Source: https://lexscripta.it/codici/codice-penale/articolo-612-bis
Timestamp: 2020-04-03 00:33:03+00:00
Document Index: 9914644

Matched Legal Cases: ['art. 408', 'art. 2', 'art. 612', 'art. 4', 'art. 240', 'art 612']

Art 612-bis cp | Approvazione del testo definitivo del Codice Penale | Atti persecutori. | Lexscript...
Art. 612-bis
Art. 612-bis c.p. Atti persecutori.
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. 2. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. 3. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. 4. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all'articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.
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Cassazione Penale Sez. V Sentenza 25 ott 2017, n. 49016
La registrazione di conversazioni su whatsapp, operata da uno degli interlocutori, costituisce una forma di memorizzazione di un fatto storico, della quale si può certamente disporre legittimamente ai fini probatori, trattandosi di una prova documentale (234 c.p.p.), tuttavia, l'utilizzabilità della stessa è condizionata dall'acquisizione del supporto telematico, svolgendo la relativa trascrizione una funzione meramente riproduttiva del contenuto della principale prova documentale.
Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 29 gen 2016, n. 10959
La disposizione dell'art. 408, comma 3-bis, cod. proc. pen., che stabilisce l'obbligo di dare avviso della richiesta di archiviazione alla persona offesa dei delitti commessi con "violenza alla persona", è riferibile anche ai reati di atti persecutori e di maltrattamenti contro familiari e conviventi, previsti rispettivamente dagli artt. 612-bis e 572 cod. pen., in quanto l'espressione "violenza alla persona" deve essere intesa alla luce del concetto di "violenza di genere", risultante dalle pertinenti disposizioni di diritto internazionale recepite e di diritto comunitario.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 mar 2013, n. 7042
La previsione di cui all'art. 2, comma 1, lettera d), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 - la quale dà rilievo come illecito disciplinare ai "comportamenti abitualmente e gravemente scorretti" tenuti nei confronti, tra i diversi soggetti menzionati, anche "di altri magistrati" - deve essere interpretata nel senso che tali comportamenti non debbono necessariamente essere frutto dell'esercizio delle funzioni attribuite al magistrato, potendo riferirsi anche ai rapporti personali tra colleghi all'interno dell'ufficio, atteso che la formulazione normativa appare prescindere del tutto dalla funzionalità della scorrettezza. (Nel caso di specie, è stato rigettato il ricorso avverso la condanna inflitta a carico di un magistrato autore di condotte, a danno di una collega, integranti gli estremi del reato di "atti persecutori" exart. 612-bis cod. pen.).
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 mag 2012, n. 8407
In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, l'illecito previsto dall'art. 4, comma primo, lett. d), d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 può essere integrato dal compimento di atti persecutori, anche in caso di reciprocità di comportamenti molesti, poiché la reciprocità non esclude la configurabilità del reato; inoltre, l'attitudine della vicenda a ledere l'immagine del magistrato può essere desunta da uno scritto anonimo, essendo questo utilizzato per provare non la sussistenza del fatto penalmente rilevante, in violazionedell'art. 240 cod. proc. pen., ma l'elemento, a questo esterno, della sua notorietà.
Art. 415-bis c.p.p.
Art. 132-bis disp. att. c.p.p.
Art. 162-ter c.p.
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