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Timestamp: 2019-06-19 21:50:27+00:00
Document Index: 137813602

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art. 16', 'art. 68', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 64']

ASFEL – Associazione Servizi Finanziari Enti Locali - Le progressioni orizzontali e la fantasiosa lettura del conto annuale
Le progressioni orizzontali e la fantasiosa lettura del conto annuale
Scritto da Dino Pusceddu on 22 Maggio 2019.
Il 16 maggio 2019 la Ragioneria Generale dello Stato ha emesso la consueta circolare contenente le istruzioni per l’acquisizione dei dati di organico e di spesa del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per l’anno 2018, il cosiddetto conto annuale.
Quest’anno, visti i tempi lunghi di redazione della circolare informativa e dell’aggiornamento della piattaforma a seguito dei rinnovi contrattuali, la scadenza per l’invio dei dati per tutti gli Enti è stata prorogata al 15 giugno 2019.
Alla pagina 155 dell’allegato alla circolare 5 del 16 maggio 2019 si legge infatti che, riguardo alle progressioni economiche orizzontali, dal CCNL “è confermata l’indicazione che “riferito ad un numero limitato di dipendenti” è da intendersi riferito a non oltre il 50% degli aventi diritto ad accedere alla procedura, così come si conferma la richiesta di conoscere se sia stato rispettato nel 2018 il principio di non retrodatazione della decorrenza economica e giuridica oltre il 1° gennaio della conclusione del procedimento; l’art.16, comma 7, del CCNL delle Funzioni locali prevede: “L’attribuzione della progressione economica orizzontale non può avere decorrenza anteriore al 1° gennaio dell’anno nel quale viene sottoscritto il contratto integrativo che prevede l’attivazione dell’istituto, con la previsione delle necessarie risorse finanziarie”
L’interpretazione che viene data dall’RGS quindi è che la quota limitata di dipendenti è da intendersi riferito al 50% degli aventi diritto ad accedere alla procedura. Proviamo però a leggere le indicazioni che si derivano dall’art. 16 del CCNL stipulato in data 21.5.2018. Al comma 2 infatti si legge che “La progressione economica di cui al comma 1, nel limite delle risorse effettivamente disponibili, è riconosciuta, in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti, determinata tenendo conto anche degli effetti applicativi della disciplina del comma 6.” quindi la quota limitata di dipendenti va determinata tenendo conto degli effetti del comma 6 sulla platea degli aventi diritto. Se quindi si prendesse per buona l’interpretazione del contratto da parte di un Ente che si deve limitare alla rilevazione dei dati, è vero che nell’anno successivo all’applicazione dell’istituto delle progressioni economiche orizzontali per, mettiamo, al massimo del 50% del personale la platea degli aventi diritto è ridotta del personale che ha usufruito della progressione in virtù del limite minimo di 24 mesi per poter accedere alla progressione.
La norma contrattuale non indica un diverso arco contrattuale in quanto le risorse sono determinate annualmente dal Contratto Decentrato Integrativo e quindi non esistono previsioni di percentuali di personale che accede alla progressione: il CCNL indica che le progressioni avvengono nel limite delle risorse effettivamente disponibili. L’art. 68 comma 2 prevede infatti che “Le risorse rese annualmente disponibili ai sensi del comma 1, sono destinate (alle …) progressioni economiche, con decorrenza nell’anno di riferimento, finanziate con risorse stabili”
Sarebbe il caso anche di soffermarsi sul principio di non retrodatazione indicato dalla circolare e declinato con la richiesta “di conoscere se sia stato rispettato nel 2018 il principio di non retrodatazione della decorrenza economica e giuridica oltre il 1° gennaio della conclusione del procedimento”.
Chiaramente la Ragioneria Generale dello Stato confonde la conclusione del procedimento relativo all’istituto della progressione economica orizzontale con la previsione del CCNL che indica l’impossibilità di prevedere una decorrenza “anteriore al 1° gennaio dell’anno nel quale viene sottoscritto il contratto integrativo che prevede l’attivazione dell’istituto”.
Quindi il contratto individua come limite di retrodatazione l’anno in cui viene sottoscritto: non sarà quindi possibile dare decorrenza dal 1° gennaio 2018 alle progressioni economiche se il CCDI 2018 è stato sottoscritto dopo il 1° gennaio 2019 e quindi “in ritardo”. Contrariamente a quanto indicato dalla Ragioneria dello Stato l’Ente che ha sottoscritto il Contratto Decentrato anche in data 31 dicembre 2018 ma conclude il procedimento, con l’approvazione della graduatoria al fine di attribuire le progressioni e tutti i successivi adempimenti, nel 2019 può attribuire le stesse con i benefici economici connessi a partire dal 1° gennaio 2018 se così previsto nel CCDI.
Sarebbe opportuno ricordare al Ministero, anche per evitare madornali errori, quanto previsto dalle leggi e richiamato dall’art. 2 comma 7 del CCNL 21.5.2018: “Le clausole dei contratti collettivi nazionali possono essere oggetto di interpretazione autentica ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n. 165/2001, anche su richiesta di una delle parti, qualora insorgano controversie aventi carattere di generalità sulla sua interpretazione. L’interpretazione autentica può aver luogo anche ai sensi dell’art. 64 del medesimo decreto legislativo.”
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