Source: https://www.fondazioneanselmoanselmi.it/assemblee-delle-spa/139
Timestamp: 2018-04-19 21:33:03+00:00
Document Index: 105706625

Matched Legal Cases: ['art.2366', 'art. 2370', 'art. 2375', 'art. 2370', 'art.2370', 'art. 2366', 'art. 2364', 'art. 2428', 'art.2364', 'art. 2371', 'art.2371', 'art. 2351', 'art.2351', 'art. 2372', 'art. 2372', 'art.2383', 'art. 2375', 'art. 2375', 'art. 2405', 'art.2405', 'art. 2352', 'art. 2370', 'art. 2352', 'art. 2352', 'art.2352', 'art. 2372', 'art.2372', 'art. 2370', 'art. 2352', 'art. 2347', 'art. 2357', 'art. 2366', 'art. 2366', 'art. 2479', 'art. 2479', 'art. 2366', 'art.2366', 'art. 2366', 'art. 2374', 'art. 2370', 'art. 2374', 'art.2374', 'art. 2374', 'art. 2374', 'art. 2371', 'art. 2364', 'art. 2355', 'art.2355', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 2351', 'art. 2348', 'art.2351', 'art.2368', 'art. 2368', 'art.2368', 'art. 2369', 'art.2369', 'art. 2368', 'art. 2344', 'art.2344', 'art. 2370', 'art. 2355', 'art. 2022', 'art. 2370', 'art. 2370', 'art. 2370', 'art. 2370', 'art.2370', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 47', 'art. 59', 'art. 50', 'art. 2375', 'art.2379', 'art. 2374', 'art. 2368', 'art. 2471']

ASSEMBLEE DELLE SPA
Lo statuto di s.p.a. non può contemplare in via esclusiva modalità di convocazione rivolte indistintamente alla generalità dei soci diverse dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale o dalla pubblicazione in almeno un quotidiano indicato nello statuto stesso. E' invece rimessa all'autonomia negoziale l'individuazione delle modalità di convocazione "ad personam", purché si tratti di "mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento" e purché la comunicazione avvenga almeno otto giorni prima dell'assemblea. In tale ambito sono da ritenersi legittime sia le clausole che individuano specifiche modalità di convocazione, sia le clausole che prevedono genericamente che l'avviso di convocazione possa essere inviato, con "mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento", al recapito comunicato dal socio alla società, dovendosi in tale ultimo caso intendere in senso ampio il concetto di recapito (e pertanto comprendente, oltre al domicilio, il numero telefax, l'indirizzo di posta elettronica, etc.). E' altresì legittima la previsione di una pluralità di modalità di convocazione tra loro alternative, sia rivolte indistintamente alla generalità dei soci sia "ad personam" (entrambe nei limiti di cui sopra), rimettendo all'organo competente la scelta del mezzo da utilizzare; lo stesso dicasi allorché sia contemplata una pluralità di modalità "concorrenti" (ossia tutte da utilizzare necessariamente), oppure ancora una pluralità di modalità in parte alternative ed in parte concorrenti.
Normativa: art.2366 c.c.
FORMULAZIONE DELLE CLAUSOLE DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA CON MEZZI DI TELECOMUNICAZIONE
Ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., lo statuto può legittimamente limitarsi a consentire l’intervento alle assemblee mediante mezzi di telecomunicazione senza altro aggiungere, quindi senza disciplinare compiutamente le modalità di svolgimento di dette assemblee. In tal caso dovranno però essere attuati in concreto tutti quegli accorgimenti tecnici che consentano di effettuare gli accertamenti e di porre in essere quelle attività che devono poi risultare dal verbale ai sensi dell’art. 2375 c.c. (ad esempio: accertamento dell’identità dei partecipanti e capitale rappresentato da ciascuno; modalità e risultati delle votazioni con identificazione dei soci favorevoli, astenuti e dissenzienti; possibilità per i soci di partecipare alla discussione e di rilasciare dichiarazioni pertinenti all’ordine del giorno).
Normativa: art. 2370, c 4, c.c.,
(Massima H.B.1 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
Normativa: art.2370 c.c.
La disciplina della cosiddetta “assemblea totalitaria” contenuta nel comma 4 e seguenti dell’art. 2366 c.c. è inderogabile, pertanto trova applicazione anche in presenza di una diversa previsione statutaria, sia con riferimento agli statuti adeguati alla riforma del diritto societario sia con riferimento a quelli non adeguati.
(Massima H.B.2 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
Nella s.p.a. l'assemblea totalitaria richiede la presenza della maggioranza dei componenti in carica degli organi di amministrazione e controllo singolarmente considerati, ma non anche del revisore incaricato del controllo contabile. Il rispetto dei presupposti di legge per l'assemblea totalitaria nelle s.p.a. e nelle s.r.l. esclude la nullità delle deliberazioni per mancata convocazione anche in presenza di clausola statutaria che aggiunga ulteriori presupposti (in tal caso la delibera, peraltro, non sarebbe conforme all'atto costitutivo/statuto).
FORMULAZIONE DELLE CLAUSOLE RELATIVE AI MAGGIORI TERMINI PER L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO
La previsione statutaria del maggior termine per la convocazione dell’assemblea avente all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio ex art. 2364, ultimo comma, c.c. può anche non prevedere specificatamente le particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società che la giustificano, potendo limitarsi a fare un riferimento generico a tali esigenze che dovranno però sussistere in concreto nel caso in cui ci si voglia avvalere di tale facoltà. Gli amministratori devono infatti dare conto delle ragioni della dilazione nella relazione prevista dall’art. 2428 c.c.
Normativa: artt.2364, 2428 c.c.
(Massima H.B.3 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
Normativa: artt. 2364, 2478-bis c.c.
(Massima dell’ 8 giugno 2010 elaborata dal Consiglio Notarile di Milano)
DURATA DEGLI ESERCIZI SOCIALI E MODIFICA DELLA DATA DI CHIUSURA DEGLI ESERCIZI.
- essere assunta in epoca che consenta l'approvazione del bilancio nei termini previsti dalla legge stessa (circostanza che si verifica naturalmente nel caso sopra indicato al punto 2)
Normativa: : art.2364, c2 c.c.
(Massima del 26 febbraio 2004 elaborata da Consiglio Notarile di Milano)
DESIGNAZIONE DEL PRESIDENTE E DEL SEGRETARIO DELL’ASSEMBLEA
Il presidente ed il segretario, se non indicati nello statuto, devono essere designati dall’assemblea, ritenendosi inderogabile l’art. 2371 c.c. Qualora il verbale dell’assemblea venga redatto da un notaio, lo stesso, non essendo un segretario in senso tecnico, può essere designato dal solo presidente, anche se tale clausola non è espressamente prevista nello statuto.
Normativa: art.2371 c.c.
(Massima H.B.4 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
CLAUSOLE STATUTARIE PER L'INDIVIDUAZIONE DEL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA (ARTT. 2371 E 2479-BIS C.C.)
Sono conformi agli artt. 2371 e 2479-bis, comma 4, c.c. le clausole statutarie che, fermo restando il criterio residuale della nomina del presidente dell'assemblea da parte degli intervenuti, individuano tale figura:
- mediante associazione ad una carica sociale (es. amministratore unico, presi-dente o componente di un organo collegiale, liquidatore, direttore generale);
- mediante indicazione nominativa o rinvio a designazione da parte di soggetto determinato o determinabile (siano o no i designati e i designanti soci, titolari di cariche sociali o terzi estranei);
- mediante qualsiasi altro criterio idoneo ad assicurarne la determinabilità in o-gni assemblea sociale.
Normativa: artt.2371, 2479 bis c.c.
CLAUSOLE LIMITATIVE DEL DIRITTO DI VOTO
La clausola statutaria che limita il diritto di voto ad una misura massima o dispone scaglionamenti, ai sensi del comma 3 dell’art. 2351 c.c., può determinare detti misura massima o scaglionamenti sia in senso assoluto (in rapporto al totale delle azioni emesse) sia in senso relativo (in rapporto al totale delle azioni effettivamente presenti in ogni singola assemblea).
Normativa: art.2351 c.c.
(Massima H.B.5 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
RAPPRESENTANZA EX ART. 2372, COMMA 4, C.C.
L’ipotesi di cui al comma 4 dell’art. 2372 c.c. disciplina il caso di subdelega, pertanto non intende escludere la legittimità dell’intervento diretto in assemblea dei legali rappresentanti della società, associazione, fondazione od altro ente collettivo o istituzione cui sia stata conferita la rappresentanza da un socio.
Normativa: art. 2372, c 4 c.c.
(Massima H.B.6 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
Per le votazioni relative alla nomina dei componenti gli organi sociali, non concretizzandosi nell’espressione di un consenso o di un dissenso bensì nell’espressione di una o più preferenze, è possibile procedere con votazioni segrete, purché la clausola statutaria che introduce tale previsione attribuisca ai soci che lo richiedano il diritto di far risultare dal verbale in maniera palese l’esito della loro votazione o eventualmente la loro astensione.
Normativa: art.2383 c.c.
(Massima H.B.7 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
VERBALIZZAZIONE DELLE DICHIARAZIONI DEI SOCI NON PERTINENTI ALL’ORDINE DEL GIORNO
Possono legittimamente non essere riassunte nel verbale dell’assemblea le dichiarazioni dei soci non pertinenti all’ordine del giorno, anche se nel corso dell’assemblea i soci hanno espressamente richiesto che le loro dichiarazioni siano riportate nel verbale.
(Massima H.B.8 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
VERBALIZZAZIONE INTEGRALE DELLE DICHIARAZIONI DEI SOCI
I soci non hanno diritto di vedere riportate per intero le loro dichiarazioni nel verbale dell’assemblea, in quanto l’art. 2375, comma 1, c.c., prevede espressamente che dette dichiarazioni devono essere riassunte.
(Massima H.B.9 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
VALUTAZIONE DELLA PERTINENZA ALL’ORDINE DEL GIORNO DELLE DICHIARAZIONI RESE DAI SOCI
L’inciso dell’art. 2375 c.c. laddove prevede che nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all’ordine del giorno, demanda al notaio verbalizzante la valutazione circa la pertinenza delle dichiarazioni rese dai soci.
(Massima H.B.10 -1° pubbl. 9/05 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
PRESENZA DEL REVISORE NELL’ASSEMBLEA TOTALITARIA
Per la assemblea totalitaria nelle società per azioni è richiesta la presenza della maggioranza dei componenti del Collegio Sindacale e non anche la presenza del revisore, posto che l’art. 2405 c.c. sancisce l’obbligo di intervento all’assemblea solo per i Sindaci mentre una norma analoga non è stata dettata per il Revisore.
Normativa: art.2405 c.c.
(Massima H.B.11 - 1° pubbl. 9/05 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
DIRITTO DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA IN CASO DI USUFRUTTO E PEGNO SU AZIONI
Tra i “diritti amministrativi” che l’ultimo comma dell’art. 2352 c.c. attribuisce sia al socio che al creditore pignoratizio e all’usufruttuario non rientra il diritto di intervento all’assemblea, posto che l’art. 2370 “lega” il diritto di intervento all’assemblea alla titolarità del diritto di voto (“Possono intervenire all’assemblea gli azionisti cui spetta il diritto di voto”). Pertanto in caso di pegno o usufrutto su azioni, il diritto di intervento all’assemblea non può essere riconosciuto sia al socio che al creditore pignoratizio e all’usufruttuario ai sensi dell’art. 2352 ultimo comma c.c. ma esclusivamente al creditore pignoratizio e all’usufruttuario in quanto investiti del diritto di voto (ovvero al socio nel caso in cui si sia riservato il diritto di voto in forza della convenzione contraria di cui all’art. 2352 comma 1 c.c.).
Normativa: art.2352 c.c.
(Massima H.B.12 - 1° pubbl. 9/05 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
RAPPRESENTANZA IN ASSEMBLEA DI SOCIO CHE SIA ANCHE AMMINISTRATORE
Il socio, che sia anche amministratore della società, può legittimamente conferire delega ad altro soggetto, ex art. 2372 c.c., affinché abbia a rappresentarlo in assemblea nella sua veste di socio ed intervenire comunque personalmente all’assemblea, ovviamente senza diritto di voto, nella sua veste di amministratore.
Normativa: art.2372 c.c.
(Massima H.B.13 - 1° pubbl. 9/05 - motivato 9/11 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
- in caso di usufrutto o di pegno su azioni siano presenti i soggetti investiti del diritto di voto (e quindi del diritto di intervento ex art. 2370 comma 1 c.c.) e pertanto, di regola, l’usufruttuario e il creditore pignoratizio, salvo convenzione contraria ex art. 2352 comma 1 c.c.;
- in caso di comproprietà di azioni sia presente il rappresentante comune nominato ai sensi dell’art. 2347 c.c, non essendo invece necessaria la presenza di tutti i contitolari delle azioni, posto che è il solo rappresentante comune il soggetto investito del diritto di voto e quindi del diritto di intervento;
- in caso di azioni proprie, siano presenti i titolari del diritto di voto delle azioni in circolazione posto che per le azioni proprie il diritto di voto è sospeso (dette azioni, in quanto debbono essere computate ai fini del calcolo del quorum costitutivo ai sensi dell’art. 2357 ter c.c., proprio perché di proprietà della stessa società, debbono ritenersi sempre comunque “presenti”).
(Massima H.B.14 - 1° pubbl. 9/05 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
ASSEMBLEA TOTALITARIA E PREVISIONE STATUTARIA DELLA NECESSARIA PRESENZA DEL REVISORE
Non è ammissibile una clausola statutaria che preveda la regolare costituzione dell’assemblea in forma totalitaria con la necessaria presenza, oltre che degli aventi diritto all’intervento individuati dall’art. 2366 c.c., anche del revisore, ostandovi l’inderogabilità della disciplina dettata in tema di assemblea totalitaria.
(Massima H.B.15 - 1° pubbl. 9/05 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
FORMALITÀ DI CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA DA TENERSI CON MEZZI DI TELECOMUNICAZIONE IN LUOGHI AVENTI DIVERSI FUSI ORARI
In caso di riunione con mezzi di telecomunicazione per la quale siano stati predisposti dalla società più luoghi collegati nei quali i soci potranno contestualmente intervenire, e detti luoghi appartengano a fusi orari diversi, è necessario che si precisi per ciascun luogo della riunione il giorno e l’ora locale di convocazione.
(Massima H.B.16 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
AMMISSIBILITÀ DI ORDINI DEL GIORNO SINTETICI NEL CASO IN CUI SI INTENDA RIVEDERE L’INTERO STATUTO SOCIALE
L’ordine del giorno ha la funzione di evitare che venga sorpresa la buona fede degli assenti a seguito di deliberazioni su materie non incluse nel medesimo.
E’ rispettata tale funzione qualora, intendendo rivedere l’intero statuto, l’ordine del giorno non riporti analiticamente tutte le singole modifiche proposte ma si limiti ad indicare sinteticamente che oggetto dell’assemblea sarà la “approvazione di un nuovo statuto”, ovvero l’”adeguamento dello statuto in conseguenza della riforma”, ovvero ancora “rinegoziazione dello statuto”.
(Massima H.B.17 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
NON NECESSITÀ DELL’INDICAZIONE NELL’ORDINE DEL GIORNO DELLE DELIBERE INERENTI LO SVOLGIMENTO DELLA RIUNIONE
Non richiedono, obbligatoriamente, la previa indicazione nell’avviso di convocazione le deliberazioni adottate su argomenti inerenti al mero svolgimento della riunione assembleare, quali - ad esempio - la nomina del presidente, ove necessario, la determinazione della durata degli interventi o il sistema di votazione.
(Massima H.B.18 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LEGITTIMAZIONE DELL’ASSEMBLEA AD ADOTTARE DELIBERE CONSEQUENZIALI OD ACCESSORIE A QUELLE ALL’ORDINE DEL GIORNO
L’indicazione di un dato argomento nell’ordine del giorno consente legittimamente la discussione e l’adozione da parte dell’assemblea delle deliberazioni ad esso consequenziali od accessorie.
Ad esempio sono da considerarsi consequenziali od accessorie:
- la delibera di distribuzione degli utili e/o di destinazione a riserva dei medesimi, adottata in sede di approvazione del bilancio;
- la delibera di nomina dei liquidatori, adottata in sede di decisione di anticipato scioglimento.
(Massima H.B.19 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
NON NECESSITÀ DI PREVENTIVA INFORMAZIONE DI AMMINISTRATORI E SINDACI IN CASO DI ASSEMBLEA TOTALITARIA
Si considera “totalitaria” l’assemblea qualora si verifichino i presupposti indicati nell’art. 2366 c.c., anche qualora la minoranza degli amministratori o dei sindaci assente non sia stata preventivamente informata della riunione.
(Massima H.B.20 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
ART. 2479-BIS, COMMA 5 - ASSEMBLEA TOTALITARIA - INFORMATIVA SUGLI ARGOMENTI DA TRATTARE -NECESSITÀ - DIRITTO DI OPPOSIZIONE VERSO GLI ARGOMENTI DA TRATTARE - SPETTA ANCHE AD AMMINISTRATORI E SINDACI ASSENTI - DEROGABILITÀ DELLA NORMA -LIMITI.
In tema di assemblea totalitaria di s.r.l. ai sensi dell'art. 2479-bis, comma 5, è necessaria per gli amministratori e sindaci assenti una pur succinta informativa sugli argomenti da trattare, in quanto anche a detti assenti spetta il diritto di opposizione. La norma è inderogabile per quanto riguarda i requisiti minimi per aversi un'assemblea totalitaria, ma è possibile stabilire nello statuto ulteriori requisiti, come per esempio la presenza di tutti gli amministratori e di tutti i sindaci, in quanto il normale svolgimento dell'assemblea è tutelato dalle norme sulla convocazione della stessa.
Normativa: art. 2479-bis, comma 5 c.c.
(Massima n. 15 del Comitato Notarile della Regione Campania il giorno 27 maggio 2011)
MAGGIORANZE DEGLI ORGANI SOCIETARI CHE DEVONO PRESENZIARE NELL’ASSEMBLEA TOTALITARIA
La maggioranza degli organi amministrativo e di controllo che devono presenziare all’assemblea “totalitaria” deve essere conteggiata non sul numero complessivo dei componenti degli organi medesimi ma su quello dei membri di ciascuno di essi. Pertanto in presenza di un organo gestorio che consta di cinque componenti e di un organo di controllo che ne conta tre, ai sensi dell’art. 2366, comma 4, c.c., non sarà sufficiente la presenza di quattro componenti del primo e di uno del secondo, ma di almeno tre del primo e di due del secondo.
Normativa: art.2366, c 4 c.c.
(Massima H.B.21 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
MODALITÀ DI OPPOSIZIONE ALLA DISCUSSIONE NELL’ASSEMBLEA “TOTALITARIA”
Nel caso di assemblea “totalitaria” è da considerare tardiva la richiesta di opposizione prospettata non sin dall’inizio della discussione di ogni singolo argomento, ma successivamente, quando ormai la discussione è iniziata. E’ tuttavia ammesso che il socio prima della discussione dichiari di ritenersi non sufficientemente informato e si riservi la facoltà di opposizione qualora dalla discussione non emergano informazioni da lui ritenute sufficienti per esprimere il voto.
Normativa: art. 2366, c 4 c.c.
(Massima H.B.22 -1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
MANCANZA DEL DIRITTO DI RINVIO EX ART. 2374 C.C. IN CASO DI ESERCIZIO DEL VOTO PER CORRISPONDENZA
L’art. 2374 c.c. attribuisce il diritto di rinvio solo ai soci intervenuti all’assemblea e non anche ai soci rimasti assenti alla riunione. Nonostante l’equiparazione, operata dall’art. 2370, ultimo comma, c.c., ai soci intervenuti dei soci che esercitano il diritto di voto per corrispondenza, si ritiene che a questi ultimi non spetti il diritto di rinvio ex art. 2374 c.c., in quanto il voto per corrispondenza non può che essere un voto informato.
Normativa: art.2374 c.c.
(Massima H.B.23 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LIMITI TEMPORALI ALL’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RINVIO EX ART. 2374 C.C.
La richiesta di rinvio ex art. 2374 c.c. va formalizzata durante l’assemblea, cioè dopo l’apertura dei lavori e prima della chiusura della discussione sull’argomento per il quale il socio non si ritenga sufficientemente informato.
(Massima H.B.24 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
AMMISSIBILITÀ DELL’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RINVIO EX ART. 2374 C.C SU SINGOLI ARGOMENTI
Nonostante l’art. 2374 c.c. faccia riferimento all’adunanza e induca ad una interpretazione letterale, nel senso del rinvio dell’intera assemblea, è preferibile l’interpretazione in forza della quale, a fronte di più argomenti all’ordine del giorno, ben sarà possibile discutere e deliberare su alcuni di essi, mentre per gli altri, ove sia dichiarata carenza di informazione, si possa procedere ad un rinvio.
(Massima H.B.25 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
INAMMISSIBILITÀ DELLA DESIGNAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA NELL’EVENTUALE REGOLAMENTO DEI LAVORI ASSEMBLEARI
Stante l’espresso riferimento che l’art. 2371 c.c. fa allo statuto, sembra doversi escludere la legittimità di una designazione del presidente dell’assemblea espressa nell’eventuale regolamento dei lavori assembleari ex art. 2364, comma 1, n. 6, c.c.
(Massima H.B.26 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LEGITTIMITÀ DELLA COSTITUZIONE NEL VERBALE NOTARILE DEL PRESIDENTE “DEFINITIVO” DELL’ASSEMBLEA
Nel caso di nomina del presidente dell’assemblea con votazione in apertura della riunione è legittima la costituzione nel verbale notarile del solo presidente “definitivo”, esclusa la necessità di costituire l’eventuale presidente della fase prodromica.
(Massima H.B.27 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LIMITI DI VALIDITÀ DELLA CLAUSOLA STATUTARIA CHE SUBORDINA IL DIRITTO DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA ALL’ISCRIZIONE NEL LIBRO SOCI
Salva l’ipotesi di mancata emissione dei titoli azionari di cui all’art. 2355, comma 1, c.c., è illegittima la clausola statutaria che subordina il diritto di intervento in assemblea degli azionisti alla loro iscrizione nel libro soci.
Normativa: art.2355 c.c.
(Massima H.B.28 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
SOCI DI SOCIETÀ QUOTATE DETENTORI DI PARTECIPAZIONI AZIONARIE SUPERIORI AL 2% CHE NON ABBIANO OTTEMPERATO AGLI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE DI CUI ALL’ART. 120 T.U.F. E DIRITTO DI VOTO
I soci di società quotate detentori di partecipazioni azionarie superiori al 2% che non abbiano ottemperato agli obblighi di comunicazione di cui all’art. 120 T.U.F. conservano comunque il diritto di voto in assemblea limitatamente ad una partecipazioni azionaria pari al 2%.
Normativa: art. 120 T.U.F
(Massima H.B.29 - 1° pubbl. 9/07 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LIMITAZIONI AL DIRITTO DI VOTO EX ART. 2351, COMMA 3, C.C.
Con l’art. 2351, comma 3, c.c., è stato introdotto per le sole società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il voto quantitativamente limitato e il voto c.d. “scalare”, che si caratterizzano per limitare il diritto di voto che può esprimere ciascun socio ad una percentuale massima di azioni, il primo, e per prevedere che il peso percentuale di ciascun azionista cresca in misura meno che proporzionale rispetto al numero di azioni possedute, il secondo.
- che il diritto di voto sia computato secondo le regole ordinarie (un voto per ogni azione) fino al raggiungimento di una determinata quota di possesso del capitale sociale e sia escluso per la quota eccedente (clausole di voto massimo o c.d. voting cap);
- che il voto sia computato secondo le regole ordinarie fino al raggiungimento di una determinata quota di possesso del capitale sociale, sia attribuito in misura minore rispetto a quella ordinaria per una ulteriore quota di possesso e sia computato in misura ancora minore, o sia addirittura escluso, per ulteriori quote (c.d. voto scalare in senso proprio).
Non si tratta di particolari categorie di azioni ex art. 2348 c.c., ma di limiti posti in relazione alla quantità di azioni possedute dal singolo azionista per circoscrivere il suo peso deliberativo. Anzi, al contrario, si è in presenza di una fattispecie in cui, in deroga al principio della spersonalizzazione della partecipazione sociale, caratteristico delle azioni, rileva la persona del socio più che la singola azione. Pertanto, se il socio che non può esercitare il diritto di voto o lo può esercitare in misura minima, per effetto del superamento della soglia prevista dallo statuto, aliena le azioni eccedenti è ben possibile che queste vengano a riacquistare il diritto di voto, laddove invece le azioni di categoria, istituzionalmente e non occasionalmente prive del diritto di voto, non possono riacquistarlo per effetto dell’alienazione del titolo. Naturalmente si dovrà trattare di limiti connessi al possesso da parte di chiunque di determinate soglie azionarie.
Normativa: art.2351, c3 c.c.
(Massima H.B.30 - 1° pubbl. 9/07 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
(Massima H.B.31- 1° pubbl. 9/07 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
Il quorum costitutivo deve essere verificato una sola volta all’inizio della riunione. Il quorum costitutivo deve ritenersi attestato nel momento in cui il presidente abbia esaurito le operazioni di accertamento della legittimazione degli intervenuti e ne abbia dato formalmente conto in assemblea. Pertanto, il socio presente e inizialmente computato durante le operazioni di verifica che si sia successivamente allontanato prima della dichiarazione degli esiti della stessa, deve ritenersi assente.
Inciderà, viceversa, sul quorum deliberativo, perché il suo sopraggiungere alzerà il c.d. “quorum di base deliberativo” e quindi il numero di voti favorevoli necessari per adottare la deliberazione. Di conseguenza, una volta raggiunto il quorum costitutivo, sarà sufficiente che rimanga un unico socio per poter adottare la deliberazione, fatte salve le ipotesi in cui il legislatore o lo statuto richiedano dei quorum deliberativi rinforzati.
Normativa: art.2368 c.c.
(Massima H.B.32 - 1° pubbl. 9/07 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
La disposizione di cui al comma 3 dell’art. 2368 c.c., in forza della quale le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto, perché in mora con i versamenti, concorrono a formare il quorum costitutivo e non quello deliberativo delle assemblee dei soci, deve essere interpretata nel senso che i titolari di dette azioni hanno comunque il diritto di intervento in assemblea e, se intervenuti, di essere computati tra gli azionisti presenti.
Normativa: art.2368, c3 c.c.
(Massima H.B.33 1° pubbl. 9/09 - motivato 9/11 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
QUORUM DELIBERATIVO DELL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI S.P.A. IN SECONDA CONVOCAZIONE.
Normativa: art. 2369, c3 c.c.
QUORUM DELIBERATIVO RAFFORZATO DELL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI S.P.A. IN SECONDA CONVOCAZIONE.
(i) ad almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea, nonché
Normativa: art.2369, c5 c.c.
RILEVANZA DELLE ASTENSIONI E DEROGABILITÀ DEI QUORUM ASSEMBLEARI NELLE S.P.A..
E' legittimo prevedere nello statuto di una spa che nel calcolo del quorum deliberativo dell'assemblea ordinaria, nella prima e nelle successive convocazioni, non si tenga conto delle astensioni anche al di fuori dell'ipotesi contemplata dall'art. 2368, comma 3, c.c. (astensione per conflitto d'interessi).
Normativa: artt.2368, 2369 c.c.
DIRITTO DI VOTO DEL SOCIO TITOLARE CONTEMPORANEAMENTE DI AZIONI INTERAMENTE LIBERATE E DI AZIONI IN MORA CON I VERSAMENTI
La disposizione di cui al comma 4 dell’art. 2344 c.c., in base alla quale il socio in mora con i versamenti non può esercitare il diritto di voto, deve essere interpretata nel senso che tale diritto è sospeso unicamente per le azioni in mora e non anche per le eventuali ulteriori azioni interamente liberate di titolarità del medesimo socio.
Normativa: art.2344, c4 c.c.
(Massima H.B.34 - 1° pubbl. 9/09 - motivato 9/11 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
MOMENTO DELL’ACQUISTO DEL DIRITTO DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA NELLE SOCIETÀ CON TITOLI NON DEMATERIALIZZATI I CUI STATUTI NON IMPONGANO IL PREVENTIVO DEPOSITO DELLE AZIONI
Possono intervenire in assemblea gli azionisti cui spetta il diritto di voto (art. 2370, comma 1, c.c.).
Nelle società con titoli non dematerializzati i cui statuti non impongano il preventivo deposito delle azioni, il cessionario di azioni acquista tale diritto ai sensi dell’art. 2355 c.c.:
a) nel caso di mancata emissione dei titoli azionari:
- nel momento dell’iscrizione nel libro dei soci;
b) nel caso di girata di titoli nominativi:
- nel momento in cui il giratario è nel possesso dei titoli in virtù di una serie continua di girate, indipendentemente dall’avvenuta iscrizione nel libro soci;
c) nel caso di trasferimento di titoli nominativi con mezzi diversi dalla girata (c.d. transfert), alternativamente:
- nel momento del doppio annotamento, sul titolo e nel libro soci;
- nel momento del rilascio del nuovo titolo intestato al cessionario, prescindendo dall’annotazione del rilascio del nuovo titolo nel libro soci ai sensi dell’art. 2022, comma 1, ultimo periodo, c.c.
Deve pertanto ritenersi che il cessionario di azioni sia legittimato all’intervento anteriormente all’iscrizione nel libro soci (con il conseguente obbligo per la società di aggiornamento postumo di tale libro) esclusivamente nel caso in cui sia nel possesso di un titolo a lui girato in virtù di una serie continua di girate, ovvero a lui intestato fin dall’emissione, esclusa ogni altra ipotesi.
Normativa: artt.2370, 2355 c.c.
(Massima H.B.35 -1° pubbl. 9/10 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LEGITTIMAZIONE ALL'INTERVENTO IN ASSEMBLEA DI S.P.A IN ASSENZA DELL'OBBLIGO DI PREVENTIVO DEPOSITO DELLE AZIONI
Per intervenire nell'assemblea di s.p.a., pur in assenza di una previsione statuta-ria che preveda il preventivo deposito delle azioni presso la sede sociale o le banche in-dicate nell'avviso di convocazione, è necessaria l'esibizione dei certificati azionari rego-larmente intestati o muniti di una serie continua di girate. L'obbligo della società di provvedere "all'iscrizione nel libro dei soci di coloro che hanno partecipato all'assemblea o che hanno effettuato il deposito, ovvero che risultino dalla comunicazione dell'intermediario", previsto dall'art. 2370, comma 3, c.c., si esaurisce nell'aggiornamento del libro soci mediante l'iscrizione dei (soli) soci non ancora iscritti, e non impone l'annotazione di tutti i soggetti intervenuti all'assemblea o che abbiano effettuato il deposito o che risultino dalle comunicazioni degli intermediari.
DIRITTO DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA IN PRESENZA DI CLAUSOLE CHE IMPONGANO IL PREVENTIVO DEPOSITO DELLE AZIONI EX ART. 2370, COMMA 2, C.C.
Il legislatore della riforma ha abrogato l’obbligo generico di preventivo deposito delle azioni per legittimarsi all’intervento in assemblea, previsto dal vecchio testo dell’art. 2370 c.c., al fine di consentire ad ogni singola società azionaria di disciplinare autonomamente la materia in base alle proprie esigenze organizzative.
Ai sensi del nuovo art. 2370, comma 2, c.c., le società azionarie possono dunque oggi graduare gli oneri di verifica a loro carico, e quelli di legittimazione a carico dei propri soci, prevedendo nei propri statuti, alternativamente, il diritto all’intervento:
1) con la semplice esibizione dei titoli alla presidenza dell’assemblea, escluso ogni obbligo di preventivo deposito (tale meccanismo è quello che opera anche in assenza di specifiche previsioni statutarie);
2) previo deposito dei titoli, con divieto di ritiro prima dello svolgimento dell’assemblea (impedendo così di fatto ai soci di effettuare girate tra il deposito e l’assemblea, sottraendosi in tal modo la società ad obblighi di ulteriore verifica);
3) previo deposito dei titoli, con facoltà di ritiro prima dello svolgimento dell’assemblea (lasciando così ai soci la possibilità di effettuare girate tra il deposito e l’assemblea e assumendo conseguentemente la società l’obbligo di ulteriore verifica, se richiesta dai giratari).
Nella prima ipotesi il diritto di intervento e di voto spetterà al titolare delle azioni al momento dello svolgimento dell’assemblea; nella seconda al titolare delle azioni alla data del deposito, anche nel caso in cui al momento dell’assemblea abbia perso tale titolarità (evidentemente con trasferimenti avvenuti con tecniche diverse dalla girata, stante l’indisponibilità dei titoli); nella terza ipotesi al titolare delle azioni alla data del deposito, salvo che si presenti in assemblea un giratario successivo delle azioni ritirate dal depositante che le esibisca alla presidenza con ciò legittimandosi all’intervento in sostituzione del suo dante causa ai sensi del comma 1 dell’art. 2370 c.c.
Normativa: art.2370, c2 c.c.
(Massima H.B.36 - 1° pubbl. 9/10 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
MOMENTO DELL’ACQUISTO DEL DIRITTO DI INTERVENTO IN ASSEMBLEA NELLE SOCIETÀ AMMESSE ALLA GESTIONE ACCENTRATA DEI TITOLI
Nelle società ammesse alla gestione accentrata dei titoli il diritto di intervento in assemblea si acquista ai sensi dell’art. 83 sexies T.U.F.:
a) nel caso di società quotate:
- con la registrazione nei conti dell’intermediario sussistente al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente l’assemblea (non sono ammesse deroghe statutarie a tale regola);
b) nel caso di società non quotate il cui statuto nulla disponga in merito:
- con la registrazione nei conti dell’intermediario sussistente al momento dell’apertura dell’assemblea;
c) nel caso di società non quotate il cui statuto richieda che le azioni siano registrate nel conto del soggetto cui spetta il diritto di voto a partire da un termine prestabilito, alternativamente:
- 1. nell’ipotesi che lo statuto vieti la cessione fino alla chiusura dell’assemblea:
con la registrazione nei conti dell’intermediario sussistente al termine della giornata anteriore rispetto all’assemblea di un numero di giorni coincidente con la regola statutaria;
- 2. nell’ipotesi che lo statuto non vieti la cessione fino alla chiusura dell’assemblea:
con la registrazione nei conti dell’intermediario sussistente al termine della giornata anteriore rispetto all’assemblea di un numero di giorni coincidente con la regola statutaria, se il soggetto legittimato ha acquistato le azioni anteriormente a tale termine, nel caso contrario (acquisto successivo) con la registrazione nei conti dell’intermediario sussistente al momento dell’apertura dell’assemblea.
Normativa: art. 83 sexies T.U.F.
(Massima H.B.37- 1° pubbl. 9/10 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
DOCUMENTI DA ESIBIRE ALLA PRESIDENZA DELL’ASSEMBLEA OVVERO DA DEPOSITARE O COMUNICARE PREVENTIVAMENTE PER LEGITTIMARSI ALL’INTERVENTO
In relazione alle diverse tecniche di circolazione delle azioni e ai conseguenti diversi momenti di acquisto del diritto di intervento in assemblea (vedi orientamenti H.B.35, H.B.36 e H.B.37) i documenti che devono essere prodotti alla società, ovvero depositati o comunicati preventivamente, sono:
1 - per le società non ammesse alla gestione accentrata dei titoli:
nessun documento, la legittimazione consegue all’iscrizione nel libro dei soci;
le azioni o i certificati azionari girati al soggetto che intende legittimarsi in virtù di una serie continua di girate;
c) nel caso di trasferimento di titoli nominativi avvenuto con mezzi diversi dalla girata (c.d. transfert):
le azioni o i certificati azionari annotati del trasferimento a favore del soggetto che intende legittimarsi, ovvero ad esso direttamente intestati in seguito al ritiro ed annullamento dei precedenti;
2 - per le società ammesse alla gestione accentrata dei titoli:
la comunicazione all’emittente dell’avvenuta scritturazione del trasferimento nei conti dell’intermediario nei termini di legge o di statuto, inviata ai sensi del comma 1 dell’art. 83 sexies T.U.F.
(Massima H.B.38 - 1° pubbl. 9/10 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
TEMPI E REGOLE PER LA FORMAZIONE DEL VERBALE DI ASSEMBLEA.
La verbalizzazione dell'assemblea interviene in un tempo successivo alla conclusione dei lavori assembleari e non deve necessariamente essere fatta subito dopo lo scioglimento dell'assemblea, fermo restando che la verbalizzazione dovrà avvenire nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione delle deliberazioni assembleari.
Il verbale per atto notarile deve essere iscritto nel repertorio del notaio verbalizzante nel giorno della sua redazione e non in quello in cui si è tenuta l'assemblea.
La funzione del verbale e la valutazione degli interessi tutelati da una corretta verbalizzazione inducono a ritenere che il verbale redatto da notaio possa essere sotto-scritto dal solo notaio verbalizzante e che non sia richiesta a pena di invalidità la sotto-scrizione del presidente dell'assemblea.
Pertanto, in ordine alla nullità delle deliberazioni assembleari per mancanza di verbalizzazione, va precisato che non si considera mancante il verbale se esso, oltre a contenere la data della deliberazione e il suo oggetto, sia sottoscritto dal presidente dell'assemblea o dal presidente del consiglio di amministrazione o dal presidente del consiglio di sorveglianza e dal segretario nel caso di verbale redatto per atto privato ovvero dal solo notaio nel caso di verbale redatto per atto pubblico.
L'invalidità della deliberazione per mancanza del verbale viene sanata da una verbalizzazione eseguita prima dell'assemblea successiva. La nozione stessa di verbalizzazione richiede però che il soggetto che redige il documento verbale (sia esso un atto privato o un atto notarile) sia stato presente all'assemblea il cui svolgimento viene do-cumentato con il verbale.
La specificità del verbale di assemblea induce a ritenere non applicabili al documento notarile alcune delle prescrizioni dettate dall'art. 47 all'art. 59 della legge notarile (16.2.1913 n. 89) con particolare riferimento alla necessità dell'assistenza dei testimoni o della rinuncia agli stessi (art. 50 legge notarile), e a quella della lettura dell'atto al pre-sidente o all'assemblea. Nel caso in cui gli interventi in assemblea siano svolti in una lin-gua non compresa dal verbalizzante, essi dovranno essere tradotti in modo da assicurare al soggetto verbalizzante la comprensione dell'intervento, senza però vincoli formali, non applicandosi al verbale gli artt. 55, 56 e 57 della legge notarile.
Normativa: art. 2375 c.c.
a) il verbale potrà essere redatto anche in un giorno successivo a quello della riu-nione purché nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione delle deliberazioni ivi documentate;
d) non sono applicabili le disposizioni della legge notarile relative sia alla neces-sità dell'assistenza dei testimoni o della rinunzia agli stessi sia alla necessità della lettura del documento al presidente del collegio;
e) nel caso in cui uno o più intervenuti abbiano compiuto interventi in lingua non compresa dal verbalizzante, tali interventi dovranno essere tradotti in modo da assicurarne al soggetto verbalizzante la comprensione senza però vincoli formali, non risultando applicabili gli artt. 55, 56 e 57 della legge notarile.
REDAZIONE NON CONTESTUALE DEL VERBALE ASSEMBLEARE.
CLAUSOLA STATUTARIA ILLECITA, INTRODOTTA CON DELIBERA NON PIÙ IMPUGNABILE, E SUCCESSIVE DECISIONI A TALE CLAUSOLA CONFORMI
Normativa: art.2379 c.c.
IL RINVIO DELL'ASSEMBLEA NELLE SOCIETÀ DI CAPITALI
1.Fuori dai casi di cui all’art. 2374 c.c., il rinvio può essere deciso per un periodo superiore a cinque giorni purchè contenuto entro convenienti limiti di tempo.
2.L’assemblea di rinvio costituisce una mera prosecuzione dell’assemblea rinviata, pertanto si deve ritenere che:
a) il quorum costitutivo sia quello accertato dal Presidente in occasione dell’apertura dei lavori dell’assemblea rinviata con le seguenti precisazioni:
3.Si deve peraltro ritenere che:
l’assemblea di rinvio possa tenersi in un luogo diverso rispetto a quello dove si è svolta l’assemblea rinviata; l’assemblea di rinvio, laddove sia totalitaria, possa deliberare anche su argomenti non previsti all’ordine del giorno dell’assemblea rinviata.
(Massima n°26 del 2012 elaborata dal Consiglio Notarile di Firenze)
CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI IN UNA S.P.A. NON QUOTATA O IN UNA SOCIETÀ COOPERATIVA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA
In una società per azioni (anche) non quotata ed in una società cooperativa che abbiano adottato il sistema dualistico è da ritenersi lecita una clausola statutaria che attribuisca al Consiglio di Sorveglianza un potere autonomo di convocazione dell’assemblea dei soci in concorso con il Consiglio di Gestione.
(Massima n°5 del 2008 elaborata dal Consiglio Notarile di Firenze)
(1) Sono ammissibili le clausole statutarie di società di capitali che prevedano la variazione automatica dei quorum, costitutivo e/o deliberativo, in funzione di determinati parametri o eventi oggettivamente verificabili, purché nel rispetto di disposizioni normative inderogabili applicabili rispettivamente alla società per azioni e alla società a responsabilità limitata.
1) a specifiche date prefissate dallo statuto;
Normativa: art. 2368, 2369 cc.
(Massima n. 42 aggiorn. 6/2015 elaborata dal Consiglio Notarile di Firenze)
Normativa: art. 2471-bis, 2352 cc.
(Massima n. 52 aggiorn. 2015 elaborata dal Consiglio Notarile di Firenze)