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Timestamp: 2017-11-22 14:40:46+00:00
Document Index: 90319323

Matched Legal Cases: ['art.76', 'art. 82', 'art.83', 'art.96', 'art. 91', 'sentenza ', '§ 1']

Articolo del 16/01/2008 Autore Avv. Nicola Ianniello Altri articoli dell'autore
Chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.723,84 può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato (art.76 Dpr. 30 Maggio 2002 n. 115)
Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante: nel processo penale, i limiti sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari (art. 82 ivi).
A differenza della materia civile, nel procedimento penale l'istanza è presentata esclusivamente dall'interessato o dal difensore, ovvero inviata, a mezzo raccomandata, all'ufficio del magistrato innanzi al quale pende il processo. Se procede la Corte di cassazione, l'istanza è presentata all'ufficio del magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato.
La istanza può essere presentata dal difensore direttamente in udienza e nel caso di detenzione (art.83 legge cit.) all'inoltro provvede la polizia giudiziaria. In caso di impossibilità a produrre la documentazione richiesta questa è sostituita, a pena di inammissibilità, da una dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato.
Nei dieci giorni successivi a quello in cui è stata presentata o è pervenuta l'istanza di ammissione, ovvero immediatamente, se la stessa è presentata in udienza, a norma dell'art.96 della legge suddetta, a pena di nullità assoluta ai sensi dell'articolo 179, comma 2, del codice di procedura penale, il magistrato davanti al quale pende il processo o il magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato, se procede la Corte di cassazione, verificata l'ammissibilità dell'istanza, ammette l'interessato al patrocinio a spese dello Stato se, alla stregua della dichiarazione sostitutiva prevista dall'articolo 79, comma 1, lettera c), ricorrono le condizioni di reddito cui l'ammissione al beneficio è subordinata.
Nellamateria penale, a differenza degli altri procedimenti, non è consentita la valutazione ad opera del giudice circa la manifesta infondatezza o meno delle ragioni del richiedente, e ciò non soltanto allorché si tratti d'imputato o indagato, ma anche quanto alle "parti non necessarie" (parte civile, responsabile civile, obbligato per la pena pecuniaria).
Il magistrato respinge tuttavia l'istanza - oltreché nelle ipotesi di esclusione di cui all'art. 91 legge cit. (cioè per l'indagato, l'imputato o il condannato di reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (salvo ulteriori come da pacchetto di sicurezza) ed anche se il richiedente è assistito da più di un difensore) se vi sono fondati motivi per ritenere che l'interessato non versi nelle condizioni di cui agli articoli 76 e 92, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte.
A tale fine, prima di provvedere, il magistrato può trasmettere l'istanza, unitamente alla relativa dichiarazione sostitutiva, alla Guardia di Finanza per le necessarie verifiche.
Rilevano pertanto anche redditi da attività illecite - che, secondo una giurisprudenza allora recente (Cass. pen. 22 marzo 1991 n. 3242), non sono sottoposti a tassazione - ovvero redditi per i quali è stata elusa l'imposizione fiscale.
Tali redditi sono poi accertabili con gli ordinari mezzi di prova, tra cui le presunzioni semplici previste dall'articolo 2739 c.c. (quali il tenore di vita ed altri fatti di emersione della percezione di redditi).
A questo punto, poiché la spesa per le copie, come da tariffa, sarebbe ammontata a euro12.900 euro, i difensori hanno ritirato la richiesta aggiungendo che «queste spese andrebbero ad aggiungersi ad altre già sostenute, e non esaurirebbero quelle prevedibili per il resto del procedimento» mentre i loro assistiti pur non indigenti «non sono in condizione, tenendo conto degli oneri che il processo comporta» di affrontare spese simili «che anche in caso di esito positivo non verranno mai restituite» con la grave conseguenza che essi debbono «rinunciare alla richiesta, con tutte le conseguenze che ciò comporta anche sul piano del sacrificio dei diritti della difesa e facendo salva ogni deduzione ed eccezione in merito al prosieguo dell'incidente probatorio in evidenti condizioni di minorata difesa».
“Se l’interpretazione strettamente letterale della normativa nel nostro ordinamento non concede alternative alla rigida considerazione della misura del reddito, tuttavia una interpretazione più attenta, per esempio, alla effettiva utilizzabilità e affidamento del patrimonio familiare, appare più conforme ai principi costituzionalmente sanciti sulla difesa del non abbiente.Se l’interpretazione strettamente letterale della normativa nel nostro ordinamento non concede alternative alla rigida considerazione della misura del reddito, tuttavia una interpretazione più attenta, per esempio, alla effettiva utilizzabilità e affidamento del patrimonio familiare, appare più conforme ai principi costituzionalmente sanciti sulla difesa del non abbiente.
Così scrivevo nel commento alla sentenza SANTAMBROGIO contro Italiadel 21 settembre 2004,della Corte Europea Dei Diritti Dell'uomo di Strasburgo che ebbe a chiarire che “l’ammissione al gratuito patrocinio può essere soggetta a varie restrizioni da parte del legislatore nazionale non essendovi violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione europea dei Diritti Umani, allorquando la difesa è stata garantita alla parte per il tramite di un avvocato il cui compenso è stato onorato dai membri della sua famiglia” (l’articolo “A margine della sentenza…..” si trova nella biblioteca del sito www.anvag.it).
E intanto la Legge 4 agosto 2006 n.248 ha stabilito che lo stanziamento previsto in bilancio per le spese di giustizia, comeintegrato………..e'ridotto di 50 milioni di euro per l'anno 2006, di 100 milionidi euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro a decorrere dal 2008!
E’ assolutamente necessaria la introduzione nella legislazione in materia di gratuito patrocinio della c.d.difesa parziale del non abbiente le cui condizioni economiche lo pongono in uno stato intermedio tra il benestante e colui che ha diritto alla difesa totale (attualmente con reddito imponibile pari a euro 9723,84).
*(Avv.Nicola Ianniello presidente dell’A.N.V.A.G. – 01/08)