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Timestamp: 2018-03-21 08:52:22+00:00
Document Index: 89908976

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'art 216', 'art 3', 'art 5', 'art 5', 'art 5', 'art 5']

la rinascita di isola delle femmine: ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine la rinascita di isola delle femmine
RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine
la seguente esposizione con una considerazione di rilevanza fondamentale:
anteporre a qualsiasi ragionamento di carattere normativo,
Con il presente parere, difatti, non si ha la pretesa di
che dell’ambiente in cui egli svolge la sua esistenza.
Se ne ricava che la violazione delle norme che presiedono e
qualunque risarcimento futuro, non restituirebbe in alcun modo il mal tolto.
Premesso quanto sopra, ecco i punti che si intende
normative giuridiche legali.
Riferimenti normativi posti a
Aspetti relativi all’impatto
Chiaramente l’analisi riguarda le disposizioni strettamente
riferibili alle attività produttive nel cui ambito rientra la Italcementi S.pa.
In tale direzione occorre partire dal T.U.LL.SS. (Testo
settembre 1994, è dato ricavare l’elenco ancora oggi vigente delle “industrie insalubri”.
“le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o
la prima comprende quelle che debbono essere
isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni;
la seconda quelle che esigono speciali cautele
per la incolumità del vicinato…”
In omaggio alle disposizioni normative sopra citate si
classe (parte 1°, lettera B n 33) le industrie che producono cementi.
Si faccia bene attenzione: l’elenco di cui si discute, che classifica le industrie insalubri,
sia amministrativa ( per tutte: TAR 1981/2999, 1987/1476).
E’ stato addirittura affermato IL PRINCIPIO PER CUI TALI
Dall’anzidetto ne discende come logico ed obbligato
“che la Italcementi, siccome industria che produce cemento, e quindi
dannosi irreparabili per la salute degli abitanti;
disattendendo il suddetto ci si trova, e ciò lo si può affermare con molta
schiettezza, contro legge:
specificamente contro l’art 216 del
sostanzialmente ricalcato le definizioni di cui sopra esposto”
In altri termini qualunque cautela venga realizzata potrà
pregiudizio per gli abitanti.
pubblici, impianti sportivi e dulcis in fundo, guardia medica! ?
Senza dimenticare che l’ente comunale di Isola ha continuato
da edificare a meno di 50 metri dalla citata industria.
Perché, infine, se un singolo individuo decide di costruire
la ipotetica torre “eiffel isolana”
Pur considerando la superiore motivazione di carattere
ampliamento di siffatta misura avrebbe nei confronti dell’ambiente circostante.
E’ noto che la valutazione dell’impatto ambientale di
di un progetto sul sistema ambientale;
chiaramente non si pretende, anche se esso costituisce il
Per questa ragione la normativa prevede che lo studio di
Per ottenere ciò occorre che lo studio sull’impatto
DPCM 27/12/1988, corredato dai seguenti quadri di riferimento:
1) quadro di riferimento programmatico che, ex art 3 del suddetto D.P.C.M., deve
obbligatoriamente comprendere:
a) la descrizione del progetto in
nell’ambito quali viene inquadrato il progetto stesso;
b) la descrizione dei rapporti di
pianificatori, evidenziando, con riguardo all’area interessata:
attuazione dell’intervento e delle eventuali infrastrutture a servizio e complementari;
d) la descrizione dell’attualità del
originaria concezione;
e) le eventuali disarmonie di
natura dei beni e/o servizi offerti;
esaminate, ciò anche con riferimento all’ipotesi di assenza dell’intervento;
riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell’intervento;
di quelle che ne caratterizzano l’esercizio;
e dell’eventuale indotto;
fasi di costruzione e di esercizio;
del progetto e in particolare:
norme tecniche che regolano la realizzazione dell’opera;
territoriali e piani di settore;
storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù ed altre limitazioni alla proprietà;
esigenze di tutela ambientale,
prese in esame, opportunamente descritte, con particolare riferimento a:
a) le scelte di processo per gli
b) le condizioni di utilizzazione delle
c) le quantità e le caratteristiche
d) le necessità progettuali di livello
dell’analisi ambientale;
e) le eventuali misure non strettamente
costruzione che di esercizio;
gli interventi di ottimizzazione dell’inserimento nel territorio e
g) gli interventi tesi a riequilibrare
suddividere in due sezioni distinte:
quadro ambientale: finalizzato
indicato nel comma 2 dell’art 5 del DPCM);
a) stima degli impatti: finalizzato alla
(corrispondente a quanto indicato nel comma 3 dell’art 5 del DPCM);
presumere che possono manifestarsi
effetti significativi sulla qualità degli stessi;
necessari al caso specifico;
gli ulteriori usi potenziali coinvolti dalla realizzazione del progetto;
L’analisi di cui sopra deve essere effettuata con
II del DPCM.
Secondo quanto previsto dal DPCM 27 dicembre 1988 (art 5
comma 2 dell’art 5 del DPCM, si deve:
fattori ambientali, anche in relazione ai rapporti esistenti tra essi;
territorio, in rapporto alla situazione preesistente;
parametri ritenuti opportuni;
valutazione condotta dalle Autorità competenti (in questo caso la Regione Sicilia), è espressa tenendo conto della:
c) motivazioni, criteri,
condizionamenti e vincoli che hanno guidato la scelta progettuale.
Lo studio d’impatto ambientale, per
progettuale sottoposta a procedura di V.I.A.
Nel nostro caso specifico non risulta
E poiché disporre dell’adeguata
valutazione sull’argomento in questione.
Tutto ciò perché uno studio
Come è agevole desumere dal
incidenza di tale ampliamento rispetto all’ambiente circostante.
Occorre permettere, come criterio
strumenti di governo del territorio;
parziale difformità rispetto a tali
studiati ad hoc;
tali interventi devono essere realizzati
contestualmente all’avvio dell’attività di cantiere.
Ci si chiede se l’ipotesi di
Pubblicato da Pino Ciampolillo a 3:10 AM