Source: https://agenziariscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/le-procedure/procedurediriscossione/
Timestamp: 2018-12-19 03:29:00+00:00
Document Index: 183452652

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 12', 'art. 63']

Agenzia Entrate e Riscossione - Procedure di riscossione
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Dal 1° ottobre 2011, gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate ai fini delle imposte sui redditi, IVA e IRAP sono “esecutivi” in quanto contengono l’intimazione ad adempiere al pagamento degli importi indicati entro i termini previsti. Gli avvisi di accertamento diventano esecutivi trascorso il termine utile per presentare ricorso e riportano l’avviso che, dopo 30 giorni dalla scadenza della data prevista per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata all’Agenzia delle entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia). L'Agente della riscossione è tenuto a informare il contribuente, tramite raccomandata semplice o posta elettronica, di aver preso in carico le somme per la riscossione. L’esecuzione forzata è comunque sospesa per un periodo di 180 giorni dalla data di tale affidamento. La sospensione non opera, tuttavia, in caso di accertamenti definitivi, anche in seguito a giudicato, nonchè in caso di recupero di somme derivanti da decadenza dalla rateizzazione.
L’obbligo d’informazione e la predetta sospensione vengono meno quando c’è un fondato pericolo per il buon esito della riscossione.
Dal 2012 (decreto legge n. 16/2012), l’accertamento esecutivo è stato esteso anche agli atti emessi dall'Agenzia delle dogane che diventano esecutivi trascorsi dieci giorni dalla notifica al contribuente. Decorso tale termine, la riscossione è affidata all’Agenzia delle entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia).
Dal 1° gennaio 2011 anche la riscossione coattiva dei crediti previdenziali dell’INPS è effettuata mediante un avviso di addebito notificato dall’Istituto, che ha valore di titolo esecutivo per la riscossione e che sostituisce la cartella di pagamento.
È l’inserimento di un contribuente nell’elenco dei debitori formato dall’ente creditore (Agenzia delle entrate, INPS, comuni, ecc) per il pagamento di tributi o altre entrate, sanzioni e interessi. Con l’iscrizione a ruolo l’ente creditore incarica l’Agente della riscossione di richiedere il pagamento delle somme dovute al contribuente, attraverso l’invio della cartella di pagamento o, in fase di riscossione volontaria, di un avviso di pagamento.
È il soggetto che provvede alla notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti che devono essere recapitati al contribuente.
Notifica (della cartella di pagamento o di altri atti)
E’ la modalità con la quale la cartella di pagamento o altri atti della riscossione sono recapitati al contribuente. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento e con Posta elettronica certificata (PEC).
Il decreto legge n. 193/2016, convertito dalla legge n. 225/2016, all’art. 7-quater è intervenuto in materia di notifica mediante Posta elettronica certificata (PEC), modificando il secondo comma dell’art. 26 del DPR n. 602/1973 e aggiungendo un nuovo comma all’art. 60 DPR n. 600/1973.
La norma prevede adesso la possibilità (e non più l’obbligo), a partire dal 1° luglio 2017, per l’Agente della riscossione, di notificare via PEC gli avvisi e gli altri atti che devono essere notificati per legge nei confronti di imprese individuali o costituite in forma societaria, nonché di professionisti iscritti in albi o elenchi, all’indirizzo risultante dall’Indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica certificata (INI-PEC).
Il nuovo comma dell’art. 60 del DPR n. 600/1973 prevede inoltre che la notifica degli atti e degli avvisi possa essere eseguita telematicamente anche nei confronti dei soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di PEC nell’indice INI-PEC, dietro presentazione di apposita richiesta.
A tal fine, il richiedente potrà indicare l’indirizzo PEC:
di cui è intestatario;
di uno dei soggetti di cui all’art. 12, comma 3, del decreto legislativo n. 546/1992 (per esempio avvocati, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, dipendenti dei Centri di Assistenza Fiscale – CAF, ecc.), ovvero del coniuge, di un parente o affine entro il quarto grado di cui all’art. 63, secondo comma, secondo periodo, del DPR n. 600/1973, specificamente incaricati di ricevere le notifiche per conto degli interessati.
Cosa fare in caso di problemi di visualizzazione dei documenti inviati tramite PEC
Per aprire gli allegati in formato .pdf è necessario il programma Adobe Reader dalla versione 10 in poi, scaricabile gratuitamente all’indirizzo http://get.adobe.com/it/reader/.
Per aprire e verificare l’affidabilità della firma elettronica apposta sugli allegati, sia in formato .pdf sia in formato .p7m, è possibile utilizzare i servizi gratuiti per uso personale messi a disposizione sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale all’indirizzo http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/infrastrutture-architetture/firme-elettroniche/software-verifica.
Ulteriori informazioni sulla PEC possono essere reperite sul sito http://www.agid.gov.it/.
Cosa succede se l’invio PEC non si perfeziona
Gli intestatari di un indirizzo PEC reperibile nell’indice INI-PEC dovrebbero verificare il corretto funzionamento della propria casella, per evitare che Agenzia delle entrate-Riscossione non riesca a consegnare il messaggio. In particolare, è opportuno controllare che:
l’indirizzo PEC risulti correttamente censito, per il tramite della Camera di Commercio/Ordine professionale, sull’indice INI-PEC;
l’indirizzo PEC non sia scaduto (verificabile con il proprio gestore);
la casella non risulti satura e pertanto inibita temporaneamente alla ricezione di nuovi messaggi in entrata.
Se l’indirizzo PEC del destinatario non risulta valido e attivo, Agenzia delle entrate-Riscossione procede con la notifica mediante deposito telematico dell’atto presso il sito dedicato della società Infocamere Scpa (https://attidepositati.infocamere.it).
Nei casi in cui la casella PEC sia valida ma satura, Agenzia delle entrate-Riscossione effettuerà, a distanza di almeno 7 giorni, un secondo tentativo. Qualora anche questo risultasse infruttuoso procederà, analogamente al caso di indirizzo non valido e attivo , al deposito telematico dell’atto.
L’Agente della riscossione avvisa quindi il contribuente dell’avvenuta notifica inviando una raccomandata semplice, senza ulteriori adempimenti.
Gli atti notificati sono protetti da password che può essere recuperata:
all’interno dell’area riservata di InfoCamere secondo le indicazioni contenute nella raccomandata di avvenuta notifica che hai ricevuto;
utilizzando il servizio disponibile sul nostro portale, in area riservata che ti consente di visualizzare la password inserendo il numero dell’atto depositato indicato nella raccomandata che hai ricevuto.
La pubblicazione degli atti e documenti sul sito di InfoCamere è disponibile per 15 giorni dal loro deposito.