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Timestamp: 2019-03-25 21:08:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 666', 'art. 666', 'art. 681', 'art. 666', 'art. 681', 'art. 666', 'art. 666', 'art. 666', 'art. 666', 'art. 68', 'art. 666']

Art. 666 codice penale: Spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza | La Legge per tutti
Art. 666 codice penale: Spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza
Spettacoli ed intrattenimenti pubblici.
In tema di sanzioni amministrative, ai sensi dell'art. 3, comma 1, l. n. 689 del 1981 non è necessario il dolo, ma è sufficiente la colpa che può anche presumersi e ravvisarsi nel comportamento omissivo dei destinatari dell'obbligo giuridico di impedire il verificarsi dell'evento vietato. È legittima, pertanto, la sanzione amministrativa irrogata per violazione degli art. 666 c.p. e 68 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nei confronti del gestore e, in solido, del proprietario di un locale aperto al pubblico privo dell'autorizzazione per lo svolgimento di attività di ballo, qualora risulti accertato che all'interno del locale ballava un numero indeterminato di persone, non rilevando che tale attività fosse di natura spontanea, non autorizzata e non organizzata dal proprietario e che all'interno del locale esistessero cartelli di divieto. (Cassa Trib. Aosta 23 maggio 2002).
Cassazione civile sez. I 27 settembre 2006 n. 21012
È legittima la sanzione amministrativa irrogata per violazione degli art. 666 c.p. e 68 del t.u.l.p.s., nei confronti del gestore e, in solido, del proprietario di un locale aperto al pubblico privo dell'autorizzazione per lo svolgimento di attività di ballo, qualora risulti accertato che all'interno del locale ballava un numero indeterminato di persone, in uno spazio sgombrato allo scopo, non rilevando che tale attività fosse di natura spontanea, non autorizzata e non organizzata dal proprietario e che all'interno del locale esistessero cartelli di divieto, essendo comunque sufficiente ad integrare l'elemento psicologico della colpa il comportamento omissivo del gestore che, a tutela dell'incolumità degli avventori, avrebbe dovuto attivarsi per impedire loro di ballare .
La contravvenzione di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento, prevista dall'art. 681 c.p. a carico di chi apra o tenga aperti luoghi del genere anzidetto "senza aver osservato le prescrizioni dell'autorità a tutela dell'incolumità pubblica", è configurabile, avuto riguardo alla diversa finalità di detta contravvenzione (compresa tra quelle "concernenti l'incolumità pubblica") rispetto a quella della contravvenzione (ora depenalizzata) di cui all'art. 666 c.p. (avente come scopo soltanto la generica salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica), anche nel caso in cui manchi del tutto, in quanto non richiesta o, comunque, non rilasciata o scaduta di validità, la prescritta licenza, nella quale le suddette prescrizioni avrebbero dovuto essere contenute.
Cassazione penale sez. I 11 dicembre 2002 n. 218
La contravvenzione di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento, prevista dall'art. 681 c.p. a carico di chi apra o tenga aperti i luoghi del genere anzidetto "senza aver osservato le prescrizioni dell'autorità a tutela dell'incolumità pubblica", è configurabile, avuto riguardo alla sua diversa finalità rispetto a quella della contravvenzione, ora depenalizzata, di cui all'art. 666 c.p. (essendo la prima compresa tra le contravvenzioni "concernenti l'incolumità pubblica", mentre la seconda ha come scopo soltanto la generica salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica), anche nel caso in cui manchi del tutto, in quanto non richiesta o, comunque, non rilasciata o scaduta di validità, la prescritta licenza, nella quale le suddette prescrizioni avrebbero dovuto essere contenute.
Cassazione penale sez. I 11 gennaio 2002 n. 218
Cassazione penale sez. I 18 novembre 1998 n. 13541
Cassazione penale sez. I 03 ottobre 1997 n. 10610
Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 666 c.p. - spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza dell'autorità - per "trattenimento" deve intendersi qualsiasi riunione a scopo di divertimento a cui partecipano attivamente gli intervenuti: nel concetto di "trattenimento" così inteso deve pertanto certamente ricomprendersi, per l'onnicomprensività dell'espressione usata dal legislatore, anche l'attività di diffusione di musica con il supporto video e la partecipazione del pubblico. (Nella fattispecie il gestore di un locale aperto al pubblico aveva organizzato, senza richiedere la licenza alla competente autorità amministrativa, uno spettacolo musicale denominato "karaoke" consistente in un intrattenimento musicale con la partecipazione del pubblico mediante l'ausilio di una base acustica e di un supporto video. La suprema Corte, nel rigettare il ricorso proposto dall'imputato ritenuto responsabile dal giudice di merito del reato in questione, ha enunciato il principio di cui in massima).
Cassazione penale sez. I 07 ottobre 1996 n. 9371
Per l'installazione di un televisore in un bar non è necessaria la licenza di cui all'art. 666 c.p.; la detta installazione, avvenuta senza la licenza dell'autorità, non costituisce pertanto la fattispecie contravvenzionale di spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza.
Cassazione penale sez. I 07 marzo 1996 n. 3447
In tema di contravvenzioni concernenti la vigilanza sugli spettacoli pubblici, si deve escludere che la presenza di un televisore in un bar determini un'affluenza di clienti nel pubblico esercizio, che possa interessare le autorità preposte alla tutela dell'ordine pubblico. Ne consegue che non è riconducibile alla fattispecie contravvenzionale di cui all'art. 666 c.p. (spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza) il fatto posto in essere dal titolare di un pubblico esercizio che, senza autorizzazione, tenga nel locale un televisore.
La installazione in un esercizio pubblico di un apparecchio televisivo, senza la preventiva specifica autorizzazione del questore di cui all'art. 68 r.d. 18 giugno 1931, n. 773, dà luogo alla ravvisabilità del reato previsto dall'art. 666 c.p. solo se finalizzata alla effettuazione di trattenimenti pubblici indetti o programmati nell'esercizio di attività imprenditoriale, e non anche se rappresenti una mera occasionalità volta a rendere più confortevole o meno disagevole la permanenza del cliente nel locale pubblico.
Cassazione penale sez. I 17 aprile 1994