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Timestamp: 2019-10-20 06:26:11+00:00
Document Index: 32445585

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13']

Ravvedimento operoso - Legali.com
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mercoledì 31 gennaio 2018, di Maurizio Villani
Il ravvedimento operoso permette di rimediare a omissioni, ritardi, irregolaritÃ pagando una sanzione inferiore rispetto a quella che spetterebbe nel caso in cui fosse l’Agenzia delle Entrate ad irrogarla. (art. 13 del Dlgs n.472 del 1997).
L’utilizzo del ravvedimento operoso Ã¨ consentito a tutti i contribuenti. A seguito della legge di stabilitÃ 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014 â€“ comma 637 lettera b) sono stati modificati i limiti di tempo del ravvedimento operoso.
Orbene, prima delle variazioni introdotte dalla legge di StabilitÃ per il 2015, era indispensabile che:
â€¢	la violazione non fosse giÃ stata constatata e notificata a chi lâ€™avesse commessa;
â€¢	non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche;
â€¢	non fossero iniziate altre attivitÃ di accertamento (ad esempio, notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, ecc.) formalmente comunicate al contribuente.
Dopo le modifiche, tali preclusioni per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate, non valgono piÃ¹ e il ravvedimento Ã¨ inibito solo dalla:
notifica degli avvisi di irregolaritÃ emessi in base ai controlli, ex artt. 36-bis e 36-ter, D.P.R. 600/1973 e 54-bis, D.P.R. 633/1972;
notifica dellâ€™avviso di accertamento o di liquidazione; (C.M. 9.6.2015, n. 23/E ha ricordato che costituisce in ogni caso un Â«limite invalicabileÂ»). Non costituisce piÃ¹ causa ostativa del ravvedimento nemmeno lâ€™inizio di un controllo fiscale portato formalmente a conoscenza del contribuente, nÃ© la notifica del Pvc (che comporta perÃ² un minor abbattimento pari ad 1/5 del minimo).
AltresÃ¬, si deve tenere presente che il pagamento e la regolarizzazione tramite l’istituto del ravvedimento operoso non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attivitÃ amministrative di controllo e accertamento da parte dei Comuni.
Allo scopo di rendere coerente la nuova disciplina del ravvedimento operoso con il vigente impianto normativo, inoltre, il comma 637 dellâ€™art. 1 della Legge n. 190/2014 ha abrogato, a decorrere dal 1Â° gennaio 2016, i seguenti istituti:
definizione dellâ€™accertamento mediante adesione ai contenuti dellâ€™invito al contraddittorio, di cui allâ€™art. 5 del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, commi da 1-bis a 1-quinquies, che prevedeva la possibilitÃ per il contribuente di definire lâ€™accertamento ai fini delle imposte sui redditi e dellâ€™IVA per effetto dellâ€™adesione a specifico invito a comparire presso lâ€™Amministrazione finanziaria, beneficiando della riduzione ad un sesto del minimo delle sanzioni;
definizione dellâ€™accertamento ai fini delle altre imposte, mediante adesione ai contenuti dellâ€™invito al contraddittorio di cui allâ€™art. 11, comma 1-bis, del citato D.Lgs. n. 218/1997;
adesione ai processi verbali di constatazione, di cui allâ€™art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/1997.
Ed ancora, Ã¨ stata espunta la previsione dellâ€™art. 15, comma 2-bis, del citato D.Lgs. n. 218/1997, che stabiliva la riduzione alla metÃ delle sanzioni nel caso in cui il contribuente avesse rinunciato a impugnare lâ€™avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, se lâ€™avviso di accertamento o di liquidazione non era stato preceduto dallâ€™invito al contraddittorio.
Gli artt. 15 e 16 del D. Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 (Revisione del sistema sanzionatorio), pertanto, la cui entrata in vigore Ã¨ stata anticipata al 1Â° gennaio 2016 dal comma 133 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilitÃ per l’anno 2016), hanno apportato ulteriori modifiche all’istituto del "ravvedimento operoso", giÃ profondamente rinnovato con la legge di stabilitÃ per il 2015, in particolare riducendo l’importo della sanzione minima (dal 30% al 15%), da prendere a base per il calcolo esclusivamente nelle fattispecie di ravvedimento effettuato entro 90 giorni.
Ed allora, a seconda dell’intervallo di tempo entro cui si effettua il ravvedimento, infatti, cambierÃ l’importo delle sanzioni da pagare (che comunque restano ridotte, rispetto al 30% standard).
CosÃ¬, ad esempio, nello specifico:
esercitabile entro il 14Â° giorno dalla scadenza naturale del versamento. Va applicata una sanzione pari allo 0,1% giornaliero e fino ad un massimo dell’1,4%; l’interesse al tasso legale che dall’ 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0; dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno, invece troverÃ applicazione la sanzione del 1,50% (si veda ravvedimento breve).
per versamenti eseguiti oltre il 14Â° giorno ma entro il 30Â°. Va applicata la sanzione pari all’1,5% (1/10 del 15%), oltre all’interesse al tasso legale che dall’ 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0,1%.
per versamenti eseguiti oltre il 30Â° giorno ma entro il 90Â°. Va applicata la sanzione pari all’1,67% (1/9 del 15%), oltre all’interesse al tasso legale che dal 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0,1%.
per versamenti eseguiti entro 1 anno o se prevista la dichiarazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione Ã¨ stata commessa. Va applicata la sanzione pari al 3,75 (1/8 del minimo che oltre i 90 giorni Ã¨ del 30%), oltre gli interessi al tasso legale che dal 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0,1%.
per versamenti eseguiti entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo o se non Ã¨ prevista la dichiarazione due anni dall’omissione. Va applicata la sanzione pari al 4,29 (1/7 del minimo), oltre gli interessi al tasso legale che dal 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0,1%.
per versamenti eseguiti oltre un anno. Va applicata la sanzione la sanzione pari al 5,00% (1/6 del minimo), oltre gli interessi al tasso legale che dal 01.01.2017 Ã¨ pari allo 0,1%.
A tal proposito, si tenga presente quanto stabilito da recente giurisprudenza di merito secondo cui, il versamento delle somme dovute per il ravvedimento operoso puÃ² anche avvenire in via frazionata cumulando cosÃ¬ i vantaggi del ravvedimento â€œbreveâ€ con quelli del ravvedimento â€œlungoâ€ perchÃ© il ravvedimento operoso (totale) puÃ² avvenire sia con un pagamento unico sia con un pagamento frazionato. (Ctr Sardegna sentenza 223/5/17).
Peraltro, va detto che, il ravvedimento operoso Ã¨ previsto anche in dogana, con possibilitÃ per le aziende di definire contesti che possono ingenerare sanzioni estremamente elevate, tipiche delle irregolaritÃ relative alle importazioni di merci provenienti da Paesi extra-Ue. CiÃ² vuol dire, che gli operatori possono, pertanto, accedere allâ€™istituto del ravvedimento anche con riferimento ai tributi doganali ed alle accise fino allâ€™emissione dellâ€™avviso di accertamento o di pagamento. Va precisato che, diversamente dai tributi dellâ€™agenzia delle Entrate, per il ravvedimento in dogana, se pur il controllo Ã¨ iniziato, possono essere adoperate tutte le diverse attenuazioni previste dalla norma.
CiÃ² premesso, su tale argomento si Ã¨ inserita la Circolare N. 1/2018 del Comando Generale della Guardia di Finanza che aggiorna e sostituisce parzialmente il contenuto della precedente Circolare N. 1/2008, con cui vengono impartite le direttive alle quali i militari sono tenuti nellâ€™ambito delle verifiche.
Pubblicata il 4 dicembre 2017, la circolare in oggetto contiene il nuovo â€œManuale operativo in materia di contrasto allâ€™evasione e alle frodi fiscaliâ€ , che entrerÃ in vigore il prossimo 1Â° gennaio 2018. Sebbene nellâ€™ordinamento tributario nazionale non sia rinvenibile una definizione del concetto di frode fiscale, con tale termine si fa riferimento a specifiche condotte di evasione attuate con modalitÃ o comportamenti fraudolenti, ovvero illeciti di tipo â€œorganizzatoâ€ .
ïƒ˜	la definizione di frode, evasione ed elusione fiscale;
ïƒ˜	le condotte di indirizzo strategico dellâ€™azione della Guardia di Finanza a contrasto delle frodi e dellâ€™evasione fiscale;
ïƒ˜	lâ€™illustrazione del sistema penale tributario in materia di imposte dirette e IVA;
ïƒ˜	i mezzi investigativi e dâ€™indagine nel contrasto alle frodi fiscali;
ïƒ˜	lâ€™aggressione patrimoniale allâ€™evasione e alle frodi fiscali;
ïƒ˜	la valorizzazione delle informazioni acquisite nellâ€™ambito delle attivitÃ investigative, antiriciclaggio e di cooperazione internazionale;
ïƒ˜	le novitÃ normative in materia di compliance e descrizione dei principali istituti;
ïƒ˜	la illustrazione dei principali regimi contabili;
ïƒ˜	lâ€™attivitÃ a contrasto del sommerso dâ€™azienda e da lavoro.
Orbene, la Guardia di Finanza ha provveduto a favorire nuove forme di cooperazione rafforzata con lâ€™Amministrazione tramite lâ€™emanazione di una serie di direttive, peraltro, non solo a seguito della riduzione delle sanzioni amministrative, cosÃ¬ come descritta dallâ€™istituto del ravvedimento operoso di cui sopra, ma anche dopo, ad esempio, la cosiddetta voluntary disclosure, di cui alla Legge 15 dicembre 2014, n. 186, successivamente riproposta ai sensi dellâ€™art. 7 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla Legge 1Â° dicembre 2016, n. 225, secondo cui i contribuenti che detengono capitali allâ€™estero possono regolarizzare la propria complessiva posizione fiscale a seguito del pagamento delle imposte evase, beneficiando dellâ€™esclusione della punibilitÃ per alcuni reati tributari e per le connesse condotte di riciclaggio e di autoriciclaggio.
lâ€™utilizzo, in via preliminare, dei sistemi informatici e delle banche dati di natura tributaria, definiti uno strumento assolutamente utile per verificare lâ€™emergere dellâ€™evasione;
lâ€™attenzione verso il contribuente tramite il contraddittorio nel corso di una verifica. Allâ€™interno del manuale viene precisato che i verificatori devono confrontarsi con il contribuente interessato, cosicchÃ©, questâ€™ultimo si trovi nella condizione di poter fornire tutta la documentazione probatoria necessaria al fine di far valere i propri diritti;
tra i settori e le attivitÃ sotto osservazione il manuale si sofferma su quello dei giochi e delle scommesse nonchÃ© di enti non commerciali, ONLUS e cooperative, con lo scopo di esaminare la spettanza o meno di un determinato beneficio richiesto.
Specifica la circolare, che â€œlâ€™azione del Corpoâ€“ nellâ€™ambito della complessiva attivitÃ ispettiva dellâ€™Amministrazione finanziaria â€“ ha, poi, assunto una nuova e ulteriore connotazione, per effetto proprio della riforma fiscale avviata nel 2014, che ha posto al centro della revisione del sistema tributario un rinnovato spirito di collaborazione fra Fisco e contribuenti, basato sullâ€™incentivazione allâ€™adempimento spontaneoâ€ .
Ad esempio, specifica la circolare, avuto riguardo alle finalitÃ dellâ€™istituto, come detto volto ad incentivare la spontanea regolarizzazione, le pattuglie dovranno analizzare in maniera puntuale i documenti e le informazioni forniti dal soggetto ispezionato, allo scopo di valutare attentamente lâ€™opportunitÃ e la proficuitÃ di proseguire le attivitÃ di verifica o controllo, ponendo a confronto la natura e lâ€™entitÃ delle violazioni sanate con gli elementi di rischio posti alla base della selezione del contribuente, nonchÃ© di quelli acquisiti nelle precedenti fasi delle operazioni ispettive.
Ã¨ volto a verificare, in concreto, la completa sovrapposizione tra gli illeciti regolarizzati e le informazioni in possesso del Reparto.
Ebbene, nella circolare in oggetto, la Guardia di finanza ha chiarito che il ravvedimento operoso puÃ² sanare in anticipo gli esiti di un controllo, anche nelle more di verifiche e nelle fasi istruttorie dei controlli "a tavolino" del Fisco. CiÃ² significa che sebbene il controllo sia iniziato, fino alla notifica di cause ostative, il contribuente puÃ² rimuovere infedeltÃ dichiarative, al fine di impedire la contestazione di rilievi tributari e le ulteriori conseguenze penali.
Giova ricordare, che tra gli adempimenti del contribuente, la redazione della dichiarazione riveste un ruolo cruciale, in quanto Ã¨ lo strumento tramite cui si determina il reddito imponibile e le imposte dovute.
Lâ€™eventuale infedeltÃ dichiarativa puÃ² essere sanata dal contribuente, presentando appunto una dichiarazione integrativa, potendo beneficare anche del ravvedimento operoso.
Ed allora, qualora vi fossero piÃ¹ dichiarazioni va tenuta in considerazione dal punto di vista penale soltanto la dichiarazione definitiva laddove priva di ogni fine evasivo, peraltro valida anche dal punto di vista fiscale. CiÃ² che rileva, pertanto, Ã¨ lâ€™eliminazione dellâ€™evasione fiscale prima della contestazione vera e propria.
Peraltro, sempre secondo la circolare citata, si evidenzia che, qualora nel corso delle attivitÃ ispettive emergano elementi indicativi della commissione di uno dei reati tributari di cui al D.Lgs. n. 74/2000, le pattuglie dovranno procedere sempre alla trasmissione della comunicazione di notizia di reato allâ€™AutoritÃ giudiziaria, secondo le modalitÃ previste nella Parte III, capitolo 5 del Manuale di cui sopra, anche se risulta che il contribuente abbia proceduto alla regolarizzazione delle violazioni riscontrate mediante il ravvedimento operoso.
lâ€™art. 11 del D.Lgs. n. 158/2015 ha sostituito lâ€™art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000, introducendo una causa di non punibilitÃ rappresentata dallâ€™integrale pagamento di tutte le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi, nelle ipotesi di reati tributari non connotati da fraudolenza;
lâ€™art. 12 del citato D.Lgs. n. 158/2015 ha inserito nel D.Lgs. n. 74/2000 lâ€™art. 13-bis,
prevedendo una circostanza attenuante ad effetto speciale, consistente nellâ€™estinzione
Infine, con riferimento agli effetti in ambito penale dellâ€™istituto del ravvedimento operoso, Ã¨ stato ribadito che anche qualora sia astrattamente configurabile la citata causa di non punibilitÃ di cui allâ€™art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000, i militari incaricati delle verifiche e dei controlli dovranno procedere comunque alla trasmissione allâ€™AutoritÃ giudiziaria della comunicazione di notizia di reato, ponendo in chiara evidenza ogni utile dato o notizia concernente lâ€™eventuale condotta del contribuente rivolta a soddisfare gli interessi erariali.