Source: http://www.linobellagamba.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8199:free-offerta-economicamente-piu-vantaggiosa-e-anomalia-dopo-il-correttivo&catid=11&Itemid=368
Timestamp: 2018-07-18 02:39:12+00:00
Document Index: 173426119

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 7', 'art. 142', 'art. 77', 'art. 23', 'art. 95', 'art. 142', 'art. 95', 'art. 142']

La riapertasi questione dei costi di sicurezza e manodopera. Anche direttamente presso l’Ente (in house), su libera richiesta di preventivo di spesa. In rosso gli ultimi aggiornamenti.
Dopo le modifiche recate dal correttivo (D.Lgs. 56/2017) al codice dei contratti (D.Lgs. 50/2016), l’incontro di studio intende illustrare le due tematiche principali dei criteri di aggiudicazione (con particolare approfondimento del rapporto qualità/prezzo) e della valutazione dell’anomalia (con particolare riferimento ai costi della manodopera da indicarsi anche da parte dell’offerente e a quelli della sicurezza “interna”).
Sara analizzata anche la questione dirompente, che si riapre, se sia ancora consentito all'organo ordinario di gara (o al RUP) di aprire in seduta pubblica le offerte tecniche e quelle economiche.
Come materiale di documentazione vengono messi a disposizione: il codice dei contratti commentato, con collegamenti ipertestuali (che evidenzia anche, con immediatezza, tutto il contenuto applicabile ai settori speciali); un manuale specifico su tutto il rapporto qualità/prezzo (anch’esso con collegamenti ipertestuali); le linee guida dell’ANAC, con analisi infratesto.
I PARTE – I CRITERI DI AGGIUDICAZIONE
– Il criterio unico di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e i tre sub-criteri: il rapporto qualità/prezzo, il prezzo più basso, il costo complessivo del ciclo di vita.
– Il principio della consolidazione della graduatoria.
1.1. IL PREZZO PIÙ BASSO
– I casi di adottabilità del prezzo più basso in servizi e forniture e la necessità di motivazione. La legittimazione condizionata del prezzo più basso, per i lavori, fino a EUR 2.000.000.
–I due sub-criteri del prezzo più basso: massimo ribasso assoluto ed «esclusione automatica».
1.2. IL RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
– I casi di obbligatoria adozione: la riscrittura, ad opera del correttivo, dell’obbligo di adozione del criterio di aggiudicazione del rapporto qualità/prezzo, per i servizi di cui all’art. 97, comma 3, lett. a).
– I concetti fondamentali: «criteri di valutazione», «ponderazione», trasparenza dell’iter motivazionale.
– Le tecniche per garantire la trasparenza dell’iter motivazionale per le valutazioni discrezionali della commissione: a) la sub-ripartizione del criterio di valutazione in sotto-criteri; b) l’alternativa evidenziazione del “criterio motivazionale” (al singolare) in sede di disciplina di gara; c) l’eventuale necessità di motivare il punteggio attribuito. Lo schema sinottico – anche in funzione di anticorruzione – riepilogativo delle tre possibilità motivazionali. La questione della necessità di garantire la trasparenza dell’iter motivazionale anche in ipotesi di adozione della metodologia del “confronto a coppie”. La questione della potestà di specificazione ovvero di integrazione, da parte della commissione giudicatrice, dei criteri di valutazione.
– La limitata sindacabilità delle valutazioni discrezionali della commissione.
– L’importanza della distinzione fra criteri di valutazione di natura qualitativo-discrezionale e quantitativa: la fattispecie paradigmatica dell’asta elettronica.
– Il principio della distinzione fra i criteri (“soggettivi”) di qualificazione degli operatori economici e i criteri (“oggettivi”) di valutazione delle offerte: la tuttora sussistente ratio del principio comunitario; l’analisi concreta di come, per esempio, l’esperienza pregressa dell’operatore economico possa tuttavia correttamente costituire criterio di valutazione e l’analoga fattispecie (già di direttiva) inerente a «l’organizzazione, le qualifiche e l’esperienza del personale». La previsione normativa di criteri di valutazione radicalmente illegittimi, in quanto contrastante anche con il più evoluto diritto comunitario: il caso abnorme, ex multis, del «maggior rating di legalità e di impresa dell’offerente». La non condivisibile prospettazione del Consiglio di Stato in sede di parere sulle linee guida dell’ANAC.
– Gli atti in cui debbono essere indicati i criteri di valutazione e la relativa ponderazione.
– L’attribuzione della ponderazione e la sua sindacabilità: il caso significativo del maggior valore attribuito ai “ricambi originali”. La ponderazione totale resa convenzionalmente pari a cento. Il tetto massimo di 30 punti per la ponderazione del prezzo. L’illegittimità, nel settore dei lavori, di prevedere «punteggio per l'offerta di opere aggiuntive rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo»: l'applicazione analogica ai servizi.
– La valenza paradigmatica dei «criteri di valutazione» individuati dal codice. Il d.M. sugli appalti nel settore dei beni culturali: l’art. 7, comma 4. I criteri ambientali minimi con funzione premiale. L’ipotesi del rispetto della “clausola sociale” con funzione premiale. La possibilità (generalizzata rispetto alla direttiva) di non prevedere il prezzo quale criterio di valutazione. La legittima possibilità di prevedere solo «criteri di valutazione» di natura quantitativa.
– Il principio della necessaria previa valutazione dell’offerta tecnico-qualitativa, senza potersi conoscere quella economico-quantitativa: la criticità della piattaforma del MEPA; la giurisprudenza che attenua la rigidità del principio; il corollario del carattere convenzionale della distinzione fra offerta “tecnica” e offerta “economica”; la mancanza di vizio nell’eventuale presentazione del contenuto dell’offerta tecnica frammisto alla documentazione amministrativa.
– Il principio generale della necessaria pubblicità di seduta per l’apertura dell’offerta tecnico-qualitativa: l’eccezione per la procedura telematica.
– La regola della seduta pubblica: l’eccezionale legittimazione della seduta secretata per la valutazione dell’offerta tecnico-qualitativa.
– L’adozione delle cautele in ordine alle modalità di conservazione dei plichi: la pronuncia della “plenaria”.
– Le varianti progettuali in sede di offerta: la differenza basilare rispetto alle mere variazioni migliorative.
– La commissione «giudicatrice»: la non-necessità della sua sussistenza per l’esame della documentazione amministrativa e per l’attribuzione del punteggio per l’offerta economico-quantitativa, ovvero gli arresti giurisprudenziali che si scontrano con la rimessione alle linee-guida di prevedere, «di norma, sedute pubbliche»; la possibilità della consulenza esterna; l’esperienza dei commissari; il numero dispari di commissari; la regola del “collegio perfetto” e la sua derogabilità; la nomina dei supplenti; la nuova possibilità di «lavorare a distanza»; la scelta dei commissari fra gli esperti iscritti all’Albo e la loro responsabilità verso la stazione appaltante; la legittimazione, a regime, del collegio di «componenti interni» escluso «il Presidente», in servizi e forniture (per tutto il sottosoglia) e per i lavori (solo per importo inferiore a EUR 1.000.000); l’eccezionale possibilità che l'ANAC selezioni «i componenti delle commissioni giudicatrici anche tra gli esperti interni alla medesima stazione appaltante»; la regola che i commissari non debbano aver svolto «altra funzione o incarico» e la nominabilità del RUP da valutarsi «con riferimento alla singola procedura» (il caso del dirigente dell’ente locale che sia anche RUP); la necessità che le stazioni appaltanti, prima del conferimento dell’incarico, accertino l’insussistenza delle cause ostative alla nomina a componente della commissione giudicatrice; l’incompatibilità, anche per i «segretari»; la nomina e la costituzione dopo la scadenza del termine di presentazione delle offerte; la dichiarazione di inesistenza di alcune cause di astensione a carico anche del segretario; le spese; la fattispecie dell’annullamento dell’aggiudicazione o dell’esclusione di un concorrente; la disciplina dell’albo-ANAC; la disciplina transitoria; l’inapplicabilità per gli enti dei settori speciali che non sono amministrazioni; la questione dell’applicabilità degli artt. 77 e 78 per gli affidamenti dei servizi di cui all’art. 142, comma 5-bis e di quelli di ristorazione; le linee-guida sui commissari nella seconda versione e la questione dirompente, che si riapre, se sia ancora consentito all'organo ordinario di gara (o al RUP) di aprire in seduta pubblica le offerte tecniche e quelle economiche.
– L’esclusione di un operatore economico in sede endo-procedimentale, a riparametrazione (se opzionata) avvenuta: scorrimento o ricalcolo? Quale il corretto impatto, sulla fattispecie, del principio della consolidazione della graduatoria?
– La scansione del procedimento (sul paradigma della procedura aperta) anche in relazione alle competenze, ripartite fra organo ordinario di gara, commissione giudicatrice e RUP. Le differenze fra la procedura telematica e quella “tradizionale”. Il necessario rispetto del principio della previa comunicazione dei punteggi dati per l’offerta tecnico-qualitativa, prima di potersi aprire quella economico-quantitativa.
– La tendenziale concentrazione delle sedute.
– La verbalizzazione.
– Il profilo documentale delle offerte. il numero massimo di pagine per l’offerta tecnica; il difetto di sottoscrizione.
– Il divieto di offerte in aumento.
– L’individuazione della metodologia di calcolo del miglior rapporto qualità-prezzo. Il metodo aggregativo-compensatore e i cinque sub-metodi ipotizzabili: il sub-metodo n. 5 per l’approccio più semplice alla ratio della materia; la sostanziale indifferenza del sub-metodo n. 4 rispetto al n. 5; la riparametrazione, alla luce del parere del Consiglio di Stato, e la questione della sua applicabilità a livello plurimo (in ipotesi di sub-ripartizione dei criteri di valutazione); l’eventuale applicazione della c.d. “soglia di sbarramento”; la metodologia del “confronto a coppie” nelle due versioni possibili e l’eventuale ipotesi delle offerte in numero inferiore a tre; il metodo di Saaty e la complicazione della verifica di attendibilità dei coefficienti definitivi; la questione se mettere a confronto il ribasso percentuale ovvero l’importo-prezzo; la formula anti-concorrenziale basata sul “valore soglia”; l’offerta sul tempo; altre problematiche.
– Le problematiche specifiche per l’affidamento dei servizi di progettazione di lavori pubblici.
– Le linee guida dell’ANAC e il parere del Consiglio di Stato: le criticità.
– Il rapporto qualità/prezzo nella parte residua del codice.
– Il caso delle offerte pari, fra possibile autodisciplina di gara e applicabilità auto-esecutiva del R.d. n. 827/1924, art. 77.
1.3. I COSTI DEL CICLO DI VITA
– I tre problemi aperti del metodo di determinazione dei costi, della valutazione di congruità e della garanzia per la stazione appaltante.
II PARTE – L’ANOMALIA
– L’art. 23, comma 16, ultimi due periodi, e l’art. 95, comma 10, del codice: la rilevanza del criterio di aggiudicazione adottato e dell'individuazione della soglia di anomalia; l’applicabilità della disciplina per i servizi di cui all’art. 142, comma, 5-bis e di ristorazione.
– La questione unitaria della mancata indicazione da parte dell’offerente dei costi interni della sicurezza e di quelli della manodopera: l’interpretazione “formale” della sezione quinta del Consiglio di Stato e di quella “sostanziale” della sezione terza; la rimessione della questione alla Corte di Giustizia, per ambedue i profili; l’oggettivo rispetto del binomio (“costi considerati/costi congrui”). Il problema di quale sia il punto di diritto nei casi in cui la lex specialis espliciti chiaramente l’obbligo indicativo in questione: a) tuttavia, in un caso, senza porre la sanzione espulsiva; b) nel secondo caso, invece, blindando esplicitamente con la clausola dell’esclusione immediata la previsione di cui all’art. 95, comma 10, primo periodo, del codice. L’opzione espulsiva dei due bandi-tipo dell’ANAC, suscettibile di nullità.
– Prezzo più basso: il sorteggio, di uno dei cinque metodi per l’individuazione della soglia di anomalia, assegnato alla competenza formale del «RUP» o della «commissione giudicatrice»; le modifiche delle percentuali di taglio nei metodi di cui alle lett. a) e b); la diminuzione dell’incremento nel metodo di cui alla lett. c); l’abrogazione della decurtazione nel metodo di cui alla d); la modifica dei coefficienti nel metodo di cui alla lett. e), comunque sorteggiati dalla «commissione giudicatrice o, in mancanza, dal RUP. La teoria del c.d. "blocco unitario" elaborata dalla "plenaria" è inapplicabile con il nuovo codice? La legittimazione a far ricorso a uno dei cinque metodi solo con almeno cinque offerte ammesse (in un caso) ovvero con dieci (nell’altro caso).
– Il rapporto fra la riparametrazione (se opzionata) e la formula per il calcolo delle offerte sospette di anomalia, nel caso del rapporto qualità/prezzo: il conflitto in giurisprudenza.
– L’ipotesi della mancata individuazione matematica delle offerte sospette di anomalia ex lege: il potere-dovere del RUP.
– La competenza del RUP a valutare l’anomalia: il rapporto con la «commissione giudicatrice».
– La disciplina dell’anomalia nel caso dei servizi di cui all’art. 142, comma 5-bis.
– I parametri di valutazione delle «spiegazioni»: l’insufficienza dell’individuazione normativa.
– Costo del personale inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle tabelle: il riemergere della giurisprudenza che propende per l’esclusione automatica.
– Il giudizio di anomalia: gli arresti giurisprudenziali.
Torino, 24 ottobre 2018 (mercoledì), con location presso Best Western Plus Hotel Genova, via Paolo Sacchi, 14/b (all’uscita dalla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova).
Roma, 29 novembre 2018 (giovedì), con location presso Albergo Nord Nuova Roma, via G. Amendola, 3 (a duecento metri dall’uscita della stazione ferroviaria di Roma Termini).