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Timestamp: 2018-11-20 11:07:04+00:00
Document Index: 171635788

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 2729', 'art. 2729', 'art. 24', 'art. 60', 'sentenza ']

Novità fiscali del 19 novembre 2009: reverse charge di routine per chi acquista da non residenti; legge privacy: modificati i procedimenti per l'applicazione delle sanzioni; acconto Irpef 2009: lo sconto trova le regole; accertamento immobiliare con il valore normale (dopo la legge “comunitaria” n. 88/2009) difficile per il Fisco | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 19 novembre 2009: reverse charge di routine per chi acquista da non residenti; legge privacy: modificati i procedimenti per l'applicazione delle sanzioni; acconto Irpef 2009: lo sconto trova le regole; accertamento immobiliare con il valore normale (dopo la legge “comunitaria” n. 88/2009) difficile per il Fisco
1) Reverse charge di routine per chi acquista da non residenti
2) Legge Privacy: Modificati i procedimenti per l’applicazione delle sanzioni
3) Acconto Irpef 2009: Lo sconto trova le regole
4) Accertamento immobiliare con il valore normale (dopo la legge “comunitaria” n. 88/2009) difficile per il fisco
Più oneri contabili per gli addetti ai lavori: Un operatore italiano che acquista beni e servizi da un soggetto non residente, dal 01.01.2010 dovrà sempre attivare l’inversione contabile, anche se il fornitore è identificato o ha nominato un rappresentante fiscale in Italia.
Gli acquirenti italiani avranno un onere contabile maggiore per l’autofatturazione, anche se non devono pagare l’Iva al fornitore identificato o con rappresentante fiscale in Italia.
Con l’approvazione, avvenuta il 12.11.2009 da parte del Consiglio dei ministri, delle modifiche apportate all’art. 17 del Dpr 633/72, il meccanismo del reverse charge sarà applicato a tutti i beni o servizi che gli operatori stabili in Italia effettueranno da un soggetto non residente.
La regola obbligatoria non si applica se il soggetto non residente fornisce beni o servizi a un soggetto nazionale, facendo intervenire attivamente e fattivamente la sua stabile organizzazione in Italia.
Il Garante della privacy (con delibera del 15/10/2009, n. 31, G.U. 16/11/2009, n. 267) ha aggiornato la disposizione del regolamento n. 1/2007 che regola lo svolgimento delle attività ispettive ed il procedimento di applicazione delle sanzioni, al fine di adottare le necessarie integrazioni avuto anche riguardo alle recenti modifiche apportate dalla Legge n. 41/2009.
Il dipartimento attività ispettive e sanzioni, cura l’archiviazione degli atti di presunta violazione amministrativa oppure predispone la contestazione delle violazioni amministrative di competenza del Garante nel termine prescritto.
Tranne che non sia effettuata dal personale operante in sede di controllo, la contestazione delle violazioni amministrative viene adottata con atto sottoscritto dal dirigente del dipartimento attività ispettive e sanzioni.
L’ordinanza-ingiunzione viene adottata dal segretario generale in caso di applicazione della sanzione in misura pari al minimo, altrimenti, in tutti gli altri casi, o qualora si applichi una delle ipotesi aggravate, l’ordinanza-ingiunzione viene adottata dal collegio.
L’ufficio comunica al collegio gli atti di volta in volta adottati e lo informa delle restanti attività svolte
Infine, concluso il procedimento sanzionatorio, il dipartimento attività ispettive e sanzioni, se ne ricorrono le condizioni, effettua le necessarie comunicazioni al dipartimento amministrazione e contabilità per l’iscrizione a ruolo dei relativi importi.
L’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 17.11.2009 ha reso noto che con un Decreto Legge approvato dal Governo è stato disposto il differimento del versamento di 20 punti percentuali dell’acconto IRPEF per l’anno 2009 alla data di pagamento del saldo per lo stesso anno.
Per conseguenza l’acconto IRPEF dovuto entro lunedì 30 novembre ammonterà al 79% anziché al 99%.
La differenza sarà versata a giugno del 2010.
Il provvedimento è a favore di tutti i contribuenti che versano l’acconto e quindi:
– Ai lavoratori dipendenti e pensionati in possesso di ulteriori redditi (ad esempio, redditi fondiari o compensi per prestazioni occasionali), agli imprenditori, ai soci di società di persone e ai professionisti.
Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24 (art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241).
Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.
Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti provvederanno a restituire nella retribuzione di dicembre le maggiori somme trattenute.
In caso di accertamento immobiliare, il cd. “valore normale” poiché è un elemento meramente indiziario, non è in grado di fondare una presunzione qualificata di occultamento di corrispettivo.
Non è, infatti, sufficiente la presunzione semplice che, peraltro, è l’unica arma rimasta agli uffici del fisco per potere contestare eventuali evasioni di imposta sulle vendite immobiliari.
La legge comunitaria 2008 ha, infatti, eliminato le previsioni in tema di accertamenti immobiliari e valore normale introdotte dal D.L. n. 223/2006 e, quindi, la presunzione legale pro fisco.
In base a questa presunzione, l’Amministrazione finanziaria poteva dare la prova dell’occultamento di imponibile (ai fini delle imposte sui redditi ed dell’IVA, per gli imprenditori ed i lavoratori autonomi) in base alla sola divergenza tra corrispettivo dichiarato e valore normale del bene ceduto.
Mentre gravava sul contribuente l’onere di fornire la (difficile) prova che tale divergenza non era frutto di occultamento di imponibile, divenendo quindi necessario giustificare le ragioni che avevano, nel caso specifico, spinto il soggetto a vendere (o ad acquistare) ad un corrispettivo diverso da quello di mercato.
E’ questa una prima osservazione contenuta nello studio 117/2009, pubblicato il 17.11.2009 dal Consiglio Nazionale del Notariato.
Nuovo ruolo del valore normale nell’accertamento immobiliare: Presunzione semplice
Per effetto della novità, l’Amministrazione finanziaria è stata privata di un importante potere di accertamento, potendo ora procedere ad accertamenti immobiliari solo avvalendosi di presunzioni semplici, il cui utilizzo è consentito dagli artt. 39, primo comma, lett. a), D.P.R. 600/73 e 54, secondo comma, D.P.R. 633/72.
Adesso, l’onere della prova di una eventuale discordanza tra corrispettivo dichiarato e quello realmente versato incombe sull’Amministrazione finanziaria.
Lo scollamento che può esservi tra il corrispettivo enunciato nell’operazione e il valore normale del bene può costituire solo un indizio della possibile discordanza.
Il giudice, a fronte di presunzioni semplici, ex art. 2729 c.c., decide in ordine alla loro fondatezza prudenzialmente e può ammettere solo presunzioni, gravi, precise e concordanti (gravità, precisione, concordanza, artt. 39 1° comma lett. d del D.P.R. n. 600/73 e 54, secondo comma, D.P.R. 633/72).
Ma in che modo tale ragionamento presuntivo può presentare i caratteri di precisione, gravità e concordanza ex art. 2729 c.c..
Se si ritenesse che, nonostante l’abrogazione della presunzione legale, la divergenza valore normale/corrispettivo dichiarato potrebbe, di per sé, fondare una presunzione semplice qualificata, si svilirebbe il senso dell’intervento legislativo, fornendo una interpretazione del tutto in contrasto con la ratio ad esso sottesa.
Si può quindi affermare – ha rilevato il Consiglio Nazionale del Notariato – che, nell’interpretare gli artt. 39, D.P.R. 600/73 e 54, D.P.R. 633/72, come modificati dalla legge Comunitaria n.88/2009, occorre considerare il valore normale quale elemento meramente indiziario, non in grado di fondare una presunzione qualificata di occultamento di corrispettivo, in caso di accertamento immobiliare.
Solo in questo modo, richiedendo cioè l’attivazione di una ulteriore attività accertativa sostanziale in capo all’Amministrazione, si rispetta l’art. 24, comma 4 (lett. f) e comma 5, della legge n. 88/2009, in base ad una lettura sistematica e teleologica delle disposizioni in esso contenute.
Rilevazioni dell’OMI dopo l’abrogazione della presunzione legale
Un ulteriore effetto della novella legislativa è stato il depotenziamento delle rilevazioni di cui al cd. O.M.I. (Osservatorio del mercato immobiliare) reperibili sul sito internet dell’Agenzia del Territorio.
Responsabilità dell’acquirente in caso di corrispettivo diverso da quello effettivo a fronte di cessione immobiliare in regime IVA
La legge Comunitaria n. 88/2009 non ha inciso sul diverso problema della responsabilità solidale dell’acquirente per la maggiore IVA dovuta in relazione ad una cessione immobiliare qualora emerga divergenza tra il corrispettivo effettivo e quello evidenziato in atto; ciò nel senso che analogamente a quanto già avveniva prima della novità, la detta responsabilità prescinde dall’accertamento di un valore normale non coincidente con il corrispettivo indicato in atto dalle parti contraenti.
Parimenti la novella non riguarda neppure l’altra regola (sancita dal comma 2 art. 60 del Decreto IVA) della solidarietà passiva tra cessionario (soggetto IVA) e cedente in caso di mancato versamento dell’imposta dovuta in relazione a cessioni poste in essere a prezzi inferiori rispetto al valore normale.
In tale ambito non opera alcuna presunzione (che possa dirsi abrogata per effetto della novella), ma l’eventuale insorgenza della obbligazione tributaria, connotata da profili di solidarietà tra cedente e cessionario, entrambi soggetti passivi IVA, può dipendere dall’espletamento della normale attività di verifica e controllo da parte degli uffici competenti e risponde ad una precisa scelta del legislatore, e ad un meccanismo impositivo da esso preconfezionato in considerazione della peculiare qualifica (imprenditoriale e/o professionale) dei soggetti coinvolti nell’evento traslativo.
Entrata in vigore della norma abrogatrice
L’effetto abrogativo é fissato al 29.07.2009 per gli accertamenti in materia di imposte sui redditi ed al 15.7.2009 per quelli in materia di IVA.
Tuttavia, la norma abrogatrice ha effetto retroattivo (come è stato rilevato di recente in giurisprudenza), cioè ha effetto anche prima di tali date, poiché è da considerare che, nel senso di una lettura estensiva dell’ambito di applicazione temporale della norma, depone anche la finalità della legge di adeguare l’ordinamento tributario al diritto comunitario e quindi di limitare il più possibile la concreta possibilità di applicare una norma la cui compatibilità comunitaria è stata messa in discussione dalla stessa Commissione Europea (riguardo all’IVA).
– Piccola proprietà contadina: nessuna agevolazione nella Finanziaria 2010
Nella Finanziaria 2010 non è stata inserita, dopo 55 anni, la proroga dell’agevolazione per gli acquisti di terreni per i coltivatori diretti.
L’agevolazione consisteva nell’applicazione dell’imposta catastale pari all’1% e dell’imposta di registro e ipotecaria in misura fissa, pari a euro 168,00, in luogo di una spesa complessiva pari al 18% (15% registro e 3% ipo-catastali), che, pertanto, dovrà essere sostenuta a decorrere dal 01.01.2010.
– CNDCEC: Note Informative del 18.11.2009
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha pubblicato in data 18.11.2009 nel proprio sito i seguenti documenti:
– n. 73 – Regolamento per la concessione del patrocinio de del contributo;
– n- 72 – Modifiche al Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare territoriale – Commento per singolo articolo – Diagramma di Flusso – Modulistica;
– n. 71 – Note interpretative del regolamento del tirocinio;
– n. 70 – Definizione limiti massimi tassa di iscrizione al registro dei tirocinanti;
– n. 69 – Approvazione documento “Scudo fiscale e antiriciclaggio”;
– n. 68 – Questionario sulle prassi di sequestro preventivo e amministrazione giudiziaria.
– I cartelli itineranti, quelli che indicano come raggiungere la sede aziendali sono soggetti ad imposta sulla pubblicità
I cartelli “nominativi” indicanti l’itinerario da seguire per raggiungere la sede di stabilimenti, ditte, imprese e esercizi commerciali scontano l’imposta comunale sulla pubblicità.
Lo ha stabilito <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Corte di cassazione con la sentenza n. 23383 del 04.11.2009.
Tutto è nato dal fatto che un Comune aveva emesso nei confronti di una Srl diversi avvisi di accertamento, con contestuali inviti al pagamento in materia di imposta comunale sulla pubblicità, in relazione ad alcuni cartelli posizionati sul ciglio stradale e indicanti la direzione da seguire per raggiungere la sede dell’esercizio commerciale e di alcuni stabilimenti di produzione.