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Timestamp: 2020-04-05 16:57:32+00:00
Document Index: 166676229

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 5256 del 21/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5256 del 21/02/2019
Cassazione civile sez. VI, 21/02/2019, (ud. 31/01/2019, dep. 21/02/2019), n.5256
sul ricorso 20668-2017 proposto da:
tempore, elettivamente domiciliata in RONIA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
F.D.;
avverso la sentenza n. 300/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI SEZIONE DISTACCATA di LECCE, depositata
l’01/02/2017;
partecipata del 31/01/2019 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA
F.D. è rimasto intimato.
L’Agenzia, successivamente, deposita memoria.
che, col terzo motivo, si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni, garantendo l’equità fiscale tra i cittadini all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
La sentenza impugnata è stata pubblicata il 01 febbraio 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. Sez. 6-5. n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione.
Inoltre, l’art. 39, comma 1 bis – aggiunto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1^ gennaio 2016 – nella parte in cui prevede “La commissione tributaria dispone la sospensione la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia della cui definizione dipende la decisione della causa”, non sembra evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto alla giurisdizione amministrativa, in particolare del Consiglio di Stato.
Il secondo motivo, nella specie violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, ed il terzo motivo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, sono infondati.
La Corte Costituzionale, inoltre, con la pronuncia n. 249 del 2017, ha ribadito la necessità di un provvedimento specifico e puntuale in capo all’Amministrazione, poichè “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano provvedimento”.
nulla sulle spese, in mancanza di costituzione dell’intimato.
Così deciso in Roma, il 31 gennaio 2019.