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Timestamp: 2018-05-21 19:03:43+00:00
Document Index: 179066307

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  15', 'art. 9', 'art.\n261', 'art. 226', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 27', 'art.   19', 'art.  15', 'art.  14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art.  9', 'art. 17', 'art. 13']

DECRETO LEGISLATIVO 20 novembre 2008, n. 188 - Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE. (GU n. 283 del 3-12-2008 | Ingegneri.info
DECRETO LEGISLATIVO 20 novembre 2008, n. 188 – Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE. (GU n. 283 del 3-12-2008
DECRETO LEGISLATIVO 20 novembre 2008, n. 188 - Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE. (GU n. 283 del 3-12-2008 - Suppl. Ordinario n.268)
DECRETO LEGISLATIVO 20 novembre 2008 , n. 188
Attuazione    della    direttiva   2006/66/CE   concernente   pile,
accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE.
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2007;
Vista   la  direttiva  2006/66/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del 6 settembre 2006, relativa a pile e accumulatori e ai
adottata nella riunione del 23 settembre 2008;
Sentita  la  Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
delle  finanze,  dell’interno,  dello sviluppo economico, del lavoro,
della  salute  e  delle  politiche  sociali  e  per i rapporti con le
1.  Il  presente  decreto disciplina l’immissione sul mercato delle
pile  e degli accumulatori di cui al comma 2, nonche’ la raccolta, il
trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di pile e di
accumulatori, al fine di promuoverne un elevato livello di raccolta e
2.  Il  presente  decreto si applica alle pile e agli accumulatori,
come  definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), indipendentemente
dalla  forma,  dal  volume,  dal peso, dalla composizione materiale o
dall’uso cui sono destinati.
3.  Sono  fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo
24  giugno  2003,  n.  209,  e  successive modificazioni, e di cui al
4. Sono escluse dall’ambito di applicazione del presente decreto le
pile e gli accumulatori utilizzati in:
a) apparecchiature connesse alla tutela degli interessi essenziali
della  sicurezza  nazionale,  armi,  munizioni  e  materiale bellico,
purche’ destinati a fini specificamente militari;
–  La legge 25 febbraio 2008, n. 34, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2008, n. 56, S.O.
–  La  direttiva 2006/66/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
–  La  direttiva 91/157/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
–  Il  decreto  legislativo  24  giugno  2003,  n.  209,
recante: «Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai
veicoli fuori uso» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7
agosto 2003, n. 182, S.O».
a)  «pila»  o  «accumulatore»:  una  fonte  di  energia  elettrica
ottenuta   mediante   trasformazione   diretta  di  energia  chimica,
costituita  da  uno  o  piu’  elementi  primari  (non ricaricabili) o
costituita da uno o piu’ elementi secondari (ricaricabili);
b)  «pacco  batterie»:  un gruppo di pile o accumulatori collegati
tra  loro  o  racchiusi  come  un’unita’ singola e a se’ stante in un
involucro   esterno   non  destinato  ad  essere  lacerato  o  aperto
dall’utilizzatore;
c)  «pile o accumulatori portatili»: le pile, le pile a bottone, i
pacchi   batteria   o  gli  accumulatori  che  sono  sigillati,  sono
trasportabili   a  mano  e  non  costituiscono  pile  o  accumulatori
industriali, ne’ batterie o accumulatori per veicoli;
d)  «pile  a  bottone»:  piccole  pile o accumulatori portatili di
forma  rotonda,  di diametro superiore all’altezza, utilizzati a fini
speciali  in  prodotti  quali  protesi  acustiche,  orologi e piccoli
apparecchi portatili e come energia di riserva;
e)  «batterie  o  accumulatori  per  veicoli»:  le  batterie o gli
accumulatori   utilizzati   per   l’avviamento,   l’illuminazione   e
l’accensione;
f)  «pile  o accumulatori industriali»: le pile o gli accumulatori
progettati  esclusivamente  a  uso  industriale  o  professionale,  o
utilizzati in qualsiasi tipo di veicoli elettrici;
g)  «rifiuti  di  pile o accumulatori»: le pile e gli accumulatori
che costituiscono rifiuti a norma dell’articolo 183, comma 1, lettera
a), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
h)  «riciclaggio»:  il trattamento in un processo di produzione di
materiali  di  rifiuto  per  la funzione originaria o per altri fini,
escluso il recupero di energia;
i)  «smaltimento»:  una  qualsiasi delle operazioni applicabili di
cui all’allegato B alla parte quarta del decreto n. 152 del 2006;
l)  «trattamento»:  le  attivita’  eseguite  sui rifiuti di pile e
accumulatori  dopo  la  consegna  ad un impianto per la selezione, la
preparazione per il riciclaggio o la preparazione per lo smaltimento;
m)    «apparecchio»:   qualsiasi   apparecchiatura   elettrica   o
elettronica,  secondo la definizione di cui al decreto legislativo 25
luglio  2005,  n.  151,  alimentata  o  capace  di  essere alimentata
interamente o parzialmente da pile o accumulatori;
n)  «produttore»:  chiunque  immetta  sul mercato nazionale per la
prima  volta  a  titolo  professionale  pile o accumulatori, compresi
quelli  incorporati  in  apparecchi  o  veicoli,  a prescindere dalla
tecnica  di vendita utilizzata, comprese le tecniche di comunicazione
a  distanza  definite  agli  articoli  50,  e  seguenti,  del decreto
legislativo  6 settembre 2005, n. 206, di recepimento della direttiva
97/7/CE  riguardante  la  protezione  dei  consumatori  in materia di
o)   «distributore»:   qualsiasi   persona   che,  nell’ambito  di
un’attivita’   commerciale,   fornisce  pile  e  accumulatori  ad  un
utilizzatore finale;
p)   «immissione   sul   mercato»:  la  fornitura  o  la  messa  a
disposizione,  a  titolo  oneroso  o  gratuito,  in  favore  di terzi
all’interno  del  territorio della comunita’, compresa l’importazione
nel territorio doganale della comunita’;
q)  «operatori  economici»:  i  produttori,  i  distributori,  gli
operatori addetti alla raccolta, gli operatori addetti al riciclaggio
o altri operatori di impianti di trattamento;
r)   «utensili   elettrici   senza   fili»:  apparecchi  portatili
alimentati  da  pile  o  accumulatori  e  destinati  ad  attivita’ di
manutenzione, di costruzione o di giardinaggio;
s) «tasso di raccolta»: la percentuale ottenuta, dividendo il peso
dei  rifiuti  di  pile  e  accumulatori portatili raccolti in un anno
civile  a  norma  dell’articolo  7  per  la  media del peso di pile e
accumulatori  portatili venduti direttamente agli utilizzatori finali
da  parte  dei produttori, ovvero da essi consegnati a terzi in vista
della  vendita  agli utilizzatori finali nel territorio nazionale nel
corso di tale anno civile e dei due anni civili precedenti;
t)  «punto  di  raccolta  per  pile  ed accumulatori»: contenitore
destinato  alla raccolta esclusiva di pile e accumulatori accessibile
all’utilizzatore  finale  e  distribuito sul territorio, tenuto conto
della  densita’  di popolazione, non soggetto ai requisiti in materia
di  registrazione o di autorizzazione di cui alle norme vigenti sulla
– Si riporta il testo dell’art. 183, comma 1, lettera a)
e l’allegato b) alla parte quarta del decreto legislativo 3
aprile   2006,   n.   152,   recante:   «Norme  in  materia
ambientale»,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 aprile
«Art. 183 (Definizioni). – 1. Ai fini della parte quarta
del presente decreto e fatte salve le ulteriori definizioni
contenute nelle disposizioni speciali, si intende per:
a)  rifiuto:  qualsiasi sostanza od oggetto che rientra
nelle categorie riportate nell’allegato A alla parte quarta
del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia
deciso o abbia l’obbligo di disfarsi; ».
Allegati alla Parte IV
N.B. Il presente allegato intende elencare le operazioni
di  smaltimento  come  avvengono  nella  pratica. I rifiuti
devono   essere  smaltiti  senza  pericolo  per  la  salute
dell’uomo  e  senza usare procedimenti o metodi che possano
recare pregiudizio all’ambiente.
D1 Deposito sul o nel suolo (a esempio discarica).
D2   Trattamento   in   ambiente  terrestre  (a  esempio
biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli).
D3  Iniezioni  in  profondita’  (a esempio iniezioni dei
rifiuti  pompabili  in  pozzi.  In  cupole  saline o faglie
geologiche naturali).
D4 Lagunaggio (a esempio scarico di rifiuti liquidi o di
fanghi in pozzi, stagni o lagune, ecc.).
D5  Messa in discarica specialmente allestita (a esempio
sistematizzazione  in  alveoli stagni separati, ricoperti o
isolati gli uni dagli altri e dall’ambiente).
D6  Scarico  dei  rifiuti  solidi  nell’ambiente  idrico
eccetto l’immersione.
D7  Immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo
D8  Trattamento  biologico  non  specificato altrove nel
presente  allegato, che dia origine a composti o a miscugli
che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti elencati
nei punti da D1 a D12.
D9  Trattamento  fisico-chimico  non specificato altrove
nel  presente  allegato  che  dia  origine  a  composti o a
miscugli  eliminati  secondo  uno dei procedimenti elencati
nei   punti   da   D1   a  D12  (ad  esempio  evaporazione,
essiccazione, calcinazione, ecc.).
D12  Deposito  permanente  (a  esempio  sistemazione  di
contenitori in una miniera, ecc.).
D13   Raggruppamento  preliminare  prima  di  una  delle
operazioni di cui ai punti da D1 a D12.
D14  Ricondizionamento  preliminare  prima  di una delle
operazioni di cui ai punti da D1 a D13.
D15  Deposito  preliminare prima di una delle operazioni
di   cui  ai  punti  da  D1  a  D14  (escluso  il  deposito
temporaneo,  prima  della  raccolta,  nel luogo in cui sono
prodotti).».
–  Il  decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, reca:
«Attuazione  della  direttiva  2002/95/CE,  della direttiva
2002/96/CE  e  della  direttiva  2003/108/CE, relative alla
riduzione    dell’uso    di   sostanze   pericolose   nelle
apparecchiature  elettriche  ed  elettroniche, nonche’ allo
smaltimento dei rifiuti».
– Il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, reca:
«Codice  del  consumo,  a  norma dell’art. 7 della legge 29
luglio 2003, n. 229.».
–  La  direttiva  97/7/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 4
Divieti di immissione sul mercato
1.  Fatte salve le previsioni di cui al decreto n. 209 del 2003, e’
vietata,  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto,
l’immissione sul mercato:
a)   di  tutte  le  pile  o  accumulatori,  anche  incorporati  in
apparecchi, contenenti piu’ di 0,0005 per cento di mercurio in peso;
b)  di  pile o accumulatori portatili, compresi quelli incorporati
in  apparecchi,  contenenti  piu’  dello 0,002 per cento di cadmio in
2.  Il  divieto  di cui al comma 1, lettera a), non si applica alle
pile a bottone con un tenore di mercurio non superiore al 2 per cento
3.  Il  divieto  di cui al comma 1, lettera b), non si applica alle
pile e agli accumulatori portatili destinati ad essere utilizzati in:
a)  sistemi  di  emergenza  e  di  allarme,  comprese  le  luci di
b) attrezzature mediche;
–  Per  il  decreto  legislativo 24 giugno 2003, n. 209,
vedi note all’art. 1.
1. Al fine di promuovere la ricerca e di incoraggiare miglioramenti
dell’efficienza,   in   termini   ambientali,   delle  pile  e  degli
accumulatori  lungo  l’intero  ciclo  di  vita,  nonche’  favorire lo
sviluppo  e  la commercializzazione di pile e accumulatori contenenti
minori  quantita’  di  sostanze pericolose ovvero contenenti sostanze
meno  inquinanti  in  sostituzione  del  mercurio,  del  cadmio e del
piombo,  il  Ministero  dell’ambiente e della tutela del territorio e
del  mare,  di  concerto  con  il Ministero dello sviluppo economico,
adotta  misure,  senza  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica,  quali  la  stipula  di  accordi  di  programma,  dirette a
favorire   ed  incentivare,  da  parte  dei  produttori  di  pile  ed
accumulatori,   l’impiego   di   modalita’   di  progettazione  e  di
fabbricazione che consentano una maggiore efficienza ambientale.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, il Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del territorio e del mare, di concerto con i Ministeri
dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, individua e
promuove  politiche di sostegno e di incentivazione, nei limiti degli
ordinari stanziamenti di bilancio destinati allo scopo.
1.  Le  pile e gli accumulatori conformi ai requisiti stabiliti dal
presente  decreto,  sono  immessi  sul  mercato  senza  alcun tipo di
2.  Dalla  data di entrata in vigore del presente decreto le pile e
gli  accumulatori che non soddisfano i requisiti del presente decreto
non possono essere immessi sul mercato.
3.  In  caso  di  immissione  sul  mercato  nazionale  di  pile  ed
accumulatori  che non soddisfano i requisiti del presente decreto, le
autorita’  competenti provvedono al loro immediato ritiro con oneri a
carico di chi li ha immessi.
4.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
territorio  e  del  mare e del Ministro dello sviluppo economico sono
individuate  entro  centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
del  presente  decreto le autorita’ competenti al ritiro ai sensi del
Raccolta separata e ritiro pile
e accumulatori portatili
1.  Al  fine  di  realizzare  una  gestione  dei rifiuti di pile ed
accumulatori  che  riduca  al  minimo  il loro smaltimento insieme al
rifiuto  urbano indifferenziato e al fine di garantire, entro la data
del  26  settembre  2012,  il  raggiungimento  del  tasso di raccolta
separata di pile ed accumulatori portatili di cui all’articolo 8, per
la raccolta separata di pile ed accumulatori portatili i produttori o
i  terzi  che agiscono in loro nome organizzano e gestiscono, su base
individuale  o  collettiva, sostenendone i relativi costi, sistemi di
raccolta  separata di pile ed accumulatori portatili idonei a coprire
in modo omogeneo tutto il territorio nazionale. Tali sistemi:
a)  consentono  agli utilizzatori finali di disfarsi gratuitamente
dei  rifiuti  di  pile  o accumulatori portatili in punti di raccolta
loro  accessibili  nelle vicinanze, tenuto conto della densita’ della
b)  non  devono  comportare  oneri per gli utilizzatori finali nel
momento  in  cui  si  disfano  dei  rifiuti  di  pile  o accumulatori
portatili,   ne’   l’obbligo   di   acquistare  nuove  pile  o  nuovi
2. I punti di raccolta istituiti a norma della lettera a) del comma
1  non  sono  soggetti  ai requisiti in materia di registrazione o di
autorizzazione di cui alla vigente normativa sui rifiuti.
3.  Al fine di organizzare e gestire i sistemi di raccolta separata
di  cui  al comma 1, i produttori o i terzi che agiscono in loro nome
possono  avvalersi,  previa  stipula  di  apposita convenzione, delle
strutture  di  raccolta differenziata istituite dal servizio pubblico
di  gestione  dei rifiuti urbani. I produttori o i terzi che agiscono
in  loro  nome sono in ogni caso tenuti a provvedere al ritiro e alla
gestione  dei  rifiuti  di  pile o accumulatori portatili raccolti in
maniera  differenziata  nell’ambito del servizio pubblico di gestione
4. La raccolta separata di cui al comma 1 e’ organizzata prevedendo
che i distributori che forniscono nuove pile e accumulatori portatili
pongano   a   disposizione   del  pubblico  dei  contenitori  per  il
conferimento  dei  rifiuti  di  pile e accumulatori nel proprio punto
vendita.  Tali contenitori costituiscono punti di raccolta e non sono
soggetti ai requisiti in materia di registrazione o di autorizzazione
di cui alla vigente normativa sui rifiuti.
Raccolta separata di pile
e accumulatori industriali e per veicoli
1.  Al  fine  di  promuovere  al  massimo  la  raccolta separata, i
produttori di pile e accumulatori industriali, o i terzi che agiscono
in  loro  nome, organizzano e gestiscono sistemi di raccolta separata
di pile ed accumulatori industriali idonei a coprire in modo omogeneo
tutto il territorio nazionale. A tal fine, possono:
a)  aderire  a sistemi esistenti ed utilizzare la rete di raccolta
facente capo alle medesime;
b)  organizzare  autonomamente,  su base individuale o collettiva,
sistemi di raccolta dei rifiuti di pile e accumulatori industriali.
2.  I  produttori  di pile e accumulatori industriali o i terzi che
agiscono  in  loro nome ritirano gratuitamente i rifiuti di pile e di
accumulatori    industriali    presso    gli   utilizzatori   finali,
indipendentemente dalla composizione chimica e dall’origine.
3.  I  produttori  di pile e accumulatori industriali o i terzi che
agiscono  in  loro  nome  assicurano  la raccolta separata di pile ed
accumulatori  per  veicoli idonei a coprire in modo omogeneo tutto il
4.  I  produttori  di pile e accumulatori industriali o i terzi che
agiscono  in  loro  nome  organizzano  e  gestiscono,  sostenendone i
relativi  costi, sistemi di raccolta separata di pile ed accumulatori
industriali  idonei  a  coprire  in modo omogeneo tutto il territorio
nazionale,  fermo  restando  che  l’attivita’ di raccolta puo’ essere
svolta anche da terzi indipendenti purche’ senza oneri aggiuntivi per
il  produttore del rifiuto o per l’utilizzatore finale e nel rispetto
5.  Chiunque  detiene rifiuti di pile e accumulatori per veicoli e’
obbligato  al  loro conferimento ai soggetti di cui ai commi 1 e 3, a
meno   che   la   raccolta   venga  effettuata  in  conformita’  alle
disposizioni di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209.
6. In caso di batterie e di accumulatori per veicoli ad uso privato
non  commerciale,  l’utilizzatore finale si disfa, presso i centri di
raccolta allestiti dai soggetti di cui ai commi 1 e 3, dei rifiuti di
detti  batterie  e  accumulatori  senza  oneri  e  senza l’obbligo di
acquistare nuove batterie o nuovi accumulatori.
7.  I  soggetti  di  cui  ai commi 1 e 3 sono in ogni caso tenuti a
provvedere  al  ritiro gratuito e alla gestione dei rifiuti di pile o
accumulatori  industriali  e  per  veicoli  raccolti  nell’ambito del
servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani.
1.  Ai  fini del presente decreto, la percentuale di raccolta delle
pile  e  degli  accumulatori  viene  calcolata  per la prima volta in
relazione  alla  raccolta  effettuata nel corso dell’anno 2011. Fatta
salva  l’applicazione del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151,
i dati annuali relativi alla raccolta e alle vendite comprendono pile
e accumulatori incorporati in apparecchi.
2. Al fine di realizzare un sistema organico di gestione delle pile
ed  accumulatori  portatili  che riduca al minimo il loro smaltimento
insieme  al rifiuto urbano misto, entro la data del 26 settembre 2012
dovra’  essere  conseguito,  anche  su  base  regionale,  un tasso di
raccolta  minimo  di  pile  ed  accumulatori portatili pari al 25 per
cento  del  quantitativo  immesso sul mercato; tale tasso di raccolta
dovra’  raggiungere,  entro il 26 settembre 2016, il 45 per cento del
quantitativo immesso sul mercato.
3. Le percentuali di raccolta di pile e accumulatori portatili sono
calcolati  annualmente dall’Istituto superiore per la protezione e la
ricerca  ambientale,  di  seguito:  «ISPRA»,  secondo il piano di cui
all’allegato  I,  sulla  base dei dati risultanti dal Registro di cui
all’articolo  14  e dei dati trasmessi dal Centro di coordinamento di
–  Per  il  decreto  legislativo 25 luglio 2005, n. 151,
vedi note all’art. 2.
1.  Gli  apparecchi contenenti pile ed accumulatori sono progettati
in  modo  tale  che i rifiuti di pile e accumulatori siano facilmente
rimovibili.  A  decorrere  dal  sesto  mese  successivo  alla data di
entrata  in  vigore  del presente decreto, gli apparecchi in cui sono
incorporati  pile  o  accumulatori  sono  corredati di istruzioni che
indicano  come  rimuoverli  senza pericolo e informano l’utilizzatore
finale sul tipo delle pile e degli accumulatori incorporati.
2.  Le  disposizioni di cui al comma 1 non si applicano qualora per
motivi  di  sicurezza, prestazione, protezione medica o dei dati, sia
necessaria   la   continuita’   dell’alimentazione   e   occorra   un
collegamento permanente tra l’apparecchio e la pila o l’accumulatore.
1. Entro il 26 settembre 2009:
a) i produttori od i terzi che agiscono in loro nome istituiscono,
su  base  individuale  o collettiva, utilizzando le migliori tecniche
disponibili,  in  termini  di  tutela  della  salute e dell’ambiente,
sistemi  per  il  trattamento  e il riciclaggio dei rifiuti di pile e
b)  tutte  le  pile  e gli accumulatori individuabili e raccolti a
norma degli articoli 6 e 7 o del decreto 25 luglio 2005, n. 151, sono
sottoposti a trattamento e riciclaggio con sistemi che siano conformi
alla  normativa  comunitaria,  in  particolare per quanto riguarda la
salute, la sicurezza e la gestione dei rifiuti.
2.  Il trattamento di cui al comma 1 soddisfa i requisiti minimi di
cui all’allegato II, parte A.
3.  Le  pile  o  gli  accumulatori  raccolti  assieme ai rifiuti di
apparecchiature  elettriche  ed  elettroniche, a norma del decreto n.
151 del 2005, sono rimossi dai rifiuti delle apparecchiature stesse e
gestiti secondo quanto disposto all’articolo 13, comma 3.
4. Il processo di riciclaggio soddisfa le efficienze di riciclaggio
e le disposizioni associate di cui all’allegato II, parte B, entro il
5.  Al  fine di verificare il rispetto delle disposizioni di cui ai
commi  2  e  4,  le  province  territorialmente competenti effettuano
apposite   ispezioni   presso   gli  impianti  di  trattamento  e  di
riciclaggio  dei  rifiuti  di  pile  e  accumulatori, e comunicano al
Comitato di cui all’articolo 19 gli esiti di tali ispezioni.
6.  L’operazione  di trattamento dei rifiuti di pile e accumulatori
di  cui  al  presente articolo puo’ essere effettuata al di fuori del
territorio  nazionale  o  comunitario, a condizione che la spedizione
dei  rifiuti  sia  conforme alle disposizioni del regolamento (CE) n.
1013/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006,
7.  I  rifiuti  di pile e accumulatori, esportati dalla Comunita’ a
norma del citato regolamento (CE) n. 1013/2006 e del regolamento (CE)
n. 1418/2007 della Commissione, del 29 novembre 2007, come modificato
dal  regolamento  (CE)  n.  740/2008 della Commissione, del 29 luglio
2008,  sono  presi  in  considerazione ai fini dell’adempimento degli
obblighi e del conseguimento delle efficienze stabiliti nell’allegato
II  ,  solo  se  l’esportatore  puo’  dimostrare  che l’operazione di
riciclaggio  e’  stata  effettuata in condizioni equivalenti a quelle
stabilite dal presente decreto.
8.  A  decorrere  dall’anno  2012  gli  impianti di riciclaggio dei
rifiuti  di  pile  e  accumulatori  comunicano ogni anno al Centro di
coordinamento   di  cui  all’articolo  16  entro  il  31  marzo,  con
riferimento  all’anno  solare precedente, le informazioni relative ai
quantitativi  di rifiuti trattati, suddivisi per singole tipologie di
pile  e  accumulatori,  e alle percentuali di riciclaggio conseguite,
con  riferimento  alle  tre  categorie di pile ed accumulatori di cui
all’allegato III, punto 3, lettera b).
–  Per il decreto legislativo n. 151 del 2005, vedi note
–  Il  regolamento  (CEE)  1013/2006 e’ pubblicato nella
G.U.U.E. 12 luglio 2006, n. L 190.
mare,  di  concerto  con  i Ministeri dell’economia e delle finanze e
dello  sviluppo  economico,  definisce,  nei  limiti  degli  ordinari
stanziamenti  di bilancio previsti per tali finalita’, misure volte a
promuovere   lo   sviluppo   di  nuove  tecnologie  di  recupero,  di
riciclaggio e di trattamento.
2.  Il  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare  promuove la diffusione negli impianti di trattamento di sistemi
certificati  di  gestione ambientale, a norma del regolamento (CE) n.
761/2001  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001,
sull’adesione   volontaria   delle   organizzazioni   a   un  sistema
comunitario di ecogestione e audit (EMAS/ISO 14000).
–  Il  regolamento  (CE) n. 761/2001 e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 24 aprile 2001, n. L 114.
1.  E’ vietato lo smaltimento in discarica o mediante incenerimento
dei  rifiuti  delle  pile  e  degli  accumulatori  industriali  e per
veicoli,  ad  eccezione  dei  residui  che  sono  stati  sottoposti a
trattamento o riciclaggio a norma dell’articolo 10, comma 1.
1.  Il finanziamento delle operazioni di raccolta, di trattamento e
di  riciclaggio  dei  rifiuti  di  pile  ed  accumulatori di cui agli
articoli  6  e  7  e  10  e’  a carico dei produttori o dei terzi che
agiscono in loro nome.
2.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
economico,  sentito  il  Comitato  di vigilanza e controllo di cui al
presente  decreto,  sono  definiti  i  criteri di determinazione e di
ripartizione   dei   finanziamenti   delle  operazioni  di  raccolta,
trattamento  e  riciclaggio,  in funzione anche della tipologia delle
pile  e  degli  accumulatori raccolti, dell’ubicazione sul territorio
dei  punti di raccolta e della quota percentuale di raccolta separata
effettuata,  nonche’  tenuto conto dei ricavi derivanti dalla vendita
dei metalli ottenuti dalle operazioni di trattamento e riciclaggio.
3.  I  rifiuti  di  pile  e  accumulatori  raccolti nell’ambito dei
sistemi  di  cui  ai  decreti  n. 151 del 2005 e n. 209 del 2003 sono
rimossi  dai  rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e
dai  veicoli  fuori  uso  presso  gli impianti di trattamento di tali
rifiuti  e presi in carico dai produttori o dai terzi che agiscono in
loro nome ai sensi del comma 1.
4. I produttori sono tenuti a sostenere i costi del funzionamento e
delle attivita’ del Centro di coordinamento di cui all’articolo 16.
5.  I  costi  della raccolta, del trattamento e del riciclaggio non
sono indicati separatamente agli utilizzatori finali al momento della
vendita di nuove pile e accumulatori portatili.
6.   I  produttori  e  gli  utilizzatori  di  pile  e  accumulatori
industriali e per veicoli possono concludere accordi che stabiliscano
il  ricorso  a modalita’ di finanziamento diverse da quelle di cui al
7.  Il  presente  articolo  si  applica a tutti i rifiuti di pile e
accumulatori,  indipendentemente dalla data della loro immissione sul
8.  L’obbligo  di  cui  al  comma  1  non  puo’ implicare un doppio
addebito  per  i produttori, nel caso di pile o accumulatori raccolti
conformemente  alle  disposizioni di cui ai decreti n. 209 del 2003 e
n. 151 del 2005.
– Per il decreto n. 151 del 2005, vedi note all’art. 2.
– Per il decreto n. 209 del 2003, vedi note all’art. 1.
del  territorio e del mare, il Registro nazionale dei soggetti tenuti
al  finanziamento  dei  sistemi  di  gestione  dei  rifiuti di pile e
accumulatori  ai sensi dell’articolo 13. All’interno di tale registro
e’  prevista una sezione relativa ai sistemi collettivi istituiti per
il  finanziamento  della gestione dei rifiuti di pile e accumulatori,
sulla base delle indicazioni di cui al comma 2.
2.  Il  produttore di pile e accumulatori soggetto agli obblighi di
cui  al  comma  1  puo’  immettere  sul  mercato tali prodotti solo a
seguito di iscrizione telematica al Registro da effettuarsi presso la
Camera  di  commercio  di  competenza.  Tale  iscrizione  deve essere
effettuata,  conformemente a quanto previsto dall’allegato III, entro
sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente decreto.
Annualmente,  entro  il 31 marzo, i produttori comunicano alle Camere
di  commercio  i  dati relativi alle pile ed accumulatori immessi sul
mercato nazionale nell’anno precedente, suddivisi per tipologia; tale
dato  e’  comunicato  per la prima volta all’atto dell’iscrizione con
riferimento all’anno solare precedente.
3.  Una  volta  effettuata l’iscrizione, a ciascun produttore viene
rilasciato  un  numero  di  iscrizione tramite il sistema informatico
delle  Camere  di commercio. Entro trenta giorni dal suo rilascio, il
numero  di  iscrizione deve essere indicato dal produttore in tutti i
4.  L’iscrizione  al  Registro  e’  assoggettata al pagamento di un
corrispettivo  annuale  da  determinarsi,  secondo  il criterio della
copertura  dei  costi  dei  servizi,  con  il  provvedimento  di  cui
all’articolo 27, comma 5.
5.  Ai fini delle predisposizione e dell’aggiornamento del Registro
di  cui  al comma 1, le Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura  comunicano  annualmente  all’ISPRA, secondo modalita’ di
interconnessione  telematica  da  definirsi  mediante  accordo tra le
parti,  l’elenco delle imprese identificate come produttori di pile e
accumulatori  e  dei  sistemi  collettivi operativi, nonche’ tutte le
altre informazioni di cui al comma 2.
Gestione del Registro e dei dati su raccolta
1.  Il  Registro  di  cui all’articolo 14 e’ detenuto dal Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e del mare. L’ISPRA
corretto assolvimento dei compiti di cui all’articolo 14, comma 2.
2. L’ISPRA svolge inoltre i seguenti compiti:
a)  predispone e aggiorna il Registro di cui all’articolo 14 sulla
base  delle comunicazioni di produttori di cui all’articolo 14, comma
b) raccoglie esclusivamente in formato elettronico i dati relativi
ai  prodotti  immessi  sul  mercato  che  i  produttori sono tenuti a
comunicare al Registro ai sensi dell’articolo 14, comma 2;
c)   raccoglie   i   dati   trasmessi  dai  sistemi  di  raccolta,
relativamente  alla raccolta e al riciclaggio secondo quanto previsto
d)  elabora  i  dati  relativi alla raccolta e al riciclaggio e ne
trasmette le risultanze al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare  ai fini della trasmissione alla Commissione
europea delle relazioni di cui all’articolo 24.
1.  E’  istituito il Centro di coordinamento, in forma di consorzio
avente  personalita’  giuridica di diritto privato, cui partecipano i
produttori  di  pile  e  di  accumulatori, individualmente o in forma
2.  Entro  centottanta  giorni  dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto  il  Centro  di  coordinamento  si dota di apposito
1.  Il  Centro  di  coordinamento  ha  il compito di ottimizzare le
attivita’  di  competenza  dei  sistemi  collettivi  ed individuali a
garanzia  di  omogenee  ed  uniformi  condizioni operative al fine di
incrementare  le percentuali di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti
di pile e accumulatori.
a)  ad  organizzare  ed effettuare in maniera uniforme sull’intero
territorio  nazionale le campagne di informazione di cui all’articolo
b)  ad organizzare per tutti i consorziati un sistema capillare di
raccolta  dei  rifiuti  di  pile  e  accumulatori  che  copra in modo
omogeneo l’intero territorio nazionale;
c)  ad  assicurare  il  monitoraggio e la rendicontazione dei dati
relativi  alla  raccolta  ed  al  riciclaggio  dei  rifiuti di pile e
accumulatori,  nonche’  la  loro  trasmissione  all’ISPRA entro il 28
febbraio dell’anno successivo a quello di rilevamento;
d)  a  garantire  il  necessario  raccordo  tra  l’amministrazione
pubblica,  i  sistemi  collettivi o individuali e gli altri operatori
e)  a  svolgere  le  funzioni  di cui al comma 2 dell’articolo 13,
d’intesa con il Comitato di vigilanza e controllo di cui all’articolo
1. Sono organi del Centro di coordinamento:
a) l’assemblea, composta dai rappresentanti di tutti i produttori,
in forma singola o associata;
b)  il  Comitato  esecutivo, composto da cinque membri, tra cui il
2.   Il   Presidente   e   il   Comitato  esecutivo  sono  nominati
dall’assemblea e durano in carica dodici mesi dalla nomina.
3.  I  componenti  del  Collegio dei revisori sono nominati tra gli
iscritti  all’albo  dei  revisori  contabili. Il mandato triennale e’
4.  Il  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare   approva   con  apposito  decreto  lo  statuto  del  Centro  di
coordinamento, deliberato dall’assemblea, e vigila sul rispetto degli
obblighi posti a carico dello stesso.
1.  Il  Comitato  di  vigilanza e controllo gia’ istituito ai sensi
dell’articolo  15  del  decreto  n.  151  del  2005,  assume anche le
funzioni  di  Comitato  di vigilanza e controllo sulla gestione delle
pile  e  degli accumulatori e dei relativi rifiuti di cui al presente
2.  Gli  oneri di funzionamento del Comitato di cui al comma 1 sono
posti  in  ugual  misura  a  carico dei produttori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche e delle pile ed accumulatori. I produttori
di  apparecchiature elettriche ed elettroniche ripartiscono gli oneri
di  cui  al  presente  comma  in  base  alle  quote  di  mercato come
individuate dall’articolo 15, comma 1, lettera c), del decreto n. 151
del  2005. I produttori di pile e accumulatori ripartiscono gli oneri
di  cui al presente comma secondo i criteri stabiliti dal Comitato di
vigilanza di cui al presente articolo.
3. Il Comitato di cui al comma 1 e’ composto da otto membri, di cui
tre   designati   dal  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del
territorio  e del mare, uno dei quali con funzioni di presidente, uno
dal    Ministro   dello   sviluppo   economico,   con   funzione   di
vicepresidente,  uno  dal Ministro dell’economia e delle finanze, uno
dal  Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, uno
dal  Ministro  per  la pubblica amministrazione e l’innovazione e uno
dalla   Conferenza  unificata,  nominati  con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entro sessanta
giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto. Fino
all’adozione   del   decreto  di  nomina  dei  nuovi  componenti,  lo
svolgimento delle attivita’ istituzionali e’ garantito dai componenti
in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto.
4.  Il  sistema  contabile,  l’attivita’  e  il  funzionamento  del
Comitato  sono  disciplinati  da  un regolamento interno adottato dal
Comitato stesso. La Segreteria del Comitato e’ assicurata dall’ISPRA.
Per l’esame di problemi specifici possono essere invitati alle sedute
del  Comitato  esperti  particolarmente  qualificati nelle materie da
5.  Il  Comitato  di  vigilanza  e  controllo assicura la direzione
unitaria  e  il coordinamento delle attivita’ di gestione dei rifiuti
pile   e   accumulatori   e   relaziona   annualmente   al  Ministero
a)   l’elaborazione  e  l’aggiornamento  permanente  delle  regole
necessarie  per  l’allestimento  e  la  cooperazione  tra i centri di
raccolta/punti di raccolta di pile e accumulatori e/o enti locali;
b) assicurare il monitoraggio sull’attuazione del presente decreto
c)   garantire   l’esame  e  la  valutazione  delle  problematiche
sottoposte  dalle categorie interessate e dai sistemi di raccolta, in
particolare,  in  mancanza  di  una  specifica  valutazione a livello
comunitario,  si  esprime  circa l’applicabilita’ o meno del presente
d)  favorire  l’adozione  di  iniziative  finalizzate  a garantire
l’uniforme  applicazione  del presente decreto legislativo e dei suoi
provvedimenti  attuativi,  anche  sottoponendo  eventuali proposte di
modifica della normativa ai Ministeri competenti;
e)  programmare  e  disporre,  sulla  base  di  un apposito piano,
ispezioni   nei  confronti  dei  produttori  che  non  effettuano  le
comunicazioni   di   cui   all’articolo  15,  comma  2,  lettera  b),
avvalendosi dell’ISPRA e della Guardia di finanza.
–  L’art.  15,  comma  1,  lettera c) del citato decreto
legislativo n. 151, cosi’ recita:
«Art.  15  (Comitato  di  vigilanza  e  di  controllo  e
comitato  di  indirizzo  sulla gestione dei RAEE). – 1. Con
decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela del
territorio,  da  adottarsi  entro  sei  mesi  dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  e’ istituito,
territorio,  il  Comitato di vigilanza e di controllo sulla
gestione dei RAEE, con i seguenti compiti:
c)  calcolare,  sulla base dei dati di cui alla lettera
b), le rispettive quote di mercato dei produttori; ».
Consorzio nazionale per la raccolta ed il trattamento
delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi
1.  Il  Consorzio nazionale per la raccolta ed il trattamento delle
batterie   al   piombo  esauste  e  dei  rifiuti  piombosi  istituito
dall’articolo 9-quinquies del decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475, e
successive  modificazioni, e’ considerato uno dei sistemi di raccolta
e  di  trattamento  di  cui  agli  articoli  6,  7 e 10, e continua a
svolgere  la  propria  attivita’  conformandosi alle disposizioni del
2.  Entro  sei  mesi  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto,  il  Consorzio  nazionale  per la raccolta ed il trattamento
delle  batterie  al  piombo  esauste e dei rifiuti piombosi adegua il
proprio  statuto  alle  disposizioni del presente decreto, in modo da
assicurare anche quanto stabilito dal primo comma dell’articolo 21.
– L’art. 9-quinquies del decreto-legge 9 settembre 1988,
n.  397,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 10 settembre
1988,  n. 213 e convertito in legge, con modificazioni, con
legge  9  novembre  1988,  n.  475  (Gazzetta  Ufficiale 10
novembre  1988,  n.  264),  abrogato  dal  presente decreto
recava: «Raccolta e riciclaggio delle batterie esauste.».
1.  I sistemi di raccolta, ritiro, trattamento e riciclaggio di cui
agli  articolo  6,  7 e 10 evitano ostacoli agli scambi o distorsioni
della  concorrenza  e  agli  stessi  possono  partecipare  tutti  gli
operatori economici e le pubbliche amministrazioni competenti.
2.  I  sistemi  di  cui  al  comma  1  si  applicano anche a pile e
accumulatori  importati da paesi non appartenenti all’Unione europea,
a condizioni non discriminatorie.
3.  Il  Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare  costituisce  un  tavolo  di  consultazione  permanente al quale
partecipano  il  Ministero dello sviluppo economico, l’ISPRA, nonche’
tre  rappresentanti  designati  dalle  organizzazioni nazionali delle
categorie  dell’industria, dei quali almeno due in rappresentanza del
settore    del   recupero,   due   rappresentanti   designati   dalle
organizzazioni  nazionali  delle  categorie  del commercio, uno dalle
organizzazioni  nazionali delle categorie dell’artigianato, uno dalle
organizzazioni  nazionali  delle  categorie  della  cooperazione, uno
dall’ANCI, uno da Confservizi, uno dalle associazioni ambientaliste e
4.  Il tavolo di consultazione di cui al comma 3 si riunisce almeno
due  volte  all’anno  e ogniqualvolta sia richiesto dalla maggioranza
dei  componenti.  Il tavolo monitora l’operativita’, la funzionalita’
logistica  e l’economicita’, nonche’ l’attivita’ di informazione, del
sistema di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori, formulando le
proprie valutazioni e le proprie proposte di miglioramento.
1. I produttori di pile e di accumulatori o i terzi che agiscono in
loro   nome   provvedono   ad   effettuare,  mediante  il  Centro  di
coordinamento,   campagne   di   informazione   per   informare   gli
utilizzatori finali circa:
a)  i  potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute umana delle
sostanze utilizzate nelle pile e negli accumulatori;
b) l’obbligo di non smaltire i rifiuti di pile e accumulatori come
rifiuti  urbani  e  di  effettuare,  per  detti rifiuti, una raccolta
c) i sistemi di raccolta dei rifiuti di pile e accumulatori a loro
d)  le  modalita’ di trattamento e il riciclaggio di tutti rifiuti
di pile e accumulatori;
e)  il ruolo che essi possono svolgere nel riciclaggio dei rifiuti
f)  il  significato  del  simbolo  raffigurante  il  bidone  della
spazzatura con ruote barrato da una croce, riportato all’allegato IV,
e dei simboli chimici relativi al mercurio (Hg), cadmio (Cd) e piombo
2.  I distributori di pile o degli accumulatori portatili espongono
in  evidenza, in prossimita’ dei banchi di vendita, con caratteri ben
leggibili,  un  avviso  al  pubblico  con indicata la possibilita’ di
lasciare  presso  i  loro  punti  di  vendita  i  rifiuti  di  pile o
accumulatori  portatili. L’avviso informa altresi’ circa i pericoli e
i  danni all’ambiente e alla salute umana derivanti dallo smaltimento
delle   pile   e  degli  accumulatori  al  di  fuori  degli  appositi
contenitori  per  la  raccolta  separata  e  circa il significato dei
simboli  apposti,  ai  sensi del presente decreto, sulle pile e sugli
1.  Entro  il  26  settembre  2009  le pile e gli accumulatori sono
immessi   sul  mercato  solo  se  contrassegnati  in  modo  visibile,
leggibile e indelebile con il simbolo raffigurato nell’allegato IV.
2.  Tale  simbolo occupa almeno il 3 per cento della superficie del
lato maggiore della pila, dell’accumulatore o del pacco batterie, con
una  dimensione  massima  di 5Ã-5 cm. Per gli elementi cilindrici, il
simbolo  occupa  almeno l’1,5 per cento della superficie della pila o
dell’accumulatore,  con  una  dimensione  massima  di  5Ã-5 cm. Se le
dimensioni  della  pila,  dell’accumulatore o del pacco batterie sono
tali  per  cui  la  superficie  del  simbolo risulterebbe inferiore a
0,5Ã-0,5  cm,  non  e’  richiesta la marcatura bensi’ la stampa di un
simbolo di almeno 1Ã-1 cm sull’imballaggio.
3.  In  aggiunta  al  simbolo  di  cui  al  comma  1,  le pile, gli
accumulatori  e le pile a bottone contenenti piu’ di 0,0005 per cento
di  mercurio  (simbolo chimico Hg), piu’ di 0,002 per cento di cadmio
(simbolo  chimico Cd)  o  piu’  di 0,004 per cento di piombo (simbolo
chimico Pb)  sono  contrassegnati con il simbolo chimico del relativo
metallo. Il simbolo indicante il tenore di metalli pesanti e’ apposto
sotto  al  simbolo  di cui al comma 1 e occupa una superficie pari ad
almeno un quarto della superficie del predetto simbolo.
4.  La  marcatura  deve essere effettuata dal fabbricante o dal suo
rappresentante  in  Italia  oppure, in mancanza di tali soggetti, dal
responsabile dell’immissione sul mercato nazionale.
5.  In  aggiunta  al  simbolo  di  cui  al  comma  1, le pile e gli
accumulatori  portatili  e  per veicoli riportano l’indicazione della
loro   capacita’  in  modo  visibile,  leggibile  ed  indelebile.  La
capacita’  si  misura  secondo le modalita’ stabilite con decreto del
Ministero  dello  sviluppo  economico,  di  concerto con il Ministero
dell’ambiente   e   della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  in
conformita’  alle  determinazioni  ed  ai metodi armonizzati definiti
mare  trasmette alla Commissione europea, per la prima volta entro il
26   giugno  2013  per  il  periodo  fino  al  26  settembre  2012  e
successivamente  ogni  tre  anni,  entro  il 30 giugno, una relazione
sull’attuazione  del  presente  decreto,  sulla base del questionario
adottato in sede comunitaria.
mare trasmette ogni anno alla Commissione europea, entro il 30 giugno
dell’anno  successivo  a  quello  di rilevamento, le informazioni sui
livelli  di  riciclaggio  raggiunti  e  sui livelli di efficienza dei
processi  di  riciclaggio fornite ai sensi dell’articolo 15, comma 2,
lettere  c) e d). Tali informazioni sono trasmesse per la prima volta
3.  Fatto  salvo  quanto disposto dal regolamento (CE) n. 2150/2002
del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del  25  novembre 2002,
relativo  alle  statistiche sui rifiuti, il Ministero dell’ambiente e
della  tutela  del  territorio  e del mare trasmette alla Commissione
europea  un  rapporto  annuale  contenente  le  informazioni  di  cui
all’articolo  8,  comma  3,  e  le  modalita’ di ottenimento dei dati
necessari  al  calcolo  del  tasso  di raccolta dei rifiuti di pile e
accumulatori  portatili,  entro  il  30 giugno dell’anno successivo a
quello  di rilevamento. Tale rapporto e’ trasmesso per la prima volta
–  Il  regolamento  (CE)  2150/2002  e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 9 dicembre 2002, n. L 332.
1. Salvo che il fatto costituisca reato, il produttore che, dopo il
26  settembre 2009, immette sul mercato pile e accumulatori portatili
e   per  veicoli  privi  del  simbolo  e  della  indicazione  di  cui
all’articolo  23, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da  euro 50 ad euro 1000 per ciascuna pila o accumulatore immesso sul
mercato.  La  medesima  sanzione amministrativa pecuniaria si applica
nel  caso  in cui i suddetti indicazione o simbolo non siano conformi
ai requisiti stabiliti dal medesimo comma.
2.  Salvo  che il fatto costituisca reato, il produttore che, senza
avere  provveduto  alla  iscrizione  presso la Camera di commercio ai
sensi   dell’articolo  14,  comma  2,  immette  sul  mercato  pile  o
accumulatori,  e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 30.000 ad euro 100.000.
3.  Salvo  che il fatto costituisca reato, il produttore che, entro
il  termine di cui all’articolo 14, comma 2, non comunica al registro
gestione dei rifiuti di pile e accumulatori le informazioni di cui al
medesimo  articolo, ovvero le comunica in modo incompleto o inesatto,
e’  punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad
4.  Salvo  che il fatto costituisca reato, fatte salve le eccezioni
di  cui  all’articolo  3,  commi  2  e 3, chiunque, dopo l’entrata in
vigore  del presente decreto, immette sul mercato pile e accumulatori
contenenti  le sostanze di cui all’articolo 3, comma 1, e’ punito con
la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da euro 100 ad euro 2000 per
5.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il distributore che
indebitamente   non   ritira,  a  titolo  gratuito,  una  pila  o  un
accumulatore,  e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro  30 ad euro 150, per ciascuna pila o accumulatore non ritirato o
ritirato a titolo oneroso.
6.  Il  distributore  che  non  fornisce  le  informazioni  di  cui
all’articolo  24,  comma  2, e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 500 ad euro 2.000.
7.  Il  produttore  di  apparecchi  in  cui sono incorporati pile o
accumulatori  che  non  fornisce le istruzioni di cui all’articolo 9,
comma  1, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro
2.000 ad euro 5.000.
8.  Per  l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni previste dal
presente decreto si applicano le disposizioni di cui all’articolo 262
del decreto n. 152 del 2006.
–  L’articolo 262 del citato decreto legislativo n. 152,
«Art. 262 (Competenza e giurisdizione). – 1. Fatte salve
le altre disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689,
in  materia  di accertamento degli illeciti amministrativi,
all’irrogazione  delle  sanzioni  amministrative pecuniarie
previste  dalla  parte quarta del presente decreto provvede
la  provincia  nel  cui  territorio  e’  stata  commessa la
violazione,  ad eccezione delle sanzioni previste dall’art.
261,  comma 3, in relazione al divieto di cui all’art. 226,
comma 1, per le quali e’ competente il comune.
2.   Avverso   le  ordinanze-ingiunzione  relative  alle
sanzioni  amministrative di cui al comma 1 e’ esperibile il
giudizio  di  opposizione di cui all’art. 23 della legge 24
3.  Per  i  procedimenti  penali  pendenti  alla data di
entrata  in  vigore della parte quarta del presente decreto
l’autorita’ giudiziaria, se non deve pronunziare decreto di
archiviazione  o  sentenza  di  proscioglimento, dispone la
trasmissione  degli  atti  agli enti indicati al comma 1 ai
fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative.».
economico,  si  provvede  ad  integrare,  modificare ed aggiornare il
contenuto  ed  il  numero  degli  allegati  del  presente decreto, in
conformita’   alle  modifiche  o  integrazioni  intervenute  in  sede
2.  I  soggetti  pubblici  competenti provvedono all’attuazione del
decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
3.  Gli  oneri  derivanti  dalle  ispezioni di cui all’articolo 10,
comma  5,  sono  posti  a  carico  dei  soggetti  destinatari di tali
controlli,  mediante  tariffe  e  modalita’  di versamento stabilite,
sulla  base  del  costo  effettivo  del  servizio,  con  disposizioni
regionali. Dette tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni.
4.  Gli  oneri  relativi  all’istituzione  ed  al funzionamento del
Registro  di  cui  agli  articoli  14  e  15,  all’espletamento delle
attivita’  del  Comitato di vigilanza e controllo di cui all’articolo
19, ivi incluse le attivita’ ispettive, previste dal comma 6, lettera
e),  del  medesimo  articolo,  e delle attivita’ dell’ISPRA di cui di
agli  articoli 8, comma 3, e 15, sono a carico dei produttori di pile
e accumulatori.
5.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
delle finanze e dello sviluppo economico, da adottarsi entro sessanta
giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto, sono
stabilite  le tariffe per la copertura degli oneri di cui al comma 4,
nonche’  le  relative  modalita’ di versamento. Fino all’adozione del
predetto  decreto,  alla  copertura  degli oneri di funzionamento del
Comitato di cui all’articolo 16 si provvede in conformita’ al decreto
adottato  ai  sensi dell’articolo 19, comma 4, del decreto n. 151 del
Nota all’art. 27:
–    Il    comma    4,    dell’art.   19,   del   citato
decreto legislativo n. 151, cosi’ recita:
«4.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e della
tutela   del   territorio,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze, da adottarsi entro trenta
decreto,  sono  stabilite le tariffe per la copertura degli
oneri  di  cui al comma 3, nonche’ le relative modalita’ di
versamento.  Con  disposizioni  regionali, sentiti gli enti
locali  interessati,  sono  determinate  le  tariffe per la
copertura  degli  oneri  di  cui  al  comma  2,  nonche’ le
relative modalita’ di versamento.».
Obiettivi minimi di raccolta
territorio  e del mare, sentito il Ministro dello sviluppo economico,
da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, sono determinati gli obiettivi minimi necessari
ad  assicurare  l’adeguatezza e l’uniformita’ dei sistemi di raccolta
a)  il  decreto  del Ministro della sanita’ in data 20 marzo 1997,
recante «Recepimento della direttiva del Consiglio del 18 marzo 1991,
n.  91/157/CEE,  relativa  a  pile e accumulatori contenenti sostanze
pericolose»,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica
italiana n. 170 del 23 luglio 1997;
b)  il  decreto  del  Ministro delle attivita’ produttive 3 luglio
2003,  n.  194,  recante  «Regolamento concernente l’attuazione della
direttiva  98/101/CE  del  22  dicembre  1998  della Commissione, che
adegua  al  progresso  tecnico  la direttiva 91/157/CEE del Consiglio
relative   alle   pile   ed  agli  accumulatori  contenenti  sostanze
c) l’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 2005,
n. 151;
d)  l’articolo  9-quinquies del decreto-legge 9 settembre 1988, n.
397,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n.
475, relativo alla raccolta e al riciclaggio delle batterie esauste;
e)  il  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
territorio  in  data  18  ottobre  2005,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale  n.  255  del 2 novembre 2005, relativo alla determinazione
del   sovrapprezzo   unitario  delle  batterie  al  piombo,  previsto
dall’articolo  9-quinquies,  comma 8, della legge 9 novembre 1988, n.
f) l’articolo 235 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
g)  il  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
territorio  in  data  2  febbraio  2004,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale  della  Repubblica  italiana  n.  35  del 12 febbraio 2004,
recante  approvazione  dello  statuto  Consorzio  obbligatorio  delle
batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi (COBAT);
h)  il  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
territorio  e  del  mare  in  data 23 novembre 2007, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  della Repubblica italiana n. 295 del 20 dicembre
2007, recante approvazione dello statuto Consorzio obbligatorio delle
batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi (COBAT).
Dato a Roma, addi’ 20 novembre 2008
–  L’art.  15,  del citato decreto legislativo 25 luglio
2005, n. 151, come modificato dal presente decreto, recita:
a)   predisporre  ed  aggiornare  il  registro  di  cui
all’art.  14, comma l, sulla base delle comunicazioni delle
camere di commercio previste allo stesso art. 14, comma 3;
b)  raccogliere, esclusivamente in formato elettronico,
i  dati  relativi  ai  prodotti  immessi sul mercato e alle
garanzie   finanziarie  che  i  produttori  sono  tenuti  a
comunicare al registro ai sensi dell’art. 13, commi 6 e 7;
d)  programmare  e  disporre,  sulla  base  di apposito
piano,  ispezioni  nei  confronti  dei  produttori  che non
effettuano  le  comunicazioni  di cui alla lettera b) e, su
campione,  sulle comunicazioni previste alla stessa lettera
e)  vigilare  affinche’  le apparecchiature immesse sul
produttore  ed  il  marchio  di cui all’art. 13, comma 4, e
affinche’   i  produttori  che  forniscono  apparecchiature
elettriche    ed    elettroniche   mediante   tecniche   di
comunicazione   a  distanza  informino  il  registro  sulla
conformita’ alle disposizioni di cui all’art. 10, comma 3;
f) elaborare i dati relativi agli obiettivi di recupero
di  cui  all’art.  9,  comma  2, e predisporre le relazioni
previste all’art. 17.
2.  Per  le  finalita’  di cui al comma 1 il Comitato si
avvale dell’APAT e, in particolare, per le ispezioni di cui
al  comma  1,  lettera d), il Comitato puo’ avvalersi anche
4.  Con  il  decreto  previsto all’art. 13, comma 8, e’,
altresi’,  istituito,  presso  il Ministero dell’ambiente e
della  tutela del territorio, il Comitato d’indirizzo sulla
gestione  dei RAEE e ne sono definite la composizione ed il
regolamento  di  funzionamento.  Detto comitato supporta il
Comitato  previsto al comma 1 nell’espletamento dei compiti
ad esso attribuiti.».
—->  Vedere da pag. 10 a pag. 18  <----
DECRETO LEGISLATIVO 20 novembre 2008, n. 188 – Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE. (GU n. 283 del 3-12-2008 redazione redazione 2015-05-05T14:42:58+00:00