Source: http://www.iusetnorma.it/costituzione_statuti/costituzione_italiana/costituzione_italiana.asp
Timestamp: 2019-06-26 20:19:21+00:00
Document Index: 114843588

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 26', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 60', 'art. 3', 'art. 68', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 1', 'art. 88', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 111', 'art. 2', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 115', 'art. 9', 'art. 116', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 118', 'art. 4', 'art. 119', 'art. 5', 'art. 120', 'art. 6', 'art. 121', 'art. 1', 'art. 122', 'art. 2', 'art. 123', 'art. 3', 'art. 124', 'art. 9', 'art. 125', 'art. 9', 'art. 126', 'art. 4', 'art. 127', 'art. 8', 'art. 128', 'art. 9', 'art. 129', 'art. 9', 'art. 130', 'art. 9', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 2', 'art. 135', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 116', 'art. 6']

Costituzione Italiana - Ius et Norma
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit� e la propria scelta, un'attivit� o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale
L�ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l�effettivo esercizio delle libert� democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d�asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non � ammessa l�estradizione dello straniero per reati politici. (*)
(*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l�ultimo comma dell�art. 10 e l�ultimo comma dell�art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio.
La libert� personale � inviolabile. Non � ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, n� qualsiasi altra restrizione della libert� personale, se non per atto motivato dell'autorit� giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessit� ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorit� di pubblica sicurezza pu� adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorit� giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. � punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert�. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
Il domicilio � inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libert� personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanit� e di incolumit� pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.
Ogni cittadino pu� circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit� o di sicurezza. Nessuna restrizione pu� essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino � libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non � richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorit�, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumit� pubblica.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non pu� essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si pu� procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorit� giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorit� giudiziaria, il sequestro della stampa periodica pu� essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorit� giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge pu� stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa � diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
Nessuno pu� essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno pu� essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno pu� essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
Non pu� in alcun caso essere ammessa per reati politici.(*)
La responsabilit� penale � personale. L'imputato non � considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit� e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non � ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societ� naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio � ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unit� familiare.
� dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacit� dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternit�.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternit�, l'infanzia e la giovent�, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne � l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parit�, deve assicurare ad esse piena libert� e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. � prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, universit� ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libert� di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantit� e qualit� del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s� e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa � stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non pu� rinunziarvi.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parit� di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di et� per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parit� di lavoro, il diritto alla parit� di retribuzione.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidit� e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata � libera.
L'organizzazione sindacale � libera. Ai sindacati non pu� essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. � condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalit� giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
L'iniziativa economica privata � libera. Non pu� svolgersi in contrasto con l'utilit� sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert�, alla dignit� umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch� l'attivit� economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
La propriet� � pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La propriet� privata � riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La propriet� privata pu� essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredit�.
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla propriet� terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unit� produttive; aiuta la piccola e la media propriet�. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualit� e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi pi� idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalit�. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla propriet� dell'abitazione, alla propriet� diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
La legge stabilisce requisiti e modalit� per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettivit�. A tale fine � istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. (*)
"1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le modalit� di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce, altres�, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale.
Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. La legge pu�, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi � chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
La difesa della Patria � sacro dovere del cittadino. Il servizio militare � obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, n� l'esercizio dei diritti politici. L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit� contributiva. Il sistema tributario � informato a criteri di progressivit�.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno della elezione hanno compiuto i venticinque anni di et�.
(*) L�art. 56 � stato sostituito dapprima dall�art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2. Il testo originario dell�articolo.
La ripartizione dei seggi fra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei pi� alti resti.
(*) L'art. 57 � stato dapprima sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, poi modificato una prima volta dall'art. 2 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, e modificato una seconda volta dall'art. 2 dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di et�. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.
� senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi � stato Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica pu� nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
(*) L'art. 60 � stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2. Il testo originario dell'articolo era il seguente:
La Camera dei deputati � eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei. La durata di ciascuna Camera non pu� essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.�
Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Finch� non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.
Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre. Ciascuna Camera pu� essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti. Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, � convocata di diritto anche l'altra.
Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta. Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non � presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale. I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
La legge determina i casi di ineleggibilit� e incompatibilit� con l'ufficio di deputato o di senatore. Nessuno pu� appartenere contemporaneamente alle due Camere.
(*) L'art. 68 � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3. Il testo originario dell'articolo era il seguente:
�I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Eguale autorizzazione � richiesta per trarre in arresto o mantenere in detenzione un membro del Parlamento in esecuzione di una sentenza anche irrevocabile.�
I membri del Parlamento ricevono un'indennit� stabilita dalla legge. Sezione II - La formazione delle leggi.
Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera �, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale. Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali � dichiarata l'urgenza. Pu� altres� stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge � rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicit� dei lavori delle commissioni. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera � sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge � promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, pu� con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
� indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. (*) Non � ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
La legge determina le modalit� di attuazione del referendum. (**)
(*) Con la legge costituzionale 3 aprile 1989, n. 2, � stata disposta l'indizione di un referendum di indirizzo sul conferimento di un mandato costituente al Parlamento europeo da svolgersi in occasione delle elezioni del 1989 per il rinnovo del Parlamento europeo.
(**) Con la legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, "Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale", � stato attribuito alla Corte costituzionale il giudizio sull'ammissibilit� dei quesiti referendari.
Il Governo non pu�, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessit� e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilit�, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
(*) L'art. 79 � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1. Il testo originario dell'articolo era il seguente:
�L'amnistia e l'indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle Camere. Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione�.
Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non pu� essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
Ciascuna Camera pu� disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorit� giudiziaria.
Il Presidente della Repubblica � eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato. L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio � sufficiente la maggioranza assoluta.
Pu� essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'et� e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica � incompatibile con qualsiasi altra carica. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Il Presidente della Repubblica � eletto per sette anni. Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.
Il Presidente della Repubblica � il capo dello Stato e rappresenta l'unit� nazionale. Pu� inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Pu� concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.
Non pu� esercitare tale facolt� negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (*).
(*) Il secondo comma dell'art. 88 � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.
�Non pu� esercitare tale facolt� negli ultimi sei mesi del suo mandato.�
Nessun atto del Presidente della Repubblica � valido se non � controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilit�. Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica non � responsabile degli atti compiuti nell�esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione (*).
In tali casi � messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune , a maggioranza assoluta dei suoi membri.
(*) La legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, �Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale�, ha attribuito alla Corte costituzionale il potere di determinare le sanzioni in caso di condanna del Presidente della Repubblica a seguito della messa in stato d�accusa da parte del Parlamento in seduta comune.
Il Governo della Repubblica � composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non pu� essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne � responsabile. Mantiene l'unit� di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l'attivit� dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
(*) L'articolo � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. Il testo originario era il seguente:
�Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni.�
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit� dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilit� proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianit�. Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.
Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro � composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. � organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l'iniziativa legislativa e pu� contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
Il Consiglio di Stato � organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione. La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit� sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito. La legge assicura l'indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.
La giustizia � amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
La funzione giurisdizionale � esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura. La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.
Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi. La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilit� pubblica e nelle altre specificate dalla legge. I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura � presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di universit� in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finch� sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, n� far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso. La legge sull'ordinamento giudiziario pu� ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli. Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di universit� in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d'esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio n� destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha facolt� di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversit� di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
L'autorit� giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parit�, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel pi� breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facolt�, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale � regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non pu� essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si � sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilit� di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.
(*) I primi cinque commi dell�art. 111 sono stati introdotti dalla legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2.
Si riporta di seguito l�art. 2 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2:
�1. La legge regola l'applicazione dei principi contenuti nella presente legge costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore.�
Contro gli atti della pubblica amministrazione � sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa. Tale tutela giurisdizionale non pu� essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti. La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.
Roma � la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento. (*) L'art. 114 � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 115 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/S�dtirol e la Valle d'Aosta/Vallee d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. (**)
La Regione Trentino-Alto Adige/S�dtirol � costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.
La legge � approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
(*) L'art. 116 � stato sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attivit� culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potest� legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (**)
(*) L'art. 117 � stato sostituito dall'art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 118 � stato sostituito dall'art. 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
I Comuni, le Province, le Citt� metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio
I Comuni, le Province, le Citt� metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. � esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
(*) L'art. 119 � stato sostituito dall'art. 5 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 120 � stato sostituito dall'art. 6 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 121 � stato modificato dall'art. 1 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il testo originario.
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilit� e di incompatibilit� del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonch� dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princ�pi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. (**)
(*) L'art. 122 � stato sostituito dall'art. 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il testo originario.
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l�esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto � approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non � richiesta l�apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica pu� promuovere la questione di legittimit� costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.
(*) L�art. 123 � stato sostituito dapprima dall�art. 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il testo originario.
(*) L'art. 124 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) Il primo comma dell'art. 125 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altres� essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto � adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. (**)
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonch� la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.
(*) L'art. 126 � stato sostituito dall'art. 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1. Il testo originario.
La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, pu� promuovere la questione di legittimit� costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge. (**)
(*) L'art. 127 � stato sostituito dall'art. 8 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(**) Le norme sui giudizi di legittimit� costituzionale sono state dettate dalla legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1
(*) L'art. 128 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 129 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 130 � stato abrogato dall'art. 9, secondo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
(*) L'art. 131 � stato modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, che ha disposto la costituzione del Molise come regione a se stante.
Si pu�, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse
Si pu�, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra.
(*) L'art. 132 � stato modificato dall'articolo 9, primo comma, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Il testo originario.
Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, pu� con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
sulle controversie relative alla legittimit� costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni; (*) sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni;
(*) Le norme sui giudizi di legittimit� costituzionale sono state dettate dalla legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1.
(**) L'ultimo capoverso � stato cos� modificato dall'art. 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. Il testo originario.
Alla scadenza del termine il giudice costituzionale cessa dalla carica e dall'esercizio delle funzioni. La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed � rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall' ufficio di giudice.
L'ufficio di giudice della Corte � incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge. (**)
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilit� a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalit� stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
(*) L'art. 135 � stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2. L'ultimo comma, inoltre, � stato modificato dall'art. 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. Il testo dell'articolo nella versione originaria.
(**) La legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, ha disciplinato i casi di incompatibilit� relativi ai giudici costituzionali ed ai giudici aggregati, nonch� le forme di immunit� a garanzia dell'attivit� della Corte.
Quando la Corte dichiara l'illegittimit� costituzionale di una norma di legge o di un atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La decisione della Corte � pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinch�, ove lo ritengano necessario provvedano nelle forme costituzionali.
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilit� dei giudizi di legittimit� costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte. (*)
Contro le decisioni della Corte costituzionale non � ammessa alcuna impugnazione
(*) In attuazione di tale disposto � stata approvata la legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, "Norme sui giudizi di legittimit� costituzionale e sulle garanzie di indipendenza della Corte costituzionale".
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non � promulgata se non � approvata dalla maggioranza dei voti validi.
(*) Con la legge costituzionale 6 agosto 1993, n. 1, che ha istituito la Commissione parlamentare per le riforme istituzionali, � stato previsto, unicamente per i progetti di legge della XI legislatura un diverso procedimento di revisione costituzionale che comporta, fra l'altro, la obbligatoria sottoposizione a referendum dei progetti approvati dalla Commissione.
Per la prima composizione del Senato della Repubblica sono nominati senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i deputati dell'Assemblea Costituente che posseggono i requisiti di legge per essere senatori e che: sono stati presidenti del Consiglio dei Ministri o di Assemblee legislative; hanno fatto parte del disciolto Senato; hanno avuto almeno tre elezioni, compresa quella all'Assemblea Costituente; sono stati dichiarati decaduti nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926; hanno scontato la pena della reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del tribunale speciale fascista per la difesa dello Stato. Sono nominati altres� senatori, con decreto del Presidente della Repubblica, i membri del disciolto Senato che hanno fatto parte della Consulta Nazionale. Al diritto di essere nominati senatori si pu� rinunciare prima della firma del decreto di nomina. L'accettazione della candidatura alle elezioni politiche implica rinuncia al diritto di nomina a senatore.
Fino a quando non sia emanata la nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformit� con la Costituzione, continuano ad osservarsi le norme dell'ordinamento vigente. Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell'articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all'entrata in vigore della Costituzione.
Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione. Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali restano alle Province ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l'esercizio. Leggi della Repubblica regolano il passaggio alle Regioni di funzionari e dipendenti dello Stato, anche delle amministrazioni centrali, che sia reso necessario dal nuovo ordinamento. Per la formazione dei loro uffici le Regioni devono, tranne che in casi di necessit�, trarre il proprio personale da quello dello Stato e degli enti locali.
Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all'art. 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformit� con l'art. 6.
� vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilit� per i capi responsabili del regime fascista.
I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici n� cariche elettive. Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale. I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.
I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. L'Ordine mauriziano � conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge. La legge regola la soppressione della Consulta araldica.
L'Assemblea Costituente sar� convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per la elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali speciali e sulla legge per la stampa. Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l'Assemblea Costituente pu� essere convocata, quando vi sia necessit� di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. In tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi, con eventuali osservazioni e proposte di emendamenti. I deputati possono presentare al Governo interrogazioni con richiesta di risposta scritta. L'Assemblea Costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, � convocata dal suo Presidente su richiesta motivata del Governo o di almeno duecento deputati.
La presente Costituzione � promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'Assemblea Costituente, ed entra in vigore il 1� gennaio 1948. Il testo della Costituzione � depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, durante tutto l'anno 1948, affinch� ogni cittadino possa prenderne cognizione. La Costituzione, munita del sigillo dello Stato, sar� inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica. La Costituzione dovr� essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.