Source: https://www.sanifim.com/normative/
Timestamp: 2019-07-22 21:18:30+00:00
Document Index: 3069216

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 52', 'art.51', 'art. 7', 'art. 55', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 150', 'arte 4']

Normative – Sanifim
SANIFIM SRL pone grande attenzione alle novità legislative e normative e consulta giornalmente le disposizioni derivanti da leggi nazionali e decreti, linee guida pubblicate in Gazzetta Ufficiale, leggi regionali e norme tecniche alle quali conformare adeguatamente gli standard di servizio, applicando in particolare quanto previsto dal Testo Unico Sicurezza D.Lgs. 81/2008.
Questo l’ampio sommario, in continua evoluzione, delle principali normative che regolano il nostro standard di lavoro:
Il Legislatore, con l’ introduzione del “Testo unico sulla Sicurezza” D.Lgs 81. 09 aprile 2008 (G-U-101 del 30/04/2008, ha portato delle consistenti innovazioni nel settore della manutenzione degli impianti di climatizzazione sancendo di fatto la necessità del corretto controllo e della manutenzione periodica degli stessi.
Il testo unico fa esplicito riferimento ad azioni di monitoraggio e verifica; inoltre richiama l’attenzione del RSPP e del datore di lavoro sulle necessità di rimuovere rapidamente e sistematicamente i pericoli che potrebbero derivare dall’impianto di climatizzazione.
Lo stesso decreto,ovviamente, richiama anche pesanti sanzioni penali e pecuniarie.
Trasgredire significa: le sanzioni
Il datore di lavoro, nel caso in cui non osservi le disposizioni di Legge, è punibile con delle sanzioni di vario tipo quali:
L’arresto da sei a dodici mesi con l’ammenda da 4.000 a 16.000 € per la violazione dell’articolo 66 [“Lavoro in ambienti sospetti di inquinamento”];
Con l’arresto da tre a sei mesi con l’ammenda da 2.000 a 10.000 € per la violazione degli articoli 64 e 65, commi 1 e 2 [“ Obblighi del datore di lavoro”, “Locali sotterranei o semisotterranei”];
Con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 2.500 € per la violazione dell’articolo 67 commi 1 e 2 [“Notifiche all’organo di vigilanza competente per il territorio”];
SINTESI DELLE NORMATIVE – DECRETI – LEGGI
G.U. n. 256 03/11/2006
Viene indicata la necessità di:
Eseguire una manutenzione regolare agli impianti di trattamento aria (periodicità nei controlli, manutenzione preventiva, 1° controllo all’attivazione dell’impianto);
Progettare i sistemi aeraulici tenendo presenti le esigenze manutentive;
Eseguire la pulizia di UTA, canali e accessori con personale qualificato (categoria A: specializzato / categoria B: semplice manutentore)
Eseguire analisi per verificare la carica batterica (inferiore a 106 UFC/L) e presenza di particolato (inferiore a 1g/m2)
Eseguire la sanificazione periodica con metodi fisici o chimici.
Sintesi Gazzetta n. 256 del 3 novembre 2006
SCHEMA DI LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DI PROTOCOLLI TECNICI DI MANUTENZIONE
PREVENTIVA SUGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
Sintesi delle principali indicazioni:
negli ambienti confinati gli impianti di climatizzazione svolgono le funzioni di controllo delle condizioni termiche e di umidità’ dell’aria, di ricambio controllato
dell’aria e di cattura per filtrazione di polveri ed altre particelle trasportate. In pratica, però, esistono molti casi in cui l’impianto non svolge idoneamente queste funzioni e per giunta può trasportare o diventare esso stesso una fonte di contaminanti, rumore e vibrazioni, soprattutto se non sottoposti con regolarità ad adeguata manutenzione.
Le conseguenze di una cattiva manutenzione delle apparecchiature di condizionamento ed in particolare delle canalizzazioni dell’aria sull’IAQ, in molti casi, possono essere gravi. Spesso si e’ riscontrata l’esistenza di agenti patogeni diffusi negli ambienti condizionati proprio attraverso le reti di distribuzione, con gravi rischi per la salute ed il benessere degli occupanti l’edificio. (omissis)
E’ frequente il caso in cui i problemi di manutenzione derivino da errori progettuali e diviene dunque molto problematico, se non addirittura impossibile, intervenire sui sistemi aeraulici già installati. Per questi motivi, ai fini di una buona manutenzione, occorre progettare, costruire ed installare i sistemi aeraulici tenendo sempre presenti le esigenze manutentive.
Per quanto attiene agli ambienti di lavoro, si sottolinea che in base al D.Lvo 626/94 il datore di lavoro deve provvedere affinché i lavoratori dispongano di aria salubre e gli impianti vengano sottoposti a regolare pulizia e manutenzione tecnica, onde assicurare negli ambienti condizioni igieniche adeguate. E’ opportuno sottolineare, inoltre, che la progettazione; l’ installazione, la manutenzione ed il collaudo degli impianti devono rispettare quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza (Legge 5 marzo 1990, n. 46 e successive) e di risparmio energetico, come pure le norme tecniche di sicurezza dell’Ente Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). I soggetti abilitati rilasciano al committente idonea dichiarazione della messa in opera secondo le regole dell’arie e di conformità degli impianti alla normativa vigente.
1. PIANIFICAZIONE DELLA MANUTENZIONE
1.1 Scopo della manutenzione
…la manutenzione ha come scopo e finalità quella di garantire la “disponibilità” dell’impianto o apparecchiatura; queste entità, cioè devono essere messe in grado di svolgere la funzione richiesta, alle condizioni stabilite, durante un certo intervallo di tempo…
Lo scopo della manutenzione e’ pertanto quello di: ridurre la velocità con la quale il bene si deteriora; prolungarne la vita operativa; raccogliere informazioni su difetti o cause di deterioramento per eliminarli o prevenirli.
1.2 Frequenza degli interventi
Gli impianti e le apparecchiature devono essere sottoposti a frequenti controlli
volti ad accertarne lo stato di funzionamento.
La periodicità viene stabilita confrontando le esigenze di disponibilità con i
deterioramenti prevedibili.
Non si può svolgere correttamente l’attività di manutenzione degli impianti senza avere a disposizione una adeguata documentazione di impianto.
1.4 Scelta delle modalità d’intervento
Il Committente dovrà scegliere le modalità di effettuazione della manutenzione seguendo criteri di efficacia ed economicità di modo che le proprie esigenze siano soddisfatte. In genere le operazioni di manutenzione si possono dividere in due gruppi: manutenzione correttiva e manutenzione preventiva.
1.5 Manutenzione correttiva
Secondo UNI 9910, si tratta di manutenzione che viene effettuata quando si riscontra un’avaria. L’intervento conseguente serve a riportare l’entità nello stato in cui può eseguire la funzione richiesta.
Il costo della manutenzione correttiva e’ quasi sempre superiore a quello di un intervento preventivo, dovendosi aggiungere al costo dell’intervento stesso quello dovuto all’indisponibilità dell’impianto.
2.2.5 Manutenzione preventiva
Una manutenzione efficace sarà quindi rivolta ad eliminare o prevenire le avarie. Seguendo la prassi internazionale, le attività di manutenzione svolte periodicamente vengono chiamate “manutenzione preventiva”.
2 REQUISITI IGIENICI PER LE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI
I sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione devono essere progettati, costruiti ed istallati in modo tale da consentire la pulizia di tutte le superfici interne e di tutti i componenti, in conformità alla disposizione della ENV 12097(6). Ciò costituisce premessa indispensabile affinché tali sistemi possano funzionare ed essere mantenuti in modo tale che i requisiti igienici siano permanentemente rispettati. . A questo proposito devono essere effettuate ispezioni tecniche e manutentive regolari insieme a frequenti controlli igienici da parte di personale specializzato.
Il primo controllo deve avvenire contestualmente all’attivazione dell’impianto al fine di accertare che lo stesso sia stato posto in opera pulito e, se necessario, sanificato (assenza di detriti e polvere di cantiere, ecc.)
I sistemi impiantistici devono essere controllati regolarmente e devono essere puliti, se necessario, da personale qualificato; un sistema può essere mantenuto pulito solo quando tutte le superfici del sistema (in particolare dei condotti d’aria) non presentano accumuli di particolato ritenuti non accettabili.
La carica totale batterica (Metodo EN/ISO 6222) nell’acqua delle sezioni di umidificazione non deve superare 1.000 CFU/ml (106 CFU/L).
La sanificazione dell’impianto (intesa come pulizia, disinfezione o sterilizzazione, se necessaria) deve essere effettuata usando metodi fisici o chimici, conperiodicità regolare.
Le ispezioni igieniche dei sistemi di condizionamento dell’aria devono essere effettuate da personale tecnico competente nel settore: ogni anno nel caso di sistemi con umidificatori ad acqua ogni due anni nel caso di sistemi con umidificatori a vapore ogni tre anni per sistemi senza umidificatori d’aria
Il limite ammissibile per il particolato depositato nei condotti d’aria considerati puliti, privi di rivestimento interno, e’ 0,75 mg/100 cmq
Il limite per la contaminazione ammissibile nei condotti d’aria è 1 g/m2.
L’avvenuto controllo igienico e l’esecuzione della corretta santificazione sul sistema impiantistico devono essere riportati su apposito registro facente parte di una documentazione predisposta per la certificazione. Tale documentazione e’ custodita dal responsabile della sicurezza.
2.2.1 Unità centrali di trattamento aria
I locali dove sono installate le unità e gli alloggiamenti delle apparecchiature devono essere puliti e sanificati a fondo prima dell’avvio iniziale.
2.2.2 Filtri per l’aria
I filtri per l’aria devono mantenere la loro corretta efficienza per tutta la durata del loro servizio. Per assicurarne la funzionalità, i filtri devono essere ispezionati a
I filtri per l’aria devono essere sostituiti se c’e’ una evidente contaminazione o se vi e’ una perdita;
2.2.3 Umidificatori d’aria
Bisogna fare in modo che l’acqua non possa precipitare o condensare a valle della sezione di umidificazione
Si può prevenire un incremento nella contaminazione batterica con una regolare pulizia o sanificazione degli umidificatori, e con un’idonea procedura di
disinfezione dell’acqua. La contaminazione batterica totale dell’acqua circolante non deve eccedere il valore di 1.000 CFU/ml (106 CFU/L).
2.2.4 Batterie di scambio termico Le batterie di scambio termico e i loro accessori devono essere periodicamente ispezionate per verificare eventuali contaminazioni,
2.2.6 Ventilatori
I ventilatori e i motori devono essere periodicamente ispezionati, gli eventuali danneggiamenti prontamente riparati.
2.2.6 Recuperatori di calore Le raccomandazioni relative alle batterie di scambio termico si applicano anche ai recuperatori di calore.
2.2.7 Condotte d’aria e silenziatori
Le condotte d’aria devono essere periodicamente ispezionate sia sul lato esterno sia sul lato interno
2.2.8 Prese d’aria esterna e griglie di espulsione
…le prese d’aria e le griglie di espulsione spesso mostrano depositi solidi sulla loro superficie visibile dopo lungo funzionamento. Tali superfici devono essere pulite periodicamente.
2.2.9 Torri di raffreddamento
L’operatività della torre di raffreddamento deve essere sospesa durante la manutenzione e la pulizia
La pulizia e il drenaggio del sistema devono essere effettuati: prima dell’avvio iniziale alla fine della stagione fredda o prima di fermate superiori ad un mese
all’inizio della stagione fredda o dopo una fermata superiore ad un mese almeno due volte all’anno.
2.2.10 Apparecchi terminali
I requisiti igienici caratteristici dei componenti degli apparecchi terminali devono corrispondere almeno a quelli dei componenti dell’unita’ centrale di trattamento
3. QUALIFICAZIONE E FORMAZIONE DEL PERSONALE
La completa osservanza dei requisiti igienici e una buona gestione delle condizioni di funzionamento e di manutenzione previste, richiedono personale qualificato.
Gli interventi operativi di manutenzione ma anche le ispezioni e le eventuali riparazioni devono essere effettuate da personale specializzato che abbia una
completa e appropriata formazione o che abbia una equivalente esperienza tecnica adeguata alla specializzazione richiesta.
Categoria B: formazione per operazioni semplici
Categoria A: formazione dei responsabili dell’igiene …
Le analisi igienico­ microbiologiche che vanno oltre le analisi di routine devono essere effettuate da un istituto d’igiene, da laboratori pubblici qualificati o
da personale o da enti di pari qualificazione.
Circ.Min.Sanità del 17/12/2004
Indicazioni sulle linee guida per la tutela dei non fumatori
Il fumo di tabacco è causa di morte prematura. La norma applica il divieto di fumo a tutti i locali chiusi pubblici e privati aperti al pubblico. Prevede sanzioni
fino a 2.000 € e anche la revoca di licenza d’esercizio del locale.
Sintesi Circ.Min.Sanità del 17/12/2004
Resta fermo che, considerata la libera accessibilità a tutti i locali di fumatori e non fumatori, la possibilità di fumare non può essere consentita se non in spazi di inferiore dimensione attrezzati all’interno dei locali, proprio per la definizione «riservati ai fumatori» utilizzata al comma 1b dell’art. 51 della legge n. 3/2003.
si precisa che sui soggetti responsabili della struttura o sui loro delegati ricadono gli obblighi di:
l ’applicazione delle misure sanzionatorie, comprese tra un minimo di 200 e un massimo di 2000 euro, previste dall’art. 52, comma 20, della legge n. 448 del 28 dicembre 2001.
qualora non siano osservati gli obblighi che ricadono sui gestori, il questore può sospendere, per un periodo da tre giorni a tre mesi, o revocare la licenza di esercizio del locale.
Legge n. 3 16/01/2003 – Art. 51
Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione – Tutela della salute dei non fumatori –
E’ fatto divieto di fumare nei locali pubblici, escluso quelli riservati ai fumatori, i quali devono essere dotati di impianti per la ventilazione e ricambio aria.. Nei ristoranti i locali per non fumatori devono avere una superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva.
Sintesi Legge n. 3 16/01/2003 – Art. 51
2. Gli esercizi e i luoghi di lavoro di cui al comma 1, lettera b), devono essere dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti.
3. Negli esercizi di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera b), devono essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di
somministrazione dell’esercizio.
5. Alle infrazioni al divieto previsto dal presente articolo si applicano le sanzioni di cui all’articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come sostituito
dall’articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
Repubblica italiana D.P.C.M. 23 DICEMBRE 2003
Attuazione dell’art.51, comma 2 della l.16 gennaio 2003, come modificato dall’art. 7 della l.21 ottobre 2003, n. 306, in materia di “tutela della salute dei non fumatori” (g.u. n. 300 del 29-12-2003)
Requisiti tecnici dei locali per fumatori, dei relativi impianti di ventilazione e ricambio aria, dei modelli dei cartelli connessi al divieto di fumo.
Legge Regionale Liguria n°24/2002
Disciplina per costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento
Al collaudo dell’impianto aeraulico nuovo, con prove di aspirazione si accerta che l’aria sia priva di agenti patogeni (carica micotica entro 15.000 UFC/g e carica batterica entro 30.000 UFC/g – particolato inferiore a 1g/m2)
Si deve effettuare la manutenzione e controllo periodico degli impianti da tecnici opportunamente preparati;
Va redatto un libretto di manutenzione sul quale si annotano tutti gli interventi di manutenzione.
Sono previste sanzioni da 1.550,00 a 9.000,00 €.
Sintesi Legge Regionale Liguria n°24/2002
1. La Regione, nel rispetto delle linee di indirizzo per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati fissate nell’accordo Stato – Regioni del 27 settembre 2001, detta
disposizioni dirette a garantire la qualità dell’aria negli ambienti di vita e di lavoro.
2. Gli strumenti previsti dalla presente legge devono essere realizzati su tutti gli impianti aeraulici con condotte prive di rivestimenti interni installati in ambienti con volume d’aria
superiore a metri cubi 1.000.
Art. 2. (Apparecchiature).
1. Tutti gli impianti aeraulici negli edifici di nuova costruzione ovvero oggetto di ristrutturazione debbono essere costituiti da apparecchiature aerodisperdenti di condizionamento rispondenti ai requisiti costruttivi stabiliti nel regolamento di attuazione di cui all’articolo 10.
Art. 3. (Progettazione e installazione).
1. I progetti di installazione dei sistemi aeraulici devono essere attestati da un tecnico qualificato ai sensi dell’articolo 6 il quale ne dichiari la conformità ai requisiti igienico – sanitari stabiliti dal regolamento previsto dall’articolo 10.
2. Al termine dell’installazione è eseguito un collaudo dell’impianto al fine di accertare che:
a) l’aria immessa nell’ambiente, anche in quelli confinati, sia priva di contaminazione da agenti patogeni;
b) l’aria emessa nell’ambiente, anche in quelli confinati, non superi la concentrazione limite della carica micotica e batterica fissata nell’accordo di cui all’articolo 1;
c) il particolato depositato nei condotti di aria non deve essere superiore a 0.1 g/mq.; l’accertamento deve essere eseguito attraverso prove di aspirazione.
Art. 4. (Manutenzione e controlli).
1. La manutenzione dei sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione è esercitata da personale addetto all’igiene degli impianti iscritto nell’elenco di cui all’articolo 7; lo stesso deve accertare il rispetto dei limiti di cui all’articolo 5.
2. La salvaguardia delle condizioni igienico – sanitarie è garantita attraverso periodiche ispezioni dell’impianto aeraulico e delle apparecchiature aero disperdenti.
3. Ad ogni sistema di condizionamento deve corrispondere un libretto di manutenzione sul quale vengono annotati i singoli interventi effettuati.
Art. 5. (Limiti di contaminazione nella manutenzione).
1. Il sistema aeraulico è considerato pulito e quindi idoneo quando tutte le superfici, comprese le condotte dell’aria, presentano una quantità di particolato inferiore ad 1 g/mq.
2. Un impianto è considerato contaminato quando la presenza di agenti patogeni supera una concentrazione di carica micotica pari a 15.000 CFU/g e batterica pari a 30.000 CFU/g.
Art. 6. (Formazione di personale qualificato).
1. La formazione professionale del personale addetto all’igiene degli impianti aeraulici è attuata attraverso specifici corsi promossi da enti pubblici ovvero da privati nonché da
associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale
Art. 8. (Vigilanza).
1. Le funzioni di vigilanza e controllo sugli impianti aeraulici sono svolte dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale territorialmente competente.
Art. 9. (Informazione).
1. La Regione, anche attraverso i propri enti strumentali e la collaborazione degli enti locali, promuove campagne divulgative dirette ad informare i cittadini sui rischi connessi alla non corretta gestione degli impianti aeraulici e sui contenuti della presente
Art. 10. (Norma transitoria).
1. La Regione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un apposito regolamento di attuazione.
2. I Comuni, entro centoventi giorni dall’approvazione del regolamento di cui al comma 1, provvedono all’adeguamento dei propri regolamenti edilizi e di igiene.
3. Coloro che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano attività di addetto all’igiene degli impianti aeraulici da almeno tre anni in modo continuativo e documentato, possono continuare ad esercitare fino al conseguimento dell’attestato di cui all’articolo 6; tale attestato deve essere rilasciato improrogabilmente entro i due anni decorrenti dalla suddetta data.
Art. 10 bis. (Sanzioni) (1)
La violazione delle disposizioni previste dal regolamento di cui all’articolo 10 della presente legge è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 1.550,00 a euro 9.000,00.
Sezione Ordinaria n. 252 G.U. n. 276 27/11/2001
Divieto di fumo, proibizione a effettuare pubblicità al fumo;
Impianti aeraulici progettati in modo da consentire la pulizia delle superfici interne e dei componenti;
Ispezioni tecniche e manutentive regolari;
Controlli igienici da parte di personale specializzato;
Primo controllo contestuale all’attivazione dell’impianto;
Registrazione di ogni intervento;
Valori limite: carica micotica entro 15.000 UFC/g e carica batterica entro 30.000 UFC/g – particolato inferiore a 1g/m2)
Eseguire la pulizia con personale qualificato.
Sintesi Sezione Ordinaria n. 252 G.U. n. 276 27/11/2001
Con decreto ministeriale 8 aprile 1998, e’ stata istituita presso l’ex Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute la “Commissione indoor”, con il compito di fornire linee di indirizzo tecnico volte a promuovere lo sviluppo di iniziative di prevenzione
primaria e secondaria in materia di inquinamento degli ambienti confinati e per l’approfondimento delle conoscenze sulle cause d’inquinamento e del relativo impatto sulla salute.
Il rapporto fornisce informazioni, fondamentali per la valutazione e gestione, in termini di sanita’ pubblica, dei rischi per la salute connessi all’inquinamento dell’aria indoor (IAQ) ed indicazioni tecniche per orientare le azioni di prevenzione e controllo di tali rischi.
Le seguenti “Linee guida” illustrano in chiave sintetica le principali problematiche sanitarie evidenziate nel rapporto elaborato dalla Commissione e forniscono indicazioni generali per la realizzazione di un programma nazionale per la prevenzione e la promozione della salute negli ambienti confinati.
Sono state individuate le seguenti azioni specifiche da intraprendere a livello nazionale:
1. Avviare tutti gli sforzi necessari per assicurare una adeguata informazione dei cittadini sulla dipendenza che il fumo di sigaretta produce e sui suoi effetti nocivi ….
2. Proibire il fumo in tutti i luoghi pubblici
3. Proibire tutte le forme dirette e indirette di pubblicità del fumo
1. Aumentare la consapevolezza della popolazione sui fattori di rischio dell’asma bronchiale
2. Promuovere gli interventi per migliorare le condizioni abitative con particolare riguardo per gli standard di ventilazione e i livelli di umidità’ interna
3. Sviluppare linee guida sulla qualità delle abitazioni per minimizzare i rischi associati alla polvere domestica, alle forfore animali, all’umidità e muffe, e ai prodotti di combustione interni.
4. Creare scuole libere da allergeni, bandire l’uso di moquettes nelle strutture scolastiche, limitare l’uso di agenti chimici irritanti per la pulizia, proibire le attività di costruzione e/o di manutenzione edilizia quando sono presenti bambini nella struttura scolastica.
I livelli di concentrazione che gli inquinanti raggiungono all’interno degli edifici generalmente sono uguali o superiori a quelli dell’aria esterna e soprattutto le esposizioni indoor sono maggiori di quelle outdoor, principalmente perché’ la quantità di tempo trascorso dalle persone all’interno degli edifici, rispetto a quello trascorso all’esterno, e’ di un ordine di grandezza maggiore.
L’inquinamento dell’aria degli ambienti confinati rappresenta un problema importante per la sanità pubblica, con grandi implicazioni sociali ed economiche per molteplici motivi
Inoltre, molte malattie croniche sono correlate a diversi aspetti dell’IAQ, per cui il danno economico e sociale attribuibile all’inquinamento indoor in Italia e’ verosimilmente rilevante.
Gli studi scientifici di questi ultimi decenni hanno messo in luce che alcuni inquinanti sono in grado di contribuire all’aumento di incidenza di tumori maligni
Inoltre, molti composti chimici presenti nell’aria indoor sono noti o sospettati di causare irritazione o stimolazione dell’apparato sensoriale e possono dare vita a un senso di disagio sensoriale e ad altri sintomi comunemente presenti nella cosiddetta “Sindrome da Edificio Malato” (Sick Buiding Syndrome). Studi condotti in uffici e in altri edifici ad uso pubblico in diversi paesi hanno rivelato una frequenza di disturbi, tra gli occupanti, compresa tra il 15 e il 50%.
Le sorgenti di inquinamento interno che rilasciano inquinanti nell’aria costituiscono la causa primaria dei problemi relativi alla qualità dell’aria indoor. Le principali fonti sono l’uomo e le sue attività, i materiali da costruzione gli arredi, i sistemi di trattamento dell’aria.
Il malfunzionamento del sistema di ventilazione o una errata collocazione delle prese d’aria in prossimità di aree ad elevato inquinamento (es. vie ad alto traffico, parcheggio sotterraneo, autofficina) possono determinare un’importante penetrazione dall’esterno di inquinanti. I sistemi di condizionamento dell’aria possono, inoltre, diventare terreno di coltura per muffe e altri contaminanti biologici e diffondere tali agenti in tutto l’edificio.
5.3 – Contaminanti microbiologici
Le principali fonti di inquinamento microbiologico degli ambienti indoor sono gli occupanti (uomo ed animali), la polvere, le strutture ed i servizi degli edifici.
Altre possibili sorgenti di microrganismi sono gli umidificatori ed i condizionatori dell’aria, dove la presenza di elevata umidità e l’inadeguata manutenzione facilitano l’insediamento e la moltiplicazione dei microrganismi che poi vengono diffusi negli ambienti dall’impianto di distribuzione dell’aria.
In particolare, diversi studi hanno evidenziato che gli umidificatori di impianti centralizzati sono idonei terreni di coltura per batteri termofili e termoresistenti e serbatoi di endotossine batteriche. Negli umidificatori domestici e’ stata riscontrata anche la presenza di funghi mesofili. Altri siti che possono costituire serbatoi di contaminanti biologici sono le torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento
Tra le patologie determinate dall’esposizione ad agenti indoor, le forme più frequenti comprendono quadri clinici caratterizzati da effetti neurosensoriali che determinano condizioni di malessere, diminuzione del comfort degli occupanti e percezione negativa della qualità dell’aria.
6.3 – Malattie respiratorie
L’apparato respiratorio rappresenta la porta d’ingresso di vari contaminanti aerei presenti nell’aria degli ambienti confinati.
Nella tabella 1 sono descritti gli effetti sull’apparato respiratorio in relazione ai principali inquinanti indoor.
Tab. 1 – Principali inquinanti chimici degli ambienti confinanti e loro effetti sulla salute respiratoria dei soggetti esposti.
Particolato Fumo di Incremento della Probabile
totale tabacco frequenza di decremento della
sospeso (TPS) Sistemi di sintomi respiratori funzione
riscald- cronici respiratoria
amento ventilatoria
Caldaie Incremento della Incerto l’effetto
frequenza di sulla funzione
Auto- sintomi respiratori respiratoria
veicoli cronici ventilatoria
posti In soggetti
nelle asmatici: Incremento
vicinanze del numero di episodi broncospastici e
ridotta risposta alla terapia antiasmatica
6.5 – Malattie da infezioni di origine indoor
…studi hanno evidenziato come la contaminazione microbica sia legata a scarsa o, talvolta, assente idoneità delle condizioni igienico- edilizie dei locali presi in considerazione dagli studi, al sovraffollamento dei locali, alla scarsa manutenzione dei sistemi di climatizzazione.
L’inquinamento microbiologico all’interno degli ambienti chiusi può essere considerato una fonte di trasmissione di numerose malattie infettive a carattere epidemico: influenza, varicella, morbillo, polmoniti pneumococciche, legionellosi,
psittacosi-ornitosi, ecc. Queste patologie sono di grande rilevanza sociale sia per il grande numero di soggetti che viene coinvolto sia per le complicanze che possono sopraggiungere, rendendo più complesso il trattamento farmacologico con conseguenti ripercussioni sui costi.
Particolare attenzione va rivolta alle infezioni trasmesse nell’ambito ospedaliero, dove la diffusione di microrganismi patogeni attraverso le condutture degli impianti di climatizzazione potrebbe rivestire un ruolo importante nella trasmissione delle infezioni nosocomiali.
La possibilità di trasmissione di infezioni in comunità chiuse quali scuole, asili, carceri, caserme, uffici fa comprendere quanto importante sia condurre indagini rivolte a definire il rischio microbiologico per poter prevenire con interventi igienico- ambientali l’insorgere di epidemie.
6.6 – Malattie da allergenti indoor
L’aumentata propensione alle allergie ha reso pericolose alcune normali componenti biologiche del nostro ambiente di vita (un tempo innocue), quali gli acari della polvere, derivati del pelo e della saliva degli animali domestici, alcuni pollini, alcune muffe.
Per questi motivi, le malattie allergiche, specie quelle respiratorie (asma) rappresentano, nell’ambito delle patologie influenzate dagli ambienti indoor, un settore che pone problematiche del tutto particolari.
Oltre alle forme classiche di asma bronchiale allergico, si segnala una sindrome di notevole interesse, definita “febbre da umidificatore”. In alcuni episodi a carattere micro-epidemico e’ emerso il chiaro coinvolgimento dell’impianto di condizionamento.
6.7 – Sindrome dell’edificio malato o Sick-Building Syndrome
(S.B.S.)
L’espressione S.B.S. indica un quadro sintomatologico abbastanza ben definito, descritto negli ultimi 20 anni, che si manifesta in un elevato numero di occupanti edifici moderni o recentemente rinnovati, dotati di impianti ventilazione meccanica e di condizionamento d’aria globale (senza immissione di aria fresca dall’esterno) ed adibiti ad uffici, scuole, ospedali, case per anziani, abitazioni civili.
Sebbene i sintomi siano di modesta entita’, i casi di S.B.S. che si verificano in ambienti lavorativi possono avere un costo più elevato di alcune malattie gravi ed a prognosi peggiore, a causa del significativo calo della produttività.
Alcuni lavori italiani hanno focalizzato l’attenzione sui costi, in termini puramente economici, di episodi di S.B.S., confermandone l’elevato impatto sociale.
6.8 – Effetti irritativi e sul comfort della qualità dell’aria Indoor
Gruppi della popolazione particolarmente ipersuscettibili sono i bambini, gli anziani, le
donne gravide ed i soggetti con situazioni patologiche preesistenti, quali malattie polmonari, asma bronchiale, sensibilizzazione allergica.
Il microclima (complesso dei parametri ambientali che condizionano lo scambio termico soggetto-ambiente), unitamente all’inquinamento chimico, incide in maniera significativa sulla “qualità” degli ambienti in cui si vive e si lavora e quindi sul benessere delle persone.
Gli effetti sensoriali a lungo termine, collegati ad un disagio prolungato, si manifestano come irritabilità’, depressione, incapacita’ di concentrazione, ansieta’, cefalea, problemi di digestione, mal di schiena ed insonnia.
Infine, alterazioni comportamentali o effetti psico-sociali sono altri tipi di effetti secondari che possono essere osservati in presenza di disagio sensoriale legato alla qualita’ dell’aria: esempi di tali effetti di una certa rilevanza sono assenteismo, conflittualita’, decremento della produttivita’, ecc.
7. L’impatto degli inquinanti indoor sulla salute della popolazione italiana
La valutazione quantitativa dell’impatto della esposizione agli inquinanti sulla popolazione in termini di effetti sanitari, di costi diretti per l’assistenza medica, di impatto economico generale, necessita di molte informazioni sui livelli di esposizione della popolazione, sui rischi individuali ad essi associati, sul costo unitario dell’attività assistenziale sanitaria, sul valore “economico” da assegnare agli anni di vita perduta.
“per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati”
“sostenibilita’” degli edifici, dal punto di vista della progettazione, costruzione, ristrutturazione e gestione, per gli aspetti che riguardano l’ambiente e l’energia; migliorare il contesto ambientale, in particolare quello relativo agli ambienti confinati di vita e di lavoro incentivazione e per taluni aspetti, obbligo alla costruzione e ristrutturazione di edifici e di ambienti igienicamente sani, compatibili con l’ambiente ed efficienti nell’uso dell’energia; prevenzione dei costi sanitari e sociali legati all’inquinamento indoor;
4 – Strategie di lavoro
Seguendo una strategia generale di sanità pubblica, bisogna prevedere una concertazione di azioni, nella quale si integrino le competenze igienico-sanitarie con quelle dell’architettura, dell’ingegneria e delle scienze gestionali e sociali.
Oltre agli interventi di tipo normativo, basati su standard di sanità pubblica, il Programma indoor deve operare con la predisposizione di strumenti tecnici, con campagne formative del personale tecnico del Servizio sanitario nazionale e di quello operante in altri settori, con campagne di informazione e di educazione sanitaria e con il supporto di un piano nazionale finalizzato di ricerca.
Principali linee strategiche
Si sottolinea l’importanza di prevedere raccomandazioni specifiche per il controllo della qualità dell’aria, relativamente al rischio allergologico nelle abitazioni e nelle scuole: promuovere campagne di informazione volte agli studenti, alle famiglie, al personale scolastico, alle istituzioni, alle società scientifiche e all’opinione pubblica; promuovere la formazione di studenti insegnanti ed altro personale della scuola, definire criteri per regolamentare l’edilizia scolastica in termini di progettazione, costruzione, materiali di arredo.
5.3. Progettazione, costruzione e gestione degli edifici
Le azioni devono riguardare e seguenti aree:
definizione di principi e standard che integrino gli strumenti normativi vigenti (Regolamento edilizio, Regolamento d’igiene, Norme tecniche) finalizzandoli allo stato igienico-sanitario degli impianti aeraulici ed al controllo della qualità dell’aria;
linee-guida dettagliate per la progettazione edilizia e per le soluzioni di ventilazione (portate di aria esterna minime, griglie di ventilazione e misura del numero di ricambi d’aria nelle residenze);
strumenti di valutazione per la scelta dei materiali (ecolabel);
regole per la commissione e vendita degli edifici;
regole per la manutenzione degli edifici, istituzione obbligatoria del libretto di manutenzione;
regole per la progettazione, gestione, e manutenzione dei sistemi di ventilazione e climatizzazione, volte a garantire la qualità per il consumatore;
accreditamento e certificazione dei servizi di manutenzione agli edifici;
accreditamento e certificazione dei consulenti e dei servizi per la qualità dell’aria.
5.3.1 – Indicazioni generali relative ai requisiti igienici per le operazioni di manutenzione degli impianti di climatizzazione
I sistemi di condizionamento dell’aria e di ventilazione devono essere progettati, costruiti ed istallati in modo tale da consentire la pulizia di tutte le superfici interne e di tutti i componenti, in conformità alle disposizioni della ENV 12097 (“Rete delle condotte,
Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte” – Gennaio 1997).
Ciò costituisce premessa indispensabile affinché tali sistemi possano funzionare ed essere sottoposti a manutenzione in modo tale che i requisiti igienici siano permanentemente rispettati.
A questo proposito devono essere effettuate ispezioni tecniche e manutentive regolari insieme a frequenti controlli igienici da parte del personale interno all’azienda addetto alla manutenzione e ispezioni igieniche ulteriori a intervalli di tempo maggiori da parte di personale specializzato. Si raccomanda di registrare ogni controllo. In particolare il primo controllo deve avvenire contestualmente all’attivazione dell’impianto al fine di accertare che lo stesso sia stato posto in opera pulito (assenza di detriti e polvere di cantiere etc.). Il limite ammissibile per il particolato depositato nei condotti d’aria considerati puliti, privi di rivestimento interno, e’ 0.1 g/mc, le procedure per la prova, almeno per quanto riguarda le condotte non coibentate, sono quelle per aspirazione, secondo la metodologia descritta in NADCA – National Air
Duct Cleaners Association (1996) “Mechanical Cleaning of HVAC systems – Specifications – Developed for Architects. Consulting Engineers, Facility Managers” Section 15891,2/96, Washington, DC.
Si raccomanda di controllare regolarmente i sistemi impiantistici per evidenziare eventuali contaminazioni e di pulirli, se necessario, ricorrendo a personale qualificato. Un sistema può essere mantenuto pulito solo quando tutte le superfici del sistema (in particolare dei condotti d’aria) non presentano accumuli di particolare ritenuti non accettabili.
La contaminazione può essere riferita sia alla presenza di agenti patogeni ben individuati (ad esempio quelli classificati a maggior rischio nella 626/94), sia al superamento delle concentrazioni limite della carica micotica e batterica. Per le condotte pulite, prive di rivestimento interno, il NADCA fornisce i seguenti valori limite: carica batterica <30.000 CFU/g. carica micotica < 15.000 CFU/g.
Si raccomanda di ispezionare regolarmente i filtri e, se vi e’ una evidente contaminazione, di rimpiazzarli, senza considerare la loro vita utile.
6. Azioni previste a livello formativo
Bisogna attribuire grande rilievo alle azioni di formazione, in particolare per i professionisti che operano nel settore edilizio, tecnologico-impiantistico e nei servizi di prevenzione.
1. Predisposizione di dati nazionali per un quadro conoscitivo della IAQ
Il punto di partenza per una strategia volta al miglioramento della IAQ consiste nell’elaborazione di un’indagine sul patrimonio edilizio nazionale relativamente al numero e tipo di edifici esistenti ed al loro “stato di salute” per quanto riguarda gli inquinati presenti
2. Linee guida sulla IAQ per i diversi tipi di ambienti confinati
Le linee guida verranno utilizzate dai progettisti e costruttori di edifici come punto di riferimento progettuale; consentiranno una valutazione della qualita’ igienico-sanitaria degli edifici ai loro gestori, agli organismi di controllo ed agli occupanti. Dovranno raccordarsi in modo organico alla normativa vigente per la qualità dell’aria esterna e, nel caso degli ambienti di lavoro, dovranno tener conto della normativa specifica ed integrarsi ad essa.
3. Standard di ventilazione
I problemi legati alla IAQ possono essere controllati, almeno per alcuni inquinanti, dalla ventilazione. Gli standard di ventilazione devono tener conto degli effetti sanitari e del comfort e, una volta fissati, devono essere introdotti nei codici costruttivi. Pertanto, e’ essenziale l’opera di sensibilizzazione, attraverso l’informazione e l’addestramento, nei confronti di tutte le maestranze coinvolte: costruttori, architetti, proprietari.
5. Protocolli relativi alla manutenzione dei sistemi di aerazione
E’ necessaria la messa a punto di protocolli relativi alla manutenzione dei sistemi di aerazione. Essi possono essere redatti sotto forma di guide che prevedano l’ispezione dei filtri, il controllo dei sistemi di condizionamento, le verifiche periodiche di tutti i sistemi interessati, ed in particolar modo dopo l’effettuazione di modifiche.
G.U. n. 103 05/05/2000 – Accordo Stato-Regioni del 07/05/2015
Linee Guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”
La Legionellosi viene acquisita per via respiratoria.
La notifica dei casi di Legionellosi alla ASL di competenza è obbligatoria.
E’ necessario valutare il rischio sugli impianti che comportano un riscaldamento dell’acqua, effettuando campionamenti periodici da parte di un responsabile competente.
L’impianto non deve avere ristagni di acqua, né devono esserci isolamenti interni alle condotte.
Dotare l’impianto aeraulico di apposite aperture per consentire la pulizia.
Eseguire la pulizia e sanificazione senza danneggiare l’impianto.
Tenere un registro degli interventi.
Sintesi G.U. n. 103 05/05/2000
Accordo Stato-Regioni del 07/05/2015 – Linee Guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”
Le “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi” pubblicate nel 2000,
sono state il primo documento nazionale finalizzato a fornire agli operatori sanitari informazioni aggiornate sulla legionellosi, sulle diverse fonti di infezione, sui metodi diagnostici e di indagine epidemiologica ed ambientale.
Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali:
“Legionellosi” è la definizione di tutte le forme morbose causate da batteri Gram-negativi aerobi del genere Legionella. Essa si può manifestare sia in forma di polmonite con tasso di mortalità variabile tra 10-15%, sia in forma febbrile extrapolmonare o in forma subclinica. La specie più frequentemente coinvolta in casi umani è L. pneumophila
Dopo la prima identificazione nel 1976 (Fraser et al., 1977; McDade et al., 1979), si è osservato un po’ ovunque nei Paesi industrializzati un notevole incremento del numero di casi e questo può essere attribuito sia al miglioramento degli strumenti diagnostici disponibili e alla maggiore sensibilità dei clinici nei confronti della malattia, sia all’aumento delle occasioni di esposizione all’agente eziologico dovuto all’incremento del turismo, della frequentazione di centri-benessere e alla sempre più diffusa installazione di impianti di condizionamento centralizzati negli ambienti ad uso collettivo, dotati di torri di raffreddamento e/o condensatori evaporativi
Focolai epidemici si sono ripetutamente verificati in ambienti collettivi a residenza temporanea, come ospedali o alberghi, navi da crociera, esposizioni commerciali, ecc…
La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione,
aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento.
In Italia negli ultimi venti anni gli eventi epidemici più rilevanti sono stati causati da torri di raffreddamento…
1.3. Frequenza della malattia
Sebbene la sorveglianza epidemiologica della legionellosi sia notevolmente migliorata negli
ultimi anni, grazie alla maggiore sensibilizzazione dei medici e alla disponibilità di un test diagnostico semplice e non invasivo (antigene solubile nelle urine), questa malattia resta sotto-diagnosticata e anche sotto-notificata.
Nel 2013, secondo le notifiche pervenute all’ISS, l’incidenza della legionellosi in Italia è stata di 22,6 casi per 1.000.000 di abitanti con un tasso di letalità del 10,4%.
1.4. Sintomatologia
La legionellosi può manifestarsi con due distinti quadri clinici: la Febbre di Pontiac e la Malattia dei Legionari.
1.5. Diagnosi di laboratorio: ricerca di Legionella in campioni di provenienza umana
La polmonite da Legionella ha dei sintomi che sono spesso indistinguibili dalle polmoniti causate da altri microrganismi e, per questo motivo, la diagnosi di laboratorio della legionellosi deve essere considerata complemento indispensabile alle procedure diagnostiche cliniche.
1.6 Ricerca di Legionella in campioni di provenienza ambientale
Le matrici ambientali che vengono generalmente utilizzate per la ricerca di Legionella in campioni ambientali sono: acqua, sedimenti, biofilm.
Gli antibiotici che rispondono adeguatamente ai suddetti requisiti sono i chinoloni, i
macrolidi e, con minor efficienza, le tetracicline.
Deve essere sottolineato che le polmoniti da Legionella comportano alterazioni
radiologiche che regrediscono assai lentamente, a volte solo dopo cinque- sei mesi,
2. SORVEGLIANZA E INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
2.1 La sorveglianza epidemiologica
I principali obiettivi della sorveglianza epidemiologica della legionellosi sono:
* monitorare la frequenza di legionellosi sia dal punto epidemiologico che clinico, con particolare attenzione ai fattori di rischio per l’acquisizione della malattia;
* identificare eventuali variazioni nell’andamento della malattia;
* identificare cluster epidemici di legionellosi dovuti a particolari condizioni ambientali al
fine di evidenziare i fattori di rischio ed interrompere la catena di trasmissione.
La notifica dei casi di legionellosi è obbligatoria, secondo le indicazioni del D.M. 15/12/90 e
successive integrazioni
Il sistema di sorveglianza speciale: il registro nazionale della legionellosi
Il medico che pone la diagnosi deve compilare la scheda di sorveglianza (Circolare
400.2/9/5708 del 29/12/93 e successive integrazioni) che deve essere inviata alla ASL di competenza, al Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) e al Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate (DMIPI) dell‟ISS entro 48 ore.
La sorveglianza internazionale della legionellosi nei viaggiatori
Parallelamente al sistema di sorveglianza dei casi italiani, esiste dal 1986 un programma di sorveglianza internazionale della legionellosi nei viaggiatori che è stato coordinato fino al 1993 dal National Bacteriology Laboratory di Stoccolma e dal 1994 a marzo 2010 dall‟Health Protection Agency di Londra.
2.2. Indagine epidemiologica
L‟indagine epidemiologica ha l‟obiettivo di identificare la possibile fonte di infezione, la presenza di altri casi correlati alla stessa fonte di infezione e l‟esistenza di altri soggetti esposti allo stesso rischio per attuare adeguate misure di controllo del rischio e della contaminazione.
3. PROTOCOLLO DI CONTROLLO DEL RISCHIO LEGIONELLOSI
Il Protocollo di Controllo del Rischio legionellosi si divide in tre fasi sequenziali e correlate
* Valutazione del rischio: indagine che individua le specificità della struttura e degli impianti in essa esercitati, per le quali si possono realizzare condizioni che collegano la presenza effettiva o potenziale di Legionella negli impianti alla possibilità di contrarre l‟infezione.
* Gestione del rischio: tutti gli interventi e le procedure volte a rimuovere definitivamente o a contenere costantemente le criticità individuate nella fase precedente.
* Comunicazione del rischio: tutte le azioni finalizzate a informare, formare, sensibilizzare i soggetti interessati dal rischio potenziale
E’quindi auspicabile che i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL organizzino attività formative/informative rivolte a:
* tecnici progettisti
* impiantisti
* albergatori e le loro associazioni di categoria
* responsabili di: strutture nosocomiali, strutture di riposo per anziani, edifici penitenziari, impianti sportivi, natatori, centri benessere, strutture ad uso collettivo (ricoveri, teatri,cinema, centri commerciali, ecc.) e in generale di tutti gli edifici pubblici
* responsabili (Direttori, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione) della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei siti civili, industriali, produttivi e le loro associazioni di categoria,
È necessario che il Protocollo venga applicato in ogni struttura (sia civile sia
industriale) nel quale siano presenti impianti potenzialmente a rischio legionellosi.
3.2. Valutazione e gestione del rischio nelle strutture turistico-recettive
Molti studi hanno dimostrato l’ampia diffusione del genere Legionella nei sistemi idrici delle strutture turistico- recettive e termali
Per un’efficace prevenzione è d‟obbligo che il gestore di ogni struttura turistico-recettiva effettui con periodicità (biennale, preferibilmente annuale) la valutazione del rischio legionellosi, ovvero del rischio che nella struttura possano verificarsi uno o più casi di malattia.
La valutazione deve essere effettuata da una figura competente, responsabile dell‟esecuzione di tale attività (ad es. igienista, microbiologo, ingegnere con esperienza specifica, ecc.).
Una corretta valutazione del rischio correlato ad una struttura turistico -recettiva deve partire da un‟ispezione degli impianti a rischio, supportata, qualora disponibili, dagli schemi d’impianto aggiornati.
In base all’ispezione ed agli schemi d’impianto disponibili, deve essere valutato quali siano i punti della rete (idrica ed aeraulica) e le specifiche d‟esercizio e di controllo che possano determinare un rischio per gli ospiti e per i dipendenti della struttura.
Il campionamento deve essere effettuato prima che venga attuato un qualunque intervento di disinfezione o pratica preventiva (pulizia e/o disinfezione con qualunque metodo) oppure a distanza di un tempo congruo dalla sua esecuzione (rif. dopo circa 48 ore dall’avvenuta messa a regime dell’impianto post intervento).
5. INDICAZIONI PER LA PROGETTAZIONE, LA REALIZZAZIONE E LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI
* sulla corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione (impianti a rischio). Sono considerati tali, in primis, gli impianti idro-sanitari, gli impianti di condizionamento con umidificazione dell’aria ad acqua, gli impianti di raffreddamento a torri evaporative o a condensatori evaporativi, gli impianti che distribuiscono ed erogano acque termali, le piscine e le vasche idromassaggio.
5.2. Impianti idro-sanitari
5.3. Impianti aeraulici
Le prese d‟aria esterna, se poste su pareti verticali non protette, devono essere dimensionate per velocità non superiori a 2 m/s e devono essere dotate di efficaci sistemi per evitare che l‟acqua penetri al loro interno. Occorre inoltre che siano ubicate ad idonee distanze (distanza minima 20 metri, preferibilmente superiore ai 50 metri o ancora superiore in presenza di venti prevalenti) da camini e da altre fonti di emissione di aria potenzialmente contaminata, con particolare riferimento a torri di raffreddamento, condensatori evaporativi e bocche di espulsione dell‟aria dello stesso o di altri impianti aeraulici.
Il costo di una filtrazione più efficace è molto inferiore a quello della pulizia dei componenti
delle reti di distribuzione. Si consiglia pertanto di installare filtri di classe Eurovent EU7 a monte delle unità di trattamento dell’aria e ulteriori filtri di classe EU8/9 a valle di dette unità e comunque a valle degli eventuali silenziatori. Sui sistemi di ripresa dell‟aria dovrebbero essere installati filtri almeno di pari classe .
Ove la tipologia dei locali o della struttura lo richieda dovranno essere installati filtri a maggiore efficienza.
Non è consentito l‟utilizzo di sistemi di umidificazione che possono determinare ristagni d‟acqua. Si sconsiglia l’uso di umidificatori con ricircolo d’acqua interno all’Unità di Trattamento dell‟Aria.
Nel caso di batterie di raffreddamento, le superfici alettate ed in particolare le vasche di raccolta della condensa costituiscono i luoghi dove maggiormente possono proliferare microrganismi e muffe. Risulta pertanto necessario installare vasche dotate della dovuta inclinazione in modo da evitare ristagni, e realizzarle con materiali anticorrosivi per agevolarne la pulizia. Gli scarichi delle vasche devono essere adeguatamente sifonati.
I materiali fonoassorbenti impiegati di solito sono del tipo poroso e fibroso, e quindi particolarmente adatti a trattenere lo sporco e di difficile pulizia. Si raccomanda quindi l’impiego di finiture superficiali che limitino tali inconvenienti, anche se questo porta ad una maggiore estensione delle superfici e quindi a costi più elevati. Inoltre si raccomanda di osservare le distanze consigliate dai costruttori tra tali dispositivi e gli umidificatori.
* prevedere la possibilità di drenare efficacemente i fluidi usati per la pulizia
* evitare di collocare l‟isolamento termico all’interno delle condotte, considerata la
difficoltà di pulire in modo efficace l‟isolante stesso
* dotare (a monte ed a valle) gli accessori posti sui condotti (serrande, scambiatori, ecc.) di apposite aperture di dimensioni idonee a consentire la loro pulizia, e di raccordi tali da consentirne un rapido ed agevole smontaggio e rimontaggio, assicurandosi che siano fornite accurate istruzioni per il montaggio e lo smontaggio dei componenti
* ridurre al minimo l‟uso di condotti flessibili corrugati e utilizzare materiali sufficientemente solidi per permetterne una facile pulizia meccanica
* utilizzare terminali smontabili per la mandata e il recupero dell‟aria.
5.4. Impianti di raffreddamento a torri di evaporative e condensatori evaporativi
Il rischio è collegato alla presenza nell’acqua di Legionella ed alla dispersione in atmosfera di un aerosol contaminato, costituito da gocce di varie dimensioni.
L‟impianto deve essere facilmente accessibile anche nelle parti interne, onde favorirne l’ispezione e le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, pulizia, disinfezione e campionamento.
5.5. Gestione degli impianti idro-sanitari
a) la temperatura dell’acqua fredda non dovrebbe essere > 20°C.
se praticabile, ispezionare periodicamente l’interno dei serbatoi d’acqua fredda…
5.6. Gestione degli impianti aeraulici
Durante l‟esercizio degli impianti è importante eseguire:
ispezioni tecniche per controllarne e rilevarne il corretto funzionamento…..
l‟ispezione igienico sanitaria deve verificare le condizioni dell‟impianto nel suo insieme, dalla presa d‟aria primaria, alle unità di trattamento dell‟aria (UTA), ai canali di mandata e di ripresa, fino alle bocchette di immissione in ambiente.
visite di controllo, con periodicità da definirsi anche in base alla valutazione del rischio, per verificarne le condizioni igienico-sanitarie nel suo complesso.
In particolare i controlli sono da eseguirsi presso le seguenti sezioni dell‟impianto considerate più critiche:
Umidificatori dell’aria ambiente
Sanificazione dell’impianto
Tutte le batterie di scambio termico, le vasche di raccolta dell‟acqua di condensa, gli umidificatori, i ventilatori, le serrande e le griglie devono essere puliti utilizzando uno o una combinazione dei seguenti metodi:
lance ad aria ad alta pressione.
sistemi a vapore.
apparecchiature ad acqua.
aspirazione con aspiratori dotati di filtri HEPA.
detergenti non aggressivi.
sistemi manuali.
Le operazioni di pulizia non devono causare alcun danno apprezzabile, né provocare l‟erosione o la modifica della disposizione delle alette di passaggio dell’aria.
5.9. Documentazione degli interventi
I gestori di tutti gli impianti elencati sono tenuti a conservare la documentazione relativa a:
Ø eventuali modifiche apportate a ciascun impianto a rischio
Ø interventi di manutenzione ordinari e straordinari, relativi al controllo del rischio, applicati su ciascun impianto a rischio
Ø operazioni di pulizia e disinfezione applicati su ciascun impianto a rischio.
Tale documentazione deve essere messa a disposizione degli Organi di Controllo, quando richiesto.
Testo Unico Sicurezza (G.U. 101 del 30/04/2008)
Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di elaborare il documento relativo alla valutazione dei rischi e deve designare un Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione (articolo 17 – pagina 18 / articolo 180-181 pag. 99 / Sanzioni: art. 55 pag. 47).
Il Progettista degli impianti deve rispettare i principi di prevenzione in materia di salute e sicurezza (art. 22 – pagina 22).
Gli impianti di aerazione devono essere sottoposti a regolare manutenzione tecnica, pulitura e sanificazione (Allegato IV- 1.9).
(previste sanzioni penali e amministrative).
Sintesi D.Lgs. n. 81 del 09/04/2008
1. Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione dell’articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123(N), per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo.
1. La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla Azienda Sanitaria Locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco,
SEZIONE I – MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 2823;
Sanzioni per i progettisti
• Art. 22: arresto fino a sei mesi o ammenda da 1.644,00 a 6.576,00 euro [Art. 57, co. 1]
(Sanzioni per il datore di lavoro :
• Art. 63, co 1, 2 e 3: La violazione è punita con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.096,00 a 5.260,80 euro)
• Art. 64: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.096,00 a 5.260,80 euro)
1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria
respirata deve essere eliminato rapidamente.
Accordo Stato Regioni e province autonome di Trento e Bolzano sancito il 07/02/13
Procedure operative per la valutazione e la gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria.
Registro degli interventi con data, nome del responsabile, tipo di intervento, data del prossimo intervento programmato.
Ispezione visiva e tecnica annuale con monitoraggio microbiologico e verifica legionella.
Sanificazione in presenza di patogeni al di sopra dei valori limite (come G.U. 252)
Sintesi Accordo Stato Regioni e province autonome
Accordo Stato Regioni e province autonome di Trento e Bolzano sancito il 07/02/13: Procedure operative per la valutazione e la gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria.
Ispezione visiva: l’esame consiste nel valutare lo stato igienico di alcuni punti critici dell’impianto, con frequenza annuale o secondo le criticità emerse.
Ispezione tecnica: prevede normalmente campionamenti e/o controlli tecnici sui componenti dell’impianto al fine di valutarne l’efficienza, lo stato di conservazione e le condizioni igieniche.
Monitoraggio microbiologico dell’impianto: i risultati devono essere riportati in un rapporto scritto nel quale si indica la data dell’intervento, il nome del Responsabile del servizio, la tipologia d’intervento, la data del prossimo intervento programmato.
Verifica Legionella: la carica batterica totale nell’acqua della sezione di umidificazione non deve avere valori superiori a 103 UFC/L: se si supera questa soglia, effettuare l’intervento di sanificazione e dopo 15 giorni valutare nuovamente la carica batterica totale per verificare l’efficacia dell’intervento eseguito. Se la carica batterica rimane alta, ripetere l’intervento di sanificazione. Se la carica batterica è sotto la soglia, ripetere i controlli dopo 3 e dopo 6 mesi.
Monitoraggio microbiologico dei componenti dell’impianto: punti di prelievo consigliati per i campionamenti microbiologici:
Condotte di mandata e riprese, se è previsto il ricircolo
Pareti interne UTA
L’eventuale riscontro di patogeni comporta sempre l’intervento di sanificazione.
La quantità di particolato depositato nelle condotte non dovrebbe superare 1 g/m2
Il limite massimo accettabile dopo l’intervento di pulizia è di 0,075 g/m2 di particolato depositato.
La carica batterica sulla polvere non deve superare le 30.00 UFC/g
La carica fungina sulla polvere non deve superare le 15.00 UFC/g
Il superamento di detta soglia comporta l’intervento di sanificazione.
Decreto del Presidente della Repubblica N. 74/2013 (G.U. 55 del 07/03/2014)
Nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica obbligatorio a partire dal 1° giugno 2014.
Decreto 19 maggio 2010 – I nuovi modelli per la redazione della DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19 maggio 2010 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2010 – che è entrato in vigore dal 28/07/2010
Riporta i nuovi modelli per la redazione della DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ relativi al decreto 37 del 22/01/2008 (riordino delle disposizioni in materia di attivita’ di installazione degli impianti all’interno degli edifici)
Repubblica italiana – Decreto direttoriale 27 luglio 2016
Misure compensative per il riconoscimento delle qualifiche professionali (DM 37-2008, art. 1, lett. c), d) ed e)
L’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici
Il decreto definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, nonché i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi cui affidare i compiti di ispezione degli impianti di climatizzazione. Vedasi art. 7. All’art. 11 sono indicate le sanzioni.
Repubblica italiana -Decreto 22 gennaio 2008, N. 37
Regolamento concernente l’attuazione dell’art. 11-quterdecies, comma 13, lettera a) della legge 248 del 02 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici (g.u. n. 61 del 12-03-2008)
Nuovo regolamento che va a superare la legge 46/1990.
Repubblica italiana – Decreto 31 marzo 2003 – (GU n. 86 del 12-04-2003)
Nel testo si legge, tra l’altro:
Le condotte sono realizzate in materiale di classe di reazione al fuoco 0 (zero).
Nel caso di condotte preisolate, realizzate con diversi componenti tra loro stratificati di cui almeno uno con funzione isolante, e’ ammessa la classe di reazione al fuoco 0-1 (zero-uno).
Le condotte di classe 0 (zero) sono rivestite esternamente con materiali isolanti di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1 (uno).
Repubblica italiana Legge 05 marzo 1990, N. 46 Norme per la sicurezza degli impianti (G.U. N. 59 DEL 12-03-1990)
Legge parzialmente abrogata da Legge 248 del 02-12-2005 e relativo regolamento emanato con Decreto 22-01-2008, n. 37
Repubblica italiana DM 18 dicembre 1975 – edifici scolastici – (GU 2 febbraio 1976 n. 29)
Vengono indicati i parametri di temperatura e umidità relativa degli ambienti, la purezza dell’aria, il trattamento dell’aria esterna.
Repubblica italiana – Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali (G.U. N.28
Del 04/02/2005)
Dalla pagina 54 della Gazzetta Ufficiale vengono date le indicazioni che si ispirano alle norme tecniche e interventi di bonifica individuati dalle norme nazionali ed europee.
Repubblica italiana D.M. 9 agosto 2016
Pubblicazione del decreto del ministero dell’Interno 9 agosto 2016 sulla Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 2016, n. 196
Norme tecniche di prevenzione incendi riguardanti le attività ricettive turistico-alberghiere e relativo Allegato
Approvate le norme tecniche di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico – alberghiere.
Repubblica italiana – Conferenza Stato-Regioni – Accordo 16 gennaio 2003
Nel 2003 la conferenza Stato regioni e provincie Autonome di Bolzano e Trento ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale un Accordo in merito alla gestione e controllo di piscine e centri natatori.
Per la qualità dell’aria e per il benessere di nuotatori e pubblico al punto 1.6 si riportano alcune note in merito a umidità relativa, velocità dell’aria e quantità di aria di rinnovo minima prevista. Al Punto 6) Controlli Interni si richiama la necessità di redigere un documento di Valutazione del Rischio in cui è considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella gestione dell’attività.
Repubblica italiana regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido
Gazzetta Ufficiale n° 174 del 29/07/2014
Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli asili nido, ai fini della prevenzione incendi.
Ai fini della prevenzione incendi con i raggiungimenti degli obbiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio, le attività inerenti alla progettazione, costruzione e esercizio degli asili nido vengono regolamentate nel nuovo Decreto del 16 luglio 2014.
Repubblica italiana – Rep.Atti n. 124 del 18 novembre 2010
Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2011 schema di linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie e asma
Il documento richiama la necessità di garantire il miglioramento della salubrità e sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riferimento all’aria indoor, al fine di contrastare l’incidenza delle patologie nell’infanzia e adolescenza e diminuire il loro impatto sanitario e socio-economico.
Viene riconosciuta la carenza di regolare manutenzione e il cattivo condizionamento dell’aria negli edifici scolastici.
Nella Parte II, punto 7) si richiama la necessità di verificare regolarmente il funzionamento e la manutenzione degli impianti di riscaldamento, aerazione o condizionamento.
Al paragrafo 5.2.2 si auspica il monitoraggio della qualità dell’aria e dei contaminanti microbiologici.
Al punto 5.2.3.1 e 5.2.6 si indica la necessità di assicurare una regolare e corretta manutenzione degli impianti suddetti.
Al punto 5.2.5 si definiscono i criteri di progettazione di edifici scolastici nuovi e il risanamento e manutenzione degli edifici esistenti.
Ministero ambiente – “qualità dell’aria nelle scuole: un dovere di tutti, un diritto dei bambini” – Pubblicazione del 2010
Nel documento sono raccolte informazioni sulla qualità dell’aria nelle scuole e i rischi per la salute degli occupanti e dei bambini in primis.
Si riconosce che il degrado della qualità dell’aria può essere causato da una erronea gestione, mantenimento o pianificazione o installazione di sistemi di ventilazione e riscaldamento.
Si consiglia di preferire, invece dei termosifoni, condizionatori d’aria muniti di fltri HEPA in grado di filtrare dall’aria oltre il 99,9% delle particelle di polvere superiori a 0,1-0,3 micrometri, quindi virus, polveri respirabili, uova di acari, pollini, particelle di fumo, amianto, batteri, aerosol.
Repubblica italiana atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei
(D.Llgs. n. 112/98 art. 150 comma 6)
Il Ministero per i beni e le attività culturali nel documento prende in esame molti aspetti pratici e tecnici per la gestione, la fruizione e la conservazione di opere d’arte e musei
Tra gli aspetti trattati è inserito anche il microclima, la gestione della qualità dell’aria indoor, gli inquinanti aerodispersi, l’umidità relativa e le temperature relative alle varie tipologie di beni da conservare. Gli inquinanti aerodispersi pericolosi sono, ad esempio, Biossido di Zolfo, Biossido di Azoto, Ozono, Particolato sottile (esempio PM10), come indicato alle pagine 126 e 127 del documento.
Repubblica italiana – regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività di aerostazioni
con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5000mq
Gazzetta Ufficiale n° 173 del 28/07/2014
Nel documento vengono regolamentate le attività inerenti alla progettazione, costruzione e esercizio delle aerostazioni ai fini della prevenzione incendi.
Tra i vari obbiettivi c’è naturalmente anche quello di limitare la produzione e la propagazione di un incendio attraverso la realizzazione di impianti progettati a regola d’arte che evitino il ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi e che non costituiscano elemento di propagazione di fumi e/o fiamme, anche nella fase iniziale degli incendi.
Repubblica italiana – decreto 14 gennaio 1997 (detto decreto Bindi)
Decreto del Presidente della Repubblica recante requisiti minimi impiantistici per le sale operatorie e principali reparti ospedalieri.
Per requisiti minimi impiantistici si fa riferimento alle dotazioni minime previste e ai parametri di resa prestazionale minima degli impianti.
A pagina 18 e seguenti si indicano i requisiti minimi per i reparti operatori, zona travaglio e parto, unità di rianimazione e terapia intensiva con le relative caratteristiche igrotermiche e ricambi/ora.
Repubblica italiana – Decreto ministeriale 05 agosto 1977 (G.U. 236 del 31-08-1977)
All’articolo 11 (pag. 6360) del documento – Condizioni microclimatiche – vengono indicati i minimi impiantistici e le richieste minime in merito ai parametri ambientali per il benessere termoigrometrico di pazienti e personale come la temperatura, l’umidità relativa, il numero di ricambi/ora.
Repubblica italiana – Decreto del presidente del consiglio 27 giugno 1986
Atto d’indirizzo e coordinamento dell’attività amministrativa delle Regioni in materia di requisiti delle case di cura private.
All’articolo 14 vengono indicate le condizioni microclimatiche relative ai vari locali e servizi delle case di cura private.
Repubblica italiana – Decreto del ministro dell’Interno 18 settembre 2002
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie, pubbliche e private.
Al paragrafo 5.4 si citano gli impianti di condizionamento e ventilazione con le caratteristiche per la prevenzione incendi.
Repubblica italiana – Circolare del ministero dell’interno prot. 5981 del 09/06/2009 – 032101 01 4122 056 del 09/06/2009
Oggetto: requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di distribuzione dell’aria degli impianti di condizionamento e ventilazione
Viene precisato che le condotte devono essere in classe A1 di reazione al fuoco, secondo il sistema di classificazione europeo, ovvero classe 0 secondo la classificazione italiana.
Notiziario Istituto Superiore di Sanità N. 9 del settembre 2010
Rapporto annuale sulla Legionellosi in Italia del 2009.
Sono analizzati i dati relativi ai casi di legionellosi diagnosticati in Italia nel 2009 e notificati al Registro Nazionale delle legionellosi presso l’ISS.
Complessivamente sono pervenute all’Istituto Superiore di Sanità 1.200 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi.
Regione Veneto – Deliberazione della giunta regionale n. 11 del 09 gennaio 2013
Nell’allegato A (pag. 195) si leggono indicazioni pratiche in merito ai requisiti minimi igienico-sanitari dei locali e fra le altre indicazioni, vi è la necessità di areazione dei locali con dei minimi ben indicati.
Revisione della DGR n. 2401 del 14/10/2010 in materia di tatuaggio e piercing.
Regione Lombardia – Decreto 1751/2009 D.D.G. 24/02/2009 N. 1751
Bollettino Ufficiale Regione Lombardia 09/03/2009 –
All’articolo 2.2.1 vengono citati gli impianti di climatizzazione.
Regione Emilia Romagna – Estratto di delibera di giunta N. 1115
Linee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della legionellosi
Estratto di delibera di giunta Regionale dell’Emilia romagna n. 1115 del 21 luglio 2008 pubblicata sul bollettino Ufficiale n. 147 del 22 agosto 2008, nel quale si richiama la periodicità degli interventi di manutenzione e controllo degli impianti e si danno indicazioni per la progettazione di nuovi impianti.
Savignano al Rubicone – Ordinanza N. 101 del 31/10/2012 – COMUNE DI SAVIGNANO SUL RUBICONE (Provincia di Forlì-Cesena)
Ordinanza con la quale si richiamano i documenti apparsi in gazzetta Ufficiale Nazionale (Linee Guida 2000, 2001, 2005 e 2006), in Gazzetta Ufficiale Regionale al fine di ricordare e ribadire l’importanza del controllo e dell’analisi del rischio anche in merito agli impianti di climatizzazione in merito alla Legionella.
L’ordinanza che si occupa in maniera specifica di strutture ricettive e turistiche e di accoglienza in genere, inoltre, sottolinea che la valutazione del rischio deve essere ripetuta periodicamente tenendola costantemente aggiornata. L’ordinanza individua anche la necessità di nominare un responsabile per la gestione del rischio specifico legionella. Altro dato interessante dell’ordinanza è la necessità di dotarsi di registro per annotazione di tutti gli interventi di monitoraggio e manutenzione eseguiti su impianti aeraulici.
Comacchio – Ordinanza N. 276 del 16/07/2011 – Prot. 35447– Comune di Comacchio (FE)
L’ordinanza recepisce le Linee Guida regionali per la prevenzione della legionellosi e l’applicazione delle norme relative.
Sassuolo – Ordinanza n. 84/12 del 16/02/2012 – Città di Sassuolo (MO)
Sorveglianza e il controllo della legionellosi.
Si pone particolare attenzione alla salubrità degli impianti a servizio di strutture turistico recettive, termali, sanitarie, socio sanitarie e socio-assistenziali, centri benessere, piscine e strutture ad uso collettivo. L’ordinanza richiama l’importanza di dotarsi di un registro degli interventi effettuati sugli impianti e dà mandato al Dipartimento di Sanità Pubblica – servizio igiene pubblica dell’azienda Uls di Modena – Distretto di Sassuolo ed il comando di Polizia Municipale per effettuare i controlli relativi.
Comune di Gatteo (Provincia di Forlì Cesena) – Ordinanza n° 1 del 15/01/2013 per la sorvegliabilità e il controllo della legionellosi
Ordinanza per la sorvegliabilità e il controllo della legionellosi, dato che le infezioni da legionella sono considerate un problema emergente in sanità pubblica e sottoposte a sorveglianza speciale da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità. Viene ordinato ai gestori delle strutture turistico ricettive, termali, sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, centri benessere, piscine ed altre strutture ad uso collettivo di effettuare periodicamente l’analisi del rischio, di nominare un responsabile per la gestione del rischio, di dotarsi del registro degli interventi effettuati sugli impianti e di mettere a disposizione degli organi ispettivi, quando richiesta, la documentazione sopra indicata.
Regione Veneto – Manuale per la prevenzione delle malattie infettive nelle comunità infantili e scolastiche
Pubblicazione (anno 2010) dell’assessorato alla sanità della Regione Veneto – Direzione Prevenzione
La pubblicazione fornisce una panoramica molto vasta di quelle che sono le patologie più comuni ed i rimedi da utilizzare nel caso si manifestino.
Il manuale presenta numerosi elementi di spunto utili sia per gli operatori del settore, insegnanti e personale non docente, che per i tecnici incaricati di realizzare i progetti dei nuovi edifici. La pubblicazione fornisce anche una panoramica delle patologie legate ad agenti chimici, fisici o microbiologici aerotrasportati: il documento suggerisce di aerare abbondantemente i locali ed evitare la diffusione della patologia agli altri occupanti e non fa cenno alla possibilità di utilizzare sistemi di ventilazione meccanica.
Regione Lombardia – Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas Radon in ambiente indoor – anno 2011
Queste linee guida intendono rappresentare uno strumento operativo per i Comuni, per i progettisti e per i costruttori di edifici e mirano a fornire indicazioni e suggerimenti riguardanti la realizzazione di nuovi edifici radon-resistenti
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organizzazione tecnico scientifica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già dagli anni ‘90, ha classificato il gas radon tra i cancerogeni accertati del gruppo I, per i quali vi è massima evidenza di cancerogenicità, fornendo indicazioni circa la necessità di intervenire sulle concentrazioni elevate di gas radon.
Nel documento vengono indicate le azioni per ridurre l’esposizione al gas radon nel caso di edifici esistenti, anche in sinergia con gli interventi finalizzati al risparmio energetico.
Inail- Quaderni per la Salute e Sicurezza – Edizione 2016: Le piscine
Il Quaderno, coniugando gli adempimenti tecnico-normativi e gli aspetti organizzativi e comportamentali con le misure di preven-zione, vuole fornire un supporto agli utenti e al personale in merito alla tutela della salute ed alla sicurezza degli stessi nelle piscine
Le disposizioni di sicurezza sugli impianti partono dal presupposto che i soggetti da proteggere sono i frequentatori, i bagnanti e gli addetti. Il responsabile della piscina, ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche, deve redigere il Documento di valutazione dei rischi.
Inail – Sicurezza e benessere nelle scuole
Indagine sulla qualità dell’aria nelle scuole e sull’ergonomia.
La realizzazione del progetto ha previsto la partecipazione di professionisti
INAIL e di un RSPP, libero professionista, specializzati nelle aree tematiche
di interesse, connesse alle diverse tipologie di rischio oggetto dei monitoraggi, fra cui la qualità dell’aria (IAQ – trattata nel paragrafo 4.1) e l’ergonomia degli ambienti (paragrafo 4.2) e i relativi interventi di prevenzione.
Vengono richiamati i Decreti e le Leggi che regolano gli aspetti legati ai requisiti di sicurezza e comfort negli ambienti scolastici.
Nella Tabella 4.1.1.2 – Sorgenti di contaminazione microbiologica indoor- vengono identificati anche gli impianti di condizionamento quali potenziali serbatoi di germi, se non correttamente manutenzionati.
Nella Tabella 4.1.1.4 vengono indicati i requisiti necessari per una buona gestione della qualità dell’aria a scuola (assenza di muffe nell’edificio scolastico , adeguato sistema di pulizia e manutenzione, adeguato controllo dei sistemi di ventilazione).
INAIL e il Ministero dell’Università e della Ricerca hanno pubblicato il manuale che affronta il tema della salute e della sicurezza sul lavoro nella scuola, andando a esplorare diversi argomenti, tra i quali la manutenzione periodica degli impianti aeraulici.
Affrontare il tema della salute e sicurezza sul lavoro nella scuola andando oltre il semplice aspetto formale degli adempimenti ha implicazioni rilevanti: significa garantire condizioni di sicurezza per gli allievi e il personale e nel contempo lavorare sul versante educativo al fine di promuovere sensibilità, competenze e comportamenti consapevoli e sicuri.
Nel paragrafo 4.3 viene affrontato l’argomento relativo alle condizioni microclimatiche e si evidenzia la necessità di avere un impianto progettato, costruito e installato correttamente, tale da evitare condizioni favorevoli alla proliferazione dei batteri, e provvisto di zone di accesso per gli interventi di pulizia, manutenzione e ispezione.
Inail – Realizzazione alla regola dell’arte degli impianti di ventilazione nelle sale di Risonanza Magnetica. Edizione 2012
Criticità indicazioni e proposte operative per la gestione della sicurezza
L’impianto di ventilazione deve rispondere a criteri progettuali e realizzativi che tengano conto dell’elevata specificità e delle particolari condizioni operative presenti nelle sale di diagnostica con risonanza, le quali attengono principalmente alla presenza del campo magnetico statico permanente all’interno della sala stessa.
Scopo del documento è di dare un’indicazione operativa chiara agli addetti al settore, supportando contestualmente gli Esperti Responsabili, al fine di consentire la
progettazione e realizzazione d’impianti aeraulici destinati ad ambienti nei quali trovano posto apparecchiature di risonanza magnetica con magneti superconduttori.
I reparti di medicina nucleare basano la loro attività sull’uso di radiazioni. Per questo i reparti di Medicina Nucleare devono essere realizzati con molte accortezze tecniche sia per la protezione degli operatori che per la protezione di pazienti, accompagnatori e persone che anche involontariamente si avvicinano a questi reparti.
Per quanto riguarda gli impianti di ventilazione tra i parametri più importanti ricordiamo i ricambi ora che devono essere garantiti con riferimento alle varie zone del reparto stesso.
I parametri di riferimento, visto la pericolosità degli isotopi lavorati in medicina nucleare, sono molteplici: portata aria, sovrapressioni, umidità relative, contaminazione microbiologica e radioattiva, … Risulta quindi estremamente importante verificare che tutti gli impianti e le attrezzature svolgano costantemente al meglio la loro attività attraverso validazioni periodiche secondo norme tecniche UNI 10491, ISO 14644, …
QUADRO NORMATIVO UNI
UNI 10339: 1995
Impianti aeraulici al fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la richiesta d’offerta, l’offerta, l’ordine e la fornitura.
Fornisce una classificazione degli impianti, la definizione dei requisiti minimi e i valori delle grandezze di riferimento durante il funzionamento. Si applica agli impianti aeraulici destinati al benessere delle persone, comunque installati in edifici chiusi, con esclusione: -degli impianti per la climatizzazione invernale degli edifici adibiti ad attività industriale o artigianale (per i quali si applica la UNI 8852); – degli impianti destinati a scopi diversi, per esempio quelli per la conservazione di prodotti deteriorabili e/o per la realizzazione di condizioni adatte a particolari lavorazioni industriali (impianti di processo); -degli impianti di solo riscaldamento invernale e raffrescamento estivo senza immissione meccanica di aria esterna.
UNI 10749
Gestione dei materiali per la manutenzione
UNI EN 12237: 2004
Ventilazione degli edifici – Reti delle condotte – Resistenza e tenuta delle condotte circolari di lamiera metallica
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 12237 (edizione aprile 2003). La norma specifica i requisiti e i metodi di prova relativi alla resistenza e alla tenuta delle condotte circolari utilizzate negli impianti di condizionamento e ventilazione degli edifici.
UNI EN 12097: 2007
Ventilazione degli edifici – rete delle condotte. – Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte
Data entrata in vigore : 13 settembre 2007
Sommario : La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 12097 (edizione settembre 2006). La norma specifica i requisiti relativi a dimensioni, forma e criteri di collocazione delle botole di accesso per la pulizia e la manutenzione nei sistemi di reti delle condotte, conformi alla UNI EN 1505, UNI EN 1506 e UNI EN 13180.
UNI EN ISO 14644-14: 2016
Criteri di realizzazione per camere bianche
La norma specifica una metodologia per valutare l’idoneità di attrezzature da utilizzare nelle camere bianche ed ambienti controllati associati per quanto concerne il grado di pulizia da particelle aeroportate così come specificata nella ISO 14644-1. La dimensione delle particelle varia da 0,1 µm ad uguale o maggiore di 5 µm (come specificato nella ISO 14644-1).
UNI EN 15240: 2008
Ventilazione degli edifici – Prestazione energetica degli edifici – Linee guida per l’ispezione degli impianti di climatizzazione
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 15240 (edizione aprile 2007). La norma descrive la metodologia comune per l’ispezione degli impianti di climatizzazione presenti negli edifici per il raffrescamento o il riscaldamento dei locali dal punto di vista del consumo energetico. L’ispezione può per esempio prendere in considerazione gli aspetti evidenziati qui di seguito per valutare la prestazione energetica ed il corretto dimensionamento del sistema:- conformità dell’impianto rispetto al progetto originale ed a eventuali modifiche, alle reali esigenze ed allo stato attuale dell’edificio;- corretto funzionamento dell’impianto;- funzione e regolazione dei diversi parametri di controllo;- funzione e posizionamento dei diversi componenti;- potenza assorbita e potenza utile fornita. Non è prevista una verifica completa dell’impianto di condizionamento dell’aria ma una corretta valutazione del suo funzionamento e dell’impatto sul consumo di energia determinando di conseguenza prescrizioni per il suo miglioramento o per l’utilizzo di soluzioni alternative.
UNI EN 13779: 2008
Ventilazione degli edifici non residenziali. Requisiti di prestazione per i sistemi di ventilazione e di climatizzazione.
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 13779 (edizione aprile 2007) e tiene conto delle correzioni introdotte il 9 maggio 2007. La norma si applica alla progettazione e alla realizzazione dei sistemi di ventilazione e climatizzazione per gli edifici non residenziali caratterizzati dall’occupazione umana, ad esclusione delle applicazioni in processi industriali. La norma definisce i principali parametri rilevanti per tali impianti. La norma non si occupa degli edifici a ventilazione naturale.
UNI EN 15780: 2011
Ventilazione degli edifici- condotti-pulizia dei sistemi di ventilazione.
Data entrata in vigore: 24 novembre 2011
Sommario: La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 15780 (edizione ottobre 2011). La norma si applica a sistemi di ventilazione e condizionamento sia nuovi sia esistenti e specifica i criteri di valutazione della pulizia e le procedure di pulizia di questi sistemi; la validazione dell’efficacia della pulizia si applica anche ai prodotti, conformi alle UNI EN 1505, UNI EN 1506, UNI EN 13053, UNI EN 13180 e UNI EN 13403, utilizzati in impianti di condizionamento e ventilazione di ambienti con presenza di persone. La norma non si applica a impianti al servizio di processi industriali. La presente norma europea specifica i requisiti generali e le procedure necessarie nella valutazione e nel mantenimento della pulizia nei condotti di ventilazione, inclusi:- la classificazione della qualità della pulizia;- come valutare la necessità di pulizia (visualizzazione, misure);- la frequenza del controllo (guida generale): guida del sistema di ispezioni in conformità alle UNI EN 15239 e UNI EN 15240, se rilevante;- scelta del metodo di pulizia, per essere in linea con la consegna della documentazione secondo la UNI EN 12599;- come valutare i risultati della pulizia.
UNI EN 779: 2012
Filtri d’aria antipolvere per ventilazione generale. Determinazione della prestazione di filtrazione.
Data entrata in vigore : 07 giugno 2012
Sommario : La norma contiene i requisiti che devono essere soddisfatti dai filtri antipolvere. Essa descrive i metodi di prova e il banco di prova per misurare le prestazioni di un filtro.
La presente norma europea si applica ai filtri d’aria con un’efficienza iniziale minore del 98% rispetto a particelle di 0,4 micron. I filtri devono essere sottoposti a prova con una portata d’aria compresa tra 0,24 m3/s (850 m3/h) e 1,5 m3/s (5 400 m3/h).
UNI EN 13269: 2016
Manutenzione – Linee guida per la preparazione dei contratti di manutenzione
Data entrata in vigore: 16 giugno 2016
Sommario: La presente norma offre una guida per la preparazione di contratti per lavori di manutenzione.
qualsiasi componente, fatta eccezione per il software informatico, a meno che il software non debba essere gestito come parte integrante o unitamente all’apparecchiatura tecnica.
UNI EN 15251: 2008
Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica.
La presente norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 15251 (edizione maggio 2007). La norma specifica:- i parametri relativi all’ambiente interno che influiscono sulla prestazione energetica degli edifici;- la modalità per definire dei parametri di input relativi all’ambiente interno per la valutazione dell’edificio inteso come sistema e per i calcoli della prestazione energetica;- i metodi per la valutazione a lungo termine dell’ambiente interno ottenuta, a partire dal calcolo o da risultati di misure;- i criteri di misurazione che potrebbero essere utilizzati, se necessario, per valutare la conformità per mezzo di un’ispezione;- i parametri da utilizzare ed esporre negli ambienti interni negli edifici esistenti; – il modo in cui le diverse categorie di criteri relativi all’ambiente interno possono essere utilizzate, anche se non impone i criteri che devono essere utilizzati. La norma si applica essenzialmente agli edifici non industriali per cui i criteri relativi all’ambiente interno sono definiti dall’occupazione umana, in cui l’attività produttiva o di processo non abbia un impatto sostanziale sull’ambiente interno. La norma è applicabile ai tipi di edificio seguenti: abitazioni individuali, condomini, uffici, scuole, ospedali, alberghi e ristoranti, impianti sportivi, edifici ad uso commerciale all’ingrosso e al dettaglio.
UNI EN 1093-4: 2008
Sicurezza del macchinario – Valutazione dell’ emissione di sostanze pericolose trasportate dall’aria
Parte 4: Rendimento della captazione di un impianto di aspirazione – Metodo mediante l’uso di traccianti.
La presente norma è la versione ufficiale della norma europea EN 1093-4:1996+A1 (edizione giugno 2008). La norma descrive un metodo per la misurazione del rendimento di captazione di un impianto di aspirazione installato su una macchina.
Questo metodo si basa sulla tecnica mediante l’ uso di traccianti e può essere impiegato in ogni ambiente di prova.
eur-lex – Regolamento (CE) n. 852/2004
Linee Guida ISPESL – Versione finale 1 giugno 2006
Microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro – Requisiti e standard
Indicazioni operative e progettuali
La terza parte del documento è dedicata alle indicazioni operative. Sono proposti approfondimenti sulla valutazione del rischio, sulla strumentazione e sulle modalità di misura, sulla gestione e manutenzione degli impianti aeraulici, sui dispositivi di protezione individuale (DPI) per gli ambienti termici severi, sul controllo sanitario dei lavoratori e sulla valutazione dei progetti di luoghi di lavoro.
ISPESL Quaderni per la salute e la sicurezza – ISPESL 2005
Parametri ambientali indispensabili per una corretta gestione della piscina.
L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro con la collana dei quaderni per la salute e la sicurezza, divulgando le norme di sicurezza anche negli ambienti di vita, vuole portare maggiore chiarezza nella gestione quotidiana dei rischi, sensibilizzando la popolazione su alcune tipologie, indicando comportamenti idonei a fronteggiarli, suggerendo procedure da adottare in particolari situazioni che mirino alla sicurezza.
Questa guida riporta a pagina 35 i fondamentali parametri ambientali indispensabili per una corretta gestione della piscina.
Alla pagina 60- Appendice III, viene richiamata la Conferenza Stato-Regioni – Accordo 16 gennaio 2003 Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2003, n.51.
Pubblicazione ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro)
ISPESL – 2009 checklist per la compilazione del documento di valutazione dei rischi e per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro
A pagina 12 vengono segnalate le principali azioni di controllo e monitoraggio sugli impianti di climatizzazione.
ISPESL linee guida per la definizione degli standard di sicurezza e di igiene ambientale dei reparti operatori
Versione dicembre 2009
Documento di linee guida per i requisiti minimi per i blocchi operatori.
Al punto 1.3.3 vengono indicati i requisiti dell’ Impianto di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata.
Alla pagina 19 del documento si sottolinea che il progetto degli impianti di ventilazione deve essere tale da garantire nel tempo le prestazioni, per mezzo di interventi programmati di gestione e manutenzione.
Inoltre alla pagina 16 si indica la necessità di controlli costanti delle prestazioni dell’impiantistica a servizio delle sale operatorie.
Alla pagina 36 del documento, si dichiara che devono essere effettuati controlli periodici dell’impianto VCCC , la verifica delle prestazioni, il controllo periodico delle caratteristiche microbiologiche e chimiche dell’aria.
NORMATIVE ESTERE, NORMATIVE IN CORSO DI ADOZIONE E MANUALI TECNICI
Questa sezione non è da considerarsi isolata dalle altre o priva di interesse in quanto proprio da qui si possono trarre spunti per capire come e dove si potranno trovare soluzioni alternative e nel contempo capire come potrà evolvere il quadro normativo nel prossimo futuro.
Valutazione, Pulizia e Ripristino degli impianti di trattamento aria
La European Agency for Safety and Health at work (http://osha.europa.eu) ha pubblicato nel 2011 uno studio in merito alla situazione
tecnico/igienica nei vari paesi europei per la Legionellosi.
Si mettono qui a confronto le politiche dei vari stati europei per il contrasto alla legionellosi. L’Agenzia pone l’attenzione per la problematica legionella, non solo in strutture nosocomiali e di accoglienza (hotel, case di cura per anziani, piscine, …) ma anche sulle attività produttive propriamente dette che utilizzano nei propri processi produttivi acqua soprattutto in nebulizzazione ed a temperature tra i 20° e i 45°. La pubblicazione pone l’attenzione, ad esempio, su:
LINEE GUIDA AICARR SULLA MANUTENZIONE – 2004
Specifiche generali e particolari per la pulizia di sistemi di riscaldamento, ventilazione ed aria condizionata
I destinatari delle Linee Guida sono i Committenti, i progettisti, gli installatori, i gestori di impianti, ciascuno dei quali troverà le indicazioni fondamentali riguardanti la manutenzione applicate nel proprio ambito di interesse.
La presente Linea Guida ha lo scopo di fornire informazioni utili a progettare, programmare, gestire ed effettuare la manutenzione di impianti di condizionamento dell’aria a scopo di benessere.
Sono oggetto della trattazione apparecchiature e componenti relativi a impianti di produzione e distribuzione di calore; impianti di produzione e distribuzione di freddo; impianti e sistemi di trattamento e distribuzione di aria per climatizzazione degli ambienti; sistemi di controllo e regolazione degli impianti.
Sono quindi esclusi gli impianti industriali, quelli a servizio dei processi di produzione, le camere bianche ecc.
SUVA (www.suva.ch)
STAMPANTI LASER, FOTOCOPIATRICI E TONER: PERICOLI PER LA SALUTE (SUVA)
Il SUVA, ente assicurativo svizzero ha pubblicato un interessante guida intitolata “Stampanti laser, fotocopiatrici e toner: pericoli per la salute”.
Questa è una completa valutazione del rischio relativo all’uso delle stampanti laser, fotocopiatrici e toner in genere. Il SUVA mette in guardia da quello che sembra uno strumento di lavoro innocuo. Hanno eseguito studi sulla pericolosità e tossicità delle sostanze emanate da fotocopiatrici e toner dando alcuni semplici consigli per il corretto utilizzo e soprattutto per il posizionamento delle apparecchiature di stampa: lontano dalle persone, con impianti di aspirazione dedicati.
ENEA, novembre 2015
Il documento ricorda alcune semplici regole per la corretta manutenzione ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge.
Ricorda chi è il responsabile dell’impianto , la necessità di tenere il libretto di impianto, i valori massimi di temperatura ambiente, la manutenzione, l’efficienza energetica per tipologie di impianti, le sanzioni e la normativa di riferimento.
Società italiana di pediatria – la scuola che vogliamo. spunti, orientamenti, indicazioni operative per la costruzione/ ristrutturazione di scuole a misura di bambino
Linee guida per la ristrutturazione o la ricostruzione delle scuole.
Il documento evidenzia i diversi parametri da rispettare per l’abitabilità degli edifici scolastici, dalla struttura degli spazi, all’arredo, all’illuminazione, ecc.
Elenca inoltre le linee guida per la ristrutturazione o la ricostruzione delle scuole fissando i parametri, già indicati nelle normative, relativamente alla purezza dell’aria e comfort termico.
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