Source: https://www.condominioweb.com/lista-condomini-morosi-la-richiesta-puo-essere-fatta-in-qualunque.14556
Timestamp: 2018-07-20 08:16:48+00:00
Document Index: 91015246

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'art. 1134', 'art. 63', 'art. 1129', 'art. 63', 'art. 1129', 'art. 1130', 'art. 1130', 'art. 1129']

Lista condomini morosi: la richiesta può essere fatta in qualunque momento e l'amministratore è tenuto a fornire tale...
Lista condomini morosi: la richiesta può essere fatta in qualunque momento e l'amministratore è tenuto a fornire tale informazione.
Quali sono i diritti di ciascun condòmino in relazione alla possibilità di conoscere i nomi degli altri comproprietari in stato di morosità nel pagamento delle quote condominiali?
Condominio e morosità
Com'è noto e come viene spesso ripetuto, la morosità in condominio - ovvero il ritardato o mancato pagamento degli oneri condominiali - è causa di difficoltà e spesso di problemi (es. distacco servizi) nella gestione delle cose comuni.
Il mancato pagamento di anche un solo condòmino può avere riflessi negativi su tutti gli altri; si pensi all'erogazione del servizio idrico, alla pulizia delle parti comuni, ecc.
L'amministratore di condominio ha precisi compiti e ben individuate responsabilità in merito alla gestione economica del condominio.
Innanzitutto è all'amministratore ai sensi dell'art. 1130 n. 3 c.c. che spetta il compito di erogare le spese per i servizi comuni nonché quello di riscuotere i contributi. L'attribuzione così individuata dalla norma citata è ancor più rafforzata dalla previsione di cui all'art. 1134 c.c. che riconosce ai singoli condòmini il rimborso delle spese sostenute solamente in relazione ad atti di gestione urgenti.
In questo contesto, la legge riconosce all'amministratore di condominio un particolare potere per la riscossione degli oneri condominiali: si tratta della facoltà di agire in giudizio - senza necessità di preventiva deliberazione assembleare - attraverso un'azione ai più nota come ricorso per decreto ingiuntivo di pagamento ai sensi dell'art. 63, primo comma, disp. att. c.c.
L'azione così individuata è facoltativa fino ad un certo punto. Come specifica l'art. 1129, nono comma, c.c. infatti, ove non vi sia dispensa dell'assemblea, l'amministratore è tenuto ad attivarsi per la riscossione forzosa del credito (ossia con un'azione giudiziale anche ai sensi del citato art. 63) entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale il credito esigibile è compreso.
Si badi: l'assemblea può allungare il suddetto termine - ad esempio portandolo da sei a nove mesi - ma non può impedire l'azione legale all'amministratore entro la data indicata dalla legge ovvero dalla deliberazione.
Come dire: spetta all'amministratore considerare l'opportunità di agire prima della scadenza del termine. Sebben non sia espressamente previsto dall'art. 1129 c.c.
è indubbio che l'inosservanza di questo termine può portare ad una revoca per gravi irregolarità nella gestione, ove l'inerzia abbia causato o rischi di causare danni.
Da non perdere: La mancata riscossione dei contributi determina la responsabilità dell'amministratore di condominio
Amministratore di condominio e trasparenza
La legge n. 220 del 2012 - nota ai più come riforma del condominio - ha introdotto nel codice civile ciò che già da anni la giurisprudenza andava affermando: la gestione del condominio da parte dell'amministratore dev'essere improntata alla massima trasparenza verso i propri mandanti, ossia i condòmini. Tale principio è stato tradotto in realtà, prevendendo, tra le altre:
obbligo di apertura ed utilizzazione di un conto corrente intestato ad ogni condominio amministrato;
obbligo di comunicazione preventiva del proprio compenso;
obbligo di comunicazione di specifici dati (es. recapiti di studio, luogo consultazione registri);
obbligo di trasparenza nella gestione contabile anche attraverso la conservazione decennale e la messa a disposizione della documentazione giustificativa di spesa.
Tra gli aspetti che meritano attenzione specifica v'è, poi, quello della trasparenza inerente allo stato di pagamento degli oneri condominiali.
La legge, lo vedremo qui di seguito, pone in capo all'amministratore ben precisi compiti, il cui inadempimento può portare conseguenze in grado d'incidere sul mandato assembleare.
=> Morosità condominiale e i risvolti nei confronti dell'amministratore di condominio.
Diritto di accesso allo stato dei pagamenti
Quali informazioni può chiedere ed ottenere un condòmino in relazione allo stato dei pagamenti?
La risposta è contenuta nell'art. 1130 n. 9 c.c. a mente del quale, l'amministratore è tenuto a «fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali […]».
Insomma chi voglia sapere come stanno le cose riguardo ai pagamento degli oneri condominiali non deve necessariamente attendere la fine dell'anno o meglio la presentazione del rendiconto di gestione; la richiesta può essere fatta in qualunque momento e l'amministratore è tenuto a fornire tale informazione.
Alcune precisi paiono utili:
lo stato dei pagamenti fa riferimento a quelli incassati fino alla data di risposta, o meglio a quelli fino a quella data contabilizzati (l'amministratore ha trenta giorni di tempo dall'incasso per annotarlo sul registro di contabilità, art. 1130 n. 7 c.c.);
il condòmino ha diritto di conoscere l'esatto ammontare delle somme versate da tutti, non solamente da lui;
la richiesta non necessita di motivazione specifica.
La legge non stabilisce un termine entro il quale l'amministratore è tenuto ad evadere la richiesta pervenutagli, sicché si deve ritenere - come avviene per la richiesta della documentazione contabile - che il termine debba essere valutato bilanciando le esigenze del condòmino con quelle dell'amministratore riguardanti il normale svolgimento dell'incarico nell'ambito della propria attività lavorativa.
L'art. 1129, dodicesima comma c.c., annovera tra le gravi irregolarità che possono portare alla revoca giudiziale l'inottemperanza all'obbligo di fornire l'attestazione (cioè comunicazione sottoscritta dall'amministratore) inerente allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali.
Cerca: richiesta elenco condomini morosi
Antonio giovedì 08 febbraio 2018 alle ore 21:32
Tavola vo sono sempre amministratori che si sottraggono all'obbligo di mettere a disposizione dei condòmini richiedenti la documentazione (elenco dei ritardatari/morosi). Adducendo le scusanto più strane e bizzarre.E poichè la maggior parte dei condòmini non è informata, considerano le richieste di quelli che le avanzano come ina ingerenza nella privacy altrui. Così gli amministratori scorretti finiscono per ottenere un insperato sostegno.
Luca giovedì 08 febbraio 2018 alle ore 22:33
Infatti, ma grazie agli articoli di Condominioweb molti amministratori sono sempre più controllati dai condomini. Almeno per quanto mi riguarda. Il mio ci pensa due volte prima di commettere "stronzate".
Antonio giovedì 08 febbraio 2018 alle ore 22:43
Certo. Ma purtroppo sono ancora molti/tanti i condòmimi che ignorano le norme. Per quanto mi riguarda nel nostro condominio non abbiamo problemi. Movimento conto r fatture arrivano (con files Pdf) mensilmente da parte dell'amministrazione. E si fa un monitoraggio preciso della situazione. Anche se paradossalmente un manipolo di ignoranti non comprende molto tutta questa trasparenza. Regolarmente concordata con "contratto di gestione" stipulato.E rispettato.
Antonio giovedì 08 febbraio 2018 alle ore 22:46
considerano non corretto che tuti siano al corrente dei mancati/ritardati pagamenti degli oneri da parte di alcuni furbastri.
Morosità condominiale e i risvolti nei confronti dell'amministratore di condominio. In tema di condominio, l'amministratore che non comunica l'elenco dei condomini morosi, può essere condannato al risarcimento
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