Source: http://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/bollet/200712/1205/html/05/comunic.htm
Timestamp: 2020-04-09 15:25:21+00:00
Document Index: 41407658

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Mercoledì 5 dicembre 2007 - Comm. V
V Commissione - Resoconto di mercoledì 5 dicembre 2007
Mercoledì 5 dicembre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il viceministro per l'economia e le finanze Vincenzo Visco e i sottosegretari per l'economia e le finanze Alfiero Grandi e Nicola Sartor.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 4 dicembre 2007.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che, in relazione alla seduta di ieri, era emersa l'esigenza di riferire ad articoli successivi alcuni emendamenti inizialmente riferiti all'articolo 2. Avverte in proposito che l'emendamento Bonelli 2.219 è stato rinumerato come 9.475. L'emendamento Villetti 2.207 è stato rinumerato come articolo aggiuntivo 3.019. L'emendamento Bono 2.211 è stato rinumerato come 42.36.
Avverte che, essendo stato dichiarato ammissibile, a seguito di riesame l'articolo aggiuntivo D'Elpidio 9.018, deve conseguentemente intendersi ammissibile l'emendamento Pisicchio 9.284 di identico contenuto.
Avverte inoltre in via generale che non sono pubblicati i subemendamenti interamente soppressivi dell'emendamento al quale si riferiscono, in quanto in questi casi si pone ai voti l'emendamento medesimo.
Segnala che sono stati presentati subemendamenti agli emendamenti del Governo riferiti all'articolo 3 (vedi allegato 1). Per quanto riguarda tali subemendamenti, dichiara inammissibili i subemendamenti Villetti 0.3.321.16, Mariani 0.3.321.9, Turco 0.3.321.18, Del Mese 0.3.321.19, Vannucci 0.3.321.10, Peretti 0.3.321.1, Di Gioia 0.3.321.2, Villetti 0.3.321.14, 0.3.321.13 e 0.3.321.15, in quanto volti ad introdurre ulteriori modifiche al TUIR non riconducibili alle modifiche introdotte dall'emendamento 3.321 all'articolo 3 del provvedimento. I subemendamenti Peretti 0.3.321.1, Di Gioia 0.3.321.2, Del Mese 0.3.321.19 risultano altresì inammissibili per carenza di compensazione. In particolare il subemendamento Peretti 0.3.321.1 esclude dalla disciplina del limite di deducibilità degli interessi passivi le società che esercitano attività di locazione immobiliare limitatamente agli interessi dipendenti da finanziamenti già contratti e garantiti da ipoteca. L'emendamento è suscettibile di determinare minori entrate di carattere permanente. La copertura, a valere sulla tabella C, non assicura compensazione oltre il triennio di riferimento; il subemendamento Di Gioia 0.3.321.2 esclude dalla disciplina del limite di deducibilità degli interessi passivi le società che esercitano attività di locazione immobiliare limitatamente agli interessi dipendenti da finanziamenti già contratti e garantiti da ipoteca. L'emendamento è suscettibile di determinare minori entrate di carattere permanente. La copertura, a valere sulla tabella C, non assicura compensazione oltre il triennio di riferimento; il subemendamento Del Mese 0.3.321.19 esclude dalla disciplina del limite di deducibilità degli interessi passivi le società che esercitano attività di locazione immobiliare limitatamente agli interessi dipendenti da finanziamenti già contratti e garantiti da ipoteca. L'emendamento è suscettibile di determinare minori entrate di carattere permanente. La copertura, a valere sulla tabella C, non assicura compensazione oltre il triennio di riferimento.
Dichiara inoltre inammissibili per carenza di compensazione i seguenti subemendamenti riferiti agli emendamenti presentati dal Governo all'articolo 3: Zeller 0.3.321.3 che esclude dalla disciplina del limite di deducibilità degli interessi passivi le società di utility che costruiscono e gestiscono impianti destinati alla collettività. È suscettibile di determinare effetti permanenti di minore entrata non quantificati e non coperti; Zeller 0.3.321.4 in quanto sostituisce la lettera b), punto n. 1, a cui non sono ascritti effetti finanziari, con la previsione dell'integrale deducibilità degli interessi passivi nel limite di 500.000 euro. Privo di copertura; Garavaglia 0.3.321.5 che sostituisce la lettera b), n. 1, norma cui la RT non ascrive effetti di perdita di gettito nel triennio, prevedendo l'integrale deducibilità degli interessi nel limite di 100.000 euro, La modifica determina effetti di minore gettito a regime, L'emendamento deve ritenersi inammissibile in quanto una quota della copertura è a valere su un taglio di 200 milioni di euro annui nel triennio 2008-2010 delle dotazioni di tabella C. Tale copertura non assicura la compensazione degli oneri oltre il triennio di riferimento, non ritiene, inoltre che le restanti misure poste a copertura dell'onere siano sufficienti a garantirne la compensazione. Garavaglia 0.3.321.6 in quanto sostituisce la lettera b), n. 1, norma cui la relazione tecnica non ascrive effetti di perdita di gettito nel triennio, prevedendo l'integrale deducibilità degli interessi nel limite di 500.000 euro. La modifica determina effetti di minore gettito a regime. L'emendamento deve ritenersi inammissibile in quanto una quota della copertura è a valere su un taglio di 500 milioni di euro annui nel triennio 2008-2010 delle dotazioni di tabella C. Tale copertura non assicura la compensazione degli oneri oltre il triennio di riferimento. Non si ritiene, inoltre che le restanti misure poste a copertura dell'onere siano sufficienti a garantirne la compensazione. Leo 0.3.321.26 che anticipa la possibilità del riporto in avanti del margine di risultato operativo lordo utilizzabile per la deducibilità degli interessi passivi a decorrere dal periodo d'imposta 2008. Pertanto si determina un effetto di
minore entrata per cassa dal 2010, anno per il quale la clausola di copertura, a valere su Tabella A, reca, invece, un rifinanziamento della Tabella stessa. Leo 0.3.321.27 che aumenta i limiti di deducibilità degli interessi passivi previsti per i primi due periodi d'imposta di applicazione del nuovo regime. La norma è suscettibile di recare minori entrate dal 2009. Non appare pertanto congrua la copertura a valere su Tabella A, che prevede un rifinanziamento della Tabella dal 2010. Leo 0.3.321.28 in quanto sopprime le disposizioni in materia di adeguamento della disciplina fiscale agli IAS, cui sono ascritti effetti di maggior gettito, senza prevedere congrua compensazione. Leo 0.3.321.29 in quanto sostituisce le disposizioni in materia di adeguamento della disciplina fiscale agli IAS, cui sono ascritti effetti di maggior gettito, senza prevedere congrua compensazione. In luogo di tali disposizioni sono previste norme di delega volte a disciplinare la medesima materia. Leo 0.3.321.20 che prevede che il versamento dell'imposta sostitutiva per le riorganizzazioni aziendali sia effettuato in quattro rate di pari importo. La norma, rispetto al testo dell'emendamento, è suscettibile di determinare minori entrate a decorrere dal 2008. Non appare, pertanto congrua la clausola di compensazione che prevede un rifinanziamento della Tabella A per gli anni 2008 e 2010.
Con riferimento ai subemendamenti presentati agli emendamenti 8.33, 8.34 e 8.35 del Governo (vedi allegato 1), risulta inammissibile per estraneità di materia il subemendamento Aurisicchio 0.8.33.1 in quanto recante disposizioni aggiuntive non riconducibili alle modifiche recate dagli emendamenti alle disposizioni del provvedimento.
Pietro ARMANI (AN) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 51.01
Franco STRADELLA (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 51.01.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente di aver chiesto alla Presidenza della Camera se alle sedute della Commissione bilancio sulla legge finanziaria il Governo debba essere rappresentato dal Ministro dell'economia e delle finanze, auspicando di ricevere una risposta nel pomeriggio.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) chiede chiarimenti in merito alla valutazione di inammissibilità dei suoi subemendamenti 0.3.321.5 e 0.3.321.6.
Lino DUILIO, presidente, ribadisce le motivazioni di inammissibilità dei subemendamenti Garavaglia 0.3.321.5 e 0.3.321.6.
Andrea LULLI (PD-U) chiede le motivazioni per cui non sia presente tra gli emendamenti riferiti all'articolo 3 il suo emendamento 3.130, precedentemente segnalato.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) si associa alla richiesta del deputato Lulli relativamente all'emendamento 3.130 e chiede perché non siano presenti nel fascicolo odierno delle proposte emendative riferite all'articolo 3 gli emendamenti 3.290 e 3.294.
Ettore PERETTI (UDC) chiede perché non sia presente nel fascicolo odierno delle proposte emendative riferite all'articolo 3 l'emendamento Mazzoni 3.276.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, invita al ritiro dell'emendamento Zeller 3.248, esprime parere contrario sui subemendamenti Leo 0.3.321.30 e Conte 0.3.321.7. Esprime parere favorevole sul proprio subemendamento 0.3.321.31. Esprime parere contrario sui subemendamenti Leo 0.3.321.22, 0.3.321.21, 0.3.321.25, 0.3.321.23, 0.3.321.24 e sul subemendamento Gianfranco Conte 0.3.321.8. Esprime parere favorevole sull'emendamento del Governo 3.321. Esprime parere contrario sugli emendamenti Fugatti 3.330, Tremonti 3.333, Leo 3.26, Lupi 3.31, Leo 3.42 e 3.60, Satta 3.170 e 3.169, Leo 3.46.
Invita al ritiro dell'emendamento D'Elpidio 3.203. Esprime parere contrario sull'emendamento Zorzato 3.33. Invita al ritiro degli emendamenti Villetti 3.113, Iacomino 3.145 e Del Mese 3.174. Esprime parere contrario sull'emendamento Zorzato 3.73 e parere favorevole sull'emendamento Zorzato 3.35. Invita al ritiro degli emendamenti Zeller 3.249 e Satta 3.173 e 3.69. Esprime parere contrario sull'emendamento Peretti 3.272. Invita al ritiro dell'emendamento D'Elpidio 3.204 ed esprime parere contrario sugli identici emendamenti Lupi 3.30 e 3.1 dell'VIII Commissione. Esprime parere favorevole sull'emendamento Bono 3.181 e parere contrario sugli emendamenti Gianfranco Conte 3.295 e 3.313 della XIII Commissione. Invita al ritiro dell'emendamento Villetti 3.114. Esprime parere contrario sull'emendamento Gianfranco Conte 3.296. Invita al ritiro dell'emendamento Leddi Maiola 3.118. Esprime parere contrario sull'emendamento Della Vedova 3.101. Invita al ritiro dell'emendamento Villetti 3.115. Esprime parere contrario sugli emendamenti 3.2 dell'VIII Commissione, 3.314 della XIII Commissione, Leo 3.50 e sul subemendamento Zorzato 0.3.320.1. Esprime parere favorevole sull'emendamento 3.320 del Governo. Invita al ritiro dell'emendamento Nannicini 3.38 ed esprime parere contrario sull'emendamento Pini 3.243 nonché sugli articoli aggiuntivi Cirino Pomicino 3.03 e Villetti 3.019.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI esprime parere conforme a quello del relatore.
Rolando NANNICINI (PD-U) chiede motivazioni del parere espresso sul suo emendamento 3.38.
Andrea LULLI (PD-U) ribadisce la sua richiesta di chiarimenti in merito al suo emendamento 3.130.
Lino DUILIO, presidente, precisa che l'emendamento Lulli 3.130 è stato giudicato inammissibile per sopraggiunta inadeguata copertura riguardo alla tabella di riferimento.
Andrea LULLI (PD-U) ritiene che la presidenza avrebbe dovuto comunicare l'inammissibilità del suo emendamento 3.130 all'inizio della seduta.
Lino DUILIO, presidente, ribadisce che la tabella cui fa riferimento l'emendamento Lulli 3.130 è stata rimodulata nel corso dei lavori di Commissione. Comunica altresì che gli emendamenti 3.290 e 3.294 sono inammissibili per inidonea compensazione.
Karl ZELLER (Misto-Min.ling), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 3.248.
La Commissione respinge il subemendamento Leo 0.3.231.30.
Gianfranco CONTE (FI) chiede al rappresentante del Governo di chiarire l'orientamento espresso in merito al suo subemendamento 0.3.321.7.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI fornisce i chiarimenti richiesti.
Gianfranco CONTE (FI) ritira il suo subemendamento 0.3.321.7.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Leo 0.3.321.22, 0.3.321.21, 0.3.321.25, 0.3.321.23, 0.3.321.24 e Gianfranco Conte 0.3.321.8.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, segnala l'esigenza di una riformulazione dell'emendamento 3.321 del Governo che estenda l'ambito di applicazione della previsione di cui alla disposizione di cui alla lettera b), numero 3).
Lino DUILIO, presidente, propone di accantonare l'emendamento 3.321 del Governo, per dar modo al relatore di predisporre la riformulazione.
Gianfranco CONTE (FI) illustra l'emendamento Tremonti 3.333, volto a consentire una ristrutturazione delle rate dei mutui, per favorire, in particolare, le famiglie in difficoltà. Auspica che su tale emendamento vi sia la massima attenzione da parte del Governo e del relatore.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottoscrive l'emendamento Tremonti 3.333, evidenziando la situazione di criticità che caratterizza, nella fase attuale, il mercato del credito e le crescenti difficoltà che molte famiglie incontrano per l'innalzamento dei tassi dei mutui.
Alberto GIORGETTI (AN) sottoscrive l'emendamento Tremonti 3.333, sottolineando l'urgenza di affrontare il problema dei mutui.
Pietro ARMANI (AN) sottoscrive l'emendamento Tremonti 3.333, ricordando come molte famiglie abbiano stipulato mutui a tasso variabile su indicazione delle stesse banche e come una ristrutturazione delle rate appaia particolarmente utile, alla luce dell'atteggiamento della Banca centrale europea.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) sottoscrive l'emendamento Tremonti 3.333, evidenziando come la questione dei mutui sollevi problemi analoghi alla revisione delle disposizioni civilistiche in materia di tasso di usura, su cui vertono alcuni emendamenti presentati da deputati appartenenti al gruppo della Lega Nord e riferiti alle norme in materia di class action. Chiede infine una riconsiderazione del giudizio di inammissibilità sul suo subemendamento 0.3.321.5, in considerazione del fatto che la riduzione dell'IRES e dell'IRAP beneficia soprattutto il sistema bancario, gravando sulle piccole imprese.
Nicola CRISCI (PD-U) riconosce che la definizione del tasso di usura rappresenta un problema reale, ma ricorda che nella scorsa legislatura non è stato possibile affrontarla. Ritiene comunque che l'emendamento Tremonti 3.333 costituisca una risposta inadeguata al problema e osserva che sarebbe forse preferibile un'azione di moral suasion da parte del Governo nei confronti delle banche.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) sottoscrive l'emendamento Tremonti 3.333 e osserva, rivolto al collega Crisci, che nella precedente legislatura la situazione non presentava i profili di criticità che caratterizzano il mercato del credito nella fase attuale.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, riconoscendo che l'emendamento Tremonti 3.333 presenta spunti di indubbio interesse, propone di accantonarlo al fine di esaminarlo contestualmente ad alcuni emendamenti, riferiti all'articolo 9, che vertono sulla medesima materia.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, si ritiene accolta la proposta del relatore.
Il viceministro Vincenzo VISCO riconosce la fondatezza delle preoccupazioni espresse dai deputati intervenuti in ordine ai comportamenti delle banche nei confronti di cittadini e imprese. In proposito, ricorda che il Governo ha recentemente proposto l'abolizione della clausola di massimo scoperto, ma tale misura non è stata approvata dal Parlamento. Sottolinea quindi l'incertezza della situazione economica globale nella fase attuale e osserva che, in questo contesto, non appare probabile un ulteriore aumento dei tassi, quanto piuttosto una loro graduale diminuzione, anche da parte della Banca centrale europea. Dichiara quindi di non concordare con le affermazioni di alcuni deputati, secondo cui la riduzione delle aliquote IRAP e IRES favorirebbe gli istituti bancari e assicurativi, a danno delle piccole imprese; ritiene invece che sia vero proprio il contrario e che i vantaggi per banche e assicurazioni derivino esclusivamente dalle misure di semplificazione.
Gianfranco CONTE (FI) chiede chiarimenti in merito alla questione dell'indeducibilità dell'IRAP.
Il viceministro Vincenzo VISCO precisa che le piccole imprese ricevono unicamente vantaggi dalla nuova normativa. Osserva che la riforma si è resa necessaria poiché l'Italia rischiava di essere tra i pochi Paesi europei con aliquota molto elevata. Vi era l'esigenza di allineare le aliquote a quelle degli altri Paesi europei, tra i quali Francia e Spagna hanno un'alta tassazione formale, mentre gli altri si attestano su un'aliquota del 25 o 27 per cento. Sottolinea che vi sono sostanzialmente due modelli di tassazione. Il primo è quella dual income tax proprio dei Paesi scandinavi, in cui l'aliquota più bassa si attesta attorno al 25-30 per cento. In questo caso, l'opzione richiesta è quella di una riduzione dell'incidenza formale e sostanziale dell'aliquota in corrispondenza di un comportamento virtuoso, cioè di un aumento della capitalizzazione. Il secondo modello, che è stato seguito dalla riforma attuale, è di semplificazione fiscale con un allargamento della base imponibile ed una riduzione delle aliquote. Ciò ha consentito di recuperare cinque punti e mezzo di aliquota ed ha dimostrato un effetto redistributivo. La manovra non è a parità di gettito, ma di costi per il bilancio, perché una parte delle riduzioni delle aliquote (circa un miliardo e mezzo in tre anni) è finanziata con una minore spesa per incentivi.
Sottolinea che un ulteriore elemento importante è che, a fronte ad una riduzione delle aliquote così massiccia, l'effetto netto è molto meno drammatico rispetto a quanto si potesse immaginare, in quanto l'imposizione fiscale sulle micro imprese è decisamente meno pesante rispetto a quella effettuata sulle medie e grandi imprese.
Con riferimento alla situazione italiana, rileva che le società di persone mantengono una situazione invariata, mentre la nuova normativa riguarda le società di capitale, metà delle quali non produce fatturato, mentre l'altra metà dichiara un fatturato tra 20 e 30 mila euro annui. Ciò significa che i rischi di penalizzare le imprese sono estremamente remoti. Sul versante degli interessi passivi, la normativa è costruita in modo tale da non tagliare mai gli interessi. Risulta che la media di indebitamento delle società di capitale italiane è inferiore al 30 per cento e che, nel caso di società piccole e medie in perdita, l'ammontare della perdita è pari a 1.000 o 1.500 euro. Se si considerano i vantaggi della riforma, questa perdita si riduce a circa 500 euro. Vi sono poi casi particolari che si è cercato di gestire con la presentazione di proposte emendative per la fase di transizione, al fine di non creare problemi di liquidità alle imprese. Ritiene che il vantaggio della riforma sia evidente: si recupera terreno sul piano della competitività, vi è un incentivo alla capitalizzazione e su ogni punto in più, in futuro, vi sarà una riduzione del 5,5 per cento di aliquota. Per questi motivi la riforma non ha creato polemiche o contestazioni.
Osserva che la questione delle banche non si può affrontare con una differenziazione di tassazione tra imprese diverse, ma attraverso una diminuzione dei numerosi privilegi fiscali delle banche, come del resto è stato fatto. Ritiene infine che sia necessario creare un sistema concorrenziale e più rispettoso del consumatore.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) ringrazia il vice ministro per il suo ampio intervento, che tuttavia non ha chiarito numerose perplessità e, in particolare, come vi possa essere una riduzione del gettito quando le imprese più fragili, soprattutto nel Mezzogiorno, sono state sottoposte ad un aumento della tassazione. Ricorda che le questioni sollevate riguardo alle piccole e medie imprese dall'onorevole Nicola Rossi, in un articolo pubblicato lo scorso 11 novembre, non hanno ricevuto alcuna risposta da parte del viceministro. In particolare, chiede di chiarire alle imprese che hanno investito ricorrendo al credito bancario, perché le regole del gioco siano cambiate a partita iniziata. Ritiene pertanto che l'intervento
testé effettuato dal viceministro sia poco convincente.
Il viceministro Vincenzo VISCO, precisa che tutte le domande trovano risposta nelle norme che evidentemente i deputati Marinello e Nicola Rossi non hanno sufficientemente approfondito.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI), ritenendosi offeso dalle parole del viceministro, chiede al Presidente di tutelare la dignità dei deputati.
Lino DUILIO, presidente, pur comprendendo i rilievi del deputato Marinello, ribadisce che la questione di fondo è stata risolta dalle norme.
Maurizio FUGATTI (LNP) si associa alla richiesta del deputato Marinello in merito alla difesa della dignità dei deputati. Esprime preoccupazione per quanto detto dal viceministro Visco che ha parlato di «suicidio» sui tassi, qualora la Banca centrale europea, non giungesse ad una diminuzione del tasso interno. Osserva che la crisi finanziaria rischia di ripercuotersi sull'economia reale e sollecita il Governo a non attuare una politica «suicida» sulle tasse, come purtroppo ha dimostrato di fare dall'inizio della legislatura. Paventa che, in uno scenario di tassazione elevata e di crisi dell'economia reale, le imprese, soprattutto quelle localizzate in prossimità dei confini, potrebbero trasferire altrove le proprie attività.
Ritiene infine che l'aumento della base imponibile, in presenza di un gettito costante, rappresenti una mera operazione di marketing. Ricorda che la Germania ha applicato una franchigia di un milione di euro sugli interessi passivi ed auspica che sia approvato un emendamento presentato dal suo gruppo che prevede una franchigia di 100 mila euro sulla medesima materia. Osserva infine che le entrate fiscali sono state volutamente sottostimate dal Governo per poter affermare che, a seguito di una virtuosa politica fiscale, è stato realizzato un extragettito.
Gian Luca GALLETTI (UDC) rileva che le misure di carattere fiscale rivolte alle imprese, cui ha fatto riferimento il viceministro Visco, rischiano di scoraggiare gli investimenti, anziché attirare capitali stranieri.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) osserva che gli interventi di natura fiscale in materia di interessi passivi e ammortamenti, cui ha fatto riferimento il viceministro Visco, pur essendo teoricamente condivisibili, rischiano di produrre, nel breve termine, una diminuzione degli investimenti, finendo per aggravare un contesto di rallentamento della crescita che è già di per sé preoccupante. Per tali ragioni, chiede al viceministro Visco se non ritenga opportuno un supplemento di riflessione sulla fase di prima attuazione delle disposizioni in discorso.
Il viceministro Vincenzo VISCO precisa, rivolto al deputato Cirino Pomicino, che la fase di prima attuazione delle disposizioni in discorso è stata oggetto di attenti approfondimenti, sulla base dei quali si può affermare che i problemi segnalati dai colleghi interesseranno soprattutto le piccole imprese, nei confronti delle quali, peraltro, sono previste altre misure di favore. Ritiene inoltre che i predetti problemi finiranno per interessare un numero abbastanza modesto di aziende.
Lino DUILIO, presidente, apprezzate le circostanze, ritiene opportuno sospendere la seduta che riprenderà alle ore 15.30 del pomeriggio.
La seduta, sospesa alle 13.45, riprende alle 16.15.
Lino DUILIO, presidente, avverte che il subemendamento Garavaglia 0.3.321.5 è da ritenersi ammissibile a condizione che sia espunto il riferimento alla Tabella C, in quanto i mezzi di copertura previsti dall'emendamento al quale si riferisce paiono sufficienti anche in relazione alle minori entrate che potrebbero derivare dalla modifica
introdotta con il subemendamento in questione.
In merito all'emendamento del relatore 3.332, già dichiarato inammissibile, in quanto volto ad ampliare la platea dei potenziali beneficiari dell'agevolazione i cui al comma 32 dell'articolo 3, rileva che, nonostante tale ampliamento desumibile dal tenore letterale della proposta emendativa, gli effetti dell'emendamento, ad un più attento esame, potrebbero considerarsi già inclusi a quelli imputati alla norma originaria dalla relazione tecnica, che effettua la quantificazione sulla base dell'intera platea degli studi professionali aventi più di 4 soci, prescindendo quindi dalle limitazioni massime previste dalla disposizione. Ritiene pertanto che l'emendamento possa essere valutato ammissibile a condizione che il Governo confermi tale considerazione.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI conferma le considerazioni svolte dal presidente in merito all'emendamento del relatore 3.332.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) illustra il suo subemendamento 0.3.321.5, ricordando che attraverso tale emendamento si introduce la possibilità di introdurre una franchigia alla «tagliola degli interessi passivi», aderendo in tal modo alle indicazioni provenienti da vari convegni delle associazioni delle piccole imprese. Ricorda, in particolare, che la necessità dell'approvazione di tale subemendamento è dovuta al fatto che le piccole imprese non hanno la possibilità di accedere facilmente al mercato dei capitali e che se da una parte è giusto favorire la capitalizzazione delle imprese, da un altro punto di vista è in ogni caso necessario che tale principio venga applicato gradualmente per quel che riguarda le piccole imprese.
Laura RAVETTO (FI) sottoscrive il subemendamento 0.3.321.5, ricordando che tale emendamento, elevando la franchigia fa si che non vengano penalizzate imprese che non realizzano utili e che potrebbero venire colpite dalla norma se la stessa non venisse modificata nel senso indicato dal subemendamento in discussione.
Alberto FILIPPI (LNP) dichiara il proprio voto favorevole al subemendamento in questione, ricordando che la mancata approvazione di tale subemendamento comporterebbe gravi disagi per le piccole imprese che già hanno fatto ricorso ampiamente ai prestiti bancari.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottolinea l'importanza di elevare la franchigia a 100 mila euro, ciò che comporterà notevoli facilitazioni per le imprese che intendono entrare nel mercato.
Gianfranco CONTE (FI) riterrebbe opportuno trasferire la discussione sul subemendamento in questione nell'ambito della discussione relativa all'articolo 9, evidenziando in particolare che seppure la formulazione dell'articolo 3 è stata migliorata rispetto al testo approvato dal Senato, permangono parecchi punti critici che vanno risolti e ricordano inoltre che l'approvazione del subemendamento in questione non comporterebbe una perdita di gettito a livello fiscale.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, conferma il proprio parere contrario sul subemendamento Gravaglia 0.3.321.5.
Il viceministro Vincenzo VISCO conferma il proprio parere contrario sul subemendamento 0.3.321.5 ricordando che tale subemendamento comporterebbe una diminuzione di gettito fiscale e che in altri punti della manovra sono invece previsti notevoli miglioramenti del gettito fiscale.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) propone di accantonare il subemendamento in discussione e di discuterlo nell'ambito dell'esame dell'articolo 9, anche al fine di evitare che le piccole imprese possano soffrire dall'applicazione della normativa così come prospettata dall'ipotesi governativa.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) dichiara il proprio voto a favore del subemendamento 0.3.321.5, ricordando che attraverso tale emendamento si può evitare che possano avere problemi seri il 95 per cento delle imprese italiane, che sono quelle che beneficiano dei prestiti bancari.
Marino ZORZATO (FI) dichiara anche a nome dei deputati del suo gruppo il voto favorevole sul subemendamento 0.3.321.5.
Alberto GIORGETTI (AN) sottoscrive il subemendamento 0.3.321.5.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottoscrive il subemendamento 0.3.321.5.
La Commissione respinge il subemendamento 0.3.321.5.
Manlio CONTENTO (AN) dichiara il proprio voto contrario sul subemendamento 0.3.321.31 del relatore in quanto con lo stesso si interviene a modificare un emendamento del Governo, il quale non ha quindi delle finalità ben precise. Rileva in particolare, che le motivazioni della relazione tecnica allegate al subemendamento sono assolutamente ingiustificabili, anche perché le stesse non distinguono tra plusvalenze e minusvalenze. Auspica inoltre che la Commissione si occupi approfonditamente del tema della class action, tema che in questi giorni è discusso dal Senato.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) dichiara il proprio voto favorevole sul subemendamento 0.3.331.31, rilevando che attraverso tale subemendamento si consente la deducibilità di alcune quote di ammortamento e auspicando altresì che analoghi interventi migliorativi del relatore siano frequentemente riproposti nel corso della discussione.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara il proprio voto contrario sul subemendamento 0.3.331.31, ricordando inoltre che se è vero che, come ricordato dal viceministro Visco il 50 per cento delle aziende non paga le tasse, in alcune regioni come la Lombardia la percentuale scende notevolmente. Ritiene pertanto che la normativa fiscale debba tenere in considerazione tale ultimo dato.
La Commissione approva il subemendamento 0.3.321.31 del relatore.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone una riformulazione dell'emendamento 3.321 del Governo (vedi allegato 2).
Il sottosegretario Alfiero GRANDI accoglie la riformulazione proposta.
La Commissione approva l'emendamento 3.321 del Governo nel testo riformulato. Respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Fugatti 3.330, Leo 3.26, Lupi 3.31, Leo 3.42 e 3.60, Satta 3.170 e 3.169. Dichiara preclusi a seguito dell'approvazione dell'emendamento del Governo 3.321, gli emendamenti Leo 3.46 e D'elpidio 3.203.
Marino ZORZATO (FI), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 3.33.
La Commissione respinge l'emendamento Villetti 3.113.
Salvatore IACOMINO (RC-SE) illustra il suo emendamento 3.145, invitando il relatore a riconsiderare l'orientamento espresso. In caso contrario, chiede che tale emendamento venga respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Iacomino 3.145 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Marino ZORZATO (FI) chiede che il suo emendamento 3.35, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere favorevole, sia posto in votazione prima dell'emendamento Del Mese 3.174 e del suo emendamento 3.73.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che, se non vi sono obiezioni, la proposta del collega Zorzato possa essere accolta.
La Commissione approva l'emendamento Zorzato 3.35.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento Zorzato 3.35, gli emendamenti Del Mese 3.174 e Zorzato 3.73 devono intendersi preclusi.
Karl ZELLER (Misto-Min.ling) chiede che il suo emendamento 3.249 venga respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Zeller 3.249 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento Satta 3.173.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone una riformulazione dell'emendamento Satta 3.69 (vedi allegato 2).
Antonio SATTA (Pop-Udeur) accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal relatore.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI esprime parere favorevole sull'emendamento Satta 3.69, come riformulato.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Satta 3.69 è accantonato per dar modo ai deputati di valutarne la nuova formulazione.
La Commissione respinge l'emendamento Peretti 3.272.
Dante D'ELPIDIO (Pop-Udeur), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 3.204.
Valter ZANETTA (FI) illustra l'emendamento Lupi 3.30, di cui è firmatario, invitando il relatore a chiarire le ragioni del parere espresso.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, chiarisce che gli identici emendamenti Lupi 3.30 e 3.1 dell'VIII Commissione presentano, a suo avviso, problemi di copertura finanziaria.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Lupi 3.30 e 3.1 dell'VIII Commissione.
Alberto GIORGETTI (AN) illustra l'emendamento Bono 3.181, di cui è firmatario, chiedendo che sia accantonato per essere esaminato contestualmente ad altri emendamenti, riferiti all'articolo 30, vertenti su analoga materia.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, si considera accolta la richiesta del deputato Alberto Giorgetti.
La Commissione respinge l'emendamento Gianfranco Conte 3.295 e l'emendamento 3.313 della XIII Commissione.
Roberto VILLETTI (RosanelPugno) chiede che il suo emendamento 3.114 venga respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Villetti 3.114 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Gianfranco CONTE (FI) illustra il suo emendamento 3.296, auspicandone l'approvazione.
La Commissione respinge l'emendamento Gianfranco Conte 3.296.
Maria LEDDI MAIOLA (PD-U) chiede che il suo emendamento 3.118 venga respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Leddi Maiola 3.118 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento Della Vedova 3.101.
Roberto VILLETTI (RosanelPugno) chiede che il suo emendamento 3.115 venga respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Villetti 3.115 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento 3.2 della VIII Commissione.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) auspica l'approvazione dell'emendamento 3.314 della XIII Commissione, sottolineando che le disposizioni ivi contenute risultano fondamentali per la coltura dell'ulivo.
La Commissione respinge l'emendamento 3.314 dell'XIII Commissione. Approva quindi l'emendamento 3.332 del relatore.
Respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Mazzoni 3.276 e Leo 3.50. Respinge altresì il subemendamento Zorzato 0.3.320.1, mentre approva l'emendamento 3.320 del Governo.
Gianfranco CONTE (FI) osserva che i riferimenti normativi contenuti nell'ememndamento del Governo 3.320 sono errati.
Lino DUILIO, presidente, rileva che l'emendamento 3.320 del Governo deve intendersi approvato con le seguenti correzioni, volta ad adeguare il testo alla nuova numerazione dei commi dell'articolo:
1) alla lettera a) le parole «al comma 39» devono essere sostituite con le seguenti: «al comma 43»;
2) alla lettera b) le parole «al comma 40» devono essere sostituite con le seguenti «al comma 44»;
3) alla lettera c) le parole «il comma 42» devono essere sostituite con le seguenti «il comma 46»;
4) alla lettera d) le parole «al comma 43» devono essere sostituite con le parole «al comma 47»;
5) alla lettera e) le parole «dopo il comma 43» devono essere sostituite dalle seguenti «dopo il comma 47» e le parole «43-bis» devono essere sostituite dalle seguenti «47-bis»;
6) la lettera f) deve essere sostituita dalla seguente: «f) al comma 48 il numero 47 è sostituito dal seguente 47-bis»;
7) alla lettera g) le parole «al comma 46» sono sostituite dalle seguenti «al comma 50».
Rolando NANNICINI (PD-U) illustra il suo emendamento 3.38, volto a risolvere un ampio contenzioso tributario, e dichiara di non comprendere le ragioni dell'invito al ritiro formulato dal relatore.
Manlio CONTENTO (AN) sottoscrive l'emendamento Nannicini 3.38 e invita il Governo a chiarire la propria posizione al riguardo.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, si dichiara disponibile a modificare il parere espresso qualora il Governo ritenesse di non poter risolvere in via amministrativa la questione posta dall'emendamento Nannicini 3.38.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI ritiene che per risolvere la questione posta dall'emendamento Nannicini 3.38 non sia necessario un intervento normativo, ma precisa di non essere pregiudizialmente contrario all'emendamento in questione.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, si riserva di riformulare l'emendamento 3.38.
Maria LEDDI MAIOLA (PD-U) sottolinea che il problema riguarda le questioni di medicina legale.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) ritiene che una norma di legge ordinaria non possa chiarire la questione.
Vladimiro CRISAFULLI (PD-U) concorda con l'osservazione del deputato Cirino Pomicino.
Manlio CONTENTO (AN) osserva che in via interpretativa le prestazioni di medicina legale sono assoggettate all'IVA ordinaria dal 1o gennaio 2005.
Lino DUILIO, presidente, propone di accantonare l'emendamento Nannicini 3.38 per procedere ad una sua corretta riformulazione.
Gianluca PINI (LNP) chiede di riconsiderare il parere contrario espresso sul suo emendamento 3.243 volto ad evitare le frodi IVA in importazione attraverso la creazione di società fittizie.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Pini 3.243 è accantonato.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) illustra le finalità del suo articolo aggiuntivo 3.03 volto a neutralizzare fiscalmente gli aumenti del prezzo del barile. Ricorda che il vice ministro Visco ha definito la norma pleonastica perché sarebbe già presente nell'ordinamento. Chiede, tuttavia, perché essa non abbia ancora prodotto effetti a fronte dell'aumento del carburante registrato negli ultimi mesi. Sottolinea altresì che la disposizione è volta a contenere i costi energetici delle famiglie e delle imprese.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI ricorda che la norma è stata inserita nel cosiddetto disegno di legge Bersani-ter, attualmente all'esame del Senato.
Rolando NANNICINI (PD-U) precisa che la disposizione non è operativa in quanto non è stata ancora definitivamente approvata dal Senato. Ricorda che è stata introdotta all'articolo 2 del cosiddetto Bersani-ter, facendo riferimento anche al tasso di inflazione. Precisa che, quando il prezzo del greggio riferito nel DPEF è superiore al tasso di inflazione programmata, scatta necessariamente l'abbattimento delle accise.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, osserva che non avrebbe nulla in contrario ad anticipare nel disegno di legge finanziaria una disposizione in materia di carico fiscale sui prodotti petroliferi. Propone, tuttavia, l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03.
Gianfranco CONTE (FI) riterrebbe opportuno anticipare nella legge finanziaria le disposizioni in materia di carico fiscale sui prodotti petroliferi.
Marino ZORZATO (FI) si associa alle considerazioni del deputato Conte e sottoscrive l'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI), nel ringraziare il deputato Nannicini per la sua spiegazione, ritiene che il suo articolo aggiuntivo 3.03 rechi un contenuto diverso dalla disposizione di cui all'articolo 2 del cosiddetto Bersani-ter dove si fa riferimento al tasso di inflazione programmata. Ritiene altresì necessario attivare tutti gli strumenti per favorire la competitività del sistema produttivo fortemente influenzato dai costi energetici. Condivide
infine la proposta di accantonare il suo articolo aggiuntivo 3.03.
Andrea LULLI (PD-U) ricorda che la disposizione inserita nel cosiddetto Bersani-ter fu studiata per creare un meccanismo incisivo sulle accise ogniqualvolta che il prezzo del petrolio si fosse distaccato di due punti dal tasso di inflazione programmata. Ritiene importante anticipare questa disposizione all'interno della legge finanziaria per il 2008.
Manlio CONTENTO (AN) ritiene opportuno recuperare integralmente il testo contenuto nel cosiddetto Bersani-ter, in quanto l'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03 interviene rimodulando l'accisa triennale. Se il prezzo dei prodotti petroliferi diminuisce, la rimodulazione delle accise potrebbe comportare un rallentamento nei tempi di adeguamento del prezzo. Riterrebbe opportuno accantonare l'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03, chiedendo anche il parere dell'amministrazione delle dogane.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI mostra un orientamento favorevole a recuperare la disposizione contenuta nell'articolo 2 del cosiddetto Bersani-ter all'interno della legge finanziaria per il 2008, al fine di anticiparne l'entrata in vigore.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03 è accantonato.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone una dell'emendamento Nannicini 3.38 (vedi allegato 2).
Rolando NANNICINI (PD-U) accetta la riformulazione proposta.
I deputati Marino ZORZATO (FI), Ettore PERETTI (UDC), Carla CASTELLANI (AN), Manlio CONTENTO (AN), Maria LEDDI MAIOLA (PD-U) e Nicola CRISCI (PD-U) sottoscrivono l'emendamento Nannicini 3.38, come riformulato.
La Commissione approva l'emendamento Nannicini 3.38, come riformulato.
Lino DUILIO, presidente, avverte che è in distribuzione la riformulazione dell'emendamento Satta 3.69 (vedi allegato 2).
Gianfranco CONTE (FI) rileva che attraverso la riformulazione si prevede l'istituzione di un osservatorio che non trova alcuna giustificazione, in considerazione anche del fatto che esistono già organismi che si occupano delle questioni affidate all'osservatorio stesso.
La Commissione approva l'emendamento Satta 3.69 nel testo riformulato.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI invita il presentatore al ritiro dell'emendamento Pini 3.243.
Gianluca PINI (LNP) accoglie l'invito a ritirare il proprio emendamento 3.243, riservandosi di presentare un ordine del giorno.
Lino DUILIO, presidente, ricorda con riferimento all'articolo aggiuntivo 3.03, che in un recente decreto del Ministero dell'economia e delle finanze è già previsto un collegamento tra l'aliquota sulla benzina e la variazione dei prezzi del petrolio.
Paolo CIRINO POMICINO (DCA-NPSI) ricorda che tale decreto non ha prodotto gli effetti sperati e che sarebbe quindi opportuno intervenire sulla materia in modo efficace, sottolineando inoltre che il decreto citato è stato emanato dal Governo D'Alema. Sottolinea, inoltre, che l'intervento previsto con l'emendamento in questione risulta di fondamentale importanza in considerazione del fatto che i prezzi della benzina continuano a salire, gravando in modo rilevante sulle tasche dei cittadini.
Lino DUILIO, presidente, propone, se non vi sono obiezioni, di esaminare l'articolo aggiuntivo Cirino Pomicino 3.03 insieme con altre proposte emendative vertenti
su analoga materia, riferite ad articoli successivi.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Villetti 3.019.
Gaspare GIUDICE (FI) sottolinea che sarebbe opportuno modificare le lettere f) e g) del comma 1, dell'articolo 3, in quanto gli stessi prevedono misure che si applicano a partire dal 31 dicembre 2007, ponendosi quindi in contrasto con la Costituzione e con lo Statuto del contribuente.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) concorda con le osservazioni formulate dal collega Giudice, ritenendo pertanto opportuno rinviare l'applicazione delle misure in questione al 31 gennaio 2008.
Gianfranco CONTE (FI) associandosi alle considerazioni svolte in precedenza dai colleghi, ritiene che non sia opportuno che le norme di cui alle lettere f) e g) del comma 1, dell'articolo 3, decorrano a partire dall'anno 2008, al fine di evitare violazioni della normativa costituzionale e dello statuto del contribuente.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che non sia necessario posticipare l'entrata in vigore delle disposizioni sopra indicate, visto che vi è una diretta incidenza sui saldi di bilancio, mentre su altre materie quali ad esempio la class action si può riflettere in merito alla necessità di evitare che si producano effetti prima dell'inizio dell'anno 2008.
Lino DUILIO, presidente, invita il relatore ad esprimere il proprio parere sull'emendamento Mariani 3.116.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'emendamento 3.116.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI si rimette alla Commissione per quel che riguarda l'emendamento 3.116.
Gianfranco CONTE (FI) sottoscrive l'emendamento Mariani 3.116.
Francesco PIRO (PD-U) sottoscrive l'emendamento Mariani 3.116.
Luana ZANELLA (Verdi) sottoscrive l'emendamento Mariani 3.116.
La Commissione approva l'emendamento Mariani 3.116.
Manlio CONTENTO (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, riterrebbe opportuno sapere quando la Commissione si occuperà del tema della class action.
Lino DUILIO, presidente, ritiene opportuna una breve sospensione dei lavori della Commissione, anche al fine di determinare i tempi per la trattazione delle questioni affrontate dal disegno di legge finanziaria.
La seduta, sospesa alle 18.10, riprende alle 18.40.
Lino DUILIO, presidente, avverte che la Commissione passerà adesso all'esame degli emendamenti agli articoli 4, 5 e 6.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi riferiti agli articoli 4, 5 e 6, ad esclusione dell'emendamento 4.53 del Governo, degli emendamenti Crosetto 4.52, 4.49, 4.51 e 4.50, dell'articolo aggiuntivo Giovannelli 4.012. Invita al ritiro degli emendamenti Musi 4.5, Zeller 4.26, dell'articolo aggiuntivo Borghesi 4.011, dell'emendamento Beltrandi 5.10, degli articoli aggiuntivi Mura 5.08 e Crisci 6.04.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI esprime parere conforme al relatore.
La Commissione respinge il subemendamento Zorzato 0.4.53.1. Approva quindi l'emendamento 4.53 del Governo. Respinge l'emendamento Mazzoni 4.30.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di accantonare l'emendamento Porcu 4.17 al fine di consentire un ulteriore approfondimento.
Adriano MUSI (PD-U), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 4.5.
Francesco NAPOLETANO (Com.It) illustra l'emendamento Sgobio 4.20, di cui è firmatario, e invita il relatore e il rappresentante del Governo a riconsiderare il loro orientamento al riguardo.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di accantonare l'emendamento Sgobio 4.20, al fine di consentire un ulteriore approfondimento.
Approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Crosetto 4.52, 4.49 e 4.51. Respinge l'emendamento Peretti 4.27 e approva l'emendamento Crosetto 4.50.
Karl ZELLER (Misto-Min.ling), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 4.26.
La Commissione respinge l'emendamento Paoletti Tangheroni 4.45 e approva l'articolo aggiuntivo Giovanelli 4.012.
Antonio BORGHESI (IdV) illustra il suo articolo aggiuntivo 4.011, chiedendo che sia accantonato, per essere esaminato contestualmente alle proposte emendative riferite all'articolo 63.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, la richiesta del collega Borghesi deve intendersi accolta.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Peretti 4.08.
Gaspare GIUDICE (FI), prima che la Commissione proceda all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5, esprime perplessità in ordine al limite di spesa contenuto nell'articolo medesimo, domandando come tale limite di spesa sia compatibile con una norma che stabilisce un diritto soggettivo.
Gianfranco CONTE (FI) si associa alle considerazioni del collega Giudice, evidenziando altresì che il tetto di spesa previsto dall'articolo 5 consentirà l'attribuzione del beneficio a meno di 5 mila abbonati al servizio pubblico radiotelevisivo.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI riconosce che il limite di spesa contenuto nella norma in esame, introdotta dal Senato, consentirà l'attribuzione del beneficio a circa 4.900 abbonati. Rileva peraltro le difficoltà connesse all'esatta individuazione della platea dei possibili beneficiari e ricorda che le modalità applicative della norma saranno comunque oggetto di un apposito decreto ministeriale. Osserva infine che, se le risorse stanziate si riveleranno insufficienti, a ciò si potrà ovviare in sede di assestamento del bilancio.
Manlio CONTENTO (AN) osserva, in aggiunta alle perplessità sul limite di spesa, espresse dai colleghi, che il riferimento a soggetti «senza conviventi» rischia di produrre un'irragionevole discriminazione. Esprime inoltre perplessità sulla correttezza, sotto il profilo fiscale, del riferimento al «canone RAI».
Gianfranco CONTE (FI) osserva che, probabilmente, il ricorso all'anagrafe tributaria consentirebbe una più precisa individuazione della platea dei beneficiari della norma in discorso. Esprime inoltre perplessità in ordine alla formulazione dell'emendamento, per quanto attiene alla copertura finanziaria. Propone pertanto l'accantonamento degli emendamenti riferiti all'articolo 5, al fine di consentire gli opportuni approfondimenti.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, gli emendamenti
riferiti all'articolo 5 sono accantonati, al fine di consentire gli opportuni approfondimenti.
Antonio BORGHESI (IdV) invita il relatore e il rappresentante del Governo a riconsiderare il loro orientamento sull'articolo aggiuntivo Mura 5.08, volto a prorogare i benefici fiscali previsti per le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, chiarisce che l'invito al ritiro è motivato dall'esigenza di limitare il ricorso alle voci della Tabella A per la copertura di numerosi emendamenti.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI fa presente che la problematica sottesa all'articolo aggiuntivo Mura 5.08 potrà essere affrontata nell'ambito dei provvedimenti di proroga dei termini previsti da disposizioni legislative vigenti, periodicamente predisposti dal Governo.
Antonio BORGHESI (IdV) chiede l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Mura 5.08, al fine di consentire un ulteriore approfondimento.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Mura 5.08 è accantonato.
Alberto GIORGETTI (AN) illustra l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, volto ad introdurre il quoziente familiare nella legislazione fiscale italiana, sottolineando che ciò rappresenta una priorità per i gruppi di opposizione in materia di politiche per la famiglia. Precisa che l'emendamento deve intendersi formulato nel senso che la copertura individuata sulle dotazioni iniziali di parte corrente del bilancio dello Stato è pari a 5 miliardi di euro, anziché a 5 milioni.
Pietro ARMANI (AN) si associa alle considerazioni del collega Alberto Giorgetti e sottolinea che l'introduzione del quoziente familiare appare preferibile rispetto alla moltiplicazione di «microinterventi» come quelli proposti dal Governo.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, sottolineando che esso può rivelarsi assai efficace al fine di incoraggiare la formazione di famiglie e di elevare il tasso di natalità.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013.
Alberto FILIPPI (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013.
Salvatore RAITI (PD-U) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, presentato dai colleghi appartenenti ai gruppi di opposizione, che contiene, a suo avviso, misure condivisibili ed efficaci.
Carla CASTELLANI (AN) ringrazia il collega Raiti per la sensibilità dimostrata e auspica che l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, sottoscritto da tutte le deputate dell'opposizione, sia approvato a larga maggioranza. Ricorda altresì come lo stesso ministro Bindi abbia recentemente affermato che il disegno di legge finanziaria in esame non contiene misure sufficienti a favore delle famiglie.
Ettore PERETTI (UDC) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, sottolineando che l'introduzione di un quoziente familiare richiede una decisa azione di contrasto all'evasione fiscale.
Maria LEDDI MAIOLA (PD-U), pur ritenendo condivisibili i presupposti dell'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, giudica inidoneo lo strumento per conseguirli. Sottolinea che il Governo ha già avviato una politica di sostegno alle famiglie numerose. Osserva che nel paese vi è un basso tasso di natalità, ma anche la più bassa percentuale di occupazione femminile all'interno dell'Unione europea. Rileva, quindi, la necessità di utilizzare risorse per servizi a sostegno delle donne e per risolvere le questioni connesse sia
alla loro possibilità riproduttiva sia al loro impegno lavorativo.
Maria Teresa ARMOSINO (FI) osserva che l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013 reca la firma di tutte le deputate della Casa delle libertà. Rileva che l'Italia è il paese a più bassa occupazione femminile in Europa e che la natalità è maggiore nei paesi in cui è più alta l'occupazione femminile. Evidenzia altresì che l'incentivazione del lavoro femminile non esclude le politiche fiscali a favore delle famiglie. Ricorda di aver presentato una proposta emendativa volta ad aumentare il credito di imposta da 416 a 800 euro. Sottolinea la necessità di sostenere i meccanismi di riproduzione della società che passano necessariamente attraverso la valorizzazione della famiglia e ritiene che un trattamento fiscale differenziato a favore delle famiglie numerose non comporti uno spreco di risorse, ma l'affermazione del principio fondamentale del diritto di una società a riprodursi per mantenere la sua identità.
Laura RAVETTO (FI) ribadisce che la politica degli sgravi fiscali non è contraddittoria con quella dell'incentivazione del lavoro femminile. Lamenta che nella finanziaria per il 2008 non vi è alcun stanziamento di risorse per il sostegno alle famiglie ed auspica che l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013 sia condiviso anche dalle colleghe della maggioranza.
Andrea RICCI (RC-SE)si dichiara decisamente contrario all'impostazione dell'articolo aggiuntivo Meloni 5.013, non comprendendo perché esso sia stato sottoscritto da tutte le deputate di opposizione. Ritiene infatti che il suo contenuto contrasti fortemente con i principi di autonomia ed indipendenza delle donne. Il meccanismo del quoziente familiare incentiva, infatti, la formazione di famiglie numerose. Ciò comporta un aumento del lavoro di riproduzione e di cura che ricade prioritariamente sulla donna, disincentivando in tal modo la partecipazione femminile al mercato del lavoro che in Italia è al di sotto della media europea. In queste condizioni, peraltro, il soggetto che percepirebbe la detrazione fiscale sarebbe il percettore del reddito che, nella grande maggioranza dei casi, è un uomo.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, condivide l'osservazione del deputato Peretti in base alla quale l'introduzione del quoziente familiare comporta una generale revisione dei meccanismi fiscali. Ritiene pertanto che la questione non sia risolvibile in questo contesto e conferma il suo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Meloni 5.013.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI, nel ritenere che il modello famigliare sotteso all'articolo aggiuntivo in esame sia socialmente regressivo, conferma il parere contrario.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Meloni 5.013.
Lino DUILIO, presidente, passa all'esame degli emendamenti Porcu 4.17 e Sgobio 4.20 precedentemente accantonati.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI conferma il parere contrario sull'emendamento Porcu 4.17.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, conferma il parere contrario sull'emendamento Porcu 4.17.
Alberto GIORGETTI (AN), osserva che l'emendamento Porcu 4.17 non comporta spese
Donata LENZI (PD-U) ricorda che l'emendamento in esame è stato approfondito in Commissione lavoro e che il suo contenuto riguarda gli assegni inferiori a 240 euro mensili per invalidità totale.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, osserva che l'emendamento Porcu 4.17 ritiene opportuna
un ulteriore approfondimento sull'emendamento Porcu 4.17 segnalando l'opportunità di riferirlo all'articolo 113.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, ove non vi siano obiezioni, l'emendamento Porcu 4.17 sarà riferito all'articolo 113 e conseguentemente rinumerato.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di considerare tecnicamente respinto ai fini dell'esame in Assemblea l'emendamento Sgobio 4.20.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, ove non vi siano obiezioni, la proposta del relatore si intende accolta.
Antonio BORGHESI (IdV), con riferimento all'articolo aggiuntivo Mura 5.08, segnala l'opportunità che esso sia riferito all'articolo 97.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, ove non vi siano obiezioni, l'articolo aggiuntivo Mura 5.08 sarà riferito all'articolo 97 e conseguentemente rinumerato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l' emendamento Crosetto 6.12.
Guido CROSETTO (FI) illustra le finalità del suo emendamento 6.4, sottolineando che non sempre le aziende possono avviare processi di patrimonializzazione.
Pietro ARMANI (AN), nel condividere il contenuto dell'emendamento Crosetto 6.4, sottolinea la necessità di rafforzare processi di patrimonializzazione delle aziende.
La Commissione respinge gli identici emendamenti D'Agrò 6.8, Crosetto 6.4 e Milanato 6.6.
Nicola CRISCI (PD-U) illustra le finalità del suo articolo aggiuntivo 6.04, ritenendo che il Governo dovrebbe prestare maggiore attenzione alle esigenze degli enti locali. Comprende tuttavia le ragioni economiche del parere contrario espresso sul suo articolo aggiuntivo 6.04.
Carla CASTELLANI (AN) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Crisci 6.04.
Marino ZORZATO (FI) ritiene che, se la contrarietà del relatore e del Governo sull'articolo aggiuntivo Crisci 6.04 è motivata da ragioni di copertura, si potrebbe trovare una riformulazione che consenta la sua approvazione con una minore incidenza sulle casse dello Stato.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento Crisci 6.04, in quanto lo stesso introduce elementi di federalismo fiscale molto importanti, sottolineando in particolare che per la gestione delle aree costiere demaniali sarebbe necessario attribuire ai comuni il 90 per cento delle risorse derivanti dalla riscossione dei canoni demaniali e che l'assegnazione del 20 per cento di tali risorse costituisce già un notevole passo in avanti rispetto alla situazione attualmente esistente.
Gianfranco CONTE (FI) ricorda che una recente legge in materia di canoni demaniali sulle aree costiere aveva previsto l'istituzione di un fondo del valore di sette miliardi di lire al fine di finanziare interventi sulle aree stesse, sottolineando altresì che successivamente non sono state previste ulteriori risorse a favore degli interventi in questione.
Nicola CRISCI (PD-U) propone di approfondire le questioni poste dall'emendamento 6.04 nell'ambito della discussione degli emendamenti all'articolo 58.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che l'emendamento 6.04 non risolva i problemi in modo efficace e che non sia quindi utile approvare un emendamento che prevede un intervento di tipo settoriale. Considera pertanto opportuno intervenire sulla materia con un progetto più organico. Ritenendo
pertanto possibile accedere alla richiesta del collega Crisci di riferire il proprio articolo aggiuntivo all'articolo 58.
Elena Emma CORDONI (PD-U) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 6.04.
Ettore PERETTI (UDC) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 6.04.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 6.04.
Marino ZORZATO (FI), sottoscrive, a nome del proprio gruppo, l'articolo aggiuntivo 6.04.
Lino DUILIO, presidente, invita il relatore e il rappresentante del Governo a fornire i pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 8.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'emendamento 8.2 della VI Commissione, Di Gioia 8.17 e 8.20, 8.33 del Governo, sul subemendamento Zorzato 0.8.34.5, sull'emendamento 8.34del Governo, sul subemendamento Lulli 0.8.35.12, sugli emendamenti 8.35 del Governo e 8.36 del relatore, mentre sui restanti emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi il parere è contrario.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI esprime parere conforme al relatore, ad esclusione del subemendamento Zeller 0.8.35.1, per il quale ritiene che possa essere presa in considerazione una riformulazione.
Gaspare GIUDICE (FI), intervenendo sull'articolo 8, ricorda che l'articolo in questione è stato introdotto dal Senato e non è accompagnato da una relazione tecnica, la quale è necessaria in considerazione del fatto che l'articolo in questione allarga la platea dei soggetti addetti alla riscossione dei tributi..
Il sottosegretario Alfiero GRANDI sottolinea che l'articolo 8 si riferisce alla legge n. 311 del 2004 ed è rivolto a estendere ai concessionari sub-provinciali norme previste per i concessionari provinciali, evitando quindi una disparità di trattamento tra le due tipologie di soggetti e portando quindi a compimento in modo integrale ed efficace la riforma avviata negli ultimi anni in materia di riscossione dei tributi.
Gaspare GIUDICE (FI) sottolinea che è consapevole degli effetti della norma e che riterrebbe peraltro opportuno che il Governo fornisse chiarimenti in merito alla copertura finanziaria della norma.
La Commissione approva quindi l'emendamento 8.2 della VI Commissione e respinge l'emendamento 8.3 della VI Commissione. La Commissione approva quindi con distinte votazioni l'emendamento Di Gioia 8.17 e 8.20, mentre respinge gli emendamenti Di Gioia 8.18 e Di Gioia 8.27. La Commissione approva quindi l'emendamento 8.33 del Governo. Respinge il subemendamento Alberto Giorgetti 0.8.34.8.
Gianfranco CONTE (FI) intervenendo sui suoi emendamenti all'emendamento 8.34 del Governo, rileva che l'emendamento 8.34 interviene sulla materia di crediti di imposta, ricordando che precedentemente una legge aveva regolato la materia attraverso la compensazione dei crediti stessi, ma che è necessario un ulteriore intervento, in considerazione anche del fatto che si tratta di crediti di imposta che risalgono a molti anni fa. Segnala che con l'emendamento in questione si tenta quindi di rivalutare tali crediti, sottolineando peraltro che rispetto all'emendamento del Governo andrebbe modificato il computo del termine dal quale decorrono gli interessi sostituendo in riferimento a dieci anni con quello a cinque anni. Ritiene inoltre inopportuno che venga affidato all'Agenzia delle entrate il compito di effettuare le operazioni di rimborso dei crediti di imposta, ricordando che l'Agenzia delle entrate non si distingue per velocità per quel che riguarda
le operazioni di accertamento di propria competenza. Ritiene, inoltre, che si dovrebbe intervenire più efficacemente sulla rateizzazione del rimborso dei crediti di imposta. Rileva, infine, che l'emendamento Governo 8.34, prevedendo che il rimborso dei debiti relativi ai contributi previdenziali da parte delle imprese debba essere accompagnato da una fideiussione bancaria, vanifica di fatto la possibilità che possa effettivamente avvenire il pagamento di tali debiti, dato che le imprese che sono inadempienti rispetto al pagamento dei contributi previdenziali, difficilmente riescono ad ottenere fideiussioni bancarie.
Salvatore RAITI (PD-U) sottolinea che le preoccupazioni espresse dal collega Gianfranco Conte rispetto all'emendamento 8.34 del Governo sono ampiamente diffuse e pienamente comprensibili. Si sofferma in particolare sul problema relativo alla rateizzazione delle somme dovute per gli importi superiori a 50 mila euro. Pur apprezzando gli sforzi che il Governo sta compiendo per risolvere i problemi in esame, chiede l'accantonamento del citato emendamento al fine di consentire gli opportuni approfondimenti.
Lino DUILIO, presidente, precisa che la problematica cui fa riferimento il collega Raiti è stata approfondita nel corso della discussione. Osserva peraltro che può essere utile acquisire le valutazioni del relatore e del Governo sulla richiesta di accantonamento avanzata da collega Raiti.
Gianfranco CONTE (FI) si associa alla richiesta di accantonamento del collega Raiti.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI ribadisce il parere precedentemente espresso e si dichiara contrario alla proposta di accantonamento.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, dichiara di concordare con le valutazioni del sottosegretario Grandi.
La Commissione respinge i subemendamenti Gianfranco Conte 0.8.34.17 e 0.8.34.16, Zorzato 0.8.34.2, 0.8.34.3 e 0.8.34.4 e Gianfranco Conte 0.8.34.15. Approva quindi il subemendamento Zorzato 0.8.34.5 e respinge i subemendamenti Zorzato 0.8.34.1 e 0.8.34.6, Gianfranco Conte 0.8.34.14 e Zorzato 0.8.34.7.
Gianfranco CONTE (FI) illustra il proprio subemendamento 0.8.34.13, volto ad attenuare gli effetti di una disposizione ritenuta eccessivamente penalizzante.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI chiede al deputato Gianfranco Conte quanto ritenga attendibile la quantificazione degli oneri relativa al suo subemendamento 0.8.34.13.
Gianfranco CONTE (FI) dichiara di essersi attenuto ad un criterio di prudenza.
Maria LEDDI MAIOLA (PD-U) esprime perplessità sul riferimento alle «oggettive difficoltà», contenuto nel subemendamento in discorso.
Ettore PERETTI (UDC) ritiene che sarebbe opportuno eliminare ogni disposizione che ampli eccessivamente i margini di discrezionalità dell'amministrazione finanziaria.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) si associa alle considerazioni del collega Peretti.
Lino DUILIO, presidente, segnala il rischio che, sopprimendo ogni riferimento alle possibili motivazioni del ritardo, si finisca per indurre i contribuenti ad effettuare tutti i pagamenti in ritardo.
Maria Teresa ARMOSINO (FI) suggerisce l'opportunità di prevedere che, nel corso della rateizzazione di un pagamento, il pagamento di due rate successive alla scadenza della seconda possa avvenire una sola volta.
Andrea RICCI (RC-SE) auspica che l'eventuale riformulazione dell'emendamento 8.34 del Governo, volta a recepire alcune delle preoccupazioni espresse dai colleghi, preveda comunque chiare limitazioni alla possibilità di pagamenti ritardati.
Francesco PIRO (PD-U) ritiene che una riformulazione dell'emendamento 8.34 del Governo consentirebbe di risolvere almeno alcuni problemi di carattere tecnico che il testo attuale pone.
Lino DUILIO, presidente, alla luce delle considerazioni svolte dai colleghi, propone l'accantonamento del subemendamento Gianfranco Conte 0.8.34.13, al fine di consentire i necessari approfondimenti da parte del Governo.
La Commissione concorda. Respinge quindi i subemendamenti Gianfranco Conte 0.8.34.12, 0.8.34.11 e 0.8.34.10.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, a seguito dell'accantonamento del subemendamento Gianfranco Conte 0.8.34.13, l'emendamento 8.34 del Governo deve intendersi accantonato.
La Commissione approva il subemendamento Lulli 0.8.35.12 e respinge il subemendamento Zorzato 0.8.35.5.
Karl ZELLER (Misto-Min.ling) chiede l'accantonamento del suo subemendamento 0.8.35.1.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, il subemendamento Zeller 0.8.35.1 è accantonato.
La Commissione respinge i subemendamenti Alberto Giorgetti 0.8.35.9, Garavaglia 0.8.35.2, Alberto Giorgetti 0.8.35.8, Leo 0.8.35.7, Garavaglia 0.8.35.3 e 0.8.35.4.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, a seguito dell'accantonamento del subemendamento Zeller 0.8.35.1, l'emendamento 8.35 del Governo deve intendersi accantonato.
Gianfranco CONTE (FI) osserva che la stampa ha dato particolare enfasi alla questione su cui verte l'emendamento 8.36 del relatore. Secondo alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, tale emendamento avrebbe effetti retroattivi, sanando anche le situazioni pregresse inerenti al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada. Chiede inoltre chiarimenti in ordine agli effetti finanziari dell'emendamento medesimo.
Alberto GIORGETTI (AN) si associa alle considerazioni del collega Gianfranco Conte.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) chiede chiarimenti in ordine alle conseguenze dell'emendamento 8.36 del relatore sugli enti locali.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI chiarisce che l'emendamento in questione rappresenta di fatto una sanatoria delle note situazioni connesse al recupero di somme relative a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada. Al riguardo, aggiunge di non ravvisare problemi particolari sotto il profilo della copertura finanziaria.
Gianfranco CONTE (FI) precisa di essere favorevole alla sanatoria, ma di essere altresì preoccupato per le conseguenze che possono derivarne per le amministrazioni locali.
Ettore PERETTI (UDC) dichiara voto favorevole sull'emendamento 8.36 del relatore, che ripropone il contenuto di un emendamento presentato dal deputato Ciocchetti dichiarato inammissibile perché ritenuto di carattere localistico, essendo finalizzato alla città di Roma.
La Commissione approva l'emendamento 8.36 del relatore.
Lino DUILIO, presidente, propone che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Leo 8.01 sia tecnicamente respinto per l'esame in Assemblea.
Il sottosegretario Alfiero GRANDI sottolinea che il subemendamento Conte 0.8.34.13 comporta una perdita di gettito piuttosto consistente. Propone, pertanto, di considerarlo tecnicamente respinto per l'esame in Assemblea.
La Commissione respinge il subemendamento Conte 0.8.34.13.
Gianfranco CONTE (FI), intervenendo sull'emendamento 8.34 del Governo, sottolinea che si è opportuno verificare la possibilità di copertura di una maggiore rateizzazione, atteso che attualmente è prevista solamente una rateizzazione trimestrale. Chiede che il Governo consideri almeno la possibilità di sopprimere o riformulare la lettera a) del comma 1-octies.
Lello DI GIOIA (RosanelPugno) ritiene necessario riportare la rateizzazione delle somme dovute ad almeno 60 mesi.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il diesgno di legge finanziaria, propone di riformulare l'emendamento 8.34 del Governo che potrà essere esaminato nella seduta di domani.
Lino DUILIO, presidente, dichiara accantonato l'emendamento 8.34 del Governo, quindi apprezzate le circostanze sospende la seduta fino alle 22.30.
La seduta, sospesa alle 21, è ripresa alle 23.
Lino DUILIO, presidente, in relazione agli emendamenti per i quali è stata riconosciuta l'esigenza di una diversa collocazione, avverte che l'emendamento Porcu 4.17 è stato rinumerato come articolo aggiuntivo 113.061, l'articolo aggiuntivo Crosetto 3.02 è stato rinumerato come 136.03, l'emendamento Bono 2.211 è stato rinumerato come 42.36, l'articolo aggiuntivo Mura 5.08 è stato rinumerato come articolo aggiuntivo 97.04, l'articolo aggiuntivo Crisci 6.04 è stato rinumerato come 58.013 e l'emendamento Tremonti 3.333 è stato rinumerato come 9.476.
Con riferimento ai subemendamenti relativi agli emendamenti che saranno posti in votazione nella presente seduta, dichiara inammissibili per carenza di compensazione ovvero per compensazione inidonea i subemendamenti Zorzato 0.31.02.4, 0.31.02.5, 0.31.02.7, 0.31.02.8, 0.31.02.9, 0.31.02.11; Bonelli 0.31.02.16; Forlani 0.31.02.17, 0.31.02.19, 0.31.02.20, 0.31.02.27, 0.31.02.28, 0.31.02.29; Paoletti 0.31.02.35, 0.31.02.36, 0.31.02.37, 0.31.02.38, 0.31.02.40, 0.31.02.41; Zacchera 0.31.02.48, 0.31.02.49, 0.31.02.50, 0.31.02.51, 0.31.02.53, 0.31.02.54.
In particolare segnala che:
il subemendamento 0.31.0.2.4 Zorzato sopprime il comma 12 che reca la clausola di salvaguardia;
il subemendamento 0.31.0.2.5 Zorzato sopprime la disposizione che assicura che il passaggio presso l'Agenzia avvenga con il mantenimento del trattamento giuridico ed economico in godimento presso il Ministero degli affari esteri, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.7 Zorzato sopprime la disposizione recante, tra l'altro, la corrispondente riduzione delle strutture ministeriali le cui attività sono trasferite all'Agenzia, il subemendamento 0.31.0.2.8 Zorzato sopprime la disposizione che prevede la contestuale riduzione delle dotazioni organiche delle Amministrazioni e degli enti di provenienza nonché la confluenza delle relative risorse finanziarie nel fondo dell'Agenzia, in virtù della quale è garantito il principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.9 Zorzato sopprime la disposizione recante, tra l'altro, la determinazione del limite massimo di spese di funzionamento, la definizione dell'organico e le modalità di relativa copertura, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.11 Zorzato sopprime la disposizione che prevede che l'Agenzia disponga di un fondo unico ove confluiscono le risorse economiche e finanziarie destinate al funzionamento e alle finalità dell'Agenzia;
il subemendamento 0.31.02. 16 Bonelli aumenta il contingente di esperti che possono essere utilizzati all'estero a norma dell'articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 disponendo copertura nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio del Ministero dell'ambiente. La copertura si reputa inidonea in quanto disposta a valere sul bilancio;
il subemendamento 0.31.0.2.17 Forlani abroga la disposizione che assicura che il passaggio presso l'Agenzia avvenga con il mantenimento del trattamento giuridico ed economico in godimento presso il Ministero degli affari esteri, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.19 Forlani abroga la disposizione recante, tra l'altro, la corrispondente riduzione delle strutture ministeriali le cui attività sono trasferite all'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.20 Forlani abroga il comma 12 che reca la clausola di salvaguardia;
il subemendamento 0.31.0.2.27 Forlani abroga la disposizione che prevede che l'Agenzia disponga di un fondo unico ove confluiscono le risorse economiche e finanziarie destinate al funzionamento e alle finalità dell'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.28 Forlani abroga la disposizione recante, tra l'altro, la determinazione del limite massimo di spese di funzionamento, la definizione dell'organico e le modalità di relativa copertura, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.29 Forlani abroga la disposizione che prevede la contestuale riduzione delle dotazioni organiche delle Amministrazioni e degli enti di provenienza nonché la confluenza delle relative risorse finanziarie nel fondo dell'Agenzia, in virtù della quale è garantito il principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.35 Paoletti Tangheroni sopprime la disposizione che prevede che l'Agenzia disponga di un fondo unico ove confluiscono le risorse economiche e finanziarie destinate al funzionamento e alle finalità dell'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.36 Paoletti Tangheroni sopprime la disposizione recante, tra l'altro, la determinazione del limite massimo di spese di funzionamento, la definizione dell'organico e le modalità di relativa copertura, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.37 Paoletti Tangheroni sopprime la disposizione che prevede la contestuale riduzione delle dotazioni organiche delle Amministrazioni e degli enti di provenienza nonché la confluenza delle relative risorse finanziarie nel fondo dell'Agenzia, in virtù della quale è garantito il principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.38 Paoletti Tangheroni sopprime la disposizione che assicura che il passaggio presso l'Agenzia avvenga con il mantenimento del trattamento giuridico ed economico in godimento presso il Ministero degli affari esteri, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.40 Paoletti Tangheroni sopprime la disposizione recante, tra l'altro, la corrispondente riduzione delle strutture ministeriali le cui attività sono trasferite all'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.41 Paoletti Tangheroni sopprime il comma 12 che reca la clausola di salvaguardia;
il subemendamento 0.31.0.2.48 Zacchera abroga la disposizione che prevede che l'Agenzia disponga di un fondo unico ove confluiscono le risorse economiche e finanziarie destinate al funzionamento e alle finalità dell'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.49 Zacchera abroga la disposizione recante, tra
l'altro, la determinazione del limite massimo di spese di funzionamento, la definizione dell'organico e le modalità di relativa copertura, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.50 Zacchera abroga la disposizione che prevede la contestuale riduzione delle dotazioni organiche delle Amministrazioni e degli enti di provenienza nonché la confluenza delle relative risorse finanziarie nel fondo dell'Agenzia, in virtù della quale è garantito il principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.51 Zacchera abroga la disposizione che assicura che il passaggio presso l'Agenzia avvenga con il mantenimento del trattamento giuridico ed economico in godimento presso il Ministero degli affari esteri, nel rispetto del principio di invarianza della spesa;
il subemendamento 0.31.0.2.53 Zacchera abroga la disposizione recante, tra l'altro, la corrispondente riduzione delle strutture ministeriali le cui attività sono trasferite all'Agenzia;
il subemendamento 0.31.0.2.54 Zacchera abroga il comma 12 che reca la clausola di salvaguardia.
Ritiene quindi opportuno che la Commissione proceda all'esame delle proposte emendative riferite ad una serie dia articoli che non sembrano presentare particolari difficoltà. Ricorda che l'emendamento 31.02 del Governo è stato ritirato, risultando pertanto decaduti i subemendamenti ad esso riferiti.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sul subemendamento Saglia 0.17.10.1, sugli emendamenti 23.1 della I Commissione, Giudice 23.01, Oliva 30.2, Zorzato 47.1, Zanetta 50.16, Marras 50.18, Zanetta 51.01, 59.2 della III Commissione, Crosetto 60.019, Garnero Santanché 60.021 e Meloni 60.030. Esprime invece parere favorevole sugli emendamenti 17.10 e 30.047 del Governo, 31.1, 32.1 e 32.2 della III Commissione, 32.15 del relatore, 36.1 della II Commissione, 40.2 della IX Commissione e 59.1 della III Commissione. Invita inoltre al ritiro del subemendamento Mantini 0.17.10.3, degli emendamenti Giuditta 18.04, Cogodi 32.6 e Quartiani 51.1. Propone inoltre che venga accantonato l'emendamento 17.04 del Governo e relativo subemendamento e l'emendamento Filippi 50.03.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere conforme al relatore, eccezione fatta per quel che riguarda l'emendamento Cogodi 32.6 per il quale propone la trasformazione in un ordine del giorno.
Gaspare GIUDICE (FI), intervenendo sull'articolo 16, ricorda innanzitutto che in un clima caratterizzato dalla necessità di tagliare la spesa pubblica, un intervento sulle indennità dei parlamentari è cosa scontata e giustificabile. Ricorda, peraltro, che le indennità dei parlamentari sono legate ad un meccanismo di indicizzazione biennale, che è previsto anche per la magistratura. Stigmatizza, quindi, il fatto che con l'articolo in questione si interviene sulle indennità dei parlamentari, richiamando la fonte legislativa dell'indicizzazione in questione, ma non estendendo l'intervento volto a contenere la spesa pubblica anche ai magistrati.
Gianfranco CONTE (FI), intervenendo sul subemendamento Saglia 0.17.10.1, ricorda che tale subemendamento è fondamentale in quanto mira a sopprimere la lettera b) dell'emendamento 17.10 del Governo, il quale prevede in particolare che siano fatte salde le disposizioni di cui ai commi 10-bis e 10-ter dell'articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, ricordando in particolare che tali disposizioni consentono di mantenere in «vita» gli esterni alla pubblica amministrazione. Sottolinea in particolare che in base ad una recente disposizione legislativa è previsto che il personale in questione eserciti le proprie funzioni fino al 2008 e che sarebbe stato quindi più opportuno almeno prevedere che a partire dal 2008 tali
figure cessino di esistere. Ribadisce peratanto la necessità di espungere i commi 10-bis e 10-ter dell'articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, dall'emendamento 17.10 del Governo.
La Commissione respinge il subemendamento Saglia 0.17.10.1.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, il subemendamento Mantini 0.17.10.3 si considera respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea.
La Commissione approva l'emendamento 17.10 del Governo.
Dante D'ELPIDIO (Pop-Udeur) insiste perché sia posto in votazione l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04, di cui è firmatario, volto a sopprimere alcuni Commissariati di Governo istituiti nella regione Campania per affrontare emergenze risalenti nel tempo.
Gaspare GIUDICE (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04.
Alberto FILIPPI (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04.
Gianfranco CONTE (FI) fa presente che nell'articolo aggiuntivo in esame manca il riferimento al Commissario per le aree di Castel Volturno.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, rileva che è difficile valutare gli effetti derivanti dall'eventuale approvazione dell'articolo aggiuntivo in discorso e ne propone pertanto l'accantonamento, al fine di consentire ulteriori approfondimenti.
Marino ZORZATO (FI) dichiara di concordare con la proposta di accantonamento del relatore, a condizione che l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04 sia effettivamente esaminato nel prosieguo dell'esame.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Giuditta 18.04 è accantonato.
La Commissione respinge l'emendamento 23.1 della I Commissione.
Gaspare GIUDICE (FI) illustra il suo articolo aggiuntivo 23.01, volto a promuovere il rispetto del Patto di stabilità.
Il sottosegretario Nicola SARTOR fa presente che il disegno di legge finanziaria contiene norme che perseguono finalità analoghe a quelle dell'articolo aggiuntivo Giudice 23.01.
Ettore PERETTI (UDC) dichiara di condividere l'articolo aggiuntivo in esame.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) dichiara di condividere l'articolo aggiuntivo 23.01 e osserva che le considerazioni svolte dal sottosegretario Sartor appaiono solo parzialmente convincenti, in quanto le norme cui fa riferimento si limitano a ridurre le possibilità di aumento dei compensi degli amministratori locali, i quali tuttavia assai raramente, per ragioni di consenso, aumentano i propri compensi. Dichiara altresì di essere favorevole ad affrontare con meccanismi analoghi a quelli previsti nell'articolo aggiuntivo in esame anche il problema degli sforamenti in ambito sanitario.
Marino ZORZATO (FI) chiede al sottosegretario Sartor se le norme cui fa riferimento riguardino anche gli enti strutturalmente deficitari o in dissesto, come nell'articolo aggiuntivo in questione, ovvero si riferiscano soltanto al mancato rispetto del Patto di stabilità.
Francesco PIRO (PD-U) ritiene che l'articolo aggiuntivo Giudice 23.01 confonda situazioni profondamente diverse, quali il
mancato rispetto del Patto di stabilità, la dichiarazione di ente strutturalmente deficitario e il dissesto dell'ente. Rileva inoltre che esso non riconnette la sanzione all'esistenza di una responsabilità degli amministratori e confonde le responsabilità di questi ultimi con quelle dei dirigenti e persino dei dipendenti dell'ente, essendo invece i compensi di questi ultimi regolati da specifici contratti di lavoro.
Alberto GIORGETTI (AN) dichiara di condividere le considerazioni del collega Piro, pur essendo d'accordo con le finalità dell'articolo aggiuntivo in esame. Invita comunque il relatore a valutare l'opportunità di rendere più stringenti i controlli sul rispetto del Patto di stabilità.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, suggerisce l'opportunità di valutare l'articolo aggiuntivo in questione contestualmente alle proposte emendative riferite all'articolo 26, il quale contiene, infatti, la norma cui ha fatto riferimento il sottosegretario Sartor.
Antonio BORGHESI (IdV) dichiara di condividere la proposta del relatore e sottolinea che, a suo avviso, è corretto estendere le misure in materia di Patto di stabilità ai dirigenti degli enti locali, oltre che agli amministratori.
Andrea RICCI (RC-SE) annuncia voto contrario sull'articolo aggiuntivo 23.01, ritenendo che i risultati degli amministratori locali debbano essere valutati alla stregua del benessere dei cittadini amministrati prima che sulla base del rispetto del Patto di stabilità.
Gianfranco CONTE (FI) osserva che forse sarebbe più opportuno esaminare l'articolo aggiuntivo in questione contestualmente alle proposte emendative riferite all'articolo 144.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) ricorda che il Governo ha assunto un atteggiamento particolarmente severo nei confronti degli amministratori di società pubbliche e auspica che analogo atteggiamento sia fatto valere nei confronti degli amministratori locali.
Lino DUILIO, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Giudice 23.01 è accantonato, per essere esaminato contestualmente alle proposte emendative riferite all'articolo 26.
La Commissione respinge l'emendamento Oliva 30.2. Approva quindi l'articolo aggiuntivo 30.047 del Governo e l'emendamento 31.1 della III Commissione.
Lino DUILIO, presidente, avvverte che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Giudice 31.8 è da riferirsi all'articolo 30.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone una riformulazione dell'emendamento Cogodi 32.6 (vedi allegato 2).
Andrea RICCI (RC-SE) accoglie la riformulazione proposta dal relatore dell'emendamento Cogodi 32.6, di cui è firmatario.
La Commissione approva l'emendamento Cogodi 32.6, come riformulato.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, propone di riformulare l'emendamento 32.2 della III Commissione, sopprimendo il secondo periodo del capoverso 2-bis (vedi allegato 1).
Gianfranco CONTE (FI) dichiara di non comprendere il nesso tra Accademia delle scienze del terzo mondo e G8. Ritiene altresì incomprensibile il trasferimento di 1 milione di euro al Comitato nazionale italiano per il microcredito, di cui all'articolo 59 della legge finanziaria in esame. Propone quindi di finanziare l'incremento di 500 mila euro del contributo all'Accademia delle scienze del terzo mondo, attraverso la decurtazione del contributo previsto per il Comitato nazionale italiano per il microcredito senza gravare sull'accantonamento
relativo al Ministero degli esteri.
Gaspare GIUDICE (FI) lamenta che per l'esecuzione del vertice G8 previsto per l'anno 2009 è previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro senza che vi sia alcun preventivo riguardo alla sua organizzazione.
La Commissione approva l'emendamento 32.2 della III Commissione, come riformulato.
Gianfranco CONTE (FI) sottolinea, con riferimento all'emendamento 32.1 della III Commissione, che l'attività dell'INCE è ormai inutile e che non vi è alcuna necessità di finanziare il suo segretariato.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) chiede perché sia inserita nella legge finanziaria la spesa di 6 milioni di euro a favore del Trust Fund presso la BERS.
Alberto GIORGETTI (AN) ritiene che l'emendamento 32.1 della III Commissione, sul quale manifesta a nome del suo gruppo un orientamento contrario, possa essere accantonato.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che l'emendamento 32.1 della III Commissione possa considerarsi tecnicamente respinto per l'esame in Assemblea.
La Commissione approva l'emendamento 32.15 del relatore.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento 36.1 della II Commissione è accantonato.
La Commissione approva l'emendamento 40.2 della IX Commissione.
Gaspare GIUDICE (FI) ritira l'emendamento Zorzato 47.1.
Valter ZANETTA (FI) illustra le finalità del suo emendamento 50.16.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che l'emendamento Zanetta 50.16 possa essere tecnicamente respinto per l'esame in Assemblea.
La Commissione respinge l'emendamento Marras 50.18.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Filippo 50.03 è accantonato.
Erminio Angelo QUARTIANI (PD-U) chiede di riconsiderare il parere espresso sul suo emendamento 51.1, di cui illustra le finalità, sottolineando che la norma che interviene ex ante a sanare una situazione di contenzioso aperta con numerose aziende, mentre potrebbe essere più ragionevolmente applicata a partire dal 1o gennaio 2008.
Il sottosegretario Nicola SARTOR dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Quartiani, 51.1 è accantonato.
Valter ZANETTA (FI) chiede al rappresentante del Governo di riconsiderare il parere espresso sul suo articolo aggiuntivo 51.01, in quanto la copertura prevista potrebbe essere minore.
Gianfranco CONTE (FI) ricorda che il riparto relativo alle cifre per il 2005-2006 è ancora in fase di registrazione presso la Corte dei conti. Sottolinea altresì che i comuni che hanno centrali nucleari sul loro territorio non hanno ancora ottenuto il risarcimento previsto. Invita quindi il relatore a riconsiderare il parere espresso sull'articolo aggiuntivo Zanetta 51.01.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che si possa respingere tecnicamente l'articolo aggiuntivo Zanetta 51.01 per l'esame in Assemblea, impegnando il Governo con un ordine del giorno.
Gianfranco CONTE (FI) osserva che poiché le risorse sono restituite dal CIPE,
si dovrebbe impegnare il Governo per il prossimo piano di riparto.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 59.1 della III Commissione e respinge l'emendamento 59.2 della III Commissione.
Gianfranco CONTE (FI) illustra le finalità del suo emendamento 59.3.
Andrea RICCI (RC-SE) ritiene che sarebbe stato preferibile approvare l'emendamento 59.2 della III Commissione. Osserva che l'emendamento Gianfranco Conte 59.3 potrebbe essere riformulato nel senso di prevedere una dotazione di 500 mila euro per il comitato nazionale italiano per il microcredito.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'emendamento Gianfranco Conte 59.3 è accantonato.
Gianfranco CONTE (FI) chiede che l'articolo aggiuntivo Crosetto 60.019 sia tecnicamente respinto per l'esame in Assemblea.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Garnero Santanchè 60.021.
Alberto GIORGETTI (AN) richiama le finalità dell'articolo aggiuntivo Meloni 60.030, sottolineando che il Fondo dovrebbe consentire la formazione dei giovani. Sottolinea la sua disponibilità ad accogliere un'eventuale riformulazione che preveda cifre minori che consentano di avviare il Fondo speciale di garanzia per il prestito d'onore a fini formativi entro il 2008.
Ettore PERETTI (UDC) sottolinea l'utilità del Fondo previsto dall'articolo aggiuntivo Meloni 60.030 e chiede di sottoscriverlo.
Il sottosegretario Nicola SARTOR riconosce l'importanza del tema sollevato, ma ricorda che esso rientra nell'ambito delle politiche per il diritto allo studio, che, com'è noto, sono di competenza regionale.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Meloni 60.030.
Gianfranco CONTE (FI) desidera sottolineare, con riferimento all'articolo aggiuntivo Crosetto 60.019, già respinto ai fini della ripresentazione in Assemblea, l'importanza di interventi volti a promuovere il venture capital.
Ettore PERETTI (UDC) dichiara di condividere le considerazioni del collega Gianfranco Conte.
Maria LEDDI MAIOLA (PD-U), pur riconoscendo l'importanza della promozione del venture capital, esprime perplessità sull'opportunità di una sorta di «statalizzazione» di un istituto di mercato che dovrebbe essere promosso da sistema bancario,come quella prospettata dall'articolo aggiuntivo Crosetto 60.019.
Il sottosegretario Nicola SARTOR, pur riconoscendo l'importanza del venture capital per lo sviluppo delle imprese, osserva che questo tema deve essere inserito nel contesto più ampio delle politiche a sostegno delle piccole imprese. Segnala inoltre l'esistenza di un problema legato al rapporto tra domanda e offerta di capitale, ricordando come alcuni fondi privati nazionali investano risorse ingenti all'estero, non registrando in Italia una domanda adeguata. Rileva infine che alcuni Paesi, come la Francia, promuovono il venture capital mediante interventi di prelievo fiscale, che il Governo non intende perseguire.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Leddi Maiola 60.03.
Ettore PERETTI (UDC) sottoscrive l'articolo aggiuntivo di Leddi Maiola 60.03.
Massimo VANNUCCI (PD-U) sottoscrive l'articolo aggiuntivo di Leddi Maiola 60.03.
Nicola CRISCI (PD-U) sottoscrive l'articolo aggiuntivo di Leddi Maiola 60.03.
Antonio BORGHESI (IdV) sottoscrive l'articolo aggiuntivo di Leddi Maiola 60.03.
Gianfranco CONTE (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo di Leddi Maiola 60.03.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Leddi Maiola 60.03.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Di Centa 64.01 e 64.02 e sull'emendamento Della Vedova 71.6. Propone quindi l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Piro 77.04, mentre esprime parere favorevole sull'emendamento 78.14 del Governo e sull'articolo aggiuntivo Zanella 85.05. Propone quindi l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Rotondo 89.07 e Spini 89.08, mentre invita i presentatori a ritirare l'articolo aggiuntivo Andrea Ricci 89.010. Propone quindi l'accantonamento degli emendamenti segnalati riferiti all'articolo 90 nonché del suo emendamento 91.10. Esprime quindi parere contrario sulle proposte emendative Ceccacci Rubino 93.7, 93.02 e 93.03 della VII Commissione e propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi 93.04 della VII Commissione e Bonelli 93.016. Invita infine i presentatori a ritirare l'articolo aggiuntivo Sgobio 95.04.
Manuela DI CENTA (FI) illustra il suo articolo aggiuntivo 64.01, dichiarando la propria disponibilità a rivederne, se necessario, la copertura finanziaria.
Maurizio FUGATTI (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01.
Gianfranco CONTE (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01.
Valter ZANETTA (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01.
Erminio Angelo QUARTIANI (PD-U) invita il Governo a cercare di individuare una copertura idonea dell'articolo aggiuntivo in esame, anche se più contenuta rispetto a quella originaria.
Alberto GIORGETTI (AN) suggerisce l'opportunità di individuare un'adeguata copertura finanziaria dell'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01, mediante una modesta riduzione di altri fondi previsti nel disegno di legge finanziaria.
Ettore PERETTI (UDC) sottoscrive l'articolo aggiuntivo in discussione, invitando i presentatori a valutare l'opportunità di modificarne la copertura finanziaria e di finalizzarlo alla promozione di forme assicurative per gli utilizzatori degli impianti di risalita.
Gaspare GIUDICE (FI) auspica che il relatore e il Governo si adoperino al fine di assicurare il raggiungimento delle finalità dell'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01.
Massimo CIALENTE (SDpSE) dichiara di condividere le finalità dell'articolo aggiuntivo in esame.
Salvatore RAITI (PD-U), sottolineando l'importanza dei problemi sottesi all'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01, invita i presentatori a valutare l'opportunità di una riformulazione, che preveda l'istituzione di un Fondo speciale per affrontare le difficoltà di gestione degli impianti di risalita, conseguenti ad eventi calamitosi.
Il sottosegretario Nicola SARTOR sottolinea l'importanza di distinguere le crisi
temporanee, per affrontare le quali esistono precisi meccanismi fiscali, dalle crisi strutturali, che effettivamente richiedono interventi straordinari.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) ritiene preferibile stabilire le risorse necessarie.
Manuela DI CENTA (FI) precisa che le aree sciabili della montagna non possono essere ricomprese nel Fondo della montagna.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, ritiene che la copertura prevista dall'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01 con il ricorso a fondi del Ministero della solidarietà sociale presenti notevoli problematicità. Propone di accantonare l'articolo aggiuntivo in esame, pur nella consapevolezza della difficoltà di trovare una soluzione per la sua copertura.
Nicola CRISCI (PD-U) suggerisce di fare ricorso al Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Di Centa 64.01 è accantonato.
La Commissione respinge l'emendamento Della Vedova 71.6.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Piro 77.04 è accantonato.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento 78.14 del Governo e l'articolo aggiuntivo Zanella 85.05.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che, come proposto dal relatore, gli articoli aggiuntivi Rotondo 89.07 e Spini 89.08 sono accantonati.
Michele VENTURA (PD-U), relatore per il disegno di legge finanziaria, sottolinea che l'articolo aggiuntivo Ricci 89.010 non presenta problemi di copertura.
Il sottosegretario Nicola SARTOR esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Ricci 89.010.
Massimo GARAVAGLIA (LNP) chiede chiarimenti sull'articolo aggiuntivo Ricci 89.010.
Ettore PERETTI (UDC) si associa alla richiesta del deputato Garavaglia.
Andrea RICCI (RC-SE) sottolinea che si tratta di una Convenzione internazionale che è stata ratificata dall'Italia e che necessita di stanziamenti per essere attuata.
Antonio Giuseppe Maria VERRO (FI) chiede per quale motivo i finanziamenti necessari non siano stati previsti dal disegno di legge di ratifica.
Andrea RICCI (RC-SE) ricorda che la Convenzione è stata ratificata nello scorso mese di settembre, quando non vi era disponibilità di fondi per la sua esecuzione.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo 89.010 è accantonato. Ricorda inoltre che, come proposto dal relatore, gli emendamenti 90.1 e 90.2 della VII Commissione, Grillini 90.35 e 91.10 del relatore sono accantonati.
Gaspare GIUDICE (FI) richiama le finalità dell'emendamento Ceccacci 93.7 volto al restauro archeologico di edifici antichi di spettacolo.
La Commissione respinge l'emendamento Ceccacci 93.7.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo 93.02 della VII commissione, identico all'articolo aggiuntivo Ricci 89.010, è accantonato.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo 93.03 della VII Commissione.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, gli articoli aggiuntivi 93.04 della VII Commissione e Bonelli 93.016 sono accantonati.
Francesco NAPOLETANO (Com.It), pur comprendendo le motivazioni dell'invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Sgobio 95.04, insiste per la sua votazione.
Lino DUILIO, presidente, dichiara che, se non vi sono obiezioni, l'articolo aggiuntivo Sgobio 95.04 è respinto tecnicamente per l'Assemblea.
Francesco NAPOLETANO (Com.It) concorda con la proposta del presidente.
Lino DUILIO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 1.20 del 6 dicembre 2007.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 266 del 4 dicembre, a pagina 23, prima colonna, ventunesima riga, le parole: «Mario Ricci» sono sostituite dalle seguenti «Andrea Ricci»;
alla medesima pagina, seconda colonna, tredicesima riga le parole: «Mario Ricci» sono sostituite dalle seguenti «Andrea Ricci»;
a pagina 24, prima colonna, trentaduesima riga le parole: «Mario Ricci» sono sostituite dalle seguenti «Andrea Ricci».