Source: http://www.dossier.net/guida/paga08.htm
Timestamp: 2018-07-16 08:42:32+00:00
Document Index: 111324151

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2752', 'art. 33', 'art. 2948', 'art. 19']

Riscossione coattiva della imposta comunale immobili
versamenti RISCOSSIONE COATTIVA
Il pagamento della somma oggetto di accertamento (imposta, sanzioni ed interessi moratori) va effettuata con arrotondamento all'unità di euro per eccesso o per difetto (comma 166 della legge finanziaria n. 296 del 27 dicembre 2006) e nel rispetto dell'importo minimo (comma 168), entro il termine di 60 (anziché 90) giorni dalla notificazione del relativo avviso di accertamento (comma 173), salvo che sia stato emesso provvedimento di sospensione.
Nel caso di riscossione coattiva il comma 163 precisa che l'apposito titolo esecutivo (cartella di pagamento o ingiunzione fiscale) deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. L'avviso di accertamento diviene definitivo quando non è impugnato entro 60 giorni dalla sua notifica, oppure quando sono decorsi 60 giorni dalla notifica della sentenza che ha respinto il ricorso o l'appello ovvero è decorso un anno e 46 giorni dal deposito della sentanza, non notificata, emessa dai giudici tributari.
Il visto di esecutività sui ruoli per la riscossione è apposto dal funzionario responsabile anche nelle ipotesi in cui le relative attività siano state affidate a terzi.
I Comuni non possono iscrivere a ruolo l'importo di un tributo, e quindi anche dell' ICI, per il quale non è stato emanato l'avviso di accertamento per una determinata annualità di imposta.
E' stato ripetutamente affermato (da ultimo, Commissione tributaria regionale della Basilicata, sentenza n. 112 del 29 dicembre 2000) il principio che l'accertamento del tributo e l'iscrizione a ruolo costituiscono due fasi ben distinte e non confondibili del procedimento, poste a tutela dei diritti del contribuente, di cui la prima "rappresenta una fase ineliminabile e insostituibile ai fini del valido esercizio del potere di imposizione".
Per espressa previsione dell'art. 1 del D.P.R. n. 129 del 16 aprile 1999, non si fa luogo all'accertamento, all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi locali, comprensivi o costituiti solo da sanzioni amministrative o interessi, qualora l'ammontare dovuto, per ciascun credito e con riferimento ad ogni periodo di imposta, non superi l'importo di euro 16,53 (lire 32.000). Se l'importo del credito supera detto limite, la fase di controllo e di riscossione è consentita per l'intero ammontare.
La previsione agevolativa non si applica qualora il credito tributario derivi da ripetuta violazione, per almeno un biennio, degli obblighi di versamento riguardanti un medesimo tributo.
I crediti dei comuni per tributi di loro spettanza, compresa quindi l' ICI, non hanno alcuna forma di privilegio sugli immobili, neanche su quelli cui il tributo si riferisce. Hanno invece privilegio generale sui beni mobili, ai sensi dell'art. 2752, ultimo comma, del codice civile, così come modificato dall'art. 33 del D.Lgs. n. 46/99.
Per l' ICI dovrebbe trovare applicazione il termine prescrizionale di cinque anni previsto dalla disposizione dell'art. 2948, n. 4), del codice civile.
Infine, giova rilevare che in materia di riscossione coattiva ai fini dell' ICI non è prevista la responsabilità solidale né tra i nuovi possessori di immobili e quelli precedenti né quando il presupposto dell'imposta si verifica unitamente nei confronti di più soggetti (si veda art. 19 del D.Lgs. n. 46/99).