Source: https://edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2019?page=7
Timestamp: 2019-11-17 22:40:07+00:00
Document Index: 82587662

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.105', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32']

Dopo i tentativi – ormai messi da parte – di abolire tout court la giurisdizione tributaria con trasferimento del contenzioso a sezioni specializzate della giustizia ordinaria (D.D.L. n. 3734/2016 – Erimini) ovvero di trasformare le Commissioni tributarie in sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti (D.D.L. n. 2438/2017 – Naccarato), attualmente in Parlamento giacciono iniziative di riforma della giustizia tributaria volte alla creazione di un corpo di “magistrati” professionali, a tempo pieno, selezionati tra i candidati in possesso di laurea magistrale in materie giuridiche od economiche aziendalistiche, reclutati tramite concorso pubblico per titoli ed esami, con immissione in apposito ruolo e cancellazione dagli albi professionali, periodo di formazione obbligatoria, adeguata retribuzione economica, instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con tutte le provvidenze che ne seguono, gestione della struttura giudiziaria sorvegliata da organismo terzo quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'aggiornamento, dopo una dettagliato excursus sui sistemi giuridici stranieri, analizza le principali linee di intervento italiano in relazione al progetto di riforma della giustizia tributaria.
Gratuito patrocinio e assegno di mantenimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 24378 del 30 settembre 2019, ha chiarito che, ai fini dell’ammissione al beneficio del patrocino a spese dello Stato, occorre prendere in considerazione non solo i redditi dichiarati o da dichiararsi in un determinato periodo di imposta ma tutti i redditi, persino quelli derivanti dagli assegni di mantenimento, effettivamente percepiti o posseduti, anche se esclusi dalla base imponibile e, pertanto, non sottoposti a tassazione.
Decesso dell'usufruttuario-locatore
Aggiornamento del 02/10/2019
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 24222 del 30 settembre 2019, pronunciandosi sul tema della locazione immobiliare, ha chiarito che nel caso in cui il contratto sia stato stipulato dall’usufruttario il quale, nel corso del rapporto, abbia indebitamente percepito somme eccedenti quelle dovute a titolo di canone, alla morte del concedente, la domanda del conduttore, volta a conseguire la ripetizione delle somme, deve essere proposta nei confronti degli eredi dell’usufruttuario-locatore, e non già del nudo proprietario divenuto medio tempore pieno proprietario.
Limiti al subappalto in contrasto con la normativa europea
Aggiornamento del 01/10/2019
La Corte di Giustizia, con sentenza del 26 settembre 2019, causa C-63/18, si è pronunciata sulla normativa italiana in materia di appalti pubblici in virtù della quale il subappalto non può superare la quota del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture (art.105, comma II, D.lgs. n. 50/2016, c.d. Codice appalti). Sebbene le restrizioni imposte dalla normativa italiana siano finalizzate a contrastare la criminalità organizzata nell’ambito degli appalti pubblici e prevenire, quindi, il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nelle commesse pubbliche, tutelando, così, l’ordine pubblico, la Quinta sezione della Corte di giustizia ha comunque ritenuto la normativa italiana succitata non in linea con le nome Ue ed incompatibile con la direttiva 2014/24.
Applicabilità del regime indennitario ex art. 32, comma V, L. n. 183/2010 al co.co.pro illegittimo
Aggiornamento del 30/09/2019
La Suprema Corte, con sentenza n. 24100 del 26 settembre 2019, ha chiarito che il regime indennitario istituito dall’art. 32, comma V, della L. n. 183/2010 – in virtù del quale, nei casi di nullità e conseguente conversione del contratto di lavoro a tempo determinato, il giudice condanna il datore di lavoro alla corresponsione di un’indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’ articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604 –, si applica anche al contratto di collaborazione a progetto illegittimo, in quanto fattispecie in cui ricorrono le condizioni della natura a tempo determinato del contratto di lavoro e della presenza di un fenomeno di conversione.