Source: http://www.assistal.it/assistal-subappalto-sentenza-corte-europea-apre-scenari-di-incertezza-e-illegalita/
Timestamp: 2019-11-16 01:39:33+00:00
Document Index: 89766038

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 71', 'sentenza ']

ASSISTAL, Subappalto: sentenza Corte Europea apre scenari di incertezza e illegalità | Assistal
Home » Catalogo corsi » APPALTI » ASSISTAL, Subappalto: sentenza Corte Europea apre scenari di incertezza e illegalità
in APPALTI, Comunicati Stampa, PANORAMA 25 Ottobre 2019
ASSISTAL esprime forte preoccupazione per la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea (in merito alla causa C-63/18) che reputa illegittimo il limite del 30% al subappalto.
A giudizio di ASSISTAL è altrettanto singolare come, nella stessa sentenza si faccia riferimento a numerosi articoli della direttiva europea 2014/24, dove si legittima l’articolo 105 del D. Lgsl 50/2016 e la sua introduzione, in quanto si indica espressamente la facoltà degli Stati membri “di prevedere, nel proprio diritto interno, disposizioni più rigorose rispetto a quelle previste dalla predetta direttiva” (art. 71). In aggiunta, viene riportata la sentenza del 22 ottobre 2015, ovvero che il contrasto al fenomeno dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici costituisce un obiettivo legittimo che può giustificare una restrizione delle regole comunitarie. Il legislatore italiano, quindi, si è avvalso di una limitazione al subappalto, per contrastare infiltrazioni criminali che non trovano riscontro negli altri paesi dell’Unione e che, pertanto, richiedono un intervento normativo specifico da parte dello Stato nazionale, quale miglior conoscitore della propria realtà interna. Per lo stesso principio, non si può sorvolare sulle valutazioni dello stesso Governo italiano, il quale ritiene inefficaci i controlli di verifica dell’amministrazione aggiudicatrice. In ultimo, si sottovaluta troppo spesso che una liberalizzazione ha ripercussioni di vario ordine, da quello sociale, perché si restituiscono ai cittadini opere pubbliche scadenti, a quello economico, perché si penalizzano le imprese nazionali a favore di prodotti e servizi esteri di pessima fattura e da parte di operatori che non applicano il diritto italiano.