Source: http://web.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/author/907-claudiapalladino
Timestamp: 2020-08-05 19:16:44+00:00
Document Index: 32050221

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 11']

È stato pubblicato oggi un nuovo ed importantissimo provvedimento, a firma dell’Ecc.mo Presidente del Consiglio di Stato, con il quale si introduce un’importante apertura in tema di accesso programmato ai corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria.
Trattasi di un’ordinanza cautelare in cui il Supremo Collegio prende posizione in maniera netta ed innovativa sulla nota questione della decadenza dalle graduatorie per non aver effettuato la conferma di interesse disciplinata dall’art. 10 del D.M. n. 337/2018.
Con il provvedimento viene accolto il ricorso collettivo patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, consentendo l’immatricolazione con riserva ai ricorrenti con punteggio elevato conseguito ai test.
Il tema è sempre quello della mancata assegnazione dei posti disponibili e non banditi, già accolto con ordinanze e sentenze del G.A.
Nel caso di specie, viene affermato che “la Sezione tuttavia non ravvisa gli estremi della decadenza ex art. 10 lett. d) del D.M. n. 337/2018, sul rilievo che il mancato adempimento all’onere di conferma dell’interesse a rimanere nella graduatoria deve risultare da prova certa (…) prova che però nella specie non è stata data”.
È dunque onere del Ministero dimostrare che l’intervenuta decadenza sia imputabile al candidato che ha proposto ricorso, imponendo l’obbligo di un avviso formale ai sensi della legge sul procedimento amministrativo. Non basta dunque il semplice rilievo processuale dell’eccezione di decadenza “ed è appena il caso di rilevare che l’Amministrazione invoca la decadenza del candidato per la prima volta in questa sede, senza averla mai prima contestata all’interessata, in spregio dell’art. 10-bis della legge 241 del 1990”.
La rilevanza del pronunciamento, secondo l’Avv. Michele Bonetti è che “trattasi di una nuova giurisprudenza del Supremo Consiglio di Stato, resa in grado di appello sul ricorso avanzato contro i test a numero chiuso, che può aprire la strada ai ricorrenti che incolpevolmente risultano decaduti. Inoltre, in questo periodo molto particolare e alla luce della grave emergenza sanitaria che stiamo vivendo, è chiaro che vadano ridefinite molte delle norme che limitano l’accesso al modo universitario”.
Anche l’appalto per l’aggiudicazione dei servizi in materia di sorveglianza sanitaria per tutti i dipendenti di Poste italiane, dovrà attendere la decisione della Corte di Giustizia europea.
L’accordo-quadro, del valore complessivo di 5 milioni e 450 mila euro, era diviso in due lotti ed il primo di questi (Centro Sud Italia), veniva aggiudicato al RTI Forgest.
Il RTI, terzo classificato, ha adito il T.A.R. Lazio contestando l’aggiudicazione e la collocazione dell’aggiudicataria e della seconda classificata.
Il T.A.R., preso atto dell’eccezione di giurisdizione a favore del G.O. sollevata dallo studio Bonetti & Delia, ha rinviato la trattazione della domanda cautelare all’esito della decisione della C.G.E. sulla complessa questione della natura giuridica del colosso Poste Italiane e sull’assoggettamento, o meno, degli appalti dalla stessa espletati al codice dei contratti ed alla giurisdizione del Giudice Amministrativo.
Secondo la tesi dell’aggiudicataria sostenuta da Santi Delia che con Michele Bonetti hanno assistito l’aggiudicataria, in linea con le decisioni delle Sezioni Unite su altri appalti banditi da Poste, qui assistita dal Prof. Avv. Mario Sanino e dall’Avv. Fabrizio Viola, “l’appalto per cui è processo non rientra in alcuno dei servizi effettuati da Poste Italiane, nemmeno come appalto ad essi strumentale, non potendosene ravvisare la funzionalizzazione a una delle attività rientranti nel relativo settore speciale”.
In data odierna il Senato della Repubblica ha approvato il cosiddetto “Decreto Rilancio”, contenente al suo interno l’emendamento all’art. 260, mediante il quale il Parlamento ha inteso risolvere la vicenda relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato, da cui numerosi ricorrenti erano stati illegittimamente esclusi.
Il Decreto, pertanto, viene convertito in legge e si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Mediante tale emendamento, il Ministero dell’Interno viene autorizzato all’assunzione di tutti coloro che ottenevano un voto alla prova scritta superiore a 8,250, impugnavano gli atti dinanzi al Giudice Amministrativo e, all’esito delle prove psico-fisiche ed attitudinali, risultino idonei.
“Finalmente i 455 idonei e i nostri ricorrenti che supereranno le prove non ancora sostenute potranno partire per il corso di formazione ed essere assunti.” - commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia – “A tal proposito abbiamo già sollecitato l’Amministrazione per l’esecuzione del nuovo dettato normativo e dei provvedimenti giudiziari. Si tratta di un giusto epilogo di questa vicenda, caratterizzata da una gravissima illegittimità perpetrata a danno di giovani ricorrenti, esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli. Attendiamo ora solo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. In ogni caso i nostri ricorrenti concluderanno il procedimento giurisdizionale dinanzi alla Corte Costituzionale ove si analizzeranno i plurimi profili di illegittimità costituzionale sollevati dal TAR del Lazio nelle nostre ordinanze gemelle di rimessione alla Corte Costituzionale sulla questione dell’età e del titolo di studio.”
Lo studio legale ha organizzato un’apposita riunione per tutti i ricorrenti interessati, che si terrà sulla piattaforma Teams lunedì 20 luglio alle ore 16:30 e sarà l’occasione per chiarire ogni dubbio, analizzare le singole posizioni ed i prossimi sviluppi.
È vivamente consigliata la partecipazione a tutti i ricorrenti e il link della riunione, già inoltrato via mail ai nostri ricorrenti, sarà reso anche pubblico poco prima della riunione sul nostro sito www.avvocatomichelebonetti.it
L’annosa vicenda relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato sembra finalmente poter trovare una soluzione.
Difatti, all’interno del Decreto Rilancio, il quale verrà discusso in questi giorni in Parlamento, è stato inserito un emendamento all’art. 260, a firma della maggioranza parlamentare, con il preciso scopo di “definire i contenziosi insorti con riguardo al possesso dei requisiti di partecipazione”.
“Dunque, non solo i 455 idonei (già convocati alle prove) verranno ammessi al corso di formazione, ma anche tutti i restanti ricorrenti in attesa dovranno essere convocati alle prove e, in caso di superamento, assunti a loro volta.” - commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia – “Finalmente la vicenda sembra giungere ad una soluzione. I nostri ricorsi e l’impegno dell’ANIP Italia Sicura sono stati determinanti affinché la classe dirigente del Paese prendesse coscienza della gravissima illegittimità subita da questi giovani ricorrenti, esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli. Ora la parola spetta al Parlamento che dovrà approvare il Decreto Rilancio e attendiamo di leggere il testo finale. Non escludiamo che la Corte Costituzionale restituisca gli atti al Giudice a quo affinché riesamini la rilevanza della questione alla luce dello ius superveniens.”
La classe politica, dunque, ha finalmente preso atto delle numerose pronunce del Giudice Amministrativo, che ha accolto da subito le doglianze dei ricorrenti, disponendo dapprima la convocazione degli stessi agli accertamenti psico-fisici ed attitudinali e poi la rimessione della questione alla Corte Costituzionale.
“Il merito di questo risultato va certamente condiviso anche con questi ragazzi” – è il commento del segretario nazionale dell’ANIP Italia Sicura dott. Flavio Tuzi – “che non si sono mai scoraggiati dinanzi all’ingiustizia subita e che hanno lottato fino alla fine con tutti i mezzi leciti a loro disposizione. Nessuno meglio di loro incarna lo spirito che dovrebbe contraddistinguere ogni persona che veste la divisa della Polizia di Stato”.
Il TAR del Lazio con recenti ordinanze ha rimesso la vicenda alla Corte Costituzionale in merito a due ricorsi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia per nuovi ed ulteriori profili (sia per quanto concerne il nuovo requisito richiesto dei 26 anni di età, sia per quanto riguarda il requisito del titolo di studio) oltre a quelli già esaminati, ritenendo “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare” per contrasto, non solo con gli articoli 97, 3, ma anche in relazione agli artt. 51 e 77 della Costituzione.
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