Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/36426-limite-contanti-2020.asp
Timestamp: 2020-03-28 15:41:52+00:00
Document Index: 57893230

Matched Legal Cases: ['art 18', 'art. 63', 'art 18', 'art. 63', 'art. 49', 'art. 31']

Il decreto fiscale interviene fissando nuovi limiti all'uso del contante per il 2020 e nuove sanzioni, il tutto in linea con il piano anti-evasione del Governo
di Annamaria Villafrate - Il decreto fiscale di fine ottobre, salvo sorprese in fase di conversione, abbassa gradualmente gli importi limite per l'utilizzo del contante.
Dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 dagli attuali 3.000 euro si scende a 2.000, dal primo gennaio 2022 poi a 1.000. Diminuiti anche i minimi edittali delle sanzioni previste per chi trasgredisce. L'intervento sul contante però non è l'unica misura anti-evasione a cui sta lavorando il Governo.
Il limite ai contanti del decreto fiscale 2020
Fino a 50mila euro per chi non rispetta limite contanti
Per chi valgono i limiti al contante?
Il piano anti-evasione del Governo
Il decreto fiscale n. 124 del 26 ottobre 2019, se non subirà modifiche in sede di conversione, all'art 18 prevede novità per il regime che si occupa di disciplinare l'utilizzo del contante intervenendo sul decreto legislativo n. 231 del 2007.
Dal 1° luglio 2020 limite contanti 2.000 euro
La norma dispone in particolare un abbassamento graduale della soglia del contante con decorrenze differenziare. Dal primo luglio del 2020 fino al 31 dicembre 2021 è "vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 2000 euro, ossia 1000 euro in meno rispetto alla soglia dei 3000 euro attualmente vigente.
Il limite dei 2000 euro varrà anche per "la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta, svolta dai soggetti iscritti nella sezione prevista dall'articolo 17-bis del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141" per coloro che svolgono professionalmente, nei confronti del pubblico, attività di cambiavalute consistente nella transazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta.
Dal 1° gennaio 2022 limite contanti 1.000 euro
Il limite dei 2000 euro stabiliti per le suddette operazioni, scenderà poi a 1000 euro a partire dal primo gennaio 2022. Un vero e proprio ritorno a una politica di austerità e di maggiore controllo, come quella attuata dal Governo Monti, che aveva fissato anch'esso il limite a 1000 euro, innalzato poi dal Governo Renzi a 3000 euro per allinearsi con i limiti degli altri paesi europei.
Cambiano anche le sanzioni previste dall'art. 63 del d.lgs. n. 231 del 2007, che vanno attualmente da un minimo di 3000 euro fino a un massimo di 50.000.
Come prevede il comma 2 dell'art 18 del decreto fiscale all'art. 63 viene aggiunto il comma 1-ter il quale prevede che, sempre a partire dal primo luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il limite edittale applicabile, dagli attuali 3000 euro, passa a 2000 euro, per scendere ulteriormente a 1000 euro dal primo gennaio 2022.
Il decreto fiscale non interviene sulla formulazione dell'art. 49 del dlgs 231/2007 il quale dispone il divieto di trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore, ormai estinti, in euro o in valuta estero, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche.
Questo significa che se un genitore vuole prestare o donare al figlio un importo superiore a quello fissato per legge e che, abbiamo visto, per un certo tempo sarà di 2000 euro e poi di 1000 euro, potrà farlo solo con sistemi di pagamento tracciabili, ossia, ad esempio, con assegno, o bonifico bancario.
L'introduzione di nuovi limiti più stringenti al contante rientra all'interno di un piano molto più ampio che sta portando avanti l'attuale Governo, impegnato in una lotta senza esclusione di colpi all'evasione fiscale. Sempre il decreto fiscale prevede infatti l'applicazione di una sanzione di 30 euro, che dal primo luglio 2020 aumenterà del 4% del valore della transazione che l'esercente rifiuta di far pagare al cliente tramite carte, e un credito d'imposta del 30% invece in favore dei titolari di partita Iva sulle commissioni addebitate per le transazioni eseguite con carte di credito, di debito o semplici prepagate.
Ricordiamo inoltre che anche il disegno all'esame del Senato sulla legge di bilancio 2020, tra le varie norme contempla all'art. 31 delle misure premiali per incentivare l'utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici, come un rimborso in denaro che deve essere ancora definito dal un decreto del ministero competente.
(16/11/2019 - Annamaria Villafrate) • Foto: 123rf.com