Source: https://artbonus.gov.it/faq.html
Timestamp: 2018-10-20 00:25:48+00:00
Document Index: 108342578

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 5', 'art.1', 'art. 101', 'art.1', 'art. 3', 'art. 101', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 12', 'art. 5']

Quale legge ha introdotto l'Art bonus?Quale documentazione è consultabile in materia di Art bonus?Che cos'è l'Art bonus?Qual è il beneficio fiscale introdotto dall'Art bonus rispetto alle precedenti norme?Chi può godere dei benefici fiscali introdotti dall'Art bonus?La misura agevolativa Art bonus vale anche per l'acquisto di Beni Culturali?Un bene “vincolato” privato può essere oggetto di erogazioni liberali con i benefici fiscali dell’Art bonus?Cosa si intende per erogazione liberale?Al fine di usufruire della misura Art bonus, cosa si intende per erogazione liberale a sostegno della cultura? Quali enti possono ricevere erogazioni liberali affinché si possa applicare il credito di imposta introdotto dall’Art bonus?A cosa devono essere destinate le erogazioni liberali per beneficiare dell’Art bonus?Cosa si intende per Bene Culturale pubblico?Cosa si intende per interventi di restauro, protezione e manutenzione?Cosa si intende per Istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica?Le erogazioni liberali effettuate nel 2014 prima del 1/6/2014 (data di entrata in vigore della legge sull’Art bonus) come sono regolamentate?I soggetti che hanno elargito una erogazione liberale nell’anno 2014, in favore dei Teatri di Tradizione e delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, possono usufruire dei benefici fiscali previsti da Art bonus?Chi è l'ente concessionario o affidatario del bene oggetto dell’intervento?Ho effettuato una erogazione liberale ad un soggetto Concessionario/Affidatario di un bene culturale pubblico, posso usufruire del beneficio fiscale Art bonus?In quale modalità si devono effettuare le erogazioni liberali per poter usufruire della misura agevolativa Art bonus? (Paragrafo 6 Circolare del 31/07/2014 dell'AE n. 24 E)Chi eroga il contributo quale documentazione deve presentare per beneficiare del credito d’imposta? Sono un soggetto individuato dall’Articolo 1 della legge “Art bonus”, ho ricevuto una o più erogazioni liberali, cosa devo fare?Cosa è tenuto a fare il Mecenate? (colui che effettua una erogazione liberale) In relazione alla qualifica del soggetto che effettua le erogazioni liberali, sono previsti diversi limiti massimi di spettanza del credito di imposta? Con quale modalità di fruizione differente?Come si utilizza il credito di imposta?Qual è il codice tributo per la compensazione del credito d’imposta? Se voglio effettuare un’erogazione liberale per il patrimonio culturale pubblico come posso scegliere cosa finanziare per beneficiare dell’Art bonus?Se si è identificato il bene/Ente a cui effettuare l’erogazione, cosa è necessario fare? Le altre forme di incentivazione fiscale sono ancora in vigore? In caso di erogazioni liberali elargite attraverso il pagamento di fatture o pagamento diretto di interventi da parte dei soggetti donatori, si può beneficiare dei vantaggi fiscali dell’Art bonus?Una parrocchia o un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto può ricevere erogazioni liberali che possono far beneficiare del credito di imposta dell’Art bonus?Quale “visibilità” si può dare ai Mecenati?Erogazioni liberali a favore di un progetto di valorizzazione di un bene culturale possono beneficiare del credito di imposta previsto dall’Art bonus?Una Fondazione privata può essere ricompresa tra gli Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica?Quali potranno essere gli altri enti beneficiari di erogazioni liberali Art Bonus a seguito dell’emanazione del Nuovo Codice dello Spettacolo?
Quale legge ha introdotto l'Art bonus?
Il decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 29 luglio 2014, n. 106, ha introdotto tra l’altro, nell’ambito delle disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (Articolo 1 - “Art-bonus – credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura”).
La legge di stabilità 2016 (28 dicembre 2015 n. 208, art. 1 comma 318) ha stabilizzato e reso permanente l’Art bonus, agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.
Quale documentazione è consultabile in materia di Art bonus?
Decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2014, n.106.
Legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” - art. 1 comma 11 (entrata in vigore il 1 gennaio 2015).
Legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” – art. 1 comma 318 (entrata in vigore il 1 gennaio 2016).
Decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016” – art. 17 e Allegato 1 (entrata in vigore del provvedimento: 19/10/2016)
Legge 22 novembre 2017, n. 175 “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” – art. 5 comma 1 (entrata in vigore dal 27/12/2017)
Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 24/E del 31/07/2014 Articolo 1 del Decreto legge 31 maggio 2014, n. 83 – Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura - ""Art bonus"".
Risoluzione N. 87/E Roma, 15 ottobre 2015 OGGETTO: Art. 1, D.L. 31 maggio 2014, n. 83 – Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, c.d. “Art bonus” – Quesito: Fondazioni bancarie
Risoluzione N. 136/E Roma, 07 novembre 2017 - OGGETTO: Art. 1, D.L. 31 maggio 2014, n. 83 – Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, c.d. “Art bonus” – Quesito: Sostegno ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica
E' una misura agevolativa sotto forma di credito di imposta, introdotta dall'art.1 dal D.L.n. 83/2014, per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura.
In particolare il donatore (persona fisica o giuridica) di una erogazione liberale elargita per interventi a favore della cultura e dello spettacolo, potrà godere di un regime fiscale agevolato nella misura di un credito di imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate a partire dal 2014.
Qual è il beneficio fiscale introdotto dall'Art bonus rispetto alle precedenti norme?
La misura agevolativa è riconosciuta a tutti i soggetti, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica, che effettuano le erogazioni liberali a sostegno della cultura secondo quanto previsto dal D.L. n. 83/2014 convertito con modificazioni dalla L. n. 106/2014 e s.m.i. La nuova disposizione legislativa mira, infatti, ad introdurre meccanismi più semplici ed efficaci di agevolazione fiscale per le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali, superando l’attuale dicotomia prevista dalle disposizioni del TUIR che riconosce una detrazione del 19 per cento alle persone fisiche ed una deduzione dalla base imponibile alle persone giuridiche.
Chi può godere dei benefici fiscali introdotti dall'Art bonus?
La misura agevolativa è riconosciuta a tutti i soggetti, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica, che effettuano le erogazioni liberali a sostegno della cultura secondo quanto previsto dal D.l. n. 83/2014 convertito con modificazioni dalla L. n. 106/2014 e s.m.i. Ulteriori precisazioni sono riportate nel paragrafo 3 della circolare del 31/07/2014 dell'AE n. 24
La misura agevolativa Art bonus vale anche per l'acquisto di Beni Culturali?
No, non è prevista. Fa eccezione il caso del sostegno agli Istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica che possono utilizzare le erogazioni anche per l'acquisto di opere per incrementare le proprie raccolte.
Un bene “vincolato” privato può essere oggetto di erogazioni liberali con i benefici fiscali dell’Art bonus?
Sponsorizzazione e erogazione liberale
“Uno spunto utile al fine di distinguere le due fattispecie, erogazioni liberali e sponsorizzazioni, è dato dal d.m. 3 ottobre 2002, attuativo dell'articolo 38 della legge 21 novembre 2000, n. 342, recante la prima disciplina delle agevolazioni fiscali in favore delle erogazioni liberali, il quale ha precisato, all'articolo 5, comma 3, che possono considerarsi erogazioni liberali anche le elargizioni che diano luogo ad un "pubblico ringraziamento" del beneficiario al mecenate. La disposizione richiamata stabilisce, infatti, che: "Ai fini del presente decreto, sono considerate erogazioni liberali anche le elargizioni di denaro per le quali il beneficiario formula pubblico ringraziamento al soggetto erogante."
La previsione normativa risolve, sia pur implicitamente, il problema della distinzione tra mecenatismo e sponsorizzazioni, lasciando intendere che quest'ultima figura puo' dirsi ricorrente solo qualora la promozione del nome, dell'immagine, del marchio, dell'attivita', dei prodotti dello sponsor sia oggetto di un preciso obbligo giuridico gravante in capo al soggetto sponsorizzato, obbligo che costituisce la controprestazione del finanziamento erogato dallo sponsor. Qualora, invece, l'erogazione dello sponsor sia sorretta da spirito di liberalita' o abbia comunque carattere di gratuita' (ancorche' eventualmente corrisponda a un interesse di rilevanza patrimoniale dell'erogante), e non sia accompagnata da alcun obbligo posto a carico dello sponsee, si e' al di fuori dello schema della sponsorizzazione, rientrandosi, invece, in quello del mecenatismo, e cio' anche qualora il soggetto finanziatore benefici comunque di un ritorno di immagine per effetto del comportamento spontaneo, di pubblico ringraziamento, posto in essere dallo sponsorizzato.
La stessa disciplina fiscale non esclude, pertanto, la natura di erogazione liberale dell'atto allorquando lo stesso sia accompagnato da forme di riconoscimento essenzialmente morale, non trasmodante in una forma di promozione dell'azienda o dei suoi prodotti. D'altra parte, se e' vero che, di regola, l'elargizione liberale e' lo strumento adoperato dalle persone fisiche e dalle persone giuridiche non perseguenti fini di lucro, esso non e' percio' precluso alle persone giuridiche lucrative e alle imprese commerciali in generale.
In tali casi l'amministrazione procedente dovra' prestare un'attenzione particolare a che il riconoscimento morale attribuito al donatore impresa commerciale non travalichi i limiti suoi propri per assumere la consistenza di una vera e propria sponsorizzazione (con i connessi regimi di selezione concorrenziale e tributario suoi propri).
Allegato A - I.3.1 Distinzione rispetto alle erogazioni liberali. Articolo 1 Decreto 19 dicembre 2012, Approvazione delle norme tecniche e linee guida in materia di sponsorizzazioni di beni culturali e di fattispecie analoghe o collegate.” (13A02045) (GU n.60 del 12-3-2013)
- sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
- per la realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.
Quali enti possono ricevere erogazioni liberali affinché si possa applicare il credito di imposta introdotto dall’Art bonus?
Pubbliche amministrazioni, ovvero il Mibac (in tutte le articolazioni), le Regioni, i Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le altre Amministrazioni dello Stato;
Fondazioni lirico sinfoniche, Teatri di tradizione, Istituzioni concertistico-orchestrali, Teatri nazionali, Teatri di rilevante interesse culturale, i Festival, le Imprese e i Centri di produzione teatrale e di danza ed i Circuiti di distribuzione;
Istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica (art. 101 codice BB.CC. e del Paesaggio ovvero i Musei, le biblioteche, gli archivi, le aree e parchi archeologici e i complessi monumentali)
Soggetti Concessionari / Affidatari di beni culturali pubblici.
A cosa devono essere destinate le erogazioni liberali per beneficiare dell’Art bonus?
L’Art bonus può essere applicato nei casi a, b, c di seguito riportati per effetto del comma 1 dell’art.1 D.L. n. 83/2014 convertito con modificazioni dalla L. n. 106/2014 e s.m.i., mentre il caso d è contemplato dal comma 2 della legge in commento.
b) Se l’erogazione liberale è destinata ad Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, alle Fondazioni lirico-sinfoniche, Teatri di tradizione, Istituzioni concertistico-orchestrali, Teatri nazionali, Teatri di rilevante interesse culturale, Festival, Imprese, Centri di produzione teatrale e di danza, nonché ai circuiti di distribuzione, l’Art bonus si applica solo per erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di sostegno.
d) Se l’erogazione liberale è destinata ai soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici, l’Art bonus si applica solo se l’erogazione liberale è effettuata per interventi di manutenzione, protezione e restauro di un bene pubblico.
Cosa si intende per Bene Culturale pubblico?
Con tale locuzione, si intendono cose mobili e immobili di interesse culturale, secondo la definizione dell’articolo 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, appartenenti ad un soggetto pubblico. Si tratta, quindi, di un ambito di applicazione più ristretto rispetto a quello contemplato dall’articolo 10, comma 1, del Codice. Il beneficio fiscale dell’art-bonus non può essere applicato, perciò, agli interventi di manutenzione, restauro e protezione di beni culturali appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. In tali ipotesi, restano applicabili le disposizioni già previste dal TUIR.
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, ad eccezione delle raccolte delle biblioteche indicate all'articolo 47, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e di quelle ad esse assimilabili.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, se mobili, o ad oltre settanta anni, se immobili, nonché le cose indicate al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Cosa si intende per interventi di restauro, protezione e manutenzione?
La portata di tali interventi va intesa in senso ampio, nella misura in cui essi siano riconducibili alla funzione di tutela di cui all’art. 3 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.L. 22 gennaio 2004, n. 42). Detta funzione comprende le attività dirette a garantire la protezione e la conservazione dei beni culturali.
1. La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivita' dirette, sulla base di un'adeguata attivita' conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
Cosa si intende per Istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica?
"Gli Istituti e i luoghi della cultura sono individuati dall'art. 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42). Con tale locuzione, si intendono le categorie individuate dal presente articolo, appartenenti ad un soggetto pubblico. Si tratta, quindi, di un ambito di applicazione più ristretto rispetto a quello contemplato dall’articolo 101 del Codice.
Per il solo caso delle Fondazioni è prevista un'eccezione come stabilito dalla Risoluzione N. 136/E - Roma, 7 novembre 2017 OGGETTO: Interpello – Art. 1 del DL n. 83 del 2014. Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Art-Bonus – Quesito: Sostegno ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica.
Articolo 101 - Istituti e luoghi della cultura
a) ""museo"", una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio;
b) ""biblioteca"", una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio;
c) ""archivio"", una struttura permanente che raccoglie, inventaria e conserva documenti originali di interesse storico e ne assicura la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
d) ""area archeologica"", un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica;
e) ""parco archeologico"", un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto;
f) ""complesso monumentale"", un insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.
4. Le strutture espositive e di consultazione nonché i luoghi di cui al comma 1 che appartengono a soggetti privati e sono aperti al pubblico espletano un servizio privato di utilità sociale."
Le erogazioni liberali effettuate nel 2014 prima del 1/6/2014 (data di entrata in vigore della legge sull’Art bonus) come sono regolamentate?
Il beneficio fiscale si applica per le erogazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2014 per i casi contemplati nell’art. 1 “ART-BONUS-Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura “ della Legge 29 luglio 2014, n. 106 ad eccezione delle erogazioni che si riferiscono all’emendamento art. 1, comma 11, legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015) che prevedeva: “ All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, dopo le parole: «di appartenenza pubblica» sono inserite le seguenti: «, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione» e le parole: «delle fondazioni lirico-sinfoniche o» sono soppresse” per le quali il beneficio fiscale ha validità dal 2015 .
I soggetti che hanno elargito una erogazione liberale nell’anno 2014, in favore dei Teatri di Tradizione e delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, possono usufruire dei benefici fiscali previsti da Art bonus?
Per le erogazioni liberali effettuate nell’anno fiscale 2014, precedente all’entrata in vigore della legge di stabilità, sono eleggibili ai fini dell’Art bonus esclusivamente le erogazioni liberali effettuate in favore delle fondazioni lirico-sinfoniche per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti.
Per le erogazioni liberali in favore dei Teatri di Tradizione invece si applicano le agevolazioni già previste dal TUIR, art. in quanto l’estensione dell’Art bonus a questa categoria è stata introdotta solo a partire dal 1 gennaio 2015 con la legge di stabilità che ha modificato l’art. 1 del D.l. 83/2014 convertito in legge n.106/2014.
I benefici fiscali relativi alle erogazioni liberali finalizzate all’attività di sostegno dei Teatri di Tradizione e delle Fondazioni Lirico Sinfoniche sono stati introdotti con un emendamento alla legge di stabilità 2015, art. 1 comma 11 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 entrata in vigore il 1 gennaio 2015. Pertanto è stata estesa la possibilità di fruire degli sgravi introdotti dall’Art bonus a chi sosterrà le attività delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, con erogazioni liberali effettuate a partire dall’anno fiscale 2015.
Chi è l'ente concessionario o affidatario del bene oggetto dell’intervento?
L’ente concessionario o affidatario può essere un soggetto a cui è stata affidata e contrattualizzata la gestione/valorizzazione di un bene pubblico.
Ho effettuato una erogazione liberale ad un soggetto Concessionario/Affidatario di un bene culturale pubblico, posso usufruire del beneficio fiscale Art bonus?
Si, il credito d’imposta è altresì riconosciuto qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.
In quale modalità si devono effettuare le erogazioni liberali per poter usufruire della misura agevolativa Art bonus? (Paragrafo 6 Circolare del 31/07/2014 dell'AE n. 24 E)
Consulta la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 24 E del 31/07/2014
E’ possibile comunicare i dati relativi all’erogazione effettuata tramite il portale www.artbonus.gov.it
Sono un soggetto individuato dall’Articolo 1 della legge “Art bonus”, ho ricevuto una o più erogazioni liberali, cosa devo fare?
Devi ottemperare a quanto previsto dal comma 5 dell'art. 1 della legge in commento ovvero:
a) Pubblicare sul tuo sito istituzionale, in una pagina dedicata ed in modo chiaro e facilmente individuabile, l'ammontare delle erogazioni liberali ricevute, la destinazione e l'utilizzo delle stesse.
Comunicare con scadenza mensile, attraverso il pannello di controllo del portale www.artbonus.gov.it, l’ammontare delle erogazioni ricevute nel mese di riferimento, lo stato di conservazione del bene oggetto dell'erogazione liberla, le informazioni relative alla destinazione e l'utilizzo dell’erogazione liberale ricevuta, gli interventi di ristrutturazione o riqualificazione eventualmente in atto su di esso, i fondi pubblici assegnati al bene per l’anno in corso, l’ente responsabile del bene, nonché le informazioni relative alla fruizione.
Sul portale www.artbonus.gov.it l’ente beneficiario dell’erogazione dovrà registrarsi ed aggiornare mensilmente lo stato delle erogazioni ricevute.
Dopo la registrazione ogni ente avrà un profilo attraverso il quale potrà inserire, aggiornare e pubblicare tutti i dati relativi ad ogni erogazione liberale ricevuta. Poiché ti verrà richiesto di inserire anche il codice fiscale o la partita iva del mecenate, assicurati di reperire tale identità fiscale (ad esempio attraverso la causale del bonifico o con una comunicazione diretta).
"Alle persone fisiche ed agli enti che non svolgono attività commerciale, il credito d’imposta è riconosciuto nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile, mentre ai titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta spetta nel limite del 5 per mille dei ricavi.
Ai fini della quantificazione del limite del 5 per mille dei ricavi annui, si fa riferimento ai ricavi di cui all’articolo 85 del TUIR e all’articolo 57 dello stesso testo unico."
Come si utilizza il credito di imposta?
Si riporta il testo del (Paragrafo 4 Circolare del 31/07/2014 dell'AE n. 24 E)
"Il credito di imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo, ai sensi del terzo periodo del comma 2 dell’articolo 1 della legge 29 luglio 2014, n. 106.
In merito alle modalità di fruizione, il comma 3 prevede che “ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, per i soggetti titolari di reddito di impresa, il credito d’imposta è utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni”.
Atteso che il citato comma 3 consente l’utilizzo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997 solo ai titolari di reddito di impresa, le persone fisiche e gli enti che non esercitano attività commerciali fruiscono del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi.
In particolare, questi ultimi iniziano a fruire della prima quota annuale del credito di imposta (nella misura di un terzo dell’importo maturato) nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione liberale, ai fini del versamento delle imposte sui redditi.
Come già evidenziato, i soggetti titolari di reddito di impresa, così come individuati nel paragrafo 3 della presente circolare, utilizzano il credito di imposta, a scomputo dei versamenti dovuti e da effettuarsi mediante il modello di pagamento F24, nei limiti di un terzo della quota maturata, a partire dal 1° giorno del periodo di imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali.
In caso di mancato utilizzo in tutto o in parte di tale importo nei predetti limiti, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nel corso dei periodi di imposta successivi, secondo le modalità proprie del credito.
Relativamente ai limiti di utilizzo del credito di imposta in esame, si ricorda che, in base a quanto previsto dal comma 4 dell’articolo in commento, il credito non soggiace ai limiti previsti dall’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Di conseguenza, il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, che, al pari di tutti i crediti di imposta agevolativi concessi alle imprese, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi può essere fruito annualmente senza alcun limite quantitativo e, pertanto, per importi anche superiori al limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta agevolativi.
Per espressa previsione di legge, all’Art-Bonus non si applica neanche il limite generale di compensabilità di crediti di imposta e contributi di cui all’articolo 34 della legge n. 388 del 2000, pari a 700.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2014.
Inoltre, si precisa che per le caratteristiche del credito in esame, non si applica neanche la limitazione di cui all'articolo 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, che prevede un divieto di compensazione ai sensi dell’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo n. 241 del 1997 dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro."
Qual è il codice tributo per la compensazione del credito d’imposta?
Se voglio effettuare un’erogazione liberale per il patrimonio culturale pubblico come posso scegliere cosa finanziare per beneficiare dell’Art bonus?
Molti degli Enti pubblici territoriali stanno già pubblicizzando sui loro siti web i beni verso i quali indirizzare le erogazioni liberali specificando anche le modalità di versamento. Attraverso il sito www.artbonus.gov.it saranno inoltre visibili i beni/enti già oggetto di erogazioni liberali a cui aggiungere la propria liberalità.
Se non si conosce l’ente beneficiario oppure ancora non si è identificato un bene o un’attività che si vuole fare oggetto di mecenatismo, attraverso il sito www.artbonus.gov.it si può segnalare l’esigenza e si verrà contattati.
Se si è identificato il bene/Ente a cui effettuare l’erogazione, cosa è necessario fare?
Se il bene/soggetto beneficiario è già identificato e rientra tra quelli previsti dalla legge, basta effettuare un versamento sul conto indicato dall’ente beneficiario specificando nella causale oggetto/beneficiario. Al fine di facilitare il compito al beneficiario riguardante la comunicazione dei dati delle erogazioni ricevute assicurarsi di avergli fornito la propria identità fiscale (codice fiscale o partita iva).
Le altre forme di incentivazione fiscale sono ancora in vigore?
Sono disposte incompatibilità con altre norme di agevolazione fiscale per le donazioni per iniziative culturali al fine di evitare che con un’unica liberalità si benefici di più agevolazioni.
Per il periodo di vigenza dell’Art bonus è infatti previsto che non si applichino le agevolazioni previste per le persone fisiche dall’art. 15, comma 1, lett. h) ed i) del TUIR e quelle previste per le imprese dall’art. 100, comma 2, lett. f) e g) dello stesso provvedimento.
Il nuovo provvedimento non riguarda invece la disposizione contenuta nella lettera m) del comma 2 dell’art. 100 del TUIR che da quasi quindici anni disciplina il cosiddetto “mecenatismo culturale” attraverso un meccanismo di comunicazioni annuali con il MiBAC e l’Agenzia delle Entrate per i beneficiari dei finanziamenti e donatori. Vengono però definitivamente abrogate – anche perché, di fatto mai attuate – le disposizioni in tema di “micro-mecenatismo” dei privati alla cultura di cui all’art. 12 del D.L. n. 91/2013.
In caso di erogazioni liberali elargite attraverso il pagamento di fatture o pagamento diretto di interventi da parte dei soggetti donatori, si può beneficiare dei vantaggi fiscali dell’Art bonus?
No, al momento questa modalità di elargizione dell’erogazione liberale da parte del mecenate non è contemplata.
Per il solo caso delle Fondazioni bancarie è prevista un'eccezione come stabilito dalla Risoluzione N. 87/E Roma, 15 ottobre 2015 OGGETTO: Art. 1, D.L. 31 maggio 2014, n. 83 – Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, c.d. “Art bonus” – Quesito: Fondazioni bancarie
Una parrocchia o un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto può ricevere erogazioni liberali che possono far beneficiare del credito di imposta dell’Art bonus?
Un ente ecclesiastico si configura come beneficiario di erogazioni liberali eleggibili ai fini dell’Art bonus, soltanto se il bene oggetto di erogazione è di proprietà di un ente pubblico e l’ente ecclesiastico è il concessionario o affidatario/gestore del bene in oggetto.
Il beneficio fiscale c.d. Art Bonus riguarda le erogazioni liberali e non le sponsorizzazioni. Facendo riferimento alle linee guida del D.M. 19 dicembre 2012 del MiBACT, è possibile una forma di riconoscimento morale al mecenate senza che questo rappresenti un obbligo per l’ente beneficiario. In tale ottica è accettabile menzionare nel sito web degli enti beneficiari, previa opportuna liberatoria da parte del mecenate, un pubblico ringraziamento a quest’ultimo (solo citando il nome o la ragione sociale senza far riferimento al marchio, attività, prodotti, etc). Analogamente sul sito www.artbonus.gov.it è prevista una pagina di pubblico ringraziamento per i mecenati che forniranno i dati relativi alle loro erogazioni corredati da opportuna liberatoria.
Erogazioni liberali a favore di un progetto di valorizzazione di un bene culturale possono beneficiare del credito di imposta previsto dall’Art bonus?
Un progetto di valorizzazione è nozione più ampia, che però include l’ipotesi ammessa al beneficio nella misura in cui comprende anche un intervento di recupero (manutenzione/protezione/restauro) di un bene culturale. Le erogazioni liberali dovranno però essere finalizzate all’attività di recupero.
Una Fondazione privata può essere ricompresa tra gli Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica?
Una Fondazione privata che gestisce un patrimonio culturale di appartenenza pubblica (o un istituto e Luogo della cultura pubblico), può ricevere erogazioni liberali Art Bonus per il sostegno dell'attività svolta solo quando sia costituita per iniziativa di soggetti pubblici (e mantenga una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti) e possegga indici rivelatori della natura sostanzialmente pubblica come chiarito dalla Risoluzione N. 136/E - Roma, 7 novembre 2017 OGGETTO: Interpello – Art. 1 del DL n. 83 del 2014. Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. Art-Bonus – Quesito: Sostegno ai luoghi della cultura di appartenenza pubblica.
Quali potranno essere gli altri enti beneficiari di erogazioni liberali Art Bonus a seguito dell’emanazione del Nuovo Codice dello Spettacolo?
La legge 22 novembre 2017, n. 175 recante “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” meglio conosciuta come Codice dello Spettacolo, in vigore dal 27 novembre 2017, all'art. 5, comma 1, allarga ad altri soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) la possibilità di ricevere il sostegno di privati attraverso erogazioni liberali che danno diritto al Mecenate di usufruire del credito di imposta Art Bonus. Per facilitare l’identificazione dei soggetti ammessi all’Art Bonus, in fase di registrazione al portale sono disponibili le anagrafiche fornite dalla Direzione Generale Spettacolo del MiBAC. Si fa riferimento anche alla Risposta N. 18 dell'Agenzia delle Entrate - OGGETTO: Chiarimenti sulla applicazione dell’articolo 1, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83 (c.d. Art-Bonus) Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 – Quesito: Sostegno ai soggetti del settore Spettacolo Clicca qui
Si riporta di seguito il testo dell’articolo 5, comma 1, estratto dalla legge in commento che individua le ulteriori categorie dei soggetti ammissibili.
1. Al fine di incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, al comma 1 dell’articolo 1 del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, dopo la parola: «tradizione» sono inserite le seguenti: «, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione»."