Source: http://www.ildirittoamministrativo.net/il-giudizio-abbreviato-nel-codice-del-processo-amministrativo.htm
Timestamp: 2019-10-17 20:14:44+00:00
Document Index: 24078379

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 45', 'art. 46', 'art. 119', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Dal 12/06/09 5247782
la previgente disciplina dell'art. 23 bis sul giudizio abbreviato
il processo cautelare ante cuasam nel codice del processo amministrativo
Il rito abbreviato nell'ambito del processo amministrativo era previsto dall'art. 23 bis della Legge Tar con riferimento ad una serie di materie caratterizzate dalla necessità di una celere definizione (aggiudicazione appalti di lavori, servizi e forniture, provvedimenti delle autorità amministrative indipendenti, privatizzazioni, scioglimento di enti pubblici ecc ecc); tali materie sono state successivamente implementate da una serie di interventi normativi successivi. Le materie soggette al rito abbreviato e la disciplina del rito trovano ora sede nel libro quarto del codice del processo amministrativo in apertura del titolo V.
Le innovazioni espresse relative all'ambito d'applicazione del rito abbreviato che possono segnalarsi ad un primo esame della norme sono l'esclusione del riferimento all'esecuzione di opere pubbliche e di pubblica utilità presente invece nell'art. 23 bis della Legge Tar sostituito dal nuovo art. 119 del codice del processo amministrativo e la precisazione, in relazione ai provvedimenti delle autorità amministrative indipendenti, del perimetro applicativo con l'espressa esclusione dei provvedimenti relativi al personale.
Sotto il profilo del rito, una modifica significativa è l'esclusione della regola della pubblicazione del dispositivo entro il termine di sette giorni dall'udienza di discussione e la previsione che tale pubblicazione anticipata del dispositivo avvenga solo su istanza di parte.
Per il resto, il rito continua a caratterizzarsi per il dimezzamento di tutti i termini processuali eccettuati quelli per la notifica del ricorso, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti.
Coniugando, dunque, i termini ordinari processuali con il dimezzamento posto dall'art. 119 del codice del processo amministrativo ne dovrebbe conseguire la seguente scansione delle fasi processuali.
Notifica di ricorso, ricorso incidentale (domanda riconvenzionale) e motivi aggiunti dovranno avvenire nel termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento o dalla sua conoscenza legale ovvero dalla notifica del ricorso principale (nel caso del ricorso incidentale) o dalla conoscenza legale dell'atto che forma oggetto dei motivi aggiunti.
Il termine per il deposito degli atti notificati e per la costituzione in giudizio quindici giorni dal perfezionamento dell'ultima delle notificazioni (cfr. art. 45 cpa).
Il termine per la costituzione delle parti intimate e, per la PA, il termine per la produzione del provvedimento impugnato e della relativa documentazione è quello di trenta giorni dal perfezionamento della notifica nei loro confronti (cfr art. 46 cpa).
I termini per deposito di documenti, di memorie e di repliche anteriori all'udienza di discussione saranno rispettivamente quelli di venti giorni, quindici giorni e dieci giorni prima dell'udienza.
Per formulare l'istanza di fissazione d'udienza necessaria per evitare la perenzione, il termine dovrebbe essere quello di sei mesi dal deposito del ricorso o dalla cancellazione della causa dal ruolo.
Non viene espressamente risolto il problema se la costituzione (e la relativa comunicazione a mezzo di notifica) a seguito di trasposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica debba avvenire nel termine ordinario (come un ricorso introduttivo) o nel termine dimidiato.
Ove, contestualmente al ricorso, sia formulata un'istanza cautelare, la Camera di Consiglio dovrebbe essere fissata al primo giorno successivo alla scadenza del termine di dieci giorni dall'ultima delle notificazioni e di cinque giorni dalla costituzione con contestuale richiesta di fissazione dell'udienza di merito. Le parti dovrebbero avere facoltà di depositare memorie sino ad un giorno prima dell'udenza camerale; le parti possono costituirsi anche alla camera di consiglio, ma senza presentare memorie. In via eccezionale, può essere autorizzata la presentazione di documenti ma non di memorie.
All'udienza camerale, accertata la completezza del contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso, ove il collegio ravvisi la sussistenza di profili di fondatezza del ricorso e di un pregiudizio grave e irreparabile, fisserà con ordinanza la data di discussione del merito alla prima udienza successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dalla data di deposito dell'ordinanza, disponendo in ordine all'eventuale acquisizione delle prove.
In tal caso, dovrebbero ritenersi applicabili i termini di quindici giorni dall'udienza di discussione per il deposito di memorie e quello di dieci giorni dall'udienza di discussione per il deposito di repliche.
Viene confermata la possibilità, in caso di particolare necessità ed urgenza, che il collegio, in sede di esame camerale, conceda la cautela richiesta, fissando in ogni caso l'udienza di discussione alla prima udienza utile successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dal deposito dell'ordinanaza.
Peraltro, l'art. 119 del codice del processo amministrativo, così come il precedente art. 23 bis della Legge Tar, fa salva la possibilità di definire immediatamente il giudizio in esito alla domanda cautelare con sentenza in forma semplificata.
b) i provvedimenti adottati dalle Autorita' amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti;
c) i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione o di dismissione di imprese o beni pubblici, nonche' quelli relativi alla costituzione, modificazione o soppressione di societa', aziende e istituzioni da parte degli enti locali;
f) i provvedimenti relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate all'esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilita' e i provvedimenti di espropriazione delle invenzioni adottati ai sensi del codice della proprieta' industriale;
l) le controversie comunque attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione in materia di impianti di generazione di energia elettrica di cui al decreto legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2003, n. 55, comprese quelle concernenti la produzione di energia elettrica da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche di potenza termica superiore a 400 MW nonche' quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti;
2. Tutti i termini processuali ordinari sono dimezzati salvo, nei giudizi di primo grado, quelli per la notificazione del ricorso introduttivo, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti, nonche' quelli di cui all'articolo 62, comma 1, e quelli espressamente disciplinati nel presente articolo.
3. Salva l'applicazione dell'articolo 60, il tribunale amministrativo regionale chiamato a pronunciare sulla domanda cautelare, accertata la completezza del contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso, se ritiene, a un primo sommario esame, la sussistenza di profili di fondatezza del ricorso e di un pregiudizio grave e irreparabile, fissa con ordinanza la data di discussione del merito alla prima udienza successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dalla data di deposito dell'ordinanza, disponendo altresi' il deposito dei documenti necessari e l'acquisizione delle eventuali altre prove occorrenti. In caso di rigetto dell'istanza cautelare da parte del tribunale amministrativo regionale, ove il Consiglio di Stato riformi l'ordinanza di primo grado, la pronuncia di appello e' trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la fissazione dell'udienza di merito. In tale ipotesi, il termine di trenta giorni decorre dalla data di ricevimento dell'ordinanza da parte della segreteria del tribunale amministrativo regionale, che ne da' avviso alle parti.
4. Con l'ordinanza di cui al comma 3, in caso di estrema gravita' ed urgenza, il tribunale amministrativo regionale o il Consiglio di Stato possono disporre le opportune misure cautelari. Al procedimento cautelare si applicano le disposizioni del Titolo II del Libro II, in quanto non derogate dal presente articolo.
5. Quando almeno una delle parti, nell'udienza discussione, dichiara di avere interesse alla pubblicazione anticipata del dispositivo rispetto alla sentenza, il dispositivo e' pubblicato mediante deposito in segreteria, non oltre sette giorni dalla decisione della causa. La dichiarazione della parte e' attestata nel verbale d'udienza.
6. La parte puo' chiedere al Consiglio di Stato la sospensione dell'esecutivita' del dispositivo, proponendo appello entro trenta giorni dalla relativa pubblicazione, con riserva dei motivi da proporre entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza ovvero entro tre mesi dalla sua pubblicazione. La mancata richiesta di sospensione dell'esecutivita' del dispositivo non preclude la possibilita' di chiedere la sospensione dell'esecutivita' della sentenza dopo la pubblicazione dei motivi.