Source: http://docplayer.it/671331-Delle-imposte-g5-1-le-dichiarazioni-tributarie-g5-2-i-controlli-sulle-dichiarazioni-g5-3-accertamento-delle-imposte-g5-4-la-riscossione-delle-imposte.html
Timestamp: 2018-04-25 19:08:18+00:00
Document Index: 67430084

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 62', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 24', 'art. 111']

delle imposte G5.1 Le dichiarazioni tributarie G5.2 I controlli sulle dichiarazioni G5.3 Accertamento delle imposte G5.4 La riscossione delle imposte - PDF
delle imposte G5.1 Le dichiarazioni tributarie G5.2 I controlli sulle dichiarazioni G5.3 Accertamento delle imposte G5.4 La riscossione delle imposte
Download "delle imposte G5.1 Le dichiarazioni tributarie G5.2 I controlli sulle dichiarazioni G5.3 Accertamento delle imposte G5.4 La riscossione delle imposte"
1 G5 unità G5.1 Le dichiarazioni tributarie G5.2 I controlli sulle dichiarazioni G5.3 Accertamento delle imposte G5.4 La riscossione delle imposte Charles M. Schulz, Snoopy. Il sistema tributario italiano Dichiarazione, accertamento, riscossione delle imposte Gentile contribuente, desideriamo offrirle alcuni elementi di valutazione relativi ai redditi. Inizia così la lettera che l Agenzia delle Entrate sta inviando a soggetti che nell anno 2010 hanno effettuato spese eccedenti (ad esempio acquisti di autovetture o imbarcazioni da diporto) il reddito dichiarato. Si tratta di un invito a verificare la situazione di anomalia riscontrata dall Agenzia nei riguardi dei contribuenti che presentano spese apparentemente incompatibili con i redditi dichiarati. L incongruenza nasce confrontando le dichiarazioni dei redditi per l anno 2010 e le informazioni presenti Caro contribuente ti scrivo (così ti adegui un po!) Nicolò Cipriani 11 giugno 2012 nelle banche dati dell amministrazione finanziaria. La stessa comunicazione consiglia di verificare la compatibilità delle spese effettuate nell anno appena concluso con il reddito complessivo da dichiarare. L obiettivo dell Agenzia delle Entrate è chiaro: in una logica di compliance, indurre il contribuente, a fronte di un possibile accertamento, a presentare redditi più elevati in occasione della prossima campagna dichiarativa nonché a modificare Unico 2011 (redditi 2010) mediante la trasmissione di un modello Unico integrativo. Attività Quali sono i motivi che hanno indotto l Agenzia delle Entrate a scrivere questa lettera? Rispetto ai contenuti della nota quale potrebbe essere il comportamento del contribuente? Quale suggerimento è contenuto nella nota dell Agenzia delle Entrate? unità dichiarazione tributaria è l atto con cui il contribuente porta a conoscenza dell ente impositore i connotati, qualitativi e quantitativi, del presupposto realizzato e liquida (laddove è previsto) l imposta dovuta. Gli effetti della dichiarazione discendono dalla legge e non dalla volontà del contribuente e operano sul piano dell accertamento e della riscossione. La dichiarazione è annuale, obbligatoria e analitica, dovendo indicare tutti gli elementi attivi e passivi necessari per la determinazione degli imponibili e per il controllo richiesto dai modelli di dichiarazione. I termini per le dichiarazioni delle varie imposte sono stati uniformati al 30 settembre di ogni anno. L unificazione delle scadenze è molto vantaggiosa per il contribuente, tanto che, entro i termini previsti per le imposte sui redditi, può essere presentata una dichiarazione unificata annuale riguardante le imposte sui redditi e l IVA, il cosiddetto Modello Unico. La dichiarazione IRAP dal 2008 non può più essere conglobata nella dichiarazione unificata ma deve essere presentata direttamente alla Regione di riferimento. Chi sono i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione? Sono tenuti alla dichiarazione dei redditi sia le persone fisiche sia le persone giuridiche che hanno percepito redditi da dichiarare rispettivamente per il computo dell IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dell IRES (Imposta sul reddito delle società). Il d.p.r. 600/1973 stabilisce che la dichiarazione dei redditi deve essere presentata anche dai soggetti che, pur non avendo prodotto nel periodo d imposta alcun reddito, sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili: è il caso delle persone fisiche e degli enti non commerciali che esercitano attività professionali, artistiche, d impresa e di tutte le società commerciali, cooperative, nonché degli enti commerciali. Inoltre, anche quando non si è obbligati, è sempre possibile presentare la dichiarazione dei redditi per far valere oneri sostenuti, deduzioni e/o detrazioni non attribuite o attribuite in misura inferiore a quella spettante, oppure per chiedere il rimborso di eccedenze di imposta derivanti dalla dichiarazione presentata nell anno precedente o da acconti versati nello stesso anno. L obbligo tributario nasce con la dichiarazione dei redditi? Sotto il profilo giuridico la dichiarazione non è una manifestazione di volontà diretta a far nascere l obbligo tributario in quanto questo nasce dalla legge, ricorrendone i presupposti, non dalla volontà del contribuente. È una dichiarazione di conoscenza perché espone una serie di situazioni di fatto che il contribuente afferma di essere esistenti e che soltanto se esistono danno luogo al debito d imposta, tanto più che il contribuente può rettificare la sua dichiarazione se quella già presentata contiene errori, inesattezze, omissioni. 5 G G5.1 Le dichiarazioni tributarie Il pagamento delle imposte avviene con due modalità: versamento diretto del contribuente (autotassazione dell imposta); versamento da parte dei sostituti d imposta (che hanno effettuato ritenute alla fonte). Il sistema dell autotassazione si basa sulla dichiarazione del contribuente. Quali sono le principali disposizioni riguardanti la dichiarazione? La Con quali formalità devono essere redatte le dichiarazioni? La dichiarazione dei redditi deve essere sottoscritta dal contribuente o da chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale, che in tal modo si assume la responsabilità delle affermazioni contenute nella dichiarazione. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio società) la sottoscrizione avviene ad opera del rappresentante legale o da chi ne ha anche l amministrazione di fatto. Una dichiarazione non sottoscritta o sottoscritta da un soggetto non legittimato è nulla, ma la nullità può essere sanata qualora il contribuente provveda alla sottoscrizione entro trenta giorni dall apposito invito da parte dell Agenzia delle Entrate. La dichiarazione congiunta dei coniugi è ammessa solo in caso di assistenza fiscale e deve 409
2 Tabella G5.1 - I modelli delle dichiarazioni essere firmata da entrambi. La dichiarazione dei figli minori, che sono obbligati a presentarla se posseggono redditi propri non assoggettati all usufrutto legale dei genitori, deve essere firmata da uno dei due genitori o, se mancano entrambi, dal tutore. Le dichiarazioni devono essere redatte, a pena di nullità, su appositi modelli pubblicati ogni anno sulla Gazzetta ufficiale. I principali sono: Modello Unico Modello Unico Mini Modello 770 ordinario Modello 770 semplificato Modello 730 È presentato dai titolari di partita IVA per le dichiarazioni ad essa inerenti e dagli altri contribuenti per la dichiarazione dei redditi È una versione semplificata del modello Unico. Può essere presentato da soggetti residenti in Italia che si trovano in situazioni meno complesse È presentato dai sostituti d imposta che hanno effettuato ritenute sui redditi di capitale È presentato dai sostituti d imposta che hanno effettuato ritenute sui redditi di lavoro dipendente, autonomo e sulle provvigioni È presentato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati che si avvalgono dell assistenza fiscale La dichiarazione dei redditi deve essere presentata dai contribuenti persone fisiche in forma telematica (o direttamente tramite Internet o tramite intermediari abilitati come i CAAF, commercialisti, revisori contabili, ecc. o tramite gli uffici dell Agenzia delle Entrate che forniscono assistenza anche per la compilazione e provvedono all invio telematico). Possono presentarla anche in forma cartacea presso un ufficio postale i contribuenti persone fisiche che si trovano in particolari condizioni, come ad esempio coloro che devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti. Le società di persone (ed equiparate) e tutti i soggetti IRES devono presentarla esclusivamente con modalità telematica (direttamente o tramite intermediari abilitati). Anche la modalità di presentazione della dichiarazione IRAP è telematica. La rettifica della dichiarazione è possibile e avviene attraverso la presentazione di una nuova e successiva dichiarazione. Come avviene la certificazione dei redditi percepiti dai lavoratori dipendenti? Ai contribuenti che percepiscono redditi di lavoro dipendente, redditi ad essi assimilati (per esempio, compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge) e redditi da pensione viene rilasciata da parte del datore di lavoro, o dal soggetto che eroga le somme, una certificazione dei redditi denominata CUD (Certificato Unico Dipendente). Il CUD deve essere consegnato, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) dal datore di lavoro o dall ente pensionistico, entro il 28 febbraio dell anno successivo a quello in cui il reddito è stato corrisposto o entro 12 giorni dalla richiesta in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Se il contribuente nell anno ha percepito soltanto i redditi riportati nel CUD o è titolare di uno o più trattamenti pensionistici, non è obbligato a presentare altre dichiarazioni (Modello 730 o Unico), a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte. Tuttavia, se il contribuente esonerato sceglie di presentare ugualmente la dichiarazione dei redditi in quanto, nell anno ha sostenuto oneri che intende portare in deduzione dal reddito o in detrazione dall imposta (per esempio, spese mediche, interessi sui mutui, ecc.), il CUD serve per le successive dichiarazioni dei redditi, Modello 730 o Unico. In che cosa consiste la possibilità data al contribuente di scegliere a chi devolvere una parte (8 per mille e 5 per mille) delle proprie imposte sul reddito? Lo Stato ripartisce l 8 per mille del gettito fiscale IRPEF fra lo Stato stesso (affinché sia destinato a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale) e la Chiesa cattolica ed altre confessioni religiose (affinché sia destinato a scopi di carattere religioso), rispettando le scelte espresse dai singoli cittadini in sede di dichiarazione dei redditi in merito all istituzione prescelta e ai suoi scopi. Il cittadino, inoltre, può devolvere una parte dell IRPEF versata ad associazioni non profit e a soggetti del Terzo Settore (ad esempio associazioni di volontariato, enti di ricerca scientifica, enti di ricerca sanitaria, ecc.). È possibile scegliere una o l altra o entrambe le destinazioni dell 8 e 5 per mille perché le due opzioni non sono in alcun modo alternative fra loro. In caso di non scelta, la quota viene devoluta in base alla totalità delle scelte di tutti i contribuenti e agli accordi con le comunità religiose. Le due opzioni: l 8 per mille e il 5 per mille Storicamente, la nascita dell 8 per 1000 deve essere fatta risalire al 18 febbraio 1984 quando fu firmato il nuovo concordato tra Stato e Chiesa Cattolica tra l allora Presidente del Consiglio italiano, Bettino Craxi, e il Segretario di Stato del Vaticano, Agostino Casaroli. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti Che cosa sono i Centri autorizzati di assistenza fiscale? I Centri autorizzati di assistenza fiscale (CAAF), istituiti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 413 (e successive modificazioni), sono organismi costituiti in forma di società di capitali, che, per conto dei contribuenti (siano essi lavoratori dipendenti o pensionati, imprese individuali e familiari, società di persone, cooperative e consorzi), provvedono ad assolvere a tutta una serie di obblighi fiscali, fornendo consulenza, supporto ed aiuto nella compilazione, nel controllo della correttezza formale e nella trasmissione in via telematica della dichiarazione dei redditi. I CAAF delle imprese, oltre ad assistere i contribuenti nella stesura delle dichiarazioni, devono eventualmente conservare le scritture contabili, controllare la regolarità formale e fornire le certificazioni richieste dalla legge. Oltre alla dichiarazione dei redditi esistono altri tipi di dichiarazione? Altri tipi di dichiarazione sono: la dichiarazione annuale IVA che può essere presentata sia in forma autonoma sia unificata (compresa nella dichiarazione Modello Unico)(vedere pag 367). Possono presentare la dichiarazione in via autonoma anche i soggetti che intendono utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso il credito d imposta risultante dalla dichiarazione annuale; la dichiarazione IRAP che deve essere presentata in forma autonoma esclusivamente per via telematica entro i termini di scadenza per le imposte dirette sui redditi; la dichiarazione del sostituto d imposta, che riepiloga per tutti i percipienti gli importi erogati sotto qualsiasi forma, sottoposti a ritenute alla fonte e le ritenute pagate durante l anno dal sostituto d imposta, anche ai fini dei contributi dovuti all Istituto Rinforzo legge e circolari. L opzione del 5 per mille, invece, è stata introdotta nel 2006 con un decreto collegato alla legge finanziaria di quell anno, per cui, in quanto tale, di anno in anno può o meno essere presente
3 Tabella G5.2 - I controlli sulle dichiarazioni nazionale per la previdenza sociale (INPS) e dei premi dovuti all Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). La dichiarazione avviene con il Modello 770 presente in due diverse versioni: l ordinaria e la semplificata; la dichiarazione IMU che deve essere presentata nell anno di acquisizione del patrimonio immobiliare e, successivamente, ogni volta che si verifica una variazione della situazione iniziale (ad esempio, per acquisto, vendita, donazione). G5.2 I controlli sulle dichiarazioni Gli uffici locali dell Agenzia delle Entrate controllano le dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d imposta, ne verificano la completezza e la correttezza, provvedono alla liquidazione delle imposte dovute e alla irrogazione delle eventuali sanzioni pecuniarie ed anche alla comunicazione all autorità giudiziaria di eventuali violazioni di legge sanzionate penalmente (artt. 31 e ss. d.p.r. 600/73). Come vengono effettuati i controlli? Gli uffici fiscali, dato l elevato numero e la complessità delle dichiarazioni, non sono in grado di effettuare controlli analitici e sostanziali in modo generalizzato. Vengono pertanto effettuate diverse tipologie di controllo. Controllo automatico Controllo formale Controllo sostanziale Si basa su di una procedura completamente automatizzata cui vengono sottoposte tutte le dichiarazioni. Si provvede alla correzione degli errori materiali e di calcolo e al controllo della correttezza e tempestività dei versamenti. Il controllo formale si realizza attraverso la richiesta di documentazione al contribuente. Non avviene su tutte le dichiarazioni, ma è effettuato ogni anno sulla base di liste selettive che comprendono le categorie considerate a maggior rischio di evasione. Viene attuato attraverso un attività di accertamento mediante la quale si entra nel merito dei dati dichiarati per verificare la loro veridicità. A tal fine gli uffici fiscali possono: procedere ad accessi, ispezioni e verifiche in collaborazione con la Guardia di finanza; effettuare indagini bancarie; invitare i contribuenti a trasmettere documenti, comparire di persona, compilare questionari; chiedere alle banche documenti attestanti i rapporti intrattenuti con il cliente. I controlli sostanziali devono essere effettuati in modo tale da garantire il rispetto dei diritti fondamentali garantiti dallo Statuto del contribuente. Se il contribuente ritiene che l attività degli uffici fiscali sia avvenuta in modo non conforme alla legge può rivolgersi al Garante del contribuente. Cosa comporta un indagine bancaria? Fino al 1991 esisteva nel nostro ordinamento l istituto del segreto bancario nonostante l istituzione dell Anagrafe tributaria, lo strumento della Amministrazione finanziaria introdotto dal d.p.r. 605/1973 che censisce tutti i contribuenti italiani. Solo con la legge 413/1991 l Amministrazione finanziaria ha avuto la reale possibilità di infrangere il segreto bancario ai fini dell accertamento delle imposte sui redditi e sull I- VA con l istituzione dell Anagrafe dei rapporti di conto e di deposito, cioè un anagrafe dei saldi e dei movimenti bancari. Purtroppo questa anagrafe non ha mai funzionato a causa della mancanza dei decreti attuativi che avrebbero dovuto regolamentarne la funzionalità. Si è quindi dovuta aspettare l emanazione del d.l. 223/2006 (noto come decreto Bersani-Visco), convertito, con modificazioni dalla legge 248/2006, che ha istituito un Anagrafe dei rapporti (nome, cognome e codice fiscale dell intestatario del conto). Dal 2007, le banche hanno iniziato a comunicare al Fisco i dati identificativi dei loro clienti, anche di quelli scudati (ovvero di coloro che avevano rimpatriato capitali illecitamente detenuti all estero avvalendosi delle leggi sullo scudo fiscale); se poi il Fisco voleva addentrarsi nell analisi dei saldi e movimenti doveva richiederli alla banca. Solo per i conti scudati la banca poteva opporre il segreto bancario (per questo tali conti venivano definiti secretati ). Il d.l. 201/2011 ha obbligato, dal 1 gennaio 2012, le banche, la società Poste italiane, le imprese di investimento, le società di gestione del risparmio, le società fiduciarie e le società di assicurazione ad inviare con scadenza periodica per via telematica all Anagrafe Tributaria le informazioni relative ai rapporti finanziari intrattenuti con persone fisiche e non fisiche, ad esclusione dei pagamenti con bollettini di conto corrente postale inferiori ai 1500 euro, naturalmente in aggiunta all invio dei dati anagrafici e del codice fiscale degli intestatari dei conti, come previsto dall art. 7 del decreto 605/73. Il d.l. 201/2011 ha inciso sul funzionamento dell Anagrafe dei rapporti tra intermediari finanziari e contribuenti? Dopo le modifiche introdotte con il decreto legge 201/2011, l Agenzia delle Entrate ha firmato il 25 marzo 2013 un provvedimento che ha permesso l integrazione dell Anagrafe. Ha così preso corpo il nuovo sistema di controllo rafforzato sui saldi e movimenti dei conti correnti e degli altri tipi di strumenti finanziari. Nel provvedimento in oggetto sono state fissate le modalità e i termini per l invio, da parte delle banche, dei dati sui saldi dei rapporti e delle movimentazioni, oltre ad altre informazioni rilevanti. È stato pertanto stabilito che le comunicazioni annuali successive al 2013 riguardanti i suddetti dati siano trasmesse all Anagrafe Tributaria da parte degli operatori finanziari entro il 20 aprile dell anno successivo a quello a cui esse sono riferite. Non bisogna dimenticare che fino a questo momento l Agenzia delle Entrate aveva comunque la possibilità di accedere ai conti correnti, ma soltanto dopo l autorizzazione della magistratura. Il 24 giugno 2013 è entrato in vigore il Sistema di Interscambio Dati (SID), il nuovo sistema elaborato dall Agenzia delle Entrate per raccogliere informazioni sui conti correnti dei contribuenti, utilizzato per creare una specie di Anagrafe dei conti correnti - sia delle persone fisiche sia giuridiche - utile per combattere l evasione fiscale attraverso il controllo di tutti i rapporti finanziari di ogni cittadino. L Anagrafe dei conti correnti, conosciuta anche come Super Anagrafe, è entrata poi in vigore il 31 gennaio 2014, in seguito ad un provvedimento emanato dall Agenzia delle Entrate il 5 novembre 2013 in cui prorogava fino al 31 gennaio 2014 l apertura del SID. I dati sono stati fatti confluire anche nel sistema SERPICO (acronimo SERvizio Per le Informazioni sul COntribuente), che già raccoglieva diverse informazioni dei contribuenti: la dichiarazione dei redditi, le case intestate, le auto, i terreni, le barche, per il controllo incrociato dei dati. Attraverso questo nuovo meccanismo, il Fisco ha così accesso a tutti i movimenti effettuati su conti correnti e su altre tipologie di strumenti finanziari, grazie all obbligo di comunicazione cui sono ora sottoposti istituti bancari e altri operatori finanziari. Con queste disposizioni è più facile arginare il fenomeno dell evasione fiscale? Dal 1 febbraio 2014, il Fisco ha in mano un archivio dettagliato dal quale avviare le proprie indagini ed individuare i profili a rischio evasione. In questo modo
4 Tracciabilità l Agenzia delle Entrate è a conoscenza del saldo iniziale e finale di ogni conto corrente, oltre al totale di accrediti e di uscite, che costituiscono le informazioni base per la nuova Anagrafe finanziaria. Queste disposizioni mirano ad arginare il fenomeno dell evasione fiscale in quanto eliminano il segreto bancario. Gli estratti conto che arrivano ad un cliente della banca, come si è detto, vengono trasmessi dalla stessa banca, tramite una procedura informatica, anche all Agenzia delle Entrate. Quello che farà il Fisco altro non sarà che incrociare i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del contribuente con le predette informazioni fornite, al fine di individuare anomalie sospette. Con queste disposizioni si innesta un altra importante novità: con l analisi dei movimenti bancari e finanziari si potrà procedere ai controlli e stilare una lista di contribuenti da indagare, senza che si debba obbligatoriamente individuare il contribuente sospetto per poter procedere ai controlli e aprire così l indagine finanziaria. Le indagini bancarie potranno dunque essere utilizzate prima dell avvio delle verifiche fiscali. L Agenzia delle Entrate, con l entrata in vigore dell Anagrafe dei conti correnti, potrà così contare su un ulteriore strumento di controllo da affiancare al Redditometro È la possibilità di ricostruire i passaggi di denaro attraverso le tracce lasciate dagli strumenti di pagamento usati. Ha lo scopo di contrastare il reddito sommerso e l evasione fiscale. Il divieto di effettuare pagamenti in contanti entro un certo L attuale normativa sulle indagini bancarie viola il diritto alla privacy dei contribuenti? L entrata in vigore del Sistema di Interscambio Dati (SID), al quale dovrà registrarsi ogni singolo operatore finanziario (o l utilizzo del servizio di Posta Elettronica Certificata PEC -, in alternativa al SID, nel solo caso di trasmissione di file inferiori a 20 MB in formato compresso), prevede che i dati viaggino su questo nuovo sistema telematico. Ciò consente di rafforzare la lotta all evasione, ma nello stesso tempo impedisce abusi e accessi non autorizzati ai dati sensibili, nel pieno rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali. G5.3 Accertamento delle imposte Rinforzo limite fa aumentare le transazioni in moneta elettronica (carte di credito, assegni, bancomat, bonifici bancari), facilmente rintracciabili nei movimenti di c/c. In seguito ai controlli e alle indagini svolte, la dichiarazione può risultare incompleta, infedele o addirittura omessa. In tali casi il Fisco procede con l attività di accertamento. L accertamento fiscale è una procedura amministrativa che permette agli uffici locali dell Agenzia delle Entrate di determinare la base imponibile effettivamente esistente e il relativo debito d imposta sulla base delle informazioni da loro acquisite oltre che su quelle fornite dal contribuente. Il Fisco effettua: l accertamento d ufficio, cioè di sua iniziativa, nel caso in cui il contribuente non abbia presentato la dichiarazione dei redditi o quando la dichiarazione è nulla (non è sottoscritta o non è redatta su apposito modello) oppure nel caso in cui intenda esercitare un controllo mediante verifiche su imprenditori o lavoratori autonomi; l accertamento mediante denuncia verificata nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione cui è obbligato per legge. In tal caso l ufficio controlla ed eventualmente rettifica la dichiarazione presentata dal contribuente che non ha rispettato le modalità e le forme prescritte dalla legge. Quali sono i metodi utilizzati per effettuare gli accertamenti? L accertamento può essere di due tipi, analitico e sintetico, a seconda dei metodi utilizzati dagli uffici fiscali per determinare la base imponibile nel caso si renda necessario effettuare una rettifica della dichiarazione presentata, oppure nel caso di dichiarazione nulla od omessa (accertamento d ufficio). Esistono però anche alcune varianti e forme miste. La tabella che segue evidenzia le caratteristiche dei diversi tipi di accertamento. Accertamento analitico (art. 38, 2 comma d.p.r. 600/1973) Accertamento sintetico o indiziario (art. 38, 4 comma d.p.r. 600/1973) Accertamento analitico-contabile (art. 39, 1 comma, lett. a), b), c), d.p.r. 600/1973, modificato dalla legge 7 luglio 2009, n. 88) è utilizzato per l accertamento dei redditi delle persone fisiche; la materia imponibile viene desunta direttamente, attraverso una ricerca analitica dei singoli elementi che compongono l oggetto dell imposta. è utilizzato per l accertamento dei redditi delle persone fisiche; la base imponibile viene desunta o attraverso la raccolta e la valutazione di elementi che sono esterni all oggetto dell imposta ma che rappresentano indizi certi e non discutibili di esistenza della materia imponibile o attraverso presunzioni; l Agenzia delle Entrate può procedere a rettificare la dichiarazione di un contribuente (persona fisica) se esistono presunzioni certe, precise e concordanti che portano a ritenere che il reddito accertato sinteticamente sia superiore almeno di un quarto rispetto a quello dichiarato dal contribuente; una specie di accertamento sintetico è il Redditometro. è utilizzato per l accertamento dei redditi d impresa, dei redditi delle imprese minori e dei redditi degli esercenti arti e professioni; la materia imponibile viene desunta direttamente, determinando o rettificando singole componenti (attive o passive) del reddito; l ufficio procede alla rettifica quando alternativamente: a) gli elementi indicati nella dichiarazione non corrispondono a quelli riportati in bilancio, b) non sono state rispettate esattamente le disposizioni di cui al Titolo V del TUIR (redditi d impresa) c) l incompletezza, la falsità o l inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati risulta in modo certo e diretto: 1. dai verbali redatti in seguito all invito rivolto al contribuente a comparire per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell accertamento, 2. dai questionari inviati agli stessi fini, dagli atti, dai documenti, dai registri esibiti e trasmessi dal contribuente, 3. dalle dichiarazioni presentate dalle società di persone o da altri soggetti in qualità di sostituti d imposta, 4. da altri dati e documenti in possesso dell ufficio. Tabella G5.3 - Tipologie di accertamento
5 Accertamento analitico-induttivo (art. 39, 1 comma, lettera d, d.p.r. 600/1973) Accertamento induttivo extracontabile (art. 39, 2 comma, d.p.r. 600/1973) è utilizzato per l accertamento dei redditi d impresa, dei redditi delle imprese minori e dei redditi degli esercenti arti e professioni; la materia imponibile viene desunta attraverso presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti; l ufficio procede alla rettifica in caso di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta (art. 62-sexies, d.l. 30 agosto 1993); per valutare la capacità di produrre ricavi si utilizzano gli Studi di settore. è utilizzato per l accertamento del reddito d impresa, dei redditi delle imprese minori e dei redditi degli esercenti arti e professioni; la materia imponibile viene desunta con la possibilità di prescindere dalle risultanze contabili e dall utilizzo di dati e notizie comunque raccolti; la materia imponibile viene desunta attraverso presunzioni non qualificate, cioè prive di requisiti di gravità, precisione e concordanza (art. 39, 1 comma, lettera d) ma nei soli casi previsti tassativamente dalla legge: a) in presenza di contabilità inattendibile, b) quando il reddito d impresa non è stato indicato nella dichiarazione, c) quando dal verbale di ispezione risulta che il contribuente non ha tenuto o ha sottratto all ispezione uno o più scritture contabili ovvero quando le scritture contabili non sono disponibili per cause di forza maggiore, d) quando il contribuente non ha dato seguito agli inviti dell ufficio: - a comparire di persona o a mezzo di rappresentanti per esibire documenti e scritture o per fornire dati, notizie, chiarimenti rilevanti ai fini dell accertamento - a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell accertamento nei suoi confronti o a esibire bilanci, rendiconti, registri, libri previsti dalle disposizioni tributarie Che cosa è il Redditometro e come funziona? Il reddito delle persone fisiche può essere accertato sinteticamente sulla base di indici di spesa, presuntivi di reddito. Si tratta del cosiddetto Redditometro, uno strumento già presente dal 1973 (art. 38, d.p.r. 600/1973), e potenziato con il d.l. 78/2010, convertito con legge 122/2010, le cui disposizioni hanno trovato applicazione a partire dal periodo d imposta 2009 e quindi per i redditi dichiarati nel La Circolare dell Agenzia delle Entrate del 31 luglio 2013, n. 24 ne ha precisato le modalità applicative. Il sistema riuscirà a ricostruire per ogni contribuente le spese effettuate di cui l amministrazione fiscale è sicura, quindi tutte quelle rilevanti che sono sicuramente presenti nelle 128 banche dati collegate alle Entrate (un insieme di 100 beni sensibili raggruppati in 4 macro categorie: abitazioni, mezzi di trasporto, tempo libero, altre voci). Le spese verranno moltiplicate per dei coefficienti legati alla classe attribuita al contribuente, sulla base di tre caratteristiche: composizione familiare (single, coppie con e senza figli, monoparentali); età (fino a 35 anni; anni; oltre 65 anni); area geografica (Nord, Centro, Sud). In pratica, nel valutare le spese sostenute da un contribuente, il Fisco, attraverso un software apposito, calibrerà diversamente il peso di un acquisto fatto a Trapani rispetto a quello fatto a Milano, così le spese sostenute in un anno da un single rispetto a un nucleo di quattro persone. La moltiplicazione delle spese per i coefficienti porterà alla determinazione del reddito presunto che verrà confrontato con il reddito generato in quell anno. In tutti i casi in cui la differenza sarà superiore al 20%, gli ispettori del Fisco prima di intraprendere qualsiasi azione dovranno premurarsi di verificare e accertare il dato e, solo successivamente, l Agenzia delle Entrate convocherà il contribuente per chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato. È compito del contribuente fornire la prova contraria, per dimostrare che, ad esempio, la casa o l automobile è stata comprata con i risparmi degli anni passati o con soldi già tassati, perché magari si tratta di rendite finanziarie o di una donazione dei genitori. Se le prove saranno convincenti (ma devono esserci gli atti o i bonifici o le fatture) il caso si chiuderà senza nessuna conseguenza. Nel caso in cui, invece, il Fisco dovesse avere ancora dei sospetti si aprirà una seconda fase del contraddittorio, più approfondita. Se anche al termine di questa fase il Fisco mantenesse le sue pretese, ovvero di far pagare le imposte sul reddito effettivo calcolato con il Redditometro, e non su quello dichiarato, si aprirà l accertamento formale. Il Redditometro si applica esclusivamente alle persone fisiche, ovvero professionisti, commercianti, artigiani, imprenditori individuali, dipendenti e pensionati. Per le società il Fisco utilizza altri strumenti in grado di stimare i ricavi e i compensi. Per le piccole e medie società si applicano gli Studi di settore, per le grandi società oggi esiste il tutoraggio. Il Redditometro viola le norme sulla privacy? Dato l altissimo potenziale di intrusività del Redditometro, il Garante per la Privacy, in un comunicato emesso il 21 novembre 2013, ha dato il suo via libera al nuovo strumento di accertamento dei redditi, a condizione che vengano eliminati i numerosi profili di criticità tali da rendere il sistema non conforme alle norme sulla privacy. Prescrive il Garante: Il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando unicamente spese certe e spese che valorizzano elementi certi (possesso di beni o utilizzo di servizi e relativo mantenimento) senza utilizzare spese presunte basate unicamente sulla media Istat. Quindi faranno fede solo le spese risultanti all Anagrafe Tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi. Stesso discorso vale per le spese frazionate e ricorrenti (ad esempio quelle per l abbigliamento, alimentari, alberghi, ecc.): non si può applicare la media in base alla tipologia familiare (single, coppia con figli, senza figli, ecc.), faranno fede solo scontrini e pagamenti tracciati. Il Garante interviene anche sulla questione del cosiddetto fitto figurativo (attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione nel comune di residenza): non può essere utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento. Il ReddiTest La sperimentazione del Redditometro è partita dalla prima settimana di novembre 2011 e si è conclusa alla fine di febbraio La sperimentazione da novembre 2011 a febbraio 2012 non ha coinvolto direttamente i cittadini ma soltanto le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le organizzazioni sindacali. Le Agenzie delle Entrate hanno messo a loro disposizione un Rinforzo software, chiamato ReddiTest, utile per capire la coerenza tra i redditi dichiarati e le spese sostenute e hanno invitato tali associazioni ad inviare alla Società degli studi di settore (SOSE) una serie di casi concreti, rigorosamente anonimi, per consentire all amministrazione di testare al meglio il software messo a punto e le modalità di stima dei redditi presunti
6 PREGI DIFETTI Tabella G5.4 - Studi di settore Che cosa sono gli Studi di settore? Gli Studi di settore sono stati introdotti in Italia con d.l. 331/1993, convertito, con modificazioni, nella legge 427/1993, con l accordo delle categorie professionali (Organizzazioni di categoria e ordini professionali). Negli ultimi tempi, con vari interventi da parte del legislatore nazionale, a partire dal d.l. 98/2011 e fino al d.l. 16/2012 convertito con modificazioni nella legge 44/2012, sono state introdotte nuove ed importanti modifiche in materia di Studi di settore. Gli Studi di settore sono strumenti fiscali, di carattere statistico-matematico, impiegati per l accertamento analitico-induttivo dei redditi degli imprenditori e di chi esercita arti o professioni con proventi non superiori a euro, la cui elaborazione viene effettuata per statuto dalla società partecipata dal Ministero dell Economia e delle Finanze SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A.) e dalla Banca d Italia, insieme alle Organizzazioni di Categoria e agli Ordini Professionali. Gli Studi di settore sono modificati e aggiornati ogni anno in un apposito software (GERICO - Gestione Ricavi e Compensi) a disposizione dei contribuenti e dei consulenti fiscali. Di essi si avvale l Agenzia delle Entrate per valutare, ai fini dell accertamento, i ricavi o i compensi che con massima probabilità possono essere attribuiti al contribuente, al fine di verificare l esistenza di rilevanti incongruenze fra i ricavi o i compensi da lui dichiarati e quelli che si possono desumere in base alle caratteristiche dell attività svolta dalle imprese. I ricavi e i compensi dichiarati dal contribuente vengono confrontati con i ricavi e i compensi indicati negli Studi di settore e sono sottoposti a controllo i contribuenti che hanno dichiarato ricavi inferiori ai valori risultanti dagli Studi di settore. Gli Studi di settore individuano non solo la capacità potenziale di produrre ricavi o conseguire compensi, ma anche i fattori interni ed esterni riguardanti l attività esercitata che potrebbero determinare una limitazione della capacità stessa. Quali sono i pregi e i difetti degli Studi di settore? Nel seguente schema sono elencati alcuni pregi e difetti degli studi di settore. Oggi gli Studi di settore sono utili in relazione a tre differenti soggetti micro e macro economici: all imprenditore o al professionista per gestire e tenere sotto controllo la propria attività, cioè per verificare, in fase dichiarativa, il proprio posizionamento: a) rispetto alla congruità: il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo Studio di settore, tenuto conto delle risultanze derivanti dall applicazione degli indicatori di normalità economica, b) rispetto alla coerenza che misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo Studio di settore; al Fisco per individuare le situazioni anormale ai fini fiscali; al sistema-paese per disporre di uno strumento per monitorare le attività presenti sul territorio distintamente per settori e localizzazione e da utilizzare nelle scelte di programmazione economica da parte degli organi di governo. Gli Studi di settore rappresentano alcune inefficienze. Ne citiamo alcune: le informazioni utilizzate per elaborare il modello matematico-statistico sono fornite dagli stessi contribuenti dei quali si vuole arginare il comportamento evasivo; a fronte di una stima puntuale, esistono sempre soggetti caratterizzati da redditività diverse, così gli studi tendono a colpire, insieme agli evasori, anche i soggetti che guadagnano effettivamente meno della media di gruppo. Al contrario, l uso di valori medi esclude dalla tassazione le quote di reddito che un contribuente percepisce al di sopra di quanto ritenuto sufficiente dal Fisco; altra causa della possibile inefficienza degli Studi è l obsolescenza: i tempi di raccolta delle informazioni e di messa a punto degli Studi determinano una certa obsolescenza, che può facilitare l adattamento statistico dei contribuenti prima di una loro revisione; gli Studi di settore portano alla definizione di un ricavo ma le imposte sono dovute sul reddito, cioè sulla differenza tra i ricavi e i costi. Quindi il contribuente potrebbe manovrare i costi per minimizzare il reddito e l imposta dovuta. A quali conseguenze vanno incontro i contribuenti che omettono di allegare il Modello Studi di settore alla dichiarazione dei redditi? Alla luce delle novità portate dal d.l. 16/2012 convertito in legge 44/2012 per i contribuenti si possono presentare tre situazioni: se il contribuente non risulterà congruo e/o coerente, ma sarà ritenuto sostanzialmente corretto nella compilazione del Modello Studi di settore, il suo rischio fiscale sarà limitato alla possibilità di essere selezionato per specifici piani di controllo con prioritario utilizzo delle indagini finanziarie in ipotesi di mancata coerenza ai nuovi indicatori; se il contribuente, oltre a non risultare congruo e/o coerente con i nuovi indicatori, avrà anche situazioni di infedele compilazione del Modello Studi di settore (la compilazione è infedele se riporta un reddito non rispondente a quello reale), tali che la differenza tra i ricavi o i compensi stimati applicando correttamente il Modello Studi di settore (da notare che non si parla di reddito) e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione supera il 15% o i 50 mila euro, allora, oltre al rischio della verifica, il contribuente potrebbe subire anche un accertamento induttivo; se il contribuente avrà: a) omesso la compilazione del Modello Studi di settore oppure b) avrà indicato la presenza di cause di esclusione o disapplicazione degli Studi di settore non corrispondenti al vero, oltre all aumento delle sanzioni correlate alle suddette omissioni o inesattezze nella compilazione dei modelli dati, incorrerà in un accertamento induttivo senza alcuna possibilità di scampo. I contribuenti risultati virtuosi, in seguito agli accertamenti effettuati sulla compilazione del Modello Studi settore, hanno dei trattamenti di favore? A partire dal 2011 i contribuenti che vengono ritenuti affidabili potranno accedere al regime premiale previsto dall articolo 10 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n Più precisamente, sono affidabili: i contribuenti che sono congrui perché dichiarano ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall applicazione degli Studi di settore; i contribuenti veritieri che hanno regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli Studi di settore indicando fedelmente tutti i dati previsti; i contribuenti che, sulla base dei dati dichiarati, risultano coerenti con gli specifici indicatori previsti dagli Studi di settore. A decorrere dal 1 gennaio 2013 sono stati introdotti i seguenti tre benefici per i contribuenti congrui, coerenti e veritieri, di cui i primi due riguardanti la generalità dei contribuenti e l altro esperibile nei confronti delle persone fisiche: l inibizione agli accertamenti analitico-induttivi; la riduzione di un anno del termine di decadenza per l attività di accertamento; la determinazione sintetica del reddito attraverso il Redditometro è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato. Tale beneficio è rivolto esclusivamente alle persone fisiche titolari di partita IVA. Per contro, nei confronti dei soggetti ritenuti non meritevoli dei predetti benefici, non in linea con il software GERICO, è stato previsto uno specifico piano di controlli, con prioritario utilizzo delle indagini finanziarie. Che differenza c è tra Studi di settore e Redditometro? C è una notevole differenza qualitativa tra gli Studi di settore e il Redditometro
7 Gli Studi di settore non possono riferirsi ad un singolo imprenditore o ad un singolo professionista, bensì all insieme indistinto di imprese o di professionisti, che operano all interno dello stesso settore di attività, contrassegnato da comuni caratteristiche strutturali. Per contro, il Redditometro valorizza situazioni sicuramente riferibili ad un singolo contribuente con un nome e un cognome, il quale, a fronte di un tenore di vita inadeguato rispetto alle disponibilità intercettate dall Anagrafe, dovrà cercare di giustificarlo in modo convincente. Una volta effettuato l accertamento, come procede il Fisco? L accertamento si conclude con l emanazione di un atto denominato avviso di accertamento. L avviso di accertamento è l atto mediante il quale l ufficio delle Entrate notifica formalmente la pretesa tributaria al contribuente, a seguito di un attività di controllo sostanziale e dopo il contradditorio con il contribuente. Si tratta di un provvedimento amministrativo composto di due parti, il dispositivo e la motivazione. Il dispositivo deve contenere tutti gli elementi prescritti dalla legge: imponibile accertato, aliquote applicate, imposte liquidate al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute d acconto e dei crediti. La motivazione evidenzia i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell Amministrazione finanziaria. Se la motivazione è mancante, contraddittoria o insufficiente, l accertamento è nullo. L avviso di accertamento deve anche essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto o quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata rispettivamente presentata od omessa. Dal 1 ottobre 2011, in seguito all emanazione di due decreti legge successivamente convertiti in legge 106/2011 e legge 111/2011, gli avvisi di accertamento diventano esecutivi decorsi sessanta giorni dalla notifica, a condizione che abbiano ad oggetto i periodi d imposta dal 2007 in poi. I tributi oggetto della nuova procedura di accertamento esecutivo sono quelli relativi ad IRPEF, addizionali, IRES, ritenute, imposte sostitutive, IRAP ed imposte liquidate mediante tassazione separata, IVA e provvedimenti connessi di irrogazione delle sanzioni. Il nuovo modello procedurale di accertamento esecutivo non coinvolge i tributi erariali diversi da quelli citati ed i tributi locali. Quale conseguenza comporta l efficacia esecutiva degli avvisi di accertamento su imposte dirette, IRAP ed IVA? Se l avviso di accertamento diventa esecutivo, ciò significa che contiene l intimazione ad adempiere all obbligo di pagare gli importi in esso indicati o un terzo delle maggiori imposte accertate nel caso in cui si decida di ricorrere davanti alla Commissione tributaria. Il contribuente, pertanto, non dovrà più attendere la notifica della cartella di pagamento (che, con la vecchia normativa, gli perveniva successivamente all avviso di accertamento), poiché l avviso stesso conterrà già al suo interno l intimazione ad adempiere al pagamento degli importi indicati. Gli avvisi di accertamento danno luogo pertanto a riscossione coattiva da parte degli agenti incaricati e possono essere oggetto di impugnazione e richiesta di sospensiva con differenti termini. La nuova procedura di concentrazione della riscossione nell avviso di accertamento è stata introdotta con l obiettivo dichiarato di semplificare e velocizzare la riscossione. È prevista la possibilità di interpellare il contribuente prima di emettere un avviso di accertamento? Prima di inviare l avviso di accertamento l Agenzia delle Entrate deve attivare un contraddittorio con il contribuente. A tal scopo a quest ultimo deve essere trasmessa la copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di controllo con invito a fornire chiarimenti o a produrre documenti. Il contribuente ha il diritto di comunicare, entro sessanta giorni dalla firma del verbale, osservazioni e richieste che l Agenzia delle Entrate ha l obbligo di valutare. In sede di motivazione dell avviso di accertamento dovranno infatti essere spiegate le ragioni per cui non sono state accolte, in tutto o in parte, le ragioni esposte dal contribuente. In mancanza di questo passaggio, l avviso di accertamento viene annullato per difetto di motivazione. L obbligo di attivazione del contraddittorio nella fase dell accertamento tributario trova il suo fondamento giuridico: nell art. 12, 7 comma dello Statuto dei contribuenti (legge 27 luglio 2000, n vedi Sezione C3); nell ordinanza n. 244 del della Corte Costituzionale che fa sua l interpretazione della norma dell art. 12, 7 comma, dello Statuto del contribuente sulla centralità del contraddittorio nel processo tributario. Il contraddittorio Il contraddittorio difensivo e` un aspetto tipico di ogni processo giurisdizionale, ove il giudice non può pronunciare la decisione senza aver prima ascoltato le parti. Tale previsione Dopo il contradditorio, quali sono gli atti che vengono posti in essere per ottenere il pagamento dei tributi da parte del contribuente? Possiamo riassumerli in breve: esaurita la fase del contradditorio l Agenzia delle Entrate notifica al contribuente l avviso di accertamento esecutivo; il contribuente deve effettuare il pagamento degli importi indicati nell avviso di accertamento entro 60 giorni dall avviso di accertamento stesso; in caso di mancato pagamento, trascorsi i 60 giorni, scatta l esecutività dell avviso di accertamento; il credito viene affidato all agente di riscossione; il contribuente ha però altri 30 giorni per il pagamento (in totale ha, quindi, 90 giorni dalla notifica dell avviso di accertamento: ); scaduti i 30 giorni suddetti, se il contribuente non paga, l agente della riscossione (ad esempio Equitalia) potrà procedere all esecuzione forzata; l esecuzione forzata è però sospesa per altri 180 giorni dall affidamento degli atti all agente di riscossione: in tutto 270 giorni ( ) dalla notifica dell avviso di accertamento. Le nuove modalità di riscossione si applicheranno agli avvisi di accertamento: notificati a decorrere dall ; riguardanti le imposte sui redditi, l IRAP, l IVA; relativi ai periodi d imposta in corso alla data del e successivi. Rinforzo si ricollega sia all`art. 24 Cost., che tutela il diritto di difesa, sia all`art. 111 Cost., che afferma il diritto per il cittadino ad un giusto processo
8 Tabella G5.5 - I vari tipi di riscossione G5.4 La riscossione delle imposte Le norme sulla riscossione sono contenute nel d.p.r. n. 602/73 e successive modificazioni. La riscossione delle imposte coincide con l atto del loro effettivo pagamento da parte del contribuente: nel nostro sistema tributario va scomparendo, a tale proposito, la distinzione fra imposte dirette e imposte indirette, essendo comuni le modalità seguite. Con quali modalità si effettua la riscossione? La riscossione si effettua nei diversi modi elencati nella seguente tabella. ritenuta diretta ritenuta con rivalsa versamento diretto (autotassazione del contribuente) iscrizione a ruolo Si verifica quando lo Stato, nel pagare al contribuente i compensi che gli sono dovuti, ne trattiene una parte a titolo di imposta (o, a seconda dei casi, a titolo d acconto sull imposta che dovrà essere accertata in un secondo momento). Si verifica quando il versamento non viene effettuato dal contribuente ma dal sostituto d imposta, che è il soggetto giuridicamente tenuto al pagamento del tributo, con l obbligo di rivalersi nei confronti del contribuente (ad esempio l imposta sui redditi di lavoro dipendente viene addebitata al datore di lavoro che a sua volta effettua la ritenuta sul reddito dei propri dipendenti). In questo caso il contribuente è tenuto non solo a dichiarare la materia imponibile, ma anche ad effettuare il calcolo dell imposta dovuta e il relativo versamento agli uffici fiscali, tramite banca, ufficio postale o presso i concessionari. Questo sistema trova applicazione per le principali imposte come IRPEF, IRES, IRAP, IVA, IMU. Il ruolo è un mezzo di riscossione di tutti i tributi (erariali, locali e regionali) ed anche di entrate non tributarie (ad esempio una multa). Le imposte sui redditi sono riscosse a mezzo ruolo in tutti i casi nei quali non è prevista (o non e avvenuta) la riscossione mediante ritenuta diretta o versamento diretto. Il ruolo è un atto amministrativo collettivo, predisposto dagli uffici fiscali, che racchiude un elenco di somme dovute per imposte, interessi, sanzioni dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in Comuni compresi nell ambito territoriale cui il ruolo si riferisce. Esso contiene per ogni destinatario il codice fiscale, il periodo d imposta, l imponibile, l aliquota, l ammontare dell imposta dovuta, gli interessi e le sanzioni eventualmente dovute, la data di esecutività ed il riferimento al titolo che giustifica l Ufficio fiscale alla riscossione (dichiarazione dei redditi o avviso di accertamento). In mancanza di tale riferimento deve essere indicata la motivazione, anche sintetica, della pretesa. Il ruolo è sottoscritto dal titolare dell ufficio o da un suo delegato. La sottoscrizione attribuisce al ruolo effetti di titolo esecutivo e, quindi, consente l inizio della procedura esecutiva. Il ricorso contro il ruolo non sospende la riscossione. tramite concessionari per la riscossione La riscossione nazionale dei tributi è espletata dagli agenti di riscossione facenti capo al gruppo Equitalia S.p.A. (oppure in Sicilia, la Serit Sicilia S.p.A.). Per quanto riguarda i tributi locali, contrariamente a quanto inizialmente previsto dal D.L. n. 69/2013, con il quale il Governo aveva definito la cessazione dell attività di Equitalia al 31 dicembre 2013, la legge di stabilità 2014 ha disposto la sua continuazione per un altro anno (tutto il 2014). Dal 2015 i Comuni non potranno più affidarsi ad Equitalia per la riscossione dei propri tributi locali (IMU, TARES, ecc.) e delle sanzioni amministrative (multe), ma dovranno operare direttamente o tramite società delegate emettendo un ingiunzione di pagamento a cui potranno seguire le azioni esecutive. Entro quali termini devono essere pagate le principali imposte? Il sistema ordinario per la riscossione delle imposte sui redditi è il versamento diretto da parte del contribuente. Le norme in vigore relative alle diverse imposte richiedono diversi versamenti nel corso dell anno: uno o più in acconto e un versamento a saldo. Si tratta di un sistema non del tutto soddisfacente, innanzitutto perché gravoso a causa dell elevato numero di adempimenti e, in secondo luogo, per l elevata probabilità che si formino crediti d imposta per i contribuenti dovuti alle maggiori ritenute subite alla fonte (o ai maggiori acconti versati) rispetto alle imposte dovute. Per evitare che i crediti d imposta si trasformino in prestiti forzosi dei contribuenti nei confronti dello Stato, a causa dei ritardi nei rimborsi, nel corso del tempo sono stati adottati diversi provvedimenti che, in parte, abbiamo già descritto. Dichiarazione congiunta Riporto del credito d imposta in diminuzione del debito dell anno successivo Assistenza fiscale Conto unico fiscale La possibilità per i coniugi di presentare una dichiarazione congiunta consente di compensare il debito d imposta dell uno con l eventuale credito dell altro. Grazie a questa facoltà, il credito d imposta va a diminuire gli acconti e il saldo dovuto nel periodo d imposta successivo (ed eventualmente anche in quelli che seguono) a quello in cui si è formato. Non è però risolto il problema dei contribuenti continuamente a credito. I lavoratori dipendenti e i pensionati che si avvalgono dei CAAF otterranno il rimborso del credito immediatamente nella busta paga (o nella rata di pensione). Inoltre per il calcolo dell acconto relativo al periodo d imposta in corso si terrà conto del preesistente credito. Il conto fiscale è uno strumento istituito per i contribuenti titolari di partita IVA al fine di regolare i rapporti di debito o di credito con l Amministrazione finanziaria. A ogni contribuente deve essere intestato un unico conto sul quale si registrano i versamenti e i rimborsi relativi all IVA, alle imposte sui redditi, alle imposte sostitutive, alle ritenute alla fonte. Il conto fiscale è stato istituito con lo scopo principale di compensare crediti con debiti, anche relativi ad imposte diverse. La compensazione però non è automatica in quanto deve essere richiesta tramite un apposito modello. Tabella G5.6 - PROVVeDIMENTI PER FACILITARE IL RIMBORSO DEL CREDITO DEL CONTRIBUENTE
9 5 unità Dichiarazione unificata Sospensione della riscossione Si tratta di uno strumento che consente di superare i limiti del conto unico fiscale in quanto viene ridotto il numero degli adempimenti ed è possibile effettuare compensazioni incrociate fra i versamenti periodici dell IVA, delle imposte sui redditi e dei contributi relativi a un determinato periodo d imposta. La Legge di stabilità 2013 (legge 228/2012) ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità di sospensione della riscossione tributi su iniziativa del debitore. Il contribuente deve presentare all agente della riscossione, entro 90 giorni dalla notifica di un atto, una dichiarazione con la quale documenta che gli atti emessi dall ente creditore prima che si formi il ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l avviso di accertamento esecutivo per i quali si procede, sono stati interessati da precise situazioni come prescrizione o decadenza, provvedimento di sgravio, sospensione amministrativa o giudiziale, pagamento già effettuato. Con la presentazione di questa dichiarazione da parte del contribuente egli consegue la sospensione immediata delle azioni poste in essere da Equitalia
10 sezione unità G5 Dichiarazione, accertamento, riscossione delle imposte f. I contribuenti persone fisiche sono obbligati a presentare il Modello Unico esclusivamente per via telematica. g. Il controllo attraverso cui l Agenzia delle Entrate è in grado di verificare la coerenza interna di ciascuna dichiarazione e di far emergere eventuali anomalie è il controllo formale. h. Prima di inviare l avviso di accertamento, l Agenzia delle Entrate deve attivare un contraddittorio con il contribuente. i. La conciliazione giudiziale pone fine ad un contenzioso aperto con il Fisco. A Competenza: Acquisire e riconoscere i contenuti chiave. 1. Dizionario interattivo e scelte multiple online. j. L adesione al processo verbale di contestazione è un accordo tra contribuente e Fisco volto a definire la posizione fiscale del contribuente dopo che egli ha ricevuto un accertamento. sezione G Il sistema tributario italiano G Verifiche 5 unità B Competenza Individuare collegamenti e relazioni - vedere anche estensione online 1. Associa a ogni termine della prima colonna un termine della seconda colonna. Teorie/Idee chiave Autori 1. Dichiarazione unificata annuale a. Indagini bancarie 2. Sostituti d imposta b. Studi di settore 3. Assistenza fiscale c. Modello Unico 4. Controllo formale d. Redditometro 5. Controllo sostanziale e. Modello 770 D Competenza Risolvere problemi 1. L Agenzia delle Entrate ha rettificato, in aumento, il reddito dichiarato dal signor Ferrari per il 2014 sulla base del suo possesso di un automobile di grossa cilindrata. Che tipo di accertamento è stato fatto in questo caso? 2. Nel 2013 un contribuente ha percepito redditi di lavoro dipendente per euro (su cui il datore di lavoro ha effettuato le regolari ritenute mensili) e compensi per lavoro autonomo (su cui ha subito ritenuta d acconto del 20%) per l importo di euro Calcola gli acconti che ha versato nel 2014 sapendo che egli ha continuato a svolgere le stesse attività dell anno precedente e precisa le scadenze. 6. Accertamento d ufficio f. Liste selettive 7. Accertamento sintetico g. Modello Accertamento redditi d impresa h. Mancata presentazione dichiarazione C Competenza Acquisire, interpretare informazioni e comunicare vedere anche estensione online 1. Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false. Se le ritieni false giustifica la risposta. a. La dichiarazione deve essere presentata annualmente per tutte le imposte b. La Dichiarazione IVA è contenuta nella dichiarazione unificata. c. La dichiarazione dei redditi deve essere redatta dai contribuenti su appositi moduli predisposti dall Agenzia delle Entrate. d. I titolari di partita IVA che non hanno prodotto redditi non devono presentare la dichiarazione. e. Il vantaggio del 730 è che il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all Agenzia delle Entrate