Source: http://www.studiolegalecarrassi.it/?cat=8
Timestamp: 2019-05-22 16:57:58+00:00
Document Index: 133152604

Matched Legal Cases: ['art. 128', 'art. 134', 'art. 283', 'art. 287', 'art. 283', 'art.1916', 'art.283', 'sentenza ', 'art.2054', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2947']

Incidenti stradali – INFORTUNISTICA STRADALE - STUDIO LEGALE CARRASSI
L�articolo 5 del decreto Bersani si concentra in particolar modo sulle tematiche relative all� RC Auto e sui contratti d�assicurazione in genere.
Durante la sottoscrizione di una nuova polizza RC Auto, il cliente resta in possesso della classe di merito relativa all�ultimo contratto stipulato, sia in caso di acquisto di ulteriore automobile sia nel caso sia intercorsa una fase di cessazione dell�eventuale polizza precedente (5 anni).
In presenza di un incidente stradale la compagnia assicurativa non pu� penalizzare il soggetto assicurato alterando il valore della classe di merito sino a quando le effettive colpe non siano accertate.
Questo garantisce all�assicurato che si senta eventualmente ingiustamente penalizzato il tempo di ricorrere contro la decisione della compagnia assicuratrice, rivolgendosi alle Associazioni Consumatori.
Il decreto Bersani sancisce� il rispetto delle regole di trasparenza e di propaganda da parte delle agenzie assicurative informando in maniera immediata il cliente riguardo eventuali modifiche sfavorevoli per quanto concerne la classe di merito.
Nel caso in cui l’accertamento della responsabilit� non dovesse essere possibile, si avr� il computo pro-quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti nel sinistro ai fini della eventuale variazione di classe di merito e l’applicazione del malus avverr� a seguito di pi� sinistri.
Il Ministero dello Sviluppo economico, attraverso elementi forniti dall�Isvap, provveder� a promuovere la diffusione dei servizi d�assicurazione on-line permettendo, cos�, di facilitare la scelta del consumatore che potr� valutare comodamente le varie proposte assicurative RC Auto presenti sul mercato.
Ritornando alle assicurazioni,possiamo evidenziare, che le compagnie non hanno il consenso di sottoscrivere con i relativi agenti, delle polizze in cui siano presenti particolari vincoli di ripartizione esclusiva inerenti ai danneggiamenti subiti.
Le stesse compagnie assicurative non saranno pi� abilitate a stipulare contratti di tipo pluriennale con la clausola di durata decennale, vigente nell�attuale Codice Civile.
Conseguenza diretta di tali modifiche � l�opportunit� offerta al cliente di disdire la propria polizza a cadenza annuale, senza pagare alcun indennizzo o penale.
Per concludere, il soggetto assicurato ogni anno pu� analizzare la propria situazione assicurativa decidendo facoltativamente di proseguire con la compagnia corrente oppure cessare il contratto in essere precedentemente alla scadenza per poi effettuare un cambio di compagnia.
Il vantaggio pi� grande che la legge Bersani ha dato ai giovani � la possibilit� di aprire una nuova assicurazione acquisendo la classe di merito di uno dei genitori. Quindi accade che un giovane neo patentato, avr� una classe di merito molto pi� bassa della 14esima (classe di avvio per la prima assicurazione) e pagher� un premio assicurativo molto pi� basso di quello che avrebbe pagato in passato.
Per poter usufruire di questo vantaggio, � indispensabile che sulla carta di identit� del giovane figuri lo stesso indirizzo di residenza dei genitori. Ovviamente i prezzi saranno commisurati anche all�et� quindi sar� un�assicurazione comunque pi� alta del genitore.
Decreto Legislativo 6 novembre 2007 n. 198 di attuazione alla V Direttiva CE
Il Decreto Legislativo n. 198 del 6/11/2007 di attuazione della V Direttiva CE ha apportato alcune modifiche ed integrazioni a vari articoli del Codice delle Assicurazioni.
Riportiamo le modifiche di maggior rilievo:
L’art. 128 del codice � stato integralmente sostituito. Sono stati innalzati i massimali minimi obbligatori della copertura di RCA, difatti si dice che essi non dovranno essere inferiori ai seguenti importi:
nel caso di danno alla persona l’importo minimo fissato si presume sia� pari a � 5.000.000 per sinistro, indipendentemente dal numero delle vittime;
nel caso di danni a cose l’importo minimo fissato pare sia � 1.000.000 per sinistro,
indipendentemente dal numero delle vittime.
Si dice, inoltre, che entro il termine dell’ 11 dicembre 2009 gli importi legali minimi di copertura dovranno essere pari ad almeno la met� dei nuovi importi.
L’art. 134 del codice delle assicurazioni � stato integrato:
il nuovo comma 1 bis prevede il diritto per il contraente del contratto di RCA o, se persona diversa, per il proprietario del veicolo, di esigere in qualunque momento, entro 15 giorni dalla richiesta, l’attestazione sullo stato di rischio.
La novit� consiste nella possibilit� di richiedere l’attestato anche durante lo svolgimento del rapporto contrattuale e nell’obbligo per le Imprese di trasmettere l’attestato nel termine di 15 giorni.
L’art. 283 del codice delle assicurazioni � stato cos� modificato:
si prevedono nuove ipotesi di intervento del Fondo di garanzia per le vittime della strada in caso di incidenti determinati da veicoli non assicurati e non identificati, allargando la tutela delle vittime della strada.
Il comma 2 precisa che:
per i sinistri causati da veicoli non identificati,se vi sono anche gravi danni alle persone, � stato introdotto il diritto al risarcimento dei danni alle cose con una franchigia di 500,00 �;
per i sinistri causati da veicoli non assicurati � stata abolita la preesistente franchigia di 500,00 � per i danni alle cose.
L’articolo 1 C.d.A. Viene integrato con l’inserimento di alcune precisazioni sulla definizione di Stato di ubicazione del rischio, difatti � stabilito che per Stato membro (cio� appartenente alla UE o alla Spazio Economico Europeo) di ubicazione del rischio si deve intendere lo Stato membro di immatricolazione del veicolo, quando l’assicurazione riguardi veicoli di ogni tipo soggetti ad immatricolazione �sia che si tratti di veicolo con targa definitiva o con targa temporanea�; in sostanza con questa precisazione le targhe temporanee vengono equiparate alle definitive.
Il suddetto articolo 1 viene anche integrato dal comma 4 bis, che agevola la copertura assicurativa degli autoveicoli importati da uno Stato membro all’altro. Infatti � importante sottolineare che le Compagnie autorizzate ad operare nello Stato di destinazione del veicolo, che sar� poi anche lo Stato della futura immatricolazione, nelle more dell’immatricolazione stessa, possono assumere il rischio per un periodo massimo di 30 giorni.
Il Fondo di Garanzia per le vittime della strada
L’azione risarcitoria nei confronti del FGVS � regolata dall’art. 287 del CDA ed � esercitabile purch� siano decorsi 60 giorni (anche per lesioni) dalla data in cui il danneggiato abbia richiesto alla FGVS Impresa designata ed alla CONSAP il risarcimento del danno; scompare quindi il pi� lungo termine di gg 90 per i danni da lesione.
L’azione pu� essere esercitata nei confronti del FGVS per tutte le ipotesi di cui all’art. 283 cos� come novellato dal recepimento del decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 198.
Quindi ipotesi
A) veicolo non identificato
B) veicolo non assicuratore
veicolo assicurato con compagnia che viene a trovarsi in liquidazione coatta
D) veicolo circolante proibente domino
d bis) veicoli esteri spediti in Italia senza assicurazione
d ter) veicolo estero con targa non corrispondente allo stesso veicolo (ossia targa falsa)
Il danneggiato che promuova richiesta di risarcimento nei confronti del Fondo di garanzia, sul presupposto che il sinistro sia stato cagionato da veicolo non identificato, deve, in primo luogo provare le modalit� del sinistro e la sua attribuibilit� alla condotta colposa (esclusiva o concorrente) del conducente di altro veicolo, in secondo luogo, deve provare che tale veicolo � rimasto sconosciuto ed in terzo luogo di aver uniformato la propria condotta di guida al rispetto delle norme CDS.
In fine va ricordato il� FGVS risarcisce anche i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da un cittadino straniero che si trovi in Italia.
L’ipotesi B � interessante perch� apre le porte al discorso sulla azione di regresso che esercita il FGVS nei confronti del non assicurato proponendo la domanda direttamente nella comparsa di risposta.
L’art.1916 parla di regresso o meglio di surroga dell’assicuratore. Vale la pena, quindi, precisare che il FGVS non attende di aver prima risarcito il danno per poi recuperare le somme in regresso ma agisce immediatamente contro il responsabile del danno citato nel Giudizio obbligatoriamente con apposita domanda in comparsa.
IPOTESI C�
In questo caso il legale della parte convenuta deve dare atto della avvenuta liquidazione coatta e far interrompere il giudizio che andr� riassunto dalla parte. Ogni azione anche esecutiva non � pi� proseguibile.
Il processo deve essere riassunto e notificato al Commissario liquidatore in persona e della impresa designata nei cui confronti devono agire.
Le sentenze ottenute contro la compagnia in bonis passate in giudicato prima che sia stato pubblicato il decreto di liquidazione sono opponibili al FGVS entro i limiti fissati dall’art.283 cda (ossia limite del massimale).
Se invece il decreto di liquidazione � stato pubblicato prima della formazione del giudicato il processo prosegue nei confronti del Commissario liquidatore e della impresa designata decorsi 6 mesi dalla pubblicazione del decreto di liquidazione. Le pronunce sono opponibili al FGVS ed anche le ordinanze di assegnazione somme per provvisionale.
Potrebbe avvenire che la liquidazione dei danni sia affidata dalla Consap direttamente al Commissario liquidatore che pu� essere autorizzato a procedere per conto del FGVS alla liquidazione dei danni anteriori alla pubblicazione del decreto.
La Consap anticipa al Commissario le somme dovute per la liquidazione dei danni sino alla concorrenza dei massimali; oltre il massimale sar� l’Impresa designata che se ne far� carico.
Ricordiamo che nessuna azione per il risarcimento pu� essere proposta se non siano prima decorsi 6 mesi dalla nuova richiesta o messa in mora.
In caso di contumacia il giudizio si interrompe e il dies a quo per la riassunzione decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento sul GU e non dalla data in cui viene comunicato in udienza.
Investimento del pedone che non rispetta il rosso
La Terza Sezione III Civile della Corte di Cassazione con la sentenza del 3 maggio 2011 n. 9683 ha disposto la permanenza� della responsabilit� dell’automobilista che impegni un incrocio regolato nel caso in cui, scattata la luce rossa per i pedoni, egli non abbia evitato il verificarsi del sinistro stradale ai danni del passante che stava concludendo l’attraversamento pedonale sull’apposito passaggio.
A tal riguardo la Corte di Cassazione ha sancito che in caso di investimento di pedone, la responsabilit� del conducente� prevista dall’art.2054 del c.c. (circolazione di veicoli) � esclusa quando risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilit� di prevenire l’evento, situazione, questa, ricorrente allorch� il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile e anormale, sicch� l’automobilista si sia trovato nell’oggettiva impossibilit� di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i motivi (Cass. n. 21249/2006).
Inoltre, nel caso in cui un automobilista occupi un incrocio regolato da semaforo verde in suo favore, permane a suo carico un obbligo di diligenza nella condotta di guida che deve tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti all’incrocio (Cass. n. 8744/2000).
Con la sentenza n. 18872 del 10/07/2008, la Corte di Cassazione enuncia un principio destinato ad assumere una significativa rilevanza nell’ambito dei giudizi aventi ad oggetto il risarcimento dei danni da investimento del pedone e che concerne il contenuto dell’onere probatorio gravante a carico, rispettivamente del danneggiato e del danneggiato.
Nella fattispecie in esame trova applicazione l’ipotesi di responsabilit� dell’art. 2054 del c.c., che pone a carico del conducente, e della relativa compagnia di assicurazione l’obbligo di risarcire il danno derivante dalla circolazione del veicolo, salvo che fornisca la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.
Infine va osservato che l’applicazione dell’art. 1227 co.1 c.c. comporta una riduzione della condanna risarcitoria nei confronti del conducente in proporzione al grado di efficienza causale che la colposa condotta del danneggiato ha assunto nella determinazione causale del sinistro e all’entit� delle conseguenze che ne sono derivate.
Bisogna,inoltre, ricordare che incombe al pedone danneggiato fornire la prova del fatto storico dell’investimento e, ovviamente del danno che ne sia derivato, mentre incomber� al conducente � ed al suo assicuratore- fornire la prova del fatto colposo del pedone e della relativa incidenza causale rispetto al sinistro.
L’auto sostitutiva pu� essere concessa in seguito ad un incidente stradale. Difatti, qualora ce ne sia effettivamente bisogno, come il recarsi al lavoro, e non vi sia la possibilit� di poter usufruire dei mezzi pubblici o di� una seconda vettura, si ricever� un’ auto sostitutiva per tutto il periodo in cui il veicolo � in riparazione.
In caso di danno totale le assicurazioni contro i rischi di responsabilit� civile pagano solitamente un’auto sostitutiva entro un periodo massimo di 10 giorni.
Va ricordato che una volta ricevuta notizia dell’incidente, l’assicurazione fa valutare l’ammontare dei danni.
Sar� possibile ricevere il rimborso delle spese di riparazione da parte dell’assicurazione di responsabilit� civile stipulata dall’autore del danno. � � .
Anche se la riparazione � stata eseguita in modo impeccabile, dopo un incidente un’auto nuova subisce una perdita di valore (differenza tra il valore prima e dopo l’incidente). Si potr�, quindi, richiedere un risarcimento che di norma ammonta a un massimo del 10% del valore del veicolo qualora fosse stato venduto prima dell’incidente. Il risarcimento deve essere richiesto all’assicurazione.
Se non � possibile riparare la vettura oppure non ne vale la pena perch� i costi di riparazione sono superiori al valore del veicolo (spese di ripristino meno valore residuo), si parla di danno totale. In questo caso l’assicurazione di responsabilit� civile paga l’importo� necessario per poter acquistare un’auto di pari valore.
La peculiarit� di questo studio sta nella possibilit� di avvalersi, una volta avvenuto l’incidente stradale, della ricostruzione cinematica del sinistro e della prova ergonometrica.
Ricostruzione cinematica del sinistro
Attraverso la ricostruzione cinematica dell’ incidente stradale � possibile capire se le condotte di guida assunte dai conducenti protagonisti dello stesso sinistro siano state conformi o meno rispetto ai canoni sanciti dal Codice della Strada, e se eventualmente un comportamento corretto avrebbe potuto limitare le conseguenze del sinistro, o nella migliore delle ipotesi evitarlo (nesso di causa).
Si tratta in sostanza di una tecnica attraverso la quale si riesce a ricostruire anche in 3D l’incidente avvenuto evidenziandone le responsabilit�.
Essa valuta attentamente gli elementi oggettivi del caso, come le caratteristiche del luogo in cui � occorso il sinistro (con riferimento alla conformazione geometrica della carreggiata, grado di manutenzione, valutazione del campo di visuale, condizioni meteo ecc.), dei danni riscontrati sui veicoli, il punto d’urto sulla carreggiata e la posizione statica finale assunta dai veicoli stessi, in funzione della determinazione di un dettagliato “quadro velocit�” (facendo uso delle note leggi fisiche che regolano il moto vario) finalizzato a ricavare le posizioni assunte dai veicoli istante per istante.
Nella ricostruzione della cinematica degli incidenti stradali gioca � fondamentale il “tempo psicotecnico di reazione”, vale a dire il tempo intercorrente tra la percezione di un pericolo e l’effettiva efficacia della reazione elusiva, mediamente pari ad un secondo, il quale pu� dilatarsi qualora il soggetto sia sotto l’effetto di alcol, psicofarmaci, sostanze stupefacenti ecc.
Prova ergonometrica
La prova ergonometrica � una tecnica che giustifica le lesioni personali dei lesionati.
Essa consiste nell�indagine di tipo meccanico dell�esame delle deformazioni subite dai veicoli coinvolti nell�incidente, al fine di determinare, attraverso la forza d�urto che si sprigiona, la probabile sollecitazione sull�occupante.
Il perito ergonometrico deve allora effettuare un attento studio delle modalit� dell�avvenuta collisione, considerando le specifiche caratteristiche dei veicoli coinvolti ed una circostanziata valutazione dei danni riportati da entrambi i veicoli sinistrati, comprendente fondamentali rilevazioni quali le dimensioni dell�area interessata dal danno, le misurazioni delle profondit� di danno, la ubicazione e direzione della� forza d�urto, la posizione dei trasportati lesi e di quant�altro utile al fine di una corretta ricostruzione postuma dell�accaduto.
Acquisiti gli elementi obiettivi � possibile stimare la verosimile velocit� relativa di impatto, che sebbene calcolata, anche con l�ausilio di recenti ed appositi software, pu� essere verificata dalle attendibili prove di CRASH TESTS, laddove si registrano danni paragonabili per intensit� e tipologia.
Il fermo tecnico si pu� definire come il danno che deriva dal non poter utilizzare il veicolo per tutto il tempo necessario alla riparazione del mezzo incidentato.
Il danneggiato,difatti,non potr� usufruire del veicolo per tale periodo, con conseguenti ripercussioni negative sia per l�attivit� lavorativa che non lavorativa.
La parte lesa in un sinistro stradale ha diritto al risarcimento:
Il ristoro deve essere tale da riportare il patrimonio del danneggiato nelle condizioni in cui si sarebbe trovato senza l�evento lesivo, al di l� degli esborsi materialmente effettuati. A far scattare la liquidazione in via equitativa per il cosiddetto �fermo tecnico� � sufficiente l�impossibilit� di utilizzare il veicolo per tutto il tempo necessario alle riparazioni dovute all�incidente. Non conta l�uso effettivo cui l�auto fosse destinata: la vettura � fonte di spesa anche quando resta bloccata in officina, pensiamo ad esempio ai costi della tassa di circolazione e del premio assicurativo, senza dimenticare il naturale deprezzamento cui va soggetto il bene mobile registrato. Il risarcimento delle spese necessarie a far tornare l�auto in circolazione comprende gli oneri accessori e conseguenziali: deve dunque comprendere l�Iva anche se l�intervento del meccanico o del carrozziere non � ancora avvenuto perch� – � noto – l�autoriparatore per legge deve addebitare il tributo al committente a titolo di rivalsa. La Suprema corte condanna il danneggiante e l�assicurazione in solido a rifondere le due voci di danno al danneggiato in base alla consulenza tecnica d�ufficio oltre interessi e rivalutazioni.
Il fermo tecnico pu� presentarsi altres� quale danno emergente causato dalle spese di noleggio di altra auto in sostituzione di quella in riparazione, per il tempo necessario al ripristino. Tali spese debbono essere provate dall’avente diritto e sono risarcibili solo limitatamente al periodo strettamente necessario per la rimessione in pristino dell’autovettura danneggiata.
Inadempimento societ� assicurativa
La legge accorda all’assicuratore della responsabilit� civile derivante dalla circolazione di veicoli il termine di adempimento di 60 giorni. La colposa violazione di tale termine fa sorgere in capo all’assicuratore una responsabilit� per mala gestio nei confronti dell’assicurato, se a causa del ritardo il risarcimento, capiente all’epoca del sinistro, sia divenuto incapiente; verificandosi tale ipotesi l’assicuratore � obbligato a tenere indenne l’assicurato per l’intero risarcimento cui questi sia tenuto verso il danneggiato.
La domanda di mala gestio pu� essere impropria o propria:
la prima definita quale domanda implicita in quella con la quale si chiede l’integrale risarcimento del danno. Essa prende in considerazione il rapporto tra assicuratore e danneggiato ed oltre al risarcimento integrale del danno, nella domanda vanno compresi gli interessi legali e le rivalutazioni. Mentre per quanto riguarda la seconda la Suprema Corte evidenza la portata autonoma della stessa. La domanda dell’assicurato di essere tenuto indenne anche oltre il massimale di polizza, deve essere espressamente e tempestivamente formulata nell’atto introduttivo della lite. Vi � una responsabilit� dell’assicuratore verso il danneggiante-assicurato. Accolto il ricorso incidentale, con assorbimento del ricorso principale, vi � la condanna della parte ricorrente principale al pagamento delle spese e degli onorari di cassazione.
Augue turpis ac montes habitasse! Augue porta auctor adipiscing augue ultricies amet? Dictumst rhoncus, est tristique etiam cras diam? Odio a elit nunc est, ac mauris, nisi mauris in et, ut! Augue ridiculus, pulvinar nascetur mauris diam sociis proin et, ut ridiculus! Egestas, dolor rhoncus, porta ac nisi! Natoque nisi turpis vut dictumst mus. Rhoncus! In? Arcu mus pulvinar, sit aenean platea magna? Adipiscing sed ultricies. Aenean turpis nunc turpis habitasse urna nec, et augue. Dolor, integer velit! In magna, augue. Nisi nisi arcu? Rhoncus lacus nunc pulvinar duis et. Non ac cum, magna, ridiculus mauris a cras, purus tempor massa hac ultrices montes adipiscing lundium dis nisi, duis sed, scelerisque, dapibus? Hac magna odio ac phasellus rhoncus, diam nisi.
In tortor placerat facilisis purus tempor arcu lorem! Enim, magnis odio augue? Enim et ac elementum aenean pid et et cursus pulvinar est scelerisque eu tincidunt integer nunc ac egestas dictumst massa quis. Nisi ut? Dapibus augue, mid dis. Auctor dapibus! Vel mid, odio. Elit pid proin. Montes, elit, nunc, pulvinar tristique magna, elementum purus ac hac sit aliquet elementum platea, adipiscing facilisis lorem sed, pulvinar dolor scelerisque! Penatibus, nunc diam dapibus sed ut nec nisi ultricies, lacus facilisis mauris? In nec lundium turpis mus! Nunc natoque mauris sit odio parturient magna? Hac ultricies sed sed porta rhoncus nascetur massa! Habitasse turpis ut duis. Auctor nascetur ultricies, egestas lorem quis tristique elementum aliquam enim pellentesque scelerisque ut, cum nisi.
Incidenti stradali mortali:
In caso di incidente stradale mortale vi sono diverse tipologie di risarcimento e comprendono:
– I danni non patrimoniali, o morali, quando previsti dalla legge, e per coloro che siano legittimati, per un reale perturbamento subito;
– I danni patrimoniali;
– L’eventuale indennizzo per I.T. Per la durata del periodo antecedente al decesso, con le conseguenti spese mediche, ospedaliere, di trasporto, di esami specialistici, ecc.; le spese funerarie.
Danni morali�
La sentenza della terza Sezione della Cassazione Civile, richiamando la sentenza 26972/08 delle S.U., conferma la risarcibilit� del danno morale.
Il nuovo danno morale deve essere inteso non pi� in senso meramente transeunte, infatti tale danno pu� essere permanente o temporaneo. Esso pu� sussistere sia da solo, sia unitamente ad altri tipi di pregiudizi non patrimoniali (ad esempio derivanti da lesioni personali o dalla morte di un congiunto).
In quest’ultimo caso il giudice dovr� tenere conto nella personalizzazione del danno biologico o di quello causato dall’evento luttuoso, mentre non ne � consentita una autonoma liquidazione.
Il danno morale che spetta per proprio diritto ai parenti prossimi del defunto in un incidente stradale mortale � calcolato attualmente utilizzando delle tabelle pubblicate dai tribunali italiani e varia a seconda di fattori che vanno dall’et� della vittima, dall’et� del superstite, al grado di parentela, dalla composizione del nucleo familiare, dal fatto di essere conviventi o meno al fatto di avere altri parenti in vita.
Per quanto riguarda il danno morale� per diritto di eredit� acquisita dal defunto in un incidente stradale la giurisprudenza recente dichiara che gli eredi hanno diritto al risarcimento anche quando la morte sia sopraggiunta solo successivamente all’evento, purch� il soggetto deceduto abbia avuto la possibilit� di percepire le conseguenze delle lesioni subite.
Nella seguente tabella sono riportati i valori di liquidazione del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentela (danno da lutto) :
�� � � � � � � � Da � � � � � � � � � � a
A favore di ciascun genitore per la morte di un figlio Euro 150.000,00 Euro 300.000,00
A favore del figlio per la morte di un genitore Euro 150.000,00 Euro 300.000,00
A favore del coniuge (non separato) o del convivente sopravvissuto Euro 150.000,00 Euro 300.000,00
A favore del fratello per la morte di un fratello Euro 21.711,00 Euro 130.266,00
A favore del nonno per la morte di un nipote Euro 21.711,00 Euro 130.266,00
E’ importante fare alcune precisazioni su alcuni casi riportati nella tabelle:
– nell’ultimo caso va riconosciuta in capo a nipoti la risarcibilit� del danno� per la perdita della vita del nonno, stante l’importanza assunta dall’avo nella realt� socio-giuridica che corrisponde ad una figura quasi genitoriale di sostegno per i nipoti.
– Nel terzo caso va detto che la giurisprudenza tende a riconoscere al coniuge separato il diritto al risarcimento del danno morale solo laddove si dimostri che i perduranti rapporti tra i coniugi fossero tali per cui la morte dell’uno ha causato una reale sofferenza morale per l’altro.
Precisiamo, inoltre, che il diritto al risarcimento da fatto illecito concretandosi in un evento mortale va riconosciuto anche al convivente more uxorio del defunto stesso, quando risulti concretamente dimostrata siffatta relazione caratterizzata da tendenziale stabilit� e da mutua assistenza morale e materiale.
Si parla di danno patrimoniale quando un evento colpisce il soggetto assicurato e ne danneggia in modo diretto il patrimonio economico. Esso rientra,quindi, nella categoria dei danni che possono colpire la persona. L’evento preso in considerazione pu� essere costituito da un infortunio derivante da un evento lesivo o da una malattia. Il danno patrimoniale diversamente da quello biologico e morale pu� essere ricondotto esclusivamente alla sfera economica del soggetto,si evidenzia quindi, un’ incapacit� di guadagno derivante dall’infortunio o dalla malattia.
Vi sono due tipologie di danno patrimoniale. il lucro cessante e il danno emergente.
Il primo calcola la quantit� di guadagno che l’assicurato non potr� percepire e aggiungere al suo patrimonio a causa dell’evento che lo ha colpito e danneggiato. In sostanza, nella categoria del lucro cessante rientrano tutti i futuri guadagni che si erano previsti e che la persona perder� a causa dell’evento.
Invece, il secondo viene definito dal codice civile come “perdita subita”. In sede di risarcimento, si calcola come danno patrimoniale la diminuzione quantitativa del patrimonio dell’assicurato, o, caso molto pi� frequente, del valore dei suoi beni nel loro complesso.
Si differenzia quindi dal lucro cessante in quanto quest’ultimo � una perdita futura, mentre il danno emergente � una perdita che gi� si � concretizzata nel patrimonio di chi ha subito l’evento lesivo.
In questo tipo di danno rientrano per� non solo i beni, ma anche i cessati diritti che possono essere valutati da un punto di vista economico. Altri tipi di danno patrimoniale emergente possono essere le spese di cura presenti e future, quelle di sepoltura, le spese per l’attivit� stragiudiziale e quelle per il vestiario danneggiato nel corso dell’incidente.
Il danno� conseguente alla morte in un incidente stradale riguarda i superstiti che con la persona stessa avevano in atto rapporti economici attivi, indipendentemente dall’essere essi o meno gli eredi e sempre che per essi stessi il danno effettivamente esista.
Bisogna, quindi, ricercare i seguenti elementi di impostazione:
– quale sarebbe stato il presumibile reddito futuro del defunto, se vivente, secondo la sua normale attivit� lavorativa per l’attendibile durata della sua vita produttiva;
– quale parte di reddito il defunto avrebbe devoluto, se in vita e sempre in quanto capace di un reddito, a ciascuno degli aventi diritto, nei limiti dei rispettivi diritti o dei loro bisogni reali e nei limiti della possibilit� di sopravvivenza di ciascuno.
Il reddito attendibile medio della persona deceduta si determina evitando di attribuire al deceduto una durata eccedente a quella corretta per l’esistenza della probabilit� di premorienza, non facendo gravare sul debitore un onere non dovuto ed evitare quindi un ingiusto arricchimento degli aventi diritto, se tale durata possa influire sul risarcimento. Il lucro cessante si baser� sul reddito annuo percepito dal defunto al momento della morte.
In tutti i casi, per stabilire la quantit� del reddito che il defunto avrebbe corrisposto ai congiunti, anche se sotto forma di alimenti, occorre analizzare le condizioni economiche di essi, quando non si tratti di moglie e di figli con i quali egli avrebbe avuto, senza dubbi di sorta, comunione di interessi. In caso di incertezza sull’ammontare dei redditi perduti, si ricade automaticamente nella necessit� della determinazione equitativa.
Si ottiene un risarcimento anche nei seguenti casi:
Morte del coniuge : In tal caso il coniuge sopravvissuto ha diritto ad un risarcimento per danni materiali (perdita di supporto economico) e morali (perdita del rapporto)
Morte del genitore: In tal caso il figlio ha diritto ad un risarcimento sia per i danni materiali, purch� provati, che morali;
Morte di un un figlio: In tal caso il genitore ha diritto ai danni morali, nonch� al danno patrimoniale, purch� provato.
Possiamo, infine, sottolineare che il danno patrimoniale� subito dal parente superstite si calcola prendendo in considerazione il reddito de cuius non nella sua interezza detraendo, quindi,� la quota sibi, ossia quella parte di reddito che il defunto avrebbe presumibilmente riservato al soddisfacimento dei propri bisogni.
Dovendo riassumere brevemente l’iter sul quale si fonda la liquidazione del danno in parola, possiamo indicare 3 fasi:
a) occorre accertare anzitutto il reddito netto del defunto;
b) bisogna poi verificare quanta parte di esso il de cuius avrebbe effettivamente destinato a se stesso (quota sibi);
c) � necessario, infine, capitalizzare la quota di reddito cos� accertata, applicando un coefficiente per la costituzione delle rendite vitalizie.
Morte in incidente stradale di un bambino o ragazzo
Se la vittima dell’incidente � un bambino o un ragazzo, non avente, quindi, un’et� ancora� adatta al lavoro produttivo, anche per il caso di morte si applica il concetto del differimento del reddito.
Bisogna cio� determinare quale reddito la vittima stessa avrebbe potuto dare, vivendo, agli aventi diritto, di massima ai soli genitori e ai fratelli, tenuto conto anche dell’esistenza di altri coobbligati verso di essi, a decorrere dall’inizio dell’attivit� fruttifera, e per quanti anni in rapporto alla presumibile durata corretta della vita fisica non fruttifera di essi medesimi.
Per correttezza, a semplificazione del calcolo si pu� prendere per base la media delle et� dei due genitori, o l’et� del pi� giovane, quando esista differenza notevole tra di essi.
Determinato il reddito di spettanza di ciascuno degli aventi diritto e la rispettiva durata, si procede alla capitalizzazione, considerando l’accumulazione dei redditi all’inizio dell’attivit� lavorativa presunta dal deceduto; ma, poich� il risarcimento viene corrisposto agli aventi diritto in anticipo rispetto a tale momento, il capitale in tal modo determinato deve essere scontato fino al momento della liquidazione.
Incidenti stradali senza lesioni
Negli incidenti stradali con lesioni e/o con danni alle cose � consigliabile chiamare la polizia affinch� venga redatto un verbale nel quale verranno spiegate le modalit� di avvenimento del sinistro e raccolte le generalit� delle persone coinvolte, soprattutto in mancanza di testimoni.
E’ altres� consigliabile recarsi subito (entro 24 ore) al pronto-soccorso per le cure e gli accertamenti eventuali in caso di ferite o traumi causati dall�incidente stradale
L’art.2947 del codice civile sancisce che il diritto al risarcimento del danno in caso di sinistro da circolazione si prescrive in 2 anni dal giorno dell’incidente.
Dal 1�gennaio 2006 � stata introdotta una novit� riguardante l’obbligatoriet� dell’indennizzo diretto, che la Cassazione ha per� limitato ritenendolo facoltativo.
Per la sua applicazione non � pi� necessaria la firma congiunta dei due guidatori sul modulo CAI, pertanto sia in caso di accordo che di disaccordo il danneggiato deve chiedere il risarcimento danni rivolgendosi direttamente alla propria Compagnia portando a conoscenza quella del responsabile.
La Compagnia � obbligata a formulare l’offerta di risarcimento per danni alle cose o al veicolo entro 60 giorni dal pervenimento della richiesta. Questo termine si riduce a 30 se la richiesta � corredata dal modulo di constatazione amichevole firmato da entrambe le parti. Per le lesioni, la definizione deve avvenire entro 90 giorni dall’avvenuta guarigione con relativo invio della documentazione medica.
Se l’assicurato dichiara di accettare la somma offerta, la compagnia � tenuta ad effettuare il pagamento entro 15 giorni. Lo stesso termine deve essere rispettato dalla Compagnia anche se il danneggiato dichiari di non accettare la somma offertagli.
I trasportati che subiscono danni a seguito di un incidente stradale, salvo l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, sono tenuti a promuovere la procedura di risarcimento ordinaria esclusivamente nei confronti della compagnia si assicurazione del veicolo sul quale stavano viaggiando, a prescindere dalle responsabilit� del sinistro.
L’assicuratore � tenuto a risarcire i danni fino al massimale minimo di legge. In caso di danno superiore il trasportato dovr� rivolgersi alla compagnia assicuratrice del veicolo responsabile, sempre che il responsabile sia assicurato per un massimale superiore a quello minimo di legge.
Infine va detto che in un sinistro coinvolgente due o pi� auto il terzo trasportato � sempre pagato dalla Compagnia Assicurativa del veicolo su cui viaggia.
Incidenti stradali con lesioni
In caso di incidenti stradali gravi, con lesioni alle persone o mortali, dobbiamo fare due osservazioni:
– per� met� colpa riconosciuta non scatta l’applicazione del malus
– oltre il 51% viene riconosciuta la colpa e scatta l’ applicazione del malus
Il bonus-malus � la formula contrattuale di tariffazione pi� diffusa, dove il prezzo � correlato alla condotta di guida. Questo sistema prevede, a ogni scadenza, progressivi rincari o riduzioni percentuali del premio, rispettivamente se l’assicurato abbia o meno causato sinistri nel cosiddetto “periodo di osservazione” (che dura un anno e termina tre mesi prima della scadenza della polizza).
In un incidente stradale, possono essere risarciti sia danni fisici che materiali.
Danni materiali:
Per avere una stima dei danni materiali � necessario fare una distinzione tra cosa distrutta o danneggiata e in tal caso se sia riparabile o meno.
1) quando la cosa mobile � totalmente distrutta il danno si identifica nel valore che la cosa stessa aveva al momento del sinistro. Se vi � la possibilit� di recupero per la vendita o la riutilizzazione del relitto, il valore di questo deve essere detratto;
Qualora in un incidente stradale vi siano autovetture distrutte o gravemente danneggiate sar� necessario verificare se esse siano riparabili o meno.
Nel primo caso il costo della riparazione non deve superare il valore del veicolo per far s� che l’assicurazione possa risarcire integralmente il danno ( se� il costo di riparazione dovesse� superare di poco il valore del mezzo le assicurazioni provvedono comunque a liquidare il danno).
Nel secondo caso oltre al valore del veicolo verr� risarcito anche il costo dell’eventuale rottamazione e di nuova immatricolazione e del fermo tecnico (Fram).
2) quando il veicolo o la cosa mobile risulta danneggiata, ma in misura tale da potersi riparare, il danno comprende:
– Spese per le riparazioni;
– Indennizzo per il deprezzamento, malgrado le riparazioni;
– Indennizzo per il mancato uso, per il periodo effettivamente necessario alle riparazioni (fermo tecnico) o comunque indispensabile per attendere che la cosa possa essere nuovamente utilizzabile (fermo forzato);
– Eventuale detrazione per il maggior valore acquisito rispetto a quello che la cosa aveva prima del sinistro, per effetto dei lavori di miglioria su di essa compiuti;
– Eventuali spese per il veicolo sostitutivo durante il tempo necessario alla riparazione.
3) quando la cosa mobile � danneggiata, ma non riparabile, il danno consta:
– Del valore commerciale che essa aveva al momento del sinistro;
– Diminuito del valore� per la sua vendita (c.d. Valore di Recetto);
– Aumentato dall’indennizzo per il mancato uso, per il tempo strettamente necessario alla sostituzione.
Sar� utile, quindi, prendere in considerazione una serie di elementi per poter fare una stima :
– Deprezzamento del veicolo;
– La stima del veicolo o della cosa mobile al momento del sinistro;
– Costo delle riparazioni;
– Danno emergente (spese sostenute ad esempio per la vettura sostitutiva);
– Danno per mancato uso;
– La stima del valore dopo le riparazioni.
Danni fisici o lesioni:
Possiamo, attualmente, considerare le seguenti tipologie di danno alla persona:
DANNO BIOLOGICO;
Ai sensi degli artt.138 e 139 del Cod. ass. � danno biologico la lesione temporanea o permanente all’integrit� psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attivit� quotidiane e sugli spetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacit� di reddito.
Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entit�, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, � effettuato secondo i criteri e le misure seguenti (comma1):
a) a titolo di danno biologico permanente, � liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori 9% un importo crescente in misura pi� che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidit�; tale importo � calcolato in base all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidit� del relativo coefficiente secondo la correlazione esposta nel comma 6 (Ai fini del calcolo dell�importo di cui al comma 1, lettera a), per un punto percentuale di invalidit� pari a 1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0, per un punto percentuale di invalidit� pari a 2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,1, per un punto percentuale di invalidit� pari a 3 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,2, per un punto percentuale di invalidit� pari a 4 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,3, per un punto percentuale di invalidit� pari a 5 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,5, per un punto percentuale di invalidit� pari a 6 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,7, per un punto percentuale di invalidit� pari a 7 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,9, per un punto percentuale di invalidit� pari a 8 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,1, per un punto percentuale di invalidit� pari a 9 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,3.) . L’importo cos� determinato si riduce con il crescere dell’et� del soggetto in ragione dello 0,5% per ogni anno di et� a partire dall’undicesimo anno di et�. Il valore del primo punto � pari ad euro 674,78;
b) a titolo di danno biologico temporaneo, � liquidato un importo di euro 39,37� per ogni giorno di inabilit� assoluta; in caso di inabilit� temporanea inferiore al 100%, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilit� riconosciuta per ciascun giorno.
Al terzo comma di entrambe le sopra citate norme, vengono introdotti due diversi criteri di adeguamento personalizzato del risarcimento:
nel caso delle lesioni eccedenti la soglia del 9%, nell’ipotesi in cui la menomazione incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico relazionali personali, l’ammontare del danno determinato ai sensi della tabella unica nazionale pu� essere aumentato dal giudice sino a 30%, con equo e motivo apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.
Nel caso, invece, delle cos� dette micropermanenti (al di sotto della soglia del 9%) l’ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma1 pu� essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad 1/5, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.
Il danno biologico � strettamente di natura fisica.
Qualora l’infortunio abbia come conseguenza una:
1) inabilit� temporanea assoluta (I.T.A), consistente nella totale incapacit� fisica dell’infortunato di attendere alle occupazioni dichiarate (attualmente i Tribunali quantificano il risarcimento per l’ ITA� in euro 42,00 giornaliere);
2) inabilit� temporanea parziale (I.T.P), la quale sussiste quando l’infortunato� pu� attendere solo in parte alle occupazioni, in relazione al grado di capacit� lavorativa che egli ha conservato o che � andato acquisendo poi gradualmente. Tale grado, viene espresso in percentuale, ma solitamente si considera l’inabilit� parziale del 50% e l’inabilit� minima del 25%, salvo diverso giudizio del medico o dei medici consultati (attualmente i Tribunali� quantificano il risarcimento per l’ ITA� in euro 21,00 giornaliere).
L’infortunio pu� avere per conseguenza anche una invalidit� permanente i cui postumi siano stabilizzanti e irreversibili.
Un esempio classico� � il ‘colpo di frusta’,� valutato in sede medico legale circa 1,5-2 punti percentuali.
Ancora possiamo citare la rottura di un menisco, valutata in sede medico legale circa 3-5 punti percentuali.
La perdita assoluta e inevitabile dell’uso di un organo o di un arto viene considerata come perdita anatomica dello stesso;� Le percentuali di inabilit� si calcolano in proporzione della funzionalit� perduta (un occhio circa 40% di invalidit�, una gamba al ginocchio circa il 60%).
L’indennit� per la perdita anatomica e funzionale di pi� organi o arti viene stabilita mediante addizione delle percentuali corrispondenti a ogni singola lesione fino al limite di invalidit� complessivo massimo del 100%.
Per ottenere la liquidazione del danno da I.TA, ITP e invalidit� permanente � necessaria la guarigione clinica, o che l’infortunato possa almeno riprendere le proprie normali occupazioni.
Occorre infine sottolineare che il danno biologico comprende il danno morale(non patrimoniale).
DANNO MORALE;
La ripercussione che ha avuto l’evento lesivo nella sfera psichica del soggetto vittima dell’incidente stradale � quantificabile in termini monetari.
Attualmente le Compagnie Assicurative consentono il danno morale per eventi lesivi di piccola entit�, ovvero che abbiamo comportato una micro invalidit� permanente (da 1 a 9 punti), ma quest’ultimo deve essere riconosciuto poich� nel sinistro stradale con lesioni si determina una violazione alle norme del c.p. .
Per gli incidenti stradali che abbiamo causato lesioni pi� gravi generalmente il risarcimento del danno morale si considera quantificabile in una misura che va dal 25% al 50% del danno biologico. Anche in questo caso per� possono emergere ulteriori fattori che possono differenziare la quantificazione e quindi il risarcimento del danno morale.
Come ad esempio� il fatto di aver subito o meno una operazione chirurgica, od il fatto di aver subito o meno una menomazione fisica che pregiudica la normale vita sociale.
DANNO ALLA CAPACITA’ LAVORATIVA SPECIFICA;
Quando facciamo riferimento a questo tipo di danno vogliamo indicare la menomazione fisica o psicologica subita in un incidente stradale riducendo la capacit� di portare reddito alla persona. Si quantifica solitamente nella diminuzione del reddito dovuto alla menomazione moltiplicato per gli anni che rimangono alla persona per concludere il percorso lavorativo.
DANNO ESTETICO;
In questo caso , per poter quantificare il risarcimento del danno il medico legale deve:
– esaminare integralmente l’infortunato o l’ammalato e delineare la natura e l’entit� delle lesioni riportate dal soggetto;
– valutare la durata dell’ I.T. ( inabilit� totale e parziale) ad esse conseguita;
– verificare la sussistenza di postumi permanenti e, in caso affermativo, indicare il grado percentuale di I.P. (Invalidit� permanente);
– verificare la sussistenza di danni estetici meritevoli di valutazione;
– precisare se esistono possibilit� di miglioramento o rischi di aggravamento, dicendone i motivi;
– valutare le eventuali ripercussioni del danno biologico sulla capacit� lavorativa specifica del soggetto, indicandone, in caso affermativo, l’incidenza percentuale;
– valutare la congruit� delle spese mediche sostenute e di quelle eventualmente da sostenere.
Il medico di parte ha il dovere di precisare, nella sua certificazione, non soltanto l’esistenza di una I.P., ma deve descriverla, motivarla e valutarla in percentuale, e qualora non lo facesse potrebbe arrecare pregiudizio al suo assistito, poich� egli non metterebbe in luce adeguata al consulente del Giudice, o al fiduciario di una Compagnia di assicurazioni, quegli elementi che essi dovranno poi esaminare a loro volta. Ovviamente sono controproducenti i giudizi non aderenti alla realt�, all’uso e alla dottrina medico-legale.
Ricorda che la perizia medico legale � opportuna e per il conducente � altres� rimborsata dalla Compagnia Assicurativa.
Esistono innumerevoli variazioni dei passaggi del Lorem Ipsum, ma la maggior parte hanno subito delle variazioni del tempo, a causa dell�inserimento di passaggi ironici, o di sequenze casuali di caratteri palesemente poco verosimili. Se si decide di utilizzare un passaggio del Lorem Ipsum, � bene essere certi che non contenga nulla di imbarazzante. In genere, i generatori di testo segnaposto disponibili su internet tendono a ripetere paragrafi predefiniti, rendendo questo il primo vero generatore automatico su intenet. Infatti utilizza un dizionario di oltre 200 vocaboli latini, combinati con un insieme di modelli di strutture di periodi, per generare passaggi di testo verosimili. Il testo cos� generato � sempre privo di ripetizioni, parole imbarazzanti o fuori luogo ecc.