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Timestamp: 2018-07-15 19:36:41+00:00
Document Index: 180596864

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art.  131', 'art. 131', 'art.  58', 'art. 37', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 19', 'in fine', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'art.  9', 'art. 7', 'art. 12', 'art.   20', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 24', 'in fine', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 2', 'art.   37', 'art. 37', 'art. 3', 'art.\n131', 'art. 7', 'art. 6', 'art.  3', 'art. 10', 'art. 59', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 37', 'art.  10', 'art. 35']

DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 15 - Attuazione della direttiva 2007/58/CE, che modifica le direttive 91/440/CEE, relativa allo sviluppo delle Ferrovie Comunitarie, e 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacita' di infrastruttura ferroviaria e all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria. (10G0029) (GU n. 39 del 17-2-2010 | Chimici.info
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 15 – Attuazione della direttiva 2007/58/CE, che modifica le direttive 91/440/CEE, relativa allo sviluppo delle Ferrovie Comunitarie, e 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria. (10G0029) (GU n. 39 del 17-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 15 - Attuazione della direttiva 2007/58/CE, che modifica le direttive 91/440/CEE, relativa allo sviluppo delle Ferrovie Comunitarie, e 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacita' di infrastruttura ferroviaria e all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria. (10G0029) (GU n. 39 del 17-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/02/2010
Attuazione della direttiva  2007/58/CE,  che  modifica  le  direttive
91/440/CEE, relativa allo  sviluppo  delle  Ferrovie  Comunitarie,  e
2001/14/CE   relativa   alla   ripartizione   della   capacita’    di
infrastruttura  ferroviaria  e  all’imposizione   dei   diritti   per
l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria. (10G0029)
Vista  la  direttiva  200l/14/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 26 febbraio 2001,  relativa  alla  ripartizione  della
capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione dei diritti
per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria;
Visto il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188,  di  attuazione
delle  direttive  2001/12/CE,  2001/13/CE  e  2001/14/CE  in  materia
ferroviaria,  che  ha  abrogato  il  decreto  del  Presidente   della
Repubblica 8 luglio 1998, n.  277,  recante  il  regolamento  recante
norme di attuazione della direttiva 91/440/CEE relativa allo sviluppo
delle ferrovie comunitarie;
Vista  la  direttiva  2007/58/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 23 ottobre 2007, che modifica la direttiva  91/440/CEE
del Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie e  la
direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione  della  capacita’  di
l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria;
di energia, con particolare riferimento agli articoli 58,  59,  60  e
modificazioni,  dalla  legge  20  novembre  2009,  n.  166,   recante
europee, ed in particolare l’articolo 2, comma 1, lettera a);
reso nella riunione del 26 novembre 2009;
Repubblica non si sono espresse nel termine previsto;
infrastrutture e dei trasporti, di  concerto  con  i  Ministri  degli
affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze e per i
rapporti con le regioni;
1. Al decreto  legislativo  8  luglio  2003,  n.188,  e  successive
a) all’articolo 3, comma 1, la lettera o) e’ soppressa;
b) all’articolo 3, comma 1, la lettera  s)  e’  sostituita  dalla
«s) servizio di  trasporto  internazionale  di  passeggeri:  il
servizio di trasporto di passeggeri nel  quale  il  treno  attraversa
almeno  una  frontiera  di  uno  Stato  membro  e  la  cui  finalita’
principale e’ trasportare passeggeri tra stazioni  situate  in  Stati
membri diversi; il treno puo’ essere unito a un altro  convoglio  e/o
scomposto e le varie sezioni che lo compongono possono avere  origini
e destinazioni diverse, purche’ tutte le carrozze attraversino almeno
una frontiera;»;
c)  all’articolo  6,  comma  1,  le  parole:  «L’utilizzo»   sono
sostituite dalle seguenti: «L’accesso e l’utilizzo»;
d) all’articolo 6, comma 1, lettera a), le parole: «che legittima
l’espletamento di servizi internazionali di trasporto di merci  o  di
persone per ferrovia,» sono soppresse;
e) all’articolo 6, comma 1, lettera  c),  secondo  periodo,  sono
aggiunte, in  fine,  le  seguenti  parole:  «e  sono  pubblicate  sul
prospetto informativo della rete»;
f) all’articolo 6, comma 2, la lettera c) e’ soppressa;
g) all’articolo 6, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. I  servizi  internazionali  passeggeri,  per  la  parte
svolta sul territorio nazionale, sono espletati  nel  rispetto  delle
disposizioni di cui all’articolo 59 della legge 23  luglio  2009,  n.
99.»;
h) all’articolo 16, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Le imprese ferroviarie con sede nel territorio  dell’Unione
europea hanno il diritto di accesso e di transito sull’infrastruttura
ferroviaria per l’espletamento di servizi di trasporto internazionali
con gli altri Stati membri dell’Unione europea.»;
i) all’articolo 16, i commi 2 e 4 sono abrogati;
l) all’articolo 16, comma 3, le parole: «internazionale di»  sono
m) all’articolo 23, comma 5, primo periodo, dopo le parole:  «per
un periodo di  cinque  anni»  sono  inserite  le  seguenti:  «e  sono
rinnovabili per periodi  uguali  alla  durata  iniziale»  e  l’ultimo
periodo e’ soppresso;
n) all’articolo 23, dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
«5-bis.  Per  i  servizi   che   utilizzano   un’infrastruttura
specializzata, di cui  all’articolo  32,  che  richiede  investimenti
cospicui e a lungo termine, debitamente motivati dal richiedente, gli
accordi quadro possono avere  una  durata  di  15  anni.  Un  periodo
superiore  ai  15  anni  e’  possibile  solo  in  casi   eccezionali,
segnatamente in presenza di cospicui investimenti  a  lungo  termine,
soprattutto se questi costituiscono l’oggetto di impegni contrattuali
che prevedano un piano di ammortamento pluriennale. In tale caso,  le
esigenze del richiedente possono rendere necessaria  una  definizione
particolareggiata  delle  caratteristiche   di   capacita’,   inclusi
frequenza, volume e qualita’  dei  tracciati  ferroviari,  che  vanno
fornite al richiedente per la durata dell’accordo quadro. Il  gestore
dell’infrastruttura puo’ ridurre la capacita’ riservata che,  per  un
periodo di almeno un mese, sia stata utilizzata  al  di  sotto  della
soglia stabilita nell’articolo 35.»;
o) all’articolo 24, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Qualora un richiedente intenda  chiedere  capacita’  di
infrastruttura  al  fine  di  svolgere  un  servizio   di   trasporto
internazionale di passeggeri di cui all’articolo  3  della  direttiva
91/440/CEE, informa i gestori dell’infrastruttura e gli organismi  di
regolamentazione interessati. Per consentire di valutare lo scopo del
servizio  internazionale  nel  trasportare  passeggeri  tra  stazioni
situate nel territorio nazionale e il  potenziale  impatto  economico
sui  contratti  di  servizio  pubblico  esistenti,   l’organismo   di
regolazione di cui all’articolo 37  si  assicura  che  sia  informata
l’autorita’ competente che ha attribuito  un  servizio  di  trasporto
ferroviario di  passeggeri  definito  in  un  contratto  di  servizio
pubblico, eventuali altre autorita’ competenti interessate che  hanno
la  facolta’  di  limitare  l’accesso  ai  sensi  dell’articolo   10,
paragrafo 3-ter, della direttiva 91/440/CEE, e le imprese ferroviarie
che  adempiono  al  contratto  di  servizio  pubblico  sul   percorso
nazionale  di  detto  servizio   di   trasporto   internazionale   di
passeggeri.»;
p) all’articolo 35, comma 1, le parole: «a tutte le tracce orarie
che, per un periodo di almeno un mese, siano state  utilizzate»  sono
sostituite dalle seguenti: «alle tracce orarie, riferite ad una linea
ferroviaria che,  per  un  periodo  di  almeno  un  mese,  sia  stata
utilizzata»;
q) all’articolo 35, comma 2, le parole: «puo’  specificare»  sono
sostituite dalla seguente: «specifica».
Le direttive  2001/12/CE,  2001/13/CE  e  la  direttiva
2001/14/CE sono pubblicate nella G.U.C.E. 15 marzo 2001, n.
Il decreto  legislativo  8  luglio  2003,  n.  188,  e’
pubblicato nella Gazz. Uff. 24 luglio 2003, n. 170, S.O.
Il decreto del Presidente  della  Repubblica  8  luglio
1998, n. 277,e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  12
agosto 1998, n. 187.
La direttiva 91/440/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 24
agosto 1991, n. L 237.
La direttiva 2007/58/CE e’  pubblicata  nella  G.U.C.E.
31/12/2007, n. L. 315.
L’art. 1 e l’allegato B, della legge 7 luglio 2009,  n.
161, S.O., cosi’ recitano:
Art. 1, commi 1 e 3
Gli articoli 58, 59,60 e 62 della legge 23 luglio 2009,
n. 99, pubblicata nella Gazz. Uff. 31 luglio 2009, n.  176,
S.O., cosi’ recitano:
«Art. 58 (Requisiti per  lo  svolgimento  di  servizi
ferroviari passeggeri in ambito nazionale).  –  1.  Per  lo
svolgimento di servizi ferroviari passeggeri aventi origine
e destinazione nel territorio nazionale, per  i  quali  sia
necessario  l’accesso   alla   infrastruttura   ferroviaria
nazionale, le imprese ferroviarie devono essere in possesso
di apposita licenza valida in ambito  nazionale  rilasciata
con le procedure previste dal decreto legislativo 8  luglio
2003, n. 188.
trasporti, da adottare entro novanta giorni dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, sono individuati  i
requisiti   in   termini   di   capacita’   finanziaria   e
professionale che le imprese richiedenti  devono  possedere
ai fini del  rilascio  della  licenza,  nonche’  i  servizi
minimi che  le  stesse  devono  assicurare  in  termini  di
servizi complementari all’utenza.
3. Il rilascio della licenza per  i  servizi  nazionali
passeggeri puo’ avvenire esclusivamente  nei  confronti  di
imprese aventi sede  legale  in  Italia  e,  qualora  siano
controllate, ai sensi dell’art. 7 della  legge  10  ottobre
1990, n. 287, da imprese aventi sede all’estero, nei limiti
dei medesimi  principi  di  reciprocita’  previsti  per  il
rilascio del titolo autorizzatorio  di  cui  all’art.  131,
comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
4. Le imprese che alla data di entrata in vigore  della
presente  legge  siano  gia’   in   possesso   del   titolo
autorizzatorio di cui all’art. 131, comma 1, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, entro  dodici  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore del decreto di cui  al  comma  2  possono
richiedere  la  conversione   dello   stesso   in   licenza
nazionale, previa dimostrazione dell’avvio delle  attivita’
finalizzate all’ottenimento del certificato di sicurezza.
5. Le imprese gia’ in possesso di titolo autorizzatorio
e che abbiano gia’ iniziato la loro attivita’ continuano ad
avere accesso all’infrastruttura nazionale, ferma  restando
la necessita’ di richiedere entro  il  termine  di  cui  al
comma 4 la conversione dello stesso in licenza nazionale.»
«Art. 59 (Limitazioni ai servizi ferroviari  passeggeri
in ambito nazionale). – 1. Dal 1° gennaio 2010, le  imprese
ferroviarie   che   forniscono   servizi    di    trasporto
internazionale di passeggeri hanno il diritto di far salire
e scendere passeggeri tra stazioni nazionali situate  lungo
il percorso del servizio internazionale, senza il  possesso
della licenza nazionale di cui all’art.  58,  a  condizione
che la finalita’ principale del servizio sia  il  trasporto
di passeggeri tra stazioni situate in Stati membri diversi.
Il rispetto di  tale  condizione  e’  valutato  in  base  a
criteri, determinati con  provvedimento  dell’Organismo  di
regolazione di cui all’art. 37 del  decreto  legislativo  8
luglio 2003, n. 188, quali la  percentuale  del  volume  di
affari  e  di  carico,  rappresentata  rispettivamente  dai
passeggeri  sulle   tratte   nazionali   e   sulle   tratte
internazionali,  nonche’   la   percorrenza   coperta   dal
2. Lo svolgimento di servizi ferroviari  passeggeri  in
ambito  nazionale,  ivi  compresa  la  parte   di   servizi
internazionali svolta sul territorio italiano, puo’  essere
soggetto a limitazioni nel diritto di far salire e scendere
passeggeri  in  stazioni  situate  lungo  il  percorso  del
servizio,  nei  casi  in  cui  il  loro   esercizio   possa
compromettere l’equilibrio economico  di  un  contratto  di
servizio pubblico in termini di  redditivita’  di  tutti  i
servizi coperti da tale contratto, incluse le ripercussioni
sul costo  netto  per  le  competenti  autorita’  pubbliche
titolari   del   contratto,   domanda    dei    passeggeri,
determinazione  dei  prezzi  dei   biglietti   e   relative
modalita’ di emissione, ubicazione e numero delle  fermate,
orario e frequenza del nuovo servizio proposto.
3. L’Organismo di regolazione di cui al comma 1,  entro
due  mesi  dal  ricevimento  di   tutte   le   informazioni
necessarie, stabilisce se un servizio ferroviario  rispetta
le condizioni ed i requisiti di cui ai commi 1 e  2  e,  se
del caso, dispone le eventuali limitazioni al servizio,  in
base  ad  un’analisi  economica  oggettiva  e   a   criteri
prestabiliti, previa richiesta:
a)  del  Ministero   delle   infrastrutture   e   dei
c) della o delle regioni titolari del con  tratto  di
d)  della  impresa  ferroviaria  che   fornisce   il
4. L’Organismo di regolazione motiva la sua decisione e
ne  informa  tutte  le  parti  interessate,  precisando  il
termine entro il quale le medesime  possono  richiedere  il
riesame della decisione e le relative condizioni cui questo
e’ assoggettato.»
«Art. 60 (Modifiche al decreto legislativo 19  novembre
1997, n. 422). – 1.  Al  decreto  legislativo  19  novembre
1997, n. 422, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’art. 18:
“1-bis.   I   servizi   di   trasporto   pubblico
ferroviario, qualora debbano essere svolti anche sulla rete
infrastrutturale nazionale, sono affidati dalle regioni  ai
soggetti in  possesso  del  titolo  autorizzatorio  di  cui
all’art. 3, comma 1, lettera r), del decreto legislativo  8
luglio 2003, n. 188, ovvero della apposita  licenza  valida
in ambito nazionale rilasciata con  le  procedure  previste
dal medesimo decreto legislativo n. 188 del 2003”;
2) al comma 2, lettera a), dopo il secondo  periodo
e’ inserito il seguente: “Tale esclusione  non  si  applica
alle imprese ferroviarie affidatarie  di  servizi  pubblici
relativamente all’espletamento delle prime gare  aventi  ad
oggetto servizi gia’ forniti dalle stesse”;
3) al comma 2, e’ aggiunta, in  fine,  la  seguente
“g-bis)  relativamente  ai   servizi   di   trasporto
pubblico ferroviario, la definizione di meccanismi certi  e
trasparenti  di  aggiornamento  annuale  delle  tariffe  in
coerenza con l’incremento dei costi dei servizi, che  tenga
conto del necessario  miglioramento  dell’efficienza  nella
prestazione  dei  servizi,  del  rapporto  tra  ricavi   da
traffico e costi operativi, di cui all’articolo  19,  comma
5,  del  tasso  di  inflazione  programmato,  nonche’   del
recupero di produttivita’ e  della  qualita’  del  servizio
reso”;
b) all’art. 19, comma 3, lettera d),  sono  aggiunte,
in fine, le seguenti parole: “ed i criteri di aggiornamento
annuale di cui all’art. 18, comma 2, lettera g-bis)”.»
«Art. 62 (Modifiche al  decreto  legislativo  8  luglio
2003, n. 188). – 1. Al decreto legislativo 8  luglio  2003,
n. 188, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’art. 3, comma 1, lettera r), sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: “ai sensi dell’art. 7 della legge
10 ottobre 1990, n. 287”;
b) all’art. 6, comma 2, la lettera a) e’  abrogata  e
“limitatamente ai servizi a committenza pubblica”;
c) all’art.  9,  dopo  il  comma  7  e’  inserito  il
“7-bis. Nei casi di cui al comma  7,  il  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti verifica  altresi’  la
permanenza delle condizioni  per  il  rilascio  del  titolo
dicembre 2000, n. 388,  con  particolare  riferimento  alla
condizione di reciprocita’ qualora  si  tratti  di  imprese
aventi  sede  all’estero  o  loro  controllate   ai   sensi
dell’art. 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287”;
d) all’art. 12,  dopo  il  comma  1  e’  inserito  il
“1-bis. Il gestore dell’infrastruttura  ferroviaria
mette a disposizione delle imprese ferroviarie, nei termini
e  con  le  modalita’  previste   dal   presente   decreto,
l’infrastruttura ferroviaria e  presta  i  servizi  di  cui
all’art.   20,   nel   rispetto   dei   principi   di   non
discriminazione e  di  equita’,  allo  scopo  di  garantire
un’efficiente gestione della rete, nonche’ di conseguire la
massima utilizzazione della relativa capacita’”;
e) all’art. 17:
1) al  comma  3,  primo  periodo,  le  parole:  “di
circolazione” sono sostituite dalle seguenti: “dei  servizi
di gestione d’infrastruttura forniti”;
2) al comma 10, le parole: “e comunque non oltre il
31 dicembre 2008” sono soppresse;
3) dopo il comma 11, e’ aggiunto il seguente:
“11-bis. Relativamente alla corrente di  trazione
di cui alla lettera e) del comma 5, il relativo  prezzo  di
fornitura e’ determinato secondo i seguenti principi:
a)     applicazione     delle      condizioni      di
approvvigionamento a minor  costo  ai  servizi  oggetto  di
contratti di servizio pubblico, al fine di  minimizzare  il
costo del servizio universale;
c) calcolo del costo dell’energia per fasce orarie;
d) applicazione di  meccanismi  di  adeguamento  alle
condizioni  del  mercato  dell’energia   elettrica,   anche
tramite conguagli alle imprese ferroviarie, sulla base  dei
costi di approvvigionamento  effettivamente  sostenuti  dal
gestore  dell’infrastruttura  e  comunicati  alle   imprese
ferroviarie”;
f) all’art. 20:
1) al  comma  2,  le  lettere  g),  h)  e  i)  sono
2) al comma 5, dopo la lettera c) sono aggiunte  le
“c-bis) servizi di manovra;
c-ter) controllo della circolazione di treni  che
effettuano   trasporti   di   merci   pericolose,    previa
sottoscrizione  di  contratti  specifici  con  il   gestore
c-quater) assistenza alla circolazione  di  treni
speciali, previa sottoscrizione di contratti specifici  con
il gestore dell’infrastruttura”;
3) dopo il comma 5, e’ inserito il seguente:
“5-bis. Il gestore dell’infrastruttura, ove  decida  di
fornire alcuni dei servizi di cui al comma 5 ma non intenda
prestarli direttamente, provvede ad affidarne la gestione a
sue societa’ controllate ovvero, con procedure  trasparenti
nel rispetto della normativa  nazionale  e  comunitaria,  a
soggetti terzi, nel  rispetto  delle  esigenze  di  accesso
equo, trasparente e  non  discriminatorio  da  parte  delle
imprese ferroviarie”;
4) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
“8. I  raccordi  ferroviari  di  accesso  e,  ove
disponibile,  la  prestazione  di  servizi   connessi   con
attivita’ ferroviarie nei  terminali,  nei  porti  e  negli
interporti che servono o  potrebbero  servire  piu’  di  un
cliente finale, sono forniti a tutte le imprese ferroviarie
in maniera equa, non discriminatoria  e  trasparente  e  le
richieste da parte delle imprese ferroviarie possono essere
soggette a restrizioni  soltanto  se  esistono  alternative
valide a condizioni di mercato”;
g) all’art. 23:
1) al comma 1, secondo  periodo,  dopo  le  parole:
“delle tracce orarie richieste” sono inserite le  seguenti:
“e degli eventuali servizi connessi”;
2) al comma 5, al terzo periodo, le  parole:  “,  e
comunque non superiore a dieci anni,” sono soppresse ed  e’
aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  “Un   periodo
superiore  ai  dieci  anni  e’  possibile  solo   in   casi
particolari, in presenza di cospicui investimenti  a  lungo
termine e soprattutto se questi costituiscono l’oggetto  di
impegni contrattuali”;
3) al comma 7, secondo  periodo,  dopo  le  parole:
“sotto forma di tracce orarie” sono inserite  le  seguenti:
“e dei servizi connessi”;
h) all’art. 24, comma 1, le parole: “sotto forma di
tracce orarie” sono soppresse e sono aggiunte, in fine,  le
seguenti parole:  “sotto  forma  di  tracce  orarie  e  dei
connessi servizi di cui all’art. 20, comma 2, lettere b)  e
c)”;
i) all’ art. 25, dopo il comma  4  e’  aggiunto  il
“4-bis. Le imprese ferroviarie e le  associazioni
internazionali    di    imprese     ferroviarie     devono,
preliminarmente alla sottoscrizione del  contratto  per  la
concessione dei diritti di utilizzo, essere in possesso del
certificato di sicurezza”.»
L’art. 2, comma 1, lettera  a),  del  decreto-legge  25
settembre 2009, n.135, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
25 settembre 2009, n. 223, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 20 novembre  2009,  n.  166,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 11 ottobre 2007, n. 237, cosi’ recita:
«Art.  2.   Modifiche   all’art.   37   del   decreto
legislativo 8 luglio 2003, n. 188, recante attuazione della
direttiva 2001/12/CE, della direttiva  2001/13/CE  e  della
direttiva 2001/14/CE in materia ferroviaria – Procedura  di
infrazione 2008/2097 –  Disposizioni  relative  all’Agenzia
nazionale per  la  sicurezza  delle  ferrovie  –  direttiva
2004/49/CE.
1. All’art. 37 del decreto legislativo 8  luglio  2003,
a) al comma 1, e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo:  “E’  inoltre   funzionalmente   indipendente   da
qualsiasi autorita’ competente preposta  all’aggiudicazione
di un contratto di servizio pubblico.”; »
Il testo dell’art. 3 del citato decreto  legislativo  8
luglio 2003, n. 188 come modificato dal  presente  decreto,
«Art. 3.Definizioni.
a)   “assegnazione   di   capacita’”,   il   processo
attraverso  il  quale  vengono  esaminate  le  richieste  e
definita l’assegnazione della capacita’ di una  determinata
b) “richiedente”, un’impresa ferroviaria titolare  di
licenza  e/o  un’associazione  internazionale  di   imprese
ferroviarie, ciascuna in possesso di licenza,  nonche’  una
persona fisica o giuridica con  un  interesse  di  pubblico
servizio  o   commerciale   ad   acquisire   capacita’   di
infrastruttura ai fini dell’effettuazione di un servizio di
trasporto  ferroviario,  che  stipula   apposito   “accordo
quadro”  con  il  gestore  dell’infrastruttura  e  che  non
esercita attivita’  di  intermediazione  commerciale  sulla
capacita’ acquisita con  lo  stesso  accordo  quadro;  sono
altresi’ richiedenti le  regioni  e  le  province  autonome
limitatamente ai servizi di propria competenza;
c) “infrastruttura saturata”, una sezione della  rete
infrastrutturale   ferroviaria   dove,   anche   dopo    il
coordinamento delle diverse richieste  di  assegnazione  di
capacita’,  non  e’  possibile  soddisfare  pienamente   la
domanda, anche se solo in determinati periodi temporali  di
d) “piano  di  potenziamento  della  capacita’”,  una
misura  o  una  serie  di  misure  con  un  calendario   di
attuazione volte a rimediare alle limitazioni di  capacita’
che portano a dichiarare  una  sezione  dell’infrastruttura
“infrastruttura saturata”;
e) “coordinamento”, la procedura in base  alla  quale
il gestore dell’infrastruttura e i richiedenti  cercano  di
risolvere situazioni in cui esistono richieste di capacita’
di infrastruttura confliggenti;
f) “accordo quadro”, un accordo di carattere generale
giuridicamente vincolante di diritto  pubblico  o  privato,
che definisce i diritti e gli obblighi di un richiedente  e
del gestore dell’infrastruttura in relazione alla capacita’
di infrastruttura da assegnare e ai diritti  da  riscuotere
per un periodo superiore  alla  vigenza  di  un  orario  di
g) “impresa ferroviaria”, qualsiasi impresa  pubblica
o  privata  titolare  di  una  licenza,  la  cui  attivita’
principale consiste nella prestazione  di  servizi  per  il
trasporto di merci  e/o  di  persone  per  ferrovia  e  che
anche le imprese che forniscono solo la trazione;
h) “gestore dell’infrastruttura”, soggetto incaricato
in  particolare  della  realizzazione,  della  manutenzione
dell’infrastruttura  ferroviaria  e   della   gestione   in
sicurezza della circolazione  ferroviaria.  I  compiti  del
gestore dell’infrastruttura, anche per  parte  della  rete,
possono essere assegnati a diversi soggetti con  i  vincoli
definiti nelle norme comunitarie  vigenti  e  nel  presente
i)  “rete”,   l’intera   infrastruttura   ferroviaria
gestita da un gestore dell’infrastruttura;
l) “rete ferroviaria transeuropea  per  il  trasporto
delle merci”, l’infrastruttura per il servizio di trasporto
internazionale di merci come  individuata  nell’allegato  I
della direttiva 2001/12/CE;
m) “prospetto informativo della rete”,  un  documento
in cui sono precisati in dettaglio le regole  generali,  le
scadenze, le procedure e i criteri relativi ai  sistemi  di
definizione e di riscossione dei corrispettivi  dovuti  per
l’utilizzo  dell’infrastruttura  e  dei  servizi,   nonche’
quelli relativi  all’assegnazione  della  capacita’  e  che
contiene  anche  ogni  altra  informazione  necessaria  per
presentare richieste di capacita’ di infrastruttura;
n)  “infrastruttura  ferroviaria”,   l’infrastruttura
definita nell’allegato 1, parte A, del regolamento (CEE) n.
2598/70  del  18  dicembre  1970  della  Commissione,   che
individua il contenuto  delle  voci  degli  schemi  per  la
contabilita’  dell’allegato  I  del  regolamento  (CEE)  n.
1108/70 del 4  giugno  1970  del  Consiglio,  ad  eccezione
dell’ultimo alinea che, ai soli fini del presente  decreto,
si limita alla formulazione di “Edifici adibiti al servizio
delle infrastrutture”;
o) (soppressa)
p) “licenza”,  autorizzazione,  valida  su  tutto  il
territorio comunitario, rilasciata dalle apposite autorita’
degli Stati membri a un’impresa che ha sede nel  territorio
comunitario, con cui  viene  riconosciuta  la  qualita’  di
“impresa ferroviaria” e viene legittimato l’espletamento di
servizi internazionali di trasporto di merci o  di  persone
per  ferrovia;  la  licenza  puo’  essere   limitata   alla
prestazione di determinati tipi di servizi;
q) “autorita’ preposta al  rilascio  delle  licenze”,
l’organismo incaricato dallo Stato membro di rilasciare  le
licenze  in   campo   ferroviario.   Il   Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti,  e’  l’organismo  nazionale
incaricato  del  rilascio  delle   licenze   alle   imprese
ferroviarie che hanno sede nel territorio italiano;
r) “titolo autorizzatorio”, il titolo di cui all’art.
131, comma  1,  della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,
rilasciato  dal  Ministro  delle   infrastrutture   e   dei
trasporti  su  richiesta  delle  imprese   ferroviarie   in
possesso di licenza,  che  consente  l’espletamento,  sulla
rete infrastrutturale nazionale, di tutte le  tipologie  di
servizi di trasporto in ambito nazionale ed internazionale,
a condizioni di reciprocita’ qualora si tratti  di  imprese
ferroviarie aventi sede all’estero o  loro  controllate  ai
sensi dell’art. 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;
s)   servizio   di   trasporto   internazionale    di
passeggeri: il servizio  di  trasporto  di  passeggeri  nel
quale il treno attraversa almeno una frontiera di uno Stato
membro  e  la  cui  finalita’  principale  e’   trasportare
passeggeri tra stazioni situate in Stati membri diversi; il
treno puo’ essere unito a un altro convoglio e/0  scomposto
e le varie sezioni che lo compongono possono avere  origini
e  destinazioni  diverse,   purche’   tutte   le   carrozze
attraversino almeno una frontiera.
t) “orario di servizio”, i dati che definiscono tutti
i movimenti programmati dei treni e del materiale  rotabile
sull’infrastruttura in questione durante il suo periodo  di
v) “capacita’”, la  somma  delle  tracce  orarie  che
costituiscono la potenzialita’ di utilizzo  di  determinati
segmenti di infrastruttura ferroviaria;
z)  “servizi  regionali”,  i  servizi  di   trasporto
destinati a soddisfare le esigenze in materia di  trasporto
di una o piu’ regioni.»
Il testo dell’art. 6 del citato decreto legislativo 8
luglio 2003, n.188, come modificato dal  presente  decreto,
«Art. 6. Utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria.
1.   L’accesso   e    l’utilizzo    dell’infrastruttura
ferroviaria e’ consentito a condizione che ciascuna impresa
ferroviaria dimostri:
a) il possesso  della  licenza  di  cui  all’art.  3,
lettera p), fermo restando  che  in  caso  di  associazione
tutte  le  imprese  ferroviarie  associate  debbono  essere
titolari di licenza corrispondente al servizio da prestare.
b)  la  disponibilita’  in  qualsiasi   momento   del
certificato   di   sicurezza   rilasciato,   dal    gestore
dell’infrastruttura  ferroviaria   di   cui   si   richiede
l’utilizzo, ai sensi dell’art. 10;
c) le imprese ferroviarie  che  prestano  servizi  di
trasporto  ferroviario  concludono,  in  base  al   diritto
pubblico o privato, gli accordi  necessari  con  i  gestori
dell’infrastruttura   ferroviaria   utilizzata    e    sono
pubblicate  sul  prospetto  informativo  della   rete.   Le
condizioni  alla   base   di   detti   accordi   sono   non
discriminatorie e trasparenti.
2. Le  imprese  ferroviarie  che  intendono  effettuare
tutte o alcune delle tipologie di servizi di  trasporto  di
seguito indicate, devono possedere, in  aggiunta  a  quanto
previsto al  comma  1,  il  titolo  autorizzatorio  di  cui
all’articolo 3, comma 1, lettera r):
b) nazionale  passeggeri  limitatamente  ai  servizi  a
committenza pubblica;
2-bis. I  servizi  internazionali  passeggeri,  per  la
parte svolta sul territorio nazionale, sono  espletati  nel
rispetto delle disposizioni di cu all’art. 59  della  legge
23 luglio 2009, n. 99;
3. In sede di stipulazione degli  accordi  previsti  al
comma  1,  lettera  c),  il   gestore   dell’infrastruttura
ferroviaria  accerta  che  l’impresa  ferroviaria  sia   in
possesso di una licenza rilasciata dallo Stato  italiano  o
da altro Stato membro dell’Unione europea.»
Il testo dell’art. 16 del citato decreto legislativo  8
luglio 2003, n. 188, come modificato dal presente  decreto,
«Art.   16.   Diritto   di   accesso    e    transito
sull’infrastruttura ferroviaria.
1. Le imprese ferroviarie con sede nel territorio dell’
Unione europea hanno  diritto  di  accesso  e  di  transito
sull’infrastruttura  ferroviaria  per   l’espletamento   di
servizi di trasporto internazionali con  gli  Stati  membri
3. Le  imprese  ferroviarie  con  sede  nel  territorio
dell’Unione europea, hanno il diritto di accesso all’intera
rete ferroviaria nazionale per l’espletamento di servizi di
4. (Abrogato).»
Il testo dell’art. 23 del citato decreto legislativo  8
luglio 2003, n 188, come modificato dal  presente  decreto,
«Art. 23. Accordi quadro.
1. Nel rispetto degli articoli 81, 82 e 86 del Trattato
istitutivo dell’Unione europea,  l’accordo  quadro  di  cui
all’articolo 22,  comma  5,  specifica  le  caratteristiche
della capacita’ di infrastruttura richiesta dal richiedente
e a questo offerta per un periodo di norma  superiore  alla
vigenza di un orario di servizio ed  a  partire  dal  primo
orario di servizio utile, compatibilmente con le  procedure
individuate per l’assegnazione di  capacita’  nell’articolo
27 e nel prospetto informativo della rete. L’accordo quadro
non specifica il dettaglio delle tracce orarie richieste  e
degli eventuali servizi connessi, ma mira a rispondere alle
legittime esigenze commerciali del richiedente.
2. Gli accordi quadro non devono ostacolare  l’utilizzo
dell’infrastruttura  in  questione  da   parte   di   altri
richiedenti o servizi.  A  tale  fine,  con  riferimento  a
ciascuna tratta o linea ferroviaria, la  quota  massima  di
capacita’ acquisibile da un singolo richiedente  per  mezzo
di un accordo quadro avente vigenza superiore ad  un  anno,
non puo’ essere superiore al limite che sara’  fissato  con
il decreto ministeriale di cui all’art. 17, comma 11.
3. Sono ammesse modifiche  o  limitazioni  dell’accordo
quadro  purche’  finalizzate  a  consentire   un   migliore
utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria.
4. L’accordo quadro puo’ prevedere sanzioni per il caso
di modifica o di cessazione dello stesso.
5. Gli accordi quadro sono conclusi di  regola  per  un
periodo di cinque  anni  e  sono  rinnovabili  per  periodi
uguali alla durata iniziale. In casi specifici  e’  ammessa
una durata maggiore  o  minore.  Un  periodo  superiore  ai
cinque  anni  e’  motivato  dall’esistenza   di   contratti
commerciali specifici, connessi ad investimenti o rischi di
particolare      rilievo,       strettamente       connessi
all’utilizzazione della capacita’ acquisita  con  l’accordo
5-bis. Per i servizi che  utilizzano  un’infrastruttura
specializzata,  di  cui  all’articolo  32,   che   richiede
investimenti  cospicui  e  a  lungo  termine,   debitamente
motivati dal richiedente, gli accordi quadro possono  avere
durata di 15 anni. Un  periodo  superiore  ai  15  anni  e’
possibile  solo  in  casi  eccezionali,   segnatamente   in
presenza  di  cospicui  investimenti   a   lungo   termine,
soprattutto se questi costituiscono  l’oggetto  di  impegni
contrattuali  che  prevedano  un  piano   di   ammortamento
pluriennale. In  tal  caso,  le  esigenze  del  richiedente
possono     rendere     necessaria     una      definizione
particolareggiata  delle  caratteristiche   di   capacita’,
inclusi  frequenza,  volume  e   qualita’   dei   tracciati
ferroviari, che vanno fornite al richiedente per la  durata
dell’accordo quadro. Il  gestore  dell’infrastruttura  puo’
ridurre la capacita’  riservata  che,  per  un  periodo  di
almeno un mese, sia stata  utilizzata  al  di  sotto  della
soglia stabilita nell’art. 35.
6. Nel rispetto  della  riservatezza  commerciale,  gli
aspetti generali di ogni accordo quadro sono  comunicati  a
7. Se il  richiedente  di  un  accordo  quadro  non  e’
un’impresa ferroviaria o un’associazione internazionale  di
imprese ferroviarie, esso dovra’ indicare in tempo utile al
gestore dell’infrastruttura le  imprese  ferroviarie  o  le
associazioni  internazionali  di  imprese  ferroviarie  che
effettueranno per suo conto, almeno per il  primo  anno  di
vigenza  dell’accordo  medesimo,  i  servizi  di  trasporto
relativi alla capacita’ acquisita con tale accordo  quadro.
A  tali  fini  dette  imprese  ferroviarie  o  associazioni
internazionali d’imprese ferroviarie  procedono,  ai  sensi
dell’art. 24, alla richiesta di assegnazione  di  capacita’
specifiche, sotto forma di  tracce  orarie  e  dei  servizi
connessi, e successivamente alla stipula del contratto  con
il  gestore  dell’infrastruttura,  secondo   le   procedure
previste negli articoli 22 e 25 e nel prospetto informativo
8. Il gestore dell’infrastruttura puo’ stabilire per  i
richiedenti condizioni volte a tutelare  le  sue  legittime
aspettative  circa   le   future   entrate   e   l’utilizzo
dell’infrastruttura. Tali condizioni devono essere congrue,
trasparenti e non discriminatorie.  Esse  sono  pubblicate,
nell’ambito dei principi di assegnazione  della  capacita’,
nel prospetto informativo della rete e ne e’  informata  la
9. Le condizioni di cui al comma precedente  riguardano
esclusivamente la prestazione di una garanzia  finanziaria,
di livello congruo e proporzionale al livello di  attivita’
previsto dal richiedente, e l’assicurazione  dell’idoneita’
a presentare offerte  conformi  in  vista  dell’ottenimento
della capacita’ di infrastruttura. Le regioni e le province
autonome, fermo restando l’impegno ad  utilizzare  comunque
la capacita’ richiesta, sono esentate dalla prestazione  di
garanzia finanziaria.»
Il testo dell’art. 24 del citato decreto legislativo  8
«Art. 24. Richieste di tracce orarie.
1.   Le   richieste   di   capacita’   specifiche    di
infrastruttura  possono  essere  presentate  dalle  imprese
ferroviarie e dalle associazioni internazionali di  imprese
ferroviarie sotto forma di tracce  orarie  e  dei  connessi
servizi di cui all’articolo 20, comma 2, lettere b) e c).
1-bis.  Qualora   un   richiedente   intenda   chiedere
capacita’ di infrastruttura al fine di svolgere un servizio
di  trasporto   internazionale   di   passeggeri   di   cui
all’articolo  3  della  direttiva  91/440/CEE,  informa   i
gestori   dell’infrastruttura   e    gli    organismi    di
regolamentazione interessati. Per consentire di valutare lo
scopo del servizio internazionale nel trasporto  passeggeri
tra  stazioni  situate  nel  territorio  nazionale   e   il
potenziale impatto  economico  sui  contratti  di  servizio
pubblico  esistenti,  l’organismo  di  regolazione  di  cui
all’art. 37  si  assicura  che  sia  informata  l’autorita’
competente che  ha  attribuito  un  servizio  di  trasporto
ferroviario di  passeggeri  definito  in  un  contratto  di
servizio pubblico,  eventuali  altre  autorita’  competenti
interessate che hanno facolta’  di  limitare  l’accesso  ai
sensi  dell’art.  10,  paragrafo  3-ter,  della   direttiva
91/440/CEE  e  le  imprese  ferroviarie  che  adempiono  al
contratto di servizio pubblico sul  percorso  nazionale  di
detto servizio di trasporto internazionale di passeggeri.
2. Il  gestore  dell’infrastruttura  stabilisce  per  i
3.  Le  condizioni  di  cui  al  comma   2   riguardano
della capacita’ di infrastruttura.»
Il testo dell’art. 35 del citato decreto legislativo  8
«Art. 35. Utilizzo delle tracce orarie.
1.   Il   gestore   dell’infrastruttura   impone,    in
particolare in caso di infrastruttura saturata, la rinuncia
alle tracce orarie, riferite ad una linea ferroviaria  che,
per un periodo di almeno un mese, sia stata  utilizzata  al
di  sotto  della  soglia  minima  fissata   nel   prospetto
informativo  della  rete,  a  meno   che   la   causa   sia
riconducibile a fattori  di  carattere  non  economico  che
sfuggano al controllo degli operatori.
2. Nel prospetto informativo  della  rete,  il  gestore
dell’infrastruttura specifica le condizioni  in  base  alle
quali si terra’ conto dei precedenti  livelli  di  utilizzo
delle tracce orarie nella  determinazione  delle  priorita’
nella procedura di assegnazione di capacita’.»
DECRETO LEGISLATIVO 25 gennaio 2010, n. 15 – Attuazione della direttiva 2007/58/CE, che modifica le direttive 91/440/CEE, relativa allo sviluppo delle Ferrovie Comunitarie, e 2001/14/CE relativa alla ripartizione della capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria. (10G0029) (GU n. 39 del 17-2-2010 redazione redazione 2015-05-19T04:06:18+00:00