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Timestamp: 2017-01-19 06:39:14+00:00
Document Index: 59603000

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art.101', 'e contrario', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 73', 'art. 73', 'art.29']

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1 Associazione Nazionale Magistrati Il MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PAROLE E FATTI PARTE PRIMA DICHIARAZIONI DEL MINISTRO CASTELLI PARTE SECONDA LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA. AGGIORNAMENTO 22 MAGGIO 2004 ASSEMBLEA NAZIONALE ROMA 12 Il MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PAROLE E FATTI PARTE PRIMA DICHIARAZIONI DEL MINISTRO CASTELLI 1.Il Ministro ed il rapporto tra magistratura e politica; 2.Il Ministro e la costruzione dello spazio giuridico europeo; 3.Il Ministro e il rapporto dell esperto delle Nazioni Unite; 4.Il Ministro, l autonomia della magistratura, le riforme, le priorità; 5.Il Ministro, tra separazione delle funzioni, separazione delle carriere ed elezione dei magistrati; 6.Il Ministro e la sottoposizione del PM all Esecutivo; 7.Il Ministro e l interpretazione della legge; 8.Il Ministro e la valutazione della professionalità dei magistrati; 9.Il Ministro e la riforma del Codice Penale; 10.Il Ministro ed il progetto di riforma del diritto minorile; 11.Il Ministro, l efficienza del sistema giustizia, le risorse materiali; 12.Il Ministro e le leggi ad personam; 13.Il Ministro, le leggi ad personam ed i magistrati presso il Ministero della Giustizia; 14.Il Ministro e l immunità; 15.Il Ministro ed il CSM: le elezioni per il rinnovo del Consiglio e la elezione del prof. Rognoni a Vice Presidente del CSM; 16.Il Ministro e l elezione del prof. G. Zagrebelsky a Presidente della Corte Costituzionale; 17.Il Ministro ed il CSM: le nomine dei dirigenti; 18.Il Ministro ed il CSM:l interventi alla seduta plenaria del ; 19.Il Ministro ed il CSM : gli interventi del Consiglio a tutela delle prerogative costituzionali della magistratura; 20.Il Ministro ed il CSM : le azioni disciplinari; 21.Il Ministro ed i processi di Milano Dichiarazioni ed iniziative del Ministro della giustizia illustrate attraverso documenti ufficiali e note di agenzia (tratte dall archivio ANSA). 23 1.Il Ministro ed il rapporto tra magistratura e politica ROMA, 20 OTT ''Vi sono magistrati che non parlano, che non si dedicano ad azioni militanti e quelli invece che ad azioni militanti si dedicano a tempo pieno. Io li ho contati. Non sono arrivato a venti. Anzi a dieci. Su 8.500''. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ridimensiona la portata delle polemiche che lo hanno visto opporsi a qualche rappresentate della magistratura. ''I miei rapporti con Csm e Anm sono ottimi - afferma in un'intervista al CORRIERE DELLA SERA - Il muro contro muro lo fanno al massimo dieci magistrati in tutta Italia, dieci militanti politici, non io''. ' ROMA, 4 DIC ''Berlusconi e Bossi, tra gli altri, hanno subito oltre 100 procedimenti. Nessuno puo' negare che il dato dimostra che la magistratura vuole la lotta politica, usando impropriamente i poteri giudiziari''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, nel suo intervento al Senato. ''Ci sono magistrati - ha aggiunto il Guardasigilli - che vogliono ribaltare per via giudiziaria il verdetto politico''. ROMA, 4 DIC ''Resto convinto che la magistratura deve restare indipendente, ma la politica deve essere a riparo da attacchi strumentali da parte dei magistrati''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, nel corso del suo intervento al Senato. ROMA, 12 GEN 2002 (Inaugurazione Anno Giudiziario) Riguardo alla indipendenza della politica dalla magistratura e viceversa, secondo quanto sostenuto dal ministro stesso nel suo discorso all'apertura dell'anno giudiziario di stamani, Castelli ha spiegato che ''devono essere applicati i principi di Montesquieu della magistratura e della politica. Questo - ha concluso - e' cio' che viene indicato dalla Costituzione''. ASSAGO (MILANO), 3 MAR Roberto Castelli, parlando al congresso della Lega, ha sfruttato le sue competenze di ingegnere per accusare di faziosita' politica i magistrati. ''Ci sono - ha detto Castelli parlando al congresso della Lega - due leader politici, Berlusconi e Bossi, raggiunti da centinaia di provvedimenti giudiziari. Io sono ingegnere e mi intendo di statistica per cui dico che dal punto di vista statistico questa cosa non e' normale''. Per cui, proprio per il numero dei provvedimenti giudiziari a carico del Presidente del Consiglio e del ministro delle riforme, secondo Castelli ''c'e' il legittimo dubbio che ci siano magistrati che hanno operato con precisi fini politici''. Castelli ha assicurato la sua gente: ''questo non accadra' mai piu'. Non puo' accadere, come e' accaduto a Bossi che venga condannato perche' ha espresso un'opinione. State tranquilli perche' stiamo lavorando per abolire i reati di opinione dal nostro codice penale, scritti al tempo del fascismo''. Quindi sui magistrati ha affermato: ''Dicono di essere attaccati da questo governo ma io vedo sui giornali che non passa giorno senza che un magistrato attacchi il ministro, il governo e il Parlamento''. Quindi ha aggiunto: ''In realta' sono sempre quei dieci o quindici che parlano. Alla magistratura ho detto che si trova davanti a due strade: quella di resistere, resistere, resistere, o quella di accettare il cambiamento che e' gia' in atto''. UDINE, 5 APR Il Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ritiene che in alcune parti della magistratura vi sia ''un certo ritardo democratico. Il Governo e il Ministro ha detto Castelli a Udine - faranno una paziente opera maieutica affinche' questa coscienza democratica possa crescere''. Il ministro guardasigilli ha espresso la sua considerazione commentando l' astensione di 15 minuti dalle udienze decisa oggi dall' Associazione nazionale magistrati e l' assenza dei magistrati all' incontro tenutosi in Tribunale a Udine. 34 COLICO (LECCO), 2 AGO ''La sinistra non ha ancora rinunciato a usare metodi extraparlamentari per abbattere questo governo, non avendo il favore degli elettori usa altri metodi''. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, arrivando questa sera a Colico per la Festa provinciale della Lega Nord-Lega Lombarda. ''Non puo' essere un caso - ha aggiunto il ministro Guardasigilli - che i due leader piu' importanti della Casa delle Liberta', Berlusconi e Bossi, abbiano accumulato sulla loro testa centinaia e centinaia di processi: questo pone un problema, che e' quello dell'equilibrio tra i poteri'' COLICO (LECCO), 2 AGO ''Abbiamo introdotto una legge che garantisce che i cittadini abbiano un magistrato imparziale''. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, comincia cosi' il suo intervento dal palco della festa provinciale della Lega Nord-Lega Lombarda a Colico, piccolo centro del lecchese sulle rive del lago di Como, davanti a circa un migliaio di sostenitori del Carroccio. ''Finora ci sono stati alcuni magistrati che hanno usato il potere in loro possesso per cercare di mandare al governo la sinistra'', incalza il ministro nella sua prima uscita pubblica dopo il via libera del Senato al disegno di legge sul legittimo sospetto. ''Ma noi non ci stiamo - ha affermato -. In un Paese democratico al potere vanno quelli che il popolo vuole che vadano e poi fanno quello che il popolo chiede: cambiare il Paese da capo a piedi. Vogliamo un'italia federale per essere padroni in casa nostra e fare entrare in Italia chi vogliamo noi! Non vogliamo essere giudicati dai magistrati per la politica che facciamo. Noi abbiamo solo un grande, inappellabile giudice, che e' il popolo. Solo voi potete mandarci a casa e nessun altro e voi ci chiedete una cosa molto banale: che si faccia funzionare la giustizia''. COPENAGHEN, 13 settembre 2002 : ''C'e' un problema che io continuo a denunciare: oggi c'e' un rapporto fra politica e magistratura patologico''. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Roberto Castelli in una intervista al Tg3 sul disegno di legge Cirami e le sue implicazioni politiche. ''Va ripristinato il principio di Montesquieu - ha detto il ministro - che la politica sia indipendente dalla magistratura e possa fare le leggi che crede e la magistratura sia indipendente dalla politica. Se non sciogliamo questo nodo avremo sempre questo clima sulla giustizia''. ROMA, 18 DIC 2002 (dal discorso del Ministro alla Assemblea plenaria del CSM) - ''... Ma il problema centrale della giustizia non e' solo la lentezza dei processi: ''ce n'e' un altro a monte ed e' quello della natura dei rapporti tra politica e magistratura, che andra' risolto il piu' rapidamente possibile per il bene del Paese''. ROMA, 6 MAG ''Che ci sia una parte del corpo piu' ampio della magistratura che coltiva progetti eversivi non e' un mistero. Basta guardare le che si scambiano, gli articoli che pubblicano, i discorsi che fanno. Ci sono insulti continui all'operato del governo''. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli torna a scagliarsi contro quella che ritiene la magistratura politicizzata nell'intervista a Radio 24. Castelli ha spiegato di riferirsi ''ad alcuni magistrati in pensione della procura di Milano, come D'Ambrosio e Borrelli'' e ha sottolineato come in particolare D'Ambrosio abbia ''sempre criticato ogni legge presentata da questo governo, dicendo anche delle bugie''. ''Ma evidentemente quando parlo di magistrati politicizzati - ha aggiunto il guardasigilli - mi riferisco anche ad alcuni attualmente in funzione''. 45 MILANO, 30 LUG ''La sinistra si e' dimostrata in grado di controllare una parte della magistratura e ha minacciato di usare contro di me quelle armi che hanno gia' usato in maniera cosi' vasta contro Bossi e contro Berlusconi''. Lo ha affermato Roberto Castelli nell'intervista a Radio Padania. ''Da un lato mi fa onore, pero' il dato politico che viene fuori adesso e' questo - ha aggiunto - rinunciano alle armi parlamentari e politiche per iniziare a usare quelle giudiziarie''. Secondo Castelli, inoltre, senza lo scontro politico, la questione delle rogatorie, a livello tecnico, si sarebbe risolta in pochi giorni. Settembre Berlusconi dichiara ad un giornalista inglese che i giudici sono disturbati mentalmente e antropologicamente diversi e Castelli spiega che si era trattato di una battuta paradossale relativa ad un caso particolare (?) e che questo non intaccava comunque la fiducia che il governo aveva sempre dimostrato in tutti gli atti nei confronti della magistratura e dei sistemi di giustizia italiani ed europei ( Il Gazzettino, 5/9/2003). 2. Il Ministro e la costruzione dello spazio giuridico europeo Il Ministro della Giustizia ha posto riserve all adozione delle Decisioni quadro del Consiglio dell Unione Europea in materia di repressione del razzismo e della xenofobia, o, nel vertice di Laeken dell , in tema di mandato di arresto; ha riservato poi la sottoscrizione del Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione generale sull assistenza giudiziaria in materia penale adottato dal Consiglio d Europa nel novembre 2001.(n.d.r) BRUXELLES, 6 DIC La possibilita' di una cooperazione rafforzata - ovvero a 14 senza l'italia - in caso di un mancato accordo sul mandato di cattura Ue a Laeken ''teoricamente esiste'', ma ''non bisognerebbe farne un dramma''. Lo ha detto il ministro della giustizia Roberto Castelli, sottolineando che ''le cose devono maturare''. ''Anche il Regno Unito e' rimasto fuori dall'euro e non mi pare che ci siano state catastrofi. L'Europa continua ad esistere. Ma io spero ancora di poter raggiungere una soluzione''. MILANO, 9 DIC ''Se non mi fossi opposto, tutti voi avreste rischiato di essere arrestati da un qualsiasi magistrato europeo di sinistra, e vi assicuro che ve ne sono molti, solo perche' siete qui a manifestare contro l' immigrazione clandestina''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, parlando dal palco in piazza Castello alla manifestazione della Lega. Parlando delle ultime vicende relative alla posizione italiana sul mandato di cattura europeo, Castelli ha ricordato che reati come il razzismo e la xenofobia avrebbero potuto essere equiparati a quelli di opinione. Castelli, piu' volte acclamato durante il suo discorso, rivolto alla piazza ha chiesto: ''avrei mai potuto accettare questa clausola? Ditemelo voi. Ditemelo...''. ''No'', e' stata la risposta del popolo leghista. BRUXELLES, 28 FEB Il ministro della giustizia Roberto Castelli ha definito ''assolutamente inaccettabili'' le affermazioni della collega tedesca Herta Daeubler-Gmelin, secondo la quale la posizione italiana sulla decisione-quadro in materia di sequestro dei beni degli inquisiti fa sorgere il sospetto di essere condizionata ''da considerazioni personali del capo del governo''. ''Spero che le dichiarazioni attribuite al ministro tedesco non siano vere. Mi dispiace che per propri fini di campagna elettorale si usino argomentazioni maliziose e smentite dai fatti. Il governo italiano non ha nulla da nascondere, non ha paura di alcunche' e rispedisce i sospetti al mittente''. 56 BRUXELLES, 28 FEB In Europa ''stanno succedendo cose veramente preoccupanti'' sul fronte della giustizia ed e' probabile che anche in futuro l'italia rinvii al Parlamento le decisioni finali su provvedimenti in preparazione, come la definizione comune a livello Ue dei reati di razzismo e xenofobia. Lo ha sottolineato il ministro della giustizia Roberto Castelli. ''L'articolo tre della definizione dei reati di razzismo ha sottolineato - dice che commette reato chi e' convinto di essere superiore ad altri in funzione della razza o della eligione. Se facciamo il combinato disposto fra questo provvedimento ed il mandato d'arresto Ue, cio' significa che un giudice di un altro paese mi puo' arrestare se ritiene che io sia convinto di essere superiore ad un'altra persona per razza o religione. E questo e' un sistema - ha concluso - che non mi piace tanto''. ASSAGO (MILANO), 3 MAR ''In Europa abbiamo avuto il coraggio di dire di no quando abbiamo pensato che nostri eventuali si' avrebbero potuto danneggiare il nostro popolo''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenendo al congresso della Lega. Castelli, spiegando la sua recente presa di posizione sul sequestro dei beni, ha spiegato: ''Io non ho detto ne' si' ne' no. Ho detto che deve decidere il popolo sovrano, che si deve esprimere il Parlamento''. Castelli ha quindi spiegato: ''Sapete come si fa ad essere grandi statisti, politici europei illuminati? Basta andare in Europa e dire sempre si'. Noi abbiamo avuto il coraggio di dire no''. Il ministro della Giustizia ha quindi affermato di condividere tutto cio' che sull'europa e' stato detto al congresso: ''Vogliamo l'europa dei popoli e non il superstato europeo. Oggi la battaglia per la liberta' della Padania si fa difendendo la liberta' di tutti i popoli dell'europa''. ROMA, 10 APR 2002 (Assemblea plenaria del CSM)- ''L' attacco all' autonomia e all' indipendenza della magistratura puo' avvenire e sta avvenendo dai governi europei. Mentre a Roma si discute Sagunto cade''. Il Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha replicato cosi' ai consiglieri del Csm che avevano accusato le sue riforme di ledere autonomia e indipendenza della magistratura, invitandoli a stare invece attenti a quanto accade in Europa. Castelli ha poi chiarito il senso del suo allarme parlando con i giornalisti: ''In Europa sta venendo avanti un corpo di leggi su cui il Consiglio Superiore della Magistratura non ha potere di intervento. Cio' rappresenta un vulnus allo status del Consiglio e in qualche modo vengono intaccate autonomia e indipendenza della magistratura; la legge nazionale ha sottolineato Castelli - prevede che il ministro debba raccogliere il parere obbligatorio del Csm sulle riforme; l' Unione Europea invece non deve raccogliere nessun parere dal Consiglio''. Secondo Castelli, questo e' solo un aspetto del fenomeno: ''E' stato proposto per esempio un procuratore europeo che avra' poteri di indagine anche in Italia, ma che sara' completamente indipendente dal Csm; vedremo, perche' ci sono perplessita' su questo punto da tantissime parti ed anche noi le abbiamo''. Il guardasigilli e' tornato a criticare la definizione che si sta dando a livello europeo del reato di razzismo e xenofobia: ''Ha tratti secondo me illiberali e incostituzionali. E' un mostro giuridico definire questo reato il convincimento di essere superiore ad un' altra persona perche' questa appartiene ad un' altra razza''. LUSSEMBURGO, 26 APR L'appello contro il razzismo e la xenofobia approvato ieri dai ministri degli interni dell'ue contiene ''un unico punto di perplessita''' per il ministro della giustizia Roberto Castelli. Riguarda - ha spiegato a Lussemburgo - la definizione del reato di razzismo e xenofobia, cosi' come e' contenuta nella decisione quadro della Commissione Ue. ''Il testo proposto dalla Commissione necessita di approfondimenti e modifiche profonde, perche' presenta tratti che vanno contro i principi della liberta' di pensiero'', ha spiegato Castelli. ''Per esempio - ha citato a memoria il ministro - il reato fa riferimento anche al convincimento che un individuo si ritenga superiore ad un altro. Io mi chiedo: come puo' un magistrato entrare nel convincimento personale di un individuo? Ci sono poi altre cose. Il punto e' che stiamo viaggiando su una border line che e' molto 67 delicata, perche' c'e' un rischio di sconfinamento nel campo delle liberta' di pensiero. Un conto - ha precisato ancora Castelli - e' essere razzista, e noi condanniamo assolutamente il razzismo e la xenofobia, un conto e' esprimere liberta' di opinioni e fare lotta politica''. Sull'appello contro il razzismo approvato ieri dai ministri degli interni all'unanimita', senza discussione, si era creato un piccolo giallo a proposito di una 'riserva di studio' italiana di cui il ministro Claudio Scajola ha detto di non essere a conoscenza. ''Noi ritenevamo che la dichiarazione fosse materia di discussione anche per i ministri della giustizia e abbiamo detto che volevamo approfondirla meglio'', ha spiegato oggi Castelli. ''Porre una riserva di studio, vuole dire esaminarla meglio, ed e' questo quello che volevamo fare. Poi ci hanno detto che era materia di discussione solo per gli interni. Allora non mi ha riguardato piu'''. ROMA, 12 LUG ''No al superstato europeo che legifera scavalcando le Costituzioni degli Stati membri''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, nel corso di un convegno su giustizia e Europa, organizzato da Forza Italia. ''A Bruxelles e' in atto un pericoloso processo, silenzioso e inesorabile - ha spiegato Castelli-. Nel chiuso di alcune stanze pochi uomini non eletti dal popolo prendono provvedimenti che hanno poi il valore di leggi in tutti gli Stati europei''. Il ministro ha fatto l'esempio del mandato di arresto europeo e del congelamento dei beni... In un anno di intensi lavori con l' Unione europea, ha spiegato, ''sono portato a credere che i principi liberali, cosi' tanto sbandierati, in realta' non vengono praticati''. Il problema, ha aggiunto, ''e' che mentre le leggi nazionali sono reversibili, cioe' se una legge e' sbagliata si puo' cambiare, quelle europee tendono a diventare irreversibili. Si sta varando con ritmi sostenutissimi una serie di provvedimenti con valore di legge. Ma bisogna decidere quanto potere vogliamo cedere a Bruxelles. Io credo che prima dobbiamo concordare che tipo di entita' vogliamo, quindi fare una Costituzione e poi stabilire che tipo di leggi dobbiamo fare''. Contro questo processo, ha rilevato il ministro, ''io mi sono inventato la riserva parlamentare: io ministro, cioe', mi impegno a non approvare subito una norma europea, ma mi riservo di sottoporla prima al nostro Parlamento: dovranno essere i rappresentanti eletti da popolo a decidere''. 78 MONTECCHIO MAGGIORE (VICENZA), 10 NOV A Bruxelles e' in corso di definizione una direttiva quadro che intende codificare i reati di razzismo e xenofobia ''per i cui contenuti siamo molto preoccupati, perche' si entra nel terreno minato della liberta' di pensiero''. Lo ha ricordato stasera a Montecchio il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Un terreno, ha proseguito, in cui, se le cose non sono scritte con grande attenzione si rischia di confondere l'espressione di un pensiero politico con un pensiero razzista, e perseguire attraverso la magistratura chi professa idee diverse. E' appunto un problema minato, cui noi vogliamo opporci perche' potrebbe essere lo strumento di qualche pm, anche europeo, con idee diverse per perseguire qualsiasi partito politico''. Il Guardasigilli, intervenuto a Montecchio sul piu' ampio tema del federalismo, ha anche segnalato il rischio che proprio con lo strumento delle direttive quadro europee, in particolare nel settore della giustizia, si rischi di andare invece nella direzione di uno ''stato fortemente centralizzato. Rischiamo insomma di cadere - ha aggiunto - dalla padella di Roma alla brace di Bruxelles''. Castelli ha criticato inoltre le modalita' con cui vengono definite le direttive quadro in sede europea, strumenti con i quali ''venti persone possono decidere per trecentomila europei, in un processo decisionale non trasparente e sottratto alla sorveglianza della pubblica opinione perche' anche i mass media ne parlano poco''. ROMA, 1 MAR ''In Europa tira una brutta aria, i nazisti rossi cercano in tutti i modi di negare ai cittadini la liberta' di esprimere le proprie opinioni. Ma la Lega si oppone e si opporra' sempre a questi tentativi. Non vogliamo piu' rivedere i roghi dei libri in piazza''. Cosi' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, risponde alle polemiche sollevate dalla posizione da lui assunta ieri in sede Ue sulla decisione-quadro per i reati razzisti e xenofobi. Sola contro tutti, l'italia ha bloccato il pacchetto di misure, proposte dalla Grecia, destinate ad armonizzare a livello europeo le norme e le sanzioni in materia di lotta al razzismo e alla xenofobia. ROMA, 19 MAR C e' un progetto europeo dei magistrati per impossessarsi del potere e governare l'europa, sostituendo l'arma giudiziaria a quella della democrazia''. A denunciarlo, in una intervista alla PADANIA, e' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. ''Un progetto - sostiene al quale solo il ministro della Giustizia italiano si oppone''. Il ministro, nel formulare la sua tesi del complotto europeo, parte dalla recenti dichiarazioni espresse dai magistrati palermitani Ingroia e Scarpinato sulla possibilita', in caso dell'esistenza di uno 'stato mafioso', che intervenga un'ente superiore come l'europa a commissariarlo. ''Ma poi osserva Caselli - chi stabilisce la mafiosita' di uno Stato? Ovviamente - si risponde - i giudici non eletti dal popolo ma investiti da Dio, o meglio da Carl Marx...'' Poi penso al mandato d'arresto Ue, o ancora alla decisione-quadro contro razzismo e xenofobia dove a stabilire se io ho detto qualcosa di razzista è sempre un Garzon di turno...''. ''Se mettiamo insieme tutti i pezzi del puzzle dice Castelli - ne emerge un obiettivo preciso: il potere in mano ai magistrati (e a chi sta dietro di loro). Vogliono governare l'europa, non si sa in base a quali principi''. Una visione da dittatura delle toghe ''che - dice - sta li', negli scritti e nelle dichiarazioni dei magistrati di sinistra''. ROMA, 20 MAR Il ministro della Giustizia Roberto Castelli esprime forti perplessita' sul capitolo 'giustizia' di quella che dovrebbe essere la bozza di costituzione europea. ''Nel testo che ho letto - dichiara conversando con i giornalisti in Transatlantico - ci sono degli aspetti che mi preoccupano molto. Uno di questi e' l'idea di un comitato di controllo che verifichi in ogni paese dell'unione l'applicazione delle varie direttive. E' un'impostazione dirigistica che noi non possiamo accettare''. ''Ne ho parlato a lungo con Francesco Speroni - aggiunge e lui dovra' riferire queste nostre preoccupazioni al comitato costituito ad hoc presso la Farnesina''. 89 30 mar 2003 (Corriere della Sera) Veria (Grecia): L Italia è contraria alla Procura europea, ma non per la procura in sé ha dichiarato il Ministro Castelli - il pericolo è la creazione di un superstato molto accentratore, che tolga sovranità agli Stati europei. Quanto alle toghe rosse europee, le considera già più di un ipotetico pericolo : C è un piano preciso che le toghe rosse hanno fatto sostiene Castelli Ed è lì, sotto gli occhi di tutti. Basta vedere quanto scrivono, i loro documenti Non è che nell UE si propone il mandato d arresto europeo o il procuratore europeo perché si è d accordo con questo piano dice Castelli Dico che esiste una parte della magistratura europea, che cerca di strumentalizzare e di appropriarsi di questi strumenti per portare avanti un disegno profondamente antidemocratico. Punta a gestire il potere non attraverso l espressione democratica, ma attraverso l esercizio della giustizia. BRUXELLES, 9 LUG Il ministro della giustizia Roberto Castelli ha messo in guardia questo pomeriggio a Bruxelles davanti alla commissione liberta' pubbliche dell' Europarlamento contro un possibile ''uso distorto'' del mandato di arresto europeo da parte di magistrati ''politicizzati''. Rispondendo a due domande di eurodeputati sul contenuto di una sua intervista in proposito, Castelli ha spiegato che ''con il mandato di arresto europeo e con la decisione quadro sul congelamento dei beni abbiamo creato due mezzi potentissimi: come tutti i mezzi potentissimi possono essere usati in maniera proficua o in maniera maliziosa''. Castelli ha quindi messo in guardia contro ''l'uso distorto di questo strumento da parte di certi magistrati che noi riteniamo politicizzati''. Roma, 11 LUG 2003 : l art. 9, par. 3, della Decisione istitutiva di Eurojust prevede che ciascuno Stato definisce la natura e la portata dei poteri giudiziari che conferisce al proprio membro nazionale sul suo territorio. L il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, ha approvato un disegno di legge con il quale si attribuisce al Governo il potere di designare il magistrato italiano in Eurojust (sia pure in una rosa di candidati sottoposta al preventivo vaglio dell organo di autogoverno), nonchè il potere di impartire al medesimo direttive per l esercizio delle sue funzioni, tra cui figurano anche quelle di richiedere e scambiare, anche in deroga al segreto investigativo, informazioni scritte in ordine a procedimenti penali ed al contenuto degli stessi. Nella relazione d accompagnamento al progetto di legge si diceva anche che il Governo rinuncia alla facoltà di attribuire poteri giudiziari al suo rappresentante in Eurojust, le cui funzioni vengono evidentemente ritenute di natura amministrativa. Il Presidente Ciampi ha rimandato al mittente tale disegno di legge. Il nuovo testo deliberato dal Consiglio dei Ministri il , non certo tranquillizzante, è stato approvato da un solo ramo del Parlamento. 3. Il Ministro e il rapporto dell esperto delle Nazioni Unite ROMA, 24 GEN ''Credo che l' Italia in tema di democrazia non debba accettare lezioni da nessuno'': cosi' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l' Italia si senta sotto tutela dopo l' intervento dell' Onu e l' ipotesi di inviare una delegazione sulla questione giustizia. ''Io non ho ricevuto nulla dall' Onu - ha detto il ministro - se ricevero' una comunicazione in tal senso ospiteremo sicuramente molto volentieri chiunque voglia venire a visitarci. Non c'e' nessun problema. Mi pare - ha aggiunto - venga un signore dalla Malesia; noi l' ospiteremo come si deve''. ROMA, 12 APR L' ispezione dell' Onu in Italia sullo stato della giustizia ''e' stata sollecitata da certi ambienti italiani. Ma alla fine lo stesso inviato dell' Onu ha riconosciuto che non e' in discussione 910 l' indipendenza della magistratura italiana''. Lo ha detto il ministro della giustizia Roberto Castelli, intervenendo al convegno sulla giustizia organizzato da Forza Italia. ''Certi ambienti hanno sollecitato l' ispezione in Italia da parte dell' esperto dell' Onu - ha detto Castelli - e basti pensare che la sua interprete era Chiara Ingrao. Devo dire che lo stesso esperto dell' Onu, il malese Param Cumaraswamy, e' stato molto corretto tanto e' vero che non appena gli e' stata spiegata la situazione, si e' sbarazzato dell' interprete''. ORISTANO, 10 AGO Il relatore speciale dell' Onu sull' indipendenza della giustizia, Dato' Param Cumaraswamy, ''non ha anticipato alcun giudizio a proposito della legge sul legittimo sospetto. Ha ricevuto informazioni preoccupanti e si e' giustamente preoccupato, ma sono certo che trovera' questa legge assolutamente legittima''. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Roberto Castelli - da alcuni giorni in vacanza in Sardegna - rispondendo alle domande dei giornalisti durante una pausa della sua visita, in forma privata, alla Fiera del tappeto di Mogoro, in provincia di Oristano. La preoccupazione espressa da Cumaraswamy per la legge sul legittimo sospetto e' contenuta in una lettera inviata il 2 agosto scorso al presidente del Consiglio Berlusconi, in qualita' di ministro degli Esteri ad interim, e riguarda il rischio di un allungamento ulteriore dei tempi della giustizia italiana e la possibilita' che i politici sotto processo possano trarre vantaggio dalle modifiche legislative introdotte dalla nuova norma. Castelli ha osservato che la stessa preoccupazione era stata espressa dalle Nazioni Unite per la legge sulle rogatorie, ''un provvedimento - ha concluso il ministro - che e' stato poi giudicato in maniera molto positiva''. In realtà, il Relatore speciale sull indipendenza dei giudici e degli avvocati della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell uomo, con una lettera del 23 gennaio 2002 diretta al governo, ha rilevato il contrasto tra classe politica e classe giudiziaria; ha espresso poi le sue preoccupazioni, il 26 marzo successivo, con la relazione per la 58.a Sessione annuale della Commissione dell ONU per i diritti dell uomo, tenutasi in quel giorno a Ginevra (nella quale, tra l altro, ha dichiarato di condividere le preoccupazioni dei giudici, dei pubblici ministeri e dei professori,..di essere convinto che siano ragionevoli i timori dei giudici e dei P.m. che vedono minacciata la loro indipendenza.. in quanto..sebbene gli attacchi del Governo siano stati indirizzati nei confronti di singoli giudici e pubblici ministeri, deve essere ricordato che la contestazione a pochi viene percepita come un attacco all'intero ordine giudiziario, oltre che un attacco al principio di legalità ) ed infine, il 2 luglio, con la citata nota al governo, manifestava le sue perplessità per la legge Cirami. Nella relazione del 26 marzo, inoltre, si legge: Nel corso della missione, nei suoi colloqui con il Ministro della giustizia e con i Presidenti delle Commissioni giustizia del Senato e della Camera dei Deputati, il Relatore speciale ha invitato alla costituzione di una commissione dei rappresentati di tutte le parti del sistema giudiziario tra cui il Consiglio superiore della magistratura, l Associazione nazionale magistrati, le associazioni degli avvocati, il mondo accademico e il Ministro della giustizia, allo scopo di indirizzare la riforma del sistema giudiziario in modo virtuoso e onnicomprensivo. L'attuale approccio del Ministro della giustizia non è soddisfacente ed è pieno di sospetto e diffidenza. (Dopo il rientro dalla sua missione, il Relatore ha saputo che il Governo ha accettato questa raccomandazione. Il Ministro della giustizia convocherà una Conferenza nella direzione indicata). 4.Il Ministro, l autonomia della magistratura, le riforme, le priorità ROMA, 4 LUG ''Guai a mettere in discussione l'autonomia della magistratura in un momento come questo. Noi stiamo preparando riforme importanti e tutti devono essere convinti che si tratta di riforme nell'interesse generale e non contro qualcuno In questo momento - ribadisce il Ministro Castelli - il governo deve concentrarsi sul suo obiettivo primario: le riforme, da attuare con il piu' vasto consenso possibile, senza creare inutili attriti con il potere giudiziario''. (Intervista al Resto del Carlino) 1011 ROMA, 14 MAR Una riforma che potrebbe avere lo slogan ''largo ai giovani, e a chi vuole impegnarsi''. Cosi' il ministro della giustizia Roberto Castelli, al termine del consiglio dei ministri, illustrando ai giornalisti la riforma dell' ordinamento giudiziario. Il Ministro sosterrà poi l approvazione dell aumento dell età pensionabile dei magistrati a 75 anni Nota prot. 60/ del del Ministro della Giustizia "Al Capo del Dipartimento dell'organizzazione Giudiziaria: In conformità del disposto di cui all'art.101 Cost., La prego di volere impartire le opportune disposizioni affinchè nelle aule di Udienza, compresa l'aula Magna (ove esistente), di tutti gli uffici giudiziari, sia inserita la seguente dicitura "La Giustizia è amministrata in nome del Popolo". Tale dicitura sarà apposta in modo visibile alle spalle del Giudice ed in stile uniforme agli arredi". F.to Roberto Castelli ROMA, 7 MAR ''Il testo approvato oggi e' assolutamente in linea con i principi costituzionali''. Lo ha detto il ministro della giustizia Roberto Castelli al termine del consiglio dei ministri, a proposito del maxi emendamento alla riforma dell' ordinamento giudiziario. (ndr: il cd. maxi emendamento alla riforma dell ordinamento giudiziario, come è noto, è stato concordato dai 4 saggi, costituitisi in comitato: il Ministro stesso, il sottosegretario on.le Michele Vietti, il parlamentare europeo on.le Giuseppe Gargani e l on.le Ignazio La Russa, ciascuno in rappresentanza dei partiti della maggioranza parlamentare). ''Posso gia' prevedere le critiche di sempre - ha aggiunto -quella sull' attacco all' autonomia e indipendenza della magistratura e quelle sulla costituzionalita'. E' fatta salva l' indipendenza dei magistrati e per quanto riguarda tutte le formulazioni del testo,ho chiesto sempre in tutti i passaggi che fosse scritte in modo tale da assicurare la costituzionalita'. I quattro saggi hanno fatto un buon lavoro''. Il ministro ha poi sottolineato che e' stato approvato all'unanimita'. ROMA, 7 MAR ''Vogliamo arrivare alla verticalizzazione delle procure''. Lo ha spiegato il ministro della giustizia Roberto Castelli, sottolineando che si vuole ''riportare la responsabilita' delle procure ai procuratori capo''. ''Sappiamo - ha aggiunto - da esempi concreti, a cominciare dalle grandi procure, che si stanno vivendo momenti difficili, e vogliamo riportare tutto al procuratore, in modo che ci sia una persona responsabile dell' ufficio e parli a nome di tutto l' ufficio''. ROMA, 28 GEN ''Il testo Boato e' ragionevole, ma mi chiedo se non sarebbe meglio che il parlamento si occupasse di leggi che non interessano una sola persona, ma migliaia di cittadini''. E' quanto ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, nel corso di una intervista a Radio24, a proposito della proposta Boato per modificare l'iter di concessione della grazia. ROMA, 28 GEN ''Mi dispiace che la Camera dei Deputati non abbia capito la ratio di questo emendamento, che si proponeva di andare incontro alla richiesta di oltre 120 magistrati di Cassazione''. Lo afferma il ministro della giustizia Roberto Castelli, in merito alla bocciatura da parte della Camera dell'emendamento, presentato dal governo, che mirava a estendere ai magistrati di Cassazione residenti a Roma il trattamento di missione previsto dalla legge finanziaria 2004 per i colleghi che risiedono fuori dalla capitale. ''Tale emendamento - spiega il guardasigilli rappresentava un tentativo di dialogo tra Governo e magistratura, e i deputati che hanno espresso voto contrario non ne hanno colto lo spirito, nonostante in Commissione avessi cercato di spiegare il significato dell'emendamento, che infatti era stato approvato dal comitato dei nove. In ogni caso, questo Ministro e' abituato ad affrontare queste difficolta'. Peccato che spesso provengano proprio dalle fila della stessa maggioranza''. 1112 ROMA, 30 GEN ''Ho tre priorita' irrinunciabili - elenca Castelli la riforma dell'ordinamento giudiziario che e' appena stata approvata al Senato e promette di viaggiare speditamente alla Camera; la riforma del rito minorile e poi i reati di opinione''. ROMA, 21 GEN ''E' il primo passo di una riforma epocale, definita cosi' anche da parte dell'opposizione, il Paese ne aveva bisogno''. Lo dice il ministro della Giustizia Roberto Castelli commentando l'approvazione del ddl di riforma sull'ordinamento giudiziario da parte dell'assemblea del Senato. VENEZIA, 6 FEB ''La disponibilita' ad aprire il testo della riforma dell'ordinamento giudiziario a modifiche non e' mai venuta meno, ci sono dei punti sui quali siamo disponibili a interloquire ulteriormente''. Il ministro della giustizia Roberto Castelli afferma la sua volonta' di dialogo davanti alla platea dei magistrati riuniti a Venezia per il 27/o congresso dell'anm. ROMA, 6 MAR ''Questo sciopero sollecita il Governo a fare una riforma che non sia solo di facciata''. Cosi' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha commentato la nuova protesta decisa dall' Unione delle Camere Penali contro la riforma dell' ordinamento giudiziario. MILANO, 30 APR ''Non ho capito perche' Bruti Liberati se la prenda, mi sembra che abbiano individuato in me l'unico artefice del testo, e cio' se da un lato mi fa onore, dall'altro non risponde al vero perche' e' stato frutto di un lungo lavoro di compromesso'': lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli rispondendo a una domanda dei cronisti sulla minaccia di sciopero dei magistrati sul complesso tema della riforma. ''Abbiamo mantenuto le promesse di venire incontro alle esigenze espresse dai magistrati - ha aggiunto Castelli -, ma sembra che loro non vogliano alcun tipo di riforma, a questo punto dovrebbero dire qualcosa. Mi pare che il testo sia addirittura piu' avanzato rispetto alle richieste fatte dalla stessa magistratura. Sono piu' di due anni che il testo e' all' esame del Parlamento, quindi questo non e' un colpo di mano ma un provvedimento meditato. LAUREANA DI BORRELLO (REGGIO CALABRIA), 4 MAG ''Se vogliamo fare una riforma che non scontenti nessuno, l' unica riforma possibile e' nessuna riforma. Se questa maggioranza avra' il coraggio di esercitare il proprio dovere, allora forse raggiungeremo il risultato storico di fare, per la prima volta nella storia della Repubblica, la riforma dell' ordinamento giudiziario''. A sostenerlo e' stato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, parlando della riforma a margine dell' inaugurazione dell' istituto sperimentale a custodia attenuata di Laureana di Borrello (Reggio Calabria). 5.Il Ministro tra separazione delle funzioni, separazione delle carriere ed elezione dei magistrati FIRENZE, 26 OTT Nel programma del governo sulla riforma della giustizia ''e' scritto che si vogliono separare le funzioni dei magistrati''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, rispondendo alla domanda su cosa intendesse il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella sua lettera inviata all'organismo unitario dell'avvocatura in cui si parlava di ''separazione dei ruoli''.castelli, inoltre, nel corso del suo intervento al congresso dell'oua, ha aggiunto che ''le riforme non saranno mai contro nessuna categoria ma a favore dei cittadini italiani''. ROMA, 12 GEN 2002 (Inaugurazione Anno Giudiziario) - ''Noi pensiamo immediatamente alla separazione delle funzioni'' in magistratura. Cosi' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, risponde 1213 a chi, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Roma, gli chiede chiarimenti sulla separazione delle funzioni o delle carriere dei magistrati. ''E' tutto - dice - nel nostro programma. Sulla separazione delle funzioni sono d'accordo anche vasti strati della magistratura, e dunque la faremo''. Il Guardasigilli ha spiegato che ''per passare da una funzione all'altra occorrera' un concorso e sara' necessario cambiare distretto''. ROMA, 19 GIU Introdurre la separazione delle carriere in magistratura? ''Non mi risulta che questa sia la linea del governo''. Cosi' il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare l'intervista del presidente del Consiglio ieri a ''Libero''. ''Ieri un giornale ha detto che il presidente del Consiglio ha sostenuto alcune cose che tra l'altro mi pare siano state smentite. Io sto agli atti parlamentari e di governo - ha sottolineato Castelli - e non mi risulta che questa sia la linea del governo''. Non ci saranno modifiche allora al ddl sull'ordinamento giudiziario? ''Il testo resta quello del governo, sottoposto all'esame parlamentare che ne valutera' il merito''. ROMA, 20 GIU ''Il nostro programma prevede la separazione delle funzioni tra giudici e pm e io mi sono premurato che su questa questione non ci siano rivoluzioni in Parlamento. Sulla separazione delle carriere non ci si devono aspettare sorprese''. Il giorno dello sciopero dei magistrati, Roberto Castelli, ministro della Giustizia, rassicura sui progetti di riforma del governo e tende una mano alle toghe: la temuta separazione delle carriere non ci sara', garantisce in un'intervista al CORRIERE DELLA SERA. Il ministro non esita ad accusare la magistratura di eccessivo conservatorismo, ma rifiuta lo scontro diretto e rivendica la sua vocazione al dialogo: ''E' in atto un confronto - dice - noi vogliamo le riforme mentre nell'anm prevale una linea di assoluto conservatorismo. ROMA, 30 GEN Il ministro della Giustizia Roberto Castelli apre sulla separazione delle carriere in magistratura. In un'intervista che sara' pubblicata sul prossimo numero di ''Panorama'' ha dichiarato che se la maggioranza volesse fare questa scelta, lui non sarebbe contrario. ''Da Guardasigilli ho avuto l'incarico di procedere nella riforma che fa parte del programma elettorale della Casa delle liberta', a Costituzione invariata. Siamo pertanto orientati - spiega il ministro - a procedere a una rigorosa distinzione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri, arrivando anche a concorsi separati per l'accesso alla carriera. Ma se nella Casa delle liberta' si facesse strada l'ipotesi di una riforma costituzionale che consenta la separazione delle carriere, personalmente non sarei contrario''. MIRABELLO (FERRARA), 30 AGO ''Mi pare che il consenso alla proposta di eleggere i Pubblici ministeri si sta allargando''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, a margine del dibattito sulla giustizia in cui ha parlato nell' ambito della festa del Tricolore a Mirabello. Sollecitato a parlare dell' ipotesi di eleggere i rappresentanti della pubblica accusa, Castelli ha precisato che ''questa e' una proposta della Lega che per il momento stiamo elaborando per poi presentarla agli alleati. Riconosco che l' ipotesi non faceva parte del programma di Governo. Ma la presenteremo ai partiti alleati e se a loro piacera' la porteremo avanti altrimenti se ne riparlera'. Pero' mi pare che il consenso si sta allargando sempre di piu'''. ''Bisogna partire - ha detto ancora Castelli dalla separazione delle carriere. Noi sull' ordinamento giudiziario credo che abbiamo fatto un ottimo lavoro a costituzione vigente. Per andare piu' in la' occorre cambiare la Costituzione. In tal caso si puo' 1314 anche porre il problema dell' elezione del Pm. Ma ribadisco, nessun allarme, e' solo una proposta. Perche' ho visto che qualcuno si e' allarmato''. ROMA, 10 MAR - ''Non voglio punire i giudici ma basta con il '68 delle toghe''. Lo dice il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in una intervista alla REPUBBLICA nella quale parla del maxiemendamento della maggioranza che riforma l'ordinamento giudiziario. Un emendamento ''che - annuncia - considero blindato nella parte parte riguardante le indicazioni sulle carriere''. Secondo il Guardasigilli, la riforma non pone problemi dal punto di vista costituzionale. ''E' un punto - sottolinea sul quale sono stato molto attento, perfino monotono. Ho detto e ridetto che la versione che veniva fuori dai miei uffici non doveva presentare il minimo fumus di possibile incostituzionalita'. Non ho difficolta' ad ammetterlo dice Castelli -: mi sono voluto coprire le spalle. Il testo e' stato per questo visto e rivisto, limato fino alla paranoia. A tempo debito solo la Consulta potra' eventualmente sollevare dei rilievi. Ma sono convinto che non ne trovera' ''. Il ministro insiste sul fatto che non si tratti di separazione delle carriere. ''Sara possibile passare piu' volte dalla funzione di giudice a quella di Pm dopo aver affrontato un concorso e aver cambiato distretto. Quindi - fa notare non c'e' alcuna separazione''. ''Questo - ammette Castelli - e' stato il passaggio piu' difficile di tutta la riforma. Ma voglio rassicurare tutti, politici, magistrati, docenti universitari e cittadini che non c'e' stato alcun intento punitivo nel formularlo. ROMA, 8 LUG ''Bossi presentera' un disegno di legge costituzionale per la separazione delle carriere, l'elezione diretta dei pm, probabilmente, la loro regionalizzazione''. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Roberto Castelli intervenendo all'assemblea dell'assonime. ''Si tratta di una novita', di una proposta che non faceva parte del programma elettorale. Vedremo cosa ne pensano gli alleati'', ha detto Castelli. ROMA, 8 LUG ''Non ho assolutamente in mente due Csm. Penso invece ad un modello europeo, dove il Pm e' un semplice funzionario...''. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, risponde cosi' a chi gli chiede spiegazioni riguardo al suo annuncio di un disegno di legge costituzionale per separare le carriere dei magistrati. ''Non voglio - sottolinea Castelli - due Csm diversi, uno per i Pm e un altro per i giudici. Ma, ripeto, penso invece al modello europeo. Siamo voluti entrare in Europa? E allora dobbiamo adeguarci. Anche in materia di separazione delle carriere''. 6.Il Ministro e la sottoposizione del PM all Esecutivo ROMA, 4 DIC Il ministro della giustizia Roberto Castelli preferisce il ''sistema italiano'', ma pone in discussione l' ipotesi di sistemi in uso in altri Paesi europei, dove la figura del pubblico ministero e' ''sottoposta al controllo da parte del ministro''. Alla questione Castelli ha riservato un passaggio del suo intervento al Senato, sostenendo che il governo e' pronto a ''discutere della sottomissione del pubblico ministero all' esecutivo'' e ricordando che in Francia e in Gran Bretagna il pm e' sottoposto al controllo del ministro guardasigilli. ''Mi sta bene il modello italiano'', ha pero' aggiunto Castelli sottolineando le differenze in questo campo tra i diversi Paesi e chiedendo che si cominci tuttavia a discutere tali temi anche in Italia. Castelli ha anche aggiunto che c'e' una ''piccolissima parte di magistrati che fanno politica'', citando poi l' articolo 68 della Costituzione che, fra l' altro, prevede la non perseguibilita' dei membri del Parlamento per le loro opinioni o per i voti dati nell' esercizio delle loro funzioni. 1415 7.Il Ministro e l interpretazione della legge MILANO, 29 OTT ''Se si dovesse verificare che ci sono magistrati che non applicano la legge io applichero' tutti gli strumenti che la legge mi da', compresi quelli ispettivi''. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, a proposito di una dichiarazione di qualche giorno fa del Procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli. Borrelli aveva dichiarato che per riparare ai danni della legge sulle rogatorie spettera' alla magistratura ''neutralizzare sul piano interpretativo i guasti''. ''Il magistrato - ha detto Castelli intervistato a Telelombardia - ha l'obbligo di applicare la legge e di interpretarla in quei lati interpretabili, tanto e' vero che esiste la giurisprudenza''. ''Che un magistrato - ha aggiunto il ministro - possa pero' pensare di stravolgere la legge pro domo sua e' inaccettabile e vi garantisco che, fino a che saro' io ministro, questo non potra' accadere''. ROMA, 30 OTT ''Un magistrato ha l'obbligo di applicare e interpretare la legge, ma non puo' stravolgerla. E una cosa inaccettabile, finche' saro' ministro cio' non potra' accadere. Sono pronto in caso contrario ad attivare tutti i poteri a me concessi, ivi comprese le ispezioni''. ROMA, 12 FEB Roberto Castelli non commenta le prese di posizione di Cesare Ruperto che ha riconosciuto ai giudici il diritto-dovere di interpretare le norme e le sentenze. I giornalisti hanno chiesto al ministro della Giustizia, presente al Senato per partecipare al dibattito sulla riforma elettorale del Csm, se le dichiarazioni del presidente della Consulta non rappresentino una ''sconfessione'' nei confronti di Forza Italia che nel processo Previti-Sme hanno accusato i giudici di Milano di aver completamente disatteso una sentenza della Corte costituzionale. ''Non ne so nulla ha detto Castelli - perche' non ho avuto il tempo di leggere i giornali. Davvero non so' cosa abbia detto Ruperto''. 8.Il Ministro e la valutazione della professionalità dei magistrati FIRENZE, 26 OTT Il lavoro dei magistrati sara' presto valutato anche sotto il profilo manageriale. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che, nel ribadire che saranno ripresi i lavori della commissione paritetica Csm-ministero della Giustizia sulla valutazione dell' efficienza dei magistrati, ha fatto sapere che ne faranno parte sia ''una societa' specializzata nel valutare i criteri manageriali'' (ndr.: la società in questione è la Global Brain and Partners del conte Alberto Uva), sia un avvocato ''il cui coinvolgimento ritengo fondamentale''. Il ministro Castelli ha fatto sapere - nel corso del XXVI congresso dell' organismo unitario dell' avvocatura - che al ministero della Giustizia una societa' specializzata ''ha gia' sottoposto una proposta interessante. Si tratta di valutarla''. Se alla societa' verra' dato via libera, i criteri di valutazione manageriali sui magistrati avverranno in un primo momento ''a livello sperimentale, attraverso tribunali pilota e riguarderanno solo la magistratura ordinaria''. Il guardasigilli ha comunque ribadito che non si tratta di stilare delle ''pagelle'', ma di ''valutare il rendimento e la professionalita' dei magistrati''. ROMA, 16 LUG Nessuna pagella ai magistrati, almeno per ora. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, presentando con il vicepresidente del Csm i primi risultati del lavoro di una commissione mista incaricata di elaborare un progetto informatico per misurare la produttivita' degli uffici giudiziari, allo scopo di migliorarne l' efficienza, ha voluto sgombrare subito il campo dagli 1516 equivoci. ''Non si tratta di un'iniziativa di carattere punitivo, non daremo le pagelle ai magistrati - ha chiarito il ministro, non appena ha preso la parola -. E' invece un lavoro che nasce dall' esigenza piu' volte espressa dal capo dello Stato: ridare efficienza agli uffici giudiziari e che dunque servira' a potenziare le realta' piu' carenti''. Almeno per ora: non e' escluso infatti che in un secondo momento con gli stessi strumenti - i 200 ''indicatori'', ancora sperimentali individuati dalla Commissione per monitorare il lavoro degli uffici giudiziari e fotografare la situazione in tempo reale - non si finisca per valutare anche la professionalita' del singolo magistrato. ''Dal punto di vista teorico nulla osta che si arrivi anche li', ma quella e' la fine del percorso'', ha detto in proposito Castelli. Insomma ''puo' darsi che in futuro si possa giungere alla valutazione dei singoli magistrati, ma per il momento siamo fermi a quella degli uffici giudiziari''. E per essere ancora piu' esplicito il ministro ha sottolineato che la prospettiva di introdurre elementi di meritocrazia nella magistratura, contenuta nella sua riforma dell'ordinamento giudiziario, ''non c'entra nulla con questo lavoro''. 9.Il Ministro e la riforma del Codice Penale ROMA, 12 LUG Piu' di cento reati si avviano ad essere depenalizzati. Forse gia' nella prossima settimana il ministro della Giustizia Roberto Castelli presentera' al Consiglio dei ministri una proposta in tal senso, il primo frutto del lavoro svolto dalla Commissione presieduta da Carlo Nordio per la riforma del codice penale. Lo ha annunciato lo stesso Guardasigilli nel corso di una conferenza stampa. Tra i reati che vengono ''cancellati'' dal punto di vista penale, una buona fetta e' rappresentato da quelli di opinione. In tutto si tratta di ''piu' di 100'' reati, previsti da ''leggi speciali''. Il governo si appresta a intervenire anche sul processo penale. ''E' quasi pronto il decreto di nomina della Commissione di studio per la riforma del processo penale'' ha reso noto Castelli, precisando che sara' varato prima delle ferie. ROMA, 21 NOV La necessita' di modificare le norme sulla legittima difesa che riguardano cittadini aggrediti nelle proprie abitazioni verra' segnalata dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, alla Commissione per la riforma del codice penale ''che proprio domani avra' ufficialmente il via''. Lo ha annunciato il Guardasigilli nel corso del question time alla Camera rispondendo a un'interrogazione dell' on. Luciano Dussin (Lega). Castelli ha ripetuto un suo motto, ossia di essere ''dalla parte di Abele'' e, proprio per questo, porra' la questione alla Commissione incaricata che ''valutera' l'opportunita' di apportare dei correttivi alla normativa attualmente in vigore''. 10. Il Ministro ed il progetto di riforma del diritto minorile ROMA, 1 MAR Una ''rivoluzione'' nei tribunali per minori, ''sperando non di eliminare gli errori giudiziari, ma che almeno si riducano i drammi familiari''. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli spiega cosi' ai giornalisti i provvedimenti approvati oggi dal Consiglio dei ministri. ''Si tratta dell' unificazione delle competenze civili in materia di famiglia e minori - ha detto il ministro - con l' attribuzione delle stesse a sezioni specializzate presso i tribunali ordinari. Le sezioni saranno composte unicamente da giudici togati. E gli esperti saranno solo consulenti del giudice, che torna alla sua funzione giurisdizionale. Cambiera' tutto, speriamo che sia efficace''. 1617 ROMA, 2 LUG Almeno presso 100 tribunali potrebbero essere istituite sezioni specializzate per la giustizia civile minorile. E' quanto si propone il governo che, riformando la giustizia minorile, intende creare un contatto piu' diretto tra giudici e realta' sociale del minore. Ne ha parlato il ministro della Giustizia Roberto Castelli nel corso di un'audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera. Il ministro avrebbe preferito l' istituzione di un tribunale della famiglia che accorpasse tutte le competenze oggi frammentate tra piu' uffici giudiziari, ''ma cio' a breve non e' possibile - ha chiarito - per ragioni di carattere organizzativo e finanziario''. Si e' scelto allora di puntare su sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, ''almeno 100'' nelle intenzioni del governo, molti di piu' dei 29 tribunali per i minorenni che oggi si occupano anche di giustizia civile. Castelli ha difeso nel suo complesso la riforma, che ha definito un intervento ''non piu' rinviabile'' e che intende ''adeguare la normativa alla nuova realta' dei minori''. Ma ha confermato la disponibilita' al confronto: ''non vogliamo fare riforme contro nessuno''. ROMA, 5 NOV 2003 (La bocciatura del progetto di riforma del diritto minorile)- Il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi ha sospeso brevemente la seduta dopo l'approvazione in assemblea delle pregiudiziali di costituzionalita' presentate dalle opposizioni al provvedimento di riforma del tribunale dei minori del ministro Guardasigilli Roberto Castelli. L'approvazione delle pregiudiziali comporta la sostanziale bocciatura del testo. ROMA, 5 NOV ''Ho le prove testimoniali che il voto di oggi e' stato organizzato. Le ho raccolte prima del voto...''. Lo afferma il ministro della Giustizia, Roberto Castelli commentando il voto dell'aula. ''A essere stato battuto - prosegue castelli - non sono stato io ma il governo e una delle sue riforme fondamentali''. Ai giornalisti che chiedevano se siano stati i centristi ad aver messo in crisi la maggioranza, Castelli risponde laconico: ''Fate voi le vostre valutazioni...''. ROMA, 30 GEN ''Quando ho portato in Parlamento la mia riforma dei tribunali per i minori - ricorda il ministro della Giustizia Roberto Castelli, intervistato dal GIORNALE ho svolto consapevolmente la parte del kamikaze. Sapevo che avrei corso grossi rischi, anzi prevedevo come sarebbe andata a finire''. ''Io non mi tiro indietro e annuncio che riportero' in Consiglio dei ministri questa riforma. I tempi non li so indicare con precisione ma so che avverra' presto, molto presto. Credo - dice Castelli - che questo problema sia una priorita' del Paese. Per me la sua soluzione e' irrinunciabile.(...) 11. Il Ministro, l efficienza del sistema giustizia, le risorse materiali ROMA,18 GIU L'obiettivo del programma di governo in tema di giustizia e' soprattutto l'efficienza: ''E' quello che vogliono i cittadini, e' quello che vuole il governo ed e' quello che anche i magistrati desiderano Sto dialogando con i giudici e con tutte le forze interessate. Dobbiamo soprattutto avere cura dell'efficienza della giustizia''. ROMA, 14 GEN 2002 (intervista ad Enzo Biagi, ne Il fatto ) - Come vorrebbe essere ricordato il Ministro della Giustizia? ''Come il Guardasigilli - ha risposto Castelli - che in qualche modo ha portato avanti delle riforme che rispondono ai veri problemi della gente che, ripeto, non sono lotte di potere o lotte tra poteri dello Stato, ma l' eccessiva lunghezza dei processi e i criminali in liberta' ''. 1718 ROMA, 7 OTT ''Qui ho trovato la situazione peggiore d'europa. Nella giustizia non funziona quasi niente. Mi secca dirlo, perche' sembra che voglia giustificare i ritardi di questo ministero. C'e' ''un debito pubblico giudiziario'' di 10 milioni di processi arretrati, a cui si aggiunge un rapporto patologico tra magistratura e politica che invelenisce il clima''. In un'intervista al GIORNALE il ministro della Giustizia Roberto Castelli parla dei mali della situazione del sistema giudiziario e dei magistrati. ''Saranno il venti per cento quelli che assumono posizioni ideologiche. Ma la parte restante si e' accordata per spirito corporativo. I segnali di collaborazione che ho mandato per un anno, sono caduti nel nulla. ROMA, 19 SET La crescita delle intercettazioni telefoniche sta aumentando in ''misura esponenziale''. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Castelli chiarendo che questa situazione sta creando problemi all'amministrazione della giustizia che si trova di fronte a spese ''non controllabili e che rimangono senza copertura''. Il ministro ha quindi ricordato che tali spese possono essere fatte grazie ''all'articolo 51 del codice di procedura penale, articolo che consente ai capi degli uffici giudiziari di prendere impegni anche senza una opportuna copertura. Ma non e' possibile, per lo Stato - ha aggiunto il ministro - avere spese senza controllo ne' controllabili''. ''E' comunque un tema delicato perche' si va ad interferire nei procedimenti - ha detto ancora il guardasigilli -, resta comunque il fatto che non e' concepibile avere spese che si possono fare senza avere soldi. Anche per questo - ha concluso ricordando l'art. 81 della Costituzione - occorre mettere ordine anche nell'amministrazione della giustizia''. ROMA, 11 NOV ''Maggiori risorse per la Giustizia? Serve piuttosto una cultura manageriale''. Cosi' il ministro della giustizia Roberto Castelli replica all' Associazione nazionale Magistrati, e la presentazione della giornata nazionale di mobilitazione contro le riforme e i tagli dei fondi. ''L' Associazione nazionale magistrati,- afferma il ministro Castelli - ancora una volta, mostra una clamorosa mancanza di cultura manageriale e di capacita' gestionale delle risorse economiche. Nell' indire una giornata di mobilitazione contro le riforme e contro il (supposto) taglio di fondi da parte del Governo, infatti, viene ripetuto un ritornello trito e ritrito: la Giustizia ha pochi fondi per colpa del Governo. La realta', invece e' completamente diversa. I soldi ci sono, ma vengono spesi senza il minimo criterio manageriale. Faccio qualche esempio, citando anche un ambito richiamato dall Anm. Per quanto riguarda le spese per la stenotipia e la fonotrascrizione, tra il 2001 e il 2003 si e' registrata a livello nazionale una crescita delle cifre richieste pari al 31%. Ripeto: in due anni, le Corti dþappello hanno chiesto, solo per questo servizio, un aumento dei fondi pari al 31%, con punte di oltre il 100% in alcune sedi. Cifre che sono francamente difficili da giustificare. In ogni caso, a fronte di una continua crescita della spesa, il Ministero sta studiando nuove metodologie di svolgimento del servizio, anche attraverso l' utilizzo di nuove tecnologie. Perche' la soluzione, di fronte a un sistema inefficiente, non e' quella di iniettare semplicemente nuove risorse, ma trovare il modo di rendere il sistema piu' efficiente e quindi in grado di utilizzare meglio i soldi dei cittadini, possibilmente senza sprecarli''. ''Altro ambito in cui le spese si stanno dilatando enormemente - continua il ministro - e' quello delle intercettazioni. In tre anni, il loro numero e' passato da 25mila a 70mila, con un incremento del 180%. La spesa che nel 2002 e' stata di 230 milioni di euro minaccia di arrivare, visti i dati del primo semestre di quest' anno, a una cifra compresa tra i 300 e i 340 milioni di euro. Penso che queste cifre parlino da sole. Alcune delle spese gestite dalle Corti d' Appello stanno andando fuori controllo, a dimostrazione, come dicevo, di una mancanza di cultura manageriale e di capacita' di gestione delle risorse. Non servono nuovi soldi, serve piu' attenzione quando li si spende. Soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di soldi dei cittadini''. 1819 NAPOLI, 17 GEN Il bilancio della giustizia e' passato da sei miliardi e 60 milioni di euro nel 2001 a sette miliardi e 726 milioni (oltre 15mila miliardi delle vecchie lire) per l'anno 2004, con un aumento del 27,5 per cento. E' uno dei dati forniti dal ministro della Giustizia Roberto Castelli nel corso della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario a Napoli. Uno stanziamento pari all'1,71 per cento del bilancio dello Stato - ha ricordato il ministro - che ''ci pone in una buona media rispetto agli altri stati dell'ue''. Ma, ha sottolineato Castelli ''non esistono risorse infinite, non possono esistere spese al di fuori di ogni controllo''. A proposito delle spese il ministro ha citato quelle relative alle intercettazioni: dalle 32mila utenze intercettate per 165 milioni di euro nel 2001, 45mila per 230 milioni nel 2002 a oltre 74mila per 350 milioni nel Lo stesso trend ha osservato - vale per altre spese, come la stenotipia. ''Questa esplosione di attivita' e di spese - ha poi commentato non trova alcuna apparente ragione di essere, non essendo radicalmente mutate le condizioni del paese dal 2001 ad oggi''. ROMA, 28 GEN 2004 (dopo i rilievi del PG presso la Corte dei Conti sull abuso di consulenze) Non sono d accordo nel ritenere uno spreco le consulenze. I collaboratori esterni all' amministrazione, infatti, possono apportare un patrimonio di cultura e conoscenze insostituibile''. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, replica cosi' alle affermazioni del procuratore generale presso la Corte dei Conti sulle consulenze. ''Non esito a dire - aggiunge il ministro - che senza il contributo di consulenti, la mia opera amministrativa sarebbe stata fortemente ridotta nella sua efficacia. Mi domando come sia possibile introdurre elementi di cultura privatistica, spesso indispensabile, senza il ricorso a consulenze. Nessuno, questo e' evidente, vuole mortificare la capacita' professionale in molti casi elevatissima dei dipendenti dello Stato, ma e' altrettanto evidente che in alcuni casi un incontro tra culture diverse e' non solo positivo, ma necessario. Durante la mia gestione ho raggiunto risultati in alcuni casi mai conseguiti prima, cosa che sarebbe risultata impossibile senza l'apporto di consulenze esterne. Occorre che sul tema delle consulenze si instauri un sereno confronto''. 12.Il Ministro e le leggi ad personam ROMA, 14 GEN 2002 (intervista ad Enzo Biagi, ne Il fatto ) - Sul tema di rogatorie e falso in bilancio, il Guardasigilli ha detto che non si puo' sempre vedere le cose ''con malizia''. ''Sulla questione del falso in bilancio - ha aggiunto ricordo che noi ci siamo allineati alle piu' moderne normative del mondo occidentale ROMA, 12 LUG Sul falso in bilancio ''Bush si adegua a noi e questo non puo' che farci piacere. Perche' per quei disastri avvenuti negli Usa da noi e' gia' previsto il carcere''. Cosi' il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha risposto in una conferenza stampa alla domanda su cosa pensasse dell'inasprimento di pene annunciato da Bush. E ora di riaffermare le regole fondamentali di funzionamento dell economia di mercato:il capitalismo non è sostenibile senza coscienza etica. Ai responsabili di falso in bilancio raddoppio le pene da 5 a 10 anni di carcere. Istituisco una task force per la repressione dei reati societari e finanziari : così il Presidente degli Stati Uniti, parlando all inizio di luglio 2002 nel cuore del mercato finanziario di Wall Street, presentando un pacchetto di dieci riforme che punta a rafforzare la trasparenza dei mercati. Non sembra che si tratti della stessa linea seguita dal Ministro della Giustizia 1920 ROMA, 12 LUG ''La storia che la riforma sul falso in bilancio salva tutti e' una favola messa in giro dalla sinistra - ha aggiunto il ministro -. Una delle tante, visto che tutto cio' che e' stato preannunciato dalla sinistra non si e' realizzato '' ROMA, 11 SET ''La Cirami occupera' il Parlamento per un tempo ristretto. Il ddl sull'ordinamento giudiziario si e' fermato solo apparentemente, per lasciare all'opposizione il tempo di presentare emendamenti. Quindi, non e' stato assolutamente inficiato dalla Cirami''. L'assicurazione arriva dal ministro della Giustizia Roberto Castelli (Lega Nord) in una lunga intervista al SOLE-24 ORE, che condivide lo spirito della Cirami. ''Credo sia giusto dare all'imputato la possibilita' di dire che un giudice non e' imparziale. Tanto piu' se lo si fa reintroducendo una norma che c'era fino al E prima dell'89 non ho mai visto un girotondo contro questa norma''. Per Castelli ''se un giudice parla o scrive tutti i giorni di politica sui giornali, come si fa, poi, a lamentarsi se la magistratura non gode del massimo della fiducia tra i cittadini italiani?''. Il ministro assicura che ''non si sono mai stati strappi all'interno della maggioranza. Ma nell'incontro di lunedi' e' stato ribadito che nessuno di noi, singolarmente, era autorizzato a portare all'esterno posizioni non preventivamente concordate''. COPENAGHEN, 12 SET ''No, non e' possibile da parte mia fare questo. Non potrei farlo neanche se volessi'': lo ha detto questa sera a Copenaghen il ministro della giustizia, Roberto Castelli, rispondendo alla domanda se chiedera' un parere al Csm sulla legge Cirami. ''Non potrei farlo neanche se volessi - ha detto Castelli rispondendo ai giornalisti alla vigilia di un consiglio dei ministri Ue - perche' non e' una mia legge quella in Parlamento. Quindi - ha aggiunto - andrei in qualche modo ad inficiare una prerogativa del Parlamento''. COPENAGHEN, 13 SET 2002 La Cirami, ha sostenuto il Ministro Castelli, e' ispirata ad un ''principio giusto che sarebbe passato del tutto inosservato se non fosse stato strumentalizzato dalla sinistra''. MASSA (MASSA CARRARA), 26 MAR ''La legge Cirami e' una legge civile e non ha prodotto quei disastri che, come al solito, la sinistra strumentalmente aveva pronosticato''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, al termine della visita che ha fatto oggi nel carcere di Massa. MILANO, 22 DIC - ''Non e'assolutamente vero, e' una bugia colossale che sia stato abolito il reato di falso in bilancio''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che oggi e' intervenuto a Radio Padania Libera per commentare la vicenda Parmalat. Castelli, che ha sottolineato come gli indagati per la vicenda Parmalat sono accusati proprio di falso in bilancio, ha accusato la sinistra di raccontare bugie in relazione all'abolizione di questo reato: ''Occorre fare una premessa di carattere generale - ha detto -. Ricordiamoci una cosa che e' una costante: la sinistra dice delle bugie, mente patentemente. Anche in questo caso hanno mentito. A me dispiace poi perche' magari i nostri elettori e 20 Vedere altro
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Oggi in Pavia, alle ore 14.30, presso la Stanza di Napoleone, Laboratorio di Anatomia Comparata, Dipartimento di Biologia Animale, piazza Botta 10, si riunisce il Comitato per la valutazione della didattica. Dettagli STATUTO DELL ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI
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