Source: http://www.fc.camcom.it/registroimprese/dirittoannuale/documento.htm?ID_D=4309
Timestamp: 2017-09-21 21:08:44+00:00
Document Index: 5525141

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2544', 'art. 26', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 28', 'art. 28']

Camera di Commercio di Forlì-Cesena / Registro Imprese / Diritto annuale - Diritto Annuale
Rimborso diritti non dovuti
Si invita a diffidare di ogni richiesta di pagamento relativa all'iscrizione in presunti annuari, registri e repertori o relativa a presunte prestazioni assistenziali e previdenziali avanzate da organismi privati che nulla hanno a che vedere con il pagamento del diritto annuale nè con l'iscrizione in registri tenuti dalla Camera di Commercio nonchè di ogni richiesta effettuata da soggetti che si qualificano come Camera di Commercio diretta ad acquisire coordinate bancarie. Attenzione pubblicità ingannevole
Il diritto annuale è l'importo dovuto ad ogni singola Camera di Commercio da ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle Imprese e da ogni soggetto iscritto nel REA (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative) a norma dell'art. 18 comma 4 della Legge 29 dicembre 1993, n. 580 come modificato dall'art. 1 comma 19 del Decreto Legislativo 15 febbraio 2010 n. 23.
Già per effetto del Decreto Ministeriale 11 maggio 2001, n. 359 recante Regolamento per l'attuazione dell'art. 17 della L. 23 dicembre 1999, n. 488, in materia di accertamento, riscossione e liquidazione del diritto annuale versato dalle imprese in favore delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la disciplina del diritto annuale, ha subito un profondo cambiamento sia nella modalità di determinazione sia in quella di versamento.
Come stabilito poi dall'art. 13 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289 esso è da considerarsi a tutti gli effetti un tributo e come tale trattato nel rispetto dei principi applicativi e sanzionatori (Decreto 27 gennaio 2005, n. 54 Regolamento relativo all'applicazione delle sanzioni amministrative in caso di tardivo o omesso pagamento del diritto annuale da parte delle imprese a favore delle Camere di Commercio, emanato ai sensi dell'art. 5-quarter, comma 2 della Legge 21 febbraio 2003, n. 27).
Sono tenute al versamento del diritto annuale tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese e i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative se:
risultano iscritti nel Registro delle Imprese o nel REA al 1° gennaio dell’anno di riferimento;
si sono iscritti nel Registro delle Imprese o nel REA nel corso dell'anno di riferimento.
Sono in ogni caso obbligate al pagamento, le società in liquidazione o in scioglimento, le società in concordato preventivo, le società in amministrazione straordinaria, le società e le ditte individuali che abbiano sospeso o cessato l'attività.
Nel caso in cui l'impresa possieda, oltre alla sede principale una o più sedi secondarie/unità locali dovrà versare per ogni sede sede secondaria/unità locale un ulteriore diritto alla Camera nella cui circoscrizione le stesse risultino ubicate ad eccezione delle Associazioni, le Fondazioni ed in generale dei soggetti iscritti solo al REA che non pagano alcuna somma aggiuntiva per le loro eventuali unità locali.
Le imprese con sede legale all'estero, devono versare un diritto per ogni unità locale o sede secondaria alla Camera di Commercio italiana presso cui le stesse risultano iscritte.
Nel caso di trasferimento della sede legale in altra provincia il diritto è dovuto alla Camera di Commercio ove è ubicata la sede legale al 1° gennaio dell'anno di riferimento.
Secondo quanto previsto dall'art. 4 del D.M. 359/2001:
le imprese per le quali sia stato adottato un provvedimento di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui è stato adottato il provvedimento, tranne i casi in cui sia stato autorizzato, e fino a quando, non sia cessato, l'esercizio provvisorio dell'impresa
le imprese individuali cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui è cessata l'attività, sempre che la relativa domanda di cancellazione sia presentata entro il 30 gennaio successivo alla data di cessazione dell'attività
le società e gli altri soggetti collettivi cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello in cui è stato approvato il bilancio finale di liquidazione a condizione che la relativa domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese sia presentata entro il 30 gennaio successivo all'approvazione del bilancio finale
le società cooperative, nel caso di cui all'art. 2544 del codice civile, cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall'anno solare successivo a quello della data di provvedimento che ha comportato lo scioglimento per atto dell'Autorità governativa
Così come previsto all'art. 26 comma 8 del Decreto Legge del 18 ottobre 2012 n. 179 convertito con modificazioni nella Legge 17 dicembre 2012 n. 221 (successivamente variato dal Decreto Legge 28 giugno 2013, n. 76 e dal Decreto Legge 24 gennaio 2015 n. 3), le start-up innovative e gli incubatori certificati sono esonerati dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese.
Tale esenzione è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l'acquisizione della qualifica di start up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quinto anno di iscrizione (art. 4 comma 11-ter del Decreto Legge n. 3/2015).
Per le società start up innovative già costituite alla data di entrata in vigore della Legge di conversione succitata, l'esenzione dal pagamento del diritto annuale è disciplinata dal comma 3 dell'art. 25 del Decreto Legge 179/2012.
L'importo del diritto annuale non è frazionabile in rapporto alla durata di iscrizione nell'anno (art. 3 comma 2 del Decreto Ministeriale 11 maggio 2001, n. 359).
Di conseguenza anche per un solo giorno di iscrizione nel Registro delle Imprese nell'anno di riferimento il diritto è dovuto integralmente.
Il diritto annuale dovuto da tutti i soggetti già iscritti al 1° gennaio, deve essere versato, alla scadenza ordinaria, in un'unica soluzione, utilizzando il modello F24.
Per le imprese di nuova iscrizione (cioè quelle iscritte in corso d'anno), il tributo può essere pagato anche utilizzando ComUnica, cioè mediante addebito diretto al momento della protocollazione della domanda stessa, e comunque entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell'iscrizione o dell'annotazione sempre tramite modello F24.
Il modello F24, utilizzato anche per il pagamento delle imposte sui redditi, va compilato, ai sensi del Decreto Legge del 04.07.2006 n. 223 (convertito in Legge del 04.08.2006 n. 248) in modalità telematica negli appositi campi sotto riportati.
Codice Fiscale - dati anagrafici - domicilio fiscale
Sezione - Imu ed altri tributi locali - nel codice Ente sigla della provincia della Camera di Commercio destinataria del versamento es. "FC"
Codice tributo - 3850
Anno di riferimento - anno per il quale il tributo è dovuto
Importo a debito - ammontare tributo
Si ricorda che è possibile compensare quanto dovuto per il diritto annuale con eventuali crediti vantati per altri versamenti tributi e/o contributi (l'importo compensato entro 30 giorni successivi alla scadenza deve comprendere lo 0,40%).
Secondo quanto stabilito all'art. 8 comma 2 del D.M. n. 359/2001, il diritto annuale va versato "entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi" - (Termine stabilito dall'art. 17 del D.P.R. 7 dicembre 2001 n. 435 s.m.i.).
L'Istituto del ravvedimento operoso, introdotto dall'art. 13 del D.Lgs. 472/97 e specificamente disciplinato in materia di diritto annuale dall'art. 6 del D.M. 54/2005, consente di sanare spontaneamente le violazioni commesse, pagando una sanzione ridotta, purchè le violazioni stesse non siano già state constatate e comunque non siano iniziate verifiche, ispezioni, ecc... atte a definirne l’accertamento. Il contribuente che intende regolarizzare la propria posizione debitoria può avvalersi, in caso di OMESSO VERSAMENTO del: RAVVEDIMENTO BREVE Entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il pagamento del tributo dovuto, della sanzione pari al 3,75% del tributo e degli interessi moratori al tasso legale vigente. Si precisa che il ravvedimento breve è alternativo al pagamento del diritto, che può essere effettuato entro i 30 giorni successivi alla scadenza del termine, con l'applicazione della maggiorazione dello 0,40%. RAVVEDIMENTO LUNGO Entro un anno dalla commissione della violazione, (coincidente con la scadenza del termine ordinario) mediante il pagamento del tributo dovuto, della sanzione pari al 6% del tributo stesso e degli interessi moratori al tasso legale vigente. Nel caso in cui invece sia stato eseguito un INCOMPLETO VERSAMENTO, occorre considerare la data entro cui si è scelto di eseguire l'originario versamento da correggere, facendo decorrere il termine per il ravvedimento rispettivamente dalla scadenza ordinaria o da quella prevista per la maggiorazione. In quest'ultimo caso il tributo, aumentato dello 0,40% è la base di calcolo su cui applicare le percentuali di ravvedimento. Il versamento deve essere effettuato con modello F24 in modalità telematica, compilando la sezione “IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”, indicando:
FC 3850 Anno di ravvedimento Importo tributo
FC 3851 Anno di ravvedimento Importo interessi
FC 3852 Anno di ravvedimento Importo sanzione
Con Nota Prot. n. 16919 del 06/02/2015 (allegata nella sottostante sezione download) il Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione alle novità introdotte dall’art. 1 comma 637 lett. b) della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha confermato la posizione già espressa nelle precedenti Circolari - Prot. n. 62417 del 30.12.2008 e n. 172574 del 22.10.2013 con la quale si è ritenuto che le modifiche dell’art. 13 del D.lgs. n. 472/1997 non abbiano un automatico effetto di modifica del comma 1, lettera a) e b) dell’art. 6 del decreto n. 54/2005 con la quale si disciplina la possibilità dell’impresa di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.lgs. n. 472/1997, definendo nel dettaglio le misure ridotte della sanzione applicabile alle imprese in caso di ravvedimento.
L'istituto del Ravvedimento Operoso, introdotto dall'art. 13 del D.Lgs. 472/97 e specificamente disciplinato in materia di diritto annuale dall'art. 6 del D.M. 54/2005, consente di sanare spontaneamente le violazioni commesse, pagando una sanzione ridotta, purchè le violazioni stesse non siano già state constatate e comunque non siano inziate verifiche, ispezioni, ecc... atte a definirne l'accertamento.
Il contribuente che intende regolarizzare la propia posizione debitoria può avvalersi, in caso di OMESSO VERSAMENTO del:
Entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il pagamento del tributo dovuto, della sanzione pari al 3,75% del tributo e degli interessi moratori al tasso legale vigente.
Si precisa che il ravvedimento breve è alternativo al pagamento del diritto, che può essere effettuato entro i 30 giorni successivi alla scadenza del termine, con l'applicazione della maggiorazione dello 0,40%.
Entro un anno dalla commissione della violazione, (coincidente con la scadenza del termine ordinario) mediante il pagamento del tributo dovuto, della sanzione pari al 6% del tributo stesso e degli interessi moratori al tasso legale vigente.
In caso di INCOMPLETO VERSAMENTO, il periodo di tempo in cui è possibile effettuare il ravvedimento dipende dalla data in cui è stato eseguito il versamento parziale e cioè il termine comincia a decorrere dalla data di scadenza ordinaria o da quella prevista per la maggiorazione.
Il versamento deve essere effettuato con modello F24 in modalità telematica, compilando la sezione "IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI", indicando:
Codice Ente Codice Tributo Anno di riferimento Importo a debito
Con Nota Prot. n. 16919 del 06/02/2015 (allegata nella sottostante sezione "Download") il Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione alle novità introdotte dall'art. 1 comma 637 lett. b) della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha confermato la posizione già espressa nelle precedenti Circolari - Prot. n. 62417 del 30.12.2008 e n. 172574 del 22.10.2013 con la quale si è ritenuto che le modifiche dell'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 non abbiano un automatico effetto di modifica del comma 1, lettera a) e b) dell'art. 6 del decreto n. 54/2005 con la quale si disciplina la possibilità dell'impresa di avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso di cui all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997, definendo nel dettaglio le misure ridotte della sanzione applicabile alle imprese in caso di ravvedimento.
Secondo quanto previsto dall’art. 10 del D.M. n. 359/2001 “Coloro che hanno erroneamente versato diritti non dovuti devono presentare, a pena di decadenza, entro ventiquattro mesi dalla data del pagamento, alla competente Camera di Commercio richiesta di rimborso delle somme versate in eccedenza rispetto al dovuto, allegando la documentazione necessaria per evidenziare la non sussistenza dell'obbligo di pagamento o le eventuali somme versate oltre il dovuto. Le azioni giudiziali finalizzate ad ottenere il rimborso dei diritti non dovuti devono essere presentate all'autorità giudiziaria competente entro il termine previsto dal comma 1”.
Nella sottostante sezione "Download" è disponibile il Modello di richiesta rimborso.
In caso di tardivo, omesso versamento la Camera di Commercio procederà con l'irrogazione di una sanzione amministrativa di misura compresa tra il 10 ed il 100 per cento dell'ammontare del diritto dovuto.
Con proprio Regolamento approvato con Deliberazione di Giunta n. 111 del 15 luglio 2014, sono stati disciplinati i procedimenti di applicazione delle sanzioni amministrative tributarie per le violazioni dell'obbligo di pagamento del diritto annuale, nel rispetto dell'art. 18 comma 3 della Legge 29 dicembre 1993, n. 580, del Decreto del Ministero delle Attività Produttive 27 gennaio 2005, n. 54 e dei principi di cui al Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 in quanto compatibili e per quanto non espressamente previsto dalla Legge e dalle norme anche regolamentari di fonte ministeriale.
Dal 19 ottobre 2015 è attivo il "Portale della Giustizia Tributaria" sito tematico (raggiungibile tramite il link www.giustiziatributaria.gov.it) che garantisce l'accesso continuo ad informazioni, notizie e servizi del processo tributario, a partire dai requisiti di ricevibilità e ammissibilità delle istanze e dei ricorsi fino alla conclusione del contenzioso.
Regolamento 2014 - Sanzioni Diritto Annuale
Regolamento 2014 per la disciplina del diritto annuale e dei procedimenti di applicazione delle sanzioni amministrative tributarie per violazioni dell'obbligo di pagamento del diritto annuale. (File in formato .pdf 163 KB)
Diritto annuale - Modello F24
Modello F24 per il pagamento del Diritto Annuale(File in formato .pdf 57.1 KB)
Nota M.A.P. Circolare 04.06.2003
Chiarimenti in merito alla scadenza dei termini del diritto annuale per le società con esercizio comprendente periodi di due anni solari diversi (File in formato .pdf 11,3 KB)
Nota M.S.E. Circolare Prot. 19230 del 03.03.2009
Individuazione dei righi del modello IRAP 2009, modalità di calcolo e metodo di arrotondamento ai fini del versamento del diritto annuale 2009. (File in formato .pdf 5,82 MB )
Nota M.S.E. Circolare Prot. 172574 del 22.10.2013
Applicabilità al diritto annuale dei principi contenuti nella Circolare dell'AE n. 27/E del 02.08.2013 in materia di errati versamenti da parte dei contribuenti
Nota M.S.E. Circolare Prot. 16919 del 06.02.2015
Art. 1 comma 637 lettera b) della Legge 23 dicembre 2014 n. 190 - Nota in materia di ravvedimento operoso
Modulo richiesta rimborso diritto annuo
Modulo richiesta sgravio diritto annuo
Modulo delega per sgravio diritto annuo
Importi del Diritto Annuale per l'anno 2017.
L'importo del diritto annuale dovuto per l'anno 2016 viene determinato applicando la riduzione del 40% fissata dall'art. 28 del D.L. 26 giugno 2014, n. 90 convertito con modificazioni nella Legge 11 agosto 2014 n. 114 alle misure disposte dal Decreto Interministeriale 21 aprile 2011.
L'importo del diritto annuale dovuto per l'anno 2015 viene determinato applicando la riduzione del 35% fissata dall'art. 28 del D.L. 26 giugno 2014, n. 90 convertito con modificazioni nella Legge 11 agosto 2014 n. 114 alle misure disposte dal Decreto Interministeriale 21 aprile 2011
Confermati dal Mise per l'anno 2014 gli importi diritto annuale, le aliquote, le fasce di fatturato e le misure fisse, già determinate con D.I. del 21 aprile 2011
Confermati dal M.I.S.E. per l’anno 2013 gli importi del diritto annuale, le aliquote, le fasce di fatturato e le misure fisse, già determinate con D.I. del 21.04.2011
Il l M.I.S.E. ha confermato per l’anno 2012 gli importi del diritto annuale, le aliquote, le fasce di fatturato e le misure fisse, già determinate con D.I. del 21.04.2011
Tutte le informazioni aggiornate in materia
Diritto Annuale - Normativa
Normativa aggiornata in materia di diritto annuale