Source: https://www.exeo.it/free/prescrizione-reato-abuso-edilizio-vincolo-paesaggistico
Timestamp: 2019-05-23 19:55:56+00:00
Document Index: 85340462

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 27', 'art. 167', 'art. 159', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 28', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 167', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 32', 'art. 167', 'art. 28', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 28', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 12', 'art. 167', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 28']

La sanatoria dell'abuso edilizio ottenuta per effetto di silenzio assenso è idonea a far cessare la permanenza dell'illecito paesiggistico, e a far decorrere il termine di prescrizione quinquennale per l'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 167 d. lgs. 42/2004.
In presenza di abusi concretanti sia illecito edilizio che paesaggistico, in quanto realizzati in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica, il Comune, quale autorità preposta al controllo urbanistico edilizio, ex art. 27 comma 1 DLgs. 42/2004, nonché quale autorità subdelegata in materia paesaggistica, ben può scegliere se applicare le sanzioni di cui al D.P.R. 380/01 (riferite all'illecito edilizio) ovvero quella di cui all'art. 167 Dlgs. 42/2004 (riferita all'illecito paesaggistico), purché nell'ordinanza di demolizione sia specificato il tipo di sanzione applicata, stante la diversità di presupposti e di conseguenze.
Solo l'omessa comunicazione da parte del Comune alla Soprintendenza dell'autorizzazione paesaggistica, rilasciata ai sensi della dis... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nsitoria di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 159 rende illegittimo il permesso di costruire eventualmente rilasciato; diversamente, l'adozione del provvedimento amministrativo di rilascio del condono da parte del Comune è atto pienamente legittimo, non essendo necessario il parere favorevole della Soprintendenza ai sensi di quanto previsto dal predetto regime transitorio fino al 31 dicembre 2009.
Il legislatore ha previsto una competenza alternativa tra il comune e l'Autorità preposta alla tutela del vincolo in materia di repressione degli abusi perpetrati in zona vincolata, per cui, il dirigente o il responsabile comunale legittimamente provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi, in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
Nel caso di ristrutturazione edilizia effettuata in assenza o totale difformità dal permesso di costruire il comune intima al responsabile la riduzione in pristino e qualora si tratti di immobili soggetti a vincoli culturali o ambientali l'adozione della diffida di riduzione in pristino è di competenza dell'amministrazione competente a vigilare sull'osservanza del vincolo.
Le previsioni san... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...del D.Lgs. n. 42/2004 per gli abusi edilizi in aree vincolate non si pongono in termini sostitutivi ma aggiuntivi rispetto alle sanzioni previste nel D.P.R. n. 380/2001. Mentre le prime si incentrano sull'assenza dell'autorizzazione paesaggistica, le seconde si collegano all'assenza del permesso di costruire o, comunque, di un idoneo titolo edilizio, in aree paesaggisticamente vincolate.
Le previsioni sanzionatorie del D.Lgs. n. 42/2004 non si pongono in termini sostitutivi ma aggiuntivi rispetto alle sanzioni previste nel D.P.R. n. 380/2001, atteso che concernono e presuppongo la mancanza, nelle aree vincolate sotto il profilo paesaggistico, di differenti titoli abilitativi: in particolare le prime si incentrano sull'assenza dell'autorizzazione paesaggistica, le seconde si collegano all'assenza del permesso di costruire o, comunque, dell'idoneo titolo edilizio.
Attesa la differenza sostanziale della tutela giuridica del paesaggio rispetto alla disciplina edilizia per la diversità di scopi, di presupposti e di oggetto, non pare consentita alcuna trasposizione di istituti tra le due discipline ed, in particolare, il trasferimento di un regime sanzionatorio graduato in relazione a varie tipologie di interventi edilizi all'illecito ambientale, p... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... il vulnus all'assetto paesaggistico non è dipendente dall'entità e dal grado di tali interventi.
L'inapplicabilità delle sanzioni demolitorie per gli abusi condonati non si estende alle sanzioni in materia paesistica con le uniche eccezioni previste dall'art. 167 D. Lgs. n. 42/2004.
Il paesaggio è considerato un valore "primario e assoluto" che deve essere tutelato dallo Stato prevalentemente rispetto agli altri interessi pubblici in materia di governo e di valorizzazione del territorio.
Il rilascio di un titolo edilizio conseguito in sanatoria non fa venir meno il potere sanzionatorio dell'autorità deputata alla tutela del paesaggio, potere che sussiste, addirittura anche in assenza di danno paesaggistico, nei casi in cui esso sia valutato pari a zero, a fronte della mera mancanza di autorizzazione.
La circostanza che sia consentita la realizzazione degli interventi indicati dallo strumento urbanistico, in ragione della loro specificità e natura, nulla rileva sulla distinta ed autonoma valutazione relativa alla compatibilità paesaggistica dei manufatti.
Il principio di autonomia delle violazioni paesaggistiche ed edilizie va rettamente inteso nel senso ch... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nuta sanatoria dell'abuso edilizio non fa venir meno la potestà sanzionatoria per la diversa violazione paesaggistica, ma non anche che essa non spiega alcuna influenza sulla permanenza di quest'ultima; ne consegue che proprio il momento del rilascio della sanatoria edilizia costituisce il dies a quo della prescrizione della sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. n. 42/2004, ai sensi dell'art. 28 legge 689/1981.
Il fatto che l'opera sia stata ritenuta dalla Soprintendenza compatibili sotto il profilo paesaggistico non esclude l'adozione di provvedimenti sanzionatori urbanistici da parte del Comune.
Può ben accadere che una costruzione non incida negativamente sui valori paesaggistici o ambientali tutelati dalla Soprintendenza, pur ponendosi in contrasto con le norme urbanistiche alla salvaguardia delle quali deve provvedere solo l'amministrazione comunale.
L'art. 38, co. 4, legge 47/1985, quando statuisce che la concessione della sanatoria impedisce l'applicazione delle sanzioni amministrative, si riferisce soltanto alle sanzioni amministrative previste per la violazione delle norme urbanistiche-edilizie, ma non alle norme previste in materia di tutela dell'ambiente.
Gli illeciti paesistici sono p... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...siderazione dalla normativa sul condono edilizio solo sotto il profilo di possibili cause impeditive della sanatoria.
La sanatoria edilizia non preclude l'irrogazione di sanzioni paesaggistiche.
La pendenza di un'istanza di sanatoria inibisce l'esplicazione dei poteri comunali di repressione dell'abuso edilizio ma non vale a paralizzare i distinti ed autonomi poteri di tutela ambientale che competono all'Ente Parco laddove quanto realizzato, oltre a non essere regolare sotto il profilo edilizio-urbanistico, sia altresì contrastante con le misure di salvaguardia previste dalla normativa di tutela ambientale (art. 6, co. 3, legge 394/1991), che vietino le nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti nell'area su cui sorge il manufatto.
Il parziale degrado di un'area sottoposta a tutela piuttosto che autorizzare l'amministrazione a tollerare ulteriori abusi, rilasciando pareri favorevoli alla sanatoria di opere che comprometterebbero ancor più le aree rimaste integre, dovrebbe indurre questa ad adottare provvedimenti volti a salvaguardare il residuo valore paesistico delle zone ancora non del tutto compromesse, salva restando ovviamente la possibilità di attivare il procedimento per la rimozione del vinc... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... di adeguare lo strumento di pianificazione paesistica, ormai divenuto obsoleto, alle modifiche ambientali sopravvenute, qualora l'effettivo stato dei luoghi sia, a giudizio degli organi competenti, irrimediabilmente compromesso.
Laddove risulti che il responsabile della violazione paesaggistica non si è limitato a munirsi del parere rilasciato dall'autorità preposta al vincolo nell'ambito del procedimento di condono, ma abbia concluso positivamente la procedura di condono, il provvedimento di concessione in sanatoria non può non determinare la cessazione delle permanenza anche dell'illecito paesaggistico.
Il principio di autonomia tra illeciti edilizi e paesaggistici va rettamente inteso nel senso che l'intervenuta sanatoria dell'abuso edilizio non fa ex se venir meno la potestà sanzionatoria per la diversa violazione paesaggistica, ma non anche che essa non spiega alcuna influenza sulla permanenza di quest'ultima; ne consegue che proprio il momento del rilascio della sanatoria costituisce il dies a quo della prescrizione della sanzione pecuniaria, ai sensi dell'art. 28 della legge nr. 689 del 1981.
Il rilascio dell'accertamento di compatibilità paesistica è rilevante ai soli fini del process... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... non dal punto di vista della regolarità urbanistica dell'opera.
In presenza di aree soggette a vincolo paesaggistico la realizzazione di interventi di trasformazione del territorio è soggetta a distinte ed autonome valutazioni, le quali, seppure rimesse ad un unico organo, mantengono la loro autonomia ad ogni effetto in quanto espressione di discipline concorrenti, con la conseguenza che anche un eventuale esercizio positivo del controllo urbanistico/edilizio si profila del tutto ininfluente agli effetti della verifica della compatibilità paesaggistica delle opere.
L'eventuale conformità alla disciplina urbanistico–edilizia di interventi realizzati non vale a sostenere e/o comprovare la legittimità degli stessi interventi dal punto di vista ambientale.
L'osservanza o meno di prescrizioni che regolamentano la trasformazione urbanistico-edilizia del territorio è del tutto ininfluente ai fini della valutazione della legittimità di una misura adottata dall'Amministrazione sulla base della normativa che disciplina la compatibilità paesaggistica delle opere.
Alla san... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...istrativa pecuniaria di cui all'art. 167 d. Lgs. n. 42/2004 è applicabile il principio contenuto nell'art. 28 della l. n. 689/1981, secondo cui il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni amministrative punite con pena pecuniaria si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.
La sanzione pecuniaria per costruzione edilizia realizzata senza nulla-osta in zona soggetta a vincolo paesistico deve ritenersi soggetta alla prescrizione quinquennale ai sensi dell'art. 28 della legge n. 689 del 1981 con decorrenza dal momento dell'accertamento dell'illecito, accertamento che può avvenire d'ufficio ovvero in esito al procedimento di sanatoria edilizia.
Gli illeciti in materia paesaggistica, urbanistica ed edilizia consistenti nella realizzazione di opere senza le dovute autorizzazioni hanno natura di illeciti permanenti, in relazione ai quali il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, ovvero con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento del permesso postumo.
Il potere dell'autorità amministrativa di sanzionare un abuso paesaggistico non può mai esaurirsi dato il carattere permanente della vi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...r />
Il rilascio del titolo edilizio in sanatoria non fa venir meno la permanenza dell'illecito paesaggistico, che cessa soltanto con la rimessione in pristino o con il pagamento della sanzione irrogata.
Il parere della Soprintendenza al mantenimento delle opere abusive reso in seno al procedimento di condono edilizio (art. 32 legge 47/1985) è un mero atto endoprocedimentale privo di un'autonoma rilevanza e, dunque, non incide sul decorso del termine quinquennale di prescrizione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004.
Né il decorso di cinque anni dalla realizzazione dell'abuso paesaggistico, ai sensi dell'art. 28 legge 689/1991, né il decorso di detto lasso di tempo dal rilascio del titolo edilizio in sanatoria comporta la prescrizione dell'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004.
La sanzione pecuniaria pretesa dalla P.A. ai sensi dell'art. 167 D. Lgs. 42/2004 è soggetta a prescrizione quinquennale, di cui all'art. 28 legge 689/1981, in quanto applicabile anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesaggistica puniti con sanzione pecuniaria.
La permanenza dell'illecito paesaggistico fa sì... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...Autorità emana un provvedimento repressivo (di demolizione, ovvero di irrogazione di una sanzione pecuniaria), non emana un atto "a distanza di tempo" dall'abuso, ma reprime una situazione antigiuridica contestualmente contra jus, ancora sussistente.
Nel campo degli illeciti paesaggistici la permanenza cessa (e il termine quinquennale di prescrizione della sanzione pecuniaria di cui all'art. 167 D. Lgs. 42/2004 comincia a decorrere) o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento dell'autorizzazione che può essere rilasciata anche in via postuma.
Il conseguimento della sanatoria edilizia per un'opera edilizia realizzata sine titulo in zona paesaggisticamente vincolata, se preceduta dal parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela del vincolo, fa cessare la permanenza anche dell'illecito paesaggistico e decorrere il termine quinquennale di prescrizione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 167 D. Lgs. 42/2004.
All'indennità per danno paesaggistico ex articolo 15 della legge 29 giugno 1939 n. 1497 - ora articolo 167 del D. Lgs 42/2004 - si applica il primo comma dell'articolo 28 della legge 689/1981, per il quale "il diritto a riscuotere le somme dovute per le vio... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...icate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione": disposizione applicabile, per espresso dettato legislativo, a tutte le violazioni punite con sanzione amministrativa pecuniaria, anche se non previste in sostituzione di una sanzione penale (art. 12 legge n. 689 del 1981) e, quindi, anche agli illeciti amministrativi in materia urbanistica, edilizia e paesistica puniti con sanzione pecuniaria.
La prescrizione quinquennale dell'indennità per danno paesaggistico ex articolo 15 della legge 29 giugno 1939 n. 1497 - ora articolo 167 del D. Lgs 42/2004 comincia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza.
La positiva conclusione del procedimento di condono fa decorrere la prescrizione quinquennale dell'indennità per danno paesaggistico ex articolo 15 della legge 29 giugno 1939 n. 1497 - ora articolo 167 del D. Lgs 42/2004 - in quanto la concessione edilizia in sanatoria, pure nell'autonoma configurazione dei due illeciti - quella edilizio e quello paesaggistico - non può non determinare, facendo cessare l'antigiuridicità dell'intero fatto la conclusione della permanenza anche della violazione paesaggistica.
Gli illeciti in materia pa... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ..., urbanistica ed edilizia, ove consistano nella realizzazione di opere senza le dovute autorizzazioni, assumono natura di illeciti permanenti, in relazione ai quali il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza ovvero con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento del permesso postumo.
L'accertamento dell'illecito amministrativo paesistico e l'applicazione della relativa sanzione, così come la verifica in sede di condono della ricorrenza di un profilo preclusivo di incompatibilità, può intervenire anche dopo il decorso di un rilevante lasso temporale dalla consumazione dell'abuso, al quale deve riconoscersi natura permanente sino al conseguimento del titolo autorizzatorio.
La sanzione pecuniaria prevista dall'art. 167 d. lgs. 42/2004 si prescrive in cinque anni: a tal fine occorre tuttavia tener conto della natura permanente dell'illecito paesaggistico, di talché la commissione degli illeciti medesimi si protrae nel tempo, e viene meno solo con il cessare della situazione di illiceità, vale a, dire con il conseguimento delle prescritte autorizzazioni o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria. Ciò comporta che il potere amministrativo repressivo, ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...erminazione di applicare la sanzione pecuniaria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.
Il principio di autonomia tra la violazione paesaggistica va rettamente inteso nel senso che l'intervenuta sanatoria dell'abuso edilizio non fa ex se venir meno la potestà sanzionatoria per la diversa violazione paesaggistica, ma non anche che essa non spiega alcuna influenza sulla permanenza di quest'ultima; ne consegue che proprio il momento del rilascio della sanatoria costituisce il dies a quo della prescrizione della sanzione pecuniaria, ai sensi dell'art. 28 della legge 689/1981.
L'art. 28, co. 1, legge 689/1981 della prescrizione quinquennale, decorrente dal giorno della commissione della violazione, infatti, trova in astratto applicazione anche in materia di illeciti amministrativi puniti con la pena pecuniaria di cui alla normativa di tutela urbanist... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a e di tutela del paesaggio.
La concessione in sanatoria interrompe la permanenza dell'illecito paesaggistico e fa decorrere il termine quinquennale di prescrizione per la riscossione dell'indennità di cui all'art. 15 legge 1497/1939.
Non è esatto far coincidere il termine iniziale della prescrizione della sanzione di cui all'art. 7 legge 1497/1939 con la data del parere emesso dall'autorità investita della tutela del vincolo, in relazione al provvedimento rilascio della concessione edilizia in sanatoria: la prescrizione decorre infatti dal rilascio del provvedimento di condono edilizio.
Per gli illeciti amministrativi in materia paesistica, urbanistica ed edilizia, la prescrizione quinquennale di cui all'art. 28 legge n. 689 del 1981 inizia a decorrere solo dalla cessazione della permanenza, con la conseguenza che, vertendosi in materia di illeciti permanenti, il potere amministrativo repressivo, come la determinazione di applicare la sanzione pecuniaria, può essere esercitato senza limiti di tempo e senza necessità di motivazione in ordine al ritardo nell'esercizio del potere.
La permanenza dell'illecito amministrativo consistente nell'omessa richiesta della preventiva autorizzazione... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...l termine quinquennale di prescrizione comincia a decorrere) o con l'irrogazione della sanzione pecuniaria o con il conseguimento dell'autorizzazione che, secondo pacifico orientamento, può essere rilasciata anche in via postuma.