Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/07/novita-fiscali-del-08-luglio-2011.html
Timestamp: 2018-06-20 07:08:02+00:00
Document Index: 159921848

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 16', 'art. 67', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 2']

Novità fiscali dell'8 luglio 2011: decreto sviluppo | Commercialista Telematico
Novità fiscali dell'8 luglio 2011: decreto sviluppo
1) Decreto sviluppo: E’ stato convertito in Legge
2) I contenuti fiscali del Decreto Legge per la stabilizzazione
3) Beni immobili strumentali nell’esercizio professionale: Ammortamenti, plusvalenze e minusvalenze
4) Non si applicano gli studi di settore se il professionista applica le tariffe al di sotto del minimo
5) Termine rimborso Irap lungo
6) Costituzione dell’Agenzia per la regolamentazione del settore postale
7) Agenzia delle Entrate: Aggiornate le procedure di controllo modello Unico Pf/2011
8) Aggiornato anche il software di compilazione S.I.R.I.A.
Decreto sviluppo: Con 162 voti favorevoli, 134 contrari ed un’astensione l’Aula di Palazzo Madama ha approvato definitivamente l’articolo unico del Disegno di Legge n. 2791, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Il DDL di “Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia” era stato già approvato dalla Camera dei deputati.
E’ quanto ha reso noto il comunicato del Senato della Repubblica del 7 luglio 2011.
Approvato definitivamente il Decreto sviluppo (D.L. n. 70 del 2011)
Con 162 voti favorevoli, 134 contrari e un astenuto, il Senato ha accordato la fiducia al Governo, così convertendo definitivamente in legge, con modificazioni, il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia (ddl n. 2791).
Al termine della discussione, cui hanno preso parte i sen. Rusconi, Vimercati, Bastico, Tomaselli, Ghedini, Incostante, Morando, D’Ubaldo (PD), Lannutti, Bugnano (IdV) e Pichetto Fratin (PdL), il primo ad intervenire in sede di dichiarazioni di voto finali è stato il sen. Baldassarri (FLI) che ha espresso il voto contrario del Gruppo.
Il sen. Viespoli (CN-Io Sud) ha invece dichiarato il voto favorevole del Gruppo vengono apprezzare le previsioni relative al credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione e per quelle che investono nel Mezzogiorno, nonché le misure volte a rendere più snelli e nel contempo più trasparenti gli appalti pubblici.
Chi ha dichiarato di non votare la fiducia ad un Governo ha dichiarato che la manovra causerà ulteriore depressione all’economia e farà pagare il prezzo più alto alle fasce deboli della popolazione.
Il sen. Vaccari (LNP) ha invece dichiarato il voto favorevole del Gruppo ad un decreto che aiuta l’economia italiana grazie a misure importanti come quelle per il credito di imposta, l’istituzione di zone a burocrazia zero e di distretti turistici, le norme innovative e più trasparenti in materia di opere pubbliche, i tagli alla burocrazia e le misure di semplificazione.
Gli accessi presso le imprese vanno coordinati tra i vari organi accertatori (Agenzia delle Entrate, Guardia di finanza, Inps, Monopoli di Stato, Ispettorati del lavoro) e unificati; non possono avere cadenza inferiore al semestre.
Il personale della Guardia di finanza deve eseguire gli accessi in borghese.
Le verifiche presso le imprese in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi non possono durare più di 15 giorni lavorativi, contenuti al massimo in un trimestre
I lavoratori dipendenti e i pensionati non devono più comunicare ogni anno al sostituto d’imposta i dati per ottenere le detrazioni per i familiari a carico.
E’ stata abolita la comunicazione di inizio lavori per ottenere la detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie.
Nelle fatture dei lavori eseguiti, non è più necessaria l’indicazione separata del costo della manodopera impiegata.
Le imprese in contabilità semplificata possono dedurre le spese fino a 1.000 euro relative a corrispettivi periodici, per servizi a cavallo di due annualità, nel periodo d’imposta in cui ricevono la fattura.
Viene eliminato l’obbligo di monitoraggio previsto dallo “speso metro” per i pagamenti over 3.600 euro effettuati con carte di credito, debito o prepagate.
L’operazione sarà comunicata dagli operatori finanziari
Gli uffici finanziari e gli enti previdenziali non possono chiedere ai cittadini informazioni già in loro possesso.
Il contribuente può trasformare la richiesta di rimborso fatta in dichiarazione in richiesta di credito d’imposta da utilizzare in compensazione; a tale scopo, deve presentare un’altra dichiarazione entro 120 giorni dal termine ordinario.
I versamenti e gli adempimenti che scadono di sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo, anche quando possono essere effettuati soltanto in via telematica.
Il regime di contabilità semplificata è esteso alle imprese di servizi con ricavi fino a 400mila euro e alle altre imprese con ricavi fino a 700mila euro.
Abolito l’obbligo di compilare la scheda carburante in caso di pagamento esclusivo con carte di credito, di debito o prepagate
Sospesa per 180 giorni dall’affidamento in carico agli agenti della riscossione l’esecuzione forzata degli accertamenti esecutivi.
Cambiano gli importi minimi dei debiti tributari per i quali è possibile iscrivere ipoteca sui beni immobili del contribuente, nonché procedere a espropriazione immobiliare.
Niente ipoteca sull’abitazione principale né espropriazione se i crediti sono inferiori a 20mila euro e il ruolo è contestato o ancora contestabile in giudizio.
Negli altri casi, le procedure non sono attivabili per crediti inferiori a 8mila euro.
In caso di cancellazione del fermo amministrativo su beni mobili, il debitore non deve effettuare alcun pagamento né all’agente della riscossione né al Pubblico registro automobilistico
Non è più necessario presentare apposita istanza per ottenere la possibilità di rateizzare in sei quote trimestrali le somme di importo minore (fino a 2.000 euro ovvero fino a 500 euro per i redditi soggetti a tassazione separata) dovute a seguito dei controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni:
Il contribuente può operare la scelta autonomamente.
Aumentata a 10mila euro la soglia di valore dei beni d’impresa che è possibile eliminare dal ciclo produttivo attestandone la distruzione tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
E’ salito a 300 euro l’importo massimo delle fatture che consente ancora di avvalersi dell’annotazione cumulativa, in un unico documento riepilogativo, delle fatture emesse e ricevute nel mese. La disciplina si applica anche alle autofatture.
Concentrati in un’unica scadenza (il giorno 16 di ogni mese) i termini entro i quali gli enti pubblici devono effettuare i versamenti fiscali con il modello F24 EP.
L’aliquota Iva del 10% per la somministrazione di gas naturale per la combustione a fini civili spetta per ogni singolo contratto fino a 480 metri cubi di gas somministrato, indipendentemente dal numero di utenze allacciate.
Nuova possibilità per rideterminare il valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni non quotate posseduti al 1° luglio 2011.
La perizia su cui applicare l’imposta sostitutiva va redatta e asseverata entro il 30 giugno 2012.
Entro quella stessa data deve essere pagata l’imposta sostitutiva (per intero o la prima di tre rate annuali di pari importo).
Dall’importo dovuto è possibile scalare l’imposta sostitutiva versata in occasione di precedenti rivalutazioni.
Fissate nuove modalità per ottenere il riconoscimento della ruralità dei fabbricati a fini catastali.
Gli interessati dovranno presentar all’Agenzia del Territorio, entro il 30 settembre prossimo, una domanda di variazione della categoria catastale (per l’attribuzione della categoria A/6 per gli immobili rurali ad uso abitativo o della categoria D/10 per quelli ad uso strumentale), autocertificando che il fabbricato ha posseduto continuativamente per cinque anni i requisiti necessari.
Il territorio, entro il 20 novembre, verificata la sussistenza dei requisiti, convalida la certificazione e attribuisce la categoria catastale richiesta.
Se l’Amministrazione non si pronuncia, il contribuente può assumere provvisoriamente per 12 mesi la categoria richiesta.
Se entro il 20 novembre 2012 l’Agenzia del Territorio, con provvedimento motivato, disconosce l’attribuzione, il contribuente deve pagare le imposte non versate, gli interessi e le sanzioni raddoppiate.
Le modalità applicative della disposizione saranno fissate con Decreto Ministeriale.
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 06 luglio 2011, il Decreto Legge n. 98 del 06 luglio 2011 recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, la cui entrata in vigore è stata prevista a decorrere dallo stesso giorno (06 luglio 2011).
A tal fine vediamone di seguito la sintesi dei relativi contenuti in materia tributaria:
Articolo, commi
Contenuto in materia fiscale
Si applica la ritenuta del 5% sugli interessi pagati tra società di un gruppo se il soggetto non residente che riceve il pagamento degli interessi non ha provato al sostituto d’imposta di essere il “beneficiario effettivo”.
Sale l’aliquota dell’Irap nei confronti delle banche e degli altri enti e società finanziari (4,65%) e delle imprese di assicurazione (5,90%).
La nuova percentuale si applica dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della norma.
Sale anche l’imposta di bollo dovuta per le comunicazioni sui depositi titoli inviate dagli intermediari finanziari ai propri clienti.
L’aumento del tributo viene scaglionato nel tempo, destinato a partire dal 2013 a 150 euro, per i depositi inferiori a 50.000 euro, e a 380 euro per quelli superiori.
– E’ stato introdotto un limite quantitativo (80%) all’imputazione della perdita in diminuzione del reddito imponibile di ciascun periodo d’imposta;
– scompare il limite temporale di riportabilità;
– viene mantenuta la possibilità, per le imprese di nuova costituzione, di computare in diminuzione del reddito imponibile le perdite prodotte nei primi tre anni in misura piena.
Estesa la possibilità, in presenza di operazioni straordinarie, di affrancare l’avviamento e le altre attività immateriali che nel bilancio individuale della società risultante dalla fusione sono allocati alla voce partecipazioni.
Consentito anche l’affrancamento dei maggiori valori delle partecipazioni di controllo acquisite nell’ambito di operazioni di cessione di azienda ovvero di partecipazioni.
Disposta la disapplicazione delle sanzioni irrogate agli enti crediti pubblici per indebita fruizione di agevolazioni (dimezzamento dell’aliquota Irpeg ed esonero dalla ritenuta sui dividendi), anche nel caso in cui penda ricorso per revocazione.
E’ stato eliminato l’obbligo di prestare garanzia in caso di versamento rateale delle somme superiori a 50mila euro dovute a seguito di accertamento con adesione, di acquiescenza all’accertamento e di conciliazione giudiziale.
Le nuove disposizioni non si applicano alle definizioni già perfezionate alla data di entrata in vigore del decreto.
Introdotta, a partire dal 2011, una addizionale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 225 KW, nella misura di 10 euro per ogni chilowatt oltre i 225.
Viene prevista la sanzione del 30% in caso di omesso o insufficiente versamento dell’addizionale.
Prevista la revoca della partita Iva se, per tre annualità consecutive, viene accertato il mancato svolgimento dell’attività per la quale è stata attribuita oppure non viene presentata la dichiarazione annuale.
Introdotta la possibilità, per chi non ha tempestivamente presentato la dichiarazione di cessazione di attività, di sanare la violazione versando, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, la sanzione ridotta a 1/4 (quindi, versando € 129,00).
Indagini finanziarie (art. 23, commi 24-7)
Società ed enti di assicurazione vengono compresi tra gli operatori a cui è possibile richiedere dati e notizie e presso i quali poter eseguire accessi, per effettuare le indagini finanziarie.
Dal 2012 gli studi di settore dovranno essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre (e non più il 30 settembre) dell’anno in cui entrano in vigore.
Per le eventuali modifiche necessarie per tener conto degli andamenti economici e dei mercati, viene concesso maggiore tempo fino al 31 marzo successivo.
Inasprite le conseguenze legate all’omessa presentazione (o all’infedeltà) del modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.
Per la mancata presentazione (anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate), scatta automaticamente la sanzione massima di 2.065 euro (non è più possibile applicare quella minima di 258 euro).
L’omessa o infedele indicazione dei dati, così come l’indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore che in realtà non sussistono, permette, inoltre, all’ufficio di procedere all’accertamento induttivo ogni volta in cui il maggior reddito accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore sia superiore al 10% rispetto a quello dichiarato.
Infine, nei casi di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti, la sanzione (minima e massima) che scatta per la rettifica delle dichiarazioni dei redditi, Iva e Irap, in seguito ad accertamento da studi di settore, viene aumentata del 50%.
Dal prossimo 1° ottobre gli avvisi di accertamento o di rettifica debbono contenere obbligatoriamente anche la sanzione collegata al maggior tributo richiesto.
Attualmente, questa è una facoltà (la sanzione può essere irrogata anche con un atto separato).
Sono definibili (pagando 1/3 del loro importo, entro i 60 giorni previsti per impugnare l’atto) anche le sanzioni che l’ufficio dovesse ricalcolare accogliendo le osservazioni del contribuente.
Spostata al 1° ottobre 2011 la data a partire dalla quale gli avvisi di accertamento emessi sono immediatamente esecutivi, senza bisogno di procedere alla successiva iscrizione a ruolo per la loro riscossione.
Sanzioni per versamenti in ritardo (art. 23, comma 31)
Diminuisce la sanzione in caso di lieve ritardo (fino a 15 giorni ) nei versamenti.
La riduzione, ora prevista solo per i crediti garantiti, diventa generalizzata.
A partire dalle somme maturate nel 2011, l’Agente della riscossione non è più obbligato a presentare la comunicazione di inesigibilità per ottenere il rimborso delle spese per le procedure esecutive.
L’erogazione di quanto richiesto entro il 30 marzo dell’anno seguente avverrà entro il successivo 30 giugno.
In caso di inadempimento dell’ente creditore, il rimborso sarà fruito dall’Agente mediante compensazione con il riscosso da riversare.
Rinviati di 12 mesi i termini a disposizione dell’Agente della riscossione per presentare le comunicazioni di inesigibilità relative ai vecchi ruoli.
La procedura di espropriazione mobiliare viene, infine, esclusa dalle attività che l’Agente della riscossione deve obbligatoriamente effettuare per non perdere il diritto al discarico.
L’attività di locazione veicoli senza conducente torna a essere certificata fiscalmente con la fattura ex articolo 21 del D.p.r. n. 633/1972.
E’ stata confermata per l’anno 2012 la tassazione agevolata per le somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato per incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa. La misura del beneficio sarà determinata entro la fine dell’anno.
Nuovo regime dei contribuenti minimi (art. 27)
A partire dal 1° gennaio 2012 il regime agevolato dei “contribuenti minimi” sarà riservato soltanto a chi avvia una nuova attività d’impresa, arte o professione o l’abbia intrapresa dopo il 31 dicembre 2007.
Per i primi cinque anni l’Irpef e le relative addizionali regionale e comunale sono sostituite da un’imposta non più del 20, ma del 5%.
La tassazione agevolata verrà riconosciuta a condizione che:
– Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti, altra attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
– l’attività non costituisca mera prosecuzione di altra già svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (tranne il periodo di pratica obbligatoria per l’esercizio dell’arte o professione);
– in caso di prosecuzione di un’attività d’impresa svolta da altro soggetto, i ricavi realizzati nell’anno precedente non siano superiori a 30.000 euro.
Si attendono solo i successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che introducono le relative disposizioni attuative.
Per le controversie di valore fino a € 20.000,00, relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, colui che intende proporre ricorso deve prima a presentare un reclamo diretto all’annullamento totale o parziale dell’atto.
La presentazione del reclamo è condizione di ammissibilità del ricorso.
Se l’ufficio non accoglie il reclamo, deve formulare al contribuente una proposta di mediazione.
Le novità si applicano agli atti notificati a decorrere dal 1° aprile 2012.
Nel frattempo, le liti fiscali pendenti alla data del 1° maggio 2011 davanti alle Commissioni Tributarie o al giudice ordinario, possono essere definite con il pagamento di somme il cui ammontare dipende dal grado di giudizio e dall’esito della controversia, secondo quanto previsto dall’art. 16 della Legge 289/2002.
Gli importi devono essere versati entro il 30 novembre 2011 in unica soluzione, mentre la domanda di definizione va presentata entro il 31 marzo 2012.
Le liti fiscali pendenti sono sospese fino al 30 giugno 2012, così come i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio.
In particolare, le liti fiscali pendenti al 1° maggio scorso e di importo fino a € 2.000,00 potranno essere chiuse dal contribuente versando 150 euro.
Per quelle superiori e fino a € 20.000,00 il costo della chiusura sarà variabile:
– 10% del valore della lite se l’ultimo “giudizio” lo ha vinto il contribuente;
– 50% se a vincere è stata, invece, l’Amministrazione Finanziaria;
– 30% nel caso in cui la lite penda ancora nel primo grado di giudizio e non ci sia stata alcuna pronuncia giurisdizionale.
Il professionista che concede in affitto il proprio studio ad altro lavoratore autonomo non può dedurre le quote di ammortamento dell’immobile professionale.
E’ questa una precisazione contenuto nel documento del Consiglio Nazionale del Notariato n. 64-2011/T, approvato il 07 aprile 2011, e pubblicato sul relativo sito www.notariato.it il 07 luglio 2011.
Difatti, tale documento, in materia di “Beni immobili strumentali nell’esercizio di arti e professioni: ammortamenti, plusvalenze e minusvalenze”,afferma che se un professionista possiede un immobile avente categoria catastale A/10, senza utilizzarlo direttamente, ma concedendolo in locazione ad un altro professionista, non potrà comunque considerare in deduzione le relative quote di ammortamento anche laddove il cespite sia stato acquistato nel triennio 2007-2009.
Ulteriore precisazione è quella che se il professionista cede il proprio studio, senza attendere che siano trascorsi 5 anni dal momento dell’originario acquisto, deve soggiacere all’imposizione fiscale sulla eventuale plusvalenza realizzata (quale redditi diversi).
Peraltro, nello stesso giorno (07 luglio 2011), il Consiglio Nazionale del notariato ha pubblicato anche i seguenti documenti:
– Atti dispositivi su beni realizzati su area demaniale – Studio n. 220-2011/C;
– le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto (Parte Prima) – Studio n. 99-2011/I.
Conclusioni addotte nel suddetto studio n. 64-2011/T
A causa della mancata proroga delle disposizioni che hanno consentito, per gli immobili acquistati nel triennio 2007 – 2009, la deducibilità delle quote di ammortamento, dal 1° gennaio 2010 va applicata la previgente disciplina.
Pertanto, riguardo agli acquisti effettuati ed ai contratti di locazione finanziaria stipulati dall’inizio del 2010 non possono essere dedotte né le quote di ammortamento, nei i canoni di locazione finanziaria.
L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito espressamente alcuna indicazione sull’inidoneità dei predetti beni a generare plusvalenze tassabili.
Tuttavia, viene ritenuto che gli immobili acquistati dopo il 1° gennaio 2010 non possono produrre plusvalenze tassabili nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo.
Tale neo sistema non pone completamente al riparo il professionista da una possibile tassazione. Infatti se l’immobile è stato acquistato dopo tale data, ma dal momento dell’acquisto a quello della vendita non sono decorsi più di cinque anni il plusvalore sarà tassato come reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. b) del TUIR.
Non possono essere applicati gli studi di settore al professionista solo perché ha dichiarato un compenso esiguo rispetto ai minimi tariffari.
Insomma, insieme allo scostamento dagli standard, tale fattispecie non è costituisce incongruenza tale da giustificare l’accertamento induttivo.
È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14771 del 5 luglio 2011, che ha, così, stato respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.
In altri termini, secondo i giudici supremi, in presenza di peculiarità dimostrate dal contribuente sul tipo di attività svolta l’aver dichiarato una parcella inferiore al minimo e lo scostamento dagli studi non sono elementi che riescono a sorreggere un accertamento induttivo.
Uno studio associato aveva dichiarato dei compensi inferiori alla media, dunque il reddito non era aderente agli standard.
Ciò aveva insospettivo l’ufficio del fisco che, sulla base di questi dati, aveva emesso un accertamento usando il metodo induttivo.
I due professionisti lo aveva impugnato e la Ctp aveva annullato l’atto impositivo. Stessa sorte in secondo grado. La Ctr aveva, infatti, confermato integralmente la tesi favorevole al contribuente.
Per ultimo, l’Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso alla Suprema corte ma senza successo.
Due le violazioni denunciate dall’Amministrazione finanziaria: “se, nel caso di specie, costituisca violazione del combinato disposto degli artt. 39 dpr 600/1973 e 62 sexies dl 331/1993 la mancata considerazione di elementi quali la non congruità dei compensi dichiarati rispetto agli studi di settore, l’esiguità degli onorari rispetto ai minimi tariffari applicabili, nonché la mancata fatturazione di prestazioni fornite per via telematica, come indici della gravità dell’incongruenza tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, ovvero dagli studi di settore, di cui al combinato disposto dei citati articoli 39 dpr 600/1973 e 62 sexies dl 331/1993, convertito in L. 472/1993”.
Il suddetto motivo è stato ritenuto in parte inammissibile e in parte infondato. Infatti, secondo la Corte di Cassazione ha fatto bene il giudice di merito ad applicare il principio, sancito a sezioni unite nel 2009, secondo cui “l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standard, in sé considerati”.
Per il rimborso dell’Irap versata si applica il termine di 48 mesi e non quello di un anno previsto per la presentazione della dichiarazione integrativa a favore del contribuente.
Ai fini dell’istanza di rimborso del tributo, nel caso di specie dell’Irap, è del tutto ininfluente la data di scadenza di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo, dovendosi applicare gli ordinari termini di 48 mesi.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14932, depositata il 6 luglio 2011.
Un avvocato ha presentato istanza di rimborso dell’Irap versata per gli anni 2001/2004, ritenendo priva di organizzazione l’attività svolta in quegli anni.
A seguito del rifiuto opposto dall’Agenzia delle Entrate, tale professionista ha proposto ricorso in Commissione Tributaria, che lo ha accolto.
L’appello dell’Ufficio del fisco è stato poi respinto anche dalla Ctr.
L’Agenzia delle Entrate ha proposto allora ricorso per Cassazione contestando, tra l’altro, che i giudici della Ctr non avevano considerato che all’istanza di rimborso delle imposte versate in eccedenza doveva essere applicato non già il termine previsto dall’art. 38 del Dpr 602/73 (48 mesi), ma quello dell’art. 2, comma 8 bis del Dpr 322/98 coincidente con il termine di presentazione della dichiarazione del periodo di imposta successivo.
La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’Amministrazione evidenziando che il contribuente, che abbia assoggettato in dichiarazione propri redditi a imposta ritenuta non dovuta, e provveduto al relativo versamento può chiederne la restituzione nel termine previsto dall’art. 38 del Dpr 602/73.
Non è ostativa a tale facoltà la scadenza del termine contenuto nell’art. 2, comma 8 bis del Dpr 322/98 il quale, ha precisato la sentenza, non interferisce minimamente sull’esercizio del diritto al rimborso.
Tale norma infatti disciplina la facoltà del contribuente di emendare, a proprio favore, la precedente dichiarazione con la presentazione di un’altra integrativa.
La tesi, ha concluso la Corte di Cassazione, è avvalorata dalla circostanza che la disposizione sulla dichiarazione integrativa, introdotta dal 1 gennaio 2002, non ha modificato lo specifico regime dei rimborsi, prevedendo la compensazione della maggiore imposta precedentemente (ed erroneamente) versata.
Nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2011 è data notizia della costituzione dell’Agenzia nazionale per la regolamentazione del settore postale, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica 14 giugno 2011.
L’Agenzia è prevista dall’articolo 2 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, così come sostituito dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 2011, n. 58.
Le competenze dell’Agenzia includono la regolazione dei mercati postali, l’adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del servizio postale universale e in materia di accesso alla rete postale, la determinazione delle tariffe dei settori regolamentati e la promozione della concorrenza. Inoltre, l’Agenzia ha compiti di controllo e vigilanza sugli operatori e dispone di poteri sanzionatori in caso di inosservanza dei propri provvedimenti.
Il collegio, che dura in carica tre anni, è composto da Carlo Deodato (Presidente) e da Francesco Soro e Giovanni Bruno.
(Assonime, nota del 07 luglio 2011)
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la versione software: 1.4.3 del 07/07/2011 delle procedure di controllo che consentono di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.
Questi gli aggiornamenti effettuati:
Modello 770 Ordinario versione 1.0.1 del 21/06/2011
– Modello Scelte versione 1.0.1 del 21/06/2011
– Modello Unico Pf versione 1.0.3 del 07/07/2011
il modulo di controllo è stato aggiornato per consentire l’esecuzione del controllo delle dichiarazioni con la versione 1.0.1 della procedura relativa agli studi di settore
– Modello Unico Sp versione 1.0.2 del 07/07/2011
– Modello Unico Sc versione 1.0.2 del 07/07/2011
– Modello Unico EnC versione 1.0.2 del 07/07/2011
(Agenzia delle Entrate, nota del 07 luglio 2011)
Annunciata la versione software: 1.0.1 del 07/07/2011. Il software S.I.R.I.A. consente la compilazione del modello semplificato di denuncia da utilizzare per la registrazione del contratto di locazione ed esercizio dell’opzione per la cedolare secca.