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Timestamp: 2019-08-21 10:16:21+00:00
Document Index: 52001880

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

pubblico impiego | 08 Novembre 2016
Docenti non di ruolo parificati a quelli di ruolo, senza esagerare
La clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla Direttiva 97/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere l’anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, affinché sia realizzata la parità di progressione stipendiale tra dipendenti a tempo indeterminato e dipendenti a tempo determinato; tuttavia l’attribuzione degli scatti di anzianità rimane differente per le due categorie, non essendo lo scatto elemento prettamente retributivo.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 22558/16; depositata il 7 novembre)
pubblico impiego | 02 Novembre 2016
Il precario statale ha diritto ad un risarcimento compreso tra le 2,5 e le 12 mensilità
Il dipendente pubblico che abbia subito l’illegittima precarizzazione del proprio impiego ha diritto – fermo restando il divieto di conversione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato – al risarcimento del danno nella misura pari ad un’indennità omnicomprensiva compresa tra le 2,5 e le 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avendo riguardo ai criteri indicati dall’art. 8 l. n. 604/1966.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 21937/16; depositata il 28 ottobre)
pubblico impiego | 13 Ottobre 2016
Il dirigente pubblico può essere sospeso anche in assenza di alcuna misura cautelare
L’art. 29 del CCNL per i dirigenti del comparto Regioni ed Enti locali si interpreta nel senso che la facoltà dell’Ente di adottare la sospensione cautelare dal servizio è prevista per il dirigente che sia, o sia stato, colpito da misure restrittive della libertà personale, solo se – e limitatamente al periodo in cui – la misura cautelare non sia in corso (nella cui ipotesi la sospensione è atto obbligato da parte dello stesso Ente).
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20544/16; depositata il 12 ottobre)
La radiazione dall’elenco degli orfani per servizio impedisce di partecipare al concorso pubblico
L’art. 16, comma 2, d.lgs. n. 487/1994 richiedeva che i candidati a un concorso pubblico appartenenti alle categorie protette risultassero iscritti negli appositi elenchi e risultassero disoccupati ed estendeva tali requisiti anche agli orfani per servizio. La relativa prova doveva essere offerta con l’attestazione dell’iscrizione del riservatario negli elenchi di cui all’art. 19 della stessa legge, esistenti presso gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione. Dunque, la radiazione da tali elenchi per mancata revisione comporta per il lavoratore la perdita dello status di orfano di servizio ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20555/16; depositata il 12 ottobre)
pubblico impiego | 11 Ottobre 2016
Finisce in carcere e non può più svolgere la prestazione lavorativa. La retribuzione non gli è dovuta
Quando il prestatore non adempie all’obbligazione principale della prestazione lavorativa non per colpa del datore di lavoro, non può essere fatto carico a quest'ultimo dell’adempimento dell’obbligazione di corresponsione della retribuzione.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20321/16; depositata il 10 ottobre)
pubblico impiego | 06 Ottobre 2016
Qualifica richiesta non corrispondente alle capacità del lavoratore disabile: nessun obbligo di collocamento
La ratio dell'art. 9 della l. n. 68/1999, che attribuisce al datore di lavoro la facoltà di indicare nella richiesta di avviamento la qualifica del lavoratore disabile da assumere a copertura dei posti riservati in un sistema di cd. avviamento mirato, va ravvisata nel consentire, mediante il riferimento ad una specifica qualifica, l'indicazione delle prestazioni richieste dal datore di lavoro sotto il profilo qualitativo delle capacità tecnico - professionali di cui il lavoratore avviato deve essere provvisto.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19928/16; depositata il 5 ottobre)
Tempi certi per procedimento disciplinare e licenziamento
L’art. 5, comma 4, l. n. 97/2001 che dispone che il procedimento disciplinare deve avere inizio o, in caso di intervenuta sospensione, deve proseguire entro 90 giorni dalla comunicazione alla pubblica amministrazione della sentenza penale di condanna, si applica a tutti i dipendenti di amministrazioni o enti pubblici o di enti a prevalente partecipazione pubblica, a prescindere dalla tipologia dei reati di cui all’art. 3 comma 1, stessa legge.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19930/16; depositata il 5 ottobre)
pubblico impiego | 05 Ottobre 2016
Diritto all’inquadramento in caso di trasferimento da Poste Italiane ad altra Amministrazione
Nell’ipotesi di trasferimento dei lavoratori dipendenti dell’Ente Poste Italiane ad altri Enti o Amministrazioni pubbliche, è da escludere che, in assenza di un fondamento normativo attributivo del relativo potere, la Presidenza del Consiglio dei Ministri possa operare autoritativamente nell’ambito della concreta disciplina del rapporto stesso con d.P.C.M., atto amministrativo. Pertanto, laddove con d.P.C.M. sia stato disposto l’inquadramento nell’ente di destinazione, il successivo contratto non può configurarsi come un atto di rinuncia e transazione, né la sua sottoscrizione può comportare l’accettazione di un’erronea collocazione professionale, stante il diritto dei lavoratori ad essere assunti in un inquadramento equivalente a quello di provenienza.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19777/16; depositata il 4 ottobre)
Sì al riconoscimento integrale dell’anzianità anche per i passaggi a ruoli superiori da scuola materna
La regola per cui il servizio prestato nel ruolo inferiore viene valutato per intero nel nuovo ruolo mediante ricostruzione di carriera, vale anche per le tipologie di passaggio a ruoli superiori non previste nel testo originario della norma di cui al d.P.R. n. 417/74 e dunque, anche per il passaggio a ruoli superiori da insegnanti di scuola materna.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19778/16; depositata il 4 ottobre)
pubblico impiego | 27 Settembre 2016
I certificati medico-fiscali non valgono come giustificazione per le assenze
In caso di assenza per malattia, le pubbliche amministrazioni non sono più, sempre, obbligate a procedere con la cd. visita fiscale: il controllo è a discrezione dell’amministrazione che deve valutare la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita; in ogni caso il controllo è richiesto quando la malattia segue giorni non lavorativi.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 18858/16; depositata il 26 settembre)