Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12935-del-23-05-2017
Timestamp: 2020-04-04 19:17:42+00:00
Document Index: 77511511

Matched Legal Cases: ['art. 2909', 'art. 647', 'art. 360', 'art. 647', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 50']

Sentenza Cassazione Civile n. 12935 del 23/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12935 del 23/05/2017
Cassazione civile, sez. I, 23/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.23/05/2017), n. 12935
sul ricorso 28764/2011 proposto da:
85.728 del 24.11.2011;
Fallimento di T.R.;
avverso il Decreto n. 34/2011 del TRIBUNALE di PRATO, depositato il
23/03/2017 dal cons. TERRUSI FRANCESCO.
il tribunale di Prato, decidendo sull’opposizione proposta dalla Banca nazionale del lavoro nei riguardi dello stato passivo del fallimento di (OMISSIS) s.a.s. e dell’accomandatario T.R., ammetteva l’opponente al chirografo per l’ulteriore importo di Euro 253.536,80, ferma l’originaria ammissione per l’importo di Euro 116.149,23;
col primo motivo la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2909 c.c., artt. 641, 647, 650 e 656 c.p.c., e la mancanza di motivazione sul fatto della piena validità della notificazione del decreto ingiuntivo non seguito da opposizione, assumendo che il tribunale avrebbe erroneamente escluso il giudicato formatosi sul decreto suddetto a fronte della natura solo dichiarativa del provvedimento di cui all’art. 647 c.p.c.;
il motivo è inammissibile ai sensi dell’art. 360 – bis c.p.c., n. 1, atteso il diverso consolidato principio, da questa Corte affermato e col quale è consonante la pronuncia del tribunale di Prato, secondo cui in mancanza di opposizione il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato formale e sostanziale solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la notificazione, lo dichiari esecutivo ai sensi dell’art. 647 c.p.c. (v. Cass. n. 1650-14; Cass. n. 2112-14; ma già Cass. n. 28553-11; Cass. n. 23202-13);
col secondo motivo, deducendo violazione e falsa applicazione dell’art. 50 e degli artt. 119 e 161 del T.u.b., nonchè la mancanza e comunque l’insufficienza della motivazione sul documento prodotto, la ricorrente censura la sentenza per aver affermato che era stato prodotto un “saldaconto” privo di ogni rilievo al di fuori del monitorio; mentre il saldaconto, appartenente alla disciplina di cui all’art. 102 dell’abrogata legge bancaria, era da aversi per sostituito nella disciplina del T.u.b. (art. 50) dall’estratto conto; in ogni caso lo stesso saldaconto, in base alla sentenza delle sezioni unite di questa Corte n. 6707-94, doveva dirsi munito di rilevanza probatoria anche al fuori del procedimento, salvo il prudente apprezzamento del giudice; in definitiva il giudice a quo non si era avveduto (1) che l’estratto in questione era stato rilasciato il 25-5-2010 ed era quindi disciplinato esclusivamente dal T.u.b., (2) che aveva registrato le operazioni per un intero anno e (3) che, in mancanza d’ogni specifica contestazione, esso aveva acquisito un’efficacia probatoria piena;
è vero che l’estratto di saldaconto, di mera natura riassuntiva del debito finale, idoneo nel vigore del previgente della Legge Bancaria del 1938, art. 102, non è più sufficiente ai sensi dell’art. 50 del T.u.b., che richiede finanche in monitorio un vero e proprio estratto conto con la registrazione delle varie partite in dare e avere;
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della prima sezione civile, il 23 marzo 2017.