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Timestamp: 2018-06-24 03:15:48+00:00
Document Index: 24629859

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 48', 'art. 34', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 36', 'art. 73', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 7', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 68', 'art. 42']

Novità fiscali del 7 febbraio 2008: comunicazione dati IVA 2008: guida alla compilazione della dichiarazione; affitto di azienda e/o locazione di immobili: applicabile la tassazione meno favorevole | Commercialista Telematico
1) Affitto di azienda e/o Locazione di immobili: Tassazione meno favorevole applicabile
2) IVA – Modello AA9/9 – Dichiarazione di inizio attività persone fisiche
3) COMUNICAZIONE DATI IVA 2008: Disponibile il software gratuito – GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE
4) Imprese individuali e lavoratori autonomi: Pronto il nuovo modello Iva per la dichiarazione di inizio-cessazione attività e variazione dati
Le disposizioni in materia di imposte indirette previste per la locazione di fabbricati si applicano, se meno favorevoli, anche per l’affitto di aziende il cui valore complessivo sia costituito, per più del 50%, dal valore normale di fabbricati, determinato ai fini IVA (art. 14 del DPR n. 633/72).
In tale fattispecie per determinare l’imposta di registro è possibile applicare la riduzione dell’imposta di registro dovuta per i contratti di locazione pluriennali, se corrisposta per l’intera durata del contratto.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, a seguito di richiesta di chiarimenti sulla corretta applicazione dell’art. 35, comma 10-quater, del D.L. n. 223/2006, convertito dalla legge N. 248/2006, e poi rivisto dalla legge 27/12/2006, n. 296.
Come è noto, in funzione dello status del locatore, l’affitto d’azienda viene assoggettato all’imposta di registro in misura diversa.
In particolare, nel caso in cui il locatore sia un imprenditore con più aziende (o che affitta solo un ramo della sua azienda) o una società, i canoni relativi all’affitto d’azienda devono essere assoggettati ad IVA, applicando l’aliquota ordinaria del 20%, ed all’imposta di registro in misura fissa di euro 168,00.
Invece, se il locatore é un imprenditore individuale che affitta l’unica azienda, questi perde la qualifica di soggetto passivo d’imposta e il contratto deve essere assoggettato ad imposta di registro in misura proporzionale.
In tale contesto, la disciplina applicabile alla locazione di immobili strumentali ha poi subito delle rilevanti modifiche ad opera del D.L. n. 223/2006.
In particolare, ai fini IVA, il contratto di locazione di immobili strumentali é in linea generale esente, mentre é soggetto a tassazione se il locatario é soggetto d’imposta che non ha diritto a detrazione, o é un soggetto che opera la detrazione in misura non superiore al 25%, oppure se viene esercitata l’opzione per l’imponibilità IVA.
Peraltro, le locazioni di fabbricati strumentali, esenti o imponibili IVA, sono in ogni caso assoggettate all’imposta di registro nella misura dell’1%.
Al fine di evitare manovre elusive, l’art. 35, comma 10-quater, del D.L. n. 223/2006, prevede che, qualora il valore dell’azienda sia costituito per più del 50% dal valore dei fabbricati, ai fini delle imposte indirette il regime di tassazione dell’affitto di azienda, se più favorevole, é derogato e sostituito dal regime applicabile alle ipotesi di locazione di fabbricati.
In sostanza, tutto con l’intento di evitare comportamenti diretti ad aggirare la disciplina dettata in tema di imposte indirette per le locazioni di immobili strumentali, al fine di ottenere un indebito risparmio di imposta.
Per potersi applicare tale normativa occorre che si verifichino, contemporaneamente, le seguenti condizioni:
a) il valore normale dei fabbricati, determinato ai sensi dell’art. 14 del DPR n. 633/72, deve essere superiore al 50% del valore complessivo dell’azienda;
b) l’eventuale applicazione dell’IVA e dell’imposta di registro, secondo le regole previste per l’affitto d’azienda, deve comportare una tassazione più favorevole rispetto a quella prevista per le locazioni di fabbricati.
Pertanto, detta norma di tipo antielusiva, impone il confronto tra la disciplina applicabile, ai fini delle imposte indirette, all’affitto di azienda e quella applicabile alla locazione di fabbricati, per valutare, con riferimento al caso concreto, quale dei due sistemi di imposizione comporti una tassazione più vantaggiosa.
Peraltro, il confronto deve avvenire tra le rispettive discipline, sistematicamente applicabili al caso concreto.
Ne consegue, ad esempio, che qualora l’affitto di azienda abbia durata pluriennale, al fine del confronto con la disciplina dettata in materia di locazione di immobili strumentali, si deve tenere conto anche della disposizione che prevede la riduzione dell’imposta di registro se il pagamento della stessa avvenga in un’unica soluzione per l’intera durata del contratto.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 06/02/2008, n. 35)
2) IVA – Modello AA9/9 (Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione di attività per imprese individuali e lavoratori autonomi)
Con il provvedimento del 05/02/2008 sono state approvate le nuove specifiche tecniche per l’invio telematico del modello AA9/9; queste consentono l’indicazione dei codici di attività economica – costituiti da 6 cifre – contenuti nella nuova tabella ATECO 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008.
L’approvazione del nuovo modello viene differita per poter tenere conto, contestualmente, anche di modifiche normative in corso di definizione.
Nell’attuale modello AA9/9, dal 1° gennaio 2008, il codice di attività economica deve essere comunque indicato nelle sue 6 cifre, desunto dalla tabella ATECO 2007.
(Agenzia delle Entrate, nota del 6/1/2008)
3) Comunicazione annuale dati IVA 2008: Disponibile il software gratuito
Disponibile dal 6/2/2008 sul sito dell’Agenzia delle Entrate il Software IVC 2008 (versione software: 1.0.0 del 04/02/2008).
La comunicazione annuale dei dati IVA dell’anno 2007 deve essere presentata entro il mese di febbraio 2008.
Nel modello il contribuente deve riportare l’indicazione complessiva delle risultanze delle liquidazioni periodiche (o delle risultanze annuali), al fine di determinare l’IVA dovuta o a credito, senza tenere conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio (ad esempio calcolo definitivo del pro rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo.
Inoltre, ai fini della comunicazione per l’anno 2007 non rilevano le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta, il riporto del credito IVA relativo all’anno precedente, i rimborsi infrannuali richiesti nonché la parte del credito IVA concernente l’anno d’imposta che il contribuente intende richiedere a rimborso.
Tali dati, infatti, rilevanti per la definitiva liquidazione dell’imposta, vanno poi indicati esclusivamente nella relativa dichiarazione annuale.
A causa della natura non dichiarativa della comunicazione, non si applicano sia le sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione sia le disposizioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 in materia di ravvedimento in caso di violazione degli obblighi di dichiarazione.
In sostanza, l’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258,00 a 2.065,00 euro) prevista dall’art. 11 del D.Lgs. n. 471/1997, per la omessa o inesatta comunicazione di dati).
Sono tenuti alla presentazione della comunicazione annuale dati IVA, in linea generale, i
titolari di partita IVA tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA, anche se nell’anno
non hanno effettuato operazioni imponibili ovvero non siano tenuti ad effettuare le liquidazioni
periodiche, con le eccezioni di seguito elencate.
– I contribuenti che per l’anno cui si riferisce la comunicazione sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA e cioè:
– i contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi
di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti, ancorché siano tenuti per lo stesso anno alla presentazione della dichiarazione annuale IVA in conseguenza dell’effettuazione delle rettifiche di cui all’art. 19-bis2. L’esonero non si applica invece qualora il contribuente abbia registrato operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, D.L. 331/1993) o siano stati effettuati acquisti per i quali, in base a specifiche disposizioni normative, l’imposta è dovuta da parte del cessionario (es. acquisti di oro e argento puro, rottami ecc.);
– i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6;
– gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, sesto comma, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;
– le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altra attività rilevante agli effetti dell’IVA nell’anno cui si riferisce la comunicazione;
– coloro che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale di cui alla Legge n. 398/1991 (sono, infatti, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali);
– i soggetti domiciliati o residenti fuori dalla Comunità europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinques per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi resi tramite mezzi elettronici a committenti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti
in Italia o in altro Stato membro;
– le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione un volume di affari non superiore a 25.822,84 euro ancorché tenuti a presentare la dichiarazione annuale;
– le persone fisiche che si avvalgono del regime riservato ai contribuenti minimi introdotto, a decorrere dall’anno d’imposta 2008, dalla legge 24/12/2007, n. 244 (Finanziaria 2008).
Ai fini della determinazione del volume d’affari realizzato nell’anno cui la comunicazione dati si riferisce, il contribuente deve fare riferimento al volume d’affari complessivo relativo a tutte le attività esercitate ancorché gestite con contabilità separate, comprendendo nel calcolo anche l’ammontare complessivo delle operazioni effettuate, registrate o soggette a registrazione nell’ambito dell’attività per la quale è previsto l’esonero dalla dichiarazione annuale IVA e, conseguentemente, dalla comunicazione dati.
Il modello di comunicazione annuale dati IVA deve essere presentato esclusivamente in via telematica. È pertanto esclusa ogni altra modalità di presentazione.
Il modello deve essere presentato entro il mese di febbraio di ciascun anno e qualora il termine di presentazione della comunicazione scada di sabato o in giorni festivi, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo.
I soggetti che scelgono di trasmettere direttamente la comunicazione devono obbligatoriamente avvalersi:
– del servizio telematico Entratel, qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato o ordinario), in relazione ad un numero di soggetti superiore a venti;
– del servizio telematico Internet (Fisconline), qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta in relazione ad un numero di soggetti non superiore a venti ovvero, pur avendo l’obbligo di presentare telematicamente le altre dichiarazioni previste dal D.P.R. n. 322/1998, non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei sostituti
I soggetti non residenti, che si sono identificati direttamente ai fini IVA nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. 633/72, devono presentare la comunicazione tramite il servizio telematico Entratel, utilizzando l’indirizzo Internet http://telematici.agenziaentrate.gov.it.
Presentazione telematica tramite intermediari abilitati (soggetti incaricati e società del gruppo)
Gli intermediari indicati nell’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998, sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate per via telematica, avvalendosi del servizio telematico Entratel, sia le comunicazioni da loro predisposte per conto del dichiarante sia le comunicazioni predisposte dal contribuente per le quali hanno assunto l’impegno della presentazione per via telematica.
Sono obbligati alla presentazione telematica delle comunicazioni da loro predisposte gli intermediari abilitati appartenenti alle seguenti categorie:
– gli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle camere
di commercio per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria;
– gli iscritti negli albi degli avvocati;
– gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al D.Lgs. 21 gennaio 1992, n. 88;
– le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1, lettere a), b) e c), del D.Lgs. n. 241 del 1997;
– associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnicolinguistiche;
– i Caf – dipendenti;
– i Caf – imprese;
– coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale;
– gli iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari.
Sono altresì obbligati alla presentazione telematica delle comunicazioni da loro predisposte gli studi professionali e le società di servizi in cui almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti in alcuni albi, collegi o ruoli, come specificati dal decreto 18/2/1999.
Tali soggetti possono assolvere l’obbligo di presentazione telematica delle comunicazioni avvalendosi, altresì, di società partecipate dai consigli nazionali, dagli ordini, collegi e ruoli individuati nel predetto decreto, dai rispettivi iscritti, dalle associazioni rappresentative di questi ultimi, dalle relative casse nazionali di previdenza, dai singoli associati alle predette associazioni.
Questi soggetti trasmettono le comunicazioni utilizzando un proprio codice di autenticazione ma l’impegno a trasmetterle è assunto dai singoli aderenti nei confronti dei propri clienti.
L’accettazione delle comunicazioni predisposte dal contribuente è facoltativa e l’intermediario del servizio telematico può richiedere un corrispettivo per l’attività prestata.
Comunicazione trasmessa da società appartenenti a gruppi (art. 3, comma 2-bis)
Nell’ambito del gruppo la trasmissione telematica delle comunicazioni dei soggetti appartenenti al gruppo stesso può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel. Si considerano appartenenti al gruppo l’ente (anche non commerciale) o la società (anche di persone) controllante e le società controllate.
Si considerano controllate le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote sono possedute dall’ente o società controllante o tramite altra società controllata da questo per una percentuale superiore al 50% del capitale fin dall’inizio del periodo d’imposta precedente.
Tale disposizione si applica, in ogni caso, alle società e agli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato e alle imprese soggette all’IRES.
La società del gruppo può effettuare la presentazione per via telematica delle comunicazioni delle altre società che appartengono al medesimo gruppo nel momento in cui viene assunto l’impegno alla presentazione della comunicazione.
Per incaricare un’altra società del gruppo della presentazione telematica della propria comunicazione, la società dichiarante deve consegnare la propria comunicazione, debitamente sottoscritta, alla società incaricata; quest’ultima società dovrà osservare tutti gli adempimenti previsti per la presentazione telematica da parte degli intermediari abilitati.
Documentazione che l’intermediario (incaricati della trasmissione e società del gruppo) deve rilasciare al dichiarante e prova della presentazione della comunicazione
Sulla base delle disposizioni contenute nel citato D.P.R. n. 322/1998, l’intermediario abilitato e le società del gruppo incaricate della trasmissione telematica, devono:
– Rilasciare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della comunicazione o dell’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione, l’impegno a presentare per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in essa contenuti, precisando se la comunicazione gli è stata consegnata già compilata o verrà da lui predisposta; detto impegno dovrà essere datato e sottoscritto dall’intermediario o dalla società del gruppo, seppure rilasciato in forma libera.
La data di tale impegno, unitamente alla personale sottoscrizione ed all’indicazione del proprio codice fiscale, dovrà essere successivamente riportata nello specifico riquadro “Impegno alla presentazione telematica” posto nel frontespizio della comunicazione;
– rilasciare altresì al dichiarante , entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione
della comunicazione per via telematica, l’originale della comunicazione i cui dati sono stati
trasmessi per via telematica, redatta su modello conforme a quello approvato dall’Agenzia
delle Entrate, debitamente sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.
Detta comunicazione è prova per il dichiarante di avvenuta presentazione della comunicazione annuale dati IVA e dovrà essere conservata dal medesimo, unitamente all’originale della comunicazione ed alla restante documentazione per il periodo previsto dall’art. 43 del D.P.R. n. 600/1973 in cui possono essere effettuati i controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria;
– conservare copia delle comunicazioni trasmesse, anche su supporti informatici, per lo stesso periodo previsto dall’art. 43 del D.P.R. n. 600/1973, ai fini dell’eventuale esibizione
all’Amministrazione Finanziaria in sede di controllo.
Per la conservazione dei documenti informatici rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie occorre osservare le modalità previste dal decreto ministeriale 23/1/2004 e le procedure contemplate nella delibera CNIPA n. 11 del 19/2/2004.
Quindi detti documenti vanno memorizzati su supporto informatico, di cui sia garantita la leggibilità nel tempo purché sia assicurato l’ordine cronologico e non vi sia soluzione di continuità per ciascun periodo d’imposta; inoltre, devono essere consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici in relazione al cognome, al nome, alla denominazione, al codice fiscale, alla partita IVA, alla data o associazioni logiche di questi ultimi. Tale procedura di conservazione termina con la sottoscrizione elettronica e l’apposizione della marca temporale.
Comunicazione di avvenuta presentazione della comunicazione annuale dati IVA
La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante l’avvenuta presentazione della comunicazione annuale dati IVA per via telematica, è trasmessa telematicamente all’utente che ha effettuato l’invio.
Si considerano tempestive le comunicazioni trasmesse entro i termini previsti dal D.P.R. n. 322/1998, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di emissione della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che attesta il motivo dello scarto.
Il modello si compone di 2 facciate:
– la seconda contiene, al di sopra del riquadro, i campi relativi agli elementi identificativi del contribuente, che devono essere sempre compilati, nonché le sezioni di cui si compone il modello.
SEZIONE I – DATI DI CARATTERE GENERALE
Si deve indicare l’anno solare cui si riferisce la comunicazione dati IVA.
Va indicato il numero di partita IVA del soggetto d’imposta.
Deve essere indicato il codice dell’attività svolta in via prevalente (con riferimento al volume d’affari) desunto dalla classificazione delle attività economiche, vigente al momento della presentazione del modello, consultabile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e nel sito Internet www.agenziaentrate.gov.it e www.finanze.gov.it.
Barrare la casella se il contribuente ha esercitato, nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione, più attività per le quali ha tenuto contabilità separate ai sensi dell’art. 36. La casella deve essere barrata, ovviamente, anche nell’ipotesi in cui il contribuente abbia gestito con contabilità separate due attività una delle quali risulti, in base a specifiche disposizioni normative, esonerata dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA e, conseguentemente, anche della presente comunicazione.
COMUNICAZIONE DI ENTE O SOCIETÀ ADERENTE AD UN GRUPPO IVA
Barrare la casella se la comunicazione è presentata da parte di un ente o società che si è avvalso nell’anno cui si riferisce la comunicazione dati IVA della particolare procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’ultimo comma dell’art. 73.
Barrare la casella qualora il termine di presentazione della presente comunicazione cada durante il periodo di sospensione dagli adempimenti previsto in dipendenza del verificarsi di un evento eccezionale.
Tale riquadro deve essere compilato soltanto nel caso in cui il dichiarante (colui che sottoscrive la comunicazione) sia un soggetto diverso dal contribuente cui si riferisce la comunicazione.
Va indicato il codice fiscale del dichiarante persona fisica che sottoscrive la comunicazione.
Si deve indicare il codice di carica del dichiarante desumendolo dalla seguente
TABELLA CODICI CARICA
2 Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto, ovvero curatore dell’eredità giacente, amministratore di eredità devoluta sotto condizione sospensiva o in favore di nascituro non ancora concepito
5 Commissario giudiziale (amministrazione controllata) ovvero custode giudiziario (custodia giudiziaria) o amministratore giudiziario in qualità di rappresentante dei beni sequestrati
9 Soggetto tenuto a presentare la comunicazione dati IVA per conto del soggetto estinto a seguito di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (cessionario d’azienda, società beneficiaria, incorporante, conferitaria, ecc.)
Nelle ipotesi in cui il dichiarante sia una società che presenta la comunicazione IVA per conto di un altro contribuente, deve essere compilato anche il presente campo indicando in tal caso, nell’apposito spazio, il codice di carica corrispondente al rapporto intercorrente tra la società dichiarante e il contribuente. In tale ipotesi rientrano, ad esempio, la società nominata rappresentante fiscale da un soggetto non residente, ai sensi dell’art. 17, secondo comma, la società che indica il codice carica 9 in qualità di società beneficiaria (di società scissa) o di società incorporante (di società incorporata), la società che presenta la comunicazione in qualità di rappresentante negoziale del contribuente.
Ulteriori chiarimenti e approfondimenti riguardanti le diverse tipologie di operazioni da indicare nella presente sezione sono forniti nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione annuale IVA e nella relativa appendice cui viene fatto rinvio.
Gli importi, da indicare tenendo conto delle variazioni eseguite ai sensi dell’art. 26, devono
essere espressi in unità di euro arrotondando l’importo per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi di euro o per difetto se inferiore a detto limite. A tal fine, negli spazi relativi agli importi, sono stati prestampati i due zeri finali dopo la virgola.
I contribuenti che eseguono liquidazioni trimestrali ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. 14 ottobre
1999, n. 542, dell’art. 73, comma 1, lett. e), dell’art. 74, commi 4 e 5, o in base ad altre particolari disposizioni, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA con riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta comprendendovi, pertanto, anche i dati concernenti il periodo ottobre-dicembre, al fine di evidenziare l’IVA a debito o a credito relativa all’intero periodo d’imposta.
I contribuenti che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità ed abbiano optato, ai sensi dell’art. 1, comma 3, del D.P.R. n. 100 del 1998, per la particolare modalità di calcolo
delle liquidazioni periodiche basata sull’IVA divenuta esigibile nel secondo mese precedente, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA facendo comunque riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta.
I contribuenti che adottano nell’anno d’imposta, per obbligo di legge o per opzione, speciali
criteri di determinazione dell’imposta dovuta ovvero detraibile (ad esempio regime speciale agricolo, agriturismo, ecc.) devono indicare nel rigo CD4 (IVA esigibile) e nel rigo CD5 (IVA detratta) l’imposta risultante dall’applicazione dello speciale regime di appartenenza.
Nelle ipotesi in cui il particolare regime adottato non prevede la detrazione dell’imposta (ad
esempio, regime dei beni usati, regime speciale per le agenzie di viaggio e turismo, regime speciale per le attività spettacolistiche), il rigo CD5 non deve ovviamente essere compilato in relazione alle operazioni alle quali detto regime si applica.
Rigo CD1, campo 1, si deve indicare l’ammontare complessivo, al netto dell’IVA, delle operazioni attive (cessioni di beni e prestazioni di servizi) all’interno, intracomunitarie e di esportazione, effettuate nel periodo di riferimento, comprese quelle ad esigibilità differita, rilevanti agli effetti dell’IVA, annotate nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi o comunque soggette a registrazione, ad esclusione di quelle esenti per le quali il contribuente si sia avvalso della dispensa dagli adempimenti di cui all’art. 36-bis.
I contribuenti per i quali ha avuto effetto tale dispensa devono comunque indicare l’ammontare delle operazioni di cui ai numeri 11), 18) e 19) dell’art. 10, per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione.
Nel rigo vanno compresi anche i corrispettivi delle prestazioni di servizi intracomunitarie di
cui all’art. 40, commi 4-bis, 5, 6 e 8 del D.L. n. 331/1993, rese da prestatore nazionale
a committente comunitario.
I contribuenti che fruiscono di una riduzione della base imponibile (editori) devono indicare nel rigo l’imponibile delle operazioni già al netto della riduzione spettante.
Rigo CD1, campo 2, occorre indicare l’ammontare complessivo delle operazioni non imponibili già comprese nel campo 1 del medesimo rigo:
– esportazioni e altre operazioni non imponibili, che possono concorrere alla formazione del plafond di cui all’art. 2, comma 2, della Legge n. 28/1997, comprese le cessioni di beni effettuate ai sensi dell’art. 71, nei confronti di operatori residenti nella Repubblica di San Marino e nello Stato della Città del Vaticano.
Non devono essere invece comprese le operazioni intracomunitarie di cui le sole cessioni di beni devono essere indicate nel successivo campo 4;
– operazioni non imponibili effettuate nei confronti di esportatori che abbiano presentato la
dichiarazione di intento;
– altre operazioni qualificate non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond, tra cui si ricorda, ad esempio, la parte non imponibile dei corrispettivi relativi ad operazioni rientranti nel regime del margine di cui al citato D.L. n. 41/1995 (beni usati, ecc.).
Rigo CD1, campo 3, si deve indicare l’ammontare, già compreso nel campo 1 del medesimo rigo, delle operazioni esenti di cui all’art. 10 e delle operazioni dichiarate esenti da altre disposizioni (ad esempio art. 6 della Legge n. 133/1999).
Rigo CD1, campo 4, si indica l’ammontare complessivo delle cessioni intracomunitarie di beni già comprese nel campo 1 del medesimo rigo, annotate nel registro delle fatture emesse (art. 23) o in quello dei corrispettivi (art. 24).
In tale rigo non devono essere compresi i corrispettivi delle prestazioni di servizi intracomunitarie già inclusi nel campo 1 nonché gli acquisti intracomunitari, ancorché annotati nei predetti registri.
Rigo CD2, campo 1, si deve indicare l’ammontare complessivo, al netto dell’imposta, degli acquisti all’interno, intracomunitari e delle importazioni, rilevanti agli effetti dell’IVA, compresi gli acquisti ad esigibilità differita, relativi a beni e servizi, risultanti dalle fatture e dalle bollette doganali di importazione annotate o soggette a registrazione nell’anno di riferimento sul registro degli acquisti di cui all’art. 25 o su altri registri previsti da disposizioni riguardanti particolari regimi.
Rigo CD2, campo 2, occorre indicare l’ammontare complessivo degli acquisti non imponibili già compresi nel campo 1 del medesimo rigo:
– acquisti all’interno e importazioni effettuati senza pagamento dell’imposta, con utilizzo del plafond di cui all’art. 2, comma 2, della Legge n. 28/1997;
Rigo CD2, campo 3, va indicato l’ammontare, già compreso nel campo 1 del medesimo rigo, degli acquisti all’interno esenti, delle importazioni non soggette all’imposta (art. 68, esclusa lett. a) nonché delle importazioni di oro da investimento.
In tale rigo non deve essere compreso l’ammontare degli acquisti intracomunitari esenti (art. 42, comma 1, D.L. n. 331 del 1993), da ricomprendere nel successivo campo 4.