Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-6897-del-17-03-2017
Timestamp: 2020-08-13 20:27:05+00:00
Document Index: 60001299

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 6897 del 17/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6897 del 17/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/03/2017, (ud. 13/09/2016, dep.17/03/2017), n. 6897
sul ricorso 8195-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 5775/2014 della COMM.TRIB.REG. del Lazio
1. Con la sentenza n. 5775/06/2014, depositata il 26.09.2014 e non notificata, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio confermava la decisione di primo grado che aveva respinto il ricorso proposto dalla società Logista Italia SPA avverso l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), in forza del quale l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) le aveva ingiunto il pagamento della complessiva somma di Euro 35.388,40, corrispondente all’accisa gravante sui tabacchi lavorati, per svincolo irregolare dal regime sospensivo di merce oggetto di furti perpetrati in alcuni depositi fiscali di cui la ricorrente era titolare.
2. Il giudice di appello riteneva legittimamente emesso l’avviso di accertamento ed escludeva che lo svincolo irregolare dei tabacchi lavorati conservati presso i depositi fiscali della ricorrente dovuto ad eventi delittuosi, quali furti e rapine, potesse consentire la concessione dell'”abbuono” dell’accisa, previsto dal D.L. n. 331 del 1993, art. 5 non essendovi prova che la merce non era stata immessa nel circuito commerciale.
2.1. Primo motivo – La ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 (Statuto del contribuente) (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), sostenendo che erroneamente il giudice di appello aveva ritenuto motivata l’atto impugnato in quanto “conteneva tutte le necessarie indicazioni sulla portata e sulle ragioni della pretesa”. Secondo la ricorrente l’obbligo di motivazione, introdotto a tutela dei contribuenti, richiedeva che la tutela si rivelasse effettiva, mentre l’atto impugnato era carente sul piano motivazionale.
2.2. Secondo motivo – La ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 241 del 1990, art. 1 (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), sostenendo che, contrariamente a quanto ritenuto dalla CTR l’atto impugnato non poteva ritenersi legittimo perchè emesso in modo non conforme ad una procedura che rispetti le garanzie costituzionali riconosciute al contribuente, in violazione del “principio di nominatività e tipicità degli atti amministrativi”, corollario del più generale principio di legalità. Ricorda quindi di avere eccepito, sia in primo che in secondo grado tale illegittimità.
– condanna la ricorrente al rimborso delle spese processuali in favore di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che liquida nel compenso di Euro 44.745,00, oltre le spese prenotate a debito; dispone la compensazione delle spese processuali circa il rapporto processuale con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.