Source: https://studiocommercialecs.blogspot.com/2013/
Timestamp: 2020-01-28 11:11:25+00:00
Document Index: 183918804

Matched Legal Cases: ['art.26', 'art. 52', 'art. 86', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 132', 'art.7', 'art.193', 'art. 14']

2013 ~ Commercialista on line BlogNews
LE DONAZIONI DI IMMOBILI
Anche le donazioni e gli atti di trasferimento a titolo gratuito degli immobili sono soggetti a imposizione
In funzione del rapporto di parentela intercorrente tra il donante e il beneficiario:
• 4%, per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 1.000.000 di euro.
• 6%, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro.
• 6%, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado.
Sulle donazioni di un bene immobile o di un diritto reale immobiliare, sono dovute inoltre:
In merito alle donazioni di “prima casa”, valgono le stesse agevolazioni concesse per le successioni.
In sostanza, invece che applicare le citate percentuali sul valore dell’immobile, il beneficiario pagherà le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 168 euro ciascuna.
Categoria Imposte on 13:14 by Antonello Sementilli |
RIDOTTI I BENEFICI FISCALI PER LE POLIZZE VITA
Al fine di reperire le risorse finanziarie per la copertura degli interventi in materia di Imu, il Legislatore ha modificato, peggiorandole, le disposizioni in tema di benefici fiscali connessi al pagamento di premi per le polizze di assicurazione a copertura rischio vita e infortuni; il tutto troverà applicazione già a decorrere dal periodo di imposta 2013.
Per l’anno 2013 il nuovo panorama corrisponde al seguente:
- la detrazione del 19% è ammessa, sempre in relazione alle assicurazioni di cui sopra, nel limite di spesa di € 630.
A decorrere dall’ anno 2014, invece, la detrazione del 19% si applicherà su un massimale di spesa:
- di € 530 per i contratti di assicurazione sulla vita;
- di € 1.291,14 limitatamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, al netto dei premi aventi per oggetto il rischio morte o di invalidità permanente.
Categoria Imposte on 18:21 by Antonello Sementilli |
TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI ALL'ESTERO
A partire dal 2012, le persone fisiche residenti che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero).
• i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività d’impresa o di lavoro autonomo
• i titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi
• i concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali
• i locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria (l’obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto).
Se non superiore a 200 euro, l’imposta non è dovuta.
In tal caso, il contribuente non è tenuto neanche ad indicare i dati relativi all’immobile nel quadro RM della dichiarazione dei redditi, fermo restando l’obbligo di compilazione del modulo RW.
Per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si applica l’aliquota ridotta dello 0,4%.
Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, l’importo di 200 euro, rapportato al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato a tale uso.
Categoria Imposte on 11:25 by Antonello Sementilli |
IVA AL 22%: SANZIONI IN CASO DI ERRORI
Nessuna sanzione verrà applicata nel caso di eventuali errori nelle fatture e negli scontrini;
un comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate del 30/9/13 ha chiarito che:
“…qualora nella fase di prima applicazione ragioni di ordine tecnico impediscano di adeguare in modo rapido i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto effettuando la variazione in aumento (art.26, co.1, del DPR n.633/72).
La regolarizzazione non comporterà alcuna sanzione se la maggiore imposta collegata all’aumento dell’aliquota verrà comunque versata nei termini indicati…”.
I termini per il versamento del maggiore tributo sono i seguenti:
regolarizzazione liquidazioni di ottobre e novembre per i contribuenti mensili
 27 dicembre 2013
regolarizzazione liquidazione di dicembre per i contribuenti mensili
 16 marzo 2014
regolarizzazione liquidazione del quarto trimestre per i contribuenti trimestrali
Categoria sanzioni on 10:36 by Antonello Sementilli |
DECRETO DEL FARE: ESPROPRIO BENI
Con l’art. 52 è stato previsto che, oltre
- all’ abitazione principale (tranne nei casi di abitazioni di lusso),
è preclusa
- l’espropriazione anche con riferimento ad «uno specifico paniere di beni definiti «beni essenziali» individuato da un D.M. di prossima emanazione.
Inoltre, con riguardo all’ iscrizione del fermo amministrativo dei beni mobili registrati (art. 86, co. 2, D.P.R. 602/1973), si prevede:
● che il debitore riceva una specifica comunicazione preventiva contenente l’avviso dell’attivazione del fermo amministrativo in caso di inadempimento entro 30 giorni;
● il divieto di fermo amministrativo per i veicoli strumentali all’attività d’impresa/professione.
È onere del debitore dimostrare all’ agente della riscossione, entro 30 giorni dal ricevimento della predetta comunicazione, la «strumentalità» del bene.
A tal fine dovranno essere specificate le condizioni al sussistere delle quali il bene può essere considerato «strumentale».
Categoria accertamenti on 23:32 by Antonello Sementilli |
VIA AL NUOVO REDDITOMETRO
C.M. n.24/E del 31 luglio
Con la circolare illustrativa dell’Agenzia delle Entrate prende sostanzialmente avvio l’operatività del cosiddetto “nuovo redditometro, innovato dal D.L. n.78/10 e che esplica efficacia con riferimento ai periodi d’imposta 2009 e successivi.
E' probabile che il nuovo strumento verrà concretamente utilizzato solo dall’ inizio del 2014.
- Spese di ammontare certo: la determinazione sintetica del reddito avviene mediante la presunzione relativa che tutto quanto
° è stato speso nel periodo d’imposta (l’Agenzia al riguardo utilizzerà i numerosi dati a propria disposizione comunicati dagli operatori economici, quali, ad esempio lo spesometro)
° sia stato finanziato con redditi del periodo medesimo, ferma restando la possibilità per il contribuente di provare che le spese sono state finanziate con altri mezzi, ivi compresi i redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile.
- Spese di ammontare presunto: alle spese precedentemente individuate si affianca, con pari efficacia presuntiva, quella basata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mediante
° l’analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza, ferma restando la prova contraria del contribuente.
In altre parole, per alcune tipologie di spese di generale sostenimento (es: alimentazione, abbigliamento, ecc), se all’ Amministrazione finanziaria non risultano acquisti,viene attribuito al contribuente un ammontare di spesa presunta media calcolata, tramite medie Istat, per il nucleo familiare specifico e per l’ubicazione geografica.
- In ambedue i casi il contribuente è tutelato da una «clausola di garanzia»: la determinazione sintetica è consentita solo quando lo scostamento tra il reddito complessivo determinato presuntivamente e quello dichiarato sia pari ad
almeno il 20%
Per giustificare l’accertamento è sufficiente che lo scostamento si realizzi nel singolo periodo d’imposta, senza la necessità di averne due consecutivi che presentano tale scostamento (come avveniva con il vecchio redditometro).
- Vi è l' obbligo del “contradittorio preventivo”: prima di procedere con l’accertamento, l’Agenzia inviterà il contribuente affinché questo posta portare elementi a giustificazione, in particolare, dell’origine delle risorse finanziarie utilizzate per il sostenimento delle spese sostenute (e, se le informazioni fornite saranno soddisfacenti, la pratica potrà essere immediatamente archiviata)
Categoria accertamenti on 13:38 by Antonello Sementilli |
NOVITA' S.R.L.
D.L. 28.06.2013 n. 76
La srl semplificata è aperta a tutti, non essendo piu' limitata a soggetti che non abbiano compiuto 35 anni alla data della costituzione.
Di conseguenza viene abolito il divieto di cessione quote a soci non aventi tali requisiti di eta'.
Non è più previsto che gli amministratori debbano essere scelti solo tra soci
La srl a capitale ridotto è abolita.
Le srl a capitale ridotto iscritte nel registro delle imprese alla data del 28/06/2013 sono qualificate srl semplificate.
Categoria bilancio, varie on 10:01 by Antonello Sementilli |
PROROGATO ALL’8 LUGLIO IL TERMINE PER IL VERSAMENTO DELLE IMPOSTE
Prorogato all ’8 luglio 2013 il termine entro il quale è possibile effettuare, senza maggiorazione, i versamenti che risultano dai modelli di dichiarazione Unico e Irap.
La nuova scadenza, prevista da un DPCM in corso di pubblicazione, riguarda tutti i contribuenti (persone fisiche e non) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, indipendentemente dall’esistenza di cause di esclusione o di inapplicabilità, e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite stabilito dalla legge. La proroga si applica anche a coloro che partecipano a società, associazioni e imprese, in regime di trasparenza e ai contribuenti che adottano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità.
Categoria Imposte on 09:49 by Antonello Sementilli |
IMPIANTI FOTOVOLTAICI detrazione al 36% o 50%
a) Il decreto «Salva Italia» ha previsto una modifica al D.P.R. 22.12.1986, n. 917, con l’inserimento del nuovo art. 16-bis , recante disposizioni sulla
«Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici ».
In particolare, viene confermata la detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, che diventa un’agevolazione permanente, senza più scadenza, con una percentuale di detrazione pari al 36%.
Il tetto massimo di spesa viene fissato ad € 48.000 per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali costanti di pari importo nell’ anno di sostenimento ed in quelli successivi.
dal 26.6.2012 al 30.6.2013
b) Con il decreto «Sviluppo 2012», la detrazione Irpef del 36%, prevista dall’art. 16-bis, D.P.R. 917/1986, è elevata al 50%.
Anche il limite massimo di spesa viene incrementato da € 48.000 ad € 96.000 per unità immobiliare da ripartire in 10 quote costanti di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese stesse e in quelli successivi.
Con la R.M. 2.4.2013, n. 22/E, l’Agenzia delle Entrate precisa che anche l’installazione su edifici residenziali di impianti fotovoltaici può beneficiare della detrazione Irpef del 50%, dall’1/7/2013 tornerà al 36%.
Categoria agevolazioni on 18:22 by Antonello Sementilli |
IMU: STOP ALLA RATA DI GIUGNO
Stop al pagamento della rata di giugno dell' IMU sulla prima casa fino al 16 settembre.
A meno che non sia pronta la riforma complessiva della tassazione sugli immobili entro il 31 agosto.
La sospensione del pagamento riguarderà:
- la prima casa e
- le relative pertinenze (garage, cantine, ecc.);
E S C L U S E
le ville, i castelli, e gli immobili signorili e di pregio.
Categoria adempimenti, Imposte on 13:34 by Antonello Sementilli |
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO: limite dei 36 mesi
Il comma 4-bis dell’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001, introdotto dall’art. 1, comma 40, della L. n. 247/2007, stabilisce che
qualora, a causa di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza del predetto termine;
tale limite non trova comunque applicazione nei confronti delle
- attivita' stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963, nonche´
- di quelle individuate dagli avvisi comuni e dai c.c.n.l.
In base alle novita` introdotte dalla L. n. 92/2012 ai fini del computo del periodo massimo di 36 mesi si tiene altresı` conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti, svolti fra i medesimi soggetti, ai sensi del comma 1-bis dell’art. 1 del D.Lgs. n. 368/2001 e del comma 4 dell’art. 20 del D.Lgs. n. 276/2003, inerente alla somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Un ulteriore e successivo contratto a termine puo` essere stipulato per una sola volta presso la competente Direzione del lavoro, con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente piu` rappresentative cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito mandato.
La durata di tale contratto e` stabilita con avvisi comuni dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu` rappresentative (con l’accordo interconfederale del 10 aprile 2008 e` stato fissato in 8 mesi il limite massimo dell’ulteriore contratto a termine).
In caso di mancato rispetto della procedura il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato.
Categoria lavoro on 11:38 by Antonello Sementilli |
INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA E TRATTAMENTI ESTETICI
Corte di Giustizia Ue, Sez. III, Sentenza 21.3.2013, in causa C-91/1
La Corte di Giustizia Ue fornisce l’interpretazione dell’art. 132, par. 1, lett. b) e c), Direttiva 28.11.2006, n. 2006/112/CE del Consiglio, che dispone:
- l’esenzione da Iva delle operazioni di ospedalizzazione e delle cure mediche, così come delle operazioni ad esse strettamente connesse, assicurate da enti di diritto pubblico oppure, a condizioni sociali analoghe a quelle vigenti per tali strutture, da istituti ospedalieri, centri medici e diagnostici ed altri istituti riconosciuti, aventi la stessa natura,
- l’esenzione da Iva delle prestazioni mediche effettuate nell’ esercizio delle professioni mediche e paramediche così come definite dallo Stato membro interessato.
La norma citata, in particolare, va interpretata nel senso che
le operazioni di chirurgia estetica e i trattamenti di carattere estetico rientrano nelle nozioni di «cure mediche» o di «prestazioni mediche», beneficiando quindi dell’esenzione Iva,
tali prestazioni abbiano lo scopo di diagnosticare, curare o guarire malattie o problemi di salute, o di tutelare, mantenere o ristabilire la salute delle persone.
Lo SCOPO di tali operazioni, dunque, assume importanza fondamentale, di modo che se esse nello specifico sono volte a trattare o curare persone che, a seguito di una malattia, di un trauma o a causa di un handicap fisico congenito, necessitino di un intervento estetico, possono rientrare nelle nozioni di «cure mediche» o di «prestazioni mediche alla persona», e dunque sono esenti da Iva, mentre non vi rientrano se il loro scopo è puramente estetico.
A tale riguardo, l’opinione del paziente circa le finalità dell’intervento, vale a dire la sua semplice convinzione soggettiva al riguardo, non è di per sé determinante per la valutazione del possibile scopo terapeutico dell’intervento stesso.
Al contrario, è la circostanza che tali tipi di intervento siano forniti o effettuati da un appartenente al corpo medico abilitato, oppure che tale professionista ne determini lo scopo, che assume rilevanza ai fini della valutazione se essi possano rientrare nelle nozioni di «cure mediche» o di «prestazioni mediche alla persona».
Categoria iva on 18:19 by Antonello Sementilli |
UITILIZZO DEL DENARO CONTANTE per il pagamento di salari e stipendi
A seguito della riduzione della soglia per i trasferimenti di denaro contante non è più possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi in un’unica soluzione in contante di importo pari o superiore a € 1.000.
I trasferimenti eccedenti tale limite vanno eseguiti tramite intermediari abilitati (banche, Poste, ecc.)
Non sussiste alcun obbligo da parte del lavoratore di apertura di un conto corrente bancario o postale. Se il lavoratore non accetta il bonifico, il datore di lavoro può corrispondere la retribuzione mediante assegno bancario o postale.
L’eventuale assegno bancario o circolare di importo pari o superiore a 1.000,00 € deve contenere l’indicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.
Resta fermo, che il datore di lavoro non è tenuto a riconoscere alcun permesso orario aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo applicato per il cambio dell’assegno.
- Non è ammissibile il pagamento di un salario in contanti ad esempio in quattro tranche di 200 euro : il contratto di lavoro fa riferimento normalmente all'importo mensile.
Una ripartizione dei compensi in più rate non è prassi commerciale abituale e quindi deve considerarsi preclusa.
- È ammissibile pagare uno stipendio di euro 1.000 attraverso un anticipo in contanti di 700 euro ed un assegno bancario di 300: una parte del compenso viene erogata con strumento tracciabile.
Categoria varie on 10:46 by Antonello Sementilli |
Inps, Circolare n.49, 29/03/2013
Limite nell’ mpiego dei buoni lavoro per i committenti imprenditori e professionisti
La Legge n.92/12 e la Legge n.134/12 hanno apportato una significativa innovazione nella
disciplina del lavoro occasionale accessorio.
Le prestazioni lavorative di lavoro accessorio sono quelle attività meramente occasionali che non danno luogo a compensi percepiti dal prestatore superiori a € 5.000 netti nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti.
L’Inps ha chiarito che le prestazioni accessorie svolte in favore di imprenditori commerciali e professionisti non possono superare per il prestatore l’ammontare di € 2.000 netti (pari a €2.666 lordi) per ciascun committente.
È stata modificata, pertanto, la previgente disciplina che prevedeva un tetto reddituale di €5.000 nell’ anno solare nei confronti del medesimo committente.
Categoria lavoro on 12:01 by Antonello Sementilli |
"DISTRUZIONE DEI BENI" COME VINCERE LA PRESUNZIONE DI VENDITA
 comunicare la distruzione del bene all’ Amministrazione Finanziaria e alla Guardia di Finanza indicando la data, l’ora ed il luogo in cui la distruzione verrà eseguita oltre alla natura, qualità e quantità dei beni distrutti, l’eventuale valore residuo al termine dell’operazione;
La comunicazione va fatta pervenire agli Uffici almeno cinque giorni prima di quello fissato per la distruzione tale comunicazione può essere omessa se l’ammontare del costo dei beni stessi non sia superiore ad € 5.164,57.
 effettuare la distruzione dinanzi a Pubblici funzionari o dinanzi al notaio che redigeranno apposito verbale;
in tal caso se il costo dei beni distrutti non supera € 10.000,00 (importo così elevato dall’art.7 del D.L. n.70/11 convertito dalla L. n.106/11) è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della L. n.15/68. Sia dal verbale che dalla dichiarazione devono risultare data, ora e luogo in cui avvengono le operazioni, natura, qualità, quantità e ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati.
Qualora il contribuente provveda al trasporto in altro luogo del bene distrutto è necessario compilare un documento di trasporto.
La procedura di cui si è detto non si applica nel caso in cui la distruzione non dipenda dalla volontà dell’imprenditore.
È previsto anche che il contribuente distrugga il bene previa consegne dei medesimi a soggetti autorizzati allo smaltimento dei rifiuti in conto terzi; in tal caso, non deve essere osservato alcun adempimento da parte dell’imprenditore in quanto la distruzione mediante soggetti autorizzati viene attestata dal “formulario di identificazione” oggi previsto dall’art.193 del D.Lgs. n.152/06 e dal D.M. n.145/98.
I formulari di identificazione dei rifiuti devono essere vidimati dall’Agenzia delle Entrate o dalle Camere di Commercio o dagli Uffici regionali e provinciali competenti in materia di rifiuti e devono essere annotati sul registro Iva acquisti, la vidimazione è gratuita e non soggetta a diritti.
Il formulario, redatto in quattro esemplari, va firmato dal produttore o dal detentore dei beni da distruggere e controfirmato dal trasportatore, una copia resta presso l’imprenditore che è tenuto a conservarla per cinque anni.
Categoria adempimenti on 12:17 by Antonello Sementilli |
È un’opportunità per il contribuente, che ha subito accessi, ispezioni,verifiche oppure ricevuto un avviso di accertamento, di aprire una finestra di dialogo con il fisco, presentare nuovi elementi o dati e ridiscutere la propria posizione.
Se il contraddittorio va a buon fine, si ridefiniscono le maggiori imposte dovute, con vantaggi per entrambe le parti che possono così evitare un lungo contenzioso.
In caso di infedele dichiarazione è prevista una sanzione che va dal 100 al 200 per cento dell’imposta evasa, quindi – ad esempio – su
un’imposta evasa pari a 100
+ la sanzione può arrivare fino a 200
= con una richiesta complessiva di 300
Se invece il contribuente si avvale dell’accertamento con adesione e in sede di contraddittorio fornisce documenti di cui l’Agenzia non disponeva, sulla base dei quali la richiesta del fisco
viene rideterminata in 90 (rispetto agli originari 100)
+ la sanzione sarà pari a 30 cioè un terzo del minimo (100% di 90)
= l’importo finale che il contribuente dovrà versare entro 20 giorni per chiudere l’accertamento con adesione sarà pari a 120
Infine, nel caso in cui siano presenti dei rilievi penali,il pagamento delle somme dovute rappresenta una circostanza attenuante. Le sanzioni penali previste vengono ridotte fino a un terzo e quelle accessorie non vengono applicate.
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Categoria accertamenti on 12:50 by Antonello Sementilli |
GESTIONE SEPARATA INPS – ALIQUOTE CONTRIBUTIVE 2013
Sono state fissate le aliquote contributive e di computo in vigore dall’ 1.1.2013 per gli iscritti alla Gestione separata Inps. In particolare:
● per i soggetti iscritti alla Gestione separata non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, l’aliquota è pari al 27,72% (27% + 0,72% di aliquota aggiuntiva per tutela maternità, assegni per il nucleo familiare, malattia e degenza ospedaliera);
● per gli altri soggetti iscritti alla Gestione separata (pensionati, titolari di pensione diretta o indiretta, soggetti assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie), l’aliquota è pari al 20%.
Massimale annuo: le aliquote del 27,72% e del 20% sono applicabili facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti fino al raggiungimento del massimale di reddito che, per il 2013, è pari a e 99.034.
Minimale per l’accredito: relativamente all’accredito dei contributi, ilminimale di reddito per il 2013 è fissato in e 15.357.
Ripartizione dell’onere contributivo: rimane immutata la ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore (1/3) e committente (2/3) e tra associato (45%) e associante (55%).
Per i professionisti iscritti alla Gestione separata Inps l’onere contributivo è totalmente a loro carico.
Compensi corrisposti entro il 12.1.2013: in base al principio di cassa allargato, i compensi corrisposti ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto entro il 12.1.2013, relativi a prestazioni eseguite entro il 31.12.2012, concorrono alla formazione del reddito 2012 e, pertanto, sono assoggettati alle aliquote contributive 2012.
Categoria inps on 15:56 by Antonello Sementilli |
TARES: PROROGA DELLA PRIMA RATA
La legge, in vigore dal 3.2.2013, che converte con modificazioni il D.L.14.1.2013, n. 1, contenente disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di fenomeni di inquinamento ambientale, ha prorogato da aprile 2013 a luglio 2013 il termine per il versamento della prima rata della Tares, ferma restando la facoltà del Comune di prorogare ulteriormente tale termine (modifica dell’art. 14, co. 35, settimo periodo, D.L. 201/2011, conv. con modif. dalla L. 214/2011).
link: Dipartimento delle Finanze
on 10:48 by Antonello Sementilli |
- le società di capitali,
- le società consortili,
- le aziende speciali degli enti locali (e i consorzi costituiti fra gli stessi),
- gli enti commerciali
€ 516,46 per le società con Capitale sociale all’1/01/13
superiore a € 516.456,90.
Categoria adempimenti on 10:59 by Antonello Sementilli |
ENPAB DAL 1 FEBBRAIO 2013 AL 4%
DAL 1 FEBBRAIO 2013 CONTRIBUTO INTEGRATIVO DAL 2% AL 4%
L' ENPAB comunica che, con nota n. 0005334 del 23.01.2013, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d'intesa con il covigilante Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha espresso parere favorevole circa l'aumento del contributo integrativo che passa, a partire dal prossimo 1 febbraio, dal 2% al 4%.
Si precisa che per le Amministrazioni Pubbliche che si avvalgono delle prestazioni professionali degli iscritti all'Ente, il contributo integrativo resta fissato nella misura previgente del 2%.
Categoria adempimenti on 14:19 by Antonello Sementilli |
Categoria iva on 16:57 by Antonello Sementilli |
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