Source: http://www.uspi.it/Comunicazioni/singola/1/273/Giornalismo_e_privacy%2C_via_libera_del_Garante_al_Codice_deontologico_sull%92uso_dei_dati_personali.html
Timestamp: 2019-04-19 12:17:25+00:00
Document Index: 160647577

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 138', 'art. 686', 'art. 5']

Giornalismo e privacy, via libera del Garante al Codice deontologico sull’uso dei dati personali - Comunicazioni - USPI
Giornalismo e privacy, via libera del garante al codice deontologico sull’uso dei dati personali
L’Autorità ha verificato la conformità del Codice alle nuove norme europee sulla protezione dei dati personali (GDPR), raffrontandole con il diritto dei cittadini all’informazione e con la libertà di stampa.
Previsti obblighi anche per gli editori.
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale N. 3 del 4 gennaio 2019 la Delibera 29 novembre 2018 del Garante per la Protezione dei dati Personali (doc. web n. 9067692), “Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica” (pubblicate, ai sensi dell’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, Delibera n. 491).
La verifica demandata all’Autorità non modifica sostanzialmente il Codice deontologico limitandosi ad un aggiornamento formale dei riferimenti al nuovo quadro normativo europeo. L’autorità di controllo in materia di privacy, infatti, ha ritenuto che le disposizioni ivi contenute fossero già in linea con la nuova normativa europea e italiana in materia di protezione dei dati personali e conseguentemente ha ritenuto di non modificare la sostanza di alcuna delle norme ivi contenute. Le uniche modifiche che si sono rese necessarie, pertanto, sono state soltanto quelle richieste dal coordinamento con i nuovi riferimenti normativi in materia.
Il Codice deontologico, in particolare, disciplina l’attività giornalistica in relazione alla divulgazione dei dati personali, alle tutele del domicilio, del minore, della dignità delle persone (in special modo quelle malate), del diritto alla non discriminazione, della sfera sessuale della persona, del diritto di cronaca nei procedimenti penali.
Il “faro” che deve illuminare il giornalista nella sua attività di cronaca e di indagine è “l’essenzialità dell’informazione” (articolo 6 del Codice): «La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l’informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell’originalità del fatto… La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica». Il Codice tutela i commenti e le opinioni espressi dal giornalista, perché «appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti».
Obblighi per gli editori
Le Regole deontologiche, impostate dall’Ordine dei giornalisti e verificate dal Garante, introducono anche due obblighi per gli editori:
Riportiamo, di seguito il testo aggiornato dei 13 articoli che compongono il provvedimento:
2. In forza dell´art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l’esercizio del diritto dovere di cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero, attuate nell’ambito dell´attività giornalistica e per gli scopi propri di tale attività, si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano fondamento le necessarie deroghe previste dal considerando 153 e dall’art. 85 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (di seguito «regolamento») e dal decreto legislativo 30 giugno, 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, di seguito «Codice»), così come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101.
Banche dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti
1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni di cui all’art. 4, n. 2, del regolamento rende note la propria identità, la propria professione e le finalità della raccolta salvo che ciò comporti rischi per la sua incolumità o renda altrimenti impossibile l’esercizio della funzione informativa; evita artifici e pressioni indebite. Fatta palese tale attività, il giornalista non è tenuto a fornire gli altri elementi dell’informativa di cui agli articoli 13 e 14 del regolamento.
2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al pubblico, mediante annunci, almeno due volte l’anno, l’esistenza dell’archivio e il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dal regolamento. Le imprese editoriali indicano altresì fra i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale le persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti previsti dal regolamento.
3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali all’esercizio della professione e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità, sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle notizie, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 69/1963 e dell’art. 14, par. 5, lett. d), del regolamento, nonché dell’art. 138 del Codice.
1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l´informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell’originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti.
1. Salva l’essenzialità dell’informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, né si sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o dell´immagine.
2. La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell´essenzialità dell´informazione e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.
2. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all’art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale (1) è ammesso nell’esercizio del diritto di cronaca, secondo i principi di cui all’art. 5.