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Timestamp: 2017-05-01 04:09:11+00:00
Document Index: 14700694

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 315', 'art. 74', 'art. 250', 'art. 258', 'art. 250', 'art. 251']

Filiazione: approvata la legge che equipara figli legittimi e figli naturali :: Diritto di famiglia :: Diritto & Diritti
Pubblicato dal 29/11/2012
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- l’art. 1 reca le nuove disposizioni, sostanziali e processuali, in materia di filiazione, ispirate al principio per cui tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico;
- l’art. 2 delega il Governo alla modifica delle disposizioni vigenti per eliminare ogni discriminazione tra figli legittimi, naturali e adottivi, indicando i principi e criteri direttivi da seguire;
- l’art. 3 ridefinisce le competenze fra Tribunali ordinari e Tribunali dei minorenni in materia di procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli, dettando, inoltre, disposizioni a garanzia del diritto dei figli agli alimenti e al mantenimento;
- gli artt. 4 e 5 recano disposizioni transitorie e in materia di stato civile;
- l’art. 6 reca la clausola di invarianza finanziaria.
Anna Costagliola La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge recante disposizioni in materia di riconoscimento de figli naturali. Il provvedimento, ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato esaminato dalla Commissione Giustizia in sede referente, che non ha apportato modifiche al testo approvato dal Senato il 16 maggio scorso; a sua volta il Senato aveva apportato ampie modifiche al testo già approvato in prima lettura della Camera nel giugno del 2011. Il nuovo testo di legge mira ad eliminare dall’ordinamento le residue distinzioni tra figli legittimi e figli naturali, affermando il principio dell’unicità dello stato giuridico dei figli, indipendentemente dal vincolo giuridico o meno dei loro genitori. Ciò sul presupposto della palese incostituzionalità della distinzione tra figli legittimi e figli naturali, costituente un’odiosa sopravvivenza di una visione non più condivisa dal comune sentire sociale e contrastante con il diritto europeo e con tutte le fonti sovranazionali. E’ infatti vero che la condizione giuridica dei genitori tra di loro, in relazione al vincolo coniugale, non può determinare una condizione deteriore per i figli, poiché quell’insieme di regole che costituiscono l’essenza del rapporto di filiazione e che si sostanziano negli obblighi di mantenimento, di istruzione e di educazione della prole, derivante dalla qualità di genitore, trova fondamento nell’art. 30 della Costituzione che richiama i genitori ad un obbligo di responsabilità. La legge sulla equiparazione tra figli legittimi e naturali consta di sei articoli: - l’art. 1 reca le nuove disposizioni, sostanziali e processuali, in materia di filiazione, ispirate al principio per cui tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico; - l’art. 2 delega il Governo alla modifica delle disposizioni vigenti per eliminare ogni discriminazione tra figli legittimi, naturali e adottivi, indicando i principi e criteri direttivi da seguire; - l’art. 3 ridefinisce le competenze fra Tribunali ordinari e Tribunali dei minorenni in materia di procedimenti di affidamento e mantenimento dei figli, dettando, inoltre, disposizioni a garanzia del diritto dei figli agli alimenti e al mantenimento; - gli artt. 4 e 5 recano disposizioni transitorie e in materia di stato civile; - l’art. 6 reca la clausola di invarianza
Il 10 dicembre 2012 i bambini hanno trovato sotto l'albero la legge n. 219, che ha affermato, nell'incredulità generale, che tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico (art. 315 c.c.), che i figli legittimi da ora in poi si chiameranno...
invarianza finanziaria. Questi, in sintesi, gli aspetti su cui interviene la legge: a) parentela: viene affermato espressamente, mediante la sostituzione dell’art. 74 c.c. che la parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Nessun vincolo di parentela, invece, nei casi di adozione di persone maggiorenni, b) riconoscimento: modificato l’art. 250 c.c., che consente il riconoscimento del figlio naturale ad opera della madre e del padre, anche se già uniti in matrimonio con altra persona all’epoca del concepimento. Il riconoscimento può avvenire congiuntamente o separatamente e produce effetti sia per il genitore che l’ha effettuato che per i parenti di esso (art. 258, co. 1, c.c.); c) assenso e rifiuto: si riduce da 16 a 14 anni l’età a partire dalla quale il riconoscimento del figlio naturale non produce effetto senza il suo assenso e l’età al di sotto della quale il riconoscimento non può avere effetto senza il consenso dell’altro genitore che abbia già effettuato il riconoscimento. Si introduce una nuova disciplina processuale per i casi di rifiuto del consenso al riconoscimento da parte del genitore e si tempera il divieto di riconoscimento da parte dei genitori con meno di 16 anni di età con la possibilità che il giudice li autorizzi, valutate le circostanze e avuto riguardo all’interesse del figlio (art. 250, co. 2-5, c.c.); d) figli incestuosi: viene modificato l’art. 251 c.c., ora rubricato «Autorizzazione al riconoscimento», ampliandosi la possibilità di riconoscimento dei figli incestuosi. La norma, infatti, elimina, per i genitori, il requisito della inconsapevolezza al momento del concepimento del legame parentale tra