Source: https://www.legislazionetecnica.it/2735371/edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/approfondimento/attivit-tecniche-dipendenti-della-pa-abilitazione-svolgimento-e-incentivi
Timestamp: 2019-09-20 22:34:40+00:00
Document Index: 117082432

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 11', 'art. 113', 'art. 18', 'art. 93', 'art. 93', 'art 113', 'art 113']

Attività tecniche dipendenti della p.a.: abilitazione, svolgimento e incentivi | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1229
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Gli artt. 24 e 113 del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici, nel seguito anche semplicemente “Codice”) trattano rispettivamente della progettazione interna ed esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici, nonché degli oneri relativi alla progettazione ed alle altre funzioni tecniche (direzione lavori, collaudo, ecc.), quando svolte direttamente all’interno dell’amministra
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LE PRESTAZIONI TECNICHE INTERNE ALLA P.A. NEL D. LEG.VO 50/2016
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Individuazione delle prestazioni tecniche
Le prestazioni tecniche sono individuate dall’art. 24 del D. Leg.vo 50/20
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Soggetti che possono svolgere prestazioni tecniche
Le funzioni tecniche in oggetto possono essere svolte, ai sensi dell’art. 24 del D. Leg.vo 50/2016:
1) ad opera di soggetti interni alle pubbliche amministrazioni, ed in particolare:
- dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;
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Abilitazione professionale e assicurazione dei progettisti interni - Tecnici diplomati
In caso di svolgimento delle attività di progettazione all’interno dell’amministrazione il progetto deve essere firmato da dipendenti dell’amministrazione abilitati all’esercizio della professione N1.
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Sostenimento degli oneri
Gli oneri per la progettazione e per le altre funzioni tecniche fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazio
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INCENTIVI PER IL PERSONALE INTERNO ALLE AMMINISTRAZIONI
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Attività oggetto di incentivo
L’art. 113 del D. Leg.vo 50/2016 non prevede l’incentivo interno per la progettazione, come in precedenza previsto sotto i previgenti regimi, ma solo per le altre funzioni tecniche svolte dai dipendenti pubblici relativamente a:
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Ammontare dell’incentivo e ripartizione
Le amministrazioni destinano a un apposito fondo per gli incentivi risorse finanziarie, in misura non superiore al 2% degli importi posti a base di gara, che a sua volta viene così suddiviso:
1) l’80% del fondo è ripartito per ciascuna opera, servizio o fornitura, tra il RUP, i soggetti che svolgono le funzioni tecniche sopra indicate nonché tra i loro collaboratori, con le modalità ed i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, sulla base di apposito regolamento adottato dalle amm
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Copertura del fondo
Ai sensi dell’art. 113 del D. Leg.vo 5
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Le norme sulla corresponsione degli incentivi sopra illustrate si applicano anche agli appalti relativi a servizi o fornit
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Mancata adozione del regolamento interno ad opera delle amministrazioni
Un caso che può verificarsi nella pratica è rappresentato dalla mancata adozione del regolamento che - ai sensi dell’art. 113 del D. Leg.vo 50/2016, comma 3 - deve definire, in base a quanto stabilito in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, per ciascuna opera, servizio o fornitura, la ripartizione dell’80% del fondo tra il RUP, i soggetti che svolgono le funzioni tecniche ed i loro collaboratori.
A tal proposito, la giurisprudenza ha enucleato una serie di fondamentali principi, che qui di seguito vengono riassunti:
- l’incentivo può essere attribuito solo se previsto dalla contrattazione collettiva decentrata, e conseguentemente adottato l’atto regolamentare dell’amministrazione aggiudicatrice, che sostanzialmente ne “recepisce” i contenuti (Cass. 05/06/2017, n. 13937; Cass. 27/05/2016, n. 11022;
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Dopo le modifiche introdotte dal D
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Personale delle centrali uniche di committenza
Dopo le modifiche introdotte dal D. Leg.vo 56/2017, è ora stab
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DISCIPLINA DEGLI INCENTIVI APPLICABILE “RATIONE TEMPORIS”
La questione di quale sia la disciplina degli incentivi ai tecnici della p.a. applicabile, in relazione al momento di svolgimento della prestazione, è stata oggetto della Deliberazione n. 11/2015 della sez. Autonomie della Corte dei conti, che ha provveduto a dirimere il contrasto venutosi a creare con differenti interpretazioni precedentemente rese dalla stessa Corte N7.
La menzionata pronuncia muove dall’assunto in base al quale - secondo l’art. 11 delle preleggi al Codice civile - non possono essere retroattive leggi che comprimano o abroghino diritti in spregio del principio di eguaglianza e del legittimo affidamento, salvo che non si tratti di norme di interpretazione autentica (poiché queste ultime non hanno carattere innovativo ma, appunto, di mera “interpretazione”).
Pertanto, il diritto al compenso sorge con lo svolgimento dell’attività, e, per le prestazioni di durata, cioè quelle che non si esauriscono in una puntuale attività, ma si svolgono lungo un certo arco di tempo, deve considerarsi la frazione temporale di attività compiuta.
Questa interpretazione è stata avvalorata anche dal Com. ANAC 06/09/2017, ove si legge che per gli incentivi inerenti le funzioni tecniche, ciò che rileva ai fini dell’individuazione della disciplina normativa applicabile è il compimento delle attività oggetto di incentivazione. Ne consegue che le disposizioni di cui all’art. 113 del D. Leg.vo 50/2016 si applicano alle attività incentivate svolte successivamente all’entrata in vigore del medesimo D. Leg.vo 50/2016.
Per individuare il regime di incentivi applicabile occorre di conseguenza basarsi sul momento in cui è stata svolta la prestazione, provvedendo anche, per le prestazioni “di durata” che abbiano avuto luogo a cavallo tra differenti regimi normativi, alla puntuale individuazione delle prestazioni svolte prima e dopo la data di demarcazione tra i regimi stessi.
Si fornisce di seguito una tabella riepilogativa di sintesi dei differenti regimi applicabili e delle rispettive date di decorrenza, cui fare riferimento per determinare se le prestazioni svolte. La tabella tiene conto anche della temporanea reintroduzione dell’incentivo anche per la progettazione e la verifica preventiva operata dal D.L. 18/04/2019, n. 32 (c.d. “sblocca cantieri”), poi nuovamente rimossa in fase di conversione in legge del medesimo decreto N8.
La tabella tratta anche la disciplina pregressa sulla base delle varie modifiche ad essa apportate, a partire dalla prima introduzione dell’incentivo ad opera dell’art. 18 della L. 109/1994.
REGIME IN SINTESI
DATE DI DECORRENZA
Incentivi per attività di programmazione, controllo, esecutive e di collaudo; escluse le attività di progettazione e coordinamento sicurezza ed esclusi i dirigenti.
Costituzione fondo in misura del 2% dell’importo a base di gara (non occorre regolamento interno per la definizione della percentuale definitiva), da destinare a:
- 80% attività incentivate di cui sopra;
- 20% beni e servizi per l’innovazione e l’efficienza.
Criteri di riparto da stabilire in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale, e riportare in apposito regolamento assunto dalle amministrazioni secondo i rispettivi ordinamenti.
Misura massima dell’incentivo (anche se corrisposto da diverse amministrazioni) 50% del trattamento economico lordo annuale.
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Si segnalano di seguito i principi di diritto espressi da alcune rilevanti sentenze su casistiche varie (si rinvia anche a
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Incentivi al direttore dell’esecuzione solo se diverso dal RUP
L’incentivo in esame è erogabile in tutte e tre le tipologie di contratti pubblici di appalto (lavori, servizi e forniture), purché ricorrano le condizioni di legge, tra cui in primo luogo lo svolgimento di una gara.
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Incentivi al RUP, necessità di nomina formale
Il conferimento della funzione di responsabile unico del procedimento richiede un formale atto di nomina, in assenza del q
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Procedura negoziata senza bando di gara o comunque assenza di gara
La disciplina dell’incentivo richiede, da un lato, che vi sia l’effettivo svolgimento di una delle attività elencate dalla norma di
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Gli incentivi sono estendibili anche alle operazioni di partenariato pubblico privato, con possibile pagamento da parte del privato in relazione a un incremento dell’efficienza e dell’efficacia nella realizzazione dell
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Incentivi al RUP in caso di progettazione svolta in tutto o in parte all’esterno
Il riconoscimento dell’incentivo alla progettazione in favore del responsabile unico del procedimento non presuppone necessariamente che
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Nozione di “collaboratori”
La nozione di “collaboratori” fa riferimento alle professionalità - di norma tecniche - all&rsqu
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Appalti di manutenzione ordinaria o straordinaria
Per l’attività astrattamente incentivabile espletata sotto la vigenza della pregressa normativa di cui all’art. 93 del D. Leg.vo 163/2006, è da escludere qualsiasi incentivazione considerato che la norma appena richiamata si riferisce esclusivamente alle opere e lavori.
Nel fornire l’interpretazione della normativa previgente dettata dall’art. 93 del D. Leg.vo 163/2006, comma 7-bis, la Corte dei Conti, basandosi sull’interpretazione letterale del testo, aveva escluso dall’incentivo alla progettazione interna qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria o straordinaria (C. Conti 10/2016, sez. Autonomie Visualizza PDF).
Quanto all’art 113 del D. Leg.vo 50/2016, dubbi sono stati inizialmente sollevati perché, se è pur vero che questa normativa non ha reiterato la predetta esclusione, le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria non risultano espressamente richiamate dall’attuale elencazione tassativa contenuta nell’art 113 del D. Leg.vo 50/2016 citato, mentre le forme di incentivazione per funzioni tecniche - ora riconosciute anche in relazione ad appalti per forniture e servizi - costituiscono eccezioni al generale principio della onnicomprensività del trattamento economico e pertanto possono essere corrisposte solo per le attività espressamente e tassativamente previste dalla legge.