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Timestamp: 2018-04-23 21:03:40+00:00
Document Index: 178492056

Matched Legal Cases: ['art. 2512', 'art. 2513', 'art. 2514', 'art. 26', 'art. 2513', 'art. 2513', 'art. 2514', 'art. 2518', 'art. 2516', 'art. 2522', 'art 2348', 'art, 2525', 'art. 2527', 'art. 2513', 'art. 2514']

﻿Financial Polis > CONSULENZA AZIENDALE > La riforma societaria in tema di società cooperative >
Le principali novità introdotte dalla riforma del diritto societario in tema di società cooperative possono essere così riassunte:
- distinzione tra società cooperativa a mutualità prevalente alla quale sono applicabili le disposizioni fiscali di maggior favore previste per le cooperative e quelle sprovviste di tale requisito
- l'introduzione di maggiori incombenze in capo agli amministratori
- la previsione della possibilità di costituire un "gruppo di cooperative"
- l'estensione alle cooperative della facoltà di emissione di strumenti finanziari (fino ad oggi riservata alle Spa)
Innanzitutto vediamo di analizzare la disciplina transitoria in tema di società cooperative che prevede quanto segue:
- alle cooperative di nuova costituzione a decorrere dal 01/01/2004 sono applicate le nuove regole introdotte dalle riforma del diritto societario
le cooperative preesistenti dovranno adeguare l'atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni entro il 31/12/04. Cosa significa mutualità prevalente
Premesso che le cooperative sono sempre società con scopo mutualistico esse si possono distinguere in cooperative a mutualità prevalente e a mutualità non prevalente o meramente sussidiaria.
La distinzione è molto importante in quanto solo alle cooperative a mutualità prevalente ed iscritte nell'apposito Albo possono essere applicate le disposizioni fiscali di carattere agevolativo, mentre le altre determineranno le imposte secondo le modalità previste per le società di capitali con scopo di lucro.
E' il nuovo art. 2512 che individua i casi in cui è possibile parlare di mutualità prevalente e quindi applicare le disposizioni fiscali di carattere agevolativo, mentre l'art. 2513 stabilisce i parametri quantitativi con riferimento ai quali è possibile verificare la sussistenza o meno della mutualità prevalente in capo alla cooperativa. L'art. 2514 invece elenca le previsioni statutarie che devono essere necessariamente inserite nello Statuto delle cooperative a mutualità prevalente. Ricordiamo che per godere dei benefici connessi alle agevolazioni tributarie devono essere necessariamente presenti le condizioni contenute nell'art. 26 del D.Lgs C.P.S. 1577/1947 che propriamente si intitola "I requisiti delle cooperative a mutualità prevalente".
Vediamo di elencare tali requisiti:
- limiti alla distribuzione dei dividendi
- limiti alla remunerazione degli strumenti finanziari
- divieto di distribuzione delle riserve ai soci cooperatori
- devoluzione ai fondi mutualistici del patrimonio residuo in caso di scioglimento dedotto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati.
In aggiunta a ciò deve inoltre esserci la prevalenza dei rapporti in favore dei soci o la prevalenza delle prestazioni lavorative dei soci. E'l'art. 2513 del c.c. , come sopra evidenziato, che misura tale prevalenza analizzano il conto economico e verificando:
- in caso di cooperative che forniscono beni o servizi ai soci, se i relativi ricavi (A) valore della produzione, a) ricavi delle vendite e delle prestazioni superano il 50% dei corrispondenti ricavi delle vendite e delle prestazioni totali;
- nel caso di cooperative di lavoro ai soci se i relativi costi (B) Costi della produzione, 9) per il personale e più precisamente per salari e stipendi, oneri sociali, Tfr e tutto ciò che attiene il personale superano il 50% dei corrispondenti costi totali
- per le cooperative che ricevono servizi o beni conferiti dai soci se i relativi costi (B) costi della produzione per servizi o le merci o le materie prime acquistate o conferite se i relativi costi (B) della produzione 6) per materie prime,……superano il 50% dei corrispondenti costi totali.
Si fa presente che nel caso in cui lo scambio mutualistico coinvolga più parametri bisogna necessariamente applicare il metodo matematico della media ponderata
Dalla regola generale esulano le cooperative sociali che in ogni caso, purché rispettose della loro legge istitutiva (L. 381/1991) sono ritenute cooperative a mutualità prevalente, indipendente dall'osservanza dei parametri appena espressi.
Altra regola particolare attiene alle cooperative agricole in funzione della loro specifica attività svolta le quali misurano la prevalenza tra la quantità o il valore dei prodotti conferiti dai costi e il requisito sussiste se le quantità o il valore complessivo superano il 50% del totale della quantità o del valore dei prodotti.
Quanto sopra espresso deve essere obbligatoriamente documentato per iscritto all'interno della nota integrativa da parte degli amministratori e sindaci (art. 2513, co. 1) i quali evidenzieranno le condizioni di prevalenza.
Quando si perde la qualifica di cooperativa a mutualità prevalente?
Nel caso in cui la cooperativa non rispetti per 2 esercizi consecutivi la condizione di prevalenza o se la stessa modifica lo statuto escludendo in tutto o in parte le clausole obbligatorie previste all'art. 2514 c.c.
Nel caso in cui la cooperativa perda tale qualifica gli amministratori devono redigere un apposito bilancio per determinare il valore effettivo del patrimonio.
Come prima evidenziato le cooperative a mutualità prevalente devono iscriversi in un apposito Albo ove depositeranno anche annualmente i bilanci. Il numero di iscrizione all'Albo deve essere riportato negli atti e nella corrispondenza.
Con la riforma del diritto societario viene a mancare la suddivisione tra cooperative a responsabilità illimitata e cooperative a responsabilità limitata in quanto il nuovo art. 2518 stabilisce che le cooperative sono esclusivamente a responsabilità limitata infatti rispondono delle obbligazioni sociali solo con il loro patrimonio.
Un punto a sfavore della riforma del diritto societario in tema di cooperative è dato dalla mancanza di una norma che disciplini esclusivamente le cooperative, infatti come per il passato si rimanda alla disciplina delle Spa con però una novità disciplinata dall'art. 2516 il quale precisa che le l'atto costitutivo delle cooperative minori può rinviare invece che alla disciplina della Spa a quella delle srl. Dal momento che scompare la cooperativa a responsabilità illimitata lasciando quale unica forma possibile la cooperativa a responsabilità limitata dal momento che si tratta di un adeguamento ad una previsione di legge esso opererà automaticamente senza necessitò di un espresso consenso dei soci i quali per tale motivo non potranno operare il diritto di recesso.
Quali sono le cooperative minori, che caratteristiche devono avere per essere definite tali? E per poter optare per la disciplina delle Srl.
Sono cooperative minori quelle che hanno un numero di soci inferiore a 20 e un attivo dello Stato Patrimoniale non superiore a un milione di euro.
Disciplina naturale Spa, so può optare per la disciplina delle Srl.
La disciplina delle srl si applica obbligatoriamente alle coop (art. 2522, co. 2) quando la base sociale è composta da 3 a 8 soci persone fisiche.
Vediamo ora di analizzare passo passo le varie fasi di una cooperativa dalla sua costituzione all'estinzione cercando di evidenziare le principali novità apportate dalla riforma.
Per quel che attiene alla costituzione le novità sono le seguenti:
- possibilità di disciplinare sul piano regolamentare i rapporti tra cooperativa e soci inerenti allo svolgimento dell'attività mutualistica per mezzo di regolamenti interni che determinano i criteri e le regole inerenti allo svolgimento dell'attività mutualistica tra la società e i soci. Nel caso in cui detti regolamenti non siano parte integrante dell'atto costitutivo verranno successiva,ente predisposti dagli amministratori e approvati dall'assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie
- formalità concernenti l'ingresso di nuovi soci: nelle cooperative il capitale sociale non è determinato in un ammontare prestabilito e l'ingresso di nuovi soci non costituisce una variazione dell'atto costitutivo.
- possibilità di deliberare aumenti di capitale: tale delibera costituisce una modifica all'atto costitutivo (a differenza della variazione del capitale in conseguenza all'ingresso di nuovi soci) e vengono qui richiamate le disposizioni di cui all'art 2348.
Tale tipologia societaria è stata iscritta al R.I. fino al 31/12/03 successivamente non sono più iscrivibili nuove piccole società cooperative e quelle esistenti dovranno, sempre entro il 31/12/04, obbligatoriamente trasformarsi in società cooperative.
Nel caso in cui mantengano lo stesso numero di soci (3) quindi un numero di persone fisiche inferiori a 9 , che sarebbe il numero minimo di persone per costituire una cooperativa (verificare) adotteranno le norme previste per il funzionamento della società a responsabilità limitata.
Ora poniamo il caso che una piccola società cooperativa non provveda alla sua trasformazione: in tal caso avrà una situazione come quella presente antecedentemente alla sua iscrizione al R.I., quindi perderà la personalità giuridica, con la conseguenza che per tutte le attività svolte vi sarà l'assunzione di responsabilità personale da parte dei soci che le avranno poste in essere (disciplina alla stregua di una società di persone).
Le principali novità in materia sono le seguenti:
- limiti di possesso da parte dei singoli soci delle quote o azioni della società cooperativa: nessun socio può avere una quota superiore a € 100.000, né tante azioni di cui il valore nominale superi tale somma. Unica eccezione è rappresentata dalle cooperative con più di 500 soci ove l'atto costitutivo può elevare il limite previsto al punto precedente sino al 2% del capitale sociale.
Altra eccezione è prevista dal co. 4 del nuovo art, 2525 ove viene previsto che nessun limite di valore al possesso di quote e azioni si applica ai soci diversi dalle persone fisiche e ai sottoscrittori degli strumenti finanziari partecipativi. Il valore nominale minimo è pari ad € 25,00 e il valore massimo ad € 500,00.
- Introduzione della possibilità di emettere strumenti finanziari
- Inibizione all'assunzione della qualifica di socio da parte di soggetti che esercitano in proprio imprese identiche o affini con la cooperativa.
Ammissione del nuovo socio
Secondo il principio della porta aperta l'ammissione del nuovo socio è deliberata dagli amministratori su domanda dell'interessato. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro soci.
Entro 60 gg il CdA deve motivare il rigetto della domanda di ammissione e comunicarlo agli interessati.
Il numero minimo di soci di cooperative è 9 però scende a 3 se si tratta di persone fisiche e la società adotta le norme applicabili alle srl.
Se nel corso della vita della cooperativa il numero dei soci diviene inferiore rispettivamente a 9 o 3 esso deve essere integrato entro un anno, trascorso il quale la cooperativa si scioglie e deve essere posta in liquidazione.
Per quel che attiene i requisiti personali dei soci interviene l'art. 2527 che rimette all'autonomia statutaria tale regolamentazione.
L'atto costitutivo può sempre limitata la circolazione delle partecipazioni ad esempio vietando la cessione della quota o delle azioni. In assenza di divieti la quota o azioni possono essere cedute con effetto verso la società solo se la cessione è autorizzata dagli amministratori, ove il provvedimento che nega al socio l'autorizzazione deve essere sempre motivato.
Nel caso in cui il socio muoia viene precisato che la continuazione del rapporto può aversi solo quando gli eredi posseggano i requisiti per partecipare alla società, diversamente gli eredi hanno diritto alla liquidazione della quota o al rimborso delle azioni.
L'atto costitutivo può quindi prevedere che gli eredi provvisti dei requisiti per l'ammissione alla società subentrino nella partecipazione del socio deceduto, questa viene definita clausola di continuazione.
Per quel che attiene gli organi sociali e la destinazione dell'utile le principali novità sono le seguenti:
- funzionamento dell'assemblea dei soci: si devono prevedere a statuto lo svolgimento di assemblee separate dei soci per quelle coop che hanno più di 3.000 soci e svolgono la loro attività in più province, o in alternativa quando hanno più di 500 soci e realizzano più gestioni mutualistiche
- sistemi di amministrazione e controllo: le coop che applicano le disposizioni previste per le Spa possono adottare, in alternativa al sistema tradizionale, i sistemi di amministrazione e controllo alternativi introdotti con la riforma e cioè il sistema dualistico e quello monastico. Trovano inoltre applicazione anche le norma sul controllo contabile che ne prevedono l'affidamento a un revisore esterno anziché al collegio sindacale.
- vincoli di destinazione dell'utile di esercizio: deve essere destinato al fondo di riserva legale almeno il 30% degli utili netti annuali, fermi restando gli accantonamenti dell'utile alle eventuali riserve indivisibili previste statutariamente, previsione obbligatoria per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali concesse alle cooperative
Possono votare nelle assemblee i soci iscritti da almeno 3 mesi nel libro soci, con un voto pro-capite (ogni socio ha un voto qualunque sia il valore della quota o il numero di azioni possedute). Il voto, se previsto dall'atto costitutivo, può essere espresso anche per corrispondenza o mediante altri mezzi di telecomunicazione.
Le novità in tema di modificazioni dell'atto costitutivo sono le seguenti:
- perdita della qualifica di coop a mutualità prevalente quando per 2 esercizi consecutivi non rispetta i parametri quantitativi fissati dall'art. 2513 o se apporto modifiche statutarie che eliminano una o più clausole obbligatorie previste dal successivo art. 2514
- possibilità di trasformazione in società di capitali con fine di lucro per le coop a mutualità meramente sussidiaria: nel caso in cui il numero dei soci sia inferiore a 50 la deliberazione deve essere approvata con il voto favorevole dei 2/3. Nel caso i soci sono più di 10.000 l'atto costitutivo può prevedere che la trasformazione sia deliberata con il voto favorevole dei 2/3 dei votanti se all'assemblea sono presenti almeno il 20% dei soci. La delibera di trasformazione deve prevedere la devoluzione del patrimonio della coop ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.