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Timestamp: 2017-12-17 19:30:26+00:00
Document Index: 180855836

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 1', 'sentenza ']

Novità fiscali del 10 settembre 2009: disciplina comunitaria degli aiuti di Stato; multe auto nulle; nuova disciplina IVA per la vendita dei biglietti di trasporto pubblico urbano e per gli autoparcheggi; cartelle di pagamento per la sospensione: è cambiato l'iter; nomina dei periti del Tribunale scelti nell’albo dei Commercialisti di relativa circoscrizione; Inps - integrazione della procedura SISCO con il protocollo informatico: nuove modalità operative dell’area legale; moratoria sui debiti, le banche aderiscono; altre fiscali
Novità fiscali del 10 settembre 2009: disciplina comunitaria degli aiuti di Stato; multe auto nulle; nuova disciplina IVA per la vendita dei biglietti di trasporto pubblico urbano e per gli autoparcheggi; cartelle di pagamento per la sospensione: è cambiato l’iter; nomina dei periti del Tribunale scelti nell’albo dei Commercialisti di relativa circoscrizione; Inps – integrazione della procedura SISCO con il protocollo informatico: nuove modalità operative dell’area legale; moratoria sui debiti, le banche aderiscono; altre fiscali
1) Applicazione negli Stati membri della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato
2) Multe nulle se il civico di casa è sbagliato
3) Nuova disciplina IVA per la vendita dei biglietti di trasporto pubblico urbano e per gli autoparcheggi
4) Cartelle di pagamento: Dal 7 settembre 2009 per la sospensione è cambiato l’iter
5) Nomina dei periti del Tribunale scelti nell’albo dei Commercialisti di relativa circoscrizione
6) Inps – Integrazione della procedura SISCO con il protocollo informatico: Nuove modalità operative dell’area legale
7) Moratoria sui debiti, le banche aderiscono
L’Assonime esamina il ruolo dei giudici e il recupero degli aiuti illegali.
Difatti, la circolare Assonime n. 37 del 09.09.2009 contiene, in un quadro sistematico, le regole sull’applicazione in ambito nazionale della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.
Tale documento, oltre ad analizzare la comunicazione della Commissione europea dell’aprile 2009 (2009/C 85/01) sul ruolo dei giudici nazionali nel sistema del controllo degli aiuti di Stato, (comunicazione, volta a rafforzare il canale del private enforcement) ha anche illustrato le varie modalità di intervento dei giudici ed ha indicato gli strumenti con cui la Commissione può fornire loro il proprio supporto.
Inoltre, la circolare ha ricordato i principi sul recupero degli aiuti illegali e incompatibili, contenuti in una precedente comunicazione della Commissione del novembre 2007 (2007/C 272/05).
Questa comunicazione contiene l’impegno della Commissione ad elaborare decisioni di recupero chiare e complete e raccomanda agli Stati membri di utilizzare le misure più efficaci offerte dal proprio ordinamento nazionale per darvi esecuzione.
Il quadro della circolare è, infine, completato dall’illustrazione della disciplina italiana del 2008 sui procedimenti davanti ai giudici civili e tributari relativi al recupero degli aiuti di Stato.
Le multe vanno invalidate anche qualora l’avviso non venga affisso alla porta del destinatario
Un automobilista si é visto recapitare una cartella esattoriale da 331 euro in seguito a tre sanzioni di cui non era mai stato informato.
Il Comune di Roma è stato condannato a pagare 400 euro di spese processuali
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 19323/2009.
Vanno, quindi, considerate nulle le multe se consegnate con il numero civico di casa sbagliato o se l’ufficiale giudiziario dimentica di affiggere alla porta dell’abitazione del destinatario l’avviso con cui si dà comunicazione della sanzione amministrativa.
Per tale motivo la Cassazione ha dato ragione ad un automobilista romano, che si é visto recapitare a casa una cartella esattoriale con la quale il Comune di Roma gli ha richiesto il pagamento di 331 euro in seguito a tre sanzioni amministrative di cui peraltro non era mai stato portato a conoscenza.
Le raccomandate, ricostruisce la sentenza 19323/2009 della seconda sezione civile, ”non erano state recapitate ma erano state restituite per compiuta giacenza”.
In una delle notifiche, poi, ”risultava errato il civico presso il quale risultava essere stata fatta la ricerca da parte dell’ufficiale notificante”.
Per il giudice di pace di Roma, nell’aprile 2005, l’automobilista avrebbe dovuto pagare le tre multe giacché il Comune, nonostante l’assenza del destinatario a casa, aveva provveduto a dare comunicazione delle multe in deposito con raccomandata con avviso di ritorno.
Contro questa decisione l’automobilista ha fatto ricorso in Cassazione facendo notare diversi errori di notifica che rendevano nulle le multe, vale a dire il numero civico di casa sbagliato, la mancata affissione alla porta di casa dell’avviso di deposito delle multe in comune.
La Suprema Corte ha, pertanto, giudicato ”fondato” il ricorso e lo ha assolto annullando la cartella esattoriale, osservando che ”non si può prescindere dalla verifica dell’esito del procedimento notificatorio (rilevabile solo dall’avviso di ricevimento) ai fini di considerare regolare o meno la notifica del verbale, non potendosi escludere in linea generale che l’avviso di deposito-giacenza dell’atto non sia in effetti pervenuto alla conoscenza dell’interessato, privandolo così della possibilità di tutelare i propri diritti”.
Per cui, ”il mancato deposito degli avvisi di ricevimento della notifica” vuoi perché l’ufficiale giudiziario ha sbagliato il civico dell’abitazione o perché ha dimenticato di affiggere alla porta l’avviso, ”se non giustificato, non può che determinare l’assoluta incertezza in ordine alla corretta conclusione del procedimento notificatorio”.
Ne consegue che, ”in assenza di notifica valida l’obbligo di pagare la somma dovuta si estingue”.
Infine, il Comune di Roma è stato anche condannato a pagare 400 euro di spese processuali.
In vigore dal 01.10.2009 il nuovo regime IVA della vendita dei biglietti dei trasporti pubblici urbani di persone e dei documenti di sosta relativi ai parcheggi auto.
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 8 settembre 2009, n. 208, il Decreto ministeriale 30 luglio 2009 con il quale sono state definite le modalità di applicazione dell’IVA “monofase” ai fini della vendita di biglietti del trasporto pubblico urbano, nonché dei documenti di sosta dei veicoli.
Tale provvedimento, emanato in merito alle modifiche apportate dal D.L. n. 185/2008 all’articolo 74, lett. e), D.P.R. n. 633/1972 ha abrogato la previgente disciplina relativa alla rivendita dei documenti di viaggio di cui al D.M. 5 maggio 1980.
L’ammontare delle operazioni dovrà essere contabilizzato dal soggetto tenuto al versamento dell’Iva all’origine, ossia l’esercente l’attività di trasporto o l’attività di gestione dell’autoparcheggio, sulla base del prezzo al pubblico. Eventuali documenti fiscali rilasciati per le suddette operazioni non dovranno evidenziare l’iva; unica eccezione riguarda le operazioni effettuate dall’esercente direttamente da utilizzatori dei servizi che rivestono la qualifica di soggetto passivo dell’Iva, che potranno essere fatturate.
Anche sui compensi corrisposti ai rivenditori l’Iva è assorbita nel regime monofase, eccetto che per i trasporti esenti dall’imposta, i cui compensi d’intermediazione devono essere autofatturati dall’esercente con l’applicazione del tributo.
L’esercente deve annotare nel registro di cui all’art. 24 della legge Iva, entro il giorno 15 del mese successivo, l’ammontare globale dei corrispettivi relativo al anteriore e con riferimento a tale mese.
Inoltre, entro il primo giorno non festivo del mese successivo, l’esercente deve annotare anche l’ammontare complessivo degli altri corrispettivi riscossi con modalità informatizzate o similari.
Per i compensi riconosciuti a terzi per le operazioni di rivendita dei titoli, l’Iva è assolta unitariamente dall’esercente, per cui nessun obbligo fa capo ai rivenditori.
Tranne per il trasporto pubblico urbano esente, i cui compensi di intermediazione devono essere assoggettati all’Iva da parte dell’esercente stesso mediante emissione di fattura, da inviare in copia all’intermediario.
Il decreto ha infine modificato il biglietto di trasporto disciplinato dal dm 30/6/1992.
Fatturazione a richiesta
Viene ammessa la fatturazione a richiesta dei soggetti passivi utilizzatori.
L’INPS ha riepilogato la nuova articolazione delle competenze per la gestione dei provvedimenti di sospensione delle cartelle di pagamento.
Queste le nuove direttive:
– I Direttori provinciali hanno la competenza a sospendere i crediti presenti in cartelle di pagamento il cui importo complessivo (contributi e sanzioni) non sia superiore a € 50.000,00;
– i Direttori regionali sono competenti a gestire i provvedimenti su cartelle di pagamento il cui importo complessivo è compreso tra € 50.001,00 e € 100.000,00;
– la Direzione Centrale Entrate è competente a gestire i provvedimenti di sospensione per cartelle di pagamento con importo complessivo a partire da € 100.001,00.
(Messaggio INPS 07/09/2009, n. 19995)
Per fini di trasparenza, secondo le nuove disposizioni, ogni giudice deve affidare ai soggetti iscritti nell’albo del Tribunale nella cui circoscrizione egli ha sede.
Lo ha precisato la nota informativa n. 55 del 08.09.2009 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Infatti, la legge 18 giugno 2009, n. 69, è intervenuta sulla consulenza tecnica d’ufficio modificando le norme del codice di procedura civile dedicate alle modalità di designazione del consulente e allo svolgimento della sua attività, nonché inserendo misure volte a garantire un’equa distribuzione degli incarichi tra gli iscritti all’albo.
In particolare, il nuovo testo attribuisce al Presidente del Tribunale il compito di vigilare affinché a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in misura superiore al 10% di quelli affidati dall’ufficio.
Ciò al fine di ottenere una maggiore trasparenza ed una effettiva rotazione nella nomina dei periti.
Sulla base di ciò, ogni giudice, pertanto, dovrà affidare la funzione di consulente ai soggetti iscritti nell’albo del Tribunale nella cui circoscrizione egli ha sede, nonché dare notizia degli incarichi conferiti e dei compensi liquidati al Presidente del Tribunale. Qualora il giudice intenda conferire incarichi a consulenti iscritti in un albo di altro Tribunale o ad un soggetto non iscritto negli albi di alcun Tribunale, dovrà sentire il Presidente del Tribunale, motivando adeguatamente nel provvedimento le ragioni sottese alla scelta.
Un ruolo essenziale nella vigilanza dell’effettiva applicazione della suddetta normativa sarà svolto da ogni singolo Ordine territoriale.
6) Inps – Integrazione della procedura SISCO con il protocollo informatico e aggiornamento delle funzionalità operative: Nuove modalità operative dell’area legale
Nuovo sistema basato sull’adozione generalizzata della protocollazione degli atti.
In particolare, è stato ideato in modo tale da garantire l’immediata protocollazione degli atti di interesse dell’area legale, e al contempo da consentire alla funzione amministrativa di gestione degli atti legali.
In particolare, l’Inps con la circolare n. 106 del 09.09.2009 ha fornito indicazioni di carattere procedurale, gestionale e organizzativo finalizzate a fronteggiare al meglio il fenomeno, velocizzando i flussi informativi attinenti sia al giudizio di cognizione che alla fase di esecuzione, e concentrando l’attenzione sul raccordo tra uffici amministrativi e uffici legali.
Il fine è quello di predisporre un sistema informatizzato integrato e vincolante che consenta di ovviare alla dilatazione dei tempi relativi alle fasi del contenzioso legale, garantendo la presenza in giudizio dei professionisti (avvocati e medici) dell’Istituto, una strategia di difesa puntuale ed efficace, nonché tempi certi di esecuzione della sentenza sfavorevole (nel termine di 120 gg dalla sua notifica), onde evitare il ricorso alle procedure esecutive nei confronti dell’Istituto.
Sono già 270 le banche che hanno aderito all’accordo per i debiti sospesi.
Sono pari al 80% degli sportelli dell’intero sistema bancario, le banche che hanno aderito all’accordo di moratoria dei debiti delle imprese sottoscritto il 3 agosto da Abi, Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali.
Questi i punti principali, elencati nella nota dei Consulenti del Lavoro del 09.09.2009:
– lo slittamento di almeno un anno del pagamento delle rate del mutuo e dei canoni di leasing (il congelamento riguarderà la sola quota capitale, non gli interessi sul capitale non rimborsato);
– l’allungamento ad almeno 270 giorni del termine minimo di durata dei fidi bancari concessi alle imprese per anticipazioni su fatture e crediti diversi;
Sono ammesse alla moratoria le piccole e medie imprese con un massimo di 250 dipendenti, un fatturato fino a 50 milioni di euro o un totale degli attivi di bilancio fino a 43 milioni che presentano i seguenti requisiti:
– essere in regola con i pagamenti al momento della domanda o avere, a fine settembre 2008, un ritardo nel pagamento delle rate non superiore a 180 giorni;
– non accusare formali posizioni di «sofferenza», nè operazioni esecutive in corso, nè essere oggetto di operazioni di ristrutturazione o essere state ristrutturate.
L’Abi spiega inoltre come applicare operativamente l’accordo:
– ogni singola banca ha facoltà di istituire propri modelli e formulari per la predisposizione delle domande di adesione all’accordo e per la relativa istruttoria, non è prevista una modulistica standard;
– rientrano nell’ambito dell’accordo mutui ipotecari e non di durata superiore a 18 mesi;
sono esclusi dall’accordo i mutui assistiti da agevolazioni pubbliche nella forma di contributi in conto capitale o in conto interessi;
gli interessi da corrispondere nel periodo di sospensione devono essere calcolati sull’ammontare del debito residuo come se si fosse in presenza di un periodo di preammortamento.
– Sciolto il nodo giurisprudenziale sui fabbricati rurali: Ok delle Sezioni Unite all’esenzione ICI
Con la sentenza n. 18565 depositata lo scorso 21 agosto, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunciate in maniera definitiva sull’annosa questione dell’esenzione ICI sui fabbricati rurali.
(Sentenza Cassazione civile 21/08/2009, n. 18565)
– Per le imprese straniere un’unica partita Iva
Le imprese straniere che hanno una branch in Italia non potranno più avere un’altra posizione Iva perché dovranno avvalersi della stabile organizzazione per tutti gli adempimenti.
Lo prevede l’art. 11 della bozza del decreto che recepisce i provvedimenti comunitari.
La modifica si resa necessaria dopo la decisione della Corte di giustizia Ue (causa C-244/08 del 16 luglio 2009) sulle società straniere con stabile organizzazione.
– Attivate talune direzioni provinciali
A seguito del Provvedimento delle Entrate pubblicato il 09 settembre, il 14 settembre 2009 sarà attivata la Direzione provinciale di Mantova e contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Castiglione delle Stiviere, Mantova e Suzzara.
Il 21 settembre 2009 saranno attivate le Direzioni provinciali di Pisa e Belluno e contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Pisa, Pontedera, San Miniato, Belluno, Feltre e Pieve di Cadore.
La Direzione provinciale sarà articolata in un ufficio controlli e negli uffici territoriali.
L’ufficio controlli sarà articolato nelle seguente 4 aree:
a) Area imprese medie dimensioni per le imprese con volume affari, ricavi o compensi pari o superiore a 5 milioni e inferiore a 100 milioni di euro;
b) Area imprese minori e lavoratori autonomi, dedicata ai controlli delle imprese con volume;
c) Area persone fisiche ed enti non commerciali;
d) Area legale.
– Avviso relativo alla pubblicazione nel sito internet dell’Agenzia delle dogane, il giorno 7 agosto 2009, della nota n. 109455 del 7 agosto 2009 dell’Area centrale gestione tributi e rapporto con gli utenti.
L’Agenzia delle Dogane, con comunicato del 08.09.2009, pubblicato sulla G.U. n. 208 del 08.09.2009, rende noto che nel sito internet dell’Agenzia delle dogane, il giorno 7 agosto 2009, é stata pubblicata la nota prot. n. 109455 del
7 agosto 2009 del direttore dell’Area centrale gestione tributi e rapporto con gli utenti, recante istruzioni per la presentazione delle domande di partecipazione all’assegnazione delle quote relative al programma agevolativo per il bioetanolo, l’ETBE e taluni additivi e riformulanti prodotti da biomasse previsto, per l’anno 2009, dall’art. 22-bis, comma 5 del decreto legislativo n. 504/1995, così come modificato dall’art. 1, comma 372 della legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).
– Corte costituzionale: La Tia è un tributo
Con la sentenza 238 del 27 luglio 2009, la Corte costituzionale ha definitivamente risolto la diatriba circa l’inquadramento giuridico della Tia.
La Tia non è quindi soggetta ad Iva, per cui gli utenti non devono pagare il 10%.
Complesso risulta l’aspetto della restituzione dell’Iva indebitamente versata, a partire proprio dalla corretta individuazione del soggetto tenuto a rifondere quanto indebitamente percepito.
Su tale punto viene auspicato che si faccia al più presto chiarezza, magari anche con un intervento legislativo.
In sostanza, le “bollette” che vengono inviate da chi gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non saranno più fatture, alla stessa stregua di quanto avviene con le altre utenze tradizionali (luce, gas e acqua), ma avranno la funzione di rappresentare un vero e proprio atto di accertamento e di liquidazione di un tributo ed avendo natura tributaria, devono possedere i requisiti richiesti dalla legge per gli atti impositivi.