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Timestamp: 2016-10-24 12:30:49+00:00
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⭐NOTA ALLA RASSEGNA STAMPA
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1 NOTA ALLA RASSEGNA STAMPA FEBBRAIO RAPPORTO SUGLI INGEGNERI IN ITALIA Continua a crescere il numero degli ingegneri in Italia, con una componente femminile che diviene sempre più consistente. Pur 'stressati' dalla crisi, gli ingegneri si confermano capaci di conservare una condizione di 'piena occupazione'. E' quanto emerge dal primo Rapporto sugli ingegneri in Italia, realizzato dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri e presentato a Roma il 17 febbraio scorso alla presenza, tra l altro, del Ministro del Lavoro on. Maurizio Sacconi e del Sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Dal Rapporto - ha spiegato il presidente del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, Romeo La Pietra - emerge come, nonostante la crisi economica, il settore dell'ingegneria conservi una condizione di piena occupazione. Quella degli ingegneri rappresenta una delle poche libere professioni in grado di assicurare ai giovani prospettive lavorative appetibili. Registriamo - ha aggiunto - un'attrazione reale per la professione: in Italia crescono non solo gli ingegneri, con una componente femminile sempre più consistente, ma aumenta anche il numero di immatricolazioni nelle facoltà universitarie". Sono stati numerosi gli articoli, e i lanci di agenzia, che hanno illustrato i contenuti del rapporto. TEMI TRATTATI 1) 1 Rapporto sugli ingegneri in Italia 2) Legislazione sui lavori pubblici 3) Appalti e opere pubbliche 4) ICT 5) Università 6) Fisco professionisti 7) Innovazione e ricerca 8) Energia e ambiente 9) Vita professionale [Pick the date] [Edition 1, Volume 1] 12 16-28 febbraio 2011 LEGISLAZIONE SUI LAVORI PUBBLICI LAVORI PUBBLICI, LA GIUNTA NON SALVA IL DIRIGENTE Matura responsabilità contabile a carico del responsabile dei lavori pubblici che non rispetta nelle procedure di aggiudicazione il principio della tutela della concorrenza. In tal caso egli arreca un duplice danno: priva l'ente dei risparmi che possono derivare dal rispetto di tale principio e arreca un nocumento ai privati. E non costituisce esimente dal maturare della responsabilità né ragione di riduzione il fatto che abbia seguito direttive impartite dalla giunta. Questi i principi affermati dalla sentenza n. 23 del 20 gennaio 2011 della sezione giurisdizionale dell'abruzzo della Corte dei conti. La sentenza evidenzia subito che «i valori dell'economicità, dell'efficacia e dell'efficienza dell'attività amministrativa rappresentano ormai i profili di maggior rilievo della legalità sostanziale del sistema giuscontabile e, in relazione ad essi, non è più consentito omettere un minimo di confronto concorrenziale per qualsiasi procedura contrattuale ad oggetto pubblico». E ancora, «simile confronto è ancor più necessario oggi che i basilari principi in materia di concorrenza e libera prestazione dei servizi; di cui agli articoli 81 e seguenti e 49 e seguenti del Trattato Ce, si impongono al rispetto degli Stati membri, indipendentemente dall'ammontare delle offerte». NO ALL'ESCLUSIONE SE LA RELAZIONE AL BANDO É LUNGA Nei bandi di gara la prescrizione di un numero massimo di pagine per la relazione tecnica è solo indicativa e la sua inosservanza non è causa di esclusione se non per espressa previsione del bando. Così si è espresso il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1080/2011. Fra i motivi contestati in appello a un comune dalla società arrivata quarta, la doverosità dell'esclusione dell'aggiudicataria per non aver osservato quanto disposto dal bandodisciplinare laddove prescriveva che ogni concorrente avrebbe dovuto presentare una relazione dettagliata per un numero di pagine non superiore a 15. I giudici hanno aderito alle argomentazioni di una sentenza precedente della stessa sezione V 23 (sentenza 3437/2007) secondo la quale, nel caso in cui il bando preveda la presentazione di una relazione formata da non più di un certo numero di pagine, tale prescrizione sia derogabile. L'esclusione di un concorrente non può essere disposta in mancanza di un'espressa sanzione penalizzante in caso di inosservanza di una disposizione contenuta nella lex febbraio 2011 specialis della gara. L'esclusione, inoltre, non può essere disposta in presenza di clausole equivoche. Nel caso in questione, al di là della generica indicazione del numero di pagine, non venivano fornite nel bando ulteriori precisazioni circa i parametri grafici da utilizzare quali, ad esempio, il margine, il numero delle righe, il corpo o il tipo dei caratteri da utilizzare. In tal caso, a parità di pagine, poteva verificarsi una notevole differenza in merito ai contenuti quantitativi delle singole relazioni (uno scritto di poche pagine con caratteri piccoli, più righe e margini ridotti può avere contenuti maggiori rispetto a uno scritto su un numero maggiore di pagine, ma redatto con caratteri grandi e con ampi margini). BOCCIATE LE NORME DELL'UMBRIA SUI PREZZARI NON AGGIORNATI E SULLA MANUTENZIONE «APERTA» La Corte costituzionale una vera e propria regionale, anche con la sentenza 11 materia, ma si qualificano precisando l'ambito di febbraio 2011, n. 43, nel a seconda dell'oggetto al applicazione della propria giudizio di legittimità quale afferiscono e normativa. La Corte ha poi costituzionale di parte pertanto possono essere riaffermato che deve della legge della Regione ascritti - di volta in volta - a essere consentito alle Umbria 21 febbraio 2010, potestà legislative statali o norme regionali di n. 3 (Disciplina regionale regionali. La Corte ha produrre «effetti dei lavori pubblici e norme precisato che le singole proconcorrenziali», purché in materia di regolarità Regioni a statuto ordinario tali effetti siano indiretti e contributiva per i lavori sono legittimate a marginali e non si pubblici), promosso dal regolare soltanto quelle pongano in contrasto con Governo per asserita fasi procedimentali che gli obiettivi posti dalle violazione dell'articolo 117, afferiscono a materie di norme statali che tutelano comma secondo, lettere propria competenza, e promuovono la e) ed l), e comma terzo, nonché gli oggetti della concorrenza. della Costituzione, ha procedura rientranti ribadito che i «lavori anch'essi in ambiti pubblici» non integrano materiali di pertinenza 34 16-28 febbraio 2011 APPALTI, NIENTE SCORCIATOIE AL POSTO DEL COLLAUDO Illegittima la norma della regione Lombardia che prevede il mero attestato di regolare esecuzione, invece del collaudo, per forniture di beni standard e a carattere periodico e per servizi intellettuali «sotto soglia». La fase di esecuzione del contratto, e quindi il collaudo, attiene all'ordinamento civile, materia di competenza statale esclusiva sulla quale il legislatore regionale non può disporre in difformità dalle norme statali. E quanto stabilisce la Consulta, con la sentenza n. 53 del 18 febbraio 2011, relativamente alla legge della regione Lombardia 5 febbraio 2010, n. 7 recante interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative (c.d. Collegato 2010). La norma regionale (articolo 8, comma 1, lettera r) sulla quale si pronuncia la Corte costituzionale, stabilisce che negli appalti di importo inferiore alle soglie di applicazione della normativa comunitaria che abbiano ad oggetto «le forniture di beni prodotti in serie e di servizi a carattere periodico» nonché i «servizi di natura intellettuale», il collaudo e la verifica di conformità possono essere sostituiti da un attestato di regolare esecuzione rilasciato dal Responsabile unico del procedimento ovvero dal dirigente della struttura destinataria della fornitura o del servizio. La Corte costituzionale ritiene fondata la questione di legittimità costituzionale partendo dalla considerazione che il legislatore regionale ha regolato una fattispecie che ricade in una materia di competenza esclusiva statale, come è quella dell'ordinamento civile. La sentenza, richiamando la consolidata giurisprudenza in materia, afferma che nel settore degli appalti pubblici, «la fase che ha inizio con la stipulazione del contratto e prosegue con l'attuazione del rapporto negoziale è disciplinata da norme che devono essere ascritte all'ambito materiale dell'ordinamento civile». Per i giudici costituzionali, infatti, nell'esecuzione del contratto amministrazione e appaltatore si trovano in «una posizione di tendenziale parità» e la stazione appaltante, nei confronti dell'appaltatore, «agisce non nell'esercizio di poteri amministrativi, bensì nell'esercizio della propria autonomia negoziale». 45 16-28 febbraio 2011 APPALTI E OPERE PUBBLICHE PEDEMONTANA TROVA LE RISORSE Si sblocca il finanziamento ponte da 260 milioni di euro a beneficio di Autostrada Pedemontana Lombarda Spa, la società che ha in corso di realizzazione una delle grandi infrastrutture del Nord: la futura autostrada Bergamo-Malpensa (più le tangenziali di Como e Varese, i cui cantieri sono già avviati). Il consiglio di amministrazione di Pedemontana, su indicazione dell'azionista di controllo della società, cioè la Milano Serravalle, ha dato mandato agli avvocati di chiudere l'accordo con le banche per il prestito ponte. Milano Serravalle ha confermato a Pedemontana la disponibilità a rilasciare la garanzie richieste dalle banche a sostegno del prestito ponte. La durata del prestito sarà di «18 mesi meno un giorno», il tempo ritenuto sufficiente per organizzare il project financing da 3,2 miliardi di euro che dovrà sostenere la costruzione della maxiopera, il cui appalto è invia di aggiudicazione. Le garanzie, rilasciate da Serravalle alle banche, sono rappresentate solo dal pegno sulle azioni di Pedemontana. Serravalle al momento possiede il 68% di Pedemontana. Pegno che dovrà essere autorizzato dalla Provincia di Milano. Il pegno sulle azioni rappresenta una garanzia standard per queste operazioni propedeutiche al project financing che le banche si sono impegnate a organizzare entro un anno e mezzo. Gli istituti coinvolti nell'operazione bridge rappresentano circa il 70% del mercato bancario nazionale: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Centro Banca (gruppo Ubi Banca), Popolare di Milano e Monte dei Paschi (Mps). Intesa Sanpaolo e Ubi Banca sono anche azionisti di Pedemontana. Il prestito ponte costituisce un'operazione decisiva per la messa in sicurezza di Pedemontana, una vera e propria' boccata d'ossigeno finanziaria per una società con un fortissimo bisogno di liquidità. Secondo autorevoli fonti finanziarie, al momento Pedemontana ha in cassa circa 80 milioni di euro. CONTRO IL DISSESTO SERVONO 5,7 MILIARDI Oltre tre miliardi di danni subiti nel 2010, concentrati soprattutto in Veneto. E interventi necessari per rimettere in ordine la difficile situazione del 56 nostro paese stimabili in almeno 5,7 miliardi di euro. Il dissesto idrogeologico in Italia gira tutto attorno a queste due gigantesche cifre, calcolate dall'associazione nazionale bonifiche e irrigazioni. Due cifre che dicono quale conto salato paghiamo ogni anno a smottamenti, frane e alluvioni e, soprattutto, quanto costerebbe avviare un massiccio programma di prevenzione del rischio. Per rimediare a un problema che, secondo un sondaggio condotto da Swg, preoccupa circa la metà degli italiani. Secondo un'indagine Swg il 47% degli italiani pensa di vivere in un'area a rischio idrogeologico. Salgono i costi di intervento «Oggi febbraio 2011 il47 per cento degli italiani è convinto che la zona in cui vive sia esposta a rischio idrogeologico», precisa il presidente di Swg, Roberto Weber, illustrando i risultati della sua ricerca. Che sono eloquenti: il 43% della popolazione si è trovato almeno una volta a dover affrontare disastri legati a fenomeni naturali come frane, alluvioni, allagamenti. Per tre italiani su quattro, inoltre, il paese si trova a dover fronteggiare una crescente emergenza ambientale. Secondo l Anbi mel 2010 le emergenze di Toscana, Calabria, Liguria, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno portato danni stimabili in oltre tre miliardi di euro, SICUREZZA ICT senza tenere conto delle ricadute sull'economia e sull'occupazione. Se, infatti, oltre alle conseguenze dirette dei dissesti si considerano anche quelle indirette, il conto diventa molto più salato, come dimostra il caso del Veneto. «Qui - continua Gargano nel 2011 era prevista una crescita in termini di pil che, a causa dell'alluvione, si è, dimezzata». Secondo Anbi, il prodotto interno lordo regionale subirà una mancata crescita stimabile in uno 0,5-0,7%, pari a 570 milioni circa e 7-8mila occupati in meno. Numeri pesanti da sommare ai due miliardi di danni vivi. SOFTWARE IN PANNE, PIAZZA AFFARI NEL CAOS Non era mai successo, o almeno non era mai successo con questa estensione temporale nei tempi moderni della Borsa. Piazza Affari si è bloccata per un blackout informatico che ha paralizzato gli scambi fino alle 15.30, quando il sistema è finalmente ripartito. Ma il guasto non 67 era relativo alla piattaforma di negoziazione, bensì al sistema informatico con quale vengono trasmesse le informazioni su prezzi e quantità agli intermediari per permettere loro di operare. Il fatto è che a essere tagliati fuori dalla Borsa erano solo gli intermediari italiani che usano il sistema informativo DDMPlus, più adatto alle caratteristiche del nostro mercato dove il trading online è una componente importante, mentre gli inglesi che utilizzano Infoelect (più nuovo come concezione, ma meno sofisticato) avrebbero potuto lavorare come se nulla fosse. Giustamente, Borsa italiana ha privilegiato la par condicio, imponendo, nonostante le proteste dei trader britannici, lo stop totale alle contrattazioni. Subito in apertura, appena passate le 9, sono febbraio 2011 stati dunque sospesi i mercati Mta (azioni), Etf (exchange traded securities), SeDeX (certificates e covered warrant),e Mot (obbligazioni retail) gestiti da Borsa italiana. L'Idem, il mercato dei derivati, non ha invece risentito dell'intoppo, nonostante l'interfaccia informativa per i trader italiani sia sempre il sistema DDMPlus. Tuttavia, alle 12.10,sono stati fermati anche gli scambi sul mercato a termine perché, ha spiegato l'ad di Borsa italiana, Raffaele Jerusalmi, a quel punto occorreva riavviare tutto per far ripartire le negoziazioni. Si è salvato invece l'mts, il mercato all'ingrosso dei titoli di Stato, che utilizza la piattaforma della Sia, il circuito delle banche italiane. Dalle prime ricognizioni, del guasto non avrebbe dunque responsabilità la piattaforma di negoziazione che per Borsa italiana è Tradelect, cioè la vecchia piattaforma di Londra che da qualche mese è passata al nuovo sistema Millenium, di prossima adozione (entro fine anno) in Piazza Affari. La Consob, in una lettera inviata all'ad di Borsa italiana e per conoscenza al ceo dell'lse, Xavier Rolet, ha subito chiesto «chiarimenti» e soprattutto «di predisporre adeguati correttivi affinché situazioni simili non si ripetano in futuro». La Commissione presieduta da Giuseppe Vegas ha raccomandato di «predisporre un'azione di rafforzamento dei presidi organizzativi e tecnologici a tutela del regolare svolgimento deile transazioni. UNIVERSITA 78 16-28 febbraio 2011 INGEGNERI: "IL 3 +2" È UN VERO FALLIMENTO" La laurea breve non funziona come dovrebbe. E la formula"3+2" non dà i frutti sperati. La bocciatura questa volta arriva dagli ingegneri, a conclusione del convegno internazionale dell'11 e 12 febbraio scorso. Tema del confronto, con esperti europei e statunitensi, "La formazione dell'ingegnere", appunto, e la sua qualità. «L'idea alla base della formazione universitaria "3+2" era che l'ingegnere triennale fosse pronto e spendibile sul mercato del lavoro. Ma non è per niente così», spiega Sergio Polese, presidente del Claiu, l'associazione europea degli ingegneri di "lungo corso", ovvero i laureati quinquennali. «Noi riteniamo, come Consiglio nazionale, che aver spezzato la formazione in due moduli da tre e due anni abbia danneggiato tutti. Non solo perché i laureati triennali hanno una formazione lacunosa. Ma anche perché la laurea "magistrale", cioè il biennio di specializzazione, deve gioco forza riprendere nozioni di base e professionali compresse in malo modo nei tre anni precedenti». Un disastro totale, a cui si aggiunge la poca chiarezza legislativa su quali siano le competenze specifiche dell'ingegnere "triennale" che comunque è anche lui iscritto all'albo. «La legge dice che possono collaborare con gli ingegneri "quinquennali" ed essere impiegati per "opere semplici", un'espressione poco chiara», ammette Polese. Sarà per questo che oltre l'80 per cento degli ingegneri non si ferma alla laurea breve, ma prosegue con la magistrale. FISCO PROFESSIONISTI PER GLI STUDI DI SETTORE CONFRONTO VINCOLANTE Il contraddittorio per gli studi di settore non può essere ridotto a una pura formalità. Ed è quanto accadrebbe se l'ufficio non desse conto, nell'atto di accertamento, del perché non si tiene conto delle argomentazioni del contribuente per "smontare" i risultati di Gerico (o, precedentemente, dei parametri). L'ordinanza della Cassazione 4582/2011, del 24 febbraio 2011 conferma l'orientamento che la stessa Corte aveva espresso nella recente pronuncia 3923/2011 sulla 89 necessità non solo di far svolgere il contraddittorio, perché l'accertamento sia valido, ma anche di esprimere la confutazione degli argomenti del contribuente contro i risultati dell'accertamento parametrico. Nello specifico la Corte conferma una sentenza febbraio 2011 della Ctr del Lazio secondo la quale, perseverare nell'atto di accertamento, come se nulla fosse, «nonostante gli elementi di' motivazione offerti dal contribuente», porta al risultato di «trasformare un adempimento sostanziale (contraddittorio) in una formalità senza senso ed effettuata solo ed esclusivamente perché dovuta, in palese contrasto con la volontà del legislatore». Tradotto, si potrebbe dire che i contribuenti vanno presi sul serio. CALAMITÀ, I PROFESSIONISTI DEDUCONO PER CASSA I professionisti possono dedurre seguendo il criterio per cassa i contributi previdenziali sospesi a causa di calamità naturale. Lo scomputo avviene nel periodo di effettivo versamento piuttosto che nell'anno di competenza. A queste conclusioni giunge la risoluzione n. 17/E, con cui l'agenzia delle entrate apre ai titolari di reddito di lavoro autonomo residenti in zone colpite da eventi catastrofici come i terremoti. Il documento di prassi prende le mosse dall'istanza di interpello presentata da un ordine professionale interessato a sapere se la deroga al principio di cassa per la deducibilità dei contributi previdenziali sospesi in seguito a calamità naturali, prevista dall'articolo 36, comma 32, del dl 223/2006, sia obbligatoria o facoltativa per i professionisti dei territori danneggiati. Obbligare questi ultimi a dedurre i contributi in un periodo diverso da quello di effettivo versamento, infatti, non sarebbe compatibile con le finalità della norma, volta ad assicurare ai contribuenti una maggiore disponibilità finanziarla proprio nel momento in cui si manifestano con più forza gli effetti delle calamità. L'Agenzia sposa la tesi del richiedente ed è consapevole del fatto che i professionisti, quando si verificano disastri naturali, possono produrre redditi bassi e registrare, di conseguenza, delle perdite. Poiché queste non sono riportabili negli anni successivi se non trovano capienza nel reddito complessivo dell'anno in cui si realizzano, i lavoratori autonomi di fatto possono trovarsi nell'impossibilità di sfruttare il beneficio della deduzione dei contributi. E appunto per evitare quest'eventualità che la risoluzione n. 17/E riconosce a questi contribuenti la possibilità di dedurre i versamenti 910 16-28 febbraio 2011 previdenziali nel periodo in cui non sono più sospesi, seguendo il principio di cassa e non quello di competenza. INNOVAZIONE E RICERCA RICERCA SCIENTIFICA, LA DERIVA DELL'ITALIA L Italia ha un tasso d'innovazione al di sotto della media europea, dovuto agli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese e del settore pubblico, e poi alla modestissima interazione tra le aziende, soprattutto le Pmi, e le università. Ancora: alla debolezza del capitale umana (sono pochi i giovani che proseguono gli studi dopo il - diploma di scuola media superiore e ancora meno quelli che li completano) e allo scarso numero di brevetti d'invenzione. Sono i dati, ancora una volta allarmanti, dell'innovation Union Scoreboard 2010, la ricerca annuale condotta dal Maastricht centre on Innovation and Technology per conto e con la collaborazione della Commissione Europea. I ricercatori hanno elaborato un complesso indice che valuta il livello di innovazione che combina algoritmicamente istruzione, brevetti, ricerca pressò le imprese, qualità delle scoperte scientifiche e via dicendo. E dividono i Paesi dell'unione Europea in quattro categorie: leader nell'innovazione (Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia), con un tasso d'innovazione superiore del 20% e oltre rispetto alla media europea, per cui l'indice suddetto è 0,516, praticamente stabile rispetto al 2009 (0,515); sostenitori dell'innovazione (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia, Regno Unito) con un tasso intorno alla media; innovatori moderati (Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna), al di sotto della media; e infine innovatori modesti (Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania), con un tasso d'innovazione che è meno della metà rispetto alla media. L'Italia è uno degli ultimi fra gli `innovatori moderati' (tasso 0,42). 1011 16-28 febbraio 2011 ENERGIA E AMBIENTE PIÙ «RICCO» IL FOTOVOLTAICO CHE SOSTITUISCE L'AMIANTO Il premio più ambito stabilito dalle norme è un aumento percentuale della tariffa incentivante per l'installazione del fotovoltaico: lo stabilisce il Dm Sviluppo 6 agosto 2010 a favore di chi, dal 2010, oltre a installare i pannelli rimuove i pericolosi tetti in eternit (marchio commerciale che è diventato sinonimo di fibrocemento). È forse l'unico caso in cui il nuovo conto energia si dimostra più generoso di quello precedentemente in vigore: l'anno scorso l'incremento delle tariffe incentivanti era del 5% e per di più occorreva per forza realizzare un impianto integrato nel tetto. Ora si può anche installarne uno semplicemente sovrapposto al tetto stesso. L'altra agevolazione statale prevista per la bonifica, almeno fino a tutto il 2012, resta la detrazione fiscale del 36%, che ha il vantaggio di premiare espressamente non solo la sostituzione dei tetti, ma anche quella di altri manufatti che contengono amianto come le vernici antiincendio (utilizzate un tempo soprattutto nelle parti comuni dei palazzi) o le canne fumarie. E questo anche se la tipologia dell'intervento, per esempio la manutenzione ordinaria in un singolo appartamento, non sarebbe normalmente agevolata. Come per gli altri interventi, il tetto di spesa è di 48mila euro e lo sconto fiscale va diviso in dieci rate annuali. Peraltro, la risoluzione 207/E/2008 esclude la possibilità di cumulare il conto energia con il 36%, così come con il 55% sugli interventi di risparmio energetico. Chi è a caccia di altri incentivi, deve rivolgersi alle norme locali. La rimozione è resa più appetibile e talora obbligatoria da alcune leggi regionali sul piano casa. Per esempio, la delibera di giunta della Valle d'aosta n.3753/2009 esenta dal contributo di costruzione gli interventi di ampliamento o anche di realizzazione di unità immobiliari con criteri di risparmio energetico, in caso di integrale sostituzione di coperture di materiali contenenti amianto. In Molise la legge n. 30/2009 concede invece volumi aggiuntivi. L'Umbria, con l'ultima modifica alla legge n. 23/2009 (legge n. 27/2010) pone invece il focus sugli edifici a destinazione produttiva: l'incremento di superficie ammesso è ulteriormente aumentato del 5% in caso di 1112 sostituzione di tutte le coperture in cementoamianto e del 10% in caso di contestuale installazione di un impianto febbraio 2011 fotovoltaico. Anche la Lombardia (legge n.13/2009) premia con ulteriori superfici le riqualificazioni antiamianto, ma solo quelle nei quartieri di edilizia residenziale pubblica. IMPIANTI FOTOVOLTAICI PIÙ FACILI SOLO SUI TETTI Sarà più facile realizzare degli impianti fotovoltaici sfruttando i tetti dei fabbricati esistenti per effetto delle semplificazioni autorizzative, mentre sarà più difficile costruire gli impianti a terra. È la conseguenza dello schema di decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva comunitaria 2009/28/Ce sulla promozione dell'uso delle energie da fonti rinnovabili. Il provvedimento in corso di approvazione dispone che l'attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è soggetta alla procedura abilitativa semplificata mediante presentazione al comune, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, di una dichiarazione con relativa documentazione tecnica. Gli interventi di installazione di impianti solari termici saranno considerati un'attività di edilizia libera e sono realizzati con semplice preventiva comunicazione. ASSOLUZIONE PER I TERMOVALORIZZATORI I1 contributo di nanopolveri e di polveri ultrafini emesse dai termovalorizzatori di nuova generazione, rispetto ad altri impianti di combustione come stufe a pellet o motori diesel, è irrilevante per l'ambiente. A questa conclusione è giuntolo studio "Emissioni di polveri fini e ultrafini da impianti di combustione", commissionato da Federambiente al Leap - Laboratorio energia e ambiente di Piacenza - e realizzato da docenti del Politecnico di Milano dell'università di Parma e di Brescia, coordinati dal professor Stefano Consonni. Realizzato nel corso di tre anni, lo studio ha misurato le emissioni delle polveri ultrafini e delle nano polveri di diversi apparecchi a combustione: dalle stufe a pellet a quelle a legno, dalle caldaie a gasolio a quelle a Metano. La principale spiegazione dei buoni risultati ottenuti dai termovalorizzatori in termini di emissioni di micro particelle, secondo gli autori dello studio, «è da ricercare soprattutto 1213 nell'efficienza dei sistemi di abbattimento a valle della combustione ed, in particolare, dei filtri in tessuto speciale di cui sono dotati questi impianti e di cui si è misurato il loro livello di efficienza». In tutti e tre gli impianti analizzati; febbraio 2011 infatti, il livello di cattura delle particelle (a seconda della loro differenza dimensionale) è stato per lo meno del 95%. «Lo studio-osserva Federambiente che ha messo a disposizione impianti di sue associate per le misurazioni sul campo - è un importante contributo per far chiarezza e riportare il confronto sul ruolo dei termovalorizzatori in un alveo scientifico e non emozionale». VITA PROFESSIONALE INSEDITA LA COMMISSIONE INGEGNERIA SANITARIA Il consiglio nazionale degli ingegneri ha insediato la commissione Ingegneria sanitaria coordinata da Roberto Brandi. L obiettivo è quello di affrontare tutte le problematiche della figura dell ingegnere che opera in sanità e intende sollecitare l attenzione delle istituzioni competenti a valorizzare e riconoscere la figura dell ingegnere in un processo di armonizzazione con tutte le altre professionalità. GRASSO: PIÙ FERMEZZA SU INDAGATI PER MAFIA Per il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, occorre «un maggiore intervento degli ordini professionali» sugli indagati per mafia perché «troppo spesso aspettano la sentenza definitiva per intervenire sugli iscritti». Accade così che «a Palermo - ha detto Grasso, a margine di un seminario su colletti bianchi e mafia - un professionista che collabora con la giustizia viene sospeso, per chi è imputato invece si aspetta la sentenza definitiva». AVVOCATI, PIACE LA FORMAZIONE In crescita continua la domanda di formazione degli avvocati. Nel 2010, infatti, le istanze ricevute dal Consiglio nazionale forense sono state quasi 250 in più rispetto al 2009: ovvero 731 contro 484. Mentre le iniziative formative proposte sono state contro le 992 del In più, aumentano gli eventi promossi dagli enti formatori, si riducono le attività formative organizzate dagli studi legali e gli eventi in modalità e-learning. E quanto emerge, tra l'altro, 1314 16-28 febbraio 2011 dalle statistiche relative all'anno formativo 2010 elaborate dal Cnf. Quanto al tasso di accreditamento, si è invece mantenuto costante. 14 Documenti analoghi
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