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Timestamp: 2017-09-24 08:24:52+00:00
Document Index: 152020884

Matched Legal Cases: ['art. 1284', 'art. 5', 'art. 1815', 'art. 1284', 'art 645', 'art. 645', 'art. 649', 'art. 634', 'art. 1219', 'art 642', 'art 63', 'art. 63', 'art. 55']

Mancato guadagno - Roma - Studio Sgobbo
L'attività di recupero dei crediti è di importanza fondamentale perchè deve rispondere oggi come non mai a criteri di professionalità, efficienza e tempestività.
Lo Studio Sgobbo è specializzato in tale attività, evitando all'azienda il conseguimento di un danno rappresentato dal mancato guadagno, dalla perdita degli interessi moratori, dalle spese bancarie o di probabili protesti.
Questo perchè l'azienda potrebbe non diporre di adeguate competenze necessarie per la complessità delle procedure riguardanti tale attività, competenze che apportano all'impresa risultati soddisfacenti nell' ambito del recupero dei crediti.
Spesso infatti, oltre alla mancata riscossione, debbono aggiungersi spese che oltremodo sarebbero evitabili. Il nostro studio con lo staff di professionisti che lo compone si offre come soluzione a questo problema.
Qual'è l'ammontare del tasso di interesse legale?
L'ultimo provvedimento è stato quello del D.M. 1.12.2003, con il quale la misura del saggio degli interessi legali è stata fissata al 2,5% in ragione d'anno, con decorrenza dall'1.1.2004.
Sempre l'art. 1284 c.c. prevede che, in caso il Ministro del Tesoro non provveda entro il 15 dicembre, il tasso dell'interesse legale rimane invariato per l'anno successivo.
L'art. 5 stabilisce che il saggio degli interessi, è determinato in misura pari al saggio d'interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di sette punti percentuali.
Il Ministero dell'economia e delle finanze da' notizia del saggio di cui al comma 1, al netto della maggiorazione ivi prevista, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.
9.83% per il semestre luglio - dicembre 2006
9.25% per il semestre gennaio - giugno 2006
9.05% per il semestre luglio - dicembre 2005
9.09% per il semestre gennaio - giugno 2005
9.01% per il semestre luglio - dicembre 2004
9.02% per il semestre gennaio - giugno 2004
9.10% per il semestre luglio - dicembre 2003
9.85% per il semestre gennaio - giugno 2003
10.35% per il semestre luglio - dicembre 2002
Si possono chiedere gli interessi al debitore, in caso di ritardo nell'adempimento di un contratto?
E' comunque quasi sempre possibile, stabilire convenzionalmente un tasso di interesse, che andrà a sostituirsi a quello legale, purché il saggio non sia considerato usurario (art. 1815 c.c.) e il relativo patto sia stipulato in forma scritta (art. 1284 c.c.).
Il D.L. 231 del 9.10.2002 "Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali" ha previsto inoltre che se il termine per il pagamento non è stabilito nel contratto, gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora, alla scadenza del seguente termine legale:
Che cos'è un decreto ingiuntivo
Un decreto ingiuntivo è l'ordine che viene dato dal giudice al debitore di adempiere l'obbligazione assunta che può consistere in un pagamento di una somma di denaro o di una consegna di una cosa mobile determinata entro un determinato periodo di tempo che è abitualmente di 40 giorni.
Ad un decreto ci si può opporre se il credito non è scaduto e se inesistente. Tale opposizione devr avvenire, con atto di citazione secondo l'art 645 c.p.c., entro dei termini strettamente previsti che di solito sono di 40 giorni.
L'opposizione ad un decreto ingiuntivo può essere proposta mediante atto di citazione (art. 645 c.p.c.) entro i termini strettamente previsti nel decreto stesso (normalmente 40 giorni). Successivamente, il giudizio segue le norme del procedimento ordinario.
Il giudizio può essere sospeso se ricorrono gravi motivi, su istanza dell'opponente secondo l'art. 649 c.p.c..
Condizioni per richiedere l'emissione di un decreto ingiuntivo
Affinché si possa far questo tipo di ricorso è necessario che il credito consista nella consegna di una somma di denaro, di una quantità determinata di cose fungibili o nella consegna di una cosa mobile determinata. Il credito deve essere provabile mediante prova scritta, cioè prove scritte idonee alla richiesta di decreto ingiuntivo secondo l'art. 634 c.c:
gli estratti autentici delle scritture contabili
le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e
La costituzione in mora del debitore è la richiesta fatta al debitore dal creditore per iscritto, di adempiere l'obbligazione.
L'art. 1219 c.c. prevede che non sia necessario ricorrere alla costituzione in mora se:
inizio della decorrenza degli interessi moratori, nella misura dell'interesse legale, se non pattuiti diversamente;
obbligo in capo al debitore di risarcire l'eventuale danno;
Su istanza del ricorrente, il decreto ingiuntivo può essere dichirato subito esecutivo. Questo è sancito sall'art 642 delc.p.c.
In questo modo non bisogna attendere il termine dei 40 giorni. Ovviamente tale richiesta viene accolta solo se il credito è fondato su una cambiale, assegno circolar o bancario, oppure da un certificatodi liquidazione di borsa, da un atto di un notaio.
Anche il grave giudizio nel ritardo può motivare tale procedura. L'art 63 delle disp. att.c.c. prevede anche che l'amministratore di un condominio può ottenere tale decreto per la riscossione dei contributi condominiali.
La cambiale è per la legge un "titolo esecutivo" (R.D. n. 1669/33, art. 63). Questo vuol dire che possibile procedere all'esecuzione forzata se il credito non viene pagato alla scadenza. Il pagamento è richiesto tramite un precetto che è un'intimazione ad adempiere il pagamento che non è stato eseguito. Il precetto è notificato al debitore. Devo passare massimo 10 giorni dall'invio del precetto. Se il pagamento non avviene ancora allora si passa al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitote. Per l'assegno bancario la procedura è simile.
Garanzie di natura reali in cui la legge prevede sia il pegno costituito su beni mobili con posesso trasferito al creditore fino all'adempimento, che l'ipoteca costituita su beni immobili senza il traferimento del possesso.
L'assegno bancario è considerato dalla legge un titolo esecutivo (R.D. n. 1736/33, art. 55). In pratica, questo comporta che, ove il credito non sia pagato alla data indicata sull'assegno, è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata. Il pagamento dell'assegno dovrà essere chiesto formalmente a mezzo di un precetto (cioè un'intimazione ad adempiere) notificato al debitore. Se il pagamento dell'assegno non interviene nei dieci giorni successivi alla notificazione del precetto, si potrà procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitore.