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Timestamp: 2019-03-23 18:41:11+00:00
Document Index: 34862215

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 16']

Art. 11 D.lgs 28 del 2010 e limiti regolamentari alla possibilità di formulare proposte conciliative - Adr Intesa
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Art. 11 D.lgs 28 del 2010 e limiti regolamentari alla possibilità di formulare proposte conciliative
News art. 11 dlgs 28/2010, limiti proposte conciliative, mediazione delegata
Il Tribunale di Vasto, con la recentissima ordinanza 5 luglio 2012, è intervenuto sul problema rappresentato dalle limitazioni che i regolamenti degli organismi di mediazione possono porre alla possibilità, riconosciuta al mediatore dall’art. 11, secondo comma, D.lgs n. 28 del 2010, di formulare una proposta conciliativa.
Secondo il Giudice, infatti, dette limitazioni finirebbero con il provocare, sotto il profilo generale, uno sviamento dalla ratio legis, che va certamente ravvisata nella volontà di ”spingere” le parti a raggiungere un accordo, e soprattutto, nello specifico, impedirebbero al giudice di portare ad applicazione le disposizioni di cui all’art. 13 del decreto medesimo, in tema di spese processuali, aventi chiaramente finalità deterrente nei confronti di rifiuti ingiustificati opposti a proposte conciliative non irragionevoli.
LETTO l’art. 5, secondo comma, del D. L.gs. 4 marzo 2010, n. 28;
CHE la formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione, vieppiù valorizzato dalle recenti disposizioni del D.L. 22.06.2012 n. 83, il quale – modificando l’art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo – ha introdotto il comma 2quinquies, a norma del quale “non è riconosciuto alcun indennizzo: […] c) nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, con ciò confermando la tendenza del legislatore ad introdurre nell’ordinamento meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali ostinatamente protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia, la cui individuazione – però – presuppone necessariamente la previa formulazione (o, comunque, la libera formulabilità) di una proposta conciliativa da parte del mediatore ed il suo raffronto ex post con il provvedimento giudiziale di definizione della lite;
INVITA i difensori e le parti ad attivare la procedura di mediazione per la soluzione della controversia, ricorrendo ad un qualsiasi organismo di conciliazione, pubblico o privato, presente nel circondario del Tribunale di Vasto, purchè regolarmente iscritto nell’apposito registro istituito con decreto del Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 16 del D. L.gs. 4 marzo 2010, n. 28, e a condizione che il regolamento dell’ente non contenga clausole limitative della facoltà del mediatore di formulare una proposta conciliativa, subordinandone – in particolare – l’esercizio alla condizione della previa richiesta congiunta di tutte le parti;
ASSEGNA alle parti termine di giorni quindici per la presentazione della domanda di mediazione;
RINVIA la causa, per il prosieguo, all’udienza del 09/10/2012, ore 11.30;
INVITA le parti a comunicare all’Ufficio l’esito della procedura prima della prossima udienza;
Vasto, 5 luglio 2012.