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Timestamp: 2018-03-18 22:52:22+00:00
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Verbale multa stradale, non sempre è necessario indicare il luogo dell'infrazione
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Avv. Tassitani Farfaglia consulenzalegaleitalia.it Multa stradale, non sempre è necessario indicare il luogo dell’infrazione
Qualche giorno fa abbiamo avuto modo di condividere brevemente le considerazioni riportate nella recente sentenza n. 5227/2018 della Corte di Cassazione, secondo cui la mancata indicazione della taratura periodica dell’Autovelox nel verbale di contestazione farebbe scattare la nullità di questo atto.
Ebbene, possiamo ulteriormente integrare il macro ambito legato alla presenza di elementi necessari all’interno del verbale di contestazione occupandoci della più recente sentenza n. 5610/2018 della Corte di Cassazione, sesta sezione civile, secondo cui non sempre il decreto prefettizio deve indicare il luogo in cui è avvenuta l’infrazione del Codice della Strada, oggetto di contestazione.
È il caso – precisa la Suprema Corte – del rilevamento avvenuto a mezzo di apparecchiature gestite direttamente dalla Polizia, ma non nel caso di infrazione rilevata mediante strumenti a distanza, per cui rimane invece sempre necessario indicare l’indicazione del tratto stradale in cui è rilevata l’infrazione.
Violazione del Codice della Strada e verbale di accertamento
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo contro sentenza del Tribunale, in revisione della sentenza appellata del Giudice di Pace, con cui veniva rigettata la propria opposizione contro un verbale di accertamento di violazione del Codice della Strada.
In particolare, la sentenza impugnata aveva ritenuto infondati i motivi di lamentela dell’uomo, che avanzava l’evidenza che nel decreto prefettizio non fosse indicata l’inclusione del tratto di strada in cui si sarebbe verificata l’infrazione. Secondo l’uomo, questa mancanza avrebbe dovuto determinare l’invalidità della contestazione non immediata.
Non sempre bisogna indicare il tratto stradale in cui avviene l’infrazione
Di diverso avviso sono tuttavia gli Ermellini, che respingono l’opinione avanzata tra le doglianze dell’uomo multato, richiamando la precedente linea giurisprudenziale, e spiegando che l’inserimento del tratto stradale nell’apposito decreto prefettizio è necessario solamente nel caso in cui la violazione al Codice della Strada sia stata riscontrata mediante l’uso di apparecchiature di rilevamento a distanza come l’Autovelox.
Di contro, i giudici sottolineano come non sia necessaria l’indicazione del tratto di strada in cui è avvenuta l’infrazione se la rilevazione della stessa è avvenuta utilizzando apparecchiature che sono state gestite direttamente dagli agenti di polizia, come nella fattispecie in esame.
La sentenza ora in commento è dunque in linea con l’orientamento giurisprudenziale prevalente, anche della stessa Corte, con gli Ermellini che rammentano come l’impugnata sentenza ha deciso conformemente al noto approccio della stessa, e che in difetto di opportuna allegazione, ad opera della parte ricorrente, in relazione ad orientamento giurisprudenziale che possa far ritenere la gravata decisione non conforme a principi enunciati da questa Corte, deve reputarsi che l’impugnata sentenza ha deciso facendo buon governo delle norme e dei principi ermeneutici applicabili nella fattispecie.
Parte ricorrente, conclude, nulla ha allegato o prospettato validamente al fine di poter far ritenere che il provvedimento gravato ha deciso la posta questione di diritto in modo difforme rispetto alla giurisprudenza della Corte.