Source: http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Lavoro/Apprendistato.aspx
Timestamp: 2016-07-24 14:36:25+00:00
Document Index: 32568278

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art.4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art.5', 'art.4']

DGR n.485 del 23/05/2016 - Definizione degli standard formativi dell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS)
La Regione Marche provvede, con questa regolamentazione, a recepire sia il D.Lgs.n.81/2015 che il Decreto interministeriale sugli standard formativi in apprendistato del 12 ottobre 2015 entro 6 mesi così come previsto dall’art.10 del Decreto stesso, ma, per il momento, limitatamente al primo livello di apprendistato in quanto funzionale all’attuazione della sperimentazione del sistema duale secondo quanto previsto dalla convenzione siglata il 20 gennaio 2016 tra il Ministero del Lavoro e la Regione Marche .
Con questa tipologia contrattuale che viene, con la DGR, ad essere operativa consentirà a giovani apprendisti di acquisire un titolo di studio ( qualifica e Diploma professionale o IFTS) attraverso un percorso misto di formazione in aula e sul luogo di lavoro. Si riconosce in tal modo un ruolo formativo all’azienda.
Alcuni percorsi formativi in apprendistato come quelli per l’acquisizione del diploma di scuola secondaria superiore, nonché per l’anno integrativo per sostenere l’esame di Stato , e per gli aspetti riguardanti le attività che potranno essere svolte dai CPIA ( Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti ) si è deciso di procedere con successivi atti d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale.
Il documento è stato sottoposto alla concertazione con le parti sociali attraverso la Commissione Regionale per il lavoro che si è espressa favorevolmente in data 28 aprile 2016.
La DGR n. 1536 del 31 ottobre 2012 che regolamentava l’apprendistato di primo livello facendo riferimento alla precedente normativa, oggi abrogata, ( il TU Apprendistato), non essendo conformata alle nuove disposizione di legge, è da considerarsi incompatibile e quindi se ne propone l’abrogazione.
APPRENDISTATO DOPO IL JOB ACT
Il D.L. n. 34/2014, convertito dalla L. n. 78/2014, ha introdotto importanti novità (all.1)in materia di apprendistato. Si tratta di interventi volti a semplificare il ricorso all’istituto contrattuale riducendo gli adempimenti a carico dei datori di lavoro e ampliandone l’applicazione. Con la Circolare n.18/2014 il Ministero ha fornito indicazioni e chiarimenti (all.3)
Il Testo Unico Apprendistato ( D.Lgs. n.167/2011 ) risulta modificato in diversi punti: (all.2)
Piano formativo individuale è previsto "in forma sintetica", senza obbligo di compilazione entro trenta giorni e può limitarsi ad indicare esclusivamente la formazione finalizzata alla acquisizione di competenze tecnico professionali e specialistiche;
le clausole di stabilizzazione sono limitate al 20% nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione;
Sono state apportate modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale di cui all'art. 3 del D.Lgs. n. 167/2011 stabilendo che la retribuzione nelle ore di formazione non può essere inferiore al 35%;
All’art. 3 del D.Lgs. n. 167/2011 è inoltre introdotto un comma 2 quater finalizzato ad ampliare la facoltà della contrattazione collettiva di intervenire su tale tipologia contrattuale, prevedendo assunzioni a tempo determinato in attività stagionali;
Per l’apprendistato professionalizzante la novità importante è rappresentata dalla comunicazione obbligatoria che la Regione ( nel caso della Regione Marche le Province ) deve effettuare ai datori di lavoro entro 45 giorni dall’assunzione . A questo riguardo la Regione Marche in data 30 giugno 2014 ha approvato in accordo con le cinque Province un modello uniforme da applicarsi su tutto il territorio regionale. ( all. 4)
APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE PER IL PRATICANTATO DI ACCESSO ALLE PROFESSIONI ORDINISTICHE
La Giunta Regionale in applicazione dell’ accordo tra la Regione e CONFPROFESSIONI Marche – , per la disciplina dell’alto apprendistato per l’accesso alle professioni ordinistiche secondo le disposizioni dell’Art.5 del D.Lgs. n. 167 del 14 settembre 2011, ha approvato in data 20/4/2015 la DGR n. 309 che riguarda il profilo formativo per la professione del Dottore Commercialista ed Esperto Contabile. Le competenze generali e specifiche descritte dal profilo sono quelle che dovrà possedere l’aspirante Dottore Commercialista al termine del percorso di praticantato obbligatorio nell’ambito del contratto di alto apprendistato.
La Giunta Regionale con delibera n.44 del 2/2/2015 ha approvato lo schema di accordo tra la Regione e CONFPROFESSIONI Marche – Confederazione Italiana Libere Professioni , per la disciplina dell’alto apprendistato per l’accesso alle professioni ordinistiche secondo le disposizioni dell’Art.5 del D.Lgs. n. 167 del 14 settembre 2011. Obiettivo dell’ accordo è la realizzazione di percorsi in alto apprendistato, per lo svolgimento del praticantato obbligatorio per l’accesso alle professioni ordinistiche per giovani che stipuleranno il contratto con aziende o libero professionisti la cui sede operativa sia ubicata nel territorio regionale marchigiano. La piena operatività dell’iniziativa è subordinata all’approvazione dei vari profili formativi che descrivono le competenze che deve acquisire l’apprendista durante il periodo di praticantato per ogni professione considerata.
La Giunta Regionale in data 20 marzo 2015 ha approvato due distinte delibere riguardanti il praticantato da svolgere nell’ambito del contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca di cui all’art. 5 del D.Lgs. n.167/2011.
La n. 214/2015 riguarda l’approvazione del profilo formativo per la professione dei Consulenti del Lavoro, che permette l’assunzione di giovani aspiranti Consulenti nell’ambito di questa tipologia contrattuale. La n. 216/2015 modifica la precedente DGR n.44 del 2/2/2015 riguardante la durata del contratto, che si è resa necessaria a seguito di approfondimenti tecnici effettuati con Confprofessioni Marche.
Testo Unico Apprendistato (D.Lgs. 14/09/2011 n.167 )
L'apprendistato ha da sempre svolto un ruolo centrale nelle politiche occupazionali e degli interventi formativi, rappresentando non solo uno strumento di promozione dell'occupazione giovanile, ma anche un mezzo per l'integrazione tra i sistemi scuola, lavoro e formazione.
Il contratto di apprendistato, introdotto per la prima volta dall’articolo 2 della legge 19 gennaio 1955, n. 25 (Disciplina dell'apprendistato), ha subito nel corso degli anni numerose modificazioni, in particolare dalla legge 24 giugno 1997 n.196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione), cosiddetta “legge Treu”, che lo ha individuato come strumento per favorire l’occupazione giovanile, poi dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla l. 14 febbraio 2003, n. 30), c.d. “decreto Biagi”, con il quale diventa il principale canale di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro secondo percorsi di qualità necessari per lo sviluppo delle competenze del lavoratore e per la produttività del lavoro.
In particolare il “decreto Biagi” ha definito il contratto di apprendistato secondo tre tipologie:
apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale, destinato ai giovani di età compresa tra 15 e 18 anni (successivamente, con l’innalzamento dell’obbligo scolastico, l’età minima al lavoro è stata portata a 16 anni) apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale, destinato ai giovani di età compresa tra 18 e 29 anni apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, destinato ai giovani di età compresa tra 18 anni e 29 anni e finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di livello secondario, di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, nonché per la specializzazione tecnica superiore Le procedure applicative delle tre tipologie di apprendistato sono contenute nell’art. 17 della legge regionale 25 gennaio 2005, n. 2 (Norme regionali per l’occupazione, la tutela e la qualità del lavoro).
La Giunta regionale, in attuazione all’art. 17, comma 2, della richiamata l.r. 2/2005, con deliberazione n. 976 del 1/08/2005, ha approvato la disciplina applicativa dell’apprendistato professionalizzante e con successive deliberazioni ha approvato i profili formativi relativamente alle diverse aree professionali.
Il legislatore nazionale è intervenuto successivamente sulla materia, rendendo necessari adattamenti della disciplina regionale, cui la Giunta regionale ha corrisposto con la modifica dei propri atti amministrativi. Di recente la materia è stata oggetto di riordino mediante il decreto legislativo 14 settembre 2011 n. 167, contenente “Testo unico dell'apprendistato, a norma dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247”, che abroga la legge 25/1955, l’art. 16 (Apprendistato) della “legge Treu” del 1997, nonché il capo I del titolo VI, del decreto legislativo 276/2003 contenente la disciplina del contratto di apprendistato secondo le tre tipologie sopra descritte, prevedendo un regime transitorio di sei mesi dall’entrata in vigore (scadenza 25 aprile 2012).
Il Testo unico definisce l’apprendistato come contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani, la cui disciplina è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti di lavoro stipulati a livello nazionale o interconfederale (artt. 1 e 2) e mantiene la classica suddivisione delle tre tipologie di contratto innovandole, che ora sono così definite:
apprendistato per ottenere la qualifica e il diploma professionale, anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione destinato ai giovani di età compresa tra 15 e 25 anni. La regolamentazione dei profili formativi di tale tipologia di apprendistato è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, previo accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei criteri e principi direttivi stabiliti dall’art. 3. Tali principi, parzialmente diversi da quelli che disciplinavano il previgente apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, sono:
definizione della qualifica o diploma professionale ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; previsione di un monte ore di formazione, esterna od interna alla azienda, congruo al conseguimento della qualifica o del diploma professionale in funzione di quanto stabilito al comma 1 e secondo standard minimi formativi definiti ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all'interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle regioni. Inoltre, rispetto all’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, cambia il limite di età innalzato a 25 anni e la durata massima del contratto che da tre anni è elevata quattro nel caso di diploma regionale quadriennale. Si comunica che la Giunta Regionale con DGR n. 1536 del 31/10/2012 ha approvato la disciplina regionale per l’applicazione dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 167/2011. apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, destinato ai giovani di età compresa tra 18 e 29 anni per il conseguimento di una qualifica professionale mediante assunzione in tutti i settori di attività, pubblici e privati. Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono la durata e le modalità di erogazione della formazione, nonché la durata, anche minima, del contratto che, per la sua componente formativa, non può comunque superare tre anni ovvero cinque per le figure professionali dell’artigianato. La formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, svolta sotto la responsabilità della azienda, è integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata all’acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle Regioni sentite le parti sociali e tenuto conto dell'età, del titolo di studio e delle competenze dell'apprendista (art. 4); apprendistato di alta formazione e di ricerca, destinato ai giovani che dai 18 ai 29 anni intendono acquisire un diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di studio universitari, e dell’alta formazione, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche o per esperienze professionali. Per tale tipologia di apprendistato, a differenza di quello disciplinato dalla normativa previgente, è prevista l’assunzione in tutti i settori di attività, anche pubblici, nonché il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche o per esperienze professionali (art. 5). Tra l’altro, il Testo unico prevede che:
il contratto di apprendistato può essere utilizzato anche per assumere lavoratori in mobilità ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale (art. 7, comma 4); la disciplina del reclutamento e dell'accesso, nonché l'applicazione del contratto di apprendistato per i settori di attività pubblici, di cui agli articoli 4 e 5, è definita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le parti sociali e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore decreto medesimo (art. 7, comma 8); la durata del contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere non può essere superiore a tre anni, ad eccezione dei contratti relativi alle figure professionali dell'artigianato per i quali la durata massima è di cinque anni (art. 4). Decreto Legislativo n.167 del 14/09/2011 - Testo unico dell'apprendistato (entrato in vigore il 25/05/2012) Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la Circolare n. 29 del 2 novembre 2011, fornendo in tal modo i primi chiarimenti operativi circa l'avvio del nuovo testo unico sull'apprendistato per le tre tipologie previste dal decreto legislativo n. 167 del 14 settembre 2011, nonché per la gestione della fase transitoria.
Circolare n.29 del 02/11/2011 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n.25 del 1° agosto 2012, risponde al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro in merito all'eventuale iscrizione nella lista di mobilità c.d. non indennizzata ex art.4, D.L. n.148/1993 (conv. dalla L. n. 236/1993, da ultimo modificato con Legge di Stabilità 2012) spettante ai lavoratori licenziati, per giustificato motivo oggettivo, da imprese che occupano anche meno di quindici dipendenti, dei lavoratori apprendisti licenziati per analoga motivazione.
Art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – Iscrizione nelle liste di mobilità di apprendisti licenziati per giustificato motivo oggettivo Risposte del Ministero del Lavoro in ordine ad alcuni quesiti presentati dal Coordinamento Tecnico delle Regioni in materia di apprendistato secondo la disciplina del Testo Unico
Modifiche apportate al TU Apprendistato dalla legge 28 giugno 2012, n.92 - Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita - Apprendistato ( art. 1 commi da 16 a 19 )
Inserimento di una durata minima del contratto di apprendistato di sei mesi, salvo i contratti per attività stagionali. Nel caso in cui le parti manifestino la volontà di recedere dal contratto, nel periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato. Viene stabilito che a partire dalla assunzioni decorrenti dal 1° gennaio 2013 il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere (direttamente o tramite le agenzie di somministrazione di lavoro) non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso lo stesso datore di lavoro, mentre il rapporto rimane di 1 a 1 per i datori di lavoro che occupano meno di 10 addetti. Per il datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze fino a tre lavoratori specializzati, il numero massimo di apprendisti assumibili è tre. Rimangono fermi i limiti per le imprese artigiane. Viene esclusa la possibilità di assumere apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato, ferma restando la possibilità di assumerli in somministrazione a tempo indeterminato. L’assunzione di nuovi apprendisti viene subordinata alla stabilizzazione, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro, con l’esclusione di quelli cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, e` consentita l’assunzione di un solo apprendista. Gli apprendisti assunti violando la precedente regola sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato sin dalla data della costituzione del rapporto. Tali vincoli non si applicano nei confronti dei datori di lavoro che occupano meno di dieci unità. Per un periodo di trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, la percentuale di stabilizzazione è fissata nella misura del 30% Apprendistato professionalizzante o di mestiere (ex art. 4 del D.Lgs n. 167/2011) Vecchia Normativa (D.Lgs. n. 276/2003) La giunta regionale con delibera n. 943 del 25 giugno 2013 ha approvato la disciplina applicativa per i percorsi I T S nell’ambito del contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca di cui all’art. 5 del D.Lgs n. 167/2011. La regolamentazione regionale consente la piena applicabilità dell’alto apprendistato in ITS , che valorizza la capacità formativa aziendale come erogatore di competenze professionali che, unite alle conoscenze formali degli Istituti Tecnici Superiori abilitati concorrono a far conseguire all’apprendista il titolo di Tecnico Superiore.
Scarica la DGR n. 943 del 25/06/2013 La giunta regionale nella seduta del 2 agosto 2013 ha approvato la DGR n. 1182 che disciplina l’apprendistato di ricerca secondo le disposizioni di cui all’art.5 del D.Lgs. n. 167/2011 Tale tipologia di apprendistato non è finalizzata al conseguimento di un titolo di studio, ma alla realizzazione di precise attività di ricerca con indubbi ritorni in termini di competitività e di arricchimento del capitale umano riferito ai nuovi ingressi in impresa, in grado di gestire progetti di ricerca in una prospettiva più generale di crescita aziendale di medio - lungo termine. Nel documento va segnalato il particolare rilievo che assume il PFI ( Piano di Formazione Individualizzato) e il rapporto finale di ricerca costituisce per l’apprendista l’evidenza dell’esperienza di ricerca svolta presso l’impresa e presso l’Università o istituzioni formative o di ricerca.
Scarica la DGR n. 1182 del 02/08/2013 La Giunta Regionale in data 8 settembre 2014 ha approvato la DGR n. 1000 che recepisce la delibera della conferenza Stato Regioni del 20 febbraio 2014, riguardane le linee guida per l’apprendistato professionalizzante o di mestiere di cui all’art.4 del D.Lgs n. 167/2011. In Particolare la DGR abroga la disposizione sulla durata della formazione di base e trasversale inserita nella disciplina regionale dell’apprendistato professionalizzante di cui al punto 6.5 della DGR n.1365 del 2/10/2012 incompatibile con le linee guida.
Scarica la DGR n. 1000 del 08/09/2014