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Timestamp: 2017-08-22 08:12:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 483', 'art. 76', 'art. 483', 'art. 46', 'art. 76', 'art. 483', 'art. 47', 'art. 495', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 495', 'art. 483', 'art. 495', 'art. 495', 'art. 46', 'art. 76', 'art. 10', 'art. 495', 'art. 76', 'art. 483', 'art. 495', 'art. 483', 'art. 496', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2']

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SEMINARIO IN MATERIA DI ANAGRAFE
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SEMINARIO IN MATERIA DI ANAGRAFE - PowerPoint PPT Presentation
SEMINARIO IN MATERIA DI ANAGRAFE. Udine, 22 novembre 2012. Viceprefetto Aggiunto dott. Giovanni Maria LEO. Riferimenti normativi essenziali. Costituzione della Repubblica Italiana Art. 16.
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SEMINARIOIN MATERIA DIANAGRAFE
Viceprefetto Aggiunto dott. Giovanni Maria LEO
L. 24 dicembre 1954, n. 1228
Art. 1. Anagrafe della popolazione residente.
Nozione giuridica di residenza
Art. 43 c.c. Domicilio e residenza.
La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale .
Art. 1 L. 24 dicembre 1954, n. 1228.
3. Nell'anagrafe della popolazione residente sono registrate le posizioni relative alle singole persone, alle famiglie ed alle convivenze, che hanno fissato nel Comune la residenza, nonché le posizioni relative alle persone senza fissa dimora che hanno stabilito nel Comune il proprio domicilio, in conformità del regolamento per l'esecuzione della presente legge.
La residenza di una persona è determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, cioè dall'elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali; questa stabile permanenza sussiste anche quando la persona si rechi a lavorare o a svolgere altra attività fuori del comune di residenza, sempre che conservi in esso l'abitazione, vi ritorni quando possibile e vi mantenga il centro delle proprie relazioni familiari e sociali.
Cass. civ. Sez. II, 14-03-1986, n. 1738 (rv. 445057) Calisic. Graziola
Art. 44 c.c. Trasferimento della residenza e del domicilio.
1. Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge.
Art. 31 disp. att. c.c.
(ma vedi d.p.r. 223/1989)
Cons. Stato Sez. IV, Sent., 02-11-2010, n. 7730
«qualora la residenza anagrafica non corrisponda alla residenza di fatto, è di questa che bisogna tener conto con riferimento alla residenza effettiva, quale si desume dall'art. 43 c.c., e la prova della sua sussistenza può esser fornita con ogni mezzo, anche indipendentemente dalle risultanze anagrafiche, atteso che queste hanno valore presuntivo, essendo la residenza della persona determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un dato luogo.»
«ai fini della opponibilità del trasferimento di residenza ai terzi di buona fede nei modi prescritti dalla legge, deve aversi la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello dove si intende fissare la dimora abituale: si evince che in mancanza delle previste formalità, la persona fisica può avere contemporaneamente due residenze, una effettiva e una anagrafica, ma ai fini della opponibilità ai terzi di buona fede sono richieste specifiche formalità.»
Anagrafe della popolazione residenteSoggetti
Procedimento amministrativo diiscrizione anagrafica
Dichiarazione (o d’ufficio)
Iscrizione (o diniego)
* ma l’iscrizione è immediatamente efficace
Art. 5 D.L. n. 5 del 2012(conv. in L. n. 35 del 2012)Cambio di residenza in tempo reale
1. Le dichiarazioni anagrafiche di cui all'articolo 13, comma 1, lettere a), b) e c), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, sono rese nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti utilizzando una modulistica conforme a quella pubblicata sul sito istituzionale del Ministero dell'interno. Nella modulistica è inserito il richiamo alle sanzioni previste dall'articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in caso di false dichiarazioni.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1 sono rese e sottoscritte di fronte all'ufficiale di anagrafe ovvero inviate con le modalità di cui all'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
3. Fermo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l'ufficiale d'anagrafe, nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, effettua le iscrizioni anagrafiche. Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche e delle corrispondenti cancellazioni decorrono dalla data della dichiarazione.
5-bis. In occasione di consultazioni elettorali o referendarie, qualora l'ufficiale di anagrafe proceda al ripristino della posizione anagrafica precedente ai sensi del comma 5 in tempi non utili ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 32, primo comma, numero 4), del testo unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, le conseguenti variazioni alle liste elettorali sono apportate non oltre il quindicesimo giorno antecedente la data della votazione.
Nuovo art. 13 d.p.r. 223/1989(come mod. da d.p.r. 154/2012)
3. Le dichiarazioni anagrafiche di cui al comma 1 sono sottoscritte di fronte all'ufficiale d'anagrafe ovvero inviate al comune competente, corredate dalla necessaria documentazione, con le modalità di cui all'articolo 38 deldecreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Il comune pubblica sul proprio sito istituzionale gli indirizzi, anche di posta elettronica, ai quali inoltrare le dichiarazioni.
3-bis. L’ufficiale d’anagrafe provvede alla comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli interessati, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Dichiarazioneprima del 9 maggio 2012
entro 20 gg.
non a)
(trasferimento di residenza)
Dichiarazionea partire dal 9 maggio 2012
min. interno + istat
Art. 38 d.p.r. 445/2000 (T.U.D.A.)Modalità di invio e sottoscrizione delle istanze
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica, … , sono valide se effettuate secondo quanto previsto dall'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. La copia dell'istanza sottoscritta dall'interessato e la copia del documento di identità possono essere inviate per via telematica; … .
Art. 65 d.lv. 82/2005 (C.A.D.)Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica
1. Le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici ai sensi dell'articolo 38, commi 1 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono valide:
c) ovvero quando l'autore è identificato dal sistema informatico con i diversi strumenti di cui all'articolo 64, comma 2, nei limiti di quanto stabilito da ciascuna amministrazione ai sensi della normativa vigente nonché quando le istanze e le dichiarazioni sono inviate con le modalità di cui all'articolo 38, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
c-bis) ovvero se trasmesse dall'autore mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalità definite con regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 71, … .
1-ter. Il mancato avvio del procedimento da parte del titolare dell'ufficio competente a seguito di istanza o dichiarazione inviate ai sensi e con le modalità di cui al comma 1, lettere a), c) e c-bis), comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare dello stesso.
Modalità per rendere dichiarazioni anagrafiche
Trasmissione a Comune di provenienza
Conferma cancellazione da Comune di provenienza
Procedimento di iscrizione (art. 18 d.p.r. 223/89)(prima del d.p.r. 154/2012)
Procedimento di iscrizione (art. 18 d.p.r. 223/89)(dopo il d.p.r. 154/2012)
2 gg. lav.
Art. 6 D.L. n. 5 del 2012(conv. in L. n. 35 del 2012)
Accertamento e dichiarazioni false
Art. 5 D.L. n. 5 del 2012
Art. 75 D.P.R. n. 445 del 2000
Art. 76 D.P.R. n. 445 del 2000
Art. 495-bis. Falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull'identità o su qualità personali proprie o di altri.
Chiunque dichiara o attesta falsamente al soggetto che presta servizi di certificazione delle firme elettroniche l'identità o lo stato o altre qualità della propria o dell'altrui persona è punito con la reclusione fino ad un anno.
Cassazione PenaleElemento materiale del reato e fattispecie
La falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) ricorre qualora il privato attesti falsamente in un atto pubblico fatti che l'attestante ha il dovere giuridico di esporre veridicamente e dei quali l'atto era destinato a provare la verità.
Sez. II, sent. n. 5211 del 13-04-1989 (cc. del 28-12-1988), Russo (rv 181006).
Cassazione PenaleFalse attestazioni
La norma di cui all'art. 76 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (D.P.R. n. 445 del 2000), stabilendo la sanzione penale per chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal medesimo T.U., rimanda al cod. pen. e alle leggi speciali in materia: ne consegue che risponde del reato di cui all'art. 483 il privato che renda false attestazioni circa gli stati, le qualità personali ed i fatti indicati nell'art. 46 del citato Testo Unico al fine di partecipare a una gara di appalto. (Rigetta, Trib. Aosta, 18 gennaio 2005)
Sez. V, sent. n. 20570 del 10-05-2006 (ud. del 10-05-2006), E.C.A. (rv. 234203)
Integra il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (art. 76 d.P.R. n. 445 del 2000 in relazione all'art. 483 cod. pen.), la condotta di colui che, in sede di dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi dell'art. 47 d.P.R. n. 445 del 2000, allegata ad istanza preordinata ad ottenere il passaporto, attesti falsamente di non avere mai riportato condanne penali, ancorché si tratti di precedenti non ostativi al rilascio del passaporto. (Rigetta, App. Reggio Calabria, 12/06/2009)
Sez. V, sent. n. 16275 del 16-03-2010 (ud. del 16-03-2010), (rv. 247260)
Le "altre qualità proprie o dell'altrui persona", cui fa riferimento l'art. 495 cod. pen., sono soltanto quelle che servono a completare lo stato e l'identità della persona ai fini della sua identificazione. Restano, perciò, fuori della tutela penale le richieste dell'autorità su condizioni personali del soggetto non giustificate da esigenze di identificazione, ma rivolte ad altro fine, quale quello di acquisire elementi di accusa a carico dell'indagato. (Fattispecie nella quale la S.C. ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, resa ex art. 444 cod. proc. pen., considerando che non integra la materialità del delitto di cui all'art. 495 cod. pen. la falsa negazione di un rapporto di convivenza).
Sez. V, sent. n. 4639 del 07-05-1993 (cc. del 16-02-1993), Lakatosz (rv 195015).
Cassazione PenaleDistinzione tra art. 483 c.p. e art. 495 c.p.
«G.G. era chiamato a rispondere, innanzi al Tribunale di Brindisi, del reato di cui all'art. 495 c.p. (perché con dichiarazione sostitutiva di certificazione antimafia ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000, art. 46 e, quindi, per gli effetti dell'art. 76, comma 2 dello stesso Decreto, davanti a pubblici ufficiali attestava falsamente che nei suoi confronti non sussistevano cause di divieto, di decadenza o di sospensione ad ottenere le iscrizioni indicate dalla L. n. 575 del 1965, art. 10»
«il giudice di appello ha indicato le ragioni del suo convincimento in ordine alla responsabilità del G. per il reato a lui ascritto. All'uopo, ha fatto corretto riferimento alla particolarità della fattispecie (presentazione di autocertificazione antimafia alla Commissione Provinciale per l'artigianato presso la CCIIAA ai fini dell'attribuzione di partita IVA), relativa ad un atto falsamente dichiarativo di qualità personali e non già di fatti la cui verità lo stesso documento fosse destinato a provare, come tale integrativo della fattispecie penale di cui all'art. 495 c.p. - in rapporto alla previsione di cui al D.Lgs. n. 445 del 2000, art. 76, comma 3 - e non già della diversa ipotesi delittuosa dell'art. 483 c.p.»
Sez. V, sent. n. 22603 del 19-03-2010 (ud. del 19-03-2010), (rv. 247442)
La mancata indicazione, nell'apposito modulo di richiesta del passaporto, dell'esistenza di precedenti penali dà luogo alla configurabilità del reato di cui all'art. 495, ultimo comma, cod. pen., trattandosi di implicita, falsa attestazione inerente ad una qualità personale del dichiarante, con esclusione, quindi, tanto del reato di cui all'art. 483 cod. pen. (poiché la falsa attestazione non ha per oggetto "fatti"), quanto di quello di cui all'art. 496 cod. pen., configurabile solo in via residuale quando la falsità non abbia alcuna attinenza, né diretta né indiretta, con la formazione di un atto pubblico, inteso in senso lato. (Rigetta, App. Perugia, 23 febbraio 2007)
Sez. V, Sent. n. 4420 del 04-12-2007 (ud. del 04-12-2007), D.D. (rv. 238343)
La residenza come informazione
33. Certificati anagrafici.
34. Rilascio di elenchi degli iscritti nell'anagrafe della popolazione residente e di dati anagrafici per fini statistici e di ricerca.
35. Contenuto dei certificati anagrafici.
37. Divieto di consultazione delle schede anagrafiche.
1. È vietato alle persone estranee all'ufficio di anagrafe l'accesso all'ufficio stesso e quindi la consultazione diretta degli atti anagrafici. Sono escluse da tale divieto le persone appositamente incaricate dall'autorità giudiziaria e gli appartenenti alle forze dell'ordine ed al Corpo della Guardia di finanza. I nominativi delle persone autorizzate ad effettuare la consultazione diretta degli atti anagrafici devono figurare in apposite richieste dell'ufficio o del comando di appartenenza; tale richiesta deve essere esibita all'ufficiale di anagrafe, unitamente ad un documento di riconoscimento. omissis
2. [È consentita agli stessi la possibilità di collegarsi tramite terminali con le anagrafi dotate di elaboratori elettronici, ai soli fini di consultazione degli atti anagrafici]*.
3. [Le richieste per la realizzazione di tali collegamenti devono essere sottoposte all'approvazione del Ministero dell'interno tramite le competenti prefetture]*.
* Commi abrogati dal T.U.D.A.
La circolarità delle informazioni anagrafiche
D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (TUDA)
Articolo 40. Certificati
(Così modificato dall'art. 15, comma 1, lett. a), L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1° gennaio 2012)
Articolo 43. Accertamenti d'ufficio
1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall'interessato.
D.Lv. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD)
Articolo 58. Modalità della fruibilità del dato
Articolo 72. Responsabilità in materia di accertamento d'ufficio e di esecuzione dei controlli
(come sostituito dall'art. 15, comma 1, lett. e), L. 12 novembre 2011, n. 183, a decorrere dal 1° gennaio 2012)
Circolare Ministero dell'interno 26/2/2002, n. 3 - Autorizzazioni per la realizzazione di collegamenti, tramite terminale, tra le anagrafi comunali e gli enti previsti dal d.P.R. 30 maggio 1989 n. 223
«Si reputa, però, opportuno richiamare l'attenzione dei sigg. sindaci, nella loro veste di ufficiali di governo, sulla necessità che i collegamenti in rete dovranno essere autorizzati a condizione che non venga trattenuto alcun dato anagrafico da parte degli enti collegati, onde evitare la duplicazione delle anagrafi stesse e che vengano rispettate, altresì, le disposizioni dettate a tutela della protezione dei dati personali»
4. Per l'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui all'articolo 12, è istituito, presso il Ministero dell'interno, l'Indice nazionale delle anagrafi (INA), alimentato e costantemente aggiornato, tramite collegamento informatico, da tutti i comuni.
5. L'Indice nazionale delle anagrafi (INA) promuove la circolarità delle informazioni anagrafiche essenziali al fine di consentire alle amministrazioni pubbliche centrali e locali collegate la disponibilità, in tempo reale, dei dati relativi alle generalità, alla cittadinanza, alla famiglia anagrafica, all'indirizzo anagrafico delle persone residenti in Italia e dei cittadini italiani residenti all'estero iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), certificati dai comuni e, limitatamente al codice fiscale, dall'Agenzia delle Entrate.
6. Con decreto del Ministro dell'interno, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, sentiti il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), il Garante per la protezione dei dati personali e l'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), è adottato il regolamento dell'INA. Il regolamento disciplina le modalità di aggiornamento dell'INA da parte dei comuni e le modalità per l'accesso da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e locali al medesimo INA, per assicurarne la piena operatività
D. M. 19 gennaio 2012, n. 32
Nuovo regolamento di gestione dell’Indice nazionale delle anagrafi
Dati presenti sull’INA:
Codice ISTAT Comune di residenza
Codice ISTAT della sezione di censimento
Indirizzo anagrafico di residenza
Art. 4 Costituzione e aggiornamento
Art. 8 Titolare del trattamento e misure di sicurezza
L’anagrafe prossima ventura…
…è già legge!
62. Anagrafe nazionale della popolazione residente - ANPR.
1. È istituita presso il Ministero dell'interno l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), quale base di dati di interesse nazionale, ai sensi dell'articolo 60, che subentra all'Indice nazionale delle anagrafi (INA), istituito ai sensi del comma 5 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, recante «Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente» e all'Anagrafe della popolazione italiana residente all'estero (AIRE), istituita ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470, recante «Anagrafe e censimento degli italiani all'estero».
2. Ferme restando le attribuzioni del sindaco di cui all'articolo 54, comma 3, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'ANPR subentra altresì alle anagrafi della popolazione residente e dei cittadini italiani residenti all'estero tenute dai comuni.
(articolo sostituito dal comma 1 dell’art. 2, D.L. 18 ottobre 2012, n. 179)
1. Al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione, secondo le modalità stabilite al comma 3, un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, quale suo domicilio digitale.
4. A decorrere dal 1° gennaio 2013, salvo i casi in cui è prevista dalla normativa vigente una diversa modalità di comunicazione o di pubblicazione in via telematica, le amministrazioni pubbliche e i gestori o esercenti di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dallo stesso dichiarato, anche ai sensi dell'articolo21-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, senza oneri di spedizione a suo carico.
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