Source: https://www.slideserve.com/magdalena/diritto-sindacale
Timestamp: 2018-12-16 16:42:57+00:00
Document Index: 87955917

Matched Legal Cases: ['art. 2070', 'art. 2077', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 40']

PPT - DIRITTO SINDACALE PowerPoint Presentation - ID:958051
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DIRITTO SINDACALE. Lezione 1 a.a. 2011-2012 Piera Campanella. TEMI. 1. COSA E’ IL DIRITTO SINDACALE 2. LE FONTI DEL DIRITTO SINDACALE 3. L’EVOLUZIONE DEL DIRITTO SINDACALE: ORIGINI E SVILUPPI 3.1. LA NASCITA E SVILUPPO DEL MOVIMENTO SINDACALE
1. COSA E’ IL DIRITTO SINDACALE
2. LE FONTI DEL DIRITTO SINDACALE
3. L’EVOLUZIONE DEL DIRITTO SINDACALE: ORIGINI E SVILUPPI
3.1. LA NASCITA E SVILUPPO DEL MOVIMENTO SINDACALE
3.2. LA REAZIONE DELL’ORDINAMENTO GIURIDICO: DAL PERIODO PRECORPORATIVO ALLA COSTITUZIONE ITALIANA
4. LA LIBERTA’ SINDACALE
Il diritto sindacale:
una partizione del diritto del lavoro
Partizioni del diritto del lavoro
Rapporto individuale di lavoro (diritto del lavoro in senso stretto)
IL RAPPORTO TRA DIRITTO SINDACALE E DIRITTO DEL LAVORO
La nascita del diritto sindacale è strettamente legata alla storia del movimento operaio
Il complesso di regole che costituisce oggi il diritto del lavoro è frutto delle rivendicazioni condotte dai lavoratori collettivamente organizzati e, pertanto, ha tra le sue FONTI peculiari il contratto collettivo
Il diritto sindacale consiste nell’insieme delle norme, statuali o contrattuali, che disciplinano l’organizzazione collettiva ed autonoma (sindacati) dei gruppi professionali (lavoratori e datori di lavoro) e gli strumenti della loro azione (attività sindacale, contrattazione e contratto collettivo, partecipazione, conflitto collettivo), trovando sul piano delle FONTI un nesso diretto con il rapporto individuale di lavoro subordinato
Le fonti internazionali: le convenzioni e le raccomandazioni dell’OIL
Le fonti comunitarie: il Trattato di Lisbona e la Carta dei diritti fondamentali (artt. 27 e 28); i regolamenti; le direttive e la loro efficacia; la Corte di Giustizia; il contratto collettivo europeo
La fonte legislativa: l’inattuazione del disegno del Costituente; lo Statuto dei lavoratori
LO SVILUPPO DEL DIRITTO SINDACALE IN ITALIA
1864: Abolizione delle corporazioni (di arti e mestieri) nel Regno d’Italia (già lo Statuto albertino nel 1848).
Seconda metà del 1800: Nel nord Italia primi grossi nuclei industriali ed agglomerati urbani, con persone che vivono in stato di miseria e lavorano in condizioni penose.
Società di mutuo soccorso (L. n. 3818/1886), leghe di resistenza, Camere del Lavoro (1891): prime forme di organizzazione collettiva degli operai (questi si dotano anche di propri partiti: partito operaio italiano -1885- partito dei lavoratori italiani -1892- poi partito socialista italiano-1895-).
Dal sindacato di mestiere all’organizzazione per ramo d’industria: 1901 nasce la FIOM
Le lotte sindacali e la stipula di “concordati di tariffa”.
L. n. 3657/1886: legge sul lavoro dei fanciulli
L. n. 25 del 1893
Istituzione dei collegi dei probiviri,
Organismo volontario di conciliazione e arbitrato delle controversie individuali di modico valore nel settore industriale (e solo più tardi di controversie collettive: L. n. 1672/1918), composto non da giudici togati, ma da laici (rappresentanti delle parti interessate) con funzioni arbitrali
L’ORIGINE EXTRALEGISLATIVA DEL DIRITTO SINDACALE
L’istituzione dei collegi dei probiviri: primo riconoscimento indiretto del conflitto industriale da parte statuale. Processo di graduale affermazione, nell’Italia liberale, di un diritto sindacale in dialogo con il diritto dello stato, ma autonomo dal diritto civile.
Oggetto delle controversie sottoposte ai collegi: salari, danni per licenziamento, scioglimento del contratto di lavoro
La creazione di un nuovo diritto industriale: i probiviri cercarono regole applicabili al singolo caso concreto, estraendole dalle pratiche locali e dalle consuetudini, in primis da quello che chiamarono concordato di tariffa o contratto collettivo
Gli orientamenti in tema di sciopero e di contratto collettivo: quali effetti sul rapporto di lavoro? L’inadeguatezza degli ordinari strumenti civilistici.
I “CONCORDATI DI TARIFFA”
Contratti stipulati “tra gruppi di operai e industriali su determinate norme” perché entrassero a far parte dei singoli contratti di lavoro e funzionassero “come fonte del loro regolamento” (E. Redenti, 1906).
Furono chiamati “di tariffa” perché in origine si limitavano a regolare collettivamente il prezzo – la tariffa appunto – del lavoro.
IL PROBLEMA DELL’EFFICACIA DEI “CONCORDATI DI TARIFFA”
I probiviri, partendo dalla funzione economico-sociale del contratto collettivo, di “parificare la misura delle mercedi e le ore di lavoro”, così regolando la concorrenza tra industriali, da una parte, e lavoratori, dall’altra, affermarono:
L’efficacia “ultra partes” del contratto collettivo
Si registra il passaggio da un sistema caratterizzato dall’astensione legislativa ad un sistema minutamente regolato dalla legge in funzione repressiva del conflitto sindacale
LA LEGGE N. 563 DEL 1926
Conservazione solo formale della libertà sindacale
Sopravvivenza solo teorica dei sindacati non riconosciuti
Controllo molto penetrante sulle organizzazioni sindacali riconosciute, che acquisivano, ciascuna per ogni categoria produttiva, la natura di enti pubblici e la rappresentanza legale con possibilità di stipulare contratti collettivi erga omnes
La repressione penale del conflitto collettivo
L’attribuzione delle controversie di lavoro ad una speciale magistratura del lavoro
La istituzione delle Corporazioni, organismi statali settoriali composti da rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori, con la funzione di regolare non solo i rapporti collettivi di lavoro, ma l’intera attività economica nell’interesse superiore della produzione nazionale. Nel perseguimento di tale interesse pubblico e nazionale avrebbe dovuto trovare composizione (e dissoluzione) il conflitto (di classe) tra capitale e lavoro.
Nel contratto collettivo (nazionale) corporativo trova espressione la solidarietà tra i vari fattori della produzione (capitale e lavoro) mediante la conciliazione di opposti interessi dei datori e dei lavoratori e la loro subordinazione agli interessi superiori della produzione nazionale
Contratto di diritto pubblico, fonte del diritto come la legge, tipico e nominato, disciplinato dalle norme del libro V del codice civile
Erga omnes come la legge (art. 2070 c.c.)
Inderogabile con efficacia reale (art. 2077 c.c.)
IL DIBATTITO NELLA COSTITUENTE: L’ART. 40 COST.
L’ampio spazio attribuito al lavoro nella Costituzione
Il diritto sindacale: lo sciopero come diritto soggettivo a titolarità individuale e ad esercizio collettivo.
Il rinvio ad una legislazione attuativa di disciplina dell’esercizio del diritto, che è arrivata solo con nel 1990 con la legge n. 146 ed unicamente con riguardo ai servizi pubblici essenziali. Per il resto, la regolamentazione del diritto è giurisprudenziale.
Da ultimo si discute di nuova legge (v. D.D.L. governativo in tema di sciopero nei trasporti), che potrebbe incrinare il principio della titolarità individuale del diritto di sciopero
L’ART. 39, 1° COMMA, COST.
L’idea di utilizzare l’intelaiatura pubblicistica, democratizzandola era radicata nel gruppo dirigente DC (solo con l’entrata in scena della CISL si avrà un’inversione di tendenza). Perciò emerse l’idea di una disciplina legislativa basata sul riconoscimento giuridico del sindacato, effettivamente democratico, però, e sull’efficacia generalmente obbligatoria del contratto collettivo
La sinistra (soprattutto la componente PCI) era a favore di un sindacato libero, indipendente dallo Stato e sottratto ai controlli di questo, basato sulla volontà di iscrizione dei lavoratori.
In seno alla I sottocommissione, ci si limitò sulla base della relazione dell’on. Togliatti ad una generica proclamazione della libertà sindacale senza riferimento al contratto collettivo; poi, con un o.d.g. concordato tra la maggiori forze politiche venne proposto l’attuale testo del primo comma: “L’organizzazione sindacale è libera”.
Convenzioni OIL n. 87 e 98
Artt. 12 e 28 Carta dei diritti fondamentali
Art. 39, comma 1, Cost.
I profili individuali:
Libertà sindacale positiva
I profili collettivi
Libertà di organizzazione (v. anche oltre)
CONTENUTO DELLA LIBERTA’ SINDACALE: ART. 39, 1° COMMA, COST.
IL CARATTERE SINDACALE DELL’ORGANIZZAZIONE PROTETTA
Il criterio teleologico
Il criterio degli “strumenti” impiegati
LA TITOLARITA’ DELLA LIBERTA’ SINDACALE
La libertà sindacale dei lavoratori parasubordinati e autonomi
La libertà sindacale dei pubblici dipendenti
I militari e la polizia di Stato
La libertà sindacale nei confronti dei pubblici poteri
La libertà sindacale nei confronti del datore di lavoro
LA MULTIDIREZIONALITA’ DELL’ATTIVITA’ SINDACALE
La libertà sindacale nei luoghi di lavoro
L’ART. 39, SECONDA PARTE, COST.
L’elaborazione di questa parte fu molto controversa: da un lato, c’era da selezionare i sindacati deputati a stipulare contratti collettivi erga omnes; dall’altra, c’era da garantire la democraticità e l’autonomia del fenomeno sindacale, in accordo con il principio di libertà sindacale.
L’immunità dei sindacati dall’ingerenza statale fu sottolineata dalla formula negativa dell’art. 39, comma 2, Cost., per cui al sindacato non può essere imposto altro obbligo se non la registrazione.
La registrazione, però, non poteva essere automatica; doveva essere condizionata ad un intervento statuale: si preferì però lasciare alla legge il compito di specificare gli accertamenti necessari e le modalità della registrazione. Si volle comunque sancire che la registrazione avrebbe dovuto essere subordinata alla democrazia interna del sindacato.
Quanto alla contrattazione erga omnes, i sindacati stipulanti avrebbero dovuto avere personalità giuridica: la DC era per il sindacato unico di diritto pubblico; la sinistra era per il sindacato maggioritario. Alla fine fu proposta la rappresentanza unitaria costituita in base al principio proporzionale.
Restò tuttavia aperta la contraddizione tra il principio di libertà sindacale e la formula della contrattazione obbligatoria posta in essere da sindacati registrati (problematicità dell’intreccio diritto privato-diritto pubblico).
LA MANCATA ATTUAZIONE DELL’ART. 39,SECONDA PARTE, COST.
La contrarietà della CISL e della UIL che sarebbero risultate minoritarie nella rappresentanza unitaria.
L’estrema complessità e rigidità del meccanismo
La diffidenza per un controllo statale del sindacato in sede di registrazione(soprattutto dopo il d.d.l. Rubinacci, che ingabbiava il sindacato, la contrattazione collettiva e lo sciopero in un rigido sistema di regolamentazione e controllo statuale)
La contrarietà della stessa Confindustria preoccupata di veder scardinato il sistema accentrato di relazioni sindacali che era andato sviluppandosi fino a quel momento sulla base dei reali rapporti di forza
I governi dei primi anni ‘50 capirono che l’assenza di una legge sindacale non avrebbe impedito il controllo sul movimento sindacale. In quegli anni alla repressione dei conflitti e dell’attività sindacali corrispose, sul piano giudiziario, l’orientamento restrittivo dei giudici in tema di sciopero (divieto di sciopero politico e delle forme anomale di lotta sindacale)
La stessa dottrina giuslavoristica cominciò a mettere definitivamente da parte le vecchie categorie corporative, valorizzando l’inquadramento privatistico ed il sistema sindacale di fatto che andava ormai consolidandosi in quegli anni
LA PRIVATIZZAZIONE DEL DIRITTO SINDACALE E IL CONTRATTO COLLETTIVO DI DIRITTO COMUNE
(F. Santoro Passarelli, 1959)
La teoria dell’autonomia collettiva
base del diritto sindacale post-costituzionale
Richiamo al codice civile
Il “contratto collettivo di diritto comune” come contratto stipulato da associazioni sindacali per la tutela dell’interesse collettivo della categoria professionale di riferimento a cui gli interessi individuali dei singoli sono subordinati
ILSINDACATO: MODELLI ORGANIZZATIVI
I Modelli organizzativi del sindacato:
come è andato strutturandosi il sindacato italiano all’ombra del nostro regime costituzionale di libertà sindacale?
Quali forme organizzative ha assunto?
L’organizzazione sindacale dei lavoratori e degli imprenditori
Dal sindacalismo di mestiere al sindacalismo industriale
Sindacalismo confederale e sindacalismo autonomo
Crescita del terziario e modelli organizzativi diversi da quelli del sindacalismo tipicamente industriale
L’organizzazione del sindacato dei lavoratori
La doppia linea organizzativa: verticale e orizzontale
Il pluralismo sindacale: sindacalismo confederale (CGIL – CISL – UIL)
sindacalismo autonomo “tradizionale”: spesso sindacati di mestiere, recentemente riunitisi in confederazioni.
Nuovi soggetti sindacali: presenti specialmente nel settore dei servizi, di tipo movimentista (COBAS, CUB) o professionale (COMU), oggi riuniti in confederazioni.
L’organizzazione del sindacato dei datori di lavoro
L’organizzazione degli imprenditori: la distinzione tra i grandi settori economici (industria, commercio, agricoltura); in quest’ambito, rileva poi la dimensione delle imprese e la natura pubblica o privata del datore di lavoro.
La struttura organizzativa si articola anche qui secondo una doppia linea, orizzontale e verticale, con prevalenza della prima.
Le funzioni non sono esclusivamente sindacali, ma anche economiche (erogazione di servizi, ecc.)
La più consistente associazione sindacale datoriale è la Confindustria
Organizzazioni sindacali a livello sovranazionale
Particolarmente importanti quelle a livello europeo:
Confederazione Europea dei Sindacati (CES) per i lavoratori
Attualità e prospettive del sindacato in ambito comunitario
IL SINDACATO: REGIME GIURIDICO
La scelta privatistica ed il sindacato come associazione non riconosciuta
La disciplina giuridica dell’associazione non riconosciuta
artt. 36, 37 e 38 cod. civ.
LA TEORIA DELL’ORDINAMENTO INTERSINDACALE
(G. Giugni, 1960)
Limiti della metodologia civilistica: incapacità delle categorie giuridiche tradizionali di interpretare i fenomeni di organizzazione spontanea dei rapporti industriali e di normazione spontanea che ne derivano
La teoria dell’ordinamento intersindacale concepisce il sistema sindacale come sistema normativo dinamico dotato di regole proprie (tra cui il riconoscimento reciproco delle parti sulla base della loro rappresentatività effettiva), che non richiede riconoscimenti da parte statuale e che comunica con l’ordinamento dello Stato tramite il canale dell’interpretazione giudiziale dei contratti collettivi
La teoria di Giugni dà quindi la definitiva copertura teorica all’astensionismo legislativo in materia sindacale, coerentemente con l’idea che l’autonomo sviluppo del sistema di relazioni industriali fosse premessa per la trasformazione in senso democratico della società italiana.
Stato moderno e diritto -. strumenti giuridici adottati dallo stato moderno. per rendere effettivo il controllo sul territorio per rendere effettivo il controllo sulla società tramite la giurisdizione e la legislazione. strumenti giuridici
DIRITTO SINDACALE -. lezione 1 a.a. 2007-2008 piera campanella. il diritto sindacale: una partizione del diritto del lavoro. partizioni del diritto del lavoro rapporto individuale di lavoro (diritto del lavoro in senso stretto) diritto
Fonti del diritto internazionale -. art. 38 dello statuto della corte internazionale di giustizia 1. la corte…applica: a. le convenzioni internazionali, generali o speciali, che istituiscono delle regole espressamente riconosciute dagli stati
E lusione e abuso del diritto -. gruppo dopo fusione. bianchi. rossi. 50%. 16,66%. verdi. 33,33%. newrobi. 60%. robisud. 2. gruppo dopo scissione. rb imm. verdi. rossi. bianchi. 50%. 33,33%. 16,66%. newrobi. 60%. robisud. 3.
DIRITTO SINDACALE -. lezione 3 a.a. 2008-2009 piera campanella. art. 40 cost. il diritto di sciopero si esercita nellâ€™ambito delle leggi che lo regolano. il dibattito nella costituente: lâ€™art. 40 cost. lâ€™ampio spazio
DIRITTO SINDACALE -. lezione 2 a.a. 2006-2007 piera campanella. il periodo corporativo. si registra il passaggio da un sistema caratterizzato dallâ€™astensione legislativa ad un sistema minutamente regolato dalla legge in funzione
DIRITTO SINDACALE -. lezione 2 a.a. 2007-2008 piera campanella. il periodo corporativo. si registra il passaggio da un sistema caratterizzato dall’astensione legislativa ad un sistema minutamente regolato dalla legge in funzione repressiva del
. . . Lezione di Segnaletica stradale… -. . . lezione di segnaletica stradale…. . . . una storia come tante. un giorno stavo camminando. quando una donna mi colpì. la mia testa si mise subito a girare. e il mio cuore si innamorò.
Lezione 3 -. quando nasce venezia?. 697 giovanni diacono ( chronicon , x sec.) menziona un “doge” paoluccio detto anafesto (dopo 150 di governo da parte di magistri militum indipendenti da bisanzio) come parte nella terminatio liutprandina
Lezione 10 Termodinamica -. argomenti della lezione: relazione di mayer trasformazioni adiabatiche trasformazioni isoterme macchine termiche ciclo di carnot secondo principio della termodinamica cenni sull’entropia. relazione di mayer .
Il sistema sindacale: principio di pluralità e modelli organizzativi -. il concetto di “pluralismo sindacale”. il sistema sindacale non è regolato dallo stato mediante una legge di “inquadramento” della