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Timestamp: 2020-08-07 18:05:44+00:00
Document Index: 112869002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 62', 'art. 55', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 62', 'art. 46']

Cassazione Penale Sent. Sez. Fer Num. 45316 | 07 Novembre 2019 - Certifico Srl
ID 9472 | 09 Novembre 2019 | Visite: 791 | Cassazione Sicurezza lavoro Permalink: https://www.certifico.com/id/9472
Cassazione Penale Sez. Fer. del 07 novembre 2019 n. 45316
Assenza di estintori e di segnaletica di sicurezza nel condominio: impianto di distribuzione di "Gpl" e serbatoio di titolarità della ditta di distribuzione del gas.
Penale Sent. Sez. F Num. 45316 Anno 2019
1. Con sentenza in data 16/4/2019, la Corte di appello di Firenze confermò la sentenza del Tribunale di Lucca in data 23/11/2017 con la quale P.G. era stato condannato alla pena, condizionalmente sospesa, di venti giorni di arresto in quanto ritenuto colpevole, con le attenuanti generiche, della contravvenzione di cui agli artt. 46, comma 2, e 55, punto 5, lett. c), d. Lgs 81/2008, per non aver adottato idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori; fatti accertati in Segromigno in Piano (Lucca), il 29/8/2014.
Quanto, poi, alla nozione di "luogo di lavoro", la Corte fiorentina osservò che, ai sensi dell'art. 62 del d. Lgs 81/2008, hanno tale qualifica "i luoghi-destinati a ospitare posti di lavoro,-ubicati all'Interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro". Ed essendo evidente che il resede in cui era stato collocato l'impianto era frequentato dai lavoratori della Elgas per ogni necessario intervento di manutenzione, riparazione e modifica dei componenti, esso doveva essere ricompreso nei luoghi per i quali erano previsti gli obblighi di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori. Tanto più che l'impianto in questione, pur installato in un area privata, era di proprietà della Elgas, per cui l'attività di manutenzione o modifica doveva ritenersi di competenza del lavoratori della società proprietaria, che avrebbero potuto operare in un sito nel quale dovevano essere rispettate le norme per la sicurezza del lavoro.
2. L'art. 55, punto 5, lett. c), d. Lgs 81/2008, punisce, con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro, la violazione, tra gli altri, dell'art. 46, comma 2, del medesimo decreto; il quale, a sua volta, prescrive che "nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori". Ad onta del riferimento nel capo di imputazione, infatti, ove la disposizione asseritamente violata è indicata come quella di cui all'art. 47, comma 2, la contestazione, così come sviluppata nel testo dei due provvedimenti di merito, deve pacificamente identificarsi, anche alla luce degli stessi rilievi difensivi, in quella di cui all'art. 46, comma 2, del menzionato decreto legislativo.
In argomento, giova rilevare che la restrittiva previsione dettata dall'art. 62 del d. Lgs 81/2008, a mente del quale hanno tale qualifica "i luoghi-destinati a ospitare posti di lavoro,-ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro", è destinata a trovare applicazione soltanto in relazione alle disposizioni contenute nel Titolo II del predetto decreto (Sez. 4, n. 45808 del 27/6/2017, Catrambone, in motivazione), tra le quali non rientra l'art. 46, comma 2, d.lgs. n. 81 del 2008. Viceversa, ai fini dell'applicazione di tale norma generale, ogni tipologia di spazio può assumere la qualità di "luogo di lavoro", a condizione che ivi sia ospitato almeno un posto di lavoro oppure che esso sia accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro (cfr. Sez. 4, n. 2343 del 27/11/2013, dep. 2014, S., Rv. 258435; Sez. 4, n. 28780 del 19/5/2011, Tessari, Rv. 250760; Sez. 4, n. 40721 del 9/9/2015, Steinwurzel, Rv. 26471501), potendo, dunque, rientrarvi ogni luogo in cui viene svolta e gestita una qualsiasi attività implicante prestazioni di lavoro, indipendentemente dalle finalità della struttura in cui essa si svolge e dell'accesso ad essa da parte di terzi estranei all'attività lavorativa (cfr. Sez. 4, n. 2343 del 27/11/2013, S., Rv. 258435; Sez. 4, n. 12223 del 3/2/2015, dep. 2016, Del Mastro, Rv. 266385).
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