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Timestamp: 2020-08-15 08:34:36+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 8946 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8946 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8946
sul ricorso 14907-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 2657/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 17/05/2012 R.G.N. 9721/2009.
che con sentenza in data 17.5.2012 la Corte di Appello di Roma, in riforma della sentenza del Tribunale di Viterbo, ha dichiarato l’illegittimità del termine apposto ai contratti a tempo determinato stipulati, in successione, dall’1/9/2002 in poi, tra P.C. (docente) e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e, per l’effetto, ha condannato l’Amministrazione al risarcimento del danno pari a venti mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita.
che sono state depositate memorie da entrambe le parti che hanno evidenziato l’immissione nei ruoli del MIUR del docente.
che, infatti, nelle ipotesi di reiterazione dei contratti a termine stipulati ai sensi della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, comma 1, realizzatesi dal 10.07.2001, rispettivamente con il personale docente e con quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, per la copertura di cattedre e posti vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l’intero anno scolastico, debbono essere qualificate misure proporzionate, effettive, sufficientemente energiche ed idonee a sanzionare debitamente l’abuso ed a “cancellare le conseguenze della violazione del diritto dell’Unione” sia la misura della stabilizzazione prevista nella citata L. n. 107 del 2015, (attraverso il piano straordinario destinato alla copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, relativamente al personale docente, sia nel caso di concreta assegnazione del posto di ruolo sia in quello in cui vi sia certezza di fruire, in tempi certi e ravvicinati, di un accesso privilegiato al pubblico impiego) sia l’immissione in ruolo avvenuta tramite il pregresso sistema del c.d. doppio canale.
Che, pertanto, essendo pacifico che la lavoratrice è stata immessa nei ruoli del MIUR, così ottenendo il bene della vita per il quale ha agito in giudizio, la sentenza impugnata va cassata e, non essendo necessari e ulteriori accertamenti stante l’assenza di ammissibile domanda risarcitoria coerente con il principio di cui al punto 123 di Cass. 22552/16 ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, la domanda originaria va rigettata.