Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/698/Affissione-abusiva
Timestamp: 2019-04-23 15:55:23+00:00
Document Index: 23660707

Matched Legal Cases: ['art. 663', 'art. 2', 'art. 663', 'art. 635', 'art. 63', 'art. 20', 'art. 63', 'art. 20']

Affissione abusiva: definizione
La vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni è l'illecito contravvenzionale previsto dal codice penale teso a punire, da un lato, chi metta comunque in circolazione scritti o disegni, senza l’autorizzazione richiesta dalla legge; dall’altro lato chi, in un luogo pubblico, senza la licenza dell'Autorità o senza osservarne le prescrizioni, faccia uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico o affigga scritte o disegni.
(Codice penale articolo 663 –decretolegislativo 30 dicembre 1999, n. 507)
Trattasi di normativa apparentemente semplice nella sua formulazione che, tuttavia, diviene assai complessa per il rinvio alle autorizzazioni "richieste dalla legge", ovvero alle "prescrizioni" o "licenze dell’Autorità".
Di fatto, dunque, il contenuto varia nel tempo a seconda dell'evoluzione normativa e regolamentare; conseguentemente, l'illecito in questione dovrà essere di volta in volta valutato alla luce delle previsioni normative e regolamentari vigenti al tempo della consumazione del medesimo.
Per tale ragione, nel caso in cui si abbia intenzione di sporgere denuncia nei confronti di qualcuno per vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni, occorre preliminarmente verificare accuratamente i presupposti della contravvenzione.
Al fine di documentare l'illecito si potrà procedere con documentazione fotografica da sottoporre alle Autorità, ovvero provocare l’accertamento in loco da parte della polizia giudiziaria competente, per lo più rivolgendosi in primo luogo alla Polizia Municipale che possa elevare verbale attestante la violazione, dopo aver verificato l'eventuale sussistenza di autorizzazioni in possesso del presunto contravventore.
Sarà utile – ad eventuali fini risarcitori – verificare che possa essere, se del caso, contestata la più grave ipotesi di danneggiamento di cui all'articolo 635 codice penale, ovvero di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, di cui all'articolo 639 codice penale.
Nel caso in cui si sia stati denunciati per vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni è consigliabile sottoporre la questione ad un legale di fiducia perché possano tempestivamente essere analizzati i presupposti normativi della contravvenzione e, soprattutto, verificare la qualifica dei luoghi pubblici o esposti al pubblico, nonché la presenza di eventuali autorizzazioni o scriminanti.
La denuncia per vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni può essere presentata personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (preferibilmente Polizia Municipale, ma anche Carabinieri, Polizia, eccetera), che possano, eventualmente, effettuare sopralluoghi ed accertamenti e valutare opportunità di sequestro e /o ordini di rimozione.
Nel caso in cui si vogliano meglio circostanziare i fatti è, tuttavia, consigliabile rivolgersi preventivamente ad un Avvocato penalista, al fine di esaminare se esistano tutti i presupposti ed in tal caso predisporre insieme la denuncia, da sottoporre poi all'Autorità Giudiziaria. Per una miglior tutela, considerata la depenalizzazione per l’articolo 663 codice penale, sarà utile per la parte lesa, valutare denuncia per danneggiamento (articolo 635 codice penale).
Nel caso di un soggetto indagato del reato di vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni, egli dovrà in ogni caso essere assistito da un Legale per poter comprendere tutti gli aspetti sanzionatori a suo carico. E l'eventuale impugnabilità. E' consigliabile un Avvocato penalista.
Quali sono le condanne per la contravvenzione di vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni ?
Per la contravvenzione di vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni, originariamente punita con l'arresto, l’articolo 663 del Codice Penale prevede ora, in seguito ad intervento di "depenalizzazione" (Art. 46 Decreto Legislativo 30 dicembre 199, n. 507), solo una sanzione amministrativa pecuniaria, da euro 51 ad euro 309.
Il Sindaco può applicare le sanzioni previste dall'articolo 663, vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni?
Sì, in seguito alla modifica del Decreto Legislativo 30 dicembre 199, n. 507 che ha eliminato la sanzione dell'arresto, trasformando la pena in sanzione amministrativa, il Sindaco sarà competente ad applicare le sanzioni amministrative previste dall'art. 663 c.p. D'altra parte, spesso, le normative in violazione delle quali vengono diffusi messaggi al pubblico, sono rappresentate da normative locali.
Rientra nella contravvenzione di vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni la diffusione di stampati in violazione delle normative sulla stampa periodica?
Trattasi di specifica e diversa fattispecie prevista dall’articolo 663-bis Codice Penale, per il caso cosiddetto di Divulgazione di stampa clandestina. Anche tale norma è stata interessata dalla depenalizzazione, che ne ha prevista la punizione con una sanzione più elevata (da euro 103 ad euro 619) nei confronti di chiunque, in qualsiasi modo, divulghi stampati pubblicati senza l’osservanza delle prescrizioni di legge sulla pubblicazione e diffusione della stampa periodica e non periodica. In tal caso, la competenza per applicare le sanzioni penali, secondo l’articolo 19 bis delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice Penale sarà del Prefetto.
Affiggere volantini in un ambulatorio pubblico costituisce violazione dell'articolo 663 vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni?
In caso analogo, la giurisprudenza di merito ne ha escluso la ricorrenza dell’illecito in quanto espressione di una consuetudine che, nel silenzio della legge, considera lecita l'affissione sulle pareti, presso tutti gli uffici pubblici, di pareri, richieste ed opinioni scritti.
Le scritte effettuate sui muri in luogo pubblico, costituiscono violazione dell'articolo 663 vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni?
Sì, Giurisprudenza di merito ha stabilito che, trattandosi di "collocazione in luogo pubblico di iscrizioni non autorizzate", non dovesse rientrare nell'ipotesi di soggetto munito di licenza dell'autorità che esponga al pubblico scritti o disegni al di fuori delle apposite tabelle o degli altri luoghi a ciò destinati dalla competente autorità (ai sensi dell'art. 2, della Legge 166/1941), bensì nella previsione di cui all'art. 663 Codice Penale.
Le scritte effettuate sui muri in luogo pubblico, potrebbero costituire reato diverso e più grave della contravvenzione dell'articolo 663 vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni?
Sì, potrebbero essere più severamente sanzionate attraverso l'ipotesi del danneggiamento, di cui all'art. 635 Codice Penale che prevede la punizione di chiunque "deteriori" cose mobili o immobili altrui. In tal caso sarebbe un reato punibile con pena edittale della reclusione sino ad un anno, o addirittura sino a 3 anni se effettuate su edifici di un certo interesse pubblico (edifici pubblici o destinati ad uso pubblico, o all'esercizio di un culto, in centri storici eccetera).
Si applicano le sanzioni dell'articolo 663 Codice Penale vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni all'abusiva affissione dei manifesti elettorali?
In seguito alle modifiche intervenute sull'articolo 663, è espressamente previsto che le sue disposizioni non si applichino all'affissione di scritti o disegni fuori dai luoghi destinati dall'autorità competente (ossia di manifesti per cui vi sia stata autorizzazione dell'Autorità all'affissione, ma che siano stati posti con modalità non autorizzate). In particolare, l'affissione dei manifesti elettorali è disciplinata da norme speciali, al di fuori dell’articolo 663 Codice Penale, e con sanzioni amministrative più severe, sino ad oltre euro 1.000. La segnalazione può essere effettuata al Comune ove sia stata esposta l'affissione, ovvero alla Polizia Municipale.
Che differenza c’è tra le ipotesi di affissione abusiva di manifesti elettorali prevista dalla legge n. 212 del 1956 rispetto a quelle contenute nel D.Lgs. n. 507 del 1993?
In tema di sanzioni per l'affissione abusiva di manifesti da parte di appartenenti ad un partito o un movimento politico, le previsioni di cui alla legge n. 212 del 1956 hanno la funzione di garantire la correttezza e la regolarità della competizione elettorale (pertanto si applicano esclusivamente alle affissioni relative alla propaganda elettorale), mentre quelle contenute nel D.Lgs. n. 507 del 1993 tutelano, oltre all'interesse finanziario del Comune, anche l'ambiente, il decoro urbano, l'igiene, eccetera e disciplinano il normale sistema di affissioni pubblicitarie, sia sotto il profilo fiscale (e dei diritti da percepire) sia sotto quello amministrativo, afferente alle modalità ed alle procedure da seguire per effettuare legittimamente le affissioni. Pertanto, occorrerà stabilire caso per caso se si tratti di propaganda o di pubblicità, ai fini dell’applicazione della corretta sanzione.
Esporre cartelli politici su cavalletti o supporti, non poggiati ad edifici, anche al di fuori del periodo elettorale, è vietato?
Potrebbe essere comunque considerata “messa in circolazione di scritti” o “collocazione in luogo pubblico di iscrizioni non autorizzate”. Anche per essi occorre richiesta di specifica autorizzazione al Comune con il pagamento dei relativi diritti. Peraltro, la collocazione di cavalletti o supporti su suolo pubblico, in assenza di autorizzazione, potrebbe essere sanzionata anche per “occupazione” abusiva di suolo pubblico, in assenza di pagamento del “canone” per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (art. 63 d. lgs. 446/97) diverso dal “tributo” (tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui al d.lgs. n. 507/1993). In taluni casi l'apposizione di cavalletti è stata sanzionata dalla Polizia Locale anche a norma dell'art. 20 del Codice della Strada (occupazione della sede stradale con “altre installazioni, anche a carattere provvisorio”). E' in ogni caso consigliabile preventivamente richiedere autorizzazione al Comune del luogo ove il cartello andrà collocato.
Antonella Zera
22/03/2012 13:38:19
sito davvero utile ed interessante
08/06/2013 11:38:54
ma esporre cartelli politici in cavalletti o supporti vari, quindi che non imbrattano e non appoggiati ad edifici, non in periodo elettorale, è vietato o no?
29/08/2013 18:08:21
Potrebbe essere comunque considerata “messa in circolazione di scritti” o “collocazione in luogo pubblico di iscrizioni non autorizzate”. Anche per essi occorre richiesta di specifica autorizzazione al Comune con il pagamento dei relativi diritti.
Peraltro, la collocazione di cavalletti o supporti su suolo pubblico, in assenza di autorizzazione, potrebbe essere sanzionata anche per “occupazione” abusiva di suolo pubblico, in assenza di pagamento del “canone” per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (art. 63 d. lgs. 446/97) diverso dal “tributo” (tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui al d.lgs. n. 507/1993).
In taluni casi l'apposizione di cavalletti è stata sanzionata dalla Polizia Locale anche a norma dell'art. 20 del Codice della Strada (occupazione della sede stradale con “altre installazioni, anche a carattere provvisorio”).
E' in ogni caso consigliabile preventivamente richiedere autorizzazione al Comune del luogo ove il cartello andrà collocato.