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Timestamp: 2018-09-18 14:54:35+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 491', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 617', 'art. 617', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 640', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 630', 'art. 74', 'art. 407', 'art. 317', 'art. 318', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 320', 'art. 321', 'art. 322', 'art. 322', 'art. 453', 'art. 454', 'art. 455', 'art. 457', 'art. 459', 'art. 460', 'art. 461', 'art. 464', 'art. 513', 'art. 515', 'art. 516', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 513', 'art. 514', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 601', 'art. 602', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 727', 'art. 733', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 3']

COSEPURI SOC.COOP.P.A. Modello di Organizzazione e di gestione ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 PARTE GENERALE - PDF
COSEPURI SOC.COOP.P.A. Modello di Organizzazione e di gestione ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 PARTE GENERALE
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Federigo Salvi
1 COSEPURI SOC.COOP.P.A. Modello di Organizzazione e di gestione ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 PARTE GENERALE Rev. 4 del 08/02/2013
2 SOMMARIO 1 DEFINIZIONI DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ INQUADRAMENTO NORMATIVO REATI PREVISTI DAL D.LGS. 231/ Articolo Articolo 24 bis Articolo 24 ter Articolo Articolo 25 bis Articolo 25 bis Articolo 25 ter Articolo 25 quater Articolo 25 quater Articolo 25 quinquies articolo 25 sexies articolo 25 septies articolo 25 octies Articolo 25 novies Articolo 25 decies Articolo 25 undicies Articolo 25 duodicies SANZIONI APPLICABILI CONDIZIONI DI ESCLUSIONE DALLA RESPONSABILITÀ DELL ENTE MODELLO ORGANIZZATIVO PRINCIPALI ATTIVITÀ DI COSEPURI LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI COSEPURI Il sistema di governance La struttura organizzativa in materia di Salute e Sicurezza su lavoro IL SISTEMA DEGLI INCARICHI DI COSEPURI OBIETTIVI DEL MODELLO FASI E STRUTTURA DEL MODELLO ADOZIONE E DIFFUSIONE DEL MODELLO ATTIVITÀ SENSIBILI DI COSEPURI ORGANISMO DI VIGILANZA IDENTIFICAZIONE DELL ORGANISMO DI VIGILANZA FUNZIONI E POTERI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA OBBLIGHI DI VIGILANZA IN MATERIA DI REPORTING FLUSSI INFORMATIVI NEI CONFRONTI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Sistema degli incarichi Segnalazioni di esponenti aziendali o di terzi Obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali FORMAZIONE, INFORMAZIONE E DIFFUSIONE DEL MODELLO SELEZIONE DEL PERSONALE FORMAZIONE DEL PERSONALE SELEZIONE DI COLLABORATORI ESTERNI E PARTNER INFORMATIVA AI SOCI A TUTTI I SOCI VERRÀ CONSEGNATA COPIA ELETTRONICA O CARTACEA DELL INTERO MODELLO E DELLE EVENTUALI REVISIONI ii
3 6 SISTEMA SANZIONATORIO PRINCIPI GENERALI MISURE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DIPENDENTI CHE NON RIVESTANO QUALIFICA DI DIRIGENTI MISURE NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI MISURE NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI MISURE NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI ESTERNI E PARTNER MISURE NEI CONFRONTI DEI SOCI iii
4 1 DEFINIZIONI Decreto: Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 dal titolo Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle Società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica Destinatari: Soggetti a cui è rivolto il Modello: Amministratori, Dipendenti, Soci e loro Dipendenti, Sindaci, collettivamente definiti Operatori Cosepuri, nonché Consulenti, Collaboratori esterni e Fornitori dell Ente Ente: Cosepuri Soc.Coop.P.A. Modello: Insieme di principi di comportamento e di Protocolli adottati al fine di prevenire i reati, come previsto dagli art. 6 e 7 del Decreto. Organismo di Vigilanza e di Controllo: organo dell Ente previsto dall art. 6 del Decreto al quale è demandato il compito di vigilare sul funzionamento del Modello, sulla sua osservanza nonché di curarne l eventuale aggiornamento Protocollo: Procedura specifica per la prevenzione dei reati e per l individuazione dei soggetti coinvolti nel processo aziendale 4
5 2 DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ Inquadramento normativo Con il Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 dal titolo Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle Società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, emanato in esecuzione della delega di cui all art. 11 della Legge 29 settembre 2000 n. 300, si è inteso adeguare la normativa interna in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune Convenzioni internazionali a cui l Italia ha già da tempo aderito (Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari Comunità Europee, Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione, Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla corruzione). L articolo 11 della sopraccitata legge delega ha, in sintesi, previsto: l introduzione della responsabilità amministrativa; un catalogo di reati ai quali collegare la responsabilità; l attribuzione della responsabilità nel caso di reato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero sottoposti; l esclusione della responsabilità dell ente nei casi in cui l'autore abbia commesso il reato nell'esclusivo interesse proprio o di terzi; un catalogo di sanzioni; la competenza del giudice penale; l'istituzione di un'anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative. Alla legge delega ha, poi, fatto effettivamente seguito il D.Lgs. 231/2001 che ha introdotto la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi dai loro organi o preposti. Tale decreto, come successivamente modificato ed integrato, ha introdotto la nuova disciplina della responsabilità amministrativa dell Ente collettivo (dotato o non di personalità giuridica), per taluni reati commessi nel proprio interesse o a proprio vantaggio, da soggetti (e loro sottoposti) che esercitino (di diritto o di fatto) funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione. In sostanza, la responsabilità amministrativa di cui al D.Lgs. 231/2001 consiste nell'imputazione di un reato anche a soggetti diversi dalle persone fisiche autrici dell illecito stesso. 5
6 Il legislatore ha pertanto inteso introdurre una responsabilità personale e autonoma dell Ente, distinguendola da quella della persona fisica autrice materiale del reato, in forza della quale l Ente stesso risponde delle conseguenze del fatto illecito con il proprio patrimonio. In particolare l articolo 5 del decreto dispone che l Ente è responsabile per reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a. da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b. da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). Resta inteso che l Ente non risponde dell illecito quando lo stesso sia commesso da persona fisica che ha agito nell interesse proprio o di terzi. 2.2 Reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 Il D.Lgs. 231/2001 indica le seguenti fattispecie di reato che comportano la responsabilità amministrativa dell Ente Articolo 24 Tale articolo prevede l indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato di un ente pubblico. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 316 bis del codice penale: malversazione a danno dello Stato; art. 316 ter del codice penale: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato; art. 640, comma 2 n. 1 del codice penale : truffa ai danni dello Stato; art. 640-bis del codice penale: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; art. 640-ter del codice penale: frode informatica ai danni dello Stato; Articolo 24 bis Tale articolo prevede i delitti informatici e il trattamento illecito dei dati. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: 6
7 art. 491 bis del codice penale: falsi documenti informatici; art. 615 ter del codice penale: accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico; art. 615 quater del codice penale: detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici; art. 615 quinquies del codice penale: diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico; art. 617 quater del codice penale: intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche; art. 617 quinquies del codice penale: installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche; art. 635 bis del codice penale: danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici; art. 635 ter del codice penale: danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità; art. 635 quater del codice penale: danneggiamento di sistemi informatici o telematici; art. 635 quinquies del codice penale: danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità; art. 640 quinquies del codice penale : frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica Articolo 24 ter Tale articolo prevede i delitti di criminalità organizzata In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 416 del codice penale : associazione per delinquere. art. 416 bis del codice penale : associazione di tipo mafioso. art. 416 ter del codice penale : scambio elettorale politico-mafioso. art. 630 del codice penale: sequestro di persona a scopo di estorsione. 7
8 art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309: associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope. art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.:.illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo Articolo 25 Tale articolo prevede la concussione e la corruzione. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 317 del codice penale: concussione; art. 318 del codice penale: corruzione per un atto d ufficio; art. 319 del codice penale: corruzione per un atto contrario ai doveri d ufficio; art. 319-ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari; art. 319-quater del codice penale: induzione indebita a dare o promettere utilità; art. 320 del codice penale: corruzione di persona incaricata di pubblico servizio art. 321 del codice penale: pene per il corruttore art. 322 del codice penale: istigazione alla corruzione; art. 322-bis del codice penale: Peculato, concussione, corruzione e istigazione alla corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri Articolo 25 bis Tale articolo prevede la falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 453 del codice penale: falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate; art. 454 del codice penale : alterazione di monete; 8
9 art. 455 del codice penale: spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate; art. 457 del codice penale: spendita di monete falsificate ricevute in buona fede; art. 459 del codice penale: falsificazione valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di bolli falsificati; art. 460 del codice penale: contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo; art. 461 del codice penale: fabbricazione detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione monete, bollo o carta filigranata; art. 464 del codice penale: uso di valori di contraffatti o alterati; Articolo 25 bis1 Tale articolo prevede i delitti contro industria e commercio. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 513 del codice penale: turbata libertà dell'industria o del commercio. art. 515 del codice penale: frode nell'esercizio del commercio. art. 516 del codice penale: vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine. art. 517 mendaci. del codice penale: vendita di prodotti industriali con segni art. 517-ter del codice penale: fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale. art. 517-quater del codice penale: contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. art. 513-bis del codice penale: illecita concorrenza con minaccia o violenza. art. 514 del codice penale: frodi contro le industrie nazionali Articolo 25 ter Tale articolo prevede reati societari. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: 9
10 art del codice civile: false comunicazioni sociali; art del codice civile : false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori; art del codice civile: falso in prospetto (173bis D.Lgs.58/98); art del codice civile: falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione; art del codice civile: impedito controllo; art del codice civile: indebita restituzione dei conferimenti; art del codice civile: illegale ripartizione degli utili e delle riserve; art del codice civile: illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllanti; art del codice civile: operazioni in pregiudizio dei creditori; art bis del codice civile: omessa comunicazione del conflitto d interessi; art del codice civile: formazione fittizia del capitale; art del codice civile: indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; art del codice civile: corruzione tra privati; art del codice civile: illecita influenza sull assemblea; art del codice civile: aggiotaggio; art del codice civile: ostacolo all esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche in vigilanza; Articolo 25 quater Tale articolo prevede i delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico Articolo 25 quater 1 Tale articolo prevede pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili. 10
11 Articolo 25 quinquies Tale articolo prevede delitti contro la personalità individuale. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 600 del codice penale: riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; art. 600 bis del codice penale: prostituzione minorile; art. 600 ter del codice penale: pornografia; art. 600 quater del codice penale: detenzione di materiale pornografico; art. 600 quinquies del codice penale: iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile; art. 601 del codice penale: tratta di persone; art. 602 del codice penale:acquisto e alienazione di schiavi; articolo 25 sexies Tale articolo prevede gli abusi di mercato, ovvero l abuso di informazioni privilegiate e la manipolazione del mercato articolo 25 septies Tale articolo prevede l omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 589 del codice penale: omicidio colposo; art. 590 comma terzo del codice penale: lesioni personali colpose articolo 25 octies Tale articolo prevede la ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 648 del codice penale: ricettazione; art. 648 bis del codice penale:riciclaggio; art. 648 ter del codice penale: impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. 11
12 Articolo 25 novies Tale articolo prevede delitti in materia dei diritti d autore e l induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria Articolo 25 decies Tale articolo prevede delitti in materia di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria Articolo 25 undicies Tale articolo prevede i delitti in materia dei reati ambientali, raggruppabili in alcune macroaree quali: Distruzione di specie animali o vegetali protette, deterioramento di habitat protetti, tratta di specie in estinzione; Scarico acque reflue; Rifiuti; Bonifica; Emissioni in atmosfera; Sostanze lesive dell ozono; Inquinamento doloso e colposo provocato dalle navi alla qualità delle acque. In particolare prevede come rilevanti le seguenti fattispecie: art. 727 bis del codice penale: condotte illecite nei confronti di specie animali e vegetali selvatiche protette; art. 733 bis del codice penale: distruzione e deterioramento di habitat all interno di un sito protetto; Decreto Legge 3 aprile 2006 nr. 152: o Art. 137: scarichi acque reflue industriali senza autorizzazione; o Art. 256: attività di gestione rifiuti non autorizzata; o Art. 257: bonifica di siti; o Art. 258: violazione obblighi di comunicazione, tenuta dei registri obbligatori e dei formulari; 12
13 o Art. 259: traffico illecito di rifiuti; o Art. 260: attività organizzate per traffico illecito di rifiuti; o Art. 279: installazione di impianto in assenza di autorizzazione; Legge 7 febbraio 1992 nr. 150: reati relativi all applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione; Legge 28 dicembre 1993 nr. 549: produzione, consumo, importazione, esportazione, detenzione e commercializzazione di sostanze lesive dell ozono stratosferico; Decreto Legge 6 novembre 2007 nr. 202: inquinamento provocato da navi; Articolo 25 duodicies Tale articolo prevede delitti in materia di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare 2.3 Sanzioni applicabili Per tutti gli illeciti elencati è sempre prevista l applicazione di una sanzione pecuniaria alla quale possono aggiungersi misure cautelari più severe. In base all articolo 9 comma 2 del D.Lgs 231/2001, le sanzioni previste per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato si distinguono in: sanzioni pecuniarie; sanzioni interdittive (interdizione dall esercizio di attività, sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze e concessioni, divieto di contrarre con la P.A., esclusione da finanziamenti e contributi, divieto di pubblicizzare beni e servizi); confisca; pubblicazione della sentenza. La sanzione pecuniaria e la confisca sono obbligatorie, cioè sono sempre disposte in caso di condanna; le sanzioni interdittive (che possono peraltro essere, anche, fonte di misura cautelare) e la pubblicazione della sentenza di condanna sono invece eventuali. 13
14 2.4 Condizioni di esclusione dalla responsabilità dell Ente Gli articoli 6 e 7 dettano le condizioni specifiche per l esonero dell Ente dalla responsabilità, distinguendo il caso del reato commesso da soggetti in posizione apicale dal caso del reato commesso da loro sottoposti. Per soggetti in posizione apicale si intendono coloro i quali, pur prescindendo dall attività nominativamente svolta, rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione dell Ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché quei soggetti che, anche di fatto, esercitano la gestione e il controllo dell Ente (membri dell Organo Amministrativo o del comitato esecutivo provvisti di specifiche deleghe, direttore generale, etc.). In questo caso, è prevista una presunzione semplice di responsabilità, che potrà essere superata qualora si dimostri di avere adempiuto in ogni sua parte il disposto dell art. 6 comma 1, di seguito riportato. Per sottoposti si intendono coloro i quali, pur se dotati di autonomia (pertanto passibili di incorrere in illeciti), sono sottoposti alla direzione e alla vigilanza dei soggetti apicali. Nella categoria devono essere inclusi anche gli eventuali lavoratori parasubordinati, legati all Ente da rapporti di collaborazione e pertanto sottoposti a una più o meno intensa attività di vigilanza e direzione da parte dell Ente stesso. In questo caso, l Ente è ritenuto responsabile qualora l illecito sia stato reso possibile dall inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza. Siamo, pertanto, in un ipotesi di responsabilità per colpa, la cui prova dovrà essere fornita dimostrando un deficit di sorveglianza o di organizzazione, così da individuare quindi una specifica colpa dell Ente per il mancato controllo che ha reso possibile la realizzazione di una condotta penalmente illecita. Nel caso di reati commessi da soggetti in posizione apicale l'articolo 6, comma 1, dispone che l Ente non risponde se prova che: l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; il compito di vigilare sul funzionamento, sull'osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell'ente dotato di poteri di iniziativa e di controllo; le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo. Il legislatore ha previsto una presunzione di colpa per l Ente, in considerazione del fatto che tali soggetti ( apicali ) esprimono, rappresentano e concretizzano la politica gestionale dello stesso. 14
15 Nell ipotesi di reati commessi da sottoposti, l articolo 7 dispone che: l' Ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza. In questo caso è esclusa l'inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza se l'ente, prima della commissione del reato, ha adottato ed efficacemente attuato (presunzione di esclusione) un modello idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Quando l autore del reato è un soggetto sottoposto all altrui direzione o vigilanza, si avrà la responsabilità dell Ente soltanto nel caso in cui la commissione del reato sia stata resa possibile da un accertata violazione degli obblighi di direzione e vigilanza. Pur nelle distinzioni appena richiamate, si può quindi concludere che il legislatore ha scartato un criterio meramente oggettivo (rispettando così il principio di colpevolezza), costruendo un particolare modello di imputazione del colpevole, prevedendo il seguente meccanismo processuale di inversione dell onere della prova, in base al quale l Ente deve provare: la predisposizione di modelli di organizzazione e di gestione; l idoneità dei modelli a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi; l affidamento ad un autonomo organismo di controllo (Organismo di Vigilanza); la commissione del reato eludendo fraudolentemente i modelli; la sufficiente vigilanza dell organismo di controllo. La nuova normativa prevede quindi l adozione da parte degli enti e delle Società dei modelli di organizzazione diretti a prevenire la commissione di reati. Alla predisposizione di tali modelli è legato il meccanismo di esonero della responsabilità sopra richiamato (vedi l'articolo 6 con onere della prova a carico dell'ente per gli apicali e l'articolo 7, come presunzione di esclusione per i sottoposti ), ovvero di riduzione della responsabilità con effetti sulle sanzioni (articoli 12 e 17) e sulle misure cautelari (articolo 49). Si tratta, comunque, di una facoltà non di un obbligo, peraltro previsto dal Decreto ma non dalla legge delega. 15
16 Il Decreto prevede, inoltre, che il Modello di Organizzazione e Gestione, da adottare quale condizione esimente, risponda a determinati requisiti, modulati in relazione all estensione dei poteri delegati e al rischio di commissione dei reati riscontrabile nel contesto di riferimento (articolo 6, commi 2,3,4 e articolo 7 commi 3,4) In sintesi, i requisiti si traducono nella costruzione di un Modello atto a: individuare le attività nel cui ambito esiste la possibilità che si verifichino i reati previsti dal Decreto; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell Ente in relazione ai reati da prevenire; conferire ad un organo ad hoc delle funzioni di vigilanza (Organismo di Vigilanza) sul funzionamento e l'osservanza del modello stesso e del suo aggiornamento. individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; prevedere obblighi di informazione sul funzionamento e sull osservanza del Modello; introdurre un sistema disciplinare interno idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello 16
17 3 MODELLO ORGANIZZATIVO 3.1 Principali attività di Cosepuri La Cosepuri è una Società cooperativa che nasce con lo scopo di ottenere, tramite la realizzazione di attività consortili e la gestione in forma associata di servizi e attività economiche dirette e complementari, la possibilità di assicurare una maggiore quantità e qualità di lavoro e migliori condizioni economiche, sociali e professionali, nonché di migliorare la capacità produttiva e il potere contrattuale dei soci, in relazione all assunzione di lavori, all acquisizione di nuove tecnologie, al ricorso al credito, al reperimento delle materie prime e delle fonti energetiche. Principalmente svolge attività di noleggio di autovetture ed autobus con conducente, trasporto cose in conto terzi e servizi di trasporto pubblico locale. 3.2 La struttura organizzativa di Cosepuri Per quanto riguarda la struttura aziendale di Cosepuri si rimanda all organigramma aggiornato nel Manuale Organizzativo in vigore e a quanto previsto nello Statuto. Di seguito si riporta brevemente il sistema di governance e la struttura organizzativa in materia di sicurezza Il sistema di governance Il sistema di governance di Cosepuri risulta così articolato: Assemblea dei soci: è costituita da tutti i soci ed alla stessa intervengono i componenti del Consiglio di Amministrazione e quelli del Collegio Sindacale. È competente a deliberare, in sede ordinaria e straordinaria, sulle materie alla stessa riservate dalla Legge o dallo Statuto. Consiglio di Amministrazione: è l organo di gestione del Consorzio e, più segnatamente, ha la facoltà di compiere tutti gli atti che ritiene opportuni per l attuazione ed il raggiungimento degli scopi sociali, esclusi quelli inderogabilmente attribuiti dalla Legge alla competenza dell assemblea. Il Consiglio di Amministrazione elegge fra i propri membri un Presidente ed un Vice Presidente. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza legale di fronte a qualunque autorità giudiziaria o amministrativa e di fronte a terzi, nonché la firma sociale. I componenti del Consiglio di Amministrazione durano in carica per un massimo di tre esercizi e sono rieleggibili. 17
18 Collegio Sindacale: è composto da tre Sindaci effettivi e due supplenti, che durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. Al Collegio Sindacale è affidato il compito di vigilare sull osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, ed in particolare sull adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Società e sul suo corretto funzionamento La struttura organizzativa della Società è orientata a garantire, da un lato la separazione dei compiti, ruoli e responsabilità tra le funzioni operative e quelle di controllo, dall altro la massima efficienza possibile La struttura organizzativa in materia di Salute e Sicurezza su lavoro In materia di salute e sicurezza sul lavoro, la Società si è dotata di una struttura organizzativa conforme a quella prevista dalla normativa prevenzionistica vigente, nell ottica di eliminare ovvero, laddove ciò non sia possibile, ridurre i rischi lavorativi per i lavoratori. Nell ambito di tale struttura organizzativa, come meglio specificato nel documento di valutazione dei rischi in vigore, operano i soggetti di seguito indicati: Datore di lavoro Dirigenti Preposti Responsabile servizio prevenzione e protezione Addetti al primo soccorso Addetti alla prevenzione degli incendi Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Medico competente Lavoratori I compiti e le responsabilità dei soggetti sopra indicati in materia di sicurezza e salute dei luoghi di lavoro sono definiti in coerenza con lo schema organizzativo e funzionale della Società. 18
19 3.3 Il sistema degli incarichi di Cosepuri Il Consiglio di Amministrazione di Cosepuri è l organo preposto a conferire ed approvare formalmente gli incarichi assegnati in coerenza con le responsabilità organizzative e gestionali definite. 3.4 Obiettivi del Modello Cosepuri, sensibile all esigenza di assicurare condizioni di correttezza e di trasparenza nello svolgimento delle proprie attività, a tutela dell immagine e della propria posizione, a tutela dei propri soci, dipendenti e terzi correlati, ha ritenuto di procedere all attuazione del Modello di organizzazione e di gestione (di seguito denominato Modello ) come previsto dal D.Lgs. 231/2001. Con l adozione del Modello Cosepuri si pone l obiettivo di dotarsi di un complesso di principi di comportamento e di protocolli che, ad integrazione del sistema di attribuzione di funzioni e di deleghe dei poteri, insieme agli altri strumenti organizzativi e di controllo interni, risponda alle prescrizioni del Decreto. Tale iniziativa è stata assunta nella convinzione che l adozione di tale Modello possa costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti coloro che operano in nome e per conto della Società, affinché gli stessi seguano, nell espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari, tali da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati nel Decreto. Lo scopo del Modello organizzativo adottato è sostanzialmente identificabile nella costruzione di un sistema strutturato e organico di procedure e attività di controllo volto a prevenire i reati di cui al D.Lgs. 231/2001. L insieme delle disposizioni operative, limitatamente ai processi regolamentati, unitamente agli ordini di servizio ed al sistema di deleghe e procure, consente la ricostruzione delle modalità operative, delle unità interessate e delle responsabilità vigenti alla data di approvazione del presente Modello. Ai fini di una corretta costruzione del Modello, appare, pertanto, fondamentale la preventiva individuazione delle attività esposte a rischio di reato e la loro conseguente strutturazione procedurale. Quale corollario di tale assunto vengono attribuite al Modello le seguenti funzioni primarie: determinare in tutti coloro che operano in nome e per conto di Cosepuri la consapevolezza di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in un illecito passibile di sanzioni; 19
20 ribadire che ogni forma di comportamento illecito è fortemente condannata dalla Società in quanto contraria, oltre che a specifiche disposizioni di legge, ai principi etico sociali cui la Società è uniformata nell espletamento della propria missione; dotare Cosepuri di strumenti di monitoraggio sulle aree di attività a rischio, a fini di un adeguata e tempestiva azione di prevenzione e contrasto nella commissione dei reati stessi. L architettura di un simile Modello deve pertanto prevedere: le regole di comportamento cui uniformarsi; l individuazione (mappatura) delle aree di attività a rischio, intendendo con tale termine attività nel cui ambito si ritiene insistano maggiori possibilità di commissione dei reati. Sotto questo profilo costituiscono esempi di attività sensibili : la gestione di rapporti con soggetti pubblici con particolare riferimento alle ispezioni e/o controlli da parte delle autorità competenti (giudiziari, tributari, amministrativi, ambientali, sicurezza ed igiene sul lavoro ecc.); i rapporti con soggetti pubblici relativi all acquisizione di personale appartenente a categorie protette o la cui assunzione è agevolata; la più generale procedura di assunzione del personale (dipendenti, dirigenti); la gestione di contenziosi giudiziali in generale nonché di quelli stragiudiziali nei confronti soggetti pubblici; la gestione dei rapporti con enti previdenziali o con l amministrazione finanziaria; la tenuta della contabilità e formazione del bilancio; predisposizione di prospetti a seguito di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, etc.); l individuazione di un Organismo di Vigilanza (responsabile del controllo interno) cui attribuire specifici compiti di vigilanza sul Modello, sulle operazioni e sui comportamenti dei singoli; le risorse aziendali, in numero e valore adeguato e proporzionato ai risultati attesi e ragionevolmente ottenibili, da affiancare all Organismo di Vigilanza in ordine allo svolgimento delle attività a questo assegnate; 20
21 la definizione di poteri autorizzativi coerenti con le responsabilità assegnate; il rispetto del principio della separazione delle funzioni; gli strumenti di sensibilizzazione e diffusione a tutti i livelli aziendali delle regole comportamentali e delle procedure istituite. Il suddetto Modello organizzativo, predisposto tenendo presenti le prescrizioni del Decreto è stato adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 26/07/2006. La Revisione 1 del Modello organizzativo, è stata adottata dall Organo Amministrativo della Società con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 27/04/2007. A seguito dell entrata in vigore della Legge n. 123/2007, la Società ha riscontrato la necessità di aggiornare il Modello, programmando l implementazione di un piano di intervento volto ad analizzare la propria organizzazione ed attività con riguardo ai settori della salute e della sicurezza sul lavoro. La Revisione 2 del Modello organizzativo, è stata adottata dall Organo Amministrativo della Società con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 12/03/2010. La Revisione 3 del Modello organizzativo, è stata adottata dall Organo Amministrativo della Società con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 31/03/2011. A seguito dell entrata in vigore dei reati ambientali e di quelli relativi alla corruzione tra privati, la Società ha riscontrato la necessità di aggiornare il Modello. La Revisione 4 del Modello organizzativo, è stata adottata dall Organo Amministrativo della Società con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 08/02/ Fasi e struttura del Modello Il processo di definizione del Modello di organizzazione, gestione e controllo si è articolata principalmente in due fasi: a. identificazione delle attività sensibili e definizione del livello di rischio: tale fase presuppone una mappatura delle aree aziendali rappresentata da un analisi dell attività d impresa volta ad individuare le 21
22 aree di rischio di reato, cui segue l individuazione delle eventuali carenze organizzative, con previsione di interventi correttivi; b. progettazione del sistema di controllo: tale fase concretizza la preventiva valutazione del sistema di controllo interno, in una fase di adeguamento e integrazione, e comunque nell adozione di appositi protocolli atti a garantire un efficace azione preventiva. Nella costruzione del Modello organizzativo, gestionale e di controllo un concetto critico da tenere presente è certamente quello di rischio accettabile. Pertanto, anche ai fini dell applicazione delle norme del D.Lgs. 231/2001, assume importanza la definizione di una soglia che permetta di porre un limite alla quantità e qualità degli strumenti di prevenzione da introdurre al fine di inibire la commissione del reato. Per la definizione del rischio accettabile è opportuno richiamarsi al significato che ne viene attributo proprio dalle linee guida di categoria che sono state predisposte dalle associazioni rappresentative degli enti, così come previsto dalla normativa in tema di responsabilità degli enti da reato all art. 3 comma 6. Pertanto, in relazione al rischio di commissione dei reati di cui al D.Lgs. 231/2001, la soglia di accettabilità deve essere tale da consentire la costruzione di un sistema preventivo tale da non poter essere aggirato se non fraudolentemente, violando quindi intenzionalmente il Modello Organizzativo adottato. In sintesi, per le sue caratteristiche, un sistema di controllo efficace deve essere in grado di: escludere che un qualunque soggetto operante all interno della Società possa giustificare la propria condotta adducendo l ignoranza delle direttive aziendali; evitare che, nella normalità dei casi, il reato possa essere causato dall errore umano, dovuto anche a negligenza o imperizia, nella valutazione delle direttive aziendali. Dal punto di vista della struttura, il Modello si compone di: Codice Etico; Parte Generale, introduttiva ed esplicativa degli elementi essenziali del Modello; Parte Speciale, costituita da serie di Appendici che corrispondono alle specifiche tipologie di reati previsti dal Decreto. 22
23 Le successive modifiche e/o integrazioni del testo eventualmente necessarie, aventi carattere sostanziale, tra cui l adozione di ulteriori Appendici che disciplinino nuove tipologie di reato nonché le modifiche delle Procedure adottate anche in relazione a mutazioni dell insieme delle disposizioni operative aziendali, sono di competenza del Consiglio di Amministrazione. 3.6 Adozione e diffusione del Modello L adozione del Modello nell ambito della Società è attuata secondo i seguenti criteri: predisposizione e aggiornamento del Modello: tali funzioni sono svolte ad opera della Società, dapprima con l ausilio di consulenti esterni e poi con la successiva attività sistematica dell Organismo di Vigilanza, che potrà comunque avvalersi di professionisti esterni; approvazione del Modello: il presente Modello, costituito da Codice Etico, dalla Parte Generale e dalla Parte Speciale, viene approvato dall Organo Amministrativo che provvede anche alla nomina del proprio Organismo di Vigilanza. Viene altresì rimessa all Organo Amministrativo della Società l approvazione di integrazioni sostanziali al Modello; applicazione e verifica del Modello: è rimessa alla Società la responsabilità in tema di applicazione del Modello adottato; al fine di ottimizzarne l applicazione è data facoltà all Organo Amministrativo di apportare le opportune integrazioni riferite allo specifico contesto aziendale. Resta compito primario dell Organismo di Vigilanza esercitare i controlli in merito all applicazione del Modello Organizzativo adottato; Coordinamento sulle funzioni di controllo e verifica della efficacia del Modello: è attribuito all Organismo di Vigilanza il compito di dare impulso e di coordinare l applicazione omogenea e il controllo del Modello nell ambito della Società. Il presente Modello organizzativo, nella sua parte generale e nella sua parte speciale, nonché il Codice Etico, saranno diffusi all interno e all esterno della Società secondo le seguenti modalità: consegna di una copia cartacea o elettronica a tutti gli operatori Cosepuri; messa a disposizione di una copia presso la sede sociale della Società; pubblicazione sul sito web della Società; inoltro di nota informativa ai fornitori. 23
24 3.7 Attività sensibili di Cosepuri A seguito dell analisi condotta da Cosepuri al fine di rilevare le aree a rischio ai sensi del D.Lgs 231/2001, le attività sensibili individuate sono: i reati contro le Pubbliche Amministrazioni (articoli 24 e 25 del D.Lgs 231/01); I reati informatici (articolo 24 bis del D.Lgs.231/01) i reati societari (articolo 25 ter del D.Lgs 231/01). I reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle normative antinfortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro (articolo 25 septies del D.Lgs 231/01) I reati in materia ambientale (articolo 25 undicies D.Lgs 231/01) Il reato relativo alla criminalità organizzata (articolo 24 ter del D.Lgs.231/01), al falso in monete o valori bollati (articolo 25 bis del D.Lgs.231/01), il reato contro l industria e il commercio (articolo 25 bis.1 del D.Lgs.231/01), il reato di terrorismo (articolo 25 quater del D.Lgs.231/01), i delitti contro la personalità individuale (articolo 25 quater 1 e 25 quinquies del D.Lgs.231/01), gli abusi di mercato (articolo 25 sexies del D.Lgs.231/01), e il reato di ricettazione e riciclaggio (articolo 25 octies del D.Lgs.231/01), reati in materia di diritti d autore (articolo 25 novies del D.Lgs.231/01), induzione a rendere dichiarazioni mendaci (articolo 25 decies del D.Lgs.231/01), impiego di cittadini di paesi terzi il cui permesso di soggiorno è irregolare (articolo 25 duodicies del D.Lgs.231/01),appaiono solo astrattamente e non concretamente ipotizzabili. Quindi, nella realtà aziendale di Cosepuri, le attività sensibili risultano principalmente le seguenti: Reati contro la Pubblica Amministrazione (Parte speciale, Allegato A) o gestione delle procedure di gara e/o di negoziazione diretta indette da Enti Pubblici per l'assegnazione di commesse (appalto, fornitura o servizi); o gestione delle procedure per l'ottenimento di erogazioni, contributi o finanziamenti da parte di organismi pubblici italiani o comunitari e il loro concreto impiego; o gestione delle procedure di sponsorizzazione a favore delle Pubbliche Amministrazioni; 24
25 o gestione delle assunzioni; o gestione delle donazioni ad Enti pubblici; o gestione dei rapporti con Enti Pubblici ed Autorità in occasione di verifiche, controlli, ispezioni ed accertamenti (giudiziari, tributari, amministrativi, ambientali, sicurezza sul lavoro, ecc) nonché nelle fasi di contenzioso giudiziale in generale ed in quella stragiudiziale con soggetti pubblici ; o gestione delle altre attività sensibili. Reati informatici (Parte speciale, Allegato B) o gestione delle procedure di accesso alla rete intranet e internet; o gestione delle procedure di back up dei dati e loro conservazione; o gestione delle altre attività sensibili. Reati societari (Parte Speciale, Allegato C) o redazione del bilancio; o predisposizione di comunicazioni dirette ai soci riguardo alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società; o gestione dei rapporti con il Collegio Sindacale; o predisposizione e divulgazione verso l'esterno di dati o notizie relative alla Società; o predisposizione di comunicazioni ad Autorità pubbliche di Vigilanza; o gestione delle fatture; o gestione del recupero crediti; o gestione delle operazioni di cassa; o gestione degli acquisti; o gestione della contabilità generale soci/appaltatori; o altre attività sensibili. Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle normative antinfortunistiche e sulla 25
26 tutela dell igiene e della salute sul lavoro (Parte speciale, Allegato D) o Gestione delle procedure di mappatura dei rischi o Gestione delle procedure di sicurezza ex D.Lgs 81/08 o gestione delle altre attività sensibili. Reati Ambientali (Parte speciale, Allegato E) o Gestione delle pratiche amministrative relative allo smaltimento dei rifiuti o Gestione delle autorizzazione allo scarico o gestione delle altre attività sensibili. L Organismo di Vigilanza ha il potere di individuare eventuali ulteriori attività a rischio che, a seconda dell evoluzione legislativa o dell attività della Società, potranno essere aggiunte alle attività sensibili. 26
27 4 ORGANISMO DI VIGILANZA 4.1 Identificazione dell Organismo di Vigilanza In attuazione di quanto previsto dagli articoli 6 e 7 del Decreto, che regolano le condizioni di esonero dell Ente dalla responsabilità, è istituito presso la Società l Organismo di Vigilanza. All Organismo di Vigilanza, in forza di autonomi poteri di iniziativa e controllo, sono assegnati i compiti di vigilanza dell applicazione e aggiornamento del Modello. Per tali motivi l Organismo di Vigilanza deve vantare una consolidata esperienza nell'ambito dei controlli aziendali e un adeguata preparazione in campo amministrativo nonché di un alto livello di autonomia, indipendenza e continuità d azione. Lo stesso non può pertanto essere fatto coincidere con l Organo Amministrativo, in quanto organo dotato di poteri consultivi, propositivi e di vigilanza, né col Collegio Sindacale, che non rispetta i caratteri di continuità di azione e di struttura interna, ma deve essere posizionato in un contesto di organigramma aziendale e di linee di riporto che gli garantiscano la necessaria autonomia. La funzione deve essere comunque attribuita evidenziando la necessità che, nei limiti del possibile, a questa collocazione si accompagni la non attribuzione di compiti operativi che rendendo tale organo partecipe di decisioni e attività operative, ne inquinerebbero l obiettività di giudizio nel momento delle verifiche sui comportamenti e sul Modello. Tenuto conto della peculiarità delle attribuzioni dell Organismo di Vigilanza e dei contenuti professionali specifici da esse richieste nello svolgimento dei compiti di controllo, l Organismo di Vigilanza sarà coadiuvato dalle singole Funzioni aziendali e potrà essere supportato da uno staff dedicato (selezionato, anche a tempo parziale, per compiti specifici) anche mediante delega a consulenti esterni. Costituiscono cause di ineleggibilità e/o di decadenza dell Organismo di Vigilanza e delle risorse umane dedicate, la condanna per aver commesso uno dei reati previsti dal D.Lgs 231/2001 ovvero anche la semplice apertura di un procedimento penale a carico, sempre nell ambito dei reati previsti dal D.Lgs 231/2001. In casi di particolare gravità, anche prima del giudicato, l Organo Amministrativo potrà disporre, sentito il parere del Collegio Sindacale, la sospensione dei poteri dell Organismo di Vigilanza e la nomina di un interim. 27
28 Fatta salva l ipotesi di una rivisitazione del ruolo e del posizionamento dell Organismo di Vigilanza sulla base dell esperienza di attuazione del Modello, l eventuale revoca degli specifici poteri propri dell Organismo di Vigilanza potrà avvenire soltanto per giusta causa o al venir meno dei requisiti di professionalità, continuità, autonomia e indipendenza, previa delibera dell Organo Amministrativo, sentito il parere del Collegio Sindacale. L Organismo di Vigilanza ha come principale referente l Organo Amministrativo con le particolari mansioni di informativa e giudizio, in merito alle violazioni del presente Modello, nonché per le conseguenti proposte di applicazione delle relative sanzioni. Si prevede inoltre che l Organismo di Vigilanza riferisca anche al Collegio Sindacale dell eventuale commissione dei reati e delle eventuali carenze del Modello. A garanzia della libertà d azione e dell autonomia dell Organismo di Vigilanza nonché della sua capacità d agire in ordine alle verifiche agli adempimenti previsti dal presente modello, l Organismo di Vigilanza proporrà all Organo Amministrativo un adeguato budget di spesa per ogni singolo esercizio che l Organo Amministrativo provvederà ad approvare nel caso lo ritenga congruo. Applicando tutti i principi citati alla realtà aziendale, l incarico all Organismo di Vigilanza è stato affidato con delibera del Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 30/11/2009, ad un organismo costituito da. Federico Forchielli, consulente esterno; 4.2 Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza All Organismo di Vigilanza sono affidate le seguenti mansioni: vigilare sull osservanza delle prescrizioni del Modello da parte degli operatori Cosepuri; verificare l adeguatezza del Modello in ordine alla prevenzione dei reati previsti dal Decreto; proporre all Organo Amministrativo gli aggiornamenti del Modello in relazione a mutamenti aziendali o normativi. Tali mansioni si traducono in una serie di compiti specifici di seguito brevemente elencati: fissare i criteri dell informativa a proprio favore ai fini dell individuazione e del costante monitoraggio delle aree di attività sensibili ; 28
29 verificare la predisposizione, la regolare tenuta e l efficacia della documentazione richiesta; condurre ricognizioni sull attività aziendale attivando, di concerto col management operativo responsabile di funzione, le procedure di controllo; effettuare verifiche periodiche relativamente a operazioni o atti specifici delle aree attività a rischio ; promuovere la diffusione e la comprensione del Modello mediante aggiornamenti; determinare, raccogliere, elaborare e conservare informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello; definire con i Responsabili delle Funzioni aziendali gli strumenti per l attuazione (es. clausole standard per fornitori, criteri per la formazione del personale) e verificarne di continuo l adeguatezza; condurre le indagini interne in ordine alle violazioni del Modello. 4.3 Obblighi di vigilanza in materia di reporting L Organismo di Vigilanza della Società assolve agli obblighi di reporting nei confronti degli altri Organi societari secondo una duplice modalità: su base continuativa per quanto attiene i vertici societari (Presidente e Direttore Generale); su base periodica per quanto attiene l Organo Amministrativo. Resta salva la facoltà di operare, in circostanze particolari, con tempistiche differenti, oltre alla facoltà dei singoli organi di convocare autonomamente l Organismo di Vigilanza. Inoltre ogni anno l Organismo di Vigilanza presenta all Organo Amministrativo un resoconto in merito all applicazione del Modello presso la Società. 4.4 Flussi informativi nei confronti dell Organismo di Vigilanza Sistema degli incarichi I documenti afferenti il sistema degli incarichi in vigore devono essere tenuti costantemente aggiornati e devono essere costantemente trasmessi all Organismo di Vigilanza. 29
30 4.4.2 Segnalazioni di esponenti aziendali o di terzi All interno della Società dovrà essere portata a conoscenza dell Organismo di Vigilanza qualunque informazione di fonte interna o esterna attinente l attuazione del Modello nelle aree di attività a rischio. Relativamente agli obblighi di informativa valgono al riguardo le seguenti prescrizioni: devono essere raccolte tutte le segnalazioni relative alla commissione di reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 e a comportamenti non in linea con regole di condotta adottate dalla Società; l afflusso di segnalazioni deve essere canalizzato verso l Organismo di Vigilanza della Società; l Organismo di Vigilanza, valutate le segnalazioni ricevute e sentite le parti coinvolte (autore della segnalazione e presunto responsabile della violazione), determinerà i provvedimenti del caso; le segnalazioni dovranno essere formalizzate per iscritto; le stesse dovranno riguardare ogni violazione o sospetto di violazione del Modello. Spetta all Organismo di Vigilanza il compito di garantire i segnalanti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione, assicurando altresì la riservatezza dell identità del segnalante e la tutela dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede Obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali Oltre alle segnalazioni di cui al paragrafo precedente devono essere obbligatoriamente trasmesse all Organismo di Vigilanza note informative concernenti: notizie relative a procedimenti intrapresi da organi di polizia giudiziaria o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini per i reati di cui al Decreto, a carico della Società; richieste di assistenza legale inoltrate dai dirigenti e/o dai dipendenti in caso di avvio di procedimento giudiziario per i reati previsti dal Decreto; rapporti preparati dai responsabili delle varie funzioni aziendali dai quali possano emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all osservanza delle norme del Decreto; 30