Source: https://www.gobbiepartners.it/differenza-tra-perquisizione-e-ispezione-il-caso/
Timestamp: 2020-07-02 05:50:10+00:00
Document Index: 158001525

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 171', 'art. 352', 'art. 352', 'art. 352', 'art. 352']

Differenza tra perquisizione e ispezione - Il Caso | Gobbi e Partners SpA
Differenza tra perquisizione e ispezione…
Dopo aver preliminarmente distinto la perquisizione dall’ispezione, vi rappresentiamo un caso pratico:
Il caso riguarda agenti che intervengono per un controllo amministrativo (vedi, ad esempio il controllo volto alla verifica della regolare tenuta delle licenze ovvero la regolarità fiscale di un determinato soggetto). In questo caso, ciò che regola l’operato degli accertatori non è il codice di procedura penale, ma le leggi che, rispetto al caso di specie, regolano l’intervento degli accertatori (TULPS piuttosto che normativa fiscale). In questo caso, ci si è posto il problema della regolarità di un accertamento materialmente eseguito nelle forme della perquisizione, ma senza i presupposti di legge sopra riportati. In assenza, infatti, di casi regolati dal codice di procedura penale (e quindi di un intervento di accertamento volto alla verifica della sussistenza di condotte penalmente rilevanti), non potranno applicarsi i principi espressi dagli artt. 244, 247 c.p.p. in tema di ispezione e perquisizione, ma dovrà necessariamente farsi riferimento alle norme delle singole leggi speciali applicabili al caso di specie.
Così è successo nel caso affrontato e risolto dalla Suprema Corte con sentenza n. 15959/2006, ove la Guardia di Finanza svolgeva un controllo nei confronti di un soggetto per accertarne la corretta detenzione di licenze relative a programmi utili per la regolarità fiscale. Nello specifico, la GdF aveva eseguito una perquisizione con conseguente sequestro, fatta di propria iniziativa, e al controllo relativo alla corretta detenzione della licenza per programmi di calcolatore, fattispecie regolata dalla l. 633/1941 art. 171 bis. La Corte di Cassazione, nel valutare la nullità del decreto di perquisizione emesso dal PM, prima di tutto, specifica che il medesimo “manca di qualsiasi motivazione in ordine alla necessaria sussistenza di una finalità probatoria perseguita in relazione all’accertamento dei fatti”. Tralasciando momentaneamente la valutazione in ordine alla motivazione come necessaria per la validità del decreto di sequestro emesso dal Pubblico Ministero, analizziamo gli aspetti relativi all’intervento della PG e alla possibilità della stessa di intervenire, su propria iniziativa, con atti di perquisizione.
Nel caso in analisi, i militari facevano accesso nei locali della ditta dell’indagato non in forza di mandato di perquisizione e sequestro dell’AG, ma avvalendosi dei poteri di funzione di polizia economica e finanziaria svolta a tutela del bilancio pubblico, delle regioni, degli enti locali e dell’UE. Sulla base di ciò, le disposizioni legislative avrebbero permesso solo un accesso finalizzato a compiere “una verifica fiscale diretta alla prevenzione e repressione delle violazioni finanziarie”. Detto ciò, la Corte di Cassazione precisa come, secondo giurisprudenza costante, nei casi come quello in oggetto, la GdF potrebbe compiere atti di perquisizione e sequestri per un reato diverso da quello avente natura fiscale solo qualora venissero a trovarsi di fronte all’evidenza dello stesso, oppure quando si imbattano in oggetti o documenti dai quali emerga la flagranza di reato, cosa che rende legittima la perquisizione ai sensi dell’art. 352 cpp e 354 cpp. Nel caso di specie, ciò non era avvenuto: la GdF era intervenuta per procedere anche ad un controllo sulla tutela del diritto di autore, ai sensi della legge n. 633 del 1941. In questo modo, si era ritenuta – erroneamente – autorizzata a compiere anche di propria iniziativa una ispezione ed una perquisizione non solo al fine di accertare detta violazione, ma anche per scoprire eventuali reati in materia di diritti d’autore. Però di dette violazioni in precedenza gli accertatori non avevano avuto alcuna notizia e non vi era alcun fondato motivo per ritenere che le violazioni fossero effettivamente avvenute. Dunque, la GdF aveva eseguito un vero e proprio atto di perquisizione ex art. 352 c.p.p., senza che però vi fossero i presupposti richiesti. In questo modo, non avevano posto in essere una perquisizione diretta ad assicurare la conservazione di cose pertinenti ad un reato, bensì detta perquisizione era diretta a fini meramente esplorativi proprio per acquisire la notitia criminis. Né tale perquisizione avrebbe avuto fondamento nella legge n. 4 del 1929 (controllo in materia tributaria), per la quale la giurisprudenza ha precisato che la perquisizione potrà essere fatta nel momento in cui vi sia già la notizia di reato o il fondato sospetto del medesimo e che comunque, vista la sua specialità, potrà essere fatta solo nei casi ivi tassativamente riportati. Questa disposizione non poteva estendersi ai casi di violazione del diritto d’autore, ipotesi invece considerata di riferimento per il caso di specie. Nel caso in esame, i militari non si trovarono di fronte ad un’aperta violazione della legge sul diritto di autore, emersa nel corso delle indagini finanziarie, ma procedettero alla perquisizione dei locali – in particolare del computer e relativi programmi – proprio per accertare se alcuni di questi programmi fossero privi di licenza e senza che il possibile reato previsto dalla legge che tutela il diritto di autore, si fosse in qualche modo evidenziato in precedenza.
Di conseguenza, nel caso in esame, la perquisizione locale, operata di propria iniziativa dalla GdF in occasione di un mero accertamento di carattere amministrativo – fiscale deve ritenersi illegittima perché diretta al fine meramente esplorativo di eventuale acquisizione della notitia criminis e perché effettuata in assenza dei presupposti previsti dall’art. 352 cpp, quale flagranza di reato.
In conclusione, in corso di un controllo amministrativo, gli accertatori non possono compiere atti di ispezione o perquisizione se privi del necessario decreto dell’autorità giudiziaria. L’eventuale ispezione o perquisizione fatta in autonomia dagli accertatori potrà essere eseguita solo se la legge in riferimento alla quale il controllo si sta compiendo prevede quel caso concreto, ovvero se i medesimi accertatori si trovino di fronte all’evidenza della flagranza del reato che rende legittima la perquisizione fatta d’iniziativa dalla PG ex art. 352 c.p.p.
Avvocato Ciciliot
Categories: Newsletter, Newsletter Post, Normativa 21 Febbraio 2020
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