Source: http://www.coordinamento.org/sapo/2010/11/12/coordinamento-udu-pavia-sentenza-storica-del-tar-di-milano-limite-di-tasse-al20-dell-ffo-tutela-diritto-allo-studio/
Timestamp: 2018-02-19 10:06:28+00:00
Document Index: 158091189

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Coordinamento-UDU PAVIA, sentenza storica del TAR di Milano: limite di tasse al20% dell' FFO = tutela diritto allo studio! | UDU Pavia
12 novembre 2010 12 novembre 2010 Senza categoria
Coordinamento-UDU PAVIA, sentenza storica del TAR di Milano: limite di tasse al20% dell’ FFO = tutela diritto allo studio!
Il TAR Milano emette una sentenza (sebbene non definitiva) di portata storica. Grazie al Coordinamento, assistito dall’Avvocato Massimo Ticozzi, è sancito a chiare lettere il diritto degli studenti ad ottenere che la contribuzione studentesca non superi mai il 20 % dei finanziamenti statali erogati all&apos;Università (FFO). Annullati, perchà© illegittimi, anche la tassa aggiuntiva per i dottorandi con borsa finanziata da enti esterni all&apos;Università ed il contributo posto a carico dei soli studenti extracomunitari.
Il TAR Lombardia di Milano, Sezione I, ha depositato ieri la sentenza non definitiva n. 7130/2010, in seguito all&apos;udienza pubblica di discussione del ricorso presentato dal Coordinamento per il Diritto allo Studio, svoltasi lo scorso 13 ottobre.
Il TAR ha rigettato tutte le eccezioni di carenza di interesse con cui la difesa dell&apos;Università aveva cercato di paralizzare il ricorso, affermando, peraltro, che un certo numero di ricorrenti avrebbe avuto un ISEE inferiore a 12.000 e che pertanto non sarebbe stato leso dalla delibera di aumento delle tasse oggetto di impugnazione. Non è così. Come riconosciuto dal TAR, è corretta la posizione del Coordinamento, secondo cui un solo studente, tra i ricorrenti, aveva un ISEE inferiore a 12.000 (peraltro comunque leso da tutta una serie di balzelli fissi, dalla tassa di laurea a quella per l&apos;accesso alle lauree specialistiche).
Inoltre, disattendendo le tesi difensive dell&apos;Università ed accogliendo invece quella prospettata dal Coordinamento per il Diritto allo studio, il TAR ha stabilito che “l&apos;invocato art. 5 d.p.r. 306/1997 fondi in capo agli iscritti una vera e propria pretesa a che l&apos;università non si discosti dal vincolo del 20%, aumentando illimitatamente le cd. tasse universitarie. In questa prospettiva l&apos;art. 5 del d.p.r. 306/1997 può essere considerato come una misura di garanzia a tutela del diritto allo studio, sulla cui diretta azionabilità in giudizio non possono esservi dubbi [”¦] dinanzi al quale non può seriamente negarsi che i privati siano portatori di posizione giuridiche qualificate, suscettibili di tutela giurisdizionale”. Ciò premesso, il TAR non ha ritenuto pienamente provato in concreto il superamento del 20 % suddetto – da ritenersi, comunque, come si è visto, vietato – ed ha pertanto disposto che la Ragioneria Generale dello Stato effettui entro 60 giorni una “verificazione”, volta ad accertare se in concreto vi sia stato un superamento o meno della predetta soglia. Ha pertanto rinviato al 9 febbraio 2011 la decisione finale circa l&apos;invocata condanna dell&apos;Università alla restituzione delle tasse eventualmente corrisposte in eccedenza dagli studenti.
Inoltre, il TAR ha rigettato l&apos;impugnativa dell&apos;aumento di 125 euro per ciascuno studente, ritenendo che tale “previsione trova in questo caso una giustificazione concreta e specifica in nome dell&apos;erogazione di nuovi servizi aggiuntivi, di indubbia utilità per la generalità degli iscritti”, per cui, “sul presupposto (facilmente verificabile già nel medio periodo) che tale contributo aggiuntivo sia effettivamente e fedelmente destinato all&apos;erogazione di tali servizi, le censure devono ritenersi infondate”. Sulla verificabilità di tale presupposto il Coordinamento vigilerà attentamente, ritenendo assai improbabile che tutti i fondi introitati per mezzo di tale misura, comunque iniqua e che colpisce indiscriminatamente tutti gli iscritti, verranno interamente vincolati all&apos;erogazione di servizi agli studenti.
Nel merito, il TAR ha riconosciuto – annullandola – l&apos;illegittimità di una contribuzione differenziata e maggiorata per due particolari categorie: – i dottorandi con borsa di studio finanziata da enti esterni all&apos;Università ; – gli studenti extracomunitari;entrambe oggetto di una tassazione separata, aggiuntiva ed in misura fissa.È del tutto evidente l&apos;iniquità di tali misure, volte l&apos;una di fatto a penalizzare i dottorandi di ricerca la cui borsa di studio non gravava in alcun modo su fondi universitari e l&apos;altra a colpire indiscriminatamente gli studenti extracomunitari.ï»¿
Il Coordinamento per il diritto allo studio-UDU Pavia, nel complesso, non può che riconoscere la portata storica della pronuncia scaturita dal proprio ricorso, con cui è stato finalmente affermato il sacrosanto principio per cui gli studenti possono tutelarsi davanti al giudice di fronte ad ingiustificati ed indiscriminati aumenti della contribuzione studentesca, pretendendo che questa rientri tra i parametri di legge che non possono essere calpestati infischiandosene dell&apos;effettiva garanzia del diritto allo studio in capo agli iscritti all&apos;Università .
Abbiamo dimostrato e ribadiamo con forza che non devono essere gli studenti a pagare le conseguenze degli sconsiderati tagli del Governo al sistema universitario che è il pià¹ sottofinanziato d&apos;Europa. Grazie al principio ribadito dal TAR, l&apos;UDU continuerà con maggior forza a chiedere in tutta Italia un adeguamento dei finanziamenti statali alla media europea e combatterà con ogni mezzo le situazioni di illegittimo aggravio della contribuzione studentesca che vede circa i 2/3 delle Università italiane applicare pratiche illegittime.