Source: https://www.propit.it/threads/casa-popolare-riscattata-eredita-pagamento-della-successione-e-acquisto-di-uno-degli-eredi-legittimi.45310/
Timestamp: 2020-02-27 10:44:42+00:00
Document Index: 117997136

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Casa popolare riscattata: eredità, pagamento della successione e acquisto di uno degli eredi legittimi | propit.it - Forum per la Casa
Creatore Discussione Gisy
successione casa popolare riscattata
Mia nonna materna, vedova, insieme a suoi 6 figli, ottiene una casa popolare nel 1973 dall'I.A.C.P..
Riscatta per intero e con rogito, la casa nel 1993 cioè 20 anni dopo. I figli si sposano tutti e lei resta sola in casa.
Si sposa in seconde nozze nel 1995. Il nuovo marito impedisce a figli e nipoti di entrare nella casa, cambiando la serratura, di fatto allontanandola da tutti.
Lei muore nel 2008 lasciando un testamento olografo (fasullo) in cui dichiara che il marito è erede universale dell'immobile. I figli impugnano il testamento.
Il marito muore nel 2010 (due giorni prima della sentenza che lo accusava di averla uccisa lui con un colpo in testa e di averla derubata di tutti i risparmi di una vita, cointenstando il libretto della pensione).
Con sentenza di annullamento del testamento olografo, in quanto mia nonna non era più in grado di intendere e volere già dal 2007, i figli ottengono la parte legittima di eredità nel 2015 per 2/3.
I figli pagano la loro quota parte di successione nel 2016 (con gli interessi maturati dalla sentenza).
Sono passati 10 anni dalla morte di lui e ad oggi nessun familiare da parte sua ha pagato la quota parte della successione, cioè 1/3.
Domande: i parenti di lui, rientrano nell'asse ereditario dal momento che la casa è popolare? Nel senso, mia nonna che ha ottenuto la casa insieme ai figli e successivamente riscattata, non rientrano solo i 6 figli nell'eredità escludendo i parenti di lui che è entrato successivamente all'assegnazione e al conseguente riscatto?
Mia nonna e il marito, non avrebbero dovuto fare una comunicazione all'I.A.C.P. per il subentro di un nuovo inquilino per avere diritto ad abitare anche dopo il decesso dell'assegnataria e per l'eventuale quota di eredità spettante solo a lui fino al decesso, ma non estendibile ai suoi parenti?
Per la quota parte di successione ancora non pagata al fisco, si può fare carico chi la vuole acquistare (mia madre in questo caso) e ripartire la quota tra gli eredi (i restanti 5 fratelli) al momento dell'acquisto?
Occorre chiedere all'.I.A.C.P. il diritto di prelazione, se vuole acquistare l'immobile?
Dal momento che mia madre è cointestataria dell'immobile in cui attualmente viviamo con mio padre, può intestare la casa di mia nonna a me (così mi risulta come prima casa)?
Ho un fratello sposato che vive in una casa di sua proprietà, potrei avere problemi con lui in caso si potesse intestare a me?
Consulta un legale, tutto troppo ingarbugliato
Gisy ha scritto:
Si sposa in seconde nozze nel 1995. ...
Ci sono 7 domande evidenziate da apposita punteggiatura...ma alcune sono malposte/inutili al pari di certe considerazioni.
Cerco di rispondere al groviglio.
Il nuovo coniuge aveva tutto il diritto di sostituire le serrature ed inibirvi il libero accesso al suo domicilio...tanto più che vostra madre non ha obbiettato.
Trovo difficile credere alla storia che vi abbia impedito di farle visita anche contro la volontà (potevate sempre fare una denuncia per sequestro di persona).
Appurato che non ha eredi e dato il tempo trascorso dalla sua morte la sua quota andrebbe allo Stato.
Voi non avete rapporti di discendenza con lui.
Vista la condanna per omicidio (arrivata comunque prima di quella sulla invalidità del testamento) si doveva "sollecitare" il Tribunale affinché disponesse la sua totale esclusione dai diritti successori.
Siccome avete avuto quantomeno 1 legale che vi ha seguito nella causa per la nullità e presumo almeno 1 altro per la causa di omicidio...non si comprende perché poni tutte quelle domande in un forum.
Quanto alla questione casa popolare IACP... è un inutile "castello di carte".
Tua madre è diventata piena proprietaria nel 1993...lo IACP non ha più voce in capitolo.
Stavo per rispondere, ma vedo che mi hai preceduto.
Concordo su tutto , e mi complimento per aver sbrogliato una matassa davvero ...fitta.
Aggiungo solo che non è chiaro ( almeno a me) il discorso del riscatto, dato che il postante scrive:
i parenti di lui, rientrano nell'asse ereditario dal momento che la casa è popolare? Nel senso, mia nonna che ha ottenuto la casa insieme ai figli e successivamente riscattata, non rientrano solo i 6 figli nell'eredità escludendo i parenti di lui che è entrato successivamente all'assegnazione e al conseguente riscatto?
non avrebbero dovuto fare una comunicazione all'I.A.C.P. per il subentro di un nuovo inquilino per avere diritto ad abitare anche dopo il decesso dell'assegnataria
tutto lascia credere che ci sia stato il riscatto, ma che nessun famigliare abbia ben presente cosa questo comporti.
E gli altri figli della nonna ?
Da quanto scritto l'immobile è in comproprietà per 2/3 dei figli ; se è così, tua madre non può disporre da sola dell'immobile ( se non per la sua quota), e non avrebbe nemmeno il diritto di abitarci in via esclusiva, se non con accordo degli altri coeredi.
Inoltre, per "intestare l'immobile" a qualcuno, serve un atto notarile di vendita , o di donazione.
Data la situazione, e la non competenza, non fate nulla se non con l'approvazione dell'avvocato che vi segue.
Aggiungo solo che non è chiaro ( almeno a me) il discorso del riscatto,
Come te ho il sospetto che non sappiamo cosa significa "riscattare".
La sentenza che ha messo la parola fine su tutta la faccenda è del 2015. Quindi tutte le scadenze sono slittate non dalla morte del secondo marito (2010) ma dalla sentenza che ha annullato il testamento olografo della nonna, morta nel 2008, perché apocrifo.
Il secondo marito, se non è stata fatta azione di riconoscimento della indegnità alla successone della moglie, è proprietario di 1/3 di tutti i beni della nonna. Dal 2015 gli eredi hanno tempo 10 anni per accettare l'eredità ricalcolata.
Visto che nessuno ha accettato l'eredità del secondo marito entro 10 anni, la sua quota di legittima, che gli sarebbe dovuta essere negata per indegnità, va ad unirsi a quella spettante agli altri eredi. Pertanto, la casa andrebbe in successione per parti uguali ai sei figli.
l'eredità del secondo marito entro 10 anni, la sua quota di legittima, che gli sarebbe dovuta essere negata per indegnità, va ad unirsi a quella spettante agli altri eredi.
I 6 figli della nonna non sono eredi del secondo marito.
Rileggi bene, non ho scritto quello, ma che la sua quota va a sommarsi a quella dei figli già eredi della ex moglie dell'uxoricida.
Riassumendo: nel 2008 muore una signora, coniugata in seconde nozze; viene presentato un testamento olografo che lascia erede universale il secondo marito e viene fatta la successione; i figli di primo letto della signora contestano la loro esclusione dalla eredità e la autenticità del testamento. Nel 2010 muore il secondo marito, che nel frattempo aveva in corso un processo per uxoricidio e la morte avviene due giorni prima della sentenza di condanna. Non viene fatta la successione dai suoi eredi; ne viene iniziata da parte dei figli della signora alcuna pratica per far dichiarare il marito indegno a ricevere l'eredità. Nel 2015 il giudice riconosce la quota dei 2/3 del patrimonio della loro madre ai sei figli.
Proseguendo, con la rinuncia spintanea dell'uxoricida, il 1/3 a lui spettante torna a far parte del patrimonio della madre per cui l'intero va ripartito fra i sei figli.
Hai ragione, ma la parte del “proseguendo” pare non sia avvenuta.
La vicenda è molto complessa, non la conosciamo sufficientemente, e la terminologia usata dal postante, spesso imprecisa, non aiuta !
come dice @Franci63 la vicenda è complessa e male spiegata. Tuttavia toccava ai 6 figli, parte lesa per l'uccisione della loro madre, presentare la domanda per ottenere l'indegnità del secondo marito e, purtroppo, stanno finendo i 10 anni dalla sentenza di colpevolezza. Il Giudice nel 2015 ha assegnato solo i 2/3 è perché i parenti dell'uxoricida posso solo rinunciare alla loro eredità non a quella del loro avo.
con la rinuncia spintanea dell'uxoricida
Premesso che non viene citata alcuna "rinuncia" dell'uxoricida...ho qualche difficoltà a pensare che chi ha falsificato un testamento (oltre che ucciso il "de cuius") fosse propenso a rinunciare.
la sua quota va a sommarsi a quella dei figli già eredi della ex moglie dell'uxoricida.
...ma se, per quanto sopra, nessuna rinuncia è stata fatta (pare che l'uxoricida non abbia eredi) e neppure i figli abbiano richiesto una dichiarazione di indegnità alla successione...al coniuge spettava la quota di eredità legittima (1/3).
Ne consegue che senza eredi la quota compete allo Stato.
Pare che l'indegnità a succedere, nello specifico per omicidio/uxoridicio, necessità di una condanna definitiva (quindi 3° grado).
Quindi se uno rinuncia alla sua quota di eredità per non avere accettato entro dieci anni o non avere preso possesso con l'accettazione tacita, la stessa non va a sommarsi al resto dell'eredità a favore degli altri legittimari?
Qua conferma il mio punto di vista:
Se si rinuncia all’eredità chi subentra
Meccanismo di rappresentazione e accrescimento: a chi finisce la quota di un erede che rinuncia all'eredità.
Si, ma qui nessuno ha rinunciato, anzi, come pare evidente, ha tramato per prendere il più possibile.
Quindi se uno rinuncia alla sua quota di eredità per non avere accettato entro dieci anni o non avere preso possesso con l'accettazione tacita,
L'uxoricida ha continuato ad abitare nell'edificio ... più "tacito" di così.
L'assassino è il cameriere
L'uxoricida, erede, non avendo accettato l'eredità entro 10 anni ha perso il suo diritto, pertanto la sua quota va a cumularsi con quella spettante ai figli della "vittima".
L'uxoricida, erede, non avendo accettato l'eredità entro 10 anni ha perso il suo diritto,
Dove hai trovato l'informazione ?
Ha continuato a vivere in quella casa, quindi ha messo in atto un'accettazione tacita.