Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16477-del-05-07-2017
Timestamp: 2020-07-06 10:10:04+00:00
Document Index: 85982466

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 141', 'art. 148', 'art. 141', 'art. 283', 'art. 141', 'art. 140', 'art. 148', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 122', 'art. 122', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 141', 'art. 141', 'sentenza ', 'art. 141', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 16477 del 05/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16477 del 05/07/2017
Cassazione civile, sez. III, 05/07/2017, (ud. 04/04/2017, dep.05/07/2017), n. 16477
sul ricorso 5223/2014 proposto da:
R.R., R.A., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA F. DENZA 15, presso lo studio dell’avvocato STEFANO MASTROLILLI,
rappresentati e difesi dall’avvocato PIER LUIGI AMERIO giusta
REALE MUTUA DI ASSICURAZIONI in persona del procuratore speciale
dott. N.E.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
MONTE ASOLONE, 8, presso lo studio dell’avvocato MILENA LIUZZI, che
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARCO FIORITO
tempore, Dott. RA.MA., elettivamente domiciliata in ROMA,
INCANNO’, che la rappresenta e difende giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 255/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
04/04/2017 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO.
Resistono con distinti controricorsi la Axa Ass.ni s.p.a. (che ha anche depositato memoria) e la Società Reale Mutua di Ass.ni s.p.a..
Questa la vicenda: R.A. conveniva in giudizio la propria compagnia di assicurazioni per la r.c.a., Axa, per essere risarcito ex art. 141 codice delle assicurazioni dei danni alla persona riportati allorchè viaggiava come trasportato sulla propria vettura, in quel momento condotta dalla sorella R., a seguito dello scontro con altro veicolo rimasto sconosciuto.
La Axa eccepiva il mancato rispetto da parte dell’attore dell’art. 148 cod. ass. e chiamava in causa la Reale Mutua Ass.ni quale impresa designata dal F.G.V.S., perchè quest’ultima fosse condannata a risarcire i danni subiti dall’attore (eccependo quindi in primo luogo il proprio difetto di legittimazione passiva) e in subordine in manleva.
Il ricorso di R.A..
Peraltro, puntualizza il ricorrente richiamando il testo della norma, essa prevede che l’azione risarcitoria si indirizzi in primo luogo verso l’assicurazione del vettore, e ciò che rileva quindi è che la vettura del vettore sia munita di assicurazione: solo la mancanza di assicurazione in capo al vettore potrebbe impedire di fruire di tale tipo più veloce di tutela, mentre rimarrebbe irrilevante la diversa ipotesi in cui, come nel caso di specie, sia l’assicurazione dell’altro veicolo che sia mancante (perchè il veicolo non è stato identificato, come nel caso in esame, o perchè è risultato non assicurato).
Va quindi esaminata la questione giuridica posta dal primo motivo di ricorso, sottoposta per la prima volta all’attenzione della Corte così formulabile: se la persona trasportata su un veicolo coinvolto in uno scontro possa agire, ai sensi del D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 141, direttamente nei confronti della impresa assicuratrice per la r.c.a. del vettore, a prescindere dall’accertamento di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro e salvo il caso fortuito, in ogni caso o soltanto nel caso in cui entrambi i veicoli coinvolti nello scontro risultino assicurati per la r.c.a., e non anche nel diverso caso in cui l’altro veicolo risulti non indentificato o privo di copertura assicurativa (potendo in quest’ultimo caso il trasportato far valere i propri diritti, ex art. 283 cod. ass., nei confronti dell’impresa designata dal FGVS).
Il dato testuale. L’art. 141 Codice delle Assicurazioni prevede che:
“1.Salva l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro entro il massimale minimo di legge, fermo restando quanto previsto all’art. 140, a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell’eventuale maggior danno nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest’ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.
2.Per ottenere il risarcimento il terzo trasportato promuove nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro la procedura di risarcimento prevista dall’art. 148.
4.L impresa di assicurazione che ha effettuato il pagamento ha diritto di rivalsa nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile nei limiti ed alle condizioni previste dall’articolo 150”.
E’ da dire inoltre che il regime di indennizzo diretto, introducendo un’azione aggiuntiva, non preclude in alcun modo la possibilità al trasportato – danneggiato di evocare in giudizio esclusivamente il responsabile, ovvero il titolare e il conducente del veicolo antagonista e la compagnia di assicurazioni di questo, aprendo un ordinario giudizio volto al risarcimento del danno previo accertamento delle responsabilità.
L’art. 141, e il controllo di legittimità costituzionale. La nuova normativa introdotta dall’art. 141, anche in conseguenza di un testo che non brilla per chiarezza, è stata oggetto di numerose critiche da parte della dottrina ed è stata oggetto di censure di legittimità costituzionale da parte dei giudici di merito, censure che peraltro non hanno trovato accoglimento da parte della Corte costituzionale, intervenuta sul punto con svariate ordinanze (n. 208 e 440 del 23 dicembre 2008). Tali ordinanze hanno dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 141 del Codice delle Assicurazioni sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 76 Cost., non avendo i giudici rimettenti tentato preliminarmente di dare una interpretazione costituzionalmente orientata della norma in questione. La Corte cost., nell’ordinanza n. 440 del 2008, ha chiarito che ben sarebbe stato possibile accedere ad un’interpretazione costituzionalmente orientata della disposizione censurata, in base alla quale è possibile ritenere che detta norma si limiti in realtà a rafforzare la posizione del trasportato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente anche nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell’autore del fatto dannoso.
L’art. 141 e le precedenti pronunce della Cassazione. Questa Corte ha già affermato che l’azione di cui all’art. 141 ha alla sua base una fattispecie complessa, che è data anzitutto dall’avere il trasportato, a qualsiasi titolo (D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 122, comma 2) subito un danno per un illecito da circolazione in occasione del trasporto sul veicolo e, quindi, dall’essersi verificato tale illecito. In riferimento a tale illecito lo stesso codice delle assicurazioni, al D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 122, comma 2, prevede che l’assicurazione obbligatoria debba comprendere anche la copertura di tale danno, e la copertura sussiste quale che sia il titolo di responsabilità nel rapporto fra trasportato e proprietario o conducente del veicolo (sulla nozione di trasportato e sulla prova della qualità di trasportato v. Cass. n. 10410 del 2016).
E’ stato affermato, inoltre, che in tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea (sentenza 1 dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), secondo il principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore, al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda notinativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all’identità del conducente (“clausola di guida esclusiva”) (Cass. n. 19963 del 30/08/2013).
Il terzo trasportato, considerato soggetto debole, è legittimato quindi – se lo vuole e nel rispetto del procedimento previsto dal successivo art. 148 Cod. ass. – ad agire direttamente nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo su cui viaggia, sulla base del principio vulneratus ante omnia reficiendus, e della semplice allegazione e dimostrazione del fatto storico del trasporto e del danno verificatosi a suo carico durante il trasporto, e non anche della responsabilità dei protagonisti. E’ una possibilità che si aggiunge, e che non fa venir meno la possibilità di far valere i suoi diritti nei confronti dell’autore del fatto dannoso e del responsabile civile di esso, sottoposta alle ordinarie regole della r.c.a..
Questa seconda interpretazione, volta a privilegiare una più ampia applicazione dell’art. 141 e la sua utilizzabilità a tutela del trasportato, per fornirgli uno strumento di risarcimento che ha la possibilità di essere più veloce e di coprire una più vasta serie di casi, appare preferibile, sia perchè il dato testuale nella specie non è nè univoco nè affidabile, sia perchè più coerente con i precedenti di questa stessa Corte e l’unica atta a salvaguardare una interpretazione costituzionalmente orientata della norma.
Quanto al riferimento alla possibilità di agire in rivalsa, enunciata dall’art. 141, comma 4, che rimarrebbe preclusa qualora non esistesse una seconda compagnia di assicurazioni, va intesa nel senso che la rivalsa è normalmente esercitabile nei confronti della seconda compagnia di assicurazioni. Non si può però condizionare la legittimazione all’esercizio dell’azione principale alla possibilità concreta di agire in rivalsa. Ciò risponde ad una scelta del legislatore in tema di allocazione del rischio, che ha scelto di privilegiare, nei limiti del massimale minimo di legge, il diritto del trasportato ad ottenere prontamente il risarcimento, agendo nei confronti del soggetto a lui sicuramente noto (la compagnia di assicurazioni del veicolo sul quale è trasportato), senza dover nè attendere l’accertamento delle rispettive responsabilità, nè tanto meno dover procedere alle ricerche della compagnia assicuratrice del veicolo investitore. Questa previsione è idonea a coprire una vasta serie di situazioni, in cui il legislatore ha ritenuto prevalente l’interesse del trasportato ad una pronta tutela (scontro con veicolo che non si ferma e che quindi è necessario ricercare per risalire ai dati della compagnia di assicurazioni, che rimane non identificato, che è privo di assicurazione).
Il ricorso di R.R..
Le contestazioni della R., la cui domanda risarcitoria nei confronti dell’impresa designata è stata accolta fin dal primo grado, previa decurtazione dall’importo dovutole a titolo di risarcimento la percentuale di responsabilità accertata a suo carico nella provocazione dell’incidente, sono volte esclusivamente a contestare la legittimità della decisione di appello in punto di compensazione delle spese.
Con i primi due motivi, deduce che la Reale Mutua non aveva proposto appello, e non aveva in alcun modo contestato, in particolare, la propria percentuale di responsabilità, nè di conseguenza aveva impugnato la condanna alle spese subita in primo grado in conseguenza della soccombenza. Deduce in conseguenza che si fosse formato il giudicato interno sul punto e che la pronuncia di condanna alle spese nei confronti della Reale Mutua in suo favore relativa al primo grado è stata modificata senza impugnazione.
I motivi di ricorso di R., relativi solo alla liquidazione delle spese di lite, sono assorbiti in ragione dell’accoglimento del primo motivo del ricorso di R.A..
Il ricorso va pertanto accolto, la sentenza cassata e rinviata al Tribunale di Torino in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del presente giudizio e si atterrà al seguente principio di diritto: “La persona trasportata su un veicolo a motore, che abbia subito danni in conseguenza di un sinistro stradale, può invocare la responsabilità dell’assicuratore del vettore, ai sensi dell’art. 141 cod. ass., anche se il sinistro sia determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo non assicurato o non identificato”.
Accoglie il primo motivo del ricorso di R.A., assorbiti i motivi di ricorso di R.R., cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Torino in diversa composizione che provvederà anche sulle spese del presente giudizio.