Nazzareno Salerno - molto prima di questo momento, i primi di ottobre, a Roggiano Gravina, quando in un convegno ricevetti una delegazione di Lpu-Lsu e anche di precari, nel corso della quale aveva garantito l’impegno a trovare subito le due mensilità, per poi trovare anche l’altra mensilità, perché abbiamo detto che la mensilità di dicembre in genere, negli anni, si è sempre pagata negli anni precedenti.
Ebbene, credo che oggi venga data una risposta. Qualcuno può dire, fra l’altro l’ho ascoltato dai tavoli degli amici consiglieri, capigruppo del centro-sinistra, ma della minoranza, “si poteva anche evitare”. Beh, si può evitare quando un governo regionale viaggia economicamente in salute.
Siamo a rastrellare fondi che vengono recuperati una volta per la sanità, una volta per i trasporti. Oggi, giustamente, per i precari, domani verranno altri, perché uno spostamento di cifre da un capitolo all’altro sicuramente creerà delle conseguenze. E’ giusto, però, che se ne sia parlato, che ci sia stato un confronto alto e democratico, ma senza polemiche e senza ripercorrere strade vecchie, perché negli anni precedenti e anche nella precedente legislatura, che mi vedeva anche dall’altro lato, nel centro-sinistra, i problemi ci sono sempre stati.
Allora vuol dire che sicuramente questo tavolo romano che il presidente Scopelliti, nel giro di pochi minuti, è riuscito ad avere possa non solo garantire i fondi necessari per il 2014 e pure avviare, se è possibile, la stabilizzazione, come ci fu nei primi anni. Poi la situazione economica è precipitata, un po’ anche gli enti locali non hanno contribuito a quello che era un dovere di stimolare e rendere un po’ più percorribile la strada della stabilizzazione, perché ogni amministratore ha cercato di rinviare il discorso, in quanto aveva paura di non avere i fondi.
Oggi stiamo arrivando al capolinea, quindi il primo obiettivo è quello di garantire ai lavoratori le mensilità arretrate. Mi sembra che questo sia l’impegno assunto sia dall’assessore sia dal Presidente, ma anche – credo – dell’intera maggioranza e – perché no? – credo anche della minoranza, indipendentemente dagli interventi che sono stati fatti, che in democrazia devono essere rispettati.
Quindi, concludo con l’augurio che dal 2014 questa annosa pratica degli Lpu-Lsu, ma dei precari calabresi possa essere affrontata dal prossimo bilancio con più fermezza e con più decisione, nel rispetto di questa grande emergenza che viviamo, che è iniziata già da un anno e mezzo, ma che è precipitata nel 2013.
La parola al consigliere Magarò.
MAGARO’ Salvatore (Scopelliti Presidente)
Anch’io vorrei esprimere qualche ragionamento disordinato su questa questione. Il primo pensiero: penso che la questione lavoro in questo momento sia la vera emergenza della nostra regione, del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Questa questione deve essere messa al primo punto nell’agenda politica dei governi ai vari livelli.
Le condizioni che vivono in Calabria, ma anche nel resto del Paese, tanti lavoratori sono drammatiche, le possibilità d’inserimento delle nuove generazioni nel mondo del lavoro sono quasi nulle ed aumenta sempre di più il precariato, aumenta sempre di più quell’area che ha ragione molte volte a protestare.
Però, vorrei essere uno che ragiona anche controcorrente: voi che pensate, che un sindaco, il Presidente di una Regione voglia risolvere o non risolvere queste come tante altre questioni? Se un sindaco o un Presidente di Regione avesse la bacchetta magica, penso che avrebbe risolto in ogni momento, in cinque minuti, in tre minuti, questa come tante altre questioni. Ritengo che il Presidente sarebbe la persona più felice, se potesse stabilizzare tutti i precari della nostra regione e se potesse dare lavoro a tanti altri giovani.
La sfida, dal mio punto di vista, è quella del Governo, dell’indicare le soluzioni, dell’avere la forza per poter incidere e per poter mettere in atto politiche che allentano e poi risolvono definitivamente questa questione. Penso che su questo tema, come su quello della sanità, non siano possibili speculazioni. Bisogna mettere in campo una forte azione propositiva.
Nel corso di questi anni sono state avanzate delle proposte di svuotamento del bacino – se ne parla da oltre dieci anni in Calabria - però il bacino non è stato svuotato, è stato addirittura incrementato e penso che una prima cosa che dovremmo dire forte in questa regione è “alt al precariato”, non mettiamo più avanti proposte di lavoro che siano precarie, se prima non riusciamo a risolvere il precariato storico che abbiamo a nostra disposizione.
Poi, dal mio punto di vista, dobbiamo chiamare tutti alla responsabilità. Quando ero sindaco, per esempio, mi sono sforzato tante volte affinché, nelle società miste in cui il Comune aveva una partecipazione o nelle società in cui i servizi venivano affidati a società eterne, ci fosse l’obbligo di assunzione di una parte di questi precari. Ho visto che nel decreto che il Parlamento ha approvato qualche settimana fa si stabilisce che una parte dei posti disponibili nella dotazione organica e che possono essere messi a concorso debba essere riservata a queste categorie. Questa è una proposta, così come dobbiamo ricordare le proposte che abbiamo avanzato nel corso di questi anni finalizzate ad incentivare i lavoratori ad abbandonare il bacino per mettere in campo attività imprenditoriali oppure quelle altre proposte che invitavano i Comuni ad assumere personale perché per i primi cinque anni avrebbe pagato la Regione.
Penso che tutti quanti noi dobbiamo chiamarci al senso della responsabilità ed i Comuni non possano riversare sempre e soltanto sulla Regione le responsabilità. Dobbiamo assumercele tutti, dobbiamo fare squadra, non dobbiamo dividerci e su queste questioni non ci possono essere né i primi né gli ultimi della classe.
Ho soltanto un appunto da fare al Presidente, che ringrazio per lo sforzo che oggi ha dovuto mettere su questa questione, magari doveva e poteva fare altro e c’erano da fare tante altre cose, però la Calabria è una polveriera, è un’emergenza continua.
Dico al Presidente e agli assessori, se una cosa si può fare, non aspettiamo le proteste, perché questa è una cultura, è un sistema che è diffuso in Calabria: non si pagano i servizi di trasporto, vengono con i pullman sotto la Giunta o sotto il Consiglio e, dopo qualche giorno, viene emanato il decreto, il mandato, il pagamento. Questa è una questione che dobbiamo porre: se una cosa si può fare, se abbiamo le risorse per poterla fare, anticipiamo la protesta, facciamola prima che la gente protesti.
Questo è un suggerimento propositivo, altrimenti legalizziamo una cultura della protesta continua.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Giordano. Ne ha facoltà.
Presidente, solo un minuto, per esprimere il mio pensiero su una giornata molto triste, che, ancora una volta, ha fatto da cornice a quello che è un antico cliché consumato, cioè la Calabria dell’emergenza, la Calabria delle eterne e continue emergenze. Ritengo non sia accettabile, non sia più possibile che si debba arrivare sempre in extremis a cercare di mettere una pezza a una questione che rende questa regione veramente un’autentica polveriera.
Ci sono delle inadempienze che, certamente, se evitate, se non verificate, non avrebbero portato a questa giornata.
Chiedo ed auspico che ci sia una risposta seria, soprattutto, per quella che deve essere la programmazione del 2014, che si eviti di ripercorrere quello che è successo in queste giornate.
Ricordo che già un mese fa, insieme ai colleghi Franchino e Guagliardi, avevamo chiesto di affrontare il problema, avevamo la percezione netta di quello che si stava per verificare. Certo, sul versante delle stabilizzazioni invito tutti a fare una riflessione: non credo che si potrà verificare una circostanza come quella che vede il cosiddetto Governo delle larghe intese, che forse ci ha abituato, più che ad essere un Governo delle larghe intese che risolve i problemi, a un Governo dei lunghi rinvii. Non vorrei che si consumasse anche questa ennesima recita.
Auspico e chiedo con forza che ci sia un’azione seria, che questa giornata non venga sprecata, che ci sia dal 21 novembre, quando ci sarà il tavolo nazionale, un approccio serio, che dimostri che la Calabria, che questo governo regionale, che questa composizione politica dell’Assemblea regionale che vede i corrispondenti al Governo delle tre forze politiche maggiore, del Pdl, del Pd e dell’Udc, affrontino la questione calabrese con grande energia, con grande serietà, perché non credo che ci saranno ulteriori prove d’appello.
Questo è l’auspicio che sento di fare e chiedo che ci sia una risposta, che non ci sia un ennesimo differimento di questa drammatica situazione.
Consigliere Giamborino, vero è che il Regolamento non prevede la programmazione degli interventi, comunque le do la parola per l’ultimo intervento, ma che sia l’ultimo, perché il buonsenso vuole che comunque, durante i lavori, ci si programmi con gli interventi.
Due minuti per l’intervento. Prego, ne ha facoltà.
GIAMBORINO Pietro (PD)
Signor Presidente, la ringrazio e ringrazio anche il presidente Scopelliti, che vedo reclamare il tempo e anche perché il mio sarà un tempo breve, necessario per dire che sono ben consapevole che un semplice consigliere d’opposizione non può incidere più di tanto. Questo lo dico al Presidente della Giunta regionale. Intervengo, però, per denunciare la grave situazione, il dramma nel dramma – che l’assessore Salerno conosce – che è quello dei vibonesi che sono stati sospesi e il commissario prefetto non intende, in assenza di copertura finanziaria, accettare il protocollo d’intesa, ad esempio, che hanno firmato qui i sindaci. Lo dico solo affinché questo possa rimanere agli atti e vorrei che rimanesse agli atti, signor Presidente, per quanto è possibile, che la convinzione che si va acclamando in Calabria è che difendere i lavoratori è diventato quasi un crimine, una incultura.
Voglio dichiarare, anche, che comprendo chi ha creato lavoro cosiddetto precario: in assenza di un Governo e di uno Stato che non permette ai governi calabresi di creare lavoro stabile, questa è stata la possibilità e questo è. Forse il problema sta nelle corde di quello che dice il consigliere Naccari, cioè il problema è del tutto politico, non si riesce a finanziare e ad attrarre risorse per quanto riguarda il completamento del tratto dell’autostrada che interessa la Calabria, non si riesce a stabilire un tavolo romano per sanare la situazione, così come si fa in Campania e in altri posti.
Dunque il problema è politico, un problema antico che, dopo il Governo De Gasperi, l’unico Governo che ha sposato la questione meridionale insieme ad una brevissima parentesi dell’indimenticabile “Fanfani” – guarda caso, uomini moderati, cattolici, che hanno sposato la questione meridionale – ad oggi nemmeno la potente macchina del presidente Scopelliti, che punta ad assumere un ruolo importante sulla scena nazionale e che noi auspichiamo, perché così forse si risolveranno una serie di problemi e la Calabria potrà essere ancora più ascoltata.
Signor Presidente, la ringrazio, anche perché non è facile immaginare che un consigliere regionale di opposizione possa convincere il potente e possente presidente Scopelliti!
La parola al Presidente della Giunta, Scopelliti, per le conclusioni sul primo punto all’ordine del giorno.
Cari colleghi, inizio il mio intervento complimentandomi col collega De Gaetano, perché, quando ha chiuso il microfono, ha detto: “Mi vergogno, mi vergogno!”. Fa piacere vedere un collega che ogni tanto si assume le proprie responsabilità, vuol dire che si rende conto delle cose che poteva fare e non ha fatto o, meglio, delle cose che forse si dovrebbe attribuire e finge di non attribuirsi.
(Interruzione del consigliere De Gaetano)
Dico questo perché…
(Interruzione del consigliere Giordano)
Dico questo perché, oggi, abbiamo vissuto una giornata difficile, intensa, perché quando si mette a repentaglio la serenità dei lavoratori, non si sa mai dove si va a parare, quindi tutto questo ha aperto un fronte nuovo, soprattutto perché – così come ho avuto modo di spiegare ai sindaci – la delibera di oggi, questa delibera di variazione di bilancio che approviamo in Aula questa sera, proposta dall’assessore Mancini insieme all’assessore Salerno, ci consente di recuperare risorse per l’integrazione del mese di luglio, il mese di agosto e il mese di settembre degli Lsu-Lpu calabresi, cioè del mondo del precariato calabrese, una parte, ovviamente. In buona sostanza, con questa delibera andiamo a pagare queste mensilità. Rimane scoperto un mese, ad oggi, cioè il mese di ottobre.
Mi sono domandato: ma per una mensilità arretrata era necessario mobilitare tutte queste flotte di persone, queste masse di persone, mobilitare le forze dell’ordine, fare tutto ciò che è accaduto oggi?! Qualcuno ha detto: “Sì, lo facciamo perché il Governo deve sentirci”. Bene, attrezziamoci e andiamo a Roma, dal Governo nazionale, ha più senso, perché l’eco non sempre arriva facilmente, corre il rischio di diventare più una posizione nei confronti dell’amministrazione di riferimento, non si percepisce e non si coglie lo spirito di questa vicenda.
Devo dire la verità, insieme al mondo sindacale, il mondo delle istituzioni, quindi dei sindaci con le fasce tricolore hanno portato a questo dibattito un contributo di serenità e di grande equilibrio, perché il documento consegnato a me dai sindaci è la dimostrazione che, a volte, lo sciacallaggio rimane fuori dalle porte della politica e delle istituzioni e lo si consegna soltanto agli sciacalli di turno, mentre le istituzioni che indossano la fascia tricolore hanno il compito di rispettare le altre istituzioni e di trovare, attraverso il dialogo sereno, pacato e nei termini della moderazione, le soluzioni.
Questo documento che mi è stato consegnato ha trovato una pronta risposta, anche a livello nazionale, per quanto riguarda la convocazione a Palazzo Chigi - che ho avuto modo di comunicare; è stata assunta, infatti, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Patroni Griffi, con me in questo incontro c’era il Presidente del Consiglio ed i termini della risposta sono stati: due mensilità immediate e poi entro il 31 dicembre garantire il finanziamento per le tre mensilità precedenti o comunque immediatamente a rimborso i primi di gennaio. Questo è un documento responsabile, perché dimostra che chi fa amministrazione ha contezza di ciò di cui parliamo. C’è qui una Giunta regionale che deve trovare 19 milioni di euro, oggi ne trova 7 e qualcosa, riesce a pagare queste cose, ma ne mancano 12 e non è facile trovare 12 milioni di euro in un bilancio di un ente, bisogna fare uno sforzo sovrumano. Noi non abbiamo auspicato questo, perché è da quindici giorni, un mese che lavoriamo per cercare di trovare l’escamotage del bilancio che ci consente di fare questo.
Il grande senso di responsabilità degli amministratori locali è encomiabile, con fermezza, su posizioni a volte anche differenti, ma con grande stile e grande garbo. Quando la politica fa questo, acquista sicuramente un ruolo strategico e importante, perché diventa centrale nel dibattito e diventa interlocutore un amministratore di un altro ente, cioè si crea una sorta di capacità di confronto; qui siamo di fronte a una situazione in cui un sindaco si rende conto che non è facile trovare i soldi. Io che ho fatto l’amministratore locale ricordo che la Regione – che non ha mai guardato ad alcune città con grande simpatia – non mi mandava i soldi degli Lsu-Lpu da otto mesi, da dieci mesi. Mica non pagavo i 500 Lsu-Lpu che avevamo sul groppone costruiti dalla nefandezza della politica, dalle vergogne della politica, perché avere in un Comune 600 Lsu-Lpu significa essere delinquenti politici! Bisogna essere delinquenti politici per mettere dentro un Comune 600 Lsu-Lpu, che sono un terzo, se non la metà, anzi la metà, quando sono arrivato io, dei dipendenti comunali esistenti!
Pensate che ci sono Comuni della provincia di Reggio Calabria – che conosco – in cui vi sono, con 25 dipendenti, 48 Lsu. Ma quando mai troveranno questi Lsu o Lpu un posto di lavoro!? Chi garantirà loro, mai, la possibilità di entrare ad avere un posto di lavoro fisso?! Nessuno, perché se una pianta organica ha 23 dipendenti e 48 sono gli Lsu, bisogna che muoiano due generazioni, due livelli di dipendenti.
Allora, rispetto a questo, abbiamo una difficoltà seria, reale. Perché ho detto che ha fatto bene il collega De Gaetano a dirsi “mi vergogno, mi vergogno”? Bravo, assumiti le tue responsabilità, perché ho spiegato ai sindaci calabresi che, quando siamo arrivati noi nel 2010, qualcuno ha scritto che la spesa era storicizzata. Certo, sarà stata storicizzata la spesa, come no!, bravi che avete scritto che la spesa era storicizzata! Peccato che, però, da quando sono arrivato a governare questa Regione insieme a questa schiera di consiglieri e di colleghi che sono in prima linea con me, tutti quanti abbiamo trovato una situazione in cui – la dico così come l’ho detta ai sindaci, che è molto chiara – un Presidente di Regione si è trovato ad avere 126 milioni di euro che sono le tasse che pagavano i calabresi nel 2010, 118 nel 2011, 110 nel 2012. Significa che la crisi investe il mondo imprenditoriale, che i cittadini che pagano le tasse, non solo il mondo imprenditoriale, sono sempre di meno. I 126 milioni di euro erano soldi che finivano nelle casse dell’assessore. L’assessore al bilancio della Regione Calabria, prima di Mancini, aveva 126 milioni di euro di tasse da spendere in più del sottoscritto.
Immaginate un sindaco che governa una città ed ha una parte del suo bilancio, quella che riguarda le tasse e i tributi dei cittadini, che è una parte corposa rispetto ai trasferimenti dello Stato, un sindaco che non ha i tributi locali che incassa, perché la grande scienza della politica, avendo prodotto un buco nella sanità di 1 miliardo e 441 milioni di euro, il Piano di rientro ci ha imposto il blocco della fiscalità ordinaria, che significa che tutti i soldi delle tasse dei calabresi, che prima si spendevano, oggi, da quando sono arrivato io, non li posso spendere e ho un bilancio ingessato per l’incapacità e l’inadeguatezza della politica che, purtroppo, ci ha portato a questa situazione.
E’ inutile che vi dica che qui non ci sono avvisi di garanzia, non ci sono processi per tutti i buchi della sanità, delle Ferrovie della Calabria, non c’è buco e non c’è processo per l’Afor, per l’Arssa, per la Sorical, niente, tutti questi buchi sono ininfluenti, tutto ciò che non appartiene alla mia amministrazione è fuori da ogni vicenda!
Sotto questo punto di vista, rimane un problema serio: mettetevi nei panni di un amministratore che nella sua capacità di spesa non ha, in un sol colpo, 126 milioni di euro e che nei tre anni ha tagli che vanno, secondo me, almeno intorno ai 50-70-100 milioni di euro in meno. Assessore Mancini, mi conferma che sono 100? Dice di sì, circa 100 milioni di euro.
Quindi, di che cosa stiamo parlando?! Stiamo parlando di un mondo diverso, di un altro mondo, una Regione che ha 200 milioni di euro in meno da spendere è un altro mondo.
Questa è la difficoltà per cui dobbiamo cercare, in qualche modo, attraverso la spesa dei fondi Fas, di recuperare per qualche comparto altro tipo di iniziativa. Noi contiamo, nonostante tutto, che ci sia la possibilità, fra i derivati che abbiamo chiuso, queste vicende con le banche, che non sappiamo quando arriveranno – speriamo nel più breve tempo possibile – tra altre opportunità, stiamo cercando di dare una risposta entro l’anno e c’è il nostro totale impegno.
Dopo il rapporto col Governo nazionale – e qui concludo, Presidente, e la ringrazio per il tempo in più che mi ha concesso – qui, di fronte al Governo nazionale, noi continuiamo a fare la battaglia, che è, intanto, la continuità nel 2014, intanto speriamo nel 2014, se non ci saranno tagli ulteriori, di avere la posta in bilancio per tutto l’anno, così con questo mondo, con questo bacino siamo a posto, ovviamente quelli della legge 15 e così via, quindi questo gruppo di precari.
Siamo in una situazione in cui, adesso, dobbiamo, attraverso il rapporto col Governo nazionale, trovare una soluzione. Abbiamo chiesto un aiuto di 20-25 milioni al Governo su questa legge di stabilità, vediamo se ci sarà la soluzione; dall’altra, abbiamo presentato in questi mesi – l’ho detto e lo ribadisco – una serie di opzioni al tavolo romano, il primo, quando io ho parlato con i ministeri competenti, dicendo che alcune cose potevano essere fatte – i sindaci su questo spingono – la rivisitazione del patto di stabilità rispetto a questo tema delle assunzioni, l’idea dello sblocco del turn-over, quindi la possibilità che le amministrazioni possano fare i concorsi, cioè tutte cose che hanno una finalità che consente lo svuotamento del bacino.
Uno dei passaggi cruciali è stato anche quello introdotto dal ministro D’Alia, che ad agosto mi ha telefonato per dirmi: “Guarda che la task force in cui c’è l’onorevole Brunetta deve valutare la situazione dei precari. Telefona a Brunetta, perché questo è riferito a quello che tu avevi proposto al tavolo”. Quindi con D’Alia abbiamo fatto gioco di squadra per far passare quel provvedimento, che è un ulteriore tassello aggiuntivo alla vicenda del precariato non calabrese solo, ma in generale.
Alcune cose si stanno costruendo e si sono costruite. Andremo, ancora una volta, al tavolo tecnico a chiedere questo tipo di opportunità. Ma il Governo ci ha risposto, Patroni Griffi, “non è facile, risorse non ce ne sono, cercheremo comunque di alimentare la speranza attraverso qualche tipo di intervento.
Sul livello romano si gioca l’altra parte importante, perché è vero – e qualcuno lo ha detto – ci sono state in passato altre realtà in cui il bacino, attraverso uno sforzo del Governo nazionale, è stato svuotato proprio per la sensibilità dei Governi nazionali, che hanno dato risorse aggiuntive per lo svuotamento.
Siamo in una stagione non facile per la fase di stabilizzazione, perché comunque c’è una situazione di difficoltà, però ritorniamo al confronto cercando di ottenere delle soluzioni. Noi ci siamo impegnati e ci impegneremo per dare la continuità, perché l’abbiamo sempre fatto, poi a volte mi piace ricordare anche che, fuori dalla demagogia che alcuni fanno, se gli Lpu sono fuori da questo palazzo a protestare, è perché non in quest’Aula, ma nella vecchia Aula il sottoscritto – e questo è bene saperlo e ricordarlo, forse molti lo hanno dimenticato – nel 2001, quando il Governo nazionale che creò i pacchetti Treu, un po’ alla volta lasciava fuori i vari pacchetti – era il pacchetto degli ex articolo 7, dei 144, degli Lpu e degli Lsu - se voi guardate le altre Regioni italiane, nessuna ha con sé gli Lpu, siamo forse l’unica Regione italiana, assessore Salerno, se non sbaglio…
La Sicilia ha fiumi di altre persone aggiuntive.
E’ una regione a Statuto speciale. Però noi siamo stati l’unica Regione – a Statuto ordinario – perché io, nel 2001, feci una legge in questo Consiglio regionale, a differenza di quello che era l’indirizzo del Governo nazionale, di mandare a casa queste persone, prima i 144, poi gli ex articolo 7, poi gli Lpu, e mantenendo in vita solo gli Lsu, con una legge ho reintegrato nel bacino dei precari queste figure. Quindi, se sono state qui oggi fuori a protestare, è perché qualcuno ha dato loro la possibilità in questi dodici anni di avere un posto di lavoro, perché per il Governo erano stati liquidati e mandati a casa.
Dobbiamo ripartire da questo tipo di conoscenze.
(Interruzione del consigliere Giamborino)
Certo, sì, è importante.
Va bene, mi fa piacere che il collega Giamborino condivida….
Di opposizione. Io ho condiviso alcune cose del consigliere De Gaetano e il consigliere Giamborino condivide…
Quindi, perché lì il problema di fondo è che non si possono creare sacche e, dopo che crei sacche di precariato, le elimini così, dall’oggi al domani, perché non regge. Quindi, a quel tempo, giudicammo l’idea importante. Io la rifarei ancora oggi.
Credo che il nostro impegno per il 2014 sia quello di trovare la continuità e di dare a questi lavoratori una risposta, forse penso che oggi… Ho visto anche le espressioni non nei nostri confronti, ma in generale, di qualche lavoratore. A volte, non si percepisce e non si comprende che fomentare sulla disperazione è un rischio per tutti e bisogna avere molto più requisiti organizzativi, perché la gente disperata è pronta a tutto e noi, invece, sbagliando, continuiamo a trasmettere messaggi negativi, anziché tutti quanti impegnarci per cercare di offrire messaggi positivi, di speranza, perché la gente vive un momento di grande difficoltà.
Continuo a sostenere queste cose perché ci credo e perché ritengo che siano uno dei motivi dell’impegno mio diretto e personale in questa stagione così complessa, ma anche così importante che noi dobbiamo portare avanti per il bene dei calabresi.
Presidente, quando passiamo alla votazione, voglio intervenire per dichiarazione di voto.
Sì, ma adesso stiamo facendo il dibattito, poi quando si arriverà alla votazione…
L’ho annunciata prima, così non ci confondiamo!
Non c’è bisogno di chiederla adesso, lei ha esperienza in Consiglio, quindi quando arriverà il momento, chiederà la parola e io gliela darò.
Per il momento, dobbiamo chiedere l’inserimento all’ordine del giorno del provvedimento. Non so se l’assessore l’avesse già chiesto. C’è il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale in data 4 novembre 2013, che riguarda la variazione al bilancio per l’esercizio 2013, per coprire le spettanze. E’ formato da due articoli.
Presidente, ho chiesto di fare la dichiarazione di voto. Si fa prima della votazione.
Intanto pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno.
Proposta di legge numero 513 di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 2013, ai sensi dell’articolo 23, comma 1, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8”
Adesso ci sono i due articoli da porre in votazione.
Dichiarazioni di voto sul provvedimento nel suo complesso. Prego, consigliere De Gaetano.
Brevemente, solo per dire al presidente Scopelliti che io non ho detto che mi dovevo vergognare, ma ho detto: “Vergognatevi”. Ci sono le dichiarazioni che possono essere prese e consegnate al presidente Scopelliti, tanto per essere chiari.
Mi esprimo favorevolmente su questa proposta, nonostante sia insoddisfatto, perché mi aspettavo di votare un provvedimento fino al 31 dicembre 2013, che non c’è.
Al consigliere Orsomarso, che mi ha definito una Cassandra, vorrei dire che il presidente Scopelliti l’ha smentita, perché ha detto che, probabilmente, i mesi di ottobre, novembre e dicembre si pagheranno a gennaio. Quindi, non è che diciamo cose che non sono vere, qua diciamo fatti e bisogna avere la chiarezza di dirli e in quest’Aula bisogna dire la verità.
Vorrei ricordare al presidente Scopelliti quello che ho fatto da assessore al lavoro in un anno: ho fatto “soltanto” 5 mila stabilizzazioni, l’integrazione oraria, predisposta con i colleghi del centro-sinistra, abbiamo dato gli assegni familiari e abbiamo fatto un disciplinare che dà diritti a questi lavoratori che non ne avevano mai avuti, da quando esistono come Lsu-Lpu.
Quando il presidente Scopelliti vorrà tenere un dibattito, un confronto, con documenti alla mano e davanti a qualsiasi televisione e giornalista, io sono pronto! E vedremo chi ha fatto di più, se noi o voi. Questo per chiarezza, perché bisogna essere chiari, non bisogna dire cose che non sono vere.
Abbiamo fatto queste cose, abbiamo sempre pagato gli Lsu-Lpu, voi in questo momento non li pagate e state traslando il pagamento nel 2014.
Quindi su questo, Presidente, voto favorevolmente, il gruppo del Pd ha votato favorevolmente, ma siamo insoddisfatti perché i lavoratori non saranno pagati puntualmente nel 2013 e non è vero che c’è solo un mese di ritardo, perché ci sono Comuni dove da quattro mesi non vengono pagati, ci sono amministrazioni, comprese quella di Reggio e quella di Vibo, che hanno sospeso i lavoratori. Questa operazione di bilancio, ovviamente, non basterà, purtroppo. Quindi avremo problemi con amministrazioni dello Stato, con prefetti che non credono a quello che state facendo. Questo è il punto.
Per questo siamo insoddisfatti, votiamo favorevolmente, ma siamo insoddisfatti per questa cattiva gestione dei precari calabresi.
Per dichiarazione di voto, ha chiesto di parlare il consigliere Principe. Ne ha facoltà.
Presidente, sinceramente volevo intervenire prima ma non ho voluto appesantire la discussione. Mi consenta, in sede di dichiarazione di voto, di esprimere una insoddisfazione per un dibattito che ha fatto registrare che il Consiglio regionale ha perso una ulteriore occasione per approfondire le questioni.
Nella riunione del 21 novembre a Roma che è un risultato ottenuto dopo una lunga discussione con i sindaci e con i sindacati, penso che ci si debba presentare con una idea su come risolvere il problema perché il problema di fondo è di liberarsi, finalmente, del precariato.
Se a Roma vai con una idea di come ti vuoi comportare per il futuro c’è la possibilità di chiedere un sacrificio allo Stato e alla Unione europea in modo da favorire per il futuro anche una burocrazia che sia più efficiente e fatta di giovani preparati con la chiusura finale del comparto del precariato.
Di tutto questo neanche una parola, andremo a Roma come al solito col cappello in mano senza una proposta e senza far prendere in considerazione a Roma che la coesione territoriale implica anche una compartecipazione per liberarsi di queste piaghe anche da parte dell’Europa e quindi dei fondi comunitari con la futura programmazione.
Abbiamo ascoltato il solito dibattito dell’uno contro l’altro armato e la solita conclusione di attribuire le responsabilità sempre al passato e vantare sempre questi tre anni che sono il paradiso della Calabria. Io non ho il tempo per interloquire su questo aspetto ma dico che negli ultimi 18 anni, mi pare, che 13 anni siano stati appannaggio del governo di centro-destra e se andiamo a vedere come sono stati ridotti i vari comparti e le cose positive che si sono fatte non credo che il giudizio può essere quello che abbiamo ascoltato da parte del Presidente-Governatore.
In sede di dichiarazione di voto debbo esprimere anche una incertezza di comprensione, Presidente, perché qui non ho capito cosa andiamo a votare perché nel giro di qualche ora abbiamo assistito a tutto e al contrario di tutto.
Che la coperta sia corta è fuori di dubbio. Ho visto che ci si è vantati tanto del documento dei sindaci; in quel documento c’è la richiesta dell’incontro romano che è stato accordato e per redigere quel documento in modo sereno non le nascondo, Presidente, che c’è stato un grande contributo da parte nostra ma c’è anche la richiesta da parte dei sindaci di assicurare le spettanze dei lavoratori Lsu e Lpu fino al 31 dicembre 2013.
Sotto questo profilo siamo nella più grande incertezza. Voteremo il provvedimento perché a fronte delle sofferenze di questi lavoratori e delle famiglie, a fronte dei disagi dei comuni i cui servizi sono gestiti in massima parte in alcuni comuni, addirittura, da questi dipendenti - ed è argomento da porre con forza a Roma – questa richiesta dei sindaci mi pare che non sia stata soddisfatta e, caro assessore, siamo nella più grande confusione.
Vi siete presentati al tavolo dei sindaci - dal momento che la coperta era corta prima ed è rimasta corta anche adesso – asserendo che le spettanze erano assicurate dal fuori orario di luglio compreso per i mesi di settembre e di ottobre e che sarebbero rimasti fuori i mesi di novembre e di dicembre.
A distanza di qualche ora il presidente Scopelliti è venuto all’incontro per dirci che venivano assicurate le spettanze di novembre e dicembre per consentire ai comuni di sottoscrivere le convenzioni dato che i sindaci hanno detto con chiarezza – tranne qualche sindaco ben ispirato, debbo dire – che non avrebbero sottoscritto le convenzioni senza copertura finanziaria.
Siete tornati dopo due ore di conclave e ci avete detto che spostavate i soldi dal pregresso ai mesi di novembre e di dicembre per consentire ai sindaci di stipulare convenzioni, quindi con l’assestamento di bilancio si sarebbero coperte le spettanze pregresse.
Siete, poi, venuti in Aula e siete ritornati alla favoletta della riunione nell’Aula Commissione. E lei nella sua relazione ci ha illustrato che il fuori orario di luglio sarà chiuso, che agosto e settembre saranno chiusi, che rimane solo ottobre ma non ha detto una parola su novembre e dicembre.
Chiedo scusa, se le cose stanno in questo modo rimane sempre il problema delle convenzioni, caro assessore. Non avete risolto nulla, avete trovato queste risorse per chiudere luglio, agosto e settembre. Rimane fuori ottobre che per voi è l’unico mese, ma in realtà rimangono fuori anche novembre e dicembre. Perché se con questo provvedimento non avete dato copertura ai mesi di novembre e dicembre - i sindaci vi hanno detto con chiarezza che non stipuleranno le convenzioni - i lavoratori rimarranno a svolgere le loro funzioni senza alcuna copertura non solo economica ma anche giuridica.
Noi, comunque, per senso di responsabilità, votiamo al buio questo provvedimento augurandoci che tra la prima versione che ci è stata propinata alle ore 15, la seconda versione che ci è stata propinata alle 18 e la terza versione che ha ripreso la prima che ci è stata propinata alle ore 19 ci sia comunque una copertura che riduca il disagio dei lavoratori.
Ha chiesto di parlare il consigliere Guagliardi. Ne ha facoltà.
Presidente, anche io intervengo per dire che voto a favore ma con grande insoddisfazione perché le cose che diceva prima il collega Principe sono lapalissiane in questo momento. I lavoratori avranno due mensilità, l’impegno per la convenzione… non si sa ottobre, ma vanno a casa con due mensilità arretrate per poi sperare che nel prossimo assestamento di bilancio che dovremmo fare si ritrovino le risorse di novembre e dicembre sperando in ottobre. In più hanno ottenuto una grande cosa che è quella che non avverrà mai: che si chieda che al tavolo nazionale partecipino i comuni attraverso l’Anci.
Credo che, oggi, siamo usciti tutti sconfitti perché non abbiamo saputo costruire un momento di unità di intenti tra le parti sociali che avevano organizzato la mobilitazione dei lavoratori, gli enti territori che sono i comuni e noi Consiglio regionale, governo della Regione Calabria per costruire un fronte comune verso il Governo nazionale, verso il Governo Letta dal quale si può avere la risoluzione dei problemi di svuotamento del bacino ancora prima della proroga del 2014.
Oggi, quindi, ritorniamo con un dibattito in cui qualche collega dice di essere più bravo dell’altro collega, in cui ci siamo divisi tra storia della sinistra e della destra e così via, che non ci dimentichiamo delle cose e fra qualche giorno le tensioni sociali riscoppieranno perché insieme ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità ci saranno i forestali, i lavoratori della montagna e così via.
Oggi, quindi, avremmo potuto segnalare a Roma la gravità della condizione della Calabria ma abbiamo preferito bisticciare fra di noi e non costruire un fronte comune verso il Governo Letta e verso la maggioranza nazionale. Questo è il punto.
Voterò a favore perché credo che siano meglio due mensilità che niente, ma il dato è questo. Vedremo cosa succederà poi nei prossimi mesi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Talarico. Ne ha facoltà.
Invece io, signor Presidente, voterò contro perché dopo una giornata di intensa discussione mi sarei aspettato che si arrivasse ad una proposta chiara, intelligibile e soprattutto onesta nei confronti dei lavoratori. Credo che qualsiasi lavoratore presente stamattina davanti ai cancelli del Consiglio se fosse qui, al mio posto, voterebbe contro questa proposta nebulosa, incerta e priva di qualsiasi riferimento che possa essere utilizzato dai sindaci per anticipare, eventualmente, le spettanze dovute.
Non si può fare una convenzione sulla base di una promessa che non costituisce un titolo valido per sottoscrivere una convenzione. Da qui a 15-20 giorni, quindi, saremo punto e a capo anche perché prevedo, purtroppo, un esito non molto felice dell’incontro che si terrà a Roma il 21 novembre prossimo venturo.
Il mio è un voto contrario perché ho la netta impressione che la giornata di oggi sia stata una giornata inutile da questo punto di vista e che qualsiasi lavoratore al di là della sigla sindacale di appartenenza certamente non approverebbe un percorso così incerto almeno per come è stato fino a questo momento esposto a meno che l’assessore Salerno non ci dia nel finale di partita elementi certi e concreti che possano far cambiare idea anche a me.
Sarei felicissimo se venissero da parte sua delle indicazioni più certe, ammesso che sia nelle condizioni di poterlo fare.
La parola all’assessore Salerno.
SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia e politiche sociali, al lavoro e alla formazione
Grazie, Presidente, solo una precisazione rispetto a quanto affermato dai consiglieri Principe e Guagliardi: non è assolutamente vero che noi non possiamo stipulare le convenzioni. Innanzitutto noi oggi stiamo per votare una variazione di bilancio per un importo di 7 milioni 200 mila euro. Chiaro? Abbiamo detto per semplificare il discorso con i sindaci e anche qui in Aula che questo importo va a coprire due mensilità più l’integrazione di luglio. Ma per semplificare il discorso, cioè per dire ai lavoratori un messaggio chiaro: cosa faremo con questi fondi.
Vi ricordo che ci sono anche i lavoratori della legge 15 in questa variazione, non solo Lsu e Lpu e quindi il piano di reinserimento occupazionale.
Con 7 milioni 200 mila euro siamo in condizione di coprire i sussidi per tutti e cinque i mesi. Nella convenzione scriveremo che l’integrazione verrà finanziata con successivo provvedimento da parte della Giunta regionale e del Consiglio regionale, quindi alla fine siamo in grado di stipulare già da domani le convenzioni, poi questi soldi che servono a pagare gli stipendi di agosto, settembre e l’integrazione di luglio gli enti utilizzatori sapranno come utilizzarli.
Intanto abbiamo la copertura finanziaria per poter sottoscrivere le convenzioni e andare avanti fino al 31 dicembre. Questo per andare incontro ai lavoratori e per evitare situazioni di disagio.
In alcune realtà si sono verificate delle situazioni laddove hanno sospeso, per esempio, i lavoratori dell’articolo 7 della legge 15 alla provincia di Vibo Valentia. Non Lsu e Lpu, perché noi eravamo stamattina in Prefettura e Lsu e Lpu non sono stati sospesi a Vibo Valentia. Anche lì il Prefetto Ciclosi ha assunto impegno per far recuperare anche l’interruzione ai lavoratori della legge 15.
Ragion per cui noi oggi stiamo dando la possibilità di continuare fino al 31 dicembre con l’impegno di integrare le risorse mancanti in un provvedimento successivo entro dicembre. Grazie.
Non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto sul provvedimento. Pertanto possiamo procedere alla votazione del disegno di legge nel suo complesso.
E’ stata presentata una richiesta di inserimento all’ordine del giorno per quanto riguarda l’assestamento del bilancio del Consiglio regionale. E’ un provvedimento che è stato approvato dall’Ufficio di Presidenza, pertanto pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 264/9^ d’Ufficio, recante: “Variazione e contestuale assestamento del bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario anno 2013”
Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 264/9^ d’Ufficio, recante: “Variazione e contestuale assestamento del bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario anno 2013”.
I Capigruppo, durante la sospensione in Aula, hanno avanzato la richiesta di rinviare alla prossima seduta di Consiglio i punti 3 e 4.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio al prossimo Consiglio, magari inserendo al primo punto all’ordine del giorno sia la relazione della Corte dei conti sia, a seguire, la nomina della revisori dei conti. Ricordo che c’è un elenco già prestabilito che è stato stilato sulla base di un sorteggio che gli uffici hanno fatto: sui nove nominativi bisogna poi votare e al prossimo Consiglio regionale provvederemo a fare questo adempimento.
Pongo, ripeto, in votazione il rinvio del punto tre e del punto quattro dell’ordine del giorno odierno.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 242/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2012”
Siamo adesso al punto cinque all’ordine del giorno che recita proposta di provvedimento amministrativo numero 242/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2012”.
Il consigliere Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.
IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore
Grazie, signor Presidente, si tratta di un provvedimento amministrativo approvato dalla seconda Commissione nella seduta del 29 ottobre.
Si tratta di una proposta corredata da tutti i pareri previsti dalla legge regionale di contabilità. In particolare il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole attestando l’osservanza del documento alle disposizioni di legge e formulando le seguenti raccomandazioni.
In particolare, di “non utilizzare la quota disponibile dell’avanzo di amministrazione, applicato al bilancio di previsione 2013, fino a quando non sarà approvato dalla Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 7 dello statuto di Azienda Calabria Lavoro, il rendiconto dell’esercizio 2012”. Di “richiedere, annualmente, al competente dipartimento regionale lo stanziamento di tutte le somme occorrenti per il funzionamento dell’Azienda ai sensi dell’articolo 9 dello Statuto”.
Al provvedimento, inoltre, risulta allegata l’attestazione di inesistenza di debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti, resa dal Commissario in relazione all’esercizio finanziario 2012.
Il dipartimento politiche del lavoro, per la propria competenza, ha espresso parere favorevole all’approvazione sempre del consuntivo senza formulare alcun rilievo.
Il dipartimento bilancio, dopo avere verificato la corretta determinazione dei valori contabili iscritti nei residui al 31 dicembre 2012, pari a euro 4 milioni 319.372 nell’avanzo di amministrazione pari ad euro 2 milioni 337.873 ha proposto l’approvazione dello stesso conto consuntivo, segnatamente e limitatamente alla propria competenza contabile, con la prescrizione per l’Azienda di procedere all’eliminazione del residuo attivo di euro 72 nel primo semestre utile, in quanto non esigibile.
Lo stesso dipartimento bilancio, nella sua relazione, attesta il rispetto delle norme di contenimento della spesa, fissate dall’articolo 9, comma 12, della legge regionale 22/2010.
Per tutti questi motivi, poiché il Rendiconto è stato approvato dalla Commissione bilancio facendo proprie le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori la prescrizione segnalata dal dipartimento bilancio stesso, propongo l’approvazione del Rendiconto generale “Azienda Calabria Lavoro” relativo all’esercizio finanziario 2012.
Nessuno chiede di parlare, peraltro è stata abbondantemente esaminata in Commissione da parte di tutti i gruppi presenti, pertanto pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 242/9^.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 244/9^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007-2013. Avvio della procedura di revisione del programma”
Ci sono due punti all’ordine del giorno. Uno che è il punto sei, riguarda il “POR Calabria FESR 2007-2013. Avvio della procedura di revisione del programma” e poi c’è il punto sette “Approvazione del Programma Ordinario Convergenza (POC) e del Sistema di Gestione e Controllo (SiGeCo)”.
Di tutti e due i provvedimenti è relatore il consigliere Imbalzano che può procedere con la relazione.
Grazie, Presidente, si tratta di un provvedimento importante perché si riferisce alla “riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007-2013” e in sostanza dà avvio della procedura di revisione del Programma.
Anche questo provvedimento è stato approvato dalla seconda Commissione nella seduta del 29 ottobre.
Il provvedimento in sostanza, come dicevo, prevede la “riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007-2013”. L’esigenza di una nuova rivisitazione del programma nasce dalla necessità di salvaguardare le risorse comunitarie che sono in ritardo attuativo e di conseguenza a rischio di disimpegno automatico.
Questa rimodulazione comporterà una nuova riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale del POR Calabria FESR 2007-2013 al livello minimo del 25 per cento allineando in questo modo la Calabria alle altre Regioni dell’obiettivo convergenza.
Devo informare questo Consiglio che in sede di Commissione abbiamo ascoltato il dottore Praticò che, come ben sapete, è rappresentante dell’Autorità di gestione del Por Calabria Fesr che ci ha specificato che la rimodulazione ammonta a 546 milioni di euro e che le risorse verranno destinate al Poc – Programma ordinario convergenza Calabria – per attuare le misure di salvaguardia e di accelerazioni delle spese necessarie per consentire la chiusura di programmi regionali 2007-2013 nei tempi previsti dai regolamenti comunitari.
Con questo provvedimento si evidenzia la necessità di garantire, attraverso questa rimodulazione, l’utilizzo delle risorse comunitarie e di salvaguardare il volume degli investimenti senza che questo modifichi o alteri la strategia e gli obiettivi del programma.
Devo dire che come è stato anche chiarito in Commissione non è stata definita ancora con esattezza quale parte del programma verrà rimodulata e spostata sul programma esterno parallelo.
Tuttavia i dipartimenti regionali da noi auditi stanno già lavorando per individuare queste zone d’ombra del programma ridistribuendo le risorse sulla base di una realtà e fattiva capacità di spesa dei singoli settori del programma.
Ci aspettiamo, naturalmente, che la Giunta regionale informi e tenga informato il Consiglio sull’iter che seguirà questa rimodulazione sulle parti del programma che verranno più direttamente interessate da questo spostamento di risorse al Programma esterno parallelo.
Per questi motivi propongo l’approvazione di questo provvedimento.
Ha fatto la relazione anche del punto successivo? Perché gli uffici mi dicono che dobbiamo votare prima il punto sette e poi il punto sei.
Pongo in votazione prima il punto sette all’ordine del giorno, cioè il provvedimento numero 249/9^.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 249/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione del Programma Ordinario Convergenza (POC) e del Sistema di Gestione e Controllo (SiGeCo)”
Si tratta di un provvedimento che è riferito all’approvazione del Poc, del Programma ordinario convergenza e del relativo Sistema di gestione e controllo.
A questo Programma ordinario convergenza vengono destinati 433 milioni di euro, che verranno utilizzati, soprattutto, per il sostegno del sistema produttivo della nostra Regione e per la salvaguardia di alcuni interventi, ancora in essere e considerati strategici.
Le risorse destinate al Poc derivano in particolare dalla rimodulazione di due Programmi operatori Fesr e Fse 2007-2013 in adesione alla terza fase del piano di azione e coesione siglato tra Governo e Commissione europea nel 2011.
Anche per questo provvedimento il dottore Praticò invitato in Commissione ci ha chiarito che le risorse assegnate al Poc provengono dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale e che gli interventi da finanziare sono distribuiti tra le misure anticicliche per un importo di 244,7 milioni di euro e quello di salvaguardia dei progetti in ritardo per 188,5 milioni di euro.
In sostanza lo scopo del Piano è quello di rilanciare i programmi comunitari che mostrano rallentamenti, garantendo una forte concentrazione delle risorse su alcuni ambiti di intervento individuati come prioritari, anche ai fini del perseguimento degli obiettivi della nuova programmazione 2014/2020.
Brevemente tra le misure anticicliche previste, per quanto riguarda le risorse del fondo Fesr sono previsti interventi per la promozione del turismo per 70 milioni di euro, agevolazioni fiscali per le micro e piccole aziende in aree di disagio socio economico per 56 milioni di euro, incentivi al rinnovo del parco macchine per le imprese, quindi macchinari e attrezzature per 40 milioni di euro.
Dal Fesr arriveranno, inoltre, 87 milioni di euro per i Progetti integrati di sviluppo urbano – sono i famosi Pisu delle maggiori città -, 67 milioni per le Case della salute e di recente è stato siglato il protocollo per quella di Siderno, mentre il Fse destinerà 20 milioni di euro a interventi a favore dell’occupazione.
Dal fondo Fse vengono attinti circa 60 milioni di euro, che verranno utilizzati per il rifinanziamento del credito d’imposta per 25 milioni, per il potenziamento dell’istruzione tecnica e professionale di qualità (10 milioni), e per l’aiuto alle persone disagiate per 5 milioni.
Voglio, infine, informare il Consiglio che in Commissione si è ritenuto necessario apportare alcune modifiche formali alla tabella riportata al capitolo 3 del piano finanziario per indicare in modo analitico gli interventi relativi nell’ambito dei Pisu già previsti delle relative schede allegate alla delibera di grecanica numero 234.
Infine col provvedimento che stiamo esaminando viene approvato come allegato III al Poc, il documento recante la descrizione del Sistema di Gestione e Controllo, il noto SiGeCo.
Presidente, per questi motivi e ovviamente considerata l’importanza dell’intero provvedimento e tenuto conto che gli interventi possono essere realizzati anche al di fuori della tempistica normale della regolamentazione comunitaria e concentrare ancor più queste risorse sul conseguimento degli obiettivi che ci si è prefissi propongo l’approvazione del provvedimento a questo Consiglio regionale.
Pongo in votazione il provvedimento numero 244/9^.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 252/9^ d’Ufficio, recante: “CORECOM – Programma delle attività per l'anno 2014 e relativo fabbisogno finanziario”
Il punto otto all’ordine del giorno recita proposta di provvedimento amministrativo numero 252/9^ d’Ufficio, recante: “CORECOM – Programma delle attività per l'anno 2014 e relativo fabbisogno finanziario”.
Con i capigruppo siamo stati d’accordo nel rinviarlo per un approfondimento alla prossima seduta di Consiglio regionale.
Proposta di legge numero 502/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 2, della legge regionale 15/2008”
Si passa alla votazione della proposta di legge numero 502/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 2, della legge regionale 15/2008”.
Si tratta di un articolo unico, delibera 329 della Giunta regionale, in favore dei lavoratori ultracinquantenni espulsi da settori ed aziende in crisi. Si interpreta nel senso che lo stesso si riferisce non esclusivamente agli ultra cinquantenni ma a lavoratori prevalentemente ultra cinquantenni espulsi da settori e aziende in crisi.
Nessuno chiede di parlare, pertanto pongo in votazione l’articolo unico.
Ordine del giorno numero 134 del 12 novembre 2013 a firma dei consiglieri Franchino, Adamo, Giamborino, Scalzo, Naccari Carlizzi, Talarico D., Mirabelli, Ciconte, De Gaetano, Giordano, Amato, De Masi, Guccione, Guagliardi e altri “Sugli emolumenti spettanti ai lavoratori delle Comunità montane calabresi ”
E’ stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri Franchino, Adamo, Giamborino, Scalzo, Naccari Carlizzi, Talarico D., Mirabelli, Ciconte, De Gaetano, Giordano, Amato, De Masi, Guccione, Guagliardi e altri “Sugli emolumenti spettanti ai lavoratori delle Comunità montane calabresi ” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria, premesso che:
alla data odierna, i dipendenti delle Comunità Montane della Calabria non percepiscono gli stipendi, vantando molte mensilità arretrate;
le somme occorrenti da parte della Regione Calabria sono ferme nelle casse regionali e, in particolare, presso la Ragioneria della Regione;
la Regione non eroga fondi disponibili in cassa, di provenienza in gran parte dallo Stato (Fondi della montagna arretrati) e/o comunque previsti nelle finanziarie regionali muniti di decreto di liquidazione da parte dei Dirigenti Regionali di riferimento;
a puro titolo esemplificativo, di somme ferme in Regione si evidenziano:
il Fondo della Montagna 2009 per un importo di €3.403.517,00 già comunicato alle Comunità Montane dall'Assessore Trematerra sin dal 28 Novembre 2012;
il Fondo della Montagna 2010 per un importo di €.3.133.253,82 per come pubblicato nella G.U. n. 157 del 6/7/2013;
verificato che alle somme appena evidenziate si aggiungono:
€ 916.086,51 che la Regione Calabria, in esecuzione della L.R. n. 47 del 23.12.2011 deve erogare a saldo degli € 8.800.000,00 stanziati e liquidati per un importo pari a €. 7.883.913,49;
€ 500.000,00 Spese di funzionamento previste nel Bilancio Regionale 2013 (L.R. n. 70 del 27.12.2012);
considerato che giacciono ancora presso la Regione Calabria residui di anni precedenti non spesi dalle Comunità Montane (L. n. 97/94) per circa 4 milioni di euro;
innumerevoli decreti di liquidazione per opere eseguite per conto delle Comunità Montane e il cui procedimento amministrativo risulta definito e sigillato dal conseguente decreto di liquidazione emesso dai competenti assessorati regionali, non vengono materialmente liquidati nonostante la legge N. 98 del 2013 sia stata redatta proprio per consentire alle imprese di avere in tempi certi gli importi loro spettanti;
la Giunta regionale ad intervenire per garantire un diritto ai dipendenti delle Comunità Montane calabresi che altro non pretendono se non l'applicazione di disposizioni normative da tempo disattese”.
Pongo in votazione l’ordine del giorno con autorizzazione al coordinamento formale.
Ordine del giorno numero 135 del 12 novembre 2013 a firma dei consiglieri Guccione, Franchino, De Gaetano, Gallo, Guccione, Sulla, Scalzo, Principe, Naccari Carlizzi, “Sulla definitiva stabilizzazione dei lavoratori precari calabresi”
Si passa all’ ordine del giorno protocollo 48185 del 12.11.2013 a firma dei consiglieri Guccione, Franchino, De Gaetano, Gallo, Guccione, Sulla, Scalzo, Principe, Naccari Carlizzi, “Sulla definitiva stabilizzazione dei lavoratori precari calabresi” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria, considerato che:
nei giorni scorsi è stato presentato al Senato un emendamento alla Legge di Stabilità con il quale, al fine di stabilizzare i lavoratori impegnati in attività socialmente utili e in quelle di pubblica utilità, equiparati al personale LSU dall'articolo 27 dal decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, gli enti pubblici in Calabria sono autorizzati ad assumere tali lavoratori dal 1° gennaio 2014, anche in posizioni sopra numerarie, con un contratto a tempo indeterminato ed a tempo parziale di 26 ore settimanali, se inclusi nell'elenco definitivo pubblicato sul BURC del 5 luglio 2005, supplemento straordinario n° 1 al BURC, Parte I e II, n° 12 del 1° luglio 2005, salvo quanto previsto dall'articolo 3;
è stata presentata, nel Giugno 2013, la proposta di provvedimento amministrativo 233/9^ recate “Proposta di legge al Parlamento per la stabilizzazione degli Lsu ed Lpu della Regione Calabria”;
attraverso l’emendamento di cui sopra si chiede al Governo, con provvedimento del ministro dell'Economia e delle Finanze, di concedere in favore della Regione Calabria un contributo aggiuntivo pari a 40 milioni di euro per l'anno 2014 e pari a 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, provvedendo a tali oneri mediante quota parte delle risorse aggiuntive derivanti dalle disposizioni di cui al comma 7-bis dell'articolo 17;
il Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, a promuovere ogni utile e necessaria iniziativa affinché il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Enrico Letta, faccia proprio tale emendamento finalizzato alla stabilizzazione definitiva dei 5149 lavoratori calabresi che, da oltre 15 anni, sono inseriti nell'organizzazione delle attività degli Enti pubblici con ruoli e mansioni anche ad alto contenuto professionale e continuano a garantire servizi essenziali ai cittadini”.
Si chiede l’inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno a firma di tutti i capigruppo consiliari “sulla salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Il 20 novembre ci sarà la giornata nazionale dei minori, dell’infanzia e dell’adolescenza.
Pongo in votazione la richiesta di inserimento all’ordine dei lavori di un ordine del giorno che riguarda “le attività produttive e la crescita del Paese” che è firmato da tutti i capigruppo di maggioranza e di minoranza. Seguirà poi un provvedimento legislativo in Consiglio.
Ordine del giorno numero 136 del 12 novembre 2013 a firma dei capigruppo “Sulla salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle regioni italiane”
Pongo in votazione l’ordine del giorno a firma dei capigruppo “Sulla salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle regioni italiane” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale,
vista la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the Rights of the Child), approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991, che enuncia per la prima volta in forma completa e espressamente che i diritti fondamentali devono essere riconosciuti e garantiti anche a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo;
viste le Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948. che, per la prima volta nella storia dell'umanità, riguarda senza distinzioni tutte le persone del mondo e sancisce l'esistenza di diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo; la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU), redatta dal Consiglio d'Europa e firmata a Roma il 4 novembre 1950 al fine di prendere le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
richiamato l'art. 44 della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza nella parte in cui prevede che ogni Stato sottoponga al Comitato sui Diritti dell'Infanzia un rapporto periodico sui provvedimenti adottati al fine di applicare i principi sanciti dalla Convenzione e sui fattori e le difficoltà riscontrate che impediscono di adempiere agli obblighi previsti dal trattato;
vista, altresì, la legge regionale 12 novembre 2004, n. 28 che istituisce l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela degli interessi delle persone di minore;
considerata la nota in data 17 giugno 2013 di Save the Children Italia ONLUS con la quale si richiede al Presidente del Consiglio regionale di dedicare una sessione del Consiglio regionale all'approfondimento dello stato della condizione dei minori che vivono nella regione e fare delle tematiche dell'infanzia e dell'adolescenza una priorità dell'agenda politica regionale;
il 20 novembre di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza in ricordo della data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza venne approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York; anche in Italia, con Legge n. 451 del 23 dicembre 1997 " "Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia", il 20 novembre è stato proclamato giornata nazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
i dati raccolti nella pubblicazione di Save the Children "Atlante dell'Infanzia (a rischio)", che raccoglie un'ampia rassegna di indicatori e mappe sull'infanzia e sull'adolescenza con particolare attenzione alle aree del rischio, mostrano come la crisi economica di questi ultimi anni abbia ancora aggravato una condizione di marginalità e fragilità che riguarda un numero sempre maggiore di persone di minore età che vivono nel nostro Paese;
ricordata la campagna "Allarme Infanzia" promossa da Save the Children in cui si denuncia il "furto di futuro" ai danni delle giovani generazioni e quanto il loro generale impoverimento, non solo economico ma anche culturale, si stia traducendo in una gravissima privazione di prospettive, speranze ed opportunità;
rilevato che l'Italia è tra i Paesi OCSE con un tasso di povertà relativa tra i bambini molto elevato, il 15% vive infatti in famiglie con redditi inferiori alla media nazionale, e con un dato ancor più preoccupante che riguarda la povertà assoluta, con oltre 1 milione di minori nel 2012 che vivono in condizioni di assoluta povertà;
rammentato che le Regioni e Province autonome - a seguito della legge 32A2000 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" e della riforma del Titolo V della Costituzione, avvenuta con legge costituzionale 3A001 - hanno acquisito un ruolo determinante nell'ambito delle politiche sociali, e quindi anche nel promuovere la tutela delle persone di minore età presenti nei propri territori;
vista la legge regionale 26 novembre 2003, n. 23 sulla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria, in attuazione della legge n. 328/2000;
a che le norme, le politiche e le prassi regionali diano piena attuazione ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza;
a sostenere programmi e progetti volti a proteggere e tutelare i minori a rischio nella Regione, in particolare con riferimento al contrasto alla povertà minorile, alla prevenzione della dispersione scolastica, all'educazione dei giovani ed al corretto uso delle nuove tecnologie;
a promuovere politiche di contrasto alla pedo-pornografia ed allo sfruttamento del lavoro minorile;
a promuovere misure di contrasto dell'incremento della povertà minorile;
ad affrontare la criticità dei minori stranieri non accompagnati cui è necessario garantire tutela nel quadro dei diritti fondamentali e non agire solo in una prospettiva emergenziale;
a promuovere la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (LEP) al fine di rendere concreti i diritti sociali e civili di tutti i bambini e adolescenti presenti nel territorio”.
Ordine del giorno 137 del 12 novembre 2013 a firma dei consiglieri Chiappetta, Grillo, Serra, Bruni, De Masi, Principe, Guagliardi, Bova “Sul sostegno delle attività produttive per la crescita del Paese”
Pongo in votazione l’ordine del giorno a firma dei consiglieri Chiappetta, Grillo, Serra, Bruni, De Masi, Principe, Guagliardi, Bova “Sul sostegno delle attività produttive per la crescita del Paese” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale,
il Decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, "Misure urgenti per la crescita del paese", convertito in legge 7 agosto 2012 n. 134 ha previsto, al fine dell'accelerazione dei procedimenti agevolativi, all'articolo 29, che: considerazione della particolare gravità della crisi economica che ha colpito il sistema produttivo, le imprese risultanti beneficiarie delle agevolazioni di cui all'articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 215, non sono più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie. Sono fatti salvi i provvedimenti già adottati.''';
tale normativa è stata recepita da diverse regioni (tra le altre, la Puglia e la Sardegna) le quali hanno esteso, a far data di 22 giugno 2012, data dell'approvazione del D.L. 83/2012, i benefici previsti in termini di deroga al rispetto degli indicatori di graduatoria di cui all'art. 29, anche alle imprese beneficiarie di agevolazioni disciplinate con qualsiasi disposizione di legge che preveda indicatori di graduatoria;
in questa difficile fase di crisi economica le imprese beneficiarie di agevolazioni, incontrano enormi difficoltà nel completare i programmi di investimento agevolato entro i termini e nel pieno rispetto degli indicatori previsti, situazione questa che comporta come conseguenza la revoca dei contributi concessi;
il recepimento di tale normativa consentirebbe, dunque, di evitare una forte penalizzazione e discriminazione di numerose imprese esistenti sul territorio regionale che rischiano la cessazione delle attività con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro;
già in sede di approvazione dell'assestamento del bilancio regionale 2013, stante l'impossibilità di introdurre un testo normativo all'interno di tale provvedimento (in quanto le norme in materia consentono in tale circostanza solo l'inserimento di disposizioni aventi carattere puramente finanziario e non normativo), era stata condivisa la necessità di intervenire con una proposta di legge ad hoc che richiamasse il contenuto del testo dell'emendamento presentato dalle forze politiche presenti in Consiglio;
a seguito del confronto sorto sulla questione, è scaturita una proposta di legge condivisa che ha recepito il contenuto dell'emendamento a suo tempo presentato in sede di assestamento del bilancio regionale 2013 e non accolto per le motivazioni sopra richiamate. Tale proposta di legge si trova ad oggi in discussione presso la II commissione consiliare la quale ha già espresso piena condivisione per quanto riguarda i contenuti dispositivi ma sta effettuando audizioni con i dirigenti generali dei dipartimenti regionali competenti per materia al fine di individuare una formulazione del testo normativo che risponda nel modo più stringente possibile alla normativa vigente in materia;
recentemente Confindustria Calabria con una nota apposita ha sollecitato l'Assessorato alle Attività produttive, nelle persone dell'Assessore Arena e del Dirigente generale Monea, affinché supportino i competenti uffici del Consiglio per la definizione dell'iter della proposta di legge sì che si possa procedere rapidamente con l'approvazione da parte del Consiglio regionale e, altresì, a sospendere qualsiasi attività amministrativa su tutte le misure agevolative regionali, nelle more della definizione dell'iter procedurale di approvazione della normativa;
il Presidente e la Giunta regionale, ed in particolare l'assessore regionale alle attività produttive, considerando l'impegno assunto da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale a definire nel più breve tempo possibile l'iter di approvazione della proposta di legge, a fornire un forte e significativo segnale di attenzione dando immediata attuazione alla legge una volta che questa sarà approvata e a sospendere, da subito, gli eventuali provvedimenti di revoca delle agevolazioni concesse alle imprese disposti dai competenti uffici regionali per il mancato rispetto degli indicatori, in attuazione alla normativa che attualmente è in vigore, nelle more dell'approvazione della proposta di legge sì da scongiurare la chiusura definitiva di molte imprese e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro determinando quindi un ulteriore aggravamento della crisi che sta attanagliando il settore economico della regione Calabria”.
Presidente, volevo una informazione. L’ordine del giorno che porta il protocollo 48185 è stato approvato?
Sì, abbiamo finito, non ci sono altri punti all’ordine del giorno.
La seduta termina, il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle 20,26
Hanno chiesto congedo i consiglieri: Grillo, Fedele, Loiero, Maiolo, Minasi, Trematerra.
E’ stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale:
“Variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 2013, ai sensi dell’articolo 23, comma 1, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Deliberazione Giunta regionale n. 399 del 4.11.2013)” (P.L. n. 513/9^)
Gallo – “Modifiche alla legge regionale 30/2011 (Disposizioni transitorie in materia di assegnazioni di sedi farmaceutiche)” (P.L. n. 510/9^)
E’ stata assegnata alla terza Commissione consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e formative.
Sulla, Pacenza, De Masi – “Modifica dell’articolo 20 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13” (P.L. n. 511/9^)
Maiolo – “Modifiche alla legge regionale 12 ottobre 2012, n. 45 (Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale” (P.L. n. 512/9^)
Nicolò – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri)” (P.L. n. 514/9^)
“Liquidazione dell’Istituto regionale per la Comunità Occitana di Calabria: bilanci di previsione per gli anni finanziari 2010, 2011 e 2012 e Rendiconti generali per gli anni 2209, 2010, 2011 e 2012 (Deliberazione Giunta regionale n. 339 del 18.10.2013)” (P.P.A. n. 258/9^)
“Bilancio di previsione dell’Aterp (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica) della provincia di Vibo Valentia per l’anno finanziario 2013 (Deliberazione Giunta regionale n. 345 del 18.10.2013)” (P.P.A. n. 259/9^)
“Documento di programmazione economica e finanziaria della Regione Calabria (Dpefr) per gli anni 2014/2016 (art. 2, comma 3, della legge regionale 4.2.2002, n. 8) (Deliberazione Giunta regionale n. 365 del 18.10.2013)” (P.P.A. n. 261/9^)
“Bilancio di previsione dell’Ardis di Catanzaro per l’esercizio finanziario 2013 (Delibera Giunta regionale n. 148 del 22.4.2013)” (P.P.A. n. 263/9^)
E’ stata presentata, inoltre, la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza:
“Variazione e contestuale assestamento del bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’esercizio finanziario anno 2013” (P.P.A. n. 264/9^)
E’ stata presentata, altresì, la seguente proposta di provvedimento amministrativo d’Ufficio:
“Nomina dei tre membri del Collegio dei revisori dei conti della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria (art. 2, legge regionale n. 2/2013)” (P.P.A. n. 262/9^)
E’ stata presentata anche la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa del consigliere Magarò:
“Proposta di legge al Parlamento per la tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro” (P.P.A. n. 260/9^)
E’ stata assegnata alla terza Commissione consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e formative – ed alla Commissione contro la ‘ndrangheta per il parere.
La quarta Commissione consiliare con nota n. 46003 del 28 ottobre 2013, ha comunicato che nella seduta del 25 ottobre 2013 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 361 del 18 ottobre 2013, recante: “Regolamento regionale di attuazione della legge regionale 3 settembre 2012, n. 39, recante <Istituzione della struttura tecnica di valutazione Vas-Via-Aia-Vi>” (Parere n. 64)
Inammissibilità di interrogazione
L’interrogazione a firma del consigliere Domenico Talarico, acquisita al protocollo al numero 46499 del 30 ottobre 2013 “In ordine al mancato avvio del Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Calabria in luogo del Burc cartaceo”, presentata ai sensi del comma 1 dell’articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale, è inammissibile in quanto non ha i requisiti di cui al comma 1 del predetto articolo 122 R.I.C..
In data 24 ottobre 2013, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sotto indicata legge regionale. La stessa è stata pubblicata sul supplemento straordinario n. 1 del 2 novembre 2013 al Bur n. 21 del 2 novembre 2013:
legge regionale 24 ottobre 2013, n. 47, recante: “Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2013”.
La Giunta regionale con nota protocollo n. 339454 del 30.10.2013 ha trasmesso la deliberazione n. 380 del 25 ottobre 2013 con la quale approva il Piano di riprogrammazione dei servizi di trasporto pubblico locale e di trasporto ferroviario regionale.
La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 2013:
Deliberazione Giunta regionale n. 371 del 25 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 372 del 25 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 386 del 31 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 387 del 31 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 388 del 31 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 389 del 31 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 390 del 31 ottobre 2013
Deliberazione Giunta regionale n. 391 del 31 ottobre 2013
De Masi. Al Presidente della Giunta regionale ed all'assessore regionale all'agricoltura ed alla forestazione. Per sapere – premesso che:
con Legge Regionale n. 1 del 10 febbraio 2011 è stata Istituita l'Enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria";
con Deliberazione della Giunta regionale n. 618 del 23 dicembre 2011 sono stati approvati: lo schema di Atto Costitutivo, Statuto, Regolamento di Attuazione e Bozza del Logo;
con Decreto del Presidente del Consiglio regionale n. 7 del 16 aprile 2012 sono stati nominati i componenti del Consiglio di amministrazione;
con Deliberazione della Giunta regionale n. 557 del 10 dicembre 2012 è stato approvata l’Istituzione del Comitato Tecnico Scientifico e la nomina degli esperti;
con Decreto del Presidente della Regione n. 68 del 23 maggio 2013 è stato approvato il Riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato all'Associazione Enoteca Regionale "Casa dei Vini di Calabria". Iscrizione nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche Private ai sensi del D.P.R. n. 361/2000 e del Regolamento Regionale n. 1 del 10 maggio 2001;
la Provincia di Cosenza ha provveduto a realizzare una propria "Enoteca Regionale" in un arco temporale assai limitato;
come riportato in premessa, tutte le procedure necessarie per la realizzazione dell'Enoteca Regionale "Casa dei Vini di Calabria" risultano essere state esperite -:
per quali motivi, l'Enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria", istituita con L.R. n. 1 del 10 febbraio 2011, non ha ancora visto la luce.
(463; 29.10.2013)
Parente. All’assessore all’agricoltura, foreste e forestazione. Per sapere – premesso che:
le piante di ulivo della zona del Salento sono state colpite da una malattia che porta nella maggior parte dei casi alla morte della pianta;
tale misteriosa malattia ha già colpito oltre 600 mila piante di ulivo su circa 8 mila ettari di terreno, con un rischio potenziale per 60 milioni di piante;
sembra ormai accertato che la grave fitopatia sarebbe riconducibile ad un agente patogeno di provenienza americana chiamato Xylella fastidiosa o “malattia di Pierce” dal nome del ricercatore che l'ha studiata;
il contagio di tale agente patogeno potrebbe interessare anche altre specie vegetali ed altri territori e quindi la nostra regione per ovvi motivi di vicinanza, di similitudine climatica e di coltivazioni;
tale evenienza, associata alla già purtroppo nota presenza del Cinipede Galligeno che ha profondamente colpito i nostri castagneti, sarebbe deleteria per il patrimonio agricolo della nostra regione, con gravi danni per l'economia ed il paesaggio, caratterizzato dalla presenza di ulivi secolari di inestimabile valore -:
se ci sono casi accertati nel territorio regionale della grave fitopatia causata dell'agente patogeno Xylella fastidiosa;
quali eventuali iniziative si intendono perseguire o si stanno perseguendo per monitorare e mettere in atto misure preventive e di profilassi in grado di evitare il contagio e la diffusione del suddetto agente patogeno.
(464; 31.10.2013)
Guccione, Giamborino, De Gaetano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
con D.G.R. n. 228 del 20 maggio 2011, la Regione Calabria ha deliberato di dare attuazione al Progetto Integrato di Sviluppo Regionale denominato «Calabria Innova - Creazione di un Sistema Regionale per l'Innovazione in Calabria», alle seguenti Linee di Intervento del POR Calabria FESR 2007/2013: 1.1.2.1; 1.1.3.1; 1.1.3.2 e 1.1.4.1;
la gestione di Calabria Innova è stata affidata dalla Regione Calabria a una partnership strategica tra Fincalabra Spa e Area Science Park di Trieste;
Calabria Innova è stata costituita per facilitare l'incontro tra le imprese calabresi e il mondo della ricerca, qualificandosi come punto di accesso per trovare competenze, partner, finanziamenti e assistenza per la realizzazione di progetti innovativi;
Calabria Innova è formata da un team di professionisti calabresi, selezionati attraverso Avviso Pubblico, di alta competenza ed esperienza;
il progetto prevede, tra le varie attività, anche e soprattutto un sistema di incentivi per l'innovazione e la ricerca, quantificabile in circa 16 milioni di euro;
allo stato attuale, a distanza di oltre un anno e mezzo dalla nascita di Calabria Innova, non risulta essere stato approvato il Progetto Esecutivo definitivo e non risulta essere stata attivata alcuna procedura di erogazione dei suddetti incentivi alle imprese esistenti e/o per l'affermazione di nuove realtà imprenditoriali;
pertanto è necessario verificare, con urgenza, l'attuale gestione dei consistenti fondi di cui dispone Calabria Innova e le motivazioni che stanno alla base della mancata approvazione del Progetto Esecutivo e dell'erogazione dei suddetti incentivi;
va verificata l'utilizzazione dei fondi di Calabria Innova per evitare che vengano distratti per altre finalità, come ad esempio consulenze extraregionali, di cui si chiede venga accertato il rispetto delle procedure di pubblicità e trasparenza. E’ evidente, infatti, la chiara subalternità del Progetto al Friuli Venezia Giulia o comunque verso professionalità e competenze non regionali, che, invece, dovrebbero essere valorizzate, fermo restante il rispetto delle procedure di legge. Appare alquanto anomalo che a fronte di una consolidata e apprezzata realtà universitaria regionale, che conta un numero elevato di Ricercatori e Professori in diversi e numerosi campi del sapere, si arrivi a privilegiare esperienze e professionalità esterne;
se tutto ciò dovesse risultare vero e confermato da opportune verifiche, verrebbe meno la motivazione che presiede alla nascita stessa di Calabria Innova, nonché si evidenzierebbe una dissoluta gestione dei fondi comunitari, con il risultato che anche tale Progetto finisca per inserirsi nel nutrito elenco di realtà fallimentari;
non è ammissibile che un Progetto di tale portata, in termini di impegno economico, non avendo erogato alcun incentivo alle imprese, possa ridursi ad una realtà, che oggi appare fatta principalmente di costi di gestione e di mantenimento della struttura stessa;
è opportuno evidenziare la consistente spesa rappresentata da Area Science Park, fortemente voluta dall'attuale Assessore alla Cultura della Regione Calabria, che pur rappresentando uno dei Parco scientifici e tecnologici più importanti d'Italia, è, di fatto, corresponsabile, insieme a Fincalabra Spa, della situazione di stallo appena descritta. E' evidente che la responsabilità oggettiva è da individuare non solo nel ruolo di Fincalabra Spa, ma anche nella funzione di Area Science Park, chiamata a portare in Calabria metodologie e prassi di eccellenza. Il ruolo di Area Science Park, infatti, è centrale, avendo la stessa indicato e contrattualizzato il Direttore del Progetto Calabria Innova, che affianca il partner Fincalabra;
è giusto evidenziare come pur in presenza delle criticità rilevate e in un contesto generale che dovrebbe promuovere l'abbattimento dei costi e il contenimento della spesa, risulta che il Direttore del Progetto Calabria Innova, nella persona del Dr. Danilo Farinelli, venga retribuito con la consistente cifra di 324.000 euro (2012-2014), a valere sui fondi pubblici di cui dispone Calabria Innova –:
quali iniziative urgenti ed immediate si intendono intraprendere per verificare le criticità evidenziate e rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di Calabria Innova.
(462; 29.10.2013)
Crinò. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
la Fondazione culturale "Corrado Alvaro" con sede a San Luca (RC), nata nel 1997, si è imposta come uno dei maggiori centri promotori della cultura calabrese sia in ambito nazionale che internazionale (come dimostrano tutte la attività promosse e realizzate);
con Legge Regionale del 19 aprile 1995, n. 20 (Interventi regionali per favorire la istituzione di centri di ricerca e destinazione annuale dei fondi per la costituzione di Fondazioni di rilevante interesse regionale) la Regione Calabria, in attuazione dei principi statutari e nell'ambito delle proprie competenze, promuove la costituzione, nel territorio regionale, di centri di ricerca nel campo delle scienze sociali, per favorire lo sviluppo culturale ed economico e tra le varie Fondazioni sostiene la costituzione del centro di ricerca sulla letteratura contemporanea "Corrado Alvaro";
all'articolo 3 della legge sopracitata (punto 1) si rimarca che "le modalità di partecipazione della Regione Calabria e degli altri soggetti pubblici e privati nel Consiglio di Amministrazione sono indicate negli statuti delle Fondazioni";
sempre secondo l'art. 3 della Legge Regionale del 19 aprile 1995 n. 20, gli statuti delle Fondazioni prevedono, altresì, che il coordinamento delle attività è curato da un Comitato Scientifico di cui fa parte anche un dipendente regionale con qualifica di dirigente, designato dalla Giunta regionale in base ai requisiti professionali e culturali;
nell'art. 7 (punto c) dello statuto della Fondazione "Corrado Alvaro" è specificato che, tra gli altri, il Consiglio di Amministrazione è composto "dall'Assessore alla Cultura pro-tempore della Regione Calabria o suo delegato";
nell'art. 13 dello statuto della suddetta Fondazione è precisato che il Comitato Scientifico è composto anche da un dipendente Regionale con qualifica di dirigente designato dalla Giunta regionale -:
per quale motivo la Regione Calabria non ha ancora provveduto a nominare un delegato di propria competenza per occupare il posto da tempo scoperto all'interno del Consiglio di Amministrazione della suddetta Fondazione;
perché la Giunta regionale non ha ancora designato un dirigente quale componente del Comitato Scientifico della Fondazione "Corrado Alvaro"
(465; 7.11.2013)
Naccari Carlizzi. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
il forum provinciale del Terzo Settore di Reggio Calabria è un organismo che riunisce e rappresenta 170 associazioni, cooperative e organizzazioni non lucrative da sempre impegnato sul piano socio assistenziale;
lo stesso forum, nonostante le prestazioni fornite ha dovuto ricorrere a forme plateali di protesta per ottenere quanto dovuto;
in data 21 ottobre 2013 con Deliberazione del Direttore Generale n. 631 veniva deliberato l'avviso di manifestazione di interesse per l'affidamento dell'Assistenza Domiciliare;
si tratta di un atto che viola il codice dei contratti (Dlgs 163/2006 e ss.mm.ii.) nelle parti in cui motiva la scelta di esternalizzare il servizio per la carenza di personale proprio ed individua come fonte di copertura una delibera il cui importo è al di sopra della soglia comunitaria;
la delibera indica il termine perentorio di 15 giorni dalla data di pubblicazione per chi fosse interessato a presentare domanda, indicazione temporale illegittima perché contraria a quanto sancito dall'art. 70 del Dlgs. 163/2006 che invece prescrive un termine minimo di 20 giorni ed uno massimo di 52 giorni;
nella succitata deliberazione vengono richieste, aggravando evidentemente il procedimento, il DURC ed il certificato antimafia della Prefettura di Reggio Calabria, documenti che alla luce della nuova normativa vengono richiesti dall'amministrazione procedente successivamente all'aggiudicazione del servizio;
ancora oggi non esiste alcun Albo Regionale delle cooperative sociali nonostante sia previsto per legge;
la perentorietà circa l'assegnazione degli incarichi di assistenza domiciliare, nega il principio di libera scelta tutelato dalla costituzione e normato in sanità dal Decreto 502/92;
nella delibera nessun richiamo è presente al possesso della certificazione di qualità come previsto dalla normativa comunitaria vigente, o in alternativa alla descrizione delle procedure di controllo e valutazione a tutela degli utenti -:
se tutto quanto in premessa non costituisce motivo di revoca immediata della deliberazione in oggetto;
quali urgenti determinazioni voglia assumere per ripristinare la legalità e la legittimità all’interno degli uffici dell’Asp n. 5 di Reggio Calabria.
(466; 11.11.2013)
nella Regione Calabria, così come in molte altre Regioni italiane, è presente un alto numero di soggetti affetti da patologie inquadrabili nelle fattispecie di cui alla legge del 25 febbraio 1992, n. 210 e successive modifiche;
tali soggetti, in seguito alle malattie contratte, hanno subito, oltre al danno fisico e psicologico, anche un danno di carattere strettamente economico in quanto gli è divenuto impossibile, nella maggior parte dei casi, intraprendere una qualsiasi attività lavorativa sia propria che come dipendenti di altre aziende;
l'indennizzo previsto dalla legge n. 210/92 non sempre viene corrisposto agli aventi diritto secondo la normale tempistica, causando forti disagi anche alle famiglie degli stessi ammalati che, spesse volte, non riescono a far fronte, se non con estremi sacrifici, alle spese per la somministrazione delle terapie mediche necessarie;
negli anni non si è provveduto al riconoscimento della rivalutazione dell'indennizzo di cui alla legge meglio specificata in oggetto e che tale situazione ha aggravato ancor di più la condizione, di per sé già precaria, di tali soggetti, in special modo in questo momento congiunturale estremamente negativo per le famiglie italiane e della nostra Regione;
la Corte Costituzionale con sentenza 9 novembre 2011, n. 293 con la quale ha stabilito l'illegittimità costituzionale dell'articolo 11, commi 13 e 14, del D.L 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge 122/2010, ha disposto che, in caso di danno irreversibile da emotrasfusione, il soggetto ha diritto alla piena rivalutazione dell'assegno sulla base del tasso di inflazione programmato;
la Corte europea per i diritti umani, nel mese di settembre u.s., ha stabilito che lo Stato Italiano deve versare a tutti gli infettati l'indennità integrativa speciale prevista dalla legge 210/1992 e dichiarato illegittimo il D.L. 78/2010 rispetto alla prevista abolizione della rivalutazione dell'indennizzo;
la Regione Calabria conta, come specificato sopra, un numero cospicuo di suoi cittadini inquadrabili nelle fattispecie previste dalla L. 210/1992 e quantificabili in oltre mille unità;
le Istituzioni hanno il dovere di tutelare i diritti dei propri cittadini amministrati,
la Giunta regionale ad avviare tutte le procedure necessarie per verificare in maniera puntuale lo status attuale della Regione Calabria rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente nella materia oggetto della presente mozione e ad individuare le modalità e i tempi per il riconoscimento della rivalutazione dell'indennizzo ai soggetti interessati.
(102; 25.10.2013) Orsomarso
Principe, Scalzo, Naccari Carlizzi. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
“Progetto Magna Graecia” è una società partecipata Regione-Comuni costituita nel 2010 su iniziativa dell'europarlamentare PD, Pino Arlacchi, e dell'attuale Giunta regionale per la valorizzazione delle aree archeologiche site nel territorio regionale;
la società fu generata da una legge ad hoc, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, seguendo un profilo di trasparenza e buongoverno, con presidente ed amministratori senza compensi e di estrazione plurale e con un comitato scientifico di alto profilo;
l'agenda era proiettata verso l'internazionalizzazione delle attività, dall'iter per il riconoscimento della Magna Graecia calabra come patrimonio dell'umanità con il sigillo UNESCO, fino all'utilizzo dei fondi europei destinati allo sviluppo della Regione;
nel corso delle ultime settimane l'onorevole Arlacchi ha tentato più volte di interloquire, senza esito, con il Presidente Scopelliti e l'assessore Caligiuri circa il fatto che la società in questione, di cui lui è presidente dal 2011, ha visto abortire tutte le sue iniziative di rilievo per la mancata erogazione dei fondi di dotazione che la Giunta regionale aveva promesso;
la serie di ritardi, ridimensionamenti e il disinteresse dimostrati dal presidente Scopelliti in particolare, hanno costretto l'europarlamentare Arlacchi a convocare, per il prossimo 9 novembre, un'assemblea straordinaria dei soci in cui proporrà la liquidazione della società "Progetto Magna Graecia" -:
per quali ragioni il governo regionale non ha inteso dare attuazione alla programmazione predisposta dalla società "Progetto Magna Graecia" per la valorizzazione delle aree archeologiche calabresi;
quali sono le intenzioni del governo regionale con riferimento all'esistenza ed al ruolo che deve svolgere la società "Progetto Magna Graecia" e, conseguentemente, quali provvedimenti si intendono adottare.
(453; 8.10.2013)
Risposta – “Carissimo Presidente,
sull'importanza dalla Società "Progetto Magna Grecia", l'Amministrazione regionale è pienamente convinta tanto da averne proposto la creazione.
Di conseguenza, nel 2010 è stata costituita, riscontrando il voto unanime del Consiglio regionale, la società "Progetto Magna Graecia" ed il Governatore Scopelliti ha inteso nominarne Presidente il Prof. Pino Arlacchi, dimostrandogli fiducia ed apprezzamento.
L’onorevole Arlacchi ha più volte interloquito sia con il Presidente, sia con l'assessore Caligiuri che con la Direzione generale del Dipartimento cultura.
La Società è stata inoltre contattata per verificare la possibilità di utilizzarla nell'attuazione del progetto "Antica Kroton" che viene seguito dal Dipartimento Presidenza.
In ordine alla contestata mancata erogazione di fondi da parte della Giunta Regionale, si evidenzia che, per quanto attiene al Settore nel quale opera la Società, ovvero quello dei Beni Culturali (con particolare riferimento alle aree archeologiche) la dotazione finanziaria a disposizione, se si esclude il progetto sull' "Antica Kroton", consiste unicamente in fondi del POR FESR 2007/2013 e, pertanto, è vincolata, per l'attuazione, all'osservanza delle procedure contemplate in tale documento di programmazione che prevede:
relativamente alla Linea di Intervento 5.2.1.1, l'attuazione mediante l'adozione di Piani di Settore e Progetti Integrati di Sviluppo, nell'ambito dei quali sono stati selezionati gli interventi strutturali da finanziare;
relativamente alla Linea di Intervento 5.2.5.1, unicamente l'erogazione di incentivi alle imprese che operano nel comparto della valorizzazione del patrimonio e della produzione culturale.
La Regione Calabria, nel corso dell'assemblea dei soci tenutasi il 30 settembre scorso, avente all'ordine del giorno l'approvazione del bilancio sociale 2012 e lo scioglimento della società "Magna Graecia", con conseguente messa in liquidazione, ha richiesto un rinvio al fine di acquisire gli elementi utili ad assumere una decisione.
È stata, quindi, disposta una nuova convocazione dell'Assemblea per il giorno 9 novembre 2013 alle ore 15 per l'approvazione del bilancio di esercizio 2012 e per l'adozione alternativamente dei seguenti provvedimenti (la scelta tra le varie opzioni non può prescindere da valutazioni circa la sussistenza dei presupposti della continuità aziendale):
riduzione del capitale sociale e contemporanea ricostituzione per una cifra non inferiore al minimo legale di cui all'art. 2463, c. 4, c.c.;
Dichiaro che è intendimento della Giunta regionale non porre in liquidazione la società, ma mantenerne l'operatività, coprendo le perdite e ricapitalizzandola.
La Regione, comunque, si riserva di effettuare, come deve, un accurato controllo sulla gestione della Società.
Restando a completa disposizione per ogni eventuale integrazione o chiarimento, si porgono distinti saluti.”
Mario Caligiuri (assessore alla cultura e beni culturali)
Proposta di legge numero 513/9^, recante: “Variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 2013, ai sensi dell’articolo 23, comma 1, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8” (Del. n. 359 - LR n. 50/2013)
(Variazione compensativa nell'ambito delle spese autorizzate con il bilancio 2013)
1. Lo stanziamento del capitolo 43020107 (UPB 4.3.02.01) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2013, destinato agli interventi previsti dall'articolo 2 della legge regionale 13 giugno 2008, n. 15, autorizzato con la tabella C di cui all'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 2012, n. 70, è incrementato, in termini di competenza e cassa. di euro 1.600.000,00.
2. Lo stanziamento del capitolo 43020209 (UPB 4.3.02.02) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2013, destinato agli interventi previsti dalla legge regionale 30 gennaio 2001; n. 4, autorizzato con la tabella C di cui all'articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 2012, n. 70, è incrementato, in termini di competenza e cassa, di euro 5.600.000,00.
3. Alla relativa copertura finanziaria si provvede, per euro 5.500.000,00 attraverso la riduzione dello stanziamento, in termini di competenza e cassa, del capitolo 62010529 (UPB 6.2.01.05) relativo agli interventi previsti dalla legge regionale 2 maggio 2013, n. 19 e per euro 1.700.000,00 attraverso la riduzione dello stanziamento, in termini di competenza e cassa, del capitolo 4331103 (UPB 6.2.01.02) relativo agli interventi disposti con la legge regionale 5 dicembre 2003, n. 23.
4. All'articolo 1, comma 3, della legge regionale 2 maggio 2013, n. 19 le parole "UPB 6.2.01.05" sono sostituite con le parole "UPB 6.2.01.02 (capitolo 4331105)".
5. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie modifiche ed integrazioni al documento tecnico di cui all'articolo 10 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 264/9^, recante: “Variazione e contestuale assestamento del bilancio di previsione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario anno 2013” (Del. n. 360)
Proposta di provvedimento amministrativo numero 242/9^, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2012” (Del. n. 361)
“Il Consiglio regionale,
vista la delibera di Giunta regionale n. 282 del 5 agosto 2013 recante «Azienda Calabria Lavoro -Approvazione Rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2012»;
premesso che con legge regionale n. 5 del 19 febbraio 2001 si è e provveduto a disciplinare le funzioni e i compiti della Regione e degli Enti locali in materia di politiche del lavoro e dei servizi per l'impiego istituendo l'Azienda Calabria Lavoro, quale ente pubblico economico, strumentale della Regione;
l'art. 57 della legge regionale n. 8/2002 e successive modificazioni;
l'art. 54 dello Statuto della Regione Calabria;
la deliberazione del Consiglio regionale della Calabria n. 189 del 26 giugno 2012 con la quale è stato approvato il Bilancio di previsione dell'Azienda Calabria Lavoro per l'anno 2012;
la deliberazione del Consiglio regionale della Regione Calabria n. 242 del 24 ottobre 2012 con la quale è stato approvato il Rendiconto generale dell'Azienda Calabria Lavoro per l'anno 2011;
con decreto del Commissario di Azienda Calabria Lavoro n. 12 del 27 marzo 2012 (all. 1) è stato approvato il Rendiconto Consuntivo per l’esercizio finanziario 2012 (all. 2);
il Collegio dei Revisori dei Conti ha espresso parere favorevole all'approvazione del Conto Consuntivo di Azienda Calabria Lavoro per l’anno 2012 (all. 4), senza rilievi ed osservazioni in merito ma raccomandando all'Azienda di:
richiedere, annualmente, al competente Dipartimento regionale lo stanziamento di tutte le somme occorrenti per il funzionamento di Azienda Calabria Lavoro ai sensi dell'art. 9 dello Statuto;
di non utilizzare la quota disponibile dell'avanzo di amministrazione, applicato al Bilancio di previsione 2013, fino a quando non sarà approvato dalla Giunta regionale, ai sensi dell'art. 7 dello Statuto di Azienda Calabria Lavoro il Rendiconto generale relativo all'esercizio finanziario 2012;
considerato che il Dipartimento n. 10, Settore n. 1, Politiche del Lavoro e Mercato del Lavoro, con nota prot. n. 107912 ha espresso parere favorevole all'approvazione del Conto Consuntivo di Azienda Calabria Lavoro per l'anno 2012 (all. 8);
atteso che il Dipartimento Bilancio - Settore n. 2 - Ragioneria Generale con nota prot. n. 228325 del 09/07/2013 (all. 11), segnatamente e limitatamente alla propria competenza contabile, ha espresso parere favorevole all'approvazione del Conto Consuntivo di Azienda Calabria Lavoro per l'esercizio finanziario 2012, con la prescrizione di procedere all'eliminazione del residuo attivo di euro 72,00, in quanto non esigibile, nel primo esercizio utile;
uditi, in sede di Seconda Commissione, gli interventi del Commissario di Azienda Calabria Lavoro e del delegato del Dipartimento Lavoro;
tenuto conto che la Seconda Commissione, nella seduta del 29 ottobre 2013, ha approvato il provvedimento in oggetto;
visti gli allegati nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11,
di approvare il Rendiconto generale dell'Azienda Calabria Lavoro relativo all'esercizio finanziario 2012 che si allega al presente atto per farne parte integrante e sostanziale”.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 244/9^, recante: “Riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007-2013. Avvio della procedura di revisione del programma” (Del. n. 363)
vista la delibera Di Giunta regionale n. 296 del 5 agosto 2013 recante in oggetto "Riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007/2013. Avvio della procedura di revisione del programma";
viste la delibera di Giunta regionale n. 234 del 27 giugno 2013 che ha approvato il Programma Ordinario Convergenza Calabria e la successiva delibera di Giunta regionale n. 295 del 5 agosto 2013 che rettifica la precedente;
il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il Regolamento (CE) n. 1260/1999;
la delibera CIPE n. 1 dell'11 gennaio 2011 recante "Obiettivi, criteri e modalità di programmazione delle risorse per le aree sotto utilizzate e selezione ed attuazione degli investimenti per i periodi 2000-2006 e 2007/2013”;
preso atto della nota tecnica adottata il 22 ottobre 2012 dal Ministero per la Coesione territoriale, la quale definisce gli strumenti diretti per impresa e lavoro nel Sud per la terza e ultima riprogrammazione Piano Azione Coesione";
preso atto che durante l'ultima seduta del Comitato di Sorveglianza (11.06.2013) è emersa la necessità di procedere ad un'ulteriore rivisitazione del Programma Operativo Regionale Calabria FESR 200712013 al fine di salvaguardare le risorse comunitarie in ritardo attuativo e di conseguenza a rischio di disimpegno automatico;
preso atto della relazione dell'Autorità di gestione del POR Calabria FESR 2007/2013, Dott. Paolo Praticò, il quale, nella seduta della Seconda Commissione del 29 ottobre 2013, ha specificato che la rimodulazione ammonta a 546 milioni di euro derivanti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale al livello minimo del 25%, e che le predette risorse verranno destinate al Programma esterno parallelo per attuare le misure di salvaguardia e di accelerazione della spesa necessarie per consentire la chiusura dei programmi regionali 2007-2013 nei tempi previsti dai vigenti regolamenti comunitari;
considerato che con il provvedimento si evidenzia la necessità di garantire, attraverso la rimodulazione del piano finanziario del POR Calabria FESR 200712013, il pieno utilizzo delle risorse comunitarie e di salvaguardare il volume degli investimenti, senza che ciò modifichi o alteri la strategia e gli obiettivi del programma;
considerato, altresì, che la seconda Commissione, nella seduta del 29 ottobre 2013, ha approvato il provvedimento amministrativo di cui all'oggetto,
di approvare la riprogrammazione del POR Calabria FESR 2007/2013. Avvio della procedura di revisione del programma”.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 249/9^, recante: “Approvazione del Programma Ordinario Convergenza (POC) e del Sistema di Gestione e Controllo (SiGeCo)” (Del. n. 362)
viste la delibera di Giunta regionale n. 234 del 27 giugno 2013 recante in oggetto "Approvazione del Programma Ordinario Convergenza (POC) e del Sistema di Gestione e Controllo (SiGeCo)" e la successiva delibera dì Giunta regionale n. 295 del 5 agosto 2013 che rettifica la precedente;
la delibera CIPE n. 1 dell'11 gennaio 2011 recante "Obiettivi, criteri e modalità di programmazione delle risorse per le aree sottoutilizzate e selezione ed attuazione degli investimenti per i periodi 2000-2006 e 2007-2013";
la delibera Cipe n. 113 del 26 ottobre 2012 recante "Individuazione delle amministrazioni responsabili della gestione e dell'attuazione di programmi/interventi finanziati nell'ambito del piano di azione coesione e relative modalità di attuazione";
preso atto che: le risorse confluite nel POC, derivano dalla rimodulazione dei due programmi operativi Por Calabria Fesr e Por Calabria Fse 2007/2013, in adesione alla terza fase del Piano di Azione e Coesione; queste risorse verranno utilizzate per il sostegno del sistema produttivo calabrese a fronte della crisi economica (attraverso il finanziamento di misure C.d. anticicliche) e per la salvaguardia di alcuni interventi in ritardo di attuazione, ma considerati strategici (attraverso il finanziamento di misure C.d. di salvaguardia);
tenuto conto della relazione dell'Autorità di Gestione del POR Calabria FESR 2007/2013, Dott. Paolo Praticò, il quale, nella seduta del 29 ottobre 2013 della Seconda Commissione, ha chiarito che le risorse assegnate al POC provengono dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale e che gli interventi da finanziare sono distribuiti tra le misure anticicliche e quella di salvaguardia dei progetti strategici inseriti nei programmi operativi regionali;
considerato che la Dott.ssa Concettina Di Gesu, delegata dall'Autorità di Gestione del POR Calabria FSE 2007/2013, nella seduta del 29 ottobre 2013 della Seconda Commissione, ha specificato che, rispetto agli interventi previsti a favore delle persone con disagio sociale, la dotazione finanziaria prevista è stata assegnata a seguito di un'attività di indagine e di studio sulle azioni da intraprendere per questo settore, e che sono in fase avanzata di predisposizione gli avvisi attuavi della misura prevista nel POC;
considerato che con il provvedimento si evidenzia la necessità di attuare le misure anticrisi proposte dal Governo, aventi una ricaduta positiva sul territorio calabrese e nel contempo, di tutelare le iniziative ritenute strategiche per lo sviluppo della Regione ma i cui tempi di realizzazione non si conciliano con quelli della Programmazione comunitaria;
tenuto conto che la Seconda Commissione ha ritenuto necessario apportare alcune modifiche formali alla tabella riportata al Capitolo 3 del piano finanziario per riportare in modo analitico gli interventi previsti nell'ambito dei PISU già indicati nelle relative schede allegate alla D.G.R. n. 234 del 27/06/2013;
considerato che la Seconda Commissione, nella seduta del 29 ottobre 2013, ha approvato il provvedimento in oggetto,
di approvare il Programma Ordinario Convergenza (POC) e del Sistema di Gestione e Controllo (SiGeCo)”.
Proposta di legge numero 502/9^, recante: “Interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 2, della legge regionale 15/2008” (Del. n. 364 - LR n. 49/2013)
1. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 21 giugno 2008 n. 15, l'inciso "in favore di lavoratori ultracinquantenni espulsi da settori ed aziende in crisi" si interpreta nel senso che lo stesso si riferisce non esclusivamente agli ultracinquantenni, bensì si riferisce ai lavoratori, prevalentemente ultracinquantenni, espulsi da settori ed aziende in crisi.
premesso che alla data odierna, i dipendenti delle Comunità Montane della Calabria non percepiscono gli stipendi, vantando molte mensilità arretrate;
il Fondo della Montagna 2009 per un importo di € 3.403.517,00 già comunicato alle Comunità Montane dall’Assessore Trematerra sin dal 28 novembre 2012;
il Fondo della Montagna 2010 per un importo di € 3.133.253,82 per come pubblicato nella G.U. n. 157 del 06.07.2013;
€ 916.086,51 che la Regione Calabria, in esecuzione della L.R. n. 47 del 23.12.2011 deve erogare a saldo degli € 8.800.000,00 stanziati e liquidati per un importo pari a € 7.883.913,49;
giacciono ancora presso la Regione Calabria residui di anni precedenti non spesi dalle Comunità Montane (L. n. 97/94) per circa 4 milioni di euro;
innumerevoli decreti di liquidazione per opere eseguite per conto delle Comunità Montane e il cui procedimento amministrativo risulta definito e sigillato dal conseguente decreto di liquidazione emesso dai competenti assessorati regionali, non vengono materialmente liquidati nonostante la legge n. 98 del 2013 sia stata redatta proprio per consentire alle imprese di avere in tempi certi gli importi loro spettanti,
la Giunta regionale ad intervenire per garantire un diritto ai dipendenti delle Comunità Montane calabresi che altro non pretendono se non l’applicazione di disposizioni normative da tempo disattese.
nei giorni scorsi è stato presentato al Senato un emendamento alla Legge di Stabilità con il quale, al fine di stabilizzare i lavoratori impegnati in attività socialmente utili e in quelle di pubblica utilità, equiparati al personale LSU dall’articolo 27 dal decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, gli enti pubblici in Calabria sono autorizzati ad assumere tali lavoratori dal 1° gennaio 2014, anche in posizioni sopranumerarie, con un contratto a tempo indeterminato ed a tempo parziale di 26 ore settimanali, se inclusi nell’elenco definitivo pubblicato sul BURC del 5 luglio 2005, supplemento straordinario n. 1 al BURC, Parte I e II, n. 12 del 1° luglio 2005, salvo quanto previsto dall’articolo 3, Proposta di Legge per la Stabilizzazione LSU e LPU Regione Calabria e PPA n. 233 giugno 2013 Regione Calabria;
attraverso tale emendamento si chiede al Governo, con provvedimento del Ministro dell’economia e delle finanze, di concedere in favore della Regione Calabria un contributo aggiuntivo pari a 40 milioni di euro per l’anno 2014 e pari a 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015, provvedendo a tali oneri mediate quota parte delle risorse aggiuntive derivanti dalle disposizioni di cui al comma 7-bis dell’articolo 17,
il Presidente della Giunta regionale a promuovere ogni utile e necessaria iniziativa affinché il Presidente del Consiglio dei Ministri faccia proprio tale emendamento finalizzato alla stabilizzazione definitiva dei 5149 lavoratori calabresi che, da oltre 15 anni, sono inseriti nell’organizzazione delle attività degli Enti pubblici con ruoli e mansioni anche ad alto contenuto professionale e continuano a garantire servizi essenziali ai cittadini.
Ordine del giorno numero 136 del 12 novembre 2013 a firma dei capigruppo Chiappetta, Magarò, Serra, Gallo, Principe, De Masi, Guagliardi, Bova: “Sulla salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle regioni italiane”
vista la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rights of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con Legge n. 176 del 27 maggio 1991, che enuncia per la prima volta in forma completa e espressamente che i diritti fondamentali devono essere riconosciuti e garantiti anche a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo;
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, che, per la prima volta nella storia dell’umanità, riguarda senza distinzioni tutte le persone del mondo e sancisce l’esistenza di diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo;
la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU), redatta dal Consiglio d’Europa e firmata a Roma il 4 novembre 1950 al fine di prendere le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
richiamato l’art. 44 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nella parte in cui prevede che ogni Stato sottoponga al Comitato sui Diritti dell’Infanzia un rapporto periodico sui provvedimenti adottati al fine di applicare i principi sanciti dalla Convenzione e sui fattori e le difficoltà riscontrate che impediscono di adempiere agli obblighi previsti dal trattato;
vista, altresì, la legge regionale 12 novembre 2004, n. 28 che istituisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela degli interessi delle persone di minore;
considerata la nota in data 17 giugno 2013 di Save the Children Italia Onlus con la quale si richiede al Presidente del Consiglio regionale di dedicare una sessione del Consiglio regionale all’approfondimento dello stato della condizione dei minori che vivono nella regione e fare delle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza una priorità dell’agenda politica regionale;
il 20 novembre di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in ricordo della data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York;
anche in Italia, con Legge n. 451 del 23 dicembre 1997 “Istituzione della Commissione parlamentare per l’infanzia e dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia”, il 20 novembre è stato proclamato giornata nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
constatato che i dati raccolti nella pubblicazione di Save the Children “Atlante dell’Infanzia (a rischio)”, che raccoglie un’ampia rassegna di indicatori e mappe sull’infanzia e sull’adolescenza con particolare attenzione alle aree del rischio, mostrano come la crisi economica di questi ultimi anni abbia ancora aggravato una condizione di marginalità e fragilità che riguarda un numero sempre maggiore di persone di minore età che vivono nel nostro Paese;
ricordata la campagna “Allarme Infanzia” promossa da Save the Children in cui si denuncia il “furto di futuro” ai danni delle giovani generazioni e quanto il loro generale impoverimento, non solo economico ma anche culturale, si stia traducendo in una gravissima privazione di prospettive, speranze ed opportunità;
rilevato che l’Italia è tra i Paesi OCSE con un tasso di povertà relativa tra i bambini molto elevato, il 15% vive infatti in famiglie con redditi inferiori alla media nazionale, e con un dato ancor più preoccupante che riguarda la povertà assoluta, con oltre 1 milione nel 2012 che vivono in condizioni di assoluta povertà;
rammentato che le Regioni e Province autonome – a seguito della legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e della riforma del Titolo V della Costituzione, avvenuta con legge costituzionale 3/2001 – hanno acquisito un ruolo determinante nell’ambito delle politiche sociali, e quindi anche nel promuovere la tutela delle persone di minore età presenti nei propri territori;
vista la legge regionale 26 novembre 2003, n. 23 sulla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria, in attuazione della legge n. 328/2000,
1) a ché le norme, le politiche e le prassi regionali diano piena attuazione ai principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
2) a sostenere programmi e progetti volti a proteggere e tutelare i minori a rischio nella Regione, in particolare con riferimento al contrasto alla povertà minorile, alla prevenzione della dispersione scolastica, all’educazione dei giovani ed al corretto uso delle nuove tecnologie;
3) a promuovere politiche di contrasto alla pedo-pornografia ed allo sfruttamento del lavoro minorile;
4) a promuovere misure di contrasto dell’incremento della povertà minorile;
5) ad affrontare la criticità dei minori stranieri non accompagnati cui è necessario garantire tutela nel quadro dei diritti fondamentali e non agire solo in una prospettiva emergenziale;
6) a promuovere la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (LEP) al fine di rendere concreti i diritti sociali e civili di tutti i bambini e adolescenti presenti nel territorio.
il decreto legge 22 giugno 2012 n. 83, “Misure urgenti per la crescita del paese”, convertito in legge 7 agosto 2012 n. 134, ha previsto, al fine dell’accelerazione dei procedimenti agevolativi, all’articolo 29, che: “In considerazione della particolare gravità della crisi economica che ha colpito il sistema produttivo, le imprese risultanti beneficiarie delle agevolazioni di cui all’articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, e di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 215, non sono più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie. Sono fatti salvi i provvedimenti già adottati”;
tale normativa è stata recepita da diverse regioni (tra le altre, la Puglia e la Sardegna) le quali hanno esteso, a far data 22 giugno 2012, data dell’approvazione del D.L. 83/2012, i benefici previsti in termini di deroga al rispetto degli indicatori di graduatoria di cui all’art. 29, anche alle imprese beneficiarie di agevolazioni disciplinate con qualsiasi disposizione di legge che preveda indicatori di graduatoria;
già in sede di approvazione dell’assestamento del bilancio regionale 2013, stante l’impossibilità di introdurre un testo normativo all’interno di tale provvedimento (in quanto le norme in materia consentono in tale circostanza solo l’inserimento di disposizioni aventi carattere puramente finanziario e non normativo), era stata condivisa la necessità di intervenire con una proposta di legge ad hoc che richiamasse il contenuto del testo dell’emendamento presentato dalle forze politiche presenti in Consiglio;
a seguito del confronto sorto sulla questione, è scaturita una proposta di legge condivisa che ha recepito il contenuto dell’emendamento a suo tempo presentato in sede di assestamento del bilancio regionale 2013 e non accolto per le motivazioni sopra richiamate. Tale proposta di legge si trova ad oggi in discussione presso la II commissione consiliare la quale ha già espresso piena condivisione per quanto riguarda i contenuti dispositivi ma sta effettuando audizioni con i dirigenti generali dei dipartimenti regionali competenti per materia al fine di individuare una formulazione del testo normativo che risponda nel modo più stringente possibile alla normativa vigente in materia;
recentemente Confindustria Calabria con una nota apposita ha sollecitato l’Assessorato alle Attività produttive, nelle persone dell’Assessore Arena e del Dirigente Generale Monea, affinché supportino i competenti uffici del Consiglio per la definizione dell’iter della proposta di legge sì che si possa procedere rapidamente con l’approvazione da parte del Consiglio regionale e, altresì, a sospendere qualsiasi attività amministrativa su tutte le misure agevolative regionali, nelle more della definizione dell’iter procedurale di approvazione della normativa,
il Presidente e la Giunta regionale, ed in particolare l’Assessore regionale alle Attività produttive, considerando l’impegno assunto da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale a definire nel più breve tempo possibile l’iter di approvazione della proposta di legge, a fornire un forte e significativo segnale di attenzione dando immediata attuazione alla legge una volta che questa sarà approvata e a sospendere, da subito, gli eventuali provvedimenti di revoca delle agevolazioni concesse alle imprese disposti dai competenti uffici regionali per il mancato rispetto degli indicatori, in attuazione alla normativa che attualmente è in vigore, nelle more dell’approvazione della proposta di legge sì da scongiurare la chiusura definitiva di molte imprese e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro determinando quindi un ulteriore aggravamento della crisi che sta attanagliando il settore economico della regione Calabria.