Source: https://www.tidona.com/conti-e-rapporti-dormienti/
Timestamp: 2018-07-21 04:14:20+00:00
Document Index: 97426859

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 345', 'art. 1', 'art. 345', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 345', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 84', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4']

Conti e rapporti dormienti - Studio Legale Tidona e Associati
Per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito [1], l’art. 1, comma 343, della legge finanziaria del 2006[2] ha istituito un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (di seguito denominato “MEF”), alimentato dall’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti, con Regolamento adottato su proposta del MEF, all’interno del sistema bancario e del comparto assicurativo e finanziario (art. 1, comma 345 della Legge finanziaria del 2006), nonché dagli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione, dagli importi delle polizze assicurative prescritte e dagli importi dovuti ai beneficiari di buoni postali fruttiferi non reclamati entro il termine di prescrizione del relativo diritto (cfr. art. 1, commi 345-ter[3], 345-quater[4] e 345-quinquies[5], della Legge Finanziaria 2006).
– depositi di somme di denaro (conti correnti, certificati di deposito, libretto di risparmio, etc.) effettuati presso l’intermediario con l’obbligo di rimborso (art. 2, comma 1, lett. a), D.P.R. 116/2007) per i quali il titolare del rapporto o i terzi delegati non abbiano effettuato alcuna operazione o movimentazione per un arco di tempo di 10 anni;
– depositi di strumenti finanziari in custodia ed amministrazione (art. 2, comma 1, lett. b), DPR 116/2007) per i quali il titolare del rapporto o i terzi delegati non abbiano effettuato alcuna operazione o movimentazione per un arco di tempo di 10 anni[8], previa liquidazione degli strumenti stessi con le modalità indicate all’art. 345-terdecies della Legge finanziaria 2006[9];
– assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione del relativo diritto, di cui all’articolo 84, secondo comma, del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, ovvero tre anni dall’emissione dell’assegno (art. 1, comma 345-ter, della Legge Finanziaria del 2006)[10];
– contratti di cui all’articolo 2, comma 1, del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (ramo vita) in tutti i casi in cui l’assicuratore si impegna al pagamento di una rendita o di un capitale al beneficiario ad una data prefissata e le relative somme non sono reclamati entro il termine di prescrizione dagli aventi diritto (art. 345-quater della Legge Finanziaria 2006; art. 2, comma 1, lett. c), DPR 116/2007);
– buoni fruttiferi postali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284, emessi dopo il 14 aprile 2001 i cui importi non sono reclamati entro il termine di prescrizione di 10 anni dalla data di scadenza del titolo (art. 1, comma 345-quinquies, legge finanziaria del 2006).
I criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti sono stati dettati dal DPR 22 giugno 2007 n. 116, il quale all’art. 1, comma 1 lett. b) include nella categoria i rapporti contrattuali in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati, escluso l’intermediario non specificatamente delegato in forma scritta, per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.
Il MEF, ai fini della determinazione dello stato di dormienza, ha fornito alcune precisazioni in merito al concetto di “unitarietà dei rapporti”, chiarendo che ove un cliente intrattenga con l’intermediario più rapporti è sufficiente che lo stesso cliente movimenti anche uno solo affinché la non dormienza si estenda a tutte le posizioni. Così, per esempio, se un cliente è titolare presso una banca di un deposito a risparmio nominativo dormiente, e nel contempo di un conto corrente non dormiente, anche il deposito a risparmio è da considerarsi non dormiente.
Al fine di tutelare i risparmiatori che risultano titolari di depositi che abbiano maturato i requisiti per essere considerati “dormienti” l’art. 3 del DPR n. 116/2007, prevede che al verificarsi delle condizioni di dormienza, l’intermediario invia al titolare del rapporto, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata all’ultimo indirizzo comunicato o comunque conosciuto, o a terzi da lui eventualmente delegati, l’invito ad impartire disposizioni entro il termine di 180 giorni dalla data della ricezione, avvisandolo che, decorso tale termine, il rapporto verrà estinto e le somme ed i valori relativi a ciascun rapporto verranno devoluti al Fondo[14].
Nel caso di depositi al portatore, a causa dell’impossibilità di conoscere il titolare pro-tempore del titolo che può circolare con le semplice consegna, l’intermediario provvede ad esporre un avviso nei locali della stessa, e sul sito web istituzionale l’elenco dei depositi al portatore “dormienti” che non siano stati ancora estinti e l’elenco dei depositi “dormienti” che siano già stati estinti ma non ancora trasferiti al Fondo[15].
– comunicazione espressa all’intermediario di continuare il rapporto;
– comunicazioni di variazione di residenza;
– richiesta di carnet;
– richiesta di copia della documentazione bancaria;
– richiesta di aggiornamento contabile;
a) 31 marzo di ogni anno, comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze i rapporti per i quali, nell’anno precedente, si siano verificate le condizioni per l’estinzione. Entro lo stesso termine del 31 marzo di ciascun anno, l’elenco dei rapporti dormienti è pubblicato mediante avviso cumulativo, indicante il nome, la data ed il luogo di nascita di ciascun titolare del rapporto, a cura dell’intermediario, su un quotidiano a diffusione nazionale e sul sito web del Ministero dell’economia e delle finanze, con oneri a carico dei titolari del rapporto. Il MEF ha precisato che per quanto riguarda l’addebito degli oneri derivanti dalla pubblicazione dell’elenco su un quotidiano, è possibile sottrarre l’importo di tali oneri dalla somma complessiva che va riversata al Fondo.
Il MEF ha fornito istruzioni applicative con riguardo agli incombenti pubblicitari a carico degli intermediari nella fase che precede il trasferimento dei relativi importi al Fondo per quanto concerne i rapporti di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) e b), del Regolamento [19]. La comunicazione al MEF dei predetti rapporti rispetto ai quali si siano verificate le condizioni per la dormienza – valida anche per la pubblicazione sul sito web del MEF ai sensi dell’art. 4, comma 2 del Regolamento – dovrà essere effettuata, con congruo anticipo rispetto alla scadenza del relativo termine, esclusivamente in formato elettronico, mediante posta elettronica certificata (PEC), al seguente indirizzo: depositi.dormienti.tesoro@pec.mef.gov.it. Per la comunicazione dovrà utilizzarsi esclusivamente il modello scaricabile da www.tesoro.it sul quale va apposta la firma digitale.
L’art. 345-sexies della legge finanziaria 2006 prevede che in caso di omessa comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze, nei termini prescritti, degli importi di cui ai commi 345, 345-ter, 345-quater e 345-quinquies, si applica la sanzione amministrativa nella misura prevista dall’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, con riferimento agli importi da versare al Fondo. La sanzione è ridotta della metà se gli importi sono comunicati entro venti giorni dalla scadenza del termine. In caso di falsa comunicazione degli importi, si applica la sanzione amministrativa nella misura prevista dall’articolo 1, comma 2, primo periodo, del citato decreto legislativo n. 471 del 1997, con riferimento agli importi da versare al Fondo. In caso di omesso versamento dei citati importi, si applica la sanzione amministrativa di cui all’articolo 13 del citato decreto legislativo n. 471 del 1997, con riferimento ad ogni importo non versato.
· i titolari dei rapporti di cui all’art. 2 del DPR 22 giugno 2007, n. 116, (depositi di somme di denaro e depositi di strumenti finanziari) e i loro aventi causa (es. eredi). Il termine decorre dalla data di devoluzione delle somme al Fondo;
· i richiedenti l’emissione degli assegni circolari di cui all’art. 1, comma 345-ter della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e i loro aventi causa. Il termine decorre dalla data di emissione dell’assegno.
· degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale di cui all’art. 84, comma 2 , del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736;
[2] Legge 23 dicembre 2005, n. 266 ” Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006 ) ” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 – Supplemento ordinario n. 211.
[3] Comma aggiunto dal comma 2-bis dell’art. 3, D.L. 28 agosto 2008, n. 134, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione, e poi così modificato dalla lettera a) del comma 1-bis dell’art. 4, D.L. 9 ottobre 2008, n. 155, aggiunto dalla relativa legge di conversione.
[4] Comma aggiunto dal comma 2-bis dell’art. 3, D.L. 28 agosto 2008, n. 134, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione, e poi così modificato dalla lettera b) del comma 1-bis dell’art. 4, D.L. 9 ottobre 2008, n. 155, aggiunto dalla relativa legge di conversione. Sull’applicabilità delle disposizioni contenute nel presente comma vedi il comma 4 dell’art. 2, D.L. 25 marzo 2010, n. 40.
[5] Comma aggiunto dal comma 2-bis dell’art. 3, D.L. 28 agosto 2008, n. 134, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione, e poi così modificato dalla lettera c) del comma 1-bis dell’art. 4, D.L. 9 ottobre 2008, n. 155, aggiunto dalla relativa legge di conversione.
[7] Ai fini del presente Regolamento si intendono per “intermediari”:
– le banche italiane e le succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie, come definite dal decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
– gli intermediari finanziari di cui agli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385;
– le imprese di assicurazione operanti in Italia di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209;
– le società di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e le succursali in Italia di imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie di cui al medesimo decreto;
– le società di gestione del risparmio di cui all’articolo 1, lettera o), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e le succursali in Italia delle società di gestione armonizzate di cui al medesimo decreto;
– la società per azioni Poste italiane – Divisione Bancoposta di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144.
[9] Cfr. lettera – circolare ABI prot. LG/FC/006105 11 dicembre 2008 “Conti dormienti – Assegni circolari non riscossi. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007. Art. 4 DL n. 155/2008”
[10] Cfr. lettera – circolare ABI prot. LG/005002 30 settembre 2008 “Normativa sui conti e rapporti dormienti – DdL n. 999 di conversione in legge del DL n. 134/2008”; lettera – circolare ABI prot. LG/005608 3 novembre 2008 “Conti e rapporti dormienti. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007. Art. 3, comma 2 bis, DL n. 134/2008 – Adempimenti degli intermediari”; lettera – circolare ABI prot. LG/005737 13 novembre 2008 “Conti e rapporti dormienti. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007. Art. 3, comma 2 bis, DL n. 134/2008 – Assegni circolari prescritti – Trasferimento dei dossier titoli dormienti. Adempimenti degli intermediari”; lettera – circolare ABI prot. LG/FC/006105 11 dicembre 2008 “Conti dormienti – Assegni circolari non riscossi. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007. Art. 4 DL n. 155/2008”.
[11] Cfr. lettera – circolare ABI Prot. LG/000836 4 febbraio 2008 “Conti e rapporti “dormienti”. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007”.
[15] Cfr. circolare ABI – Serie Legale n. 16 – 6 agosto 2007.
[18] Cfr. lettera – circolare ABI Prot. LG/003740 8 luglio 2008 “Conti e rapporti “dormienti”. Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007 – Adempimenti degli intermediari”.
[19] Cfr. circolare MEF del 08 agosto 2008, prot. n. 82165 “Articoli 4 (Modalità di devoluzione al Fondo) e 7 (Disciplina transitoria) del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 recante il Regolamento di attuazione dell’articolo 1, comma 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in materia di depositi dormienti”, integrata dalla circolare 11 marzo 2009 prot. 19677 “Articolo 1, commi 345-ter – 345-quinpies e 345-octies, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e articolo 4 (Modalità di devoluzione a1 fondo) del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 recante il Regolamento di attuazione dell’articolo 1, comma 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in materia di depositi dormienti. Istruzioni applicative”.
[25] Cfr. lettera – circolare ABI prot. LG/003015 2 novembre 2010 “Conti e rapporti dormienti – Art. 1 legge n. 266/2005 – DPR n. 116/2007 – adempimenti degli intermediari – documento di attestazione delle somme devolute al Fondo”.
[26] Cfr. circolare MEF del 13 febbraio 2009 prot. 11439 “Istruzioni applicative in materia di rimborso delle somme relative a conti dormienti, versate a1 fondo di cui all’articolo 1, comma 345, della legge 23 dicembre