Source: http://www.artespettacolo.it/donazioni-liberali-da-imprese-e-aziende-.html
Timestamp: 2018-11-15 07:20:40+00:00
Document Index: 115856419

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 65', 'art. 100', 'art. 148', 'art. 1', 'art.\n156', 'art. 100', 'art. 5', 'art. 100', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 100', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 100', 'art. 21', 'art. 100', 'art. 28', 'art. 59']

Donazioni liberali da Imprese e Aziende - ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTE E SPETTACOLO ONLUS
Donazioni liberali da Imprese e Aziende
È qui spiegato come contribuire ai progetti dell’Associazione attraverso donazioni e come PORTARLE INTERAMENTE IN DETRAZIONE
Le erogazioni liberali delle imprese
Anche le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali,
enti commerciali con reddito d’impresa) possono usufruire di vantaggi fiscali per
le liberalità a favore del settore culturale ed artistico.
Si tratta di erogazioni liberali interamente deducibili dal reddito di impresa
sempre che, ovviamente, sussistano le condizioni richieste dalla legge.
Con le circolari n. 107/E del 31 dicembre 2001 dell’Agenzia delle Entrate e n.
141 del 2001 del Ministero per i Beni e le Attività culturali sono state fornite complete
indicazioni in merito all’agevolazione in esame i cui principi ispiratori, come vedremo
dettagliatamente, sono la deducibilità integrale per quanto riguarda le imprese che
effettuano erogazioni liberali e imponibilità parziale a carico dei beneficiari.
Art. 100, comma 2, lett. m) del D.P.R. n. 917/1986 (c.d. mecenatismo)
L’art. 38 della legge 21 novembre 2000 n. 342, intitolato erogazioni liberali per
progetti culturali, aggiungendo al comma 2 dell’art. 65 del TUIR, concernente gli oneri
di utilità sociale fiscalmente deducibili, la lettera c – nonies (ora lettera m del comma
2 dell’art. 100 del TUIR) ha previsto la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa
(senza limiti di importo) le erogazioni liberali in denaro a favore di soggetti operanti
nei settori dei beni culturali e dello spettacolo per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali
e per la realizzazione di programmi culturali.
La norma, che mira ad incentivare il mecenatismo d’impresa, è innovativa in
quanto per la prima volta il legislatore ha previsto che le imprese possano beneficiare
dello sgravio fiscale per sostenere programmi culturali e di spettacolo e non solo singoli
“eventi” gestiti da altri, ai quali finora l’azienda si limitava ad apporre il proprio
Si tratta di veri investimenti culturali, sotto forma di “neo mecenatismo”, laddove
la partecipazione al progetto da parte dei privati diventa strutturale.
A favore di chi può essere effettuata l’erogazione
Il Ministero per i beni e le attività culturali, prima con il decreto 11 aprile 2001
e successivamente con decreto 3 ottobre 2002 (le cui disposizioni si applicano a decorrere
dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2002) ha individuato i soggetti e le
categorie di soggetti beneficiari delle suddette erogazioni liberali, prevedendo, altresì,
gli adempimenti a carico degli interessati.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario che le erogazioni siano effettuate
esclusivamente nei confronti dei soggetti di seguito elencati:
a) lo Stato, le regioni e gli enti locali, relativamente alle attività nei settori dei beni
culturali e dello spettacolo;
b) le persone giuridiche, costituite o partecipate dallo Stato o dalle regioni o dagli enti
c) gli enti pubblici o persone giuridiche private costituite mediante leggi nazionali o
d) i soggetti, aventi personalità giuridica pubblica o privata, che abbiano ricevuto,
almeno in uno degli ultimi cinque anni precedenti l’anno d’imposta in cui avviene
l’erogazione in loro favore, ausili finanziari a valere sul Fondo unico dello spettacolo
(FUS) di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163 (Finanziamenti e contributi
allo spettacolo) e che non siano incorsi in cause di revoca o decadenza ai predetti
benefici ovvero che, pur non avendo ricevuto ausili finanziari, si trovino nella condizione
di aver diritto a riceverli, anche se nel primo anno di attività;
e) i soggetti, aventi personalità giuridica pubblica o privata, che abbiano ricevuto,
l’erogazione in loro favore, ausili finanziari ai sensi della legge 17 ottobre 1996,
n. 534, e che non siano incorsi in cause di revoca o decadenza ai predetti benefici
ovvero che, pur non avendo ricevuto ausili finanziari, si trovino nella condizione di
aver diritto a riceverli, anche se nel primo anno di attività;
f) i soggetti, aventi personalità giuridica pubblica o privata che, non rientrando nelle
ipotesi precedenti, comunque abbiano ricevuto, almeno in uno degli ultimi cinque
anni antecedenti all’anno di imposta in cui avviene l’erogazione, ausili finanziari
direttamente previsti da disposizioni di legge statale o regionale;
g) le associazioni, fondazioni e consorzi costituiti sia tra enti locali e soggetti aventi
personalità giuridica di diritto privato rientranti nelle categorie precedenti, sia
esclusivamente tra tali soggetti;
h) persone giuridiche private titolari o gestori di musei, gallerie, pinacoteche, aree
archeologiche o raccolte di altri beni culturali o universalità di beni mobili soggetti
ai vincoli ed alle prescrizioni di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42,
funzionalmente organizzati ed aperti al pubblico per almeno 5 giorni alla settimana
con orario continuato o predeterminato;
i) persone giuridiche private che esercitano attività dirette a formare e diffondere
espressioni della cultura e dell’arte, così come definite dall’art. 148 e seguenti del
decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998 (beni e attività culturali - ora dal D. Lgs.
42 del 2004).
Quali requisiti devono avere i soggetti beneficiari
L’art. 1, comma 1 del citato decreto ministeriale 3 ottobre 2002, stabilisce, inoltre,
che per poter beneficiare delle suddette erogazioni liberali i soggetti o le categorie
di soggetti ivi espressamente elencati devono rispettare le seguenti condizioni:
a) non devono perseguire fini di lucro ed il proprio atto costitutivo o statuto deve prevedere
lo svolgimento di compiti istituzionali nei settori dei beni culturali e dello
b) devono effettivamente svolgere attività di realizzazione di programmi culturali nei
settori citati.
Per beneficiare delle erogazioni liberali, quindi, è necessario che tali soggetti
svolgano attività mirate alla tutela, conservazione, promozione, gestione e valorizzazione
dei beni culturali (come previste dal codice dei beni culturali e del paesaggio
approvato con D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004) o attività di spettacolo di cui all’art.
156 del D. Lgs. n. 112/1998.
La risoluzione del 20 ottobre 2003 n. 198/E, in risposta ad un interpello sulla
possibilità che una parrocchia possa essere compresa fra i soggetti di cui all’art. 100,
comma 2, lett. m) del TUIR, pur convenendo che la parrocchia è un ente ecclesiastico
civilmente riconosciuto, ha ritenuto che la stessa non ha fra i suoi compiti istituzionali
lo svolgimento di attività e realizzazione di programmi nel settore dei beni
cultuali e quindi non può rientrare fra i soggetti beneficiari di erogazioni liberali ai
sensi della norma citata.
Resta comunque la possibilità in tale fattispecie di dedurre dal reddito d’impresa
le erogazioni alla parrocchia se riconducibili all’ipotesi della lettera f) del citato
comma 2 che riconosce la deducibilità delle erogazioni finalizzate all’acquisto,
manutenzione e restauro di beni vincolati.
Sono deducibili dal reddito d’impresa solo le erogazioni di somme di denaro.
Non sono stabilite limitazioni all’importo deducibile; la deduzione è dunque
consentita per l’intero ammontare delle erogazioni effettuate, salvo gli eventuali obblighi
a carico del beneficiario di cui si parlerà in seguito.
Ai sensi dell’art. 5 del decreto ministeriale 3 ottobre 2002 spetta al Ministero per
i Beni e le Attività culturali la vigilanza sull’impiego delle erogazioni.
Le modalità di effettuazione delle erogazioni liberali
Le erogazioni liberali devono essere effettuate mediante sistemi di pagamento
che consentano lo svolgimento di adeguati controlli quali, ad esempio, conti correnti
bancari, postali, vaglia postali, assegni non trasferibili intestati all’ente destinatario dei
versamenti e con l’indicazione, nella causale, del preciso riferimento all’art. 100, comma
2, lettera m) del TUIR, oppure all’art. 38 della legge n. 342 del 2000.
Le erogazioni liberali in favore dello Stato devono essere effettuate mediante
versamento presso una delle sezioni provinciali della Tesoreria Provinciale dello Stato.
Il finanziamento di un progetto culturale non deve essere più assoggettato ad
autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Le imprese eroganti, entro il 31 gennaio dell’anno successivo all’erogazione,
devono trasmettere, mediante appositi moduli reperibili sul sito www.beniculturali.it,
una comunicazione al Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Dipartimento per la
Ricerca, l’innovazione e l’organizzazione, Direzione Generale per gli Affari Generali, il
Bilancio, le Risorse umane e la Formazione, Servizio I, Affari Generali, Bilancio e Programmazione
– Via del Collegio Romano, 27 00186 Roma) e, per via telematica, al sistema
informativo dell’Agenzia delle Entrate (secondo le modalità previste dall’art. 3 del
D.P.R. n. 322 del 1998 e successive modifiche, nonché dal provvedimento dell’Agenzia
delle Entrate del 15 marzo 2002), riportando le seguenti indicazioni:
Entro lo stesso termine del 31 gennaio successivo a quello di riferimento i soggetti
che beneficiano delle erogazioni liberali sono tenuti a comunicare al Ministero
le finalità o attività per le quali le stesse sono state elargite ovvero la riferibilità delle
predette erogazioni liberali ai loro compiti istituzionali.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mediante l’acquisizione di questi
dati, vigila sull’impiego delle erogazioni e comunica, entro il 31 marzo dell’anno successivo
a quello di riferimento, al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate l’elenco
dei soggetti erogatori e l’ammontare delle erogazioni da essi effettuate.
Versamento delle somme in caso di superamento del limite
Le deduzioni per le imprese eroganti sono totali mentre i soggetti beneficiari,
qualora l’ammontare totale delle erogazioni liberali in denaro superi la somma annua
assegnata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (comma 3 dell’art. 38 della
legge 342/2000), riceveranno dal Ministero per i Beni e le Attività culturali una comunicazione
riguardante la somma da versare all’Erario determinata dallo stesso Ministero,
secondo le modalità previste dall’art. 2 del D.M. del 3 ottobre 2002 (pari al 37 per
cento della differenza tra le somme ricevute e la quota assegnata).
In definitiva, nell’ipotesi in cui il soggetto beneficiario delle erogazioni abbia
ricevuto importi maggiori del consentito gli si preleva il risparmio d’imposta riconosciuto
dall’impresa erogante, vale a dire il 37 per cento che è pari all’aliquota IRPEG
in vigore nell’anno di emanazione della norma.
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali, entro il 30 aprile dell’anno successivo
a quello di riferimento, comunica ai soggetti beneficiari la quota loro spettante e la
somma da versare all’Erario; entro lo stesso termine detta comunicazione dovrà essere
inviata per via telematica anche al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate.
Il riversamento in questi ultimi anni non si è verificato: nel 2006 su un tetto massimo
fissato di oltre 139 milioni il monte erogazioni ha superato di poco i 30 milioni.
Da ciò appare evidente che l’opportunità offerta ai contribuenti è stata, finora,
sfruttata solo in parte.
Sono considerate erogazioni liberali anche le elargizioni di denaro per le quali
il beneficiario formula pubblico ringraziamento al soggetto erogante (ad esempio “…
con il contributo di…”).
Tale disposizione apparentemente secondaria, in realtà, risulta di notevole rilievo
in quanto, in tale ipotesi, l’impresa erogante ottiene un duplice beneficio: uno di
natura tributaria e l’altro a livello di immagine.
Viene evidenziato il nominativo dell’impresa donatrice su manifesti ed opuscoli inerenti alle iniziative finanziate.EsempioImporto da versare (37% di 9.150.000) €. 3.385.500
Importo eccedente (30,5% di 30mil) €. 9.150.000
Somme delle erogazioni liberali
ricevute dal singolo beneficiario
Percentuale di eccedenza 30,5%
Eccedenza €. 61.000.000
Somma compatibile €. 139.000.000
€. 200.000.000
Totale generale delle erogazioni
Art. 100, comma 2, lett. f) del D.P.R. n. 917/1986
La disposizione ripropone, in sostanza, a favore delle imprese, l’agevolazione
recata dall’art. 15, lettera h) del TUIR con riguardo alle erogazioni liberali per attività
culturali ed artistiche.
La ratio della norma in esame è quella di favorire l’acquisto, la manutenzione, la
protezione, il restauro dei beni che siano stati dichiarati meritevoli di tutela nei modi
previsti dal codice dei beni culturali.
L’art. 100 del TUIR al comma 2, lettera f) prevede la deducibilità dal reddito
d’impresa delle erogazioni liberali in denaro a favore di taluni soggetti ivi espressamente
I Beneficiari delle erogazioni liberali possono essere:
1. lo Stato, gli enti o istituzioni pubbliche;
2. le fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono
o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante
valore culturale e artistico, effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o
il restauro delle cose indicate nell’art. 2 del D. Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 e nel D.P.R.
30 settembre 1963, n. 1409 (il richiamo alle predette disposizioni deve intendersi aggiornato
attualmente all’art. 2 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 recante il codice dei
beni culturali e del paesaggio), ivi comprese le erogazioni effettuate per “l’organizzazione
di mostre e di esposizioni, che sia di rilevante interesse scientifico o culturale,
delle cose anzidette, e per gli studi e le ricerche eventualmente a tal fine necessari…”.
Per quanto riguarda le mostre, gli studi e le ricerche, le stesse devono essere autorizzate
dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, previo parere del competente
comitato tecnico scientifico del Consiglio per i beni culturali e ambientali.
Il Ministero approva, inoltre, la previsione di spesa e il conto consuntivo, nonché
stabilisce i tempi necessari affinché le associazioni, le istituzioni e le fondazioni utilizzino
i fondi per gli scopi indicati e controlla l’impiego delle erogazioni. Detti termini, per
cause non imputabili al donatario, possono essere prorogati per una sola volta. Le erogazioni,
non integralmente utilizzate nei termini assegnati o utilizzate non in conformità,
affluiscono all’entrate dello Stato. Tale agevolazione non prevede un tetto massimo
per le erogazioni e non scatta, quindi, il meccanismo del riversamento all’Erario.
La disposizione in esame attribuisce al Ministero per i Beni e le Attività culturali
l’obbligo di controllare l’impiego delle erogazioni liberali ivi previste e che le erogazioni
liberali, non integralmente utilizzate nei termini assegnati ovvero utilizzate non
in conformità alla destinazione, affluiscono nella loro totalità all’entrate dello Stato.
Sulla base delle precisazioni fornite al riguardo dallo stesso Ministero per i beni
e le attività culturali per le erogazioni liberali effettuate ai sensi dell’art. 100, comma
2 lettera f) del TUIR la norma non prevede che debba essere redatta un’apposita convenzione.
In ogni caso, precisa il Ministero, in luogo della convenzione dovrà essere
presentato dal soggetto erogatore alle Soprintendenze del settore competenti, in allegato
all’apposita istanza, un dettagliato progetto dell’iniziativa culturale che si intende
sostenere finanziariamente, completo di tutti i dati relativi alle previsioni di spesa.
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha, infine, chiarito che gli interventi,
sui beni per i quali è intervenuta la verifica dell’interesse culturale, soggetti ad autorizzazione
da parte del Ministero, per il tramite delle Soprintendenze di settore competenti,
sono quelli previsti dall’art. 21 e seguenti del codice dei beni culturali e del paesaggio,
tra i quali rientra, tra l’altro, l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere, anche
qualora la stessa venga finanziata, in tutto o in parte, mediante erogazioni liberali.
Per quanto riguarda, invece, le mostre, le esposizioni, gli studi e le ricerche,
finanziate mediante erogazioni liberali il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha
precisato che l’autorizzazione dello stesso Ministero deve essere resa secondo quanto
disposto dall’art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR.
Art. 100, comma 2, lett. g) del D.P.R. n. 917/1986
Sono deducibili, per un importo non superiore al 2 per cento del reddito di
impresa dichiarato, le erogazioni in denaro effettuate dalle imprese a favore di enti o
istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo
di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, effettuate per la realizzazione
di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento delle strutture esistenti,
nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo.
È previsto che le erogazioni affluiscano allo Stato, nel caso in cui i beneficiari
non le utilizzino entro il termine di due anni dalla data del ricevimento, per le finalità
sopra indicate (restauro e potenziamento delle strutture esistenti, produzione nei vari
settori dello spettacolo).
La procedura è snella, ma c’è il limite del 2 per cento.
Attività di rilevante valore culturale e artistico; la detrazione è pari al 19% delle erogazioni liberali effettuate a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i Beni Culturali e ambientali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale o artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose individuate ai sensi del decreto legislativo 42/2004 e del DPR 1409/63. Si segnala che la suddetta detrazione è sostituita temporaneamente, per gli anni 2014, 2015 e 2016, dal c.d. "Art-Bonus", limitatamente alle fattispecie previste da quest'ultima agevolazione (vedi sotto);
Enti operanti nello spettacolo; la detrazione è pari al 19% delle erogazioni liberali, per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che senza scopo di lucro svolgono esclusivamente attività nel settore dello spettacolo, effettuate per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento delle strutture esistenti, nonché per la produzione nei vari settori dello spettacolo. Si segnala che la suddetta detrazione è sostituita temporaneamente, per gli anni 2014, 2015 e 2016, dal c.d. "Art-Bonus", limitatamente alle fattispecie previste da quest'ultima agevolazione (vedi sotto);
Istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari, senza scopo di lucro, nonché istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università; le erogazioni devono essere finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa. Gli istituti scolastici devono appartenere al sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62 e successive modificazioni;
Ente ospedaliero "Ospedali Galliera di Genova", per erogazioni liberali finalizzate all'attività del Registro Nazionale dei donatori di midollo osseo, nel limite del 30% dell'imposta lorda dovuta.
Inoltre, spetta una detrazione pari al 26% (24% per l'anno 2013), per un importo non superiore a 30.000 euro, delle erogazioni liberali in denaro fatte a favore di:
Fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con d.P.C.M., nei Paesi non appartenenti all'OCSE per iniziative umanitarie, religiose o laiche.
ONG (Organizzazioni non Governative) operanti nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, ritenute idonee ai sensi dell'art. 28 della L. n. 49/1987, per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato;
Università ed Enti di ricerca; si tratta di erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di Università, fondazioni universitarie di cui all'art. 59 della legge n. 388/2000, del Fondo per il merito degli studenti universitari e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ivi compresi l'Istituto Superiore di Sanità, l'Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro, nonché gli enti parco nazionali e regionali;
Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale, degli enti da essa controllati e delle comunitÃ locali, per i fini di culto, istruzione, assistenza e beneficenza;
Ente patrimoniale della Chiesa di GesÃ¹ Cristo dei Santi degli ultimi giorni per attivitÃ di religione o di culto, per attivitÃ dirette alla predicazione del Vangelo, celebrazione di riti e cerimonie religiose, svolgimento dei servizi di culto, attivitÃ missionarie e di evangelizzazione, educazione religiosa, cura delle necessitÃ delle anime, rimborso delle spese dei ministri di culto e dei missionari;
Chiesa Apostolica in Italia e degli enti ed opere da essa controllati, per i fini di culto, istruzione, assistenza e beneficenza;
Unione Buddhista Italiana e degli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati, per il sostentamento dei ministri di culto e le attivitÃ di religione o di culto;
Unione Induista Italiana e degli organismi civilmente riconosciuti da essa rappresentati, per il sostentamento dei ministri di culto, le esigenze di culto e le attivitÃ di religione o di culto.