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Timestamp: 2017-01-21 21:30:29+00:00
Document Index: 143940260

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 2']

Misuratori Fiscali « T.P.C. SYSTEM | Assistenza software & hardware per l' Isola d'Elba - registratori di cassa
Misuratori Fiscali– Messa in servizio | – Chiusura Giornaliera | DITRON XPOS 9000 | DITRON QUADRA | DITRON I-SHOP
I misuratori sono muniti oltre che del prescritto sigillo fiscale anche di «targhetta di verificazione periodica» con termini di validità non scaduti, applicata ai sensi del punto 4.3 a seguito di verificazione periodica. I misuratori sono sottoposti a verificazione periodica secondo la scadenza stabilita. La verificazione periodica per la prima volta viene effettuata: per i misuratori fiscali in servizio alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, entro un anno dalla data stessa; per gli altri misuratori fiscali: contestualmente al controllo di conformità ed in tal caso viene eseguito dall’ufficio finanziario competente o dal fabbricante abilitato, titolare del provvedimento di approvazione del relativo modello; all’atto della messa in servizio del misuratore fiscale ed in tal caso la verificazione viene effettuata da laboratorio abilitato. La verificazione periodica di un misuratore e’ effettuata, su richiesta ed a spese dell’utente che ne ha comunicato la messa in servizio ai sensi dell’art. 8 del decreto, nel luogo di funzionamento da uno dei soggetti seguenti, o nelle sedi dei soggetti medesimi: da un laboratorio abilitato, nel rispetto delle condizioni fissate dal provvedimento di abilitazione del laboratorio; dal fabbricante abilitato che sia titolare del provvedimento di approvazione del relativo modello; da un laboratorio di fabbricante abilitato che sia titolare del provvedimento di approvazione del relativo modello, ove il laboratorio medesimo sia espressamente menzionato nel provvedimento di abilitazione del fabbricante.
In sede di verificazione periodica dei misuratori con sigillo fiscale integro si effettuano le seguenti operazioni: accertamento della presenza di sigillo fiscale regolare con inalterata garanzia di inaccessibilità agli organi interni; verifica della permanenza della conformità fiscale, secondo le idonee procedure specificate dal laboratorio nella sua domanda di abilitazione, comprendenti apposite prove sperimentali che escludono, comunque, interventi sugli organi interni comportanti la rimozione del sigillo fiscale. Il tecnico incaricato della verificazione periodica di un misuratore provvede a riportare nel relativo libretto fiscale di dotazione le seguenti annotazioni: 1.) la data della richiesta di verificazione periodica; 2.) la data di inizio e la sede dell’intervento; 3.) la descrizione sommaria delle eventuali anomalie riscontrate e l’eventuale ritiro dell’apparecchio con o senza sostituzione; 4.) il numero dell’ultimo scontrino fiscale rilasciato e il numero di azzeramento relativo alla fase precedente l’intervento; 5.) i numeri iniziale e finale degli scontrini fiscali emessi per le operazioni di prova che, siglati dal tecnico, devono essere conservati a cura dell’utente; 6.) l’ultimo numero di azzeramento risultante dopo la fase dell’intervento tecnico; 7.) l’esito positivo o negativo della verificazione; 8.) la data della ultimazione dell’intervento e sottoscrizione del tecnico; 9.) la data dell’eventuale riconsegna dell’apparecchio nel caso che la verificazione periodica sia stata eseguita presso il laboratorio; 10.) la convalida delle annotazioni con la propria firma; 11.) i propri estremi identificativi, nonché quelli, secondo i casi, del laboratorio abilitato di appartenenza, del fabbricante abilitato o del suo laboratorio di fabbricante abilitato. 4.3 L’esito positivo della verificazione periodica e’ attestato dal tecnico incaricato mediante apposizione di «targhetta di verificazione periodica», del tipo autoadesivo che nella rimozione si distrugge, conforme al modello riportato nell’allegato II, previa indicazione della scadenza della verificazione effettuata, secondo le modalità specificate nello stesso allegato. 4. In caso di esito negativo dell’accertamento previsto alla lettera a), del punto 4.1 e/o della verifica contemplata alla lettera b), dello stesso punto, il tecnico incaricato provvede ad effettuare le seguenti operazioni: a) applicazione sul misuratore interessato di targhetta indicante la sua inutilizzabilità, conforme al modello riportato nell’allegato III; b) rilascio all’utente di apposito resoconto in cui sono descritte le difettosità tecniche, funzionali e fiscali riscontrate, ovvero i motivi dell’inutilizzabilità’ fiscale dell’apparecchio stesso. Il resoconto, datato e firmato dal tecnico e dall’utente, cui viene consegnato in originale, costituisce notifica al medesimo utente dell’esito negativo della verificazione periodica. 4.5 Avverso la comunicazione di esito negativo della verificazione periodica adottata dal tecnico incaricato, l’utente può presentare ricorso all’Agenzia delle entrate – Direzione centrale amministrazione, entro 30 giorni dalla consegna del resoconto previsto al punto 4.4, lettera b). 4.6 I misuratori dichiarati non utilizzabili in sede di verificazione periodica, nei quali sia stata rimossa la relativa causa impeditiva, e quelli con targhetta di verificazione scaduta, illeggibile o alterata possono essere riutilizzati, a condizione che siano stati preventivamente sottoposti, con esito positivo, a verificazione periodica secondo le modalità contemplate nel presente provvedimento. 4.7 I misuratori dichiarati non utilizzabili in sede di verificazione periodica, ove non ripresentati alla verificazione periodica entro 40 giorni dalla data della notificazione del resoconto di cui al punto 4.4, lettera b), devono essere sottoposti alla procedura di defiscalizzazione prevista dall’art. 7 del decreto ministeriale 4 aprile 1990 con l’intervento di un tecnico abilitato ad eseguire operazioni di verificazione periodica.
5.1 I misuratori privi per qualsiasi causa di sigillo fiscale, anche se muniti di «targhetta di verificazione periodica» con termini di validità non ancora scaduti, sono sottoposti ad una nuova verificazione periodica, secondo idonee procedure specificate dal laboratorio prescelto nella sua domanda di abilitazione, di valenza identica a quelle effettuate nei controlli di conformità di cui all’art. 7 del decreto. 5.2 La richiesta di verificazione periodica nei casi di misuratore senza sigillo fiscale e’ accompagnata da dichiarazione dell’utente resa conformemente all’art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modifiche e integrazioni, e da dichiarazione di chi ha eseguito la riparazione, resa ai medesimi sensi, attestanti: a) che il misuratore, nei suoi componenti hardware e software, non ha subito alterazioni rispetto al corrispondente modello regolarmente approvato; b) le cause dell’assenza del sigillo fiscale; c) gli eventuali interventi eseguiti sui componenti hardware e software del misuratore; d) gli estremi identificativi dell’eventuale soggetto che ha effettuato gli interventi. 5.3 A seguito di esito positivo il tecnico incaricato della verificazione, oltre agli adempimenti previsti al punto 4.2, provvede a: a) apporre, nell’alloggiamento del sigillo fiscale, il proprio sigillo identificativo, previsto nel provvedimento di abilitazione, secondo i casi, del laboratorio o del fabbricante ai sensi rispettivamente del successivo punto 6.2 o dell’ultimo comma dell’art. 7 del decreto; b) applicare sul misuratore la «targhetta di verificazione periodica» prevista al punto 4.3. 5.4. In caso di esito negativo, si applicano le disposizioni dei punti 4.4 e 4.5.
I numeri delle colonne di sinistra e di destra indicano il mese di scadenza. Nella posizione contrassegnata con yyyy, deve essere indicato l’anno di scadenza. Sotto l’anno di scadenza deve essere riportato il sigillo o il logotipo del laboratorio abilitato insieme al numero identificativo dell’incaricato della verificazione. Per l’identificazione del mese di scadenza contrassegnare con una X e in buona evidenza il numero indicante tale mese. Sotto la scritta misuratore fiscale riportare il n. di matricola del misuratore. Tutte le iscrizioni devono essere indelebili.
TARGHETTA DI NON UTILIZZABILITA’ (COLORE ROSSO) DI RIFIUTO ALLA VERIFICAZIONE PERIODICA
Sotto la scritta «NON UTILIZZABILE» deve essere riportato il sigillo o il logotipo del laboratorio abilitato insieme al numero identificativo dell’incaricato della verificazione. Sotto la scritta misuratore fiscale riportare il n. di matricola del misuratore. Tutte le iscrizioni devono essere indelebili.
il tecnico e colui che effettua la verificazione periodica su incarico del laboratorio abilitato che a affidato il sigillo identificativo approvato dall’Agenzia delle Entrate . L’impronta del sigillo identificativo deve essere disposta su due righe ed e’ costituita da una sigla o dal logotipo del laboratorio (esclusivamente caratteri letterali senza segni di punteggiatura) e dal numero identificativo dell’incaricato stesso. Ad ogni tecnico viene attribuito un sigillo identificativo personale che deve essere utilizzato solo dal tecnico stesso.
L’esito positivo della verificazione periodica è attestato mediante l’applicazione di una targhetta autoadesiva, distruttibile con la rimozione, indicante la data di scadenza (mm/aaaa) della stessa. In caso di esito negativo, l’ispettore metrico emette apposito ardine di aggiustamento con prescrizione, avverso il quale è ammesso ricorso gerarchico al Segretario Generale della Camera di Commercio di competenza.
Il libretto fiscale è un documento indispensabile per l’utilizzo del misuratore fiscale, è composto da pagine progressivamente numerate e contiene le seguenti indicazioni : ragione sociale del produttore, rivenditore e utilizzatore – denominazione del modello – numero di matricola ed estremi del decreto di approvazione del modello. il numero di partita IVA le eventuali variazioni di ragione sociale nonché i passaggi di proprietà. Il libretto fiscale dovrà essere aggiornato ogni volta che si effettua un intervento di manutenzione e verificazione periodica. In caso di mal funzionamento del registratore di cassa l’utente deve chiedere tempestivamente l’intervento di un laboratorio autorizzato e annotare data e ora della richiesta su tale libretto. In caso di furto o smarrimento dovrà essere inoltrata denuncia all’autorità competente e richiedere immediatamente un duplicato alla casa produttrice. Il libretto fiscale deve essere sempre a disposizione per un qualsiasi controllo l’utente è responsabile per la corretta conservazione dello stesso.
Nuove norme sullo scontrino fiscale sono entrate in vigore il 29 novembre 2006. Mancata emissione o emissione per importi inferiori delle ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato e, comunque, non inferiore a 516 euro. Identica sanzione si applica in caso di omesse annotazioni sul registro dei corrispettivi sostitutivo in caso di mancato o irregolare funzionamento degli apparecchi misuratori fiscali. La sanzione non può essere inferiore a 516 euro. La legge prevede, quale sanzione accessoria al mancato rilascio di tre scontrini o tre ricevute fiscali nell’arco di cinque anni, la chiusura dell’esercizio. La chiusura scatta automaticamente alla terza infrazione rilevata. La chiusura è disposta dalla direzione regionale dell’agenzia delle Entrate. Deve essere notificata al contribuente, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando è stata contestata la terza violazione. La norma dispone che quando siano state contestate, nel corso di un quinquennio, tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie, è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, per un periodo da tre giorni a un mese. Se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione supera la somma di 50.000 euro, la sospensione è disposta per un periodo da 1 mese a 6 mesi. La sanzione della chiusura dell’esercizio è disposta anche nel caso in cui il contribuente che ha commesso la violazione definisce in via agevolata la sanzione principale (cioè definisce il verbale con il pagamento di un quarto della sanzione irrogata rinunciando a proporre ricorso). Altra importantissima novità consiste nell’immediata esecutività del provvedimento di chiusura, in deroga alle norme generali in base alle quali le sanzioni accessorie sono eseguite quando il provvedimento di irrogazione è divenuto definitivo. Di conseguenza il ricorso contro il provvedimento di irrogazione delle sanzioni non sospende il calcolo delle tre omissioni in cinque anni e la sanzione della chiusura può scattare lo stesso, anche se si è fatto ricorso.
Lo scontrino parlante della farmacia entra in vigore dal 1° gennaio 2008. Questi dovrà contenere il codice fiscale dell’acquirente o del destinatario del farmaco e la descrizione del prodotto acquistato (per questo anche detto scontrino parlante). A partire da questa data le spese sostenute per i farmaci potranno essere detratte solamente se documentate da fattura oppure dal nuovo scontrino parlante delle farmacie, cioè con la descrizione della natura, qualità e quantità di ciò che si sta acquistando.
In caso di scontrino errato il legislatore nell’articolo 12 ultimo comma del Decreto 23 marzo 1983 stabilisce che, “Gli scontrini erroneamente emessi e non ancora rilasciati possono essere annullati mediante idonea annotazione ( 2 barre traverse e la dicitura scontrino errato ), anche della relativa causale, sullo stesso documento che và comunque allegato allo scontrino di chiusura giornaliera”. Degli scontrini erroneamente emessi e rilasciati si occupa la circolare N. 60 del 10 giugno 1983 della Direzione generale delle tasse e recita “Gli scontrini erroneamente emessi e rilasciati non possono essere annullati, ma delle erronee risultanze, sempreché sussistano comprovati presupposti, può tenersi conto in sede di annotazione sui registri dei corrispettivi e di prima nota e non oltre tale momento”. Quindi la correzione è possibile in linea teorica, in pratica risulta difficile sopratutto se si tratta di errori grossolani e frequenti (es. digito ? 10,00 e solitamente questa cifra rientra in una digitazione ordinaria, se digito ? 1000,00 e questa non rientra in una digitazione ordinaria, risulta più facile dimostrare che sussistano comprovati presupposti), la correzione deve essere eseguita nel momento stesso in cui avviene l’annotazione sui registri dei corrispettivi, scaduto tale termine, l’annotazione è tardiva e la correzione non è più consentita. Per ovviare all’inconveniente di digitare importi elevati erroneamente, i registratori di cassa consentono di impostare un limite massimo d’importo digitabile.
REGISTO CORRISPETTIVI
Agenzia delle entrate, con provvedimento in data 31 maggio 2002, ha proceduto all’introduzione del dispositivo giornale di fondo elettronico (DGFE), con funzioni alternative a quelle dell’attuale supporto cartaceo ai fini della conservazione dei dati riportati negli scontrini fiscali; allo scopo, è stato modificato il D.M. 30 marzo 1992, con l’aggiunta dell’art. 16-bis. In caso di richiesta dell’organo di controllo (Finanza) l’utente deve esser in grado di stampare il contenuto del DGFE. Nel caso non fosse capace le autorità possono procedere alla lettura del DGFE stesso fuori dalla sede dell’utente e procedere ai controlli. Nel caso di cessione del registratore di cassa il DGFE deve essere custodito dal vecchio proprietario e chi acquista il registratore di cassa usato deve munirsi di un nuovo DGFE. Anche nel caso di registratori di cassa dati in noleggio ogni volta che cambia l’utilizzatore deve inizializzare un nuovo DGFE.
Il proprietario del registratore di cassa che decide di alienare o dismettere l’uso del registratore di cassa deve entro le 24 ore dalla chiusura dello stesso dare comunicazione all’UFFICIO DELLE ENTRATE mediante una dichiarazione prodotta in duplice copia contenente i dati identificativi: ragione sociale, sede, partita I.V.A., gli estremi che identificano il registratore di cassa ( Produttore, modello, matricola, Gran Totale ed ultimo Azzeramento ), i dati del laboratorio abilitato e del tecnico che ha effettuato la chiusura. La dichiarazione di dismissione deve essere spedita per raccomandata con ricevuta di ritorno all’Agenzia delle Entrate.
Mancata e non corretta tenuta dei registri e del LIBRETTO FISCALE: da € 258,00 a €1032,00 Mancata installazione del registratore di cassa: da € 1032,00 a € 4132,00 Mancata dichiarazione installazione o defiscalizzazione del registratore di cassa. : da 258 € a € 1.032,00 Nuove norme sullo scontrino fiscale sono entrate in vigore il 29 novembre 2006. Mancata emissione o emissione per importi inferiori delle ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato e, comunque , non inferiore a 516 euro. Identica sanzione si applica in caso di omesse annotazioni sul registro dei corrispettivi sostitutivo in caso di mancato o irregolare funzionamento degli apparecchi misuratori fiscali. La sanzione non può essere inferiore a 516 euro. La legge prevede, quale sanzione accessorio al mancato rilascio di tre scontrini o tre ricevute fiscali nell’arco di cinque anni, la chiusura dell’esercizio. La chiusura scatta automaticamente alla terza infrazione rilevata. La chiusura è disposta dalla direzione regionale dell’agenzia delle Entrate.
La memoria fiscale è saldata ermeticamente e contiene un componente elettronico interno in cui sono registrati i totali giornalieri, numero di azzeramenti e data. Non può essere ne manomessa né tantomeno rimossa, di conseguenza il suo esaurimento comporta il cambio di misuratore fiscale
PERIODICITA’ DELLA VERIFICAZIONE PERIODICA
1. La periodicità della «verificazione periodica» dei misuratori e’ annuale.
2. I misuratori sono sottoposti alla verificazione periodica entro la scadenza indicata dalla targhetta di verificazione periodica.
Gli utenti, fatto salvo ogni altro obbligo previsto dalle norme vigenti, ivi compresi quelli fissati dagli altri punti del presente provvedimento: a) non possono impiegare o detenere nel luogo di svolgimento dell’attività’ di vendita nel diretto ed immediato rapporto con il pubblico, misuratori non sottoposti a verificazione entro il termine prescritto, privi per causa qualsiasi di sigillo fiscale o di targhetta di verificazione periodica, o dichiarati non utilizzabili; b) rispondono del corretto funzionamento dei loro strumenti, conservando ogni documento ad essi connesso; c) mantengono l’integrità’ dell’etichetta di verificazione periodica e del sigillo fiscale tranne il caso di rimozione per riparazione; d) non utilizzano strumenti che presentino difformità, difettosità o inaffidabilità ai sensi delle norme vigenti in materia di misuratori fiscali, delle quali abbiano conoscenza. 8.2 I misuratori contemplati nel punto 8.1, lettera a), sono considerati, a tutti gli effetti, privi di sigillo fiscale
Disposizioni concernenti le modalità di apposizione del sigillo per apparecchi misuratori fiscali ai sensi del D.M. 23 marzo 1983 e del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 luglio 2003
1. Definizioni 1.1 Ai sensi del presente provvedimento si intende per:
• decreto, il D.M. 23 marzo 1983, e successive modificazioni ed integrazioni, recante norme di attuazione della Legge 26 gennaio 1983, n. 18;
• provvedimento, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 28 luglio 2003.
2. Approvazione targhetta autoadesiva
2.1 Con il presente provvedimento si approva la targhetta autoadesiva da utilizzare ai sensi dell’art. 7 del decreto, nonché da utilizzare da parte dei laboratori abilitati e dai fabbricanti abilitati per le operazioni previste dal provvedimento, conforme a quanto riportato all’allegato A del presente provvedimento.3. Disciplina concernente le modalità di sigillo per apparecchi misuratori fiscali e utilizzo delle targhette autoadesive approvate con il presente provvedimento.
3.1. L’istanza di approvazione dell’apparecchio misuratore fiscale deve essere corredata anche della documentazione attestante che l’uso di sigilli alternativi al piombo offra le stesse garanzie di carattere fiscale, anche sotto l’aspetto della leggibilità del sigillo identificativo, nonché della descrizione della tipologia tecnica e chimica del materiale e del sistema di sigillo fiscale del misuratore.
3.2. Il provvedimento di approvazione dell’apparecchio misuratore fiscale deve contenere anche l’indicazione della tipologia di sigillo fiscale adottato.
3.3. Nel libretto fiscale deve essere riportata anche l’indicazione della tipologia tecnica e chimica del materiale e del sistema di sigillo fiscale del misuratore.
3.4. Le modalità e i meccanismi di sigillo fiscale, approvati unitamente all’apparecchio misuratore fiscale in fase di omologa, devono essere mantenuti per tutto il ciclo di vita dello stesso. Nel caso in cui, durante il ciclo di vita del misuratore fiscale, il produttore intenda cambiare le modalità di apposizione del sigillo fiscale, deve essere prodotta apposita istanza, soggetta ad approvazione, e di tale circostanza deve essere riportata menzione nel libretto fiscale.
3.5. I laboratori abilitati di verificazione periodica e i fabbricanti abilitati devono utilizzare, per le operazioni sugli apparecchi misuratori fiscali effettuate ai sensi del provvedimento, sigilli coerenti, in maniera fisica e funzionale, a quelli approvati unitamente al misuratore fiscale. Gli stessi laboratori, all’atto di presentazione della domanda di abilitazione, devono dichiarare l’impegno ad utilizzare, nel corso delle verificazioni sugli apparecchi misuratori fiscali, sigilli coerenti in maniera fisica e funzionale a quelli approvati unitamente al misuratore fiscale.
3.6. I laboratori abilitati, per le operazioni di verificazione periodica e per le altre attività disciplinate dal provvedimento, effettuate su apparecchi misuratori fiscali approvati all’uso di sigillo fiscale consistente in etichette autoadesive di cui all’art. 7 del decreto, devono dotarsi di etichette autoadesive distruttibili all’atto della rimozione, le cui caratteristiche sono descritte nell’allegato A.
3.7. La targhetta autoadesiva autorizzata dall’Agenzia delle entrate per le finalità di cui all’art. 7 del decreto e per le attività di verificazione periodica, deve essere di tipo autoadesivo che si distrugge nella rimozione, e, inoltre, nella parte centrale deve essere realizzata in materiale trasparente al fine di rendere visibile la vite fiscale, purché atta ad assicurare garanzie fiscali non inferiori a quelle risultanti dall’impiego dei punzoni a percussione. La targhetta autoadesiva deve contenere la descrizione del sigillo identificativo del tecnico che esegue il controllo di conformità e/o la verificazione periodica.
Il presente provvedimento recepisce il parere espresso dalla Commissione per l’approvazione degli apparecchi misuratori fiscali nelle sedute del 10 giugno e 16 luglio e 20 ottobre 2009 e approva la targhetta autoadesiva da utilizzare ai sensi dell’art. 7 del D.M. 23 marzo 1983, nonché da utilizzare da parte dei laboratori abilitati e dai fabbricanti abilitati per le operazioni previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 28 luglio 2003, consentendo agli stessi di apporre il proprio sigillo identificativo sugli apparecchi misuratori fiscali che all’origine erano stati approvati con sigillo fiscale consistente in targhette autoadesive.
− Legge 26 gennaio 1983 n. 18 “Obbligo da parte di determinate categorie di contribuenti dell’imposta sul valore aggiunto di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l’uso di speciali registratori di cassa”.
− Decreto Ministeriale 23 marzo 1983 “Norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n.18, concernente obbligo da parte di determinate categorie di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l’uso di speciali registratori di cassa”.
− Decreto Ministeriale 19 giugno 1984 “Integrazioni e modificazioni al D.M. 23 marzo 1983 concernente norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, riguardante l’obbligo da parte di determinate categorie di contribuenti dell’imposta sul valore aggiunto di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l’uso di speciali registratori di cassa”.
− Decreto Ministeriale 14 gennaio 1985 “Norma integrativa delle disposizioni previste dal D.M. 23 marzo 1983, e successive modifiche, concernenti norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, riguardante l’obbligo da parte di determinate categorie di contribuenti dell’imposta sul valore aggiunto di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l’uso di speciali registratori di cassa”.
− Decreto Ministeriale 4 aprile 1990 “Norma integrativa delle disposizioni previste dal D.M. 23 marzo 1983, e successive modifiche, concernenti norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, riguardante l’obbligo da parte di determinate categorie di contribuenti dell’imposta sul valore aggiunto di rilasciare uno scontrino fiscale mediante l’uso di speciali registratori di cassa”.
− Decreto Ministeriale 30 marzo 1992 “Caratteristiche degli apparecchi misuratori fiscali idonei alla certificazione delle operazioni di cui all’articolo 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché delle operazioni di commercio effettuate su aree pubbliche ai sensi della legge 28 marzo 1991, n. 112”.
− Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 4 marzo 2002 “Modifica del D.M. 23 marzo 1983 e successive integrazioni e modificazioni concernente norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n.18”.
− Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 31 maggio 2002 “Misuratori fiscali – Scontrino fiscale – Giornale di fondo cartaceo. Dispositivo-giornale di fondo elettronico (DGFE)”.
− Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 22 ottobre 2002 “Autorizzazione al rilascio delle carte di attivazione relative a sistemi di emissione di titoli di accesso e di riconoscimento di idoneità di apparecchiature”.
− Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 28 luglio 2003 “Modifica del D.M. 23 marzo 1983 e successive integrazioni e modificazioni, concernente norme di attuazione delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18. Attuazione delle disposizioni contenute nelle lettere b) e c) del punto 5.1 del provvedimento 4 marzo 2002 dell’Agenzia delle entrate”
− Provvedimento 17 giugno 2005 del Direttore dell’ Agenzia delle entrate “Modificazioni al D.M. 4 aprile 1990, integrativo delle disposizioni previste dal D.M. 23 marzo 1983, e successive modificazioni ed integrazioni – Cessione o trasferimento a qualsiasi titolo di apparecchio misuratore fiscale”.
− decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 67, comma 1; art. 68, comma 1); − statuto dell’Agenzia delle entrate (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1); − regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate (art. 2, comma 1).
Modulo di targhetta da utilizzare come sigillo fiscale
Caratteristiche: La targhetta adesiva deve contenere la descrizione stampata del sigillo identificativo del tecnico che esegue il controllo di conformità e/o la verificazione periodica. I caratteri hanno altezza 2 mm. La targhetta deve essere di tipo autoadesivo distruttibile nella rimozione, e la parte centrale dell’etichetta deve essere realizzata in materiale trasparente al fine di rendere visibile la vite fiscale.