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Timestamp: 2020-04-10 19:34:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 342', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12572 del 18/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12572 del 18/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 18/05/2017, (ud. 18/01/2017, dep.18/05/2017), n. 12572
sul ricorso 24504/2015 proposto da:
IMCO SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore ed
amministratore unico, elettivamente domiciliata in ROMA,
CIRCONVALLAZIONE TRIONFALE 123, presso lo studio dell’avvocato
ANDREA DI RINEZO, rappresentata e difesa dall’avvocato AGATA SANSO’,
SO.GE.IN SRL, già PB GROUP SRL, incorporante la IFI INDUSTRIA
FINESTRE ITALIA SPA (C.F. (OMISSIS)), elettivamente domiciliata in
MAURIZIO BRIZZOLARI, che la rappresenta e difende, giusta delega a
avverso la sentenza n. 901/2015, emessa il 14/05/2015, della CORTE
D’APPELLO di FIRENZE, depositata il 08/06/2015;
1. La Corte d’appello di Firenze, con sentenza del 14 maggio 2015, ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Pistoia n. 589/2013, sull’appello proposto da IFI Industria Finestre Italia s.p.a. – ora So.Ge.In s.r.l., già PB Group s.r.l. incorporante IFI – nei confronti di IM.CO s.r.l.
2. Il Tribunale aveva accolto parzialmente l’opposizione proposta da IM.CO avverso il Decreto Ingiuntivo n. 944 del 2010, emesso in favore di IFI per il pagamento di Euro 17.101,83 oltre interessi e spese, a titolo di saldo della fornitura di infissi. Secondo il Tribunale sussisteva l’inadempimento di IFI per mancata consegna della merce, ma non era tale da giustificare la risoluzione del contratto, richiesta da IM.CO in via riconvenzionale.
3. La Corte d’appello ha ritenuto, invece, contraria a buona fede contrattuale l’eccezione di inadempimento per mancata consegna della merce proposta da IM.CO con l’atto di citazione in opposizione, a distanza di oltre un anno e mezzo dalla realizzazione degli infissi, osservando anche che risultava provato che IM.CO aveva tenuto un comportamento non collaborativo, che aveva reso impossibile la consegna.
4. Ricorre per la cassazione della sentenza IM.CO s.r.l., sulla base di due motivi, anche illustrati da memoria. Resiste con controricorso So.Ge.In s.r.l..
5. Il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso della manifesta in fondatezza del ricorso, e il Collegio condivide la proposta.
6. Con il primo motivo è denunciata violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., nel testo novellato dal D.L. n. 83 del 2012, convertito con modificazioni dalla L. n. 134 del 2012 e si contesta che la Corte d’appello avrebbe omesso di esaminare la dedotta questione della inammissibilità
6.1. La doglianza è infondata. L’atto di appello, che questa Corte ha potuto esaminare direttamente in ragione della natura del vizio dedotto, era sufficientemente specifico.
La Corte territoriale ha precisato che con motivi di appello si lamentava l’erroneità della valutazione del materiale probatorio e dell’applicazione delle norme in tema di inadempimento contrattuale, e nell’esaminare il merito degli stessi ha implicitamente ritenuto ammissibile il gravame. Non era peraltro necessaria esplicita motivazione sul punto (ex plurimis, Cass. 30/06/2016, n. 13425).
7. Con il secondo motivo è denunciata violazione e falsa applicazione degli artt. 1460 e 1206 c.c. e si contesta la valutazione comparativa del comportamento delle parti, e specificamente dell’inadempimento di IFI, che non aveva provveduto alla consegna della merce, a fronte del pagamento dell’acconto di Euro 5.000,00 effettuata da IM.CO al momento della stipula del contratto.
7.1. La doglianza è inammissibile in quanto, pur se formulata come violazione di legge, sollecita il riesame della valutazione dell’inadempimento, che è, precluso alla Corte di legittimità, se non sotto il profilo del vizio di motivazione, nei ridotti limiti in cui lo stesso deducibile (Cass. Sez. U. 07/04/2014, n. 8053).
Nella valutazione dell’inadempimento, la Corte d’appello ha fatto applicazione dei principi regolatori della materia, avendo ritenuto, in esito all’esame delle emergenze probatorie, la contrarietà a buona fede del comportamento di IM.CO e la conseguente strumentalità dell’eccezione di inadempimento.
8. Al rigetto del ricorso segue la condanna della società ricorrente alle spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.