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Timestamp: 2019-09-21 09:13:06+00:00
Document Index: 144453891

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 210', 'sentenza ', 'art. 1421', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 1', 'art. 210', 'art. 210', 'art. 342', 'sentenza ', 'sentenza ']

tre consigli dell’avvocato esperto della difesa del debitore verso banche e finanziarie
tre consigli dell’avvocato esperto della difesa del debitore verso banche e AVVOCATI A BOLOGNA-AVVOCATO SERGIO ARMAROLI DIFESA DEL DEBITORE Chiudere un debito si puo? Guardiamo tre casi trattati Gabriele debitore di finanziarie lo stipendio gli andava tutto per le rate e lui viveva alla ”fame”. Gabriele è. un operaio, aveva contratto debiti con tre finanziarie e in piu’ aveva tre carte revolving
Pubblicato daSergio Armaroli	 15 Febbraio 2015 10 Maggio 2017 Lascia un commento su tre consigli dell’avvocato esperto della difesa del debitore verso banche e AVVOCATI A BOLOGNA-AVVOCATO SERGIO ARMAROLI DIFESA DEL DEBITORE Chiudere un debito si puo? Guardiamo tre casi trattati Gabriele debitore di finanziarie lo stipendio gli andava tutto per le rate e lui viveva alla ”fame”. Gabriele è. un operaio, aveva contratto debiti con tre finanziarie e in piu’ aveva tre carte revolving
BOLOGNA DEBITI COME CHIUDERLI, CHIAMA L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 3 CONSIGLI VINCENTI
AVVOCATI A BOLOGNA-AVVOCATO SERGIO ARMAROLI DIFESA DEL DEBITORE
Chiudere un debito si puo?
Guardiamo tre casi trattati
Gabriele debitore di finanziarie lo stipendio gli andava tutto per le rate e lui viveva alla ”fame”.
Gabriele è. un operaio, aveva contratto debiti con tre finanziarie e in piu’ aveva tre carte revolving
Mi disse avvocato non so come fare con le rate pago ben milleduecento euro ,cos aposso fare?
Si trattò con le finanziarie dei saldo e stralcio e a fronte di un debito di cinquantamila euro lo stesso Gabriele riuscì con me a trovare un a soluzione transattiva pagando solo diecimila euro a rate di duecento euro senza interessi.
Aveva un debito di cinquantasei mila euro ,una finanziaria aveva chiesto un decreto ingiuntivo, Calogero non aveva beni immobili.
Trattai con l’avvocato della finanziaria e il debito si chiuse con ottomila euro a rate senza interessi.
Debito bancario per finanziamento di ottantamila euro ,chiuso con un pagamento di ventimila, Franco non aveva immobili
TRE CONSIGLI DEL’AVVOCATO ESPERTO DELLA DIFESA DEL DEBITORE VERSO BANCHE E FINANZIARIE
1) CONTROLLA GLI INTERESSI APPLICATI
2)RICORDA CHE UN DEBITO PUO’ ESSERE TRATTATO E SI PUO ‘ RISPARMIARE MOLTISSIMO
3) AFFIDATI A UN AVVOCATO ESPERTO DI TRATTATIVA DEL DEBITO
Carte Revolving interessi altissimi
La Banca d’Italia per il trimestre luglio-settembre 2013 ha rilevato un tasso medio effettivo globale su base annua (taeg) del 17,20% per prestiti fino a 5.000 euro, con un tasso soglia del 25,2% (il tasso oltre il quale scatta l’usura), il più alto in assoluto rispetto a tutte le altre tipologie di finanziamenti: un prestito personale si aggira intorno al 10-12% di tasso medio, con un tasso soglia del 17-19%. Numeri succulenti per banche e finanziarie che magari il prestito non lo danno ma la revolving spesso la spediscono direttamente a casa.
Presidente Carnevale – Relatore Didone Ritenuto in fatto e in diritto
La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo. Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 cpc l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonché prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame. Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato. I motivi, sul punto, non erano specifici. 2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c. Resiste con controricorso la s.p.a. I quale procuratore della s.r.l. C F in luogo della s.p.a. I. Gestione Crediti quale procuratore di Banca I. nonché quale procuratore della s.p.a. I. Gestione Crediti quale procuratore di Banca I. 3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso). Si che la relativa censura è inammissibile. Il profilo della censura relativo all’anatocismo – che neppure è menzionato nella sentenza impugnata – risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4). Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”. Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile. 3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27/3/1998 che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%. Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma dell’art. 1 comma 4 della L. 108/96 tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora. La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644, comma 3, c.p. sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione. La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perché dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nell’art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003). 3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 cod. proc. civ. non può essere ordinata allorché l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie. Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (”la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”). 4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello. È vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonché formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005). 5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione. Si che sul punto si è formato il giudicato interno. Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari. 6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.
Pubblicato daSergio Armaroli 15 Febbraio 2015 10 Maggio 2017 Pubblicato inSenza categoriaTag: avvocati a bologna comprare casa, avvocati a bologna diritto civile, avvocati Bologna, Avvocato Bologna, Avvocato civilista Bologna, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Avvocato per divorzi Bologna, Avvocato per separazioni Bologna, Avvocato separazioni Bologna, diritto di famiglia avvocato, incidente mortale risarcimento, incidente stradale mortale risarcimento danni, incidente stradale risarcimento, incidenti stradali risarcimento, indennizzo incidente stradale, indennizzo morte incidente stradale, malasanità risarcimento, morte incidente stradale risarcimento, morte per incidente stradale risarcimento, risarcimenti danni incidenti stradali, risarcimenti incidenti stradali, risarcimento assicurazione incidente stradale mortale, risarcimento danni fisici incidente, risarcimento danni incidente, risarcimento danni incidente mortale, risarcimento danni incidente stradale mortale, risarcimento danni per incidente stradale mortale, risarcimento danni sinistro, risarcimento danni sinistro mortale, RISARCIMENTO DANNI SINISTRO STRADALE MORTALE, risarcimento incidente mortale, risarcimento incidente mortale tabelle, risarcimento incidente stradale, risarcimento incidente stradale mortale, risarcimento morte incidente stradale, risarcimento per incidente stradale, risarcimento sinistri stradali, risarcimento sinistro stradale, sinistri stradali risarcimento, sinistro stradale risarcimento, tabella risarcimento morte incidente stradale, Testamento olografo
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