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Timestamp: 2018-12-17 03:16:17+00:00
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Le novità in materia di servizi pubblici locali e società partecipate dei mesi di aprile e maggio 2013 | Commercialista Telematico
Patto di stabilità e società partecipate
La Corte Costituzionale nella sentenza n. 46/2013 del 20 marzo 2013 conferma la legittimità costituzionale dell’impianto normativo disposto dall’articolo 3-bis della Legge n. 148/2011 e dall’articolo 18 del D.L. n. 112/2008.
Nella sentenza si puntualizza inoltre che le regole di estensione del Patto alle società devono riguardare il gruppo nel suo complesso «perché la maggiore ampiezza degli strumenti a disposizione dell’ente locale per svolgere le sue funzioni gli consente di espletarle nel modo migliore, assicurando, nell’ambito complessivo delle proprie spese, il rispetto dei vincoli fissati dallo stesso Patto di stabilità».
Redistribuzione partecipazioni in società per avvalersi di deroghe all’obbligo di razionalizzazione
La recente Delibera n. 52/2013 del 4 febbraio 2013 della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per il Veneto, a fronte dell’istanza di un Comune che richiedeva un parere circa la possibilità di ridistribuire tra più comuni le quote precedentemente dismesse da un ente socio, ha ritenuto ammissibile la suddetta operazione, a condizione che vengano rispettati i requisiti previsti dal quarto periodo del comma 32 dell’articolo 14 del D.L. n. 78/2012, ovvero popolazione interessata superiore complessivamente a 30.000 abitanti e quote di partecipazione paritarie tra tutti gli enti socie o proporzionali al numero degli stessi abitanti.
Veneto – Deliberazione n. 52/2013 del 4 febbraio 2013
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1153-12/03/2013-SRCVEN
L’Anci ha emesso in data 18 marzo 2013 una propria nota che detta le prime indicazioni in merito all’applicazione dell’obbligo per gli Enti locali di sopprimere o accorpare gli «enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica» che svolgono «funzioni fondamentali» degli enti territoriali o «funzioni amministrative» loro delegate oppure tagliarne di almeno il 20% gli «oneri finanziari» ad essi imputabili, previsto per lo scorso 7 aprile 2013 dall’articolo 9 del D.L. n. 95/2012, convertito dalla Legge n. 135/2012 (cosiddetta Legge Spending review-bis).
Spending review ed associazioni
La Sezione Lombardia della Corte dei Conti nel Parere n. 89/2013 del 14 marzo 2013 avanza interessanti posizioni in merito all’applicabilità ai Comuni delle limitazioni previste dal comma 6 dell’articolo 4 della citata Legge Spending review-bis.
I magistrati contabili, nel parere sostengono che le associazioni che svolgono attività in favore della cittadinanza non ricadono fra i soggetti interessati dal divieto di legge in quanto quest’ultimo è riferito “agli enti di diritto privato di cui agli articoli da 13 a 42 del Codice civile che forniscono servizi a favore dell’amministrazione stessa anche a titolo gratuito”.
La Sezione osserva che il predetto divieto di erogazione di contributi ricomprende l’attività prestata dai soggetti di diritto privato menzionati dalla norma in favore dell’Amministrazione Pubblica quale beneficiaria diretta; risulta, invece, esclusa dal divieto di legge l’attività svolta in favore dei cittadini, ossia della cosiddetta “comunità amministrata”, seppur quale esercizio – mediato – di finalità istituzionali dell’ente locale e dunque nell’interesse di quest’ultimo. Il discrimine appare, in sostanza, legato all’individuazione del fruitore immediato del servizio reso dall’associazione.
Lombardia – Deliberazione n. 89/2013 del 14 marzo 2013
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1365-21/03/2013-SRCLOM
Divieto di costituzione di nuovi organismi partecipati
La Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei conti, è tornata a pronunciarsi con le deliberazioni nn. 105/2013/PAR e 107/2013/PAR del 25 marzo 2013 sul divieto posto in capo agli enti locali dal comma 6 dell’articolo 9 della citata Legge Spending review-bis, di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite ai sensi dell’articolo 118, della Costituzione.
Il divieto in entrambi i pareri viene interpretato in maniera assai restrittiva, negando la possibilità di deroghe sia a fronte di una richiesta di costituzione (anche per effetto di un’operazione di trasformazione) di un’Azienda speciale cui trasferire, unitamente al personale di riferimento, le gestioni dei servizi socio-assistenziali, educativi, culturali dell’ente, fermo restando le valutazioni della sua fattibilità in termini di economicità, efficacia ed efficienza, sia nel caso in cui si cerchi di giustificare la deroga con l’impossibilità per un comune, ai sensi del divieto posto dal c. 6 dell’art. 9 della Legge Spending review-bis, di costituire una fondazione di partecipazione o un’Azienda speciale per la gestione dei servizi socio assistenziali nell’ambito di una Residenza Sanitaria Assistenziale, attualmente condotta in economia.
Lombardia – Deliberazione n. 105/2013 del 25 marzo 2013
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1670-16/04/2013-SRCLOM
Lombardia – Deliberazione n. 107/2013 del 25 marzo 2013
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1672-16/04/2013-SRCLOM
Il Tar per il Lazio, Sezione di Latina, nella sentenza n. 207/2013 del 28 febbraio 2013, si pronuncia in favore della possibilità per l’amministrazione comunale di gestire in economia il servizio delle lampade votive all’interno del cimitero comunale.
I giudici amministrativi sono del parere che sebbene dal quadro normativo complessivo, emerga la netta preferenza del legislatore per l’esternalizzazione dei servizi pubblici, tuttavia, non può non riconoscersi anche una – seppur limitata -possibilità, per l’ente pubblico, di gestione in economia di detti servizi, posto che il principio della concorrenza, a cui è ispirata la disciplina sui servizi pubblici, non può prevalere sui principi di efficienza ed economicità e buon andamento dell’attività amministrativa, laddove una ragionevole valutazione induca a ritenere preferibili soluzioni interne all’amministrazione interessata e dunque non competitive.
Natura del “Servizio calore”
Secondo le conclusioni della sentenza 11 aprile 2013 n. 1976 della Sezione V del Consiglio di Stato il servizio definito di “energia/gestione calore”, deve qualificarsi come un appalto di servizio strumentale all’Ente affidante, e non già come servizio pubblico locale destinato all’utenza.
Peraltro, il servizio energia non costituisce una produzione di beni o attività rivolti a fini sociali e di promozione economica, non potendo rinvenirsi nella mera gestione del calore per gli edifici pubblici alcuna finalità sociale e promozionale.
Consiglio di Stato, Sez. V – sentenza n. 1976 del 11 aprile 2013
Il Consiglio di Stato Sezione III cerca con ordinanza 23 aprile 2013 n. 1467 di fare chiarezza ponendo un rigido paletto alle interpretazioni avanzate nei mesi scorsi da diverse circolari di Ministero del Lavoro, Inps e Inail, che limitavano l’efficacia del Durc alle specifiche gare di appalto per le quali il certificato veniva emesso.
Il Consiglio di Stato ribadisce la posizione secondo cui va riconosciuta la validità del Durc di attestare la regolarità contributiva di un operatore economico partecipante ad una gara d’appalto, ancorchè emesso per una diversa procedura di gara.
Il Consiglio di Stato reputa le richiamate circolari, che invece volevano limitare l’effetto attestatore del Durc alla singola gara per il quale è stato emesso, atti contra legem, che non possono pertanto essere considerati rilevanti.
ULTERIORI DOCUMENTI, SENTENZE E DELIBERAZIONI DI INTERESSE SEGNALATE Corte dei conti per il Veneto con la Deliberazione n. 76/2013/PAR
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=1442-26/03/2013-SRCVEN