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Timestamp: 2019-10-14 13:01:09+00:00
Document Index: 183204620

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 41', 'art. 32', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 30', 'art. 20', 'art. 20']

Lexbrowser - a) Legge provinciale 30 aprile 1991, n. 131) 
Normativa provinciale Assistenza e beneficenza Servizi sociali Legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13 
a) Legge provinciale 30 aprile 1991, n. 131) 
(1) La Giunta provinciale approva ogni triennio il piano sociale provinciale, coordinandolo con quello sanitario e con gli altri piani di settore.
l'ammontare e la destinazione delle risorse disponibili nonché il grado di copertura della spesa degli enti gestori, da assicurarsi attraverso le assegnazioni provinciali di cui all'articolo 29, comma 1, lettera b). 3)
Delibera N. 764 del 03.05.2010 - Definizione del sistema di finanziamento degli enti gestori dei servizi sociali delegati ai sensi della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13
Art. 3 (Consulta provinciale per l'assistenza sociale)
(1) È istituita presso la Ripartizione provinciale servizio sociale la Consulta provinciale per l'assistenza sociale, composta da:
l'assessore provinciale all'assistenza e beneficenza pubblica, che la presiede;
il direttore della Ripartizione provinciale servizio sociale, con funzioni di vicepresidente;
quattro rappresentanti dei comuni, designati dal Consorzio dei comuni della provincia;
un rappresentante del comune capoluogo di provincia, designato dal medesimo;
un rappresentante delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, designato dalle medesime;
quattro rappresentanti di istituzioni private, operanti nel settore socio-assistenziale, designati dalle medesime;
tre esperti del settore socio-assistenziale;
due rappresentanti delle organizzazioni di categoria e due rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello provinciale, designati dalle medesime.
(2) I rappresentanti di cui al comma 1, lettere e), f) e h), sono scelti tra una terna di nominativi designati dai rispettivi enti.
(3) La consulta è nominata dalla Giunta provinciale e rimane in carica per la durata della legislatura. La sua composizione deve adeguarsi alla consistenza dei tre gruppi linguistici esistenti in provincia, quale risulta dall'ultimo censimento ufficiale della popolazione. È assicurata la rappresentanza del gruppo linguistico ladino.
(4) La consulta può articolarsi in sezioni per specifiche materie, delle quali possono far parte anche persone che non sono membri della consulta, aventi particolari competenze o conoscenze in materia di assistenza sociale. Ciascuna sezione è composta da nove membri, nominati dal presidente della consulta, previo parere della consulta stessa.
(5) Le funzioni di segretario della consulta rispettivamente delle sezioni della stessa sono svolte da funzionari provinciali della Ripartizione provinciale servizio sociale di qualifica funzionale non inferiore alla sesta.
(6) La Giunta provinciale approva il regolamento interno della consulta e delle sezioni.4)
L'art. 3 è stato sostituito dall'art. 1 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16.
Art. 4 (Competenze della Consulta provinciale per l'assistenza sociale)
(1) La Consulta provinciale per l'assistenza sociale è organo consultivo dell'amministrazione provinciale in materia di assistenza e beneficenza pubblica; in particolare, essa esprime parere:
sul piano sociale provinciale;
sui piani annuali e pluriennali;
sulla relazione annuale sullo stato di attuazione del piano sociale;
sui criteri di ripartizione del fondo sociale provinciale.
(2) I compiti di cui al comma 1 sono esercitati dalla consulta o relative sezioni secondo quanto previsto dal regolamento di cui all'articolo 3, comma 6.
(3) È istituita la Sezione ricorsi che decide:
sulle controversie in materia di ricovero di cui all'articolo 8, comma 1, lettera w).
(4)La Sezione ricorsi è composta dal Direttore della Ripartizione provinciale Famiglia e politiche sociali, che la presiede, e da due funzionari dipendenti dagli uffici provinciali competenti in materia di assistenza sociale.5)
(5) La Sezione ricorsi è organo collegiale perfetto.6)
L'art. 4, comma 4, è stato così sostituito dall'art. 5, comm1, della L.P. 22 gennaio 2010, n. 1.
L'art. 4 è stato sostituito dall'art. 2 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16.
(2) Contro le decisioni degli enti pubblici gestori di servizi sociali è ammesso ricorso, per motivi di legittimità, alla sezione "ricorsi" della consulta provinciale dell'assistenza sociale.
della composizione del nucleo familiare.
(3) Deve comunque essere garantita agli assistiti la conservazione di una quota delle entrate, tale da permettere loro di far fronte in modo adeguato alle esigenze personali.8)
(1) Per rendere omogenei e coordinati i criteri e le modalità di concessione di prestazioni economiche socio-assistenziali rivolte a persone e famiglie, detti criteri e modalità sono disciplinati con regolamento di esecuzione, nel rispetto delle finalità e dei principi dell'articolo 1, tenendo conto dell'assetto istituzionale ed organizzativo degli enti gestori e dei servizi delegati.9)
L'art. 7/bis è stato inserito dall'art. 4 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16.
accreditare i servizi sociali; 10)
approvare il catalogo delle prestazioni essenziali dei servizi sociali; 10)
erogare le prestazioni del fondo di non autosufficienza, previo accertamento dello stato di non autosufficienza. 10)
Delibera 19 settembre 2011, n. 1432 - Criteri per l'autorizzazione e l'accreditamento del servizio Centro di assistenza diurna per anziani
Delibera N. 2978 del 14.12.2009 - Istituzione dell'Elenco provinciale degli amministratori di sostegno e approvazione dei relativi requisiti di iscrizione ( Legge n. 6 del 9 gennaio 2004)
(1) La Giunta provinciale approva, sentita la consulta provinciale dell'assistenza sociale, i piani annuali e pluriennali per la riqualificazione e l'aggiornamento, determinando tra l'altro gli obiettivi da raggiungere, il numero e il tipo di iniziative da attivare.
(5) La giunta provinciale, sentito il parere della consulta provinciale per l'assistenza sociale, può riconoscere, ai fini dell'accesso ai profili professionali dei servizi sociali, attestati di formazione conseguiti sul territorio nazionale o all'estero, se tali formazioni hanno contenuti paragonabili alle formazioni nel campo sociale espletate dall'amministrazione provinciale e hanno almeno la durata minima prevista dalla normativa vigente.11)
Il comma 5 è stato aggiunto dall'art. 5 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16.
10) dall' articolo 2, comma 1, sesta lineetta della legge provinciale 15 gennaio 1977, n. 2, come modificato dall'articolo 13, comma 2, della legge provinciale 9 giugno 1998, n. 5; 12)
1) 13)
2) 14)
h) le funzioni socio-pedagogiche concernenti gli interventi di prevenzione e di contrasto delle forme di disadattamento, emarginazione e devianza sociale di minori e adulti, nonché gli interventi rieducativi a favore di minorenni ai sensi dell' articolo 25 del regio decreto legge 20 luglio 1934, n. 1404, e successive modifiche. 15)
2) 16)
n) 17)
1) 18)
provvedono all'acquisto, alla locazione, alla costruzione, al riadattamento e all'ampliamento degli immobili destinati ai servizi sociali; se i servizi sono gestiti attraverso altri enti pubblici o privati, detti immobili possono essere messi a loro disposizione, 19)
(1) I comuni esercitano le funzioni proprie o delegate in forma singola, consorziata o mediante delega o subdelega alle comunità comprensoriali istituite ai sensi della legge provinciale 20 marzo 1991, n. 720)
(2) La gestione avviene attraverso propri uffici, mediante aziende o istituzioni oppure ricorrendo a convenzioni, contratti o protocolli d'intesa con enti pubblici o privati, associazioni o cooperative. È fatta salva la precedenza delle organizzazioni di volontariato ai sensi dell'articolo 3 della legge provinciale 1 luglio 1993, n. 11.21)
(5)22)
(6) Gli enti locali ai quali sono state delegate dalla presente legge le funzioni amministrative dei servizi sociali, per i servizi connessi a tali attività possono, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, bandire concorsi riservati al personale già in servizio presso gli enti stessi, che abbia prestato servizio, anche non continuativo, nel settore dei servizi sociali presso l'ente di appartenenza nonché presso l'amministrazione provinciale nel periodo antecedente alla delega delle funzioni amministrative, per un periodo di lavoro complessivo non inferiore a sessanta mesi.23)
Art. 12/bis
(1) L'azienda è ente strumentale degli enti gestori dei servizi sociali per la gestione dei servizi medesimi. Essa è dotata di personalità giuridica pubblica e di autonomia funzionale, tecnica, amministrativa e contabile, ed assume le attribuzioni previste dalle disposizioni di legge e dal piano sociale provinciale e quelle che le vengono conferite dagli enti gestori.
(2) Sono organi dell'azienda il direttore ed il collegio dei revisori dei conti, cui competono rispettivamente le funzioni di direzione gestionale e di controllo.
(3) Al direttore spettano tutti i poteri di gestione e di rappresentanza dell'azienda cui è preposto secondo le modalità previste dallo statuto. In particolare il direttore verifica i risultati della gestione dell'azienda e dispone le assunzioni del personale.
(4) Il direttore dell'azienda è nominato dalla giunta dell'ente gestore di riferimento, previo avviso da pubblicarsi, almeno trenta giorni prima, nel Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.
(5) Ai fini della nomina, all'atto della presentazione della domanda, i candidati alla direzione dell'azienda non devono aver superato il sessantacinquesimo anno di età, devono essere in possesso del diploma di laurea e di specifici e documentati requisiti attestanti un'esperienza di attività professionale di direzione tecnico-amministrativa presso enti e strutture pubbliche o private, a livello dirigenziale, di almeno cinque anni, nonché dell'attestato di conoscenza delle lingue italiana e tedesca previsto dalla vigente normativa.
(6) Il collegio dei revisori è nominato dall'azienda secondo la vigente normativa in materia di ordinamento dei comuni. Il compenso è fissato dalla Giunta provinciale.
(7) Il comune o la comunità comprensoriale approva i programmi di attività dell'Azienda, unitamente ad un piano finanziario o bilancio preventivo a dimostrazione dell'equilibrio finanziario dell'esercizio di riferimento, il bilancio economico patrimoniale di fine esercizio o conto consuntivo, la pianta organica del personale dipendente, i regolamenti dei servizi, l'istituzione di nuovi servizi, provvede alla copertura degli eventuali costi dei servizi ed esercita la vigilanza sull'Azienda.
(8) I consigli comprensoriali o rispettivamente comunali approvano lo statuto dell'azienda e relative modifiche e, per la parte di competenza, approvano i bilanci pluriennali delle aziende e ne assicurano i finanziamenti annuali.
(9) Per quanto non disposto nel presente articolo, si applica la vigente normativa provinciale sull'ordinamento delle comunità comprensoriali.
(10) Il personale dipendente degli enti gestori di riferimento, addetto in modo esclusivo o prevalente allo svolgimento delle funzioni socio-assistenziali, è trasferito all'azienda nel rispetto della posizione giuridica ed economica acquisita presso l'ente gestore. La giunta comunale o comprensoriale stabilisce tempi e modalità del trasferimento.24)
L'art. 12/bis è stato inserito dall'art. 8 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16, e successivamente modificato dall'art. 23 della L.P. 8 aprile 1998, n. 3, dall'art. 41 della L.P. 3 maggio 1999, n. 1, e dall'art. 32 della L.P. 29 agosto 2000, n. 13.
(3) Nei costi sono comprese le spese per l'ammortamento, la manutenzione ed il rinnovo delle strutture a carico dell’ente gestore per una quota non superiore complessivamente al 5 per cento dei costi determinati ai sensi del comma 2. 25)
(6) I costi e le tariffe sono altresì fissati nel rispetto degli indirizzi e dei criteri fissati dalla Provincia.26)
L'art. 13, comma 3, è stato così sostituito dall'art. 22, comma 1, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15.
(6) I Servizi di gestione pubblica e privata sono autorizzati dalla provinciae, qualora finanziati anche in parte con mezzi pubblici, accreditati. La Giunta provinciale determina i criteri e le modalità delle procedure di autorizzazione e di accreditamento, al fine di promuovere la qualità sociale e professionale dei serivzi e delle prestazioni.27)28)
(7) Nel caso di gestione di servizi sociali di fronte a mancato conseguimento dell’autorizzazione o dell’accreditamento di cui al comma 6, ovvero in caso di omessa presentazione della domanda di autorizzazione o di accreditamento in seguito a relativa diffida, la Provincia è autorizzata a disporre e ad attuare la chiusura del servizio. Le spese sono poste a carico del gestore del servizio. 29)
Il comma 6 è stato aggiunto dall' art. 18 della L.P. 12 ottobre 2007, n. 9
(3) Per una gestione unica e integrata del distretto socio-sanitario gli enti gestori dei servizi sociali e dei servizi sanitari sottoscrivono accordi, con i quali sono fissate le modalità gestionali uniche e di conduzione dei servizi, la predisposizione del personale e il finanziamento condiviso e partecipativo delle attività. Gli accordi prevedono che la gestione di tutto il distretto socio-sanitario integrato o di settori specifici venga tramessa ad un unico operatore di uno dei due enti gestori, che assume l'incarico per conto di entrambi. Gli accordi prevedono inoltre programmi socio-sanitari annuali e pluriennali e vongono sottoscritti da entrambi i gestori.30)
Art. 16 31)
(2) La gestione dei servizi di cui al comma 1 è affidata all'ente gestore nel cui territorio essi sono prevalentemente ubicati.32)
Art. 19 (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza)
(1) La Provincia e gli enti gestori dei servizi sociali sostengono e valorizzano l'attività delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.
(2) Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza concorrono al perseguimento delle finalità dei servizi sociali e possono contrarre convenzioni, contratti ed intese di lavoro e di collaborazione con gli enti gestori dei servizi sociali.
(3) La Provincia può concedere contributi alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza in conto capitale e in conto gestione.
(4) La gestione di servizi ed attività socio-assistenziali da parte delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza avviene nel rispetto dei criteri e degli standards gestionali previsti dalla vigente legislazione provinciale.33)
(3) La gestione di servizi ed attività socio-assistenziali da parte degli enti privati avviene nel rispetto dei criteri e degli standards gestionali previsti dalla vigente legislazione provinciale.34)
(2) Con regolamento di esecuzione sono determinati i criteri e le modalità per la concessione e la liquidazione dei contributi, la documentazione richiesta ai medesimi fini e la data di presentazione delle domande.
(2/bis) I beni agevolati sono soggetti ad un vincolo di destinazione all'attività socio-assistenziale. Con la presentazione della domanda di agevolazione gli enti si obbligano al rispetto di tale vincolo di destinazione. Nel regolamento di esecuzione di cui al comma 2 sono definiti durata e modalità del vincolo per le diverse tipologie di beni agevolati, così come le modalità di restituzione del contributo nel caso di alienazione o modifica della destinazione del bene agevolato. 35)
(3) Nel regolamento di esecuzione di cui al comma 2 sono disciplinati anche i casi, nei quali per la presenza di un fabbisogno temporaneo ed eccezionale il contributo massimo erogabile dell'85 per cento di cui al comma 1 può essere elevato fino ad un limite massimo pari al 95 per cento della spesa riconosciuta ammissibile.
(3/bis) Nel caso di domande presentate da soggetti privati che hanno stipulato accordi o convenzioni con gli enti gestori secondo quanto previsto dall'articolo 12, comma 2, il contributo massimo erogabile per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili può essere elevato dall'85 al 95 per cento della spesa ammissibile a contributo. Nel caso di alienazione o cambio di destinazione, il contributo deve essere restituito.
(5) L'ufficio provinciale competente per la liquidazione dei contributi può chiedere in ogni momento in visione la documentazione contabile in originale ed effettuare ispezioni presso le sedi degli enti beneficiari.36)
L'art. 20/bis, comma 2/bis, è stato inserito dall'art. 3, comma 3, della L.P. 13 maggio 2011, n. 3.
(2) Per la messa a disposizione delle infrastrutture e dei servizi informatici necessari per l’attuazione dei servizi sociali di cui all’articolo 1, la Provincia può stipulare accordi con il Consorzio dei comuni della provincia di Bolzano. 37)
(2) La Provincia può concedere sussidi e contributi a persone ed enti che svolgono studi e ricerche nel campo dei servizi sociali. A tal fine gli interessati presentano apposita domanda alla Giunta provinciale entro il termine e con le modalità fissati dalla Giunta provinciale.
(5) Fino all'eventuale trasferimento del personale provinciale ai comuni o loro consorzi la Provincia sostiene direttamente gli oneri per il personale messo a disposizione. Gli enti gestori dei servizi sociali provvedono a rifondere alle unità sanitarie locali le spese per il personale messo a disposizione dalle stesse.38)
(6) Gli enti gestori dei servizi sociali possono autorizzare la presenza attiva nelle strutture e nei servizi di operatori volontari. I volontari seguono le istruzioni loro impartite dai responsabili, possono fruire di vitto e, se del caso, di alloggio gratuito, ove necessario per esigenze di servizio, nonché percepire le eventuali provvidenze e rimborsi previsti dalle vigenti norme in materia di volontariato sociale.39)
(7) Le spese concernenti la quota di iscrizione a corsi di aggiornamento e riqualificazione professionale del personale dei servizi sociali messo a disposizione, da parte della Provincia, agli enti gestori dei servizi sociali sono rimborsate dalla Provincia su apposito capitolo di spesa all'interno del fondo sociale di cui all'articolo 29.39)
(8) I contratti di comparto degli enti gestori dei servizi sociali e sanitari prevedono i profili professionali dell'ausiliario socio-assistenziale, dell'operatore socio-assistenziale e dell'educatore.40)
(9) L'ausiliario socio-assistenziale opera quale operatore ausiliario per l'accompagnamento, l'assistenza e la cura delle persone singole e delle famiglie e per l'igiene delle strutture e dell'ambito domiciliare e svolge le sue mansioni in collaborazione e sotto la direzione degli altri operatori dei servizi sociali e sanitari nonché degli altri servizi che collaborano con gli stessi in modo coordinato ed integrato. Il diploma di ausiliario socio-assistenziale viene conferito dopo il conseguimento di un corso di formazione professionale della durata minima di 300 ore.40)
(10) L'operatore socio-assistenziale opera per l'accompagnamento, l'assistenza e la cura delle persone singole e delle famiglie e svolge le sue mansioni autonomamente ed in collaborazione con gli altri operatori dei servizi sociali e sanitari nonché gli altri servizi che collaborano con gli stessi in modo coordinato ed integrato. Il diploma di operatore socio-assistenziale viene conferito dopo il conseguimento di un corso di formazione professionale della durata minima di 3000 ore. Per il conseguimento del diploma di operatore socio-assistenziale, la formazione di assistente per soggetti portatori di handicap, di assistente geriatrico e familiare nonché le altre qualificazioni integrative eventualmente conseguite sono riconosciute quali crediti formativi.40)
(11) L'educatore opera nel campo della consulenza, dell'accompagnamento e della cura e assistenza socio-pedagogica di persone singole, famiglie e gruppi e svolge le sue mansioni autonomamente ed in collaborazione con gli altri operatori dei servizi sociali e sanitari nonché degli altri servizi che collaborano con gli stessi in modo coordinato ed integrato. Il diploma di educatore viene conferito dopo il conseguimento di una formazione postsecondaria della durata minima di 2600 ore. Per il conseguimento del diploma di educatore, le formazioni di educatore per soggetti portatori di handicap, di istitutore per soggetti portatori di handicap, di educatore in convitti ed operatore pedagogico nel servizio giovani nonché le altre qualificazioni integrative eventualmente conseguite sono riconosciute quali crediti formativi.40)
(12) Gli enti gestori dei servizi sociali possono porre in essere contratti d'opera o rapporti di lavoro di diritto privato, per la durata massima di sei mesi, con operatori sociali e sanitari, qualora ricorrano i seguenti presupposti:
sia impossibile provvedere in base alla normativa vigente alla sostituzione del titolare del posto;
i posti non possano essere coperti con i meccanismi di mobilità di personale previsti dalla normativa vigente. 40)
(13) L'amministrazione provinciale può avvalersi della messa a disposizione di personale degli enti sociali pubblici della Provincia per attività connesse agli interventi di assistenza e beneficenza pubblica.41)
(14) Il personale messo a disposizione può essere sostituito mediante supplenza.41)
(15) Le modalità connesse alla messa a disposizione del personale di cui al comma 1 e il relativo contingente sono stabiliti dalla Giunta provinciale. Il personale conserva a tutti gli effetti lo stato giuridico, economico e previdenziale in godimento.41)
(16) La spesa per il personale messo a disposizione è a carico del bilancio provinciale.41)
(2) I costi di personale ammessi, nonché i criteri e le modalità di finanziamento e di rendicontazione della spesa sono stabiliti con regolamento di esecuzione.42)
(3) I beni dei consorzi tra enti comunali di assistenza sono trasferiti agli enti gestori dei servizi sociali, ai quali è affidata la gestione dei servizi.43)
(4) I beni mobili ed immobili di proprietà della Provincia destinati ai servizi, la cui gestione viene delegata ai comuni, sono messi a disposizione degli enti gestori dei servizi delegati.44)
Art. 27 45)
(1) A partire dall'anno finanziario 1992 è istituita nello stato di previsione della spesa del bilancio provinciale, nell'ambito del settore assistenza pubblica, un'apposita rubrica nella quale sono iscritti i capitoli di spesa destinati:
al finanziamento delle attività dei servizi sociali della Provincia;
al finanziamento delle attività dei servizi sociali delegate ai comuni;
alla concessione di contributi per le attività dei comuni di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1044, e alla legge provinciale 8 novembre 1974, n. 26, modificata con legge provinciale 26 luglio 1978, n. 45;
alla concessione di contributi concessi a istituzioni pubbliche e private.
(2) L'insieme degli stanziamenti previsti sui capitoli di spesa di cui al comma 1 costituisce il fondo sociale provinciale.
(7) Per l'attuazione dei programmi di intervento socio-assistenziali la Giunta provinciale è autorizzata ad assegnare ai comuni, alle comunità comprensoriali ed alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza i finanziamenti destinati alla realizzazione, all'acquisto, all'ampliamento, alla ristrutturazione ed all'arredamento di immobili destinati ai servizi sociali.46)
(1) Entro il mese di luglio di ogni anno gli enti gestori dei servizi sociali trasmettono alla Ripartizione provinciale servizio sociale i programmi di attività e di spesa dell'anno successivo su apposito modello approvato dalla Giunta provinciale. Entro il mese di marzo di ogni anno gli stessi enti presentano i dati di spesa riferiti all'anno precedente, con indicazione dell'eventuale avanzo d'amministrazione sulla base di modelli di rilevazione approvati dalla Giunta provinciale.47)
(2) Per garantire la tempestiva disponibilità dei fondi da parte degli enti gestori già dall'inizio dell'esercizio finanziario, la Giunta provinciale è autorizzata ad impegnare nell'esercizio precedente a quello di riferimento la spesa per la concessione di anticipazioni pari al 45 per cento dei fondi assegnati nell'esercizio in corso. L'erogazione dei fondi da parte della Provincia è disposta secondo le procedure previste dalla legge provinciale 14 febbraio 1992, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni.47)
(3)48)
(4) I finanziamenti assegnati sono destinati alla copertura delle spese individuate dalla Giunta provinciale. Tali finanziamenti sono iscritti nei bilanci degli enti gestori in appositi capitoli di entrata e di uscita. In attesa della definitiva assegnazione, i finanziamenti per spese correnti sono iscritti in bilancio in misura non superiore al 100 per cento dell'assegnazione per l'esercizio precedente.47)
I commi 1, 2 e 4 sono stati sostituiti dall'art. 15 della L.P. 11 novembre 1997, n. 16.
Art. 30/bis (Fondo provinciale per prestazioni previdenziali regionali delegate)
(1) In attesa della costituzione degli istituti autonomi di previdenza e assicurazione sociale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 gennaio 1978, n. 58, per l'esercizio delle funzioni amministrative delegate dalle leggi regionali in materia di previdenza e assicurazioni sociali, presso l'istituto di credito cui è affidato il servizio di tesoreria della Provincia è istituito il fondo provinciale per prestazioni previdenziali regionali delegate, di seguito denominato "fondo".
(2) Le assegnazioni della Regione per l'esercizio delle funzioni amministrative delegate, i contributi previdenziali dovuti dalle persone iscritte alle varie forme previdenziali nonché ogni altra entrata connessa con l'erogazione delle prestazioni previdenziali sono versati direttamente nel fondo.
(3) Le erogazioni delle prestazioni a carico del fondo, l'investimento delle disponibilità di cassa temporaneamente non necessarie per le erogazioni correnti, l'acquisto delle attrezzature, dotazioni tecniche e servizi esterni, e ogni altro provvedimento connesso con l'esercizio delle funzioni amministrative delegate sono disposti dal direttore della Ripartizione provinciale Servizio sociale sulla base di un programma annuale approvato dalla Giunta provinciale.
(3/bis) Limitatamente alle decisioni sugli investimenti delle disponibilità di cassa, il direttore è coadiuvato da un comitato di gestione composto da:
un esperto in materia di previdenza sociale, prestazioni pensionistiche e assistenziali;
un rappresentante della Ripartizione provinciale finanze e bilancio;
un esperto in materia finanziaria. 49)
(4) La Giunta provinciale approva lo schema di piano finanziario preventivo e di rendiconto della gestione del fondo e stabilisce i criteri per l'investimento delle disponibilità liquide del fondo nonché le modalità di gestione dei conti individuali degli iscritti alle varie forme di previdenza.
(5) I mezzi finanziari introitati nel bilancio provinciale in conto competenza e in conto residui per gli interventi di cui alle leggi regionali indicate al comma 1, e non erogati prima che divengano efficaci gli atti di cui al comma 4, sono trasferiti nel fondo.49)
L'art. 30/bis è stato inserito dall'art. 20 della L.P. 30 gennaio 1997, n. 1; il comma 3/bis è stato successivamente inserito dall'art. 20, comma 1, della L.P. 21 gennaio 1998, n. 1.
Art. 31 (Ufficio piano sociale e sistema informativo)
(1) Al fine di assicurare la pronta attuazione del riordino del settore socio-assistenziale è istituito, nell'ambito della ripartizione VIII, l'Ufficio piano sociale e sistema informativo.
(2)50)
(3) L'ufficio collabora con gli uffici operanti nel settore socio-assistenziale e sanitario al fine di favorire la massima integrazione.
(4) In sede di prima applicazione della presente legge, l'incarico dirigenziale dell'ufficio piano sociale e sistema informativo è conferito ai sensi dell'articolo 108 della legge provinciale 21 maggio 1981, n. 11.
Istituisce l'ufficio 201 "Ufficio piano sociale e sistema informativo".
(2)51)
(4) Con effetto dalla data di insediamento della consulta provinciale dell'assistenza sociale di cui all'articolo 3 sono soppressi i seguenti organi collegiali:
commissione provinciale per l'assistenza agli anziani;
comitato provinciale per i consultori familiari;
consulta provinciale per gli interventi in favore dei soggetti portatori di handicaps;
comitato provinciale per il servizio di prevenzione, cura e riabilitazione delle forme di disadattamento e devianza sociale, tossicodipendenza e alcolismo;
commissione provinciale per l'assistenza di base;
consulta provinciale per l'assistenza alle donne.
(5)52)
(6)53)
(7) Fino a che sarà data attuazione all'articolo 11 della presente legge, la concessione dei contributi per l'installazione del telefono ai sensi dell'articolo 23, comma 1, lettera g), della legge provinciale 30 ottobre 1973, n. 77, integrata con articolo 37 della legge provinciale 14 dicembre 1988, n. 56, e regolamentata con decreto del Presidente della giunta provinciale 17 luglio 1989, n. 16, è delegata agli enti comunali di assistenza di Bolzano e Merano e ai consorzi tra gli enti comunali di assistenza istituiti ai sensi della legge provinciale 26 ottobre 1973, n. 69. Contro la decisione del comitato tecnico di erogazione di cui all'articolo 3, lettera d), della legge provinciale 26 ottobre 1973, n. 69è ammesso il ricorso ai sensi dell'articolo 3 del D.L. L. 22 marzo 1945, n. 173. Al finanziamento della spesa gli enti per l'assistenza di base provvedono con i fondi annualmente erogati dalla Provincia ai sensi dell'articolo 2 della legge provinciale 26 ottobre 1973, n. 69.
(9) (10)54)
(11)55)
(12) La Giunta provinciale può prevedere sostegni finanziari per il periodo di tirocinio per i/le frequentanti corsi di formazione professionale nel settore socio-assistenziale per i quali è richiesto un tirocinio, a condizione che si tratti di corsi a tempo pieno oppure, nel caso di corsi in servizio, a condizione che il/la frequentante non percepisca reddito o che comunque il reddito annuale non superi l'importo annuale del minimo vitale.56)
(13)57)
(14)58)
(4) Con i provvedimenti di delega di cui all'articolo 10, comma 2, sono nominati i commissari liquidatori degli enti comunali di assistenza e loro consorzi, sciolti ai sensi della legge regionale 25 febbraio 1982, n. 2, nonché delle strutture di cui ai commi 1 e 2 e dei consorzi comunali già gestori dei servizi di aiuto domiciliare.59)
Art. 34 (Direzione scuola professionale provinciale, sezione professioni sociali)
(1) (2)60)
(3) In sede di prima applicazione della presente legge, l'incarico dirigenziale alla direzione scuola professionale, sezione professioni sociali, è conferito ai sensi dell'articolo 108 della legge provinciale 21 maggio 1981, n. 11.
Recano modifiche all'allegato A e B della L.P. 21 maggio 1981, n. 11.
Art. 35-36 61)
(3) Della data di cui al comma 2 è dato avviso nel Bollettino Ufficiale della Regione.62)