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Timestamp: 2019-07-19 13:28:31+00:00
Document Index: 129025631

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 38', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 40', 'sentenza ']

ALIMENTI: la relativa domanda non può proporsi nel giudizio sulla regolamentazione della responsabilità genitoriale – Forum Iuris
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ALIMENTI: la relativa domanda non può proporsi nel giudizio sulla regolamentazione della responsabilità genitoriale
Tribunale di Milano, sezione nona civile, sentenza del 23/01/2017 [Leggi provvedimento]
E’ esclusa la possibilità del simultaneus processus tra la domanda avente ad oggetto la regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale sui figli minori e la domanda di alimenti, in quanto, benché connesse soggettivamente, sono sottoposte a riti diversi.
La sezione nona civile del Tribunale di Milano ha affermato il principio suesposto in quanto investita di una controversia avente ad oggetto un cumulo processuale di domande giudiziali: una domanda sulla regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale sui figli minori e una domanda di alimenti.
Il Collegio, su richiesta della stessa ricorrente, con sentenza del 23 gennaio 2017, si pronunciava preliminarmente sull’ammissibilità della seconda domanda nella medesima sede della prima, analizzando le due fattispecie e individuandone le norme di diritto sostanziale e processuale rispettivamente applicabili.
Relativamente alla controversia avente ad oggetto il conflitto genitoriale che, nel caso di specie, riguardava figli nati fuori dal matrimonio, la sentenza precisava che dovessero trovare applicazione le norme di cui agli artt. 337 bis e ss c.c. e l’art 38 disp. att. c.c.
Pertanto, il Tribunale competente, ai sensi degli artt. 737 c.p.c. e ss, è tenuto a provvedere in composizione collegiale, in camera di consiglio, previa consultazione del pubblico ministero.
Al contrario, per la controversia in materia di alimenti, è competente il giudice ordinario in composizione monocratica, senza intervento del PM, in quanto applicabili le norme di diritto processuale previste dagli artt. 163 ss del c.p.c.
Per le ragioni suesposte, la domanda ex art. 1 comma 65 della legge 76/2016, la quale istituisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, veniva dichiarata inammissibile.
Sulla base dell’art. 40 del c.p.c., infatti, è possibile proporre nello stesso giudizio più domande fra loro connesse soggettivamente ma caratterizzate da riti diversi, solo nei casi tassativamente previsti dagli artt. 31, 32, 34, 35, 36 c.p.c (rispettivamente cause accessorie, cause di garanzia, accertamenti incidentali, eccezione di compensazione e cause riconvenzionali).
Nel caso in analisi non sussistono ragioni di connessione idonee a consentire, ai sensi dell’art. 40 cod. proc. civ., comma 3, la trattazione unitaria delle cause, pertanto, la domanda alimentare non può che essere introdotta in autonomia dinanzi al giudice competente.
La ratio in base alla quale è stata adottata tale scelta è esplicitata dalla sentenza stessa: la trattazione della controversia minorile contestualmente a quella relativa gli alimenti avrebbe corso il rischio di rallentare e appesantire la prima, alla quale è invece riservato un regime accelerato e semplificato.
In ultimo, il Collegio ha inoltre precisato che il diritto sostanziale di alimenti del convivente more uxorio è previsto solo per le convivenze cessate non prima del 5 giugno 2016, data di entrata in vigore della legge 76/2016 che ha introdotto la nuova normativa in materia.
Topics: connessione domanda alimenti esercizio potestà genitoriale giudizi autonomi responsabilità genitoriale
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