Source: http://www.linuxtrent.it/iniziative/leggi-e-normative
Timestamp: 2013-06-19 11:45:19+00:00
Document Index: 185430886

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.81', 'art. 28', 'art. 4', 'art. 79', 'art. 8', 'art. 81', 'art. 101', 'art. 99', 'sentenza ']

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IniziativeSportello Linux
Leggi e normativeLegge provinciale 27 luglio 2012, n. 16
Ddl Mauro Bondi
Il Software Libero Un Diritto
Commenti Al Ddl Mauro Bondi
Interrogazione Bondi 22.06.2005
Risposta Salvatori a Interrogazione Bondi
Home › Iniziative Leggi e normative Dom, 02/08/2009 - 20:10 — admin
Pagina di discussione di proposte legislative locali in materia di Software Libero.
Raccolta di Normative e di proposte in ambito locale.
Raccogliamo qui le normative e le proposte di legge in materia di Software Libero avanzate a livello locale (Comune, Provincia di Trento e Regione Trentino-Alto Adige).
L'obiettivo è rendere più trasparente il processo di sviluppo delle leggi che interessano direttamente il mondo del Free Software e favorire i commenti da parte della comunità. Ci auguriamo che a) la nostra vigilanza e b) il nostro contributo possano essere ascoltati e recepiti da chi di competenza.
La raccolta è più o meno aggiornata a Dicembre 2010.
Delibera della Giunta Comunale del Comune di Riva del Garda n.78 del 2010
VERBALE DI DELIBERAZIONE N. 78DELLA GIUNTA MUNICIPALEPROT. N. 2010 - 0030549 SOFTWARE LIBERO ED OPEN SOURCE E FORMATI APERTI:DELIBERA DI INDIRIZZO PER LA PROMOZIONE E L'ULTERIOREESTENSIONE DELL'UTILIZZO, NONCHÉ PER LA PARTECIPAZIONE APROGETTI DI SOFTWARE FLOSS
L’anno duemiladieci, addì dodici del mese di ottobre (12-10-2010), alle ore 12:15 nella Salariunioni, si è convocata la Giunta Municipale.Risultano presenti i signori:MOSANER ADALBERTOVIVALDELLI MARCOSERAFINI MIRELLABOLLETTIN RENZABRUNELLI MARIA FLAVIAZANONI ALESSIO- Sindaco- Assessore- Assessore- Assessore- Assessore- AssessoreRisulta assente il signor:BERTOLINI ALBERTO- Vice SindacoPartecipa la Sig.ra MORESCO LORENZA - Segretario generaleRiconosciuto il numero legale degli intervenuti, il sig. MOSANER ADALBERTO nella suaqualità di Sindaco assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazionedell'oggetto suindicato posto al n. 305 dell’ordine del giorno.*********************PRPGCDL1002371Relazione.Al fine di fornire utili informazioni in ordine alle tematiche di cui all'oggetto, si ritieneopportuno riportare quanto contenuto nella mozione approvata dal Consiglio Comunale diTrento con delibera n. 119 di data 21-07-2010:“Premesso che:● con il termine software si intende un programma o un insieme di programmi ingrado di funzionare su un calcolatore elettronico: è un insieme di istruzioniscritte da uno o più programmatori in un linguaggio di programmazione cheistruiscono il calcolatore sulle operazioni da compiere per elaborare dei dati.Vi sono vari tipi di software dai sistemi operativi (Windows, GNU/Linux, Unix,MacOS) che permettono ai calcolatori di funzionare, ai database, aiprogrammi applicativi come l'editore (o compositore) di testi. Il software èprotetto dal diritto d'autore;● l'accesso al codice sorgente di un programma rende possibile comprenderne ilfunzionamento ed effettuarne modifiche e miglioramenti; di norma però ilsoftware commerciale viene distribuito in formato eseguibile e non vienedistribuito il relativo codice sorgente che viene gelosamente protetto daiproduttori; questo ha portato nel tempo, a livello internazionale, ad un blocconella diffusione della conoscenza del software, che ha innescato una reazioneda cui è nato il movimento del software libero;● il movimento del software libero racchiude due scuole di pensiero: la prima(sostenuta primariamente dalla Free Software Foundation) che ritiene che ilsoftware, in quanto conoscenza deve essere libero, la seconda (promossa dallaOpen Source Initiative) che sostiene che il software libero è preferibile permotivi tecnici; recentemente si sta affermando il termine FLOSS che unisce inun'unica locuzione le due scuole di pensiero;● con il termine software libero (free software in lingua inglese) si intende quelsoftware liberamente accessibile e modificabile, non necessariamente gratuito;esso risponde alla 4 libertà:1. libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo;2. libertà di studiare il funzionamento del programma e di adattarlo alleproprie esigenze;3. libertà di redistribuire copie del programma;4. libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente imiglioramenti;● con il termine software open source si intende quel software che soddisfa i diecicriteri stabiliti nella Open Source Definition, tra i quali, ridistribuzione libera,il programma deve comprendere il codice sorgente che può essere modificato,non discriminazioni contro persone, gruppi o settori di applicazione, neutralitàtecnologica, ecc;● il software libero (od open source) ammette la commercializzazione delsoftware licenziato;● le due definizioni non implicano differenze rilevanti ed infatti individuanosostanzialmente lo stesso insieme di licenze (cioè sono pochissime le licenzeche sono di software libero ma non open source, e viceversa);PRPGCDL1002372● con il termine software proprietario (artefatto software che non rispetta lelibertà sopra enunciate) si intende di solito il software prodotto e distribuito inesclusiva da un produttore, che ne detiene il diritto d'autore ed impediscel'accesso al codice sorgente, limitandosi a vendere licenze d'uso: anche ilcosiddetto freeware, cioè software non FLOSS ma utilizzabile a costo zero, èsoftware proprietario;● per licenza si intende quella prescrizione che disciplina i termini d'uso delsoftware. Spesso le licenza di software proprietario precisano che il softwarepuò essere usato solo su un singolo computer e proibiscono ogni modifica delsoftware stesso;● le licenze di software libero ne permettono il libero uso, la copia, lo studio ed ilmiglioramento; tra le più diffuse licenze di software libero sono la GNU-GPL(General Public License) la licenza Apache, la BSD (Berkeley SoftwareDistribution) e la CPL (Common Public License);● con il termine formato aperto si intende un formato dati reso pubblico,documentato esaustivamente ed esente da qualsiasi diritto di terzi che limitil'uso del formato o della relativa documentazione;Riconoscendo che:● il FLOSS, da una parte garantisce un ottimale impatto economico (conl'abbattimento dei costi di sviluppo e manutenzione) e sociale delle decisioni dispesa in informatica delle pubbliche amministrazioni, dall'altra realizza valoriCostituzionalmente rilevanti (libertà d'informazione, d'iniziativa economica edella cultura, pluralismo informativo, uguaglianza e solidarietà);● l'utilizzo del FLOSS, consente una maggiore efficienza dell'amministrazionepubblica, il potenziamento delle relazioni inter-organizzative attraverso loscambio con formati aperti, la crescita della trasparenza ed un'estensionedell'accesso: permette infatti un risparmio economico non trascurabile per laPA nel suo complesso per il fatto che il FLOSS può essere condiviso piùfacilmente con altre amministrazioni; inoltre la manutenzione nel tempo delsoftware, solitamente assai onerosa, può beneficiare dei contributi provenientidall'esterno. La trasparenza offerta dal FLOSS permette di riconoscere erisolvere in maniera più rapida i difetti del software, aspetto di fondamentaleimportanza per quanto riguarda la sicurezza di utilizzo.● l'utilizzo del FLOSS ha un impatto positivo sulla salvaguardia dell'ambiente,facilitando il riciclo ed il riuso dell'hardware e limitando l'impatto dell'e-wasteche comprende i rifiuti di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche(RAEE), che richiedono un particolare e costoso trattamento ad hoc. L'uso delsoftware di tipo proprietario richiede, infatti, quasi sempre ad ogni nuovarelease, l'adeguamento dell'hardware con macchinari sempre più potenti esofisticati;● l'acquisto di soluzioni FLOSS e/o di servizi per l'installazione, avvio,manutenzione, sviluppo, ecc. di soluzioni FLOSS, ha normalmente ricadute piùdirette sull'economia del territorio locale rispetto alla spesa per l'acquisto didiritti d'uso (licenze) da ditte nazionali o multinazionali, e quindi può costituireun volano importante per lo sviluppo di realtà innovative nell'economia locale;PRPGCDL1002373● un aspetto assai rilevante riguarda la formazione del personale: il softwareFLOSS può essere diffuso a costo zero tra coloro che partecipano ai corsi, enessun limite è posto alla possibilità di studiare il software nei minimi dettagli.● il software libero risponde meglio ai principi di efficienza, efficacia edeconomicità dell'azione amministrativa, all'esigenza di sicurezza eall'indipendenza dai singoli fornitori;”Un'ulteriore tipologia di licenza spesso usata per opere di ingegno diverse dal software sono le“licenze Creative Commons”. Trattasi di alcune licenze di diritto d'autore redatte e messe adisposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 dalla Creative Commons, un entenon-profit statunitense fondato nel 2001. Queste licenze si ispirano al modello copyleft giàdiffuso negli anni precedenti in ambito informatico e possono essere applicate a tutti i tipi diopere dell'ingegno. Queste licenze, in sostanza, rappresentano una via di mezzo tra "full-copyright" e "public domain": da una parte la protezione totale realizzata dal modello "AllRights Reserved" (tutti i diritti riservati) e dall'altra l'assenza totale di diritti ("no rightsreserved"). La filosofia su cui si fonda lo strumento giuridico delle licenze CC si basa sulmotto "Some Rights Reserved" (alcuni diritti riservati): l’autore di un'opera può deciderequali diritti riservarsi e quali concedere liberamente. Le licenze Creative Commons sono dal2004 tradotte ed adattate alla legislazione ed al sistema giuridico italiano.Sia in ambito nazionale che in ambito locale sono state fornite diverse indicazioni (sia dicarattere normativo che di studio) a favore o comunque di particolare attenzione nei riguardidel software FLOSS e dei formati aperti, di cui si citano:• la “Direttiva Stanca” (Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte dellepubbliche amministrazioni - G.U. 7 febbraio 2004, n. 31)• il D.lgs 82/2005 (Codice dell'Amministrazione Digitale) in particolare il disposto dell'art. 68secondo il quale le Pubbliche Amministrazioni, prima di acquisire programmi informatici,devono realizzare una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le soluzionidisponibili sul mercato, ivi incluse le soluzioni FLOSS e con obbligo che venga supportatoalmeno un formato aperto;• l'Osservatorio Open Source per la rilevazione continua nell'uso del FLOSS presso le PAcostituito dal CNIPA (Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione)che dal 1 dicembre 2009 ha assunto la denominazione di “DigitPA”;• il D. Lgs. 28 febbraio 2005 sul sistema pubblico di connettività e cooperazione;• la sentenza del TAR del Lazio 2809/07 del 22-03-2007 che riconosce l'obbligo per lePubbliche Amministrazioni di realizzare la valutazione comparativa prima di acquisireprogrammi informatici (ritiro gara del Ministero Lavoro per l'acquisto di licenze MicrosoftOffice 4,5 M€);• la legge della Regione Piemonte n. 9 del 26 marzo 2009 (Norme in materia di pluralismoinformatico, sull'adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità deidocumenti informatici nella pubblica amministrazione) che stabiliva: "...la Regione nellascelta dei programmi per elaboratore elettronico, privilegia i programmi appartenenti allacategoria del software libero e i programmi il cui codice è ispezionabile dal titolare dellalicenza.”• la sentenza della Corte Costituzionale n. 122 del 23 marzo 2010 che ha stabilito, a seguitodella richiesta dei Consiglio dei Ministri di dichiarare illegittima la legge sopra citata, che laPRPGCDL1002374preferenza per il software libero è legittima e rispetta il principio della libertà diconcorrenza.• le varie leggi regionali presentate in questi anni che prevedono più o meno esplicitamenteriferimenti alla diffusione del software libero; la prima regione è stata la Toscana con laL.R. n. 1 del 2004, seguita poi dall'Emilia Romagna, dall'Umbria, dal Veneto, dal FriuliVenezia Giulia e nel 2009 dal Piemonte;• la Relazione Finale della “Task Force Interoperabilità e Open Source” del giugno 2005costituita nell'ambito del Progetto Società dell'informazione della Provincia di Trento• la delibera della Giunta Provinciale di Trento n. 1492 del 15-07-2005 avente per oggetto“Linee guida in materia di interoperabilità dei sistemi informativi e di software opensource” che intende promuovere tra l'altro, l'adozione di formati aperti, la valorizzazione deiprincipi dell'interoperabilità e della cultura del software libero e a sorgente aperto, chevengano realizzate iniziative che incentivino nel tessuto locale l'adozione di modelli disviluppo basati su Software Libero o a codice aperto;• la delibera del Consiglio Comunale di Trento n. 119 del 21-07-2010 con oggetto "Estendereulteriormente l’utilizzo e la promozione del software libero ed open-source e dei formatiaperti, nonché la partecipazione a progetti di software libero ed open-source da parte delComune di Trento".Diverse amministrazioni pubbliche sia italiane che all'estero hanno già adottato o stannomigrando verso il software FLOSS e/o verso formati aperti o comunque se ne fannopromotrici, come ad esempio la provincia di Cremona, di Pisa, di Prato, i comuni di Monacodi Baviera, di Vienna, di Bologna, di Arezzo, e in un contesto più locale la provincia diBolzano e di Trento ed i comuni di Trento, Rovereto e Mori.Il Comune di Riva del Garda già da numerosi anni utilizza software e sistemi operativiFLOSS su numerosi server della sede sia per la gestione del sito internet e della postaelettronica, che per la gestione dei dati (Servizi demografici, dati collegati alla cartografia,manifestazioni ed eventi, Commercio e pubblici esercizi, ...) riscontrando un'alta affidabilitàdi servizio, un oculato utilizzo di risorse informatiche (RAM, CPU e disco) e la sicurezza dainfezioni di virus e malware.Nella seduta di data 17-11-2004 la Giunta comunale aveva dato indicazione di attivarsi per lacreazione di una Comunità Open-source con attività mirata verso le soluzioni informaticheinteressanti i comuni e/o enti simili, con conseguente rilascio dei prodotti software realizzaticon licenza GPL (una tra le licenze FLOSS più utilizzate). Anche se a suo tempo l'ufficio SICnon aveva trovato riscontri positivi da parte di altre pubbliche amministrazioni locali alprogetto, l'Amministrazione comunale aveva contribuito economicamente allo sviluppodell'interfaccia di web-mail Overlook (pubblicata con licenza GPL e tutt'ora in uso presso gliuffici comunali) ed al software di controllo di gestione EjFree in uso presso il servizio diManutentenzione del patrimonio comunale. Ha tutt'ora in corso il progetto direingegnerizzazione dell'applicativo di “Gestione dati amministrativi” e di “Gestione degli iterprocedurali” in ambiente totalmente FLOSS e multipiattaforma. Riguardo tale progetto lasocietà partecipata AGS di Riva del Garda e recentemente il comune di Mori hanno installatoe stanno utilizzando con successo l'applicativo di “Gestione dati amministrativi”. Il comune diMori stesso ha finanziato lo sviluppo di moduli di gestione del Registro delle Determine edelle Delibere in modalità integrata, sulla base dello stesso ambiente di sviluppo e con laPRPGCDL1002375medesima licenza GPL dell'applicativo di “Gestione dati amministrativi”, che quindi potràessere produttivamente utilizzato anche dalla nostra amministrazione (eventualmente conl'inserimento di alcune personalizzazioni) in sintonia con la filosofia di condivisione eriutilizzo del codice proprio della comunità open-source ed auspicato dalle normativenazionali e locali.Recentemente, con deliberazione n. 1420 di data 29-05-2009 con oggetto “Migrazione ufficicomunali dei programmi di office automation da Microsoft office a Open office...”, la Giuntacomunale aveva dato indirizzo di procedere alla migrazione dalla suite Microsoft Office allasuite Open Office inizialmente per i settori "Segreteria Generale E Organizzativa" e "ServiziAlla Persona E Comunità" per un totale di circa 60 postazioni di lavoro per procederesuccessivamente con i rimanenti servizi comunali di cui si erano stimate circa ulteriori 70postazioni. Tale migrazione era stata preferita al necessario aggiornamento delle licenze diMicrosoft Office - il cui costo era stato stimato su circa 22.000 euro ivati, a cui sarebbeseguito l'acquisto degli aggiornamenti delle 70 postazioni rimanenti - ed è stata portata a buontermine già agli inizi di luglio 2009, mentre i rimanenti uffici (che hanno a disposizionepostazioni con entrambe le suite di office automation) verrano definitivamente migratiall'inizio del prossimo anno. Tale soluzione è stata del resto attuata con successo anche nelcomune di Rovereto, mentre la provincia di Trento ed i comuni di Trento e di Mori sono infase di migrazione.Tutto ciò premesso,LA GIUNTA MUNICIPALEUdita e fatta propria la relazione dell'Assessore Brunelli, anche ai finidella motivazione del presente atto;Dato atto che è stato previamente acquisito il parere stabilito dall’art.81 del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L, comma 1, come favorevolmente espresso ed inserito nellapresente deliberazione, di cui forma parte integrante;Visto il Regolamento di Contabilità approvato con deliberazioneconsiliare n. 166 dd. 20.12.2000, dichiarata immediatamente esecutiva e inviata alla GiuntaProvinciale per il controllo in data 22.12.2000, la quale nella seduta del 2.03.2001 sub. n.3643/01-R.12 ha preso atto dell'avvenuta esecutività, nonché successive modifiche edintegrazioni;Vista la deliberazione della Giunta Municipale n. 1627 dd.30.12.2009, dichiarata immediatamente eseguibile, con la quale è stato approvato il PianoEsecutivo di Gestione (P.E.G.) per l'esercizio 2010 a seguito dell'approvazione da parte delC.C. del bilancio di previsione per l'esercizio 2010 e pluriennale 2010-2012 e ss.mm.;Dato atto che trattasi di competenza residuale della Giunta comunaleai sensi dell’art. 28 D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L, comma 1, assumendo la presentePRPGCDL1002376deliberazione anche ai fini di indirizzo al Responsabile del Servizio di Bilancio per laconseguente determinazione di spesa, come da precitata deliberazione n. 1627;Su invito dell`Assessore all'INNOVAZIONE E QUALITA' SERVIZI- BRUNELLI MARIA FLAVIA, e ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare ointegrare rispetto alla proposta di deliberazione;Ad unanimità di voti palesemente espressi per alzata di mano:DELIBERA1. di assumere l’indirizzo di proseguire con la diffusione del software FLOSS sia presso iservizi comunali (con il completamento della migrazione ad Open Office in primis daattuarsi nel corso del 2011), sia relativamente ai servizi forniti dai server centrali (domaincontroller, file server, database server, web ed email server, ed altro);2. di assumere l’indirizzo di adottare, ove possibile, formati aperti per la gestione ememorizzazione dei documenti (allo stato dell'arte, formati ODF in caso di documenti“modificabili” e formato PDF-a per i rimanenti e per lo scambio di documentazione conl'esterno); la modulistica presente sul sito internet del Comune sarà conseguentementeadeguata a tali formati, proponendo sia il formato ODF che il formato PDF-a;3. di assumere l’indirizzo di pubblicare, salvo esigenze eccezionali, il proprio materialeprodotto sul sito internet comunale con una licenza Creative Commons;4. di assumere l’indirizzo di prediligere nella scelta di nuove soluzioni informatiche, lesoluzioni che prevedano l'utilizzo di software FLOSS e di formati aperti;5. di assumere l’indirizzo di proseguire nello sviluppo e/o nel finanziamento di soluzioniapplicative FLOSS, pubblicate in internet e liberamente scaricabili ed installabili, al finedi contribuire alla virtuosa pratica di condivisione del software sia tra amministrazioni siacon società anche private;6. di assumere l’indirizzo di proseguire nell'obiettivo di creazione di una Comunità disupporto alla migrazione e sviluppo di soluzioni Open-source, con conseguente rilasciodei prodotti software realizzati con licenza FLOSS;7. di dare evidenza al fatto che, in applicazione dell’art. 4, comma 4, della L.P. 23/1992 ess.mm., avverso la presente deliberazione è ammessa opposizione alla Giunta Municipale,durante il periodo di pubblicazione, da parte di ogni cittadino ex art. 79 del D.P.Reg.1.02.2005, n. 3/L, nonché ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120giorni ex art. 8 del D.P.R. 24.11.1971 n. 1199 e giurisdizionale avanti al T.R.G.A. diTrento entro 60 giorni ex artt. 13 e 29 del D. Lgs. 02.07.2010 n. 104, da parte di chi abbiaun interesse concreto ed attuale.PRPGCDL1002377PARERE TECNICO-AMMINISTRATIVOSETTORE 1 – AREA DELLA SEGRETERIA GENERALE ED ORGANIZZATIVA -U.O. SISTEMA INFORMATIVO COMUNALEAi sensi e per gli effetti dell’art. 81 del D.P.Reg. 1.02.2005 n. 3/L, comma 1, si attesta che laproposta della sopraesposta deliberazione è stata debitamente istruita da questa Area e chesotto il profilo tecnico-amministrativo è regolare.lì, 12 ottobre 2010IL RESPONSABILE DELLA STRUTTURAf.to dott.ssa Michela Piva/mcdp.Data lettura del presente verbale, viene approvato e sottoscritto.IL SINDACOf.to MosanerL’ASSESSOREf.to VivaldelliIL SEGRETARIO GENERALEf.to Moresco==========
Delibera del Consiglio Comunale del Comune di Trento n.119 del 2010
VERBALE DI DELIBERAZIONE N. 119del Consiglio comunaleProtocollo n. 2010/90556Oggetto: ORDINE DEL GIORNO AVENTE AD OGGETTO: "ESTENDERE ULTERIORMENTEL'UTILIZZO E LA PROMOZIONE DEL SOFTWARE LIBERO ED OPEN-SOURCE EDEI FORMATI APERTI, NONCHE' LA PARTECIPAZIONE A PROGETTI DISOFTWARE LIBERO ED OPEN-SOURCE DA PARTE DEL COMUNE DI TRENTO",L’anno duemiladieci, addì ventuno del mese di luglio alle ore 18.11 nella sala delle adunanze aseguito di regolari avvisi, recapitati a termini di legge, si è riunito il Consiglio comunale.
Assume la presidenza il signor Renato Pegoretti.Partecipa il Segretario generale del Comune dott.ssa Cecilia Ambrosi.Riconosciuto legale il numero degli intervenuti il Presidente, dichiara aperta la seduta per latrattazione dell’oggetto suindicato.Il Consiglio comunalevisto l’ordine del giorno 29.01.2010 dei Consiglieri Franceschini, de Eccher, Ducati,De Stefano, Porta, Pedrini, Dal Rì, Serra, Cia, Purin, avente ad oggetto: “Estendere ulteriormentel’utilizzo e la promozione del software libero ed open-source e dei formati aperti, nonché lapartecipazione a progetti di software libero ed open-source da parte del Comune di Trento”;visto l’emendamento al dispositivo dell’ordine del giorno soprarichiamato fattoproprio dai presentatori e dai sottoscrittori e votato contestualmente all’ordine del giorno ai sensidel combinato disposto dell’art. 101, comma 4, e dell’art. 99, comma 3, del Regolamento delConsiglio comunale;constatato e proclamato da parte del Presidente, assistito dai segretari questori inqualità di scrutatori, il seguente esito della votazione:presenti n. 37 (trentasette), voti favorevoli n. 32 (trentadue), voti contrari nessuno, Consiglieriastenuti n. 5 (cinque)approvail seguente ordine del giorno.Premesso che:con il termine software si intende un programma o un insieme di programmi in grado difunzionare su un calcolatore elettronico: è un insieme di istruzioni scritte da uno o piùprogrammatori in un linguaggio di programmazione che istruiscono il calcolatore sulleoperazioni da compiere per elaborare dei dati. Vi sono vari tipi di software dai sistemi operativi(Windows, GNU/Linux, Unix, MacOS) che permettono ai calcolatori di funzionare, ai database,ai programmi applicativi come l'editore (o compositore) di testi. Il software è protetto dal dirittod'autore;l'accesso al codice sorgente di un programma rende possibile comprenderne il funzionamentoed effettuarne modifiche e miglioramenti; di norma però il software commerciale viene distribuitoin formato eseguibile e non viene distribuito il relativo codice sorgente che viene gelosamenteprotetto dai produttori; questo ha portato nel tempo, a livello internazionale, ad un blocco nelladiffusione della conoscenza del software, che ha innescato una reazione da cui è nato ilmovimento del software libero;il movimento del software libero racchiude due scuole di pensiero: la prima (sostenutaprimariamente dalla Free Software Foundation) che ritiene che il software, in quantoconoscenza deve essere libero, la seconda (promossa dalla Open Source Initiative) chesostiene che il software libero è preferibile per motivi tecnici; recentemente si sta affermando iltermine FLOSS che unisce in un'unica locuzione le due scuole di pensiero;con il termine software libero (free software in lingua inglese) si intende quel softwareliberamente accessibile e modificabile, non necessariamente gratuito; esso risponde alle 4libertà:1. libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo;2. libertà di studiare il funzionamento del programma e di adattarlo alle proprie esigenze;3. libertà di redistribuire copie del programma;4. libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti;con il termine software open source si intende quel software che soddisfa i dieci criteri stabilitinella Open Source Definition, tra i quali, ridistribuzione libera, il programma deve comprendereil codice sorgente che può essere modificato, non discriminazioni contro persone, gruppi oPagina 2 di 6Deliberazione Consiglio comunale 21/07/2010 n. 119il Segretario generalef.to Ambrosisettori di applicazione, neutralità tecnologica, ecc;- il software libero (od open source) ammette la commercializzazione del software licenziato;- le due definizioni non implicano differenze rilevanti ed infatti individuano sostanzialmente lostesso insieme di licenze (cioè sono pochissime le licenze che sono di software libero ma nonopen source, e viceversa);- con il termine software proprietario (artefatto software che non rispetta le libertà sopraenunciate) si intende di solito il software prodotto e distribuito in esclusiva da un produttore, chene detiene il diritto d'autore ed impedisce l'accesso al codice sorgente, limitandosi a venderelicenze d'uso: anche il cosiddetto freeware, cioè software non FLOSS ma utilizzabile a costozero, è software proprietario;- per licenza si intende quella prescrizione che disciplina i termini d'uso del software. Spesso lelicenze di software proprietario precisano che il software può essere usato solo su un singolocomputer e proibiscono ogni modifica del software stesso;- le licenze di software libero ne permettono il libero uso, la copia, lo studio ed il miglioramento;tra le più diffuse licenze di software libero sono la GNU-GPL (General Public License) la licenzaApache, la BSD (Berkeley Software Distribution) e la CPL (Common Public License);- con il termine formato aperto si intende un formato dati reso pubblico, documentatoesaustivamente ed esente da qualsiasi diritto di terzi che limiti l'uso del formato o della relativadocumentazione;riconoscendo che:- il FLOSS, da una parte garantisce un ottimale impatto economico (con l'abbattimento dei costidi sviluppo e manutenzione) e sociale delle decisioni di spesa in informatica delle pubblicheamministrazioni, dall'altra realizza valori Costituzionalmente rilevanti (libertà d'informazione,d'iniziativa economica e della cultura, pluralismo informativo, uguaglianza e solidarietà);- l'utilizzo del FLOSS, consente una maggiore efficienza dell'amministrazione pubblica, ilpotenziamento delle relazioni inter-organizzative attraverso lo scambio con formati aperti, lacrescita della trasparenza ed un'estensione dell'accesso: permette infatti un risparmioeconomico non trascurabile per la PA nel suo complesso per il fatto che il FLOSS può esserecondiviso più facilmente con altre amministrazioni; inoltre la manutenzione nel tempo delsoftware, solitamente assai onerosa, può beneficiare dei contributi provenienti dall'esterno. Latrasparenza offerta dal FLOSS permette di riconoscere e risolvere in maniera più rapida i difettidel software, aspetto di fondamentale importanza per quanto riguarda la sicurezza di utilizzo.- l'utilizzo del FLOSS ha un impatto positivo sulla salvaguardia dell'ambiente, facilitando il ricicloed il riuso dell'hardware e limitando l'impatto dell'e-waste che comprende i rifiuti di tutte leapparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che richiedono un particolare e costosotrattamento ad hoc. L'uso del software di tipo proprietario richiede, infatti, quasi sempre ad ogninuova release, l'adeguamento dell'hardware con macchinari sempre più potenti e sofisticati;- l'acquisto di soluzioni FLOSS e/o di servizi per l'installazione, avvio, manutenzione, sviluppo,ecc. di soluzioni FLOSS, ha normalmente ricadute più dirette sull'economia del territorio localerispetto alla spesa per l'acquisto di diritti d'uso (licenze) da ditte nazionali o multinazionali, equindi può costituire un volano importante per lo sviluppo di realtà innovative nell'economialocale;- un aspetto assai rilevante riguarda la formazione del personale: il software FLOSS può esserediffuso a costo zero tra coloro che partecipano ai corsi, e nessun limite è posto alla possibilità distudiare il software nei minimi dettagli.- il software libero risponde meglio ai principi di efficienza, efficacia ed economicità dell'azioneamministrativa, all'esigenza di sicurezza e all'indipendenza dai singoli fornitori;visto:- il D.Lgs. 82/2005 (Codice dell'Amministrazione Digitale) ed in particolare il disposto dell'articolo68 del Codice dell'amministrazione digitale (D. Lgs. n. 82/2005) secondo il quale le PubblicheAmministrazioni, prima di acquisire programmi informatici, devono realizzare una valutazionecomparativa di tipo tecnico ed economico tra le soluzioni disponibili sul mercato, ivi incluse lesoluzioni FLOSS e con obbligo che venga supportato almeno un formato aperto;- il lavoro della “Commissione per il software libero e a codice sorgente aperto nell'ambito dellapubblica amministrazione”, istituita nell'ottobre 2002 dall'allora Ministro Stanca, che ha portato,Pagina 3 di 6Deliberazione Consiglio comunale 21/07/2010 n. 119il Segretario generalef.to Ambrosi-----------dopo circa un anno di lavoro, alla pubblicazione dell'”Indagine conoscitiva sul software opensource” condotta con il metodo delle audizioni con associazioni di categoria, operatori pubblici eprivati del settore ed esperti della materia, da cui emerge con chiarezza come le P.A. debbanovalutare con una rigorosa analisi costi-benefici la possibilità di usare software open source e nelquale si evidenziava che la spesa per il software cosiddetto personalizzato costituisse il 45%del totale della voce software in prodotti e gestione;l'Osservatorio Open Source per la rilevazione continua nell'uso del FLOSS presso le P.A.costituito dal CNIPA (Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione) che dal1 dicembre 2009 ha assunto la denominazione di “DigitPA”;il D. Lgs. 28 febbraio 2005 sul sistema pubblico di connettività e cooperazione;la sentenza del TAR del Lazio 2809/07 del 22.03.07 che riconosce l'obbligo per le PubblicheAmministrazioni di realizzare la valutazione comparativa prima di acquisire programmiinformatici;le varie leggi regionali presentate in questi anni che prevedono più o meno esplicitamenteriferimenti alla diffusione del software libero; la prima regione è stata la Toscana con la L.R. n. 1del 2004, seguita poi dall'Emilia Romagna, dall'Umbria, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia enel 2009 dal Piemonte;la Relazione Finale della Task Force Interoperabilità e Open Source costituita nell'ambito delProgetto Società dell'informazione della Provincia di Trento;la deliberazione della Giunta provinciale di Trento 15.07.2005 n. 1492 avente per oggetto “Lineeguida in materia di interoperabilità dei sistemi informativi e di software open source” che intendepromuovere tra l'altro, l'adozione di formati aperti, la valorizzazione dei principidell'interoperabilità e della cultura del software libero e a sorgente aperto, che venganorealizzate iniziative che incentivino nel tessuto locale l'adozione di modelli di sviluppo basati suSoftware Libero o a codice aperto;l'ordine del giorno del Consigliere provinciale Bombarda “interventi di informazione e tutela nelcampo dell'informatica e di internet” approvato il 26 marzo 2009 dal Consiglio della Provinciaautonoma di Trento;che il FLOSS è già ampiamente e con piena soddisfazione adottato all'interno del sistemainformatico del Comune di Trento in quanto GNU/Linux è già il sistema operativo adottato pernumerosi server ed inoltre sono basati su software aperto i principali sistemi di sicurezza comepure il sistema telefonico VoIP, il framework per lo sviluppo di applicazioni interne, applicativiper la firma digitale, i database ed i servizi web cartografici;negli ultimi anni molte amministrazioni pubbliche stanno migrando verso il software libero comead esempio Monaco di Baviera, Vienna, Bologna, Arezzo e nella nostra provincia anche ilComune di Storo, Riva del Garda e Rovereto;che le soluzione FLOSS rispetto ad analoghe soluzioni proprietarie tendenzialmentedimostrano:- migliore qualità: potendo infatti l'utente ispezionare il codice, il produttore deve solitamenteessere più attento alla qualità e documentazione dello stesso (cosa che in generale nefacilita il mantenimento e l'evoluzione); inoltre, come accennato in precedenza, anchepersone estranee al soggetto produttore esaminano il software e quindi vengono scoperti erisolti in maniera più veloce eventuali problemi;- maggiore sicurezza: essendo il funzionamento completamente trasparente e non potendonascondere eventuali problematiche avvalendosi del fatto che “nessuno sa come funzionaveramente il prodotto” (security by obscurity) è estremamente più cogente la pressione perimplementare meccanismi sicuri;- migliore efficacia: lo sviluppo è portato avanti di norma da una comunità che include gliutilizzatori, e quindi risponde molto efficacemente alle esigenze effettive di chi deveutilizzarlo, e di norma finisce per adottare standard che permettono una più agevoleinteroperabilità;i formati aperti sono documentati e le loro specifiche sono pubbliche, e ciò costituisce un fattorefondamentale per la pubblica amministrazione in quanto:- garantisce la capacità di lettura ed utilizzo (gratuito) dei dati nel lungo periodo senzaincertezza presente e futura riguardo ai diritti legali o le specifiche tecniche (quando unPagina 4 di 6Deliberazione Consiglio comunale 21/07/2010 n. 119il Segretario generalef.to Ambrosiformato proprietario smette di essere supportato dal fornitore, tutti i file prodotti risultanopotenzialmente inutilizzabili dato che nessuno, a volte nemmeno il produttore stesso, se ètrascorso un tempo sufficientemente lungo, sa come sono stati scritti);- non impongono l'uso e/o l'acquisto di un determinato prodotto software per poter utilizzare ifile creati in tale formato garantendo indipendenza (cambiare editor non implica la necessitàdi convertire i file, ed in ogni caso la conversione risulta sempre possibile)- incoraggiano la concorrenza e quindi la qualità; nessun produttore che detiene un controlloesclusivo può avvantaggiarsene per ostacolare l'uso di prodotti concorrenti;- annualmente viene organizzata anche a Trento la manifestazione di promozione del softwarelibero denominata Linux Day, che si tiene solitamente in autunno in tutto il territorio italiano; ilLinux Day è un momento divulgativo rivolto principalmente ai non addetti ai lavori, un'occasioneofferta alla cittadinanza per conoscere il software libero, le sue caratteristiche e le suepotenzialità;tutto ciò premesso,il Consiglio comunaleimpegnail Sindaco e la Giunta comunale1.a proseguire ulteriormente nell'introduzione e nell'uso di software FLOSS a tutti i livelliall'interno dell'Amministrazione comunale;2. a prevedere la progressiva migrazione, quando economicamente e tecnicamente possibile,entro il termine della presente consigliatura, dal software di tipo proprietario al FLOSS,predisponendo e presentando al Consiglio entro 12 mesi dall'approvazione della presentemozione un apposito progetto con un'attenta valutazione dei costi complessivi (inclusi i costi diuscita dalle soluzioni adottate) e dei rischi, che includa fra i primi passi l'introduzione delpacchetto software OpenOffice.org (per scrivere documenti, presentazioni e fogli elettronici) el'abbandono ove possibile del software di produttività individuale proprietario;3. a prevedere in sede di bando per l'assunzione di personale tecnico informatico, quale titoloqualitativo, la conoscenza, da parte dei nuovi assunti, dei sistemi operativi liberi, quali adesempio GNU/Linux e di altri software FLOSS;4. a seguire le linee sopra elencate anche in occasione di acquisto di software che avvengacongiuntamente a prodotti hardware;5. ad adottare entro il termine della presente consigliatura, il formato di dati standard aperto (adesempio ODF Open Document Format e PDF) quali formati per i documenti prodotti e gestitiall'interno e verso l'esterno dell'Amministrazione comunale, utilizzando come riferimento nonesclusivo il repertorio dei formati aperti (Art. 68, comma 4 del Decreto legislativo 7 marzo2005, n. 82 “Codice dell' Amministrazione Digitale.”), salvo ricorrano comprovate esigenze adimpedirlo;6. a promuovere l'uso dei medesimi formati aperti nella comunicazione con l'Amministrazionecomunale;7. a mettere a disposizione dei cittadini i moduli elettronici per accedere ai servizidell'Amministrazione comunale in formato PDF e/o ODF;8. ad adottare soluzioni informatiche che assicurino l'interoperabilità e la cooperazioneapplicativa e che consentano la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cuialmeno uno aperto, salvo che ricorrano peculiari, comprovate esigenze;9. a programmare corsi di riqualificazione informatica del personale per l'impiego di softwarelibero;10. a favorire e sostenere il riuso del software utilizzato all'interno dell'Amministrazione comunaleed in rete con le altre amministrazioni pubbliche locali e favorendo il riutilizzo da parte di altridel software prodotto internamente dal personale del Servizio Sistema Informativo delComune, anche sostenendo la partecipazione del Sistema Informativo a progetti di softwareFLOSS;11. a coordinarsi con altre amministrazioni pubbliche locali realizzando sinergie al fine disviluppare soluzioni in software libero dividendone i costi;Pagina 5 di 6Deliberazione Consiglio comunale 21/07/2010 n. 119il Segretario generalef.to Ambrosi12. ad incoraggiare e promuovere, anche per il tramite di organizzazioni esperte e del sistemadelle biblioteche comunali, la conoscenza e l'uso del software libero tra le organizzazionigiovanili e le istituzioni scolastiche del territorio;13. ad inserire nelle direttive e negli indirizzi alle aziende speciali e alle società controllate l'usoprevalente del software libero;14. a richiedere in particolare, in quanto azionista, alla società partecipata Informatica TrentinaS.p.A. analoghe, concrete e misurabili azioni verso il FLOSS;15. a favorire il riuso dell'hardware sia internamente all'amministrazione comunale che nelle realtàassociative di volontariato;16. a pubblicare, preferibilmente e ove possibile, il proprio materiale cartaceo ed informativoprodotto, incluso il sito internet comunale, o altri tipi di opere creative, indicando una delle seiLicenze Pubbliche Creative Commons e riportandone sul materiale prodotto il riferimento el'utilizzo dello stesso secondo quanto previsto dalle licenze;17. a patrocinare l'annuale manifestazione di promozione del software libero denominata LinuxDay, che si tiene solitamente in autunno in tutto il territorio italiano, intervenendo allamanifestazione locale con il contributo dell'esperienza pratica ed innovativa svolta in questocampo dal Comune di Trento.Si dà atto che nella presente proposta non sono ravvisabili aspetti specificatamente tecnico-amministrativi e contabili.Allegati parte integrante:///Documentazione approvata:///IL SEGRETARIOf.to AmbrosiIL PRESIDENTEf.to PegorettiAlla presente deliberazione è unito:- certificazione iter.Pagina 6 di 6Deliberazione Consiglio comunale 21/07/2010 n. 119il Segretario generalef.to Ambrosi
Consiglio della Provincia Autonoma di Trento - ORDINE DEL GIORNO N. 25 - 2009
Testo dell'ODG in PDF
Testo dell'impegno in PDF
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTOXIV LEGISLATURAORDINE DEL GIORNO N. 25
Interventi di informazione e tutela nel campo dell'informatica e di internet
approvato dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 26marzo 2009, in relazione ai disegni di legge n. 10 concernente "Disposizioni perl'assestamento del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Provinciaautonoma di Trento (legge finanziaria di assestamento 2009)" e n. 11 concernente"Assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009 ebilancio pluriennale 2009-2011 della Provincia autonoma di Trento".Premesso che:l'articolo 12 del disegno di legge n. 10/XIV apporta ulteriori disposizioniper lo sviluppo della banda larga, finalizzate alla realizzazione di reti di accessocomplementari alla dorsale provinciale in fibra ottica;con la diffusione della banda larga - operazione resa possibile con uningente investimento pluriennale di decine di milioni di euro - vengono residisponibili numerosi e qualificati servizi informatici, concorrendo al superamentodel divario digitale e che con una migliore possibilità di accesso alla rete interneted ai servizi informatici diventa sempre più pressante garantire la diffusione dellaconoscenza informatica a tutti i livelli - territoriali e socio-culturali - rendendocosì necessario ed urgente affrontare una volta per tutte in una visione ampia edarticolata i problemi e le opportunità derivanti dall'impatto e dalle potenzialitàdell'informatica e delle moderne tecnologie;le nuove tecnologie dell'informazione sono fondamentali per ilmiglioramento della qualità della vita, per la sicurezza delle persone e per la tuteladella salute e dell'ambiente, per l'educazione e la formazione permanente, per lacompetitività del territorio, del tessuto imprenditoriale e della pubblicaamministrazione, e che diventa quindi strategico, al fine di assicurare unosviluppo equo della società ed ecocompatibile del territorio, favorire ilsuperamento del divario digitale all'interno della popolazione, tra le diverse fascedi età e di reddito, tra diversi livelli di istruzione ed occupazione, tra chi risiedenei centri maggiori e minori;2.in tema di informatica è altrettanto strategico informare ed educare tutti gliutilizzatori di strumenti informatici rispetto ai temi del risparmio energetico,dell'inquinamento elettromagnetico e del contenimento delle emissioniclimalteranti. Di particolare importanza appare oggi il tema del corretto impiego afine vita utile del materiale informatico - hardware e software - e del cosiddettotrashware, l'attività di recupero attraverso cui gran parte del materiale consideratoobsoleto viene invece per così dire "rivitalizzato" e reso disponibile, spessogratuitamente, per soggetti no profit, per giovani ed anziani, per persone conridotta capacità di spesa. Anche per il software si può evitare che diventi un rifiutoma si può stabilirne a priori un tempo di impiego, allo scadere del quale si effettuail passaggio ad altri soggetti. Come ad esempio proposto in Toscana, si potrebbeistituire una banca dati per il riuso del software nella pubblica amministrazione.La pubblica amministrazione locale, costituita da numerose realtà con esigenzesimili, è un contesto ideale per coltivare il riuso come strategia di innovazione, siada parte degli enti locali che attuano i progetti, sia da parte della Provincia nel suoruolo di coordinamento e finanziamento (il riuso dei sistemi software è anche unostrumento per moltiplicare il ritorno degli investimenti dedicatiall'informatizzazione). Si dovrebbe dunque premiare solo chi promuove il riusodel software (sia chi lo produce che chi lo utilizza). Per il riuso è fondamentalel'utilizzo del software libero, così come già affermato dalla Giunta provinciale("promuovere tutte le azioni e le raccomandazioni relative al software libero edalla interoperabilità" - delibera n. 1492 del 15 luglio 2005);per favorire le imprese, perché diventino un motore fondamentale perrealizzare l'e-Trentino, si potrebbero ad esempio istituire "mini distretti diinformatica" sparsi sul territorio, basati sulle piccole aziende informaticheartigiane, che sono di fatto le botteghe del sapere, dove si potrebbero concentrarepiccoli progetti di tipo "comunitario" e che vanno verso una visione di un futurosostenibile; inoltre potrebbe essere utile istituire luoghi di conoscenza, circoli epunti territoriali, veri e propri nodi di una rete di presidi informatici di educazionepermanente sparsi sul territorio, dove l'utente possa trovare le condizioniambientali più adeguate alle proprie esigenze di apprendimento, usufruireagevolmente di una postazione informatica avendo a sua disposizione uno o piùassistenti che lo seguiranno durante il percorso di formazione, con particolareattenzione alle fasce esposte al digital divide: anziani, donne, immigrati, disabili. Icircoli potrebbero avere la funzione di educare all'uso consapevole delletecnologie ed è importante che non facciano uso esclusivo di software proprietarioe che invece diffondano ed utilizzino, in linea con quanto enunciato dalla Giunta,ove possibile, software libero. Dovrebbero concentrarsi, in particolare, non tantosulla semplice alfabetizzazione informatica quanto sulla comprensione dellenuove tecnologie dal punto di vista delle possibilità di accesso che possonooffrire; l'apprendimento consapevole dei modi di comunicazione in rete, perinviare il messaggio adatto al contesto e ai propri obiettivi; la conoscenza deiservizi disponibili e dei vantaggi (o svantaggi) che il loro uso comporta;sull'esempio di altri paesi europei, occorre introdurre con maggioredeterminazione il software libero - previsto tra l'altro con la delibera della Giuntaprovinciale n. 1492 del 15 luglio 2005 di emanazione delle "Linee guida inmateria di interoperabilità dei sistemi informatici e di software open source" -anche come criterio di sostegno all'innovazione nel mondo delle imprese. Come3.ampiamente dimostrato da tutti gli studi di settore, chi produce software libero,sebbene tutelato dal "solo" diritto d'autore riesce a costruire la sua fonte disostentamento dalla capacità di produrre software di eccellente livello, spessoimplementato e migliorato anche da altri, e poi dalla sua capacità di fornire servizia quanti ne fanno uso, costruendo un rapporto virtuoso in termini economici e dicrescita. Non quindi prodotti ma servizi, non quindi licenze o altre tasse, mapossibilità di costruire occupazione, modelli di sviluppo, occasioni di eccellenza.È un modello economico che conserva ed estende il patrimonio delle conoscenzesenza che queste diventino proprietà esclusiva di qualcuno. Vantaggi strategici:1) autonomia tecnologica: la tecnologia usata non è più di proprietà esclusiva diun singolo soggetto; 2) si ha l'indipendenza dal fornitore e pieno possesso delletecnologie utilizzate; 3) accesso alla tecnologia: il software libero permette disuperare il divario tecnologico garantendo a tutti completo accesso alle tecnologiesu cui è basato. Vantaggi sociali: 1) valore culturale: il carattere pubblico e lacondivisione dei risultati provoca la diffusione delle conoscenze che non restanoconfinate in industrie private o centri di ricerca; 2) sviluppo professionale:basandosi su una economia dei servizi viene incentivato lo sviluppo professionalee la crescita delle competenze sul territorio. Vantaggi economici: 1) stimolo allaconcorrenza: mettendo tutti sulle stesse basi di partenza il software liberofavorisce la concorrenza sui servizi disincentivando rendite di posizione epolitiche di lock-in; 2) sviluppo economico: pagando per i servizi effettivamentesvolti e non per le licenze, gli investimenti producono valore sul territoriofavorendo al contempo l'economia locale. Il software libero si configura comebene pubblico: chiunque può usarlo e trarne beneficio; il suo miglioramento va abeneficio di tutti; gli attori economici operano su un piano di parità. Usare ilsoftware libero è una scelta per incrementare un patrimonio comune e non quellodi una singola azienda. Indipendentemente dalle caratteristiche tecniche ilsoftware libero garantisce in definitiva una serie di vantaggi: indipendenzatecnologica; diffusione della conoscenza; creazione di competenze di alto livello;abbassamento delle barriere di accesso alla tecnologia; stimolo della concorrenza;sostegno all'economia locale;con la diffusione di internet i giovani possono essere esposti a situazioni direale pericolo personale per la possibilità di accesso a contenuti non idonei sotto ilprofilo formativo-educativo: per questa ragione dovrebbe essere obiettivoprimario quello di promuovere, al fianco della diffusione "fisica" della rete, ancheuna costante informazione riguardo la conoscenza dei rischi derivanti dall'usodelle moderne tecnologie e la sicurezza della navigazione in internet, avviandouna serie di iniziative rivolte in modo particolare all'ambito scolastico perinformare e tutelare adeguatamente i giovani che si avvicinano all'utilizzo dellarete internet;nella scorsa legislatura la Giunta provinciale ha istituito il progetto e-Society, nel cui ambito hanno operato alcune task-force e che è ora opportuno,proprio alla luce dell'imponente progetto di sviluppo tecnologico derivante dalladiffusione della banda larga, rilanciare su nuove basi e con nuovi investimentiquesto progetto e dare corso a quanto già proposto dai diversi gruppi di lavoro,4.IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTOimpegna la Giunta provinciale1. a programmare e realizzare nel corso della legislatura un piano pluriennale perl'educazione e la formazione informatica ed all'uso delle moderne tecnologieda parte della popolazione trentina, in collaborazione con l'università, lefondazioni, i centri di ricerca e le istituzioni scolastiche;2. a rilanciare il progetto di e-Society e a dare corso ai progetti formulati dalletask-force;3. a favorire l'accesso all'utilizzo di piattaforme e programmi a formato libero eaperto;4. sostenere il riuso del software, in particolare nell'ambito della pubblicaamministrazione;5. a favorire l'attività di trashware, in particolare se realizzata da associazioni divolontariato, anche al fine di destinare i personal computer recuperati adassociazioni, organizzazioni no profit, giovani, anziani e persone a bassacapacità di spesa;6. ad incentivare l'accesso alla formazione iniziale e permanente edall'informazione relativa ai servizi di pubblica utilità e di sicurezza personale esanitaria trasmessi con la rete internet e resi più disponibili con la diffusionedella banda larga e delle moderne tecnologie, anche attraverso la diffusione edil sostegno su tutto il territorio provinciale di circoli della conoscenza e dimini-distretti di informatica;7. a valutare la fattibilità ed in caso positivo a promuovere l'organizzazione, acadenza annuale, della settimana dell'informatica e del software libero rivoltain particolare alle giovani generazioni;8. a promuovere una costante informazione riguardo la sicurezza dellanavigazione in internet, avviando in particolare una serie di iniziative rivolteall'ambito scolastico, al fine di informare e tutelare i giovani che si avvicinanoall'utilizzo della rete.Il Presidente- Giovanni Kessler -I Segretari questori- Renzo Anderle -- Pino Morandini -- Alessandro Savoi -
Delibera della Provincia Autonoma di Trento n. 1492 del 2005
Testo originale in PDF.
Reg.delib.n. 1492 Prot. n. 20/2005VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALEO G G E T T O:Linee guida in materia di interoperabilità dei sistemi informatici e di software Open Source.Il giorno 15 Luglio 2005 ad ore 10:05 nella sala delle Sedutein seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunitaLA GIUNTA PROVINCIALEsotto la presidenza delPRESIDENTE Lorenzo DellaiPresenti: ASSESSORI Remo AndreolliMarco BenedettiOliva BerasiOttorino BressaniniMarta DalmasoMauro GilmozziTiziano MellariniFranco PanizzaTiziano SalvaterraGianluca SalvatoriAssenti: Margherita CogoSilvano GrisentiAssiste: IL DIRIGENTE Marco Moreschini
Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la sedutaIl relatore comunica:Il Programma di sviluppo provinciale per la XII legislatura approvato dalla Giuntaprovinciale nel 2002, e tuttora in vigore, individua, fra le azioni strategiche per la modernizzazionedel Trentino, uno specifico progetto intersettoriale finalizzato a stimolare l'adozione di tecnologie direte e a promuovere la partecipazione da parte di tutte le componenti del tessuto socio-economicoprovinciale alla “Società dell'informazione (e – society)”.Tale progetto assume un significato particolarmente strategico, perché intende, da un lato,promuovere la diffusione del commercio elettronico e di altre forme di interazione telematica fra leimprese, favorendo il rinnovamento e l’apertura del sistema economico trentino e, dall’altro,favorire lo sviluppo di interazioni telematiche della Pubblica Amministrazione con le imprese e icittadini, migliorando l’efficienza delle istituzioni.Nel maggio del 2004, la Giunta provinciale ha provveduto a ridefinire il Comitato Tecnicodi esperti per l’e-Society nella composizione e nelle funzioni, individuandolo come la sede piùopportuna per gli approfondimenti necessari ai fini della stesura del documento progettuale da partedell’organismo a ciò deputato, sia per il successivo monitoraggio delle iniziative.La Giunta provinciale ha approvato in data 15 ottobre 2004, con la deliberazione n. 2390, ilProgetto “La Società dell’informazione” (e-society), che delinea le articolazioni essenziali delProgetto individuando gli interventi e le iniziative da porre in essere per attuarlo.Nella seconda parte del documento di progetto approvato, dedicata al programma diattuazione dello stesso, tra le raccomandazioni di ordine generale, tese a favorire il coordinamentofra i progetti legati all’e-Society, e fra questi ultimi e le azioni che investono altre sfere di attività,sono riportate quelle in materia di interoperabilità e Open Source.E’ inoltre previsto, nell’ultima parte del documento, relativa alla definizione dei criteri,dell’organizzazione e delle modalità con cui assicurare nel tempo l’attuazione del Progetto ed unsuo efficace monitoraggio, che il Comitato Tecnico di esperti per l’e-Society possa promuovere, alsuo interno, limitatamente ad aspetti di rilievo e/o di complessità tecnica, la costituzione di “tavolitecnici”, con il compito di discutere, condividere e produrre proposte di normativa su argomentispecifici, ovvero valutare esperienze pilota che meritino di divenire “modelli” tecnologici eorganizzativi applicabili su larga scala nel territorio provinciale.In base alla richiamata disposizione, è stato creato, nell’ambito del Comitato Tecnico diesperti per l’e-Society, un tavolo tecnico, che ha approfondito e discusso la tematica relativaall’interoperabilità dei sistemi informatici e al software Open Source e che ha predisposto, altermine dei lavori, una relazione finale con l’individuazione di alcune raccomandazioni in materia,contenenti, tra l’altro, alcuni riferimenti al Codice dell’amministrazione digitale di cui al decretolegislativo 7 marzo 2005, n. 82. L’elaborato e le citate raccomandazioni prodotti dal tavolo tecnicosono stati approvati dal Comitato Tecnico di esperti per l’e-Society.Sulla base del lavoro svolto dal tavolo tecnico in materia di interoperabilità dei sistemiinformatici e di software Open Source, si possono individuare le seguenti linee guida, che sipropone di approvare:a) che la Pubblica Amministrazione, in armonia col Codice dell'amministrazione digitale (inparticolare, Art. 12, 14 e 68), nelle comunicazioni- interne: privilegi l'adozione di formati di dati aperti;- esterne: garantisca l'adozione (pur non esclusiva) di formati dati aperti;b) che i progetti e servizi che saranno sviluppati sulla nascente infrastruttura della Societàdell'Informazione raccolgano e valorizzino i principi dell'interoperabilità e della cultura delSoftware Libero e a Sorgente Aperto;c) che le esigenze e le soluzioni relative all'interoperabilità nella Pubblica Amministrazionevengano adeguatamente riconosciute, raccolte e presidiate;d) che la Provincia Autonoma di Trento continui a promuovere e sostenga attivamente iniziativefinalizzate all'alfabetizzazione, alla diffusione e all'impiego consapevole di tecnologieinformatiche che siano basate su strumenti e standard aperti. Più in particolare, che le strutturepreposte alla valutazione dei progetti di formazione informatica promuovano e incentivino ilcompletamento dell'offerta formativa anche sull'uso di ambienti aperti ed interoperabili;e) che i principi di accessibilità e di non-esclusione vengano affermati attraverso specificheiniziative – anche a carattere normativo – che privilegino l'adesione a standard di accessibilitàinternazionalmente riconosciuti;f) che venga costituito un centro di competenza per il Software Libero e a Codice Aperto, colmandato di studiare il fenomeno e di supportarne la conoscenza e l'adozione presso laPubblica Amministrazione, gli operatori, i decisori ed – in generale – gli utenti di serviziinformatici nella Provincia di Trento;g) che venga promossa e sostenuta la "cultura della licenza d'uso", in altri termini la consapevolezzadella rilevanza della licenza e la necessità che essa costituisca una componente determinantenella definizione dei rapporti contrattuali tra la Pubblica Amministrazione e i fornitori diservizio, ai fini di maggiore trasparenza, equità, comprensione dei ruoli, come dei diritti edobblighi reciproci;h) che, in relazione al punto precedente, vengano attivate nella Pubblica Amministrazionespecifiche iniziative volte all'acquisizione ed adeguamento delle conoscenze, al monitoraggiodell'evoluzione e dei processi di razionalizzazione relativi alle licenze d'uso del software comedelle opere d'ingegno in generale; che si adottino preferibilmente le licenze risultanti da taliprocessi e movimenti internazionali;i) che, nello spirito di una tale cultura, come del Codice dell'amministrazione digitale (Art. 69),vengano studiate e definite le condizioni sotto le quali il software prodotto da o per conto dellaPubblica Amministrazione sia da considerarsi ”bene pubblico” tutelato da appropriata licenzad'uso;l) che vengano realizzate iniziative che incentivino, nel tessuto locale, l'adozione di modelli disviluppo basati su Software Libero o a Codice Aperto, in particolare in relazione al riutilizzodel software ed all'accrescimento delle competenze interne alla Pubblica Amministrazione.Ciò premesso,LA GIUNTA PROVINCIALE- udita la relazione;- visti gli atti citati in premessa;- a voti unanimi espressi nelle forme di legge;delibera1) di approvare le seguenti linee guida in materia di interoperabilità dei sistemi informatici e disoftware Open Source:a) che la Pubblica Amministrazione, in armonia col Codice dell'amministrazione digitale (inparticolare, Art. 12, 14 e 68), nelle comunicazioni- interne: privilegi l'adozione di formati di dati aperti;- esterne: garantisca l'adozione (pur non esclusiva) di formati dati aperti;b) che i progetti e servizi che saranno sviluppati sulla nascente infrastruttura della Societàdell'Informazione raccolgano e valorizzino i principi dell'interoperabilità e della cultura delSoftware Libero e a Sorgente Aperto;c) che le esigenze e le soluzioni relative all'interoperabilità nella Pubblica Amministrazionevengano adeguatamente riconosciute, raccolte e presidiate;d) che la Provincia Autonoma di Trento continui a promuovere e sostenga attivamente iniziativefinalizzate all'alfabetizzazione, alla diffusione e all'impiego consapevole di tecnologieinformatiche che siano basate su strumenti e standard aperti. Più in particolare, che le strutturepreposte alla valutazione dei progetti di formazione informatica promuovano e incentivino ilcompletamento dell'offerta formativa anche sull'uso di ambienti aperti ed interoperabili;e) che i principi di accessibilità e di non-esclusione vengano affermati attraverso specificheiniziative – anche a carattere normativo – che privilegino l'adesione a standard di accessibilitàinternazionalmente riconosciuti;f) che venga costituito un centro di competenza per il Software Libero e a Codice Aperto, colmandato di studiare il fenomeno e di supportarne la conoscenza e l'adozione presso laPubblica Amministrazione, gli operatori, i decisori ed – in generale – gli utenti di serviziinformatici nella Provincia di Trento;g) che venga promossa e sostenuta la "cultura della licenza d'uso", in altri termini la consapevolezzadella rilevanza della licenza e la necessità che essa costituisca una componente determinantenella definizione dei rapporti contrattuali tra la Pubblica Amministrazione e i fornitori diservizio, ai fini di maggiore trasparenza, equità, comprensione dei ruoli, come dei diritti edobblighi reciproci;h) che, in relazione al punto precedente, vengano attivate nella Pubblica Amministrazionespecifiche iniziative volte all'acquisizione ed adeguamento delle conoscenze, al monitoraggiodell'evoluzione e dei processi di razionalizzazione relativi alle licenze d'uso del software comedelle opere d'ingegno in generale; che si adottino preferibilmente le licenze risultanti da taliprocessi e movimenti internazionali;i) che, nello spirito di una tale cultura, come del Codice dell'amministrazione digitale (Art. 69),vengano studiate e definite le condizioni sotto le quali il software prodotto da o per conto dellaPubblica Amministrazione sia da considerarsi ”bene pubblico” tutelato da appropriata licenzad'uso;l) che vengano realizzate iniziative che incentivino, nel tessuto locale, l'adozione di modelli disviluppo basati su Software Libero o a Codice Aperto, in particolare in relazione al riutilizzodel software ed all'accrescimento delle competenze interne alla Pubblica Amministrazione.GGPROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
DdlMauroBondi del 5 maggio 2004
Norme in materia di pluralismo informatico e di incentivazione della diffusione del software libero nella Provincia Autonoma di Trento
Usa la pagina CommentiAlDdlMauroBondi per dire la tua sul disegno di legge.
Aggiornamento (13/10/2005): iniziate le audizioni in merito al disegno di legge. Sentiti il Consorzio innovazione, Assindustria, Itc-Irst e Università.
Aggiornamento (10/8/2005): Bondi ha scritto un'interrogazione a cui Salvatori ha risposto, entrambi disponibili online.
Aggiornamento (1/6/2004): il testo originale della proposta di legge, le note al testo (alcune piuttosto significative e positive, vedi la spiegazione al riferimento alla Direttiva 19 Dicembre 2003 nell'articolo 3) sono disponibili sul sito del consiglio provinciale.
Il Resoconto della riunione dell'1 Giugno 2004 contiene la lista dei Principi Fondamentali che il !LinuxTrent gradirebbe veder espressi nel DdlMauroBondi.
IlSoftwareLiberoUnDiritto
Un articolo scritto a più mani sull'argomento
Dal momento che purtroppo generalmente anche questo tipo di documenti viene distribuito in un formato proprietario e poco adatto al web, ci si è presa la libertà di convertirli, affinché anche i nipotini dei nostri nipoti possano riuscire a rileggerli, un giorno... oltre che noi tra pochi mesi! :-)
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Legge provinciale 27 luglio 2012, n. 16 ›