Source: http://geom-bartolucci-fausto.webnode.it/news/quando-la-musica-diventa-rumore-e-disturba-i-condomini/
Timestamp: 2017-10-17 05:40:05+00:00
Document Index: 78697093

Matched Legal Cases: ['art. 659', 'art. 844', 'art. 659', 'art. 659', 'sentenza ', 'art. 659']

Quando la musica diventa rumore e disturba i condomini :: S t u d i o T e c n i c o
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Invero il reato di cui all’art. 659 cod. pen. è consumato anche se il rumore molesto non giunga nelle ore notturne, “poiché per riposo non deve intendersi esclusivamente il sonno notturno, ma anche il riposo in senso lato che può essere costituito da una pausa del lavoro o, semplicemente, dall'ozio, realizzabile pure in ore diurne” (Cass. Pen. Sez. I, sent. n. 1005 del 12/01/1996): quindi, “ la circostanza della produzione di rumori solo di giorno non può escludere la potenzialità degli stessi ad arrecare disturbi al riposo delle personez” (Cass. Pen. 1005/1996).
La “normale tollerabilità”.
Particolare importanza riveste quindi il concetto della “normale tollerabilità”, richiamato anche dal codice civile (il cui art. 844 impone l’accettazione di quelle immissioni, anche sonore, provenienti dal fondo vicino che non superino, appunto la normale tollerabilità), elemento chiave per determinare se un rumore o un suono che stanno disturbando il riposo sia molesto e rientri nella fattispecie di cui all’art. 659 cod. pen. o meno.
I supremi Giudici hanno infatti confermato come siano penalmente responsabili, sempre per il reato di cui all’art. 659 cod. pen., i padroni di un cane per il suo abbaiare ove questo assuma contorni molestia, ossia dove per petulanza e frequenza finisca per ledere il diritto al riposo ed alla quiete dei vicini di casa. Nella sentenza in parola si ricorda come questo principio fosse già stato sancito in una precedente pronuncia della Cassazione che nel 2001 ebbe infatti modo di affermare che “ rispondono del reato di cui all'art. 659 comma 1 c.p. un uomo e una donna che non impediscono il molesto abbaiare, anche in ore notturne, di due cani di loro proprietà, custoditi nel cortile di un edificio condominiale” (Cass. Pen., Sez. I, sent. n. del 19/04/2001).