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Timestamp: 2020-05-27 04:03:35+00:00
Document Index: 48935716

Matched Legal Cases: ['art. 164', 'art. 164', 'art. 164', 'art. 164', 'art. 96', '§ 5', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 13', '§ 6', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 37', 'art. 5', '§ 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8']

Costi auto: la disciplina fiscale IVA e imposte dirette - Fiscomania
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Costi auto: la disciplina fiscale IVA e imposte dirette
La disciplina legata alla deduzione dei costi auto per imprese, professionisti e agenti e rappresentanti. La detrazione IVA e la disciplina IRAP dei costi auto.
Tabella: deducibilità dei costi auto
Cessione e plusvalenze
Riepilogo deducibilità costi auto
Deduzione dei costi auto nel modello Redditi SC
Detraibilità Iva dei costi auto per imprese e professionisti
Regole di detrazione IVA dei costi auto
Acquisto e rivendita di veicoli
Acquisto di veicoli nuovi da soggetti UE
Acquisto di veicoli usati da soggetti UE
Costi auto e disciplina IRAP
Società di persone e imprenditori individuali
La norma distingue tra:
Veicoli per i quali le spese e gli altri componenti negativi sono integralmente deducibili (100%), vale a dire i veicoli esclusivamente strumentali nell’attività propria dell’impresa e i veicoli adibiti ad uso pubblico (es. taxi);
Veicoli per i quali le spese e gli altri componenti negativi sono parzialmente deducibili, quali i veicoli aziendali (deducibilità al 20%), i veicoli utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio (deducibilità all’80%) e i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti (deducibilità al 70%).
Il trattamento previsto per i veicoli utilizzati dalle imprese viene riassunto nella tabella che segue:
Soggetti Utilizzo dei veicoli % deducibilità
Impresa Esclusivamente strumentali all’attività d’impresa 100%
Imprese Utilizzati dai dipendenti (auto in uso promiscuo) 70%
Agenti e rappresentanti – 80%
L’autocarro è considerato falso quando ricorrono tutte le condizioni di seguito riportate: immatricolazione come N1 (veicoli destinati al trasporto di merci con massa non superiore a 3,5 tonnellate); codice carrozzeria F0; numero posti a sedere maggiore o uguale a 4; potenza motore (kw)/portata (tonnellate) maggiore o uguale a 180.
Fatta eccezione per i casi indicati nel paragrafo precedente, le spese e gli altri componenti negativi di reddito relativi ai veicoli aziendali sono deducibili in misura limitata. La percentuale di deducibilità varia a seconda dell’utilizzo del veicolo. In pratica le spese e gli altri componenti negativi relativi ai veicoli disciplinati dall’articolo 164, comma 1, lettera b), del TUIR.
Per i veicoli di cui alla lett. b) del co. 1 dell’art. 164 del TUIR, vale a dire quelli non esclusivamente strumentali, esiste un doppio limite di deducibilità. Si tratta di:
Un limite di deducibilità percentuale (20% in generale, 80% per agenti e rappresentanti);
Un limite al valore fiscalmente riconosciuto.
Con riferimento a tale ultimo punto, sono previsti i seguenti limiti al costo d’acquisto:
Per autovetture e autocaravan, 18.075,99 euro (elevato a 25.822,84 per i veicoli di agenti e rappresentanti);
Per motocicli, 4.131,66 euro;
Infine, per ciclomotori, 2.065,82 euro.
Tabella deduzione dei costi veicoli a deducibilità limitata
(acquisto o leasing) Costo massimo
fiscalmente riconosciuto (imprese) Costo massimo fiscalmente riconosciuto (agenti) Costo massimo
fiscalmente deducibile (imprese) Costo massimo
fiscalmente deducibile (agenti)
Autovetture 18.075,99 25.822,84 3.165,20 20.658,27
Autocaravan 18.075,99 25.822,84 3.165,20 20.658,27
Motocicli 4.131,66 4.131,66 826,33 3.305,66
Ciclomotori 2.065,83 2.065,83 413,17 1.652,66
Nel caso di noleggio o locazione (non finanziaria), i limiti sono invece i seguenti:
Per autovetture e autocaravan, 3.165,20 euro (elevato, dal 2017, a 5.164,57 euro per i veicoli di agenti e rappresentanti);
Per motocicli, 774,69 euro;
Infine, per ciclomotori, 413,17 euro.
Tabella deduzione dei costi noleggio veicoli a deducibilità limitata
Autovetture 3.165,20 5.164,17 773,04 4.131,66
Autocaravan 3.165,20 5.164,17 773,04 4.131,66
Motocicli 774,69 774,69 154,94 619,75
Ciclomotori 413,17 413,17 82,63 330,54
Oppure al 20% se il veicolo non è assegnato.
Le plusvalenze e le minusvalenze ottenute in caso di cessione di veicoli disciplinati dal medesimo art. 164 non rilevano fiscalmente per intero, ma in proporzione al seguente rapporto (art. 164 co. 2 del TUIR):
Ammortamento fiscalmente dedotto
Ammortamento complessivo
Tutti i costi relativi ai veicoli sono soggetti alle specifiche limitazioni previste dall’art. 164 del TUIR e non a quelle di cui all’art. 96 del TUIR (circ. Agenzia delle Entrate 18.6.2008 n. 47, § 5.3). Pertanto, gli interessi passivi sostenuti a servizio di finanziamenti contratti relativamente ai veicoli sono deducibili:
Interamente, se relativi a mezzi di trasporto esclusivamente strumentali o adibiti ad uso pubblico;
Nella misura del 20%, se relativi a mezzi di trasporto aziendali (diversi dai precedenti);
Nella misura dell’80%, se relativi a mezzi di trasporto utilizzati da agenti e rappresentanti;
Oppure nella misura del 70%, se relativi a mezzi di trasporto dati in uso promiscuo ai dipendenti.
Contribuenti “minimi” 50%
Per le società di capitali, ai sensi dell’articolo 164 del TUIR, nel rigo RF 18 del modello Redditi S.C. “va indicato l’ammontare indeducibile delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati, in applicazione dei criteri stabiliti dall’articolo 164 del DPR n. 917/86“.
Il regime IVA relativo all’acquisto e all’importazione di veicoli stradali a motore e ai costi a questi connessi (es. carburanti, manutenzione, componenti e ricambi) è regolato dall’art. 19-bis1 co. 1 lett. c) e d) del DPR n. 633/72. La detrazione dell’IVA è ammessa, in linea generale, in misura pari:
Al 100%, ove i veicoli stradali a motore siano utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’attività d’impresa, arte o professione ovvero formino oggetto dell’attività propria d’impresa o siano utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio;
Al 40%, se i veicoli stradali a motore non sono utilizzati esclusivamente per l’attività d’impresa, arte o professione.
La parte di imposta non detratta (60%) concorre a formare il costo ai fini delle imposte dirette.
Costituiscono beni strumentali “utilizzati nell’esercizio dell’attività propria dell’impresa” quelli impiegati esclusivamente come mezzo per l’esercizio dell’attività “che normalmente ed abitualmente viene esercitata dall’imprenditore e non quindi quella svolta in maniera occasionale o, comunque, di scarsa rilevanza nell’ambito dell’impresa” (C.M. 3.8.79 n. 25).
A titolo esemplificativo, il diritto alla detrazione dell’IVA spetta in misura integrale (100%) per i taxi e per i veicoli utilizzati per le attività di scuola guida.
Il MEF ha, poi, chiarito che “devono considerarsi utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa anche i veicoli stradali a motore acquistati dal datore di lavoro (…) e successivamente messi a disposizione del personale dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo” (R.M. 20.2.2008 n. 6). In questo caso la detrazione IVA integrale spetta anche per i connessi costi di gestione (interpello DRE Lazio 7.12.2017 n. 954-716/2017).
Ai soggetti per i quali i beni costituiscono oggetto dell’attività propria d’impresa (es. rivenditori di autoveicoli) e per gli agenti e rappresentanti, si applicano le norme generali in materia di detrazione e deve essere soddisfatto il requisito di inerenza (Risoluzione Agenzia delle Entrate 13.2.2003 n. 34).
Le medesime percentuali di detraibilità dell’imposta e le regole sopra descritte si applicano anche alle prestazioni di servizi che consentono al soggetto di disporre altrimenti di veicoli a motore (es. noleggio e leasing).
La detrazione dell’IVA relativa all’acquisto di carburante per autotrazione e lubrificanti è consentita soltanto in caso di acquisto con strumenti di pagamento ritenuti idonei (art. 19-bis1 co. 1 lett. d) del DPR n. 663/72).
Nell’ipotesi in cui il veicolo sia stato acquistato detraendo l’imposta in misura parziale (40%), non è consentito avvalersi del regime del margine, a seguito dell’abolizione delle previsioni contenute nell’art. 30 co. 4-6 della Legge n. 388/2000.
Ai fini della determinazione della base imponibile IVA della rivendita dei veicoli deve, invece, aversi riguardo all’art. 13 co. 5 del DPR n. 633/72. Disposizione secondo cui, per le cessioni che hanno ad oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione dell’IVA è stata ridotta, la base imponibile si determina moltiplicando il corrispettivo per la percentuale di detraibilità.
Tale criterio si applica anche al caso di rivendita di autovetture poste in essere da soggetti che hanno detratto l’IVA sull’acquisto nella misura del 40% (Circolare n. 8/E/2009 § 6.2 Agenzia delle Entrate). In questa circostanza, quindi, la base imponibile della cessione corrisponde al corrispettivo moltiplicato per la percentuale di detraibilità (40%).
Il regime del margine può riguardare le cessioni di autoveicoli usati, in quanto ricompresi tra i “beni mobili usati suscettibili di reimpiego nello stato originario o previa riparazione” ai sensi dell’art. 36 co. 1 del D.L. n. 41/95.
Al fine di accedere al regime del margine, i beni sopra indicati devono essere stati acquistati da “privati” in Italia o in un altro Stato membro della UE. Sono considerati “privati” anche:
I soggetti passivi che non hanno potuto detrarre l’IVA all’atto dell’acquisto o dell’importazione ai sensi degli artt. 19, 19-bis1 e 19-bis2 del DPR n. 633/72;
I soggetti che beneficiano, nello Stato UE di appartenenza, di un regime di franchigia per le piccole imprese;
I soggetti che hanno assoggettato la cessione al regime del margine.
L’acquisto di un veicolo “nuovo” presso un soggetto passivo stabilito in un altro Stato UE configura acquisto intracomunitario ai sensi dell’art. 38 co. 1 del D.L. n. 331/93.
Secondo quanto previsto dall’art. 38 co. 3 del D.L. n. 331/93 sono, inoltre, assimilati ad acquisti intracomunitari gli acquisti a titolo oneroso di autoveicoli trasportati o spediti da un altro Stato UE, anche qualora il cedente sia un “privato“. In tal modo si ha una estensione del concetto di acquisto intracomunitario in capo a soggetti che non agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, qualora si tratti di mezzi di trasporto “nuovi“.
Secondo quanto indicato dall’art. 38 co. 4 del D.L. n. 331/93, si considerano “usati” gli autoveicoli che:
Hanno percorso più di 6.000 Km;
Sono stati ceduti decorsi 6 mesi dalla data del provvedimento di prima immatricolazione o di iscrizione nei pubblici registri o di altri provvedimenti equipollenti.
Le due condizioni devono essere presenti contemporaneamente, per cui la mancanza anche di una sola di esse porta a considerare gli stessi mezzi come “nuovi“.
Le disposizioni sugli acquisti intracomunitari da parte di operatori economici vanno, tuttavia, correlate con quelle relative al regime del margine per l’acquisto di beni usati. Ai sensi dell’art. 37 co. 2 del D.L. n. 41/95. Infatti, sono espressamente esclusi dalla disciplina degli acquisti intracomunitari gli acquisti di beni usati (inclusi gli autoveicoli) che siano stati assoggettati al regime del margine nello Stato UE di partenza. Inoltre, l’acquirente nazionale sarà tenuto ad applicare lo stesso regime speciale all’atto della rivendita del veicolo.
Vediamo, di seguito, brevemente la disciplina legata alla deduzione dei costi auto ai fini IRAP per società di capitali, società di persone, imprenditori individuali e professionisti.
Per le società di capitali, gli enti commerciali e i soggetti IRPEF con opzione, i costi relativi agli autoveicoli dovrebbero essere integralmente deducibili (e non nel limite del 20% come generalmente avviene in ambito IRES).
Infatti, tali soggetti assumono i componenti rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile nella misura stanziata nel Conto economico, se non sussistono deroghe espresse nella normativa IRAP (art. 5 del D.Lgs. n. 446/97). In pratica, il principio di inerenza applicabile ai fini IRAP è quello civilistico, desumibile dalla corretta applicazione dei principi contabili.
Sul punto vedasi la Circolare n. 36/E/2009 § 1.2, la Circolare n. 39/E/2009 dell’Agenzia delle Entrate.
Per le società di persone commerciali e gli imprenditori individuali che, per obbligo o per scelta, determinano la base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 5-bis del D.Lgs. n. 446/97, i costi relativi agli autoveicoli sono deducibili secondo le stesse regole applicabili ai fini della determinazione del reddito d’impresa.
Rimangono comunque non imponibili o indeducibili i proventi o gli oneri che non rientrano tra quelli rilevanti ai sensi del citato art. 5-bis: è il caso, ad esempio, delle plusvalenze o delle minusvalenze.
In capo agli esercenti arti e professioni, si applica la medesima disciplina prevista ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo ai fini IRPEF (art. 8 del D.Lgs. n. 446/97).
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