Source: http://docplayer.it/177053226-Relazione-il-bilancio-di-previsione-della-regione-per-l-esercizio-finanziario.html
Timestamp: 2020-02-27 10:40:10+00:00
Document Index: 20199208

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art. 66', 'sentenza ', 'art.21', 'art 63', 'sentenza ', 'art. 63', 'art.1', 'art 9', 'art. 1', 'art. 213', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 33', 'art. 5']

RELAZIONE. Il Bilancio di previsione della Regione per l esercizio finanziario - PDF Free Download
RELAZIONE. Il Bilancio di previsione della Regione per l esercizio finanziario
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1 RELAZIONE Il Bilancio di previsione della Regione per l esercizio finanziario Premessa Il progetto di legge di approvazione del bilancio di previsione è stato costruito in coerenza con gli indirizzi indicati nella proposta del Documento di economia e finanza regionale 2017, approvato dalla Giunta regionale il 28 giugno 2016 e dall Assemblea legislativa il 27 settembre Situazione dell economia regionale La Banca d Italia, nel suo aggiornamento congiunturale sull economia della Regione Emilia-Romagna pubblicato a novembre, rileva che nel primo semestre 2016 è proseguita la crescita moderata dell economa regionale. Tale miglioramento è più evidente per le grandi imprese. Anche se i ritmi di crescita sono contenuti, si registra un clima positivo tra le imprese industriali che si concretizza in una espansione dei piani di investimento rispetto a quelli di un anno fa. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni e del mercato immobiliare vi sono cenni di ripresa dovuti ad aumenti delle compravendite immobiliari, incentivate da migliori condizioni di prezzo e accesso al credito. E aumentato il fatturato nei servizi e nel commercio soprattutto nella grande distribuzione e beni durevoli. Anche il settore turistico ha visto un miglioramento determinato dalla componente straniera. Nel primo semestre del 2016 vi è stata un accelerazione della crescita dell occupazione (+2,4 per cento). Nella nostra regione l aumento dell occupazione è stato maggiore rispetto alla media nazionale. Il tasso di occupazione è del 67,7% per cento (+ 1,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015). L aumento dell occupazione è maggiore per la componente femminile e per il settore del terziario, mentre si è registrata una lieve flessione nell industria in senso stretto e nelle costruzioni. L occupazione dipendente è cresciuta nella stessa misura del 2015 e il numero di lavoratori subordinati è ritornato al livello pre-crisi. L espansione dell occupazione dipendente riguarda tutte le classi di età, anche di quelle più giovani. Si è registrata una lieve diminuzione dei contratti a tempo indeterminato a causa della riduzione degli sgravi contributivi. Si è avuto anche un aumento degli occupati indipendenti dopo tre semestri consecutivi di cali. Secondo le proiezioni di Banca d Italia questo andamento positivo dovrebbe proseguire anche negli ultimi mesi dell anno, ma con notevoli differenze tra settori, si avrà un incremento nell industria e nei servizi, mentre vi sarà un ulteriore flessione nelle costruzioni. Nel primo semestre 2016 il tasso di disoccupazione è diminuito rispetto al 2015 (7,5 per cento nel 2016, 8,3 per cento nel 2015)
2 Per quanto concerne il credito si è evidenziato un aumento dei finanziamenti alle famiglie e una diminuzione di quelli ai settori produttivi, ma nel complesso si può affermare che si è fermata la contrazione del credito all economia. Il prestito alle imprese risulta differente a seconda dei settori, tende a stagnare nella manifattura e a diminuire nei servizi e nelle costruzioni. Sono diminuiti i tassi di interesse e prosegue il miglioramento delle condizioni di accesso al credito, ma la rischiosità del credito rimane elevata, soprattutto nel settore delle costruzioni. La conclusione riportata da Banca d Italia è che le prospettive siano in ulteriore miglioramento: secondo le indagini effettuate, fra le imprese intervistate prevalgono attese positive e le banche ritengono che aumenterà la domanda di credito a fronte di condizioni di offerta che dovrebbero rimanere distese. Nel Documento di Economia e Finanza Regionale è meglio illustrato il quadro sintetico del contesto economico e finanziario di riferimento e illustrati i dati economici, a cui si rimanda per gli approfondimenti. 2. Rapporti finanziari tra i diversi livelli di governo: manovre di finanza pubblica. Considerazioni sulla manovra finanziaria dello Stato per il Le manovre statali approvate negli ultimi anni hanno inciso pesantemente sulle finanze regionali. La Commissione tecnica paritetica per l attuazione del federalismo fiscale ha calcolato i contributi di ciascun comparto della PA al risanamento della finanza pubblica. Dai dati resi noti nel rapporto inviato alla Conferenza permanente per la finanza pubblica il 23 gennaio 2014 emerge che la spesa primaria regionale è stata ridotta del 38,5% fra il 2009 e 2012 a fronte di un peso percentuale che si è progressivamente ridotto dal 5,3% al 4,5% nel 2012 sulla spesa primaria della Pubblica Amministrazione. In confronto, ad esempio, la riduzione della spesa primaria delle amministrazioni centrali, che incide sulla spesa primaria per il 24%, è stata del 12,2%. Le manovre successive del quadriennio hanno aggiunto ulteriori importanti contributi (oltretutto rapportati a una spesa regionale primaria pressoché costante se non in calo). Nel solo anno 2016 le regioni a statuto ordinario hanno concorso al risanamento con un avanzo (rispetto all equilibrio di bilancio) di ben 2,2 miliardi per un miglioramento dell indebitamento netto pari a circa 4 miliardi considerando anche i maggiori risparmi dal passaggio dal metodo patto di stabilità al pareggio di bilancio (ulteriore miglioramento oltre alle manovre di finanza pubblica che non è stato compensato al comparto). Le Regioni hanno sempre contribuito responsabilmente alla gestione della spesa nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
3 Il disegno di legge di Bilancio 2017 e la legislazione vigente delineano un contributo al miglioramento della finanza pubblica da parte delle regioni a statuto ordinario pari circa 10 miliardi in termini di indebitamento netto (considerando anche il contributo al passaggio dal patto di stabilità al pareggio e la rideterminazione del FSN). Ciò implica che oltre al pareggio di bilancio sarà necessario produrre un avanzo di amministrazione pari a un importo corrispondente alla parte attualmente non coperta di 2,69 miliardi. Tale situazione, in cui le Regioni hanno l obbligo di pareggio di bilancio in termini strutturali, anzi di avanzo, già dalla legge di stabilità 2015, si colloca in un contesto in cui l amministrazione centrale prevede il pareggio di bilancio al La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 17 novembre 2017, ha espresso parere favorevole pur condizionato all'accoglimento di una serie di emendamenti considerati essenziali. Le Regioni e Province autonome hanno richiesto alcuni emendamenti che mirano a rendere sostenibile la manovra per il sistema regionale, senza alterare i saldi di finanza pubblica previsti: a) la riproposizione della norma di cui all art.9, del DL 113/2016, cioè l iscrizione dell avanzo vincolato nel bilancio di previsione;
4 b) l abrogazione della seconda parte dell art. 66 comma 20 (per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 79/2014); c) il rilancio degli investimenti sul territorio, attraverso l assegnazione alle regioni di parte del «Fondo da ripartire per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese» (art.21 ddl) per 600 milioni per il 2017 e per milioni a decorrere dal 2018, spostando sul territorio l accelerazione degli investimenti stante l avanzo a cui sono chiamate le Regioni per il 2017 pari a 2,7 miliardi; d) la ripartizione in sede di approvazione del DDL di Bilancio del Fondo previsto dall art 63, comma 1 Fondo per interventi a favore degli enti territoriali a favore delle RSO ai fini di consentire l approvazione del bilancio degli enti medesimi entro i termini previsti dalle norme in materia di contabilità; e) la stabilizzazione del Fondo Nazionale Trasporti per gli anni e all incremento dello stesso dal 2020 per indicizzandolo alla crescita del PIL. L emendamento è finalizzato a garantire alle regioni a statuto ordinario e, di conseguenza agli enti locali, una certezza del contributo dello Stato per il triennio , al fine della programmazione dei servizi a favore dell'utenza, evitando che l'ammontare sia definito di anno in anno in relazione alle previsioni relative al gettito dell'accisa sul gasolio da autotrazione; f) la disapplicazione delle procedure di rivalsa a carico delle amministrazioni responsabili delle sanzioni inflitte all Italia dalla Corte di Giustizia europea solo per la sentenza 2/12/2014 Causa C-196/13, che riguarda, fra l altro, siti di interesse nazionale; g) l emanazione del DM IVA (obiettivo garantito dal Governo fin dal parere alla legge di stabilità 2013). Nel disegno di legge di Bilancio dello Stato per il 2017 le regioni valutano positivamente la presenza di norme che vanno nella direzione di aumentare gli investimenti e dare un po di flessibilità ai bilanci regionali: in particolare l utilizzo del fondo pluriennale vincolato, anche se al netto della quota rinveniente dal ricorso all indebitamento, la creazione del fondo per interventi enti territoriali (1 miliardo su indebitamento netto e 2 miliardi circa sul saldo netto da finanziare alimentato dalle Regioni) e spazi finanziari per investimenti per sbloccare quota parte dell avanzo per 500 milioni. Le Regioni ritengono urgente il riparto del fondo previsto dall art. 63, comma 1 per interventi degli enti territoriali ai fini di consentire l approvazione del bilancio degli enti medesimi entro i termini previsti dalle norme in materia di contabilità, ricordando, inoltre, che lo stesso è finanziato da risorse attualmente assegnate alle Regioni.
5 3. Il patto di stabilità interno e il pareggio di bilancio in costituzione A seguito dell appartenenza dell Italia all area dell Euro, si è reso necessario affrontare e correggere gli squilibri strutturali che non consentirebbero al paese di sviluppare in pieno le proprie potenzialità di crescita nel nuovo contesto dell Unione Economica e Monetaria. Il patto di stabilità interno costituisce lo strumento approvato dal legislatore per coinvolgere gli enti territoriali nella realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica conseguenti all'adesione all'analogo patto in sede europea e quindi ha il fine principale di responsabilizzare gli enti locali coinvolgendoli nelle misure di risanamento dei conti pubblici. Senza tali vincoli il sistema regionale ed il sistema degli enti locali potrebbero porre in essere politiche contrapposte o contraddittorie rispetto ai vincoli posti alla finanza pubblica nazionale. Dal 2015, anticipando il principio di pareggio di bilancio previsto dalla Legge 243/2012 in applicazione della Legge Costituzionale che ha introdotto tale obbligo in Costituzione, le regioni a statuto ordinario sono assoggettate ad un nuovo sistema di vincoli del patto di stabilità interno. Sono state abrogate le precedenti norme basate sul solo controllo dei tetti di spesa per introdurre norme basate sull equilibrio del bilancio. Uno degli aspetti di maggiore criticità della nuova normativa consiste nel fatto che il pareggio di bilancio, così come previsto dalla L. 243/12, è misurato dalle entrate e dalle spese dell anno senza tenere in considerazione il risultato finale dell anno precedente né in termini di avanzo di amministrazione né in termini di fondo cassa. Questa criticità potrebbe mettere in seria difficoltà gli enti che, come le regioni e gli enti locali, hanno un sistema di raccordo tra un esercizio finanziario e l altro che utilizza proprio l avanzo di amministrazione e il fondo cassa. Con la legge di stabilità per il 2016 è stata modificata la disciplina del pareggio di bilancio, in base alla quale dovrà essere conseguito un solo saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali a consuntivo anziché 6 saldi (+6 saldi sulla sanità). Limitatamente all anno 2016, nelle entrate e nelle spese finali in termini di competenza è considerato il fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa, al netto della quota rinveniente dal ricorso all indebitamento. Quest ultima limitazione costituisce una criticità in quanto rende inefficace lo sblocco degli investimenti impegnati in deroga agli equilibri di competenza nel 2015 attraverso la disposizione del DL 78/2015. Tanto più che la legge di stabilità 2015 (art.1, comma 464) aveva previsto a regime, dal 2016, che il fondo pluriennale vincolato fosse considerato totalmente in termini di entrata e di spesa. Il decreto legge 113 del 28 giugno 2016 Misure finanziarie per gli enti territoriali e il territorio ha modificato le regole in materia di vincoli di finanza pubblica e di equilibri di bilancio. In particolare, l art 9, ha previsto l abrogazione del comma 712 dell art. 1 della legge di stabilità per il 2016 (L.208/2015) ed ha
6 ripristinato l obbligo del conseguimento del pareggio di bilancio solo in sede di rendiconto e non anche in fase di bilancio di previsione. Si tratta di una modifica significativa che conferisce maggior flessibilità gestionale al bilancio. Pur mantenendo inalterati i limiti dell indebitamento netto ed della capacità di spesa che le regioni possono esprimere, permette loro un maggior grado di elasticità e le consente ad esempio di iscrivere in bilancio l avanzo vincolato derivante dal rendiconto senza che questo determini il mancato rispetto degli equilibri di bilancio, la cui verifica è legata non tanto agli stanziamenti iscritti in bilancio (comprensivi dell avanzo vincolato), ma degli impegni di spesa effettivamente assunti in rapporto al volume degli accertamenti di fine anno. Con la legge 12 agosto 2016, n. 164, sono state apportate modifiche alla legge 24 dicembre 2012, n. 243, in materia di equilibrio dei bilanci delle regioni e degli enti locali. In particolare, a decorrere dal 2017, ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica, viene richiesto ai predetti enti di conseguire l equilibrio fra le entrate finali e le spese finali, espresso in termini di competenza. Con il disegno di legge del bilancio dello Stato per il 2017 si segnala positivamente la neutralità, ai fini del pareggio di bilancio, del fondo pluriennale vincolato, anche se al netto della quota rinveniente dal ricorso all indebitamento. Uno degli emendamenti sopra richiamati al Disegno di legge del bilancio dello Stato è la riproposizione, nel 2017, di quanto già previsto nel 2016 (conseguimento del pareggio di bilancio solo in sede di rendiconto e non anche in fase di bilancio di previsione). La norma proposta risponde all esigenza di rendere più flessibile la gestione degli stanziamenti di bilancio, e favorire in particolare gli investimenti, fermo restando l'obbligo di garantire il rispetto del vincolo a consuntivo. Nel 2015, il pieno rispetto del pareggio di bilancio da parte di tutti gli enti del comparto regioni ha confermato la capacità delle regioni di garantire il controllo della gestione della spesa con strumenti informatici interni di monitoraggio, anche in tempo reale, atti a governare la spesa a livelli prudenziali, tali da garantire da ogni rischio di squilibrio a fine esercizio. 4. Il bilancio regionale I principi ispiratori della manovra di bilancio , in continuità con le scelte operate con il bilancio 2016, possono essere così sintetizzati: invarianza della pressione fiscale; contenimento delle spese di funzionamento; attuazione delle scelte fondamentali del programma di mandato fin dall inizio della legislatura regionale. Per il 2017 la Regione Emilia-Romagna manterrà invariata la propria leva fiscale autonoma, quindi non aumenterà la pressione fiscale e non introdurrà ticket per la sanità, pur garantendo l obiettivo prioritario di consolidare il livello dei servizi da assicurare alla comunità regionale. Per quanto riguarda la spesa di funzionamento della macchina regionale si intende proseguire nelle azioni di riordino, razionalizzazione e contenimento già
7 realizzate negli scorsi anni e che vengono ulteriormente rafforzate, continuando nel lavoro dell innalzamento dell efficienza, concentrandosi sulla semplificazione amministrativa, sull alleggerimento delle procedure burocratiche e sul costante miglioramento della governance. Nel contesto definito dai principi ispiratori è possibile individuare cinque specifiche priorità di spesa: consolidamento e potenziamento degli interventi sullo stato sociale e le politiche di contenimento tariffario, attraverso il fondo per la non autosufficienza, il mantenimento dei fondi sulle politiche sociali finanziati già dal 2010 a fronte della riduzione delle risorse statali e con l incremento dell intervento a sostegno del reddito e di contrasto della povertà per le famiglie in situazione di grave difficoltà economica; accelerazione del programma di attuazione dei fondi strutturali per la programmazione soggetto nel 2018 alla verifica intermedia di attuazione da parte della Commissione europea; strumenti utili a stimolare la ripresa economica, lavorando fianco a fianco con il sistema della rappresentanza istituzionale, economica e sociale anche attraverso misure per la competitività del sistema produttivo, finanziando interventi mirati in grado di ottimizzare l effetto leva e valorizzare la sinergia con gli strumenti di altri soggetti (sistema confidi, sistema bancario) con particolare attenzione alla green economy; salvaguardia del livello e della qualità di offerta dei servizi di trasporto pubblico locale sia per il settore autofiloviario che ferroviario; investimenti in particolare contro il dissesto idrogeologico e per le infrastrutture viarie e per il trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda la Sanità regionale vengono confermati per il triennio gli stanziamenti previsti per il 2016, in attesa che si completi il quadro finanziario nazionale di riferimento: il ddl di Bilancio 2017 prevede infatti un incremento di 2 miliardi circa, a fronte del quale sono tuttavia previsti incrementi di spesa per importi rilevanti (applicazione nuovi LEA, applicazione nuovo Piano vaccinale, costituzione fondo farmaci oncologici innovativi e farmaci innovativi). Il sostegno alle politiche per la non autosufficienza viene assicurato come negli anni precedenti dallo stanziamento, a carico di risorse regionali, di 116 milioni di euro, con una lieve rimodulazione legata al passaggio a totale carico sanitario, previsto dai nuovi LEA, di una parte degli interventi storicamente garantiti dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza. Dal 2017 sarà avviata la sperimentazione di un fondo aperto di sanità integrativa che riguarderà le prestazioni di assistenza odontoiatrica non ricomprese nei Livelli Essenziali di Assistenza e destinate alla popolazione
8 giovane ricompresa nella fascia 5 25 anni. Tale fondo, afferente a prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza, sarà finanziato con risorse regionali in misura pari a euro per il Per il triennio viene assicurato il finanziamento alla Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici Intercent-ER, soggetto aggregatore per gli acquisti in sanità, cui viene affidato, tra gli altri un ruolo crescente in termini di razionalizzazione delle procedure di acquisto delle aziende sanitarie regionali. Le principali politiche sugli investimenti in conto capitale che l Assessorato per le Politiche per la Salute intende perseguire nel triennio riguardano la realizzazione, la riqualificazione, la messa a norma di strutture sanitarie e l acquisizione di tecnologie biomediche ed informatiche per ammodernamento, sostituzione ed implementazione del patrimonio tecnologico. Per la realizzazione degli interventi l Assessorato per le Politiche per la Salute nel prossimo triennio potrà contare sulla disponibilità certa di circa 65,5 milioni di euro (fondi regionali ) e di circa 87 mil. euro (fondi statali). Gli interventi principali riguarderanno l area materno infantile con la realizzazione di nuove strutture: il MIRE (Maternità ed Infanzia Reggio Emilia) per 25,0 mil. euro; il padiglione Materno Infantile presso il policlinico di Modena per circa 28, 3 mil. euro ed l adeguamento funzionale e strutturale dell area materno infantile dell Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna per circa 41 mil. euro Si ritiene opportuno evidenziare che vi sono ulteriori e significative politiche di investimento, per le quali non si dispone di copertura finanziaria, ma che dovrebbero trovare realizzazione nel corso del triennio possono essere rappresentate come segue: interventi sull area oncologica (con particolare riferimento all Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna) per un importo di 12 milioni euro; interventi di prevenzione incendi in quanto la normativa vigente prevede, con scadenze triennali, la messa a norma delle strutture sanitarie entro aprile La prima scadenza triennale sarà aprile 2019; il fabbisogno finanziario per gli interventi di messa a norma è stimabile in circa 50 milioni di euro; interventi relativi ad ammodernamento, sostituzione ed implementazione delle tecnologie biomediche. Considerato che il valore complessivo delle tecnologie installate è oltre a 1,35 MLD euro, con un tasso di obsolescenza delle stesse tecnologie di 10 anni, il fabbisogno finanziario per sostituzione ed ammodernamento sarebbe di 130 milioni di euro/anno. Considerato che in realtà i tempi delle sostituzioni/ammodernamento sono più lunghi e che tecnologie vengono acquisite con fondi propri aziendali o in noleggio si stima una necessità non inferiore a 40 milioni euro/anno.
9 Per le politiche di welfare la Regione attua uno sforzo importantissimo per mantenere lo stesso livello dei servizi destinati ai cittadini dando continuità alle azioni di welfare compiute in questi anni, individuando alcune priorità: innanzitutto la lotta alla povertà, poi un attenzione particolare per le giovani generazioni e per le famiglie. Vengono stanziate per la prima volta nuove ingenti risorse per realizzare una misura a sostegno del reddito e di contrasto della povertà per le famiglie in situazione di grave difficoltà economica (legge regionale sul Reddito di Solidarietà, in approvazione a Dicembre 2016). Tale misura, in coerenza con la prevista estensione della misura nazionale (SIA-Sostegno per l inclusione attiva) si basa sull integrazione con le politiche attive del lavoro, in particolare con quanto previsto dalla LR n14/2015: Disciplina a sostegno dell inserimento lavorativo e dell inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità. Questo nuovo stanziamento costituisce il cuore dell intero bilancio dell Assessorato al Sociale e avvia una fase in cui la lotta alla povertà estrema di minori, anziani e adulti entra ufficialmente nell agenda strategica della Regione Emilia Romagna. Il Bilancio conferma inoltre la cifra stanziata per la programmazione territoriale realizzata dagli EE.LL. attraverso i Piani di Zona anche in attuazione del nuovo Piano Sociale e Sanitario attualmente in fase di elaborazione e di discussione. Nel complesso, dunque per le politiche di welfare vengono destinate risorse regionali pari a 34,8 milioni di euro per la continuità delle politiche sociali, a cui si aggiungono 35 milioni di euro per il Reddito di Solidarietà. A questi stanziamenti si aggiungeranno le risorse provenienti dai Fondi nazionali approvati in sede di legge di stabilità. Grazie alle risorse nazionali si consolida la quota destinata ai servizi 0-6 anni e si dà continuità a tutti i servizi sociali erogati dall Assessorato al Sociale, mantenendo inalterato lo stanziamento per la programmazione territoriale realizzata dagli EE.LL. attraverso i Piani di Zona. Si confermano cioè le risorse destinate alle politiche per le giovani generazioni, per il Servizio Civile e per le politiche familiari. Sul piano invece delle politiche abitative a fronte dello sforzo ritenuto prioritario nei confronti della riduzione della povertà nel nostro territorio regionale non vi sono le condizioni, per i vincoli riguardanti i foni statali in avanzo, per finanziare nel corso del 2017 nuovi bandi per giovani coppie o per l edilizia residenziale sociale. Si auspica che in fase di sblocco dell avanzo statale si possano recuperare risorse per il bando regionale per le barriere architettoniche. La Regione è poi impegnata a dare seguito all attività di recupero e ripristino del patrimonio ERP tramite il trasferimento e il monitoraggio dei fondi statali dedicati e a completare il finanziamento dei programmi in essere (10 bando giovani coppie, programma ERS). Queste i principali interventi proposti a bilancio 2017: Povertà. Finanziamento di una misura di lotta alla povertà sostegno del reddito per le famiglie in situazione di grave difficoltà economica ( Reddito di Solidarietà). Tale misura, in coerenza con la prevista estensione della misura
10 nazionale di Sostegno all Inclusione Attiva, prevedrà l integrazione con le politiche attive del lavoro, in particolare con la LR n. 14/2015. Conferma delle risorse destinate agli interventi per le persone sottoposte a limitazioni della libertà personale, promossi dai Comuni sede di carcere. Mantenimento di interventi destinati alle vittime della tratta. Infanzia, adolescenza, giovani e famiglia. Mantenimento dei finanziamenti destinati ai servizi educativi per l infanzia e alle scuole dell'infanzia paritarie, e mantenimento dei fondi per i centri per le famiglie. Conferma finanziamento dei progetti per le giovani generazioni e dei fondi destinati al Servizio Civile. Programmazione di interventi e servizi. Sostegno dei fondi sociali locali per la programmazione associata a livello distrettuale (in coerenza con le scelte condivise negli ultimi anni e con le LR n.21/12 e LR n.12/13), delle politiche sociali. Cooperazione internazionale allo sviluppo. Mantenimento delle risorse dedicate al bando annuale e ai progetti di cooperazione allo sviluppo pari a 1,1 milioni di euro anche in attuazione del nuovo Piano pluriennale per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Le risorse del bilancio 2017/2019 relative alle politiche per istruzione, la formazione, l università, la ricerca e il lavoro sono funzionali prioritariamente al cofinanziamento del Programma Operativo regionale Fondo Sociale Europeo 2014/2010, soggetto nel 2018 alla verifica intermedia di attuazione da parte della Commissione europea, e al sostegno al diritto allo studio scolastico e universitario tramite l Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori ERGO. L attuazione del Programma Operativo FSE è orientata, in coerenza con il Patto per il Lavoro, a rafforzare l infrastruttura educativa e formativa in tutti i suoi segmenti per innalzare le competenze delle persone, in particolar modo dei giovani contrastando la dispersione scolastica, e per rendere disponibili politiche attive volte promuovere l innovazione e la competitività del nostro sistema economico-produttivo, sostenere una nuova e qualificata occupazione e promuovere l'inserimento lavorativo e l'inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità attraverso l'integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari. Istruzione e formazione tecnica e professionale Priorità trasversale nell attuazione del Programma Operativo Fse è la strutturazione di filiere di istruzione e formazione tecnica e professionale, anche improntate ad una logica duale, rispondenti ai sistemi produttivi per permettere alle persone di costruire percorsi individuali qualificati e professionalizzanti fondati sulla continuità e la valorizzazione degli apprendimenti pregressi e alle imprese di acquisire conoscenze e competenze orientate, a diversi livelli, alla specializzazione, alla digitalizzazione e all internazionalizzazione per la competitività e lo sviluppo. Diverse le azioni che saranno finanziate con questo
11 obiettivo. Tra queste, un Piano straordinario per rafforzare le competenze digitali delle persone, delle imprese e del territorio, interventi per sostenere le ricadute occupazionali derivanti da nuovi investimenti produttivi (legge regionale 14 del 18 luglio 2014), azioni per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali e di nuovo lavoro autonomo e per il rafforzamento delle neo imprese, attraverso servizi di accompagnamento, anche in integrazione con le politiche e gli strumenti di accesso al credito e di investimento finanziate dal FESR. Piano Alte Competenze In attuazione del Piano triennale Alte Competenze, e in stretta integrazione con l Assessorato Attività produttive e tra FSE e FESR, è previsto un investimento sul capitale umano impiegato nelle infrastrutture di ricerca che presentano le potenzialità scientifiche, tecnologiche ed organizzative per permettere di rafforzare le capacità competitive delle imprese e migliorare i servizi resi ai cittadini (supercalcolo e big data; materiali avanzati e sistemi di produzione innovativi; genomica, medicina rigenerativa e biobanche) e il finanziamento di assegni di ricerca che prevedano la collaborazione di atenei e imprese per sviluppare, diffondere e applicare conoscenze strategiche per una nuova economia ad alto valore aggiunto e fare dell Emilia-Romagna la punta avanzata della manifattura 4.0. Academies Cofinanziato dal Fondo sociale europeo è anche il progetto Academy, articolato in tre linee di intervento: il sostegno alla istituzione di academies realizzate dagli atenei emiliano-romagnoli in collaborazione con le imprese su settori di altissima specializzazione regionale, attrattive a livello internazionale, un programma rivolto alla messa in rete di academies aziendali e la progettazione di un academy regionale. Lavoro La Regione con la legge 13/2015 concorrerà all attuazione di servizi offerti dall Agenzia per il Lavoro, dopo l avvio avvenuto lo scorso agosto. Come previsto dal Patto per il Lavoro, con la piena operatività dell Agenzia Regionale per il Lavoro, e l introduzione dell accreditamento dei servizi per il lavoro, il 2017 sarà l anno della costruzione e valorizzazione delle sinergie tra servizi pubblici e privati accreditati per la strutturazione di una Rete Attiva per il Lavoro che opererà nel quadro di regole nazionali e regionali per garantire standard qualitativi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dai Livelli essenziali delle prestazioni. Il 2017 sarà l anno in cui la Regione darà anche piena attuazione alla legge14/2015 con l approvazione delle procedure per selezionare e finanziare, su base distrettuale, misure di politica attiva del lavoro e azioni formative per le persone fragili e vulnerabili e con la piena operatività delle equipe multiprofessionali per la presa in carico integrata delle persone. Le politiche attive per il lavoro per le persone in condizione di disabilità sono garantite dal Fondo regionale disabili di cui la Regione è responsabile della
12 programmazione e dell attuazione, precedentemente in capo alle Province. Ciò costituisce un occasione per omogeneizzare su tutto il territorio regionale gli interventi e le opportunità offerte alle persone con disabilità. Diritto allo studio scolastico e universitario Confermati inoltre i fondi per le borse di studio scolastiche e il trasporto scolastico con particolare riferimento al trasporto degli studenti con disabilità e i fondi per promuovere e gestire, attraverso l Azienda regionale ER.GO, il sistema integrato di servizi ed interventi per il diritto allo studio universitario per rendere effettivo il diritto di raggiungere i più alti gradi dell istruzione, del sapere e delle competenze, coniugando i principi dell ampia inclusione e della valorizzazione del merito. In attuazione di quanto previsto dal Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio per il triennio , si intende in particolare potenziare i servizi erogati agli studenti al fine di garantire il raggiungimento della più ampia copertura degli idonei; sostenere la dimensione internazionale della formazione universitaria quale fattore di attrattività sul territorio regionale di giovani talenti e quale componente essenziale per preparare i giovani ad affrontare le sfide della competitività globale del mercato del lavoro e in collaborazione con servizi di placement delle università e con quelli dell'agenzia Regionale per il Lavoro, rafforzare le azioni di orientamento al lavoro rivolte agli studenti borsisti degli ultimi anni di corso e ai neo laureati. Progetti di educazione musicale È confermato infine anche per l anno 2017 il Fondo per il finanziamento di progetti di educazione musicale aventi carattere di inclusività, realizzati dalle scuole di musica accreditate dalla Regione e realizzati in collaborazione con le istituzioni scolastiche regionali. Edilizia Scolastica Per quanto riguarda l edilizia scolastica, oltre all attuazione della seconda annualità del Piano triennale dell edilizia finanziato grazie al mutuo BEI stipulato tra Regione e CdP, si prevede la stipula di un secondo mutuo tra Regione e CdP e l investimento di ulteriori risorse del FSC per nuovi interventi che garantiscano sicurezza e qualità del patrimonio di edilizia scolastica regionale. Politiche europee allo sviluppo Per quanto riguarda il coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, prosegue anche attraverso il monitoraggio unitario degli investimenti realizzati e la valutazione degli effetti conseguiti, l impegno assunto con il Patto per il Lavoro ad una programmazione integrata dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE), nonché ad una concentrazione degli stessi su tematiche strategiche prioritarie (individuate nella Strategia regionale di innovazione per la specializzazione intelligente), e territoriali (a favore dei quattro assi territoriali: montagna, reti di città, costa, area del sisma 2012), con la finalità di migliorare la
13 capacità di agire a favore dello sviluppo territoriale regionale in una economia aperta ed esposta a importanti cambiamenti strutturali (migrazione e globalizzazione). Nel 2017 sono state confermate sostanzialmente le risorse a disposizione del sistema culturale regionale del 2016 e questo consente di consolidare e proseguire nel solco di quanto già avviato nel Oltre a questo, sono state destinate maggiori risorse per il consolidamento delle istituzioni partecipate, a partire dal Teatro Comunale di Bologna, quali strumenti fondamentali per l attuazione delle politiche di settore. Il sostegno anche per il 2017 alle istituzioni bibliotecarie, archivistiche e museali pubbliche e private, sarà garanzia di continuità e miglioramento dei servizi offerti ai cittadini della nostra regione. Con queste risorse, comprensive anche di quelle destinate all attuazione del secondo anno del triennio di programmazione della LR 13/99 sullo spettacolo dal vivo e della prosecuzione della triennalità della legge in materia di cinema e audiovisivo, sarà possibile proseguire la strada del miglioramento dell offerta culturale ai cittadini della nostra regione, sostenere il tessuto delle oltre 30 mila imprese culturali e creative che danno occupazione a circa 80 mila persone impiegate nel settore e creare nuove imprese e nuova occupazione. Nel 2017 è prevista l'approvazione di una legge regionale per lo sviluppo del settore musicale, in coerenza con la strategia di specializzazione regionale , che ha individuato tra le priorità il rafforzamento dei sistemi industriali ad alto potenziale di crescita, riconoscendo quello delle industrie culturali e creative uno dei driver di innovazione e di sviluppo più rilevanti. Nel settore della promozione culturale, essendosi perfezionato il processo di riordino istituzionale che ha determinato il nuovo assetto delle Province, si darà attuazione alla seconda annualità del programma della Legge Regionale n. 37/1994. Come già avvenuto nel 2016, la Regione compenserà con proprie risorse e azioni mirate la forte criticità dovuta al processo di riassetto istituzionale in corso che ha già da tempo determinato negli ultimi anni un drastico calo delle risorse rese disponibili da parte delle amministrazioni provinciali, che oggi sono interamente azzerate. Relativamente alle attività di livello regionale, a fronte della stabilità delle risorse, si conferma e consolida il sostegno regionale allo sviluppo e alla prosecuzione dei programmi di attività promossi da Istituti e Associazioni Culturali. Sarà possibile anche, come già avvenuto nel 2016, continuare a sostenere gli interventi a favore del sistema bibliotecario regionale, di quello archivistico e museale. Potrà così continuare l opera di valorizzazione del patrimonio culturale regionale, rendendo anche disponibili tutte le informazioni catalografiche per il loro uso mirato a potenziare l offerta di turismo culturale. Le risorse saranno anche utilizzate per il sostegno alle piattaforme informatiche di supporto alle istituzioni e ai beni culturali, continuando a fornire gratuitamente questa fondamentale infrastruttura di base a tutte le pubbliche amministrazioni del nostro territorio. Il 2017 segnerà il definitivo decollo della nuova legge regionale sulla Memoria del Novecento Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione
14 della storia del Novecento in Emilia-Romagna che, approvata nel corso di quest anno, ha avuto una fase di rodaggio con il primo bando appena concluso. La Regione intende riconoscere la memoria dei fatti determinanti per l'assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana che hanno segnato la storia nazionale e locale nel corso del Novecento, quale elemento di rilevante valore sociale, educativo e formativo della comunità regionale, per la sua coesione sociale e la sua crescita culturale. Con la nuova legge ci si propone di promuovere e sostenere interventi mirati a mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare la memoria dei fatti e degli avvenimenti per le generazioni attuali e future, favorendo il coordinamento degli interventi promossi dai diversi soggetti, pubblici e privati, che operano in tale ambito, con l obiettivo di garantirne una maggiore efficacia e assicurare un utilizzo razionale delle risorse pubbliche e promuovendo la creazione e il rafforzamento di reti e di aggregazioni fra le associazioni, le fondazioni e gli istituti che operano nel campo della memoria e che garantiscono un ampio coinvolgimento dei soggetti interessati e un efficace attuazione e diffusione degli interventi messi in atto. Nel 2017 si darà dunque attuazione alla seconda annualità del programma della Legge, consolidando il sostegno ai programmi di attività degli Istituti storici presenti sul territorio regionale, secondo quanto previsto nelle convenzioni di validità triennale sottoscritte nel 2016, e ulteriore incentivazione allo sviluppo di progetti di rete condivisi tra tutti gli Istituti. Attraverso la pubblicazione di appositi bandi proseguirà inoltre l'azione di sostegno a progetti di valorizzazione promossi da Comuni, Unioni di Comuni, associazioni e istituzioni, con particolare riferimento ai luoghi della memoria. Per ciò che riguarda le iniziative realizzate nei diversi ambiti di promozione e valorizzazione del tessuto culturale del territorio regionale, anche in relazione alla sua proiezione internazionale attraverso azioni di marketing territoriale, viene aumentato il sostegno ai progetti promossi nei settori dello spettacolo dal vivo, dei festival e rassegne musicali ed eventi espositivi, al fine di differenziare l offerta culturale, di sostenere le espressioni dell arte contemporanea e la creatività giovanile, i progetti finalizzati alla conservazione della memoria storica, alla valorizzazione della cultura popolare, della storia e delle tradizioni locali, al governo di una società multietnica. Il sistema regionale dello spettacolo dal vivo si conferma come uno dei poli più importanti per vitalità nella produzione, per numero di rappresentazioni, incassi e occupati. L'ulteriore, importante incremento di finanziamenti regionali nel 2016 mirati all'attuazione della LR n. 13/99 Norme in materia di spettacolo, da un lato ha consolidato il sistema, dall'altro lato ha consentito una significativa apertura a nuovi progetti produttivi, distributivi o di coordinamento, cui ora è assicurato il contributo regionale anche per gli anni 2017 e 2018, poiché l'attuazione del programma regionale per lo spettacolo è improntata a una logica triennale. Le risorse regionali, assicurate per il 2017 sostanzialmente nella stessa misura del 2016, saranno quindi mirate al sostegno delle attività di produzione e distribuzione di spettacoli di elevata qualità artistica e culturale degli enti partecipati e degli altri operatori, delle rassegne e dei festival più rilevanti per valore artistico; alla promozione di settori specifici dello spettacolo, a iniziative di comunicazione, informazione, formazione e ampliamento del pubblico nelle differenti forme di
15 espressione artistica contemporanea e dell attività creativa dei nuovi autori. Prosegue la partecipazione della Regione al progetto interregionale sulle residenze artistiche e creative, cofinanziato dallo Stato. Sempre nel settore dello spettacolo dal vivo, nel 2017 sarà proposta all'assemblea legislativa l'approvazione di una legge per lo sviluppo del settore musicale, con l'obiettivo di supportarne le potenzialità di crescita mediante innovazioni normative, incentivi, sostegni economici e nuovi servizi che rispondano in forma integrata alle esigenze di qualificazione e innovazione dei diversi segmenti della filiera della produzione musicale: da quello educativo-formativo a quello creativo, da quello produttivo a quello distributivo e promozionale. La legge sarà elaborata in collaborazione con l' Assessorato attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma, l'assessorato coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro e l'assessorato turismo e commercio.infine, saranno perseguite azioni di promozione e razionalizzazione del sistema teatrale regionale di particolare rilievo, oltre allo sviluppo del nuovo circuito regionale di distribuzione multidisciplinare, mirato a garantire in particolare l'apertura e l'operatività dei teatri nei piccoli centri della regione. Il settore cinematografico e audiovisivo vedrà, nel corso del 2017, il consolidarsi delle azioni previste dalla L.R. n. 20/2014 con l'attuazione dell'ultima annualità del Programma triennale. Con le stesse risorse del 2016 si intende portare a termine tutti gli interventi programmati: dalla promozione della cultura cinematografica e audiovisiva, attraverso il sostegno a festival, rassegne ed altri progetti volti a diffondere e valorizzare le opere di autori regionali ed italiani nelle sale e nelle scuole, al sostegno degli esercizi cinematografici, con particolare riguardo a quelli collocati nelle aree più svantaggiate; dal consolidamento di una rete capillare di servizi e contatti su tutto il territorio regionale, in grado di supportare i bisogni dei produttori che scelgono il territorio emiliano-romagnolo come set per le riprese, al consolidamento del fondo per l'audiovisivo, strumento finanziario per il sostegno alla realizzazione di opere cinematografiche e audiovisive in regione che negli ultimi due anni ha permesso di contribuire allo sviluppo e alla realizzazione di 60 progetti fra lungometraggi, serie televisive, documentari e cortometraggi. Continuerà l'attività strategica di promozione, attraverso la partecipazione ai più importanti eventi nazionali ed internazionali del settore. Nel settore delle politiche giovanili l'assegnazione del 2017 vede un incremento di 240 mila euro per un totale complessivo 640 mila euro rispetto allo stanziamento 2016 di risorse regionali per l'attuazione di 64 azioni progettuali in attuazione dalla L.R. 14/08. Nello specifico i progetti sostenuti sono 37 nelle aree di Aggregazione, Informagiovani e Proworking per interventi di sensibilizzazione verso l imprenditorialità, sostegno per il know-how e lo start-up d impresa giovanile, apertura di spazi di co-working, azioni di accesso al credito, attività di formazione per lo sviluppo di competenze professionali innovative e percorsi di rinnovamento e valorizzazione degli spazi di aggregazione giovanile; 27 sono invece i progetti finanziati afferenti all area del Protagonismo
16 giovanile/youngercard per sostenere e realizzare esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva. Prosegue infatti l'azione di consolidamento del sistema youngercard. che può contare su una sempre più strutturata rete di soggetti coinvolti, con giovani iscritti impegnati in progetti sociali, ambientali, artistici, culturali, educativi, informatici e sportivi, 125 Comuni, 13 Unioni di Comuni, 340 operatori abilitati, 1500 punti convenzionati e ben 187 punti sparsi sul territorio regionale per il ritiro della carta. Il complesso delle azioni progettuali si svolgeranno in oltre 150 spazi di aggregazione giovanili di Comuni e Unioni di Comuni diffusi su tutto il territorio, biblioteche/mediateche comunali, punti informagiovani, fab-lab, coworking, sale prove, sale concerto, spazi teatro/creatività e spazi multimediali ed anche in collaborazione con oltre 70 istituti scolastici, nonché spazi e dipartimenti universitari. Per quanto attiene all attuazione dei titoli I e II della L.R. n. 18/2016 Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell economia responsabili, volta all attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, verranno sostenuti con la definizione di nuovi accordi di programma e protocolli di intesa con EE.LL., Università e centri di ricerca - interventi preventivi e culturali nelle città e nelle scuole, anche con il coinvolgimento delle associazioni ed organizzazioni di volontariato operanti sul territorio. Inoltre si intende sostenere gli osservatori locali, anche intercomunali, per il monitoraggio e l'analisi dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata di tipo mafioso. Infine, l azione della Regione favorirà la puntuale mappatura ed il risanamento, ristrutturazione edilizia, recupero e riutilizzo, in funzione sociale, di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata e mafiosa. In attuazione del titolo III, Promozione della regolarità e potenziamento dei sistemi di controllo, della L.R. n. 18/2016 Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell economia responsabili, continueranno le attività di promozione della legalità e della trasparenza dell attività amministrativa. Gli obiettivi saranno perseguiti sia con azioni di segnalazione svolte tramite strumenti informatici che accompagnino alla condivisione di banche dati sia con azioni di controllo. Tra gli strumenti per svolgere la suddetta azione di controllo vi sono: la sezione regionale dell Osservatorio dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, previsto dal nuovo Codice degli Appalti Pubblici (art. 213, comma 9, DLgs 50/2016) in rapporto con l Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC); tali azioni coordinate e integrate con quelle dell'osservatorio Regionale ( art. 5 della L.R. n. 18/2016), saranno orientate, per l'intero panorama riferito a fornitura di beni e di servizi oltre che ai lavori pubblici, all'acquisizione delle informazioni e dei dati utili per consentire la trasparenza nella qualificazione degli operatori e dei criteri di scelta del contraente, operando per la diffusione del criterio di aggiudicazione dell offerta economicamente più vantaggiosa.
17 l elenco di merito delle Imprese, di cui all'art. 34 della L.R. n. 18/2016, da analizzare ai fini di una sua possibile ottimizzazione anche per conseguire una armonizzare con le White List già istituite presso le Prefetture, ciò anche in previsione del nuovo Protocollo d'intesa da siglare con le Prefetture dell'emilia-romagna. l elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche, di cui all'art. 33 della L.R. n. 18/2016, quale strumento di supporto e di orientamento al fine di assicurare una determinazione uniforme, omogenea o congrua dei prezzi dei lavori pubblici. In attuazione della Legge Regionale n. 18, del 28 ottobre 2016, Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell economia responsabili, in particolare del Titolo III, Promozione della Legalita, Capo II Edilizia e costruzioni, continuerà l impegno della Regione a promuovere le politiche relative alla Sicurezza sul Lavoro, già avviate dalla precedente legislazione regionale (L.R. 2/2009). Sarà quindi necessario intervenire in modo organico sui bisogni strutturali afferenti l'incremento del livello di sicurezza nei cantieri edili, nonchè sull'esigenza di mirare la normativa tecnica ad aspetti specifici, mantenendo l'attenzione dovuta al tema della legalità, strettamente connesso a quello dei contratti pubblici e della sicurezza del lavoro e alla responsabilità sociale dell'impresa. Nella predisposizione della proposta di Bilancio 2017 si propone continuità alle scelte effettuate in tema di pace. La legge regionale 12/2002 all art. 5 stabilisce che la Regione interviene nell'ambito delle proprie competenze promuovendo e sostenendo, anche mediante la concessione di contributi, coordinando o realizzando iniziative di educazione e sensibilizzazione della comunità regionale ai temi della solidarietà internazionale, dell'interculturalità e della pace, iniziative culturali, di ricerca ed informazione sui temi della pace e della tutela dei diritti umani, volte a prevenire e combattere la discriminazione fondata in particolare sulla razza e l'origine etnica, la religione, le opinioni politiche o le condizioni personali e sociali; La Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, che rappresenta un importante istituzione per mantenere la memoria dei tragici fatti che hanno interessato il nostro territorio nella seconda guerra mondiale, ha visto il rafforzamento delle attività rivolte ai progetti educativi sulla memoria, sulla cittadinanza, sull educazione ai diritti umani e sulla non-violenza, campi di pace per i giovani, attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani ed alle scuole dell Emilia-Romagna. L attività formativa sta assumendo un ruolo sempre più importante nell attività pedagogica svolta dalla Scuola, in quanto completa l attività di educazione attraverso l indagine dei comportamenti nei casi di conflitto. La pace, il diritto alla cittadinanza, il dialogo interreligioso, la tensione e sensibilità verso nuove forme di discriminazione, impongono una riflessione di carattere pedagogico,ma con uno sguardo alla dimensione europea del problema dei conflitti. Anche per gli interventi che riguardano la pace il processo di riordino istituzionale che ha determinato il nuovo assetto delle Province, ha determinato la