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Timestamp: 2020-02-19 07:44:55+00:00
Document Index: 109961125

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1751', 'art. 345', 'art. 345', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

cassazione sez. civile Archives - Pagina 19 di 118 - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31347 – Presupposti per l’indennità risolutiva e suppletiva di clientela a seguito di recesso del contratto di agenzia
il 7 Dicembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 dicembre 2018, n. 31347 Contratto di agenzia – Risoluzione – Indennità risolutiva e suppletiva di clientela – Presupposti Fatto Con sentenza del 28 giugno 2014, la Corte d’appello di Brescia rigettava le domande di G.M.G. di pagamento di indennità sostitutiva del preavviso e di indennità ai sensi dell’art. 1751 […]
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 – Elemento costitutivo di carattere giuridico dell’associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale ed irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione –
il 4 Dicembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 Fondazione ENPAIA – Contributi – Opposizione a decreto ingiuntivo – Associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale – Elemento costitutivo di carattere giuridico – Irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione – Esclusa la corresponsabilità del proprio per le obbligazioni Fatti di causa 1. La […]
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30903 – Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia – L’inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell’obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell’art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d’ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione
Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia – L’inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell’obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell’art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d’ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 novembre 2018, n. 30275 – L’acquisizione del titolo di dottore commercialista e la rinuncia a quello di ragioniere commercialista comporta la cancellazione alla CNPR e l’iscrizione alla cassa previdenziale dei DC
il 27 Novembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile, ORDINI PROFESSIONALI, PENSIONI
L’acquisizione del titolo di dottore commercialista e la rinuncia a quello di ragioniere commercialista comporta la cancellazione alla CNPR e l’iscrizione alla cassa previdenziale dei DC
il 25 Novembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile, ORDINI PROFESSIONALI
la responsabilità del prestatore di opera intellettuale, nei confronti del proprio cliente, per negligente svolgimento dell’attività professionale presuppone la prova, da parte di costui, del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente, formando oggetto di un accertamento che non è sindacabile in sede di legittimità, se correttamente motivato
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 novembre 2018, n. 29778 – L’interpretazione del titolo esecutivo consistente in una sentenza passata in giudicato compiuta dal giudice dell’opposizione a precetto o all’esecuzione si risolve nell’apprezzamento di un “fatto”, come tale incensurabile in sede di legittimità se esente da vizi logici o giuridici
il 22 Novembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile
L’interpretazione del titolo esecutivo consistente in una sentenza passata in giudicato compiuta dal giudice dell’opposizione a precetto o all’esecuzione si risolve nell’apprezzamento di un “fatto”, come tale incensurabile in sede di legittimità se esente da vizi logici o giuridici, senza che possa diversamente opinarsi alla luce dei poteri di rilievo officioso e di diretta interpretazione del giudicato esterno da parte del giudice di legittimità, atteso che, in sede di esecuzione, la sentenza passata in giudicato, pur ponendosi come “giudicato esterno” (in quanto decisione assunta fuori dal processo esecutivo), non opera come decisione della controversia, bensì come titolo esecutivo e, pertanto, al pari degli altri titoli esecutivi, non va intesa come momento terminale della funzione cognitiva del giudice, bensì come presupposto fattuale dell’esecuzione, ossia come condizione necessaria e sufficiente per procedere ad essa
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 novembre 2018, n. 29846 – Il motivo d’impugnazione è rappresentato dall’enunciazione, secondo lo schema normativo con cui il mezzo è regolato dal legislatore, della o delle ragioni per le quali, secondo chi esercita il diritto d’impugnazione, la decisione è erronea
Il motivo d’impugnazione è rappresentato dall’enunciazione, secondo lo schema normativo con cui il mezzo è regolato dal legislatore, della o delle ragioni per le quali, secondo chi esercita il diritto d’impugnazione, la decisione è erronea
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 novembre 2018, n. 29812 – Nei giudizi aventi per oggetto l’accertamento di un credito vantato dal professionista, relativamente al compenso dovutogli per le prestazioni professionali eseguite in favore del cliente, la prova, non solo dell’avvenuto conferimento dell’incarico, ma anche dell’effettivo espletamento dello stesso incombe al professionista
il 21 Novembre, 2018in CIVILE - CASSAZIONEtags: cassazione sez. civile, ORDINI PROFESSIONALI
nei giudizi aventi per oggetto l’accertamento di un credito vantato dal professionista, relativamente al compenso dovutogli per le prestazioni professionali eseguite in favore del cliente, la prova, non solo dell’avvenuto conferimento dell’incarico, ma anche dell’effettivo espletamento dello stesso incombe al professionista