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Timestamp: 2017-05-26 07:20:52+00:00
Document Index: 138675956

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art.33', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.10', 'art.2232', 'e contrario']

2012: un anno di normative - di E.Milone e A.Schiattarella - Edilizia e Rif. professioni
2012: un anno di normative	di E.Milone e A.Schiattarella - Edilizia e Rif. professioni
2012 - un anno di leggi per l'edilizia e la riforma della professione
La fine della legislatura coincide con la fine del 2012 e coincide con la fine dell'esperimento del Governo dei tecnici guidato da Monti. Nel quadro di un preoccupante calo degli investimenti in edilizia, calo che si aggraverà nel 2013, del quale è sintomo la stagnazione del mercato immobiliare.
Finiscono nel nulla disegni di legge su settori importanti per l'edilizia e per gli architetti. Ciò per il motivo principale del mancato sostegno di una parte del Parlamento al governo dei tecnici e, secondariamente, per la anticipata fine della legislatura.
Si accenna sinteticamente sia ai provvedimenti approvati, sia a quelli che decadono con la fine della legislatura.
Codice degli appalti. L'ansia di escogitare modi di rilancio dell'edilizia e la smania, spesso vana, di semplificare le procedure hanno prodotto, nello scorcio del 2011 e nel 2012, decine di modifiche legislative.
Nel campo degli incarichi di progettazione la legge 180 di novembre 2011 ha imposto l'innalzamento della soglia degli incarichi senza bando di gara da 100.000 euro fino alla soglia europea di 193.000 euro, e un mese dopo il nuovo Governo, con la legge 214 di dicembre 2011, Salva-Italia, annullava la norma. Veniva così ristabilito il limite di 100.000 euro (già eccessivamente alto, visto che in precedenze era di 40.000), facendo cosa saggia sotto il profilo della trasparenza e della lotta alla corruzione.
Decade il disegno di legge del Governo che proponeva una delega per il completo riesame del codice degli appalti e del Regolamento DPR 207/2010, nonché del Testo Unico dell'edilizia, per aggiornarli alle molteplici modifiche apportate.
Semplificazioni. Decade il disegno di legge del Governo che prevedeva, tra l'altro, più semplici procedure per la sicurezza nei cantieri e l'utilizzo delle terre da scavo nei piccoli cantieri. Decadono anche alcune semplificazioni in merito al silenzio-rifiuto per i permessi edilizi e al N.O. paesaggistico.
Suolo. Decade il ddl governativo volto a proteggere il suolo agricolo dall'espansione dell'edilizia.
Restauratori e geometri. Decadono anche due disegni di legge sui quali sembra non sia il caso di recriminare: quello sui restauratori dei beni culturali, carente, se non altro, perché non ribadisce il fatto che la competenza sulla progettazione della parte edilizia spetta agli architetti, e quello per l'ampliamento delle competenze in edilizia dei geometri. Quest'ultimo viene riproposto da qualche deputato in ogni legislatura, ma puntualmente decade. Per fortuna c'è ancora qualcuno, in Parlamento, che si rende conto che il nostro territorio è già abbastanza disastrato.
Province e Ordini. Rinviato di un anno il riordino, che era già una retromarcia rispetto alla eliminazione delle Province. Festeggiano gli Ordini piccoli, che dovrebbero seguire la sorte delle Province.
Fisco. Dal 2011 si applica l'IVA sulle parcelle aumentata dal 20 al 21%. Mentre la legge di stabilità, n.228/2012 ne stabilisce un nuovo aumento al 22% a partire dal primo luglio 2013. Abolita la posizione del contribuente minimo per coloro che hanno un reddito sotto 30.000 euro. Ora rientrano nella fiscalità generale, E sono tanti. Così è più difficile la sopravvivenza dei professionisti che hanno poco lavoro.
Cassa di previdenza. Il contributo soggettivo è aumentato a 13,5% nel 2012 e a 14,7% nel 2013. Il contributo minimo è aumentato a € 1.645 nel 2012 a € 2.250 nel 2013. Il contributo soggettivo va sommato al contributo integrativo del 4% con un minimo di euro 375 per il 2012, aumentato a 660 per il 2013, e a quello di maternità, euro 85. I contributi minimi sono quasi a fondo perduto per quelli che hanno reddito professionale basso, perché vanno pagati anche in assenza di reddito. Mentre sono solo un acconto per i redditi medio-alti. Quindi elevare il contributo minimo danneggia i professionisti con reddito basso. La loro situazione peggiora se si considera che l'aumento dei contributi minimi viene deciso contestualmente alla nuova interpretazione del lavoro occasionale per cui un iscritto all'Ordine, anche se svolge un solo incarico, deve comunque aprire posizione IVA. Di conseguenza è obbligato ad iscriversi a Inarcassa, a meno che non sia un dipendente. La tenaglia aumento-contributi e divieto di lavoro occasionale tende a produrre la dimissione dall'Ordine degli iscritti che svolgono professione saltuaria e marginale. Ciò è stato ufficiosamente presentato come fatto positivo da esponenti di Inarcassa e del CNAPPC. Il fenomeno può assumere dimensioni allarmanti se si considera che entro pochi mesi ai detti oneri previdenziali si sommeranno gli oneri per la formazione continua obbligatoria e per l'assicurazione obbligatoria. Continua a esistere, nonostante la spending review e la lotta ai costi della politica, la pletorica assemblea di Inarcassa con i suoi delegati, ben 228 architetti e ingegneri che vanno in missione, a Roma o altrove, quattro o cinque volte all'anno, a spese della categoria. Ma che, tranne poche eccezioni, non svolgono e non sono in grado di svolgere reali funzioni di proposta o di controllo, vista la complessità economico-finanziaria delle materia pensionistica.
Legge di stabilità 24.12.2012 n.228, al comma 115 sospende fino a fine 2013 il trasferimento delle funzioni delle Province ai Comuni. In attesa del riordino, sono funzione proprie delle Province: la pianificazione territoriale, i trasporti, le strade provinciali e l'edilizia scolastica. Fino a tutto il 2013 è sospesa l'attuazione delle città metropolitane e la soppressione delle relative province. Al comma 147 viene vietato il rinnovo delle consulenze, salvo casi particolari di proroga, comunque fermo restando il compenso.
PROFESSIONE - Una Riforma sostanzialmente mancata. La storia recente del nuovo ordinamento delle professioni inizia con la legge Bersani 248/2006 che, a seguito di una procedura d'infrazione UE contro l'Italia, ha abolito l'inderogabilità dei minimi di tariffa. Questa norma, a sei anni di distanza nei quali si è discusso incessantemente per la riforma degli Ordini, costituisce l'unica vera riforma della professione, più importante della stessa abrogazione della tariffa. Infatti la competizione sul valore del compenso, unitamente alla qualità della prestazione, è l'essenza dell'economia di mercato. Non solo, ma è l'unico modo per consentire ad un architetto giovane o comunque con poca clientela, di entrare nel mercato senza fruire di supporti familiari o partitici e senza assoggettarsi al servizio dei professionisti già affermati.La spinta riformista è ripresa nel 2011 sotto la spinta dell'Unione europea per la liberalizzazione dei servizi, con la legge 15.7.2011 n.111 che ha programmato la riforma degli Ordini con possibili abrogazioni di Ordini. La successiva legge 14.9.2011 n.148 ha stabilito come criteri per la riforma la libertà di accesso, la formazione permanente obbligatoria, il tirocinio post laurea, l'assicurazione obbligatoria a tutela del cliente, la istituzione di organi diversi dal Consiglio dell'Ordine, ai quali affidare i procedimenti disciplinari, la libertà di farsi pubblicità con ogni mezzo, anche sui compensi.
La legge 12 novembre 2011 n.183, in sostanza ha stabilito con l'art.10 la riforma degli ordinamenti professionali con un DPR che è stato poi emanato il 7 agosto 2012. Viene abrogata la legge 1815/1939 che vietava le società professionali, consentendone l'istituzione, anche con soci non professionisti, in quanto portatori di capitali. Entro il 15.5.2012 il Ministero avrebbe dovuto adottare un Regolamento di attuazione per le società professionali, che tuttavia sembra sia stato recentemente fermato dal ministro.
La legge 214 del 22.12.2011 all'art.33 ha stabilito che, una volta emanato il DPR di riforma delle professioni (agosto 2012), saranno automaticamente abrogate le norme che contrastano con i principi della riforma. Invece, il testo iniziale del Decreto-legge prevedeva, in tale caso, addirittura la abrogazione delle norme istitutive della professione, cioè la eliminazione dell'Ordine. Come per i taxi e per le farmacie, anche in questo caso la volontà del nuovo Governo di liberalizzare è stata contraddetta dalla maggioranza del Parlamento. Inoltre la legge ha deciso che le società professionali si possono costituire anche nell'attesa dello specifico regolamento.
Legge n.27 del 24.03.2012. L'art.9 comma 1 ha abrogato le tariffe professionali. Il Governo ha successivamente emanato un decreto per fissare Parametri per i compensi da decidere da parte del giudice. Il compenso deve essere pattuito al momento del conferimento dell'incarico. Il professionista deve fornire al cliente tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili fino alla conclusione dell'incarico. Inoltre deve indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocabili al cliente nell'esercizio dell'attività professionale. In ogni caso la misura del compenso e' previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Accorpamento e riduzione degli Ordini: lo stesso art.9 al comma 7 stabilisce che gli Ordini dovranno essere riformati «secondo i principi della riduzione e dell'accorpamento, su base volontaria, fra professioni che svolgono attività similari». Società professionali: l'art.9bis modifica l'art.10 della legge 138 del 12.11.2011 principalmente per limitare ad un terzo il capitale sociale consentito ai soci non professionisti.
DM 20.7.2012 n.140 sui Parametri per i compensi professionali stabilisce i criteri che il giudice deve adottare qualora debba decidere una vertenza relativa al compenso di un professionista. Il decreto, inopinatamente, non offre al giudice la possibilità di chiedere il parere dell'Ordine, nonostante ciò sia previsto nell'art.2232 del codice civile. Un altro decreto con Parametri dovrà essere emanato per fissare il compenso a base di gara nei lavori pubblici.
Il Regolamento della riforma delle professioni, DPR 137 del 7.8.2012, ha dato attuazione alle due leggi 148/2011 e 27/2012. Il Regolamento in realtà, non produce una vera riforma. Non abroga l'ordinamento professionale di architetti e ingegneri del 1923, né il regolamento del 1925. Non propone alcuna misura per ridurre o per accorpare la pletora di Ordini esistenti. Alcune innovazioni del DPR riguardano la riduzione dei poteri del Consiglio dell'Ordine. in primis sottraendo il potere disciplinare. Questa viene affidata ad un Consiglio di disciplina che viene nominato dal Tribunale, scegliendo tra nomi proposti dall'Ordine. Anche il compito di gestire l'Albo degli iscritti viene sminuito, visto che l'Albo diventa unico e a livello nazionale, con ramificazioni territoriali per ciascun Ordine. Inoltre, il potere di dare pareri sugli onorari sopravvive, ma è ridotto quasi a zero con l'abrogazione della tariffa e con il decreto sui Parametri 140 del 20 luglio 2012. Aumentati gli oneri per gli architetti. Innovativi sono l'obbligo di tirocinio per essere ammessi all'esame di abilitazione all'esercizio professionale (obbligo che tuttavia per gli architetti e gli ingegneri non viene applicato per il momento), l'obbligo di formazione continua e l'obbligo di assicurazione per i rischi di danni al cliente. Si tratta di obblighi che si tradurranno in sensibili aumenti dei costi che graveranno sull'attività professionale. Le norme sull'aggiornamento e sull'assicurazione saranno applicabili nella seconda metà del 2013. Purtroppo, ancora una volta, nulla è stato innovato in merito ai campi di attività dell'architetto, che sono rimasti ancora quelli stabiliti nel 1925 (limitati all'edilizia civile), incautamente confermati nel DPR 380/2001 con l'adesione silenziosa dell'allora operante Consiglio nazionale architetti.
Regolamento dei Consigli di disciplina degli Ordini. E' stato formulato dal CNAPPC e pubblicato sul bollettino del Ministero della giustizia del 15 dicembre 2012. Il nuovo sistema sarà applicato dopo il prossimo rinnovo del Consiglio dell'Ordine che a Roma avverrà a fine anno 2013.
Schemi di contratto professionale. A fine dicembre 2012 il CNAPPC ha diffuso gli esempi di contratto per incarico professionale da privati e per incarico di urbanistica. Un analogo modello di lettera d'incarico è stato predisposto dall'Ordine architetti PPC di Roma e pubblicato su questo sito.
Norme in corso di emanazione o in preparazione. A gennaio 2013 siamo in attesa che venga pubblicata in G.U. la legge sulla professioni non regolamentate, approvata del Parlamento, ed il decreto ministeriale sui parametri per stabilire l'importo a base di gara nei lavori pubblici. Resta in attesa il DPR sulle società professionali. Inoltre in un tempo più lungo dovranno essere formulati i nuovi ordinamenti di ciascuna professione.
Si attendono da parte del Consiglio nazionale architetti PPC la produzione di un Regolamento per la formazione continua da sottoporre all'approvazione del Ministero entro l'agosto 2013 e schemi di convenzione per l'assicurazione per l'attività professionale.
di Enrico Milone - Amedeo Schiattarella, architettidel 14.01.13
16/01/2013 22.00: bel quadretto
ormai fare l'architetto è un lusso per pochi...resta da dimostrare che l'abolizione delle tariffe abbia favorito i giovani...semmai ha generato nella collettività la convinzione che per ogni lavoro esiste qualcuno che quello stesso lavoro lo farà pagare meno...una corsa al ribasso anche sul piano della qualità...ma che importa...tanto il cliente sarà tutelato dall'assicurazione.....
S.A. - architetto di strada
18/01/2013 08.54: responsabilità
Il nostro compenso deve essere legato alle responsabilità che siamo in grado di assumerci e alla qualità del lavoro che siamo in grado di produrre. Mi meraviglio che di questi argomenti non si parli mai, così come mi meraviglio che non sia stato mai fatto notare che nelle facoltà di architettura (ma anche di ingegneria) non si insegna la normativa tecnica, alla quale dovremmo riferire la qualità del prodotto edilizio; così come mi meraviglio che nessuno abbia osservato che la SCIA è stata regolamentata al di fuori del TU edilizia (e quindi dovrebbe risultare illegittima in base alle norme che regolano i TU); così come mi meraviglio ... Potrei continuare, ma la sintesi è: perché la colpa è sempre degli altri, in particolare dei politici (che noi abbiamo votato e ai quali abbiamo delegato la nostra rappresentanza civica), e non è mai nostra, per le cose che potremmo dire e non diciamo, per le cose che potremmo fare e non facciamo.
18/01/2013 10.26: Il lamento è d'obbligo! Ma ...
Come si può constatare,la Lista della spesa dei Governi tecnici e non, riguardante noi architetti, è sempre più lunga. Il risultato è che la maggior parte di noi cercherà di far fronte (anche facendo debiti!) a tutte le richieste del Governo e di tutti gli altri Illuminati burocrati. Però credo che l'errore che si fa nel rappresentare lo scempio fatto è il non voler divenire sia come singolo architetto, sia come Istituzione Territoriale (parlo del Consiglio dell'ordine degli Architetti di Roma) la sede dove si può anche Dissentire dalle scelte alte dei grandi Tecnici o/e Politici. Aggiungo pure che il momento che si sta vivendo (fatto di poco o niente lavoro) è ideale per poter coagulare nuove idee sugli scenari futuri, ma... Non capisco perchè si può solo migliorare quello che altri propongono, dispongono ed impongono, e non si può obiettare!Od almeno indicare altre strade! Le scelte fatte e che si faranno passano sulla testa di tutti e non credo che ci sia-in questo momento tragicomico- qualcuno che può tirarsi fuori.Pertanto sono sempre più stupefatto che non si intraprendano azioni capaci di dimostrare che la professione dell'architetto non è marginale, soprattutto quando il mondo sta cadendo a pezzi. Però aggiungo che non è più sufficiente sottoscrivere appelli per Piani strategici o altro, la cultura non è solo Proposta con possibili ricadute pratiche ma anche obiezione culturale e politica!
18/01/2013 11.40: FUORI TUTTI?!?
"tende a produrre la dimissione dall'Ordine degli iscritti che svolgono professione saltuaria e marginale." Vorrei segnalare come il bel quadretto di riforme descritto tenda a tagliare FUORI DALLA PROFESSIONE anche chi pur lavorando con continuità è comunque costretto nella situazione attuale ad abbassare le parcelle!!! Non si riesce a raggiungere un fatturato sufficiente a sostenere il quadro delle spese previste!!! L'ORDINE pensa di fare qualcosa oltre a comunicarci diligentemente le "simpatiche" novità, prima di ritrovarci tutti costretti a cambiare mestiere??? A.B. - uno dei tanti
18/01/2013 12.50: belle semplificazioni
fare la professione è ormai quasi impossibile: 1. le semplificazioni hanno portato solo un aumento della complessità burocratica, ormai facciamo solo carta, senza nessun valore se non meramente burocratico. 2. Monti eliminando il limite dei 30.000€ del contribuente minimo non ha facilitato certamente i piccoli professioni ed i giovani. 3.non sono d'accordo sulla soglia dei bandi di gara: perchè si invoca l'europa solo quando fa comodo, e quando non fa comodo si tralascia dicendo pure che è cosa saggia? Poi si invoca il principio della trasparenza nei concorsi, in tanti anni di professione, oltre 30, non ne ho visto uno di trasparente e regolare. 3. Inarcassa, che da circa 10/12 anni sia diventata un ulteriore fardello burocratico ed oneroso è cosa nota, che il contributo minimo sia ormai superiore al 10% del fatturato dei colleghi a contributo minimo, è cosa nota. 4. Il compenso pattuito prima dell'incarico è una presa in giro, se si è onesti e si ipotizzano tutte le "rogne" si è svantaggiati nei confronti dei colleghi più "furbi". L'unica cosa decente in questo marasma è il DM 140/2012, che se pur fatto con i piedi, almeno qualche certezza la dà. 5. Ma se l'albo è unico che significato ha mantenere gli ordini territoriali? Quale è lo scopo degli ordini territoriali? Competenze sulle parcelle: nulle o quasi. Solo fare i corsi di aggiornamento ed il tirocinio? Ma allora sono solo rendite di posizione. Certo che questo governo di tecnici di danni ce ne ha prodotti tanti, forse è meglio cominciare a pensare, cosa a cui ero e sono estremamente contrario, all'abolizione totale di tutti gli ordini, o trasformarli in mera associazione privata, sulla falsariga anglosassone, piuttosto che avere solo obblighi ed oneri e nessun onore e tutela. Prima eravamo "Professione intellettuale" oggi siamo diventati "prestatori di servizi" come un'impresa di pulizie, però le responsabilità sono aumentate la ma dignità professionale e , l'aspetto economico sono a zero.
06/06/2013 17.16: TARIFFE PROFESSIONALI
Prego di leggere questo articolo su Antitrust e Tariffe professionali: E' interessante il punto in cui il compenso non deve essere adeguato nè all'opera nè al decoro professionale .... http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=15655:professioni-lantitrust-contro-la-reintroduzione-surrettizia-delle-tariffe&catid=1:latest-news&Itemid=50
mercoledì 16 gennaio 2013	Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia - piazza Manfredo Fanti 47 - 00185 Roma - tel 06 97604560 - fax 06 97604561 - architettiroma@archiworld.it