Source: http://oldwwww.accademiadibrera.milano.it/ritait_regolamento_didattico.asp
Timestamp: 2017-12-15 10:10:20+00:00
Document Index: 119952666

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 2', 'art. 12', 'art.4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 14']

Accademia di Belle Arti di Brera. STORIA
(Nota Bene : L’Ordinamento didattico e il Regolamento didattico sono in attesa di approvazione da parte del MIUR. Potrebbero pertanto subire piccole varianti)
Art. 4. Ordinamenti didattici dei corsi di studio
Art. 5. Regolamenti didattici dei corsi di studio
Art. 6. Strutture didattiche
Art. 7. I Dipartimenti
Art. 7/1. Le Scuole
Art.8/1 Ammissione
Art. 8/2 Conseguimento del diploma
Art. 8/3 Istituzione e attivazione dei corsi
Art. 8/4 Valutazione
Art. 8/5 Organi del corso
Art. 10/1 Ammissione
Art.12/1. Attivazione
Art.1/1. Corsi serali e propedeutici
Art.14/2. Corsi di formazione, stages e seminari
Art.14/3. Attività di tirocinio post-diploma
Art.14/5. Attività culturali e integrative
Art.24/3. Cessazione della qualifica di studente
Art.30 Modifiche ed integrazioni
1. Il presente Regolamento Didattico -di seguito denominato “Regolamento”- previsto dall’art. 10 del DPR 212/2005 che disciplina la definizione degli ordinamenti didattici delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica a norma dell’art. 2 delle Legge n. 508/1999, e contemplato dall’art. 12 dello Statuto di autonomia dell’Accademia di Belle Arti di Brera- di seguito denominata “Accademia”
a. disciplina l’ordinamento dei corsi di studio svolti nell’Accademia per il conseguimento dei titoli accademici aventi valore legale di cui art.4 della Legge 508/1999;
b. definisce l’ordinamento degli studi dei corsi di Diploma svolti dall’Accademia di cui all’art. 3 del DPR 212/2005;
c. detta i principi generali e fornisce le direttive dei corsi di studio svolti dall’Accademia in attuazione dell’art. 3 del DPR 212/2005;
d. disciplina la carriera accademica degli studenti.
Art. 2 Titoli e corsi di studio
a. Corsi di Diploma accademico di I livello (CDAPL)
b. Corsi di Diploma accademico di II livello (CDASL)
c. Corsi di Specializzazione (CSA)
d. Corsi accademici di Perfezionamento o Masters di I e II livello
e. Corsi accademici di Formazione alla Ricerca (Dottorato);
f. Corsi abilitanti (COBASLID).
1. Diploma accademico di I livello;
2. Diploma accademico di II livello;
3. Diploma accademico di Specializzazione;
4. Diploma accademico di Perfezionamento o Master;
5. Diploma accademico di Formazione alla Ricerca (Dottorato);
6. Diploma abilitante.
a. ai corsi per studenti lavoratori serali (ad esempio, la Scuola degli Artefici) e con finalità propedeutiche finalizzate all’accesso dei corsi di studio ordinari;
b. ai corsi di aggiornamento del personale tecnico-amministrativo per i docenti delle Scuole secondarie e primarie nelle discipline del settore artistico-visivo;
c. stages, seminari, workshops anche in collaborazione e scambio con altre istituzioni accademiche, artistico-culturali e universitarie in ambito nazionale ed internazionale.
4. Le iniziative didattiche sono deliberate dal Consiglio Accademico su proposta delle strutture didattiche di riferimento ed emanate dal Direttore con approvazione del Consiglio di Amministrazione secondo quanto previsto dalle norme vigenti.
Art. 3 Crediti Formativi Accademici (CFA)
3. I CFA corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con la frequenza prevista alle attività didattiche e laboratoriali e con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto secondo le modalità sancite dall’art. 10, comma 4, lett. d., del DPR 212/2005.
4. Ai CFA corrispondono venticinque ore di lavoro per studente, in relazione al forte impatto dell’attività laboratoriale nei corsi di studio dell’Accademia, con specifico Decreto direttoriale possono essere determinate variazioni in aumento non superiore al venti per cento di tale quantità.
7. I DM, determinando la frazione di impegno orario complessivo che deve essere riservata allo studio personale, alle attività di laboratorio o ad altre attività formative di tipo individuale, assegnano di norma, rispetto all’impegno di ciascun credito, alle lezioni teoriche il 30%, alle attività teorico-laboratoriali il 50%, alle attività di laboratorio il 100%.
8. In prima applicazione del presente Regolamento con DM, sentito il CNAM, sono individuate le corrispondenze tra i crediti acquisiti nel previgente ordinamento e i CFA previsti nei nuovi corsi.
a. la denominazione del corso di studio;
b. la Scuola e il Dipartimento di appartenenza;
c. gli obiettivi formativi specifici del Corso di studio;
d. il quadro generale delle attività formative da inserire nei curricula;
e. le regole di presentazione dei piani di studio individuali;
f. i crediti assegnati a ciascuna attività formativa o a ciascun settore disciplinare relativi alla formazione di base, alle attività caratterizzanti e alle attività affini e integrative di cui al successivo articolo;
g. le caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo di studio;
h. la preparazione iniziale richiesta agli studenti;
i. dove necessario, le modalità di accertamento della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di Diploma di I e II livello anche ai fini della determinazione di eventuali obblighi formativi aggiuntivi nel caso la verifica non risulti positiva.
2. Ai sensi dell’art. 5 del DPR 212/2005, l’offerta formativa dell’Accademia è articolata nei corsi di vario livello afferenti alle Scuole. In sede di prima applicazione i Dipartimenti e le Scuole sono individuate nella tabella A allegata al presente Regolamento. Con successivo regolamento ministeriale, sentito il CNAM, si provvede alle eventuali modifiche e integrazioni della tabella A, anche in relazione alle innovazioni didattiche connesse ai nuovi corsi di studio individuati in sede di programmazione e sviluppo del sistema.
4. Fino all’adozione del regolamento che disciplina i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, i Corsi di II livello, i Corsi di Specializzazione e i Corsi di Formazione alla Ricerca, i Masters di I e II livello, sono attivati esclusivamente in via sperimentale, su proposta delle istituzioni, con DM che verifica gli obiettivi formativi e l’adeguatezza delle risorse umane, finanziarie e strumentali, sentito il CNAM.
2. I corsi di Diploma accademico di I e II livello, i Corsi di Specializzazione, i Corsi di Formazione alla Ricerca (Dottorati), i Masters e i Corsi di Perfezionamento, e comunque ogni iniziativa didattico-formativa, sono disciplinati da un Regolamento Didattico del Corso di studio che specifica gli aspetti organizzativi del Corso medesimo.
3. Il Regolamento Didattico del Corso di studio è proposto con delibera dell’organo collegiale della struttura didattica competente ed è approvato, sentita la Consulta degli Studenti, dal Consiglio Accademico e, per quanto di competenza, dal Consiglio di Amministrazione secondo il comma 2 dell’art. 18, lett. c. dello Statuto di autonomia.
- la tipologia delle verifiche di profitto degli studenti;
- la denominazione e la struttura dei “curricula” offerti agli studenti;
- le regole sugli obblighi della frequenza.
a. i Dipartimenti;
b. le Scuole;
c. i Corsi di studio;
STRUTTURE DIDATTICHE, DI PRODUZIONE E DI RICERCA
a. promuove e coordina l’attività didattica e di ricerca nell’ambito che gli è proprio, elaborandone i relativi piani annuali e pluriennali;
b. concorre allo svolgimento dell’attività didattica e ai piani dell’offerta formativa neri settori artistici e culturali di competenza, secondo le indicazioni del consiglio Accademico e in base alle risorse disponibili;
c. coordina la programmazione didattica e di ricerca interdisciplinare e multidisciplinare dell’area di competenza;
d. propone l’istituzione di Corsi di Specializzazione e di Corsi di Formazione alla Ricerca artistica e di Perfezionamento organizzandone le relative attività e strutture didattiche;
e. esprime parere e avanza proposte al Consiglio Accademico in merito alla richiesta e alla destinazione di posti di Professore di prima e seconda fascia;
f. avanza agli organi di gestione dell’Accademia richieste di spazi, dotazioni materiali e finanziarie, personale AITA per lo sviluppo e l’attuazione dei piani di ricerca;
g. programma tutte le attività di supporto aggiuntive e integrative all’ordinaria attività didattica e di ricerca, presentandone dettagliata relazione culturale, organizzativa e finanziaria al Consiglio Accademico.
5. Il Dipartimento è istituito con decreto del Direttore dell’Accademia su delibera del Consiglio Accademico e parere conforme del Consiglio di Amministrazione.
a. il Preside di Dipartimento, che rappresenta il Dipartimento. Viene eletto dal Consiglio di Dipartimento fra i Professori di ruolo afferenti al Dipartimento medesimo ed è nominato con decreto del Direttore dell’Accademia. Dura in carica tre anni e può essere rieletto una sola volta consecutivamente. Il Preside di Dipartimento può designare, fra i componenti del Consiglio, un vice-preside che lo coadiuva e lo sostituisce nel caso di assenza o impedimento;
b. il Consiglio di Dipartimento, che è l’organo d’indirizzo e di governo in materia di programmazione e coordinamento dell’attività didattica di ricerca, è formato da tutti i Professori di prima e seconda fascia afferenti al Dipartimento, dai docenti a contratto i quali non costituiscono elettorato attivo e passivo per la carica di Preside, nonché da una rappresentanza di due studenti designata dalla Consulta degli studenti che partecipa con voto deliberante alle materie attinenti l’attività didattica e di funzionamento, ad esclusione delle materie inerenti le risorse di docenza e i soggetti non appartenenti alla comunità accademica.
7. Ogni Dipartimento è dotato di un regolamento interno che disciplina, tra l’altro, i Corsi di Specializzazione e i Corsi di Formazione alla di ricerca afferenti al Dipartimento.
Art. 7/1 Le Scuole
1. Le Scuole hanno la responsabilità didattica e di funzionamento dei corsi di Diploma di I e II livello, nonché dei Master di I e II livello ad esse afferenti. Esse sono rette da un Consiglio di Scuola composto da tutti i docenti di ruolo di prima e seconda fascia afferenti alla Scuola e da due rappresentanti degli studenti iscritti ai corsi di Diploma afferenti alla Scuola, designati dalla Consulta degli Studenti, che partecipano con voto deliberante alle materie attinenti l’attività didattica e di funzionamento, ad esclusione delle materie inerenti il reclutamento e le risorse di docenza.
2. Ogni docente, anche in conformità al settore disciplinare in cui opera, sceglie la Scuola nella quale intende svolgere l’attività didattica e di ricerca. La mancata opzione della Scuola di afferenza da parte del docente, comporta l’assegnazione d’ufficio ad opera del Consiglio Accademico. Ogni tre anni il singolo Professore ha diritto a formulare domanda di afferenza ad un’altra Scuola, in conformità agli obiettivi della Scuola rispetto al programma didattico e di ricerca del docente. L’afferenza ad una Scuola non comporta limiti alle attività di insegnamento del docente presso altre Scuole.
3. I Consigli di Scuola sono presieduti da un Direttore eletto tra i Professori di ruolo di prima e seconda fascia afferenti alla Scuola in oggetto per un periodo di tre anni rinnovabile non più di una volta consecutivamente.
4. I Consigli di Scuola sono tenuti ad assicurare:
-la promozione e il coordinamento dell’attività didattica, di ricerca e di produzione nell’ambito che gli è proprio, elaborandone i relativi piani annuali e pluriennali;
-lo svolgimento dell’attività didattica e dei piani dell’offerta formativa nei settori culturali di competenza, secondo le indicazioni del Consiglio Accademico e in base alle risorse disponibili;
- l’attivazione e la copertura dei moduli didattici dei Corsi di Diploma di I e II livello in essi attivati, nell’ambito del fabbisogno di supplenze e contratti approvato dal Consiglio Accademico e dal Consiglio di Amministrazione;
- la realizzazione dei progetti comuni di attività e di sperimentazioni didattiche elaborati dai Consigli dei Corsi di Diploma di I e di II livello.
Art.8 Corsi di Diploma accademico di I livello (CDAPL)
Art. 8/1 Ammissione
a. una produzione di carattere laboratoriale coordinata nell’ambito di una delle discipline laboratoriali dello specifico corso di diploma della disciplina d’indirizzo dello specifico Corso di Diploma sotto la guida di un docente relatore di progetto;
b. un’elaborazione e conseguente esposizione di un saggio breve di carattere teorico in forma scritta o scrittografica sotto la guida di un relatore.
1. Un Corso di Diploma di I livello viene istituito su proposta del Dipartimento e del Consiglio di Scuola competente. La proposta, comprensiva dell’ordinamento didattico, viene approvata dal Consiglio Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione per quanto di sua competenza.
b. Gli obiettivi formativi specifici;
c. Il profilo professionale alla cui formazione il Corso è finalizzato;
d. Le dimensioni della potenziale domanda studentesca;
f. Le risorse di personale, tecniche, edilizie e finanziarie necessarie e quelle disponibili;
g. L’analisi dei costi diretti e indiretti nonché della attuale copertura finanziaria.
a. la rilevazione in forma anonima dei giudizi degli studenti sui singoli insegnamenti e sulle prestazioni didattiche delle docenze;
b. l’analisi dei risultati conseguiti dagli studenti in termini di crediti annualmente acquisiti;
c. l’esame dei risultati complessivamente acquisiti ogni anno in termini di prove d’esame superate e di titoli rilasciati;
d. la valutazione di apprezzamento da parte delle strutture didattiche dei corsi di I livello.
a. l’analisi dei risultati conseguiti dagli studenti in termini di crediti annualmente acquisiti;
b. l’esame dei risultati complessivamente acquisiti ogni anno in termini di prove d’esame superate e di titoli rilasciati;
c. la valutazione di apprezzamento da parte delle strutture didattiche dei corsi di I livello.
1. L’organizzazione, il coordinamento e il controllo delle attività didattiche, e formative, del Corso di Diploma di I livello sono affidate al Consiglio del Corso di Diploma che ha il compito di:
- elaborare e sottoporre ai Consigli di Scuola e di Dipartimento l’ordinamento didattico del Corso comprensivo dei curricula e dell’attribuzione dei crediti alle diverse attività;
- proporre calendari delle attività didattiche, delle prove di profitto e delle prove finali;
- proporre la definizione e le modifiche dei Regolamenti Didattici di Corso.
2. Il Consiglio di Corso è costituito:
a. dai Professori di prima e seconda fascia che ricoprono un insegnamento del Corso;
b. dai Docenti a contratto che partecipano ai lavori in materia di programmazione e proposta della didattica;
c. da due studenti iscritti al corso designati dalla Consulta degli Studenti.
Il Coordinatore del Corso è eletto tra i Professori di prima e seconda fascia, per un periodo di tre anni, rinnovabile una sola volta consecutivamente. I docenti a contratto sono esclusi dall’elettorato attivo e passivo per la carica di Coordinatore di Corso fatti salvi, per l’elettorato attivo, i docenti con più di cinque anni di insegnamento all’interno dell’Accademia e con almeno quarantacinque ore di impegno annuo.
Art. 9 Corsi di Diploma accademico di II livello (CDASL)
Art. 9/1 Ammissione
Art. 9/2 Conseguimento del Diploma
2. Per essere ammesso alla prova finale lo studente deve aver dimostrato la conoscenza della lingua inglese e di elementi di informatica per un numero di CFA previsti dai singoli ordinamenti di Corso, qualora non siano già stati acquisiti nei corsi di I livello. Lo studente deve altresì aver svolto le attività stagistiche, tirocinali e/o seminariali, anche esterne, previste dallo specifico piano di studi del Corso di Diploma di II livello.
Art. 9/3 Istituzione e attivazione
1. Un Corso di Diploma di II livello viene istituito su proposta del Dipartimento e del Consiglio di Scuola competente. La proposta, comprensiva dell’ordinamento didattico, viene approvata dal Consiglio Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione per quanto di sua competenza.
2. Un Corso di Diploma di II livello istituito su proposta del Consiglio Accademico, acquisito il parere del CNAM, è attivato con delibera del Consiglio di Amministrazione.
3. Un Corso di Diploma di II livello viene proposto sulla base di un progetto ove siano definiti:
b) gli obiettivi formativi specifici;
c) il profilo professionale alla cui formazione il Corso è finalizzato e gli sbocchi professionali;
d) le dimensioni della potenziale domanda studentesca;
e) le competenze di docenza necessarie e quelle disponibili;
f) le risorse di personale, tecniche, edilizie e finanziarie necessarie e quelle disponibili;
g) l’analisi dei costi diretti e indiretti nonché della eventuale copertura finanziaria.
4. Ai sensi del comma 4 dell’art. 5 del DPR 212/05, in prima applicazione i corsi di Diploma di II livello sono attivati in via sperimentale, su proposta del Consiglio Accademico previa approvazione degli organi ministeriali.
Art. 9/4 Valutazione
c. l’esame dei risultati complessivamente acquisiti ogni anno in termini di prove d’esame superate e di titoli rilasciati.
c. la valutazione di apprezzamento da parte delle strutture didattiche dei corsi di II livello.
Art. 9/5 Organi del Corso
1. L’organizzazione, il coordinamento e il controllo delle attività didattiche e formative del Corso di Diploma di II livello sono affidate al Consiglio del Corso che ha il compito di :
- provvedere al coordinamento, alla programmazione e alla verifica dei risultati delle attività formative;
a. dal Coordinatore del Corso di Diploma di II livello;
b. dai Professori di prima e seconda fascia che ricoprono un insegnamento del Corso;
c. dai Docenti a contratto che partecipano ai lavori in materia di programmazione e proposta della didattica;
d. da due studenti iscritti al Corso designato dalla Consulta degli Studenti.
3. Il Coordinatore del Corso è eletto tra i Professori di prima e seconda fascia, per un periodo di tre anni, rinnovabile una sola volta consecutivamente. I docenti a contratto sono esclusi dall’elettorato attivo e passivo per la carica di Coordinatore di Corso, fatti salvi, per l’elettorato attivo, i Docenti con più di cinque anni di insegnamento all’interno dell’Accademia e con almeno quarantacinque ore di impegno annuo.
Art.10 Corsi di Specializzazione
Art. 10/2a Conseguimento del Diploma di Specializzazione
Art. 10/3 Istituzione e attivazione del Corso di Specializzazione
c. il profilo professionale alla cui formazione il Corso è finalizzato e gli sbocchi professionali;
e. le competenze di docenza necessarie e quelle disponibili;
g. l’analisi dei costi diretti e indiretti nonché dei proventi attesi.
Art. 10/4 Valutazione
a. la rilevazione in forma anonima dei giudizi degli studenti sui singoli insegnamenti e sulle prestazioni didattiche delle docenze:
Art. 10/5 Specializzandi
1. Lo specializzando è tenuto a frequentare le lezioni e a partecipare alle attività pratiche, alle esercitazioni, alle attività laboratoriali e tirocinali, nonché ad ogni altra attività prevista dal piano di studi, approvato dal consiglio dipartimentale competente.
Art. 10/6 Organi del Corso di Specializzazione
2. Il Coordinatore ha la responsabilità del funzionamento del Corso, è eletto dal Consiglio del Corso fra i docenti di prima fascia, o in mancanza, fra quelli di seconda fascia, dura in carica tre anni ed è rinnovabile. Convoca il Consiglio di Corso e lo presiede; presenta annualmente al Consiglio di Corso e al Consiglio Accademico la relazione sul funzionamento del Corso, la sua strutturazione didattica, i risultati conseguiti, le attività svolte e la programmazione futura.
a. programma e coordina le attività d’insegnamento e quelle necessarie per il conseguimento del Diploma finale;
b. designa annualmente i tutori ai quali viene affidato il compito di guidare gli specializzandi nel percorso formativo;
c. provvede, all’inizio di ogni anno, a ripartire attività e compiti dei docenti, d’intesa col Consiglio Accademico;
d. elegge il Coordinatore del Corso;
e. avanza proposte al Consiglio Accademico in merito all’attivazione di insegnamenti previsti nell’ordinamento didattico del corso;
f. propone al Consiglio Accademico l’impiego di attrezzature, dotazioni, mezzi e personale al fine di organizzare nel modo più efficace le attività d’insegnamento e il loro coordinamento con le attività di ricerca del Dipartimento;
g. approva i piani di studio e le attività professionalizzanti degli specializzandi dandone comunicazione al Consiglio Accademico;
h. designa i componenti delle commissioni giudicatrici degli esami annuali e finali dandone comunicazione al Direttore dell’Accademia;
j. riconosce, sulla base di idonea documentazione, le attività svolte dagli specializzandi presso strutture esterne anche straniere.
CORSI DI FORMAZIONE ALLA RICERCA ARTISTICA (DOTTORATI)
Art. 11 Caratteristiche dei corsi
1. I Corsi di Formazione alla Ricerca (CFRA) sono strutture didattiche di programmazione e organizzazione della formazione finalizzata allo svolgimento di attività di ricerca di alta qualificazione negli ambiti delle arti visive, delle arti applicate, della progettazione e delle nuove tecnologie, della conservazione e del restauro di beni culturali e artistici, delle teorie, metodologie, didattica e comunicazione delle arti. Le tematiche e le relative denominazioni devono essere sufficientemente ampie e riferirsi a un settore artistico–disciplinare o a un’aggregazione di più settori.
3. Il CFRA ha di norma durata triennale.
5. I CFRA rilasciano titolo equiparato al Dottorato di ricerca universitario.
Art.11/1 Istituzione dei Corsi
1. Le strutture dipartimentali di competenza, inclusi i centri di ricerca che venissero a costituirsi, propongono annualmente al Consiglio Accademico, con delibera motivata, l’istituzione di Corsi di Formazione alla Ricerca. Ogni proposta deve contenere:
a. il tema della ricerca definito all’interno delle aree scientifico-disciplinari individuate dal MIUR;
b. le finalità e le modalità di svolgimento del corso di formazione, corredato da programmi formativi, attività didattiche e relativi calendari;
c. i requisiti di partecipazione al corso;
d. le strutture utilizzabili;
e. il piano di fattibilità finanziaria;
f. le risorse economiche disponibili;
g. le eventuali altre sedi accademiche o strutture universitarie con cui consorziarsi ed il loro apporto nel contesto didattico, organizzativo e finanziario;
h. eventuali soggetti pubblici o privati con cui stipulare convenzioni per l’attivazione dei corsi;
i. la composizione dei Consigli di Corso di Formazione alla Ricerca in cui siano presenti professori, di prima e seconda fascia, e di tutori, con documentata produzione artistica e scientifica nell’ultimo quinquennio nell’area di riferimento del corso;
k. l’indicazione del Coordinatore del Corso di Formazione individuato tra i docenti di prima fascia.
2. Il Direttore dell’Accademia istituisce con proprio decreto, dopo l’approvazione del Consiglio Accademico, i CFRA, verificando la coerenza del Corso con la programmazione formativa, la disponibilità di risorse umane e finanziarie necessarie alla loro attivazione. Il Direttore comunica l’istituzione dei CFRA al Ministero che ne cura la diffusione.
Art. 11/2 Organi dei Corsi
a. Il Coordinatore del Corso di Formazione, scelto tra i docenti di ruolo di prima fascia, avente il compito di:
-coordinare l’attività didattica dei dottorandi;
-convocare il Consiglio di Corso e presiederlo;
-comunicare al Direttore dell’Accademia, al Dipartimento ed alla Scuola, le deliberazioni assunte dal Consiglio di Corso;
-autorizzare i dottorandi a recarsi presso le sedi accademiche consorziate o presso altre istituzioni o centri di ricerca, anche estere, per lo svolgimento delle attività di ricerca previste sulla base dell’attività programmata;
-redigere la relazione finale sull’andamento del Corso di formazione a conclusione del Corso;
-attestare la partecipazione alle attività previste dal Consiglio del Corso.
b. Il Consiglio di Corso, formato da tutti i docenti che operano nel Corso medesimo, di cui almeno quattro di prima fascia, nonché da eventuali ricercatori afferenti, possiede il compito di:
-definire articolatamente i curricula dei dottorandi tramite l’approvazione del piano di studi e di ricerca, stabilendo tempi e modalità delle verifiche intermedie;
-organizzare i seminari di formazione di base e quelli di approfondimento su tematiche specifiche anche attraverso collaborazioni di docenti o esperti esterni;
-designare i tutor che seguano la ricerca di ciascun dottorando anche esterni al Consiglio;
-relazionare periodicamente sull’avanzamento delle attività di ricerca di ciascun dottorando verificandone l’avanzamento del progetto di ricerca e della tesi in ambito artistico, scientifico e metodologico;
-proporre relazioni e convenzioni con Enti pubblici o privati per iniziative di sostegno ai Corsi di Formazione, ivi compresa l’assegnazione di borse di studio;
-approvare la relazione annuale sulle attività di ricerca svolte dai dottorandi per l’ammissione agli anni successivi.
Art. 11/3 Ammissione
a. il numero complessivo dei candidati da ammettere, non inferiore a tre;
b. il numero e l’ammontare delle borse di studio nella misura consentita dalle risorse interne dell’istituzione o rese disponibili dai soggetti eventualmente consorziati o convenzionati;
c. le modalità di svolgimento delle prove di ammissione.
Art. 11/4 Conseguimento del Diploma
2. I contenuti e i requisiti della prova sono definiti nell’ordinamento didattico del corso deliberato dal Consiglio dipartimentale competente ed approvato dal Consiglio Accademico.
Art. 11/5 Valutazione dei Corsi di Formazione alla Ricerca Artistica
a. sussistenza dei requisiti di idoneità per l’istituzione del CFRA;
b. rispondenza del corso agli obiettivi del tema di ricerca proposto anche in relazione agli sbocchi professionali ed al livello di formazione dei dottorandi;
c. programmi di “didattica strutturata” per la Formazione alla Ricerca con forte integrazione fra il campo delle conoscenze specialistiche e quello delle metodologie della ricerca artistica;
d. aggregazione di competenze, strutture, risorse materiali e umane dell’Accademia attraverso la costituzione di specifici poli artistici che facciano emergere le potenzialità di eccellenza didattica e di ricerca dell’Accademia in relazione al comprensorio in cui opera;
e. proiezione, in ambito internazionale, mediante previsione di percorsi congiunti con Accademie straniere e/o con periodi di studio-ricerca all’estero della durata di un anno o di due semestri;
f. convenzionamento con altre istituzioni accademiche o universitarie, italiane o straniere, o con soggetti, pubblici o privati, in possesso di requisiti di alta qualificazione culturale ed artistica per una co-progettazione e co-gestione dello specifico percorso formativo in modo da assicurare ai dottorandi periodi di formazione nell’ambito di gruppi di ricerca specializzati.
Art. 12 Caratteristiche dei Corsi
Art. 12/1 Attivazione del Master Accademico
1. Un Corso di Master Accademico di I o di II livello viene istituito su proposta del Consiglio di Scuola competente. La proposta, comprensiva dell’ordinamento didattico, viene approvata dal Consiglio Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione per quanto di sua competenza, unitamente alla relazione del Nucleo di Valutazione.
3. Un Corso di Master viene proposto sulla base di un progetto ove siano definiti:
a. la denominazione e gli obiettivi formativi specifici;
b. il profilo professionale alla cui formazione il Master è finalizzato;
c. le dimensioni della domanda studentesca potenziale;
d. le competenze di docenza necessarie e quelle disponibili;
e. le risorse di personale, tecniche, edilizie ed economiche necessarie e quelle
f. il piano di fattibilità del Master.
4. L’attivazione del Master e il relativo decreto direttoriale devono indicare:
a. l’ordinamento didattico del Corso in termini di insegnamenti, attività formative e laboratoriali con relativi CFA;
b. la durata e il periodo di svolgimento del Master;
c. il numero massimo di partecipanti;
d. le modalità di accesso dei partecipanti;
e. l’ammontare delle quote di iscrizione;
f. la sede di svolgimento del Master che può essere anche diversa da quella dell’Accademia;
g. il nome del docente Responsabile e la composizione del Consiglio di Corso.
Art. 12/2 Conseguimento del Diploma di Master Accademico
Art. 12/3 Strutture didattiche di produzione e di ricerca
a. il Direttore del Master che vigila sul corretto funzionamento del corso, assume la responsabilità della sua gestione e presenta al Consiglio Accademico la relazione finale sui risultati conseguiti.
b. Il Consiglio del Master, composto dai docenti interessati i quali, oltre alla funzione didattica, esercitano, nell’ambito del corso, una funzione di coordinamento organizzativo delle attività formative e laboratoriali.
Art. 12/4 Finanziamento
CORSI DI PERFEZIONAMENTO, AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PERMANENTE E RICORRENTE
Art. 13 Corsi di Perfezionamento
Art. 13/1 Progettazione del corso
a. denominazione e obiettivi formativi specifici del corso;
b. il profilo professionale alla cui formazione il corso è finalizzato e le prospettive di sbocco professionale;
c. le dimensioni della potenziale domanda studentesca;
d. le competenze di docenze necessarie e quelle disponibili;
e. le risorse di personale, tecniche, edilizie ed economiche necessarie e quelle disponibili;
f. il piano di fattibilità.
Art. 13/2 Attivazione del corso
a. l’ordinamento didattico del corso in termini di obiettivi formativi, di insegnamenti e di attività didattiche con relativi CFA;
b. durata del corso e numero massimo di partecipanti;
c. modalità di selezione dei partecipanti;
d. ammontare delle quote d’iscrizione;
e. sede e periodo di svolgimento del corso;
f. nominativo del docente responsabile e composizione del Consiglio di Corso;
g. prove per il rilascio dell’attestato.
Art. 13/3 Organi del corso
a. il Responsabile, indicato tra i docenti di ruolo di prima e seconda fascia, nominato con decreto direttoriale, che vigila sul corretto ed efficiente funzionamento del corso, assume la responsabilità di gestione e presenta al Consiglio Accademico la relazione conclusiva sui risultati conseguiti;
b. il Consiglio di Corso, composto dai docenti che svolgono attività didattica sul Perfezionamento, esercitando altresì funzione di coordinamento organizzativo delle attività formative, stagistiche e laboratoriali.
Art. 13/4 Finanziamento
Art. 13/5 Attestato di frequenza
Art. 13/6 Ulteriori strutture didattiche
1. Ai sensi dell’art. 2, comma 7 della Legge 508/99 e dell’art. 12, punto 5. dello Statuto, l’Accademia può attivare, in regime di convenzione con altre Istituzioni dell’AFAM e con Istituzioni universitarie, secondo le forme del consorzio previste dal DM sulla programmazione e sviluppo del sistema dell’AFAM, apposite strutture didattiche per la costituzione di un Politecnico delle Arti.
a. i soggetti istituzionali che partecipano all’attivazione del Politecnico delle Arti;
b. la denominazione dei percorsi formativi che costituiscono il Politecnico;
c. gli obiettivi formativi specifici;
d. i profili professionali alla cui formazione il Politecnico delle Arti è finalizzato ed i relativi sbocchi professionali;
e. le dimensioni della potenziale domanda studentesca;
f. le competenze della docenza necessarie e quelle disponibili;
g. le risorse di personale, tecniche, edilizie e finanziarie necessarie e quelle disponibili;
h. l’analisi dei costi diretti e indiretti nonché dei proventi attesi.
5. Per addivenire alla regolamentazione del Politecnico delle Arti viene costituita una “Commissione di Studio” mista formata da rappresentanti delle istituzioni partecipanti, in numero paritetico, avente l’obiettivo di formulare il progetto culturale, didattico-formativo, normativo e giuridico del Politecnico delle Arti. I rappresentanti dell’Accademia vengono designati dal Consiglio Accademico.
Art. 14 Attività integrative
Art. 14.1 Corsi serali e propedeutici
a. può autorizzare, previa presentazione da parte della Consulta degli Studenti di dettagliati progetti, anche culturali, lo svolgimento di attività di orientamento e/o recupero, compatibilmente con le prioritarie esigenze legate al regolare svolgimento delle attività istituzionali e nel rispetto delle norme di sicurezza. Allo scopo, potranno essere altresì attribuiti contributi e spazi.
Art. 14/2 Corsi di Formazione, stages e seminari
1. L’Accademia ha facoltà di organizzare stages e seminari in regime di collaborazione, e di scambio, con altre istituzioni accademiche e universitarie, con enti ed istituzioni artistico-culturali e di servizio in ambito nazionale ed internazionale.
2. L’Accademia ha altresì la facoltà di organizzare, anche in regime “conto terzi”, attività stagistiche, seminariali e corsi di formazione per una durata non superiore a quaranta ore, su richiesta di enti ed istituzioni negli ambiti di propria pertinenza.
a. Lo svolgimento delle attività di cui ai commi precedenti viene deliberato dal Consiglio Accademico ed attivato con decreto direttoriale che prevede:
- durata del corso o dello stage;
- numero minimo e massimo di partecipanti;
- sede e periodo di svolgimento;
- un coordinatore.
b. Dette attività debbono essere totalmente finanziate da soggetti esterni.
Art. 14/3 Attività di tirocinio post-diploma
1. L’Accademia di Belle Arti di Brera può attivare attività tirocinali post-diploma negli ambiti formativi di propria competenza.
Per lo svolgimento di dette attività le strutture didattiche dovranno definire:
a. criteri e modalità di iscrizione ai tirocini;
b. criteri di determinazione dei periodi e delle sedi di svolgimento dei tirocini;
c. obblighi di partecipazione ed adempimenti posti a carico del tirocinante nonché obblighi e adempimenti della struttura accademica ai fini del regolare svolgimento del tirocinio;
d. rilascio dell’attestato di partecipazione;
e. eventuali cause di invalidità del tirocinio.
Art. 14/4 Corsi e attività di perfezionamento all’estero
Art. 14/5 Attività culturali ed integrative
Art .15 Programmazione didattica
a. integrazioni e modifiche al piano di studi annuale;
b. piano di copertura degli insegnamenti;
c. piano di utilizzo degli spazi e dei laboratori didattici e relativo orario;
d. piano delle dotazioni strumentali e dei materiali didattici necessari allo svolgimento delle attività formative;
e. piano delle prove di accesso, delle verifiche d’esame e delle prove finali.
Art. 15/1 Incompatibilità
Art .15/2 Piano degli studi annuale
Art .15/3 Piano di copertura degli insegnamenti
1. In attesa dell’approvazione integrale della legge 508/99 e dell’ipotizzabile inserimento nel comparto universitario, il piano di copertura degli insegnamenti fa riferimento al CCNL vigente.
2. Il Direttore, con delibera del Consiglio Accademico, sentiti i Dipartimenti, le Scuole e i Corsi, definisce le modalità d’individuazione dei docenti responsabili degli insegnamenti previsti dal Piano annuale degli studi per l’A.A. di riferimento.
3. Sulla base del piano, il Direttore, sentiti i Dipartimenti, le Scuole e i Corsi, definisce il bando per gli affidamenti delle discipline che non risultano coperte, distinto fra affidamenti interni e affidamenti esterni. Di norma il bando ha validità triennale.
4. Il bando elenca gli insegnamenti per cui si cerca copertura con l’indicazione del numero dei CFA, il numero delle ore di lezione richieste, gli obiettivi formativi specifici degli insegnamenti da ricoprire.
Art .15/4 Piano di utilizzo degli spazi e degli orari
Art .15/5 Manifesto annuale degli Studi
a. il piano annuale di ciascun Corso di studio;
b. le modalità di accesso degli studenti;
c. le modalità di immatricolazione e d’iscrizione;
d. i termini delle iscrizioni alle eventuali prova di ammissione;
e. i termini e le modalità dell’eventuale accertamento della preparazione iniziale;
f. l’ammontare delle tasse, dei contributi e delle indennità dovute dagli studenti.
Art .15/6 Coordinamento delle attività didattiche
Art .15/7 Verifica dei risultati delle attività formative
Art. 16 Forme didattiche
Art. 16/1 Corsi d’insegnamento
Art. 16/2 Esercitazioni e laboratori didattici
3. A motivo dell’alto livello di operatività degli insegnamenti artistici, le esercitazioni e laboratori didattici possono assumere valenza autonoma, rappresentando momenti ulteriori e necessari di formazione dello studente a cura del docente.
Art. 16/3 Seminari didattici
Art. 16/4 Tirocini
Art. 16/5 Compiti didattici dei docenti
1. I compiti didattici dei docenti sono disciplinati dalla vigente normativa sullo stato giuridico dei Professori di ruolo dell’AFAM e dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, e consistono in:
a. lezioni, esercitazioni, laboratori e altre attività integrative delle lezioni;
b. assistenza individuale agli studenti;
c. accertamento del profitto degli studenti;
c. attività di tutorato e di orientamento;
e. assolvimento dei compiti organizzativi interni;
f. partecipazione agli organi collegiali delle strutture didattiche e dei corsi di studio.
2. Alla luce del profilo professionale dei docenti dell’Accademia e degli obblighi connessi alla funzione docente, definiti nel CCNL vigente, tutti i professori sono tenuti a svolgere ogni insegnamento loro attribuito sotto forma sia di lezioni frontali, sia di esercitazioni seminariali, di laboratorio, di produzione e di ricerca per il numero di ore previsto dal piano di studio. I docenti sono tenuti a svolgere personalmente le lezioni loro affidate. Potranno altresì invitare esperti su argomenti specifici da svolgere alla loro presenza, previa comunicazione al responsabile della struttura didattica di riferimento. Nel caso di inviti ad esperti che comportino oneri è necessario chiedere preventiva autorizzazione ai responsabili delle strutture didattiche di riferimento.
3. Ai fini :
- dell’inquadramento dei docenti nei settori disciplinari d’appartenenza,
- dell’espletamento delle loro funzioni da parte dei docenti,
- dell’attribuzione dei compiti didattici, di ricerca e di produzione ordinari e aggiuntivi nonché della piena utilizzazione dei docenti,
- della determinazione dell’orario di servizio dei docenti,
- della libertà d’insegnamento e di coordinamento dei programmi con le strutture didattiche,
4. I docenti sono altresì tenuti ad assicurare un numero di ore di ricevimento degli studenti secondo modalità stabilite dalle strutture didattiche di riferimento approvate dal Consiglio Accademico.
5. Ogni docente può impartire un solo insegnamento per ogni corso di studio. È data tuttavia facoltà ai Dipartimenti ed alle Scuole di concedere, su richiesta, deroghe motivate.
6. Per ogni insegnamento o modulo deve essere tenuto, a cura del docente, un registro, vidimato dal Direttore, delle attività didattiche svolte. In esso vengono annotati, volta per volta, gli argomenti delle lezioni, delle esercitazioni, delle attività di laboratorio e dei seminari con relativa firma del docente.
7. Il registro, che fa fede ai fini del computo del monte orario del singolo docente, deve essere consegnato alla Direzione entro quindici giorni successivi alla conclusione dei corsi. Ogni docente è tenuto altresì ad esibire il registro, su richiesta del Direttore, anche durante lo svolgimento dei corsi.
8. La concessione dell’anno sabbatico previsto dal CCNL, e richiesto dai docenti -dietro specifica e pertinente motivazione formale di carattere artistico, o scientifico-culturale, con allegato progetto esplicativo- entro il mese di giugno di ogni A.A., è deliberata annualmente dal Consiglio Accademico in misura non superiore al cinque per cento dell’intero corpo docente. A conclusione del periodo sabbatico il docente è tenuto a presentare dettagliata relazione conclusiva. Per quanto non espressamente previsto, fa fede quanto stabilito dall’articolo del CCNL in merito.
Art. 16/6 Modalità di copertura degli insegnamenti
a. titolarità;
b. affidamento interno;
c. affidamento esterno;
d. supplenza interna;
e. supplenza esterna;
f. contratto.
6. L’affidamento viene attribuito a professori di ruolo che, con loro espresso consenso, assumono la responsabilità di un ulteriore insegnamento in aggiunta a quello di titolarità.
7. L’affidamento esterno viene attribuito a professori di ruolo di altra Accademia che ne abbiano presentato domanda. L’affido prevede l’accordo dei rispettivi direttori e del relativo ufficio dell’Afam.
Le responsabilità didattiche conseguenti all’attribuzione dell’affidamento comprendono lezioni frontali, esercitazioni e attività di laboratorio e qualunque altra attività didattica inerente l’insegnamento, cui si aggiungono gli impegni legati alle verifiche di profitto, alle prove finali, ed al ricevimento degli studenti.
8. Un insegnamento è coperto per supplenza interna quando viene attribuito ad un docente in servizio a seguito di valutazione della domanda presentata in conseguenza di un bando ufficiale.
9. Un insegnamento è coperto per supplenza esterna quando viene attribuito un posto in organico mediante valutazione comparata per soli titoli previa pubblicazione di un bando ufficiale almeno un mese prima dell’inizio del corso.
10. Un insegnamento è coperto per contratto quando, essendo state esperite infruttuosamente le procedure per la copertura di un insegnamento per titolarità, affidamento, utilizzazione o supplenza, si rende necessario ricorrere alla collaborazione di professionalità esterne di comprovata qualificazione ed esperienza, selezionate sulla base di un bando ufficiale. Con il docente viene stipulato un contratto di diritto privato.
11. Per la copertura degli insegnamenti di cui alle lettera b., c. e d. si procede attraverso il meccanismo della valutazione comparativa dei titoli.
12. Per la copertura degli insegnamenti di cui alle lettere e. e f. si procede per bando di concorso con formazione di specifiche graduatorie.
13. Per la valutazione comparativa dei titoli vengono costituite apposite Commissioni di Valutazione, formate, complessivamente, da cinque docenti di prima e seconda fascia, presiedute dal Direttore o suo delegato. Le Commissioni di Valutazione, nominate dal Direttore, su indicazione del Consiglio Accademico, dovranno essere formate da almeno un docente del medesimo settore disciplinare dell’insegnamento in oggetto e da docenti di settori disciplinari affini, o corrispondenti, anche di altre Accademie.
a. contenuti artistico-culturali e scientifici dell’insegnamento;
b. impianto didattico-metodologico;
c. esperienze didattico-formative maturate in ambito accademico o universitario a livello nazionale o internazionale;
d. ricerche ed attività di produzione specifiche anche di carattere sperimentale, interdisciplinare e multidisciplinare di particolare interesse.
14. I bandi di concorso di cui al precedente comma 12 dovranno indicare, tra l’altro, il settore disciplinare di riferimento nonché la declaratoria, gli specifici contenuti dell’insegnamento, le indicazioni metodologiche ed i programmi didattici proposti, nonché i criteri di valutazione e i punteggi assegnati per ciascuna tipologia di valutazione. Potranno essere assunti i criteri previsti dalle O.M. vigenti per incarichi a tempo determinato; in tal caso ne verrà fatto specifico riferimento nei bandi.
Art. 17 Accertamento della preparazione degli studenti
a. prove di ammissione ai corsi di studio;
b. prove di accertamento della preparazione iniziale;
c. prove di profitto, distinte in prove di valutazione intermedia (revisioni) ed esami di profitto;
d. prove finali.
Art. 17/1 Ammissione agli esami di profitto
a. essere in regola con l’iscrizione al corso di studio tramite il pagamento delle relative tasse e contributi;
b. essere in regola con gli obblighi di frequenza previsti per ogni singolo corso.
Art. 17/2 Commissione degli esami di profitto
Art. 17/3 Ammissione ai corsi di studio
1. Per accedere ai corsi di studio dell’Accademia di Brera è necessario aver conseguito un titolo di Scuola superiore quinquennale; in via transitoria, e fino alla chiusura dei contingenti, possono accedere ai corsi di studio dell’Accademia studenti in possesso del Diploma di Maturità artistica quadriennale: in tale caso l’Accademia potrà quantificare debiti formativi che lo studente dovrà assolvere entro il primo anno di corso.
3. I corsi ad accesso programmato prevedono una limitazione dei posti disponibili per gli studenti. L’ammissione ai corsi di studio programmato è disposta dall’Accademia previo superamento di apposite prove di accesso per titoli e/o per esami o colloqui, con pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro effettuazione, garantendo altresì la pubblicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle prove.
a. disponibilità di Professori di prima e seconda fascia;
b. disponibilità di aule e laboratori;
c. monitoraggio delle immatricolazioni negli ultimi cinque anni;
d. monitoraggio dei diplomi rilasciati negli ultimi cinque anni;
e. possibilità di copertura di insegnamenti e corsi non in organico mediante affidamenti, utilizzazioni e contratti.
Le strutture didattiche competenti definiscono e disciplinano le prove di ammissione ai singoli corsi di studio ad accesso libero e possono stabilire contingenti di candidati esentati dall’eventuale prova di accesso in base al possesso di determinati requisiti: il Diploma quinquennale ISA e la maturità artistica costituiscono titolo di accesso diretto. Procedure di ammissione ed esenzioni sono pubblicate sul Manifesto degli Studi.
Art. 17/4 Accertamento della preparazione iniziale
Art. 17/5 – Prova finale di Diploma
a. un aspetto di produzione e ricerca artistica specifica delle discipline d’indirizzo;
b. un aspetto di ricerca storico-teorica o metodologica, ovvero tecnico-artistica secondo connotazioni, contenuti e finalità delle specifiche discipline e comunque coerenti con il sapere artistico.
a. aver frequentato il rispettivo corso di studio, avendo superato tutti i prescritti esami conclusivi di profitto e maturato conseguentemente il corrispondente numero di crediti;
b. aver adempiuto a tutte le attività formative previste dall’Ordinamento didattico del Corso di Studio con il relativo conseguimento dei CFA;
c. essere in regola con il pagamento delle tasse d’iscrizione e dei contributi.
19. Le Commissioni giudicatrici sono composte - ad eccezione di quelle relative alla prova finale del Corso di Formazione alla Ricerca Artistica formate da tutti i docenti del corso - da cinque docenti compresi i docenti relatori, di cui almeno tre in organico, e vengono nominate dal Direttore dell’Accademia su indicazione dei Dipartimenti e delle Scuole. Per ogni commissione vengono nominati inoltre due docenti supplenti.
Art. 18 Attività di orientamento
2. L’attività di orientamento viene svolta sulla base di un piano annuale di orientamento predisposto da uno specifico servizio di orientamento e tutorato attivato dall’Accademia ed approvato dal Consiglio Accademico. Il servizio viene realizzato da un apposito gruppo di lavoro coordinato da un docente responsabile designato dal Consiglio Accademico. Il piano viene attuato in entrata con la collaborazione degli istituti di istruzione secondaria di II grado disciplinata da convenzioni e accordi e, in uscita, con attività di tirocinio e stages presso Istituti e aziende attinenti gli ambiti d’interesse dell’Accademia, previa stipula di convenzioni.
a. contribuire all’orientamento degli studenti nel corso degli studi;
b. migliorare la qualità delle condizioni di studio e di apprendimento;
c. favorire la riduzione degli abbandoni, della durata media degli studi e il numero dei fuori corso, migliorando, nell’insieme, le caratteristiche qualitative della didattica;
d. rimuovere gli ostacoli ad una proficua attività di studio e ad un’attiva partecipazione ai processi formativi accademici.
7. Ai sensi dell’art. 14 dello Statuto dell’Accademia, le attività di orientamento e tutorato sono disciplinate da apposito regolamento e possono essere supportate da collaboratori amministrativi.
Art. 19 Individuazione delle responsabilità
a. al Consiglio Accademico, per la programmazione ed il coordinamento delle iniziative didattiche;
b. ai Dipartimenti, Scuole e Corsi di studio;
c. ai docenti per lo svolgimento delle attività d’insegnamento nei limiti delle disposizioni e dei programmi definiti dagli organi collegiali delle strutture didattiche.
Art. 20 Rapporto formativo
Art. 21 Immatricolazioni
Art. 21/1 - Iscrizioni e libretti accademici personali
a. documento di riconoscimento all’interno dell’Accademia e nei rapporti con le strutture e gli uffici del diritto allo studio;
b. documento contenente il percorso didattico dello studente;
c. documento comprovante l’iscrizione all’Accademia.
Art. 21/2 Immatricolazione in base a titolo di studio straniero
a. determina il numero massimo di studenti stranieri ammissibili al primo anno di corso per ogni anno accademico e per ogni corso di studio, su proposta delle strutture didattiche e dei servizi competenti per gli scambi internazionali;
b. approva, dietro proposta delle strutture didattiche, le modalità di svolgimento delle prove di accesso;
c. emana ogni altra disposizione diretta ad attuare disposizioni europee e nazionali in materia, nonché a favorire l’inserimento e l’integrazione degli studenti stranieri nella struttura accademica.
a. che dalla documentazione pervenuta e dalla dichiarazione di valore del titolo di studio straniero resa dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana competente per il territorio risulti che il titolo di studio conseguito consenta l’accesso, presso le Accademie del paese di provenienza, al corso di studi corrispondente a quello che lo studente ha scelto di frequentare in Accademia; ovvero, qualora tale corso non esista, ad un corso di studi affine o appartenente ad area disciplinare analoga a quella cui appartiene il corso accademico prescelto. In quest’ultimo caso, allo studente potranno essere assegnati debiti formativi propedeutici da assolvere entro il primo anno di iscrizione;
b. che il titolo di studio straniero sia stato conseguito al termine di un periodo di scolarità la cui durata corrisponda a quella minima prevista dalla disposizioni ministeriali in vigore ai fini dell’ammissione agli studi accademici.
Art. 21/3 Iscrizione di Diplomati
Art. 21/4 Iscrizione a corsi d’insegnamento singoli
Art. 21/5 Curricula e piani di studio individuali
Art. 22 Trasferimento ad altre Accademie
Art. 22/1 Trasferimenti da altre Accademie
a. di eventuali debiti formativi e percorsi integrativi o propedeuticità allorquando si riscontrino elementi di non congruità tra curricula pregressi e piani di studio attivi presso l’Accademia di Brera;
b. di eventuali crediti formativi allorquando si riscontrino eccedenze fra curricula pregressi e piani di studio attivati dall’Accademia di Brera.
Art. 22/2 Passaggi di corso
Art. 23 Riconoscimento degli studi pregressi
a. in possesso di titolo universitario;
b. in possesso di titoli accademici conseguiti all’estero;
c. in possesso di titoli equipollenti agli studi universitari o accademici.
a. presentazione della certificazione ufficiale del titolo conseguito con l’indicazione degli esami di profitto sostenuti;
b. presentazione dei programmi didattici di ogni disciplina oggetto di esame di profitto;
c. presentazione della certificazione ufficiale dell’istituzione equipollente di provenienza.
a. la convalida totale o parziale dei crediti acquisiti in determinate discipline o attività didattico-formative eguali o affini a quelle previste dai piani di studio dell’Accademia, con il riconoscimento della votazione riportata nei relativi esami di profitto;
b. la convalida parziale dei crediti acquisiti in determinate discipline o attività didattico-formative, senza convalida dell’esame di profitto conseguito, con l’obbligo di completare gli insegnamenti per le parti mancanti e sostenere i relativi esami di profitto sostitutivi della votazione precedentemente conseguita.
Art. 24 Sospensione e interruzione temporanea degli studi
a. curriculum accademico svolto;
b. versamento di una quota di tasse e contributi, stabilita dal Consiglio Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, per ogni annualità di interruzione di studi;
c. versamento di tasse, contributi ed oneri dovuti per l’anno accademico in cui viene presentata la domanda (qualora l’interruzione degli studi superi i tre anni l’amministrazione dell’Accademia potrà definire una somma di rientro forfetaria che tenga conto della fascia di reddito dello studente).
Art. 24/1 Rinuncia agli studi
Art. 24/2 Decadenza della qualifica di studente
Art. 24/3 Cessazione della qualifica di studente
a. conseguimento del titolo di studio;
b. trasferimento ad altra Accademia;
c. rinuncia agli studi;
d. decadenza.
Art. 25/1 Riconoscimento di titoli accademici stranieri
2. La richiesta di equipollenza è limitata ai corsi di I Livello.
3. In tutti i casi in cui non ricorra la situazione di cui al comma 1, il riconoscimento viene effettuato dall’Accademia attraverso procedimento di valutazione discrezionale dei programmi dettagliati inerenti le singole attività didattiche e formative delle quali si chiede il riconoscimento.
4. Le domande di riconoscimento possono essere presentate al Direttore didattico in qualunque periodo dell’anno.
5. L’interessato al riconoscimento di titolo straniero è tenuto a presentare, oltre al titolo straniero in originale e in traduzione in lingua italiana, altri documenti di rito:
a. certificazione degli esami di profitto sostenuti con l’indicazione della valutazione conseguita e gli eventuali crediti formativi acquisiti;
b. programmi dettagliati degli insegnamenti svolti e di ogni altra attività didattico-formativa seguita;
d. il titolo di Scuola superiore che ha consentito l’iscrizione all’Accademia.
6. Apposita Commissione di valutazione, designata dal Consiglio Accademico, provvede all’esame delle domande ed alla stesura della relazione di riconoscimento o meno dell’equipollenza del titolo. Il Consiglio Accademico delibera in via definiva il provvedimento; il Direttore emana il decreto di riconoscimento dell’equipollenza.
7. Qualora il riconoscimento dell’equipollenza non abbia acquisito parere favorevole, il Consiglio Accademico può pronunciarsi in favore di un riconoscimento parziale del curriculum degli studi.
Art. 25/2 Rilascio di titoli congiunti
2. L’Accademia, sentito il MIUR, definisce le modalità didattico-organizzative e le procedure amministrative per il mutuo riconoscimento degli insegnamenti, delle attività formative e dei relativi CFA con le altre istituzioni di cui al comma 1 ai fini del conferimento di un titolo unico avente il medesimo valore per l’Accademia e le altre istituzioni, mediante opportune convenzioni approvate dal Consiglio di Amministrazione su parere favorevole del Consiglio Accademico.
Art. 25/3 Certificazioni dei titoli di studio
b. interdizione temporanea da uno o più corsi;
c. sospensione da uno o più esami di profitto per un determinato periodo;
d. espulsione temporanea dall’Accademia, fino ad un massimo di tre anni, con conseguente perdita degli appelli d’esame;
e. radiazione dell’Accademia.
3. Le sanzioni di cui alla lett. a. del precedente comma vengono applicate dal Direttore, previa audizione dello studente. Le sanzioni di cui alle lett. b.,c.,d.,e. spettano al Consiglio Accademico a seguito relazione del Direttore.
a. aiuto tecnici di laboratorio e aiuto tecnici dei servizi;
b. studenti iscritti Corsi di Specializzazione;
c. studenti iscritti a Corsi di Formazione alla Ricerca artistica;
d. corsi di ricerca post-Dottorato.
Art. 28 Studenti diversamente abili
Art. 29 Comunicazione
a. comunicazioni scritte a cura degli uffici dell’Accademia;
b. comunicazioni a mezzo di pubblicazioni curate dal Servizio tutorato e orientamento;
c. comunicazioni mediante mezzi d’informazione di massa a cura della Direzione e della Presidenza dell’Accademia;
d. comunicazioni per via telematica a cura del Servizio tutorato e orientamento.
Titolo XIV - MODIFICHE ED INTEGRAZIONI
Art. 30 - Modifiche ed integrazioni
1. I Dipartimenti, le Scuole, i Corsi e la Consulta degli Studenti possono proporre al Consiglio Accademico modifiche ed integrazioni del presente Regolamento. La delibera sulle integrazioni richiede la maggioranza semplice degli aventi diritto al voto. La delibera tendente a modificare uno o più articoli richiede la maggioranza qualificata di due terzi degli aventi diritto al voto.
All.1. Tabella A
Scuola di Didattica dell' Arte