Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201924
Timestamp: 2019-07-20 05:32:35+00:00
Document Index: 115719926

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 49', 'sentenza ', 'art.1']

Numero 24 14 giugno 2019
Redditi di impresa, Iva, agevolazioni e immobili
Memorizzazione elettronica e invio dei corrispettivi
L’ art. 2, co. 1, D.Lgs. 127/2015 , prevede che a decorrere dall’ 1.1.2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22, D.P.R. 633/1972, memorizzino elettronicamente e trasmettano telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri . La memorizzazione elettronica e la connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’art. 24, co. 1, del suddetto D.P.R. Le disposizioni in questione si applicano a decorrere dall’ 1.7.2019 ai soggetti con un volume d’affari superiore ad € 400.000 . L’art. 2, co. 1, D.Lgs. 127/2015 dispone che tramite D.M. possano essere previsti specifici esoneri dall’adempimento in esame in funzione della tipologia di attività esercitata. Tali esoneri sono stati stabiliti con il D.M. 10.5.2019.
Professionisti e innovazione digitale: ricerca dell'osservatorio
L’ Osservatorio Professionisti e Innovazione digitale del Politecnico di Milano ha effettuato una ricerca che si è posta l’obiettivo di verificare quanto la domanda e l’ offerta di servizi professionali siano tra loro allineate e in che misura gli studi professionali stiano procedendo sulla strada del cambiamento per ridisegnare non solo i modelli organizzativi e di business ma anche il loro ruolo di fornitori di servizi a valore aggiunto. La ricerca in oggetto si è sostanziata in 3.947 questionari compilati da studi di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e studi multidisciplinari.
Modalità stragiudiziale di recupero crediti
Il credito indica il diritto di un soggetto, detto creditore, all’esecuzione della prestazione dovuta da un altro soggetto, detto debitore, per effetto del debito contratto da quest’ultimo. Il diritto di credito rientra nella categoria del diritto soggettivo relativo , correlato all’obbligo altrui di saldare la propria posizione debitoria. Il recupero dei crediti è l’insieme di attività, poste in essere dal soggetto creditore, al fine di ottenere l’adempimento, da parte del soggetto debitore, della prestazione dovuta. La modalità stragiudiziale , che non prevede il ricorso all’Autorità giudiziaria, è finalizzata a stimolare il debitore a regolarizzare , in via bonaria , la propria obbligazione .
Il Comunicato MEF 24.4.2019, n. 89 ha individuato ben quattro direttrici per la crescita dell’economia italiana (cd. quattro «i») quali gli investimenti, gli incentivi, le imprese e gli immobili. Una serie di misure urgenti finalizzate allo sviluppo economico e alla risoluzione di particolari condizioni di crisi è disciplinata dal D.L. 30.4.2019, n. 34 (cd. Decreto «crescita»), in vigore dall’1.5.2019. Nello specifico, l’ art. 49, D.L. 34/2019 introduce il nuovo credito d’imposta nella misura del 30% per la partecipazione a fiere internazionali . Il bonus compete nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al Reg. (UE) 1407/2013, al Reg. (UE) 1408/2013 e al Reg. 717/2014 in tema di aiuti de minimis , rispettivamente, nel settore agricolo e nel settore della pesca e dell'acquacoltura. I soggetti interessati alla norma di favore sono le PMI italiane in essere alla data dell’1.1.2019. Il credito d’imposta, soggetto a ripartizione in tre quote annuali di identico importo, va utilizzato esclusivamente in compensazione tramite il Modello F24.
Conferimento di immobile con mutuo
Il conferimento di immobile gravato da passività , con accollo del debito alla società conferitaria, non consente di scontare dalla base imponibile dell’ imposta di registro il valore del mutuo accollato ; inoltre, il collegamento negoziale tra l’accensione del mutuo e il conferimento di immobile può configurarsi come un’ operazione elusiva . Se questa è la posizione della Suprema Corte, confermata anche dalla recente Cass. 9209/2019, la giurisprudenza di merito e la dottrina approdano invece a conclusioni diametralmente opposte.
Studi di settore per l'accertamento Iva
Con la sentenza causa C-648/16 del 2018, resa nell’ambito di una controversia vertente tra una professionista e l’Agenzia delle Entrate italiana (c.d. caso Fontana), la Corte di Giustizia Ue ha stabilito che non è contraria al diritto Ue la normativa italiana che consente all’Amministrazione finanziaria, a fronte di gravi divergenze tra i redditi dichiarati e i redditi stimati sulla base di studi di settore , di ricorrere ad un metodo induttivo , basato sugli stessi studi di settore, al fine di accertare il volume d’affari realizzato dal contribuente e di procedere, di conseguenza, a rettifica fiscale con imposizione di una maggiorazione dell’Iva. È tuttavia necessario che al contribuente, nel rispetto dei principi di neutralità fiscale e proporzionalità e del diritto di difesa , sia consentito contestare, sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga, le risultanze derivanti da tale metodo e di esercitare il proprio diritto alla detrazione dell’imposta.
Delibere Tari tardive
Le delibere Tari tardive sono illegittime . Questo è quanto ha disposto il TAR Campania con la Sentenza 9.11.2018, n. 6535. Si tratta di un orientamento giurisprudenziale con il quale i Giudici amministrativi campani hanno disatteso la posizione assunta dal Consiglio di Stato nelle pronunce depositate a gennaio 2018 (Consiglio di Stato, sent. nn. 397/2018 e 240/2018). In particolare, il Consiglio di Stato, da ultimo, aveva disposto l’inefficacia temporale delle sole tariffe Tari adottate dal Comune oltre il termine del 31 marzo dell’anno corrente, facendo sala la legittimità dell’atto deliberativo. Diversamente, i Giudici amministrativi partenopei di primo grado hanno dato continuità alla posizione giurisprudenziale già assunta ex ante con altre sentenze (Tar Campania – Napoli, sent. nn. 4856/2016 e 2169/2017) ritenendo illegittima la delibera di C.C. adottata dal Comune impositore oltre il termine perentorio di cui all’art.1, co.169, L. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007). I giudici partenopei ritengono insuperabile la perentorietà del termine utile per l’approvazione del bilancio comunale, la cui inosservanza implica inevitabilmente l’illegittimità dell’atto deliberato dal Comune.