Source: http://paperzz.com/doc/5265921/bando-%E2%80%9Dvoucher-leva-civica-regionale-%E2%80%93-percorsi-di
Timestamp: 2016-10-24 05:25:02+00:00
Document Index: 37035959

Matched Legal Cases: ['art. 249', 'arto 1', 'art. 4', 'art.\n9', 'art. 64', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 25', 'art.\n7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art.12', 'art.34', 'art. 1', 'art. 2135', 'art 34', 'art.13', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 249', 'arto 1', 'art. 21', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 242', 'art. 242', 'art. 242', 'arti 4', 'art. 242', 'arto 5', 'arto 7', 'arto 11', 'art. 242', 'arto 3', 'art. 242', 'arto 1', 'art.\n242', 'arto 6', 'art. 242', 'arto 2', 'art. 242', 'arto 8', 'arto 1', 'arto 1', 'arto 1', 'art. 249', 'arto 1', 'art. 242', 'arto 1', 'art. 249', 'arto 1', 'art. 242', 'arto\n1', 'art. 3']

Bando ”Voucher leva civica regionale – percorsi di
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Anno XLIV – N. 37 – Iscritto nel registro Stampa del Tribunale di Milano (n. 656 del 21 dicembre 2010) – Proprietario: Giunta Regionale della Lombardia – Sede Direzione e
Serie Ordinaria - Marted&igrave; 11 febbraio 2014
Seduta di Giunta regionale n. 48 del 7 febbraio 2014
Ordine del giorno - Deliberazioni approvate (dal n. 1321 al n. 1352). . . . . . . . . . . . . . . . .
Comunicazioni - Deliberazioni approvate (dal n. 1353 al n. 1354) . . . . . . . . . . . . . . . . ..
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1330
Assegnazione alle comunit&agrave; montane lombarde del contributo derivante dal fondo nazionale per la montagna – Annualita’ 2010, ai sensi della l. 97/94 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1335
Definizione delle tipologie di intervento a favore del patrimonio scolastico prioritariamente finanziabili per l’annualit&agrave; 2014
– Rifinanziamento dell’iniziativa &laquo;Generazione web Lombardia 2013/2014&raquo; . . . . . . . . . . . . . . .
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1336
Approvazione della prima revisione della &laquo;Carta dei requisiti di qualit&agrave;&raquo; per le fattorie didattiche . . . . . . . . .
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1337
Apertura invito alla presentazione di proposte di partenariato e di strategie di sviluppo locale in attuazione delle politiche
di sviluppo di tipo partecipativo (CLLD) previste dal quadro comunitario di sostegno della programmazione comunitaria
2014/2020. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1340
Approvazione del bando “Voucher leva civica regionale – Percorsi di cittadinanza attiva per il potenziamento delle opportunit&agrave; dei giovani”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..
Deliberazione Giunta regionale 7 febbraio 2014 - n. X/1346
Approvazione dello schema di protocollo di intesa tra Regione Lombardia, comune di Milano e ALER Milano per il coordinamento e monitoraggio delle azioni in materia di edilizia residenziale pubblica . . . . . . . . . . . . .
D.G. Famiglia, solidariet&agrave; sociale e volontariato
Decreto direttore generale 7 febbraio 2014 - n. 843
Rettifica del d.d.g. n. 8320 del 17 settembre 2013 &laquo;Ulteriori determinazioni in ordine al d.d.g. n. 11737 del 2 dicembre 2011
“Approvazione della graduatoria relativa al cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale e relativo schema di contratto di intervento - Ex d.g.r. 2055/2011”&raquo;. . . . . . . . . . . . . . .
Decreto dirigente struttura 4 febbraio 2014 - n. 732
Approvazione ai sensi del comma 1, dell’art. 249 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, del &laquo;Progetto operativo di bonifica dell’areale 1 bis in procedura semplificata&raquo; e della riperimetrazione del comparto 1, delle aree che ospiteranno l’esposizione
universale 2015, ubicate nei comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto
della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e autorizzazione alla realizzazione degli interventi in esso previsti . . . . . . . . .
D.G. Casa, housing sociale e pari opportunit&agrave;
Decreto dirigente struttura 10 febbraio 2014 - n. 876
Aggiornamento dei limiti di reddito per l’edilizia agevolata per l’anno 2013 ai sensi della d.g.r. 28 giugno 1999 n. 6/43922 .
Serie Ordinaria n. 7 - Marted&igrave; 11 febbraio 2014
Ordine del giorno - Deliberazioni approvate (dal n. 1321 al
n. 1352)
DIREZIONE CENTRALE AA LEGALE, LEGISLATIVO, ISTITUZIONALE E
1321 - PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE &laquo;MODIFICHE ALLA
LEGGE REGIONALE 21 NOVEMBRE 2011, N. 17 (PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLA FORMAZIONE E ATTUAZIONE DEL DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA). LEGGE COMUNITARIA
REGIONALE 2014 (LEGGE EUROPEA REGIONALE 2014) - DISPOSIZIONI PER L’ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DELLA REGIONE
LOMBARDIA DERIVANTI DALL’APPARTENENZA DELL’ITALIA ALL’UNIONE EUROPEA: ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2005/36/CE, DELLA DIRETTIVA 2006/123/CE, DELLA DIRETTIVA 2011/92/UE, DELLA
DIRETTIVA 2009/147/CE, DELLA DIRETTIVA 2011/36/UE E DELLA
DIRETTIVA 2011/93/UE&raquo;
DIREZIONE GENERALE O COMMERCIO, TURISMO E TERZIARIO
1322 - REGOLAMENTO REGIONALE &laquo;ELENCO REGIONALE DELLE
ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI E COMITATO
REGIONALE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI E DEGLI
UTENTI, DI CUI ALLA L.R. 3 GIUGNO 2003, N. 6&raquo;
(Relatore l’assessore Del Tenno)
1323 - REGOLAMENTO REGIONALE &laquo;SISTEMA TARIFFARIO INTEGRATO REGIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO (ART. 44 L.R. 6/2012)&raquo;
1324 - DETERMINAZIONI IN ORDINE ALL’AZIENDA REGIONALE CENTRALE ACQUISTI S.P.A.
DIREZIONE CENTRALE AD PROGRAMMAZIONE INTEGRATA E
(Relatore l’assessore Garavaglia)
1325 - INTEGRAZIONE AL DOCUMENTO TECNICO DI ACCOMPAGNAMENTO AL &laquo;BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 E BILANCIO PLURIENNALE 2014/2016 A LEGISLAZIONE
VIGENTE&raquo; PER ADEGUAMENTO AL IV LIVELLO DEL PIANO DEI CONTI
E VARIAZIONI AL BILANCIO (D. LGS. 118/11 - L.R. 34/78 - L.R. 19/12
ART. 1, CO. 4) - 1&deg; PROVVEDIMENTO
AA01 - AVVOCATURA
1326 - IMPUGNATIVA AVANTI LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO DELLA SENTENZA N. 366/02/13 RESA DALLA
COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI MILANO IN MATERIA
DI MANCATO PAGAMENTO DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA REGIONALE. NOMINA DEL DIFENSORE REGIONALE AVV. MARINELLA ORLANDI DELL’AVVOCATURA REGIONALE (RIF. 40/2014)
1327 - IMPUGNATIVA AVANTI LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO DELLA SENTENZA N. 376/02/13 RESA DALLA
DI MANCATO PAGAMENTO DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA REGIONALE. NOMINA DEL DIFENSORE REGIONALE AVV. ANNALISA SANTAGOSTINO DELL’AVVOCATURA REGIONALE (RIF. 39/2014)
1328 - COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROC. PEN. N. 3790/09
DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SONDRIO IN ORDINE ALL’ILLECITO UTILIZZO DELLA CARTA SCONTO BENZINA PER RESIDENTI IN
LOMBARDIA EX L.R. N. 28/1998. NOMINA DEL DIFENSORE REGIONALE AVV. ANTONELLA FORLONI DELL’AVVOCATURA REGIONALE
1329 - COSTITUZIONE NEL GIUDIZIO PROMOSSO AVANTI IL CONSIGLIO DI STATO PER L’ANNULLAMENTO, PREVIA SOSPENSIONE, DELLA SENTENZA TAR LOMBARDIA N. 1288/2013 CONCERNENTE BANDO DI INVITO A PRESENTARE PROGETTI DI RICERCA INDUSTRIALE E
SVILUPPO SPERIMENTALE NEI SETTORI STRATEGICI DI REGIONE LOMBARDIA E DEL M.I.U.R. NOMINA DEL DIFENSORE REGIONALE AVV.
RAFFAELA SCHIENA DELL’AVVOCATURA REGIONALE (20/2014)
AD - DIREZIONE CENTRALE AD PROGRAMMAZIONE INTEGRATA E
1330 - ASSEGNAZIONE ALLE COMUNIT&Agrave; MONTANE LOMBARDE
DEL CONTRIBUTO DERIVANTE DAL FONDO NAZIONALE PER LA
MONTAGNA - ANNUALIT&Agrave; 2010, AI SENSI DELLA L. 97/94
AD02 - PROGRAMMAZIONE E GESTIONE FINANZIARIA
1331 - INTEGRAZIONE DEL &laquo;DOCUMENTO TECNICO DI ACCOMPAGNAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 E BILANCIO PLURIENNALE 2014/2016 A LEGISLAZIONE
VIGENTE&raquo; - PIANO DI ALIENAZIONE E VALORIZZAZIONE DEGLI IMMOBILI - PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE 2014
- PROGRAMMI ANNUALI DI ATTIVIT&Agrave; DEGLI ENTI, AZIENDE DIPENDENTI E SOCIET&Agrave; IN HOUSE&raquo; APPROVATO CON D.G.R. X/1176 DEL
20 DICEMBRE 2013, A SEGUITO DELL’APPROVAZIONE DELLE LEGGI
REGIONALI N. 10 &laquo;DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROMOZIONE E TUTELA DELLA ATTIVIT&Agrave; DI PANIFICAZIONE&raquo; DEL 7 NOVEMBRE 2013 E
N. 21 &laquo;MISURE A FAVORE DEI CONTRATTI E DEGLI ACCORDI SINDACALI DI SOLIDARIET&Agrave;&raquo; DEL 24 DICEMBRE 2013
1332 - PROROGA AL 31 DICEMBRE 2014 DEL PROGETTO DI
SPERIMENTAZIONE GESTIONALE APPROVATO CON D.G.R.
N. 16722/2004 FINALIZZATO ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PERCORSO RIABILITATIVO INTENSIVO NEL BACINO DELL’ALTO GARDA E VALSABBIA, PRESENTATO DALL’AZIENDA OSPEDALIERA DI DESENZANO
H133 - GOVERNO DEI DATI, DELLE STRATEGIE E PIANI DEL SISTEMA
1333 - SCHEMA DI CONVENZIONE CON IL DIPARTIMENTO PER LE
PARI OPPORTUNIT&Agrave; IN ATTUAZIONE DELL’INTESA STATO-REGIONI
DEL 6 DICEMBRE 2012 RELATIVA AI &laquo;CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, LE FINALIT&Agrave;, LE MODALIT&Agrave; ATTUATIVE NONCH&Eacute; IL MONITORAGGIO DEL SISTEMA DEGLI INTERVENTI DA SVILUPPARE PER
LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO DELLE MUTILAZIONI GENITALI
FEMMINILI&raquo;
1334 - DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE ATTIVIT&Agrave; DI RICERCA
SVOLTE DALL’IRCCS ISTITUTO MARIO NEGRI DI MILANO A FAVORE DI REGIONE LOMBARDIA, AI SENSI DELL’ART. 1, COMMA 4
DELLA L.R. 34/90 - APPROVAZIONE DEI RELATIVI SCHEMI TIPO DI
DIREZIONE GENERALE E ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO
(Relatore l’assessore Aprea)
E132 - SISTEMA EDUCATIVO E DIRITTO ALLO STUDIO
1335 - DEFINIZIONE DELLE TIPOLOGIE DI INTERVENTO A FAVORE
DEL PATRIMONIO SCOLASTICO PRIORITARIAMENTE FINANZIABILI
PER L’ANNUALIT&Agrave; 2014 - RIFINANZIAMENTO DELL’INIZIATIVA &laquo;GENERAZIONE WEB LOMBARDIA 2013/2014&raquo;
1336 - APPROVAZIONE DELLA PRIMA REVISIONE DELLA &laquo;CARTA DEI
REQUISITI DI QUALIT&Agrave;&raquo; PER LE FATTORIE DIDATTICHE
1337 - APERTURA INVITO ALLA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE DI
PARTENARIATO E DI STRATEGIE DI SVILUPPO LOCALE IN ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI SVILUPPO DI TIPO PARTECIPATIVO (CLLD)
PREVISTE DAL QUADRO COMUNITARIO DI SOSTEGNO DELLA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014/2020
DIREZIONE GENERALE N SPORT E POLITICHE PER I GIOVANI
(Relatore l’assessore Rossi)
N130 - SPORT E ATTRATTIVIT&Agrave;
1338 - PROGRAMMA OPERATIVO DI COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA ITALIA - SVIZZERA 2007-2013. PROGETTO VETTA 2
N131 - GIOVANI
1339 - INCENTIVI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI OSTELLI DELLA
GIOVENT&Ugrave; DI PROPRIET&Agrave; DI ENTI PUBBLICI ATTRAVERSO L’ADEGUAMENTO AL REGOLAMENTO REGIONALE N. 2/2011 RECANTE &laquo;DEFINIZIONE DEGLI STANDARD OBBLIGATORI MINIMI E DEI REQUISITI
FUNZIONALI DELLE CASE PER FERIE E DEGLI OSTELLI PER LA GIOVENT&Ugrave;, IN ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 36, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 16 LUGLIO 2007, N. 15 (TESTO UNICO DELLE LEGGI
REGIONALI IN MATERIA DI TURISMO)&raquo;
1340 - APPROVAZIONE DEL BANDO &laquo;VOUCHER LEVA CIVICA REGIONALE - PERCORSI DI CITTADINANZA ATTIVA PER IL POTENZIAMENTO DELLE OPPORTUNIT&Agrave; DEI GIOVANI - ANNO 2014&raquo;
S130 - INFRASTRUTTURE VIARIE E AEROPORTUALI
1341 - &laquo;EXPO 2015 - OPERE ESSENZIALI B.7A - B.7C (COLLEGAMENTO MOLINO DORINO-A8)&raquo;. DETERMINAZIONI IN MERITO ALLA RIDEFINIZIONE DEL QUADRO TECNICO ECONOMICO
T134 - PARCHI, TUTELA DELLA BIODIVERSIT&Agrave; E PAESAGGIO
1342 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI &laquo;PROTOCOLLO DI INTESA AGGIUNTIVO TRA IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA
DEL TERRITORIO E DEL MARE, LE REGIONI E PROVINCE AUTONOME DELL’ARCO ALPINO, FEDERPARCHI, E GLI ENTI GESTORI DEI SITI
ECOLOGICI PROTETTI ALPINI INTERESSATI ALL’ATTUAZIONE DELLA
CONVENZIONE DELLE ALPI&raquo; E INDIVIDUAZIONE DEL SOGGETTO AUTORIZZATO ALLA SOTTOSCRIZIONE
1343 - CRITERI PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI TERRITORIALI DI
COORDINAMENTO DEI PARCHI REGIONALI E PER LA DEFINIZIONE
DELLA DOCUMENTAZIONE MINIMA A CORREDO DELLE PROPOSTE
FINALIZZATA ALLA SEMPLIFICAZIONE
T135 - ATTIVIT&Agrave; ESTRATTIVE, RIFIUTI E BONIFICHE
1344 - FAVOREVOLE VOLONT&Agrave; D’INTESA STATO - REGIONE IN MERITO ALL’ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE ALLA VARIAZIONE DI OLTRE IL
30% DELLA CAPACIT&Agrave; COMPLESSIVA AUTORIZZATA DEL DEPOSITO
DI G.P.L. DEL CONSORZIO GAS LOMBARDO S.R.L., SITO NEL COMUNE DI GORLAGO (BG)
1345 - FAVOREVOLE VOLONT&Agrave; D’INTESA STATO - REGIONE IN MERITO ALL’ISTANZA DI PERMESSO DI RICERCA PER IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI DENOMINATO CONVENZIONALMENTE &laquo;CASCINA
ALBERTO&raquo;, UBICATO PER LA PARTE DI TERRITORIO DELLA REGIONE
LOMBARDIA, IN PROVINCIA DI VARESE, A FAVORE DELLA SOCIET&Agrave;
NORTHERN PETROLEUM (UK) LTD
U131 - WELFARE ABITATIVO E HOUSING SOCIALE E PARI
1346 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA
TRA REGIONE LOMBARDIA, COMUNE DI MILANO E ALER MILANO
PER IL COORDINAMENTO E MONITORAGGIO DELLE AZIONI IN MATERIA DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
1347 - COMUNE DI MALGRATE (LC) - DETERMINAZIONI IN ORDINE
AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (ART. 13, COMMA 8, L.R.
N. 12/2005)
1348 - COMUNE DI BUSSERO (MI) - DETERMINAZIONI IN ORDINE
Z1 PROVVEDIMENTI DI CONTROLLO
1349 - AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULA DI UNA CONVENZIONE TRA
L’AZIENDA OSPEDALIERA &laquo;G. SALVINI&raquo; DI GARBAGNATE MILANESE E
L’UNIVERSIT&Agrave; DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA DI VARESE PER LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN RADIODIAGNOSTICA (ART. 18, C. 6, L.R.
N. 33/2009)
1350 - AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULA DI UNA CONVENZIONE TRA
L’AZIENDA OSPEDALIERA &laquo;OSPEDALE DI CIRCOLO E FONDAZIONE
MACCHI&raquo; DI VARESE E L’UNIVERSIT&Agrave; DEGLI STUDI DI PAVIA PER LA
SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN EMATOLOGIA (ART. 18, C. 6, L.R.
1351 - AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULA DI UNA CONVENZIONE TRA
L’AZIENDA OSPEDALIERA &laquo;OSPEDALE FATEBENEFRATELLI E OFTALMICO&raquo; E L’UNIVERSIT&Agrave; DEGLI STUDI DI MILANO PER LA SCUOLA DI
SPECIALIZZAZIONE IN CHIRURGIA VASCOLARE (ART. 18, C. 6, L.R.
1352 - AUTORIZZAZIONE ALLA STIPULA DI UNA CONVENZIONE TRA
L’AZIENDA OSPEDALIERA &laquo;ISTITUTI OSPITALIERI&raquo; DI CREMONA E L’UNIVERSIT&Agrave; DEGLI STUDI DI MILANO PER LA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN STATISTICA SANITARIA E BIOMETRIA (ART. 18, C. 6, L.R.
Comunicazioni - Deliberazioni approvate (dal n. 1353 al
n. 1354)
1353 - PRESA D’ATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI AVENTE OGGETTO: &laquo;FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI - RAPPRESENTANZA NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE&raquo;
1354 - PRESA D’ATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE
MARONI AVENTE OGGETTO: &laquo;COMITATO PER LA TRASPARENZA DEGLI APPALTI E SULLA SICUREZZA DEI CANTIERI - RELAZIONE SULLE
ATTIVIT&Agrave; SVOLTE NEI MESI DA GIUGNO - DICEMBRE 2013&raquo;
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1330
Assegnazione alle comunit&agrave; montane lombarde del
contributo derivante dal fondo nazionale per la montagna –
Annualita’ 2010, ai sensi della l. 97/94
•la l. 97/1994, recante &laquo;Nuove disposizioni per le zone montane&raquo;,
che all’articolo 2 istituisce il Fondo nazionale per la montagna;
•la l.r. 25/2007, recante &laquo;Interventi regionali in favore della
popolazione dei territori montani&raquo; e successive modifiche
e integrazioni, e in particolare l’art. 4, comma 3 che definisce le modalit&agrave; di riparto del fondo per la montagna;
•la l.r. 19/2008 &laquo;Riordino delle Comunit&agrave; montane della
Lombardia, disciplina delle unioni di comuni lombarde e
sostegno all’esercizio associato di funzioni e servizi comunali&raquo; e successive modifiche e integrazioni;
•i decreti del Presidente della Giunta Regionale nn. da
6479 a 6497 e da 6500 a 6503 pubblicati sul 3&deg; suppl. straord. del BURL n. 26 del 1 luglio 2009, di costituzione delle
Comunit&agrave; montane ai sensi della l.r.19/2008;
•la l.r. 11/2011 &laquo;Assestamento al bilancio per l'esercizio
finanziario 2011 ed al bilancio pluriennale 2011/2013 a
legislazione vigente e programmatico - I provvedimento di
variazione con modifiche di leggi regionali&raquo;;
•la l.r. 22/2011 &laquo;Disposizioni per l'attuazione della programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell'art.
9 ter della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 &laquo;Norme sulle procedure
della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit&agrave; della Regione' - Collegato 2012&raquo;;
•la delibera CIPE n. 10/2013, che approva i criteri di riparto
a valere sul Fondo nazionale per la montagna per l’anno
2010 e dispone l’assegnazione alla Regione Lombardia
di un finanziamento di importo pari a Euro 3.149.145,92;
Vista la d.c.r. n. X/78 del 9 luglio 2013 &laquo;Programma Regionale di
Sviluppo&raquo; e, in particolare, il Risultato Atteso 42 &laquo;Ottimizzazione della
programmazione economica per la Montagna (PISL Montagna)&raquo;;
Preso atto che risulta pervenuta alla Tesoreria regionale la somma
di euro 3.149.145,92 quale quota assegnata alla Regione Lombardia per il Fondo nazionale montagna annualit&agrave; 2010 ex L. 97/94, e
che quindi tale somma sar&agrave; ripartita tra le stesse Comunit&agrave; secondo i criteri in vigore nell’anno 2010, come specificato dalla tabella
allegata sub A, parte integrante e sostanziale del presente atto;
Ritenuto che, trattandosi di fondi in capitale destinati a progetti infrastrutturali, sia opportuno ribadire tale vincolo ai fini della successiva rendicontazione da parte delle Comunit&agrave; montane a termini di legge;
Preso atto che la presente proposta di deliberazione &egrave; stata
condivisa con il Sottosegretario della Giunta Cons. Ugo Parolo,
incaricato tra l’altro delle politiche per la montagna;
Verificata da parte del Dirigente competente la regolarit&agrave;
dell’istruttoria e della proposta di deliberazione sia dal punto di
vista tecnico sia sotto il profilo della legittimit&agrave;;
Vista la l.r. 34/1978 e successive modificazioni ed integrazioni,
nonch&eacute; il regolamento di contabilit&agrave; e la legge regionale di approvazione del Bilancio di previsione dell’anno in corso;
per le motivazioni tutte riportate in premessa che qui si intendono integralmente riportate:
1. di prendere atto dell’assegnazione con delibera CIPE
n. 10/2013 alla Regione Lombardia della quota 2010 del Fondo nazionale montagna ex l. 97/94, da ripartirsi tra le Comunit&agrave;
montane lombarde secondo i criteri vigenti nell’anno 2010;
2. di assegnare quindi alle Comunit&agrave; montane lombarde i
contributi in conto capitale, secondo quanto specificato nella
tabella allegata sub A che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto;
3. di vincolare l’utilizzo da parte delle Comunit&agrave; montane delle somme di cui sopra a progetti infrastrutturali e comunque a
finalit&agrave; compatibili con l’impiego di fondi in conto capitale, quali
risultano essere i contributi in questione;
4. di demandare al dirigente competente l’attuazione di
quanto sopra con propri decreti;
5. di disporre la pubblicazione sul BURL del presente atto e dei
conseguenti decreti dirigenziali attuativi.
FONDO NAZIONALE DELLA MONTAGNA - ANNUALITA’ 2010
€ 154.794,14
€ 120.283,14
DI VALLE SABBIA
€ 143.340,85
€ 139.339,75
€ 234.747,92
€ 86.096,14
€ 124.951,69
€ 180.060,37
€ 128.546,33
€ 155.167,70
€ 72.510,01
LARIO ORIENTALE - VALLE SAN MARTINO*
€ 114.964,40
VALSASSINA VALVARRONE VAL D'ESINO E RIVIERA
€ 117.210,53
€ 110.204,00
€ 87.837,74
€ 126.043,55
€ 218.817,71
€ 131.999,76
VALTELLINA DI SONDRIO**
€ 178.784,65
€ 133.735,19
€ 159.175,10
€ 93.013,65
€ 116.203,16
TOTALE CM
RIPARTO FNM 2010
€ 3.127.827,48
€ 6.269,39
€ 12.709,55
€ 1.700,65
€ 3.149.145,92
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1335
Definizione delle tipologie di intervento a favore del patrimonio
scolastico prioritariamente finanziabili per l’annualit&agrave; 2014 –
Rifinanziamento dell’iniziativa &laquo;Generazione web Lombardia
2013/2014&raquo;
−− il d.lgs. 17 ottobre 2005, n. 226, recante &laquo;Norme generali e
livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo
del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma
dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53&raquo;;
−− l’articolo 1, comma 622 della legge 27 dicembre 2006
n. 296, che dispone l’obbligo di istruzione per almeno
dieci anni, finalizzato a consentire il conseguimento di un
titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una
qualifica professionale di durata almeno triennale entro il
diciottesimo anno di et&agrave;;
−− l’art. 64, comma 4-bis della legge 6 agosto 2008, n. 133,
che dispone l’assolvimento dell’obbligo di istruzione anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale
di cui al capo III del d.lgs. n. 226/2005;
Vista la l.r. 6 agosto 2007, n. 19 &laquo;Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia&raquo; la quale
delinea il sistema unitario di istruzione e formazione professionale della Regione Lombardia ed in particolare:
−− l’art. 7-bis, comma 1, il quale prevede che la Giunta regionale, in conformit&agrave; agli indirizzi del Consiglio regionale,
definisca annualmente le tipologie di intervento prioritariamente finanziabili al fine di assicurare il miglioramento
e la razionalizzazione del patrimonio scolastico;
−− l’art. 7-bis, comma 3-bis, che istituisce il Fondo per l’edilizia, quale strumento utile per la realizzazione dei sopra
citati interventi, nonch&eacute; per il potenziamento delle dotazioni tecnologiche innovative per la didattica;
−− l’art. 11, comma 1, lett. a), il quale dispone che il sistema
di istruzione e formazione professionale si articola, tra
l’altro, in percorsi di secondo ciclo, per l’assolvimento del
diritto-dovere e dell’obbligo di istruzione, di durata triennale, cui consegue una qualifica di II livello europeo;
−− l’art. 14, commi 1 e 2 , i quali prevedono che il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione &egrave; assicurato anche
mediante la frequenza di percorsi di istruzione e formazione professionale di secondo ciclo e che l’obbligo di
istruzione, nel rispetto delle norme e delle leggi nazionali,
&egrave; assolto anche attraverso la frequenza dei primi due anni dei percorsi di istruzione e formazione professionale di
−− l’art. 25 che individua, quali soggetti abilitati all’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale di
secondo ciclo, le istituzioni formative, tra cui sono inclusi
gli operatori accreditati, iscritti alla Sezione &laquo;A&raquo; dell’Albo
regionale per l’erogazione dei servizi generali di istruzione
e formazione professionale;
Richiamati gli atti di programmazione strategica regionale ed,
in particolare, il &laquo;Piano di Azione Regionale 2011/2015 per la programmazione delle politiche integrate di istruzione, formazione
e lavoro e del sistema universitario lombardo&raquo; – approvato con
d.c.r n. IX/365 del 7 febbraio 2012 – ed il Programma Regionale
di Sviluppo (PRS) della X Legislatura, di cui alla d.c.r. n. X/78 del
9 luglio 2013 che individuano, tra gli obiettivi prioritari dell’azione
di governo, lo sviluppo qualitativo del patrimonio edilizio e tecnologico delle istituzioni scolastiche lombarde, quale elemento
indefettibile per sostenere e favorire un efficace investimento
sull’educazione dei giovani, la creazione di un sistema scolastico di qualit&agrave; e una maggiore competitivit&agrave; del sistema socioeconomico lombardo;
Vista la d.c.r. n. 168 del 22 ottobre 2013 di &raquo;Approvazione degli
indirizzi per la programmazione degli interventi a favore del patrimonio scolastico nel triennio 2013/2015&raquo; che comprende azioni
volte alla razionalizzazione della rete scolastica, alla conservazione del patrimonio esistente, alla realizzazione di palestre/impianti sportivi ad uso scolastico, opere urgenti ed indifferibili per
eventi imprevedibili che hanno compromesso l’agibilit&agrave; degli
edifici scolastici, nonch&eacute; azioni finalizzate all’adeguamento degli edifici e delle infrastrutture tecnologiche alle nuove prospettive di digitalizzazione della scuola;
Richiamata la d.g.r. n. 1080 del 12 dicembre 2013 &laquo;Definizione
delle tipologie di intervento a favore del patrimonio scolastico
prioritariamente finanziabili per l’annualit&agrave; 2013 – Approvazione
delle linee guida per la presentazione di progetti per la diffusione nelle istituzioni scolastiche e formative di azioni di innovazione tecnologica nella didattica per l’anno scolastico 2013/2014&raquo;,
con la quale &egrave; stata individuata quale tipologia di intervento
prioritariamente finanziabile a favore del patrimonio scolastico
per l’annualit&agrave; 2013 quella finalizzata al potenziamento delle
dotazioni tecnologiche innovative per la didattica, prevedendo
l’utilizzo di risorse pari a euro 8.200.000 per la sua realizzazione
(di cui euro 7.700.000 destinati alla copertura delle spese per
l’acquisto dei dispositivi e euro 500.000 a titolo di premialit&agrave; per
le migliori iniziative progettuali), a valere sul Fondo per l’edilizia
scolastica costituito presso Finlombarda s.p.a.;
−− con decreto n. 104 del 13 gennaio 2014 &egrave; stato approvato l’avviso pubblico per la presentazione di progetti
per la diffusione nelle istituzioni scolastiche e formative
di azioni di innovazione tecnologica nella didattica per
l’anno scolastico 2013/2014- &laquo;Generazione Web Lombardia 2013/2014&raquo;, con termini per la trasmissione delle
candidature dal 23 gennaio 2014, ore 14:00 al 5 febbraio
2014, ore 16:30;
−− nelle sole prime cinque ore dall’avvio della presentazione delle candidature sono pervenute pi&ugrave; di 200 domande, per un ammontare complessivo di contributi richiesti
di molto superiore ai 7.700.000 euro messi a disposizione;
−− l’iniziativa &laquo;Generazione Web Lombardia 2013/2014&raquo; &egrave;
stata avviata, in coerenza con gli indirizzi consiliari, per
promuovere la diffusione nelle istituzioni scolastiche e formative dell’innovazione tecnologica nella didattica;
−− l’elevato numero di domande pervenute a valere sull’avviso pubblico sopra richiamato dimostra la grande attenzione per il tema e la necessit&agrave; di garantire un sostegno
economico-finanziario a quanti intraprendono percorsi
di trasformazione degli ambienti di apprendimento attraverso l’integrazione delle tecnologie dell’informazione e
della comunicazione nella didattica;
−− fornire una risposta concreta alla forte esigenza manifestata dal consistente numero di domande presentate a valere sull’avviso &laquo;Generazione Web Lombardia
2013/2014&raquo;, incrementando di ulteriori 7.300.000 euro le
risorse messe a disposizione, arrivando ad un complessivo di 15.000.000 euro attraverso il quale sostenere un numero maggiore di istituzioni scolastiche e formative;
−− individuare anche per l’annualit&agrave; 2014, tra le tipologie
di intervento prioritariamente finanziabili ai sensi dell’art.
7-bis, l.r. n. 19/2007, quella finalizzata alla diffusione dell’innovazione tecnologica nella didattica nelle istituzioni
scolastiche e formative del secondo ciclo, assicurando
continuit&agrave; ad analoghe iniziative gi&agrave; realizzate nelle annualit&agrave; precedenti;
Preso atto che, mediante il d.l. 21 giugno 2013, n. 69 &laquo;Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia&raquo; convertito dalla legge
9 agosto 2013, n. 98 ed in particolare l’articolo 18, commi da
8-ter a 8-sexies, sono stati stanziati per l’anno 2014 da parte del
Ministero dell’Istruzione, Universit&agrave; e Ricerca euro 15.000.000,00
che hanno consentito il finanziamento di 74 interventi finalizzati
alla rimozione dell’amianto presso quelle istituzioni scolastiche
statali in cui ne &egrave; stata censita la presenza, affrontando una
delle principali criticit&agrave; denunciate dalle istituzioni scolastiche
Rilevato che, in occasione della elaborazione della graduatoria regionale dei progetti presentati dagli enti locali, richiesta dal
d.l. n. 69/2013 e indispensabile per l’assegnazione delle risorse
statali, &egrave; emerso un fabbisogno notevole di interventi di messa in
sicurezza e riqualificazione degli edifici, funzionali ad assicurare
il regolare svolgimento del servizio scolastico;
Ritenuto, pertanto, di individuare tra le tipologie di intervento
prioritariamente finanziabili ai sensi dell’art. 7-bis, l.r. n. 19/2007
per l’annualit&agrave; 2014 anche quelle indicate nei punti 6.A, 6.B e
6.D dell’Allegato A alla d.c.r. n. 168/2013 e, pi&ugrave; precisamente:
−− interventi volti alla razionalizzazione della rete scolastica,
finalizzati ad aumentare l’efficienza del sistema scolastico, nel rispetto del programma di dimensionamento
della rete scolastica di riferimento e interventi volti alla
conservazione del patrimonio esistente, attraverso i quali adeguare gli edifici alle norme vigenti in materia di
agibilit&agrave;, sicurezza, igiene ed eliminazione delle barriere
architettoniche e adattare gli spazi interni – senza generare aumenti di cubatura – all’incremento del numero di
studenti, rinviando a successivo specifico provvedimento
l’individuazione dei criteri sulla base dei quali verranno
selezionati gli interventi finanziabili;
−− interventi urgenti e indifferibili, divenuti necessari a seguito di eventi imprevedibili che hanno compromesso l’agibilit&agrave; degli edifici scolastici;
−− l’art. 10 del d.l. 12 settembre 2013, n. 104 &laquo;Misure urgenti
in materia di istruzione, universit&agrave; e ricerca&raquo; autorizza le
Regioni a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, al fine di favorire interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa
in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di immobili di propriet&agrave; pubblica adibiti a
−− non &egrave; stato ancora formalizzato il decreto ministeriale
con il quale devono essere stabilite le modalit&agrave; attuative della sopra citata disposizione e che, pertanto, per
il sostegno finanziario degli interventi previsti dalla d.c.r.
n. 168 del 22 ottobre 2013 non sono attualmente disponibili risorse statali, ma esclusivamente risorse autonome
del bilancio regionale;
Rilevato che sul bilancio regionale per gli esercizi 2014 e 2015
sono iscritte risorse autonome pari a 35.000.000,00 sul capitolo
10327/2014 e euro 25.000.000,00 sul capitolo 10327/2015, che si
ritiene di utilizzare come segue:
−− euro 7.300.000, che trovano copertura sul capitolo
4.03.203.10327 del bilancio regionale - esercizio 2014, destinati al rifinanziamento dell’iniziativa &laquo;Generazione Web
Lombardia 2013/2014&raquo;, da erogare secondo le modalit&agrave;
previste dall’avviso approvato con decreto n. 104 del 13
gennaio 2014;
−− euro 12.000.000,00, che trovano copertura sul capitolo
4.03.203.10327 del bilancio regionale - esercizio 2014,
destinati ad una nuova azione per l’anno scolastico
2014/2015 finalizzata alla diffusione dell’innovazione tecnologica nella didattica nelle istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo, da erogare a fondo perduto
sulla base di criteri che saranno determinati con successivo specifico provvedimento;
−− euro 2.000.000,00, che trovano copertura sul capitolo
destinati ad interventi urgenti e indifferibili, da erogare a
fondo perduto nel rispetto delle modalit&agrave; di assegnazione specificate nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
−− euro 13.700.000,00, che trovano copertura sul capitolo
destinati ad interventi volti alla razionalizzazione della
rete scolastica e alla conservazione del patrimonio esistente di cui ai punti 6.A e 6.B dell’Allegato A alla d.c.r.
n. 168/2013, da erogare nel rispetto dei principi di armonizzazione dei bilanci per il pagamento degli stati di
avanzamento debitamente certificati entro l’esercizio
2014, attraverso gli strumenti finanziari offerti dal Fondo
per l’edilizia scolastica di cui all’art. 7-bis, l.r. n. 19/2007,
che garantiscono l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse
−− euro 15.000.000,00, che trovano copertura sul capitolo
4.03.203.10327 del bilancio regionale - esercizio 2015, destinati al pagamento dei successivi stati di avanzamento
certificati entro l’esercizio 2015 e relativi ai medesimi interventi di cui ai punti 6.A e 6.B sopra citati;
Ritenuto, inoltre, di demandare a successivi provvedimenti del
competente dirigente della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro lo svolgimento di tutte le attivit&agrave; necessarie
per l’attuazione della presente deliberazione;
1. di individuare per l’annualit&agrave; 2014 le seguenti tipologie di
interventi prioritariamente finanziabili a favore del patrimonio
scolastico, ai sensi dell’art. 7-bis, l.r. n. 19/2007:
−− interventi finalizzati alla diffusione dell’innovazione tecnologica nella didattica nelle istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo;
conservazione del patrimonio esistente, attraverso i quali
adeguare gli edifici alle norme vigenti in materia di agibilit&agrave;, sicurezza, igiene ed eliminazione delle barriere architettoniche e adattare gli spazi interni – senza generare
aumenti di cubatura – all’incremento del numero di studenti (punti 6.A e 6.B, Allegato A, d.c.r. n. 158/2013);
−− interventi urgenti e indifferibili, divenuti necessari a seguito di eventi imprevedibili che hanno compromesso l’agibilit&agrave; degli edifici scolastici (punto 6.D, Allegato A, DCR
n. 158/2013);
2. . di individuare per ciascuna tipologia sopra indicata le risorse dedicate e le relative modalit&agrave; di attribuzione:
−− euro 19.300.000, che trovano copertura sul capitolo
4.03.203.10327 del bilancio regionale - esercizio 2014, di
cui euro 7.300.000, destinati al rifinanziamento dell’avviso
&laquo;Generazione Web Lombardia 2013/2014&raquo; atteso il notevole successo dell’iniziativa, da erogare secondo le modalit&agrave; previste dall’avviso approvato con decreto n. 104
del 13 gennaio 2014 e euro 12.000.000,00, destinati ad
una nuova azione per l’anno scolastico 2014/2015 finalizzata alla diffusione dell’innovazione tecnologica nella
didattica nelle istituzioni scolastiche e formative del secondo ciclo, da erogare a fondo perduto sulla base di
criteri che saranno determinati con successivo specifico
fondo perduto nel rispetto delle modalit&agrave; di assegnazione
specificate nell’Allegato A, parte integrante e sostanziale
della presente deliberazione;
rete scolastica e alla conservazione del patrimonio
esistente di cui ai punti 6.A e 6.B dell’Allegato A alla
d.c.r. n. 168/2013, da erogare nel rispetto dei principi
di armonizzazione dei bilanci attraverso gli strumenti
finanziari offerti dal Fondo per l’edilizia scolastica di cui
all’art. 7-bis, l.r. n. 19/2007 per il pagamento degli stati
di avanzamento debitamente certificati entro l’esercizio
2014, rinviando a successivo specifico provvedimento
4.03.203.10327 del bilancio regionale - esercizio
2015, destinati al pagamento dei successivi stati di
avanzamento certificati entro l’esercizio 2015 e relativi ai
medesimi interventi di cui ai punti 6.A e 6.B sopra citati;
3. di demandare al competente dirigente della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro lo svolgimento di tutte le
attivit&agrave; necessarie per l’attuazione della presente deliberazione;
4. di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul BURL e sul sito internet della D.G. Istruzione, Formazione e
5. di disporre la pubblicazione della presente deliberazione ai
sensi degli artt. 26 e 27 del d.lgs. n. 33/2013 a cura della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro.
MODALIT&Agrave; PER L’ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI VOLTI A FINANZIARE
INTERVENTI URGENTI E INDIFFERIBILI IN MATERIA DI EDILIZIA SCOLASTICA.
Per qualunque situazione determinata da eventi imprevedibili, gli Enti Locali interessati possono chiedere un contributo straordinario
per l’esecuzione di opere imprevedibili, urgenti ed indifferibili riferite a strutture edilizie adibite a sedi di erogazione del servizio scolastico
da parte delle autonomie scolastiche, in coerenza con il piano di dimensionamento di Regione Lombardia per gli anni scolastici
2013/14 e 2014/15.
Le richieste di contributo possono essere presentate alla Regione Lombardia – Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro
che, previa verifica della sussistenza dei requisiti di ammissibilit&agrave;, provveder&agrave; all’erogazione del contributo nel rispetto dell’ordine
cronologico di presentazione della stessa domanda.
Le opere oggetto di richiesta potranno essere ammesse a contributo a condizione che i relativi lavori non siano gi&agrave; iniziati al momento
L’importo massimo assegnabile &egrave; pari al 50% del costo dell’intervento da realizzare e fino ad un massimo di € 100.000,00.
Saranno ammessi a contributo interventi su edifici le cui opere non possono essere differite per esigenze sorte a seguito di eventi che
hanno compromesso l’agibilit&agrave; degli stessi edifici e che non siano altrimenti finanziabili all’interno delle ordinarie procedure previste
Potranno essere ammesse a contributo esclusivamente le opere a base d’asta e la relativa IVA e le spese tecniche nella misura
massima del 10% dell’importo dei lavori. Non saranno ammesse a finanziamento spese per imprevisti.
L’intervento finanziato dovr&agrave; essere avviato entro 6 mesi dall’assegnazione del beneficio e completato entro il 31 dicembre 2014. Il
mancato rispetto del cronoprogramma determina la revoca del contributo assegnato.
Modalit&agrave; di erogazione del contributo
Il contributo assegnato verr&agrave; erogato secondo le modalit&agrave; di seguito individuate:
50% all’inizio dei lavori;
40% ad avvenuta esecuzione del 60% dei lavori da eseguire;
10% a collaudo effettuato.
Eventuali economie derivanti da minori lavori o da ribassa d’asta genereranno la rideterminazione proporzionale del contributo
assegnato e le relative quote di contributo non utilizzate resteranno nella piena disponibilit&agrave; di Regione Lombardia.
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1336
Approvazione della prima revisione della &laquo;Carta dei requisiti
di qualit&agrave;&raquo; per le fattorie didattiche
Vista la legge di orientamento d.lgs. del 18 maggio 2001,
n. 228 che all’art. 1 ribadisce che si intendono connesse a quella agricola le attivit&agrave; dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attivit&agrave; agricola esercitata;
Vista la l.r. 5 dicembre 2008, n. 31 &laquo;Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale&raquo;,
•all’art.12, comma1, lettera d), attribuisce alla Regione la
competenza sugli interventi a livello regionale per l’orientamento dei consumi e per il coordinamento delle politiche nutrizionali;
•all’art.34, comma 1 lettera b) conferisce alle Province le
funzioni amministrative concernenti il coordinamento, la
vigilanza e il controllo sulle aziende locali operanti in materia di agricoltura e foreste, alla lettera c) trasferisce alle
Province le funzioni amministrative concernenti le attivit&agrave;
agrituristiche e le produzioni biologiche e al comma 1 lettera r) delega alle Province le funzioni amministrative concernenti la rilevazione e il controllo dei dati sul fabbisogno
alimentare e l'attuazione dei programmi provinciali d'intervento relativi all'educazione alimentare e alle politiche
nutrizionali, comprese quelle biologiche;
Considerato che il circuito delle Fattorie Didattiche della Lombardia concorre al raggiungimento del risultato atteso &laquo;106
Econ. - 16.1 Sviluppo dell’export dell’agroalimentare lombardo:
azioni coordinate nell’ambito di Expo 2015 e ricerca di nuovi
mercati&raquo; contenuto nel Programma Regionale di Sviluppo della
Considerato che il presente atto concorre anche al raggiungimento del risultato atteso &laquo;15 Semplificazione della normativa
di settore&raquo; contenuto nel Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura;
Preso atto che la d.d.u.o. 16 maggio 2012, n. 4209 &laquo;Nuove
disposizioni in materia di fabbisogni medi di manodopera per
il settore agricolo lombardo&raquo; fissa i criteri per il calcolo del rapporto di connessione dell’attivit&agrave; didattica rispetto a quella agricola ai fini della compilazione del certificato di connessione da
parte delle Amministrazioni Provinciali;
•la delibera di Giunta regionale n. VII/10598 del 11 ottobre 2002 &laquo;Approvazione dello schema della carta della
qualit&agrave; e del marchio che identifica la rete regionale delle
fattorie didattiche. P.S.R.3.4.3. sostegno ai processi di commercializzazione e promozione dei prodotti sui mercati
nazionali ed esteri&raquo;;
•il decreto del Direttore Generale n. 25615 del 20 dicembre
2002 &laquo;Approvazione dei contenuti essenziali dei moduli
formativi per gli operatori delle Fattorie Didattiche della
•il decreto del Direttore Generale n. 4926 del 24 Marzo
2003, che approva la procedura di accreditamento delle
Fattorie Didattiche della Lombardia e istituisce un elenco
delle fattorie accreditate;
•che la Regione, attraverso la D.G. Agricoltura, promuove
da anni progetti e iniziative di orientamento dei consumi
e di educazione alimentare, rivolti alla scuola e ai consumatori in senso lato anche tramite il supporto operativo
di ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle
Foreste);
•che la Regione ritiene importante valorizzare e facilitare
l’espletamento delle funzioni da parte della Rete delle
Fattorie Didattiche della Lombardia anche in vista dell’esposizione universale Expo 2015 &laquo;Nutrire il pianeta, energia
per la vita&raquo; ritenendo il ruolo di queste aziende agricole
specializzate nell’accoglienza e nella didattica particolarmente utile per un coinvolgimento della cittadinanza sulle
tematiche centrali dell’Expo 2015;
•la Regione, nell’ambito delle iniziative di Educazione Alimentare, ha avviato nel 2001 il progetto &laquo;Fattorie Didattiche&raquo; con l’obiettivo di contribuire ad avvicinare alla campagna e alla cultura del territorio rurale prioritariamente
gli alunni della scuola dell’obbligo, ma anche cittadini e
target specifici, attraverso una maggiore conoscenza delle produzioni agroalimentari e del ruolo del settore agricolo;
•che risulta opportuno confermare il simbolo grafico che
caratterizza le Fattorie Didattiche della Lombardia, gi&agrave; approvato con la delibera di Giunta regionale n. VII/10598
del 11 ottobre 2002, opportunamente adattato all'immagine coordinata di Regione Lombardia;
•che le informazioni contenute nell'elenco regionale delle
Fattorie didattiche potranno essere inserite ed eventualmente gestite digitalmente nei sistemi informativi della
Direzione Generale Agricoltura con successivi provvedimenti;
•la didattica in fattoria si pone l’obiettivo di creare occasioni di contatto diretto tra settore agricolo e consumatori,
per far conoscere il lavoro dell’agricoltore, comprendere i
percorsi degli alimenti dal campo alla tavola, valorizzare
la cultura e la tradizione del mondo rurale, sensibilizzare
nei confronti della tutela ambientale, sostenere la diversificazione delle attivit&agrave; agricole come fonte di reddito
•nell’ambito della didattica in fattoria, le attivit&agrave; agricole
delle aziende sono individuate quali protagoniste delle attivit&agrave; divulgative ed educative per la loro elevata valenza
innovativa nel campo dell’educazione alimentare e ambientale, in quanto favoriscono l’articolazione di percorsi
educativi complessi e necessariamente complementari
all’attivit&agrave; didattico-cognitiva in ambito scolastico, promuovendo altres&igrave; una relazione interattiva con il territorio;
•il territorio lombardo presenta ad oggi 197 aziende agricole facenti parte dell’elenco regionale delle &laquo;Fattorie Didattiche della Lombardia&raquo; e che tali iniziative riscontrano
l’adesione di migliaia di classi ogni anno;
•la revisione della &laquo;Carta dei requisiti di qualit&agrave;&raquo;, riprodotta
nell’allegato A di n. 3 pagine parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, &egrave; stata elaborata di concerto con le Associazioni Agrituristiche che afferiscono alle Organizzazioni Professionali e sentite le Amministrazioni
•le aziende che intendono aderire alla rete regionale delle
Fattorie Didattiche devono rispondere ai requisiti definiti
nella &laquo;Carta dei requisiti di qualit&agrave;&raquo; (allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione);
•il simbolo grafico, adattato all'immagine coordinata di Regione Lombardia, caratterizzer&agrave; le aziende aderenti alla
rete regionale delle fattorie didattiche, il materiale didattico e tutte le azioni che saranno ritenute significative per il
consolidamento progettuale;
•si ritiene opportuno specificare che le fattorie didattiche
potranno utilizzare il simbolo grafico, esponendolo in
azienda ma anche nei propri materiali didattici e promozionali, solo previa autorizzazione da parte del referente
regionale per le fattorie didattiche;
Considerato altres&igrave; che:
•in considerazione della complessit&agrave; delle tematiche
dell’Educazione Alimentare e ambientale e della
molteplicit&agrave; di relazioni e di figure coinvolte nel progetto, &egrave;
necessario prevedere la messa in atto di azioni condivise
interdisciplinari ed intersettoriali di: formazione degli
imprenditori agricoli, loro coadiuvanti e collaboratori;
sensibilizzazione e aggiornamento dei formatori, docenti
e animatori culturali; sensibilizzazione e divulgazione
del progetto presso le famiglie e i consumatori, iniziative
formative di accompagnamento e di supporto;
•lo schema della revisione della &laquo;Carta dei requisiti di qualit&agrave;&raquo; &egrave; stato concordato nel corso di incontri con i referenti
delle Associazioni Agrituristiche, i cui verbali si trovano agli
atti della U.O. Sviluppo di Innovazione, Cooperazione e Valore delle produzioni;
•le Associazioni Agrituristiche afferenti alle Organizzazioni
Professionali (Agriturist Lombardia, Coopagri Lombardia,
Turismoverde Lombardia e Terranostra Lombardia) hanno
- in data 21 novembre 2013 - inviato una lettera a firma
congiunta alla Direzione Generale Agricoltura in cui viene
ribadita l'importanza di offrire all'azienda agricola l'opportunit&agrave; di fornire servizi connessi, in virt&ugrave; di un certificato
di connessione che garantisca l'esistenza dell'azienda
•lo schema della revisione della &laquo;Carta dei requisiti di qua-
lit&agrave;&raquo; &egrave; stato presentato nel corso di una riunione con i
referenti delle Province in data 11 dicembre 2013 e con
i referenti delle Associazioni Agrituristiche al fine di raccogliere eventuali osservazioni da parte delle Amministrazioni Provinciali;
•le Province non presenti durante la riunione, hanno potuto
far pervenire le osservazioni tramite email, di cui si &egrave; tenuto
conto nella discussione con i referenti delle Associazioni
Agrituristiche;
•onde omologare le procedure sul territorio, Regione Lombardia provveder&agrave; all'approvazione, tramite provvedimenti successivi, della procedura e della modulistica necessaria all'accreditamento;
Ritenuto altres&igrave; che:
•la D.G. Agricoltura, unitamente alle Amministrazioni Provinciali e con il supporto tecnico delle Associazioni Agrituristiche e di altri soggetti in chiave sussidiaria, &egrave; impegnata a
curare il coordinamento complessivo del progetto e controllare la coerenza dell’elaborazione dei contenuti e delle
linee guida degli interventi per le attivit&agrave; di formazione,
promozione e divulgazione;
•i competenti uffici delle Amministrazioni Provinciali devono verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla &laquo;Car-
ta dei requisiti di qualit&agrave;&raquo; nel momento in cui l’azienda
richieder&agrave; l’accreditamento, avvalendosi eventualmente,
per la valutazione del progetto formativo, del referente per
l’educazione alimentare provinciale;
•la definizione dei contenuti della proposta formativa del
corso abilitante di 90 ore per gli imprenditori agricoli, cos&igrave; come la procedura amministrativa di accreditamento,
saranno oggetto di definizione con atti amministrativi successivi;
•&egrave; opportuna la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della
Regione Lombardia della presente deliberazione;
Vagliate e fatte proprie le suddette valutazioni;
Ad unanimit&agrave; di voti, espressi nelle forme di legge;
richiamate le premesse che formano parte integrante del presente atto:
1. di approvare la prima revisione della &laquo;Carta dei requisiti di
qualit&agrave;&raquo; di cui all’allegato A di numero 3 pagine parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
2. di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino
Ufficiale della Regione Lombardia.
CARTA DEI REQUISITI DI QUALIT&Agrave; PER LE FATTORIE DIDATTICHE
Le Fattorie Didattiche della Lombardia costituiscono un circuito di elezione di aziende agricole che si impegnano, oltre che nell’attivit&agrave;
produttiva tradizionale, anche nell’attivit&agrave; didattico-formativa, cos&igrave; come delineato nella legge di orientamento e modernizzazione
del settore agricolo (d.lgs. 228/2001), che all’art. 1 enuncia che si intendono connesse le attivit&agrave; dirette alla fornitura di beni o servizi
mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attivit&agrave; agricola esercitata.
Le aziende che aderiscono alla rete delle Fattorie Didattiche della Lombardia assumono gli impegni propri della “Carta dei requisiti di
qualit&agrave;”. L’adesione al circuito ha carattere volontario.
Le Fattorie Didattiche della Lombardia sono aziende agricole disponibili ed impegnate nell’accoglienza del pubblico ed in particolare nell’educazione di bambini, giovani e adulti, sia nell’ambito di attivit&agrave; scolastiche che extrascolastiche.
A tal fine le Fattorie Didattiche offrono, tramite un progetto formativo, l’opportunit&agrave; di conoscere l’attivit&agrave; agricola ed il ciclo degli alimenti,
la vita animale e vegetale, i mestieri ed il ruolo sociale dell’impresa agricola, il paesaggio rurale per educare al consumo consapevole
ed al rispetto dell’ambiente, oltre a temi attuali quali la biodiversit&agrave;, la sostenibilit&agrave;, la sovranit&agrave; alimentare, l’innovazione e la cura del
territorio. Il progetto formativo (da allegare alla domanda di riconoscimento della qualifica, dove siano stabiliti i temi, gli obiettivi e la
conduzione pratica della visita) deve essere incentrato sui temi agricoli: sull’azienda agricola intesa come attivit&agrave; economica, tecnologica, ecologica e culturale, di allevamento e di produzione di beni e servizi in equilibrio con i cicli della natura e dell’ambiente. L’attivit&agrave;
educativo/formativa proposta, in stretta relazione con il contesto aziendale, &egrave; attivit&agrave; connessa a quella agricola ai sensi dell’art. 2135
del CC e rimane l’attivit&agrave; principale la cui prevalenza &egrave; calcolata attraverso l’applicazione delle tabelle comprese nel d.d.u.o. del 16
maggio 2012, n.4209 “Nuove disposizioni in materia di fabbisogni medi di manodopera per il settore agricolo lombardo”. Alla base del
progetto formativo delle Fattorie Didattiche vi sono i principi della pedagogia attiva, per mettere il pubblico in condizione di apprendere
attraverso l’esperienza pratica, l’azione e la percezione del mondo rurale. L’azienda agricola che intende aderire, oltre ad avere il certificato di connessione che preveda lo svolgimento di questo servizio, deve svolgere un’attivit&agrave; effettiva di produzione animale e/o vegetale,
avere un progetto formativo definito ed essere in regola con le disposizioni in materia di previdenza agricola.
L’azienda agricola deve essere a conoscenza delle disposizioni e degli impegni relativi alla condizionalit&agrave; di cui al titolo II, capitolo I
del Reg. CE n. 73/2009 cos&igrave; come modificato dal Reg. CE 1310/2013, limitatamente alle proprie caratteristiche produttive.
Gli operatori delle Fattorie Didattiche devono poter dimostrare di aver partecipato ad un corso abilitante di 90 ore. Inoltre si impegnano a seguire corsi annuali di aggiornamento della durata di 24 ore per i primi tre anni di attivit&agrave;, di 16 ore dopo i primi tre anni di
Il corso di formazione abilitante si compone di moduli formativi suddivisi in tre macro-aree: pedagogia e comunicazione, economia e
normativa di settore, agricoltura ed ecologia.
Possono essere parzialmente esonerati dalla partecipazione ai corsi abilitanti coloro che dimostrino di aver svolto la professione di
insegnante per almeno 5 anni e/o di avere titoli di studio che ricoprono gli argomenti previsti dal corso abilitante. Per valutare i titoli di
studio e le esperienze ai fini di uno scomputo delle ore di formazione abilitante &egrave; istituito un nucleo di valutazione, composto dal referente per le Fattorie Didattiche della Regione Lombardia, dal referente provinciale e da un funzionario delle Associazioni Agrituristiche.
Attivit&agrave; preparatorie per le scuole
Le Fattorie Didattiche, prima di ogni visita, concordano con i docenti il programma da realizzare con la classe e gli obiettivi educativi.
Gli agricoltori si dichiarano disponibili ad interventi in classe, prima e successivamente alla visita, se propedeutici ai programmi proposti, e possono stipulare convenzioni con gli Istituti Scolastici.
Ogni azienda si impegna:
a fornire informazioni sull’abbigliamento necessario alla visita in ragione della stagionalit&agrave;, delle condizioni atmosferiche e
delle attivit&agrave; proposte;
a fornire informazioni precise per raggiungere l’azienda, specificando se &egrave; facilmente raggiungibile da un pullman e se vi
sono spazi adeguati, in azienda o nelle vicinanze, per le manovre, nonch&eacute; se sono disponibili rampe di accesso per i disabili;
a fornire le informazioni riguardanti la valutazione dei rischi specifici e le procedure di prevenzione e protezione;
a segnalare agli accompagnatori le aree con divieto di accesso, che saranno in ogni caso evidenziate;
in caso di presenza di soggetti diversamente abili, a prendere accordi specifici per facilitare la loro presenza e la loro partecipazione alle attivit&agrave; proposte;
richiedere ai docenti l’eventuale presenza di ospiti con allergie, intolleranze o problemi particolari che possano compromettere la partecipazione alle attivit&agrave; previste.
L’azienda dispone di ambienti accoglienti e curati, di spazi attrezzati sufficienti per svolgere le azioni educative ed in particolare di locali coperti per lo svolgimento delle attivit&agrave; didattiche anche in caso di maltempo.
L’azienda &egrave; dotata di servizi igienici a norma in base alla tipologia dell’azienda e di lavabi con acqua potabile adeguati al
numero dei ragazzi ospitati.
Sono disponibili aree attrezzate e delimitate dove gli ospiti possono consumare la merenda e/o giocare in libert&agrave; e sicurezza.
Gli agricoltori accolgono in modo cordiale gli ospiti e spiegano tutte le attivit&agrave; agricole svolte in azienda, permettendo ai
visitatori di rapportarsi in condizioni di sicurezza agli animali allevati.
Il numero dei partecipanti alle visite e alle attivit&agrave; educative deve essere adeguato agli spazi aziendali e all’efficacia delle
L’accoglienza viene proporzionata al numero degli operatori presenti in azienda: il rapporto operatori/utenti non potr&agrave; in
nessun caso essere inferiore a 1/30.
L’accoglienza, la visita e le attivit&agrave; saranno condotte dall’agricoltore e/o da suoi familiari e/o da personale aziendale in
possesso dell’abilitazione di cui al paragrafo – Formazione degli operatori. Eventuale personale esterno potr&agrave; essere coinvolto a supporto dell’attivit&agrave;, preferendo figure specializzate nella didattica e con conoscenze agroalimentari. Tali figure
devono essere formate dal titolare del progetto formativo (ovvero l’agricoltore e/o il familiare e/o il personale aziendale in
possesso dell’abilitazione) sulle attivit&agrave; ideate in coerenza con l’indirizzo produttivo e didattico dell’azienda. L’azienda deve
garantire, durante la visita, la presenza di un operatore abilitato. In caso l’operatore abilitato dovesse lasciare l’azienda, &egrave;
concesso, prima della revoca dell’iscrizione dall’albo regionale, un anno di tempo per abilitare un’altra persona facendogli
frequentare il corso di 90 ore.
Gli agricoltori che si iscrivono per la prima volta possono frequentare il corso abilitante entro un anno dall’avvio della procedura d’iscrizione (ossia dalla data di trasmissione della domanda all’ Amministrazione Provinciale).
E’ cura dell’azienda fornire alle classi ospitate eventuale materiale didattico di supporto e/o testimonianze della visita.
Ogni azienda predispone un registro con i dati sintetici delle visite. Una copia del registro dovr&agrave; essere trasmesso alle amministrazioni provinciali o regionali su richiesta.
L’azienda &egrave; dotata dei sistemi di sicurezza previsti dalle normative vigenti.
L’azienda si impegna a mettere in atto ogni precauzione per evitare situazioni di pericolo ai partecipanti da parte di animali,
attrezzature o sostanze pericolose.
I visitatori saranno comunque resi coscienti che un’azienda agricola &egrave; un luogo di lavoro, e conseguentemente i locali o
depositi di attrezzi e sostanze pericolose devono essere resi inaccessibili. Eventuali limitazioni d’accesso in aree determinate
sono ben segnalate e vengono comunicate agli accompagnatori, prima della visita o comunque all’inizio della stessa e
delle attivit&agrave; educative.
Tutti gli animali allevati in azienda vengono sottoposti a periodici controlli profilattici dei Servizi Veterinari delle Asl, in particolare per le malattie ritenute trasmissibili all’uomo. I locali di ricovero sono puliti regolarmente e disinfestati.
L’agricoltore si dota di un’assicurazione di responsabilit&agrave; civile nei confronti di terzi comprendente, nel caso di ristoro, il rischio
di tossinfezione.
Se l’azienda fornisce ai propri ospiti spuntini, merende o prodotti alimentari si dota di un sistema di autocontrollo ai sensi del
Reg (CE) n. 852/2004, Reg (CE) n. 853/2004 e Reg (CE) 854/2004.
L’azienda possiede attrezzature di primo soccorso efficaci e in buono stato di conservazione e gli operatori hanno frequentato corsi di primo soccorso ai sensi del decreto legislativo n.81/2008.
Riconoscimento ed accreditamento
Solo le fattorie didattiche in grado di soddisfare i sopraindicati requisiti possono fregiarsi del marchio delle Fattorie Didattiche
della Lombardia e farne uso anche nei propri materiali di comunicazione e promozione, previa autorizzazione da parte del
referente regionale per le Fattorie Didattiche. L’autorizzazione potr&agrave; essere richiesta tramite posta PEC all’indirizzo [email&#160;protected]
I competenti uffici delle Province verificano la sussistenza dei requisiti previsti dalla “Carta dei requisiti di qualit&agrave;” nel momento in cui l’azienda richiede l’accreditamento, avvalendosi per la valutazione, del progetto formativo.
Le Province e la Regione possono disporre controlli e verifiche a campione. In caso siano riscontrate irregolarit&agrave;, il referente
provinciale e/o regionale informano per iscritto il titolare dell’azienda agricola invitandolo ad eliminare le difformit&agrave; riscontrate, pena la revoca dell’accreditamento.
Sintesi dell’iter procedurale
Pubblicazione della Carta sul BURL e sul sito internet www.agricoltura.regione.lombardia.it
Dalla pubblicazione del bando sul BURL
La domanda pu&ograve; essere presentata sotto forma di autocertificazione allegando copia della carta d’identit&agrave;, il progetto formativo
e l’attestato del corso d’abilitazione alla Amministrazione Provinciale a partire dalla data di pubblicazione del bando sul BURL.
60 giorni dalla presentazione della domanda
Le Province, attraverso i competenti Uffici degli Assessorati Agricoltura, effettuano l’istruttoria entro 60 giorni dal ricevimento della
richiesta in forma cartacea. Tale termine &egrave; sospeso in caso di richiesta di dichiarazioni e/o documentazioni integrative o di rettifica.
Eventuali integrazioni alla documentazione dovranno pervenire entro 30 giorni dalla richiesta.
La Provincia comunica al richiedente l’esito dell’istruttoria entro 60 giorni dalla domanda.
Inoltre, entro il 30 giugno di ogni anno, le Province compilano un elenco provinciale delle fattorie didattiche e lo trasmettono alla
Regione che, entro il 31 luglio, approva l’elenco regionale con decreto.
Per accettazione, da parte dell’azienda Agricola _________________________________________________________________________________
Sita in __________________________________________________________________________________________________________________________
Il Titolare o il legale rappresentante _______________________________________________________________________________________________
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1337
Apertura invito alla presentazione di proposte di partenariato
e di strategie di sviluppo locale in attuazione delle politiche
di sviluppo di tipo partecipativo (CLLD) previste dal quadro
comunitario di sostegno della programmazione comunitaria
Vista la Comunicazione della Commissione Europea &laquo;La PAC
verso il 2020&raquo; che delinea le sfide per l’agricoltura e le zone rurali
nella programmazione 2014-2020: produzione alimentare efficiente, gestione sostenibile delle risorse naturali e uno sviluppo
territoriale equilibrato;
−− il regolamento (UE) n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013
del Parlamento Europeo e del Consiglio,recante, tra
l’altro disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo
regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di
coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la
−− il regolamento (UE) n. 1305/2013 del 17 dicembre 2013 e
del Parlamento Europeo e del Consiglio, sul sostegno allo
sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale (FEASR),che ribadiscono la necessit&agrave;
di rafforzare e agevolare le iniziative di sviluppo locale di
tipo partecipativo e riconoscono nell’approccio LEADER
allo sviluppo locale un efficace strumento di promozione
dello sviluppo delle zone rurali;
−− la d.g.r. 4799 del 30 gennaio 2013 di Presa d’atto della
Comunicazione sull’aggiornamento in merito al negoziato sullo sviluppo rurale e del &laquo;Documento strategico
per lo sviluppo rurale 2014/2020&raquo; che tra le priorit&agrave; dell’Unione Europea declinate in Lombardia prevede che le
politiche di valorizzazione del territorio agricolo saranno
sempre pi&ugrave; integrate con quelle dello sviluppo locale
e della tutela dei diversi ambiti territoriali lombardi della
promozione, della multifunzionalit&agrave;, della prevenzione dei
rischi, del benessere sociale e del welfare;
−− la bozza di Accordo di Partenariato tra Commissione e
Italia, inviata con nota 14968 del 9 dicembre 2013 dal
Ministero per lo Sviluppo Economico alla Commissione
Europea, che contiene, tra l’altro, gli &laquo;Orientamenti per
l’applicazione dello Sviluppo Locale di Tipo partecipativo&laquo; (CLLD) in Italia&raquo;
−− gli artt. 32, 33, 34 e 35 del sopracitato reg. (UE)
n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013 che definiscono le
modalit&agrave; di applicazione del CLLD prevedendo i Gruppi
di Azione Locale (GAL) quali soggetti che elaborano e
attuano le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo sul territorio e che gli stessi devono essere selezionati
attraverso criteri di selezione definiti dagli Stati Membri;
Dato atto che il percorso di programmazione prevede che,
dopo l’approvazione dei regolamenti gli Stati elaborino un documento denominato Accordo di Partenariato in linea con gli
orientamenti fissati nel QCS e le Regioni predispongano un Piano di Sviluppo Rurale coerente con l’Accordo di Partenariato;
Dato atto che, in coerenza con quanto sopra espresso, Regione Lombardia ha avviato attivit&agrave; di consultazione del partenariato attraverso appositi Tavoli Tematici che hanno permesso di iniziare un confronto sul territorio al fine di raccoglierne le
esigenze e garantire trasparenza e condivisione delle scelte
Ritenuto di aprire al territorio la possibilit&agrave; di confronto al fine di
raccogliere elementi utili per la successiva selezione dei partenariati e reti territoriali efficaci e di qualit&agrave; che si candidano sulla
nuova programmazione a contribuire alla strategia regionale;
Considerato che la presentazione della candidatura di proposte di partenariato e di strategie di sviluppo locale in questa
prima fase, non costituisce vincolo alla successiva partecipazione al bando di selezione di strategie di sviluppo locale di tipo
partecipativo e che le indicazioni contenute potranno subire
modifiche a seguito dell’approvazione definitiva dell’Accordo di
Partenariato Italia;
Considerato altres&igrave; che l’approvazione dell’invito alla presentazione di proposte di partenariato e le indicazioni contenute
nello stesso non costituiscono vincolo per l’Amministrazione Regionale, che potr&agrave; modificare secondo l’evoluzione del negoziato sulla strategia della politica agricola a livello comunitario,
Ritenuto pertanto di approvare l’Invito alla presentazione di
proposte di partenariato e di strategie di sviluppo locale, Allegato 1) e la scheda di candidatura (Allegato 2), parti integranti e
sostanziali del presente atto;
1. di approvare &laquo;l’Invito alla presentazione di proposte di partenariato e di strategie di sviluppo locale&raquo; Allegato 1) e la &laquo;Scheda di candidatura&raquo;, Allegato 2), parti integranti e sostanziali del
2. di stabilire che le schede di candidatura dovranno pervenire a Regione Lombardia, D.G. Agricoltura, U.O. Sviluppo di
innovazione, cooperazione e Valore delle produzioni, P.zza Citt&agrave;
di Lombardia 1, 20124 Milano, con Posta Certificata all’indirizzo: &laquo;[email&#160;protected], entro 90 giorni dalla
pubblicazione del presente atto sul BURL;
3. di stabilire altres&igrave; che l’approvazione dell’invito alla presentazione di proposte di partenariato e le indicazioni contenute
4. di disporre la pubblicazione del presente atto sul Bollettino
INVITO ALLA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE DI PARTENARIATO
E DI STRATEGIE DI SVILUPPO LOCALE
Invito a presentare proposte di partenariato e di strategie di sviluppo locale in coerenza con le priorit&agrave; regionali che contribuiscono
al rilancio delle aree rurali ed al sostegno delle aree in ritardo di sviluppo1.
Obiettivo dell’invito &egrave; la raccolta di elementi utili a selezionare partenariati e reti territoriali efficaci e di qualit&agrave; che si candidano a
contribuire alla strategia regionale.
Tale invito costituisce la prima fase di un percorso che prevede successivamente la pubblicazione del “Bando di selezione per la
costituzione di Gruppi di Azione Locale” (GAL).
1 Aree con problemi demografici, poche risorse, scarsa capacit&agrave; attrattiva.
La presentazione delle candidature di partenariato non costituisce vincolo per i soggetti proponenti rispetto alle successive fasi di
selezione dei Piani di Azione (PdA).
Il soggetto che intende candidarsi &egrave; un partenariato espressione del territorio, ampio e aperto che comprende attori che assumano
un ruolo attivo2 nei progetti.
soggetti i cui interessi sono direttamente toccati dal programma, rappresentanti delle organizzazioni espressione della
societ&agrave; civile3;
soggetti pubblici e privati che per propria missione si occupano stabilmente delle materie sulle quali la strategia di sviluppo
I partenariati dovranno, qualora la loro strategia sia approvata a seguito del “Bando di selezione per la costituzione di Gruppi di Azione
Locale”, costituirsi in Gruppi di Azione Locale. I GAL, responsabili dell’attuazione delle strategie di sviluppo locale, dovranno essere
composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali, pubblici e privati, in cui n&eacute; il settore pubblico, n&eacute; un singolo gruppo
di interesse rappresenti, a livello decisionale, pi&ugrave; del 49% dei diritti di voto.
L’art 34 del Reg. (UE) 1303/2013 del 17 dicembre 2013 stabilisce i seguenti compiti minimi affidati ai GAL:
rafforzare la capacit&agrave; dei soggetti locali di elaborare ed attuare interventi;
elaborare proposte di criteri di selezione, pubblicare bandi, ricevere domande di aiuto e valutare i progetti, selezionare
gli interventi e fissare l’importo del sostegno. In particolare adottare procedure di selezione e valutazione dei progetti
trasparenti e non discriminatorie, che evitino conflitti di interesse e garantiscano che almeno il 50% dei voti espressi nelle
decisioni di selezione e valutazione dei progetti provenga da partner non pubblici, e che consentano la selezione mediante
procedura scritta;
condurre attivit&agrave; di monitoraggio e valutazioni specifiche legate alla strategia di sviluppo locale.
Eventuali, ulteriori compiti possono essere delegati al Gal da parte dell’Autorit&agrave; di gestione del Programma di Sviluppo Rurale.
Il partenariato che intende candidarsi dovr&agrave; possedere i requisiti necessari per i compiti affidategli.
La nuova regolamentazione richiede ai Gruppi di azione locale un rafforzamento delle competenze di carattere tecnico-amministrativo,
delle capacit&agrave; progettuali, di coordinamento e di gestione.
Le proposte devono essere corredate dalla descrizione del partenariato coinvolto, dall’elenco degli incontri svoltisi con gli attori locali,
comprensivi dei verbali di quegli incontri che si considerano di rilievo nel processo di definizione del partenariato candidato.
Si possono candidare aggregazioni di territori che raggiungono una massa critica sufficiente a sostenerne la strategia di sviluppo in
termini di risorse umane, finanziarie ed economiche e che rispettano le condizioni di seguito descritte:
territori classificati come aree rurali C e D nella programmazione 2007/2013;
territori classificati come aree B che hanno attivato la programmazione sull’Asse 4 - Leader nella programmazione 2007/2013.
La popolazione del territorio candidato deve essere compresa tra i 40.000 e i 150.000 abitanti.
STRATEGIA, OBIETTIVI E PRIORITA’
Le priorit&agrave; generali sono articolate per area.
Nelle aree di pianura obiettivo prioritario &egrave; quello di valorizzare il territorio e le zone rurali attraverso il miglioramento delle opportunit&agrave; di
lavoro e l’aumento del valore delle produzioni e della redditivit&agrave; delle imprese, in particolare favorendo l’innovazione e l’imprenditorialit&agrave;
anche nella filiera agroalimentare.
Obiettivi prioritari nelle aree di montagna (collina e pianalto) sono: conservare e presidiare il territorio, attrarre e mantenere la
popolazione favorendo la diversificazione di attivit&agrave; e servizi, valorizzare i prodotti di montagna e di lago, attraverso una gestione
integrata del territorio.
Infine, nelle aree in ritardo di sviluppo4, l’obiettivo prioritario &egrave; quello di contrastare lo spopolamento attraverso l’incremento delle
opportunit&agrave; di lavoro e accesso ai servizi per la popolazione.
Si chiede vengano presentati dei progetti la cui strategia deve puntare su obiettivi finalizzati a precisi ambiti tematici in cui i partner
coinvolti dispongano di esperienze e competenze specifiche, progetti coerenti con i fabbisogni emergenti e le opportunit&agrave; individuate
nei propri territori, caratterizzati da forti motivazioni e concentrazione di obiettivi, definiti tenendo conto delle potenzialit&agrave; locali, che
abbiano carattere di integrazione e multisettorialit&agrave; e portino elementi innovativi nel contesto locale.
All’interno degli ambiti tematici saranno scelte azioni/misure da attivare in funzione dei risultati attesi individuati nei piani di azione.
2 Si intende un partenariato capace attraverso l’attivit&agrave; di animazione di fare rete creando insieme al territorio i progetti, in grado di raggiungere anche soggetti che
sarebbero esclusi o marginali e di garantire un’ attivit&agrave; di informazione costante .
3 Organizzazioni e associazioni che non fanno parte del mondo governativo ma rappresentano il mondo del lavoro, gruppi che condividono un medesimo interesse o
determinati settori della societ&agrave;
4 Aree con problemi demografici, poche risorse, scarsa capacit&agrave; attrattiva
Valorizzazione dei beni culturali, del paesaggio rurale e del patrimonio artistico in funzione della promozione dello sviluppo
rurale del territorio;
Inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali; Possono essere inclusi nel Piano di Azione, misure e azioni a carattere orizzontale rispetto a quelli menzionati, quali, ad esempio, la
formazione del capitale umano, il trasferimento tecnologico, la mobilit&agrave; e i trasporti locali, i servizi alle imprese e alla popolazione ecc.,
che possono rivelarsi funzionali alla realizzazione di interventi negli ambiti settoriali di cui sopra.
La concentrazione su risultati ben specificati non implica l’elaborazione di una strategia mono-settoriale quanto piuttosto di una
strategia che ricerca e valorizza i legami intersettoriali; nel caso in cui la strategia includa pi&ugrave; di un ambito tematico vi deve essere
connessione e non mera sommatoria tra gli ambiti per il raggiungimento del risultato atteso.
La dotazione finanziaria pubblica per ogni strategia di sviluppo locale &egrave; fissata nella soglia minima di 5 milioni di euro e nella soglia
massima di 8 milioni di euro.
Le schede di candidatura devono pervenire a Regione Lombardia – D.G. Agricoltura, U.O. Sviluppo di innovazione, cooperazione
e Valore delle produzioni - P.zza Citt&agrave; di Lombardia 1, 20124 MILANO, con Posta certificata all’indirizzo: [email&#160;protected]
lombardia.it, entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’invito sul BURL.
Entro i successivi 60 giorni la D.G. Agricoltura effettua l’istruttoria delle candidature, che prevede una analisi delle proposte pervenute
con una valutazione ai soli fini della acquisizione di elementi per la definizione del bando di selezione dei Gruppi di Azione Locale
(GAL) per la programmazione 2014/2020 del Programma di Sviluppo Rurale.
La D.G. Agricoltura invia, entro 20 giorni dal termine dell’istruttoria, una relazione con le valutazioni della proposta.
L’approvazione dell’invito alla presentazione di proposte di partenariato e le indicazioni contenute nello stesso non costituiscono
vincolo per l’Amministrazione Regionale che potr&agrave; modificare secondo l’evoluzione del negoziato del negoziato sulla strategia della
politica agricola a livello comunitario, nazionale e regionale.
ANALISI DI FLUSSO DELLA PROCEDURA
Pubblicazione del bando sul BURL
Pubblicazione del bando sul BURL e sul sito internet www.agricoltura.regione.lombardia.it
I richiedenti presentano alla DG Agricoltura – U.O. Sviluppo di innovazione, cooperazione e Valore delle produzioni, la scheda di
candidatura allegata al bando. La scheda deve essere presentata entro 90 giorni dalla pubblicazione della DGR sul BURL anche
tramite posta certificata all’indirizzo PEC: [email&#160;protected]
Entro 60 giorni la D.G. Agricoltura effettua l’istruttoria che prevede una analisi delle proposte pervenute con una valutazione ai soli fini
della acquisizione di elementi per la definizione del bando di selezione dei Gruppi di Azione Locale (GAL) per la programmazione
2014/2020 del Piano di Sviluppo Rurale.
Chiusura del procedimento e comunicazione al richiedente
Il procedimento si conclude con l’invio, da parte della D.G. Agricoltura, di una relazione con le valutazioni della proposta, entro 20
giorni dal termine della fase istruttoria.
comprensivi anche dei verbali di quegli incontri che si considerano di rilievo nel processo di definizione del partenariato candidato.
SOGGETTO PROPONENTE (CAPOFILA)
Ruolo ed esperienze progettuali interterritoriali
Data e luogo incontri
La “classificazione aree” da utilizzare &egrave; quella proposta nella programmazione 2007/2013.
In allegato carta geografica.
Si chiede vengano presentate proposte/ progetti la cui strategia deve puntare su obiettivi finalizzati a precisi ambiti tematici, in cui i
partner coinvolti dispongano di esperienze e competenze specifiche, progetti coerenti con i fabbisogni emergenti e le opportunit&agrave;
individuate nei propri territori, caratterizzati da forti motivazioni e concentrazione di obiettivi, definiti tenendo conto delle potenzialit&agrave;
locali, che abbiano carattere di integrazione e multisettorialit&agrave; e portino elementi innovativi nel contesto locale.
Soggetti interessati agli investimenti
Lo schema proposto &egrave; predisposto per la raccolta di informazioni minime obbligatorie.
Altre informazioni possono essere aggiunte a completamento della descrizione della candidatura.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Data di compilazione: ________________________
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1340
Approvazione del bando “Voucher leva civica regionale –
Percorsi di cittadinanza attiva per il potenziamento delle
opportunit&agrave; dei giovani”
Vista la d.g.r. n. VIII/10923 del 29 dicembre 2009, avente ad
oggetto &laquo;Accordo di Programma Quadro Nuova Generazione
di idee: ulteriori iniziative da attivarsi a favore dei giovani&raquo;, e vista
altres&igrave; la d.g.r. n. IX/2508 del 16 novembre 2011 con cui sono
state approvate le &laquo;Linee di indirizzo per una governance delle
politiche giovanili in Lombardia 2012-2015&raquo; che prevedono, tra
gli asset di intervento, le &laquo;Politiche per la responsabilit&agrave; e la cittadinanza attiva in una dimensione di costruzione e sviluppo del
senso di comunit&agrave;&raquo;, ponendo tra gli obiettivi a regia regionale la
promozione del concetto di legalit&agrave; attraverso forme di cittadinanza attiva;
Precisato che &laquo;cittadinanza attiva&raquo; e &laquo;senso di comunit&agrave;&raquo; sono
concetti su cui pi&ugrave; volte l’Unione Europea si &egrave; espressa invitando
gli Stati membri a svolgere delle politiche attive rivolte ai giovani
che favoriscano la piena espressione di una cittadinanza europea, fondata sui valori della democrazia e della solidariet&agrave;;
Preso atto che l’attuale contesto di crisi occupazionale che
colpisce in maniera sempre pi&ugrave; incisiva i giovani escludendoli
dal circuito educativo, formativo o lavorativo, e per i quali, pertanto, risulta necessario e urgente sostenere ed adottare politiche attive di partecipazione, formazione e lavoro;
Considerato che Regione Lombardia rivolge da sempre una
particolare attenzione ai giovani e al loro coinvolgimento attivo,
incentivato attraverso strumenti legislativi innovativi ed una programmazione mirata;
Ravvisata, pertanto, la necessit&agrave; di rafforzare e rilanciare percorsi innovativi in grado di sostenere la partecipazione attiva dei
giovani coniugandola ad opportunit&agrave; di crescita formativa e
occupazionale, tenendo conto delle esperienze gi&agrave; consolidate
in tema di partecipazione giovanile e in una prospettiva di sviluppo anche in funzione di Expo 2015;
Ritenuto che la realizzazione di progetti di cittadinanza attiva attraverso percorsi formativi destinati ai giovani, da svolgersi
all’interno degli enti locali lombardi, possa rappresentare una
concreta modalit&agrave; di acquisizione di conoscenze e competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro, nonch&eacute; un incentivo alla partecipazione dei giovani alla vita sociale e istituzionale delle comunit&agrave; locali;
Preso atto, coerentemente con la finalit&agrave; sopra descritte e
sulla base della positiva esperienza della sperimentazione effettuata lo scorso anno, di individuare nello strumento della &laquo;Leva
Civica Regionale&raquo; il modello attuativo attraverso il quale sar&agrave;
possibile per gli enti locali lombardi (Comuni, Unioni di Comuni,
Comunit&agrave; Montane e Consorzi di Comuni) ottenere un contributo per attivare sul proprio territorio progetti sperimentali di Leva
Civica destinati ai giovani;
Valutato altres&igrave; di destinare tali percorsi formativi ai giovani di
et&agrave; compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati in Lombardia all’atto di presentazione della domanda, individuati dagli enti locali beneficiari del contributo a seguito delle relative
procedure pubbliche di selezione dei giovani interessati, i quali
potranno cos&igrave; osservare direttamente come vengono gestiti i
Ritenuto, pertanto, di dare concreta attuazione all’iniziativa
sopra descritta in attuazione della deliberazione n. VIII/10923
del 29 dicembre 2009 sopra richiamata con l’approvazione del
bando &laquo;Voucher Leva Civica Regionale - Percorsi di cittadinanza
attiva per il potenziamento delle opportunit&agrave; dei giovani – anno
2014&raquo;, cos&igrave; come riportato nell’allegato 1), che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
Precisato, a tal fine, di destinare per il finanziamento del bando di cui all’allegato 1) della presente deliberazione l’importo di
€ 2.000.000,00 per la creazione di percorsi di cittadinanza attiva
all’interno delle istituzioni locali e per lo sviluppo di opportunit&agrave;
formative sia a livello di educazione civica che in settori di interesse della comunit&agrave; stessa, riservando una particolare attenzione al mondo sportivo, secondo quanto espressamente previsto
dallo &laquo;Schema di Accordo di Programma Quadro per lo sviluppo e il rilancio dello sport in Lombardia&raquo; approvato con d.g.r. n.
X/668 del 16 settembre 2013;
Valutato che la dotazione finanziaria pari ad euro 2.000.000,00
destinata alla suddetta iniziativa trover&agrave; copertura sul bilancio
pluriennale 2014/2016 a valere sui seguenti capitoli:
1. cap. 8420 &laquo;Cofinanziamento POGAS - AdPQ in materia di
politiche giovanili ‘Nuova Generazione di Idee’ - Trasferimenti a amministrazioni locali&raquo; - € 500.000,00;
2. cap. 10152 &laquo;Cofinanziamento regionale degli interventi
previsti negli AAdPQ Politiche giovanili&raquo; - € 1.500.000,00;
Vista la l.r. 7 luglio 2008 n. 20 &laquo;Testo unico delle leggi regionali
in materia di organizzazione e personale&raquo;, nonch&eacute; i provvedimenti organizzativi della X legislatura;
per le motivazioni richiamate in premessa che si intendono
qui integralmente riportate:
1. di approvare il Bando &laquo;Voucher Leva Civica Regionale – Percorsi di cittadinanza attiva per il potenziamento
delle opportunit&agrave; dei giovani – anno 2014&raquo;, di cui all’allegato 1), parte integrante e sostanziale del presente
2. di destinare per tale iniziativa risorse finanziarie pari a
€ 2.000.000,00 del bilancio pluriennale 2014/2016 a valere sui seguenti capitoli:
•6.2.104.10152 &laquo;Cofinanziamento regionale degli interventi previsti negli AAdPQ Politiche giovanili&raquo; per
€ 1.000.000,00 su esercizio 2014 e € 500.000,00 su esercizio 2015;
•6.2.104.8420 &laquo;Cofinanziamento POGAS - AdPQ in materia di politiche giovanili 'Nuova Generazione di Idee' Trasferimenti a amministrazioni locali&raquo; per € 500.000,00
su esercizio 2015;
3. di demandare alle strutture competenti della Direzione Generale Sport e Politiche per i Giovani i successivi provvedimenti
attuativi della presente deliberazione;
4. di pubblicare il presente provvedimento unitamente al
bando di cui all'allegato 1), sul Bollettino Ufficiale di Regione
Lombardia e sul sito internet http://www.giovani.regione.lombardia.it;
sensi del d. lgs. n. 33/2013.
BANDO ”VOUCHER LEVA CIVICA REGIONALE – PERCORSI DI CITTADINANZA ATTIVA
PER IL POTENZIAMENTO DELLE OPPORTUNITA’ DEI GIOVANI” – ANNO 2014
1. Finalit&agrave; dell’intervento
Regione Lombardia intende favorire la partecipazione dei giovani alla vita della comunit&agrave; locale e sviluppare il senso di responsabilit&agrave;
individuale e collettivo dei giovani. Accanto ai tradizionali temi su cui intervengono le politiche giovanili, la cittadinanza attiva diventa
uno strumento importante per la partecipazione dei giovani alla vita sociale quale contributo alla “costruzione del bene collettivo”.
A tal fine, il presente bando, promuove progetti di cittadinanza attiva attraverso percorsi formativi destinati ai giovani da realizzarsi
all’interno degli enti locali lombardi in un’ottica di sostegno e rilancio di percorsi innovativi in grado di coniugare la partecipazione
attiva dei giovani ad opportunit&agrave; di crescita formativa e occupazionale.
L’iniziativa si pone in continuit&agrave; rispetto agli interventi gi&agrave; realizzati nell’ambito dei progetti gi&agrave; inseriti nell’Accordo di Programma Quadro
“Nuova Generazione di Idee” di cui alla D.G.R. n.VIII/10923 del 29 dicembre 2009 e in particolare con l’esperienza del “Voucher di leva civica
regionale” del 2012/2013. Per questa seconda edizione Regione Lombardia ha aggiunto al finanziamento statale anche risorse proprie.
sostenere la creazione o il consolidamento di percorsi ed esperienze di coinvolgimento dei giovani in attivit&agrave; di sperimentazione
sul campo dei servizi erogati e delle attivit&agrave; realizzate dalle comunit&agrave; locali, di acquisizione di competenze nelle istituzioni e di
conoscenza del territorio e dei suoi bisogni;
rappresentare uno strumento di alternanza studio/lavoro per accrescere le competenze dei giovani e favorire il loro inserimento
2. Modello di riferimento
Il modello di riferimento per la realizzazione della presente iniziativa &egrave; denominato “Leva Civica Regionale”, quale esperienza di cittadinanza attiva, nonch&eacute; investimento della comunit&agrave; lombarda sulle nuove generazioni.
Aderendo al presente bando &egrave; possibile per gli enti locali lombardi, secondo le limitazioni e con le modalit&agrave; di seguito descritte,
ottenere un contributo (il cosiddetto voucher leva civica regionale) per attivare sul loro territorio progetti sperimentali di leva civica.
Nello specifico il quadro delle attivit&agrave; di formazione &egrave; volto alla certificazione di competenze secondo quanto previsto dal “Quadro
Regionale degli Standard Professionali” della Regione Lombardia.
Le azioni dell’intervento dovranno essere finalizzate a:
creare iniziative formative nell’ambito degli enti locali che favoriscano la crescita umana e professionale dei giovani attraverso la
partecipazione attiva alla vita delle comunit&agrave; locali;
promuovere la collaborazione fra istituzioni sussidiarie orizzontali e verticali nell’organizzazione di iniziative formative in aree d’intervento e servizi rivolti alla persona, con riferimento anche al mondo dello sport;
sperimentare, presso gli enti locali, la realizzazione di nuove modalit&agrave; formative, rivolte alla valorizzazione delle esperienze dei giovani, al riconoscimento e alla certificazione delle competenze acquisite sul campo, anche con riferimento alle professioni sportive;
attuare la sperimentazione e valutarne i risultati rispetto ai modelli di coinvolgimento giovanile in percorsi formativi e di certificazione delle competenze gi&agrave; sperimentati dagli enti locali.
3. Soggetti abilitati alla presentazione della domanda
Possono presentare la domanda per l’ottenimento del “voucher leva civica regionale” , previa registrazione utilizzando la procedura
on-line, disponibile all’indirizzo web: https://gefo.servizirl.it/, i seguenti enti territoriali della Lombardia definiti ai sensi del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”:
Comunit&agrave; montane;
Consorzi di Comuni.
I progetti presentati dagli enti locali sopra indicati possono essere redatti d’intesa con associazioni sportive, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, scuole e oratori.
4. Risorse disponibili e massimali
Per la concessione del voucher le risorse finanziarie disponibili sono pari a € 2.000.000 a valere sulla dotazione finanziaria derivante
dall’Accordo di Programma Quadro “Nuova Generazione di Idee” sottoscritto il 14 dicembre 2007 da Regione Lombardia, Ministero
dello Sviluppo Economico e Dipartimento per le Politiche Giovanili e le Attivit&agrave; Sportive della Presidenza del Consiglio dei Ministri nonch&eacute; specificamente individuata nell’ambito della D.G.R. n. VIII/10923 del 29 dicembre 2009.
Regione Lombardia riconosce per ciascun progetto avviato del valore di almeno € 6.400 – cos&igrave; come indicato ai successivi punti 6 e
7 - un contributo pari a € 3.900 delle spese ammissibili secondo i massimali previsti nella seguente tabella.
Comuni fino a 3.000
Comuni da 3.001 a
Comuni da 15.001 a
Comuni da 50.001 a
Comuni da 100.001
abitanti a 500.000
Comuni oltre 500.001
Cofinanziamento minimo
a carico di ciascun ente
per singola posizione
voucher assegnabili
regionale massimo
Comunit&agrave; Montane
La data di riferimento per la dichiarazione della popolazione comunale residente &egrave; fissata al 31/12/2013.
5. Modalit&agrave; di presentazione della richiesta, verifica dei requisiti e concessione del voucher
La domanda di partecipazione deve essere presentata dai soggetti abilitati alla presentazione della domanda, cos&igrave; come individuati
al punto 3, obbligatoriamente in forma telematica, utilizzando esclusivamente la modulistica on-line predisposta su Internet e disponibile nei tempi sotto indicati all’indirizzo https://gefo.servizirl.it. Alla stessa dovr&agrave; essere allegato, in forma digitale, il provvedimento di
previsione di spesa.
In nessun caso saranno ammesse domande presentate in formato cartaceo o utilizzando una modulistica diversa da quella appositamente predisposta.
La procedura informatica sar&agrave; disponibile sul sistema informativo a partire dalle ore 10.00 del 6 marzo 2014 fino alle ore 12.00 del 21
Ai fini del rispetto di tale termine far&agrave; fede incontrovertibilmente la data e l’ora di protocollazione informatica del sistema informativo,
che viene rilasciata solo al completo caricamento dei dati relativi alla domanda di partecipazione e al completo caricamento degli
allegati elettronici nelle modalit&agrave; di seguito indicate.
All’indirizzo https://gefo.servizirl.it/, nella pagina iniziale sotto la voce aiuto, sar&agrave; consultabile una guida on-line a supporto degli Enti
richiedenti per la corretta presentazione delle domande.
Le richieste saranno accettate con procedimento a sportello secondo l’ordine cronologico di protocollazione e fino al totale assorbimento della dotazione finanziaria.
Si precisa che l’ultima domanda presentata in ordine cronologico all’interno del sistema potrebbe dar luogo a un voucher di importo inferiore a quanto richiesto nella domanda. L’importo del voucher potenzialmente inferiore, sar&agrave; tempestivamente comunicato
da Regione Lombardia all’Ente richiedente che avr&agrave; presentato l’ultima domanda inserita a sistema in ordine cronologico al fine di
consentire allo stesso se rinunciare o confermare, entro 5 giorni dalla comunicazione di Regione Lombardia, la richiesta del voucher.
In caso di esaurimento della dotazione finanziaria prima della scadenza del bando, si proceder&agrave; all’immediata adozione del provvedimento di blocco della procedura informatica nonch&eacute; a darne tempestiva comunicazione:
sul sito http://www.giovani.regione.lombardia.it e all’indirizzo https://gefo.servizirl.it.
Per la presentazione della domanda &egrave; necessario disporre della firma elettronica con Carta Regionale dei Servizi (CRS) oppure di
Al momento della presentazione della domanda, l’ente richiedente dovr&agrave; avere gi&agrave; adottato un atto formale di previsione di spesa
(delibera di giunta) che dovr&agrave; essere obbligatoriamente inserito, in formato PDF, all’interno del sistema, nonch&eacute;
riportare la classificazione e la quantificazione delle spese che l’ente richiedente intende sostenere per la realizzazione del percorso
formativo, i cui costi di realizzazione dovranno comunque essere di importo non inferiore a € 6.400,00.
Al termine del caricamento dei dati necessari a formulare la richiesta di contributo, se la compilazione &egrave; corretta, il sistema informatico
emette un modulo in formato PDF contenente i dati inseriti.
Tale modulo deve essere scaricato in locale, firmato con firma elettronica o digitale e caricato nella procedura online.
Solo a seguito del caricamento del documento firmato digitalmente la procedura online consente di completare l’invio con successo
e contestuale attribuzione di un numero progressivo di protocollo che conterr&agrave; l’indicazione di data/ora/minuto/secondo e di cui il
sistema terr&agrave; conto per l’assegnazione del voucher. La domanda presentata &egrave; sottoposta a verifica formale circa la presenza tutti i
requisiti di ammissibilit&agrave;.
Regione Lombardia si riserva la facolt&agrave;, nel corso delle attivit&agrave; di istruttoria formale, di richiedere integrazioni e/o chiarimenti sulla documentazione gi&agrave; presentata che si rendessero necessarie ai fini dell’ammissibilit&agrave; della domanda, fissando i termini per la risposta in
15 giorni solari dalla data della richiesta; la mancata, insufficiente o inadeguata risposta dell’ente, entro il termine stabilito, comporta
il non accoglimento della domanda.
La Direzione Sport e Politiche per i Giovani provveder&agrave; successivamente a stilare l’elenco delle domande pervenute cofinanziando
le richieste ammissibili fino al raggiungimento delle risorse disponibili e sulla base dell’ordine di protocollazione delle istanze on-line
pervenute secondo le modalit&agrave; sopra descritte.
Il voucher assegnato pu&ograve; essere utilizzato dagli enti beneficiari esclusivamente per la realizzazione di percorsi di formazione, destinati
a giovani di et&agrave; compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati in Lombardia all’atto della presentazione della domanda e finalizzati all’acquisizione di conoscenze e competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro nonch&eacute; alla partecipazione dei
giovani alla vita sociale e istituzionale dell’ente locale beneficiario.
Attraverso i percorsi sperimentali di “leva civica regionale”, che si svolgeranno all’interno dell’organizzazione degli enti beneficiari, previo esperimento delle relative procedure pubbliche di selezione, i giovani aderenti al percorso, potranno osservare dall’interno come
funziona la realt&agrave; degli enti locali, nonch&eacute; come vengono gestiti i servizi comunali.
Per l’attuazione del percorso di leva civica, gli enti beneficiari dovranno, direttamente o attraverso enti di prima e seconda classe
iscritti all’Albo Regionale Lombardo del Servizio Civile, obbligatoriamente avvalersi, per la realizzazione delle attivit&agrave; formative, di enti
accreditati per i servizi di istruzione e formazione professionale di Regione Lombardia.
Pertanto, sono soggetti attuatori delle iniziative di formazione i soggetti accreditati per l’erogazione dei servizi di Istruzione e Formazione Professionale, iscritti all’Albo di Regione Lombardia, ai sensi degli artt. 25 e 26 della L.R. 19/2007 e provvedimenti attuativi. L’elenco
degli enti accreditati &egrave; consultabile all’indirizzo http://www.lavoro.regione.lombardia.it alla voce Operatori &agrave; Accreditamento Servizi
IFP&agrave; Albo degli Accreditati per Servizi di Istruzione e Formazione Professionale.
I soggetti accreditati ai sensi della suddetta normativa regionale dovranno curare l’aspetto progettuale e organizzativo della formazione che dovr&agrave; svolgersi in conformit&agrave; agli standard regionali di cui allegato A) del D.D.U.O. n. 9837 del 12 settembre 2008 “Procedure
relative allo svolgimento delle attivit&agrave; formative dei soggetti accreditati al sistema di istruzione e formazione professionale della Regione Lombardia” e alle competenze inserite nel “Quadro Regionale degli Standard Professionali” di cui al D.D.U.O. n. 7105 del 29 luglio
2011 e successive modifiche e integrazioni.
In particolare Regione Lombardia invita i soggetti abilitati alla presentazione della domanda, di cui al precedente punto 3, a fare
riferimento, nell’ambito delle proprie procedure di selezione, anche ai Profili Professionali delle seguenti Area professionali:
“Servizi per le attivit&agrave; ricreative e sportive e la cura della persona” e a tutti quei profili professionali del Q.R.S.P. in grado di realizzare
interventi socio-educativi per l’animazione sociale e per la prevenzione del disagio giovanile attraverso lo sport;
“Servizi di public utilities” – profilo professionale “Pianificatore dell’emergenza” – con riferimento ai servizi di protezione civile degli Enti locali.
Al termine di ogni percorso di “leva civica regionale” , ogni giovane partecipante, qualora avr&agrave; acquisito una competenza intera
comprensiva di tutte le abilit&agrave; e conoscenze collegate, conseguir&agrave; un attestato di competenza regionale ai sensi della L.R. 19/2007.
A tale riguardo, si precisa che le attivit&agrave; formative presentate dall’ente accreditato dovranno essere caricate sul sistema informativo
regionale e dovranno necessariamente essere costituite da una componente teorica e una pratica.
Ciascun progetto presentato dall’ente richiedente, dovr&agrave; riportare un ammontare di costi ammissibili a carico dell’Ente, non inferiore
a € 6.400,00 e dovr&agrave; garantire, inoltre, per ogni giovane partecipante ammesso al percorso formativo:
Assicurazione di Responsabilit&agrave; Civile verso terzi;
CUD finale;
rimborso spese di € 433,80 mensili per il completo svolgimento delle attivit&agrave; previste dal progetto formativo con un impegno
settimanale minimo di 30 ore.
Si precisa che &egrave; facolt&agrave; dell’ente locale beneficiario individuare, all’interno dell’avviso di selezione pubblica, criteri e modalit&agrave; per
procedere all’eventuale rideterminazione del rimborso spese spettante ad ogni giovane partecipante in caso di parziale raggiungimento degli obiettivi fissati dal percorso.
Nessun onere economico potr&agrave; essere richiesto ai giovani partecipanti ai fini dell’adesione al percorso formativo di leva civica.
I progetti proposti devono avere una durata di 12 mesi (pari a 1400 ore totali di cui almeno 72 ore di formazione d’aula). La data di avvio dei
progetti, almeno indicativa, dove essere riportata nell’atto formale di previsione di spesa allegato in sede di presentazione della domanda.
I progetti dovranno essere tassativamente avviati il 3 giugno 2014 e concludersi giorno 1 giugno 2015.
Regione Lombardia fornir&agrave; agli enti locali beneficiari specifici tesserini di riconoscimento da consegnare ai giovani che presteranno
il servizio di Leva Civica.
Sono considerate ammissibili le spese relative all’attivit&agrave; di realizzazione del percorso formativo da parte dell’ente beneficiario comprendenti, a titolo esemplificativo:
spese di formazione (spese per la docenza, la valutazione delle competenze, organizzazione dei corsi)
spese di amministrazione (apertura posizione INAIL e relativi versamenti, versamenti Irap, elaborazione cedolini e CUD, predisposizione contratti, gestione dei versamenti);
spese di assicurazione (assicurazione responsabilit&agrave; civile verso terzi);
rimborsi spese ai giovani partecipanti al percorso.
Non saranno considerati finanziabili, e quindi saranno a carico degli enti, le spese riferite a ogni altro costo non chiaramente riconducibile alla voce spese ammissibili.
La previsione di spesa &egrave; considerata impegnativa con riferimento agli interventi indicati e al valore delle voci inserite nella domanda
on-line raggruppate per tipologia di spesa (formazione, gestione, assicurazione, amministrazione, rimborsi).
8. Termini e modalit&agrave; di rendicontazione della spesa
L’erogazione a favore dell’ente ammesso al cofinanziamento avverr&agrave; con le seguenti modalit&agrave;:
il 50% entro 60 giorni dalla data di approvazione del decreto di individuazione dei beneficiari del cofinanziamento;
saldo del restante 50% entro 90 giorni dalla presentazione a Regione Lombardia, mediante il sistema informativo, della documentazione di rendicontazione delle spese regolarmente effettuate che dovr&agrave; avvenire tassativamente entro il 31/07/2015,
pena la revoca del contributo e conseguente restituzione della somma percepita.
La liquidazione del saldo sar&agrave; effettuata ad avvenuta verifica della rendicontazione finale di tutte le spese sostenute e comprovate
da idonea documentazione di spesa e di pagamento che dovr&agrave; riportare il Codice Unico di Progetto (Cup) in ossequio all’obbligo
di tracciabilit&agrave; dei flussi finanziari di cui alla Legge 13.08.2010 n. 136.
Saranno ammessi scostamenti rispetto alle spese inizialmente previste per un importo non superiore al 2% delle spese sostenute.
Eventuali variazioni di importo superiore al 2% rispetto a quanto inizialmente previsto, dovranno essere tempestivamente comunicate
e motivate a Regione Lombardia che si riserva la facolt&agrave; di verificare se tali variazioni non comportino un totale azzeramento delle
tipologie di spesa obbligatoriamente previste, fermo restando il rispetto delle disposizioni del presente bando.
A seguito della presentazione della rendicontazione il contributo potr&agrave; essere ridotto in relazione a variazioni dell’ammontare dei costi
ammissibili rispetto al preventivo e potr&agrave; essere revocato qualora il progetto ammesso a contributo venga realizzato in misura inferiore
Regione Lombardia si riserva di effettuare controlli, a campione, al fine di verificare la coerenza dei costi agli interventi.
Gli enti beneficiari del voucher sono tenuti a:
assicurare la puntuale e completa realizzazione delle attivit&agrave; e degli interventi in conformit&agrave; alle richieste di cofinanziamento
presentate ed entro i termini stabiliti dal relativo decreto di concessione;
assicurare la copertura finanziaria delle spese non coperte da contributo regionale;
conservare e mettere a disposizione di Regione Lombardia, per un periodo di cinque anni, a decorrere dalla data di pagamento del saldo del contributo, la documentazione originale di spesa;
non richiedere per le stesse spese per le quali viene erogata l’agevolazione, altre agevolazioni regionali, nazionali e comunitarie;
assumere l’obbligo di tracciabilit&agrave; dei flussi finanziari di cui alla Legge 13.08.2010 n. 136 “Piano straordinario contro le mafie,
nonch&eacute; delega al Governo in materia di normativa antimafia”.
10. Decadenza e rinunce
Il contributo concesso sar&agrave; soggetto a decadenza qualora non vengano rispettate da parte dell’ente beneficiario tutte le indicazioni
e gli obblighi previsti dal bando e dall’atto di concessione del contributo ovvero quando:
l’ente beneficiario comunichi la rinuncia al contributo regionale;
le dichiarazioni rese e sottoscritte nella domanda di ammissione al contributo risultino mendaci e sia riscontrata la mancanza dei requisiti di ammissibilit&agrave; sulla base del quale il contributo &egrave; stato concesso;
non sia stato realizzato almeno il 30% dell’intervento approvato;
in sede di verifica da parte dei competenti uffici regionali siano riscontrate irregolarit&agrave; o mancanza dei requisiti sulla base
dei quali il contributo concesso &egrave; stato erogato;
entro i termini stabiliti per l’invio della domanda di erogazione del contributo, non pervenga la documentazione richiesta.
Gli enti beneficiari, invece, qualora intendano rinunciare al contributo concesso e/o alla realizzazione del percorso di leva civica,
dovranno darne immediata comunicazione al responsabile di procedimento.
Responsabile del procedimento &egrave; il Dirigente della Struttura Programmi europei per i giovani della Direzione Generale Sport e Politiche
per i Giovani di Regione Lombardia.
12. Informativa ai sensi dell’art.13 del D.lgs. 30 giugno 2003 n.196
Ai sensi del D.Lgs. n.196/2003, si forniscono le seguenti informazioni:
il Presidente della Giunta regionale della Lombardia, Piazza Citt&agrave; di Lombardia n.1, 20124 Milano;
il Direttore Generale della Direzione Generale Sport e Politiche per i Giovani,
Piazza Citt&agrave; di Lombardia n.1, 20124 Milano.
I dati acquisiti verranno trattati con modalit&agrave; manuale e informatica e saranno utilizzati esclusivamente per le finalit&agrave; relative al procedimento amministrativo per il quale gli stessi sono stati comunicati, secondo le modalit&agrave; previste dalle leggi e dai regolamenti vigenti.
Il bando, ed altre eventuali informazioni utili saranno disponibili sul sito http://www.giovani.regione.lombardia.it.
Per informazioni di carattere amministrativo fino al momento dell’apertura on-line della domanda &egrave; possibile contattare la Struttura
Programmi europei per i giovani della Direzione Generale Sport e Politiche per i Giovani di Regione Lombardia. esclusivamente al seguente indirizzo e-mail: [email&#160;protected] Per informazioni di carattere tecnico relative alle modalit&agrave; di presentazione della
domanda on-line &egrave; possibile contattare il numero gratuito 800 131 151.
Per quanto non previsto nel presente bando, si fa riferimento alle norme comunitarie, nazionali e regionali vigenti.
La Regione si riserva, ove necessario, di impartire ulteriori disposizioni e istruzioni che si rendessero necessarie a seguito dell’emanazione di normative comunitarie e/o statali e/o regionali
D.g.r. 7 febbraio 2014 - n. X/1346
Approvazione dello schema di protocollo di intesa tra
Regione Lombardia, comune di Milano e ALER Milano per il
coordinamento e monitoraggio delle azioni in materia di
−− l’art. 1 della legge regionale 27 dicembre 2006, n. 30
&laquo;Disposizioni legislative per l’attuazione del documento
di programmazione economico-finanziaria regionale, ai
sensi dell’articolo 9-ter della legge regionale 31 marzo
1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilit&agrave; della Regione) – Collegato 2007&raquo;, che individua come Enti Pubblici costitutivi
del &laquo;sistema regionale&raquo; le Aziende lombarde per l’edilizia
residenziale (ALER);
pubblica&raquo;(ERP), che pone in capo alla Regione, tra l’altro,
le funzioni di:
•determinare le linee d’intervento e gli obiettivi di settore, attraverso il programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica ed i relativi programmi annuali di attuazione, anche in concorso con lo Stato e con gli Enti
Locali interessati, verificando l’efficacia dei programmi
attuati e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse finanziarie;
•coordinare l’attivit&agrave; di ERP e l’azione amministrativa
delle ALER, assicurando, tramite le stesse, l’implementazione del patrimonio di ERP, ed esercitando sulle stesse
una attivit&agrave; di vigilanza e controllo;
•determinare i criteri generali per l’assegnazione e la
gestione degli alloggi di ERP ed i casi di deroga ai requisiti;
−− la legge regionale 2 dicembre 2013, n. 17 &laquo;Modifiche alla
legge regionale 4 dicembre 2009, n. 27 (Testo unico delle
leggi in materia di edilizia residenziale pubblica)&raquo; con cui
si &egrave; delineato il nuovo assetto della gestione dell’edilizia
residenziale pubblica lombarda;
−− la legge regionale 14 marzo 2003, n. 2 &laquo;Programmazione negoziata regionale&raquo;, con cui Regione Lombardia
ha disciplinato gli strumenti della Programmazione negoziata regionale intesa quale modalit&agrave; ordinaria per la
condivisione ed attuazione delle scelte programmatiche
−− la deliberazione di Giunta regionale 23 dicembre 2013, n.
X/1207 con cui &egrave; stato nominato Presidente di ALER Milano, di cui alla Legge Regionale 2 dicembre 2013, n. 17, il
Sig. Lombardi Gian Valerio;
−− il decreto 19 luglio 2013, n. 6882 con cui l’Assessore alla
Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave;, Sig.ra Paola
Bulbarelli, &egrave; stata delegata dal Presidente della Giunta
Regionale allo svolgimento delle attivit&agrave; e all’adozione
degli atti conseguenti relativi agli accordi di programma,
nonch&eacute; alla Presidenza dei Comitati di Coordinamento
e all’espletamento delle attivit&agrave; conseguenti relative agli
Accordi Quadro di sviluppo Territoriale, in materia di casa,
Housing Sociale e pari Opportunit&agrave;;
−− il Provvedimento del Sindaco di Milano 15 giugno 2011 in
atti PG 449440/2011, e successiva modifica del 18 marzo 2013 in atti PG 201482/2013, con il quale sono stati
nominati i componenti della giunta comunale, conferiti
gli incarichi ex-art. 45 dello Statuto Comunale e delegati
alla firma degli atti di competenza del Sindaco, tra i quali
quello di Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata ed Agricoltura, nella persona della Sig.ra Ada Lucia De Cesaris,
e quello di Assessore all’Area Metropolitana, Casa e Demanio, nella persona della Sig.ra Daniela Benelli;
−− la Comunicazione del 30 luglio 2013 del Presidente della
Giunta Regionale al Consiglio regionale, che ha evidenziato la &laquo;situazione critica&raquo; dell’ALER Milano, come risulta altres&igrave; da apposita Relazione del 26 luglio 2013 (Prot.
reg. U1.2013.0005622) a firma del Presidente del Collegio
Commissariale di ALER Milano, dott. Gian Valerio Lombardi, nella quale &egrave; stata rappresentata la gravit&agrave; della situazione finanziaria aziendale, che richiede di essere affrontata con una pluralit&agrave; di strumenti, al fine garantire la
continuit&agrave; amministrativa e gestionale dell’azienda;
−− la Comunicazione del 21 gennaio 2014 del Presidente
della Giunta Regionale al Consiglio regionale che, illustrando gli esiti della due diligence su ALER Milano effettuato dalla Societ&agrave; BDO Spa e le principali criticit&agrave; emerse, conferma la necessit&agrave; di attivare azioni ed interventi
per assicurare il mantenimento di un servizio essenziale di
Considerato che ad oggi, Regione Lombardia, Comune di
Milano e ALER Milano sono coinvolte, anche in via diretta, in diversi Piani e Programmi di edilizia residenziale pubblica (Accordi
di Programma, Programmi di Riqualificazione Urbana, Accordi
Quadro di Sviluppo Territoriale, Contratti di Quartiere, Piano Nazionale di Edilizia Abitativa, Piano Nazionale per le Citt&agrave;, ecc.),
la cui copertura finanziaria &egrave; garantita con risorse provenienti
dallo Stato, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, ed
anche risorse proprie di ALER Milano;
Preso atto altres&igrave; della esigenza manifestata del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di disporre, con il coordinamento di
Regione Lombardia, di una pi&ugrave; precisa conoscenza dello stato
di realizzazione degli interventi e dell’utilizzo dei fondi trasferiti di
tutti i piani e programmi finanziati dallo stesso Ministero in materia di politiche abitative, eventualmente inseriti in programmi di
riqualificazione urbana attivati in Lombardia, anche nei casi in
cui l’Amministrazione regionale non &egrave; direttamente coinvolta in
qualit&agrave; di cofinanziatore;
Considerato che la realizzazione dei programmi di intervento
&egrave; posta in capo ad ALER Milano o al Comune di Milano e che la
stessa ALER Milano, di norma, opera in qualit&agrave; di soggetto attuatore e/o stazione appaltante e che, in conseguenza della grave
situazione aziendale, ad oggi l’avanzamento e la realizzazione
dei programmi di edilizia residenziale pubblica citati, che prevedono una quota significativa nel territorio del Comune di Milano,
attraversano una fase di forte criticit&agrave;;
Ritenuto necessario, affinch&eacute; tali interventi di edilizia residenziale pubblica, possano riprendere piena operativit&agrave; ed assicurare continuit&agrave; nonostante la situazione finanziaria in cui versa
ALER Milano, coordinare gli sforzi comuni e le azioni per l’incremento e la riqualificazione dell’offerta abitativa, attraverso la
condivisione di proposte atte ad assicurare il completamento
degli interventi gi&agrave; in fase di esecuzione, rientranti nei programmi citati, anche attraverso la rimodulazione di altri interventi
Ritenuto opportuno che la formulazione e la condivisione
delle proposte, in considerazione della situazione straordinaria,
debba considerare l’insieme dei programmi in corso e previsti
sul territorio comunale, allo scopo di ricostruire un quadro unitario e condiviso della situazione e di stabilire le priorit&agrave; e le eventuali compensazioni necessarie;
Ritenuto necessario, a tale scopo, attivare un’azione di semplificazione e di coordinamento:
•nell’ambito di una pi&ugrave; efficace collaborazione tra Regione
Lombardia, Comune di Milano e ALER Milano;
•con l’obiettivo della promozione del comune interesse
•in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi della programmazione regionale
•individuando anche ipotesi di superamento di quegli
aspetti e/o vincoli amministrativi che consentano di accelerare i processi decisionali e facilitare la risoluzione delle criticit&agrave; riscontrate;
Considerato che il Protocollo di Intesa si presenta come lo
strumento idoneo per disciplinare tale collaborazione, e che
•l’istituzione di una Cabina di Regia, quale sede di condivisione delle soluzioni;
•che le decisioni adottate costituiscano indirizzo da formalizzare all’interno dei singoli organi decisionali - Collegi di
Vigilanza o Comitati di Coordinamento o altro - previsti nei
diversi Piani e Programmi, nelle forme ivi previste;
Ritenuto pertanto, per il raggiungimento degli obiettivi sopra
indicati, di approvare il Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia, Comune di Milano ed ALER Milano, allegato A alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale, e che tale
Protocollo d’Intesa sar&agrave; sottoscritto, per Regione Lombardia,
dall’Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave; Sig.
ra Paola Bulbarelli;
Dato atto che la proposta di Protocollo di Intesa &egrave; stata preventivamente condivisa nei contenuti con ALER Milano ed il Comune di Milano;
leggi regionali in materia di organizzazione e personale&raquo;, nonch&eacute; i provvedimenti organizzativi della IX legislatura;
1. di approvare il &laquo;Protocollo di Intesa tra di intesa tra Regione
Lombardia, Comune di Milano e ALER Milano per il coordinamento e monitoraggio delle azioni in materia di edilizia residenziale pubblica&raquo; di cui all’allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2. di prendere atto che il Protocollo rimarr&agrave; in vigore sino al 28
febbraio 2015 e potr&agrave; essere rinnovato per espressa volont&agrave; delle Parti e che, alla data del 31 marzo 2014, sar&agrave; effettuata una
prima verifica in ordine al raggiungimento delle finalit&agrave; indicate
all’art. 2 del Protocollo, tenuto conto anche delle altre questioni
inerenti le politiche abitative di interesse comune, con particolare riferimento alla gestione degli alloggi di propriet&agrave; delle Parti;
3. di dare atto che, alla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa
di cui al punto precedente, proceder&agrave; per Regione Lombardia
l’Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave; dott.
ssa Paola Bulbarelli;
4. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, dando atto che tutta la relativa documentazione &egrave; disponibile presso i competenti uffici
Regione Lombardia – Assessorato alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave;, con sede a Milano, Piazza Citt&agrave; di Lombardia 1, nella
persona dell’Assessore Paola Bulbarelli
Comune di Milano, con sede in Milano, Via Larga 12, nelle persone del Vice Sindaco- Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata ed Agricoltura Ada Lucia De Cesaris e dell’Assessore all’Area Metropolitana, Casa e Demanio Daniela Benelli
Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale Pubblica di Milano, con sede in Milano, viale Romagna 26, nella persona dell’attuale
Presidente Gian Valerio Lombardi;
tutti d’ora innanzi congiuntamente definiti le “Parti”;
− l’art. 48 della Legge Regionale Statutaria 30 agosto 2008, n. 1 consente alla Regione di esercitare le funzioni amministrative ad
essa riservate anche tramite enti dipendenti, aziende, agenzie e altri organismi, istituiti e ordinati con legge regionale e sottoposti
al controllo e alla vigilanza della Regione;
− la Legge Regionale 27 dicembre 2006, n. 30 “Disposizioni legislative per l’attuazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell’articolo 9-ter della Legge Regionale 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della
programmazione, sul bilancio e sulla contabilit&agrave; della Regione) – Collegato 2007”, all’art. 1:
• stabilisce che “i compiti operativi e le attivit&agrave; gestionali riconducibili alle funzioni amministrative riservate alla Regione sono
svolti, di norma, tramite gli enti di cui al comma 1”;
• istituisce il Sistema regionale, che si configura nei soggetti elencati negli allegati A1 e A2 della legge medesima, come da
ultimo modificata dalla Legge Regionale del 6 agosto 2010 n. 14;
• individua come Enti Pubblici costitutivi del “sistema regionale” le Aziende lombarde per l’edilizia residenziale (ALER);
− la Legge Regionale 4 dicembre 2009, n. 27 “Testo unico delle leggi regionali in materia di edilizia residenziale pubblica”, pone in
capo alla Regione, tra l’altro, le funzioni di:
• determinare le linee d’intervento e gli obiettivi di settore, attraverso il programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica
e la predisposizione dei relativi programmi annuali di attuazione;
• verificare l’efficacia dei programmi attuati e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse finanziarie;
• concorrere con la competente amministrazione dello Stato e con gli Enti locali interessati nell’elaborazione di programmi di
edilizia residenziale pubblica aventi interesse nazionale;
coordinare l’attivit&agrave; di edilizia residenziale pubblica e l’azione amministrativa delle ALER;
assicurare, tramite le ALER, l’implementazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, mediante l’attuazione dei programmi annuali;
− con la Legge Regionale 14 marzo 2003, n. 2 “Programmazione negoziata regionale”, Regione Lombardia ha disciplinato gli strumenti della Programmazione negoziata regionale intesa quale modalit&agrave; ordinaria per la condivisione ed attuazione delle scelte
programmatiche regionali
− con la Legge Regionale 2 dicembre 2013, n. 17 “Modifiche alla Legge Regionale 4 dicembre 2009, n. 27 (Testo unico delle leggi in
materia di edilizia residenziale pubblica)” si &egrave; delineato il nuovo assetto della gestione dell’edilizia residenziale pubblica lombarda;
con la Deliberazione di Giunta Regionale 19/06/2013, n. 300 sono stati nominati i Commissari Straordinari delle Aziende Lombarde
per l’Edilizia Residenziale Pubblica in attuazione della L.R. 2/2013 e sono stati individuati gli atti di straordinaria amministrazione da
sottoporre a preventiva autorizzazione regionale;
− con la Deliberazione di Giunta Regionale 23 dicembre 2013, n. X/1207 &egrave; stato nominato Presidente di ALER MILANO, di cui alla
Legge Regionale 2 dicembre 2013, n. 17, il Sig. Lombardi Gian Valerio;
− con Decreto 19 luglio 2013, n. 6882 l’Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave;, Sig.ra Paola Bulbarelli, &egrave; stata delegata dal Presidente della Giunta Regionale allo svolgimento delle attivit&agrave; e all’adozione degli atti conseguenti relativi agli accordi
di programma in materia di Casa, Housing Sociale e pari Opportunit&agrave;, nonch&eacute; alla Presidenza dei Comitati di Coordinamento e
all’espletamento delle attivit&agrave; conseguenti relative agli Accordi Quadro di sviluppo Territoriale in materia di casa, Housing Sociale
− con Provvedimento del Sindaco di Milano 15 giugno 2011 in atti PG 449440/2011, e successiva modifica del 18 marzo 2013 in atti
PG 201482/2013, sono stati nominati i componenti della giunta comunale, conferiti gli incarichi ex-art. 45 dello Statuto Comunale
e delegati alla firma degli atti di competenza del Sindaco;
− con Comunicazione del 30 luglio 2013 del Presidente della Giunta Regionale al Consiglio regionale &egrave; stata evidenziata l’attuale
particolare situazione di sofferenza finanziaria in cui versa l’ALER Milano, come risulta altres&igrave; da apposita Relazione del 26 luglio
2013 (Prot. reg. U1.2013.0005622) a firma dell’allora Presidente del Collegio Commissariale di ALER Milano, dott. Gian Valerio Lombardi, nella quale &egrave; stata rappresentata la gravit&agrave; di una situazione aziendale caratterizzata da un deficit di cassa che non consente, senza interventi straordinari, di liquidare financo le spese inderogabili, e che richiede di essere affrontata con una pluralit&agrave;
di strumenti tali da impedire l’insolvenza e garantire al tempo stesso la continuit&agrave; amministrativa e gestionale dell’azienda;
− con Deliberazione di Giunta Regionale 11 ottobre 2013, n. X/766, &egrave; stata autorizzata Finlombarda S.p.a. a concedere un finanziamento a titolo di anticipazione finanziaria a favore di ALER Milano, per far fronte alle difficolt&agrave; finanziarie sopra rappresentate,
prevedendo – in caso di utilizzo di tale finanziamento per onorare gli impegni programmatici stabiliti attraverso piani di intervento
formalizzati in strumenti di programmazione negoziata con enti locali – una previa intesa con Regione Lombardia;
− ad oggi, le Parti sono coinvolte, anche in via diretta, in diversi Piani e Programmi di edilizia residenziale pubblica (Accordi di Programma, Programmi di Riqualificazione Urbana, Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale, Contratti di Quartiere, Piano Nazionale di
Edilizia Abitativa, Piano Nazionale per le Citt&agrave;, ecc.), la cui copertura finanziaria &egrave; garantita con risorse provenienti dallo Stato, dalla
Regione Lombardia, dal Comune di Milano, ed anche risorse proprie di ALER Milano;
− la Legge 7 agosto 1990, n. 241 e sue successive integrazioni e modificazioni prevede, all’art. 15, la possibilit&agrave; per le amministrazioni
pubbliche di “concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento di attivit&agrave; di interesse comune” e, all’art. 11, che la stipula
di tali accordi &egrave; prevista la forma scritta;
− l’art. 15, comma 2-bis della Legge 7 agosto 1990, n. 241 prevede altres&igrave; che a fare data dal 1 gennaio 2013 gli accordi tra pubbliche amministrazioni per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivit&agrave; di interesse comune sono sottoscritti con firma
digitale o con firma elettronica avanzata, ai sensi del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, pena la nullit&agrave;;
RITENUTO opportuno di semplificare ed inquadrare i rapporti tra le Parti nell’ambito di una pi&ugrave; efficace collaborazione finalizzata alla
promozione del comune interesse pubblico in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi della programmazione regionale;
INDIVIDUATO il Protocollo di Intesa come lo strumento idoneo attraverso il quale disciplinare il rapporto e le modalit&agrave; con cui entrambe le parti contribuiranno alla realizzazione delle attivit&agrave; finalizzate al raggiungimento degli obiettivi comuni di interesse pubblico;
− la responsabilit&agrave; della realizzazione dei programmi di intervento &egrave; stata posta in capo a Comune di Milano oppure ai Collegi di
Vigilanza costituiti ed operativi ai sensi dell’art. 6, comma 6, lettera g) della L.R. 2/2003, e che ALER Milano di norma opera in qualit&agrave;
di soggetto attuatore e/o stazione appaltante;
− ALER Milano, in conseguenza:
• dell’ingente e straordinario impegno economico previsto a proprio carico;
• dell’esigenza inderogabile di reperire ulteriori risorse per avviare, in questa prima fase, iniziative di messa in sicurezza ed adeguamento impiantistico normativo del patrimonio, la cui stima &egrave; pari a circa 110 milioni di euro;
• delle minori e significative entrate conseguenti all’elevata morosit&agrave; sul pagamento dei canoni e delle utenze e della ed alla
manifesta difficolt&agrave; a concludere la vendita degli immobili inseriti nei piani di vendita dovuta all’attuale crisi economica;
non &egrave; in grado ad oggi di garantire le proprie quote di cofinanziamento come previste nei programmi di edilizia residenziale
pubblica citati, e che tale situazione ha determinato, in generale, un blocco degli investimenti programmati ed, in particolare,
per gli interventi in esecuzione, ritardi significativi dei pagamenti a fornitori e imprese con un conseguente rallentamento dei
cantieri con situazioni di sostanziale fermo;
− affinch&eacute; gli interventi di edilizia residenziale pubblica in fase di realizzazione ma anche programmati nella citt&agrave; di Milano, possano
riprendere piena operativit&agrave; ed assicurare continuit&agrave; nonostante la grave situazione finanziaria in cui versa ALER Milano, coordinare gli sforzi comuni e le azioni anche per l’incremento e la riqualificazione dell’offerta abitativa, oggi pi&ugrave; che mai necessari per
fronteggiare l’emergenza casa;
individuare proposte atte ad assicurare, prioritariamente, la copertura economica della quota residua a carico di ALER Milano per
garantire il completamento degli interventi in esecuzione rientranti nei programmi citati anche attraverso la revisione e/o rimodulazione e/o stralcio di altri interventi previsti;
− che la formulazione e la condivisione delle proposte debba comunque considerare non solo ogni singolo intervento ma l’insieme
dei programmi in corso e previsti sul territorio comunale, allo scopo di ricostruire un quadro unitario e condiviso della situazione
odierna e stabilire le priorit&agrave; e le eventuali compensazioni necessarie;
− che la formulazione delle proposte, in considerazione della situazione straordinaria, debba altres&igrave; considerare la possibilit&agrave; di verifica e superamento degli aspetti e/o dei vincoli amministrativi che sorreggono i citati Piani e Programmi, nonch&eacute; la condivisione
e decisione con i soggetti interessati, nel rispetto comunque della normativa vigente statale e regionale;
− le Parti, ad eccezione dei programmi gi&agrave; disciplinati da specifici Collegi di Vigilanza ove tali attivit&agrave; sono gi&agrave; previste, per lo svolgimento delle attivit&agrave; di rispettiva competenza, si erano gi&agrave; impegnate con l’adesione ai diversi programmi, tra l’altro, a:
• utilizzare forme di tempestiva collaborazione e di stretto coordinamento, con il ricorso in particolare agli strumenti di semplificazione dell’attivit&agrave; amministrativa e di snellimento dei procedimenti di decisione e di controllo o agli accordi previsti dalla
vigente normativa statale e regionale;
• attivare ed utilizzare integralmente ed in tempi rapidi tutte le risorse finanziarie individuate negli accordi per la realizzazione
• rimuovere ogni ostacolo procedurale in fase di realizzazione degli interventi, assicurando comunque ogni possibile azione per
il rispetto dei tempi programmati o assegnati;
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo.
Oggetto e finalit&agrave;
Con il presente protocollo d’intesa, le Parti, consapevoli della situazione straordinaria descritta in premessa, condividono il comune
obiettivo di individuare ed attivare gli strumenti ritenuti pi&ugrave; idonei per:
condividere le informazioni e la ricostruzione del quadro complessivo delle conoscenze, anche attraverso la messa a disposizione
dei dati tramite l’Osservatorio regionale sulla condizione abitativa;
coordinare le reciproche azioni in materia di edilizia residenziale pubblica ed housing sociale;
monitorare e presidiare sistematicamente gli interventi compresi nei diversi piani e programmi in corso, sia in fase di esecuzione
che in fase di progettazione/programmazione;
addivenire a scelte condivise per il superamento delle criticit&agrave; rilevate al fine del possibile raggiungimento degli obiettivi prefissati;
valorizzare i modelli di intervento risultati pi&ugrave; efficaci o le attivit&agrave; sperimentali che hanno dato esito positivo;
stimolare una sinergia di innovazione collaborativa per la programmazione di nuove proposte per il futuro.
Modalit&agrave; di collaborazione
Le Parti, al fine di garantire il perseguimento degli obiettivi indicati all’art. 2, convengono sull’opportunit&agrave; di costituire una apposita
Cabina di Regia, composta dai sottoscrittori del Protocollo, e pertanto da:
Regione Lombardia - Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave;;
Comune di Milano – Vice Sindaco - Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata ed Agricoltura;
Comune di Milano – Assessore all’Area Metropolitana, Casa e Demanio;
ALER Milano – Presidente;
&egrave; coordinata dall’Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunit&agrave; della Regione Lombardia;
si riunisce su convocazione del Coordinatore, almeno sette giorni prima della data prevista della riunione, in relazione agli argomenti posti all’ordine del giorno;
ed ha il compito di:
a) individuare e valutare le criticit&agrave; rilevate nell’attuazione dei Piani, Programmi ed interventi rispetto agli esiti della fase di ricostruzione del quadro complessivo delle conoscenze;
b) stabilire le priorit&agrave; degli interventi presenti all’interno nei Piani e Programmi di edilizia residenziale pubblica;
c) individuare le soluzioni condivise per garantire il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo, per i successivi e conseguenti provvedimenti in capo a ciascun sottoscrittore, per l’avanzamento e/o la conclusione dei programmi in corso assicurando priorit&agrave; agli
interventi in fase di esecuzione e di conseguenza ai restanti in fase di progettazione / appalto;
d) formulare le proposte di semplificazione degli eventuali aspetti e/o vincoli amministrativi che sostengono i Piani e Programmi citati
in Premessa, nel rispetto comunque della normativa vigente statale e regionale;
e) approvare le soluzioni delle criticit&agrave; presenti anche attraverso la revisione e/o rimodulazione e/o stralcio d’iniziative, nonch&eacute; condividere le eventuali compensazioni anche attinenti a beni patrimoniali e diritti reali di godimento delle parti;
f) trattare ogni eventuale ulteriore questione o criticit&agrave; in materia di politiche abitative che le Parti ritengono di interesse comune.
Le decisioni adottate della Cabina di Regia, per concorde volont&agrave; dei componenti della stessa, costituiscono indirizzo da formalizzare
all’interno dei singoli organi decisionali (Collegi di Vigilanza o Comitati di Coordinamento o altro) previsti all’interno dei Piani e Programmi citati in premessa, nelle forme ivi previste.
La Cabina di Regia si avvale di un Gruppo di supporto tecnico alle decisioni, al quale partecipano le Amministrazioni interessate
(Regione Lombardia, Comune di Milano, ALER Milano), in qualit&agrave; di responsabili ed attuatori dei singoli Piani e Programmi in corso,
per poter fornire il necessario supporto tecnico ed informativo alla decisioni della Cabina di Regia, e per ogni esigenza connessa
all’efficace coordinamento delle attivit&agrave; previste, ed in particolare:
a) ricostruire il quadro unitario e condiviso degli interventi in atto e programmati di edilizia residenziale pubblica sul territorio del Comune di Milano;
b) individuare gli elementi ostativi e critici all’avanzamento e/o conclusione degli interventi e dei programmi in corso, assicurando
priorit&agrave; agli interventi in fase di esecuzione e di conseguenza ai restanti in fase di progettazione/programmazione/appalto;
c) proporre alla Cabina di Regia, tenuto conto anche della natura degli interventi analizzati, le soluzioni tecniche, economiche, procedurali/normative anche per la revisione e/o rimodulazione e/o stralcio di iniziative, per la risoluzione delle criticit&agrave; individuate,
e l’adozione dei provvedimenti di competenza;
d) individuare strumenti e modalit&agrave; per la condivisione delle informazioni, il presidio e monitoraggio degli interventi;
e) monitorare l’efficacia dei provvedimenti adottati dalla Cabina di Regia.
Il Gruppo tecnico:
&egrave; coordinato dal Direttore Generale Casa, Housing Sociale e pari Opportunit&agrave; della Regione Lombardia, attraverso le strutture
viene convocato dal Coordinatore in preparazione della Cabina di Regia ed in relazione alle necessit&agrave; di analisi e di approfondimento del lavoro;
viene allargato, quando necessario, ad altri soggetti delle Amministrazioni interessate individuati dalle Parti, per la trattazione e
l’approfondimento di specifici argomenti.
Impegni dei sottoscrittori
I sottoscrittori del Protocollo si impegnano a considerare nelle decisioni da adottare i seguenti criteri e priorit&agrave;:
a) assicurare principalmente il completamento degli interventi in fase di esecuzione e contabilizzazione di quelli ultimati, con l’individuazione dell’eventuale valore economico residuo a saldo degli interventi ultimati;
b) individuare possibili risparmi (riduzioni, minori spese, economie, rimodulazioni, stralci), anche all’interno degli appalti in corso,
nei limiti previsti dalla normativa vigente in materia, per assicurare la copertura economica e la conclusione dei citati appalti in
corso, tenendo comunque in considerazione la natura dei piani e programmi in attuazione e le ricadute sul contesto locale delle
decisioni da assumere, con particolare riferimento alle aspettative di intervento sottese ad esempio all’attivazione di processi
c) incrementare il numero degli alloggi disponibili, preferenzialmente attraverso interventi di riqualificazione e/o recupero del patrimonio edilizio;
d) valutare le possibilit&agrave; di subentro nell’iniziativa di altri soggetti attuatori (Es. Privati, Fondi, ecc.), anche attraverso modalit&agrave; innovative di realizzazione e di gestione degli interventi;
e) concentrare le risorse disponibili, nel caso di impossibilit&agrave; a realizzare la totalit&agrave; degli interventi previsti dai Programmi, su interventi
significativi e/o immediatamente cantierabili e/o che assicurino in tempi minori la disponibilit&agrave; degli alloggi, anche attraverso
f) individuare possibilit&agrave; di sviluppo di nuovi programmi con particolare attenzione all’attivazione di nuovi processi di rigenerazione
urbana dei quartieri ERP a grave disagio abitativo.
Il presente Protocollo rimane in vigore sino alla completa definizione delle azioni necessarie alle finalit&agrave; indicate all’art. 2.
Milano, ………………………
l’Assessore alla Casa, Housing sociale e Pari opportunit&agrave;
……………………………………………………………................
Il Vice Sindaco - Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata ed Agricoltura
…………………………………………………………….................
L’Assessore all’Area Metropolitana, Casa e Demanio
Per ALER Milano:
…………………………………………………………......................
D.G. Famiglia, solidariet&agrave; sociale e
D.d.g. 7 febbraio 2014 - n. 843
Rettifica del d.d.g. n. 8320 del 17 settembre 2013 &laquo;Ulteriori
determinazioni in ordine al d.d.g. n. 11737 del 2 dicembre 2011
“Approvazione della graduatoria relativa al cofinanziamento
di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e
interaziendale e relativo schema di contratto di intervento - Ex
d.g.r. 2055/2011”&raquo;
IL DIRETTORE GENERALE DELLA DIREZIONE GENERALE
FAMIGLIA,SOLIDARIETA’SOCIALE E VOLONTARIATO
Vista la l.r. 12 marzo 2008 n. 3 &laquo;Governo della rete degli interventi
e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario&raquo;;
Vista la d.g.r. 2055 del 28 luglio 2011 &laquo;Determinazione in ordine
all’attuazione di interventi integrati a favore della famiglia ed in
particolare l’allegato B) che ha determinato le modalit&agrave; per la
predisposizione di un unico bando relativo alla promozione di
progetti per sostenere, incentivare e sviluppare politiche regionali volti a favorire la famiglia e la conciliazione;
Visto il d.d.u.o n. 7526 del 8 agosto 2011 &laquo; Emanazione del
bando regionale ai sensi della d.g.r. 28 luglio 2011 n. 2055 per
la promozione di progetti per sostenere, incentivare e sviluppare
politiche regionali volte a favorire la famiglia e la conciliazione&raquo;;
Visto in particolare il d.d.g. n. 11737 del 2 dicembre 2011 &laquo;Approvazione della graduatoria relativa al cofinanziamento di progetti
innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale e relativo
schema di contratto di intervento - Ex d.g.r. 2055/2011&raquo; con il quale
si approvava lo schema dei contratti di intervento sottoscritti;
Visto il d.d.g. n. 12541 del 19 dicembre 2011 &laquo;Modifica e integrazioni del d.d.g.. n. 11737/2011 - Approvazione della graduatoria relativa
al cofinanziamento di progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale e relativo schema di contratto di intervento - Ex
d.g.r. 2055/2011&raquo; con il quale veniva approvata la graduatoria definitiva del bando e veniva assegnato il finanziamento a 33 progetti;
Visto l’allegato E) del d.d.g. n. 11737/2011 &laquo;Schema di contratto di intervento - cofinanziamento di progetti innovativi in
materia di welfare aziendale e interaziendale&raquo; ed in particolare
l’art. 4 ove &egrave; stabilito che &laquo;qualora il costo complessivo del sindolo progetto rendicontato risulti inferiore all’80% del costo inizialmente preventivato ed ammesso a finanziamento, il contributo
concesso si considera automaticamente decaduto e l’impresa
dovr&agrave; restituire gli importi eventualmente gi&agrave; ottenuti&raquo;;
Visto il d.d.g. 8320 del 17 settembre 2013 &laquo;Ulteriori determinazioni in ordine al d.d.g. n. 11737 del 2 dicembre 2011 &laquo;approvazione della graduatoria relativa al cofinanziamento di progetti
innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale e relativo schema di contratto di intervento - Ex d.g.r. 2055/2011&raquo;;
Considerato che nel d.d.g. 8320/2013, per mero errore di trascrizione, nella premessa e nel deliberato &egrave; stato fatto riferimento non alla d.g.r. n. 2055/2011, ma alla d.g.r. 4221/2012;
Ritenuto necessario rettificare la frase contenuta nelle premesse e nel deliberato del d.d.g. 8320/2013 &laquo;di stabilire di non
dare luogo alla decadenza del contributo dei progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale – ex d.g.r.
4221/2012&raquo;, modificandola con &laquo;di stabilire di non dare luogo
alla decadenza del contributo dei progetti innovativi in materia
di welfare aziendale e interaziendale – Ex d.g.r. 2055/2011&raquo;;
Vista la l.r. n. 20 del 7 luglio 2008 &laquo; Testo Unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale&raquo;;
Vista la d.g.r. n. 3 del 20 marzo 2013 &laquo;Costituzione delle Direzioni Centrali e Generali, incarichi e altre disposizioni organizzative- I provvedimento organizzativo –X legislatura&raquo; col quale il dr.
Giovanni Daverio veniva nominato Direttore della Direzione Generale Famiglia, Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato;
1. Di rettificare la seguente frase contenuta nelle premesse e
nel deliberato del d.d.g. 8320/2013: &laquo;di stabilire di non dare luogo alla decadenza del contributo dei progetti innovativi in materia di welfare aziendale e interaziendale – Ex d.g.r. 4221/2012&raquo;,
modificandola con: &laquo;di stabilire di non dare luogo alla decadenza del contributo dei progetti innovativi in materia di welfare
aziendale e interaziendale – Ex d.g.r. 2055/2011&raquo;;
2. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.
D.d.s. 4 febbraio 2014 - n. 732
Approvazione ai sensi del comma 1, dell’art. 249 del d.lgs.
3 aprile 2006, n. 152, del &laquo;Progetto operativo di bonifica
dell’areale 1 bis in procedura semplificata&raquo; e della
riperimetrazione del comparto 1, delle aree che ospiteranno
l’esposizione universale 2015, ubicate nei comuni di Milano
e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese
s.p.a. per conto della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e autorizzazione
alla realizzazione degli interventi in esso previsti
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: &laquo;Norme in materia ambientale&raquo;, in particolare il Titolo V &laquo;Bonifica di siti contaminati&raquo; e s.m.i.;
Visto il r.r. 15 giugno 2012, n. 2 &laquo;Attuazione dell’art. 21 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 – Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione
dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche
– relativamente alle procedure e ripristino ambientale dei siti inquinati&raquo;, ed in particolare l’art. 18 &laquo;Interventi di bonifica con il raggiungimento delle concentrazioni soglia di contaminazione&raquo;;;
Richiamata la deliberazione di Giunta regionale 23 maggio
2012 n. 3509 &laquo;Linee guida per la disciplina del procedimento per il
rilascio della certificazione di avvenuta bonifica, messa in sicurezza
operativa e messa in sicurezza permanente dei siti contaminati&raquo;
Vista la deliberazione di Giunta regionale 27 giugno 2006,
n. 2838 avente ad oggetto: &laquo;Modalit&agrave; applicative del Titolo V “Bonifica di siti contaminati” della parte quarta del d.lgs. 152/2006
– Norme in materia ambientale.&raquo;;
Visto l’Accordo di Programma ai sensi e per gli effetti dell’art. 34
del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 tra Comune di Milano, Regione
Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Rho, Societ&agrave; Poste Italiane s.p.a. e con l’Adesione di Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e Societ&agrave;
Arexpo s.p.a., finalizzato a consentire la realizzazione dell’esposizione universale 2015, anche attraverso la definizione della idonea disciplina urbanistica e la riqualificazione dell’area successivamente
allo svolgimento dell’evento, siglato in data 14 luglio 2011;
Visto il decreto regionale del dirigente dell’Unit&agrave; Organizzativa
Tutela ambientale 26 maggio 2011, n. 4811 di approvazione, ai
sensi del comma 3, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152,
del Piano della caratterizzazione delle aree che ospiteranno
l’Esposizione Universale 2015, ubicate nei Comuni di Milano e
Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a.
Preso atto altres&igrave; che il Piano della caratterizzazione approvato prevede, quale approccio metodologico, l’intervento per singole sub-aree, in riferimento alle diverse caratteristiche delle porzioni di territorio comprese nel sito, in particolare per il loro uso
pregresso, nonch&eacute; per conciliare, su un sito di ampie dimensioni,
le operazioni di bonifica e la realizzazione delle infrastrutture ed
opere pubbliche previste dall’evento.
Visti i decreti regionali del dirigente dell’Unit&agrave; Organizzativa
•23 dicembre 2011, n. 12818 di approvazione, ai sensi
dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, della riperimetrazione delle aree oggetto di bonifica insistenti nel sito
che ospiter&agrave; l’Esposizione Universale 2015, ubicato nei
Comuni di Milano e Rho (MI), secondo la documentazione trasmessa dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a.
per conto dalla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. ad esclusione
del ridimensionamento del comparto della subarea ex
Deposito Pessina;
•10 luglio 2012, n. 6144, di approvare ai sensi dell’art. 242
del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, a seguito delle risultanze
della caratterizzazione effettuata, la riperimetrazione delle
aree oggetto di bonifica, escludendo dal relativo procedimento i Comparti 4 – 9 – e 10 risultati non contaminati, insistenti nel sito che ospiter&agrave; l’Esposizione Universale 2015,
ubicato nei Comuni di Milano e Rho (MI), secondo la
documentazione trasmessa dalla Societ&agrave; Metropolitana
Milanese s.p.a. per conto dalla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a.;
•18 luglio 2012, n. 6445 di approvazione ai sensi del comma
7, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, del &laquo;Progetto
operativo di bonifica dell’areale 5&raquo; della riperimetrazione
del Comparto 5 delle aree che ospiteranno l’Esposizione
Universale 2015, ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI),
presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a.
per conto della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e di autorizzazione degli interventi in esso previsti;
•18 luglio 2012, n. 6447 di approvazione ai sensi del comma
operativo di bonifica dell’areale 7&raquo; della riperimetrazione
del Comparto 7 delle aree che ospiteranno l’Esposizione
•18 luglio 2012, n. 6448 di approvazione ai sensi del comma
operativo di bonifica dell’areale 11&raquo; della riperimetrazione
del Comparto 11 delle aree che ospiteranno l’Esposizione
•18 luglio 2012, n. 6449 di approvazione ai sensi del comma 7, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, del &laquo;Progetto operativo di bonifica degli areali 3A e 3B della riperimetrazione del Comparto 3 delle aree che ospiteranno
l’Esposizione Universale 2015, ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana
Milanese s.p.a. per conto della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e
di autorizzazione degli interventi in esso previsti;
•16 ottobre 2012, n. 9184 di approvazione ai sensi del
comma 7, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, del
&laquo;Progetto operativo di bonifica dell’areale 1&raquo; e della riperimetrazione del Comparto 1 delle aree che ospiteranno
•23 ottobre 2012, n. 9443 di approvazione ai sensi dell’art.
242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 della riperimetrazione
delle aree oggetto di bonifica, escludendo dal relativo
procedimento il Comparto 6 risultato non contaminato, insistente nel sito che ospiter&agrave; l’Esposizione Universale 2015,
ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI);
•23 ottobre 2012, n. 9444 di approvazione di approvazione
ai sensi del comma 7, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006,
n. 152, del Progetto operativo di bonifica degli areali 2A e
2B e della riperimetrazione del Comparto 2, delle aree che
ospiteranno l’Esposizione Universale 2015, ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto della Societ&agrave; Expo 2015
s.p.a. e di autorizzazione degli interventi in esso previsti;
•20 dicembre 2012, n. 12481 di approvazione di approvazione ai sensi del comma 7, dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, del Progetto operativo di bonifica degli
areali 8A e 8B e della riperimetrazione del Comparto 8,
delle aree che ospiteranno l’Esposizione Universale 2015,
ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto della
Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e di autorizzazione degli interventi
Vista la nota n. 838 PG 78854 del 23 dicembre 2013, agli atti regionali con protocollo 51307 del 24 dicembre 2013, con la quale
la Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto della Societ&agrave;
Expo 2015 s.p.a., con sede in Milano – Via Rovello 2, ha trasmesso il Progetto Operativo di Bonifica dell’areale 1 bis in procedura
semplificata, relativo al Comparto 1 del sito di cui trattasi;
Richiamato il decreto regionale 9184/2012 di approvazione
del Progetto Operativo di Bonifica dell’areale 1 e della riperimetrazione del Comparto 1, nonch&eacute; del verbale della Conferenza
di Servizi del 27 settembre 2012, dove &egrave; stato evidenziato nelle
considerazioni finali, che a seguito della verifica della qualit&agrave;
dei terreni nella restante parte del Comparto 1, si proceder&agrave; alla
successiva riperimetrazione o integrazione del Piano di bonifica;
Preso atto di quanto indicato nel documento progettuale di
cui sopra, ed in particolare della avvenuta rimozione di alcuni
serbatoi interrati tra cui uno, &laquo;Serbatoio 2&raquo; e due contigui &laquo;Serbatoi 4 e 5&raquo; all’esterno del perimetro dell’areale di bonifica 1,
il cui intervento &egrave; stato approvato e autorizzato con il decreto
regionale sopra citato
Preso atto altres&igrave; che le indagini integrative condotte a seguito
della rimozione dei serbatoi, hanno rilevato una potenziale contaminazione a carico della matrice terreno naturale tale per cui
si rende opportuna la realizzazione di un intervento di bonifica
nell’area di scavo dei serbatoi richiamati, corrispondente all’areale definito &laquo;1 bis&raquo; e che la strategia dell’intervento di bonifica ha
come obiettivo il raggiungimento delle Concentrazioni Soglia di
Contaminazione (C.S.C.) per la specifica destinazione d’uso;
Atteso che l’areale 1 bis interessato dal Progetto Operativo di
Bonifica in procedura semplificata ricade all’interno di un’area
ad uso commerciale/industriale, nel territorio comunale di Rho,
tale per cui l’obiettivo dell’intervento di bonifica relativamente ai
terreni, &egrave; il raggiungimento dei limiti di cui alla colonna B della Tabella 1 dell’Allegato 5 al Titolo V, parte quarta del d.lgs. 152/2006;
Vista la nota del 15 gennaio 2014, prot. n. 8575/2014 della Provincia di Milano, agli atti regionali con protocollo n. 2619 del 17
gennaio 2014, con la quale trasmette il proprio parere al documento progettuale di cui trattasi;
Ritenuto necessario che il documento della Provincia di Milano costituisca parte integrante del presente provvedimento
(allegato 1)(omissis);
Vista la nota del 15 gennaio 2014, con protocollo 5025
dell’A.R.P.A. Lombardia – Dipartimento Provinciale di Milano, agli
atti regionali con protocollo n. 2376 del 16 gennaio 2014, con
la quale trasmette la propria valutazione tecnica al documento
progettuale di cui trattasi;
Ritenuto necessario che il documento dell’A.R.P.A. Lombardia
costituisca parte integrante del presente provvedimento (allegato 2)(omissis);
Ritenuto pertanto, in considerazione delle determinazioni
espresse dagli Enti di controllo, di approvare ai sensi del comma
1, dell’art. 249 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, il &laquo;Progetto operativo
di bonifica dell’areale 1 bis in procedura semplificata, relativo al
Comparto 1&raquo; delle aree che ospiteranno l’Esposizione Universale
2015, ubicate nei Comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla
Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto della Societ&agrave;
Expo 2015 s.p.a. e di autorizzare gli interventi in esso previsti, con
le osservazioni e prescrizioni espresse dagli Enti di controllo, di
cui agli allegati 1 e 2 al presente atto(omissis);
Ritenuto altres&igrave; di approvare ai sensi dell’art. 242 del d.lgs. 3
aprile 2006, n. 152, a seguito delle risultanze della caratterizzazione effettuata, la riperimetrazione delle aree oggetto di bonifica, escludendo dal relativo procedimento la restante parte del
Comparto 1 risultata non contaminata, secondo la documentazione trasmessa dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per
conto dalla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a., ed in particolare secondo
la Figura 4 che costituisce parte integrante del presente provvedimento (allegato 3)(omissis);
Evidenziato che al fine dei necessari controlli a garanzia degli
interventi di cui trattasi la Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a.
per conto della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. dovr&agrave; trasmettere agli
Enti territorialmente interessati, ogni documento necessario per
una corretta informazione tecnico-procedurale, relativa all’esecuzione dei lavori di cui al progetto in oggetto, a mente del programma temporale degli interventi e delle azioni connesse;
procedimento nei termini previsti ai sensi di legge;
Vista la l.r. 7 luglio 2008, n. 20 &laquo;Testo Unico delle leggi regionali
in materia di organizzazione e personale&raquo;, nonch&eacute; i provvedimenti organizzativi della IX legislatura;
Dato atto che il presente provvedimento rientra tra le competenze della Struttura Individuata dalla d.g.r. n. 87 del 29 aprile
2013 (ovvero altro provvedimento organizzativo successivo) e
dal decreto del Segretario Generale n. 7110 del 25 luglio 2013.
1. di approvare ai sensi del comma 1, dell’art. 249 del d.lgs.
3 aprile 2006, n. 152, il &laquo;Progetto operativo di bonifica dell’areale 1 bis in procedura semplificata, relativo al Comparto 1&raquo; delle aree che ospiteranno l’Esposizione Universale 2015, ubicate
nei Comuni di Milano e Rho (MI), presentato dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto della Societ&agrave; Expo 2015
s.p.a. e di autorizzare gli interventi in esso previsti, con le osservazioni e prescrizioni espresse dagli Enti di controllo, di cui agli
allegati 1 e 2 che costituiscono parte integrante del presente
provvedimento(omissis);
2. di autorizzare gli interventi previsti dal documento progettuale di cui sopra;
3. di approvare ai sensi dell’art. 242 del d.lgs. 3 aprile 2006,
n. 152, a seguito delle risultanze della caratterizzazione effettuata, la riperimetrazione delle aree oggetto di bonifica, escludendo dal relativo procedimento la restante parte del Comparto
1 risultata non contaminata, secondo la documentazione trasmessa dalla Societ&agrave; Metropolitana Milanese s.p.a. per conto
dalla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a., ed in particolare secondo la Fi-
gura 4 che costituisce parte integrante del presente provvedimento (allegato 3)(omissis);
4. di dare atto che ai fini dei necessari controlli a garanzia
degli interventi di cui trattasi la Societ&agrave; Metropolitana Milanese
s.p.a. per conto della Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. dovr&agrave; trasmettere
agli Enti territorialmente interessati, ogni documento necessario
per una corretta informazione tecnico-procedurale, relativa all’esecuzione dei lavori di cui al progetto in oggetto, a mente del
programma temporale degli interventi e delle azioni connesse;
5. di comunicare il presente atto alla Societ&agrave; Metropolitana
Milanese s.p.a. e alla Societ&agrave; Expo 2015 s.p.a. e di inviarne copia
alla Provincia di Milano, ai Comuni di Milano e Rho, all’A.R.P.A.
Lombardia – Dipartimento Provinciale di Milano, e al Collegio di
Vigilanza dell’Accordo di Programma;
6. di provvedere a pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il presente provvedimento, ad esclusione degli
allegati 1e 2;
7. di dare atto, ai sensi dell’art. 3, legge 7 agosto 1990, n. 241,
che contro il presente provvedimento, potr&agrave; essere presentato ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale, entro
60 (sessanta) giorni dalla data di comunicazione dello stesso,
ovvero ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro
120 (centoventi) giorni dalla predetta data.
Il dirigente ad interim della struttura
Angelo Elefanti
D.d.s. 10 febbraio 2014 - n. 876
Aggiornamento dei limiti di reddito per l’edilizia agevolata
per l’anno 2013 ai sensi della d.g.r. 28 giugno 1999 n. 6/43922
IL DIRIGENTE DELLA STRUTTURA PROGETTI SPECIALI
Vista la d.g.r. 28 giugno 1999 n. 6/43922 (Burl 16 luglio 1999,
5&deg; SS al n. 28), che al punto 2 del dispositivo aggiorna i limiti di
reddito per l’accesso all’edilizia agevolata per l’anno 1998 e stabilisce che i limiti di reddito per l’accesso all’edilizia agevolata
vengano successivamente aggiornati anno per anno, in base
all’indice ISTAT per le famiglie di operai e impiegati;
Visti i decreti 6 aprile 2000 n. 8819 di aggiornamento dei redditi per l’anno 1999, 4 giugno 2001 n. 13034 relativo ai redditi per
l’anno 2000, 8 maggio 2002 n. 7760 relativo ai redditi per l’anno
2001, 5 maggio 2003 n. 7113 relativo ai redditi per l’anno 2002, 2
febbraio 2004 n. 1117 relativo ai redditi per l’anno 2003, 4 marzo
2005 n. 3351 relativo ai redditi per l’anno 2004, 27 gennaio 2006
n. 811 relativo ai redditi per l’anno 2005, 19 febbraio 2007 n. 1469
relativo ai redditi per l’anno 2006, 11 febbraio 2008 n. 1088 relativo ai redditi per l’anno 2007, 10 febbraio 2009 n. 1164 relativo ai
redditi per l’anno 2008, 23 marzo 2010 n. 2779 relativo ai redditi
per l’anno 2009, 2 febbraio 2011 n. 903 per l’anno 2010, 21 febbraio 2012 n. 1307 per l’anno 2011 e 6 febbraio 2013 n. 865 per
Considerato che, in prossimit&agrave; della scadenza della dichiarazione fiscale per i redditi percepiti nell’anno 2013, occorre aggiornare allo stesso anno i limiti corrispondenti per l’accesso ai
contributi agevolati;
Visto che la variazione dell’indice medio dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati del mese di dicembre
2013 rispetto al mese di dicembre 2012, come pubblicato nella
G.U. del 27 gennaio 2013 n. 21 – SO, &egrave; pari a 100,6;
Vista la legge regionale 7 luglio 2008 n. 20 e s.m.i., nonch&eacute; i
provvedimenti organizzativi della X^ Legislatura ed in particolare
la d.g.r. 28 aprile 2013 n. 87, con la quale, tra l’altro, &egrave; stato affidato al Dott. Augusto Conti l’incarico di Dirigente della Struttura
&laquo;Progetti speciali&raquo; della Direzione Generale Casa, Huosing sociale e Pari opportunit&agrave;;
Dato atto che il presente provvedimento rientra tra le competenze della Struttura &laquo;Progetti speciali&raquo; individuate dalla d.g.r. 28
aprile 2013 n. 87 e dal decreto del Segretario Generale 25 luglio
2013 n. 7110;
1. Di aggiornare i limiti di reddito per l’anno 2013 previsti per
l’accesso all’edilizia agevolata, di cui al punto 2 del dispositivo
della d.g.r. 43922/99, come segue:
a) Legge 457/78:
• 1&deg; fascia €. 22.711,08
• 2&deg; fascia €. 26.840,36
• 3&deg; fascia €. 45.087,34
b) ll.rr. 3/82 e 32/85:
Fascia unica €. 54.015,54
Per i finanziamenti della legge 457/78 al reddito imponibile
deve essere applicato l’abbattimento di €. 516,46 per ogni figlio a carico e un ulteriore abbattimento del 40% sui redditi da
lavoro dipendente, prima di verificare la compatibilit&agrave; con i limiti
Per i finanziamenti delle leggi regionali 3/82 e 32/85 al reddito
imponibile deve essere applicato l’abbattimento di €. 1.032,91
per ogni figlio a carico e un ulteriore abbattimento del 25% sui
redditi da lavoro dipendente, prima di verificare la compatibilit&agrave;
con i limiti sopra descritti.
2. Di pubblicare il presente provvedimento sul sito www.casa.regione.lombardia.it e nel Bollettino Ufficiale della Regione