Source: http://legislazionetecnica.it/53309/fonte/l-08-08-1985-n-431
Timestamp: 2018-10-15 10:25:24+00:00
Document Index: 65008204

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 82', 'art. 32', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art 892', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Circ.G.R. Veneto 23/06/1995, n. 19
L.R. 31.10.1994, n. 63 "Norme per la subdelega delle funzioni concernenti la materia dei beni ambientali": prime note esplicative ed indirizzi.
Circ.Ass.R. Lazio 11/05/1994
Indicazioni e criteri per l'applicazione dell'art. 32 della L. 28.2.85, n. 47.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Si riferisce all'adozione del provvedimento ministeriale e non alla sua comunicazione o notifica ai destinatari.
1. Il termine perentorio di 60 giorni stabilito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 si riferisce solo all'adozione del provvedimento ministeriale di annullamento del nullaosta paesistico per la realizzazione di costruzione edilizia in zona protetta e non anche alla successiva fase di comunicazione o notificazione ai destinatari del provvedimento medesimo.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Aree di particolare interesse ambientale o storico artistico - Divieto di modifica - Limiti.
1. Il divieto, ex art. 1 quinquies L. 8 agosto 1985 n. 431, di modificare l'assetto del territorio nelle zone di particolare interesse ambientale o storico-artistico fino a quando non siano stati emanati i piani paesistici o urbanistico-territoriali, va riferito al territorio «tutelato» e non è quindi applicabile in caso di ripristino di luoghi e manufatti che siano stati danneggiati, deturpati o alterati per fatti accidentali o volontari.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dalla data di ricezione del provvedimento regionale completo - Il termine attiene all'esercizio del potere di annullamento e non alla successiva comunicazione.
1. L'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431 assegna al Ministro dei beni culturali ed ambientali il termine perentorio di 60 giorni per l'annullamento del nullaosta paesaggistico - decorrente dalla data in cui la pratica completa della relativa documentazione perviene al protocollo del Ministero (mentre è irrilevante la data di presentazione agli organi periferici) - che attiene all'esercizio del potere di annullamento restando estranea la fase ulteriore della notificazione o comunicazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Interruzione o sospensione - Condizioni.
1. Il termine di 60 gg. entro cui il Ministero competente può annullare, ai sensi dell'art. 1 L. 8 agosto 1985 n. 431, il nulla osta regionale rilasciato per la costruzione di un'opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico, viene sospeso qualora il Ministero domandi chiarimenti essendo già in possesso della completa documentazione mentre viene interrotto qualora la richiesta del Ministero riguardi il completamento della documentazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dalla ricezione del provvedimento regionale completo
1. Il termine di 60 giorni entro il quale, ai sensi della L. 8 agosto 1985 n. 431, il Ministro dei beni culturali può disporre l'annullamento dell'autorizzazione regionale ad edificare in aree soggette a vincolo paesaggistico, decorre dal giorno in cui l'Amministrazione centrale riceve la documentazione completa del rilasciato nullaosta ed ha natura perentoria, salvo la possibilità di interrompere detto termine disponendo integrazioni istruttorie.
1. Il termine perentorio di 60 giorni stabilito dall'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il quale il Ministro dei beni culturali ed ambientali può annullare il nullaosta regionale rilasciato, ai sensi dell'art. 7 della stessa legge, per la costruzione di un'opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico decorre dalla data in cui la pratica completa con la relativa documentazione perviene al protocollo del Ministero (essendo irrilevante la data di presentazione agli organi periferici); ed attiene solo all'adozione del provvedimento ministeriale di annullamento e non alla sua successi comunicazione o notificazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Attiene alla adozione e non alla comunicazione del provvedimento - Conseguenza.
1. Il termine perentorio di 60 gg. stabilito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il quale il Ministro dei beni culturali ed ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato per la costruzione di un’opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico - termine che comincia a decorrere dal giorno in cui la documentazione relativa al procedimento giunge, completa, all’Amministrazione centrale - attiene solo all’adozione del provvedimento ministeriale di annullamento e non alla sua successiva comunicazione o notificazione; con la conseguenza che è irrilevante che la notifica dell’atto ministeriale di annullamento pervenga al privato titolare dell’autorizzazione così annullata dopo la scadenza del detto termine.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg - Attiene alla adozione e non alla comunicazione del provvedimento. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Adeguata motivazione - Criterio. 3. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Per opere ricadenti in zone sottoposte a vincolo - Parere dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo - Ex art. 32 L. 1985/47 - Necessità.
1. Il termine perentorio di 60 gg. stabilito dall’art. 82, c. 9 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 nel testo modificato dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 si riferisce solo all’adozione del provvedimento del Ministero competente che annulla il nulla osta paesaggistico rilasciato dalla Regione per la realizzazione di una costruzione edilizia in zona protetta; resta esclusa da detto termine la successiva fase di comunicazione o notificazione, che può perciò effettuarsi anche dopo la sua scadenza. 2. Per la concessione del nulla osta alla costruzione di opera edile in zona sottoposta a vincolo paesaggistico è necessaria una congrua motivazione, con la ricostruzione dell’iter logico seguito, tale da consentire l’esecuzione di tutti i lavori previsti in progetto, considerati nel loro insieme e ritenuti, con adeguate giustificazioni, non lesivi dei cd. valori paesaggistici. 3. Ai fini del rilascio della concessione edilizia in sanatoria per opere ricadenti in zone sottoposte a vincolo, il parere - previsto dall’art. 32 della L. 28 febbraio 1985 n. 47 - dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo è necessario con riferimento all’esistenza del vincolo nel momento in cui deve essere valutata la domanda di condono, a prescindere dall’epoca della sua introduzione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Attiene alla adozione e non alla comunicazione del provvedimento.
1. Il termine perentorio di 60 giorni stabilito dall’art. 82, c. 9 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 nel testo modificato dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il quale il Ministero dei beni culturali ed ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato per la costruzione di un’opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico attiene solo all’adozione del provvedimento ministeriale di annullamento e non anche alla sua successiva comunicazione o notificazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Motivazione - Necessità. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Attiene alla adozione e non alla comunicazione del provvedimento. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Decorrenza - Dalla data di arrivo al Ministero della pratica completa.
1. Il provvedimento ministeriale di annullamento del nulla osta regionale alla edificazione in zona soggetta a vincolo paesistico deve essere adeguatamente motivato. 2. Il termine perentorio di 60 giorni stabilito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il quale il Ministro dei beni culturali ed ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato per la costruzione di un'opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico attiene solo all'adozione del provvedimento ministeriale di annullamento e non alla sua successiva comunicazione o notificazione. 3. Il termine perentorio di 60 giorni stabilito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il quale il Ministro dei beni culturali ed ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato per la costruzione di un'opera edile in zona sottoposta a vincolo paesistico decorre dalla data in cui la pratica completa con la relativa documentazione perviene al protocollo del Ministero e non agli organi periferici.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Attiene all'adozione e non alla comunicazione del provvedimento.
1. Il termine perentorio di 60 giorni entro il quale, ai sensi della L. 8 agosto 1985 n. 431, il Ministero dei beni culturali ed ambientali può annullare il nullaosta regionale rilasciato per le costruzioni edilizie in aree soggette a vincolo paesaggistico si riferisce solo all'adozione del provvedimento ministeriale e non anche alla successiva fase di comunicazione o notifica dell'atto di annullamento al privato titolare dell'autorizzazione regionale.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Sospensione, interruzione, proroga - Inammissibilità.
1. Il termine di 60 giorni assegnato dall'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431 al Ministro dei beni culturali ed ambientali per l'annullamento del nulla osta regionale rilasciato ai sensi dell'art. 7 della stessa legge per edificazione in aree soggette a vincolo paesaggistico, non può essere sospeso o interrotto (salvo che per reali esigenze istruttorie) né può esserne prorogato l'inizio intenzionalmente.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Boschi - Limiti ex L. 1985 n. 46.
1. Sono assoggettate a vincolo ambientale, ai sensi della L. 8 agosto 1985 n. 431, non tutte le aree abbracciate dalla nozione di bosco ma soltanto quelle che la Regione ha qualificato tali nel piano paesaggistico ambientale da essa adottato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 giorni - Decorrenza - Dal ricevimento del provvedimento regionale con la completa documentazione.
1. Il termine di 60 giorni entro il quale, ai sensi della L. 8 agosto 1985 n. 431, il Ministero dei beni culturali e ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato per l'edificazione in area soggetta a vincolo paesaggistico a norma della L. 29 giugno 1939 n. 1497, decorre dalla data in cui l'Organo competente - e non gli organi periferici dell'Amministrazione dei beni culturali - riceve il provvedimento regionale completo di tutta la documentazione; è irrilevante al riguardo la data in cui la Soprintendenza riceve gli atti.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Territorio coperto da bosco - Nozione.
1. In materia di protezione delle bellezze naturali, alla nozione di territorio coperto da bosco di cui all'art. 1, lett. g) della L. 8 agosto 1985 n. 431, può essere ricondotta solo una parte della cd. macchia mediterranea, ed in particolare quella con caratteristiche di «macchia alta», cioè interessata dalla predominanza, rispetto ai sottostanti cespugli, di alberi di medio fusto (quali lecci, querce da sughero, carrubi, olivastri e simili) o di essenze arbustive di elevato sviluppo (quali corbezzoli, alaterni, fillire e simili) con esclusione di quelle altre forme di associazioni vegetali che vanno sotto il nome corrente di «macchia bassa» e di «macchia rada» o «gariga».
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Sbancamento non autorizzato per una costruzione edilizia - Reato ex art. 1 sexies L. 85/431.
1. Integra il reato previsto e punito dall'art. 1 sexies del D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, lo sbancamento, senza autorizzazione, di un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, atteso che in essa la necessità di preventiva autorizzazione riguarda ogni attività comportante una modificazione dell'assetto territoriale, ivi compresa la conformazione dei luoghi. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto integrato il reato de quo in un caso di sbancamento di un'area di mq. 1880 per una profondità di circa m. 4).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Decorrenza - Individuazione. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Sospensione, interruzione, proroga - Inammissibilità.
1. Il termine di 60 gg. entro il quale, ai sensi dell'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431, il Ministero dei beni culturali e ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato ai sensi dell'art. 9 della stessa legge per edificazione in aree soggette a vincolo paesaggistico decorre dalla data in cui la pratica, completa della relativa documentazione, giunge al Ministero e vi è protocollata e non dalla data in cui è presentata agli organi periferici del Ministero medesimo. 2. Il termine di 60 gg. assegnato dalla legge per l'annullamento ministeriale del nulla osta regionale ad una costruzione edilizia in zona soggetta a vincolo paesaggistico non può essere sospeso né interrotto né prorogato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Abbattimento di molti alberi - Reato ex art. 1 sexies L. 85/431.
1. In tema di protezione delle bellezze naturali, l'abbattimento di un consistente numero di alberi e ceppaie integra l'ipotesi di reato di cui all'art. 1 sexies del D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, atteso che tale previsione ha natura di reato di pericolo ed esclude dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano inidonee, pure in astratto, a compromettere i valori del paesaggio, mentre l'abbattimento di un consistente numero di alberi è oggettivamente idoneo a compromettere i valori del paesaggio in quanto incidente in maniera apprezzabile, sia in senso fisico che estetico, sull'assetto ambientale-territoriale ed è riconducibile a quella attività di modificazione del territorio in relazione alla quale vige il regime autorizzatorio preventivo.
1. Alberi - Abbattimento - Reato ex art. 1 sexies L. 85/431.
1. In tema di protezione delle bellezze naturali, l'abbattimento di un consistente numero di alberi e ceppaie integra l'ipotesi di reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, atteso che tale previsione ha natura di reato di pericolo ed esclude dal novero delle condotte penalmente rilevanti soltanto quelle che si prospettano inidonee, pure in astratto, a compromettere i valori del paesaggio, mentre l'abbattimento di un consistente numero di alberi è oggettivamente idoneo a compromettere i valori del paesaggio in quanto incidente in maniera apprezzabile, sia in senso fisico che estetico, sull'assetto ambientale-territoriale ed è riconducibile a quella attività di modificazione del territorio in relazione alla quale vige il regime autorizzatorio preventivo.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Attiene all'adozione del provvedimento con esclusione del tempo occorrente per la sua notificazione o comunicazione.
1. Il termine di 60 giorni stabilito dall'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431 per l'annullamento da parte del Ministro dei beni culturali ed ambientali del nullaosta regionale rilasciato ai sensi dell'art. 7 della stessa legge per edificazione in zone soggette a vincolo paesaggistico si riferisce all'adozione del provvedimento con esclusione del tempo per la sua notificazione o comunicazione; e non può esserne disposta la sospensione o l'interruzione o la proroga dell'inizio.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine - Attiene all'adozione e non alla comunicazione del provvedimento. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Divieto temporaneo - Individuazione area mediante specificazioni catastali - Non necessaria.
1. Il decreto ministeriale che annulla l'autorizzazione regionale concessa per la costruzione di un edificio in zona soggetta a vincolo paesaggistico, previsto dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 entro il termine di 60 giorni, deve essere adottato e non anche comunicato entro il predetto termine. 2. Per l'individuazione delle aree sottoposte a provvedimento di divieto temporaneo di modificazione delle aree soggette a vincolo paesaggistico non è necessario ricorrere a specificazioni catastali, essendo sufficiente che per l'attuazione del detto provvedimento siano ben chiare senza ombra di dubbio le indicazioni contenute nell'art. 1 quinquies del D.L. 27 giugno 1985 n. 312 introdotto dalla legge di conversione L. 8 agosto 1985 n. 431.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nullaosta regionale - Annullamento ministeriale - Termine di 60 gg. - Attiene all'adozione e non alla comunicazione del provvedimento.
1. Il termine di 60 giorni entro il quale, ai sensi della L. 8 agosto 1985 n. 431, il Ministero può annullare il nullaosta regionale per la costruzione di un fabbricato in zona soggetta a vincolo paesaggistico riguarda solo l'adozione, e non necessariamente anche la comunicazione, del relativo decreto.
1. Il termine di 60 giorni stabilito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 per il decreto ministeriale di annullamento del nullaosta regionale alla costruzione di un edificio in area soggetta a vincolo paesaggistico attiene solo all'adozione del provvedimento e non alla sua comunicazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Termine - Sospensione, interruzione o proroga - Inammissibilità.
1. Per l'annullamento d'ufficio, da parte del Ministero dei beni culturali ed ambientali del nulla osta regionale rilasciato ai sensi dell'art. 9 della L. 8 agosto 1985 n. 431, per una costruzione edilizia da eseguire in zona vincolata, l'art. 1 della stessa legge assegna il termine di 60 giorni, di cui non può prorogarsi l'inizio e che non può poi essere sospeso o interrotto.
1. Il termine perentorio di 60 giorni entro il quale, ai sensi dell'art. 1 della L. 8 agosto 1985 n. 431 il Ministero dei beni culturali ed ambientali può annullare il nulla osta regionale rilasciato, ai sensi dell'art. 7 della stessa L. 85/431, per edificazione in aree soggette a vincolo paesaggistico ai sensi della L. 29 giugno 1939 n. 1497 decorre dal giorno in cui il Ministero riceve il detto nulla osta completo della relativa documentazione. Il termine di 60 giorni non può essere interrotto o sospeso.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Nulla osta regionale - Annullamento ministeriale - Per motivi di legittimità ma non di merito.
1. L'annullamento ministeriale - previsto dall'art. 1, comma 5 della L. 8 agosto 1985 n. 431 - del nulla osta paesaggistico rilasciato dalla Regione può essere pronunciato solo per motivi di legittimità ma non di merito.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Territorio coperto da bosco - Nozione. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Vincolo paesaggistico - Operativo anche con piani pluriennali di attuazione.
1. La nozione di , ai fini della sottoposizione a vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 1 lett. g) L. 8 agosto 1985 n. 431, non può assumere una portata riduttiva, così da farvi rientrare solo i boschi in senso naturalistico, ma va intesa anche in senso normativo, perciò con riferimento agli elementi idonei ad individuare il suddetto territorio ricavabile da provvedimenti legislativi, nazionali e regionali, e da atti amministrativi generali e particolari. (Nella specie, la Corte suprema ha ritenuto la sottoposizione a vincolo paesaggistico anche dell'area limitrofa al bosco, per un'ampiezza di 100 m., secondo quanto in proposito disposto dalla L. reg. Puglia 11 maggio 1990 n. 30). 2. Il legislatore, introducendo con la L. 8 agosto 1985 n. 431, un vincolo paesaggistico generalizzato per vaste proporzioni del territorio, definite in termini generali ed astratti, ha tuttavia contemperato le esigenze ambientalistiche con quelle edificatorie rendendo inoperante il suddetto vincolo nelle situazioni in cui ricorreva la programmata ed attuale possibilità di edificare, stante il richiamo ai piani pluriennali di attuazione; atteso il riferimento ad una possibilità edificatoria già programmata, non è però possibile la non operatività del vincolo in relazione ai p.p.a. che, successivamente intervenuti, non si pongano in rapporto di stretta continuità con l'attuazione dei programmi edificatori già in vigore al momento dell'entrata in vigore della citata legge n. 431 del 1985.
1. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Alberi - A distanza non legale dal confine - Obbligo di estirpazione - Limite a tutela dell'ambiente - Non invocabile.
1. Chi pianti alberi in violazione delle distanze dal confine previste dall'art 892 C.c. non può invocare, per impedire la loro estirpazione, le leggi speciali che tutelano, nell'interesse pubblico, il paesaggio e l'ambiente, perché il relativo vincolo è volto a proteggere una determinata zona nel suo complesso, non già un determinato tipo di piante, né tanto meno gli alberi impiantati in un determinato fondo).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abusi - Misure repressive - Riduzione in pristino - Natura ed effetti.
1. La riduzione in pristino prevista dall'art. 1 sexies comma 2 D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 ha natura di sanzione amministrativa oggettivamente riparatoria, in quanto volta alla eliminazione della causa della lesione, con la conseguenza che non trovano applicazione i principi in tema di responsabilità personale validi per le sanzioni amministrative aventi carattere punitivo; alla detta rimessione pertanto può essere tenuta anche una persona giuridica, alla quale appartengano le opere illegittimamente realizzate da chi, all'epoca, ne era legale rappresentante e nei confronti del quale, per detta sua condotta, sia stata pronunciata condanna ovvero (come nella specie) sentenza di applicazione della pena su richiesta.
1. Edilizia ed urbanistica Abusi Reato Condono Ex art. 39 L. 1994 n. 724 Reato ex art. 1 sexies L. 1985 n. 431 Può rientrarvi. 2. Edilizia ed urbanistica Abusi Reato Ex art. 1 sexies L. 1985 n. 431 Vulnus minimo del paesaggio Sufficienza.
1. La particolare fattispecie estintiva prevista dall'art. 39 comma 8 L. 23 dicembre 1994 n. 724, si applica anche al reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, presuppone la presentazione di un'istanza di condono edilizio o di «conversione» della concessione in sanatoria ai sensi degli artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47 in quella prevista dal capo IV della stessa legge, il pagamento integrale dell'oblazione dovuta, il rilascio di una concessione in sanatoria, con le caratteristiche proprie di detto capo della citata legge, e dell'autorizzazione paesaggistica. 2. Ai fini della configurabilità del reato previsto e punito dall'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, che è reato di pericolo presunto, non è necessaria l'astratta possibilità di alterazione dello stato dei luoghi, inteso come stravolgimento integrale della situazione pregressa, ma è sufficiente un vulnus minimo, purché apprezzabile, del paesaggio. (Fattispecie relativa a realizzazione, in assenza di concessione edilizia e di autorizzazione paesaggistica di opere di ristrutturazione edilizia di due immobili già destinati ad uso agricolo con parziale mutamento di destinazione d'uso).
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Artt. 13 e 22 L. 1985 n. 47 - Diversità dalla definizione agevolata ex L. 1994 n. 724.
1. La definizione agevolata delle violazioni edilizie contemplata dalla L. 23 dicembre 1994 n. 724 non può avere nulla a che vedere, attesi il chiaro dettato normativo, la sedes materiae e la ratio legis, con la concessione in sanatoria prevista dagli artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47; invero, la fattispecie prevista dall'art. 39 comma 8 L. 23 dicembre 1994 n. 724, per poter produrre effetti anche in relazione alla diversa violazione di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, presuppone la presentazione di una istanza di condono edilizio (o di conversione della richiesta di concessione in sanatoria ai sensi degli artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47, il pagamento dell'oblazione, il rilascio della concessione in sanatoria e l'autorizzazione paesaggistica; pertanto, non è sufficiente a produrre gli effetti previsti dall'art. 39 cit. la sussistenza soltanto delle due ultime condizioni.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Rapporto con autorizzazione paesaggistica - Effetti. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Per lavori richiedenti autorizzazione paesaggistica - Termini.
1. L'autorizzazione ai fini paesaggistici richiesta dall'art. 25 R.D. 3 giugno 1940 n. 1357 (regolamento di attuazione della L. 29 giugno 1939 n. 1497) costituisce un provvedimento autonomo rispetto alla concessione edilizia, nei cui confronti si pone tuttavia come condizione di efficacia, nel senso che la concessione, pur potendo essere emanata dal Sindaco ancor prima dell'adozione del provvedimento posto a protezione del vincolo paesaggistico, diviene efficace solo dopo il rilascio dell'autorizzazione predetta; pertanto, una concessione edilizia rilasciata in assenza dell'autorizzazione paesaggistica non è illegittima ma solo inefficace, sicché non è consentito dar corso ai lavori prima della conclusione dell'intero procedimento, configurandosi, nel caso contrario, i reati urbanistici e paesaggistici di cui all'art. 20 lett. c) L. 28 febbraio 1985 n. 47 ed 1 sexies D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431. 2. Poiché, secondo quanto dispone l'art. 1 D.L. 27 giugno 1985 n. 312 (convertito dalla L. 8 agosto 1985 n. 431), l'autorizzazione paesaggistica è sottoposta al potere di annullamento del Ministro per i beni culturali e ambientali, essa non può considerarsi efficace prima che siano decorsi sessanta giorni dalla data in cui il provvedimento è pervenuto all'Autorità tutoria; pertanto, la concessione edilizia relativa a lavori che richiedono l'autorizzazione paesaggistica può a sua volta dirsi efficace solo dopo il decorso di tale ulteriore termine e che allo stesso modo solo dopo il decorso di questo può formarsi, nel caso in cui sia stata rilasciata un'autorizzazione espressa, il silenzio-assenso su un'istanza di concessione).
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - Abusi entro 600 metri dalla battigia - Nulla osta Soprintendenza - Necessità.
1. In applicazione delle disposizioni dell'art. 1 L. 8 agosto 1985 n. 431 (costituenti norme di riforma economico-sociale della Repubblica, come tali applicabili anche in Sicilia), il nulla osta della Soprintendenza per la sanatoria delle costruzioni abusive realizzate nel limite di 300 metri dalla battigia, è necessario anche se il vincolo è posteriore alla realizzazione del manufatto abusivo.
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Condono del reato - Preesistenza di concessione edilizia per costruzioni in zone vincolate - Nuova concessione in sanatoria - Non sussiste contrasto con art. 3 Cost.
1. E' manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 Cost., per erroneità del presupposto interpretativo, la questione di costituzionalità degli artt. 31 L. 28 febbraio 1985 n. 47 e 39 primo e ottavo comma L. 23 dicembre 1994 n. 724, nella parte in cui non consentirebbero la sanatoria di opere abusive per le quali sia già stata rilasciata concessione edilizia, pur in assenza della sola autorizzazione paesaggistica, ed in cui subordinerebbero l'estinzione del reato di cui all'art. 1 sexies D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 al rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione in sanatoria; infatti, la concessione edilizia già rilasciata non preclude la possibilità di condono e di oblazione al fine di eliminare incertezze (anche meramente soggettive) o dubbi di validità (per le opere necessitanti di autorizzazioni discendenti da vincoli), ovvero per escludere in radice la possibilità di annullamento, contestazioni o sanzioni per vizi anche formali, oppure ancora per completare la fattispecie determinante l'effetto estintivo di reati di violazione di vincoli, quando l'autorità preposta abbia valutato la compatibilità con la tutela dei vincoli medesimi.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Effetti estintivi ex art. 39, 8° c., L. 1994 n. 724 - Reato ex art. 1 sexies L. 1985 n. 431 - Vi rientra - Condizioni.
1. La particolare fattispecie estintiva prevista dall'ottavo comma dell'art. 39 L. 23 dicembre 1994 n. 724, in base al quale "il rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione in sanatoria, subordinato al conseguimento delle autorizzazioni delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, estingue il reato per la violazione del vincolo stesso", si applica anche al reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431; essa presuppone la presentazione di un'istanza di condono edilizio o di "conversione" della concessione in sanatoria ai sensi degli artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47 in quella prevista dal capo IV della stessa legge, il pagamento integrale dell'oblazione dovuta, il rilascio di una concessione in sanatoria con le caratteristiche proprie di detto capo della citata legge e della autorizzazione paesaggistica.
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanatoria - D.L. 1994 n. 467 - Effetti estintivi dell'oblazione - Limiti - reato ex art. 1 sexies L. 1985 n. 431 - Non vi rientra.
1. In tema di condono edilizio, il D.L. 26 luglio 1994 n. 467 - nel richiamare i capi quarto e quinto L. 28 febbraio 1985 n. 47 - determina soltanto, in caso di avvenuta oblazione, l'estinzione dei reati specificamente elencati nell'art. 38 L. 28 febbraio 1985 cit.; pertanto, è escluso dalla sanatoria il reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431 (non è invece applicabile la sanzione della rimessione in pristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell'art. 1, u.c., D.L. cit.)
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Modifica zona sottoposta a vincolo paesaggistico - Ordine di rimessione in pristino del giudice penale - Necessità - Intervenuta sanatoria - Irrilevanza.
1. Il particolare disvalore che il Legislatore attribuisce agli interventi modificativi del territorio, in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, giustifica che al giudice penale sia imposto l'obbligo della remissione in pristino dello stato originario dei luoghi anche quando l'Autorità amministrativa abbia concesso sanatoria pertanto, è infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 sexies secondo comma D.L. 27 giugno 1985 n. 312, introdotto dall'art. 1 L. 8 agosto 1985 n. 431, per violazione dell'art. 3 Cost. nella parte in cui fa obbligo al giudice, in caso di condanna per violazione delle norme paesaggistiche, di ordinare il ripristino dello stato originario dei luoghi, anche quando le autorità competenti abbiano concesso la sanatoria, non sussistendo disparità di trattamento rispetto al caso di violazioni edilizie per le quali la sanatoria estingue il reato, ai sensi dell'art. 22, 3° c., L. 28 febbraio 1985 n. 47.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Necessità - Anche per sostituzione di copertura a lastrico solare con tetto a falde. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Bellezze naturali - Sostituzione di copertura a lastrico solare con tetto a falde - Autorizzazione paesistica - Necessità.
1. Non può essere qualificato come intervento di manutenzione straordinaria e richiede la concessione edilizia la sostituzione della copertura a lastrico solare con un tetto a falde, perché l'opera si risolve in un aumento del volume e in una, pur contenuta, sopraelevazione; né può essere considerato volume tecnico poiché questo si identifica con lo spazio destinato a comprendere le parti degli impianti tecnici che, per la loro funzionalità, non possono essere contenute nelle parti di edificio, realizzabili entro i limiti volumetrici previsti dalla legge. 2. La sostituzione della copertura di lastrico solare con un tetto a falde richiede l'autorizzazione paesistica, poiché non costituisce opera di manutenzione straordinaria; la L. 8 agosto 1985 n. 431 esclude la configurabilità di tale ultimo intervento (in ciò differenziandosi dalla normativa urbanistica) quando, come nel caso suddetto, si verifichi una immutazione appariscente e rilevante dell'aspetto esteriore dell'edificio.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Bellezze naturali - Recinzione di cancello e palificazione per tenda - Autorizzazione paesistica - Non occorre.
1. I lavori di sistemazione di una recinzione di un cancello e di taluni pali per la collocazione di una tenda rientrano tra gli interventi di restauro e risanamento conservativo, in quanto consistono nell'inserimento di elementi accessori, richiesti dalle esigenze di un corretto uso del bene, al fine di assicurarne la funzionalità; essi non comportano neppure astrattamente una possibilità di alterazione dello stato dei luoghi, essendo tale nozione collegata con quella di stravolgimento integrale della situazione pregressa certamente insussistente di fronte alla assoluta modestia delle strutture; pertanto, per la loro realizzazione non occorre autorizzazione paesistica, in base all'art. 1 12° c. (nonché quinquies) L. 8 agosto 1985 n. 431.
1. Edilizia ed urbanistica - Bellezze naturali - Attività edilizie - Art. 1 sexies L. 1985 n. 431 - Violazione - Normativa applicabile.
1. In materia di tutela del paesaggio, il richiamo dell'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431 all'art. 20 L. 28 febbraio 1985 n. 47, operato solo quoad poenam, va riferito alla sanzione comminata dalla lettera c) di tale norma. (Fattispecie nella quale la S.C. ha censurato il giudice di merito, che aveva applicato l'art. 20 lett. a) L. 28 febbraio 1985 n. 47, rilevando che in tal modo egli aveva erroneamente ritenuto che possano essere individuate attività edilizie idonee a compromettere i valori ambientali, comprese nella previsione della L. 8 agosto 1985 n. 431, che non costituiscono di per sé stesse interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo e prefigurando, così, l'ipotizzabilità - come elemento oggettivo del predetto reato di pericolo per i valori ambientali - di una scala di violazioni mutabile della normativa urbanistica).
1. Edilizia ed urbanistica - Bellezze naturali - Attività edilizia - Abusi - Reato ex art. 1 sexies L. 1985 n. 431 - Ripristino dei luoghi - Natura di sanzione amministrativa - Patteggiamento - Ammissibilità.
1. L'ordine di riduzione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato, ai sensi del secondo comma dell'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, va disposto anche nell'ipotesi di applicazione della pena su richiesta delle parti; esso costituisce, infatti una sanzione sostanzialmente amministrativa che il giudice deve applicare con la sentenza di condanna o con quella, ad essa equiparata, resa in sede di patteggiamento; si tratta, peraltro, di un potere che il giudice ordinario esercita in via integrativa e sostitutiva rispetto alla competenza propria dell'Ente Regione o di quello territoriale delegato, sicché l'ordine stesso non va impartito ove sia intervenuta l'autorizzazione in sanatoria, la quale esclude l'applicabilità della riduzione in pristino o, se applicata, la rende inoperante ed ineseguibile.
1. Edilizia ed urbanistica - Bellezze naturali - Attività edilizia - Abusi - Riduzione in pristino ex L. 1985 n. 431 - Opere pubbliche abusive o irregolari - Vi rientrano. 2. Edilizia ed urbanistica - Bellezze naturali - Assetto territoriale ex L. 1985 n. 431 - Divieto di modificazione - Durata. 3. Edilizia ed urbanistica - Bellezze naturali - Attività edilizia - Abusi - Riduzione in pristino - Anche a carico di soggetti privi di disponibilità o proprietà del bene - Art. 1 sexies L. 1985 n. 431 - Contrasto con art. 3 Cost. - Insussistenza.
1. L'obbligo di riduzione in pristino previsto dall'art. 1 sexies, 2° c., L. 8 agosto 1985 n. 431 (cosiddetta legge Galasso) è applicabile anche alle opere pubbliche abusive o irregolari, ma trattandosi di misura amministrativa, le modalità di attuazione possono essere meglio specificate dalla pubblica Amministrazione competente. 2. Il divieto, posto dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, di efficacia immediata e sino all'adozione, da parte delle Regioni, dei piani paesistici o dei piani urbanistico-territoriali, di modificare l'assetto del territorio relativamente alle aree individuate direttamente ex legge opera anche dopo la scadenza del termine ordinario del 31 dicembre 1986, stabilito per l'elaborazione dei predetti piani. (Fattispecie in tema di illeciti consumati nell'ambito territoriale di Regione a statuto speciale). 3. E' manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, nella parte in cui consente l'applicazione della pena accessoria della riduzione in pristino anche a carico di soggetti che non abbiano la proprietà o la disponibilità delle opere abusive (nella specie acquedotto intercomunale), sia perché la rimessione in pristino non è una pena accessoria, ma una misura amministrativa, sia perché tale misura inerisce all'opera abusiva in quanto oggettiva modificazione dell'assetto territoriale non consentita, quale che sia il proprietario dell'area interessata, posto che il bene paesaggio protetto costituisce valore primario autonomo e distinto dalle altre relazioni giuridiche gravanti sull'area.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Estinzione reato urbanistico - Estensione ai reati in materia ambientale - Esclusione.
1. In tema di reati urbanistici, l'estinzione dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, conseguente al rilascio di concessione in sanatoria, ai sensi dell'art. 22 in relazione all'art. 13 L. 28 febbraio 1985 n. 47, può legittimamente operare unicamente in ordine al reato urbanistico per il quale è espressamente prevista, mentre non può estendersi al reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431 in materia di tutela delle zone di particolare interesse ambientale, avente oggettività giuridica diversa dalla mera tutela urbanistica del territorio.
1. Edilizia ed urbanistica - Certificato di abitabilità - Natura - Situazione di illegittimità ex LL. nn. 431/1985 e 1089/1939.
1. La licenza di abitabilità non costituisce una burocratica formalità solo di tipo sanitario, ma anche un controllo successivo globale di tipo urbanistico e relativo agli altri interessi pubblici, sicché non può essere concessa ove sussista una situazione di illegittimità che va rimossa in applicazione delle sanzioni amministrative di cui alle LL. 8 agosto 1985 n. 431 e 1 giugno 1939 n. 1089. (Nella specie l'imputato abitava, nonostante il divieto della Soprintendenza, in una struttura archeologica tutelata non solo sotto il profilo artistico, ma anche paesaggistico).
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone con vincolo di inedificabilità - L. 1985 n. 431 - Interventi edilizi in corso - Applicabilità 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Ultimazione lavori - Termine triennale - Perentorietà - Limiti
1. In tema di vincoli di inedificabilità posti dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, per gli interventi edilizi che interessano aree protette da vincoli paesaggistici il reato previsto dall'art. 1 sexies di tale legge è configurabile anche nel caso in cui la costruzione di un edificio sia stata autorizzata ed abbia avuto inizio anteriormente alla data di entrata in vigore di detta legge sempreché a tale data la costruzione non avesse assunto dimensioni di apprezzabile consistenza, tali da realizzare un'irreversibile modificazione del territorio, non conciliabile con le prescrizioni cautelari imposte dal legislatore, mentre lavori eseguiti successivamente a quella data abbiano determinato siffatta apprezzabile consistenza. (La Corte Suprema di cassazione ha evidenziato l'immediata operatività delle misure di salvaguardia previste dalla legge n. 431 del 1985 e la necessità, ai fini di stabilire l'applicabilità o meno del vincolo di inedificabilità a costruzioni in corso alla data di entrata in vigore di detta legge, di verificare le proporzioni concrete dell'attività immutativa del territorio con riferimento a tale data, posto che è in quel momento che il vincolo paesaggistico è stato introdotto). 2. In tema di efficacia della concessione edilizia, il termine di tre anni stabilito dall'art. 4, 4° c., L. 28 gennaio 1977 n. 10 per l'ultimazione dei lavori di costruzione è perentorio e, come tale, non tollera interruzioni o sospensioni; in relazione all'insorgenza di fatti estranei alla volontà del concessionario e non imputabili a sua colpa, la legge, consente di poter fruire di un più lungo periodo, ma soltanto a condizione che si avvalga delle procedure a tale scopo predisposte dal succitato art. 4, 4° e 5° c., legge n. 10 (che prevedono la richiesta di un provvedimento di proroga della concessione edilizia, ovvero di una nuova concessione per la parte non ultimata).
1. Progetto di opera pubblica - Approvazione - In base a progetto supplementare - E' nuovo procedimento - Conseguenze 2. Progetto di opera pubblica - Approvazione - Previa autorizzazione ambientale - In caso di variante e di progetto suppletivo - Acquisizione nuova autorizzazione - Necessità
1. Il procedimento di approvazione di opera pubblica che viene ad iniziare con il progetto supplementare - benché questo sia funzionalmente collegato al precedente è un «nuovo» procedimento che deve logicamente sottostare all'iter ad esso tipico; peraltro, se il nuovo provvedimento è parziale, potranno essere fatti salvi atti relativi al procedimento progresso che non siano stati investiti dalla novità (ad es., nel caso di opere pubbliche, espropriazioni, dichiarazione di indifferibilità e di urgenza), ma non potranno comunque essere mantenuti quei segmenti del «vecchio» procedimento, in particolare pareri e autorizzazioni provenienti da organi esterni ed estranei al soggetto che li richiede che riposino su presupposti fattuali differenti. In tali casi, la mancata richiesta dà causa ad una omissione di atto procedimentale che ridonda, quale che ne sia il motivo (dimenticanza dell'atto necessario per negligenza del decidente oppure erronea opinione che esso non sia necessario), in vizio del provvedimento. 2. Una volta che siano stati regolarmente approvati un progetto generale di opera pubblica e una perizia di primo stralcio, sulla base, fra l'altro, dell'autorizzazione ambientale prevista dall'art. 7 L. 29 giugno 1939 n. 1497 concessa dalla Regione ai sensi dell'art. 1 L. 8 agosto 1985 n. 431, di conversione del D.L. 27 giugno 1985 n. 312 (recante «disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale»), occorre, in presenza di un progetto di variante e suppletivo al progetto generale e di una perizia di variante e suppletiva al primo stralcio, identicamente, una nuova autorizzazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Vincolo paesistico - Caducazione - Per mancata adozione piano paesistico - Inconfigurabilità - Conseguenze 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Costruzioni edilizie - In zona vincolata - Senza autorizzazione - Reato ex art. 1 sexies L. n. 431/1985 - E' reato di pericolo. 3. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Vincolo paesistico - Boschi, foreste e territori soggetti a rimboschimento - Operatività ex art. 1 L. n. 431/1985 - Conseguenze - Opere consentite - Limiti 4. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Bellezze naturali - Vincolo paesistico - Boschi, foreste e territori soggetti a rimboschimento - Finalità del vincolo
1. Il termine del 31 dicembre 1986, entro il quale le Regioni erano tenute ad approvare i piani paesistici, non ha carattere perentorio e non comporta il venir meno del dovere delle Regioni di provvedere, ma soltanto la possibilità per lo Stato di intervenire sostituendosi nell'approvazione dei piani; di conseguenza, la scadenza del termine senza che Regione abbia approvato il piano paesistico non comporta il venir meno del vincolo posto dalla L. 8 agosto 1985 n. 431 e delle relative sanzioni in caso di violazione. 2. Il reato di cui all'art. 1 sexies L. 8 agosto 1985 n. 431, reato di pericolo, è integrato dalla sola realizzazione di lavori o attività in zone vincolate, senza autorizzazione. 3. I territori coperti da boschi e foreste e quelli sottoposti a vincoli di rimboschimento sono assoggettati a vincolo paesaggistico ai sensi dell'art. 1 L. 8 agosto 1985 n. 431 e su di essi è consentito solo il taglio colturale, la forestazione e altre opere conservativi, sempreché autorizzate preventivamente. 4. Il vincolo sui boschi è finalizzato non soltanto alla conservazione statica di un valore estetico-visivo, ma, sulla base di una più profonda evoluzione culturale e giuridica, alla protezione di un bene giuridico inteso come ecosistema, ossia ambiente biologico naturale, comprensivo di tutta la vita vegetale ed animale ed anche degli equilibri tipici di un habitat vivente, spesso vulnerabili anche per attività svolte nel sottosuolo, come trivellazioni, scavi, prelevamenti di materiali o di acqua.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Necessità anche per cave e torbiere - Concessioni ante L. 1985 n. 431 - Validità - Condizioni.
1. L'entrata in vigore della L. 8 agosto 1985 n. 431 (cosiddetta legge Galasso) non ha fatto perdere efficacia alle autorizzazioni per l'esercizio di cave e torbiere nelle zone di particolare interesse ambientale concesse in precedenza, quando le opere autorizzate abbiano già avuto una parziale attuazione alla data di entrata in vigore della nuova legge; invero, nel caso di autorizzazioni già rilasciate alla suddetta data lo scrimine per l'esecuzione dei lavori senza bisogno di nuove autorizzazioni conformi alla detta legge è dato dall'intervenuto inizio dei lavori prima di tale data e al riguardo il giudice deve accertare se alla data in questione le opere autorizzate abbiano effettivamente avuto al di là delle attività preparatorie - un concreto e visibile inizio, con una apprezzabile modificazione dello stato dei luoghi.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Mancata comunicazione al Ministero beni culturali ex art. 1 5° c. D.L. 1985 n. 312 - Illegittimità.
1. La comunicazione prevista dall'art. 1, 5° c. D.L. 27 giugno 1985 n. 312, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1985 n. 431, costituisce un adempimento esterno ed ulteriore alla concessione di eseguire attività edilizia o di trasformazione urbanistica; pertanto non costituisce motivo di illegittimità della concessione la mancata comunicazione al Ministero dei beni culturali e ambientali.