Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-164-cod-proc-penale-durata-del-domicilio-dichiarato-o-eletto
Timestamp: 2016-12-05 08:29:57+00:00
Document Index: 30114240

Matched Legal Cases: ['art. 677', 'art. 164', 'art. 656', 'sentenza ', 'art. 164', 'art. 156', 'art. 613', 'art. 164', 'art. 656', 'art. 164', 'art. 164', 'sentenza ', 'sentenza ']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. La determinazione del domicilio dichiarato o eletto e’ valida per ogni stato e grado del procedimento, salvo quanto e’ previsto dagli articoli 156 e 163 comma 2.
Giurisprudenza annotataDurata del domicilio dichiarato o eletto
L'elezione o dichiarazione di domicilio, valida unicamente nell'ambito del procedimento nel quale sia stata effettuata, dispiega i propri effetti anche in relazione ad altri reati oggetto di contestazione suppletiva successivamente all'elezione stessa. (Dichiara inammissibile, App. Firenze, 05/12/2011 )
Cassazione penale sez. II 21 maggio 2014 n. 36103 Nel nostro ordinamento l'indagato/imputato può avere un solo domicilio e ogni mutamento, ritualmente comunicato all'autorità procedente, comporta necessariamente la revoca della precedente dichiarazione/elezione . L'elezione di domicilio plurima è dunque inammissibile in quanto contrastante con l'esigenza di consentire all'Autorità Giudiziaria di individuare un recapito certo del destinatario degli atti e di garantire all'interessato una sicura e tempestiva ricezione degli stessi.
Cassazione penale sez. IV 15 novembre 2013 n. 8085 La disposizione di cui all'art. 677, comma 2 bis, c.p.p. è tassativa e che deve, di conseguenza, escludersi che l’obbligo incombente sul condannato non detenuto possa essere assolto attraverso il "recupero" di indicazioni equipollenti pur desumibili dagli atti processuali (quali le mere indicazioni circa il domicilio o la residenza dell’istante), o che possano considerarsi valide precedenti dichiarazioni o elezioni domicilio che valide, ai sensi dell’art. 164 c.p.p., per ogni stato e grado del giudizio di cognizione, perdono efficacia in relazione al procedimento di esecuzione e di sorveglianza. Questi procedimenti, non costituiscono, infatti, una fase o un grado del procedimento di cognizione, ma sono del tutto autonomi, con la conseguenza che la dichiarazione o la elezione di domicilio effettuata nel giudizio di cognizione non è suscettibile di "trasmigrazione" nel procedimento esecutivo ed in quello di sorveglianza. Unica eccezione a tale principio è quella prevista dall’art. 656, comma 5, c.p.p. per la notificazione al condannato ed al difensore dell’ordine di esecuzione e del decreto di sospensione della esecuzione della pena emessa dal p.m.; ma tale eccezione trova la sua logica giustificazione nella necessità di pervenire in tempi brevi alla esecuzione della condanna, per cui si presume, proprio per la quasi contemporaneità della irrevocabilità della sentenza con la sua esecuzione, che la notificazione presso i luoghi indicati nel procedimento di cognizione possa accelerare la complessa procedura di esecuzione delle pene "brevi".
Cassazione penale sez. un. 17 dicembre 2009 n. 18775
Avuto riguardo al disposto di cui all'art. 164 c.p.p., secondo cui "la determinazione del domicilio dichiarato o eletto è valida per ogni stato e grado del procedimento salvo quanto è previsto dagli art. 156 e 613 comma 2", l'elezione di domicilio effettuata dall'imputato nel corso del giudizio di merito presso avvocato non cassazionista conserva validità anche nel giudizio di cassazione, ai fini della notifica dell'avviso di udienza all'imputato medesimo, secondo quanto previsto dal comma 4 del citato art. 613 c.p.p., per il caso in cui egli non sia assistito da difensore di fiducia cassazionista.
Cassazione penale sez. II 15 dicembre 2006 n. 306 La disposizione dell'art. 164 c.p.p., secondo cui "la determinazione del domicilio dichiarato o eletto è valida per ogni stato e grado del procedimento", è da intendersi limitata a tutto il processo di cognizione, ma non può estendersi alla successiva fase esecutiva e agli autonomi procedimenti che in tale fase possono essere instaurati. (Da queste premesse, nella specie, la Corte ha così ritenuto che l'elezione di domicilio presso il difensore effettuata dall'imputato durante il processo di merito non poteva estendersi alla fase dell'esecuzione della pena, onde correttamente l'ordine di esecuzione gli era stato notificato, ai sensi dell'art. 656, comma 5, c.p.p., con il rito degli irreperibili, a seguito del rituale verbale di vane ricerche).
Cassazione penale sez. III 24 maggio 2006 n. 33028 In tema di notificazioni, l'espressione contenuta nell'art. 164 c.p.p. - secondo cui la determinazione del domicilio ai fini delle notificazioni è valida "per ogni stato e grado del procedimento" - non può ritenersi idonea a ricomprendere la fase esecutiva e gli autonomi procedimenti che in essa possono essere instaurati.
Cassazione penale sez. I 23 giugno 2004 n. 31589 Ai sensi dell'art. 164 c.p.p., l'elezione di domicilio vale per ogni stato e grado del procedimento. L'elezione di domicilio effettuata precedentemente a sentenza dichiarativa di incompetenza per territorio, con conseguente restituzione degli atti al P.M., svolge i propri effetti anche di fronte al giudice territorialmente competente successivamente individuato, poiché la sentenza "de qua" comporta esclusivamente una nuova iscrizione presso la Procura competente, adempimento formale che sposta lo stesso procedimento presso altra sede.
Tribunale Milano 10 febbraio 2004
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