Source: http://lavoro-dipendente.com/consulenza-on-line/avvocati-giuslavoristi/
Timestamp: 2014-11-01 11:36:24+00:00
Document Index: 145623701

Matched Legal Cases: ['art 411', 'art.60', 'art.14', 'art. 2113', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.18']

Esistono situazioni per le quali è assolutamente necessario ricorrere all’assistenza legale.
Segnalo, in questi casi, il riferimento ad uno studio legale, gestito da esperto avvocato giuslavorista, che opera essenzialmente in Lombardia. Lo studio fornisce assistenza legale a pagamento. Non fornisce consulenza on line.
Studio legale Pepe & Aurigo via De Amicis 33 – 20123 Milano Tel. 02.581429 – fax 02.58142923 e-mail: mario.aurigo@pepeaurigo.it
La consulenza on line, secondo le regole chiarite nell’apposita pagina del blog, è erogata da Pier Paolo Sposato , amministratore del sito.
829 pensieri su “Assistenza legale”	marco 2011-01-18 alle 3:25 pm	salve ho avuto un infortunio sul lavoro lo scorso dicembre ma il mio datore non ne vuol sapere di comunicarlo all’INAIL e cosi mi sono rivolto ad un legale il quale mi ha rassicurato che risolverà questo problema ma che ci vorrà del tempo intanto non posso percepire alcun stipendio ne il 60% dell INAIL e ne il 40% del datore allora mi chiedo come faccio ad andare avanti economicamente anche perchè mia moglie non lavora e quindi la mia è l’unica entrata con un mutuo alle spalle? ed in più siamo in un centro per infertilità di coppia e mia moglie ha bisogno di medicinali che non possiamo comprare visto la situazione economica quindi se non esegue alla lettera tutto il protocollo non possiamo fare la tecnica. ora le chiedo se posso includere anche il danno economico che mi sta creando il mio datore non so più come uscire da questa situazione. vi ringrazio
Replica ↓	Pier Paolo 2011-01-18 alle 6:39 pm	Buonasera Signor Marco,
dalle notizie che lei mi manda non riesco a capire completamente la situazione. Mi mancano le seguenti notizie:
1 – l’infortunio che ha avuto ha richiesto l’intervento del Pronto Soccorso? Se si non ha presentato denuncia agli organi di polizia, di norma presenti nei Pronto Soccorso?
2 – che tipo di contratto ha od aveva con il datore di lavoro? Quanti giorni di prognosi ha avuto?
3 – l’avvocato le ha spiegato che se denuncia il suo datore di lavoro questo sarà costretto a pagare pesanti sanzioni pecuniarie?
4- per sua conoscenza può leggere le informazioni riportate sul link relativo denuncia infortuni dell’Inail.
5- attendo che lei mi mandi le informazioni che le ho chiesto per valutare se é possibile pensare ad avere un risarcimento per danno economico.
Replica ↓	marco 2012-02-24 alle 4:38 pm	Salve a distanza di un anno mi scusi ma pensavo di non aver ricevuto risposta le rispondo alle sue domande. sono stato al pronto soccorso ma non denunciato che era infortunio l’ho fatto dopo 2 giorni mettendo però la data dell’accaduto avevo un contratto a tempo indeterminato e ho avuto dall’ INAIL 160 gg di inabilità assoluta ma in busta paga mi veniva retribuita “malattia a carico ditta” sono stato licenziato il 30 novembre 2011 per riduzione personale cosa poco attendibile visto la mia vicenda quindi ho impugnato anche il licenziamento
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-27 alle 4:12 pm	Se non l’hai già fatto, è adesso il caso di far seguire la tua situazione da un avvocato di fiducia. Replica ↓	graziana 2014-05-29 alle 10:50 am	scusa ho veramente bisogno d’aiuto mi sono recata al pronto soccorso per un dolore al torace provocato da una lieve contusione sul lavoro…il mio problema e che poi mi sono resa conto che era meglio se non lo dicevo che e accaduto sul lavoro perché lavoro da poco tempo in questo posto e ancora sono messa in regola a chiamata e pagata con i voucher ma anche un po in nero quindi la mia paura che l’ora nella quale ho dichiarato fosse accaduto il fatto non risulti pero in regola….sono riuscita pero ha non farmi dare nessun giorno di prognosi …secondo lei visto che i giorni di prognosi sono pari a 0 potrei magari anche non comunicarlo al datore di lavoro…….vista la paura di ritrovarmi senza lavoro??? la prego mi faccia sapere qualcosa al più presto!!!! la pregoooo grazie 10000
Replica ↓	Pier Paolo 2014-05-29 alle 4:25 pm	Ormai ti conviene non dire nulla visto che, per fortuna, sembra che l’incidente non abbia avuto conseguenze.
Replica ↓	hristo 2014-10-01 alle 6:37 pm	salve signor pier paolo voglio chiederla una informazione.ero iscritto nel una agenzia che mi ha trovato lavoro con una ditta,sono stato 4 anni nella agenzia e poi mi hanno assunto in questa ditta, dal 3 anni sono con la ditta,ora vogliono meterni in mobilita,voglio sapere quanto tfr mi devano pagare tutti 7 anni o solo ultimi 3 che sono stato assunto in ditta,grazie mille in anticipo
Replica ↓	pps9000 2014-10-02 alle 3:25 pm	Nei primi 4 anni tu avevi un contratto di somministrazione ed eri dipendente dell’agenzia che avrebbe dovuto pagarti il TFR, quando sei stato assunto dalla ditta, a meno che sia stato trasferito, con il tuo accordo, nella nuova ditta. Tu comunque devi ricevere un TFR calcolato su 7 anni. Fammi sapere.
Replica ↓	mario 2013-11-29 alle 5:58 pm	Buona serra , l’anno scosrsso mi sono licenziato per giusta causa ed ho lasciato la prattica in mano al sindacatto , ieri ce’ stata l’udienza in tribunale tra l’avoccato dell’ inps e quello della mia ex azienda , loro devono ancora pagarmi il tfr ce si agira intorno ai 3000€ piu le spese del’ avocatto , quanto tempo ci vuole
per avere questi soldi visto che l’azienda e stata obligata a pagare?
Replica ↓	Pier Paolo 2013-11-30 alle 5:13 pm	Il tfr dovrebbero avertelo già pagato dopo pochi mesi dalle dimissioni per giusta causa. L’azienda cosa è stata obbligata a pagare dal giudice? Solo le spese legali o altre penali?
Replica ↓	piero 2014-01-30 alle 8:13 pm	buona sera sig.Pier Paolo:mi moglie e stata licenziata quando era in malattia,cosa posso fare per chiedere il risarcimento,ancora deve ricevere un mese di stipendio,premetto che a iniziato il 7 giugnio ed è stata licenziata 17 luglio mia moglie a mandato i certificati il 17 stesso fino al 2 agosto ..cosa posso fare,grazie.. invece io mi sono licenziato dopo 3 anni di lavoro,e non mi è stato dato niente ne tfr,ne tredicesima ne .Avv.a 4 anni che mi dice ora stiamo procedendo e normarle tutto questo tempo, grazie anticipatamente
Replica ↓	Pier Paolo 2014-02-01 alle 5:32 pm	Piero premetto subito che a fronte di un licenziamento che tu ritieni illegittimo, puoi impugnarlo solamente rivolgendoti ad un avvocato. Il licenziamento di un dipendente in malattia è certamente illegittimo; tu però affermi che tua moglie ha iniziato la malattia il 7 giugno e ha mandato i certificati il 17 luglio giorno in cui è stata licenziata. Se le cose sono andate in questo modo tu avresti torto e l’azienda avrebbe avuto il diritto di licenziare.
Replica ↓	nina 2014-06-17 alle 4:10 pm	salve mi chiamo Nina…l’8 aprile c’è stata l’udienza per una vertenza che ho fatto,il giudice ha stabilito la somma di pagamento in 12 rate mensili con la prima a partire da maggio ma il mio ex titolare non ha ancora pagato ne maggio ne giugno e credo ke non abbia intenzione di pagare …cosa posso fare???
Replica ↓	Pier Paolo 2014-06-17 alle 10:35 pm	Lei deve rivolgersi subito al suo avvocato che dovrebbe provvedere a mettere in mora il datore di lavoro e ricorrere al giudice,perché disponga del recupero forzato delle somme dovute.
Replica ↓	carmine 2014-06-30 alle 10:16 am	salve lavoravo da 9 anni per una cooperativa di servizi con contratto a tempo indenterminato,ogni anno cambiava nome e sede senza nessuna comunicazione nè tfr, il 31 dicembre 2013 mi ha licenziato senza preavviso nè tfr,non pagandomi neanche 12 giorni di malattia che l inps gli ha versato,posso fare qualcosa, premetto che ha cambiato nome e sede legale ma gli uffici sono sempre in città.grazie
Replica ↓	Pier Paolo 2014-06-30 alle 3:36 pm	Visto il comportamento perennemente illecito di questa azienda, l’unica possibilità di recuperare parte o tutte le somme dovute è quella di rivolgersi ad un legale. Dato che non esiste però alcuna certezza e nell’ipotesi che non si voglia spendere somme per pagare onorari, ti segnalo un sito dove troverai l’elenco degli avvocati che prestano patrocinio gratuito. Vedi se ne trovi qualcuno nella tua zona di residenza.
Replica ↓	graziella 2011-01-18 alle 11:06 pm	buonasera, scrivo a voi per avere informazioni sulla mobilità richiesta nell’azienda dove lavoro. hanno chiesto mobilità per 15 persone, nell’azienda siamo in 67. Il sindacato ha proposto di valutare la volontarietà io ho 53 anni e 36 anni di contributi, lavoro in ammnistrazione, in ufficio siamo 4 persone di cui io ho l’anzianità di 36 anni le altre 2 persone di 34 anni e il ragioniere ha anzianità di 10 anni. Tutti siamo sposati e solo una delle colleghe con anziantià di 34 anni ha 1 figlio a carico al 50%. L’esubero dichiarato dall’azienda nel ns. ufficio è di 1 persona.
I sindacati dicono che se non si trova l’accordo non possono licenziare, ma noi non siamo convinte di questa affermazione anche perchè la direzione ha detto che per stabilire i parametri hanno interpellato un’avvocato e quindi anche se facciamo eventualmente causa non la vinceremo mai. Io ho visto come hanno calcolato i parametri: 1 punto x anzianità – 0,33 x ogni carico di famiglia e 1 punto per produttività (questo punto permette loro di licenziare le persone che loro vogliono lasciare a casa) avendo solo 3 anni di mobilità quando sarò chiamata cosa posso chiedere come incentivo mancandomi in totale 5 anni di cui 2 anni di contributi e stipendi? Dimenticavo di dirle che ho uno stipendio lordo di Euro 2265.
Possono comunque licenziare o senza accordo sindacale non possono fare nulla?
mettendoci un avvocato abbiamo qualche speranza di poter vincere la causa?
Premetto che a fine 2008 io avevo diritto ai permessi per legge 104 x mia madre che è invalidà ai primi 2 gg. che ho chiesto me ne hanno subito rifiutato 1 x esigenze di chiusure contabili facendomi poi un lettera consegnatami come raccomandata a mano dove io dovevo comunicare di avere diritto a prendermi questi giorni e non potevo prenderli nè l’ultimo giorno del mese nè i successivi fino alla chiusura della fatturazione.
Ora sono diventata un esubero???
Attendo con vs. cortese sollecitudine riscontro.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-01-19 alle 12:18 am	Buonasera Signora Graziella, rispondo alle sue domande:
1- L’azienda può attuare la mobilità anche senza un accordo sindacale (deve solamente versare all’inps una quota maggiore per ogni dipendente licenziato).
2 – I criteri di legge per scegliere i dipendenti da mettere in mobilità, se non vengono concordati con i sindacati, sono; anzianità di servizio, carichi di famiglia e , esigenze tecnico produttive. Se viene raggiunto un accordo sindacale possono essere usati altri parametri come, ad esempio, il tempo alla pensione o la volontarietà.
3 – Non mi risulta che si possa usare come parametro la produttività delle persone, in quanto questo deriverebbe da una valutazione aziendale e non sarebbe una misura oggettivamente controllabile.
4 – Se l’azienda non rispetta i criteri di legge é possibile fargli causa e l’azienda può essere condannata a riassumere i dipendenti licenziati in maniera illecita.
5 – Le ricordo che non c’é alcun obbligo per l’azienda di pagare un incentivo all’esodo, ma nel caso lo avessero previsto, riterrei giusto, per la sua situazione, chiedere almeno un anno di salario.
Replica ↓	Angelo 2011-01-31 alle 6:24 pm	Buonasera,
mi permetto disturbarvi per chiedervi un parere sulla seguente questione:
per una mia seconda casa, che abito solo nei mesi estivi, ho stipulato nel 1985 un contratto di comodato con un bracciante agricolo, concedendo gratuitamente una parte della mia casa, in cambio della piccola manutenzione del giardino consistente in un impegno complessivo annuo di circa 3 giornate lavorative. Il suddetto contratto è rimasto valido (senza problemi) fino al maggio 2004, anno in cui è morto il mio comodatario. A seguito di tale evento, e per regolarizzare la presenza della vedova nella mia casa, si concordò di stipulare un nuovo contratto di comodato a tempo determinato con validità un anno, in quanto la comodataria non era sicura di poter rimanere nella mia casa e far fronte agli impegni contrattuali. A scadenza del contratto, comunque, mi venne richiesto il rinnovo del contratto di comodato, richiesta a cui aderii senza problemi. Dopo un anno dalla stipula dell’ultimo contratto, e per motivi familiari, decisi di alienare la mia proprietà, e quindi inviai una regolare lettera di disdetta del contratto invitando la comodataria a lasciare libero l’appartamento entro i termini stabiliti in contratto. La mia legittima richiesta fu contestata con rabbia e, per tutta risposta, la mia comodataria ha intrapreso una azione legale nei miei confronti, sostenendo che i contratti di comodato stipulati dal marito prima, e da lei dopo, sono stati da me imposti per mascherare un normale rapporto di lavoro che io avrei fraudolentemente nascosto per motivi fiscali !
E’ da tenere presente che il primo contratto ha avuto applicazione per quasi venti anni senza alcuna rivendicazione, che i successivi due contratti (regolarmente registrati) sono stati accettati e sottoscritti, e soltanto al momento della mia disdetta vengono inventate storie incredibili di presunto “lavoro” di custodia dell’immobile e richiesta del pagamento di salari, contributi, ferie, TFR ecc. dal 1985 al 2006.
C’è una causa in corso, ormai verso la sua conclusione, ma a me interesserebbe avere conferma se, al di là di tutte le mie buone ragioni, esiste una prescrizione per richieste di questo genere.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-01-31 alle 11:06 pm	Signor Angelo,
la questione che pone é certamente complicata, anche per la successione di due situazioni diverse temporalmente. Stante le mie conoscenze, sarei propenso a confermarle che eventuali diritti di lavoro non soddisfatti, non vanno incontro a prescrizioni. Lei mi parla di una vertenza quasi giunta la termine; penso che lei potrebbe vincere la causa, nel caso fosse riuscito a produrre testimonianze sul fatto di non aver realmente ricevuto alcuna prestazione lavorativa a suo favore; in caso contrario, non posso escludere che possa ricevere un giudizio avverso alla sua persona.
Pier Paolo Sposato.
Replica ↓	Angelo 2011-02-01 alle 5:52 pm	Buonasera,
grazie per la cortese risposta; ho tralasciato di precisare che il mio comodatario era titolare di una regolare posizione assicurativa presso l’INPS come bracciante agricolo e, sulla base della contribuzione versata, ha usufruito di una pensione di invalidità a seguito di grave malattia. Dopo la sua morte la vedova ha ottenuto la reversibilità.
Forse questa precisazione cambia il quadro?
Replica ↓	Pier Paolo 2011-02-01 alle 6:48 pm	No, perché nulla avrebbe vietato ne’ al defunto ne’ alla vedova di lavorare per lei. Replica ↓	DAVIDE 2011-04-04 alle 12:30 am	SALVE MI PERDONI IL DISTURBO VORREI SAPERE IL MIO EX DATORE DI LAVORO DOPO 9 MESI NON MI HA CONSEGNATO IL TFR E LA SPETTANTE BUSTA E NEMMENO IL MODELLO CUD CIRCA 7 MESI FA MI SONO RIVOLTO A UN SINDACATO RICHIEDENDO UN DECRETO INGIUNTIVO AD OGGI IL SINDACATO NON HA RISOLTO ANCORA NULLA E MI HA RISPOSTO CHE CI VUOLE TEMPO X AVERE UNA UDIENZA IN TRIBUNALE ORA LA DOMANDA E ‘ MA CHE IO SAPPIA X IL DECRETO INGIUNTIVO NON SI DEVE FARE UNA CAUSA IN TRIBUNALE MA SI RISOLVE IN POCHI MESI CON UN SOLLECITO DEL GIUDICE MA PER CASO IL SINDACATO TIRA TEMPO E VA IN TRIBUNALE X RACCOGLIERE SODI DI SPESE LEGALI??? POI VOLEVO SAPERE POSSO FARE ESPOSTO ALLA GUARDIA DI FINANZA VISTO CHE NON HO IL CARTACEO E NON POSSO FARE IL 730
Replica ↓	Pier Paolo 2011-04-04 alle 2:57 pm	Lei ha ragione il decreto ingiuntivo si dovrebbe ottenere im breve tempo; si é accertato se, per caso, il datore di lavoro si é opposto al decreto e, pertanto, é stata iniziata una causa vera e propria. Le segnalo il seguente indirizzo web dove troverà informazioni precisie sul decreto ingiuntivo. Per quanto riguarda il CUD, se non é già stato fatto, si deve mandare raccomandata al datore di lavoro e fare la denuncia alla Agenzia delle entrate competente per il territorio dove lei abita.
Replica ↓	DAVIDE 2011-04-04 alle 10:40 pm	LA RINGRAZIO GENTIISSIMO LA NOTIZIERO’ IN FUTURO
COMUNQUE HO IL VOSTRO N’ DI STUDIO LEGALE HO ALTRE PRATICHE DA RISOLVE GIA’ CONDANNATE DA GIUDICI X RISARCIMENTI IL MIO AVVOCATO NON RIESCE A RISOLVERE LA SITUAZIONE E A PORTARE A CASA FRUTTI HO INTENZIONE DI LEVARGLI IL MANDATO VI CONTATTO AL PIU’ PRESTO
Replica ↓	Pier Paolo 2011-04-05 alle 2:31 pm	Prendo lo spunto dal commento di Davide per ribadire ai miei lettori che io non sono un avvocato ma un ex direttore del Personale. Conosco personalmente i due avvocati che segnalo nel blog, per aver lavorato con loro o aver utilizzato i loro servizi. Sono entrambi professionisti ad alto livello nel campo delle vertenze di lavoro. Chi volesse rivolgersi a questi studi, può segnalare il mio nominativo o il mio blog come fonti di riferimento.
Replica ↓	Confusa 2011-04-21 alle 3:29 pm	Salve .. Dopo 4 mesi dalla data del licenziamento il mio datore di lavoro mi ha ricontattato offrendomi di nuovo il posto di lavoro con contratto in cambio di lasciar perdere i rancori che oltre i problemi momentanei ed economici aziendali c’erano…. volevo avere informazioni e se devo fidarmi e se dovesse essere una trappola come potrei difendermi… Il contratto era un partime indeterminato… avevo impugnato il licenziamento ed in cambio mi è stato chiesto di annullare il mio impugnamento…Vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta…
Replica ↓	Pier Paolo 2011-04-21 alle 5:29 pm	Immagino che, avendo impugnato il licenziamento, lei si sia rivolta ad un avvocato e che, essendo trascorsi solo 4 mesi dal licenziamento, non sia stata ancora fissata la prima udienza in tribunale. L’unico modo per non cadere in alcuna trappola é informare il suo avvocato della proposta ricevuta; alla prima udienza davanti al giudice, il suo avvocato provvederà a firmare un accordo con l’azienda, in modo tale che lei sia completamente protetta e lei, ovviamente rinuncerà all’impugnazione del licenziamento. Esiste anche la possibilità di rivolgersi alla Commissisone di Conciliazione, nel caso l’udienza in tribunale vi sia stata fissata tra molti mesi.
Replica ↓	ferdinando 2011-04-29 alle 1:58 pm	salve io sono un operario della azienda uniliver algida , da tempo frequentavo il lavoro con turni di notte perche l’azienda gli faceva comodo avere il personale notturno ,io mi sono offerto di compiere turni di notte , ne ho fatti 16 mesi ,ma ora lei mi dice che non e piu possibile compiere questa azione perche dichiara di essere lavoro usurante. ma Io ora chiedo di lavorare ancora di notte perche da quando ho cominciato questo turno non soffro piu di crisi di panico visto che prima quando facevo turni diversi quest’ultime mi venivano spesso,e poi ora mi ha creato un problema che non riesco a dormire di notte perche mi sno abiduato a questo ritmo , mi capita il sabato che non lavoro e avvolte gli chiedo di fare il straordinario per risolvere questo problema,cosa posso fare per ottenere di nuovo il lavoro notturno ? a comunque non gli ho firmato nessuna carta in cui lavoravo di notte sotto mia responsabilita
Replica ↓	Pier Paolo 2011-05-01 alle 3:39 pm	Ferdinando, purtroppo temo che lei abbia poche possibilità di riottenere l’assegnazione continua dei turni di notte. La decisione che ha preso l’azienda, penso che sia conseguenza delle nuove leggi che obbligano i datori di lavoro a proteggere i loro dipendenti dall’insorgere di malattie definite stress da lavoro correlato. Questo spiegherebbe il perché le hanno detto che quel tipo lavoro é usurante. La sua azienda vuole evitare di incorrere in penali c he potrebbero essere molto pesanti.
Il mio suggerimento é che lei si rivolga al medico aziendale al quale spiegare il suo problema e che, forse, potrebbe concordare con l’azienda un piano di graduale diminuzione dei turni, in modo tale che lei possa, lentamente, riabituarsi ad un normale ritmo sonno/veglia.
Replica ↓	Alberto 2011-05-02 alle 10:12 am	Salve sig.Pier Paolo
Le volevo raccontare la mia situazione attuale,da piu’ di un anno sono stato trasferito in un altro reparto lavorativo , nonostante la mia non idonieta’ datami dal medico aziendale per quel reparto e nonostante vari sollecitamenti tramite lettere con raccomantata e incontri con il capo personale chiedento di trasfermi in un reparto idonio al mio stato di salute, l’azienda non ne vuole sentire.E’ da un anno che io ed un mio collega anche lui con la mia stessa situazione siamo in uno stato d’abbandono totale… sia da parte dell’azienda che dai sindacati che dicono che loro non possono fare niente per farci trasferire in posti idoni…Questa situazione di inoperosita’ ci fa stare male e ci mortifica tanto…tra l’altro io gia’ soffro di stato ansioso depressivo e questa situazione non mi aiuta anzi sta facendo peggiorare il mio stato di salute.Ormai forse l’azienda sta raggiungendo il suo scopo perche’ sono arrivato al punto che mi vorrei licenziare anche perche’ l’azienda e disposta a affrirmi un incendivo all’esodo “BUONO” si puo’ parlare di “MOBBING” per questa mia situazione…non so a chi rivolgermi per la mia situazione…non so se rivolgendomi ad un avvocato sarebbe essere all’altezza della situazione ,l’azienda si puo’ permettere di lasciarmi da piu’ di un anno cosi senza fare niente senza alcuna mansione abbandonato,nessuno la mattina mi cerca se sono arrivato… se non sono arrivato… dove sono… che faccio… cosa non faccio niente di niente ABBANDONATO!!!
Replica ↓	Pier Paolo 2011-05-02 alle 4:53 pm	Alberto,
mi sembra, da quello che racconti, che ci siano gli estremi per una vertenza di mobbing e di dequalificazione professionale, ma, come tu stesso dici, dovresti necessariamente rivolgerti ad un avvocato.
Replica ↓	Salvatore Brunetto 2011-05-02 alle 4:41 pm	Buongiorno, avrei bisogno di un gradito parere. Il 14 aprile 2011 ho firmato un verbale di conciliazione in sede sindacale ai sensi art 411 comma 3. La somma che l’azienda mi offre, più volte specificata nel verbale sia in cifre che lettere a scanso di qualsiasi equivoco è 19.964 euro (pari a lordi 22.032 euro) di cui 16964 a titolo integrazione TFR e 3000 a saldo e transazione di ogni diritto o credito. La somma verrà accreditata in due tranches del 50% ciascuna entro fine aprile e fine maggio 2011. Il 02/05/2011 mi accreditano 1500 euro in meno rispetto alla metà di 19964 dicendo che si sono errati nel calcolo della cifra netta. Ossia nel verbale dovevano scrivere un totale netto di 16964 invece di 19964. Ma io non ho diritto ad avere la cifra per la quale ho firmato? Il mio avvocato vorrebbe far correggere l’errore e farmi accettare 16964 anzichè i 19964 per i quali io ho firmato. A me non sembra giusto poichè io non ho commesso quell’errore di calcolo. Potrebbe darmi un suo parere in merito?
Replica ↓	Pier Paolo 2011-05-02 alle 5:07 pm	Salvatore sarebbe importante capire da cosa deriva l’errore, poiché se il suo avvocato le suggerisce di accettare la modifica della somma, forse pensa che sarà difficile ottenere il 19964 netti.
Spiegami come sono stati calcolati i 22.032 totali lordi; questa cifra doveva essere suddivisa in una cifra lorda a titolo integrazione tfr (con una tassazione pari a quella apllicata al tfr) ed una cifra lorda a saldo e transazione di ogni diritto con una tassazione diversa. Immagino che l’integrazione al tfr doveva corrispondere ad un certo numero di mensilità, per cui non dovrebbe essere difficile capire se e come é stato fatto un errore. Legalmente lei avrebbe comunque diritto a percepire la somma che ha sottoscritto, ma costerebbe una vertenza con l’azienda?
Replica ↓	Salvatore Brunetto 2011-05-02 alle 5:24 pm	Gentilissimo avvocato,
l’avvocato mi a parlato di un errore di calcolo di ritenute. La cifra lorda (22.032 euro) corrisponde a quanto pattuito con l’azienda. Ma sul verbale la cifra netta, come le ho detto, che io devo percepire in due tranches è di 19964,00 euro. Al momento della firma nessuno ha controllato che le ritenute applicate fossero corrette, anche perchè non erano specificate sul verbale. Se l’accordo è avvenuto su 19.964 netti ed è stato firmato in sede sindacale regolarmente, perchè io devo accettare 3000 euro in meno cioè 16964,00 ed avere in mano una copia del verbale che dichiara che l’accordo è stato raggiunto per una cifra netta maggiore. Fa fede la cifra netta o la cifra lorda? Crede che pure il verbale dovrebbe essere modificato a questo punto contenendo un errore?
Replica ↓	Salvatore Brunetto 2011-05-02 alle 5:22 pm	Gentilissimo avvocato,
Replica ↓	Niki 2011-05-07 alle 8:37 pm	Salve volevo sottoporre alla Vs attenzione la situazione che stiamo vivendo circa 30 operai in azienda. La forte crisi di settore(tessile) ha spinto la nostra azienda a proporci la cassa integrazione a zero ore ma senza nessun anticipo all’ Inps… quindi andremmo a prendere il primo compenso dopo circa 60/70 giorni dall’attuazione della cassa integrazione. A questo insieme al sindacato abbiamo bocciato la richiesta aziendale e dopo due giorni quest’ultima ci convoca affidando il tutto ad un loro legale per mediare con gli operai… Alla fine della discussione l’avvocato(dell’azienda) dice che o si attua la cassa integrazione con un 50% dell’anticipo del mensile e non dell’80% come da legge o l’azienda è costretta al licenziamento. Una sorta di minaccia bella e buona ma a questo punto mi chiedo chi potrebbe aiutarci…. La società si nasconde dietro la crisi ma il 75/80% del lavoro viene affidato a terzisti i quali hanno lavoratori in nero. Ora chiedo l’azienda può effettuare il licenziamento per crisi di settore ma sia avvale di terzisti? La crisi è una scusa, loro preferiscono dare il lavoro fuori perchè più conveninte. Consigliateci su come poterci muovere e quale organi possiamo interpellare per portare alla luce che la loro crisi è solo per sfruttare le tasche dello stato. Grazie
Replica ↓	Pier Paolo 2011-05-08 alle 5:51 pm	Questa che mi descrivete é una di quelle tipiche situazioni aziendali che, purtoppo, richiedono l’intervento di un legale. Vi consiglio di associarvi e, tutti insieme, nominate un legale di fiducia che saprà come gestire i rapporti con l’azienda. Mi sembra strano che gli stessi sindacati non si siano proposti in tal senso, poiché ad esempio la CGIL ha delle strutture che intervengono, per dare assistenza legale in situazioni come la vostra.
Replica ↓	stefano baratto 2011-07-12 alle 8:55 am	Buongiorno, sono dipendente di azienda privata e mi occupo della qualità aziendale. Il datore di lavoro sta avviando le pratiche per la mobilità. Mi dice che se vado in mobilità volontaria per due anni (avendo io 45 anni), mi darà un incentivo all’esodo e tra un anno mi richiamerà per un periodo di tre mesi per gestire la qualità, poi farò nuovamente un periodo di mobilità e nuovamente mi richiamerà per un periodo di tre mesi per gestire la qualità.
1) può essere fatta una cosa come sopra descritta?
2) può riassumere un dipendente messo in mobilità?
Spero di essermi espresso chiaramente ed in attesa di risposta ringrazio anticipatamente.
Grazie , Stefano
Replica ↓	Pier Paolo 2011-07-12 alle 9:38 am	Premesso che certi accordi, se non sono messi per iscritto, non danno alcuna garanzia al dipendente e lasciano campo libero al datore di lavoro, le segnalo un sito che risponde alla sua domanda.
Forse a lei converrebbe negoziare per un più alto incentivo all’esodo che accettare la proposta che le é stata fatta e che, ripeto, se non messa per iscritto, non le da alcuna certezza.
Replica ↓	Giuseppe 2011-08-22 alle 6:36 pm	Salve, con la nuova modulistica dei certificati di malattia telematici, come detto dal mio medico ho mandato il certificato via fax entro il termine previsto dalla legge e poi una e-mail con il numero identificativo del certificato.
L’azienda non mi paga la malattia in quanto c’è stata una proroga fino al 13 settembre, mi ha contestato con raccomandata, mi ha chiesto gli originali che ho fatto avere e ancora non mi paga.
Cosa devo fare e a chi rivolgermi per farmi pagare la mensilità.??
Qual’è l’ente che si occupa di queste cose oltre l’inps.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-08-23 alle 10:08 am	Giuseppe,
per capire la situazione devo necessariamente chiederle di chiarirmi cosa le ha contestato l’azienda e se lei é ancora in malattia o é ritornato al lavoro. Se vuole può rispondermi privatamente, inviandomi una email all’indirizzo pierpaolo.sposato@fastwebnet.it
Replica ↓	leonardo 2011-08-29 alle 4:10 pm	Salve, sono occpupato da tre mesi da una ditta con un contratto a tempo indeterminato P-T, e svolgo le mansioni di portiere presso un supermercato. A metà agosto il mio datore di lavoro mi ha comunicato la sospensione del servizio presso il supermercato e non mi impiega più senza inviarmi comunicazioni sulla mia posizione lavorativa. Sono preoccupato per il mio futuro e non so cosa fare. Mi può dare un consiglio su cosa fare? La ringrazio
Replica ↓	Pier Paolo 2011-08-29 alle 4:41 pm	Lei deve immediatamente verificare se nel suo contratto di lavoro compare una clausola relativa al patto di prova; nel caso tale clausola esista, é possibile che il suo datore di lavoro ritenga che lei non abbia superato il periodo di prova e , dunque, non intenda confermare il contratto. Il datore di lavoro ha però l’obbligo di comunicare, per iscritto, il licenziamento per non superamento del periodo di prova.
Nel caso in cui nel contratto non esista il patto di prova, il datore di lavoro non può sospendere dal servizio i suoi dipendenti senza motivarne le ragioni. Si rivolga, se possibile, subito ai sindacati di categoria o ad un legale di fiducia.
Replica ↓	marco 2011-09-16 alle 9:10 am	salve , sono un artigiano, un anno fa ha subito un grave infortunio sul lavoro (riportando dei danni permanenti )cadendo da una scala,(mentre impermeabilizzavo i muri di alcuni scantinati alti 4 mt in uno scavo) preciso che stavo facendo solo prestazione di manodopera ,non ero tenuto a presentare i POS .volevo sapere se in caso di mancata inosservanza delle leggi sulla sicurezza ,le ditte appaltatrici sono responsabili del mio infortunio,e quindi citarli per un evntuale risarcimento. cordiali saluti
Replica ↓	Pier Paolo 2011-09-16 alle 3:11 pm	Le risponderei di si, ma lei non mi specifica se, al momento dell’incidente é stata fatta una regolare denuncia d’infortunio, denuncia che avrebbe dovuto fare proprio la ditta appaltatrice. Secondariamente l’infortunio deve essere, come lei dice, chiaramente ascrivibile alla mancata osservanza delle misure di sicurezza da parte della ditta appaltatrice e non, per esempio, da lei stesso; in parole semplici se la ditta appaltatirce le avesse messo a disposizione gli strumenti necessari per lavorare nelle condizioni di potenziale pericolo e lei non li avese indossati, diventerebbe difficile imputare a loro l’accadimento dell’infortunio.
Replica ↓	Stefano 2011-09-19 alle 10:10 am	Buongiorno, sono dipendente di azienda privata, per come sta andando il mercato purtroppo per me e altri colleghi da Novembre è prevista la Mobilità. Non siamo iscritti a nessun sindacato. Ci viene detto che dobbiamo iscriverci a un sindacato per essere rappresentati in sede di trattative.
1) è indispensabile essere iscritti ad un sindacato?
2) si può agire senza sindacato?
Replica ↓	Pier Paolo 2011-09-19 alle 3:36 pm	Buongiorno Stefano,
ciò che vi é stato detto é parzialmente vero. Non c’é alcun bisogno di essere iscritti al sindacato per essere rappresentati durante le negoziazioni, condotte con l’azienda per concordare i criteri per l’eventuale messa in mobilità dei dipendenti. I sindacati, in questa fase, rappresentano tutta la popolazione dei dipendenti, iscritti e non iscritti.
E’ però vero che, durante i processi di mobilità, ai dipendenti possa venir offerto di risolvere il rapporto di lavoro in forma consensuale; é consigliato ratificare questi accordi in sede sindacale e, in tal caso, é necessario essere iscritti alla sigla sindacale che vi rappresenta durante l’accordo.
E’ possibile,a proprio rischio, firmare questi accordi senza l’assistenza e la ratifica dei sindacati; può sorgere un problema nel caso l’azienda mettesse in atto dei comportamenti illeciti e si rifiutasse di pagare le cifre concordate come incentivo all’esodo.
Replica ↓	Massimo 2011-09-28 alle 8:21 pm	Buona sera Dr. Pier Paolo,
Mi chiamo Massimo, 36 anni, impiegato quadro con CCNL Alimentare in una società multinazionale con oltre 50 dipendenti in Italia. Assunto nel Giugno 2008 a tempo indeterminato; pertanto, ad oggi sono 3 anni + 3 mesi che sono impiegato presso questa azienda.
Da Gennao 2011 sono stato spostato in un nuovo ufficio, in quanto quello in cui lavravo prima è stato chiuso. Ahimè il rapporto con il nuovo responsabile non va affatto bene, anche se oggettivamente non si può parlare ancora di mobbing, bensì solo di “leggere” pressioni psicologiche.
Ne abbiamo parlato in modo trasparente e mi è stata prospettata la possibilità di concordare con l’azienda un incentivo all’esodo. Sono abbastanza propenso ad accettare tale opportunità.
Secondo la Sua esperienza quanto è il n° medio e/o massimo n° di mensilità che potrei chiedere all’azienda?
La ringrazio per una Sua risposta al mio quesito.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-09-29 alle 9:30 am	Tre anni di anzianità non sono molti, per cui l’azienda non sarà disponibile ad erogare un incentivo all’esodo elevato, oltretutto perché lei é ancora giovane. Il problema é che, oggi, trovare una nuova opportunità di lavoro può richiedere molto tempo, pertanto ci pensi bene; in queste condizioni partirei chiedendo 12 mesi ma non scenderei sotto i 6 mesi assolutamente.
Replica ↓	Roberto 2011-11-08 alle 1:13 pm	Egregio Sig. Pier Paolo,
mi permetto di contattarLa per sottoporLe la situazione verificatasi nell’azienda nella quale sono impiegato, spero potrà fornirmi suggerimenti per aiutarmi a ponderare delle scelte oculate al riguardo.
Sono assunto dal 2008 a tempo indeterminato con la qualifica di autista-operaio 3° livello super presso un ditta di autotrasporti in conto terzi, che opera in regime di appalto esclusivo per la distribuzioni di prodotti petroliferi nell’area del nordest per una nota multinazionale del settore.
Ricopro il ruolo di RSA e RLS, e data la natura non idilliaca delle relazioni sindacali con la controparte, la situazione è degenerata progressivamente, fino a divenire insostenibile.
Dall’analisi degli accertamenti eseguiti è risultato che l’azienda ha una sede legale, e diversi siti logistici operativi non dichiarati (totale 102 dipendenti), che non coincide (non ne ha dichiarato all’ufficio del lavoro l’apertura) con la nostra sede/unità produttiva nella quale operiamo, esiste agli atti solo un ufficio amministrativo (non figura alcun impiegato, nonostante svolgano la propria prestazione lavorativa un’impiegata part-time e una persona a contratto co.co.co.).
Questo probabilmente per percepire degli incentivi all’assunzione, visto che è ubicata in una regione a statuto speciale.
Inoltre sono emerse la violazione di numerosi obblighi previsti dalla normativa in materia contrattuale, di salute e prevenzione, codice della strada ed alcuni di rilevanza penale, che a titolo informativo abbiamo esposto agli enti istituzionali competenti, DPL, USL, ispettorato Polstrada, Guardia di Finanza.
L’azienda ha dichiarato 2 esuberi per la nostra base logistica (inesistente), Il mio quesito, in questa condizione così intricata, è se possiamo accedere direttamente alla mobilità (supponendo che dovrebbe essere erogata dalla sede legale, ove siamo iscritti ufficialmente), magari forzando per ottenere per i 2 volontari (già disponibili) un’incentivo all’esodo. In alternativa potremmo accedere alla cigs con una finalità rivolta alla mobilità?
In attesa di un Suo gradito riscontro, la ringrazio, porgendoLe cordiali saluti.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-11-08 alle 5:21 pm	Roberto,
lei sa benissimo che, nella situazione da lei descritta, tutto si gioca sul fatto se il vostro datore di lavoro può e deve essere considerata, nel suo complesso, azienda con più o meno di 15 dipendenti. Lasciate da parte tutte le violazioni che voi avete accertate, con un imprenditore del genere e avendo già due volontari, al vostro posto negozierei la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivo all’esodo ed ingresso in mobilità. Il rischio, in caso contrario, é che il datore di lavoro voglia procedere con licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, senza adottare le procedure di mobilità.
Replica ↓	maurizio vitale 2011-12-09 alle 6:49 am	Egregio Amico
più che una domanda, gradirei un parere. Crede che il numero di 50.000, indicato dal Ministro quale tetto massimo per il beneficio alla mobilità, sia capiente, o sia insufficiente? Per quale motivo ha indicato un limite? – Secondo Lei, poi, tutti gli esodati nel credito che se ne andranno via “fisicamente” nel 2012, non saranno tutelati? – C’è qualche cosa di strano, non trova?
La saluto cordialmente e attendo fiducioso.
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-09 alle 5:07 pm	Certamente c’é qualche cosa di strano, e credo che il numero di 50.000 sia insufficiente; su questo aspetto prevedo che saranno le rappresentanze industriali a fare pressione, poiché, altrimenti, dovranno rinunciare a molti processi di ristrutturazione. Per quanto riguarda la tutela degli esodati non posso che augurarmi che il governo, come ho già detto nelle altre risposte, faccia salve tutti gli accordi firmati prima dei nuovi decreti legge.
Amministratore del blogIl lavoro dipendente
Replica ↓	Antonio 2011-12-09 alle 11:08 pm	Egregio Sig. Pier Paolo,
volevo sottoporle una domanda che probabilmente le può sembrare banale.
Io sono dipendente con contratto da apprendista per un’azienda informatica, se dovessi presentare le dimissioni e essere assunto presso un’altra azienda informatica il mio vecchio datore di lavoro potrebbe venire a conoscenza del nuovo lavoro? Lasciando stare le possibili voci per sentito dire, potrebbe saperlo tramite documenti ufficiali come un controllo all’inps o altri enti?
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-10 alle 4:51 pm	Signor Antonio,
non conosco i motivi per cui lei non vuole che il suo attuale datore di lavoro sappia dove andrà a lavorare, a meno che lei abbia firmato una clausola di non concorrenza. Non mi sembra che per il contratto di apprendistato possa esistere tale clausola, ma se così fosse, in qualunque modo il suo datore di lavoro lo scoprisse, ciò potrebe procurarle dei problemi. Mi vuole spiegare meglio il suo dubbio?
Replica ↓	Antonio 2011-12-10 alle 4:59 pm	Non ho firmato nessuna clausola e comunque prima di cominciare il nuovo lavoro mi licenzierei da quello corrente. Il mio dubbio è solo personale, dato il rapporto “particolare” col mio datore di lavoro attuale, avrei piacere che lui non sapesse dove e con chi andrò a lavorare.
Replica ↓	Giuseppe Oprandi 2012-01-04 alle 1:50 pm	Gent. dr. Pier Paolo Sposato,
chiedo scusa se mi inserisco in un problema che riguarda anche mia moglie in quanto esodata dalla società Poste Spa. In attesa che la questione possa finire al meglio la data che dovrebbe far fede è ovviamente quella sottoscritta con la Direzione Regionale a Milano nei primi giorni di settembre 2011 e non quella firmata alla Direzione Provinciale del Lavoro l’8 dicembre 2011. Nel secondo caso sarebbe avvenuta dopo il fatidico 5/1/2011. Grazie per eventuale risposta.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-04 alle 5:12 pm	Quella firmata alla Direzione Provinciale é solo la ratifica in sede sindacale dell’accordo sottoscritto a MIlano, dunque vale la prima data.
Replica ↓	roberto 2011-12-14 alle 3:40 pm	buona sera ……lavoro in un cantiere …per farla piu’ breve …per la crisi di lavoro il datore di lavoro ha collocato 9 operai in cig in deroga .d’accordo con i sindacati …..di cui uno sono io …ma la cosa strana e’ che la maggior parte dei lavoratori abbiamo tutti moglie e figli .invece non hanno toccato i ragazzi non sposati …e’ fatibile la cosa ?….siamo stati assorbiti tutti da una nuova azienda di lavoro pulizie industriali…dopo che l’azienda precedente era fallita….ma l’anzianita’ conta sempre oppure abbiamo tutti la stessa posizione ? abbiamo lavorato per 5 mesi senza percepire lo stipendio faccendo sacrifici poiche’ il capocantiere ci aveva promesso che lavorando in quel modo la nuova azienda ci avrebbe assorbito-. poi hanno aumentato i posti di lavoro con la nuova azienda (siamo stati assunti dalla mobilita’) dai 27 operai che eravamo nell’indotto ci siamo ritrovati in 43 e cosi’ ora finiti i contributi di 2 anni della mobilita’ il principale ha dichiarato 9 operai alla cig …senza tenere conto dell’anzianita’ dei problemi familiari con figli a carico e ne della professionalita’ … mi dia una risposta …grazie…………roberto
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-14 alle 5:14 pm	Roberto cosa posso dirle? Questo sono illeciti a cui dovrebbero opporsi i sindacati. Capisco che per voi può essere un problema economico, ma avete pensato di riunirvi in gruppo e chiedere l’assistenza di un legale, solamente per avere un parere se vi conviene fare causa all’azienda per evitare il licenziamento?
Replica ↓	Marco 2011-12-14 alle 6:46 pm	Salve,
vorrei sottoporVi un quesito del quale mi scuso da subito per la banalità ma la cui banalità, con mio sommo stupore, non è superiore allo smarrimento che ho sempre incontrato nei vari interlocutori, compresi quelli istituzionalmente preposti alla dissipazione di dubbi come questo:
sono dipendente regionale a tempo pieno e proprietario (P.IVA) di un terreno agricolo a conduzione familiare, socio conferente di cooperativa agricola.
L’articolo 60 del D.P.R n.3 del 10/01/1957 stabilisce tra le cause di incompatibilità con l’impiego pubblico il commercio, l’industria e la libera professione. Tale dicitura è pressoché identica a quella adottata dagli atti regolamentari regionali interni.
L’articolo 61 stabilisce una deroga all’art.60 nel caso di attività cooperative.
La mia attività agricola si direbbe estranea ai casi di incompatibilità sia perché né commerciale né industriale né libero-professionale sia perché contemporaneamente di tipo cooperativo.
Potreste illuminarmi sulla correttezza di questa deduzione?
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-15 alle 4:53 pm	Signor Marco,
con molta onestà ammetto che la sua domanda non rientra nelle mie competenze di tipo giuslavoristico, per cui dovrei fare delle indagini, per le quali non potrei darle la certezza della risposta. Capisco il suo stupore, ma ritengo che solo gli organismi regionali dovrebbero fornirle un’intepretazione autentica al suo quesito.
Replica ↓	piscopo salvatore 2011-12-26 alle 10:26 am	buon giorno, o firmato on verbale per la risoluzione consensuale del papporto di lavoro con la poste spa,il 21 giugno 2011,mi anno proposto un incentivo esodante,fino al 39 /09/2013 e al 01/10 dovevo passere a carico dell’imps,non sono andato ancora alla ratifica del verbale firmato in azienda presso l’unione industriali,ma visto che sono cambiati i presupposti previdenziali con la manovra monti,posso recedere l’accordo firmaton in azienda ? o devo fare un ricorso giudiziario,grazie resto in attesa di un cenno
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-27 alle 10:42 am	Signor Piscopo,
lei deve spiegare cosa significa un incentivo esodante. Lei é entrato in mobilità il 21 giugno 2011, in base ad un accordo tra Poste e sindacati? Lei, per caso, raggiungerà i 40 anni di contribuzione prima del 2013? In base a quali calcoli lei avrebbe dovuto ricevere la pensione a decorrere dal 1/10/2013. Senza queste informazioni non é possibile firnirle una risposta.
Replica ↓	piscopo salvatore 2011-12-27 alle 1:26 pm	salve pier paolo,non sono entrato in mobilita ,il mio e stato un a risoluzione consensuale del rapporto di lavoro,le poste mi danno un incentivo economico a tutto il 30)09/2013,e dal 01/10/2013 passavo a carico dell’imps,ioandavo via con le famose quote,nel 2012 avrei avuto 60 anni,e 37 di contributi,ma visto che la fornero ha eliminato le quote io resterei nel 2013 senza stipendio e senza pensione,ma l’accordo lo firmato soltanto in azienda,e nel verbale il punto 10 dice che deve essere raificato presso la dir.pro.le del lavoro,se non ratifico quello firmato in azienda e valido? o e la ratifica che lo rende attivo ,grazie b g
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-29 alle 11:51 am	Avrà visto, leggendo gli altri commenti, che stanno emergendo parecchi casi tutti provocati dall’esodo incentivato adottato dalle poste, senza l’attivazione dei processi di mobilità. Credo e spero che i vostri casi verranno portati all’attenzione del governo dalle organizzazioni sindacali. Gli accordi sono validi legalmente, indipendentemente dalla loro ratifica in sede sindacale, che serve per rendere più difficile una loro impugnazione. L’impugnazione comunque dovrebbe essere fatta entro 6 mesi dalla firma degli accordi.
Replica ↓	salvatore piscopo 2011-12-29 alle 4:29 pm	io ho gia impugnato ll verbale di risoluzione entro i 6 mesi,ma formalmente con una racc.ta,mi consiglia di fare un ricorso giudiziario per essere reintegrato,e che possibilita avrei di vincerlo,il ricorso dovrebbe essere presentato per eccesiva onerosita sppravenuta.,visto che all’atto della firma i presupposti erano diversi,resto in attesa di un cenno,grazie piscopo salvatore
Replica ↓	Pier Paolo 2011-12-30 alle 12:15 pm	E’ certo che, se lei vorrà costringere il datore di lavoro a rivedere i termini dell’accordo, dovrà mettere la sua pratica nelle mani di un legale di fiducia, l’unico in grado di formularle una previsione sulle possibilità di successo. Ho l’impressione però, da alcune frasi dette dal Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di ieri, che il governo si accinga a rivedere alcuni aspetti della riforma pensionistica, per fronteggiare situazioni quali la sua. Le Poste, d’altronde, é un datore di lavoro troppo importante, per potersi sottrarre alla presa d’atto, di aver creato, con il suo operato, situazioni di disagio sociale molto gravi, che, mi si dice, riguardino qualche migliaio di persone.
Aggiornamento del 6 gennaio 2012; sono riuscito a chiarire la situazione relative alle Poste. Tutti coloro che sono usciti con accordi nell’ambito Fondo di solidarietà potranno andare in pensione con i vecchi criteri, come contemplato nell’art.14 della nuova riforma. Replica ↓	ALESSANDRO 2012-01-11 alle 1:00 am	Salve , cerco di essere sintetico: La mia azienda facente parte del settore cinema e spettacolo nel natale 2010 ha provveduto a mettere in mobilità 70 persone per ristrutturazione aziendale in quanto l’avvento del digitale sta togliendo di mezzo la pellicola , ma assicurandoci che avremmo avuto almeno un paio di anni di lavoro.Ora improvvisamente di nuovo a natale ma del 2011 la notizia che metteranno in mobilità altri 85 dipendenti facendone rimanere solo 15, ma in realtà la nostra azienda aveva già contratti di lavoro firmati con i clienti x altri 2 anni almeno ma hanno deciso di esternalizzare il lavoro presso un’altra azienda che lavora pellicola.Intanto chiedo se sia lecito dare il lavoro ad un’altra zienda e licenziare 85 dipendenti poi andando sul mio caso specifico vi chiedo: dato che le tra le 15 figure professionali individuate tra i vari reparti dell’azienda una dovrei essere proprio io visto che nel mio reparto eravamo 4 e ne rimarrà uno solo , ed io sono quello con le maggiori credenziali avendo 39 anni , 15 di servizio e 3 bambini minori e moglie a carico, e credo che questo sia 1 beffa in quanto mentre quelli usciti con la precedente mobilità hanno avuto 1 incentivo all’esodo intorno hai 40000euro, che sicuramente anche questi che usciranno ora avranno lo stesso trattamento ed invece cosa pensate abbiano in mente con i 15 rimasti ? visto che alla riunione gli è stato chiesto all’azienda se questi potevano essere ricollocati nell’area digitale dell’azienda e invece ci è stato risposto che risulteranno essere sempre appartenenti all’area film ( pellicola ) e che porteranno a termine lo strascico di lavoro che rimarrà della pellicola. Diciamo che la mia maggior paura è di uscire tra pochi mesi senza soldi e con poche persone al fianco x lottare , nel caso potrei chiedere di uscire volontariamente con questa mobilità ? Ed inoltre visto che nel corso dei miei 15 anni in azienda ho sempre fatto i corsi di digitale che l’azienda ci prospettava vincendone anche 1 nel 2007 e alle mie continue richieste di passare all’area digitale le risposte erano sempre negative , mentre nel reparto digitale nel corso degli anni venivano inserite nuove figure dall’esterno e non prelevate dal ramo pellicola , ed addirittura ore che a noi ci stanno cacciando nel reparto digitale ci sono molti ragazzi a contratto e cmq quasi tutti giovani e senza carichi familiari ! Tutto ciò può permettermi di fare un azione legale nei confronti dell’azienda ?
SALVE GRAZIE !
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-12 alle 6:56 pm	E’ sempre possibile fare presente la propria disponibilità ad accedere volontariamente alla mobilità, ma l’azienda non per questo é obbligata ad accettare, per motivi organizzativi, la proposta del dipendente.
La sua azienda ha più di 15 dipendenti, quindi, può licenziare per riduzione del personale, utilizzando le leggi sui licenziamenti collettivi; lei potrà intentare causa all’azienda, nel caso ricevesse un licenziamento, che non rispetta i criteri di scelta del personale da porre in mobilità. E’ ovvio che, in questo caso, lei dovrà rivolgersi o ad un legale fornitole dai sindacati o da un legale di sua fiducia
Replica ↓	ALESSANDRO 2012-01-12 alle 11:33 pm	Salve PIER PAOLO ! vorrei solo capire se secondo lei lasciare solo 15 dipendenti sia proprio una mossa per salvarsi eventuali 15 buonuscite e se non sbaglio sotto i 15 dipendenti potrebbero anche non inserirci nelle liste di mobilità. Inoltre le chiedo se come è probabile io resti in azienda per i carichi familiari che ho ,ma sempre nel ramo film ( pellicola ), posso esercitare pressioni avendo io nel corso dei miei 15 anni in azienda frequentato tutti i corsi x passare all’area digitale vincendone anche 1 con tanto di viaggio premio ?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-13 alle 11:37 am	E’ possibile che l’intezione sia proprio quella di avere una struttura di 15 dipendenti, poiché in questo caso, l’azienda può effettuare i licenziamenti senza ricorrere alla legge sui licenziamenti collettivi.
La possibilità di far valere la propria qualificazione e le proprie competenze può essere esercitata se l’aziende intendesse procedere con l’assunzione di personale esterno per una mansione, che lei potrebbe ricoprire con adeguate conoscenze.
Replica ↓	rina 2012-01-19 alle 6:02 pm	buonasera, volevo delucidazioni in merito alla seguente storia: un dipendente di azienda trasporti scoperta una malattia grave è stato messo prima in mobbing e poi invogliato a prendere la sua liquidazione, in mobbing dal servizio di linea autobus al gabbiotto su ferrovia al freddo e gelo invernale e caldo estivo, si può trattare così la dignità umana.
il protagonista è deceduto da 12 anni, ma questa brutta storia ………..
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-20 alle 12:07 am	Mi dispiace ma non comprendo quali delucidazioni vorrebbe da me.
Replica ↓	luigi bardini 2012-01-21 alle 8:40 pm	gentile avvocatto vorrei qualche delucidazione a proposito di:un conduttore di un fondo di mia proprietà che ha,lasciato il fondo, con un danno sulla porta vetrina di circa 800 euro + IVA e io ho trattenuto la cauzione di 520 euro.Tramite il suo avvocato mi è stata recapitata il 13/12/2011 una raccomandata dove diceva di portare entro sette giorni la somma della cauzione ,altrimenti mi avrebbe inviato un’ ingiunzione.Il mio avvocato ha inviato subito loro una lettera dove diceva che il danno era superiore alla cauzione e che pertanto non sarebbe stata restituita.Ad oggi 21/01/2012 non ho ricevuto nessuna ingiunzione c’è un tempo stabilito per ricevere l’ingiunzione? lo chiedo a Lei perchè ho avuto qualche divergenza col mio avvocato
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-22 alle 6:20 pm	Signor Luigi,
mi dispiace non poterla aiutare, poiché io non sono un avvocato. Io sono un ex dirigente del Personale che amministro un blog dedicato ai lavoratori dipendenti e ho inserito una sezione, nella quale segnalo il nominativo di due avvocati giuslavoristi, per coloro che avessero bisogno di ricorrere ad un’assistenza legale, in caso di vertenze con i datori di lavoro. Mi dispiace per l’equivoco.
Replica ↓	domenico 2012-01-24 alle 4:59 pm	Buon giorno dott. Pier Paolo,vorrei sapere nello specifico come funziona l’incentivo all’esodo,la mia compagna dopo diversi mesi dal rientro della maternita,precisamente 3 mesi dopo la nascita del nostro primogenito è rientrata normalmente a lavoro una piccola azienda una “fioreria” vengo al punto a dicembre ci sono state delle incomprensioni per quello che riguardava la chiusura festiva del natale ecc,al che il datore di lavoro le rispose vai pure e considerati in ferie! Fatti sentire a metà gennaio le disse,bene la mia compagna a metà gennaio l’ho chiama ricomincia a lavoro il 17 gennaio con delle novità negative cioè,il datore le chiede di firmare le dimissioni in bianco oppure stava a lavoro ancora per 6 mesi dopo l’avrebbe licenziata comunque perché non hanno più bisogno di lei,il datore ovvio che l’avrebbe licenziata fra sei mesi cosi il bimbo compiva già un anno,al che lei si è rifiutata di firmare dimissioni e disse che andava avanti tramite sindacati,invece il giorno dopo il datore se nè viene fuori con una proposta di incentivo all’esodo,bene ci si mette d’accordo per le mensilità la mia compagna si decide a licensiarsi entro l’anno del bimbo per aver diritto alla disoccupazione,scrive la lettera dimissioni si và all’ispettorato del lavoro perché firmata e timbrata altrimenti il datore non può accettarla visto che abbiamo un bimbo con meno di un anno di età,adesso noi abbiamo il foglio firmato e timbrato prima di cosegnarlo vorrei sapere se l’incentivo all’esodo che si è pattuito è normale che lo si trovi in busta paga e la nostra preoccupazione e che vo che riguardo all’incentivo non sì è firmato nulla se diamo il foglio di dimissioni volontarie firmato dall’ispettorato lui possa tirarsi indietro quindi liquidarla con ferie tfr normalmente lei come ci consiglia di comportarci,di tenerci noi la lettera fino a che non vediamo il bonifico,anche perché non sappiamo adesso se parte qualcosa dall,ispettorato e quindi anche se la teniamo noi questa lettera ci ha raggirato,grazie infinite.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-24 alle 6:36 pm	Sua moglie non doveva firmare le dimissioni, ma una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con incentivo all’esodo, da concordare con il datore di lavoro.
Non consegnate la lettera di dimissioni, anche se siglata dall’Ispettorato del lavoro, e tentate a questo punto, di far firmare la risoluzione consensuale. Le riporto uno schema di atto che dovrà essere firmato da entrambe le parti.
ATTO DI RISOLUZIONE CONSENSUALE DEL RAPPORTO DI LAVORO La Società …, con sede in …………., e la signora XY, residente in ……………
1.che Società … ha assunto alle proprie dipendenze la Signora XY in data ……;
2.che Società … ha proposto alla Signora XY la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
3.che la Signora XY si è dichiarata disponibile ad acconsentire alla risoluzione del rapporto di lavoro alle condizioni da lei richieste;
4.che Società …. ha accettato di risolvere il rapporto di lavoro alle condizioni concordate con la signora XY;
1.Il rapporto di lavoro subordinato sorto fra Società ….. e la signora XY in data ….. sarà definitivamente risolto ed estinto, per espresso consenso delle parti stesse, a tutti gli effetti, in data ………..;
2.La Società …. si impegna a corrispondere alla signora XY, entro il ………, oltre alle normali competenze di fine rapporto di lavoro la somma di Euro…… netti, a titolo di corrispettivo del consenso alla risoluzione del rapporto di lavoro.
3.La signora XY dichiara di accettare: la somma di Euro ……. netti, a titolo di corrispettivo del consenso alla risoluzione del rapporto di lavoro ;
4.La signora XY dà, pertanto, atto alla Società…. che, con l’avvenuto pagamento delle somme, di cui ai precedenti punti 2. e 3., essa avrà adempiuto ad ogni obbligo contrattuale e legislativo nei di lui confronti, dichiarando di ritenersi integralmente soddisfatto e di non aver più nulla a pretendere dalla Società stessa.
5.Le parti si danno, infine, atto di aver esaminato, discusso e definito ogni questione comunque connessa con l’intercorso rapporto di lavoro, così come gli importi, di cui sopra, dichiarando, pertanto, che la sottoscrizione del presente atto riveste carattere transattivo e definitivamente abdicativo, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2113 c.c.;
6.La Società S.p.A. e la signora XY sottoscrivono il presente atto per integrale accordo e definitiva accettazione di tutto quanto in esso previsto.
Se il datore di lavoro non intende firmare, significa che voleva, evidentemente ingannarvi.
Replica ↓	ketty 2012-01-27 alle 4:55 am	Buongiorno, ho 29 anni, ero dipendente Confindustria, dal 02/2010 al 07/2010 con rinnovo dal 07/2010 al 05/2011, a novembre 2011 comunicai al mio direttore il mio stato di gravidanza. Il direttore senza pensarci 2 volte mi disse di farmi fare un certificato di gravidanza a rischio dal mio ginecologo per potermi sostituire subito e per avere la possibilità di restare in maternità anticipata da subito. Ho cercato di fargli capire che volevo continuare a lavorare, ma lui non voleva sentir ragioni. Soffrivo di nausee ecc.. Presentai all’azienda il certificato e rimasi a casa in anticipata. A maggio 2011, 2 mesi prima del parto il mio contratto terminó. Mi liquidarono. Passata ora la maternità, sono in disoccupazione. Un dipendente dell’ufficio collocamento dice che non potevano licenziarmi prima del parto, che dovevano rinnovarmi il contratto di lavoro. È vero?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-27 alle 7:11 pm	Il divieto di licenziamento non opera nel caso dei contratti a termine.
Replica ↓	vincenzo 2012-01-30 alle 3:51 pm	ciao mi chiamo vincenzo lavoro in azienda nel settore elettrico il mio datore di lavoro a carenza di lavoro e mi sta tenendo un mese a casa senza avermi pagato nulla e sono ancora messo in regola mi a detto che a presendato all imps la cassa indegrazione ma lazienda lo puo fare a non pagarmi nulla con un contratto indeterminato.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-30 alle 5:12 pm	No l’azienda ti deve regolarmente pagare, sino a quando non ha la concessione di aprire la cassa integrazione; rivolgiti ai sindacati immediatamente!
Replica ↓	Roberta 2012-01-30 alle 9:22 pm	Buonasera,
ho un contratto a tempo indeterminato full time come banconiera.
Vorrei avere delle informazioni riguardo al comportamento a mio parere scorretto del mio titolare.
In data 11-01-2012 sono stata male a lavoro e a metà turno chiesi al titolare di andare via per recarmi dal mio medico.La sua risposta è stata di no, con tono secco.Mi sono recata comunque dal medico abbandonando il posto di lavoro poichè stavo veramente male tanto che il mio medico ha diagnosticato “ascesso mammario febbrile”.
Dopo circa un quarto d’ora dalla mia assenza dal lavoro mi arriva un sms da parte del mio titolare dove diceva che io l’avevo mollato! allorchè gli ricordai che ero andata via perchè stavo male e lui non si erta comportato bene nei miei confronti anche perchè mi stava facendo fare ore in più ogni giorno non retribuite; La sua risposta è stata piuttosto offensiva dandomi della “bambina” e sottolineando che se mi presentavo a lavoro entro mezz’ora forse mi perdonava!!!Ovviamente ho continuato a stare dal mio medico e farmi visitare.Ora io mi chiedo: Può fare determinate minacce del tipo che forse mi perdona??Può darmi della bambina?? e tutto perchè stavo male!coso posso fare? ho paura di rientrare a lavoro perchè ultimamente mi stava trattando molto male, e ho anche dei clienti testimoni che hanno assistito a diverse scene, sono sicura che rientrando mi farebbe passare le pene dell’inferno.Premetto che sono ancora in malattia.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-01-31 alle 4:47 pm	Spero che, tramite il tuo medico, la comunicazione di malattia sia stata inviata con il sistema telematico oltre che all’INPS anche al datore di lavoro. Tu hai, comunque in mano il certificato medico con la prognosi dei giorni di malattia che il medico ti ha riconosciuto; se pensi che il tuo datore di lavoro non sia collegato direttamente all’INPS, mandagli per raccomandata RR questo certificato medico. Conserva nella memoria del telefono l’sms che il datore di lavoro ti ha mandato. Non credo che arrivi a licenziarti, ma se tentasse di farlo, rivolgiti immediatamente ad un sindacato. (ti consiglio di trovare il patronato INCA della CGIL che é più vicino a dove abiti). Loro ti suggeriranno cosa fare.
Replica ↓	Massimo 2012-02-01 alle 9:06 pm	Buona sera Dott. Pier Paolo,
sono un dipendente di una multinazionale con centinaia di dipendenti in Italia. Sono inquadrato come “quadro” nel dipartimento Marketing secondo le regole del CCNL “alimentare”, assunto nel lugliuo 2008. Di recente ho fatto presente ai miei diretti superiori la mia insoddisfazione per l’attuale ruolo che ricopro dal gennaio 2011; prima di tale data ero impiegato presso un altro ufficio della stessa azienda.
In risposta l’azienda mi ha convocato per un colloquio con le Risorse Umane e mi hanno comunicato che tra ca. 10 gg. dovrò ricoprire un altro ruolo in azienda. Ci sono alcuni elementi che mi fanno pensare ad un “demansionamento” rispetto all’attuale ruolo. Mi consenta di darLe qualche dettaglio in più:
– attualmente gestisco 2 persone, mentre nella nuova persona nessuna;
– secondo le regole aziendali interne sono classificato coem Manager 2B e la mia remunerazione e classificazione interna non cambierebbe;
– attualmente gestisco un progetto che comporta la gestione di un budget di oltre € 1 mln, mentre nella nuova posizione il budget sarà verosimilmente nullo;
– la prospettiva è quella di gestire 2 progetti non ancora ben definiti;
– l’unica apparente nota positiva che anzichè riportare ad un Manager nel nuovo ruolo dovrei riportare direttamente al Vice President.
Anche se in modo velato ho il fortissimo sospetto che trattasi di un “demansionamento”.
Vorrei chiederLe gentilmente un Suo parere a riguardo:
* ci sono sufficienti elementi per delineare un demansionamento?
* posso rifiutarmi/oppormi a questo spostamento?
* sarebbe opportuno “rilanciare” con una richiesta di “incentivo all’esodo”?
* se si quante mensilità potrei verosimilmente ottenere?
Le chiedo scusa per la mia richiesta così lunga…… spero di averLe fornito sufficienti informazioni per un parere legale.
In ogni La ringrazio in anticipo per un Suo gentile feedback.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-02 alle 12:03 am	Il fatto che le venga mantenuto la stessa retribuzione e lo stesso inquadramento e che riporti ad un livello superiore al precedente, come lei sospetta, non significa che le mansioni siano equivalenti. Immagino che facendo parte di una multinazionale, é probabile che le siano state consegnate le mansioni del suo ruolo attuale; da quello che lei mi dice é probabile che nel nuovo ruolo (non responsabilità di persone, no gestione di un budget)ci sia un demansionamento di fatto. Chieda, prima di tutto che lei siano dettagliate le responsabilità nella nuova mansione, che obiettivi si pone e su che cosa verrà valutato: se l’azienda rimarrà nel vago potrà dare per certo che stiano tentando un demansionamento. Contestare e rifiutare l’assegnazione di una nuova mansione é qualche cosa che io consiglio di fare sempre tramite un legale, mettendo in budget che da quel momento, i rapporti con l’azienda saranno ovviamente deteriorati, ma assicurano una posizione negoziale più forte, nella trattativa per una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
La somma da chiedere come incentivo all’esodo sarà tanto più elevata, quanto più alto sarà l’interesse dell’azienda a risolvere il rapporto, ma la sua anzianità aziendale é relativamente bassa, per cui non credo che l’azienda sia disposta a considerare un incentivo molto alto. Lei non mi dice il motivo della sua insoddisfazione, che mi sembra provocata dal fatto di aver già subito un cambiamento di mansione, quindi é possibile che l’azienda stia cercando di stancarla per costringerla a dare le dimissioni senza alcun incentivo all’esodo.
Replica ↓	Massimo 2012-02-02 alle 1:29 am	Accipicchiola Dott. Pier Paolo… devo dirLe con molto piacere che la Sua risposta mi ha illuminato molto ed è stato molto esauriente.
Alla luce da quanto mi ha detto anche Lei, credo che lo scenario futuro più probabile sia la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Pensi che tramite voci di corridoio ho saputo che è stata già individuata la persona all’interno dell’azienda che dovrà ricoprire il ruolo che dovrei lasciare.
Le chiedo l’ultima delucidazione in merito al mio quesito: secondo Lei – è verosimile poter chiudere il negoziato per un incentivo all’esodo con almeno 10-12 mensilità?
La ringrazio per questo Suo ulteriore feedback.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-02 alle 11:51 am	Chiedere non costa niente; ricordi però che i negoziati si chiudono se la distanza tra le due parti non é eccessiva. Per chiudere a 12 lei dovrà iniziare più alto, diciamo 15/18. Se l’azienda risponde 3, sarà impossibile sperare in 12, se risponde 6/7 forse a 10 riuscirà a concludere. Mi sono permesso una piccola lezione di negoziazione e magari lei é più preparato di me, ma é stato il mio mestiere negli ultimi cinque anni di carriera, quando ho firmato circa 200 risoluzione consensuali del rapporto di lavoro, come responsabile HR.
Replica ↓	Massimo 2012-02-09 alle 9:49 pm	Buona sera Dott. Pier Paolo,
in gran parte devo dire che Lei aveva ben intuito la situazione e trattavasi nel ruolo proposto di demansionamento a mio avviso. In questi giorni l’HR Director della mia azienda mi ha proposto la risoluzione consensuale del contratto.
La 1a offerta è di € 25.000 lordi (= ca. 6 mensilità), esclusi da tale importo TFR, premio produzione e premio variabile spettante per l’anno 2011.
Mi sembra relativamente bassa coem offerta, ma la cosa che più non mi torna è che l’azienda sostiene che tale importo andrà tassato secondo le regole della tassazione separata del TFR con un’aliquota d’imposta del 12,5%.
Chiedo gentilmente un ultimo suo parere a riguardo. Grazie. M
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-10 alle 10:53 am	L’incentivo all’esodo é tassato co la stessa percentuale con cui é tassato il tfr ( la regola del 50% é da tempo che é stata annullata) e, nel minimo dei casi é pari al 23%.
Replica ↓	jipa cosmin 2012-02-02 alle 4:13 pm	ciao
Ho una domanda sul mio lavoro contratto. Il datore di lavoro ha contratto a tempo determinato mia che successivamente ha portato alla estesa senza soluzione di continuità da 4 mesi. In totale ci sono 7 mesi e 20 giorni, ma la legge 368/2001 articolo 5 cpv. 3 Il datore di lavoro deve essere conforme con 20 giorni di tempo per fare un nuovo contratto di lavoro determina.El osservato durante soli 10 giorni sono stati festivi legale.A fatto un nuovo contratto per 3 mesi ma il mio contratto è stato indeterminato, in quanto vi è zicandumi l’unica cosa che vado a lavorare colleghi quando sono uscito di casa per una settimana e ha avuto modo di lavorare mi chiama ogni settimana. millesimo automaticamente chiuso l’accordo per firmare il secondo contratto senza di Febbraio Marzo Aprile bustele può fare
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-03 alle 9:12 pm	Ciao, purtroppo non riesco a capire la tua domanda. Ti puoi fare aiutare da qualche persona che traduca la tua domanda in italiano?
Replica ↓	Patrizio Tomasi 2012-02-02 alle 7:23 pm	Egr. Dott. Pier Paolo, navigando su Internet ho letto le sue risposte ai tanti lettori su materia di contenzioso con le varie aziende. Cogliendo l’occasione le pongo un quesito: sono in pensione dall’1/11/2007 la mia ex azienda di Trasporto pubblico extraurbano ha fatto un accordo con i sindacati sul premio di risultato del periodo 1/1/2004-31/12/2008, escludendo i pensionati.
Utilizzando il termine nel verbale di riunione: al personale di ruolo in pianta stabile alla data del 1° gennaio 2004 ed in servizio alla data di sottoscrizione del presente verbale. Si precisa che per effettivo servizio deve intendersi la concreta presenza sul posto di lavoro per cui devono essere escluse tutte le giornate in cui, a vario titolo, è autorizzata la mancata prestazione lavorativa (es. malattia, infortunio, aspettativa, congedo ordinario e straordinario, permessi di mancata prestazione a qualsiasi titolo concessi, eccezion fatta per i permessi sindacali).
La domanda che le pongo è la seguente: tra il periodo 2004 e ottobre 2007 ha prodotto anche il sottoscritto ? La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta sicuramente sodisfacente.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-03 alle 9:08 pm	Lei ha sicuramente prodotto, ma l’accordo siglato dai sindacatis tabilisce che per percepire il premio , bisogna risultare in servizio alla data di sottoscrizione del verbale. Quando é stato sottoscritto il verbale di accordo? Se a quella data lei era in servizio, il premio le dovrebbe spettare.
Replica ↓	Patrizio Tomasi 2012-02-04 alle 11:33 am	Ill.mo Dott. Pier Paolo,
ho letto la sua risposta al mio quesito, in efetti ho omesso di indicare la data di stipula del verbale tra azienda e sindacati. La data è la seguente 17/12/2008.
Nel cogliere l’occasione La saluto distintamente.
Replica ↓	Patrizio Tomasi 2012-02-04 alle 11:55 am	Carissimo Dottore,
nella prima comunicazione del quesito ho dimenticato di comunicavi che il Giudice del Lavoro ha firmato il decreto ingiuntivo nei confronti dell’azienda, ma quest’ultima ha fatto opposizione allo stesso decreto.
Mi scuso per non essere stato completo nell’esporre il quesito inviatovi il 2 u.s..
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-04 alle 4:23 pm	Sono al corrente che alcuni giudici non ritengono corretta la clasusola del dover essere in servizio al momento dell’erogazione del premio, per cui non mi meraviglia che sia stato firmato un decreto ingiuntivo in tal senso, però come vede, l’azienda ha fatto opposizione, per cui lei sarebbe costretto a rivolgersi ad un avvocato per cercare di far rispettare il decreto. Dipende dalle cifre in gioco se ne vale la pena o meno.
Replica ↓	Sara 2012-02-12 alle 8:04 pm	Buonasera, le scrivo per esporle in breve la mia situazione lavorativa ed avere un consiglio sull’eventuale da farsi. Dal 2010 sono assunta presso uno showroom al 5° livello del commercio, come “addetta alla segreteria”. In questo luogo di lavoro io sono sola, i miei titolari sono itineranti e non li vedo praticamente mai. Gestisco si la segreteria, ma insieme anche le vendite, gli acquisti, la prima nota, la gestione del magazzino e l’esposizione di 150 mq. Tutto questo ad una paga pressochè irrisoria, sia per le mansioni sia per il fatto che sono laureata in un ambito affine a ciò che faccio. Sin dall’inizio del nostro rapporto di lavoro io avevo avvisato più volte i miei titiolari del fatto che fossi completamente digiuna di contabilità e nonostante questo sono stata messa a seguire, totalmente in solitaria salvo l’aiuto sporadico e indipendente di un’amica che lavora presso un commercialista, le entrate e le uscite (senza accesso ovviamente ai cc correnti e quindi agli estratti conti) di un’azienda che fattura più di 300.000 € l’anno. Nel corso del tempo ovviamente ci sono stati degli errori, che sono stati riparati, sempre da me ovviamente, ma sempre con delle grandi ripresioni da parte di tutti. Infine arrivando al dunque, tra poche settimane scadrà il mio contratto rinnovato per due volte, sono venuta a sapere attraverso fornitori comuni che il mio posto sarà ceduto alla fidanzata di uno dei titolari allo scadere del contratto.. non essendo questo abbastanza venerdì mattina ho scaricato, come mia abitudine, un banbcale da 45 kg di materiale acquistato da un cliente e nel farlo mi sono fatta male alla schiena; subito ho pensato che non fosse nulla, ho lasciato passare la notte in cui sono stata presa dal dolore e sabato dopo aver avvisato il mio titolare e dopo 2 ore di lavoro, sono andata in pronto soccorso e mi sono stati dati 5 gg di infortunio per una distorsione piuttosto pesante.
Ho mandato quindi oggi una mail al mio titolare (che al telefono non mi risponde mai) contenente le scansioni dei fogli rilasciati per l’Inail ed il referto, riferendogli che (pensando al mio contratto in scadenza e magari al modo di guadagnare una chance per rimanere) che visto che il punto rimane chiuso se io non vado al lavoro e li metto in difficoltà avrei anche rinunciato a questi giorni di infortunio ponendo come condizioni che il mio ufficio fosse un pò più riscaldato (non mi fanno accendere il riscaldamento per non spendere) e che non avessi dovuto sollevare carichi per qualche giorno. Non mi è stata fornita alcuna risposta, vorrei capire, visto che ho contattato lo studio commercialista che ci segue e che risponde 7 giorni su 7 e mi ha invitato se lui non risponde a mandare il tutto a loro, se domani devo andare al lavoro comunque, se devo inviare effettivamente la documentazione allo studio commercialista o se devo stare a casa i giorni indicati dal foglio rilasciato in pronto. Inoltre per le mie condizioni lavorative vorrei anche capire nel caso se ci sono gli estremi, a questo punto dopo 2 anni di continue vessazioni, per una vertenza.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-12 alle 10:02 pm	Le leggi italiane sul mercato del lavoro non prevedono penali per il datore di lavoro che non rinnova un contratto a tempo determinato, giunto alla sua naturale scadenza. Lei ha diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il perido della prognosi fatta al PS.
Ammesso che lei stia considerando di attivare una vertenza per i trattamenti ricevuti dai suoi datori di lavoro, dovrà necessariamente rivolgersi ad un avvocato di fiducia che potrà valutare se ci sono gli estremi per una vertenza di mobbing
Replica ↓	giulio 2012-02-13 alle 9:07 pm	Buonasera … mi permetto di disturbarla per chiederle un parere sulla seguente questione, nel 2011 sono stato licenziato senza accordo,nel prossimo giugno 2012 raggiungerò i 40 anni di contributi con età di 58 anni.a fronte di questo faccio parte pure io per gli esodati delle mille proroghe?? oppure devo raggiungere i 42anni di contributi?? grazie in anticipo..
giulio di milano
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-16 alle 10:41 am	Se lei per senza accordo intende quello sindacale, sarebbe sufficiente un accordo privato tra lei e l’azienda (come una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro), che però sia stao in qualche modo certificato in sede sindcale o davanti ad una commsisione di conciliazione. Se lei ha mano solo una lettera di licenziamento temo che questa non sia sufficiente nel farla rientrare nel decreto mille proroghe.
Replica ↓	giulio 2012-02-16 alle 7:12 pm	le sintetizzo la mia situazione in modo che abbia un quadro più completo che non ho spiegato nella precedente mail; nel 2011 sono stato licenziato dall’azienda assieme a 62 colleghi senza accordo sindacale,sempre nel 2011 tramite avvocato sindacale tutti e 62 dipendenti abbiamo denunciato l’azienda.
Il 15 novembre 2011 davanti al giudice del tribunale di Milano siamo arrivati ad un accordo di conciliazione in 11 dipendenti.a fronte di ciò rientro nella riforma esodati milleproroghe??
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-17 alle 10:04 am	Le riporto la versione che mi risulta essere quella attuale del decreto milleproroghe:
“sono inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio di cui al comma 14 del medesimo articolo 24,come modificato dal presente articolo, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in data antecedente al 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del lavoro o ad altri soggetti equipollenti, indicati nel medesimo decreto ministeriale; il lavoratore risulti in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un
periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.
Le risulta essere in possesso del requisito che le ho sottolineato in grassetto?
Replica ↓	jo 2012-02-15 alle 10:53 pm	Buonasera Egregio,
volevo sottoporre la mia storia,oggi mi viene data una lettera di licenziamente per giustificato motivo oggettivo,(l’azienda vuole ristrutturare sono d’accordo ma tiene 2 dipendenti in nero e fino all’anno scorso vendeva il materiale ai clienti in nero,ho tenuto copie).
Mi viene (consigliato) circa aprile 2011 di andare a lavorare in magazzino con qualifica di impiegato 2 livello.
Io non mi rifiuto mi indicano a chi rivolgermi e mi da una scopa in mano per ramazzare.
Secondo lei posso rpocedere alla vertenza e effettuare anche una denuncia per mobbing o testimoni in merito
Replica ↓	jo 2012-02-15 alle 11:06 pm	ovviamente sono stato sintetico
Ad oggi dopo richieste scritte sull’impossizione di quanto descritto sopra il titolare è rientrato nei ranghi ero fuori a fare il mio lavoro commerciale.
Nb:azienda patronale con più di quindici dipendenti
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-16 alle 11:56 am	Come ho già spiegato, in queste situazioni é necessario rivolgersi ad un avvocato che, in funzione della lettera di licenziamento e delle prove sui maltrattamenti ricevuti può aiutarti a valutaqre se é il caso di impugnare il licenziamento e chiedere i danni per mobbing.
Replica ↓	Giuseppe BG 2012-02-16 alle 5:26 pm	Egr. dr. Pier Paolo,
le avevo già chiesto un parere in merito alla questione “esodati” delle Posta. La vicenda si stà concludendo male per mia moglie, nel senso che ne sarà esclusa. In attesa di vedere se e come il Governo intenda affrontare una soluzione (prevista e promessa), anche alla luce della sentenza n° 822/1988 della Cassazione che mi pare di averle inoltrato, lei ritiene che sia il caso di porre già la questione ad un avvocato giuslavorista e pensa che lo studio legale che appare nella bacheca possa affrontare un contenzioso di questa portata? Grazie per la sua eventuale risposta.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-17 alle 10:52 am	Se lei abita nelle vicinanze di Milano l’avvocato Franco Jannoni potrebbe essere la persona giusta da consultare. Non le nascondo però che per aumentare le probabilità di successo, nell’impugnare un processo che ha coinvolto molti lavoratori, adottando la sentenza 822/1988, bisognerebbe forse più opportunamente rivolgersi a quelle associazioni in difesa del cittadino, capaci di mettere in atto una vera e propria class action.
Replica ↓	giulio 2012-02-17 alle 7:23 pm	ho 58 anni e 40 anni di contributi li raggiungo entro giugno 2012… quindi secondo l’articolo dovrei rientrare nel decreto milleproroghe.
grazie per la sua collaborazione e disponibilità.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-19 alle 12:46 pm	Questa che leggerete é una risposta standard a tutti coloro che mi chiedono di valutare la propria posizione pensionistica. Mi vedo costretto a non fornire più interpretazioni delle situazioni personali, da quando mi é stato segnalato che l’INPS non si dice in grado di certificare un’ipotetica data di pensione, in quanto é stata rimandata a Giugno l’approvazione del decreto milleproorghe, nella parte che riguarda la riforma delle pensioni. Le mie valutazioni, basate esclusivamente sulla lettura dei testi legislativi resi noti dai media, corrono il rischio di creare falsi ottimismi o ingiustificati allarmismi. Segnalo, a chi volesse comunque farsi un’idea sull’evolversi della situazione, la lettura di informazioni che sono o dovrebbero essere definitive.
Testo integrale della Rifroma delle pensioni 2011
Articolo del blog relativo alle circolari INPS pubblicate sul prolungamento della mobilità e delle prestazioni straordinarie
Articolo del blog sugli esonerati dalla riforma Monti con le riserve previste dal comma 15 della stessa legge, che stabilisce entro quali limiti finanziari annuali tale esoneri potranno essere soddisfatti.
L’evidenza che il decreto milleproroghe non é da considerarsi definitivo, come da recente intervista concessa dal Senatore Giorgio Roilo poco più di una settimanan fa.
Circolare INPS sul prolungamento delle tutele del reddito
Replica ↓	Battista 2012-02-19 alle 12:16 pm	Sono RSPP , con incarico diretto da perte del datore di lavoro, di un’azienda di costruzioni dal 2002. Nel 2005 mi hanno adeguato l’inquadramento in impiegato di VI livello. Ho svolto il mio ruolo senza nessun vincolo d’orario, di luogo di lavoro e in piena autonomia. Dal primo di febbraio hanno trasferito gli uffici e ho trovato una lettera in cui mi dicono che devo entrare in ufficio entro le nove, pausa tra le 13 e le 14, uscita dopo le 18. Ho risposto che non accettavo queste proposte di cambiamento. Mi hanno scritto che non erano proposte ma disposizioni aziendali e dopo qualche giorno mi hanno licenziato per giustificato motivo oggettivo (la crisi).Voglio impugnare il licenziamento, chiedere la qualifica di dirigente per gli anni passati e visto che da sei mesi mi tengono sotto controllo in maniera subdolo ci aggiungerei anche il mobbing.. E’ fattibile ciò e in che termini? Cosa mi consiglia di fare? Cordiali saluti e grazie in anticipo
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-19 alle 4:30 pm	E’ possibile, fatto salvo che, come già spiegato in casi simili, il tutto va affidato ad un legale che, in funzione del contratto di assunzione, della comunicazione con la quale ti chiedevano il rispetto di certi orari e della lettera di licenziamento, potrebbe fare una corretta valutazione della situazione e verificare le probabilità di successo nel caso di vertenza. Attenzione che se vuoi procedere, l’impugnazione del licenziamento va fatta entro 60 giorni dal ricevimento dello stesso; io consiglio di procedere subito tramite legale ma se tu vuoi riflettere, puoi comunque impugnare il licenziamento personalmente con la seguente formula:
Spettabile ditta ___________________________________ con la presente impugno
ad ogni effetto di legge e di contratto il provvedimento di licenziamento comunicatomi
in data __________________________ in quanto illegittimo e comunque non sorretto
da giusta causa o giustificato motivo.
Replica ↓	butnaru claudiu 2012-02-21 alle 8:20 am	buon giorno! avrei da chiedere un informazione…sono un dipendente in una azienda multinazionele che opera nel settore metalmecanico…ho il contratto a tempo indeterminato come maggazziniere 3 livello…da quasi 2 anni subisco pressioni psicologice ( mobbing) dai miei coleghi di reparto( mancanza di comunicazione, non mi passano le informazioni che riguardano il nostro reparto)…avevo avvisato il direttore dalla produzione di questi fatti, ma non ha fatto nulla per risolverli..anzi, qualche mese fa uno dei miei coleghi mi fa fatto una denuncia alla dirigenza ed ho ricevuto una lettera di contestazione disciplinare….pratticamente si trattava in parole povere di tentato omicidio…. mi sono rivolto ad un avvocato che ha mandato una lettera ufficiale alla azienda dove lavoro….ma, stranamente dopo il ricevimento di questa lettera, mi hanno chiamato dal ufficio risorse personale per comunicarmi che hanno pensato di trasferirmi in altro reparto con un altra mansione ( le giustificazioni della dirigenza sono che sono un bravo operaio e mi vogliono dare la possibilita di crescere al livello professionale, quello che non è vero dal mio punto di vista, visto che lavoro da 4 anni in questa azienda e in questo reparto …ho fatto di tutto per migliorare il reparto dove lavoro, e conosco bene anche gli altri reparti)….la mia domanda è questa : posso riffiutare il cambiamento di reparto e di mansione????..grazie e distini saluti
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-21 alle 11:10 am	Il datore di lavoro può effettuare trasferimenti di reparto e cambio di mansioni in funzione delle esigenze aziendali, a patto che siano equivalenti alle precedenti secondo il CCNL: Visti i precedenti ti consiglio di chiedere al Personale che ti diano per iscritto l’inquadramento e la descrizione delle nuove mansioni e poi falle controllare dal tuo avvocato.
Replica ↓	Etchu 2012-02-25 alle 11:52 am	Salve dottore. Sono stato assunto come impiegato(Portiere di Notte) in una azienda alberghiero con contratto a tempo determinato 3 livello ma senza motivazione. Un contratto di lavoro senza motivazione .Nel mesi di Ottobre, un mese al termine del contratto sono stato contatto dal direttore di restare a casa per smaltire le miei ferie non goduto e role.Dopo un mese, ho informato il sindacato CISL.Una denucia e stata fatta contro l’azienda per abuso.mi hanno chiamato dal ufficio risorse personale per andare a fare un nuovo intervista con il direttore.Sono andato ma dopo un giorno sono stato contattato dal Sindacato di categoria CISL que il datore di lavoro ho ha gradito il mio comportamento con il direttore e mi chiede di presentare un indennità economico. Ho chiesto €20.000 nette ma l’azienda ha voluto pagare solo €14.000. Non ho accettato e ho chiesto di andare in tribunale. Dopo un giorno, il datore di lavore mi ha proposto un altro lavoro come Facchino ai Piani in altro reparto con un altra mansione ( le giustificazioni della dirigenza sono che sono un bravo operaio), non ho accettato questa offerta da impiegato a operaio.Dopo un giorno mi hanno riproposto il posto precedente di Portiere di notte. Dottore, vorrei informalLa che ho già lavorato in quest’azienda per cinque anni come operaio(Facchino ai Piani) prima di essere licenziato senza motivazione.come si descrivere questo comportamento?che cosa mi aspetta se rientro a lavoro?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-27 alle 4:29 pm	Non capisco perché non vuoi accettare la proposta dell’azienda di ritornare a lavorare come portiere di notte; qual’è il problema?
Replica ↓	Etc 2012-03-07 alle 3:11 pm	Grazie gentile dottore. Ho accettato l’offerta e ci fu un accordo tra le parti in cui mi hanno rilasciato un contratto di lavoro a tempo Indeterminato firmato dal datore di lavoro; il mediatore; il sindacato di categoria; il mio avvocato e io senza periodo di prova.
Ma dopo due giorni, ho ricevuto una lettera di assunzione dal datore di lavoro in cui stipula che sono assunto a tempo indeterminato e di essere a conoscenza del periodo di prova in esso stabilito.
Che cosa significa questo? Primo l’accordo tra le parti senza periodo di prova e il secondo contratto mandartomi dal datore di lavoro stipula un assunto a tempo indeterminato e di essere a conoscenza del periodo di prova in esso stabilito. Un cosa poco chiaro e che sul nuovo contratto consegnato a me dal datore di lavoro, che il nom del direttore del l’albergo ma manca la sua firma. Che cosasignifica?
Con il nuovo mercato di lavoro in arrivo, sarà facile a licenziarmi? che cosa mi aspetti dopo questa trattativa? ho già cominciato a lavorare ma ci sono comportamenti poco civile.
Vogliagradiregentiledottore i miei più cordiale saluto.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-09 alle 12:07 am	Si rivolga all’avvocato che lo ha già assistito; questo dovrà scrivere al datore di lavoro contestandogli la lettera di assunzione diversa dagli accordi intercorsi: lei non firmi la lettera di assunzione.
Replica ↓	Diego Bacchelli 2012-02-26 alle 8:11 am	buon giorno, mi trovo in una situazione, come minimo ‘strana’. sono un commerciale a livello Quadro, con risultati tra i migliori del gruppo. l’azienda è metalmeccanica con 500 dipendenti.
lavoro lì da quasi 4 anni. Il nuovo direttore ha deciso che non li sono simpatico, e ha chiesto a HR di incentivarmi l’esodo.
sia HR che il mio diretto capo non hanno nessuna giustificazione o spiegazione per questa mossa, se non simpatia (non ho mai parlato a lungo con questo direttore – forse perché ho sempre lavorato nei paesi anglosassoni e ho un metodo di lavoro più razionale ?). a parlargli non serve, diciamo che è un tipo particolare avendo 73 anni e credendo che lui sa tutto su tutto (il proprietario pensa che questo direttore sia fantastico !)
adesso le chiedo se vale la pena di chiedere di essere licenziato, e di quante mensilità potrebbe essere questo esodo non giustificato ? (ne ho chieste 36)
domani (Lunedì) ho un’appuntamento con il titolare visto che neanche HR si sente di farmi questo..
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-27 alle 4:41 pm	Non credo che, vista la sua breve anzianità, l’azienda sia disposta a darle un incentivo di 36 mensilità. Le ricordo che un azienda di 500 dipendenti se vuole effettuare un licenziamento individuale deve avere la giusta causa o il giustificato motivo oggettivo; mancando questi presupposti il licenziamento può essere più o meno facilmente impugnabile.
Replica ↓	Diego Bacchelli 2012-02-27 alle 8:29 pm	grazie della risposta,
l’altra cosa che mi interessava, e se conviene farsi licenziare (e prendere disoccupazione), oppure firmare la terminazione del rapporto per comune consenso.
avrebbe un impatto nei futuri lavori ?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-28 alle 12:16 am	I datori di lavoro sanno comunque che la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro é un modo per eviatre un licenziamento ed una possibile vertenza legale. Tenga presente che se firma una consensuale l’INPS non concede l’assegno di disoccupazione, se non in casi molto particolari.
Replica ↓	Diego Bacchelli 2012-02-28 alle 7:07 am	mi ha aiutato moltissimo grazie !
se vado per la via legale (ho 49 anni e non so se troverò lavoro facilmente)… si risolve tutto in tempi gestibili ?
la corte quante mensilità potrebbe dare ?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-29 alle 11:38 pm	Impossibile dare un’informazione corretta alla domanda, poiché i tempi per arrivare alla sentenza del magistrato dipendono moltissimo dai tribunali in cui si discute la causa e le penali, che possono essere inflitte all’azienda dipendono (in caso di vittoria) molto dall’abilità del tuo avvocato.
Replica ↓	Alessandro 2012-02-27 alle 8:52 am	Salve,
sono un ex dipendente dei treni notte a Milano con 800 dipendenti in tutta Italia e dal 11/12/2011 sono in mobilità dopo 10 anni di servizio. Ancora oggi attendiamo tutti il TFR e non si vedono sbocchi in merito. Vado avanti con 600 euro di disoccupazione e non so se posso pagare un avvocato.
Se denunciassi il mio caso alla Guardia di Finanza potrebbe servire per sollecitare il pagamento??
Sono disperato e ho 2 bambini piccoli..
La ringrazio Alessandro
Replica ↓	Pier Paolo 2012-02-27 alle 7:33 pm	Non credo che sia un problema risolvibile dalla Guardia di Finanza; poiché credo che tu non sia l’unico ex dipendente ad avere questo problema, non avete pensato di rivolgervi in gruppo agli avvocati delle organizzazioni sindacali, che prevedono il pagamento della parcella solo se la causa viene vinta. Provate a rivolgervi all’INCA della CGIL.
Replica ↓	sassi elisabetta 2012-03-02 alle 2:45 pm	mio marito compie 60 anni a luglio del 2012 e si è visto, come tanti del ’52, sfumare la possibilità di andare in pensione alla fine del 2012, bensì andrà alla fine del 2018. come se non bastasse la ditta presso cui lavora è in crisi e lui teme di essere licenziato: lo possono fare ? ho sentito parlare di una normativa che tutela le persone ultrasessantenni dal licenziamento, cosa c’è di vero? grazie della risposta.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-04 alle 7:11 pm	Esistono, stante i documenti sino ad ora resi pubblici, due possiblità, a seconda delle condizioni contributive, che lei non mi cita:
a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell’entrata in vigore del presente decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni;
b)per i lavoratori, con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1º gennaio 1996 il diritto alla pensione anticipata, previa risoluzione del rapporto di lavoro, può essere conseguito, altresì, al compimento del requisito anagrafico di sessantatre anni, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell’assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva
Replica ↓	daniel 2012-03-05 alle 3:44 pm	Buongiorno.Prima di tutto,scusi per il scritto.Sono un lavoratore rumeno e da sette mesi che non viene pagata la CIGO,ne per me ne per tutti gli operai di una azienda edilizia di Roma.Ci hanno detto bugie .Dal settembre,anno scorso siammo in CIGO,pero nessun pagamento: ne daL DATTORE DEL LAVORO,NE DALL INPS.che posso fare?dove chiedere aiuto,informazioni o consigli.non so che fare.debbo chiedere aiuto ad un avvocato?non si puo vivere cosi.Grazie.aspetto un consiglio da lei.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-07 alle 7:25 pm	Voi, prima di tutto dovete rivolgervi all’INPS per capire il motivo per cui non vi viene pagata da tanti mesi l’indennità di cassa integrazione: temo che la colpa sia del vostro datore di lavoro, per cui vi suggerisco di rivolgervi subito ai sindacati che hanno autorizzato la CIGO presso la vostra azienda.
Replica ↓	omar 2012-03-05 alle 6:27 pm	salve ….. io ho fatto un incidente stradale nn sul lavoro ! … me hanno dato 4 giorni si riposo al pronto soccorso poi un specialista nel ortopedia me ha dato 10 giorni di prognosi x distorzione al rachide….io me chiedo in questi 10 giorni di prognosi posso andare a lavorare tranquillamente e verro risarcito dalla assicurazione o devo per forza stare a casa ………… dico questo xkè il mio datore me sta pressando x tornare subito e io ho paura di perdere il lavoro !
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-07 alle 11:38 pm	Il più preoccupato dovrebbe essere il tuo datore di lavoro, poiché se tu tornassi al lavoro durante il periodo di prognosi e, per sfortuna, tu avessi delle conseguenze sul posto di lavoro, egli potrebbe avere delle conseguenze anche penali. Tu hai diritto di stare a casa sino al termine della prognosi; io non sono un medico e, quindi, non so dirti cosa rischi, tornando al lavoro prima del previsto.
Replica ↓	Ferro Roberto 2012-03-06 alle 11:31 pm	Buonasera, cerco di spiegare la complicata situazione in cui mi trovo, la mia azienda, una S.p.A. nel ramo metalmeccanico, a sequito di 3 anni di crisi ha deciso di mettere in liquidazione l’azienda, procedura gia in atto, a inoltre dato comunicazione, tramite i sindacati,di voler cedere un ramo di azienda, hanno prospettato 3 diverse modalità: affitto di ramo d’azienda, vendita di ramo d’azienda e il concordato preventivo con vendita di ramo d’azienda.
Tranne per il primo caso che visto lo stato di liquidazione aziendale non mi sembra praticabile, nei altri due prevedono la chiusura dell’azienda con un reintegro limitato nella società nascente.
Per i lavoratori che rimangono nella società che chiude, che tutele ci sono e quali sono le procedure che devono mettere in atto la società per i licenziamenti?
Abbiamo diritto ad una indennità di libera uscita?
Nel caso venga firmato un accordo con i sindacati è possipile lostesso aprire una vertenza contro l’azienda?
Piò essere oggetto di contrattazione il numero di dipendenti che confluiranno nella nuova società?
E’ vincolante l’accordo sindacale per poter attuare il concordato preventivo?
Non sono inscritto al sindacato, posso contrattare per proprio conto?
Mi scusi per il numero delle mie richieste, il fatto è che mi sento preso in giro sia dal mio datore ti lavoro che dai sindacati, nessuno mi rassicura e sfogliando internet mi ritrovo spesso a cozzare con cio che mi viene detto.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-08 alle 12:03 am	L’azienda, al momento della cesazione di attività dovrà adottare le procedure di mobilita concordate o meno con le organizzazioni sindacali. Il dipendente può sempre impugnare il licenziamento, anche se i sindacati hanno firmato un accordo con l’azienda, nel caso ritenga di poter dimostrare che il licenziamento era illecito. Nel caso l’azienda cessi completamente l’attività riterrei inutile impugnare il licenziamento.
E’ certamente oggetto di negoziazione quali dipendenti confluiranno nella nuova società, ma credo sia difficile che l’azienda accetti trattative private se gli accordi vengono pressi con i sindacati.
Replica ↓	Paolo 2012-03-07 alle 2:38 pm	Scusi il disturbo, volevo sapere come comportarmi, dato che il mio titolare e in dietro di 2 mesi nel pagamento dello stipendio! Noi dipendenti sappiamo che l’azienda e un po in crisi con il lavoro, (attrezzatura per l’edilizia) ma il datore fa finta di nulla, non ci dice nulla, solo che gli dispiace farci attendere!! E che questa situazione per uno che in casina di fieno non ne ha, e davvero dura!! Come comportarsi????
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-09 alle 12:01 am	Se il datore di lavoro é in difficoltà ed in buona fede, cercate di parlargli voi, per capire cosa intende fare. Se dovesse continuare a non pagarvi, purtroppo queste sono situazioni che si risolvono solo con l’intervento dei sindacati o di avvocati, per mettere in mora la ditta.
Replica ↓	Paolo 2012-03-09 alle 12:29 pm	Grazie !
Replica ↓	Ferro Roberto 2012-03-08 alle 1:08 am	Grazie
Replica ↓	Alessandro 2012-03-16 alle 7:05 pm	Salve, vorrei chiedervi un’informazione riguardo un incidente automobilistico durante l’orario di lavoro successo a mia moglie.
Durante uno spostamento di lavoro con una collega hanno subito un tamponamento. Andate al prontosoccorso mia moglie ha avuto una prognosi di 8 gg per colpo di frusta e stiramento lombare. Avendo un contratto a progetto dopo gli otto giorni, pur essendo ancora dolorante ha deciso di tornare a lavoro per gli ovvi motivi che un contratto a progetto presenta. Nel chiudere la pratica INAIL il medico di famiglia ha emesso un certificato che attestava che le condizioni di mia moglie non erano ancora soddisfacenti e che dava 20 gg di prognosi con delle terapie di agopuntura. Quindi nonostante fosse rientrata a lavoro aveva ancora questa prognosi. Trascorsi questi giorni e effettuato il ciclo di agopiuntura la zona lombare era ancora infiammata e dolorante. Siamo andati da un fisiatra che l’ha visitata e ha dato altri 20 gg di prognosi e un ciclo di 10 gg di massaggi.
Detto questo il medico legale dice che essendo rientrata a lavoro i giorni di prognosi rilasciati lo stesso giorno del rientro a lavoro vanno in conflitto e non hanno alcun senso perche uno contraddice l’altro. Premesso che con questo tipo di contratto non c’era altra alternativa, secondo voi cosa dovremmo fare? Vi ringrazio anticipatamente
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-16 alle 10:18 pm	Nei contratti a progetto il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto, quando essa sia determinata, ovvero superiore a trenta giorni per i contratti di durata determinabile. Dato che sua moglie é comunque rientrata al lavoro, mi spieghi cosa comporta l’interpretazione del medico legale?
Replica ↓	Alessandro 2012-03-17 alle 12:54 am	L’interpretazione del medico legale era riferita alla liquidazione che l’assicurazione deve a mia moglie, non capendo che e’ rientrata per evitare la risoluzione del contratto sebbene non fosse del tutto guarita.
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-17 alle 7:10 pm	Un tentativo potrebbe essere quello di verificare se l’opinione del medico legale sia condivisa dagli organi amministrativi dell’assicurazione (come é molto probabile); provi a inviare una raccomandata (meglio sarebbe se scritta da un legale amico), contestando la decisione dl medico legale, in quanto il comportamento di sua moglie é stato dettato dalla necessità di conservare il posto di lavoro e non da una migliorata condizione di salute. Replica ↓	davide 2012-03-17 alle 10:09 am	Buondì,
mi volevo complimentare per vs servizio, utile per la comunità.
Lavoro in un ristorante da un anno e mezzo con un contratto indeterminato, purtroppo ho ricevuto la notizia che l’attività viene ceduta ad altri gestori, i quali non hanno più esigenza di lavoro dipendente.
Da quello che si evince dalla legge attuale non possono licenziarmi (sbaglio?), ed io non ho assoluto interesse a dimettermi, quindi, se ho interpretato correttamente rimane solo la possibilità di un accordo tra le parti con relativo incentivo all’esodo.
Se accettassi una risoluzione con incentivo, perderei il diritto di entrare in mobilità e relativo assegno?
Replica ↓	Pier Paolo 2012-03-17 alle 7:21 pm	Immagino che il ristorante per il quale lei lavora abbia meno di 15 dipendenti, per cui, nel caso la nuova proprietà intenda effettuare una riduzione di personale, potrebbe, nel rispetto comunque di precise motivazioni, adottare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo ( a meno che la nuova legge in discussione sul mercato del lavoro e sulla revisione dell’art.18 non cambi le attuali procedure).
La mobilità é una processo che deve essere richiesto dal datore di lavoro, ed esistono casi in cui il licenziamento é stato trasformato in risoluzione con incentivo e successivo ingresso in mobilità.