Source: http://wemapp.eu/home/blog/12-Privacy-Concessione-di-Contributi-economici.html
Timestamp: 2019-07-18 01:28:58+00:00
Document Index: 34928138

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 4']

Privacy - Concessione di Contributi economici world innovation
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Privacy - Concessione di Contributi economici
Posted on Jul 20, 2018 by Administrator
Nota 3.8 del 05/07/2018 in merito a Concessione di Contributi economici.
Laddove l'amministrazione riscontri l'esistenza di un obbligo normativo che impone la pubblicazione dell'atto o del documento nel proprio sito web istituzionale è necessario selezionare i dati personali da inserire in tali atti e documenti, verificando, caso per caso, se ricorrono i presupposti per l'oscuramento di determinate informazioni.
Pertanto, anche in presenza degli obblighi di pubblicazione di atti o documenti contenuti nel d. lgs. n. 33/2013, i soggetti chiamati a darvi attuazione non possono comunque "rendere […] intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione"
È, invece, sempre vietata la diffusione di dati idonei a rivelare lo "stato di salute" (art. 22, comma 8, del Codice) e "la vita sessuale" (art. 4, comma 6, del d. lgs. n. 33/2013).
In particolare, con riferimento ai dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati, è vietata la pubblicazione di qualsiasi informazione da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia o l'esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici (art. 22, comma 8, del Codice).
Il procedimento di selezione dei dati personali che possono essere resi conoscibili online deve essere, inoltre, particolarmente accurato nei casi in cui tali informazioni sono idonee a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale ("dati sensibili"), oppure nel caso di dati idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, nonché la qualità di imputato o di indagato ("dati giudiziari") (art. 4, comma 1, lett. d ed e, del Codice).
Pertanto, come rappresentato dal Garante nel parere del 7 febbraio 2013 (doc. web 2243168), gli enti pubblici sono tenuti a porre in essere la massima attenzione nella selezione dei dati personali da utilizzare, sin dalla fase di redazione degli atti e documenti soggetti a pubblicazione, in particolare quando vengano in considerazione dati sensibili. In proposito, può risultare utile non riportare queste informazioni nel testo dei provvedimenti pubblicati online (ad esempio nell'oggetto, nel contenuto, etc.), menzionandole solo negli atti a disposizione degli uffici (richiamati quale presupposto del provvedimento e consultabili solo da interessati e controinteressati), oppure indicare delicate situazioni di disagio personale solo sulla base di espressioni di carattere più generale o, se del caso, di codici numerici (cfr. par. 2 del parere citato).
L'art. 26, comma 2, del d. lgs. n. 33/2013 stabilisce l'obbligo di pubblicazione degli atti di concessione "delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro". Il comma 3 del medesimo articolo aggiunge che tale pubblicazione "costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare al medesimo beneficiario".
Per le predette pubblicazioni è prevista l'indicazione delle seguenti informazioni: a) il nome dell'impresa o dell'ente e i rispettivi dati fiscali o il nome di altro soggetto beneficiario; b) l'importo del vantaggio economico corrisposto; c) la norma o il titolo a base dell'attribuzione; d) l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato e al curriculum del soggetto incaricato (art. 27, comma 1).
Non possono, infatti, essere pubblicati i dati identificativi delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici, nonché gli elenchi dei relativi destinatari:
a) di importo complessivo inferiore a mille euro nel corso dell'anno solare a favore del medesimo beneficiario ;
b) di importo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare a favore del medesimo beneficiario "qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute" (art. 26, comma 4, d. lgs. n. 33/2013; nonché artt. 22, comma 8, e 68, comma 3, del Codice);
c) di importo superiore a mille euro nel corso dell'anno solare a favore del medesimo beneficiario "qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni relative […] alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati" (art. 26, comma 4, d. lgs. n. 33/2013).
Si ribadisce, con specifico riferimento alle informazioni idonee a rivelare lo stato di salute, che è vietata la diffusione di qualsiasi dato o informazione da cui si possa desumere lo stato di malattia o l'esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici (cfr. supra par. 2). Si pensi, ad esempio, all'indicazione:
- della disposizione sulla base della quale ha avuto luogo l'erogazione del beneficio economico se da essa è possibile ricavare informazioni sullo stato di salute di una persona (si pensi all'indicazione "erogazione ai sensi della legge 104/1992" che, come noto, è la "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate");
- dei titoli dell'erogazione dei benefici (es. attribuzione di borse di studio a "soggetto portatore di handicap", o riconoscimento di buono sociale a favore di "anziano non autosufficiente" o con l'indicazione, insieme al dato anagrafico, delle specifiche patologie sofferte dal beneficiario);
- delle modalità e dei criteri di attribuzione del beneficio economico (es. punteggi attribuiti con l'indicazione degli "indici di autosufficienza nelle attività della vita quotidiana")(45) ;
- della destinazione dei contributi erogati (es. contributo per "ricovero in struttura sanitaria" o per "assistenza sanitaria"). Analogamente, è vietato riportare dati o informazioni da cui si può desumere la condizione di indigenza o di disagio sociale in cui versano gli interessati (art. 26, comma 4, del d. lgs. n. 33/2013).
Si tratta di un divieto funzionale alla tutela della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali dell’interessato (art. 2 del Codice), al fine di evitare che soggetti che si trovano in condizioni disagiate – economiche o sociali – soffrano l’imbarazzo della diffusione di tali informazioni, o possano essere sottoposti a conseguenze indesiderate, a causa della conoscenza da parte di terzi della particolare situazione personale. Si pensi, fra l’altro alle fasce deboli della popolazione (persone inserite in programmi di recupero e reinserimento sociale, anziani, minori di età ecc…)
Non risulta, pertanto, giustificato diffondere, fra l'altro, dati quali, ad esempio, l'indirizzo di abitazione o la residenza, il codice fiscale di persone fisiche, le coordinate bancarie dove sono accreditati i contributi o i benefici economici (codici IBAN), la ripartizione degli assegnatari secondo le fasce dell'Indicatore della situazione economica equivalente-Isee, l'indicazione di analitiche situazioni reddituali, di condizioni di bisogno o di peculiari situazioni abitative, etc.
La disciplina statale di settore in materia di trasparenza, con riferimento agli obblighi di pubblicazione dei dati di soggetti beneficiari di contributi economici, stabilisce l’obbligo di pubblicazione degli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque i vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato art. 12 della legge 241/1990 di importo superiore a mille euro. Tale pubblicazione costituisce condizione generale di efficacia dei provvedimenti che dispongono concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell’anno solare al medesimo beneficiario.
In generale si segnala che per la particolarità delle fonti di diritto coinvolte che devono trovare una corretta integrazione (legge statale, legge regionale, avviso pubblici ecc…) anche in riferimento all’attuazione di regole di trasparenza della p.a. e di pubblicità delle procedure amministrative, nel rispetto della disciplina rilevante ai fini di protezione dei dati personali.
Si fa presente che una norma regionale (per esempio) non potrebbe essere rilevante alla pubblicazione di dati non idonei ai sensi dell’art. 19 del codice della privacy per giustificare la diffusione online di taluni dati personali come quelli summenzionati nella sezione eccezioni di questa nota.
La citata norma statale in materia di dati trasparenza prevede la pubblicazione dei dati personali dei singoli soggetti che siano destinatari di un contributo di natura economica superiore a mille euro e non dei percettori potenziali o ancora meno di quelli esclusi.
Per cui quando diffonde sull’albo pretorio una graduatoria di concessione di benefici economici dalla quale si possono desumere situazioni di disagio sociale, stato di salute o quanto già descritto nella sezione eccezioni è necessario prevedere la pubblicazione della graduatoria procedendo all’anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti art. 4 comma 3 del d.lgs. 33/2013.
Per adempiere ai compiti di trasparenza e per permettere agli interessati l’attivazione di forme di tutela dei propri diritti e di controllo della legittimità delle procedure selettive è necessario utilizzare strumenti meno invasivi.
Al riguardo il Garante ha indicato “con riguardo alla pubblicità degli esiti […] delle graduatorie finali [di] selezioni pubbliche o di altri procedimenti che prevedono formazione di graduatorie”, “al fine di agevolare le modalità di consultazione delle graduatorie oggetto di pubblicazione in conformità alla disciplina di settore (per finalità diverse dalla trasparenza), le stesse possono essere messe a disposizione degli interessati in aree ad accesso selezionato dei siti web istituzionali consentendo la consultazione degli esiti delle prove o del procedimento ai soli partecipanti alla procedura concorsuale o selettiva mediante l’attribuzione agli stessi di credenziali di autenticazione ad es. username e password, numero di protocollo o altri estremi identificativi forniti dall’ente agli aventi diritto, oppure mediante utilizzo di dispositivi di autenticazione quali la carta nazionale dei servizi. (linee guida parte secondo par. 3.b. del Garante)
Sul sito istituzionale si potrebbe pubblicare un avviso del genere (sotto viene un esempio possibile):
Le graduatorie, complete di tutte le informazioni dei minori, sono disponibili per la consultazione e l’accesso nei termini e con i vincoli previsti dalle norme in materia di accesso e trasparenza amministrativa. In applicazione del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e in coerenza con le Linee Guida del Garante del 15 maggio 2014 relative alla pubblicazione in web di atti e documenti contenenti dati personali, le graduatorie, a tutela dei dati dei minori, saranno pubblicate nel sito web del Comune di ……………. sotto forma di estratto, prive dei dati identificativi.
Tali graduatorie, oggetto di pubblicazione, conterranno unicamente il codice numerico identificativo della domanda di iscrizione, la sede eventualmente assegnata o la posizione in attesa di assegnazione, al fine di evitare la diffusione di dati eccedenti rispetto allo scopo perseguito (esempio: Domanda di
iscrizione alla Scuola dell’Infanzia n. XXXXXX per l'anno educativo 2018/2019).
Gli utenti potranno in ogni caso rivolgersi all’Unità ……………………………………….., e/o alla/al responsabile della propria Unità Educativa per avere chiarimenti in merito alla propria posizione in graduatoria.
Ai sensi degli artt. 7 e 10 della L. 241/1990, eventuali osservazioni avverso il punteggio assegnato potranno essere presentate dagli interessati presso (indicare dove fare accesso indirizzo e richiesta telematica) producendo tutta la documentazione ritenuta utile per il riesame, entro il termine di 10 giorni dalla data di pubblicazione delle graduatorie; la data ultima per la presentazione è fissata al ……………………………………….
L’Amministrazione con proprio provvedimento comunicherà l’esito dell’esame delle osservazioni presentate.
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