Source: https://www.formazioneagr.it/Corso-di-Formazione-Dirigenti
Timestamp: 2019-03-23 15:06:37+00:00
Document Index: 28913083

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 97', 'art.18', 'art. 37']

Il corso per dirigenti proposto risponde alle suddette richieste normative e si propone di fornire ai partecipanti una formazione che copre gli ambiti giuridici e normativi in materia di sicurezza e salute sul lavoro
MODULO 1. GIURIDICO NORMATIVO
sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori; gli organi di vigilanza e le procedure ispettive; soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il D.Lgs. n. 81/08: compiti, obblighi, responsabilita` e tutela assicurativa; delega di funzioni; la responsabilita` civile e penale e la tutela assicurativa; la `responsabilita` amministrativa delle persone giuridiche, delle societa` e delle associazioni, anche prive di responsabilita` giuridica` ex D.Lgs. n. 231/2001, e s.m.i.; i sistemi di qualificazione delle imprese e la patente a punti in edilizia;
modelli di organizzazione e di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (articolo 30, D.Lgs. n. 81/08); gestione della documentazione tecnico amministrativa; obblighi connessi ai contratti di appalto o d`opera o di somministrazione; organizzazione della prevenzione incendi, primo soccorso e gestione delle emergenze; modalita` di organizzazione e di esercizio della funzione di vigilanza delle attivita` lavorative e in ordine all`adempimento degli obblighi previsti al comma 3 bis dell`art. 18 del D. Lgs. n. 81/08; il ruolo del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione;
criteri e strumenti per l`individuazione e la valutazione dei rischi;il rischio da stress lavoro-correlato; il rischio ricollegabile alle differenze di genere, eta`, alla provenienza da altri paesi e alla tipologia contrattuale; il rischio interferenziale e la gestione del rischio nello svolgimento di lavori in appalto; le misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione in base ai fattori di rischio; la considerazione degli infortuni mancati e delle risultanze delle attivita` di partecipazione dei lavoratori e dei preposti; i dispositivi di protezione individuale; la sorveglianza sanitaria;
competenze relazionali e consapevolezza del ruolo; importanza strategica dell`informazione, della formazione e dell`addestramento quali strumenti di conoscenza della realta` aziendale; tecniche di comunicazione; lavoro di gruppo e gestione dei conflitti; consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; natura, funzioni e modalita` di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
Il Dirigente come definito dal D.Lgs. n. 81/08 è il “garante organizzativo” della sicurezza e igiene del lavoro. Infatti il dirigente (art. 2 c. 1 lett. d D.Lgs. 81/08) è “persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa”. Questa definizione non prevede alcun livello contrattuale predefinito, quindi anche un quadro intermedio può rientrare in tale definizione per attuare i compiti organizzativi e di vigilanza previsti dal Testo Unico di sicurezza del lavoro.
Il Dirigente può avere la disponibilità di un potere di spesa. Nel caso in cui questo manchi, i suoi obblighi dirigenziali saranno gestionali organizzativi e di riferire eventuali esigenze di spesa a chi ne possiede il potere.
La definizione del Testo Unico ex art. 2 di dirigente si incentra “sulla natura dell’incarico conferito”, ma può essere individuata anche facendo riferimento tanto all'organigramma funzionale aziendale quanto alle reali mansioni di fatto esercitate.
La Corte di Cassazione ha definito il Dirigente come colui che: “sia pure nell’osservanza delle direttive programmatiche ricevute dal datore di lavoro, ha comunque i poteri e quindi è in grado di imprimere un indirizzo ed un orientamento al governo complessivo dell’azienda e/o ad un suo ramo o settore autonomo, assumendo tutte le corrispondenti responsabilità di alto livello”(Cass. 2005 n. 19903). E’ quindi definibile dirigente chi svolge compiti coordinati e non subordinati a quelli di altri dirigenti, ciò indipendentemente dall’inquadramento in azienda.
Viene inoltre definito Dirigente alche il Direttore tecnico di cantiere o il Datore di lavoro che, ai sensi dell’art. 97 D.Lgs.81/08 “verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni contenute nel Piano di Sicurezza e coordinamento” . E’ opportuno ricordare che, laddove il datore di lavoro non si sia avvalso della facoltà di delegare tali funzioni, e pertanto svolga tale ruolo personalmente, rientri esso stesso in tale obbligo.
Qualora non espressamente delegato i criteri tradizionalmente utilizzati per identificare la figura di dirigente possono citarsi sono i seguenti:
il suo essere l'alter ego dell'imprenditore e/o direzione politica;
il possesso di una certa autonomia decisionale ( non indipendenza, altrimenti ci si troverebbe di fronte alla figura del datore di lavoro);
ampio margine di discrezionalità;
esercizio delle sue funzioni svincolato da istruzioni;
possibilità di influenzare la vita dell'azienda e/o dell'ufficio e/o del reparto o del servizio.
Quali sono gli obblighi del DIRIGENTE?
L’’art.18 D.Lgs. 81/08 esplicita gli “obblighi del dirigente” come segue:
Riassumendo, i dirigenti devono, per quanto di competenza (e dunque anche a prescindere da incarichi formali antinfortunistici, e dal possedere poteri di spesa) nell'ambito dell'organizzazione e del mansionario aziendale, avvalendosi delle conoscenze tecniche per le quali ricoprono l’incarico, vigilare sulla regolarità antinfortunistica e igienica delle lavorazioni, dare istruzioni affinché le lavorazioni possano svolgersi nel migliore dei modi, dunque in modo sano, sicuro e igienico, organizzare la produzione con un ulteriore distribuzione di compiti fra i dipendenti in modo tale da impedire la violazione della normativa e garantire un numero adeguato di preposti in grado di vigilare sull'effettiva osservanza dei compiti prevenzionistici da parte di tutti coloro che sono presenti sul luogo di lavoro, a qualunque titolo.
Tutto quanto sopra configura quindi una rilevanza penale e civile, pertanto sanzionato all’interno del D.lgs.81/08.
Da quanto sopra indicato, è auspicabile che la figura del Dirigente sia per così dire stigmatizzata con una delega formale.
Per quanto concerne le caratteristiche della delega, secondo la consolidata giurisprudenza sul tema, va rilevato che per la sua efficacia ed operatività, è necessario che:
l'atto di delega abbia forma espressa (non tacita) e contenuto chiaro, in modo che il delegato sia messo in grado di conoscere le responsabilità che gli sono attribuite;
il delegato abbia espressamente accettato gli incombenti connessi alla sua funzione,
il delegato sia dotato di autonomia gestionale e di capacità di spesa nella materia delegata, in modo che sia messo in grado di esercitare effettivamente la responsabilità assunta;
il delegato sia dotato di idoneità tecnica, in modo che possa esercitare la responsabilità con la dovuta professionalità.
Il caso del consulente esterno
Il ruolo rivestito dal consulente esterno è assimilabile a quello del dirigente di fatto quando l’autonomia gestionale di tutte le attività demandate allo stesso contribuisce a legittimare la sua posizione di supremazia nei confronti del personale dipendente. L’ingerenza nell’organizzazione del lavoro della società rappresenta nel caso specifico un’estrinsecazione del principio di sostanzialità.
L’obbligo di formazione
L’attuale normativa prevede che i Dirigenti vengano formati ai sensi dell’art. 37 D.Lgs.81/08 conformemente ai contenuti dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 21/12/2011.
Detta formazione consta di un corso di 16 ore con obbligo di aggiornamento quinquennale della durata di 6 ore.
la mancata formazione è punita con:
Art. 97 comma 3-ter: arresto sino a due mesi o ammenda da € 548,00 a € 2.192,00
Art. 37 commi 1,7,9,10: arresto da due a quattro mesi o ammenda da € 1.315,20 a 5.699,20