Source: http://www.unitel.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5388:grazie-allunitel-lincentivo-per-le-funzioni-tecniche-fa-capo-alle-spese-per-investimenti&catid=137:amministrativo&Itemid=159
Timestamp: 2019-01-21 21:59:29+00:00
Document Index: 151058623

Matched Legal Cases: ['art. 113', 'art. 1', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 92', 'art. 93', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 215']

GRAZIE ALL’UNITEL L’INCENTIVO PER LE FUNZIONI TECNICHE NON FARA’ PIU’ CAPO AL FONDO PER IL SALARIO ACCESSORIO
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L’emendamento proposto dall’Unione Italiana Tecnici Enti Locali (UNITEL) sull’incentivo delle funzioni tecniche di cui all’art. 113 del Codice dei Contratti Pubblici di cui al D. Lgs n. 50/2016, è stato approvato nell’ambito della legge di Bilancio 2018.
La tenace e capillare azione dell’associazione dei tecnici degli enti locali ha avuto il meritato successo. Infatti l’emendamento dell’UNITEL recepito e proposto dall’On. Marilena Fabbri (n.49.22), è stato approvato ed inserito all’art. 1 comma 526 della Finanziaria 2018.
Con il predetto comma 526 viene inserito, all’art. 113 del Codice dei contratti, il seguente comma 5-bis “Gli incentivi di cui al presente articolo fanno capo al medesimo capitolo di spesa previsto per i singoli lavori, servizi e forniture.”
Questo significa che con l’approvazione dell’emendamento UNITEL, gli incentivi per le funzioni tecniche vengono esclusi dal tetto del salario accessorio del personale degli EE.LL. e ciò in coerenza con le interpretazioni della Corte dei Conti fino al 2015.
L’emendamento UNITEL è stato proposto a seguito del parere reso dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti con deliberazione n. 24 del 10/10/17, che ha ribadito il principio già enunciato con la propria deliberazione n. 7 del 06/04/2017, in base al quale “gli incentivi per funzioni tecniche di cui all’articolo 113, comma 2, D. Lgs. n. 50/2016 sono da includere nel tetto dei trattamenti accessori di cui all’articolo 1, comma 236, legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016)”.
Secondo l’interpretazione resa dalla Corte dei Conti, l’incentivo delle funzioni tecniche (art. 113 Nuovo Codice dei contratti ) non è assimilabile al pregresso incentivo per la progettazione (art. 92-93 del D.Lgs n. 163/2016), in quanto il compenso incentivante riguarda:
a) l’espletamento di attività non più legate alla progettazione, ma ad altre attività quali: programmazione, controllo procedure di gare, esecuzione del contratto e RUP;
b) l’estensione anche a servizi e forniture;
per cui tali emolumenti sono erogabili, con carattere di generalità e quindi, non sono da considerare come spese di investimento (come per l’art. 93 del D. Lgs n. 163/2006), ma spese di funzionamento, ovvero spese di personale e quindi da includere nel tetto del salario accessorio (art. 1 c. 236 L. 208/2015, ora art. 23 c. 2 del D. Lgs n. 75/2017).
Una classificazione degli incentivi come appartenenti alla spesa corrente non era puramente formale, ma sostanziale, con conseguenze di grande rilievo per i tecnici degli EE.LL.: le spese per investimento, infatti, possono essere finanziate anche con ricorso all’indebitamento, mentre per le spese correnti sono soggette all’applicazione delle norme vincolistiche in tema di contenimento della spesa del personale, nell’alveo delle quali si collocano anche le norme limitative delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio.
Infatti l’interpretazione della Corte dei Conti, in base alla quale gli incentivi per funzioni tecniche sarebbero assoggettati al tetto 2016 del Fondo per il trattamento accessorio dei dipendenti, avrebbe comportato, tra l’altro, la riduzione di altre componenti del fondo per far spazio agli incentivi e quindi ad un calo dei trattamenti economici accessori dei dipendenti. Il rischio era dunque l’azzeramento di fatto dell’erogazione del salario accessorio a tutti i dipendenti.
Grazie all’emendamento predisposto dall’UNITEL, che trova riferimento dalla clausola di invarianza finanziaria dal comma 13 della legge delega n. 11/2016 e dal comma 1 dell’art. 215 del nuovo Codice dei Contratti, viene precisato che gli incentivi fanno capo al medesimo capitolo di spesa previsto per i singoli interventi (lavori, forniture e servizi) e quindi viene legittimata loro esclusione dal computo della voce di spesa del personale, nell’alveo delle quali si collocano le norme limitative delle risorse destinate al salario accessorio.
Di conseguenza anche gli incentivi per spese correnti non rientrano più nei limiti del salario accessorio in quanto gli emolumenti faranno capo al capitolo si spesa della singola prestazione.