Source: https://www.filodiritto.com/inquinamento-idrico-reati-contro-lambiente
Timestamp: 2019-07-23 09:04:39+00:00
Document Index: 52904124

Matched Legal Cases: ['§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', 'art. 103', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 8', '§ 324', '§ 324', '§ 324', '§ 330', '§ 330', '§ 330']

​​​​​​​Inquinamento idrico: reati contro l'ambiente | Filodiritto
“Wasserverunreinigung” - § 324 del codice penale della RFT
2. Il § 324 StGB (CP)
4. Definizione dell'inquinamento idrico
5. Autorizzazione e punibilità
6. Dolo e colpa
7. Aggravanti
Il § 324 StGB è stato inserito nel Capo 29.mo dello “Strafgesetzbuch”, intitolato: “Straftaten gegen die Umwelt” (Reati contro l'ambiente) e costituisce una delle cosiddette Kernvorschriften des Umweltschutzstrafrechtes (norme fondamentali in materia di diritto penale dell'ambiente). Con l'inserimento del suddetto Capo nel codice penale, si è avuta una specie di “equiparazione” della tutela dell'acqua, di quella del suolo e dell'aria, quali “natürliche Lebensgrundlagen”, quali presupposti dell'esistenza di persone. Con la predetta disciplina, il legislatore ha introdotto nel codice penale al sua ”ökologisch-anthropozentrische Rechtsauffassung”. Le norme di cui ai §§ 324 e segg. StGB, sono poste ai fini della tutela di un “Allgemein-Rechtsgut”. Persone (ma pure gli animali e le piante) sono “umweltempfindliche Schutzobjekte”.
La tutela dell'ambiente dipende, in gran parte, da misure di prevenzione e di pianificazione. È stato detto che in materia di tutela dell'ambiente, occorre una “staatliche Steuerung”. “Trasformando” non poche violazioni di carattere amministrativo in fattispecie penali, il legislatore ha perseguito uno scopo general-preventivo, ma, al contempo, ha voluto rafforzare la “sensibilità” dei cittadini per le esigenze dell'ambiente. Prima di questo intervento da parte del “Gesetzgeber”, le violazioni in materia ambientale, erano state percepite, da gran parte della popolazione, soltanto quali vincoli fastidiosi e la trasgressione della normativa cosiddetta ambientale, un “Verstoß” di importanza pressochè trascurabile, sanzionato da organi di polizia o da altri organi della PA. Il cosiddetto materielle Unrechtskern rimaneva estraneo alla “comprensione” da parte del comune cittadino, per il quale, ”Veschmutzung des Wassers”, causata, per esempio, a seguito del lavaggio della propria autovettura e finita nella canalizzazione pubblica, era soltanto una specie di “Ungehorsam”, ma non certo… un reato.
Il § 324 StGB: Chiunque, abusivamente, inquina l'acqua oppure ne modifica, in altro modo, la qualità, è punito con pena detentiva fino a 5 anni o con la multa.
È punibile il tentativo.
Chiunque agisce colposamente, è punito con pena detentiva fino a tre anni o con pena pecuniaria.
Il § 324 StGB contiene una tutela ampia delle acque – interne e marittime. In questa disposizione normativa, sono comprese parecchie delle norme, che, in precedenza, erano contenute in leggi speciali. Per questo motivo, è stato detto, che il citato paragrafo costituisce la “zentrale Norm des Umweltstrafrechtes” (la norma principale del diritto penale dell'ambiente). Il legislatore è stato dell'avviso, che in caso di violazioni gravi in materia di ecologia, occorre il cosiddetto Strafschutz (la tutela penale, che viene considerato l'ultima ratio) e l'entità delle pene, in non pochi casi, è tale che la violazione clostituisce delitto e non soltanto contravvenzione (“Übertretung”). Anche da ciò si può desumere l'importanza (lo “Stellenwert”), che il “Gesetzgeber” ha attribuito alla tutela dell'ambiente.
Inoltre, è da rilevare, che parecchie “grobe Verletzungen umweltrechtlicher Verpflichtungen”, che nel passato integravano (soltanto) violazioni amministrative, ora sono “strafbewehrt“ (sanzionate penalmente). L'Umwelt (l'ambiente) è considerata nella sua funzione di garantire alle persone “humane Lebensbedingungen im weitesten Sinne”, anche alle generazioni future. “Umweltgüter” (beni ecologici) sono “selbstständige Rechtsgüter der Allgemeinheit”, (beni giuridici a sè stanti della comunità), che costituiscono presupposti per la vita e la salute delle persone.
Alle autorità competenti per l'“Umweltschutz, spetta una “Garantenstellung” nel senso che sono “Beschützergaranten”, per cui sono responsabili, sia nei confronti della comunità, che nei confronti della singola persona.
Molti reati contro l'ambiente (“Umweltstraftaten”) sono connessi con la cosiddetta Wirtschaftskriminalität (criminalità del settore economico). Per questo motivo, la normativa vigente prevede, nel caso del delitto di cui al comma 1 del § 324 StGB, l'”Einziehung” (la confisca). Se invece si tratta della fattispecie prevista dal comma tre del § 324 StGB, va disposto il cosiddetto Verfall.
Il reato p. e p. dal § 324 StGB, viene ritenuto, dalla dottrina e dalla giurisprudenza, un “Erfolgsdelikt”, mentre la tesi, secondo la quale si tratterebbe di un “potentielles Gefährdungsdelikt”, è rimasta isolata.
Il bene giuridico, che il legislatore ha inteso tutelare, è l'acqua nella sua funzione naturale, vitale, per le persone e per l'ecosistema; l'acqua, nella sua “konkreten Beschaffenheit”, impedendone ogni “Verschlechterung des “status quo”. S'intende garantire “den Wasserhaushalt zum Wohle der Allgemeinheit”. È stato detto, che con il § 324 StGB, si è voluto rafforzare l'“umweltbezogene Zielrichtung” (lo scopo di tutela dell'ecosistema) e introdurre l'ökologisch orientierte Auslegung (l'interpretazione della normativa in senso ecologico).
Come il lettore avrà notato, il § 324 StGB, prevede due fattispecie: una dolosa (comma 1) e una colposa (comma 2).
I fatti sanzionati consistono nell'inquinamento (“Verunreinigung”), rispettivamente nella “nachteiligen Veränderung” (modifica in senso peggiorativo) dell'acqua.
Non sono stati pochi coloro, che hanno ritenuto, che la formulazione dei commi 1 e 2 del citato paragrafo, sia troppo indeterminata, troppo generica, per cui sarebbe ravvisabile violazione del “Bestimmtheitsgebot” (principio della determinatezza normativa), di cui all'art. 103, c. 2, Costituzione federale (GG), ma la Corte suprema federale non ha condiviso tale assunto (vedasi BGH 30, 287 f). Ciò nonostante, anche autorevole dottrina ha censurato la formulazione adottata dal legislatore, asserendo che “weit gefasste Tatbestände sind problematisch”).
Oggetto di tutela, per effetto del § 324 StGB, sono: 1) le acque di superficie interne, 2) il “Grundwasser” (falde freatiche) e 3) l'acqua del mare.
A ) Per acqua di superficie interna, s'intendono quelle fluenti – costantemente o anche a intermittenza – se fanno parte direttamente del “natürlichen Wasserhaushalt”. Acque raccolte in contenitori (per esempio in piscine e stagni che servono per l'irrigazione), non sono inclusi nella tutela garantita dal § 324 StGB. Decisiva, non è, la portata delle acque fluenti. Determinante è invece la funzione delle stesse. Cosí è stata ritenuta acqua di superficie, un rigagnolo avente una portata inferiore a un quarto di litro il secondo, che sfociava in un piccolo stagno, rifugio di anfibi.
Godono della tutela prevista dal § 324 StGB, anche i canali, qualora non siano interamente artificiali, l'acqua non venga condotta prevalentemente in tubi e se sono parte integrante del “Wasserhaushaltssystem”. Non si considera acqua di superficie, “Ansammlungen von Wasser” di carattere accidentale, quali, per esempio, l'acqua stangante che si raccoglie nelle buche scavate in occasione di movimenti di terra, qualora non vi sia alcun collegamento con il “Grundwasser” (falda freatica).
Tutelati indirettamente (“mittelbar”) dal § 324 StGB, sono anche i “letti” dei fiumi, se la loro “Verunreinigung” può avere effetti negativi sull'acqua che ivi scorre (o scorrerà, magari dopo un periodo di secca”).
B) Per “Grundwasser” s'intendono tutte le acque non di superficie, anche se scorrono “im Erdreich”(sotto terra).
C) Per quanto concerne l'acqua marina (“Meerwasser”), questo concetto comprende qualsiasi specie di acqua salata, sia che si tratti di acque in prossimità della costa o delle foci di fiumi, sia del cosiddetto alto mare. La punibilità dei reati commessi, è, però, circoscritta in quanto non trova applicazione il cosiddetto Weltrechtsprinzip. Si può invece procedere, se il “Tatbestand” è stato realizzato da un cittadino della RFT o da stranieri su una nave battente bandiera della RFT o se il fatto è stato commesso “im Bereich der ausschließlichen Wirtschaftszonen” della RFT.
L'elemento oggettivo dei reati previsti e puniti dal § 324 StGB, consiste in una “Verunreinigung” (contaminazione) dell'acqua o in una modifica, in senso peggiorativo, della qualità della stessa.
Inquinamento idrico (“Gewässerverunreinigung”) si ha, qualora, a seguito dell'“intervento” del soggetto attivo del reato, l'acqua è meno “pura”(“rein”) che in precedenza (p. es. per effetto di benzina, olio).
A differenza di quanto era previsto dal WHG (“Wasserhaushaltsgesetz”), la norma di cui al § 324 StGB, non ha più adottato l'espressione “schädliche Verunreinigung” (inquinamento dannoso). In tal modo, si è inteso abbassare la “soglia” di tutela. Pertanto, ai fini dell'integrazione della fattispecie de qua, non è più necessario, che la sostanza, che viene immessa nell'acqua, sia tale da causare, concretamente, un danno.
Va però anche ricordato che, non qualsiasi immissione di sostanze estranee all'acqua, costituisce “Verunreinigung” o “nachteilige Veränderung” della qualità dell'acqua, come vedremo. Vi sono, infatti, le cosiddette Erheblichkeitsschwellen. In altre parole, ai fini della “Verunreinigung”, rispettivamente della “nachteiligen Veränderug des Wassers”, è decisivo, se l'azione (o l'omissione) del soggetto attivo del reato, possa produrre o meno effetti sulla qualità dell'acqua.
Bisogna, comunque, valutare le circostanze del caso singolo, come, per esempio, la portata del fiume (o la profondità del lago), la velocità di scorrimento dell'acqua fluviale, la quantità e la pericolosità/nocività della/delle sostanza/e immesse.
Il delitto de quo sussiste pure, se l'acqua, oggetto di immissione, già non è più “pura”, ma diventi più verunreinigt” a seguito di un'ulteriore (seconda) immissione. Pertanto, è stato ritenuto, che anche “verschmutzes Wasser kann verunreinigt werden”. Decisiva, è la “mutazione” qualitativa dello “status quo”, la “Beeinträchtigung der Wassergüte”.
E passiamo alle “sonst nachteiligen Veränderungen der Gewässereigenschaften“, non coincidenti con le “Verunreinigungen”; diverse da quest'ultime.
Va premesso, che ai fini della sussistenza dell'elemento oggettivo del reato de quo, non è sufficiente una qualsiasi “Beeinträchtigung der Benutzungsmöglichkeiten des Wassers” (possibilità di utilizzo dell'acqua); per sanzionare ipotesi “leichter Beeinträchtigungen”, si può fare ricorso a sanzioni di carattere amministrativo).
Integrano il reato p. e p. dal § 324 StGB, soltanto le “Verschlechterungen der Wasserqualität”, intese nel senso di un peggioramento della qualità chimica o biologica dell'acqua. Sono state ritenute tali: 1) aumenti non trascurabili della temperatura dell'acqua (cosiddetto inquinamento termico, derivante, per esempio, dall'immissione delle acque di scarico di una centrale termo-nucleare), 2) l'accelerazione o la diminuzione - notevole - della velocità di scorrimento dell'acqua di un fiume (la diminuzione della velocità di scorrimento dell'acqua di un fiume, ha effetti, per esempio, sul contenuto di ossigeno dell'acqua). Ai fini della sussistenza del reato, non occorre, che, concretamente, si verifichi un danno (p. es., una moria di pesci). Basta “eine nicht bloß unerhebliche Verschlechterung der Wassergüte”, come conseguenza dell'immissione; un “Minus an Wassergüte”.
Il “Tatbestand” di cui al § 324 StGB, sussiste non soltanto nel caso in cui, a seguito dell'immissione, vi sia pericolo per esseri viventi o piante, ma pure, se vi sia pericolo “der Entstehung erheblicher Kosten bei der Wasseraufbereitung” (di un danno di natura (meramente) patrimoniale, derivante dall'impiego di notevoli risorse finanziarie necessarie per ovviare all'inquinamento). Sussiste pure nel caso, in cui viene diminuita la “natürliche Regenerationsfähigkeit des Wassers” (la capacità naturale di rigenerazione dell'acqua).
La fattispecie in esame non è esclusa neppure, se, per effetto di azioni del soggetto attivo del reato, il fiume non porta più acqua o se la portata dell'acqua viene ridotta in modo tale, che ogni vita per gli animali diventa impossibile o, comunque, viene compromessa.
È suscettibile di integrare il reato p. e p. dal § 324 StGB, ogni comportamento, dal quale può derivare un inquinamento idrico o una modifica in senso peggiorativo della qualità dell'acqua.
Pertanto, il reato in esame sussiste tutte le volte, in cui, “verunreinigende Stoffe” (sostanze inquinanti), “werden dem Gewässer unmittelbar zugeführt”. La “Tathandlung” è integrata però anche, qualora sostanze inquinanti vengano immesse “indirettamente” nell'acqua. È, questo, il caso, per esempio, di chi scarica nella rete fognaria olio usato o danneggia, in occasione di uno scavo, un contenitore di olio combustibile, con conseguente fuoriuscita di tale sostanza altamente inquinante.
Una “nachteilige Veränderung des Wassers”, è stata ravvisata nel caso, in cui sono state immesse nell'acqua sostanze di per sè non nocive, ma che, interagendo con sostanze già presenti nell'acqua, causano le predette “Veränderungen”.
Ovviamente, il reato de quo, può essere commesso pure in conseguenza di un comportamento omissivo, sul quale torneremo.
Il reato de quo è escluso, se l'immissione è stata autorizzata ai sensi dei §§ 8 e segg. del WHG (“Wasserhaushaltsgesetz”). Inoltre, in caso di “sozialadäquatem Verhalten” (azione socialmente adeguata).
La mera “behördliche Duldung” (l'inattività- consapevole – della pubblica amministrazione o la connivenza della stessa, di fronte a un comportamento (o una situazione) illecito, non esclude, di per sè, la punibilità; può però essere presa in considerazione, se verrebbe violato il principio di proporzionalità (“Verhältnismäßigkeitsgrundsatz”) o se è invocabile il “Vertrauenssschutzprinzip” (principio di affidamento). È però da rilevare, che la giurisprudenza più recente è molto più severa in materia di “Duldung”, come risulterà da quanto verrà riportato in seguito.
Un'autorizzazione amministrativa esclude, in linea di massima, la punibilità, qualora vengano rispettate le condizioni indicate nel provvedimento autorizzativo, nonché, eventualmente, determinati oneri a carico dell'autorizzato (per esempio, la quantità delle immissioni e/o il grado di nocività delle sostanze che risultano dagli “Überwachungswerte”.
I controlli sono frequenti e – soprattutto – severi. Non vengono tollerate compiacenze o “Freunderlwirtschaft”. A una persona a capo di un ente pubblico territoriale, che ha competenze anche in materia di tutela ecologica, la quale viene resa edotta di palesi, ripetute e molteplici illeciti di rilevanza penale, non verrebbe, neppure lontanamente, in mente di dire: “Il sono io e farò quello che farò; basta, “aus und fertig”.
La punibilità non è esclusa dalla cosiddetta bloßen Erlaubnisfägigkeit, cioè dalla compatibilità delle immissioni con norme di carattere amministrativo, se l'autorizzazione non è stata (ancora) concessa; questo, almeno, secondo la giurisprudenza degli ultimi anni. La stessa cosa vale per immissioni, per le quali le pubbliche autorità avrebbero avuto l'obbligo di concedere l'autorizzazione; autorizzazione, non data, sia pure illecitamente. Vale il principio, secondo il quale, nessuno può farsi giustizia da sé.
E passiamo al problema della “rechtfertigenden Wirkung von rechtswidrigen Genehmigungen”. Secondo la dottrina prevalente, il reato de quo, è da escludere, se sussiste la cosiddetta verwaltungsrechtlich Wirksamkeit, cioè, se la persona, alla quale è stata concessa l'autorizzazione, confida, in buona fede, nella liceità dell'accordata autorizzazione; si parla, in proposito, di “gutgläubigen Genehmigungsinhaber” (titolare dell'autorizzazione in buona fede).
Nella RFT, le autorizzazioni vengono concesse in base al WHG (“Wasserhaushaltsgesetz”) o in applicazione di leggi emanate dai singoli Länder.
Alle autorizzazioni accordate da pubbliche autorità, può essere attribuita “rechtfertigende Wirkung”, non con riferimento alla “materiellrechtlichen Richtigkeit des Verwaltungsaktes”, ma piuttosto alla “verwaltungsrechtlichen Wirksamkeit” (sempre che la persona, alla quale l'autorizzazione è stata rilasciata, sia in buona fede, vale a dire, se l'autorizzato non è a conoscenza dell’illiceità dell'autorizzazione stessa, a esso concessa). La “missbräuchliche Ausnutzung von Verwaltungsakten”, non esclude neppure essa la punibilità. Cosí pure, se l'atto amministrativo è stato il frutto di minaccia, corruzione o inganno nonchè in caso di collusione “der Beteiligten” (ved. ord.za BGHSt 39, 381, 387), di “kollusivem Zusammenwirken”.
Non è esclusa la punibilità dell'autorizzato, se questi ha ottenuto l'autorizzazione, fornendo, scientemente, dati o/e documenti non veritieri (nel qual caso si parla di “Erschleichung der Genehmigung”) oppure se vi è stata “Absprache zwischen Antragsteller und Amtsträger” (collusione tra richiedente e pubblico ufficiale), vale a dire, “ein Zusammenwirken von Genehmiguongsempfänger und Genehmigungsbehörde” (“cooperazione” tra autorizzando e autorità preposta a rilasciare l'autorizzazione). Idem, se l'autorizzazione èstata “conseguita” per effetto di un atto corruttivo.
Qualora vengano superati i valori massimi (delle sostanze inquinanti) fissati nell'autorizzazione amministrativa (“Einleitungsbefugnis”), l'immissione diventa “unbefugt” e “scatta” il reato p. e p. dal § 324 StGB. A proposito degli “Überwachungswerte”, le riforme attuate hanno abolita la precedente “Wertevielfalt”, introducendo la cosiddetta begrenzte Vier-aus-Fünf-Regelung (ved. BVerwGE 80, 85). L'“Überwachungswert” si considera rispettato, se le risultanze delle ultime analisi, in quattro occasioni, non superano questo “Wert” e qualora in nessuna analisi sia stato riscontrato un superamento pari (o superiore) al 100%.
I controlli, al fine di verificare l'osservanza di quanto previsto dall'“Eineitungsbefugnis”, vengono eseguiti con mezzi moderni di analisi, i cui risultati sono tali da consentire l'adozione, pressochè immediata, di misure atte a porre fine ad eventuali trasgressioni. I preposti alle verifiche vengono scelti con “cura” e non è emerso, finora, che i “controllori” abbiano “chiuso un occhio (o entrambi)”, quando le sostanze nocive o comunque inquinanti, erano superiori ai limiti consentiti.
La popolazione deve poter avere fiducia in coloro che sono preposti alla salvaguardia della salute e dell'ambiente. La fiducia è implicita nella democrazia; democrazia è- anche – tacita promessa di potersi fidare gli uni degli altri. È un aspetto della solidarietà, che lega i cittadini tra di loro. Se questa fiducia viene tradita e se la “giustizia” va troppo a braccetto con l'“economia”, il “successo” – per entrambe – è assicurato (ma, naturalmente, a detrimento di chi - indovinate un pò……) Per l'“Umweltschutz”, in tale caso, sono tempi tristi, molto tristi.
Da notare è anche che l'attuale normativa non consente più, che gli scarichi (inquinanti) di acque provenienti da navi (“Schiffsabwässer”), siano considerati leciti, come in precedenza, in base al diritto consuetudinario (“Gewohnheitsrecht”); si parlava di “Schifffahrtsprivileg”.
Non vale a escludere la punibilità di un avvenuto inquinamento idrico, l'assunto che altrimenti verrebbero “persi” posti di lavoro, se il soggetto attivo del reato non ha chiesto, tempestivamente, l'occorrente autorizzazione o se la stessa è stata negata.
Il reato di cui al comma 1 del § 324 StGB, è un reato doloso, anche se a integrarlo, basta il dolo generico (“bedingter Vorsatz”). Deve esserci almeno la “Vorstellung des Täters, dass sein Verhalten ursächlich mit dem Erfolg, in Gestalt der Verunreinigung oder einer nachteiligen Veränderung eines Gewässers, zusammenhängt”.
Per quanto concerne il comma 3 del citato paragrafo, è necessario il verificarsi di uno degli eventi indicati nel § 324 StGB e l'evento, che, concretamente, si verifica, deve essere riconducibile a una “Sorgfaltspflichtverletzung” (violazione dell'obbligo di diligenza); inoltre, è indispensabile un “gewässerspezifischer Schutzzusammenhang”. Così, per esempio, in caso di incidente stradale in conseguenza del quale finiscono in acqua benzina o altre sostanze chimiche, è applicabile il comma 3 del citato paragrafo, se sussistono circostanze che “erhöhen di Pflichtigkeit gerade gegenüber der Umwelt”. Pertanto, risponde del reato de quo, il conducente di un'autocisterna, che trasporta ettolitri di benzina e che, a causa dell'elevata velocità del mezzo di trasporto, si rovescia. In occasione della valutazione del comportamento del soggetto attivo del reato, deve essere presa in considerazione la “Sorgfalt eines umweltbewussten Rechtsgenossen”. La persona che esercita un’attività professionale da qualificare “wassergefährdend” (potenzialmente pericolosa per l'acqua) o ha in esercizio impianti da qualificare anch'essi “wassergefährdend”, è responsabile del buon funzionamento di questi impianti, indipendentemente dal fatto che le competenti autorità abbiano eseguito, o meno, le verifiche obbligatorie o se un perito, incaricato dall'obbligato, gli abbia attestato l'“Ordnungsgemäßheit” dell'impianto.
Per quanto concerne la responsabilità di institori e preposti a stabilimenti e imprese, valgono le regole di carattere generale, con la precisazione, però, che l'“objektive Zurechnung” è limitata con riferimento alle “innerbetrieblichen Verantwortungsbereiche”, vale a dire, a seconda della preposizione a singoli reparti. In questo senso, i preposti possono essere non soltanto “Begehungstäter”, ma, anche – e soprattutto – ,“Unterlassungstäter”. Più è elevata la loro qualifica (funzione) nello stabilimento, rispettivamente nell'impresa, più possono essere “Unterlassungstäter”. Si parla in proposito anche di “Überwachungsgaranten”.
Con riferimento alle responsabilità di dipendenti della pubblica amministrazione e, in particolare, dei cosiddetti Behördenleiter, si veda BGHSt 38, 325.
Come abbiamo visto nella parte iniziale di quest'articolo, la pena è scaglionata secondo la “Schuldform” (dolo o colpa).
Il legislatore ha anche previsto i cosiddetti besonders schweren Fälle (§ 330 StGB). In tali casi, è prevista la pena detentiva (edittale) da sei mesi a dieci anni.
È ravvisabile “ein besonders schwerer Fall”, se
1) la contaminazione dell'acqua è talmente grave, che alla stessa non può più ovviarsi oppure soltanto “mit außerordentlichem Aufwand” oppure soltanto dopo un notevole periodo di tempo,
2) insorge pericolo per l'approvvigionamento idrico pubblico
3) viene gravemente e in modo duraturo, diminuito il numero di animali o di piante sottoposti a particolare tutela
4) il soggetto attivo del reato ha agito per avidità (“hat aus Gewinnsucht gehandelt”).
Il comma 2 del § 330 StGB contempla altre aggravanti ad effetto speciale.
Qualora dal fatto, commesso con dolo, sia derivato:
pericolo di morte per una persona o un danno grave alla salute della stessa oppure un danno alla salute di numerose persone oppure
la morte di una persona, nei casi sub a), è prevista la pena detentiva da 1 a 10 anni; in quello sub 2, la reclusione non inferiore a tre anni, se il fatto non è punito ai sensi del § 330 a commi 1-3 StGB.
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