Source: http://www.condominio24ore.it/blog/legittimazione-attiva-concorrente/
Timestamp: 2019-09-17 14:37:48+00:00
Document Index: 38120918

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'art. 1131', 'sentenza\n', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ']

Legittimazione attiva concorrente – Condominio24ore
La legittimazione dell’amministratore e dei singoli condomini
Ed invero, a seguito della riforma della materia condominiale (L. 220/2012), sia in dottrina che in giurisprudenza si è fatta strada l’ipotesi per cui il legislatore abbia inteso riconoscere una qualche forma di personalità giuridica, quand’anche “attenuata”, in capo al condominio (Cfr.: Cass. Sez. Unite n. 19663/2014; Luana Tagliolini, Prove di personalità giuridica, Il Sole 24 Ore), permane, tuttavia, il principio per cui lo stesso, quale ente di gestione, non ha una personalità distinta da quella dei singoli condòmini, motivo per cui il giudicato formatosi all’esito di un processo in cui sia stato parte l’amministratore di uncondominio, fa stato anche nei confronti dei singoli condòmini, pure se non intervenuti in giudizio (Cfr.: Cass. n. 12343/2002; Cass. n. 12911/2012).
Come detto, l’ordinanza interlocutoria affronta la questione relativa alla legittimazione alla proposizione del ricorso incidentale per cassazione da parte del singolo condomino, a fronte della soccombenza parziale delcondominio il quale, in sede di legittimità, si limita a contraddire al ricorso principale.
La stessa premette la ratio del tradizionale orientamento giurisprudenziale in virtù del quale, la legittimazione processuale dell’amministratore dicondominio, generalmente riconosciuta dall’art. 1131 Cc, afferente le liti che concernono gli interessi comuni dei condòmini, in deroga alla disciplina generalmente valida per ogni altra ipotesi di pluralità di soggetti del rapporto giuridico dedotto in lite, sopperisce <<all’esigenza di rendere più agevole la costituzione del contraddittorio nei confronti del condominio, nel senso di evitare la necessità di promuovere il litisconsorzio nei confronti di tutti i condomini. Questa ricostruzione tradizionale dei rapporti fra i condomini implica una forma di rappresentanza processuale reciproca, attributiva a ciascuno di una legittimazione sostitutiva, nascente dal fatto che ogni compartecipe non potrebbe tutelare il proprio diritto senza necessariamente e contemporaneamente difendere l’analogo diritto degli altri>>.
Ciò premesso, la Corte di Cassazione ricorda i casi di legittimazione dell’amministratore e quella dei singoli condòmini:
– Il singolo condomino non è terzo rispetto alla lite in cui è parte l’amministratore
– Il giudizio di rinvio a seguito di cassazione della sentenza
<<Sempre in controversie tra condomini e condominio, rappresentato dall’amministratore, per tutelare i diritti della collettività, i singoli condomini potrebbero intervenire, a sostegno delcondominio, anche nel giudizio di rinvio, seppur questo si connoti come giudizio essenzialmente “chiuso”, non solo con riferimento all’ oggetto, ma anche con riferimento ai soggetti, e ciò sempre sull’assunto che i condomini intervenienti non sono terzi, ma si identificano sostanzialmente con la parte “condominio” già in giudizio (Cass. Sez. 2, 24/05/2000, n. 6813; Cass. Sez. 2, 30/06/2014, n. 14809)>>.
– L’incapacità a testimoniare dei singoli condòmini nei giudizi dove parte è il condominio
<<Si è altresì ritenuta in giurisprudenza l’incapacità a testimoniare dei singoli condomini nelle controversie in cui l’amministratore abbia assunto la rappresentanza del condominioa tutela delle cose o dei servizi comuni, essendo i primi comunque parti ab origine per il tramite del loro necessario rappresentante (Cass. Sez. 2, 23/08/2007, n. 17925; Cass. Sez. 2, 16/07/1997, n. 6483)>>.
– Sulla decorrenza del termine per l’impugnazione
– Sull’efficacia del giudicato
– Sugli effetti della sentenza
<<La sentenza (o il decreto ingiuntivo) recante condanna del condominio, per un credito vantato da chi abbia contratto con l’amministratore, equivalga a sentenza di condanna, e quindi funga datitolo esecutivo, nei confronti di tutti i condomini (a prescindere dal diverso profilo dell’attuazione solidale o parziaria), anche se essi non abbiano assunto le vesti di parti “in senso formale” del giudizio promosso dal terzo creditore nei confronti dell’amministratore, per non esser stati personalmente evocati in giudizio, e quindi non siano neppure individuati nominativamente nel provvedimento condannatorio (Cass., Sez. 3, 29/09/2017, n. 22856; Cass., Sez. U, 08/04/2008, n. 9148; Cass. Sez. 2, 14/10/2004, n. 20304; Cass. Sez. 2, 14/12/1982, n. 6866; Cass. Sez. 2, 11/11/1971, n. 3235)>>.
– Sulla necessità della notifica del titolo esecutivo al singolo condomino
– L’impugnazione della sentenza da parte del singolo condomino
<<Si è costantemente reputata ammissibile l’impugnazione, da parte del singolo partecipante, della sentenza di condanna emessa nei confronti dell’intero condominio sull’assunto che il diritto di ogni partecipante al condominio ha per oggetto le cose comuni nella loro interezza, non rilevando, in contrario, la circostanza della mancata impugnazione da parte dell’amministratore, senza alcuna necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dei condomini non appellanti (o non ricorrenti), né intervenienti, e senza che ciò determini il passaggio in giudicato della sentenza di primo (o di secondo) grado nei confronti di questi ultimi (cfr., ad esempio, Cass., Sez. 2, 16/12/2015, n. 25288; Cass. Sez. 2, 03/09/2012, n. 14765; Cass., Sez. 3, 16/05/2011, n. 10717; Cass., Sez. 2, 19/05/2003, n. 7827; Cass., Sez. 2, 28/08/2002, n. 12588; Cass., Sez. 2, 25/05/2001, n. 7130; Cass., Sez. 2, 30/03/2000, n. 3900; Cass., Sez. 2, 12/03/1994, n. 2392; Cass., Sez. 2, 21/06/1993, n. 6856)>>.
– La non esperibilità dell’opposizione di terzo da parte del condomino
– La legittimazione ad agire nei giudizi di equa riparazione