Source: https://legali.com/spip.php?article2019&lang=it
Timestamp: 2019-09-20 04:45:11+00:00
Document Index: 165094023

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 47', 'art. 2', 'art. 76', 'art. 31', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 48', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 13', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3']

Processo Tributario Telematico - Legali.com
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martedì 28 febbraio 2017, di Iolanda Pansardi, Maurizio Villani
6. S.I.G.i.T
8. ModalitÃ di costituzione in giudizio e successivo deposito atti
Slides che sono state presentate e pubblicizzate al Corso di formazione dei professionisti e privati dal titolo â€œProcesso tributario: le nuove procedure telematicheâ€ organizzato dal MEF Dipartimento delle Finanze â€“ Direzione della giustizia tributaria â€“ 13 febbraio 2017 â€“ Bari â€“ Le slides sono state realizzate e compilate dal MEF
Decreto del Direttore Generale delle Finanze, 30 giugno 2016 (G.U. nÂ° 161 del 12/07/2016)
Decreto del Direttore Generale delle Finanze 15 dicembre 2016 (G.U. Serie generale nÂ° 298 del 22/12/2016)
Per processo tributario telematico (di seguito anche PTT) si intende lâ€™utilizzo degli strumenti informatici per la redazione e la presentazione (notifica, deposito, comunicazione) degli atti del processo dematerializzati.
Una volta effettuato il deposito tramite il "PTT" i contribuenti, i professionisti e gli enti impositori, previamente registrati, tramite il rinnovato servizio del "Telecontenzioso" possono consultare da casa o dai propri uffici il fascicolo processuale informatico ed i relativi atti.
Orbene, inizialmente la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del 10 agosto 2015, numero 184, del decreto del Direttore Generale delle Finanze, 4 agosto 2015, ha stabilito le regole tecniche che le parti che intendono costituirsi con modalitÃ telematica debbono rispettare, per i processi tributari innanzi alle Commissioni della Toscana e dell’Umbria:
â€¢registrazione al Ptt;
â€¢costituzione in giudizio;
â€¢consultazione e prelievo di copie dal fascicolo processuale informatico;
â€¢assegnazione dei ricorsi;
â€¢accesso dei soggetti abilitati;
â€¢redazione e deposito delle sentenze, dei decreti e delle ordinanze;
â€¢archiviazione e conservazione degli atti processuali informatici.
In seguito, grazie ai decreti del Direttore Generale delle Finanze, 30 giugno 2016 (G.U. nÂ° 161 del 12/07/2016) e 15/12/2016 (G.U. Serie generale nÂ° 298 del 22/12/2016), le predette regole tecniche sono state estese a tutto il territorio nazionale.
AltresÃ¬, con la Circolare nÂ° 2/DF dell’11/5/2016 sono state emanate le linee guida che forniscono spiegazioni sul SIGIT ed indicazioni sulle modalitÃ di accesso ed utilizzo dei servizi del PTT.
Ecco che, per i ricorsi e gli appelli notificati, il processo tributario telematico sarÃ utilizzabile nelle seguenti commissioni tributarie e a partire dal:
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Toscana e Umbria;
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Abruzzo e Molise
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Liguria e Piemonte
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Emilia-Romagna e Veneto
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Lombardia
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Calabria, Sardegna e Sicilia
Commissioni tributarie presenti nelle regioni Marche e Val D’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano
I decreti danno attuazione al Regolamento che disciplina l’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario (decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, nÂ° 163) tramite regole tecnico-operative per le operazioni di (articolo 3, comma 3):
â€¢ registrazione al PTT;
â€¢ costituzione in giudizio;
â€¢ consultazione e prelievo di copie dal fascicolo processuale informatico;
â€¢ assegnazione dei ricorsi;
â€¢ accesso dei soggetti abilitati;
â€¢ redazione e deposito delle sentenze, dei decreti e delle ordinanze;
â€¢ archiviazione e conservazione degli atti processuali informatici.
Ed infatti, il 14 febbraio 2014 Ã¨ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 37, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 163 del 23 dicembre 2013 con il quale, dal 1Â° marzo, Ã¨ entrato in vigore il regolamento della disciplina dellâ€™uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario telematico: viene cosÃ¬ data attuazione a quanto disposto dall’art. 39, comma 8, d.l. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 111/2011.
Va detto che lâ€™adozione da parte del Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi, del parere n. 3541 del 25 luglio 2013 sullo schema di regolamento recante la disciplina sull’uso di strumenti informatici e telematici, nell’ambito del processo tributario, ha costituito senza dubbio un passaggio decisivo nella direzione dell’auspicata informatizzazione del processo che ne occupa. Il parere si Ã¨ espresso in senso pienamente positivo e ha evidenziato alcuni suggerimenti, di tipo meramente formale, sia sul preambolo, sia sul testo dell’articolato, nella condivisibile prospettiva di perfezionare la formulazione letterale dello schema di regolamento.
Non si ritiene opportuno analizzare ciascun suggerimento proposto dal Consiglio di Stato, rinviandone la lettura al testo del parere, il quale non presenta particolari difficoltÃ a livello interpretativo. A titolo meramente esemplificativo, il parere in esame suggerisce, relativamente ai Â«vistoÂ» indicati nel preambolo dello schema, una sistemazione secondo l’ordine cronologico.
Con riferimento al testo dell’articolato, il parere suggerisce, ad esempio, di valutare l’opportunitÃ di inserire, tra le definizioni previste dall’art. 1 dello schema di regolamento, quelle di Â«processo tributario telematicoÂ», Â«segretario di sezioneÂ» e di Â«processo verbale dell’udienzaÂ»; sotto altro profilo, invita a considerare la possibilitÃ di indicare nell’articolato il plurale o il singolare relativamente alle Â«Commissioni tributarieÂ». Inoltre, il parere segnala che Ã¨ opportuno sostituire (nell’art. 3, comma 2, dello schema) la locuzione Â«Sistema informativo della giustizia tributariaÂ» con l’acronimo Â«S.I.Gi.T.Â», in coerenza sia con le definizioni contenute nell’art. 1, sia con quanto indicato in altre disposizioni dell’articolato in questione.
L’importante innovazione si inserisce nel processo di semplificazione del rapporto fisco/cittadino. Da una parte, mediante lâ€™utilizzo della posta elettronica certificata e del sistema informatico della giustizia tributaria (SIGIT), tramite il portale della giustizia tributaria (giustiziatributaria.gov.it), e lâ€™utilizzo della forma digitale per sottoscrivere gli atti informatici; dallâ€™altra, mediante lâ€™esonero della formazione del fascicolo dâ€™ufficio cartaceo, previa predisposizione e conservazione di un fascicolo in formato elettronico, con importanti risvolti in termini sia di celeritÃ sia di risparmio.
Con l’accesso al nuovo applicativo PTT, le parti possono effettuare con modalitÃ telematiche il deposito dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni. Ne deriva che contribuenti e professionisti non dovranno piÃ¹ fare la spola tra uffici, poste e segreterie di commissioni laddove l’uso degli strumenti informatici e telematici nell’ambito del processo tributario, consentiranno, attraverso la smaterializzazione dei flussi documentali, una notevole riduzione dei costi diretti e indiretti per tutti gli operatori di settore: giudici, difensori, enti impositori, contribuenti, uffici di segreteria delle commissioni tributarie.
CiÃ² significa che per accedere al PTT, lâ€™avvocato o il contribuente che sta in giudizio personalmente deve dotarsi di un pc con accesso internet, software di videoscrittura, antivirus, antispam e firewall, scanner e dispositivo di firma digitale; altresÃ¬ attivare un indirizzo PEC oltre ad iscriversi ed avere accesso al SIGIT.
Con la Circolare nÂ° 2/DF dell’11/5/2016 sono state emanate le linee guida che forniscono spiegazioni sul SIGIT ed indicazioni sulle modalitÃ di accesso ed utilizzo dei servizi del PTT.
Orbene, nello specifico gli strumenti operativi del processo tributario sono accessibili attraverso il SIGIT, il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria, composto da unâ€™area pubblica visibile da tutti e da unâ€™area riservata accessibile solo previa registrazione informatica degli utenti.
Il sistema PTT Ã¨ integrato al rinnovato servizio del Telecontenzioso accessibile dal portale: https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/web/guest/telecontenzioso-informazioni-sui-ricorsi- che consente agli utenti, previo accesso mediante lâ€™utilizzo delle medesime credenziali di registrazione al PTT, di consultare da casa o dai propri uffici il fascicolo processuale informatico ed i relativi atti in esso contenuti.
Per accedere al servizio PTT lâ€™utente deve essere in possesso di un valido indirizzo di Posta Elettronica Certificata PEC e della firma digitale elettronica onde effettuare la registrazione al portale e procedere con lâ€™accesso al processo tributario telematico che avviene mediante una procedura di registrazione al servizio reso dal Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT) da effettuarsi presso il seguente link: https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/processo-tributario-telematico-ptt-sigit.
Effettuando il deposito verrÃ rilasciato il numero di iscrizione a ruolo della controversia online.
In caso di riscontro di gravi anomalie riferibili al ricorso/appello, il PTT non rilascia il numero di RGR/RGA e contestualmente rende disponibile nell’area riservata personale la tipologia delle anomalie riscontrate. Analoga informazione viene inviata anche all’indirizzo PEC del soggetto abilitato.
nell’atto principale si riscontrino anomalie "non bloccanti" riferibili al solo formato dei file, ossia non corrispondenti al formato PDF/A-1a o PDF/A-1b;
negli allegati si riscontrino anomalie sia "bloccanti" sia "non bloccanti".
Se i controlli effettuati dal sistema vanno a buon fine, la data di deposito degli atti coincide con quella della ricevuta sincrona di accettazione. Tale ultima data Ã¨ quella che rileva ai fini del rispetto dei termini processuali.
A tal proposito, Ã¨ bene evidenziare che la firma digitale Ã¨ la forma piÃ¹ avanzata di firma elettronica avanzata basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavo crittografate (una pubblica e una privata) che consentono al titolare tramite la chiave privata di manifestare e al destinatario tramite la chiave pubblica di verificare la provenienza e lâ€™integritÃ di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici; altresÃ¬ per la sottoscrizione degli atti processuali e dei documenti informatici la norma prevede in alternativa anche lâ€™utilizzo della firma elettronica qualificata, altra tipologia di firma elettronica avanzata (art. 1 D.Lgs. 82/2005). Il contribuente deve richiedere il rilascio di un dispositivo per la firma digitale ad un soggetto certificatore.
Lâ€™utente, per registrarsi al SIGIT, dalla pagina del Portale ACCESSO AL PTT seleziona il link â€œAccedi al servizioâ€ e, successivamente una volta completata la registrazione al sistema potrÃ effettuare lâ€™accesso da qualsiasi apparato solamente collegandosi al portale ed inserendo le proprie credenziali.
Tale procedura informatica â€“ spiegata nella circolare citata â€“ Ã¨ utilizzabile anche per il deposito di atti per i quali non Ã¨ prevista la notifica come le controdeduzioni e altri atti processuali. Gli atti depositati dalle parti e quelli redatti dâ€™ufficio formano il fascicolo processuale informatico, liberamente consultabile mediante il servizio del Â«TelecontenziosoÂ» dalle parti costituite telematicamente e dai giudici investiti della controversia.
Tuttavia in questa prima fase del processo tributario telematico vige il principio della facoltativitÃ del deposito telematico rispetto a quello tradizionale cartaceo e della graduale estensione sul territorio nazionale delle nuove modalitÃ di deposito degli atti processuali.
Per individuare gli indirizzi di posta elettronica certificata degli enti impositori, dei concessionari e delle societÃ di riscossione, dei professionisti e delle imprese, si puÃ² far riferimento agli elenchi pubblici esistenti rispettivamente nell’IPA (www.indicepa.gov.it) e nell’INI-PEC (www.inipec.gov.it).
Gli atti processuali telematici da notificarsi a mezzo ufficiale giudiziario ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice procedura civile, devono essere trasmessi all’indirizzo PEC dell’ufficio notificazioni esecuzioni e protesti (UNEP) pubblicato e presente nell’elenco IPA (art. 5, comma 3, regolamento).
Lâ€™ambito di applicazione del provvedimento ricomprende tutti gli atti e i provvedimenti del processo tributario, inclusi quelli relativi al procedimento attivato con lâ€™istanza di reclamo e mediazione. Tutti questi atti possono essere formati come documenti informatici sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale.
Nello specifico, la procura alle liti o lâ€™incarico di assistenza e difesa devono essere conferiti, congiuntamente allâ€™atto cui si riferiscono, su supporto informatico e sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale dal ricorrente. Le notificazioni e le comunicazioni telematiche sono invece eseguite mediante la trasmissione dei documenti informatici allâ€™indirizzo di Pec dichiarato dalle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo.
Orbene, per gli enti impositori lâ€™indirizzo di Pec da utilizzare per le notifiche Ã¨ quello pubblicato nellâ€™Ipa (Indice delle pubbliche amministrazioni). Quanto alla fase di costituzione in giudizio, il ricorso e gli altri atti, unitamente alle ricevute della Pec, vanno depositati presso la segreteria della Commissione tributaria mediante il Sigit. PiÃ¹ nel dettaglio, la costituzione in giudizio del ricorrente avviene con il deposito mediante il Sigit del ricorso, della nota dâ€™iscrizione a ruolo e degli atti e documenti ad esso allegati.
La procedura telematica non Ã¨ un obbligo ma una facoltÃ . Non Ã¨ prevista lâ€™obbligatorietÃ dellâ€™utilizzo della modalitÃ telematica a condizione che la parte non abbia, spontaneamente, utilizzato nel primo grado di giudizio, tale modalitÃ ; in questa ipotesi, la stessa parte sarÃ obbligata ad utilizzare la medesima modalitÃ per lâ€™intero grado del giudizio nonchÃ© per lâ€™appello, salvo sostituzione del difensore (art. 2, n. 3); viene cosÃ¬ impedito che la parte possa utilizzare sia modalitÃ telematiche sia tradizionali. Lâ€™art. 16-bis, comma 3, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n, 546, in vigore dal 1Â° gennaio 2016, dispone che â€œle notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dellâ€™economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e dei successivi decreti di attuazioneâ€ . Va ricordato che il processo tributario telematico Ã¨ una semplice procedura operativa e non un obbligo che coinvolge non soltanto gli atti e i provvedimenti del contenzioso tributario ma anche lâ€™istituto del reclamo-mediazione di cui allâ€™art. 17-bis del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, che, pertanto, non Ã¨ una semplice procedura di natura amministrativa ma un vero e proprio atto di impugnazione per le controversie di valore (determinato considerando le sole imposte, ovvero le sanzioni se queste costituiscono lâ€™unico addebito) non superiore a 20.000 euro.
Tale disposizione, nel testo in vigore dal 1Â° gennaio 2016, afferma a chiare lettere che â€œil ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e puÃ² contenere una proposta di mediazione con rideterminazione della pretesaâ€ . Tale facoltÃ , se esercitata in primo grado, costituisce un obbligo di adottare la procedura di processo tributario telematico per lâ€™intero grado di giudizio, nonchÃ© per lâ€™appello, salvo il caso di sostituzione del difensore. Il procedimento puÃ² essere attivato giÃ con lâ€™istituto del reclamo-mediazione.
Per quel che concerne la difesa ovvero lâ€™assistenza tecnica e la procura alle liti nellâ€™ambito del Ptt va necessariamente evidenziata una distinzione in relazione al:
â€¢ ricorrente sprovvisto di firma digitale
la procura alle liti Ã¨ rilasciata su atto separato dallâ€™atto principale con firma autografa, regolarmente autentica dal difensore; tale atto dovrÃ essere oggetto di scansione da parte del difensore, firmato digitalmente e allegato al ricorso/appello;
â€¢ ricorrente provvisto di forma digitale
Ã¨ facoltÃ firmare digitalmente la procura rilasciata dal difensore (in pratica si applica la stessa disciplina prevista per il processo civile telematico).
AltresÃ¬, per le controversie di valore inferiore o uguale a â‚¬ 3.000 laddove il contribuente si difende personalmente, se in possesso della firma digitale e di un indirizzo Pec puÃ² avvalersi del deposito telematico degli atti.
Per il conferimento dellâ€™incarico su supporto cartaceo Ã¨ utile ricordare che puÃ² essere conferito con:
atto pubblico o scrittura privata autenticata (da produrre in giudizio) redatto non oltre la data di notifica del ricorso alla controparte. La procura puÃ² essere generale (per tutte le liti tributarie, anche potenziali) o speciale con riguardo ad un singolo processo;
La notifica per pec si effettua mediante trasmissione del documento informatico allâ€™indirizzo pec del destinatario.
Eâ€™ utile evidenziare che per quel che concerne:
le societÃ o le imprese individuali iscritte nel registro delle imprese va considerato lâ€™indirizzo pec comunicato al momento dellâ€™iscrizione nel registro delle imprese e pubblicato nellâ€™INI-PEC (art. 16 c. 6 DL 185/2008 conv. in L. 2/2009; art. 5 c.1 DL 179/2012 conv. in L. 221/2012;
i professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge (parti o difensori) va considerato lâ€™indirizzo pec comunicato ai rispettivi ordini o collegi e pubblicato nellâ€™INI-PEC (art. 16 c. 7 DL 185/2008 conv. in L. 2/2009);
gli enti impositori va considerato lâ€™indirizzo pec pubblicato nellâ€™IPA che Ã¨ lâ€™indice delle Pubbliche Amministrazioni contenente lâ€™elenco delle caselle di PEC o degli indirizzi di posta elettronica delle Pubbliche Amministrazioni;
segreteria delle CT va considerato lâ€™indirizzo pec pubblicato nellâ€™IPA;
tutti gli altri va considerato lâ€™indirizzo pec rilasciato da un gestore di PEC in conformitÃ alla normativa vigente (DPR 68/2005).
In caso di notifica tramite ufficiale giudiziario questo vi provvede in base alle disposizioni del processo civile e il difensore deve trasmettere lâ€™atto da notificare, allâ€™Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti (UNEP) competente, via pec allâ€™indirizzo pubblicato sullâ€™indice degli indirizzi delle PA.
Nel Ptt Ã¨ nella notifica del ricorso/appello alla controparte a mezzo Pec, cosÃ¬ come avviene nelle procedure di notifica e deposito degli atti mediante il servizio postale, il momento del perfezionamento delle notifiche e delle comunicazioni Ã¨ differenziato per il mittente e per il destinatario.
â€¢ per il mittente alla data in cui la comunicazione/notificazione Ã¨ stata inviata al proprio gestore attestata dalla relativa ricevuta di accettazione;
â€¢ per il destinatario alla data in cui la comunicazione/notificazione Ã¨ resa disponibile nella propria casella Pec, indicata nel ricorso o nel primo atto difensivo.
Premessa la difficoltÃ logica di distinguere, nell’ambito del processo tributario, tra comunicazioni e notifiche, Ã¨ possibile osservare che le comunicazioni costituiscono, di massima, il mezzo tipico di informazione della segreteria della Commissione Tributaria, mentre la notifica Ã¨ l’unico mezzo utilizzabile dalle parti per trasmettere atti e notizie.
Le notificazioni sono fatte secondo le norme dal codice di procedura civile (articoli 137 e seguenti cod. proc. civ.), ad eccezione del luogo della notifica. Le notifiche effettuate dagli uffici fiscali o dall’ente locale possono essere effettuate, oltre che a mezzo posta, anche a mezzo del messo comunale o di messo autorizzato dall’amministrazione finanziaria.
mediante avviso della segreteria consegnato alle parti, che ne rilasciano immediatamente ricevuta, o spedito a mezzo posta in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento. La segreteria puÃ² anche richiedere la notifica dell’avviso da parte dell’ufficiale giudiziario o del messo comunale;
nel domicilio eletto o, in mancanza dell’elezione di domicilio, nella residenza dichiarata dalla parte nell’atto di costituzione in giudizio (nella sede legale, se persona giuridica). Resta salvo, tuttavia, il caso di consegna in mani proprie, per il quale il luogo in cui essa avviene Ã¨ irrilevante. Quando mancano o sono assolutamente incerte sia l’elezione di domicilio, sia la dichiarazione di residenza oppure la sede nel territorio dello Stato, le comunicazioni relative agli atti del processo vanno fatte presso la segreteria della Commissione tributaria mittente. Di regola le comunicazioni devono essere fatte alle parti costituite; solo nei casi tassativamente previsti devono essere fatte alla parte anche se non costituita, ad esempio la comunicazione della data di trattazione incidentale - cautelare alle parti (art. 47 comma 2, D.Lgs. n. 546/1992).
In aggiunta ai metodi "ordinari", le comunicazioni possono essere effettuate anche mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata, ai sensi del D.Lgs. n. 82/2005. Tra le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2, comma 2, D.Lgs. n. 82/2005, le comunicazioni possono essere effettuate ai sensi dell’art. 76 del citato D.Lgs. n. 82/2005. A tal fine, l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti Ã¨ indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo, l’indicazione Ã¨ necessaria anche per evitare la "sanzione" dell’aumento del contributo unificato della metÃ .
In ogni caso qualunque comunicazione o notifica a mezzo posta si considera fatta nella data della spedizione. I termini che hanno inizio dalla notifica o dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l’atto Ã¨ ricevuto.
Come accennato, le comunicazioni costituiscono, di massima, il mezzo tipico di informazione della segreteria della Commissione Tributaria, e tra queste:
avvisi di trattazione ex art. 31 D.Lgs. n. 546/1992, con i quali si dÃ informazione alle parti costituite della data di trattazione della controversia;
documenti di trasmissione di uno dei due originali del ricorso per ottemperanza alla parte processuale pubblica ex art. 70, comma 4, D.Lgs. n. 546/1992;
avviso alle parti della data di trattazione del ricorso per ottemperanza in camera di consiglio in cui vengono sentite le parti processuali in contraddittorio (art. 70, comma 6, D.Lgs. n. 546/1992);
avviso di emissione di decreto di ammissibilitÃ della conciliazione presentata fuori udienza (art. 48, comma 5, D.Lgs. n. 546/1992).
Nel nuovo processo tributario telematico, come detto, Ã¨ previsto che le notificazioni e le comunicazioni sono eseguite mediante la trasmissione dei documenti informatici ai competenti indirizzi di Pec.
Orbene, lâ€™indirizzo pec cui inviare lâ€™atto Ã¨ quello dichiarato dalla parte destinataria nel ricorso o nel primo atto difensivo ed Ã¨ riportato nella nota di iscrizione a ruolo. AltresÃ¬ lâ€™indicazione dellâ€™indirizzo pec nel ricorso o reclamo introduttivo notificato via pec, equivale ad elezione di domicilio digitale valido per le notifiche e le comunicazioni telematiche anche nei gradi successivi del processo, salvo modifica che la parte deve comunicare alle altre parti e alla commissione secondo specifiche modalitÃ tecniche (art. 6 DM 23 dicembre 2013 n. 163).
Le variazioni dellâ€™indirizzo di Pec:
â€¢ vanno effettuate con le apposite modalitÃ ;
â€¢ producono effetto dal decimo giorno successivo a quello della relativa notifica alla Segreteria della Commissione tributaria e alle parti costituite.
CosÃ¬ come avviene per il processo tradizionale si ritiene che anche nel nuovo processo telematico, in mancanza di indicazioni diverse, lâ€™indirizzo di Pec - costituente elezione di domicilio - possa essere sia quello del difensore abilitato che quello dello stesso ricorrente.
il formato elettronico deve essere:
redatto con software di scrittura senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti (la generalitÃ dei normali e piÃ¹ diffusi software di videoscrittura);
I documenti informatici allegati originariamente analogici per i quali Ã¨ ammessa la scansione in formato immagine, devono essere:
in formato PDF/A-la o PDF/A-lb, oppure TIFF con risoluzione non superiore a 300 dpi, in bianco e nero e compressione in modalitÃ fax (CCITT Group IV);
di dimensione massima di 5 MB (per singolo documento; se il documento ha dimensione maggiore Ã¨ necessario suddividerlo in piÃ¹ file).
In caso di atto o documento non conforme alle richiamate specifiche tecniche, il SIGIT garantisce la sola registrazione ma non identificabilitÃ dell’autore, integritÃ , leggibilitÃ e reperibilitÃ dell’atto o documento e, in alcuni casi (documento non conforme neppure ai formati previsti dal Manuale di gestione dell’art. 5 DPCM 3 dicembre 2013), neppure la registrazione (art. 5 DM 4 agosto 2015).
8. ModalitÃ di costituzione in giudizio e successivo deposito di atti
A pena dâ€™inammissibilitÃ entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, il ricorrente deve costituirsi in giudizio (art. 10) mediante deposito nella segreteria della Commissione tributaria:
Dellâ€™originale del ricorso notificato tramite ufficiale giudiziario; ovvero
Copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata (in caso di consegna o spedizione per posta lâ€™atto depositato deve essere conforme a quello consegnato o spedito o tanto va attestato dal ricorrente, a pena di inammissibilitÃ ).
Lâ€™inammissibilitÃ Ã¨ rilevabile dâ€™ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce.
â€¢ del ricorso;
â€¢ della nota di iscrizione a ruolo;
â€¢ degli atti e dei documenti allegati al ricorso.
Per essere certi del deposito, sarÃ rilasciata ricevuta di accettazione, recante la data di trasmissione, dal S.I.Gi.T. che successivamente rilascia anche il numero di iscrizione del ricorso nel registro generale ricorsi.
Va detto che nel frattempo, il sistema del Ptt rilascia una ricevuta di accettazione a video, inviata anche allâ€™indirizzo Pec del depositante, laddove procede ad una serie di controlli e verifiche, descritti in dettaglio dalla circolare 2/DF, riguardanti essenzialmente:
â€¢lâ€™assenza di virus;
â€¢il formato dei file;
â€¢la dimensione dei file;
â€¢lâ€™integritÃ dei file;
â€¢la validitÃ della firma digitale.
Lâ€™esito dei predetti controlli puÃ² dar luogo:
â€¢ al perfezionamento del deposito dellâ€™atto processuale, ovvero
â€¢ alla mancata acquisizione dellâ€™atto principale o di alcuni dei suoi allegati, per la presenza di determinate anomalie.
Le fattispecie bloccanti sono tassative e limitate alle anomalie piÃ¹ gravi, ovvero a quelle che:
â€¢ pregiudicano la sicurezza del sistema informativo (ad es. presenza di virus, ecc.);
â€¢ non permettono lâ€™identificazione certa del soggetto da cui proviene lâ€™atto (ad es. non integritÃ della firma dei file, ecc.),
â€¢ non consentono la corretta gestione e conservazione dei file relativi agli atti giudiziari.
Diversamente le anomalie non bloccanti permettono comunque il deposito dellâ€™atto e dei documenti.
PiÃ¹ specificamente,
â€¢ in caso di esito positivo delle verifiche e controlli, il Ptt provvede al rilascio del numero di iscrizione al Registro generale (RGR/RGA) dei ricorsi/appelli (qualora il deposito concerna il ricorso introduttivo e gli allegati) o di apposita ricevuta (qualora il deposito concerna le controdeduzioni e gli allegati) mediante comunicazione inserita nellâ€™area riservata personale del soggetto abilitato ed inviata alla Pec;
â€¢ in caso di riscontro di gravi anomalie bloccanti, il Ptt non rilascia il numero di RGR/RGA e/o non rilascia la ricevuta e rende disponibile la tipologia delle anomalie riscontrate mediante comunicazione inserita nellâ€™area riservata personale del soggetto abilitato ed inviata alla Pec (le anomalie che non permettono lâ€™iscrizione a ruolo del ricorso introduttivo riguardano la presenza di virus nei file, il superamento della dimensione massima del singolo file pari a 5 MB, la non validitÃ della firma digitale apposta sui file, la non integritÃ dei file firmati);
â€¢ il ricorso/appello Ã¨ comunque iscritto a ruolo e le controdeduzioni vengono acquisite nel Ptt se nellâ€™atto principale si riscontrino anomalie non bloccanti e negli allegati si riscontrino anomalie sia bloccanti sia non bloccanti (in tal caso lâ€™allegato non viene acquisito) con comunicazione inserita nellâ€™area riservata personale del soggetto abilitato ed inviata alla Pec.
La parte resistente procede alla costituzione in giudizio e al deposito dei relativi atti e documenti con le stesse modalitÃ previste per il ricorrente.
Gli atti e i documenti informatici, prodotti successivamente alla costituzione in giudizio, devono:
â€¢ contenere lâ€™indicazione del numero di iscrizione assegnato al ricorso introduttivo;
â€¢ essere prodotti esclusivamente mediante il S.I.Gi.T. che attesta lâ€™avvenuto deposito con il rilascio di apposita ricevuta di accettazione recante la data di trasmissione e lâ€™indicazione della corretta acquisizione degli atti e dei documenti informatici depositati.
in fogli formato massimo A4;
A questo punto la segreteria dalla CT li acquisisce al fascicolo informatico tramite scansione e sottoscrizione digitale precisando data del deposito, numero del ruolo, parte che lâ€™ha depositato e data del deposito.
Ai sensi dellâ€™articolo 9 del D.P.R. n. 115/2002, la parte che deposita per prima lâ€™atto principale Ã¨ tenuto ad effettuare il versamento del contributo unificato tributario in base al valore dellâ€™atto impugnato determinato ai sensi dellâ€™articolo 12, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992.
A tale riguardo, il PTT richiede la compilazione di una apposta schermata allâ€™interno della quale lâ€™utente indica i seguenti dati:
il valore della controversia dichiarato ovvero che la controversia Ã¨ di valore indeterminabile, selezionando lâ€™apposito flag;
la modalitÃ prescelta (F23, conto corrente postale, contrassegno, altro) per il versamento del CUT, ovvero la selezione dellâ€™apposito flag riguardante la "prenotazione a debito" effettuata o la "richiesta di patrocinio a spese dello Stato";
il codice dellâ€™ufficio o ente e il codice tributo riportati nel modello F23. I campi sono preimpostati rispettivamente con il codice corrispondente alla Commissione Tributaria e con il codice tributo "171T".
In base al combinato disposto dellâ€™articolo 19 del regolamento e del comma 3 dellâ€™art. 13 dellâ€™allegato tecnico, la parte deve scansionare la ricevuta analogica del versamento del CUT, apporvi la firma digitale ed allegarla allâ€™atto principale selezionando lâ€™apposita voce nella tabella dei documenti allegati.
In caso di versamento del CUT tramite contrassegno, oltre la suddetta procedura di scansione del file e trasmissione dello stesso, Ã¨ necessario che la parte depositi, quanto prima, presso la segreteria della Commissione tributaria lâ€™originale di detto contrassegno.
Si ricorda che nel portale della giustizia tributaria Ã¨ disponibile per tutti gli utenti un servizio di ausilio per il calcolo dellâ€™importo del contributo unificato tributario dovuto in base al valore della controversia.
Per la costituzione in giudizio e il deposito mediante il S.I.Gi.T. degli atti e documenti riferiti al giudizio di appello, valgono le stesse modalitÃ indicate per il giudizio di primo grado.
Una peculiaritÃ caratteristica del giudizio di appello telematico Ã¨ rappresentata dallâ€™esonero dallâ€™obbligo di deposito del ricorso in appello presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale. Tale deposito Ã¨ stato espressamente surrogato dal deposito telematico dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale.
Le parti possono accedere al fascicolo informatico tramite lâ€™applicazione <>, utilizzando le stesse credenziali per lâ€™accesso al SIGIT , e prelevarne o consultarne il contenuto.
In sostanza, il fascicolo informatico Ã¨, altresÃ¬, formato laddove una parte (ricorrente/resistente) effettui il deposito mediante il sistema e lâ€™altra parte (resistente/ricorrente) depositi con modalitÃ cartacee. In tal caso, il personale di Segreteria assicura, infatti, lâ€™acquisizione al fascicolo informatico degli atti e dei documenti cartacei.
La predetta operazione di acquisizione al fascicolo processuale informatico delle copie degli atti e dei documenti depositati su supporto analogico avviene mediante scansione in uno dei formati che ne consentano la ricerca testuale. Tuttavia, la predetta operazione potrÃ avvenire nel caso in cui gli atti e documenti cartacei rispettino le seguenti caratteristiche:
â€¢ formato A4;
â€¢ formati liberi da rilegatura;
â€¢ fogli numerati.
La consultazione Ã¨ resa possibile solo dopo che lâ€™Ufficio di Segreteria ha effettuato le necessarie operazioni di abbinamento dellâ€™atto depositato su supporto cartaceo dal resistente con quello del ricorrente/appellante giÃ iscritto a ruolo con modalitÃ telematiche ovvero di abbinamento delle controdeduzioni telematiche con il ricorso depositato su supporto cartaceo.
11.	ALLEGATO
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