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Timestamp: 2018-06-25 06:37:05+00:00
Document Index: 45907693

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 38', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 17', 'art.5', 'art.5', 'art. 3']

Provincia di Torino PROGRAMMA PROVINCIALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI - PDF
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1 Pagina 1 di 9 Provincia di Torino PROGRAMMA PROVINCIALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI INDIVIDUAZIONE DELLE AREE POTENZIALMENTE IDONEE E DELLE AREE NON IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 3. ELABORAZIONE CARTOGRAFICA Introduzione L'art. 2, comma 6 della L.R. 13 aprile 1995 n. 59, prevede che la Giunta Regionale, in ottemperanza all' art. 38, comma1, lettera h) della L. 22/2/94 n. 146, definisca i criteri e le procedure per l'individuazione da parte delle Province, delle aree non idonee alla realizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti. Tali criteri, definiti dalla Regione Piemonte con la D.G.R. n del 22 aprile 1996, sono considerati parte integrante del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Il D.Lgs. n. 22 del 15/2/97 riprende questa indicazioni; infatti l'art. 20, comma 1, lettera e), affida alle Province l'individuazione, sulla base del Piano Territoriale di Coordinamento, sentiti i comuni, delle aree idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, con indicazioni plurime per ogni tipo di impianto, nonchè delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti. Il Programma Provinciale di Gestione dei Rifiuti riporta una serie di criteri per l'individuazione delle aree non idonee e potenzialmente idonee, riprendendo le indicazioni fornite dalla Regione Piemonte e fornendo ulteriori indicazioni a carattere escludente e limitante. Si ripropongono di seguito le indicazioni della Regione Piemonte limitatamente alla parte riguardante le discariche. Indicazioni della Regione Piemonte - D.G.R. n del 22 aprile 1996 Discariche di 1a categoria Discariche di 2a categoria tipo A 2A Discariche di 2a categoria tipo B 2B Discariche di 2a categoria tipo C 2C Discariche di 2a categoria tipo SP 2SP Discariche 2A Considerati i tipi di materiale che possono essere smaltiti in queste discariche, sono non idonee le:
2 Pagina 2 di 9 aree inondabili per piene con tempi di ritorno ventennali; aree in frana o soggette a movimenti gravitativi; aree soggette a dinamica fluviale con processi morfogenetici rapidi (erosione di sponda); aree con falda freatica affiorante (questo criterio può non essere applicato quando si tratti di aree di piccole dimensioni, quando il battente d'acqua non superi la profondità massima di 5 metri, quando i materiali da smaltire vengano preselezionati, controllati e limitati a quelli provenienti da scavi e sbancamenti). Discariche 2B aree inondabili per piene con tempi di ritorno ventennali; aree in frana o soggette a movimenti gravitativi; aree di quota superiore a 1000 m s.l.m.m.; aree con il livello di massima escursione della falda a meno di 3 metri dal piano campagna; aree soggette a dinamica fluviale con processi morfogenetici rapidi (erosione di sponda); aree a riserva naturale e integrale; aree formalmente individuate in seguto a dissesti idrogeologici e aree interessate dalle limitazioni transitorie previste dall'art. 9 bis della L.R. 56/1977 e dal comma 6 bis dell'art. 17 della L 183/1989. Discariche 1a categoria aree inondabili per piene con tempi di ritorno cinquantennali; aree in frana o soggette a movimenti gravitativi; aree di quota superiore a 1000 m s.l.m.m.; aree con il livello di massima escursione della falda a meno di 3 metri dal piano campagna; aree a riserva naturale e integrale; aree soggette a dinamica fluviale con processi morfogenetici rapidi (erosione di sponda); aree formalmente individuate in seguito a dissesti idrogeologici e aree interessate dalle limitazioni transitorie previste dall'art. 9 bis della L.R. 56/1977 e dal comma 6 bis dell'art. 17 della L 183/1989. Discariche 2C e 2SP aree inondabili per piene con tempo di ritorno centennale; aree in frana o soggette a movimenti gravitativi; aree di quota superiore a 1000 m s.l.m.m.; aree con livello di massima escursione della falda a meno di 5 metri dal piano campagna; aree a riserva naturale e integrale;
3 Pagina 3 di 9 aree comprese in fasce di rispetto delle acque pubbliche (150 metri); aree soggette a dinamica fluviale con processi morfogenetici rapidi (erosione di sponda); aree formalmente individuate in seguito a dissesti idrogeologici e aree interessate dalle limitazioni transitorie previste dall'art. 9 bis della L.R. 56/1977 e dal comma 6 bis dell'art. 17 della L 183/1989; Nella D.G.R. vengono anche fornite alcune specifiche per un'eventuale rappresentazione cartografica delle aree inidonee. In particolar modo si forniscono indicazioni: sulla scala da adottare nella fase di acquisizione dei tematismi 1: sulla scala delle cartografie di restituzione 1: o 1: Le basi di dati in formato numerico attualmente disponibili, hanno reso possibile la realizzazione di una serie di elaborazioni cartografiche numeriche (consultabili utilizzando l'applicativo ARCVIEW), nonchè di una serie di elaborazioni carotgrafiche tradizionali (carte tematiche in sscla 1:50.000, 1: e 1: ) funzionali all'individuazione delle aree non idonee e potenzilmente idonee sul territorio provinciale. Metodologia adottata Le rappresentazioni cartografiche realizzate sono il risultato dell'applicazione dei criteri indicati per gli impianti di prima categoria (RSU). 1. Delimitazione, utilizzando i criteri indicati nella D.G.R della Regione Piemonte, delle aree non idonee alla realizzazione di impianti di smaltimento. 2. Delimitazione di aree sottoposte a esclusione o limitazione, secondo i criteri di localizzazione indicati nel Programma Provinciale di Gestione dei Rifiuti. Informazioni numeriche utilizzate per le elaborazioni dei dati e la realizzazione delle carte Come sopra riportato, la Regione Piemonte individua i seguenti vincoli alla realizzazione di impianti di smaltimento per rifiuti solidi urbani: 1. aree con quota superiore ai 1000 metri 2. aree a riserva naturale ed integrale 3. aree in frana o soggette a movimenti gravitativi 4. aree inondabili per tempi di ritorno cinquantennali 5. aree con soggiacenza compresa tra 0 e 3 metri Si riportano di seguito alcune informazioni riguardanti i dati numerici utilizzati, relativamente a ogni tipologia di vincolo indicato dalla D.G.R. 1. aree con quota superiore ai 1000 metri
4 Pagina 4 di 9 proprieta' del dato: Provincia di Torino modalita' di acquisizione: le curve altimetriche corrispondenti a 1000 metri s.l.m. sono state estratte dalle informazioni numeriche di base della banca dati Provinciale scala di acquisizione: 1: aree a riserva naturale ed integrale Contenuto dell'informazione: Parchi nazionali Istituiti nel territorio piemontese Parchi regionali Istituiti Parchi provinciali Istituiti Sono state considerate le seguenti tipologie dell'area protetta: Parco Naturale Riserva Naturale Integrale Riserva Naturale Speciale Riserva Naturale Orientata Area Attrezzata Zona di Preparco Zona di Salvaguardia Proprieta' del dato: Regione Piemonte Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: aree in frana o soggette a movimenti gravitativi Contenuto dell'informazione: Frane antiche e recenti riguardanti il substrato caratterizzate da attivazioni più o meno ricorrenti negli ultimi 30 anni (frane attive areali e crolli cartograficamente delimitabili) Frane per lo più antiche riguardanti il substrato caratterizzate da diffusa quiescienza caratterizzate da possibili riattivazioni. Proprieta' del dato: Regione Piemonte - Settore Prevenzione del Rischio geologico, meteorologico e sismico Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1:
5 Pagina 5 di 9 Anno di rilevamento: Anno di acquisizione aree inondabili per tempi di ritorno cinquantennali Relativamente al vincolo posto sulle aree inondabili, si è voluto tener conto sia delle indicazioni fornite dalla Regione Piemonte, sia delle indicazioni fornite dall'autorità di Bacino del Fiume Po contenute nel Piano Stralcio Fasce Fluviali (adottato dall'autorità di Bacino nella seduta del 5 febbraio 1996). Nelle norme di attuazione del PSFF si vieta l'apertura di discariche pubbliche e private nei territori compresi in FASCIA A (Fascia di deflusso della Piena) e FASCIA B (Fascia di esondazione); per quanto riguarda i territori ricadenti in FASCIA C (Area di inondazione per piena catastrofica - Tr = 500 anni), l'autorità di Bacino lascia facoltà agli Enti locali di regolamentare le attività consentite, i limiti e i divieti. Nell'ambito del presente lavoro si prospetta l'ipotesi di vincolo escludente anche per i territori in FASCIA C. Il tematismo relativo alle aree inondabili per tempi di ritorno cinquantennali (secondo quanto indicato dalla Regione Piemonte) è utilizzato solo nelle porzioni di territorio non oggetto di studio del PSFF. Piano Stralcio Fasce Fluviali Proprieta' del dato: Provincia di Torino Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale a partire dai supporti cartacei forniti dall'autorità di Bacino Scala di acquisizione: 1: Aree inondabili (Tr non superiore a 50 anni) Proprieta' del dato: Regione Piemonte - Settore Prevenzione del Rischio geologico, meteorologico e sismico Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: Anno di rilevamento: Anno di acquoisizione: aree con soggiacenza compresa tra 0 e 3 metri Proprieta' del dato: Provincia di Torino Modalita' di acquisizione: acquisizione mediante operazione di scannerizzazione e georeferenziazione, dei supporti cartacei forniti dal
6 Pagina 6 di 9 Dipartimento di Scienze della Terra (Universita' di Geologia). Scala di acquisizione: 1: Dati utilizzati dal Dipartimento di Scienze della Terra per la realizzazione della carta della soggiacenza. Sono stati censiti circa 130 punti d'acqua nel periodo primavera-estate del Le informazioni desunte dalla campagna piezometrica sono state integrate utilizzando dati ricavati dall'archivio del Dipartimento di Scienze della Terra dell'università degli Studi di Torino. Per tali dati si è fatto riferimento ai valori minimi di soggiacenza puntuali disponibili: peraltro le informazioni utilizzate sono riferite ad anni diversi (ultimi 10 anni) ed inoltre risultano stagionalmente sfasate. Sono stati inoltre utilizzati i dati di alcuni piezometri di monitoraggio di impianti di smaltimento dei rifiuti presenti nel settore di pianura della Provincia di Torino (23 punti circa) allo scopo di ricavare informazioni sulla fluttuazione della falda. Si può parlare di soggiacenza minima solo quando si disponga di misure continue nel tempo, ossia utilizzando una rete di monitoraggio della falda idrica superficiale che attuamente non è ancora presente sul territorio provinciale e regionale o in mancanza di tale rete effettuando più campagne piezometriche (una per stagione) nel corso di uno o più anni. Pertanto la carta della soggiacenza della falda idrica superficiale, pur non potendo rappresentare una condizione di soggiacenza minima in quanto mancano serie storiche omogeneamente disribuite sul territorio provinciale, e' da considerarsi un inquadramento generale che tuttavia necessiterà di controlli e revisioni. La Provincia di Torino, pertanto, si impegnerà nel breve periodo, a predisporre le suindicate misure di monitoraggio per la definizione di soggiacenza minima, in maniera coordinata con le analoghe attività promosse dalla Regione Piemonte con le Province Piemontesi. Inoltre la carta della soggiacenza è stata redatta alla scala 1:50.000, pertanto mantiene la sua validità unicamente nell'ambito di uno studio di pianificazione territoriale a scala provinciale. Ogni estrapolazione ad una scala di maggior dettaglio, implica una perdita di affidabilità; per studi di carattere puntuale è necessario effettuare indagini in situ. D'altro canto questo tipo di analisi di dettaglio e' previsto dalle procedure vigenti in materia di microlocalizzazione e per lo studio di V.I.A. dei singoli progetti. I vincoli precedentemente elencati sono stati sottoposti ad operazioni di 'mapping overlay' in modo da poter disporre di una lettura territoriale quantitativa-
7 Pagina 7 di 9 qualitativa: numero e tipo di vincoli gravanti nell'intero territorio della Provincia. Piano provinciale di gestione dei rifiuti Il Piano Provinciale di gestione dei rifiuti riprende i criteri ecludenti indicati dalla Regione Piemonte e introduce una serie di indicazioni di carattere escludente e limitante da individuare su supporto cartografico tradizionale e/o numerico nella fase di 'macrolocalizzazione'. Criteri escludenti 1. zone comprese in una fascia di rispetto di 500 metri dai centri e nuclei abitati 2. fasce di rispetto di 150 metri dai corsi d'acqua iscritti negli elenchi ex-r.d. 1775/ oasi di protezione (individuate dal Piano faunistico-venatorio) Criteri limitanti 1. aree appartenenti alle classi I e II della capacita' d'uso dei suoli 2. aree boscate 3. zone di ripopolamento e cattura - centri pubblici per la produzione di selvaggina 4. vulnerabilità idrogeologica (limitazioni sulle aree a vulnerabilità elevata e alta) Si riportano di seguito alcune informazioni riguardanti i dati numerici utilizzati, relativamente ai vincoli precedentemente elencati. Criteri escludenti 1. zone comprese in una fascia di rispetto di 500 metri dai centri e nuclei abitati Sono stati considerati i centri e nuclei abitati secondo la definizione ISTAT del Proprietà del dato: Provincia di Torino Modalità di acquisizione: operazione GIS di 'buffering' Scala di acquisizione del tematismo relativo ai centri e nuclei abitati: 1: fasce di rispetto di 150 metri dai corsi d'acqua iscritti negli elenchi ex-r.d. 1775/1933 Proprietà del dato: Provincia di Torino
8 Pagina 8 di 9 Modalità di acquisizione: operazione GIS di 'buffering' Scala di acquisizione: sono stati utilizati i fiumi acquisiti in scala 1: N.B. Il tematismo suddetto e' in corso di ridefinizione utilizzando l'idrografia in scala 1: oasi di protezione (individuate dal Piano faunistico-venatorio) Proprieta' del dato: Provincia di Torino Modalità di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: Fonte del dato: Piano Faunistico Venatorio Criteri limitanti 1. aree appartenenti alle classi I e II della capacita' d'uso dei suoli Il dato numerico è stato ricavato facendo riferimento al sistema della capacità d'uso dei suoli elaborato nel 1961 dal Soil Conservation Service del Dipartimento dell'agricoltura deli Stati Uniti, adottato dalla FAO nel Proprieta' del dato: Regione Piemonte Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: Anno di acquisizione: 1979 Fonte del dato: IPLA 2. aree boscate Proprieta' del dato: Regione Piemonte Modalita' di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: Anno di acquisizione: 1979 Fonte del dato: IPLA Infine un ultimo elaborato cartografico di sintesi riporta:
9 Pagina 9 di 9 - tutte le proposte di limitazioni precedentemente elencate (aree marroni); - le aree con vincolo escludente da D.G.R. non differenziate nè per numero nè per tipo di vincolo. Per le finalita' di questo studio non sono stati considerati i pioppeti e gli arbusteti. 3. zone di ripopolamento e cattura - centri pubblici per la produzione di selvaggina Proprieta' del dato: Provincia di Torino Modalità di acquisizione: digitalizzazione manuale Scala di acquisizione: 1: Fonte del dato: Piano Faunistico Venatorio 4. vulnerabilità idrogeologica (limitazioni sulle aree a vulnerabilità elevata e alta) Proprieta' del dato: Provincia di Torino Modalita' di acquisizione: acquisizione mediante operazione di scannerizzazione e georeferenziazione, dei supporti cartacei forniti dal Dipartimento di Scienze della Terra. Scala di acquisizione: 1: Fonte del dato: Dipartimento di Scienze della Terra. N.B. Il dipartimento di Scienze della Terra ha definito la vulnerabilità della falda freatica utilizzando il metodo GOD, ossia considerando come fattori determinanti: - la soggiacenza della falda freatica (profondità del primo acquifero dal piano campagna); - i litotipi del livello non saturo (dal piano campagna al tetto della falda freatica); - la tipologia dell'acquifero (libero-semiconfinato-confinato).
DETERMINAZIONE DEL TERRITORIO AGRO SILVO PASTORALE (L. R. 29/94 art.5 comma 1)
DETERMINAZIONE DEL TERRITORIO AGRO SILVO PASTORALE (L. R. 29/94 art.5 comma 1) Ai fini della pianificazione faunistico-venatoria l art. 3, comma 1 della L. R. 29/94 e successive modificazioni, stabilisce