Source: https://movimento5stellesegrate.wordpress.com/2014/06/04/tutto-quello-che-dovete-sapere-sulla-sentenza-t-red/
Timestamp: 2018-05-21 03:17:47+00:00
Document Index: 165371823

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 503', 'art. 416', 'art. 41', 'art. 141', 'art. 97']

Tutto quello che dovete sapere sulla sentenza T-RED | Movimento 5 Stelle Segrate
Tutto quello che dovete sapere sulla sentenza T-RED
Posted on 4 giugno 2014 by Daniele Salomone
Il 3 Febbraio 2014 il Tribunale di Milano si è definitivamente pronunciato sulla requisitoria del Pubblico Ministero dr. Robledo verso il Sindaco Alessandrini & c., da cui pareva emergere un iter di corruttele tra il 2006 e il 2007 sul nostro territorio segratese. Al punto che, come riportato dal Sole 24 ore il 20.2.2014, “nonostante le assoluzioni, la Polizia Locale (di Segrate, ndr) ne esce come incompetente e approssimativa…” anche se il taroccamento del sistema è risultato utile più a far togliere le multe che non a farle ai non trasgressori.
Questo processo ha permesso di appurare che dalla incapacità dei funzionari del Comune di Segrate e della Polizia Locale è derivata la predisposizione “diretta” dei vari documenti di gara per cottimo fiduciario da parte dell’amministratore della CI.TI.ESSE, società distributrice in esclusiva su scala nazionale dei T-RED – apparecchiature sofisticate, dotate di telecamere con regolazione di latenza (vedi nota 1) insufficiente, grazie alle quali le Amministrazioni Comunali, tra cui Segrate, facevano “cassa” (oltre 2 milioni di euro l’anno). E su questo specifico punto, al l’ing. Bedarida, Consulente Tecnico del P.M. al processo era stato lapidario: “Non c’è nessun tempo di latenza tra lo spegnimento del giallo e l’accensione del rosso con il conseguente scatto della fotografia….Se vi è un tempo superiore al decimo di secondo le contravvenzioni scendono paurosamente di numero statisticamente… è il motivo per cui le multe del Comune di Segrate sono aumentate per valore in un anno da 700 mila a 2 milioni e 400 mila …”.
Il Tribunale, invece, ha voluto “chiarire” che non commette reato il funzionario comunale –pur incompetente – che si faccia allestire gli incartamenti di gara e l’elenco degli “invitati” da impresa che vi concorra!! E soprattutto va escluso il reato se, alla lista degli invitati –come fecero per Segrate il C.te Giona e il vice Zanchetta – si aggiungono uno o due nomi, in quanto viene a mancare il presupposto dell’accordo tra concorrenti (vedi CITIESSE/SCAE). Perché In Italia così fan tutti! Argomento che non ci pare possa costituire ponderata motivazione giuridica…ma tant’è. Inutile quindi anche la confessione sul punto dell’imputato Cairoli (CITIESSE): “…diamo alle amministrazioni pubbliche che lo chiedono tutta la documentazione che è necessaria per attivare la procedura di gara, finta…”.
Il Tribunale milanese, poi, non giudica il passaggio del T-RED a 24h su 24h un motivo sufficiente di condanna, in quanto “coperta” da autorizzazione per motivi di sicurezza. A mente del Cds. (potrebbe qui obiettarsi una eccessiva genericità del provvedimento amministrativo di “copertura”, in quanto concernente il solo “flusso” del traffico in Cassanese e non la statistica di incidenti…).
VENENDO ALLE EMERGENZE PROCESSUALI:
– Dietro alla gara per il noleggio delle attrezzature alle Amministrazioni Comunali (a Segrate vince SCAE per il “cartello” costruito ad hoc), vi è pacificamente un accordo a latere, per il quale CITIESSE, pur perdendo, ricava dalla aggiudicataria (SCAE appunto) l’80% degli incassi delle future contravvenzioni comunali;
– KRIA, obbligandosi a non intervenire presso le P.A., sconta il 70% del prezzo di listino dei T- RED a CITIESSE (sua distributrice esclusiva, ma anche installatrice e manutentrice, decriptatrice dei dati…) che ne garantisce l’acquisto minimo (800.000 euro nel 2006 e per ogni anno successivo 1 milione), salvo penale del 30% della differenza tra il “minimo garantito” e gli ordini effettuati;
– SCAE, senza far nulla si aggiudica il servizio T-RED/Comune e guadagna dal Comune di Segrate per il “nolo” delle attrezzature proporzionalmente al numero delle contravvenzioni elevate, al punto che, nel 2007, in soli 5 mesi, fattura al Comune di Segrate 250 mila euro. Più di quanto contrattualmente previsto;
– CITIESSE installa le telecamere e gestisce il software-infrazioni basando le contravvenzioni su dati e fotografie registrati su CD-rom, che decripta e consegna brevi manu a SCAE e che questa gira alla Polizia Locale per la mera stesura dei verbali e l’invio al trasgressore (vedi nota 2). Al punto che, come da documenti rinvenuti in sede di perquisizione nei locali di SCAE, Cairoli (CITIESSE) spesso è rimproverato dall’altro imputato, GIUSEPPE ASTORRI (direttore commerciale di Scae): “Non dovete mai apparire nei confronti del Comune di Segrate, dobbiamo apparire sempre noi”.
– I Giudici milanesi smentiscono la tesi di colpevolezza del Comandante della Polizia Locale GIONA e del vice ZANCHETTA, non rintracciando nell’aggiudicazione dell’appalto alcun presupposto di reato, essendo l’importo per il servizio di noleggio inferiore rispetto al tetto previsto (200 mila) e giudicando gli stessi estranei agli accordi KRIA- CITIESSE-SCAE stipulati ante e post gara, anche se effettivamente condizionanti l’esito. E su questo preciso punto a nulla vale la confessione di Cairoli: “Più di una volta mi ha detto che il Sindaco voleva installare gli apparecchi a tutti i costi e velocemente… il bilancio non era poi così florido come si diceva… era evidente che Alessandrini pensava al suo bilancio e alle entrate del Comune…”. Spiega infatti il Tribunale la non rilevanza delle confessioni sotto due profili: a) non sono state ripetute nel dibattimento (art. 503 cpp) e b) non hanno trovato riscontri obiettivi. Viene da pensare che forse si è trascurato il fatto che nel corso delle perquisizioni sono state rinvenute diverse lettere di contestazione al Comune di Segrate, tra cui quella dell’ “invitata” ELTRAFF Srl, in cui si domanda perché spendere così tanto per il noleggio quando a minor prezzo apparecchiature analoghe avrebbero potute essere acquistate. Transeat.
Quanto poi al reato più pericoloso per gli interessi collettivi, l’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE (art. 416 CP), il Tribunale motiva così l’assoluzione degli imputati:
– Preliminarmente, va distinto il “concorso” dalla “associazione”, individuando nella prima l’occasionalità e accidentalità del sodalizio, senza supporto della struttura criminosa stabile, organizzata con mezzi idonei a realizzare il comune progetto delittuoso;
-secondariamente, va ravvisata la carenza di prova circa la permanenza del concorso nella struttura organizzativa tra gli associati. In questo modo i Giudici finiscono per addossare la responsabilità di ogni attività criminale in capo ai soli Cairoli (si è anche vantato di essere lui il deus – ex machina) e Astorri.
CAIROLI (n.d.r. Ci.Ti.ESSE, distr. esclusivo T-RED, turbativa d’asta): ANNI 4 RECLUSIONE-900EURO MULTA;
ASTORRI (n.d.r. SCAE, aggiudicataria appalto segratese, 4 turb. d’asta): ANNI 1 RECLUSIONE-250 EURO MULTA E QUESTE LE
GIONA (C.te Polizia Locale Segrate, abuso d’ufficio);
ZANCHETTA (Vice C.te Polizia Locale Segrate, abuso d’ufficio);
ALESSANDRINI (Sindaco di Segrate, abuso d’ufficio);
ZARI (CENTRO SERVIZI, ass. a delinq., 8 turbative d’asta);
TYSSERAND (TECNOTRAFFICO E TECNOLOGIE PER IL TRAFFICO, ass. a delinq., 6 turbative d’asta).
L’attenta lettura degli atti processuali – codici alla mano -, però, fa dedurre dalla decisione in commento la insussistenza della prova (e non del reato): una “bacchettata” evidente sulle dita dell’accusatore (la Procura di Milano) redarguita per non aver svolto con la dovuta diligenza il compito assegnatogli dalla legge, cioè di raccogliere le prove di colpevolezza, basandosi soltanto su indizi.
Quanto all’abuso di ufficio (vedi nota 3), il Tribunale ne ha negato la sussistenza sul presupposto che la tipologia di reato richiede che “il funzionario pubblico violi ‘intenzionalmente’ la legge allo scopo di danneggiare economicamente soggetti estranei alla ‘finalità pubblica’ del suo operato”. Anche in questo caso si rileva una scarsa attività investigativa: “la eliminazione delle contravvenzioni… è imputabile ad altro funzionario,… il reato – se provato – sarebbe comunque improcedibile perché prescritto”. Non solo, perché “manca la prova che i privati fossero in grado d’intervenire nel sistema sull’iter accertativo delle infrazioni degli automobilisti”.
Il Tribunale va oltre, sentenziando che l’azione della P.A. di contestazione delle infrazioni non configurerebbe comunque il reato, in quanto volta solo a incrementare la cassa del Comune e non a favorire le appropriazioni dei singoli amministratori… Né, stando ai Giudici, tiene l’argomento del “fare cassa”, dal momento che ai fini di bilancio, la copertura possibile era per la sola quota del 20% degli introiti delle contravvenzioni.
Ciò detto, se consideriamo che il giorno 1.4.2014 il Sottosegretario dell’Economia e delle Finanze, Zanetti, interrogato alla Camera, ha risposto che LA MULTA PER PASSAGGIO CON IL ROSSO A INCROCIO SEMAFORIZZATO NON VALE SE IL GIALLO E’ INFERIORE A QUATTRO SECONDI NEL CENTRO ABITATO E CINQUE SE FUORI. (“Tempi Minimi”: “I TEMPI DEL GIALLO NON POSSONO ESSERE SCELTI ARBITRARIAMENTE DAI COMUNI O DAGLI INSTALLATORI” (Da Italia Oggi, 3.4.2014 pag. 25), resta inalterata la “possibilità” di una diversa valutazione dell’operato dell’Amministrazione segratese che, quindi, non può “cantar vittoria” per il verdetto.
(Nota 1) Dalla CTU resa il 26.3.2010 al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Novara in analogo processo: “Proprio dall’art. 41/10 c.d.s. è possibile dedurre come impostare il calcolo del tempo di giallo per ogni intersezione: 41/10 Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza. Dunque il tempo di giallo deve durare per permettere all’utente di ”acquisire il preavviso di fermata – iniziare manovra di rallentamento o arresto – fermarsi o proseguire se realizza impossibilità di arresto – permettere lo sgombero dell’intersezione oltre il punto di ultimo conflitto”. “…In altre parole: allo scatto del giallo l’utente deve frenare in ottemperanza all’art. 141 c.d.s. e la frenata potrà perdurare fino all’arresto oppure interrompersi, quando questi comprende di non poter ottemperare al precetto principale, rientrando nella deroga”. Entrando però nel dettaglio della perizia, l’ing. Bedarida ci illumina: “Descrizione dei parametri di calcolo del tempo di giallo Tempi e distanze sono in corrispondenza biunivoca, in quanto correlati dalla curva cinetica di avvicinamento. Per ricavare il tempo di giallo, il progettista non deve considerare un solo comportamento ma deve analizzare tutti gli scenari conformi alle norme ed alla turbativa: il tempo da adottare è il maggiore tra quelli che risultano tra tutti i comportamenti leciti identificabili. Il calcolo per l’arresto è precisato nel D.M. 05- 11-2001, ed in particolare sono identificati i parametri validi per velocità di 50 km/h (ved. all. M11) tr = 2,3 sec – tempo complessivo di reazione (la formula è: 2,8 – 0,01 x velocità in km/h) fi = 0,39 – coefficiente di attrito longitudinale con velo idrico di 0,5 mm d’acqua al limite di slittamento. Il D.M. 19-04-2006 fissa per tutte le strade diverse da autostrade l’accelerazione di calcolo per variazione dinamica di strade diverse da autostrade: a (accelerazione) = 2,0 m/s2 (ved. all. M12 ). Utilizzando i parametri previsti dalla legge, detto ‘ta’ il tempo di arresto, ‘v’ la velocità della strada (pari incentroabitatoa50km/hcioè13,88m/s):ta=tr+v/a=2,3+13,88/2=9,24sec. Lo spazio di arresto è invece: sa=tr*v+a*t2/2=2,3* 13,88 + 2 * 6,942 / 2 = 80 m. Se invece l’utente non rallenta e procede alla velocità della strada, impiegherà, per coprire 80 metri, il tempo sarà: t = s / v = 80/13,88 = 5,76 sec. Nell’intervallo minimo di 5,76 sec e massimo di 9,24 sec tutti i comportamenti sono legittimi ai sensi dei D.M. citati e del c.d.s.. Naturalmente in caso di frenata protratta, l’utente ha modo di realizzare prima dell’attraversamento della linea di arresto la possibilità o meno di poter ottemperare al precetto principale di cui al 41/10, o se deve al contrario entrare nella previsione di deroga e successivamente adoperarsi per il rispetto della norma in deroga. Si potrebbe pensare che il tempo di 9,24 sec sia eccessivo, ma bisogna considerare che apparecchiature come il T-red rilevano infrazione anche quando il veicolo è con il retrotreno sopra la linea di arresto, e quindi allo spazio di arresto deve essere sommata la lunghezza del veicolo (18 mt massimo). E di qui l’ulteriore rilievo del CTU: “… il numero elevato d’infrazioni è direttamente correlato al tempo del giallo (4 sec) che, sebbene sia allineato alle tabelle del CNR2001 (pag. 138), permette di massimizzare il numero delle infrazioni comminate. Ciò si desume dai rilievi statistici riportati nell’allegato ‘Analisi 32CD Ci.Ti.Esse’”.
(Nota 2) Dalla CTU dell’ing. Bedaria citata, “Di fatto l’iter per l’emissione delle sanzioni da parte della Polizia è il seguente: i dati dal T-red, criptati, sono estratti solo da personale CiTiEsse; successivamente CiTiEsse, su un server dedicato situato presso la propria sede, decripta i dati, seleziona i fotogrammi con l’ausilio di un software proprietario e quindi trasferisce i rilevamenti su CD che vengono consegnati con cadenza periodica alla Polizia Municipale; quindi la Polizia Locale, servendosi di un software denominato ‘Concilia’ allestisce i verbali per le sanzioni ritenute valide e provvede a spedirli.
(Nota 3) Per abuso d’ufficio la Cassazione (cfr.Cass. Pen. n. 155/2011) intende anche una condotta orientata alla sola realizzazione di un interesse collidente con quello per cui è previsto il potere, in quanto non esercitato secondo lo schema normativo che ne legittima l’attribuzione; di recente, Cass. Pen., VI^, 20.06.2013, n. 34086 con cui si estende la norma a ipotesi di inosservanza volontaria del principio di imparzialità della PA (art. 97Cost) ove, esprimendo il divieto di ingiustificati favoritismi, impone al pubblico ufficiale/incaricato di p.s. la regola comportamentale di immediata applicazione.