Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8100-del-22-03-2019
Timestamp: 2020-07-08 14:54:40+00:00
Document Index: 10331167

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 202', 'art. 201', 'art. 7', 'art. 201', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 8100 del 22/03/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8100 del 22/03/2019
Cassazione civile sez. trib., 22/03/2019, (ud. 03/10/2018, dep. 22/03/2019), n.8100
sul ricorso iscritto al n. 28163/2011 R.G. proposto da:
ATIESSE Spa in liquidazione
– intimata avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale
della Toscana n. 78/5/10, depositata il 4 ottobre 2010.
Va indubbiamente escluso, innanzitutto, che il suo ruolo sia riconducibile nell’ambito della rappresentanza diretta o indiretta, non fosse altro per il fatto che nessuna dichiarazione doganale è stata presentata dalla contribuente.
5.4. Giova sottolineare, sul punto, che la circostanza che venga in rilievo una persona giuridica e non una persona fisica non ha carattere ostativo poichè, da un lato, “l’art. 202, paragrafo 3, primo trattino, di tale codice” – conclusione pienamente mutuabile per l’art. 201, paragrafo 3 – “menziona la “persona” che ha proceduto all’introduzione irregolare, senza precisare se tale persona sia una persona fisica o una persona giuridica. Può quindi essere considerata debitrice dell’obbligazione doganale qualunque “persona” ai sensi della detta disposizione, ossia quella che può essere considerata, con i suoi atti, all’origine dell’irregolare introduzione della merce” (Corte di Giustizia, 25 gennaio 2017, Ultra-Brag AG, in C-679/15; in precedenza v. Corte di Giustizia 23 settembre 2004, Spedition Ulustrans, in C-414/02) e, dall’altro, le sanzioni, in forza del D.L.. n. 269 del 2003, art. 7, sono esclusivamente a carico delle persone giuridiche.
Occorre premettere, invero, che all’art. 201 c.d.c., nel prevedere esplicitamente la responsabilità del dichiarante indiretto – il quale, anzi, è il primo obbligato – mira ad estendere il novero dei debitori dell’obbligazione doganale, sì da assicurarne, con maggiore efficienza, la riscossione; tale ratio, del resto, assiste anche la previsione della responsabilità delle “altre persone” (v. Corte di Giustizia, sentenza 17 novembre 2017, A, in C-522/16).
Inoltre, quanto alla ripartizione dell’onere della prova sul carattere della rappresentanza, l’art. 5 c.d.c., comma 5, nel prevedere che “L’autorità doganale può chiedere a chiunque dichiari di agire in nome o per conto di un’altra persona di fornirle le prove del suo potere di rappresentanza”, postula che essa incomba sul dichiarante che spenda una tale qualità e ciò sull’evidente assunto che la rappresentanza diretta comporta l’esclusione di responsabilità, per cui incombe su colui che la invoca dimostrarla.
La peculiarità della situazione, dei resto, aveva portato l’ufficio doganale – come ampiamente dedotto dall’agenzia delle dogane (v. atto di gravame riprodotto per autosufficienza) – a chiedere, ai sensi dell’art. 5 c.d.c., comma 5, al S. la prova della relativa procura, richiesta rimasta insoddisfatta, questione su cui il giudice regionale omette, anche qui, ogni considerazione limitandosi a osservare – secondo le deduzioni della stessa società – che la CCM era la contribuente, l’Atiesse era il “primo incaricato” e la First General Trading era lo “spedizioniere doganalista”, ossia il “rappresentante” “tramite il dipendente Massimo S.”.
La CTR, dunque, anche su tale profilo, non solo evita di considerare i rilievi dell’Ufficio ma neppure coglie l’evidente anomalia della vicenda, tanto più significativa attesa la competenza professionale della società, nel cui oggetto sociale vi era anche “l’effettuazione di operazioni doganali”.
7. In accoglimento del ricorso, dunque, la sentenza va cassata con rinvio, anche per le spese, alla CTR competente in diversa composizione per un nuovo esame in conformità ai principi esposti.