Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1271-codice-civile-eccezioni-opponibili-dal-delegato
Timestamp: 2019-12-09 12:26:40+00:00
Document Index: 118324546

Matched Legal Cases: ['art. 1271', 'art. 1271', 'art. 2033', 'art. 1271', 'art. 1271', 'art. 1271', 'sentenza ']

Art. 1271 codice civile: Eccezioni opponibili dal delegato | La Legge per tutti
Il delegato può opporre al delegatario le eccezioni relative ai suoi rapporti con questo (1).
Se le parti non hanno diversamente pattuito, il delegato non può opporre al delegatario, benché questi ne fosse stato a conoscenza, le eccezioni che avrebbe opporre al creditore le eccezioni relative ai suoi rapporto tra delegante (2) e delegatario (3).
Il delegato non può neppure opporre le eccezioni relative al rapporto tra il delegante e il delegatario, se ad esso le parti non hanno fatto espresso riferimento (4).
Eccezioni opponibili dal delegato: situazioni che il delegato può far valere nei confronti del delegatario (creditore) per ritardare o evitare il pagamento.
(1) Si tratta delle eccezioni relative al cd. rapporto finale. Ad esempio, il delegato può rifiutarsi di pagare al delegatario affermando di essere a sua volta creditore nei suoi confronti per la medesima somma (eccezione di compensazione [v. 1241]).
(2) Salvo patto contrario, il delegato non può far valere le eccezioni relative al rapporto di provvista [v. 1268].
(3) Il delegato può far valere le eccezioni relative al rapporto di provvista solo se è nullo anche quello di valuta [v. 1268] (cd. nullità della doppia causa).
(4) Salvo diversa volontà delle parti, il delegato non può far valere neanche le eccezioni relative al rapporto di valuta (es.: il delegato non può rifiutarsi di pagare al delegatario affermando che il delegante nulla doveva al delegatario stesso).
L’obbligo del delegato di pagare al delegatario si giustifica in quanto il delegato è debitore del delegante (rapporto di provvista) e in quanto il delegante è debitore del delegatario (rapporto di valuta), sì che con il suo pagamento si estinguono entrambi i rapporti (si dice che la delegazione ha una doppia causa). Ma per facilitare tale operazione il legislatore dispone che il delegato debba pagare senza potersi riferire alle vicende dei rapporti suddetti.
In caso di mancanza o insufficienza di fondi sul conto corrente, la banca trattaria può legittimamente rifiutare il pagamento di un assegno. Tuttavia, ove la banca effettui il pagamento di un assegno privo di copertura, il pagamento è legittimo, perché avvenuto sulla base della convenzione di assegno e di un titolo contenente l'ordine alla banca di pagare emesso in conformità alle norme che regolano la circolazione degli assegni in favore di un soggetto munito di legittimazione cartolare, e, conseguentemente, la banca può chiedere la restituzione dell'importo al cliente. Rigetta, App. Palermo, 05/12/2006
Cassazione civile sez. I 14 maggio 2014 n. 10435
Il pagamento di un assegno bancario da parte della banca trattaria sull'erroneo presupposto dell'esistenza di sufficiente provvista non può considerarsi indebito e non è, quindi, suscettibile di ripetizione, perché la banca solvente, che riveste la qualità di delegato al pagamento del correntista-traente, non può opporre al prenditore, rimasto estraneo alla convenzione di assegno ed al rapporto di provvista da questo generato, il proprio errore, ostandovi la disposizione dell'art. 1271, secondo comma, cod. civ., che non consente al delegato di opporre al delegatario le eccezioni che potrebbe opporre al delegante. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 20/06/2011
Cassazione civile sez. VI 25 febbraio 2014 n. 4426
Il pagamento da parte di una banca di un assegno di un proprio correntista, privo di copertura, ritenendo per errore la sufficienza della provvista, non può essere suscettibile di ripetizione, in quanto avvenuto base a titolo emesso in conformità delle norme che regolano la circolazione degli assegni e, quindi, in favore di un soggetto munito di legittimazione cartolare. Pertanto la banca trattaria non può opporre alla banca che ha ricevuto l’assegno, le eccezioni che avrebbe potuto opporre al proprio correntista, per le stesse ragioni per le quali il delegato non può opporre al delegatario le eccezioni che potrebbe opporre al delegante
Tribunale Roma sez. XIII 07 luglio 2007
Cassazione civile sez. I 19 maggio 2006 n. 11851
Il pagamento di un assegno bancario da parte della banca trattaria sull'erroneo presupposto dell'esistenza di sufficiente provvista non può considerarsi indebito e non è, quindi, suscettibile di ripetizione, perché la banca solvente, che riveste la qualità di delegato al pagamento del correntista - traente, non può opporre al prenditore, rimasto estraneo alla convenzione di assegno ed al rapporto di provvista da questo generato, il proprio errore, ostandovi la disposizione dell'art. 1271, comma 2, c.c., che non consente al delegato di opporre al delegatario le eccezioni che potrebbe opporre al delegante. Questo principio trova applicazione anche nel caso in cui il prenditore dell'assegno sia una banca ed il pagamento del titolo avvenga mediante compensazione a mezzo stanza, giacché tale operazione, ove non possa, ricorrendone i presupposti, essere corretta mediante storno, produce effetti definitivi ed il pagamento in tal modo avvenuto è assoggettabile a ripetizione, ai sensi dell'art. 2033 c.c., soltanto se indebito.
Cassazione civile sez. III 19 gennaio 2000 n. 535
Ai sensi dell'art. 1271 comma 2, c.c., il delegato al pagamento (la banca trattaria) non può opporre al delegatario-prenditore dell'assegno (al quale non è legata da alcun vincolo negoziale, né tanto meno dalla convenzione di assegno) alcuna eccezione che avrebbe potuto opporre al delegante (banca traente).
Qualora l'impegno del delegato di eseguire l'ordine di pagamento sia stato assunto con lettera recante la specificazione "sempreché le somme siano libere o disponibili e, comunque, escludendo qualsiasi responsabilità o garanzia", le eccezioni che il delegato avrebbe potuto opporre al delegante sono opponibili anche al delegatario, in quanto la specificazione indicata integra gli estremi del patto espresso diretto ad escludere l'inopponibilità di tali eccezioni, previsto dall'art. 1271 comma 2 c.c.
Tribunale Cagliari 24 luglio 2008
In caso di delegazione di pagamento titolata rispetto al rapporto di valuta, il delegato che per errore esegua una seconda volta il pagamento in favore del terzo ha il diritto di ripetere tale ultimo pagamento, costituente un indebito oggettivo, senza che in senso contrario possa rilevare l'accordo intervenuto tra delegante e terzo ai fini dell'imputazione del secondo pagamento a un diverso debito del primo nei confronti del beneficiario, sia perché la ratifica per essere efficace deve avere per oggetto proprio il negozio compiuto dall'agente, individuato dalla sua causa (incorporata nello schema strutturale del negozio o impressa dalla destinazione funzionale data allo stesso negozio dal suo autore), sia perché, a norma dell'art. 1271, comma 3, c.c., dettato per la delegazione di debito ma applicabile anche alla delegazione di pagamento, ove la delegazione sia titolata rispetto al rapporto di valuta, la ripetizione dell'indebito può essere esperita anche dal delegato. (Nella specie il delegante aveva incaricato una banca, con cui intratteneva un conto corrente di corrispondenza, di effettuare a favore di un terzo, tramite bonifico bancario, il pagamento di alcune fatture e l'istituto di credito, per un disguido, aveva reiterato l'esecuzione di tale adempimento; d'altra parte il delegante, poi fallito, non aveva reintegrato la banca relativamente al secondo pagamento. La S.C., sulla base del riportato principio, ha annullato la sentenza impugnata, che aveva rigettato la proposta azione di ripetizione).
Cassazione civile sez. I 04 aprile 1997 n. 2943