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Timestamp: 2019-11-15 08:32:07+00:00
Document Index: 14708062

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 16', 'art.1', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 111', 'art. 24']

Riforma del processo tributario con annessa riforma telematica - Legali.com
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venerdì 4 luglio 2014, di Maurizio Villani
Ormai da molti anni Ã¨ quanto mai avvertita come necessaria la riforma del processo tributario che, non solo deve avere la stessa dignitÃ processuale del processo civile, penale ed amministrativo ma, altresÃ¬, deve essere inserito, al pari degli altri processi, nella Carta costituzionale.
Proprio alla luce del rafforzamento dellâ€™ attivitÃ sia di riscossione sia di accertamento, mediante lâ€™utilizzo sempre piÃ¹ incisivo delle indagini bancarie e finanziarie, degli studi di settore e del redditometro, la Corte di Cassazione ha piÃ¹ volte stabilito che gli elementi probatori a carico del contribuente devono essere piÃ¹ specifici e concreti, senza far ricorso ad argomentazioni generiche.
Al fine del corretto esercizio del diritto alla difesa enunciato dallâ€™art. 24 della Costituzione, Ã¨ necessario, pertanto, che il processo si svolga nel pieno del contraddittorio tra le parti, diversamente da quello che accade attualmente laddove al contribuente non Ã¨ consentito lâ€™utilizzo di prove quali la testimonianza e il giuramento.
Inoltre di non poco conto Ã¨ la questione della pari dignitÃ dei giudici, togati e non, una paritÃ che deve essere valutata in base al merito, allâ€™ esperienza e alla competenza sulle materie fiscali e tributarie, tenendo in considerazione anche il trattamento economico, che risulta assolutamente inadeguato rispetto alla complessitÃ delle questioni sottoposte allâ€™ esame del giudice tributario.
Del pari necessaria ed importante Ã¨ la completa autonomia della giustizia tributaria rispetto al Ministero delle Economia e delle Finanze nonchÃ© lâ€™adeguamento degli organici sia del personale che dei giudici, le cui nomine devono avvenire mediante concorso, in vista di una professionalitÃ ed esperienza dichiarata.
La delega fiscale (Legge n. 23 dellâ€™11 marzo 2014) individua una serie di interventi che dovrÃ attuare il Governo, per migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti in unâ€™ottica di reciproca e leale collaborazione.
Non si tratta di una delega per una vera e propria riforma del sistema fiscale, perchÃ© non interviene sui presupposti fondamentali del sistema tributario che lo caratterizzano, ma prevede una serie di interventi di revisione e razionalizzazione del sistema vigente.
Tra questi, particolare importanza assume per quel che ai nostri fini interessa quanto contenuto nellâ€™ articolo 10 (revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali), in relazione allâ€™eliminazione del cartaceo ed alla incentivazione allâ€™utilizzo della posta elettronica certificata per le comunicazioni e le notificazioni. NovitÃ che diventerÃ di uso comune e che sicuramente ci semplificherÃ di molto la professione con un minor dispendio sia in termini economici che di tempo laddove da qui a breve prenderÃ il via il processo tributario telematico.
Il 14 febbraio 2014 Ã¨ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 37, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 163 del 23 dicembre 2013 con il quale, dal 1Â° marzo, Ã¨ entrato in vigore il regolamento della disciplina dellâ€™uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario telematico (provvedimento, molto atteso e piÃ¹ volte annunciato); viene cosÃ¬ data attuazione a quanto disposto dall’art. 39, comma 8, d.l. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 111/2011.
Eâ€™ opportuno precisare che, in realtÃ , con il citato decreto Ã¨ stato solo emanato il regolamento mentre, per il vero e proprio avvio del processo tributario telematico, bisognerÃ attendere lâ€™emanazione di uno o piÃ¹ decreti del Ministero dellâ€™Economia e delle Finanze volti allâ€™individuazione delle regole tecnico-operative per le operazioni relative all’abilitazione al S.I.Gi.T., alla costituzione in giudizio mediante deposito, alla comunicazione e alla notificazione, alla consultazione e al rilascio di copie del fascicolo informatico, all’assegnazione dei ricorsi e all’accesso dei soggetti nonchÃ© alla redazione e deposito delle sentenze, dei decreti e delle ordinanze; sempre con gli stessi decreti verranno individuate le Commissioni Tributarie con le quali sarÃ possibile procedere telematicamente mentre, con successivi decreti del Ministero dell’economia e delle finanze saranno individuate le ulteriori Commissioni tributarie per le quali troveranno gradualmente applicazione le disposizioni del regolamento emanato con il decreto 163/13. Il baricentro di questa rivoluzione Ã¨ il Sigit, sistema informatico della giustizia tributaria, che funge da database di tutti i documenti.
Inoltre non sfugga che, stante il disposto dellâ€™art. 20 del decreto, le disposizioni dellâ€™emanato regolamento si applicheranno ai ricorsi notificati a partire dal primo giorno del mese successivo al decorso del termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del primo decreto di cui all’articolo 3, comma 3, e depositati presso le Commissioni tributarie individuate con il medesimo decreto.
Realizzato e completato dalla Direzione giustizia tributaria del Tesoro, guidata da Fiorenzo Sirianni, il testo dirama tutte le indicazioni utili per il ricorso agli strumenti informatici nel processo tributario, cosÃ¬ come stabilito dal decreto 98/2011.
Giova evidenziare che il processo tributario telematico Ã¨ stato creato con lo scopo precipuo di semplificare e rendere piÃ¹ efficace lâ€™attivitÃ delle Segreterie delle Commissioni tributarie provinciali e regionali.
2) la forte spinta alla dematerializzazione secondo cui la tenuta e conservazione del fascicolo informatico, esonera dalla formazione del fascicolo dâ€™ufficio su supporto cartaceo, tenuto conto che gli eventuali documenti probatori depositati in formato elettronico saranno scansionati dalla segretaria e inseriti, previa attestazione di conformitÃ , nel fascicolo elettronico. CiÃ² vuol dire che contribuenti e professionisti non dovranno piÃ¹ fare la spola tra uffici, poste e segreterie di commissioni. BasterÃ una Pec quando, entro la fine dellâ€™anno, partirÃ il processo tributario telematico (Ptt). Anche per quanto riguarda reclamo e mediazione.
Per adesso, comunque, rimarranno aperte entrambe le vie, sia quella tradizionale che quella digitale per effettuare il ricorso nei contenziosi tributari. Resta, comunque, lâ€™obbligo per chi decida di ricorrere allo strumento elettronico, di non cambiare tecniche di processo: dunque, sarÃ impossibile far migrare gli atti dal versante cartaceo a quello digitale fino alla conclusione della causa in appello.
Nello specifico, va comunque puntualizzato che il decreto pubblicato non andrÃ a modificare la disciplina del processo tributario, che rimane identica, ma introduce solo la possibilitÃ di trasmettere e consultare gli atti in modalitÃ elettronica.
Orbene, l’uso degli strumenti informatici e telematici nell’ambito del processo tributario, consentiranno, attraverso la smaterializzazione dei flussi documentali, una notevole riduzione dei costi diretti e indiretti per tutti gli operatori di settore: giudici, difensori, enti impositori, contribuenti, uffici di segreteria delle commissioni tributarie. Fine ultimo della riforma, come giÃ detto, Ã¨ quello di ridurre il volume degli atti in forma cartacea, favorendo la smaterializzazione dei documenti e la semplificazione.
Il nuovo applicativo informatico, che permetterÃ l’interazione telematica delle procedure del contenzioso tributario, si basa sull’uso della posta elettronica certificata (Pec) e della firma digitale e, consentirÃ , tra l’altro:
Il nuovo strumento si basa sull’uso della posta elettronica certificata (Pec), necessaria per la comunicazione e notificazione di ogni atto del processo, e della firma digitale e, consentirÃ , tra l’altro il deposito telematico presso le Commissioni tributarie dei ricorsi e degli altri atti processuali.
Tutti i documenti validamente inviati e acquisiti dal Sigit andranno a costituire il fascicolo processuale informatico. Questo sarÃ integralmente consultabile online e sostituirÃ il faldone ordinario cartaceo. II "cervellone" della giustizia tributaria farÃ tutto questo da sÃ©: alla scadenza dei diversi termini processuali, la documentazione sarÃ archiviata e messa a disposizione del presidente di Commissione tributaria provinciale o Commissione tributaria regionale, che dovrÃ esaminarlo e quindi assegnarlo a una sezione. L’intervento umano si avrÃ solo laddove alcuni documenti fossero esibiti su carta: in tal caso il personale amministrativo procederÃ a scannerizzarli, attestandone la conformitÃ all’originale mediante firma digitale del segretario di sezione.
Il decreto 23 dicembre 2013, n. 163 (G.U. 14 febbraio 2014, n. 37) ha disciplinato lâ€™utilizzo di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nella Manovra 2011 (art. 39, comma 8, D.L. n. 98/2011).
Con la Manovra 2011 (art. 39, comma 8, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con la legge 15 luglio 2011, n. 111) Ã¨ stato introdotto il comma 1-bis all’art. 16 D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 che ha introdotto importanti modifiche al Codice dellâ€™amministrazione digitale relativamente alle comunicazioni a mezzo posta elettronica.
Lâ€™adozione da parte del Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi, del parere n. 3541 del 25 luglio 2013 sullo schema di regolamento recante la disciplina sull’uso di strumenti informatici e telematici, nell’ambito del processo tributario, ha costituito senza dubbio un passaggio decisivo nella direzione dell’auspicata informatizzazione del processo che ne occupa. Il parere si Ã¨ espresso in senso pienamente positivo e ha evidenziato alcuni suggerimenti, di tipo meramente formale, sia sul preambolo, sia sul testo dell’articolato, nella condivisibile prospettiva di perfezionare la formulazione letterale dello schema di regolamento.
Il parere in esame offre un’eccellente occasione per svolgere una sintetica ed aggiornata indagine in ordine alle principali fasi dell’informatizzazione del processo tributario che ancora oggi ci separano dalla sua implementazione concreta, nonchÃ© sulla relativa tempistica che si puÃ² ragionevolmente prevedere.
Innanzi tutto, secondo il disposto dell’art. 39, comma 8, lett. d), del D.L. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111/2011, nella prospettiva di attuare i Â«principi previsti dal codice dell’amministrazione digitaleÂ», assicurando l’efficienza e la celeritÃ del processo tributario, con regolamento Â«emanato entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto dal Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti il DIgitPA e il Garante per la protezione dei dati personali, sono introdotte disposizioni per il piÃ¹ generale adeguamento del processo tributario alle tecnologie dell’informazione e della comunicazioneÂ».
Lo schema di regolamento recante la disciplina sull’uso di strumenti informatici e telematici, nell’ambito del processo tributario, Ã¨ stato redatto da una Commissione istituita presso la Direzione della giustizia tributaria del Ministero dell’economia e delle finanze. Ai lavori di questa Commissione hanno attivamente partecipato i rappresentanti dell’Agenzia delle entrate, del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria, dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma, dell’Ordine degli avvocati di Roma e della So.Ge.I.
Non Ã¨ prevista lâ€™obbligatorietÃ dellâ€™utilizzo della modalitÃ telematica a condizione che la parte non abbia, spontaneamente, utilizzato nel primo grado di giudizio, tale modalitÃ ; in questa ipotesi, la stessa parte sarÃ obbligata ad utilizzare la medesima modalitÃ per lâ€™intero grado del giudizio nonchÃ© per lâ€™appello, salvo sostituzione del difensore (art. 2, n. 3); viene cosÃ¬ impedito che la parte possa utilizzare sia modalitÃ telematiche sia tradizionali.
Ove gli atti e i provvedimenti del processo tributario, nonchÃ© quelli relativi al procedimento attivato con l’istanza di reclamo e mediazione siano formati come documenti informatici dovranno essere sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale.
Il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria Ã¨ il fulcro del processo tributario telematico ed Ã¨ costituito dallâ€™insieme delle risorse hardware e software mediante il quale viene trattato in via informatica e telematica qualsiasi tipo di attivitÃ , di dato, di servizio, di comunicazione e di procedura, relativo all’amministrazione della giustizia tributaria. Si tratta, in sostanza, di quello che al di lÃ della terminologia adottata, puÃ² essere considerata la vera e propria istituzione di un nuovo ufficio dellâ€™Amministrazione finanziaria di cui, perÃ², non si rinviene alcuna indicazione per ciÃ² che attiene ad un suo inquadramento con la relativa dipendenza funzionale e gerarchica nÃ© si conoscono le dotazioni organiche in termini di personale, di mezzi e di fondi; del pari non sono individuate le sue responsabilitÃ nÃ© Ã¨ chiarito in che modo opererÃ , creandosi cosÃ¬ una certa interferenza delle funzioni amministrative ministeriali con quelle giurisdizionali appartenenti alle Commissioni tributarie.
i giudici tributari, le parti, i procuratori e i difensori di cui agli articoli 11 e 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, il personale abilitato delle segreterie delle Commissioni tributarie, i consulenti tecnici e gli altri soggetti di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Le parti, i loro procuratori e difensori, nonchÃ© i consulenti e gli organi tecnici potranno accedere alle sole informazioni contenute nei fascicoli dei procedimenti in cui sono costituiti o svolgono attivitÃ di consulenza.
Le modalitÃ di accesso, come anticipato, verranno individuate attraverso la futura emanazione dei decreti del Ministero dellâ€™economia e delle finanze previsti dallâ€™art. 3, comma 3 del decreto 163/13.
In particolare il S.I.Gi.T. assicurerÃ (art. 3 comma 1):
f) il rilascio delle attestazioni concernenti le attivitÃ di cui alle precedenti lettere d) ed e);
Eâ€™ di immediata percezione come il Processo Tributario Telematico risolva i problemi degli orari dâ€™ufficio, delle commissioni o degli uffici postali, in quanto il SIGiT sarÃ disponibile in linea per la quasi totalitÃ del tempo nellâ€™arco della giornata; rimarrÃ sempre il problema del perfezionamento del deposito se effettuato al limite della scadenza dei termini (ultima ora o minuti) se intervengano problemi tecnici del mezzo telematico o informatico. A generale salvaguardia di ogni documentabile problematica riconducibile al mezzo informatico o telematico che rendesse impossibile procedere nei termini al deposito degli atti, rimane sempre la richiesta al giudice competente della rimessione in termini.
Procura alle liti e conferimento dellâ€™incarico di assistenza e difesa
La procura, di norma, non puÃ² essere rilasciata successivamente alla notifica del ricorso alla controparte (per la forte ragione che il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore abilitato). Lâ€™incarico puÃ² essere conferito (art. 4) con:
atto pubblico o scrittura privata autenticata (da produrre in giudizio)redatto non oltre la data di notifica del ricorso alla controparte. La procura puÃ² essere generale (per tutte le liti tributarie, anche potenziali) o speciale con riguardo ad un singolo processo;
procura a margine o in calce (purchÃ¨ sia parte integrante dellâ€™atto) del ricorso introduttivo e sottoscrizione autografa della parte certificata dallo stesso professionista incaricato.
Il conferimento dellâ€™incarico di assistenza e difesa puÃ² avvenire su supporto informatico o su supporto cartaceo.
Nel primo caso la procura o lâ€™incarico:
â€¢ sono conferiti congiuntamente allâ€™atto cui si riferiscono;
â€¢ sono sottoscritti con firma elettronica qualificata o con firma digitale del ricorrente;
â€¢ devono essere autenticati dal difensore mediante apposizione della firma elettronica qualificata o firma digitale;
â€¢ sono trasmessi dalle parti, dai procuratori e dai difensori.
Nel secondo caso occorre produrre la copia per immagine su supporto informatico della procura o dellâ€™incarico conferiti su supporto cartaceo. Detta copia per immagine:
â€¢ Ã¨ trasmessa, congiuntamente allâ€™atto cui la procura o lâ€™incarico si riferiscono, dalle parti, dai procuratori o dai difensori;
â€¢ Ã¨ attestata come conforme allâ€™originale mediante sottoscrizione con firma elettronica qualificata o firma digitale del difensore.
Nel nuovo processo tributario telematico Ã¨ previsto che le notificazioni e le comunicazioni:
â€¢ sono eseguite mediante la trasmissione dei documenti informatici ai competenti indirizzi di Pec;
â€¢ si intendono perfezionate al momento in cui viene generata dal gestore di Pec del destinatario la ricevuta di avvenuta consegna;
â€¢ produce gli effetti di cui agli artt. 46 e 48 D.Lgs. n. 82/2005. Nella sostanza la trasmissione, salvo che la legge disponga diversamente, equivale alla notificazione per mezzo della posta.
Nel caso di notificazioni eseguite a mezzo di Ufficiale Giudiziario, gli atti da notificare devono essere trasmessi allâ€™indirizzo Pec dellâ€™Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti (UNEP) risultante dallâ€™indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni.
Il regolamento detta anche le regole per lâ€™individuazione dellâ€™indirizzo di Pec che â€œÃ¨ quello dichiarato dalle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo ed Ã¨ riportato nella nota di iscrizione a ruoloâ€ .
Di seguito vengono poi fornite ulteriori precisazioni per alcune categorie di soggetti. In particolare lâ€™indirizzo di Pec:
â€¢ per i professionisti iscritti in albi od elenchi, deve essere quello comunicato ai rispettivi ordini e collegi;
â€¢ per i difensori abilitati allâ€™assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni tributarie - da ritenere, anche se in tal senso nulla Ã¨ precisato dalla norma, diversi dai precedenti professionisti - deve coincidere con quello rilasciato da un gestore in conformitÃ alla normativa vigente;
â€¢ per le societÃ e le imprese individuali iscritte nel registro delle imprese, deve coincidere con quello comunicato al momento dellâ€™iscrizione, pubblicato nellâ€™INI-PEC;
â€¢ per gli enti impositori, Ã¨ quello pubblicato nellâ€™IPA.
Nulla Ã¨ precisato per quanto concerne lâ€™indirizzo Pec degli enti pubblici e privati o delle societÃ estere che siano soggetti passivi dâ€™imposta.
Del pari nulla Ã¨ detto esplicitamente per gli indirizzi di Pec relativi agli Uffici da interessare con lâ€™istanza di reclamo e mediazione.
Eâ€™ invece chiarito che, in ogni caso, â€œal fine di garantire lâ€™invio delle notificazioni e delle comunicazioni mediante Pecâ€ pure nelle ipotesi di â€œerrata indicazione dellâ€™indirizzo di Pec negli atti difensiviâ€ possono essere utilizzati anche gli appositi elenchi istituiti a norma di legge che sono consultabili nellâ€™INI-PEC.
Per gli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie, infine, Ã¨ stata riservata una trattazione a parte per precisare che i relativi indirizzi di Pec, per le comunicazioni previste, sono pubblicati nellâ€™IPA e in un apposito portale attivato o da attivare su internet.
Le modalitÃ di acquisizione di copia informatica degli atti e documenti cartacei fornita dalle parti processuali o dagli altri soggetti autorizzati verranno individuate attraverso la futura lâ€™emanazione dei decreti del Ministero dellâ€™economia e delle finanze previsti dallâ€™art. 3, comma 3 del decreto 163/13.
Eâ€™ onere della Segreteria della Commissione tributaria formare il fascicolo informatico nel quale vanno anche inseriti:
â€¢ le attestazioni rilasciate dal S.I.Gi.T.;
â€¢ ogni altro atto e documento informatico acquisito dal S.I.Gi.T.;
â€¢ la copia informatica degli atti e dei documenti cartacei prodotti e acquisiti con le apposite modalitÃ previste.
Detto fascicolo, a condizione che contenga anche tutti i predetti atti e documenti cartacei regolarmente prodotti e acquisiti, sostituisce il fascicolo dâ€™ufficio. Lo stesso fascicolo, inoltre:
â€¢ consente ai giudici tributari e agli altri soggetti abilitati al S.I.Gi.T. la sua diretta consultazione;
â€¢ esonera le Segreterie delle Commissioni tributarie dal produrre e rilasciare copia su supporto cartaceo degli atti dei documenti informatici ivi contenuti ai soggetti abilitati alla sua consultazione.
Nel caso in cui le parti richiedano copia autentica degli atti contenuti nel fascicolo informatico, la Segreteria della Commissione tributaria, previo pagamento delle spese, provvede allâ€™invio della copia richiesta tramite Pec.
Tale previsione Ã¨ completata nel prosieguo della regolamentazione, nella parte in cui vengono disciplinate le modalitÃ da seguire per il pagamento delle predette spese, che sono analoghe a quelle previste per il versamento del contributo unificato.
Nel regolamento, infine, manca ogni indicazione sui criteri da seguire per la quantificazione delle spese da rimborsare. Si tratta di un aspetto di non secondaria rilevanza - anche sotto il profilo della paritÃ di trattamento delle parti in causa - laddove si consideri che lâ€™Agenzia delle Entrate Ã¨ esonerata dal pagamento di spese del genere che dunque, per le controversie erariali, finiranno col gravare solo ed esclusivamente, come sempre, sulla parte privata.
Nei casi in cui Ã¨ richiesto, le parti procedono alla sottoscrizione delle dichiarazioni o del processo verbale apponendo la propria firma elettronica qualificata o firma digitale.
I provvedimenti del processo tributario telematico devono essere redatti come documenti informatici e devono essere sottoscritti, con firma elettronica qualificata o firma digitale, dal presidente e dallâ€™estensore.
Eâ€™ previsto, inoltre, che i provvedimenti in questione sono trasmessi tramite il S.I.Gi.T. cosÃ¬ come deve avvenire per la trasmissione dei documenti tra i componenti del collegio giudicante.
Stante la notevole rilevanza processuale della data di avvenuto deposito della sentenza, sarebbe forse stato opportuno che il regolamento avesse riservato qualche spazio per indicare i criteri attraverso cui individuare tale data. In mancanza - e ferma restando la prevista emanazione di un successivo regolamento per le operazioni relative alla â€œcostituzione in giudizio mediante depositoâ€ - resta una certa indeterminatezza derivante dal richiamo allâ€™art. 37 del D.Lgs. n. 546/1992, per effetto del quale sembrerebbe doversi ammettere che il deposito debba avvenire con gli stessi criteri e modalitÃ previsti per le sentenze del processo tributario tradizionale. Una simile soluzione, tuttavia, snaturerebbe in qualche misura la vocazione informatica del nuovo processo tributario telematico.
Resta perÃ² il fatto che, sullo specifico aspetto, sarebbe necessario un apposito ed esplicito intervento chiarificatore.
E’ ormai prossima (30 giugno 2014) l’entrata in vigore dellâ€™art. 16 bis della Legge di stabilitÃ 2012 ed il correlato obbligo del deposito telematico di alcuni atti del processo civile.
La normativa del processo telematico risulta perÃ², ad oggi, carente in relazione ad alcune situazioni connesse con le procedure dei depositi telematici al punto che, numerosi Consigli degli Ordini degli Avvocati, hanno ritenuto opportuno formalizzare, in accordo con gli Uffici Giudiziari, protocolli con i quali vengono fissate modalitÃ , prassi condivise per la corretta attuazione del processo telematico.
Giova ricordare la regolamentazione tecnica poi confluita nellâ€™apposito provvedimento ministeriale 44/2011 intitolato, per lâ€™appunto, â€œRegolamento concernente le regole tecniche per lâ€™uso delle tecnologie dellâ€™informazione e della comunicazione nel processo civile e penaleâ€ e poi modificato dal D.M. 15 dicembre 2012, n. 20). Eâ€™ in questo sviluppo tecnico-giuridico che si inseriscono le disposizioni contenute nella Legge di StabilitÃ n. 228/2012 che allâ€™art.1 aggiunge al D.L. n. 179/2012 (Decreto c.d Crescita), lâ€™art. 16-bis, determinando il principio dellâ€™obbligatorietÃ del deposito telematico di una serie di atti processuali predeterminati e la data della sua pratica attivazione: il 30 giugno 2014, da ritenersi forse effettiva connotazione innovativa perchÃ¨ finalmente comprensiva dellâ€™indicazione di una data conclusiva (almeno nelle previsioni) della lunga fase sperimentale fino allora protrattasi.
Nonostante tale lunghezza burocratica, il sistema della giustizia Ã¨ in ritardo tecnologico. Infatti ci sono otto tribunali ancora senza servizi telematici attivi, tra cui Venezia, Lecce e Pistoia. Inoltre unâ€™indagine condotta dal Csm rivela che le dotazioni tecnologiche sono zoppicanti: negli uffici ci sono molti computer inefficienti e la velocitÃ della connessione Ã¨ spesso insufficiente.
CiÃ² significa che abbandoneranno la carta per imboccare il canale online solo gli atti presentati nei nuovi procedimenti che inizieranno dal 30 giugno prossimo. Invece, per i processi giÃ in corso, il passaggio allâ€™informatica per ora Ã¨ facoltativo.
Alla luce dei suddetti criteri, il processo tributario telematico cosÃ¬ come previsto dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 163 del 23 dicembre 2013 andrebbe riformato nel modo seguente:
il SIGIT(art. 3) deve essere assolutamente estraneo alle parti e non dipendere dal Ministro delle finanze che Ã¨ una delle parti in causa. Solo in questo modo si puÃ² creare un serio sistema giudiziario tributario in grado di garantire lâ€™effettivitÃ del diritto di azione (art. 24 della Costituzione) e la certezza del diritto;
Deposito di atti e documenti non informatici (art. 12): posto che alcuni atti e documenti possono essere depositati anche in formato cartaceo, Ã¨ previsto che, in simile circostanza, detti atti e documenti sono acquisiti dalla Segreteria della Commissione tributaria che deve provvedere:
â€¢ad effettuarne copia informatica;
â€¢al relativo inserimento nel fascicolo informatico, apponendo la firma elettronica qualificata o la firma digitale.
Ebbene tale formalitÃ da osservare, da parte della Segreteria, per lâ€™acquisizione degli atti e dei documenti in questione non fa altro che creare gravi rallentamenti burocratici penalizzando la difesa del contribuente laddove per un processo soprattutto documentale come quello tributario, a questo punto Ã¨ necessario un allungamento dei termini di scadenza da rispettare;
Credito dâ€™imposta per macchinari e attrezzature: affinchÃ¨ i difensori dei contribuenti possano dotarsi di tutte le attrezzatture informatiche per adeguarsi al nuovo processo tributario telematico, cosÃ¬ come previsto per le imprese, andrebbe a questo punto anche loro riconosciuto un credito dâ€™imposta degli investimenti in beni strumentali;
UnicitÃ dei processi: infine il processo tributario deve avere la stessa dignitÃ processuale del processo civile, penale ed amministrativo per cui non Ã¨ pensabile che, ad esempio, il processo civile telematico Ã¨ giÃ ai blocchi di partenza mentre per il tributario vi sia ancora molto da attendere.
In definitiva, queste alcune modifiche ed integrazioni da inserire per far sÃ¬ che il cittadino-contribuente ed il fisco siano sullo stesso piano processuale, senza alcuna limitazione nellâ€™esercizio del diritto di difesa costituzionalmente garantito alla luce del precetto costituzionale dellâ€™art. 111, comma 2 (â€œOgni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di paritÃ davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durataâ€ ) e del diritto di difesa (art. 24 Cost.).
Infatti, se Ã¨ giusto combattere lâ€™evasione fiscale Ã¨ altrettanto giusto consentire al cittadino-contribuente di potersi difendere senza subire limitazioni, per evitare di pagare somme ingiuste.
Secondo i principi piÃ¹ volte esposti dalla Corte di Giustizia Europea, le norme devono interpretarsi nel senso che non devono rendere impossibile o eccessivamente difficile lâ€™esercizio del diritto di difesa, diritto conferito e protetto dallâ€™ordinamento comunitario e costituzionale.