Source: https://www.cnec.it/decreto-rilancio-primi-elementi-articolo-per-articolo/
Timestamp: 2020-07-05 01:27:44+00:00
Document Index: 38193879

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'artt 27', 'art. 27', 'art. 19', 'art. 48', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 65', 'art. 28', 'art. 120', 'art. 125', 'art. 18', 'art. 61', 'art. 13']

Decreto Rilancio: primi elementi articolo per articolo - CNEC
Decreto Rilancio: primi elementi articolo per articolo
Riepiloghiamo nel seguito, con riserva di tornare successivamente sulle misure di maggiore interesse, i principali contenuti di carattere sanitario, fiscale ed economico del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00052)” (GU n.128 del 19-5-2020, SO n. 21).
a cura della dr.ssa Laura Torella, consulente fiscale CNEC
Ad integrazione e completamento delle previsioni dell’art. 32 del D.L. n. 23/2020, le regioni, comprese quelle in piano di rientro, e le province autonome, sono autorizzate a riconoscere alle strutture private coinvolte nella gestione emergenziale nell’ambito dei piani straordinari allo scopo predisposti la remunerazione di una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi correlati all’allestimento dei reparti e alla gestione dell’emergenza.
Nella vigenza dell’accordo rinegoziato gli enti del SSN corrispondono agli erogatori privati, a titolo di acconto e salvo conguaglio a seguito di apposita rendicontazione, un corrispettivo, su base mensile, per le prestazioni straordinarie rese fino ad un massimo del 90% dei dodicesimi corrisposti o comunque dovuti per l’anno 2020.
Per rendere assistenza alle persone più vulnerabili e contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale deteriorato dall’emergenza viene incrementato di 20 milioni per l’anno 2020 il Fondo nazionale per il servizio civile.
La percezione delle indennità di servizio preclude l’accesso altre misure di sostegno introdotte a favore dei lavoratori autonomi.
In considerazione della crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica, viene previsto che tutti i soggetti passivi Irap con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni (imprese, enti non commerciali e lavoratori autonomi) siano esonerati dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.
L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare per il 2020; l’esclusione dall’obbligo di versamento opera dunque fino a concorrenza della prima rata calcolata con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.
L’esonero è escluso per le banche e gli altri enti e società finanziari nonché per le imprese di assicurazione, le Amministrazioni e gli enti pubblici.
Sempre al fine di sostenere i soggetti colpiti dalla crisi conseguente all’emergenza epidemiologica, viene prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa – compresi gli enti non commerciali e gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali – e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.
a) a chi risulta aver cessato l’attività al 31 marzo 2020;
b) agli enti pubblici;
c) agli intermediari finanziarie;
d) a coloro che sono destinatari di altre misure di sostegno (artt 27, 38 e 44 d.l. n. 18/2020 e, precisamente, indennità a professionisti e collaboratori iscritti alla gestione separata, lavoratori dello spettacolo e destinatari reddito di ultima istanza);
e) ai professionisti iscritti a casse private previdenziali.
Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019, a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi di quello dell’aprile 2019 (deve esservi stata quindi la riduzione di almeno un terzo). Il contributo spetta in ogni caso a chi ha iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 o ha domicilio fiscale o la sede operativa nei Comuni per i quali è stato dichiarato più rilevante lo stato di emergenza.
Il contributo a fondo perduto è determinato sulla base della differenza tra l’ammontare del fatturato/corrispettivi di aprile 2020 e quelli di aprile 2019 come segue:
a) 20% (della differenza aprile 2019/aprile 2020) per chi ha avuto ricavi/compensi fino a 400 mila euro nel 2019;
b) 15% per chi nel 2019 ha avuto ricavi da superiori a 400 mila euro e fino a un milione;
c) 10% per chi nel 2019 ha avuto ricavi superiori a un milione e fino a 5 milioni.
L’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere comunque inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’Irap. Il contributo è erogato su istanza del richiedente all’Agenzia delle Entrate, presentata esclusivamente in via telematica, anche tramite gli intermediari abilitati.
L’istanza dovrà essere presentata entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica nei termini che saranno indicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
Il contributo a fondo perduto sarà corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario.
Restano salvi gli ordinari controlli sulle richieste che in caso di dichiarazioni mendaci potranno comportare anche conseguenze penali.
Per favorire la capitalizzazione delle medie imprese – escluse quelle esercenti attività di intermediazione del credito – è riconosciuto un credito di imposta di ammontare pari al 20% dei conferimenti in denaro effettuati a fronte di aumenti di capitale deliberati e sottoscritti entro il 31 dicembre 2020 sino all’ammontare massimo di 2 milioni di euro.
Le condizioni sono che l’impresa abbia avuto ricavi almeno per 5 milioni nel 2019, abbia subito una contrazione del fatturato nei mesi di marzo e aprile 2020 di almeno il 33% (base marzo aprile 2019), non potesse essere già considerata in difficoltà al 31 dicembre 2019, sia in situazione di regolarità contributiva e fiscale (oltre che urbanistica, del lavoro, della prevenzione infortuni e della salvaguardia dell’ambiente), non abbia beneficiato in passato illegalmente di aiuto e non abbia amministratori né soci che hanno patito condanne per reati tributari.
Cassa Depositi e Prestiti spa CDP S.p.A. viene autorizzata a costituire un patrimonio destinato denominato “Patrimonio Rilancio” per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano a beneficio di società per azioni, anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa con fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro.
Sempre a sostegno dell’auspicata ripresa viene previsto il riconoscimento di un credito di imposta pari al 60% del canone mensile (marzo aprile e maggio 2020) di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito spetta agli esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019.
In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo, il credito d’imposta spetta nella misura del 30 per cento dei relativi canoni.
Condizione necessaria per fruire del credito d’imposta (tranne che per strutture alberghiere a cui spetta indipendentemente dal volume di affari del periodo d’imposta precedente) è che i soggetti locatari, se esercenti un’attività economica, abbiano subito una diminuzione del fatturato/corrispettivi di almeno il 50 per cento.
Il credito d’imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi e spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente dispone la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche diverse dagli usi domestici con riferimento alle voci “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite massimo di 600 milioni di euro.
Il termine di consegna dei beni strumentali nuovi sui quali si applica il super ammortamento previsto dall’articolo 1 del d.l. n. 34/2019 (convertito, con mod.ni, dalla L. 58/2019), è prorogato al 31 dicembre 2020.
Le Regioni, le Province autonome, anche attraverso azioni di coordinamento in sede di Conferenza delle Regioni, gli altri enti territoriali e le Camere di Commercio possono adottare misure di aiuto (sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento, per esempio), a valere sulle proprie risorse fino a un importo di 800.000 euro per impresa (importo ridotto a 120 mila euro per le imprese della pesca e a 100 mila euro per le imprese agricole).
In analogia a quanto è previsto all’articolo precedente, Regioni, Provincie autonome, enti territoriali e Camere di Commercio possono concedere garanzie a favore di imprese sia su prestiti per investimenti sia per il capitale di esercizio.
In analogia agli articoli precedenti, Regioni, Provincie autonome, enti territoriali e Camere di Commercio possono adottare misure di aiuto per consentire l’erogazione alle imprese di finanziamenti a tassi agevolati.
Anche questa volta in analogia agli articoli precedenti, Regioni, Provincie autonome, enti territoriali e Camere di Commercio possono concedere entro il 31.12.2020 aiuti a favore di progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19 e antivirali pertinenti. I beneficiari dovranno peraltro impegnarsi a concedere sui risultati ottenuti licenze non esclusive a condizioni di mercato non discriminatorie a terzi nel SEE.
Analogamente, Regioni, Provincie autonome, enti territoriali e Camere di Commercio possono concedere aiuti per la costruzione o il miglioramento delle infrastrutture di prova e upscaling necessarie per sviluppare, provare e ampliare di scala, sino alla prima applicazione industriale precedente alla produzione in serie, prodotti connessi al Covid-19.
Sempre in analogia alle previsioni precedenti, i medesimi enti sono autorizzati a concedere aiuti per la produzione di medicinali, vaccini, trattamenti, prodotti intermedi e principi attivi connessi al Covid-19.
Art. 61 - Disposizioni comuni (ndA: agli articoli precedenti)
Gli aiuti previsti agli artt. Da 54 a 60 non possono essere concessi alle imprese che erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 (cioè, per le PMI, se assoggettate a procedure concorsuali o con perdite superiori alla metà del capitale sociale o dei fondi propri e, per altre imprese, con rapporto debito/patrimonio netto superiore a 7,5), e sono comunque subordinati alla decisione di compatibilità della Commissione Europea.
Art. 66 - Modifiche all'articolo 16 (ndA: del D.L. 18/2020) in materia di dispositivi di protezione individuale
Le mascherine chirurgiche reperibili in commercio sono considerate dispositivi di protezione individuale per tutti i lavoratori e i volontari, sanitari e non, nonché per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
A riconoscimento dell’efficacia e della tempestività delle azioni del terzo settore per fronteggiare le conseguenze sociali e le necessità di assistenza conseguenti all’emergenza sanitaria in corso, il fondo destinato al sostegno delle corrispondenti attività di OdV, Aps e fondazioni del terzo settore è incrementato di 100 milioni per il 2020.
Art. 77 - Modifiche all'articolo 43 (ndA: del D.L. 18/2020) in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del terzo settore
I contributi per la sicurezza e il potenziamento dei servizi sanitari a carico del fondo speciale Inail di 50 milioni gestito da Invitalia sono estesi anche agli enti del terzo settore.
Art. 78 - Modifiche all'articolo 44 (ndA: D.L. 18/2020) recante istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19
Per consentire il riconoscimento della corrispondente indennità ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria anche i mesi di aprile e maggio 2020 la disponibilità del Fondo a ciò dedicato viene elevata da 300 e 1.150 milioni di euro. Confermata la necessità che i professionisti beneficiari non siano nel frattempo titolari di reddito di lavoro a tempo indeterminato o di pensione.
A sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica a causa dell’emergenza sanitaria, individuati secondo parametri oggettivi (assenza di altri rediti, numero componenti, presenza di componenti in condizione di disabilità, ecc.) viene introdotto un redito di emergenza che sarà erogato tramite l’Inps con un limite di spesa di 954,6 mln di euro per il 2020.
Prorogate anche per aprile le indennità già prevista per il mese di marzo 2020 dall’art. 27 del d.l. n. 18/2020.
Nei confronti dei liberi professionisti titolari di partita IVA attiva, iscritti alla gestione separata, l’erogazione (1000 euro contro i 600 di marzo) è condizionata alla comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 (vs stesso periodo 2019).
Per i collaboratori coordinati l’erogazione della medesima somma di 1.000 euro è subordinata alla cessazione del rapporto di collaborazione.
Nei confronti degli altri soggetti interessati dalla disposizione (iscritti gestioni speciali Ago, stagionali, lavoratori in somministrazione, in particolare) è confermata l’erogazione anche per aprile di 600 euro come per marzo 2020. Per i medesimi lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro fino al 17 marzo 2020 l’indennità è prorogata anche per il mese di maggio per l’importo di 1.000 euro.
NB: queste indennità sono incumulabili con il contributo forfettario di cui all’articolo 25.
Analogamente a quanto è previsto all’articolo precedente, è prevista l’erogazione di una indennità di 500 euro per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020 ai lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata superiore a 10 ore settimanali, a condizione che non siano conviventi con il datore di lavoro e siano privi di altri redditi o misure di sostegno.
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali a condizione che ciò sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.
Per favorire l’applicazione delle misure di contenimento e contrasto della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, l’Inail è autorizzata a promuovere interventi straordinari a favore delle imprese iscritte in Camera di Commercio (negli albi o registri di competenza) che successivamente al 17 marzo 2020 abbiano realizzato nei luoghi di lavoro interventi per la riduzione del rischio acquistando apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i costi di installazione, dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento, apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici, dispositivi per la sanificazione, sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi e DPI.
L’importo massimo dei contributi è:
– euro 15.000 per le imprese con un numero di dipendenti non superiore a 9;
– euro 50.000 per le imprese con un numero di dipendenti da 10 a 50;
– euro 100.000 per le imprese con più di 50 dipendenti.
I contributi sono incompatibili con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i medesimi costi ammissibili.
Per i mesi di aprile e maggio 2020, è riconosciuta dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 mln per il 2020, un’indennità di 600 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il CONI, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive dilettantistiche, già attivi al 23 febbraio 2020.
Quota parte del fondo per le politiche della famiglia (art. 19, co. 1, d.l. n. 223/2006) è destinata ai Comuni per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, per: a) il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati a bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020; b) realizzare progetti volti a contrastare la povertà educativa e integrare le opportunità culturali e educative dei minori.
Modificando la disciplina recata dall’art. 48 del d.l. n. 18/2020, viene previsto che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici, e delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, dei centri diurni e semiresidenziali per minori, per la salute mentale, per le dipendenze e per persone senza fissa dimora, le PA forniscano – anche su proposta degli enti gestori ed avvalendosi del personale disponibile, anche dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto – prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi.
Durante la sospensione le PA sono autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base delle risorse disponibili e delle prestazioni rese in altra forma.
Le prestazioni convertite sono retribuite ai gestori con quota parte dell’importo dovuto per l’erogazione del servizio secondo le modalità precedentemente attuate e subordinatamente alla verifica dell’effettivo svolgimento dei servizi. E’ corrisposta inoltre un’ulteriore quota per il mantenimento delle strutture attualmente interdette di modo che i gestori possano renderle immediatamente disponibili al momento della ripresa dell’attività.
La norma in rassegna eleva al 110% la misura della detrazione per gli interventi su immobili e impianti legati all’Ecobonus e al Sismabonus effettuati da:
b) persone fisiche, non nell’ambito di attività di impresa, arti e professioni;
c) Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati e società di “house providing”;
d) cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi su immobili assegnati in godimento ai soci.
Non beneficiano in ogni caso dell’agevolazione invece gli interventi effettuati da persone fisiche su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.
La citata misura straordinaria, elevata appunto al 110%, della detrazione (cfr.: art. 14 d.l. n. 63/2013) compete per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, ed è ripartita in cinque quote annuali di pari importo.
Gli interventi agevolati sono i seguenti:
a) isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo; per questi interventi la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
b) sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici, ovvero impianti di microcogenerazione; per queste spese la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio, comprese quelle per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito; la stessa agevolazione nei limiti di una spesa pari a 30 mila euro compete anche per gli interventi realizzati su edifici unifamiliari costituenti abitazione principale del contribuente;
c) tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente (art. 14 del citato d.l. n. 63/2013) se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi in precedenza elencati (nei limiti di spesa previsti dalla specifica legislazione vigente).
Gli interventi citati devono in ogni caso assicurare, complessivamente, il miglioramento di almeno due classi energetiche, ovvero il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante attestato di prestazione energetica rilasciato in forma asseverata da tecnico abilitato.
Viene contestualmente elevata al 110% anche la misura delle detrazione per le spese sostenute tra il 1° luglio 20202 ed il 31.12.2021 per gli interventi anti sismici disciplinati dai commi da 1-bis a 1-septies dell’art. 16 del d.l. n. 63/2013. In caso di cessione del credito derivante da tali interventi ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza per il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista dall’art. 15, co. 1, lett. f-bis), del Tuir spetta nella misura del 90% (eccezion fatta per gli edifici ubicati in zona sismica 4).
Elevata nella stessa misura (110%) e per lo stesso periodo la detrazione per l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici. La stessa detrazione compete anche per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
Per tutte le ipotesi riepilogate, ai fini dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura il contribuente deve richiedere il rilascio del visto di conformità attestante la sussistenza dei presupposti della detrazione, previa asseverazione tecnica del rispetto dei requisiti di legge e di congruità delle spese (anche le spese di rilascio del visto e di attestazione e certificazione di conformità sono considerate spese agevolabili).
Per le spese sostenute per riaprire in sicurezza le attività di impresa economiche in conformità ai protocolli vigenti, ivi comprese quelle sostenute da associazioni fondazioni e dagli altri enti del terzo settore, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% fino ad un massimale di spesa di 80 mila euro. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese ed è utilizzabile nel 2021 esclusivamente in compensazione.
Possono formare oggetto di sconto in fattura da parte del fornitore o di cessione, in luogo dell’esercizio della detrazione nel periodo previsto, i crediti derivanti da interventi per:
a) il recupero del patrimonio edilizio;
b) il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;
c) l’adozione di misure antisismiche;
d) il recupero/restauro della facciata degli edifici, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna;
e) l’installazione di impianti fotovoltaici;
f) l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare.
A decorrere dal 19 maggio 2020 e sino al 31.12.2021 i crediti per:
a) botteghe e negozi (art. 65 d.l. 18/2020);
b) canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (art. 28 del d.l. in rassegna);
c) credito d’imposta per adeguamento ambienti di lavoro (art. 120 del d.l. in rassegna);
d) credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di DPI (art. 125 d.l. in rassegna);
In luogo dell’utilizzo diretto possono formare oggetti di cessione, anche parziale, a terzi, ivi compresi istituti di credito e intermediari finanziari.
Vengono abrogate e soppresse le misure normative previgenti che prevedevano automatiche variazioni in aumento delle aliquote Iva e delle accise su taluni carburanti.
La norma in rassegna prevede che siano esenti da Iva (tecnicamente mediante riconoscimento dell’aliquota “zero” per non compromettere la detrazione a monte dell’Iva) sino al 31.12.2020 le cessioni di mascherine a dei dispositivi medici e di protezione individuale.
Dal 1° gennaio 2021 è previsto che alle medesime cessioni si applichi l’aliquota del 5%.
Viene riconosciuto un credito di imposta del 60% per le spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di DPI e altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
Il credito spetta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, nei limiti di 60.000 euro per ciascun beneficiario (con plafond complessivo di 200 milioni per il 2020).
Il credito può essere utilizzato in compensazione o ceduto e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.
Il versamento delle ritenute dell’Iva e dei contributi dovuti per i mesi di aprile e maggio 2020, sospesi ai sensi dell’art. 18 del d.l. 23/2020, dovrà essere effettuato entro il 16 settembre 2020 (anziché al 30 giugno 2020), in unica soluzione o mediante rateizzazione in quattro rate (la prima da versarsi il 16 settembre).
Lo stesso differimento viene previsto per il versamento delle ritenute d’acconto sospese nei confronti dei soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro. Dovranno però essere questi ultimi (i percipienti che non sono stati assoggettati a ritenuta), e non i sostituti di imposta che non hanno operato le corrispondenti ritenute, ad effettuare direttamente in autoliquidazione il citato versamento. Analogamente differito al 16 settembre 2020 anche il termine di ripresa degli adempimenti sospesi e della riscossione.
Art. 127 - Proroga dei termini di ripresa della riscossione per i soggetti di cui agli artt. 61 e 62 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (legge 24 aprile 2020, n. 27)
Analogamente a quanto è previsto all’articolo precedente, riallineando così le diverse posizioni soggettive rispetto ai provvedimenti di emergenza, è fissato al 16 settembre p.v., anche in questo caso con facoltà di rateizzazione, il termine di ripresa dei versamenti per i soggetti operanti nei settori più duramente colpiti dalla crisi sospesi ai sensi dell’art. 61, commi 4 e 5, e 62 del d.l. 18/2020.
Art. 128 - Salvaguardia del credito di cui all'art. 13, comma 1-bis, del Tuir, ovvero del trattamento integrativo di cui all'articolo 1 della legge 2 aprile 2020, n. 21
Allo scopo di salvaguardare il c.d. “bonus Renzi” (“80 euro”) e l’analogo trattamento integrativo di 100 euro viene previsto che il datore di lavoro assuma e computi ai fini del relativo riconoscimento la retribuzione contrattuale e non quella effettivamente percepita/erogata nella fase Covid con corresponsione a partire dalla prima retribuzione utile e comunque entro il termine del conguaglio fiscale.
Viene introdotto un regime incentivante a sostegno e promozione degli investimenti, sia in capitale di rischio che di debito, in società non quotate, potenziando la vocazione dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) a convogliare risparmio privato verso le imprese.
Viene riproposta la facoltà di rivalutare partecipazioni non negoziate – qualificate e non qualificate – e terreni – edificabili e agricoli – posseduti al 1° luglio 2020 (cfr.: artt. 5 e 7 L. 28 dicembre 2001, n. 448 e succ. mod.ni) a seguito di apposita perizia e il versamento di una imposta sostitutiva nella misura dell’11% dell’incremento di valore.
Vengono introdotte misure organizzative del funzionamento di Agenzia delle Entrate e Agenzia della Riscossione allo scopo di ulteriormente promuovere tax compliance e adempimento spontaneo agli obblighi tributari da parte dei contribuenti.
Fermi tutti gli oneri in materia emissione di ricevute e scontri e comunicazione telematica dei corrispettivi, viene prorogato al 1° gennaio 2021 il termine entro il quale non sono applicate sanzioni agli operatori economici che non sono in grado di dotarsi (entro il 1° luglio p.v.) di registratori di cassa telematici o di utilizzare l’equivalente procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle entrate.
Analoga proroga viene introdotta per l’adeguamento dei registratori telematici ai fini della trasmissione giornaliera dei corrispettivi al Sistema Tessera Sanitaria.
Differito anche in questo caso al 1° gennaio 2021 il termine di avvio della c.d. “Lotteria degli scontrini”.
Rinviato al 1° gennaio 2021 anche il termine di avvio della procedura sperimentale che prevede che prevede la predisposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate delle bozze dei registri Iva e delle comunicazioni Iva periodiche sulla base dei dati acquisiti telematicamente.
Differito anche questa volta al 1° gennaio 2021 il termine per l’avvio della procedura telematica di integrazione dell’imposta di bollo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Saranno considerati tempestivi se eseguiti entro il 16 settembre 2020 i versamenti delle somme scaturenti da avvisi conseguenti al controllo delle dichiarazioni la cui scadenza era prevista tra l’8 marzo e il 18 maggio 2020.
Per tutto il 2020 i rimborsi fiscali non saranno soggetti a compensazione obbligatoria con partite debitorie a ruolo e saranno dunque erogati per l’intero importo spettante anche nel caso di contro crediti dell’Amministrazione.
Per tutto il 2020 è elevato da 700 mila euro a un milione di euro il limite crediti compensabili mediante F24 o rimborsabili in conto fiscale.
Per i periodi di imposta 2020 e 2021 gli ISA terranno conto della situazione di crisi conseguente all’emergenza sanitaria. Ne è poi previsto a regime, il rinvio del termine annuale di approvazione che passa da 31 marzo al 30 aprile dell’anno successivo a quello di applicazione.
Prorogati al 16 settembre 2020 (sempre in unica soluzione o mediante rateizzazione in quattro rate) anche i termini di versamento scaduti tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020 delle somme dovute a seguito di:
a) accertamenti con adesione;
d) atti di liquidazione a seguito di attribuzione della rendita;
e) atti di liquidazione per omessa registrazione di contratti di locazione e contratti diversi;
f) atti di recupero di crediti indebitamente utilizzati;
g) avvisi di liquidazione emessi in presenza di omesso, carente o tardivo versamento dell’imposta di registro.
Prorogato al 16 settembre anche il termine per la notifica del ricorso innanzi alle Commissioni tributarie di primo grado per tuti gli atti definibili.
Vengono sospesi sino al 31 agosto 2020 gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi promossi dall’Agente della Riscossione su somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità sostitutive della pensione, o di assegni di quiescenza.
Le somme che avrebbero dovuto essere accantonate in questo periodo sono rese fruibili al debitore esecutato, anche se è già intervenuta ordinanza di assegnazione.
La sospensione delle attività di riscossione è prorogata dal 31 maggio al 31 agosto 2020.
La decadenza dai piani di dilazione in corso all’8 marzo e con riferimento alle dilazioni accordate sino al 31 agosto 2020 si determinerà con il mancato pagamento di dieci, anziché 5, rate.
Le rate relative a rottamazioni e c.d. “saldo e stralcio” scadute tra il 28 febbraio e il 31 marzo potranno essere eseguite con i medesimi effetti solutori entro il 10 dicembre 2020.
Per sovvenire alle esigenze di liquidità degli enti del terzo settore che svolgono attività di rilevante interesse sociale viene anticipata al 2020 l’erogazione del contributo del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2019. L’Agenzia delle Entrate provvederà alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale degli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio entro il 31 luglio 2020 e le amministrazioni competenti (Ministero del lavoro e delle politiche, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Ministero della salute, Ministero dell’interno, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) procederanno alla erogazione del contributo entro il successivo 31 ottobre.
In deroga agli ordinari termini decadenziali viene previsto il differimento sino a fine 2021 degli atti di accertamento, contestazione, irrogazione sanzioni, recupero di crediti, liquidazione e rettifica in scadenza tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020.
A fini di semplificazione è previsto che i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente o assimilati possono ricorrere al 730 anche in presenza di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio.
Per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito nella misura massima di 500 euro in favore dei nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché da agriturismo e bed & breakfast.
La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.
Le spese devono essere sostenute in unica soluzione, il corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale equivalente con indicazione del codice fiscale del soggetto beneficiario e il pagamento deve essere diretto (cioè senza l’ausilio o l’intermediazione di portali diversi da agenzie di viaggio e tour operator).
Il credito è eventualmente fruibile nella parziale misura dell’80%, d’intesa con il fornitore, anche sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il residuo 20% per cento in forma di detrazione di imposta in dichiarazione. Lo sconto, in tale caso, è rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà di cessione a terzi.
La norma prevede l’esonero dal pagamento della prima rata IMU sugli alberghi, gli immobili adibiti a stabilimenti balneari e gli immobili degli stabilimenti termali, nonché sugli immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività.
Vengo alimentati e istituiti fondi di emergenza per il sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, nonché per il settore culturale. Risorse e procedure di erogazione sono demandate ai Ministeri competenti.
Presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, viene istituito – con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020 (che potrà essere incrementata anche da privati) – un fondo per la promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale. Anche in questo caso modalità di acceso e fruizione delle risorse sono demandate ad apposito decreto ministeriale.
Limitatamente al 2020, il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari è concesso, ai soggetti contemplati, nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati.
Sempre limitatamente al 2020, per il commercio di quotidiani e periodici e dei relativi supporti integrativi, l’Iva può applicarsi forfettariamente sul 5% delle copie spedite (tranne che per quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi).
Per il 2020 a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte all’apposito Registro è riconosciuto un credito d’imposta pari all’8% della spesa sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisto della carta.
A sostegno delle persone fisiche (non titolari di altri rediti) gestori di è riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro per l’anno 2020.
Per il 2020 è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e periodici, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, un credito d’imposta pari al 30% della spesa effettivamente sostenuta nel 2019 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, e per information technology di gestione della connettività.
Prevista, a favore dei soggetti che gestiscono in via continuativa i servizi educativi e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, l’erogazione di un contributo complessivo di 65 milioni di euro nell’anno 2020, a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate, da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19.
La ripartizione del contributo agli Uffici scolastici regionali è demandata ad apposito decreto ai fini della successiva assegnazione alle scuole in proporzione al numero di bambini iscritti nell’anno scolastico 2019/2020.
Alle scuole primarie e secondarie paritarie è erogato con le medesime modalità un contributo complessivo di 70 milioni di euro nell’anno 2020, anche in questo caso a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette da parte dei fruitori fino ai 16 anni di età.
Con l’obiettivo di garantire semplificazione, accelerazione dei procedimenti amministrativi e la rimozione di ostacoli burocratici, dal 19 maggio e fino al 31 dicembre 2020, in particolare:
a) nei procedimenti avviati su istanza di parte, aventi ad oggetto l’erogazione di benefici economici comunque denominati, indennità, prestazioni previdenziali e assistenziali, erogazioni, contributi, sovvenzioni, finanziamenti, prestiti, agevolazioni e sospensioni, da parte di pubbliche amministrazioni, in relazione all’emergenza COVID-19, le autocertificazioni sostituiscono ogni tipo di documentazione comprovante requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti;
b) i provvedimenti amministrativi richiesti dovranno essere rilasciati entro 30 gg e quelli illegittimi potranno essere annullati d’ufficio in autotutela.
Viene prevista la concessione di un contributo in favore degli Enti operanti nel Terzo Settore nelle Regioni del Mezzogiorno, allo scopo di fronteggiare gli effetti dell’emergenza Covid-19. Lo stanziamento complessivo per la misura, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, è pari ad euro 120 milioni per l’anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa.
La norma individua quale soggetto attuatore della misura l’Agenzia per la Coesione territoriale. L’Agenzia provvederà ad indire uno o più avvisi pubblici finalizzati all’assegnazione di un contributo a fondo perduto agli Enti del Terzo settore operanti nelle aree di attività di interesse generale, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.