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Timestamp: 2020-08-04 03:34:56+00:00
Document Index: 169210464

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 98', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 390', 'art. 390', 'art. 391']

Sentenza Cassazione Civile n. 9418 del 12/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9418 del 12/04/2017
Cassazione civile, sez. I, 12/04/2017, (ud. 09/02/2017, dep.12/04/2017), n. 9418
sul ricorso 20646/2012 proposto da:
elettivamente domiciliata in Roma, Via Postumia n. 1, presso
l’avvocato Grillo Giuseppe, che la rappresenta e difende, giusta
Curatela Fallimento (OMISSIS) S.p.a.;
avverso la sentenza n. 24/2012 della CORTE D’APPELLO di REGGIO
CALABRIA, depositata il 16/01/2012;
Lucio, che ha concluso per l’inammissibilità per carenza di
interesse o rigetto.
1. – In data 14 settembre 1999 era proposta, da parte della Banca Commerciale Italiana s.p.a., ora Italfondiario s.p.a., opposizione allo stato passivo L. Fall., ex art. 98: l’azione aveva ad oggetto i crediti vantati dallo stesso istituto nei confronti della curatela del Fallimento (OMISSIS) s.p.a., per Lire 270.946.155 e per Lire 1.767.610.972; tali crediti erano costituiti dal saldo di due distinti rapporti di conto corrente.
Nel contraddittorio con la curatela veniva esperita consulenza tecnica d’ufficio e quindi il Tribunale di Reggio Calabria rigettava l’opposizione, rilevando come in esito all’indagine peritale era emerso un credito – e non un debito – della società fallita nei confronti della suddetta banca.
2. – Proposto gravame, la Corte di appello di Reggio Calabria respingeva l’impugnazione.
3. – Contro tale sentenza Italfondiario ricorre per cassazione facendo valere sei motivi di impugnazione. La curatela, benchè intimata, non ha svolto attività processuale nella presente sede.
1. – Nella memoria ex art. 378 c.p.c., Italfondiario ha dato atto che nelle more del giudizio di legittimità il fallimento di (OMISSIS) si era chiuso con pagamento integrale dei creditori e ha chiesto Pronunciarsi la cessazione della materia del contendere.
2. – Ciò posto, ove – come nel caso in esame – la dichiarazione di rinunzia al ricorso per cassazione non sia stata sottoscritta dalla parte di persona, ma esclusivamente dal suo difensore nominato, senza che quest’ultimo risulti munito di mandato speciale a rinunziare, l’atto, siccome sprovvisto dei requisiti di cui dell’art. 390 c.p.c., comma 2, non appare idoneo a produrre l’effetto dell’estinzione del processo per avvenuta rinunzia, ai sensi del combinato disposto del medesimo art. 390 e dell’art. 391 c.p.c., ma si palesa idoneo a rivelare il sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente a proseguire il processo stesso (segnatamente quando la controparte non si sia neppure costituita) e a determinare così la cessazione della materia del contendere, con conseguente inammissibilità del ricorso stesso (Cass. 6 dicembre 2004, n. 22806; Cass. 15 settembre 2008, n. 23685; Cass. 11 ottobre 2013, n. 23161; Cass. 15 gennaio 2014, n. 693; in senso sostanzialmente conforme, pure Cass. 7 marzo 2008, n. 6189).
3. – Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile.
4. – Nulla deve statuirsi in punto di spese, stante la mancata costituzione dell’intimato.