Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/fondazioni_lirico_sinfoniche.html
Timestamp: 2019-06-17 03:01:16+00:00
Document Index: 85441102

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1']

Le fondazioni lirico-sinfoniche sono state inizialmente disciplinate dalla L. 800/1967 , che ha dichiarato il "rilevante interesse generale" dell'attività lirica e concertistica "in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale" ed ha attribuito agli enti autonomi lirici e alle istituzioni concertistiche assimilate la personalità giuridica di diritto pubblico. Sono stati così riconosciuti come enti autonomi 11 teatri lirici – il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Comunale di Firenze (ora, Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino ), il Teatro Comunale dell'Opera di Genova (ora, Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova ), il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Trieste, il Teatro La Fenice di Venezia e l'Arena di Verona – e 2 istituzioni concertistiche assimilate: l'Accademia nazionale di S. Cecilia di Roma e l'Istituzione dei concerti e del teatro lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari (ora, Fondazione teatro lirico di Cagliari ). Agli enti sopra indicati si è aggiunta, a seguito della L. 310/2003 , la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Attualmente, pertanto, le fondazioni lirico-sinfoniche sono quattordici.
Con il d.lgs. 367/1996 , gli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale sono stati trasformati in fondazioni di diritto privato, al fine di eliminare rigidità organizzative connesse alla natura pubblica dei soggetti e di rendere disponibili risorse private in aggiunta al finanziamento statale, costituito principalmente dal Fondo unico per lo spettacolo (FUS).
Successivamente, a seguito del D.L. 64/2010 (L. 100/2010 ), la Corte costituzionale, con sentenza 153/2011 , ha ribadito la qualificazione in senso pubblicistico degli enti lirici, ancorché privatizzati a seguito del d.lgs. 367/1996 .
Nella XVII legislatura, sull'argomento è intervenuto, anzitutto, l'art. 24, co. 3-bis e 3-ter, del D.L. 113/2016 (L. 160/2013 ), che ha previsto la revisione, con uno o più regolamenti di delegificazione - che dovevano essere adottati entro il 30 giugno 2017, ma che al 6 marzo 2018 non erano ancora intervenuti - dell'assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfoniche, al fine di garantire il consolidamento e la stabilizzazione del risanamento economico-finanziario e prevenire il verificarsi di ulteriori condizioni di crisi.
A seguito dell'art. 11 del D.L. 91/2013 (L. 112/2013 ) – che aveva disposto l'adeguamento degli statuti entro il 30 giugno 2014, termine poi prorogato al 31 dicembre 2014 con l'art. 5 del D.L. 83/2014 (L. 106/2014 ), prevedendo che il mancato adeguamento nei termini indicati avrebbe determinato l'applicazione del regime di amministrazione straordinaria (art. 21 del d.lgs. 367/1996 ) -, dal 1° gennaio 2015 le fondazioni lirico-sinfoniche applicano nuove disposizioni statutarie.
Nella GU n. 164 del 15 luglio 2016 è stato comunicato che con DM 15 giugno 2016 ( DM 292/2016 ) sono state approvate le modifiche allo statuto della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze.
Nella GU n. 248 del 22 ottobre 2016 è stato comunicato che con DM 30 settembre 2016 ( DM 435/2016 ) sono state approvate le modifiche allo statuto della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.
Nella GU n. 9 del 12 gennaio 2017 è stato comunicato che con DM 20 dicembre 2016 ( DM 605/2016) sono state approvate le modifiche allo statuto della Fondazione lirico-sinfonica Teatro Carlo Felice di Genova.
In materia è poi intervenuta la L. 175/2017 , il cui art. 2 ha previsto che, con decreto legislativo da adottare entro 12 mesi dalla data della sua entrata in vigore (dunque, entro il 27 dicembre 2018), si procede alla revisione delle modalità di nomina e dei requisiti del sovrintendente e del direttore artistico, disponendo, inoltre, che, nei casi di responsabilità accertata del sovrintendente per lo scorretto svolgimento delle funzioni relative alla gestione economico-finanziaria, allo stesso è preclusa la possibilità di essere nominato per lo stesso ruolo, o per ruoli affini, anche in altre fondazioni lirico-sinfoniche.
L'art. 5 del D.L. 83/2014 (L. 106/2014 ) ha modificato la disciplina per l'individuazione delle fondazioni lirico-sinfoniche che possono dotarsi di forme organizzative speciali, abrogando le disposizioni introdotte con l'art. 1, co. 326, della L. 147/2013 .
Con altro DM 5 gennaio 2015 è stata riconosciuta la forma organizzativa speciale - e contestualmente è stato approvato il nuovo statuto - per l'Accademia di Santa Cecilia. Modifiche statutarie sono state in seguito apportate con DM 54 del 31 gennaio 2017 .
Al riguardo si ricorda che il DPR 117/2011 – emanato in attuazione dell'art. 1, co. 1, lett. f), del D.L. 64/2010 ( L. 100/2010 ) –, che aveva stabilito criteri e modalità per il riconoscimento di forme organizzative speciali, è stato annullato con sentenza del TAR del Lazio, sezione prima, n. 10262 del 7 dicembre 2012. L'annullamento è stato confermato dal Consiglio di Stato, sezione quarta, con sentenza n. 3119 del 6 giugno 2013.
Sulla base del DPR 117/2011 era stata riconosciuta la forma organizzativa speciale all'Accademia di S. Cecilia ( DM 23 gennaio 2012 ) e al Teatro alla Scala ( DM 16 aprile 2012 ).
In seguito, l' art. 1, co. 326, della L. 147/2013 , aveva previsto che le fondazioni dotate di forme organizzative speciali dovevano essere individuate direttamente con decreto interministeriale da emanare entro il 28 febbraio 2014.
Le fondazioni lirico-sinfoniche sono finanziate dallo Stato a valere, principalmente ma non esclusivamente, sul Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui alla L. 163/1985 .
In particolare, i nuovi criteri sono stati previsti dall'art. 11, co. 20, 20-bis e 21, del D.L. 91/2013 (L. 112/2013 ). Nello specifico, il co. 20 – confermando che la quota destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche è determinata annualmente con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Consulta per lo spettacolo, ed è attribuita ad ogni fondazione con decreto del Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, sentita la commissione consultiva per la musica – ha modificato i criteri di erogazione dei contributi (prima previsti dal DM 29 ottobre 2007) disponendo che:
Su tale base normativa, i criteri generali e le percentuali della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche sono stati definiti con DM 3 febbraio 2014 .
In materia si ricorda che l'art. 12, co. 8-bis, del D.L. 91/2017 (L. 123/2017 ) ha autorizzato la concessione alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia di un contributo straordinario di € 4 mln per il 2017 e di un contributo ordinario di € 250.000 annui a decorrere dal 2018, finalizzato al pagamento degli emolumenti dei docenti di alcuni corsi di perfezionamento.
Dopo che l'art. 11, co. 17, del D.L. 76/2013 (L. 99/2013 ) aveva autorizzato il MIBACT, per l'anno 2013, ad erogare tutte le somme residue a valere sul Fondo unico per lo spettacolo (FUS), a favore delle fondazioni lirico-sinfoniche, anche allo scopo di salvaguardare i lavoratori delle medesime, l'art. 11, co. 1 e 2, del D.L. 91/2013 (L. 112/2013), al fine di far fronte allo stato di grave crisi del settore e di pervenire al risanamento delle gestioni e al rilancio delle attività delle stesse, ha previsto la possibilità di presentare un piano di risanamento per le fondazioni che versassero in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale. Tra i contenuti inderogabili del piano è stata prevista, in particolare, la riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo, nonché la razionalizzazione del personale artistico, previo accordo con le associazioni sindacali, la ristrutturazione del debito, il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento.
In seguito, l'art. 5 del D.L. 83/2014 (L. 106/2014 ) ha previsto, fra l'altro, la possibilità, per le fondazioni che avevano presentato il piano di risanamento, di negoziare e applicare nuovi contratti integrativi aziendali, nonché l'incremento, per il 2014, del fondo di rotazione, per un importo pari a € 50 mln.
Ancora dopo, l'art. 24 del D.L. 113/2016 (L. 160/2016 ) ha introdotto elementi di maggiore flessibilità nel percorso di risanamento, sostituendo il riferimento al raggiungimento dell'equilibrio strutturale del bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale che economico-finanziario, con il riferimento al raggiungimento del pareggio economico in ciascun esercizio e al tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario entro il 2018.
Successivamente, l'art. 1, co. 583, della L. 232/2016 (legge di bilancio 2017) ha autorizzato in favore delle fondazioni lirico-sinfoniche la spesa di € 10 mln per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di € 15 mln a decorrere dal 2019, al fine di ridurne il debito fiscale e favorire le erogazioni liberali a loro favore che danno diritto al credito di imposta (c.d. Art-bonus: art. 1, D.L. 83/2014 – L.106/2014 ). Inoltre, ha previsto che l'importo totale attribuito a ciascuna fondazione lirico-sinfonica non può superare il 10% delle risorse disponibili per ciascuna delle quote.
Gli importi previsti per il 2017 sono poi stati incrementati di ulteriori € 10 mln con l'art. 11, co. 3, del D.L. 244/2016 (L. 19/2017 ).
In attuazione dell'art. 1, co. 583, della L. 232/2016, i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse sono stati definiti con DM n. 105 del 3 marzo 2017 , che ha stabilito, in particolare, che con Decreto del direttore generale competente è assegnata: