Source: http://www.reputataiuvant.com/2014/07/
Timestamp: 2019-12-06 23:31:24+00:00
Document Index: 117933494

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Reputata Iuvant: luglio 2014
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 16:44 0 commenti
Richieste di rimozione da Google in aumento: 91 mila utenti rivendicano il diritto all'oblio, ma in assenza di linee guida
Google sta iniziando a rispondere alla moltitudine di richieste di rimozione di link, in virtù di quel diritto all'oblio recentemente legittimato dalla sentenza pronunciata lo scorso maggio dalla Corte Europea. Secondo indiscrezioni provenienti dal Wall Street Journal, il colosso di Mountan View ha già processato richieste di "oblio" per un totale di più di 100 mila link dai motori di ricerca europei.
Si tratterebbe di più del 50% delle richieste ineccomiviate dagli utenti, che ad oggi ammontano a 91 mila (per un totale di 328 mila url). La distribuzione vede la Francia al primo posto per numero di richieste (17.500), seguita dalla Germania (16.500), dal Regno Unito (12.000) e dalla Spagna (8.000), mentre l'Italia si attesta sulle 5.500 richieste.
Va specificato che la rimozione non è immediata, nè scontata: una volta ricevuta la richiesta, Goolge invia una notifica alla testata o al sito che riporta il contenuto da rimuovere, aprendo la procedura di cancellazione.
E' proprio in questo passaggio che si sono manifestati i primi evidenti problemi: diverse testate come Bbc e The Guardian, nelle scorse settimane, hanno protestato contro la richiesta di rimozione di alcuni loro articoli riguardanti personaggi pubblici e fatti di interesse collettivo, opponendo il diritto di cronaca. E Google è stato costretto a ripubblicare gli articoli.
Le richieste accolte finora sono servite agli uffici di Mountain View, per comprendere come valutare al meglio le motivazioni degli utenti che richiedono la rimozione delle informazioni associate al loro nome.
Microsoft e altri provider di servizi di indicizazzione e consultazione dei contenuti online, stanno attentamente osservando il comportamento di Google e i risvolti del diritto all'oblio, per meglio comprendere ed interpretare la normativa. I rumors attorno a queste statistiche non ufficiali rischiano di incrementare le polemiche da parte di quanti sostengono che la sentenza sul diritto all'oblio violi la libera circolazione delle informazioni in virtù del diritto di privacy. Nelle scorse settimane infatti alcuni casi limite di rimozione dei contenuti dal web sono rimbalzate sui media scatenando una certa preoccupazione tra giornalisti e sostenitori della libertà di espressione. Si pensi a notizie e articoli riguardanti criminali o profili di rilievo pubblico, i cui reati sono stati rimossi e cancellati così dalla memoria pubblica.
Intanto, proprio nella giornata di ieri i Garanti della privacy Ue hanno preso parte al gruppo di lavoro G29 assieme ai rappresentanti dei principali motori di ricerca: Bing, Google e Yahoo, per discutere delle criticità attorno alla questione e stabilire entro l'autunno delle linee guida da seguire per la valutazione delle richieste e le modalità di intervento, anche in caso di rigetto delle richieste e mancata cancellazione dei link.
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 12:54 0 commenti
Etichette: bing, diritto all'oblio, google, libertà di stampa, motori di ricerca, privacy, reputazione on line
Francia, foodblogger scrive recensione negativa: Giudice la condanna a modificare il titolo perchè lede reputazione del ristorante
Un recensione negativa può costare molto cara, non solo a chi la subisce ma anche a chi la fa. È successo ad una food blogger francese, Caroline Doudet, rea di aver pubblicato sul proprio blog un articolo dal titolo "Un posto da evitare" riferito ad un ristorante italiano del sud della Francia non di suo gradimento, e costretta a pagare una multa da 2.500 euro, oltre a modificare il titolo del post.
La causa, intentata all'autrice del blog sei mesi fa da parte della proprietaria del ristorante "Il Giardino", si è conclusa con la sentenza del giudice che ha ritenuto il titolo del post lesivo della reputazione del locale.
In realtà, a rendere più severa la sentenza del giudice è stato il posizionamento sui motori di ricerca. Ad alterare infatti la proprietaria del locale è stato lo scoprire che la recensione occupava la quarta posizione nei risultati di ricerca di Google e ciò, secondo l'accusa, avrebbe influenzato il giudizio degli utenti in maniera molto negativa. La sentenza di modificare il titolo del post è stata vista da alcuni come un compromesso del giudice per non ordinare la rimozione del post. Rimozione che però è avvenuta lo stesso, per decisione della stessa autrice, che ha preferito non scendere al compromesso voluto dal giudice.
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 17:44 0 commenti
Etichette: diritto all'oblio, google, reputazione online, sentenza corte europea diritto all'oblio, tutela privacy
Diritto all'oblio: online anche il modulo di Bing per richiedere la rimozione dei link
Come annunciato quache giorno fa da Microsoft, è arrivato online anche il modulo per richiedere la rimozione dei link da Bing .
Microsoft si adegua con un mese di ritardo rispetto a Google alla sentenza della Corte Europea e, come era facilmente prevedibile, il modulo messo a disposizione risulta molto più dettagliato e chiaro rispetto a quello di Google.
Sono infatti indicati in modo più chiaro i passaggi che l'utente deve seguire per inviare la richiesta e come questa deve essere formulata, anche se naturalmente c'è ancora molto spazio per i fraintendimenti da parte dell'utente che non ha la minima conoscenza del fenomeno e un altrettanto scarsa, per non dire nulla, conoscenza dei motori di ricerca.
Pubblicato da Tecla Notti a 15:32 0 commenti
Etichette: bing, diritto all'oblio, google, reputazione on line, rimozione link, sentenza corte europea diritto all'oblio
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 15:23 0 commenti
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 12:57 0 commenti
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 18:49 0 commenti
E-commerce in Italia: gli e-shopper italiani sono giovani e acquistano tramite smartphone e tablet
Conoscere e monitorare i trend relativi all'e-commerce in Italia e nel mondo si rivela sempre più strategico per le aziende e i negozi, sia quelli già attivi nel commercio online, sia quelli che sono ancora legati a metodi di vendita tradizionali attraverso postazioni fisiche.
La crescita dello shopping online non è una probabilità ma una realtà di fatto, perché questo settore mostra un legame indissolubile con internet e la tecnologia. Maggiore sarà la penentrazione del web tra la popolazione, maggiore sarà di conseguenza la diffusione delle modalità di acquisto virtuali. Infatti secondo i recenti dati Audiweb, sono circa 25,1 milioni gli italiani connessi soprattutto tramite dispositivi mobili, su cui 17,2 milioni di utenti trascorrono 38 ore e 21 minuti al mese svolgendo svariate attività, tra cui lo shopping.
Tuttavia, l'Italia è ancora indietro su questo fronte rispetto agli altri paesi europei: a trainare lo sviluppo dell'e-commerce in Europa sono soprattutto la Gran Bretagna, la Germania e la Francia, che coprono il 70-80% dell'e-commerce europeo. Secondo il report annuale elaborato da Casaleggio Associati e pubblicato lo scorso aprile, i mercati dell'Europa dell'Est e in particolar modo la Russia stanno assistendo ad un aumento dei consumatori online, segnale che cresce la penetrazione di internet nel Paese, mentre i mercati maturi assistono ad una diversificazione del consumo, con maggiore propensione degli acquirenti a comprare su store e shopping mall virtuali. In totale è prevista una spesa di 24 miliardi di euro per quanto riguarda il mobile commerce.
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 16:49 0 commenti
Etichette: audiweb, casaleggio associati, coop italia, e-commerce, m-commerce, shopping online
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 18:28 0 commenti
6 mila italiani chiedono a Google la rimozione di contenuti lesivi dal web. Francia prima per numero di richieste
Poco più di un mese è trascorso da quando Google ha predisposto il servizio di richiesta di rimozione dei link lesivi della reputazione personale dai risultati di ricerca. L'opzione messa a punto deriva infatti proprio dalla sentenza della Corte Europea che a maggio ha accolto la richiesta da parte di un cittadino spagnolo per la rimozione di alcuni contenuti relativi a una condanna per debiti ricevuta in passato. La Corte Europea ha infatti così determinato le condizioni per fare valere il diritto di "essere dimenticati sul web".
Ad oggi sono state circa 70 mila in totale le richieste giunte da tutta Europa al provider di consultazione e indicizzazione dei contenuti su internet più famoso e diffuso al mondo, e riguardano la rimozione di circa 267.550 link. Francia e Germania sono i paesi che hanno più a cuore la tutela della propria reputazione online con il numero più alto di richieste, seguiti da Regno Unito, Spagna e infine Italia da cui sono pervenute nell'arco dell'ultimo mese circa 5.934 richieste per 23.321 link da rimuovere. Per fronteggiare la grande mole di lavoro derivante dall'analisi e valutazione di ogn singolo link inviato, Google ha dovuto rimpolpare il team di legali e professionisti in grado di determinare se la richiesta è conforme alla legge. Il dubbio sollevato da molti riguarda infatti le richieste di rimozione di contenuti relativi a crimini, reati gravi e argomenti di interesse pubblico (come frodi ai danni della società, casi di cattiva sanità, etc.). Sebbene la stessa sentenza al punto 99 precisi quali siano i casi esenti alla richiesta di rimozione, quello del diritto all'oblio è un campo di valutazione molto complesso, dove il rischio di tutelare la privacy personale a scapito della libera informazione è spesso all'ordine del giorno, come dimostra la natura di alcune delle richieste accettate.
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 15:53 0 commenti
Etichette: diffamazione, diritto all'oblio, google, online reputation, privacy, reputazione on line, tutela privacy
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 18:02 0 commenti
Pubblicato da Giovanna Di Vincenzo a 15:42 0 commenti