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Timestamp: 2018-04-19 10:48:10+00:00
Document Index: 144434362

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'arte 1', 'arte 3', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 7']

PROGETTO ESECUTIVO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE - PDF
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1 LOCALITA : ORBASSANO (TO) INDIRIZZO: Via Fratelli Rosselli 37 DESTINAZIONE D USO: Centro diurno per disabili PROGETTO ESECUTIVO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI RELAZIONE Data: marzo 2012 Il tecnico: dott. ing. Luigi COTTINO Iscr. Albo Ing. di Torino n. 9712H Rev. 2
2 RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI Nella relazione del presente progetto così come nella realizzazione degli impianti, sono state, e dovranno essere tenute come riferimento nell esecuzione dell impianto, le disposizioni di legge e le norme tecniche del CEI. Si richiamano di seguito le principali norme o leggi che regolamentano la realizzazione di apparecchiature ed impianti elettrici. RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI Norme generali Legge marzo 1968 Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazione ed impianti elettrici ed elettronici; Legge ottobre 1977 Attuazione della direttiva del consiglio delle Comunità Europee (n. 73/23/CEE) relativa alle garanzie che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione; D.P.R. 547 del 27/04/1955 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro D.P.R. 462/01 CEI 0-14 D.M n.37 Regolamento concernente l attivazione dell art. 11 quaterdecies, comma 13, lettera a), della Legge n. 248 del , recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici; CEI 64-8 V3 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua; CEI EN 60617/ (CEI 3/ ) (Anno 1997/1998- Fascicoli II Edizione) Segni grafici per schemi. Parte CEI (Anno 1997 Fascicolo 3407R II Edizione) Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica Linee in cavo. CEI EN /2/3/4 Protezione delle strutture contro i fulmini D. Lgs n.81 Attuazione dell art. 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e ss.mm.ii. Norme specifiche per quadri elettrici
3 UNI EN ISO 9001 (ed. 2000) Sistemi di qualità Modello per l assicurazione della qualità nella progettazione, sviluppo, fabbricazione, installazione ed assistenza; CEI 8-6 (Anno 1998 Fascicolo 3859 I edizione) Tensioni nominali dei sistemi elettrici di distribuzione pubblica a bassa tensione; CEI EN (17-13/1) (Anno 2000 Fascicolo 5862 IV edizione) Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 1: Apparecchiature di serie soggette a prove tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS). CEI EN /A2 (17-13/3; V1) (Anno 2001 Fascicolo 6230) Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso. Quadri di distribuzione (ASD) CEI EN (70-1) (Anno 1997 Fascicolo 3227 II Edizione) Gradi di protezione degli involucri (codice IP); CEI EN 60529/A1 (70-1;V1) (Anno 2000 Fascicolo 5682) Gradi di protezione degli involucri (codice IP); CEI EN (23-3/1) (Anno 2004 Fascicolo 7276 I edizione) Interruttori automatici per la protezione dalle sovracorrenti per impianti domestici e similari. Parte 1: interruttori automatici per funzionamento in corrente alternata; CEI EN (17-5) (Anno 2004 Fascicolo 7490 VII edizione) Apparecchiature a bassa tensione. Parte 2: interruttori automatici. CEI EN (23-44) (Anno Fascicolo II edizione) Interruttori differenziali con sganciatoci di sovracorrente incorporati per installazioni domestiche e similari. Parte 1:prescrizioni generali; CEI (Anno Fascicolo I edizione) Guida all'applicazione delle norme dei quadri di bassa tensione; CEI 64-4 (Anno Fascicolo V edizione); Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua; CEI 64-8;V1 (Anno Fascicolo 7495); Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua; CEI (Anno Fascicolo II edizione) Prescrizioni per la realizzazione, le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione per installazioni fisse per uso domestico e similare;
4 Norme specifiche per cavidotti CEI EN (23-39) (Anno Fascicolo 3480R - I edizione): Sistema di tubi ed accessori per installazioni elettriche. Parte 1: Prescrizioni generali; Norme specifiche per cavi elettrici CEI (Anno Fascicolo IV edizione): Cavi con isolamento estruso in gomma per tensioni nominali da 1 a 30kV CEI 20-13;V1 (Anno Fascicolo 5914); CEI 20-13;V2 (Anno Fascicolo 6199); CEI 20-13;V3 (Anno Fascicolo 7399); Norme specifiche per apparecchi di illuminazione CEI EN (CEI 110/2) (Anno Fascicolo V Edizione); Limiti e metodi di misura delle caratteristiche di radiodisturbi degli apparecchi di illuminazione elettrici e degli apparecchi analoghi; CEI EN 55015/A1 (CEI 110/2;V1) (Anno Fascicolo 6575); CEI EN 55015/A2 (CEI 110/2;V2) (Anno Fascicolo 6841); CEI EN (CEI 34/21) (Anno Fascicolo VI edizione); Apparecchi di illuminazione. Parte 1 prescrizioni generali e prove. CEI EN (CEI 34/21) (Anno Fascicolo VII edizione); Apparecchi di illuminazione. Parte 1 prescrizioni generali e prove. CEI EN (CEI 34/30) (Anno Fascicolo III edizione); Apparecchi di illuminazione. Parte 2 prescrizioni particolari proiettori. CEI EN (CEI 34/75) (Anno Fascicolo I edizione); Apparecchi per illuminazione generale. Prescrizioni di immunità EMC; CEI EN 61547/A1 (CEI 34/75;V1) (Anno Fascicolo 6096); CEI EN (CEI 110/31) (Anno Fascicolo II edizione); Compatibilità elettromagnetica (EMC). Parte 3-2: Limiti per le emissioni di corrente armonica (apparecchiature con corrente di ingresso <= 16 per fase).
5 OGGETTO DELLA RELAZIONE TECNICA DI PROGETTO La presente relazione tecnica di progetto si riferisce al rifacimento, in conformità al D.M. 37/08, alle norme CEI degli impianti elettrici in Bassa Tensione, relativi all impianto elettrico in locali per il ritrovo diurno per disabili. In particolare questa revisione è dovuta all emissione della versione 3 della norma UNI CEI La presente relazione è riferita unicamente al progetto dell impianto elettrico per i locali identificati in oggetto. Il presente progetto degli impianti elettrici si estende dal quadro di servizio ai locali fino alle singole macchine ed ai singoli utilizzatori fissi. Sono altresì esclusi dal progetto gli utilizzatori mobili. Alla presente relazione tecnica sono allegati i seguenti documenti di progetto: Tavole quadri elettrici Planimetrie con distribuzione elettrica Calcolo delle correnti di corto circuito Calcolo illuminotecnico Relazione per la protezione contro i fulmini DATI PROGETTUALI Dati di progetto relativi all edificio DESTINAZIONE D USO I locali oggetto della presente relazione sono adibiti a struttura ricreativa diurna per il sostegno ai disabili. L edificio risulta essere indipendente e su due livelli (piano interrato e piano terra). Al piano terra vengono identificati i locali adibiti a cucina, sala comune, bagni, locale con vasca in vetroresina per il bagno, cucina, laboratorio, centrale termica e uffici. Al piano interrato è presente un locale unico con superficie in pianta equivalente al piano terra. Il piano interrato risulta avere destinazione d uso a locali di sgombero e scantinato. AMBIENTI CON RISCHI SPECIFICI I locali a rischio specifico sono il locale caldaia, i bagni e il locale dove è posta la vasca da bagno.
6 In particolare secondo la norma 64-8, parte 7 Ambienti ed applicazioni particolari, i locali contenenti bagni e docce sono suddivisi come segue: - Zona 0: volume interno alla vasca da bagno o doccia; - Zona 1: delimitata dalla superficie verticale circoscritta alla vasca o al piatto doccia, fino ad una altezza di 2,25 m; - Zona 2: compresa tra la superficie verticale della zona 1 e la superficie parallela situata 0,60 m dalla prima, e a 2,25 m d altezza. - Zona 3: compresa tra la superficie verticale della zona 2 e la superficie parallela situata a 2,40 m dalla prima, e a 2,25 m d altezza. Nelle zone identificate i componenti elettrici devono avere almeno i seguenti gradi di protezione: - nella Zona 0: IPX7; - nella Zona 1: IPX4; - nella Zona 2: IPX4; Nei bagni pubblici o destinati a comunità, quando sia prevista per la pulizia l uso di getti d acqua, i componenti elettrici devono avere almeno il grado di protezioneipx5. Nel locale caldaia è installata una caldaia di potenza pari a 89kW alimentata a metano e l impianto elettrico deve avere protezione almeno IP4X. Saranno previsti inoltre dei cavi a sezione sovradimensionata per evitare il riscaldamento degli stessi. Dovrà essere inoltre installato un dispositivo di rilevazione che vada a controllare un elettrovalvola per l interruzione automatica del flusso di combustibile posta esternamente al locale e con riarmo manuale. Sarà inoltre installato un interruttore differenziale all esterno del locale con vetro di protezione che in caso di pericolo potrà essere azionato togliendo l alimentazione alla caldaia. Dati relativi alle influenze esterne TEMPERATURA AMBIENTE Min/Max all interno dell edificio +5 C / +30 C
7 Min/Max all aperto -15 C / +40 C VENTILAZIONE DEI LOCALI Naturale da aperture poste lungo il perimetro. CONDIZIONI AMBIENTALI SPECIALI - presenza di sostanze che producono corrosione: NO - presenza di muffe: NO - presenza di insetti: NO - presenza di vibrazioni: NO - presenza di sollecitazioni meccaniche: NO - presenza di correnti continue vaganti: NO Dati di progetto relativi all impianto elettrico TIPO DI INTERVENTO Rifacimento totale. I locali in oggetto sono inseriti in un edificio già esistente e la potenza attuale richiesta al distributore è di 6kW trifase. DATI DELL ALIMENTAZIONE ELETTRICA Punto di consegna Fornitura ENEL in BT Tensione nominale 230/400V Frequenza nominale 50Hz Massima caduta di tensione ammissibile 4% Fornitura 6 kw trifase Sistema TT Corrente di cortocircuito nel punto di consegna 10kA POSA DEI CONDUTTORI Secondo CEI 64-8/5 tabella 52.C, in particolare si utilizzeranno solamente cavi a norma CEI (non propaganti l incendio): Classificazione degli ambienti e vincoli da rispettare
8 La classificazione dei luoghi del complesso è stata definita su indicazione fornite dalla Committenza. Descrizione sintetica dell impianto L edificio oggetto del presente progetto è composto di due piani, un piano terra e un piano interrato. Si è quindi scelto di sezionare l impianto ponendo un quadro generale nell ufficio del personale da cui partono due linee che vanno a servire un quadro secondario al piano terra e un quadro secondario al piano interrato. Dai quadri secondari partono le linee che vanno alle cassette di connessione poste all interno delle stanze (come posizionate sulla planimetria). La linea che parte dal quadro e va verso le cassette di connessione non è stata indicata sulla planimetria per non appesantire la lettura, tuttavia sullo schema unifilare è stata indicata la sezione del cavo che parte dall interruttore di protezione posto sul quadro e arriva alla cassetta di connessione. La tubazione utilizzata per la distribuzione dal quadro alle cassette di connessione è un tubo in PVC corrugato sottotraccia con D=32mm. Sulla planimetria sono inoltre riportati i percorsi delle linee elettriche con l indicazione della sezione dei cavi utilizzati e diametro della tubazione. Anche nel caso della distribuzione secondaria (dalla cassette di derivazione alle utenze finali) le tubazioni utilizzate sono tubi PVC corrugati con diametri pari a D=20mm e 25mm. Quadri elettrici I quadri elettrici saranno posizionati come da planimetria e realizzati come da schema unifilare. Le sezioni dei cavi relativi sono riportate anch esse sullo schema. Il contatore dell ente distributore si trova al piano terra posto esternamente all edificio. I quadri elettrici dovranno essere realizzati secondo le prescrizioni della norma CEI e CEI L accesso alle parti interne dovrà tener conto della sicurezza delle persone e della possibilità di venire accidentalmente a contatto con parti sotto tensione. Cavi
9 I cavi impegnati dovranno essere contrassegnati dal Marchio Italiano di Qualità e dovranno rispettare i colori distintivi dei conduttori secondo le tabelle CEI-UNEL. In particolare: - il bicolore giallo/verde per i conduttori di protezione ed equipotenziali; - il colore blu chiaro per il conduttore di neutro; - i colori nero, marrone o grigio per il conduttore di fase. Nelle cassette di derivazione e nei quadri i conduttori dovranno essere marchiati ed identificati da terminali in materiale plastico colorato e da fascette numerate per contraddistinguere i vari circuiti e la funzione di ogni conduttore. Le sezioni dei cavi sono indicate nel disegno quadro e nelle planimetrie. In particolare: - occorrerà rispettare sempre la nota relazione I b < I n < I z ; - la sezione dei cavi non potrà essere inferiore a 1.5mm 2 ; - i cavi utilizzati saranno N0V7-K. Canalizzazioni, tubazioni per posa incassata e interrotta I tubi protettivi in materiale isolante, flessibili o rigidi, saranno del tipo pesante per posa a vista o sotto pavimento e del tipo leggero per posa sotto traccia a parete, a soffitto o in controsoffittatura. Il diametro interno dei tubi deve essere almeno 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto dal fascio di cavi. Canali utilizzati per circuiti a tensione diversa devono essere muniti di setti separatori. La sezione occupata dai cavi di energia nei canali non deve superare il 50% della sezione utile del canale stesso. Elenco e caratteristiche del centro di carico I centri di carico sono costituiti da macchine elettriche di limitata potenza (macchina per il caffè, lavastoviglie, frigoriferi), illuminazione e piccoli carichi alimentati da prese. Cassette di connessione I coperchi delle cassette devono essere saldamente fissati con viti. Le cassette di connessione e rompitratta dovranno essere di materiale isolante autoestinguente e di dimensioni tali da alloggiare comodamente tutti i conduttori ed i morsetti necessari. Dovranno permettere una rapida e sicura
10 identificazione di tutti i conduttori per successivi interventi di manutenzione, mantenere il grado di protezione richiesto nei vari ambienti. E buona norma che i cavi e le giunzioni posti all interno delle cassette non occupino più del 50% del volume interno della cassetta stessa. Le connessioni vanno eseguite con appositi morsetti. Le connessioni sono vietate entro i tubi. Le giunzioni sono vietate all interno delle scatole (portafrutto). CONTATTI DIRETTI La protezione contro i contatti diretti è ottenuta mediante isolamento delle parti attive e mediante involucri aventi grado di protezione non inferiore a IPXXB e a IPXXD se superfici superiori orizzontali di parti a portata di mano. Gli involucri saranno apribili solo con l uso di chiave o di attrezzo. Si consiglia un accurata manutenzione periodica al fine di evitare la presenza di scatole aperte o cavi scoperti. PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI Il sistema è di tipo TT, con consegna dell energia in bassa tensione e impianto di terra unico per tutte le masse dell impianto. Per un tale impianto la protezione contro i contatti indiretti è garantita dal rispetto della relazione: R A I a 50 dove: R A è la somma delle resistenze del dispersore e dei conduttori di protezione espresso in ohm; I A è la corrente che provoca il funzionamento automatico del dispositivo di protezione espresso in ampere. E necessario fare una misurazione della resistenza di terra per verificare la relazione sopra riportata. Nel caso in cui la relazione non fosse verificata sarà necessario un rifacimento dell impianto di terra. Nell impianto in progetto si predispone l adozione di interruttori ad intervento differenziale con corrente nominale di 0,03A ad intervento istantaneo. Si consiglia di verificare periodicamente il valore della resistenza di terra secondo quanto riportato dalla normativa vigente. Al termine dei lavori si provvederà ad effettuare la denuncia dell impianto di terra.
11 VERIFICA DELLA PROTEZIONE CONTRO I SOVRACCARICHI Tutte le linee dell impianto in progetto sono protette contro i sovraccarichi in quanto la loro portata è superiore alla corrente nominale del dispositivo di protezione, come risulta dagli schemi di progetto. E di importanza fondamentale che, per ogni circuito, non vengano mai impiegate sezioni inferiori a quelle indicate in progetto in quanto calcolate per garantire la protezione. VERIFICA DELLA PROTEZIONE CONTRO I CORTO CIRCUITI Nel caso di punti di consegna in bassa tensione con potenza impegnata di 6kW trifase (o superiore fino a 20kW) il riferimento per il potere di corto circuito degli interruttori è di 10kA come riportato dall ente fornitore. Per quanto riguarda la condizione I t K S si ritiene valido l art della norma CEI 64-8, poiché tutti i dispositivi sono installati all inizio delle linee e proteggono anche contro i sovraccarichi. La corrente di corto circuito calcolata sul quadro distribuzione risulta inferiore al valore del potere di interruzione dei componenti installati. I calcoli sono riportati nella relazione allegata al presente documento denominata Calcolo delle correnti di corto circuito e delle cadute di tensione IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE INTERNO Il sistema di illuminazione è previsto con lampade fluorescenti. All interno dei locali si prevede un illuminazione artificiale così come definito dalla norma UNI EN , ovvero 300lux per tutti gli ambienti esclusi i bagni, l ingresso, il ripostiglio e il locale cambio dove sono previsti 200lux. Nell allegato Calcolo Illuminotecnici è possibile vedere la verifica di valori sopra riportati. ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA L illuminazione sarà integrata con l illuminazione di emergenza che avrà composizione indicativamente riportata sulla planimetria. Sulle porte utilizzate come uscita di sicurezza sarà posizionata una plafoniera autoalimentata di almeno 11W dotata di cartello verde indicante l uscita di sicurezza. Tale cartello potrà essere
12 applicato direttamente sulla plafoniera o sulla parete in modo da risultare direttamente illuminato dalla plafoniera stessa. L'illuminazione di emergenza avrà pertanto la consistenza riportata sulla planimetria allegata e sarà composta tubi fluorescenti dotati di auto alimentazione con durata della scarica di almeno 1 ora. Si ricorda che tali lampade dovranno essere scaricate con frequenza semestrale e sostituite qualora la durata fosse inferiore al tempo richiesto. Si dovrà inoltre rispettare: - 5 lux sui percorsi di esodo e sulle uscite; - durata non inferiore a 60 minuti; - ricarica completa in 12 ore. MANUTENZIONE E CONTROLLI PERIODICI Tutti i componenti installati devono essere sottoposti agli interventi di manutenzione e ai controlli periodici nei tempi e modi previsti dai vari costruttori. Con frequenza mensile è necessario provocare l intervento degli interruttori differenziali agendo sull apposito tasto di prova. Con frequenza almeno semestrale è necessario verificare il corretto funzionamento degli apparecchi per l illuminazione di emergenza e dei dispositivi di emergenza per interruzione della tensione. Effettuare ogni sei mesi la pulizia di tutti i corpi illuminanti. Controllare lo stato delle prese. Eseguire test periodici di autonomia dell impianto di illuminazione d emergenza almeno mensili.