Source: https://coordinamento3.blog/2017/09/25/no-al-voto-segreto/
Timestamp: 2020-02-24 12:15:32+00:00
Document Index: 151447721

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 51', 'art.16']

NO al Voto Segreto!!! – Coordinamento3.blog
NO al Voto Segreto!!!
amministratrice3	Senza categoria	 25 settembre 2017 3 ottobre 2017 4 Minutes
Mobilitazione Coordinamento3 Per Grave Ritardo del Consiglio Regionale della Sardegna
Contenuti della Conferenza Stampa 25 settembre 2017
Si è costituito il Coordinamento3, nuovo soggetto regionale per le politiche antidiscriminatorie per iniziativa di un gruppo promotore di donne che ha riunito esponenti delle amministrazioni locali e ANCI Sardegna, delle associazioni femminili, degli organismi di parità, degli ordini e categorie professionali della politica.
La nostra azione è rivolta soprattutto alla società civile ed in quest’ottica il coordinamento è aperto all’adesione di tutti i soggetti, singoli e associati che hanno a cuore la parità di genere e l’eguaglianza sostanziale di tutti i cittadini e cittadine.
L’obiettivo prioritario è quello di intraprendere azioni unitarie, democratiche e trasversali per l’applicazione delle norme sulla rappresentanza di genere in tutte le sedi istituzionali, amministrative e di governo.
Ciò in coerenza con il principio ispiratore di promuovere, incentivare e tutelare la partecipazione delle donne in tutti gli ambiti della vita istituzionale, civile economica, sociale e politica, in attuazione e rispetto del principio della Costituzione Italiana che impone la rimozione di tutti quegli ostacoli di ordine sociale e economico che impediscono di fatto il pieno svolgimento della persona umana e l’effettiva partecipazione.
Si tratta delle c.d azioni positive che debbono essere adottate per rendere effettiva e non solo a parole l’eguaglianza tra tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno pari dignità sociale.
La priorità assoluta è in questo momento l’approvazione dello stralcio sulla doppia preferenza di genere dalla discussione generale della legge elettorale regionale che deve essere adeguata alla legge nazionale n. 20 del 2016.
Quest’ultima normativa chiarisce che, ai sensi dell’art. 122 Cost. 2° comma relativo anche alle Regioni a Statuto Speciale, la normativa regionale va contenuta nei limiti dei principi fondamentali della Costituzione italiana compreso l’art. 51 della Costituzione per il quale tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza.
Un altro immediato obiettivo è la verifica della puntuale applicazione della legge Del Rio in merito al rispetto della quota del 40% per ciascun genere nella composizione degli esecutivi.
Nella disciplina posta a tutela delle pari opportunità tra i diversi sessi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1 comma 137 legge n. 56/2014, è stata regolamentata la questione delle quote di genere in seno agli organi amministrativi pubblici prevedendo che “ ” Nelle Giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 40% con arrotondamento aritmetico”.
Il principio tutelato è inteso come svolgimento del principio costituzionale di eguaglianza sostanziale ( art. 3 della Cost.) non solo nell’accezione di un divieto di azioni discriminatorie fondate sul sesso, ma anche in una accezione positiva nel senso di impegnare le istituzioni a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione delle donne in tutti i settori della vita pubblica. Ed è tale principio che ha illuminato ed ispirato anche le altre disposizioni poste dal legislatore ordinario a tutela dell’effettiva realizzazione della parità tra uomini e donne
Questo significa che tali norme non possono e non devono essere violate.
Chiediamo, inoltre, che la questione sia posta in votazione con voto palese all’attenzione dell’Assemblea regionale.
La votazione a scrutinio segreto non dovrebbe essere consentita in un caso come questo ed in generale dovrebbe essere limitata quanto più possibile e solo in casi particolari e per i quali vi sia una reale necessità.
In una reale democrazia i nostri politici dovrebbero essere tenuti a rendere conto del proprio operato e delle posizioni nella massima trasparenza anche con la dichiarazione di voto.
Infatti, paradossalmente quando il voto è segreto il politico è libero di rilasciare dichiarazioni di qualunque genere senza riscontro di nessun tipo soprattutto del proprio voto reale. Anzi, spesso il ricorso al voto segreto rappresenta proprio il modo per avvallare decisioni scomode o impopolari o delle quali non ci si vuole assumere alcuna responsabilità pubblica.
Questa situazione non è accettabile quando si tratte di approvare norme elettorali che, come sappiamo, possono determinare che una larga parte della società non sia rappresentata.
Firma petizione on line
Abbiamo lanciato questa petizione on line alla quale chiediamo di aderire perché la situazione in cui si trova la Sardegna è insostenibile.
Chiediamo che ogni elettore possa esprimere due preferenze, una per la candidata di sesso femminile ed un’altra per il candidato di sesso maschile e che la votazione avvenga a voto palese e non segreto così come avvenuto nel 2013, quando la doppia preferenza di genere venne affossata.
La partecipazione alla vita politica per le donne in Italia si piazza al 23 posto tra i paesi della UE, in particolare con riferimento alla percentuale delle donne elette nei Consigli regionali e le perfomance relative alla Sardegna sono tra le più preoccupanti: infatti la Sardegna si piazza al 18° posto su 21 regioni e province autonome con sole 4 donne in Consiglio Regionale.
Tutto ciò, nonostante quanto previsto dall’art. 51 delle Costituzione e anche dall’art.16 dello Statuto Speciale della Regione Sardegna che prevede che il Consiglio Regionale promuova strumenti per garantire la parità di accesso alla carica di consigliere regionale così da conseguire l’equilibrio tra uomini e donne nella rappresentanza.
Infatti, un basso deficit di donne in politica mina l’efficacia ed efficienza dei processi decisionali in cui manca la rappresentazione dei bisogni femminili e della famiglia.
È importante la mobilitazione perché il Consiglio Regionale e la Sardegna tutta è in grave ritardo su questo importantissimo tema .
Simonetta Corongiu
Consigliera Comunale Laconi
Pubblicato 25 settembre 2017 3 ottobre 2017
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