Source: http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/CU0389a.htm
Timestamp: 2020-07-10 18:09:36+00:00
Document Index: 89743232

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'arto 2009', 'art. 7']

Camera dei deputati Dossier CU0389A [data]
Titolo: Riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2011 - Schema di Decreto n. 423 (art. 7, D.Lgs. 204/1998) - Elementi per l'istruttoria normativa
SCH.DEC 423/XVI
Serie: Atti del Governo Numero: 370
DL 1998 0204
n. 370/0
Riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2011
Schema di Decreto n. 423
Schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l’anno 2011
D.Lgs. 5 giugno 1998, n. 204, art. 7
Per inquadrare l’argomento occorre fare riferimento al D.lgs. n. 204 del 1998 – che ha disposto l’istituzione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca – e al DPR n. 213 del 2009 che, nel procedere al riordino degli enti di ricerca vigilati dal MIUR[1], ha fissato nuove regole per la ripartizione dello stesso Fondo.
Sulla base degli indirizzi citati, nonché di altri elementi[3], è predisposto, approvato e aggiornato annualmente dal CIPE (le cui funzioni in materia sono coordinate dal Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica) il Programma nazionale per la ricerca (PNR), di durata triennale, che definisce gli obiettivi generali e le modalità di realizzazione degli interventi.
L’art. 7 del medesimo D.lgs. ha previsto, quindi, che, a partire dal 1° gennaio 1999, gli stanziamenti da destinare, ai sensi di varie disposizioni legislative, al CNR, all’Agenzia spaziale italiana (ASI), all’Osservatorio geofisicosperimentale (OGS)[4], agli enti di ricerca (di minori dimensioni) già confluiti in un unico capitolo ai sensi dell’art. 1, c. 40-44, della L. 549/1995, e all’Istituto nazionale per la fisica della materia (INFM) (poi soppresso e confluito nel CNR ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 127/2003), fossero determinati con unica autorizzazione di spesa e affluissero ad un unico Fondo, denominato Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziato dal MUSRT (ora, MIUR), istituito nello stato di previsione del medesimo Ministero. Allo stesso Fondo dovevano affluire i contributi stabiliti in via legislativa in relazione alle attività di: Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), INFM e relativi laboratori di Trieste e Grenoble, Programma nazionale di ricerche in Antartide, Istituto nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna (ora soppresso[5]).
Sempre l’art. 7 ha stabilito che l’ammontare del Fondo è determinato in tabella C della legge finanziaria (ora, legge di stabilità) ed è ripartito annualmente fra gli enti interessati - sulla base dei programmi pluriennali, che il Ministro è chiamato ad approvare[6] -con uno o più DM, comprensivi di indicazioni per i due anni successivi, emanati previo parere parlamentare.Nelle more del perfezionamento dei decreti di riparto, il MIUR può erogare acconti, calcolati sulla base delle previsioni contenute negli schemi dei medesimi decreti e degli importi assegnati nell’anno precedente.
Successivamente, l’art. 4 del DPR 213/2009 ha stabilito che la ripartizione del fondo ordinario è effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva di cui all’art. 5[7],nonché tenendo conto della valutazione della qualità dei risultati della ricerca, effettuata dall’ANVUR[8]. Il medesimo art. 4 (c. 2), ha stabilito, altresì, che, a decorrere dal 2011, una quota del fondo ordinario non inferiore al 7% – con progressivi incrementi negli anni successivi – è destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti, sulla base di criteri e motivazioni di assegnazione disciplinati con decreto del MIUR avente natura non regolamentare.
La prima ripartizione del Fondo ordinario è stata quella relativa all’esercizio finanziario 1999. Dal 2000 è stata prevista una voce autonoma per l’area della ricerca di Trieste, fino a quel momento ricompresa nel CNR, ed è stata disposta l’inclusione tra gli enti finanziati dell’Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna (poi soppresso) e del Museo storico della fisica[9].
Dal 2002 sono compresi nel Fondo i contributi all’INFN e all’INFM (poi confluito, come già detto, nel CNR)[10].
Dal 2004, l’ammontare del Fondo comprende anche le risorse del Fondo per il finanziamento ordinario degli osservatori (destinato all’Istituto nazionale di astrofisica – INAF[11], e in misura minore all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – INGV) precedentemente allocate in altra u.p.b[12]. Nel riparto del Fondo sono stati inoltre inclusi dal 1999, in assenza di esplicita previsione normativa, il Centro studi per l’alto medioevo[13] e l’Istituto italiano di studi germanici[14].
L’importo originariamente stanziato per il 2011 sul cap. 7236 ammontava a € 1.792,7 milioni. Successivamente, l’art. 2, c. 16-octies, del D.L. n. 225 del 2010 (L. 10/2011) ha disposto, per l’anno 2011, un’integrazione di € 1,5 mln da destinare all’INGV[15], pervenendo così all’importo finale di € 1.794,2 mln.
Tali somme sono comprensive dell’importo di € 14,0 mln destinato alla società Sincrotrone di Trieste – ai sensi dell’art. 2, c. 2, del D.L. n. 7 del 2005 (L. 43/2005) – e dell’importo derivante dall’attuazione delle disposizioni relative alla soppressione dell’INSEAN, con relativo trasferimento di funzioni e risorse al CNR, stimato in € 5,6 mln[16].
La proposta di riparto per il 2011 tiene conto delle disposizioni dell’art. 13 del DM di riparto per il 2010(DM 24 dicembre 2010, n. 968 Ric., registrato dalla Corte dei conti il 3 febbraio 2011), che ha fissato quale riferimento per la predisposizione dei bilanci di previsione degli enti per il 2011 l’87% dell’assegnazione ordinaria stabilita per il 2010. L’art. 14 del medesimo decreto ha stabilito, altresì, che, per il 2011, il 7% del Fondo è destinato, con apposito decreto, ai sensi del già citato art. 4 del D.lgs. 213/2009, al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti proposti dagli enti, e che un’ulteriore quota pari all’8% è destinata a finanziare i progetti bandiera inseriti nel PNR 2011-2013 - approvato dal CIPE con deliberazione del 23 marzo 2011 -[17] e progetti di ricerca ritenuti di particolare interesse.
La relazione evidenzia che, come già negli anni precedenti, si è ritenuto di non operare alcuna riduzione delle assegnazioni relative a determinati enti di ricerca – CNR, ASI, OGS – a favore del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico[18], “in considerazione degli altri strumenti a disposizione a disposizione del Ministero per interventi di valenza strategica nel settore della ricerca”[19].
- € 194.530 per la partecipazione all’Associazione scientifica internazionale Von Karman[20];
- € 5.876.491,10 quale integrazione della quota di partecipazione dell’Italia a ESRF di Grenoble[21];
- € 3.279.387,86 per la realizzazione del programma di ricerca internazionale relativo alla fusione nucleare ITER e Broader Approach e del 50% della quota di partecipazione dell’Italia al programma Fusion for Energy[22];
- € 8,6 mln per implementare alcuni progetti della Roadmap europea ESFRI[23];
- € 1,3 mln quale terza annualità del contributo per il potenziamento delle ricerche riguardanti i settori della genomica funzionale e delle neuroscienze[24];
- € 1,0 mln per il secondo anno di attività del progetto TALMUD, per la traduzione integrale in lingua italiana del Talmud[25];
- € 4,0 mln per l’avvio delle attività scientifiche del Consorzio “Collezione naturale di composti chimici e Centro di screening – CNCCS”, del quale il CNR è socio[26];
- € 220.000 per la realizzazione del progetto Sportello della MATEMATICA[27];
- € 18,0 mln per il Programma nazionale di ricerche in Antartide (PNRA)[28];
- € 3,0 mln per il progetto SHARE (Station at Hight Altitude for Research on the Environment)[29].
Ulteriori voci attengono ai progetti bandiera o ai progetti di ricerca ritenuti di particolare interesse. Con particolare riguardo alle risorse complessivamente destinate a tale scopo, esse ammontano, in base allo schema, ad € 134,0 mln, a fronte di €142.962.002,complessivamente disponibili[30]. In particolare, le risorse assegnate al CNR sono pari ad € 99,0 mln e comprendono:
- € 8,0 mln a sostegno del progetto bandiera Epigenomica, che ha tra i suoi principali obiettivi l’individuazione di molecole markers di malattie genetiche[31];
- € 47,0 mln per il progetto bandiera Ritmare, effettuato in collaborazione con altri enti, di cui il CNR è capofila[32];
- € 8,0 mln per l’avvio del progetto bandiera InterOmics[33];
- € 2,0 mln quale seconda annualità del contributo per il programma IGI-EGI (Italian European Grid Iniziative)[34];
- € 2.060.000 quale seconda annualità di interventi destinati alla manutenzione straordinaria di impianti e strumentazioni scientifiche dell’Istituto[35];
L’art. 11 specifica che l’assegnazione all’Istituto nazionale di alta matematica “Francesco Severi” è comprensiva di € 0,2 mln quale seconda annualità per la realizzazione del programma europeo per borse di studio Bando COFUND 2008[36].
Al riguardo, la relazione riferisce che l’ASI provvederà, “nell’ambito dello stanziamento ordinario e delle risorse annualmente assegnate” alla realizzazione dei progetti bandiera COSMO-SKYMed II Generation, SIGMA e Satellite ottico per il telerilevamento, nonché al coordinamento del progetto bandiera IGNITOR, a valere sulle specifiche risorse previste dal Fondo integrativo speciale per la ricerca[37].
Nel prospetto allegato si dà conto dei fondi ripartiti negli esercizi 2009 e 2010, a confronto con i fondi di cui si propone la ripartizione per il 2011. La prima cifra indicata per ciascun ente è comprensiva dei contributi straordinari, indicati a seguire in corsivo. Per l’esercizio 2010 è riportata altresì, nella terza riga, in tondo, l’indicazione delle assegnazioni relative agli importi arretrati per assunzioni in deroga di personale, relative agli anni 2003-2006, che non è stato possibile assegnare negli anni precedenti per indisponibilità delle somme[38].
39Si veda PNR 2011-2013 (pagg. 91 e ss.).
40http://www.euramet.org/
41http://ess-europe.org/
(esercizi 2009 e 2010 e proposta 2011)
(DM 12.2.2010)
(DM 24.12.2010)
87% contributo ordinario 2010
proposta 2011
567.262,2
551.467,7
627.417,3
479.776,9
61.933,8
14.015,8
569.999,9
574.992,8
495.899,9
4.992,9
273.758,5
308.203,0
238.169,9
8.984,5
91.029,4
103.281,6
79.195,6
7.252,2
61.723,5
49.723,5
57.557,9
49.954,3
43.460,2
4.603,6
20.275,7
21.774,6
15.333,9
13.333,9
17.838,3
11.600,5
15.333,5
13.833,5
15.415,9
22.395,5
1.628.614,2
1.754.769,3
di cui: contributi straordinari
31.294,5
113.093,8
arretrati per assunzioni in deroga
44.125,0
1.597.319,7
1.597.550,5
[1] Il riordino in questione ha fatto seguito a quello attuato in applicazione della L. 137/2002, sulla cui base erano stati adottati, fra gli altri, i D.lgs. per il riordino di CNR (127/2003), ASI (128/2003) e INAF (138/2003) Il D.lgs. 213/2009, emanato in attuazione della L. 165/2007, ha previsto, tra l’altro: autonomia statutaria (art. 2); nuove modalità di designazione di presidenti e componenti dei consigli di amministrazione e la riduzione del numero dei componenti degli organi (artt. 3, 8, 9, 10); la gestione coordinata delle infrastrutture di ricerca (art. 15);nuovi strumenti di finanziamento e partecipazione al capitale di rischio (art. 16).
Al riguardo si ricorda che nella GU n. 90 del 19 aprile 2011 è stata data notizia dell'avvenuta pubblicazione dei nuovi statuti degli enti che, in base all’art. 3, c. 3, del d.lgs. 213/2009, sono stati elaborati dai consigli di amministrazione in carica alla data di emanazione dello stesso d.lgs., integrati da cinque esperti nominati dal Ministro. Con nota del 13 agosto 2011 (http://www.istruzione.it/web/ministero/cs130811) il MIUR ha poi comunicato la nomina dei Presidenti e dei consigli di amministrazione degli enti.
[2] Il DPEF 2010-2013 evidenziava che in Italia gli investimenti in R&S (1,1% del PIL) sono al di sotto della media europea (1,9%) e che la riduzione di fondi attuata negli anni 90 non ha visto il sistema privato sostituirsi allo Stato. Sottolineava che la politica di settore deve essere riorganizzata in considerazione: della difficoltà di trasferire i risultati della ricerca al sistema produttivo; dello squilibrio nella allocazione delle risorse; dell’insufficiente coordinamento fra le competenze istituzionali. Rilevava, inoltre, che le milestones del processo di intervento sono rappresentate, fra l’altro, da: nuovo PNR; riconfigurazione degli enti pubblici di ricerca; revisione degli strumenti di spesa, che dovranno essere funzionali a obiettivi di selettività degli interventi e accelerazione della spesa di investimento; definizione di strumenti innovativi di investimento basati sull’impiego di capitali di rischio.
Nella nota metodologica dello schema di Documento di economia e finanza (DEF) 2011 (Doc. LVII, n. 4) – strumento che, in base alla nuova legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009), come modificata dalla L. n. 39 del 2011, sostituisce il DPEF – si sottolinea che i conti tendenziali degli enti di ricerca sono stati elaborati sia sulla base delle disposizioni recate dall'articolo 2, c. 9, della L. 191/2009 (che hanno confermato, per il triennio 2010-2012, le dinamiche di crescita del fabbisogno finanziario e dell'indebitamento netto già previste per il triennio 2007-2009 dalla L. finanziaria 2007) sia sulla crescita effettiva del fabbisogno realizzato nel corso degli anni precedenti dai principali Enti pubblici di ricerca (CNR, INFN, ASI, ENEA, Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e INGV), soggetti alla “regola del fabbisogno” (ai sensi dell’art. 2, c. 9, L. n. 191 del 2009, per ciascun anno del triennio 2010-2012, il fabbisogno finanziario non può essere superiore al fabbisogno determinato a consuntivo nell'anno precedente, incrementato del 4%). Oltre agli andamenti registrati nel passato, le stime tendenziali tengono conto, altresì, delle misure di contenimento della spesa pubblica.
[3] Risoluzioni parlamentari di approvazione del DPEF, direttive del Presidente del Consiglio, proposte delle amministrazioni statali.
[5] L’EIM- che nel 2009 aveva ricevuto un contributo di € 2,8 mln a valere sulle risorse del Fondo (art. 41, c. 15, D.L. 207/2008) - è stato soppresso dall’art. 7, c. 19, del D.L. 78/2010.
[6] Così, in base all’art. 2, c. 1, lett. b-ter), della L. 168/1989, come modificata dall’art. 7 del d.lgs. 204/1998.
[8] Per completezza, si ricorda che l’art. 5 del D.lgs. n. 204/1998 aveva previsto l’istituzione, presso il Ministero, del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR), chiamato a predisporre annualmente una relazione in materia, da trasmettere al Ministro e al CIPE. Successivamente, l’art. 2, c. 141, del D.L. n. 262/2006 (L. 286/2006) ha disposto la soppressione del CIVR a decorrere dalla data di effettiva operatività dell’ANVUR. Infine, in base all’art. 14 del DPR 76/2010, con cui è stato adottato il Regolamento ANVUR, il CIVR è soppresso “a decorrere dalla data di insediamento del Consiglio direttivo e della nomina del Presidente”. I componenti del Consiglio direttivo sono stati nominati con DPR 22 febbraio 2011; l’Agenzia si è insediata il 2 maggio 2011 (http://www.anvur.org/?q=content/messaggio-di-benvenuto). Il 3 novembre il Consiglio direttivo ha approvato in via definitiva il bando per la valutazione della qualità della ricerca 2004-2010 http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/bando_vqr_def_07_11.pdf .
[9] Le prime due variazioni derivano, rispettivamente, dagli artt. 9, c. 1, lett. g), e 10, c. 1, lett. g), del d.lgs. 381/1999; la terza è stata disposta con L. 62/1999, istitutiva del Museo.
[10] Art. 10 della L. 370/1999.
[11] Già dal 2001, senza una esplicita previsione normativa, la proposta di riparto prevedeva un contributo a favore dell’INAF, aggiuntivo rispetto a quello derivante dal finanziamento dei singoli osservatori.
[12] Tale spostamento era stato richiesto dalle Commissioni parlamentari nei pareri relativi al riparto per il 2003.
[13] Privatizzato con DPCM 24 maggio 2002, ai sensi dell’art. 2, c. 1, lett. a), D.lgs. 419/1999. L’ente percepisce un contributo dal MIUR ai sensi di una convenzione che viene stipulata con cadenza biennale e il cui ultimo rinnovo è avvenuto il 1 ottobre 2009. Ai sensi dell’art. 3 della L. n. 169 del 2011, a decorrere dall’anno 2012, alla Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo è concesso un contributo annuo di 450 mila euro, utilizzabile esclusivamente per lo svolgimento delle attività istituzionali.
[14] Riordinato e trasformato in ente pubblico di ricerca nazionale, a carattere non strumentale, dall’art. 1-quinquies del D.L. 250/2005.
[15] L’incremento è stato disposto al fine di assicurare la proroga delle attività connesse al servizio di sorveglianza sismica e vulcanica sul territorio nazionale.
[16] L’art. 7, c. 21, del D.L. 78/2010 ha previsto la soppressione dell’Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale (INSEAN), demandando a uno o più decreti ministeriali il trasferimento al CNR delle funzioni svolte dall’Istituto e delle risorse umane, strumentali e finanziarie. In attuazione, è intervenuto il D.I. 28 giugno 2011 che ha fissato la decorrenza del trasferimento al 1° gennaio 2011.
[17] Pubblicato nellaGU n. 198 del 26 agosto 2011, S.O. n. 195. http://www.miur.it/Documenti/ricerca/pnr_2011_2013/PNR_2011-2013_23_MAR_2011_web.pdf. Il documento,al punto 6.3, evidenzia che “in coerenza con le linee strategiche descritte e delle priorità di interesse nazionale connesse allo sviluppo di tecnologie chiave abilitanti, il PNR ha individuato un primo gruppo di progetti di interesse strategico, denominati ‘Progetti Bandiera’ che saranno avviati e compresi nell’ambito della programmazione delle attività degli Enti Pubblici di Ricerca competenti”. Si tratta, in particolare, di 14 progetti.
[18] Art. 51, comma 9, della L. 449/1997.
[19] Ad es., l’art. 1, comma 870, della L. finanziaria 2007 ha istituito nello stato di previsione del MURST il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST).
[20] La relazione evidenzia che l’importo è stato indicato dalla rappresentanza permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico di Bruxelles.
L'Istituto Von Karman, creato in Belgio nel 1956, è un'organizzazione no-profit per l'educazione internazionale e scientifica. La relazione precisa che l’associazione opera per la formazione post-universitaria nel settore della dinamica dei fluidi in ambito NATO.
[21] La relazione chiarisce che ESFR (European Synchrotron Radiation Facility) è una infrastruttura governata da un accordo internazionale cui partecipano 18 paesi europei e Israele, siglato nel 1998.
[22] La relazione specifica che il 50% indicato è pari a € 279.387,86 e che il restante 50% sarà erogato attraverso l’INFN (v. art. 4)
[23] La relazione chiarisce che alcuni progetti sono di specifico interesse del CNR, altri devono essere realizzati su indicazione del MIUR.
[24] La genomica è una branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del patrimonio genetico degli organismi viventi.
La relazione chiarisce che il progetto è realizzato nell’ambito dell’accordo quadro CNR-Fondazione EBRI.
[25] La relazione specifica che il progetto prevede un finanziamento complessivo di € 5 mln, per l’importo annuale di € 1 mln.
[26] La relazione specifica che l’impegno di spesa per il MIUR è previsto per un triennio, ma non indica l’importo complessivo. L’art. 3 (lett. n) del DM di riparto per il 2010 specificava che l’assegnazione in favore del CNR era comprensiva dell’importo di € 6,1 mln destinato a tali attività.
[27] La relazione chiarisce che lo sportello è finalizzato a rendere visibile l’offerta matematica potenzialmente utile per il mondo produttivo.
[28] La relazione ricorda, in particolare, che l’art. 7 del D.I. 30 settembre 2010 ha assicurato il finanziamento del PNRA, con assegnazioni tratte dal Fondo ordinario, attraverso il CNR.
[29] Al riguardo, si ricorda che, nel corso dell’esame alla Camera del ddl di stabilità 2011, il Governo ha accolto l’odg 9/3778-A/65, con il quale si è impegnato a destinare per il triennio 2011-2013 risorse almeno pari agli anni precedenti per la prosecuzione degli impegni adottati a livello internazionale tramite il progetto SHARE.
[30] La differenza di € 9 milioni (ca) è utilizzata nell’ambito della quota di riequilibrio che, come indicano gli allegati allo schema, è complessivamente pari ad € 22,1 mln.
[31] La relazione riferisce che il costo complessivo del progetto è previsto in € 30 milioni in 3 anni. L’art. 3 (lett. o) del DM di riparto per il 2010 assegnava un milione di euro al sostegno di tale progetto.
[32] La relazione evidenzia che il progetto ha tra i suoi obiettivi la costituzione di una rete internazionale di laboratori per il Mar Mediterraneo.
[33] La relazione precisa che il progetto concerne lo sviluppo di una piattaforma integrata di conoscenze per la definizione di bio-marcatori e profili diagnostici.
[34] La relazione evidenzia che il programma si riferisce a una nuova organizzazione legale europea che dovrà coordinare le attività generali gestite dalle infrastrutture nazionali nel settore del calcolo.
[35] In base alla relazione: antenna di Noto; antenna di Medicina; ricevitori SRT, gestione SRT.
[36] Finanziamento Marie Curie di programmi nazionali e internazionali.
La relazione ricorda che il programma ha già ottenuto il finanziamento nell’ambito del VII Programma Quadro UE.
[37] Art. 1, comma 3, D.lgs. 204/1998.
[38] Si ricorda che il DM di riparto 2009 assegnava agli enti € 19,2 mln, quali somme dovute a regime per importi relativi al personale. Ai sensi dell’art. 7 del medesimo decreto, tuttavia, tali somme erano considerate – a differenza di quanto disposto per l’esercizio 2010 – nell’ambito delle assegnazioni ordinarie.