Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1860-codice-civile-sconto-di-tratte-documentate
Timestamp: 2019-11-18 21:15:20+00:00
Document Index: 160000737

Matched Legal Cases: ['art. 1284', 'art. 1284', 'art. 1860', 'art. 2761', 'art. 53', 'art. 2751', 'art. 1860', 'art. 53', 'art. 2777', 'art. 2751']

Art. 1860 codice civile: Sconto di tratte documentate | La Legge per tutti
La banca che ha scontato tratte documentate ha sulla merce lo stesso privilegio del mandatario finchè il titolo rappresentativo è in suo possesso.
Cambiale tratta documentata: una cambiale tratta emessa in base ad una vendita su documenti e, precisamente, una vendita su titoli rappresentativi di merci, accompagnata dagli stessi documenti.
In tema di sconto bancario, la convenzione relativa alla determinazione degli interessi è validamente stipulata, in ossequio al disposto di cui all'art. 1284, comma 3, c.c., quando il relativo tasso risulti determinabile e controllabile in base a criteri in essa oggettivamente indicati e richiamati. Una clausola contenente un generico riferimento "alle condizioni usualmente praticate dalle aziende di credito sulla piazza" può, pertanto, ritenersi univoca se coordinata alla esistenza di vincolanti discipline fissate su larga scala nazionale con accordi di cartello, ma non anche quando tali accordi contengano riferimenti a diverse tipologie di tassi e non consentano, per la loro genericità, di stabilire a quale previsione le parti abbiano inteso fare concreto riferimento. Nel caso di rinvio agli usi di piazza, pertanto, è necessario accertare, con riferimento al singolo rapporto dedotto, secondo la disciplina del tempo (oggi modificata per effetto della l. n. 154 del 1992), se l'elemento estrinseco di riferimento permetta una sicura determinabilità della prestazione di interessi, pur nella variabilità dei tassi nel tempo, senza successive valutazioni discrezionali da parte della banca. (In applicazione del suesposto principio di diritto, la S.C. ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto soddisfacente, in punto di quantificazione in misura ultralegale degli interessi, la clausola de qua, trascurando di accertare, in concreto, il grado di univocità della fonte richiamata e, quindi, l'oggettiva determinabilità del tasso, pur nella previsione di variazioni in corso di rapporto, rilevando che tale omissione si traduce in una falsa applicazione della norma di cui all'art. 1284 c.c. ad una situazione non compresa nel suo ambito di previsione).
Cassazione civile sez. I 08 maggio 1998 n. 4696
La disposizione contenuta nell'art. 1860 c.c. - il quale attribuisce alla banca che ha scontato tratte documentate lo stesso privilegio del mandatario finché il titolo rappresentato è in suo possesso - trova la sua giustificazione nella natura giuridica dello sconto di tratte documentate, il quale è un negozio complesso che si inserisce nello schema della vendita su documenti, ma racchiude in sè anche elementi della cessione di credito, del mutuo e del mandato; con tale contratto, infatti, la banca, anticipando al venditore l'importo del prezzo, previa deduzione dell'interesse, acquista, con la girata dalla tratta, il credito corrispondente, e si incarica di eseguire la vendita attraverso la consegna al compratore dei documenti rappresentativi della merce, ricevuti insieme con la tratta, e la riscossione del prezzo; ciò nell'ambito di un mandato, la cui esecuzione realizza ad un tempo l'interesse della banca mandataria che, riscuotendo il prezzo, rientra nella disponibilità della somma anticipata al venditore, e l'interesse del venditore che, in tal modo, si libera contemporaneamente dell'obbligo di consegna verso l'acquirente e dell'obbligo di restituzione verso la banca. Il privilegio predetto, per il combinato disposto degli art. 2761 e 2756 c.c., ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa - salvo che il creditore non sia in male fede - ed è assistito dal diritto di ritenzione e dallo "ius vendendi" secondo le norme stabilite per la vendita del pegno; esso, inoltre, rientra fra quelli che, secondo l'art. 53 l. fall., attribuiscono al titolare il diritto di realizzare il proprio credito anche durante il fallimento, previa ammissione al passivo con prelazione, e di essere pagato dal curatore che intenda riprendere le cose sottoposte al privilegio stesso.
Cassazione civile sez. I 27 marzo 1979 n. 1768
La l. 29 luglio 1975 n. 426, innovando il sistema e l'ordine dei privilegi, non ha tuttavia vanificato in favore dei creditori indicati nell'art. 2751 "bis" c.c. il diritto di ritenzione che accompagna il privilegio sulla merce a favore della banca che ha scontato tratte documentate (art. 1860 e 2756 c.c.), nè ha neutralizzato nei confronti dei creditori stessi la norma dell'art. 53 l. fall., che consente la realizzazione dei crediti assistiti dal predetto privilegio anche durante il fallimento, dopo essere stati ammessi al passivo con prelazione, in quanto il nuovo testo dell'art. 2777 c.c. si limita a disporre la collocazione preferenziale immediatamente dopo le spese di giustizia a favore dei crediti menzionati nell'art. 2751 "bis" c.c., fermo restando il sistema previgente nei rapporti fra i crediti predetti e quelli garantiti da pegno o assistiti da privilegio speciale con diritto di ritenzione, i quali continuano a prevalere sui crediti di lavoro, così come nel sistema previgente prevalevano su crediti di grado poziore.