Source: http://ambientinforma.blogspot.com/2015/12/deludente-e-preoccupante-la-sentenza.html
Timestamp: 2019-04-24 04:18:06+00:00
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AmbientInForma: Deludente e preoccupante la sentenza Solvay di Spinetta Marengo
Deludente e preoccupante la sentenza Solvay di Spinetta Marengo
Medicina democratica Movimento di lotta per la salute Sezione provinciale di Alessandria
Comunicato stampa del 14 dicembre:
E’ giustamente collocata fra le tante nel libro “Ambiente Delitto Perfetto”. Cosa potevi aspettarti di più da Alessandria rispetto alla consolidata giustizia in materia ambientale in Italia? Nulla. Nulla di nuovo tra Tanaro e Bormida: confermerebbe Umberto Eco.
La sentenza del processo Solvay di Spinetta Marengo è deludente e preoccupante. Deludente per le parti civili vittime dell’ecocidio che esigeva condanne e risarcimenti severi. Preoccupante per gli abitanti della Fraschetta, consapevoli che soltanto una costosissima bonifica del territorio potrà scongiurare un futuro di indagini epidemiologiche con sempre più morti e malattie. Deludente e preoccupante anche per le innumerevoli comunità italiane che proprio dalla Magistratura di Alessandria attendevano una coraggiosa inversione di tendenza alle sentenze (Eternit, Thyssenkrupp, Bussi, ecc.) che hanno scandalizzato l’universo ecologista e aperto un vasto dibattito sulla Giustizia in materia ambientale per la loro sostanziale impunità tramite la derubricazione dei reati dal pesante dolo alla lieve colpa e le prescrizioni, per non dire delle assoluzioni. Tutte le aspettative, deluse ad Alessandria, ruotavano attorno all’ormai famoso articolo 439 del codice penale che condanna la consapevolezza del delitto contro la collettività, il dolo appunto: “Chiunque avvelena acque destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per consumo, è punito con la reclusione non inferiore a…”. Da 10 a 18 anni ha chiesto il Pubblico Ministero per gli 8 imputati. E non un paio di anni, quasi prescritti, come…per aver attraversato con il rosso. Sono infatti almeno 21 le sostanze tossiche e cancerogene prima scaricate di nascosto in falda e poi addirittura omesse di bonifica. Una bonifica che necessiterebbe un risarcimento miliardario. Gli occhi del mondo penale e ambientalista sono rimasti per 7 anni puntati sul tribunale di Alessandria, 3 anni in Corte di Assise, dove la battaglia in campo dottrinale è stata esaltata dagli enormi interessi economici in gioco, in vista di una sentenza di possibile portata storica in campo giudiziario. In questi 7 anni, invece, gli occhi delle vittime hanno pianto testimoniando in aula e non pochi si sono nel frattempo spenti in attesa di giustizia. Noi, che in tribunale ci siamo battuti più di ogni altro, possiamo dire che oggi i più deboli hanno ottenuto giustizia? Non possiamo. Lo lasciamo dire agli avvocati, come ai politici che alle elezioni vincono tutti. Nell’aula campeggia la fatidica scritta “La legge è uguale per tutti” che altrimenti interpretò Raffaele Guariniello: “Sono stato nella Magistratura per decenni e ho cercato di fare il bene dei più deboli”.
Comunicato stampa l15 dicembre
Alcuni articoli giornalistici hanno riportato correttamente il parere del legale di Medicina democratica, Laura Mara, ma trascurato, quando non ignorato, il contemporaneo comunicato stampa della Sezione provinciale di Alessandria che sulla sentenza Solvay esprime considerazioni difformi da quelle dell’avvocato, e che sono quelle che contano per l’Associazione. Ingiusta, deludente e preoccupante sentenza. Opportunamente collocata fra le tante (Eternit, Thyssenkrupp, Bussi, ecc.) nel nostro libro “Ambiente Delitto Perfetto” a definire che “non esiste giustizia in campo ambientale”, con tanta pace per innumerevoli comunità italiane che proprio dalla Magistratura di Alessandria attendevano una coraggiosa inversione di tendenza ai processi che hanno scandalizzato l’universo ecologista per la loro sostanziale impunità tramite la derubricazione dei reati dal pesante dolo alla lieve colpa e le prescrizioni, per non dire delle assoluzioni. Ad Alessandria, dopo la melina di 7 anni di udienze, contiamo 4 assolti su 8 imputati (38 iniziali). Condanne di 2 anni e 6 mesi invece che di 18, risarcimenti in proporzione ma perfino a chi (Comune, Provincia ecc.) si merita tutt’altro. Bonifica nel libro dei sogni. La bomba ecologica di Spinetta Marengo equiparata… ad incidente per attraversamento con il rosso. Non dolo cosciente ma involontarietà della colpa. Facile la prescrizione. I potenti vertici assolti: estranei al disastro ambientale e all’omessa bonifica. I condannati: non ne erano consapevoli... anche se avevano cercato di nasconderne le prove (con i vertici). Le tonnellate di prove provate del PM: carta staccia. Vittime della sentenza: le parti civili morte e ammalate, gli abitanti inquinati del territorio, il mondo ambientalista disarmato. Vittima la Giustizia insomma, che, per essere “uguale per tutti” dovrebbe, per citare Guariniello, cercare di fare il bene per i più deboli.
Medicina democratica Movimento di lotta per la salute Sezione provinciale di Alessandria.
Intervento del 16 dicembre.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso al (l’ex) responsabile di Medicina Democratica.
Con coerenza di 40 anni di attivismo senza eguali, in merito al processo Solvay Medicina democratica ha scritto tantissimo, sul blog di udienza in udienza e sul libro “Ambiente Delitto Perfetto”, e infine ha criticato pesantemente la sentenza della Corte di Assise di Alessandria. Mi si consenta di aggiungere, credo di meritarlo per la mia lunga storia, una considerazione del tutto personale. Io non ho bisogno di attendere il deposito delle motivazioni della sentenza per esprimere un giudizio. Tra 90 giorni saranno parole, parole ben articolate per giustificarla. Io conosco invece i fatti, e da almeno 30 anni prima del processo. Fatti che conoscono tutti, anche grazie alle mie denunce ma soprattutto per esperienza, dai lavoratori che lottavano per portare a casa la pelle, ai cittadini di Spinetta Marengo che non hanno bisogno della conferma delle indagini epidemiologiche, ma anche dai giornalisti che non pubblicano le denunce, dai giudici che hanno ignorato le denunce, dagli amministratori pubblici complici degli enormi inquinamenti (e anche concussi secondo Solvay). Fatti e non giochi di parole giudiziari. Fatti che ho meticolosamente elencato nella mia lunga testimonianza al processo. Fatti che nella melina di 7 anni di dibattimenti sono comunque emersi chiaramente come prove dalla mole di documentazioni e intercettazioni prodotte dal Pubblico Ministero: macigni che la sentenza ha affondato. Se penso che il presidente Ausimont-Solvay è stato assolto per non aver commesso il fatto, cioè non conosceva l’avvelenamento della falda benchè mi avesse licenziato proprio per averlo accusato di averla avvelenata… Se penso che pure il successivo presidente Solvay ne era al corrente se non altro tramite una mia lettera pubblicata anche su tutti i giornali… Se penso che gli unici 4 condannati di avvelenamento l’avrebbero comunque procurato involontariamente, per colpa e non per dolo… Se penso ai risarcimenti irrisori per le vittime e agli altri assurdi… Se ci penso, ebbene, non dovrei dirlo, proprio io che i tribunali (di Milano) più volte dalle rappresaglie mi hanno salvato il posto di lavoro e la vita, ma sono arrivato al punto che non ho più la minima fiducia nella Giustizia. Se penso poi che non ci sarà vera bonifica del territorio della Fraschetta, né dell’acqua né dell’aria, alle malattie e alle morti… Fortunatamente avevo già comunicato al nostro congresso che non sarei più stato dal prossimo anno responsabile della sezione provinciale di Medicina democratica.
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