Source: https://www.deannasaccani.it/2017/11/16/circolare-64-riforma-delle-procedura-crisi-dellimpresa-nuovi-obblighi-revisione-le-srl/
Timestamp: 2019-11-17 09:28:05+00:00
Document Index: 43694111

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 182', 'art. 2560', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 2394', 'art. 2394', 'art. 2484', 'art. 2409']

Circolare #64: Riforma delle procedura di crisi dell’impresa e i nuovi obblighi di revisione per le srl | Deanna Saccani
Circolare #64: Riforma delle procedura di crisi dell’impresa e i nuovi obblighi di revisione per le srl
Con la pubblicazione sulla G.U. 30.10.2017, n. 254, della Legge n. 155/2017, è stata conferita la
delega al Governo per la “Riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, in particolare per la riforma organica:
delle procedure concorsuali di cui al RD n. 267/42;
della disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento ex Legge n. 3/2012;
del sistema dei privilegi e delle garanzie.
In particolare la Riforma delle procedure concorsuali prevede:
l’eliminazione della dichiarazione di fallimento d’ufficio;
l’introduzione della definizione di stato di crisi intesa come probabilità di futura insolvenza;
l’adozione di un unico modello processuale per l’accertamento dello stato di crisi / insolvenza
del debitore, con caratteristiche di particolare celerità, anche in fase di reclamo;
l’assoggettamento al procedimento di accertamento dello stato di crisi / insolvenza di ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica / giuridica / ente collettivo / consumatore / professionista / imprenditore esercente un’attività commerciale / agricola / artigianale;
la prioritaria trattazione delle proposte che comportano il superamento della crisi assicurando la
continuità aziendale anche tramite un diverso imprenditore, riservando la liquidazione giudiziale ai casi nei quali non sia proposta un’idonea soluzione alternativa;
la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali, anche attraverso misure di
responsabilizzazione degli organi di gestione e di contenimento delle ipotesi di prededuzione,
con riguardo altresì ai compensi dei professionisti, al fine di evitare che il pagamento dei crediti
prededucibili assorba in misura rilevante l’attivo delle procedure;
l’istituzione presso il Ministero della Giustizia di un Albo dei soggetti, costituiti anche in forma
associata / societaria, destinati a svolgere, su incarico del Tribunale, funzioni di gestione /
controllo nell’ambito delle procedure concorsuali.
La Legge in esame delega il Governo all’introduzione di specifiche procedure di allerta e di
composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale / confidenziale, finalizzate ad
incentivare l’emersione anticipata della crisi, agevolando eventuali trattative tra debitore e
Le procedure in esame dovranno attenersi ai seguenti principi:
istituire uno specifico organismo presso le CCIAA che assista il debitore nella procedura di
obbligare gli organi di controllo societari / revisore contabile / società di revisione ad avvisare l’organo amministrativo della società dell’esistenza di fondati indizi di crisi (secondo parametri
predefiniti) e, in caso di omessa / inadeguata risposta, informare tempestivamente il predetto organismo;
imporre ai creditori pubblici qualificati l’obbligo di segnalare immediatamente agli organi di controllo della società e al predetto organismo il perdurare di inadempimenti di rilevante importo; definire l’inadempimento di importo rilevante sulla base di criteri relativi;
prevedere che il creditore pubblico qualificato avvisi il debitore che la sua esposizione ha superato l’importo rilevante tale da informare gli organi di controllo della società e al predetto organismo se entro i successivi 3 mesi il debitore non abbia attivato il procedimento di composizione assistita della crisi / estinto il debito / raggiunto un accordo con il creditore pubblico qualificato / chiesto l’ammissione ad una procedura concorsuale;
stabilire che il predetto organismo convochi, su istanza debitoria / a seguito delle segnalazioni
ricevute, in via riservata e confidenziale, il debitore / componenti degli organi di controllo al fine di individuare con la massima celerità le misure idonee a porre rimedio allo stato di crisi; determinare i criteri di responsabilità del collegio sindacale in modo che, in caso di segnalazione all’organo di amministrazione / organismo istituito presso le CCIAA non ricorra
la responsabilità solidale dei sindaci con gli amministratori per le conseguenze pregiudizievoli
dei fatti / omissioni successivi alla predetta segnalazione;
consentire al debitore che abbia presentato istanza per la composizione assistita della crisi /che sia stato convocato dal predetto organismo per individuare le misure idonee a porre rimedio allo stato di crisi di chiedere l’applicazione delle misure protettive necessarie per chiudere e disciplinare le trattative in corso;
prevedere misure premiali in favore dell’imprenditore che ha tempestivamente proposto istanza per la composizione assistita della crisi / chiesto l’omologazione di un accordo di ristrutturazione / proposto un concordato preventivo / proposto ricorso per procedura di liquidazione giudiziale comprendendo anche la non punibilità per il delitto di bancarotta semplice / altri reati che abbiano cagionato un danno patrimoniale di particolare tenuità previsti dalla legge fallimentare; prevedere che il requisito della tempestività ricorra esclusivamente quando il debitore abbia proposto una delle istanze sopra descritte entro il termine di 6 mesi dal verificarsi di specifici indici di natura finanziaria.
La Riforma intende incentivare l’utilizzo dello strumento stragiudiziale, estendendo all’accordo
di ristrutturazione non liquidatorio / convenzione di moratoria conclusi con i creditori rappresentanti
almeno il 75% dei crediti di una / più categorie omogenee quanto previsto dall’art. 182-septies, RD
267/42 ed eliminando / riducendo il limite del 60% dei crediti ove il debitore non proponga la
moratoria del pagamento dei crediti estranei, né richieda le misure protettive previsti dall’art. 182-
bis, RD n. 267/42.
Con riferimento alla procedura di concordato preventivo la Riforma prevede:
l’ammissibilità di proposte aventi natura liquidatoria esclusivamente quando è previsto l’apporto
di risorse esterne che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori;
la revisione della disciplina delle misure protettive, prevedendone la revocabilità, su ricorso
degli interessati, ove non arrechino beneficio al buon esito della procedura;
la determinazione di modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali e di
verifica della fattibilità del piano;
l’individuazione dei casi in cui la suddivisione dei creditori in classi, secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei, è obbligatoria, prevedendo, in ogni caso, che tale obbligo sussiste in presenza di creditori assistiti da garanzie esterne;
la determinazione dei poteri del Tribunale, attribuendo anche poteri di verifica in ordine alla
fattibilità anche economica del piano, tenendo conto dei rilievi del commissario giudiziale;
la soppressione dell’adunanza dei creditori, previa regolamentazione delle modalità telematiche per l’esercizio del voto / formazione del contradditorio sulle richieste delle parti;
la regolamentazione del diritto di voto dei creditori con diritto di prelazione, il cui pagamento sia dilazionato, e dei creditori soddisfatti con utilità diverse dal denaro;
l’integrazione dei provvedimenti che riguardano i rapporti pendenti;
l’integrazione della disciplina del concordato con continuità aziendale;
una più dettagliata disciplina della fase di esecuzione del piano, anche con riguardo agli effetti
purgativi e alla deroga alla solidarietà passiva ex art. 2560, C.c.;
il riordino della disciplina della revoca / annullamento e risoluzione del concordato preventivo, prevedendo la legittimazione del commissario giudiziale a richiedere, su istanza del creditore, la risoluzione del concordato per inadempimento; la determinazione dei presupposti per l’estensione degli effetti esdebitatori ai soci illimitatamente responsabili che siano garanti della società, con eventuale distinzione tra garanzie personali e reali;
il riordino / semplificazione delle varie tipologie di finanziamento delle imprese in crisi;
la disciplina del trattamento del credito IVA nel concordato preventivo anche in presenza di
Come sopra accennato, la procedura di liquidazione giudiziale sostituirà quella fallimentare. In
primo luogo, il Legislatore darà maggiore efficacia al Curatore, prevedendo:
l’integrazione della disciplina dell’incompatibilità tra gli incarichi assunti nel succedersi delle procedure;
la definizione dei poteri di accertamento / accesso a Pubbliche amministrazioni / banche dati per assicurare l’effettività dell’apprensione dell’attivo anche responsabilizzando il debitore;
maggiori specificità relative al contenuto minimo del programma di liquidazione;
chiarimenti nell’ambito dei poteri giudiziali in caso di subentro del Curatore nel contratto preliminare di vendita;
l’attribuzione al Curatore di poteri per il compimento degli atti / operazioni relative all’organizzazione / struttura finanziaria della società, assicurando l’informazione dei soci e dei creditori della società.
Merita evidenziare che, per semplificare la gestione delle procedure meno complesse, le funzioni
del comitato dei creditori possono essere sostituite con forme di consultazione telematica dei creditori, anche nella modalità silenzio-assenso.
La procedura di liquidazione giudiziale è potenziata mediante misure dirette a:
escludere l’operatività di esecuzioni speciali / privilegi processuali, anche fondiari;
far decorrere il periodo sospetto per le azioni di inefficacia e revocatoria, a ritroso, dal deposito
della domanda cui sia seguita l’apertura della liquidazione giudiziale.
Con riferimento alle azioni di responsabilità il Curatore è legittimato a promuovere / proseguire
azioni giudiziali spettanti ai soci / creditori sociali.
L’accertamento del passivo è improntato a criteri di maggiore rapidità, adottando misure dirette a: agevolare la presentazione telematica delle domande tempestive di creditori / terzi, con conseguente restrizione di ammissibilità delle domande tardive;
introdurre preclusioni attenuate già nella fase monocratica;
prevedere forme semplificate per domande di minor complessità / valore;
assicurare stabilità alle decisioni sui diritti reali immobiliari;
attrarre nella sede concorsuale l’accertamento di ogni credito opposto in compensazione.
Per accelerare la chiusura delle procedure sono adottate misure dirette a:
affidare la fase di riparto al Curatore, pur consentendo agli interessati di proporre opposizione
mediante ricorso al giudice;
prevedere che, alla chiusura della procedura relativa a società di capitali (se nel termine stabilito
nella sentenza dichiarativa di fallimento non sono state proposte domande di ammissione al passivo e quando, anche prima dalla ripartizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione) il Curatore convochi l’assemblea ordinaria dei soci per deliberare la ripresa / cessazione dell’attività / trattazione di argomenti, sollecitati da un numero di soci rappresentanti una percentuale significativa di capitale sociale; disciplinare / incentivare le proposte di concordato liquidatorio giudiziale da parte di creditori /
terzi / debitore stesso.
In merito alla procedura di esdebitazione sono previste le seguenti novità:
possibilità da parte del debitore di presentare domanda di esdebitazione subito dopo la chiusura
della procedura e, in ogni caso, dopo 3 anni dalla sua apertura oltre ai casi di frode / malafede e
purché abbia collaborato con gli organi della procedura;
introduzione di forme peculiari di esdebitazione di diritto riservate alle insolvenze minori;
possibilità anche per le società, previo riscontro dei presupposti di meritevolezza in capo agli
amministratori / soci (per le società di persone), di essere ammesse al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti.
Con riferimento al sovraindebitamento la Riforma si propone il riordino / semplificazione dell’intera disciplina, prevedendo:
l’inclusione nella procedura dei soci illimitatamente responsabili e l’individuazione di criteri di
coordinamento nella gestione delle procedure per sovraindebitamento riguardanti più membri
della stessa famiglia;
la promozione della continuazione dell’attività svolta dal debitore nonché le modalità dell’eventuale conversione nelle soluzioni liquidatorie;
l’accesso per il debitore meritevole all’esdebitazione solo una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro 4 anni nel caso in cui sopravvengano utilità;
la previsione che il piano del consumatore possa comprendere anche la ristrutturazione dei crediti derivanti da contratti di finanziamento con cessione di 1/5 dello stipendio / pensione e
dalle operazioni di prestito su pegno;
la previsione che nella relazione dell’organismo di cui all’art. 9, comma 3-bis, Legge n. 3/2012, sia indicato se il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del finanziamento,
abbia tenuto conto del merito creditizio del richiedente, valutato in relazione al suo reddito disponibile, dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso tenore di vita;
la preclusione dell’accesso alle procedure ai soggetti già esdebitati nei 5 anni antecedenti alla
domanda / abbiano beneficiato dell’esdebitazione per 2 volte / nei casi di frode accertata;
l’introduzione di misure protettive simili a quelle previste per il concordato preventivo revocabili su istanza dei creditori / d’ufficio in caso di atti in frode ai creditori;
il riconoscimento dell’iniziativa per l’apertura delle soluzioni liquidatorie ai creditori e, quando
l’insolvenza riguarda l’imprenditore, al Pubblico Ministero;
l’ammissione anche delle persone giuridiche all’esdebitazione tramite una procedura semplificata, in mancanza di frode ai creditori / volontario inadempimento del piano;
la previsione di misure sanzionatorie (di natura processuale) a carico del creditore che abbia colpevolmente contribuito alla situazione di indebitamento;
in caso di frode / inadempimento l’attribuzione dell’iniziativa per la conversione in procedura
liquidatoria anche ai creditori / Pubblico Ministero.
Con riferimento alla liquidazione coatta amministrativa le novità riguarderanno principalmente 2
l’applicazione della disciplina concorsuale ordinaria anche alle imprese in stato di crisi /
insolvenza soggette alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. Il relativo regime speciale permane solo nei casi previsti:
dalle leggi speciali in materia di banche / imprese assimilate / intermediari finanziari / imprese assicurative / assimilate;
dalle leggi speciali relative ai procedimenti amministrativi di competenza delle Autorità amministrative di vigilanza conseguenti all’accertamento di irregolarità e all’applicazione di sanzioni da parte delle stesse;
l’attribuzione alle Autorità amministrative di vigilanza delle competenze in tema di segnalazione
dell’allerta e delle funzioni attribuite agli organismi di composizione della crisi nelle procedure di
allerta / composizione assistita della crisi.
Nell’ambito dell’attuazione della Riforma in esame, il Legislatore dovrà “aggiornare” il Codice civile
l’estensione anche alle srl dell’art. 2394, C.c. in tema di responsabilità verso i creditori sociali e l’abrogazione dell’art. 2394-bis, C.c. (azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali);
l’istituzione da parte dell’imprenditore / organi sociali di assetti organizzativi adeguati alla
tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché l’attivazione
per l’adozione tempestiva di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento
della crisi / recupero della continuità aziendale;
l’assoggettamento alla procedura di liquidazione giudiziale quale causa di scioglimento della società di capitali ex art. 2484, C.c;
la possibilità di sospendere la causa di scioglimento della società nonché gli adempimenti in capo all’assemblea / organo amministrativo in presenza di riduzione del capitale per perdite;
l’individuazione di criteri per la quantificazione del danno risarcibile nell’azione di responsabilità promossa contro l’organo amministrativo della società fondato sulla violazione deiiscrizione nel Registro delle Imprese) dei liquidatori e relativa determinazione dei loro poteri;
la denuncia al Tribunale, come prevista dall’art. 2409, C.c. e l’applicazione anche alle srl prive
la nomina dell’organo di controllo (anche monocratico) / revisore obbligatoria in capo alle
− tenute alla redazione del bilancio consolidato;
− che controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti;
− quando per 2 esercizi consecutivi sono stati superati almeno 1 dei seguenti parametri: Parametri
Nuovi limiti Attuali limiti
Totale attivo dello Stato patrimoniale € 2.000.000 € 4.400.000
Ricavi vendite / prestazioni € 2.000.000 € 8.800.000
Dipendenti occupati in media durante l’esercizio 10 unità 50 unità.
L’obbligo di nomina dell’organo di controllo / revisore viene meno quando, per 3 esercizi consecutivi non venga superato nessuno dei suddetti limiti.
In caso di mancata nomina l’organo di controllo / revisore entro il termine previsto, il Tribunale
provvede alla nomina anche su segnalazione del Registro delle Imprese, oltre che su richiesta di ogni interessato