Source: https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/11706-imposte-di-registro-ipotecarie-e-catastali-le-novit-dal-2014.html
Timestamp: 2016-02-06 23:13:28+00:00
Document Index: 92501508

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 5']

Imposte di registro, ipotecarie e catastali dal 2014 - FISCOeTASSE.com
Speciale Pubblicato il 14/11/2013
Imposte di registro, ipotecarie e catastali dal 2014
di Dott. Stefano Baruzzi
Le modifiche alla disciplina dell'imposta di registro sugli immobili introdotte dal DL 104/2013 e attese per il 1° gennaio 2014. VEDI ANCHE: "La nuova imposta di registro sulle operazioni immobiliari" di S. Baruzzi
Cosa succede se il contratto di locazione non è registrato?
In materia di imposte di registro, ipotecarie e catastali sono attese importanti novità, a decorrere dall’1 gennaio 2014, per effetto del combinato disposto dell’articolo 10 del Decreto legislativo n. 23/2011 (“Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale”) e dell’articolo 26 del D.L. 12 settembre 2013, n. 104 (“Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca” – in G.U. 214 del 12 settembre 2013). Dal riordino conseguente all’efficacia delle richiamate norme seguiranno, con effetto dall’1 gennaio 2014, le seguenti importanti novità.
1- Nuove aliquote imposta di registro
L’articolo 1 della Tariffa parte prima del D.P.R. n. 131/1986 verrà sostituito: oggetto di tale articolo sono gli atti traslativi a titolo oneroso (compravendite, permute, ecc.) della proprietà di immobili in genere e quelli traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresa la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi. Le varie fattispecie dall’1 gennaio 2014 saranno sostituite da due sole fattispecie con due sole aliquote:
2% in presenza delle agevolazioni per l’acquisto della “prima casa”, che continueranno a valere al ricorrere dei requisiti e delle condizioni attualmente stabilite, come dettagliate nell’attuale nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa parte prima, con una sola, ma importante, novità. Dal 1° gennaio 2014, infatti, la norma agevolativa potrà essere fruita non più, come sinora previsto, se la casa di abitazione presenta i requisiti “non di lusso” prescritti dal D.M. 2 agosto 1969, ma in funzione del fatto che le unità immobiliari non rientrino nelle categorie catastale A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) o A/9 (castelli e palazzi).
Si consideri, peraltro, che la riduzione dell’aliquota al 2 per cento determinerà un ampliamento del divario di trattamento che già oggi caratterizza l’applicazione dell’agevolazione “prima casa” a seconda del fatto che la cessione sia posta in essere in regime di IVA (4%) o di registro (3%, aliquota che scenderà al 2% dal 1° gennaio 2014).
Inoltre, se l’atto di cessione è posto in essere in regime di IVA, oltre a tale tributo sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa: fino al 31 dicembre 2013 la relativa misura è prevista in euro 168 ciascuna, mentre dall’1 gennaio 2014 sarà elevata a euro 200 ciascuna.
Per contro, se la cessione è posta in essere in regime di registro in misura fissa sono dovute solo le imposte ipotecaria e catastale: fino al 31 dicembre 2013 per euro 168 ciascuna, dopo tale data nella misura ridotta a euro 50 ciascuna.
Non solo. Ricordiamo, infatti, che per gli acquisti di immobili abitativi posti in essere in regime di registro è ancora prevista la possibilità per le persone fisiche di richiedere la determinazione della base imponibile in misura pari al valore catastale rivalutato (cosiddetto “prezzo valore” L. n. 266/2005) e ciò sia se si tratti di acquisto con le agevolazioni “prima casa”, sia se se si tratta di acquisto per il quale non vengono richieste tali agevolazioni. L’importante è che l’atto abbia ad oggetto l’acquisto di immobili abitativi e relative pertinenze.
Si tratta degli ultimi casi di trasferimenti a titolo oneroso (unitamente ai trasferimenti a titolo gratuito conseguenti a successione o a donazione) per i quali è ancora prevista l’applicazione del valore catastale rivalutato in luogo del valore venale di mercato. L’applicazione del valore catastale rivalutato non è invece possibile se l’atto è soggetto a IVA: in tal caso l’imponibile è rappresentato dal prezzo.
9% per ogni altro atto di trasferimento di immobili o di diritti reali immobiliari o costitutivo di questi ultimi.
In entrambi i casi sopra esaminati, corrispondenti al “futuro” articolo 1 della Tariffa parte prima del T.U.R., se dall’applicazione delle nuove aliquote del 2% o del 9% dovesse risultare un importo per imposta di registro inferiore a euro 1.000, dal 1° gennaio 2014 esso sarà comunque arrotondato per eccesso all’importo minimo di euro 1.000.
2 - Nuove imposte di registro ed esenzione da altre imposte e da agevolazioni Gli atti traslativi o costitutivi a titolo oneroso che saranno assoggettati all’imposta di registro con una delle due nuove aliquote di cui sopra (2 per cento o 9 per cento) e tutti gli atti e le formalità direttamente conseguenti posti in essere per effettuare gli adempimenti presso il catasto ed i registri immobiliari, dal 1° gennaio 2014 saranno esenti dall’imposta di bollo (in genere dovuta in euro 230), dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie e soggetti alle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro cinquanta ciascuna.
Da queste ultime misure deriverà un risparmio che, in molti casi, non riuscirà però a compensare l’aggravio subito dall’imposta di registro.
Di grandissimo impatto poi è la disposizione secondo la quale, dal 1° gennaio 2014, in relazione ai predetti atti immobiliari a titolo oneroso, traslativi o costitutivi, di cui all’articolo 1 della Tariffa parte prima, sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tribu tarie, anche se previste in leggi speciali: (....) verranno meno quindi le molte agevolazioni ed esenzioni, alcune in vigore da decenni e rispondenti a perduranti esigenze sociali ed economiche.
Fra le tante ipotesi, richiamate nella maxi circolare n. 18/E/2013, per fare qualche esempio :
• ai trasferimenti di immobili inclusi in piani di recupero (art. 5, L. n. 168/1982);
• ai provvedimenti, convenzioni e atti d’obbligo previsti dalla legge “Bucalossi” (L. n.
10/1977), inclusi gli atti di redistribuzione immobiliare con i quali i Comuni assegnano ai proprietari i volumi edificabili secondo i P.R.G., anche in terreni di proprietà altrui (art. 32, comma 2, D.P.R. n. 601/1973);
• ai trasferimenti di terreni ammessi alle agevolazioni per la piccola proprietà contadina (art. 2, comma 4-bis, D.L. n. 194/2009 e art. 1, comma 41, L. n. 220/2010), salvo che entri in vigore la norma inserita nel disegno di legge di stabilità per il 2014 della quale diremo tra poco;
• ai trasferimenti ai Comuni di aree o di opere di urbanizzazione a scomputo dei contri- buti di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazione (articoli 51, L. n.
342/2000 e 32, D.P.R. n. 601/1973);
• ai trasferimenti immobiliari a titolo oneroso in esecuzione di procedimenti di separazione o di divorzio (attualmente esenti da imposte e tasse ai sensi dell’art. 19, L. 74/1987).
Per massima chiarezza, merita di essere sottolineato che questo aumento dell’imposta fissa di registro (da 168 a 200 euro) opera in via generalizzata per tutti gli atti non rientranti nel nuovo articolo 1 della Tariffa parte prima, anche se non aventi contenuto immobiliare, ma soltanto se per essi l’attuale misura dell’imposta fissa di registro è prevista in euro 168. Per restare nell’ambito dei contratti immobiliari, non saranno quindi interessati a questo aumento i contratti di locazione in quanto per essi è prevista un’imposta minima di euro 67 (non l’imposta fissa di euro 168), mentre sarà elevata da euro 168 a euro 200 l’imposta fissa di registro prevista per la registrazione contratti di comodato di beni immobili (art. 5, Tariffa parte prima, del D.P.R. n. 131/1986).
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