Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-i/capo-ii/sezione-iii/art10.html
Timestamp: 2020-04-04 12:10:38+00:00
Document Index: 165016402

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 371', 'art. 10', 'art. 10']

Art. 10 codice di procedura penale - Competenza per reati commessi all'estero - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO PRIMO - Soggetti > Titolo I - Giudice > Capo II - Competenza > Sezione III - Competenza per territorio > Articolo 10
Articolo 10 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 10 Codice di procedura penale
1. Se il reato è stato commesso interamente all'estero [7 c.p. e ss. ], la competenza è determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell'arresto o della consegna dell'imputato. Nel caso di pluralità di imputati, procede il giudice competente per il maggior numero di essi.
1-bis. Se il reato è stato commesso a danno del cittadino e non sussistono i casi previsti dagli articoli 12 e 371, comma 2, lettera b), la competenza è del tribunale o della corte di assise di Roma quando non è possibile determinarla nei modi indicati nel comma 1(2).
2. In tutti gli altri casi, se non è possibile determinare nei modi indicati nel comma 1 la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335(2).
3. Se il reato è stato commesso in parte all'estero, la competenza è determinata a norma degli articoli 8 e 9 (1).
(1) Il codice penale agli artt. 7-10 disciplina le ipotesi di reato perseguibili dall'autorità giudiziaria italiana anche se questi sono stati commessi in territorio estero.
(2) Comma inserito dall’art. 6, comma 3, lett. a), D.L. 16 maggio 2016, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 luglio 2016, n. 131; per l’applicazione di tale disposizione, vedi l’art. 6, comma 4 del medesimo D.L. 67/2016.
Spiegazione dell'art. 10 Codice di procedura penale
Oltre alle regole generali di cui all'articolo 8 ai fini della determinazione della competenza per territorio, il legislatore ha ritenuto opportuno inserire nel codice alcune regole suppletive.
Innanzitutto, se il reato è stato commesso solo in parte all'estero, la competenza è da determinarsi in base alle regole generali di cui agli articoli 8 e 9, avendo evidentemente ritenuto il legislatore non derogare alla disciplina canonica in caso di commissione di parte del reato all'interno dello Stato italiano.
Per contro, in caso di reato commesso interamente all'estero, il legislatore ha ritenuto indispensabili alcuni adeguamenti. La competenza si radica successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell'arresto o della consegna dell'imputato, con prevalenza, nel caso in cui vi siano più imputati, del giudice competente per il maggior numero di essi.
Analogamente a quanto dispoto dall'articolo 9, anche qui vi è la regola ultima della competenza del giudice del luogo in cui il pubblico ministero ha per primo iscritto la notizia di reato nell'apposito registro.
Da ultimo, va evidenziato che recentemente il legislatore ha coniato il comma 1 bis, tramite il quale si è previsto che se il reato è commesso a danno del cittadino (e non vi è connessione di procedimento ex art. 12 o il reato non rientra tra quelli elencati dall'art. 371, comma 2, lett. b), la competenza è del tribunale o della corte d'assise di Roma, se non è possibile determinare la competenza ai sensi del comma 1.
Massime relative all'art. 10 Codice di procedura penale
In tema di competenza per reati commessi all'estero, ai fini dell'applicazione dell'art. 10 comma 1 c.p.p., non sussiste equipollenza tra esecuzione dell'ordine di accompagnamento e arresto. La norma, così come, quanto ai concetti di residenza, dimora e domicilio, rinvia evidentemente alle norme del codice civile (artt. 43 ss.), allo stesso modo, quanto all'arresto e alla consegna, rinvia a quelle del codice di procedura penale, le quali distinguono nettamente tra arresto e consegna. Trattasi cioè di nozioni assunte dalla norma nel loro peculiare significato tecnico-giuridico, che non vi è ragione di estendere a situazioni consimili, avendo il legislatore inteso utilizzare una pluralità di succedanei criteri di collegamento, talché non sussistendo nella legge alcuna lacuna, non v'è necessità di colmarla in sede interpretativa.