Source: https://www.laleggepertutti.it/128437_assegno-di-disoccupazione-ai-licenziati-per-giusta-causa
Timestamp: 2019-08-25 02:05:24+00:00
Document Index: 137573910

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Assegno di disoccupazione ai licenziati per giusta causa
Nel caso di licenziamento disciplinare, ossia per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, al dipendente spetta la Naspi, l’assegno di disoccupazione.
Anche se il licenziamento è determinato dalla condotta del dipendente, ossia nel caso di licenziamento disciplinare, l’Inps riconosce l’assegno di disoccupazione. È quanto chiarito dall’Inps stesso in una circolare emanata successivamente all’introduzione del Job Act. Dunque, nel caso di lavoratore disobbediente, che non abbia rispettato le direttive aziendali o che abbia violato gli obblighi impartitigli dal datore di lavoro; che si sia assentato senza giustificazione o che non abbia inviato il certificato medico; che si sia messo in malattia ma che, durante l’assenza abbia svolto altre attività; che abbia utilizzato i permessi per scopi diversi da quelli che sono stabiliti dalla legge; che abbia svolto attività di lavoro concorrente con quella del datore; che abbia gonfiato i rimborsi spese o che abbia rubato i beni in magazzino; che sia stato violento o abbia detto parolacce nei confronti dei superiori; in tutti questi casi al dipendente licenziato per motivi, appunto, disciplinari spetta l’assegno di disoccupazione (al momento, l’assegno di disoccupazione si chiama Naspi).
Licenziamento per giusta causa, diritto alla Naspi
Per disciplinare s’intende il licenziamento intimato per motivi connessi alla condotta del lavoratore, tali da determinare la lesione del vincolo fiduciario esistente con il datore di lavoro.
A seconda della gravità del comportamento del dipendente, il licenziamento disciplinare si distingue in:
licenziamento per giusta causa: è il caso più grave, quando la condotta del lavoratore non consenta, neanche temporaneamente, la prosecuzione del rapporto di lavoro. In tal caso il licenziamento avviene “in tronco”, ossia senza preavviso;
licenziamento per giustificato motivo soggettivo: è l’ipotesi di condotta meno grave. In tal caso è dovuto il periodo di preavviso (lavorato o non lavorato). Possono costituire giustificato motivo soggettivo di licenziamento solo notevoli inadempimenti di obblighi contrattuali e non circostanze riguardanti la condotta extralavorativa del dipendente.
L’indennità di disoccupazione Naspi viene riconosciuta anche a chi viene licenziato per motivi disciplinari, ossia nel caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. È vero che l’assegno di disoccupazione viene riconosciuto solo nei casi di perdita di lavoro involontaria, ossia non dipendente dalla volontà del dipendente, mentre nel caso di licenziamento – specie quello per giusta causa – c’è quasi sempre un elemento, nella condotta del lavoratore, riconducibile alla sua volontà (malafede o colpa), tuttavia, secondo il Ministero del Lavoro, anche di licenziamento disciplinare non è volontario ma viene deciso discrezionalmente dal datore di lavoro.
In un interpello del 2015, il Ministero ha chiarito che anche la nuova indennità di disoccupazione Naspi può essere riconosciuta ai lavoratori licenziati per motivi disciplinari. Il licenziamento disciplinare, infatti, non può essere inteso quale evento da cui derivi disoccupazione volontaria, in quanto esso non è una conseguenza automatica dell’illecito del dipendente, ma dipende da una libera determinazione e valutazione del datore di lavoro, costituendone esercizio del potere discrezionale.
In definitiva l’indennità NASpI può essere riconosciuta ai lavoratori licenziati per motivi disciplinari.
Risposta Interpello Min. Lav. 24 aprile 2015 n. 13
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale degli Ammortizzatori sociali ed I.O. e dell’Ufficio Legislativo, si rappresenta quanto segue.
Circ. INPS 29 luglio 2015 n. 142
A seguito della pubblicazione della circolare n. 94 del 12 maggio 2015 attuativa degli artt. 1-14 del decreto legislativo n. 22 del 2015 in materia di indennità di disoccupazione NASpI, si rende necessario fornire chiarimenti di carattere amministrativo-operativo su aspetti specifici non espressamente disciplinati dalla normativa richiamata ma che possono avere incidenza sulla prestazione.
Con l’occasione si forniscono, tra l’altro, elementi utili all’interpretazione del paragrafo 2.5 punto 4) della circolare n. 94 del 2015 in ordine al quale sono state segnalate incertezze circa gli effetti sul calcolo della durata della NASpI.
Licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6 del D. Lgs. n.23 del 2015 e licenziamento disciplinare
Accanto all’ipotesi legislativamente prevista di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’art. 7 della legge n. 604 del 1966 come modificato dal comma 40 dell’art. 1 della legge n. 92 del 2012, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con interpello n.13 del 2015, ha chiarito che non è ostativo al riconoscimento della indennità NASpI l’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6 del D. Lgs. n. 23 del 2015.
In particolare il predetto art. 6 stabilisce che in caso di licenziamento il datore di lavoro può offrire al lavoratore, entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento stesso, un importo che non costituisce reddito imponibile e non risulta assoggettato a contribuzione previdenziale e la cui accettazione da parte del lavoratore comporta l’estinzione del rapporto di lavoro alla data del licenziamento e la rinuncia alla impugnazione del licenziamento. Con il citato interpello è stato chiarito che l’accettazione in questione non muta il titolo della risoluzione del rapporto di lavoro che resta il licenziamento e pertanto tale fattispecie è da intendersi quale ipotesi di disoccupazione involontaria conseguente ad atto unilaterale di licenziamento del datore di lavoro.
In definitiva l’indennità NASpI può essere riconosciuta sia ai lavoratori che accettano l’offerta economica del datore di lavoro di cui all’art. 6 del D.lgs. n. 23 del 2015, sia a quelli licenziati per motivi disciplinari.
[1] Risp. Interpello Min. Lav. 24 aprile 2015 n. 13; Circ. INPS 29 luglio 2015 n. 142.
27/08/2018 alle 16:49
Salve buenasera ,vorrei fare una domanda lavoro da più da 10 anni come portiere de condomino ho un contrato a tiempo pieno indeterminato .a partir del 1 de settembre me lo vogliano cambiar ,con altre clausola si io non voglio,loro mi possono licenziare,con giusta causa e io avere diritti a la Naspi .ringrazio a presto