Source: https://www.lavoroediritti.com/licenziamento/cassazione-maggior-tutela-ai-lavoratori-licenziati-per-ritorsione-o-rappresaglia
Timestamp: 2017-11-19 21:38:36+00:00
Document Index: 179205556

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.15', 'art. 41', 'art. 4', 'art.15', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7']

Cassazione: maggior tutela ai lavoratori licenziati per ritorsione o rappresaglia
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Di Massima Di Paolo	 5 agosto 2011 2 commenti
Per la cassazione, la tutela prevista per i licenziamenti discriminatori si applica anche ai licenziamenti per ritorsione o rappresaglia.
La Cassazione, con sentenza nr. 16925 del 3 agosto scorso, estende la tutela prevista per il licenziamento discriminatorio a quello per “ritorsione o per rappresaglia”.
In pratica, al lavoratore licenziato per rappresaglia dell’imprenditore verso comportamenti non graditi del proprio dipendente, si applica la tutela prevista sia dall’art.15 dello Statuto dei lavoratori che, quella prevista dalla legge 108 del 1990.
Il fatto ha riguardato un lavoratore che si è visto licenziare in conseguenza della sua richiesta di pagamento degli straordinari. Formalmente l’azienda procedeva a licenziamento per motivo oggettivo, ossia per contrazione dell’attività aziendale.
Secondo la Cassazione, “il motivo oggettivo del licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva, deve essere valutato dal datore di lavoro senza che il giudice possa in alcun modo sindacare, poichè, tale scelta è frutto della libertà di iniziativa economica, stabilita dall’art. 41 Cost.
E’ compito invece dei giudici, valutare la reale sussistenza delle ragioni poste alla base della soluzione adottata e verificare “l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato”. In ogni caso, prosegue la Corte, spetta al datore di lavoro provare l’oggettiva impossibilità di utilizzare il dipendente licenziato in un altro settore aziendale.
Secondo gli Ermellini, tale licenziamento per riduzione risulta essere “palesemente pretestuoso” in considerazione dell’assunzione di un nuovo dipendente, avvenuta pochi mesi prima del licenziamento, adibito prevalentemente alle stesse mansioni del dipendente licenziato.
Infine, continua la Corte, il licenziamento discriminatorio previsto dall’art. 4 L.604/66, dall’art.15 L. 300/70 e dall’art. 3 L. 108/90 “è suscettibile di interpretazione estensiva, cosi che è applicabile anche ai licenziamenti per ritorsione o rappresaglia, attuati a seguito di comportamenti risultati sgraditi all’imprenditore che costituisce cioè, l’ingiusta ed arbitraria reazione, quale unica ragione del provvedimento espulsivo, essenzialmente quindi di natura vendicativa”.
Pertanto, il datore di lavoro dovrà riassumere il dipendente licenziato e, dovrà pagargli sia gli stipendi maturati dal giorno del licenziamento ingiustificato sia lo straordinario e i permessi.
Buongiorno Volevo s’e’ possibile porre una domanda! Lavoro in un’azienda dove sono in stato di Mobbing, da un anno e mezzo questo mi comporta una sfilza di contestazioni disciplinari da parte della direzione e più volte con sospensione dal lavoro e decurtamento della busta paga. Ho chiesto al mio avvocato (sindacale) come mai non ci siamo costituiti tramite la direzione provinciale del lavoro ad un collegio di conciliazione ad arbitrato? La risposta è stata che non serve a nulla perchè se la controparte non si presenta non succede nulla e solo una perdita di tempo, e in ogni caso bisogna adire l’autorità giudiziaria. Da quanto capisco in leggendo l’art. 7 dello statuto dei lavoratori capisco una cosa diversa. Volevo gentilmente una vostra considerazione in merito. Anticipatamente ringrazio.
Buongiorno Volevo s’e’ possibile porre una domanda! la domanda e questa. Lavoro in un’azienda dove sono in stato di Mobbing, da un anno e mezzo questo mi comporta una sfilza di contestazioni disciplinari da parte della direzione e più volte con sospensione dal lavoro e decurtamento della busta paga. Ho chiesto al mio avvocato (sindacale) come mai non ci siamo costituiti tramite la direzione provinciale del lavoro ad un collegio di conciliazione ad arbitrato? La risposta è stata che non serve a nulla perchè se la controparte non si presenta non succede nulla e solo una perdita di tempo, e in ogni caso bisogna adire l’autorità giudiziaria. Da quanto capisco in leggendo l’art. 7 dello statuto dei lavoratori capisco una cosa diversa. Volevo gentilmente una vostra considerazione in merito. Anticipatamente ringrazio.