Source: http://docplayer.it/324288-A-relazione-dell-assessore-monferino.html
Timestamp: 2017-05-29 15:33:37+00:00
Document Index: 78437624

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 5', 'art. 14']

1 REGIONE PIEMONTE BU32 09/08/2012 Deliberazione della Giunta Regionale 30 luglio 2012, n Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semiresidenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti. Modifica D.G.R. n del e D.G.R. n del Revoca precedenti deliberazioni. A relazione dell'assessore Monferino: La rete di strutture socio-sanitarie residenziali per anziani non autosufficienti rappresenta uno dei punti essenziali del sistema integrato di interventi e dei servizi sociali piemontese. Configurata negli anni su un graduale aumento della flessibilità di offerta e di prestazioni, la rete delle strutture ha vissuto negli ultimi anni un profondo riordino del modello gestionale a seguito dell adozione del modello gestionale introdotto dalla D.G.R del 30 marzo Il principio di flessibilità delle prestazioni per meglio rispondere agli effettivi bisogni del cittadino, già enunciato con la D.G.R. n del 1 marzo 2000 dove si era provveduto a introdurre il concetto di piano individualizzato di assistenza e il principio della flessibilità dei modelli organizzativi delle R.S.A. e delle R.A.F., sono stati successivamente confermati con la D.G.R del 30 marzo 2005, che si è posta inoltre quale obiettivo il raggiungimento di uno standard di offerta, dal lato delle prestazioni, omogeneo sul territorio regionale. Con la D.G.R del 14 settembre 2009, infine si è proceduto a definire i requisiti e la tempistica di attuazione dell accreditamento delle strutture di ricovero, offrendo un ulteriore miglioramento della qualità delle prestazioni offerte in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Regionale (SSR). La rete di strutture socio-sanitarie residenziali per anziani non autosufficienti si presenta oggi come un servizio di qualità, essenziale per offrire garanzia di risposte alle esigenze di una popolazione dove l andamento demografico continua a caratterizzarsi per un sostenuto tasso di invecchiamento e una collaterale crescita delle malattie senili e degenerative. L importanza della rete delle strutture è stata anche segnalata dall ordine del giorno del Consiglio regionale (n. 191 del 12 gennaio 2011) nel quale si impegna la Giunta regionale ad un monitoraggio costante delle liste di attesa per il ricovero in struttura convenzionata e al quale è stata fornita puntuale risposta con cadenza trimestrale. Il modello organizzativo introdotto dalla D.G.R /2005 appare oggi pienamente acquisito ma merita di essere migliorato relativamente agli aspetti di flessibilità del servizio e integrazione con il servizio di continuità assistenziale. La necessità di revisione del modello organizzativo di assistenza residenziale e semiresidenziale è stata individuata quale obiettivo anche dal nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione del 3 aprile 2012, n , richiedendo una riduzione delle rigidità e delle segmentazioni, insite nei modelli in uso. L applicazione e il miglioramento del modello, inoltre, ha comportato, negli anni l introduzione di normativa di perfezionamento e integrativa delle disposizioni che oggi appare necessario coordinare in unico testo, al fine di permettere ad operatori e cittadini di avere un quadro normativo completo in grado di superare eventuali antinomie createsi tra i diversi documenti, come meglio illustrato nel prosieguo del documento.2 Il modello organizzativo proposto è formulato sulla base del principio generale, contenuto nel D.Lgs. 502/1992 modificato ed integrato e nel D.P.C.M. 29/11/2001 (a cui l art. 54 della L.289/2002 ha dato forza di legge), secondo il quale è compito del Servizio Sanitario nazionale garantire le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, attraverso gli interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione previsti dalla normativa vigente e riconducibili ai Livelli Essenziali di Assistenza. L area dell integrazione socio-sanitaria è normata dall art. 3 septies del D.Lgs. 502/1992 e, in attuazione, dal D.P.C.M. 14/2/2001 Atto d indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. Tale normativa individua e definisce, nell area dell integrazione socio-sanitaria, le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, quelle sanitarie a rilievo sociale e quelle sociali a rilievo sanitario. Il D.P.C.M. 29/11/2001, Allegato 1, punto 1.C, come recepito dalla D.G.R. n del , Accordo Regione-territorio per l applicazione dei L.E.A. sull area socio-sanitaria, nell ambito della titolarità sanitaria delle prestazioni comprese nei Livelli Essenziali, individua per ciascuna tipologia di carattere socio-sanitario, quelle che sono le prestazioni sanitarie e quelle sanitarie di rilevanza sociale nelle quali la componente sanitaria e quella sociale non risultano operativamente distinguibili e per le quali è stata prevista una percentuale di costo non attribuibile alle risorse finanziare destinate al S.S.N. L area di prestazioni interessata dal presente modello afferisce a quest ultima tipologia e riguarda le prestazioni terapeutiche, di recupero e mantenimento funzionale delle abilità per non autosufficienti in regime residenziale, compresi gli interventi di sollievo erogate nel Livello di Assistenza attività sanitaria e socio-sanitaria nell ambito di programmi riabilitativi a favore di anziani (rif. DPCM , punto 1.C). Il presente modello organizzativo, mantenendo la struttura essenziale del precedente di cui alla DGR del 30 marzo 2005, alla luce delle esperienze in atto e delle criticità riscontrate, introduce elementi di flessibilità organizzativa, che consentono di assicurare agli anziani ricoverati prestazioni personalizzate e calibrate sugli effettivi bisogni sanitari ed assistenziali, e individua i requisiti gestionali e strutturali necessari per il rilascio dell autorizzazione al funzionamento delle strutture per anziani non autosufficienti. Obiettivo della revisione organizzativa Il progetto di revisione del modello di assistenza residenziale per anziani non autosufficienti, intende rispondere prioritariamente ai seguenti obiettivi: rimodulare, nell ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), il complesso di attività erogate dalla rete delle strutture pubbliche e private, articolandolo in un ventaglio più ampio di risposte disponibili e dotandolo di una maggiore flessibilità progettuale, organizzativa, gestionale e strutturale, al fine di renderlo maggiormente adeguato ai variegati bisogni che attualmente connotano la popolazione anziana non autosufficiente; ottenere un più efficiente utilizzo delle risorse sanitarie al fine di incrementare i posti letto convenzionabili; rispondere in maniera appropriata alle esigenze di continuità assistenziale degli anziani in dimissione al termine di ricoveri ospedalieri in acuzie e post-acuzie.3 In altre parole, si tratta di modulare l erogazione delle prestazioni di assistenza residenziale sulla base delle specifiche esigenze delle persone assistite, attraverso un modello di risposta fondato su una maggiore flessibilità quali-quantitativa degli interventi, che trova nel Piano di Assistenza Individualizzato (P.A.I.) la sua espressione operativa. La semplificazione normativa Una delle esigenze maggiormente evidenziata da operatori e associazioni di tutela degli utenti è la semplificazione del quadro normativo che regola attualmente le prestazioni residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti. In particolare il modello gestionale e quello dei requisiti strutturali e autorizzativi è andato lentamente mutando a seguito di ripetute modifiche e aggiunte normative. Ne discende la necessità di procedere, ridisegnando il modello di assistenza residenziale, ad una semplificazione complessiva armonizzando le norme precedentemente contenute in diversi provvedimenti, riconducendole ad un unico provvedimento. In particolare il presente sostituisce i seguenti provvedimenti: 1) D.G.R del 9 gennaio 1995, Progetto obiettivo "Tutela della salute degli anziani" - Deliberazione attuativa relativa alle attività svolte nelle strutture residenziali, in parte già abrogata da precedenti provvedimenti della Giunta regionale; le rimanenti disposizioni vigenti sono state integralmente riviste con il presente provvedimento; 2) D.G.R. n del 1 marzo 2000, D.G.R. n del 15/02/1999. Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte e la Compagnia di S. Paolo per la realizzazione di centri diurni integrati per anziani. Obiettivi e modalità di partecipazione al bando. Criteri di selezione per l'assegnazione dei contributi, i cui requisiti, relativi ai Centri Diurni Integrati, sono stati integrati nel presente provvedimento; 3) D.G.R. n del 05 maggio 2003, Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti. Modifiche e integrazioni alla D.G.R. n del D.P.C.M , Allegato 1, Punto 1.C. Applicazione Livelli Essenziali di Assistenza all area dell integrazione socio-sanitaria ; 4) D.G.R del 30 marzo 2005, Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti, il cui modello organizzativo viene sostituito dal presente provvedimento sotto l aspetto delle disposizioni gestionali nell Allegato1; 5) D.G.R del 31 luglio 2006, Piano di intervento per la progressiva applicazione del modello assistenziale e tariffario previsto dalla D.G.R del , applicativa della precedente le cui ulteriori norme di maggior dettaglio, compatibili con il nuovo modello, sono state integrate nel presente provvedimento; 6) D.G.R del 1 agosto 2008, Assistenza residenziale a favore di persone anziane non autosufficienti. Piano conclusivo per l omogenea applicazione del modello assistenziale e tariffario di cui alla a D.G.R del Modifiche e integrazioni alla D.G.R del 314 luglio 2006, anche questa applicativa delle precedenti le cui ulteriori norme di maggior dettaglio, compatibili con il nuovo modello, sono state integrate nel presente provvedimento; 7) D.G.R del 6 aprile 2009, Requisiti organizzativi, gestionali e strutturali dei Centri Diurni e dei Nuclei per persone affette da Morbo di Alzheimer ed altre demenze, ai sensi della D.G.R del 30 marzo Revoca della D.G.R del 1 marzo 2000 "Criteri per l'adeguamento della D.G.R /95 a quanto previsto dal D.lgs 229/99" ; 8) D.G.R del 22 marzo 2010, Percorso di progresivo adeguamento delle tariffe per l assistenza residenziale socio-sanitaria, in conseguenza degli intervenuti CC.NN.LL. ha concluso il percorso di adeguamento delle strutture al modello della D.G.R del 30 marzo 2005, le cui ulteriori norme di maggior dettaglio, compatibili con il nuovo modello, in particolare l Allegato B, sono state integrate nel presente provvedimento. Con il presente provvedimento decadono inoltre tutte le disposizioni inerenti i requisiti strutturali per le Residenze Assistenziali Flessibili (R.A.F.), le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.), i Centri Diurni Integrati inseriti in un presidio sociosanitario (C.D.I.), i Centri Diurni Integrati Autonomi (C.D.I.A.), contenute nei seguenti provvedimenti: D.G.R. n del , Deliberazione attuativa relativa ai presidi socioassistenziali L.R. 37/90 Allegato 1, p.10.3 ; D.G.R. n del , Proroga decorrenza dei termini previsti dalla D.G.R del 9 gennaio 1995 ; D.G.R. n del 07 febbraio 2000, L.R. 73/96, art. 1 - Nuovi ed ulteriori requisiti funzionali e strutturali per i presidi oggetto di finanziamento - Obiettivi e modalità di partecipazione al bando - Criteri di selezione per l assegnazione dei contributi; Al fine di renderli coerenti con il nuovo modello di assistenza, si deve inoltre procedere con la modifica dei seguenti provvedimenti: 1) D.G.R del 14 settembre 2009, Requisiti e procedure per l'accreditamento istituzionale delle strutture socio sanitarie : l Allegato E alla deliberazione è da revocare in quanto non rispondente al nuovo modello assistenziale delineato; nell Allegato B alla deliberazione Requisiti e procedure per l accreditamento istituzionale delle strutture socio-sanitarie nei Capitoli Strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie per anziani punto 8/A e Strutture residenziali e semiresidenziali socio sanitarie per disabili punto 8/D, si ritiene di inserire, per garantire l assistenza spirituale degli ospiti, quale ultimo punto, dopo la lettera j), il seguente: k) garanzia, nelle forme compatibili con le regolari funzioni della struttura stessa, dell assistenza spirituale degli ospiti e pubblicità delle forme adottate. In analogia a quanto previsto dal Protocollo d intesa tra la Regione Piemonte e la Conferenza regionale Piemontese di cui alla D.G.R del 13 maggio 1998, le strutture dovranno concordare con l Ordinario Diocesano di competenza le modalità per assicurare il servizio di assistenza religiosa regolato tramite apposita convenzione.5 Analogo procedimento dovrà essere seguito con altre autorità religiose, qualora fosse rappresentata l esigenza di assistenza religiosa diversa da quella cristiano-cattolica ; negli allegati e nelle tabelle della deliberazione, in cui si individuano differenti tipologie strutturali (R.S.A. R.A.F.), le stesse sono da considerarsi come un unica tipologia strutturale, R.S.A., di cui all Allegato 2 al presente provvedimento; 2) D.G.R del 14 luglio 2008 D.G.R. 30 marzo 2005, n , relativa al nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti - Presa d'atto del profilo del Direttore di Comunità Socio-Sanitaria e definizione delle modalità attuative dei relativi percorsi formativi : I punti 2) e 14) del dispositivo sono da revocare in quanto risultano in contrasto con il nuovo modello. Si è, inoltre, tenuto conto delle segnalazioni pervenute e delle difficoltà incontrate dalle ASL nel reperire Medici di Medicina Generale disponibili al servizio presso le strutture di ricovero, con il risultato di intaccare l imprescindibile esigenza di assicurare tale servizio per gli ospiti ricoverati presso le strutture. Appare, pertanto, opportuno integrare le modalità di individuazione dei Medici di Medicina Generale prevedendo la possibilità per l A.S.L., in assenza di candidature da parte dei possibili interessati, di procedere all individuazione dei Medici di Medicina Generale stilando apposita graduatoria, sempre utilizzando comunque i principi di selezione già presenti nella precedente normativa. Nel quadro del miglioramento del rapporto di vita dell ospite della struttura residenziale, si ritiene opportuno specificare meglio le garanzie di assistenza spirituale all interno delle strutture di ricovero. Con l introduzione del nuovo modello organizzato in sei fasce assistenziali in luogo delle tre del precedente modello, nonché di un livello per le demenze con disturbi comportamentali e sanitari di elevata complessità, al fine di rendere omogeneo il criterio di valutazione, è necessario procedere alla sostituzione della tabella riportata nell Allegato C1 della D.G.R del 10 marzo 2008, con la nuova tabella predisposta al punto 9 dell Allegato 1 al presente provvedimento. Tutto ciò premesso; vista la Legge 26 marzo 2010, n. 42, Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni ; visto l art. 16 della Legge regionale 23 luglio 2008, n. 23 Disciplina dell organizzazione degli uffici regionali e disposizioni concernenti la dirigenza ed il personale ; visto il D.P.C.M. 14 febbraio 2001; visto il D.P.C.M. 29 novembre 2001, Allegato 1, punto 1 C; visto il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ; vista la D.C.R. 3 aprile 2012, n , Approvazione del Piano Socio-Sanitario regionale ; vista la D.G.R del 23 dicembre 2003 Accordo Regione-territorio per l applicazione dei L.E.A. sull area socio-sanitaria ;6 vista la Legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 (Realizzazione Sistema Integrato di interventi e servizi sociali); vista la D.G.R del 9 gennaio 1995, Progetto obiettivo "Tutela della salute degli anziani" - Deliberazione attuativa relativa alle attività svolte nelle strutture residenziali ; vista la D.G.R del 19 luglio 1999 Accordo Regionale per l attività di assistenza sanitaria dei medici di Medicina Generale agli ospiti in R.S.A. e R.A.F. della Regione Piemonte. Modificazioni ed integrazioni. ; vista la D.G.R del 1 marzo 2000, D.G.R. n del 15/02/1999. Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte e la Compagnia di S. Paolo per la realizzazione di centri diurni integrati per anziani. Obiettivi e modalità di partecipazione al bando. Criteri di selezione per l'assegnazione dei contributi; vista la D.G.R del 30 marzo 2005, Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti ; vista la D.G.R del 31 luglio 2006, Piano di intervento per la progressiva applicazione del modello assistenziale e tariffario previsto dalla D.G.R del ; vista la D.G.R del 14 luglio 2008 D.G.R. 30 marzo 2005, n , relativa al nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti - Presa d'atto del profilo del Direttore di Comunità Socio-Sanitaria e definizione delle modalità attuative dei relativi percorsi formativi ; vista la D.G.R del 1 agosto 2008, Assistenza residenziale a favore di persone anziane non autosufficienti. Piano conclusivo per l omogenea applicazione del modello assistenziale e tariffario di cui alla a D.G.R del Modifiche e integrazioni alla D.G.R del 31 luglio 2006; vista la D.G.R del 6 aprile 2009, Requisiti organizzativi, gestionali e strutturali dei Centri Diurni e dei Nuclei per persone affette da Morbo di Alzheimer ed altre demenze, ai sensi della D.G.R del 30 marzo Revoca della D.G.R del 1 marzo 2000 "Criteri per l'adeguamento della D.G.R /95 a quanto previsto dal D.lgs 229/99" ; vista la D.G.R del 14 settembre 2009 Requisiti e procedure per l'accreditamento istituzionale delle strutture socio sanitarie ; vista la D.G.R del 22 marzo 2010, Percorso di progressivo adeguamento delle tariffe per l assistenza residenziale socio-sanitaria, in conseguenza degli intervenuti CC.NN.LL. ; Vista la D.G.R del 2 agosto 2010, Modifiche ed integrazioni della D.G.R del 10 marzo 2009, della D.G.R del 7 maggio 2002 e s.m.i., D.G.R del 3 agosto e D.G.R del 17 dicembre 2009 ; Acquisito il parere del CO.RE.SA. espresso nella seduta del 24 maggio 2012, con esito favorevole; Resa l informativa alla IV Commissione in data 12 luglio 2012; la Giunta Regionale, a voti unanimi,7 delibera di approvare, per i motivi espressi in premessa, il nuovo modello di assistenza residenziale e semiresidenziale per anziani non autosufficienti come descritto nei seguenti Allegati e tabelle che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione: Allegato 1 Il modello assistenziale integrato - Requisiti gestionali ; Allegato 2 Il modello assistenziale integrato - Requisiti strutturali ; Allegato 3 I requisiti gestionali per Nuclei Alzheimer Temporanei e centri semiresidenziali ; Allegato 4 La famiglia, il volontariato, la tutela dei diritti degli utenti ; Allegato 5 Linee guida per il regolamento di struttura socio-sanitaria per persone anziane non autosufficienti in regime di accreditamento ; Allegato 6 Unità di Valutazione Geriatrica - U.V.G. Tabella 1 Livelli assistenziali ; Tabella 2 Elenco dei Nuclei Residenziali Alzheimer attivi ; Tabella 3 Elenco dei Centri Diurni Alzheimer attivi ; di revocare per i motivi espressi in premessa, i seguenti provvedimenti: a) D.G.R. n del 9 gennaio 1995, Progetto obiettivo "Tutela della salute degli anziani" - Deliberazione attuativa relativa alle attività svolte nelle strutture residenziali ; b) D.G.R. n del 1 marzo 2000, D.G.R. n del 15/02/1999. Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte e la Compagnia di S. Paolo per la realizzazione di centri diurni integrati per anziani. Obiettivi e modalità di partecipazione al bando. Criteri di selezione per l'assegnazione dei contributi; c) D.G.R. n del 05 maggio 2003, Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti. Modifiche e integrazioni alla D.G.R. n del D.P.C.M , Allegato 1, Punto 1.C. Applicazione Livelli Essenziali di Assistenza all area dell integrazione socio-sanitaria ; d) D.G.R del 30 marzo 2005, Il nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti ; e) D.G.R del 31 luglio 2006, Piano di intervento per la progressiva applicazione del modello assistenziale e tariffario previsto dalla D.G.R del ; f) D.G.R del 1 agosto 2008, Assistenza residenziale a favore di persone anziane non autosufficienti. Piano conclusivo per l omogenea applicazione del modello assistenziale e tariffario di cui alla a D.G.R del Modifiche e integrazioni alla D.G.R del 31 luglio 2006 ; g) D.G.R del 6 aprile 2009, Requisiti organizzativi, gestionali e strutturali dei Centri Diurni e dei Nuclei per persone affette da Morbo di Alzheimer ed altre demenze, ai sensi della D.G.R del 30 marzo Revoca della D.G.R del 1 marzo 2000 "Criteri per l'adeguamento della D.G.R /95 a quanto previsto dal D.lgs 229/99". h) D.G.R del 22 marzo 2010, Percorso di progressivo adeguamento delle tariffe per l assistenza residenziale socio-sanitaria, in conseguenza degli intervenuti CC.NN.LL. ;8 di revocare tutte le disposizioni inerenti i requisiti strutturali per le Residenze Assistenziali Flessibili (R.A.F.), le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.), i Centri Diurni Integrati inseriti in un presidio sociosanitario (C.D.I.), i Centri Diurni Integrati Autonomi (C.D.I.A.), contenute nei seguenti provvedimenti: a) D.G.R. n del , Deliberazione attuativa relativa ai presidi socioassistenziali L.R. 37/90 Allegato 1, p.10.3 ; b) D.G.R. n del , Proroga decorrenza dei termini previsti dalla D.G.R del 9 gennaio 1995 ; c) D.G.R. n del , L.R. 73/96, art. 1 - Nuovi ed ulteriori requisiti funzionali e strutturali per i presidi oggetto di finanziamento - Obiettivi e modalità di partecipazione al bando - Criteri di selezione per l assegnazione dei contributi. di modificare la D.G.R del 14 settembre 2009 Requisiti e procedure per l'accreditamento istituzionale delle strutture socio sanitarie, nei seguenti allegati: - l Allegato E Percorsi integrati di cura e protocolli di attività relativi all accoglienza è revocato; - nell Allegato B Requisiti e procedure per l accreditamento istituzionale delle strutture sociosanitarie nei Capitoli Strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie per anziani punto 8/A e Strutture residenziali e semiresidenziali socio sanitarie per disabili punto 8/D, viene aggiunto, quale ultimo punto, dopo la lettera j), il seguente: k) garanzia, nelle forme compatibili con le regolari funzioni della struttura stessa, dell assistenza spirituale degli ospiti e pubblicità delle forme adottate. In analogia a quanto previsto dal Protocollo d intesa tra la Regione Piemonte e la Conferenza regionale Piemontese di cui alla D.G.R del 13 maggio 1998, le strutture dovranno concordare con l Ordinario Diocesano di competenza le modalità per assicurare il servizio di assistenza religiosa regolato tramite apposita convenzione. Analogo procedimento dovrà essere seguito con altre autorità religiose, qualora fosse rappresentata l esigenza di assistenza religiosa diversa da quella cristiano-cattolica.. negli allegati e nelle tabelle della deliberazione, in cui si individuano differenti tipologie strutturali (R.S.A. R.A.F.), le stesse sono da considerarsi come un unica tipologia strutturale, R.S.A., di cui all Allegato 2 al presente provvedimento; di apportare alla D.G.R del 14 luglio 2008 D.G.R. 30 marzo 2005, n , relativa al nuovo modello integrato di assistenza residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti - Presa d'atto del profilo del Direttore di Comunità Socio-Sanitaria e definizione delle modalità attuative dei relativi percorsi formativi la seguente modifica: - i punti 2) e 14) del dispositivo sono revocati. di integrare le modalità di individuazione dei Medici di Medicina Generale, di cui alla D.G.R. n del , prevedendo la possibilità per l A.S.L., in assenza di candidature da parte dei possibili interessati, di procedere all individuazione dei Medici di Medicina Generale stilando apposita graduatoria, sempre utilizzando comunque i principi di selezione già presenti nella normativa vigente;9 di sostituire la tabella riportata nell Allegato C1 Definizione dell intensità assistenziale residenziale della D.G.R del 10 marzo 2008, con la nuova tabella predisposta al punto 9 dell Allegato 1 al presente provvedimento; di demandare a successivo provvedimento la definizione del modello di remunerazione delle prestazioni di assistenza residenziale per anziani non autosufficienti a favore delle tipologie di utenza delle fasce assistenziali, individuate nella tabella 1, erogate dalle strutture residenziali e la relativa ripartizione tra quota sanitaria e quota socio-assistenziale. Ulteriori disposizioni contenute in antecedenti provvedimenti della Giunta regionale, in contrasto con quelle contenute nel presente provvedimento, sono revocate. La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell'art. 61 dello Statuto e dell'art. 5 della L.R. n. 22/2010. (omissis) Allegato10 Allegato 1 IL MODELLO ASSISTENZIALE INTEGRATO REQUISITI GESTIONALI Il presente documento definisce il modello di assistenza da erogare nelle strutture pubbliche e private per le prestazioni residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti. I requisiti prestazionali minimi individuati devono essere obbligatoriamente forniti sia agli utenti ricoverati in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale sia agli utenti ricoverati in regime privato, salvo diversa indicazione riportata nel testo. L attuale risposta residenziale per persone non autosufficienti viene articolata e connotata attraverso livelli d intensità e di complessità più o meno elevati a seconda delle esigenze di salute e dei bisogni assistenziali dell utente. L organizzazione della risposta residenziale in funzione del percorso assistenziale della persona, comporta l individuazione di livelli d intervento relativi a ciascuna macro-tipologia di bisogno assistenziale, ai quali le commissioni valutative ed i competenti servizi socio-sanitari dovranno riferirsi per l individuazione della risposta più appropriata agli specifici bisogni cui far fronte. Il principio guida del modello è l adeguamento della rete dei servizi ai bisogni delle persone assistite e non viceversa, evitando il più possibile che le medesime, nelle diverse fasi del loro percorso assistenziale, debbano necessariamente subire inutili spostamenti di struttura. Il modello proposto si articola pertanto nei seguenti punti essenziali: semplificazione del sistema assistenziale residenziale e semiresidenziale attraverso l individuazione di due tipologie autorizzative per presidi a carattere residenziale denominate: R.S.A. Residenza Sanitaria Assistenziale e N.A.T. Nucleo Alzheimer Temporaneo e quattro tipologie autorizzative per presidi a carattere semiresidenziale denominate: Centro Diurno Integrato inserito in un presidio socio-sanitario (C.D.I.), Centro Diurno Integrato Autonomo (C.D.I.A.), Centro Diurno Alzheimer Autonomo (C.D.A.A.) e Centro Diurno Alzheimer Inserito in Struttura (C.D.A.I.) ; rimodulazione dei livelli di intensità assistenziale nell ambito di sei fasce assistenziali in luogo delle tre di cui alla D.G.R. n /2005 e smi, nonché di un livello per le demenze con disturbi comportamentali e sanitari di elevata complessità; integrazione delle specifiche esigenze correlate a patologie quali Morbo di Alzheimer ed altre demenze senili, di cui alla D.G.R del 6 aprile 2009, nell ambito del modello di assistenza residenziale socio-sanitaria per anziani; definizione dei nuovi parametri assistenziali in grado di permettere una maggiore flessibilità nell assistenza offerta per garantire risposte maggiormente calibrate sugli effettivi bisogni a cui far fronte.11 1. Tipologie strutturali Si istituisce una tipologia di presidio di ricovero residenziale per anziani non autosufficienti denominata R.S.A. - Residenza Sanitaria Assistenziale, all interno della quale può essere realizzato il N.A.T. Nucleo Alzheimer Temporaneo, nonchè quattro tipologie di presidio di ricovero semiresidenziale denominate: Centro Diurno Integrato inserito in un presidio sociosanitario (C.D.I.), Centro Diurno Integrato Autonomo (C.D.I.A.), C.D.A.A. - Centro Diurno Alzheimer Autonomo e C.D.A.I. - Centro Diurno Alzheimer Inserito in Struttura. I requisiti strutturali richiesti per il rilascio del provvedimento autorizzativo sono descritti nel successivo Allegato 2. Il N.A.T. ha lo scopo di accogliere persone affette da demenza, che presentano disturbi comportamentali e/o problemi sanitari e assistenziali di elevata complessità, provenienti dal proprio domicilio, da residenze socio-sanitarie, dall ospedale o da altre strutture sanitarie. Tali soggetti possono giovarsi, presso il suddetto nucleo, di uno specifico ambiente assistenziale con progetti mirati al reinserimento nel precedente o all inserimento in un nuovo percorso di cura, dopo un periodo di ospitalità temporanea. Pertanto il N.A.T. integra il modello R.S.A. quando il livello delle prestazioni non è sufficiente a garantire una corretta assistenza. I C.D.I./C.D.I.A e i C.D.A.A./C.D.A.I. sono strutture a carattere semiresidenziale, che hanno lo scopo di favorire il recupero o il mantenimento delle capacità psicofisiche residue, al fine di consentire la permanenza della persona al proprio domicilio il più a lungo possibile, offrendo sostegno al nucleo familiare. 1.1 Autorizzazione al funzionamento e vigilanza Fermo restando quanto previsto nelle disposizioni transitorie finali di cui all Allegato 2, le A.S.L. e il Comune di Torino, per quanto riguarda le strutture semiresidenziali, ciascuna per il proprio territorio di competenza, provvederanno ad autorizzare le strutture di nuova realizzazione, previa verifica dell idoneità dei requisiti strutturali di cui all Allegato 2 del presente provvedimento, sulla base degli atti presentati a corredo dell istanza di autorizzazione al funzionamento. Per l autorizzazione al funzionamento di nuove strutture e/o nuclei il richiedente è tenuto a produrre, unitamente agli altri documenti finalizzati all istanza di autorizzazione, idonea dichiarazione indirizzata all A.S.L. di competenza o al Comune di Torino, con la quale si impegna a garantire l assistenza adeguata nelle modalità definite dal presente provvedimento. Entro e non oltre il termine di due mesi dalla data di adozione del provvedimento autorizzativo rilasciato dalle A.S.L. competenti o dal Comune di Torino, le Commissioni di vigilanza, mediante idoneo sopralluogo, provvederanno alla verifica dei requisiti organizzativo-gestionali sulla base del presente provvedimento. La verifica dei requisiti di cui sopra, in particolare di personale erogato, deve essere condotta, anche attraverso una verifica di tipo documentale, avvalendosi del riepilogo di cui al punto 11.3 del presente provvedimento. Tale verifica, che consiste nel controllo del possesso delle qualifiche dichiarate, della presenza di eventuali situazioni di incompatibilità e delle effettive turnazioni del personale di assistenza, deve essere commisurata alla tipologia e alla presenza effettiva degli ospiti e deve assumere quale ambito di riferimento temporale la mensilità in corso.12 Per le strutture già autorizzate al funzionamento come RAF in regime definitivo, il titolo sarà automaticamente convertito in RSA entro 60 giorni dall entrata in vigore del presente provvedimento. Entro e non oltre il termine di sei mesi dalla data di adozione del suddetto provvedimento, le Commissioni di vigilanza, mediante idoneo sopralluogo, provvederanno alla verifica dei requisiti organizzativo-gestionali sulla base del presente provvedimento. Viene istituita, presso la Direzione Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia, la Commissione tecnica regionale per l integrazione socio-sanitaria con funzioni di coordinamento e monitoraggio delle attività relative all applicazione del presente provvedimento, dei flussi informativi collegati e corretta interpretazione delle norme in materia, nonché di altre attività in materia integrata socio-sanitaria che la Regione decidesse di affidare alla stessa. Con successivo provvedimento verranno definite composizione e modalità di funzionamento dell istituenda Commissione. 2. Livelli di intensità assistenziale Nella Tabella 1 sono descritte le fasce assistenziali in cui si articola l intensità delle prestazioni erogate nell ambito dei L.E.A., all interno delle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani non autosufficienti; le fasce individuate nel presente modello sono: o nucleo alzheimer temporaneo o alta-incrementata o alta o medio-alta o media o medio-bassa o bassa La fascia d intensità assistenziale è individuata sulla base delle modalità previste dalla D.G.R del 10 marzo Ogni fascia assistenziale individuata rappresenta uno standard complessivo minimo da garantire, in termini di tempi di assistenza giornalieri per ospite i quali, in base al principio dell appropriatezza della risposta posto a fondamento del modello assistenziale, vengono assegnati ad ogni Progetto Individuale in relazione al bisogno assistenziale della persona. Sono stati indicati, nella colonna Tipologia di utenza della Tabella 1, alcuni criteri di massima attraverso cui le U.V.G. procedono ad individuare la fascia d intensità ed il livello di complessità da attribuire ad un intervento. L individuazione nella fascia di intensità assistenziale Nucleo Alzheimer Temporaneo è di carattere temporaneo per le tipologie di utenza di cui alla Tabella 1. Al termine del periodo di ricovero nel N.A.T., nel caso in cui l U.V.G. ravvisi la necessità di dare continuità all intervento residenziale, ancorché in fascia di intensità assistenziale diversa, tale intervento si configura come continuità della presa in carico da parte del sistema integrato socio-assistenziale.13 3. - Assetto Organizzativo - Gestionale Nel nuovo modello tracciato, la risposta residenziale viene personalizzata e calibrata su un livello più adeguato al complesso dei bisogni di salute e di assistenza dell anziano. Pertanto l organizzazione delle strutture erogatrici dell assistenza residenziale deve essere orientata a garantire l adattabilità della risposta in relazione alla specificità delle situazioni da trattare. Il modello è fondato sul riconoscimento di un congruo livello di autonomia organizzativogestionale agli enti erogatori degli interventi residenziali, introducendo elementi di flessibilità funzionali al miglioramento qualitativo dell assistenza erogata, al razionale utilizzo delle risorse e, in linea generale, ad una più completa espressione dell efficienza gestionale degli enti. Ciascuna struttura erogatrice provvede ad articolare il proprio assetto gestionale, modulandolo per situazioni coesistenti e compatibili, in relazione alla fascia/fasce di intensità e livelli di complessità prestazionale complessivamente erogati, coerentemente con i principi e gli indirizzi stabiliti nel presente atto. La struttura deve garantire, in base al Progetto Individuale definito dall U.V.G., la coerenza fra i bisogni rilevati ed espressi nel progetto assistenziale e la globalità delle risposte sanitarie, socio-sanitarie ed alberghiere attivabili da parte della struttura. Sulla base dell articolazione organizzativa adottata per l erogazione degli interventi relativi a ciascuna fascia, la struttura garantisce la copertura del fabbisogno complessivo di risorse tecnico-professionali, con riferimento agli standard prestazionali individuati nel presente modello Tabella 1, come definiti nei Progetti Assistenziali Individuali (P.A.I.) relativi a ciascun ospite. La funzionalità del modello organizzativo-gestionale fondato sul principio della flessibilità degli interventi in relazione alla centralità dei bisogni dell utente presuppone, in particolare, l utilizzo coordinato del personale, da realizzarsi attraverso la costituzione di nuclei di figure professionali sanitarie e socio-assistenziali, coordinati ed operanti, in maniera integrata. Tale flessibilità organizzativa risponde all esigenza di realizzare una razionale ed unitaria gestione delle risorse a disposizione, ottimizzando l impiego del personale, delle attrezzature, degli spazi assistenziali e dei posti letto in modo funzionale alle esigenze degli ospiti. Le R.S.A. possono ospitare anche pazienti anziani dimessi dai presidi ospedalieri nell ambito di progetti di continuità assistenziale o di dimissione protetta. Per questa tipologia assistenziale la struttura deve identificare al momento della richiesta dell autorizzazione al funzionamento quale sia il nucleo/i dedicato a tale tipologia di attività e dovrà garantire gli standard assistenziali richiesti dal progetto individuale post dimissione. Il fabbisogno di risorse professionali utilizzato deve essere dichiarato tramite il riepilogo previsto al punto 11.3; ne consegue che la Commissione di Vigilanza in sede di sopralluogo verifica la corrispondenza dei minutaggi di tutte le professionalità impiegate rispetto a quanto definito nei P.A.I. degli ospiti. Le strutture già autorizzate dovranno comunicare entro 30 gg dalla pubblicazione del presente provvedimento il nucleo/i dedicato/i alla continuità assistenziale e/o dimissioni protette; l utilizzo a tal fine può anche non coinvolgere l intera disponibilità di posti letto del nucleo.14 4. - Centri di responsabilità 4.1. Responsabile di Struttura I soggetti gestori di servizi residenziali alla persona devono garantire, fra le condizioni minime organizzative, la presenza della figura del Responsabile di Struttura; questa figura, denominata Direttore di Comunità Socio-sanitaria, come da D.G.R /2008, è sovraordinata al Direttore Sanitario. La presenza del Direttore di Comunità Socio-sanitaria deve essere garantita a tempo pieno per le strutture autorizzate per almeno 120 p.l. di R.S.A.; per le strutture con numero di posti autorizzati inferiore la presenza può essere garantita anche parzialmente, proporzionalmente al numero di posti letto autorizzati. L incarico di Direttore di Comunità Socio-sanitario, per strutture autorizzate con meno di 120 p.l. di R.S.A., può essere assegnato per un massimo di tre strutture con al massimo 120 p.l. complessivi. Al Direttore di Comunità Socio-sanitaria sono affidati i compiti di organizzazione generale delle attività, nonché la verifica del raggiungimento degli obiettivi e la vigilanza sugli aspetti qualitativi dei servizi forniti agli ospiti. Il Direttore di Comunità Socio-sanitaria deve essere in possesso del titolo di cui alla D.G.R del 14 luglio 2008 o almeno triennale esperienza di direzione di strutture socio-sanitarie o sanitarie. Qualora vengano attivati, su base provinciale, corsi di riqualifica (per occupati, in deroga ore), le persone non ancora in possesso del titolo di cui alla D.G.R /2008, ma con triennale esperienza di direzione di strutture socio-sanitarie o sanitarie, dovranno obbligatoriamente parteciparvi. In particolare il Direttore di Comunità Socio-sanitaria: è responsabile della gestione del budget assegnato, nel rispetto delle spese autorizzate; coordina il collegamento della residenza con le U.V.G. per quanto inerente l elaborazione, la gestione e monitoraggio del P.A.I. nei casi dove non sia presente il Direttore Sanitario; è responsabile ed organizza e gestisce tutte le risorse umane operanti nella Struttura in particolare in ordine alla gestione dei contratti di lavoro ed alla copertura dei posti necessari in base alle fasce assistenziali previsti; è responsabile dell equipe multidisciplinare interna alla struttura nei casi dove non sia presente il Direttore Sanitario; è responsabile dell applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza, privacy, e sicurezza alimentare Direttore Sanitario La figura del Direttore Sanitario, un medico, preferibilmente specialista in geriatria e/o medicina interna e/o in organizzazione e igiene dei servizi sanitari, è prevista nelle strutture con N.A.T., posti letto adibiti alle fasce Medio-Alta, Alta, Alta Livello Incrementato ; la presenza è garantita a tempo pieno per le strutture con almeno 120 p.l. ricompresi nelle fasce o NAT precedentemente indicate; per un numero di posti letto inferiore può essere garantita anche a tempo parziale proporzionalmente al numero di posti letto.15 L incarico di Direttore sanitario, per strutture con meno di 120 p.l. di cui sopra, può essere assegnato per un massimo di tre strutture con al massimo 120 p.l. complessivi. Il Direttore Sanitario, la cui funzione può essere garantita utilizzando rapporti di lavoro a tempo pieno o parziale, è responsabile: - dell andamento complessivo dell assistenza sanitaria della struttura, affinché la medesima si esplichi in modo corretto ed adeguato alle necessità degli ospiti; - degli aspetti igienico-sanitari della struttura, della completezza della cartella sanitaria, della supervisione sulla salute psico-fisica degli ospiti; - della verifica del corretto funzionamento delle apparecchiature e attrezzature di ambito sanitario; - della verifica del regolare approvvigionamento dei farmaci, presidi, protesi ed ausili per gli ospiti, nonché della regolare tenuta delle relative registrazioni; - del raccordo e dell armonizzazione degli interventi erogati dalle diverse componenti sanitarie, socio-sanitarie all interno delle équipe multidisciplinari interne; - del coordinamento dell assistenza medica e specialistica effettuata all interno della struttura, rispettivamente da parte dei Medici di medicina generale e degli specialisti sia ambulatoriali che ospedalieri; - della verifica delle modalità e della qualità delle prestazioni rese, ai sensi delle vigenti normative e degli accordi collettivi in essere, da parte dei Medici di Medicina Generale; - del coordinamento dell équipe multidisciplinare per quanto attiene alla valutazione dell anziano al momento dell inserimento in struttura e durante la permanenza, nonché le valutazioni e rivalutazioni ai sensi del D.M. 17 dicembre 2008 Istituzione della banca dati finalizzata alla rilevazione delle prestazioni residenziali e semiresidenziali e della D.G.R del 2 agosto 2010; - del collegamento della struttura con le U.V.G. ; - del coordinamento dell equipe multiprofessionale per quanto inerente l elaborazione, l attuazione e il monitoraggio del P.A.I.; - del raccordo con le Aziende Sanitarie Regionali e con le relative strutture afferenti alla rete del percorso di Continuità assistenziale di cui alla D.G.R. n del Il conferimento della funzione di Direttore Sanitario è incompatibile con l incarico di Medico di Medicina Generale e di Direttore di Comunità Socio Sanitaria. 5. Prestazioni Assistenziali Le prestazioni assistenziali sono garantite dalla presenza di personale in possesso delle qualifiche di cui al presente provvedimento e secondo il modello organizzativo adottato dalla struttura Assistenza medica Viene garantita attraverso i medici di medicina generale sulla base delle disposizioni previste dal vigente accordo integrativo regionale (D.G.R. n del , art. 14) e di quanto di seguito precisato.16 I riferimenti alla D.G.R. n /1995 e alla D.G.R. n /2005 contenuti nel sopra citato accordo integrativo regionale e nella normativa regionale nello stesso richiamata, sono sostituiti dal presente provvedimento. Compete all A.S.L., nell ambito delle funzioni distrettuali, l individuazione dei Medici di Medicina Generale ai quali spetta garantire l attività di assistenza sanitaria agli ospiti delle strutture residenziali socio-sanitarie accreditate con il S.S.R. Deve essere stabilito ed opportunamente pubblicizzato l orario settimanale di effettiva presenza medica all interno della struttura, concordato con la Direzione sanitaria della struttura o con il Distretto sanitario. La struttura predispone un registro per i Medici di Medicina Generale su cui viene annotato, a cura degli interessati, il giorno, l ora di ingresso e di uscita. L assistenza erogata dai Medici di Medicina Generale si raccorda con le altre attività sanitarie erogate nell ambito della struttura, secondo le modalità descritte al punto precedente Assistenza infermieristica Viene garantita attraverso le figure professionali infermieristiche per i tempi giornalieri indicati nella Tabella 1 con riferimento a ciascuna fascia d intensità e livello di complessità. Nelle strutture che forniscono prestazioni di intensità Medio Alta e fasce superiori, per almeno 80 p.l., l assistenza infermieristica deve essere garantita dalla presenza in struttura di personale infermieristico per le intere 24 ore giornaliere; al di sotto degli 80 p.l. di intensità Medio Alta e fasce superiori, la funzione può essere garantita anche attraverso la pronta reperibilità notturna. Analogamente per l intensità Media e fasce inferiori, l assistenza infermieristica notturna può essere garantita tramite la pronta reperibilità Assistenza tutelare alla persona I fabbisogni individuali di tipo assistenziale e tutelare sono garantiti tramite la figura professionale dell OSS (Operatore Socio Sanitario), in possesso della relativa qualifica professionale. Gli operatori privi della suddetta qualifica, in servizio alla data di emanazione del presente provvedimento, concorrono alla copertura dei fabbisogni individuali di tipo assistenziale e tutelare purché frequentanti un corso di formazione per il conseguimento della qualifica di O.S.S.. Dalla data del presente provvedimento, non è possibile assumere personale privo della qualifica O.S.S. per le funzioni di assistenza tutelare alla persona. L erogazione delle prestazioni di assistenza tutelare, da garantirsi nell arco delle 24 ore per i tempi indicati nella Tabella 1 con riferimento a ciascuna fascia d intensità e livello di complessità, è rivolto a soddisfare i fabbisogni individuali degli ospiti, come definiti nei rispettivi progetti individuali.17 L assistenza tutelare alla persona comprende la pulizia e il riordino degli ambienti di vita privata (letto, comodino) dell ospite, nonché l attività di imboccamento degli ospiti non in grado di provvedere autonomamente. Il numero degli operatori deve essere tale da garantire anche i turni notturni e festivi 5.4. Attività di riabilitazione, mantenimento psico-fisico, sostegno psicologico professionale Le strutture garantiscono le prestazioni professionali inerenti la riabilitazione, il mantenimento psico-fisico e il sostegno psicologico. Le predette attività sono di competenza delle figure professionali afferenti all area delle professioni sanitarie riabilitative, nonché dello psicologo. Ai fini dell accreditamento, quanto previsto dal punto 8/A a), dell allegato B Strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie per anziani della D.G.R del 14 settembre 2009, si intende come prestazione ulteriore rispetto al minutaggio di cui alla Tabella Altre attività Per gli ospiti ricoverati in regime convenzionale con il SSR, l assistenza specialistica, farmaceutica e protesica, nonché ogni altra prestazione diagnostico-terapeutica, sono garantite dall A.S.L. secondo le necessità degli ospiti. La fornitura di protesi ed ortesi, previste dall Elenco 1 del DM 332/99 sono garantite direttamente dalle A.S.L. di residenza degli ospiti, secondo le disposizioni delle vigenti normative. Le suddette prestazioni sono garantite direttamente dalle A.S.L. secondo le disposizioni delle vigenti normative ed in base al Nomenclatore Tariffario in vigore. L A.S.L. garantisce, altresì, direttamente: la fornitura diretta dei farmaci per gli ospiti inseriti nelle strutture socio-sanitarie accreditate, sulla base di quanto previsto nel rispettivo Prontuario Terapeutico Aziendale (PTA), il quale deve essere adeguato alle necessità e bisogni specifici dell assistenza farmaceutica nelle strutture residenziali. L erogazione di farmaci non presenti in PTA (farmaci ad personam o farmaci in fascia C) agli ospiti delle strutture socio-sanitarie è valutata dalla Commissione Terapeutica Aziendale, sentito il parere dell U.V.G. aziendale; la fornitura dei prodotti per la Nutrizione Artificiale, dei supplementi nutrizionali orali calorici (per pazienti malnutriti) e dei sostituti dell acqua (per pazienti disfagici), sulla base del piano nutrizionale, predisposto da operatori sanitari afferenti alla rete regionale delle SODNC (Strutture Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica); la fornitura di materiale di medicazione avanzata, sulla base di piani terapeutici rilasciati da Specialisti del SSN, nei quadri clinici e con le modalità di prescrizione previste dalle attuali disposizioni regionali. I dispositivi individuati devono essere previsti nel Prontuario Aziendale; anche per le medicazioni avanzate, l erogazione di dispositivi non previsti può avvenire solo in situazioni eccezionali;18 per pazienti portatori di stomie e/o cateteri: materiale necessario, in base al Piano Terapeutico di uno Specialista SSN, nei limiti delle disposizioni normative in vigore; per pazienti diabetici: materiale necessario all automonitoraggio glicemico; la fornitura di pannoloni e ausili per l incontinenza nella quantità giornaliera indicata dal medico di fiducia dell utente. Le prestazioni relative ai trasferimenti in ambulanza per l effettuazione di prestazioni diagnostiche e specialistiche, qualora non erogabili direttamente nell ambito della struttura residenziale, sono garantiti dall ASL per gli utenti in convenzione con integrazione tariffaria da parte dell Ente gestore delle funzioni socio-assistenziali; coloro che non fruiscono di detta integrazione tariffaria provvedono in proprio al pagamento del costo del trasferimento Attività di animazione Viene garantita attraverso le figure professionali dell animatore professionale, del terapista occupazionale, dell educatore professionale o altre figure professionali dell area della riabilitazione e/o altre specializzazioni (es. musicoterapia, teatroterapia, ecc.) che possono essere utilmente impiegate ai fini del raggiungimento degli obiettivi assistenziali prefissati nei progetti assistenziali, per un totale complessivo di 18 ore settimanali (su un modello di struttura da 72 p.l. o in proporzione sulla base dei posti letto occupati) Specificità del Nucleo Alzheimer Temporaneo In virtù delle specificità delle esigenze rappresentate dall assistenza a soggetti affetti da demenze con disturbi comportamentali e sanitari di elevata complessità, la descrizione dei requisiti assistenziali è dettagliata nell Allegato Prestazioni Alberghiere Le attività alberghiere incluse nella tariffa residenziale sono le seguenti: 6.1. Servizio di ristorazione Il servizio di ristorazione deve garantire all interno delle strutture socio sanitarie un servizio mensa adeguato sotto il profilo dietetico-nutrizionale e della sicurezza alimentare e rappresenta un presupposto di basilare importanza sia per il mantenimento ed il recupero delle condizioni di salute degli ospiti sia per favorire, nella fase di distribuzione e somministrazione degli alimenti, lo sviluppo di momenti di socializzazione ed integrazione ambientale. Occorre, di conseguenza, dedicare particolare impegno e le necessarie risorse affinché il servizio di ristorazione risponda ai seguenti requisiti: ambiente gradevole, confortevole e caratterizzato da uno scrupoloso rispetto delle condizioni igieniche delle strutture; tempi per i pasti compatibili con i ritmi di vita delle persone anziane; qualità e varietà dei cibi che si concreta anche con la possibilità di scelta e l adozione di menù personalizzati, vistati dall A.S.L. competente per territorio. In ogni caso la scelta alimentare va prevalentemente orientata su cibi freschi (preferibilmente cucinati19 in loco), di stagione, provenienti dal territorio in modo da poter consentire, attraverso il recupero del vissuto dell anziano, la rievocazione di sensazioni e ricordi, importante contributo al mantenimento dell equilibrio psico-fisico dell ospite; sicurezza sanitaria che deve essere garantita mediante efficace controllo sanitario (documentale ed ispettivo) della qualità delle materie prime; controlli sulle modalità di preparazione, confezionamento e conservazione dei cibi, igiene del personale, dei locali e delle attrezzature; 6.2. Lavanderia Include la gestione della biancheria piana e della biancheria personale degli ospiti Parrucchiere Include le attività connesse con l igiene personale: lavaggio e asciugatura (almeno settimanale) e taglio (almeno mensile) Supplementi a richiesta dell ospite L ospite, a richiesta, può essere inserito in camere con accessori ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa regionale per le strutture socio-sanitarie per anziani e diverse da quelle previste dal successivo punto 7 servizi aggiuntivi, per cui è prevista una quota socio-assistenziale differenziata. Riguardo a tali prestazioni gli ospiti devono essere dettagliatamente informati, all atto dell inserimento, in merito agli eventuali servizi (quali ad es. supplementi per camera singola e/o per camera con accessori ulteriori, etc.) che possono essere offerti dalle strutture residenziali con oneri a totale carico degli ospiti stessi, garantendone trasparenza e possibilità di scelta di usufruirne o meno. Tale informativa è garantita dall A.S.L. che dispone l inserimento e dalle strutture ospitanti, attraverso la consegna degli strumenti disciplinati dall Allegato 5 (Linee guida per il regolamento di struttura socio-sanitaria per persone anziane non autosufficienti), contenenti tutti gli elementi elencati dalla deliberazione stessa. Tali prestazioni: devono essere esplicitate e quantificate nel loro importo giornaliero a carico dell utente; devono essere concordate fra l utente e la struttura nell ambito del contratto d accoglienza, sottoscritto da entrambe le parti; devono essere rendicontate mensilmente all utente, da parte della struttura residenziale erogante, specificando la tipologia del servizio/prestazione ed il relativo importo giornaliero richiesto all utente. Le A.S.L. e gli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali, sulla base delle rispettive competenze, sono responsabili di garantire l osservanza delle suddette disposizioni effettuando le necessarie azioni di vigilanza e, nel caso di reiterato accertamento di inadempienza, provvedono all adozione degli opportuni provvedimenti relativamente all accreditamento delle strutture residenziali interessate.20 6.5. Farmaci non esenti Le strutture sono tenute a rendicontare mensilmente all utente e, qualora integri la quota alberghiera, all Ente Gestore di competenza, il costo sostenuto per la somministrazione dei farmaci non esenti (fascia C) e non forniti direttamente dal S.S.R., allegando copia della ricetta medica nominativa e relativi scontrini fiscali. Non rientrano nel rendiconto mensile, sulla base del principio sancito dal precedente punto 5.5. Altre attività sanitarie, le tipologie di farmaci di fascia C compresi nel prontuario aziendale (P.T.A.) e destinati agli anziani non autosufficienti assistiti in regime residenziale, erogati direttamente dall A.S.L. e non soggetti a rimborso a carico dell utente. 7. SERVIZI AGGIUNTIVI Le strutture accreditate, che offrono servizi aggiuntivi (non afferenti alle prestazioni inserite nei L.E.A. incluse nella tariffa), possono proporre una quota per servizi aggiuntivi, proporzionata al livello dei servizi alberghieri e socio-assistenziali offerti. La struttura accreditata comunica annualmente all A.S.L. di riferimento territoriale, con apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, i servizi aggiuntivi offerti e la relativa quota socioassistenziale diversificata; la comunicazione di applicazione di una quota socio assistenziale differenziata può riferirsi anche solo a una parte dei nuclei accreditati. L A.S.L. nell ambito delle sue funzioni di vigilanza e controllo verifica la sussistenza dei servizi offerti nel primo sopralluogo della Commissione di Vigilanza. I servizi aggiuntivi devono essere goduti dall intera struttura o dagli eventuali nuclei individuati e da tutti gli ospiti in essi ospitati, indipendentemente dal regime tariffario in essere. La quota socio-assistenziale differenziata si applica esclusivamente ai cittadini con reddito in grado di coprire l intera quota socio assistenziale e l importo di differenziazione; nel caso di integrazione dell Ente Gestore, non si applica la quota socio-assistenziale differenziata. La quota socio-assistenziale differenziata non si applica a tutti gli ospiti inseriti in struttura prima della comunicazione annuale di cui al secondo capoverso. La quota socio-assistenziale differenziata non può essere applicata nei Centri Diurni. 8. Il percorso di continuità assistenziale nell ambito di strutture residenziali socio-sanitarie Il nuovo modello integrato di cure deve essere in grado di dare risposte adeguate ai bisogni clinico-riabilitativo-assistenziali della popolazione anziana, con la possibilità di indirizzare il paziente verso i setting appropriati in termini di organizzazione e di risorse, garantendo una rete integrata di servizi fra ospedale e territorio con valorizzazione delle diverse figure professionali coinvolte. Vedere altro
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