Source: http://www.giuslavoristi.it/l-922012-riforma-fornero/il-blog-sulla-riforma-fornero/
Timestamp: 2018-07-23 09:36:37+00:00
Document Index: 108114225

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 1', 'art.51', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 51', 'art 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

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Rito Fornero: il magistrato titolare della fase di opposizione non può essere lo stesso che ha deciso la fase sommaria
Con ordinanza 11-7-2013 (estens. Crugnola), pubblicata in altra sezione ("Osservatorio Giurisprudenza Fornero") di questo sito, il Tribunale delle Imprese di Milano ha riconosciuto la correttezza delle censure mosse da AGI alla prassi invalsa in molti Fori di assegnare la fase di merito ex art. 1/51 L. 92/2012 in opposizione allo stesso magistrato che ha deciso la fase sommaria ex art. 1/48, ritenendo prevalente il carattere impugnatorio dell'opposizione piuttosto che quello cautelare della fase sommaria: la ritenuta analogia ha portato il Tribunale ad applicare al rito Fornero gli arresti della Corte Costituzionale sul rapporto tra procedimento ex art. 28 SL e successiva opposizione.
Per visualizzare il contributo sulla pronuncia pubblicato a firma del socio Aldo Bottini su Il Sole 24 Ore del 24-7-2013 CLICCA QUI
RICUSAZIONE: ISTRUZIONI PER L’USO
Sempre a proposito della prassi di alcune sedi giudiziarie di assegnare il giudizio di opposizione ex art. 1/51 L 92/2012 al medesimo magistrato che ha emesso l'ordinanza opposta, al termine della fase sommaria ex art. 1/48, ricordiamo che il difensore soccombente nella fase sommaria che introduce l'opposizione avrà il diritto di chiedere, in caso di assegnazione dell'opposizione al medesimo magistrato della prima fase, che lo stesso si astenga, ai sensi dell'art.51, n.4, cpc, invocando nell'istanza di astensione gli argomenti più che persuasivi delle sentenze Corte Cost. n. 387 del 1999(resa in materia di condotta antisindacale) nonché n.460 del 2005 (resa in materia di opposizione alla dichiarazione di fallimento).
L'istanza di astensione è sempre necessaria perché è il singolo magistrato il destinatario del dovere in questione, ed è solo lui, non il suo dirigente, tenuto a rispondere all'invito.
In caso di risposta negativa o di non risposta, la ricusazione va proposta ex art. 52 cpc con ricorso al Collegio (contente le stesse argomentazioni della precedente istanza) da depositarsi al più tardi due giorni prima dell'udienza iniziale.
La sentenza emessa nel giudizio di opposizione da un magistrato che aveva il dovere di astenersi ex art. 51 n.4 cpc è nulla, vizio gravissimo che si riverbera sui successivi gradi di giudizio.
I colleghi Cosimo Francioso e Giovanni Giovannelli hanno predisposto gli schemi delle istanze di astensione e ricusazione.
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l’AGI e il procedimento ex art 1/47 ss L. 92/2012
L'associazione ribadisce la propria contrarietà alla prassi che vede consentire l'assegnazione del procedimento di opposizione ex art. 1/51 ss L. 92/2012 allo stesso magistrato che ha deciso la fase sommaria ex art. 1/48 ss.
La prassi, che si va diffondendo al riparo di considerazioni legate all'organizzazione degli uffici giudiziari anche laddove le dimensioni degli stessi consentirebbero senza eccessive difficoltà l'assegnazione a diverso magistrato, comprime inaccettabilmente gli spazi di concreto riesame per la parte soccombente, con disagio tanto più elevato in ragione della previsione di cui all'art. 1/50 che preclude ogni sospensiva dell'ordinanza fino a definizione del giudizio di merito. La norma, così interpretata, presenta profili di incostituzionalità, anche alla luce della giurisprudenza della corte. Pubblichiamo in questa sezione una serie di contributi sul tema, evidenziando tra i possibili strumenti per contrastare tale prassi la proposizione di istanza di astensione / ricusazione
Rieti: il protocollo del Tribunale sul rito “Fornero”
Pubblichiamo anche il protocollo sulle udienze "Fornero" emesso dal Tribunale di Rieti; opina (tra le molte questioni attentamente affrontate), in ordine alle domande estranee al rito: "La scelta del Tribunale è di evitare pronunce di inammissibilità nell’ipotesi di erronea scelta del rito, ma di conservare i ricorsi e mutare il rito. La ratio è nel principio che il processo deve tendere a pronunce nel merito ed evitare quanto più possibile le chiusure in rito"
Segn. del socio avv. Roberto Alberto
Spazio aperto ai soci AGI per notizie e approfondimenti sull'avvio dell'applicazione della L. 92/2012.