Source: https://www.diritto.it/la-determinazione-della-base-imponibile-irpef-e-gli-oneri-deducibili/
Timestamp: 2017-12-18 07:24:20+00:00
Document Index: 18867564

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 34']

DS redazione, 4 marzo 2016
– reddito mondiale (per i residenti fiscali);
– reddito territoriale (non residenti fiscali italiani).
– redditi esenti dall’imposta (es.: reddito fondiario dei fabbricati adibiti al culto: v. art. 36, comma 3);
– redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (es.: interessi attivi bancari: v. art. 26, comma 2, d.P.R. 600/1973);
– redditi soggetti ad imposta sostitutiva (es.: interessi su obbligazioni dei c.d. “grandi emittenti”: v. art. 2, d.lgs. 239/1996);
– assegni periodici destinati al mantenimento dei figli, spettanti al coniuge in caso di separazione/divorzio, purché risultanti dal provvedimento giudiziario relativo. Tali redditi sono infatti già tassati in capo all’erogante, in quanto è deducibile dal suo reddito, ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), il solo assegno di mantenimento per il coniuge;
– assegni familiari e simili (art. 3, comma 3, lett. b);
– altri redditi esclusi da norme specifiche del d.P.R. 917/1986 ovvero da leggi speciali (es.: compensi corrisposti dall’imprenditore al proprio figlio/coniuge: v. art. 8, comma 1, ultimo periodo): in particolare, non concorrono a formare il reddito i sussidi assistenziali corrisposti dallo Stato e da altri enti pubblici (art. 34, comma 3, d.P.R. 601/1973), fra i quali gli assegni di mantenimento agli invalidi civili (r.m. 11/701 del 10 luglio 1985);
– redditi soggetti a tassazione separata (artt. 17 e 3, comma 2);
– l’IRPEF è un’imposta personale = tiene conto di una serie di circostanze di natura personale, riferibili prettamente a “quel” contribuente (es.: carichi di famiglia, spese mediche, ecc.). Le imposte personali si contrappongono, da un punto di vista teorico, a quelle reali, le quali tengono conto unicamente dell’oggetto (res) dell’imposizione;
– in termini di risparmio relativo, in un sistema a imposizione progressiva, quale quello dell’IRPEF, le deduzioni favoriscono chi ha redditi più elevati, in quanto sottraggono alla tassazione un reddito che sarebbe stato soggetto ad un’aliquota marginale più alta.
– oneri fondiari non contemplati dalle stime catastali (canoni, censi, ecc. che gravano sul reddito degli immobili posseduti);
– somme corrisposte a dipendenti dell’imprenditore chiamati ad adempiere le funzioni elettorali;
– indennità corrisposte al termine del contratto di locazione, per obbligo di legge, dal proprietario di un immobile locato ad uso non abitativo al con­duttore, per la perdita dell’avviamento commerciale;
– spese mediche/assistenziali a favore di portatori di handicap;
– assegni periodici corrisposti per il mantenimento del coniuge in caso di separazione. L’una tantum al coniuge separato non è deducibile dal reddito del soggetto che la corrisponde, neppure se tale importo è corrisposto in più tranches (c.m. 11.6.2009, n. 153/E);
– contributi previdenziali e assistenziali versati per obbligo di legge;
– contributi versati dal contribuente a forme pensionistiche complementari (con limiti massimi di deduzione);
– reddito fondiario dell’abitazione principale e relative pertinenze;
– erogazioni liberali all’Istituto Centrale per il sostentamento del Clero della Chiesa Cattolica italiana;
– erogazioni liberali a organizzazioni non governative (c.d. “ONG”) idonee, nei limiti del 2% del reddito complessivo dichiarato.