Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=15766:ven1213_16&amp;catid=27&amp;Itemid=137
Timestamp: 2019-05-26 13:42:21+00:00
Document Index: 60330108

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 6', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 32', 'art. 34']

Deliberazione della Giunta Regionale 26 luglio 2016, n. 1213
Approvazione Direttiva per la presentazione di progetti formativi per i corsi in materia di sicurezza sul lavoro rivolti agli Addetti, ai Responsabili e al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi.
L'articolo 32 del D.Lgs. n. 81/2008 "Testo unico" sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, stabilisce le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni (RSPP e ASPP) che devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e le relative attività lavorative, rinviando la definizione dei contenuti dei percorsi formativi all'Accordo firmato in sede di Conferenza permanente con per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 26 gennaio 2006.
L'Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, attuativo del D.Lgs 195/2003, integrativo del D.Lgs 626/1994, definiva i contenuti dei percorsi formativi obbligatori per lo svolgimento delle funzioni di ASPP/RSPP. Al punto 2.7 "Sperimentazione" era previsto l'avvio di una sperimentazione per testare il nuovo impianto formativo riservando la possibilità, se necessario, di un ulteriore passaggio in Conferenza Stato-Regioni.
A seguito di numerose richieste di chiarimenti in data 5 ottobre 2006 veniva siglato un successivo Accordo relativo alle linee guida interpretative dell'Accordo del 26/01/2006.
A distanza di anni si è ravvisata la necessità di procedere ad una revisione di tali Accordi in quanto non più coerenti con il quadro normativo delineato dal D.Lgs 81/2008, dagli Accordi del 21 dicembre 2011 (artt. 34 e 37 del D.Lgs 81/2008), dall'Accordo sull'uso delle attrezzature di lavoro (art. 73 del D.Lgs 81/2008) e dal D.M. 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell'art. 6, comma 8, lettera m-bis), del D.Lgs 81/2008, con il quale sono stati individuati i criteri dei formatori per la salute e la sicurezza sul lavoro.
In data 07/07/2016, pertanto, la Conferenza Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano ha siglato il nuovo Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni.
Ai punti 12.8 e 12.9 sono previste alcune modifiche all'Accordo del 21 dicembre 2011 n. 223/CSR che regolamenta la formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs 81/2008.
Visto il nuovo Accordo del 07/07/2016 e le modifiche apportate all'Accordo 223/CSR/2011 si è ritenuto di sottoporre all'approvazione della Giunta il presente provvedimento di sostituzione della DGR n. 399 del 16/03/2012 che ha definito le modalità attuative di autorizzazione e gestione dei percorsi formativi. La vigenza della DGR 399/2012 era stata prorogata in attesa dell'approvazione delle nuove linee guida nazionali.
Il presente provvedimento apporta un sistema innovativo nella presentazione dei progetti. Gli interventi del progetto approvati costituiscono la base per tutte le edizioni successive che si intendono realizzare, senza necessità di ulteriori presentazioni. Successivamente all'avvio della prima potrà essere attivato un numero di edizioni, non stabilito, attraverso una semplice comunicazione agli uffici regionali.
- Vista la DGR 2120 del 30/12/2015 "Aggiornamento delle disposizioni in materia di accreditamento degli Organismi di Formazione ai sensi della L.R. 19/2002 e.m.i."
- Vista la DGR 399 del 16/03/2012 "Approvazione Direttiva per la presentazione di progetti formativi per Addetti e Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione e per Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. Triennio 2012-2014. (Art. 32 e 34 D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81)".
- Visto il Decreto del Direttore della Sezione Formazione n. 788 del 11/11/2014 "Proroga vigenza DGR n. 399 del 16/03/2012 "Approvazione Direttiva per la presentazione di progetti formativi per Addetti e Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione e per Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. Triennio 2012-2014. (Art. 32 e 34 D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81)";
- Visto l'Accordo tra il Governo e le Regioni e Province autonome sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell'art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sancito in data 21 dicembre 2011 n. 223/CSR;
- Vista la DGR 251 del 08/03/2016 "Approvazione documento Testo Unico Beneficiari relativo agli adempimenti per la gestione di progetti formativi delle attività formative riconosciute ai sensi dell'art. 19 della L. 10/1990."
Addetti e Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione
(art. 32 D.Lgs. 81/2008 - L.R. 10/1990)
Datori di Lavoro con svolgimento diretto dei compiti di Prevenzione e Protezione dai rischi
(art. 34 D.Lgs. 81/2008 - L.R. 10/1990)
- Con il provvedimento n. 1213 del 26 luglio 2016 la Giunta Regionale ha stabilito l’apertura dei termini per la presentazione di progetti formativi per ASPP/RSPP (art. 32, D.Lgs. 81/2008) e per Datori di Lavoro con svolgimento diretto dei compiti di Prevenzione e Protezione dai rischi (art. 34 D.Lgs. 81/2008 - L.R. 10/1990).
dei Servizi di Prevenzione e Protezione
con svolgimento diretto dei compiti di Prevenzione e Protezione dai rischi
11 Requisiti dei docenti
12 Forme di partenariato
14 Risorse disponibili e vincoli finanziari
15 Modalità e termini per la presentazione dei progetti
16 Procedure e criteri di valutazione
17 Tempi di presentazione delle istanze e degli esiti delle istruttorie
19 Termini per l’avvio e la conclusione dei percorsi formativi
20 Indicazione del foro competente
21 Indicazioni del responsabile del procedimento ai sensi della legge 241/1990 e s.m.i
22 Tutela della privacy
23 Rinvio alla normativa vigente
• DGR 2120 del 30/12/2015 “Aggiornamento delle disposizioni in materia di accreditamento degli Organismi di Formazione ai sensi della L.R. 19/2002 e.m.i.”
• DGR 399 del 16/03/2012 “Approvazione Direttiva per la presentazione di progetti formativi per Addetti e Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione e per Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. Triennio 2012-2014. (Art. 32 e 34 D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81)”.
• Decreto del Direttore della Sezione Formazione n. 788 del 11/11/2014 “Proroga vigenza DGR n. 399 del 16/03/2012 “Approvazione Direttiva per la presentazione di progetti formativi per Addetti e Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione e per Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi. Triennio 2012-2014. (Art. 32 e 34 D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81)”;
• Accordo tra il Governo e le Regioni e Province autonome sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sancito in data 21 dicembre 2011 n. 223/CSR;
In data 07/07/2016 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano è sancito l’Accordo finalizzato all’individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs 81/2008 (di seguito Accordo) che sostituisce il precedente, sancito in Conferenza Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 26 gennaio 2006.
L’Accordo apporta inoltre alcune modifiche in relazione alla formazione dei datori di lavoro che svolgono il ruolo dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione di cui all’art. 34 del D.Lgs 81/2008, disciplinata dall’Accordo 223/CSR del 21/12/2011.
Le tipologie di progetto nelle quali si articola la presente Direttiva sono tre:
- tipologia 1 “ASPP/RSPP”;
- tipologia 2 “DLSPP”;
- tipologia 3 “AGGIORNAMENTO” (AGG).
TIPOLOGIA 1 “ASPP/RSPP”
È prevista la presentazione di un progetto di tipologia “ASPP/RSPP”, ai sensi dell’art. 32, commi 2-3-4-6 del D.Lgs. 81/2008, volto alla realizzazione di percorsi aventi per finalità la formazione della figura di ASPP e di RSPP e dei relativi percorsi di aggiornamento e precisamente:
- Modulo A;
- Modulo B;
- Modulo C;
Ai sensi dell’Accordo i percorsi formativi hanno differente durata e contenuti in funzione della tipologia di utenti ai quali sono rivolti e allo specifico settore di attività.
Si rimanda all’Allegato A dell’Accordo per quanto riguarda l’articolazione dei contenuti minimi dei moduli e per quanto non disciplinato dalla presente Direttiva.
Di seguito vengono definite alcune caratteristiche dei percorsi formativi.
Percorso formativo - Modulo A
Costituisce il corso base per lo svolgimento della funzione di ASPP e di RSPP. Ha durata di 28 ore, ed è propedeutico per l’accesso agli altri moduli.
Per il Modulo A è ammessa la modalità e-learning1.
Percorso formativo - Modulo B
Il modulo B è correlato alla natura dei rischi, ha durata di 48 ore, ed è strutturato prevedendo un modulo comune a tutti i settori produttivi.
Per quattro settori produttivi sono previsti inoltre percorsi di specializzazione, come indicato nella tabella sotto riportata
Riferimento codice settori Ateco 2007 Lettera – Descrizione macrocategoria
B- SP4
C - Attività manifatturiera (19 - Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e 20 - Fabbricazione di prodotti chimici)
Il Modulo B comune è propedeutico per l’acceso ai moduli di specializzazione.
Percorso formativo - Modulo C
Il Modulo C, della durata di 24 ore, è il percorso di specializzazione per le sole funzioni di RSPP
Le prove finali sono svolte oltre l’orario previsto del percorso2.
Per lo svolgimento puntuale delle prove di verifica finale si deve far riferimento a quanto indicato al punto 7. “Valutazione degli apprendimenti” dell’Allegato A all’Accordo.
L’accertamento dell’apprendimento viene effettuato dai docenti, eventualmente supportati dal responsabile del progetto, che redigono il relativo verbale.
Al termine dei percorsi formativi sarà rilasciato, a cura del soggetto attuatore e su modello regionale, un attestato di frequenza agli utenti che hanno partecipato ad almeno il 90% del monte/ore previsto e superata la prova di valutazione finale. Nell’attestato relativo al Modulo B è necessario indicare il Modulo B di riferimento: comune e/o Modulo di specializzazione (B-SP1, B-SP2, B.SP3, B-SP4).
TIPOLOGIA 2 “DLSPP”
È prevista la presentazione di un progetto di tipologia “DLSPP” ai sensi dell’art. 34, commi 2-3 del D.Lgs. 81/2008, volto alla realizzazione di percorsi formativi finalizzati allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi e dei relativi percorsi di aggiornamento.
Il progetto formativo può prevedere fino a tre interventi formativi associati a tre moduli di differente livello di rischio:
- Modulo rischio basso 16 ore;
- Modulo rischio medio 32 ore;
- Modulo rischio alto 48 ore.
Al termine del percorso formativo, comprovata la frequenza di almeno il 90% delle ore di formazione previste da ciascun intervento, è somministrata una verifica finale di apprendimento, che prevede colloquio o test obbligatori, in alternativa tra loro, finalizzati a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico- professionali.
L’elaborazione delle prove e il successivo accertamento dell’apprendimento vengono effettuati da una Commissione composta da docenti interni (almeno uno), e dal responsabile/tutor del corso.
L’articolazione in moduli relativa agli argomenti oggetto dei percorsi formativi è riportata nell’Accordo 223/CSR del 21/12/2011.
Il Modulo 1. Normativo – giuridico e il Modulo 2. Gestionale – gestione ed organizzazione della sicurezza possono essere realizzati in modalità e-learning3.
TIPOLOGIA 3 “Aggiornamento”
La disciplina vigente prevede, per tutti, l’obbligo di frequenza quinquennale di un percorso formativo di aggiornamento. Per gli ASPP/RSPP l’obbligo decorre a partire dalla conclusione del Modulo B comune.
È prevista la presentazione di un progetto di aggiornamento, declinato in una pluralità di interventi. Ciascun intervento di aggiornamento, concorre al raggiungimento del monte ore previsto da effettuarsi nel quinquennio. L’obbligo di aggiornamento va preferibilmente distribuito nell’arco temporale di riferimento.
I contenuti dei percorsi di aggiornamento dovranno trattare evoluzioni, innovazioni, applicazioni pratiche e approfondimenti collegate al contesto produttivo e ai rischi specifici del settore.
I moduli di aggiornamento presentabili sono:
- Fonti di rischio specifiche dell’attività lavorativa o del settore produttivo;
- Tecniche di comunicazione in tema di promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
- Aggiornamento intertematico4.
Dato l’ampio spettro di tematiche che possono essere oggetto di interventi di aggiornamento, e al fine di garantire la massima flessibilità sia ai soggetti proponenti che ai destinatari finali, la partecipazione a ciascun intervento è ammessa sia a RSPP, che ad ASPP che a DLSPP5. Va chiaramente garantita dal soggetto proponente la coerenza tra oggetto dell’intervento e potenziali destinatari.
Ciascun intervento di aggiornamento è realizzabile attraverso un percorso formativo o in alternativa un intervento seminariale6. I percorsi formativi e gli interventi seminariali hanno durata minima di 4 ore.
Le ore minime complessive dell’aggiornamento sono fissate in base al ruolo svolto, e per i DLSPP al livello di rischio come sotto riportato:
- ASPP 20 ore;
- RSPP 40 ore;
- DLSPP rischio basso 6 ore;
- DLSPP rischio medio 10 ore;
- DLSPP rischio alto 14 ore.
L’attestazione relativa alla frequenza di percorsi di aggiornamento consiste nel rilascio di attestati con indicazione del monte ore frequentato utile al raggiungimento del monte ore complessivo obbligatorio.
Gli interventi di aggiornamento possono essere realizzati anche in modalità Fad7.
In caso di titoli conseguiti fuori dell’Unione Europea, dovrà essere esibito il titolo originale o copia autentica di originale legalizzato o con apostille8. Ogni documento deve essere accompagnato dalla traduzione giurata in italiano.
e) dichiarazione di superamento della prova di lingua rilasciata dalla Regione del Veneto9;
f) certificato10 di competenza linguistica rilasciato da enti certificatori11, almeno di livello A2. Ciascun percorso formativo e/o di aggiornamento potrà essere avviato con un massimo di 35 utenti.
Va precisato che nel caso di interventi di aggiornamento seminariali, non sono previsti numeri massimi.
Per ciascuna categoria di destinatari è previsto un sistema di riconoscimento di crediti professionali e formativi acquisiti con conseguente esonero dalla frequenza di alcuni moduli del percorso formativo. Si invita a verificare eventuali esoneri negli Accordi di interesse, citati al paragrafo 1, “Riferimenti legislativi e normativi”.
- del livello di riferimento EQF12
- del codice SIIOF in ordine alla tipologia di percorso formativo13;
- del codice ATECO in ordine alla classificazione delle attività economiche dei soggetti coinvolti14;
Per la progettazione dei percorsi formativi si rimanda all’Allegato IV dell’Accordo, che definisce le indicazioni metodologiche per lo svolgimento dei percorsi, la valutazione dei profili professionali e dei bisogni formativi.
Si deve in ogni caso tener conto che ciascun percorso formativo deve prevedere una articolazione strutturata per risultati di apprendimento. I risultati di apprendimento sono composti da: competenze, conoscenze, abilità.
È consentita la modalità di apprendimento e-learning per i moduli e per le ore previste al punto 3 “Tipologie progettuali”. A tal proposito si rimanda integralmente alle disposizioni indicate nell’Allegato II dell’Accordo.
Possono presentare progetti i soggetti individuati al punto 2 dell’Allegato A all’Accordo, iscritti nell’elenco di cui alla L.R. n. 19 del 9 agosto 2002 (“Istituzione dell’elenco regionale degli Organismi di formazione accreditati”) per l’ambito della formazione continua.15
Possono, altresì, proporre progetti formativi Organismi di Formazione non iscritti nel predetto elenco, purché abbiano già presentato istanza di accreditamento ai sensi della DGR n. 359/2004 e s.m.i. per l’ambito della formazione continua. In questo caso la valutazione dell’istanza di accreditamento sarà effettuata entro i 90 giorni successivi alla data del decreto di approvazione16.
Ciascun soggetto proponente potrà presentare un solo progetto formativo per tipologia.
Per ogni tipologia di progetto potrà essere presentato un solo intervento per ciascun modulo formativo, come previsto al punto 3 “Tipologie progettuali” della presente direttiva, senza necessità di indicazione del numero di edizioni. Il progetto formativo sarà oggetto di valutazione e la sua approvazione costituisce la base per tutte le edizioni che si intendono realizzare, senza necessità di ulteriori presentazioni. La possibilità di avvio delle edizioni successive alla prima, sarà garantita da una semplice comunicazione agli uffici regionali.17
I docenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dal DM del 06/03/201318, che determina i criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro.
L’attività/gli interventi oggetto del presente avviso pubblico sono ascrivibili, ai fini della maturazione del requisito dell’esperienza minima pregressa, per richiedere l’accreditamento19 ex L.R. n. 19/2002, esclusivamente all’ambito della formazione continua.
- accesso all’area riservata del portale regionale20 con nome utente e password assegnati dalla Regione del Veneto per gli Organismi di Formazione accreditati;
- per i soggetti non accreditati, richiesta di attribuzione nome utente e password utilizzando la procedura informatizzata21;
Le domande di ammissione al riconoscimento dovranno essere trasmesse, entro i termini previsti al paragrafo 17 “Tempi di presentazione delle istanze e degli esiti delle istruttorie”, pena la non ammissibilità del progetto, alla Giunta Regionale del Veneto − Direzione Formazione e Istruzione, per via telematica inviando una mail all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata della Regione del Veneto, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e specificando nell’oggetto del messaggio di posta elettronica “ASPP/RSPP/DLSPP” e all’inizio del messaggio, l’ufficio destinatario competente per materia, nel caso specifico “Direzione Formazione e Istruzione - Ufficio Attività Riconosciute”. A ciascun documento trasmesso alla Regione del Veneto, dovrà corrispondere un unico messaggio PEC di trasmissione. Ulteriori modalità e termini per l’utilizzo della stessa, predisposti dalla Direzione Acquisti AA.GG. e Patrimonio, sono disponibili nel sito web della Regione del Veneto.22
La Direzione Formazione e Istruzione è a disposizione degli operatori per fornire le eventuali informazioni necessarie23. Le informazioni possono essere richieste all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00, ai seguenti recapiti telefonici:
Si precisa che il provvedimento direttoriale di approvazione verrà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto e nel sito istituzionale. L’elenco dei progetti riconosciuti, in allegato al suddetto provvedimento direttoriale, sarà comunicato esclusivamente attraverso il sito istituzione www.regione.veneto.it24 che pertanto vale quale mezzo di notifica dei risultati dell’istruttoria e degli adempimenti previsti, anche ai fini del rispetto di eventuali termini. Di conseguenza, è fatto obbligo ai soggetti proponenti di consultare regolarmente il predetto sito per essere informati sugli esiti delle attività istruttorie, sugli adempimenti e sulle scadenze da rispettare.
Tutte le disposizioni di interesse generale in relazione alla presente Direttiva saranno comunicate sul sito istituzionale www.regione.veneto.it25 che pertanto vale quale mezzo di notifica, anche ai fini del rispetto di eventuali termini.
Per quanto riguarda le modalità gestionali e organizzative da seguire nella realizzazione degli interventi, nonché l’attività di controllo esercitata dalla Regione, si rinvia all’Allegato A alla DGR n. 251 del 08/03/2016 “Approvazione documento Testo Unico Beneficiari relativo agli adempimenti per la gestione di progetti formativi delle attività formative riconosciute ai sensi dell’art. 19 della L. 10/1990.”26.
21 Indicazioni del responsabile del procedimento ai sensi della legge 241/1990 e s.m.i.
1 Vedi paragrafo 8 della presente direttiva
3 Vedi paragrafo 8 della presente direttiva
4 Data la diversità dei fabbisogni di aggiornamento è possibile prevedere un modulo trasversale alle aree tematiche.
5 Nella presente tipologia progettuale sono ammessi progetti validi sia ai sensi del comma 6, art. 32 sia ai sensi del comma 3, art. 34 del T.U..
6 L’Accordo prevede che l’obbligo di aggiornamento possa essere assolto in modalità seminariale fino al 50% del monte ore.
7 Vedi paragrafo 8 della presente direttiva
8 La postilla, o apostilla (da apostille) è una specifica annotazione che deve essere fatta sull’originale del certificato rilasciato dalle autorità competenti del Paese interessato. L’apostille sostituisce la legalizzazione presso l’ambasciata. Pertanto se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un certificato e vive in un Paese che ha aderito alla Convenzione dell'Aja non ha bisogno di chiedere la legalizzazione, ma può richiedere all’autorità interna di quello Stato (designata dall’atto di adesione alla Convenzione stessa) l’annotazione della cosiddetta apostille sul certificato. Una volta effettuata la suddetta procedura quel documento è "ufficialmente" riconosciuto in Italia, perché anche l’Italia ha ratificato detta Convenzione. Anche nel caso di ricorso alla postilla il documento deve essere tradotto in italiano per potere essere fatto valere di fronte alle autorità italiane.
9 In occasione delle due prove regionali di lingua italiana per aspiranti corsisti OSS svoltesi il 24 gennaio 2009 e il 20 giugno 2009 (disciplinate rispettivamente dal DDR 1727/08 e 443/09). L’elenco completo dei cittadini che hanno affrontato la prova e il relativo risultato, è disponibile sul sito istituzionale al link: http://www.regione.veneto.it/Servizi+alla+Persona/Formazione+e+Lavoro/ModulisticaREG.htm#oss (clic su Dec 1727/08 - Dec 443/09 Prova di lingua “esiti finali”).
10 Quest’ultimo requisito deve considerarsi indispensabile in caso di mancanza dei precedenti. In tal caso, il soggetto gestore deve invitare l’aspirante corsista a rivolgersi ad uno degli enti certificatori della nota 6 per il superamento della prova di lingua.
11 Gli enti certificatori sono: Università di Perugia, Università di Siena, Università di Roma e Società Dante Alighieri. Le sedi d’esame sul territorio regionale sono circa trenta. Un elenco è disponibile sul sito www.progettoveneto.net al link: http://www.progettoveneto.net/site/1127/default.aspx (clic su “questa tabella”).
12 European Qualifications Framework - Quadro europeo delle qualifiche - è lo strumento che favorisce la certificazione delle competenze e la mobilità dei lavoratori, nell’ottica di una maggiore trasparenza, comparabilità e spendibilità delle qualifiche.
13 SIIOF - Sistema Informativo delle Opportunità Formative, ha come obiettivo la realizzazione di un Sistema Interregionale di divulgazione e consultazione delle informazioni attraverso azioni coordinate tra le Regioni al fine di rendere agevolmente accessibili le informazioni sulle opportunità formative offerte sui diversi territori regionali, a beneficio dei destinatari finali dei corsi di formazione.
14 ATECO è la classificazione delle attività economiche coordinata e pubblicata da Istat. La versione 2007 costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea, NACE rev.2, pubblicata sull'Official Journal il 20 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n. 1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006).
15 I requisiti dei soggetti proponenti e dei partner devono essere conformi alla disciplina di cui alla DGR 2120/2015.
16 Si precisa che, secondo quanto disposto dalla L. 241/1990 e s.m.i., la richiesta di chiarimenti o integrazioni da parte della Regione del Veneto comporta la sospensione dei termini per la valutazione.
17 Puntali indicazioni in ordine alle modalità di comunicazione della richiesta saranno trasmesse direttamente dagli uffici competenti.
18 Reperibile al link http://www.regione.veneto.it/web/formazione/spazio-operatori
19 Si rende noto, altresì, che per approfondimenti sull’istituto del partenariato e sulla modalità di calcolo dell’esperienza pregressa maturata in regime di partenariato sempre ai fini della maturazione del requisito dell’esperienza minima pregressa per richiedere l’accreditamento ex L.R. n. 19/2002, si rimanda alla DGR n. 2120 del 30/12/2015 Allegato A pagg. 4-5 par. 5.
20 http://www.regione.veneto.it/web/formazione/spazio-operatori Applicativo di presentazione progetti APPROVO.
21 http://www.regione.veneto.it/web/formazione/spazio-operatori Applicativo richiesta credenziali accesso – non accreditati.
22 http://www.regione.veneto.it/web/affari-generali/pec-regione-veneto
23 Il servizio informazioni è sospeso nel mese di agosto.
24 http://www.regione.veneto.it/web/formazione/moduli-reg