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Timestamp: 2019-01-24 00:38:52+00:00
Document Index: 150446951

Matched Legal Cases: ['art.8', '§ 1', 'art. 11', '§ 2', 'art. 8', 'art.11', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'e contrario']

Il parere del CNPI sulla riforma dei cicli |
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Il parere del CNPI sulla riforma dei cicli
Prot. n. 1909
Oggetto: Bozza di Regolamento recante norme in materia di curricoli della scuola di base, ai sensi dell’art.8 del d.P.R. n. 275/99
Vista la nota prot. n.8788/DM del 26 febbraio 2001 con la quale il Ministro della P.I. ha chiesto il parere del C.N.P.I. in merito all’argomento in oggetto;
Visti la relazione della Commissione redazionale, sulla base dei lavori preliminari dei Comitati Orizzontali per la Scuola Materna, Elementare, Media, Superiore e per gli Istituti di Istruzione Artistica, appositamente convocati per l’esame istruttorio in merito all’argomento in oggetto specificato;
Visti gli artt. 24 e 25 del Decreto Legislativo n. 297 del 16-4-1994;
§ 1 IL PERCORSO ISTRUTTORIO
Il percorso proposto dall’Ufficio di Presidenza per l’istruttoria del presente parere, ha inteso garantire – attraverso l’iniziale lavoro dei 5 Comitati Orizzontali – il massimo coinvolgimento di tutti i Consiglieri, compatibilmente con la complessità e la delicatezza della materia affrontata e – soprattutto – con l’obiettiva limitatezza dei tempi (45 gg.) che la vigente normativa assegna a tutti gli Organi Collegiali funzionanti presso le pubbliche Amministrazioni per il perfezionamento dei richiesti pareri.
Il lavoro dei Comitati Orizzontali, che si sono dati autonome modalità organizzative e funzionali, è partito da una prima ricognizione dei testi (schema di Regolamento e Documento allegato contenente gli indirizzi curricolari), seguita da analisi e valutazioni, tutte puntualmente registrate e acquisite agli Atti del CNPI, grazie anche all’impegno di verbalizzazione affidato al personale dell’Amministrazione a ciò specificamente preposto.
Nel corso di questa prima fase istruttoria, il Comitato Orizzontale per la Scuola Secondaria Superiore e il Comitato Orizzontale relativo agli Istituti di Istruzione Artistica , ai quali era stata contestualmente assegnata anche l’istruttoria del parere sullo schema di Decreto di modifica e integrazione del D.I. n°234/2000, hanno chiesto specifiche audizioni ad “esperti” dell’Amministrazione P.I., onde poter acquisire elementi di informazione e chiarimenti sui contenuti dei provvedimenti sottoposti al parere del CNPI. Alle suddette richieste è stato dato sollecito riscontro da parte dell’Amministrazione.
Ciascun Comitato, inoltre, ha designato nel proprio seno un Gruppo ristretto che, unitamente all’Ufficio di Presidenza, ha costituito il Comitato redazionale con l’incarico di portare a sintesi il preliminare lavoro dei Comitati, predisponendo la presente bozza di parere.
Questa scelta di percorso, finalizzata al massimo coinvolgimento possibile dell’intero Consiglio fin dalle fasi istruttorie, si fonda anche su considerazioni di natura culturale e professionale.
Lo schema di Regolamento e il Documento allegato si riferiscono prevalentemente, in questa “prima” fase di avvio “graduale” di progressiva attuazione della legge-quadro di riordino dei cicli scolastici, all’impianto curricolare della scuola di base settennale.
Il Capitolo I dell’Allegato (Il senso della riforma) articolato in 6 punti, costituisce, tuttavia, una sorta di Premessa Generale comune all’intero sistema educativo di istruzione, riferita anche all’impianto dei successivi curricoli della rinnovata Scuola Secondaria, per la definizione dei quali le Risoluzioni di indirizzo parlamentari hanno indicato un termine più disteso, fissato al dicembre del 2001.
Nell’ottica di un percorso curricolare fondato sui criteri dell’unitarietà, della coerenza, della continuità, della flessibilità e della progressività , qualsiasi riflessione di merito riferita ai vari “segmenti” del sistema di istruzione e formazione non può ragionevolmente prescindere da una “visione d’insieme” che il contestuale coinvolgimento di 5 Comitati Orizzontali ha inteso intenzionalmente garantire.
Ciò vale per la scuola secondaria e ancor più per la scuola dell’infanzia, inserita “…a pieno titolo nel sistema educativo nazionale di istruzione e formazione”, come definito dalla Legge di riordino.
Per questo “segmento”, nella prospettiva dell’immediata attuazione della legge, è stato predisposto dall’Amministrazione un provvedimento specifico, (del quale – peraltro – il C.N.P.I. aveva sollecitato l’emanazione con un ordine del giorno votato nella precedente seduta plenaria), che ne configura e rafforza l’autonoma identità istituzionale e che intende tradurre in concrete azioni istituzionali e normative gli impegni assunti in sede legislativa, parlamentare e governativa per la generalizzazione e la qualificazione della scuola dell’infanzia nel quadro del sistema pubblico, statale e paritario.
Il suddetto provvedimento, contestualmente assegnato per la istruttoria del relativo parere al Comitato Orizzontale della Scuola Materna, si sostanzia in un progetto nazionale triennale di innovazione degli ordinamenti della scuola dell’infanzia, ai sensi dell’art. 11 del D.P.R. 275/99, e per il quale nella seduta del 10 aprile 2001 il C.N.P.I., proponendo proposte emendative, ha espresso parere favorevole.
§ 2 VALUTAZIONI E OSSERVAZIONI GENERALI
A. Principi ispiratori della riforma
1. Il profilo di scuola
Sembra ad alcuni che si validi un’idea di scuola come strumento utile e funzionale al mondo delle professioni, dei servizi e delle imprese: una concezione di scuola basata su un modello funzionalista dei saperi, priva di respiro pedagogico e culturale, fondata su motivazioni di carattere socio-politico e non psicopedagogico, con tutte le conseguenze negative di questa scelta.
Sembra invece ad altri che proprio nella premessa alle indicazioni curricolari si ragioni di un principio educativo che parta dalla centralità del soggetto che apprende e che si ponga il compito di formare gli alunni ad essere persone libere e responsabili, capaci di iniziativa, consapevoli delle loro responsabilità. In questa chiave anche il possesso di conoscenze e competenze che la scuola è tenuta a garantire diventa funzionale ” alla maturazione della identità personale, all’educazione a diventare liberi cittadine e cittadini di una Nazione antica e rinnovata quale è l’Italia della Repubblica”.
La Commissione rileva che, nell’impianto proposto, il bilanciamento tra l’orario della quota obbligatoria nazionale e della quota obbligatoria riservata alle scuole pare coerente con l’impianto disegnato dall’autonomia , così come è stato recepito e inteso dalle scuole. Il concetto stesso di curricolo, inteso come attuazione e costruzione da parte della scuola dell’intero progetto educativo, a partire dalle indicazioni nazionali, sembrerebbe andare in questa direzione, soprattutto nella misura in cui si affida alla responsabilità culturale e progettuale di tutti i soggetti della vita della scuola.
Ciò rende indispensabile garantire alle istituzioni scolastiche elementi di certezza normativa e risorse congrue per la realizzazione concreta dell’intero curricolo.
2. Processualità della Riforma
Nella legge di riforma è prevista una verifica triennale della efficacia e sostenibilità della riforma stessa; la Commissione condivide tale procedura perché essa riporta al soggetto primo della riforma, cioè al Parlamento, la titolarità per eventuali adeguamenti e modifiche. La Commissione rileva però che la scuola non è stata coinvolta per fornire un contributo sulle ipotesi elaborate dall’apposita Commissione ministeriale, e ciò ha reso difficile, da parte della scuola stessa, formulare proposte di modifica, in continuità con i processi di riforma già avviati, a partire dalle sperimentazioni degli istituti comprensivi e dell’autonomia.
Il documento, nel rispetto della Legge 30/2000, si propone di realizzare una sostanziale continuità del percorso complessivo dai tre ai diciotto anni, con la dovuta attenzione alla gradualità, alle tappe del percorso di apprendimento e dello sviluppo affettivo, cognitivo e relazionale di ogni allieva e allievo. Si tratta di una proposta curricolare che accompagna allieve e allievi dalla scuola dell’infanzia alla conclusione dell’intero ciclo scolastico, avendo cura di evitare ripetizioni e ridondanze, pur nel rispetto di quelle discontinuità necessarie alla maturazione delle personalità di allieve e allievi.
La Commissione ritiene necessario definire, anche per questo segmento, quanto affermato nell’art. 8 del DPR 275/99. La Commissione ritiene, comunque, positiva l’attivazione ai sensi dell’art.11 del DPR 275 di “iniziative finalizzate all’innovazione”. Tale processo va sostenuto da atti, interventi e proposte concrete tali da consentire alla scuola dell’infanzia di intraprendere un qualificato processo di riforma e di generalizzazione che contribuirà a portare elementi utili alla verifica triennale del processo di riforma stesso.
5. Scuola di base
La Commissione sottolinea l’importanza, per realizzare le finalità assegnate a questo segmento dalla Legge 30/2000, dell’indicazione – nel passaggio dal vissuto al sistema formalizzato delle conoscenze – di un percorso graduale dagli ambiti alle discipline che possa prevedere sia approcci disciplinari, sia approcci integrati alle conoscenze, nel rispetto dei tempi dell’apprendimento, della struttura delle discipline (contenuti, codici, procedure) e del loro valore formativo.
Tutto ciò anche in una eventuale ipotesi di compresenza che traduca il necessario momento di lavoro progettuale collegiale, sostanziale presupposto dell’attività di insegnamento – apprendimento.
Nel prosieguo del documento si proporranno alcune ipotesi emendative al fine di realizzare in maniera ottimale il sopra citato principio della continuità.
6. Scuola secondaria
Pur in considerazione del fatto che alcune linee di principio enunciate nella parte di premessa si riferiscono anche alla scuola secondaria, la Commissione si riserva di esprimersi nel merito, allorquando saranno approntate le relative indicazioni curricolari. La Commissione esprime, a tale proposito, disagio per il fatto di dover dare una valutazione sull’impianto complessivo senza disporre del segmento conclusivo dell’intero percorso.
Preoccupa, altresì, l’esistenza di documenti, avallati e diffusi dal Ministero, contenenti ipotesi strutturali per la scuola secondaria che sembrano voler prefigurare soluzioni, rispetto al lavoro, appena avviato sul secondo ciclo, dall’apposita Commissione ministeriale.
B. Le condizioni di fattibilità
La Commissione rileva difficoltà in relazione sia alla ristrettezza dei tempi di attuazione, sia all’esiguità delle risorse professionali, economiche e strutturali, per quanto riguarda:
la problematicità della ridefinizione dei Piani dell’offerta formativa, e della revisione dell’intera problematica attinente ai libri di testo;
l’assenza di un vero organico funzionale, strumento necessario per dare concretezza alla progettualità prevista dall’autonomia e per realizzare la stessa riforma;
la carenza di un approfondito confronto culturale con le scuole e con la società nel suo complesso;
la necessità di realizzare una informazione/ formazione in servizio che non sprechi risorse, che superi le logiche dei piani astratti e lontani dai bisogni reali, e che trovi la sua legittimazione nella autonoma capacità e operatività della scuola di collegare strettamente la crescita di una qualificata professionalità di tutti gli operatori alla costruzione/implementazione dei processi di riforma. A tal proposito si sottolinea la necessità di una formazione adeguata alle esigenze connesse all’avvio della riforma per il primo biennio del ciclo di base. Non appare infatti ipotizzabile il ricorso a “prestazioni d’opera” o allo “straordinario” o a soluzioni non saldamente ancorate a una qualificata professionalità docente. La fase di transizione dovrà garantire a tutto il personale in servizio, attraverso specifiche opportunità formative, l’acquisizione di un profilo professionale giuridicamente e funzionalmente unitario per i docenti della scuola di base, partendo da reali e personalizzate esigenze formative e tenendo conto delle competenze e delle esperienze professionali maturate;
la necessità di riorganizzare in tempi certi la rete scolastica anche attraverso la configurazione e l’adattamento funzionale delle strutture scolastiche della scuola di base;
la necessità di richiamare la funzione istituzionale della Repubblica nel garantire a tutte e a ciascuna scuola di base le stesse condizioni strutturali e infrastrutturali: risorse edilizie, attrezzature laboratoriali e adeguati materiali didattici;
la necessità di prevedere esplicitamente la possibilità di coprire la quota di competenza dell’istituzione scolastica con le professionalità necessarie e coerenti con le soluzioni previste dal piano dell’offerta formativa di ogni singola istituzione scolastica.
La Commissione ritiene necessario, in prospettiva, la definizione di una formazione iniziale di livello universitario altamente qualificata per tutto il personale docente, insegnanti tecnico-pratici compresi, condizione fondamentale per la qualità del processo di Riforma.
PARTE PRIMA : BOZZA DI REGOLAMENTO
PREMESSA AGLI EMENDAMENTI
Sulla base di quanto evidenziato nella premessa e nelle osservazioni relative alle condizioni di fattibilità del piano di attuazione della Legge 30/2000, alcuni ritengono lo schema di Regolamento inadeguato rispetto alle esigenze della scuola dell’autonomia, carente sul piano delle flessibilità e indefinito nelle risorse con cui far fronte alla quota oraria obbligatoria di curricolo di istituto e alle attività opzionali, e fonte di inevitabili conflittualità interne.
Altri ritengono che lo schema di Regolamento, in un quadro di complessiva coerenza con l’insieme dei provvedimenti già definiti, necessiti di specifiche modifiche e integrazioni, tenendo conto dei connotati di gradualità e sperimentalità del primo triennio di attuazione, precedente la prevista verifica parlamentare.
Vengono pertanto proposti specifici emendamenti allo schema di Regolamento e all’allegato documento di indirizzi per l’attuazione del curricolo della scuola di base.
MOTIVAZIONI E CONTESTUALIZZAZIONE DELLE PROPOSTE EMENDATIVE
Nel caso del Regolamento in oggetto, la prescrizione normativa di definire finalità generali ma anche “obiettivi specifici di apprendimento connessi alle competenze degli alunni” dovrà essere coerentemente collocata nel quadro dell’autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche. In particolare la stretta connessione tra gli art. 3 e 8 del DPR n. 275/99 costituisce, a parere del CNPI, la corretta chiave di lettura sia del Regolamento che degli indirizzi per l’attuazione del curricolo.
In questa prospettiva, potrà ricomporsi in modo equilibrato e funzionale l’esigenza manifestata dal mondo della scuola di punti di riferimento chiari e unificanti per la progettazione e la pratica didattica e per la piena realizzazione dell’autonomia didattica e organizzativa.
Sulla base di questo basilare orientamento condiviso, secondo alcuni non realizzabile in base alla proposta, si evidenziano alcune questioni relative all’articolato dello schema stesso.
1) ORARIO OBBLIGATORIO DEI CURRICOLI
Dalla ormai lunga esperienza della riforma degli ordinamenti della scuola elementare introdotta con la L. 148/90, è venuta emergendo sul piano normativo, nel dibattito pedagogico e nella pratica didattica, un’interpretazione dell’ambito disciplinare come spazio di operatività didattica che risponde alle esigenze del soggetto che apprende piuttosto che a rigide composizioni disciplinari.
Se per l’intero arco del settennio le discipline costituiscono un rigoroso riferimento conoscitivo, l’ambito deve potersi costituire sulla base delle autonome progettualità delle scuole, senza vincoli rigidi nella modalità di aggregazione delle discipline e delle attività anche di tipo laboratoriale.
E’ importante, quindi, evidenziare la possibilità per le scuole di definire, nel quadro dei Piani dell’Offerta Formativa, modalità diverse, sia nel passaggio dagli ambiti disciplinari alle discipline che nella stessa configurazione degli ambiti disciplinari. Vanno garantite le risorse professionali affinché la quota oraria obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche sia coerente con le scelte del POF.
Il tempo scuola e l’articolazione degli orari rappresentano un elemento strutturale decisivo per la scuola di base. In tale contesto le decisioni delle istituzioni scolastiche relativamente ai modelli orari, nell’ambito della flessibilità organizzativa prevista dallo schema di regolamento, devono essere ricondotte alle scelte progettuali contenute nel POF, superando ogni rigida divisione tra scelte pedagogico-didattiche ed esigenze socio-ambientali. Al riguardo il CNPI raccomanda una particolare attenzione all’area espressiva, affinché siano garantite le attività indicate nell’allegato documento sul curricolo.
Conseguentemente, come evidenziato nella premessa del presente parere, l’organico dei docenti deve garantire in tutti i modelli organizzativi, in relazione al tempo scuola adottato, i relativi spazi di
contemporaneità, già a partire dalle prime classi coinvolte nell’attuazione della riforma, quali condizioni indispensabili per la qualità dell’intervento didattico. Le dotazioni di personale attribuite alle istituzioni scolastiche devono garantire l’attuazione del curricolo per tutti gli ambiti, le discipline e le attività previste, con i relativi quadri orari di riferimento. In particolare, occorre chiarire che il tempo scuola necessario per rispondere alle esigenze del territorio, ivi compresa la fruizione del servizio mensa, fino ad un massimo di 40 ore settimanali, si aggiunge alla quota oraria a disposizione delle scuole.
A parere del CNPI la scelta del modello di tempo scuola, così come configurato dall’art. 2 comma 2, come di seguito emendato, va garantita a tutte le istituzioni scolastiche che lo richiedano.
Art. 2 comma 2: dopo le parole “può essere incrementato”, sopprimere il resto del periodo e aggiungere:
“, in relazione al POF, fino ad ulteriori 330 ore”
Art. 2 comma 3 lettera A (3° e 7° rigo): sostituire “matematico-scientifico” con “matematico-scientifico-tecnologico”
Art. 2 comma 3 lettera B (3° e 7° rigo): sostituire “matematico” con “logico-matematico”
Art. 2 comma 4: dopo le parole “le istituzioni scolastiche possono definire” aggiungere “, in relazione alle esigenze del POF,”;
dopo le parole “delle competenze dei docenti” sopprimere il resto del periodo fino al punto;
aggiungere di seguito i seguenti periodi “In questa logica l’articolazione ipotizzata al precedente comma 3, non deve essere intesa in forma rigida, ma rimodulabile in relazione al POF. Le istituzioni scolastiche, in relazione ai percorsi di studio e di apprendimento adottati, possono altresì definire soluzioni organizzative aperte e flessibili nella configurazione degli ambiti disciplinari”.
Art. 4 (Limite della flessibilità di compensazione): dopo le parole “compensazione fra discipline” aggiungere “, anche appartenenti ad ambiti diversi,”.
2) VALUTAZIONE DIDATTICA E VALUTAZIONE DI SISTEMA
Il processo di valutazione di sistema, a partire dalla scuola dell’infanzia, va inteso nella prospettiva della incentivazione della qualità da cui discende una adeguata organizzazione scolastica, la quale contribuisce a garantire e promuovere il raggiungimento delle finalità condivise e auspicate.
L’ambiente e l’analisi del contesto rappresentano aspetti essenziali e ineludibili del processo di valutazione. In tale prospettiva si ritiene che la valutazione di sistema debba integrare e innestarsi con la valutazione didattica, evitando che prevalga una dimensione tassonomica centrata sulla misurazione. Diventa, pertanto, fondamentale la valutazione formativa, riferita ai processi di crescita e di sviluppo delle singole persone, in quanto essa costituisce un preciso contrappunto al profilo delle competenze in uscita degli alunni, indicate dal documento sugli indirizzi curricolari.
Alla luce di queste considerazioni il CNPI insiste sull’esigenza di un effettivo coinvolgimento delle istituzioni scolastiche nel concorrere alla valutazione di sistema.
Art. 6 (Valutazione degli alunni): si propone di sostituire l’intero articolo con la seguente formulazione:
Il curricolo della scuola di base si conclude con un esame di stato dal quale deve emergere una indicazione orientativa, non vincolante per il proseguimento degli studi.
Le singole istituzioni scolastiche definiscono modalità e tempi della valutazione formativa.
La valutazione finale degli alunni si svolge con particolare riferimento agli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze, anche in relazione ai criteri definiti dal POF.
Art. 7 (Standard relativi alla qualità del servizio) : si propongono le seguenti modifiche:
– sostituire il titolo con “Valutazione di sistema”;
– sostituire l’intero testo con
La valutazione del sistema compete in primo luogo alle scuole con il sostegno di repertori informativi relativi al quadro territoriale e nazionale.
Il Ministro della P.I., a norma dell’art. 8, comma 1, lettera h), definisce gli standard di qualità.
3) DISPOSIZIONI DI PRIMA APPLICAZIONE
Alcuni ritengono improponibile un Regolamento che prevede all’art. 10 l’entrata in vigore dei curricoli della scuola di base all’inizio dell’anno scolastico 2001/2002, sia per l’inadeguatezza dei tempi a disposizione per l’adozione dei provvedimenti necessari a garantire l’avvio della riforma, sia per i numerosi problemi di fattibilità, di scarsa chiarezza di indicazioni e di mancanza di certezze operative per le istituzioni scolastiche autonome.
Altri ritengono che le condizioni di fattibilità della riforma devono essere realizzate con scelte coerenti e temporalmente definite, insistendo sui caratteri di sperimentalità del primo triennio di attuazione che porterà alla verifica parlamentare della stessa Legge 30/2000.
Art. 10 (Disposizioni di prima applicazione)
Proposta a) : sopprimere l’art. 10.
Proposta b): dopo il comma 1 aggiungere il seguente comma:
“2) Nell’anno scolastico 2001/2002, per le prime due classi della scuola di base, le istituzioni scolastiche possono, in relazione a specifiche condizioni territoriali di fattibilità, individuare modalità graduali e flessibili di attuazione di quanto previsto nel presente regolamento”.
4) DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Relativamente al problema della cosiddetta “onda anomala”, il CNPI ritiene improponibile la soluzione prevista all’art. 11 dello schema di Regolamento, di affidare alla responsabilità delle scuole, in sede di scrutinio, l’anticipo alla classe successiva a gruppi di alunni.
Si ritiene che tale meccanismo generi, inevitabilmente, conflittualità all’interno delle scuole nell’individuazione di criteri che impropriamente sono ricondotti nell’ambito della valutazione degli alunni.
Le conseguenze di una disposizione normativa di così ampia portata vanno tempestivamente riconsiderate dall’Amministrazione Centrale.
Art. 11 (Disposizioni transitorie): sopprimere il comma 2
BOZZA DI INDIRIZZI PER L’ATTUAZIONE DEL CURRICOLO
Il CNPI intende richiamare preliminarmente l’attenzione su alcuni aspetti di carattere generale quali:
il riconoscimento del compito e delle responsabilità della scuola e del gruppo docente nel ricercare e garantire condizioni ottimali di apprendimento;
l’importanza dell’azione dell’insegnante in ordine alla scelta, alla progettualità e alla responsabilità decisionale nell’elaborazione e nella costruzione dei percorsi curricolari;
l’attenzione ad un sapere procedurale che rafforzi un’alfabetizzazione di base, marcando, comunque, l’esigenza di un sapere disciplinare, in senso epistemico e formativo.
Quanto alla struttura ed al linguaggio del documento il CNPI raccomanda di uniformarlo, curando che:
a) siano adottate scelte lessicali univoche (ad esempio contenuti o contenuti essenziali; competenze conclusive o profilo di uscita);
b) ciascuna ipotesi curricolare si concluda con l’elenco delle competenze conclusive o con il profilo di uscita;
c) le finalità delle discipline non siano collocate nella parte conclusiva, ma prima del punto B;
d) sia precisato in modo più evidente che si tratta di indicazioni curricolari e non dei curricoli della scuola di base, anche per evitare che il testo possa essere letto, nella fase di elaborazione affidata alle scuole, nella logica di un programma prescrittivo;
e) la dicitura “Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni” non sia ripetuta per ogni voce.
MOTIVAZIONI E CONTESTUALIZZAZIONI DELLE PROPOSTE EMENDATIVE
N.B. Per esigenze redazionali, le proposte emendative debbono così intendersi:
– I testi compresi nelle parentesi, in grassetto sottolineato, sono da eliminare
– I testi in grassetto sono da inserire
Capitolo II – La scuola dell’infanzia – Premessa agli emendamenti proposti
Nel capitolo II dedicato alla scuola dell’infanzia si ribadisce il carattere fondativo di questo primo segmento scolastico, già riconosciuto con la legge 30/2000, e se ne motivano le ragioni culturali, sociali e psicopedagogiche.
Il CNPI riconosce la positività delle scelte adottate nel documento in esame, richiama l’attenzione sulla garantita generalizzazione di questa scuola, sancita dalla L. 30/2000, legge che ha rinforzato l’identità, la specificità e l’unitarietà di questo ciclo scolastico.
Va riconosciuto che il costante processo di sviluppo di questa scuola, nonostante l’assenza dell’obbligo di frequenza, ha consentito al 96% delle bambine e dei bambini di frequentarla, offrendo le condizioni per la realizzazione delle pari opportunità e del diritto allo studio.
Tutto ciò in un quadro di garanzie che devono essere definite per un’offerta formativa di qualità, così come richiamato anche dalle risoluzioni parlamentari.
Nel merito e con riferimento al documento in esame, il CNPI fa osservare, condividendo l’impegnativa dichiarazione contenuta nel testo, la quale riconosce gli Orientamenti del ’91 “frutto della ricerca pedagogica più avanzata…”, “punto di riferimento essenziale per gli insegnanti ed operatori del settore”, che:
a proposito del curricolo il problema non è la semplificazione o la riduzione dei contenuti, ma la ricerca integrata dei criteri, dei contenuti e dei modi più efficaci per organizzare la conoscenza;
le competenze fondamentali sono da promuovere progressivamente ai diversi livelli di scolarità (non ci sono scansioni rigide, l’impianto curricolare è unitario, e non solo formalmente);
nel descrivere gli elementi dei curricoli bisogna porre grande attenzione al bambino che esplora gli alfabeti e ne scopre le caratteristiche, si appropria di codici, li usa e comunica;
gli obiettivi formativi della scuola dell’infanzia sono espressi in termini di contenuti, di apprendimenti, di traguardi di sviluppo;
non si tratta di affidarsi ad un elenco decontestualizzato di obiettivi tratti dai campi di esperienza o di puntare l’attenzione solo su specifiche e isolate abilità.
Piuttosto si tratta di considerare i campi di esperienza come chiavi interpretative della realtà, che promuovono competenze trasversali in una visione integrata e unitaria delle diverse dimensioni dello sviluppo infantile (affettivo, sociale, intellettuale):
ci sono aspetti dello sviluppo ai quali non si può rinunciare, quale la capacità di dar forma al mondo interiore attraverso il linguaggio simbolico e l’attenzione all’altro, al linguaggio, alla comunicazione, alla cooperazione, a cui si giunge attraverso l’esperienza di quella comunità estesa che è la scuola dell’infanzia e che si realizza con le attività specifiche previste dal POF;
in un contesto organizzativo, in cui spazi e tempi siano risorse pedagogiche significative, diventa indispensabile attivare un costante controllo della qualità, in relazione ai risultati dell’utilizzo mirato degli spazi di autonomia.
Emendamenti al Capitolo II
Paragrafo 1. I riferimenti normativi e istituzionali
Al 2° capoverso
All’interno di questo….per lo sviluppo di identità, autonomie e competenze e per la promozione e la valorizzazione delle potenzialità creative. …….Le sue peculiari caratteristiche…e i linguaggi della cultura di appartenenza e/o di altre culture.
Al 5° capoverso
La legge 62….Essa prospetta…. dettando (alcune) un quadro di ……….. della funzione pubblica riconosciuta del sistema pubblico…….
Dopo il 7° capoverso
Tale impegno deriva dal riconoscimento del bambino come soggetto di diritti, già delineato negli Orientamenti del 1991, che a tale riguardo affermano che “spettano alle bambine e ai bambini, in quanto persone, i diritti inalienabili alla vita, all’educazione, all’istruzione e al rispetto dell’identità individuale, etnica, linguistica, culturale e religiosa, sui quali si fonda la promozione di una nuova qualità della vita intesa come grande finalità educativa del tempo presente”.
Il soddisfacimento di tali diritti, che le scuole dell’infanzia inserite nel sistema pubblico d’istruzione devono garantire, esige:
un ambiente educativo professionalizzato in cui ogni bambino possa essere riconosciuto e riconoscersi come membro attivo della comunità scolastica;
il riconoscimento della diversità come dimensione esistenziale e come valore, anche quando è riferita alle situazioni di handicap e di svantaggio, e tenendo conto delle opportunità offerte dalla normativa specifica (L. 104/92, L. 40/98);
la garanzia ad ogni bambino di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo in ordine all’identità, autonomia e competenza;
l’attivazione di rapporti di interazione e complementarità con i diversi contesti di vita del bambino.
Paragrafo 2. Il curricolo della scuola dell’infanzia
a) I caratteri del curricolo della scuola dell’infanzia
Dopo il 1° capoverso
…… ai 18 anni. Si è favoriti in ciò dall’assunzione della continuità come concetto ordinatore, in base al quale è possibile identificare obiettivi formativi e competenze da sviluppare longitudinalmente.
Tale prospettiva suggerisce di abbracciare un’idea ampia di competenza, in grado di rendere concreto il bisogno di ogni soggetto di orientarsi ed incidere sull’ambiente circostante, grazie all’uso consapevole e critico dei diversi linguaggi offerti dalla cultura.
Fra il 4° e il 5° capoverso
……i traguardi formativi da promuovere.
In base a tale approccio, il curricolo del ciclo dell’infanzia non può scaturire da un’idea riduttiva e monolaterale di competenza, né da una polarizzazione dell’attenzione sulle strutture storico-epistemologiche interne ad ogni disciplina, né, infine, da un’enfatizzazione delle strutture psicologiche dello sviluppo in senso funzionale. Analogamente, sul piano dei modelli di apprendimento cui riferirsi, la processualità e la progressività del curricolo, fin dalla scuola dell’infanzia, implicano l’abbandono di impostazioni di tipo cumulativo e gerarchico che, interpretando l’apprendimento come comportamento indotto, finirebbero, ancora una volta, col privilegiare gli aspetti ricettivo – riproduttivi della conoscenza.
In tale ottica, il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la definizione di competenze identificate solo in riferimento ai concetti, ai nodi epistemologici e metodologici che strutturano una disciplina.
Il processo di socializzazione e di elaborazione culturale esplicitato nel curricolo, si evolve in vario modo e nei diversi cicli scolastici, utilizzando come base anche l’epistemologia di una disciplina, non considerandole però le uniche.
Nell’elaborazione del curricolo occorre allora coniugare in una dimensione unitaria l’esigenza di una mediazione sia culturale che psicopedagogica e didattica.
Ciò si impone…. dei successivi sviluppi curricolari.
dopo la lettera c) Le competenze e i traguardi di sviluppo
Nella scuola dell’infanzia, l’operazione di rilettura dell’attuale curricolo può essere affrontata identificando, all’interno del testo degli Orientamenti, gli avvertibili traguardi di sviluppo e le competenze/abilità da acquisire nel corso del triennio. In ogni caso, il concetto stesso di campo di esperienza esclude che il curricolo possa coincidere con un arido e decontestualizzato elenco di obiettivi e competenze desunti dai diversi campi o con isolate abilità. I campi di esperienza rappresentano chiavi interpretative della realtà in grado di promuovere competenze specifiche e trasversali che danno forza al pensiero del bambino, in una visione integrata e unitaria delle diverse dimensioni dello sviluppo infantile.
Nel paragrafo c) lettera b)……
Quest’ultimo si acquisisce….. e induce nella (classe ) sezione
Ultimo capoverso punto c) Le competenze e i traguardi di sviluppo lettera c) eliminare
( Ciò non toglie………..promuovere) e sostituire con
Pur espressi nella forma di capacità da promuovere gli obiettivi irrinunciabili di sviluppo vanno declinati in maniera specifica, correlandoli alle potenzialità presenti in ogni bambino ed alle condizioni( opportunità, relazioni, luoghi, tempi, strumenti ecc.) offerti a ciascuno per maturare “avvertibili traguardi di sviluppo” in merito alla dimensione sociale, intellettuale ed emotiva.
Al punto b) Consolidamento dell’identità personale
…….. Non solo…….. ma sono anche i…. (prerequisiti ) fondamenti
Al punto d) Continuità al 6° capoverso
………….Al centro del progetto….vi sono quindi….. bambine e bambini che esplorano ……
Al punto e) Valutazione prima della lettera d) La valutazione del contesto e dell’offerta formativa
Anche sul piano valutativo il bambino va riconosciuto come soggetto di diritti, al quale va assicurato un contesto scolastico di qualità da tenere sotto controllo.
Gli avvertibili traguardi di sviluppo possono, infatti, essere raggiunti solo previa organizzazione di un ambiente educativo che sotto il profilo pedagogico, curricolare, didattico – organizzativo e professionale garantisca la qualità.
Alla fine della lettera d) aggiungere il seguente capoverso
Ne deriva l’opportunità di:
1. Incentivare le scuole che dimostrano di aver compiuto e di compiere valutazioni attendibili della loro scuola.
2. Prevedere la formazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici sul tema della valutazione e sull’uso di metodologie e strumenti valutativi.
Al paragrafo 3 5° capoverso punto 5.
(le insegnanti) i docenti
Emendamenti al capitolo III La scuola di base punti B e C
a) Le finalità dell’ambito linguistico – espressivo
Convivono in questo ambito linguaggi che adoperano canali diversi e si realizzano con la voce articolata, l’immagine visiva, il suono, il corpo e il movimento.
Nella scuola dell’infanzia……….. attraverso il corpo con l’esplorazione del movimento nei giochi e nelle diverse attività (eliminare l’assunzione di posture, movimenti ritmici, danze);.
della parola….
del disegno e delle immagini (descrivere con il disegno e il colore, emozioni, stati d’animo, stati di conoscenza; controllare il tratto grafico
della scrittura (associare lettere a suoni e suoni a lettere; e a segni grafici; immaginare e costruire situazioni e storie da disegni, foto, parole, frasi, suoni…)
del movimento, nel praticare giochi, nell’orientarsi nello spazio, nel controllare il tratto grafico, nell’usare il gesto per esprimere emozioni, azioni… (partendo da stimoli diversi), nel collegare il movimento con la musica e l’immagine
della voce (dare espressione a emozioni con il grido)
(dello spostamento e dell’orientamento (muoversi nello spazio della classe su indicazioni verbali o disegni; controllare il tratto grafico; collocare disegno e scrittura entro i confini della pagina; modificare la posizione corporea per ottenere uno scopo, ad esempio alzarsi per farsi sentire meglio; usare le espressioni del volto, i movimenti del corpo per rappresentare o simulare emozioni…);
Eliminare SAPER all’inizio di ciascuna tipologia di competenza
Obiettivi specifici di apprendimento…
esplorare immagini, forme, oggetti presenti nell’ambiente utilizzando le capacità visive, uditive, gestuali, tattili e cinestetiche.
distinguere in un’immagine la figura dallo sfondo
(riscrittura in minuscolo) guardare e descrivere immagini con parole e segni grafico – espressivi (spostamenti proposti rispetto al testo originario)
Sotto Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni aggiungere
(riconoscere ed esplorare va sostituito con individuare) suoni e rumori… artificiali
aggiungere cogliere e tradurre utilizzando il linguaggio grafico, verbale e motorio valori espressivi di musiche ascoltate relative a diversi contesti, funzioni, tecnologie, culture, epoche ecc.;
Contenuti e/o attività (eliminare i contenuti e/o attività proposti e sostituirli con)
paesaggi sonori;
canti e musiche appartenenti ai vissuti dei bambini
musiche applicate ai diversi media (cinema, tv, giochi, ecc. );
canti e musiche di generi, epoche e culture diverse
aggiungere PRODURRE
sostituire gli obiettivi specifici di apprendimento … proposti con i seguenti:
individuare e utilizzare le risorse espressive della voce parlata e cantata
cantare individualmente e in coro
collegare canti e musiche alla gestualità e ai movimenti ritmici del corpo
produrre suoni e ritmi individualmente e in gruppo con la voce, strumenti o altri mezzi, seguendo semplici consegne orali o grafiche
aggiungere Contenuti e/o attività
Giochi musicali e azioni cantate
Canti appartenenti ai vissuti dei bambini
Canti, ritmi, melodie strumentali di generi, epoche e culture diverse
Sonorizzazioni di storie, testi poetici, immagini, attività motorie, azioni ritmiche, ecc.
(eliminare) ORGANIZZARE IL MOVIMENTO IN MODO COORDINATO IN FUNZIONE DI UNO SCOPO
(sostituire con) COORDINARE
Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni
all’interno di un gioco;
all’interno di un circuito;
all’interno di un percorso.
(sostituire con)
Organizzare il movimento in modo coordinato in funzione di uno scopo:
praticare giochi diversi;
compiere percorsi e circuiti;
Contenuti e/o attività
Movimenti semplici (camminare, correre, saltare, rotolare, arrampicarsi, lanciare, afferrare ecc.) organizzati anche in forma di giochi e percorsi (con varianti)
(eliminare dopo esplorazione la parola invenzione)
(eliminare) SVILUPPARE LE CAPACITà PERCETTIVE RELATIVE ALLO SPAZIO, AL TEMPO, AL CORPO
(soSTITUIRE CON) percepire
aggiungere agli obiettivi… discriminare elementi dello spazio e del tempo
eliminare discriminare elementi qualitativi del tempo)
(eliminare) ACQUISIRE CAPACITà ESPRESSIVE NEL MOVIMENTO
(sostituire con) COMUNICARE ED ESPRIMERE
(eliminare sapere collegare, anche…..con…… movimenti…togliere danze a stimoli …..
(integrare con) riconoscere i messaggi gestuali degli altri
c) Le competenze (eliminare attese …….dell’ambito linguistico-espressivo
conoscere (eliminare e usare) il proprio corpo, abituandosi a coordinare i movimenti….. nelle diverse attività in funzione espressiva e comunicativa;
esprimersi attraverso linguaggi: verbali, grafici, iconico – visivi, musicali e corporei;
AMBITO MATEMATICO-SCIENTIFICO (aggiungere – TECNOLOGICO)
integrazioni al curricolo di matematica al punto MISURARE
Compiere confronti……oggetti conosciuti) ……. (ad esempio l’orologio, una bottiglia, una tazza, il termometro ecc.).
eliminare acquisire consapevolezza in relazione ai problemi dell’alimentazione e della salute.
sostituire con riconoscere i comportamenti alimentari più diffusi a partire dalla propria esperienza per acquisire una prima consapevolezza sui problemi dell’alimentazione e della salute
aggiungere all’elenco dei contenuti fra gli esseri viventi e gli ambienti naturali gli oggetti e i materiali
dopo Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni aggiungere
distinguere gli oggetti naturali da quelli artificiali;
descrivere e rappresentare elementi del mondo artificiale cogliendone le differenze per forma materiali e funzioni;
conoscere storie di oggetti/processi di sistemi, di processi di produzione;
manipolare e trasformare materiali di vario tipo in modo finalizzato
usare oggetti coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza;
comporre e scomporre oggetti nei loro elementi;
cominciare a usare le tecnologie informatiche e multimediali.
immaginare scene di vita quotidiana in assenza dei moderni prodotti tecnologici
Emendamenti al punto C – DAL TERZO AL SETTIMO ANNO: DAGLI AMBITI ALLE DISCIPLINE
Contenuti: tipi e generi testuali
– testi narrativi (fiabe, favole, miti, leggende, racconti)
diventare consapevoli dell’importanza riconoscere l’importanza delle relazioni delle parole nella frase
conoscere le parti del discorso, i modi e tempi verbali nei testi presi in esame
riconoscere in un testo gli elementi fondamentali…
essere consapevoli delle …….. riconoscere le principali peculiarità….
PRIMA E SECONDA LINGUA EUROPEA MODERNA
Contenuti e/o attività: tipi e generi testuali
Contenuti e/o attività alla fine dell’elenco proposto prima di PRODURRE E RIELABORARE
conoscenza dell’inquadratura del linguaggio filmico
conoscenza e visita di musei d’arte, artigianali e delle tradizioni popolari
produrre e/o rielaborare…visivi parole, suoni e gesti per comunicare e raccontare
Alla fine dell’elenco dei contenuti e/o attività: utilizzare le regole del linguaggio visuale per esprimersi e comunicare in modo personale.
ASCOLTARE (gli eventi sonori e musicali)
Individuare, confrontare, memorizzare, facendo uso adeguato della relativa terminologia e di eventuali notazioni descrittive:
tratti percettivi dei fenomeni acustici in genere;
principali caratteri dinamici, agonici, timbrico – sonoriali di un brano musicale;
caratteri ritmici e impianti metrici di base;
fondamentali tratti melodici e armonici (altezze, direzioni, intervalli, modi, funzioni ecc.) nel sistema tonale e in altri sistemi;
sonorità e timbri degli strumenti dell’orchestra, delle tradizioni orali e dei mezzi elettroacustici
Leggere la notazione musicale sia interpretandone le prescrizioni per l’esecuzione di semplici brani, sia decifrandone i basilari aspetti descrittivi
Sonorità ambientali, strumentali ed elettroacustiche
Canti e musiche (anche applicati ai diversi media) appartenenti al vissuto musicale degli allievi
RIPRODURRE (con la voce e con strumenti)
Utilizzare la voce cantata e/o parlata controllandone l’intensità, l’intonazione, l’espressione, o curando la prosodia, il ritmo, l’amalgama con altre voci
Cantare individualmente e /o in coro brani a una o più voci, sia a memoria, sia decifrando una notazione (pentagramma o altro)
Eseguire su uno strumento semplici brani musicali, sia a orecchio sia leggendo
Conoscere ed eseguire semplici brani di musica d’assieme di generi, epoche e culture diverse;
Composizioni strumentali e vocali (inclusi cori parlati) di epoche, generi e culture diverse, anche legate ai vissuti degli allievi
Musiche associabili a giochi, contesti multimediali, attività performative (gesto, teatro, danza ecc.)
1. Improvvisare, ideare:
brevi composizioni utilizzando motivatamente fonti sonore di vario genere (strumenti tradizionali, voce, oggetti, tecnologie elettroacustiche)
commenti musicali a testi verbali, figurativi, ad azioni sceniche ecc.
2. rielaborare musiche preesistenti modificandone motivatamente caratteri sonori ed espressivi
Invenzioni e improvvisazioni musicali libere o su consegna data, avvalendosi dei diversi mezzi a disposizione (strumenti, voci, tecnologie elettroniche e multimediali ecc.)
Conoscere le principali funzioni della musica (spettacolo gioco e cerimonia religione danza intrattenimento ecc) in diverse culture, epoche e contesti e descriverne le caratteristiche precipue
Individuare relazioni semantiche o di altro tipo fra musica e altri linguaggi verbali e non, sia in brani vocali, sia nella comunicazione multimediale
Cogliere relazioni fra dimensione espressiva e strutture sonore di un brano oggetto di ascolto
Distinguere in un repertorio di brani esemplari i caratteri che ne consentono l’attribuzione a un genere, stile o contesto storico
Musiche di civiltà, epoche, generi, stili diversi
Musiche del nostro tempo di generi e culture diverse, anche in applicazioni multimediali
Obiettivi……
Individuare in un brano ascoltato fondamentali procedimenti costruttivi (ripetizione, contrasto, variazione) e i principali aspetti formali e stilistici (organico, articolazione in sezioni, nuclei tematici, imitazioni, sistema delle altezze ecc.)
Individuare tratti salienti delle musiche del nostro tempo in relazione ai diversi generi, destinazioni, pratiche sociali, tecnologie utilizzate
Conoscere e descrivere alcune opere musicali del passato opportunamente scelte come paradigmatiche di generi, forme, stili storicamente rilevanti
Musiche del nostro tempo di genere e culture diversi, anche in applicazioni multimediali
PADRONANZA DEL MOVIMENTO (sostituire con COORDINARE)
Coordinare i movimenti in azioni complesse e, negli ultimi due anni, raggiungere efficacia anche nei gesti tecnici:
muoversi ………………….
……gli elementi di base
(utilizzando i primi schemi di gioco e padroneggiandone gli elementi di base)
Giochi (sportivi e non) di ogni tipo, della tradizione propria e altrui, di regole, presportivi e introduzione dei giochi sportivi….
Verso la conclusione del ciclo possono essere introdotte attività finalizzate al miglioramento della conoscenza delle proprie qualità fisiche in relazione a eventuali pratiche agonistiche
PERCEZIONE E RAPPRESENTAZIONE DEL MOVIMENTO (PERCEPIRE – RAPPRESENTARE)
Sviluppare le capacità percettive e rappresentative di spazio, tempo e corpo per comprendere e migliorare il movimento:
valutare elementi dello spazio e del tempo (traiettorie, distanze, orientamento, strutturazione dello spazio d’azione: contemporaneità, successione, durate, ritmo ecc.)
discriminare elementi del tempo
focalizzare… ecc
rappresentare – verbalmente, graficamente e mentalmente – elementi dello spazio, del tempo e del corpo in forma anticipata verso la conclusione del ciclo
spazio e tempo (spazio d’azione, primi schemi di gioco ecc.)
corpo (controllo posturale e segmentarlo)
spazio, tempo e corpo nelle varianti qualitative e quantitative
COMUNICAZIONE GESTUALE ED ESPRESSIVA ESPRIMERE – COMUNICARE
Acquisire capacità espressivo – comunicative gestuali: (Esprimersi con il corpo)
esprimere…….
…….codificata
giochi espressivi…..
……arbitrare
SVILUPPO DELLE QUALITA’ FISICHE
ACQUISIRE METODI
Obiettivi specifici….
Acquisire strumenti metodologici per sviluppare le capacità motorie:
riconoscere le capacità motorie sollecitate nella pratica (attività motorie) eseguire correttamente (esercizi) compiti motori per lo sviluppo delle diverse capacità (qualità fisiche)
scegliere attività idonee allo sviluppo delle proprie qualità fisiche
Giochi e attività finalizzate allo sviluppo delle diverse qualità fisiche capacità
SPERIMENTAZIONE E ORIENTAMENTO MOTORI
SPERIMENTARE – ORIENTARSI
Conoscere e praticare diverse attività motorie ed orientarsi tra di esse:
partecipare….. (in ambiente naturale, in palestra ecc.);
individuare soluzioni, anche creative, funzionali alla risoluzione di un problema;
individuare finalità e caratteristiche delle attività motorie praticate: sportive (individuali e di squadra) e artistico – espressive.
Finalità e caratteristiche delle discipline motorie praticate: sportive (individuali e di squadra) e artistico – espressive
Attività sportive, artistiche, espressive;
Attività all’aperto: orienteering, percorsi di vita, escursioni, trekking ecc.
Partecipare alla vita del gruppo nel rispetto delle proprie ed altrui possibilità:
applicare….. ………….. arbitraggio ecc)
attività motorie collettive
Qualsiasi attività in cui si richieda l’assunzione di responsabilità e di ruoli (in rapporto alle possibilità di ciascuno)
IGIENE, PREVENZIONE E TUTELA
Mettere in atto comportamenti per praticare le attività in situazioni di sicurezza ed igiene
Applicare le norme concordate
Conoscere principi di prevenzione e tutela della propria salute
Conoscere i principi di una corretta alimentazione;
prendere consapevolezza delle pratiche e delle sostanze dannose alla propria salute (eccessi, sostanze dopanti ecc.)
Evidenziare, nell’ambito della pratica motoria, norme e comportamenti atti a prevenire danni e a tutelare la propria salute:
informazione sui principi di una corretta alimentazione, sui risvolti di pratiche e sostanze dannose alla propria salute (eccessi, sostanze dopanti, ecc)
Norme principali per la prevenzione e tutela evidenziando, nell’ambito della pratica, comportamenti atti a prevenire e tutelare
Al punto d Finalità delle discipline
( I capoverso) Vivere il proprio corpo….. espressiva, operativa e motoria.
(III capoverso) Conoscere, per mezzo…. le cose e se stessi, gli oggetti, gli altri, nello lo spazio……
(IV capoverso) Proprio…. che vanno da quelle motorio – percettive ….. a quelle sportive
VIII capoverso La conoscenza…. regole. Il gioco di regole, infatti inoltre,……e di gruppo.
Al termine dell’intero ciclo della scuola di base l’alunno deve dimostrare di aver acquisito competenze
Percettivo – coordinative
Gioca in almeno due giochi di squadra
muovendosi in modo efficace
applicando primo schemi di gioco
Pratica alcune discipline (sportive e non) conoscendo gli elementi di base
Percepisce gli elementi del movimento: spazio – tempo – corpo
Espressivo – comunicative
Esprime con il gesto contenuti diversi
Riconosce le gestualità specifica e codificata (gesti per arbitrare)
Procedurali – Metodologiche
Opera sul piano motorio in modo efficace
Progetta: individua soluzioni a problemi/situazioni sul piano motorio
Si orienta nel settore motorio: valutare, autovalutarsi, scegliere
Partecipa in modo consapevole ed efficace alla vita di gruppo
Assume comportamenti igienico sanitari di prevenzione e di tutela della salute
Quanto al curricolo di storia si registrano, all’interno del CNPI, tre posizioni.
Una prima manifesta molte perplessità sull’impianto curricolare del programma di storia, a scavalco su due cicli di scuola. Questa impostazione non consente al CNPI, secondo i suddetti componenti, di esprimersi compiutamente visto che le indicazioni per
la costruzione dei curricoli non precisano gli obiettivi terminali del percorso formativo e storico. E’ opportuno introdurre due percorsi di studio della storia, ognuno di cinque anni: il primo coincidente con gli ultimi anni della scuola di base (dal terzo al settimo anno), il secondo con l’intero quinquennio del secondo ciclo. Si assicurerebbero tempi distesi e continuità didattico-metodologica nel cui segno è stata voluta la riforma. I percorsi di insegnamento, così organizzati, non sarebbero puramente ripetitivi, dato che ogni volta lo studio della storia sarebbe svolto in rapporto alle potenzialità cognitive delle diverse età e, quindi, ad un livello diverso di approfondimento. Nel primo ciclo, infatti, si dovrà puntare all’acquisizione degli strumenti concettuali e delle coordinate cronologiche; nel secondo si approfondirà il carattere problematico della storia, ripercorrendo le vicende e i temi dall’antico al contemporaneo e riservando l’ultimo anno allo studio del Novecento. Rilevano altresì che la formazione della “coscienza storica” postula la ricostruzione del passato, in ragione della necessità di comprendere il “tempo presente” nella complessità della sua articolazione. Ne consegue l’opportunità di dare agli allievi gli strumenti per una corretta ed autenticamente libera interpretazione degli avvenimenti storici, evitando una ricostruzione di parte, come si configura quella proposta nel documento, perché “intrisa” di sociologismo, “superficiale” nel suo assetto teorico, “velleitaria” per l’estensione degli argomenti da affrontare nel corso degli studi, “riduttiva” nella sua articolazione.
Coerentemente a quanto sopra evidenziato, i consiglieri che si riconoscono su queste linee di orientamento, chiedono la soppressione dei contenuti proposti per anno e la loro riformulazione alla luce delle linee e dei principi enunciati.
Una seconda esprime insoddisfazione e preoccupazione per il modo in cui la proposta si è venuta delineando nei lavori della Commissione. Un processo per così dire ” a scavalco”, che inizia nel settennio e continua nel ciclo successivo, veicolando una errata idea di continuità che diventa ibridazione va ad intaccare l’identità sia del ciclo primario come di quello secondario che non può essere pensato in modo frammentato, ma come
un quinquennio unico anche se al suo interno si colloca il compimento dell’obbligo scolastico. Pare improponibile la compressione del percorso storico di periodizzazione negli ultimi tre anni della scuola di base, generativa di inutile, anzi nocivo affastellamento. Si può, invece, pensare ad un percorso disteso, a partire dalla IV classe e concludentesi nella VII, per grandi quadri di civiltà. Nel ciclo secondario, in tutto il quinquennio, può collocarsi una sistematica cronologia politica affiancata, nel primo biennio, a moduli di storia contemporanea che possono trovare collocazione o all’interno degli elementi di diritto/economia o all’interno dell’orario previsto per la storia stessa.
Una terza ritiene particolarmente significativa la proposta presentata nel documento, atteso che essa si fonda sulle più recenti acquisizioni nel campo della ricerca didattica, sperimentata nella scuola elementare e media. La proposta assolve, inoltre, al compito di garantire competenze culturali, coerentemente con il principio della “formazione alla cittadinanza”, in conclusione dell’obbligo scolastico al quindicesimo anno di età. Si condividono in proposito, le ipotesi già esplicitate nel documento in esame, riguardo ai curricoli del ciclo secondario, condividendo l’impostazione che i curricoli del triennio superiore abbiano come quadro di riferimento l’intera storia generale e cronologica, all’interno della quale “si potranno sviluppare temi specifici” con un uso rigoroso delle fonti e del dibattito storiografico in modo da sviluppare l’approccio critico alla disciplina. Preoccupa il numero limitato di ore proposto nel quinquennio della scuola di base (3° – 7° anno) dovendo garantire obiettivi formativi di così elevato profilo.
I Consiglieri che si riconoscono su questa posizione, propongono i seguenti emendamenti:
Contenuti e/o attività – Il quinto anno
Le prime società urbane (Mesopotamia, Egitto, Valle dell’Indo, Cina, Americhe America
Il Mediterraneo in età preclassica
Culture e popolazioni di lingua semitica…..
L’Europa medievale nell’alto medioevo
L’Europa nel basso medioevo
Individuare…………. di misura opportune;
Eseguire misure di alcune grandezze fondamentali: volume, peso, temperatura, tempo
proporre metafore………… più già conosciute e discuterne circostanziatamene l’appropriatezza
Competenze conclusive
ACQUISIZIONE DI ATTEGGIAMENTI CONSAPEVOLI
Integrare, adattare, generalizzare e trasferire ad altri contesti le conoscenze
A I viventi….
B La materia…
C La Terra…
D L’ambiente…
Curare la coltivazione….
Costruire modelli….
Individuare la qualità…..
Produrre e disegnare ombre…..
Descrivere il paesaggio….
Raccogliere (Raccolta) dati…
Costruire (Costruzione) semplici….
Costruire (Costruzione) ………..
Ricercare indizi e osservazioni
Analizzare (ANALISI)
Individuare (Individuazione) gli elementi tipici
Ricostruire la storia di un …………..
Emendamenti al punto D) Le finalità delle discipline
La musica si propone……. e del capire dell’interpretare…..
ritrovare nella musica le proprie emozioni, e di avviarsi a conoscere il grande patrimoni e melico della tradizione europea e italiana di appropriarsi di un fondamentale mezzo di espressione e comunicazione, di avviarsi a conoscere la grande tradizione dei secoli passati e di meglio interpretare la complessa realtà odierna della musica, anche nei suoi aspetti multiculturali
Bambine e bambini………filastrocche, canzoni di vario genere…….
A partire…..bambine e bambini si avviano ad esplorare la realtà uditiva, sviluppano la capacità di individuare suoni ed eventi sonori, a descriverli, a decifrarne la notazione. Parallelamente gli alunni compiono le prime esperienze del fare musica insieme e individualmente, con la voce, strumenti, tecnologie multimediali, sia riproducendo un testo dato, sia inventando, sia improvvisando. (sviluppano la capacità…..audiovisuali)
Per l’ottimale svolgimento di tali attività – che potranno essere utilmente approfondite nelle ore a disposizione delle scuole – l’insegnante si avvarrà per quanto possibile di un esperto in possesso di certificate competenze musicali e didattiche.
Gli allievi nell’incontro con il mondo dei suoni maturano progressivamente abilità e conoscenze raggruppabili in due grandi ambiti ……………….. Le competenze relative alla fruizione………. per ascoltare, analizzare e interpretare gli eventi musicali. L’analisi è la ricognizione ……… (ritmici, melodici, dinamici, timbrico – sensoriali, armonici…L’interpretazione è l’insieme delle operazioni che permettono di collegare un evento sonoro a significati, vissuti personali, immagini, gesti, situazioni emotive….e progressivamente a motivare l’apprezzamento di un brano, a collocarlo all’interno….
Le competenze relative…..arrangiare sonorizzare …….repertori.
L’improvvisazione è un gesto che sintetizza in un unico istante creativo le fasi che caratterizzano i processi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione
Un’articolata…individuare, classificare………..nelle sue molteplici …….caratteristiche foniche e grammaticali…….
Fra i presupposti fondamentali per vivere, intendere, amare la musica, c’è la conoscenza di quell’inestimabile patrimonio di cultura, di bellezza, di emozioni costituito dall’immenso repertorio affidato ai testi musicali dei secoli passati. Favorire la conoscenza e la pratica strumentale e vocale di questa grande eredità, è un compito irrinunciabile della scuola onde consentire all’allievo di cogliere e apprezzare i valori e le funzioni della musica nella vita degli uomini.
Lungo l’intero arco della scuola di base le attività di ascolto, analisi e di interpretazione, senza obblighi cronologici e sistematici, ma privilegiando confronti e percorsi più liberi e mirati, mettono a fuoco funzioni, contesti, caratteri testuali sia delle musiche storiche, sia delle musiche attuali , in un movimento
continuo di andata e ritorno fra presente e passato, rivolto a favorire le esperienze concrete di comprensione e appropriazione dell’opera musicale. (Vivere, capire, amare la musica….)
La musica, infine…..
gli obiettivi… sono stati suddivisi in due segmenti ( 3–5; 6-7) I contenuti e le attività riguardano il quinquennio
3 – 5 anno
individuare le funzioni di un oggetto (materiale o virtuale) e distinguere fra funzioni e funzionalità anche in rapporto alla forma e ai materiali utilizzati
descrivere e rappresentare, anche con semplici schizzi, elementi del mondo artificiale cogliendone le differenze di forma, materiali e funzioni
leggere e applicare le indicazioni di uno schema di montaggio di semplici oggetti
riconoscere e descrivere le caratteristiche e le funzioni di semplici dispositivi automatici
saper ricercare, raccogliere e organizzare con mappe concettuali informazioni, anche con l’uso di strumenti informatici e telematici
saper ideare progettare e realizzare oggetti (materiali o virtuali) seguendo una definita metodologia progettuale
saper riconoscere in un prodotto il suo processo di produzione a partire dalle risorse
Saper esaminare oggetti/processi considerandone l’impatto con l’ambiente e il contesto sociale
Valutare il tipo di materiali in funzione dell’impiego
6 – 7 anno
individuare negli oggetti aspetti relativi alla struttura, al principio di funzionamento, ai processi produttivi e al loro rapporto con l’uomo e con l’ambiente
individuare, riconoscere e rappresentare graficamente, forme bidimensionali e tridimensionali sia con strumenti tradizionali sia con le nuove tecnologie
leggere e comprendere schemi di montaggio di apparati vari e disegni tecnici specifici dei vari settori tecnologici
valutare negli oggetti, gli aspetti relativi alla funzionalità, all’affidabilità, all’estetica, ai costi in rapporto alla funzione da svolgere, alle risorse utilizzate e all’impatto ambientale e sociale
riconoscere e descrivere le caratteristiche e le funzioni di dispositivi automatici, dai più semplici ai più complessi
saper riconoscere le situazioni che suggeriscono l’uso di strumenti informatici per migliorare la qualità del proprio compito e saper usare tali strumenti
saper organizzare le conoscenze sotto forma reticolare con mappe concettuali anche con l’uso di strumenti informatici e telematici
saper utilizzare le con le conoscenze relative ai sistemi di progettazione industriale e del design nell’ideazione progettazione e realizzazione di modelli, oggetti, strumenti
utilizzare forme di comunicazione telematica interattiva
individuare i possibili interventi tecnologici per risolvere i problemi relativi all’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua
saper ideare, progettare e realizzare oggetti (materiali o virtuali) seguendo una definita metodologia progettuale
esaminare le trasformazioni di utensili o semplici dispositivi e inquadrarle nelle tappe evolutive della storia dell’umanità
rapportare dispositivi e sistemi tecnici alle vicende storiche che ne hanno connotato il divenire e che da essi sono state influenzate
Contenuti e/o attività ( 3 – 7 anno)
rappresentazione di oggetti e processi (aggiungere sia con strumenti tradizionali, sia con strumenti informatici)
progettazione e realizzazione pratica di oggetti
programmazione, (aggiungere organizzazione ) e attuazione di visite guidate
Profilo d’uscita relativo alle competenze degli alunni
Si individuano le competenze culturali che la tecnologia si propone di fare acquisire e sviluppare su vari livelli adeguati alle diverse età degli alunni:
Interpretare il mondo costruito dall’uomo – essere competenti nel ricostruire e nel rappresentare le caratteristiche di semplici sistemi tecnologici per quanto concerne la loro forma, funzione e funzionalità, i materiali.
Produrre e organizzare – essere competenti nel seguire, comprendere e predisporre processi e procedure allo scopo di ideare, progettare e realizzare oggetti, fisici o virtuali, seguendo una definita metodologia progettuale.
Contestualizzare la tecnologia e la sua evoluzione nell’ambiente e nella società – essere competenti nel mettere in relazione la tecnologia con i contesti socio – ambientali, cogliendo dei fenomeni tecnologici, la dimensione storico culturale che li determinano e che contribuiscono a determinare.
Primo capoverso, seconda e quarta riga, ….. (tecnica), tecnologia
Secondo capoverso, (la tecnica ha prodotto e produce mutamenti profondi in moltissimi campi dall’arte, alla scienza, all’economia, allo sport, in un intreccio strettissimo tra conoscenze e azioni: non può allora essere relegata sul piano della semplice operatività)
Quarto capoverso (La cultura della tecnica) la cultura tecnologica si …
Sesto capoverso (tecnologie) i prodotti della tecnologia
Settimo capoverso (il mondo della tecnica) la realtà tecnologica
La maggioranza dei consiglieri, che intendono prescindere dalla condivisione o meno dell’impianto e dei principi ispiratori della Legge Quadro, recante norme in materia di riordino dei cicli scolastici – Legge che, peraltro, non può essere oggetto di parere – registrano che, a tutt’oggi, non esistono le garanzie minime per l’entrata in vigore, a partire dal 1 settembre 2001, dei curricoli per tutte le prime due classi della scuola di base e che gli stessi curricoli sottintendono una concezione di scuola non condivisibile perché priva di respiro pedagogico – culturale e fondata su un modello funzionalista dei saperi.
In un clima non certo favorevole all’intervento riformatore, un avvio non garantito sotto il profilo del tempo scuola per tutti gli insegnamenti compresi nell’ambito disciplinare, come configurati dal Regolamento in esame, pregiudica l’esito della stessa riforma.
La richiesta di sopprimere l’articolo 10 del Regolamento e, quindi, il conseguente e necessitato rinvio dell’attuazione della legge 30/2000 è motivata dalla ristrettezza di tempi tecnici congrui ad una serie di adempimenti anche amministrativi e, soprattutto, dall’esigenza di predisporre un quadro certo e chiaro delle condizioni di fattibilità utili, per un verso, a rasserenare il clima e rassicurare gli operatori e, per altro, a dare credibilità e praticabilità ad un processo che, se pur graduale, non può essere affidato all’improvvisazione, all’aleatorietà delle risorse finanziarie, strutturali, umane e professionali o, peggio, a strumenti ed istituti impropri ed incoerenti con gli obiettivi e le finalità della legge e dell’autonomia didattica e organizzativa.
Il rinvio consentirebbe, altresì, di:
favorire un vero e pacato dibattito all’interno delle istituzioni scolastiche con la relativa conoscenza delle innovazioni;
attivare, in tempi distesi, un serio e qualificato percorso di formazione in servizio di circa 85.000 insegnanti, tanti sarebbero quelli coinvolti nell’attuazione del primo biennio del ciclo di base;
definire itinerari di formazione iniziale per tutto il personale, insegnanti tecnico-pratici compresi;
riorganizzare la rete scolastica funzionale alla scuola di base;
promuovere iniziative mirate all’informazione delle famiglie che, così, potranno operare scelte consapevoli.
L’insieme di queste e di altre misure, programmate e finanziate, renderebbe più chiari tutti gli elementi di riforma e ne agevolerebbe l’avvio e lo sviluppo.
Alla luce, pertanto, delle valutazioni di merito contenute nel corpo del parere e, con particolare riferimento, all’assenza delle condizioni iniziali di fattibilità, il C.N.P.I. esprime, a maggioranza, parere contrario al testo proposto dal Ministro.
M. Rosaria Cocca
ll Vice Presidente
Nel corso della seduta, sono state poste in votazione altre due posizioni, risultate minoritarie, che vengono qui integralmente registrate:
1) Alcuni consiglieri ritengono che, pur nella ristrettezza dei tempi, il C.N.P.I. abbia realizzato uno straordinario sforzo per formulare al Ministro un parere fondato su alcuni precisi elementi di merito.
Un parere emerso dall’analisi dei documenti, compiuti utilizzando l’ampia pluralità delle competenze e delle relazioni sociali e professionali presenti nel Consiglio Nazionale.
La chiara e sempre esplicita differenza di posizioni sulla fase attuale del processo di riforma e sulla stessa legge 30/2000 non ha impedito, anche sottolineando su specifici aspetti la diversità degli orientamenti e delle proposte presenti, la formulazione di un parere articolato, con osservazioni e proposte precise che il Ministro potrà utilmente considerare nella predisposizione degli atti definitivi.
Il lavoro istruttorio ha particolarmente evidenziato specifiche osservazioni sulle condizioni di fattibilità:
un organico dei docenti adeguato a realizzare nei vari modelli organizzativi e in relazione al tempo scuola adottato adeguati spazi di contemporaneità dei docenti, a partire dalle prime classi coinvolte nella attuazione dei curricoli;
la definizione di tempi certi per l’avvio e la conclusione degli interventi di riorganizzazione della rete scolastica nel territorio, con la costituzione delle nuove istituzioni scolastiche di base;
l’approntamento di piani di formazione del personale che dovranno garantire a tutto il personale l’acquisizione di un profilo professionale giuridicamente funzionalmente unitario dei docenti della scuola di base.
In relazione all’avvio dell’attuazione dei nuovi curricoli nelle prime due classi della scuola di base deve essere formalmente prevista la possibilità per le istituzioni scolastiche, in relazione a specifiche condizioni di fattibilità, di individuare modalità graduali e flessibili di attuazione di quanto previsto dal regolamento.
In tale contesto ritengono l’espressione di un parere incondizionatamente negativo non coerente con la formulazione di osservazioni articolate, di proposte di modifica e integrazione dei documenti, con la presentazione di emendamenti specifici.
Ritengono, altresì, che la richiesta di rinviare l’avvio dell’attuazione dei nuovi curricoli costituisca in questo momento, alla luce delle risoluzioni parlamentari, un elemento indisponibile alle stesse decisioni del Ministro.
Le scuole chiedono riferimenti normativi certi e temporalmente definitivi.
Un provvedimento sospensivo del processo di attuazione, anche in considerazione dell’attuale fase politico – istituzionale e in presenza di un evidente attacco alla scuola pubblica nazionale, consegna la scuola ad un tempo indefinito di incertezza e di confusione.
I predetti consiglieri, sulla base delle considerazioni esposte, ribadendo la richiesta di accoglimento delle proposte contenute nel documento elaborato dalla Commissione, propongono di esprimere parere favorevole.
2) Altri consiglieri, premesso che:
– con la resa pubblica del documento denominato “Indirizzi per i curriculi della scuola di base” si sono create le esclusive condizioni per informare il personale scolastico dei contenuti e delle finalità del percorso formativo della scuola di base, mentre mancano completamente quelle della formazione, dell’approfondimento e del coinvolgimento di tutti gli operatori della scuola, ottenibili attraverso piani sistematici di formazione in servizio;
– nella riforma sono previste significative trasformazioni che adeguano il curricolo scolastico alle avanzate esigenze dello sviluppo formativo, tra cui si sottolinea la lingua straniera, gli apprendimenti tecnologico – scientifici ed il raccordo curricolare per l’intero percorso della scuola di base, ritengono indispensabile che entro il 1° settembre 2001, le scuole abbiano a disposizione sufficienti tempi di confronto pedagogico, didattico e metodologico.
Dovranno esserci, inoltre, tutte le altre condizioni di avvio: risorse professionali ed economiche, organici funzionali e formazione in servizio, quali garanzia della fattibilità degli obiettivi programmati, a partire dal primo biennio della scuola di base.
Su questi aspetti di fondamentale importanza per l’avvio, si dovrebbero trovare ancora spazi di confronto e di contrattazione al fine di rendere attuabile, nel migliore dei modi, la riforma.
A completamento dell’impianto dell’intero percorso formativo tra i tre e i diciotto anni non esistono al momento attuale indicazioni regolamentari ed indirizzi curricolari della
scuola secondaria di secondo grado, necessari per la costruzione dei piani dell’offerta formativa di ogni istituzione scolastica.
Nel caso di mancata definizione delle condizioni su richiamate e particolarmente: organici funzionali e adeguata formazione in servizio per gli operatori, si propone lo slittamento al 1° settembre 2002 dell’avvio del riordino dei cicli e della adozione dei nuovi indirizzi curricolari.
ll Vice Presidente M. Guglietti