Source: https://www.ambientesicurezzaweb.it/dissesto-idrogeologico-le-istruzioni-sul-fondo-ministeriale/
Timestamp: 2018-04-23 07:47:42+00:00
Document Index: 68735645

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.\xa0 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7', 'art.\xa0 1', 'art. 1', 'art.\xa0\xa0 10', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 55', 'art.\xa0 1', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art.\xa0 4', 'art. 1']

Home Ambiente & risorse Dissesto idrogeologico: le istruzioni sul fondo ministeriale
Pubblicate le istruzioni per l'utilizzo del fondo ministeriale per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. È l'oggetto del decreto del presidente del consiglio dei ministri 14 luglio 2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2016, n. 215, che definisce, tra gli altri:
- soggetti beneficiari e finalità dei finanziamenti;
- verifica di ammissibilità e criteri di valutazione;
- erogazione del finanziamento;
- monitoraggio degli interventi.
Infine nella tabella 1 dell'allegato sono riportate le percentuali da applicare all'importo complessivo degli interventi per la determinazione del valore di riferimento per il computo del finanziamento della progettazione.
Di seguito il testo integrale del D.p.c.m. 14 luglio 2016, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Modalita' di funzionamento del  «Fondo  per  la  progettazione  degli
interventi contro il dissesto idrogeologico», di cui all'articolo  55
della legge 28 dicembre 2015, n. 221. (16A06697)
in Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2016, n. 215
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, che  disciplina  l'attivita'
del Governo  e  l'ordinamento  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri, e in particolare l'art. 5;
concernente,  tra  l'altro,  misure  straordinarie   per   accelerare
l'utilizzo delle risorse e l'esecuzione degli  interventi  urgenti  e
prioritari  per  la  mitigazione  del   rischio   idrogeologico   nel
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  del  27
maggio  2014,  istitutivo  della  Struttura  di  missione  contro  il
dissesto  idrogeologico  e  per  lo  sviluppo  delle   infrastrutture
idriche, di seguito Struttura di missione;
Visto l'art.  7  del  decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre  2014,  numero
164,  concernente,  tra  l'altro,  norme   di   accelerazione   degli
interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico;
Visto in particolare il comma 2 del citato art. 7 del decreto-legge
n. 133 del 2014 che, a  partire  dalla  programmazione  2015,  affida
l'attuazione  degli  interventi  ai  Presidente  delle  regioni,   in
qualita' di Commissari di Governo contro il  dissesto  idrogeologico,
con i compiti, le modalita', la contabilita' speciale e i  poteri  di
cui all'art. 10 del decreto-legge n. 91 del 2014;
Visto altresi' il comma 9 del citato art. 7  del  decreto-legge  n.
133 del 2014, che prevede che  la  Struttura  di  missione  operi  di
e  del  mare  nelle  attivita'  pianificatorie,  istruttorie   e   di
ripartizione delle risorse finanziarie finalizzate alla realizzazione
degli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico;
di stabilita' 2015), e  in  particolare  l'art.  1,  comma  703,  che
contiene disposizioni riguardanti le modalita'  di  programmazione  e
attuazione del Fondo Sviluppo e Coesione per il periodo 2014-2020;
Vista la delibera CIPE del  20  febbraio  2015,  n.  32,  che,  con
l'obiettivo di stimolare l'efficace avanzamento, in  particolare  nel
Mezzogiorno, delle attivita' progettuali delle opere  di  mitigazione
del rischio idrogeologico, da inserire nel Piano nazionale contro  il
dissesto 2015-2020, ha  assegnato  100  milioni  di  euro  del  Fondo
Sviluppo e Coesione 2014-2020  al  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del  mare  da  destinare  alla  progettazione
degli interventi contro il dissesto idrogeologico, secondo la  chiave
di riparto ordinaria prevista dall'art. 1, comma 6,  della  legge  27
maggio 2015,  recante  criteri  e  modalita'  di  assegnazione  delle
risorse  destinate  agli  interventi  di  mitigazione   del   rischio
idrogeologico,  in   attuazione   dell'art.   10,   comma   11,   del
settembre 2015, recante «Piano stralcio per le aree  metropolitane  e
le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio  di
alluvioni», ai sensi dell'art. 1, comma 703, lettera d), della  legge
n. 190 del 2014 (legge di stabilita' 2015);
Visto l'art. 55 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, che, al  fine
di consentire la celere predisposizione del piano nazionale contro il
dissesto   idrogeologico,   favorendo   le    necessarie    attivita'
progettuali, ha istituito, presso il Ministero dell'ambiente e  della
tutela del territorio e del mare,  il  «Fondo  per  la  progettazione
degli interventi contro il dissesto idrogeologico» di seguito  fondo,
in cui affluiscono le risorse assegnate per le medesime finalita' con
la citata delibera del CIPE del 20 febbraio 2015, n. 32,  nonche'  le
risorse imputate agli oneri di progettazioni nei quadri economici dei
progetti  definitivi  approvati,  ove  la  progettazione  sia   stata
finanziata a valere sul fondo;
Rilevato altresi' che il citato art. 55 della legge n. 221 del 2015
prevede che il funzionamento del «Fondo per  la  progettazione  degli
interventi contro il  dissesto  idrogeologico»  e'  disciplinato  con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su  proposta  del
Viste le osservazioni formulate dal Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato con nota
n. 47276 del 26 maggio 2016;
Vista la nota del Gabinetto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e  del  mare  n.  13102  del  16  giugno  2016,
relativa alla ripartizione delle risorse indicate all'art.  1,  comma
2, del presente decreto;
Visto il  parere  favorevole  della  Conferenza  permanente  per  i
di Bolzano, repertorio n. 90/CSR del 26 maggio 2016;
23 aprile 2015,  con  il  quale  al  Sottosegretario  di  Stato  alla
Oggetto e finalita' del fondo per la progettazione  degli  interventi
1. Il «Fondo  per  la  progettazione  degli  interventi  contro  il
dissesto idrogeologico», da istituire nello stato di  previsione  del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  ai
sensi dell'art. 55 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, e' diretto a
favorire l'efficace avanzamento  delle  attivita'  progettuali  delle
opere di mitigazione del rischio idrogeologico e provvede  a  rendere
le stesse immediatamente cantierabili.
2. A valere sulle risorse assegnate dal punto  1.4  della  delibera
CIPE del 20 febbraio 2015, n. 32, confluiscono al  fondo  di  cui  al
comma 1: 24 milioni di euro nell'anno finanziario 2016, 50 milioni di
euro nell'anno finanziario  2017  e  26  milioni  di  euro  nell'anno
3. Le risorse di cui al comma 2 sono attribuite secondo  la  chiave
di riparto ordinaria prevista dall'art. 1, comma  6  della  legge  27
dicembre 2013, n. 147, fermo restando quanto previsto  al  punto  1.5
della medesima delibera.
Soggetti beneficiari e finalita' dei finanziamenti
1. Sono beneficiari delle risorse del «Fondo per  la  progettazione
degli interventi contro il dissesto idrogeologico» i Presidenti delle
regioni, in qualita' di commissari  di  Governo  contro  il  dissesto
idrogeologico, ai sensi dell'art. 7, comma 2,  del  decreto-legge  12
2. Il finanziamento del fondo e'  finalizzato  alla  redazione  del
progetto  esecutivo  previsto  per   l'avvio   delle   procedure   di
affidamento  dei  lavori   attraverso   l'elaborazione,   anche   non
esplicita, dei livelli di progettazione inferiori.
3. Non sono ammessi al finanziamento gli incarichi di progettazione
gia'  conferiti  e  le  spese  per  rilievi  e   indagini   appaltati
anteriormente alla data  di  assegnazione  dei  fondi,  salvo  quanto
previsto all'art. 3 comma 2.
4. L'ammissione al finanziamento avviene nei limiti  delle  risorse
disponibili sul Fondo di cui all'articolo 1.
Modalita' di accesso al Fondo per la progettazione  degli  interventi
1. Le risorse del Fondo sono allocate su base regionale  attraverso
graduatorie di  progettazione  di  interventi  (una  graduatoria  per
regione) sino alla concorrenza  delle  somme  attribuite  a  ciascuna
regione sulla base dei criteri di riparto  stabiliti  con  successivo
2. In  via  prioritaria  sono  finanziate  le  progettazioni  degli
interventi inseriti nelle tabelle C e D del «Piano  stralcio  per  le
aree metropolitane e le aree urbane con alto livello  di  popolazione
esposta al rischio di alluvioni», di cui al  decreto  del  Presidente
del Consiglio dei  ministri  15  settembre  2015,  ivi  compresi  gli
incarichi di progettazione gia' conferiti a far data dal 15 settembre
3.  Gli  ulteriori  interventi  per  i  quali  il  «Fondo  per   la
progettazione degli  interventi  contro  il  dissesto  idrogeologico»
finanzia la progettazione sono selezionati tra  quelli  inseriti  nel
data-base on line ReNDiS (Repertorio Nazionale degli  Interventi  per
la Difesa del Suolo), a cura delle regioni e province autonome o  dei
soggetti dalle stesse accreditati.
4.   Presupposto   per   l'ammissibilita'   al   finanziamento   e'
l'inserimento  nel  data-base  di  cui  al  comma  3  di  uno  Studio
preliminare, consistente nella seguente documentazione minima:
a.  una  relazione,  accompagnata  da   adeguata   documentazione
grafica, che illustri in modo esauriente l'ubicazione e la natura del
dissesto su  cui  si  intende  intervenire  e  i  suoi  effetti,  gli
obiettivi, i requisiti, le modalita' e il costo dell'intervento,  gli
elementi essenziali della valutazione preventiva della sostenibilita'
ambientale,  della  compatibilita'  paesaggistica   e   dei   vincoli
archeologici dell'intervento;
d. il cronoprogramma orientativo di tutte le attivita', a partire
dalla progettazione, fino  al  collaudo  o  certificato  di  regolare
5.  Qualora  sia  disponibile  un  progetto  di  livello  inferiore
all'esecutivo, presupposto per l'ammissibilita' al finanziamento  dei
livelli  successivi  e'  l'inserimento  nel  data-base  di   cui   al
precedente comma 3 di tutti  i  documenti  progettuali  previsti  dal
decreto-legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per il livello progettuale
Verifica di ammissibilita' e criteri di valutazione
1. Ai fini dell'ammissibilita' al finanziamento del «Fondo  per  la
progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico», gli
interventi di cui all'art. 3 devono  essere  selezionati  secondo  le
procedure  previste  dall'Allegato  al  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 28 maggio 2015 relativo  alla  «Individuazione
dei  criteri  e  delle  modalita'  per  stabilire  le  priorita'   di
idrogeologico»,   limitatamente    alla    fase    1    «accertamento
dell'ammissibilita' del finanziamento» e alla fase 2 «classificazione
delle richieste ammissibili», aggiornata secondo le disposizioni  del
citato decreto-legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
2. La fase 1 e' applicata con le modalita' e  i  criteri  descritti
nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015,
la cui  sequenza  dell'accertamento  e'  riportata  nella  tabella  A
allegata al presente provvedimento. In  particolare,  gli  interventi
devono acquisire il parere positivo di coerenza con la pianificazione
di bacino, comprensivo di  eventuali  prescrizioni  e/o  osservazioni
utili per la  successiva  fase  di  progettazione,  rilasciato  dalle
autorita' di bacino distrettuali  o  dalle  autorita'  di  bacino  di
rilievo nazionale, interregionale o  regionale.  Tale  parere  dovra'
tenere conto anche di eventuali eventi recenti  non  ancora  inseriti
nella pianificazione di bacino.  Gli  interventi,  se  relativi  alla
gestione del rischio alluvionale, devono essere  inoltre  individuati
fra le misure  di  protezione  dei  piani  di  gestione  del  rischio
alluvioni o devono essere relativi a eventi alluvionali  recenti  non
ancora inseriti nel piano di gestione.
3. La fase  2  e'  applicata  secondo  le  modalita'  e  i  criteri
descritti  nel  citato  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri 28 maggio 2015. In particolare,  ai  fini  della  formazione
degli elenchi su base regionale degli interventi,  sono  applicati  i
criteri  individuati   nella   tabella   B   allegata   al   presente
4. Le risorse sono prioritariamente  destinate  alla  progettazione
degli interventi integrati,  finalizzati  sia  alla  mitigazione  del
rischio sia alla tutela  e  al  recupero  degli  ecosistemi  e  della
biodiversita', ovvero che integrino  gli  obiettivi  della  direttiva
2000/60/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  23  ottobre
2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di
acque, e della direttiva 2007/60/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 23 ottobre 2007,  relativa  alla  valutazione  e  alla
gestione dei rischi di alluvioni. A tali progetti, se presenti,  deve
essere destinata una  percentuale  minima  del  20  per  cento  delle
risorse destinate alla regione, in analogia  a  quanto  previsto  dal
decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni
dalla legge 11 novembre 2014, n. 164.
5. Gli interventi contro  il  dissesto  idrogeologico  non  possono
prevedere opere accessorie, come definite al punto 4.1.1. del decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015, di  entita'
superiore al 10% dell'importo complessivo dei lavori.
1.  Il  finanziamento  concesso  per  la  redazione  del   progetto
esecutivo di cui al precedente art. 2, comma 2,  e'  determinato,  in
relazione alla tipologia dell'intervento, in  base  alle  percentuali
riportate nell'Allegato 1 al presente decreto, applicate  all'importo
complessivo dell'intervento costituito dalla somma  dell'importo  dei
lavori e degli oneri della sicurezza e  delle  somme  a  disposizione
della stazione appaltante.
2. Qualora il finanziamento sia necessario per redigere il progetto
esecutivo  a  partire  da  un  progetto  di  livello  inferiore  gia'
disponibile, l'entita' del finanziamento e' commisurata ai livelli di
progettazione mancanti in base alle aliquote indicate nell'Allegato 1
di cui al precedente comma.
3. Le tabelle dell'Allegato 1 di cui al  precedente  comma  1  sono
aggiornate con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela  del
1. Gli elenchi di cui al precedente  art.  4,  articolati  su  base
regionale, sono approvati con decreto del direttore generale  per  la
e della tutela del territorio e del mare, che col medesimo atto o con
atti successivi accorda il finanziamento al presidente della  regione
nella qualita' di commissario di governo e dispone  il  trasferimento
della prima quota di finanziamento  alla  contabilita'  speciale  del
citato commissario.
2. Il trasferimento del finanziamento, assegnato  al  programma  di
ciascuna regione alla contabilita' speciale intestata al  commissario
di governo, ha luogo per quote con le seguenti modalita':
a)  la  prima  quota  pari  al   26%   e'   trasferita   all'atto
dell'assegnazione del finanziamento, come indicato al primo comma del
b) la seconda quota pari al 47% e' trasferita  dopo  il  completo
inserimento  dei  dati  dei  singoli  interventi   nel   Sistema   di
Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -   Dipartimento   della
ragioneria  generale  dello   Stato   e   una   volta   ottenuta   la
certificazione  della  spesa  sostenuta  nel  medesimo   sistema   di
monitoraggio pari al 75% del valore della prima quota
c) l'ultima quota, pari al saldo della spesa sostenuta e comunque
non superiore al 27% del valore  complessivo  del  finanziamento,  e'
trasferita previa certificazione della spesa sostenuta nel sistema di
monitoraggio unitario sopra richiamato pari al 75% del  valore  della
seconda quota.
3. Approvato il progetto, da porre a base di gara,  il  commissario
di governo ne  da'  comunicazione  alla  Direzione  generale  per  la
e della tutela  del  territorio  e  del  mare  e  alla  Struttura  di
missione, e contestualmente provvede all'aggiornamento del  data-base
on line ReNDiS e del sistema di monitoraggio unitario.
1. Allo scopo di assicurare un efficiente utilizzo delle risorse  e
garantire la tempestivita' dell'azione volta alla progettazione degli
interventi, e' utilizzato il Sistema di  Monitoraggio  Unitario,  BDU
(Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale  dello  Stato.
La trasmissione dei dati e'  effettuata  attraverso  il  sistema  SGP
(Sistema Gestione Progetti); le  informazioni  cosi'  acquisite  sono
rese disponibili al sistema ReNDiS attraverso un adeguato  protocollo
di colloquio telematico.
2. Il  commissario  di  governo  e'  responsabile  del  corretto  e
tempestivo inserimento dei dati di monitoraggio.
3.  In  attesa  dell'avvio  di  apposito  protocollo  di  colloquio
telematico tra i sistemi di  cui  al  comma  1  gli  interventi  sono
monitorati  anche  per  quanto  riguarda  lo  sviluppo   della   fase
progettuale attraverso  il  Sistema  di  Monitoraggio  Unitario,  BDU
(Banca Dati Unitaria), nonche'  tramite  l'inserimento,  a  cura  del
commissario di governo, di tutti i dati nella piattaforma  telematica
1. Al momento del finanziamento dell'esecuzione dell'intervento, la
cui progettazione e' stata sostenuta dal Fondo di cui all'art. 1  del
presente decreto,  le  somme  gia'  assegnate  per  la  progettazione
medesima sono recuperate con una decurtazione  di  pari  importo  del
finanziamento destinato all'attuazione dell'intervento e sono versate
ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate al medesimo Fondo.
Tabella 1. Percentuali da  applicare  all'importo  complessivo  degli
interventi per la determinazione del valore  di  riferimento  per  il
computo del finanziamento della progettazione.
Importo complessivo dell'intervento        Percentuali di
in euro                       applicazione
Fino a                   250.000,00             9,40%
sull'eccedenza fino a    500.000,00             8,00%
sull'eccedenza fino a  1.000.000,00             7,00%
sull'eccedenza fino a  5.000.000,00             4,40%
sull'eccedenza fino a 10.000.000,00             3,60%
sull'eccedenza fino a 20.000.000,00             3,10%
sull'eccedenza fino a 40.000.000,00             2,70%
sull'eccedenza                                  2,40%
Per ciascuna tipologia d'intervento l'importo del  finanziamento  per
la progettazione e'  quindi  calcolato  moltiplicando  il  valore  di
riferimento, desunto applicando le percentuali della tabella 1, per i
Interventi di difesa idraulica              1
Interventi di difesa costiera               1,35
Frane e interventi di difesa dalle valanghe 2,10
Tabella  2.  Incidenza  dei  livelli   progettuali   in   percentuale
dell'importo totale del finanziamento della progettazione.
comprese indagini e relative elaborazioni        26%
Progetto definitivo                              47%
Progetto esecutivo                               27%
NOTA SUL CALCOLO DELL'ENTITA' DEL FINANZIAMENTO DELLA PROGETTAZIONE
Il finanziamento deve coprire i corrispettivi da porre a base  di
gara per l'affidamento delle attivita' di progettazione e di indagine
necessarie per redigere il progetto esecutivo.
Per ciascuna tipologia di intervento  (difesa  idraulica,  difesa
costiera, frane e valanghe) sono stati  redatti  i  quadri  economici
relativi a importi dei lavori a base d'asta variabili tra  500.000,00
e 40.000.000,00 euro, calcolando l'entita' delle somme a disposizione
della stazione appaltante e tra esse gli oneri per le indagini  e  la
progettazione, applicando per  quest'ultima  i  criteri  dettati  dal
decreto del  Ministro  della  giustizia  31  ottobre  2013,  n.  143,
"Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base
di gara nelle procedure di  affidamento  di  contratti  pubblici  dei
servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria".
Ottenuta  per  ciascuno  degli  importi  dei  lavori   presi   in
considerazione la stima del costo totale  dell'intervento,  e'  stato
possibile definire per ciascuna tipologia di intervento la legge  che
lega l'importo  della  progettazione,  indagini  comprese,  al  costo
totale dell'intervento (entrambi comprensivi di Iva). Elaborando tali
leggi si e' formulata la "tariffa" media riportata nell'Allegato 1.
Poiche' per ciascuna regione il fondo  progettazioni  e'  gestito
nel suo complesso, si possono prevedere compensazioni tra  i  diversi
corrispettivi da porre a base di  gara,  che  facendo  riferimento  a
valori medi possono risultare di  volta  in  volta  approssimati  per
eccesso o per difetto.
E' stato previsto l'aggiornamento delle tabelle  dell'Allegato  1
tramite decreto  ministeriale,  in  vista  dell'emanazione  di  nuove
tariffe prevista dall'articolo 24, comma 8, del  decreto  legislativo
n. 50 del 2016, ferma restando la validita'  di  quelle  adottate  ai
sensi dell'articolo 216, comma 6, del medesimo decreto legislativo.
fondo ministeriale