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Timestamp: 2019-04-23 00:06:38+00:00
Document Index: 7980806

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 146', 'art. 41', 'art. 345', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 200', 'art. 383', 'art. 383', 'art. 23', 'art. 2697', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 204', 'art. 383', 'sentenza ', 'art. 146', 'art. 41', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 192', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 201', 'art. 200', 'art. 383', 'art. 23', 'art. 146']

Giudice di Pace di Taranto Sent. del 31 maggio 2007 – Ricorsi.net
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Giudice di Pace di Taranto Sent. del 31 maggio 2007
Sentenza del Giudice di Pace di Taranto in cui si afferma la non necessarietà della taratura del dispositivo di accertamento utilizzato (nel caso di specie Photored F17A), essendo viceversa ritenuta sufficiente una regolazione e massa a punto che garantisca il buon funzionamento dell’apparecchiatura. La valutazione del Giudice dovrà in questi casi fondarsi sui riscontri fotografici depositati in atti della Pubblica Amministrazione,
nella causa civile iscritta in primo grado al R.G. n. 9706/06 avente per oggetto:
Opposizione a sanzione amministrativa avversa il verbale di contestazione n. 2653H/2006/V, relativo all’accertamento di violazione in data 10.06.2006 per l’importo di euro 148,17 redatto dalla P.M. del Comune di Massafra, promossa daO. MARIA ROSARIA, residente in Taranto alla Via Lago di Cecita Opponente-ricorrente
COMUNE DI MASSAFRA, in p. del Sindaco pro-tempore Opposto- resistente
Conclusioni per 1’opponente:
” il Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, voglia così provvedere:
a) dichiarare nullo e/o illegittimo l’accertamento effettuato e conseguentemente annullare il verbale n. 2653H/2006/V, redatto dalla Polizia Municipale di Massafra (TA), relativo alla violazione al C.d.S. rendendolo inesigibile e privo di effetti giuridici.
c) in subordine confermare la sanzione pecuniaria in misura ridotta .senza la decurtazione dei punti dalla patente di guida.”
” Alla stregua delle argomentazioni che precedono, si chiede che 1’On.le Giudice di Pace adito, disattesa ogni contraria istanza, accertata la legittimità dell’accertamento in attenzione, Voglia rigettare l’opposizione proposta perché infondata in fatto e in diritto, con ogni conseguenza in ordine alle spese di lite.”
Con atto depositato in data 01.12.2006 la sig.ra O. Maria Rosaria, in qualità di proprietaria si opponeva al pagamento della sanzione di cui al verbale di contestazione di infrazione al Codice della Strada n. 2653H/2006/V, relativo alla presunta violazione in data 10.06.2006 con il quale le era stata contestata la violazione dell’art. 41 in relazione all’art. 146, comma 3, c.d.s. ” perché il giorno 10.06.2006 alle ore 15,13 il conducente dell’autoveicolo targato CY.FS di sua proprietà superava la linea di arresto e proseguiva la marcia nonostante il semaforo proiettasse luce rossa nella sua direzione e ciò dalla visione dei due fotogrammi prodotti dall’apparecchiatura a postazione fissa per il rilevamento automatico delle infrazioni a semaforo rosso – Photored F17A, omologata dal Ministero dei Lavori Pubblici con Decreto n. 3653 del 18.11.1996, esteso con decreto n. 430 del 27.10.2000, verificata per quanto attiene il corretto funzionamento e confermato con decreto n. 1130 del 18.03.2004 ed installata in Massafra, S.S. n. 7 Appia -Via Chiatona.”
B- violazione dell’art. 41, comma 10, C.d.s.
D- violazione dell’art. 345, comma 4, Regol. del C.d.s.
F- violazione dell’art. 4 della L. 168/02;
H- violazione dell’art. 4 e 12 del C.d.S.;
R- violazione dell’art. 200, comma 4 C.d.S. e dell’art. 383, comma 3 del reg.to di Esec.
S – violazione dell’art. 383, comma 4 del Regolamento di Esecuzione del C.d.S.
Disposta la comparizione delle parti, il Comune di Massafra, depositava in cancelleria la documentazione prescritta dall’art. 23 della legge n. 689/81, precisando che secondo giurisprudenza prevalente (ex multis, Cass. 7.11.2003, n. 16713) non era consentito al giudice un apprezzamento sull’uso di apparecchi più adeguati o la prospettazione di una diversa organizzazione del servizio, risolvendosi una tale valutazione in un’ inammissibile ingerenza nel “modus operandi” della p.a., in linea di principio non sindacabile dal giudice ordinario, richiamando, altresì, il principio cardine del nostro ordinamento previsto nell’art. 2697 c.c. in forza del quale l’attore ha l’onere di provare i fatti che costituenti il fondamento della domanda, mentre l’odierno opponente non offriva alcuna prova del suo assunto impugnativo.
La causa era istruita con il deposito da parte del ricorrente dell’originale del verbale di contestazione e da parte del Comune opposto della seguente documentazione: copia conforme all’originale del p.v. di notificazione; prova della avvenuta notificazione e stampa a colori dei rilievi fotografici; copia di verifica tecnica dell’apparecchiatura PHOTORED F17A installata nel Comune giusto il disposto dell’art. 3 il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 1130 del 18 marzo 2004; copia della nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 4243/2004 del 03.01.2005, contenete chiarimenti per le verifiche e le eventuali tarature annuali del PHOTORED F17A da effettuate presso il produttore del dispositivo stesso, che ne garantisce la conformità al prototipo depositato, in alternativa al centro SIT.
Si rileva preliminarmente l’ammissibilità del presente ricorso, pur in assenza del versamento della cauzione, attesa l’intervenuta pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato in data 05-08.04.2004 con sentenza n. 114 1’incostituzionalità dell’art. 204 bis del vigente codice della strada nella parte in cui imponeva il deposito di una cauzione, indi, nel merito l’opposizione è fondata e va, pertanto, accolta.
Il verbale oggetto del presente ricorso e l’accertamento che esso presuppone si fondano esclusivamente sulle risultanze dell’apparecchiatura “PHOTORED F 17 A, omologata, come da verbale, in data 18.03.2004 con decreto Ministero dei Trasporti n. 1130, per cui è necessario esaminare i motivi di nullità eccepiti dal ricorrente e secondo l’ordine dallo stesso dato.
Dall’esame del verbale impugnato non è evidente alcuna difformità sostanziale rispetto al modello approvato ai sensi dell’art. 383 del Reg. di Esec. del C.d.S. Anzi, gli elementi contenuti in detto verbale sono più che sufficienti al trasgressore per disporre di tutti i dati necessari ad identificare il tipo di violazione commessa con tutte le altre circostanze di luogo e di tempo della presunta violazione.
Il ricorrente afferma di aver impegnato l’incrocio quando il semaforo proiettava il “giallo” e che l’intervallo tra il passaggio dal giallo al rosso sarebbe stato così esiguo da renderle impossibile lo sgombero dell’area di intersezione.
Orbene, la presenza sul primo fotogramma dell’autovettura, fa ritenere che effettivamente la ricorrente abbia impegnato l’incrocio con il colore ” giallo”, durato molto poco. E’ necessario rilevare che anche il ” Photored” ha istantaneamente scattato il primo fotogramma, senza il ritardo del tempo prefissato, per come prescritto nel D.M. di approvazione ministeriale n. 1130. Questa anomalia si può dedurre facilmente dal 2° fotogramma, dove risulta che l’autovettura di che trattasi ha già completata la svolta a destra.
A differenza di quanto sostenuto dallo scrivente GDP nella sentenza del 29.09.06 con la frase: “i due fotogrammi dimostrano in modo certo l’avvenuta violazione dell’art. 146, comma 3 del C.d.S, in particolare, il primo fotogramma inquadra il veicolo dell’opponente che sta superando la linea di arresto e chiaramente prima del semaforo, e la seconda fotografia rileva l’autovettura più meno al centro dell’intersezione: ció conformemente al Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 1130 del 18/03/2004..”, nel caso di specie, anzitutto, non è evidenziata alcuna linea di arresto e poi l’autovettura della ricorrente nel 2° fotogramma ha già superato l’incrocio. A tal proposito si rileva l’anomala geometria planimetrica dell’incrocio che avrebbe necessità oltre di una segnaletica più evidente e chiara, anche di una dimostrazione da parte della P.M. dei tempi di sequenza dei segnali luminosi del semaforo, sarebbe a dire quanti secondi dura il ” verde, quanti il ” giallo” e quanti il rosso e dopo quanti secondi l’apparecchio fotografico entra in funzione con l’accensione del colore ” rosso”.
L’idoneità di una rilevazione fotografica può non essere più certa nell’ipotesi, come nel caso in esame, la quale situazione può non consentire al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente, conformemente al 10 ° comma dell’art. 41 del CDS., il quale prescrive: ” Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.”
Il decreto ministeriale del 18.03.2004 n. 1130, all’art. 1, riconferma l’approvazione del Photored 17A, ribadendo che gli organi di Polizia possono utilizzare tale dispositivo non solo come ausilio ma anche in modalità automatica senza necessità di adattamenti o modifiche.
Questo dubbio è superato anche dalla recente nota della Segreteria Centrale del SIT in data 22.03.2007, che ha precisato, tra l’altro, a proposito dei dispositivi documentatori fotografici di passaggio con semaforo rosso, “. essi consistono sostanzialmente in un apparecchio fotografico, quindi non esiste evidenza che siano strumenti o sistemi di misura su cui si possano effettuare tarature secondo quanto definito nel Vocabolario Internazionale di Metrologia. Si tratta di apparecchi sottoponibili a certificazione di prodotto, su cui le autorità competenti esercitano il controllo previsto dalla legge.”
Pertanto, viene meno la necessità della taratura dei ” Photored”, sostenuta in alcune sentenze da altri colleghi GDP di Taranto, sulla base di quanto prescritto in fase di omologazione di tali tipi di apparecchi.
Per lo stesso strumento, come sostenuto in altre sentenze precedenti, è necessaria, invece, soltanto una buona regolazione o messa a punto da eseguire in loco, poiché dipende molto dalla geometria dell’incrocio o intersezione ( non si tratta dell’apparecchiatura autovelox, che potrebbe avere i bracci di proiezione dei raggi laser non perfettamente paralleli): nel caso del documentatore fotografico digitale è sufficiente, invece determinare i tempi di accensione e durata delle varie fasi, operazione, che come detto sopra è abbastanza semplice e controllabile da parte di chiunque. Sono i tempi delle suddette fasi che hanno rilevanza, onde stabilire: se le stesse hanno una durata proporzionata alla lunghezza specifica dell’incrocio da attraversare o se la fase del ” giallo” è congrua a consentire lo sgombero in sicurezza dei veicoli che hanno già in precedenza impegnato l’incrocio. Discende da ciò la necessità tecnica fondamentale che i rilevatori devono entrare in funzione dopo almeno due o tre secondi dopo l’accensione del “rosso”, e non di un semplice secondo come spesso avviene. Anche questo aspetto fondamentale è controllabile da parte dell’utente della strada e difficilmente un corpo di Polizia accertatore può rischiare di rendere quel tempo incongruo a danno degli automobilisti e della sicurezza stradale.
L’apparecchiatura di rilevazione semaforica, deve ,quindi, prevedere l’entrata in funzione (in mancanza di un dettato esplicito da parte del Ministero) dopo almeno due o tre secondi, dall’inizio dei segnale rosso, poiché, come detto sopra, detta inosservanza è fondamentale per la validità dell’accertamento, pena il suo annullamento.
C’è da rilevare che la Suprema Corte di Cassazione non risulta d’accordo sull’utilizzo del “Photored” in assenza di accertatori (per come stabilito nella sentenza nr. 8465 dell’11.04.06: In tema di violazioni del codice della strada, le condizioni che in caso di rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiatura tipo autovelox consentono la contestazione differita dell’infrazione non ricorrono nella diversa ipotesi in cui l’attraversamento di un incrocio con luce semaforica rossa sia constatato a mezzo di apposita apparecchiatura fotografica (nel caso di specie, apparecchiatura “photored”). Infatti, in quest’ultimo caso l’assenza non occasionale di agenti operanti non appare consona all’utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico, né appare superabile alla luce del disposto dell’art. 384 regolamento di esecuzione del codice della strada, atteso che tale norma è di natura regolamentare e secondaria rispetto alla disposizione legislativa, che prevede come regola generale la contestazione immediata, e non contempla affatto l’assenza di agenti sul posto; d’altra parte, la istituzionale rinuncia alla contestazione immediata appare non conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (come ad es. nel caso di coda di veicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante “in loco” può ricondurre nell’alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative.)
Orbene, l’applicazione generalizzato di questo principio comporterebbe il mettere nel nulla tutto lo sforzo tecnologico che le forze dell’Ordine stanno eseguendo per rendere sempre più sicure le nostre strade, anche da atti di teppismo e delinquenza comune (ma questo è un discorso di altra portata che non rientra nel giudizio di che trattasi).
Irrilevanti si possono ritenere ai fini della decisione gli altri motivi dedotti dalla ricorrente (violazione dell’art. 192, comma 7, del Reg. Cds.; violazione dell’art. 4 della L. 168/02; violazione dell’art. 4 e 12 del C.d.S.; omessa notificazione di copia autentica del verbale di accertamento; violazione dell’art. 201 c.d.s.; nullitá del verbale per difetto di notifica; violazione dell’art. 200, comma 4 C.d.S. e dell’art. 383, comma 3 del regolamento di Esec.; Mancanza dell’elemento soggettivo; e che si ritengono assorbiti dall’esame dei due fotogrammi che nel caso di specie non consentono di confermare il verbale impugnato, non essendo certa la commissione della violazione, ricadendo la stessa fattispecie nell’applicazione dell’ultimo comma dell’art. 23 della legge nr. 689/81, atteso l’annullamento del verbale per come sopra delineato.
il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, rigettata o ritenuta assorbita ogni ulteriore istanza, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da O. Maria Rosaria, e depositato il 01.12.2006, avverso il verbale di contestazione n. 2653H/2006/V redatto in data 30.09.2006 dal Comando Polizia Municipale di Massafra, per la presunta violazione dell’art. 146 comma 3°, così decide:
Così deciso a Taranto il 31.05.2007 Il Giudice di Pace
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