Source: http://www.alessandronaccarato.it/index.php?option=com_nspro&layout=newsletterview&nid=357&semail=
Timestamp: 2018-08-16 08:54:45+00:00
Document Index: 169924350

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 335', 'sentenza ', 'sentenza ']

Subject Newsletter A. Naccarato - 2 Marzo 2017
Newsletter 2 Marzo 2017
LA CAMERA HA ISTITUITO
Il 1 Marzo 2017 la Camera dei Deputati ha istituito la «Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie». La data scelta per la celebrazione è il 21 Marzo, 1° giorno di primavera, e corrisponde alla giornata in cui dal 1996 l'Associazione Libera di Don Ciotti ricorda le vittime della mafia leggendo nel corso di manifestazioni pubbliche l'elenco delle vittime.
Il provvedimento, finalmente dopo i tentativi falliti in due legislature, diventa legge introducendo la giornata nel calendario civile con l'obiettivo di promuovere iniziative finalizzate alla costruzione, nell'opinione pubblica e nelle giovani generazioni, della memoria delle vittime delle mafie, degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente e dei i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie.
La legge è parte integrante della strategia di prevenzione e contrasto delle organizzazioni criminali di stampo mafioso elaborata e realizzata nel corso di questa legislatura dal Parlamento, per iniziativa delle Commissioni bicamerali di inchiesta sulle mafie e da quella sul ciclo illecito dei rifiuti, e dal Governo, in particolare attraverso i Ministri dell'interno e della giustizia.
In questi anni, infatti, sono state approvate leggi importanti:
- la legge n. 62 del 2014, che integra e completa l'articolo 416-bis del codice penale e punisce chi accetta la promessa di procurare voti con modalità mafiose in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità e chi promette di procurare voti con modalità mafiose;
- la legge n. 186 del 2014, che introduce nel codice penale il reato di autoriciclaggio;
- la legge n. 68 del 2015 contro i reati ambientali, che aggiunge al codice penale il Titolo VI-bis dei delitti contro l'ambiente;
- la legge n. 69 del 2015, nota anche come «legge anticorruzione»; e infine la legge n. 199 del 2016 contro il caporalato.
Questi interventi legislativi abbiano rafforzato gli strumenti di prevenzione e contrasto a disposizione dell'autorità giudiziaria e delle forze dell'ordine e abbiano reso più efficace l'azione repressiva dello Stato contro le mafie e contro reati strettamente connessi alle attività criminali tipiche delle organizzazioni mafiose.
Ricordare le forze dell'ordine, i magistrati, i giornalisti, i rappresentanti delle istituzioni e i cittadini uccisi dalle mafie è fondamentale per costruire una memoria condivisa e per affermare la cultura della legalità. L'istituzione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie consente di rafforzare un'iniziativa culturale, in particolare diretta verso le generazioni più giovani, per far conoscere la violenza e la sopraffazione delle mafie e i danni, i lutti, l'impoverimento e il sottosviluppo provocati dalle organizzazioni criminali. Dalla conoscenza di tali tragedie e dalla consapevolezza degli effetti negativi delle mafie è possibile svolgere un lavoro per affermare la legalità e lo Stato di diritto.
LEGGE IN MATERIA DI SICUREZZA DELLE CURE
E DELLA PERSONA ASSISTITA NONCHÉ IN MATERIA DI
RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEGLI ESERCENTI
APPROVAZIONE UNANIME IN PRIMA LETTURA DELLE
NORME IN FAVORE DEGLI ORFANI PER CRIMINI DOMESTICI
Approvata alla Camera all'unanimità la proposta di legge si propone di rafforzare il sistema di tutele per i figli rimasti orfani a seguito di un crimine domestico: si riferisce, dunque ai figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso da:
- il coniuge, anche legalmente separato o divorziato;
- la parte dell'unione civile, anche se l'unione è cessata;
- una persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza con la vittima.
- Gratuito patrocinio: viene rafforzata la tutela dei figli della vittima consentendo loro l'accesso al patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dai limiti di reddito - Il patrocinio gratuito dovrà coprire tanto il processo penale quanto tutti i procedimenti civili conseguenti alla commissione del reato, compresi i procedimenti di esecuzione forzata.
- Ergastolo anche all’omicida del coniuge: attualmente l’articolo 577 del codice penale, che riguarda l’omicidio aggravato dalle relazioni personali, prevede, al comma 1, che venga applicato l’ergastolo solo per gli ascendenti e discendenti: con la nuova previsione, approvata in commissione per mezzo dell’approvazione di un emendamento del PD, la l’aggravante si estende anche al coniuge, anche legalmente separato, alla parte dell'unione civile; e alla persona legata all'omicida da stabile relazione affettiva e con esso stabilmente convivente (attualmente l'omicidio del coniuge divorziato o della parte della cessata unione civile (viene invece punito con la reclusione da 24 a 30 anni).
- Risarcimento del danno: sequestro conservativo, si introduce l'obbligo per il pubblico ministero che procede per omicidio del coniuge (anche separato o divorziato), della parte dell'unione civile (anche se l'unione è cessata) o della persona legata all'imputato da relazione affettiva o stabile convivenza di verificare la presenza di figli della vittima (minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti), di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell'indagato in ogni stato e grado del processo.
- Provvisionale e sequestro conservativo: il giudice in sede di condanna - a prescindere dal carattere definitivo della stessa - deve assegnare loro a titolo di provvisionale una somma pari almeno al 50 per cento del presumibile danno, che sarà liquidato poi in sede civile (si tratta di anticipare il risarcimento del danno senza dover aspettare l’avvio della causa civile in seguito alla sentenza di condanna) Inoltre, collegando la provvisionale al sequestro conservativo si dispone che, se i beni dell'imputato sono già sottoposti a sequestro, quest'ultimo con la sentenza di primo grado si converte in pignoramento, nei limiti della provvisionale accordata.
- Indegnità a succedere: viene resa automatica la sua applicazione in caso di condanna per omicidio in ambito domestico, anche in caso di patteggiamento: non sarà, dunque, necessario avviare un procedimento civile a seguito della condanna penale, ma sarà invece il giudice penale a dichiarare l'indegnità a succedere contestualmente alla sentenza di condanna.
- Pensione di reversibilità – viene sospeso il diritto alla pensione di reversibilità o indiretta ovvero all'indennità una tantum della vittima a partire dall'iscrizione sul registro degli indagati (art. 335 c.p.p.), anticipando così gli esiti della sentenza di condanna: in caso di archiviazione o di sentenza definitiva di proscioglimento la sospensione viene meno e dovranno essere corrisposti gli arretrati. In caso di sospensione della pensione di reversibilità subentrano nella titolarità della quota del genitore indagato i figli minorenni o economicamente non autosufficienti che siano anche figli della vittima. Per ciò è previsto in capo al PM un obbligo di comunicazione del pubblico ministero all'Istituto di previdenza (INPS).
- Stato, regioni e autonomie locali hanno il compito di promuovere e organizzare forme di assistenza - pronta gratuita - delle vittime di reati intenzionali violenti e dei loro familiari (prevenzione della vittimizzazione, assistenza, diritto allo studio, monitoraggio etc…)
- Assistenza medico psicologica gratuita a carico del sistema sanitario nazionale, per tutto il tempo occorrente al recupero ed al mantenimento del loro equilibrio psicologico. Gli stessi soggetti saranno esenti dalla partecipazione alla spesa per ogni tipo di prestazione sanitaria e farmaceutica.
- Affidamento del minore orfano di crimini familiari: si modifica la legge sulle adozioni privilegiando la continuità delle relazioni affettive tra il minore e i parenti fino al terzo grado, e assicurando in quanto possibile, in presenza di fratelli o sorelle, la continuità affettiva tra gli stessi;
- Fondo – si incrementa di 2 milioni di euro, a decorrere dal 2017, la dotazione del Fondo di rotazione per le vittime della mafia, dell'usura e dei reati intenzionali violenti, che viene destinato ora anche agli orfani per crimini domestici e ridenominato di conseguenza. In particolare tale incremento è destinato all'erogazione di borse di studio per gli orfani, al finanziamento del loro reinserimento lavorativo e alla copertura delle spese per l'assistenza psicologica e sanitaria. La disposizione specifica poi che almeno il 70% dei due milioni di euro dovrà essere destinato agli orfani minorenni e il restante agli orfani maggiorenni non economicamente autosufficienti.
ANDREA ORLANDO SI CANDIDA
Di seguito riportiamo una sua interessante intervista sulle ragioni della candidatura.
REPUBBLICA 1 MARZO 2017
CASO CONSIP: FARE SUBITO CHIAREZZA
Sulla vicenda Consip riportiamo un interessante riflessione apparsa sul Sole24Ore.
SOLE24ORE 2 MARZO 2017
Sulla vicenda delle Banche Venete l'autorevole parere del giurista Sabino Cassese.
CORRIERE 28 FEBBRAIO 2017
APPALTI SENZA GARA PER 175 MILIONI DI EURO
MATTINO DI PADOVA 25 FEBBRAIO 2017
Oltre 175 milioni di euro in appalti, su un totale di poco più di 225 milioni, affidati senza gara. Sfruttando procedure più snelle e quindi veloci. Ma con il forte sospetto - tanto forte che Procura di Padova, Corte dei conti e Anticorruzione stanno indagando da mesi - che non siano sempre regolari. Scelte, piuttosto, per aggirare la norma sulla concorrenza attraverso il cosiddetto frazionamento degli appalti. Pratica che la legge vieta espressamente. Etra e il suo sistema di appalti sono al centro del libro bianco curato dai deputati del Pd Alessandro Naccarato e Vanessa Camani, frutto di mesi di ricerche e indagini sulla multiutility partecipata da 75 Comuni, di cui 44 in provincia di Padova. “Affidamenti diretti e frazionamento degli appalti” è forse il capitolo più “caldo” del libretto e racconta di un sistema che, secondo i deputati dem, può celare i due grandi mali delle società pubbliche: conflitti di interesse e clientelismi. Questi ultimi mascherati da attenzione al territorio e alle sue aziende e cooperative, mal celati i primi attraverso il cosiddetto “sistema duale” che divide - ma più spesso mescola - i ruoli di politici e manager. Dall’analisi emerge che tra il 2015 e il primo semestre del 2016 ci sono lavori affidati per circa 25 milioni di euro con quelle che vengono definite «evidenti anomalie per entità degli importi e nomi ricorrenti». Oltre 4 milioni di euro sono i lavori affidati alle cooperative sociali, o con affidamenti diretto o con la procedura, sempre senza gara, prevista dall’articolo 5 della Legge regionale 381/91 per l’inserimento di soggetti svantaggiati (Progetto lavoro). Sono 18 le cooperative elencate nel libro bianco. La coop Primavera ha ottenuto nel 2014 in affidamento diretto lavori per 486.096 euro, scesi a soli 8.383 nel 2015. Differenza in parte bilanciata da quanto ottenuto in regime di Progetto lavoro, 332.601 nel 2014 a fronte di 547.854 nel 2015. Stessa dinamica per la coop Coislha i cui affidamenti diretti passano da 199.588 a 74.173 euro, e Progetto lavoro da 160.410 a 232.093 euro. Compare anche la coop Ecofficina - già nell’occhio del ciclone per le presunte fatture gonfiate che le sarebbero state pagate dalla società dei rifiuti della Bassa padovana Padova Tre - con 54.330 euro in affidamento diretto e 60.603 con Progetto lavoro nel 2014, l’anno successivo rispettivamente 27.161 e 104.919 euro. «In molti casi» rilevano Camani e Naccarato, «vediamo come al diminuire degli affidamenti diretti aumentano quelli in Progetto lavoro, un modo anche questo che può mascherare anomalie». Si nota anche per la coop Stella fra i popoli: affidamenti diretti nel 2014 per 23 mila euro, azzerati nel 2015. Ma il valore di appalti in Progetto lavoro sale da 227.068 a 310.384. La coop Persona passa da 171.388 euro nel 2014 a oltre 555 mila nel 2015. Città So.la.re da 112.638 euro in affidamento diretto e 246.667 in Progetto lavoro del 2014 a 398.608 nel 2015 in solo Progetto lavoro. Ferracina passa da 282.323 più 389.539 a 642.784, Alba Serena da 98.124 più 209.370 a 86.181 più 391.477, Idee verdi da 159.338 più 77.803 a 166.436. La coop Working out passa invece da 80.850 più 132.280 a 227.243 in solo Progetto lavoro, Avvenire da 106.381 più 123.827 a 237.783, Altopiano da 96.330 più 138.866 a 233.830. Affidamenti diretti limitati al 2104 per le coop Pnl, Angoli di mondo, Noi, Eiteam e Giotto. E ci sono poi 20 milioni di affidamenti “anomali” alle aziende, fra cui compaiono Asi e Sintesi srl, partecipate dalla stessa Etra, Ambiente Veneto e Ecosoluzioni della famiglia del consigliere regionale Fabrizio Boron, ma anche la Sesa di Este, AcegasApsAmga partecipata dal Comune di Padova.
I DEPUTATI CAMANI E NACCARATO.
LA DENUNCIA: «SISTEMA CLIENTELARE CAMUFFATO»
«La cifra dell’etica spesso supera quella delle legalità, è su questo che vorremmo far riflettere e portare l’attenzione di chi amministra la cosa pubblica»: questo, in sintesi, lo scopo del libro bianco su Etra curato dai deputati del Partito democratico Alessandro Naccarato e Vanessa Camani. Il lavoro sul breve dossier che i due dem stanno presentando in questi giorni in alcuni comuni dell’Alta padovana, è iniziato la scorsa estate per la relazione da portare alla commissione bicamerale sul ciclo illegale dei rifiuti. Il lavoro di ricerca ha finito con l’intrecciarsi alla notizia delle indagini sulla multiutility avviate dalla Procura di Padova, in particolare sul sistema degli appalti frazionati. «Gli obiettivi del libro bianco» sottolinea Naccarato, «sono essenzialmente due: fare informazione e fornire agli amministratori pubblici degli strumenti di prevenzione rispetto a comportamenti irregolari. Riteniamo che un partito debba fare anche questo, dare indirizzi, una volta era così, mentre ora i partiti si fanno sentire spesso solo quando è ora di nomine. Il nostro compito non è di scoprire reati o additare i responsabili: abbiamo fatto una analisi mettendo in luce le anomalie che contrastano con le leggi sulla concorrenza». «Quello che noi rileviamo» aggiunge Camani, «è che il sistema Etra invece di tutelare la concorrenza e l’apertura al mercato fa il contrario, scegliendo i rapporti preferenziali verso le cooperative del territorio o le aziende. Si fa passare questo per attenzione al territorio e alla sua economia, ma si nasconde un altro aspetto che è invece quello del clientelismo. Perché poi si scopre che questa o quella coop, così come questa o quella società, sostiene un amministratore, appoggia un sindaco, finanzia la campagna elettorale di questo o quello». Lo stesso sistema duale ammesso dalla legge e applicato in Etra che ha un comitato di sorveglianza composto da amministratori pubblici e un comitato esecutivo dove siedono invece i manager, non è esente dalle critiche dei Dem: «Abbiamo visto come in Etra il consiglio di sorveglianza si sia intromesso nelle scelte del consiglio esecutivo, in particolare in occasione del bando per la raccolta dei rifiuti in 48 Comuni dove al criterio del massimo ribasso si è chiesto di sostituire quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa». E nel mirino ci sono i tanti, troppi, lavori assegnati alle cooperative, senza gara, senza confronto nel mercato grazie a procedure come l’affidamento diretto, il Progetto lavoro, il cottimo fiduciario, la procedura ristretta o quella negoziata senza bando. «Oltre alle possibili irregolarità determinate dal frazionamento degli appalti» sottolinea Naccarato, «non si tiene conto del fatto che dalle coop i lavoratori hanno molte meno tutele e paghe più basse rispetto ai contratti nazionali applicati dalle società. Quindi quando si dice di voler far lavorare le coop per sostenere l’economia del territorio si dice una mezza verità». «Conflitti di interesse e clientelismi sono i due mali dei servizi pubblici che la legge sugli Eco-reati, i decreti Madia sulla Pubblica amministrazione e le partecipate pubbliche cercano di curare» sottolinea Camani, «anche se siamo convinti non sia sufficiente appellarsi alla legalità. In Etra ci sono Comuni soci della multiutility che sono gli stessi che poi beneficiano dei suoi servizi. In questo modo il rischio che il ruolo di controllori e controllati finiscano per coincidere è reale». La proposta che i deputati dem lanciano dalle pagine del libro bianco è di andare oltre la legalità: «La politica deve viaggiare su un doppio binario, fatto di legalità ma anche di etica e spesso quest’ultima va oltre la prima» insiste Camani, «il sistema duale di governance delle partecipate pubbliche è legale ma perché funzioni al meglio deve essere etico e per questo è necessario alzare l’asticella».
COMITATO PADOVA PER
ANDREA ORLANDO SEGRETARIO
SABATO 4 MARZO ORE 9.30
SEDE PD - VIA B.PELLEGRINO 16 - PADOVA