Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/06/novita-fiscali-del-10-giugno-2010-venti-giorni-di-proroga-per-i-versamenti-da-unico-2010-riscossione-sospensiva-di-150.html
Timestamp: 2018-08-16 15:26:36+00:00
Document Index: 99647732

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 47', 'art. 29', 'art. 17', 'art. 81', 'art. 15', 'art. 81', 'art. 15', 'art. 47', 'art. 67', 'art. 13']

Novità fiscali del 10 giugno 2010: venti giorni di proroga per i versamenti da Unico 2010; riscossione: sospensiva di 150 giorni solo per le nuove ordinanze; modello Unico PF 2010: la compilazione del quadro RW; detrazione 55% spetta anche in presenza di scheda Enea errata | Commercialista Telematico
1) Venti giorni di proroga per i versamenti da Unico 2010
2) Riscossione: Sospensiva di 150 giorni solo per le nuove ordinanze
3) Pubblicato in G.U. il D.P.C.M. contenente finalità e soggetti cui può essere destinato il 5 per mille 2010
4) F24: Istituito il codice tributo per il versamento di somme a titolo di riliquidazione dell’imposta sostitutiva sul maggior valore delle rimanenze finali
5) Detrazione 55% spetta anche in presenza di scheda Enea errata
6) Modello Unico PF 2010: Obbligo di compilazione del modulo RW
E’ pronta la proroga per i versamenti di Unico 2010. Il Presidente del Consiglio dei Ministri sta per firmare il Dpcm che slitta i termini di 20 giorni.
Interessata al provvedimento non è però tutta la platea dei contribuenti ma solo quelli ai quali si applicano gli studi di settore.
Le scadenze per i versamenti di Unico slittano al 6 luglio senza maggiorazione dello 0,4% e al 5 agosto con la maggiorazione.
Per i contribuenti estranei agli studi di settore rimane, invece, fermo il termine del 16 giugno per eseguire i versamenti a saldo delle imposte e dei contributi 2009, nonché a titolo di acconto della prima rata 2010, senza alcuna maggiorazione, che dovrà invece essere corrisposta da chi pagherà dal 17 giugno al 16 luglio.
(Il Sole 24 Ore del 09 giugno 2010)
Il D.L. n. 78/2010 punta a velocizzare la procedura di riscossione forzata delle somme vantate dall’Erario.
La limitazione a 150 giorni degli effetti delle sospensive concesse dai giudici tributari opera per le ordinanze adottate dal 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010).
Per quelle precedenti resta l’efficacia fino al deposito della sentenza di primo grado.
Questa sembra l’interpretazione corretta della manovra apportata dall’articolo 38, comma 9, del Dl 78/2010.
La norma ha modificato l’art. 47 del D.Lgs. n. 546/1992, stabilendo un limitato periodo di validità dei provvedimenti cautelari emanati dalle Commissione tributarie.
La necessità di correttivi interpretativi diviene evidente una volta che la procedura cautelare dovrà confrontarsi dal 1° luglio 2011, con la nuova tempistica della riscossione coattiva degli avvisi di accertamento (art. 29 del Dl 78/2010).
E’ stato pubblicato nella G.U. n. 131 del 8 giugno 2010, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010, relativo alle finalità e ai soggetti ai quali può essere destinato il 5 per mille per l’anno finanziario 2010.
I soggetti intenzionati a partecipare al riparto della quota del cinque per mille si sono iscritti, entro lo scorso 7 maggio, in un apposito elenco gestito dall’Agenzia delle Entrate.
Entro il 30 giugno 2010, i legali rappresentanti dei soggetti iscritti nell’elenco aggiornato sono tenuti a spedire alla DRE di competenza, con raccomandata a.r., una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
A sua volta l’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2010, dovrà procedere ai controlli circa la veridicità delle dichiarazioni, depennando dall’elenco i soggetti che non risulteranno in possesso dei requisiti necessari.
Entro il 31 marzo 2011, l’Agenzia pubblicherà poi sul proprio sito l’elenco dei soggetti ammessi al beneficio del 5 per mille, nonché quello dei soggetti esclusi dal riparto sia per le previste cause di decadenza, sia per il mancato possesso dei requisiti.
E’ stato istituito il codice tributo “1831” per il versamento di somme a titolo di riliquidazione dell’imposta sostitutiva sul maggior valore delle rimanenze finali.
Tale codice è necessario per la riliquidazione dell’imposta sostitutiva sul maggior valore delle rimanenze finali di industrie petrolifere e soggetti Ias che hanno “riallineato” il magazzino.
In particolare, per consentire il versamento tramite modello F24, secondo le modalità previste dall’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, delle imposte sostitutive rideterminate secondo la disposizione dell’art. 81, c. 24, del D.L. n. 112 del 2008, che si applica anche per la fattispecie contemplata dall’art. 15, c. 7, del D.L. n. 185 del 2008, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 49/E del 09 giugno 2010, ha istituito il seguente codice tributo:
“1831”- denominato “Riliquidazione dell’imposta sostitutiva sul maggior valore delle rimanenze finali ai sensi dell’art. 81, c. 24, del d.l. 25/6/ 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla l. 6/8/2008, n. 133, e dell’art. 15, c. 7, del d.l. 29/11/2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla l. 28/1/2009, n. 2”
In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con indicazione quale “Anno di riferimento” dell’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.
Nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” si riportano le informazioni relative all’eventuale rateazione nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Si precisa che in caso di pagamento in unica soluzione il suddetto campo è valorizzato con “0101”.
L’Agenzia delle Entrate, venendo incontro ai contribuenti che, per problemi tecnici dell’Enea, sono impossibilitati a trasmetterle telematicamente le schede informative di correzione o di rettifica necessarie per poter usufruire della detrazione del 55% per gli interventi di risparmio energetico, con la risoluzione n. 44/E del 2010, ha reso noto che, è ammessa la detrazione sul 55% nel 730/2010, anche se il contenuto della scheda informativa inviata all’Enea è errato e la correzione non è ancora stata presentata.
Occorre la presentazione ai Caf di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, nella quale sono evidenziati i dati della scheda informativa precedentemente trasmessa all’ENEA opportunamente modificati), nonché l’invio telematico della scheda rettificativa entro 90 giorni dalla data di attivazione della procedura informatica da parte dell’Enea.
L’obbligo di compilazione del modulo RW riguarda le persone fisiche fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che al termine del periodo d’imposta detengono investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria di ammontare complessivo superiore a euro 10.000 attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia.
In particolare, devono essere sempre indicate nella sezione II del modulo RW le attività estere di natura finanziaria giacché produttive in ogni caso di redditi di fonte estera imponibili in Italia.
Ad es., sono oggetto di segnalazione le seguenti attività finanziarie:
– attività i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti, tra cui, ad esempio, le partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti, le obbligazioni estere e i titoli similari, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa emessi da non residenti (comprese le quote di OICR esteri), le valute estere rivenienti da depositi e conti correnti, i titoli pubblici italiani emessi all’estero, depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero indipendentemente dalle modalità di costituzione (ad esempio, accrediti di stipendi, di pensione o di compensi);
– contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, tra cui, ad esempio, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, nonché polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione purché il contratto non sia concluso per il tramite di un intermediario finanziario italiano o le prestazioni non siano pagate attraverso un intermediario italiano;
– contratti derivati e altri rapporti finanziari se i relativi contratti sono conclusi al di fuori del territorio dello Stato, anche attraverso l’intervento di intermediari, in mercati regolamentati;
– atti di disposizione patrimoniale in favore di trust, fondazioni ed organizzazioni similari;
– forme di previdenza complementare individuale o collettiva organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero;
-altri strumenti finanziari anche di natura non partecipativa o diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni o strumenti finanziari della medesima natura.
Vanno, inoltre, indicate nella medesima Sezione II le attività finanziarie italiane detenute all’estero (ossia, ad esempio, i titoli pubblici ed equiparati emessi in Italia, le partecipazioni in soggetti residenti ed altri strumenti finanziari emessi da soggetti residenti) soltanto nel periodo di imposta in cui la cessione o il rimborso delle stesse ha realizzato plusvalenze imponibili.
Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per le attività finanziarie affidate in gestione o in amministrazione alle banche, alle SIM, alle società fiduciarie, alla società Poste italiane e agli altri intermediari professionali per i contratti conclusi attraverso il loro intervento, anche in qualità di controparti, nonché per i depositi e i conti correnti, a condizione che i redditi derivanti da tali attività estere di natura finanziaria siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi.
Detto esonero sussiste anche nel caso di mancato esercizio delle opzioni di cui agli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 461/1997.
In merito agli investimenti all’estero di natura non finanziaria, a partire da questa dichiarazione dei redditi, i contribuenti sono tenuti ad indicare nel modulo RW detti investimenti, indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi imponibili in Italia.
Quindi, ad es. dovranno essere sempre indicati anche gli immobili tenuti a disposizione, gli yacht, gli oggetti preziosi e le opere d’arte anche se non produttivi di redditi.
Questo modulo deve essere utilizzato dalle persone fisiche residenti in Italia le per indicare anche:
– i trasferimenti da e verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli effettuati attraverso soggetti non residenti, senza il tramite di intermediari residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria, se l’ammontare complessivo di tali trasferimenti nel corso del periodo di imposta sia stato superiore a euro 10.000,00. Nell’ammontare complessivo vanno computati tutti i trasferimenti e, quindi, sia quelli verso l’estero che quelli dall’estero;
– i trasferimenti da, verso e sull’estero che nel corso dell’anno hanno interessato gli investimenti e le attività indicati nella sezione II, se l’ammontare complessivo dei movimenti effettuati nel corso dell’anno, computato tenendo conto anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a euro 10.000,00. Quest’obbligo sussiste anche se al termine del periodo d’imposta i soggetti interessati non detengono investimenti all’estero né attività estere di natura finanziaria, in quanto a tale data è intervenuto, rispettivamente, il disinvestimento o l’estinzione dei rapporti finanziari.
Tipo di attività detenuta all’estero
Attività finanziarie estere (emesse da non residenti, compresi titoli pubblici italiani emessi all’estero)
Beni mobili suscettibili di utilizzazione economica (preziosi, opere d’arte, yacht)
Polizza di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione contratte con società
assicuratrici non residenti
– in ogni caso
– in caso di cessione o rimborso suscettibili di generare plusvalenze imponibili in base all’art. 67, comma 1, lettere da c) a c-quinquies) del TUIR
– qualora il contratto non è concluso per il tramite di intermediario finanziario italiano o le prestazioni non sono pagate attraverso un intermediario italiano
Le sezioni II e III, del modulo RW (Modello Unico PF 2010) vanno compilate anche se gli investimenti e le attività derivano da eredità o donazioni e qualunque sia la modalità con cui sono stati effettuati i trasferimenti che hanno interessato tali attività (attraverso intermediari residenti, attraverso intermediari non residenti o in forma diretta tramite trasporto al seguito).
L’obbligo di dichiarazione sussiste anche nel caso in cui le operazioni siano state poste in essere dagli interessati in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria e siano soggetti a tutti gli obblighi di tenuta e conservazione delle scritture contabili previsti dalle norme fiscali.
Considerato che il modulo RW riguarda la rilevazione su base annua dei trasferimenti da, verso e sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, lo stesso modulo RW deve essere presentato avuto riguardo all’intero anno solare.
Per gli importi in valuta estera il contribuente deve indicare il controvalore in euro utilizzando il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Se le attività e gli investimenti sono detenuti all’estero in comunione, ciascuno dei soggetti interessati deve indicare la quota parte di propria competenza.
Vanno indicati i trasferimenti dall’estero verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso non residenti e senza il tramite degli intermediari residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria. I trasferimenti all’estero o dall’estero in forma diretta, mediante trasporto al seguito, non vanno indicati nella presente sezione.
Vanno indicate le consistenze degli investimenti esteri e delle attività finanziarie detenute all’estero al termine del periodo di imposta.
Vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria indicati nella sezione II.
In tal caso vanno utilizzati i codici della “Tabella codici investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria” corrispondenti agli investimenti e alle attività cui si riferiscono.
I contribuenti che si sono avvalsi della normativa sullo “scudo fiscale” (art. 13-bis del D.L. 1° luglio 2009, n.78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102) relativamente alle attività oggetto di rimpatrio e di regolarizzazione, sono esonerati dall’obbligo di indicare le medesime attività nel modulo RW della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso alla data di presentazione della dichiarazione riservata, nonché per quello precedente ove la dichiarazione medesima sia presentata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2010 e il 30 aprile 2010.
Pertanto, per le attività oggetto di emersione la cui dichiarazione riservata è stata presentata all’intermediario nel corso del 2009 non deve essere compilato
il modulo RW relativo alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2009, mentre con riferimento alle attività rimpatriate e/o regolarizzate la cui dichiarazione riservata è presentata nel corso del 2010 (tra il 1° gennaio 2010 e il 30 aprile 2010), non deve essere compilato il modulo RW relativo alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2009 né quello relativo alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2010.
In particolare, riguardo alle attività patrimoniali oggetto di rimpatrio, l’esonero dagli obblighi di monitoraggio sussiste a condizione che le predette attività siano amministrate da un intermediario finanziario italiano che ne segue i relativi flussi.
Per le attività oggetto di regolarizzazione l’esonero della compilazione del modulo RW non è definitivo poiché, permanendo all’estero, le stesse rimangono assoggettate agli obblighi dichiarativi connessi al monitoraggio fiscale.