Source: https://www.slideserve.com/sabine/frode-manifesta-ed-evidente-del-creditore-beneficiario
Timestamp: 2017-12-18 21:36:43+00:00
Document Index: 130096306

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 700', 'art. 1945', 'art.\n1945', 'art. 1952', 'art. 1945', 'art. 1462', 'art. 1945', 'art. 844', 'art.\n2043', 'art. 2043', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

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frode manifesta ed evidente del creditore-beneficiario
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frode manifesta ed evidente del creditore-beneficiario - PowerPoint PPT Presentation
Il principio per cui il garante non può opporre eccezioni relative al contratto principale subisce deroghe in un caso particolare:. frode manifesta ed evidente del creditore-beneficiario. Il debitore principale può chiedere, anche in via d’urgenza (art. 700
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relative al contratto principale subisce deroghe in un caso particolare:
Il debitore principale può chiedere, anche in via d’urgenza (art. 700
c.p.c.), al giudice un ordine di sospensione del pagamento della
garanzia (o anche il garante può opporsi al pagamento di garanzia)
quando è assolutamente evidente che c’è abuso della garanzia (frode o malafede da parte del beneficiario),
ossia il beneficiario chiede pagamento della somma garantita anche
se è assolutamente certo ed evidente che il contratto principale è
stato esattamente eseguito.
Cass., 21-04-1999, n. 3964; Cass., 06-04-1998, n. 3552;
Trib. Torino, 28-08-2002:
“Il debitore principale ed il garante possono opporsi al pagamento della
garanzia quando la richiesta di pagamento immediato da parte del
creditore risulti prima facie, nonché in modo certo ed incontrovertibile,
abusiva o fraudolenta”.
Cass., 24-04-2008, n. 10652; Trib. Milano, 23-12-1987;
Trib. Milano, 13-04-1998; Trib. Catania, 03-07-2002:
“La frode (ossia l’esatto adempimento del contratto principale) deve
risultare da prove pronte e liquide”
Prove di immediata evidenza, già formate e preesistenti al processo:
ad es. prove documentali
L’esatta esecuzione del contratto principale risulta da un documento
proveniente dallo stesso creditore-beneficiario:
nell’appalto, rilascio di certificato di collaudo da parte del
Trib. Milano, 26-01-2005, Foro pad., 2005, I, 829: “L’escussione
senza motivazione di una garanzia a prima richiesta, a dieci giorni di
distanza dall’emissione da parte del beneficiario di certificato di
collaudo favorevole dell’impianto (adempimento garantito dalla
banca garante) è affetto da dolo del beneficiario….”.
L’esatta esecuzione del contratto principale risulta da un documento redatto, prima del giudizio, da un terzo imparziale:
Lodo arbitrale o perizia di terzo imparziale nominato da
Trib. Milano, 01-10-1990, Banca, borsa ecc., 1991, II, 627: “In presenza del lodo arbitrale che ha accertato l’adempimento dell’ordinante verso il beneficiario alla banca garante è inibito di pagare la garanzia «a prima richiesta e senza eccezioni» rilasciata a favore del beneficiario”.
Trib. Torino, 29-08-2002, Giur. it., 2003, 520:
“In presenza della stipulazione di un contratto autonomo di garanzia
è ammissibile il ricorso alla tutela cautelare da parte del debitore
principale soltanto quando il giudice dell’inibitoria sia in grado di
ravvisare con assoluta evidenza la malafede del creditore
e, dunque, di escludere ictu oculi l’esistenza di una genuina controversia o contestazione tra le parti del rapporto principale in funzione del quale fu rilasciata la garanzia”.
Legittimazione ad opporsi al pagamento della garanzia
1) Il debitore-ordinante (sia pure estraneo al contratto di garanzia) è legittimato a chiedere la sospensione delpagamento, in quanto esposto ad eventuale rivalsa della banca.
2) Anche la banca garante è legittimata ad opporsi al pagamento
della garanzia, in quanto parte del contratto di garanzia.
La banca però potrebbe non avere un interesse economico
ad opporsi al pagamento della garanzia
Secondo giurisprudenza più recente posto che la banca-garante ha concluso il contratto autonomo di garanzia quale mandataria del debitore principale,
essa ha l’obbligo (pena la perdita del dir. di rivalsa) di rifiutare
l’adempimento della garanzia quando la richiesta del beneficiario sia
fraudolenta ed abusiva in modo certo ed evidente
Cass., 17-03-2006, n. 5997: “ Nelle garanzie autonome, l’assunzione da
parte del garante dell’impegno di effettuare il pagamento a semplice
richiesta del beneficiario della garanzia e la sua rinunzia ad opporre le
eccezioni inerenti al rapporto principale…
non escludono l’operatività del principio della buona fede…, in virtù
del quale deve ritenersi giustificato il rifiuto del pagamento, qualora
esistano prove evidenti del carattere fraudolento… della richiesta del
tale rifiuto non rappresenta una mera facoltà, ma un dovere del
garante, il quale è legato al debitore principale da un rapporto di
mandato, che è tenuto ad adempiere con diligenza e secondo buona
con la conseguenza che l’accoglimento della richiesta di
pagamento avanzata dal beneficiario in presenza di prove evidenti
della sua pretestuosità preclude al garante la possibilità di agire in
rivalsa nei confronti del debitore principale”
cfr. anche Cass., 03-02-1999, n. 917; Cass., 21-04-1999, n. 3964;
Cass., 1°.10.1999, n. 10864; Trib. Catania, 03-07-2002; Trib. Padova, 31-05-1993
FIDEIUSSIONE “A PRIMA RICHIESTA”
Concessione in leasing di macchinari
Soc. leasing X
Imprenditore Y
Presta garanzia
per pagamento dei canoni
da parte di imprenditore Y
Soc. Z
Nell’atto di “fideiussione”fra Soc. Z e Soc. X si conviene:
“in caso di inadempimento del debitore principale, il fideiussore, in dipendenza della prestata garanzia, sarà tenuto a versare al beneficiario l’importo garantito a semplice richiesta, ed anche
in caso di opposizione da parte del debitore:
ogni eccezione di qualsiasi natura potrà essere fatta valere dal
garante Soc. Z nei confronti della Soc. X solo dopo l’integrale
soddisfacimento della richiesta”.
Cass. 29.3. 1996 n. 2909: “ nel caso concreto, ci si trova in
presenza di un contratto di fideiussione:
la clausola <<senza eccezioni>>… è in realtà una clausola di solve
et repete, che consente al garante, una volta adempiuta l’obbligazione,
di far valere in sede di azione di ripetizione ogni eccezione attinente
al rapporto di base
e dunque manca un tratto strutturale necessario per configurare il
contratto in questione come un contratto autonomo di garanzia…..
nel quale il garante non è mai legittimato giuridicamente ad agire
in ripetizione nei confronti del creditore-beneficiario.
L’art. 1945 relativo alla disciplina della fideiussione dispone che
<<il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni
che spettano al debitore principale>>.
Un patto di rinunzia del fideiussore a far valere subito determinate
eccezioni (con riserva di farle valere dopo il pagamento) non altera
il tipo contrattuale, che resta caratterizzato, come la fideiussione, dal
principio di accessorietà”.
2) Cass., 01-07-1995, n. 7345: “ La clausola di pagamento «a semplice
richiesta», anche quando non integra un’ipotesi di contratto autonomo
di garanzia, con la conseguente totale autonomia dal rapporto
sottostante, comporta ugualmente l’inversione processuale propria di
una clausola solve et repete;
questa non è incompatibile con le caratteristiche di accessorietà
tipiche del negozio fideiussorio, ma implica che, soltanto dopo
l’avvenuto pagamento da parte del garante, quest’ultimo possa
agire in ripetizione verso il beneficiario, facendo valere tutti i diritti
spettanti al debitore in base al rapporto principale”.
3) Cass., 19-06-2001, n. 8324: “ Nel contratto autonomo di garanzia, la
recisione pattizia del collegamento tra obbligazione principale e
obbligazione di garanzia derivante dalla deroga convenzionale all’art.
1945 c.c. non si risolve nella mera imposizione di un onere di solve et
repete in capo al garante;
ne deriva che, una volta intervenuta la solutio (alla quale il garante è
tenuto in ogni caso, salva la possibilità di formulare l’exceptio doli),
costui non è legittimato a promuovere azione di rivalsa nei
confronti del creditore…, spettandogli unicamente l’ azione di
regresso contro il debitore principale”.
4) App. Genova, 09-12-2002, Giur. merito, 2003, 1669: “La distinzione
tra garanzia autonoma e garanzia accessoria «a prima richiesta»,
pur non avendo rilevanza pratica nella fase di escussione della garanzia,
giacché in entrambi i casi il garante non può sollevare eccezioni tratte
dal rapporto principale per evitare il pagamento,
assume importanza nell’ipotesi in cui, avvenuta l’escussione della
garanzia, si dia luogo ad un’azione di restituzione dell’indebito
giacché, mentre nella seconda ipotesi (garanzia fideiussoria) l’azione di restituzione spetta al garante escusso, ex art. 1952, 3º comma, c.c.,
nel caso di garanzia autonoma, invece, il garante è tenuto ad adempiere in forza della sola obbligazione di garanzia e l’azione restitutoria non compete a lui, ma al debitore principale, nei cui confronti egli ha un diritto di rivalsa”.
5) Cass., 28-02-2007, n. 4661; Cass., 12-12-2005, n. 27333: “Contratto autonomo di garanzia è quello in base al quale una parte si obbliga, a titolo di garanzia, ad eseguire a prima richiesta la prestazione indipendentemente dall’esistenza, dalla validità ed efficacia del rapporto di base, e senza sollevare eccezioni (salvo l’exceptio doli);/
per la sua indipendenza dall’obbligazione principale si distingue pertanto
dalla fideiussione, giacché mentre il fideiussore è debitore allo stesso
modo del debitore principale e si obbliga direttamente ad adempiere, il
garante si obbliga piuttosto a tenere indenne il beneficiario dal
nocumento per la mancata prestazione del debitore, spesso con una prestazione…non necessariamente corrispondente a quella dovuta;/
si distingue altresì dalla garanzia «a prima richiesta» o «a semplice
richiesta scritta», nella quale il fideiussore si impegna a rinunziare ad
opporre - prima del pagamento - le eccezioni che gli competono, in
deroga all’art. 1945 c.c., sicché esso si risolve in una clausola solve et
repete ex art. 1462 c.c.”.
Conclusioni sui criteri di distinzione fra contratto autonomo di
garanzia e fideiussione
Cass., 23-06-2000, n. 8540: a fronte della qualificazione della garanzia come fideiussoria,
soggetta, in quanto tale, alla sorte del debito principale, la parte che faccia valere la
diversa configurazione di detta garanzia come autonoma, e, quindi, svincolata dal debito
principale, ha l’onere di dedurre gli elementi oggettivi sui quali tale configurazione si
Cass., 21.04.1999, n. 3964: “Ai fini della configurabilità di un contratto
autonomo di garanzia, oppure di un contratto di fideiussione, non è
decisivo l’impiego o meno delle espressioni “a semplice richiesta” o
“a prima richiesta del creditore”, ma la relazione in cui le parti hanno
inteso porre l’obbligazione principale e l’obbligazione di garanzia;
infatti la caratteristica fondamentale del contratto autonomo di garanzia,
tale da distinguerlo dalla fideiussione, è l'assenza dell'elemento di
accessorietà della garanzia onde il garante si impegna a pagare al
creditore senza possibilità di opporre le eccezioni che spettano al
debitore principale in deroga alla regola essenziale della fideiussione
posta dall'art. 1945 c.c.” (in termini Cass., 19-06-2001, n. 8324;
Cass., 09-11-2006, n. 23900).
Cass., 07-01-2004, n. 5264: “ autonomo di Ai fini della configurabilità di un contratto
autonomo di garanzia oppure di un contratto di fideiussione, non è decisivo l’impiego
o meno delle espressioni «a semplice richiesta» o «a prima richiesta» del creditore, ma
la relazione in cui le parti hanno inteso porre l’obbligazione principale e l’obbligazione
ne consegue che la carenza dell’elemento dell’accessorietà, che
caratterizza il contratto autonomo di garanzia e lo differenzia dalla
fideiussione, deve necessariamente essere esplicitata nel contratto
con l’impiego di specifica clausola idonea ad indicare l’esclusione
della facoltà del garante di opporre al creditore le eccezioni
spettanti al debitore principale, ivi compresa l’estinzione del
rapporto” (cfr. ancheCass., 07-01-2004, n. 52; Cass., 31-07-2002,
n. 11368).
Art. 2043 Risarcimento per fatto illecito autonomo di
danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire
il danno”.
Ai fini della responsabilità civile non basta genericamente la
lesione di un interesse altrui (=danno),
ma occorre la lesione di un interesse altrui protetto dalla legge
(lesione di diritto altrui) (=danno ingiusto).
Art. 892: “proprietario di un fondo non può piantare alberi
a distanza inferiore di tre metri dal confine con altro fondo”:
Tizio pianta degli alberi nel suo giardino rispettando le
distanze legali dal confine del vicino:
anche se impedisce al vicino Caio la visuale sul panorama e
quindi gli provoca un danno non commette alcun illecito civile
(il danno per Caio c’è ma non è ingiusto).
Trib. Napoli, 10-09-2007. autonomo di Foro it., 2007, I, 3256: “Non è ingiusto e quindi non è risarcibile il danno subìto da un imprenditore in ragione sia dello spostamento di un numero anche notevole di propri dipendenti all’impresa di un concorrente, sia dell’acquisizione da parte di quest’ultimo di suoi clienti, sempre che ciò abbia avuto luogo con modalità obiettivamente corrette”.
Immissioni che superano la normale tollerabilità ma che sono
autorizzate dal giudice in considerazione delle “esigenze della
produzione” (art. 844) (non sussiste danno ingiusto- resp. da atto
lecito dannoso).
–Danno da espropriazione per pubblico interesse legittima.
Tradizionalmente, e in primo luogo, si ritiene sussistere il “danno ingiusto” nel caso di lesione di diritti (altrui) soggettivi assoluti:
diritti (altrui) della personalità e diritti reali.
Cass. 1971, n. 1318: “Il danno ingiusto risarcibile a norma dell’art.
2043 è il danno antigiuridico, ossia quello consistente nella
violazione di quei diritti assoluti o primariche sono tutelati erga omnes dall’ordinamento giuridico”.
Cass. 25.04.1975, n. 1582: “Con riferimento ai limiti entro i quali
va contenuta la tutela aquiliana ai sensi dell’art. 2043 cod. civ.,
va ribadito il principio secondo cui rimangono al di fuori di questa
tutela quegli interessi che non assurgono al rango di diritti soggettivi
assoluti”.
Prima categoria di ipotesi in cui il danno è ingiusto “
I) Il danno è ingiusto in caso di lesione
dei diritti della personalità altrui (c.d. diritti assoluti)
Lesione dell’integrità
fisica altrui
Lesione dell’integrità morale altrui
-lesione reputazione= diffamazione
lesioni personali, percosse,
violenza, sequestro,
-lesione onore= ingiuria
-violazione privacy (riservatezza),
-lesione diritto all’immagine,
-lesione diritto al nome,
-lesione identità personale, ecc.
“dir. personalità” “categoria “aperta” in virtù dell’art. 2 Cost. che garantisce diritti inviolabili dell’uomo
Cass., 07-02-1996, n. 978. Foro it., 1996, I, 1253: “Il fondamento
giuridico del diritto all’identità personale va individuato direttamente
nell’art. 2 cost., inteso nella sua più ampia dimensione di clausola
generale, aperta all’evoluzione dell’ordinamento e suscettibile di
apprestare copertura costituzionale ai nuovi valori emergenti della
personalità…”;
Cass., 22-06-1985, n. 3769 /(Soc. Austria Tabakwerke c. Veronesi):
“Nell’ordinamento italiano sussiste, in quanto riconducibile all’art. 2 cost.
…il diritto all’identità personale, quale interesse, giuridicamente merite-
vole di tutela, a non veder travisato o alterato all’esterno il proprio patri-
monio intellettuale, politico, sociale, religioso, ideologico, professionale,
A Comparative Perspective on Learning among Indigenous and Western Students in primary School
Lezione Contribuzione e Lavoro irregolare 24/01/08 Diritto del Welfare - Corso ORU
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