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Timestamp: 2019-08-21 22:22:22+00:00
Document Index: 6268231

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 12', 'sentenza ']

IL DIRITTO DI VOTO DEI CITTADINI COMUNITARI IN ITALIA
Gioved Agosto 22, 2019, 00:22:22
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« inserito:: Gioved Febbraio 23, 2012, 15:18:45 »
Il diritto di voto dei cittadini comunitari
Scheda pratica a cura di Giulia Perin e Paolo Bonetti (Aggiornata all'1.04.2009)
1. La normativa rilevante a livello comunitario e nazionale.
2. A quali elezioni Italiane possono votare i cittadini comunitari e quali sono i requisiti per esercitare il diritto di voto.
3. Le "liste elettorali aggiunte".
4. Le formalità amministrative da adempiere per poter essere inserito nelle liste elettorali aggiunte e così votare alle elezioni per il Parlamento Europeo.
5. Formalità amministrative da adempiere per poter essere inserito nelle liste elettorali aggiunte e così votare alle elezioni comunali.
6. La candidatura del cittadino dell'unione alle elezioni per i rappresentanti italiani al Parlamento Europeo.
7. La candidatura del cittadino comunitario per l'elezione di consigliere comunale alle elezioni comunali.
L'art. 19 TCE prevede che ogni cittadino dell'unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino ha il diritto di voto e di eleggibilità:
1) alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede alle stesse condizioni del cittadino di tale Stato
2) alle elezioni del Parlamento Europeo nello Stato membro in cui risiede alle stesse condizioni del cittadino di tale Stato.
L'esercizio dei due diritti si effettua secondo le modalità adottate dal Consiglio Europeo, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento Europeo, e tali norme possono anche derogare all'esercizio del diritto qualora sussistano particolare questioni.
In attuazione di tale norma sono state perciò emanate due direttive comunitarie:
1) Direttiva 93/109 del Consiglio dell'Unione Europea del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento Europeo per i cittadini dell'unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini, che è stata attuata in Italia dal decreto-legge 24 giugno 1994, n. 408 (Disposizioni urgenti in materia di elezioni al Parlamento Europeo) convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 3 agosto 1994, n. 483, modificato dalla legge 24 aprile 1998, n. 128.
La Direttiva prevede che è elettore ed eleggibile alle elezioni del Parlamento Europeo ogni cittadino dell'unione che alla data delle elezioni abbia i medesimi requisiti e condizioni stabiliti da ogni Stato membro per l'elettorato attivo e passivo dei suoi cittadini per i requisiti di incompatibilità (salva la facoltà per ogni Stato di stabilire l'incompatibilità di persona già eletta in incarichi analoghi in altri stati membri).
Il cittadino comunitario esercita il suo elettorato attivo e passivo chiedendo l'iscrizione alle liste elettorali, allegandovi la documentazione rilasciate dalle autorità del paese di cui è cittadino di non aver perso nel paese di origine l'elettorato attivo e passivo, e restando iscritto a tali liste speciali fino a quando non vi sia una cancellazione dalle liste per il venir meno dei requisiti o per trasferimento o su richiesta dell'interessato.
L'art. 4 della Direttiva prevede alcuni fondamentali principi: a) l'elettore comunitario esercita il diritto di voto nello Stato membro di residenza o nello Stato membro d'origine; b) nessuno può votare più di una volta nel corso delle stesse elezioni; c) nessuno può presentarsi come candidato in più di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni.
L'art. 8 della Direttiva prevede che l'elettore comunitario esercita il diritto di voto nello Stato membro di residenza soltanto qualora ne abbia espresso la volontà.
A tal fine gli artt. 9, 10, 11, 12 della Direttiva prevedono che ogni Stato deve adottare le misure necessarie per consentire all'elettore comunitario che ne abbia espresso la volontà di essere iscritto nelle liste elettorali in tempo utile prima della consultazione elettorale. Per essere iscritto nelle liste elettorali l'elettore comunitario deve fornire le stesse prove di un elettore nazionale. Egli deve inoltre presentare una dichiarazione formale, indicante: a) cittadinanza e indirizzo nel territorio elettorale nello Stato membro di residenza, b) eventualmente la collettività locale o la circoscrizione dello Stato membro di origine nelle cui liste elettorali è Stato iscritto da ultimo e c) che eserciterà il diritto di voto esclusivamente nello Stato membro di residenza.
Inoltre lo Stato membro di residenza può esigere che l'elettore comunitario a) precisi, nella citata dichiarazione che non è decaduto dal diritto di voto nello Stato membro di origine, b) presenti un documento di identità valido, c) indichi da che data risiede in questo Stato o in un altro Stato membro.
Gli elettori comunitari iscritti nelle liste elettorali vi restano iscritti, alle stesse condizioni degli elettori nazionali, finché non chiedono la cancellazione o finché non sono cancellati d'ufficio in quanto siano venute meno le condizioni richieste per l'esercizio del diritto di voto.
All'atto del deposito della dichiarazione di candidatura, il cittadino comunitario eleggibile deve fornire le stesse prove richieste al candidato nazionale. Inoltre, deve presentare una dichiarazione formale, indicante: a) cittadinanza e indirizzo nel territorio elettorale dello Stato membro di residenza; b) che non è simultaneamente candidato alle elezioni al Parlamento Europeo in un altro Stato membro, c) eventualmente la collettività locale o la circoscrizione dello Stato membro di origine nelle cui liste elettorali è Stato iscritto da ultimo.
Il cittadino comunitario eleggibile deve inoltre presentare, all'atto del deposito della propria candidatura, un attestato delle autorità amministrative competenti dello Stato d'origine che certifichi che egli non è decaduto dal diritto di eleggibilità in tale Stato o che a dette autorità non risulta che il cittadino sia decaduto da tale diritto. Inoltre, lo Stato membro di residenza può esigere che il cittadino comunitario eleggibile presenti un documento di identità valido; può anche esigere che egli indichi da che data è cittadino di uno Stato membro.
In base all'art. 11 ogni Stato di residenza informa l'interessato sul seguito riservato alla domanda di iscrizione nelle liste elettorali o sulla decisione relativa all'ammissibilità della candidatura. In caso di rifiuto di iscrizione nelle liste elettorali o di rifiuto della candidatura, l'interessato può presentare i ricorsi che la legislazione dello Stato membro di residenza consente, in casi analoghi, agli elettori e ai candidati nazionali.
Infine l'art. 12 prevede precisi obblighi informativi a carico di ogni Stato membro di residenza, il quale deve informare, in tempo utile e in maniera adeguata, gli elettori e i cittadini comunitari eleggibili sulle condizioni e modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità nel suo territorio.
2) Direttiva 94/80/CE del Consiglio del 19 dicembre 1994, che stabilisce le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell'unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza, che è stata attuata in Italia dal decreto legislativo 12 aprile 1996, n. 197.
La Direttiva prevede che è elettore ed eleggibile alle elezioni comunali ogni cittadino dell'unione che alla data delle elezioni abbia i medesimi requisiti e condizioni stabiliti da ogni Stato membro per l'elettorato attivo e passivo dei suoi cittadini in quel comune e per i requisiti di incompatibilità (salva la facoltà per ogni Stato di stabilire l'incompatibilità di persona già eletta in incarichi analoghi in altri stati membri).
Tuttavia ogni Stato ha la facoltà di stabilire che i cittadini comunitari non siano eleggibili a sindaci e che non siano eleggibili se non esibiscano i certificati elettorali del loro paese o se non siano stati privati nell'elettorato nel loro paese a causa di una sentenza penale o civile di condanna che comporti l'interdizione dalle cariche elettive.
Ad ogni Stato è data la facoltà di prevedere deroghe all'eleggibilità qualora in un comune il numero degli stranieri che sarebbero elettori ed eleggibili superi il 20% degli elettori.
I cittadini dei Paesi membri dell'unione europea che risiedono in Italia possono, su loro richiesta:
1) esercitare l'elettorato attivo e passivo per i rappresentanti italiani al Parlamento Europeo; in tal caso però poiché il diritto di voto alle elezioni europee non può essere esercitato più di una volta nella medesima elezione, chi vota per l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo rinuncia all'esercizio dell'analogo diritto di voto nel suo paese di provenienza per i rappresentanti del suo paese al Parlamento Europeo.
2) esercitare il diritto di voto per l'elezione del sindaco, del Consiglio comunale e circoscrizionale del comune in cui risiedono ed essere eleggibili a consigliere comunale o componente della giunta del comune, con esclusione della carica di sindaco e di vicesindaco.
Esempio 1. Un cittadino francese residente in Italia che voglia votare per il Parlamento Europeo ha due possibilità:
a) Può votare i candidati che si presentano alle elezioni europee in Francia (in genere si tratterà di candidati francesi); in questo caso, il cittadino francese potrà esercitare il proprio diritto di voto presso il consolato francese in Italia;
b) Può votare i candidati che si presentano alle elezioni europee in Italia (in genere saranno cittadini Italiani).
Se vuole candidarsi al Parlamento Europeo, può farlo o nelle liste francesi ovvero nelle liste Italiane. Non può, tuttavia, votare o essere candidato in entrambi i Paesi.
Esempio 2. Un cittadino rumeno residente in Italia può votare alle elezioni comunali che si tengano nel suo comune di residenza, esprimendo la propria preferenza per il sindaco e il Consiglio comunale che desidera amministrino il comune in cui risiede. Può anche candidarsi come consigliere comunale, essendogli tuttavia precluso concorrere per la carica di sindaco e di vicesindaco.
I cittadini comunitari non possono essere elettori o eleggibili per le due camere del Parlamento Italiano, né per le elezioni degli organi delle regioni e delle province.