Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1910-codice-civile-assicurazione-presso-diversi-assicuratori
Timestamp: 2018-11-21 12:58:43+00:00
Document Index: 132778215

Matched Legal Cases: ['art. 1913', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1223', 'art. 10', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1917', 'art. 1910', 'art. 1910', 'art. 1910']

Nel caso di sinistro, l’assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori a norma dell’art. 1913, indicando a ciascuno il nome degli altri. L’assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l’indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l’ammontare del danno (1).
L’assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso contro gli altri per la ripartizione proporzionale in ragione delle indennità dovute secondo i rispettivi contratti. Se un assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita fra gli altri assicuratori (2).
Diritto di regresso: diritto di rivalsa che spetta al condebitore nei confronti degli altri condebitori solidali a seguito del pagamento fatto al creditore. La solidarietà impone ai singoli debitori il pagamento dell’intero e fa nascere l’esigenza di un riequilibrio interno del carico della prestazione: a tale esigenza risponde l’azione di regresso.
(1) L’articolo disciplina l’ipotesi in cui l’assicurato stipula più contratti di assicurazione per lo stesso rischio presso diversi assicuratori tra i quali non c’è alcun accordo. A carico dell’assicurato è previsto l’obbligo di dare avviso a ciascun assicuratore di tutte le assicurazioni stipulate; infatti, se l’assicurato con dolo non osserva tale obbligo, in caso di sinistro perde il diritto all’indennità; l’assicurato è tenuto allo stesso obbligo di avviso in caso di sinistro.
(2) Nel caso in cui il danno risulta risarcito completamente dal pagamento effettuato dal primo assicuratore cui l’assicurato si è rivolto, gli altri assicuratori otterrebbero un vantaggio vero e proprio. Al fine di evitare tale situazione di squilibrio, il legislatore riconosce il diritto di regresso all’assicuratore che ha pagato nei confronti degli altri, tenendo conto delle somme stabilite in ciascun contratto.
L'inadempimento degli obblighi previsti dall'art. 1910 c.c. deve ritenersi doloso nel caso l'assicurato abbia stipulato due contratti di assicurazione per il medesimo rischio (nel caso specifico: quello inerente alla sospensione della patente di guida di un dipendente dell'azienda contraente) a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, presso due agenzie ubicate nella stessa città, ed inoltre in una delle due polizze siano specificamente richiamati gli obblighi previsti dall'art. 1910 c.c., mentre nell'altra aveva negato di aver stipulato altre assicurazioni, rispondendo al questionario sottopostogli, essendosi astenuto poi dal comunicare l'esistenza dell'altro contratto di assicurazione in sede di denunce di sinistro inviate ad entrambi gli assicuratori.
Ai fini della perdita del diritto all'indennità prevista dall'art. 1910, comma 2, c.c., è ininfluente la conoscenza dell'esistenza di ulteriori garanzie stipulate dall'assicurato che l'assicuratore acquisisca aliunde laddove l'assicurato stesso abbia dolosamente omesso di adempiere all'obbligo di avviso previsto dal comma 1 del medesimo art. 1910 c.c.
In tema di risarcimento dei danni fisici subiti dal conducente di una moto a causa di un sinistro stradale, qualora si tratti si infortunio sul lavoro e l'Inail abbia già corrisposto l'indennizzo al danneggiato, quest'ultimo nulla può pretendere dai responsabili civili del sinistro, vigendo un divieto di locupletazione ricavabile dagli art. 1223, 1226, 2056, 1910, 1916 c.c. ed in relazione agli art. 10 e 11 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1224.
Giudice di pace Palermo sez. VIII 04 marzo 2013
La stretta vicinanza temporale tra le polizze di assicurazione sottoscritte nell'arco di alcuni mesi, l'avvenuto conferimento del mandato a diversi legali per l'invio delle diverse denunce di sinistro e la mancata comunicazione in ordine alla esistenza di altre assicurazioni, né dopo il sinistro, né dopo la percezione dell'indennizzo, costituiscono indici della intenzionalità, ovvero della dolosità, della condotta posta in essere dall'assicurato in violazione della previsione normativa di cui all'art. 1910 c.c.
Tribunale Genova 13 giugno 2012
È applicabile l'art. 1910 c.c. all'assicurazione della responsabilità civile. In tal senso, infatti, depongono anche la posizione dell'art. 1917 nella sezione Il del capo XX del titolo III del libro IV del c.c. intitolata all'assicurazione contro i danni (dove si trova l'art. 1910) e la considerazione per cui l'assicurazione della responsabilità civile è volta a salvaguardare l'assicurato dal verificarsi di un danno proprio (la diminuzione patrimoniale conseguente all'esborso del risarcimento dovuto al danneggiato). Decisivo inoltre è il fatto che l'assicurato della responsabilità civile possa pretendere la corresponsione dell'indennità anche qualora abbia riconosciuto stragiudizialmente un risarcimento al danneggiato. In tale ipotesi emerge la medesima esigenza - evitare che l'àssicurato percepisca un importo complessivo superiore al danno risarcito - che l'art. 1910 c.c. soddisfa prevedendo i doveri di informazione sull'esistenza di plurimi contratti di assicurazione (comma 1) e sul verificarsi del sinistro e la limitazione dell'ammontare dell'indennità (comma 3). Se così non fosse, vi sarebbe un interesse dell'assicurato al verificarsi del sinistro, con conseguenze inaccettabili anche in considerazione degli obiettivi di prevenzione generale perseguiti dal sistema della responsabilità civile. Dalla limitazione dell'ammontare dell'indennità complessivamente dovuta consegue la possibilità che questa sia, per ragioni di convenienza del creditore, richiesta ad uno solo tra gli assicuratori o ad entrambi. E allora viene in considerazione la necessità, per l'assicuratore che ha corrisposto l'indennità - così effettivamente estinguendo un debito (anche) altrui - di poter agire direttamente nei confronti degli altri assicuratori, i quali - avendo anch'essi percepito il premio - altrimenti conseguirebbero un arricchimento. In tal senso, il Supremo Collegio (cfr. Cass., 23 dicembre 1993 n. 12763) ha ritenuto che "la locuzione indennità dovute evidenzia che fondamento dell'azione di regresso è la sussistenza dell'obbligo dell'altro assicuratore di pagare l'indennizzo" e "il regresso trova giustificazione nel fatto che l'assicuratore, avendo pagato lo stesso indennizzo che altro assicuratore era anche obbligato autonomamente a pagare, ha provocato l'estinzione dell'obbligo di costui; questi, pertanto, se non fosse tenuto in via di regresso, si arricchirebbe ingiustificatamente". Di talché si è potuta affermare, da una parte della dottrina e in giurisprudenza, l'esistenza di una solidarietà "lato sensu" - nell'obbligazione (Cfr. Cass., 19 agosto 1995, n. 8947).
Tribunale Milano sez. V 24 luglio 2008 n. 9791
Poiché la disciplina dettata dall’art. 1910 c.c. è operante anche in relazione al contratto per l’assicurazione della responsabilità civile, l’assicuratore che in tal caso abbia corrisposto l’indennità – così effettivamente estinguendo un debito (anche) degli altri assicuratori della responsabilità civile – può agire direttamente nei confronti di questi ultimi per la ripartizione proporzionale del debito stesso.
Tribunale Milano 24 luglio 2008 n. 9791