Source: http://www.ansiasessualita-barlettamatera.it/1/psicologia_giuridica_5793407.html
Timestamp: 2019-01-22 14:42:13+00:00
Document Index: 4329244

Matched Legal Cases: ['art. 133', 'art. 1337', 'art. 43', 'art. 7', 'art. 306', 'art. 5', 'art. 1425', 'art.1414']

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Il diritto e la giurisprudenza hanno da sempre fatto riferimento a concetti psicologici: l’elemento soggettivo del reato è anche chiamato elemento psicologico; l’art. 133 del codice penale prevede che il giudice nel calibrare la pena debba tener conto del carattere del reo. Alcuni diritti soggettivi come quelli riguardanti l’integrità fisica, l’onore, l’immagine, sono definiti come diritti della personalità.
Attraverso le leggi, del reato non solo devono essere valutati i comportamenti e le conseguenze che ha determinato, vale a dire lesioni (civile) o di offesa (penale), ma va anche considerato la prospettiva intellettiva e motivazionale di colui che lo commette.
Per esempio, si valuta se durante la fase pre-contrattuale la persona si è comportata in buona fede ( art. 1337 c.c.), o era motivato in mala fede, se un imprenditore ha agito fraudolentemente ( o è stato semplicemente imprudente, art. 43 c.p.). In un omicidio se il reo ha agito per difesa, o ha premeditato la sua azione. La valutazione è importante in quanto in base alle conclusioni il giudice determina la sua sentenza.
La psicologia studia proprio tali aspetti cognitivi e comportamentali e questi ultimi anche rispetto a terzi. Essa è la disciplina specifica che può aiutare a giudicare l’agire umano anche in ambito giuridico, riguarda, cioè stati psicologici, intenzionalità nelle particolari circostanze in cui è stato commesso il reato. Per quanto riguarda gli stati psicologici si pensi alla violenza morale, e il contributo può estendersi a diversi ambiti come al diritto psicologico civile, penale, minorile e fiscale se si considera il decreto legislativo approvato il 5 dicembre 1997(‘’Principi generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie’’) precisa che nel valutare l’infrazione occorre tenere conto della personalità del trasgressore (art. 7). Si concepisce un diritto psicologico processuale che concerne per esempio la metodologia peritale e le consulenze in tema di: affidamento dei minori nell’ ambito delle separazioni giudiziali, di idoneità genitoriale, di interdizione come la capacità di intendere o di volere nei negoziati o nel commettere atti di lesioni fisiche, di testimonianza, la capacità di stare in giudizio ecc. Alcuni aspetti del diritto psicologico riguardano contenuti prettamente psicologici, per esempio la valutazione, dell’ idoneità genitoriale ( art. 306 c.c.) quale pre-condizione per l’adozione (art. 5 L. 184/83), della capacità a contrarre negozi giuridici ( art. 1425 c.c. ) o di costrutti giuridici prettamente mentali come quando si fa riferimento alla buona fede nella simulazione (art.1414 c.c.).
Da tutto ciò si può considerare che il diritto psicologico può costituire un modello concettuale utile per la conoscenza e l’applicazione del diritto.
Disciplina applicativa in cui confluiscono i contributi di:
- Psicologia dei processi decisionali
ð la psicologia del diritto o psicologia legale
ð Psicologia giudiziaria
o Psicologia forense
o Psicologia giuridica civile, penale, minorile
ð Psicologia penitenziaria e rieducativa
ð Psicologia Criminale
Psicologia in ambito giudiziario.
Insieme di interventi diretti che lo psicologo realizza, utilizzando le proprie specifiche competenze, entro contesti organizzati, pubblici o privati, in relazione e in risposta a domande e a esigenze di conoscenza e di cambiamento.
Interventi che contemplano:
· esami, accertamenti e valutazioni su dimensioni psicologiche, relazionali, gruppali e organizzative
· progettazione e verifica di interventi, in gruppo o coordinamento con altri operatori;
· forme di intervento psicologico specificamente orientate ad attivare qualche livello di cambiamento in rapporto a domande e/o esigenze dell’utenza e della committenza
Sul piano operativo l’apporto dello psicologo giuridico si attua attraverso:
A) Interventi formali
Consulenze Tecniche d’Ufficio – C.T.U
· in ambito Civile (ordinario e minorile)
§ idoneità genitoriale
· idoneità all’adozione (TM)
· affidamento del minore (TO, TM)
· potestà genitoriali (TM)
· affidamento eterofamiliare
§ valutazione psicologica del minore
§ danno biologico e psicologico
§ Incapacità legale: Interdizione o inabilitazione
§ Incapacità naturale
§ psicodiagnosi ad uso pensioni, idoneità alla guida o al porto d’armi,
§ psicodiagnosi per interventi chirurgici di modificazione dell’immagine corporea o dell’identità di genere
Perizie e Consulenze Tecniche d’Ufficio in ambito penale ordinario
· Imputabilità, responsabilità e pericolosità dell’autore di reato
· Pericolosità sociale
· Attendibilità del teste e della testimonianza
Viene richiesta nei procedimenti penali per valutare la personalità’ del minore fra i 14 e i 18 anni) in relazione a:
· Imputabilità e grado di responsabilità al momento del reato
· Capacità di stare in processo
· rilevanza sociale del fatto
· proposta di adeguate misure penali, eventuali provvedimenti civili
· sospensione del processo e messa alla prova
· formulazione di prescrizioni
· effettuazione di progetti di riconciliazione con la vittima
LA CONSULENZA TECNICA IN CAMPO CIVILE
· CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO (C.T.U)
Indagine conoscitiva finalizzata a fornire al giudice quelle conoscenze di cui egli non dispone per meglio valutare le circostanze esposte dalle parti in causa. I risultati non costituiscono mezzo di prova.
· CONSULENZA TECNICA DI PARTE (C.T.P.)
Ha lo scopo di fornire assistenza alle parti durante lo svolgimento dell’indagine d’ufficio disposta dal giudice.
Art. 61 c.p.c. Quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo,da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica.
La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione del presente codice.
V. artt. 194 e 201 c.p.c.
LA PERIZIA PSICOLOGICA IN CAMPO PENALE
· PERIZIA
Indagine conoscitiva richiesta dal giudice. Il risultato può anche essere reso verbalmente in situazione di incidente probatorio in corso di dibattimento, costituendo mezzo di prova.
· CONSULENZA TECNICA DI PARTE
Ha lo scopo di fornire assistenza alle parti in caso di perizia disposta dal giudice. Qualora non sia stata disposta la perizia , riguarda anche l’indagine conoscitiva promossa dai consulenti di parte, i quali espongono al giudice il proprio parere sotto forma di memoria.
Art. 220 c.p.p. 1. La perizia è ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche artistiche.
2. Salvo quanto previsto ai fini dell’escuzione della pena o della misura di sicurezza non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità o la professionalità del reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell’imputato in genere le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche.
V. Artt. 201, 359, 360, 225 c.p.c
B) Internventi informali
§ Condizione psicologica del minore e contesto familiare (TM)
· Pregiudizio (morale, materiale, psicologico)
§ Valutazione del minore con condotta irregolare o deviante (TM)
§ matrimonio di minorenne (TM)
§ Interruzione della gravidanza per minore (GT)
§ “indagine scientifica della personalità” dei detenuti
§ misure alternative alla carcerazione
§ risocializzazione
Interventi di carattere psicologico e psico-sociale
§ Sostegno psicologico
§ Mediazione penale e civile
§ Mediazione extragiudiziaria
“Esaminati gli atti di causa, sottoposti i genitori ed i minori ai necessari accertamenti psicologici, assunte le informazioni presso terzi e in particolare presso gli insegnanti o presso altre persone con le quali gli stessi minori abbiano validi interessi, visionate le residenze dei genitori ed i contesti in cui sono inseriti, compiuta ogni ulteriore indagine ritenuta necessaria od opportuna, se del caso anche con l’ausilio di altri specialisti di fiducia il CTU:
1) definisca la personalità dei genitori e dei minori ricostruendo le dinamiche relazionali fra loro intercorrenti,
2) Indichi quindi, ponendo a base della valutazione esclusivamente l’interesse dei bambini, quale sia il regime di affidamento meglio idoneo alla salvaguardia delle esigenze morali, materiali e psicologiche degli stessi bambini, verificando la possibilità di far raggiungere ai genitori un accordo conciliativo circa l’affidamento medesimo e comunque prescegliendo il regime di affido congiunto soltanto nell’ipotesi in cui i genitori, oltre ad essere d’accordo in tal senso, dimostrassero di essere capaci di vivere il ruolo genitoriale in maniera serena e collaborativi sulla base della consapevolezza di dover fornire soddisfazione delle necessità dei figli senza interferenze date della crisi del loro legame matrimoniale;
3) Per l’ipotesi in cui dovesse rivelarsi preferibile l’affidamento ad un solo dei genitori, indichi il CTU quali siano le modalità più utili alla conservazione o al miglioramento delle relazioni dei bambini con il genitore non affidatario attraverso incontri e permanenze dei minori con lui o presso di lui.
4) Segnali inoltre se sia necessaria o anche solo opportuna l’adozione di eventuali prescrizioni particolari utili a favorire la crescita dei minori.”
La “capacità d’intendere al momento in cui è stato commesso il fatto”,
il grado di “maturità/immaturità”
l’attendibilità della testimonianza
la presenza di indicatori legati ad esperienze di abuso sessuale
la qualità delle relazioni genitori-figli
il regime di affidamento più idoneo alla crescita di un minore
L’idoneità ad adottare un minore
Quali sono gli assunti che legittimano questa Richiesta?
- ciò che stabilisce il codice
- Quali sono le conoscenze o le convinzioni che giustificano questa richiesta? Sono sostenibili?
Il Diritto e il Sistema Giustizia
Il diritto regola i rapporti fra le persone, considerando soltanto gli aspetti estrinsechi, fattuali (eventi, comportamenti, diagnosi di patologie)
Il diritto ha finalità pratiche:
· Patto sociale, convenzione che si propone di mantenere la convivenza comune
· Ha carattere di obbligatorietà universale (“la legge è uguale per tutti”)
· Contempla la presenza di una autorità costituita e le sanzioni contro i trasgressori
· Prescinde dalla differenze individuali
l’amministrazione del Diritto: esigenza di accertabilità e decidibilità
· è necessario definire a priori le condizioni di esercizio (numero finito di condizioni) affinché si possa decidere se un dato comportamento rientri o meno nei casi previsti dalla normativa;
· Tuttavia possono sussistere dubbi sulla possibilità di giudicare un evento in riferimento ad una norma (vale a dire che un evento sia ascritto ad una norma),
§ per tale motivo ci si avvale di esperti. (eg.: “capacità di intendere e volere”)
oppure si ricorre all’interpretazione. Ovvero, l’applicazione del diritto al caso singolo è anche il risultato interpretativo della norma e della Giurisprudenza.
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