Source: http://checcomarciano.blogspot.com/
Timestamp: 2017-07-28 02:51:15+00:00
Document Index: 30146413

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 13']

I video di Tifos8
Life is biggerIt's bigger than youAnd you are not meThe lengths that I will go toThe distance in your eyesOh no, I've said too muchI set it upThat's me in the cornerThat's me in the spotlightLosing my religionTrying to keep up with youAnd I don't know if I can do itOh no, I've said too muchI haven't said enoughI thought that I heard you laughingI thought that I heard you singI think I thought I saw you tryEvery whisperOf every waking hour I'mChoosing my confessionsTrying to keep an eye on youLike a hurt lost and blinded fool, foolOh no, I've said too muchI set it upConsider thisConsider thisThe hint of the centuryConsider thisThe slip that brought meTo my knees failedWhat if all these fantasiesCome flailing aroundNow I've said too muchI thought that I heard you laughingI thought that I heard you singI think I thought I saw you tryBut that was just a dreamThat was just a dreamBut that was just a dreamTry, cry, why try?That was just a dreamJust a dream, just a dreamDream
Tifos8
Ecco il comunicato(n.127 del 18 novembre 2008) del Giudice Sportivo in merito alla gara Roma-Lazio del 16 novembre 2008:Il Giudice Sportivo letta la relazione dei collaboratori della Procura federale; considerato che, nel corso della gara, sostenitori della Soc. Roma, nel proprio settore, hanno complessivamente fatto esplodere undici petardi e acceso dieci fumogeni, e sostenitori della Soc. Lazio hanno, a loro volta, fatto esplodere due petardi e acceso cinque fumogeni; considerato che, nell’intervallo, sostenitori di entrambe le Società, forzato il cordone degli stewards, ingaggiavano una violenta colluttazione, sedata dal pronto intervento delle Forze dell’Ordine, senza conseguenze lesive per alcuno; considerato che, al termine della gara, due sostenitori della Soc. Roma entravano sul terreno di giuoco; ritenuto che, nei confronti di entrambe le Società, sono ravvisabili le circostanze di cui all’art. 13,n. 1, lett. b) ed e) CGS, per la concreta e idonea cooperazione fornita alle Forze dell’Ordine perprevenire comportamenti violenti, con efficacia attenuante ex art. 14 n. 5 CGS e che nei confrontidella Soc. Lazio è ravvisabile altresì la circostanza di cui all’art. 13, n. 1 lett. a) CGS per aver attuato un idoneo modello di organizzazione e di gestione (trasmesso a questo Ufficio il 13novembre 2008), con efficacia esimente in ordine ai comportamenti di cui all’art. 12, n, 3 CGS, P.Q.M delibera di sanzionare la Soc. Roma con l’ammenda di € 25.000,00 e la Soc. Lazio conl’ammenda di € 15.000,00
Errore di Tosel che favorisce il Milan
Permettete una parola? Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, ha commesso un altro errore dopo quello rilevato due mesi fa in occasione di Roma-Napoli. Stavolta lo sbaglio riguarda la mancata applicazione della recidiva, prevista all’articolo 21 del Codice di giustizia sportiva, al Milan. E in cosa consiste questo comportamento reiterato illecito dal punto di vista sportivo della società rossonera? Esso non è stato rilevato da Tosel nei comunicati 111 e 117 e riguarda i cori razzisti dei suoi sostenitori nei confronti di Napoli e dei napoletani, cantati allo stadio Meazza come una giaculatoria demenziale sia al 44° minuto del primo tempo della partita di mercoledì scorso col Siena, sia al 2° minuto della gara di domenica scorsa contro gli azzurri. Anzi, per meglio dire, nel testo si parla di «un coro costituente espressione di discriminazione territoriale» nei «confronti della tifoseria avversaria». Questo comportamento è previsto e sanzionato al numero 3 dell’articolo 11 del Codice di giustizia sportiva.Dov’è l’errore del giudice sportivo? Consiste nel fatto che il coro razzista è stato urlato per due volte consecutive in altrettante gare di campionato, a quattro giorni di distanza l’una dall’altra: siamo dunque in presenza di un comportamento illecito ripetuto, ossia recidivo. Anzi, Tosel ha sanzionato il Milan per la partita col Siena con un’ammenda di 5mila euro, riconoscendo le circostanza attenuanti ex articolo 13. E per quello cantato nella partita col Napoli? L’importo della sanzione è stata addirittura dimezzata rispetto alla precedente, sempre col riconoscimento delle stesse attenuanti. Tosel si è dimenticato però di applicare ai milanisti l’articolo 21 comma 1, riguardante appunto la recidiva. Ecco cosa prevede il testo: «Salvo che la materia non sia diversamente regolata, alle società, nonché ai dirigenti, ai tesserati delle società, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 che abbiano subito una sanzione per fatti costituenti violazione dei regolamenti federali e che ricevano altra sanzione per fatti della stessa natura nella medesima stagione sportiva, è applicato un aumento della pena determinato secondo la gravità del fatto e la reiterazione delle infrazioni». Quindi il Milan doveva subire una punizione più grave: invece, è stato premiato rispetto alla partita con il Siena con la diminuzione da 5mila a 2500 euro della sanzione. «Tosel ha sbagliato – ha spiegato a “il pallone in confusione” l’avvocato Fabio Turrà – poiché non ha tenuto conto della recidiva prevista dall’articolo 21. Anzi, in questo caso la recidiva è specifica ed è molto più grave di una fattispecie generica».Insomma, il Napoli e i napoletani non solo hanno perso la partita contro il Milan (il cui risultato, si badi bene, è comunque indiscutibile e inopinabile) ma sono rimasti vittime dell’ennesima ingiustizia. Ultima osservazione. Cosa vuol dire la frase che attenua le responsabilità del Milan: «avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi»? Cosa ha usato contro i suoi tifosi che urlavano i cori incivili contro il Napoli e i napoletani: ha usato il napalm o i lanciafiamme? O più semplicemente ha fatto arrestare o segnalare alcuni di loro? Basta, come ha scritto Tosel, che la società del gruppo Fininvest abbia rivolto «a mezzo display, reiterati inviti al fine di dissuadere il pubblico da tale deprecabile comportamento»? E se non avesse avuto il tabellone luminoso, sarebbe bastato l’avviso con gli altoparlanti? Sembra un modo molto “pilatesco” di ottenere un’attenuante. In più, il giudice sportivo sottolinea «che non è stata rilevata, come riferito dai collaboratori della Procura Federale, una chiara manifestazione di dissenso da parte di altri sostenitori ex art. 13, n. 1, lett. a) CGS». Insomma, il resto del pubblico presente allo stadio Meazza non ha contestato i cori barbari. Qualcuno ci dia spiegazioni per favore: ne va del credito della giustizia sportiva.Fonte: http://marcoliguori.blogspot.com
31.08.2008, Alla ricerca della verità
E’ passato ormai più di un mese da quel 31 agosto. Tra mistificazioni della realtà, punizioni esemplari dettate dall’onda emotiva per un qualcosa che non è mai accaduto, non almeno nei termini catastrofici espressi nelle ore immediatamente successive alla gara, molti in questo mese sono andati alla ricerca della verità. Cosa è successo quella domenica? Una domanda a cui si è tentato di dare una miriade di risposte. Non ci nascondiamo dietro un dito: anche il solo gesto di strappare una tendina da un vagone va condannato apertamente. E noi di Tuttonapoli l’abbiamo sempre fatto. Quel che provoca risentimento però, è che con il passare del tempo la verità di quel “nulla” accaduto quella domenica sta venendo fuori. E non tutti gli organi di informazione stanno dando alla cosa la stessa enfasi che invece è stata data alla notizia degli incidenti (quali poi?). Certamente, fa più scalpore dire che un “treno è stato preso in ostaggio da un gruppo di ultras”, piuttosto che ammettere un mese dopo di essersi sbagliati, di non aver approfondito ciò che andava approfondito prima di essere pubblicato o mandato in onda. Solo chi era presente alla stazione il 31 Agosto, solo chi ha fatto quel viaggio da deportazione, solo chi ha assistito al “nulla” può ritenersi in qualche modo credibile agli occhi di chi, e tra questi anche noi, quella domenica non era presente sul luogo dei fatti. Jakob Rosenberg è un giornalista austriaco, un collega quindi, che ha conosciuto Napoli per averci vissuto durante un’esperienza di studio (grazie al progetto Erasmus). La redazione di Ballestrer avrebbe dovuto occuparsi di una partita del Campionato di Serie A, la scelta ricadde su Roma-Napoli. Per fortuna, aggiungiamo noi: Jacob ha avuto il merito di aver vissuto questa vicenda in prima persona, e ora ce l’ha voluta raccontare. Per far capire che, quella domenica, è accaduto solo una minima parte di quanto raccontato da giornali e televisioni. In attesa di scoprire, ma questa sarà una nostra preoccupazione, se altre tifoserie, che hanno messo in atto comportamenti di gran lunga più pericolosi e penalmente rilevanti, verranno punite come è stato fatto con quella napoletana. Il vostro viaggio verso la capitale è stato di piacere oppure organizzato dalla redazione di Ballestrer? "Viaggio organizzato per lavoro, la nostra rivista aveva già deciso settimane prima dell'inizio del campionato italiano di dedicare uno speciale ad una gara di Serie A e visto che negli anni scorsi ho studiato a Napoli grazie al progetto Erasmus ho proposto ai miei colleghi di seguire Roma-Napoli, poichè mi sembrava una bella idea". Dove e quando avete acquistato i biglietti? "Abbiamo acquistato i due ticket per Roma alla biglietteria automatica della stazione campi flegrei nel pomeriggio di sabato, poichè avevamo letto il volantino dei gruppi organizzati di voler raggiungere la capitale tutti uniti ed in treno per evitare spiacevoli inconvenienti durante il viaggio, ci sembrava il modo più intelligente di affrontare questa trasferta nella capitale". Nonostante gli appelli di Trenitalia a raggiungere la capitale con mezzi alternativi a quello ferroviario, hai notato viaggiatori acquistare il ticket del treno la mattina stessa della partita? "Certo, infatti mi chiedevo come fosse possibile diramare un comunicato e mettere allo stesso tempo in vendita dei biglietti per la trasferta di Roma, decisione molto discutibile, come se avessero preferito intascare denaro non mettendo a disposizione un servizio adeguato". Dal vostro arrivo alla stazione centrale di P.zza Garibaldi fino alla partenza dell'Intercity Modigliani 520 diretto a Roma, avete assistito a minacce di ultras nei confronti di passeggeri o personale Trenitalia? "Siamo arrivati in stazione verso le 08:30 ed abbiamo assistito interamente all'arrivo dei tifosi fino alla partenza ma non abbiamo assolutamente notato minacce di ultras nei confronti dei viaggiatori, del personale Trenitalia e nei confronti delle forze dell'Ordine anzi c'era un clima di collaborazione tra le parti. Tutti quelli che ho visto percorrendo il cordone di sicurezza formato dalla polizia eranoi muniti di regolare biglietto. Siamo saliti sul treno verso le 10 e i vagoni non era molto pieni, c'era gente che tornava dalle vacanze ma anche pendolari che tornavano a casa per il week-end. Percorrendo gli scompartimenti del convoglio siamo arrivati in prima classe, dove già c'erano una sparuta minoranza di tifosi che assolutamente non erano minacciosi, addirittura nel momento in cui sono saliti anche altri passeggeri gli hanno fatto posto senza fare problemi, ricordo che un tifoso scherzava anche con un bambino in compagnia della nonna". Quando avete capito che il treno non sarebbe partito in orario? "Col passare dei minuti la situazione diventava sempre più critica poichè il treno non riusciva ad accogliere un numero cosi' ingente di persone, verso le 11:30 è salito a bordo il capostazione comunicandoci che il treno non sarebbe partito in orario e invitandoci a scendere per accomondarci su un altro treno, a quel punto l'Intercity Modigliani è diventato una sorta di treno speciale, poichè tutti i passeggeri che avevano intuito la situazione particolare e che già erano in ritardo sulla tabella di marcia del proprio itinerario avevano abbandonato il treno sotto spontanea volontà. Per consentire a tutti coloro in possesso di regolare biglietto Trenitalia decide di equipaggiare il treno di altri vagoni, ma nonostante ciò non capivamo perchè il treno non partisse in orario, soltanto dopo un'ora di attesa e con la partecipazione attiva di alcuni responsabili di gruppi organizzati il treno parti' alla volta della capitale". Nonostante fosse gremito di soli tifosi e nonostante fosse in netto ritardo è vero che il treno sostenne tutte le fermate abituali e soprattutto è vero che è stato inspiegabilmente fermo per circa 15 minuti all'interno di una galleria sprovvista di impianti di areazione? "Confermo, il treno si era fermato ad Aversa, Sezze, Formia e Latina e all'interno di una galleria per circa 15 minuti inspiegabilmente poichè nessuno dei passeggeri aveva azionato il freno a mano, poichè non credo fossero cosi' stupidi da ritardare ulteriormente il loro arrivo nella capitale, a mio avviso è stato programmato tutto ciò per motivi di ordine pubblico per far si che i tifosi arrivassero a Roma già a partita iniziata per evitare eventuali scontri con la tifoseria giallorossa, ma ripeto c'erano gli estremi per partire in orario già dalle 11:30 e la scelta delle fermate obbligatorie mi sembrava un'ulteriore presa in giro". Durante il viaggio e successivamente nel momento in cui siete scesi dal treno hai notato atti vandalici o danni materiali al Ic Plus Modigliani? "Dove eravamo seduti non c'era nemmeno lo spazio per muoversi, il vagone era sovraffollato e credo lo fossero anche gli altri vagoni, non c'era nemmeno la minima possibilità di muoversi figuriamoci per provocare danni, più che un treno pieno di tifosi sembravamo un carico di bestiame, che situazione vergognosa. L'aria era irrespirabile, ad un certo punto anche l'aria condizionata non funzionava più, c'erano tifosi che fumavano ma non appena avevano capito che la situazione stava diventato critica avevano subito smesso, la temperatura nel vagone era altissima. Quando siamo arrivati a Roma Termini e dirigendoci verso l'uscita del treno abbiamo notato alcuni vetri rotti e cartacce per terra ma non credo fossero danni ingenti come Ferrovie dello Stato avrebbe comunicato successivamente in un comunicato ufficiale". L'arrivo nella stazione Roma Termini è cronometrato all 15.09, che percorso avete fatto per arrivare allo stadio? "Io non conosco bene Roma ma vi posso assicurare che il percorso dell'andata è stato completamente diverso dal percorso del ritorno, all'andata abbiamo imboccato l'autostrada ed abbiamo impegato circa un'ora per arrivare allo stadio Olimpico, invece nel post partita abbiamo effettuato un itinerario completamente diverso impegando poco più di venti minuti". Ti risulta vero il fatto che i tifosi napoletani abbiano divelto i tornelli all'arrivo nell'impianto capitolino? "Assolutamente no, si entrava a due alla volta questo si, il prefiltraggio era caotico ma in un certo senso era anche comprensibile tutta questa fretta, i tifosi avevano perso già un'ora di partita, viaggiato in condizioni disumane ed erano da ore sotto il sole. Gli stewart erano quasi inesistenti all'ingresso dello stadio, il controllo dei biglietti e delle tessere di riconoscimento fu effettuato dalla forze dell'ordine".Al termine della gara per quanto tempo siete rimasti all'interno dello stadio Olimpico? "Per circa due ore dopodichè i circa 3000 tifosi azzurri sono stati divisi in due tronconi, noi eravamo all'interno di uno dei pullman della prima carovana. Anche questi pullman erano occupati forse due volte in più rispetto alla capienza abituale del bus, senza rispettare alcuna norma di sicurezza. Addirittura anche le porte a stento si chiudevano, proprio questo aspetto fu motivo di scontro tra alcuni agenti di pubblica sicurezza e giovani tifosi. Ricordo che un poliziotto intimò ad un gruppo di ragazzi di chiudere le porte, forse una risposta poco cordiale o un gesto sconsiderato da parte di qualche tifoso fece surriscaldare l'ambiente. Per questo motivo proprio nel pullman dove eravamo alloggiati, era salito a bordo un poliziotto che a colpi di manganello linciò alcuni giovani ragazzi urlando testuali parole: "Qui non siete a Napoli, non fate gli spiritosi con noi, vi spacchiamo la testa", a mio parere una reazione inusuale, furono altri poliziotti ed anche altri tifosi presenti sul bus a fermare questo pestaggio nei confronti credo di un paio di giovanissimi tifosi e non ultras. Nel frattempo incominciavano ad arrivarci via cellulare sms dei nostri amici, che preoccupati ci chiedevano se stessimo bene poichè stavano ascoltando in tv il racconto di scene di guerriglia urbana, si parlava di scontri violenti, incominciammo ad avere paura anche perchè credevamo che simili episodi si stavano verificando all'esterno dello stadio Olimpico quindi lontano da noi".Sono trascrosi esattamente 38 giorni da Roma-Napoli, tutto ciò che avete potuto leggere, vedere, ascoltare riguardo agli eventi di questa partita ti sembrano reali o enfatizzati al massimo dai media nazionali? "Sicuramente enfatizzati, non escludo assolutamente che siano stati arrecati danni al treno ma sicuramente il dato diffuso da Trenitalia mi sembra poco credibile, anche se non sono un perito credo che 500.000 euro di danni siano un'esagerazione. Abbiamo assistito ad una normalissima trasferta di tifosi, organizzata malissimo e gestita peggio ancora e sottovalutata dagli organi di competenza. La decisione di non mettere inizialmente a disposizione un treno speciale dopo aver dato l'ok ai tifosi napoletani di andare in trasferta a Roma mi sembra una vera e propria assurdità, il clima che si è venuto a creare dalla stazione centrale di Napoli fino a Roma è stato irreale, ma certamente quello che hanno mostrato i media è falso, è stato fornito ai telespattori, ai lettori e a tutta la gente comune una pessima informazione, che danneggia l'immagine di Napoli in tutto il mondo".Ritieni che sia stata tesa una trappola ai tifosi del Napoli poichè risultano essere scomodi? "A distanza di un mese non riesco a capire il perchè di tanto accanimento nei confronti della vostra città, ci sono tante cose che non quadrano, la decisione del Casms di consentire la trasferta visti i precedenti tra le tifoserie, la decisione di Trenitalia di non mettere a disposizione un treno speciale, il ritardo della partenza, il confezionato ad arte dei servizi tv, non vorrei parlare di trappola ma tutto ciò mi lascia con l'amaro in bocca poichè il tifo napoletano e soprattutto il popolo napoletano è caloroso e non violento. Spero che emerga la verità, che venga data la possibilità a tutti i tifosi perbene di andare allo stadio in curva e soprattutto mi auspico che venga offerto agli utenti italiani in futuro un'informazione corretta e trasparente e non viziata, stravolta e falsa".Fonte: TuttoNapoli.Net
La verità degli Ultras su ROMA-NAPOLI
Ultrà del Napoli pronti a risarcire Trenitalia
«Vogliamo che la gente di Napoli, le nostre famiglie edi nostri amici sappiano che gli ultrà non sono partiti per Roma con intenti belligeranti. È vero, non siamo angeli, ma neanche delinquenti o camorristi: non siamo mostri». Ad affermalo i tifosi organizzati del Napoli che hanno spiegato la loro versione oggi a Napoli, in piazza Bellini, uno dei ritrovi storici del mondo ultras, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte una diversi rappresentanti dei gruppi che affollano le curve A e B dello stadio San Paolo. «Domenica - spiegano i tifosi - volevamo giocarci al meglio la possibilità che ci era stata concessa per continuare a seguire la nostra squadra ovunque ma, evidentemente, contro di noi è stato costruito un piano, escogitata una trappola. Siamo disponibili a un confronto, a pagare i danni, quelli reali però, e ci teniamo a dire che sul nostro conto sono state dette molte falsita». I tifosi del Napoli sono disposti a pagare i danni arrecati ai convogli di Trenitalia in occasione della trasferta a Roma di domenica scorsa. Lo hanno annunciato gli stessi ultrà oggi in una conferenza stampa. «I danni provocati sul treno non sono di 500mila euro come sostenuto da Trenitalia, che peraltro la settimana scorsa ci aveva rifiutato un incontro», hanno detto peraltro gli ultrà. «Volevamo - hanno spiegato i tifosi - che ci fosse messo a disposizione un convoglio vecchio per evitare eventuali danni. È vero è stato rotto un vetro, divelto un sediolino, strappata una poltrona e causati alcuni danni ad una tettoia ma, nulla di più. Per questo è giusto che paghiamo e siamo disponibili a risarcire i danni. Basterà che sia fatta una perizia giusta, da un perito super partes». I capo-tifosi hanno poi raccontato la loro versione dei fatti: «Nella stazione di piazza Garibaldi - hanno detto - non è successo nulla di grave. Il cordone di polizia si è aperto per far passare un ragazzo che si era sentito male e solo allora c'è stato il passaggio di un gruppo di ragazzi a cui non sono stati controllati i biglietti. Per il resto tutti passavano mostrando documento di identità e i biglietti di treno e stadio». «Quelli di Trenitalia - hanno detto i tifosi - hanno fatto scendere i normali passeggeri e non autorizzavamo la partenza del treno. Arrivati a Roma, poi ci hanno caricati su 25 autobus e portati allo stadio senza neanche la possibilità di bere. Pensate in che condizioni eravamo: circa 3.000 persone stipate su 25 autobus». Infine gli ultrà hanno sottolineato che la punizione inflitta dal ministro dell'Interno Maroni può aiutare a riflettere: «Stare a casa per un anno ci sta bene ma non vogliamo essere criminalizzati». E hanno concluso mandando un messaggio ad Aurelio De Laurentiis: « Presidente - hanno concluso - siamo al tuo fianco, non ti abbiamo mai deluso. Conosci i nostri sacrifici, siamo sempre stati al fianco della squadra».
E' passato ormai un anno ma ancora non riesco a capacitarmi della tua scomparsa! L'evento in se già è pesante da digerire poi il vedere che gli altri non hanno capito nulla dalla tua morte è ancora più triste. Ancora vedo amici e parenti tuoi sugli scooter senza casco!!!La fede mi ha abbandonato, o forse l'ho abbandonata io. Non credo che tu stia in cielo.Il tuo corpo è in quella cassa di legno a deteriorarsi. Nulla di più!Dicono che ci rivedremo! Me lo auguro, ma a questo punto penso che anche questo non sia possibile...Vorrei abbracciarti e dirti che ti voglio bene.Ciao!!!
Quinta edizione White Soccer
Consolazione Real Partenope
28 Giugno 2008 - Ore 17:00 Stadio Collana (NAPOLI)Real Partenope - Pazzarielli 2-0 - La Real Partenope capitanata dal sottoscritto riesce a raggiungere la finale 3°-4° posto della V edizione del torneo White-Bikers in memoria ad Alberto Esposito. La partita è stata sofferta e giocata con grande intesità da entrambe le squadre dal primo all'ultimo istante. Il capitano della Real Partenope (e il suo vice) negli spogliatoi carica la squadra. Alla fine del primo tempo le due compagini sono gia stanchissime e il risultato è ancora di 0-0 nonostante i partenopei fossero arrivati al tiro gia 5 volte. Solo l'estremo difensore dei Pazzarielli e la traversa fanno sì che il risultato non si sblocchi. Al rientro Mr Di Mare decide di far rifiatare il capitano e in seguito sostituisce anche Di Martino per infortunio. Al 55° la svolta: Bencivenga si procura una punizione che trasforma in maniera magistrale alzando la palla sopra la barriera e piazzandolo sotto l'incorcio dei pali. E' 1-0. I pazzarielli tentano di reagire ma la Real Partenope è troppo motivata (aveva gia perso altre 2 volte contro i pazzarielli). Al 75 grande azione in velocità Bencivenga - Papa - Gucci il quale mette a sedere un avversario entra in area e con un pallonetto millimetrico insacca la palla siglando un Eurogoal. E' l'apoteosi: i tifosi sono in delirio. All'80° Mr Di Mare concede la standing ovation a Gucci il quale riconsegna la fascia da capitano all'entrante Esposito. 10 minuti di catenaccio e ripartenze ma alla fine i vincitori siamo noi.
TORNEO WHITEBIKERS
Dal 22 al 28 giugno, presso lo stadio collana si terrà il torneo di calcio estivo organizzato dall'associazione WhiteBikers. Ogni squadra che parteciperà (massimo 8 squadre) pagherà una quota di iscrizione pari a 180€. L'intero ricavato sarà devoluto in beneficenza.Sul sito http://www.whitebikers.org nella sezione EVENTI potete trovare tutte le informazioni utili.Gennaro
Un omaggio a TE
GOAL DEL NAPOLI