Source: https://www.laleggepertutti.it/277957_handicap-come-viene-riconosciuto
Timestamp: 2019-03-20 20:29:35+00:00
Document Index: 108088118

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 94', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 60']

Handicap: come viene riconosciuto?
13 Marzo 2019 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 13 Marzo 2019
Accertamento dello stato di handicap: il criterio di valutazione delle commissioni mediche dell’Asl, la certificazione provvisoria e il verbale di accertamento.
Il riconoscimento dell’handicap è demandato alle stesse Commissioni mediche presso le Asl, istituite dalla L. n. 295/90 per l’accertamento dell’invalidità civile, integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare in servizio presso le Asl, oltre che da un medico Inps, come previsto dall’art. 20 del D.L. n. 78/2009, conv. in L. n. 102/2009. L’iter accertativo introdotto dal predetto decreto legge comporta che il giudizio sanitario definitivo spetta anche in questo caso all’Inps, salvo l’ipotesi della certificazione provvisoria per l’accertamento della gravità dell’handicap di cui si dirà in seguito. A decorrere dal 1° gennaio 2019, per effetto del D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66, nel caso in cui gli accertamenti riguardino persone in età evolutiva, le commissioni mediche sono composte oltre che da un assistente specialistico o operatore sociale ed il medico Inps, anche da un medico legale, che assume le funzioni di presidente, e da due medici specialisti, scelti fra quelli in pediatria, in neuropsichiatria infantile o nella specializzazione inerente la condizione di salute del soggetto (art. 3 comma 1bis L. n. 104/92).
1 Il criterio di valutazione
2 L’accertamento: differenze
3 Certificazione provvisoria
4 Verbale di accertamento e ulteriori benefici
4.1 Specifiche ipotesi di accertamento
Si differenzia invece il criterio di valutazione, che per l’invalidità civile è rapportato ad apposite tabelle mutuate dalla classificazione internazionale delle menomazioni elaborate dalla Organizzazione mondiale della sanità (Oms), mentre la valutazione dell’handicap parte anch’essa dall’accertamento di una minorazione, ma non si ferma alla misurazione della sua incidenza sulla capacità lavorativa perché ha di mira gli effetti negativi che la minorazione produce in termini di svantaggio ed emarginazione nei più vari contesti sociali, quali famiglia, scuola, lavoro, società civile.
L’accertamento: differenze
Le conclusioni dell’accertamento, per così dire quantitativo, sono quindi solo di due tipi, con o senza il riconoscimento della situazione di gravità.
L’accertamento di invalidità civile, anche di una percentuale vicina o pari al 100%, non indica necessariamente una condizione di grave handicap: questo è il motivo per cui vengono effettuati due distinti accertamenti sanitari, seppur contestuali ove possibile, come indicato dall’art. 6 del D.L. 10 gennaio 2006, n. 4, conv. in L. 9 marzo 2006, n. 80 che ha demandato alle Regioni la possibilità di adottare disposizioni finalizzate alla semplificazione ed alla unificazione delle procedure di accertamento sanitario — handicap, disabilità ed invalidità civile — in capo alle Commissioni mediche Asl.
Differente è altresì l’accertamento di disabilità previsto dalla L. n. 68/99 sul diritto al lavoro dei disabili. Tale accertamento è affidato alla Commissione medica integrata (art. 1, comma 4) che compie l’accertamento dell’invalidità. In questa sede la commissione deve formulare una diagnosi funzionale della persona disabile volta a individuarne la capacità globale utile per il collocamento lavorativo.
Non si tratta di una semplice diagnosi delle menomazioni; infatti l’accertamento della disabilità porta a una relazione conclusiva da parte della Commissione utile agli uffici preposti al collocamento dei disabili.
Al solo fine della fruizione delle agevolazioni previste dagli artt. 21 (precedenza nell’assegnazione di sede) e 33 della L. n. 104/92 (agevolazioni connesse alla situazione di handicap grave) e art. 42 del D.Lgs. n. 151/2001 (riposi e permessi per figli con handicap grave), l’art. 2 comma 2 del D.L. n. 324 del 27 agosto 1993 (convertito in legge n. 423 del 27 ottobre 1993) ha previsto la possibilità di rilasciare una certificazione provvisoria di disabilità grave. Infatti, per non far gravare sul cittadino svantaggiato i ritardi degli organi preposti, se sono trascorsi 45 giorni dalla richiesta senza che la Commissione medica si sia pronunciata, è autorizzata la certificazione provvisoria dello stato di gravità, da parte di un medico specialista nella patologia denunciata ovvero da medici specialisti nelle patologie denunciate e in servizio presso l’Asl competente. L’accertamento provvisorio produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte della Commissione.
Con la novella apportata dall’art. 25, comma 4, del D.L. n. 90/2014 (convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114), per riconoscere in via provvisoria le agevolazioni innanzi indicate, i termini previsti dall’art. 2, comma 2, del D.L. n. 324/1993 convertito in L. n. 423/1993 sono ridotti a 45. Prima della riforma, gli accertamenti potevano essere invece effettuati in via provvisoria decorsi 90 giorni (circ. Inps n. 127/2016).
Qualora si sia avvalso della procedura di rilascio della certificazione provvisoria, il lavoratore che richieda i benefici previsti dall’art. 33 L. n. 104/92 dovrà allegare alla richiesta copia della domanda presentata alla Commissione e la dichiarazione liberatoria con la quale si impegna alla restituzione delle prestazioni che, a procedimento definitivamente concluso, risultassero indebite (circ. Inps 29 aprile 2008, n. 53).
Verbale di accertamento e ulteriori benefici
Si ricorda inoltre che il verbale di accertamento dell’invalidità civile deve attestare anche l’esistenza dei requisiti sanitari necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno invalidi (comma 2 dell’articolo 381 del regolamento di cui al D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495) nonché per le agevolazioni fiscali relative ai veicoli previsti per le persone con disabilità (art. 4 D.L. n. 5/2012 convertito in L. n. 35/2012). In conseguenza, per l’accesso a tali benefici è pertanto sufficiente il verbale redatto dalla Commissione medica integrata.
Specifiche ipotesi di accertamento
Le persone con sindrome di Down, su richiesta, sono dichiarate con situazione di gravità oltre che dalle Commissioni mediche Asl anche dal proprio medico di base, su presentazione del cariotipo, ovverossia della mappa cromosomica, ed esentate da ulteriori successive visite e controlli (art. 94, comma 3, L. n. 289/2003 e circ. INPS 11 luglio 2003, n. 128).
Per i soggetti con patologie oncologiche, gli accertamenti sanitari devono essere effettuati entro 15 giorni dalla data della domanda dell’interessato (decorso tale termine è possibile ottenere i benefici con la certificazione provvisoria) e le conclusioni dell’accertamento hanno efficacia immediata per il conseguimento dei connessi benefici, salvo il potere della Commissione medica provinciale di sospenderne gli effetti in attesa di ulteriori accertamenti (art. 6, comma 3bis, D.L. n. 4/2006, conv. in L. n. 80/2006). In questo caso, poiché l’esecutività immediata discende direttamente dalla norma, al soggetto non è richiesta alcuna dichiarazione liberatoria, riguardo al rimborso di eventuali indebiti, ma è l’INPS stesso che, nel provvedimento di accoglimento, menzionerà l’espressa riserva del recupero della prestazione che divenisse indebita, a seguito del giudizio successivamente espresso dalla commissione di verifica (msg. INPS n. 12857 del 3 maggio 2006).
In tutti i casi, il paziente non trasportabile può richiedere, all’atto della domanda, di essere sottoposto a visita domiciliare, sulla scorta di certificazione del proprio medico che attesti l’impossibilità di recarsi a visita ambulatoriale.
Particolari modalità per l’accertamento dell’handicap riguardano poi i soggetti affetti da autismo. L’autismo è una grave disabilità sociale a carattere cronico evolutivo, espressione di un disordine dello sviluppo, risultante di processi biologicamente e geneticamente determinati la cui definizione diagnostica prevede un lungo iter valutativo effettuato da operatori specializzati nell’ambito di un servizio dedicato specialistico.
La L. 18 agosto 2015, n. 134 (Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie) ha la finalità di garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico.
A tal fine ha disposto l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (cd. Lea), con l’inserimento, per quanto attiene ai disturbi dello spettro autistico, delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili (art. 2). La legge è stata recepita dal D.P.C.M. 12 gennaio 2017 che, nel provvedere all’aggiornamento dei Lea, attribuisce al servizio sanitario nazionale il compito di garantire alle persone con disturbi dello spettro autistico le prestazioni innanzi indicate (art. 60 comma 1).
Inoltre, è previsto, in applicazione dei Lea, l’aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro autistico, di cui all’accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 22 novembre 2012. L’aggiornamento è stato sancito con l’Intesa del 10 maggio 2018. Le linee di indirizzo sono aggiornate con cadenza almeno triennale.