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Timestamp: 2020-04-09 17:04:56+00:00
Document Index: 115571428

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 140', 'art. 380', 'art. 327', 'art. 327', 'art. 155', 'art. 2963', 'art. 327', 'art. 155', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12213 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12213 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.16/05/2017), n. 12213
sul ricorso 21431/2015 proposto da:
L.R., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA COSSERIA 2,
presso lo studio dell’avvocato ARMANDO PLACIDI, rappresentata e
difesa dall’avvocato CARMELINA BONO;
avverso la sentenza n. 6599/4/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA- SEZIONE DISTACCATA DI SALERNO, depositata
il 02/07/2014;
Nella controversia concernente all’impugnazione da parte di L.R. di avviso di accertamento relativo ad IRPEF per l’anno 2001, l’Agenzia delle entrate ricorre, con unico motivo, per la cassazione della sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la C.T.R., rigettandone l’appello, aveva confermato la decisione di primo grado che aveva annullato l’atto impositivo, ritenendone la notificazione inesistente per non essere stata seguita la procedura prevista dall’art. 140 c.p.c..
A seguito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituali comunicazioni. La controricorrente ha depositato memoria.
1. Preliminarmente va esaminata l’eccezione di inammissibilità, per tardività, del ricorso per cassazione sollevata dalla controricorrente. L’eccezione è infondata alla luce del principio secondo cui “il termine di un anno dalla pubblicazione della sentenza, previsto dall’art. 327 c.p.c. (nel testo, applicabile “ratione temporis”, anteriore alla novellazione per effetto della L. 18 giugno 2009, n. 69) per l’impugnazione di una decisione non notificata è soggetto, a norma della L. n. 742 del 1969, alla sospensione di diritto nel periodo feriale dal 1 agosto al 15 settembre, la quale può operare due volte, nell’ipotesi in cui, dopo una prima sospensione, il termine annuale non sia decorso interamente al sopraggiungere del successivo periodo”. Principio ribadito da Cass. n. 22699 del 04/10/2013 secondo cui “Per i termini mensili o annuali, fra i quali è compreso quello di decadenza dall’impugnazione ex art. 327 c.p.c., si osserva, a norma dell’art. 155 c.p.c., comma 2 e art. 2963c.c., comma 4, il sistema della computazione civile, non “ex numero” bensì “ex nominatione dierum”, nel senso che il decorso del tempo si ha, indipendentemente dall’effettivo numero dei giorni compresi nel rispettivo periodo, allo spirare del giorno corrispondente a quello del mese iniziale; analogamente si deve procedere quando il termine di decadenza interferisca con il periodo di sospensione feriale dei termini: in tal caso, infatti, al termine annuale di decadenza dal gravame, di cui all’art. 327 c.p.c., comma 1, devono aggiungersi 46 giorni computati “ex numeratione dimmi”, ai sensi del combinato disposto dell’art. 155 c.p.c., comma 1 e della L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1, comma 1, non dovendosi tenere conto dei giorni compresi tra il primo agosto e il quindici settembre di ciascun anno per effetto della sospensione dei termini processuali nel periodo feriale. Ne consegue che si verifica il doppio computo del periodo feriale nell’ipotesi in cui, dopo una prima sospensione, il termine iniziale non sia decorso interamente al sopraggiungere del nuovo periodo feriale”.
2. Rigettata, pertanto, l’eccezione di inammissibilità, l’unico motivo di ricorso – con il quale si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60 – è fondato alla luce della giurisprudenza consolidata di questa Corte per cui: “la notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento dell’atto di imposizione fiscale, sicchè la sua nullità è sanata, a norma dell’art. 156 c.p.c., comma 2, per effetto del raggiungimento dello scopo, il quale, postulando che alla notifica invalida sia comunque seguita la conoscenza dell’atto da parte del destinatario, può desumersi anche dalla tempestiva impugnazione, ad opera di quest’ultimo, dell’atto invalidamente notificato” (Cass. n. 18480/2016 oltre quelle citate in ricorso).
3. Ne consegue, pertanto, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata, che da tali principi si è discostata ed il rinvio alla Commissione regionale tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, la quale provvederà all’esame nel merito della controversia (anche sulle questioni ribadite dalla contribuente in controricorso e nelle memorie) oltre che sulle spese di questo giudizio.
In accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione regionale tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese di questo giudizio.