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Timestamp: 2018-01-19 21:37:48+00:00
Document Index: 118974784

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 186', 'art. 90', 'art. 186', 'art. 6', 'art. 186', 'art. 6', 'art. 90', 'art. 186', 'art.8', 'art. 28', 'art. 7', 'art.90', 'art. 28', 'art.36', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 12']

COMUNE DI RIVAROLO CAN.SE PROVINCIA DI TORINO R E G O L A M E N T O E D I L I Z I O - PDF
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Taddeo Gentile
2 COMUNE DI RIVAROLO CAN.SE PROVINCIA DI TORINO R E G O L A M E N T O E D I L I Z I O Approvato con atto del C.C. n. 10 del Integrato con atto della C.S. n. 261 del Integrato con atto del C.C. n. 9 del
3 I N D I C E TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) pag. 7 Art.2 Formazione della Commissione Edilizia pag. 8 Art.3 Attribuzioni della Commissione Edilizia pag. 9 Art.4 Funzionamento della Commissione Edilizia pag.10 TITOLO II - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art.5 Certificato urbanistico (C.U.) pag.11 Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) pag.12 Art.7 Richiesta di Permesso di costruire Denuncia di inizio attività (D.I.A.) Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) Comunicazione di attività edilizia libera (CIL) Progetto municipale pag.13 Art.8 Rilascio di Permesso di Costruire pag.18 Art.9 Diniego di permesso di costruire pag.20 Art.10 Comunicazione dell'inizio dei lavori Art.11 Voltura di Permesso di Costruire Art.12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità pag.21 pag.22 pag.23 TITOLO III - PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Art.13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) pag.24 Art.14 Altezza della costruzione (H) pag.26 Art.15 Numero dei piani della costruzione (Np) pag.27 Art.16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio stradale (Ds) pag.28 Art.17 Superficie coperta della costruzione (Sc) pag.29 3
4 Art.18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) pag.30 Art.19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) pag.31 Art.20 Volume della costruzione (V) pag.32 Art.21 Superficie fondiaria (Sf) pag.33 Art.22 Superficie territoriale (St) pag.34 Art.23 Rapporto di copertura (Rc) pag.35 Art.24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) pag.36 Art.25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) pag.37 Art.26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) pag.38 Art.27 Indice di densità edilizia territoriale (It) pag.39 Art.27bis Disposizione transitoria pag.40 TITOLO IV - INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art.28 Salubrità del terreno e della costruzione pag.41 Art.29 Allineamenti pag.42 Art.30 Salvaguardia e formazione del verde pag.43 Art.31 Requisiti delle costruzioni pag.44 Art.32 Inserimento ambientale delle costruzioni pag.46 Art.33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private pag.47 Art.33bis Elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici pag.48 Art.34 Interventi urgenti pag.49 Art.35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione pag.50 Art.35bis Disposizioni inerenti la realizzazione degli scarichi delle acque meteoriche.pag.51 TITOLO V - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Art.36a Altezza interna dei locali abitativi pag.53 4
5 Art.36b Caratteri delle unità immobiliari: superfici dei locali pag.55 Art.36c Caratteri delle unità immobiliari: aerazione e illuminazione pag.56 Art.36d Locali nei piani seminterrati e sotterranei pag.57 Art.36e Locali nel sottotetto pag.58 Art.36f Servizi igienici e stanze da bagno pag.59 Art.36g Scale pag.60 Art.37 Antenne pag.61 Art.37bis Pannelli solari pag.62 Art.38 Chioschi e mezzi pubblicitari pag.63 Art.39 Coperture, canali di gronda e pluviali pag.64 Art.40 Cortili e cavedi pag.65 Art.41 Intercapedini e griglie di aerazione pag.66 Art.42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni pag.67 Art.43 Muri di sostegno pag.68 Art.44 Numeri civici pag.69 Art.45 Parapetti e ringhiere pag.70 Art.46 Passaggi pedonali e marciapiedi pag.71 Art.47 Passi carrabili pag.72 Art.48 Piste ciclabili pag.73 Art.49 Portici e "pilotis" pag.74 Art.50 Prefabbricati pag.75 Art.51 Rampe pag.76 Art.52 Recinzioni e cancelli pag.77 Art.53 Serramenti pag.80 Art.54 Servitù pubbliche pag.81 Art.55 Soppalchi pag.82 Art.56 Sporgenze fisse e mobili pag.83 5
6 Art.57a Strade private pag.84 Art.57b Strade private pag.85 Art.58 Terrazzi pag.86 TITOLO VI - ESECUZIONE DELLE OPERE Art.59 Prescrizioni generali Art.60 Richiesta e consegna di punti fissi Art.61 Disciplina del cantiere Art.62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie Art.63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali Art.64 Scavi e demolizioni Art.65 Rinvenimenti Art.66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici pag.87 pag.88 pag.89 pag.90 pag.92 pag.93 pag.94 pag.95 TITOLO VII - VIGILANZA E SANZIONI Art.67 Vigilanza e coercizione Art.68 Violazione del regolamento e sanzioni pag.96 pag.97 TITOLO VIII - DISPOSIZIONI FINALI Art.69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali Art.70 Deroghe pag.98 pag.99 6
7 ALLEGATI pag.100 Modello 1 Certificato Urbanistico (C.U.) pag.101 Modello 2 Certificato di Destinazione Urbanistica (C.D.U.) pag.104 Modello 3 Relazione Illustrativa del Progetto Municipale pag.106 Modello 4 Permesso di Costruire pag.110 Modello 5 Comunicazione di Inizio dei Lavori pag.115 Modello 6 Comunicazione di Ultimazione dei Lavori pag.122 Modello 7 Richiesta del certificato di agibilità VEDI MUDE Modello 8 Atto di vincolo per interventi in area agricola pag.126 Modello 9 Terre e rocce da scavo pag.131 Modello 10 Atto unilaterale di assoggettamento di aree ad uso pubblico pag.139 Modello 11 D.I.A. (Denuncia d Inizio Attività) VEDI MUDE Modello 12 S.C.I.A. (Segnalazione Certificata d Inizio Attività) VEDI MUDE Modello 13 C.I.L (Comunicazione Inizio Lavori) art. 6 comma 1 pag.142 Modello 14 C.I.L (Comunicazione Inizio Lavori) art. 6 comma 2 VEDI MUDE APPENDICE ALL'ART. 31 pag Specificazioni delle esigenze indicate all'art Elenco delle principali disposizioni concernenti le esigenze indicate all'art Adempimenti in ottemperanza alle normative di sicurezza, di contenimento dei consumi energetici, di prevenzione degli incendi. ESTREMI DI APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO pag.152 7
8 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) 1. Il Regolamento Edilizio, in conformità con quanto disposto all'art. 2 della legge regionale 8 luglio1999, n. 19 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 Tutela ed uso del suolo ), disciplina: a) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia; b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; c) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; d) l'inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; e) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; f) l'esercizio dell'attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni. 2. Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. 8
9 Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia 1. La Commissione Edilizia è l'organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico ed edilizio. 2. La Commissione Edilizia è composta da 8 membri, il Presidente ed altri 7 (sette) componenti, nominati dalla Giunta Comunale. Nella prima riunione della Commissione Edilizia i componenti della Commissione eleggono fra di loro, a maggioranza e con voti palesemente espressi, il Presidente. Successivamente, con le medesime modalità e nella stessa seduta, viene eletto il Vicepresidente. Il Presidente ed il Vicepresidente rimangono in carica sino al rinnovo dell organo che l ha eletta. 3. I membri elettivi sono scelti dalla Giunta Comunale fra i cittadini di maggiore età, ammessi all'esercizio dei diritti politici, che abbiano competenza, provata dal possesso di adeguato titolo di studio, e dimostrabile esperienza nelle materie attinenti all'architettura, all'urbanistica, all'attività edilizia, al diritto, all'ambiente, allo studio ed alla gestione dei suoli; almeno quattro dei membri elettivi dovrà essere in possesso di diploma di laurea. 4. Non possono far parte della Commissione contemporaneamente i fratelli, gli ascendenti, i discendenti, gli affini di primo grado, l'adottante e l'adottato; parimenti non possono far parte della Commissione i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, Organi o Istituti, devono esprimere pareri obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione. Non possono far parte, altresì, della Commissione Edilizia comunale il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri del Comune. 5. La Commissione resta in carica fino al rinnovo dell organo Comunale che l'ha nominata: pertanto, al momento dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 6. I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che il competente organo non li abbia sostituiti. 7.I componenti della Commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 8. La decadenza è dichiarata dal competente organo. 9. I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dichiara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. 9
10 Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia 1. La Commissione esprime parere preventivo, obbligatorio (tranne nei casi in cui le leggi dispongono diversamente), non vincolante, per: a) il rilascio del permesso di costruire, il rilascio di concessioni cimiteriali per la realizzazione di tombe e monumenti funerari; b) l'assunzione di provvedimenti di annullamento o revoca degli atti di assenso già rilasciati. 2. L'Autorità competente all'emanazione del provvedimento, qualora ritenga di doversi pronunciare in difformità dal parere di cui al precedente comma, ha l'obbligo di motivare il proprio dissenso. 3. L ufficio tecnico comunale, il Sindaco o l'assessore delegato, la Giunta ed il Consiglio comunale - ciascuno nell'ambito delle proprie competenze - hanno facoltà di richiedere pareri alla Commissione in materia di: a) strumenti urbanistici, generali ed esecutivi, e loro varianti; b) convenzioni; c) progetti di opere pubbliche; d) regolamenti edilizi e loro modifiche; e) modalità di applicazione del contributo di concessione. f) progetti di massima per opere di particolare importanza allo scopo di ottenere un parere preliminare ed eventuali indirizzi tecnici; g) interventi anche riferiti a D.I.A., S.C.I.A., C.I.L., su immobili ricadenti in aree soggette a vincolo paesistico ambientale o edifici di particolare interesse storico o in tessuto storico; h) ogni intervento edilizio il cui progetto, a giudizio dell ufficio preposto all istruttoria, necessiti del parere della Commissione. 4. La Commissione Edilizia è altresì tenuta a valutare l inserimento del progetto edilizio nel contesto ambientale e il controllo preventivo dello standard di qualità delle costruzioni. 10
11 Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia 1. La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente una volta al mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. 2. Il Sindaco designa il funzionario chiamato a svolgere le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto. 3. Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, il responsabile del procedimento e/o i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all'esame della Commissione stessa. 4. I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall'assistere all'esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall'aula; dell'osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma Vi è interesse all'argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell'intervento; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di concessione o di autorizzazione; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull'immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dall'intervento sottoposto all'esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell'opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6. La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall'ufficio comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7. La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha facoltà di richiedere al Sindaco di poter sentire uno o più esperti in specifiche materie; ha altresì facoltà - con le stesse modalità decisionali - di convocare e sentire i richiedenti, i Permessi a Costruire, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8. La Commissione deve sempre motivare l'espressione del proprio parere, anche in relazione alle risultanze della relazione istruttoria. 9. Il Segretario della Commissione redige il verbale della seduta su registro o su schede preventivamente numerate e vidimate mediante il bollo del Comune. 10. Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all'istruttoria della pratica o all'argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori; l'esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 11. Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti. 11
12 TITOLO II ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) 1. La richiesta del certificato urbanistico (C.U.) può essere formulata dal proprietario o dal titolare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. All istanza deve essere allegato l estratto di mappa del Catasto Terreni, nonché gli eventuali tipi di frazionamento non introdotti. 2. Il certificato urbanistico è rilasciato dall Autorità comunale entro sessanta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) i tipi e le modalità d'intervento consentiti; d) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; e) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni; f) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e ha validità di un anno dalla data di rilascio, salvo che intervengono modificazioni degli strumenti urbanistici. 12
13 Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1. La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. All istanza deve essere allegato l estratto di mappa del Catasto Terreni, nonché gli eventuali tipi di frazionamento non introdotti. 2. Il C.D.U. è rilasciato dall Autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) le modalità d'intervento consentite; d) la capacità edificatoria consentita; e) i vincoli incidenti sull'immobile. In caso di mancato rilascio nel termine, in relazione ai disposti dell art. 18, L.47/85, commi 3 e 4, il C.D.U. può essere sostituito dalla dichiarazione dell alienante o di un condividente che attesti l avvenuta presentazione della domanda di rilascio e che precisi la destinazione urbanistica dell area secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, oppure l inesistenza di questi, o che specifichi, infine, se l area è sottoposta, o meno, a strumento urbanistico esecutivo ad opera del P.R.G. vigente. 3. Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e conserva validità per un anno dalla data del rilascio, salvo che intervengano modificazioni degli strumenti urbanistici. 13
14 Art. 7 Richiesta di Permesso di Costruire - Denuncia di inizio attività (D.I.A.) Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) Comunicazione di attività edilizia libera (C.I.L.) - progetto municipale 1. Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l'uso o il godimento di entità immobiliari con l'anzidetta facoltà, richiede all Autorità comunale il Permesso di Costruire, o presenta Denuncia di Inizio di Attività (D.I.A.), o Segnalazione certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.), o comunica l attività di edilizia libera (C.I.L.) per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili. 2. La richiesta di PERMESSO DI COSTRUIRE, in competente bollo, e sue varianti se non assoggettate a D.I.A., a S.C.I.A. o a C.I.L., è composta dei seguenti atti: a) domanda indirizzata all Autorità comunale contenente: 1) generalità del richiedente; 2) numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; 3) estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; 4) il nominativo, il codice fiscale, l indirizzo di posta elettronica, il titolo di studio, l abilitazione professionale e albo/ordine di appartenenza del professionista incaricato; b) documento comprovante la proprietà o l'altro titolo che abilita a richiedere l'atto di assenso edilizio a norma di legge; c) dichiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati, ai regolamenti edilizi e locale di igiene comunali, e alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività' edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nel caso in cui la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnico-discrezionali, alle norme relative all'efficienza energetica; d) progetto recupero terre e rocce da scavo ai sensi dell art. 186 del D.lgs 152/06;, redatto secondo le indicazioni regionali in materia, se necessario; e) eventuali autorizzazioni e pareri obbligatori ai sensi di legge; f) dichiarazione, con allegati cartografici, del progettista attestante l osservanza ed il rispetto della Legge n.13/89. g) progetto municipale (in n.2 copie cartacee). h) ricevuta versamento diritti di segreteria; i) CD-ROM contenente tutti i documenti di cui sopra in formato PDF. 3. Qualora il richiedente intenda obbligarsi all'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2, lett. a), deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 14
15 4. La DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ (D.I.A.), ovvero la SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (S.C.I.A.), riporta: 1) le generalità del richiedente; 2) il numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; 3) gli estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; 4) l oggetto e la tipologia dell intervento; 5) l attestazione comprovante il titolo di legittimazione; 6) il nominativo, il codice fiscale, indirizzo di posta elettronica, il titolo di studio, l abilitazione professionale e albo/ordine di appartenenza del professionista incaricato per la redazione del progetto e per la direzione dei lavori; 7) i dati identificativi dell impresa alla quale si intendono affidare i lavori; ed è corredata dei seguenti documenti: a) dichiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati, ai regolamenti edilizio e locale di igiene comunali, nonché il rispetto delle norme di sicurezza, di quelle igienico sanitarie e dell eliminazione delle barriere architettoniche; b) documentazione dell impresa alla quale si intendono affidare i lavori di cui all art. 90, comma 9, lettera c), del D.Lgs 81/08 e relativo DURC in corso di validità; c) progetto recupero terre e rocce da scavo ai sensi dell art. 186 del D.lgs 152/06, redatto secondo le indicazioni regionali in materia, se necessario; d) progetto municipale (n.1 copia cartacea); e) eventuali autorizzazioni e pareri obbligatori ai sensi di legge; f) ricevuta versamento dei diritti di segreteria e, se del caso, del contributo di costruzione, e relativo Computo Metrico Estimativo o Mod. 801 di cui alla L.10/77 opportunamente compilato, nei casi previsti; g) CD-ROM contenente la DIA o SCIA e tutti i documenti sopra elencati in formato PDF. 5. La COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA (C.I.L.) per interventi di cui all art. 6, 2 comma, lett. b), c), d) ed e), del DPR 380/01, riporta: 1) le generalità del richiedente; 2) il numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; 3) gli estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; 4) la descrizione dettagliata degli interventi e la loro tipologia. ed è corredata di: a) progetto recupero terre e rocce da scavo ai sensi dell art. 186 del D.lgs.152/06, redatto secondo le indicazioni regionali in materia, se necessario; 15
16 b) ricevuta versamento diritti di segreteria; c) CD-ROM contenente la comunicazione e tutti i documenti in formato PDF. 6. La COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA LIBERA (C.I.L.) per interventi di manutenzione straordinaria cui all art. 6, 2 comma, lett. a), del DPR 380/01, riporta: 1) le generalità del richiedente; 2) il numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; 3) gli estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; 4) la descrizione dettagliata degli interventi; 5) il nominativo, il codice fiscale, l indirizzo di posta elettronica, il titolo di studio, l abilitazione professionale e albo/ordine di appartenenza del professionista incaricato; 6) i dati identificativi dell impresa alla quale si intendono affidare i lavori; ed è corredata dei seguenti documenti: a) attestazione comprovante il titolo di legittimazione; b) relazione tecnica provvista di data certa, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiara preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria personale responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati dalla Legge n. 13/89 e ai regolamenti edilizio e locale di igiene e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo; c) documentazione dell impresa a cui si intendo affidare i lavori di cui all art. 90, comma 9, lettera c), del D.Lgs 81/08 e relativo DURC in corso di validità; d) progetto recupero terre e rocce da scavo ai sensi dell art. 186 del D.lgs.152/06, redatto secondo le indicazioni regionali in materia, se necessario; e) progetto municipale; f) ricevuta versamento diritti di segreteria; g) CD-ROM contenente la comunicazione e tutti i documenti sopra indicati in formato PDF. 16
17 4. Il PROGETTO MUNICIPALE è formato dai seguenti atti: a) estratto della mappa catastale con precisazione grafica dell area di intervento; b) estratti degli elaborati del P.R.G. e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento e con precisazione grafica dell area di intervento; c) Estratti degli elaborati del Piano Assetto Idrogeologico Comunale (PAI), se occorrenti; d) rappresentazione dello stato di fatto, raffrontata ai precedenti titoli abilitativi, espressamente richiamati, costituita da una planimetria del sito d'intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante di ogni piano o livello (compresi eventuali sottotetti e coperture), prospetti (con rappresentazione di parte degli edifici viciniori) e sezioni di rilievo dell'esistente (in scala 1:20-1:50 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1:100; 1:200), con specificazione delle destinazioni d'uso della o delle unità immobiliari (secondo l art.8 L.R. n.19/99) di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; d) specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; e) documentazione fotografica (ammissibile anche in formato digitale) del sito e dell immobile nello stato di fatto, con indicazione planimetria dei coni di visuale, estesa anche al contesto insediativo adiacente; f) simulazione fotografica o rendering dell'inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano; g) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici frontistanti incluse pareti finestrate, aggetti e balconi, fasce di rispetto, muri di sostegno ed elettrodotti, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, degli accessi, delle recinzioni, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.) delle zone a verde (verifica superficie), rappresentazione della sistemazione delle aree esterne con indicazione dei materiali e dei colori, di eventuali muri di contenimento, opere di recinzione e cancelli, e della vasca di raccolta delle acque meteoriche se prescritta; h) piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto e l intervento in progetto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: 1) le piante sono redatte per ogni piano, dall'interrato al sottotetto, con 17
18 indicate le destinazioni d'uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura con indicazione di eventuali pannelli solari e fotovoltaici; 2) le sezioni, almeno due, interessano i profili più significativi del manufatto, indicano le altezze nette dei piani e del sottotetto, l altezza massima della costruzione, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato, l inclinata della copertura e il ribaltamento di logge e porticati; 3) i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui; 4) i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; 5) nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso; i) relazione illustrativa, redatta secondo il modello allegato al presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici e dei rapporti aereo-illuminanti di legge dei locali. l) relazione tecnica di verifica del fabbisogno energetico dell edificio redatta da tecnico abilitato ai sensi dell art. 28 della Legge 10/91, dell art. 7 della L.R. 13/07, secondo le disposizioni nazionali, regionali; n) relazione geologica-geotecnica a firma di professionista abilitato; o) relazione per la valutazione previsionale dei requisiti acustici ai firma di professionista abilitato, se occorrente. 5. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità. 6. Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare l ubicazione, la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7. La richiesta di variante al Permesso di Costruire, anche mediante D.I.A. o S.C.I.A., segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all'originaria stesura. 18
19 Art. 8 Rilascio di Permesso di Costruire 1. I Permessi di Costruire sono rilasciati dall Autorità comunale in forma scritta e sono redatte secondo il modello allegato al presente Regolamento. 2. I Permessi di Costruire rilasciati sono pubblicate all'albo pretorio del Comune e sono annotate nell'apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 3. I Permessi di Costruire devono contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico delle istanze di intervento); b) il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dall Autorità comunale, è allegato, al Permesso di Costruire della quale costituisce parte integrante; c) l'indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d'uso; d) l'identificazione catastale dell'immobile oggetto dell'intervento, la sua ubicazione (località, via, numero civico), il riferimento all'area urbanistica nella quale l'immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l'atto di assenso edilizio; f) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell'atto; in quest'ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; g) il riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; h) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione del contributo di concessione; i) negli atti di assenso edilizio onerosi, l'entità e le modalità di riscossione del contributo di concessione e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; j) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità; k) il riferimento all'eventuale atto con il quale il richiedente assume l'impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad esse relativa) e l'assenso ad eseguire dette opere; 19
20 l) le modalità dell'eventuale cessione al Comune, o dell'assoggettamento ad uso pubblico, delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; m) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; n) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all'inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere; p) le condizioni e le modalità esecutive imposte al Permesso di Costruire; q) il riferimento alla convenzione o all'atto di obbligo, qualora il rilascio dell'atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d'obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l'atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. 20
21 Art.9 Diniego di Permesso di Costruire 1. Il diniego del Permesso di costruire è assunto dall Autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, della Commissione Edilizia. 2. Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del Permesso di Costruire 3. Il provvedimento di diniego è notificato al richiedente, oppure inviato a mezzo PEC. 21
22 Art.10 Comunicazione dell'inizio dei lavori 1. Il titolare del Permesso di Costruire deve comunicare con atto scritto all Autorità comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l'inizio stesso. 2. La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente regolamento e deve menzionare: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti; b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. c) documentazione dell esecutore dei lavori di cui all art.90, comma 9, lettera c) del D.Lgs 81/08 e relativo DURC in corso di validità 3. Qualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere resa nota al Comune, a cura del titolare del Permesso edilizio, entro il termine di giorni otto dall'avvenuta variazione. 4. Per le nuove costruzioni, gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita visita intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e planimetriche, prima o al momento dell'inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5. Qualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l Autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 22
23 Art.11 Voltura del Permesso di Costruire 1. Il trasferimento del Permesso di Costruire ad altro titolare (voltura) deve essere richiesto all Autorità comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2. L'istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l'avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo all atto abilitativo. 3. La voltura del Permesso di Costruire è rilasciata entro 30 giorni dal deposito della relativa istanza. 4. Qualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, l Autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 23
24 Art.12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità 1. Entro il termine per la conclusione dei lavori, e fatta salva la richiesta di un'ulteriore concessione o autorizzazione per le opere mancanti, il titolare del Permesso di Costruire deve comunicare all Autorità comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l'ultimazione dei lavori di esecuzione dell'opera assentita. 2. Contestualmente o successivamente, il proprietario richiede all Autorità comunale, se dovuto, il certificato di agibilità, con le procedure e gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti. 3. Contestualmente alla comunicazione di fine lavori, a pena di inefficacia, il proprietario dell'edificio, o chi ne ha titolo, deposita una perizia, in duplice copia, asseverata dal direttore dei lavori, relativa alla conformità delle opere realizzate rispetto al progetto e alla relazione tecnica di cui all art. 28 della Legge 10/91. 4 La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento. 24
25 TITOLO III PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Art.13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 1. Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso - ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. 3. L'ultimo solaio è quello che sovrasta l'ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili - con esclusione dei volumi tecnici. Per le sole finalità del presente articolo si considerano abitabili o agibili i sottotetti in possesso di tutti i seguenti requisiti: accesso con scala fissa, rapporto aeroilluminante superiore o uguale a 1/8, altezze interne superiori o uguali a quelle stabilite all art.36a del presente regolamento. Si considerano volumi tecnici quelli impegnati da impianti tecnici necessari al funzionamento del fabbricato, sia sistemati entro il corpo del medesimo sia al di fuori (quali torrini di scale e ascensori, vasche di accumulo dell acqua, apparecchiature per la climatizzazione dei locali e simili) a condizione che il loro ingombro sia il minimo necessario per l uso cui sono destinati e per il loro corretto inserimento nella composizione architettonica degli edifici. 4. Il filo di gronda è dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5. La linea di spiccato è data dall'intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. art. 18), al netto di eventuali soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l'altezza di ciascun fronte. 25
26 7. Dal computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative. 26
27 Art. 14 Altezza della costruzione (H) 1. L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art
28 Art.15 Numero dei piani della costruzione (Np) 1. Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati tali - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell'edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 2. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell'intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perimetrali (definite ex art. 13, comma 5), nonché gli eventuali soppalchi. 28
29 Art.16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 1. Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i "bow window", le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. 3. La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e il filo di fabbricazione di un'altra costruzione frontistante (D), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale congiungente i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine della proprietà (Dc), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante; c) filo di fabbricazione di una costruzione e una strada (Ds), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada o, in assenza di questo, il ciglio di una strada come definito dalla normativa vigente.. 29
30 Art.17 Superficie coperta della costruzione (Sc) 1. La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati [m 2 ], della proiezione orizzontale dell'intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow window", i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. 2. Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione. 30
31 Art.18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 1. La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m2], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso (cfr. art. 13 comma 3) - delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 2. Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande; b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi; e) agli spazi compresi nel corpo principale o a quelli coperti ad esso esterni adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina, alle soffitte ed ai locali sottotetto non abitabili o agibili; g) ai cavedi. 31
32 Art.19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1. La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m 2 ], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all'art. 18, tutte le superfici non destinate al calpestio. 2. Le soglie di passaggio da un vano all'altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. 32
33 Art.20 Volume della costruzione (V) 1. Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m3], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l'altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2. Per l'ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l'altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l'estradosso dell'ultimo solaio o in sua assenza l estradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l'altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell'art
34 Art.21 Superficie fondiaria (Sf) 1. E' l'area del terreno asservita e/o asservibile alle costruzioni realizzate e/o realizzabili, misurata in metri quadrati [m 2 ], al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Le aree destinate dallo Strumento Urbanistico alla viabilità e ad impianti e servizi pubblici sono sia quelle già acquisite o da acquisire da parte della Pubblica Amministrazione, sia quelle assoggettate o da assoggettare ad uso pubblico (cfr. art. 21, ultimo comma. L.R. 5 dicembre 1977, n. 56 e art. 1 L.R. 23 marzo 1995, n. 43). 34
35 Art.22 Superficie territoriale (St) 1. E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m 2 ], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. Le aree destinate dallo Strumento Urbanistico alla viabilità e ad impianti e servizi pubblici sono sia quelle già acquisite o da acquisire da parte della Pubblica Amministrazione, sia quelle assoggettate o da assoggettare ad uso pubblico (cfr. art. 21, ultimo comma. L.R. 5 dicembre 1977, n. 56 e art. 1 L.R. 23 marzo 1995, n. 43) 35
36 Art.23 Rapporto di copertura (Rc) 1. Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [%], tra la superficie coperta dalle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla superficie fondiaria. 36
37 Art 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1. L'indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 2 ]/[m 2 ]. 37
38 Art.25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1. L'indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 2 ]/[m 2 ]. 38
39 Art.26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1. L'indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie fondiaria (If = V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 3 ]/[m 2 ]. 39
40 Art.27 Indice di densità edilizia territoriale (It) 1. L'indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edificabile e la superficie territoriale (It = V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 3 ]/[m 2 ]. 40
41 Art.27 bis Disposizione transitoria 1. Fino all'adeguamento previsto dall'art. 12, comma 5, della legge regionale 8 luglio 1999, n. 19, in luogo delle definizioni di cui ai precedenti articoli , continuano ad essere vigenti le definizioni contenute nel Piano Regolatore Generale. 41
42 TITOLO IV INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art.28 Salubrità del terreno e della costruzione 1. E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di materiali insalubri (immondizie, letame, residui organici, ecc.) se non dopo aver risanato il sottosuolo corrispondente. 2. Il giudizio concernente l'opera di risanamento è dato dall'organo competente in materia igienico-sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari, i cui oneri sono a carico del richiedente. 3. Se il terreno da edificare è umido e/o soggetto alle infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad impedire che l'umidità si trasmetta dalle fondazioni alle murature e/o alle strutture sovrastanti. 4. In ogni caso devono essere adottate soluzioni costruttive tali da impedire la risalita dell'acqua per capillarità e le parti murarie dei locali sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini. 5. I pavimenti non devono appoggiare direttamente sul terreno e l'edificio deve essere isolato dal suolo mediante vespaio di altezza non inferiore a 0,30 m, ventilato tramite condotti sfocianti in bocchette di aereazione. 6. Il pavimento del piano terreno non deve essere, di norma, situato ad una quota inferiore rispetto al piano dell'area esterna alla soglia di accesso. 7. Possono essere ammesse, su conforme parere del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente in materia ovvero su asseverazione del progettista, soluzioni tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la protezione dall'umidità e dalle infiltrazioni di acqua, soprattutto nel caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente. 8. Il solaio dei locali, abitabili e non, deve sempre essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico. 9. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che emettono sorgenti radioattive nocive alla salute. E vietato utilizzare materiali che emettono radiazioni in quantità nocive alla salute. 42
COMUNE DI BUSSOLENO R E G O L A M E N T O E D I L I Z I O PROVINCIA DI TORINO
COMUNE DI BUSSOLENO PROVINCIA DI TORINO R E G O L A M E N T O E D I L I Z I O Adottato con Delibera C.C. del 24/02/2001 n.5 Modificato con Delibera C.C. del 31/07/2002 n. 29 Modificato con Delibera C.C.
CITTA DI CHIERI REGOLAMENTO EDILIZIO APPROVATO AI SENSI DELL ART.3, COMMA 3 della L.R. 8.7.1999 n 19 con Delib. C.C. n. 65 del 31.07.2000 CONFORME AL REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO REGIONALE Gennaio 2016 Modifiche
DOCUMENTAZIONE ESSENZIALE. (articolo 74, comma 1, lett. j della legge provinciale 4 agosto 2015, n. 15)
ELENCO DOCUMENTAZIONE PER IL PROCEDIMENTO EDILIZIO (Elenco della documentazione tecnica e altri atti e provvedimenti parti integranti del permesso di costruire e della segnalazione certificata di attività)