Source: https://www.sdlcentrostudi.it/tag/revoca-fallimento/
Timestamp: 2018-11-15 05:16:12+00:00
Document Index: 23611653

Matched Legal Cases: ['art.18', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 2367', 'sentenza ']

Revoca Fallimento Archivi | SDL Centrostudi
Corte d’Appello di Brescia – Revoca Fallimento a seguito di Reclamo ex art.18 L.fall.
Con la sentenza in commento la Corte di Appello di Brescia ha revocato il fallimento di una società cliente della SDL a seguito di reclamo proposto ex art. 18 L.F. dall’ Avv. Biagio Riccio coadiuvato dall’Avv. Andrea Guizzardi, su incarico di uno dei soci della fallita, averso la sentenza dichiarativa di fallimento emessa dal Tribunale di Cremona.
In particolare il fallimento era stato richiesto “in proprio” dal liquidatore della società nonostante, secondo uno dei soci della srl, avesse sin da subito contestato sia la legittimità della messa in liquidazione (e quindi della nomina del liquidatore) sia la sussistenza dello stato di decozione.
La Corte d’Appello ha accolto le istanza dei legali incaricati dal socio della società illegittimamente dichiarata fallita soffermandosi sulla preliminare eccezione sollevata in riferimento alla “legittimazione di chi propone l’istanza “in proprio”, vale a dire sulla titolarità, in capo all’istante, del potere di rappresentanza.”
La Corte ha chiarito che, a prescindere dalla dibattuta questione sulla applicabilità dell’art. 2367 c.c. alla srl, è necessario verificare preliminarmente l’esistenza stessa (non già la mera validità) di una delibera riferibile alla volontà dei soci ed adottata nell’ ambito di un’assemblea regolarmente convocata.
Nella fattispecie la nomina del liquidatore era da intendersi tamquam non esset in quanto dall’istruttoria non era emersa alcuna valida convocazione dell’assemblea per deliberare la messa in liquidazione e, quindi, la nomina del liquidatore stesso.
La sentenza ha dunque stigmatizzato il principio secondo cui, in ipotesi di istanza di fallimento presentata “in proprio”, è necessaria la previa e rigorosa verifica della titolarità del soggetto che propone la domanda di fallimento onde verificare la sussistenza dei necessari poteri di rappresentanza in capo allo stesso tenuto conto degli effetti pregiudizievoli che derivano dalla dichiarazione di fallimento per l’intera compagine societaria.