Source: http://docplayer.it/807505-3-2004-di-wang-zhiming-agenzia-per-la-rappresentanza-negoziale-delle-pubbliche-amministrazioni.html
Timestamp: 2017-01-24 05:24:36+00:00
Document Index: 10015021

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 34', 'arte 1013', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 1']

⭐3 /2004 DI WANG ZHIMING AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
3 /2004 DI WANG ZHIMING AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
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1 POSTE ITALIANE SPA SPEDIZIONE IN A. P. 70% - ROMA 3 /2004 AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI MAGGIO/GIUGNO 2004 REDAZIONE VIA DEL CORSO ROMA COMMENTI AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E SISTEMA FINANZIARIO: QUALI LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO? ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, AIUTARE IL CAMBIAMENTO DI CORRADO PASSERA LA POLITICA E LA COSTITUZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE LA RISPOSTA DEL MINISTRO LUIGI MAZZELLA ALL INTERPELLANZA PARLAMENTARE CONVEGNI IL SISTEMA DELL IMPIEGO PUBBLICO IN CINA DI WANG ZHIMING2 3 DIRETTORE Guido Fantoni DIRETTORE RESPONSABILE Anna Maria Gaibisso COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO Domenico Di Cocco Silvana Dragonetti Sergio Gasparrini Antonio Guida Massimo Massella Ducci Teri Pasquale Palmiero Arturo Parisi Mario Ricciardi Gianfranco Rucco Renato Ruffini COMMENTI Amministrazioni pubbliche e sistema finanziario: quali le prospettive di sviluppo? Adattarsi al cambiamento, aiutare il cambiamento di Corrado Passera 2 Investire nel capitale umano: il prestito d onore per gli studenti universitari di Giuseppe Catalano e Nadia Piraino 7 La politica e la costituzione dei Fondi di previdenza complementare: La risposta del Ministro Luigi Mazzella all interpellanza parlamentare 13 Il punto di vista di Arturo Parisi 15 Dopo Espero: aspetti positivi e fattori critici di Michele De Giacomo 18 SEGRETERIA DI REDAZIONE Tiziana De Florio PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Angelo Molaioli REDAZIONE Telefono Fax STAMPA Aut. Tribunale di Roma n. 630 del Sped. In Abb. post. L. 662/96 art. 2 C. 20/c ANNO IX N. 3 MAGGIO-GIUGNO 2004 Telelavoro: accordi nel pubblico e nel privato di Arturo Parisi 21 OSSERVATORIO UNIONE EUROPEA Partenariato e strategia di Lisbona a cura di Arturo Parisi 23 CONVEGNI Il sistema dell impiego pubblico in Cina di Wang Zhiming 24 FLASH NOTIZIE a cura di Alessia Moroni e Barbara Paradisi Attività svolta dall Aran 28 LEGISLAZIONE Provvedimenti pubblicati ed attività parlamentare di Tiziana De Florio e Rosario Soloperto 32 PROBLEMI APPLICATIVI Osservatorio ARAN di giurisprudenza a cura del Servizio Studi Aran 39 14 AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E SISTEMA FINANZIARIO: QUALI LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO? ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, AIUTARE IL CAMBIAMENTO UN NUOVO MODO DI SERVIRE IL PAESE PER LA PA E PER LA BANCA I cambiamenti della società in cui viviamo sono così accelerati e i confini geografici sono resi così labili dalla globalizzazione che ben poco può restare invariato nel bagaglio di saperi e di attività dell impresa privata e della Pubblica Amministrazione. Per quanto riguarda quest ultima, come ha scritto Sabino Cassese, la globalizzazione, con la comparsa di nuove regole e di nuovi soggetti metanazionali o immateriali, con una capacità di rappresentanza e di organizzazione del consenso che non ha precedenti, erode la sovranità dello stato nazionale e della Pubblica Amministrazione a tutti i livelli. Un affermazione che mi sento tranquillamente di estendere dall ambito politico (ovvio il riferimento all Europa) a quello sociale, che ha visto comparire fenomeni nuovi per il mondo, come i movimenti consumeristici o le comunità di interessi e di opinioni attive su Internet. A noi la scelta: possiamo interpretare questi elementi di nuova rappresentanza (e la rivoluzione informativa loro sottesa) come una minaccia, e ricadere in un atteggiamento difensivo o speculativo. All opposto, dall interno delle imprese e della Pubblica Amministrazione, possiamo farne il punto di partenza per una trasformazione organizzativa e culturale con i suoi costi e i suoi benefici. In questo breve intervento, su una rivista che ha la snellezza per parola d ordine, mi limito a proporre qualche riflessione sui mutamenti in corso. Prima di tutto, come rappresentante della maggiore banca del Paese, vorrei accennare alle sfide e alle responsabilità che attendono l impresa del credito. ESSERE BANCA PER IL PAESE Se una banca vuole essere l interlocutore di tutte le componenti della società - nel nostro piano d impresa definiamo questo obiettivo Banca per il Paese - deve ascoltare e saper interpretare anche i bisogni di clienti tradizionalmente trascurati: penso agli studenti universitari, agli immigrati, alle imprese sociali, ai lavoratori atipici; tutti soggetti che finora sono in coda alle priorità convenzionali del credito, quasi come clienti da evitare. Si tratta piuttosto di clienti mancati che, per la loro rilevanza numerica e strategica, devono invece essere portati ai primi posti; lo richiede non soltanto l interesse dell impresa del credito, ma la qualità sociale del Paese. Per noi, dare credito significa dare piena cittadinanza, prevenire una diseguaglianza generatrice di esclusione sociale, di frustrazione, 25 di illegalità. Faccio un esempio: quando, con il progetto IntesaBridge, abbiamo aperto agli studenti universitari l accesso al credito, ci siamo accorti che molti di loro, acquisendo una capacità economica propria, non pensano a consumare senza controllo ma prima di tutto ad uscire da lavori e doppi lavori di fortuna, spesso praticati in nero. Un paese in cui la futura classe dirigente, per finanziare la propria preparazione, deve ricorrere ad attività al margine della legge ed essere pesantemente sfruttata, non sa tutelare il proprio futuro, non dimostra fiducia, né solidarietà, né coesione. Per questo, e nel rispetto del ruolo che ci è proprio, abbiamo aiutato il nostro sistema a migliorare l offerta di opportunità ai giovani migliori. AGIRE ETICAMENTE Ovvero praticare le regole della social responsibility. Vorrei restituire valore a questo termine logorato dall abuso e dalla ritualità, o peggio abbassato a strumento di maquillage etico dell impresa. La mia idea è che la prima responsabilità sociale di una banca sia quella di svolgere bene il proprio ruolo: ovvero tutelare efficacemente il risparmio e concedere bene il credito. Questo implica una costruzione di saperi nuovi che è difficile immaginare 36 PAN PROGETTO ASILI NIDO Banca Intesa, CGM (Consorzio Gino Matterelli) e FIS (Federazione dell Impresa Sociale Compagnia delle Opere) partecipano alla costituzione del Consorzio PAN, finalizzato all apertura di asili nido e altri servizi per l infanzia. CGM e FIS sono le reti di cooperazione sociale più attive nel settore, con un esperienza specifica e consolidata nel tempo. L obiettivo del Consorzio PAN è di avviare 300 nuove strutture nei prossimi due anni su tutto ilo territorio nazionale. PAN è un consorzio senza fini di lucro e assicurerà alle famiglie standard di elevata qualità per tutti i servizi offerti, garantiti da un marchio nazionale. Le nuove strutture utilizzeranno un marchio unico, a garanzia della qualità dei locali, del progetto educativo, della refezione, dell assistenza medica e della congruità fra prezzi e servizi. I principi sono valicati da un Comitato Scientifico, mentre un Comitato di Verifica controllerà gli standards attraverso ispezioni in loco. dall esterno della banca e che è necessario calare nel lavoro quotidiano dei nostri colleghi. A queste condizioni, la banca rivela la sua enorme capacità (ed enorme responsabilità) di contribuire alla crescita economica e sociale del contesto in cui opera, sia quando fa nascere una nuova impresa, sia quando partecipa al finanziamento di un servizio di pubblica utilità, sia quando suggerisce alla PA nuovi modelli finanziari, sia quando previene il ricorso all usura da parte di cittadini che hanno perso l accesso al credito, sia quando - ed è una delle esperienze più belle che abbia fatto in Banca Intesa - concorre a salvare un azienda dimostrando di saper leggere il suo futuro oltre la prima evidenza. ACCOMPAGNARE IL PAESE VERSO IL FUTURO Dobbiamo lavorare sui ritardi storici dell Italia. Qui non prendo soltanto ad esempio le grandi infrastrutture che hanno gli onori della cronaca e cui prestiamo le nostre capacità di project financing, ma anche interventi più limitati, come i 300 asili nido che - con un progetto dedicato - stiamo aiutando a nascere. In un Paese che ha disimparato la natalità, la prima banca sente come precise responsabilità liberare lavoro femminile, ridurre l impiego irregolare, creare nuove imprese giovanili, offrire al cittadino servizi di livello europeo. Cambiamenti di ruolo (o recuperi di ruolo) come questi sono possibili solo attraverso un articolato processo di valorizzazione del capitale umano a tutti i livelli organizzativi. osso dire che, in ognuna delle mie precedenti esperienze nel pubblico e nel privato, non ho mai visto innescarsi un cambiamento durevole senza un potente investimento nella qualificazione delle persone. Credo che qualcosa di analogo tocchi anche alla Pubblica Amministrazione, che giocherà il suo futuro su alcune sfide: SEMPLIFICARE LE PROCEDURE Dobbiamo renderle trasparenti e interrogabili dal cittadino. Questo non può più avvenire come 47 oggi, alternando in ordine sparso isole di eccellenza e di arretratezza. Chi gestisce la PA deve sentire come un dovere quotidiano quello di portare tutta la macchina al livello più avanzato raggiunto da alcune sue parti virtuose : le attuali diseguaglianze generano ingiustizia e minano la credibilità di qualunque progetto di riforma. Per riuscire in questa sfida, è evidente che la PA deve professionalizzare ancor più i propri addetti. Anche questo punto va chiarito: l equazione pubblico = retroguardia/ privato = efficienza non mi ha mai convinto. La PA ha uno standard professionale spesso di altissimo livello (a capo di Poste Italiane me ne sono reso conto ogni giorno) anche grazie al fatto che assorbe personale laureato in misura maggiore di quanto sanno fare le imprese, e che promuove una mobilità senza pari. Quando si recitano invettive generalizzate verso i concorsi pubblici, è bene non dimenticare che questo sistema rappresenta - pure con i suoi limiti - la più larga applicazione della meritocrazia in Italia, e che esso sa spostare centinaia di migliaia di persone da una parte all altra del Paese, con il 90% dell alta dirigenza pubblica nata e formata al Meridione. Proprio la PA è stata la grande protagonista della valorizzazione di quell ingente flusso di qualità intellettuale e di spirito di servizio che, senza retorica, il Sud genera per l Italia. REAGIRE POSITIVAMENTE ALL EROSIONE DI SOVRANITÀ Bisogna trovare un atteggiamento giusto verso i risultati della globalizzazione che citavo in apertura. Questo significa non giocare in difesa, arroccandosi in una nuova burocrazia, ma all attacco, anche guardando fuori dai confini del Paese: non per esterofilia ma per importare soluzioni vantaggiose. Faccio un esempio suggeritomi dal nostro prestito universitario: per progettare e mettere in funzione un buon sistema misto di incentivi allo studio (che l ordinamento italiano prevede con dignità costituzionale) basterebbe cercarlo in Germania, dove un modello basato sull integrazione di interventi pubblici, privati e individuali dà risultati di efficacia ed efficienza insuperati nel mondo, con l impegno di una frazione del personale necessario in Italia per svolgere assai meno bene lo stesso servizio. Con l aggravante che il nostro è il Paese europeo con la più bassa percentuale di laureati, con i valori più insoddisfacenti di mobilità socioculturale e con gli investimenti su Università e Ricerca meno adeguati. AIUTARE IL PAESE NEL GUADO DA WELFARE STATE A WELFARE SOCIETY Questo passaggio di importanza vitale va governato con rigore amministrativo e riducendo gli sprechi del passato, ma anche con capacità di reazione e di creazione, contro le ricette semplificatorie che danno per fatalmente conclusa l epoca dello stato sociale. Qui deve emergere una consapevolezza comune: la fine di quell idea di società sarebbe per tutti una nuova barbarie. ASSUMERE PIENA RESPONSABILITÀ Nel passaggio che Cassese definisce da Stato pedagogo a Stato regolatore, la PA e i suoi uomini non devono abdicare alle loro responsabilità ma sentirle più vive e operare per attuare nuove soluzioni. Ad esempio, lo Stato deve individuare e sostenere le imprese sociali in grado di svolgere alcune funzioni del welfare predisponendo le migliori condizioni per il loro sviluppo: penso alle normative da semplificare 58 drasticamente (31 leggi e regolamenti per la cooperazione sociale, quasi sempre sovrapposti o addirittura confliggenti) e alla conversione di parte della spesa pubblica da copertura della prestazione a costituzione di garanzia del credito erogato dalla banca all impresa sociale. E il modello che cominciamo a praticare in alcune nostre iniziative. AVERE IL CORAGGIO DI SCEGLIERE Cioè accogliere e valorizzare le migliori proposte che vengono dagli operatori privati, senza soggiacere all isteria di procedure di garanzia che non consentono di scegliere e di appoggiare le best practice, ma che - per una trasparenza auspicabile ma non sufficiente di per sé sola - finiscono per suscitare una selezione avversa, dove il privato non è stimolato a mettere in piazza le proprie idee migliori. Anche l automatismo ribasso=migliore risultato non porta sempre a conseguire l interesse pubblico, perché il vero obiettivo non è spendere poco ma spendere bene. Le mie considerazioni potrebbero terminare qui, ma voglio incrociare le prospettive e cercare di indicare alcune linee lungo le quali la Pubblica Amministrazione e la Banca potrebbero mettersi, unite, al servizio del Paese: DARE IMPULSO ALLE MEDIE OPERE Anche se il termine è inappropriato, intendo riferirmi a quell insieme di mini-interventi di project financing (da 10 a 50 milioni di ) che rischiano di essere dimenticati per l attenzione, anche mediatica, verso le grandi opere. La necessità di dotare il Paese di infrastrutture moderne (scuole, edilizia sociale e ospedaliera, RSA, discariche, termovalorizzatori, impianti sportivi) non si ferma infatti agli interventi maggiori, a meno che non vogliamo costruire un Paese a due velocità. ELABORARE NUOVE STRATEGIE VERSO I SOGGETTI DEBOLI In tutti i progetti che ho citato (studenti, immigrati, cittadini a rischio di usura e altri) la nostra banca sta sperimentando forme innovative di intervento: come ho già detto, il prestito universitario si basa sulla partecipazione finanziaria degli Atenei, ma vi sono iniziative più complesse di ingegneria sociale in cui la banca è riuscita ad attivare intorno a sé e alla PA tutti i soggetti (fondazioni, sindacati, associazioni di rappresentanza, nonprofit) per intervenire - ad esempio - sull housing degli immigrati, riuscendo ad assegnare loro case in affitto e in proprietà. Il tutto stando sul mercato, senza fare ricorso a interventi caritativi e assistenziali, dunque incapaci di fare sistema. LAVORARE INSIEME, UNITE MA COMPLEMENTARI Vi sono numerosi campi d azione, tutti prioritari per l Italia, dove inventare nuovi approcci valorizzando ciascuna le proprie capacità: faccio l esempio dell innovazione tecnologica, riconosciuta da tutti come uno degli elementi che determineranno sopravvivenza o declino del sistema produttivo italiano. Le Università sono per l Italia lo strumento elettivo di ricerca e di trasferimento tecnologico e possono diventare, a supporto del credito, i sensori in grado di individuare le migliori imprese e i migliori progetti da finanziare. Corrado Passera Amministratore Delegato 69 AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E SISTEMA FINANZIARIO: QUALI LE PROSPETTIVE DI SVILUPPO? INVESTIRE NEL CAPITALE UMANO: IL PRESTITO D ONORE PER GLI STUDENTI UNIVERSITARI UN ESPERIENZA PILOTA DI NUOVE OPPORTUNITÀ DELLA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI PUBBLICHE E SISTEMA FINANZIARIO CHI PAGA L ISTRUZIONE UNIVERSITARIA? La letteratura economica è ormai concorde nell affermare che l istruzione superiore non è un bene pubblico: alla presenza di vantaggi per la collettività si associano vantaggi privati diretti, in termini economici e di status, per coloro che beneficiano dell istruzione, i quali risultano molto significativi. Ma allora perché è necessario l intervento dello Stato? Da un punto di vista economico, il mercato da solo non è in grado di funzionare. Uno studente capace e meritevole, che non ha la possibilità di studiare, non solo vede compromesso un suo diritto individuale alla mobilità sociale, ma costituisce anche una risorsa non utilizzata per il paese. Al tempo stesso la presenza di esternalità positive, cioè di benefici non completamente appropriabili da parte degli studenti, rischierebbe di determinare una produzione di istruzione inferiore a quella necessaria. Infine, la necessità di garantire la universalità del servizio sul territorio nazionale e la sua qualità, almeno su standard minimi uniformi, giustifica un ampio intervento pubblico nel settore, come avviene in tutti i paesi europei. A partire però dalla consapevolezza della compresenza di benefici pubblici e privati del servizio, in particolare nei gradi più alti degli studi, si è sviluppato negli ultimi anni, in molti paesi europei, un ampio dibattito sul coinvolgimento degli studenti nel finanziamento dei costi della propria formazione superiore. IL SOSTEGNO AGLI STUDENTI: BORSE O PRESTITI? Per tali ragioni, nel panorama europeo i sistemi di sostegno agli studenti hanno conosciuto significativi mutamenti con l introduzione di tasse e contributi a carico degli studenti e delle loro famiglie e la diffusione di prestiti con i quali gli studenti possono contribuire alla copertura dei propri costi di mantenimento agli studi. Allora in che modo intervenire? Quale strumento utilizzare? E quale il ruolo dello Stato? I sistemi di supporto agli studenti universitari privilegiano generalmente due tipologie di intervento: le borse di studio e i prestiti d onore. Un primo elemento in favore della scelta delle borse di studio è la loro caratteristica di essere a fondo perduto. Ciò, però, è possibile solo perché l onere è sostenuto dalla fiscalità generale e, dunque, anche da coloro che non hanno ricevuto alcuna istruzione universitaria: la gratuità degli studi superiori comporta il rischio di effetti redistributivi a favore delle classi più agiate e già istruite (il cosiddetto Robin Hood all incontrario). Di certo, però non può essere negata l avversione degli studenti a ricevere una forma di sostegno che comporti un rischio: i giovani, soprattutto 710 se provenienti da famiglie meno agiate, guardano con qualche preoccupazione a forme di sostegno che prevedono un indebitamento. Lo studente svolge infatti, con un grande investimento del proprio tempo, un attività rischiosa: da una parte vi è la possibilità di un insuccesso scolastico, dall altro l incertezza sugli esiti occupazionali ed i ritorni economici del proprio investimento nell ambito del suo ciclo di vita. Un sistema fondato solo sulle borse di studio si scontra però con il vincolo del bilancio pubblico. Di conseguenza è necessario individuare e circoscrive il target di riferimento: possono ricevere una borsa di studio solo coloro che rispondono a determinati requisiti di merito e condizione economica. Talvolta la scarsità delle risorse finanziarie non consente di concedere le borse di studio neppure a tutti coloro che dispongono dei requisiti previsti. Un sistema che preveda l utilizzo dei prestiti può fornire l opportunità, invece, di un ampliamento del numero dei beneficiari a parità di risorse. Le modalità di concessione delle borse di studio pone dei problemi di efficacia: non è sicuro che benefici di una borsa chi ne ha effettivamente bisogno o, viceversa, molto spesso il loro importo non è sufficiente a coprire i costi di mantenimento. L introduzione del prestito consente invece una più ampia autonomia e responsabilizzazione degli studenti nelle proprie scelte degli studi e dei propri stili di vita e consente di ampliare il sostegno alla generalità degli studenti (modulando in modo più flessibile ed articolato l intervento pubblico). Più in generale, infine, il prestito acquista il carattere di investimento in formazione da parte dello studente, ed il grado di sostegno pubblico non viene più valutato in modo statico sulla base delle condizioni economiche e del merito passato e presente, ma, in termini dinamici, sui risultati stessi del processo formativo (il successo negli studi ed il ritorno economico conseguito sul mercato del lavoro), introducendo un sistema potenzialmente più efficiente e più equo. Ma perché è necessario l intervento dello Stato nella concessione dei prestiti? In questo settore si osserva uno dei tipici casi di fallimento del mercato: è impossibile l accesso allo studente al mercato del credito per l assenza di garanzie reali, poiché l investimento in istruzione ha un carattere immateriale e con gravi incertezze sul futuro. È quindi necessario che vi sia l introduzione di un soggetto terzo che garantisca, almeno in parte, per lo studente e gli consenta, quindi, l accesso al credito. Una seconda forma di intervento, invece, potrebbe essere volta al miglioramento delle condizioni di restituzione del prestito sulla base della valutazione (legata al merito e/o alla condizione economica) dello studente. Ciò significa che all interno di un sistema di prestito rivolto alla generalità degli studenti (in cui l intervento dello Stato è quello di Garante ) è possibile integrare un sistema di diritto allo studio, rivolto agli «studenti capaci e meritevoli e privi di mezzi» (art. 34 della Costituzione). QUALE INSEGNAMENTO DALL ESPERIENZA INTERNAZIONALE? In molti paesi europei le politiche di sostegno agli studi riflettono spesso il comportamento degli studenti e il ruolo sociale che questi ricoprono: più lo studente è indipendente maggiore è il livello di aiuto, più lo studente è propenso a investire sul proprio futuro più il prestito rappresenta 811 TABELLA 1 IL SISTEMA DI AIUTO AGLI STUDENTI: UN CONFRONTO EUROPEO 2003 Le tasse universitarie Italia Regno Unito Paesi Bassi Germania Si, tasse differenziate Imposta di scopo Si, tasse differenziate Si, tasse indifferenziate No tasse La tipologia di strumenti I requisiti di eleggibilità I livelli di governo a) borsa di studio criteri di reddito e di merito determinazione dei beneficiari: livello locale su indicazioni a livello centrale; gestione dei servizi: livello locale a) borsa di studio b) prestiti d'onore criteri di reddito e di merito determinazione dei beneficiari: livello centrale gestione dei servizi: livello locale (LEA) prestito che si può trasformare in borsa criteri di reddito e di merito determinazione dei beneficiari: livello centrale gestione dei servizi: livello locale a) borsa di studio (50%) b) prestito d'onore (50%) criteri di reddito e di merito determinazione dei beneficiari: livello federale gestione dei servizi: livello dei Lander I finanziamenti Studenti Regioni Stato Stato SLC (studenti) Stato (studenti) Governo federale Länder (studenti) la componente principale nel modello di supporto finanziario. Oggi il confronto europeo rivela una molteplicità di sistemi e una diversità di ruoli ricoperti dagli attori coinvolti (tab. 1). I paesi si differenziano per l utilizzo o di un sistema misto (borsa più prestito) o di un sistema unico (solo borsa o solo prestito) di sostegno. In realtà, il sistema misto viene inteso in modo differente nei diversi paesi. In alcuni casi (Germania), infatti, lo strumento è unico, ma si compone di una parte a fondo perduto e di una parte di prestito; in altri, invece, i due interventi si integrano, ovvero tutti gli studenti ricevono un prestito e ad alcuni viene anche erogata una borsa di studio (Regno Unito). I Paesi Bassi, invece, hanno adottato un unico strumento, il prestito, che però può trasformarsi in dono a seguito di determinate performances scolastiche. Questo aspetto mette in luce un ulteriore caratteristica dell intervento: il momento di valutazione dello studente. Mentre, infatti, nella maggior parte dei paesi la valutazione dello studente è effettuata sulla sua condizione al momento della richiesta, in altri la possibilità di trasformare il prestito in borsa avviene alla fine dell anno accademico. In Germania, l intervento misto di borsa di studio più prestito d onore a tasso zero è stato previsto già dal Gli studenti ricevono un sostegno (denominato BAföG) sotto forma di borsa di studio per un ammontare pari al 50%, mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. È inoltre previsto un ulteriore 912 FIGURA 1 IL SISTEMA TEDESCO IN SINTESI prestito a titolo oneroso, per gli studenti che non riescono a conseguire il titolo nella durata legale degli studi e, quindi, del periodo utile per usufruire del sostegno tradizionale (ovvero della borsa più il prestito). Verificati i requisiti, il prestito viene erogato attraverso una banca federale, la Deutesche Ausgleichsbank (DtA), che provvede ad accreditare mensilmente l importo sul conto corrente dello studente. Nel 2001 è stato introdotto una nuova forma di prestito oneroso, parallelo al BAföG, destinato a tutti gli studenti (non solo ai privi di mezzi, fig. 1). UNA PRIMA ESPERIENZA INNOVATIVA IN ITALIA: INTESABRIDGE. Nel nostro paese, tradizionalmente, l unico strumento di sostegno finanziario agli studenti universitari è la borsa di studio. In realtà, la Legge n. 390/91 introduceva i prestiti d onore bancari, garantiti dalle regioni, ma la previsione di un tasso di interesse nullo e di un periodo di restituzione molto lungo rendeva il livello di dono troppo elevato e, di fatto, la legge non ha mai trovato applicazione, se non in rari casi e per un numero di beneficiari molto ridotto (tab. 2). Il prestito in Italia ha, quindi, da sempre ricoperto un ruolo marginale, ma oggi, il dibattito sull introduzione di questo strumento nei modelli di sostegno agli studenti, si è riaperto per effetto della sperimentazione promossa da alcuni atenei e da un importante istituto di credito. A partire dall a.a. 2003/04 è stato applicato un nuovo strumento offerto dai Politecnici di Bari, Milano e Torino ai propri studenti attraverso Banca Intesa e con il sostegno della Fondazione Cariplo: IntesaBridge. Il progetto si caratterizza per alcuni importanti elementi di novità: per la prima volta non è lo Stato (come mostra anche l esperienza europea) ma le singole università a offrire sostegno agli studenti e, per la prima volta, il sistema universitario trova nel sistema bancario un nuovo interlocutore. Si tratta, infatti, di una partnership in cui ogni attore contribuisce con le proprie competenze e con i propri mezzi: i Politecnici scelgono i propri studenti, valutano le loro performances e garantiscono per loro una parte 1013 TABELLA 2 - I PRESTITI D ONORE IN ITALIA A.A. 1997/1998 A.A. 2002/2003 Fonte: elaborazioni su dati Miur a.a. 97/98 a.a. 98/99 a.a. 99/00 a.a. 00/01 a.a. 01/02 a.a. 02/03 totale Valle d'aosta Lombardia Veneto Toscana Calabria Totale n.d n.d del rischio di mancata restituzione; Banca Intesa eroga il prestito e sostiene la restante parte del rischio; la Fondazione Cariplo ha cofinanziato con gli atenei la costituzione del fondo per la garanzia e gli aiuti; allo studente non resta che impegnare tutte le proprie energie nella buona riuscita dei propri studi. In realtà, definire «prestito» IntesaBridge è improprio: si tratta piuttosto di un conto corrente con una possibilità di scoperto. Tale formula permette allo studente di poter prelevare solo ciò di cui ha effettivamente bisogno, pagando interessi solo su quanto utilizzato. L importo massimo del prestito viene messo a disposizione non in un unica tranche, ma in tranches semestrali la cui disponibilità è subordinata al conseguimento di specifici requisiti di merito. L importo massimo è stato inizialmente definito di 5.000,00 all anno, anche se l idea è di diversificarlo sulla base del corso di studio frequentato e della condizione dello studente. Il tasso è fisso, così da eliminare l incertezza legata alla variabilità dei mercati e ridurre, quindi, il rischio degli studenti. La disponibilità delle somme viene concessa per un periodo massimo di tre anni, al termine dei quali lo studente ha un anno di tempo per inserirsi nel mondo del lavoro e, allo scadere della moratoria, inizia la restituzione che può concludersi in un periodo massimo di otto anni. Al prestito sono ammessi gli studenti dal terzo anno di studi in poi con un curriculum di studi regolare. Dopo un anno di sperimentazione si può dire che la sfida ha ottenuto un significativo successo: in meno di un anno sono stati concessi in soli tre atenei più dei prestiti erogati su tutto il territorio nazionale (tab 3). In sostanza, si è mostrato che vi è una domanda potenziale di questa forma di intervento, cui sinora il sistema non aveva risposto. In particolare, date le caratteristiche dello strumento lo studente potrebbe non utilizzarlo come prestito quanto, invece, come un normale conto corrente e ricorrere al fido solo in casi straordinari: in realtà, l analisi dei dati disponibili mostra come gli studenti che richiedono ed attivano IntesaBridge hanno effettivamente necessità economiche e utilizzano lo strumento nell accezione di prestito d onore : 1114 TABELLA 3 I PRESTITI D ONORE INTESABRIDGE NEI POLITECNICI AL 30 GIUGNO 2004 Fonte: elaborazioni su dati dei Politecnici. POLITECNICO RICHIESTE PERVENUTE TOTALE NON IDONEI TOTALE IDONEI PRESTITI ATTIVATI STUDENTI IN ATTESA Milano Torino Bari TOTALE il debito medio è superiore ai (a fronte di una disponibilità massima per il primo semestre di 2.500,00 ). NUOVE PROSPETTIVE PER IL SISTEMA DEGLI AIUTI IN ITALIA? L avvio di questo progetto pilota non ha lasciato indifferente il sistema universitario: nuovi attori sono scesi in campo, nuovi accordi tra istituti di credito e università sono già stati siglati e altri sono in elaborazione, ma, soprattutto, nuove iniziative ministeriali hanno incentivato lo sviluppo delle esperienze in questo settore. Da poche settimane è stata resa nota dal Ministero la concessione di un cofinanziamento dello Stato (per la garanzia o per contributi agli studenti) ai ventidue atenei che hanno stipulato accordi con diversi istituti di credito. Al tempo stesso, il ministero ha reso disponibili ulteriori risorse per gli atenei che hanno manifestato interesse all iniziativa, ma che non avevano ancora attivato gli strumenti necessari per realizzarla. Inoltre, la Legge Finanziaria per il 2004 ha previsto lo stanziamento di 10 mln di per la costituzione di fondi di garanzia o per la concessione di contributi agli studenti, gestito da Sviluppo Italia Anche alcune Regioni si stanno muovendo nella ridefinizione della propria legislazione in materia (ad esempio il Piemonte). In tutti i casi l intervento pubblico è destinato, oltre che alla concessione della garanzia, all introduzione di agevolazioni, a favore degli studenti, che aiutino la diffusione dello strumento, incentivando una rapida conclusione degli studi, promovendo esperienze di studio in altri paesi, tenendo conto della condizione economica degli studenti. In tal modo, si apre una nuova prospettiva per la politica di sostegno agli studenti nel nostro paese: l integrazione delle tradizionali borse di studio con i prestiti d onore ed il passaggio da un prestito di mercato a un prestito agevolato. Un ulteriore aspetto positivo dell iniziativa è che l avvio di un processo di trasformazione della politica di sostegno non sia il frutto di un dibattito politico sulle esigenza di riforma, come troppo spesso avviene nel nostro paese, ma di un iniziativa operativa sul campo: un esempio delle opportunità di collaborazione tra gli atenei ed il sistema finanziario, frutto dell autonomia degli atenei e di un originale iniziativa imprenditoriale. Giuseppe Catalano Dipartimento Sistemi di Produzione - Politecnico di Torino Nadia Piraino Dottoranda Politecnico di Milano 1215 LA POLITICA E LA COSTITUZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE LA RISPOSTA DEL MINISTRO LUIGI MAZZELLA ALL INTERPELLANZA PARLAMENTARE Pubblichiamo qui di seguito la risposta del Ministro Luigi Mazzella alla Camera sul tema della previdenza complementare a favore dei pubblici dipendenti In risposta all interpellanza urgente dell on. Pierluigi Castagnetti e altri sullo stato della contrattazione per il pubblico impiego, nella seduta della Camera dei Deputati del 27 maggio 2004, il Ministro per la funzione pubblica, avvocato Luigi Mazzella, ha illustrato l operato del Governo, toccando molti punti del negoziato. Tra essi, la questione della previdenza ha avuto particolare rilievo. Ecco, su questo argomento, il testo della risposta del Ministro. Per quanto riguarda i quesiti in materia previdenziale, in piena coerenza e alla luce delle disposizioni normative recate dal disegno di legge in materia pensionistica in corso di approvazione parlamentare, appare fondamentale ed imprescindibile l avvio, anche per i pubblici dipendenti, di forme di previdenza per l erogazione di trattamenti pensionistici complementari (il cosiddetto secondo pilastro del sistema obbligatorio pubblico. Al riguardo, occorre dire, come è noto, che la normativa vigente demanda alla contrattazione collettiva l istituzione dei fondi pensione (si vedano, in particolare, il D.Lgs. n. 124/93 e la Legge n. 335/95). In questo quadro normativo di riferimento e sulla base degli atti di indirizzo deliberati in materia dall organismo di coordinamento dei comitati di settore nel corso della precedente tornata contrattuale ( ), l ARAN e le Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto, il 29 luglio 1999, l accordo quadro nazionale in materia di trattamento di fine rapporto e di fondi pensione per i pubblici dipendenti, seguito da due decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri di recepimento (i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 dicembre 1999 e del 2 marzo 2001), nonché in data 14 marzo 2001, l accordo istitutivo del fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori della scuola, denominato Fondo Espero. Occorre, ora, che l ARAN e le Organizzazioni Sindacali istituiscano gli altri fondi pensione sulla base di quanto previsto sia dai citati atti di indirizzo e dalle nuove indicazioni per la tornata contrattuale in corso, sia dalle vigenti disposizioni contrattuali dei contratti nazionali collettivi dei singoli comparti di contrattazione collettiva. Il Dipartimento della funzione pubblica, infatti, nell esercizio 1316 della propria competenza istituzionale di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, unitamente al Ministero dell economia e delle finanze, ha impartito all ARAN le indicazioni necessarie alla stipulazione degli accordi contrattuali istitutivi dei Fondi pensione anche con riguardo ai comparti di nuova istituzione (Agenzie fiscali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Istituzioni di alta formazione artistica e musicale). Attualmente sono in corso le necessarie verifiche per l eventuale emanazione di ulteriori utili indicazioni governative o da parte dei comitati di settore delle amministrazioni pubbliche diverse dallo Stato. Sulla base di questi presupposti, il Ministro per la funzione pubblica ha, dunque, invitato l ARAN, anche formalmente (con nota dell 11 giugno 2003), a riprendere le trattative negoziali per l istituzione dei predetti fondi, ripresa che è già avvenuta con la riunione tenutasi presso l ARAN con le Organizzazioni Sindacali dei comparti delle Regioni e delle Autonomie locali e della Sanità lo scorso 19 maggio, alla quale seguirà una seconda riunione, già programmata per il giorno 8 giugno prossimo venturo. Sul versante della normativa pubblicistica, nel corso del 2003 il quadro di regole in materia di fondi pensione si è arricchito di due indispensabili ed attesi provvedimenti. Il primo è il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 maggio 2003, emanato su proposta del Ministro per la funzione pubblica, recante l individuazione dei soggetti competenti a designare, per la parte datoriale, i componenti dei primi organi collegiali dei fondi pensione (Stato e Parastato). Si rammenta che questo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri fa salve, sotto l aspetto procedurale, le designazioni di parte datoriale già effettuate dal Ministro dell istruzione relativamente al Fondo scuola. I l secondo provvedimento è il decreto ministeriale 20 giugno 2003 del Ministro del lavoro, che aggiorna i requisiti di professionalità del rappresentante legale e dei componenti degli organi di amministrazione dei Fondi pensione anche per tenere presenti le specificità del settore pubblico. Anche grazie all emanazione di questi due provvedimenti, il fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori della scuola, denominato Fondo Espero, che interessa oltre lavoratori (circa il 33,47% del totale dei lavoratori pubblici) sta ultimando i necessari passaggi per la concreta operatività, già in buona parte acquisita con il provvedimento in data 12 maggio 2004 della COVIP (commissione di vigilanza sui fondi pensione) di autorizzazione all esercizio dell attività. 1417 LA POLITICA E LA COSTITUZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE il punto di vista di Arturo Parisi Arturo Parisi è stato componente del Comitato direttivo dell ARAN e ora, sempre per l Agenzia, si occupa, tra l altro, della previdenza complementare per i fondi negoziali e ha gestito in prima persona la costituzione del fondo Espero per i dipendenti della Scuola. Pubblichiamo qui di seguito la sua intervista sul tema. Come vede l ARAN la realizzazione della previdenza complementare a favore dei pubblici dipendenti? Vorrei premettere un affermazione che è il cardine di tutta la risposta: ormai la previdenza obbligatoria e quella complementare costituiscono un binomio indissolubile e questo binomio non può che riguardare indistintamente tutti i lavoratori, appartengano essi al pubblico o al privato. Su questa combinazione di forme di tutela sociale è necessario fare cultura, moltiplicando gli sforzi sulla centralità della comunicazione, dell informazione e quindi della stessa educazione. Occorre spingere con tutti i mezzi per far capire, specialmente ai giovani e a quanti possono avere interesse ad una futura dignitosa esistenza, che i fondi negoziali rappresentano una forma di risparmio gestito, sicuramente garantito e per molti aspetti supportata ed agevolata. Oggi gli indicatori (per quanto concerne il numero degli iscritti ed il numero dei Fondi autorizzati) ci dicono che il 2002 è stato un anno di consolidamento; nel primo semestre del 2003 gli iscritti sono circa ripartiti su 37 Fondi negoziali che riguardano un potenziale bacino di 13 milioni di lavoratori di cui 9 dipendenti e 4 autonomi. Troppo pochi; e allora c è da chiedersi perché non si siano verificati sostanziali passi avanti. Una prima risposta potrebbe essere data dalla considerazione che per un certo periodo il rendimento dei Fondi è stato inferiore a quello del TFR. Ma oggi c è da segnalare qualcosa di positivo: dopo un triennio negativo, il rendimento dei Fondi (5%) ha superato quello del TFR (3,2%). È qualcosa che andrebbe valorizzato, non solo come notizia, ma anche come aspetto incoraggiante di una nuova forma di investimento da parte dei lavoratori. Cosa ha fatto e farà l ARAN per il decollo dei Fondi? Sulle premesse anzidette e sul quadro di riferimento tracciato, due sono state e saranno le nostre direttrici di marcia: 1518 una costruttiva attività negoziale ed una intensa, costante e produttiva attività di raccordo con tutte le istituzioni interessate e/o coinvolte. Per quanto riguarda la prima mi limiterei a ricordare solo i titoli di quanto abbiamo prodotto con i nostri partners sindacali: alludo all Accordo quadro del luglio 1999, all accordo di proroga del termine di opzione del 2001, all accordo di interpretazione autentica circa la decorrenza del TFR ai contrattisti a termine (30/05/2000), alla messa a punto di una bozza di accordo per l istituzione di un Osservatorio Nazionale sulla previdenza complementare nel pubblico impiego, ai tavoli negoziali aperti per ricercare una intesa sui fondi Enti Locali-Sanità nonché Ministero-Parastato-Aziende, all attività di preparazione e sollecitazione per il Fondo Università-Ricerca e poi, dulcis in fundo, alla realizzazione del Fondo per la scuola che conta oltre un milione di potenziali aderenti, e che già ha ottenuto dalla COVIP l autorizzazione all esercizio, subordinata al parallelo riconoscimento della personalità giuridica da parte del Ministero del lavoro. Quanto alla seconda direttrice, mi limito a dire che il Dipartimento della funzione pubblica, il Ministero dell economia, il Ministero del lavoro, il Ministero dell istruzione, l INPDAP e la COVIP, che tutti ringrazio per la generosa collaborazione e per l aiuto sempre fornito con spirito di professionalità, sono stati e continueranno ad essere, unitamente ai nostri naturali interlocutori, i punti di costante e costruttivo riferimento per ogni utile conclusione, supporto, chiarimento. Con tale animo abbiamo risolto non pochi problemi che certamente non agevolavano l iter formativo dei Fondi. Faccio solo due esempi: l individuazione del soggetto giuridico deputato alla designazione dei rappresentanti datoriali nei primi organi collegiali dei Fondi (per ora limitato ai fondi Scuola e Ministeri-Parastato-Aziende); l aggiornamento e la proroga del DM Lavoro 211/97 sui requisiti di professionalità. In che modo la costituzione del Fondo Espero per i dipendenti della scuola, al quale ha fatto cenno, inciderà sulla creazione di altri fondi nella P.A.? Questa è una domanda alla quale rispondo, non solo volentieri per evadere la richiesta specifica, ma anche per far capire che esiste, a mio parere, qualcosa di ingiusto negli aspetti polemici che addebitano ritardi di anni nella partenza dei fondi per i dipendenti pubblici. Parlerò brevemente di questa polemica. In realtà ARAN e OO.SS. hanno, di comune accordo, accettato di iniziare il programma di realizzazione dei fondi, partendo da quello della scuola, sia per la sua grande consistenza numerica (oltre un milione di dipendenti) sia perché appariva meno complessa tutta la vicenda riguardante la compartecipazione della dirigenza, il problema del finanziamento, quello delle incentivazioni ed anche gli aspetti non marginali della consistenza degli organi di amministrazione che per essere governabili non possono avere composizioni pletoriche, negazione della speditezza e della efficienza. Le trattative per l Accordo istitutivo si sono concluse rapidamente ed anche la procedura di verifica è stata portata a termine nel marzo19 A questo punto sia per alcuni aspetti legati alla questione della Presidenza del fondo, sia per alcuni atti normativi in itinere per la rivisitazione del DM 211/97 sui requisiti di professionalità, sia per la definizione delle Autorità competenti a designare i componenti datoriali dei primi consigli di amministrazione, l atto costitutivo di Espero è stato definito il 17 novembre Nel frattempo, però, due tavoli negoziali avevano iniziato l esame per la realizzazione di schemi di accordi e statuti validi per i fondi degli Enti Locali-Sanità e per quello che accorperà Ministeri-Parastato-Aziende. Alla luce di tutto ciò, che fa comprendere che non ci sono stati momenti di inerzia o di cattiva volontà, mi preme dichiarare che la costituzione di Espero ha certamente contribuito per la riapertura delle trattative con le OO.SS. e per approfondire con i Comitati di Settore interessati alcune nuove problematiche emerse e che sostanzialmente riguardano aspetti di finanziamento di oneri non previsti per l incentivazione delle iscrizioni e delle spese di avvio da erogare una tantum. Mi sembra che il lavoro non manchi? Certamente è un lavoro duplice: per un verso legato alle decisioni che emergeranno dai rapporti con i comitati di Settore e per altro verso all intesa già raggiunta con le OO.SS. che è quella di proseguire il negoziato già avviato per definire sia l accordo istitutivo che lo Statuto del Fondo, fermo restando l onere a carico delle OO.SS. di accordarsi sul proprio regolamento per l elezione dei delegati all Assemblea. ai fondi negoziali? E quali aspetti della nostra intervista ritiene di dover sottolineare? L adesione ad un fondo negoziale consente di realizzare una pensione complementare a quella pubblica, utilizzando tra l altro, e non è poco, una contribuzione paritetica tra quella a carico del lavoratore e quella di competenza del datore di lavoro, usufruendo di benefici fiscali ed anche di possibili iniziali incentivazioni, e soprattutto rendendo sicuro il lavoratore che il proprio risparmio sarà gestito con tutte le possibili garanzie, vista la professionalità richiesta agli amministratori e i controlli delle istituzioni preposte. Quanto ad una sottolineatura di alcune delle idee rappresentate io mi soffermerei su quattro aspetti: la nascita del primo Fondo (Espero) è un aspetto molto positivo anche per l effetto di ricaduta sugli altri comparti della P.A.; il superamento nel 2003 del rendimento dei Fondi rispetto a quello del TFR è un indicatore che sicuramente farà fare qualche pensiero in più ai soggetti incerti e/o tentennanti; l importanza dell immissione di una platea potenziale di oltre 3 milioni di utenti nel sistema del risparmio gestito potrebbe generare benefici effetti per il definitivo decollo del secondo pilastro della previdenza e per il complessivo sistema economico del paese; il valore dell informazione che deve generare una nuova cultura della previdenza nei giovani e non solo in questi. Vorrei concludere chiedendole due cose: perché conviene iscriversi 1720 LA POLITICA E LA COSTITUZIONE DEI FONDI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE DOPO ESPERO: ASPETTI POSITIVI E FATTORI CRITICI La costituzione del Fondo di previdenza complementare Espero per i lavoratori della scuola, come era facilmente intuibile, ha prodotto rinnovato interesse sulle sorti del secondo pilastro della previdenza in tutte le parti sociali che si confrontano nel pubblico impiego. Il modello di sicurezza sociale fondato sulla solidarietà intergenerazionale e sul sistema di calcolo retributivo è da molti anni al centro di accesi dibattiti ed è oggetto, da tempo, di riforme e revisioni imposte dalla sostenibilità della spesa pubblica e dall incidenza dei fattori demografici. La necessità di garantire, secondo il precetto costituzionale dell art. 38, i mezzi adeguati alle esigenze di vita, anche a coloro che nei prossimi decenni accederanno a prestazioni obbligatorie costantemente in calo, ha acuito la necessità di ampliare l offerta di servizi pensionistici di origine negoziale all intera platea dei dipendenti pubblici. Sono note le difficoltà incontrate nel definire l assetto normativo e finanziario del primo fondo istituito sulla scorta di un provvedimento legislativo, il decreto n. 124/93, che sconta un impostazione privatistica ed una marginale considerazione delle relative problematiche di omogeneizzazione con la realtà del pubblico impiego. Basti citare a tal proposito la necessità di emanare tre DPCM: due dei quali hanno provveduto a regolamentare la disciplina del TFR caratterizzato, a differenza che nel settore privato, da una gestione figurativa ad opera dell INPDAP, mentre un terzo ha riguardato la designazione dei componenti di parte datoriale dei primi organi collegiali dei Fondi; tre DM relativi ai requisiti di professionalità dei componenti degli organi collegiali dei fondi; tre leggi finanziarie riguardanti la determinazione della copertura degli oneri derivanti dall obbligo contributivo, paritetico con quello che il singolo lavoratore si impegna a versare all atto della iscrizione al fondo, contratto dalle amministrazioni che sottoscrivono gli accordi istitutivi; quattro accordi tra parti sociali e diversi atti amministrativi che hanno riguardato le risorse stanziate. Tuttavia, con l impegno costante delle parti stipulanti (ARAN e OO.SS.) e delle altre Amministrazioni interessate (Ministeri, D.F.P., INPDAP, COVIP), si è raggiunto il primo obiettivo che agevolerà il percorso per i prossimi fondi. Con questi presupposti si è già riaperta la trattativa per la istituzione del fondo che raggruppa comparti ed aree dei settori Regioni-Enti Locali e Sanità, di certo agevolata dall esperienza ormai maturata, ma che avrà nuovi 18 Vedere altro
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