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Timestamp: 2017-02-25 06:50:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ']

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pubblicato 28 apr 2014, 04:03 da Emilio Curci
aggiornato in data 28 apr 2014, 04:05
Cassazione civile , sez. III sentenza 20.02.2014 n° 4075Ai fini di un valido ed efficace contratto locativo di natura transitoria a norma del combinato disposto di cui all'art. 5 legge n. 431/98 e D.M. 30 dicembre 2002, occorre la sussistenza delle seguenti condizioni: 1) la previsione di una specifica clausola contrattuale che individui l'esigenza di transitorietà del locatore e/o del conduttore; 2) l'allegazione, al contratto, di un'apposita documentazione atta a provare la suddetta esigenza; 3) la conferma, da parte dei contraenti, del permanere di essa, tramite lettera raccomandata da inviarsi prima della scadenza del termine. Con la conseguenza che, a prescindere dal mancato soddisfacimento dei presupposti contemplati, il contratto locativo non può avere una durata inferiore a quella ordinaria e che, in difetto di prova dei requisiti richiesti, esso va ricondotto nell'alveo dei contratti di cui all'art. 2 commi 2 e 3 legge n.431/98.Leggi qui massima e testo integrale tratti dal sito "www.neldiritto.it"
CassCivsezIII19747-2012.pdf
CassCivsezIII16068-2012.pdf
pubblicato 01 mar 2012, 03:39 da Emilio Curci
aggiornato in data 01 mar 2012, 03:39
Tribunale Bari, sez. Monopoli, sentenza 24.10.2011 n° 552Il contratto di locazione stipulato successivamente all'entrata in vigore dell'art. 1 c. 346 della legge n. 311/2004 è nullo se non registrato entro trenta giorni dalla stipula. Tuttavia, la registrazione tardiva del contratto sana la nullità con efficacia ex nunc, con la conseguenza che solo dopo la registrazione può essere promossa l'azione di convalida dell'intimato sfratto e solo da tale momento decorre la durata del contratto ed il locatore ha diritto alla corresponsione del canone pattuito.
Monopoli552-2011.pdf
pubblicato 11 nov 2011, 02:25 da Emilio Curci
aggiornato in data 11 nov 2011, 02:25
Cassazione civile , sez. III, sentenza 29.09.2011 n° 19876Nel caso di specie, il giudice a quo ha ritenuto che la menzionata clausola non poteva essere intesa quale mera clausola di stile, alla luce della considerazione che " la detta rinuncia è precisa e circostanziata e comprende qualunque titolo o spesa passati o futuri relativi al rapporto locatizio oggetto della transazione; il che significa in termini più espliciti che essa M. con particolare riferimento a titoli futuri .ha inteso rinunciare ora per allora ad eventuali future controversie suscettibili di sfociare in un contenzioso relativo al contratto de quo”.Ciò posto, deve ritenersi che la Corte territoriale ha argomentato adeguatamente sul merito della questione con una motivazione sufficiente, logica, non contraddittoria e rispettosa della normativa applicabile, evidenziando la specificità e la funzionalità della clausola a testimonianza della sicura consapevolezza e volontà dei contraenti. Ed è appena il caso di osservare che l'accertamento se una determinata clausola contrattuale sia soltanto "di stile" ovvero contenga una reale concreta manifestazione di volontà dei contraenti è rimesso all'apprezzamento del giudice di merito ed è, come tale incensurabile in Cassazione qualora sia adeguatamente motivato
Cass19876-2011.pdf