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Timestamp: 2020-04-03 00:25:52+00:00
Document Index: 122335981

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 72', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte Costituzionale: illegittima la norma statale che regola la durata e i requisiti dei tirocini formativi
Attraverso la Sentenza n. 287 del 19 dicembre 2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'articolo 11 del Decreto Legge n. 138 del 2011, convertito dalla Legge n. 148 del 2011, per violazione dell'articolo 117, quarto comma, della Costituzione "poiché va ad invadere un territorio di competenza normativa residuale delle Regioni".
Secondo la Corte, la regolamentazione, con legge dello Stato, della durata e dei requisiti che devono possedere i soggetti che promuovono tirocini formativi è illegittima poiché viola le competenze delle Regioni.
Corte di Cassazione: reintegro del lavoratore licenziato se non si dimostra la sua totale inidoneità allo svolgimento delle mansioni
Attraverso la sentenza n. 23330 del 18 dicembre 2012, la Corte di Cassazione ha affermato che il datore di lavoro è obbligato a reintegrare il lavoratore licenziato perché affetto da un disturbo d'ansia, se non dimostra la sua "totale inidoneità allo svolgimento delle mansioni". Inoltre, aggiunge la Suprema Corte, l’azienda deve anche provare l'impossibilità di una ricollocazione del lavoratore. Nel caso di specie, i giudici hanno affermato che "non solo non risultava dalle certificazioni mediche che la sopravvenuta, parziale inidoneità fisica del ricorrente avesse carattere permanente e quindi fosse definitivamente escluso un recupero della sua piena idoneità fisica, ma l'amministrazione aveva omesso di provare ... che, pur con la ridotta capacità lavorativa, il dipendente non potesse svolgere mansioni compatibili con l'organizzazione aziendale".
INPS: indennità di disoccupazione in caso di risoluzione consensuale intervenuta in sede conciliativa
Attraverso il messaggio n. 20830 del 18/12/2012 l’INPS ha chiarito che l’ipotesi della procedura di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, conclusa in sede conciliativa con una risoluzione consensuale, configuri un’ipotesi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro, dando così titolo all’accesso alla tutela del reddito corrispondente. Pertanto, precisa l’istituto, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato per risoluzione consensuale intervenuta in sede conciliativa mediante la nuova procedura di cui al novellato art. 7 della legge n. 604 del 1966, è possibile procedere, in presenza dei necessari requisiti assicurativi e contributivi, all’erogazione dell’indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali, fino agli eventi di cessazione verificati entro il 31 dicembre 2012. Alla luce dei suddetti chiarimenti interpretativi le diverse Sedi territoriali dovranno provvedere a definire le domande di disoccupazione non ancora definite e al riesame, in autotutela, delle domande respinte di indennità di disoccupazione ordinaria presentate in esito alle predette procedure conciliative attivate a far data dal 18 luglio 2012.
INPS: indicazioni per il rimborso dei voucher postali
Con il messaggio n. 20559 del 13/12/2012 l’INPS fornisce indicazioni relative al servizio di acquisto e riscossione dei buoni lavoro presso la rete degli uffici postali, funzionali alla regolamentazione del sistema di lavoro occasionale di tipo accessorio. In particolare, l’Istituto provvede a fornire le indicazioni operative in merito alla modalità di rimborso dei voucher cartacei, acquistati presso gli uffici postali, non utilizzati dai committenti. La richiesta di rimborso deve essere presentata dal committente alla sede di competenza tramite il modulo SC52, scaricabile dal sito www.inps.it. Come per tutte le altre situazioni di rimborso di buoni lavoro, il controvalore del rimborso è determinato al netto della quota di gestione del 5% attribuita al concessionario a titolo di rimborso spese (art. 72, comma 4, D. Lgs. N. 276/2003 e successive modifiche), in considerazione dell’attività amministrativa svolta dall’Istituto per la gestione dei voucher. Attraverso il messaggio, inoltre, l’Istituto conferma che i voucher cartacei emessi dalle sedi INPS acquistati entro il 31 dicembre 2011 sono riscuotibili, o è possibile chiederne il rimborso, fino al 31 dicembre 2012.
INPS: disciplina ASpi e mini ASpi
La Riforma lavoro ha previsto, in relazione agli strumenti di tutela del reddito, una serie di disposizioni in materia di ammortizzatori sociali. Più precisamente,la legge n. 92/2012 ha istituito, con decorrenza 1° gennaio 2013, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perso involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione.L’Assicurazione Sociale per l’Impiego erogherà un trattamento di sostegno al reddito in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalladel 1° gennaio 2013, sostituendo le preesistenti indennità di disoccupazione non agricola ordinaria con requisiti normali e l’indennità di disoccupazione speciale edile nonché, a far tempo dal 1° gennaio 2017, l’indennità di mobilità.Inoltre, è stataintrodotta un’ulteriore nuova misura (mini ASpI), destinata a sostituire la precedente indennità di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti.Con la Circolare n. 140 del 14/12/2012 l'Inps ha illustrato l’ambito di applicazione e la disciplina relativa al finanziamento della nuova assicurazione, unitamente alle necessarie istruzioni operative.
Corte di Cassazione: diritto del lavoratore all’indennità sostitutiva delle ferie
Attraverso la sentenza n. 21028 la Corte di Cassazione ha affermato che qualora il lavoratore, assentatosi dal lavoro a causa di una lunga malattia, non abbia goduto - in tutto o in parte - delle ferie annuali di propria spettanza entro il periodo stabilito dalla contrattazione collettiva in assenza di alcuna determinazione al riguardo da parte del datore di lavoro, non può desumersi dal silenzio serbato dall’interessato alcuna rinuncia. Ne consegue che il datore di lavoro è tenuto a corrispondergli la relativa indennità sostitutiva delle ferie non godute. Pertanto, le clausole di contratti collettivi che prevedono, nel corso del rapporto, esclusivamente il diritto al godimento delle ferie e non anche all’indennità sostitutiva, devono essere interpretate nel senso che in ogni caso la mancata fruizione delle ferie per causa non imputabile al lavoratore non può escludere il diritto di quest’ultimo all’indennità sostitutiva delle ferie, in considerazione della irrinunciabilità del diritto stesso, costituzionalmente garantito.
Ministero del lavoro: istruzioni per la presentazione del Prospetto informativo dei disabili
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota n. 17699 del 12 dicembre 2012, ha fornito le istruzioni per la presentazione del Prospetto informativo dei disabili, di cui alla legge 68/99 e ha sintetizzato alcune novità dettate, prevalentemente, dalla necessità di adeguare i sistemi informatici alle disposizioni contenute nella Legge 28 giugno 2012, n. 92. Le principali novità del prospetto si riferiscono al computo dei lavoratori a tempo determinato (il datore di lavoro può indicare quali esclusi i lavoratori con contratto a termine di durata fino a 6 mesi), alle modalità per determinare la categoria di ampiezza dell’azienda e alla percentuale di disabilità. La trasmissione dei dati avviene in via telematica. Il prospetto è unico a livello nazionale e deve essere inviato al nodo regionale ove è ubicata la sede legale del datore di lavoro.
Corte di Cassazione: differenze nella disciplina del licenziamento degli invalidi e degli orfani
Attraverso la sentenza n. 18645 del 30 ottobre 2012 la Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della legittimità del licenziamento, sussiste una differenza giuridica tra la categoria degli invalidi e quella degli orfani di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di servizio o di guerra. A questi ultimi è riconosciuta una quota di riserva, ma non le medesime garanzie previste per gli invalidi. Più precisamente, la Corte stabilisce che non è applicabile agli orfani per causa di lavoro, di servizio o di guerra, la regola per cui i licenziamenti per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo, esercitati nei confronti dei lavoratori occupati obbligatoriamente, sono annullabili, qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla "quota di riserva" prevista dall'art. 3 della L. n. 68 del 1999. La Suprema Corte chiarisce che agli orfani è garantita l'assunzione entro una determinata quota di riserva, ma ciò non significa che debbano essere necessariamente equiparati agli invalidi ai fini del licenziamento per riduzione del personale o per giustificato motivo oggettivo e che possano godere delle garanzie riservate a questi ultimi, e ciò perché l'equiparazione non è espressamente disposta dalla legge.
INPS: incentivi all’assunzione dopo la Riforma del Lavoro
Attraverso la circolare n. 137 del 12 dicembre 2012, l’INPS approfondisce le novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 rispetto alla disciplina degli incentivi all’assunzione dei lavoratori. In particolare, il documento analizza le novità relative all’assunzione dei lavoratori disoccupati o in cigs da almeno 24 mesi e dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. La circolare, in sintesi, evidenzia che in materia di incentivi all'assunzione, la legge 92/2012:
· modifica la disciplina dello stato di disoccupazione, rilevante anche in materia di incentivi;
· abroga – a decorrere dal primo gennaio 2017 - gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità;
· abroga – a decorrere dal primo gennaio 2013 - il contratto di inserimento, di cui agli articoli 54 e seguenti del d.l.vo 276/2003;
· introduce – a decorrere dal primo gennaio 2013 - un nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori over50 e donne;
· modifica l’articolo 8, co. 9, legge 407/1990, riguardante gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori disoccupati o in cigs da almeno 24 mesi;
TAR Piemonte: diritto ai permessi ex art. 40 per il padre per il padre anche se la madre è casalinga
Attraverso una sentenza del 9 novembre 2012 il Tribunale Amministrativo della Regione Piemonte ha accolto il ricorso di un lavoratore in merito al diritto di entrambi i genitori a partecipare alla cura dei figli. La peculiarità della sentenza sta nel fatto che il padre è un militare dell'arma dei Carabinieri e che la madre è una casalinga. Nel caso di specie, il militare aveva chiesto il diritto ai riposi giornalieri previsti dall'articolo 40 D.L.vo. n.151/2001 (c.d. permesso di allattamento); tali permessi erano stati rifiutati dal Comando, facendo leva sul fatto che, essendo la madre del bambino una casalinga, spettasse a Lei badare ai figli. L'intervento del Tribunale Amministrativo Regionale ha invece evidenziato che il fatto che la madre sia casalinga non debba discriminare il lavoratore dal poter partecipare alla cura dei propri figli.