Source: http://astratto.info/i-soci-fondatori-devono-essere-necessariamente-almeno-due.html
Timestamp: 2019-06-18 14:37:59+00:00
Document Index: 97583188

Matched Legal Cases: ['art. 2294', 'art. 2304', 'art. 2740', 'art. 2247', 'art. 2253', 'art. 23073', 'art. 2291', 'art. 2312', 'art. 22591', 'art. 2274', 'art. 2266', 'art. 22662', 'art. 22981']

I soci fondatori devono essere necessariamente almeno due
Le S.n.c. sono società di persone che hanno un’autonomia patrimoniale imperfetta sono formate da una pluralità di soci che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. I patti contrari, con i quali viene limitata la responsabilità o viene esclusa la solidarietà di alcuni soci, è inefficace nei confronti dei terzi, ma se non viola il divieto del patto leonino è efficace nei confronti degli altri soci.
I soci fondatori devono essere necessariamente almeno due.
I soci possono amministrare e rappresentare congiuntamente, disgiuntamente o in modo misto la società. I soci non amministratori possiedono comunque alcuni poteri.
Il socio è obbligato ad eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale.
I soci devono avere la capacità richiesta dalla legge per l’esercizio di un’impresa commerciale (art. 2294 c.c.);
I soci non possono senza il consenso degli altri soci esercitare attività concorrente.
Un socio può sciogliere il rapporto con la società per: morte, recesso ed esclusione.
La S.n.c. manca di personalità giuridica in quanto il patrimonio della società non è separato dal patrimonio personale dei soci. Nella S.n.c. la responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali è sussidiaria rispetto a quella della società, in quanto i creditori della società possono pretendere il pagamento dei debiti sociali dai singoli soci soltanto dopo aver agito inutilmente sul patrimonio della società (art. 2304 c.c.).
Nella S.n.c. il socio ha un vero e proprio diritto di escussione preventiva dal patrimonio sociale: in altri termini non è il socio ad avere l’onere di chiedere al creditore sociale di agire prima sul patrimonio della società, e di indicare i beni sociali sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi, ma è il creditore che, per potere agire nei confronti del socio, deve dimostrare di avere già agito sul patrimonio sociale e di non essere riuscito a soddisfare il suo credito.
Responsabilità dei soci solidale e illimitata
La responsabilità è illimitata, in quanto ogni socio risponde con tutto il suo patrimonio personale (cioè con tutti i suoi beni presenti e futuri; art. 2740 c.c.);
La responsabilità è solidale, perché ogni socio risponde per l’intero debito e i creditori sociali possono pretendere il pagamento da uno qualsiasi dei soci.
L’amministrazione mista
Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di una attività economica allo scopo di dividerne gli utili (art. 2247 c.c.). Il socio è obbligato a eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale. Se i conferimenti non sono determinati, si presume che i soci siano obbligati a conferire, in parti eguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale (art. 2253 c.c.).
Apporto costituito da crediti:
In caso di apporto costituito da crediti si adottano due differenti criteri di valutazione a seconda che il socio conferente ne garantisca o meno il buon fine:
criterio del valore nominale: il socio garantisce il buon fine dei crediti e si impegna a risarcire la società delle eventuali spese di incasso e degli interessi per la ritardata riscossione fino alla scadenza dei crediti;
criterio del presunto valore di realizzo: il socio non garantisce il buon fine dei crediti e quindi il rischio di insolvenza del debitore si trasferisce alla società.
Conferimento di azienda funzionante:
Si ha un apporto congiunto quando un socio conferisce l’azienda già funzionante di cui è titolare. La valutazione dell’azienda conferita deve essere effettuata tenendo conto dell’avviamento, ossia delle qualità positive possedute dall’impresa, quali: personale specializzato, ubicazione favorevole, organizzazione sperimentata, fornitori selezionati, clientela effettiva e potenziale, ecc. Il decreto legislativo n. 358 dell’08/10/1997 consente di rilevare l’apporto di un’azienda funzionante secondo due diverse procedure:
principio della continuità dei valori
principio dell’adeguamento dei valori
Principio della continuità dei valori:
I beni facenti parte del complesso aziendale apportato vengono iscritti nella contabilità della società che riceve l’apporto in base agli stessi valori contabili risultanti dalla contabilità dell’impresa conferita. Non viene rilevato l’avviamento le immobilizzazioni immateriali e materiali vengono iscritte al loro costo originario e il corrispondente fondo ammortamento continuerà ad accogliere le quote che saranno accantonate dalla nuova società; analogamente, i crediti vengono trasferiti tra le attività al loro valore nominale mentre tra le passività vengono accolti il fondo rischi e il fondo svalutazione crediti.
I beni facente parte del complesso aziendale conferito vengono caricati nella contabilità della nuova società in base ai valori che risultano dal bilancio straordinario con l’iscrizione separata dell’avviamento; le immobilizzazioni materiali e immateriali sono iscritte al loro valore corrente di mercato o al costo di riproduzione o di riacquisto; le rimanenze sono valutate in base ai prezzi attuali di mercato; i crediti sono iscritti al loro presumibile valore di realizzo, non sono però trasferiti contabilmente i relativi fondi ammortamento e svalutazione crediti.
Possono partecipare alla stipula dell’atto costitutivo:
le persone fisiche maggiori di età e capaci di agire, salvo i casi di incompatibilità;
gli incapaci, per mezzo dei loro rappresentanti la loro partecipazione è condizionata al rilascio da parte de Tribunale di apposite dichiarazioni;
i coniugi in regime di comunione legale;
Non possono partecipare per motivi di incompatibilità alla stipula dell’atto costitutivo :
gli esercenti professioni protette, notai avvocati o medici;
e per un certo periodo i soggetti dichiarati falliti.
La giurisprudenza ammette la partecipazione di una società personale nelle persone dei loro rappresentanti mentre, nega la partecipazione di società di capitali.
Il socio di una S.n.c. non può senza il consenso da parte degli altri soci, esercitare in proprio o per conto terzi un’attività concorrente con quella della società o assumere la qualità di socio illimitatamente responsabile in una società concorrente. In caso di violazione del divieto di concorrenza previsto dalla legge, il socio è obbligato a risarcire i danni causati dalla società e gli altri soci possono anche deciderne l’esclusione dalla società per giusta causa.
Il recesso di un socio
Il recesso consiste nella dichiarazione di volontà da parte di un socio di non volere più fare parte di una società. La società in nome collettivo deve essere costituita necessariamente a tempo determinato (ma, se in seguito la società è stata prorogata tacitamente a tempo indeterminato, ciascun socio può recedere in qualsiasi momento dalla società con l’obbligo di darne il preavviso agli altri soci; art. 23073).
Quando la società è costituita a tempo determinato il recesso e lo scioglimento del rapporto sociale di un socio richiede la volontà anche degli altri soci, e si procede alla redazione di un bilancio straordinario compilato secondo i criteri di cessione.
Tale valore viene determinato tenendo conto dell’effettiva consistenza economica dell’azienda.
I soci che intendono uscire dalla società possono cedere agli altri soci o ad altri soggetti esterni la propria quota sociale
L’ATTO COSTITUTIVO, RICHIEDE SEMPRE UNA FORMA DETERMINATA E CIOÈ DEVE ESSERE COSTITUITO CON ATTO PUBBLICO O CON SCRITTURA PRIVATA AUTENTICATA.
E’ il nome con cui opera la società di persone nei suoi rapporti con i terzi.
La ragione sociale di una S.n.c. deve contenere il nome di almeno uno dei soci con l’indicazione del rapporto sociale (S.n.c.).
La società può conservare nella ragione sociale il nome del socio receduto o defunto, se il socio receduto o gli eredi del defunto vi consentono.
Riparto utili d’esercizio
FINANZIAMENTI NELLE SOCIETA’ DI PERSONE
LE DIMINUZIONI DI CAPITALE SOCIALE
I riferimenti normativi che riguardano le S.n.c. sono indicati nel Codice Civile dall’art. 2291 all’art. 2312 c.c.
L’amministrazione di una società consiste, dal punto di vista giuridico, nella direzione e nella gestione dell’attività economica per il cui esercizio in comune i soci hanno costituito la società.
Nella S.n.c. i soci possono essere nominati amministratori nell’atto costitutivo o con atto separato, contemporaneo o anche successivo. La revoca dell’amministratore, nominato nell’atto costitutivo, non ha effetto se non ricorre una giusta causa.
La revoca dell’amministratore nominato con atto separato può essere anche senza giusta causa e secondo le norme generali sul mandato (art. 22591,3 c.c.) con il consenso unanime di tutti gli altri soci.
Se non adempie con la dovuta diligenza gli obblighi imposti dalla legge o dall’atto costitutivo, un amministratore può essere revocato per giusta causa ed è responsabile per i danni che ha causato alla società.
La responsabilità degli amministratori nei confronti della società è solidale, in quanto ciascun amministratore è responsabile verso la società stessa per l’intero ammontare del danno (salvo il suo diritto, dopo avere pagato i danni, di agire con l’azione di regresso nei confronti degli altri amministratori per ottenere la loro parte del risarcimento), e comprende anche la responsabilità indiretta per non aver controllato adeguatamente l’operato degli altri amministratori.
Dal momento in cui si verifica una causa di scioglimento della società gli amministatori non possono più compiere nuove operazioni ma, fino a quando non vengono nominati i liquidatori, conservano il potere di amministrazione per gli affari urgenti (art. 2274), cioè per gli atti diretti a conservare il patrimonio sociale o a evitare un danno alla società.
Gli amministratori (o anche il notaio, quando la società è stata costituita con atto pubblico) della S.n.c. e della S.a.s. devono provvedere, entro 30 gg dalla costituzione della società, al deposito dell’atto costitutivo presso l’ufficio del registro delle imprese. In caso contrario la società è irregolare. I rappresentanti, inoltre, devono depositare le loro firme autografe presso l’ufficio del registro delle imprese entro 15 gg dalla notizia della nomina per consentire ai terzi di verificarne l’autenticità. Nel pubblico registro delle imprese, devono essere iscritti successivamente i principali fatti relativi alle società riguardanti:
le modificazioni dell’atto costitutivo (decise all’unanimità dei soci);
la nomina e la revoca degli amministratori (con le eventuali limitazioni dei loro poteri di rappresentanza);
lo scioglimento della società e la nomina dei liquidatori.
L’iscrizione nel registro delle imprese ha la funzione di pubblicità dichiarativa, perché i fatti che sono stati iscritti sono sempre opponibili ai terzi, mentre quelli che non sono iscritti sono efficaci nei confronti dei terzi soltanto se la società riesce a provare che ne erano ugualmente a conoscenza.
La rappresentanza di una società consiste nel potere di agire con i terzi, cioè di compiere atti giuridici, in nome e per conto della società.
Il potere di rappresentanza (il potere di agire nei confronti dei terzi) nella S.n.c., secondo l’art. 2266 c.c., in mancanza di diversa disposizione del contratto, spetta disgiuntamente a ciascun socio amministratore, che può compiere da solo tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale (art. 22662).
L’amministratore che ha la rappresentanza della società può compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, salve le limitazioni che risultano dall’atto costitutivo o dalla procura; queste limitazioni devono essere iscritte nel registro delle imprese o, in mancanza, sono opponibili ai terzi soltanto dimostrando che ne erano ugualmente a conoscenza (art. 22981)
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