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Timestamp: 2017-08-17 14:05:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.238', 'art.49', 'art.30', 'sentenza ', 'art.113', 'art.12']

Quale tipologia di gestione? Appalto, Società mista, In house Claudio Malaspina. - ppt scaricare
PubblicatoAmedea Quaranta Modificato 2 anni fa
Presentazione sul tema: "Quale tipologia di gestione? Appalto, Società mista, In house Claudio Malaspina."— Transcript della presentazione:
2 Quale tipologia di gestione? Appalto, Società mista, In house Claudio Malaspina
3 IL CICLO DEI RIFIUTI QUALE SERVIZIO A RILEVANZA ECONOMICA Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è qualificato come SPL (servizio pubblico locale) di rilevanza economica (cfr. Consiglio di Stato sez. V n°2537/2012) in quanto reso direttamente al singolo cittadino con pagamento da parte dell’Utente di una TARIFFA obbligatoria per legge di importo tale da coprire INTERAMENTE il costo del servizio (cfr. art.238 D.lgs. n°152/2006 e, in precedenza, art.49 D.lgs n°22/1997).
4 IL SETTORE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI Il settore dei Servizi Pubblici Locali (S.P.L.), con particolare riferimento ai servizi di “rilevanza economica” è stato, nell’ultimo decennio, oggetto di una intensa attività normativa che ha prodotto notevole e, a volte, contraddittoria stratificazione di norme. L’esito del Referendum popolare del giugno 2011 ha abrogato le normativa pregressa secondo la quale era lecito affidare la gestione dei S.P.L. di rilevanza economica solo a soggetti scelti a seguito di gara ad evidenza pubblica, rendendo, di fatto impossibile il ricorso alla procedura “in house”.
5 LA CORNICE NORMATIVA Dopo le sentenze n°24/2011 e n°199/2012 della Corte Costituzionale il riferimento generale risulta costituito dalla disciplina e giurisprudenza U.E., nonché delle norme settoriali attualmente in vigore. La tumultuosa evoluzione normativa - giurisprudenziale degli ultimi anni concernente le diverse forme di gestazione dei S.P.L. (e quindi anche il ciclo dei rifiuti) ha finito per provocare la scomparsa di un provvedimento- guida a livello nazionale e non si può che fare riferimento che ai principi di derivazione comunitari. Allo stato, quindi, l’affidamento della gestione dei S.P.I. può avvenire mediante una delle seguenti modalità:
6 Gara ad evidenza pubblica in base alle norme inerenti gli appalti o le concessioni di servizi di cui al D.lgs. N° 163/2006 Affidamento a società a capitale misto pubblico/privato con procedura di gara per la scelta del socio privato a cui si attribuisce specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio Affidamento diretto ad una società c.d. “in house”
7 A) GARA AD EVIDENZA PUBBLICA Il servizio può essere affidato ad soggetto terzo con procedura ad evidenza pubblica ai sensi dell’art.30 del D.lgs. n°163/2006 nel rispetto dei principi del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea (T.F.U.E)A tale proposito ricordiamo che il T.F.U.E. si occupa, fra l’altro, del tema della concorrenza e della disciplina del mercato unico (riferimento al mercato interno, alla libera circolazione delle merci, alla libera circolazione di persone, servizi e capitali, al riavvicinamento delle legislazioni).
8 B) AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO A SOCIETA’ MISTA (c.d. Partneriato pubblico-privato P.P.P.) In questo caso la procedura ad evidenza pubblica è mirata ad individuare un socio privato (l’altro socio è l’Ente Locale) a cui attribuire specifici compiti operativi connessi alla gestione. Si pone in evidenza che la presenza del socio privato è a tempo determinato: in altre parole il bando di gara dovrà indicare la DURATA della partecipazione che dovrà avere una precisa SCADENZA: prima di quest’ultima dovrà essere ripetuta la gara per individuare il socio privato che, a seconda dell’esito della procedura potrà essere quello uscente o uno diverso.
9 C) AFFIDAMENTO DIRETTO A SOCIETA’ “IN HOUSE” Ipotesi di affidamento del servizio ad un soggetto interamente pubblico “in house”, senza più alcun termine finale e senza limite di valore contrattuale (in precedenza Euro 200.000/anno) purché la società disponga dei requisiti individuali fissati dalla storica sentenza c.d. TECKAL e richiamati dall’art.113 c.5 lett. c) del D.lgs. n°267/2000, abrogato dall’art.12 c.1 DPR n°168/2010, ma sempre valido quale riferimento:
10 1) capitale interamente pubblico 2) esercizio del controllo analogo sulla società da parte degli enti soci come avviene su un proprio ufficio 3) più parte dell’attività svolta in relazione al territorio dei Comuni soci
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