Source: https://www.foroeuropeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3976:37-difetto-di-giurisdizione&catid=668:del-giudice-c-p-c-1-56
Timestamp: 2019-08-20 02:51:58+00:00
Document Index: 128444038

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 11', 'art. 41', 'art_041', 'art_037', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art_037', 'art_324', 'art_362', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 111', 'art_037', 'art_158', 'art_362', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 69', 'art_037', 'art_037', 'art_409', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 41', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 125', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 59', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 353', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 131', 'sentenza ', 'art. 79', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 125', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 700', 'art. 59', 'art. 37', 'art. 59', 'art. 700', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 37', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 161', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 136', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 404', 'art. 346', 'art. 346', 'art. 346', 'art. 329', 'art. 37', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 329', 'art. 5', 'art. 136', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 111', 'art. 33', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 823', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 346', 'art. 346']

Tempestiva riassunzione dinanzi al giudice indicato come munito della giurisdizione - Proposizione d'ufficio della questione di giurisdizione nel giudizio riassunto - Ammissibilità - Proposizione del regolamento preventivo nel giudizio riassunto - Inammissibilità – Fondamento Il processo che, a seguito di tempestiva riassunzione conseguente ad una pronuncia declinatoria della giurisdizione, si instaura innanzi al giudice indicato come munito di essa, non è un nuovo ed autonomo procedimento, ma la naturale prosecuzione dell'unico giudizio sicché, mentre nella ricorrenza delle condizioni di cui all'art. 59, comma 3, della l. n. 69 del 2009 (e dell'art. 11, comma 3, del c.p.a.) e sempre che la causa riassunta costituisca la riproposizione di quella originaria, il giudice successivamente adito può sollevare d'ufficio la questione di giurisdizione, al contrario, nel giudizio riassunto non può essere sollevato il regolamento preventivo ex art. 41 c.p.c., giacché la pronuncia declinatoria emessa nella prima fase integra una decisione sulla giurisdizione assunta nell'unitario giudizio e, pertanto, ostativa alla proposizione del regolamento preventivo, il quale è utilizzabile solo nella prima fase del medesimo giudizio, ove tale decisione ancora manca. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 9683 del 05/04/2019 (Rv. 653557 - 01) Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_037...
Giudicato sulla giurisdizione Nel caso di questione di giurisdizione prospettata sotto il profilo del c.d. eccesso di potere giurisdizionale, la possibile formazione, e la conseguente rilevazione da parte della Corte di cassazione, di un giudicato interno sulla giurisdizione per effetto della sentenza di primo grado, è configurabile solo quando l'eccesso sia stato commesso dal giudice speciale di primo grado, la sentenza non sia stata impugnata in appello sul punto ed il giudice speciale di secondo grado abbia a sua volta giudicato, confermando la decisione; qualora, invece, l'eccesso di potere giurisdizionale sia contestato in riferimento alla sentenza di secondo grado, assumendosi che vi sia incorso direttamente il giudice d'appello oppure, qualora l'eccesso sia stato commesso dal primo giudice, il vizio sia stato fatto valere mediante l'appello ma il giudice di secondo grado abbia disatteso il relativo motivo di impugnazione, così avallando a sua volta l'eccesso, la formazione di un giudicato interno si verifica se la sentenza di appello non venga impugnata sul punto in Cassazione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 9680 del 05/04/2019 (Rv. 653785 - 03) Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_362...
Componente del Consiglio di giustizia amministrativa - Contestuale incarico presso la Commissione paritetica Ex art. 43 dello statuto della Regione Siciliana - Totale carenza di legittimazione dell'organo giudicante per assoluta inidoneità di uno dei suoi componenti - Insussistenza - Rilevanza ai fini della giurisdizione - Esclusione. Il contestuale svolgimento da parte di un giudice del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana dell'incarico di componente della Commissione paritetica di cui all'art. 43 dello statuto regionale non integra una ipotesi di difetto di giurisdizione per illegittima costituzione del giudice speciale - e non è pertanto denunciabile con ricorso per cassazione ex art. 111, comma 8, Cost. - non essendo ravvisabile in tale ipotesi una totale carenza di legittimazione dell'organo giudicante per assoluta inidoneità di uno dei componenti, né un vizio di costituzione del collegio giudicante di particolare gravità, atteso che tale incarico non determina un incardinamelo nei ruoli dell'amministrazione regionale e, pertanto, non dà luogo ad un collegamento organico o ad un rapporto di dipendenza con l'amministrazione stessa tali da implicare stati di soggezione o possibili forme di condizionamento suscettibili di menomare l'indipendenza e l'imparzialità di giudizio. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 9042 del 01/04/2019 (Rv. 653553 - 01) Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_158, Cod_Proc_Civ_art_362...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - impiego pubblico - Dirigenti psicologi in rapporto di lavoro "a convenzione" dal 1980 con il SSN - Inquadramento straordinario in ruolo ex art. 3 della l. n. 207 del 1985 - Delibere risalenti agli anni 1985-1986 - Omesso riconoscimento dell'anzianità pregressa - Giurisdizione del G.A. - Fondamento. Nella controversia instaurata per il riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa dai dirigenti psicologi già in rapporto di lavoro "a convenzione" con il SSN a far data dal 1980, ed inquadrati straordinariamente in ruolo ai sensi dell'art. 3 della l. n. 207 del 1985, con delibere risalenti agli anni tra il 1985-1986, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto la lesione del diritto di cui chiedono tutela, ed il conseguente inadempimento della P.A., si è consumato istantaneamente all'atto dell'inquadramento, pacificamente disposto con provvedimenti adottati prima del 30 giugno 1998, che l'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, fissa quale discrimine temporale per il passaggio dalla giurisdizione amministrativa a quella ordinaria, dando rilievo al momento in cui, in concreto, la pretesa dedotta in giudizio sia divenuta azionabile. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7208 del 13/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_037...
Giurisdizione civile - stati esteri ed enti extraterritoriali - Rapporto di lavoro alle dipendenze del British Council - Controversia su aspetti patrimoniali - Giurisdizione del giudice italiano - Sussistenza - Fondamento. Nella controversia instaurata da un dipendente del British Council, già assunto a tempo indeterminato, per il riconoscimento del trattamento retributivo conseguente alla nullità di precedenti contratti a termine, sussiste la giurisdizione del giudice italiano, in applicazione del principio della cd. immunità ristretta, in quanto la ricostruzione del rapporto da un punto di vista economico non comporta in alcun modo apprezzamenti, indagini o statuizioni che possano incidere o interferire sugli atti o comportamenti dell'ente pubblico estero che siano espressione dei suoi poteri sovrani di autorganizzazione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6884 del 08/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_409...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - preventivo - Opposizione della P.A. ex art. 48 c.p.a. - Mancata contestazione della giurisdizione amministrativa - Declaratoria di inammissibilità - Prosecuzione del procedimento in sede straordinaria - Proposizione del regolamento preventivo di giurisdizione - Ammissibilità - Fondamento. Ricorsi amministrativi - ricorso straordinario al capo dello stato - in genere. In tema di ricorso straordinario al Capo dello Stato, ove l'amministrazione intimata abbia proposto opposizione al ricorso ex art. 48 c.p.a., senza contestare la giurisdizione amministrativa, e il TAR l'abbia dichiarata inammissibile per tardività, rimettendo gli atti all'amministrazione per la prosecuzione del procedimento in sede straordinaria, il regolamento preventivo di giurisdizione, con il quale l'amministrazione deduca in tale sede l'insussistenza della giurisdizione amministrativa – presupposto indefettibile del ricorso straordinario al Capo dello Stato ex art. 7, comma 8, c.p.a. –, ben può essere proposto fino al momento della pronuncia del parere del Consiglio di Stato che, formando il contenuto sostanziale della conforme decisione giustiziale del Presidente della Repubblica, ne costituisce l'antecedente necessario e segna il momento preclusivo per far valere il difetto del presupposto della decisione. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 1413 del 18/01/2019 &nbsp...
Giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo) - connessione con domanda pendente davanti a giudici italiani - azione di garanzia impropria - giurisdizione del giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale - sussistenza - estensione al terzo chiamato della domanda originariamente proposta dall’attore contro il convenuto - irrilevanza – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 30420 del 23/11/2018 Va affermata la giurisdizione del giudice italiano sulla domanda di garanzia impropria formulata, in un giudizio tra parti italiane, dal convenuto della causa principale nei confronti di un soggetto di diritto straniero, atteso che - ai sensi dell'art. 6.2 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale firmata a Bruxelles il 27 settembre 1968, ratificata e resa esecutiva con l. n. 804 del 1971 - il garante estero può essere citato davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, senza che assumano rilevanza né la distinzione tra garanzia propria e garanzia impropria (salvo l'accertamento sulla non pretestuosità della chiamata, in quanto volta a distogliere il convenuto dal giudice naturale), né l'estensione allo straniero chiamato in garanzia della domanda originariamente proposta dall'attore nei confronti del convenuto italiano, atteso che in tal caso si determina la connessione prevista dall'art. 6.1 della predetta Convenzione, in forza della quale sussiste la giurisdizione del giudice italiano sull'intera causa anche quando uno solo dei convenuti sia domiciliato nel territorio dello Stato. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 30420 del 23/11/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione – preventivo - convenuto residente o domiciliato in italia - deroga convenzionale in favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero - contestazione preventiva della giurisdizione italiana – ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018 Il regolamento preventivo di giurisdizione di cui all'art. 41 c.p.c., per sollevare una questione concernente il difetto di giurisdizione del giudice italiano, è ammissibile non solo allorché il convenuto nella causa di merito sia domiciliato o residente all'estero, ma anche quando lo stesso, pur domiciliato e residente in Italia, contesti la giurisdizione italiana in forza di una deroga convenzionale a favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione – preventivo - prove costituende - necessità - conseguenze - proposizione del regolamento - inammissibilità - condizioni - tempestiva richiesta istruttoria – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018 In tema di regolamento di giurisdizione, l'impossibilità di dedurre avanti alla Corte di cassazione prove "costituende" comporta l'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione (peraltro riproponibile successivamente all'espletamento delle prove stesse avanti al giudice del merito), nelle sole ipotesi in cui l'accertamento istruttorio necessario ai fini della statuizione sulla giurisdizione sia stato effettivamente e concretamente precluso dalla proposizione dell'istanza ad iniziativa dell'altra parte, non essendo sufficiente che tale accertamento sia prospettato come possibile, stante la necessità di contemperare i limiti dei poteri di accertamento della Corte di cassazione con le esigenze di immediata regolazione della giurisdizione sottese all'istituto. (Nella specie, la S.C. ha rigettato l'eccezione di inammissibilità in quanto formulata in astratto, senza l'indicazione dell'oggetto dell'accertamento istruttorio utile ai fini della risoluzione della questione di giurisdizione). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione – preventivo - convenuto residente o domiciliato in Italia - deroga convenzionale in favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero - contestazione preventiva della giurisdizione italiana - ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018 >>> Il regolamento preventivo di giurisdizione di cui all'art. 41 c.p.c., per sollevare una questione concernente il difetto di giurisdizione del giudice italiano, è ammissibile non solo allorché il convenuto nella causa di merito sia domiciliato o residente all'estero, ma anche quando lo stesso, pur domiciliato e residente in Italia, contesti la giurisdizione italiana in forza di una deroga convenzionale a favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione – preventivo - prove costituende - necessità - conseguenze - proposizione del regolamento - inammissibilità - condizioni - tempestiva richiesta istruttoria - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018 >>> In tema di regolamento di giurisdizione, l'impossibilità di dedurre avanti alla Corte di cassazione prove "costituende" comporta l'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione (peraltro riproponibile successivamente all'espletamento delle prove stesse avanti al giudice del merito), nelle sole ipotesi in cui l'accertamento istruttorio necessario ai fini della statuizione sulla giurisdizione sia stato effettivamente e concretamente precluso dalla proposizione dell'istanza ad iniziativa dell'altra parte, non essendo sufficiente che tale accertamento sia prospettato come possibile, stante la necessità di contemperare i limiti dei poteri di accertamento della Corte di cassazione con le esigenze di immediata regolazione della giurisdizione sottese all'istituto. (Nella specie, la S.C. ha rigettato l'eccezione di inammissibilità in quanto formulata in astratto, senza l'indicazione dell'oggetto dell'accertamento istruttorio utile ai fini della risoluzione della questione di giurisdizione). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29879 del 20/11/2018...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - pensione dipendente pubblico - diritto alla perequazione automatica - giurisdizione contabile - sussistenza – ragioni - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29395 del 15/11/2018 La controversia relativa al ricalcolo della pensione di un pubblico dipendente, per effetto del riconoscimento del diritto alla perequazione automatica, in applicazione della sentenza della Corte cost. n. 70 del 2015, rientra nella giurisdizione esclusiva della Corte dei conti, che ricomprende tutte le controversie funzionali e connesse al diritto alla pensione dei pubblici dipendenti, in quanto attinente all'accertamento della misura della pensione, in relazione ad aumenti connessi per legge al periodico adeguamento al costo della vita. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 29395 del 15/11/2018 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - pensione dipendente pubblico - diritto alla perequazione automatica - giurisdizione contabile - sussistenza - ragioni. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29395 del 15/11/2018 >>> La controversia relativa al ricalcolo della pensione di un pubblico dipendente, per effetto del riconoscimento del diritto alla perequazione automatica, in applicazione della sentenza della n. 70 del 2015, rientra nella giurisdizione esclusiva della Corte dei conti, che ricomprende tutte le controversie funzionali e connesse al diritto alla pensione dei pubblici dipendenti, in quanto attinente all'accertamento della misura della pensione, in relazione ad aumenti connessi per legge al periodico adeguamento al costo della vita. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 29395 del 15/11/2018...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - attore soccombente nel merito - impugnazione per difetto di giurisdizione - inammissibilità - fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22439 del 24/09/2018 >>> L'attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato ad interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto in quanto non soccombente su tale, autonomo capo della decisione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22439 del 24/09/2018...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - Attore soccombente nel merito - Impugnazione per difetto di giurisdizione - Inammissibilità - Fondamento. corte di cassazione, sez. u, sentenza n. 22439 del 24/09/2018 L'attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato ad interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto in quanto non soccombente su tale, autonomo capo della decisione. corte di cassazione, sez. 2, sentenza n. 22519 del 24/09/2018...
Regolamento di giurisdizione – Giudicato esterno – Rilevanza – Limiti – Fattispecie. Le sentenze di merito che statuiscono sulla giurisdizione sono suscettibili di acquistare autorità di giudicato esterno, sì da spiegare i propri effetti anche al di fuori del processo nel quale siano state rese, solo in quanto in esse la pronuncia sulla giurisdizione, sia pure implicita, si coniughi con una di merito, fermo restando che tale efficacia presuppone il passaggio in giudicato formale delle sentenze stesse ed è limitata a quei processi che abbiano per oggetto cause identiche, non solo soggettivamente ma anche oggettivamente, a quelle in cui si è formato il giudicato esterno (anche sulla giurisdizione), il quale costituisce oggetto di eccezione in senso proprio. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la sentenza del T.A.R., con la quale era stato dichiarato inammissibile, per difetto di interesse, il ricorso proposto dal privato avverso provvedimento comunale di autorizzazione al compimento di opere carrabili, avesse determinato un giudicato esterno implicito sulla giurisdizione, non risultandone l'avvenuto passaggio in giudicato, difettando una statuizione di merito e non essendovi identità delle cause). Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 4997 del 02/03/2018 &nbsp...
Pronuncia di merito di primo grado che riconosce implicitamente la giurisdizione - Appello incidentale anche della parte vittoriosa - Necessità - Omissione - Ricorso per cassazione sul punto - Ammissibilità - Esclusione - Formazione del giudicato implicito sulla giurisdizione. Allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito, affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione, la parte che intende contestare tale riconoscimento è tenuta a proporre appello sul punto, eventualmente in via incidentale condizionata, trattandosi di parte vittoriosa; diversamente, l'esame della relativa questione è preclusa in sede di legittimità, essendosi formato il giudicato implicito sulla giurisdizione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2605 del 02/02/2018 &nbsp...
Incentivi economici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili - Provvedimento di annullamento del Gestore dei servizi energetici e richiesta di rimborso - Controversia relativa - Giurisdizione amministrativa esclusiva - Sussistenza – Fondamento - Fattispecie. Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla causa avente ad oggetto l’annullamento del provvedimento emesso dal gestore dei servizi energetici con riguardo agli incentivi economici per la produzione di energia da fonte rinnovabile, poiché viene in rilievo un atto che non ha incidenza diretta sulla materia delle acque pubbliche, ma concerne l’indirizzo della produzione energetica nazionale. (Nella fattispecie, sul presupposto del riscontrato superamento della portata media annua di prelievo d’acqua, erano stati domandati ad una società, con due separati provvedimenti, dalla Regione il pagamento di maggiori canoni di derivazione idroelettrica e dal gestore del servizio energetico la restituzione delle incentivazioni accordate. La S.C., nell’enunciare il summenzionato principio, ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo con riferimento alla controversia riguardante la richiesta di rimborso delle somme a titolo di incentivazione) Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 26150 del 03/11/2017 &nbsp...
Giudicato implicito - Sentenza di incostituzionalità - Rilevanza nel processo - Esclusione - Fondamento. Il giudicato implicito sulla sussistenza della giurisdizione, formatosi per effetto della non impugnazione sulla questione di giurisdizione della sentenza che ha deciso il merito della controversia, preclude alla pronuncia di incostituzionalità della norma sul cui presupposto il giudice ha deciso nel merito di produrre effetti nel processo, poichè il rilievo del difetto di giurisdizione è ormai precluso. Corte di Cassazione Sez. 5 - , Ordinanza n. 17827 del 19/07/2017 &nbsp...
Clausola compromissoria - Eccezione di compromesso - Natura - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Ragioni - Regolamento ex art. 41 c.p.c. - Ammissibilità - Difetto di giurisdizione derivante da clausola compromissoria - Rilevabilità in ogni stato e grado del processo - Limiti. In presenza di una clausola compromissoria di arbitrato estero, l'eccezione di compromesso, attesa la natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario da attribuirsi all'arbitrato rituale in conseguenza delle disciplina complessivamente ricavabile dalla l. n. 5 del 1994 e dal d.lgs. n. 40 del 2006, deve ricomprendersi, a pieno titolo, nel novero di quelle di rito, dando così luogo ad una questione di giurisdizione e rendendo ammissibile il regolamento preventivo di cui all'art. 41 c.p.c., precisandosi, peraltro, che il difetto di giurisdizione nascente dalla presenza di una clausola compromissoria siffatta può essere rilevato in qualsiasi stato e grado del processo, a condizione che il convenuto non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana, e dunque solo qualora questi, nel suo primo atto difensivo, ne abbia eccepito la carenza. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14649 del 13/06/2017 &nbsp...
Dipendente di ambasciata - Azione di reintegra nel posto di lavoro - Difetto di giurisdizione del giudice italiano - Fondamento - Aspetti patrimoniali della controversia - Giurisdizione del giudice italiano - Sussistenza - Limiti. Nella controversia instaurata da una dipendente dell’ambasciata di uno Stato estero (nella specie l’Ambasciata in Italia della Repubblica dello Zambia), per sentir dichiarare l’inesistenza, la nullità e l’inefficacia, ed in ogni caso l’illegittimità del licenziamento intimatole e la correlata reintegra nel posto di lavoro, attesa l'operatività del principio dell'immunità ristretta, recepito dall'art. 11 della Convenzione delle Nazioni Unite adottata a New York il 2 dicembre 2004, e ratificata in Italia con la l. n. 5 del 2013, difetta la giurisdizione del giudice italiano in ordine alla domanda di reintegra, perché tale pretesa investe in via diretta l’esercizio di poteri pubblicistici dell’ente straniero, mentre la stessa giurisdizione sussiste con riguardo agli aspetti patrimoniali della controversia - direttamente o indirettamente collegati all’impugnazione del licenziamento, quali il pagamento di differenze retributive - che non sono, di per sé, idonei ad incidere sull’autonomia e sulle potestà pubblicistiche dell'ente predetto, sempre che non ricorrano le ragioni di sicurezza ex art. 2, lett. d), della citata Convenzione. Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 13980 del 06/06/2017 &nbsp...
"Translatio iudicii" - Atto di prosecuzione del giudizio - Contenuto - Giudizio di tipo impugnatorio e di tipo cognitivo - Riproposizione della domanda e atto di riassunzione - Diversità – Fondamento In tema di “translatio iudicii”, qualora un giudice abbia declinato la propria giurisdizione, l'atto che determina la prosecuzione del giudizio è diversamente regolato a seconda che debba essere proposto davanti ad un giudice la cui giurisdizione abbia, o meno, le medesime caratteristiche della prima, sicché, ove si passi da un processo di tipo prevalentemente impugnatorio ad uno esclusivamente di cognizione sul rapporto, o viceversa, l'atto di prosecuzione deve assumere la forma di una riproposizione della domanda, stante il necessario adattamento del “petitum”, mentre, se il giudizio prosegua verso altro avente le medesime caratteristiche, detto atto assume la forma di un atto di riassunzione, regolato dall'art. 125-bis disp. att. c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 25837 del 15/12/2016 &nbsp...
Attore soccombente nel merito - Impugnazione per difetto di giurisdizione - Inammissibilità - Fondamento. L'attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato ad interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto in quanto non soccombente su tale, autonomo capo della decisione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21260 del 20/10/2016 &nbsp...
Giudizio amministrativo - Eccezione di difetto di giurisdizione - Proposizione per la prima volta in appello dopo l'entrata in vigore del nuovo c.p.a. - Tardività - Ragioni. Nel giudizio amministrativo, la proposizione in appello dell'eccezione di difetto di giurisdizione non sollevata in primo grado, né con la costituzione in sede di gravame tramite impugnazione incidentale, è preclusa, per il giudicato implicito formatosi sulla giurisdizione e senza che il giudice possa rilevarne d'ufficio l'eventuale carenza, ove tale proposizione sia avvenuta successivamente all'entrata in vigore del codice del processo amministrativo, attesi i principi del "tempus regit actum" e di non ultrattività delle disposizioni di legge dopo la loro abrogazione, implicita o esplicita, avendo quel codice lasciato ampio spazio temporale alle parti, nella volutamente estesa sua "vacatio legis", per formulare quelle eccezioni e compiere quegli atti che, vigente la precedente legislazione, potevano ritenersi consentiti seppure alla stregua di interpretazioni giurisprudenziali non univoche. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 19912 del 05/10/2016 &nbsp...
Azione revocatoria - Legittimazione del P.G. contabile e della P.A. - Rispettiva giurisdizione del giudice contabile e di quello ordinario - Limiti - Coordinamento tra le due azioni - Accertamento interno alle rispettive giurisdizioni. In tema di tutela del credito da danno erariale, la spettanza al P.M. contabile dell'esercizio dell'azione revocatoria innanzi alla Corte di conti, ex art. 1, comma 174, della l. n. 266 del 2005, non esclude la sussistenza della legittimazione dell'amministrazione danneggiata, come per qualsiasi altro creditore, ad esperire l'omologa azione davanti al giudice ordinario, ancorchè sulla base della stessa situazione creditoria legittimante l'azione del P.M. contabile, ed i problemi di coordinamento nascenti da tale fenomeno di colegittimazione all'esercizio di quell'azione a due soggetti diversi e davanti a distinte giurisdizioni vanno esaminati e risolti, da ciascuna delle giurisdizioni eventualmente investite, nell'ambito dei poteri interni ad ognuna di esse, non riguardando una questione di individuazione della giurisdizione stessa. Sez. U, Ordinanza n. 14792 del 19/07/2016 &nbsp...
Convenuto residente o domiciliato in Italia - Inammissibilità del regolamento - Ragioni - Difetto di giurisdizione, per effetto di "State immunity", eccepito nel giudizio di merito - Irrilevanza - Fondamento. Il regolamento preventivo di cui all'art. 41 c.p.c. è un istituto di natura straordinaria ed eccezionale, non estensibile ad ipotesi ivi non contemplate, sicché è inammissibile ove proposto per sollevare una questione concernente il difetto di giurisdizione del giudice italiano allorché convenuti nella causa di merito siano soggetti residenti e domiciliati in Italia. Né rileva che costoro abbiano, nel giudizio, eccepito l'immunità giurisdizionale loro spettante quali organi di uno Stato straniero, atteso che, in mancanza della condizione legittimante l'accesso allo strumento, ogni eventuale questione di giurisdizione può e deve essere scrutinata dal giudice di merito e può essere oggetto di impugnazione ordinaria, senza alcun "vulnus" al diritto all'equo processo in relazione alla determinabilità della giurisdizione. Sez. U, Ordinanza n. 13569 del 04/07/2016 &nbsp...
Pubblico impiego contrattualizzato - Inadempimento unitario dell'amministrazione - Giurisdizione del giudice ordinario anche per il periodo anteriore al 30 giugno 1998 - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie in tema di patologie da esposizione a radiazioni. In tema di pubblico impiego contrattualizzato, qualora il lavoratore deduca un inadempimento dell'amministrazione espressione di un fenomeno unitario, la protrazione della fattispecie oltre il discrimine temporale del 30 giugno 1998 radica la giurisdizione presso il giudice ordinario anche per il periodo anteriore a tale data, dovendo essere egualmente unitario il giudizio sul danno conseguente. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice ordinario anche sulla domanda di risarcimento del danno per patologie manifestatasi prima del 30 giugno 1998, ma dipendenti da un'unica causa, individuata nella esposizione professionale a radiazione ionizzanti). &nbsp...
Giudice adito - Verifica della propria giurisdizione - Dovere. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29 del 05/01/2016 Ogni giudice, anche qualora dubiti della sua competenza, deve sempre verificare innanzitutto, anche di ufficio, la sussistenza della propria giurisdizione. Dovere. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29 del 05/01/2016 &nbsp...
Opposizione al precetto di rilascio - Eccezione di giurisdizione per esistenza di usi civici - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 65 del 07/01/2016 Presupposto del processo di esecuzione civile è l'esistenza di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile, senza che possano venire in rilievo profili cognitori di accertamento dell'obbligazione, sicché, in punto di giurisdizione, non può individuarsi altro giudice competente sulla materia; l'intimato al rilascio non può eccepire, quindi, con l'opposizione al precetto, il difetto della giurisdizione ordinaria connesso alla legittimazione e affrancazione del terreno, che egli assuma gravato da usi civici. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 65 del 07/01/2016 &nbsp...
Giudice adito - Verifica della propria giurisdizione - Dovere. Ogni giudice, anche qualora dubiti della sua competenza, deve sempre verificare innanzitutto, anche di ufficio, la sussistenza della propria giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29 del 05/01/2016 &nbsp...
Regolamento facoltativo di competenza avverso sentenza di primo grado - Rilevazione di ufficio del difetto di giurisdizione - Ammissibilità - Fondamento. Qualora una sentenza di primo grado, recante l'espressa affermazione della giurisdizione dell'adito giudice ordinario e la successiva declinatoria della sua competenza, sia stata impugnata con regolamento di competenza, da qualificarsi come facoltativo, la Corte di cassazione, non essendosi formato il giudicato sulla giurisdizione, giusta l'art. 43, comma 3, primo periodo, c.p.c., può rilevarne d'ufficio il difetto da parte di quel del giudice ai sensi dell'art. 37 c.p.c., attesi i concorrenti principi di pregiudizialità della questione di giurisdizione rispetto a quella di competenza, di economia processuale, di ragionevole durata del processo e l'attribuzione costituzionalmente riservata alla Suprema Corte di tutte le predette questioni, nonché il rilievo che la sua statuizione sulla sola questione di competenza risulterebbe "inutiliter data" se l'impugnazione riguardante la questione di giurisdizione ne sancisse la carenza per quel giudice. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29 del 05/01/2016 &nbsp...
Questione di giurisdizione e di competenza - Pregiudizialità - Deroghe - Condizioni e fondamento. La pregiudizialità della questione di giurisdizione rispetto a quella di competenza - fondata sulle previsioni costituzionali riguardanti il diritto alla tutela giurisdizionale, la garanzia del giudice naturale precostituito per legge, i principi del giusto processo, l'attribuzione della giurisdizione a giudici ordinari, amministrativi e speciali ed il suo riparto tra questi secondo criteri predeterminati - può essere derogata solo in forza di norme o principi della Costituzione o espressivi di interessi o di valori di rilievo costituzionale, come, ad esempio, nei casi di mancanza delle condizioni minime di legalità costituzionale nell'instaurazione del "giusto processo", oppure della formazione del giudicato, esplicito o implicito, sulla giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29 del 05/01/2016...
Giudizio elettorale ex art. 22 del d.lgs. n. 150 del 2011 - P.M. parte necessaria - Regolamento preventivo di giurisdizione - Integrazione del contraddittorio - Limiti - Inammissibilità del ricorso - Principio della ragione più liquida - Applicazione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23542 del 18/11/2015 Nel giudizio elettorale regolato dall'art. 22 del d.lgs. n. 150 del 2011 il pubblico ministero è parte necessaria, sicché, ove il regolamento preventivo di giurisdizione non risulti ad esso notificato, va disposta l'integrazione del contraddittorio, a meno che, in applicazione del principio della "ragione più liquida", il ricorso non risulti, in evidenza, inammissibile, traducendosi, in tal caso, in una attività processuale del tutto ininfluente sull'esito del giudizio e lesiva del principio della ragionevole durata del processo. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23542 del 18/11/2015 &nbsp...
Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo limitata alla sola giurisdizione - Efficacia di giudicato esterno al processo - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15208 del 21/07/2015 Le sentenze dei giudici ordinari di merito, o dei giudici amministrativi, che statuiscano sulla sola giurisdizione - diversamente da quelle delle sezioni unite della Suprema Corte, alla quale, per la funzione istituzionale di organo regolatore della giurisdizione, spetta il potere di adottare decisioni dotate di efficacia esterna -, non sono idonee ad acquistare autorità di cosa giudicata in senso sostanziale ed a spiegare, perciò, effetti al di fuori del processo nel quale siano state rese, salvo che la decisione, sia pur implicita, sulla giurisdizione si rapporti con una statuizione di merito. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15208 del 21/07/2015 &nbsp...
Regolamento di giurisdizione richiesto d'ufficio dal Consiglio di Stato in sede di appello - Inosservanza del termine ex art. 59, comma 3, della legge n. 69 del 2009 - Inammissibilità - Decisione assunta in primo grado con rito camerale - Irrilevanza - Fondamento - Richiesta delle parti appellanti - Ininfluenza - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 10922 del 19/05/2014 È inammissibile il conflitto negativo di giurisdizione sollevato d'ufficio dal Consiglio di Stato oltre il termine stabilito dall'art. 59, comma 3, della legge 18 giugno 2009, n. 69, ossia successivamente alla prima udienza fissata per la trattazione del merito, dovendosi escludere che la scelta, da parte del giudice amministrativo in primo grado, di definire il procedimento con il rito camerale in luogo di quello ordinario sia idonea a determinare il superamento della barriera temporale stabilita dal legislatore, il cui scopo è quello di evitare che la questione di giurisdizione si trascini oltre la soglia di ingresso del giudizio, né assumendo rilievo un'eventuale richiesta degli appellanti, che non può influire, ampliandone i limiti, sull'esercizio di un potere officioso. (Nella specie, il TAR, dopo la declinatoria del Tribunale, aveva a sua volta declinato la giurisdizione con sentenza pronunciata in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm., per cui, il Consiglio di Stato, a fronte di una sollecitazione degli appellanti, aveva ritenuto di poter sollevare conflitto di giurisdizione). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 10922 del 19/05/2014 &nbsp...
Regolamento di giurisdizione d'ufficio - Proposizione da parte del primo giudice - Inammissibilità - Fondamento. Il giudice di primo grado, cui il giudice d'appello abbia rimesso la causa ai sensi dell'art. 353 cod. proc. civ. per averne riformato la declinatoria di giurisdizione, non può proporre regolamento di giurisdizione d'ufficio, essendo tenuto a statuire sulla domanda. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 3025 del 16/02/2015 &nbsp...
Pronuncia di merito del giudice ordinario od amministrativo - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Sussistenza - Successive controversie tra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto davanti ad un giudice diverso - Contestazione della giurisdizione - Esclusione - Fondamento. Il passaggio in giudicato di una pronuncia del giudice ordinario o del giudice amministrativo recante statuizioni sul merito di una pretesa riferita ad un determinato rapporto estende i suoi effetti al presupposto della sussistenza della giurisdizione di quel giudice su detto rapporto, a prescindere da un'esplicita declaratoria in tal senso, sicché le parti non possono più contestarla nelle successive controversie tra le stesse, fondate sul medesimo rapporto ed instaurate davanti ad un giudice diverso, in quanto il giudicato esterno ha la medesima autorità di quello interno, perseguendo entrambi il fine di eliminare l'incertezza delle situazioni giuridiche e di garantire la stabilità delle decisioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22745 del 27/10/2014 &nbsp...
Eccezione di difetto di giurisdizione nel corso del giudizio - Ammissibilità - Limiti. Il principio sancito dall'art. 11 della legge 31 maggio 1995, n. 218, per il quale il difetto di giurisdizione del giudice italiano è rilevabile d'ufficio, in qualsiasi stato e grado del processo, fino alla costituzione del convenuto, implica che il convenuto contumace può eccepire il difetto di giurisdizione del giudice adito dall'attore anche nel corso del giudizio, purché ciò faccia nella prima difesa e sempre che sulla questione di giurisdizione non si sia formato il giudicato. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22035 del 17/10/2014 &nbsp...
Organo giurisdizionale - Difetto di "potestas iudicandi" per asserita illegittimità costituzionale della legge istitutiva - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Esclusione. L'asserito difetto di "potestas iudicandi" dell'organo giurisdizionale, perché ritenuto istituito con norma tacciata di illegittimità costituzionale, non integra una questione di giurisdizione bensì, nel caso in cui trovi accoglimento la relativa eccezione di illegittimità costituzionale, un vizio di costituzione del giudice, rilevabile ai sensi degli artt. 158 cod. proc. civ. e 161 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19741 del 19/09/2014 &nbsp...
Dichiarazione di "incompetenza" da parte del giudice italiano a favore del giudice straniero - Rimedio esperibile - Regolamento di competenza o ricorso straordinario per cassazione - Esclusione - Fondamento. Qualora il giudice ordinario abbia, in primo grado, dichiarato la propria "incompetenza" in favore del giudice straniero, la relativa sentenza non è impugnabile con il regolamento di competenza, nè con il ricorso straordinario per cassazione, trattandosi di una decisione sulla "competenza internazionale" che attiene non alla ripartizione interna della competenza tra i giudici dell'ordinamento italiano, ma ad una questione di giurisdizione tra i giudici di diversi Stati. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19004 del 10/09/2014 &nbsp...
Lavoratore dipendente di ambasciata di Stato estero - Azione di reintegra - Giurisdizione del giudice italiano - Esclusione - Fondamento - Principio dell'immunità ristretta - Derogabilità convenzionale - Esclusione - Art. 11 della Convenzione di New York del 2 dicembre 2004, ratificata con legge n. 5 del 2013 - Parte integrante del diritto consuetudinario internazionale - Art. 11, par. 2, lett. f) della citata Convenzione - Portata. In tema di rapporto di lavoro alle dipendenze delle ambasciate di Stati esteri, la domanda intesa ad ottenere la reintegra del lavoratore nel posto di lavoro postula apprezzamenti, indagini o statuizioni idonee ad incidere od interferire sugli atti o comportamenti dello Stato estero espressione dei suoi poteri sovrani di autorganizzazione, per cui, in applicazione del principio dell'immunità ristretta, non sussiste la giurisdizione del giudice italiano, dovendosi escludere che le parti possano, in via convenzionale, derogare al suddetto principio. Né è ammissibile una diversa soluzione in relazione ai principi sanciti dall'art. 11 della Convenzione delle Nazioni Unite sulle immunità giurisdizionali, degli Stati e dei loro beni, fatta a New York il 2 dicembre 2004 e ratificata con la legge 14 gennaio 2013, n. 5 - i quali, pur non essendo la Convenzione applicabile "ratione temporis", costituiscono, alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU, sentenza 18 gennaio 2011, Guadagnino c. Italia e Francia), parte integrante del diritto consuetudinario internazionale - atteso che, ai sensi dell'art. 11, par. 2, lett. c), della citata Convenzione, sussiste l'immunità giurisdizionale ove l'azione abbia ad oggetto, tra l'altro, "il reinserimento" di un lavoratore, senza che possa essere invocato il disposto del successivo art. 11, par. 2, lett. f), che, nel consentire la devoluzione, convenzionale, alla giurisdizione esclusiva dei tribunali dello Stato estero (e, dunque, con ampliamento dell'immunità giurisdizionale), non può essere interpretato nel senso - inverso - di introdurre una generale derogabilità, convenzionale, all'immunità medesima. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9034 del 18/04/2014 &nbsp...
Eccezione di compromesso - Natura - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Ragioni - Regolamento ex art. 41 cod. proc. civ. - Ammissibilità - Difetto di giurisdizione derivante da clausola compromissoria - Rilevabilità in ogni stato e grado del processo - Limiti. In presenza di una clausola compromissoria di arbitrato estero, l'eccezione di compromesso, attesa la natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario da attribuirsi all'arbitrato rituale in conseguenza delle disciplina complessivamente ricavabile dalla legge 5 gennaio 1994, n. 5 e dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, deve ricomprendersi, a pieno titolo, nel novero di quelle di rito, dando così luogo ad una questione di giurisdizione e rendendo ammissibile il regolamento preventivo di cui all'art. 41 cod. proc. civ., precisandosi, peraltro, che il difetto di giurisdizione nascente dalla presenza di una clausola compromissoria siffatta può essere rilevato in qualsiasi stato e grado del processo a condizione che il convenuto non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana, e dunque solo qualora questi, nel suo primo atto difensivo, ne abbia eccepito la carenza. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 24153 del 25/10/2013 &nbsp...
Eccezione di difetto di giurisdizione sollevata in sede di legittimità - Inammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Edilizia popolare ed economica - competenza e giurisdizione È inammissibile l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di legittimità, stante il giudicato implicito formatosi sulla pronuncia di merito, ove la questione non sia stata sollevata nei gradi anteriori di giudizio. (Nella specie, la Suprema Corte ha osservato che comunque, in materia di edilizia economica e popolare, sull'esclusione del socio per morosità decide il giudice ordinario e non la Commissione Regionale di Vigilanza di cui all'art. 131 del r.d. 28 aprile 1938, n. 1165, vertendosi in tema di diritti soggettivi e non del perseguimento di interessi pubblici, caratterizzato da potere discrezionale e da interessi legittimi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 22097 del 26/09/2013 &nbsp...
Eccesso di giurisdizione per invasione della sfera riservata al legislatore imputabile al giudice d'appello - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Configurabilità - Esclusione. Cosa giudicata civile - giudicato implicito. Non sussiste giudicato implicito sulla giurisdizione allorché l'interesse a sollevare l'eccezione del difetto di giurisdizione, nella specie per aver invaso la sfera delle attribuzioni riservate al legislatore, annullando una norma regolamentare diventata primaria in forza di rinvio recettizio, sorga sulla base del percorso decisionale in concreto adottato dal giudice in grado di appello. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20698 del 10/09/2013 &nbsp...
Eccesso di giurisdizione per invasione della sfera riservata al legislatore imputabile al giudice d'appello - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Configurabilità - Esclusione. Non sussiste giudicato implicito sulla giurisdizione allorché l'interesse a sollevare l'eccezione del difetto di giurisdizione, nella specie per aver invaso la sfera delle attribuzioni riservate al legislatore, annullando una norma regolamentare diventata primaria in forza di rinvio recettizio, sorga sulla base del percorso decisionale in concreto adottato dal giudice in grado di appello. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20698 del 10/09/2013 &nbsp...
Attribuzione al giudice ordinario civile o penale della "potestas iudicandi" - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. La questione relativa all'attribuzione al giudice ordinario penale o civile della "potestas iudicandi" su di una determinata controversia non pone un problema di riparto di giurisdizione, cioè di delimitazione della giurisdizione ordinaria nei confronti di quella amministrativa o speciale, ma investe la suddivisione delle competenze tra diversi giudici ugualmente esercitanti la giurisdizione ordinaria. (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile, ove qualificato come regolamento di giurisdizione, il ricorso proposto avverso alcune ordinanze cautelari, con cui l'adito giudice civile aveva ritenuto inammissibili le domande, con le quali l'istante aveva invocato l'adozione di provvedimenti necessari a consentirgli di difendersi personalmente in un giudizio penale pendente a suo carico, dopo che analoga pretesa era stata disattesa dal giudice di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 18189 del 29/07/2013 &nbsp...
Attribuzione al giudice ordinario civile o penale della "potestas iudicandi" - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 18189 del 29/07/2013 La questione relativa all'attribuzione al giudice ordinario penale o civile della "potestas iudicandi" su di una determinata controversia non pone un problema di riparto di giurisdizione, cioè di delimitazione della giurisdizione ordinaria nei confronti di quella amministrativa o speciale, ma investe la suddivisione delle competenze tra diversi giudici ugualmente esercitanti la giurisdizione ordinaria. (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile, ove qualificato come regolamento di giurisdizione, il ricorso proposto avverso alcune ordinanze cautelari, con cui l'adito giudice civile aveva ritenuto inammissibili le domande, con le quali l'istante aveva invocato l'adozione di provvedimenti necessari a consentirgli di difendersi personalmente in un giudizio penale a suo carico, dopo che analoga pretesa era stata disattesa dal giudice di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 18189 del 29/07/2013 &nbsp...
Interpretazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo - Attribuzione esclusiva alla Corte - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Questione relativa all'adempimento da parte dello Stato italiano a sentenza della Corte - Giurisdizione del giudice nazionale - Esclusione. Le questioni concernenti l'interpretazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo esulano dalle attribuzioni giurisdizionali del giudice nazionale, spettando l'attività di interpretazione di tali decisioni, in forza degli artt. 32 e 46 della Convenzione, nonché dell'art. 79 del Regolamento della Corte, in via esclusiva e definitiva alla stessa Corte; ne consegue che il giudice nazionale, se ha il dovere, nell'ambito della cognizione del singolo caso, di applicare i principi enunciati dalla Corte europea sulla base della Convenzione e dei relativi Protocolli, non ha invece giurisdizione al fine di stabilire se sia stata esattamente adempiuta dallo Stato italiano una specifica sentenza della Corte di Strasburgo, involgendo tale profilo necessariamente l'interpretazione del singolo "dictum". Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11826 del 16/05/2013 &nbsp...
Statuizione di merito - Pronuncia implicita sulla giurisdizione - Configurabilità - Conseguenze - Formazione del giudicato in caso di omesso gravame - Rilevabilità d'ufficio o su sollecitazione di parte ad opera del giudice dell'impugnazione - Esclusione - Esame della questione di giurisdizione nella sentenza d'appello - Irrilevanza. Cosa giudicata civile - giudicato implicito – Statuizione di merito - Pronuncia implicita sulla giurisdizione - Configurabilità - Conseguenze - Formazione del giudicato in caso di omesso gravame - Rilevabilità d'ufficio o su sollecitazione di parte ad opera del giudice dell'impugnazione - Esclusione - Esame della questione di giurisdizione nella sentenza d'appello - Irrilevanza. Poiché ogni statuizione di merito comporta una pronuncia implicita sulla giurisdizione, il giudice dell'impugnazione non può riesaminare d'ufficio quest'ultima, in assenza di specifico gravame sul punto, né le parti possono limitarsi a sollecitare in tal senso il giudice, rimanendo irrilevante, pertanto, che nella sentenza d'appello la questione di giurisdizione sia stata egualmente trattata. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9693 del 22/04/2013 &nbsp...
Enti previdenziali pubblici - Dismissione del patrimonio - Vendita di unità immobiliari ad uso residenziale - Diritto di opzione spettante ai conduttori - Prezzo di vendita dell'immobile - Determinazione - Contenuto discrezionale del provvedimento - Sindacato del giudice ordinario - Limiti - Controversia relativa alla non corrispondenza al "prezzo di mercato" come previsto dalla legge - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Fondamento. In tema di dismissione del patrimonio degli enti previdenziali pubblici, poiché la quantificazione del prezzo contenuto nell'offerta da effettuarsi al conduttore dell'immobile ad uso residenziale per consentirgli l'esercizio del diritto di opzione, di cui all'art. 3 del d.l. 25 settembre 2001, n. 351 (convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successivamente ulteriormente riformato) è connotata, in ragione delle variabili che la determinano, da discrezionalità pubblicistica, ne è precluso al giudice ordinario un sindacato non circoscritto alla sola sua legittimità, bensì di merito, di tipo sostitutivo delle valutazioni dell'amministrazione, sicché la controversia relativa alla sua non corrispondenza al "prezzo di mercato" come previsto dalla legge, rimanendo nella sfera di determinazione dell'ente pubblico, non integra violazione del diritto soggettivo di opzione del conduttore, ma solo un interesse legittimo alla corretta formazione della volontà dell'amministrazione, spettando alla giurisdizione del giudice amministrativo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013 &nbsp...
Enti previdenziali pubblici - Dismissione del patrimonio - Vendita di unità immobiliari ad uso residenziale - Diritto di opzione spettante ai conduttori - Prezzo di vendita dell'immobile - Determinazione - Contenuto discrezionale del provvedimento - Sindacato del giudice ordinario - Limiti - Controversia relativa alla non corrispondenza al "prezzo di mercato" come previsto dalla legge - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013 In tema di dismissione del patrimonio degli enti previdenziali pubblici, poiché la quantificazione del prezzo contenuto nell'offerta da effettuarsi al conduttore dell'immobile ad uso residenziale per consentirgli l'esercizio del diritto di opzione, di cui all'art. 3 del d.l. 25 settembre 2001, n. 351 (convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successivamente ulteriormente riformato) è connotata, in ragione delle variabili che la determinano, da discrezionalità pubblicistica, ne è precluso al giudice ordinario un sindacato non circoscritto alla sola sua legittimità, bensì di merito, di tipo sostitutivo delle valutazioni dell'amministrazione, sicché la controversia relativa alla sua non corrispondenza al "prezzo di mercato" come previsto dalla legge, rimanendo nella sfera di determinazione dell'ente pubblico, non integra violazione del diritto soggettivo di opzione del conduttore, ma solo un interesse legittimo alla corretta formazione della volontà dell'amministrazione, spettando alla giurisdizione del giudice amministrativo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013 &nbsp...
Derogabilità per motivi di connessione - Esclusione. Salvo deroghe normative espresse, vige nell'ordinamento processuale il principio generale dell'inderogabilità della giurisdizione per motivi di connessione, potendosi risolvere i problemi di coordinamento posti dalla concomitante operatività della giurisdizione ordinaria e di quella amministrativa su rapporti diversi, ma interdipendenti, secondo le regole della sospensione del procedimento pregiudicato. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9534 del 19/04/2013 &nbsp...
Decisione sul merito del giudice di primo grado - Pronuncia implicita sulla giurisdizione - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio del difetto di giurisdizione da parte del giudice dell'impugnazione - Esclusione - Fattispecie in tema di giurisdizione sul trattamento pensionistico dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione e le parti abbiano prestato acquiescenza, non contestando la relativa sentenza sotto tale profilo, non è consentito al giudice della successiva fase impugnatoria rilevare d'ufficio il difetto di giurisdizione, trattandosi di questione ormai coperta dal giudicato implicito. (Nella specie la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, pronunciando sul ricorso proposto avverso una sentenza con cui era stato dichiarato il difetto di legittimazione passiva della Rete Ferroviaria s.p.a. su una domanda di riliquidazione del trattamento pensionistico in godimento, ha escluso la possibilità di rilevare la questione della spettanza della giurisdizione alla Corte dei conti). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.6966 del 20/03/2013 &nbsp...
Disciplina di cui all'art. 59 della legge n. 69 del 2009 - Ambito di applicazione - Questioni di competenza - Esclusione - Fattispecie in tema di riassunzione di domanda di equa riparazione ex legge n. 89 del 2001 in seguito a declaratoria di incompetenza territoriale della corte d'appello. La disciplina della "translatio iudicii", di cui all'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, riguarda esclusivamente la decisione delle questioni di giurisdizione e non trova applicazione con riferimento alle questioni di competenza; ne consegue che è inammissibile il ricorso in riassunzione di domanda di equa riparazione per violazione della ragionevole durata del processo, proposto, al fine di ottenere il trasferimento del rapporto processuale, davanti alla medesima corte d'appello la quale, già in precedenza adita con identica domanda, aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale ed individuato come competente altra corte, rimanendo tale individuazione irretrattabile ove non impugnata dall'interessato, senza che venga così sottratta l'effettività della tutela del diritto della CEDU, in quanto rimessa, piuttosto, al giudice stabilito dalle regole interne di competenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 6691 del 15/03/2013 &nbsp...
Eccesso di giurisdizione per invasione della sfera riservata alla P.A. imputabile al giudice d'appello - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Configurabilità - Esclusione. Cosa giudicata civile - giudicato implicito – Eccesso di giurisdizione per invasione della sfera riservata alla P.A. imputabile al giudice d'appello - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Configurabilità - Esclusione. Non sussiste giudicato implicito sulla giurisdizione allorché l'interesse a sollevare l'eccezione del difetto di giurisdizione, nella specie per invasione della sfera riservata alla discrezionalità della P.A., sorga sulla base del percorso decisionale in concreto adottato dal giudice in grado di appello. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 6081 del 12/03/2013 &nbsp...
Attività "iure imperii" lesive di valori fondamentali della persona e crimini contro l'umanità - Operatività dell'immunità - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Non sussiste la giurisdizione italiana in relazione alla domanda risarcitoria promossa nei confronti della Repubblica federale di Germania con riguardo ad attività "iure imperii" lesive dei valori fondamentali della persona o integranti crimini contro l'umanità, commesse dal Reich tedesco fra il 1943 ed il 1945, dovendosi escludere che il principio dello "jus cogens" deroghi al principio dell'immunità giurisdizionale degli Stati. (Nella specie, le S.U., in sede di regolamento di giurisdizione, hanno dato applicazione alla sentenza della Corte internazionale di giustizia dell'Aja del 3 febbraio 2012 - la cui immediata efficacia nei giudizi è stata riconosciuta anche dall'art. 3, comma 1, della legge n. 5 del 2013, sopravvenuta tra la decisione ed il deposito della sentenza - che aveva disatteso il pregresso orientamento delle medesime Sezioni Unite). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4284 del 21/02/2013 &nbsp...
Decisione sul merito del giudice di primo grado - Pronuncia implicita sulla giurisdizione - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio del difetto di giurisdizione da parte del giudice dell'impugnazione - Esclusione - Fattispecie in tema di giurisdizione del commissario regionale per gli usi civici. Allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione e le parti abbiano prestato acquiescenza, non contestando la relativa sentenza sotto tale profilo, non è consentito al giudice della successiva fase impugnatoria rilevare d'ufficio il difetto di giurisdizione, trattandosi di questione ormai coperta dal giudicato implicito. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, pronunciando sul ricorso proposto avverso una sentenza con cui erano state rigettate due opposizioni ad esecuzione immobiliare su immobili appartenenti al demanio di uso civico, ha escluso la possibilità di rilevare la questione della spettanza della giurisdizione al commissario regionale per gli usi civici). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19792 del 28/09/2011 &nbsp...
Controversia tra privati - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Il regolamento preventivo di giurisdizione non è ammissibile in una controversia tra privati, ancorché il giudice adito debba vagliare aspetti di pubblico interesse, disapplicare provvedimenti amministrativi, ovvero valutarne in via meramente incidentale la legittimità, in quanto, attesa l'estraneità della P.A. al giudizio, le suddette questioni attengono al merito e non alla giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 13639 del 22/06/2011 &nbsp...
"Translatio iudicii" - Regime anteriore a quello di cui all'art. 59 della legge n. 69 del 2009 - Atto di prosecuzione del giudizio - Contenuto - Giudizio di tipo impugnatorio e di tipo cognitivo - Riproposizione della domanda e atto di riassunzione - Diversità - Fondamento - Fattispecie. Anche nel regime della "translatio iudicii" antecedente l'entrata in vigore dell'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, qualora un giudice abbia declinato la propria giurisdizione, l'atto che determina la prosecuzione del giudizio va diversamente regolato a seconda che debba essere proposto davanti ad un giudice la cui giurisdizione abbia o meno le medesime caratteristiche della prima. Pertanto, ove si passi da un giudizio di tipo prevalentemente impugnatorio ad un giudizio esclusivamente di cognizione sul rapporto, o viceversa, l'atto di prosecuzione deve avere la forma di una riproposizione della domanda, stante il necessario adattamento del "petitum"; qualora, invece, il giudizio prosegua verso un giudizio con le medesime caratteristiche, l'atto di prosecuzione assume la forma di un atto di riassunzione, regolato dall'art. 125-bis disp. att. del codice di procedura civile. (Nella specie, le S.U. hanno cassato la sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche che - adito come giudice di legittimità, in riassunzione, dopo una pronuncia declinatoria della giurisdizione da parte del TAR - aveva dichiarato l'inammissibilità del ricorso per nullità dell'atto di riassunzione conseguente ad insufficiente descrizione del fatto). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9130 del 21/04/2011 &nbsp...
Controversia promossa da privato avente ad oggetto l'impugnazione di un provvedimento che ordina la cessazione dell'occupazione di un'area - Contestazione della natura demaniale - Oggetto - Accertamento della proprietà - Giurisdizione dell'A.G.O. - Sussistenza - Fondamento. È devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario - siccome avente ad oggetto diritti soggettivi - la controversia nella quale un privato, contestando la natura demaniale di un'area da lui occupata, confinante con una recinzione aeroportuale, impugna l'ordinanza con la quale gli è stato ingiunto di porre termine all'occupazione stessa, in quanto la parte chiede una pronuncia che ha ad oggetto la proprietà, pubblica o privata, di quel suolo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7097 del 29/03/2011 &nbsp...
Controversia tra privati - Ammissibilità - Condizioni. Il regolamento preventivo è ammissibile anche in un giudizio che si svolga tra privati, quando la definizione della controversia intorno alla natura pubblica o privata di un soggetto, che ne sia parte, si configura come presupposto indispensabile per decidere sulla giurisdizione del giudice ordinario o amministrativo, perché dichiararne l'inammissibilità darebbe per risolto il problema della natura pubblica o privata del soggetto medesimo. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 5407 del 08/03/2011 &nbsp...
Sentenza n. 24883 del 2008 delle Sezioni Unite - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Assoluta novità - Esclusione - Conclusione di un processo interpretativo già avviato - Sussistenza - Appello proposto in data precedente - Formazione del giudicato implicito - Rimedi ripristinatori - Ammissibilità - Esclusione. La sentenza n. 24883 del 2008, emessa in punto di giudicato implicito sulla giurisdizione dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, non ha rappresentato una svolta inopinata e repentina rispetto ad un diritto vivente fermo e consolidato, ma ha solo portato a termine un processo di rilettura dell'art. 37 cod. proc. civ., pervenendo ad un esito interpretativo da tempo in via di elaborazione; ne consegue che la parte la quale, proponendo appello in epoca precedente a tale pronuncia, non abbia contestato la giurisdizione implicitamente affermata dal giudice di primo grado, così da non impedire il formarsi del relativo giudicato, non può invocare il ricorso a rimedi ripristinatori quali la rimessione in termini o la semplice esclusione della sanzione di inammissibilità della questione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 2067 del 28/01/2011 &nbsp...
Sentenza sul merito - Mancata proposizione di appello - Conseguenze sulla giurisdizione - Possibilità di eccepire il difetto di giurisdizione successivamente - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa ad istanza di rimessione in termini. La parte che ometta di proporre appello avverso il punto della sentenza di primo grado che rigetti la sua domanda nel merito, non può censurarla (dinanzi alla Corte di cassazione) sotto il profilo del difetto di giurisdizione, contenendo essa una statuizione di merito il cui passaggio in giudicato determina la definitiva affermazione della giurisdizione del giudice adito sull'intera controversia. (Nell'enunciare il principio la S.U. hanno dichiarato inammissibile l'istanza di rimessione in termini proposta ai fini della contestazione della questione di giurisdizione). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 407 del 11/01/2011 &nbsp...
Controversia tra privati - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Società a partecipazione pubblica - Incidenza sulla giurisdizione - Esclusione - Fondamento. Il principio secondo il quale le controversie tra privati non possono essere assoggettate alla giurisdizione del giudice amministrativo trova applicazione anche nell'ipotesi in cui una delle parti sia una società a responsabilità limitata a partecipazione comunale, in quanto tale partecipazione non muta la natura di soggetto privato della società e il rapporto di assoluta autonomia con l'ente territoriale, non essendo al soggetto pubblico consentito di incidere unilateralmente sullo svolgimento dell'attività della società mediante l'esercizio di poteri autoritativi o discrezionali, ma solo di avvalersi degli ordinari strumenti privatistici previsti dal diritto societario da esercitare a mezzo dei membri di nomina comunale presenti negli organi della società. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 392 del 11/01/2011 &nbsp...
Controversia tra privati - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Società a partecipazione pubblica - Incidenza sulla giurisdizione - Esclusione - Fondamento. Il principio secondo il quale le controversie tra privati non possono essere assoggettate alla giurisdizione del giudice amministrativo trova applicazione anche nell'ipotesi in cui una delle parti sia una società a responsabilità limitata a partecipazione comunale, in quanto tale partecipazione non muta la natura di soggetto privato della società e il rapporto di assoluta autonomia con l'ente territoriale, non essendo al soggetto pubblico consentito di incidere unilateralmente sullo svolgimento dell'attività della società mediante l'esercizio di poteri autoritativi o discrezionali, ma solo di avvalersi degli ordinari strumenti privatistici previsti dal diritto societario da esercitare a mezzo dei membri di nomina comunale presenti negli organi della società. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.392 del 11/01/2011 &nbsp...
Difetto assoluto di giurisdizione - Configurabilità – Condizioni. Il difetto assoluto di giurisdizione è ravvisabile solo quando manchi nell'ordinamento una norma di diritto astrattamente idonea a tutelare l'interesse dedotto in giudizio, (per cui non compete ad alcun giudice il potere di decidere). Tale interesse sussiste in relazione al diritto a mantenere riservati gli atti inerenti la propria difesa giudiziale e la corrispondenza con i difensori, oggetto di diretta garanzia costituzionale dagli art. 2, 15 e 24 Cost. ragione per cui non può essere posta in dubbio l'esistenza del potere della Corte dei Conti di verificare, in sede dibattimentale, l'ammissibilità delle prove fornite dal P.M. contabile, al fine di far valere l'illegittimità di un atto istruttorio. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.19700 del 17/09/2010 &nbsp...
Art. 59 della legge n. 69 del 2009 (applicabile "ratione temporis") - Rimessione della questione di giurisdizione alle Sezioni Unite da parte del giudice adito - Esclusione - Previa statuizione ex art. 37 cod. proc. civ. - Necessità - Fondamento - Conseguenze - Declaratoria di difetto di giurisdizione da parte del giudice ordinario con provvedimento ex art. 700 cod. proc. civ. - Proposizione del regolamento d'ufficio da parte del giudice amministrativo successivamente adito - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. In tema di regolamento di giurisdizione, ai sensi dell'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (applicabile "ratione temporis" alla fattispecie) - ma anche in costanza della disciplina processuale antecedente - il giudice adito sulla controversia non può investire direttamente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione della risoluzione di una questione di giurisdizione, ma è tenuto a statuire sulla stessa ai sensi dell'art. 37 cod. proc. civ., giacché il citato art. 59 impone che già altro giudice abbia declinato la propria giurisdizione a favore di quello successivamente investito mediante "translatio iudicii", potendo solo quest'ultimo rimettere d'ufficio la questione alla decisione delle Sezioni Unite fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito, sempre che, nelle more, le medesime Sezioni Unite non abbiano già statuito al riguardo. Ne consegue che ove il difetto di giurisdizione sia stato dichiarato dal giudice ordinario in sede cautelare, il giudice amministrativo successivamente adito non può sollevare d'ufficio il regolamento di giurisdizione atteso che, avendo il provvedimento cautelare ancorché emesso ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., natura strumentale rispetto al giudizio di merito a cognizione piena anche dopo la riforma processuale introdotta con la legge n. 80 del 2005, il procedimento davanti al giudice amministrativo è il primo giudizio di merito ai fini del rilievo del difetto di giurisdizione. Pertanto, tale giudice, ancorché successivamente adito non può essere considerato quello dinanzi al quale, ai sensi del terzo comma dell'anzidetto art. 59, la "causa è riassunta", né in tal caso può parlarsi di "successivo processo" ai sensi del secondo comma dello stesso art. 59, ma detto giudice è da considerarsi il giudice della causa di merito, tenuto, a statuire sulla questione di giurisdizione ex art. 37 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 19256 del 09/09/2010 &nbsp...
Ammissibilità - Limiti - Decisione sulla giurisdizione - Effetto preclusivo - Sussistenza - Nuova disciplina della decisione delle questioni di giurisdizione introdotta dall'art. 59 della legge n. 69 del 2009 - Conseguenze - Estensione della preclusione anche nel giudizio riassunto dinanzi al giudice indicato con la pronuncia declinatoria della giurisdizione dal primo giudice - Sussistenza - Fondamento - Giudicato implicito sulla giurisdizione. Nell'attuale quadro normativo processuale, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009 (contenente la disciplina sulla decisione delle questioni di giurisdizione), si è venuta a realizzare la sostanziale riduzione ad unità del processo dalla fase della domanda a quella della decisione, con la connessa esclusione di ogni rilevanza impeditiva dell'eventuale errore iniziale della parte nella individuazione del giudice provvisto di giurisdizione. Ne consegue che la preclusione del regolamento preventivo di giurisdizione dopo che il giudice di merito abbia emesso una pronuncia declinatoria della propria giurisdizione non può più essere limitata all'ipotesi di proposizione dell'indicato rimedio nell'ambito del giudizio instaurato dinanzi a detto giudice, applicandosi tale preclusione anche nel caso in cui il regolamento venga formulato a seguito della riassunzione del giudizio dinanzi al giudice indicato dal primo come quello fornito di "potestas iudicandi", per effetto del giudicato implicito sulla giurisdizione, che si determina in mancanza dell'impugnazione della decisione di difetto di giurisdizione del primo giudice ed in conseguenza della realizzata riassunzione avanti al giudice individuato nella stessa pronuncia. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14828 del 18/06/2010 &nbsp...
Art. 37 cod. proc. civ. - Difetto di giurisdizione - Decisione ad opera del giudice adito - Necessità - Rimessione diretta della questione di giurisdizione alle Sezioni unite per la decisione - Inammissibilità nella disciplina anteriore all'entrata in vigore dell'art. 59 della l. n. 69 del 2009 - Ammissibilità successivamente all'entrata in vigore della suddetta norma - Esclusione - Fondamento. Nella disciplina processuale anteriore all'entrata in vigore dell'art. 59 della l. 18 giugno 2009, n. 69, il giudice investito della controversia non può investire direttamente le Sezioni unite della Corte di cassazione della risoluzione di una questione di giurisdizione, ma è tenuto a statuire sulla stessa ai sensi dell'art. 37 cod. proc. civ. Peraltro, nemmeno dopo l'entrata in vigore della suddetta norma (oltretutto inapplicabile nella fattispecie), il primo giudice adito può sollevare d'ufficio la questione di giurisdizione e rimetterla alle indicate Sezioni unite, poiché la stessa norma impone, a tal fine, che già altro giudice abbia declinato la propria giurisdizione a favore di quello successivamente investito mediante "translatio iudicii", il quale è il solo a poter rimettere d'ufficio la questione alla decisione delle Sezioni unite fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito, sempre che, nelle more, le medesime Sezioni unite non abbiano già statuito al riguardo. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 5022 del 03/03/2010 &nbsp...
Acquiescenza della parte - Eccezione di legittimità costituzionale sulla norma relativa alla giurisdizione - Rilevanza nell'ambito del processo - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio della medesima questione di costituzionalità - Esclusione. Il giudicato, anche implicito, formatosi sulla giurisdizione per effetto dell'acquiescenza della parte, che non abbia contestato la sentenza sotto tale profilo, rende del tutto irrilevante nel processo la questione di legittimità costituzionale che la stessa parte abbia sollevato con riferimento alla norma posta a fondamento della pronuncia sulla giurisdizione, non potendo l'eccezione di costituzionalità sostituire l'impugnazione, e restando altresì preclusa la possibilità per il giudice di rilevarla d'ufficio. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3200 del 11/02/2010 &nbsp...
Acquiescenza della parte - Eccezione di legittimità costituzionale sulla norma relativa alla giurisdizione - Rilevanza nell'ambito del processo - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio della medesima questione di costituzionalità - Esclusione. Il giudicato, anche implicito, formatosi sulla giurisdizione per effetto dell'acquiescenza della parte, che non abbia contestato la sentenza sotto tale profilo, rende del tutto irrilevante nel processo la questione di legittimità costituzionale che la stessa parte abbia sollevato con riferimento alla norma posta a fondamento della pronuncia sulla giurisdizione, non potendo l'eccezione di costituzionalità sostituire l'impugnazione, e restando altresì preclusa la possibilità per il giudice di rilevarla d'ufficio. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.3200 del 11/02/2010 &nbsp...
Chiamata in garanzia dello straniero - Giurisdizione del giudice italiano - Condizioni - Giurisdizione in merito alla domanda principale - Necessità - Qualificazione della chiamata in causa come garanzia propria od impropria - Irrilevanza - Rapporto di garanzia tra chiamante e chiamato - Domanda di condanna del chiamato in favore del chiamante - Necessità. In tema di giurisdizione nei confronti dello straniero, ai sensi dell'art. 6, n. 2, della Convenzione di Lugano, in caso di azione di garanzia, il garante può, di massima, essere citato davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, anche se carente di giurisdizione rispetto a tale domanda; a tal fine, mentre é ininfluente la distinzione fra garanzia propria od impropria, é invece necessario che il chiamante invochi un rapporto di garanzia nei confronti del chiamato e chieda la condanna dello stesso in suo favore. (Nella specie, avendo l'attrice chiamato in causa una società perché manlevasse la parte convenuta di quanto quest'ultima doveva pagare in favore della stessa attrice, la S.C. ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano rispetto alla domanda proposta nei confronti della chiamata in causa, non rientrando la stessa nella previsione di cui alla norma citata). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 26643 del 18/12/2009 &nbsp...
Art. 161 cod. proc. civ. - Nullità insanabili - Rilevabilità solo con i mezzi di impugnazione - Conseguenze - Decisione di merito del TAR che riconosce implicitamente la giurisdizione - Mancato appello sulla giurisdizione - Giudicato implicito - Sussistenza - Decisione del Consiglio di Stato sul punto - Irrilevanza - Ricorso per cassazione - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14889 del 25/06/2009 A norma dell'art. 161 cod. proc. civ., le nullità anche insanabili - fra le quali rientra il difetto di giurisdizione - possono essere fatte valere solo con i mezzi di impugnazione e secondo le regole proprie di questi, secondo una disciplina, applicabile pure al giudizio amministrativo, che può avere come conseguenza anche quella di impedire la rilevabilità di dette nullità; ne consegue che, qualora il TAR, pronunciando sul merito della domanda, abbia implicitamente riconosciuto la propria giurisdizione e tale statuizione non sia stata contestata nei motivi di appello, non rileva che il Consiglio di Stato abbia affrontato la relativa questione - benché preclusa - ed il ricorso per cassazione avverso la sentenza di quest'ultimo è inammissibile, essendosi formato il giudicato implicito sulla giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 14889 del 25/06/2009 &nbsp...
Ipotizzata insussistenza in astratto di un diritto soggettivo - Rilevanza ai fini della giurisdizione - Esclusione - Rilevanza ai soli fini del merito - Sussistenza - Fondamento. Ai fini del riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo, la questione della non configurabilità di un rapporto giuridico e di un diritto soggettivo, nemmeno in astratto, non accordando l'ordinamento giuridico alcuna tutela, attiene al merito della domanda e non alla giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9946 del 29/04/2009 &nbsp...
Su una questione pregiudiziale - Formazione - Condizioni - Decisione esplicita su questione dipendente da altra - Decisione implicita di quest'ultima - Sussistenza - Impugnazione della decisione sulla questione dipendente - Giudicato implicito sulla questione decisa implicitamente - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di giudicato implicito sull'ammissibilità di ricorso in materia tributaria. Il giudicato implicito, formandosi sulle questioni e sugli accertamenti che costituiscono il presupposto logico indispensabile di una questione o di un accertamento sul quale si sia formato un giudicato esplicito, non è configurabile in relazione alle questioni pregiudiziali all'esame del merito ovvero a quelle concernenti la proponibilità dell'azione quando, intervenuta la decisione sul merito della domanda, la parte soccombente abbia proposto impugnazione relativamente alla sola (o a tutte le) statuizioni di merito in essa contenute, in quanto detta impugnazione impedisce la formazione del giudicato esplicito su almeno una questione o un accertamento di merito, che costituiscono l'indispensabile presupposto del giudicato implicito. Inoltre, quando il giudice decida esplicitamente su una questione, risolvendone implicitamente un'altra, rispetto alla quale la prima si ponga in rapporto di dipendenza e la decisione venga impugnata sulla questione risolta esplicitamente, non è configurabile un giudicato implicito sulla questione risolta implicitamente, essendo lo stesso precluso dall'impugnazione sulla questione dipendente, atteso che il giudicato implicito presuppone il passaggio in giudicato della decisione sulla questione dipendente decisa espressamente. (Nella specie, la S.C., nell'escludere la formazione del giudicato implicito sulla questione di ammissibilità di un ricorso in materia tributaria, proposto tardivamente contro una cartella di pagamento, sebbene il ricorso fosse stato respinto nel merito e la statuizione impugnata in appello solo nel merito, ha precisato che il principio giurisprudenziale del giudicato implicito sulla giurisdizione, di cui all'art. 37 cod. proc. civ., non è estensibile al di fuori dei casi relativi all'eccezione ed al rilievo del difetto di giurisdizione). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 10027 del 29/04/2009 &nbsp...
Dichiarazione di "incompetenza" da parte del giudice italiano a favore del giudice straniero - Rimedi esperibili - Regolamento di competenza - Esclusione - Appello - Configurabilità - Fondamento. Qualora il giudice ordinario abbia, in primo grado, dichiarato la propria "incompetenza" in favore del giudice straniero - ai sensi dell'art. 27, comma 2, del regolamento CE n. 44/01 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 -, la relativa sentenza non è impugnabile con il regolamento di competenza ma con l'appello, trattandosi di una decisione sulla "competenza internazionale" che attiene, dunque, non alla ripartizione interna della competenza tra i giudici dell'ordinamento italiano, ma ad una questione di giurisdizione tra i giudici di diversi Stati. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 6597 del 19/03/2009 &nbsp...
Cosa giudicata civile - giudicato implicito – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28545 del 02/12/2008
Dichiarazione di illegittimità costituzionale - Effetto retroattivo delle pronunce - Limite del giudicato, anche implicito - Sentenza di incostituzionalità intervenuta successivamente alla formazione del giudicato - Conseguenze - Inammissibilità dell'eccezione di giurisdizione in sede di legittimità - Fattispecie relativa a controversia avente ad oggetto l'esercizio di attività libero professionale nell'ambito del servizio sanitario regionale. Il principio sancito dall'art. 5 cod. proc. civ., secondo cui i mutamenti di legge intervenuti nel corso del giudizio non assumono rilevanza ai fini della giurisdizione, si riferisce esclusivamente all'effetto abrogativo determinato dal sopravvenire di una nuova legge, e non anche all'effetto di annullamento dipendente dalle pronunce di incostituzionalità, che, a norma dell'art. 136 Cost., dell'art. 1 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1 e della legge di attuazione 11 marzo 1953, n. 87, impediscono al giudice di tenere conto della norma dichiarata illegittima ai fini della decisione sulla giurisdizione. Tale efficacia retroattiva, tuttavia, si arresta di fronte al giudicato, anche implicito, sulla giurisdizione, sicchè, nel caso in cui la sentenza della Corte costituzionale sia intervenuta quando il giudicato in merito alla giurisdizione si era già formato, non essendo stata impugnata sul punto (eventualmente anche sollevando questione di legittimità costituzionale) la pronunzia, è inammissibile l'eccezione di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di legittimità (Nella specie la Corte, in una controversia in materia di esercizio di attività libero professionale nell'ambito del servizio sanitario regionale, ha rilevato che la sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2004, di parziale illegittimità dell'art. 7 della legge n. 205/2000 era intervenuta quando il giudicato sulla giurisdizione del G.A. si era già formato, non essendo stata impugnata la pronuncia implicita del TAR sul punto). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28545 del 02/12/2008 &nbsp...
Pronuncia implicita sulla giurisdizione ravvisabile nella decisione sul merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice dell'impugnazione - Esclusione - Fattispecie. Allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito, affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione e le parti abbiano prestato acquiescenza, non contestando la relativa sentenza sotto tale profilo, non è consentito al giudice della successiva fase impugnatoria rilevare d'ufficio il difetto di giurisdizione, trattandosi di questione ormai coperta dal giudicato implicito (Nella specie, la S.C., pronunciando sul ricorso proposto avverso una sentenza del giudice di pace, che aveva accolto la domanda formulata da alcuni messi comunali, volta ad ottenere il pagamento di un compenso per l'attività di notificazione di certificati elettorali, in occasione di varie consultazioni elettorali succedutesi nel tempo, hanno proceduto ad esaminare il motivo proposto con riguardo all'incompetenza funzionale del giudice di pace, escludendo, in applicazione del su esteso principio, la possibilità di poter rilevare d'ufficio il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, relativamente alle attività di consegna anteriori al 1.7.1998). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27531 del 20/11/2008 &nbsp...
Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27348 del 18/11/2008
Declaratoria in primo grado di sussistenza della propria giurisdizione e decisione nel merito - Proposizione dell'impugnazione per motivi attinenti al merito - Giudicato interno - Sussistenza - Conseguenze - Ammissibilità della proposizione della questione di giurisdizione in sede di legittimità - Esclusione. È inammissibile la questione di giurisdizione proposta in sede di legittimità, qualora il giudice di primo grado si sia espressamente pronunciato su di essa, unitamente al merito, e tale statuizione sulla giurisdizione non abbia formato oggetto di impugnazione, determinando sul punto la formazione del giudicato interno. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso per motivi di giurisdizione, rilevando che la statuizione espressa del T.A.R., sulla giurisdizione del giudice amministrativo, non aveva formato oggetto di appello davanti al Consiglio di Stato). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27348 del 18/11/2008 &nbsp...
Potere di controllo delle nullità in sede di legittimità - Fondamento - Compatibilità con l'art. 111 Cost. - Limiti - Art. 37 cod. proc. civ. - Rilevabilità ed eccepibilità del difetto di giurisdizione "in qualunque stato e grado del processo" - Esclusione - Decisione implicita sulla giurisdizione ravvisabile nella decisione sul merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Sussistenza - Condizioni - Rilevanza nel processo lavoristico - Fattispecie relativa a riliquidazione dell'indennità di buonuscita. Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - nullità della sentenza o del procedimento Potere di controllo delle nullità in sede di legittimità - Fondamento - Compatibilità con l'art. 111 Cost. - Limiti - Art. 37 cod. proc. civ. - Rilevabilità ed eccepibilità del difetto di giurisdizione "in qualunque stato e grado del processo" - Esclusione - Decisione implicita sulla giurisdizione ravvisabile nella decisione sul merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Sussistenza - Condizioni - Rilevanza nel processo lavoristico - Fattispecie relativa a riliquidazione dell'indennità di buonuscita. Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - cassazione Potere di controllo delle nullità in sede di legittimità - Fondamento - Compatibilità con l'art. 111 Cost. - Limiti - Art. 37 cod. proc. civ. - Rilevabilità ed eccepibilità del difetto di giurisdizione "in qualunque stato e grado del processo" - Esclusione - Decisione implicita sulla giurisdizione ravvisabile nella decisione sul merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Sussistenza - Condizioni - Rilevanza nel processo lavoristico - Fattispecie relativa a riliquidazione dell'indennità di buonuscita. Il potere di controllo delle nullità (non sanabili o non sanate), esercitabile in sede di legittimità, mediante proposizione della questione per la prima volta in tale sede, ovvero mediante il rilievo officioso da parte della Corte di cassazione, va ritenuto compatibile con il sistema delineato dall'art. 111 della Costituzione, allorchè si tratti di ipotesi concernenti la violazione del contraddittorio - in quanto tale ammissibilità consente di evitare che la vicenda si protragga oltre il giudicato, attraverso la successiva proposizione dell'actio nullitatis o del rimedio impugnatorio straordinario ex art. 404 cod. proc. civ. da parte del litisconsorte pretermesso - ovvero di ipotesi riconducibili a carenza assoluta di "potestas iudicandi" - come il difetto di legitimatio ad causam o dei presupposti dell'azione, la decadenza sostanziale dall'azione per il decorso di termini previsti dalla legge, la carenza di domanda amministrativa di prestazione previdenziale, od il divieto di frazionamento delle domande, in materia di previdenza ed assistenza sociale (per il quale la legge prevede la declaratoria di improcedibilità in ogni stato e grado del procedimento) -; in tutte queste ipotesi, infatti, si prescinde da un vizio di individuazione del giudice, poiché si tratta non già di provvedimenti emanati da un giudice privo di competenza giurisdizionale, bensì di atti che nessun giudice avrebbe potuto pronunciare, difettando i presupposti o le condizioni per il giudizio. Tale compatibilità con il principio costituzionale della durata ragionevole del processo va, invece, esclusa in tutte quelle ipotesi in cui la nullità sia connessa al difetto di giurisdizione...
Arbitrato - arbitrato irrituale (o libero) - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25770 del 27/10/2008
Deduzione sulla non deferibilità della controversia ad arbitri per essere riservata al giudice amministrativo - Natura - Questione di merito (al pari dell'arbitrato rituale) - Conseguenze - Nullità della clausola arbitrale per contrasto con norme imperative - Incidenza sull'efficacia del lodo. Con riferimento all'arbitrato irrituale, al pari di quello rituale, la deduzione della non deferibilità della controversia agli arbitri, per essere la stessa riservata alla cognizione del giudice amministrativo, costituisce questione di merito, risolvendosi nella deduzione della nullità della clausola arbitrale sotto il profilo del contrasto con le norme imperative di legge, con le relative conseguenze sull'efficacia del lodo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25770 del 27/10/2008 &nbsp...
Questione di giurisdizione decisa sfavorevolmente in primo grado - Modi di riproposizione in appello dalla parte vittoriosa nel merito - Appello incidentale - Necessità - Mera riproposizione ai sensi dell'art. 346 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. La parte risultata vittoriosa nel merito nel giudizio di primo grado, al fine di evitare la preclusione della questione di giurisdizione risolta in senso ad essa sfavorevole, è tenuta a proporre appello incidentale, non essendo sufficiente ad impedire la formazione del giudicato sul punto la mera riproposizione della questione, ai sensi dell'art. 346 cod. proc. civ., in sede di costituzione in appello, stante l'inapplicabilità del principio di rilevabilità d'ufficio nel caso di espressa decisione sulla giurisdizione e la non applicabilità dell'art. 346 cod. proc. civ. (riferibile, invece, a domande o eccezioni autonome sulle quali non vi sia stata decisione o non autonome e interne al capo di domande deciso) a domande o eccezioni autonome espressamente e motivatamente respinte, rispetto alle quali rileva la previsione dell'art. 329, secondo comma, cod. proc. civ., per cui in assenza di puntuale impugnazione opera su di esse la presunzione di acquiescenza. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 25246 del 16/10/2008 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione in generale - difetto di giurisdizione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25010 del 10/10/2008
Carenza di norme che tutelino la posizione giuridica fatta valere in giudizio - Questione di giurisdizione - Configurabilità - Esclusione - Questione di merito - Sussistenza - Conseguenza - Inammissibilità in sede di legittimità. Quando in giudizio non si lamenta che l'attore abbia rivolto la domanda ad un giudice diverso da quello ritenuto munito di giurisdizione a conoscere la controversia, ma si nega in radice che esista nell'ordinamento una norma che riconosca e tuteli la posizione giuridica dedotta in giudizio, e perciò che l'attore sia titolare del diritto vantato e che le istanze dal medesimo formulate possano trovare accoglimento in qualsiasi giudizio e da parte di un qualunque giudice, la questione prospettata non è di giurisdizione ma attiene al merito della causa perché relativa alla sussistenza in concreto del diritto o alla individuazione della fonte normativa della pretesa dell'attore, con la conseguenza che la relativa istanza deve essere dichiarata inammissibile in sede di legittimità, risultando irrilevante la formale proposizione della questione stessa in termini di giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25010 del 10/10/2008 &nbsp...
Art. 37 cod. proc. civ. - Rilevabilità ed eccepibilità del difetto di giurisdizione "in qualunque stato e grado del processo" - Interpretazione alla luce dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo - Decisione implicita sulla giurisdizione ravvisabile nella decisione sul merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito - Sussistenza - Ragioni - Condizioni - Fattispecie. L'interpretazione dell'art. 37 cod. proc. civ., secondo cui il difetto di giurisdizione "è rilevato, anche d'ufficio, in qualunque stato e grado del processo", deve tenere conto dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo ("asse portante della nuova lettura della norma"), della progressiva forte assimilazione delle questioni di giurisdizione a quelle di competenza e dell'affievolirsi dell'idea di giurisdizione intesa come espressione della sovranità statale, essendo essa un servizio reso alla collettività con effettività e tempestività, per la realizzazione del diritto della parte ad avere una valida decisione nel merito in tempi ragionevoli. All'esito della nuova interpretazione della predetta disposizione, volta a delinearne l'ambito applicativo in senso restrittivo e residuale, ne consegue che: 1) il difetto di giurisdizione può essere eccepito dalle parti anche dopo la scadenza del termine previsto dall'art. 38 cod. proc. civ. (non oltre la prima udienza di trattazione), fino a quando la causa non sia stata decisa nel merito in primo grado; 2) la sentenza di primo grado di merito può sempre essere impugnata per difetto di giurisdizione; 3) le sentenze di appello sono impugnabili per difetto di giurisdizione soltanto se sul punto non si sia formato il giudicato esplicito o implicito, operando la relativa preclusione anche per il giudice di legittimità; 4) il giudice può rilevare anche d'ufficio il difetto di giurisdizione fino a quando sul punto non si sia formato il giudicato esplicito o implicito. In particolare, il giudicato implicito sulla giurisdizione può formarsi tutte le volte che la causa sia stata decisa nel merito, con esclusione per le sole decisioni che non contengano statuizioni che implicano l'affermazione della giurisdizione, come nel caso in cui l'unico tema dibattuto sia stato quello relativo all'ammissibilità della domanda o quando dalla motivazione della sentenza risulti che l'evidenza di una soluzione abbia assorbito ogni altra valutazione (ad es., per manifesta infondatezza della pretesa) ed abbia indotto il giudice a decidere il merito "per saltum", non rispettando la progressione logica stabilita dal legislatore per la trattazione delle questioni di rito rispetto a quelle di merito. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno giudicato inammissibile l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata per la prima volta in sede di legittimità dalla parte che, soccombente nel merito in primo grado, aveva appellato la sentenza del giudice tributario senza formulare alcuna eccezione sulla giurisdizione, così ponendo in essere un comportamento incompatibile con la volontà di eccepire il difetto di giurisdizione e prestando acquiescenza al capo implicito sulla giurisdizione della sentenza di primo grado, ai sensi dell'art. 329, comma 2 cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 24883 del 09/10/2008 &nbsp...
Giurisdizione ordinaria e amministrativa - autorità giudiziaria ordinaria - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 21934 del 29/08/2008
Controversia risarcitoria per danni alla persona conseguenti a pubblicità illegittima - Giurisdizione del giudice ordinario e non dell'Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato - Fondamento. La controversia promossa da un consumatore per conseguire il risarcimento del danno alla salute da alterazione psichica e stress conseguente alla asserita illegittima pubblicizzazione, durante una trasmissione televisiva concernente una partita di calcio, di una rivista sportiva, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, giacché essa non è un organo giurisdizionale, ma un'autorità amministrativa, sicché non è configurabile una questione di giurisdizione in relazione ai poteri inibitori ad essa riconosciuti dall'ordinamento (dapprima, d.lgs. n. 74 del 1992 e, successivamente, d.lgs. n. 206 del 2005). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 21934 del 29/08/2008 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione in generale - momento determinante - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 19495 del 16/07/2008
Norma dettante i criteri determinativi della giurisdizione - Dichiarazione di illegittimità costituzionale - Principio della "perpetuatio iurisdictionis" - Applicabilità - Esclusione - Fondamento - Effetto retroattivo delle pronunce d'illegittimità costituzionale - Limiti - Contrasto con gli artt. 3, 24 e 25 Cost. - Esclusione - Fattispecie in tema di riparto di giurisdizione in cui si era formato il giudicato interno. Il principio sancito dall'art. 5 cod. proc. civ., secondo cui i mutamenti di legge intervenuti nel corso del giudizio non assumono rilevanza ai fini della giurisdizione, la quale si determina con riguardo alla legge vigente al momento della proposizione della domanda, si riferisce esclusivamente all'effetto abrogativo determinato dal sopravvenire di una nuova legge, e non anche all'effetto di annullamento dipendente dalle pronunce di incostituzionalità che (a norma dell'art. 136 Cost., dell'art. 1 della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1 e della legge di attuazione 11 marzo 1953, n. 87), impediscono al giudice di tenere conto della norma dichiarata illegittima ai fini della decisione sulla giurisdizione, salvo il giudicato (o il decorso dei termini di prescrizione o decadenza stabiliti per l'esercizio di determinati diritti). Né tale limite contrasta con l'art. 3 Cost., essendo razionale e conforme ad elementari esigenze di stabilità e certezza dei rapporti e delle situazioni giuridiche sostanziali e processuali. Neppure può ritenersi violato l'art. 24 Cost., dovendosi coordinare il diritto di difesa dell'attore con il contrapposto diritto di difesa del convenuto, e l'art. 25 comma 1 Cost., perchè il principio di predeterminazione del giudice ne impone la individuazione prima che sorga la "regiudicanda", essendo consentito solo per economia processuale attribuire rilievo a mutamenti della situazione di diritto che siano idonei a radicare la giurisdizione, di cui il giudice al momento della domanda sia sfornito. Invece, contrasterebbe con l'art. 111 Cost. la vanificazione dell'attività processuale sfociata (come nel caso di specie, in cui sussiste giudicato interno sulla giurisdizione) in una pronuncia irrevocabile. (Principio enunciato dalla S.C. con riguardo all'art. 33 del d. lgs. 31 marzo 1998, n. 80, nel testo sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2004). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 19495 del 16/07/2008 &nbsp...
Provvedimento di sospensione del processo - Impugnazione con regolamento di competenza - Questione di giurisdizione rilevata d'ufficio - Pronuncia sulla giurisdizione - Ammissibilità. Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno il potere di pronunciarsi sulla giurisdizione anche in sede di regolamento di competenza proposto contro il provvedimento di sospensione del processo ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., essendo la questione di giurisdizione rilevabile d'ufficio fino a quando sul punto non intervenga il giudicato, anche implicito. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 35 del 07/01/2008 &nbsp...
Difetto assoluto di giurisdizione - Configurabilità - Condizioni - Esclusione in fattispecie relativa ad esperimento di azione possessoria da parte di un Comune nei confronti di privati. Il difetto assoluto di giurisdizione è ravvisabile solo quando manchi nell'ordinamento una norma di diritto astrattamente idonea a tutelare l'interesse dedotto in giudizio, sì che non possa individuarsi alcun giudice titolare del potere di decidere. Deve, pertanto, escludersi che ricorra tale difetto nell'ipotesi - come nella specie - di esperimento di un'azione possessoria da parte di un Comune nei confronti di privati, poiché l'ordinamento attribuisce alla P.A., in virtù dell'art. 823, comma secondo, cod. civ., la possibilità di ricorrere tanto all'autotutela amministrativa quanto ai mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso e tale norma, ancorché dettata per i beni demaniali, costituisce, peraltro, espressione di un principio generale, valido per ogni situazione giuridica in cui siano esercitabili, da parte della P.A., rimedi giurisdizionali in alternativa agli strumenti di autotutela in sede amministrativa. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 17954 del 24/08/2007 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007
Difetto assoluto di giurisdizione - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Il difetto assoluto di giurisdizione è ravvisabile solo quando manchi nell'ordinamento una norma di diritto astrattamente idonea a tutelare l'interesse dedotto in giudizio, sì che non possa individuarsi alcun giudice titolare del potere di decidere; attiene, per contro, al merito della controversia ogni questione attinente all'idoneità di una norma di diritto a tutelare il concreto interesse affermato dalla parte in giudizio (nella specie, la S.C. ha affermato che alla richiesta di tutela possessoria contro l'esercizio di una pubblica funzione consegue la declaratoria di difetto di giurisdizione del giudice ordinario, per essere competente il giudice amministrativo, e non la pronuncia di difetto assoluto di giurisdizione). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007 &nbsp...
Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007
Attività della P.A. esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) quando il comportamento della medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali; ove risulti, invece, sulla base del criterio del "petitum" sostanziale, che oggetto della tutela invocata non è una situazione possessoria, ma il controllo di legittimità dell'esercizio del potere, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, competente essendo il giudice amministrativo, ipoiché ntegra una questione di merito - che spetta al giudice provvisto di giurisdizione decidere - se l'azione sia proponibile e la pretesa dell'attore possa essere soddisfatta . (Nella specie, relativa al presunto spossessamento esercitato mediante prosecuzione di un'occupazione a fini di esproprio, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice amministrativo, essendosi in presenza di una efficace dichiarazione di pubblica utilità). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007 &nbsp...
giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8366 del 04/04/2007
Amministrazione appaltante - Pagamento di un compenso revisionale - Rivalsa nei confronti dell'ente finanziatore - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie in materia delegazione amministrativa intersoggettiva. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8366 del 04/04/2007 Proposta dall'appaltatore innanzi al giudice ordinario domanda di condanna della P.A. appaltante al pagamento del compenso revisionale e relativi accessori, la domanda di rivalsa proposta dalla convenuta amministrazione (nella specie, la Provincia) nei confronti dell'ente finanziatore dell'opera pubblica (nella specie, l'Agenzia per la Promozione dello Sviluppo del Mezzogiorno), rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo; infatti, l'affidamento alla Provincia, ai sensi del d.P.R. n. 218 del 1978, dell'esecuzione di un'opera pubblica programmata e finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno - che integra un'ipotesi di delegazione amministrativa intersoggettiva - è connotata, quanto alla erogazione di finanziamenti aggiuntivi, da spiccati contenuti pubblicistici, legati a poteri deliberativi e di controllo riservati all'ente delegante. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8366 del 04/04/2007 &nbsp...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8366 del 04/04/2007
Amministrazione appaltante - Pagamento di un compenso revisionale - Rivalsa nei confronti dell'ente finanziatore - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie in materia delegazione amministrativa intersoggettiva. Proposta dall'appaltatore innanzi al giudice ordinario domanda di condanna della P.A. appaltante al pagamento del compenso revisionale e relativi accessori, la domanda di rivalsa proposta dalla convenuta amministrazione (nella specie, la Provincia) nei confronti dell'ente finanziatore dell'opera pubblica (nella specie, l'Agenzia per la Promozione dello Sviluppo del Mezzogiorno), rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo; infatti, l'affidamento alla Provincia, ai sensi del d.P.R. n. 218 del 1978, dell'esecuzione di un'opera pubblica programmata e finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno - che integra un'ipotesi di delegazione amministrativa intersoggettiva - è connotata, quanto alla erogazione di finanziamenti aggiuntivi, da spiccati contenuti pubblicistici, legati a poteri deliberativi e di controllo riservati all'ente delegante. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8366 del 04/04/2007 &nbsp...
Giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo)- Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5978 del 15/03/2007
Art. 6 Convenzione di Bruxelles - Portata - Azione di garanzia nei confronti dello straniero - Presupposti - Garanzia impropria - Esclusione - Fattispecie. In tema di giurisdizione nei confronti dello straniero, il criterio di cui all'art. 6, numero 2, della Convenzione di Bruxelles 27 settembre 1968 - per il quale, in caso di azione di garanzia, il garante può, di massima, essere citato davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, anche se carente di giurisdizione rispetto a tale domanda - si applica solo in caso di garanzia propria, ravvisabile esclusivamente quando la domanda principale e quella di garanzia abbiano lo stesso titolo, o quando si verifichi una connessione obiettiva tra i titoli delle domande, ovvero quando sia unico il fatto generatore delle responsabilità prospettato con l'azione principale e con quella di garanzia. (Sulla base di tale principio, la S.C. ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano rispetto alle azioni di garanzia impropria esperite, nell'ambito di una causa di rivalsa dell'assicuratore nei confronti del vettore per perdita di un carico in un incendio in un "terminal" ferroviario belga, dal convenuto nei confronti del gestore del "terminal" e da questo nei confronti della proprietaria del "terminal", trattandosi di responsabilità avente titolo nell'inosservanza di obblighi scaturenti da contratti distinti e non interdipendenti). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5978 del 15/03/2007 &nbsp...
Procedimenti cautelari - azioni di nunciazione - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4633 del 28/02/2007
Azioni nunciatorie nei confronti della P. A. - Giurisdizione del giudice ordinario - Presupposto - Tutela di una posizione di diritto soggettivo - Contenuto concreto del provvedimento richiesto - Irrilevanza - Limiti. In tema di azioni nunciatorie nei confronti della P.A., sussiste la giurisdizione del giudice ordinario ogni qual volta si denuncino mere attività materiali della p.a., che possano recare pregiudizio a beni di cui il privato assume essere proprietario o possessore, e, in relazione al "petitum" sostanziale della sottostante pretesa di merito, la domanda risulti diretta a tutelare una posizione di diritto soggettivo, senza che assuma rilievo in contrario il contenuto concreto del provvedimento richiesto per rimuovere lo stato di pericolo denunciato, il quale può implicare soltanto un limite interno alle attribuzioni di quel giudice, giustificato dal divieto di annullamento, revoca o modifica dell'atto amministrativo ai sensi dell'art. 4 della legge 20 marzo 1865 n. 2248, all. E. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4633 del 28/02/2007 &nbsp...
Soccombenza in primo grado sulla questione di giurisdizione - Prospettazione in appello della medesima questione - Onere dell'appello incidentale - Insussistenza - Riproposizione della questione ai sensi dell'art. 346 cod. proc. civ. - Necessità. La parte vittoriosa nel merito, la quale, in caso di gravame del soccombente, chieda la conferma della decisione impugnata, eventualmente anche in base ad una diversa soluzione delle questioni proposte nel precedente grado di giudizio, difetta di interesse alla proposizione dell'impugnazione incidentale ed ha soltanto l'onere di riproporre dette questioni - ivi compresa quella nascente da eccezione di difetto di giurisdizione, che sia stata espressamente esaminata e respinta dal giudice del precedente grado -, ai sensi dell'art. 346 cod. proc. civ., per superare la presunzione di rinuncia derivante da un comportamento omissivo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 3717 del 19/02/2007 &nbsp...
Giurisdizione ordinaria e amministrativa - determinazione e criteri - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 310 del 11/01/2007
Lavoro subordinato - Previdenza (assicurazioni sociali) - Cassa integrazione guadagni - Annullamento d'ufficio - Avenuta delegazione di pagamento - Influenza sulla giurisdizione - Esclusione - Fondamento. In materia di annullamento d'ufficio del provvedimento di ammissione alla cassa integrazione guadagni, nessuna conseguenza, ai fini del radicamento della giurisdizione innanzi al giudice ordinario, deriva dalla disciplina della delegazione di pagamento; infatti, una volta venuti meno gli effetti del provvedimento ammissivo e le imputazioni ad esso conseguenti, la dazione del datore di lavoro non può più riferirsi alla delegazione di pagamento in nome e per conto dell'INPS e quindi non opera più, per il datore di lavoro, la compensazione dei contributi conguagliati, mentre può sorgere un credito restitutorio di questi nei confronti dei lavoratori, qualora le somme erogate a titolo di integrazione salariale risultino senza causa versandosi in ipotesi di impossibilità assoluta di ricevere la prestazione lavorativa. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 310 del 11/01/2007 &nbsp...
Lavoro subordinato - Previdenza (assicurazioni sociali) - Cassa integrazione guadagni - Posizioni giuridiche - Fase anteriore all'emanazione del provvedimento ammissivo - Interessi legittimi - Fase successiva - Diritti soggettivi - Sussistenza - Atti di ritiro del provvedimento - Degradazione dei diritti soggettivi a interessi legittimi - Configurabilità. In materia di integrazione salariale, le posizioni di diritto soggettivo nascenti, a favore dei privati, dal provvedimento di ammissione dell'impresa alla cassa integrazione guadagni degradano, di nuovo, a posizioni di interesse legittimo - con conseguente devoluzione delle relative controversie al giudice amministrativo - qualora intervengano atti amministrativi di annullamento o di revoca di tale provvedimento, trattandosi di atti che sono espressione del potere discrezionale esercitato dall'Amministrazione nell'ambito della tutela dell'interesse pubblico ad essa affidato. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 310 del 11/01/2007 &nbsp...