Source: http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=16198
Timestamp: 2019-04-23 06:08:43+00:00
Document Index: 117232584

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art.117', 'art. 2', 'art.117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. I - PARERE 8 novembre 2018, n.2583
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | MARTEDÌ 23 APRILE AGGIORNATO ALLE 8:8
UNA SOCIETA' IN HOUSE PROVIDING PUO' RICEVERE AFFIDAMENTI DIRETTI DALL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE, PUR ACQUISENDO PARTECIPAZIONI PRIVATE
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. I - PARERE 8 novembre 2018, n.2583ANNOTAZIONE
Il Consiglio di Stato, con parere n. 2583, spedito in data 8 novembre 2018, ha ritenuto possibile che la società in house Destination Management Organization Turismo Piemonte s.c.r.l. (DMO Turismo Piemonte), costituita con la L.R. Piemonte 11 luglio 2016, n. 14 (recante Nuove disposizioni in materia di organizzazione dell'attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte), continui a ricevere affidamenti diretti dalla Regione Piemonte, pur acquisendo partecipazioni private, posto che:
- l’Amministrazione regionale continuerebbe ad esercitare sulla Società il controllo analogo;
- la legge regionale n. 14/2016 (art. 4) e lo Statuto della Società (art. 6) ammettono la partecipazione di soci privati nella Società, entro il limite complessivo di un terzo del capitale sociale, senza riconoscimento di alcun potere di veto o influenza determinante sulla Società (art. 7 Statuto della Società);
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. I - PARERE 8 novembre 2018, n.2583 -
Numero 02583/2018 e data 08/11/2018 Spedizione
Con il primo quesito, la Regione Piemonte ha rilevato che il turismo costituisce una materia di competenza 'esclusiva' delle Regioni a statuto ordinario, rientrando tra le materie 'residuali' elencate all’art.117, comma 4, Cost., in riferimento alle quali le Regioni non sono più soggette ai limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi statali.
La società in house è una società dotata di autonoma personalità giuridica che presenta connotazioni tali da giustificare la sua equiparazione ad un 'ufficio interno' dell’ente pubblico che l’ha costituita, una sorta di longa manus; non sussiste tra l’ente e la società un rapporto di alterità sostanziale ma solo formale. Queste caratteristiche della società in house giustificano e legittimano l’affidamento diretto, senza previa gara, per cui un’amministrazione aggiudicatrice è dispensata dall’avviare una procedura di evidenza pubblica per affidare un appalto o una concessione. Ciò in quanto, nella sostanza, non si tratta di un effettivo 'ricorso al mercato' (outsourcing), ma di una forma di 'autoproduzione' o, comunque, di erogazione di servizi pubblici 'direttamente' ad opera dell'amministrazione, attraverso strumenti 'propri' (in house providing).
Ai sensi dell’art. 2, co. 1, lett. f), della legge regionale n. 14/2016, la Regione Piemonte, nell'ambito delle attività di promozione, accoglienza e informazione turistica (disciplinate dalla medesima legge regionale), promuove la costituzione dell'Agenzia regionale per lo sviluppo e la promozione del turismo e dei prodotti agroalimentari di qualità in Piemonte, denominata 'Destination Management Organization Turismo Piemonte' (DMO Turismo Piemonte), di cui all'articolo 5 della medesima legge.
Sulla base delle richiamate disposizioni legislative regionali, è stata costituita, a norma dell'articolo 2615-ter del codice civile, la società consortile a responsabilità limitata senza scopo di lucro denominata 'Destination Management Organization Turismo Piemonte s.c.r.l.' (siglabile 'DMO Piemonte S.c.r.l.').
A seguito della riforma costituzionale del Titolo V della Costituzione (avvenuta con legge costituzionale n. 3/2001), il turismo è stato considerato una materia di competenza legislativa regionale rientrante tra le materie 'residuali' di cui all’art.117, comma 4, Cost., come correttamente osservato dalla Regione Piemonte nella sua richiesta di parere (si veda in tal senso, Corte cost. 14 gennaio 2016 n. 1), la quale anche ha esattamente rilevato che nell’ambito della competenza legislativa regionale prevista dalla norma costituzionale richiamata rientra anche la materia dell’organizzazione e del funzionamento della Regione.
Con sentenza 14 gennaio 2016 n. 1 la Corte costituzionale ha affermato che quando le “molteplici competenze non si presentano separate nettamente tra di loro e sono, anzi, legate in un inestricabile intreccio (sentenze n. 334 del 2010 e n. 50 del 2005), senza che sia possibile identificarne una prevalente sulle altre dal punto di vista qualitativo o quantitativo... deve trovare applicazione il principio generale, costantemente ribadito dalla giurisprudenza di questa Corte (da ultimo, sentenza n. 140 del 2015), secondo il quale in ambiti caratterizzati da una pluralità di competenze ... e, qualora risulti impossibile comporre il concorso di competenze statali e regionali, tramite un criterio di prevalenza, non è costituzionalmente illegittimo l'intervento del legislatore statale, purché agisca nel rispetto del principio di leale collaborazione che deve in ogni caso permeare di sé i rapporti tra lo Stato e il sistema delle autonomie (ex plurimis, sentenze n. 44 del 2014, n. 237 del 2009, n. 168 e n. 50 del 2008) e che può ritenersi congruamente attuato mediante la previsione dell'intesa”.
Con sentenza n. 251 del 25 novembre 2016 la Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante 'Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche' (c.d. Legge Madia), per violazione del principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost.