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Timestamp: 2016-10-28 02:54:57+00:00
Document Index: 179570332

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 43', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 8', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 412', 'DTF ', 'sentenza ']

4C.67/2000 (16.05.2000)
Visto il ricorso per riforma del 3 marzo 2000 presentato dalla Artesystems Wall Technologies S.A., Vezia, attrice, contro la sentenza emanata il 1� febbraio 2000 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa che oppone la ricorrente aGiorgio A l b e r- t i, Muralto, convenuto, patrocinato dall'avv. John Rossi, Lugano, in materia di contratto di collaborazione (disconoscimento di debito);
A.- In data 16 dicembre 1994 le societ� Artesystems Wall Technologies S.A., Tecnowall S.A. e Themalam S.A. (denominate in breve "Gruppo") hanno concluso con il Dr. Giorgio Alberti un contratto definito "di collaborazione", secondo il quale Alberti - designato quale direttore commerciale retroattivamente al 1� settembre 1994 - si impegnava a seguire tutte le attivit� commerciali del Gruppo in Svizzera (ad eccezione di alcuni cantoni) e all'estero a partire dal 1� gennaio 1995.
La tempestiva opposizione dell'escussa � stata respinta dal Pretore del Distretto di Lugano con sentenza 30 settembre 1997; questo giudizio � stato in seguito confermato dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d'appello il 17 aprile 1998.
B.- Il 13 maggio 1998 la Artesystems Wall Technologies S.A. ha introdotto un'azione di disconoscimento del debito, che � stata respinta dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, con giudizio 30 agosto 1999, pronunciando pertanto il rigetto definitivo dell'opposizione al P.E.
4'800'000.--, ritenuto che quest'ultima somma non � stata contestata dalle parti.
C.- Contro tale decisione, il 3 marzo 2000 l'attrice ha interposto ricorso per riforma al Tribunale federale chiedendo la modifica della sentenza nel senso di accertare l'inesistenza delle pretese del convenuto volte ad ottenere il pagamento di fr. 144'000.-- oltre interessi del 5% dal 28 giugno 1996, nonch� fr. 300.-- di tasse di giudizio e fr. 2'000.-- di ripetibili assegnate in sede di rigetto provvisorio dell'opposizione. A sostegno della propria impugnativa, l'attrice osserva che il convenuto non si � per nulla adoperato a procacciare dei contratti durante il periodo contemplato dal contratto di collaborazione, tantomeno per quel che riguarda la commessa dell'Hotel Golden Ring di Mosca. Ritiene pertanto contrario al senso della giustizia dover corrispondere l'elevata cifra richiesta dal convenuto. L'attrice ravvisa nella decisione della Corte cantonale una violazione degli articoli 412 e segg. CO e 8 CC, dal momento che questa avrebbe a torto escluso l'applicazione delle normative che regolano il contratto di mediazione.
1.- Chiamato a statuire quale istanza di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti cos� come sono stati accertati dall'ultima istanza cantonale, a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, che debbano essere rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta o che si renda necessario un complemento degli stessi (art. 63 e 64 OG; DTF 123 III 110 consid. 2, 115 II 484 consid. 2a). Fatte salve queste eccezioni, censure contro gli accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 e 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 120 II 280 consid. 6c) o contro la valutazione delle prove eseguiti dall'autorit� cantonale (DTF 122 III 26 consid. 4a/aa pag. 32) sono inammissibili.
a) L'attrice censura come svista manifesta l'assunto della Corte cantonale secondo il quale non avrebbe contestato l'ammontare della pretesa del convenuto, n� la sua base di calcolo. Essa asserisce infatti di aver precisato sia in sede di petizione, sia in quella di appello (a titolo esemplificativo cita il punto 4 di quest'ultimo atto) che la pretesa fatta valere dal convenuto era contestata per intero.
L'attrice non ha tuttavia dimostrato di avere eccepito in modo formalmente corretto il metodo di calcolo della rimunerazione dovuta al convenuto, essendosi limitata - nel passaggio indicato - ad una contestazione generica sulla sua esigibilit�. Essa misconosce il fatto che, giusta gli art. 63 cpv. 2 seconda frase e 55 cpv. 1 lett. d OG, una svista manifesta si verifica solo quando l'autorit� cantonale ha del tutto ignorato oppure mal letto o ancora considerato in modo incompleto un'allegazione o un documento prodotto agli atti come mezzo di prova (DTF 113 II 522 consid. 4b, 104 II 68 consid. 3b, pag. 74). Non ci si pu� per contro richiamare alla svista manifesta per ottenere che vengano prese in considerazione contestazioni non sufficientemente motivate dal profilo formale.
In questa valutazione l'attrice ravvisa una violazione dell'art. 8 CC; a suo dire incombe infatti anzitutto al convenuto, creditore nella fattispecie, dimostrare l' esistenza e l'esigibilit� del suo credito, e non a lei dimostrare il contrario.
Cos� facendo perde per� di vista la portata della norma invocata: l'art. 8 CC disciplina infatti il diritto alla prova e non il successivo apprezzamento probatorio. In altri termini, non prescrive al giudice come valutare le risultanze dell'istruzione: tale problema � regolato dall' ordinamento cantonale e non da quello federale (DTF 114 II 289 consid. 2a). L'art. 8 CC diventa pertanto privo di oggetto quando, come nel caso concreto, l'apprezzamento delle prove convince il giudice dell'esposizione dei fatti e che un fatto � accertato (DTF 119 II 114 consid. 4c con rinvii).
2.- L'attrice critica la decisione cantonale in merito alla qualifica giuridica del contratto; a suo avviso il contratto cosiddetto di "collaborazione" va a tutti gli effetti considerato come un contratto di mediazione ai sensi degli art. 412 e segg. CO, giusta il quale la rimunerazione sarebbe dovuta unicamente per i contratti che sono stati conclusi grazie alla specifica attivit� di mediatore del convenuto.
La Corte cantonale, rilevata l'assenza di ogni indicazione della reale volont� delle parti al momento della sottoscrizione del contratto, ha determinato la loro presunta volont� secondo il principio dell'affidamento. Si � quindi riferita al senso che il destinatario - nella fattispecie Alberti - poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volont� dell'attrice, tenuto conto di tutte le circostanze del caso concreto (DTF 123 III 165 consid. 3a, pag. 168). Sulla scorta del tenore del contratto e del contesto nel quale si inserisce, ha concluso che quella che nel testo viene definita "commissione" � la controprestazione del convenuto a favore del Gruppo quale suo supervisore e direttore commerciale, calcolata sulla cifra d'affari, indipendentemente dal fatto che gli appalti siano stati procurati o meno per il tramite di una sua intermediazione.
Questa interpretazione � conforme al diritto federale.
Nella misura in cui l'attrice contesta la qualifica giuridica del contratto, essa sembra infatti dimenticare che le parti possono liberamente stabilire il contenuto del loro contratto, purch� non ledano disposizioni di diritto imperativo, circostanza esclusa nella fattispecie. N� giova alla ricorrente prevalersi dell'utilizzo nel contratto del termine di "commissione" per designare la retribuzione del convenuto, dal momento che la definizione legale della rimunerazione nel contratto di mediazione sarebbe semmai "mercede". L'attrice non pu� dedurre dunque alcunch� a proprio favore dai termini utilizzati nel contratto, posto che questi risultino decisivi per il giudizio.
3.- Alla Corte cantonale non pu� quindi venir rimproverata una violazione del diritto federale per aver - sulla scorta dei fatti accertati e vincolanti per il Tribunale federale - riconosciuto la pretesa del convenuto senza che sia stata portata la prova di un'attivit� di intermediazione.
Il ricorso per riforma � respinto poich� infondato.
La stessa dovr� corrispondere al convenuto adeguate indennit� per ripetibili.
1. Il ricorso � respinto e di conseguenza la sentenza impugnata viene confermata.
2. La tassa di giustizia di fr. 5'500.-- � posta a carico dell'attrice, la quale rifonder� al convenuto fr.