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Timestamp: 2020-01-28 03:21:40+00:00
Document Index: 79026371

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 59', 'art. 54', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 51', 'art. 59', 'art. 54', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 51', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 33', 'art. 137', 'art. 30', 'art. 28', 'art. 51', 'art. 46', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 51']

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Cassazione Penale: Rifiuti - materiale da demolizione - riutilizzo
Sez. III, Sent. del 12/10/2005 (Ud. 09/06/2005) n. 36955 - Pres. Savignano G - Rel. Franco A - P.M. in proc. Noto ed altri - P.M. (Conf.) RV232192
La riutilizzazione da parte del detentore dei materiali provenienti da demolizione edilizia in opere di sottofondo stradale senza l'adozione dei test di cessione in conformità al D.M. 5 febbraio 1998, li sottrae all'ambito di applicabilità delle deroghe di cui all'art. 14 del D.L. 8 luglio 2002 n. 138, convertito con Legge 8 agosto 2002 n. 178, atteso che la riutilizzazione nello stesso o in analogo o diverso ciclo produttivo o di consumo deve avvenire con modalità tali da non recare pregiudizio all'ambiente.
Cassazione Penale: Rifiuti - ordinanza contingibile ed urgente
Sez. III, Sent. del 04/10/2005 (Ud. 13/07/2005) n. 35640 - Pres. Vitalone C - Rel. Mancini F - Di Marco - P.M. (Conf.) RV232201
In tema di gestione dei rifiuti, la valutazione affidata al giudice penale sulle condizioni legittimanti la emanazione dell'ordinanza contingibile ed urgente di cui all'art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 non può riguardare le scelte di natura tecnica operate dal sindaco, atteso che il sindacato del giudice deve avere quali parametri le norme che giustificano l'esercizio del potere straordinario previsto per l'organo amministrativo, ma non può riferirsi alla correttezza sotto il profilo tecnico-discrezionale nell'esercizio del potere stesso.
Cassazione Penale: Rifiuti - piazzole ecologiche
Sez. III, Sent. del 28/09/2005 (Ud. 27/06/2005), n. 34665 - Pres. De Maio G - Rel. Onorato P - Righetti - P.M. (Conf.) RV232178
L'attività di gestione dei rifiuti operata dal Comune nelle cosiddette piazzole ecologiche o ecopiazzole, ove i rifiuti vengono conferiti dai cittadini in modo differenziato, configura un deposito preliminare in vista dello smaltimento o una messa in riserva in vista del recupero, con la conseguente necessità della preventiva autorizzazione, la cui mancanza configura il reato di cui all'art. 51, comma primo, D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22.
Cassazione Penale: Rifiuti - raccolta e trasporto rifiuti conto terzi
Sez. III, Sent. del 13/09/2005 (Ud. 14/06/2005) n. 33310 - Pres. Papadia U - Rel. Onorato P - P.G. in proc. Casale - P.M. (Diff.) RV232195
L'attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti da terzi, effettuata da soggetti abilitati allo svolgimento dell'attività in forma ambulante, non prevede l'iscrizione all'albo nazionale dei gestori dei rifiuti, con conseguente esclusione della configurabilità del reato di cui all'art. 51 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto sufficiente la produzione del certificato di iscrizione nel registro degli esercenti mestieri ambulanti per l'esercizio della raccolta di rottami ferrosi).
Cassazione Penale: Acque - autorizzazione - violazione delle prescrizioni
Sez. III, Sent del 02/09/2005 (Ud. 08/07/2005) n. 32847 - Pres. Vitalone C - Rel. Franco A - Germiniasi - P.M. (Diff.) RV232198
In tema di tutela delle acque, ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 59, comma quarto, del D.Lgs. 11 maggio 1999 n. 152 (inosservanza delle prescrizioni dell'autorizzazione) occorre, oltre alla inosservanza delle prescrizioni dell'autorizzazione o delle altre prescrizioni imposte dall'autorità competente, che si tratti di acque reflue industriali e che queste contengano le sostanze pericolose comprese nelle famiglie e nei gruppi di sostanze indicate nelle tabelle 3/a e 5 dell'Allegato 5, configurandosi in difetto l'illecito amministrativo di cui all'art. 54, comma terzo, del citato decreto n. 152.
Cassazione Penale: Rifiuti - gestione in regime di privativa
Sez. III, Sent. del 18/07/2005 (Ud. 21/04/2005) n. 26379 - Pres. Postiglione A - Rel. Onorato P - P.M. in proc. Zunino - P.M. (Diff.) RV231937
La possibilità per i comuni di esercitare in regime di privativa la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati avviati allo smaltimento, prevista dall'art. 21 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, non esclude che le attività di smaltimento o di recupero esercitate debbano essere soggette alle autorizzazioni regionali previste dall'art. 28 del citato D.Lgs. n. 22, o alle procedure semplificate provinciali ex artt. 31, 32, 33 dello stesso decreto.
Sez. III, Sent del 18/07/2005 (Ud. 21/04/2005) n. 26379 - Pres. Postiglione A - Rel. Onorato P - P.M. in proc. Zunino - P.M. (Diff.) RV231938
In tema di gestione dei rifiuti, le piazzole comunali destinate alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, cosiddette piazzole ecologiche o ecopiazzole, hanno natura di centri di stoccaggio ai sensi dell'art. 6, comma primo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, atteso che nelle stesse si effettuano attività di smaltimento, consistente nel deposito preliminare in vista di altre operazioni di smaltimento definitive ex punto D15 dell'allegato B al citato decreto n. 22, o attività di recupero, consistente nella messa in riserva ex punto R13 dello stesso allegato B.
Cassazione Penale: Inquinamento suolo - sversamento oli usati
Sez. III, Sent. del 07/07/2005 (Ud. 08/06/2005) n. 24934 - Pres. Zumbo A - Rel. Squassoni C - Casagrande - P.M. (Parz. Diff.) RV231949
Lo sversamento di oli usati su suolo non asfaltato o in altro modo protetto configura il reato di cui all'art. 14 D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 95 anche se effettuato in quantità limitata e indipendentemente dalla prova di un danno al suolo, atteso l'obbligo di conferimento del materiale in questione all'apposito consorzio in applicazione del generale principio di prevenzione vigente in materia.
Cassazione Penale: Rifiuti - abbandono rifiuti da parte di terzi - responsabilità possessore del fondo
Sez. III, Sent. del 10/06/2005 (Ud. 15/03/2005) n. 21966 - Pres. Zumbo A - Rel. Fiale A - Nugnes - P.M. (Diff.) RV231645
In tema di gestione dei rifiuti, la responsabilità del soggetto avente la disponibilità di un'area sulla quali terzi abbiano abbandonato rifiuti è configurabile soltanto qualora venga accertato il concorso, a qualsiasi titolo, del possessore del fondo con gli autori del fatto, ovvero per una condotta di compartecipazione agevolatrice, non sussistendo in questo caso una posizione di garanzia in capo allo stesso.
Cassazione Penale: Rifiuti - veicoli fuori uso
Sez. III, Sent. del 10/06/2005 (Ud. 04/03/2005) n. 21963 - Pres. Zumbo A - Rel. Fiale A - D'Agostino - P.M. (Conf.) RV231639
In tema di gestione dei rifiuti, va considerato quale veicolo fuori uso sia il veicolo di cui il proprietario si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi, sia quello destinato alla demolizione, ufficialmente privato delle targhe, e ciò ancor prima della consegna ad un centro di raccolta, sia quello che risulti in evidente stato di abbandono.
Cassazione Penale: Acque - inquinamento - responsabilità amministratori o gestori
Sez. III, Sent. del 01/06/2005 (Ud. 10/05/2005) n. 20512 - Pres. Papadia U - Rel. De Maio G - Bonarrigo - P.M. (Conf.) RV231654
In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, rispondono dei reati previsti dal D.Lgs. 11 maggio 1999 n. 152, e successive modificazioni, tutti i soggetti che di fatto esercitano funzioni di amministrazione e di gestione dell'insediamento dal quale originano i reflui, senza che tale responsabilità assuma carattere oggettivo ed automatico, ma a titolo di colpa, intesa in senso ampio, ovvero conseguente non soltanto a comportamenti commissivi, ma anche per inosservanza del dovere di adottare tutte le misure tecniche ed organizzative di prevenzione del danno da inquinamento.
Cassazione Penale: Rifiuti - nozione
Sez. III, Sent. del 01/06/2005 (Ud. 14/04/2005) n. 20499 - Pres. Papadia U - Rel. Amoroso G - Colli ed altri - P.M. (Parz. Diff.) RV231528
Al fine di delineare l'ambito di operatività della nozione di rifiuto occorre distinguere tra i "residui di produzione" che, pur se suscettibili di eventuale successiva utilizzazione previa trasformazione, vanno qualificati come rifiuti ed i "sottoprodotti" che non vi rientrano, atteso che solo ciò che non nuoce all'ambiente e può essere inequivocabilmente ed immediatamente utilizzato come materia prima secondaria senza previa trasformazione in un processo produttivo si sottrae alla disciplina sui rifiuti di cui al D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22.
Cassazione Penale: Rifiuti - discarica abusiva
Sez. III, Sent. del 01/06/2005 (Ud. 14/04/2005) n. 20499 - Pres. Papadia U - Rel. Amoroso G - Colli ed altri - P.M. (Parz. Diff.) RV231529
La destinazione di un'area a centro di raccolta di materiali provenienti da demolizioni edilizie e lo scarico ripetuti di essi, senza la prescritta autorizzazione, integra il reato di realizzazione e gestione di una discarica abusiva, di cui all'art. 51, comma terzo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, anche in difetto di una specifica organizzazione di persone e di mezzi e senza che sia necessario il dolo specifico del fine di lucro.
Cassazione Penale: Acque - scarichi da allevamenti di animali
Sez. III, Sent. del 27/05/2005 (C.C. 20-04-2005) n. 19964 - Pres. Savignano G - Rel. Zumbo A - Fraticelli ed altro - P.M. (Conf.) RV231644
In tema di tutela dall'inquinamento, l'attività di allevamento è sottoposta a regime giuridico differenziato, in considerazione del limitato impatto ambientale, solo quando per il numero dei capi presenti e per l'estensione dei terreni disponibili è possibile l'utilizzazione esclusiva dei residui nella attività agricola; diversamente va riconosciuta la natura di reflui industriali agli scarichi di allevamenti nei quali manchi la connessione funzionale fra fondo ed allevamento. (In applicazione di tale principio la Corte ha affermato la natura di reflui industriali in un caso in cui gli sversamenti avvenivano per getto diretto senza diffusione in maniera omogenea interessando soltanto un parte della zona coltivata)
Cassazione Penale: Acque - superamento limiti tabellari
Sez. III, Sent. del 20/05/2005 (Ud. 13/04/2005), n. 19254 - Pres. Savignano G - Rel. Grillo C - Granata - P.M. (Parz. Diff.) RV231991
In tema di scarichi di acque reflue industriali, a seguito del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 258, modificativo dell'art. 59, D.Lgs. 11 maggio 1999 n. 152, sono sottoposti a sanzione penale gli scarichi che superano i limiti tabellari posti dallo Stato ed individuati nelle Tabelle 3 e 4 anche se si tratta di sostanze diverse dalle quelle indicate nella Tabella 5 dell'Allegato 5. Infatti nell'attuale formulazione il riferimento alle sostanze indicate nella Tabella 5 è stato collocato dopo la previsione della possibilità, per le autorità diverse dallo Stato, di stabilire "limiti più restrittivi", la violazione dei quali - in applicazione del disposto dell'art. 54, comma primo, D.Lgs. n. 152 del 1999 ed in ossequio alla riserva statale dello "ius puniendi" - è sanzionata solo in via amministrativa, salvo la sussistenza dell'ulteriore condizione che si tratti delle diciotto sostanze pericolose incluse nella citata Tabella 5.
Sez. III, Sent. del 13/05/2005 (Ud. 04/03/2005) n. 17836 - Pres. Zumbo A - Rel. Onorato P - Maretti ed altro - P.M. (Conf.) RV231640
In tema di definizione della nozione di rifiuto, la norma interpretativa introdotta con l'art. 14 del D.L. 8 luglio 2002 n. 138, convertito con legge 8 agosto 2002 n. 178, sottrae alla qualifica di rifiuto i residui di produzione o di consumo, sulla base di una attuale o potenziale riutilizzazione, operando una controqualificazione rispetto alla definizione di rifiuto stabilita dalle disposizioni comunitarie, a fronte delle quali la questione di legittimità costituzionale del citato art. 14 in relazione agli artt. 11 e 117 della Costituzione appare non manifestamente infondata. (La Corte ha ritenuto irrilevante nella fattispecie la questione, essendo stata esclusa in punto di fatto la riutilizzazione del rifiuto, ed ha ulteriormente affermato che il concetto di "disfarsi" non può essere identificato, come nel citato art. 14, con quello di attività di "smaltimento o di recupero", atteso che è possibile disfarsi di un rifiuto anche semplicemente abbandonandolo).
Cassazione Penale: Rifiuti - ordinanze contingibili ed urgenti
Sez. III, Sent. del 09/05/2005 (C.C. 20/01/2005) n. 17414 - Pres. Onorato P - Rel. Fiale A - Manzoni - P.M. (Conf.) RV231635
In tema di smaltimento dei rifiuti, l'uso ripetuto da parte del sindaco del potere di emissione delle ordinanze contingibili ed urgenti, ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, in assenza dei presupposti richiesti dal citato art. 13, configura il reato di realizzazione di discarica in difetto di autorizzazione, punito dall'art. 51, comma terzo, del decreto n. 22 del1997.
Sez. III, Sent. del 09/05/2005 (C.C. 20-01-2005) n. 17414 - Pres. Onorato P - Rel. Fiale A - Manzoni - P.M. (Conf.) RV231636
In tema di smaltimento dei rifiuti non è possibile fare ricorso al potere di emanazione di ordinanze contingibili ed urgenti, previsto dall'art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, per ragioni finanziarie, atteso che non esiste un principio di giustificazione di tipo economico nel sistema delineato dal citato decreto n. 22, in quanto l'ente locale ha il dovere di dare priorità alle spese necessarie per un corretto smaltimento dei rifiuti urbani.
Sez. III, Sent. del 09/05/2005 (C.C. 20-01-2005) n. 17414 - Pres. Onorato P - Rel. Fiale A - Manzoni - P.M. (Conf.) RV231637
In tema di smaltimento dei rifiuti, compete al giudice penale il sindacato di legittimità sul potere del Sindaco di emanazione delle ordinanze contingibili ed urgenti ex art. 13 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, atteso che l'ordinanza di necessità non costituisce un titolo di legittimazione sostitutivo dell'autorizzazione regionale, bensì una causa speciale di giustificazione per quelle attività di smaltimento di rifiuti non autorizzate che diversamente integrerebbero un'ipotesi di reato.
Cassazione Penale: Rifiuti - inosservanza delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni
Sez. III, Sent. del 05/05/2005 (Ud. 14/04/2005) n. 16890 - Pres. Dell'Anno P - Rel. Grillo C - Gallucci ed altro - P.M. (Diff.) RV231649
Il reato di inosservanza delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, di cui all'art. 51, comma quarto, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, ha natura permanente, non rilevando il fatto che la P.A. abbia fissato un termine per l'adempimento delle prescrizioni, atteso che è punito non l'inadempimento in sè delle prescrizioni ma la protrazione della specifica condotta di smaltimento, recupero, trasporto od altro senza l'osservanza delle stesse.
Cassazione Penale: Rifiuti - combustibile da rifiuto
Sez. III, Sent. del 02/05/2005 (C.C. 15-03-2005) n. 16351 - Pres. Zumbo A - Rel. Postiglione A - Dalena - P.M. (Parz. Diff.) RV231512
In tema di gestione di rifiuti, va qualificato quale combustibile da rifiuto (c.d. CDR) non soltanto quello ottenuto da rifiuti urbani, atteso che la legge 31 luglio 2002 n. 179 ha inserito il CDR quale combustibile senza il riferimento esclusivo ai rifiuti urbani e che ai sensi del d.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 è consentita l'utilizzazione dei rifiuti sanitari (che hanno natura di rifiuti speciali) per la produzione di energia.
Sez. III, Sent. del 02/05/2005 (C.C. 15-03-2005) n. 16351 - Pres. Zumbo A - Rel. Postiglione A - Dalena - P.M. (Parz. Diff.) RV231513
In tema di gestione dei rifiuti, è impiegabile quale combustibile da rifiuto per il recupero energetico in inceneritori ed impianti industriali, quali cementifici e centrali termoelettriche (cd. CDR) non soltanto quello prodotto in regime di procedura semplificata ex art. 31 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, ma altresì quello per il quale si è seguita la procedura ordinaria, atteso che l'autorizzazione della autorità competente è atto che offre garanzie maggiori rispetto alla comunicazione da parte dell'interessato.
Cassazione Penale: Acque - scarichi depuratore rete fognaria - guasto tecnico con tracimazione reflui
Sez. III, Sent. del 29/04/2005 (Ud. 15/03/2005) n. 16274 - Pres. Zumbo A - Rel. Postiglione A - Faraci - P.M. (Diff.) RV231520
Nel caso di scarico da rete fognaria dotata di impianto di depurazione finale, anche in ipotesi di guasto tecnico in conseguenza del quale si sia verificata la tracimazione dalle vasche ma con contestuale funzionamento dello scarico ordinario, non trova applicazione la normativa sui rifiuti (di cui al D.Lgs. n. 22 del 1997) ma quella di cui al D.Lgs. 11 maggio 1999 n. 152, atteso che rientrano in tale disciplina soltanto i rifiuti liquidi che esulano dal concetto di scarico come definito dall'art. 2 del citato decreto n. 152.
Cassazione Penale: Acque - furto
Sez. IV, Sent. del 26/04/2005 (C.C. 02/03/2005) n. 15431 - Pres. Coco GS - Rel. Brusco CG - Arditi - P.M. (Parz. Diff.) RV231557
I corsi d'acqua, per legge beni immobili, per poter essere oggetto di furto devono essere smobilizzati, cioè distolti, almeno in parte, dal loro normale corso a beneficio di un soggetto che in tal modo si impossessa del bene divenuto mobile.
Cassazione Penale: Rifiuti - area destinata al deposito di materiale da demolizione
Sez. III, Sent. del 18/04/2005 (Ud. 10/03/2005) n. 14285 - Pres. Teresi A - Rel. Amoroso G - Brizzi - P.M. (Conf.) RV231080
La destinazione di un'area a centro di raccolta di materiali provenienti da demolizioni edilizie e lo scarico ripetuto di questi, senza la prescritta autorizzazione, integrano il reato di cui all'art. 51 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (realizzazione e gestione di discarica abusiva), anche in mancanza di una specifica organizzazione di persone e mezzi, nè è necessario il dolo specifico del fine di lucro.
Cassazione Penale: Rifiuti - abbandono rifiuti - culpa in vigilando
Sez. III, Sent. del 18/04/2005 (Ud. 10/03/2005) n. 14285 - Pres. Teresi A - Rel. Amoroso G - Brizzi - P.M. (Conf.) RV231081
In tema di gestione dei rifiuti, in caso di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti ad opera dei dipendenti di una società di capitale, il legale rappresentante è responsabile, quantomeno per "culpa in vigilando", del reato di cui all'art. 51, comma secondo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (realizzazione e gestione di discarica abusiva), salva la dimostrazione di una specifica causa di esonero della responsabilità.
Cassazione Penale: Rifiuti - realizzazione impianti di smaltimento o recupero senza autorizzazione
Sez. III, Sent. del 14/04/2005 (C.C. 17/03/2005) n. 13717 - Pres. Onorato P - Rel. Sarno G - Dami - P.M. (Diff.) RV231514
In tema di gestione dei rifiuti, nel caso in cui sia in corso la realizzazione senza autorizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento o il recupero dei rifiuti non si configura il reato di cui all'art. 51, comma primo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, trattandosi di un reato formale che prevede l'inizio dell'attività industriale propriamente intesa e non potendosi apprezzare le condotte sotto il profilo del tentativo.
Cassazione Penale: Aria - impianto esistente senza autorizzazione
Sez. III, Sent. del 12/04/2005 (Ud. 28/01/2005) n. 13143 - Pres. Savignano G - Rel. Onorato P - Orsini ed altro - P.M. (Conf.) RV231216
In materia di inquinamento atmosferico, esercitare un impianto esistente senza aver richiesto l'autorizzazione prevista dal d.P.R. 24 maggio 1988 n. 203, ovvero trasferire detto impianto in altra sede senza autorizzazione, integrano un reato di condotta, non già un reato di danno, giacchè il bene tutelato dalla norma penale è l'interesse dell'amministrazione competente ad effettuare un controllo preventivo sulla funzionalità degli impianti "esistenti" o "nuovi" e sulla loro potenzialità inquinante, proprio al fine di prevenire immissioni inquinanti superiori ai valori limite. Ne consegue che il reato è integrato solo per avere omesso di richiedere l'autorizzazione, anche nel caso in cui l'impianto non superi di fatto detti limiti.
Cassazione Penale: Rifiuti - scarti vegetali di agrumi in fermentazione
Sez. III, Sent. del 01/04/2005 (Ud. 08/03/2005) n. 12366 - Pres. Papadia U - Rel. Teresi A - Fatta ed altro - P.M. (Conf.) RV231074
Il cosiddetto "pastazzo di agrumi", composto da buccia e polpa di agrumi residuati dalla loro lavorazione, allorchè siano ancora presenti processi fermentativi non è qualificabile quale ammendante vegetale semplice utilizzabile in agricoltura ai sensi dell'Allegato IC della Legge 19 ottobre 1984 n. 748, come modificato dal D.M. amb. 25 marzo 1998, e rientra nella disciplina del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, atteso che per la esclusione dalle disposizioni sui rifiuti deve trattarsi di prodotto non fermentato.
Cassazione Penale: Rifiuti - discarica abusiva - residui potatura e pulitura alberi
Sez. III, Sent. del 01/04/2005 (Ud. 24/02/2005) n. 12356 - Pres. Postiglione A - Rel. Gentile M - Rizzo ed altri - P.M. (Conf.) RV231071
Risponde del reato di cui all'art. 51, comma terzo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (realizzazione o gestione di discarica non autorizzata) il dirigente dei servizi tecnici comunali, tra cui quello relativo alla nettezza urbana, che dispone, o non impedisce pur avendone l'obbligo giuridico, il deposito dei residui di potatura e pulitura degli alberi in zona adibita a discarica abusiva.
Cassazione Penale: Rifiuti - discarica autorizzata - conferimento diversa tipologia di rifiuto
Sez. III, Sent. del 01/04/2005 (Ud. 09/02/2005) n. 12349 - Pres. Savignano G - Rel. Petti C - Renna - P.M. (Parz. Diff.) RV231068
Lo smaltimento in discarica di rifiuti diversi da quelli per i quali si è in possesso di autorizzazione configura il reato di cui all'art. 51 del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (gestione di discarica abusiva), atteso che il trattamento di un rifiuto diverso da quello autorizzato equivale a trattamento di rifiuti senza autorizzazione.
Cassazione Penale: Rifiuti - discarica abusiva - confisca
Sez. III, Sent. del 01/04/2005 (Ud. 09/02/2005) n. 12349 - Pres. Savignano G - Rel. Petti C - Renna - P.M. (Parz. Diff.) RV231069
In tema di gestione dei rifiuti, ai fini della adozione del provvedimento di confisca dell'area sulla quale risulta realizzata la discarica abusiva, la proprietà del suolo da parte dell'autore o del compartecipe del reato deve essere provata dall'accusa.
Cassazione Penale: Rifiuti - discarica abusiva - nozione
Sez. V, Sent. del 25/03/2005 (Ud. 14/01/2005) n. 11924 - Pres. Lattanzi G - Rel. Ferrua G - Spagnolo ed altri - P.M. (Conf.) RV231704
In tema di smaltimento di rifiuti, la configurazione del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata, in presenza dei requisiti della fattispecie rappresentati da una condotta di accumulo di rifiuti su un'area, dal degrado dell'area stessa e dalla consistente quantità di rifiuti depositati abusivamente, non può rimanere esclusa dalla provvisorietà e dallo stoccaggio dei rifiuti in attesa di trasferimento.
Cassazione Penale: Rifiuti - rifiuti infiammabili o putrescibili - messa in riserva
Sez. V, Sent. del 25/03/2005 (Ud. 14/01/2005) n. 11924 - Pres. Lattanzi G - Rel. Ferrua G - Spagnolo ed altri - P.M. (Conf.) RV231705
In tema di gestione dei rifiuti, le operazioni di messa in riserva di rifiuti infiammabili o putrescibili possono avvenire solo se le quantità in deposito non superino i 600 metri cubi e la permanenza del materiale non si protragga per più di un anno. In mancanza di tali presupposti, non essendo invocabile il regime semplificato di cui all'art. 33 D.Lgs. n. 22 del 1997 si configura il reato di gestione di discarica non autorizzata.
Cassazione Penale: Rifiuti - smaltimento rifiuti radioattivi
Sez. III, Sent. del 10/03/2005 (Ud. 10/02/2005) n. 9506 - Pres. Vitalone C - Rel. Teresi A - Cappadona - P.M. (Diff.) RV231094
In tema di gestione dei rifiuti, integra il reato previsto dall'art. 137 D.Lgs. 17 marzo 1995 n. 230 (violazione delle prescrizioni dell'autorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi) il superamento dei limiti di tempo imposti dall'art. 30 del medesimo D.Lgs. n. 230 del 1995, nel testo modificato dal decreto n. 241 del 2000, per il dimezzamento fisico dei rifiuti o materiali contenenti radionuclidi.
Cassazione Penale: Rifiuti - raccolta veicoli fuori uso - autorizzazione
Sez. III, Sent. del 10/03/2005 (Ud. 10/02/2005) n. 9504 - Pres. Vitalone C - Rel. Grillo C - Lovato - P.M. (Parz. Diff.) RV230983
La raccolta di veicoli fuori uso in assenza dell'autorizzazione di cui all'art. 28, D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 configura il reato di cui all'art. 51, comma primo, del citato decreto, atteso che per gli stessi sussiste l'obbligo giuridico di disfarsene ex art. 46, D.Lgs. n. 22, con termini più rigorosi dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 24 giugno 2003 n. 209.
Cassazione Penale: Rifiuti - materie fecali
Sez. III, Sent. del 08/03/2005 (C.C. 10/02/2005) n. 8890 - Pres. Vitalone C - Rel. Petti C - Gios - P.M. (Conf.) RV230981
In tema di gestione dei rifiuti, la esclusione delle materie fecali dalla disciplina di cui al D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, prevista dall'art. 8 lett. c), opera a condizione che le stesse provengano da attività agricola e che siano riutilizzate nella stessa attività agricola. (In applicazione di tale principio la Corte ha affermato la applicabilità della disciplina sui rifiuti alla gestione di materie fecali provenienti da un alpeggio di bovini in una malga).
Cassazione Penale: Rifiuti - pneumatici usati
Sez. III, Sent. del 09/02/2005 (Ud. 19/01/2005) n. 4702 - Pres. Savignano G - Rel. Onorato P - Scipioni ed altro - P.M. (Conf.) Geraci V RV230682
I pneumatici usati dei quali il detentore si disfa o che vende a terzi perchè siano riutilizzati previa rigeneratura o ricopertura non rientrano nella deroga alla nozione di rifiuto di cui all'art. 14 del D.L. 8 luglio 2002 n. 138, convertito con legge 8 agosto 2002 n. 178, atteso che i pneumatici sono in questo caso destinati ad una operazione di recupero quale individuata dalla lettera R5 dell'Allegato C del decreto n. 22 del 1997, circostanza che esclude l'applicabilità della citata normativa.
Cassazione Penale: Acque - scarico esistente
Sez. III, Sent. del 09/02/2005 (Ud. 11/01/2005) n. 4682 - Pres. Papadia U - Rel. Grillo C - Licari - P.M. (Diff.) D'Angelo G RV230678
In tema di tutela delle acque dall'inquinamento, va considerato esistente lo scarico diretto in mare di acque reflue industriali in esercizio al momento di entrata in vigore della legge 11 maggio 1999 n. 152 e regolarmente autorizzato, anche se a tale tipologia di scarichi non può applicarsi la disciplina dell'autorizzazione provvisoria tacita prevista dall'art. 15 della legge 10 maggio 1976 n. 319, come modificata dall'art. 7 della legge 17 maggio 1995 n. 172.
Cassazione Penale: Rifiuti - deposito carcasse veicoli
Sez. III, Sent. del 01/02/2005 (Ud. 21/12/2004) n. 3333 - Pres. Grillo C - Rel. Grillo C - Andrisano - P.M. (Conf.) Passacantando G RV230673
In tema di gestione dei rifiuti, configura la violazione dell'art. 51, comma primo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) il deposito in area privata di più carcasse di autoveicoli di proprietà di terzi ed in attesa di demolizione, giacchè in tale caso non si verte nè nella ipotesi di deposito temporaneo, possibile solo nel luogo di produzione del rifiuto, nè di stoccaggio, che integra un'attività di smaltimento effettuabile in area abilitata e previa autorizzazione.