Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari_2008/circ155.htm
Timestamp: 2018-07-16 00:58:53+00:00
Document Index: 147285002

Matched Legal Cases: ['art.19', 'art. 21', 'art.23', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 39', 'art.39']

Circolare 155/2008
Roma, 12 settembre 2008
Circolare n. 155/2008
Oggetto: Lavoro – Conversione della manovra estiva – Legge 6.8.2008, n.133, su S.O. alla G.U. n.195 del 21.8.2008.
La manovra estiva varata dal D.L. n.112/2008 è stata convertita senza sostanziali modiche per quanto concerne la materia del lavoro. Se ne riassumono gli aspetti principali.
Cumolo pensione/reddito (art.19) - E’ stato confermato il superamento, a decorrere dall’1 gennaio 2009, di ogni limite alla piena cumulabilità della pensione con i redditi da lavoro (dipendente o autonomo).
Contratti a termine (art. 21) – L’unica novità introdotta in sede di conversione riguarda la discussa sanatoria dei contratti in corso. E’ stato infatti stabilito che, con esclusivo riferimento ai giudizi pendenti per violazione delle disposizioni in materia di causali e di proroga dei contratti a termine, sarà applicata ai datori di lavoro solo una sanzione pecuniaria senza alcun obbligo di riassunzione del lavoratore a tempo indeterminato. Per il resto è stata confermata la facoltà riconosciuta alla contrattazione collettiva di qualsiasi livello (nazionale, territoriale o aziendale) di derogare al DLGVO n. 368/2001 per quanto concerne il tetto di 36 mesi di durata massima dei contratti e il diritto di precedenza del lavoratore a termine nelle assunzioni a tempo indeterminato presso la stessa azienda.
Apprendistato professionalizzante (art.23) – E’ stato soppresso il limite di durata minima di 2 anni previsto dal DLGVO n.276/2006; nessuna modifica è stata invece apportata alla durata massima di 6 anni prevista dallo stesso decreto, fatte ovviamente salve le eventuali minori durate fissate dai contratti collettivi (come nel caso del CCNL trasporto merci).
E’ stata inoltre confermata la possibilità per le aziende di svolgere la formazione degli apprendisti al proprio interno sulla base dei profili formativi stabiliti dalla contrattazione collettiva.
Libro unico del lavoro (art. 39) – Sono state confermate le semplificazioni conseguenti alla soppressione del libro paga, del libro matricola e del registro orario degli autisti e alla loro sostituzione con il libro unico del lavoro. Le modalità di tenuta del libro unico, che sarà obbligatorio dal 16 gennaio 2009, sono state stabilite dal D.M. 9.7.2008.
Dimissioni (art. 39, comma 10, lett. l) – E’ stata confermata l’abrogazione della legge n. 188/2007 che aveva subordinato la validità delle dimissioni del lavoratore al rispetto di una complessa procedura informatica.
Collocamento disabili (art. 40) - Sono stati alleggeriti gli adempimenti di natura amministrativa che la legge n. 68/99 sul collocamento obbligatorio dei disabili pone a carico dei datori di lavoro con oltre 15 dipendenti. E’ stato infatti soppresso l’ob­bligo annuale di inviare alle province un prospetto informativo sul numero degli occupati; anziché annualmente il prospetto dovrà essere inviato solo nel caso in cui, rispetto all’ultima volta, si siano verificati cambiamenti nella situazione occupazionale tali da incidere sul computo della quota obbligatoria di disabili da assumere.
Orario di lavoro (art. 41) – Anche in materia di orario di lavoro sono state mantenute tutte le innovazioni positive al DLGVO n. 66/2003, tra cui:
· la soppressione dell’obbligo per le aziende di comunicare alla Direzione provinciale del lavoro il superamento delle 48 ore settimanali nel precedente quadrimestre nonché l’esecuzione di lavoro notturno;
· la precisazione che per lavoratore notturno deve intendersi il lavoratore che svolge attività lavorativa per almeno 3 ore di notte per 80 giorni all’anno;
· la possibilità di calcolare il periodo di riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive come media su 14 giorni (anziché su 7);
· la possibilità di frazionare, per i lavoratori operanti in regime di reperibilità, il godimento del riposo giornaliero di 11 ore; in precedenza tale possibilità era consentita solamente per i lavoratori svolgenti periodi di lavoro frazionati durante la giornata;
· il riconoscimento alla contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale) di prevedere deroghe, in assenza di specifiche disposizioni dei contratti collettivi nazionali, alla disciplina legale del riposo giornaliero, delle pause e del lavoro notturno;
· l’esclusione dal campo di applicazione del citato decreto n. 66 degli addetti ai servizi di vigilanza privati;
· l’alleggerimento del regime sanzionatorio prevedendo in particolare la soppressione della sanzione della sospensione dell’attività imprenditoriale in caso di reiterate violazioni delle disposizioni in materia di orario di lavoro.
Lavoro intermittente (art. 39, comma 11) – E’ stato reintrodotto l’istituto del lavoro intermittente previsto dalla legge Biagi e successivamente abrogato; restano comunque ferme le disposizioni dei contratti collettivi (tra cui il CCNL trasporto merci) che hanno escluso l’applicazione dell’istituto in questione nei singoli settori.
Appalti (art.39, comma 12) – E’ stata soppressa la sanzione amministrativa (da 2.500 a 10.000 euro) prevista dal T.U. sulla sicurezza (DLGVO n.81/2008) a carico delle imprese operanti in regime di appalto che non forniscono l’apposita tessera di riconoscimento ai propri dipendenti; si sarebbe trattato infatti di una duplicazione in quanto lo stesso inadempimento è già sanzionato dal suddetto T.U. (da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore).
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 153/2008 e 117/2008
S.O. alla G.U. n. 195 del 21.8.2008 (fonte Guritel)
LEGGE 6 agosto 2008, n. 133
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione tributaria.
FINALITA' E AMBITO DI INTERVENTO
*****OMISSIS*****
Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro
1. A decorrere dal 1° gennaio 2009 le pensioni dirette di
anzianita' a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle
forme sostitutive ed esclusive della medesima sono totalmente
cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. A decorrere
dalla medesima data di cui al primo periodo del presente comma sono
totalmente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente
le pensioni dirette conseguite nel regime contributivo in via
anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le
donne a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive ed esclusive della medesima nonche' della gestione
separata di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, a condizione che il soggetto abbia maturato i requisiti di
cui all'articolo 1, commi 6 e 7 della legge 23 agosto 2004, n. 243 e
successive modificazioni e integrazioni fermo restando il regime
delle decorrenze dei trattamenti disciplinato dall'articolo 1, comma
6, della predetta legge n. 243 del 2004. Con effetto dalla medesima
data di cui al primo periodo del presente comma relativamente alle
pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo:
a) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e
dipendente le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate con
anzianita' contributiva pari o superiore a 40 anni;
b) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e
dipendente le pensioni di vecchiaia liquidate a soggetti con eta'
pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne.
2. I commi 21 e 22 dell'articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n.
335, sono soppressi.
3. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 4 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1965, n. 758.
Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato
1. All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368, dopo le parole «tecnico, produttivo, organizzativo o
sostitutivo» sono aggiunte le seguenti: «, anche se riferibili
alla ordinaria attivita' del datore di lavoro».
1-bis. Dopo l'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368, e' inserito il seguente:
«Art. 4-bis. (Disposizione transitoria concernente l'indennizzo
per la violazione delle norme in materia di apposizione e di proroga
del termine). - 1. Con riferimento ai soli giudizi in corso alla data
di entrata in vigore della presente disposizione, e fatte salve le
sentenze passate in giudicato, in caso di violazione delle
disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4, il datore di lavoro e'
tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con
un'indennita' di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo
di sei mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto
riguardo ai criteri indicati nell'articolo 8 della legge 15 luglio
1966, n. 604, e successive modificazioni .».
2. All'articolo 5, comma 4-bis del decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge
24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole «ferma restando la
disciplina della successione di contratti di cui ai commi precedenti»
sono inserite le seguenti: «e fatte salve diverse disposizioni
di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o
aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale».
3. All'articolo 5, comma 4-quater del decreto legislativo 6
settembre 2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40,
della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole «ha diritto di
precedenza» sono inserite le seguenti: «, fatte salve diverse
disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale,
territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale,».
4. Decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali procede ad una verifica, con le organizzazioni sindacali dei
datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piu'
rappresentative sul piano nazionale, degli effetti delle disposizioni
contenute nei commi che precedono e ne riferisce al Parlamento entro
tre mesi ai fini della valutazione della sua ulteriore vigenza.
Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato
1. All'articolo 49, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276 le parole da «inferiore a due anni e superiore a sei»
sono sostituite con «superiore a sei anni».
2. All'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276 e' aggiunto il seguente comma: «5-ter In caso di formazione
esclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma 5. In
questa ipotesi i profili formativi dell'apprendistato
professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti
collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o
aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero agli
enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali
definiscono la nozione di formazione aziendale e determinano, per
ciascun profilo formativo, la durata e le modalita' di erogazione
della formazione, le modalita' di riconoscimento della qualifica
professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto
formativo».
3. Al comma 1 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276 dopo le parole «alta formazione» sono inserite le
seguenti: «, compresi i dottorati di ricerca».
4. Al comma 3 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276 dopo le parole «e le altre istituzioni formative»
sono aggiunti i seguenti periodi: «In assenza di regolamentazioni
regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione e'
rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le
Universita' e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione,
per quanto compatibili, i principi stabiliti all'articolo 49, comma
4, nonche' le disposizioni di cui all'articolo 53.».
5. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
a) l'articolo 1 del decreto ministeriale 7 ottobre 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 15 ottobre 1999;
b) l'articolo 21 e l'articolo 24, commi terzo e quarto, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1956, n. 1668;
c) l'articolo 4 della legge 19 gennaio 1955, n. 25.
Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro
1. Il datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore
di lavoro domestico, deve istituire e tenere il libro unico del
lavoro nel quale sono iscritti tutti i lavoratori subordinati, i
collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in
partecipazione con apporto lavorativo. Per ciascun lavoratore devono
essere indicati il nome e cognome, il codice fiscale e, ove
ricorrano, la qualifica e il livello, la retribuzione base,
l'anzianita' di servizio, nonche' le relative posizioni assicurative.
2. Nel libro unico del lavoro deve essere effettuata ogni
annotazione relativa a dazioni in danaro o in natura corrisposte o
gestite dal datore di lavoro, compresi le somme a titolo di
rimborso spese, le trattenute a qualsiasi titolo effettuate, le
detrazioni fiscali, i dati relativi agli assegni per il nucleo
familiare, le prestazioni ricevute da enti e istituti previdenziali.
Le somme erogate a titolo di premio o per prestazioni di lavoro
straordinario devono essere indicate specificatamente. Il libro unico
del lavoro deve altresi' contenere un calendario delle presenze, da
cui risulti, per ogni giorno, il numero di ore di lavoro effettuate
da ciascun lavoratore subordinato, nonche' l'indicazione delle ore di
straordinario, delle eventuali assenze dal lavoro, anche non
retribuite, delle ferie e dei riposi. Nella ipotesi in cui al
lavoratore venga corrisposta una retribuzione fissa o a giornata
intera o a periodi superiori e' annotata solo la giornata di presenza
al lavoro.
3. Il libro unico del lavoro deve essere compilato coi dati di cui
ai commi 1 e 2, per ciascun mese di riferimento, entro il giorno 16
del mese successivo.
4. Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
stabilisce, con decreto da emanarsi entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, le modalita' e tempi di
tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina il
relativo regime transitorio.
5. Con la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni
effettuate nel libro unico del lavoro il datore di lavoro adempie
agli obblighi di cui alla legge 5 gennaio 1953, n. 4.
6. La violazione dell'obbligo di istituzione e tenuta del libro
unico del lavoro di cui al comma 1 e' punita con la sanzione
pecuniaria amministrativa da 500 a 2.500 euro. L'omessa esibizione
agli organi di vigilanza del libro unico del lavoro e' punita con la
sanzione pecuniaria amministrativa da 200 a 2.000 euro. I soggetti di
cui all'articolo 1, quarto comma , della legge 11 gennaio 1979,
n. 12, che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro quindici
giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di esibire la
documentazione in loro possesso sono puniti con la sanzione
amministrativa da 250 a 2000 euro. In caso di recidiva della
violazione la sanzione varia da 500 a 3000.
7. Salvo i casi di errore meramente materiale, l'omessa o infedele
registrazione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che determina differenti
trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali e' punita con la
sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la
violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori la sanzione va da
500 a 3000 euro. La violazione dell'obbligo di cui al comma 3 e'
punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro,
se la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori la sanzione
va da 150 a 1500 euro. La mancata conservazione per il termine
previsto dal decreto di cui al comma 4 e' punita con la sanzione
pecuniaria amministrativa da 100 a 600 euro. Alla contestazione delle
sanzioni amministrative di cui al presente comma provvedono gli
organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro
e previdenza. Autorita' competente a ricevere il rapporto ai sensi
dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 e' la Direzione
provinciale del lavoro territorialmente competente.
8. Il primo periodo dell'articolo 23 del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 e'
sostituito dal seguente: «Se ai lavori sono addette le persone
indicate dall'articolo 4, primo comma , numeri 6 e 7, il datore
di lavoro, anche artigiano, qualora non siano oggetto di
comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro di
cui all'articolo 9-bis comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n.
510, convertito, con modificazioni, nella legge 28 novembre 1996, n.
608, e successive modificazioni, deve denunciarle, in via telematica
o a mezzo fax, all'Istituto assicuratore nominativamente, prima
dell'inizio dell'attivita' lavorativa, indicando altresi' il
trattamento retributivo ove previsto».
9. Alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 sono apportate le seguenti
modifiche: a) nell'articolo 2, e' abrogato il comma 3; b)
nell'articolo 3, i commi da 1 a 4 e 6 sono abrogati, il comma 5 e'
sostituito dal seguente: «Il datore di lavoro che faccia eseguire
lavoro al di fuori della propria azienda e' obbligato a trascrivere
il nominativo ed il relativo domicilio dei lavoratori esterni alla
unita' produttiva, nonche' la misura della retribuzione nel libro
unico del lavoro»; c) nell'articolo 10, i commi da 2 a 4 sono
abrogati, il comma 1 e' sostituito dal seguente: «Per ciascun
lavoratore a domicilio, il libro unico del lavoro deve contenere
anche le date e le ore di consegna e riconsegna del lavoro, la
descrizione del lavoro eseguito, la specificazione della quantita' e
della qualita' di esso»; d) nell'articolo 13, i commi 2 e 6 sono
abrogati, al comma 3 sono abrogate le parole «e 10, primo comma», al
comma 4 sono abrogate le parole «3, quinto e sesto comma, e 10,
secondo e quarto comma».
10. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogati , e fermo restando quanto previsto dal decreto di cui al
comma 4:
a) l'articolo 134 del regolamento di cui al regio decreto
28 agosto 1924, n. 1422;
b) l'articolo 7 della legge 9 novembre 1955, n. 1122;
c) gli articoli 39 e 41 del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797;
d) il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 1963,
n. 2053;
e) gli articoli 20, 21, 25 e 26 del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
f) l'articolo 42 della legge 30 aprile 1969, n. 153;
g) la legge 8 gennaio 1979, n. 8;
h) il regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 21 gennaio 1981, n. 179;
i) l'articolo 9-quater del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n.
j) il comma 1178 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296;
k) il decreto ministeriale 30 ottobre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2002 ;
l) la legge 17 ottobre 2007, n. 188;
m) i commi 32, lettera d) , 38, 45, 47, 48, 49, 50, dell'articolo
1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247;
n) i commi 1173 e 1174 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296.
11. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto trovano
applicazione gli articoli 14, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 del
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche
e integrazioni.
12. Alla lettera h) dell'articolo 55, comma 4, del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole «degli articoli 18, comma
1, lettera u)» sono soppresse.
Tenuta dei documenti di lavoro ed altri adempimenti formali
1. L'articolo 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e' sostituito
dal seguente: « Art. 5. (Tenuta dei libri e documenti di lavoro)
. - 1. Per lo svolgimento della attivita' di cui all'articolo 2 i
documenti dei datori di lavoro possono essere tenuti presso lo studio
dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti di cui
all'articolo 1, comma 1. I datori di lavoro che intendono avvalersi
di questa facolta' devono comunicare preventivamente alla Direzione
provinciale del lavoro competente per territorio le generalita' del
soggetto al quale e' stato affidato l'incarico, nonche' il luogo ove
sono reperibili i documenti. 2. Il consulente del lavoro e gli altri
professionisti di cui all'articolo 1, comma 1, che, senza
giustificato motivo, non ottemperino entro 15 giorni alla richiesta
degli organi di vigilanza di esibire la documentazione in loro
possesso, sono puniti con la sanzione pecuniaria amministrativa da
100 a 1000 euro. In caso di recidiva della violazione e' data
informazione tempestiva al Consiglio provinciale dell'Ordine
professionale di appartenenza del trasgressore per eventuali
provvedimenti disciplinari».
2. All'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n.
181, come inserito dall'articolo 6 del decreto legislativo 19
dicembre 2002, n. 297, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2.
All'atto della assunzione, prima dell'inizio della attivita' di
lavoro, i datori di lavoro pubblici e privati, sono tenuti a
consegnare ai lavoratori una copia della comunicazione di
instaurazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 9-bis comma
2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e
successive modificazioni, adempiendo in tal modo anche alla
comunicazione di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.
L'obbligo si intende assolto nel caso in cui il datore di lavoro
consegni al lavoratore, prima dell'inizio della attivita' lavorativa,
copia del contratto individuale di lavoro che contenga anche tutte le
informazioni previste dal decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.
La presente disposizione non si applica per il personale di cui
all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».
3. All'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 234
sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 2 sono soppresse
le parole «I registri sono conservati per almeno due anni dopo la
fine del relativo periodo»; b) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
«Gli obblighi di registrazione di cui al comma 2 si assolvono
mediante le relative scritturazioni nel libro unico del lavoro».
4. Il comma 6 dell'articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68, e'
sostituito dal seguente: «6. I datori di lavoro pubblici e privati,
soggetti alle disposizioni della presente legge sono tenuti ad
inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto
informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori
dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella
quota di riserva di cui all'articolo 3, nonche' i posti di lavoro e
le mansioni disponibili per i lavoratori di cui all'articolo 1. Se,
rispetto all'ultimo prospetto inviato, non avvengono cambiamenti
nella situazione occupazionale tali da modificare l'obbligo o da
incidere sul computo della quota di riserva, il datore di lavoro non
e' tenuto ad inviare il prospetto. Al fine di assicurare
l'unitarieta' e l'omogeneita' del sistema informativo lavoro, il
modulo per l'invio del prospetto informativo, nonche' la periodicita'
e le modalita' di trasferimento dei dati sono definiti con decreto
del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione e previa intesa con la Conferenza unificata. I
prospetti sono pubblici. Gli uffici competenti, al fine di rendere
effettivo il diritto di accesso ai predetti documenti amministrativi,
ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispongono la loro
consultazione nelle proprie sedi, negli spazi disponibili aperti al
pubblico».
5. Al comma 1 dell'articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68
sono soppresse le parole «nonche' apposita certificazione rilasciata
dagli uffici competenti dalla quale risulti l'ottemperanza alle norme
della presente legge».
6. Gli armatori e le societa' di armamento sono tenute a
comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data
di imbarco o sbarco, agli Uffici di collocamento della gente di mare
nel cui ambito territoriale si verifica l'imbarco o lo sbarco,
l'assunzione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al
personale marittimo iscritto nelle matricole della gente di mare di
cui all'articolo 115 del Codice della Navigazione, al personale
marittimo non iscritto nelle matricole della gente di mare nonche' a
tutto il personale che a vario titolo presta servizio, come definito
all'articolo 2, comma 1, lettera a) del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001, n. 324 .
Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro
1. All'articolo 1, comma 2, lettera e) , n. 2, del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo le parole «e' considerato
lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga», sono
inserite le seguenti: «per almeno tre ore».
2. All'articolo 1, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 8
aprile 2003, n. 66 dopo le parole «passeggeri o merci», sono
inserite le seguenti: «sia per conto proprio che per conto di
terzi».
3. All'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2003,
n. 66 dopo le parole «attivita' operative specificamente
istituzionali», sono aggiunte le seguenti: «e agli addetti ai
servizi di vigilanza privata».
4. All'articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 dopo
le parole «frazionati durante la giornata», sono aggiunte le
seguenti: «o da regimi di reperibilita».
5. All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2003,
n. 66, dopo le parole «di cui all'articolo 7.», sono aggiunte le
parole «Il suddetto periodo di riposo consecutivo e' calcolato come
media in un periodo non superiore a quattordici giorni».
6. La lettera a) dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo
8 aprile 2003, n. 66 e' sostituita dalla seguente: «a) attivita' di
lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno o squadra e
non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una
squadra e l'inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o
settimanale».
7. Il comma 1 dell'articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66 e' sostituito dal seguente: « 1. Le disposizioni di cui
agli articoli 7, 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante
contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le
organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative.
Per il settore privato, in assenza di specifiche disposizioni nei
contratti collettivi nazionali le deroghe possono essere stabilite
nei contratti collettivi territoriali o aziendali stipulati con le
organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul
piano nazionale».
8. Il comma 3, dell'articolo 18-bis del decreto legislativo 8
aprile 2003, n. 66 e' sostituito dal seguente: «3. La violazione
delle disposizioni previste dall'articolo 4, commi 2, 3, 4, dall'
articolo 9, comma 1 , e dall'articolo 10, comma 1, e' punita con
la sanzione amministrativa da 130 a 780 euro per ogni lavoratore, per
ciascun periodo di riferimento di cui all'articolo 4, commi 3 o 4, a
cui si riferisca la violazione».
9. Il comma 4 dell'articolo 18-bis del decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66 e' sostituito dal seguente: «4. La violazione delle
disposizioni previste dall'articolo 7, comma 1, e' punita con la
sanzione amministrativa da 25 euro a 100 euro in relazione ad ogni
singolo lavoratore e ad ogni singolo periodo di 24 ore».
10. Il comma 6 dell'articolo 18-bis del decreto legislativo 8
aprile 2003, n. 66 e' sostituito dal seguente: «6. La violazione
delle disposizioni previste dall'articolo 5, commi 3 e 5, e' soggetta
alla sanzione amministrativa da 25 a 154 euro. Se la violazione si
riferisce a piu' di cinque lavoratori ovvero si e' verificata nel
corso dell'anno solare per piu' di cinquanta giornate lavorative, la
sanzione amministrativa va da 154 a 1.032 euro e non e' ammesso il
pagamento della sanzione in misura ridotta».
11. All'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81 le parole: «ovvero in caso di reiterate violazioni della
disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo
giornaliero e settimanale di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni,
considerando le specifiche gravita' di esposizione al rischio di
infortunio,» sono soppresse .
12. All'articolo 14, comma 4, lettera b) , del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81 le parole: «di reiterate violazioni della
giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66, o» sono soppresse .
13. Al personale delle aree dirigenziali degli Enti e delle Aziende
del Servizio Sanitario Nazionale, in ragione della qualifica
posseduta e delle necessita' di conformare l'impegno di servizio al
pieno esercizio della responsabilita' propria dell'incarico
dirigenziale affidato, non si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 4 e 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 . La
contrattazione collettiva definisce le modalita' atte a garantire ai
dirigenti condizioni di lavoro che consentano una protezione
appropriata ed il pieno recupero delle energie psico-fisiche.
14. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogati gli articoli 4, comma 5, 12, comma 2, e l'articolo 18-bis
comma 5, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
FINE TESTO