Source: http://www.lacostituzione.info/index.php/2018/04/07/spigolature-dai-nuovi-gruppi-parlamentari/
Timestamp: 2019-09-19 21:01:50+00:00
Document Index: 59026726

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 156', 'art. 14']

﻿ Spigolature dai nuovi gruppi parlamentari – laCostituzione.info
La costituzione dei gruppi parlamentari costituisce un passaggio essenziale per l’inizio delle attività delle camere. Non a caso, infatti, essa avviene subito dopo l’elezione del Presidente (entro due giorni dalla prima seduta alla Camera; entro tre al Senato: artt. 14.3 reg. Cam. e 14.2 reg. Sen.) perché è dalla loro composizione numerica – e quindi dai loro rapporti di forza nonché dalla loro collocazione politica – che dipende la successiva costituzione degli organi di cui ciascuna camera si compone: Presidenza, Commissioni, Giunte, Comitato per la legislazione. I gruppi parlamentari, quindi, forniscono, per così dire, il carburante affinché l’articolata macchina delle camere possa funzionare.
Proprio sotto quest’ultimo profilo è interessante verificare se ed in quale misura vi sia stata corrispondenza tra gli eletti attribuiti a ciascuna lista o coalizione di liste e la loro distribuzione tra i corrispondenti gruppi parlamentari. Tale verifica appare tanto più interessante ove si consideri che, alla luce della nuova legge elettorale, un terzo di deputati (232) e senatori (116) sono stati eletti in collegi uninominali in cui si sono presentati in nome di una (è il caso, primo fra tutti, del Movimento 5 Stelle) oppure di più liste unite in coalizione elettorale (quella di centro destra e di centro sinistra). Lo stesso si può dire per i parlamentari eletti nella circoscrizione estero, anche in questo caso presentatisi talora sotto un simbolo di coalizione.
Inoltre la costituzione dei gruppi parlamentari offre tutta una serie di spunti di riflessione che di solito sfuggono agli organi di informazione ma che invece possono risultare molto utili ai fini di una riflessione più compiuta sia del funzionamento della legge elettorale sia dell’applicazione della normativa regolamentare in tema di costituzione dei gruppi parlamentari e delle componenti politiche del gruppo misto.
Premettiamo subito che svolgere tale verifica non è stato facile, sia perché, a distanza di più di un mese, i dati pubblicati sul sito del Ministero (http://elezioni.interno.gov.it) risultato talora inspiegabilmente non aggiornati (ad esempio alla sezione Camera i seggi assegnati risultano 607 quando dovrebbero essere 617, al netto del seggio uninominale della Valle d’Aosta e dei 12 seggi aggiudicati nella circoscrizione Estero), sia perché il sito del Senato, al contrario di quella della Camera, non riporta per ogni singolo senatore se eletto nel proporzionale o nell’uninominale e per quale lista o coalizione di liste.
Questa la tabella dei dati
Partito Eletti
Propor. Eletti
uninom. Eletti
Estero Eletti
133 93 1 227 222
Lega – Salvini Premier 73 50 2 125 125
Forza Italia – Berlusconi Presidente 59 44 1 104 104
Partito democratico 86 21 5 112 111
Fratelli d’Italia 19 13 32 32
Liberi e Uguali 14 14 14
Minoranze linguistiche 2 2 4 4
Noi con l’Italia 4 4 4
MAIE 1 1
USEI 1 1
+Europa 1 1
Civica popolare-AP-PSI-Area civica 2 2 4
+Europa-Centro democratico 2 2 3
TOTALE 386 232 12 630 594 36
Gruppo Gruppo misto Senatori non iscritti
68 44 112 109
Forza Italia – Berlusconi Presidente 33 22 2 57
Noi con l’Italia 4 4
Lega – Salvini Premier 37 21 58 58
Partito democratico 43 8 2 53 52
Fratelli d’Italia 7 11 18 18
Per le Autonomie (SVP-PATT, UV) 1 2 3
Senatori a vita 2 2
Civica popolare 1 1
Liberi e Uguali 4 4 4
PSI-MAIE-USEI 3
Più Europa con Emma Bonino 1 1 1
Totale 193 116 6 315 306 12 2
Ciò premesso, dall’esame di tali dati emergono le considerazioni che seguono.
1. Ai gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle (d’ora in poi M5S) hanno aderito meno parlamentari rispetto agli eletti: al Senato 109 contro i 112 eletti (68 nel proporzionale, 44 nell’uninominale); alla Camera 222 contro 227 (133 nel proporzionale, 33 nel maggioritario e 1 nella circoscrizione estero). Ciò è dovuto al fatto che cinque deputati (Benedetti, Caiata, Cecconi, Tasso, Vitiello) e due senatori (Buccarella e Martelli) eletti per il M5S si sono iscritti al gruppo misto. Si tratta di quei parlamentari la cui candidatura, com’è noto, il Movimento, dopo il loro deposito, avrebbe voluto ritirare una volta che a loro carico erano emerse (presunte) irregolarità nella rendicontazione delle spese parlamentari. Non è dato sapere se la loro sia stata una scelta volontaria o dovuta al fatto che la loro iscrizione al gruppo parlamentare del M5S sia stata rifiutata. Sta di fatto che, com’era facilmente prevedibile, contrariamente a quanto sbandierato in campagna elettorale dai dirigenti del M5S, costoro sono stati regolarmente proclamati eletti e ricoprono legittimamente il loro incarico se e fino quando decideranno, eventualmente, di presentare le loro dimissioni; le quali, peraltro, per prassi consolidata le camere finora hanno respinto in simili casi.
Il lettore più attento si sarà accorto che al gruppo del M5S al Senato manca un terzo senatore: è il seggio non attribuito in Sicilia per mancanza di candidati, avendo in quella circoscrizione fatto l’en-plein. Sul punto ci ripromettiamo di ritornare ma ci pare che, stante l’insuperabilità della base regionale del Senato imposta dall’art. 57.1 Cost. e ritenendo l’attribuzione di tale seggio ad altra lista in contrasto con il principio della sovranità popolare ex art. 1 Cost., la soluzione meno peggiore sia la non attribuzione del seggio conteso, così come accaduto alla Camera nella XIV legislatura.
2. Riguardo alle tre forze politiche che compongono il centro destra, l’analisi dei dati consente innanzi tutto di quantificare esattamente la suddivisione dei collegi uninominali. Difatti, dei 111 collegi uninominali vinti dal centro destra alla Camera, 50 sono stati aggiudicati a deputati oggi iscritti al gruppo parlamentare della Lega-Salvini Premier (L-SP); 44 a Forza Italia – Berlusconi Presidente, 13 a Fratelli d’Italia e 4 a Noi con l’Italia. Al Senato, invece, dei 58 collegi uninominali, la maggior parte (22) risultano aggiudicati a senatori iscritti al gruppo parlamentare di Forza Italia – Berlusconi Presidente, 21 alla Lega-Salvini Premier, 11 a Fratelli d’Italia e 4 a Noi con l’Italia (Binetti, De Poli, Quagliariello e Saccone), i quali si sono iscritti al gruppo parlamentare Forza Italia – Berlusconi Presidente. Quest’ultimo gruppo, quindi, al Senato risulta il più numeroso del centro destra (61), giacché ai 55 eletti si sono aggiunti i 4, come detto, di Noi con l’Italia e i due senatori eletti per il centro destra nella circoscrizione estero. Seguono i gruppi parlamentari della Lega – Salvini Premier (58) e di Fratelli d’Italia (18), composti al Senato da un numero di iscritti corrispondente a quello degli eletti.
Lo stesso si può dire alla Camera se si considera che dei tre deputati eletti per il centro destra della circoscrizione estero due hanno aderito al gruppo parlamentare della Lega-Salvini Premier (125 iscritti, inclusi i 73 eletti nel proporzionale e i 50 nell’uninominale) e uno al gruppo parlamentare di Forza Italia – Berlusconi Presidente (105, inclusi i 59 eletti nel proporzionale e i 44 nell’uninominale). Il gruppo di Fratelli d’Italia corrisponde agli eletti nel territorio nazionale (32, di cui 19 nel proporzionale e 13 nell’uninominale).
3. Per quanto riguarda il centro sinistra, il gruppo del Partito democratico alla Camera risulta composto da 111 iscritti, contro i 112 eletti (86 nel proporzionale, 21 nell’uninominale e 5 all’estero). Questo perché uno dei deputati eletto all’estero per la lista dal Pd (Longo) si è iscritto al gruppo misto. Anche al Senato il gruppo del Partito democratico conta su un iscritto in meno (52) rispetto agli eletti (53, di cui 43 nel proporzionale, 8 nell’uninominale e 2 all’estero). Questo perché il sen. Bressa, eletto nell’uninominale in Trentino, si è iscritto nel gruppo Per le Autonomie (SVP-PATT, UV). Si possono ritenere questi due i primi casi di transfughismo della XVIII legislatura?
4. L’appena citato gruppo Per le Autonomie è presente solo al Senato e non alla Camera ed è composto da appena 8 senatori: 3 eletti per la Südtiroler Volkspartei (SVP), uno per l’Union Valdotaine (UV), il sen. Casini (eletto nell’uninominale per il centro sinistra, presentandosi per Civica popolare), e due senatori a vita: Cattaneo e Napolitano. Occorre innanzi tutto ricordare che tale gruppo si è potuto costituire, benché composto da un numero inferiore di senatori rispetto a quello (dieci) richiesto, perché, a seguito dell’apposita modifica approvata lo scorso 20 dicembre, l’art. 14, comma 5, reg. Sen., prevede espressamente che “i Senatori appartenenti alle minoranze linguistiche riconosciute dalla legge, eletti nelle regioni di insediamento di tali minoranze, e i Senatori eletti nelle regini [speciali] di cui all’articolo 116, primo comma, della Costituzione il cui statuto preveda la tutela di minoranze linguistiche possono costituire un Gruppo composto da almeno cinque iscritti”. Si tratta, quindi, dell’unica eccezione al divieto per il Senato di poter costituire, come un tempo, gruppi parlamentari autorizzati in deroga al requisito numerico di 10 senatori, su cui ritorneremo (punto 8).
5. La composizione del gruppo Per le Autonomie ci offre lo spunto per ulteriori considerazioni. Innanzi tutto, appare significativa, e un po’ sorprendente, la scelta di aderirvi di due dei sei senatori a vita. Altri due (Monti e Segre) hanno, infatti, deciso di iscriversi al gruppo misto come indipendenti mentre gli ultimi due (Piano e Rubbia) hanno deciso finora di avvalersi di quanto previsto dal nuovo art. 14.1 reg. Senato che alla regola per cui “tutti i senatori debbono appartenere ad un gruppo parlamentare”, introduce l’eccezione per cui “i senatori di diritto e a vita, nella autonomia della loro legittimazione, possono non entrare a far parte di alcun gruppo”.
6. Inoltre, come accennato, al gruppo Per le Autonomie aderisce un senatore (Casini) eletto in quota uninominale per il centro sinistra. In realtà, diversi parlamentari sono stati eletti in collegi uninominali in rappresentanza di forze politiche che, coalizzatesi con il centro destra o il centro sinistra, hanno avuto così accesso alle camere benché le loro rispettive liste non hanno superato la soglia di sbarramento. È il fenomeno, già presente ai tempi del Mattarellum, della c.d. “proporzionalizzazione del maggioritario”, cioè della candidatura di singoli esponenti di una forza politica minoritaria in collegi uninominali “blindati” (o quasi) in cambio del suo appoggio elettorale all’interno della coalizione. Così è stato per:
a) Noi per l’Italia, i cui quattro deputati (Colucci, Costa, Lupi e Tondo) hanno costituito nel gruppo misto della Camera la corrispondente componente politica, mentre al Senato i suoi quattro senatori sono confluiti come detto (v. punto 2) nel gruppo di Forza Italia;
b) +Europa, che alla Camera ha costituito la componente politica del misto +Europa-Centro democratico cui si sono iscritti i deputati Magi e Tabacci, entrambi eletti per il centro sinistra nell’uninominale, e il deputato Fusacchio, eletto per +Europa nella circoscrizione estero. Al Senato invece fa componente politica a se, denominata +Europa con Emma Bonino, tale senatrice;
c) Civica popolare-AP-PSI-Area civica, presente alla Camera con una componente politica del misto composta da quattro deputati, di cui uno (Longo) eletto all’estero per il Pd e gli altri tre eletti nell’uninominale per il centro sinistra: Soverini (eletto per Italia Europa insieme), Lorenzin e Toccafondi (Civica popolare-AP). Al Senato, invece, si è costituita la componente politica PSI-MAIE-USEI, composta dal sen. Nencini, eletto per il centro sinistra per Italia Europa insieme e da due senatori eletti all’estero (Cario, Usei) e Merlo (MAIE)
7. Visto che ne abbiamo fatto sopra cenno, due ultimi riferimenti sul gruppo misto. Al momento esso è composto rispettivamente da 36 deputati e 12 senatori. In entrambe le camere si sono costituite le componenti politiche di Liberi e Uguali (14 deputati e 4 senatori), Oltre queste, alla Camera si sono formate altre 4 componenti politiche: Minoranze linguistiche (4), Noi con l’Italia (4), Civica popolare-AP-PSI-Area civica (4), +Europa-Centro democratico (3). Sette sono i deputati indipendenti: i cinque del M5S (v. punto 1) e due eletti all’estero per MAIE e USEI. Al Senato, come detto, si sono costituite anche le componenti politiche di PSI-MAIE-USEI (3 senatori) e +Europa con Emma Bonino (1 senatrice). Quattro i senatori rimasti indipendenti: come detto, i 2 senatori a vita Monti e Segre (v. punto 5) e i due senatori del M5S (v. punto 1). Va però precisato che, contrariamente alla Camera, le componenti politiche del gruppo misto non sono previste dal regolamento del Senato nel capo IV dedicato ai gruppi parlamentari, ma, incidentalmente, allorquando si conferisce loro la facoltà di presentare interpellanze con procedimento abbreviato (art. 156-bis).
8. Un’ultima considerazione. Come detto (punto 4) da questa legislatura non è più possibile al Senato costituire un gruppo autorizzato dall’Ufficio di Presidenza perché inferiore al minimo numerico previsto di dieci senatori. Tale facoltà continua invece ad essere prevista dal regolamento della Camera per quei gruppi con meno di venti iscritti che rappresentino “un partito organizzato nel Paese che abbia presentato, con il medesimo contrassegno, in almeno venti collegi, proprie liste di candidati, le quali abbiano ottenuto almeno un quoziente in un collegio ed una cifra elettorale nazionale di almeno 300 mila voti di lista validi”. Questi requisiti sono pienamente riscontrabili per Liberi ed Uguali, i cui 14 deputati sono come detto confluiti nel gruppo misto, costituendo la relativa componente politica, in attesa che l’Ufficio di Presidenza si pronunci sulla già preannunciata richiesta di autorizzazione a costituirsi in gruppo parlamentare autonomo ai sensi dell’art. 14.2 reg. Camera. Si tratta, com’è noto, di una disposizione che era rimasta congelata, dopo l’approvazione del c.d. Mattarellum, nella XII e XIII legislatura per poi essere nuovamente applicata nella XIV per il gruppo di Rifondazione comunista. L’approvazione della nuova legge elettorale n. 270/2005 (proporzionale con premio di maggioranza) ha reso nuovamente applicabili tale disposizione, per cui, come accaduto già nella XV (gruppi de La Rosa nel Pugno, Comunisti italiani, Verdi, Popolari-Udeur, Democrazia cristiana – Partito socialista), XVII (Fratelli d’Italia, Per l’Italia-Centro democratico e Scelta Civica verso cittadini per l’Italia – MAIE), si ha motivo di ritenere che la richiesta sarà accolta. Ciò non toglie che siamo dinanzi ad una non lieve differenza – regolamentare e politica – tra le due camere
Categorie Attualità, Elezioni 2018, Regole e procedureTag camera, centro sinistra, centro-destra, collegi, deputati, gruppi parlamentari. elezioni, m5s, senato, senatori
3 commenti su “Spigolature dai nuovi gruppi parlamentari”
9 Aprile 2018 alle 14:59	 | Rispondi
A seguito di quanto accertato grazie alle segnalazioni di amici e colleghi, preciso che il sen. Bressa, eletto nel collegio uninominale di Bolzano, ha aderito al gruppo Per le Autonomie a seguito di un’intesa in tal senso con la SVP ed altri gruppi autonomisti.
10 Aprile 2018 alle 7:32	 | Rispondi
Nella seduta del 9 aprile, l’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha autorizzato la costituzione del Gruppo parlamentare Liberi e Uguali, come previsto dall’articolo 14, comma 2, del Regolamento
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