Source: http://www.penale.it/giuris/cass_015.htm
Timestamp: 2020-01-26 02:32:05+00:00
Document Index: 85416439

Matched Legal Cases: ['art. 171', 'art. 171', 'art. 13', 'art. 171', 'art. 7', 'art. 171']

Penale.it - Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 28 giugno - 19 settembre 2001, 2408 - (33896)
Sentenza 28 giugno - 19 settembre 2001, 2408 - (33896)
-- all'art. 171 bis legge n. 633/1941 [per avere, quale titolare di impresa individuale esercente il commercio di prodotti elettronici, detenuto a scopo commerciale, sapendo che si trattava dì copie non autorizzate, programmi per elaboratori (esclusi alcuni programmi MS DOS, risultati regolari, in relazione ai quali veniva pronunziata assoluzione per insussistenza del fatto) illecitamente riprodotti e quindi privi di licenza d'uso - acc. in L., il 6.4.1995] e, con le riconosciute circostanze attenuanti generiche, determinava la pena principale in mesi due di reclusione e lire 400.000 di multa, confermando le pene accessorie e la confisca.
a) L'erronea interpretazione ed applicazione dell'art. 171 bis della legge n. 63311941, che sanziona penalmente (tra 1' altro) "la detenzione a scopo commerciale, per fini di lucro, di copie abusivamente duplicate di progammi per elaboratori, da parte di chiunque sappia o abbia motivo di sapere che si tratta di copie non autorizzate". Secondo la prospettazione del ricorrente, la dizione legislativa "detenzione a scopo commerciale" equivarrebbe a "detenzione finalizzata al commercio, cioè alla vendita" e ciò si dedurrebbe anche dalla necessità dello scopo di lucro, "impossibile nel semplice utilizzo privato o nell'ambito dell'impresa, che al massimo può comportare un fine di trarne profitto". La norma incriminatrice, in sostanza, non sanzionerebbe la "utilizzazione nell'impresa commerciale" dei progammi abusivamente duplicati (condotta da lui tenuta in concreto), ma la detenzione dei progammi medesimi per la vendita, la messa in vendita di essi ed ogni altra forma di messa in commercio. Solo recentemente l'art. 13 della legge n. 248/2000, sostituendo il precedente testo dell'art. 171 bis della legge n. 633/1941, avrebbe esteso l'ambito di applicazione della tutela penale, sostituendo al "fine di lucro":il "fine di trarne profitto" e sanzionando la "detenzione a scopo imprenditoriale", che prima invece sarebbe stata irrilevante ai fini penali.
2. L'esame della questione in oggetto deve prendere l'avvio dalla direttiva comunitaria 911250/CEE del 14 maggio 1991 (relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore) che, nella versione in lingua inglese, con riferimento alla detenzione abusiva dei programmi di software, demanda alle legislazioni degli Stati membri l'adozione di "appropriate misure" (al di là di quelle civilistiche sulla tutela del diritto di autore) anche in relazione ai casi di "possession for commercial purposes''.
Il sostantivo "purpose" viene generalmente tradotto nella nostra lingua come "scopo, fine, intenzione, risultato, efetto, funzione" e la traduzione italiana della direttiva comunitaria riporta il lemma in oggetto con l'espressione "detenzione per scopo commerciale" (art. 7, lett. b, in Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee del 17 maggio 1991).
Deve altresì evidenziarsi, in proposito, che l'art. 171 bis della legge n. 633/1941, volendo fare esplicito riferimento - tra la pluralità delle condotte incriminate -- all'attività di "stessa in commercio" di programmi per elaboratori non autorizzati, ha utilizzato l'espressione più tecnica "vende", sicché l'incriminazione della "detenzione a scopo commerciale" dei programmi medesimi si pone ad evidenza. quale divieto di una condotta ulteriore rispetto alla vendita.
la Cotte Suprema di Cassazione,