Source: http://lamulta.it/17-sentenze/538-incremento-e-differenziazione-tariffe-ztl.html
Timestamp: 2019-11-19 02:59:43+00:00
Document Index: 52559935

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 3']

INCREMENTO E DIFFERENZIAZIONE TARIFFE ZTL
della deliberazione n. 340 del 25.11.2016 della Giunta comunale pubblicata in albo pretorio dal 6.12.2016 al 21.12.2016 avente ad oggetto "ZTL bus, approvazione tariffe per l'anno
2017", nonché della tabella delle tariffe ztl in vigore dall'1.1.2017 nonché di ogni ulteriore eventuale atto presupposto, conseguente o, comunque, connesso con quello impugnato, anche eventualmente non conosciuto alle ricorrenti.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 18 luglio 2018 il dott. Giovanni Giuseppe Antonio Dato e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1. Espone parte ricorrente che con delibera di Giunta comunale del 7.2.2002 era istituita una ZTL che si estende nel territorio comunale di Venezia e Mestre e in cui i bus da noleggio con conducente, impiegati in servizi turistici, possono accedere previo rilascio, a pagamento, di apposito "lasciapassare". Alla base della istituzione della ZTL - secondo parte ricorrente - era posto "l'aspetto promozionale in grado di trasformare le sue ricadute sul traffico, sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio, da potenziale elemento di freno della domanda turistica, ad elemento di gestione, razionalizzazione, promozione e attrattività". Rappresenta, altresì, che il costo dei pass che permettono l'accesso, a determinate condizioni, nella ZTL variano in relazione alla destinazione finale degli autobus, alla motorizzazione e categoria dell'autobus, alla tipologia di collegamento e all'eventuale pernottamento dei turisti presso le strutture ricettive del luogo. Il lasciapassare "Tariffa ordinaria" - che è quello base per tutte le tipologie di autobus turistici - ha validità 24 ore dal momento del rilascio per l'ingresso nella ZTL e consente di sostare all'interno dell'area di limitazione. Il pass "Alberghi" - che prevede delle agevolazioni rispetto alla predetta tariffa base - permette di accedere e sostare all'interno della ZTL per la sola zona di riferimento fino alle ore 19.00 del giorno successivo a quello di rilascio all'acquisto.
Parte ricorrente evidenzia che a partire dalla sua istituzione, il Comune di Venezia ha statuito incrementi delle tariffe di accesso a detta ZTL per tutte le tipologie di pass acquistabili e categorie di bus transitabili. In particolare, tra agosto 2014 e gennaio 2015 il Comune ha disposto, con due distinte delibere, aumenti dei pass di accesso del +15% per ciascun provvedimento. Parte ricorrente illustra, altresì, in una tabella, in relazione alle tipologie di pass più richieste "Ordinario" e "Alberghi", ai bus aventi categoria inquinante media (Euro 4) e all'accesso a Venezia, l'incremento dei prezzi (tipologia "Pass": ordinario anno 2004 euro 180 - anno 2015 euro 320; alberghi anno 2004 euro 10 - anno 2015 euro 160). Espone parte ricorrente che la motivazione alla base dei succitati provvedimenti si impernia sistematicamente sulla necessità di scoraggiare gli accessi degli autobus allo scopo di salvaguardare le esigenze poste a fondamento della istituzione stessa della ZTL. Inoltre, rileva il ricorrente, gli introiti della manovra tariffaria 2014 "sono stimabili in aumento ... di euro 763,304 su base annua" e la manovra subito successiva "porta a stimare una previsione di ricavi 2015 pari a circa 17,0 mln di euro/17,6 mln di euro...con ricavi addizionali per circa 1 mln di euro/anno".
2. Con il provvedimento in epigrafe - impugnato con ricorso notificato in data 16 febbraio 2017 ed in pari data depositato - il Comune ha nuovamente incrementato il costo di accesso alla Ztl per i bus turistici. Rappresenta parte ricorrente che secondo l'Amministrazione, l'attivazione del sistema tramviario da Mestre a Venezia - che nelle originarie intenzioni avrebbe contribuito a diminuire i flussi veicolari dei bus turistici - non ha sortito gli effetti pronosticati e il numero di pass venduti sarebbe in costante aumento. I transiti degli autobus avrebbero prevalentemente destinazione Venezia - con arrivo e partenza nello stesso giorno - e la capacità dell'area di sosta del Tronchetto giungerebbe a saturazione compromettendo l'accesso al ferry boat per il Lido. Per tutelare le esigenze poste a fondamento della istituzione della ZTL, il Comune ha pertanto ritenuto di intervenire con un incremento medio del +10/15% delle tariffe vigenti relative a pass ordinari, minibus, gite e alberghi, differenziazione delle tariffe per autobus Euro 5 ed Euro 6 (prima accorpati in un'unica categoria) e conseguente ulteriore aumento delle tariffe per gli Euro 5; ulteriore incremento delle tariffe dedicate ai pass in deroga (linee nazionali, internazionali e di collegamento aeroporto). Inoltre, posto che i transiti dei bus che acquistano il pass ordinario sarebbero per lo più concentrati nei mesi da maggio a settembre e nei due weekend di carnevale, è stato disposto un ulteriore incremento del 10% del prezzo dei lasciapassare per la categoria "ordinari", in relazione ai periodi di picchi di affluenza. Il nuovo sistema tariffario è entrato in vigore a partire dall'1 gennaio 2017.
Parte ricorrente, nella breve premessa ai motivi di diritto, richiama la giurisprudenza del Tribunale adito che, in passato e con riguardo a precedenti incrementi tariffari, si è espressa rigettando le censure formulate dai ricorrenti in considerazione degli obiettivi alla base della istituzione della ZTL; evidenzia tuttavia che nonostante l'incremento negli ultimi anni del costo dei pass gli accessi dei bus turistici alla ZTL sono in aumento e che, quindi, tale misura non si è rilevata utile al perseguimento degli obiettivi alla base dell'esistenza stessa della ZTL, imponendosi, dunque, l'adozione di misure alternative (come ad esempio il contingentamento attuato a Roma), mentre l'ostinata insistenza con cui il Comune continua ad elevare le tariffe induce a ritenere la sussistenza di altro e sottinteso fine di rimpinguare le proprie entrate economiche.
2.1. Si è costituito in giudizio il Comune di Venezia, chiedendo il rigetto della domanda cautelare e la dichiarazione di inammissibilità e/o comunque infondatezza del ricorso.
2.2. Con ordinanza T.A.R. Veneto, sez. I, 23 marzo 2017, n. 135 è stata respinta la domanda cautelare.
2.3. All'udienza pubblica del 18 luglio 2018, presenti i difensori delle parti, come da verbale, i quali si sono riportati alle conclusioni già prese chiedendone l'accoglimento, il Collegio si è riservato di provvedere e ha trattenuto il ricorso in decisione.
1. In limine litis il Collegio dichiara la inutilizzabilità, per tardività della relativa produzione, dei documenti depositati dalla parte ricorrente in data 8 giugno 2018. A tale conclusione il Collegio perviene in applicazione del consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui i termini fissati dall'art. 73, comma 1, cod. proc. amm. per il deposito di (memorie difensive e) documenti hanno carattere perentorio in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell'ordinato lavoro del giudice (cfr., ex plurimis, Cons. Stato, sez. III, 8 giugno 2018, n. 3477; Cons. Stato, sez. VI, 16 aprile 2018, n. 2247; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VIII, 12 giugno 2018, n. 3917), con la conseguenza che la loro violazione conduce alla inutilizzabilità processuale (delle memorie e) dei documenti presentati tardivamente, da considerarsi tamquam non essent (cfr., ex plurimis, T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 30 maggio 2018, n. 3602; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, 11 maggio 2018, n. 1053; T.A.R. Molise, sez. I, 19 aprile 2018, n. 217).
2. Con il primo motivo di gravame viene denunciata la pretermissione di un confronto con gli operatori del settore prima dell'adozione dell'atto impugnato. Violazione dell'art. 2 dello Statuto del Comune di Venezia; violazione dell'art. 8 d.lgs. 267/2000.
Sostiene parte ricorrente, in sintesi, che prima di emettere il provvedimento impugnato, il Comune avrebbe dovuto preventivamente verificare l'attuazione di soluzioni alternative oppure dar atto che l'unica via possibile fosse quella dell'aumento dei pass e tale preliminare verifica doveva essere svolta in contraddittorio e confronto con gli operatori del settore dei bus turistici. Il momento di confronto rappresentava un obbligo dell'Amministrazione comunale in ragione di quanto previsto dall'art. 8, comma 2, del d.lgs. 267/2000 e dall'art. 2 dello Statuto del Comune di Venezia. A maggior ragione, nel caso che ci occupa le ricorrenti, e in specie l'Associazione XXX, sono già conosciuti dall'Amministrazione procedente in ragione del contenzioso attivato in relazione alla precedente delibera con cui era stato modificato il precedente tariffario di accesso e a più riprese ed esplicitamente hanno chiesto di rappresentare alla stessa soluzioni alternative rispetto agli obiettivi che l'Amministrazione intende perseguire. La deliberazione gravata viene, pertanto, ad incidere in modo diretto e immediato su una specifica e delimitata categoria di operatori economici, già nota al Comune di Venezia, anche nominativamente. Conseguentemente non si può ritenere che si tratta di un procedimento non destinato a concludersi con atto di contenuto puntuale e specifico. Peraltro, di recente, proprio in tema di ZTL, la giurisprudenza amministrativa ha censurato una delibera di Giunta comunale proprio in tema di ZTL, nella parte in cui statuiva misure modificative delle modalità di applicazione del tariffario e degli accessi, senza aver preventivamente messo in atto le dovute garanzie partecipative con la categoria interessata (Tar Toscana, Firenze, sent. nn. 211 - 214/2017). Le argomentazioni sono poi puntualmente ribadite dalla parte ricorrente nella memoria in data 13 giugno 2018.
Parte resistente ha contrastato il motivo di censura in esame evidenziando che la deliberazione gravata deve essere ricondotta nella categoria degli atti amministrativi generali, ovvero di programmazione, per i quali l'art. 13 della l. n. 241/1990 esclude l'applicabilità delle norme sulla partecipazione procedimentale; non si tratta, invero, di un provvedimento specifico ed idoneo a ledere una posizione giuridica soggettiva ben individuata, non essendo nominativamente e preventivamente noti i soggetti accedenti alla ZTL. Inoltre, la sentenza invocata da controparte riguarda un'ipotesi diversa da quella in esame, riguardando la revoca di tutti gli abbonamenti già rilasciati per l'accesso alla ZTL, con effetti dunque direttamente e negativamente incidenti nella sfera giuridica dei destinatari, nominativamente noti all'Amministrazione stessa. Nella memoria di replica depositata in data 25 giugno 2018, poi, parte resistente eccepisce l'inammissibilità del motivo in difetto di puntuali allegazioni circa il diverso corso che avrebbe potuto avere il procedimento in caso di preventivo interessamento della ricorrente.
2.1. Il motivo è infondato e ciò consente al Collegio di tralasciare, per ragioni di economia processuale, l'esame dell'eccezione di inammissibilità frapposta dalla parte resistente.
L'applicazione delle disposizioni in tema di partecipazione procedimentale è espressamente esclusa dall'art. 13, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241 nei confronti dell'attività diretta alla emanazione di atti amministrativi generali (cfr., ex plurimis, Cons. Stato, sez. V, 7 giugno 2017, n. 2724; Cons. Stato, sez. IV, 8 settembre 2015, n. 4163; T.A.R. Puglia, Bari, sez. II, 11 dicembre 2017, n. 1290; T.A.R. Lazio, Roma, sez. II, 6 maggio 2016, n. 5298).
L'esclusione riguarda, per giurisprudenza consolidata, anche gli atti generali di determinazione di tariffe (cfr., ex plurimis, T.A.R. Toscana, sez. I, 8 marzo 2018, n. 350).
Ciò posto, il rinvio disposto dal comma 2 dell'art. 8 del c.d. T.U.E.L., secondo cui i Comuni hanno l'obbligo di osservare - in tema di forme di partecipazione degli interessati ai procedimenti relativi all'adozione di atti che incidono su loro situazioni giuridiche soggettive - i principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, non può avere l'effetto di dar vita a garanzie partecipative non previste nella richiamata legge 7 agosto 1990, n. 241. Quanto alle previsioni dello Statuto del Comune di Venezia - art. 2 - dal tenore delle stesse non è ricavabile la sussistenza di un obbligo del Comune di instaurare un contraddittorio procedimentale ai fini della adozione dell'impugnata deliberazione giuntale, anche in considerazione del fatto che il provvedimento di carattere generale avversato non presenta un contenuto pregiudizievole diretto e immediato nei confronti di singole e ben individuate posizioni soggettive; la deliberazione impugnata, invero, non si rivolge a destinatari individuati, ma a tutti coloro che, identificabili solo a posteriori, intendano accedere nella istituita ZTL (nella fattispecie in esame con i bus turistici).
Infine, quanto alla giurisprudenza richiamata a pag. 12 del ricorso (T.A.R. Toscana, sez. I, 10 febbraio 2017, nn. 211-214) il Collegio non la ritiene invocabile nel caso in esame atteso che, in quelle pronunce, veniva in rilievo un provvedimento con il quale ; risulta evidente, dunque, che in quelle vicende agli operatori economici ricorrenti erano stati rilasciati dei permessi di accesso sui quali si sarebbero dispiegati gli effetti pregiudizievoli dell'atto avversato in (quella) sede giurisdizionale (donde, a differenza dalla fattispecie in esame, il contenuto specifico e puntuale - tale cioè da intercettare in via immediata e diretta posizioni giuridiche che fanno capo a soggetti determinati - di quell'atto impugnato).
3. Per la stretta inerenza delle questioni poste (concernenti i temi della motivazione e dell'istruttoria) il secondo ed il terzo motivo di gravame possono essere esaminati congiuntamente.
3.1. Con il secondo motivo parte ricorrente - in relazione all'incremento delle tariffe di accesso alla ZTL bus turistici come misura per la realizzazione delle esigenze a fondamento della istituzione della ZTL - deduce l'eccesso di potere: motivazione insufficiente, contraddittoria, apodittica.
Sostiene parte ricorrente, in sintesi, che - in relazione agli obiettivi della ZTL (secondo quanto esposto: tutela della ambiente e sicurezza della circolazione) - nel presupposto che il crescente accesso dei bus turistici nell'area veneziana costituisca potenziale pregiudizio al loro perseguimento, l'ente resistente ha ritenuto che la sola soluzione percorribile sia quella degli aumenti tariffari. Tuttavia, secondo parte ricorrente, non è detto che l'aumento degli accessi dei bus turistici sia pregiudizievole alle finalità della ZTL, atteso che alla compromissione della sicurezza della circolazione e della salubrità dell'ambiente contribuisce anche e soprattutto il traffico veicolare privato (i bus turistici di norma sono in grado di trasportare 60/70 persone in media per veicolo riducendo l'aggravio ambientale e il pregiudizio alla viabilità urbana).
Il ricorrente richiama altresì, recente giurisprudenza secondo la quale la misura limitativa per i torpedoni aventi capacità di carico consistente finisce per determinare un aumento esponenziale di autovetture private, pregiudicando sia la sicurezza della circolazione che la tutela dell'ambiente. Il Comune, inoltre, non ha reso noto se vi sia stato effettivamente un incremento dei livelli di inquinamento dell'aria (né ha reso noto gli ingressi dei veicoli ad alto impatto inquinante) e, altresì, omette palesemente di rappresentare la reale situazione esistente, in quanto non è vero che il Tronchetto sia "l'unico accesso veicolare di Venezia" giacché gli autobus turistici possono accedere e sostare, oltre che alla ridetta area, anche presso altre due zone di sosta appositamente attrezzate - "San Giuliano" e "Fusina" - dai quali poi muovono i mezzi pubblici marittimi che consentono ai turisti il raggiungimento del centro storico in laguna. Inoltre, la più recente giurisprudenza ha evidenziato che l'istituzione in sé della tariffa, così come il suo incremento, costituisce, solo uno degli strumenti di dissuasione del traffico veicolare che deve essere primariamente regolato con misure limitative della circolazione prive di carattere oneroso.
Dunque, il Comune ha mostrato di non aver intenzione alcuna di individuare una soluzione alternativa all'aumento del costo dei pass (nonostante l'insuccesso dei precedenti aumenti; sul "fallimento della politica tariffaria" parte ricorrente si sofferma poi nella memoria in data 13 giugno 2018), mentre, per altro verso, quantomeno per il centro storico (inaccessibile per tutti i mezzi a motore, non solo per i bus turistici), la stessa struttura urbanistica di Venezia realizza ex se le esigenze poste alla base della istituzione della ZTL.
Parte ricorrente lamenta, altresì, il fatto che non si spiega - alla luce della motivazione racchiusa nel provvedimento avversato - la ragione dell'aumento del prezzo dei pass per accedere alla ZTL "Mestre e Lido" nonché deipass "alberghi".
Infine, parte ricorrente si duole del fatto che nelle originarie intenzioni l'istituzione della tramvia da Mestre a Venezia (servizio di linea a basso impatto ambientale) avrebbe dovuto comportare una riduzione dei transiti non essenziali (fra cui quello in esame), mentre nella gravata deliberazione si ammette esplicitamente che l'attivazione di tale sistema non ha compresso la domanda turistica di accesso a Venezia su autobus (e nonostante l'errata previsione l'Amministrazione resistente ha statuito un nuovo incremento invece di individuare una misura alternativa concreta).
3.2. Con il terzo motivo - in relazione ai dati sugli afflussi dei bus turistici ed alle ulteriori circostanze di fatto poste a base della istruttoria - il ricorrente censura l'eccesso di potere: istruttoria insufficiente e/o carente.
Secondo parte ricorrente, in sintesi, l'istruttoria dell'ente resistente attesterebbe un trend di accessi in costante aumento, il che costituirebbe pregiudizio alle esigenze poste a fondamento della ZTL. Tuttavia, secondo parte ricorrente - a tutto voler concedere - l'Amministrazione omette di dimostrare che gli accessi siano eccessivi in relazione alle esigenze di tutela dell'ambiente e sicurezza della circolazione e che a tale numero di accessi sia corrisposto un incremento dei livelli di inquinamento dell'aria. Anche dell'asserita "saturazione dell'area di sosta" (Tronchetto) non si dà atto (ad esempio attraverso il riferimento a rilievi della polizia municipale, notizie di stampa, proteste degli utenti agli uffici pubblici preposti). Senza trascurare che l'area del Tronchetto non è la sola dedita alla sosta dei bus turistici giacché parimenti sono attribuite tale funzioni alle aree "San Giuliano" e "Fusina", comunque attrezzate con collegamenti di linea che permettono ai turisti di accedere al centro storico. L'ente avrebbe dovuto attestare numericamente, pertanto, che i flussi di autobus siano diretti prevalentemente verso l'area del Tronchetto dando prova dell'eventuale inadeguata utilizzazione degli altri due parcheggi di scambio e/o comparando le presenze effettive presso dette aree.
La deficienza istruttoria emerge anche con riferimento alla pretesa necessità di istituire una separata e più costosa categoria di pagamento per gli autobus Euro 5 - prima accorpata con quella meno cara degli Euro 6 - al meno fine "di rendere maggiormente premiante l'appartenenza alla classe meno inquinante". La misura si sarebbe al più giustificata solo nel momento in cui l'ente avesse dato compiutamente atto di una scarsa presenza di autobus muniti della categoria inquinante più bassa (Euro 6) e invece, pure in questo caso, l'apparato istruttorio della delibera è palesemente carente. Parimenti, l'Amministrazione non individua - sempre in relazione alle esigenze a fondamento della ZTL - i criteri che l'hanno orientata a disporre aumenti differenziati del 10% e 15% per le tipologie di lasciapassare intaccati dal provvedimento. L'ente resistente, inoltre, non si perita di spiegare la ragione per cui sono prescritti aumenti anche per la tariffa "alberghi" nonostante dai dati riportati dalla stessa Amministrazione emerge che i flussi veicolari sono massimamente rappresentati da "turisti la cui visita alla città si completa nell'arco di una giornata...". Al difetto motivazionale si aggiunge dunque una grave lacuna istruttoria che affligge il provvedimento impugnato e che ne impone il suo annullamento.
Parte resistente, in sintesi, ritiene infondate le doglianze, evidenziando come l'aumento tariffario deve essere ricondotto alla progressiva e costante crescita del movimento su autobus turistico e quindi all'esigenza della sua tendenziale riduzione (coerentemente alle previsioni dell'art. 7, comma 9, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada), alla direttiva ministeriale n. 3816/1997, alla relazione allegata alla delibera istitutiva della Z.T.L., al piano del traffico urbano approvato nel 2002) in favore di mezzi alternativi.
Parte resistente rileva al contempo come non possa condividersi - con riguardo alla realtà veneziana - l'affermazione secondo cui alla riduzione del numero degli autobus turistici consegua un ingente aumento degli accessi in auto privata (accesso, quest'ultimo, costoso e limitato). Inoltre, secondo parte resistente, l'adeguato sistema di trasporto urbano rende priva di base l'affermazione secondo cui l'Amministrazione si limiterebbe all'aumento delle tariffe di accesso; ed ancora, l'attivazione della linea del tram Mestre - Venezia non ha garantito una consistente diminuzione degli accessi con autobus turistici per l'insufficienza delle precedenti misure tariffarie.
Inoltre, gli aumenti disposti con la avversata deliberazione sono consistenti ma differenziati (non "lineari") e la mancata indicazione dei livelli di inquinamento non è rilievo pertinente in considerazione del fatto che il consistente aumento di accessi di autobus turistici (10.000 in più rispetto all'anno precedente) non può che condurre ad un aumento dei livelli di inquinamento, anche senza considerare la categoria inquinante. La diversificazione degli aumenti (per gli Euro 5 e gli Euro 6) è logica, alla luce della diversità di classi inquinanti.
Quanto all'area del Tronchetto, essa è l'unica sulla quale gli autobus accedenti a Venezia possono sostare, mentre le aree a parcheggio Fusina e S. Giuliano sono collocati in terraferma; peraltro ad essere compromessa non è solo la capacità di sosta ma soprattutto quella di smistamento dell'intera area.
Quanto alla argomentazione concernente la conformazione urbanistica della città di Venezia essa - oltre ad apparire eccentrica - si risolve in una inammissibile contestazione dell'istituzione stessa della ZTL.
Anche le argomentazioni volte a censurare la scelta di incrementare le tariffe per la terraferma e per gli alberghi (alla luce del complessivo ingente aumento degli accessi, anche se la maggior parte degli autobus accede a Venezia e la maggior parte degli accessi avviene in giornata) sono infondate nell'ottica di favorire il riorientamento della domanda di mobilità su mezzi alternativi e collettivi di trasporto con riguardo all'intero ambito territoriale.
Giova premettere, in termini sistematici, che l'art. 3, comma 2, legge 7 agosto 1990, n. 241, pur introducendo un obbligo di motivazione per i provvedimenti amministrativi, espressamente esclude tale obbligo per gli atti normativi e quelli a contenuto generale. Ne consegue che, tranne i casi nei quali è esigibile una specifica motivazione in ragione della immediata e diretta incidenza su specifiche posizioni giuridiche (ipotesi da escludere nel caso in esame: cfr., supra, punto 2.1.), l'onere di motivazione gravante sull'Amministrazione pubblica, in sede di adozione degli atti normativi o a contenuto generale, risulta soddisfatto con l'indicazione dei profili generali e dei criteri che sorreggono le scelte predette, senza necessità di una motivazione (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 10 luglio 2017, n. 3365). Nel caso in esame, l'Amministrazione resistente ha nondimeno ritenuto di esplicitare le ragioni dell'aumento tariffario avversato, ragioni sulle quali ci si soffermerà fra breve, esaminando le censure sviluppate dalla parte ricorrente.
Va ulteriormente premesso che, come chiarito dalle precedenti sentenze T.A.R. Veneto, sez. I, 24 agosto 2016, nn. 971-972, >.
Ancora in via preliminare, deve essere osservato che deve essere effettuata contestualmente all'adozione dell'originaria tariffazione, non in sede della sua modifica (cfr. T.A.R. Veneto, sez. I, 4 giugno 2014, n. 751).
Infine, sempre sul piano della premessa introduttiva, giova evidenziare che (anche in relazione alla materia in esame), l'esercizio della discrezionalità è funzionale alla scelta della soluzione che meglio consenta, nelle valutazioni proprie dell'Amministrazione, di rapportare i diversi interessi rilevanti in concreto. L'assetto sostanziale degli interessi esprime comunque il merito amministrativo, che è in sé insindacabile, in virtù del principio fondamentale di separazione dei poteri, dal giudice amministrativo; solo le modalità con cui l'Amministrazione vi procede possono, se del caso, formare oggetto del vaglio di legittimità del giudice, ma solo ove ricorrano macroscopici vizi logici, o travisamento dei fatti. E nondimeno, il giudice deve arrestarsi a verificare la logicità, la congruità, la ragionevolezza e l'adeguatezza dell'atto e della sua motivazione, la regolarità del procedimento e la completezza dell'istruttoria, l'esistenza e l'esattezza dei presupposti di fatto a fondamento della deliberazione (cfr., ex multis, Cons. Stato, sez. V, 4 maggio 2017, n. 2033; Cons. Stato, sez. IV, 29 maggio 2015, n. 2694).
Ciò premesso, ritiene il Collegio che l'argomento - spesso ribadito da parte ricorrente - del "fallimento" della politica tariffaria sia privo di pregio in quanto, da un lato, non tiene conto dell'effettiva capacità delle tariffe di raffrenare (in qualche misura) il trend comunque risultato crescente e, dall'altro, in quanto devono considerarsi altre importanti variabili nella valutazione circa l'adeguatezza della politica in esame, come l'andamento complessivo dei flussi turistici e la stessa
"dissuasività" della misura (grandemente condizionata dal quantum delle tariffe).
Le critiche attinenti al pregiudizio recato dal traffico veicolare privato (al pari della articolata rappresentazione racchiusa nella memoria di parte ricorrente in data 13 giugno 2018 circa il minor impatto dei bus turistici sull'inquinamento e sulla circolazione) e alla idoneità del centro storico di Venezia a perseguire - per la struttura urbanistica della città lagunare - le esigenze poste alla base dell'istituzione stessa della ZTL (oltre che dell'aumento tariffario), non possono essere rivolte al provvedimento di incremento o di adeguamento delle tariffe, perché - nella sostanza - censurano ab imis fundamentis l'istituzione stessa della ZTL (e la sua concreta e specifica "conformazione"), riguardando, invero, i provvedimenti presupposti all'incremento tariffario avversato (che non sono stati gravati con il ricorso in epigrafe, dovendosi all'uopo ricordare che la locuzione "ogni ulteriore eventuale atto presupposto, conseguente o, comunque, connesso con quello impugnato", o analoga, è clausola di stile che non soddisfa l'onere di specificare il provvedimento impugnato: cfr. Cons. Stato, sez. VI, 9 marzo 2018, n. 1517. Il Collegio rileva, peraltro, che nella pregressa vicenda contenziosa è stata accolta l'eccezione di parziale tardività dell'impugnazione avverso, fra gli altri, la deliberazione di Giunta del 7 febbraio 2002: cfr. T.A.R. Veneto, sez. I, 24 agosto 2016, n. 972).
Quanto all'omessa comprova del preponderante incremento dei veicoli ad alto impatto inquinante e dell'incremento dei livelli di inquinamento dell'aria (questioni che rilevano sia sul piano dell'istruttoria che della motivazione) ovvero dell'incidenza sulle esigenze di tutela della sicurezza della circolazione, il Collegio ritiene che tale carenza risulti irrilevante, non solo perché plurimi sono gli obiettivi perseguiti con l'istituzione della ZTL ("[...] l'aspetto promozionale in grado di trasformare le sue ricadute sul traffico, sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull'ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio, da potenziale elemento di freno della domanda turistica, ad elemento di razionalizzazione, promozione e attrattività" [...]: deliberazione di Giunta comunale del 7 febbraio 2002), ma anche perché la (comprovata) crescita numerica degli accessi con bus turistici già costituisce frustrazione degli obiettivi perseguiti con l'istituzione della ZTL, idoneo a giustificare l'incremento tariffario al fine di disincentivare tale tipologia di accesso; le argomentazioni di parte ricorrente sul punto (ulteriormente approfondite nella memoria in data 13 giugno 2018) sono pertanto inconferenti.
Quanto all'area del Tronchetto, essa - a differenza delle aree a parcheggio Fusina e S. Giuliano - non è collocata in terraferma (per cui si afferma nella gravata deliberazione che essa costituisce l'unico accesso veicolare di Venezia). Orbene, non ritiene il Collegio che sul punto - sul piano istruttorio e motivazionale - l'avversata deliberazione sia affetta dai vizi denunciati, in quanto, oltre alla superiore precisazione, l'esponenziale aumento degli accessi con bus turistici risulta riportato nella gravata deliberazione (e tanto è sufficiente), e comunque, occorre ribadire, costituisce ex se frustrazione degli obiettivi perseguiti.
Quanto alla tesi di parte ricorrente circa il mancato sforzo dell'Amministrazione resistente nella individuazione di "soluzioni alternative" all'aumento delle tariffe essa è infondata atteso che a fondamento delle originarie scelte della Amministrazione resistente vi è proprio quella di favorire