Source: http://www.legislazionetecnica.it/4636272/prd/approfondimento/le-misure-anticorruzione-nel-settore-degli-appalti-pubblici
Timestamp: 2018-09-24 07:47:58+00:00
Document Index: 47672204

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 213', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 213', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 110']

Le misure anticorruzione nel settore degli appalti pubblici | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1519
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LA DISCIPLINA NORMATIVA FONDAMENTALE
In materia di prevenzione della corruzione il principale riferimento normativo è attualmente costituito dalla L. 06/11/2012, n. 190 (cd. Legge anticorruzione), recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione (pubblicata nella G.U. 13/11/2012, n. 265) e dai decreti attuativi che integrano la disciplina normativa di settore, tra cui in particolare:
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Costituiscono i principali strumenti di gestione, programmazione e attuazione delle misure anticorruzione:
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A supporto e in attuazione della Legge fondamentale in materia di anticorruzione l’ANAC è chiamata a redigere e adottare, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. b) della L. 190/2012, il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), i cui contenuti, finalità e procedure di formazione e aggiornamento sono descritte all’
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Le finalità consistono nel fornire un indirizzo alle pubbliche amministrazioni ai fini dell’adozione dei propri piani triennali di prevenzione della corruzione. Si fornisce un indirizzo
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Il PNA si sviluppa in due parti, una prima parte descrittiva - ricognitiva, sulla base della quale individuare i principal
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Ai sensi dell’art. 1, comma 8, primo periodo, della
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Documento di programmazione strategico-gestionale (DUP)
Il DUP, ove previsto, è un documento a contenuto programmatico, approvato dall’organo di indirizzo, volto a definire le linee strategic
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Piano di Prevenzione della Corruzione (PPC)
Sulla base del Piano nazionale anticorruzione (PNA) e degli obiettivi strategici, ogni pubblica amministrazione adotta un proprio piano triennale di prevenzione della corruzione (PPC). I comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti possono aggregarsi per definire in comune, tramite accordi ai sensi dell’art. 15 della L. 07/08/1990, n. 241, il piano triennale per la prevenzione della corruzione, secondo le indicazioni contenute nel PNA (
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Il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, entro il 31 gennaio di ogni anno, definisce proced
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La L. 190/2012, all’art. 1, comma 2, lett. f), stabilisce altresì che, al fine di prevenire la corruzione, le pubbliche amministrazioni si attengano al rispetto delle regole sulla trasparenza dell’attività amministrativa, in particolare (art. 1, commi da 15 a 36 della L. 190/2012):
- mediante la pubblicazione nei siti web istituzionali dei bilanci e conti consuntivi, nonché dei costi unitari di realizzazione delle opere pubbliche e di produzione dei servizi erogati ai cittadini, e di tutte le altre informazioni e atti secondo le indicazioni, i termini e i criteri previsti (art. 1, comma 15, della L. 190/2012);
- mediante il rispetto della disciplina in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi, di cui all’art. 53 del D. Leg.vo 165/2001 (art. 1, comma 16, L. 190/2012);
- mediante il rispetto della disciplina in materia di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché quelli previsti dalla legislazione vigente, di cui al D. Leg.vo 33/2013 (trasparenza), ai sensi dell’art. 54, del codice dell’amministrazione digitale, D. Leg.vo 07/03/2005, n. 82 (art. 1, comma 16, L. 190/2012);
- mediante il rispetto delle prescrizioni in materia di trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale, di cui all’art. 21 della L. 18/06/2009, n. 69, recante Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit&ag
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Nell’ambito del sistema di prevenzione della corruzione, sono chiamati ad intervenire in varia misura, con specifici
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Il ruolo del Responsabile (RPCT)
Per ogni pubblica amministrazione è individuato il Responsabile della prevenzione della corruzione e della traspare
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Nomina del RPCT
Il soggetto competente ai fini della nomina è l’organo di indirizzo, tenuto a disporre anche le eventuali mod
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Compiti del RPCT
Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza segnala all’organo di indirizzo e all’organismo indipendente di valutazione le disfunzioni inerenti all’attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza e indica agli uffici competenti all’esercizio dell’azione disciplinare i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza (
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Misure di tutela del RPCT
Eventuali misure discriminatorie, dirette o indirette, nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e
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Responsabilità e addebiti al RPCT
Sono previsti addebiti di responsabilità a carico del Responsabile (
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La sanzione disciplinare a carico del responsabile non può essere inferiore alla sospensione dal servizio con privazione della re
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È individuato dall’Organo di indirizzo ai sensi dell’
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È il soggetto competente a:
- definire gli obiettivi strategici (art. 1, comma 8, I periodo,
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Il singolo dipendente, oltre che a partecipare all’attività formativa specifica prevista dall’Amministrazione, è tenuto (
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Tutela del RUP come dipendente pubblico
Ai sensi dell’art. 54-bis del D. Leg.vo 165/2001, il pubblico dipendente (ivi compreso il RUP) che, nell’interesse dell’integri
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Con riguardo alla condotta delle diverse figure coinvolte nelle attività amministrative esposte a rischi, ai fini della prevenzione della corruzione la L. 19
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ORGANISMI CON FUNZIONI DI SUPPORTO E VIGILANZA
Al fine di svolgere funzioni di supporto, indirizzo, vigilanza, coordinamento e controllo, sono attribuite specifiche comp
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Al Prefetto sono assegnati compiti di supporto tecnico e informativo agli enti locali, ai fini della predisposizione del P
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Al Dipartimento della funzione pubblica sono assegnati compiti di coordinamento, orientamento e indirizzo al fine di stabilire una metodologia comune di attuazione della norma e, in particolare, di (
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All’ANAC è attribuito il compito di esercitare un’azione di vigilanza e controllo (art. 1, comma 2, lett. f), L. 190/2012) sull’effettivo rispetto delle procedure ed in particolare:
- sull’effettiva applicazi
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All’Organismo indipendente di valutazione è attribuito il compito di (art. 1, comma 8-bis, L. 190/2012):
- verificare, anche ai fini della validazione della Relazione sulla performance, che i piani triennali per la prevenzione della corruzione siano coerenti
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In tema di sanzioni l’art. 1, comma 32, ultimo periodo della L. 190/2012, dispone l’applicazione dell’articolo 6, comma 11, del D. Leg.vo 163/2006, in materia di sanzioni.
In luogo dell’articolo citato, per il quale è intervenuta l’abrogazione, è applicabile l’art. 213, comma 9, IV periodo del D. Leg.vo 50/2016, secondo il quale, nei confronti del soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire info
Delib. ANAC 18/07/2018, n. 657
Regolamento sull'esercizio del potere dell’Autorità di richiedere il riesame dei provvedimenti di revoca o di misure discriminatorie adottati nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) per attività svolte in materia di prevenzione della corruzione.
Il Regolamento adottato con la Delibera disciplina con criteri omogenei e un iter procedimentale uniforme l’intervento dell’ANAC sui procedimenti di revoca che riguardano il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), nonché sulle misure discriminatorie, anche diverse dalla revoca, adottate nei confronti del RPCT a causa dello svolgimento delle sue funzioni nel settore della prevenzione alla corruzione.
Il Regolamento è diviso in tre parti:
- la prima parte disciplina l’intervento dell’Autorità con riferimento ai provvedimenti di revoca previsti dall’art. 1, comma. 82, della L. 190/2012 e dall’ art. 15, comma 3, del D. Leg.vo 39/2013;
- la seconda parte riguarda, invece, l’intervento dell’ANAC sulle “misure discriminatorie” anche diverse dalla revoca nei confronti del RPCT, ai sensi dell’art. 1, comma 7, della L.190/2012;
- la terza parte si riferisce alle disposizioni comuni concernenti le modalità di pubblicazione dei provvedimenti di richiesta di riesame, nonché all’entrata in vigore del medesimo Regolamento (15 giorni dopo la pubblicazione in G.U.).
Il Regolamento in particolare fornisce indicazioni in merito alla comunicazione dei provvedimenti di revoca e alla segnalazione delle misure discriminatorie, all'istruttoria svolta dall'ANAC finalizzata a verificare l'esistenza di eventuali correlazioni tra i citati provvedimenti e le attività svolte dal RCPT in materia di prevenzione della corruzione, al contenuto e pubblicazione dell'eventuale richiesta di riesame.
Aggiornamento al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 delle linee guida n. 3, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, su: «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni».
Con il provvedimento in oggetto - a seguito dell’entrata in vigore del D. Leg.vo 19/04/2017, n. 56, c.d. “Correttivo” al Codice appalti di cui al D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 - l’ANAC ha proceduto all’aggiornamento della precedente Delib. ANAC 26/10/2016, n. 1096, concernente nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento (RUP) per l’affidamento di appalti e concessioni, al fine di tener conto delle modifiche normative apportate dal menzionato D. Leg.vo 56/2017, nonché delle osservazioni e richieste di chiarimenti pervenute dalle stazioni appaltanti e dai RUP.
Si ricorda in proposito che il D. Leg.vo 56/2017 ha, tra le altre cose, ampliato l’ambito oggettivo delle Linee guida in commento, prevedendo che le stesse disciplinino, altresì, i presupposti e le modalità di nomina del RUP. Nella versione originale delle Linee guida tali materie, in assenza di un’espressa delega, erano state disciplinate ai sensi dell’art. 213, comma 2, del codice con previsioni di moral suasion aventi natura non vincolante. All’esito della modifica introdotta, è stata eliminata la distinzione tra disposizioni delle Linee guida aventi natura vincolante e previsioni non vincolanti e, pertanto, tutte le disposizioni contenute nel documento in esame assumono natura vincolante.
Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2016.
La Delibera approva il Piano nazionale anticorruzione per il 2016, ai sensi dell'art. 1, comma 2-bis, della L. 06/11/2012, n. 190 in tema di repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Il Piano è articolato in una parte generale ed in approfondimenti specifici relativi a: piccoli comuni; città metropolitane; ordini e collegi professionali; istituzioni scolastiche; tutela e valorizzazione dei beni culturali; governo del territorio; sanità.
Il provvedimento individua le disposizioni dirette a modificare la disciplina vigente in materia di attribuzione di incarichi dirigenziali e di incarichi di responsabilità amministrativa di vertice nelle P.A. e negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, da conferire a soggetti interni o esterni alle P.A., che comportano funzioni di amministrazione e gestione. Sono inoltre individuate le misure volte a modificare la disciplina vigente in materia di incompatibilità tra i detti incarichi e lo svolgimento di incarichi pubblici elettivi o la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l’esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate.
Il decreto in commento si applica agli incarichi conferiti nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D. Leg.vo 165/2001, ivi compresi gli enti pubblici, nonché negli enti di diritto privato in controllo pubblico.
Ai fini del decreto in oggetto, al conferimento negli enti locali di incarichi dirigenziali è assimilato quello di funzioni dirigenziali a personale non dirigenziale, nonché di tali incarichi a soggetti con contratto a tempo determinato, ai sensi dell’art. 110, comma 2, del D. Leg.vo 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali).
Le disposizioni del D. Leg.vo 39/2013 in commento (il cui testo è disponibile nel Box Fonti Collegate) entreranno in vigore il 04/05/2013 e prevalgono sulle diverse disposizioni di legge regionale, in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e presso gli enti privati in controllo pubblico.
Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del decreto e i relativi contratti sono nulli.
Entro il 04/08/2013, le regioni, le province e i comuni provvedono ad adeguare i propri ordinamenti individuando le procedure interne e gli organi che in via sostitutiva possono procedere al conferimento degli incarichi nel periodo di interdizione degli organi titolari. Decorso inutilmente tale termine, interviene, con potere sostitutivo, il Governo.
Investimenti, restyling a braccetto con gli appalti da Italia Oggi
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Reggio Emilia 07/11/2018
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