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Timestamp: 2019-01-22 04:54:05+00:00
Document Index: 133205030

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 12', 'art. 60', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 60', 'sentenza ']

Viviana Violetta Marchese
1 N /2015 REG.PROV.COLL. N /2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1011 del 2015, proposto da: **, rappresentato e difeso dall'avv. Paolo Folco, con domicilio eletto in Torino, Via Avigliana, 38; contro MINISTERO DELL'INTERNO, rappresentato e difeso dall'avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45; PREFETTO DI ALESSANDRIA; per l'annullamento
2 - del provvedimento di esclusione dalle misure di accoglienza previste dal Ministero dell'interno ai sensi dell'art. 12, c. 1, lettera a) D.lvo 140/2005, emesso dal Prefetto di Alessandria in data e notificato in data ; - di ogni altro atto antecedente, successivo, dipendente, presupposto o comunque connesso. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 ottobre 2015 il dott. Antonino Masaracchia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Ritenuto che, con il ricorso in decisione, il sig. **, di cittadinanza nigeriana, ha domandato l annullamento, previa sospensione cautelare, del provvedimento prot. n /2/Area IV, del 24 luglio 2015, con il quale il Prefetto della Provincia di Alessandria ha decretato la sua esclusione dalle misure di accoglienza previste dal Ministero dell Interno ai sensi dell (allora vigente) art. 12, comma 1, lett. e, del d.lgs. n. 140 del 2005;
3 che il sig. ** era stato accolto, nell ambito del progetto di assistenza relativo ai richiedenti protezione internazionale, ai sensi del ricordato d.lgs. n. 140 del 2005, presso la struttura Ostello Santa Maria di Castello ubicata in Alessandria; che, tuttavia, come si legge nella motivazione dell atto gravato (che cita, in proposito, una segnalazione del responsabile della struttura in data 28 giugno 2015), egli si era rifiutato di accettare e sottoscrivere il contratto di accoglienza con la struttura e di impegnarsi a rispettare le regole dell accoglienza, peraltro conducendo un comportamento irrispettoso nei confronti degli operatori e degli altri ospiti [...], rendendosi anche protagonista di episodi di ostilità e aggressività dei loro confronti, peraltro anche rifiutando qualunque rapporto di collaborazione con gli operatori del progetto ; che, inoltre, pur a seguito di apposito invito della Prefettura in data 8 luglio 2015, il sig. ** ha perseverato nel mantenere detto comportamento, come si dà atto nella motivazione dell atto gravato; che, in diritto, il ricorrente ha sollevato un unico motivo di impugnazione, rubricato Illegittimità per violazione di legge, eccesso di potere e difetto di istruttoria e motivazione, sostenendo che l amministrazione non avrebbe effettuato il benchè minimo accertamento in ordine alla corretta applicazione della misura di revoca inflitta, posto che il sig. ** avrebbe unicamente protestato per una gestione da lui non ritenuta congrua sia dei posti letto che della partizione di cibo,
4 ponendo in essere pertanto non comportamenti violenti o minacciosi ma unicamente una civile protesta ; che si è costituito in giudizio il Ministero dell Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall Avvocatura distrettuale dello Stato, senza alcun deposito documentale e chiedendo il rigetto del gravame con memoria di mero stile; che alla camera di consiglio del 14 ottobre 2015, chiamata per la discussione dell incidente cautelare, la causa è stata trattenuta in decisione; Considerato preliminarmente che sulla controversia de qua sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, come indicato dall art. 12, comma 4, del d.lgs. n. 140 del 2005; che, nel merito, il ricorso non è fondato; che il ricorrente, nel riferire di aver condotto solo una civile protesta nei confronti degli operatori, non ha provato quanto asserito neanche nella forma dei meri indizi di prova, peraltro riconoscendo che egli non aveva firmato un documento al medesimo esibito (con tutta evidenza, si tratta del contratto di accoglienza a lui mostrato) e non facendo menzione del comportamento irrispettoso a lui contestato anche nei confronti degli altri ospiti della struttura; che, quindi, risultano sostanzialmente confermati, in quanto espressamente riconosciuti o non contestati, gli episodi in base ai quali l amministrazione ha disposto la revoca impugnata, in corretta applicazione dell art. 12, comma 1, lett. e, del d.lgs. n. 140 del 2005, a norma del quale le misure di accoglienza sono
5 revocate in caso di violazione grave o ripetuta delle regole del centro di accoglienza da parte del richiedente asilo, ivi ospitato, ovvero comportamenti gravemente violenti ; che, del resto, l istruttoria dell amministrazione risulta completa in base a quanto è dato appurare dalla motivazione dell atto impugnato, essendo stata recapitata alla Prefettura un apposita segnalazione proveniente dal responsabile della struttura di accoglienza, nonché alla luce dell apposito invito, rivolto allo straniero in data 8 luglio 2015 (ma rimasto inascoltato), di sottoscrivere il contratto di assistenza e di tenere un comportamento consono; che, pertanto, il presente ricorso può essere definito con sentenza in forma semplificata, essendone stato dato avviso alle parti e ricorrendo tutti i presupposti di cui all art. 60 cod. proc. amm.; che le spese del giudizio possono tuttavia essere compensate tra le parti, attesa la carenza di attività difensiva da parte della difesa erariale; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, Sezione seconda, definitivamente pronunciando, Respinge il ricorso in epigrafe. Spese compensate.
6 Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 14 ottobre 2015 con l'intervento dei magistrati: Vincenzo Salamone, Presidente Roberta Ravasio, Primo Referendario Antonino Masaracchia, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 12/11/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
N. 00473/2016 REG.PROV.COLL. N. 00014/2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA