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Timestamp: 2020-08-09 09:16:01+00:00
Document Index: 178483052

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 414', 'art. 360', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19041 del 16/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19041 del 16/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/07/2019, (ud. 20/03/2019, dep. 16/07/2019), n.19041
sul ricorso 778-2017 proposto da:
EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO, GIUSEPPE MATANO, CARLA D’ALOISIO,
P.C., N.R., D.A., F.G.,
S.F., G.F., L.T.R., GU.MA.,
DI.LE.CE., PO.DO., G.T., R.C.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA BARBERINI, 47, presso lo
studio dell’avvocato SILVIA LUCANTONI, che li rappresenta e difende
unitamente agli avvocati ANGELO PANDOLFO, MARIALUCREZIA TURCO,
avverso la sentenza n. 262/2016 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
che, con sentenza depositata il 23.6.2016, la Corte d’appello di Genova, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva dichiarato insussistente l’obbligo di P.C., N.R., D.A., F.G., S.F., G.F., L.T.R., GU.MA., DI.LE.CE., PO.DO., G.T., R.C. di iscriversi e versare i contributi presso la Gestione separata degli esercenti attività commerciali tenuta dall’INPS in relazione all’attività svolta di produttori diretti o liberi di assicurazioni;
che avverso tale pronuncia l’INPS ha proposto ricorso per cassazione, deducendo un motivo di censura;
che i controricorrenti in epigrafe hanno resistito con controricorso;
che, con il primo motivo, l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo 25 maggio 1939 per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le sub – agenzie e i produttori di assicurazioni e del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, (conv. con L. n. 326 del 2003), in relazione alla L. n. 613 del 1966, art. 1, alla L. n. 160 del 1975, art. 29ed alla L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 202, per avere la Corte di merito ritenuto che l’obbligo di iscrizione presso la Gestione commercianti sussisterebbe soltanto per i produttori il cui rapporto si sia instaurato con un’agenzia di assicurazioni e non anche per coloro che svolgono l’attività in virtù di un rapporto costituito direttamente con la compagnia di assicurazioni;
che con il secondo motivo l’Inps deduce violazione e falsa applicazione degli art. 414,416 e 434 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, osservando che il giudice di secondo grado aveva ritenuto che il thema decidendum era fissato nel perimetro del verbale di accertamento opposto, nel quale l’Inps aveva rilevato la mancata iscrizione dei produttori alla gestione commercianti in violazione del D.L. 2003 n. 269, art. 44, conv. con modificazioni in L. 24 novembre 2003, n. 326e che, avendo l’Inps contestato nel corso del giudizio anche la violazione della disciplina generale applicabile in materia (L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 202 e 203), ciò avrebbe determinato un mutamento del fatto costitutivo della pretesa contributiva, laddove l’Inps aveva proceduto a una mera esplicitazione delle norme giuridiche applicabili alla fattispecie, senza modificare il fatto costitutivo della pretesa tributaria;
che il primo motivo è manifestamente infondato, dovendosi dare continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al D.L. n. 269 del 2003 cit., art. 44, comma 2, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub – agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
che il secondo motivo è inammissibile poichè il ricorrente non trascrive il contenuto dell’atto difensivo contenente le argomentazioni ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 202 e 203, che assume aver svolto, pur essendo necessario, in ossequio al canone di autosufficienza del ricorso per cassazione, che egli specifichi il contenuto della critica mossa alla sentenza impugnata indicando precisamente i fatti processuali alla base del vizio denunciato e producendo in giudizio l’atto o il documento della cui erronea valutazione si dolga, o indicando esattamente l’ubicazione nel fascicolo processuale, e, in ogni caso, trascrivendone o riassumendone il contenuto nel ricorso (ex multis, Cass. n. 29093 del 13/11/2018);
che il ricorso, pertanto, va complessivamente rigettato, con compensazione delle spese del giudizio di legittimità in considerazione del contrasto esistente nella giurisprudenza di merito al tempo della proposizione del ricorso per cassazione (cfr. Cass. n. 30554 del 2018, cit.);
Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 5 marzo 2019.