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Timestamp: 2019-03-22 18:49:26+00:00
Document Index: 144578663

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 737', 'art. 13', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Notiziario Popolare - ingannevole
La disposizione legislativa è stata introdotta per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza del debitore non fallibile (piccole imprese o societa' artigiane, ad esempio), ovvero del consumatore, la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.
Non serve disperarsi non serve fare azioni estreme,ci sono leggi che ci permettono di ridurre i debiti in base alla nostra economia familiare attuale. In breve,un relatore fa un'analisi della vostra situazione economica familiare,valuta tutti i debiti in corso e richiedete al giudice di ordinare una rata possibile,problema risolto .
Solitamente sono Avvocati specializzati che fanno questo tipo di pratica,possono anche revisori contabili e commercialisti,ci sono varie società ,un sito interessante è www.sdebitamenti.it un numero verde dove chiedere informazioni 800/189808 ,da una prima analisi fanno la valutazione gratuita,successivamente i saranno dei costi da affrontare per i professionisti,l'importante è chiedere sempre un preventivo chiaro e trasparente.
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Con estremo piacere riceviamo i complimenti da quelle persone che oltre un anno fa hanno visto il video per difendersi dalle Banche e che oggi ricevuto dal giudice un'ordinanza di sospensione dal giudice per USURA BANCARIA
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Il singolo debitore, il singolo cittadino, il lavoratore dipendente o autonomo, il professionista, il disoccupato, (ma anche l'imprenditore non assoggettabile al fallimento), che si trova in difficoltà economiche può presentare ai creditori una proposta per rateizzare i pagamenti e/o ripianare in modo diverso i debiti (tutti o solo di una parte di questi).
In un precedente articolo avevamo già parlato della nuova disciplina del "sopraindebitamento " osservando che nella vita pratica erano costanti gli accordi (atipici) con cui il debitore predisponeva con i creditori (tutti o alcuni) un c.d. piano di rientro, cioè si stabilivano le modalità e i tempi di pagamento dei debiti, di fatto, rateizzando o spalmanto nel tempo i pagamenti; tali accordi possono riguardare tutti i debiti o solo una parte di questi. Con questa legge è possibile affermare che è stata tipizzata o legalizzata tale prassi.
Oggi, che le situazione sembra aver trovato un minimo di stabilità, possiamo tornare sull'argomento e fare il punto della situazione.
Prima di procedere all'analisi della nuova disciplina conviene fare una piccola cronistoria dei provvedimenti legislativi che si sono succeduti in 4 mesi. Un primo abbozzo della disciplina si è avuta con il Decreto legge del 22 dicembre 2011 n. 212, questo decreto legge non ha avuto molta fortuna perchè la legge del 17 febbraio 2012 n. 10 (la legge di conversione del D. l. 22 dicembre 2011, n. 212) ha soppresso tutti gli articoli previsti nel precedente provvedimento).
Il motivo può essere compreso se si considera che nelle more della conversione in legge del decreto n. 212 del 2011 è intervenuta una nuova legge del 27 gennaio 2012 n. 3, denominata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”, la quale con gli articoli 6-20 regola ex novo l'istituto del sopraindebitamento.
Oggi, l'unica legge che regola la materia è quella del 27 gennaio 2012 n. 3.
Definizione di sopraindebitamento (requisito oggettivo). Il sopraindebitamento è una situazione di costante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio del debitore, (c.d. ipotesi di insufficienza del patrimonio "liquidabile") nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni (c.d. ipotesi di "incapacità" di adempiere).
Destinatari della normativa (requisito soggettivo). La legge del n. 3 del 2012 si applica a qualunque soggetto, sia persona fisica, sia ente (riconsociuto o non riconosciuto). La legge non richiede che il debitore debba svolgere un particolare tipo di attività, quindi, la normativa si rivolge ad ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, anche ai lavoratori autonomi intesi come liberi professionisti, oppure anche soggetti indebitati che non svolgono alcuna attività lavorativa. L'applicabilità ai disoccupati (intesi come persone senza una attuale fonte di reddito) puà sembrare una scelta illogica, in realtà, nulla esclude che questi soggetti possono avere in futuro una fonte di reddito (e richiedono attualmente solo una mera sospensione dei pagamenti), così come nulla esclude che un disoccupato non possa pagare i propri debiti (ad esempio perchè ha un patrimonio adatto allo scopo, ma vorrebbe conservare o salvare dai creditori la casa di famiglia).
Come si nota questa normativa prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa (però, questo non esclude che il debitore possa essere un imprenditore, ma la disciplina presuppone che il debitore, anche se imprenditore, che vuole fare uso di tale strumento legislativo non deve essere assoggettabile al fallimento e al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 1 della l. fall.)
Elmenti base. In sintesi, il debitore può predisporre una proposta di accordo, il cui contentuto può essere il più ampio (infatti, può andare da una semplice rateizzazione dei debiti fino a giungere alla proposta di pagare solo una parte degli stessi a rate o subito senza rate, oppure, può, semplicemente prevedere una riduzione degli interessi o solo dei debiti, del resto l'art. 8 comma 1 della legge dispone espressamente che "la proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma"). Anche le modalità di pagamento possono essere le più varie e possono andare dal classico pagamento in denaro alla cessione di crediti o alla cessione del ricavato della vendita di immobili. Naturalmente, non si è in presenza di una decisione unilaterale del debitore, ma trattandosi di proposta di accordo, tale proposta deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori (non da tutti).
Prima fase: deposito proposta di accordo. Il debitore che indende avvalersi della legge n. 3 del 2012 deve depositare presso il Tribunale del luogo dove ha la propria residenza o sede la proposta di accordo (accompagnata con tutti i documenti necessarie e/o utili allo scopo) art. 9. Il diritto a presentare la proposta sembra essere solo del debitore, quindi, i creditori non possono iniziare il procedimento, ma possono solo intervenire dopo la presentazione dell'istanza da parte del debitore.
Seconda fase udienza. Il Tribunale fissa l'udienza per la discussione dell'accordo e dispone la comunicazione della data di udienza a tutti i creditori. Un vantaggio immediato per il debitore che ha presentanto l'istanza è dato dal fatto che all'udienza il Tribunale può disporre che per non oltre centoventi giorni, i creditori non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali nè possono ottenere sequestri conservativi e non possono acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo (art. 10 comma 3).
Approvazione dell'accordo. La proposta presentata dal debitore può essere modificata, migliorata o integrata, infatti, i creditori possono far pervenire anche delle loro ipotesi di modifica della proposta di accordo (delle controproposte), modifiche che dovranno essere accettate dal debitore. Chiusa questa fase di "trattativa", la proposta di accordo (quella originaria o quella che risulta integrata in seguito ai suggerimenti dei creditori) è approvata se ottiene l'adesione di tanti creditori che rappresentato almeno il 70 % dei crediti (art. 11 comma 1 e 2 ) .
Omologazione. Dopo che si raggiunto un accordo, il Tribunale, verificata il raggiungimento della maggioranza prevista e l'idoneità delle modalità dell'accordo di soddisfare i creditori, omologa l'accordo e indicando le forme più idonee di pubblicità. La legge prevede espressamente che dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un anno non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore.
Forma del procedimento. Il procedimento (dalla presentazione della proposta alle contestazioni sull'omologa o alla revoca dell'accordo) segue le forme previste dagli art. 737 cpc e seguenti.
Capacità del debitore. La presentazione della proposta di accordo, così come l'accettazione della stessa da parte dei creditori e il successivo procedimento di omologazione, non comportano a carico del debitore nessuna perdita della capiacità d'agire, infatti, la legge non prevede norme che limitano la capacità negoziale del debitore, quindi, cosa molto importante, il debitore conserva la piena capacità e può continuare ad esercitare la propria attività lavorativa.
Gestione del patrimonio. E' possibile che sia nominato un amministratore "fiduciario" del patrimonio del debitore, ma in mancanza di tale nomina il debitore conserva anche la gestione del patrimonio. Questi ultimi principi (capacità e gestione del patrimonio) dimostrano quanto la disciplina è lontana dal fallimento e quanto la norma è tesa a recuperare i crediti con il minore disaggio per il debitore.
Nullità atti compiuti in violazione dell'accordo. Ovviamente, quanto detto non significa che dopo l'omologa il debitore può violare tranquillamente l'accordo, al contrario, i creditori sono particolarmente tutelati, infatti, una delle sanzioni per la violazione degli accordi è prevista dall'art. 13, comma 4 della legge del 27 gennaio 2012 n. 3 il quale dispone che “i pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo e del piano sono nulli”.
DIFFONDETE L'INFORMAZIONE
Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.
La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.
Spesso ci sono normative è leggi in gradi di difendere tutti noi,purtroppo i Media tradizionali danno poca attenzione a questo tipo di notizie,il fatto è che potrebbe davvero sconvolgere l'economia familiare di molti di noi .
SANATORIA 2015 EQUITALIA DIFENDERSI
l'informazione,informate,un sito specializzato interessante è www.equistop.it
PER NON DIMENTICARE LA GENTE CHE SI E' DATA FUOCO PER DISPERAZIONE DEI DEBITI
DISINFORMAZIONEBANCARIA VI CAMBIERA LA VITA
L’estinzione anticipata del mutuo rappresenta la possibilità, da parte del cliente, di concludere il contratto di mutuo prima della scadenza, versando il capitale residuo e riducendo così gli interessi da pagare alla banca.
La Legge Bersani (decreto n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) ha apportato alcune modifiche in merito alle norme sull’estinzione anticipata dei mutui. Grazie a questo Decreto, le banche non possono richiedere alcuna penale al cliente che voglia rimborsare il mutuo prima del termine. Se il consumatore ha stipulato il mutuo dopo il 2 febbraio 2007 e desidera rimborsarlo in anticipo, sarà sufficiente fare una richiesta alla banca di competenza, versando il capitale residuo. Se il contratto prevede delle clausole che includono il pagamento di un sovrapprezzo a favore della banca, grazie al decreto Bersani, le stesse sono da considerarsi nulle.
Nel caso di finanziamenti sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, le penali di estinzione mutuo previste dal contratto in essere saranno ridotte per effetto del Decreto Bersani. Il limite massimo di queste penali, stabilito da un accordo tra l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, va calcolato sul capitale ancora da restituire e varia in base al tipo di mutuo (mutui a tasso fisso, mutui a tasso variabile o mutui a tasso misto), alla data in cui è stato stipulato e alla data data di scadenza del contratto.
Se il mutuo è a tasso variabile e alla scadenza del contratto mancano due anni o meno, la banca non può richiedere alcuna penale; nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo la penale massima richiesta dalla banca può essere dello 0,2% sul capitale residuo; in tutti gli altri casi la penale massima sarà pari allo 0,5%.
Anche i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 non prevedono penale negli ultimi due anni di ammortamento; il sovrapprezzo per l’estinzione mutuo sarà pari allo 0,2% nel terzultimo anno e dello 0,5% negli altri casi. Se i mutui a tasso fisso sono stati sottoscritti dal 2001 in poi, le penali massime raggiungono l'1,9% nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo, l'1,5 nella seconda metà del periodo di ammortamento, lo 0,2% nel terzultimo anno e nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.
Le medesime penali si applicano ai mutui a tasso misto stipulati dal 2001, se al momento dell’estinzione anticipata il tasso è fisso. In tutti gli altri casi, i mutui a tasso misto prevedono le stesse penali del variabile. Se il contratto di mutuo prevede delle commissioni di estinzione di importo pari o inferiore a quelle stabilite dalla legge, si avrà diritto ad un’ulteriore riduzione.
Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso
Il Presidente Gaetano Vilnò ass. Deciba annuncia apertura in Tutta Italia di filiali,saranno attivati uffici PROFESSIONAL DECIBA . Il nostro scopo è garantire un certo livello professionale a questo tipo di attività. Dobbiamo chiarire troppi dubbi. Abbiamo molte richieste sia da professionisti sia da liberi cittadini che vorrebbero aprire una referenza nella propria città . Sono da distinguere l’attività professionale da quella associativa,per vincere una causa necessitano professionisti,avvocati,periti econometrici,consulenti,l’attività associativa può mandare solleciti,rendere pubblico un illecito,consigliare. Spesso per colpa di alcuni operatori le due mansioni vengono confuse.
INFO DECIBA : www.deciba.it 0521/241417 contatto per tutta Italia
Vogliamo dare chiarezza e trasparenza,illudere le persone facendo credere che sia tutto gratuito è sbagliato,purtroppo ad oggi non esistono fondi per affrontare le spese legali per chi è già in difficoltà,ritengo che non sia giusto fare spendere poco per non ottenere nulla. Le persone devono sapere preventivamente quale saranno i costi e possibilità,questo tipo di approccio è spesso nascosto,noi vogliamo cambiare rotta e dare chiarezza .
Deciba Associazione per ora ha uffici a Parma,Milano,Treviso,siamo in apertura in molte altre città Italiane.
Deciba Professional sarà composta da professionisti da noi selezionati,utilizzeranno metodi chiari e trasparenti,forse poco commerciali ma il nostro interesse è portare risultati sia per il professionista sia per il cliente .
CONTROLLARE LA BANCA ANDRA’ DI MODA
La televisione e i Media tradizionali non hanno mai dato la giusta importanza all’argomento,sembra non essere di interesse comune salvare una famiglia da un pignoramento o respingere una banca che chiede denaro non dovuto,eppure si potrebbero salvare posti di lavoro e aziende . Le Banche spesso sono sponsor di Radio,Televisioni,Giornali,per una testata giornalista diventa difficile parlare male del proprio sponsor,questo lo possiamo comprendere,ma ci vorrebbe onestà giornalistica per diffondere le giuste informazioni .
Attraverso il web abbiamo raggiunto migliaia di persone,ogni giorno diffondiamo informazioni che ci permettono di informare e rendere consapevoli dei propri diritti,abbiamo realizzato video che nell’insieme hanno raggiunto 1 milione di persone,sono i video più visti nella rete .
DIVENTERA’ DI MODA
Oggi andare contro una banca sembra impossibile,invece abbiamo voluto smontare questo falso mito attraverso sentenze,ordinanze,video,abbiamo reso pubblico ciò che fino ad oggi è stato sempre nascosto,le sentenze dei giudici . Questione di tempo,una volta che i professionisti diventeranno sempre più esperti ed onesti le sentenze di moltiplicheranno e tutti prenderanno il coraggio di chiedere i propri diritti .
IL DIRITTO QUESTIONE DI PRINCIPIO
Chi ha cambiato l’umanità spesso non la fatto con certezza o ricerca del denaro,abbiamo mille esempi nella storia,chiedere i propri diritto è un sacrosanto dovere,una persona che segue la verità e la giustizia fa paura,se avete ragione dovete diventare guerrieri e combattere per ciò che è giusto,non parliamo di follie o combattere contro i mulini a vento,parliamo di realtà,vi invitiamo a leggere e guardare questi video che vi daranno la strada giusta per comprendere tutte le vostre possibilità .
IL VIDEO PIU’ VISTO DEL WEB COME CONTROLLARE IL PROPRIO CONTRATTO DI MUTUO
Esclusiva intervista al Gruppo Deciba,per la prima volta in Italia bloccata l’asta giudiziaria per usura bancaria ,parla l’avvocato Rosa Chiericati .
Il tesoro nascosto nei conto correnti ,esclusiva intervista al Segretario Deciba Ilario Fabiano
La verità sui grandi risultati ottenuti ,ecco sentenze,ordinanze,come controllare
Vi invitiamo a diffondere queste informazioni ,il popolo deve sapere che la legge funziona
L’accertamento fiscale per il tramite degli studi di settore è illegittimo se l’Agenzia delle Entrate non considera anche le ragioni del contribuente. Ciò è quanto emerge da una recentissima sentenza della Suprema Corte (sentenza della Corte di Cassazione n.13.318 del 17 giugno 2011), la quale ribadisce sia l’importanza del confronto tra il contribuente e il fisco che il carattere presuntivo dello studio di settore. Inoltre, la Suprema Corte ha rilevato come il comportamento del contribuente nella fase precontenziosa fosse stato sostanzialmente corretto attraverso l’esposizione all’Agenzia delle Entrate di una serie di motivi reali che avevano portato all’inattendibilità dei risultati espressi dagli studi di settore. La Suprema Corte, ancora, oltre ad accogliere i rilievi del contribuente ha ribadito l’assoluta infondatezza della posizione dell’Ufficio che aveva equiparato gli studi di settore a delle presunzioni legali. Inoltre, viene chiarito che seppure la difesa del cittadino non si sia concretizzata in una prova documentale, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto comunque considerare i rilievi del contribuente all’atto dell’emissione dell’accertamento.