Source: https://www.soscoronavirus.info/bonus-pubblicita-fino-al-50-e-senza-il-requisito-incrementale/
Timestamp: 2020-07-11 11:06:34+00:00
Document Index: 127580112

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 98', 'art. 57', 'art. 109', 'art. 57']

Bonus pubblicità fino al 50% e senza il requisito incrementale - SOS corona virus
Bonus pubblicità fino al 50% e senza il requisito incrementale
Tetto di spesa da ripartire tra stampa e radio/tv fissato dal Decreto Rilancio
Con l’art. 186 del Decreto Rilancio DL 19.15.2020, n. 34, viene innalzato dal 30% al 50% la misura del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari effettuati da imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali per l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente su giornali quotidiani e periodici (iscritti presso il competente Tribunale, ai sensi dell’art. 5 della L. 8 febbraio 1948, n. 47), pubblicati in edizione cartacea ovvero editi in formato digitale con le caratteristiche indicate all’art. 7, commi 1 e 4, del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione di cui all’art. 1, comma 6, lettera a), numero 5), della L. 31 luglio 1997, n. 249.
La disciplina era già stata oggetto di modifica per effetto dell’entrata in vigore del Dl Cura Italia, il cui art. 98 ne aveva significativamente modificato i criteri di calcolo, limitatamente all’anno 2020 (si legga Bonus pubblicità del 30% anche senza incremento di spesa del 30 marzo 2020).
Le modifiche apportate dal Cura Italia – Fino all’anno 2019, il bonus pubblicità veniva determinato in misura pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati: infatti, il beneficio fiscale spettava solo nel caso in cui l’incremento di spesa fosse stato almeno pari all’1% rispetto agli analoghi investimenti del periodo precedente. Mediante l’introduzione, ad opera del Decreto Cura Italia, del nuovo comma 1-ter dell’art. 57-bis del D.l. 24 aprile 2017, n. 50, il credito di imposta veniva determinato, per l’anno in corso, in misura pari al 30% dell’ammontare totale delle spese effettuate per investimenti in campagne pubblicitarie, anche nel caso in cui le stesse non risultassero incrementali rispetto all’anno precedente (lasciando invece invariati gli ulteriori requisiti e le condizioni previste dalla norma).
Ora, ferma restando l’eliminazione del requisito incrementale, il Decreto Rilancio ha innalzato al 50% l’importo del credito che potrà essere potenzialmente riconosciuto a ciascun beneficiario, il quale dovrà tener conto di tutte le spese sostenute ai sensi dell’art. 109 del D.p.r. 917/1986 (momento di ultimazione delle prestazioni di servizi).
La ripartizione delle risorse – Per poter accedere al beneficio, il contribuente dovrà seguire la procedura di prenotazione già prevista per gli anni scorsi. Sul punto, si ricorda che il termine fissato a regime entro la fine del mese di marzo è stato integrato con un’ulteriore finestra temporale dall’1 settembre al 30 settembre 2020 per la trasmissione telematica delle richieste (a cui si aggiungeranno quelle eventualmente presentate prima della data di entrata in vigore del Decreto Cura Italia, ossia il 17.03.2020 e fino al 31 marzo 2020).
Il meccanismo di prenotazione trova la sua ratio nel limite di risorse disponibili che ai sensi comma 3 dell’art. 57-bis e del Regolamento di cui al D.P.C.M. 16.05.2018, n. 90, e che viene determinato annualmente con apposito DPCM. Il Decreto Rilancio, in verità, ne ha già fissato il limite di spesa 2020 in 60 milioni di euro complessivi, prevedendo altresì, la seguente ripartizione:
per 40 milioni di euro saranno agevolabili gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online,
i restanti 20 milioni di euro saranno invece impiegati per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.
Sul punto, si consideri che per l’anno 2019 le risorse destinate al finanziamento della misura ammontavano complessivamente a 27,5 milioni di euro, di cui 15 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari incrementali sui giornali e 12,5 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari incrementali sulle emittenti radio-televisive locali. Dette risorse sono risultate sufficienti per far fronte alle spese sostenute da parte dei soggetti che ne abbiano fatto richiesta in misura variabile pari al 40-65%
Precedente Post precedente: DL Rilancio: profili sanzionatori penali del contributo a fondo perduto
Successivo Post successivo: Export extra Ue: -44,2%, mai così dal ’93