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Timestamp: 2017-04-27 12:59:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

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24 Dicembre 2014 Comunicati Stampa Pubblichiamo di seguito il documento congiunto presentato all'Assemblea dell'ATO rifiuti del 22 dicembre scorso da parte dei Sindaci di Capalbio, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Scansano e Sorano.
La scelta politica che guida l'attività del Consiglio di Amministrazione dell'ATO Toscana Sud, che si trasferisce nei programmi esecutivi del gestore unico SEI Toscana Srl, è, a nostro avviso, profondamente sbagliata.. Le scelte privilegiate dall'ATO Toscana Sud sono quelle impiantistiche, con logiche e meccanismi che sembrano remare verso una direzione antitetica rispetto agli obiettivi di raggiungimento della raccolta differenziata previsti dalla normativa europea; obiettivi che, per ammissione della stessa Autorità nei propri rendiconti annuali, non sono stati raggiunti e, in molti casi, non saranno raggiungibili nemmeno in tempi brevi, come si può evincere dalla lettura degli attuali Piani di Riorganizzazione dei Servizi. Le somme che si prevede di investire sugli impianti sarebbero più che sufficienti per implementare con successo la raccolta differenziata, arrivando alla definizione di un meccanismo puntuale che incentivi la cittadinanza alla differenziazione mediante meccanismi di premialità, ed inserendo nel sistema impiantistico le strutture necessarie per la corretta valorizzazione e recupero delle frazioni differenziate, arrivando alla prospettata autonomia gestionale in tutta l'area dell'ATO Toscana Sud.
Il Corrispettivo Provvisorio deliberato il 16/05/2014, pari a circa 98 milioni di euro, non ha una base di calcolo rintracciabile e per molti Comuni rappresenta un costo superiore a quello che avevano nel 2013, a parità di servizio erogato. Inoltre, sulla base del Corrispettivo Provvisorio deliberato per l'anno 2014, si prevede di aumentare il predetto importo di anno in anno per voci giustificative che vanno e vengono, con il mero fine di contribuire al raggiungimento dei fatidici 102 milioni. Quanto sopra potrebbe essere difficilmente giustificabile di fronte ai cittadini che intendiamo tutelare e a fronte di specifici controlli condotti in merito dagli Organi preposti.
Le richieste fatte da alcuni Sindaci e tecnici di riferimento per ottenere gli elementi di dettaglio relativi alla somma complessiva non hanno ottenuto quanto realmente richiesto, e in alcuni casi non sono state per nulla esaudite; ognuno dei sindaci ha quindi enormi difficoltà a sostenere che sia giusto corrispondere questi importi e non sa motivare gli aumenti, soprattutto a fronte di un servizio spesso scadente e senza la possibilità di controllo sul suo effettivo svolgimento.
L'affidamento al Gestore Unico è stato definitivamente accettato in quanto si era garantito un risparmio economico derivante dalla concretizzazione di economia di scala e di azioni volte all'ottimizzazione tecnico amministrativa del servizio. Si sta verificando il contrario: ci vengono proposti continui aumenti a parità di servizi per la raccolta ed il trasposrto ed altri ancora per lo smaltimento a causa del mancato ingresso agli impianti di flussi di rifiuti provenienti da aree esterne all'Ambito Toscana Sud, inizialmente garantiti da Questa Autorità. A tale proposito, la stessa Autorità, afferma testualmente nella proposta in analisi, che tali flussi esterni ad oggi "non sono pervenuti agli impianti di ATO nelle quantità stabilite ad esito del prolungarsi dei tempi di intervento della Regione Toscana". Questo aggravio di costi, pur non essendo ritenuto riconducibile ai Comuni, ricadrà comunque sulle stessa Amministrazioni con decorrenza dal 2016, mediante ipotizzate ed aleatorie forme di rateizzazioni
In riferimento alle proposte di delibera odiernamente discusse, si ritiene opportuno palesare quanto segue:
La determinazione del meccanismo di ripartizione dei Corrispettivi di Ambito a livello comunale ( rif. odg n. 7) si basa sostanzialmente su meccanismi di solidarietà, partendo da un più generico Corrispettivo Provinciale e ripartendo tale importo complessivo su criteri non direttamente indicativi del servizio effettivamente svolto su ogni territorio comunale; non è inoltre chiaro quale sia il meccanismo premiante applicabile ai punti d) ed e) del deliberato proposto, né quale possa essere il margine di autonomia decisionale delle singole Aree qualora si applichi un meccanismo di calcolo siffatto.
· La proposta di approvare un Corrispettivo Definitivo per l'anno 2014 e un Accordo Integrativo per le annualità 2014/2017 è inaccettabile per i seguenti motivi: 1. la valorizzazione tecnica ed economica del PSE 2014 era già stata effettuata dall'ATO, sulla base del Piano proposto dal Gestore Unico, prima di rimettere formalmente i relativi elaborati ai Comuni per le valutazioni di competenza; non è affatto chiaro, quindi, il motivo per cui la stessa Autorità affermi che la sua valorizzazione non sia stata coerentemente effettuata sulla scorta della puntuale applicazione dei criteri di gara; 2. non è chiaro come l'ATO possa prospettare ai Comuni "uno scenario pluriennale di sostanziale contenimento tariffario" a fronte dei palesati aumenti di costo previsti a parità di servizi PSE 2014 nell'art. 3.1 dell'Accordo Integrativo; è infatti evidente che l'articolato anzidetto prevede il passaggio dei costi complessivi del servizio da 98 milioni di euro netti del 2014 a 102 milioni di euro netti nel 2017; 3. risulta complicato poter riconfermare gli atti di Assemblea deliberati, in virtù della poca chiarezza con cui sono stati presentati ai Sindaci nel corso delle varie sedute, e soprattutto tenendo conto del pendente ricorso che il Gestore Unico ha presentato su un atto già deliberato, in precedenza mai formalmente comunicato ai Comuni interessati; 4. il Corrispettivo Definitivo proposto presenta un evidente aumento di costo rispetto ai 98 milioni di euro inizialmente deliberati per il servizio nella corrente annualità; inoltre, contiene ancora elementi di dubbia applicazione e legittimità, con particolare riguardo all'immediata applicazione del Fondo di Svalutazione dei crediti vantati verso i Comuni (rif. art. 2.1, lett. vi) e del Rischio interfaccia impianti della Provincia di Grosseto (art. 2.4, lett. A); 5. appaiono poi non giustificabili i punti ii), iii) dell'art. 2.1 e la lett. B dell'art. 2.4, in quanto la loro puntuale definizione e quantificazione tecnico economica era già stata effettuata nell'ambito della stipula dei contratti di conferimento di ramo aziendale effettuata tra SEI e i precedenti gestori territoriali; 6. non si può, in virtù di quanto già esposto al punto 1, affermare che per il 2014 il Gestore Unico "riscuoterà in acconto un Corrispettivo di valore inferiore rispetto a quello dovuto", anche per effetto di un previsto slittamento della consuntivazione del servizio all'anno 2016 (cfr. art. 2.5). Concludiamo chiedendo ai Sindaci componenti l'assemblea di prendere atto delle nostre riflessioni e di voler condividere un percorso volto ad ottenere una radicale modifica della linea generale espressa fino ad ora dall' ATO Toscana Sud. Letto 5890 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Luglio 2016 12:55
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