Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-6899-del-11-03-2020
Timestamp: 2020-03-30 07:15:53+00:00
Document Index: 111817971

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 35', 'art. 5', 'art. 35', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 6899 del 11/03/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6899 del 11/03/2020
Cassazione civile sez. I, 11/03/2020, (ud. 03/12/2019, dep. 11/03/2020), n.6899
sul ricorso n. 33613/18 proposto da:
-) O.A.N., elettivamente domiciliato a Napoli, via
Toledo 106, presso lo studio dell’avvocato Marco Esposito, che lo
avverso il decreto del Tribunale di Milano 2.10.2018;
O.A.N., cittadino senegalese, chiese alla competente commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di cui al D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 4:
a fondamento dell’istanza dedusse di avere lasciato il Senegal per sfuggire alle minacce di morte ed agli atti di saccheggio e rapimenti di cui era rimasto vittima da parte dei ribelli della regione del Casamance; la Commissione Territoriale rigettò l’istanza;
avverso tale provvedimento O.A.N. propose ricorso dinanzi al Tribunale di Milano ai sensi del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35, che lo rigettò con decreto 2.10.2018;
(d) non sussistevano nemmeno i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ex art. 5, comma 5), perchè il ricorrente non aveva neppure allegato alcuna circostanza idonea a palesarne la vulnerabilità; il decreto è stato impugnato per cassazione da O.A.N. con ricorso fondato su un motivo;
con l’unico motivo il ricorrente lamenta la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis;
nell’epigrafe del motivo si lamenta della “mancata fissazione dell’udienza” da parte del Tribunale;
nella illustrazione del motivo, invece, sostiene che l’udienza fu effettivamente fissata, ma che in quell’udienza non gli fu consentito comparire e parlare;
sostiene il ricorrente che, dovendo decidere in materia di diritti della persona, il Tribunale non poteva fare a meno di ascoltare l’interessato; aggiunge che, poichè nel caso di specie mancava la videoregistrazione dell’interrogatorio del richiedente asilo dinanzi la commissione territoriale, sarebbe stato onere del Tribunale procedere personalmente all’interrogatorio dell’interessato;
conclude osservando che, quando sia mancata la videoregistrazione dell’audizione del richiedente asilo dinanzi la commissione territoriale, il Tribunale non ha alcun potere discrezionale, ma e tenuto inderogabilmente a fissare l’udienza per la comparizione delle parti e anche ad ascoltare personalmente il ricorrente;
il ricorrente mostra di confondere la fissazione dell’udienza, che è sempre necessaria quando non vi sia la videoregistrazione dell’interrogatorio reso dinanzi la commissione territoriale, con l’audizione della parte, la quale è invece rimessa ad una scelta discrezionale del giudice di merito, scelta la cui discrezionalità è coessenziale al funzionamento di qualsiasi processo civile, dal momento che costituirebbe un inutile appesantimento obbligare il giudice a interrogare la parte anche quando, ad esempio, debba decidersi soltanto sulla ammissibilità o tempestività del ricorso;
in ogni caso la decisione del Tribunale è conforme a quanto ripetutamente stabilito da questa Corte, e cioè che “nel giudizio d’impugnazione, innanzi all’autorità giudiziaria, della decisione della Commissione territoriale, ove manchi la videoregistrazione del colloquio, all’obbligo del giudice di fissare l’udienza, non consegue automaticamente quello di procedere all’audizione del richiedente, purchè sia garantita a costui la facoltà di rendere le proprie dichiarazioni, o davanti alla Commissione territoriale o, se necessario, innanzi al Tribunale. Ne deriva che il Giudice può respingere una domanda di protezione internazionale solo se risulti manifestamente infondata sulla sola base degli elementi di prova desumibili dal fascicolo e di quelli emersi attraverso l’audizione o la videoregistrazione svoltesi nella fase amministrativa, senza che sia necessario rinnovare l’audizione dello straniero. (Sez. 1 -, Sentenza n. 5973 del 28/02/2019, Rv. 652815 – 01; nello stesso senso, Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 2817 del 31/01/2019, Rv. 652463 – 01; Sez. 1 -, Sentenza n. 17717 del 05/07/2018, Rv. 649521 – 05; Sez. 1 -, Ordinanza n. 3029 del 31/01/2019, Rv. 652410 – 01; Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 3003 del 07/02/2018, Rv. 647297 – 01);
il rigetto del ricorso comporta l’obbligo del pagamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, (nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17);