Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-415-codice-civile-persone-che-possono-essere-inabilitate
Timestamp: 2016-12-09 01:59:22+00:00
Document Index: 116629638

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'sentenza ', 'art. 409', 'art. 85', 'art. 411', 'art. 414', 'art. 414']

Art.415 codice civile:Persone che possono essere inabilitate
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il maggiore di età infermo di mente (1), lo stato del quale non è talmente grave da far luogo all’interdizione, può essere inabilitato.
Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalità o per abuso abituale di bevande alcooliche o di stupefacenti (2), espongono sè o la loro famiglia a gravi pregiudizi economici.
Possono infine essere inabilitati il sordomuto e il cieco dalla nascita o dalla prima infanzia, se non hanno ricevuto un’educazione sufficiente (3), salva l’applicazione dell’art. 414 quando risulta che essi sono del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi (4).
CommentoInabilitato: persona maggiorenne che, per le sue condizioni fisiche e psichiche, non è in grado di provvedere alla cura dei propri interessi patrimoniali ed ha, perciò, una diminuita capacità d’agire, giudizialmente dichiarata.
Prodigalità: abitudine di spendere in modo disordinato e smisurato, che va valutata con riguardo alle condizioni economiche del soggetto; dedizione a giochi d’azzardo. Oggi i prodighi possono definirsi come «disturbati psichici», in quanto è richiesto comunque nel soggetto uno stato di alterazione mentale.
(1) L’infermità mentale deve avere i caratteri della abitualità e dell’attualità e deve rendere la persona inidonea a provvedere normalmente ai propri interessi patrimoniali.
(2) L’abuso di alcool e di stupefacenti per essere causa di inabilitazione deve generare una vera e propria alterazione della sfera psico-volitiva.
(3) Non vuol dire istruzione, ma un medio livello di cura dei propri interessi, ovvero l’acquisizione di quelle notizie e quei concetti del mondo esteriore che avviene in condizioni di normalità.
(4) Il giudice è chiamato ad accertare in concreto se le condizioni del soggetto rendono necessaria, nel suo interesse, una limitazione della capacità di agire. Funzione dell’inabilitazione, infatti, è la protezione dell’incapace; protezione, però, che deve essere adeguata alle esigenze di libertà e di dignità dello stesso.
L’inabilitazione è dichiarata con sentenza costitutiva e provvisoriamente esecutiva, i cui effetti si producono dalla data di pubblicazione.
Tribunale Modena sez. II 18 dicembre 2013 Il beneficiario conserva capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono rappresentanza esclusiva o assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno (art. 409 c.c.), con la conseguenza che egli mantiene la capacità di contrarre matrimonio, giacché il corrispondente divieto, stabilito a tutela dell’interdetto per infermità di mente (art. 85 c.c.), è estensibile all’amministrazione di sostegno (art. 411 c.c.) unicamente allorché, a causa di immaturità psico-fisica dovuta a “grave infermità mentale” (arg. ex art. 414 e 415 c.c.), il beneficiario non risulti in grado di vivere il rapporto di coniugio con consapevole assunzione delle gravose responsabilità che il vincolo comporta (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il Giudice Tutelare ha rigettato l’istanza ablativa della capacità matrimoniale proposta nei confronti del beneficiario, affetto da ritardo mentale lieve).
Tribunale Modena sez. II 18 dicembre 2013 La possibilità di giungere correttamente ad un giudizio (preventivo) di interdizione/inabilitazione (art. 414 e 415 c.c.) è riservata ai casi in cui non si riesca, nonostante la cospicua possibilità di estensione, modulazione, integrazione e revoca dei provvedimenti adottabili nel procedimento di AdS, ad attuare una sufficiente protezione attiva e passiva del soggetto non autonomo. Il criterio distintivo tra l'amministrazione di sostegno e gli altri istituti a tutela dell'incapace è qualitativo e non quantitativo e deve, quindi, essere individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi da parte del soggetto carente di autonomia, ma, piuttosto, alla maggiore idoneità di tale strumento ad adeguarsi alle esigenze del soggetto stesso, tenuto conto della sua complessiva condizione psico-fisica e di tutte le circostanze caratterizzanti la fattispecie, con riguardo, in particolare, alla rete di protezione di cui la persona gode e alle esigenze che con l'invocata misura protettiva si mirano a soddisfare, dato il carattere estremamente più duttile dell'amministrazione di sostegno rispetto alle misure dell'interdizione e dell'inabilitazione. L'amministratore di sostegno, infatti, diversamente da quanto accade nel caso della altre misure a protezione dell'incapace, non si sostituisce al rappresentato, ma sceglie "con questo" il suo best interest. In particolare, in presenza di soggetto affetto da patologia psichiatrica che lo conduca ad irrefrenabili atti auto o etero lesivi è preferibile la misura di protezione della interdizione.
Tribunale Teramo 14 febbraio 2013 n. 134 Interdizione ed inabilitazione
Cassazione civile sez. VI 13 settembre 2013 n. 21013 Art. precedente
Rave party con droga: non è reato anche se l’uso di gruppo è presumibileUtilizzazioni e assegnazioni provvisorieAssente dal lavoro per una pausa: licenziamento valido?Le conseguenze civili del reatoGuida pericolosa: “Mi fido di te; ma è degli altri che ho paura”
La previdenza facilePiatti chiariIl caffè sospesoSOS ConsumatoriCome ridurre i debiti	UTILIZZO DEI COOKIES