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Timestamp: 2020-08-15 16:18:57+00:00
Document Index: 34510472

Matched Legal Cases: ['art. 227', 'art. 3', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 243', 'art.1']

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Acquappesa, Approvazione rendiconto 2019, interviene la minoranza consiliare
Consiglio Comunale del 27 luglio 2020, intervento del Gruppo Consiliare Cambiamenti sul punto n.2 dell’ordine del giorno. Approvazione rendiconto 2019.
Il Consiglio Comunale si accinge a discutere oggi 27 luglio 2020, tra l’altro, il punto n. 2 all’o.d.g. ”approvazione rendiconto anno finanziario 2019”, la cui scadenza per l’approvazione in Consiglio, già fissata al 30.04.2020, è stata prorogata al 30 giugno 2020, ai sensi del Decreto Legge n. 18/2020. Ancora una volta dobbiamo registrare il ritardo con cui questo consesso si accinge ad adempiere a quanto previsto dalla norma e sempre a seguito di formale atto di diffida da parte del Prefetto di Cosenza il quale già con nota del 26.06.2020 ricordava, appunto, la scadenza del 30.06.2020 per l’approvazione del rendiconto, invitando a “fornire comunicazione, entro e non oltre il giorno 7 luglio c.a., circa l’adozione del provvedimento di approvazione del rendiconto finanziario 2019”. Invito completamente ignorato, tanto che in data 15/07/2020 Prot. nr. 0066399, il Prefetto di Cosenza ha formalmente “diffidato” l’Ente, giusta nota notificata in data 16.07.2020 a tutti i Consiglieri Comunali da parte del Segretario. Nota con la quale si diffida, quindi, il Comune di Acquappesa ad adottare il provvedimento di approvazione del rendiconto entro 20 giorni dalla notifica della diffida stessa ai Consiglieri Comunali.
La mancata approvazione del rendiconto, concretizza la fattispecie prevista dall’art. 227, comma 2 bis del TUEL – D.Lgs. 267/2000 per come introdotto dall’art. 3, comma 1, lett. L) della legge n. 213 del 2012 che testualmente recita “in caso di mancata approvazione del rendiconto di gestione entro il termine prefissato, si applica la procedura prevista dal comma 2 dell’art. 141 del citato D.Lgs n 267/2000”.
Il predetto art. 141, comma 2, richiamato nella nota prefettizia, prevede il commissariamento dell’Ente e il conseguente avvio da parte del Prefetto delle procedure per lo scioglimento del Consiglio comunale.
A tutto questo occorre aggiungere che alla data del 16 luglio 2020, a consiglio comunale convocato, ancora nel fascicolo del Consiglio odierno mancava la relazione del Revisore dei Conti. Anche questa, oltre ad essere allegata alla deliberazione di giunta, doveva essere presente e a disposizione dei Consiglieri almeno 20 giorni prima della seduta di Consiglio, pena la nullità della deliberazione stessa.
Abbiamo voluto enunciare questi richiami normativi per portare a conoscenza, soprattutto dei cittadini, i rischi che sin dall’inizio di questa consiliatura, a causa di oramai consueti ritardi, si stanno correndo e che si sono corsi anche per l’approvazione degli equilibri di bilancio. Ribadiamo quanto già affermato in altre occasioni, non ricordiamo che mai in passato si siano verificati richiami del genere. Occorre che il Consiglio venga informato sulle circostanze e sui motivi che hanno portato ad adottare un provvedimento così importante, oltre che un preciso obbligo normativo, oltre i limiti massimi dettati dalle norme e dietro formale diffida del Prefetto di Cosenza. Riteniamo che il mancato rispetto dei tempi imposti dalle norme e soprattutto i continui richiami da parte del Prefetto, al rispetto delle norme e dei tempi indicati dalle stesse, ci descrive come un Comune poco serio, amministrato da persone poco serie che si arrogano il diritto di “fare un po’ come gli pare” in spregio ad ogni principio e norma.
Ebbene, il fatto che oggi 27.07.2020 si discuta in Consiglio del rendiconto 2019, e quindi in ritardo, ma nei 20 giorni di cui alla diffida del Prefetto, probabilmente non porterà allo scioglimento del Consiglio, questo lo sapremo all’esito della votazione, ma le sanzioni che ne conseguiranno sono pesantissime e di queste, coloro che approveranno questo rendiconto ne risponderanno personalmente e quindi, eventualmente, di tasca propria.
Intanto, vi ricordiamo che l’approvazione del rendiconto, oltre i termini stabiliti dalla norma, nel caso specifico oltre il 30.06.2020, comporta:
1) il divieto di assunzioni finchè perdura l’inadempimento;
2) il divieto di applicazione dell’avanzo di amministrazione;
3) L’assoggettamento ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi, poiché Ente strutturalmente deficitario.
Ricordiamo anche che la tardiva approvazione del rendiconto rappresenta una grave irregolarità che di certo non sfuggirà al vaglio della Corte dei Conti per la quale, infatti, “il termine fissato al 30 aprile (nel nostro caso al 30.06) per l’approvazione definitiva del rendiconto costituisce solo un termine finale rimanendo impregiudicata la possibilità di anticipare gli adempimenti presupposti e, quindi, di organizzare per tempo anche le relative attività. Viceversa, la non tempestiva approvazione del rendiconto può costituire un sintomo obiettivo di criticità o di difficoltà dell’Ente locale, non solo di tipo organizzativo amministrativo, ma anche di fare corretta applicazione della normativa e dei principi contabili che disciplinano la materia “(Corte dei Conti deliberazione nr. 67/2019/PRSP Sez. Molise). Da ciò ne discende
l’importanza del rispetto del termine in quanto “il rendiconto costituisce un imprescindibile riferimento per gli eventuali interventi sulla gestione in corso d’esercizio e per la successiva programmazione finanziaria”(Corte dei Conti Sez. Lombardia n. 10/2018/PRSE e 32/2019 PRSE).
Ma entriamo nel merito del rendiconto 2019, e lo facciamo con la consapevolezza di non poter essere esaustivi considerato, appunto, che non essendo esperti contabili, il risicato tempo concessoci per poter analizzare, studiare, esaminare, confrontare i dati di cui alla relazione con la documentazione in nostro possesso ed acquisita sin dall’ inizio della consiliatura, non è affatto sufficiente.
Ma partiamo proprio dalla relazione del Revisore dei Conti, il quale insediatosi solo il 05.06.2020 si è trovato nella condizione di dover redigere una relazione sulla base di dati omessi o forniti in maniera parziale.
Riferisce, infatti, il Revisore nella relazione stessa che, dopo sollecito del 29.06.2020, solo in data 09.07.2020 riceveva la delibera di Giunta con la quale veniva approvata la proposta della delibera di consiglio per l’approvazione del rendiconto e lo schema di rendiconto con annessi documenti obbligatori.
Il revisore, tra le altre cose, rileva che
1) L’Ente Non ha provveduto ad inviare la documentazione richiesta alla Corte dei Conti e richiesta con nota del 10.04.2019.
2) Non ha provveduto all’obbligo di pubblicazione sul sito dell’amministrazione i rilievi mossi dalla Corte dei Conti nel 2018.
3) Ha ricevuto anticipazioni di Liquidità di cui al DL 35/2013.
4) È da considerarsi strutturalmente deficitario e dovrà essere soggetto ai controlli di cui all’art. 243 del Tuel.
5) esiste un disavanzo da ripianare dal 2021.
6) Non ha provveduto al riconoscimento e finanziamento di debiti fuori bilancio.
7) Non ha assicurato, per l’anno 2019, la copertura minima dei costi dei Servizi a domanda individuale.
8) Non ha provveduto alla restituzione dell’anticipazione di tesoreria che al 31.12.2019 risultava essere utilizzata e non estinta per E. 960,739,66 generando interessi per Euro 25.483,70.
9) Non ha adottato misure per garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture, appalti. L’indicatore non è stato indicato perché il Responsabile dei Servizi finanziari ha dichiarato che la mancata allegazione dipende dall’impossibilità di estrapolare dal programma di contabilità tale indicatore (!!!).
10) la percentuale di riscossione in conto competenza dei primi tre titoli delle Entrate è preoccupante.
11) manca la istituzione del Fondo pluriennale vincolato per il 2019.
12) il risultato di amministrazione per il 2019 è di – 5.169.699,27 euro.
13) esiste una grossa massa di residui attivi, probabilmente inesigibili, mai stralciati e di residui passivi. I dati si riferiscono al solo anno 2019 poiché il Responsabile del Servizio finanziario comunicava in datata 17.07.2020 che era impossibile estrarre i relativi dati riferiti agli altri anni dalla piattaforma (!!!). Il fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta ad Euro 2.713.232,98 (solo il 38%?), rispetto a euro 9.465.403,72 di residui attivi risultanti dal rendiconto.
14) L’Ente ha registrato nel corso dell’anno 2019 un peggioramento del disavanzo di amministrazione rispetto all’esercizio precedente.
15) Il totale del debito contratto dall’Ente è pari ad Euro 4.629.585,72, somma dalla quale è esclusa le anticipazioni di liquidità ricevute dall’Ente. L’ammontare degli oneri complessivi per indebitamento (interessi mutui, etc) sono pari ad €. 241.513,49. L’andamento del debito per l’annualità 2017/2018 non viene riportato perché il Responsabile del Servizio non è riuscito ad estrapolare i suddetti dati (!!!).
16) Errata imputazione in conto competenza del canone 2018 e 2019 relativo alla locazione del compendio termale, con maggiore accertamento del canone 2019 di E. 24.764,38.
17) Per le spese del personale dipendente 2019 l’organo di revisione non è riuscito ad accertare se l’obbligo di riduzione della spesa del personale, rispetto al triennio 2011/2013 sia stato rispettato, poiché il responsabile del Servizio Rag. Gamba non è riuscito a reperire il dato medio del triennio.(!!!)
18) Non risulta allegato al rendiconto lo stato patrimoniale dell’Ente. Il Responsabile del Servizio ha dichiarato che il Comune di Acquappesa non ha mai provveduto ad istituire il conto del patrimonio né ha aggiornato il proprio inventario.(!!!)
Ebbene sarebbe sufficiente fermarsi qui per constatare che tutto ciò che questo gruppo ha evidenziato e sostenuto – non solo in campagna elettorale, ma in tutti gli atti prodotti sino a oggi, ai quali si rimanda la lettura, in particolare all’intervento fatto nel Consiglio Comunale nel quale si discuteva sugli equilibri di bilancio- aveva ed ha fondamento e non trattasi di “capricci” o spirito “polemico”. Rilievi nel merito ripetuti all’infinito, puntualmente ignorati, riportati punto per punto dal Revisore dei Conti.
Cosa siamo venuti a fare noi oggi?
Siamo venuti a discutere di un rendiconto redatto senza le fondamentali basi numeriche e senza avere contezza del reale valore numerico, dati non forniti dall’ ufficio finanziario neppure al Revisore dei Conti.
Omissioni giustificate con le più disparate e poco credibili motivazioni.
A supporto di tale tesi ci preme far rilevare che nonostante al revisore sia stato comunicato che non era possibile fornire dati anche rispetto al rimborso di prestiti e interessi sui mutui pagati nel 2017/2018 ci chiediamo come si è potuto rinegoziare i mutui con cassa depositi e prestiti, di cui alla determina 171 del 2020 del 26.05.2020, se non se ne conoscevano i relativi dati?
Se fossero state fornite tutte le informazioni, correttamente, il Revisore dei Conti avrebbe lasciato immutata la sua relazione? Ed il suo Parere?
Perché non si è provveduto agli adempimenti di cui ai punti 1) e 2)?
Nella relazione si legge che non si è provveduto a riconoscere e a finanziare i debiti fuori bilancio, ma chiediamo e quei debiti fuori bilancio di cui ha riferito l’Ex Sindaco Maritato nella relazione di fine mandato? E quegli straordinari da riconoscere come tali e riportati in alcune determine? Sono stati riconosciuti? Sono stati pagati? Noi abbiamo già acquisito la documentazione e ci riserviamo di meglio dedurre sul punto.
Andiamo poi al punto relativo all’inventario. Si dichiara l’assenza dello stato patrimoniale ed il mancato aggiornamento dell’inventario, ma nel rendiconto si legge il relativo dato contabile. Ed allora o c’è o non c’è!!! E poi con determina del Responsabile del Servizio si affida la redazione alla modica cifra di circa €. 6.000,00. Ebbene, risulta ai sottoscritti, invece, che l’inventario esiste ed è stato redatto nel 2018, di cui voi dovreste essere a conoscenza, giusta affidamento alla ditta “Soluzioni aziende e P.A srls con sede in Diamante con determina del responsabile dell’allora Servizio Finanziario n. 49 del 28.12.2017 con la quale si dà incarico di provvedere alla redazione dell’inventario e di tutti le voci dello stato patrimoniale, redazione del conto economico e del conto del patrimonio. Non era il caso, dunque, di affidare eventualmente una semplice integrazione a quello già esistente, fatto appena due anni fa, con sicuro risparmio di denaro? Si è provato a richiedere al Gestore del Software la possibilità di aggiungere il relativo modulo e procedere all’integrazione con personale degli uffici?
Ma il dato preoccupante e rilevato dal Revisore dei conti è il continuo ricorso alla anticipazione di liquidità. Dato preoccupante proprio nell’anno 2019 in cui non solo vi è stato un incremento dell’importo, ma vi è stato l’intero utilizzo e la mancata restituzione. A fronte di tale dato dobbiamo aggiungere la circostanza secondo cui anche per il 2020 si sta utilizzando lo stesso metodo. Si è già richiesta una anticipazione di tesoreria per il 2020 con delibera di giunta n. 10 del 09.01.2020 pari ad €. 1.458.891,00 già totalmente utilizzata.
Alla data odierna risulta una cassa pari ad €. 74. 637,60
Perché mai non sono stati stralciati i residui attivi relativi alle poste di dubbia esigibilità? E che senso ha mantenere residui passivi ante 2016 considerato che tali debiti sono stati ricompresi nel c.d D.L. 35?
Ed ancora, sulla situazione di cassa al 01.01.2019 la consistenza di cassa è pari ad Euro 117.102,60, di cui decrementi per pagamenti vincolati pari ad €uro 79.767,18, e fondi a vincolo per Euro 37.335,42. La consistenza di cassa al 31.12.2019 è pari ad €uro 37.335,42. E’possibile che non vi sono stati trasferimenti statali nel 2019 destinati a opere o altro e quindi a vincolo? Dalle risultanze documentali da noi acquisite risulta diversamente…
Il Revisore dei Conti, giustamente, si sofferma sulle criticità derivanti dalla continua mancanza di liquidità e dal continuo ricorso, per sopperire a tale mancanza, all’anticipazione di cassa. Pone l’accento, oltre che sull’esagerata massa di residui attivi e passivi, sulla difficoltà dell’Ente ad incassare i tributi. Ma il lavoro di riaccertamento dei residui per singolo tributo, così come lo stralcio dei residui attivi obsoleti ed inesigibili, era un lavoro da farsi nell’immediatezza per iniziare a far quadrare i conti. Oltretutto, ci si pone in un atteggiamento più critico rispetto alla riscossione dei proventi di cui al titolo I ( imu, tasi etc) che invece rappresenta un riscosso del 59%, certo sempre bassa come percentuale, ma comunque riscossa. Nell’anno 2019 si è registrato il dato peggiore in riferimento alla capacita di riscossione rispetto agli anni precedenti. Ricordiamo, per inciso, che sono stati addirittura liquidati, dei premi al personale dipendente addetto all’ufficio tributi per aver raggiunto alti livelli di riscossione per gli anni precedenti al 2019, si ritiene, senza dubbio meritati…, ma i due dati cozzano tra loro!
La percentuale del 71% è stata raggiunta in riferimento al titolo II, nel quale rientrano i trasferimenti correnti ( stato, regioni etc), e quindi qui forse c’è la risposta alla domanda di cui sopra.
Il titolo terzo è al 21%.
Il titolo IV, invece, si attesta al 29%.
Nel titolo III, (risultato peggiore 21%) rientrano i proventi delle sanzioni amministrative irrogate per violazione al Codice della Strada il cui corrispondente residuo attivo è pari a 606.968,16 Euro all’01.01.2019 di cui nessuno riscosso nel 2019, nessuno eliminato o riaccertato.
Ed arriviamo, poi, alle spese per il personale. In relazione a tale voce di spesa il Revisore dei conti non è stato in grado di stabilire se per l’anno 2019 è stato rispettato l’obbligo di riduzione della spesa di personale disposto dall’art.1 c. 557 L. 296/2006 rispetto al triennio 2011/2013 poiché il Responsabile del servizio non ha potuto reperire il dato medio del triennio. Con la solita nota… il medesimo motivo : il cambio del sistema informativo…
Ricordiamo, però, a mente, che nel deliberare le assunzioni, anche in convenzione con altri Comuni, è stato dichiarato il rispetto del dato.
Cosi come con delibera di giunta n. 65 del 20.09.2019 si è provveduto alla rideterminazione della pianta organica con approvazione del piano triennale dei fabbisogni di personale 2020/2022, nel quale si è prevista nell’anno 2020 l’assunzione di 7 profili nell’area vigilanza, amministrativa, tecnica. Il ricorso a convenzioni per l’area ragioneria e tributi, e addirittura la progressione verticale per la copertura del posto D1 area vigilanza. La delibera riporta la seguente dicitura “VERIFICATO il rispetto del tetto di spesa del personale e dei vincoli assunzionali”.
Ricordiamo, altresì, che si è provveduto nel corso del 2019, così come nel corso del 2020 e che saranno oggetto di specifica interrogazione, alla integrazione oraria degli LSU, integrazione che grava interamente sul bilancio comunale e anche in quel caso è stato dichiarato il rispetto del tetto di spesa per il personale e dei vincoli assunzionali. Dunque, delle due l’una! O il dato c’è oppure non c’è…E se non c’è come si è potuto provvedere all’assunzione, seppure in convenzione? ed alla integrazione oraria degli LSU? Senza il previo parere del Revisore dei Conti?
E siamo più che certi che il prossimo futuro, sul punto, ci riserverà non poche sorprese…
La caratteristica di Ente strutturalmente deficitario comporta il divieto di assunzione e la conseguente caducazione dei rapporti lavorativi posti in essere in violazione dei parametri imposti dalla legge. Questo gruppo ha già a suo tempo sollevato i suddetti problemi proprio in merito alle due assunzioni effettuate in convenzione con altri Comuni e che sono state effettuate da questa maggioranza.
Da ultimo, ma non meno importante rileviamo un errore nel calcolo totale dei residui e presenti nell’elenco allegato alla delibera di riaccertamento dei residui N. 46 del 30.06.2020. Nel suddetto allegato il dato riportato come totale residui attivi è: Riscosso 6.543,024,03; da riscuotere 2.079.003,80 per un totale accertato di €. 8622.027,83. Nel rendiconto, invece, il dato riportato in totale alla voce residui attivi è 9.465.403,72. Poiché l’atto di riaccertamento dei residui è atto prodromico, presupposto necessario per la redazione e approvazione del rendiconto, riteniamo che la mancata coincidenza dei dati, circostanza peraltro già riferita al Responsabile del Servizio finanziario, infici l’intero procedimento di approvazione del presente rendiconto.
Considerato il già chiaro stato deficitario dell’Ente, aggravatosi proprio nell’anno 2019, riteniamo che la gestione amministrativa e contabile in questo anno di consiliatura sia stata disastrosa e proseguendo sulla strada intrapresa, fatta di sprechi, sperperi, assunzioni leggere, e non utili proprio sotto il profilo della performance, arriveremo a brevissimo, ma noi riteniamo che acquisiti i dati omessi già lo siamo, alla dichiarazione di dissesto!
Il dato più preoccupante concerne proprio il ricorso continuo alla anticipazione di cassa. Riteniamo, oltretutto, che al pari di altri Comuni anche il Comune di Acquappesa abbia richiesto l’anticipazione di liquidità prevista dal D.L.34/2020, di cui in questa sede chiediamo contezza, non essendoci atti pubblicati, e se, malauguratamente, la risposta dovesse essere affermativa, continuando con questo tipo di gestione ci avvieremo senz’altro ad essere risucchiati nel baratro.
Anticipando voto contrario all’approvazione del rendiconto 2019 chiediamo ai colleghi di maggioranza, alla luce della relazione del Revisore dei Conti, di votare con consapevolezza e nella consapevolezza che i rilievi mossi da questo gruppo e di cui al presente intervento sono tutti più che fondati.
Il Gruppo Consiliare “Cambiamenti”
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