Source: https://www.eziobonanni.com/danni-da-amianto-risarcimenti-rendite-e-benefici-contributivi/legislazione-e-giurisprudenza-asbesto/leggi-amianto-asbesto/decreto-251-1994/
Timestamp: 2019-01-18 08:42:14+00:00
Document Index: 26186301

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 12', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 25']

Decreto n. 251 - 1994 - Avv. Ezio Bonanni
Decreto n. 251 - 1994
Atto di indirizzo e coordinamento del Presidente della Repubblica, per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per l'adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 1994, n. 251.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, ai sensi dell'art. 10 dela legge 27 marzo 1992, n. 257, i piani di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di
bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, tenendo conto dei criteri indicati negli articoli seguenti e secondo le modalità di cui all'art. 12, comma 3 della legge 27 marzo 1992, n. 257.
Art. 2 - Censimento dei siti interessati da attività di estrazione
Art. 3 - Censimento imprese che utilizzano o hanno utilizzato
amianto nelle attività produttive e censimento delle imprese
che svolgono attività di smaltimento e bonifica
• a) individuazione dei codici ISTAT di riferimento delle attività produttive maggiormente implicate in via potenziale nel censimento; l'elenco di cui all'allegato B può costituire un utile riferimento;
• b) reperimento, tramite le camere di commercio, degli elenchi con relativi indirizzi delle singole aziende iscritte per ciascun codice di attività
• c) reperimento, tramite INAIL, dell'elenco delle imprese che corrispondono il premio assicurativo per la voce "silicosi ed asbestosi".
• a) la stabilizzazione geotecnica della zona di coltivazione, ricorrendo anche, ove necessario, ad interventi di consolidamento e/o disgaggio e/o rimodellazione dei fronti;
• b) la stabilizzazione geotecnica delle discariche di sterili e delle altre zone interessate da movimento terra nell'ambito dell'attività mineraria;
• c) la prevenzione dei rischi di inquinamento dell'acqua e dell'aria;
• d) la risistemazione ambientale e paesaggistica e l'eventuale possibilità di riutilizzo successivo delle aree dismesse;
• e) lo smantellamento dei fabbricati o di quelle parti degli stessi che risultano inquinati da amianto, o in alternativa, ove possibile, la bonifica e le proposte di recupero per i fabbricati stessi;
• f) i controlli sulla qualità dell'ambiente, con particolare riguardo ai tenori di fibra in atmosfera, durante ed al termine delle operazioni di bonifica;
• g) i controlli geotecnici in corso d'opera, laddove siano previste significative opere di risistemazione morfologica;
• h) la salvaguardia di eventuali giacimenti di altri minerali di potenziale interesse estrattivo all'interno della stessa area. Tale attività dovrà essere condotta nel rispetto delle norme di cui al capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 7 - Controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di
• a) alla vigilanza sul rispetto delle norme specifiche per la protezione dei lavoratori nelle imprese in cui sia presente un rischio lavorativo da amianto;
• b) alla valutazione preventiva di piani di lavoro relativi agli interventi di bonifica di amianto, presentati ai sensi dell'art. 34 del citato decreto n. 277 del 1991, e alla vigilanza sulla esecuzione degli interventi stessi;
• c) alla valutazione di rischi connessi alla presenza di amianto in edifici, strutture e impianti, e al rilascio di opportune prescrizioni ai datori di lavoro.
• a) operatore/i della struttura responsabile degli interventi di prevenzione per i lavoratori esposti al rischio di amianto;
• b) livelli di esposizione alle fibre di amianto nelle imprese in attività nel territorio;
• c) interventi di bonifica di edifici, impianti e/o strutture contenenti amianto effettuati nel territorio;
• d) interventi di prevenzione effettuati dalla struttura presso le imprese interessate;
• e) interventi di prevenzione effettuati presso edifici, impianti e/o strutture interessate e relative prescrizioni impartite circa i piani di controllo e manutenzione.
Art. 8 - Rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo
derivanti dalla presenza di amianto.
• a) miniere di amianto dismesse;
• b) stabilimenti dismessi di produzione di materiali contenenti amianto;
• c) materiale accumulato a seguito delle operazioni di bonifica su mezzi di trasporto vari (vagoni ferroviari, navi, barche, aerei, ecc.);
• d) capannoni utilizzati e/o dismessi con componenti in amianto/cemento;
• e) edifici e strutture dove è presente amianto spruzzato;
• f) impianti industriali dove è stato usato amianto per la coibentazione di tubi e serbatoi.
Art. 9 - Controllo delle attività di smaltimento e di bonifica
relative all'amianto.
• a) alla vigilanza e controllo sui siti interessati da operazioni di bonifica che possono dar luogo a produzione di rifiuti di amianto. Nelle suddette azioni di vigilanza e controllo le strutture territoriali verificano in particolare, oltre quanto già previsto dall'art. 34 del citato decreto legislativo n. 277 del 1991:
• b) alla vigilanza e controllo sulle imprese che provvedono alle operazioni di bonifica, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 9 della citata legge n. 257 del 1992.
• a) alla vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sulle imprese che provvedono alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti di amianto, verificando, in particolare, la documentazione di legge relativa alla consegna ad un impianto di smaltimento idoneo ed autorizzato;
• b) alla vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sui sistemi di smaltimento che accolgono i rifiuti di amianto, verificando, in particolare, la documentazione relativa alla gestione dell'impianto prevista dalle norme in materia.
• a) operativo, rivolto ai lavoratori addetti alle attività di rimozione, smaltimento
e bonifica;
• b) gestionale, rivolto a chi dirige sul posto le attività di rimozione, smaltimento e bonifica.
2. I corsi di livello operativo sono mirati all'acquisizione della sensibilizzazione alla sicurezza e della consapevolezza del rischio, nonché all'uso corretto dei sistemi di protezione e al rispetto delle
procedure operative. Devono prevedere la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
• a) rischi per la salute causati dall'esposizione a fibre di amianto;
• b) sistemi di prevenzione con particolare riguardo all'uso corretto dei mezzi di protezione respiratoria;
• c) finalità del controllo sanitario dei lavoratori;
• d) corrette procedure di lavoro nelle attività di bonifica e smaltimento.
4. I corsi di livello gestionale sono differenziati per gli addetti alle attività di bonifica (rimozione o altre modalità) di edifici, impianti, strutture, ecc. coibentati con amianto e per gli addetti alle attività di smaltimento dei rifiuti di amianto. 5. Tali corsi comprendono anche le responsabilità e i compiti della direzione delle attività, i sistemi di controllo e di collaudo, i criteri di scelta dei sistemi di protezione. Prevedono la trattazione almeno dei seguenti argomenti:
• b) normative per la protezione dei lavoratori e la tutela dell'ambiente: obblighi e responsabilità dei diversi soggetti, rapporti con l'organo di vigilanza;
• c) gestione degli strumenti informativi previsti dalle norme vigenti;
• d) metodi di misura delle fibre di amianto;
• e) criteri, sistemi e apparecchiature per la prevenzione dell'inquinamento ambientale e la protezione collettiva dei lavoratori: isolamento delle aree di lavoro, unità di decontaminazione, estrattori e sistemi di depressione;
• f) mezzi di protezione personale, ivi compresi loro controllo e manutenzione;
• g) corrette procedure di lavoro nelle attività di manutenzione, controllo, bonifica e smaltimento;
• h) prevenzione e gestione degli incidenti e delle situazioni di emergenza.
• a) microscopio elettronico analitico, a scansione e/o a trasmissione;
• b) diffrattometro a RX e/o spettrofotometro IR oltre al personale necessario.
• a) microscopio ottico a contrasto di fase;
• b) strumentazione per il campionamento delle fibre aerodisperse.
• a) strumentazione per il campionamento delle fibre aerodisperse;
1. Il censimento viene realizzato secondo la procedura indicata nell'art. 12, comma5, della citata legge n. 257 del 1992.
• a) DATI RELATIVI AL PROPRIETARIO DELL'EDIFICIO
cognome e nome; data e luogo di nascita; residenza; telefono denominazione della società (per le società indicare i dati del legale
sede; partita IVA; telefono, telefax; codice fiscale.
• b) DATI RELATIVI ALL'EDIFICIO
indirizzo; uso a cui è adibito; tipo di prefabbricato; prefabbricato; parzialmente prefabbricato; tradizionale; interamente metallico; in metallo e cemento; in amianto-cemento; non metallico; data di costruzione; area totale mq; numero piani; numero locali; ditta costruttrice (denominazione, indirizzo, telefono); se prefabbricato: ditta fornitrice (denominazione, indirizzo, telefono); numero occupanti; ditta/e incaricata/e della manutenzione.
• c) DATI RELATIVI AI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO (indicare il tipo di materiale e l'estensione) materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola; rivestimenti isolanti di tubi e caldaie;
pannelli interni; altri materiali.
4. Il censimento, almeno nella prima fase, ha carattere facoltativo per le singole unità abitative private per le quali, ove ne ricorrano i presupposti, i relativi proprietari potranno essere invitati a fornire gli elementi informativi in loro possesso sulla base dello schema di cui al comma 3, lettera
b). Anche sulla base delle risposte ricevute, le unità sanitarie locali potranno riconsiderare
opportunamente il contenuto e le modalità di tale parte del censimento.
Ditta .......................................................................
con sede legale in via............................................... n. ....
comune di ................................. cap. ....... tel. n. ............
telefax n. .................. iscrizione C.C.I.A.A. n. .....................
unità produttiva sita in via ................................. n. ....
codice fiscale e/o partita IVA ..............................................
esercente l'attività di ..............................................
codice ISTAT ............................. codice INAIL .....................
titolare o legale rappresentante ............................................
nato a ........................................................ il ..........
residente in via ............................................................
Ha utilizzato fino al ............................ amianto nelle proprie attività produttive;
Ha già presentato notifica di attività;
ai sensi art. 25 del D. Lgs. n. 277/1991;
Luogo e data ................................................................
• A) ATTIVITÀ MAGGIORMENTE INTERESSATE (elencare quelle con asterisco in ordine di numero).
• B) ALTRE ATTIVITÀ (elencare le altre in ordine di numero).
* 244 Produzione di articoli in amianto (ad esclusione degli articoli di amiantocemento).
438 Industria per la produzione di arazzi, tappeti, copripavimento, linoleum e
'tele cerate.
* 503.1 Installazione di impianti di riscaldamento, di condizionamento, idricosanitari
e di distribuzione di gas e di acqua calda.
614.7 Commercio all'ingrosso ai veicoli e accessori.
654.7 Commercio al minuto di macchine e attrezzature e prodotti per
l'agricoltura e il giardinaggio.
781 Attivitàconnesse ai trasporti terrestri.
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