Source: https://www.aranagenzia.it/orientamenti-applicativi/comparti/regioni-ed-autonomie-locali/trattamento-economico-accessorio/6936-risorse-per-le-politiche-di-sviluppo-delle-risorse-umane-e-per-la-produttivita/3149-ral1127orientamenti-applicativi.html
Timestamp: 2020-02-19 11:59:23+00:00
Document Index: 48039437

Matched Legal Cases: ['art.31', 'art.40', 'art.15', 'art.15', 'art.15', 'art.15', 'art.10', 'art. 10', 'art. 92']

RAL1127_Orientamenti Applicativi
Innanzitutto, si evidenzia che, nel caso in esame, è stato predisposto un progetto obiettivo straordinario per il recupero dell’evasione di alcuni tributi, prevedendosi che una quota pari al 5% della somma riscossa venisse destinata al pagamento di incentivi al personale partecipante al suddetto progetto. Tuttavia, non è fatto alcun richiamo o riferimento alle disposizioni legali o contrattuali che consentono una tale opzione.
Relativamente a tale aspetto, si deve necessariamente ribadire che le fonti di alimentazione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa, sia di natura stabile che variabile, a parte gli incrementi disposti direttamente dal CCNL, sono solo quelle indicate, espressamente e tassativamente, nell’art.31, commi 2 e 3, del CCNL del 22.1.2004.
Nessuna delle suddette disposizioni legittima, espressamente o implicitamente, la contrattazione integrativa o l’ente (attraverso proprie decisioni e strumenti unilaterali) a prevedere che una quota delle risorse derivanti dal recupero di tributi evasi possa essere destinato al finanziamento del trattamento economico accessorio del personale.
Neppure esistono (come pure riscontrato nella prassi applicativa degli enti) progetti obiettivi o progetti speciali finanziati a carico del bilancio dell’ente.
Una tale opzione sarebbe in palese contrasto con le previsioni dell’art.40 del D.Lgs.n.165/2001 e con la stessa disciplina contrattuale, secondo le quali gli oneri di tutti i trattamenti economici accessori del personale devono trovare integrare copertura nelle generali risorse destinate al finanziamento della contrattazione integrativa, di cui all’art.15 del CCNL dell’1.4.1999 e successive modificazioni ed integrazioni, nel rispetto delle modalità di quantificazione ivi previste.
Si esclude, quindi, la possibilità, e conseguentemente la legittimità, di incrementi delle risorse destinate alla contrattazione decentrata integrativa disposti dagli enti, autonomamente e discrezionalmente, al di fuori cioè delle precise prescrizioni e condizioni della contrattazione collettiva nazionale
Una modalità di finanziamento come quella da voi evidenziata potrebbe ammettersi solo in presenza, a monte, di una fonte legislativa, nazionale o regionale, che la legittima.
Si tratterebbe, infatti, di una ipotesi riconducibile alle previsioni dell’art.15, comma 1, lett. k), del CCNL dell’1.4.1999, che, come è noto, consente di far confluire tra quelle destinate alla contrattazione decentrata integrativa “le risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale ……”
In proposito, comunque, la scrivente Agenzia ha sempre precisato nei propri orientamenti applicativi che, sulla base della specifica formulazione della clausola contrattuale, possono integrare le disponibilità finanziarie destinate alla contrattazione integrativa solo quelle risorse che particolari previsioni legislative destinano in modo specifico ed espresso all’incentivazione del personale, secondo le quantità e le modalità stabilite direttamente dalla legge ed a favore dei beneficiari indicati da quest’ultima.
Proprio sulla base di tale precisazione, si ritiene che non possano integrare la specifica fattispecie dell’art.15, comma 1, lett. k) del CCNL dell’1.4.1999, quei provvedimenti legislativi o amministrativi che dispongano, a favore degli enti del Comparto, in modo generale e generico, un contributo o un finanziamento per la realizzazione di determinate opere o per lo svolgimento di determinate attività.
Ove mancasse nella fonte normativa tale chiara finalizzazione di almeno una quota del finanziamento previsto anche alla incentivazione del personale, allora verrebbe meno ogni possibilità di ricorso all’applicazione dell’art.15, comma 1, lett. k) del CCNL dell’1.4.1999, ai fini del possibile incremento delle risorse destinate alla contrattazione integrativa e della conseguente erogazione ai dipendenti coinvolti nei progetti.
Alla luce di tali disposizioni, ad esempio, si è esclusa la possibilità di stabilire in un regolamento comunale (che è una fonte normativa formalmente e sostanzialmente ben diversa dalla legge o dal CCNL) che una quota delle risorse derivanti dal recupero dell’evasione TARSU potessero essere destinate all’incentivazione del personale: si trattava di incentivi non previsti né da una specifica disposizione di legge (a differenza del caso del recupero evasione ICI) né dal CCNL e, pertanto, non sono consentiti.
Fatta questa indispensabile premessa, sullo punto della possibile erogazione di ulteriori incentivi ai titolari di posizione organizzativa, si ricorda che l’art.10 CCNL del 31.3.1999 ha chiaramente affermato che la retribuzione di posizione e di risultato spettante al personale incaricato delle posizioni organizzative assorbe e ricomprende ogni trattamento accessorio, ivi compreso quello per lavoro straordinario (art. 10, comma 1).
a) i compensi connessi agli incarichi di progettazione, ai sensi dell'art. 92 del D.Lgs.n.163/2006;
Pertanto, poiché solo la fonte negoziale può introdurre regole ed eccezioni alle prescrizioni da essa stessa precedentemente stabilite, la mancanza di una espressa e specifica previsione contrattuale in tal senso impedisce in modo assoluto la corresponsione ai titolari di posizione organizzativa di ulteriori e diversi compensi straordinari.