Source: http://scrineum.unipv.it/atlante/schede/genova-1362-00-00/?v=tt
Timestamp: 2018-01-23 21:27:26+00:00
Document Index: 77202949

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Nel nome del Signore, amen. Questa è la copia ovvero la registrazione di un pubblico instrumento scritto per mano di Stibioto Stibio, notaio e cancelliere dell'illustrissimo principe signor Giovanni, per grazia di Dio marchese di Monferrato, vicario imperiale etc., 1360, indizione tredicesima, 21 giugno, contenente la sentenza proferita dal suddetto signor .. marchese come arbitro, mediatore e amichevole compositore eletto di comune accordo dal serenissimo sovrano signor Pietro, per grazia di Dio re d'Aragona, Valenza e Maiorca, Sardegna e Corsica e conte di Barcellona, Rossiglione e Cerdana ovvero dal rappresentante e procuratore del suddetto signor .. re, da una parte, e dal magnifico signore Simone Boccanegra, per grazia di Dio doge dei genovesi, ovvero dal rappresentante e procuratore del detto signor .. doge e del comune di Genova, dall'altra, registrato e copiato nella curia arcivescovile di Genova da Felisio de Garibaldo, notaio sottoscritto e scriba del reverendo padre signor .. arcivescovo di Genova, per mandato del reverendo in Cristo padre e signor Guido, per volontà divina arcivescovo di Genova suddetto, ad istanza e a richiesta di Luchino di Corniglia, cittadino genovese, rappresentante e procuratore del suddetto magnifico signore Simone Boccanegra, doge dei genovesi e del comune di Genova, e di questo originale di sentenza, pronunziata dal detto signor marchese e scritta per mano del detto notaio Stibioto Stibio, 1360, indizione tredicesima, 21 giugno, segue il tenore come di seguito riferito:
<Segue il testo della sentenza del 21 giugno 1360>
(Segno del notaio) Io Felisio de Garibaldo del fu Leonardo, notaio per autorità imperiale e scriba del suddetto signor .. arcivescovo genovese, di mia propria mano ho scritto ed esemplato il soprascritto originale del detto instrumento contenente la suddetta sentenza proferita dal signor Giovanni, marchese e arbitro suddetto, e scritto per mano del detto notaio Stibioto Stibio, redatto su pergamena, non abraso, non viziato, non cancellato, né sospetto in qualche parte come a prima vista poteva apparire, su mandato e per autorità del reverendo in Cristo padre e signore, signor Guido, per volere di Dio arcivescovo di Genova, ad istanza e richiesta del notaio Luchino di Corniglia, cittadino genovese, rappresentante e procuratore del magnifico signore Simone Boccanegra, per grazia di Dio doge dei genovesi, vicario imperiale e ammiraglio generale etc. e del comune di Genova, e ho scritto e copiato il suddetto instrumento come sopra, senza aggiungere o togliere qualcosa che muti il senso o varii il contenuto, se non una lettera, un titolo, una sillaba a motivo di scioglimento o di abbreviazione, e alla presenza del suddetto reverendo padre signor .. arcivescovo di Genova e per suo mandato ho visto, letto, corretto e diligentemente e fedelmente ascoltato parola per parola la presente copia con il detto originale, insieme con i sottoscritti notai Antonio, Michele e Riccobono e, poichè ho riscontrato che entrambi concordano, mi sono sottoscritto a testimonianza di quanto sopra, per mandato del signor .. arcivescovo, a richiesta del predetto Luchino, in rappresentanza dei suddetti. Il quale suddetto signor .. arcivescovo, visto l'originale e la presente copia e udito e ascoltato che ambedue concordano perfettamente, conosciuta appieno la causa, soprattutto perché il detto Luchino, in rappresentanza dei suddetti, per certi motivi esposti e noti al suddetto signor .. arcivescovo, taluni dei quali emergono dal tenore del detto instrumento, è opportuno che il detto originale sia conservato presso il comune di Genova, che sarebbe soggetto a pericolo di smarrimento se lo stesso fosse consegnato ad altri per mare e per terra, interpose parimenti la propria autorità e il decreto per quanto ha potuto secondo il diritto, decretando, stabilendo, decidendo e pronunziando che si debba attribuire ovunque alla presente copia stessa quella forza, garanzia e fermezza che si attribuirebbe all'originale e autentico del detto documento e che la presente copia ottenga e debba ottenere la stessa forza e lo stesso vigore che si attribuirebbe all'originale, ordinando anche il suddetto signor .. arcivescovo, a maggior fermezza delle cose suddette e a più evidente testimonianza delle cose predette, che la presente copia e registrazione del detto originale sia corroborato attraverso l'apposizione del suo sigillo pontificale, ordinando ai sottoscritti Antonio, Michele e Riccobono di sottoscriversi a testimonianza di quanto sopra. E quanto sopra è stato fatto a richiesta e per volere del detto Luchino, in rappresentanza dei suddetti il quale chiede ed esige che questa copia sia esemplata e registrata e tutto sia fatto come sopra, perché si teme la perdita o lo smarrimento del detto documento e del relativo originale. Fatto a Genova, nel palazzo arcivescovile genovese di San Silvestro, nella camera del detto signor .. arcivescovo, nell'anno della natività del Signore 1362, indizione quindicesima secondo il computo della curia romana, 27 luglio, poco dopo i vespri, alla presenza dei testimoni i reverendi in Cristo padri, signori fratelli Manfredo, per grazia di Dio vescovo di Chio, Leonardo, abate del monastero genovese di San Siro, i signori Maurino Fieschi, canonico genovese, i preti Iacopo Gosardi e Giovanni di Godiasco, cappellani del detto signor .. arcivescovo e i sapienti signori Giovanni Doria, Cacciamenico Spinola, Tedisio Fieschi, Riccardo de Pessina e Bartolomeo de Iacopo, giurisperiti, e inoltre i nobili, signori Raffaele Fieschi, conte palatino e di Lavagna, Pietro de Luna, conte palatino, Nicolò de Goano e Bartolomeo Facio, cittadini genovesi, invitati e chiamati in particolare per le predette procedure.
(Segno del notaio) Io Antonio Bono, notaio per autorità imperiale e cancelliere del comune di Genova, ho visto, letto ed fedelmente ascoltato con l'autentico originale della sentenza predetta la sopraddetta copia, copiata e riportata dal suddetto notaio Felisio de Garibaldo dall'originale autentico della sentenza e della notificazione pronunciata dal suddetto illustre principe signor marchese e scritta su pergamena per mano del suddetto Stibioto Stibio, notaio pubblico per autorità imperiale, nell'anno e nel giorno indicati nel suddetto originale, da me visto non viziato, cancellato né in alcuna sua parte sospetto, ma anzi privo di qualsiasi sospetto con il suddetto originale, insieme con il suddetto notaio Felisio e i sottoscritti notai pubblici Michele Bonaventura e Riccobono de Bozolo, alla presenza del sopraddetto signor arcivescovo, e poiché ho riscontrato che ambedue concordano, per mandato dello stesso signor arcivescovo, a testimonianza di quanto sopra ho sottoscritto e apposto il mio signum consueto degli instrumenti.
(Segno del notaio) Io Michele Bonaventura, notaio del sacro impero, ho visto, letto e fedelmente e diligentemente ascoltato con l'autentico originale della sentenza predetta la sopraddetta copia estratta e riportata dal suddetto notaio Felisio de Garibaldo dall' originale autentico della sentenza e della notificazione pronunciata e dal suddetto signor marchese e scritta su pergamena dal suddetto Stibioto Stibio pubblico notaio per autorità imperiale, nell'anno e nel giorno contenuti nel detto originale della sentenza, da me visto, non cancellato, non viziato né in alcuna sua parte sospetto, ma anzi privo di qualsiasi sospetto, insieme con i suddetti Felisio e Antonio Bono e il sottoscritto Riccobono de Bozolo, notai pubblici, alla presenza del suddetto signor arcivescovo di Genova, e poiché ho riscontrato che ambedue concordano, per mandato dello stesso signor arcivescovo a testimonianza di tutto quanto sopra ho sottoscritto e apposto il mio signum consueto degli instrumenti.
(Segno del notaio) Io Riccobono de Bozolo, notaio per autorità imperiale, ho visto, letto e diligentemente e fedelmente ascoltato con l'autentico della sentenza predetta la sopraddetta copia, estratta, riportata ed esemplata dal suddetto notaio Felisio de Garibaldo dall'originale autentico della sentenza arbitrale ovvero la notificazione pronunciata del sopraddetto signor marchese e scritta per mano del suddetto Stibioto Stibio, notaio pubblico per autorità imperiale, nell'anno e nel giorno contenuti nel detto originale della sentenza, da me visto, non viziato, né cancellato, né in alcuna sua parte sospetto, ma anzi privo di ogni vizio e sospetto, insieme con i suddetti notai pubblici Felisio, Antonio Bono e Michele Bonaventura, alla presenza del suddetto signor .. arcivescovo genovese di Genova, e poiché ho constatato che ambedue concordano, per mandato dello stesso signor .. arcivescovo, a testimonianza di quanto sopra ho sottoscritto e apposto il mio signum consueto degli instrumenti di autenticazione.
(Sigillo pendente deperdito)