Source: http://docplayer.it/4346418-Pensioni-ai-cittadini-ultrasessantacinquenni-sprovvisti-di-reddito-articolo26.html
Timestamp: 2018-02-22 21:11:23+00:00
Document Index: 134984231

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 49', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 77', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 52', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 43']

Pensioni ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito Articolo26. - PDF
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1 Legge 30 aprile1969 n. 153 Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale. Disciplina del cumulo della pensione con la retribuzione (Stralcio) Articolo 20. [18]. Per le pensioni di invalidità liquidate con decorrenza anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge sono fatte salve le condizioni di miglior favore di cui all'art. 20 del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488, nel testo precedente all'entrata in vigore delle modificazioni di cui al presente articolo. Nel periodo compreso fra il 1 gennaio 1969 e la data di entrata in vigore della presente legge, gli aumenti delle pensioni previsti dagli articoli 7 e 9 della presente legge sono cumulabili con la retribuzione percepita in costanza di rapporto alle dipendenze di terzi. [18] Il primo comma sostituisce, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'art. 20, D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488,. Successivamente, l'art. 23-quater, D.L. 30 giugno 1972, n. 267, ha sostituito, con effetto dal 1 maggio 1969, il quinto comma dell'art. 20 della presente legge, vale a dire il quinto comma dell'art. 20 del D.P.R. 27 aprile 1968, n Articolo 22 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli iscritti alle assicurazioni obbligatorie per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali hanno diritto alla pensione a condizione che: a) siano trascorsi 35 anni dalla data di inizio dell'assicurazione, ivi compresi i periodi riconosciuti utili in favore degli ex combattenti, militari e categorie assimilate, nonché quelli di cui al quarto comma del successivo articolo 49; b) possono far valere almeno 35 anni di contribuzione effettiva in costanza di lavoro, volontaria e figurativa accreditata a favore degli ex combattenti, militari e categorie assimilate, nonché quella di cui al quarto comma del successivo art. 49; c) non prestino attività lavorativa subordinata alla data della presentazione della domanda di pensione. Il requisito di cui alla lettera b) si intende perfezionato quando a favore dell'assicurato risultino versati almeno 1820 contributi settimanali. Per gli operai agricoli i contributi sono calcolati ragguagliando la contribuzione giornaliera a contribuzione settimanale, secondo la qualifica risultante, ai fini del diritto alla pensione per vecchiaia, dall'applicazione dell'art. 9, sub art. 2 della L. 4 aprile 1952, n. 218 [19] sulla base dei rapporti desumibili dallo stesso articolo. A tal fine, si considera utile tutta la contribuzione agricola, indipendentemente dalla sua collocazione temporale e cioè anche quella che ecceda, eventualmente, in ciascun anno il numero delle giornate considerato equivalente ad un anno di contribuzione in relazione al sesso e alla qualifica di appartenenza dell'assicurato, dal citato art. 9, sub art. 2, sino alla concorrenza degli anni di iscrizione negli elenchi nominativi
2 Allorchè i lavoratori agricoli possano far valere anche contributi relativi ad attività soggetta all'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti in settori diversi dell'agricoltura, le settimane di contribuzioni relative all'attività stessa si aggiungono agli anni di contribuzione agricola determinati con i criteri di cui al comma precedente. La pensione spettante ai sensi del presente articolo è calcolata in base alle norme vigenti nelle rispettive gestioni e decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. La pensione di anzianità è equiparata a tutti gli effetti alla pensione di vecchiaia quando il titolare di essa compie l'età stabilita per il pensionamento di vecchiaia. La pensione liquidata in base al presente articolo non è cumulabile con la retribuzione lorda percepita in costanza di rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi. La tredicesima rata di pensione non è cumulabile con la tredicesima mensilità di retribuzione o con gli equivalenti emolumenti, corrisposti in occasione delle festività natalizie. I divieti di cumulo di cui al precedente comma, non si applicano nei confronti dei titolari di pensioni che svolgono attività lavorativa alle dipendenze di terzi con qualifica di salariati fissi, di giornalieri di campagna ed assimilati, di addetti ai servizi domestici e familiari [20]. Ai fini dell'applicazione del divieto di cumulo di cui al presente articolo, la pensione e la retribuzione si intendono al netto delle maggiorazioni e delle integrazioni per carichi di famiglia. Agli stessi fini, dalla retribuzione devono essere detratte anche le quote dovute per tributi erariali e per contributi previdenziali ed assistenziali Si applicano le disposizioni contenute negli artt. 21, 22, 3 comma, e 23 del D.P.R. 27 aprile 1968, n Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alle pensioni liquidate con decorrenza anteriore alla data di entrata, in vigore della presente legge a norma dell'art. 16 del D.P.R. 27 aprile 1968, n Gli articoli 5, ultimo comma, della Legge 18 marzo 1968, n. 238 e 16 del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488 sono abrogati. [19]. Vedi l'art. 9, R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636 [20] Comma aggiunto dall'art. 23-quinquies, D.L. 30 giugno 1972, n. 267 con effetto dal 1 maggio 1969 e poi così modificato dall'art. 7, Legge 29 dicembre 1990, n Pensioni ai cittadini ultrasessantacinquenni sprovvisti di reddito Articolo26. Ai cittadini italiani, residenti nel territorio nazionale, che abbiano compiuto l'età di 65 anni, che posseggano redditi propri assoggettabili all'imposta sul reddito delle persone fisiche per un ammontare non superiore a lire annue e, se coniugati, un reddito, cumulato con quello del coniuge, non superiore a L annue è corrisposta, a domanda, una pensione sociale non riversibile di lire annue da ripartirsi in 13 rate mensili di L annue ciascuna. La tredicesima rata è corrisposta con quella di dicembre ed è frazionabile. Non si provvede al cumulo del reddito con quello del coniuge nel caso di separazione legale [27]. Dal computo del reddito suindicato sono esclusi gli assegni familiari ed il reddito della casa di abitazione [27/a].
3 Non hanno diritto alla pensione sociale: 1) coloro che hanno titolo a rendite o prestazioni economiche previdenziali ed assistenziali, fatta eccezione per gli assegni familiari, erogate con carattere di continuità dallo Stato o da altri enti pubblici o da Stati esteri; 2) coloro che percepiscono pensioni di guerra, fatta eccezione dell'assegno vitalizio annuo agli ex combattenti della guerra e precedenti ([27/a]. La esclusione di cui al precedente comma non opera qualora l'importo dei redditi ivi considerati non superi L annue [27/a] Coloro che percepiscono le rendite o le prestazioni o i redditi previsti nei precedenti commi, ma di importo inferiore a L annue, hanno diritto alla pensione sociale ridotta in misura corrispondente all'importo delle rendite, prestazioni e redditi percepiti [27/a] L'importo della pensione sociale di cui al primo comma è comprensivo, per il 1974, degli aumenti derivanti dalla perequazione automatica della pensione di cui al precedente articolo 19 [27/a]. I limiti di L previsti nel primo, quarto e quinto comma del presente articolo sono elevati dalla perequazione automatica di cui al precedente art. 19 ([27/a] Qualora, a seguito della riduzione prevista dal comma precedente, la pensione sociale risulti di importo inferiore a L mensili, l'istituto nazionale della previdenza sociale ha facoltà di porla in pagamento in rate semestrali anticipate. La pensione è posta a carico del Fondo sociale, nel cui seno è costituita apposita gestione autonoma, ed è corrisposta, con le stesse modalità previste per l'erogazione delle pensioni, dall'istituto nazionale della previdenza sociale, al quale compete l'accertamento delle condizioni per la concessione sulla base della documentazione indicata nel comma successivo. La domanda per ottenere la pensione è presentata alla sede dell'i.n.p.s. nella cui circoscrizione territoriale è compreso il comune di residenza dell'interessato [27/b) ]. La domanda stessa deve essere corredata dal certificato di nascita e dalla certificazione da rilasciarsi, senza spese, dagli uffici finanziari sulla dichiarazione resa dal richiedente su modulo conforme a quello approvato con decreto del Ministero delle finanze, da emanarsi entro il mese di ottobre 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, da cui risulti l'esistenza dei prescritti requisiti [27/b]. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile. Per coloro che, potendo far valere i requisiti di cui al primo comma, presentino la domanda entro il primo anno di applicazione della presente legge, la pensione decorre dal 1 maggio 1969 o dal mese successivo a quello di compimento dell'età, qualora quest'ultima ipotesi si verifichi in data successiva a quella di entrata in vigore della legge. Chiunque compia dolosamente atti diretti a procurare a sé o ad altri la liquidazione della pensione non spettante è tenuto a versare una somma pari al doppio di quella indebitamente percepita, il cui provento è devoluto al Fondo sociale. La suddetta sanzione è comminata dall'istituto nazionale della previdenza sociale attraverso le proprie sedi provinciali ([27/c]. Per i ricorsi amministrativi contro i provvedimenti dell'i.n.p.s. concernenti la concessione della pensione, nonché per la comminazione delle sanzioni pecuniarie di cui al comma precedente e per le conseguenti controversie in sede giurisdizionale, si applicano le norme che disciplinano il contenzioso in materia di pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti di cui al R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modificazioni e integrazioni [28)][28/a][28/cost].
4 [27]Vedi, anche, l'art. 28, Legge 21 dicembre 1978, n. 843, e l'art. 38, Legge. 28 dicembre 2001, n originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30. Vedi, anche, l'art. 3, L. 3 giugno 1975, n. 160, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 e l'art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88. originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30, Vedi, anche, l'art. 3, L. 3 giugno 1975, n. 160, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, e l'art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88, originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30,. Vedi, anche, l'art. 3, L. 3 giugno 1975, n. 160, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 e l'art. 37, L. 9 marzo 1989, n. 88. originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30, Vedi, anche, l'art. 3, Legge 3 giugno 1975, n. 160, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, e l'art. 37, Legge 9 marzo 1989, n. 88, originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30.Vedi, anche, l'art. 3, Legge 3 giugno 1975, n. 160, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915,, e l'art. 37, Legge 9 marzo 1989, n. 88. originari primi tre commi per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30. Vedi, anche, l'art. 3, Legge 3 giugno 1975, n. 160, l'art. 77, D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915, e l'art. 37, Legge 9 marzo 1989, n. 88, riportata alla voce Previdenza sociale. [27/b] Gli attuali commi nono e decimo così sostituiscono l'originario sesto comma per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30. [27/b] Gli attuali commi nono e decimo così sostituiscono l'originario sesto comma per effetto dell'art. 3, D.L. 2 marzo 1974, n. 30. [27/c]Vedi, anche, l'art. 4, D.L. 30 dicembre 1987, n [28] Vedi, anche, l'art. 14-sexies, D.L. 30 dicembre 1979, n Per l'aumento dell'importo della pensione sociale di cui al presente articolo, vedi, anche, l'art. 2, Legge 15 aprile 1985, n. 140, l'art. 2, Legge 29 dicembre 1988, n. 544, l'art. 67, Legge 23 dicembre 1998, n. 448, l'art. 52, Legge. 23 dicembre 1999, n. 488 e l'art. 70, comma 4, Legge 23 dicembre 2000, n [28/a] La Corte costituzionale, con sentenza 21 febbraio-9 marzo 1992, n. 88 (Gazz. Uff. 18 marzo 1992, n Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 26, nella parte in cui, nell'indicare il limite di reddito cumulato con quello del coniuge, ostativo al conseguimento della pensione sociale, non prevede un meccanismo differenziato di determinazione per gli ultrasessantacinquenni divenuti invalidi. [28/cost] La Corte costituzionale con sentenza maggio 1995, n. 196 (Gazz. Uff. 31 maggio 1995, n. 23, serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 26, nel testo modificato dall'art. 3 del D.L. 2 marzo 1974, n. 30 sollevata con riferimento agli artt. 3 e 38, primo comma, della Costituzione. La stessa Corte costituzionale, con successiva ordinanza 8-10 aprile 2002, n. 98 (Gazz. Uff. 17 aprile 2002, n. 16, serie speciale), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 26 sollevata in riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione.
5 Articolo 43. [40] Ai fini di quanto previsto dall'art. 3, ultimo comma, del D.Lgs.Lgt. 21 novembre 1945, n. 722, e successive modificazioni ed estensioni, non si considerano i redditi costituiti da pensioni della assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti nei casi in cui le pensioni stesse non superino i limiti stabiliti dall'art. 7 della presente legge. I miglioramenti stabiliti dalla presente legge non sono computabili ai fini dei limiti di reddito di cui all'articolo 12, terzo comma, della legge 15 febbraio 1958, n. 46. [40] I primi due commi, che si omettono, recano, con effetto dal 1 gennaio 1969, modifiche agli artt. 6, 7 e 9, D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797, Legge 21 luglio 1965, n Vedi, anche, l'art. 6, D.L. 30 giugno 1972, n La Corte costituzionale, con sentenza 8 gennaio 1986, n. 8 (Gazz. Uff. 22 gennaio 1986, n. 3), ha dichiarato l'illegittimità del comma secondo dell'art. 43 della presente legge, nella parte in cui, per ipotesi di redditi del genitore a carico non derivanti esclusivamente da pensione, stabilisce un limite ostativo al conseguimento del diritto agli assegni familiari diverso da quello previsto per i redditi derivanti esclusivamente da pensioni.