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Timestamp: 2017-07-20 14:31:35+00:00
Document Index: 170341936

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 8', 'art.\n11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 63', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 47', 'in fine', 'art. 232', 'art. 231']

DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.198 - Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.
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DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.198 Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.
Vista la deliberazione CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, pubblicata
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo
2002, ed in particolare la sintesi del piano degli interventi nel
comparto delle telecomunicazioni;
adottata nella riunione del 9 maggio 2002;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro della salute, con il Ministro dell'ambiente e della tutela
del territorio, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il
Ministro per gli affari regionali e con il Ministro per l'innovazione
e le tecnologie;
1. Il presente decreto legislativo detta principi fondamentali in
materia di installazione e modifica delle categorie di infrastrutture
di telecomunicazioni, considerate strategiche ai sensi dell'articolo
1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, al fine di:
a) agevolare la liberalizzazione del settore delle
telecomunicazioni, consentendo a tutti gli operatori di installare
proprie infrastrutture celermente, creando cosi' un mercato
effettivamente concorrenziale;
b) consentire la realizzazione di infrastrutture di nuova
generazione e l'adeguamento di quelle esistenti idonee a soddisfare
le esigenze connesse con lo sviluppo tecnologico;
c) razionalizzare le procedure autorizzatorie per l'installazione
di impianti di telecomunicazioni sul territorio nazionale, secondo
principi di efficienza, pubblicita', concentrazione e speditezza;
d) assicurare che la realizzazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni sia coerente con la tutela dell'ambiente e della
salute per quanto attiene ai limiti di esposizione, ai valori di
attenzione ed agli obiettivi di qualita', relativamente alle
emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001, n.
36, e relativi provvedimenti di attuazione;
e) dare certezza ai termini per la conclusione dei relativi
procedimenti amministrativi, conformemente ad un quadro normativo
omogeneo a livello nazionale anche per quanto attiene ai livelli
delle emissioni elettromagnetiche degli impianti radioelettrici;
f) favorire il raggiungimento degli obiettivi di qualita'
relativamente alle predette emissioni elettromagnetiche nelle aree a
tal fine determinate a livello locale nel rispetto delle competenze
regionali di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36;
g) assicurare condizioni che consentano agli operatori di
offrire, in regime di libero mercato, servizi innovativi ai cittadini
ed agli utenti, incentivando cosi' il perseguimento degli obiettivi
di qualita' da parte degli operatori del settore;
h) assicurare l'osservanza dei principi di concorrenza e non
discriminazione con riferimento alle attivita' di installazione delle
infrastrutture di telecomunicazioni ed all'espletamento del relativo
i) favorire una adeguata diffusione delle infrastrutture di
telecomunicazione sull'intero territorio nazionale;
j) facilitare la realizzazione delle reti radio per le
comunicazioni relative alle emergenze sanitarie ed alla protezione
civile di cui, rispettivamente, al decreto del Ministro della sanita'
in data 6 ottobre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257
del 3 novembre 1998, ed al decreto del Ministro delle comunicazioni
in data 22 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302
del 29 dicembre 1998.
dall'amininistrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10,
commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di
facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e'
operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee (GUCE).
- Il testo dell'art. 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n.
443, e' riportato nelle note alle premesse.
- Si riporta il testo degli articoli 76 e 87 della Costituzione:
"Art. 76. - L'esercizio della funzione legislativa non puo'
essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
"Art. 87. - Il Presidente della Repubblica e' il Capo dello Stato
e rappresenta l'unita' nazionale.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo
di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra
443, recante: "Delega al Governo in materia di infrastrutture ed
insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il
rilancio delle attivita' produttive" e' il seguente:
"2. Il Governo e' delegato ad emanare, nel rispetto delle
attribuzioni costituzionali delle regioni, entro dodici mesi dalla
legislativi volti a definire un quadro normativo finalizzato alla
celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
individuati ai sensi del comma 1, a tal fine riformando le procedure
per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e l'autorizzazione
integrata ambientale, limitatamente alle opere di cui al comma l e
comunque nel rispetto del disposto dell'art. 2 della direttiva
85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, come modificata dalla
direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo 1997 e introducendo un
regime speciale, anche in deroga agli articoli 2, da 7 a 16, 19, 20,
21, da 23 a 30, 32, 34, 37-bis, 37-ter e 37-quater della legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, nonche' alle
ulteriori disposizioni della medesima legge che non siano necessaria
ed immediata applicazione delle direttive comunitarie, nel rispetto
a) disciplina della tecnica di finanza di progetto per
finanziare e realizzare, con il concorso del capitale privato, le
infrastrutture e gli insediamenti di cui al comma 1;
b) definizione delle procedure da seguire in sostituzione di
quelle previste per il rilascio dei provvedimenti concessori o
autorizzatori di ogni specie; definizione della durata delle medesime
non superiore a sei mesi per l'approvazione dei progetti preliminari,
comprensivi di quanto necessario per la localizzazione dell'opera
d'intesa con la regione o la provincia autonoma competente, che, a
tal fine, provvede a sentire preventivamente i comuni interessati, e,
ove prevista, della VIA; definizione delle procedure necessarie per
la dichiarazione di pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza e
per l'approvazione del progetto definitivo, la cui durata non puo'
superare il termine di ulteriori sette mesi; definizione di termini
perentori per la risoluzione delle interferenze con servizi pubblici
e privati, con previsione di responsabilita' patrimoniali in caso di
c) attribuzione al CIPE, integrato dai presidenti delle regioni
interessate, del compito di valutare le proposte dei promotori, di
approvare il progetto preliminare e definitivo, di vigilare sulla
esecuzione dei progetti approvati, adottando i provvedimenti
concessori ed autorizzatori necessari, comprensivi della
localizzazione dell'opera e, ove prevista, della VIA istruita dal
competente Ministero. Il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti cura le istruttorie, formula le proposte ed assicura il
supporto necessario per l'attivita' del CIPE, avvalendosi,
eventualmente, di una apposita struttura tecnica, di advisor e di
commissari straordinari, che agiscono con i poteri di cui all'art. 13
del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135;
d) modificazione della disciplina in materia di conferenza di
servizi, con la previsione della facolta', da parte di tutte le
amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni
comunque denominati, di proporre, in detta conferenza, nel termine
perentorio di novanta giorni, prescrizioni e varianti migliorative
che non modificano la localizzazione e le caratteristiche essenziali
delle opere; le prescrizioni e varianti migliorative proposte in
conferenza sono valutate dal CIPE ai fini della approvazione del
e) affidamento, mediante gara ad evidenza pubblica nel rispetto
delle direttive dell'Unione europea, della realizzazione delle
infrastrutture strategiche ad un unico soggetto contraente generale o
f) disciplina dell'affidamento a contraente generale, con
riferimento all'art. l della direttiva 93/37/CEE del Consiglio del
14 giugno 1993, definito come esecuzione con qualsiasi mezzo di
un'opera rispondente alle esigenze specificate dal soggetto
aggiudicatore; il contraente generale e' distinto dal concessionario
di opere pubbliche per l'esclusione dalla gestione dell'opera
eseguita ed e' qualificato per specifici connotati di capacita'
organizzativa e tecnico-realizzativa, per l'assunzione dell'onere
relativo all'anticipazione temporale del finanziamento necessario
alla realizzazione dell'opera in tutto o in parte con mezzi
finanziari privati, per la liberta' di forme nella realizzazione
dell'opera, per la natura prevalente di obbligazione di risultato
complessivo del rapporto che lega detta figura al soggetto
aggiudicatore e per l'assunzione del relativo rischio; previsione
dell'obbligo, da parte del contraente generale, di prestazione di
adeguate garanzie e di partecipazione diretta al finanziamento
dell'opera o di reperimento dei mezzi finanziari occorrenti;
g) previsione dell'obbligo per il soggetto aggiudicatore, nel
caso in cui l'opera sia realizzata prevalentemente con fondi
pubblici, di rispettare la normativa europea in tema di evidenza
pubblica e di scelta dei fornitori di beni o servizi, ma con
soggezione ad un regime derogatorio rispetto alla citata legge n. 109
del 1994 per tutti gli aspetti di essa non aventi necessaria
h) introduzione di specifiche deroghe alla vigente disciplina
in materia di aggiudicazione di lavori pubblici e di realizzazione
degli stessi, fermo il rispetto della normativa comunitaria,
finalizzate a favorire il contenimento dei tempi e la massima
flessibilita' degli strumenti giuridici; in particolare, in caso di
ricorso ad un contraente generale, previsione che lo stesso, ferma
restando la sua responsabilita', possa liberamente affidare a terzi
l'esecuzione delle proprie prestazioni con l'obbligo di rispettare,
in ogni caso, la legislazione antimafia e quella relativa ai
requisiti prescritti per gli appaltatori; previsione della
possibilita' di costituire una societa' di progetto ai sensi
dell'art. 37-quinquies della citata legge n. 109 del 1994, anche con
la partecipazione di istituzioni finanziarie, assicurative e
tecnico-operative gia' indicate dallo stesso contraente generale nel
corso della procedura di affidamento; previsione della possibilita'
di emettere titoli obbligazionari ai sensi dell'art. 37-sexies della
legge n. 109 del 1994, ovvero di avvalersi di altri strumenti
finanziari, con la previsione del relativo regime di garanzia di
restituzione, anche da parte di soggetti aggiudicatori, ed
utilizzazione dei medesimi titoli e strumenti finanziari per la
costituzione delle riserve bancarie o assicurative previste dalla
i) individuazione di adeguate misure atte a valutare, ai fini
di una migliore realizzazione dell'opera, il regolare assolvimento
degli obblighi assunti dal contraente generale nei confronti di terzi
ai quali abbia affidato l'esecuzione di proprie prestazioni;
l) previsione, in caso di concessione di opera pubblica unita a
gestione della stessa, e tenuto conto della redditivita' potenziale
della stessa, della possibilita' di corrispondere al concessionario,
anche in corso d'opera e nel rispetto dei limiti determinati in sede
di gara, un prezzo in aggiunta al diritto di sfruttamento economico
dell'opera, anche a fronte della prestazione successiva di beni o
servizi allo stesso soggetto aggiudicatore relativamente all'opera
realizzata, nonche' della possibilita' di fissare la durata della
concessione anche oltre trenta anni, in relazione alle
caratteristiche dell'opera, e di consentire al concessionario di
affidare a terzi i lavori, con il solo vincolo delle disposizioni
della citata direttiva 93/37/CEE relative agli appalti del
concessionario e nel limite percentuale eventualmente indicato in
sede di gara a norma della medesima direttiva;
m) previsione del rispetto dei piani finanziari allegati alle
concessioni in essere per i concessionari di pubblici servizi
affidatari di nuove concessioni;
n) previsione, dopo la stipula dei contratti di progettazione,
appalto, concessione o affidamento a contraente generale, di forme di
tutela risarcitoria per equivalente, con esclusione della
reintegrazione in forma specifica; restrizione, per tutti gli
interessi patrimoniali, della tutela cautelare al pagamento di una
o) previsione di apposite procedure di collaudo delle opere
entro termini perentori che consentano, ove richiesto da specifiche
esigenze tecniche, il ricorso anche a strutture tecniche esterne di
supporto alle commissioni di collaudo.".
- Si riporta l'allegato 5 della deliberazione del CIPE
21 dicembre 2001, n. 121, relativo al piano degli interventi nel
comparto delle telecomunicazioni:
----> vedere allegato a pag. 12 della G.U. <----
- Il testo dell'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, recante: "Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della
province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie
ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei
comuni, con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali", e' il
Conferenza unificata). - 1. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali e' unificata per le materie ed i compiti di interesse comune
delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita' montane,
con la Conferenza Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' presieduta
dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, dal
Ministro dell'interno o dal Ministro per gli affari regionali; ne
fanno parte altresi' il Ministro del tesoro e del bilancio e della
programmazione economica, il Ministro delle finanze, il Ministro dei
lavori pubblici, il Ministro della sanita', il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente dell'Unione
nazionale comuni, comunita' ed enti montani - UNCEM. Ne fanno parte
inoltre quattordici sindaci designati dall'ANCI e sei presidenti di
provincia designati dall'UPI. Dei quattordici sindaci designati
dall'ANCI cinque rappresentano le citta' individuate dall'art. 17
della legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti di
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e' convocata
almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi il presidente ne
ravvisi la necessita' o qualora ne faccia richiesta il presidente
dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e' convocata dal
Presidente del Consiglio dei Ministri. Le sedute sono presiedute dal
Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, dal Ministro
per gli affari regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'interno.".
- Il testo dell'art. 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n.
insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per iI
"1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali
delle regioni, individua le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse
nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del
Paese. L'individuazione e' operata, sentita la Conferenza unificata
di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, a
mezzo di un programma, formulato su proposta dei Ministri competenti,
sentite le regioni interessate, ovvero su proposta delle regioni,
sentiti i Ministri competenti, e inserito nel Documento di
stanziamenti necessari per la loro realizzazione. Nell'individuare le
infrastrutture e gli insediamenti strategici di cui al presente comma
il Governo procede secondo finalita' di riequilibrio socio-economico
fra le aree del territorio nazionale. Il programma tiene conto del
Piano generale dei trasporti. L'inserimento nel programma di
infrastrutture strategiche non comprese nel Piano generale dei
trasporti costituisce automatica integrazione dello stesso. Il
Governo indica nel disegno di legge finanziaria ai sensi dell'art.
11, comma 3, lettera i-ter, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni, le risorse necessarie, che integrano i
finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili.
In sede di prima applicazione della presente legge il programma e'
approvato dal CIPE entro il 31 dicembre 2001.".
- La legge 22 febbraio 2001, n. 36, recante: "Legge quadro sulla
protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici" e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo
2001, n. 55.
- Il decreto interministeriale 6 ottobre 1998 e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 3 novembre 1998, n. 257.
- Il decreto ministeriale 22 dicembre 1998 e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 1998, n. 312.
1. La terminologia tecnica utilizzata nel presente decreto
legislativo deve intendersi nel significato suo proprio desumibile
dalla normativa di riferimento ed, in particolare, dal decreto del
Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, dal decreto del
Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, dalla
direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell'11 marzo 1999, nonche'
dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36, e successive modificazioni.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.
156, recante "Approvazione del testo unico delle disposizioni
legislative in materia postale, di bancoposta e di
telecomunicazioni", e' pubblicato nel supplemento ordinario della
Gazzetta Ufficiale n. 113 del 3 maggio 1973.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997,
comunitarie nel settore delle telecomunicazioni", e' pubblicato nel
supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 221 del
22 settembre 1997.
- Per la legge 22 febbraio 2001, n. 36, si vedano note all'art.
strategiche ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 21
dicembre 2001, n. 443, sono opere di interesse nazionale,
realizzabili esclusivamente sulla base delle procedure definite dal
presente decreto, anche in deroga alle disposizioni di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera c), della legge 22 febbraio 2001, n.
2. Le infrastrutture di cui all'articolo 4, ad esclusione delle
torri e dei tralicci relativi alle reti di televisione digitale
terrestre, sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e
sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale, anche in
deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di
3. Le infrastrutture di cui agli articoli 7, 8 e 9 sono assimilate
ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui
all'articolo 16, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380, pur restando di proprieta' dei rispettivi
operatori, e ad esse si applica la normativa vigente in materia.
- Il testo dell'art. 1, comma 1, della legge n. 443/2001 e'
riportato nella nota all'art. 1.
- L'art. 8, comma 1, lettera c) della legge 22 febbraio 2001, n.
36, recante "legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi
elettrici, magnetici ed elettromagnetici", cosi' recita:
"1. Sono di competenza delle regioni, nel rispetto dei limiti di
esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita'
nonche' dei criteri e delle modalita' fissati dallo Stato, fatte
salve le competenze dello Stato e delle autorita' indipendenti:
c) le modalita' per il rilascio delle autorizzazioni alla
installazione degli impianti di cui al presente articolo, in
conformita' a criteri di semplificazione amministrativa, tenendo
conto dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
preesistenti.".
- L'art. 16, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380, recante "testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A)" cosi'
"7. Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi ai
seguenti interventi: strade residenziali, spazi di sosta o di
parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione
dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di
verde attrezzato.".
1. L'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e
in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti
alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche' per reti
radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all'uopo
da parte delle ARPA ovvero dall'organismo indicato dalla regione,
della compatibilita' del progetto con i limiti di esposizione, i
valori di attenzione e gli obiettivi di qualita', stabiliti
490, nonche' le disposizioni a tutela delle servitu' militari di cui
alla legge 24 dicembre 1976, n. 898.
- Per la legge n. 36/2001 si veda nota all'art. 1.
- Il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 1999 - Supplemento
ordinario n. 229.
- La legge 24 dicembre 1976, n. 898, e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 8 dell'11 gennaio 1977.
1. L'istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture
di cui all'articolo 4 e' presentata all'ente locale dai soggetti a
tale fine abilitati. Al momento della presentazione della domanda,
l'ufficio abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del
2. L'istanza, conforme al modello di cui all'allegato A, realizzato
al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato
alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti
elettromagnetiche di origine industriale, deve essere corredata della
documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di
esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita',
relativi alle emissioni elettromagnetiche, di cui alla legge 22
febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione,
attraverso l'utilizzo di modelli predittivi conformi alle
prescrizioni della CEI, non appena emanate. In caso di pluralita' di
domande, viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da
piu' operatori. Nel caso di installazione di impianti, con tecnologia
UMTS o altre, con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20
Watt, fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualita' sopra indicati, e'
sufficiente la denuncia di inizio attivita', conforme ai modelli
predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello di
cui all'allegato B.
3. Copia dell'istanza ovvero della denuncia viene inoltrata
contestualmente all'ARPA, che si pronuncia entro venti giorni dalla
comunicazione. Lo sportello locale competente provvede a
4. Il responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio di dichiarazioni e l'integrazione della documentazione
prodotta. Il termine di cui all'articolo 6, comma 1, inizia
nuovamente a decorrere dal momento dell'avvenuta integrazione
5. Nel caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato
dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro trenta
giorni dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di
servizi, alla quale prendono parte i rappresentanti delle
Amministrazioni degli enti locali interessati, nonche' dei soggetti
preposti ai controlli di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio
2001, n. 36, ed un rappresentante dell'Amministrazione dissenziente.
6. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
dalla prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle
singole amministrazioni e vale altresi' come dichiarazione di
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori. Della
convocazione e dell'esito della conferenza viene tempestivamente
informato il Ministero delle comunicazioni.
7. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione positiva
assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della
salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione
e' rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in
quanto compatibili con il presente decreto, le disposizioni di cui
agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
- L'art. 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, recante "legge
quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici,
magnetici ed elettromagnetici" cosi' recita:
"Art. 14 (Controlli). - 1. Le amministrazioni provinciali e
comunali, al fine di esercitare le funzioni di controllo e di
vigilanza sanitaria e ambientale per l'attuazione della presente
legge, utilizzano le strutture delle agenzie regionali per la
protezione dell'ambiente, di cui al decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.
61. Restano ferme le competenze in materia di vigilanza nei luoghi di
2. Nelle regioni in cui le agenzie regionali per la protezione
dell'ambiente non sono ancora operanti, ai fini di cui al comma 1, le
amministrazioni provinciali e comunali si avvalgono del supporto
tecnico dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, dei
presidi multizonali di prevenzione (PMP), dell'Istituto superiore per
la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL) e degli ispettori
territoriali del Ministero delle comunicazioni, nel rispetto delle
specifiche competenze attribuite dalle disposizioni vigenti.
3. Il controllo all'interno degli impianti fissi o mobili
destinati alle attivita' istituzionali delle Forze armate, delle
Forze di polizia e dei Vigili del fuoco e' disciplinato dalla
specifica normativa di settore. Resta fermo in particolare, quanto
previsto per le Forze armate e di Polizia dagli articoli 1, comma 2,
e 23, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
4. Il personale incaricato dei controlli, nell'esercizio delle
funzioni di vigilanza e di controllo, puo' accedere agli impianti che
costituiscono fonte di emissioni elettromagnetiche e richiedere, in
conformita' alle disposizioni della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni, i dati, le informazioni e i documenti
necessari per l'espletamento delle proprie funzioni. Tale personale
e' munito di documento di riconoscimento dell'ente di appartenenza.".
- Gli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241,
recante: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi" riguardano la
semplificazione dell'azione amministrativa.
1. Le istanze di autorizzazione e le denunce di attivita' di cui
all'articolo 5, nonche' quelle relative alla modifica delle
caratteristiche di emissione degli impianti gia' esistenti, si
intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione
del progetto e della relativa domanda, fatta eccezione per il
dissenso di cui all'articolo 5, comma 7, non sia stato comunicato un
provvedimento di diniego. Gli enti locali possono prevedere termini
piu' brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero
ulteriori forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle
2. Le opere debbono essere realizzate, a pena di decadenza, nel
termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento
autorizzatorio espresso, ovvero dalla formazione del
1. Qualora l'installazione di infrastrutture di telecomunicazioni
presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque,
l'effettuazione di scavi e l'occupazione di suolo pubblico, i
soggetti interessati sono tenuti a presentare apposita istanza
conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non
predisposti, al modello di cui all'allegato C, all'ente locale ovvero
alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree.
2. Il responsabile del procedimento puo' richiedere, per una sola
volta, entro dieci giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio di dichiarazioni e la rettifica e/o integrazione della
documentazione prodotta. Il termine di cui al comma 7 inizia
3. Entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione
dell'istanza, il responsabile del procedimento puo' convocare, con
provvedimento motivato, una conferenza di servizi, alla quale
prendono parte le figure soggettive direttamente interessate
4. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori.
all'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. Il rilascio dell'autorizzazione comporta l'autorizzazione alla
effettuazione degli scavi indicati nel progetto, nonche' la
concessione del suolo e/o sottosuolo pubblico necessario
all'installazione delle infrastrutture. Il comune puo' mettere a
disposizione, direttamente o per il tramite di una societa'
controllata, infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non
7. Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della
domanda, senza che l'amministrazione abbia concluso il procedimento
con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un'apposita
conferenza di servizi, la medesima si intende in ogni caso accolta.
Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo
di lunghezza inferiore ai duecento metri, il termine e' ridotto a
- Per gli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n.
241, si vedano note all'art. 5.
Condivisione dello scavo e coubicazione dei cavi per
1. Qualora l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni comporti l'effettuazione di scavi all'interno di
centri abitati, gli operatori di telecomunicazione interessati devono
provvedere alla comunicazione del progetto in formato elettronico al
Ministero delle comunicazioni, o ad altro ente delegato, per
consentire il suo inserimento in un apposto archivio telematico,
affinche' sia agevolata la condivisione dello scavo con altri
operatori e la coubicazione dei cavi di telecomunicazioni conformi
alle norme tecniche UNI e CEI. L'avvenuta comunicazione in forma
elettronica del progetto costituisce un presupposto per il rilascio
delle autorizzazioni di cui all'articolo 7.
1, gli operatori di telecomunicazione interessati alla condivisione
dello scavo e/o alla coubicazione dei cavi per telecomunicazioni,
possono concordare, con l'operatore che ha gia' presentato la propria
istanza, l'elaborazione di un piano comune degli scavi e delle opere.
In assenza di accordo tra gli operatori, l'ente pubblico competente
rilascia i provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio
della priorita' delle domande.
3. Nei casi di cui al presente articolo si adottano le disposizioni
e le procedure stabilite all'articolo 7.
telecomunicazioni interessi aree di proprieta' di piu' enti, pubblici
o privati, l'istanza di autorizzazione, conforme al modello di cui
all'allegato D, viene presentata a tutti i soggetti interessati. Essa
puo' essere valutata in una conferenza di servizi per ciascun ambito
regionale convocata dal comune di maggiore dimensione demografica. La
conferenza puo' essere convocata anche su iniziativa del soggetto
2. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni
pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza dei lavori, anche ai
sensi degli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Della convocazione e dell'esito
della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle
3. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un'amministrazione
preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla
tutela del patrimonio storico-artistico, la decisione e' rimessa al
Consiglio dei Ministri e trovano applicazione, in quanto compatibili
con il presente decreto, le disposizioni di cui all'articolo 14 e
seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
4. Salve le disposizioni di cui al successivo articolo 10, nessuna
altra indennita' e' dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o
proprietari, ovvero concessionari di aree pubbliche, in conseguenza
di scavi ed occupazioni del suolo, pubblico o privato, effettuate al
fine di installare le infrastrutture di telecomunicazioni.
5. Le figure giuridiche soggettive alle quali e' affidata la cura
di interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i
programmi relativi a lavori di manutenzione ordinaria e/o
straordinaria, al fine di consentire ai titolari delle licenze
individuali una corretta pianificazione delle rispettive attivita'
strumentali ed, in specie, delle attivita' di installazione delle
infrastrutture di telecomunicazioni. I programmi dei lavori di
manutenzione dovranno essere notificati in formato elettronico al
Ministero delle comunicazioni, ovvero ad altro ente all'uopo
delegato, con le stesse modalita' di cui all'articolo 8, comma 1, per
consentirne l'inserimento in un apposito archivio telematico
consultabile dai titolari delle licenze individuali.
6. Le figure soggettive esercenti pubblici servizi o titolari di
pubbliche funzioni hanno l'obbligo, sulla base di accordi commerciali
a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l'accesso alle
proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga
turbato l'esercizio delle rispettive attivita' istituzionali.
- Gli articoli 12 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 189 del 16 agosto 2001, recante: "Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica
utilita'" riguardano le disposizioni sul procedimento per la
dichiarazione di pubblica utilita'.
- Per gli articoli 14 e seguenti della legge n. 241/1990 si
vedano note all'art. 5.
Oneri connessi alle attivita' di installazione, scavo ed occupazione
1. Gli operatori di telecomunicazioni hanno l'obbligo di tenere
indenne l'ente locale, ovvero l'ente proprietario, dalle spese
necessarie per le opere di sistemazione delle aree pubbliche
specificamente coinvolte dagli interventi di installazione e
manutenzione e di ripristinare a regola d'arte le aree medesime nei
tempi stabilitidall'ente locale. Nessun altro onere finanziario o
reale puo' essere imposto, in base all'articolo 4 della legge
31 luglio 1997, n. 249, in conseguenza dell'esecuzione delle opere di
cui al presente decreto, fatta salva l'applicazione della tassa per
l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al capo II del
decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, oppure del canone per
l'occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui all'articolo 63 del
modificazioni ed integrazioni, calcolato secondo quanto previsto dal
comma 2, lettera e), del medesimo articolo, ovvero dell'eventuale
contributo una tantum per spese di costruzione delle gallerie di cui
all'articolo 47, comma 4, del predetto decreto legislativo 15
- Il testo dell'art. 4 della legge 31 luglio 1997, n. 249,
recante: "Istituzione dell'Autorita' per le garanzie nelle
radiotelevisivo", e' il seguente:
"Art. 4 (Reti e servizi di telecomunicazioni). - 1.
L'installazione non in esclusiva delle reti di telecomunicazione via
cavo o che utilizzano frequenze terrestri e' subordinata, con
decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge, al
rilascio di licenza da parte dell'Autorita'. A decorrere dalla stessa
data l'esercizio delle reti di telecomunicazione e la fornitura di
servizi di telecomunicazioni sono subordinati al rilascio di licenze
e autorizzazioni da parte dell'Autorita'. L'installazione di stazioni
terrestri per i servizi via satellite disciplinata ai sensi delle
procedure previste nel decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55,
e' soggetta ad autorizzazione rilasciata dall'Autorita'.
2. Le licenze e le autorizzazioni di cui al comma 1 sono
rilasciate sulla base delle disposizioni contenute nel regolamento di
cui all'art. 1, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650.
3. L'installazione delle reti di telecomunicazione che transitano
su beni pubblici e' subordinata al rilascio di concessione per l'uso
del suolo pubblico da parte dei comuni e comunque in modo non
discriminatorio tra i diversi soggetti richiedenti. In tali
concessioni i comuni possono prevedere obblighi di natura civica. A
tal fine l'Autorita' emana un regolamento che disciplina in linea
generale le modalita' ed i limiti con cui possono essere previsti gli
stessi obblighi, la cui validita' si estende anche alle concessioni
precedentemente rilasciate, su richiesta dei comuni interessati.
L'installazione delle reti dorsali, cosi' come definite in un
apposito regolamento emanato dall'Autorita', e' soggetta
esclusivamente al rilascio di licenza da parte della stessa
Autorita'. I provvedimenti di cui al presente comma, nonche' le
concessioni di radiodiffusione previste nel piano di assegnazione
costituiscono dichiarazione di pubblica utilita', indifferibilita' e
urgenza delle relative opere. Le aree acquisite entrano a far parte
del patrimonio indisponibile del comune. Per l'acquisizione dei
pareri, autorizzazioni e nulla osta previsti in materia ambientale,
edilizia e sanitaria e' indetta, ai sensi dell'art. 14 della legge
7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, una conferenza di
servizi. Alle reti realizzate ai sensi degli articoli 184 e 214 del
testo unico in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973,
n. 156, si applicano le disposizioni dello stesso testo unico
relative alle limitazioni legali della proprieta' e al diritto di
servitu'. Sono comunque fatte salve le competenze in materia
paesistica e urbanistica delle regioni a statuto speciale e delle
4. Le societa' che installano o esercitano le reti di
telecomunicazioni e gli operatori che su tali reti forniscono servizi
di telecomunicazioni sono obbligati, nel termine previsto dal
regolamento di cui all'art. 1, comma 2, del decreto-legge 23 ottobre
1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre
1996, n. 650, a tenere separata contabilita' delle attivita'
riguardanti rispettivamente l'installazione e l'esercizio delle reti
nonche' delle attivita' riguardanti la fornitura dei servizi. Le
societa' titolari di licenze di telecomunicazioni sono altresi'
obbligate a tenere separata contabilita' delle attivita' svolte in
ordine alla fornitura del servizio universale. La contabilita' tenuta
ai sensi del presente comma e' soggetta a controllo da parte di una
societa' di revisione scelta tra quante risultano iscritte
all'apposito albo istituito presso la Commissione nazionale per le
societa' e la borsa (CONSOB) ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136, qualora superi l'ammontare di
fatturato determinato dall'Autorita', alla quale compete anche di
definire i criteri per la separazione contabile dell'attivita' entro
5. Gli impianti oggetto di concessione radiotelevisiva possono
essere utilizzati anche per la distribuzione di servizi di
telecomunicazioni. In tal caso, i destinatari di concessioni in
ambito locale sono tenuti alla separazione contabile dell'attivita'
radiotelevisiva da quella svolta nel settore delle telecomunicazioni,
mentre i destinatari di concessioni per emittenti nazionali sono
tenuti a costituire societa' separate per la gestione degli impianti.
Le disposizioni di cui al presente comma hanno efficacia a decorrere
dall'adeguamento degli impianti al piano nazionale di assegnazione
delle frequenze, adeguamento che comunque deve avvenire entro
centottanta giorni dall'approvazione del piano stesso.
6. Le societa' titolari di servizi di pubblica utilita' che hanno
realizzato, per le proprie esigenze, reti di telecomunicazione, sono
tenute a costituire societa' separata per lo svolgimento di qualunque
attivita' nel settore delle telecomunicazioni. La societa'
concessionaria del servizio pubblico di telecomunicazioni non puo'
assumere partecipazioni dirette o indirette, attraverso societa'
controllate o controllanti, ovvero collegate, nelle societa' titolari
di servizi di pubblica utilita' che hanno realizzato le predette
reti, ne' acquisire diritti reali o di obbligazione sulle stesse
7. L'Autorita' conferma alle societa' concessionarie del servizio
pubblico radiotelevisivo e di telecomunicazioni le vigenti
concessioni con annesse convenzioni. L'installazione delle
infrastrutture a larga banda da parte della societa' concessionaria
del servizio pubblico di telecomunicazioni e' soggetta alla
concessione di cui al comma 3. L'installazione, l'esercizio e la
fornitura della rete nonche' la fornitura dei servizi di
telecomunicazioni da parte delle societa' di cui ai commi 5 e 6 sono
subordinati al rilascio dei provvedimenti di cui ai commi l, 2 e 3
del presente articolo, nonche' al rispetto dei principi di
obiettivita', trasparenza e non discriminazione.
8. Sulle reti di telecomunicazioni possono essere offerti tutti i
servizi di telecomunicazioni. Fino al 1 gennaio 1998 la
concessionaria del servizio pubblico di telecomunicazioni conserva
l'esclusivita' per l'offerta di telefonia vocale, fatta salva
comunque la possibilita' di sperimentazione da parte dei soggetti che
ne abbiano fatto richiesta all'Autorita', ottenendone autorizzazione.
Fino alla stessa data le societa' destinatarie di concessioni in
esclusiva per telecomunicazioni non possono realizzare produzioni
radiotelevisive. La concessionaria del servizio pubblico di
telecomunicazioni non puo' essere destinataria direttamente o
indirettamente di concessioni radiotelevisive su frequenze terrestri
in chiaro ne' fornire programmi o servizi ne' raccogliere pubblicita'
per i concessionari radiotelevisivi nazionali e locali su frequenze
terrestri in chiaro.
9. L'offerta del servizio di telefonia vocale e' soggetta dal 1
gennaio 1998 a regime di prezzo. La concessionaria del servizio
pubblico di telecomunicazioni, per un periodo non superiore a due
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e'
soggetta per il servizio di telefonia vocale a regime tariffario. Le
tariffe sono determinate ai sensi dell'art. 2, comma 18, della legge
14 novembre 1995, n. 481, con l'obiettivo del ribilanciamento
tariffario e dell'orientamento ai costi. L'Autorita' esercita la
sorveglianza sui prezzi praticati e adotta i provvedimenti necessari
ad assicurare condizioni di effettiva concorrenza.".
- Il Capo II del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,
pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del
9 dicembre 1993, n. 288, recante "Revisione ed armonizzazione
dell'imposta comunale sulla pubblicita' e del diritto sulle pubbliche
affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche
dei comuni e delle province nonche' della tassa per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre
1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale",
concerne la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche.
- L'art. 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
recante: "Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle
detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a
tale imposta, nonche' riordino della disciplina dei tributi locali",
"Art. 63 (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche). -
1. I comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma
dell'art. 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, della
tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui al capo II
del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507. I comuni e le
province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52,
prevedere che l'occupazione, sia permanente che temporanea, di
strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti
al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree
destinate a mercati anche attrezzati, sia assoggettata, in
sostituzione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree
pubbliche, al pagamento di un canone da parte del titolare della
concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a
tariffa. Il pagamento del canone puo' essere anche previsto per
l'occupazione di aree private soggette a servitu' di pubblico
passaggio costituita nei modi di legge. Agli effetti del presente
comma si comprendono nelle aree comunali i tratti di strada situati
all'interno di centri abitati con popolazione superiore a diecimila
abitanti, individuabili a norma dell'art. 2, comma 7, del decreto
a) previsione delle procedure per il rilascio, il rinnovo e la
revoca degli atti di concessione;
b) classificazione in categorie di importanza delle strade,
c) indicazione analitica della tariffa determinata sulla base
della classificazione di cui alla lettera b), dell'entita'
dell'occupazione, espressa in metri quadrati o lineari, del valore
economico della disponibilita' dell'area nonche' del sacrificio
imposto alla collettivita', con previsione di coefficienti
moltiplicatori per specifiche attivita' esercitate dai titolari delle
concessioni anche in relazione alle modalita' dell'occupazione;
d) indicazione delle modalita' e termini di pagamento del
e) previsione di speciali agevolazioni per occupazioni ritenute
di particolare interesse pubblico e, in particolare, per quelle
aventi finalita' politiche ed istituzionali;
f) previsione per le occupazioni permanenti, realizzate con
cavi, condutture, impianti o con qualsiasi altro manufatto da aziende
di erogazione dei pubblici servizi e da quelle esercenti attivita'
strumentali ai servizi medesimi, di un canone determinato
forfetariamente come segue:
1) per le occupazioni del territorio comunale il canone e'
commisurato al numero complessivo delle relative utenze per la misura
unitaria di tariffa riferita alle sottoindicate classi di comuni:
2) per le occupazioni del territorio provinciale, il canone
e' determinato nella misura del 20 per cento dell'importo risultante
dall'applicazione della misura unitaria di tariffa di cui al numero
1), per il numero complessivo delle utenze presenti nei comuni
compresi nel medesimo ambito territoriale;
3) in ogni caso l'ammontare complessivo dei canoni dovuti a
ciascun comune o provincia non puo' essere inferiore a lire
1.000.000. La medesima misura di canone annuo e' dovuta
complessivamente per le occupazioni permanenti di cui alla presente
lettera effettuate dalle aziende esercenti attivita' strumentali ai
4) gli importi di cui al numero 1) sono rivalutati
annualmente in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo rilevati
al 31 dicembre dell'anno precedente;
5) il numero complessivo delle utenze e' quello risultante al
31 dicembre dell'anno precedente. Il canone e' versato in un'unica
soluzione entro il 30 aprile di ciascun anno. Il versamento e'
effettuato a mezzo di conto corrente postale intestato al comune o
alla provincia recante, quale causale, l'indicazione del presente
articolo. I comuni e le province possono prevedere termini e
modalita' diversi da quelli predetti inviando, nel mese di gennaio di
ciascun anno, apposita comunicazione alle aziende di erogazione di
pubblici servizi, fissando i termini per i conseguenti adempimenti in
non meno di novanta giorni dalla data di ricezione della
g) applicazione alle occupazioni abusive di un'indennita' pari
al canone maggiorato fino al 50 per cento, considerando permanenti le
occupazioni abusive realizzate con impianti o manufatti di carattere
stabile, mentre le occupazioni abusive temporanee si presumono
effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data del verbale di
accertamento, redatto da competente pubblico ufficiale;
g-bis) previsione delle sanzioni amministrative pecuniarie di
importo non inferiore all'ammontare della somma di cui alla
lettera g), ne' superiore al doppio della stessa, ferme restando
quelle stabilite dall'art. 20, commi 4 e 5, del decreto legislativo
3. Il canone e' determinato sulla base della tariffa di cui al
comma 2, con riferimento alla durata dell'occupazione e puo' essere
maggiorato di eventuali oneri di manutenzione derivanti
dall'occupazione del suolo e del sottosuolo. Per la determinazione
della tassa prevista al comma 1 relativa alle occupazioni di cui alla
lettera f) del comma 2, si applicano gli stessi criteri ivi previsti
per la determinazione forfetaria del canone. Dalla misura complessiva
del canone ovvero della tassa prevista al comma 1 va detratto
l'importo di altri canoni previsti da disposizioni di legge, riscossi
dal comune e dalla provincia per la medesima occupazione, fatti salvi
quelli connessi a prestazioni di servizi.".
- Il testo dell'art. 47, comma 4, del decreto legislativo
15 novembre 1993, n. 507, e' il seguente:
"4. I comuni e le province che provvedono alla costruzione di
gallerie sotterranee per il passaggio delle condutture, dei cavi e
degli impianti, hanno diritto di imporre, oltre la tassa di cui al
comma 1, un contributo una volta tanto nelle spese di costruzione
delle gallerie, che non puo' superare complessivamente, nel massimo,
il 50 per cento delle spese medesime.".
1. Al fine di accelerare l'installazione delle infrastrutture di
telecomunicazioni, all'articolo 232 del testo unico delle
telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, e' aggiunto, in fine, il seguente
"L'operatore di telecomunicazioni incaricato del servizio puo'
agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti
e turbative al passaggio ed alla installazione delle
infrastrutture.".
- Il testo dell'art. 232 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 marzo 1973, n. 156, recante: "Approvazione del testo
unico delle disposizioni legislative in materia postale, di
bancoposta e di telecomunicazioni", come modificato dal decreto
legislativo qui pubblicato e' il seguente:
"Art. 232 (Limitazioni legali). - Negli impianti di
telecomunicazioni di cui al precedente art. 231, primo comma, i fili
o cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del
proprietario, sia al di sopra delle proprieta' pubbliche o private,
sia dinanzi a quei lati di edifici ove non siano finestre od altre
aperture praticabili a prospetto.
Il proprietario o il condominio non puo' opporsi all'appoggio di
antenne, di sostegni, nonche' al passaggio di condutture, fili o
qualsiasi altro impianto nell'immobile di sua proprieta' occorrente
per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei
I fili, cavi ed ogni altra installazione debbono essere collocati
in guisa da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua
Il proprietario e' tenuto a sopportare il passaggio nell'immobile
di sua proprieta' del personale dell'esercente il servizio che
dimostri la necessita' di accedervi per l'installazione, riparazione
e manutenzione degli impianti di cui sopra.
Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario non e'
dovuta alcuna indennita'.
L'operatore di telecomunicazioni incaricato del servizio puo'
e turbative al passaggio ed all'installazione delle infrastrutture.".
1. I diversi titoli gia' rilasciati per l'installazione delle
infrastrutture di cui al presente decreto si intendono ad ogni
effetto considerati quali autorizzazioni rilasciate ai sensi del
2. Le istanze presentate alla data di entrata in vigore del
presente decreto in tutto il territorio nazionale in relazione agli
impianti di cui all'articolo 5, comma 2, ultimo periodo, conformi
alle prescrizioni ivi indicate, valgono come denuncia di inizio
3. I gestori delle reti radiomobili di comunicazione pubblica
provvedono ad inviare ai comuni ed ai competenti ispettorati
territoriali del Ministero delle comunicazioni la descrizione di
ciascun impianto installato prima della data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo, sulla base dei modelli A e B allegati
al presente decreto, al fine di realizzare il catasto di tali
infrastrutture. Inviano altresi' i modelli relativi alle successive
installazioni. I soggetti interessati alla realizzazione delle opere
di cui agli articoli 7, 8 e 9 trasmettono al Ministero delle
comunicazioni copie dei modelli C e D. Il Ministero delle
comunicazioni puo' delegare ad altro ente la tenuta degli archivi
- La legge 1 luglio 1997, n. 189, reca: "Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 1 maggio 1997, n. 115, recante
disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 96/2/CE sulle
comunicazioni mobili e personali.".
di Bolzano provvedono alle finalita' di cui al presente decreto,
nell'ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dei
rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, secondo
quanto disposto dai singoli ordinamenti.
il rilascio dell'autorizzazione alla installazione dell'impianto di
seguito descritto dichiarandone la conformita' ai limiti di
esposizione ed ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio
2001, n. 36.
Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il
posizionamento degli impianti, la loro collocazione e la loro
accessibilita' da parte del personale incaricato. La posizione dovra'
essere corredata di coordinate geografiche con approssimazione al
secondo di grado o a sue frazioni, nonche' dell'indirizzo completo di
numero civico se assegnato, e di ogni eventuale altra indicazione per
l'individuazione del sito.
Si descrivano sinteticamente ma in modo esauriente i dintorni
dell'apparato, evidenziando:
eventuale presenza di altre stazioni emittenti collocate con la
stazione da installare.
(Si vedano in calce gli allegati richiesti per una descrizione
piu' dettagliata).
Si enumerino in modo dettagliato, completo e privo di ambiguita'
tutte le caratteristiche radioelettriche dell'impianto trasmittente.
Presentare i risultati ottenuti con le modalita' di simulazione
numerica specificate nel punto 2.1. Tali risultati dovranno essere
forniti, alternativamente, in una delle due forme seguenti:
volume di rispetto, ovvero la forma geometrica in grado di
riassumere in modo grafico la conformita' ai limiti di esposizione ed
ai valori di attenzione di cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36.
Allo scopo si raccomanda di utilizzare la definizione di volume di
rispetto, o in alternativa quella di isosuperficie 3D, contenute
nella "Guida alla realizzazione di una Stazione Radio Base per
rispettare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici in alta
frequenza" [Guida CEI 211-10].
Nel caso in cui volumi di rispetto evidenzino punti con
intersezioni critiche (rispetto alle soglie usate) per posizioni
accessibili alla popolazione con tempi di permanenza superiore a 4
ore dovranno essere fornite le curve isocampo rispetto ai punti di
criticita' per le stesse soglie.
Stima puntuale dei valori di campo nei punti dove si prevede una
maggiore esposizione della popolazione (max. 10 punti/sito). Per
questi ultimi occorre:
evidenziare accuratamente e chiaramente sulle planimetrie a
disposizione le posizioni accessibili alla popolazione (specificando
se i tempi di permanenza siano maggiori o minori di 4 ore);
effettuare una campagna di misure del campo elettromagnetico di
fondo presente (e' possibile riferirsi alla "Norma CEI 211-7 - Guida
per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici
nell'intervallo di frequenza 10 kHz - 300 GHz", con riferimento
all'esposizione umana).
La scelta tra i due formati sopra descritti rimane a discrezione
dell'operatore, secondo quanto riportato nella Guida CEI gia' citata.
valutazioni sopra indicate dovranno comprendere la stima del fondo
ambientale, al fine di ottenere il campo elettrico complessivo.
Specificare l'algoritmo di calcolo con il quale si sono eseguite
le stime di campo; dovra' essere specificata l'implementazione
dell'algoritmo utilizzato o, qualora il software sia di tipo
commerciale, il nome del programma, nonche' la versione e la
configurazione utilizzata.
Indicare la conformita' del programma di calcolo alle
prescrizioni CEI, non appena emanate.
Scheda tecnica dell'impianto, con indicati frequenza, marca e
modello di antenna installata, altezza del centro elettrico, guadagno
in dBi, direzione di massimo irraggiamento dell'antenna riferita al
nord geografico ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico).
Diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del
sistema irradiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni
grado, l'attenuazione in dB del campo (o deve essere indicato il
campo relativo E/E0).
Indirizzo completo dei seguenti dati: comune, via e numero civico
o foglio mappale con coordinate UTM della dislocazione dell'impianto.
Specificare se il nuovo impianto utilizzi un sistema di antenne
gia' in esercizio per altre emittenti (n-plexing). In questo caso il
parere sanitario sara' soggetto alla valutazione complessiva di tutto
Planimetria generale ante opera e post operam del progetto di
impianto, su scala 1:500.
Dichiarazione della potenza fornita a connettore d'antenna del
In caso di piu' frequenze di emissione tali dati vanno rilasciati
per ogni frequenza.
indicazione delle abitazioni presenti o in costruzione al momento
della domanda, specificando i numeri di piani fuori terra di ognuno,
nonche' dei luoghi di pubblico accesso);
indicazione del punto di installazione e riportante la zona
circostante con un raggio di almeno 300 metri intorno all'impianto;
Stralcio ubicativo con scala non superiore a 1:2.000 con
indicazione delle curve di livello altimetriche;
Tutte le suddette mappe dovranno contenere l'indicazione del Nord
consapevole delle conseguenze penali cui incorre, ai sensi della
legge 27 gennaio 1968, n. 15, chi presenta dichiarazioni mendaci
ovvero utilizza atti falsi,
"l'impianto, sulla base della stima del campo generato e della
simulazione numerica effettuata, e' conforme ai limiti di
esposizione, ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualita' di
cui alla legge 22 febbraio 2001, n. 36".
A tal fine, il sottoscritto allega una copia fotostatica non
autenticata del proprio documento di identita'.
sistema radiante. In tali diagrammi deve essere riportata, per ogni
grado da 0o a 360o, l'attenuazione in dB del campo (o deve essere
indicato il campo relativo E/E0).
Si descriva sinteticamente ma in modo esauriente il tracciato di
posa dell'impianto con l'elenco delle strade interessate, in
dovranno essere indicate le caratteristiche salienti
dell'impianto con riferimento alle sedi di posa, ai materiali
previsti per la costruzione e alla tecnica di installazione
dovranno essere indicati i tempi previsti per la realizzazione
dovranno essere evidenziate eventuali situazioni di interesse
comune ad altri enti/gestori sul medesimo tracciato note al momento
della presentazione della presente istanza;
di proprieta/gestione dell'Ente a cui e' indirizzata la richiesta per
valutarne il possibile utilizzo.
Planimetria dettagliata in scala 1:1.000 contenente i riferimenti
stradali necessari all'individuazione del tracciato di posa con
evidenziati i seguenti elementi:
tracciato di posa indicante eventuali tratte di concomitanze
con altri enti/gestori;
sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative al
posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
sezioni relative agli attraversamenti stradali, complete delle
quote relative al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;
stralcio planimetrico in scala non superiore a 1:25.000 con
indicazione del tracciato di posa dell'impianto e la lunghezza dello
planimetria dettagliata in scala 1:2.000 o 1:1.000 contenente i
riferimenti stradali necessari all'individuazione del tracciato di
posa con evidenziati i seguenti elementi:
sezioni trasversali in scala, complete delle quote relative
al posizionamento nel sottosuolo dei cavidotti;