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Timestamp: 2018-09-22 13:28:38+00:00
Document Index: 104759503

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art.  120', 'art. 246', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art.  25', 'art.  29', 'art.  16', 'art. 1', 'art. 38', 'art.\n28', 'art. 7', 'art.1', 'art.  26', 'art.  3', 'art.  1', 'art.  4', 'art.  444', 'art. 51', 'art. 99', 'sentenza ', 'art.  129', 'sentenza\n', 'art. 75', 'art. 17', 'art.  43', 'art. 46', 'art. 26', 'art. 8', 'art. 12', 'art.  41', 'art. 54', 'art.  6', 'art. 19', 'art.  27', 'art. 25', 'art.  8', 'art. 8', 'art.  22', 'art.  19', 'art. 4', 'art. 7', 'art.  1', 'art.  57', 'art.  31', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 24', 'art.  7', 'art. 28', 'art.  30', 'art.  11', 'art.  16', 'art.  18', 'art. 17', 'art. 14', 'sentenza ']

DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 | Architetto.info
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 – Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 - Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche' misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell'articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 - Suppl. Ordinario n.45) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/03/2010
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010 , n. 31
Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio
nel  territorio  nazionale  di  impianti  di  produzione  di  energia
elettrica nucleare, di impianti  di  fabbricazione  del  combustibile
nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei
rifiuti  radioattivi,  nonche’   misure   compensative   e   campagne
informative al pubblico, a norma  dell’articolo  25  della  legge  23
luglio 2009, n. 99. (10G0048)
Dato a Roma, addi’ 15 febbraio 2010
e della tutela del territorio e
– Si riporta l’art. 25 della legge 23 luglio  2009,  n.
99,   recante   «Disposizioni    per    lo    sviluppo    e
di energia» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  31  luglio
«Art. 25 (Delega al Governo in materia nucleare). –  1.
Il Governo e’ delegato ad adottare, entro  sei  mesi  dalla
data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  nel
rispetto delle norme in  tema  di  valutazione  di  impatto
ambientale e di pubblicita’ delle relative procedure, uno o
piu’ decreti legislativi di riassetto normativo recanti  la
disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di
impianti di produzione di energia  elettrica  nucleare,  di
impianti di fabbricazione del  combustibile  nucleare,  dei
sistemi di stoccaggio del  combustibile  irraggiato  e  dei
rifiuti radioattivi, nonche’ dei sistemi  per  il  deposito
definitivo dei materiali e rifiuti  radioattivi  e  per  la
definizione delle misure compensative da corrispondere e da
realizzare  in  favore  delle  popolazioni  interessate.  I
decreti sono adottati, secondo le modalita’  e  i  principi
59, e successive modificazioni, nonche’  nel  rispetto  dei
principi e criteri direttivi di cui al comma 2 del presente
articolo,  su  proposta   del   Ministro   dello   sviluppo
della tutela del territorio e del mare e  con  il  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti,  previa  acquisizione
modificazioni,   e   successivamente   delle    Commissioni
carattere   finanziario.   I   pareri   delle   Commissioni
parlamentari sono espressi entro sessanta giorni dalla data
di trasmissione degli schemi dei decreti legislativi. Con i
medesimi  decreti  sono  altresi’  stabiliti  le  procedure
autorizzative e i requisiti soggettivi per  lo  svolgimento
delle  attivita’  di  costruzione,  di   esercizio   e   di
disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.
2. La delega di  cui  al  comma  1  e’  esercitata  nel
a) previsione della possibilita’ di dichiarare  i  siti
aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali
forme di vigilanza e di protezione;
b) definizione di  elevati  livelli  di  sicurezza  dei
siti, che soddisfino le esigenze  di  tutela  della  salute
della popolazione e dell’ambiente;
c) riconoscimento  di  benefici  diretti  alle  persone
residenti, agli enti locali e  alle  imprese  operanti  nel
territorio circostante il sito, con oneri  a  carico  delle
imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio  degli
impianti e delle strutture, alle quali e’ fatto divieto  di
trasferire tali oneri a carico degli utenti finali;
d)  previsione  delle  modalita’  che  i  titolari   di
autorizzazioni  di  attivita’  devono   adottare   per   la
sistemazione  dei  rifiuti  radioattivi  e  dei   materiali
nucleari irraggiati e per lo smantellamento degli  impianti
a fine vita;
e) acquisizione di dati tecnico-scientifici predisposti
da  enti  pubblici  di  ricerca,  ivi  incluso   l’Istituto
superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca   ambientale
(ISPRA), e universita’;
f) determinazione  delle  modalita’  di  esercizio  del
potere  sostitutivo  del  Governo  in   caso   di   mancato
raggiungimento delle necessarie intese con i  diversi  enti
locali coinvolti, secondo  quanto  previsto  dall’art.  120
g) previsione  che  la  costruzione  e  l’esercizio  di
impianti per la produzione di energia elettrica nucleare  e
di  impianti  per  la  messa  in  sicurezza   dei   rifiuti
radioattivi o per lo smantellamento di impianti nucleari  a
fine vita e  tutte  le  opere  connesse  siano  considerati
attivita’ di preminente interesse  statale  e,  come  tali,
soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del
soggetto richiedente e  previa  intesa  con  la  Conferenza
agosto  1997,  n.  281,  e  successive  modificazioni,  con
e del mare e con il Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
h) previsione che l’autorizzazione unica sia rilasciata
a seguito di un procedimento unico al quale partecipano  le
amministrazioni  interessate,  svolto  nel   rispetto   dei
principi di semplificazione e con le modalita’ di cui  alla
legge  7  agosto  1990,  n.  241;   l’autorizzazione   deve
comprendere  la   dichiarazione   di   pubblica   utilita’,
indifferibilita’  e  urgenza   delle   opere,   l’eventuale
dichiarazione di inamovibilita’ e l’apposizione del vincolo
preordinato  all’esproprio  dei  beni  in  essa   compresi;
l’autorizzazione  unica  sostituisce   ogni   provvedimento
amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla
osta, atto  di  assenso  e  atto  amministrativo,  comunque
denominati, ad eccezione delle procedure di valutazione  di
impatto  ambientale  (VIA)  e  di  valutazione   ambientale
strategica (VAS) cui si deve obbligatoriamente ottemperare,
previsti  dalle  norme  vigenti,   costituendo   titolo   a
costruire ed esercire le infrastrutture in conformita’  del
i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti
e alle specifiche tecniche degli  impianti  nucleari,  gia’
concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorita’ competenti
di  Paesi  membri  dell’Agenzia  per   l’energia   nucleare
dell’Organizzazione  per  la  cooperazione  e  lo  sviluppo
economico (AENOCSE) o dalle autorita’ competenti  di  Paesi
con  i  quali  siano   definiti   accordi   bilaterali   di
cooperazione  tecnologica   e   industriale   nel   settore
nucleare,  siano  considerate  valide  in  Italia,   previa
approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;
l) previsione che gli oneri relativi  ai  controlli  di
sicurezza  e  di  radioprotezione,  che   devono   comunque
assicurare  la  massima  trasparenza  nei   confronti   dei
cittadini e delle amministrazioni locali,  siano  a  titolo
oneroso a carico degli esercenti le  attivita’  nucleari  e
possano essere svolti, in tempi certi e compatibili con  la
programmazione  complessiva  delle  attivita’,  avvalendosi
anche  del  supporto  e  della  consulenza  di  esperti  di
analoghe organizzazioni di sicurezza europee;
m)  individuazione   degli   strumenti   di   copertura
finanziaria   e   assicurativa   contro   il   rischio   di
prolungamento  dei  tempi   di   costruzione   per   motivi
indipendenti dal titolare dell’autorizzazione unica;
n) previsione delle modalita’  attraverso  le  quali  i
produttori   di   energia   elettrica   nucleare   dovranno
provvedere  alla  costituzione   di   un   fondo   per   il
“decommissioning”;
o)  previsione  di  opportune  forme  di   informazione
diffusa e capillare per le popolazioni,  e  in  particolare
per quelle coinvolte,  al  fine  di  creare  le  condizioni
idonee per l’esecuzione degli interventi e per la  gestione
p) previsione di sanzioni per la violazione delle norme
prescrittive previste nei decreti legislativi;
q) previsione, nell’ambito delle  risorse  di  bilancio
disponibili  allo  scopo,  di  una  opportuna  campagna  di
informazione   alla   popolazione   italiana   sull’energia
nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza  e
alla sua economicita’.
3.  Nei  giudizi  davanti  agli  organi  di   giustizia
amministrativa che  comunque  riguardino  le  procedure  di
progettazione, approvazione e  realizzazione  delle  opere,
infrastrutture e  insediamenti  produttivi  concernenti  il
settore  dell’energia  nucleare  e  relative  attivita’  di
espropriazione, occupazione e asservimento si applicano  le
disposizioni di cui all’art. 246 del codice  dei  contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al
4. Al comma 4 dell’ art. 11 del decreto legislativo  16
marzo 1999, n.  79,  dopo  le  parole:  “fonti  energetiche
rinnovabili” sono inserite le seguenti: “, energia nucleare
prodotta sul territorio nazionale”.
5. Disposizioni correttive e  integrative  dei  decreti
legislativi di cui al comma 1 possono essere  emanate,  nel
rispetto delle modalita’ e dei principi e criteri direttivi
di cui ai commi 1 e 2, entro un anno dalla data della  loro
6. Dall’attuazione del  presente  articolo  non  devono
pubblica.  Ai  relativi  adempimenti  si  provvede  con  le
7. All’art. 3 del decreto legislativo 6 febbraio  2007,
n. 52, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
“2-bis.  Con  decreto  del  Ministro   dello   sviluppo
economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentito il Ministro dell’ambiente e  della  tutela
del territorio e del mare,  e’  regolamentata  la  garanzia
finanziaria di cui al numero 1) della lettera d) del  comma
2”.».
– La legge  31  dicembre  1962,  n.  1860,  concernente
“Impiego pacifico  dell’energia  nucleare”,  e’  pubblicata
– La legge 2 agosto 1975, n. 393, recante «Norme  sulla
localizzazione  delle  centrali  elettronucleari  e   sulla
produzione  e  sull’impiego  di  energia   elettrica»,   e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 agosto 1975, n. 224.
– Il decreto legislativo  17  marzo  1995,  n.  230,  e
successive  modificazioni,  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 13 giugno 1995, n. 136, S.O.
– La legge 14 novembre 1995, n. 481, recante «Norme per
la concorrenza e la regolazione  dei  servizi  di  pubblica
utilita’. Istituzione delle autorita’  di  regolazione  dei
servizi di pubblica utilita’», e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 18 novembre 1995, n. 270, S.O.
– La legge 7 giugno 2000, n. 150,  recante  «Disciplina
pubbliche amministrazioni», e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 13 giugno 2000, n. 136.
– Il decreto-legge 14 novembre 2003,  n.  314,  recante
«Disposizioni  urgenti  per  la  raccolta, lo   smaltimento
e stoccaggio,  in  condizioni  di  massima  sicurezza,  dei
rifiuti radioattivi», convertito, con  modificazioni  dalla
legge 24 dicembre 2003, n. 368 (pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 9  gennaio  2004,  n.  6),  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 18 novembre 2003, n. 268.
– Legge 23 agosto 2004, n. 239 di «Riordino del settore
disposizioni vigenti in materia di energia», e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 13 settembre 2004, n. 215.
– Il decreto legislativo 19  agosto  2005,  n.  195  di
attuazione  della  direttiva  2003/4/CE  sull’accesso   del
pubblico all’informazione ambientale, e’  pubblicato  nella
– La direttiva 2003/4/CE e’ pubblicata nella  GU  L  41
del 14 febbraio 2003
– La legge 16 dicembre 2005,  n.  282  «Ratifica  della
Convenzione  congiunta  in  materia  di   sicurezza   della
gestione  del   combustibile   esaurito   e   dei   rifiuti
radioattivi, fatta  a  Vienna  il  5  settembre  1997»,  e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7 gennaio 2006,  n.  5,
– Il  decreto  legislativo  6  febbraio  2007,  n.  52,
recante «Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul
controllo delle  sorgenti  radioattive  sigillate  ad  alta
attivita’ e delle sorgenti  orfane»,  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2007, n. 95.
– La direttiva 2003/122/CE Euratom e’ pubblicata  nella
GU L 346 del 31 dicembre 2003,
– Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, recante
«Ulteriori  disposizioni  correttive  ed  integrative   del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in
materia ambientale» e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
29 gennaio 2008, n. 24, S.O.
– Si riporta l’art. 7 del decreto-legge 23 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto
2008, n. 133:
«Art. 7 (Strategia energetica nazionale).  –  1.  Entro
sei mesi dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto,  il  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta   del
Ministro dello sviluppo economico, definisce la  “Strategia
energetica nazionale”, che indica le priorita’ per il breve
ed il lungo periodo e reca la determinazione  delle  misure
necessarie per conseguire, anche attraverso  meccanismi  di
mercato, i seguenti obiettivi:
a) diversificazione delle fonti di energia e delle aree
geografiche di approvvigionamento;
b)  miglioramento  della  competitivita’  del   sistema
energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture  nella
prospettiva del mercato interno europeo;
c) promozione delle  fonti  rinnovabili  di  energia  e
d) realizzazione nel territorio nazionale  di  impianti
di produzione di energia nucleare;
d-bis) promozione della ricerca sul nucleare di  quarta
generazione o da fusione;
e) incremento degli investimenti in ricerca e  sviluppo
nel  settore  energetico  e   partecipazione   ad   accordi
internazionali di cooperazione tecnologica;
f) sostenibilita’ ambientale nella produzione  e  negli
usi dell’energia,  anche  ai  fini  della  riduzione  delle
emissioni di gas ad effetto serra;
g) garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria
della popolazione e dei lavoratori.
2. Ai fini della elaborazione della proposta di cui  al
comma 1, il  Ministro  dello  sviluppo  economico  convoca,
d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della  tutela  del
territorio   e   del   mare,   una   Conferenza   nazionale
dell’energia e dell’ambiente.
4. Dall’attuazione del  presente  articolo  non  devono
– La direttiva 2009/71/Euratom  del  Consiglio  del  25
giugno 2009 che istituisce un  quadro  comunitario  per  la
sicurezza nucleare degli impianti nucleari,  e’  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale L 172 del 2 luglio 2009.
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 4, del decreto
disposizioni del presente articolo I provvedimenti adottati
sono sottoposti all’esame  della  Conferenza  Stato-regioni
nei successivi quindici giorni. Il Consiglio  dei  Ministri
e’ tenuto ad esaminare  le  osservazioni  della  Conferenza
Stato-regioni   ai   fini   di   eventuali    deliberazioni
– Si riporta il testo  dell’art.  25,  comma  5,  della
«5. Disposizioni correttive e integrative  dei  decreti
entrata in vigore.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  29  della  legge  23
luglio 2009, n. 99, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  31
luglio 2009, n. 176, S.O.
concernenti gli impieghi pacifici dell’energia nucleare, la
gestione e la sistemazione dei rifiuti  radioattivi  e  dei
materiali  nucleari  provenienti   sia   da   impianti   di
produzione di elettricita’  sia  da  attivita’  mediche  ed
industriali, la protezione  dalle  radiazioni,  nonche’  le
funzioni  e  i  compiti  di  vigilanza  sulla  costruzione,
l’esercizio  e  la  salvaguardia  degli  impianti   e   dei
materiali nucleari, comprese le loro  infrastrutture  e  la
disponibili,  nell’ambito  di  priorita’  e  indirizzi   di
politica energetica nazionale e nel  rispetto  del  diritto
alla salute e all’ambiente ed in ossequio  ai  principi  di
precauzione suggeriti dagli organismi comunitari. L’Agenzia
presenta annualmente  al  Parlamento  una  relazione  sulla
sicurezza nucleare. L’Agenzia mantiene e sviluppa relazioni
con  le  analoghe  agenzie  di  altri  Paesi   e   con   le
organizzazioni europee e internazionali d’interesse per  lo
svolgimento dei compiti e delle funzioni  assegnati,  anche
concludendo accordi di collaborazione.
a)  le  autorizzazioni  rilasciate  da  amministrazioni
b) l’Agenzia ha  la  responsabilita’  del  controllo  e
c) l’Agenzia svolge ispezioni sugli  impianti  nucleari
nazionali e loro infrastrutture, al fine di assicurare  che
le attivita’ non producano  rischi  per  le  popolazioni  e
d) gli  ispettori  dell’Agenzia,  nell’esercizio  delle
e) ai fini  della  verifica  della  sicurezza  e  delle
responsabili   del   progetto,    della    costruzione    e
dell’esercizio  degli  impianti  nucleari,  nonche’   delle
infrastrutture  pertinenziali,  la  trasmissione  di  dati,
informazioni e documenti;
f) l’Agenzia emana e propone  regolamenti,  standard  e
g)  l’Agenzia  puo’  imporre  prescrizioni   e   misure
correttive, diffidare i titolari delle autorizzazioni e, in
caso di inosservanza dei propri provvedimenti, o in caso di
mancata ottemperanza da parte dei  medesimi  soggetti  alle
disporre  la  sospensione  delle  attivita’  di  cui   alle
autorizzazioni e  proporre  alle  autorita’  competenti  la
revoca delle autorizzazioni medesime. Alle sanzioni non  si
applica  quanto  previsto  dall’art.  16  della  legge   24
novembre 1981, n.  689,  e  successive  modificazioni.  Gli
importi delle sanzioni irrogate dall’Agenzia sono  versati,
per il  funzionamento  dell’Agenzia  stessa,  al  conto  di
tesoreria unica, ad essa intestato,  da  aprire  presso  la
tesoreria dello Stato ai sensi dell’ art. 1,  primo  comma,
h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza  circa
gli  effetti  sulla  popolazione  e   sull’ambiente   delle
radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti
nucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia  in
situazioni ordinarie che straordinarie;
i) l’Agenzia definisce e controlla le procedure  che  i
titolari   dell’autorizzazione   all’esercizio    o    allo
smantellamento di impianti nucleari  o  alla  detenzione  e
custodia di materiale radioattivo devono  adottare  per  la
nucleari irraggiati e lo smantellamento  degli  impianti  a
fine   vita   nel   rispetto    dei    migliori    standard
internazionali,   fissati    dall’Agenzia    internazionale
dell’energia atomica (AIEA);
l)  l’Agenzia  ha  il  potere  di  proporre  ad   altre
dipendenti di soggetti pubblici  o  privati  ne’  ricoprire
altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli
incarichi  elettivi  o  di   rappresentanza   nei   partiti
politici, ne’ avere interessi  diretti  o  indiretti  nelle
imprese  operanti   nel   settore.   I   dipendenti   delle
amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo  o  in
aspettativa, in  ogni  caso  senza  assegni,  per  l’intera
cui al comma 16, le funzioni trasferite all’Agenzia per  la
sicurezza  nucleare  per  effetto  del  presente   articolo
continuano ad essere esercitate dal Dipartimento  nucleare,
rischio  tecnologico  e  industriale  dell’Agenzia  per  la
protezione dell’ambiente  e  per  i  servizi  tecnici  gia’
disciplinata dall’art. 38 del decreto legislativo 30 luglio
1999,   n.   300,    e    successive    modificazioni,    o
dall’articolazione organizzativa dell’ISPRA  nel  frattempo
eventualmente individuata con il decreto  di  cui  all’art.
28, comma 3, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
n. 133. Sono fatti salvi gli atti adottati e i procedimenti
avviati   o   conclusi   dallo   stesso   Dipartimento    o
dall’articolazione di cui al precedente periodo  sino  alla
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e  successive  modifiche
ed integrazioni:
– Per l’art. 7 del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.
112, convertito, con  modificazioni,  dall’art.1,  comma  1
della legge 6 agosto 2008, n. 133, vedi note alle premesse.
– Si riporta il testo  dell’art.  26,  comma  2,  della
«2. Con delibera del CIPE,  su  proposta  del  Ministro
dello sviluppo economico, sono individuati, senza  nuovi  o
maggiori oneri ne’ minori entrate a  carico  della  finanza
pubblica,  i  criteri  e  le  misure  atti  a  favorire  la
costituzione di consorzi per la costruzione  e  l’esercizio
degli impianti di cui  al  comma  1,  formati  da  soggetti
produttori di energia elettrica e da  soggetti  industriali
anche riuniti in consorzi.».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  3  della  legge  27
dicembre 1956, n. 1423:
«Art. 3. – Alle persone indicate nell’art.  1  che  non
abbiano cambiato condotta nonostante l’avviso orale di  cui
all’art.  4,  quando  siano  pericolose  per  la  sicurezza
pubblica, puo’ essere applicata, nei modi  stabiliti  negli
articoli  seguenti,  la   misura   di   prevenzione   della
sorveglianza speciale della pubblica sicurezza.
Alla sorveglianza speciale puo’ essere aggiunto ove  le
circostanze del caso lo richiedano il divieto di  soggiorno
in uno o piu’ comuni, diversi da quelli di residenza  o  di
dimora abituale o in una o piu’ Province.
Nei casi in cui le altre misure di prevenzione non sono
ritenute idonee alla tutela della sicurezza  pubblica  puo’
essere  imposto  l’obbligo  di  soggiorno  nel  comune   di
residenza o di dimora abituale.».
maggio 1965, n. 575:
b) concessioni di acque pubbliche  e  diritti  ad  esse
c) concessioni di costruzione, nonche’ di costruzione e
gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e
d) iscrizioni negli albi di appaltatori o di  fornitori
di  opere,  beni  e   servizi   riguardanti   la   pubblica
e)  altre  iscrizioni  o  provvedimenti   a   contenuto
f) contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre
erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi
o erogati da parte dello Stato, di altri  enti  pubblici  o
delle Comunita’ europee, per lo  svolgimento  di  attivita’
efficaci per un periodo di cinque anni .
– Si riporta il  testo  dell’art.  444  del  codice  di
«Art. 444 (Applicazione della pena su richiesta). –  1.
L’imputato e il  pubblico  ministero  possono  chiedere  al
giudice  l’applicazione,  nella  specie  e   nella   misura
indicata,  di  una  sanzione  sostitutiva  o  di  una  pena
pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di  una  pena
detentiva quando questa, tenuto conto delle  circostanze  e
diminuita fino a un terzo, non supera cinque  anni  soli  o
congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall’applicazione  del  comma  1  i
procedimenti per i delitti di cui all’art. 51, commi  3-bis
e 3-quater, i  procedimenti  per  i  delitti  di  cui  agli
articoli 600-bis, primo e terzo comma,  600-quater,  primo,
secondo, terzo e quinto comma, 600-quater,  secondo  comma,
600-quater.1, relativamente alla condotta di  produzione  o
commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonche’
609-bis,  609-ter,  609-quater  e  609-octies  del   codice
penale,  nonche’  quelli  contro  coloro  che  siano  stati
dichiarati  delinquenti  abituali,  professionali   e   per
tendenza, o recidivi ai sensi dell’art. 99,  quarto  comma,
del codice penale, qualora la pena superi due anni  soli  o
2. Se vi e’ il consenso anche della parte  che  non  ha
formulato  la  richiesta  e  non  deve  essere  pronunciata
sentenza di  proscioglimento  a  norma  dell’art.  129,  il
giudice, sulla base degli  atti,  se  ritiene  corrette  la
qualificazione giuridica del  fatto,  l’applicazione  e  la
comparazione delle  circostanze  prospettate  dalle  parti,
nonche’ congrua la pena indicata, ne dispone  con  sentenza
l’applicazione enunciando nel dispositivo che vi  e’  stata
la richiesta delle parti. Se vi e’  costituzione  di  parte
civile, il  giudice  non  decide  sulla  relativa  domanda;
l’imputato e’ tuttavia condannato al pagamento delle  spese
sostenute dalla parte civile, salvo  che  ricorrano  giusti
motivi per la  compensazione  totale  o  parziale.  Non  si
applica la disposizione dell’art. 75, comma 3.
3.  La  parte,  nel  formulare   la   richiesta,   puo’
subordinarne   l’efficacia,    alla    concessione    della
sospensione condizionale della  pena.  In  questo  caso  il
giudice, se ritiene che  la  sospensione  condizionale  non
puo’ essere concessa, rigetta la richiesta.».
– Si riporta il testo dell’art. 17 della legge 19 marzo
1990, n. 55:
«Art. 17. – 1.
3. Entro lo stesso termine  di  cui  al  comma  2,  con
decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  previa
Ministro del tesoro, d’intesa con il  Ministro  dei  lavori
pubblici,  sono  altresi’,  definite  disposizioni  per  il
controllo  sulle  composizioni   azionarie   dei   soggetti
aggiudicatari  di   opere   pubbliche,   ivi   compresi   i
concessionari, e sui relativi mutamenti societari.  Con  lo
stesso  decreto  sono  comunque  vietate  intestazioni   ad
interposte persone, di cui deve essere comunque prevista la
cessazione  entro  un  termine  predeterminato,  salvo   le
intestazioni a societa’  fiduciarie  autorizzate  ai  sensi
della legge 23 novembre 1939, n.  1966,  a  condizione  che
queste  ultime  provvedano,  entro  trenta   giorni   dalla
richiesta  effettuata   dai   soggetti   aggiudicatari,   a
comunicare alle amministrazioni interessate l’identita’ dei
fiducianti; in presenza di  violazioni  delle  disposizioni
del presente comma, si procede alla  sospensione  dall’Albo
nazionale dei costruttori o, nei  casi  di  recidiva,  alla
cancellazione dall’Albo stesso.
– Si riporta il testo  dell’art.  43  del  decreto  del
recante  Testo  unico  delle  disposizioni  legislative   e
(Testo A) e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 febbraio
«Art.  43  (L-R)  (Accertamenti  d’ufficio).  –  1.  Le
amministrazioni pubbliche e i gestori di  pubblici  servizi
non  possono  richiedere  atti  o  certificati  concernenti
stati, qualita’ personali e fatti  che  risultino  elencati
all’art. 46, che siano attestati in documenti gia’ in  loro
possesso  o  che  comunque  esse  stesse  siano  tenute   a
certificare. In luogo di tali atti o certificati i soggetti
indicati  nel  presente  comma  sono  tenuti  ad  acquisire
d’ufficio le relative informazioni, previa indicazione,  da
parte dell’interessato, dell’amministrazione  competente  e
degli elementi  indispensabili  per  il  reperimento  delle
informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad  accettare  la
dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato. (R)
2. Fermo restando il divieto di accesso a dati  diversi
da quelli di cui e’  necessario  acquisire  la  certezza  o
verificare l’esattezza, si considera operata per  finalita’
di rilevante interesse pubblico, ai fini di quanto previsto
dal  decreto  legislativo  11  maggio  1999,  n.  135,   la
consultazione   diretta,   da   parte   di   una   pubblica
amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli
archivi  dell’amministrazione   certificante,   finalizzata
all’accertamento  d’ufficio  di  stati,  qualita’  e  fatti
ovvero  al  controllo   sulle   dichiarazioni   sostitutive
presentate dai cittadini. Per l’accesso diretto  ai  propri
archivi     l’amministrazione     certificante     rilascia
all’amministrazione procedente apposita  autorizzazione  in
cui vengono indicati i limiti e le  condizioni  di  accesso
volti ad assicurare la riservatezza dei dati  personali  ai
sensi della normativa vigente. (L)
3.   Quando    l’amministrazione    procedente    opera
l’acquisizione d’ufficio ai  sensi  del  precedente  comma,
puo’ procedere anche per fax e via telematica. (R)
4. Al fine di  agevolare  l’acquisizione  d’ufficio  di
informazioni e dati relativi a stati, qualita’ personali  e
fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici  registri,  le
amministrazioni certificanti sono tenute a consentire  alle
amministrazioni procedenti, senza oneri,  la  consultazione
per  via  telematica  dei  loro  archivi  informatici,  nel
rispetto della riservatezza dei dati personali. (R)
5. In tutti i casi in cui l’amministrazione  procedente
acquisisce  direttamente  informazioni  relative  a  stati,
qualita’  personali  e   fatti   presso   l’amministrazione
competente  per  la  loro  certificazione,  il  rilascio  e
l’acquisizione del certificato  non  sono  necessari  e  le
suddette informazioni  sono  acquisite,  senza  oneri,  con
qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro
fonte di provenienza. (R).
6. I documenti trasmessi da chiunque  ad  una  pubblica
amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o
informatico idoneo ad accertarne la fonte  di  provenienza,
soddisfano il requisito  della  forma  scritta  e  la  loro
trasmissione  non  deve  essere  seguita  da   quella   del
documento originale. (R).».
– Per l’art. 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99, vedi
– La legge 7 agosto 1990 n. 241, recante  «Nuove  norme
– Per il decreto legislativo n. 195 del 2005, vedi note
– Per la legge 7 agosto 1990, n. 241 vedi note all’art.
– Per il decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152  e
successive modificazioni, vedi note alle premesse.
– La  Direttiva  96/29/EURATOM  del  Consiglio  del  13
maggio 1996, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  L  314
del 4 dicembre 1996.
– Per il testo dell’art. 8 del decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281, si veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il  testo  degli  articoli  49  e  50  del
327, recante «Testo unico delle disposizioni legislative  e
regolamentari in materia  di  espropriazione  per  pubblica
utilita’»:
«Art. 49 (L-R) (L’occupazione temporanea  di  aree  non
soggette ad esproprio). – 1. L’autorita’ espropriante  puo’
disporre l’occupazione temporanea di aree non  soggette  al
procedimento  espropriativo  anche  individuate  ai   sensi
dell’art. 12, se cio’ risulti necessario  per  la  corretta
esecuzione dei lavori previsti. (L)
2. Al proprietario del fondo e’ notificato, nelle forme
degli  atti  processuali  civili,  un   avviso   contenente
l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora  in  cui  e’
prevista   l’esecuzione    dell’ordinanza    che    dispone
l’occupazione temporanea. (L)
3. Al momento della immissione in possesso, e’  redatto
il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi. (L)
4. Il verbale e’  redatto  in  contraddittorio  con  il
proprietario o, nel caso di assenza o di  rifiuto,  con  la
presenza di almeno due testimoni che non  siano  dipendenti
del  soggetto  espropriante.   Possono   partecipare   alle
operazioni il possessore e i titolari di  diritti  reali  o
personali sul bene da occupare. (R)
5. Le  disposizioni  di  cui  ai  precedenti  commi  si
applicano,  in  quanto  compatibili,  nel  caso  di  frane,
alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si
utilizzano beni altrui  per  urgenti  ragioni  di  pubblica
utilita’. (L)».
«Art. 50. (L-R) (Indennita’ per  l’occupazione).  –  1.
Nel  caso  di  occupazione  di  un’area,   e’   dovuta   al
proprietario una  indennita’  per  ogni  anno  pari  ad  un
dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso  di  esproprio
dell’area  e,  per  ogni  mese  o  frazione  di  mese,  una
indennita’ pari ad un dodicesimo di quella annua. (L)
2. Se manca l’accordo,  su  istanza  di  chi  vi  abbia
interesse la commissione provinciale prevista dall’art.  41
determina  l’indennita’   e   ne   da’   comunicazione   al
proprietario, con atto notificato con le forme  degli  atti
processuali civili. (R)
3.  Contro  la  determinazione  della  commissione,  e’
proponibile  l’opposizione  alla  stima.  Si  applicano  le
disposizioni dell’art. 54 in quanto compatibili. (L)».
– Per la  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  vedi  note
– Per il decreto legislativo 17 marzo 1995,  n.  230  e
successive modificazioni in materia di sicurezza nucleare e
protezione sanitari, vedi note alle premesse.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  6  della  legge  31
dicembre 1962, n. 1860,  in  materia  di  impiego  pacifico
dell’energia nucleare:
«Art. 6. – L’esercizio  di  impianti  di  produzione  e
utilizzazione dell’energia  nucleare  a  scopi  industriali
nonche’ gli impianti per il trattamento e la  utilizzazione
dei minerali, materie  grezze,  materie  fissili  speciali,
uranio arricchito e  materie  radioattive,  con  esclusione
degli  impianti  comunque  destinati  alla  produzione   di
energia  elettrica,  sono  autorizzati  con   decreto   del
Ministro per l’industria e per  il  commercio,  sentito  il
Comitato nazionale per l’energia nucleare.
Il richiedente deve dimostrare di  possedere  capacita’
tecnica ed economica adeguata. Deve presentare il  progetto
dell’impianto,  indicando  particolarmente   la   localita’
prescelta, le modalita’ per la dispersione ed  eliminazione
dei residui radioattivi, la spesa ed il tempo necessario di
realizzazione,  le  modalita’  per  la  prestazione   della
garanzia finanziaria prevista dall’art. 19.
Il decreto di autorizzazione deve indicare le modalita’
della garanzia finanziaria per  la  responsabilita’  civile
verso i terzi, nonche’ le modalita’  di  esercizio  che  si
ritengano  necessarie  per   la   tutela   della   pubblica
incolumita’ ed ogni altra disposizione  ritenuta  opportuna
per l’esercizio dell’impianto.
Le  modifiche  degli  impianti   devono   ottenere   la
preventiva approvazione del Ministero dell’industria e  del
commercio, sentito  il  Comitato  nazionale  per  l’energia
nucleare.».
– Per il decreto legislativo 17  marzo  1995,  n.  230,
vedi le note alle premesse.
– Si riporta il testo  dell’art.  27,  comma  8,  della
«8. Con atto di indirizzo strategico del Ministro dello
sviluppo economico e del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze sono ridefiniti  i  compiti  e  le  funzioni  della
societa’ Sogin Spa, prevedendo le modalita’ per disporre il
conferimento di beni o rami di azienda della societa’ Sogin
Spa ad una o piu’  societa’,  partecipate  dallo  Stato  in
misura non inferiore al 20 per cento, operanti nel  settore
energetico.».
– Si riporta il testo dell’art. 25, comma 2, lettera n)
della legge 23 luglio 2009, n. 99:
art., su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della  tutela  del
territorio  e  del   mare   e   con   il   Ministro   delle
infrastrutture e dei  trasporti,  previa  acquisizione  del
parere della Conferenza unificata di  cui  all’art.  8  del
a) – m) (omissis);
”decommissioning”;».
– Per la legge 14 novembre 1995, n. 481, vedi note alle
– Per l’art. 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove
diritto di accesso ai documenti amministrativi), vedi  note
– Si riporta il  testo  dell’art.  22  della  legge  31
dicembre 1962, n. 1860:
«Art. 22. L’esercente  di  un  impianto  nucleare  deve
stipulare e mantenere una assicurazione  per  un  ammontare
pari a quello previsto dal precedente  art.  19  o  fornire
altra garanzia finanziaria di pari importo.
Le condizioni generali della polizza  di  assicurazione
debbono essere  approvate  con  decreto  del  Ministro  per
l’industria, il commercio l’artigianato, di concerto con il
Ministro per  i  trasporti.  Qualora  si  tratti  di  altra
garanzia  finanziaria,  questa  deve  essere   riconosciuta
idonea  con  decreto  del  Ministro  per  l’industria,   il
commercio e l’artigianato, di concerto con il Ministro  per
il tesoro, sentita l’Avvocatura generale dello Stato.
L’assicurazione o la garanzia finanziaria date  per  un
trasporto di materie nucleari non  possono  in  alcun  caso
essere sospese o  avere  termine  prima  che  il  trasporto
stesso si sia concluso e  che  le  materie  nucleari  siano
state  prese  in  consegna  da  altra   persona   che   sia
responsabile a termini di legge.
impianto nucleare non possono in alcun caso essere  sospese
o avere termine senza che sia  dato  preavviso  scritto  di
almeno  tre  mesi  notificato,   a   mezzo   di   ufficiale
giudiziario, al Ministro per l’industria,  il  commercio  e
Le somme dovute in base  alla  presente  legge  per  il
risarcimento di danni derivanti da incidenti  nucleari  non
sono sequestrabili o pignorabili.».
– Si riporta il testo dell’art. 4 del decreto-legge  14
novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 dicembre  2003,  n.  368,  cosi’  come  modificato
dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208,
«Art. 4 (Misure  compensative  e  informazione).  –  1.
Misure di compensazione territoriale sono  stabilite,  fino
al definitivo smantellamento degli impianti, a  favore  dei
siti che ospitano centrali nucleari e  impianti  del  ciclo
del  combustibile  nucleare.  Alla  data  della  messa   in
esercizio del Deposito nazionale di cui all’art.  1,  comma
1, le misure sono trasferite al territorio  che  ospita  il
Deposito, proporzionalmente alla  allocazione  dei  rifiuti
1-bis. L’ammontare complessivo annuo del contributo  ai
sensi del comma 1 e’ definito mediante la determinazione di
un’aliquota della componente della tariffa elettrica pari a
0,015 centesimi di euro per ogni kilowattora consumato, con
aggiornamento annuale sulla base  degli  indici  ISTAT  dei
prezzi al consumo. Il contributo e’  assegnato  annualmente
con deliberazione del  Comitato  interministeriale  per  la
programmazione  economica  sulla  base   delle   stime   di
inventario radiometrico dei siti,  determinato  annualmente
con decreto del Ministro dell’ambiente e della  tutela  del
territorio e del mare, su proposta dell’Istituto  superiore
per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), valutata
la pericolosita’ dei rifiuti, ed e’ ripartito, per  ciascun
territorio, in misura del 50 per cento in favore del comune
nel cui territorio e’ ubicato il sito, in misura del 25 per
cento in favore della relativa provincia e in misura del 25
per cento in favore dei comuni confinanti  con  quello  nel
cui territorio e’ ubicato il sito. Il contributo  spettante
a questi ultimi e’ calcolato in proporzione alla superficie
ed  alla  popolazione  residente  nel   raggio   di   dieci
chilometri dall’impianto.
2. Il Commissario straordinario promuove  una  campagna
nazionale di informazione sulla gestione in  sicurezza  dei
rifiuti radioattivi.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  57  del   decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, contenente «Codice  dei
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.»:
«Art.   57   (Procedura    negoziata    senza    previa
pubblicazione di un bando di  gara).  (art.  31,  direttiva
2004/18; art. 9, D.Lgs. n. 358/1992; art. 6, co. 2,  L.  n.
537/1993; art. 24, L. n.  109/1994;  art.  7,  D.  Lgs.  n.
157/1995). – 1. Le stazioni appaltanti possono  aggiudicare
contratti  pubblici  mediante  procedura  negoziata   senza
previa pubblicazione di un  bando  di  gara  nelle  ipotesi
seguenti, dandone  conto  con  adeguata  motivazione  nella
delibera o determina a contrarre.
2. Nei contratti pubblici relativi a lavori, forniture,
servizi, la procedura e’ consentita:
a) qualora, in esito all’esperimento di  una  procedura
aperta  o  ristretta,  non  sia  stata  presentata  nessuna
offerta,  o  nessuna   offerta   appropriata,   o   nessuna
candidatura. Nella procedura negoziata non  possono  essere
modificate in modo sostanziale le condizioni  iniziali  del
contratto. Alla Commissione, su sua richiesta, va trasmessa
una relazione sulle ragioni della mancata aggiudicazione  a
seguito  di  procedura   aperta   o   ristretta   e   sulla
opportunita’ della  procedura  negoziata.  Le  disposizioni
contenute nella presente lettera si applicano ai lavori  di
importo inferiore a un milione di euro;
b) qualora, per ragioni di natura tecnica  o  artistica
ovvero attinenti  alla  tutela  di  diritti  esclusivi,  il
contratto possa essere affidato unicamente ad un  operatore
economico determinato;
c)  nella  misura   strettamente   necessaria,   quando
l’estrema urgenza, risultante da eventi  imprevedibili  per
le stazioni appaltanti, non e’ compatibile  con  i  termini
imposti dalle  procedure  aperte,  ristrette,  o  negoziate
previa pubblicazione di un bando di  gara.  Le  circostanze
invocate a giustificazione della estrema urgenza non devono
essere imputabili alle stazioni appaltanti.
3. Nei contratti  pubblici  relativi  a  forniture,  la
procedura del presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) qualora  i  prodotti  oggetto  del  contratto  siano
fabbricati esclusivamente a scopo  di  sperimentazione,  di
studio  o  di  sviluppo,  a  meno  che  non  si  tratti  di
produzione  in  quantita’  sufficiente  ad   accertare   la
redditivita’ del prodotto o a coprire i costi di ricerca  e
b) nel caso di consegne  complementari  effettuate  dal
fornitore originario e destinate  al  rinnovo  parziale  di
forniture o di impianti di uso corrente  o  all’ampliamento
di forniture o impianti esistenti, qualora  il  cambiamento
di  fornitore  obbligherebbe  la  stazione  appaltante   ad
acquistare   materiali   con    caratteristiche    tecniche
differenti,  il  cui  impiego   o   la   cui   manutenzione
comporterebbero  incompatibilita’  o  difficolta’  tecniche
sproporzionate; la durata di tali contratti e dei contratti
rinnovabili non puo’ comunque  di  regola  superare  i  tre
c) per forniture quotate e acquistate in una  borsa  di
d)   per   l’acquisto   di   forniture   a   condizioni
particolarmente vantaggiose,  da  un  fornitore  che  cessa
definitivamente l’attivita’ commerciale oppure dal curatore
o  liquidatore  di  un   fallimento,   di   un   concordato
preventivo, di una liquidazione coatta  amministrativa,  di
un’amministrazione straordinaria di grandi imprese.
4.  Nei  contratti  pubblici  relativi  a  servizi,  la
procedura del presente  articolo  e’,  inoltre,  consentita
qualora il contratto  faccia  seguito  ad  un  concorso  di
progettazione e debba,  in  base  alle  norme  applicabili,
essere aggiudicato al vincitore o a uno dei  vincitori  del
concorso; in quest’ultimo caso  tutti  i  vincitori  devono
essere invitati a partecipare ai negoziati.
5. Nei contratti pubblici relativi  a  lavori  e  negli
appalti pubblici  relativi  a  servizi,  la  procedura  del
presente articolo e’, inoltre, consentita:
a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi
nel progetto iniziale ne nel  contratto  iniziale,  che,  a
seguito  di  una  circostanza  imprevista,  sono   divenuti
necessari all’esecuzione dell’opera o del servizio  oggetto
del progetto o del contratto iniziale, purche’  aggiudicati
all’operatore economico che presta tale servizio  o  esegue
tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a.1) tali lavori o servizi  complementari  non  possono
essere separati, sotto il profilo tecnico o economico,  dal
contratto iniziale, senza recare gravi  inconvenienti  alla
stazione  appaltante,   ovvero   pur   essendo   separabili
dall’esecuzione del contratto iniziale,  sono  strettamente
necessari al suo perfezionamento;
a.2)  il  valore  complessivo  stimato  dei   contratti
aggiudicati per lavori o servizi complementari  non  supera
il cinquanta per cento dell’importo del contratto iniziale;
b) per nuovi servizi consistenti nella  ripetizione  di
servizi  analoghi  gia’  affidati  all’operatore  economico
aggiudicatario  del  contratto  iniziale   dalla   medesima
stazione appaltante, a condizione che  tali  servizi  siano
conformi a un progetto di base  e  che  tale  progetto  sia
stato oggetto di un primo contratto aggiudicato secondo una
procedura  aperta  o  ristretta;  in  questa   ipotesi   la
possibilita’ del ricorso  alla  procedura  negoziata  senza
bando e’ consentita  solo  nei  tre  anni  successivi  alla
stipulazione del contratto iniziale e deve essere  indicata
nel bando del contratto originario;  l’importo  complessivo
stimato  dei  servizi  successivi  e’  computato   per   la
determinazione del valore globale del  contratto,  ai  fini
delle soglie di cui all’art. 28.
6. Ove possibile, la stazione appaltante individua  gli
operatori   economici   da   consultare   sulla   base   di
informazioni    riguardanti    le    caratteristiche     di
qualificazione  economico  –  finanziaria   e   tecnico   –
organizzativa  desunte  dal  mercato,  nel   rispetto   dei
principi  di   trasparenza,   concorrenza,   rotazione,   e
seleziona almeno tre operatori economici, se sussistono  in
tale  numero  soggetti  idonei.  Gli  operatori   economici
selezionati   vengono   contemporaneamente    invitati    a
presentare  le  offerte  oggetto  della  negoziazione,  con
lettera   contenente   gli   elementi   essenziali    della
prestazione  richiesta.  La  stazione  appaltante   sceglie
l’operatore economico che ha  offerto  le  condizioni  piu’
vantaggiose, secondo il criterio del prezzo  piu’  basso  o
dell’offerta  economicamente   piu’   vantaggiosa,   previa
verifica  del  possesso  dei  requisiti  di  qualificazione
previsti per l’affidamento di contratti di  uguale  importo
mediante procedura aperta, ristretta,  o  negoziata  previo
7. E’ in  ogni  caso  vietato  il  rinnovo  tacito  dei
contratti aventi ad oggetto forniture, servizi, lavori, e i
contratti rinnovati tacitamente sono nulli.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  30  della  legge  31
dicembre  1962,  n.  1860  «Impiego  pacifico  dell’energia
«Art. 30. – Chiunque  pone  in  esercizio  un  impianto
nucleare senza averne  ottenuta  l’autorizzazione  prevista
dalla presente legge e’ punito con le pene dell’arresto  da
due a tre anni e dell’ammenda da 15.000.000 a 30.000.000 di
lire, senza pregiudizio delle pene  applicabili  per  reati
previsti dal Codice penale.
La stessa pena si  applica  nel  caso  che  l’esercente
l’impianto  nucleare  continui  nell’esercizio  quando  sia
stata sospesa l’autorizzazione.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  11  della  legge  24
novembre 1981, n. 689 «Modifiche al sistema penale».
«Art. 11 (Criteri  per  l’applicazione  delle  sanzioni
amministrative pecuniarie). –  Nella  determinazione  della
sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge  tra
un limite minimo ed un limite massimo  e  nell’applicazione
delle sanzioni accessorie facoltative, si ha riguardo  alla
gravita’ della violazione, all’opera svolta dall’agente per
l’eliminazione  o  attenuazione  delle  conseguenze   della
violazione, nonche’ alla personalita’ dello stesso  e  alle
sue condizioni economiche.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  16  della  legge  24
«Art. 16 (Pagamento in misura ridotta). – E’ ammesso il
pagamento di una somma in misura ridotta  pari  alla  terza
parte del massimo della sanzione prevista per la violazione
commessa, o, se piu’ favorevole e qualora sia stabilito  il
minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo
importo,  oltre  alle  spese  del  procedimento,  entro  il
termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o,
se questa  non  vi  e’  stata,  dalla  notificazione  degli
estremi della violazione.
Per le violazioni  ai  regolamenti  ed  alle  ordinanze
comunali e provinciali, la Giunta comunale  o  provinciale,
all’interno del limite  edittale  minimo  e  massimo  della
sanzione prevista, puo’ stabilire un  diverso  importo  del
pagamento in misura ridotta, in  deroga  alle  disposizioni
del primo comma.
Il pagamento in misura ridotta  e’  ammesso  anche  nei
casi in cui le  norme  antecedenti  all’entrata  in  vigore
della presente legge non consentivano l’oblazione.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  18  della  legge  24
«Art. 18 (Ordinanza-ingiunzione). – Entro il termine di
trenta   giorni   dalla   data   della   contestazione    o
notificazione della violazione, gli interessati possono far
pervenire all’autorita’ competente a ricevere il rapporto a
norma dell’art. 17 scritti difensivi e documenti e  possono
chiedere di essere sentiti dalla medesima autorita’.
L’autorita’ competente, sentiti  gli  interessati,  ove
questi ne abbiano fatto richiesta, ed esaminati i documenti
inviati e gli argomenti esposti negli scritti difensivi, se
ritiene fondato l’accertamento,  determina,  con  ordinanza
motivata, la somma dovuta per la violazione e  ne  ingiunge
il  pagamento,  insieme  con  le  spese,  all’autore  della
violazione  ed  alle  persone   che   vi   sono   obbligate
solidalmente;  altrimenti  emette  ordinanza  motivata   di
archiviazione  degli   atti   comunicandola   integralmente
all’organo che ha redatto il rapporto.
Con l’ordinanza-ingiunzione  deve  essere  disposta  la
restituzione, previo pagamento  delle  spese  di  custodia,
delle cose sequestrate, che non  siano  confiscate  con  lo
stesso   provvedimento.   La   restituzione   delle    cose
sequestrate  e’  altresi’  disposta  con   l’ordinanza   di
archiviazione, quando non ne sia obbligatoria la confisca.
Il pagamento e’ effettuato all’ufficio del  registro  o
al diverso ufficio  indicato  nella  ordinanza-ingiunzione,
entro il termine di trenta giorni  dalla  notificazione  di
detto  provvedimento,   eseguita   nelle   forme   previste
dall’art. 14; del pagamento e’ data comunicazione, entro il
trentesimo giorno, a cura dell’ufficio che lo ha  ricevuto,
all’autorita’ che ha emesso l’ordinanza.
Il termine per il pagamento e’ di  sessanta  giorni  se
l’interessato risiede all’estero.
La notificazione dell’ordinanza-ingiunzione puo’ essere
eseguita  dall’ufficio  che  adotta  l’atto,   secondo   le
L’ordinanza-ingiunzione costituisce  titolo  esecutivo.
Tuttavia  l’ordinanza  che  dispone  la  confisca   diventa
esecutiva  dopo  il  decorso  del  termine   per   proporre
opposizione, o, nel caso in cui l’opposizione e’  proposta,
con il passaggio in giudicato della sentenza con  la  quale
si rigetta l’opposizione, o quando l’ordinanza con la quale
viene dichiarata inammissibile l’opposizione o  convalidato
il  provvedimento  opposto  diviene  inoppugnabile   o   e’
dichiarato inammissibile il  ricorso  proposto  avverso  la
DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2010, n. 31 – Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonche’ misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10G0048) (GU n. 55 del 8-3-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:45:42+00:00