Source: https://studiospallino.blogspot.it/2013/03/
Timestamp: 2017-08-16 23:58:03+00:00
Document Index: 157456496

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 329', 'art. 329', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ']

Studio Legale Spallino #pa: marzo 2013
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 11:55 AM mercoledì 27 marzo 2013 Etichette: Collegato Ordinamentale 2013, L.R. Lombardia 12/2005
Andando al di là dei mezzi svolti - che miravano a sostenere, sotto il profilo del Collegato, l'estensibilità a qualsiasi titolo edilizio del comma 1-quinquies ("sono fatte salve le istanze di permesso di costruire e le denunce di inizio attività presentate entro il 31 dicembre 2012") - il Collegio ha affermato che
- l’art. 25 della legge regionale 12/2005, come modificato da ultimo dalla legge regionale 21/2012, non sembra imporre un’automatica decadenza dei titoli edilizi ai sensi dell’art. 15 comma 4° del DPR 380/2001, quanto piuttosto una loro sospensione, in attesa della definitiva approvazione del Piano di Governo del Territorio (PGT);
L'ordinanza 363/2013 della sezione II del TAR Lombardia, Milano, è disponibile sul sito della Giustizia amministrativa a questo indirizzo: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Milano/Sezione%202/2013/201300529/Provvedimenti/201300363_05.XML
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 10:57 AM giovedì 21 marzo 2013 Etichette: Collegato Ordinamentale 2013, L.R. Lombardia 12/2005
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 5:30 PM domenica 17 marzo 2013 Etichette: Telefonia
Pubblicato da Jesus Cortinovis a 12:09 PM mercoledì 13 marzo 2013 Etichette: Accertamento compatibilità paesaggistica, Sanatoria paesaggistica, vani tecnologici
La sentenza del T.A.R. per la Puglia, n.35 del 11/01/2013, è disponibile al seguente indirizzo web: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Bari/Sezione%203/2008/200800909/Provvedimenti/201300035_01.XML
Pubblicato da Lorenzo Spallino a 8:48 AM sabato 9 marzo 2013 Etichette: BURL
Pubblicato da Jesus Cortinovis a 9:20 PM giovedì 7 marzo 2013 Etichette: Abusi edilizi, Accesso agli atti
coincidono con le notitiae criminis poste in essere dagli organi comunali nell’esercizio di funzioni di Polizia Giudiziaria ad essi specificamente attribuite dall'ordinamento;
consistono in indagini e accertamenti, non compiuti nell’esercizio di funzioni di Polizia Giudiziaria bensì nell'esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative di Polizia Municipale.
Mentre è legittimo negare l'accesso per le tipologie di atti di cui al punto a) e b), l’accesso agli atti non può essere limitato per le tipologie di atti rientranti al punto c). Al riguardo, i Giudici, hanno confermato e richiamato il principio secondo cui non ogni denuncia di reato presentata dalla pubblica amministrazione all'Autorità Giudiziaria costituisce atto coperto da segreto istruttorio penale e come tale sottratta all'accesso, in quanto, se la denuncia è presentata dalla pubblica amministrazione nell'esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative, non si ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 329, c.p.p. (obbligo del segreto); tuttavia se la pubblica amministrazione che trasmette, all'Autorità Giudiziaria, una notizia di reato non lo fa nell'esercizio della propria istituzionale attività amministrativa, ma nell'esercizio di funzioni di Polizia Giudiziaria specificamente attribuite dall'ordinamento, ci troviamo, in presenza di atti di indagine compiuti dalla Polizia Giudiziaria e che, come tali, soggetti al segreto istruttorio ai sensi dell'art. 329 c.p.p., oltreché, conseguentemente, ad essere sottratti all'accesso agli atti ai sensi dell'art. 24, della L. n. 241 del 1990 e ss.mm.ii.. In tal senso viene anche richiamata una precedente pronuncia del Consiglio Stato del 9 dicembre 2008, n. 6117, sempre della medesima sezione VI. Il secondo aspetto esaminato dai Giudici di Palazzo Spada, con la sentenza in commento, riguarda invece il dovere da parte dell'Ente locale di preavvisare il privato circa il sopralluogo di accertamento.
Nel caso in specie l’appellante sosteneva che l’accesso sui luoghi privati poteva aver luogo solo previo avviso di avvio di un procedimento sanzionatorio. In tal senso i Giudici d’appello precisano che, ai sensi dell’art. 27, comma 1, del testo unico sull’edilizia (approvato con il D.P.R. n. 380 del 2001), “il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale esercita, anche secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente, la vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi”.
La sentenza del Cons. di Stato, sez. VI, n. 547 del 27/11/2012, depositata il 29/01/2013 è reperibile al seguente indirizzo web: http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2012/201206816/Provvedimenti/201300547_11.XML