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Timestamp: 2019-05-25 09:21:12+00:00
Document Index: 116541232

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 415', 'art. 31', 'art. 77', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 426', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 70', 'art. 8', 'art. 54', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 455']

CONTROVERSIE IN MATERIA DI LAVORO: Codice di procedura civile - Colf e badanti
2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonche' rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrarie;
5) rapporti di lavori dei dipendenti di enti pubblici ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreche' non siano devoluti dalla legge ad altro giudice.
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 27 aprile 2007, n. 10046 in Altalex Massimario.
Art. 410. (1)
2) il luogo dove é sorto il rapporto ovvero dove si trova l'azienda o sua dipendenza alla quale é addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto;
Se la controparte intende accettare la procedura di conciliazione, deposita presso la commissione di conciliazione, entro venti giorni dal ricevimento della copia della richiesta, una memoria contenente le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, nonché le eventuali domande in via riconvenzionale. Ove cio' non avvenga, ciascuna delle parti é libera di adire l'autorità giudiziaria.
(1) L'articolo che recitava: "Art. 410. Tentativo obbligatorio di conciliazione. Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409, e non ritiene di avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti e accordi collettivi deve promuovere, anche tramite l'associazione sindacale alla quale aderisce o conferisca mandato, il tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione individuata secondo i criteri di cui all'articolo 413.
Con provvedimento del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione è istituita in ogni provincia, presso l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, una commissione provinciale di conciliazione composta dal direttore dell'ufficio stesso o da un suo delegato, in qualita' di presidente, da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale.
Ove la riunione della commissione non sia possibile per la mancata presenza di almeno uno dei componenti di cui al precedente comma, il direttore dell'ufficio provinciale del lavoro certifica l'impossibilità di procedere al tentativo di conciliazione". è stato così sostituito dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Cfr. Corte App. Catanzaro, sez. lavoro, sentenza 12 giugno 2007, n. 1088 in Altalex Massimario.
Art. 410-bis.
(Termine per l'espletamento del tentativo di conciliazione)
(1) L'articolo che recitava: "Il tentativo di conciliazione, anche se nelle forme previste dai contratti e accordi collettivi, deve essere espletato entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta.
Trascorso inutilmente tale termine, il tentativo di conciliazione si considera comunque espletato ai fini dell'articolo 412-bis." è stato abrogato dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Art. 411. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Se la conciliazione riesce, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal presidente del collegio che ha esperito il tentativo, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilita' di sottoscrivere.
Il processo verbale e' depositato a cura delle parti o dell'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione nella cancelleria del tribunale (1) nella cui circoscrizione e' stato formato. Il giudice (1), su istanza della parte interessata, accertata la regolarita' formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto.
Se il tentativo di conciliazione si e' svolto in sede sindacale, il processo verbale di avvenuta conciliazione e' depositato presso l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione a cura di una delle parti o per il tramite di un'associazione sindacale. Il direttore, o un suo delegato, accertatane la autenticita', provvede a depositarlo nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è stato redatto. Il giudice (1), su istanza della parte interessata, accertata la regolarita' formale del verbale di conciliazione, lo dichiara esecutivo con decreto." è stato così sostituito dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 22 maggio 2008, n. 13217 in Altalex Massimario.
Art. 412. (1)
(Risoluzione arbitrale della controversia)
In qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in caso di mancata riuscita, le parti possono indicare la soluzione, anche parziale, sulla quale concordano, riconoscendo, quando e' possibile, il credito che spetta al lavoratore, e possono accordarsi per la risoluzione della lite, affidando alla commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via arbitrale la controversia.
(1) L'articolo che recitava: "Art. 412. Verbale di mancata conciliazione. Se la conciliazione non riesce, si forma il processo verbale con l'indicazione delle ragioni del mancato accordo; in esso le parti possono indicare la soluzione anche parziale sulla quale concordano, precisando, quando e` possibile, l'ammontare del credito che spetta al lavoratore. In quest'ultimo caso il processo verbale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni di cui all'articolo 411.
Delle risultanza del verbale di cui al primo comma il giudice tiene conto in sede di decisione sulle spese del successivo giudizio." è stato così sostituito dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Art. 412-bis.
(Procedibilità della domanda)
(1) L'articolo che recitava: "L'espletamento del tentativo di conciliazione costituisce condizione di procedibilita` della domanda.
Il mancato espletamento del tentativo di conciliazione non preclude la concessione dei provvedimenti speciali d'urgenza e di quelli cautelari previsti nel capo III del titolo I del libro IV." è stato abrogato dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Art. 412-ter. (1)
(Altre modalità di conciliazione e arbitrato previste dalla contrattazione collettiva)
(1) L'articolo che recitava: "Art. 412-ter. Arbitrato irrituale previsto dai contratti collettivi. Se il tentativo di conciliazione non riesce o comunque è decorso il termine previsto per l'espletamento, le parti possono concordare di deferire ad arbitri la risoluzione della controversia, anche tramite l'organizzazione sindacale alla quale aderiscono o abbiano conferito mandato, se i contratti o accordi collettivi nazionali di lavoro prevedono tale facolta` e stabiliscono:
a) le modalita` della richiesta di devoluzione della controversia al collegio arbitrale e il termine entro il quale l'altra parte può aderirvi;
Salva diversa previsione della contrattazione collettiva, per la liquidazione delle spese della procedura arbitrale si applicano altresì gli articoli 91, primo comma, e 92 del codice di procedura civile." è stato così sostituito dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Art. 412-quater. (1)
(Altre modalità di conciliazione e arbitrato)
Se la parte convenuta intende accettare la procedura di conciliazione e arbitrato nomina il proprio arbitro di parte, il quale entro trenta giorni dalla notifica del ricorso procede, ove possibile, concordemente con l'altro arbitro, alla scelta del presidente e della sede del collegio. Ove ciò non avvenga, la parte che ha presentato ricorso può chiedere che la nomina sia fatta dal presidente del tribunale nel cui circondario è la sede dell'arbitrato. Se le parti non hanno ancora determinato la sede, il ricorso è presentato al presidente del tribunale del luogo in cui è sorto il rapporto di lavoro o ove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale e' addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.
(1) L'articolo che recitava: "Art. 412-quater. Impugnazione ed esecutività del lodo arbitrale. Sulle controversie aventi ad oggetto la validità del lodo arbitrale decide in unico grado il Tribunale, in funzione del giudice del lavoro, della circoscrizione in cui è la sede dell'arbitrato. Il ricorso è depositato entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del lodo.
Trascorso tale termine, o se le parti hanno comunque dichiarato per iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso è stato respinto dal tribunale, il lodo è depositato nella cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione è la sede dell'arbitratro. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarità formale del lodo arbitrale, lo dichiara esecutivo con decreto." è stato così sostituito dall'art. 31, L. 4 novembre 2010, n. 183.
Nelle controversie nelle quali è parte una Amministrazione dello Stato non si applicano le disposizioni dell'articolo 6 del regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611. (3)
(1) La parola "pretore" è stata sostituita dalla parola "tribunale" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Comma aggiunto dall'art. 1, L. 11 febbraio 1992, n. 128.
(3) Comma aggiunto dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 15 ottobre 2007, n. 21562 in Altalex Massimario.
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 14 giugno 2007, n. 13878 in Altalex Massimario.
Cfr. le formule "Ricorso per danno da licenziamento illegittimo" e Ricorso per danno da demansionamento, tratte daFormularioCivile,it.
(Deposito del ricorso e decreto di fissazione dell'udienza)
(1) Comma aggiunto dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80.
(Costituzione del convenuto)
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 15 maggio 2007, n. 11108, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 18 maggio 2007, n. 11631, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 9 ottobre 2007, n. 21073 e Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 6 ottobre 2009, n. 21311 in Altalex Massimario.
(Costituzione e difesa personali delle parti)
Può proporre la domanda anche verbalmente davanti al giudice (1) che ne fa redigere processo verbale.
Art. 417-bis.
(Notificazione della domanda riconvenzionale)
Il decreto che fissa l'udienza deve essere notificato all'attore a cura dell'ufficio, unitamente alla memoria difensiva, entro dieci giorni dalla data in cui è stato pronunciato.
Art. 419. (1)
(Intervento volontario)
(1) La Corte costituzionale con sentenza 29 giugno 1983, n. 193 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo nella parte in cui, ove un terzo spieghi intervento volontario, non attribuisce al giudice il potere-dovere di fissare - con il rispetto del termine di cui all'art. 415, comma 5 (elevabile a quaranta giorni allorquando la notificazione ad alcune delle parti originarie contumaci debba effettuarsi all'estero) - una nuova udienza, non meno di dieci giorni prima della quale potranno le parti originarie depositare memorie, e di disporre che, entro cinque giorni, siano notificati alle parti originarie il provvedimento di fissazione e la memoria dell'interveniente, e che sia notificato a quest'ultimo il provvedimento di fissazione della nuova udienza.
(Udienza di discussione della causa)
Nell'udienza fissata per la discussione della causa il giudice interroga liberamente le parti presenti, tenta la conciliazione della lite e formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. La mancata comparizione personale delle parti, o il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio. Le parti possono, se ricorrono gravi motivi, modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate, previa autorizzazione del giudice (1).
Le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia [c.p.c. 84]. La mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da parte del procuratore è valutata dal giudice ai fini della decisione.
(1) Comma così modificato dall’art. 31, comma 4, L. 4 novembre 2010, n. 183 e, successivamente, dall’art. 77, comma 1, lett. b), D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.
Cfr. Trib. Roma, sez. XIII, sentenza 29 marzo 2007 in Altalex Massimario.
Art. 420-bis. (1)
(Accertamento pregiudiziale sull'efficacia,
Art. 421. (1)
(1) Articolo così modificato dal D.L. 25 giugno 2008, n. 112.
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 24 ottobre 2007, n. 22305 e Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 9 settembre 2009, n. 19422 in Altalex Massimario.
(Registrazione su nastro)
(Ordinanze per il pagamento di somme)
(Assistenza del consulente tecnico)
(Richiesta di informazioni e osservazioni alle associazioni sindacali)
Art. 426. (1)
(Passaggio dal rito ordinario al rito speciale)
Il giudice (2), quando rileva che una causa promossa nelle forme ordinarie riguarda uno dei rapporti previsti dall'articolo 409, fissa con ordinanza l'udienza di cui all'articolo 420 e il termine perentorio entro il quale le parti dovranno provvedere all'eventuale integrazione degli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti in cancelleria.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 14 gennaio 1977, n. 14 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 426 del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 1, della legge 11 agosto 1973, n. 533 (sul nuovo rito del lavoro), e dell'articolo 20 della legge medesima nella parte in cui, con riguardo alle cause pendenti al momento dell'entrata in vigore della legge, non è prevista la comunicazione anche alla parte contumace dell'ordinanza che fissa la udienza di discussione ed il termine perentorio per l'integrazione degli atti.
(2) La parola "pretore" è stata sostituita dalla parola "giudice" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(Passaggio dal rito speciale al rito ordinario)
Il giudice (1), quando rileva che una causa promossa nelle forme stabilite dal presente capo riguarda un rapporto diverso da quelli previsti dall'articolo 409, se la causa stessa rientra nella sua competenza dispone che gli atti siano messi in regola con le disposizioni tributarie, altrimenti la rimette con ordinanza al giudice competente, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con il rito ordinario.
(Incompetenza del giudice)
Quando l'incompetenza sia stata eccepita o rilevata ai sensi del comma precedente, il giudice rimette la causa al tribunale (1) in funzione di giudice del lavoro, fissando un termine perentorio non superiore a trenta giorni per la riassunzione con rito speciale.
Art. 429. (1)
(Pronuncia della sentenza)
(Deposito della sentenza)
(Esecutorietà della sentenza)
La sospensione disposta a norma del comma precedente può essere anche parziale e, in ogni caso, l'esecuzione provvisoria resta autorizzata fino alla somma di € 258,23.
Il giudice di appello può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa in tutto o in parte quando ricorrono gravi motivi. (1)
(Valutazione equitativa delle prestazioni)
(Giudice d'appello)
L'appello contro le sentenze pronunciate nei processi relativi alle controversie previste nell'articolo 409 deve essere proposto con ricorso davanti alla corte di appello (1) territorialmente competente in funzione di giudice del lavoro.
(1) Le parole "al tribunale" sono state sostituite dalle parole "alla corte di appello" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Cfr. la formula "Ricorso in appello avverso sentenza del Tribunale in funzione di giudice del lavoro", tratta da FormularioCivile.it.
(Deposito del ricorso in appello)
Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della corte di appello (2) entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, oppure entro quaranta giorni nel caso in cui la notificazione abbia dovuto effettuarsi all'estero.
(2) Le parole "del tribunale" sono state sostituite dalle parole "della corte di appello" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(Decreto del presidente)
Il presidente della corte di appello (1) entro cinque giorni dalla data di deposito del ricorso nomina il giudice relatore e fissa, non oltre sessanta giorni dalla data medesima, l'udienza di discussione dinanzi al collegio.
L'appellante, nei dieci giorni successivi al deposito del decreto, provvede alla notifica del ricorso e del decreto all'appellato. (2)
(1) Le parole "del tribunale" sono state sostituite dalle parole "della corte di appello" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 (Altalex).
Cfr. Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 5 settembre 2008, n. 22536 in Altalex Massimario.
(Costituzione dell'appellato e appello incidentale)
Art. 436-bis. (1)
(Inammissibilità dell'appello e pronuncia)
(Deposito della sentenza di appello)
(Cambiamento del rito in appello)
(1) Le parole "Il tribunale" sono state sostituite dalle parole "La corte di appello" dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(Consulente tecnico in appello)
(Controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie)
Cfr. le formule "Ricorso per la reintegrazione della pensione di invalidità civile" e "Ricorso per il risarcimento del danno da infortunio in itinere ", tratte da FormularioCivile.it.
(Rilevanza del procedimento amministrativo)
La domanda relativa alle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie di cui al primo comma dell'articolo 442 non è procedibile se non quando siano esauriti i procedimenti prescritti dalle leggi speciali per la composizione in sede amministrativa o siano decorsi i termini ivi fissati per il compimento dei procedimenti stessi o siano, comunque, decorsi centottanta giorni dalla data in cui è stato proposto il ricorso amministrativo.
Le controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie indicate nell’articolo 442 sono di competenza del tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione ha la residenza l’attore. Se l’attore è residente all’estero la competenza è del tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione l’attore aveva l’ultima residenza prima del trasferimento all’estero ovvero, quando la prestazione è chiesta dagli eredi, nella cui circoscrizione il defunto aveva la sua ultima residenza. (1)
(1) L’ultimo periodo di questo comma è stato aggiunto dall’art. 46, comma 23, della L. 18 giugno 2009, n. 69.
Cfr. Cass. Civ., SS.UU., sentenza 9 aprile 2008, n. 9166 in Altalex Massimario.
(1) Articolo aggiunto dal numero 1) della lettera b) del comma 1 dell'art. 38, D.L. 6 luglio 2011, n. 98, coordinato con L. di conversione 15 luglio 2011, n. 111. Tali disposizioni si applicano dal 1 gennaio 2012.
(Istituti di patronato e di assistenza sociale)
Art. 447-bis. (1)
(Norme applicabili alle controversie in materia di locazione,
Le controversie in materia di locazione e di comodato di immobili urbani e quelle di affitto di aziende sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, 422, 423, primo e terzo comma, 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo e secondo comma, 430, 433, 434, 435, 436, 436-bis, 437, 438, 439, 440, 441, in quanto applicabili. (2)
(1) Articolo aggiunto dall'art. 70, L. 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Il comma che recitava: "Le controversie di cui all'art. 8, secondo comma, n. 3), sono disciplinate dagli articoli 414, 415, 416, 417, 418, 419, 420, 421, primo comma, c.p.c. e artt. 422, 423, primo comma e terzo comma, c.p.c. e artt. 424, 425, 426, 427, 428, 429, primo comma e secondo comma, c.p.c. e artt. 430, 433, 434, 435, 436, 437, 438, 439, 440, 441 c.p.c., in quanto applicabili." è stato così sostituito dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51. Successivamente le parole: "436-bis" sono state aggiunte dall’art. 54, D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con L. 7 agosto 2012, n. 134. Ai sensi dell'art. 54 cit., co. 2, le disposizioni del presente articolo si applicano ai giudizi di appello introdotti con ricorso depositato o con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
(3) Il periodo che recitava: "Per le controversie relative ai rapporti di cui all'articolo 8, secondo comma, numero 3), è competente il giudice del luogo dove si trova la cosa." è stato soppresso dal D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 448. (1)
(Rimessione al collegio)
(1) L'articolo che recitava: "Il giudice istruttore nel rimettere la causa al collegio per la discussione fissa l'udienza di cui all'articolo 190 entro i venti giorni successivi.
Nei processi riguardanti controversie di cottimo, il termine è ridotto a metà e la sentenza deve essere pubblicata all'udienza di discussione." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 449. (1)
(Disposizioni sulle spese)
(1) L'articolo che recitava: "Nelle cause di valore non superiore alle lire duemila non possono essere posti a carico del soccombente gli onorari dell'avvocato dal quale l'altra parte si è fatta assistere.
Nelle cause di valore superiore alle lire duemila, il giudice, quando condanna alle spese, determina, secondo le circostanze, se in esse siano da comprendere, in tutto o in parte, gli onorari dell'avvocato." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 450. (1)
(1) L'articolo che recitava: "L'appello contro le sentenze pronunciate nei processi relativi a controversie previste nell'articolo 429 deve essere proposto davanti alla sezione della corte d'appello che funziona come magistratura del lavoro, la quale è integrata da due consiglieri designati dal primo presidente in sostituzione degli esperti.
Anche quando il giudizio di primo grado si è svolto con rito ordinario, se la sentenza è impugnata perché il pretore o il tribunale ha ritenuto che il rapporto dedotto in giudizio non rientra fra quelli previsti nell'articolo 429, l'appello deve essere proposto alla sezione speciale e, se è proposto in forma incidentale davanti al giudice ordinario, questi, con ordinanza, rimette il processo alla sezione speciale." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 451. (1)
(1) L'articolo che così recitava: "La sezione della corte di cui all'articolo precedente, se ritiene che il procedimento in primo grado non si è svolto secondo il rito prescritto, provvede, quando occorre, a norma degli articoli 445 e 446." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 452. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Sono inappellabili le sentenze che hanno deciso una controversia di valore non superiore a lire cinquemila." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(1) L'articolo che recitava: "Quando l'appello riguarda decisioni fondate su accertamenti compiuti da consulenti tecnici, è obbligatoria la nomina del consulente tecnico." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(1) L'articolo che recitava: "Contro le sentenze pronunciate secondo il rito speciale, si può proporre ricorso per cassazione a norma del n. 3 dell'art. 360 anche per violazione o falsa applicazione delle disposizioni dei contratti collettivi e delle norme equiparate." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 455. (1)
(Arbitrato dei consulenti tecnici)
(1) L'articolo che recitava: "Quando la controversia ha contenuto prevalentemente tecnico, le parti, d'accordo, possono chiedere al giudice che la decisione sia rimessa al consulente tecnico, oppure a un collegio composto dal consulente tecnico nominato d'ufficio, che lo presiede, e dai consulenti tecnici delle parti.
Il giudice provvede con ordinanza, assegnando ai consulenti un termine perentorio per la pronuncia del lodo." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(Pronuncia dei consulenti tecnici)
(1) L'articolo che recitava: "I consulenti tecnici decidono secondo equità.
Il lodo deve essere depositato, a pena di nullità, nel termine di cui all'articolo precedente, nella cancelleria dell'ufficio al quale appartiene il giudice che ha rimesso la decisione ai consulenti, ed è dichiarato esecutivo con decreto del pretore o del presidente del tribunale.
Contro il decreto che nega l'esecutorietà è ammesso reclamo mediante ricorso a norma dell'articolo 825 ultimo comma al presidente della sezione della corte d'appello indicata nell'articolo 450." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 457. (1)
(Decadenza dei consulenti tecnici)
(1) L'articolo che recitava: "Se il lodo non è depositato nel termine di cui all'art. 455, secondo comma, il giudice che ha disposto la rimessione, su istanza della parte più diligente, pronuncia la decadenza e provvede sulla causa.
Se l'istanza non è proposta entro sei mesi dalla scadenza del termine suddetto, il processo si estingue." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(Impugnazione delle sentenze dei consulenti)
(1) L'articolo che recitava: "Le sentenze dei consulenti sono impugnabili a norma degli articoli 827 e seguenti, in quanto applicabili, davanti alla sezione della corte d'appello indicata nell'articolo 450." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(1) L'articolo che recitava: "Si osservano le disposizioni del presente capo nei processi relativi a controversie derivanti dall'applicazione delle norme relative alle assicurazioni sociali, agli infortuni sul lavoro industriale e agricolo, alle malattie professionali, agli assegni familiari e ad ogni altra forma di previdenza e di assistenza obbligatorie inerenti ai rapporti indicati nell'articolo 429.
Si osservano le norme del capo secondo di questo titolo per le controversie tra lavoratori e datori di lavoro relative all'inosservanza da parte di questi ultimi degli obblighi di assistenza e previdenza derivanti da contratti collettivi di lavoro o norme equiparate." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 460. (1)
(Improponibilità della domanda)
(1) L'articolo che recitava: "La domanda relativa a controversie previste nel presente capo non può essere proposta, se non quando sono esauriti i procedimenti prescritti dalle leggi speciali per la composizione in sede amministrativa o sono decorsi i termini ivi fissati per il compimento dei procedimenti stessi." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 461. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Le controversie indicate nell'articolo 459 primo comma sono di competenza del tribunale.
Per le controversie relative al diritto alle prestazioni previdenziali o assistenziali dei lavoratori o loro aventi causa, in materia di infortuni sul lavoro e di malattie professionali, è competente il tribunale del luogo in cui è avvenuto l'infortunio o si è manifestata la malattia professionale, e, per le altre controversie, il tribunale del luogo in cui ha sede l'organo locale dell'ente al quale è stata fatta la richiesta della prestazione. Se la controversia in materia di infortuni sul lavoro e di malattie professionali riguarda gli addetti alla navigazione marittima o alla pesca marittima, è competente il tribunale del luogo in cui ha sede l'ufficio del porto di iscrizione della nave.
Per le controversie relative agli obblighi dei datori di lavoro e all'applicazione delle sanzioni civili per l'inadempimento di tali obblighi, in materia di infortuni sul lavoro e di malattie professionali, è competente il tribunale nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio dell'ente al quale deve essere fatta la denuncia dei lavori ai fini dell'assicurazione, e per le altre controversie è competente il tribunale del luogo in cui si è svolto il rapporto di lavoro." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 462. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Le parti che chiedono le prestazioni possono stare in giudizio personalmente, oppure con il ministero di un procuratore legale scelto in appositi albi, e possono valersi dell'assistenza di avvocati scelti negli stessi albi." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 463. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Nei processi regolati nel presente capo, relativi a domande di prestazioni previdenziali o assistenziali, il giudice è normalmente assistito, a norma dell'articolo 441, da uno o più consulenti tecnici, scelti in appositi albi." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 464. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Si osservano nel procedimento le disposizioni degli articoli 439, 440, 441 e 448 primo comma.
Le parti possono chiedere che la decisione sia rimessa ad uno o più consulenti tecnici, a norma degli articoli 455 e seguenti." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 465. (1)
(1) L'articolo che recitava: "L'appello contro le sentenze pronunciate nelle controversie previste nell'articolo 459 si propone alla sezione della corte d'appello che funziona come magistratura del lavoro, composta nel modo indicato nell'articolo 450.
Si applica la disposizione dell'articolo 453." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 466. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Sono inappellabili le sentenze che hanno deciso una controversia di valore non superiore alle lire diecimila." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 467. (1)
(Denuncia all'associazione sindacale)
(1) L'articolo che recitava: "Le norme degli articoli 430, 431, 432 e 433 si applicano anche nelle controversie in materie regolate da norme corporative, quando l'obbligo del tentativo di conciliazione è stabilito dalle dette norme." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 468. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Nelle controversie indicate nell'articolo precedente i consulenti tecnici sono scelti possibilmente negli appositi albi." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(Intervento delle associazioni sindacali)
(1) L'articolo che recitava: "Le associazioni sindacali possono intervenire in giudizio a norma dell'articolo 443, quando si contenda sull'applicazione delle norme corporative." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 470. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Il procedimento deve essere sospeso a norma dell'articolo 444, quando pende un processo collettivo riguardante l'applicazione della norma corporativa." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 471. (1)
(1) L'articolo che recitava: "Si può proporre ricorso per cassazione a norma del numero 3 dell'articolo 360 anche per violazione o falsa applicazione delle disposizioni delle norme corporative." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 472. (1)
(Accertamento tecnico preventivo)
(1) L'articolo che recitava: "Quando la controversia riguarda le modalità di una prestazione o la qualità di una merce o altro elemento tecnico relativo a una norma corporativa, la parte può chiedere, nei modi stabiliti nell'articolo 696, che sia eseguito un accertamento tecnico preventivo." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
(Procedimento ed efficacia dell'accertamento)
(1) L'articolo che recitava: "Il presidente, il pretore o il conciliatore, quando ritiene di dovere accogliere l'istanza, nomina con decreto il consulente, scegliendolo in ogni caso nell'apposito albo. Nello stesso decreto il presidente, il pretore o il conciliatore formula i quesiti ai quali il consulente deve rispondere e gli assegna un breve termine per il compimento dell'indagine e per la presentazione della relazione.
Alle risposte del consulente si applica la disposizione dell'articolo 442 ultimo comma." è stato abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.