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Timestamp: 2019-01-17 23:59:10+00:00
Document Index: 14595779

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CODICE CIVILE - Libro Primo: Delle persone e della famiglia - Titolo VI: Del matrimonio
Articolo 79 - Effetti
Articolo 80 - Restituzione dei doni
Articolo 81 - Risarcimento dei danni
Articolo 82 - Matrimonio celebrato davanti a ministri di culto cattolico
Articolo 83 - Matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato
Articolo 84 - Età
Articolo 85 - Interdizione per infermità di mente
Articolo 86 - Libertà di stato
Articolo 87 - Parentela, affinità, adozione e affiliazione
Articolo 88 - Delitto
Articolo 89 - Divieto temporaneo di nuove nozze
Articolo 90 - Assistenza del minore
Articolo 91 - [Diversità di razza o di nazionalità] (#1)
Articolo 92 - Matrimonio del Re Imperatore e dei Principi reali (#1)
#1 - Articolo da ritenersi abrogato a seguito dell'entrata in vigore della Costituzione Italiana.
Articolo 93 - Pubblicazione
[La pubblicazione consiste nell'affissione alla porta della casa comunale di un atto dove si indica il nome, il cognome, la professione, il luogo di nascita e la residenza degli sposi, se essi siano maggiori o minori di età, nonché il luogo dove intendono celebrare il matrimonio. L'atto deve anche indicare il nome del padre e il nome e cognome della madre degli sposi, salvi i casi in cui la legge vieta questa menzione.] (#1)
#1 - Comma abrogato dal D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396.
Articolo 94 - Luogo della pubblicazione
[Se la residenza non dura da un anno, la pubblicazione deve farsi anche nel comune della precedente residenza.] (#1)
[L'ufficiale dello stato civile cui si domanda la pubblicazione provvede a chiederla agli ufficiali degli altri comuni nei quali la pubblicazione deve farsi. Essi devono trasmettere all'ufficiale dello stato civile richiedente il certificato dell'eseguita pubblicazione.] (#1)
Articolo 95 - Durata della pubblicazione (#1)
[L'atto di pubblicazione resta affisso alla porta della casa comunale almeno per otto giorni, comprendenti due domeniche successive.]
#1 - Articolo abrogato dal D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396.
Articolo 96 - Richiesta della pubblicazione
Articolo 97 - Documenti per la pubblicazione (#1)
[Chi richiede la pubblicazione deve presentare all'ufficiale dello stato civile un estratto per riassunto dell'atto di nascita di entrambi gli sposi, nonché ogni altro documento necessario a provare la libertà degli sposi.
Articolo 98 - Rifiuto della pubblicazione
Articolo 99 - Termine per la celebrazione del matrimonio
Articolo 100 - Riduzione del termine e omissione della pubblicazione
[Quando è stata autorizzata l'omissione della pubblicazione, gli sposi, per essere ammessi alla celebrazione del matrimonio, devono presentare all'ufficiale dello stato civile, insieme col decreto di autorizzazione, gli atti previsti dall'articolo 97.] (#1)
Articolo 101 - Matrimonio in imminente pericolo di vita
Articolo 102 - Persone che possono fare opposizione
Articolo 103 - Atto di opposizione
[L'atto deve essere notificato nella forma della citazione agli sposi e all'ufficiale dello stato civile del comune nel quale il matrimonio deve essere celebrato.] (#1)
Articolo 104 - Effetti dell'opposizione
[L'opposizione fatta da chi ne ha facoltà, per causa ammessa dalla legge, sospende la celebrazione del matrimonio sino a che con sentenza passata in giudicato sia rimossa l'opposizione.] (#1)
Articolo 105 - Matrimonio del Re Imperatore e dei Principi Reali (#1)
Articolo 106 - Luogo della celebrazione
Articolo 107 - Forma della celebrazione
Articolo 108 - Inapponibilità di termini e condizioni
Articolo 109 - Celebrazione in un comune diverso
Articolo 110 - Celebrazione fuori della casa comunale
Articolo 111 - Celebrazione per procura
Articolo 112 - Rifiuto della celebrazione
Articolo 113 - Matrimonio celebrato davanti a un apparente ufficiale dello stato civile
Articolo 114 - Matrimonio del Re Imperatore e dei Principi reali (#1)
[Nei matrimoni del Re Imperatore e della Famiglia reale l'ufficiale dello stato civile è il presidente del Senato.
Il Re Imperatore determina il luogo della celebrazione, la quale può anche farsi per procura. In questo caso non si applicano le norme dell'articolo 111.]
Articolo 115 - Matrimonio del cittadino all'estero
[La pubblicazione deve anche farsi nella Repubblica a norma degli articoli 93, 94 e 95. Se il cittadino non risiede nella Repubblica, la pubblicazione si fa nel comune dell'ultimo domicilio.] (#1)
Articolo 116 - Matrimonio dello straniero nella Repubblica
Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nella Repubblica deve presentare all'ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell'autorità competente del proprio paese, dalla quale risulti che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano. (#1)
#1 - Le parole: “nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano” sono state aggiunte dalla L. 15 luglio 2009, n. 94.
Articolo 117 - Matrimonio contratto con violazione degli articoli 84, 86, 87 e 88
Articolo 118 - Difetto di età (#1)
[Il matrimonio contratto da persone, delle quali anche una sola non è pervenuta all'età fissata nel primo comma dell'articolo 84, non può essere impugnato quando è trascorso un mese dal raggiungimento di tale età.
Articolo 119 - Interdizione
Articolo 120 - Incapacità di intendere o di volere
Articolo 121 - Mancanza di assenso (#1)
[Il matrimonio contratto senza l'assenso prescritto dall'articolo 90 può essere impugnato dalla persona della quale era richiesto l'assenso e da quello degli sposi per il quale l'assenso era necessario.
Parimenti l'azione non può essere proposta dallo sposo a cui l'assenso era necessario, quando è trascorso un mese dal raggiungimento della sua maggiore età.]
Articolo 122 - Violenza ed errore
Articolo 123 - Simulazione
Articolo 124 - Vincolo di precedente matrimonio
Articolo 125 - Azione del pubblico ministero
Articolo 126 - Separazione dei coniugi in pendenza del giudizio
Articolo 127 - Intrasmissibilità dell'azione
Articolo 128 - Matrimonio putativo
Articolo 129 - Diritti dei coniugi in buona fede
Articolo 129-bis - Responsabilità del coniuge in mala fede e del terzo
Articolo 130 - Atto di celebrazione del matrimonio
Articolo 131 - Possesso di stato
Articolo 132 - Mancanza dell'atto di celebrazione
Articolo 133 - Prova della celebrazione risultante da sentenza penale
Articolo 134 - Omissione di pubblicazione
Sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 41 a € 206 gli sposi e l'ufficiale dello stato civile che hanno celebrato il matrimonio senza che la celebrazione sia stata preceduta dalla prescritta pubblicazione.
Articolo 135 - Pubblicazione senza richiesta o senza documenti
È punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20 a € 103, l'ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla pubblicazione di un matrimonio senza la richiesta di cui all'articolo 96 o quando manca alcuno dei documenti prescritti dal primo comma dell'articolo 97.
Articolo 136 - Impedimenti conosciuti dall'ufficiale dello stato civile
L'ufficiale dello stato civile che procede alla celebrazione del matrimonio, quando vi osta qualche impedimento o divieto di cui egli ha notizia, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 51 a € 306.
Articolo 137 - Incompetenza dell'ufficiale dello stato civile. Mancanza dei testimoni
È punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 30 a € 206 l'ufficiale dello stato civile che ha celebrato un matrimonio per cui non era competente.
Articolo 138 - Altre infrazioni
Articolo 139 - Cause di nullità note a uno dei coniugi
Il coniuge il quale, conoscendo prima della celebrazione una causa di nullità del matrimonio l'abbia lasciata ignorare all'altro, è punito, se il matrimonio è annullato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 51 a € 306.
Articolo 140 - Inosservanza del divieto temporaneo di nuove nozze
La donna che contrae matrimonio contro il divieto dell'articolo 89, l'ufficiale che lo celebra e l'altro coniuge sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20 a € 82.
Articolo 141 - Competenza
Articolo 142 - Limiti d'applicazione delle precedenti disposizioni
Articolo 143-bis - Cognome della moglie
Articolo 143-ter - Cittadinanza della moglie (#1)
#1 - Articolo abrogato dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 91.
Articolo 144 - Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia
Articolo 145 - Intervento del giudice
Articolo 146 - Allontanamento dalla residenza familiare
Articolo 147 - Doveri verso i figli
Articolo 148 - Concorso negli oneri
Articolo 149 - Scioglimento del matrimonio
Articolo 150 - Separazione personale
Articolo 151 - Separazione giudiziale
Articolo 152 - Separazione per condanna penale (#1)
[La separazione può essere anche chiesta contro il coniuge che è stato condannato alla pena dell'ergastolo o della reclusione per un tempo superiore ai cinque anni, ovvero è stato sottoposto all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, tranne il caso in cui la condanna o l'interdizione è anteriore al matrimonio e l'altro coniuge ne è consapevole.]
Articolo 153 - Separazione per non fissata residenza (#1)
[La moglie può chiedere la separazione quando il marito, senza giusto motivo, non fissa una residenza, o, avendone i mezzi, ricusa di fissarla in modo conveniente alla sua condizione.]
Articolo 154 - Riconciliazione
Articolo 155 - Provvedimenti riguardo ai figli (#1)
#1 - Questo articolo è stato così sostituito dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54.
Articolo 155-bis - Affidamento a un solo genitore e opposizione all'affidamento condiviso (#1)
#1 - Articolo aggiunto dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54.
Articolo 155-ter - Revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli (#1)
Articolo 155-quater - Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza (#1)
Articolo 155-quinquies - Disposizioni in favore dei figli maggiorenni (#1)
#1 - Articolo aggiunto dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54.
Articolo 155-sexies - Poteri del giudice e ascolto del minore (#1)
Articolo 156 - Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi
In caso di inadempienza, su richiesta dell'avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all'obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto. (#1) (#2) (#3) (#4)
#1 - La Corte costituzionale con sentenza 31 maggio 1983, n. 144 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino a favore dei figli di coniugi consensualmente separati.
#2 - La Corte Costituzionale con sentenza 19 gennaio 1987, n. 5 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino ai coniugi separati consensualmente.
#3 - La Corte Costituzionale con sentenza 6 luglio 1994, n. 278 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare nel corso della causa di separazione il provvedimento di ordinare ai terzi debitori del coniuge obbligato al mantenimento di versare una parte delle somme direttamente agli aventi diritto.
#4 - La Corte Costituzionale con sentenza 19 luglio 1996 n. 258 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare nel corso della causa di separazione il provvedimento di sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato al mantenimento.
Articolo 156-bis - Cognome della moglie
Articolo 157 - Cessazione degli effetti della separazione
Articolo 158 - Separazione consensuale
Articolo 159 - Del regime patrimoniale legale tra i coniugi
Articolo 160 - Diritti inderogabili
Articolo 161 - Riferimento generico a leggi o agli usi
Articolo 162 - Forma delle convenzioni matrimoniali
Articolo 163 - Modifica delle convenzioni
Articolo 164 - Simulazione delle convenzioni matrimoniali
Articolo 165 - Capacità del minore
Articolo 166 - Capacità dell'inabilitato
Articolo 166-bis - Divieto di costituzione di dote
Articolo 167 - Costituzione del fondo patrimoniale
Articolo 168 - Impiego ed amministrazione del fondo
Articolo 169 - Alienazione dei beni del fondo
Articolo 170 - Esecuzione sui beni e sui frutti
Articolo 171 - Cessazione del fondo
Articolo 172 - Riduzione (#1)
Articolo 173 - Amministrazione (#1)
[L'amministrazione dei beni che costituiscono il patrimonio familiare spetta al coniuge che ne ha la proprietà.
Il coniuge che amministra i beni di cui la proprietà spetta ad altri, è tenuto alle obbligazioni che sono a carico dell'usufruttuario.]
Articolo 174 - Sostituzione del coniuge amministratore (#1)
[Qualora il coniuge a cui spetta l'amministrazione non sia in grado di attendervi convenientemente ovvero trascuri di provvedere con i frutti dei beni l'interesse della famiglia, il tribunale può affidare l'amministrazione all'altro coniuge o anche ad altra persona idonea scelta preferibilmente tra i prossimi parenti.]
Articolo 175 - Cessazione del vincolo (#1)
[Il vincolo sui beni costituenti il patrimonio familiare cessa con lo scioglimento del matrimonio, se non vi sono figli o se questi hanno tutti raggiunto la maggiore età.
In caso diverso il vincolo dura fino al compimento della maggiore età dell'ultimo figlio. Tuttavia, se alla morte del coniuge proprietario dei beni, questi fanno parte della quota legittima, l'autorità giudiziaria, qualora ricorrano ragioni di necessità o di utilità evidente per i figli maggiorenni, può disporre che sia parzialmente sciolto il vincolo, così che i detti figli conseguano la parte loro spettante sulla quota di legittima.]
Articolo 176 - Amministrazione dopo lo scioglimento del matrimonio (#1)
[Nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo precedente, se mancano disposizioni del costituente, l'amministrazione spetta al coniuge superstite.
Se nessuno dei figli ha raggiunto la maggiore età o è emancipato, l'amministratore è nominato dall'autorità giudiziaria.]
Articolo 177 - Oggetto della comunione
Articolo 178 - Beni destinati all'esercizio di impresa
Articolo 179 - Beni personali
Articolo 180 - Amministrazione dei beni della comunione
Articolo 181 - Rifiuto di consenso
Articolo 182 - Amministrazione affidata ad uno solo dei coniugi
Articolo 183 - Esclusione dall'amministrazione
Articolo 184 - Atti compiuti senza il necessario consenso
Articolo 185 - Amministrazione dei beni personali del coniuge
Articolo 186 - Obblighi gravanti sui beni della comunione
Articolo 187 - Obbligazioni contratte dai coniugi prima del matrimonio
Articolo 188 - Obbligazioni derivanti da donazioni o successioni
Articolo 189 - Obbligazioni contratte separatamente dai coniugi
Articolo 190 - Responsabilità sussidiaria dei beni personali
Articolo 191 - Scioglimento della comunione
Articolo 192 - Rimborsi e restituzioni
Articolo 193 - Separazione giudiziale dei beni
Articolo 194 - Divisione dei beni della comunione
Articolo 195 - Prelevamento dei beni mobili
Articolo 196 - Ripetizione del valore in caso di mancanza delle cose da prelevare
Articolo 197 - Limiti al prelevamento nei riguardi dei terzi
Articolo 198 - Frutti della dote. Alimenti alla vedova (#1)
In ogni caso l'eredità del marito deve fornire, durante un anno, l'abitazione alla moglie, che non sia separata per propria colpa.]
Articolo 199 - Divisione dei frutti (#1)
[Quando il matrimonio è sciolto, i frutti della dote, naturali o civili, si dividono fra il coniuge superstite e gli eredi dell'altro in proporzione di quanto è durato il matrimonio nell'ultimo anno o nell'ultimo periodo di maturazione o di scadenza dei frutti, se questo periodo è superiore all'anno.
L'anno o il periodo si computa dal giorno corrispondente a quello del matrimonio.]
Articolo 200 - Locazioni (#1)
Articolo 201 - Spese e miglioramenti (#1)
[Le norme dettate in materia di usufrutto sono applicabili per il rimborso delle spese e per i miglioramenti fatti dal marito nei beni dotali.]
Articolo 202 - Casi di separazione (#1)
[La separazione della dote è disposta giudizialmente su domanda della moglie, quando questa è in pericolo di perderla, ovvero quando il disordine degli affari del marito lascia temere che i beni di lui non siano sufficienti a soddisfare i diritti della moglie o che i frutti della dote siano distratti dalla loro destinazione. E' inoltre disposta nel caso di separazione personale pronunziata per colpa del marito.
Articolo 203 - Inefficacia della separazione (#1)
Articolo 204 - Retroattività della sentenza. Spese per la restituzione (#1)
[La sentenza che pronunzia la separazione è retroattiva sino al giorno della domanda.
Articolo 205 - Divieto ai creditori della moglie di chiedere la separazione (#1)
[I creditori della moglie non possono senza il consenso di questa chiedere la separazione della dote.]
Articolo 206 - Azioni concesse ai creditori del marito (#1)
[I creditori del marito possono impugnare con l'azione revocatoria, quando ne ricorrono gli estremi, la separazione della dote; e possono intervenire in giudizio per opporsi alla domanda di separazione.]
Articolo 207 - Obblighi della moglie (#1)
Articolo 208 - Diritti della moglie (#1)
Nel caso in cui occorre provvedere a norma dell'articolo 187, il tribunale può autorizzare l'alienazione anche se il marito non consente.]
Articolo 209 - Cessazione degli effetti della separazione (#1)
[Per volontà di entrambi i coniugi e dopo decreto di autorizzazione del tribunale la dote può essere riconsegnata al marito.
I creditori della moglie possono impugnare con l'azione revocatoria, quando ne ricorrono gli estremi, la riconsegna della dote.]
Articolo 210 - Modifiche convenzionali alla comunione legale dei beni
Articolo 211 - Obbligazioni dei coniugi contratte prima del matrimonio
Articolo 212 - Amministrazione e godimento dei beni parafernali (#1)
[La moglie ha il godimento e l'amministrazione dei beni parafernali.
Se al marito è stata conferita la procura di amministrare tali beni, con l'obbligo di render conto dei frutti, egli è tenuto verso la moglie come qualunque altro procuratore.
Se il marito ha goduto i beni parafernali senza procura e la moglie non ha fatto opposizione con atto scritto, ovvero se il marito li ha goduti con procura ma senza l'obbligo di render conto dei frutti, egli e i suoi eredi, a richiesta della moglie o allo scioglimento del matrimonio, sono tenuti a consegnare i frutti esistenti e non rispondono per quelli già consumati.]
Articolo 213 - Obbligazioni del marito (#1)
[Il marito che gode i beni parafernali è soggetto a tutte le obbligazioni dell'usufruttuario.]
Articolo 214 - Obbligazioni della moglie per il godimento dei beni del marito (#1)
[Le disposizioni degli articoli 212 e 213 si applicano anche nel caso in cui la moglie ha avuto l'amministrazione e il godimento dei beni del marito.]
Articolo 215 - Separazione dei beni
Articolo 216 - Fonti del regolamento della comunione (#1)
[Gli sposi possono stabilire patti speciali per la comunione; in mancanza di questi patti, si applicano le disposizioni relative alla comunione in generale. In ogni caso si osservano le disposizioni seguenti.]
Articolo 217 - Amministrazione e godimento dei beni
Articolo 218 - Obbligazioni del coniuge che gode dei beni dell'altro coniuge
Articolo 219 - Prova della proprietà dei beni
Articolo 220 - Amministrazione della comunione (#1)
[Solo il marito può amministrare i beni della comunione e stare in giudizio per le azioni riguardanti la medesima; ma non può, salvo che a titolo oneroso, alienare o ipotecare i beni la cui proprietà cade nella comunione.]
Articolo 221 - Locazioni (#1)
[Alle locazioni fatte dal marito dei beni della moglie, il godimento dei quali cade nella comunione, sono applicabili le regole stabilite per le locazioni fatte dall'usufruttuario.]
Articolo 222 - Amministrazione affidata alla moglie (#1)
[In caso di lontananza o di altro impedimento del marito, la moglie può essere autorizzata dal tribunale, quando è necessario nell'interesse della comunione dei beni, ad assumere temporaneamente l'amministrazione di questi beni e, nei casi di necessità o utilità evidente, può anche essere autorizzata a compiere atti di alienazione, con le cautele che il tribunale creda di stabilire.]
Articolo 223 - Obblighi gravanti sui beni della comunione (#1)
[I beni della comunione rispondono di tutti i pesi e oneri gravanti su di essi al momento dell'acquisto, di tutti i carichi dall'amministrazione, anche rispetto ai beni il cui godimento cade in comunione, delle spese per il mantenimento della famiglia e degli obblighi di alimenti dovuti per legge dall'uno o dall'altro coniuge.]
Articolo 224 - Obbligazioni contratte dal marito e dalla moglie (#1)
[I beni della comunione rispondono anche di tutte le obbligazioni del marito successive alla costituzione della comunione, e di quelle contratte dalla moglie nello stesso periodo ai sensi dell'articolo precedente.
Articolo 225 - Scioglimento della comunione (#1)
Articolo 226 - Separazione giudiziale dei beni (#1)
[La separazione giudiziale dei beni può essere pronunziata nel caso di inabilitazione del marito o di cattiva amministrazione della comunione. Può altresì essere pronunziata quando il disordine degli affari del marito mette in pericolo gli interessi della moglie o il marito non provvede a un congruo mantenimento della famiglia.
Articolo 227 - Divisione dei beni della comunione (#1)
[Avvenuto lo scioglimento della comunione, l'attivo e il passivo si dividono tra i coniugi in parti eguali, salvo che le convenzioni matrimoniali stabiliscano una diversa proporzione.
Tuttavia, la moglie o i suoi eredi hanno sempre la facoltà di rinunziare alla comunione o di accettarla col beneficio dell'inventario, uniformandosi a quanto è stabilito in materia di successioni per la rinunzia alle eredità o per l'accettazione delle medesime col beneficio dell'inventario e sotto le sanzioni ivi previste.]
Articolo 228 - Prelevamento di beni mobili (#1)
[Nella divisione della comunione i coniugi o i loro eredi, anche in caso di rinunzia o di accettazione col beneficio d'inventario, hanno diritto di prelevare i beni mobili, che loro appartenevano prima della comunione o che sono loro pervenuti durante la medesima per successione o donazione.
Articolo 229 - Ripetizione del valore in caso di mancanza delle cose da prelevare (#1)
[Se non si trovano i beni mobili che la moglie e i suoi eredi hanno diritto di prelevare a norma dell'articolo precedente, essi possono ripeterne il valore, provandone l'ammontare anche per notorietà, salvo che la mancanza di quei beni sia dovuta a consumazione per uso o perimento per altra causa non imputabile al marito.]
Articolo 230 - Limiti al prelevamento nei riguardi dei terzi (#1)
[Il prelevamento autorizzato dagli articoli precedenti non può farsi, a pregiudizio dei terzi, in mancanza di descrizione o di altro titolo di proprietà avente data certa. È tuttavia salvo alla moglie o ai suoi eredi il diritto di regresso sulla porzione che della comunione spetta al marito e anche sugli altri beni di lui.]
Articolo 230-bis - Impresa familiare