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Timestamp: 2019-01-15 23:18:50+00:00
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Anche i motivi di opportunità possono giustificare l’agire in autotutela di una Stazione appaltante
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Mercoledì 06 Ottobre 2010 09:21
Anche i motivi di opportunità possono giustificare l’agire in autotutela di una Stazione appaltante che delibera di revocare un’aggiudicazione provvisoria
in questo caso la delibera di revoca della aggiudicazione provvisoria venne adottata - in via di autotutela - non per motivi di legittimità bensì per motivi di opportunità.
Altrettanto correttamente tali motivi di opportunità sono stati riscontrati siccome esistenti considerando : A) che il rappresentante legale della società ricorrente nel mese di ottobre 1998 era stato rinviato a giudizio con l’imputazione del reato di truffa,a seguito di una puntuale denuncia inoltrata proprio dal COTRAL in relazione a fatti penalmente rilevanti a lui riferibili in relazione a lavori di manutenzione degli autobus del Consorzio affidati per la manutenzione negli anni precedenti; B) che, pur non essendo stata all’epoca accertata con sentenza la responsabilità penale di tale soggetto,il fatto stesso del suo rinvio a giudizio costituiva un ben ragionevole motivo per escludere la sicura affidabilità della società da esso rappresentata in ordine alla corretta esecuzione delle prestazioni di manutenzione richieste dal bando di gara; C) che,in ogni caso,gli stessi fatti denunciati in sede penale erano stati oggetto di un autonomo accertamento svolto in sede amministrativa e quindi di un autonomo apprezzamento negativo più che sufficiente per giustificare appieno la delibera di revoca impugnata.
Deve poi rilevarsi che la sentenza appellata ,richiamando la normativa vigente all’epoca della gara,ha pure precisato che l’art.11 lett.c del D.Lgvo. n. 358 del 1992 richiamato dall’art.22 del D.Lgvo. n. 158 del 1995 già prevedeva l’esclusione dalla gara di coloro che nell’esercizio della propria attività professionale abbiano commesso un grave errore,accertato con qualsiasi mezzo di prova addotto dalla Amministrazione aggiudicatrice.Dunque,già prima del Decreto 163/2006, la stazione appaltante avvalendosi di tale norma avrebbe potuto disporre l’esclusione della società dalla gara anche dopo che questa fosse risultata aggiudicataria provvisoria.
In più,la stessa sentenza ha pure conclusivamente soggiunto che con riferimento ai predetti fatti denunciati dal COTRAL il legale rappresentante della società nel 2006 venne condannato dal Tribunale di Latina-Sezione di Terracina alla pena di anni uno di reclusione e di 500 euro di multa, con ciò dimostrandosi –sia pure dopo sette anni dalla delibera di revoca impugnata – che i motivi di opportunità posti a base di quest’ultima non erano affatto infondati.
Deve poi ripetersi che il T.A.R.,in aggiunta al dato di fatto (all’epoca certamente negativo) del rinvio a giudizio del predetto rappresentante legale della società aggiudicataria provvisoria della gara, ha pure correttamente posto in evidenza (come sopra detto) : che i rilievi negativi posti a base della delibera di revoca si riferivano a fatturazioni contestate dal COTRAL, proprio in ordine a lavori di manutenzione della stessa specie in precedenza eseguiti dalla società aggiudicataria; che gli stessi rilievi negativi,così autonomamente valutati in sede amministrativa (a prescindere dall’esito del giudizio penale), impedivano la sicura garanzia sulla corretta esecuzione delle prestazioni richieste con la nuova gara; che,per di più,a parte le ragionevoli considerazioni di opportunità che di per sé in questo caso legittimavano la revoca,, gli stessi rilievi negativi potevano altresì ritenersi come causa di esclusione dalla gara in quanto ritenuti addebitabili all’aggiudicataria provvisoria come “gravi errori” professionali ai sensi dell’art.11 lett.c) del D.Lgvo.358/1992 richiamato dall’art:22 del D.Lgvo.158 del 1995 (vigente all’epoca della gara).
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 7264 dell’ 1 ottobre 2010 pronunciata al Consiglio di Stato