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Timestamp: 2019-07-16 02:44:39+00:00
Document Index: 46664241

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 3']

Autorizzazione n. 6 del 1999 - Trattamento di alcuni dati sensibili da... - Garante Privacy
Autorizzazione n. 6 del 1999 - Trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati - 29 settembre 1999 [1147591]
(G. U. n. 232 del 2 ottobre 1999)
[doc. web n. 1147591]
Autorizzazione n. 6 del 1999 - Trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati - 29 settembre 1999
Considerato che una speciale disposizione (art. 22, comma 4, legge n. 675/1996) permette di trattare i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale senza il consenso degli interessati, quando il trattamento autorizzato dal Garante è necessario per svolgere una investigazione nell´ambito di un procedimento penale (articoli 190 del codice di procedura penale e 38 delle relative norme di attuazione) o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto di rango pari a quello dell´interessato;
Vista l´autorizzazione del Garante adottata il 30 settembre 1998 relativa al trattamento di alcuni dati sensibili da parte degli investigatori privati, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 1º ottobre 1998 e avente efficacia fino al 30 settembre 1999;
Considerato che il Garante ha rilasciato un´autorizzazione di ordine generale relativa ai dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (n. 2/1999, rilasciata il 29 settembre 1999), anche in riferimento alle predette finalità di ordine giudiziario;
Considerato che numerosi trattamenti aventi tali finalità sono effettuati con l´ausilio di investigatori privati, e che è pertanto opportuno integrare le prescrizioni dell´autorizzazione n. 2/1999 mediante un ulteriore provvedimento di ordine generale che tenga conto dello specifico contesto dell´investigazione privata, anche al fine di armonizzare le prescrizioni da impartire alla categoria;
Ritenuta la necessità di applicare anche al caso di specie le considerazioni già espresse con l´autorizzazione n. 2/1999 per ciò che riguarda la natura provvisoria delle autorizzazioni generali e i criteri direttivi prescelti per la determinazione delle relative prescrizioni;
Considerato che ulteriori misure ed accorgimenti saranno prescritti dal Garante all´atto della sottoscrizione dell´apposito codice di deontologia e di buona condotta che il Garante è in procinto di promuovere (art. 22, comma 4, legge n. 675/1996);
a) nell´ambito dei rapporti di lavoro (autorizzazione n. 1/1999, rilasciata il 29 settembre 1999);
Il trattamento può riguardare i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, qualora ciò sia strettamente indispensabile per eseguire specifici incarichi conferiti per scopi determinati e legittimi nell´ambito delle finalità di cui al punto 1).
I dati devono essere registrati ed elaborati mediante logiche e forme di organizzazione strettamente correlate alle finalità di cui al punto 1). L´interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati deve essere informata ai sensi dell´art. 10, comma 1, della legge n. 675/1996, ponendo in particolare evidenza l´identità e la qualità professionale dell´investigatore, nonché la natura facoltativa del conferimento dei dati.
Per quanto non previsto nella presente autorizzazione, il trattamento deve essere effettuato nel rispetto delle ulteriori prescrizioni contenute nell´autorizzazione generale n. 2/1999, in particolare per ciò che riguarda le informazioni relative ai nascituri e ai dati genetici.
Nel quadro del rispetto dell´obbligo previsto dall´art. 9, comma 1, lettera e), della legge n. 675/1996, i dati sensibili possono essere conservati per un periodo non superiore a quello strettamente necessario per eseguire l´incarico ricevuto.
A tal fine deve essere verificata costantemente, anche mediante controlli periodici, la stretta pertinenza e la non eccedenza dei dati rispetto alle finalità perseguite e all´incarico conferito.
Una volta conclusa la specifica attività investigativa, il trattamento deve cessare in ogni sua forma, fatta eccezione per l´immediata comunicazione al difensore o al soggetto che ha conferito l´incarico. La mera pendenza del procedimento al quale l´investigazione è collegata, ovvero il passaggio ad altre fasi di giudizio in attesa della formazione del giudicato, non costituiscono, di per se stessi, una giustificazione valida per la conservazione dei dati da parte dell´investigatore privato.
I dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere diffusi solo se è necessario per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati (art. 23, comma 4, della legge n. 675/1996), con l´osservanza delle norme che regolano la materia.
Restano fermi gli obblighi previsti da norme di legge o di regolamento, ovvero dalla normativa comunitaria (anteporre "normativa comunitaria"), che stabiliscono divieti o limiti in materia di trattamento di dati personali e, in particolare:
a) dagli articoli 4 (impianti e apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori) e 8 (indagini sulle opinioni del lavoratore o su altri fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell´attitudine professionale) della legge 20 maggio 1970, n. 300;
Restano fermi gli obblighi previsti dagli articoli 9, 15, 17 e 28 della legge n. 675/1996 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 318/1999 concernenti i requisiti dei dati personali, la sicurezza, i limiti posti ai trattamenti automatizzati volti a definire il profilo o la personalità degli interessati, nonché il trasferimento all´estero dei dati.
Resta ferma la facoltà per le persone fisiche di trattare direttamente dati per l´esclusivo fine della tutela di un proprio diritto in sede giudiziaria, anche nell´ambito delle investigazioni relative ad un procedimento penale. In tali casi, la legge n. 675/1996 non si applica anche se i dati sono comunicati occasionalmente ad una autorità giudiziaria o a terzi, sempreché i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione (art. 3 della legge n. 675/1996).