Source: http://www.notiziariogiuridico.it/iovino1.html
Timestamp: 2018-11-16 12:42:29+00:00
Document Index: 113833712

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art.38', 'art.38', 'art. 38', 'art. 9', 'art. 10', 'art.6', 'art. 9', 'art. 9', 'art.17']

iovino1
G. Iovino
Problemi e prospettive: a proposito di M.
Bessone, Previdenza complementare (Torino, Giapichelli, 2000)
Molto si discute di fondi pensione e di "previdenza complementare", ma a tutt'oggi sono scarsi i contributi effettivamente utili per i necessari approfondimenti della disciplina giuridica della non facile materia. Approfondimenti ormai indispensabili per ragioni ben intuibili. Considerato lo stato di crisi del sistema pensionistico pubblico, anche nel nostro paese è infatti urgente apprestare un sistema privatistico di integrazione dei trattamenti pensionistici di "primo pilastro". E a tale integrazione sono chiamati a provvedere appunto i fondi pensione, che come è noto provvedono alla raccolta di contributi, eventualmente integrati da quote di t.f.r., venendo a configurare così un patrimonio che investito nell'ottica di lungo periodo in strumenti finanziari e valori
mobiliari rappresenta anche un forte stimolo allo sviluppo economico.
Questo libro passa in rassegna e commenta in modo esauriente la complessa e articolata normativa senza tuttavia trascurare i temi di politica economica che caratterizzano l'intera materia.
In proposito l'autore. tratta ampiamente i temi della disciplina fiscale e quelli del t.f.r., con diffusa ed ampia trattazione del decreto 299 sulla cartolarizzazione e sulle prospettive di riforma del sistema pensionistico.
Già presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, l'autore ha poi inteso ricostruire l'intera disciplina del settore, considerando sia il regime dei fondi pensione "preesistenti" al decreto legislativo 124 del 1993, sia il complesso dei fondi pensione "di nuova generazione", con una trattazione che si spinge fino alle innovazioni del decreto legislativo 47 del 2000, che come si sa ha introdotto nuove forme pensionistiche costituite dai cosiddetti P.I.P. "piani individuali pensionistici" che sono sottoscrivibili dal 1 gennaio 2001.
Particolare cura viene posta nel segnalare la normativa fiscale, così incidente in questa materia; allo stesso modo che ampiamente discussi sono i provvedimenti già attuati o in corso di attuazione per quanto riguarda
l'utilizzo dei trattamenti di fine rapporto. Ed è appena il caso di rilevare quanto la questione della destinazione del trattamento di fine rapporto sia fondamentale per assicurare adeguata consistenza alle risorse ai fondi pensione.
Il libro porta poi una attenzione particolare anche ai possibili sviluppi della normativa comunitaria.
In una opera visibilmente intesa a ricostruire l'ordinamento del settore anche quanto ai principi e ai concetti di teoria generale, si dedica il primo capitolo all'inquadramento generale della problematica, sia ricostruendo gli svolgimenti della legislazione di settore, sia considerando il contesto delle norme costituzionali che riguardano in ogni suo aspetto le diverse forme di posizione previdenziale. E quanto alle norme di "costituzione economica" l'A. illustra le indicazioni che ne vengono per il combinato disposto dell'art. 38 con altre disposizioni, che come gli artt. 41 e 47, in materia di previdenza complementare particolarmente rilevano.
L'Autore, inserendosi con la propria autorevolezza nel dibattito in corso, ritiene non condivisibile la pur diffusa opinione dottrinaria secondo cui la previdenza complementare concorrerebbe funzionalmente con quella pubblica a garantire i "mezzi adeguati" in ossequio al precetto costituzionale di cui all'art.38, comma 2 e sostiene l'assunto di quanti riferiscono fondi pensione e previdenza complementare alla ratio legis del comma 5, dell'art.38 della Costituzione, essendo attivazione delle forme pensionistiche e adesione ad esse iniziative rimesse alla autonomia ed alla discrezionalità di soggetti privati. Ciò l'A. sostiene pur in presenza delle recenti pronunzie della Corte Costituzionale quali le sentenze 178 e 392 del 2000 che sembrano voler iscrivere la previdenza complementare nel sistema del comma 2, dell'art. 38 della Carta Costituzionale.
Per quanto riguarda la legislazione di settore, ne risulta esplicitato il sistema delle fonti con ampiezza di riferimenti alle norme di legge ordinaria così come ai decreti legislativi, ai decreti ministeriali ed alle normative regolamentari delle istituzioni di vigilanza che hanno competenze in tema di previdenza complementare. Particolare attenzione è dedicata alle competenze della Covip che l'A. indica come ente reggente di settore, indicando la previdenza complementare come ordinamento sezionale nella ben nota accezione degli studiosi di diritto pubblico. Così completato l.'inquadramento generale della materia, nei successivi capitoli del libro, l'A. precisa la struttura dell'"ordinamento sezionale" nel quale i fondi pensione operano come soggetti di diritto privato ampiamente dotati di poteri di autonomia negoziale ma al tempo stesso assoggettati ad un rigoroso regime di pubblici controlli. E il sistema come si sa comprende sia fondi a contribuzione definita sia fondi a prestazione definita.
Alla forme pensionistiche a prestazione definita l'A. riserva grande attenzione per il rilievo che fondi di questo genere possono avere per lavoratori autonomi e liberi professionisti. Ancor prima per la sua grande importanza va tuttavia considerata la disciplina dei fondi pensione "chiusi" per i lavoratori dipendenti del settore privato, promossi da contratti o comunque da accordi collettivi, nella fattispecie dovendosi applicare una speciale disciplina che in questo libro trova per la prima volta una analisi molto puntuale ed estesa ai particolari problemi che si pongono per i diversi livelli della contrattazione collettiva del settore privato.
Al riguardo la trattazione è molto diffusa. Muovendo dalla nozione di parte "obbligatoria" del contratto collettivo l'A. affronta nel capitolo terzo le grandi linee del sistema, i livelli di contrattazione e rappresentatività sindacale ed i sistemi di accordi negoziali attraverso cui si perviene alla istituzione dei fondi chiusi; ciò con riferimento anche alla complessa materia della previdenza complementare del pubblico impiego ed alle sue specificità.
Ampia attenzione è inoltre dedicata all'intero sistema dei fondi pensione per lavoratori autonomi e liberi professionisti, così come alle forme di previdenza complementare dei soci e dei lavoratori delle imprese cooperative. Per quelli che riguardano lavoratori autonomi e professionisti liberi va segnalata la puntuale trattazione che richiama la non sufficiente determinatezza delle indicazioni di regime offerte dalle norme del decreto legislativo 124, cui si è cercato di sopperire con gli orientamenti interpretativi della Commissione di Vigilanza, sin dal marzo 1988, in particolare laddove con riguardo ai problemi di concreta operatività si è provveduto a determinare il "contenuto minimo" ma necessario perché il singolo accordo sia tale da dare fonte istitutiva al fondo pensione, a individuare l'area dei destinatari ed a dare una soluzione ai molteplici altri problemi della vita di un fondo.
Un separato ed esteso capitolo riguarda infine i fondi pensione aperti e come si diceva i piani pensionistici individuali. A fronte di così complessa materia l'A. provvede ad enucleare la serie dei principi generali considerando principio costitutivo della intera disciplina il principio della libertà di adesione. Per una adesione meditata occorrono adeguate informazioni, e in questo senso l'A indica come altro principio costitutivo della disciplina quello di garanzia di "trasparenza", definito quale regolatore fondamentale del complessivo insieme dei rapporti che intercorrono tra fondo pensione e iscritti alla forma pensionistica complementare, e allo stesso modo principio regolatore dei rapporti che intercorrono tra fondo pensione e imprese di gestione delle sue risorse finanziarie. Tale garanzia di trasparenza caratterizza tutta la disciplina della raccolta delle adesioni, quale che sia la dimensione e l'ambito di operatività del fondo pensione.
In tal senso l'A. richiama l'attività della Commissione di vigilanza che usando i poteri di normazione secondaria ha integrato a quanto previsto dal decreto legislativo 124, configurando come obbligo per qualsiasi fondo pensione appartenente al comparto dei fondi pensione chiusi di nuova generazione quello di predisposizione della "scheda informativa" e di sua consegna ai potenziali aderenti.
E per i fondi pensione aperti vale la disciplina generale delle sollecitazioni del pubblico risparmio richiamate dall'art. 9 del decreto legislativo 124 .Garanzie di trasparanza caratterizzano, come detto, l'intera disciplina di settore con le modalità che in questo libro diffusamente si illustrano. Altro principio costitutivo della materia è infine quello della autonomia e separatezza patrimoniale posto a garanzia degli iscritti al fondo pensione, essendo come è noto stabilito che la gran parte delle risorse dei fondi chiusi sono consegnate in gestione ad imprese di intermediazione mobiliare e sono affidate in deposito a banche. In questo contesto si collocano i temi del rapporto giuridico "contributivo" e del rapporto giuridico "previdenziale", originati dalla adesione a fondi pensione, la cui disciplina viene considerata guardando ai problemi applicativi che in materia sono numerosi e complessi.
Il capitolo quarto del libro è dedicato alla costituzione e al regime organizzativo dei fondi pensione di fonte negoziale. Si considera anche nei particolari la disciplina dei procedimenti di costituzione del fondo pensione, illustrandosi in dettaglio i diversi profili della raccolta delle adesioni dei lavoratori, della approvazione dello statuto del fondo e della sua autorizzazione all'esercizio della attività, e più in generale tutta la tematica della operatività delle nuove forme pensionistiche complementari.
Perciò si documentano gli assetti organizzativi del fondo pensione, e perciò la speciale disciplina di una organizzazione che è < associazione > del libro primo del codice civile, svolgente tuttavia una attività economica < sul modello delle attività di impresa > con tutti i problemi che inevitabilmente ne conseguono, avendo il Legislatore scelto, a dirla con l'Autore, "in modo molto discutibile di assegnare al fondo pensione di nuova generazione la forma giuridica delle associazioni (o delle fondazioni) del primo libro del codice civile" senza considerare "la grande distanza che separa questo modello organizzativo della forma pensionistica dalla organizzazione di mezzi che occorre per svolgere operazioni di gestione di un portafoglio costituito in ogni sua parte da attività finanziarie".
All'operatore pratico interesseranno sicuramente le pagine del libro in cui l'A. fornisce ampia trattazione in tema di competenze degli Amministratori, dell'organismo di controllo e della Covip. Ed ancora le parti del capitolo quarto nelle quali si affrontano diffusamente le problematiche connesse allo statuto dei diritti dell'aderente ed alla disciplina della "posizione previdenziale" Da segnalare in proposito è la diffusa trattazione del trasferimento della posizione previdenziale nel commento delle opzioni di cui all'art. 10 del decreto 124, nonché quella delle anticipazioni, del riscatto e del recesso "per giusta causa", a proposito del quale l'A. prende posizione nel senso di ritenerlo possibile, pur nel silenzio del decreto 124, in presenza di gravi comportamenti quali la mancata osservanza dei doveri di informazione che impegnano il fondo a garantire trasparenza delle sue attività, ovvero nei casi di violazioni dei diritti amministrativi e di voto che competono all'iscritto o, ancora, in presenza di "modificazioni rilevanti" della disciplina statutaria.
Il capitolo quinto del libro dedica una particolare attenzione al sistema di gestione delle risorse dei fondi, agli interventi della COVIP in materia di selezione dei gestori, approvazione degli schemi tipo di convenzioni, delle linee di indirizzo per garantire la sana e prudente gestione, nonché in materia di individuazione e di ripartizione dei rischi finanziari e di diversificazione degli investimenti. Parte fondamentale è la disciplina di gestione delle risorse del fondo pensione, come detto per la massima parte gestite dalle imprese di intermediazione mobiliare e depositate presso una "banca" distinta dal gestore che ha la sua ragion d'essere nella funzione di garanzia di protezione del risparmio degli aderenti. In proposito interessantissime riflessioni giuridiche vengono dall'A. sviluppate in ordine alla disciplina positiva ed alla natura del contratto di deposito, considerato quale contratto concluso dal fondo pensione con l'ente creditizio, in contrasto con l'opinione di quanti ritenevano che il fondo non dovesse essere parte necessaria della convenzione di cui all'art.6 bis del decreto legislativo 124.
In tale contesto la "banca depositaria" viene a definirsi quale soggetto di diritto privato (titolare di un "ufficio") che si caratterizza per la sua "appartenenza al complessivo insieme degli apparati di vigilanza sul sistema dell'economia finanziaria". Naturalmente viene data ampia trattazione allo speciale regime della scelta dei soggetti gestori e degli "schemi tipo di contratti", nonché alle deliberazioni assunte dalla Covip in materia. Ne è confermato che, come scrive l'A., la disciplina della previdenza complementare è in notevole parte disciplina di mercato finanziario, nel senso poi ulteriormente precisato dal libro che guarda al fondo pensione come investitore istituzionale. Secondo logica di organica trattazione della materia, in questo capitolo si prendono diffusamente inconsiderazione sia la gestione in via diretta che per il tramite delle imprese di intermediazione finanziaria.
A completare il sistema dei rapporti tra previdenza complementare e mercati finanziari provvede la disciplina dei fondi pensione aperti trattata nel capitolo sesto. Come si sa fondi pensione promossi da imprese di intermediazione finanziaria secondo il regime dell'art. 9 del decreto legislativo 124. Anche per quanto riguarda i fondi pensione aperti, evidente finalità dell'opera è sia l'analisi dei problemi interpretativi di singole disposizioni (e la proposta di una soluzione per i problemi che si pongono nella pratica operativa) sia la rappresentazione della normativa come < sistema > normativo riconducibile a principi generali. Ampia trattazione è perciò riservata alla disposizione dell'art. 9 che prevede applicazione delle norme di regime della sollecitazione del pubblico risparmio, e pertanto alle funzioni di vigilanza della Consob. In pagine molto puntuali si chiarisce perciò che in questa materia vanno definitivamente superate discussioni e perplessità immotivate di coloro che si attardano a ritenere il "prodotto" fondo pensione aperto escluso dal novero degli "strumenti finanziari". Con la conseguenza che dalla integrale applicabilità del T.U.F. derivano immediati ed evidenti vantaggi in ordine al sistema esistente di garanzie e tutela del risparmio e vigilanza informativa.
Così configurato l'ordinamento della nuova previdenza complementare in ogni sua parte è attività privata di soggetti privati assoggettata a forme di pubblica vigilanza che per la prima volta in questo libro trovano organica trattazione .Vigilanza sul modello che già nelle pagine di apertura del volume l'A. illustra scrivendo che ad essa va riconosciuta una "funzione di garanzia" dovendo essere esclusa qualsiasi forma di "direzione pubblica" del settore o anche soltanto di "interferenza dei pubblici poteri nello spazio di autonomia che compete ai soggetti privati di volta in volta attivi entro il sistema della previdenza complementare". Nessuno spazio, in tale visione, trovano le teorie "interventiste" che intendono attribuire alla Covip funzione di "promozione" e di "indirizzo". In proposito l'Autore con estrema chiarezza delimita e circoscrive le funzioni definite di promozione a quelle richiamate nel secondo comma dell'art.17 che impegnano la Commissione ad incrementare "la conoscenza dei problemi previdenziali" ed a programmare iniziative di ricerca e studio, con possibilità di formulare proposte di modifica legislativa. Come dire no a qualsiasi tentazione dirigista (considerata estranea alla sensibilità istituzionale) ed illegittima qualsiasi attività della Commissione di vigilanza diretta ad interferire nello spazio di autonomia negoziale dei soggetti.
Si completa così la illustrazione di un regime della nuova previdenza complementare adesso integrato dalle forme di piano pensionistico individuale previste dal decreto legislativo 147 del 2000 . Anche per esse nella parte finale del volume puntuale analisi dei problemi di interpretazione applicazione di una normativa complessa. Ne risulta confermato l'interesse di una trattazione che se si indirizza agli operatori pratici, tuttavia non meno si prefigge di offrire un contributo in termini di teoria generale, comunque guardando ai problemi che (come quelli in tema di fondi pensione a prestazione definita) richiedono un quadro normativo di maggior adeguatezza.
Un libro di piacevole lettura per il giurista e per tutti gli "addetti" del quale si sentiva il bisogno nel momento in cui si avvia finalmente a prendere corpo un compiuto sistema giuridico di "previdenza complementare".