Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/194214/legge_provinciale_21_giugno_2011_n_4.aspx?view=1
Timestamp: 2019-10-24 03:00:28+00:00
Document Index: 45939894

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 28']

Normativa provinciale Leggi di contenuto vario (Omnibus) Legge provinciale 21 giugno 2011, n. 4
(1) La Provincia autonoma di Bolzano promuove la prevenzione e il contenimento dell’inquinamento luminoso e il conseguente risparmio energetico ai fini della conservazione e valorizzazione dell’ambiente nonché degli equilibri ecologici e della tutela della salute dei cittadini.
(2) A tal fine si intende per inquinamento luminoso ogni forma di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, in particolar modo se orientata al di sopra della linea dell’orizzonte.
(3) Per l’attuazione di quanto previsto dal comma 1, la Giunta provinciale fissa entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, con deliberazione da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale della Regione, i criteri per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione esterna pubblica nonché per il graduale adeguamento degli impianti pubblici esistenti. Entro un anno dall'approvazione della deliberazione di cui al presente comma i comuni elaborano il piano per l’adeguamento degli impianti pubblici esistenti.
Delibera 30 dicembre 2011, n. 2057 - Approvazione dei criteri per le misure di contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico
Art. 2 (Modifica della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, “Norme in materia di utilizzazione di acque pubbliche e di impianti elettrici”)
(1) Al primo periodo del comma 1 dell’articolo 3 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, sono soppresse le parole: “o per le varianti alle stesse”.
(2) Al comma 6 dell’articolo 3 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, è aggiunto il seguente periodo: “Fatto salvo il rispetto del vincolo paesaggistico, non trova applicazione il comma 3 dell’articolo 8 della legge provinciale 25 luglio 1970, n. 16.”
(3) Dopo il comma 4 dell’articolo 4 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, è aggiunto il seguente comma:
“5. Il concessionario di un impianto di utilizzazione dell’acqua è tenuto a mantenere gli impianti secondo standard tecnologici tali da garantire costantemente il buon funzionamento e la loro tenuta in modo che non possano costituire pericolo.”
(4) Il comma 1 dell’articolo 8 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, è così sostituito:
“1. Fatto salvo quanto stabilito al comma 6, l’utente di acqua pubblica che intende apportare varianti ad una derivazione già riconosciuta o concessa ne fa richiesta al competente ufficio della Ripartizione provinciale Acque pubbliche ed energia.”
(5) Il comma 2 dell’articolo 8 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, è così sostituito:
“2. Si considerano varianti sostanziali quelle modificazioni che riguardano l’aumento, anche se solo in singole fasi del periodo di utilizzo, della quantità d’acqua concessa o riconosciuta, l’estensione del periodo di utilizzo e lo spostamento del punto di presa o del punto di restituzione. Alle varianti sostanziali si applicano tutte le disposizioni concernenti le nuove concessioni.”
(6) I commi 3 e 4 dell’articolo 8 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, sono così sostituiti:
“3. La richiesta di variante sostanziale relativa a domande di derivazione in corso di istruttoria è considerata, a tutti gli effetti, domanda nuova, sostitutiva della precedente.
4. Sono autorizzate dal competente ufficio della Ripartizione provinciale Acque pubbliche ed energia le seguenti varianti relative a:
costruzione, risanamento o migliorie di impianti di captazione di acque superficiali;
costruzione o risanamento di parti di impianti idroelettrici e di impianti di approvvigionamento idropotabile pubblico, fatta eccezione per la rete distributiva e gli allacciamenti agli edifici civili. L’autorizzazione è rilasciata, sentita la conferenza di servizi di cui all’articolo 3, comma 6. L’autorizzazione sostituisce a tutti gli effetti ogni altra autorizzazione, parere, visto o nulla osta, fatti salvi la procedura VIA, ove prevista, e il parere della commissione edilizia.”
(7) Il comma 5 dell’articolo 8 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, è così sostituito:
“5. Il competente ufficio della Ripartizione provinciale Acque pubbliche ed energia rilascia un parere vincolante per la costruzione o l’ampliamento di serbatoi di accumulo superiori a 5.000 metri cubi.”
(8) Dopo il comma 5 dell’articolo 8 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, e successive modifiche, è aggiunto il seguente comma:
“6. Sono preventivamente comunicate al competente ufficio della Ripartizione provinciale Acque pubbliche ed energia unicamente le varianti relative a:
macchinari destinati alla produzione dell’energia elettrica;
estensione della superficie irrigua, della zona di approvvigionamento della rete potabile pubblica e della superficie interessata dall’innevamento programmato, senza aumento dell’acqua derivata, qualora siano adottate misure finalizzate al risparmio dell’acqua o al più razionale utilizzo dell’acqua o che comportino modifiche inerenti le tecniche di irrigazione o innevamento programmato.”
(9) Dopo l’articolo 15 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, è inserito il seguente articolo:
“Art. 15/bis (Accesso ai dati)
1. Per garantire la necessaria informazione e consulenza, i comuni e - per i propri soci e iscritti - le associazioni di categoria, le cooperative e i consorzi del settore agricolo possono accedere ai dati inerenti alle derivazioni d’acqua trattati dalla Provincia autonoma di Bolzano.”
(10) Il comma 1 dell’articolo 16 della legge provinciale 30 settembre 2005, n. 7, è così sostituito:
[“1. Ad eccezione delle concessioni a scopo idroelettrico, tutte le concessioni alla loro scadenza sono rinnovate per un periodo di 30 anni, fatta salva la fissazione di un termine più breve ai fini dell’esame di misure necessarie al buon regime delle acque, a condizione che sussistano i seguenti presupposti: non osti un superiore interesse pubblico, persistano i fini della derivazione e l’utenza sia in esercizio e non sia contraria al buon regime delle acque, gli impianti siano conformi allo stato della tecnica e, in caso di acquedotti potabili, il comune acconsenta alla continuazione dell’esercizio ai sensi dell’articolo 13 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche.”] 2)
L’art. 16, comma 1, della L.P. 30 settembre 2005, n. 7, è stato prima sostituito dall’art. 2, comma 10, della L.P. 21 giugno 2011, n. 4, e poi dall’art. 24, comma 2, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15. Infine è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte costituzionale del 7 maggio 2012, n. 114.
(1) Le disposizioni di cui all’articolo 19, comma 8, della legge provinciale 20 luglio 2006, n. 7, e successive modifiche, si applicano anche alle domande ancora inevase, presentate antecedentemente al 2 agosto 2006. Qualora per la medesima procedura siano presentate più domande, si considera la data di presentazione della prima domanda di concessione.
Art. 5 (Modifica della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, “Disposizioni sulle acque”)
(1) Il comma 4 dell’articolo 5 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è così sostituito:
[“4. Gli enti locali, anche in forma associata, possono cedere la proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinate all’esercizio dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione esclusivamente a consorzi, a società a prevalente o totale partecipazione pubblica, alle comunità comprensoriali costituite ai sensi della legge provinciale 20 marzo 1991, n. 7, e successive modifiche, o al comune sede di impianto. Nel caso di scioglimento di consorzi, la proprietà delle opere e degli impianti di interesse sovracomunale di cui al comma 1, lettera a), va trasferita a titolo gratuito ad una delle forme di collaborazione definite dalla Giunta provinciale ai sensi del comma 2 o al comune sede di impianto.”] 4)
(2) Il comma 4 dell’articolo 18 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, è così sostituito:
“4. I documenti grafici indicanti l'estensione delle aree di tutela dell'acqua potabile sono trasmessi: ai gestori degli acquedotti, all’azienda sanitaria, alla Ripartizione provinciale Foreste ed alla Ripartizione provinciale Sviluppo del territorio, all’organizzazione degli agricoltori più rappresentativa a livello locale ed ai comuni interessati, i quali informano i proprietari dei fondi interessati e pubblicano i documenti grafici all'albo pretorio per 30 giorni. La Ripartizione provinciale Sviluppo del territorio provvede d'ufficio all’inserimento delle aree di tutela nel piano urbanistico comunale.”
(3) Il comma 1 dell’articolo 19 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è così sostituito:
“1. Fatto salvo quanto previsto al comma 1-bis e al comma 2, gli scavi e i prelievi di acqua sotterranea, anche a scopo di abbassamento dell’acqua sotterranea, nonché la produzione di calore tramite acque sotterranee sono autorizzati o concessi dall’assessore competente.”
(4) Dopo il comma 1 dell’articolo 19 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è inserito il seguente comma:
“1/bis. Le sonde geotermiche in falda per la produzione di calore senza prelievo d’acqua sono realizzate secondo le procedure e le direttive tecniche stabilite dalla Giunta provinciale.“ 5)
(5) Il comma 2 dell’articolo 19 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è così sostituito:
“2. Sono esenti da autorizzazione o concessione gli scavi temporanei non destinati direttamente al prelievo o all’utilizzo dell’acqua, quali trivellazioni di sondaggio eseguite allo scopo di indagini geologiche o idrogeologiche, oppure gli scavi risultanti dalla costruzione di opere ed impianti o da lavori di movimento terra, nonché abbassamenti dell’acqua sotterranea con una quantità d’estrazione d’acqua inferiore a 50 litri al secondo, autorizzati dal sindaco del comune competente.”
(6) Il comma 3 dell’articolo 20 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è così sostituito:
“3. Le trivellazioni di assaggio e gli abbassamenti dell’acqua sotterranea sono autorizzati dall’assessore provinciale competente per la gestione delle risorse idriche.”
(7) Il comma 2 dell’articolo 31 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, e successive modifiche, è così sostituito:
„2. Per gli scarichi di cui al comma 1 può essere richiesta un’indagine idrogeologica preventiva, qualora la situazione idrogeologica non sia già nota.”
(8) Al comma 3 dell'articolo 34 della legge provinciale 18 giugno 2002, n. 8, è aggiunto il seguente periodo: “Con deliberazione della Giunta provinciale sono definiti i casi in cui, in base alla conformazione del terreno e del basso potenziale di inquinamento, sono prescritti sistemi semplificati di smaltimento individuali.”
L'art. 19, comma 1/bis, della L.P. 18 giugno 2002, n. 8, è stato inserito dall'art. 5, comma 4, della L.P. 21 giugno 2011, n. 4, e poi così sostituito dall'art. 25, comma 1, della L.P. 21 dicembre 2011, n. 15. Con sentenza della Corte costituzionale del 7 maggio 2012, n. 114, è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Art. 6 (Modifica della legge provinciale 29 marzo 1983, n. 10, “Adeguamento della misura dei canoni per le utenze di acqua pubblica”)
(1) Alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 1 della legge provinciale 29 marzo 1983, n. 10, il secondo periodo è così sostituito: “Non sono dovuti canoni annui inferiori all’ammontare di 50,00 euro.”
(2) Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 1 della legge provinciale 29 marzo 1983, n. 10, il secondo periodo è così sostituito: “Non sono dovuti canoni annui inferiori all’ammontare di 50,00 euro.”
(1) La modifica dell’articolo 9, comma 2, della legge provinciale 29 gennaio 2002, n. 1, introdotta dall’articolo 20, comma 1, della legge provinciale 23 dicembre 2010, n. 15, si applica ai contributi concessi ad enti pubblici dopo il 1° gennaio 2011.
(1) Il divieto di cumulo di contributi o di agevolazioni di cui all’articolo 2, comma 6, della legge provinciale 7 luglio 2010, n. 9, non si applica alle domande presentate antecedentemente all’entrata in vigore della medesima legge.
(1) La Giunta provinciale è autorizzata a promuovere, per un importo complessivo non superiore a 9 milioni di euro, le procedure di gara per l’acquisto, la messa in servizio in via sperimentale sul territorio provinciale e la manutenzione di cinque autobus alimentati ad idrogeno, a condizione che la Commissione dell’Unione Europea concorra al finanziamento degli oneri connessi in misura non inferiore al 31 per cento della spesa complessiva sulla base della decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 1639/2006/CE, istitutiva di un programma quadro per la competitività e l’innovazione (2007-2013), pubblicata nella G.U.C.E. 9 novembre 2006, n. L310. 8)
L'art. 10, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 28, comma 1, della L.P. 20 dicembre 2012, n. 22.
il comma 4 dell’articolo 9 della legge provinciale 12 maggio 2010, n. 6, aggiunto dall’articolo 15, comma 1, della legge provinciale 17 gennaio 2011, n. 1;
il comma 3 dell’articolo 1/bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, aggiunto dall’articolo 7, comma 1, della legge provinciale 17 gennaio 2011, n. 1;
l’articolo 8 della legge provinciale 17 gennaio 2011, n. 1, con reviviscenza dell’articolo 4/bis della legge provinciale 7 gennaio 1977, n. 9, come inserito dall'articolo 21 della legge provinciale 23 luglio 2007, n. 6.
(1) La presente legge non comporta maggiori spese per l’esercizio finanziario 2011.