Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-137-del-21122007.html
Timestamp: 2016-10-25 04:57:53+00:00
Document Index: 106197445

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.\n16', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art.\n5', 'art.\n20', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art.16', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 49']

Estensione alle lavoratrici a progetto e
categorie assimilate, associate in partecipazione e libere professioniste,
iscritte alla Gestione separata di cui allart. 2, comma 26, L. 335/1995,
delle disposizioni di cui agli artt. 16, 17 e 22 del D.Lgs. 151/2001 (T.U. della
maternità/paternità). Introduzione di unindennità per congedo parentale a
favore dei collaboratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla
medesima Gestione Separata. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti
SOMMARIO: A decorrere dal 7/11/2007 (data di
entrata in vigore del D.M. 12/07/2007), ai committenti e agli associanti in
partecipazione è esteso il divieto di adibire al lavoro le lavoratrici a
progetto e categorie assimilate e le associate in partecipazione iscritte alla
Gestione separata di cui alla L. 335/1995, durante i periodi di cui allart.
16 (congedo di maternità) e di cui allart. 17 (interdizione anticipata e
prorogata) del D.Lgs.151/2001- T.U. della maternità/paternità. Le libere
professioniste iscritte alla citata Gestione separata possono accedere allindennità
di maternità subordinatamente alleffettiva astensione dallattività
lavorativa durante i periodi di cui alle sopracitate disposizioni. La tutela è
riconosciuta anche in caso di adozione e affidamento nonché in favore dei
lavoratori padri appartenenti ad una delle categorie considerate, iscritti alla
gestione medesima
A decorrere dal 1°
gennaio 2007, i lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla
Gestione separata hanno diritto al congedo parentale per un periodo complessivo
di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino. Il diritto è riconosciuto
anche in caso di adozione e affidamento.
In attuazione dellart. 1, comma 791, della Legge n. 296 del 27
dicembre 2006 (Finanziara per il 2007), il D.M. 12/07/2007 (all. 1), pubblicato
sulla G.U. n. 247 del 23/10/2007, ha previsto lestensione in favore delle
lavoratrici a progetto e categorie assimilate, associate in partecipazionee
libere professioniste iscritte alla gestione separata di cui allart. 2, comma
26, della L. 335/1995, delle disposizioni di cui agli artt. 16, 17 e 22 del
D.Lgs. 151/2001 (T.U.
della maternità/paternità).
Sono assimilate alle collaboratrici a progetto le
collaboratrici coordinate e continuative, mentre ad esse non possono essere
equiparate le lavoratrici che svolgono prestazioni occasionali ( cioè inferiori
a trenta giorni di durata nellanno solare e con un compenso inferiore a
cinquemila euro con lo stesso committente ).
In forza del citato decreto, è fatto divieto ai
committenti ed agli associanti in partecipazione di adibire al lavoro,
rispettivamente, le collaboratrici a progetto e le collaboratrici assimilate nel
senso sopra specificato nonché le associate in partecipazione durante i periodi
in cui, ai sensi dellart. 16
del T.U. maternità, è inibito alle lavoratrici dipendenti lo svolgimento dellattività
Lastensione effettiva dal lavoro nei periodi di cui
al sopracitato art. 16 è prevista
anche per le libere professioniste iscritte alla medesima gestione separata come
condizione per accedere allindennità di maternità eventualmente spettante
alle stesse per il titolo in questione (art. 2).
Lestensione della disciplina di cui agli artt. 16, 17 e 22 del T.U. (congedo ordinario,
periodo intercorrente tra data presunta e data effettiva del parto, parto
prematuro, flessibilità, interdizione anticipata e prorogata e correlativi
trattamenti economici), così come operata dal D.M. 12/07/2007, trova applicazione
per i parti e gli ingressi in famiglia la cui data ricada dal 7.11.2007
(compreso) in poi.
Viceversa, relativamente ai parti ed agli ingressi in
famiglia già verificatisi alla data del 7.11.2007, continua ad essere applicata
la disciplina previgente, fermo restando comunque, anche per tali eventi, lobbligo
di astensione per i periodi di congedo successivi alla data di entrata in vigore
del decreto in esame.
Destinatarie della tutela sono le lavoratrici iscritte
alla Gestione separata che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale
obbligatoria e non siano pensionate.
Tali sono le lavoratrici già tenute al versamento
della contribuzione maggiorata dello 0,50 per cento, le quali, a far data dal
07/11/2007, hanno lobbligo di versare unaliquota aggiuntiva, pari allo
0,22 per cento, destinata al finanziamento delle prestazioni previste dal
decreto in questione (art. 7). Per gli aspetti inerenti alla contribuzione si
rinvia alle istruzioni fornite con messaggio n. 027090 del 9/11/2007.
Il riconoscimento in favore delle lavoratrici
interessate dei periodi di congedo di cui agli artt. 16 e 17 del T.U. della
maternità/paternità comporta la necessità di assumere a riferimento la data
presunta del parto.
Pertanto, le lavoratrici medesime hanno lonere di
corredare la domanda di maternità del certificato medico di gravidanza
attestante la suddetta data, da presentare in busta chiusa prima dellinizio
del congedo, secondo quanto espressamente disposto dallart. 21 del sopracitato T.U..
In mancanza del suddetto certificato medico di
gravidanza, ai fini della determinazione del periodo indennizzabile a titolo di
maternità, verrà presa a riferimento la data effettiva del parto, con
conseguente riconoscimento, in favore dellinteressata, di un periodo
indennizzabile pari ai due mesi precedenti la data effettiva del parto ed ai tre
mesi successivi alla data stessa (periodo complessivamente pari a 5 mesi ed un
Il congedo di maternità può essere richiesto anche
dalle lavoratrici madri adottive o affidatarie appartenenti alla categoria di
cui trattasi durante i primi tre mesi successivi alleffettivo ingresso in
famiglia di un bambino che, al momento delladozione o affidamentonazionale,
non abbia superato i sei anni di età. In caso di adozione o affidamento
preadottivo internazionale il congedo spetta sempre per il medesimo periodo
anche se il minore abbia superato i sei anni, fino al compimento della maggiore
età dello stesso. In tali ipotesi, ovviamente, ai fini della determinazione del
periodo di congedo di maternità e del correlativo trattamento economico si
tiene conto della data di effettivo ingressodel minore nella famiglia adottiva/affidataria.
Lobbligo di astensione dallattività si estende,
stante lespresso rinvio allart. 17
del T.U. (v. art. 3 D.M. 12/07/2007), anche ad eventuali periodi di interdizione
anticipata e/o prorogata riconoscibili, in forza del presente decreto, alle
lavoratrici appartenenti alla categoria in questione in forza di provvedimento
autorizzativo del Servizio ispettivo della Direzione provinciale del lavoro.
Nel caso di provvedimenti di interdizione anticipata
e/o prorogata la cui decorrenza si collochi in data antecedente allentrata in
vigore del decreto in esame (7.11.2007), ma la cui efficacia si protragga oltre
la data suddetta, per i periodi di interdizione ricadenti dal 7.11.2007 in poi linteressata
ha lobbligo di astensione dal lavoro e potrà altresì percepire il
trattamento economico correlativo a condizione che il parto o lingresso in
famiglia si sia verificato dal 7.11.2007 in poi.
Tenuto conto delle differenti tipologie di attività
lavorativa che danno titolo alla iscrizione alla gestione separata, il D.M. 12/07/2007 ha previsto lapplicazione
integrale della norma contenuta nellart. 17 T.U. in favore di collaboratrici a
progetto (e assimilate) e associate in partecipazione ed ha limitato, invece,
nei confronti delle esercenti attività libero professionale, la
riconoscibilità dellinterdizione alla sola ipotesi di gravi complicanze
nella gestazione o pregresse forme morbose di cui allart. 17, comma 2, lett. a) del medesimo
Nei limiti sopra illustrati, per i periodi di congedo
di cui agli artt. 16 e 17 del T.U.
è corrisposta alle lavoratrici interessate lindennità di maternità di cui
al D.M. 04/04/2002, relativamente alla quale sono state già impartite
istruzioni operative con circc. 138/2002 e 93/2003, alle quali si rinvia per
quanto non espressamente modificato dalle istruzioni contenute nella presente
In particolare, fermo restando laccertamento delleffettivo
accreditamento di almeno tremensilità di contribuzione maggiorata (dello 0,50%
fino allentrata in vigore del D.M. 12/07/2007, dello 0,72% per i
periodi successivi ) si rileva che i relativi dodici mesi di riferimento,
coincidenti con i 12 mesi precedenti linizio del periodo indennizzabile (art.
5, comma 2, D.M. 12/07/2007),
vanno individuati, diversamente da quanto previsto in merito dalla circ.
138/2002, in relazione alla data presunta del parto, anziché in relazione a
quella effettiva. Il medesimo arco temporale va preso in considerazione anche ai
fini dellindividuazione del reddito di riferimento, utile ai fini del calcolo
dellindennità di maternità.
In mancanza della data presunta del parto, il periodo
dei dodici mesi di riferimento sarà individuato, in conformità alle precedenti
istruzioni, sulla base della data effettiva del parto. Il periodo suindicato
sarà ovviamente preso in considerazione anche ai fini del computo del
trattamento economico spettante allinteressata.
Nel caso di esercizio della flessibilità di cui allart.
20 del T.U. nonché nellipotesi
di astensione a titolo di interdizione anticipata ai sensi dellart. 17 del testo unico medesimo, il
requisito contributivo di cui sopra dovrà essere reperito, ovviamente, nei 12
mesi interi precedenti linizio del diverso periodo di congedo richiesto dallinteressata.
La corresponsione dellindennità di maternità per i
periodi di cui agli artt. 16 e 17
T.U. è subordinata alleffettiva astensione dallattività lavorativa,
previa relativa attestazione nelle forme della dichiarazione sostitutiva di atto
di notorietà da parte della lavoratrice e del committente (o associante in
partecipazione) o della libera professionista.
I periodi di astensione dallattività lavorativa per
i quali è corrisposta lindennità di maternità sono coperti da
contribuzione figurativaai fini del diritto alla pensione e della determinazione
della misura stessa (art. 6, D.M. 12/07/2007).
I lavoratori padri iscritti alla medesima gestione
separata hanno diritto ad astenersi dallattività lavorativa durante i
periodi per i quali, secondo le istruzioni contenute della circ. 138/2002-par.
1.3, gli stessi beneficiano dellindennità di paternità di cui allart. 3
del D.M. 04/04/2002.
Fermi restando i limiti temporali ed i requisiti per il
riconoscimento del diritto al suddetto trattamento economico, già illustrati
nella sopra citata circolare, lastensione effettiva dal lavoro costituisce in
tale ipotesi condizione attraverso la quale i lavoratori medesimi possono
accedere allindennità eventualmente spettante al titolo in questione.
Ai fini della presentazione delle domande di congedo di
maternità e/o paternità dovrà essere utilizzato il nuovo modello mod.MAT./GEST.SEP.
appositamente aggiornato (prelevabile dal sito internet dellIstituto-
www.Inps.it- sezione modulistica).
Nelle more della pubblicazione del suindicato modello,
è utilizzabile la vecchia modulistica, da integrare mediante lindicazione di
tutti gli elementi (ad es.: dichiarazione di stato di gravidanza, richiesta di
flessibilità, ecc.) non presenti nel modulo ancora in uso.
2. RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AL CONGEDO
Lart. 1, comma 788, della legge n. 296/2006
(Finanziaria per lanno 2007) prevede la corresponsione, in favore dei
lavoratori a progetto e categorie assimilate iscritti alla gestione separata, di
unindennità per congedo parentale, limitatamente ad un periodo di tre mesi
entro il primo anno di vita del bambino.
Come già precisato al punto 1, per categorie
assimilate si intendono i collaboratori coordinati e continuativi,mentre non
possono essere equiparati ai lavoratori a progetto i soggetti che svolgono
prestazioni occasionali ( cioè inferiori a trenta giorni di durata nellanno
solare e con un compenso inferiore a cinquemila euro con lo stesso committente
). Destinatari della tutela sono i lavoratori non iscritti ad altre forme
previdenziali obbligatorie né pensionati, tenuti al versamento della
contribuzione maggiorata (dello 0,50% fino allentrata in vigore del D.M. 12/07/2007, dello 0,72% per i
periodi successivi).
Fermi restando i sopra citati limiti temporali (tre
mesi entro il primo anno di vita del bambino), lerogazione del trattamento
economico in esame sarà effettuata dallIstituto relativamente ad eventi di
parto o ingressi in famiglia (nel caso di adozioni o affidamenti) verificatisi
dal 1° gennaio 2007. È esclusa pertanto lindennizzabilità di periodi di
congedo parentale che, benché ricadenti nellanno 2007, si riferiscano ad
eventi (parti o ingressi in famiglia) intervenuti antecedentemente alla data
suindicata.
Hanno diritto allindennità per congedo parentale
soltanto quei soggetti (madri/padri biologici, adottivi e affidatari) per i
quali sia riscontrato laccreditamento di almeno tre mensilità della
contribuzione maggiorata sopra indicata neidodici mesi presi a riferimento ai
fini dellerogazione dellindennità di maternità/paternità.
Il diritto ai periodi di congedo, in caso di parto
plurimo, è riconoscibile per ogni bambino, nel rispetto, ovviamente, del limite
temporale previsto per tale categoria di lavoratori in relazione alletà del
neonato (fino a 3 mesi per ciascun figlio, entro il primo anno di vita).
La domanda di congedo parentale deve essere presentata
in data anteriore allinizio del congedo stesso, essendo indennizzabili, in
caso contrario, soltanto i periodi successivi alla domanda.
I periodi di congedo parentale sono indennizzabili
subordinatamente alla sussistenza di un rapporto di lavoro ancora in corso di
validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale ed alleffettiva
astensione dallattività lavorativa.
2.1 Requisito contributivo e misura dellindennità
Il diritto al congedo parentale e al relativo
trattamento economico è riconosciuto alle lavoratrici a progetto e categorie
assimilate, iscritte alla Gestione Separata, a condizione che le stesse
risultino in possesso del requisito contributivo minimo previsto ai fini del
riconoscimento del diritto allindennità di maternità.
Anche per lindennità a titolo di congedo parentale
è richiesto, pertanto, laccreditamento di almeno tre mensilità di
contribuzione maggiorata ( dello 0,50% fino allentrata in vigore del D.M. 12/07/2007, dello 0,72% per i
periodi successivi ) nei dodici mesi precedenti linizio del periodo
indennizzabile a titolo di congedo di maternità di cui allart.16 del T.U.
della maternità/paternità.
In caso di adozione e affidamento sia nazionali che
internazionali (si rammenta che in caso di affidamenti internazionali ci si
riferisce soltanto a quelli preadottivi), il congedo parentale, compreso il
relativo trattamento economico, è riconoscibile per un periodo complessivo di
tre mesi entro il primo anno dallingresso in famiglia del minore
adottato/affidato, a condizione che il minore stesso non abbia superato, allatto
delladozione o dellaffidamento, i dodici anni di età.
In tale ipotesi il requisito minimo contributivo delle
tre mensilità dovrà essere reperito, ovviamente, nei dodici mesi che precedono
la data di effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice.
Lindennità è calcolata, per ciascuna giornata del
periodo indennizzabile, in misura pari al 30 per cento di 1/365 del reddito
derivante da attività di lavoro a progetto o assimilata, percepito negli stessi
dodici mesi presi a riferimento per laccertamento del requisito contributivo,
come sopra individuato.
Con eguale decorrenza (parti verificatisi dal 1°
gennaio 2007), hanno diritto al congedo parentale, con relativo trattamento
economico, anche i padri lavoratori a progetto e categorie assimilate, iscritti
alla Gestione Separata, per i quali sia riscontrato il requisito minimo
contributivo (almeno tre mesi di contribuzione maggiorata dello 0,5 per cento
periodi successivi ) nei dodici mesi precedenti linsorgenza di una delle
situazioni (morte o grave infermità della madre, abbandono del figlio,
affidamento esclusivo del bambino al padre) previste per il riconoscimento dellindennità
di paternità di cui allart. 3 del D.M. 04/04/2002.
derivante da attività di lavoro a progetto o assimilata,percepito nei dodici
mesi precedenti il verificarsi di una delle predette situazioni.
Il diritto in oggetto è riconosciuto anche al padre
adottivo o affidatario a condizione che sussista, in capo allo stesso, il
sopradetto requisito contributivo minimo nei dodici mesi precedenti la data di
effettivo ingresso del minore nella famiglia del lavoratore e sempre che la
madre non ne faccia richiesta.
In tale ultima ipotesi, il reddito di riferimento ai
fini del calcolo dellindennità è quello percepito nei dodici mesi
precedenti lingresso in famiglia del minore.
I periodi di astensione dallattività lavorativa
per i quali è corrisposta lindennità per congedo parentale sono coperti da
contribuzione figurativa ai fini del diritto alla pensione e della
determinazione della misura stessa, secondo quanto disposto dallart. 35 comma 1 del D.Lgs. 151/2001 (T.U.
Per le domande di congedo parentale è stato
predisposto il nuovo modello AST.FAC./GEST.SEP. ( allegato 3 ) che sarà
prelevabile dal sito internet dellIstituto- www.Inps.it- sezione modulistica.
Competente a decidere in unica istanza i ricorsi
inerenti la prestazione in oggetto è il Comitato Amministratore per la Gestione
Separata di cui allart. 2 comma 26 L. 335/1995.
Listruttoria relativa ai medesimi ricorsi dovrà
essere curata dalle Direzioni Regionali territorialmente competenti mediante la
procedura D.I.C.A., secondo le disposizioni impartite con la circ. 13 del 2.2.06.
Le procedure informatiche applicative delle
presenti istruzioni sono in corso di adeguamento. Si fa riserva di fornire le
istruzioni procedurali con specifici messaggi operativi.
In considerazione del fatto che le prestazioni di
maternità e/o di paternità relative a periodi di astensione obbligatoria dallattività
lavorativa devono trovare copertura nel gettito contributivo derivante dallaliquota
dello 0,22 per cento, è necessario che le stesse siano rilevate distintamente
dalle analoghe prestazioni erogate ai sensi del decreto interministeriale del 4
aprile 2002 per le quali il suddetto obbligo non sussiste.
PAR 30/104  per limputazione dellindennità
di maternità e di paternità relativa a periodi di astensione obbligatoria dallattività
lavorativa, di competenza degli anni precedenti;
PAR 30/174  per limputazione dellindennità
lavorativa, di competenza dellanno in corso.
Ai citati conti deve essere imputato, ovviamente, limporto
della prestazione eccedente la quota a carico dello Stato ex art. 49, comma 1, della legge n. 488/1999
da determinarsi secondo le istruzioni contenute nel punto 5) della più volte
citata circolare n. 138/2002.
Eventuali recuperi delle prestazioni in questione, per
la quota di pertinenza della Gestione separata (per la corretta imputazione
contabile delle somme da recuperare si fa rinvio ai criteri stabiliti con
messaggio n. 2001/0014/000174 del 3.8.2001 richiamato anche dalla suddetta
circolare n. 138), vanno imputati al conto PAR 24/134 al quale è abbinato, nellambito
della procedura recupero crediti per prestazioni, il codice di bilancio
esistente 01040. La stessa procedura provvede ad imputare alla fine dellesercizio
i relativi crediti al conto PAR 00/030.
essere evidenziati, nellambito del partitario del conto GPA 00/069, con il
codice bilancio esistente 01040  Prestazioni temporanee indebite  PAR.
Le prestazioni di maternità rientranti esclusivamente
nella normativa prevista dal decreto interministeriale del 4 aprile 2002 nonché
i relativi recuperi continuano ad essere imputati, rispettivamente, ai conti PAR
30/017 (competenza anni precedenti), PAR 30/077 (competenza anno in corso) e PAR
24/033.
Peraltro, a seguito dellintroduzione della nuova
normativa, a partire dallesercizio 2008 il conto PAR 30/077 cessa di
funzionare e quindi deve intendersi soppresso.
Ai fini della rilevazione contabile dellindennità
per congedo parentale sono stati istituiti i seguenti conti:
PAR 30/106  per limputazione dellindennità
per congedo parentale di competenza degli anni precedenti;
PAR 30/176  per limputazione dellindennità
per congedo parentale di competenza dellanno in corso.
La procedura automatizzata di liquidazione della
prestazione in questione provvede, tra laltro, ad emettere un biglietto
contabile contenente la seguente scrittura in P.D.:
Peraltro, qualora la procedura automatizzata non sia
stata ancora aggiornata nel momento in cui sorga la necessità di erogare la
prestazione in parola e si debba eccezionalmente far ricorso alla procedura dei
pagamenti vari, la scrittura di cui sopra è cenno deve essere predisposta
dallUfficio amministrativo con apposito biglietto contabile fuori cassa di
mod. SC 3.
Allatto del pagamento, limporto da corrispondere
essere evidenziate, nellambito del partitario del conto GPA 10/031, con il
termine dellesercizio risultino ancora da definire devono essere imputate al
esistente PAR 24/033. I relativi crediti risultanti alla fine dellesercizio
Nellallegato n. 2 si riportano i conti di nuova
istituzione PAR 30/104, PAR 30/174, PAR 30/106, PAR 30/176 e PAR 24/134 nonché
i conti PAR 10/030, PAR 10/033 e PAR 24/033 ai quali è stata adeguata la
DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DECRETO 12 Luglio 2007