Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2195-codice-civile-imprenditori-soggetti-a-registrazione
Timestamp: 2018-06-23 10:24:44+00:00
Document Index: 53719774

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 2082', 'art. 2195', 'art. 101', 'art. 2195', 'art. 10', 'art. 2195', 'art. 2195']

Art. 2195 codice civile: Imprenditori soggetti a registrazione
Codice civile Art. 2195 codice civile: Imprenditori soggetti a registrazione
Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano (1):
2) un’attività intermediaria nella circolazione dei beni (2);
5) altre attività ausiliarie delle precedenti (3).
Registro delle imprese: [v. 2188]; Imprenditore: [v. 2082].
Imprenditore commerciale: imprenditore soggetto all’obbligo di registrazione nel registro delle imprese in quanto esercente una delle attività elencate nel presente articolo. La qualità di (—) si acquista per il solo fatto di esercitare professionalmente un’attività economica non agricola [v. 2082]. Tale qualità si perde, peraltro, per cessazione effettiva dell’attività, a prescindere dalla cancellazione dal registro delle imprese.
(1) Il codice civile distingue due specie di imprenditori: l’imprenditore agricolo [v. 2135] e l’imprenditore commerciale [v. 2195]. Mentre l’imprenditore agricolo è disciplinato da poche e scarne norme, ben più ampia è la disciplina dell’imprenditore commerciale. Essa prevede, fra l’altro, l’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese, la tenuta delle scritture contabili [v. 2214], la soggezione al fallimento.
(2) L’attività intermediaria è attività di acquisto di beni e, senza alcuna trasformazione della loro intrinseca natura, di successiva rivendita degli stessi.
(3) Sono attività «ausiliarie» quelle del mediatore [v. 1754], dell’agente di commercio [v. 1754] e in genere tutte quelle attività che sono caratterizzate dal fatto di essere esercitate da un imprenditore a vantaggio di altri imprenditori.
Per quanto il ricorso all'istituto dell'avvalimento non trovi ex art. 49 del d.lg. n. 163 del 2006 espressi limiti in ordine ai requisiti acquisibili da altro operatore economico, nondimeno l'iscrizione alla Camera di Commercio rappresenta l'adempimento di un obbligo posto dagli artt. 2195 e ss. del codice civile che garantisce la pubblicità legale delle imprese e di tutti gli atti ad esse connessi. La mancata iscrizione non può, quindi, essere supplita tramite l'iscrizione di altra impresa, attesa la natura squisitamente soggettiva dell'adempimento richiesto dalla norma.
T.A.R. Reggio Calabria (Calabria) sez. I 03 gennaio 2014 n. 1
Il reato di cui all'art. 648 ter c.p. (impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita) si distingue da quello di riciclaggio previsto dall'art. 648 bis c.p. perché ha per oggetto proventi illeciti normalmente già "ripuliti" e da quello di comune ricettazione, previsto dall'art. 648 c.p., rispetto al quale l'elemento specializzante consiste essenzialmente nel fatto che l'impiego dei proventi illeciti, a differenza di quanto si verifica nella ricettazione, non costituisce un "post factum" non punibile ma assume rilievo penale in quanto collocato in "attività economiche o finanziarie", per la cui individuazione può farsi utile riferimento alle norme civilistiche (in particolare, gli artt. 2082, 2135 e 2195 c.c.) in base alle quali costituiscono attività economiche quelle finalizzate alla produzione o alla scambio i beni e servizi e quindi anche le attività di finanziamento a titolo oneroso, quali la concessione di mutui.
Cassazione penale sez. II 11 dicembre 2013 n. 5546
Nel delitto di impiego di denaro, beni ed altre utilità di provenienza illecita di cui all'art. 648 ter c.p., la nozione di attività economica o finanziaria è desumibile dagli art. 2082, 2135 e 2195 c.c. e fa riferimento non solo all'attività produttiva in senso stretto, ossia a quella diretta a creare nuovi beni o servizi, ma anche all'attività di scambio e di distribuzione dei beni nel mercato del consumo, nonché ad ogni altra attività che possa rientrare in una di quelle elencate nelle sopra menzionate norme del codice civile. (Fattispecie, nella quale la Corte ha ritenuto che rientri nella nozione di attività economica, il finanziamento di una somma di denaro anche modesta, provento di una qualsiasi attività delittuosa). Rigetta, Trib. lib. Reggio Calabria, 04/04/2013
In tema di accise sugli oli minerali, la generica previsione del d.p.c.m. 15 gennaio 1999, la quale differenzia l'aliquota d'imposta fissata per l'olio combustibile destinato ad uso industriale (agevolata) rispetto a quella stabilita per l'olio combustibile destinato ad uso riscaldamento (in misura piena), va interpretata nel senso che l'agevolazione fiscale non si applica a tutte le imprese industriali soggettivamente individuate ex art. 2195, primo comma, n. 1, cod. civ. (e, quindi, per il solo requisito soggettivo della industrialità), ma sulla base del diverso criterio oggettivo dello specifico impiego del prodotto energetico, in quanto utilizzato quale componente del bene o servizio prodotto (per cui è prevista l'aliquota agevolata) ovvero in quanto impiegato per riscaldamento (per cui è prevista l'aliquota piena), restando a tal fine indifferente che il calore sia eventualmente servito a riscaldare i locali aziendali. Rigetta, Comm. Trib. Reg. Bologna, 15/12/2008
Cassazione civile sez. trib. 11 dicembre 2013 n. 27670
In tema di esenzione decennale dall'ILOR, prevista dall'art. 101 del d.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, l'attività di produzione di sistemi informatici e implementazione di software deve essere qualificata come industriale, ai sensi dell'art. 2195, primo comma, n. 1, cod. civ., a condizione che l'impresa sia stabilmente radicata nel territorio meridionale impiegando "macchine" (cioè stabilimenti industriali tecnicamente organizzati), mente l'agevolazione va esclusa nei casi in cui l'impiego di macchinari assuma carattere marginale, tenuto conto dell'effettiva attività produttiva dell'impresa considerata e, in particolare, della concreta combinazione dei fattori di produzione. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. Palermo, 18/05/2006
Cassazione civile sez. trib. 11 ottobre 2013 n. 23108
Alla concessione edilizia relativa ad un immobile destinato a casa di cura privata spetta la parziale esenzione dal contributo urbanistico, prevista dall'art. 10 l. n. 10 del 1977, per le concessioni relative a costruzioni o impianti destinati ad attività industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione di servizi, atteso che l'attività imprenditoriale diretta alla prestazione di servizi sanitari è a pieno titolo un'attività industriale, giusta la definizione di attività industriale che si ricava dall'art. 2195 c.c. Conferma T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II bis, n. 4832 2001
Consiglio di Stato sez. V 26 agosto 2013 n. 4267
Ai fini della configurabilità dell'esercizio di un'impresa da parte del promotore finanziario, è irrilevante che quest'ultimo agisca sulla base di un mandato con rappresentanza o senza rappresentanza. Lo stesso, infatti, è definito come colui che esercita professionalmente, in qualità di dipendente, agente o mandatario, l'attività di offerta fuori sede di servizi finanziari; pertanto, affinché assuma la qualità di imprenditore è sufficiente che svolga la sua attività sulla base di una propria autonoma organizzazione di mezzi e a proprio rischio, considerato che gli altri elementi che caratterizzano l'attività di impresa già sono presenti, per definizione, nell'attività del promotore finanziario, la quale rientra, quando è svolta da un imprenditore, tra le attività ausiliarie previste dall'art. 2195, n. 5, cod. civ. e costituisce, dunque, impresa commerciale, con conseguente assoggettabilità a fallimento.
Cassazione civile sez. VI 18 dicembre 2012 n. 23384