Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2424-bis-codice-civile-disposizioni-relative-a-singole-voci-dello-stato-patrimoniale
Timestamp: 2019-10-16 18:19:44+00:00
Document Index: 90988282

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 2424', 'art. 2424', 'art. 2424']

Art. 2424-bis codice civile: Disposizioni relative a singole voci dello stato patrimoniale | La Legge per tutti
Art. 2424-bis codice civile: Disposizioni relative a singole voci dello stato patrimoniale
Le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore a quelle stabilite dal terzo comma dell’articolo 2359 si presumono immobilizzazioni (1).
Gli accantonamenti per rischi ed oneri (2) sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza.
Nella voce: “trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato” deve essere indicato l’importo calcolato a norma dell’articolo 2120 (3).
Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti i proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi. Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi. Possono essere iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l’entità dei quali vari in ragione del tempo (4).
Immobilizzazioni: [v. 2424]; Partecipazioni: [v. 2424]; Esercizio: [v. 2423bis]; Trattamento di fine rapporto: [v. 2120]; Vendita: [v. 1470]; Ratei e risconti attivi: [v. 2424].
Accantonamento: operazione contabile mediante la quale vengono imputate a carico del reddito dell’esercizio quote di costi atte a costituire appositi fondi per rischi ed oneri posti nel passivo dello stato patrimoniale.
Debiti di natura determinata: si fa riferimento a tutti quegli obblighi contratti dalla società per i quali è identificabile la provenienza ossia l’origine dello stesso.
(1) La norma ha l’obiettivo di chiarire alcune voci dello stato patrimoniale [v. 2424]. Relativamente alle immobilizzazioni, rientrano in questa categoria quei beni e investimenti destinati a rimanere in modo permanente nella società. Si considerano immobilizzazioni anche le partecipazioni in altre imprese [v. 2424], sempre che gli investimenti siano tali da consentire di esercitare un controllo in sede di assemblea disponendo della maggioranza dei voti, esercitando un’influenza dominante o anche un’influenza notevole.
(2) In riferimento alla voce accantonamenti per rischi e oneri devono essere considerati gli importi destinati a far fronte a situazioni che possono verificarsi certamente o probabilmente. È il caso del fondo di quiescenza [v. 2424] o del fondo imposte costituito nell’ipotesi in cui nell’anno successivo in seguito ad accertamenti fiscali risulta necessario corrispondere ulteriori imposte sul reddito dell’esercizio precedente. In modo particolare le passività dovranno essere stimate con ragionevolezza pur se risultano essere indeterminate nell’ammontare. Per cui se la passività è probabile ma non stimabile essa non potrà essere inserita in bilancio ma dovrà essere indicata in nota integrativa. Così come tali passività non dovranno essere inserite in bilancio se riferite ad eventi che si sono manifestati dopo la chiusura dell’esercizio e che non erano in essere alla data di determinazione del bilancio.
(3) La norma riconosce al trattamento di fine rapporto [v. 2424] una grossa rilevanza considerandolo come voce autonoma rispetto agli altri fondi. Inoltre stabilisce precise modalità di calcolo dell’importo da accantonare ogni anno. Infatti è necessario accantonare, al termine di ciascun anno, una quota pari all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso diviso per 13,5. Il totale delle quote accantonate viene rivalutato ogni anno [v. 2120].
(4) La norma dà la definizione di ratei e risconti. Tali voci si riferiscono a valori comuni a più esercizi [v. 2424]. Può accadere che un’entrata o un’uscita si realizzi in un esercizio ma si riferisca a situazioni economiche che appartengono ad esercizi successivi (es.: viene pagato anticipatamente un canone di locazione relativamente ad un periodo corrispondente ad un esercizio futuro; può accadere anche che vengano riscossi posticipatamente interessi su crediti maturati invece nell’esercizio).
In tema di redazione del bilancio di una società bancaria, la qualificazione dei titoli rappresentativi delle partecipazioni in altre società come "immobilizzazioni finanziarie", in quanto elementi destinati ad essere utilizzati durevolmente nell'impresa, ovvero come facenti parte del capitale circolante, è frutto di una scelta discrezionale degli amministratori - non censurabile in sede di impugnazione del bilancio- ma, una volta che essa sia stata operata, gli amministratori sono obbligati ad iscrivere detti titoli nel documento contabile, rispettivamente, secondo il criterio del costo (art. 18, d.lg. n. 87 del 1992), ovvero sulla base dei più elastici parametri espressamente previsti (art. 20, d.lg. n. 87 del 1992), essendo tuttavia ammissibile la successiva modificazione della destinazione e, conseguentemente, del relativo criterio di valutazione. (Principio enunciato in riferimento al bilancio di una società bancaria al quale, "ratione temporis", non erano applicabili le istruzioni emanate dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 5, d.lg. n. 87 del 1992 - sostanzialmente coincidenti con la raccomandazione adottata dalla Consob in data 15 febbraio 1995 e rielaborata in data 15 giugno 2001 - nel testo in cui, allo scopo di evitare il rischio di abusi derivanti da un uso strumentale del potere di destinazione dei titoli, hanno fissato le modalità di individuazione preventiva dei parametri di classificazione, disponendo che, nel caso di modificazione della destinazione, i titoli debbano continuare ad essere valutati secondo il criterio previsto per la loro destinazione originaria).
Cassazione civile sez. I 01 aprile 2005 n. 6911
Dalla natura contenziosa di un credito non può derivarsi la sua inesegibilità ai fini della sua valutazione nel bilancio di esercizio.
Tribunale Milano 03 settembre 2003
Non è causa di nullità del bilancio la mancata appostazione di un debito controverso, quando la contestazione in giudizio sia sorretta da ragioni di diritto di evidente fondatezza.
Corte appello Roma 08 aprile 2003
I fondi rischi costituiscono accantonamenti che debbono essere effettuati a fronte di eventi negativi probabili, quando se ne ammette l'accadimento in base a motivi seri o attendibili, ma non certi, laddove, in presenza di eventi possibili (ridotta probabilità di realizzazione), si richiede soltanto un richiamo informativo nella nota integrativa.
Tribunale Milano 05 novembre 2001
È legittima l'iscrizione tra i conti d'ordine dello stato patrimoniale del bilancio - redatto ai sensi dell'art. 2424 c.c., come modificato dal d.l. n. 127 del 1991 - della pretesa creditoria avanzata da terzi che sia assistita da una mera possibilità di fondamento.
Tribunale Napoli 10 giugno 1994
In sede di compilazione del bilancio di una società per azioni - successivamente all'entrata in vigore del d.l. n. 127 del 1991 - va iscritta alla voce "fondo per rischi", di cui alla lett. b) dello schema di passivo indicato dall'art. 2424 c.c., la pretesa creditoria avanzata da terzi e assistita da una probabilità di fondamento.
I crediti verso clienti non possono essere ricompresi tra le immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell'art. 2424 bis c.c., ma nell'attivo circolante, generando possibili perdite e non minusvalenze. Conseguentemente la cessione "pro soluto" dei crediti - ritenuti inesigibili dall'imprenditore e non rientranti in una procedura concorsuale - risultano deducibili soltanto se risultano da dati di riferimento precisi comprovanti la perdita.
Cassazione civile sez. trib. 11 dicembre 2000 n. 15563