Source: https://edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2018?page=2
Timestamp: 2019-12-14 15:41:34+00:00
Document Index: 171323530

Matched Legal Cases: ['art. 1590', 'art. 1444', 'art. 1325', 'art. 1329', 'art. 1342', 'art. 1328']

Il deposito cauzionale è uno strumento frequentemente richiamato in sede contrattuale come garanzia dell’adempimento delle obbligazioni assunte nei contratti di locazione. Tale garanzia è denominata “deposito”, “cauzione” ed impropriamente “caparra”. Il proprietario dell’immobile ne fa uso al fine di sopportare gli eventuali danni economici e/o materiali che potrebbero essere stati causati dal conduttore nel periodo della locazione dell’immobile. Si richiamano l’art. 1590 c.c. e, tra le altre, Cass. Civ. 3882/2015. Il deposito cauzionale generalmente non produce interessi e viene restituito al conduttore al temine della locazione e dopo la verifica dell’assenza di possibili danni causati all’immobile. Segue fac simile di deposito cauzionale.
La convalida di contratto di vendita annullabile
L’annullabilità e nullità sono forme di invalidità del contratto: in un caso (annullabilità) è la parte nel cui interesse si prevede tale possibilità a far valere l’annullamento, nell’altro caso (nullità) essa è rilevata dal Giudice, d’ufficio. Questa distinzione fa sì che il negozio annullato possa essere convalidato così come previsto nel fac simile incluso. L’art. 1444 c.c. dispone che: “Il contratto annullabile può essere convalidato dal contraente al quale spetta l'azione di annullamento, mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di annullabilità, e la dichiarazione che s'intende convalidarlo. Il contratto è pure convalidato, se il contraente al quale spettava l’azione di annullamento vi ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di annullabilità. La convalida non ha effetto, se chi l’esegue non è in condizione di concludere validamente il contratto.”.
Blockchain: privacy e problematiche della nuova tecnologia
La Blockchain è una nuova tecnologia basata sulla logica del database distribuito – Distribuited Ledger – che permette la gestione di transazioni crittografate su una rete decentralizzata di tipo peer-to-peer (“pari a pari”). Si tratta di uno scenario ancora embrionale che però necessita di una precisa regolamentazione normativa uniforme a livello nazionale e, soprattutto, a livello sovrannazionale alla quale gli operatori possano far riferimento, soprattutto attese le declinazioni giuridiche che questa evoluzione tecnologica ha prodotto (c.d. smart contracts) e continuerà a produrre. L'aggiornamento, dopo aver analizzato le iniziative assunte a livello europeo volte a dare impulso e diffondere le innovazioni tecnologiche – "Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchian" e "European Blockchain Partnership" –, include il testo integrale del Regolamento UE n. 2014/910 (c.d. eIDAS), recante la disciplina in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno, e della Risoluzione del Parlamento Europeo n. 2085 del 13 dicembre 2018.
Aggiornamento del 14/12/2018
Nel corso delle trattative precontrattuali è possibile siano posti in essere vincoli definibili come negozi preparatori al contratto vero e proprio. I vincoli posti dovranno contenere gli elementi essenziali – accordo, causa, oggetto e forma – propri dell’art. 1325. Il vincolo non obbliga necessariamente alla conclusione di un contratto, esso, piuttosto, ha efficacia sull’autonomia negoziale. Tra i vincoli contrattuali vi è la proposta irrevocabile. L’art. 1329 c.c. sulla “Proposta irrevocabile” dispone che: “se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto”. Con la proposta irrevocabile il proponente s’impegna a non ritirare la sua proposta per un certo tempo, rinunciando dunque preventivamente al diritto di revoca per la durata del termine prefissato. In tal modo si agevola sotto più profili colui al quale è rivolta la proposta in quanto è reso disponibile un certo lasso di tempo per la sua accettazione oppure per il procacciamento dei mezzi finanziari necessari. Si richiamano gli artt. 1341 c.c. (Condizioni generali del contratto) e 1342 c.c. (Contratto concluso mediante moduli o formulari). Le disposizioni date dall’art. 1342 fanno sì, dunque, che clausole aggiunte ad un modello prefissato di contratto prevalgano sul modello o formulario al quale si applicano. Segue fac simile di proposta irrevocabile.
Sia la proposta che l’accettazione sono atti revocabili fintanto che non si giunga alla conclusione del contratto; si consideri che per il carattere recettizio che hanno questi atti essi sono da considerarsi come forma di tutela delle libertà contrattuali la qual cosa si evince dal comma 1 dell’art. 1328 c.c. in cui si dispone che: “La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso. Tuttavia, se l’accettante ne ha intrapreso in buona fede l’esecuzione prima di avere notizia della revoca, il proponente è tenuto a indennizzarlo delle spese e delle perdite subite per l’iniziata esecuzione del contratto”. Orientamenti che tengono in conto la natura di atto unilaterale recettizio della revoca della proposta del contratto – attraverso l’applicazione combinata degli artt. 1326-1328-1334 e 1335 c.c. – affermano che “[…] la revoca della proposta di contratto […] non produce effetto quando sia pervenuta all’accettante dopo la conclusione del contratto, ossia dopo l’arrivo all’indirizzo del proponente dell’accettazione della controparte”. Fa seguito fac simile di revoca della proposta.
Aggiornamenti al 14/12/2019