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Timestamp: 2020-08-13 21:18:42+00:00
Document Index: 13997943

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 360', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 19871 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19871 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 05/10/2016, (ud. 12/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19871
sul ricorso 9388-2010 proposto da:
avverso la sentenza n. 27/2009 della COMM.TRIB.REG. di ANCONA,
1. Con sentenza del 19 dicembre 2008, depositata in data 13 febbraio 2009, la Commissione tributaria regionale delle Marche accoglieva parzialmente l’appello proposto dalla Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 262/05/2005 con la quale la Commissione tributaria provinciale di Ascoli Piceno aveva accolto il ricorso proposto da B.P. contro l’avviso di accertamento IRPEF (OMISSIS). La Commissione tributaria regionale, rilevato che si trattava di ripresa fiscale necessariamente derivata dall’avviso di accertamento D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 32, comma 1, – nei confronti della D.M.S. e B.P. sdf ed avendo la contribuente fornito prove solo parziali circa la riferibilità della movimentazione bancaria a ricavi contabilizzati ovvero a flussi finanziari non rilevanti ai fini impositivi; che perciò del residuo (Euro 26.533,49) dovesse applicarsi la presunzione legale prevista da detta disposizione legislativa, al contribuente e appellato andasse quindi imputato il pro quota del 50% (Euro 13.266,74).
2. Anzitutto va rilevato che per nessuno dei tre motivi dedotti il ricorrente ha precisato a quale previsione dell’art. 360 c.p.c., comma 1 faccia riferimento, sicchè le censure sono in radice prive della necessaria “specificità”.
In secondo luogo, essendo pacifica l’applicabilità ratione temporis dell’art. 366 bis c.p.c. abrogato, nessuno dei tre motivi si conclude con la formulazione del quesito di diritto ovvero del c.d. “momento di sintesi”.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese all’Agenzia delle entrate che liquida in Euro 2.000 oltre spese prenotate a debito.