Source: https://www.tutelationline.it/pages/11/servizi-bancari-finanziari-e-assicurativi
Timestamp: 2019-02-19 14:28:22+00:00
Document Index: 175244786

Matched Legal Cases: ['art. 1283', 'art. 120', 'art. 2952', 'art. 177', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1']

﻿﻿ ﻿ Servizi bancari, finanziari e assicurativi - Tutelati Online Notice: Undefined index: lang in /var/www/we4you/page.php on line 415
Domande e risposte comuni per l'area Servizi bancari, finanziari e assicurativi
﻿Qual è la differenza tra saldo contabile e saldo disponibile?
﻿Il saldo contabile è il risultato della somma algebrica delle operazioni registrate sul conto fino a un certo momento, il saldo disponibile è quello che può essere effettivamente utilizzato. Può accadere che siano diversi perchè il saldo disponibile, a differenza del saldo contabile tiene conto della disponibilità di operazioni contabilizzate e di operazioni sul conto per le quali si è assunto l'impegno ma che non sono state ancora contabilizzate.
﻿Chiunque può richiedere la carta di credito?
﻿Sì, ma la sua concessione è subordinata all'esito positivo dell'istruttoria posta in essere dalla Banca.
﻿Cosa sono le domiciliazioni bancarie?
﻿Le domiciliazioni bancarie o RID (Rapporti Interbancari Diretti) sono un servizio che la banca offre a chi ha dei pagamenti continui e duraturi nel tempo, come per esempio quelli relativi alle utenze domestiche o a pagamenti rateali. La sottoscrizione del servizio RID per effettuare i pagamenti consente l'addebito diretto sul conto corrente evitando al cliente di recarsi in banca o in posta per effettuare i relativi versamenti.
﻿Quali informazioni sono tenuti a fornire al pubblico le banche e gli intermediari finanziari quando propongono un prodotto o un servizio bancario?
﻿L'offerta al pubblico da parte di banche e di intermediari finanziari di operazioni e servizi bancari e finanziari è soggetta alle disposizioni in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali contenute nel testo unico bancario e nella disciplina attuativa emanata dal CICR e dalla Banca d'Italia. La disciplina impone obblighi di pubblicità delle condizioni praticate, dei principali diritti del cliente, di forma e contenuto minimo dei contratti; sono disciplinate le modifiche unilaterali, le comunicazioni periodiche, la decorrenza delle valute, il calcolo degli interessi sugli interessi (c.d. anatocismo) e l'estinzione anticipata dei mutui. La sottoscrizione e il collocamento presso il pubblico di prodotti finanziari emessi da banche (ad esempio le obbligazioni bancarie) sono soggetti alle disposizioni contenute nel TUF e alla disciplina in materia di prospetto.
﻿Dove sono contenute queste informazioni?
﻿Le informazioni sono contenute nei seguenti documenti che devono essere messi a disposizione della clientela: Documento "Principali diritti del cliente", Fogli informativi, Copia del contratto completa per la stipula, Documento di sintesi, Guide pratiche per talune tipologie di operazioni più ricorrenti (conto corrente e strumenti di pagamento a esso associati; mutuo ipotecario; sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie).
﻿E se l'offerta è fatta fuori dai locali della banca o con tecniche di comunicazione a distanza?
﻿La disciplina si applica anche quando l'offerta avviene fuori dalle dipendenze (sportelli) dell'intermediario (ad esempio nel credito al consumo presso l'esercente commerciale) o attraverso tecniche di comunicazione a distanza (posta, telefono, internet). Con specifico riferimento alla rete internet o a sistemi analoghi, il documento "Principali diritti del cliente", i "Fogli informativi" e le "Guide pratiche" devono essere pubblicati sul sito internet. E' inoltre importante ricordare che la disciplina di trasparenza si applica anche agli annunci pubblicitari che devono essere riconoscibili come tali e richiamare l'attenzione della clientela circa la necessità di documentarsi meglio attraverso le maggiori informazioni contenute nei fogli informativi che la banca è tenuta a mettere a disposizione della clientela.
﻿E' possibile che la banca modifichi le condizioni contrattuali pattuite al momento della sottoscrizione del contratto?
﻿Sì. La normativa prevede nei contratti di durata (ad esempio il conto corrente o il mutuo) la possibilità di variare in senso sfavorevole al cliente il tasso d'interesse e ogni altro prezzo, quando sussiste un giustificato motivo. Tuttavia la legge richiede che tale possibilità sia espressamente indicata nel contratto con clausola approvata specificamente dal cliente. In caso di variazioni contrattuali il cliente ha il diritto di recedere, senza penalità e spese di chiusura. La norma, escludendo la possibilità di comunicazioni generalizzate, stabilisce che qualsiasi variazione unilaterale debba essere comunicata al cliente secondo particolari modalità e con preavviso minimo di trenta giorni; in caso di recesso dal contratto, esercitabile entro sessanta giorni, il cliente ha diritto all'applicazione, in sede di liquidazione del rapporto, delle condizioni precedentemente praticate.
﻿Che cosa è l'anatocismo?
﻿Con questa espressione si fa riferimento al calcolo degli interessi non solo sul capitale ma anche sugli interessi già scaduti. Infatti gli interessi scaduti vengono sommati al capitale e producono a loro volta interessi determinando una maggiore crescita del debito.
Il codice civile (art. 1283) dispone in generale per le obbligazioni pecuniarie che, in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti non producono interessi se non dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.
Nei contratti bancari (art. 120, comma 2, TUB) la produzione degli interessi sugli interessi è ammessa a condizione che le banche rispettino le regole di trasparenza e correttezza fissate dal CICR e che sia prevista la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi derivanti sia dalle operazioni a debito sia da quelle a credito.
﻿Rinegoziare il mutuo: cosa s'intende?
﻿La rinegoziazione del mutuo prevede la possibilità, da concordare con la nostra banca, di rivedere i termini del nostro contratto di mutuo, per esempio modificando il rimborso del prestito a condizioni più in linea con la nostra possibilità finanziaria. Per rinegoziare il mutuo dobbiamo spiegare con precisione le nostre necessità e ricercare insieme alla banca una soluzione condivisa.
﻿Cosa si può rinegoziare?
﻿Si possono rinegoziare:
•la tipologia di tassi del mutuo;
•il livello del tasso di interesse applicato (rivedendo, ad esempio, la misura dello spread applicato dalla banca in aggiunta al tasso di mercato di riferimento);
•la durata del mutuo (passando, ad esempio, da un mutuo ventennale a uno trentennale, con il conseguente aumento complessivo degli interessi, ma anche con l'immediata diminuzione dell'importo delle singole rate di rimborso).
﻿In cosa consiste la surroga di un mutuo?
﻿Tale procedura nota anche più semplicemente come "portabilità" del mutuo consente di "trasferire" il proprio mutuo da una banca a un'altra, con la possibilità di modificare i parametri del mutuo stesso, il tipo di tasso (fisso o variabile), lo spread e la durata.
Occorre ricordare che la surroga non è un diritto del mutuatario. Solo qualora la nuova banca decida di erogare il mutuo di surroga, la banca originaria non potrà opporre ostacoli al perfezionamento dell'operazione di portabilità che dovrà concludersi entro 30 giorni lavorativi dalla richiesta delle informazioni sul mutuo da parte della banca nuova nei confronti della banca originaria.
﻿In cosa si differenzia la surroga dalla sostituzione?
﻿La surroga si differenzia dalla "sostituzione" in quanto il nuovo mutuo deve avere lo stesso importo del debito residuo del mutuo originario. Qualora l’erogazione del nuovo mutuo sia di un importo diverso (ad esempio superiore) si ha la "sostituzione": in questo caso sono a carico del mutuatario tutti gli oneri previsti per la sottoscrizione di un nuovo mutuo in quanto non è applicabile in questo caso la normativa "di favore" prevista per le surroghe.
﻿Si può estinguere il mutuo?
﻿Se desideriamo estinguere, totalmente o anche parzialmente, il mutuo stipulato per l'acquisto della prima casa o mutui stipulati o accollati per l'acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività professionale, prima della scadenza, possiamo farlo senza pagare alcuna penale di estinzione.
Ciò vale per i mutui per l'acquisto della prima casa stipulati a decorrere dal 2 febbraio 2007 e per i contratti di mutuo per l'acquisto o per la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione ovvero allo svolgimento della propria attività economica o professionale da parte di persone fisiche stipulati o accollati a seguito di frazionamento, a decorrere dal 3 aprile 2007. Per quelli precedenti, vi è una penale prevista per legge, anche se comunque questa penale ha subito forti riduzioni.
Terminato il rimborso del capitale e dei relativi interessi, il mutuo si estingue e l'ipoteca iscritta a garanzia dell'immobile viene cancellata automaticamente dalla banca.
﻿Quante sono le tipologie di credito ai consumatori?
﻿Premesso che il "credito ai consumatori" è una forma di prestito concessa ai consumatori (persone fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività professionale, imprenditoriale, commerciale o artigianale eventualmente svolta), di importo non inferiore a 250 euro e non superiore a 75.000 euro;
esistono quattro tipologie di credito ai consumatori.
•I finanziamenti destinati all'acquisto di beni o servizi (prestiti finalizzati), come ad esempio quelli che si stipulano per comprare elettrodomestici o automobili. Il debito complessivo è dato dal costo del bene o servizio sommato al tasso d'interesse e alle imposte dovute.
•I prestiti personali che non sono legati all'acquisto di un bene o di un servizio e non richiedono in che modo verranno spesi i soldi.
•Il credito revolving, che permette di fare acquisti con la carta di credito revolving e di addebitare la spesa in rate mensili stabilite precedentemente con la banca o con l'intermediario finanziario. Attenzione: alle rate viene applicato un tasso d'interesse.
•La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, una forma di prestito concessa a un lavoratore o a un pensionato, che prevede che la rata di rimborso del prestito sia detratta direttamente dalla busta paga o dalla pensione.
Il datore di lavoro non può sottrarsi al vincolo dell'1/5 della busta paga.
E' bene sapere che questa forma di prestito prevede polizze assicurative obbligatorie.
﻿Cosa accede se ritardo nel pagamento delle rate?
﻿Con il ritardato o mancato pagamento di due rate consecutive (o ad una delle ultime due scadenze di pagamento) si viene segnalati nei sistemi di informazione creditizia (SIC), i sistemi di rilevazione dei rischi finanziari.
In questo caso, risulterà difficile ottenere un nuovo finanziamento fino all'avvenuta cancellazione della segnalazione (la conservazione dei dati ha una durata che varia in relazione al tipo di ritardo/mancato pagamento).
﻿Ho estinto il mutuo. Posso recedere dalla mia polizza assicurativa abbinata al mutuo ed avere il rimborso del premio pagato?
﻿Sì, se è stato pagato un premio unico, in caso di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo o del finanziamento, le compagnie devono restituire il rateo di premio per il periodo residuo della polizza assicurativa. In alternativa, si può richiedere la prosecuzione della copertura assicurativa fino alla scadenza contrattuale a favore del nuovo beneficiario designato.
(fonte www.ivass.it)
﻿Ho sottoscritto una polizza per perdita di impiego in abbinamento al mutuo. Verificando con maggiore attenzione le condizioni contrattuali, mi sono accorto di non essere coperto, in quanto il mio tipo di lavoro è escluso dalla polizza. L'impresa non avrebbe dovuto verificare questa situazione? Ora cosa posso fare?
﻿All'atto della stipula della polizza l'impresa deve effettuare controlli per verificare la sussistenza delle condizioni di assicurabilità e l'adeguatezza del prodotto rispetto alle esigenze del cliente. Nel caso in cui i prodotti risultino venduti a persone non assicurabili all'epoca dell'adesione, le imprese devono provvedere al rimborso integrale dei premi e delle spese corrisposte. Per maggiori informazioni vedi lettera al mercato del 26 agosto 2015 "Polizze abbinate ai finanziamenti (PPI Payment Protection Insurance). Misure a tutela dei clienti".
Puoi, quindi, rivolgere una richiesta all'impresa per chiedere l'annullamento della polizza e la conseguente restituzione del premio.
﻿Come faccio a presentare un reclamo ad un'impresa di assicurazione?
﻿Se si ha un problema con un'impresa di assicurazione, la prima cosa da fare è inviare un reclamo direttamente all'impresa interessata. Se non si ricevi risposta entro 45 giorni oppure non sei soddisfatto della risposta fornita ti puoi rivolgere all'IVASS. Per le informazioni necessarie per presentare correttamente un reclamo consulta il sito www.ivass.it
﻿Come verifico se un'impresa è autorizzata?
﻿Attraverso l'Albo imprese e gli elenchi delle imprese estere, nei quali sono anche indicati i rami assicurativi cui l'impresa è abilitata.
﻿C'è un elenco di operatori abusivi?
﻿Sì, nel sito sono pubblicati gli elenchi dei casi di contraffazione, delle società non autorizzate e dei siti Internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione già riscontrati da Ivass.
Prima di stipulare una polizza è bene quindi consultare gli elenchi per verificare che non ci sia un avviso relativo all'impresa o all'intermediario con cui sei in contatto, oppure il sito Internet dove stai per acquistare la polizza.
﻿Ho una polizza vita prossima alla scadenza. Come devo fare per ottenere la prestazione? Entro quanto tempo l'impresa mi deve liquidare la prestazione per scadenza/decesso/riscatto?
﻿Generalmente le condizioni di polizza indicano quali documenti occorre presentare e quale è la procedura da seguire. Puoi intanto verificare sul tuo contratto queste indicazioni. In ogni caso almeno un mese prima della scadenza della polizza l'impresa deve inviare all’interessato una comunicazione per ricordare la scadenza con le indicazioni da seguire per la liquidazione della prestazione dovuta. Se non è pervenuta questa comunicazione si consiglia di contattare l'impresa o l'intermediario presso cui è stato stipulato il contratto.
Generalmente le condizioni di assicurazione prevedono che la liquidazione delle prestazioni debba avvenire entro 30 giorni dal ricevimento dei documenti previsti dal contratto. Se il pagamento non avviene entro questo termine, la compagnia dovrà corrispondere, oltre all'importo dovuto, anche gli interessi di mora.
﻿Non ritengo sia corretta la somma che l'impresa mi ha corrisposto. Che cosa posso fare?
﻿Si può richiedere all'impresa un prospetto analitico dei conteggi nonché tutti i chiarimenti necessari per comprendere se è corretto l'importo della liquidazione. Alla richiesta l'impresa è tenuta a rispondere entro 20 giorni.
﻿Quali sono le modalità di pagamento del premio di una polizza vita? Posso pagare in contanti?
﻿Non è possibile il pagamento in contanti del premio di una polizza vita.
E' possibile pagare solo mediante:
• assegni bancari, postali o circolari, muniti della clausola di non trasferibilità, intestati o girati all'impresa di assicurazione oppure all'intermediario, espressamente nella sua qualità di "intermediario dell'impresa xxx";
• ordini di bonifico, altri mezzi di pagamento bancario o postale, sistemi di pagamento elettronico, che abbiano quale beneficiario uno dei soggetti indicati al punto precedente.
﻿Dopo quanto tempo si prescrive il diritto alle prestazioni delle polizze vita?
﻿Dal 19 dicembre 2012, il termine di prescrizione dei diritti derivanti dai contratti assicurativi vita è stato esteso da due a dieci anni (legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, entrata in vigore il 19 dicembre 2012, che ha modificato il comma 2, dell'art. 2952 del codice civile in materia di prescrizione).
﻿Ho stipulato una polizza vita, vorrei esercitare il diritto di recesso. Posso farlo?
﻿Sì, è possibile recedere dal contratto entro 30 giorni dal momento in cui si è ricevuta la comunicazione che il contratto è stato concluso. Le modalità per l'esercizio di tale diritto sono riportate nelle condizioni contrattuali.
Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso, l'impresa di assicurazione deve rimborsare il premio corrisposto al momento della stipula, al netto della parte relativa al periodo per il quale il contratto ha avuto effetto. L'impresa ha diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'emissione del contratto, a condizione che siano state individuate e quantificate nella proposta e nel contratto (art. 177 Codice delle Assicurazioni Private).
﻿Che rischi vengono coperti da una polizza abitazione?
﻿Normalmente le polizze per l'abitazione sono contratti multigaranzia che comprendono diverse sezioni. Le principali sono: incendio e danni ai beni; furto; responsabilità civile; assistenza legale; rottura cristalli. Qualora non interessasse una polizza multirischi, è comunque possibile richiedere al proprio agente (le compagnie assicurative telefoniche non prevedono tale opportunità) una polizza specifica per ogni rischio.
﻿Si deve assicurare un appartamento pur non essendone i proprietari?
﻿Spesso succede che il cliente reputi assurdo assicurare un bene di cui non è il proprietario. In realtà, proprio perchè non si è proprietari dell'appartamento in cui si abita, è opportuno "coprirsi" sottoscrivendo una polizza assicurativa. L'articolo 1590 c.c., infatti, sancisce che il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l'ha ricevuta. Se, pertanto, il bene di cui si è conduttori perisce o si danneggia (per incendio, esplosione, scoppio), si risponde dell'accaduto col proprio patrimonio: la copertura assicurativa che tutela in questi casi il conduttore è quella denominata "rischio locativo".
﻿La polizza "capofamiglia" copre anche i familiari ed in ogni circostanza?
﻿La polizza "capofamiglia" copre non soltanto la responsabilità civile del contraente, ma anche quella dei familiari iscritti nello stato di famiglia. Tale contratto copre la responsabilità degli assicurati per eventi cagionati con colpa durante il tempo libero, non durante le ore lavorative. Un esempio: se il signor Rossi lascia i propri occhiali sul tavolo del soggiorno e il signor Bianchi, possessore di una polizza capofamiglia, discutendo animatamente battendo un pugno sul tavolo, rompe accidentalmente gli stessi, il risarcimento verrà corrisposto dall'assicurazione. Facciamo invece il caso che il signor Rossi lasci i propri occhiali sopra il divano ed inviti il sig. Bianchi a sedersi; in questa ipotesi la polizza non sarà operante, per l'assenza di colpa del sig. Bianchi (questi, in realtà, non è civilmente responsabile dell'accaduto).
﻿Quale copertura offre una polizza R.C. professionale?
﻿La polizza r.c. professionale è caratterizzata da tre fondamentali strumenti assicurativi. Il primo, cosiddetto "rischi diversi", contempla l'eventualità di danno a persona e a cose riconducibile sia alla responsabilità contrattuale che a quella extracontrattuale (conduzione locali-uffici). A questa categoria, appartengono per esempio le polizze dei progettisti e dei direttori dei lavori che includono danni alle opere e danni alle persone. Il secondo, riguarda fondamentalmente l'ipotesi di danni patrimoniali, cioè quei danni che avvengono senza danneggiamento fisico di cose e lesioni a persona e, quindi, garanzie che restano nell'ambito della responsabilità contrattuale, in riferimento agli atti della mera specifica professionalità. Il terzo, infine, concerne la responsabilità del professionista nei confronti dei propri dipendenti (R.C.O). Molto spesso, la copertura comprende la responsabilità "vicaria" che incombe sull'assicurato per fatto degli ausiliari e dei dipendenti, cui possono essere demandati incarichi da parte del professionista.
﻿In caso di sinistro, l'assicurato come può tutelarsi per avere un corretto indennizzo?
﻿Quando si stipula una polizza assicurativa per danni a garanzia diretta, quelli cioè nei quali l'Assicurazione liquida direttamente il proprio Assicurato, normalmente le clausole di polizza per la valutazione del danno prevedono che si proceda con una Perizia Contrattuale. Nel contratto assicurativo, infatti, si trova una dicitura simile: "L’ammontare del danno subito è concordato tra le parti (assicurato / assicuratore) direttamente oppure, a richiesta di una parte, mediante periti esperti nominati uno dalla Assicurazione ed uno dal contraente o dall'assicurato mediante apposito atto unico".
Il modo migliore per tutelarsi, quindi, è la nomina da parte dell'Assicurato di un proprio Perito di Parte che va ad affiancare quello inviato dalla Compagnia di Assicurazione.
Ciò che il più delle volte viene ignorato, oltre al diritto stesso di nominare un proprio Perito, è che i costi di una cosiddetta Perizia di Parte sono quasi sempre previsti dalla polizza assicurativa in aggiunta ai danni patiti (vedere in polizza "Onorario Periti o Spese Peritali"). I vantaggi sono assoluti, poichè grazie ad una consulenza peritale di parte, l'Assicurato ha la garanzia di ottenere il miglior indennizzo o risarcimento dalla propria Compagnia di Assicurazione a costo zero.
Purtroppo, spesso, l'Assicurato non viene adeguatamente informato di questa possibilità, a tutto vantaggio dell’Assicurazione che risparmia le spese del Perito di parte e può proporre il proprio indennizzo senza che gli venga contestato.
E' quindi opportuno che l'Assicurato si preoccupi di nominare sempre e in ogni caso un Perito di parte, in modo da poter così tutelare i propri diritti e ottenere un equo indennizzo per il danno subito.
Un fac-simile per la nomina del Perito di parte da inviare al proprio assicuratore è il seguente:
Con riferimento al sinistro indicato vi trasmettiamo atto di nomina formale a Perito di Parte, sig. ……………………………, intendendo avvalerci delle condizioni contrattuali e di legge ai fini della corretta ed equa quantificazione del danno subito.
Nel pregarvi di prendere buona nota di quanto sopra, vi significhiamo che qualsiasi atto istruttorio o comunque finalizzato alla quantificazione del quantum non potrà avvenire senza la preventiva comunicazione ed il conseguente coinvolgimento del nominato Perito di Parte.
Attendiamo ricevere il rituale Atto di Compromesso per la sottoscrizione e nel frattempo la presente comunicazione vale quale nomina effettiva.
﻿Cos'è il sovraindebitamento?
﻿Il Sovraindebitamento è la "situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità ad adempierle regolarmente" (Art. 1 l. 3/2012).In pratica il sovraindebitamento è la difficile condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti con le risorse economiche a loro disposizione.
﻿Se mi trovo in una situazione di sovraindebitamento c'è una legge che mi tutela?
﻿Sì, la legge n. 3/2012.La legge si rivolge a tutti coloro che hanno contratto molti debiti di varia natura (es. con banche, erario, istituti di finanziamento, privati, ecc.) e che non sono più in grado, per diverse ragioni (es. crisi familiari, perdite posto di lavoro, crisi dell'impresa in cui si lavora, problemi di salute, infortuni, incidenti, investimenti sbagliati, riduzione o revoca del credito, ecc.) di pagare regolarmente e/o integralmente i propri creditori.Ciò può accadere anche se il debitore possiede dei beni immobili (es. case, terreni, ecc.) che però non sono immediatamente vendibili sul mercato.
﻿Avvalendomi della legge n. 3/2012 posso cancellare il mio debito?
﻿No, la legge n. 3/2012, non è un mezzo per cancellare i propri debiti o permettere di non rispettare gli impegni presi. È, invece, uno strumento che consente all'indebitato di pagare in modo sostenibile i suoi creditori, favorendo un accordo con gli stessi per pianificare la propria gestione finanziaria in modo da evitare o interrompere le procedure esecutive (es. pignoramenti, sfratti, espropri, ecc).
﻿Quali sono le soluzioni che offre la legge n. 3/2012?
﻿La legge prevede tre procedure distinte per risolvere i problemi legati al sovraindebitamento, a seconda della tipologia di soggetti che vi accedono e delle relative problematiche:piano del consumatore, dedicato a tutti quei soggetti definiti "consumatori" dall'art. 6 comma b L. n. 3/2012, ovvero "colui che ha contratto debiti esclusivamente per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta".accordo di ristrutturazione del debito, previsto per tutti gli altri tipi di soggetti, ovvero professionisti, imprenditori, aziende agricole, start up, società, associazioni e in generale per tutti coloro che hanno partita iva e/o sono organizzati in forma di società. A differenza del piano del consumatore, questa procedura prevede la necessità che la proposta sia votata direttamente dai creditori e che si raggiunga il consenso di almeno il 60% dei crediti.liquidazione del patrimonio del debitore, prevista nel caso in cui il piano o l'accordo proposto non siano accettabili o fattibili e prevede al vendita dei beni di proprietà (in tutto o in parte).
﻿Chi può accedere al piano del consumatore?
﻿Possono accedere al piano del consumatore:privati cittadini; lavoratori dipendenti (privati e/o pubblici); pensionati; disoccupati; cassaintegrati; dipendenti in mobilità; professionisti, imprenditori e lavoratori autonomi solo con debiti personali; fideiussori di persone fisiche garanti di debiti esclusivamente personali.
﻿Chi può accedere all'accordo di ristrutturazione del debito?
﻿Possono accedere all'accordo di ristrutturazione del debito:consumatori con debiti di natura personale e debiti di attività commerciali (anche passate); professionisti e lavoratori autonomi con debiti derivanti dall'attività professionale/imprenditoriale e debiti di natura personale; fideiussori di società, di imprenditori, di professionisti per debiti imprenditoriali/professionali; piccoli imprenditori non fallibili *; imprenditori commerciali non fallibili *; artigiani non fallibili *; soci accomandanti di società Sas; soci accomandatari di società Sas non fallibili *; soci di Snc non fallibili *; società o imprenditori agricoli a prescindere dalle dimensioni dell'azienda; start up "innovative" ai sensi della L. n. 221/2012; associazioni e fondazioni; società di capitali definite 'non fallibili' * ai sensi dell'art. 1 della legge fallimentare.*N.B. Sono soggetti "non fallibili" le persone fisiche e/o società che negli ultimi tre esercizi consecutivi non abbiano superato neanche uno dei seguenti limiti: attivo patrimoniale (da bilancio) superiore ad euro 300.000, ricavi (da bilancio) superiori a 200.000, monte debiti (da bilancio) anche non scaduto superiore ad euro 500.000 (art. 1 L. Fallimentare).
﻿Devo fornire garanzie e quali tipi?
﻿La norma prevede che: "Nei casi in cui i beni e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità dell'accordo o del piano del consumatore, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentano il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per assicurarne l'attuabilità" cioè deve esserci un garante (fideiussore).
﻿Devo essere per forza titolare di beni immobili?
﻿No, qualora si intenda proporre il piano del consumatore o l'accordo di ristrutturazione del debito. Si, invece, nel caso in cui si intenda avvalersi della procedura di Liquidazione del patrimonio.
﻿Ho i requisiti per accedere ad una procedura prevista dalla legge n. 3/2012: cosa devo fare in pratica?
﻿Per poter accedere a una delle procedure previste dalla L. n. 3/2012 è necessario fare una richiesta che può essere presentata o al Tribunale o ad un Organismo di Composizione della Crisi, cioè una istituzione costituita presso un Ente abilitato. Nel caso ci si rivolga al Tribunale, bisogna presentare un'istanza presso la cancelleria della Volontaria Giurisdizione. Se invece ci si rivolge ad un ente, si devono seguire le regole interne di ciascun Organismo che si possono trovare nel sito o contattando telefonicamente la segreteria.Alcune associazioni di consumatori possono supportare nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda.
﻿Quanto tempo dura la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento?
﻿La legge prevede che deve essere definito un accordo nel termine di sei mesi dalla presentazione della proposta.La procedura di liquidazione del patrimonio, invece, rimane aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, per i quattro anni successivi al deposito della domanda
﻿Quanto costa la procedura del sovraindebitamento?
﻿La procedura ha costi variabili a seconda che ci si rivolga al Tribunale o ad un Organismo di Composizione della Crisi. Si consiglia quindi di rivolgersi alla Cancelleria della volontaria giurisdizione o all'ente competente per territorio per avere maggiori informazioni.
Quali sono le tipologie di credito ai consumatori?
Premesso che il "credito ai consumatori" è una forma di prestito concessa ai consumatori (persone fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività professionale, imprenditoriale, commerciale o artigianale eventualmente svolta), di importo non inferiore a 250 euro e non superiore a 75.000 euro;
Cosa succede se ritardo nel pagamento delle rate?
Con il ritardato o mancato pagamento di due rate consecutive (o ad una delle ultime due scadenze di pagamento) si viene segnalati nei sistemi di informazione creditizia (SIC), i sistemi di rilevazione dei rischi finanziari.
Se nessuna delle domande sopra riguarda un tuo problema con l'argomento Servizi bancari, finanziari e assicurativi, puoi scrivere qui sotto l'esatta situazione che vuoi risolvere.