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Timestamp: 2020-08-13 02:26:14+00:00
Document Index: 130158375

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 585', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1']

(Avv. Bruno Troya)
L'Autore si sofferma sul regime giuridico che regola la dotazione di armi della polizia municipale, con particolare riferimento alle cosiddette mazzette di segnalazione.
Per definizione normativa, infatti, lo sfollagente è un oggetto “in gomma o materiale sintetico, cilindrico, internamente cavo, con impugnatura scanalata, anello in lamierino con doppia campanella, moschettone e cinturino di cuoio fissato all'attacco o alla base dell'impugnatura, diametro di cm. 3 e lunghezza compresa tra cm 40 e cm 60”. E’ questa la descrizione contenuta nell’art. 11 del D.P.R. 5 ottobre 1991, n. 359 (Regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell'armamento in dotazione all' Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia).
Essa, infatti, a norma dell'art. 4, comma 1 della legge 110/75 è definita un’arma comune non da sparo, unitamente ad altre categorie quali le armi bianche (pugnali, baionette, coltelli, spade), essendo annoverata tra gli strumenti per i quali sussiste un divieto assoluto di porto (insieme a mazze ferrate, bastoni ferrati e noccoliere).
Da un punto di vista strettamente tecnico trattasi di “arma propria” in quanto strumento atto ad offendere per sua destinazione naturale[2], come le armi da fuoco, quelle da taglio o da punta, quelle batteriologiche o chimiche, i congegni esplodenti, dirompenti o incendiari, etc.. Ciò è confermato dall’art. 30 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, laddove nella nozione di armi si ricomprendono “le armi proprie, cioè quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l'offesa della persona”.
L’oggetto in questione è classificabile come arma anche agli effetti della Legge penale (art. 585 del c.p.), laddove viene confermato che per armi si intendono quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l'offesa della persona.
La legge 7 marzo 1986, n. 65 (Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale), all’art. 5, comma 5 (come modificato dall'art. 17, comma 134, L. 15 maggio 1997, n. 127), stabilisce che “gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza possono, previa deliberazione in tal senso del consiglio comunale, portare, senza licenza, le armi, di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, purché nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza e nei casi di cui all'articolo 4. Tali modalità e casi sono stabiliti, in via generale, con apposito regolamento approvato con decreto del Ministro dell'interno, sentita l'Associazione nazionale dei comuni d'Italia. Detto regolamento stabilisce anche la tipologia, il numero delle armi in dotazione e l'accesso ai poligoni di tiro per l'addestramento al loro uso”.
Il regolamento che stabilisce la tipologia delle armi in dotazione agli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza è il Decreto del Ministero dell'Interno 14 marzo 1987 n° 145.
L’articolo 4 di detto Decreto stabilisce che “l'arma in dotazione agli addetti di cui all'art. 1 è la pistola semi-automatica o la pistola a rotazione i cui modelli devono essere scelti fra quelli iscritti nel catalogo nazionale delle armi comuni da sparo di cui all'art. 7 della legge 16 aprile 1975, n. 110 e successive modificazioni. Il modello, il tipo ed il calibro sono determinati con il regolamento di cui all'art. 2, il quale può prevedere un modello ed un tipo di pistola, fra quelli iscritti in catalogo, diverso per il personale femminile. Lo stesso regolamento può altresì determinare:
a) la dotazione della sciabola per i soli servizi di guardia d'onore in occasione di feste o funzioni pubbliche, fissandone il numero in ragione degli addetti ai servizi medesimi:
b) la dotazione di arma lunga comune da sparo per i soli servizi di polizia rurale e zoofila eventualmente esplicati dagli addetti dì cui all'art. 1.”
In buona sostanza la legislazione in materia di dotazione di armi agli agenti di p.s. è attribuita in via esclusiva allo Stato, che la esercita a mezzo dell’apposito regolamento approvato con decreto del Ministro dell'interno, ossia il D.M. 145/1987.
Non vi sarebbe da meravigliarsi allora se, in futuro, qualche regione decida di includere tra gli strumenti in dotazione ai propri Corpi di Polizia Municipale un oggetto descritto come “asta di materiale ligneo di altezza ricompresa tra 180 e 220 cm, del diametro di circa 2 centimetri, avente in cima una scure tagliente da entrambi i lati, da una parte, e di una o più punte, dall'altra, con all’estremità distale una zona, alta circa 15 centimetri, ad alta visibilità di colore arancio, nastro o vernice, ovvero sormontata sulla cuspide da apposito segnalatore lampeggiante di colore blu”.
Per gentile concessione liberatoria Avv. Bruno Troya