Source: http://neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=15495
Timestamp: 2018-07-19 03:46:57+00:00
Document Index: 184168301

Matched Legal Cases: ['art. 650', 'art. 641', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 641']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 3 - ORDINANZA 2 febbraio 2018, n.2608
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | GIOVEDÌ 19 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 5:46
PROCEDIMENTO MONITORIO E PROVVEDIMENTI SOMMARI
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 3 - ORDINANZA 2 febbraio 2018, n.2608MASSIMA
In caso di irregolare notificazione del decreto ingiuntivo, il termine per proporre opposizione tardiva ai sensi dell’art. 650 cod. proc. civ. è di quaranta giorni dalla conoscenza dell’ingiunto, comunque avuta, dell’atto da opporre. Tale termine, previsto dall’art. 641 cod. proc. civ., deve essere interamente assicurato, senza alcuna possibilità per il giudice di merito di valutare la "congruità" o comunque la "sufficienza" del tempo residuo intercorrente fra la conoscenza effettiva e la scadenza termine per proporre opposizione tempestiva.
La ditta L.T.G. ha notificato alla Prefettura di Ragusa un decreto ingiuntivo dell’importo di Euro 6.129,29. Il Ministero dell’Interno ha proposto opposizione avverso tale decreto ingiuntivo deducendo fra l’altro, per quanto qui di interesse, la violazione dell’art. 11 r.d. n. 1611 del 1933, a mente del quale tutte le notificazione di atti giudiziari riguardanti le amministrazioni statali devono essere notificate all’Avvocatura dello Stato.
Il Tribunale di Ragusa ha dichiarata inammissibile l’opposizione perché tardiva.
La Corte d’appello di Catania, adita dal Ministero dell’Interno, ha confermato la decisione di primo grado ritenendo che, ai fini della opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, non è sufficiente l’accertamento della irregolarità della notificazione del provvedimento monitorio, ma occorre pure la prova, incombente sull’opponente, della circostanza che, a causa di tale irregolarità, egli non sia stato in grado di proporre opposizione tempestiva.
In particolare, ha rilevato che il tempo residuo fra la trasmissione dell’atto dalla Prefettura all’Avvocatura dello Stato (avvenuta il 5 maggio 2011) e la scadenza del termine per proporre l’opposizione tempestiva (7 giugno 2011) fosse sufficiente e non pregiudizievole del diritto di difesa dell’Amministrazione.
Avverso tale decisione il Ministero ha proposto ricorso articolato in un unico motivo. L.T. s.r.l., cessionaria del credito, ha resistito con controricorso illustrato da successive memorie.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 3 - ORDINANZA 2 febbraio 2018, n.2608 - Pres. Amendola – est. D’Arrigo
La sentenza impugnata fa applicazione del principio affermato dalle Sezioni unite di questa Corte, secondo cui, ai fini della legittimità dell’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo (di cui all’art. 650 cod. proc. civ.) non è sufficiente l’accertamento dell’irregolarità della notificazione del provvedimento monitorio, ma occorre, altresì, la prova - il cui onere incombe sull’opponente - che a causa di detta irregolarità egli, nella qualità di ingiunto, non abbia avuto tempestiva conoscenza del suddetto decreto e non sia stato in grado di proporre una tempestiva opposizione. Tale prova deve considerarsi raggiunta ogni qualvolta, alla stregua delle modalità di esecuzione della notificazione del richiamato provvedimento, sia da ritenere che l’atto non sia pervenuto tempestivamente nella sfera di conoscibilità del destinatario. Ove la parte opposta intenda contestare la tempestività dell’opposizione tardiva di cui all’art. 650 cod. proc. civ., in relazione alla irregolarità della notificazione così come ricostruita dall’opponente, sulla stessa ricade l’onere di provare il fatto relativo all’eventuale conoscenza anteriore del decreto da parte dell’ingiunto che sia in grado di rendere l’opposizione tardiva intempestiva e, quindi, inammissibile (Sez. U, Sentenza n. 14572 del 22/06/2007, Rv. 597389).
In realtà, la Corte d’appello è andata ben oltre il dictum delle Sezioni unite, che non hanno mai inteso rimettere al giudice di merito il compito di valutare discrezionalmente la congruità del termine per l’opposizione a decreto ingiuntivo. Se, da un lato, è vero che la nullità della notificazione del provvedimento monitorio non determina la proponibilità dell’opposizione sine die, dall’altro è pur vero che il termine 'congruo' per l’opposizione è quello fissato dal legislatore in quaranta giorni e decorre dal momento in cui l’ingiunto ha avuto comunque conoscenza del decreto da opporre.
Deve quindi essere affermato il seguente principio di diritto: 'In caso di irregolare notificazione del decreto ingiuntivo, il termine per proporre opposizione tardiva ai sensi dell’art. 650 cod. proc. civ. è di quaranta giorni dalla conoscenza dell’ingiunto, comunque avuta, dell’atto da opporre. Tale termine, previsto dall’art. 641 cod. proc. civ., deve essere interamente assicurato, senza alcuna possibilità per il giudice di merito di valutare la 'congruità' o comunque la 'sufficienza' del tempo residuo intercorrente fra la conoscenza effettiva e la scadenza termine per proporre opposizione tempestiva'.