Source: https://luigimercurio.me/2013/04/07/sinistri-stradali-quando-si-possono-chiedere-i-danni/
Timestamp: 2019-05-23 16:02:56+00:00
Document Index: 104485077

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art 3', 'arti 2', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4']

Sinistri stradali: quando è possibile rivalersi in caso di incidente. – Blog di Luigi Mercurio
Riportiamo un interessante articolo di Giovanni Calandriello scritto su SicurMOTO.it che riguarda chi circola sulle strade quotidianamente in sella alle due ruote!
Ci si può imbattere in strutture che in teoria dovrebbero difendere il malcapitato motociclista, ma che invece troppo spesso possono rivelarsi delle vere trappole. Nell’articolo vengono riportate alcune misure e distanze delle protezioni e delle segnalazioni che troviamo sulle strade.
Quando è possibile rivalersi in caso di incidente? Quando l’ente proprietario della straada non può chiedere i danni?
Potete provare ad affrontare buche, crateri, ghiaino, dossi, pozzanghere … addobbando le vostre Gs e affini con protezioni e ruote artigliate atte ad affrontare il più ostico raid africano, dotandole eventualmente anche di un Uzi sul manubrio per annichilire eventuali ciclisti indisciplinati, ma dovete rassegnarvi, sono sempre in agguato ostacoli più coriacei di voi: fabbricati di svariata natura, tralicci di elettrodotti, portali della segnaletica, alberature, pali dell’ illuminazione pubblica, rocce affioranti, cassonetti etc. Trattasi di strutture che se vengono collocate contravvenendo alle più elementari disposizioni di sicurezza possono rendersi pericolose, come è immaginabile, dunque quando sono coinvolte in un sinistro non ti aspetti che l’ente esiga pure di essere indennizzato dalla assicurazione, nonostante la sua negligenza.
meno, in parte, quando il fatto accade per un comportamento colposo dell’utente della strada. In altri termini il carattere di insidia è legato ad ogni situazione di pericolo occulto non prevedibile e qualora le sue conseguenze si fossero potute limitare prestando maggiore cautela, la responsabilità del gestore può essere diminuita proporzionalmente. Per tanto, se abbiamo inciso o divelto con la nostra carena qualche pertica del comune, prima di farla ripristinare a discapito della nostra tasca, è opportuno valutare se sia stata legittimamente collocata in quel maledetto punto ed eventualmente opporsi all’ente contro deducendo, dimostrando di aver noi stessi sofferto un danno (art. 2051 c.c.), evidenziando il nesso di causalità tra il sinistro e l’ostacolo. Attenzione, quando chiediamo i danni al nostro Comune di residenza, anche per una buca, questi può eccepire che l’insidia non sia sconosciuta perché teoricamente dovremmo conoscerla (specie piccoli comuni, se abitiamo ad es. Roma l’estensione territoriale gioca a nostro favore ) e prestare cautela, ciò potrebbe significare concorso di colpa.
… ma chi realizza l’opera, tenendo conto della sicurezza stradale dovrebbe operare considerando, accanto alla celerità di progetto, il volume di traffico, il raggio di curvatura dell’asse stradale, la pendenza della scarpata, l’evidenza dell’ostacolo, l’assorbimento delle barriere… non si dovrebbe certo correre ai ripari con posticce fettucce a bande bianco-rosse ad evidenziare un palo sito ove non dovrebbe stare! Né tantomeno è auspicabile piazzare ex post intorno al lampione una sorta di transenna forgiata dal fabbro del paese, poiché la barriera deve servire a proteggere chiunque, centauri compresi. Attenzione alla installazione, è necessario garantire il margine di deflessione e lo sviluppo lineare minimo previsti dal certificato di omologazione della barriera utilizzata, passaggio pedonale libero di almeno 90 cm per non ostacolare i diversamente abili. Ad ogni modo le alternative per viaggiare in sicurezza ci sarebbero: pali di illuminazione a sicurezza passiva, in accordo alla Norma UNI EN 12767 e guard rail salva motociclisti su tutte le strade. Se quindi ritenete che il danno non sia il risultato della vostra condotta non resta che fotografare la scena, far verbalizzare l’accaduto dalla forze dell’ordina ed eventualmente opporsi all’ente che vi presenta il conto, ma che non ha rispettato le prescrizioni in materia di sicurezza. (Fonte: http://www.sicurmoto.it)
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4 pensieri riguardo “Sinistri stradali: quando è possibile rivalersi in caso di incidente.”
aprile 7, 2013 alle 22:22
agosto 28, 2018 alle 13:43
ciao a proposito della distanza di 1.4 metri per pali installati su strade urbane prive di marciapiede con cordonatura, la norma CEI 64-7 art 3.6.1 attualmente non mi risulta in vigore.
Quale norma l’ha sostituita? grazie.
agosto 29, 2018 alle 11:44
Buongiorno. Può verificare le seguenti normative: Norma CEI 64-8 Sez. 714 -“Impianti illuminazione situati all’esterno”- Norma UNI 11248 -“Illuminazione stradale. Selezione delle categorie illuminotecniche”- Norme UNI EN 13201 -“Illuminazione stradale” – Parti 2, 3, 4-
agosto 31, 2018 alle 13:02
Buongiorno e grazie per la risposta, però devo precisare che :la norma UNI 11248 tratta la progettazione di impianti per diverse tipologie stradali a seconda della luminosità prevista, la norma Uni EN 13201 parte 2 tratta requisiti di illuminotecnica, la norma Uni EN 13201 parte 3 tratta il calcolo delle prestazioni illuminotecniche, la norma Uni EN 13201 parte 4 le prestazioni fotometriche. Per quanto riguarda la CEI 64-8 sez. 714 vengono riportate solo le indicazioni riportate nei DM..ma nulla viene riportato riguardo alla distanza di 1.4 metri e su strade urbane. Possibile che sia stata eliminata e pertanto esista un buco normativo per strade urbane privi di marciapiede? i pali a quanti metri dovrebbero essere installati?Grazie, saluti Pierluigi