Source: http://www.articolo29.it/2017/una-vera-e-propria-famiglia-da-firenze-un-nuovo-passo-avanti-per-il-riconoscimento-dellomogenitorialita/
Timestamp: 2017-06-22 16:39:33+00:00
Document Index: 29343651

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 41', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 24', 'sentenza ']

“Una vera e propria famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità | ARTICOLO29
» OPINIONI	» “Una vera e propria famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità	“Una vera e propria famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità
Il Tribunale fiorentino, infatti, ha dichiarato applicabile – nella fattispecie sottoposta al suo esame (adozione, pronunciata all’estero, di minore avente la cittadinanza di quello stato, da parte di cittadini italiani ivi residenti) – la previsione di cui all’art. 36, comma 4 della legge n. 184/1983, a mente del quale “l‘adozione pronunciata dalla competente autorità di un Paese straniero a istanza di cittadini italiani, che dimostrino al momento della pronuncia di aver soggiornato continuativamente nello stesso e di avervi avuto la residenza da almeno due anni, viene riconosciuta ad ogni effetto in Italia con provvedimento del tribunale per i minorenni, purché conforme ai princìpi della Convenzione” (per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L’Aja il 29 maggio 1993 e ratificata dall’Italia). Secondo il Tribunale, in particolare, la disciplina relativa al riconoscimento dei provvedimenti stranieri in materia di adozione deve essere così ricostruita: a) il riconoscimento di cui all’art. 41, commi 1 e 2, della legge n. 218/95 – che comporta la trascrizione del provvedimento da parte dell’ufficiale di stato civile, previo controllo della compatibilità di esso con l’ordine pubblico e possibilità di adire il giudice ordinario (Corte d’appello in grado unico, ai sensi dell’art. 67 della medesima legge n. 218) – concerne unicamente (come chiarito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 76/2016) i provvedimenti pronunciati all’estero e aventi ad oggetto l’adozione di minore straniero, interno o esterno alla coppia, da parte di cittadini stranieri (cd. adozione “nazionale” straniera); b) lo stesso art. 41, comma 2, della legge n. 218/95, nel fare salve le disposizioni speciali in materia di adozione di minori, rinvia, per l’effetto, alle corrispondenti disposizioni della legge n. 184/1983, e dunque ai suoi artt. 35 e 36, relativi, in generale, al riconoscimento di provvedimenti pronunciati all’estero, aventi ad oggetto adozioni internazionali (vale a dire adozioni, pronunciate all’estero, di minori stranieri che debbano trasferirsi in Italia al seguito degli adottanti, soggette alla disciplina della Convenzione dell’Aja del 1993). Secondo tali previsioni, in estrema sintesi, il riconoscimento spetta direttamente all’Autorità giudiziaria (Tribunale per i minorenni) e non all’ufficiale di stato civile (come nel primo caso) e il controllo assume caratteri di maggiore severità, dovendosi verificare che il provvedimento non contrasti con i “princìpi fondamentali che regolano nello Stato il diritto di famiglia e dei minori, valutati in relazione al superiore interesse del minore”, ed anche che non ricorrano le condizioni di cui all’art. 35, comma 6 (tra cui, per ciò che qui rileva, la circostanza che l’adozione sia stata pronunciata a favore di soggetti non in possesso dei requisiti per adottare previsti dalla legge italiana). Tale previsione si giustifica alla luce dell’esigenza, richiesta dalla stessa presenza di obblighi internazionali in materia, di evitare che possa essere aggirata la disciplina relativa all’adozione internazionale di minori; c) in tale quadro si inserisce la previsione – correttamente ritenuta, da parte delle decisioni in esame, speciale e derogatoria rispetto ai principi sin qui sintetizzati – di cui all’art. 36, comma 4, relativa all’ipotesi residuale di adozione di minore straniero, residente all’estero, da parte di cittadini italiani anch’essi residenti all’estero e, pertanto, soggetti alla locale disciplina dell’istituto adottivo (ma anche, in ragione dell’elemento di transnazionalità, alla disciplina convenzionale). Detti provvedimenti, ai sensi del richiamato art. 36, comma 4, vengono riconosciuti, purché siano conformi ai principi della Convenzione e dunque non contrastanti, ai sensi dell’art. 24 della medesima Convenzione, con l’ordine pubblico, da valutarsi però “tenuto conto dell’interesse superiore del minore”.
Condividi Tag: adozione congiunta, Angelo Schillaci, BIBLIOGRAFIA/Omogenitorialità, Famiglie arcobaleno, trascrizione
One Response to “Una vera e propria famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità
Riconoscimento di sentenza di adozione straniera e nozione «perimetrata» di ordine pubblico internazionale: le due decisioni del Tribunale per i minorenni di Firenze –2 aprile, 2017 alle 16:20 […] famiglia”: da Firenze un nuovo passo avanti per il riconoscimento dell’omogenitorialità, in Articolo29.it, […]
« Unioni civili, educazione e genere e molto altro: pubblicato il Fasc. 2/2016 di Genius
Ecco le formule definitive per la costituzione e la trascrizione delle unioni civili: commento al decreto ministeriale del 27 febbraio 2017 »