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Timestamp: 2019-07-15 17:53:29+00:00
Document Index: 66843128

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338', 'art. 338']

L'estensione della fascia di rispetto conseguente al progettato ampliamento del cimitero non può considerarsi ostativa al rilascio del condono di immobile abusivo ricadente in essa, atteso che l'art. 33 della legge n. 47/1985 sancisce l'insanabilità delle sole opere che siano in contrasto con vincoli di inedificabilità imposti prima della loro esecuzione.
Le ipotesi tassative di deroga al vincolo stabilito a tutela dei cimiteri dall'art. 338 del RD 1265/1934, previste dai commi IV e V, per tal loro natura sono di stretta interpretazione e vanno intese come preordinate a fini d'interesse collettivi, in particolare all'esigenza di ampliare il cimitero stesso o per opere pubbliche e, quindi, non sono utilizzabili per la costruzione di edifici da parte di privati, né consentono un giudizio di concreta compatibilità di opere da sanare col vincolo stesso che, essendo d'inedificabilità assoluta, non consente sanatoria.
Conseguenza dell'inedificabilità assoluta all'interno della fascia di rispetto dei cimiteri ai sensi dell'art. 338 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie R.D. n. 1265 del 27 luglio 1934, è che la violazione dell'art. 338 suddetto non consente il rilascio di concessione edilizia in sanatoria.
Le ipotesi tassative di deroga al vincolo di inedificabilità posto a tutela dei cimiteri dall'art. 338 comma 1 del TULS 22 luglio 1934 n.1265, previste dai successivi commi 3 e 4 dello stesso articolo, si interpretano come finalizzate al pubblico interesse, in particolare all'esigenza di ampliare il cimitero stesso, e quindi non si considerano utilizzabili per consentire la costruzione di edifici a privati.
Il parere igienico-sanitario della ASL favorevole alla riduzione della fascia di rispetto cimiteriale può considerarsi adeguatamente motivato se almeno nella proposta del Comune sono illustrati gli effetti igienico-sanitari sulle opere edilizie derivanti dall'insediamento delle stesse a distanza inferiore di 200 metri dal perimetro cimiteriale, effetti che si presumono ex lege non compatibili con il fine di preservare la salubrità dell'abitato. E' invece illegittimo il parere che si esaurisce in un rinvio ad una proposta comunale che si limita a descrivere lo stato dei luoghi documentandolo con elaborati grafici, di fatto riportando solo una situazione contra legem. In tal caso risulta infatti impossibile stabilire in concreto per quali ragioni la ASL abbia ammesso la deroga al divieto di edificazione nella fascia di rispetto cimiteriale.
La situazione di inedificabilità prodotta dal vincolo cimiteriale è suscettibile di venire rimossa solo in ipotesi eccezionali e comunque solo per considerazioni di interesse pubblico, in presenza delle condizioni specificate nell'art. 338, quinto comma, del R.d. n. 1256 del 1934, essendo norma eccezionale e di stretta interpretazione non posta a presidio di interessi privati; con la conseguenza che la procedura di riduzione della fascia inedificabile resta attivabile nel solo interesse pubblico, come valutato dal legislatore nell'elencazione delle opere ammissibili.
Il procedimento di riduzione della fascia inedificabile attivabile dai singoli proprietari all'interno della zona di rispetto cimiteriale è soltanto quello finalizzato agli interventi di cui al settimo comma dell'art. 338, R.D. 1265/1934 (recupero o cambio di destinazione d'uso di edificazioni preesistenti); mentre resta attivabile nel solo interesse pubblico, come valutato dal legislatore nell'elencazione al quinto comma della norma suddetta, delle opere ammissibili ai fini della riduzione.
Il procedimento di riduzione della fascia inedificabile per vincolo cimiteriale ex art. 338, R.D. n. 1265/1934, risulta attivabile solo d'ufficio per i motivi espressamente e tassativamente indicati nel suddetto art. 338, con la conseguenza che solo il Consiglio Comunale - non su istanza di singoli cittadini, ma per ragioni di interesse pubblico - può intervenire per ridurre l'ampiezza di detta fascia.
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