Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9071-del-02-04-2019
Timestamp: 2020-04-05 07:56:21+00:00
Document Index: 7832114

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 9071 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9071 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 16/01/2019, dep. 02/04/2019), n.9071
sul ricorso 24887-2017 proposto da:
tempore, elettivamente domiciliata in RONZA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
avverso la sentenza n. 964/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stato effettuato “un riclassamento generalizzato di tutte le unità immobiliari comprese nelle richiamate microzone, attribuendo a ciascuna di esse una classe superiore, ferma restando la categoria catastale”. In particolare la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie “si appalesa chiaramente generica, così violando della L. n. 212 del 2000, art. 7, in ordine alla necessità di specificare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche a base degli atti amministrativi”.
C.L. è rimasto intimato.
La L. n. 212 del 2000, art. 7, richiede di indicare “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che determinano la decisione dell’amministrazione”, mirando a delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa al fine di consentire al contribuente l’esercizio del diritto di difesa (v. ex multis Cass. n. 25037 del 23710/2017, n. 21532 del 20/09/2013). Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” del D.P.R. 3 marzo 1998, n. 1238, art. 9, sottraendone l’attuazione alla piena discrezionalità dell’amministrazione competente. In virtù di ciò, ne consegue che suddetta procedura non può sottrarsi dall’applicazione dei parametri previsti in via ordinaria, tutti incidenti complessivamente e comparativamente nella qualificazione della stessa. Pertanto, non può ritenersi motivato congruamente il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, allorchè non siano evincibili, in concreto, gli elementi che hanno inciso sul provvedimento di riclassamento (Cass., sez. 5, n. 22900 del 29/09/2017).