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Timestamp: 2020-02-22 22:47:54+00:00
Document Index: 139127411

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 24', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 32']

Data emissione: 17/01/2003
Ente emittente: INPS
Testo: Con la circolare n. 109 del 6/6/2000 sono state date disposizioni attuative della legge n. 53 dell'8 marzo 2000 in materia di maternità, con particolare riguardo all'astensione facoltativa, ai riposi orari, e all'astensione obbligatoria (flessibilità, parto prematuro, astensione del padre con indennità all'80%). Com'è noto, successivamente alla legge n. 53/2000, al fine di conferire omogeneità e sistematicità alle norme in materia di sostegno della maternità e della paternità, come previsto dall'art. 15 della stessa legge, è stato emanato il D.L.vo 26/3/2001, n. 151 ("Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità"...), entrato in vigore il 27/4/2001.
1. "Genitore solo"
2. Riposi giornalieri (c.d. per allattamento)
3. Affidamento e inserimento dei minori
La distinzione tra "affidamento" e "inserimento" dei minori, rilevabile dall'art. 2, comma 2, della legge n. 149 del 28/3/2001, è da tenere presente non solo ai fini delle provvidenze previste in favore dei genitori di disabili gravi (v. circolare n. 138 del 10/7/2001, par. 1, 11° e 12° cpv.), ma anche ai fini delle prestazioni economiche di maternità e di paternità.
4. Flessibilità del congedo di maternità
5. Malattia, congedo parentale, congedo di maternità
Tanto comporta che il periodo di protezione assicurativa (60 gg. o 2 mesi), previsto per le prestazioni di malattia dall'art. 30 del C.C.N. 3/1/1999, decorre dal giorno immediatamente successivo al termine finale del periodo di assenza dal lavoro correlato ad una delle cause di cui trattasi.
6. Termini per la presentazione della documentazione
7. Congedo parentale in caso di adozione o di affidamento
Il comma 3 dello stesso art. 36 stabilisce che, qualora all'atto dell'adozione o dell'affidamento, il minore abbia un'età compresa fra i 6 e i 12 anni, il congedo parentale è fruito nei primi tre anni dall'ingresso in famiglia. Il tenore letterale della norma lascia intendere che, per il minore adottato o affidato ad una età fra i 6 e i 12 anni, il congedo parentale e la relativa indennità possano essere riconosciuti solo se richiesti entro tre anni dall'ingresso.
Non sembra prevista, in altre parole, la possibilità di beneficiare né del congedo, né dell'indennità, neppure subordinatamente alle condizioni di reddito, qualora il congedo sia chiesto dopo tre anni dall'ingresso in famiglia del minore adottato o affidato tra i 6 e i 12 anni di età.
In caso di adozione o di affidamento preadottivo internazionale si applica la disposizione prevista dall'art. 36 del T.U.
8. Congedo parentale in caso di parto gemellare o plurigemellare
Con l'occasione si fa presente che detta verifica non è richiesta neppure ai fini del riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione che, com'è noto, spetta anche in caso di dimissioni volontarie intervenute durante il periodo previsto per il divieto di licenziamento o entro un anno dall'ingresso del minore nella famiglia adottante o affidataria (v. circolare n. 128 del 5/7/2000 e circolare n. 143 del 16/7/2001), indennità di disoccupazione che frequentemente costituisce il presupposto per l'erogabilità dell'indennità per congedo di maternità.
Si rammenta, ad ogni buon conto, che il diritto o meno all'indennità di disoccupazione è ininfluente quando il congedo di maternità inizia entro 60 giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro (per dimissioni o licenziamento), periodo entro il quale è senz'altro riconoscibile il diritto all'indennità giornaliera di maternità (art. 24, comma 2 del T.U.).
10. Indennità di paternità
Per tali ragioni, è da ritenere che, in tutti i casi previsti dall'art. 28 del T.U., il padre lavoratore abbia un diritto autonomo alla fruizione del congedo di paternità, correlato, quanto alla sola durata, all'eventuale fruizione del congedo di maternità da parte della madre (ovviamente lavoratrice). In tale ipotesi, la durata del congedo di paternità è pari al periodo di astensione obbligatoria non fruito in tutto o in parte dalla madre, compresi quindi i periodi di astensione obbligatoria post-partum di maggiore durata conseguenti alla flessibilità e/o al parto prematuro.
11. Calcolo dell'indennità per congedi parentali
12. Sentenza della Corte Costituzionale n. 405/2001
Si rende noto che, con la sentenza n. 405 del 3-14 dicembre 2001, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 17, 1° comma, della legge n. 1204/1971 nella parte in cui esclude la corresponsione dell'indennità di maternità nell'ipotesi prevista dall'art. 2, lett. a) della medesima legge (vigente all'epoca del procedimento instaurato davanti alla Corte).
In attuazione della suddetta sentenza, pertanto, il diritto all'indennità di maternità potrà essere riconosciuto anche nei casi di licenziamento per giusta causa che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli artt. 16 e 17 del T.U.
13. Requisito contributivo in mancanza di assicurazione contro la disoccupazione
Il comma 5 dell'art. 24 del T.U. recita testualmente: "La lavoratrice, che si trova nelle condizioni indicate nel comma 4, ma che non è in godimento dell'indennità di disoccupazione perché nell'ultimo biennio ha effettuato lavorazioni alle dipendenze di terzi non soggette all'obbligo dell'assicurazione contro la disoccupazione, ha diritto all'indennità giornaliera di maternità, purché al momento dell'inizio del congedo di maternità non siano trascorsi più di centottanta giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e, nell'ultimo biennio che precede il suddetto periodo, risultino a suo favore, nell'assicurazione obbligatoria per le indennità di maternità, ventisei contributi settimanali.".
Com'è noto, infatti, la norma della legge n. 1204 era già divenuta non più attuale, essendo venuto meno, dall'1/1/1998, l'obbligo di versamento all'Inps (ente subentrato agli enti assicuratori di malattia) dei contributi di malattia per il S.S.N.
Eventuali domande per congedo di maternità avanzate da lavoratrici che siano state licenziate, ma che non abbiano diritto all'indennità di disoccupazione, in quanto non soggette all'obbligo assicurativo per la disoccupazione, potranno essere accolte, quindi, subordinatamente alla verifica del suddetto requisito.
"genitore solo" Congedo parentale fruibile dall'altro
Messaggio della Direzione Centrale - Prestazioni a sostegno del reddito - del 27 giugno 2001 n. p. 2001/0005/000569 - Ulteriori periodi di congedo parentale in caso di parto gemellare o plurigemellare
Il D.L.vo n. 151 del 26/3/2001 contenente il T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela della maternità e della paternità (inviato a codeste sedi, per un'immediata conoscenza con il Messaggio n. 485 dell'1/6/2001), stabilisce, all'art. 32, che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino, nei suoi primi otto anni di vita.