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Timestamp: 2020-03-28 23:08:25+00:00
Document Index: 85002728

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 262', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 333']

Diritto minorile, delle persone e delle relazioni familiari – Pagina 2 – Olga Anastasi Studio Legale
Articoli nella categoria Diritto minorile, delle persone e delle relazioni familiari
27 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
Miser Catulle, desinas ineptire, povero Catullo, smettila di impazzire (Carmina Catulli, I, 8), «quel che vedi esser morto, consideralo morto» è l’esortazione di Cassazione Civile n. 21228 del 9.8.2019, richiamando la sentenza a Sezioni Unite n. 18287/2018, mentre ribadisce la natura assistenziale dell’assegno di divorzio, la necessità di fissarlo solo per ristabilire un equilibrio nel caso di rilevante disparità economica o di riparare a precedenti scelte legate a ruoli endofamiliari, senza significare, mai e in nessun caso, «che l’uno ex coniuge possa vivere a rimorchio dell’altro, ma soltanto che nessuno dei due ex coniugi può lucrare sulle rinunce dell’altro».
In foto Daniele Vezzani, Interno. Olio su tavola, 50×40 cm, 2018. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
Cassazione civile 21228-2019 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza
UNA GIUSTIZIA SENZA SPADA: LA MEDIAZIONE PENALE E MINORILE TRA ASPETTATIVE E REALTÀ
26 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
La Camera Penale “Ugo Palermi” in collaborazione con la Camera Minorile Picena e con il Patrocinio dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di Ascoli Piceno presenta
UNA GIUSTIZIA SENZA SPADA
LA MEDIAZIONE PENALE E MINORILE TRA ASPETTATIVE E REALTÀ
Ascoli Piceno, 8 novembre 2019, ore 15:00 – 18:00
Bottega del Terzo Settore, Corso Trento e Trieste, Ascoli Piceno
Saluti Avv. Tommaso Pietropaolo, Presidente COA Ascoli Piceno
Introduce Avv. Olga Anastasi, Camera Minorile Picena
Modera Avv. Mauro Gionni, Presidente Camera Penale “Ugo Palermi”
LA MEDIAZIONE PENALE COME STRUMENTO DELLA GIUSTIZIA RIPARATIVA: L’ESPERIENZA IN ITALIA, TEORIA E TECNICHE DI MEDIAZIONE
Avv. Eleonora Grimaldi (Avvocato Foro di Roma Mediatore familiare e penale, componente Commissione penale e organismo Mediazione familiare del COA Roma, coordinatore e membro comitato scientifico corso di formazione mediatori penali COA Roma, docente presso il CREG centro di ricerca economico e giuridico dell’Università di Roma Tor Vergata sezione famiglia e minori)
CRISI DEL SISTEMA CARCEROCENTRICO E GIUSTIZIA RIPARATIVA, MESSA ALLA PROVA MEDIAZIONE, ANCHE IN EUROPA. EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI E SISTEMA EUROPEO DI PROTEZIONE
Avv. Paola Croce (Avvocato Foro di Roma, Consigliere nazionale Associazione nazionale forense e Direttivo ANF Roma, responsabile e referente sportello MAP Tribunale penale di Roma, componente commissione Diritti umani COA Roma, Docente corso di formazione mediatori penali Coa Roma)
LA MEDIAZIONE PENALE E LA MESSA ALLA PROVA: AMBITI DI APPLICAZIONE DELL’ISTITUTO ALL’INTERNO DELL’ORDINAMENTO ITALIANO E CRITICITÀ
Avv. Gabriele D’Urso (Componente Commissione difese di ufficio COA Roma, docente corso di formazione difensori ufficio COA Roma, componente Camera penale di Roma)
PROTOCOLLI E BUONE PRASSI NELLE MARCHE
Avv. Amelia Laureti (Avvocato Foro di Ascoli Piceno, mediatore familiare e penale, responsabile Camera per la mediazione familiare COA Ascoli Piceno)
C’È CHI VOLA
20 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
«Il bambino sa, dato che sente e intende, come l’asino. Entrambi camminano lentamente, talvolta si fermano: si dice allora che sono capricciosi, testardi, ma essi sono semplicemente in cammino. Riflettono, la lentezza si addice a loro, rifiutano la corsa sfrenata, così cara al nostro secolo. Amano vivere il momento presente, non il tempo che muore, ma quello che nutre e aiuta a lavorare pienamente, a dare il meglio di se stessi; entrambi sono coraggiosi». Jacqueline Morineau (Il mediatore dell’anima, Servitium 2010, pag. 28-29) racconta del suo nipotino che, sin dalle prime parole, si presentava come “l’asino” e della tradizione africana secondo cui ai bimbi appena dati si dà il nome di animali mentre solo a sette anni ricevono il loro nome definitivo e dunque la piena identità. Testarda eppure tenace, coraggiosa e in cammino è la bambina, oramai quindicenne la quale, nel giudizio per l’attribuzione del cognome paterno ex art. 262 codice civile, al giudice dichiarava: «Biologicamente è mio padre, ma io non lo voglio. Nessuno me ne ha parlato male… Non lo voglio e basta. Io non ci riesco a volerlo. Non lo vedo da mesi, io sto bene senza di lui…». Nella sentenza de quo, la Suprema Corte ha precisato che “Il diritto al nome costituisce uno dei diritti fondamentali della persona e ciò che rileva non è l’esigenza di rendere la posizione del figlio nato fuori dal matrimonio quanto più simile possibile a quella del figlio di coppia coniugata, quanto piuttosto quella di garantire l’interesse del figlio a conservare il cognome originario se questo sia divenuto autonomo segno distintivo della sua identità personale in una determinata comunità”. I cattivi rapporti tra padre e figlia, i tentativi condotti anche con l’ausilio dei Servizi Sociali, il fatto storico dell’età della ragazza, già in fase pre-adolescenziale, sintomatico di un potenziale inserimento e consolidato inserimento in una rete di relazioni sociali e della capacità ad avere una marcata cognizione identitaria del sè, espressa dal cognome materno che la individuava dalla nascita” hanno fatto propendere per la decisione di mantenere alla stessa solo il cognome materno, senza l’aggiunta di quello del padre.
In foto Marta Sesana, C’è chi vola. Olio su lino, 150×201 cm, 2018. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
Cass. Civ. n. 21349-2019 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza
13 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
È considerato “genitore sociale” il coniuge separato nei confronti del quale sia stata pronunziata sentenza che ne disconosce la paternità, per “analoga esigenza di tutela del legame affettivo del minore con le figure adulte di riferimento” anche in situazioni che nulla hanno a che vedere con l’omosessualità ma si radichino nella disgregazione del nucleo familiare: ammissibile pertanto, divenuto definitivo il disconoscimento di paternità promosso dal curatore speciale del minore, la domanda di adozione speciale ex art. 44 1°co lett. B, legge 184/1983. L’idoneità genitoriale – nell’ambito della disputa sull’affidamento e sulla necessità di tutela da comportamenti pregiudizievoli ex art. 333 Codice civile, va infatti valutata anche con riferimento alla capacità di preservare la continuità delle relazioni attraverso il mantenimento della trama familiare: nel caso di specie, alla domanda di affidamento esclusivo promossa dalle madre, oltre che egoistiche considerazioni di rivalsa, ostano anche incolpevoli fragilità psichiche né costituisce valore di rilevanza costituzionale assoluta la preminenza della verità biologica rispetto allo status di figlio. Il Tribunale affida pertanto la minore ai Servizi Sociali, con collocamento prevalente presso l’ex coniuge della madre, disponendo incontri con quest’ultima, percorso genitoriale per entrambi e sostegno psicoterapeutico alla bambina, mantenimento diretto, contributo del 50% alle spese straordinarie.
In foto Sergio Padovani, La casa che arde viva. Olio, bitume e resina su tela, 110×70 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
Tribunale Como 13.3.2019 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza
10 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
Il 18 ottobre 2019, dalle ore 15 in poi, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa sarà ospite ospite della comunità dei colleghi collaborativi della Repubblica di San Marino per l’evento dal titolo
“COSTRUIRE ALLEANZE COLLABORATIVE: UN’INNOVATIVA MODALITÀ DI GESTIONE E SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE”
Cambiare paradigma: le origini del metodo collaborativo.
Avv. Olga Anastasi
Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nel corso dell’incarico.
Avv. Rebecca Rigon
Tra norma processuale e norma deontologica: dove si colloca il metodo collaborativo.
Avv. Alessandra Hopps
Il ruolo dell’esperto neutrale: sostegno all’avvocato e vantaggio per le parti nella gestione del conflitto.
Dott.ssa Antonella Zechini. Dott.ssa Cristina Urizar
7 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
“Si corre un rischio. Senza intendere che avventura si corre, che rischio sta correndo il ragazzo che mormora «infinito», […] Una difesa, o forse un attacco, è prestare attenzione ai volti delle persone, ai volti reali, ai loro occhi, ai segni che si leggono nei volti” (Davide Rondoni, E come il vento. L’infinito, lo strano bacio del poeta nel mondo, Fazi Ed. 2019). “Lì spesso vive l’inimmaginabile, una specie di infinito e di sovrumano silenzio”, che permette di uscire da una spirale di contesa, aggiungo io. È l’audizione del figlio adolescente da parte del giudice strumento idoneo a salvaguardarne gli interessi e dovuto nella controversia sull’affidamento, prima di procedere a escludere la madre dalla sua vita come adesione alle conclusioni di una perizia che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale con diagnosi di PAS, di cui si è tenuti a verificare il fondamento con le cognizioni scientifiche di cui si è in possesso o col ricorso a esperti.
In foto Marta Sesana, Spirale. Acrilico e bianco per muri su muro, Laboratorio Luna, Socraggio 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2019, n. 13274 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza
1 ottobre 2019 Scritto da Olga Anastasi
Ritenendo importante curare l’approfondimento degli aspetti economici della separazione tanto quanto gli aspetti relazionali il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa propone un evento formativo in collaborazione con esperto commercialista che da tempo si occupa delle connessioni tra matrimonio e patrimonio nel momento di separazione della coppia e della famiglia. L’evento vedrà la partecipazione di professionalità notarile per i profili dei trasferimenti immobiliari e di uno spazio dedicato alla mediazione del conflitto, strumento utile per affrontare con efficacia il rapporto con il cliente.
L’autosufficienza economica nel giudizio di divorzio: gli indici individuati dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione – Dott.ssa Olga Anastasi, Avvocato
L’accertamento della capacità economica delle parti: analisi e valutazione delle varie tipologie di reddito – Dott. Massimiliano Ferrari, Commercialista
I trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio: presupposti, vantaggi fiscali e condizioni – Dott.ssa Francesca Filauri, Notaio
Litighiamo, mediamo, cambiamo: la mediazione familiare come spazio di confronto per la coppia in crisi – Dott.ssa Amelia Laureti, Mediatore familiare
Il 14 NOVEMBRE 2019 ALLE ORE 15:00 presso LA BOTTEGA DEL TERZO SETTORE IN CORSO TRENTO E TRIESTE 18, ASCOLI PICENO.
L’evento è già accreditato per la formazione continua degli Avvocati con 3 crediti formativi.
Il 18 ottobre 2019, dalle ore 15:00 in poi, su iniziativa della Associazione Sammarinese di Diritto Collaborativo, il Gruppo Italiano di Pratica Collaborativa incontrerà presso la Repubblica di San Marino la comunità dei colleghi locali per l’evento dal titolo
Il rapporto fiduciario con il cliente: costruirlo e mantenerlo nelcorso dell’incarico.
Dott.ssa Antonella Zechini -  Dott.ssa Cristina Urizar
A seguire workshops.
L’evento è accreditato dai Consigli dell’Ordine degli Avvocati di San Marino e dell’Ordine degli psicologi.
GETTA L’OMBRA
30 settembre 2019 Scritto da Olga Anastasi
«When the fight is over, and the land and the sea ruined/ Two shapes inside us rise, and move away». Quando la battaglia è finita e la terra e il mare in rovina, due forme dentro di noi si alzano e se ne vanno (Robert Bly, Il piccolo libro dell’ombra). Alla contesa in cui lei chiede il collocamento del figlio presso di sé e un limitato diritto di visita paterno senza pernottamento, Tribunale di Catanzaro 28.2.2019 obietta: sebbene la suddivisione paritetica dei tempi di permanenza del figlio presso i genitori non sia genericamente da preferire bensì da valutare secondo l’età della prole e l’assetto della coppia (lavoro, abitazione, ostacoli economici), nel caso concreto va disposta, con il concorso paritario anche alle spese ordinarie e straordinarie. Il bimbo infatti ha già sei anni, entrambi i genitori lavorano, dormire nella casa in cui il padre vive può solo giovare, favorendo l’intimità con lui e la confidenza con l’ambiente.
In foto Silvia Idili, Visionari. Olio su tavola, 100×57 cm, 2019. Per gentile concessione di www.eccellentipittori.it – Tutti i diritti riservati.
Trib. Catanzaro 28.2.19 #artandlaw #arteediritto #eccellentipittori #dirittovivente #artecontemporanea #contemporaryart #avvocatavostra #pandette #pandettecontemporanee #justiceandbeauty #bigpicture #giustiziaebellezza