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Timestamp: 2017-10-18 00:08:10+00:00
Document Index: 88319247

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'art.1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 27', 'art.13', 'art. 6', 'art.1']

Bambini e bambine speciali/ La legge 170/2010 Una rilettura per non dimenticare… | Officina
Bambini e bambine speciali/ La legge 170/2010 Una rilettura per non dimenticare…
marzo 20, 2014 § 1 Commento
La Legge 170/2010 ha finalmente fissato il riconoscimento e la definizione di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia”. In concreto la legge riconosce, sin dal suo art.1, la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculiaquali disturbi specifici di apprendimento che si manifestanoin presenza di capacità cognitiveadeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.
Che cosa è, di fatto, richiesto alla scuola? Potremmo dire, semplicemente, di riconoscere e accogliere la diversità. Infatti si legge che le Istituzioni Scolastiche “riconoscono e valorizzano le diversità … (e) possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune” (D.P.R. 275/1999 – Art. 4),
Il principio che viene sancito è che l’alunno con DSA utilizza un diverso modo di imparare che richiede la conoscenza dei DSA da parte dei docenti oltre ad un’organizzazione scolastica flessibile ed una metodologia didattica personalizzata.
La Legge 517/77 (legge sulla programmazione educativa) prescrive che “… La programmazione educativa può comprendere attività scolastiche organizzate per gruppi … allo scopo di realizzare interventi individualizzati inrelazione alle esigenze dei singolialunni …”.
E lo sanciva pure il Regolamento dell’Autonomia Scolastica (DPR 275/1999) quando parlava di “flessibilità scolastica”. Il Regolamento dell’autonomia scolastica offre lo strumento della flessibilità, (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”). Flessibilità non solo neicalendari, negli orari, neiraggruppamenti deglialunni, nell’adeguamentoalle esigenze delle realtàlocali, ecc. Ma anche in tutti gli aspettidell’organizzazione educativa edidattica della Scuola e va intesacome:- personalizzazione educativa edidattica,- personalizzazione degli obiettiviformativi- personalizzazione dei percorsiformativi. (DPR 275/1999 art. 4.2).
La Legge 170/2010 riempie un vuoto normativo e risponde ad esigenze avvertite fortemente dai genitori e dal mondo della scuola. Ma non solo: essa legittima le azioni che la scuola e la famiglia avevano messo in campo; sensibilizza gli operatori scolastici, sanitari e l’opinione pubblica; promuove la ricerca e la formazione.Il 12 luglio 2011 sono state emanate Le Linee Guida e le disposizioni attuative.L’ Art. 2 dichiara le finalità a cominciare dalla prima: “garantire il diritto all’istruzione”per finire con “assicurare eguali opportunità di sviluppodelle capacità in ambito sociale e professionale” .
Il ruolo della scuola viene indicato in base ad alcuni punti qualificanti:
Promuovere adeguate attività di recupero didattico mirato” (da documentare: come, che cosa , dove…?)
Trasmettereapposita comunicazione alla famiglia degli studenti che presentano persistenti difficoltà” (Come? Dove? … istituire un modello?)
Attivareinterventi tempestivi (screening, questionari, prove collettive, prove standardizzate, inserimento nel P.O.F,) idonei ad individuare i casi sospetti di DSA”
Spiegare che “l’esito di tali attività non costituisce comunque una diagnosi di DSA”.
Garantire una didattica individualizzata e personalizzata”
Garantireforme efficaci e flessibili di lavoroscolastico in relazioni alle caratteristiche peculiaridei vari soggetti
Applicarestrategie didattiche, metodologiche evalutative adeguate (ruolo del PDP come documento dell’avvenutaapplicazione delle strategie)
Introdurre gli strumenti compensativi e le misuredispensative necessari e monitorarne periodicamentel’efficacia
Garantireadeguate forme di verifica e valutazione
Promuovere la collaborazione e la comunicazionescuola-famiglia servizi sanitari
L’art. 4 sulla “Formazione nella scuola” apre una prospettiva fondamentale: “… al personale docente e dirigenziale … èassicurata un’ adeguata preparazione riguardoalle problematiche relative al DSA, finalizzata adacquisire la competenza per individuarneprecocemente i segnali e la capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate”. Che poi si faccia è altra cosa, ma nella Legge c’è.
“La scuola deve diventare l’osservatorio per eccellenza, dove è possibileindividuare precocemente le difficoltàspecifiche di apprendimento.Ciò significa che gli insegnanti devonoosservare e segnalaretempestivamente i problemi”.(LINEE GUIDA pag. 6 -9).
La scuola deve sviluppare, sempre secondo la legge, dei processi di osservazione in ogni ordine di scuola. In questa direzione andrebbe effettuata l’osservazione delle prestazioni atipiche. Per individuare unalunno con un potenziale DSA può bastare, almeno in una prima fase,far riferimento all’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo. Ma occorre anche l’osservazione degli stili di apprendimento Gli individui apprendonoin maniera diversa uno dall’altro secondo le modalità e le strategie concui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici.
Se la costruzione dell’attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso … di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano diventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo scolastico. (LINEE GUIDA, pag 6)
Nella Scuola dell’infanzia: “È importante identificare precocemente le possibili difficoltà di
apprendimento e riconoscere i segnali di rischio già nella scuola dell’infanzia.
Il bambino che confonde suoni, non completa le frasi, utilizza parole non adeguate … omette suoni o parti di parole, sostituisce suoni, lettere ( es. p/b) va supportato con attività personalizzate all’interno del gruppo. Il bambino che mostra, a cinque anni, queste difficoltà, può essere goffo, avere poca abilità nella manualità fine, a riconoscere la destra e la sinistra o avere difficoltà in compiti di memoria a breve termine, ad imparare filastrocche, a giocare con le parole.
Questi bambini vanno riconosciuti e supportati adeguatamente: molto si può e si deve fare.
Solo in una scuola vissuta … si può stabilire un rapporto positivo tra bambino ed adulto che ascolta, accoglie, sostiene e propone. In una scuola dove (c’ è) la collaborazione, la sinergia, la condivisione degli stili educativi tra le insegnanti, tra queste e la famiglia …. In una scuola che vive nell’ottica dell’inclusione”
Nella scuola Primaria: il lavoro passa attraverso l’analisi dei disturbi di lettura e di scrittura: “All’inizio della scuola primaria la prevenzione delle difficoltà diapprendimento rappresenta uno degli obiettivi più importantidella continuità educativa, che si deve realizzare attraverso unoscambio conoscitivo tra la famiglia, i docenti della scuoladell’infanzia e i docenti della scuola primaria medesima.Solo da una conoscenza approfondita degli alunni, il team docente potrà programmare le attività educativee didattiche, potrà scegliere i metodi e i materiali estabilire i tempi più adeguati alle esigenze di tutti glialunni del gruppo classe.”
Nella Scuola secondaria di I e di II grado: “La scuola secondaria richiede agli studenti la piena
padronanza delle competenze strumentali (lettura, scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo di studio e prerequisiti adeguati all’apprendimento di saperi disciplinari sempre più complessi; elementi, questi, che possono mettere in seria difficoltà l’alunno con DSA, inducendolo ad atteggiamenti demotivati e rinunciatari. Tali difficoltà possono essere notevolmente contenutee superate, individuando opportunamente lestrategie e gli strumenti compensativi nonché le
misure dispensative.”
Anche l’Università: dovrà svolgere un ruolo importante, trovando soluzioni all’internodelle metodologie didattiche e di valutazione e favorendo l’uso distrategie e risorse, in particolare attraverso le nuove tecnologie. …Si pone, pertanto, …la necessità di interventi idonei ad individuare i casi sospetti diDSA negli studenti (art. 3.3) come per tutti gli altri gradi di scuola.
La presentazione della certificazione diagnostica, al momento dell’iscrizione, permette di accedere anche ai test di ammissione con le seguenti modalità:
· la concessione di tempi aggiuntivi, rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti,
ritenuti congrui dall’Ateneo in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più;
· la concessione di un tempo aggiuntivo fino a un massimo del 30% in più rispetto a quello definito per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a livello nazionale o dalle università ….
· in caso di particolare gravità certificata del DSA, gli Atenei – nella loro autonomia – possono valutare ulteriori misure atte a garantire pari opportunità nell’espletamento delleprove stesse. ”(Dalle LINEE GUIDA pag 26 – 27)
L’Art. 3 comma 1 ci parla della “diagnosi: “La diagnosi dei DSA è effettuata … dal
Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è comunicata dalla famiglia alla
scuola di appartenenza dello studente.”Le regioni nel cui territorio non sia possibileeffettuare la diagnosi nell’ambito deitrattamenti specialistici erogati dal Serviziosanitario nazionale possono prevedere, neilimiti delle risorse umane, strumentali efinanziarie disponibili a legislazione vigente,che la medesima diagnosi sia effettuata daspecialisti o strutture accreditate.La legge, trattando i DSA in ambito scolastico, parla dipercorsi didattici “riabilitativi”. Ma la riabilitazione non è della scuola! Competono, invece, alla scuola le“strategie didattiche, metodologiche e valutative” e la “capacità” di applicarle, che l’adeguata formazione di docenti edirigenti ha il compito di garantire .
Una didattica per gli alunni con DSA: “ La sinergia fra didattica individualizzata e personalizzata determina dunque, per l’alunno e lo studente con DSA, le condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. (LINEE GUIDA, pag6 – 7)
Gli insegnanti possono “riappropriarsi” di competenze educativo – didattiche anche nell’ambito dei DSA, … È appena il caso di ricordare che nel profilo professionale del docente sono ricomprese, oltre alle competenze disciplinari, anche competenze psicopedagogiche (Cfr. art. 27 CCNL).Gli strumenti metodologici per interventi di carattere didattico fannoparte, infatti, dello “strumentario” di base che è patrimonio diconoscenza e di abilità di ciascun docente. Tuttavia, è pur vero che la competenza psicopedagogica, in tal caso, deve poter essere aggiornata e approfondita”. (LINEE GUIDA, pag 9).
Quando si presenta un bambino con DSA cosa deve fare la scuola? La legge prevede alcuni passaggi:
1.Riceve la diagnosi dalla famiglia
2.La protocolla
3.La inserisce nel fascicolo riservato
4.Informa il Consiglio di classe della presenza di un DSA tramite referente o altro incaricato dal D.S.
5.Procede alla stesura del PDP
6.Aggiorna il fascicolo personale riservato inserendo il PDP.
Va ricordato che “… In caso di disturbo grave … è possibile in corso d’annoDISPENSARE l’alunno dalla VALUTAZIONE nelle prove scritte e,in sede di esame di Stato, prevedere una prova orale sostitutiva di quella scritta, ….Resta fermo che in presenza della dispensa dalla valutazione delle prove scritte, gli studenti con DSA utilizzeranno comunque il supporto scritto in quanto utile all’apprendimento anche orale delle lingue straniere, soprattutto in età adolescenziale.
In relazione alle forme di valutazione, per quanto riguarda la comprensione (orale o scritta), sarà valorizzata la capacità di cogliere il senso generaledel messaggio … di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non deltutto corretto grammaticalmente.” (LINEE GUIDA pag. 20).
Per la Scuola Secondaria, la legge specifica bene la differenza tra ESONERO e DISPENSA:
“Sulla base della gravità del disturbo, nella scuola secondaria (…) considerate le sue possibili difficoltà di memorizzazione, risulta conveniente insistere sul potenziamento del lessico ad alta frequenzapiuttosto che focalizzarsi su parole più rare, …come quelle presenti nei testi letterari. …
Ai fini della corretta interpretazione delle disposizioni contenute nel decreto attuativo, pare opportuno precisare che l’ “esonero” riguarda l’insegnamento della lingua straniera nel suocomplesso, mentre la “dispensa” concerne unicamente leprestazioni in forma scritta “ (LINEE GUIDA, pag. 20).
Il Decreto attuativo N. 5669 all’ Art . 6 ci dice che: “Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe – essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato. In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’art.13 del D.P.R. n.323/1998.
Ma non basta. L’art. 6 parla anche di “misure per i familiari”.I familiari fino al primo grado di studenti delprimo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attivita’ scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili.
Le modalità diesercizio del diritto di cui al comma 1 sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Tutto ciò lo sottolineano anche le LINEE GUIDA: “ Particolare importanza riveste, nel contesto finora analizzato, il rapporto con le famiglie degli alunni con DSA.Esse, in particolare nel primo periodo di approccio dei figli con la scuola primaria, sono poste di fronte a incertezza recata per lo
più da difficoltà inattese… Necessitano pertanto di essere opportunamente guidate alla conoscenza del problema non solo in ordine ai possibili sviluppi dell’esperienza scolastica, ma anche informate con professionalità e costanza sulle strategie didattiche che di volta in volta la scuola progetta per un apprendimento quanto più possibile sereno e inclusivo, sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti, su possibili ricalibrature dei percorsi posti in essere “(LINEE GUIDA , pag 25).
Il tema delle “VERIFICHE E VALUTAZIONI”nei confronti degli alunni con D.S.A. è fonte di profonde riflessioni. Le norme ministeriali dichiarano che la “valutazione” dello studente con DSA dovrà essere “adeguata”, per sviluppare una valutazione centrata sull’alunno specifico e sui suoi progressi. “Forme adeguate di verifica e divalutazione.La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le modalità di differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito, discriminando fra ciò che è espressione diretta del disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente acquisite.”(L. G.pag 28)
La Legge 170/2010, parlando di valutazione degli apprendimenti, assicura che …“agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato …”.
Il D.M.12 luglio 2011 sui Dsa all’ Articolo 6 su “Forme di verifica e di valutazione” precisa
• “La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico – didattici di cui ai precedenti articoli.
• Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove – riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.”
Il Regolamento sulla valutazione (DPR 122/2009) all’ Art. 10 (Valutazione degli alunni con DSA) dice.“Per gli alunni con DSA adeguatamente certificati,la valutazione e la verifica degli apprendimenti,comprese quelle effettuate in sede d’esameconclusivo dei cicli,devono tener conto dellespecifiche situazioni soggettive di tali alunni;a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica edelle prove di esame, sono adottati gli strumenticompensativi e dispensativi ritenuti idonei. …”.
Grande importanza riveste il Documento del 15 maggio (O.M 44/2010), che ogni Consiglio di classe deve elaborareindicando“….i contenuti, imetodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, icriteri, gli strumenti di valutazione adottati, gli obiettiviraggiunti, nonché ogni altro elemento che i consigli di classeritengano significativo ai fini dello svolgimento degli esami” (Art.6 c.2).
“Prima della elaborazione del testo definitivo del documento, i consigli di classe possono consultare, per eventuali proposte e osservazioni, la componente studentesca e quella dei genitori”.(Art.6 c.6 ) “Il documento è immediatamente affisso all’albo dell’istituto e consegnato in copia a ciascun candidato.” (Art.6 c.7 ).
“Per quanto concerne le misure dispensative, oltre a tempi più lunghi per le verifiche scritte o a una quantità minore di esercizi, gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati dalla valutazione della correttezza dellascritturae, anche sulla base della gravità del disturbo, possono accompagnare o integrare la prova scritta con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.” (LINEE GUIDA, pag 19).
Nella scuola ci dovrebbe poi essere un referente DSA.Chi è il Referente DSA?Un insegnante curricolare a Tempo indeterminato:
• motivato e interessato ad accrescere la propria formazione
• con capacità relazionali e competenze nell’ambito della gestione delle dinamiche di gruppo
• che conosce le potenzialità didattico–organizzative offerte dal Regolamento dell’autonomia
• disponibile a lavorare in rete all’interno e all’esterno dell’Istituzione Scolastica.
Dove si dimostra l’applicazione della Legge?
In primo luogo nella stesura del POF che integra il PDP di ogni alunno. Il nome del PDP ha un suo senso. Piano: studio mirante a predisporre un’azione in tutti i suoisviluppi”; programma, progetto, strategia; Didattico: scopo della didattica è …il miglioramento dell’ efficacia e dell’efficienza dell’ insegnamento del docente; il miglioramento dell’efficacia e soprattutto dell’efficienza (diminuzione dei tempi e delle energie) dell’apprendimento dell‘allievo; Personalizzato: indica la diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro della classe. Il PDP prodotto va dato in copia alla famiglia conlettera protocollata a mano o raccomandata,inserito nel fascicolo personale riservato e una copia nel registro di classe.
Questa è la Legge. Come spesso capita in Italia è anche molto buona. Ma in molti casi è inapplicata e manca l’informazione tra i docenti, tra le famiglie. E poche sono le risorse economiche e professionali per renderla veramente operativa.
Intanto il rischio è quello di creare dei nuovi ghetti con delle classi piene di ragazzi DSA, senza un vero concreto aiuto.
Ripartire dalla Legge per renderla efficace: potrebbe essere già una buona cosa.
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