Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-ii/capo-iii/sezione-ii/art947.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_succ_dispositivo
Timestamp: 2019-12-08 11:18:50+00:00
Document Index: 32473803

Matched Legal Cases: ['art. 947', 'art. 4', 'art. 947', 'art. 947', 'art. 947', 'art. 947', 'art. 4', 'art. 947', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 947', 'art. 947', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 947', 'sentenza ', 'art. 947', 'sentenza ']

Art. 947 codice civile - Mutamenti del letto dei fiumi derivanti da regolamento del loro corso - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO TERZO - Della proprietà > Titolo II - Della proprietà > Capo III - Dei modi di acquisto della proprietà > Sezione II - Dell'accessione, della specificazione, dell'unione e della commistione > Articolo 947
Articolo 947 Codice civile
Dispositivo dell'art. 947 Codice civile
Le disposizioni degli articoli 942, 945 e 946 si applicano ai terreni comunque abbandonati sia a seguito di eventi naturali che per fatti artificiali indotti dall'attività antropica ivi comprendendo anche i terreni abbandonati per fenomeni di inalveamento.
In ogni caso è esclusa la sdemanializzazione tacita dei beni del demanio idrico (1).
(1) L'articolo è stato così modificato dall'art. 4, l. 1994, n. 37.
Spiegazione dell'art. 947 Codice civile
Cause delle accessioni fluviali
L'art. 947 non ha bisogno di commento: le accessioni fluviali sono sempre determinate come abbiamo visto da cause naturali. Sarebbe stato ingiusto applicarne le regole quando le alluvioni e il mutamento nel letto dei fiumi derivano da opere compiute per regolarne il corso o, in genere, da opere di bonifica.
Accessioni provocate dal l'opera dell'uomo
In tali casi si applicano le norme che a tal proposito sono stabilite nelle leggi speciali.
442 Nell'art. 947 del c.c. si precisa che le disposizioni concernenti l'alluvione propria e impropria, le isole e le unioni di terra e l'alveo abbandonato non si applicano nel caso in cui le alluvioni e i mutamenti del letto dei fiumi derivino da regolamento del loro corso, da bonifiche o da altre simili cause non naturali.
Massime relative all'art. 947 Codice civile
Cass. civ. n. 12062/2014
Nel regime anteriore a quello introdotto all'art. 4 della legge 5 gennaio 1994, n. 37 (che, nel sostituire il testo dell'art. 947 cod. civ., ha espressamente escluso, per il futuro, tale eventualità), la sdemanializzazione tacita dei beni del demanio idrico non può desumersi dalla sola circostanza che un bene non sia più adibito anche da lungo tempo ad uso pubblico, ma è ravvisabile solo in presenza di atti e fatti che evidenzino in maniera inequivocabile la volontà della P.A. di sottrarre il bene medesimo a detta destinazione e di rinunciare definitivamente al suo ripristino, non potendo desumersi una volontà di rinunzia univoca e concludente da una situazione negativa di mera inerzia o tolleranza.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 12062 del 29 maggio 2014)
Cass. civ. n. 2314/2008
In tema di accessione fluviale, il presupposto perché possa originarsi il diritto di accessione in favore dei proprietari confinanti dell'alveo derelitto di un fiume o torrente, secondo il disposto degli artt. 942 — 947 c.c. (nel testo precedente alla novella introdotta con legge 5 gennaio 1994, n. 37 e applicabile ratione temporis qualora la situazione ambientale cui si fa riferimento si sia verificata prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina), è che il corso d'acqua abbia abbandonato il letto per una forza spontanea, e non per l'opera dell'uomo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2314 del 31 gennaio 2008)
Cass. civ. n. 2608/2007
L'intervento antropico sul corso di un fiume comportava — nel vigore del testo dell'art. 947 c.c. precedente alla novella di cui alla legge n. 37 del 1994 (priva di efficacia retroattiva) — la perdita della demanialità naturale del terreno reliquato ed il suo passaggio al patrimonio disponibile dello Stato, con la conseguenza che, pur rimanendo esclusa l'accessione automatica dello stesso al suolo dei proprietari rivieraschi, il medesimo poteva costituire oggetto di usucapione da parte di coloro che lo avessero posseduto uti domini. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio riferibile al previgente art. 947 c.c., ha confermato, correggendone la motivazione, la sentenza impugnata con la quale era stato individuato, nei richiamati termini, il regime giuridico del terreno residuato all'alveo originario del fiume dopo l'opera dell'uomo, riconoscendosene, perciò, la possibilità dell'acquisto per usucapione, di cui erano stati completamente riscontrati i presupposti).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2608 del 6 febbraio 2007)
Cass. civ. n. 11101/2002
Ai sensi dell'art. 947 c.c., nel testo anteriore alle modifiche ad esso apportate dalla legge 5 gennaio 1994, n. 37, le accessioni fluviali comportano l'acquisto della proprietà a titolo originario da parte del proprietario rivierasco solo se si verificano per cause naturali; con la conseguenza che gli appezzamenti di terreno rientranti, in quanto posti al di sotto della quota dell'altezza di piena ordinaria, nel perimetro dell'invaso naturale di un lago, non perdono la loro natura di beni demaniali se, per effetto di successivo innalzamento dipendente da regolamento artificiale ovvero da altre attività antropiche, vengano a trovarsi al di sopra di tale quota, essendo in tal caso rimesso alla scelta del soggetto titolare del demanio il potere di disporre la sdemanializzazione del terreno — che era, ma non è più al di sotto della quota limite dell'alveo del lago — per acquisirlo al patrimonio disponibile.
Le disposizioni degli artt. 3 e 4 della legge 5 gennaio 1994, n. 37 (recante «Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche»), sostitutive degli artt. 946 e 947 c.c. — le quali escludono la sdemanializzazione dei terreni comunque abbandonati per fenomeni di inalveamento, a seguito sia di eventi naturali che di fatti artificiali indotti dall'attività antropica — sono prive di efficacia retroattiva.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 11101 del 26 luglio 2002)
Cass. civ. n. 300/1997
La modifica non transitoria, in conseguenza di bonifica, del corso di un fiume comportava — nel vigore del testo dell'art. 947 c.c. precedente alla novella di cui alla legge n. 37 del 1994 (norma priva di efficacia retroattiva) — la perdita della demanialità naturale del terreno reliquato ed il suo passaggio al patrimonio disponibile dello Stato, con esclusione dell'accessione automatica al suolo dei proprietari rivieraschi.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 300 del 14 gennaio 1997)