Source: https://renatodisa.com/2015/08/31/corte-di-cassazione-sezione-i-sentenza-24-agosto-2015-n-17087-lart-44-del-d-lgs-n-286-del-1998-ha-introdotto-e-disciplinato-un-procedimento-cautelare-con-funzione-anticipatoria-della-pronunc/
Timestamp: 2018-11-19 15:22:31+00:00
Document Index: 67707269

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 44', 'art. 669', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 44', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 669', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 44', 'art. 4', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 24 agosto 2015, n. 17087. L'art. 44 del d.lgs. n. 286 del 1998 ha introdotto e disciplinato un procedimento cautelare con funzione anticipatoria della pronuncia di merito, in particolare, rilevando che: a) i commi 3, 4 e 5, riproducono pedissequamente l'art. 669 sexies cpc, il comma 6 prevede il reclamo al giudice superiore contro i provvedimenti del giudice adito; il comma 8 richiama quoad poenam l'art. 3 88 c.p., comma 1, ma adotta la formulazione letterale di cui comma 2, relativo a chi elude 1 esecuzione di un provvedimento del giudice civile che prescriva misure cautelare; b) per effetto dell'introduzione (ad opera dell'art. 2, co 3, lett. e bis) nn. 2.3, del D.L. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, nella L. n. 80 del 2005) del comma 6 all'art. 669 octies cpc, il mancato inizio dell'azione di merito entro un termine perentorio non comporta l'inefficacia del provvedimento cautelare; e) la stabilizzazione dell'efficacia del provvedimento cautelare anticipatorio trova il suo limite nella possibilità, riconosciuta dal menzionato comma 6 dell'art. 669 octies cpca ciascuna parte di iniziare la causa di merito cosa, attenuandosi, ma non eliminandosi, il carattere strumentale dei provvedimento stesso, in conformità col principio secondo cui qualsiasi diritto, anche se oggetto di tutela sommaria o cautelare, può formare, oggetto di cognizione piena da parte di un giudice su iniziativa, non più obbligatoria, della parte; d) la possibilità per il giudice prevista dall'art. 44, co 7 del D.Lgs. n. 286 del 1998, di condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale, con la decisione che definisce il giudizio - disposizione sostanzialmente analoga a quella di cui all'art. 4, co 4, del lgs. n. 215 del 2003- "acquista significato solo se intesa come facoltà aggiuntiva del giudice cautelare di condannare la parte al risarcimento del danno patrimoniale, biologico e morale, così ottenendosi un rafforzamento ed anticipazione della tutela antidiscriminatoria, secondo l'intenzione dei legislatore"; previsione "sarebbe viceversa pleonastica se riferita alla sentenza che definisce il giudizio di merito, cui già appartiene tale potere" - Avvocato Renato D'Isa
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-08-31T12:19:19+00:0031 agosto 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti