Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2008/06/11/01/allegato.htm
Timestamp: 2020-05-26 18:38:09+00:00
Document Index: 154466271

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﻿I Commissione - Allegato al comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 11 giugno 2008
DL 90/08: Misure straordinarie per l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (Nuovo testo C. 1145 Governo).
esaminato il nuovo testo del disegno di legge C. 1145 Governo, recante «Conversione in legge del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile», quale risulta dall'esame degli emendamenti da parte della Commissione di merito;
il provvedimento in esame appare riconducibile in via prevalente alla materia della «tutela dell'ambiente e dell'ecosistema», che l'articolo 117 secondo comma, lettera s), della Costituzione riserva alla competenza esclusiva dello Stato; tenuto conto, al riguardo, che anche in recenti pronunce, e da ultimo nella sentenza n. 62/2008, la Corte costituzionale ha sottolineato come la disciplina dei rifiuti si colloca, per consolidata giurisprudenza, nell'àmbito della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema;
alla luce della giurisprudenza costituzionale possono valutarsi le deroghe alla normativa vigente, anche a carattere regionale, che il provvedimento in esame consente ai fini del superamento dell'emergenza. In particolare, l'articolo 18 prevede che per le finalità di cui al provvedimento in oggetto si possa derogare - nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, dell'ambiente e del patrimonio culturale - alle disposizioni in materia ambientale, igienico-sanitaria, prevenzione degli incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali contenute in «leggi regionali strettamente collegate agli interventi da eseguire». Ampie deroghe alla legislazione regionale sono peraltro previste, con formulazioni parzialmente diverse, anche in numerose ordinanze di protezione civile, adottare ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992;
con riferimento a specifiche disposizioni del provvedimento in esame assumono,
inoltre, rilievo ulteriori materie attribuite alla competenza legislativa esclusiva o concorrente dello Stato:
che, con riferimento alla conformità di quest'articolo al secondo comma dell'articolo 102 della Costituzione, il divieto di istituzione di giudici straordinari è inteso dalla Corte costituzionale come riferito alla creazione di specifici organi giudiziari, costituiti per occuparsi esclusivamente di determinate controversie o fattispecie di reato, di regola in violazione del principio di precostituzione del giudice, e che il divieto di istituzione di giudici speciali è interpretato dalla stessa Corte in relazione al principio dell'unità della giurisdizione e volto a limitare la costituzione di istanze giudicanti ulteriori rispetto alla magistratura ordinaria;
che nella sentenza n. 364 del 2007, la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità dell'articolo 7-quater del decreto-legge n. 7 del 2005, che prevedeva, tra l'altro, l'inefficacia dei pignoramenti pendenti nei confronti dell'azienda Policlinico Umberto I;
che nella citata sentenza n. 364 del 2007 la Corte ha ritenuto che la norma violasse le attribuzioni costituzionali dell'autorità giudiziaria cui spetta la tutela dei diritti, di cui agli articoli 102 e 113 della Costituzione, nonché le previsioni di cui agli articoli 3 e 24 della stessa Costituzione, vanificando i risultati dell'attività difensiva svolta, sulla cui definitività i creditori potevano fare ragionevole affidamento;
che esso, recando disposizioni organizzative di carattere permanente relative al Dipartimento per la protezione
civile, lo autorizza, alla lettera a), ad immettere nel ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia del Dipartimento una unità di personale dirigenziale esterna al Dipartimento, nonché, alla lettera b), ad inquadrare nel medesimo ruolo speciale i dirigenti di prima fascia in servizio presso il Dipartimento titolari da almeno cinque anni di incarichi a tempo determinato affidati ad esperti esterni all'amministrazione;
che la Corte ha, inoltre, sottolineato che la regola del pubblico concorso possa dirsi pienamente rispettata solo qualora le selezioni non siano caratterizzate da arbitrarie ed irragionevoli forme di restrizione dei soggetti legittimati a parteciparvi (sentenza n. 194 del 2002); in particolare la Corte ha riconosciuto che l'accesso al concorso possa essere condizionato al possesso di requisiti fissati in base alla legge, anche allo scopo di consolidare pregresse esperienze lavorative maturate nell'ambito dell'amministrazione, ma ciò fino al limite oltre il quale possa dirsi che l'assunzione nell'amministrazione pubblica, attraverso norme di privilegio, escluda o irragionevolmente riduca, le possibilità di accesso, per tutti gli altri aspiranti, con violazione del carattere «pubblico» del concorso, secondo quanto prescritto in via normale, a tutela anche dell'interesse pubblico, dall'articolo 97, terzo comma, della Costituzione (sentenza n. 141 del 1999),
PROPOSTA ALTERNATIVA DI PARERE DEI DEPUTATI ZACCARIA ED ALTRI
la situazione di emergenza che interessa il territorio della Campania può giustificare l'adozione di interventi legislativi eccezionali e temporanei ma comunque garantendo il rigoroso rispetto dei principi e delle regole costituzionali e ordinamentali attinenti alla giurisdizione e alle garanzie dei diritti fondamentali nonché l'attuazione di interventi efficaci e funzionali allo scopo;
la descrizione delle condotte delittuose di cui all'articolo 2, commi 5 e 9, è generica e non rispettosa del principio di determinatezza della fattispecie di reato di cui all'articolo 25, secondo comma, della Costituzione;
l'attribuzione in via esclusiva al Procuratore della Repubblica di Napoli delle funzioni di pubblico ministero nelle indagini preliminari per i reati in tema di gestione di rifiuti nonché per quelli connessi nella Regione Campania anche in deroga ai principi organizzativi di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 106 del 1996, l'attribuzione delle funzioni di giudice per le indagini preliminari e dell'udienza preliminare ai magistrati del Tribunale di Napoli, così come l'attribuzione della competenza a procedere sulle misure cautelari personali e reali ad un collegio di giudici presso il Tribunale di Napoli, la sottrazione al Pubblico Ministero e alla Polizia giudiziaria del sequestro preventivo previsto dall'articolo 321 codice di procedura penale, costituiscono una deroga, priva di qualsiasi ragionevolezza, ai principi fondamentali dell'ordinamento e dell'organizzazione giudiziaria oltreché del sistema processuale penale, non rispondono alle esigenze di immediatezza ed efficacia, avendo come conseguenza inevitabile l'intasamento dell'attività del Tribunale di Napoli senza garantire la soluzione del «problema rifiuti»;
l'articolo 4, che devolve al giudice amministrativo la giurisdizione di tutte le controversie attinenti alla gestione dei rifiuti e quindi anche quella relativa a comportamenti meramente materiali della Pubblica Amministrazione che non siano espressione dei poteri della stessa, dilata irragionevolmente i poteri del giudice amministrativo, in contrasto con l'articolo 103, primo comma, della Costituzione: la sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2004 afferma, infatti, che è incostituzionale la norma legislativa che «comprendendo nella giurisdizione esclusiva - oltre "gli atti e i provvedimenti" attraverso i quali le pubbliche amministrazioni
(direttamente ovvero attraverso "soggetti alle stesse equiparati") svolgono le loro funzioni pubblicistiche [...] - anche "i comportamenti", la estende a controversie nelle quali la pubblica amministrazione non esercita - nemmeno mediatamente, e cioè avvalendosi della facoltà di adottare strumenti intrinsecamente privatistici - alcun pubblico potere»;
l'articolo 4, secondo comma, introduce poi un'anomala procedura di conferma o convalida da parte del giudice amministrativo dei provvedimenti di urgenza adottati dal giudice ordinario e contribuisce a creare una situazione di incertezza anche in relazione alle modalità di attivazione delle procedure di convalida;
l'articolo 3, comma 7, poi attribuisce al Ministro della Giustizia il potere di redistribuzione dei magistrati in servizio al fine di potenziare gli uffici di Napoli, in aperto contrasto con quanto stabilito dall'articolo 105 della Costituzione che attribuisce al Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura, la competenza in via esclusiva a disporre le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti nei riguardi dei magistrati;
la disposizione contenuta nel comma 2 dell'articolo 16, che, recando disposizioni organizzative di carattere permanente relative al Dipartimento per la protezione civile, lo autorizza ad immettere nel ruolo speciale dei dirigenti di prima fascia del Dipartimento una unità di personale dirigenziale esterna al Dipartimento, sembra palesemente in contrasto con le norme di cui all'articolo 97 della Costituzione,
all'articolo 2, comma 5 sostituire le parole «rende più difficoltoso» con la parola «ostacola»;
all'articolo 2, comma 9 sostituire le parole «ostacoli o rende più difficoltosa» con la seguente «ostacola»;
all'articolo 3, comma 1, dopo le parole «relativi ai reati» aggiungere le parole: «che, comunque, comportino l'illegittima immissione nell'ambiente di sostanze o energie che possano cagionare o contribuire a cagionare il pericolo concreto di una compromissione rilevante delle originarie o preesistenti qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria»;
all'articolo 3, comma 1, dopo le parole «relativi ai reati» aggiungere le parole: «che causino danno ambientale ai sensi dell'articolo 300 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152»;
all'articolo 3, comma 1, dopo le parole «di procedura penale» sostituire le parole da: «sono attribuite al Procuratore della Repubblica di Napoli» fino a «modificazioni» con le seguenti: «sono attribuite all'Ufficio del Pubblico ministero presso il Tribunale del capoluogo del distretto (Napoli o Salerno) nel cui ambito ha sede il giudice competente»;
all'articolo 3, comma 2 sostituire la parole «del Tribunale di Napoli» con le parole «del Tribunale ordinario di Napoli o Salerno»;
all'articolo 3, comma 2 sopprimere l'ultimo periodo;
all'articolo 3, comma 4 dopo le parole «presso la Corte di appello di Napoli» aggiungere le seguenti «e di Salerno, e Corte di appello di Napoli o di Salerno»;
all'articolo 3, sostituire il comma 7 con il seguente: «7. Il Ministro della giustizia e il Consiglio Superiore della Magistratura secondo le rispettive competenze adottano le misure organizzative necessarie relative all'organico dei magistrati e al personale amministrativo al fine di consentire agli Uffici giudiziari di Napoli e di Salerno di far fronte alle aumentate esigenze derivanti dall'applicazione del presente articolo.»;
all'articolo 3, comma 8 sostituire le parole da «sempreché» a «contenibile» con le seguenti «, e vi sia il concreto pregiudizio della salute e dell'ambiente»;
all'articolo 4, comma 1 sostituire le parole da: «tutte le controversie» a «equiparati», con le seguenti: «con le controversie anche in ordine alla fase cautelare, in relazione a comportamenti illeciti esecutivi di provvedimenti amministrativi comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti.»;
all'articolo 16, sopprimere il comma 2, lettera a).