Source: http://ilprogressonline.it/2017/01/cessione-selfie-minori-pornografico/
Timestamp: 2017-11-18 04:21:11+00:00
Document Index: 102022024

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 34', 'art. 600', 'sentenza ']

Cessione di selfie a sfondo pornografico. - ilprogressonline.it Magazine
La punibilità della cessione è subordinata alla circostanza che il materiale pornografico sia stato realizzato da terzi.
La costante diffusione di “selfie a sfondo pornografico fra minori” ha richiamato l’attenzione della Cassazione Penale che, con sentenza n. 11675/2016, si è espressa sul punto. In particolare, sul caso di una minorenne che di propria iniziativa, tramite il cellulare, aveva inviato alcuni autoscatti dal contenuto erotico a due suoi coetanei; i quali non si limitavano a ricevere le immagini ma le inviavano ad altri amici. Ora, i due minorenni venivano indagati per il reato di “cessione di materiale pedo-pornografico”.
La Cassazione, con la richiamata sentenza, ha assolto i due minori seguendo l’iter argomentativo qui riportato, partendo dall’art. 600ter. c.p. (pornografia minorile) che è stato introdotto (unitamente a molte altre norme) dalla L. 269/1998 al fine esplicito di combattere lo “sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”. Come evidenziato dalla rubrica della legge.
Con la L. 38/2006 (http://www.camera.it/parlam/leggi/06038l.htm), le medesime lettere dell’art. 600ter. c.p. sono state mutate sanzionando:
“chiunque, utilizzando minori di anni diciotto, realizzi esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produca materiale pornografico; oppure recluti o induca minori di anni diciotto a partecipare a esibizioni o spettacoli pornografici; o tragga altrimenti profitto dai suddetti spettacoli”.
In altri termini, non si potrebbe perseguire chi fa commercio di materiale pornografico, realizzato utilizzando minori (comma 2), chi lo distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza (comma 3); oppure lo offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito (comma 4), se a monte non vi fosse chi ha prodotto il materiale medesimo.
Ancora, in via preliminare, si osserva che la condotta sanzionata nell’art. 600ter, co.1, c.p. è stata ampiamente esaminata da Cass. S.U. 13/2000; che, sebbene emessa sotto l’originaria lettera della norma, costituisce un baluardo interpretativo imprescindibile anche per le versioni successive, compresa quella vigente.
Una lettura che, pertanto, ha delineato la ratio e il fondamento della norma in termini strutturali e assoluti; come tali, perfettamente riferibili anche alle (allora) eventuali evoluzioni legislative fino alla presente, con riguardo, cioè, anche all’odierna condotta di “utilizzazione”.
Di seguito, e richiamate le altre disposizioni in materia (artt. 600bis, 600 quater e 600 quinquies c.p.), le Sezioni Unite hanno evidenziato che per contrastare il fenomeno sempre più allarmante dell’abuso e dello sfruttamento sessuale in danno di minori, il legislatore del 1998 ha voluto punire, oltre alle attività sessuali compiute con i minori (di quattordici o sedici anni) o alla presenza di minori, di cui agli articolo 609 quater e 609 quinquies c.p., anche tutte le attività che, in qualche modo, sono prodromiche e strumentali alla pratica preoccupante della pedofilia, come:
L’ articolo 1 della L. 269 proclama come obiettivo primario la tutela dei fanciulli contro ogni forma di sfruttamento e violenza sessuale a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale; in adesione ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176; nonché alla dichiarazione finale della Conferenza mondiale di Stoccolma, adottata il 31 agosto 1996.
Significativo al riguardo è il preambolo della predetta Convenzione, laddove viene sottolineata la necessità di prestare al fanciullo protezioni e cure particolari a causa della sua mancanza di maturità fisica ed intellettuale; nonché, soprattutto, il testo dell’art. 34 della stessa Convenzione, secondo cui gli Stati parti si impegnano a proteggere il fanciullo contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale, adottando in particolare, misure per impedire che i fanciulli:
In altri termini, oltre alla preesistente tutela penale della libertà (di autodeterminazione e maturazione) sessuale del minore, viene introdotta una tutela penale anticipata; volta a reprimere quelle condotte prodromiche che mettono a repentaglio il libero sviluppo personale del minore, mercificando il suo corpo e immettendolo nel circuito perverso della pedofilia.
In tal modo si sostiene, da parte della Consulta, la qualificazione della fattispecie come reato di pericolo concreto integrato quando la condotta dell’agente, che sfrutta il minore per fini pornografici, abbia una consistenza tale da implicare un concreto pericolo di diffusione del materiale pornografico prodotto; come ulteriormente confermato, peraltro, dal criterio semantico; poiché non è possibile realizzare esibizioni pornografiche se non offrendo il minore alla visione perversa di una cerchia indeterminata di pedofili.
la punibilità della cessione è subordinata alla circostanza che il materiale pornografico sia stato realizzato da terzi utilizzando minori; senza che, dunque, le due figure possano in alcun modo coincidere.
Tra i delitti ai quali dette circostanze si applicano, vi è anche l’art. 600 ter c.p. richiamato dalle singole disposizioni in esame, non già con riferimento al solo comma primo ma nella sua integralità. Indicazione, questa, che appare di sicuro rilievo per la questione in esame. Il legislatore ha evidenziato che, anche in tema di circostanze aggravanti, la norma va in esame va intesa come una fattispecie che, pur a fronte di condotte diverse, risponde a un’unica e comune ratio:
Tags: diritto, minori, prostituzione, prostituzione minorile, selfie pornografici, sentenza n. 11675/2016, tutela del minore, tutela giuridica