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Timestamp: 2020-04-01 17:50:57+00:00
Document Index: 185353509

Matched Legal Cases: ['art. 796', 'art. 979', 'art. 796', 'art. 978', 'art. 796', 'art. 979', 'art. 796', 'art. 796', 'art. 979', 'sentenza ', 'art. 796', 'sentenza ']

Art. 796 codice civile - Riserva di usufrutto - Brocardi.it
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Articolo 796 Codice civile
Dispositivo dell'art. 796 Codice civile
È permesso al donante di riservare l'usufrutto(1) dei beni donati a proprio vantaggio, e dopo di lui a vantaggio di un'altra persona(2) o anche di più persone, ma non successivamente [978 ss. c.c.](3).
(1) Nonostante la formulazione della norma, che fa espresso riferimento al solo usufrutto, si ritiene ammissibile la donazione con riserva di altri diritti reali (riserva di superficie, di servitù, di uso, di abitazione etc.).
(2) Ricorrono, in tale caso, due donazioni: la prima ha ad oggetto la nuda proprietà, la seconda un'offerta di usufrutto in favore di un terzo. Di conseguenza, entrambe le donazioni devono essere accettate con le prescritte forme, durante la vita del donante, pena la perdita di efficacia della donazione.
(3) E' un'ipotesi di usufrutto successivo, di norma vietato (v. art. 979 del c.c.).
La norma consente di donare la sola nuda proprietà di un bene, riservando al donante l'usufrutto sullo stesso.
Spiegazione dell'art. 796 Codice civile
Definizione di “donazione con riserva di usufrutto”
La donazione con riserva di usufrutto è una donazione che consente al donante di riservare l'usufrutto (art. 978 del c.c.) dei beni donati a proprio vantaggio, e dopo di lui a vantaggio di una o più persone, ma non successivamente.
Natura giuridica della “donazione con riserva di usufrutto”
Quanto alla natura giuridica della donazione con riserva di usufrutto, la teoria più risalente (c.d. teoria del doppio negozio) muove dalla premessa che nella proprietà sono comprese facoltà infrazionabili. Di conseguenza la riserva deve essere realizzata mediante due negozi, e cioè una prima donazione della piena proprietà ed un successivo negozio (a parti invertite) di costituzione dell'usufrutto a favore del donante.
La dottrina maggioritaria, invece, sposa la tesi del c.d. negozio unitario, in base alla quale il diritto di proprietà può essere legittimamente frazionato o smembrato, in modo tale che con un unico negozio si vengano a configurare due situazioni, una traslativa della nuda proprietà e l'altra costitutiva del diritto di usufrutto. La riserva ovviamente può riguardare non solo l'usufrutto, ma anche gli altri diritti reali limitati (uso, abitazione, superficie).
Se, invece, la riserva di usufrutto è fatta a favore di un terzo, secondo la teoria del doppio negozio viene a configurarsi un contratto a favore di terzo (poiché il donatario si obbliga a costituire l'usufrutto a favore di una terza persona); secondo la teoria del negozio maggioritario, invece, si tratta di una doppia donazione (una avente ad oggetto il diritto reale limitato e l'altra la nuda proprietà).
Effetti della “donazione con riserva di usufrutto”
Come anzidetto, mediante la donazione con riserva di usufrutto il donante riserva l'usufrutto dei beni donati a proprio vantaggio e, dopo di lui, a vantaggio di una o altre persone.
Una particolare ipotesi applicativa riguarda la donazione con riserva di usufrutto per sé e dopo di sé a favore di un'altra persona: in tal caso la donazione dell'usufrutto a favore del terzo è sottoposta alla condizione sospensiva della sopravvivenza del terzo al donante e avrà inizio alla morte di questi. Per la dottrina maggioritaria l'art. 796 del c.c. consente eccezionalmente la costituzione di un usufrutto successivo. Si è però obiettato che tale articolo non contiene una norma eccezionale che deroga all'art. 979 del c.c. sancendo la sopravvivenza dell'usufrutto anche dopo la morte del primo usufruttuario. L'usufrutto del terzo, infatti, è distinto dal primo perchè risulta costituito a suo favore immediatamente, anche se destinato ad operare con efficacia differita.
Se la riserva è fatta a favore di persone indeterminate, la donazione dell'usufrutto dovrà essere accettata contestualmente o quantomeno dovrà essere accettata prima della morte del donante.
Non è, invece, possibile che la riserva venga fatta a favore degli eredi del donante, poiché si avrebbe una violazione del divieto di patti successori.
Massime relative all'art. 796 Codice civile
Cass. civ. n. 20788/2015
Il donante che si sia riservato l'usufrutto ex art. 796 c.c. non può trasmetterlo "mortis causa", poiché esso si estingue con la morte del titolare a norma dell'art. 979 c.c.; nella diversa ipotesi del legato di usufrutto, il testatore ha la piena proprietà al tempo dell'apertura della successione, sicché può legare l'usufrutto, scindendolo dalla nuda proprietà trasmessa ad altro successore.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20788 del 14 ottobre 2015)
Cass. civ. n. 2899/1975
Mentre la donazione con riserva di usufrutto in favore del donante configura un negozio unitario, avente ad oggetto il trasferimento immediato della nuda proprietà ed, a termine, il trasferimento dei diritti corrispondenti all'usufrutto, mantenuti temporaneamente dal donante, la donazione con riserva di usufrutto in favore di un terzo dà luogo a due distinti negozi: un trasferimento della nuda proprietà in favore del donatario, ed un'offerta di donazione dell'usufrutto in favore del terzo, improduttiva di effetti fino a che non intervenga l'accettazione del terzo medesimo, prima della morte del costituente, nella prescritta forma dell'atto pubblico. Da tanto consegue che, qualora il donante riservi l'usufrutto sui beni donati a proprio vantaggio e, dopo di lui, a vantaggio di un terzo, come consentito dall'art. 796 c.c., il donatario della nuda proprietà acquista il pieno dominio alla cessazione dell'usufrutto del donante, se il terzo riservatario non abbia accettato prima della morte del donante stesso; consegue altresì la non configurabilità di una riserva di usufrutto in favore di un soggetto non determinato al momento della donazione, ma da nominarsi con testamento, stante l'inammissibilità di un'offerta contrattuale in favore di persona indeterminata e comunque l'impossibilità del perfezionamento della donazione dell'usufrutto, con l'accettazione da parte del donatario dell'offerta del donante, prima della morte di quest'ultimo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2899 del 24 luglio 1975)