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Timestamp: 2018-05-25 18:29:09+00:00
Document Index: 118470202

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Calciopoli, fischio finale della Cassazione: una preziosa bussola per operatori del settore e tifosi (Corte di Cassazione penale, sez. III, sentenza 09.09.2015, n. 36350). – Noi Radiomobile™
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Calciopoli, fischio finale della Cassazione: una preziosa bussola per operatori del settore e tifosi (Corte di Cassazione penale, sez. III, sentenza 09.09.2015, n. 36350).
Circa il reato di frode sportiva (art. 1 della L. 401 del 1989), la Cassazione oggi chiarisce che la fattispecie delittuosa in questione va ricondotta nel novero dei reati di pericolo astratto, a consumazione anticipata, a forma libera e caratterizzata dal dolo specifico.
Conformemente ai principi di diritto sopraesposti, la Cassazione si è soffermata in particolar modo sul meccanismo della designazione degli arbitri – che i difensori dei ricorrenti sostenevano non costituire in sé prova dell’illecita combine, “rappresentando, al più, un segmento dell’azione sfornito della idoneità al perseguimento di uno scopo illecito (l’alterazione della gara) ed anzi, smentito dalla piena regolarità dell’operazione dei sorteggi (rientrante in una fase successiva alla formazione delle griglie) ed ancor più dalla condotta regolare dei singoli arbitri incaricati di dirigere le varie gare, comprovata dalla loro assoluzione per i delitti scopo” – chiarendo che “la formazione delle griglie (…) costituisce il punto di partenza dal quale trarre spunto per procedere ai sorteggi: ed anche ove questi non risultassero alterati (…) è innegabile che la formazione delle griglie risulta (…), quanto meno, funzionale ad agevolare la possibilità di nomina di un arbitro amico”.
Partendo da questo presupposto, continua il ragionamento della sentenza commentata, è compito del giudice di merito comprendere “se l’intesa che, al riguardo, venga a formarsi tra l’estraneo (ancorchè tesserato) e il soggetto legittimato alla formazione delle griglie arbitrali possa ritenersi fraudolenta, occorre verificare se essa si formi solo per un comune, condiviso e lecito obbiettivo di tutelare, per esempio, che una non adeguata ponderazione selettiva possa portare alla nomina di arbitri non all’altezza dei compiti; ovvero se si tratti di operazione volte a perseguire finalità opposte (stavolta illecite), nel qual caso la formazione delle griglie diventa un tassello di una più ampia condotta fraudolenta.”: nel caso in esame, concludono sul punto gli Ermellini, la sentenza emanata dalla Corte di Appello di Napoli è immune da censure avendo “ analizzato con particolare cura il fenomeno, traendo spunto da condotte concrete che hanno fornito una palese dimostrazione sia degli incontri tra soggetti di estrazione eterogenea (dirigenti della società e dirigenti arbitri arbitrali), sia soprattutto, delle finalità di tali incontri”.
Circa la tutela patrimoniale dei soggetti danneggiati dai reati di associazione per delinquere e frode sportiva, la Cassazione pone – saggiamente – dei punti fermi anche in relazione alle conseguenze civili verso le quali vanno incontro coloro che si rendono responsabili di alterazioni di competizioni sportive, censurando, su questo aspetto, la decisione della Corte di Appello di Napoli, in quanto “riduttiva nella analisi di un fenomeno di illiceità generale e diffusa che ovviamente ha generato, come conseguenza a cascata, danni di gravissima entità non solo all’immagine ma anche alle casse di quelle società costrette a retrocedere per un effetto indotto determinato dall’alterazione di numerose partite del campionato che hanno alla fine creato una classifica del tutto fittizia”.
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