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Timestamp: 2019-06-24 23:30:54+00:00
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Di Daniele Particelli giovedì 6 settembre 2018
Salvini: "Io non cambio nomi, simboli, partiti in base alla sentenza di un giudice"
Giovedì 6 settembre 2018, ore 11:23 - Il Tribunale del Riesame ha detto sì al ricorso della Procura sul sequestro dei fondi della Lega, i 49 milioni di euro di cui si parla da mesi.
Ricordiamo che, in relazione alla truffa ai danno dello Stato, stimata, appunto, in 49 milioni di euro, per i rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010, sono stati condannati in primo grado Umberto Bossi, l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito e tre ex revisori dei conti. Ora la Lega può impugnare la decisione del Tribunale del Riesame e ricorrere nuovamente in Cassazione. Quest'ultima ad aprile aveva rinviato il caso al Riesame dopo aver accolto la richiesta della Procura di sequestrare i fondi del Carroccio.
Finora sono stati sequestrati tre milioni di euro e nelle casse del partito ce ne sono poco più di cinque milioni.
L'attesa per la sentenza del Tribunale del Riesame
Nelle prossime ore - forse già il 6 settembre 2018, dopo il rinvio deciso mercoledì 5 settembre - potrebbe venir deciso il futuro della Lega. Il tribunale del Riesame di Genova si esprimerà sul sequestro dei 49 milioni di euro da parte dello Stato, come disposto dai giudici della Corte di Cassazione che, lo scorso luglio, si erano espressi sul ricorso presentato dal pm di Genova contro Matteo Salvini, che chiedeva invece di far partire il blocco dei conti soltanto dopo il processo d'appello.
I giudici in quell'occasione avevano dato ragione al pm di Genova, che aveva già firmato il decreto di sequestro ed era riuscito a recuperare 1,5 milioni di euro su un totale di 49 milioni che lo Stato italiano deve avere dalla Lega Nord, o Lega che dir si voglia, e che sarebbero stati fatti sparire nel corso degli anni dall'ex leader del partito Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito, come stabilito dalla sentenza di primo grado che ha condannato i due.
Salvini sosteneva che le pendenze della vecchia Lega Nord non sarebbero dovute ricadere sulla Lega, ma si tratta di fatto dello stesso partito e i giudici non si sono lasciati convincere. E oggi, tenendo proprio conto del parere della Cassazione, il tribunale del Riesame dovrà decidere se confermare il sequestro dei conti legati alla Lega.
Lega, la Cassazione: "Sequestrare conti e libretti fino al recupero dei 49 milioni"
La Guardia di Finanza potrà sequestrare anche i futuri conti legati alla Lega fino a quando non verranno recuperati i 49 milioni di euro per cui è stato truffato lo Stato Italiano.
Sentenza Lega, cosa potrebbe succedere?
Questo si tradurrebbe, nel caso di una decisione a favore della Procura di Genova, in un blocco dei conti del partito che si protrarrà nel futuro fino a quando lo Stato non sarà rientrato dei circa 47,5 milioni di euro che la Lega deve restituire. Ogni euro che entrerà nelle case della Lega andrà direttamente allo Stato italiano, lasciando di fatto il partito senza la possibilità di finanziare le proprie attività.
Per dirla con le parole del leghista Giancarlo Giorgetti, insomma, "se il tribunale del Riesame conferma la condanna, il 6 settembre il partito chiude". Ma è davvero così? In teoria no. O almeno non è detto che andrà così.
Il discorso è un po' più complesso e a spiegarlo ci ha pensato il procuratore di Genova Francesco Cozzi, che ha confermato al Corriere Della Sera la possibilità di far partire immediatamente il sequestro, precisando però che la Lega ha ancora qualche asso nella manica. Il partito, infatti, potrà impugnare l'ordinanza e rivolgersi nuovamente alla Corte di Cassazione:
La giurisprudenza sul punto non è uniforme. E prevale l’indirizzo che occorra attendere la decisione della nuova Corte Suprema nel caso di sequestri preventivi finalizzati alla confisca, cioè quello di cui parliamo. Bisogna anche tener conto che è in corso un processo d’appello che potrebbe portare a un’assoluzione, sentenza che farebbe cadere il sequestro.
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Lega, conviene fondare un nuovo partito?
E se Giorgetti si era detto estremamente preoccupato, il leader del partito, Matteo Salvini, non sembra troppo coinvolto nella sentenza odierna:
È l’ultima delle mie preoccupazioni. Facciano come credono, mi interessa più l’appoggio popolare. Io seguo con curiosità ma senza ansia.
In caso di sentenza a sfavore della Lega, Salvini non intende cambiare nome al partito:
Io non cambio nomi, simboli, partiti in base alla sentenza di un giudice. [...] Le sembra normale sequestrare quello che gli italiani ci donano per un eventuale uso non corretto 300mila euro, dieci anni fa. L’unico precedente simile in Turchia. Bene, prendimi 300mila euro, te li do io domani mattina.
L'ipotesi di cambiare nome al partito, o meglio di lanciare un nuovo partito del tutto slegato dalla Lega così come la conosciamo oggi, è trapelata nei giorni scorsi e quanto potrebbe rappresentare l'unica possibilità di sfuggire al sequestro se ogni altra strada verrà sbarrata.
Chiudere definitivamente la Lega - e fondare un nuovo partito autonomo con tutti i membri che fanno ora parte della Lega - vorrebbe dire mettere fine ai prelievi futuri da parte dello Stato, che non potrà andarsi a rivalere su un nuovo partito, indipendentemente dai collegamenti ideologici e politici col precedente.
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