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Timestamp: 2020-04-10 07:28:30+00:00
Document Index: 64922206

Matched Legal Cases: ['art 96', 'art. 146', 'art. 13', 'art. 33', 'art, 31', 'art. 42']

SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO - Forum FALLIMENTI - ATTIVO E CONTABILITà
La società s.a.s. era composta da due soci (padre e figlio). Il padre muore nel 2015, mentre la società e l'unico socio rimasto (figlio) fallisce nel 2017.
Dalle ricerche condotte è emerso che il padre ha redatto un testamento lasciando i suoi beni immobili al figlio. Risulta inoltre un Atto per accettazione espressa di eredità , con il quale il figlio (socio ora fallito) prestava piena adesione ed acquiescenza alle disposizioni testamentarie. Non risultano però effettuate le necessarie variazioni al catasto tantè che gli immobili risultano ancora di proprietà del padre defunto Ora, si rende necessario regolarizzare la successione. Sono a chiedere se le imposte per la successione ed ogni eventuale costo si possa richiedere a debito dell'erario ai sensi dell'art 96 l.f. (in quanto ad oggi il fallimento è incapiente) e se sia comunque necessaria espressa autorizzazione del giudice delegato.
RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
A norma del primo comma dell'art. 146 del DPR n. 115 del 2002, nella procedura fallimentare, se tra i beni compresi nel fallimento non vi è denaro per gli atti richiesti dalla legge, alcune spese sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall'erario. Sono spese prenotate a debito:
L'imposta di successione non è quindi tra quelle prenotabili a debito.
Ma, a parte questo dato, va ricordato che il de cuius è deceduto prima della dichiarazione di fallimento e sempre prima di tale evento il figlio, ora fallito, ha accettato l'eredità del padre, per cui l'imposta di successione, se dovuta, ha natura concorsuale e deve essere insinuata al passivo.
Dicevamo se dovuta perché, premesso che l'obbligo di presentare la dichiarazione di successione ricorre attualmente solo quando il patrimonio del defunto superi 100.000 euro ovvero se in tale patrimonio sono compresi beni immobili e diritti immobiliari, ove sorga questo obbligo vi sono delle franchigie da applicare agli eredi; per la precisione, i figli possono usufruire di una franchigia di un milione di euro, il che significa che fino a un milione di euro non pagano la tassa di successione. Se l'eredità supera questa soglia, si dovrà pagare la tassa relativa all'importo in eccesso con aliquota fissata è del 4%.
Sono ovviamente dovute le imposte ipotecarie e catastali come in una normale vendita: queste dovrebbero sorgere all'atto della regolarizzazione catastale, per cui ora in capo alla procedura che può chiedere la prenotazione a debito in quanto esse rientrano tra quelle prenotabili a debito, come si vede dalla elencazione fatta in precedenza.
Giovanni Ganazzoli
RE: RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
Ho un caso analogo che riguarda una insinuazione al passivo da parte dell'Agente della riscossione a seguito di successione d'ufficio con ruolo emesso dopo l'apertura della procedura.
Per questi motivi l'Agente della riscossione chiede l'ammissione in prededuzione per l'intero credito (imposte ipotecarie e catastali, sanzioni, interessi e diritti esattoriali).
Ho il dubbio che le sanzioni abbiano diritto alla prededuzione poichè l'evento da cui scaturisce la mancata regolarizzazione catastale (successione) è avvenuto ante procedura.
In effetti gli eredi poi falliti non hanno presentato alcuna denuncia di successione nè hanno effettuato alcuna voltura immobiliare.
In realtà non si può nemmeno provare che vi sia stata un'accettazione tacita da parte loro, sebbene abbiano continuato ad utilizzare l'immobile.
Tuttavia a seguito di successione d'ufficio ora oltre all'imposta vengono comminate anche le sanzioni.
RE: RE: RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
Se la successione si è aperta prima della dichiarazione di fallimento degli attuali eredi e questi hanno, sempre prima della dichiarazione del loro fallimento, accettato tacitamente l'eredità rimanendo nel possesso dei beni ereditari, l'evento della successione da cui scaturiscono le imposte e le sanzioni è anch'esso anteriore al fallimento; di conseguenza i relativi crediti hanno natura concorsuale e non prededucibile.
RE: RE: RE: RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
Ringrazio della risposta ma vorrei chiarire che la successione è stata accertata d'ufficio dopo l'apertura della procedura e il debito che ne è scaturito, secondo l'Agente della riscossione, è maturato nel periodo fallimentare.
Inoltre, leggendo la risposta al primo quesito, chiarite che le imposte ipotecarie e catastali (cioè quelle dell'insinuazione in oggetto) sono dovute al momento della voltura.
Tale voltura non è avvenuta prima del fallimento ma è ovviamente stato necessario provvedervi quando la procedura ha venduto l'immobile all'aggiudicatario.
Quindi mi resta il dubbio se tali imposte ipotecarie e catastali e relative sanzioni siano prededucibili, come pretende l'istante, in quanto maturate nel periodo endofallimentare oppure no in quanto generate da evento precedente l'apertura della procedura.
O se invece siano comunque dovute dal fallimento per effetto della volturazione (omessa dai falliti) resasi necessaria per poter trasferire l'immobile all'aggiudicatario.
RE: RE: RE: RE: RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
Scusate ma non mi sembra di avere avuto risposta a questa mia replica
Rispondiamo con qualche giorno di ritardo perché abbiamo voluto coinvolgere anche la Sezione tributaria visto che lei ha richiamato la nostra precedente risposta che era, per la verità, concentrata sull'imposta di successione e che solo di sfuggita collegava genericamente le imposte ipocatastali alla voltura.
Data la delicatezza del caso abbiamo voluto approfondire il problema e abbiamo posto ai nostri esperti la seguente domanda: quando sorge l'obbligo di pagare le imposte catastali e ipotecarie in una successione? Al momento della apertura della successione, che sembra costituire l'evento fonte dell'obbligo, oppure al momento della trascrizione per essere dette imposte dovute sulle volture catastali per il trasferimento di immobili, sia a titolo gratuito sia a titolo oneroso?
I nostri esperti ci hanno così risposto:
l'art. 13 del T.U. 31/10/1990 n. 347 ("Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale") stabilisce che: "Gli uffici dei registri immobiliari riscuotono l'imposta ipotecaria di loro competenza all'atto della richiesta della formalita', salvo quanto disposto dall'articolo 33, comma 1-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni".
Il richiamato art. 33, comma 1-bis del TU successioni stabilisce che " Se nella dichiarazione di successione e nella dichiarazione sostitutiva o integrativa, sono indicati beni immobili e diritti reali sugli stessi, gli eredi e i legatari devono provvedere nei termini indicati nell'articolo 31, alla liquidazione ed al versamento delle imposte ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e ..." E l'art, 31 è quello che stabilisce che "La dichiarazione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione".
Pertanto, in caso di successione, l'obbligo di pagamento delle imposte ipotecaria e catastale non è legato al momento di effettuazione delle formalità, bensì al momento di apertura della successione.
Da tanto discende che nel caso in esame il relativo debito è concorsuale perché la successione si è aperta prima del fallimento, indipendentemente da quando essa è stata accertata e, addirittura, anche se il termine annuale fosse scaduto dopo il fallimento; in sostanza, segue la stessa sorte dell'imposta di successione.
RE: RE: RE: RE: RE: RE: SUCCESSIONE - TASSE/IMPOSTE PRENOTAZIONE A DEBITO
Condivido e ringrazio per l'approfondito esame del quesito.
sono un curatore fallimentare di una SNC fallita nel 2019 i cui soci (fratello e sorella) hanno accettato, unitamente alla madre non fallita, l'eredità del padre, deceduto nel 2017, con atto notarile di accettazione espressa nel 2018, trascritta in Conservatoria sugli immobili. Non risulta però presentata la dichiarazione di successione - il cui termine annuale è spirato - e mancano le conseguenti volture catastali.
Mi chiedo chi debba, o possa, presentare la dichiarazione di successione ai fini della voltura degli immobili, per la vendita degli stessi. Il Catasto interpellato sostiene che non possono procedere alla voltura d'ufficio anche su espressa richiesta del giudice delegato.
E nel caso di presentazione della dichiarazione di successione da parte della curatela le imposte relative - condivido di natura concorsuale - e le sanzioni per il ritardo nella presentazione, possono non essere pagate contestualmente a detta presentazione, ma insinuate nel passivo fallimentare?
Se la curatela ha interesse ad acquisire i beni oggetto della successione deve procedere a presentare la denuncia di successione, stante l'inerzia dei coeredi in bonis, per cui per il fallito può operare solo lei quale curatore.
Le relative imposte, come le sanzioni, hanno natura concorsuale in quanto il trasferimento di proprietà dei beni ereditari si è già verificato con l'accettazione dell'eredità da parte degli eredi prima della dichiarazione di fallimento. Ma questo riguarda l'imposta di successione che viene liquidata successivamente, però, quando nell'attivo ereditario è presente un immobile, prima di presentare la dichiarazione di successione occorre autoliquidare le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali (per esempio, per le formalità ipotecarie)".
- l'imposta ipotecaria (2% sul valore lordo degli immobili)
- l'imposta catastale (1% sul valore lordo degli immobili)
(qualora per il beneficiario si tratti di "prima casa", tali imposte sono pari a € 200 euro ciascuna)
- l'imposta di bollo (€ 58,48 per ogni formalità di trascrizione richiesta)
- la tassa ipotecaria (€ 35 per ogni ufficio del Territorio territorialmente competente)
- i tributi speciali (€ 18,59 per ogni Conservatoria).
Nel caso in esame si pone il problema di dover pagare fuori del riparto questi importi, che possono essere considerati quali spese per l'acquisizione di beni sopravvenuti per acquisire i quali, a norma dell'art. 42, co. 2, l. fall. vanno "dedotte le passività incontrate per l'acquisto e la conservazione dei beni medesimi".
Non vediamo altra soluzione, quindi che pagare queste imposte, per cui è necessario che faccia i conti per valutare la convenienza dell'acquisizione, prima di prendere una qualsiasi iniziativa.