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Timestamp: 2020-06-06 15:37:21+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 30497 del 23/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30497 del 23/11/2018
Cassazione civile sez. VI, 23/11/2018, (ud. 18/10/2018, dep. 23/11/2018), n.30497
sul ricorso 14409-2017 proposto da:
AZIENDA SANITARIA LOCALE SALERNO, in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliata in RONZA, PIAZZA CAVOUR, presso
la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati WALTER
MARIA RAMUNNI, EMMA TORTORA;
R.V., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso da se
avverso la sentenza n. 1227/2017 del GIUDICE DI PACE di SALERNO,
partecipata del 18/10/2018 dal Consigliere Dott. MARCO ROSSETTI.
FATTI DICAUSA
1. Nel 2015 R.V., di professione avvocato, chiese ed ottenne dal Giudice di pace di Salerno un decreto ingiuntivo nei confronti della Azienda Sanitaria Locale di Salerno, per l’importo di Euro 698,64.
2. La ASL propose opposizione al decreto ingiuntivo, deducendo che il creditore procedente, nel caso di incapienza del credito pignorato presso il terzo, non potrebbe extra processum recuperare in via monitoria le spese legali non incassate per incapienza del credito assegnato.
3. Con sentenza 14.3.2017 n. 1227 i1 Giudice di pace di Salerno rigettò l’opposizione.
Tale sentenza è stata impugnata per cassazione dalla ASL, con ricorso fondato su un motivo.
Ha resistito R.V. con controricorso illustrato.
Il ricorso è stato infatti proposto contro una sentenza pronunciata dal Giudice di pace, che in quanto tale doveva essere censurata con l’appello (a critica limitata), e non col ricorso per cassazione.
La sentenza di cui qui si chiede la riforma, pertanto, non era impugnabile con ricorso per cassazione, ma solo con l’appello dinanzi al giudice individuato ai sensi dell’art. 341 c.p.c., (in tal senso, Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 1213 del 18/01/2018, Rv. 647353 – 01; nonchè Sez. 6-3, 27.4.2018 n. 10163; Sez. 6-3, 15.12.2017 n. 30255; Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 27356 del 17/11/2017, Rv. 646773 – 01).
(-) condanna ASL Salerno alla rifusione in favore di R.V. delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di Euro 645, di cui 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di ASL Salerno di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 18 ottobre 2018.