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Timestamp: 2019-09-21 02:42:24+00:00
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Corte di Cassazione sez. III 08.04.2004 sentenza n. 16717 Corte di Cassazione 2004
CORTE DI CASSAZIONE Sez. III del 08 aprile 2004, sentenza n. 16717
Corte di Cassazione Sez. III del 08 aprile 2004, (Ud. 10 marzo 2004), sentenza n. 16717
Pres. Rizzo – Est. Onorato - Pm Izzo – Imp. Rossi
Dott. RIZZO Sebastiano Aldo Presidente
Dott. ONORATO Pierluigi est. Consigliere
Dott. SQUASSONI Claudia Consigliere
Dott. GRILLO Carlo Consigliere
ROSSI Niccola, nato a Sefro (MC) l'8.2.1943;
avverso la sentenza resa il 19.7.2001 dal tribunale monocratico di Spoleto.
Udito il difensore dell'imputato, avv. Giovanni Gaeta, che si è associato alle conclusioni del P.M.;
1 - Con sentenza del 19.7.2001 il tribunale monocratico di Spoleto assolveva Niccola Rossi, quale legale rappresentante di un'azienda agricola di troticultura, dal reato di deposito e abbandono incontrollato di rifiuti di cui all'art. 51, comma 2, D.Lgs. 22/1997 perché il fatto non sussisteva, mentre lo dichiarava colpevole del reato di cui agli artt. 45 e 59, comma 1, D.Lgs. 152/1999, per aver scaricato al suolo senza autorizzazione acque reflue industriali provenienti dalla sua azienda.
Il Rossi veniva condannato alla pena di lire 2.000.000 di ammenda.
2 - Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità di motivazione.
3 - Il ricorso è fondato e va accolto.
È stato pacificamente accertato che gli operai della azienda ittica del Rossi depositarono per breve tempo nel cortile dell'azienda, in attesa di smaltimento, i fanghi derivanti dalla pulizia delle vasche aziendali dove essi si erano accumulati a causa di forti piogge. Durante il temporaneo deposito le acque del materiale fangoso scolarono sul suolo.
Il giudice di merito ha ritenuto che lo scarico al suolo di queste acque di provenienza industriale non fosse autorizzato, giacché l'autorizzazione rilasciata all'azienda di troticultura del Rossi riguardava lo scarico nel fiume Corno e non nel suolo. Orbene, lo scarico occasionale de quo non era soggetto ad autorizzazione semplicemente perché estraneo alla nozione legislativa di scarico, la quale comprende solo qualsiasi immissione diretta tramite condotta di acque reflue. Nel caso di specie mancava il requisito essenziale della condotta; sicché non si trattava di scarico e non era richiesta alcuna autorizzazione.
Così deciso in Roma, il 10 marzo 2003.
Depositato in Cancelleria il 8 aprile 2004
Inquinamento acqua - Tutela dall'inquinamento - Scarichi di acque reflue - Scarico occasionale - In difetto di autorizzazione - Reato di cui all'art. 51 del decreto n. 152 del 1999 - Configurabilità. La immissione occasionale di acque reflue industriali non è soggetta alla preventiva autorizzazione solo nel caso in cui sia del tutto estranea alla nozione legislativa di scarico, atteso che ogni immissione diretta tramite un sistema di convogliabilità, ovvero tramite condotta, è sottoposta alla disciplina di cui al decreto legislativo 11 maggio 1999 n. 152. Pres. Rizzo – Est. Onorato – Imputato Rossi - Pm Izzo G. (Conf.) (Annulla senza rinvio, Trib. Spoleto, 19 luglio 2001). CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III del 08 aprile 2004 (Ud. 10 marzo 2004) Rv. 228027 sentenza n. 16717