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Timestamp: 2017-06-28 15:07:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 56', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 66', 'art. 25']

L’Archivio Unico Informatico Linee guida e finalità perseguite nella redazione delle disposizioni attuative La struttura dell’archivio Emmanuele Di Fenza. - ppt scaricare
PubblicatoGiuliana Mariotti
Presentazione sul tema: "L’Archivio Unico Informatico Linee guida e finalità perseguite nella redazione delle disposizioni attuative La struttura dell’archivio Emmanuele Di Fenza."— Transcript della presentazione:
L’Archivio Unico Informatico Linee guida e finalità perseguite nella redazione delle disposizioni attuative La struttura dell’archivio Emmanuele Di Fenza
art. 3 - collaborazione attivale nuove misure si fondano anche sulla collaborazione attiva delle banche, occorre pertanto adottare idonei e appropriati sistemi e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, di segnalazione delle operazioni sospette, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell'osservanza delle disposizioni pertinenti e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo occorre riferirsi alle informazioni possedute o acquisite nell'ambito della attività bancaria istituzionale
art. 3 e art. 20 - approccio basato sul rischiotutte le misure devono essere proporzionate al rischio di riciclaggio dei proventi di attività criminose o di finanziamento del terrorismo in relazione al tipo di cliente, al rapporto continuativo, alla prestazione professionale, al prodotto o alla transazione gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono pertanto assolti commisurandoli al rischio associato al tipo di cliente, rapporto continuativo, operazione, prodotto o transazione di cui trattasi occorre essere in grado di dimostrare che la portata delle misure adottate é adeguata all'entità del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo
art. 3 – protezione dei dati personalii sistemi e le procedure adottati dagli intermediari rispettano le prescrizioni e le garanzie stabilite dal decreto e dalla normativa in materia di protezione dei dati personali
art. 28 – obblighi rafforzatisi applicano misure rafforzate di adeguata verifica della clientela in presenza di un rischio più elevato di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e, comunque, nei casi in cui il cliente non é fisicamente presente, in caso di conti di corrispondenza con enti corrispondenti di Stati extracomunitari ed in caso di persone politicamente esposte non si possono aprire o mantenere conti di corrispondenza con una banca di comodo o con una banca che notoriamente consenta a una banca di comodo di utilizzare i propri conti occorre prestare particolare attenzione a qualsiasi rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo connesso a prodotti o transazioni atti a favorire l'anonimato e adottano le misure eventualmente necessarie per impedirne l'utilizzo per scopi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo
art. 2 - definizione di riciclaggiole seguenti azioni, se commesse intenzionalmente, costituiscono riciclaggio: la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l'esecuzione
art. 41 e art. 42 - segnalazioni di operazioni sospette di primo livello il responsabile della dipendenza, dell'ufficio, di altro punto operativo, unità organizzativa o struttura dell'intermediario cui compete l'amministrazione e la gestione concreta dei rapporti con la clientela ha l'obbligo di segnalare senza ritardo le operazioni sospette al titolare dell'attività o al legale rappresentante o a un suo delegato quando sa, sospetta o ha motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo il sospetto é desunto dalle caratteristiche, entità, natura dell'operazione o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell'attività svolta dal soggetto cui é riferita, in base agli elementi acquisiti nell'ambito dell'attività svolta
art. 42 ed art. 56 - operazioni sospetteil delegato del legale rappresentante (Ufficio Antiriciclaggio Nazionale) esamina le segnalazioni pervenutegli e, qualora le ritenga fondate tenendo conto dell'insieme degli elementi a sua disposizione, anche desumibili dall'archivio unico informatico, le trasmette alla UIF prive del nominativo del segnalante salvo che il fatto costituisca reato, l'omessa segnalazione di operazioni sospette é punita con una sanzione amministrativa pecuniaria dall'1 per cento al 40 per cento dell'importo dell'operazione non segnalata. Nei casi più gravi, tenuto conto della gravità della violazione desunta dalle circostanze della stessa e dall'importo dell'operazione sospetta non segnalata, con il provvedimento di irrogazione della sanzione é ordinata la pubblicazione per estratto del decreto sanzionatorio su almeno due quotidiani a diffusione nazionale di cui uno economico, a cura e spese del sanzionato
art. 15 - adeguata verificasi osservano gli obblighi di adeguata verifica della clientela: a) quando si instaura un rapporto continuativo b) quando si eseguono operazioni occasionali, disposte dai clienti che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a euro, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una operazione unica o con più operazioni che appaiono collegate o frazionate c) quando vi é sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo d) quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull'adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell'identificazione di un cliente
art. 18 – attività di adeguata verificagli obblighi di adeguata verifica della clientela consistono nelle seguenti attività: a) identificare il cliente e verificarne l'identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente b) identificare l'eventuale titolare effettivo e verificarne l'identità c) ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale d)
art. 18 e art. 19 – adeguata verifica - controllo del rapporto d) svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo il controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale si attua analizzando le transazioni concluse durante tutta la durata di tale rapporto in modo da verificare che tali transazioni siano compatibili con la conoscenza che si ha del proprio cliente, delle sue attività commerciali e del suo profilo di rischio, avendo riguardo, se necessario, all'origine dei fondi e tenendo aggiornati i documenti, i dati o le informazioni detenute
art. 23 – obbligo di astensione ed adeguata verificaquando non si è in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela stabiliti dall'articolo 18 non si può instaurare un rapporto continuativo né eseguire operazioni ovvero occorre porre fine al rapporto continuativo e valutare se effettuare una segnalazione di operazione sospetta
art. 23 – obbligo di astensioneoccorre astenersi dall'eseguire le operazioni per le quali si sospetta vi sia una relazione con il riciclaggio o con il finanziamento del terrorismo e occorre inviare immediatamente una segnalazione di operazione sospetta nei casi in cui l'astensione non sia possibile in quanto sussiste un obbligo di legge di ricevere l'atto ovvero l'esecuzione dell'operazione per sua natura non possa essere rinviata o l'astensione possa ostacolare le indagini, occorre informare tempestivamente il legale rappresentante o un suo delegato immediatamente dopo aver eseguito l'operazione
art. 36 comma 1 - obblighi di registrazionegli intermediari conservano i documenti e registrano le informazioni che hanno acquisito per assolvere gli obblighi di adeguata verifica della clientela affinché possano essere utilizzati per qualsiasi indagine su eventuali operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o per corrispondenti analisi effettuate dalla UIF o da qualsiasi altra Autorità competente
art. 36 comma 1 - obblighi di registrazioneper quanto riguarda gli obblighi di adeguata verifica del cliente, conservano la copia o i riferimenti dei documenti richiesti, per un periodo di dieci anni dalla fine del rapporto continuativo o della prestazione professionale per quanto riguarda le operazioni, i rapporti continuativi e le prestazioni professionali, conservano le scritture e le registrazioni, consistenti nei documenti originali o nelle copie aventi analoga efficacia probatoria nei procedimenti giudiziari, per un periodo di dieci anni dall'esecuzione dell'operazione o dalla cessazione del rapporto continuativo o della prestazione professionale
art. 36 comma 2 - obblighi di registrazionegli intermediari registrano, con le modalità richieste e conservano per un periodo di dieci anni, le seguenti informazioni: con riferimento ai rapporti continuativi ed alla prestazione professionale: la data di instaurazione, i dati identificativi del cliente, unitamente alle generalità dei delegati a operare per conto del titolare del rapporto e il codice del rapporto ove previsto con riferimento a tutte le operazioni di importo pari o superiore a euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un'operazione unica o di più operazioni che appaiono frazionate: la data, la causale, l'importo, la tipologia dell'operazione, i mezzi di pagamento e i dati identificativi del soggetto che effettua l'operazione e del soggetto per conto del quale eventualmente opera
art. 36 - obblighi di registrazionecomma 3 - le informazioni di cui al comma 2 sono registrate tempestivamente e, comunque, non oltre il trentesimo giorno successivo al compimento dell'operazione ovvero dall'apertura, dalla variazione e dalla chiusura del rapporto continuativo o dalla fine della prestazione professionale comma 6 - i dati e le informazioni registrate sono utilizzabili ai fini fiscali secondo le disposizioni vigenti
art. 37 – l’archivio unico informaticol'archivio unico informatico é formato e gestito in modo tale da assicurare la chiarezza, la completezza e l'immediatezza delle informazioni, la loro conservazione secondo criteri uniformi, il mantenimento della storicità delle informazioni, la possibilità di desumere evidenze integrate, la facilità di consultazione esso deve essere strutturato in modo tale da contenere gli oneri gravanti sui diversi destinatari, tenere conto delle peculiarità operative dei diversi destinatari e semplificare le registrazioni
art dati aggregati gli intermediari trasmettono alla UIF, con cadenza mensile, dati aggregati concernenti la propria operatività, al fine di consentire l'effettuazione di analisi mirate a far emergere eventuali fenomeni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo nell'ambito di determinate zone territoriali la UIF individua le tipologie di dati da trasmettere secondo un approccio basato sul rischio e definisce le modalità con cui tali dati sono aggregati e trasmessi, anche mediante accesso diretto all'archivio unico informatico
la bozza delle disposizioni attuative per la tenuta dell’AUIil 6/5/2009 Bankit ha posto in pubblica consultazione la bozza di Provvedimento recante “Disposizioni attuative per la tenuta dell’AUI predisposto ai sensi dell’art. 66, comma 2, del decreto legislativo n. 231/2007 sull’antiriciclaggio si prevedono modifiche alla struttura dell’AUI al fine di tenere conto delle novità introdotte con l’emanazione del decreto nonché per migliorare la tracciabilità dei flussi finanziari e per razionalizzare gli adempimenti dei destinatari
principali modifiche inserimento nell’AUI dei dati riguardanti il “titolare effettivo” dei rapporti continuativi previsione di specifiche modalità di registrazione per operazioni, disposte da soggetti titolari di rapporti continuativi, eseguite per conto di soggetti “terzi” non intestatari del rapporto previsione di specifiche modalità di registrazione per operazioni disposte da intermediari residenti in paesi “non equivalenti”
principi del provvedimentoproporzionalità, intesa come criterio di esercizio del potere adeguato al raggiungimento del fine con l’obiettivo di ridurre al minimo gli oneri gravanti sui destinatari contenimento dei rischi legali e reputazionali derivanti dal coinvolgimento in fatti di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo salvaguardia della stabilità e del buon funzionamento del sistema finanziario.
criterio di proporzionalitànella redazione delle norme si è tenuto conto dell’esigenza di rispettare il criterio della proporzionalità, per ridurre al minimo gli oneri gravanti sui destinatari, assicurando nel contempo la piena tracciabilità dei flussi finanziari, anche nella prospettiva dell’utilizzo delle informazioni da parte degli organi di vigilanza e dell’autorità giudiziaria
dati statistici oltre agli obiettivi relativi a:certezza dei criteri di registrazione delle operazioni e dei rapporti tracciabilità delle movimentazioni dei mezzi di pagamento, anche in un’ottica di sfruttamento delle informazioni da parte delle Autorità giudiziaria e inquirente è stato tenuto conto della compatibilità dei criteri di registrazione con i criteri per l’aggregazione dei dati prevista dall’articolo 40 del decreto per consentire alla UIF stessa l’effettuazione di analisi per la rilevazione di eventuali fenomeni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo
finalità dell’AUI sin dalla sua istituzionesuperamento delle difficoltà di ricerca di dati e informazioni utili a fini di approfondimenti sia di carattere investigativo, sia di carattere finanziario attraverso l’accentramento e la rappresentazione integrata, secondo standard uniformi, di informazioni finanziarie e anagrafiche riconducibili a un dato cliente acquisite da ciascun intermediario nello svolgimento della propria attività istituzionale
finalità dell’AUI sin dalla sua istituzionetracciabilità dei flussi all’interno del sistema finanziario; i dati registrati nell’AUI consentono di gestire, in virtù delle citate caratteristiche di uniformità di archiviazione, dati e informazioni relative a soggetti e intermediari diversi si evidenzia, ad esempio, che, per le transazioni regolate mediante bonifico, la normativa di settore richiede l’indicazione in AUI sia del soggetto ordinante/beneficiario del bonifico sia dell’intermediario della controparte, anche quando questi sono ubicati all’estero
operazioni sospette il patrimonio informativo dell’AUI, inoltre, è (una delle basi) la base di riferimento per l’individuazione di operazioni anomale suscettibili di approfondimento per un’eventuale segnalazione di operazione sospetta in particolare, le applicazioni di ausilio nella rilevazione di operazioni sospette, di cui si avvale la gran parte dei soggetti obbligati, tra cui il software denominato GIANOS, utilizzano i dati registrati nell’AUI per evidenziare eventuali anomalie
criticità dell’attuale sistema regolamentarel’attuale quadro regolamentare presenta alcuni aspetti di criticità che non consentono di sfruttare in pieno le potenzialità di ricerca delle informazioni contenute nell’AUI e rendono l’applicazione della normativa difficoltosa e onerosa per i destinatari al riguardo, nella formulazione delle proposte si è tenuto conto, tra l’altro, delle richieste di pareri sottoposte più frequentemente all’ex Ufficio Italiano dei Cambi allo scopo di dare soluzione ad alcune questioni particolarmente problematiche
proposte di innovazionea) l’utilizzo di reti “alternative” di vendita concentrare gli obblighi di registrazione esclusivamente in capo alle società prodotto
proposte di innovazioneb) gli ordini di pagamento o di accreditamento equiparare gli obblighi di registrazione dei bonifici per tutti i destinatari della normativa ne consegue un esonero dalle registrazioni per banche e Poste Italiane S.p.A. le quali non dovranno più inserire nel proprio AUI le operazioni di bonifico a valere su rapporti intestati ad altri destinatari della normativa – fiduciarie escluse, (ad esempio, in una sottoscrizione di quote di fondi comuni di investimento mediante bonifico, l’ordine di accreditamento è registrato dalla SGR e non dalla banca che interviene nell’operazione per conto della SGR stessa)
proposte di innovazionec) esonero dagli obblighi di registrazione limita l’esonero ai rapporti continuativi ed alle operazioni poste in essere con gli altri destinatari, ai quali si applicano obblighi semplificati di adeguata verifica (art. 25) e di istituzione dell’AUI ad esempio le banche non sono più tenute a inserire nel proprio AUI le informazioni relative ai rapporti e operazioni, a qualsiasi titolo eseguite, con SIM, SGR, ovvero con imprese assicurative tale esonero non si estende alle società fiduciarie “statiche” alle quali non si applicano gli obblighi semplificati di adeguata verifica si ritiene che ciò comporti una duplicazione di registrazioni dato che le società fiduciarie già registrano l’operatività della propria clientela in modo completo, compresi i bonifici
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