Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-284-del-07072008.html
Timestamp: 2017-01-24 23:30:36+00:00
Document Index: 179920861

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 50', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 47', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art.\n51', 'art. 51']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 284 del 07.07.2008
Istanza di interpello - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Trattamento
fiscale delle indennità assegnate per trasferte - art. 51 del Tuir
L'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ente pubblico nazionale non
economico di ricerca, avente autonomia scientifica, organizzativa,
finanziaria e contabile, nel perseguire le proprie finalità istituzionali,
disciplinate dal Regolamento generale dell'I.N.F.N., provvede a promuovere
la formazione scientifica e la diffusione della cultura nei settori
istituzionali anche in collaborazione con le Università, con la possibilità di conferire borse di studio e premi.
Per poter assolvere ai propri fini istituzionali, l'istituto
avvalersi di proprio personale, nonché di personale dipendente da università, istituti di istruzione universitaria, istituzioni di ricerca,
altre amministrazioni pubbliche, mediante incarico di ricerca o di collaborazione tecnica attribuito secondo le
modalità di cui al regolamento
del personale previo assenso degli enti da cui il personale dipende.
Possono essere previste poi anche altre forme di associazione alle
attività dell'Istituto secondo le modalità di cui al Regolamento del
personale (art. 3, commi 1 e 2, del Regolamento generale dell'I.N.F.N.).
Al riguardo, il Regolamento per le Associazioni alle
scientifico-tecniche dell'I.N.F.N., nel definire le caratteristiche comuni
del personale associato, prevede, al paragrafo 1, che in attuazione
dell'art. 3 del Regolamento generale, l'I.N.F.N. si avvale di proprio
personale, nonché di altro personale dipendente dal sistema universitario
nazionale, da altri enti italiani pubblici e privati convenzionati, di
studiosi stranieri che operino nelle strutture dell'istituto, di laureandi, dottorandi, borsisti e assegnisti dell'Istituto o di altre Organizzazioni
convenzionate con l'I.N.F.N..
Lo stesso paragrafo prevede, altresì, che l'associazione a termine
è gratuita e che al personale associato (che si articola in due distinte tipologie: incarichi di ricerca e collaborazione e altre forme di
associazione) spetta il rimborso delle spese per le trasferte autorizzate,
secondo le modalità previste per i dipendenti, nonché la copertura
assicurativa per gli infortuni professionali e per il rischio di radiazioni.
In relazione alle somme che l'I.N.F.N. versa agli associati a titolo di
rimborso per le spese di trasferta, viene chiesto di sapere quale sia il
corretto trattamento tributario da applicare, ai fini dell'Irpef, a seconda
che i destinatari siano:
a) dipendenti di Università o di altri Enti o Amministrazioni;
b) titolari di assegno di ricerca erogato anche da Enti diversi
dall'INFN;
d) studenti o laureandi privi di reddito o titolari di borse di
studio erogate da Enti diversi dall'INFN.
L'Ente istante ritiene che le somme percepite dagli associati in relazione
ai rapporti di associazione si qualifichino come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all'art. 50 del Tuir e che alle
riconosciute loro per le trasferte autorizzate sia corretto applicare il
regime fiscale recato dall'art. 51, comma 5, del Tuir.
L'art. 51, comma 5, del Tuir, relativo alle trasferte dei dipendenti, in
deroga al principio di onnicomprensività che caratterizza il reddito di
lavoro dipendente, prevede che "le indennità percepite per le trasferte o
le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente i 46,48 euro al giorno, elevati a 77,47 euro per le
trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in
caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite
è ridotto di un terzo. Il
limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di
alloggio che di quelle di vitto. In caso di rimborso analitico delle spese
per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a
formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto,
nonché i rimborsi di altre spese,
anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente sempre in
occasione di dette trasferte o missioni, fino all'importo massimo
giornaliero di euro 15,49 elevati a euro 25,82 per le trasferte all'estero.
Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell'ambito del
territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito".
I sistemi di indennità forfetaria, rimborso misto e rimborso analitico,
previsti dalla norma sopra citata, al fine di disciplinare la corretta tassazione delle
indennità di trasferta erogate ai dipendenti per le
prestazioni di lavoro effettuate fuori dalla sede di lavoro, sono,
ovviamente, alternativi tra loro.
Il riportato art. 51, comma 5, trova applicazione anche in sede di
determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui
all'art. 50 del TUIR.
Infatti, l'art. 52 del Tuir prevede che, ai fini della determinazione
dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, si applicano le
disposizioni dell'art. 51 relative alla determinazione dei redditi di lavoro
dipendente, salve le eccezioni previste nel corpo dello stesso articolo 52.
Per poter fornire una corretta soluzione al quesito in esame,
concernente l'applicabilità delle disposizioni recate dall'art. 51, comma 5
del Tuir, ai rimborsi spese corrisposti in relazione alle trasferte
effettuate dagli associati, è necessario, in via preliminare, qualificare, ai fini fiscali, i rapporti di associazione che l'Ente istante stipula con i
In particolare, occorre individuare se le somme corrisposte agli
associati (i quali non sono dipendenti dell'ente) possano qualificarsi come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
In relazione alla prima categoria di associati, costituita da dipendenti
di Università o di altri Enti o Amministrazioni, la scrivente rammenta che
con circolare 23 dicembre 1997, n. 326, è stato precisato, al punto 5.3,
che, ai sensi dell'art. 47, comma 1, lett. b), del Tuir (ora allora art. 50)
sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente le indennità e i compensi
percepiti, a carico di soggetti diversi dal proprio datore di lavoro, dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione alle
funzioni della propria qualifica e in dipendenza del proprio rapporto di lavoro.
L'assimilazione al lavoro dipendente deriva dalla circostanza che
l'attività, che potrebbe essere per natura autonoma, viene fornita in
relazione ad un ordine di servizio ricadente nel rapporto subordinato
intrattenuto in via principale.
Ciò premesso, la scrivente ritiene che, ove ricorra il predetto
collegamento con il rapporto principale di lavoro dipendente, le somme
corrisposte ai dipendenti di Università o di altri Enti o Amministrazioni
con incarico di associazione presso l'I.N.F.N. rientrino tra i redditi
La seconda categoria di associati è costituita dai beneficiari di
assegni per la collaborazione ad attività di ricerca conferiti
dall'I.N.F.N. o da altri enti.
Al riguardo, si ritiene che i rimborsi spese erogati a tale categoria di
associati sono inquadrabili tra i compensi per prestazioni di collaborazione, caratterizzate da un rapporto di coordinamento rispetto
all'attività svolta dal committente, da uno stretto legame con la realizzazione di un programma di ricerca o di una fase di esso, che
costituisce l'oggetto del rapporto, e dallo svolgimento in autonomia senza
osservanza di un orario di lavoro predeterminato.
Ne consegue che, anche se l'assegno di ricerca è conferito da un ente
diverso dall'I.N.F.N., le somme pagate da quest'ultimo a titolo di rimborso
per le trasferte autorizzate concorrono a tassazione come redditi assimilati
a quelli di lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 50 comma 1, lettera c-bis) del TUIR..
Dubbi interpretativi non sorgono circa la terza categoria di associati,
rappresentata dai titolari di borse di studio erogate dall'INFN, atteso che
l'art. 50, comma 1, lett. c), del Tuir, ricomprende tra i redditi assimilati
a quelli di lavoro dipendente "le somme da chiunque corrisposte a titolo di
borsa di studio di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di
addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di
lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante".
Le somme in discorso, infatti, sono erogate dall'I.N.F.N., al fine di
offrire la possibilità, agli associati, di svolgere attività di studio nei
settori istituzionali dell'I.N.F.N. stesso.
In merito all'ultima categoria di associati, costituita dagli studenti e
dai laureandi privi di reddito o titolari di borse di studio erogate da Enti
diversi dall'I.N.F.N., la scrivente ritiene che le somme agli stessi erogate
in occasione delle trasferte, proprio perchè finalizzate a favorire
l'effettiva attività di formazione e di ricerca devono considerarsi
assegnate a titolo di borsa di studio, e, come tali essere equiparate ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all'art. 50, comma
Quanto sopra precisato risulta essere coerente, tra l'altro, con
l'orientamento espresso, con risoluzione 21 marzo 2002, n. 95, circa il corretto trattamento tributario delle somme percepite dai tirocinanti.
Con la predetta risoluzione n. 95 del 2002 è stato precisato, infatti,
che le somme percepite dai tirocinanti per i rapporti intrattenuti con i soggetti ospitanti sono fiscalmente qualificabili ai sensi dell'art. 50,
comma 1, lett. c), del Tuir come redditi assimilati ai quelli di lavoro
dipendente e che alle eventuali somme percepite da questi per eseguire
incarichi ricevuti dal soggetto ospitante fuori del comune in cui si svolge il tirocinio (assimilabile alla sede di lavoro) si rende applicabile l'art.
51, comma 5, del Tuir.
Chiarito quindi che le somme percepite dagli associati si qualificano in
tutte le ipotesi esaminate come redditi assimilati a quelli di lavoro
dipendente, la scrivente ritiene applicabile ai rimborsi spesa corrisposti
dall'I.N.F.N. per le trasferte autorizzate la disciplina recata dall'art. 51, comma 5, del Tuir.
Ciò nel presupposto che il rimborso corrisposto vada effettivamente a
compensare le spese sostenute nel quadro di uno spostamento tecnicamente
riconducibile al concetto di trasferta.