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Timestamp: 2019-05-25 23:29:56+00:00
Document Index: 184081950

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 5']

Delibera della Giunta Regionale Emilia Romagna n. 2263 del 29 dicembre 2005 – Light-is Web
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Delibera della Giunta Regionale del 29 dicembre 2005 n. 2263
Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna parte seconda n.14 del 1-2-2006
b. definire le modalita’ di redazione e progettazione di tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata, come previsto dall’articolo 4, comma 2 della legge;
c. definire gli impianti di illuminazione per i quali e’ concessa deroga, come previsto dall’articolo 5, comma 2 della legge.
dell’esigenza di avviare il processo di riduzione dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico su tutto il territorio regionale;
del parere favorevole espresso dal Direttore generale all’Ambiente e Difesa del suolo e della costa, dr.ssa Leopolda Boschetti, in merito alla regolarita’ amministrativa della presente deliberazione, ai sensi dell’art. 37 comma 4 della L.R. n. 43 del 2001 e della DGR n. 447 del 24 marzo 2003;
sentita, ai sensi dell’art. 2 della L.R. 19/03, la competente Commissione consiliare Territorio Ambiente Mobilita’ che ha espresso il proprio parere favorevole nella seduta del 15 dicembre 2005, prot. n. 18400;
La presente direttiva, in coerenza con la Dichiarazione sulle responsabilita’ delle generazioni future adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 12/11/1997, in cui si afferma che le generazioni future hanno diritto a ricevere in eredita’ una terra in cui le presenti generazioni dovrebbero agire per uno sviluppo durevole preservando le condizioni della vita e la qualita’ e l’integrita’ dell’ambiente, ed evitando gli inquinamenti che rischierebbero di
mettere in pericolo la loro salute e l’esistenza stessa, e’ emanata in applicazione dell’art. 2 della L.R. 19/03 recante “Norme in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico” di seguito denominata legge.
1. La presente direttiva ha le seguenti finalita’:
b) definire le modalita’ di redazione e progettazione di tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata, come previsto dall’articolo 4, comma 2 della legge;
c) definire gli impianti di illuminazione per i quali e’ concessa deroga, come previsto dall’articolo 5, comma 2 della legge;
a) “inquinamento luminoso”: ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree a cui essa e’ funzionalmente dedicata e se orientata al di sopra della linea di orizzonte;
b) “riduzione del consumo energetico”: ogni operazione tecnologica con la quale si intende conseguire l’obiettivo di ottenere la stessa produzione di beni o servi’zi con il minor consumo di energia;
d) “aree naturali protette e siti della Rete Natura 2000” cosi’ come definiti ai sensi della L.R. 6/05 “Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della Rete Natura 2000” e successive modifiche.
1. Sono oggetto di particolare tutela dall’inquinamento luminoso il sistema regionale delle aree naturali protette, i siti della “Rete Natura 2000” e gli osservatori astronomici ed astrofisici, professionali e non professionali, di rilevanza regionale o interprovinciale che svolgono attivita’ di ricerca scientifica o di divulgazione;
d) la relazione storica sull’attivita’ svolta (per gli osservatori in attivita’ che richiedono l’inserimento nell’elenco ufficiale);
e) la documentazione relativa alle attivita’ a sostegno della legge in termini di formazione, divulgazione e controllo del territorio ed i progetti di lavoro che si intende promuovere a favore dell’applicazione delle legge.
4. La definizione dell’estensione della zona di protezione intorno agli osservatori di cui al comma 2, e’ individuata mediante cartografia in scala adeguata, ed e’:
a) di competenza della Provincia sul cui territorio e’ ubicato l’osservatorio, qualora la zona interessi piu’ comuni anche appartenenti a province diverse; in tal caso l’Amministrazione provinciale competente comunica agli altri Enti territoriali interessati l’estensione della loro zona di protezione, inviando copia della relativa documentazione;
b) tutti gli impianti di illuminazione esistenti costituiti da torri faro, proiettori, globi e lanterne, devono essere riorientati o schermati e, in ogni caso, dotati di idonei dispositivi in grado di contenere l’intensita’ luminosa non oltre 15 cd per 1000 lumen per g=90° ed oltre, nonche’ vetri di protezione trasparenti entro 2 anni dalla data di approvazione della presente direttiva. Qualora questo non sia possibile e’ necessario provvedere entro 5 anni dalla data di approvazione della presente direttiva alla loro sostituzione con impianti conformi ai requisiti specificati all’articolo 5.
a) apparecchi che, nella loro posizione di installazione, devono avere una distribuzione dell’intensita’ luminosa massima per g > 90°, compresa tra 0,00 e 0,49 candele per 1000 lumen di flusso luminoso totale emesso; a tale fine, in genere, le lampade devono essere recesse nel vano ottico superiore dell’apparecchio stesso;
b) lampade ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza luminosa, quali al sodio ad alta o bassa pressione, in luogo di quelle con efficienza luminosa inferiore. E’ consentito l’impiego di lampade con indice resa cromatica superiore a Ra=65, ed efficienza comunque non inferiore ai 90 Im/W, esclusivamente nell’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di comprovato valore culturale e/o sociale ad uso pedonale;
I. impiego, a parita’ di luminanza, di apparecchi che conseguano, impieghi ridotti di potenza elettrica, condizioni ottimali di interasse dei punti luce e ridotti costi manutentivi. In particolare, i nuovi impianti di illuminazione stradali tradizionali, fatta salva la prescrizione dell’impiego di lampade con la minore potenza installata in relazione al tipo di strada ed alla sua categoria illuminotecnica, devono garantire un rapporto fra interdistanza e altezza delle sorgenti luminose non inferiore al valore di 3,7. Sono consentite soluzioni alternative, solo in presenza di ostacoli quali alberi, o in quanto funzionali alla certificata e documentata migliore efficienza generale dell’impianto. Soluzioni con apparecchi lungo entrambi i lati della strada (bilaterali frontali o quinconce) sono accettabili, se necessarie, solamente per strade che richiedono una luminanza superiore a 1,5 cd/m2, come richiesto dalle piu’ recenti norme di buona tecnica;
II. orientamento su impianti a maggior coefficiente di utilizzazione senza superare i livelli minimi previsti dalle piu’ recenti norme di buona tecnica e garantendo il rispetto dei valori di uniformita’ e controllo dell’abbagliamento previsto da dette norme;
d) essere muniti di appositi dispositivi, che agiscono puntualmente su ciascuna lampada o in generale sull’intero impianto, in grado di ridurre e controllare il flusso luminoso in misura non inferiore al 30% rispetto al pieno regime di operativita’. L’orario entro cui operare tale riduzione e’ stabilito con atto dell’Amministrazione comunale competente.
1. I Comuni, come disposto dalla legge all’art. 4, comma 1, lett. b), devono adeguare il Regolamento urbanistico edilizio (RUE) di cui alla L.R. 20/00 alle disposizioni della presente direttiva ed allegare un abaco, cioe’ una guida, nel quale indicare le tipologie dei sistemi e dei singoli corpi illuminanti ammessi tra cui i progettisti e gli operatori possono scegliere quale installare.
a) nelle zone di protezione di cui all’art. 3, predispone un censimento degli impianti esistenti, per identificare quelli non rispondenti ai requisiti della presente direttiva, indicando modalita’ e tempi di adeguamento. Per tali zone di protezione inoltre, il Comune pianifica l’eventuale sviluppo dell’illuminazione;
b) predispone inoltre un censimento degli impianti esistenti e, sulla base dello stato dell’impianto, ne pianifica la sostituzione in conformita’ alla presente direttiva;
c) predispone una pianificazione e programmazione degli interventi ai sensi dell’art. A-23 della L.R. 20/00 anche in funzione dei risparmi energetici, economici e manutentivi conseguibili, perseguendo la funzionalita’, la razionalita’ e l’economicita’ dei sistemi, ed assicurando innanzitutto la salvaguardia della salute e la sicurezza dei cittadini e la tutela degli aspetti paesaggistico-ambientali.
a) essere equipaggiati mediante lampade ad alta efficienza. E’ consentito l’impiego di lampade agli alogenuri metallici;
c) essere dotati di appositi sistemi di variazione della luminanza che provvedono alla parzializzazione del flusso luminoso in relazione alle attivita’/avvenimenti, quali allenamenti, gare, riprese televisive.
d) essere realizzati, nel caso possano ospitare sino a 10.000 spettatori, con proiettori asimmetrici che nella reale posizione d’installazione ed inclinazione dei corpi illuminanti, contengano la dispersione di luce al di fuori dell’area destinata all’attivita’ sportiva ed emettano una intensita’ luminosa massima oltre l’orizzonte come specificato all’art. 5, comma 2, lettera a);
e) essere realizzati, nel caso possano ospitare oltre 10.000 spettatori, in modo da contenere al minimo la dispersione di luce verso il cielo e al di fuori delle aree a cui l’illuminazione e’ funzionalmente dedicata;
f) essere spenti dopo l’ultimazione dell’attivita’.
a) essere realizzati di norma dall’alto verso il basso secondo le disposizioni di cui all’art. 5, comma 2, lettera a). Solo nei casi di conclamata impossibilita’ e per manufatti di particolare e comprovato valore storico o architettonico i fasci di luce possono essere orientati diversamente, rimanendo in ogni caso entro il perimetro degli stessi, e facendo in modo che la luminanza non superi il valore medio di 1 cd/m2;
E’ ammessa l’illuminazione solo dall’alto verso il basso. Per gli edifici privi di valore storico sono da preferire le lampade ad alta efficienza, quali quelle al sodio ad alta pressione; in alternativa possono essere utilizzati impianti dotati di sensori di movimento per l’accensione degli apparecchi per 1’illuminazione di protezione. Sono da prevedere, altresi’, sistemi di controllo che provvedano allo spegnimento parziale o totale, o alla diminuzione di potenza impiegata, entro le ore ventiquattro.
4. I fasci di luce fissi o roteanti, di qualsiasi colore o potenza, quali fari, fari laser e giostre luminose, o altri tipi di richiami luminosi come palloni aerostatici luminosi o immagini luminose che disperdono luce verso la volta celeste, siano essi per mero scopo pubblicitario o voluttuario, anche se di uso temporaneo sono vietati su tutto il territorio regionale. E’ altresi’ vietata 1’illuminazione di elementi e monumenti del paesaggio di origine naturale, nonche’ utilizzare le superfici di edifici, di altri soggetti architettonici o naturali per la proiezione o l’emissione di immagini, messaggi o fasci luminosi siano essi per mero scopo pubblicitario o voluttuario.
b) essere spente entro le ore 24 nel periodo di ora legale estiva e alla chiusura dell’esercizio o comunque non oltre le ore 23 nel periodo di ora solare, tranne nei casi in cui siano preposte alla sicurezza ed ai servizi di pubblica utilita’ (ospedali, farmacie, polizia, carabinieri, vigili del fuoco ecc.).
a) le sorgenti di luce gia’ strutturalmente schermate, quali porticati, logge, gallerie, ed in generale, le sorgenti che per il loro posizionamento non possono diffondere luce verso l’alto, fermo restando possibilmente l’utilizzo di apparecchi che a parita’ di luminanza conseguano impieghi ridotti di potenza elettrica;
c) gli impianti di uso saltuario ed eccezionale, purche’ destinati ad impieghi di protezione, sicurezza o ad interventi di emergenza;
d) i porti, gli aeroporti e le strutture militari e civili, limitatamente agli impianti ed ai dispositivi di segnalazione strettamente necessari a garantire la sicurezza della navigazione marittima ed aerea;
e) le sorgenti di luce con emissione non superiore ai 1500 lumen cadauna (flusso totale emesso dalla sorgente in ogni direzione) in impianti di modesta entita’, cioe’ costituiti da un massimo di tre centri con singolo punto luce. Per gli impianti con un numero di punti luce superiore a tre, la deroga e’ applicabile solo ove gli apparecchi, nel loro insieme, siano dotati di schermi tali da contenere il flusso luminoso, oltre i 90°, complessivamente entro 2250 lumen, fermo restando i vincoli del singolo punto luce e dell’emissione della singola sorgente, in ogni direzione, non
f) gli impianti per le manifestazioni all’aperto e gli impianti itineranti con carattere di temporaneita’ e provvisorieta’ che abbiano ottenuto l’autorizzazione prevista purche’ senza fasci luminosi e proiettori laser rivolti verso l’alto;
a) progetto illuminotecnico redatto da una delle figure professionali specializzate previste per tale settore impiantistico, che se ne assume la completa responsabilita’ sino a ultimazione dei lavori. Dal progetto deve risultare evidente la rispondenza dell’impianto ai requisiti della presente direttiva, anche mediante la produzione della documentazione obbligatoria di cui ai seguenti commi b) e c) fornita dal produttore di corpi illuminanti;
b) misurazioni fotometriche dell’apparecchio utilizzato nel progetto esecutivo, sia in forma tabellare numerica su supporto cartaceo, sia sotto forma di file standard normalizzato, tipo il formato commerciale “Eulumdat” o analogo verificabile, ed emesso in regime di sistema di qualita’ aziendale certificato o rilasciato da ente terzo quali l’IMQ; le stesse devono riportare inoltre l’identificazione del laboratorio di misura, il nominativo del responsabile tecnico, e la sua dichiarazione circa la veridicita’ delle misure;
c) istruzioni di installazione ed uso corretto dell’apparecchio in conformita’ con la legge.
3. Al termine dei lavori, l’impresa installatrice rilascia ai sensi dell’art. 9 della Legge 46/90 la dichiarazione di conformita’ dell’impianto realizzato secondo il progetto illuminotecnico ed i criteri applicativi minimi previsti all’art. 5, comma 2. La cura e gli oneri dei collaudi sono a carico dei committenti degli impianti.
4. Tutti i capitolati relativi all’illuminazione pubblica e privata devono privilegiare criteri di valutazione che premino le scelte che favoriscono maggiori risparmi energetici, manutentivi e minor numero di corpi illuminanti a parita’ di area da illuminare e di requisiti illuminotecnici.
5. Il progetto illuminotecnico non e’ obbligatorio per gli impianti di modesta entita’ o temporanei, per i quali, l’impresa installatrice deve rilasciare al richiedente il certificato di conformita’ ai requisiti minimi di legge dell’art. 5 comma 2, e precisamente per:
– il Comune di Trezzano Rosa (MI) che ha ricevuto il premio GreenLight 2003 della Comunita’ Europea ed il premio Energia 2005 della Regione Lombardia, dichiara come risparmi conseguiti 96.784 KWh/anno di energia elettrica, 23 KW/anno di potenza, che si concretizzano in circa 16.650 Euro/anno