Source: https://www.foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4248-295-1-sospensione-necessaria
Timestamp: 2019-08-22 10:05:22+00:00
Document Index: 79933046

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 336', 'art. 104', 'art. 103', 'art. 104', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 42', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 11', 'art. 295', 'art. 75', 'art. 295', 'art. 11', 'art. 654', 'sentenza ', 'art. 74', 'art. 295', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 398', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 405', 'art. 295', 'art. 652', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 187', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 337', 'art. 49', 'art. 295', 'art. 49', 'art. 337', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 295', 'art. 16', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 195', 'art. 195', 'art. 1418', 'art. 295', 'art. 395', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 398', 'art. 112', 'art. 295', 'art. 702', 'art. 702', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 702', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 355', 'art. 2', 'art. 295', 'art. 624', 'art. 295', 'art. 47', 'art. 2393', 'art. 295', 'art. 2393', 'art. 657', 'art. 657', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 797', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 336', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 337', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 75', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 653', 'art. 1', 'art. 295', 'sentenza ', 'art_295', 'art. 295', 'art. 405', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 146', 'art. 295', 'art. 146', 'art. 7', 'art. 295', 'art. 7', 'art. 295', 'art. 42', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 75', 'art. 295', 'art. 2901', 'art. 548', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 295', 'art. 182', 'art. 295', 'art. 813', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 5', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 355', 'art. 295', 'art. 355', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 2901', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 2932', 'art. 298', 'sentenza ', 'art. 160', 'art. 295', 'art. 337', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 715', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 814', 'art. 295', 'art. 814']

295. (Sospensione necessaria) - Foroeuropeo
Operatività della sospensione necessaria - Ambito di applicazione. In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall'art. 75, comma 3, c.p.p., che rispondono a finalità diverse da quelle di preservare l'uniformità dei giudicati e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagli artt. 651, 651 bis, 652 e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 13661 del 21/05/2019 (Rv. 653898 - 01) Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 295 – Sospensione necessaria...
Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - trattamento della persona - trattamento inumano – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2519 del 29/01/2019 Detenzione in condizioni non conformi all'art. 3 CEDU di soggetto in stato di custodia cautelare non computabile nella determinazione della pena da espiare - Rimedio pecuniario previsto dall'art. 35 ter, della l. n. 354 del 1975 - Termine di decadenza semestrale - Decorrenza. In tema di detenzione in condizioni non conformi all'art. 3 CEDU, il termine semestrale di decadenza per proporre l'azione ex art. 35 ter, comma 3, della l. n. 354 del 1975, decorre dalla cessazione della custodia cautelare anche nel caso in cui, entro tale termine, il processo penale sia ancora pendente, versandosi pur sempre in un'ipotesi di non computabilità della custodia cautelare nella determinazione della pena da espiare. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2519 del 29/01/2019 ...
Tributi (in generale) - "solve et repete" - condono fiscale - decisione di ammissione alla definizione agevolata - effetti - conseguenze – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018 In tema di condono fiscale, la decisione di ammissione alla definizione agevolata costituisce una forma atipica di definizione del rapporto tributario che rileva come fatto estintivo della pretesa fiscale sul piano sostanziale e processuale, sicché la stessa spiega effetto, ex art. 336, comma 2, c.p.c., in ragione della valenza pregiudicante, anche sulle eventuali pronunce, sebbene passate in giudicato, afferenti il medesimo rapporto impositivo. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto non ostativo, rispetto alla definizione agevolata della lite, pendendo la controversia contro la cartella esattoriale, l'intervenuto giudicato sull'atto impositivo presupposto). Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018 ...
Procedimento civile - sospensione del processo - in genere - cumulo di domande ex art. 104 c.p.c. - sussistenza di una causa di sospensione relativa ad una sola delle domande cumulate - sospensione dell'intero giudizio - necessità - esclusione - fondamento - possibile separazione delle domande - mancata separazione - potere discrezionale del giudice - motivazione – necessità - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30738 del 27/11/2018 La sussistenza di una causa di sospensione del giudizio relativamente ad una sola di più domande cumulate nello stesso processo non è idonea, di per sé, a giustificare la sospensione del processo relativamente a tutte le dette domande, giacché l'art. 103, comma 2, c.p.c., richiamato dal successivo art. 104, comma 2, attribuisce al giudice il potere di disporre la separazione delle cause quando la continuazione della loro riunione ritarderebbe o renderebbe più gravoso il processo ovvero di non procedervi ove tale separazione sia inopportuna. Poiché la sospensione rappresenta, quindi, un'evenienza che interferisce sul normale svolgimento del processo, incidendo sul principio della ragionevole durata, compete al giudice, qualora venga in rilievo una ipotesi di sospensione relativa ad una delle domande cumulate, ponderare ed adeguatamente motivare le ragioni del mancato esercizio dei suoi poteri discrezionali di separazione e la decisione di estendere l'ambito di operatività della sospensione a tutte le domande. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30738 del 27/11/2018 ...
Competenza civile - regolamento di competenza - in genere facoltà discrezionale di sospensione - ammissibilità - esclusione - fondamento – conseguenze - procedimento civile - sospensione del processo - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30738 del 27/11/2018 L'art. 42 c.p.c. - come novellato dalla l. n. 353 del 1990 - non attribuisce al giudice il potere di sospendere il processo al di fuori dei casi tassativi previsti dal legislatore; infatti, ove ammesso, tale potere - oltre che inconciliabile con il disfavore nei confronti del fenomeno sospensivo, sotteso alla riforma del citato art. 42 del codice di rito - si porrebbe in insanabile contrasto sia con il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) e della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.) sia con il canone della durata ragionevole (art. 111 Cost.). Dalla esclusione della configurabilità di una sospensione facoltativa "ope iudicis" del giudizio discendono la impugnabilità, ai sensi dell'art. 42 c.p.c., di ogni sospensione del processo, quale ne sia la motivazione, e l'accoglimento del relativo ricorso qualora non si sia in presenza di una ipotesi di sospensione "ex lege". Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30738 del 27/11/2018 ...
Ordine e sicurezza pubblica - polizia di sicurezza - limitazioni di polizia – stranieri - espulsione - opposizione - presentazione di domanda per il riconoscimento della protezione internazionale dopo la notifica del decreto - valutazione ai fini della legittimità del provvedimento - irrilevanza - fondamento - sospensione del procedimento ex art. 295 c.p.c. in attesa della definizione del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 28860 del 12/11/2018 >>> In tema di ricorso avverso l'espulsione prefettizia, non assume rilievo, ai fini della verifica di legittimità del decreto di espulsione, la circostanza che lo straniero, dopo la notifica del decreto, abbia presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale poiché il provvedimento di espulsione è un provvedimento obbligatorio a carattere vincolato ed il giudice ordinario dinanzi al quale il decreto è impugnato deve controllare unicamente l'esistenza, al momento dell'espulsione, dei requisiti di legge che ne impongono l'emanazione, né in tale caso sussistono i presupposti per la sospensione ex art. 295 c.p.c., poiché l'accertamento in ordine all'esistenza delle condizioni per un titolo di soggiorno separatamente invocato, come nel caso di richiesta del riconoscimento dello "status" di rifugiato politico, non si pone in nesso di pregiudizialità con l'opposizione all'espulsione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 28860 del 12/11/2018...
Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - rivalsa dell'ente assicuratore - azione di regresso esercitata dall'INAIL ex art. 11 del d.p.r. n. 1124 del 1965 - pendenza del processo penale relativo all'infortunio - pregiudizialità rispetto al giudizio civile - insussistenza - ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. o ex art. 75 c.p.p. - procedimento civile - sospensione del processo – necessaria. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27102 del 25/10/2018 >>> In base all'art. 295 c.p.c., il giudizio instaurato dall'INAIL nei confronti del datore di lavoro, ex art. 11 d.P.R. n. 1124 del 1965, per ottenere il rimborso di quanto corrisposto al lavoratore per effetto di un infortunio sul lavoro non è soggetto a sospensione necessaria in attesa dell'esito del procedimento penale a carico del datore di lavoro per i medesimi fatti, giacché, in applicazione dell'art. 654 c.p.p., l'efficacia della emananda sentenza penale di condanna o di assoluzione non potrà fare stato nei confronti dell'INAIL, che non è parte nel giudizio penale e che non era legittimato a costituirsi, trattandosi non della proposizione di un'azione civile per le restituzioni e il risarcimento del danno da reato, ma dell'azione di regresso, diversa da quelle considerate dall'art. 74 c.p.p. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27102 del 25/10/2018...
Sospensione del giudizio di Cassazione in pendenza del giudizio di revocazione - Sospensione ex art. 295 c.p.c. - Esclusione - Mancato rispetto delle esigenze di tutela dei diritti di cui agli artt. 24 Cost. e 6 CEDU - Non configurabilità - Fondamento. La sospensione del procedimento di legittimità, in pendenza del giudizio di revocazione, non può esser disposta ai sensi dell'art. 295 c.p.c. non ricorrendone i presupposti, dato che la sospensione necessaria del processo, quando non sia imposta da una specifica disposizione di legge, presuppone l'esistenza di una relazione sia di pregiudizialità logica (nel senso che la definizione di una controversia rappresenti un momento ineliminabile del processo logico relativo alla decisione della causa dipendente) sia di pregiudizialiltà giuridica (nel senso che la controversia pregiudiziale sia diretta alla formazione di un giudicato che, in difetto di coordinamento tra i due procedimenti, possa porsi in conflitto con la decisione adottata nell'altro giudizio), e dato che nel giudizio di revocazione la fase rescindente ha per oggetto l'accertamento del denunciato vizio della sentenza impugnata e non l'esistenza o il contenuto del rapporto giuridico in ordine al quale la sentenza stessa abbia giudicato, mentre solo l'eventuale fase rescissoria viene a rinnovare il giudizio su tali punti. Né il sistema delineato dal codice di procedura civile appare non rispettoso delle esigenze di tutela dei diritti di cui agli artt. 24 Cost. e 6 CEDU, posto che l'art. 398, comma 4, c.p.c. collega la facoltà di sospensione del giudizio di cassazione e del relativo termine per impugnare al mero requisito della "non manifesta infondatezza" della revocazione proposta. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20469 del 02/08/2018 ...
Sospensione del processo ex art. 337 c.p.c. - Regolamento di competenza - Ammissibilità - Oggetto. Il provvedimento di sospensione del processo ex art. 337, comma 2, c.p.c. può essere impugnato, in applicazione analogica di quanto previsto dall'art. 42 c.p.c. per le ordinanze di sospensione del processo per cd. pregiudizialità-dipendenza, mediante regolamento di competenza, rimedio che, anche in tale ipotesi, conserva la propria struttura e funzione, sicché la Corte di cassazione deve verificare la ricorrenza del rapporto di pregiudizialità ravvisato dal giudice "a quo". Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18494 del 12/07/2018...
Rapporti tra giudizio civile e penale - Operatività della sospensione necessaria - Presupposti - Fattispecie. Il giudizio civile può essere sospeso, ai sensi degli artt. 295 c.p.c., 654 c.p.p. e 211 disp. att. c.p.p., ove una norma di diritto sostanziale ricolleghi alla commissione del reato un effetto sul diritto oggetto di tale giudizio, purché la sentenza penale possa avere, nel caso concreto, valore di giudicato nel processo civile. Pertanto, per rendere dipendente la decisione civile dalla definizione del giudizio penale, non basta che nei due processi rilevino gli stessi fatti, ma occorre che l'effetto giuridico dedotto in ambito civile sia collegato normativamente alla commissione del reato. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha escluso la configurabilità di una relazione di pregiudizialità fra un giudizio civile, relativo alla corresponsione della provvigione nell'ambito di un rapporto di mediazione, ed uno penale, concernente fatti di reato asseritamente commessi dal legale rappresentante della società richiedente detta provvigione in concorso con la proprietaria dell'immobile oggetto delle trattative di vendita). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18202 del 11/07/2018...
Giudizio pregiudicante deciso con sentenza impugnata - Sospensione ex art. 337, comma 2, c.p.c. - Necessità - Conseguenze - Fattispecie. Quando tra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio pregiudicato può essere disposta soltanto ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., sicché, ove il giudice abbia provveduto ex art. 295 c.p.c., il relativo provvedimento è illegittimo e deve essere, dunque, annullato, ferma restando la possibilità, da parte del giudice di merito dinanzi al quale il giudizio andrà riassunto, di un nuovo e motivato provvedimento di sospensione in base al menzionato art. 337, comma 2, c.p.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato il provvedimento con cui il Tribunale aveva disposto la sospensione del giudizio nel quale era stata chiesta la restituzione di un immobile detenuto senza titolo dal convenuto in seguito alla avvenuta pronuncia di risoluzione, in altro procedimento, di un contratto preliminare perché, contro tale pronuncia, pendeva ricorso in cassazione). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17936 del 09/07/2018...
Presupposti - Contemporanea pendenza dei due processi - Avvenuto esercizio dell'azione penale - Necessità - Sospensione disposta sulla base di una denuncia e dell'apertura delle relative indagini preliminari - Esclusione - Fattispecie. La sospensione necessaria del processo civile per pregiudizialità penale, ai sensi dell'art. 295 c.p.c., nell'ipotesi in cui alla commissione del reato oggetto dell'imputazione penale una norma di diritto sostanziale ricolleghi un effetto sul diritto oggetto del giudizio civile, è subordinata alla condizione della contemporanea pendenza dei due processi, civile e penale e, quindi, dell'avvenuto esercizio dell'azione penale da parte del P.M. nei modi previsti dall'art. 405 c.p.p., mediante la formulazione dell'imputazione o la richiesta di rinvio a giudizio, sicché tale sospensione non può essere disposta sul presupposto della mera presentazione di una denuncia e della conseguente apertura di indagini preliminari. (Nella specie, la S.C. ha accolto il ricorso proposto da un avvocato avverso l'ordinanza con la quale il giudice civile aveva sospeso il giudizio relativo all'accertamento di un suo credito professionale sul presupposto della mera presentazione, dalla parte patrocinata, di una querela di falso relativa alla sottoscrizione della "procura ad litem"). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 11688 del 14/05/2018 ...
Applicabilità al processo tributario - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. La sospensione necessaria del processo, di cui all'art. 295 c.p.c., è applicabile anche al processo tributario, qualora risultino pendenti, davanti a giudici diversi, procedimenti legati tra loro da un rapporto di pregiudizialità, tale che la definizione dell'uno costituisca indispensabile presupposto logico-giuridico dell'altro, nel senso che l'accertamento dell'antecedente venga postulato con effetto di giudicato, in modo che possa astrattamente configurarsi l'ipotesi di conflitto di giudicati. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione della Commissione tributaria regionale che non aveva disposto la sospensione del processo relativo all'avviso di accertamento avente ad oggetto il recupero del maggior reddito in attesa della definzione del giudizio afferente la rettifica delle perdite, da ritenere pregiudicante). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 21765 del 20/09/2017 ...
Risarcimento danni per fatto costituente reato - Rapporti tra azione penale e civile - Vincolatività dell'azione penale rispetto a quella civile - Condizioni. In materia di rapporti tra giudizio civile e penale, l'art. 652 c.p.p., innovando rispetto alla disciplina di cui al previgente sistema, fondato sulla prevalenza del processo penale su quello civile, si ispira al principio della separatezza dei due giudizi, prevedendo che il giudizio civile di danno debba essere sospeso soltanto allorché l'azione civile, ex art. 75 c.p.p., sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile in sede penale o dopo la sentenza penale di primo grado, in quanto esclusivamente in tali casi si verifica una concreta interferenza del giudicato penale nel giudizio civile di danno, che pertanto non può pervenire anticipatamente ad un esito potenzialmente difforme da quello penale in ordine alla sussistenza di uno o più dei comuni presupposti di fatto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15470 del 22/06/2017 ...
Esistenza di questione pregiudiziale di rito nel giudizio pregiudicato idonea a definire il giudizio - Necessità della sua previa decisione - Prima dell'adozione della sospensione - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In tema di sospensione del processo ex art. 295 c.p.c., se nel giudizio pregiudicato si pone una questione pregiudiziale di rito idonea alla sua definizione, il giudice dello stesso non può adottare il provvedimento di sospensione senza averla prima decisa, in quanto la sua eventuale fondatezza rende irrilevante il vincolo di pregiudizialità, né rileva, in contrario, la possibilità, prevista dall’art. 187, comma 3, c.p.c., di definirla unitamente al merito, atteso che il principio della cd. ragionevole durata del processo preclude che possa esercitarsi tale potere e nel contempo farsi luogo alla sospensione per la pregiudizialità dell’altro procedimento. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha accolto il regolamento di competenza contro una ordinanza, resa ex art. 295 c.p.c. dalla corte d’appello e fondata sulla pregiudizialità di una querela di falso proposta in via principale avverso la notifica dell’atto introduttivo del giudizio di primo grado, nella quale era stato omesso il previo esame dell’eccezione, sollevata nel medesimo giudizio di gravame, di improcedibilità dello stesso per tardiva iscrizione a ruolo). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 14469 del 09/06/2017 ...
Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per la restituzione di somme pagate in dipendenza di sentenza riformata - Rapporti con il giudizio d'impugnazione per cassazione relativo alla stessa sentenza - Sospensione facoltativa ex art. 337, comma 2, c.p.c. - Esclusione - Fondamento. Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto la restituzione di somme versate a seguito di una sentenza di condanna in primo grado, poi riformata in appello, non può essere sospeso ex art. 337, comma 2, c.p.c., in attesa della decisione sul ricorso per cassazione proposto avverso la stessa sentenza di riforma, atteso che tra i due procedimenti non ricorre un rapporto di pregiudizialità logico-giuridica tale da giustificare la sospensione dell’opposizione suddetta, e costituente presupposto comune alle ipotesi di sospensione sia necessaria, ex art. 295 c.p.c., che facoltativa, ex art. 337, comma 2, c.p.c., in quest’ultima occorrendo, peraltro, anche una valutazione del giudice della causa dipendente sulla controvertibilità effettiva della decisione impugnata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12773 del 22/05/2017 ...
Giudizi diversi da quelli di danno - Sospensione necessaria - Presupposti - Fattispecie in materia di rapporto tra giudizio con domande cumulate soggettivamente ed oggettivamente e dedotta illecita immutazione dello stato dei luoghi. In tema di rapporto tra giudizio civile e processo penale, il primo può essere sospeso, in base a quanto dispongono gli artt. 295 c.p.c., 654 c.p.p. e 211 disp.att.c.p.p., ove alla commissione del reato oggetto dell'imputazione penale una norma di diritto sostanziale ricolleghi un effetto sul diritto oggetto di giudizio nel processo civile, e sempre a condizione che la sentenza che sia per essere pronunciata nel processo penale possa esplicare nel caso concreto efficacia di giudicato nel processo civile. Pertanto, per rendere dipendente la decisione civile dalla definizione del giudizio penale, non basta che nei due processi rilevino gli stessi fatti, ma occorre che l'effetto giuridico dedotto nel processo civile sia collegato normativamente alla commissione del reato che è oggetto di imputazione nel giudizio penale. (Così statuendo, la S.C. ha annullato l'ordinanza di sospensione e disposto la prosecuzione del giudizio, avente ad oggetto domanda di risoluzione del contratto nei confronti di un convenuto, e di rilascio di un fondo nei confronti di altro, rilevando che solo riguardo a quest'ultima – in relazione ai fatti oggetto del coevo giudizio penale, concernente pretesa frode processuale per immutazione dello stato dei luoghi – poteva al più configurarsi un collegamento con il procedimento penale, così da potersi giustificare, previa separazione dei giudizi, la sospensione "in parte qua" del processo civile). Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6834 del 16/03/2017 ...
Sospensione per pregiudizialità - Giudizio pregiudicante decisio con sentenza impugnata - Sospensione ex art. 337 c.p.c. - Necessità. In tema di contenzioso tributario, secondo la disciplina vigente "ratione temporis", anteriormente al 1° gennaio 2016 ed alle modifiche di cui al d.lgs. n. 156 del 2015, la sospensione necessaria del processo civile di cui all'art. 295 c.p.c. non è applicabile allorché la ipotetica causa pregiudicante penda in grado di appello potendo in tal caso trovare applicazione solo l'art. 337, comma 2, c.p.c., in forza del quale il giudice ha facoltà di sospendere il processo ove una delle parti invochi l'autorità di una sentenza a sé favorevole e non ancora definitiva. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 17613 del 05/09/2016 ...
Giudizio pregiudicante deciso con sentenza impugnata - Sospensione ex art. 337, comma 2, c.p.c. - Necessità - Conseguenze. Quando tra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, la sospensione del giudizio pregiudicato può essere disposta soltanto ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., sicché, ove il giudice abbia provveduto ai sensi dell'art. 295 c.p.c., il relativo provvedimento è illegittimo e deve essere, dunque, annullato, ferma restando la possibilità, da parte del giudice di merito dinanzi al quale il giudizio andrà riassunto, di un nuovo e motivato provvedimento di sospensione ai sensi del menzionato art. 337, comma 2. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13823 del 07/07/2016 ...
Sospensione ex art. 337 c.p.c. - Inapplicabilità ai sensi dell'art. 49 del d.lgs. n. 546 del 1992 anteriormente al d.lgs. n. 156 del 2015 - Sospensione ex art. 295 c.p.c. - Ammissibilità - Regolamento di competenza - Proponibilità. Ai sensi dell'art. 49 del d.lgs. n. 546 del 1992 nella formulazione anteriore al d.lgs. n. 156 del 2015, applicabile "ratione temporis", nel processo tributario non opera la sospensione ex art. 337 c.p.c., sicché il giudizio pregiudicato, in caso di decisione non ancora passata in giudicato della causa pregiudiziale, è suscettibile di sospensione ex art. 295 c.p.c., restando ammissibile, avverso la relativa ordinanza, regolamento di competenza ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1 del d.lgs. n. 546 del 1992 e 42 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 11441 del 01/06/2016 ...
Azione disciplinare per fatto costituente reato - Termine di prescrizione - "Dies a quo" - Passaggio in giudicato della sentenza penale - Omessa sospensione del giudizio disciplinare - Irrilevanza. Qualora il procedimento disciplinare a carico dell'avvocato riguardi un fatto costituente reato per il quale sia stata esercitata l'azione penale, la prescrizione dell'azione disciplinare decorre soltanto dal passaggio in giudicato della sentenza penale, anche se il giudizio disciplinare non sia stato nel frattempo sospeso, ciò potendo incidere sulla validità dei suoi atti, ma non sul termine iniziale della prescrizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11367 del 31/05/2016 ...
Sospensione del processo ex art. 16 del Reg. CE n. 1 del 2003 - Controllo di legittimità in sede di regolamento di competenza - Ammissibilità - Fondamento - Limiti - Fattispecie. Nell'ipotesi di sospensione del processo ordinata in applicazione di specifiche disposizioni normative, diverse dall'art. 295 c.p.c., qual è il caso di cui all'art. 16 del Reg. CE n. 1 del 2003 allorché penda giudizio in materia di concorrenza innanzi alla Commissione Europea ovvero innanzi agli organi giudiziari europei avverso una decisione della Commissione nella detta materia, il controllo di legittimità in sede di regolamento necessario di competenza, ammissibile in forza del principio del giusto processo di cui agli artt. 111 Cost., 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E. e 6 della CEDU, va limitato alla verifica che la sospensione sia stata disposta in conformità dello schema legale di riferimento e senza che la norma che la giustifica sia stata abusivamente invocata, essendo rilevante, ai fini della sospensione ed alla stregua di un criterio di assoluta prudenza, anche la semplice possibilità di decisioni contrastanti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 10880 del 25/05/2016 ...
Istanza di nullità del brevetto comunitario proposta innanzi all'UAMI - Rapporto di pregiudizialità rispetto alla domanda di concorrenza sleale - Sussistenza - Conseguenze - Sospensione ex art. 295 c.p.c. - Fondamento. La decisione sull'istanza di nullità del brevetto comunitario presentata all'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) ha carattere pregiudiziale rispetto alla domanda di concorrenza sleale basata sul medesimo brevetto, costituendo la validità della privativa l'elemento fondante di tale azione ed implicando, pertanto, la sospensione del processo ex artt. 88, comma 2, del Reg. CE n. 6 del 2002 e 295 c.p.c., esorbitando le controversie in tema di concorrenza sleale dal campo di applicazione del citato regolamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7450 del 14/04/2016 ...
Giudizio di contraffazione del brevetto - Provvedimento di sospensione del processo ex artt. 86, comma 3, e 91, comma 6, del Reg. CE n. 6 del 2002 - Caratteristiche - Censurabilità in Cassazione - Limiti. In tema di brevetti o modelli comunitari, il provvedimento di sospensione del giudizio di contraffazione emesso, ex artt. 86, comma 3, e 91, comma 6, del Reg. CE n. 6 del 2002, in conseguenza dell'avvenuta presentazione, nel corso del processo ed a seguito di invito rivolto dal giudice alla parte convenuta che abbia ivi proposto domanda riconvenzionale di nullità del brevetto, della medesima istanza di nullità innanzi all'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI), ha carattere facoltativo, presenta presupposti applicativi - previsti dalla disciplina comunitaria - diversi da quelli richiesti dall'art. 295 c.p.c. ed è censurabile in sede di legittimità limitatamente alla completezza, correttezza e logicità delle argomentazioni ivi utilizzate, ma non anche avuto riguardo all'opportunità della sua adozione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7450 del 14/04/2016 ...
Istanza di nullità del brevetto comunitario proposta innanzi all'UAMI - Rapporto di pregiudizialità rispetto alla domanda di concorrenza sleale - Sussistenza - Conseguenze - Sospensione ex art. 295 c.p.c. - Fondamento. Concorrenza (diritto civile) - sleale - In genere. La decisione sull'istanza di nullità del brevetto comunitario presentata all'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) ha carattere pregiudiziale rispetto alla domanda di concorrenza sleale basata sul medesimo brevetto, costituendo la validità della privativa l'elemento fondante di tale azione ed implicando, pertanto, la sospensione del processo ex artt. 88, comma 2, del Reg. CE n. 6 del 2002 e 295 c.p.c., esorbitando le controversie in tema di concorrenza sleale dal campo di applicazione del citato regolamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7450 del 14/04/2016 ...
Giudizio di contraffazione del brevetto - Provvedimento di sospensione del processo ex artt. 86, comma 3, e 91, comma 6, del Reg. CE n. 6 del 2002 - Caratteristiche - Censurabilità in Cassazione - Limiti. Procedimento civile - sospensione del processo - competenza civile - regolamento di competenza In tema di brevetti o modelli comunitari, il provvedimento di sospensione del giudizio di contraffazione emesso, ex artt. 86, comma 3, e 91, comma 6, del Reg. CE n. 6 del 2002, in conseguenza dell'avvenuta presentazione, nel corso del processo ed a seguito di invito rivolto dal giudice alla parte convenuta che abbia ivi proposto domanda riconvenzionale di nullità del brevetto, della medesima istanza di nullità innanzi all'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI), ha carattere facoltativo, presenta presupposti applicativi - previsti dalla disciplina comunitaria - diversi da quelli richiesti dall'art. 295 c.p.c. ed è censurabile in sede di legittimità limitatamente alla completezza, correttezza e logicità delle argomentazioni ivi utilizzate, ma non anche avuto riguardo all'opportunità della sua adozione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7450 del 14/04/2016 ...
Procedimento ex art. 195 del d.lgs. n. 58 del 1998 - Azione di regresso - Natura - Fondamento - Delibera di rinuncia dell'ente obbligato - Nullità. In tema di intermediazione finanziaria, l'azione di regresso prevista dall'art. 195, comma 9, del d.lgs. n. 58 del 1998 nei confronti del dipendente, od organo individuato come responsabile, è un'obbligazione accessoria "ex lege" inderogabile, posta a tutela dell'interesse generale alla trasparenza del mercato finanziario, sicché è nulla, ai sensi dell'art. 1418 c.c., la delibera con cui l'ente obbligato vi rinunci. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6255 del 31/03/2016 ...
coincidenza del vizo di motivazione e dell'errore percettivo - Sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio di legittimità - Condizioni. Il giudizio di legittimità, in cui sia denunciato, quale vizio di motivazione, l'omesso esame del medesimo fatto azionato quale errore percettivo ex art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., deve essere sospeso ai sensi dell'art. 295 c.p.c., all'esito della cassazione con rinvio della sentenza d'appello d'inammissibilità del ricorso per revocazione ordinaria, pur non ricorrendo una pregiudizialità in senso tecnico, ma solo logico, atteso che sussiste, in caso di sua prosecuzione, il rischio, di regola neutralizzato con l'art. 398, comma 4, c.p.c., di una possibile elisione dell'accertamento in fatto richiesto al giudice della revocazione in sede di rinvio, per cui deve adottarsi una soluzione interpretativa idonea ad evitare un "vulnus" all'effettività del diritto di difesa ed a coniugare l'esigenza di un processo giusto con quella di un processo efficiente. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 5398 del 18/03/2016 ...
Nozione - Mancata adozione di un provvedimento ordinatorio - Esclusione. Il dovere del giudice di pronunciare su tutta la domanda, ai sensi dell'art. 112 c.p.c., va riferito all'istanza con la quale la parte chiede l'emissione di un provvedimento giurisdizionale in merito al diritto sostanziale dedotto in giudizio, sicché non è configurabile un vizio di infrapetizione per l'omessa adozione, da parte del giudice, di un provvedimento di carattere ordinatorio, come quello relativo alla sospensione necessaria del giudizio ex art. 295 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4120 del 02/03/2016 ...
Procedimento sommario di cognizione - Sospensione del giudizio ex artt. 295 e 337 c.p.c. - Ammissibilità - Esclusione - Conseguenze - Passaggio al rito della cognizione piena ex art. 702-ter, comma 3, c.p.c. - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21914 del 27/10/2015 Qualora nel corso di un procedimento introdotto con il rito sommario di cognizione, di cui all'art. 702-bis c.p.c., insorga una questione di pregiudizialità rispetto ad altra controversia, che imponga un provvedimento di sospensione necessaria, ai sensi dell'art. 295 c.p.c., o venga invocata l'autorità di una sentenza resa in altro giudizio e tuttora impugnata, ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., si determina la necessità di un'istruzione non sommaria e, quindi, il giudice deve, a norma dell'art. 702-ter, comma 3, c.p.c., disporre il passaggio al rito della cognizione piena. Ne consegue che, nell'ambito del rito sommario, è illegittima l'adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi dell'art. 295 c.p.c. o dell'art. 337, comma 2, c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21914 del 27/10/2015 ...
Giudizio di annullamento di un testamento per incapacità naturale del testatore - Processo penale per circonvenzione di incapaci - Pregiudizialità ex art. 295 c.p.c. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19767 del 02/10/2015 Non è configurabile un rapporto di pregiudizialità ai sensi dell'art. 295 c.p.c. tra il giudizio di annullamento di un testamento per incapacità naturale del testatore ed il processo penale per circonvenzione di incapace atteso che mentre, in quest'ultimo, l'accoglimento della domanda prescinde dall'esistenza di un pregiudizio e postula che, a cagione di un'infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto, al momento della redazione dell'atto di ultima volontà, sia assolutamente privo della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi, in sede penale, l'accertamento dello stato di infermità fisica o deficienza psichica della vittima è necessariamente finalizzato alla dimostrazione della specifica incapacità naturale di cui avrebbe profittato l'imputato, in maniera da indurlo a compiere un determinato atto giuridico pregiudizievole per sé o per altri. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19767 del 02/10/2015 ...
Pendenza di giudizio penale per usura - Sospensione del giudizio civile di nullità del patto commissorio - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19383 del 30/09/2015 La pendenza del giudizio penale sull'imputazione di usura non impone la sospensione del giudizio civile sulla nullità del patto commissorio, atteso che quest'ultimo può configurarsi anche in assenza di convenzione usuraria, sicché tra i due giudizi, pur concernenti i medesimi fatti, non ricorre il nesso di pregiudizialità-dipendenza ex art. 295 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19383 del 30/09/2015 ...
Nel giudizio di appello - Sospensione del giudizio e fissazione di termine per la riassunzione della querela di falso innanzi al giudice di primo grado - Omessa indicazione del giudice territorialmente competente - Riassunzione tempestiva innanzi a giudice successivamente dichiarato incompetente - Estinzione del giudizio - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18892 del 24/09/2015 In caso di querela di falso proposta innanzi alla corte di appello, qualora il giudice sospenda il processo assegnando alle parti un termine per riassumere la causa innanzi al giudice di primo grado, senza però individuare quale sia quello territorialmente competente, la tempestiva riassunzione del giudizio innanzi a tribunale successivamente ritenuto territorialmente incompetente, o che abbia declinato la propria competenza per territorio su concorde eccezione delle parti, è idonea a scongiurare l'estinzione del giudizio, assumendo rilievo solo che il ricorrente si sia attivato, entro il termine perentorio fissatogli ex art. 355 c.p.c., per svolgere l'attività necessaria all'introduzione dell'autonomo giudizio di falso. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18892 del 24/09/2015 ...
Equa riparazione - Periodo di sospensione del processo - Computo - Esclusione - Processo esecutivo - Sospensione per opposizione all'esecuzione - Detrazione - Inclusione - Fondamento - Tutela della parte interessata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18197 del 16/09/2015 In tema di equa riparazione per durata irragionevole del processo, l'art. 2, comma 2 quater, della l. n. 89 del 2001, nel prevedere che non si tiene conto ai fini del computo della durata "del tempo in cui il processo è sospeso", include non solo l'ipotesi di sospensione ex art. 295 c.p.c. ma anche quella regolata dall'art. 624 c.p.c., attesa l'ampiezza della formula introdotta dal legislatore del 2012, restando comunque salva la possibilità per la parte, che ritenga di aver subito un pregiudizio dall'eccessiva durata del processo pregiudicante, di proporre un'autonoma domanda di equa riparazione specificamente riferita a quest'ultimo giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18197 del 16/09/2015 ...
Regolamento di competenza avverso provvedimento di diniego della revoca dell'ordinanza di sospensione del processo - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17129 del 25/08/2015 Il provvedimento di sospensione del processo, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., pur avendo la forma dell'ordinanza, non è revocabile dal giudice che lo ha pronunciato, poiché tale revocabilità confliggerebbe con la previsione della sua impugnabilità mediante regolamento necessario di competenza. Ne consegue che, ove la parte, anziché proporre il regolamento nel termine previsto dall'art. 47, comma 2, cod. proc. civ., abbia presentato istanza di revoca dell'ordinanza di sospensione al giudice che l'aveva emanata e questi abbia emesso un provvedimento meramente confermativo di quello precedente, la mancata impugnazione della prima ordinanza determina l'inammissibilità del regolamento proposto avverso il secondo provvedimento, risultando altrimenti eluso - mediante l'inammissibile proposizione di un'istanza di revoca - il termine perentorio previsto dalla norma. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17129 del 25/08/2015 ...
Presupposti - Processi con "causae petendi" differenti - Azione di responsabilità ex art. 2393 c.c. - Azione di nullità e risarcimento del danno extracontrattuale - Rapporto di pregiudizialità - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15797 del 27/07/2015 Non sussiste un rapporto di pregiudizialità necessaria, tale da imporre la sospensione del processo ai sensi dell'art. 295 c.p.c., tra il giudizio di responsabilità dell'amministratore di una società ex art. 2393 c.c., di natura contrattuale, e quello di accertamento della nullità di alcuni contratti stipulati dalla stessa società e della responsabilità extracontrattuale di terzi soggetti, attesa l'ontologica differenza sia delle parti sia delle "causae petendi", idonea ad escludere ogni potenziale situazione di contrasto tra giudicati. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15797 del 27/07/2015 ...
Convalida di licenza - Eccezione di difetto di legittimazione del locatore - Contenuto - Contestazione in altro giudizio della sua qualità di proprietario, "iure hereditatis", del bene locato - Sospensione necessaria del procedimento ex art. 657 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13423 del 30/06/2015 Qualora pendano, contemporaneamente, un procedimento di convalida di licenza ed un altro giudizio, tra soggetti parzialmente differenti, in cui si controverta della validità della scheda testamentaria che il locatore abbia utilizzato come titolo per pretendere il rilascio del bene, non ricorrono i presupposti per la sospensione necessaria del procedimento ex art. 657 cod. proc. civ., sia per la diversità esistente tra le parti dei menzionati giudizi, sia perché l'accertamento della proprietà dell'immobile locato non integra una questione pregiudiziale in ordine alla legittimazione a locare. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13423 del 30/06/2015 ...
Cancellazione volontaria del procuratore dall'albo - Mancata previsione quale causa di sospensione d'ufficio del processo - Questione di costituzionalità degli articoli 295 e 301 cod. proc. civ. - Asserita violazione del diritto di difesa - Manifesta infondatezza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12758 del 19/06/2015 E manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 295 e 301 cod. proc. civ., per violazione dell'art. 24 Cost., nella parte in cui non prevedono l'ipotesi della cancellazione volontaria del procuratore dal relativo albo come causa di sospensione necessaria del processo da disporre d'ufficio da parte del giudice. Invero, diversamente dalla morte, dalla radiazione o dalla sospensione dall'albo del procuratore, che, oltre ad essere indipendenti dalla volontà di quest'ultimo, hanno anche natura sanzionatoria, la cancellazione volontaria trae origine da una scelta del professionista, cosicché la mancata previsione normativa è del tutto ragionevole e non impedisce il diritto di difesa della parte, la quale, tenuta ad agire secondo la diligenza dovuta "in rebus suis", può agevolmente provvedere alla sua sostituzione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12758 del 19/06/2015 ...
Controversia in materia di cessazione degli effetti civili del matrimonio - Domanda riconvenzionale di nullità del matrimonio secondo quanto accertato da sentenza di primo grado del tribunale ecclesiastico - Sospensione del giudizio in attesa di delibazione della sentenza ecclesiastica - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18627 del 03/09/2014 Ai sensi dell'art. 797, n. 6, cod. proc. civ., tuttora operante nell'ambito regolato dall'Accordo di revisione del Concordato lateranense (reso esecutivo con legge 28 marzo 1985, n. 121) per l'espresso richiamo, di natura materiale e non formale, agli artt. 796 e 797 cod. proc. civ. ivi contenuto, i rapporti fra giurisdizione ecclesiastica e giurisdizione civile sono disciplinati sulla base di un principio di prevenzione a favore di quest'ultima, essendo venuta meno, giusta l'art. 8, n. 2, dell'Accordo predetto, la riserva di giurisdizione del tribunale ecclesiastico sulle cause di nullità dei matrimoni concordatari. Ne consegue che il giudice italiano, in difetto di delibazione della corrispondente sentenza ecclesiastica, può statuire sulla domanda di nullità del matrimonio concordatario formulata in via riconvenzionale dal coniuge convenuto in giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18627 del 03/09/2014 ...
Accertamento nei confronti di società di capitali a base ristretta - Annullamento dell'avviso nei confronti della società - Cassazione della relativa sentenza - Conseguenze - Annullamento dell'avviso nei confronti del socio - Caducazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16294 del 16/07/2014 In tema di contenzioso tributario, la cassazione della statuizione di annullamento dell'accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a base ristretta travolge, ai sensi dell'art. 336 cod. proc. civ., la consequenziale statuizione di annullamento dell'accertamento nei confronti del socio, in quanto l'avviso nei confronti della società costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico di quello nei confronti dei soci, in virtù dell'unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16294 del 16/07/2014 ...
Rapporti tra processi tributari - Sospensione per pregiudizialità - Giudizio pregiudicante deciso con sentenza - Sospensione ex art. 295 cod. proc. civ. - Esclusione - Disciplina di cui all'art. 337 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16329 del 17/07/2014 In tema di processo tributario, l'art. 39 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 regola solo i rapporti tra processi tributari e non tributari, sicché quando tra due giudizi tributari esista un rapporto di pregiudizialità e quello pregiudicante (nella specie relativo all'accertamento di un credito d'imposta, evidenziato nella dichiarazione del 1998) sia stato definito con sentenza, sebbene ancora non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato (nella specie avente ad oggetto cartella di pagamento per l'annualità successiva) soltanto ai sensi dell'art. 337 e non dell'art. 295 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16329 del 17/07/2014 ...
Contemporanea pendenza di procedura fallimentare e di concordato preventivo davanti a tribunali diversi - Conflitto positivo di competenza - Regolamento di competenza d'ufficio - Reclamo avverso la sentenza di fallimento - Applicazione analogica dell'art. 48 cod. proc. civ. - Sussistenza - Sospensione del processo di reclamo - Necessità - Sospensione della sola questione di competenza - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9936 del 15/05/2015 Nel caso in cui, a seguito di conflitto positivo di competenza conseguente alla pronuncia dichiarativa di fallimento e all'apertura della procedura di concordato preventivo da parte di due distinti tribunali, penda regolamento di competenza d'ufficio, la corte d'appello, davanti alla quale sia stata reclamata, anche per ragioni di competenza, la sentenza dichiarativa di fallimento, deve applicare analogicamente l'art. 48 cod. proc. civ. e dichiarare sospeso l'intero procedimento e non solo la questione di competenza, sicché, qualora, in sede di regolamento, venga dichiarata l'incompetenza del tribunale che ha dichiarato il fallimento, è nulla la sentenza della corte d'appello che abbia pronunciato in via non definitiva sul merito prima di dichiarare sospeso il processo sulla questione di competenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9936 del 15/05/2015 ...
Contemporanea pendenza di un procedimento di concordato preventivo e di un procedimento prefallimentare - Dichiarazione di fallimento - Ammissibilità - Esclusione fino agli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 legge fall. - Improcedibilità o sospensione del procedimento prefallimentare - Esclusione - Rigetto dell'istanza di fallimento - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9935 del 15/05/2015 Fallimento ed altre procedure concorsuali - concordato preventivo - in genere - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9935 del 15/05/2015 La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, ai sensi dell'art. 161, sesto comma, legge fall., impedisce temporaneamente la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 legge fall., ma non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del P.M., né ne consente la sospensione, ben potendo lo stesso essere istruito e concludersi con un decreto di rigetto. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9935 del 15/05/2015 ...
Contemporanea pendenza di un procedimento di concordato preventivo e di un procedimento prefallimentare - Dichiarazione di fallimento - Ammissibilità - Esclusione fino agli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 legge fall. - Improcedibilità o sospensione del procedimento prefallimentare - Esclusione - Rigetto dell'istanza di fallimento - Ammissibilità. La pendenza di una domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, ai sensi dell'art. 161, sesto comma, legge fall., impedisce temporaneamente la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 legge fall., ma non rende improcedibile il procedimento prefallimentare iniziato su istanza del creditore o su richiesta del P.M., né ne consente la sospensione, ben potendo lo stesso essere istruito e concludersi con un decreto di rigetto. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9935 del 15/05/2015 ...
Legittima disponibilità di fatto della cosa - Facoltà di concederla in locazione - Sussistenza - Legittimazione del locatore a richiedere la risoluzione contrattuale - Configurabilità - Conseguenze - Giudizio relativo al rilascio di un immobile concesso in locazione e giudizio per l'accertamento della proprietà del medesimo bene - Pregiudizialità - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15788 del 10/07/2014 Chiunque abbia la disponibilità di fatto di una cosa, in base a titolo non contrario a norme d'ordine pubblico, può validamente concederla in locazione, comodato o costituirvi altro rapporto obbligatorio ed è legittimato a richiederne la risoluzione. Ne consegue che, in caso di simultanea pendenza di un giudizio relativo al rilascio di un immobile concesso in locazione e di altro relativo alla proprietà dello stesso bene in capo al locatore, non ricorrono i presupposti per la sospensione necessaria del primo di essi poiché l'accertamento della proprietà dell'immobile locato non integra una questione pregiudiziale in ordine alla legittimazione a locare. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15788 del 10/07/2014 ...
procedimento civile - sospensione del processo - necessaria - in genere. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6211 del 18/03/2014 Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto la restituzione di somme versate a seguito di una sentenza di condanna in primo grado, poi riformata in appello quanto all'ammontare del risarcimento dei danni, non può essere sospeso in attesa della decisione sul ricorso per cassazione proposto avverso la stessa sentenza di riforma, non ricorrendo un rapporto di pregiudizialità logico-giuridica tra il procedimento d'impugnazione e quello di opposizione a decreto ingiuntivo, tale da giustificare la sospensione di quest'ultimo giudizio, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6211 del 18/03/2014 ...
Giudizio di risoluzione contrattuale per inadempimento del subappaltatore - Giudizio promosso dal subappaltante nei confronti del fideiussore per escutere la garanzia - Rapporto di pregiudizialità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4038 del 20/02/2014 Non sussiste il rapporto di pregiudizialità, ai fini della sospensione necessaria di cui all'art. 295 cod. proc. civ., tra il giudizio di risoluzione contrattuale promosso dal subappaltante nei confronti del subappaltatore per l'inadempimento di questi, ed il giudizio promosso dallo stesso subappaltante nei confronti del fideiussore per escutere la garanzia prestata per l'inadempimento del subappaltatore, tenuto conto sia dell'autonomia dei rapporti e della diversità dei soggetti, non esclusa dal carattere accessorio della garanzia, sia del fatto che l'inadempimento del subappaltatore non può essere accertato con efficacia di giudicato nei confronti del fideiussore in un giudizio cui quest'ultimo è estraneo. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4038 del 20/02/2014...
Opposizione tardiva a decreto ingiuntivo - Pendenza di procedimento penale per denuncia di falsità della relata di notifica del decreto ingiuntivo - Sospensione necessaria - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 673 del 15/01/2014 La sospensione necessaria del giudizio civile, secondo quanto dispongono gli artt. 295 cod. proc. civ., 654 cod. proc. pen. e 211 disp, att. cod. proc. pen., richiede l'identità dei fatti materiali oggetto di accertamento in entrambi i giudizi, con l'eccezione delle limitate ipotesi previste dall'art. 75, terzo comma, cod. proc. pen. Ne discende che, ai fini della sospensione del giudizio di opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, non rileva la pendenza di un procedimento penale per falsità della relata di notifica dell'atto di opposizione, quando nel giudizio civile tale falsità sia stata oggetto non di querela di falso, ma solo di contestazioni in ordine al profilo della validità o esistenza della notificazione.Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 673 del 15/01/2014...
Sospensione del processo ex art. 48 cod. proc. civ. - Regolamento di competenza - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3915 del 26/02/2015 Il provvedimento di sospensione del processo ex art. 48 cod. proc. civ. in ragione della proposizione di un precedente regolamento di competenza integra un'ipotesi di sospensione cd. impropria, avverso la quale non è ammissibile un autonomo regolamento di competenza, trattandosi di evenienza che esula dall'ambito dell'art. 42 cod. proc. civ., riferito esclusivamente ai casi di sospensione per pregiudizialità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3915 del 26/02/2015 ...
Pendenza di procedimento penale per i medesimi fatti - Pregiudizialità - Conseguenze - Sospensione del procedimento disciplinare - Relativo esaurimento - Con l'irrevocabilità della sentenza penale - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 11309 del 22/05/2014 In tema di procedimento disciplinare nei confronti di avvocati, per effetto della modifica dell'art. 653 cod. proc. pen. disposta dall'art. 1 della legge 27 marzo 2001, n. 97, qualora l'addebito abbia ad oggetto gli stessi fatti contestati in sede penale, si impone la sospensione del giudizio disciplinare in pendenza del procedimento penale, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. Tale sospensione si esaurisce con il passaggio in giudicato della sentenza che definisce il procedimento penale, senza che la ripresa di quello disciplinare innanzi al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati sia soggetta a termine di decadenza. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 11309 del 22/05/2014Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_295Massime precedenti Conformi Sezioni Unite: N. 16169 del 2011Massime precedenti Vedi Sezioni Unite: N. 5991 del 2012...
Pregiudizialità penale - Condizioni - Contemporanea pendenza dei due processi - Avvenuto esercizio dell'azione penale - Necessità - Conseguenze - Sospensione disposta sulla base di una denuncia e dell'apertura delle relative indagini preliminari - Legittimità - Esclusione. La sospensione necessaria del processo civile per pregiudizialità penale, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., nell'ipotesi in cui alla commissione del reato oggetto dell'imputazione penale una norma di diritto sostanziale ricolleghi un effetto sul diritto oggetto del giudizio civile, è subordinata alla condizione della contemporanea pendenza dei due processi, civile e penale, e, quindi, dell'avvenuto esercizio dell'azione penale da parte del P.M. nei modi previsti dall'art. 405 cod. proc. pen., mediante la formulazione dell'imputazione o la richiesta di rinvio a giudizio, sicché tale sospensione non può essere disposta sul presupposto della mera presentazione di una denuncia e della conseguente apertura di indagini preliminari. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 313 del 13/01/2015 ...
Invalidità derivata degli atti del giudizio - Deducibilità in cassazione - Condizioni - Proposizione della querela di falso con riguardo ad un atto del procedimento di merito - Certificazione attestante la pendenza - Deposito solo in sede di giudizio per cassazione - Esclusione - Sospensione necessaria - Inapplicabilità - Fattispecie. Le nullità della sentenza derivanti non dalla mancanza dei suoi requisiti essenziali di forma e di sostanza ma, in via mediata, da nullità occorse nel procedimento di merito possono essere dedotte come motivo di ricorso per cassazione solo se risultino da atti già prodotti nel giudizio di merito, sicché, proposta, dopo la pronuncia della sentenza impugnata, una querela di falso civile relativamente ad un atto del procedimento di merito (nella specie, per asserita falsità delle sottoscrizioni del mandato relativo all'atto di citazione introduttivo del giudizio di primo grado), la certificazione attestante la pendenza del procedimento di falso non può essere depositata, quale documento nuovo, in sede di ricorso per cassazione, con conseguente inapplicabilità dell'istituto della sospensione necessaria, di cui all'art. 295 cod. proc. civ., con riferimento al giudizio di legittimità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22517 del 23/10/2014 ...
Azione di responsabilità ex art. 146 legge fall. - Contestazione della vendita di immobile sociale per un prezzo inferiore al valore di mercato - Azione revocatoria nei confronti dell'atto di vendita - Rapporto di pregiudizialità tra azione di responsabilità e azione di revoca - Esclusione - Fondamento. L'art. 295 cod. proc. civ., nel prevedere la sospensione necessaria del giudizio civile quando la decisione "dipenda" dalla definizione di altra causa, allude ad un vincolo di stretta ed effettiva conseguenzialità fra due emanande statuizioni e quindi, coerentemente con l'obiettivo di evitare un conflitto di giudicati, non ad un mero collegamento fra diverse statuizioni per l'esistenza di una coincidenza o analogia di riscontri fattuali o di quesiti di diritto da risolvere per la loro adozione ma ad un collegamento per cui l'altro giudizio (civile, penale o amministrativo), oltre ad investire una questione di carattere pregiudiziale, cioè un indispensabile antecedente logico-giuridico, la soluzione del quale pregiudichi in tutto o in parte l'esito della causa da sospendere, dev'essere in concreto e coinvolgere le stesse parti. Ne consegue che non può essere sospeso, in difetto del vincolo di pregiudizialità, il giudizio promosso dal curatore a norma dell'art. 146 legge fall. nei confronti di amministratori e sindaci della società fallita per la vendita sottocosto di un immobile sociale in conseguenza della pendenza, tra parti diverse, di azione per la revoca dell'atto di vendita. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 17235 del 29/07/2014 ...
Pregiudizialità internazionale - Sospensione facoltativa del processo ex art. 7, comma 3, della legge n. 218 del 1995 - Natura - Differenza con la previsione generale di cui all'art. 295 cod. proc. civ. - Impugnazione, mediante regolamento improprio di competenza - Sindacato di legittimità - Limiti. Corte di Cassazione Sez.6 - 1, Ordinanza n.13567 del 13/06/2014 In tema di pregiudizialità internazionale, l'art. 7, comma 3, della legge 31 maggio 1995, n. 218, prevede un'ipotesi eccezionale di sospensione facoltativa del processo pendente innanzi al giudice italiano, che, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, postula una mera valutazione, ad opera di quest'ultimo, della idoneità alla produzione di effetti, nell'ordinamento interno, da parte del provvedimento straniero pregiudiziale, così differenziandosi dalla più generale previsione di cui all'art. 295 cod. proc. civ. che impone, invece, la sospensione della causa pregiudicata qualora la sua decisione dipenda da quella della controversia pregiudiziale. Ne consegue che, nella prima di tali ipotesi, il sindacato di legittimità sulla corrispondente ordinanza, in sede di regolamento cosiddetto improprio di competenza, deve essere circoscritto al controllo sulla completezza, correttezza e logicità delle argomentazioni in essa utilizzate, senza poter investire l'opportunità della scelta. Corte di Cassazione Sez.6 - 1, Ordinanza n.13567 del 13/06/2014 Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 42Cod. Proc. Civ. art. 295 ...
Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per la restituzione di somme pagate in dipendenza di sentenza riformata - Rapporti con il giudizio d'impugnazione per cassazione relativo alla stessa sentenza - Pregiudizialità necessaria - Esclusione - Fondamento. Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto la restituzione di somme versate a seguito di una sentenza di condanna in primo grado, poi riformata in appello quanto all'ammontare del risarcimento dei danni, non può essere sospeso in attesa della decisione sul ricorso per cassazione proposto avverso la stessa sentenza di riforma, non ricorrendo un rapporto di pregiudizialità logico-giuridica tra il procedimento d'impugnazione e quello di opposizione a decreto ingiuntivo, tale da giustificare la sospensione di quest'ultimo giudizio, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6211 del 18/03/2014 ...
Subappalto - Giudizio di risoluzione contrattuale per inadempimento del subappaltatore - Giudizio promosso dal subappaltante nei confronti del fideiussore per escutere la garanzia - Rapporto di pregiudizialità - Esclusione - Fondamento. Non sussiste il rapporto di pregiudizialità, ai fini della sospensione necessaria di cui all'art. 295 cod. proc. civ., tra il giudizio di risoluzione contrattuale promosso dal subappaltante nei confronti del subappaltatore per l'inadempimento di questi, ed il giudizio promosso dallo stesso subappaltante nei confronti del fideiussore per escutere la garanzia prestata per l'inadempimento del subappaltatore, tenuto conto sia dell'autonomia dei rapporti e della diversità dei soggetti, non esclusa dal carattere accessorio della garanzia, sia del fatto che l'inadempimento del subappaltatore non può essere accertato con efficacia di giudicato nei confronti del fideiussore in un giudizio cui quest'ultimo è estraneo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4038 del 20/02/2014 ...
Opposizione tardiva a decreto ingiuntivo - Pendenza di procedimento penale per denuncia di falsità della relata di notifica del decreto ingiuntivo - Sospensione necessaria - Esclusione - Fondamento. La sospensione necessaria del giudizio civile, secondo quanto dispongono gli artt. 295 cod. proc. civ., 654 cod. proc. pen. e 211 disp, att. cod. proc. pen., richiede l'identità dei fatti materiali oggetto di accertamento in entrambi i giudizi, con l'eccezione delle limitate ipotesi previste dall'art. 75, terzo comma, cod. proc. pen. Ne discende che, ai fini della sospensione del giudizio di opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, non rileva la pendenza di un procedimento penale per falsità della relata di notifica dell'atto di opposizione, quando nel giudizio civile tale falsità sia stata oggetto non di querela di falso, ma solo di contestazioni in ordine al profilo della validità o esistenza della notificazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 673 del 15/01/2014 ...
Azione revocatoria ordinaria di contratto di compravendita - Azione di accertamento dell'obbligo del terzo - Per il pagamento del prezzo del bene in revocazione - Sospensione ex art. 295 cod. proc. civ. - Esclusione. Tra l'azione revocatoria ordinaria di cui all'art. 2901 cod. civ. (nella specie, avente ad oggetto un controllo di compravendita), ed il giudizio proposto ai sensi dell'art. 548 cod. proc. civ. per l'accertamento dell'obbligo del terzo di pagare il prezzo d'acquisto del bene oggetto dell'atto revocando, non sussiste alcun rapporto di pregiudizialità necessaria, che imponga la sospensione di quest'ultimo processo ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 28155 del 17/12/2013 ...
Condizioni - Cause identiche pendenti davanti a distinti giudici anche in gradi diversi - Sospensione per pregiudizialità del giudizio successivamente instaurato - Esclusione - Fondamento. A norma dell'art. 39, primo comma, cod. proc. civ., qualora una stessa causa venga proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito è tenuto a dichiarare la litispendenza, anche se la controversia iniziata in precedenza sia stata già decisa in primo grado e penda ormai davanti al giudice dell'impugnazione, senza che sia possibile la sospensione del processo instaurato per secondo, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. o dell'art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., a ciò ostando l'identità delle domande formulate nei due diversi giudizi. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27846 del 12/12/2013 ...
Condizioni - Cause identiche pendenti davanti a distinti giudici anche in gradi diversi - Sospensione per pregiudizialità del giudizio successivamente instaurato - Esclusione - Fondamento. A norma dell'art. 39, primo comma, cod. proc. civ., qualora una stessa causa venga proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito è tenuto a dichiarare la litispendenza, anche se la controversia iniziata in precedenza sia stata già decisa in primo grado e penda ormai davanti al giudice dell'impugnazione, senza che sia possibile la sospensione del processo instaurato per secondo, ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ. o dell'art. 337, secondo comma, cod. proc. civ., a ciò ostando l'identità delle domande formulate nei due diversi giudizi. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.27846 del 12/12/2013 ...
Presentazione della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti - Sospensione delle azioni esecutive e cautelari ex art. 182 bis, sesto comma, legge fall. - Ricomprensione della procedura prefallimentare - Esclusione - Fondamento - Questione di legittimità costituzionale ex artt. 27 e 111 Cost. - Manifesta infondatezza. La presentazione della domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti non implica la sospensione della procedura prefallimentare, non potendo a ciò condurre in'interpretazione estensiva dell'art. 182 bis, sesto comma, legge fall., laddove vieta l'inizio o la prosecuzione delle azioni esecutive e cautelari in presenza dell'istanza di sospensione proposta dal debitore: da un lato, infatti, il procedimento prefallimentare non ha natura esecutiva e cautelare, ma natura cognitiva piena e, dall'altro, la menzionata interpretazione non sarebbe coerente con il sistema, che non consente la sospensione ex art. 295 cod. proc. civ. della procedura prefallimentare a seguito della presentazione di una domanda di concordato preventivo. Né la disciplina di cui all'art. 182 bis cit., può dirsi, per ciò solo, indeterminata, sicché è manifestamente infondata l'eccezione di legittimità costituzionale sollevata in relazione agli artt. 27 e 111 Cost. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24969 del 06/11/2013 ...
Diritto degli arbitri a ricevere il compenso - Fatto costitutivo - Effettivo espletamento dell'incarico - Irrilevanza della validità ed efficacia del lodo - Conseguenze in tema di sospensione per pendenza di impugnazione del lodo. Il diritto dell'arbitro di ricevere il pagamento dell'onorario sorge per il fatto di avere effettivamente espletato l'incarico e prescinde dalla validità ed efficacia del lodo: non sussistono, pertanto, i presupposti della sospensione, ex art. 295 o 337 cod. proc. civ., del procedimento instaurato dall'arbitro per ottenere il residuo compenso, già liquidato, in attesa della definizione del giudizio di impugnazione del lodo, la cui eventuale nullità può giustificare solo un'azione di responsabilità ai sensi dell'art. 813 bis cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 24072 del 24/10/2013 ...
Giudizio civile di danno per fatto costituente reato - Contestuale pendenza del processo penale per i medesimi fatti - Rapporti tra azione civile e giudizio penale - Sospensione necessaria del giudizio civile, al di fuori dei casi previsti dall'art. 75 cod. proc. pen. - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Il rapporto tra giudizio civile e penale è ispirato al principio della separatezza dei due giudizi, prevedendo che il giudizio civile di danno debba essere sospeso soltanto allorché l'azione civile sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile in sede penale o dopo la sentenza penale di primo grado (art. 75 cod. proc. pen.), in quanto esclusivamente in tali casi si verifica una concreta interferenza del giudicato penale nel giudizio civile di danno, che pertanto non può pervenire anticipatamente ad un esito potenzialmente difforme da quello penale in ordine alla sussistenza di uno o più dei comuni presupposti di fatto. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato l'ordinanza con la quale il tribunale adito con azione di risarcimento danni, rilevata la pendenza di un giudizio concernente la responsabilità penale dei convenuti per i medesimi fatti per i quali erano stati citati in sede civile, aveva sospeso il giudizio ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22463 del 01/10/2013 ...
Presupposti - Fattispecie in tema di contratto d'investimento. La sospensione necessaria del processo può essere disposta, a norma dell'art. 295 cod. proc. civ., quando la decisione del medesimo dipenda dall'esito di altra causa, nel senso che questo abbia portata pregiudiziale in senso stretto, e cioè vincolante, con effetto di giudicato, all'interno della causa pregiudicata, ovvero che una situazione sostanziale rappresenti fatto costitutivo, o comunque elemento fondante della fattispecie di altra situazione sostanziale, sicché occorra garantire uniformità di giudicati, essendo la decisione del processo principale idonea a definire, in tutto o in parte, il "thema decidendum" del processo pregiudicato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto non ricorrere una ipotesi di sospensione necessaria del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per la restituzione della somma investita in pendenza del giudizio di nullità di contratto di investimento finanziario). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 21794 del 24/09/2013 ...
Sospensione del giudizio - Ostatività alla proponibilità del regolamento di giurisdizione - Insussistenza. Lo stato di sospensione del processo (nella specie, per effetto di rimessione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea di una questione interpretativa di norme comunitarie) non preclude la proponibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, perché non esclude la pendenza del giudizio e, mentre impedisce il compimento di atti propri di quest'ultimo, non è di ostacolo al promovimento di un'autonoma fase processuale diretta alla verifica del potere giurisdizionale del giudice adito. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 21109 del 16/09/2013 ...
Commissione tributaria - Ordinanza di sospensione del processo ex art. 295 cod. proc. civ. - Regolamento di competenza - Ammissibilità - Fondamento. In tema di contenzioso tributario, l'art. 5, quarto comma, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, secondo cui "non si applicano le disposizioni del codice di procedura civile sui regolamenti di competenza", è inserito in un complesso normativo, integrante microsistema, contenuto negli artt. 4 e 5 del d.lgs. n. 546 cit., che riguarda la disciplina della competenza, essenzialmente per territorio, delle commissioni tributarie, e si riferisce soltanto alle questioni che queste possono essere chiamate a rendere in ordine a tale competenza. Pertanto, in conformità all'esigenza di tutelare i diritti fondamentali garantiti dagli artt. 24, primo comma, 111, secondo comma, della Costituzione e 6, primo comma, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, deve ritenersi che la norma sopra citata non esclude la proposizione del regolamento di competenza avverso i provvedimenti di sospensione del processo ex art. 295 cod. proc. civ., impugnazione senz'altro ammissibile alla stregua del combinato disposto degli artt. 1, secondo comma, del d.lgs. n. 546 del 1992 e 42 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18100 del 25/07/2013 ...
Controversia sull'esistenza del credito - Sospensione necessaria del giudizio sull'azione revocatoria - Esclusione - Fondamento. Quando oggetto dell'azione revocatoria ordinaria sia una "res" litigiosa, la definizione dell'eventuale controversia sull'accertamento del credito non costituisce l'antecedente logico-giuridico indispensabile della pronuncia sulla domanda revocatoria, sicché il giudizio relativo a tale domanda non è soggetto a sospensione necessaria ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., neppure in generale ponendosi il conflitto pratico tra giudicati che tale norma intende evitare, non si pone in via generale, in quanto l'accertamento svolto "incidenter tantum" dal giudice dell'azione revocatoria in ordine al credito contestato è esclusivamente finalizzato ad ottenere l'inefficacia dell'atto pregiudizievole alle ragioni del creditore, ma non costituisce titolo sufficiente per procedere ad esecuzione nei confronti del terzo acquirente. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17257 del 12/07/2013 ...
Sospensione del processo ex art. 355 cod. proc. civ. - Controllo di legittimità in sede di regolamento di competenza - Limiti. Nell'ipotesi di sospensione del processo ordinata in applicazione di specifiche disposizioni di legge, diverse dall'art. 295 cod. proc. civ., quale è il caso di cui all'art. 355 cod. proc. civ., allorché sia proposta querela di falso nel giudizio di appello ed il giudice ritenga il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, il controllo di legittimità, in sede di regolamento necessario di competenza, va limitato alla verifica che la sospensione sia stata disposta in conformità dello schema legale di riferimento e senza che la norma che la giustifica sia stata abusivamente invocata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 14497 del 07/06/2013 ...
Pregiudiziale amministrativa - Sospensione del processo civile - Condizioni - Controversia amministrativa vertente su diritti soggettivi rientrante nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - Necessità - Controversia amministrativa vertente su interessi legittimi - Irrilevanza ai fini della sospensione del giudizio civile - Fondamento. La sospensione necessaria del processo civile, in pendenza di un giudizio amministrativo tra le stesse parti, la cui decisione sia ritenuta pregiudiziale rispetto al primo, è ammissibile, pur mancandone la corrispondente previsione nel vigente testo dell'art. 295 cod. proc. civ., se imposta dall'esigenza di evitare un conflitto tra giudicati e non anche se il possibile contrasto riguardi i soli effetti pratici delle rispettive pronunce, potendosi astrattamente configurare solo laddove il giudice amministrativo sia chiamato a definire questioni di diritto soggettivo in sede di giurisdizione esclusiva e non anche qualora, innanzi allo stesso, sia impugnato un provvedimento incidente su interessi legittimi, potendo, in quest'ultima ipotesi, il giudice ordinario disapplicare il provvedimento amministrativo nell'ambito del giudizio a tutela di diritti soggettivi. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 12901 del 24/05/2013 ...
Controversia sull'esistenza del credito posto a base dell'azione revocatoria - Giudizio relativo all'azione revocatoria - Sospensione necessaria di quest'ultimo ex art. 295 cod. proc. civ. - Esclusione. Poiché anche il credito eventuale, in veste di credito litigioso, è idoneo a determinare - sia che si tratti di un credito di fonte contrattuale oggetto di contestazione giudiziale in separato giudizio, sia che si tratti di credito risarcitorio da fatto illecito - l'insorgere della qualità di creditore che abilita all'esperimento dell'azione revocatoria, ai sensi dell'art. 2901 cod. civ., avverso l'atto di disposizione compiuto dal debitore, il giudizio promosso con l'indicata azione non è soggetto a sospensione necessaria a norma dell'art. 295 cod. proc. civ. per il caso di pendenza di controversia avente ad oggetto l'accertamento del credito per la cui conservazione è stata proposta la domanda revocatoria, in quanto la definizione del giudizio sull'accertamento del credito non costituisce l'indispensabile antecedente logico-giuridico della pronuncia sulla domanda revocatoria, essendo d'altra parte da escludere l'eventualità di un conflitto di giudicati tra la sentenza che, a tutela dell'allegato credito litigioso, dichiari inefficace l'atto di disposizione e la sentenza negativa sull'esistenza del credito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11573 del 14/05/2013 ...
Domanda di condanna al pagamento di somme proposta dall'erede universale nei confronti del legittimario pretermesso - Pregiudizialità necessaria tra le due controversie agli effetti dell'art. 295 cod. proc. civ. - Azione di riduzione di disposizioni testamentarie - Domanda di condanna al pagamento di somme proposta dall'erede universale nei confronti del legittimario pretermesso - Pregiudizialità necessaria tra le due controversie agli effetti dell'art. 295 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8345 del 04/04/2013 La controversia relativa all'azione di riduzione per la reintegrazione della quota riservata ad un legittimario non si pone in rapporto di pregiudizialità necessaria, ai fini della sospensione di cui all'art. 295 cod. proc. civ., con la domanda di condanna proposta dall'erede testamentario universale nei confronti del medesimo legittimario pretermesso al fine di ottenere il pagamento della somma da questo conseguita a titolo risarcitorio per l'espropriazione indiretta di un fondo già di proprietà del "de cuius", conservando le disposizioni lesive della legittima la loro efficacia fino all'eventuale accoglimento della domanda di riduzione e non potendosi, pertanto, verificare alcun contrasto di giudicati tra le distinte cause. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8345 del 04/04/2013 ...
Rapporto fra controversie di sfratto per finita locazione e di esecuzione in forma specifica di preliminare di compravendita tra le stesse parti - Pregiudizialità giuridica ex art. 295 cod. proc. civ.- Esclusione - Fondamento. Non ricorre il rapporto di pregiudizialità giuridica, ai fini della sospensione necessaria di cui all'art. 295 cod. proc. civ., tra una controversia relativa ad uno sfratto per finita locazione ed altra attinente all'esecuzione in forma specifica del contratto preliminare di compravendita stipulato tra locatore e conduttore, in quanto, attesa la natura costitutiva della sentenza che dispone il trasferimento coattivo, destinata a produrre effetti solo alla data del passaggio in giudicato della relativa pronuncia, permangono nelle more del giudizio ex art. 2932 cod. civ. gli obblighi derivanti dal contratto di locazione, senza che con questi possa interferire l'eventuale accoglimento della domanda di adempimento del preliminare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9714 del 22/04/2013 ...
Derogabilità per motivi di connessione - Esclusione. Salvo deroghe normative espresse, vige nell'ordinamento processuale il principio generale dell'inderogabilità della giurisdizione per motivi di connessione, potendosi risolvere i problemi di coordinamento posti dalla concomitante operatività della giurisdizione ordinaria e di quella amministrativa su rapporti diversi, ma interdipendenti, secondo le regole della sospensione del procedimento pregiudicato. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9534 del 19/04/2013 ...
Istanza di riassunzione proposta prima della cessazione della causa di sospensione - Inefficacia - Fondamento - Conseguenze - Nullità degli atti successivi del procedimento impropriamente riassunto - Sussistenza - Sopravvenuto venir meno della causa di sospensione - Irrilevanza. Durante la sospensione del processo, secondo l'art. 298, primo comma, cod. proc. civ., non possono essere compiuti atti del procedimento, con la conseguenza che è inefficace, in quanto funzionalmente inidonea a provocare la riattivazione del processo, nonché causa di nullità per derivazione di tutti gli eventuali atti successivi, l'istanza di riassunzione proposta prima della cessazione della causa di sospensione, ovvero prima del passaggio in giudicato della sentenza che abbia definito la controversia pregiudiziale, senza che rilevi, al fine del superamento di detta sanzione, il sopravvenuto venir meno della medesima causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3718 del 14/02/2013 ...
Divisione - divisione giudiziale - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1739 del 24/01/2013
Beni in comunione provenienti da titoli diversi - Pendenza di distinti processi di divisione tra le parti - Rapporto di pregiudizialità - Configurabilità - Esclusione. Non è ravvisabile un rapporto di pregiudizialità tra due processi di divisione, pendenti (in tutto o in parte) tra gli stessi eredi o condomini, ma riguardanti masse oggettivamente diverse, in quanto appartenenti a comunioni fondate su distinte situazioni giuridiche. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1739 del 24/01/2013 ...
divisione - divisione giudiziale - in genere - beni in comunione provenienti da titoli diversi - pendenza di distinti processi di divisione tra le parti - rapporto di pregiudizialità - configurabilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n.
sospensione del processo - necessaria - beni in comunione provenienti da titoli diversi - pendenza di distinti processi di divisione tra le parti - rapporto di pregiudizialità - configurabilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1739 del 24/01/2013 Non è ravvisabile un rapporto di pregiudizialità tra due processi di divisione, pendenti (in tutto o in parte) tra gli stessi eredi o condomini, ma riguardanti masse oggettivamente diverse, in quanto appartenenti a comunioni fondate su distinte situazioni giuridiche. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1739 del 24/01/2013 ...
Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013
Presupposti - Rapporti di pregiudizialità - Procedimento per la dichiarazione di Fallimento - Domanda di ammissione al concordato preventivo - Pregiudizialità - Insussistenza - Conseguenze - Coordinamento tra i due procedimenti - Necessità. L'avvenuta espunzione dal testo dell'art. 160 legge fall., come riformulato dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, applicabile "ratione temporis", dell'inciso, presente nel vigore del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, che prevedeva la possibilità per l'imprenditore di proporre il concordato preventivo "fino a che il suo fallimento non è dichiarato", ha determinato il superamento del principio di prevenzione che correlava le due procedure, posponendo la pronuncia di fallimento al previo esaurimento della soluzione concordata della crisi dell'impresa, senza peraltro che lo stesso, alla stregua dei principi generali vigenti in materia, possa oggi desumersi in via interpretativa. Ne deriva che, non ricorrendo un'ipotesi di pregiudizialità necessaria, il rapporto tra concordato preventivo e fallimento si atteggia come un fenomeno di consequenzialità (eventuale del fallimento, all'esito negativo della pronuncia di concordato) e di assorbimento (dei vizi del provvedimento di rigetto in motivi di impugnazione del successivo fallimento) che determina una mera esigenza di coordinamento fra i due procedimenti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.1521 del 23/01/2013 ...
Pendenza in cassazione del giudizio sulla risoluzione di un contratto di locazione - Simultanea pendenza in primo grado del giudizio sulla nullità e sostituzione "ex lege" del medesimo contratto - Sospensione di quest'ultimo giudizio in attesa della formazione del giudicato nell'altro - Sospensione necessaria ex art. 295 cod. proc. civ. - Esclusione - Sospensione facoltativa ex art. 337 cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. In tema di sospensione del processo, qualora penda in sede di legittimità il giudizio sulla risoluzione di un contratto di locazione e, contemporaneamente, penda in primo grado un altro giudizio sulla nullità e sostituzione "ex lege" del medesimo contratto, quest'ultimo giudizio non è soggetto alla sospensione necessaria ex art. 295 cod. proc. civ., in attesa che si formi il giudicato sulla risoluzione, bensì alla sospensione facoltativa ex art. 337 cod. proc. civ., che il giudice può disporre ove ritenga di non poggiarsi sull'autorità della sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 375 del 09/01/2013 ...
Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.18026 del 19/10/2012
Presupposti - Pregiudizialità concreta ed attuale - Nozione - Conseguenze - Mancata sospensione - Deduzione con il ricorso per cassazione - Condizioni - Prova della pendenza della causa pregiudiziale - Onere a carico del ricorrente. La sospensione del processo presuppone che il rapporto di pregiudizialità tra le due cause di cui si tratta sia non solo concreto, ma anche attuale, nel senso che la causa ritenuta pregiudiziale sia tuttora , non avendo altrimenti il provvedimento alcuna ragion d'essere, e traducendosi anzi in un inutile intralcio all'esercizio della giurisdizione. Ne consegue che, ove una sentenza venga censurata in cassazione per non essere stato il giudizio di merito sospeso in presenza di altra causa pregiudiziale, incombe al ricorrente l'onere di dimostrare che quest'altra causa è tuttora , e che presumibilmente lo sarà anche nel momento in cui il ricorso verrà accolto, dovendosi ritenere, in difetto, che manchi la prova dell'interesse concreto ed attuale che deve sorreggere il ricorso, non potendo né la Corte di cassazione, né un eventuale giudice di rinvio disporre la sospensione del giudizio, in attesa della definizione di un'altra causa che non risulti più effettivamente in corso. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.18026 del 19/10/2012 ...
Procedimento civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17040 del 05/10/2012
Giudizio di divisione - Casi di impedimento - Giudizio di filiazione naturale - Sospensione necessaria - Insussistenza - Opportune cautele - Tutela degli interessi degli altri eredi. L'art. 715 cod. civ., disciplinando il rapporto tra procedimento di divisione e giudizio sulla filiazione naturale di colui che, in caso di esito favorevole di quest'ultimo, sarebbe chiamato a succedere, non prevede un impedimento assoluto e inderogabile allo svolgimento del procedimento di divisione fino al definitivo accertamento giudiziale dell'estensione della cerchia dei coeredi, in quanto prefigura la possibilità che l'autorità giudiziaria autorizzi l'immediata divisione, fissando le opportune cautele (individuabili in semplici cauzioni o garanzie, o in prudenziali accantonamenti), laddove la sospensione del giudizio di divisione sia suscettibile di provocare ingiusto pregiudizio a coloro, la cui qualità di eredi è attualmente certa. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17040 del 05/10/2012 ...
Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 16844 del 03/10/2012
Presupposti e condizioni - Conseguenzialità fra due emanande statuizioni - Fattispecie in tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali. L'art. 295 cod. proc. civ., nel prevedere la sospensione necessaria del giudizio civile quando la decisione "dipenda" dalla definizione di altra causa, allude ad un vincolo di stretta ed effettiva conseguenzialità fra due emanande statuizioni e quindi, coerentemente con l'obiettivo di evitare un conflitto di giudicati, non ad un mero collegamento fra diverse statuizioni per l'esistenza di una coincidenza o analogia di riscontri fattuali o di quesiti di diritto da risolvere per la loro adozione ma ad un collegamento per cui l'altro giudizio (civile, penale o amministrativo), oltre a investire una questione di carattere pregiudiziale, cioè un indispensabile antecedente logico-giuridico, la soluzione del quale pregiudichi in tutto o in parte l'esito della causa da sospendere, dev'essere in concreto e coinvolgere le stesse parti. (Nella specie, la S.C. ha escluso la sospensione di un giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali in ragione della pendenza in grado più avanzato tra le stesse parti di altro giudizio analogo relativo a diverso periodo contributivo, in ragione della autonomia dei procedimenti e della diversità di oggetto degli stessi). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 16844 del 03/10/2012 ...
Beni - immateriali - brevetti - contraffazione (azione di) – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 16830 del 03/10/2012
Contemporanea pendenza dell'azione di nullità - Sospensione necessaria del primo giudizio - Esclusione - Fondamento. In materia di brevetti, la decisione della questione pregiudiziale relativa alla validità del brevetto può ben essere risolta, in via incidentale, dal giudice davanti al quale penda la domanda di contraffazione, senza che sia prospettabile l'eventualità di un contrasto tra giudicati, nel caso in cui penda contemporaneamente un giudizio per la dichiarazione di nullità dello stesso brevetto, considerato che la prima decisione non è idonea ad assumere autorità di giudicato; infatti, l'efficacia "ultra litem" della sentenza che dichiara in via diretta la nullità del brevetto, la quale vincola anche i rapporti condizionati o dipendenti da essa, nonché i terzi estranei alla controversia in cui è pronunciata, può dar luogo esclusivamente ad un contrasto tra gli effetti pratici delle due pronunce, espressamente contemplato dall'art. 59-bis del r.d. 29 giugno 1939, n. 1127, e risolto attraverso l'attribuzione di efficacia retroattiva alla dichiarazione di nullità, con salvezza degli atti esecutivi già compiuti in base a quella di contraffazione, con la conseguenza che non è ipotizzabile una pregiudizialità in senso tecnico, tale da giustificare la sospensione del primo giudizio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 16830 del 03/10/2012 ...
Civile - sospensione del processo - necessaria - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15053 del 07/09/2012
Condizioni - Pendenza di distinti procedimenti di liquidazione del compenso ex art. 814 cod. proc. civ. e di impugnazione del lodo per nullità derivante dall'investitura degli arbitri - Sospensione del primo procedimento - Esclusione - Ragioni. La sospensione necessaria del processo civile, a norma dell'art. 295 cod. proc. civ., può disporsi solo se imposta da un'esplicita norma di legge, ovvero quando la definizione di una controversia costituisca l'indispensabile antecedente logico e giuridico dell'altra, di cui sia richiesto l'accertamento con efficacia di giudicato. Pertanto, la pendenza del giudizio di impugnazione del lodo per nullità, fondata sulla illegittimità della investitura degli arbitri, non impedisce al presidente del tribunale di liquidare il compenso per l'opera prestata ai sensi dell'art. 814 cod. proc. civ., essendo la sua competenza limitata alla determinazione del "quantum", senza che egli possa conoscere della denuncia di eventuali vizi del procedimento arbitrale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15053 del 07/09/2012 ...