Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/bardolinosuperiore.html
Timestamp: 2018-05-27 09:54:36+00:00
Document Index: 59468541

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 2', 'art 10', 'art. 3', 'art 3', 'art 23']

D.D. 1/AGOSTO/2001
La denominazione di origine controllata e garantita “Bardolino superiore”, anche con l’indicazione aggiuntiva “classico”, è riservata ai vini già riconosciuti a DOC con D.P.R. 28/Maggio/1968 e che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
I vigneti già iscritti all’albo della DOC “Bardolino”, alla data di approvazione del presente disciplinare di produzione, sono idonei alla produzione dei vini di cui all’art 1.
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOC “Bardolino” comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Bardolino Garda Lazise Affi
Costermano Cavaion Torri del Benaco Caprino
Rivoli Veronese Pastrengo Bussolengo Sona
Sommacampagna Peschiera Valeggio
tutti in provincia di Verona.
partendo a nord di Bussolengo dal ponte sul canale della società Sima, nelle immediate vicinanze della centrale elettrica, segue per breve tratto la strada provinciale Verona – lago, percorre la strada detta del Gabanet toccando le località Casetta, Colombare sino all’incrocio della strada che scende dalla località Pigno.
Segue il tracciato di detta strada sino alla località Lughetto a quota 167, incontra e attraversa il limite di confine territoriale Bussolengo – Sona e prosegue in direzione di Palazzolo toccando località Santa Giustina, segue la strada denominata della Rotonda toccando località Pozzo del Ghetto sino a giungere al ponte sul canale del consorzio Alto Veronese.
Segue detto canale sino alla strada statale n. 11, risale a destra per breve tratto detta statale, imbocca la strada che porta a località Case Nuove, percorre la carrareccia della Rugola seguendo l’unghia di collina del monte Corno sino alla località scuole comunali di Sona.
Si inserisce nella strada comunale della Lova che segue sino ad intersecare il primo canale secondario del consorzio Alto Veronese; percorre detto canale toccando località Rainera e proseguendo fino alla stazione FF.SS. di Sommacampagna.
Dalla stazione segue la strada che porta all’abitato di Sommacampagna, che attraversa per inserirsi nella viabile che porta a Custoza, percorrendola sino alla località Staffalo, per deviare a sinistra lungo la strada che porta alla località Boscone sino al punto di intersecare il canale principale del consorzio Alto Veronese.
Seguendo il percorso del canale, passa nelle vicinanze delle località Fiozza e Ca’ del Magro sino a giungere a località Campanella.
In prossimità della località Campanella abbandona il canale consorziale per seguire la carrareccia che porta alle località Colombara e Fenili.
Da località Fenili dirotta a destra seguendo la strada che attraversa località Gardoni e successivamente si inserisce sulla strada Valeggio – Santa Lucia, che segue sino all’abitato di Valeggio da dove prosegue seguendo la viabile che porta verso Monzambano.
Percorre, verso Monzambano, la succitata strada sino ad incontrare il primo passaggio a livello in prossimità di quota 64.
Da questo imbocca la viabile che porta alla località Fornelletti e attraversando detta località prosegue sino ad intersecare la strada Valeggio – Salionze (quota99) che percorre sino alla località Salionze e proseguendo oltre arriva in prossimità di Peschiera sino a toccare la sponda orientale del lago di Garda nel punto in cui inizia il corso dell’estuario Mincio.
Dall’estuario Mincio risale la sponda orientale del lago di Garda toccando Lazise, Cisano, Bardolino, Garda, Punta San Virgilio, sino ad arrivare al centro abitato di Torri del Benaco.
Dirotta a destra imboccando la strada comunale panoramica che da detta località toccando le borgate di Costa ed Albisano sale sinuosamente con tornanti sino ad inserirsi sulla strada provinciale di San Zeno di Montagna.
Da questo punto la delimitazione nord della zona del Bardolino segue la curva di livello quota 500, lungo le pendici montuose in comune di Costermano, Caprino e Rivoli Veronese.
Più precisamente il percorso della linea di quota 500 è il seguente: segue per breve tratto il confine comunale di Costermano a nord di monte Pozzol, prosegue attraversando il vaio Boione e in prossimità della località Roncola raggiunge la linea di confine di Caprino.
Seguendo le pendici del monte di Pesina passa a nord della località Pianezze, le Banche e Ordenei, sino ad incontrare il vaio dei Lumini; attraversa detto vaio e passa a sud delle località Peagne, Ca’ Zerman, Casette delle Pozze per giungere a nord della frazione Vilmezzano sino ad incontrare il vaio delle Giare.
Attraversato il vaio delle Giare, percorre la strada che conduce alle località Renzone e Vezzane, attraversa il torrente Tasso e giunge in prossimità di Pozza Galletto, sino a toccare la linea di confine del comune di Rivoli Veronese a sud del monte Cordespino.
Da qui segue la linea di confine del comune di Rivoli Veronese sino alla località Canal.
Segue quindi la strada che da detta borgata porta alla località Dogana sulla riva destra dell’Adige e prosegue lungo la stessa riva sino al ponte sul canale della società Sima a nord – ovest di Bussolengo.
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOC “Bardolino” designabili con la specificazione “classico”, già riconosciuta con D.P.R. 28/maggio/1968, comprende, in tutto o in parte il territorio amministrativo dei comuni di:
Costermano Cavaion
a nord dal confine comunale del comune di Garda, fino a Val Tesina toccando quota 153 in prossimità del monte Berti. Segue l’ex confine di Castione lungo il monte Carpene a quota 277 a nord di località Tavernole, sino a toccare località Baia; risale per breve tratto la strada comunale che da detta località porta alla strada provinciale incrociandola a quota 234.
Da questo punto ha inizio il limite est.
La linea di confine discende lungo la strada prima detta e il terrapieno della ferrovia Affi – Caprino fino ai piedi del monte Moscal (quota 2oo).
Continua poi a discendere, per breve tratto con la detta ferrovia, poi con il torrente Tasso (o Ri), sino sotto casa Ragano (non lungi da Ponton) dove incontra il confine tra Rivoli Veronese e Cavaion.
Lascia poi subito questo confine, sale a monte Pincio e sempre per linea di cresta incontra Ca’ del Biso (quota 181) e, subito dopo il confine e in seguito quello tra Pastrengo e Cavaion presso casa Faino. Segue allora questo confine e in seguito quello tra Pastrengo e Bardolino e quello che il comune di Lazise ha in comune con Pastrengo, Bussolengo e Castelnuovo fin sotto quota 121, presso Sarnighe.
Abbandonato il confine comunale, tocca Sarnighe, quota 113 e 118, correndo lungo una carrareccia, fino a casa alle Croci alle porte di Colà.
Per altra carrareccia discende alla località Le Tende e prosegue in quota fino ad incontrare la strada comunale di Pacengo a case Frontanafredda.
Segue per breve tratto questa strada, poi la carrareccia che, toccando quota 107, passa sotto il paese di Pacengo e giunge al lago subito sotto il porto.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOCG “Bardolino superiore”, devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato, le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono esclusi i terreni umidi di fondo valle.
Per gli impianti realizzati dopo l’approvazione del presente disciplinare sono ammesse esclusivamente le spalliere semplici e doppie.
Il numero minimo di ceppi, in coltura specializzata, non deve essere inferiore a:
Per i vigneti già iscritti all’albo della DOC “Bardolino” alla data di approvazione del presente disciplinare di produzione e che non presentano i requisiti di cui ai precedenti comma 3 e 4 del presente articolo, è tuttavia consentito di utilizzare la presente DOCG per un ulteriore periodo massimo di 15 anni, alle condizioni indicate al comma successivo.
Nel caso in cui i vigneti siano allevati con le pergole veronesi a tetto piano è fatto obbligo della tradizionale potatura, a secco ed in verde, che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila e una carica massima di 60.000 gemme per ettaro.
Le uve possono essere destinate a produrre vini della presente denominazione solo a partire dal quarto anno dell’impianto.
E’ vietata ogni pratica di forzatura; è tuttavia consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro, di vigneto in coltura specializzata, non deve essere superiore a:
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione dei vini di cui all’art 2, devono essere riportati nel limite di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo, fermo restando il limite resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a DOCG “Bardolino superiore”, un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
I conduttori dei vigneti iscritti agli albi, ogni anno, tenuto conto delle caratteristiche di maturazione delle uve e sulla base anche dell’evoluzione dei mercati, possono, al momento della vendemmia, optare di rivendicare, per dette uve, la DOC “Bardolino”.
La regione Veneto con proprio decreto, su proposta del Comitato vitivinicolo regionale istituito con legge regionale n. 55 dell’8 Maggio 1985, sentite le organizzazioni di categoria interessate prima della vendemmia, può stabilire un limite massimo di utilizzazione di uve
per ettaro per la produzione del vino a DOCG “Bardolino superiore”, inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
La facoltà di cui al comma precedente si esercita in aggiunta al disposto di cui all’art 10, lettera e), della legge n. 164/1992, e senza eccedere il limite massimo previsto.
Le operazioni di vinificazione e di affinamento secondo i metodi tradizionali devono essere effettuate all’interno della zona delimitata nel precedente art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’ambito del territorio della provincia di Verona.
Le operazioni di vinificazione e di affinamento dei prodotti destinati ad essere designati con la specificazione aggiuntiva “classico” devono essere effettuate all’interno della zona specifica delimitata dal precedente art 3.
Tuttavia, tali operazioni sono consentite se autorizzate dal Ministero delle politiche agricole forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta degli interessati e previa istruttoria della regione Veneto, anche nelle proprie cantine aziendali oppure nelle cantine cooperative di cui sono soci, situate al di fuori della zona di produzione del vino a DOC “Bardolino classico” a condizione che:
a) dette cantine siano di pertinenza delle rispettive aziende agricole e, come tali al servizio delle stesse;
b) in dette cantine le aziende interessate vinifichino, per quanto riguarda la DOCG, soltanto le uve prodotte nei propri terreni vitati, debitamente iscritti all’albo dei vigneti.
Qualora la resa superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
Il periodo di affinamento obbligatorio per i vini oggetto del presente disciplinare è di almeno
E’ ammessa la correzione con mosti concentrati ottenuti a partire da uve della zona di origine o con mosti concentrati e rettificati.
E’ consentito che i vini atti ad essere designati con la DOCG “Bardolino superiore” siano posti in commercio per il consumo, prima del termine del periodo obbligatorio di affinamento, con la DOC “Bardolino”, purché corrispondano ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione di quest’ultima denominazione di origine controllata e previa comunicazione del detentore alla C.C.I.A.A. di Verona ed all’Ispettorato centrale repressione delle frodi, competente per territorio.
I vini a DOCG “Bardolino superiore”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
sapore: asciutto, sapido, leggermente amarognolo, armonico, a
volte caratterizzato da leggero sentore di legno;
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Alla DOCG “Bardolino superiore” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, riserva, vecchio, selezionato e similari.
E’ consentito, altresì, l’uso di indicazioni che facciano riferimento di indicazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a “vigna” dalle quali effettivamente provengono l uve di cui il vino così qualificato è stato ottenuto a condizione che:
a) vengano indicate all’atto della denuncia all’albo dei vigneti in modo che possano essere evidenziate separatamente;
b) siano oggetto di specifica denuncia annuale delle uve, siano vinificate separatamente e i relativi vini siano presi in carico separatamente nei registri obbligatori di cantina nel rispetto della normativa vigente.
In ottemperanza all’art 23 della legge n. 164/1992 l’uso della DOCG “Bardolino superiore” è consentita all’atto dell’immissione al consumo, per i vini contenuti in recipienti di volume pari a litri 0,750 e litri 1,500.
Le bottiglie contenenti vino a DOCG “Bardolino superiore” devono presentare un abbigliamento consono alle tradizionali caratteri di un vino di pregio e chiuse con tappi raso bocca in sughero, tuttavia per le bottiglie fino a litri 0,375 è consentito anche l’uso del tappo a vite.
Per il vino a DOCG “Bardolino superiore” è obbligatorio indicare l’annata di produzione delle uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo non siano tali da trarre in inganno l’acquirente, nonché l’impiego di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente articolo 3 e dalle quali effettivamente provengano le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 22/Aprile/1992.