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Timestamp: 2020-07-06 20:40:55+00:00
Document Index: 73951624

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Sentenza Cassazione Civile n. 2232 del 31/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2232 del 31/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 31/01/2011, (ud. 23/11/2010, dep. 31/01/2011), n.2232
rappresentato e difeso dall’avvocato ORLANDO ANTONIO, giusta delega a
avverso la sentenza n. 188/2005 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
depositata il 26/10/2005;
L.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania dep. il 26/10/2005 che, rigettando l’appello della società contribuente, aveva confermato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli che aveva rigettato il ricorso della contribuente in ordine allo avviso accertamento per IRPEF e SSN per l’anno 1993 quale reddito di partecipazione alla Longair sas di L.M.; la CTR osservava “che con la stessa sentenza aveva inteso rigettare anche il ricorso proposto dal socio della L.N. R. avverso l’avviso di accertamento emesso a suo carico per la propria quota di partecipazione” e che la ricorrente, come era suo onere, non aveva provato di non avere fruito dei redditi della società.
La ricorrente fonda il ricorso su due motivi. Col primo motivo deduce violazione dell’art. 132 c.p.c. in combinato disposto con l’art. 5 del D.P.R. n. 917 del 1986 e D.L. n. 546 del 1992, art. 36, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4. In particolare deduce che nella sentenza non era data contezza delle ragioni del rigetto del ricorso della società, stante la interdipendenza dei giudizi. Col secondo motivo deduce falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c. in combinato disposto con il D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 e D.L. n 546 del 1992, art. 36. Nullità della sentenza per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 4 e 5.
Deduce che non esisteva alcun ricorso del N. e che essa non poteva provare redditi inesistenti. L’Agenzia delle Entrate non ha resistito.
Dai superiori motivi e dalla sentenza emerge che tale Napoletano Roberto è socio accomandante e non è stato parte della vicenda processuale.
Pertanto,preliminarmente all’esame dei motivi del ricorso, la Corte si deve, d’ufficio, porre il problema della esistenza di un litisconsorzio necessario tra i soci di una società di persone e tra i soci e la stessa in ordine alle controversie relative ai redditi della società e ai redditi personali dei soci e, in caso positivo, quali ne siano le conseguenze.
Le SS.UU (sent. n. 14815 del 4/06/2008) hanno ritenuto che, in materia tributaria, l’unità dell’ accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 196, art. 5, n. 917 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società sia tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un litisconsorzio necessario originario.