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Timestamp: 2018-09-19 21:36:58+00:00
Document Index: 79713067

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 74', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 2']

Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro Commentario al Decreto Legislativo 81/08 - PDF
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Lelio Zani
1 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro Commentario al Decreto Legislativo 81/08
5 Sommario SOMMARIO I INTRODUZIONE 1 TITOLO 1- MISURE DI CARATTERE GENERALE 5 1. Campo di applicazione, definizioni e modalità di computo Campo di applicazione Definizioni Modalità di computo dei lavoratori Sistema istituzionale Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro Comitati regionali di coordinamento Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro Sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione e formazione Vigilanza e contrasto del lavoro irregolare Attività di vigilanza Misure per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori 22 TITOLO 2- GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO Misure di tutela e obblighi Misure generali di tutela Delega di funzioni Obblighi del datore e del dirigente Obblighi del preposto 32 iii
6 Le novità della Legge Finanziaria 2007 sui veicoli 1.5 Obblighi dei lavoratori Obblighi dei progettisti Obblighi del medico competente Valutazione dei rischi Oggetto della valutazione dei rischi Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi Modelli di organizzazione e di gestione 38 3 Servizio di prevenzione e protezione Il servizio di prevenzione e protezione Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni Compiti del servizio di prevenzione e protezione Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi Riunione periodica Formazione, informazione e addestramento Informazione ai lavoratori Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti Sorveglianza sanitaria Titoli e requisiti del medico competente Svolgimento dell attività di medico competente Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale Sorveglianza sanitaria Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica 52 6 Gestione delle emergenze Disposizioni generali Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato Primo soccorso Prevenzione incendi Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale 66 iv
7 Sommario 7.3 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Organismi paritetici Disposizioni penali e sanzioni Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente Sanzioni per il preposto Sanzioni per il medico competente Sanzioni per i lavoratori 75 TITOLO 3- LUOGHI DI LAVORO, ATTREZZATURE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Disposizioni generali e sanzioni Definizioni Requisiti di salute e di sicurezza Obblighi del datore di lavoro Locali sotterranei o semisotterranei Costruzione e realizzazione di nuovi luoghi di lavoro Sanzioni per il datore di lavoro Uso delle attrezzature di lavoro Definizioni Requisiti di sicurezza Obblighi del datore di lavoro Informazione e formazione Requisiti generali delle attrezzature di lavoro Uso dei dispositivi di protezione individuale Definizioni Obbligo di uso e requisiti Obblighi del datore di lavoro Obblighi dei lavoratori Impianti e apparecchiature elettriche Obblighi del datore di lavoro Requisiti di sicurezza 96 v
8 Le novità della Legge Finanziaria 2007 sui veicoli 4.3 Lavori sotto tensione Lavori in prossimità di parti attive e protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature Verifiche Sanzioni a carico del datore di lavoro Cantieri temporanei e mobili Definizioni Obblighi del committente o del responsabile dei lavori Obblighi del coordinatore per la progettazione Obblighi del coordinatore per l esecuzione dei lavori Misure generali di tutela Obblighi dei datori di lavoro dei dirigenti e dei preposti Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l esecuzione dei lavori Notifica preliminare Piano di sicurezza e di coordinamento Obblighi di trasmissione 108 TITOLO 4- SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Campo di applicazione e definizioni Obblighi del datore di lavoro Informazione e formazione Sanzioni 116 TITOLO 5- MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Campo di applicazione Obblighi del datore di lavoro Informazione, formazione e addestramento Sanzioni 122 vi
9 Sommario TITOLO 6- ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALE Campo di applicazione e definizioni Obblighi del datore di lavoro Requisiti minimi Attrezzature Ambiente Interfaccia elaboratore/uomo Svolgimento quotidiano del lavoro Le modalità di utilizzo dei videoterminali Indicazioni sulle caratteristiche dell arredo della postazione del video terminale Indicazioni sugli ambienti Indicazioni atte ad evitare l insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici Indicazioni atte ad evitare l insorgenza di problemi visivi Indicazioni atte ad evitare disturbi da affaticamento mentale Sorveglianza sanitaria Informazione e formazione Esercizi Sistemi di rilassamento per la funzione visiva Sistema di mantenimento della mobilità oculare Esercizi correttivi delle posture viziate Sanzioni 146 TITOLO 7- AGENTI FISICI Definizioni e campo di applicazione Valutazione dei rischi Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi Informazione e formazione dei lavoratori Sorveglianza sanitaria Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore Campo di applicazione e definizioni Valori limite di esposizione e valori di azione 153 vii
10 Le novità della Legge Finanziaria 2007 sui veicoli 6.3 Valutazione del rischio Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile Misure di prevenzione e protezione Uso dei dispositivi di protezione individuali Informazione e formazione dei lavoratori e sorveglianza sanitaria Deroghe Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni Campo di applicazione e definizioni Valori limite di esposizione e valori d azione Valutazione dei rischi Misure di prevenzione e protezione Sorveglianza sanitaria Deroghe Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici Campo di applicazione e definizioni Valori limite, identificazione dell esposizione e valutazione dei rischi Misure di prevenzione e protezione Sorveglianza sanitaria Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche Campo di applicazione e definizioni Valori limite, identificazione dell esposizione e valutazione dei rischi Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi Sorveglianza sanitaria Sanzioni 173 TITOLO 8- SOSTANZE PERICOLOSE Protezione da agenti chimici Campo di applicazione Definizioni Valutazione dei rischi Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi 180 viii
11 Sommario 1.5 Misure specifiche di protezione e di prevenzione Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze Informazione e formazione per i lavoratori Divieti Sorveglianza sanitaria Cartelle sanitarie e di rischio Protezione da agenti cancerogeni e mutageni Campo di applicazione e definizioni Sostituzione e riduzione Valutazione del rischio Misure tecniche, organizzative, procedurali Informazione e formazione Esposizione non prevedibile Operazioni lavorative particolari Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche Registro di esposizione e cartelle sanitarie Protezione dai rischi connessi all esposizione all amianto Campo di applicazione e definizioni Individuazione della presenza di amianto e valutazione del rischio Notifica Misure di prevenzione, di protezione e di igiene Controllo dell esposizione Valore limite Operazioni lavorative particolari Lavori di demolizione o rimozione dell amianto Informazione e formazione dei lavoratori Sorveglianza sanitaria Sanzioni 203 TITOLO 9- ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Campo di applicazione e definizioni 209 ix
12 Le novità della Legge Finanziaria 2007 sui veicoli 2. Classificazione degli agenti biologici Comunicazioni ed autorizzazioni Valutazione del rischio Misure tecniche, organizzative, procedurali ed igieniche Misure di emergenza Informazioni e formazione Prevenzione e controllo Registri degli esposti e degli eventi accidentali Sanzioni 218 TITOLO 10 - PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE Campo di applicazione e definizioni Prevenzione e protezione contro le esplosioni Valutazione dei rischi di esplosione Obblighi generali e coordinamento Documento sulla protezione contro le esplosioni Prescrizioni minime di protezione Termini per l adeguamento Sanzioni 233 TITOLO 11 - DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE ED ENTRATA IN VIGORE Principio di specialità ed esercizio di poteri sostitutivi Omicidio colposo o lesioni commesse con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro Definizione delle controversie punite con la sola pena dell arresto Circostanza attenuante Abrogazioni ed entrata in vigore 240 x
15 Introduzione Sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, Supplemento Ordinario n. 108, è stato pubblicato il Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, che riordina tutta la vigente normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 15 maggio, si pone come obiettivo prioritario l innalzamento della qualità e della sicurezza del lavoro, anche attraverso la definizione di una strategia prevenzionistica incentrata su obiettivi sostanziali e non soltanto su regole formali, valorizzando adeguatamente il dialogo sociale sul territorio e la bilateralità, quale fattore di controllo sociale, e inducendo le imprese, anche con norme premiali e incentivanti, a perseguire condotte socialmente responsabili. Attraverso la bilateralità, incentivata anche mediante l indirizzo degli organi ispettivi e di controllo verso aree non coperte dal controllo sociale, sarà possibile mantenere elevati standard di tutela alleggerendo tuttavia i vincoli meramente formali e burocratici. La tecnica legislativa adottata è quella di un provvedimento non solo di portata compilativa ma anche innovativo rispetto al sistema previgente, fermo restando il rispetto del rinnovato assetto costituzionale delle competenze Stato-Regioni. Il Decreto si pone, quindi, come strumento di legificazione con il quale si è inteso realizzare non più il semplice riordino normativo, ma un vero e proprio riassetto della regolazione in materia di tutela e sicurezza sul lavoro. La finalità perseguita è, pertanto, quella di realizzare un complesso di norme stabili ed armonizzate, espressione di un assestamento della materia che possa offrire agli operatori e agli utenti in genere certezza di regole e una chiara strumentazione normativa. In tal senso, il legislatore ha identificato un nucleo intangibile di norme, individuato nelle disposizioni delle direttive comunitarie e nei loro allegati. Nell articolato vengono ricompresi gli obblighi fondamentali di natura organizzativa e comportamentale, mentre vengono riservate agli allegati le norme tecniche. L esigenza di giungere ad un riordino della materia era da tempo avvertita dagli operatori. Il quadro normativo precedente infatti, svi- 3
16 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro luppatosi sulla scia dell emergenza, appariva stratificato, spesso contraddittorio e caratterizzato da continui sorpassi legislativi regionali che, in contrasto con gli orientamenti comunitari, creavano barriere tecniche e normative che impedivano una gestione integrata e complessiva del sistema a livello nazionale. Tutte le norme settoriali previgenti si caratterizzavano, da una parte, per il rigido approccio del comando e controllo di prima generazione, che sta all origine di quell eccesso di regolamentazione cui gli organi comunitari intendono oggi porre rimedio e, dall altra, per l assenza di un quadro uniformità, soprattutto a causa dell incompletezza delle norme regolamentari ed attuative e di quella farraginosità e frammentarietà che ha reso la legislazione spesso difficile da interpretare e, ancor più, da applicare. E per questi motivi che il legislatore è intervenuto sulla materia utilizzando, come tecnica normativa, un vero e proprio strumento di legificazione con il quale ha inteso realizzare non più il semplice riordino normativo, ma un vero e proprio riassetto della regolazione ambientale. Il volume intende ripercorrere il processo di definizione della nuova normativa, illustrandone le motivazioni ed evidenziando, tematica per tematica, le novità di maggior rilevo. Il punto di partenza è costituito dalla legge 123 del 7 agosto 2007 che ha delegato il Governo all emanazione di uno o più decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle varie disposizioni legislative esistenti in materia. Vengono quindi evidenziati, nel dettaglio, i settori oggetto della delega, i principi e criteri direttivi e le norme di diretta applicazione. Le parti successive del volume sono invece dedicate ad una disamina approfondita di tutte le novità legislative introdotte dal D.Lgs 81/08 nei vari settori di interesse, dalle procedure di gestione della prevenzione, alla valutazione dei rischi, al servizio di prevenzione e protezione, alla formazione, informazione ed addestramento dei lavoratori, alla sorveglianza sanitaria fino alla gestione delle emergenze. Un esame dettagliato viene inoltre rivolto alle norme che regolamentano l uso delle attrezzature di lavoro, ai dispositivi di protezione individuale, all uso delle attrezzature munite di videoterminali. 4
17 Titolo 1 Misure di carattere generale
19 Titolo 1 - Misure di carattere generale 1. Campo di applicazione, definizioni e modalità di computo 1.1 Campo di applicazione Per espressa disposizione legislativa (articolo 3), il decreto si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio ed, in particolare, a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati. Nell ipotesi di prestatori di lavoro nell ambito di un contratto di somministrazione di lavoro (articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276) tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico dell utilizzatore, fatto salvo l obbligo a carico del somministratore di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali viene assunto. Nell ipotesi di distacco del lavoratore (articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276), tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato. Nei confronti dei lavoratori a progetto (articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276) e dei collaboratori coordinati e continuativi (articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile), le disposizioni del decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente, mentre nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio (articolo 70 e seguenti del decreto legislativo 10 7
20 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro settembre 2003, n. 276), il decreto e tutte le altre norme speciali vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l insegnamento privato supplementare e l assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili. Relativamente ai lavoratori a domicilio (legge 18 dicembre 1973, n. 877) trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37 del decreto in seguito commentate. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70 e di cui all accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al Titolo VII del decreto (Attrezzature munite di videoterminale), indipendentemente dall ambito in cui si svolge la prestazione stessa. Nell ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo IX (Sostanze pericolose). I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza è previsto che il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità competenti abbiano accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta presso il suo domicilio. Il datore di lavoro deve poi garantire l adozione di misure dirette a prevenire l isolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni all azienda, permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dell azienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali. 8
21 Titolo 1 - Misure di carattere generale 1.2 Definizioni Rispetto a quanto precedentemente disposto dal D.Lgs 626/1994, l attuale disciplina normativa (Articolo 2) introduce rilevanti cambiamenti anche all impianto definitorio. Le principali novità riguardano: a) «lavoratore», inteso come persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell ente stesso; l associato in partecipazione di cui all articolo 2549 e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento (art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196) promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e/o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; b) «datore di lavoro» ovvero il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l assetto dell organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell organizzazione stessa o dell unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, esso è individuato dall organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell ubicazione e dell ambito 9
22 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro funzionale degli uffici nei quali viene svolta l attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l organo di vertice medesimo; c) «preposto» ovvero la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; d) «responsabile del servizio di prevenzione e protezione» ovvero persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali indicati dall articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi 1 ; e) «addetto al servizio di prevenzione e protezione» ovvero la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all articolo 32, facente parte del servizio di prevenzione e protezione dai rischi 2 ; f) «medico competente»: medico in possesso dei necessari titoli e requisiti formativi e professionali 3, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valuta- 1 L articolo prevede che per lo svolgimento delle funzioni sia necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare quanto previsto dall accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, serie generale, del 14 febbraio 2006, n. 37, e successive modificazioni e integrazioni. Possono altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall accordo di cui al comma precedente. 2 Cfr la nota precedente. 3 Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti: a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; b) docenza o libera docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; c) autorizzazione di cui all articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; 10
23 Titolo 1 - Misure di carattere generale zione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto; g) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro; h) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all azienda finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori; i) «sorveglianza sanitaria»: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell attività lavorativa; l) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; m) «unità produttiva»: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; n) «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale e delle assicurazioni. I medici in possesso della specializzazione in igiene e medicina preventiva o legale e delle assicurazioni sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero della salute di concerto con il Ministero dell Università e della ricerca scientifica. Tali soggetti se, alla data di entrata in vigore del decreto, svolgano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell arco dei tre anni anteriori all entrata in vigore del decreto, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l espletamento di tale attività. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo all entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui sopra sono iscritti nell elenco dei medici competenti istituito presso il Ministero della salute. 11
24 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro o) «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dall Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall Istituto nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all articolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all articolo 6, previa istruttoria tecnica dell ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione 1.3 Modalità di computo dei lavoratori Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale la recente normativa (Articolo 4) fa discendere particolari obblighi, viene previsto che siano computati: a) i collaboratori familiari (all articolo 230-bis del codice civile); b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento (all articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196); c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali; d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato (articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368), in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro; e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio (articoli 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276), nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro (art. 74 del medesimo decreto); f) i lavoratori la cui attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente (legge 18 dicembre 1973, n. 877); g) i volontari (legge 11 agosto 1991, n. 266), i volontari dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico, della difesa civile e della protezione civile, i volontari che effet- 12
25 Titolo 1 - Misure di carattere generale tuano il servizio civile, i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili (decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468); h) i lavoratori autonomi (articolo 2222 del codice civile); i) i collaboratori coordinati e continuativi (articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile), nonché i lavoratori a progetto (articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276), ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente. Viene poi previsto che i lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro (articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276) e i lavoratori assunti a tempo parziale (decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61), si computino sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nell arco di un semestre, mentre per i lavoratori stagionali si prevede il computo sulla base del numero di giornate di lavoro complessivamente prestate nell arco di un anno. 2. Sistema istituzionale Per la gestione dell intero sistema prevenzionale, il decreto individua una complessa articolazione di organismi preposti alla vigilanza, al coordinamento, alla formazione, alla prevenzione, all assistenza e allo svolgimento delle attività promozionali. 2.1 Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza Sulla base di quanto già previsto dall art. 1, comma 2, lett. i), prima parte e dall art. 1, comma 2, lett. q), prima parte, della legge 123/2007, viene prevista l istituzione, presso il Ministero della salute, che lo presiede, del Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Articolo 5), partecipato da due rappresentanti del Ministero della salute, due del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, un rappresentante del Ministero dell Interno e cinque delle regioni e 13
26 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro province autonome di Trento e di Bolzano. Al Comitato partecipano anche, con funzione consultiva, un rappresentante dell INAIL, uno dell ISPESL e uno dell Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Il Comitato ha il compito di garantire la più completa attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni e, per tale via, svolge le seguenti finzioni: a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro; b) individuare obiettivi e programmi dell azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria; d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l uniformità dell applicazione della normativa vigente; f) individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. 2.2 Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, tenendo conto di quanto già disposto dall art. 1, comma 2, lett. i), seconda parte, della legge 123/2007 e dell art. 26 del D.Lgs 626/94, è istituita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (Articolo 6), composta da un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che la presiede, da un rappresentante del Ministero della salute, da uno del Ministero dello sviluppo economico, da uno del Ministero dell interno, da uno del Ministero delle infrastrutture, da uno del Ministero dei trasporti, da uno del Ministero delle politiche agricole e forestali, da uno del Ministero della solidarietà sociale, da uno della Presidenza del Consiglio dei 14
27 Titolo 1 - Misure di carattere generale Ministri-Dipartimento della funzione pubblica, da otto rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, da otto esperti desi gnati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresen tative a livello nazionale ed, infine, da otto esperti desi gnati delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, anche dell artigianato e della piccola e media impresa, comparativamente più rappresentative a livello nazionale. La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di: a) esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente; b) esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza; c) definire le attività di promozione e le azioni di prevenzione e validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro; d) redigere annualmente una relazione sullo stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza e sul suo possibile sviluppo, da trasmettere alle commissioni parlamentari competenti e ai Presidenti delle Regioni; e) elaborare, entro e non oltre il 31 dicembre 2010, le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore; f) definire criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi; g) valorizzare sia gli accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria, che, in considerazione delle specificità dei settori produttivi di riferimento, orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della responsabilità sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente; h) valutare le problematiche connesse all attuazione delle direttive comunitarie in materia di salute e sicurezza del lavoro e promuovere la considerazione della 15
28 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro differenza di genere in relazione alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione. 2.3 Comitati regionali di coordinamento Presso ogni regione e provincia autonoma viene previsto (Articolo 7) che operi il comitato regionale di coordinamento (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2007) con il compito di realizzare una programmazione coordinata di interventi nonché uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza e la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. 2.4 Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro Viene disposta (Articolo 8) l istituzione di un Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate. Il Sistema informativo è costituito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dal Ministero della salute, dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dall INAIL, dall IPSEMA e dall ISPESL, con il contributo del Consiglio nazionale dell economia e del lavoro (CNEL). Allo sviluppo del medesimo concorrono gli organismi paritetici e gli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresi quelli che si occupano della salute delle donne. La diffusione delle informazioni specifiche è finalizzata al raggiungimento di obiettivi di conoscenza utili per le attività dei soggetti destinatari e degli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi destinatari e resi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n
29 Titolo 1 - Misure di carattere generale 2.5 Sistema delle amministrazioni e degli enti statali aventi compiti di prevenzione e formazione Il decreto prevede, all articolo 9, che L ISPESL, l INAIL e l IPSEMA siano considerati enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attività, anche di consulenza, in una logica di sistema con il Ministero della salute, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. L ISPESL, l INAIL e l IPSEMA operano in funzione delle attribuzioni loro assegnate dalla normativa vigente, svolgendo in forma coordinata, per una maggiore sinergia e complementarietà, le seguenti attività: a) elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di attività; b) interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di conferenza permanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al sistema di sostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute sul lavoro per verificare l adeguatezza dei sistemi di prevenzione e assicurativi e per studiare e proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali; c) consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei più adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di rischiosità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia all individuazione degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalità prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel settore e con le parti sociali; d) progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione; f) promozione e divulgazione della cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici e universitari; 17
30 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro Per quanto concerne, in particolare, l attività di consulenza, il decreto prevede che essa non possa essere svolta dai funzionari dell ISPESL, dell INAIL e dell IPSEMA che svolgono attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Scendendo ad un analisi più approfondita ed articolata dei tre istituti, l INAIL 4, cui è stata affidata la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico, svolge prioritariamente i seguenti compiti: a) raccoglie e registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell evento; b) concorre, d intesa con l ISPESL, alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro; c) partecipa alla elaborazione, formulando pareri e proposte, della normazione tecnica in materia; d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le prestazioni del Fondo di cui all articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2007, n L Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro - ISPESL - è invece Ente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. L ISPESL è organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione, informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organi centrali dello Stato preposti ai settori della salute, dell ambiente, del lavoro e della produzione e le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano. L ISPESL, nell ambito delle sue attribuzioni istituzionali, opera avvalendosi delle proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitarietà della azione di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e svolge le seguenti attività: 4 Fermo ovviamente restando quanto già previsto dall art. 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67, dall art. 2, comma 6, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dall art. 2, comma 130, della legge 23 dicembre 1996, n
31 Titolo 1 - Misure di carattere generale a) svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro; b) interviene nelle materie di competenza dell Istituto, su richiesta degli organi centrali dello Stato e delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nell ambito dei controlliche richiedono un elevata competenza scientifica. Ai fini della presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi di lavoro, accertamenti e indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro; c) è organo tecnico-scientifico delle Autorità nazionali preposte alla sorveglianza del Mercato ai fini del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori; d) svolge attività di Organismo Notificato per Attestazioni di conformità relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativi alla Sorveglianza del Mercato; e) è titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro sottoposte a tale regime; f) fornisce consulenza al Ministero della salute, agli altri Ministeri e alle regioni e province autonome in materia salute e sicurezza del lavoro; g) fornisce assistenza al Ministero della salute e alle regioni e alle province autonome per l elaborazione del Piano sanitario nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza in materia; h) supporta il Servizio Sanitario Nazionale fornendo informazioni, formazione, consulenza e assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro; i) svolge, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, l attività di vigilanza sulle strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale; 19
32 Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro j) effettua il raccordo e la divulgazione dei risultati derivanti dalle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale; k) partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, pareri e proposte circa la congruità della norma tecnica non armonizzata ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente; l) assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione e la gestione dei rischi e per l accertamento dello stato di salute dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio e contribuisce alla definizione dei limiti di esposizione. L IPSEMA infine svolge, con la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico ed ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dell assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del settore marittimo, i seguenti compiti: a) raccoglie e registra, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell evento; b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, raccordandosi con il Ministero della salute e con l ISPESL; c) finanzia, nell ambito e nei limiti delle proprie spese istituzionali, progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro; d) supporta, in raccordo con le Amministrazioni competenti in materia di salute per il settore marittimo,anche mediante convenzioni con l INAIL, le prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa per i lavoratori marittimi anche al fine di assicurare il loro reinserimento lavorativo; e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le prestazioni del Fondo di cui all articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2007, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. 20
33 Titolo 1 - Misure di carattere generale 3. Vigilanza e contrasto del lavoro irregolare 3.1 Attività di vigilanza La vigilanza sull applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è disciplinata dall articolo 13 (già articolo 23 del D.Lgs 626/1994) ed è svolta dall azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo stesso personale può esercitare l attività di vigilanza sull applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell Azienda sanitaria locale competente per territorio: a) attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. Lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l impiego di esplosivi; b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei; c) ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in relazione alle quali il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale svolge attività di vigilanza sull applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell Azienda sanitaria locale competente per territorio. Restano ovviamente ferme le competenze in materia di salute e sicurezza dei lavoratori attri buite dalle disposizioni vigenti agli uffici di sanità aerea e marittima ed alle autorità marittime, portuali ed aeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale. 21