Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202013/circ009.htm
Timestamp: 2017-11-24 07:14:05+00:00
Document Index: 31888150

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 29']

Circolare n.9/2013
Oggetto: Lavoro – Legge di stabilità 2013 – Legge 24.12.2012, n.228, su S.O. alla G.U. n.302 del 29.12.2012.
Si segnalano le principali disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2013 (ex legge finanziaria) in materia di previdenza e di lavoro.
Ammortizzatori in deroga (art. 1, commi 254 e 255) – E’ stata incrementata la dotazione finanziaria per il finanziamento della proroga dei cosiddetti ammortizzatori in deroga (destinati cioè ai lavoratori appartenenti ad aziende non rientranti nel sistema tradizionale degli ammortizzatori sociali), già disposta dalla legge Fornero per il periodo 2013/2016. Agli iniziali 1.000 milioni di euro stanziati da quella legge, sono stati infatti aggiunti ulteriori 200 milioni per il 2013. Ulteriori risorse potranno essere stanziate in via eccezionale con decreto del Ministro del Lavoro qualora se ne ravvisasse la necessità nel corso dell’anno.
Mobilità (art. 1, comma 405) – Anche nel 2013 sarà riconosciuto il diritto di iscrizione nelle liste di mobilità ai lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende fino a 15 dipendenti (lo stesso diritto è già riconosciuto in via permanente ai lavoratori delle aziende più grandi). Come è noto, l’iscrizione nelle liste di mobilità ha lo scopo di facilitare la ricollocazione dei lavoratori licenziati garantendo sgravi contributivi alle aziende che li assumono.
Contratti di solidarietà (art. 1, comma 256) – E’ stata mantenuta anche per il 2013 la possibilità, per le aziende con oltre 15 dipendenti non destinatarie della CIGS, di stipulare i contratti di solidarietà di cui all’art. 5 della legge n. 236/93, altrimenti utilizzabili in via permanente solo dalle imprese rientranti nel campo di applicazione della stessa CIGS. Come è noto, tali contratti sono diretti a incentivare soluzioni alternative ai licenziamenti; le imprese interessate possono infatti concordare con i sindacati, per un massimo di 2 anni, una riduzione di orario e di retribuzione per tutti o parte dei dipendenti usufruendo di un contributo a carico dello Stato pari al 25% della retribuzione non dovuta a seguito della riduzione di orario (uguale contributo viene riconosciuto anche al lavoratore).
Aspi (art. 1, comma 250) – Sono state introdotte alcune modifiche alla disciplina dell’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego), nuovo ammortizzatore previsto dalla riforma Fornero a decorrere dall’1 gennaio 2013 che nel corso dei prossimi anni sostituirà gli istituti della disoccupazione e della mobilità. In particolare sotto l’aspetto contributivo è stato leggermente ritoccato l’importo del contributo di licenziamento dovuto per ogni lavoratore a tempo indeterminato che venga licenziato; al riguardo si rammenta che fino al 31 dicembre 2016 (data di cessazione dell’istituto della mobilità) tale contributo non sarà dovuto dai datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della mobilità.
Fondi di solidarietà bilaterali (art.1, comma 251) – E’ stato spostato al 18 luglio 2013 (in precedenza 31 marzo 2013) il termine previsto dalla riforma Fornero per l’istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali nei settori non coperti dalla cassa integrazione. Come è noto, i Fondi in questione dovranno assicurare, ai lavoratori di imprese con oltre 15 dipendenti, forme di sostegno al reddito nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. Si rammenta che in caso di mancata attuazione dei fondi sarà istituito dal Ministero del Lavoro un fondo di solidarietà residuale.
Congedi parentali – (art. 1, comma 339) – E’ stata riconosciuta alla contrattazione collettiva di settore la possibilità di far godere i congedi parentali ai lavoratori anche su base oraria (anziché per singole giornate lavorative come avviene attualmente). Si rammenta che i congedi in questione, previsti dall’art. 32 del DLGVO n.151/2001, possono essere richiesti da ciascun genitore nei primi 8 anni di vita del bambino.
Lavoratori salvaguardati (art. 1, commi da 231 a 235) - E’ stata ampliata la platea dei lavoratori cosiddetti salvaguardati ossia di coloro che possono accedere ai trattamenti pensionistici secondo le regole vigenti prima della riforma Fornero delle pensioni (legge n. 214/2011). Tra le nuove categorie di lavoratori previste si segnalano in particolare i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per la pensione entro il periodo di fruizione della relativa indennità e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014, nonché i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali di conciliazione o di accordi collettivi di incentivo all’esodo sottoscritti entro il 31 dicembre 2011. Con successivo decreto ministeriale saranno fissate le modalità di attuazione della disposizione in esame.
Sicurezza (art. 1, comma 388) – E’ stata prorogata al 30 giugno 2013 (in precedenza 31 dicembre 2012) la possibilità per i datori di lavoro fino a 10 dipendenti di autocertificare la valutazione dei rischi (art. 29 del D.lgvo 81/2008). Successivamente anche tali imprese dovranno redigere il documento di valutazione dei rischi riportante la descrizione dei rischi aziendali e le misure di prevenzione e protezione adottate; tale adempimento potrà tuttavia essere effettuato in maniera semplificata utilizzando le apposite procedure standardizzate, recentemente approvate con decreto del Ministero del Lavoro del 30 novembre 2012.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 286/2012,
190/2012, 188/2012 e 236/2011
231. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime
delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore
dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
ferme restando le salvaguardie di cui ai decreti del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali 1° giugno 2012, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2012, e 5 ottobre 2012, si
applicano, ai sensi dei commi da 232 a 234 del presente articolo,
anche ai seguenti lavoratori che maturano i requisiti per il
pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
a) ai lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30
settembre 2012 e collocati in mobilita' ordinaria o in deroga a
seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il
31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili al
trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione
dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo 7, commi 1 e 2,
della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo di
godimento dell'indennita' di mobilita' in deroga e in ogni caso entro
il 31 dicembre 2014;
b) ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della
contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo
volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore
del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 214 del 2011, ancorche' abbiano svolto,
successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi
attivita', non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo
indeterminato dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a
1) abbiano conseguito successivamente alla data del 4 dicembre
2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attivita' non
superiore a euro 7.500;
2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza
del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo
alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011;
c) ai lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il
30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche
ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile
ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo
stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative
a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorche' abbiano
svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a
rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione
1) abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno
2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attivita' non
d) ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della
contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilita'
ordinaria alla predetta data, i quali, in quanto fruitori della
relativa indennita', devono attendere il termine della fruizione
della stessa per poter effettuare il versamento volontario, a
condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la
decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese
successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201
del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011.
232. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
presente legge, sono definite le modalita' di attuazione delle
disposizioni di cui al comma 231 del presente articolo sulla base
delle procedure di cui al comma 15 dell'articolo 24 del decreto-legge
22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e all'articolo
22 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, previo parere delle
competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro venti giorni
dalla data di assegnazione del relativo schema.
233. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento
inoltrate dai lavoratori di cui al comma 231 che intendono avvalersi
dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima
della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
214, sulla base:
a) per i lavoratori collocati in mobilita' ordinaria o in deroga,
della data di cessazione del rapporto di lavoro;
b) della data di cessazione del rapporto di lavoro precedente
c) della data di cessazione del rapporto di lavoro in ragione di
accordi di cui alla lettera c) del comma 231.
234. Il beneficio di cui al comma 231 e' riconosciuto nel limite
massimo di 64 milioni di euro per l'anno 2013, di 134 milioni di euro
per l'anno 2014, di 135 milioni di euro per l'anno 2015, di 107
milioni di euro per l'anno 2016, di 46 milioni di euro per l'anno
2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018, di 28 milioni di euro
per l'anno 2019 e di 10 milioni di euro per l'anno 2020.
235. Al fine di finanziare interventi in favore delle categorie di
lavoratori di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto-legge
22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, 6, comma 2-ter,
del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e 22 del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e' istituito, presso il Ministero
del lavoro e delle politiche sociali, un apposito fondo con una
dotazione di 36 milioni di euro per l'anno 2013. Le modalita' di
utilizzo del fondo sono stabilite con decreto di natura non
regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto
Ministro dell'economia e delle finanze. Nel predetto fondo
confluiscono anche le eventuali risorse individuate con la procedura
di cui al presente comma. Qualora in sede di monitoraggio
dell'attuazione dei decreti del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali 1° giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 171
del 24 luglio 2012, e 5 ottobre 2012, attuativi delle disposizioni di
cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 214, e successive modificazioni, 6, comma 2-ter, del
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e del decreto ministeriale di cui
al comma 232 del presente articolo, vengano accertate a consuntivo
eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri
programmati a legislazione vigente per l'attuazione dei predetti
decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e pari, ai
sensi del comma 15 dell'articolo 24 del citato decreto-legge n. 201
del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011,
dell'articolo 22 del citato decreto-legge n. 95 del 2012, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, e del comma 234 del
presente articolo complessivamente a 309 milioni di euro per l'anno
2013, a 959 milioni di euro per l'anno 2014, a 1.765 milioni di euro
per l'anno 2015, a 2.377 milioni di euro per l'anno 2016, a 2.256
milioni di euro per l'anno 2017, a 1.480 milioni di euro per l'anno
2018, a 583 milioni di euro per l'anno 2019 e a 45 milioni di euro
per l'anno 2020, tali economie sono destinate ad alimentare il fondo
di cui al primo periodo del presente comma. L'accertamento delle
eventuali economie e' effettuato annualmente con il procedimento di
cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
e' disposta la conseguente integrazione del fondo di cui al primo
periodo operando le occorrenti variazioni di bilancio.
250. All'articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono
a) al comma 11, lettera a) le parole: «nel medesimo periodo» sono
sostituite dalle seguenti: «negli ultimi dodici mesi»;
b) al comma 11, lettera b), le parole: «nel medesimo periodo»
sono sostituite dalle seguenti: «negli ultimi diciotto mesi»;
c) al comma 21, le parole: «, detratti i periodi di indennita'
eventualmente fruiti nel periodo» sono sostituite dalle seguenti: «;
ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che
hanno gia' dato luogo ad erogazione della prestazione»;
«24-bis. Alle prestazioni liquidate dall'Assicurazione sociale per
l'Impiego si applicano, per quanto non previsto dalla presente legge
ed in quanto applicabili, le nomine gia' operanti in materia di
indennita' di disoccupazione ordinaria non agricola»;
«31. Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo
indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito
contributivo, darebbero diritto all'ASpI, intervenuti a decorrere dal
1° gennaio 2013, e' dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma
pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici
mesi di anzianita' aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo
dell'anzianita' aziendale sono compresi i periodi di lavoro con
contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto e'
proseguito senza soluzione di continuita' o se comunque si e' dato
luogo alla restituzione di cui al comma 30»;
g) al comma 39, le parole: «1° gennaio 2013» sono sostituite
dalle seguenti: «1° gennaio 2014»;
h) all'articolo 2, comma 71, la lettera c) e' sostituita dalla
251. All'articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono
a) al comma 4, le parole: «entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge» sono sostituite dalle seguenti:
«entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
«31. I fondi di cui al comma 4 assicurano, in relazione alle
ordinaria o straordinaria, la prestazione di un assegno ordinario di
importo almeno pari all'integrazione salariale, la cui durata massima
sia non inferiore a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili
da computare in un biennio mobile, e comunque non superiore alle
durate massime previste dall'articolo 6, commi primo, terzo e quarto
della legge 20 maggio 1975, n. 164, anche con riferimento ai limiti
all'utilizzo in via continuativa dell'istituto dell'integrazione
salariale»;
c) al comma 32, lettera a), le parole: «rispetto a quanto
garantito dall'ASpI» sono sostituite dalle seguenti: «rispetto alle
prestazioni pubbliche previste in caso di cessazione dal rapporto di
lavoro ovvero prestazioni integrative, in termini di importo, in
relazione alle integrazioni salariali».
254. In considerazione del perdurare della crisi occupazionale e
della prioritaria esigenza di assicurare adeguate risorse per gli
interventi di ammortizzatori sociali in deroga a tutela del reddito
dei lavoratori in una logica di condivisione solidale fra istituzioni
centrali, territoriali e parti sociali, in aggiunta a quanto previsto
dall'articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92,
di euro 200 milioni per l'anno 2013. Conseguentemente, si provvede
nei seguenti termini: il Fondo di cui all'ultimo periodo
dell'articolo 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e'
ridotto di 118 milioni di euro per l'anno 2013; e' disposto il
versamento in entrata al bilancio dello Stato da parte dell'INPS, per
essere riassegnato al Fondo sociale per l'occupazione e la
formazione, di una quota pari a 82 milioni di euro per l'anno 2013
25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme
per la formazione di cui all'articolo 118 della legge 23 dicembre
2000, n. 388.
255. Entro il 30 aprile 2013, qualora dal monitoraggio
dell'andamento degli ammortizzatori sociali in deroga e delle
relative esigenze di intervento rappresentate dalle regioni e dalle
province autonome emerga non sufficiente la provvista finanziaria a
tal fine disposta, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
convoca le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei
lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale
per individuare ulteriori interventi. Sentite le predette
organizzazioni sindacali, il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, con decreto di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, puo' disporre, in via eccezionale, che le risorse
derivanti dal 50 per cento dell'aumento contributivo di cui
all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, per il periodo
dal 1° giugno 2013 al 31 dicembre 2013, siano versate dall'INPS al
bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ai fini del
finanziamento degli ammortizzatori. sociali in deroga di cui
all'articolo 2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Con il medesimo decreto sono stabilite le necessarie modalita' di
attuazione delle disposizioni di cui al presente comma anche al fine
di garantire la neutralita' finanziaria sui saldi di finanza
256. L'intervento di cui al comma 6 dell'articolo 1 del decreto
legge 1° luglio 2009, n. 78, e' prorogato per l'anno 2013 nel limite
di 60 milioni di euro. L'onere derivante dal presente comma e' posto
a carico del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui
all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legge 29 novembre
28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni e integrazioni.
339. All'articolo 32 del testo unico delle disposizioni legislative
in materia di sostegno della maternita' e paternita', di cui al
modalita' di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria,
nonche' i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di
un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Per il
personale del comparto sicurezza e difesa di quello dei vigili del
fuoco e soccorso pubblico, la disciplina collettiva prevede,
altresi', al fine di tenere conto delle peculiari esigenze di
funzionalita' connesse all'espletamento dei relativi servizi
istituzionali, specifiche e diverse modalita' di fruizione e di
differimento del congedo.»;
b) al comma 3 le parole: «e comunque con un periodo di preavviso
non inferiore a quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti: «e
comunque con un termine di preavviso non inferiore a quindici giorni
con l'indicazione dell'inizio e della fine del periodo di congedo»;
«4-bis. Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di
lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa
dell'attivita' lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente
previsto dalla contrattazione collettiva».
388. E' fissato al 30 giugno 2013 il termine di scadenza dei
termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 2 allegata alla
405. E' prorogata, per l'anno 2013, l'applicazione delle
disposizioni di cui ai commi 14, nel limite di 35 milioni di euro per
l'anno 2013, 15 e 16 dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre
2009, n. 2, e successive modificazioni. L'intervento di cui al comma
16 del citato articolo 19 e' prorogato per l'anno 2013 nella misura
del 90 per cento. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei primi due
periodi del presente comma sono posti a carico del Fondo sociale per
occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a)
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato
dall'articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92.