Source: http://www.professionisti.it/frontend/articolo_news/16889/dilazioni-il-fisco-chiude-un-occhio
Timestamp: 2020-07-15 05:02:36+00:00
Document Index: 101239340

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 13']

Dilazioni, il fisco chiude un occhio
del 28/12/2011
Dilazione del pagamento in salvo e sanzione ai minimi termini se la rata scaduta viene pagata entro la scadenza della successiva: in tal caso la penalità per il contribuente è la sanzione del 30%, oppure del 2% per ogni giorno di ritardo fino al quindicesimo, ridotta a un decimo o a un ottavo. Questa la nuova disciplina introdotta dalla manovra Monti, la legge n. 214/11, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale n. 300, Supplemento ordinario n. 276, per l'ipotesi di rateazione delle somme dovute in caso di adesione bonaria alla comunicazione dell'esito della liquidazione o del controllo formale delle dichiarazioni. La stessa disciplina deve ritenersi applicabile, stando alla circolare n. 41/2011, in caso di rateazione delle somme dovute per l'adesione agli altri istituti deflativi del contenzioso tributario.
Il comma 13-decies dell'art. 10 del dl n. 201/2011, aggiunto dalla legge di conversione, ha modificato le disposizioni dell'art. 3-bis del dlgs n. 462/97, concernente il pagamento delle somme dovute in base all'art. 2, comma 2 (liquidazione automatica delle dichiarazioni) e dell'art. 3, comma 1 (controllo formale) dello stesso dlgs.
In particolare, con il recente intervento il legislatore ha innanzitutto soppresso l'obbligo di garanzia nell'ipotesi di pagamento dilazionato delle somme di cui sopra, che in precedenza era necessaria se l'importo da rateizzare superava 50 mila euro, uniformando così la disciplina della rateazione a quella prevista per gli altri istituti deflativi a seguito del dl n. 98/2011.
È stato poi introdotto un meccanismo atto a tutelare sia il beneficio della dilazione del pagamento, sia la riduzione della sanzione collegata alla definizione dell'avviso bonario (a un terzo nel caso di liquidazione automatica, a due terzi nel caso di controllo formale) nell'ipotesi di lieve ritardo nel pagamento di una rata.
Al riguardo, è stato in primo luogo stabilito che il mancato pagamento della prima rata entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione dell'amministrazione, ovvero anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dalla rateazione e l'iscrizione a ruolo dell'intero importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni, queste ultime in misura piena (sicché si perde il diritto alla predetta riduzione a uno o a due terzi), dedotto quanto già versato.
È stato inoltre stabilito che qualora il contribuente paghi una rata (diversa dalla prima) in ritardo, ma entro il termine di scadenza della rata successiva (ad esempio, la seconda rata viene pagata prima della scadenza della terza), l'amministrazione iscriverà a ruolo, a titolo definitivo, soltanto la sanzione di cui all'art. 13 del dlgs n. 471/1997, vale a dire il 30% della somma tardivamente versata, e gli interessi legali (dal 1° gennaio 2012 dovuti nella misura del 2,5% annuo). Tuttavia, l'iscrizione a ruolo non è eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del dlgs n. 471/1997 entro il termine di pagamento della rata successiva.
Considerato che le rate sono trimestrali e il termine di scadenza del pagamento è fissato all'ultimo giorno del trimestre (commi 1 e 3 dell'art. 3-bis, dlgs 462/97), il ritardato pagamento della rata successiva alla prima, ove regolarizzato prima della scadenza della rata successiva, comporta, oltre al pagamento degli interessi legali, il pagamento di una sanzione così quantificata:
- 0,2% dell'importo della rata per ciascun giorno di ritardo, fino al quattordicesimo (un decimo della speciale sanzione per i ritardi minimi, prevista sempre dall'art. 13 del dlgs n. 471/97);
- 3% se il ritardo è compreso fra 15 e 30 giorni (un decimo della sanzione del 30%);
- 3,75%, se il ritardo è superiore a 30 giorni (un ottavo della sanzione del 30%).
Infine, secondo quanto precisato dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 41/2011, è da ritenere che la medesima disciplina sanzionatoria trovi ingresso anche nel caso di rateazione delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione, acquiescenza, adesione ai processi verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio, conciliazione giudiziale.