Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=275
Timestamp: 2020-02-23 07:01:18+00:00
Document Index: 46122770

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 2']

Sentenza 275/2011 (ECLI:IT:COST:2011:275)
Udienza Pubblica del 04/10/2011; Decisione del 17/10/2011
Norme impugnate: Decreto del 10/09/2010 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali.
Massime: 35871 35872 35873 35874 35875
Atti decisi: confl. enti 10/2010
Massima n. 35871 Massima successiva
Energia - Decreto del Ministro dello sviluppo economico recante disposizioni espressamente rivolte ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio - Presenza di disposizioni espressamente rivolte alle Province autonome - Ricorso per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Eccezione di inammissibilità avendo la Provincia ricorrente partecipato alla Conferenza unificata che ha approvato l'impugnato decreto - Reiezione.
Deve essere rigettata l'eccezione di inammissibilità del ricorso prospettata dalla difesa statale sull'assunto che la partecipazione della Provincia autonoma di Trento alla Conferenza unificata che ha approvato il d.m. 10 settembre 2010 vincolerebbe la ricorrente all'esito maturato in quella sede, essendo ampiamente documentato, e non contestato, il dissenso della ricorrente all'approvazione del testo nella formulazione poi diventata definitiva, accompagnato dalla richiesta di introdurre emendamenti e dovendosi confermare sul punto la giurisprudenza costante di questa Corte, per la quale il dissenso manifestato anteriormente all'approvazione di normativa oggetto di concertazione implica la perdurante ammissibilità del ricorso per conflitto ad opera della parte dissenziente (ex plurimis, sentenze n. 507 del 2002 e n. 206 del 2001). Più in generale, va ribadito che nei giudizi per conflitto di attribuzione non trova applicazione l'istituto dell'acquiescenza, data l'indisponibilità delle competenze di cui si controverte in tali giudizi (ex plurimis, sentenze n. 95 del 2003, n. 511 del 2002, n. 389 e n. 163 del 1995, n. 191 del 1994; ordinanza n. 195 del 2004)
10/09/2010 punto 1.2
10/09/2010 punto 17.1
10/09/2010 punto 17.2
10/09/2010 Allegato 3
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 2
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 4
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 7
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 8
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 11
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 14
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 16
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 18
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 24
statuto regione Trentino Alto Adige art. 9 n. 8
decreto del Presidente della Repubblica 20/01/1973 n. false
decreto del Presidente della Repubblica 22/03/1974 n. false
decreto del Presidente della Repubblica 01/11/1973 n. false
decreto del Presidente della Repubblica 19/11/1987 n. false
decreto legislativo 16/03/1992 n. false
decreto legislativo 29/12/2003 n. false art. 19
Massima n. 35872 Massima successiva Massima precedente
Energia - Decreto del Ministro dello sviluppo economico recante disposizioni espressamente rivolte ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio - Presenza di disposizioni espressamente rivolte alle Province autonome - Ricorso per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Eccezione di inammissibilità per la natura meramente attuativa del decreto di disposizione di legge non impugnata in via principale - Reiezione.
Deve essere rigettata l'eccezione di inammissibilità del ricorso prospettata dalla difesa statale sull'assunto della natura meramente attuativa del d.m. 10 settembre 2010 rispetto alla previsione contenuta nell'art. 12, comma 10, del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità), giacché il d.m. impugnato non costituisce pedissequa attuazione della norma primaria ma, al contrario, si pone con essa in contrasto
Massima n. 35873 Massima successiva Massima precedente
Energia - Decreto del Ministro dello sviluppo economico recante disposizioni espressamente rivolte ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio - Presenza di disposizioni espressamente rivolte alle Province autonome - Ricorso per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Violazione della competenza provinciale in materia di tutela del paesaggio - Non spettanza allo Stato della potestà esercitata - Conseguente annullamento in parte qua del decreto impugnato - Estensione degli effetti della pronuncia anche alla Provincia autonoma di Bolzano.
Non spetta allo Stato di vincolare le Province autonome di Trento e di Bolzano (paragrafo 1.2. del decreto 10 settembre 2010 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali) a porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l'installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili «esclusivamente nell'ambito e con le modalità di cui al paragrafo 17 e (paragrafo 17.1. del medesimo d.m. 10 settembre 2010) a procedere all'indicazione di aree e siti non idonei alla istallazione di specifiche tipologie di impianti secondo le modalità di cui al presente punto e sulla base dei criteri di cui all'Allegato, stante la competenza esclusiva delle Province autonome in materia di paesaggio e non trova le disposizioni regolamentari impugnate giustificazione né nell'esigenza di mantenere integra la tutela ambientale, né nella necessità che la normativa legislativa e regolamentare provinciale si inserisca nell'ambito delle finalità stabilite nella disciplina europea e statale.
Massima n. 35874 Massima successiva Massima precedente
Energia - Decreto del Ministro dello sviluppo economico recante disposizioni espressamente rivolte ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio - Quote minime di produzione di energia da fonti rinnovabili in attuazione di direttiva europea - Ricorso per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Asserita violazione della potestà legislativa primaria della provincia - Disposizioni inidonee a ledere l'autonomia provinciale - Spettanza allo Stato della potestà esercitata.
E' stata dichiarata la spettanza allo Stato della potestà di emanare nei confronti delle Province autonome di Trento e di Bolzano il punto 17.2. del d.m. 10 settembre 2010, in quanto si tratta di una disposizione che ribadisce l'obbligo di tutti gli enti - comprese le Province autonome - di rispettare le quote minime di produzione di energia da fonti rinnovabili, stabilite dal piano nazionale di riparto, in attuazione della direttiva 27 settembre 2001, n. 2001/77/CE. Essa è priva pertanto di lesività delle competenze costituzionalmente garantite della Provincia autonoma di Trento.
Massima n. 35875 Massima precedente
Energia - Decreto del Ministro dello sviluppo economico recante disposizioni espressamente rivolte ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio - Ricorso per conflitto di attribuzione della Provincia autonoma di Trento - Asserita violazione della potestà legislativa primaria della Provincia - Disposizioni inidonee a ledere l'autonomia provinciale per effetto dell'annullamento del decreto in parte qua - Spettanza allo Stato della potestà esercitata.
Dall'annullamento dei paragrafi 1.2. e 17.1. del d.m. 10 settembre del 2010 deriva l'automatica inapplicabilità dell'Allegato 3 del medesimo d.m. alla ricorrente Provincia autonoma di Trento, sicchè il ricorso, per questo aspetto diviene, di conseguenza, privo di fondamento.
nel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito del decreto 10 settembre 2010 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali, recante «Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», (punti1.2.; 17.1., 17.2. e Allegato 3), promosso dalla Provincia autonoma di Trento con ricorso notificato il 17 novembre 2010, depositato in cancelleria il 23 novembre 2010 ed iscritto al n. 10 del registro conflitti tra enti 2010.
udito nell’udienza pubblica del 4 ottobre 2011 il Giudice relatore Gaetano Silvestri;
uditi gli avvocati Giandomenico Falcon e Luigi Manzi per la Provincia autonoma di Trento e l’avvocato dello Stato Antonio Palatiello per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1. – Con ricorso notificato il 17 novembre 2010 e depositato il successivo 23 novembre, la Provincia autonoma di Trento, in persona del Presidente pro tempore, ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione ai punti 1.2., 17.1., 17.2., nonché all’Allegato 3, del decreto 10 settembre 2010 del Ministro dello sviluppo economico – di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali – recante «Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», per violazione: a) dell’articolo 8, numeri 1), 5), 6), «nonché integrativamente numeri 2), 3), 4), 7), 8), 11), 14), 16), 17), 18), 21), 22), 24)», dell’art. 9, numeri 8) e 9), e dell’art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); b) del d.P.R. 20 gennaio 1973, n. 115 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione); c) del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 690 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernente tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare); d) del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); e) del d.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di energia); f) del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526 (Estensione alla regione Trentino-Alto Adige ed alle province autonome di Trento e di Bolzano delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616); g) del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); h) degli articoli 117, terzo, quinto e sesto comma, e 118 della Costituzione, in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della Parte seconda della Costituzione).
1. – La Provincia autonoma di Trento ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione ai punti 1.2., 17.1., 17.2., nonché all’Allegato 3 del decreto 10 settembre 2010 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali, recante «Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», per violazione: a) dell’articolo 8, numeri 1), 5), 6), «nonché integrativamente numeri 2), 3), 4), 7), 8), 11), 14), 16), 17), 18), 21), 22), 24)», dell’art. 9, numeri 8) e 9), e dell’art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); b) del d.P.R. 20 gennaio 1973, n. 115 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione), c) del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); d) del d.P.R. 1 novembre 1973, n. 690 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernente tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare); e) del d.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di energia); f) del d.P.R. 19 novembre 1987, n. 526 (Estensione alla regione Trentino-Alto Adige ed alle province autonome di Trento e di Bolzano delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616); g) del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); h) degli articoli 117, terzo, quinto e sesto comma, e 118 della Costituzione, in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della Parte seconda della Costituzione).
4.4. – Il punto 17.2., pur riferendosi anch’esso alle Province autonome, contiene una serie di obiettivi e finalità a carattere generale: conciliare «le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione congruenti con la quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili loro assegnata (burden sharing), in applicazione dell’art. 2, comma 167, della legge n. 244 del 2007, come modificato dall’articolo 8-bis della legge 27 febbraio 2009 n. 13, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 208, assicurando uno sviluppo equilibrato delle diverse fonti. Le aree non idonee sono, dunque, individuate dalle Regioni nell’ambito dell’atto di programmazione con cui sono definite le misure e gli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi di burden sharing fissati in attuazione delle suddette norme. Con tale atto, la regione individua le aree non idonee tenendo conto di quanto eventualmente già previsto dal piano paesaggistico e in congruenza con lo specifico obiettivo assegnatole».