Source: https://www.e-glossa.it/wiki/ix_-_attivit%C3%A0_finanziarie_riservate_e_requisiti_previsti_dalla_legge.aspx
Timestamp: 2018-01-22 22:10:08+00:00
Document Index: 85942746

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 106', 'art. 18', 'art. 33', 'art. 1346', 'art. 2448', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 1', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 2326', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 2326']

IX - Attività finanziarie riservate e requisiti previsti dalla legge - WikiJus
Qualora disposizioni normative o regolamentari richiedano specifici requisiti per la costituzione di società aventi ad oggetto determinate attività (come nel caso delle SICAV, ai sensi degli artt. 43 e ss. T.U.F.) o per la loro iscrizione nel registro delle imprese (come avviene per le banche ai sensi dell'art. 14 T.U.B.) o semplicemente per l'esercizio di dette attività (quali l'attività di intermediazione finanziaria ai sensi dell'art. 106 T.U.B., l'attività di prestazione di servizi di investimento delle SIM ai sensi dell'art. 18 T.U.F., nonché l'attività di gestione collettiva del risparmio delle SGR ai sensi dell'art. 33 T.U.F., etc.) si deve ritenere che costituiscano oggetto del controllo di legittimità i soli requisiti di carattere "strutturale", la cui successiva sussistenza non sarebbe possibile se non in virtù di una modifica dello stesso atto costitutivo (o dello statuto adottato con la deliberazione di modifica dell'oggetto). Tali debbono considerarsi i requisiti concernenti l'esclusività dell'oggetto, il tipo sociale richiesto dalla legge, la denominazione, nonché il capitale sociale minimo necessario per l'esercizio di almeno una delle attività "riservate" incluse nell'oggetto sociale (essendo sufficiente la circostanza che, in sede di adozione dell'oggetto riservato, il capitale minimo sia stato quanto meno deliberato, ben potendo la società raccogliere le sottoscrizioni prima della richiesta del provvedimento amministrativo di autorizzazione all'esercizio dell'attività).
Il fondamento di tale affermazione risiede negli artt. 1346 e 2448, comma 1, n. 2 cod. civ., ovverosia nelle norme che postulano la possibilità dell'oggetto del contratto, sia in sede di atto costitutivo della società (art. 1346 cod. civ.), sia nelle fasi successive (l'art. 2448, che annovera la sopravvenuta impossibilità di conseguimento dell'oggetto tra le cause di scioglimento della società). La mancanza di uno dei requisiti strutturali richiesti dalla normativa speciale, infatti, renderebbe giuridicamente impossibile il conseguimento dell'oggetto sociale, posto che esso consiste esclusivamente nelle attività finanziarie riservate, in esso dedotte. L'atto costitutivo o la delibera assembleare non sarebbero quindi "conformi" al modello delineato dal legislatore, poiché necessiterebbero sin dall'origine di una modifica per poter produrre i loro effetti.
D'altro canto, non sembra potersi affermare che gli altri requisiti debbano considerarsi necessari ai fini del controllo di legittimità da parte del notaio. È proprio su tali aspetti che si deve infatti soffermare l'esame di merito dell'autorità amministrativa che autorizza l'esercizio dell'attività riservata (se non l'iscrizione nel registro delle imprese o persino la stessa costituzione). Non si vede pertanto ragione alcuna per qualificare anche siffatti requisiti come "condizioni richieste dalla legge" da verificare in sede di omologazione ai sensi dei novellati artt. 2330 e 2411 cod. civ..
per gli intermediari finanziari ex art. 106 T.U.B. si tratta di condizioni per l'iscrizione nell'elenco, che, a sua volta, è condizione per l'esercizio dell'attività;
per SIM e SGR si tratta di condizioni per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività, la quale peraltro non è condizione per l'iscrizione nel registro delle imprese;
per le Banche si tratta di condizioni per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività, la quale, a sua volta, è condizione per l'iscrizione nel registro delle imprese;
per le SICAV si tratta di condizioni per il rilascio dell'autorizzazione, che è addirittura condizione per la costituzione.
a) Società finanziarie (artt. 106 e ss. T.U.B.)
l'assunzione di partecipazioni;
la prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi.
specifica il contenuto delle singole categorie di attività finanziarie elencate nell'art. 106;
estende le attività esercitabili dagli intermediari finanziari ad alcune delle "attività ammesse al mutuo riconoscimento" di cui all'art. 1, comma 2, lett. f, T.U.B. (alcune delle quali, peraltro, già ricomprese nelle categorie generali elencate nell'art. 106);
chiarisce che è ammissibile, non violando il principio di esclusività, l'esercizio di attività strumentali o connesse, dandone la definizione.
Oggetto. - Attività esclusiva e riservata (salva la competenza concorrente delle banche e quei pochi servizi di investimento che possono essere prestati dalle SGR o dagli intermediari finanziari iscritti nella sezione speciale dell'art. 107) è l'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi di investimento, come qualificati dall'art. 1, comma 5 T.U.F. o successivamente individuati dal Ministro del Tesoro ai sensi dell'art. 18 T.U.F.
i servizi accessori, come definiti nell'art. 1, comma 6 T.U.F.;
altre attività finanziarie;
attività connesse e strumentali;
Denominazione. - Deve comprendere le parole "società di intermediazione mobiliare", (eventualmente anche in sigla SIM), in analogia con quanto si ritiene per l'indicazione della forma giuridica di società per azioni ai sensi dell'art. 2326 cod. civ..
385.000 euro in caso di svolgimento dei servizi di investimento di cui alle lett. c (ma solo se il collocamento avviene senza preventiva sottoscrizione ecc..) d ed e dell'art. 1, comma 5 T.U.F.; in tali casi, peraltro, il regolamento stabilisce che le limitazioni "devono essere espressamente previste nello statuto";
un milione di euro in tutti gli altri casi;
prestare il servizio su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi;
svolgere attività connesse e strumentali stabilite dalla Banca d'Italia, sentita la CONSOB (attualmente specificate nel provvedimento in data 1 luglio 1998);
prestare il servizio di investimento di cui all'art. 1, comma 5, lett. d T.U.F., ai sensi dell'art. 19 T.U.F..
Denominazione. - Deve comprendere le parole "società di gestione del risparmio", eventualmente, come detto anche per le SIM, anche in sigla (SGR) in analogia con quanto si ritiene per l'indicazione della forma giuridica di società per azioni ai sensi dell'art. 2326 cod. civ..
PRASSI >> Massime commissione societaria Milano >> 1. Atto costitutivo
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