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Timestamp: 2018-01-24 11:23:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1']

Associazione Veneta degli Avvocati Amministrativisti - LA CORTE DI GIUSTIZIA SULL'ONERE DI IMPUGNAZIONE IMMEDIATA DEL BANDO DI GARA
LA CORTE DI GIUSTIZIA SULL'ONERE DI IMPUGNAZIONE IMMEDIATA DEL BANDO DI GARA
Si segnala l'allegata sentenza della Corte di Giustizia, che potrebberimettere in discussione l'onere di impugnazione immediata - a pena di decadenza - del bando delle gare d'appalto.
«Appalti pubblici – Direttiva 89/665/CEE – Procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici – Termine di decadenza – Principio di effettività»
Nel procedimento C‑241/06,
– per la Repubblica di Lituania, dal sig. D. Kriaučiūnas, in qualità di agente;
50 Per quanto riguarda la prima parte di tale questione, occorre ricordare che la direttiva 89/665 non osta ad una normativa nazionale la quale preveda che qualsiasi ricorso avverso una decisione dell’amministrazione aggiudicatrice vada proposto nel termine all’uopo previsto e che qualsiasi irregolarità del procedimento di aggiudicazione, invocata a sostegno di tale ricorso, debba essere sollevata nel medesimo termine, a pena di decadenza, di modo che, scaduto tale termine, non è più possibile impugnare tale decisione o eccepire la suddetta irregolarità, a condizione che il termine in parola sia ragionevole (sentenze 12 dicembre 2002, causa C‑470/99, Universale-Bau e a., Racc. pag. I‑11617, punto 79, e 27 febbraio 2003, causa C‑327/00, Santex, Racc. pag. I‑1877, punto 50).
52 Per contro, i termini di decadenza nazionali, ivi comprese le modalità della loro applicazione, non devono di per sé essere tali da rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti eventualmente riconosciuti all’interessato dall’ordinamento comunitario (sentenza Santex, cit., punto 55; v. anche, in tal senso, sentenza Universale‑Bau e a., cit., punto 73).
63 Qualora tale interpretazione conforme alla finalità della direttiva 89/665 non sia possibile, il giudice nazionale dovrà disapplicare le disposizioni nazionali contrarie a tale direttiva (sentenze 9 marzo 1978, causa 106/77, Simmenthal, Racc. pag. 629, punto 24, e Santex, cit., punto 64). Infatti, l’art. 1, n. 1, della direttiva 89/665 è incondizionato e sufficientemente preciso per poter essere invocato nei confronti di un’amministrazione aggiudicatrice (v., in tal senso, sentenza 2 giugno 2005, causa C‑15/04, Koppensteiner, Racc. pag. I‑4855, punto 38).
2) La direttiva 89/665, come modificata dalla direttiva 92/50, e segnatamente il suo art. 1, nn. 1 e 3, osta a che una norma sulla decadenza dettata dal diritto nazionale venga applicata in modo tale per cui venga negata ad un offerente la possibilità di presentare un ricorso relativo alla scelta della procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico o alla stima del valore di tale appalto, nel caso in cui l’amministrazione aggiudicatrice non abbia chiaramente indicato all’interessato il quantitativo o l’entità totale dell’appalto stesso. Le medesime disposizioni della detta direttiva ostano altresì a che una decadenza siffatta venga estesa in via generale ai ricorsi diretti contro le decisioni dell’amministrazione aggiudicatrice, ivi comprese quelle intervenute in fasi della procedura di aggiudicazione successive al termine fissato dalla norma decadenziale in questione
Ultimo aggiornamento ( martedì 23 ottobre 2007 )