Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Deliberazione_n_26_2017.html
Timestamp: 2019-12-15 12:47:32+00:00
Document Index: 22814573

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art.15', 'art 3', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 8']

Deliberazione n. 26 del 26 maggio 2017
VISTA l’istanza presentata in data 20 maggio 2016 con cui il sig. XXX, ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con l’operatore Wind Telecomunicazioni S.p.A., ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
Con l’istanza presentata in data 20 maggio 2016 ai sensi degli art. 14 e ss. del Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, di cui alla Delibera n.173/07/Cons emanata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (d’ora in avanti A.G.Com.), il sig XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. al fine di dirimere la controversia con Wind Telecomunicazioni S.p.a. (d’ora in avanti Wind) avente ad oggetto contestazioni relative a servizi di telefonia mobile.
- in data 11 aprile 2016 l’utente riceveva fattura contenente addebito per recesso relativo alla linea mobile;
in data 22 aprile 2016 l’utente riceveva fattura contenente addebito per recesso relativo alla linea fissa (per l’importo di € 68,76);
lo storno dell’importo complessivo di € 175,55, addebitato per recesso anticipato/disattivazioni anticipate;
la corresponsione dell’indennizzo di € 400,00 per la mancata risposta al reclamo;
Con l 'avvio della presente procedura, l'istante contestava la fattura n. 7406869662 emessa in data 22/04/15 di 68,76 euro per i costi di disattivazione in essa contenuti.
Tali costi sono previsti contrattualmente dall’art.15 delle condizioni generali di contratto, in base al quale: “Il presente Contratto ha durata indeterminata dalla data di attivazione del Servizio. Il Cliente potrà recedere in ogni momento dal presente Contratto con disdetta scritta da inviarsi, con lettera raccomandata A.R. e preavviso di almeno 30 giorni a: WIND Telecomunicazioni S.p.A. - Servizio Disdette - Casella Postale 14155 - Ufficio Postale XXX 65 - 20152 XXX. Nel caso in cui il Cliente receda, anche tramite un terzo operatore, gli verrà addebitato un importo commisurato ai costi di disattivazione sostenuti da lnfostrada come previsto dall'art. I comma 3 del D.Lgs. 7/2007, quantificati come di seguito indicato: 35,00 euro nel caso in cui la richiesta preveda la riattivazione del servizio con Telecom Italia (rientro) o con un altro operatore (migrazione) . Nel caso in cui la migrazione verso altro operatore implichi la sola Portabilità del Numero verranno applicati i costi previsti per la cessazione, con le modalità di seguito descritte. Tale richiesta infatti, comporta non solo la migrazione del numero, ma anche la cessazione degli altri servizi attivati con Infostrada sulla stessa linea. Nel caso in cui la richiesta implichi la cessazione del servizio senza riattivazione con altri: 65,00 euro per servizio attivo sulla rete lnfostrada; 65,00 euro nel caso di cessazione contestuale del servizio voce ed ADSL, anche in tecnologia VoIP, o del solo servizio ADSL in interconnessione (rete di accesso Telecom Italia), non attivi su rete Infostrada; 50,00 euro per il solo servizio voce non attivo su rete lnfostrada”.
Con riguardo al contestato mancato riscontro al reclamo, Wind rileva che la segnalazione dell’utente è stata regolarmente riscontrata in data 04/08/15, nei termini contrattuali e come disposto dall’art 3.2 della carta servizi Wind.(45 giorni dalla data di ricevimento del reclamo stesso).
Oltre alla fattura contestata, risulta essere insoluta anche la fattura n. 7406298936 di euro 106,79 (periodo di riferimento 1/02/2015 - 31/03/2015), mai prima contestata.
L'art. 23 delle Condizioni di Contratto, rubricato "Procedura reclami - Rimborsi " prevede che "Le richieste di rimborso o i reclami relativi alla fatturazione potranno essere inoltrate a Infostrada Servizio Clienti, mediante raccomandata A.R., entro 45 giorni dalla data di emissione della fattura in contestazione (...)"; tale termine ha la sua ragion d'essere nel permettere all’operatore di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per effettuare i controlli necessari. Nel caso di specie, Wind non è mai stato posta nella condizione di effettuare i controlli entro il termine di scadenza e pertanto la fatturazione si deve considerare corretta e incontestabile.
In via generale, infatti, l'operatore che abbia emesso una fattura non contestata e non pagata potrebbe direttamente rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo senza dover preventivamente effettuare la conciliazione obbligatoria essendo le fatture così emesse, già crediti certi, liquidi ed esigibili.
Si deve ritenere, pertanto, che la fatturazione effettuata è avvenuta regolarmente, non essendo stata contestata nei termini concessi
Per tutto quanto sopra indicato, Wind richiede il rigetto di tutte le domande di parte istante.
Sempre preliminarmente si osserva che la richiesta di storno degli addebiti per recesso relativo alla linea mobile (e di cui alla fattura n. 7406298936 del 14 aprile 2015) va rigettata in quanto non oggetto del precedente tentativo di conciliazione. Invero, in base a quanto precisato dall’art. III.1.2. delle Linee Guida in materia di risoluzione delle controversie tra utenti e operatore di comunicazioni elettroniche approvate con Delibera AGCOM n. 276/13/CONS), (a ulteriore chiarimento di quanto disposto dall’art. 14 del Regolamento di cui all’allegato A della Delibera 173/07/CONS), “l’oggetto della richiesta di definizione [deve essere] lo stesso già sottoposto al tentativo di conciliazione, il che non deve significare che le istanze presentate in sede conciliativa e in sede di definizione debbano essere identiche, ma che la questione in discussione sia la medesima, poiché altrimenti, se si ammettesse l’ampliamento dell’esame a questioni ulteriori, si consentirebbe, in pratica, di aggirare il principio di obbligatorietà della fase conciliativa per le nuove questioni”.
Richiesta di storno dell’importo per recesso relativo alla linea fissa.
Con riferimento alla richiesta di storno dell’importo esposto a titolo di recesso, dalla lettura della fattura contestata, si evince che il sig. XXX usufruiva di servizio voce e ADSL attivi con l’offerta All Inclusive Unlimited e che l’importo addebitato a titolo di “Costi di disattivazione” è di € 65,00
Come previsto dal citato art. 15 delle condizioni generali di contratto, in caso di recesso che comporti la cessazione contestuale del servizio Voce e Adsl, Wind può addebitare l’importo di € 65,00.
Inoltre, per costante orientamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni: «ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 40/2007 (c.d. decreto “Bersani”) (…) “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni.” Il comma 4 del medesimo articolo prevede poi che “L'Autorità' per le garanzie nelle comunicazioni vigila sull'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo”. (…), dunque, è la stessa fonte legislativa a riconoscere la facoltà degli operatori telefonici di addebitare, in fase di recesso del cliente, costi giustificati e l’Autorità è competente nella vigilanza sull’attuazione della suddetta normativa e sulle relative modalità. Tanto è vero che, la stessa Autorità, nel febbraio 2009, ha avviato un’attività istruttoria finalizzata ad acquisire il dettaglio dei costi sostenuti dagli operatori nell’effettuazione delle operazioni di disattivazione per verificare la correttezza dei costi stabiliti da ciascun operatore, eliminando alcuni costi ed approvando la previsione di altri, conclusasi con la pubblicazione sul sito web dell’Autorità di quelli che sono i costi che gli operatori possono imporre». (Del. AGCOM 123/14/CIR).
Alla luce di quanto sopra esposto, considerati i costi di disattivazione applicati da Wind e approvati da Agcom nonché pubblicati sul sito dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’importo esposto nella fattura n. 7406869662, emessa in data 22/04/15, risulta legittimo e di conseguenza dovuto.
Invero, il sig. XXX si limita ad una generica affermazione circa l’effettuazione di un reclamo telefonico, di cui non è neppure indicata una data. Wind per contro, allega copia di un riscontro scritto, inviato all’utente all’indirizzo e-mail: XXX, nel quale si fa espresso riferimento alla fattura n. 7406869662 emessa in data 22/04/15 di 68,76 euro e si rigetta il reclamo (“Gentile Cliente, in riferimento alla sua segnalazione del 31/07/2015, la informiamo di aver effettuato ulteriori verifiche sul Conto Telefonico N°XXX e di non aver rilevato alcuna irregolarità. Le confermiamo, pertanto, la correttezza degli importi fatturati. Qualora non avesse ancora provveduto al pagamento del Conto Telefonico, la invitiamo a saldare l'importo di sua competenza di 68,76 Euro IVA inclusa, tramite il bollettino postale già ricevuto o compilandone uno nuovo intestato a: WIND TELECOMUNICAZIONI SPA INCASSI C/C n.: 42083204 (…)”).
Posto che tale circostanza non è stata contestata dalla parte istante, essa è da ritenersi acquisita. Nella valutazione circa la rispondenza di una simile comunicazione all’obbligo posto dall’art. 8, comma 4 della Del. 179/03/CSP (in base al quale il gestore deve fornire una risposta adeguatamente motivata entro il termine indicato nel contratto, e comunque non superiore a 45 giorni, utilizzando altresì la forma scritta qualora il reclamo sia rigettato), va osservato che la ratio di tale obbligo (come è stato in più occasioni sottolineato da Agcom) è quella di fornire all’utente reclamante un riscontro chiaro ed esaustivo in ordine alla problematica da esso lamentata, ciò sia al fine di riequilibrare le posizioni delle parti in un rapporto che, fisiologicamente, nasce come squilibrato in favore dell’operatore di telecomunicazioni, sia, per consentire all’utente di avere contezza del mancato accoglimento del reclamo da esso presentato e delle relative motivazioni e di decidere, quindi, se azionare o meno gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
Alla luce di quanto precisato, e mancando qualsivoglia indicazione da parte dell’istante sull’esatto contenuto del reclamo, si ritiene che Wind abbia adempiuto l’onere previsto dalla citata Delibera 179/03/CSP, avendo comunicato l’esito dei controlli effettuati dall’operatore e posto il sig. XXX nelle condizioni di decidere se ricorrere agli strumenti di risoluzione delle controversie messi a disposizione dal nostro ordinamento.
Verificata dunque l’infondatezza della contestazione dell’utente in ordine al mancato riscontro al reclamo, va rigettata la relativa richiesta di indennizzo.