Source: http://www.sicurezzacgs.it/le-battaglie-sociali-giuridiche-diritti-del-personale-producono-nuove-conquiste/
Timestamp: 2018-05-23 18:27:23+00:00
Document Index: 183302139

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1475', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 1475', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1475', 'art. 117', 'art. 1476', 'art. 1475', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1475', 'art. 1475', 'art. 1475', 'art. 1475']

Le battaglie sociali e giuridiche per i diritti del personale producono nuove conquiste
Posted on 19 gennaio 2018 by eliseo taverna
Preliminarmente ricordiamo che:
in data 12 febbraio 2014, quattrocento finanzieri, molti dei quali appartenenti ad organismi della rappresentanza militare e diversi di loro attualmente dirigenti dell’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis, avevano presentato uno specifico ricorso alla Commissione Europea per i Diritti dell’Uomo proprio con l’intento di vedersi riconosciuti, per via giudiziale, i diritti sindacali;
la CEDU in data 02.10.2014 aveva emesso due sentenze concernenti i ricorsi Matelly contro Francia e Adfdromil contro Francia, con le quali era stata sancita l’illegittimità del divieto assoluto di costituire associazioni sindacali nell’ambito delle Forze Armate e della Gendarmeria Francese, confermando sue precedenti sentenze di analogo tenore.
Il Consiglio di Stato – Sezione IV – con ordinanza n. 02043/2017 del 04 maggio 2017, nell’ambito di un ricorso in appello proposto da un appartenente alla Guardia di Finanza avverso la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Lazio n. 8052 del 23 luglio 2014, afferente il rigetto, da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza, di una istanza volta ad ottenere “l’autorizzazione a costituire un’associazione a carattere sindacale fra il personale dipendente del Ministero della difesa e/o del Ministero dell’economia e delle finanze o, in ogni caso, ad aderire ad altre associazioni sindacali già esistenti”, aveva:
dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare), per i seguenti profili:
a. per contrasto con l’art. 117, comma 1, Cost., in relazione agli articoli 11 e 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, come da ultimo interpretati dalle sentenze in data 2 ottobre 2014 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, quinta sezione, nei casi “Matelly c. Francia” (ricorso n. 10609/10) e “Adefdromil c. Francia” (ricorso n. 32191/09);
b. per contrasto con l’art. 117, comma 1, Cost., in relazione all’articolo 5, terzo periodo, della Carta sociale europea riveduta, firmata in Strasburgo in data 3 maggio 1996 e resa esecutiva in Italia con legge 9 febbraio 1999, n. 30”;
disposto la sospensione del giudizio davanti al Consiglio di Stato ed ordinato “l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale”.
Nella menzionata ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato aveva in particolare, ribadito che:
la rilevanza della questione di legittimità era in re ipsa e la stessa risultava anche non manifestamente infondata in quanto l’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 66/2010 vieta in radice ai militari di “costituire associazioni professionali a carattere sindacale”, nonché di “aderire ad altre associazioni sindacali”, mentre “il principio di diritto chiaramente affermato dalle due pronunce della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo citate dai ricorrenti è, invece, di segno radicalmente opposto: la restrizione dell’esercizio del diritto di associazione sindacale dei militari non può spingersi sino alla negazione della titolarità stessa di tale diritto, pena la violazione dei menzionati articoli 11 e 14 della Convenzione”;
“l’interpretazione della Convenzione, costituente formalmente un trattato internazionale elaborato nell’ambito del Consiglio d’Europa, …, era rimessa, ai sensi dell’art. 32 della medesima, alla sola Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: per gli Stati firmatari, pertanto, il diritto convenzionale vivente non è quello rappresentato dal testo della Convenzione (ossia dalle relative disposizioni), bensì quello risultante dall’esegesi dei Giudici di Strasburgo, unico plesso giurisdizionale al quale è attribuita la competenza a risolvere “tutte le questioni concernenti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione” (così il citato art. 32) e, dunque, a ricavare da tali disposizioni le vere e proprie norme giuridiche, le regulae juris”;
“la Corte Costituzionale si è più volte espressa in ordine ai rapporti della legislazione nazionale con il diritto internazionale di origine consuetudinaria e convenzionale”;
“con riferimento al diritto internazionale convenzionale e, in particolare, proprio alla CEDU, …, “tra gli obblighi internazionali assunti dall’Italia con la sottoscrizione e la ratifica della CEDU vi è quello di adeguare la propria legislazione alle norme di tale trattato, …”;
lo stesso Consiglio di Stato, “ravvisata la palese ed insanabile contrarietà dell’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 66/2010 con la norma di diritto internazionale convenzionale come ricavata dall’esegesi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, aveva rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, che, nell’ambito dello svolgimento del conseguente giudizio di costituzionalità, dovrà valutare se la norma interposta non sia a sua volta contraria alla Costituzione e, come tale, non presenti “idoneità a integrare il parametro dell’art. 117, primo comma, Cost.”;
“la predisposizione legislativa (art. 1476 e seguenti del d.lgs. 66/2010) di un articolato sistema istituzionale della rappresentanza militare non può comunque soddisfare le esigenze indicate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, giacché la libertà sindacale presuppone ontologicamente la facoltà di dar vita a forme autonome di rappresentanza anche al di fuori di eventuali strutture create ex lege”;
di dover rimettere alla Corte pure “la distinta ma connessa questione della contrarietà dell’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 66/2010 con l’art. 5, terzo periodo, della Carta sociale europea riveduta, predisposta nell’ambito del Consiglio d’Europa, firmata in Strasburgo in data 3 maggio 1996 e resa esecutiva in Italia con legge 9 febbraio 1999, n. 30”;
“la disposizione dell’art. 5, terzo periodo, della Carta, laddove rimette alla legislazione nazionale di determinare il “principio dell’applicazione delle garanzie” sindacali ai militari nonché la “misura” di tale applicazione, intenda evocare un nucleo essenziale – certo ristretto, limitato e circoscritto – di libertà sindacali che non può non essere riconosciuto anche a favore di tali categorie di lavoratori: ne consegue che una norma nazionale che, come l’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 66/2010, privi in radice i militari del diritto di “costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali” si pone in contrasto con tale disposizione di diritto internazionale convenzionale”;
“l’articolo G della Carta consente sì “le restrizioni ai diritti ed ai principi enunciati nella Parte I” (fra cui quello afferente alle libertà sindacali) nelle ipotesi “stabilite dalla legge e necessarie, in una società democratica, per garantire il rispetto dei diritti e delle libertà altrui o per proteggere l’ordine pubblico, la sicurezza nazionale, la salute pubblica o il buon costume”, ma, menzionando il termine “restrizioni”, pare implicitamente escludere la liceità di radicali “esclusioni”, invece previste dal menzionato art. 1475, comma 2, del d.lgs. 66/2010”.
Il Consiglio di Stato, quale massimo organo giurisdizionale:
ritenne rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1475, comma 2, del d.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare);
sospese il giudizio e ordinò alla segreteri a l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
Apprendiamo in queste ore che l’importante udienza presso la Corte Costituzionale è stata fissata per il 10 Aprile p.v.
Importante ordinanza del Consiglio di Stato. Costituzione di associazioni tra militari a carattere sindacale. Sollevata questione di legittimità costituzionale dell’art. 1475 del Codice dell’Ordinamento Militare.
Consiglio di Stato – Sezione IV – Sentenza n. 3341/2016. Indennità di trasferimento anche in presenza di dichiarazione di disponibilità.
T.A.R. Veneto – Sezione I – Sentenza n. 00010/2017. Ore prestate in giornata destinata al riposo. Non spetta indennità per lavoro straordinario ma sola indennità di compensazione.
Consiglio di Stato. Al personale della Guardia di Finanza distaccato presso altri Enti spetta il “Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali”.
Consiglio di Stato. Legittima l’esclusione dal concorso per il reclutamento di allievi finanzieri per possesso di modica quantità di stupefacenti.
Consiglio di Stato. Permessi per l’assistenza di un portatore di handicap grave. Referente unico. E’ irrilevante la presenza di altri parenti.
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