Source: http://www.piedelpoggio.it/diritto-amb.htm
Timestamp: 2020-01-20 08:37:06+00:00
Document Index: 135126729

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.82', 'art. 2', 'art. 82', 'art. 83', 'art.1', 'art. 734']

DIRITTO AMBIENTALE E PRINCIPALI NORME DI TUTELA
CONSIDERAZIONI DI DIRITTO AMBIENTALE E PRINCIPALI NORME DI TUTELA
In un generale sviluppo d'Interesse verso i problemi della natura. Con ritardo sono state avanzate proposte di nuova legislazione che riconsiderino l'ambiente, ormai diffusamente e profondamente alterato come un valore ovvero un bene inteso nella sua complessità suolo, aria, acqua, verde, fauna, paesaggio e centri urbani da preservare dall'azione speculatrice e distruttrice di una parte della società e da conservare e valorizzare per Il presente e per le generazioni future. L'emergenza ambiente ha assunto, un significato rIlevante nella coscienza dei cittadini più Interessati e più disponibili. I quali organizzandosi In associazioni, circoli o centri d'iniziativa hanno promosso un movimento di Idee avanzato rispetto alla dottrina giuridica, alle Intenzioni del legislatore, alla decisioni degli organi di giurisdizione alla Incapacità del burocrati dell'esecutivo e degli amministratori degli enti locali.
Nel Paese. solo dopo il 1970 Istituzione delle Regioni , si è conseguita una più diffusa maturità culturale ed una sensibilità ecologica (interrelazione tra organismi, viventi ed ambiente) di massa che è stata infine recepita negli atti statutari delle varie Regioni con finalità protezionistiche e di contrasto al degrado e all'inquinamento. Il concetto di Natura è ovviamente interpretato non più In base a parametri Individuali quali bellezza non comune o godimento dei valori estetici e tradizionali , ma come bene ambientale costituito da più componenti quali quelli culturali storico sociali. estetici produttivi naturalistici ed altri, da armonizzare e mantenere nel giusto equilibrio.
PRINCIPALE NORMATIVA DI TUTELA
L'art.9 della Costituzione dice: La Repubblica ... tutela il paesaggio ed
il patrimonio storico ed artistico.
L.21/6/1939 N.1497 e regolamento di attuazione 1940 sulla protezione
L.29/1/1975 N.5 concernente l'istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. D.P.R.616/1977 art.82 che ha delegato alle Regioni le funzioni della
L.1497/1939. Leggi regionali di gestione diretta di delegato e di sub delega ad alcuni Comuni. D.M.21/9/1984 denominata Decreto GALASSO. Decreto Legge 312/1985 convertito In Legge 431/1985 denominato Legge GALASSO Legge 34911986 concernente l'istituzione del Ministero dell'Ambiente.
Art. l. - Sono soggette alla presente legge a causa del loro notevole interesse pubblico:
Pur oggetto di censure e di rilievi critici giustamente fondati per i criteri soggettivi cui si ispirava. la 0149 ha reso possibile un'azione dei poteri pubblici di minima salvaguardia e conservazione. i punti più rilevanti sono costituiti da quelle norme che prevedono:
l'imposizione del provvedimento denominato comunemente vincolo paesistico con un complesso Iter burocratico (proposta della Coma. paesist. PROV. di Inclusione nell'elenco delle bellezze e delle località da tutelare consistente nel verbale di commissione e descrizione del confini con allegata planimetria , pubblicazione per tre mesi nell'Albo Pretorio del Comune Interessato , ricorso nel periodo predetto per Il tramite dei Soprint. al Ministro , pubblicazione nella G.U. dello Stato e nel Bollettino uff. della Regione , ricorsi entro i tre mesi al Presidente del Consiglio dei Ministri che sentito il Ministro competente e Il Consiglio di Stato. Da predisposizione di un P.T.P. (piano territoriale paesistico ) da parte del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali facoltà trasferita ora alle Regioni con il D.P.R.15/1/72 n.80
le sanzioni della demolizione delle opere abusive realizzate e del pagamento di un' Indennità pecuniaria pari "alla maggior somma tra Il danno arrecato e Il profitto conseguito.
ISTITUZIONE DEL MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI Legge 29 del gennaio 1975 n°5.
L'art. 2 (IV coma ) prevede tra l'altro che Il Ministero d' intesa con le Regioni. Promuova le Iniziative necessarie per la protezione dell’ ambiente e che Il Ministro, sentiti I Ministri competenti, curi studi e programmi scelti, in materia di parchi e riserve naturali.
Tali poteri sono attualmente di competenza regionale come le funzioni amministrative della 1497 delegate alle Regioni dall'art. 82 del D.P.R. 616/77, Sono state trasferite alle Regioni altresì la funzioni relative agli Interventi per la protezione della natura, le riserve ed I parchi naturali, dall'art. 83 10° comma del soprarichiamato D.P.R.616.
LEGGI REGIONALI DI GESTIONE DIRETTA E LEGGI DI SUBDELEGA AI COMUNI
Più Interessante per un ambientalista che opera nel territorio è Il modello della sub delega che ad es. nella Regione Emilia Romagna ( L.R. 1/8/781 n?26) ha attribuito al Comuni (Consigli Comunali) tutta una serie di poteri, riservando all'ente Regione un ruolo di Indirizzo e di coordinamento.
DECRETO GALASSO ( D.M. 2119184)
Emanato per ovviare agli Irresponsabili ritardi delle Regioni nella predisposizione del piani paesistici è stato Impugnato presso la Corte Costituzionale ed alcuni T.A.R. da parte della Regioni stesse è stato parzialmente annullato dal T.A.R. del Lazio nel maggio 1985 (art.1 che elenca i beni ambientali oggetti a vincolo).
LEGGE GALASSO (li,8 agosto 1985 n. 431)
Il decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, recante disposizioni
sizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale,
. è convertito in legge con le seguenti rnodifìcazioni:
L'a rticolo 1 è sostituito dal seguente: decreto del presidente della repubblica.
« all'articolo 82 del decreto del presidente della repubblica 24 luglio
1997, n° 616, sono aggiunti i seguenti commi:
“sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29 giugno 1939 n° 1497:
a) I territori costieri compresi in una fascia della
profondità di 300 m. dalla linea di battigia, anche per
i terreni elevati sul mare.
b) I territori con termini ai laghi compresi in una fascia
della profondità di 300m. dalla line di battigia,
anche per i territori elevati sui laghi.
c) I fiumi i torrenti ed i corsi d’acqua iscritti
negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge
sulle acque degli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n° 1775,
e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150m ciascuna.
d) Le montagne per la parte eccedente i 1600m
sul livello del mare per la catena alpina e 1200m
per la catena appenninica e per le isole.
e) I ghiacciai e i circoli glaciali:
f) I parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche i territori
di protezione esterna dei parchi.
g) I territori coperti da foreste o da boschi, ancorché percorsi
o danneggiati da fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento.
i) le zone umide incluse nell’elenco di cui al decreto del P.R.
13 marzo 1976 n° 448.
l) I vulcani
Con tale legge è stata sancita la tutela delle principali categorie di beni naturali sottoponendoli automaticamente a vincolo paesaggistico ai sensi della L.1497.
Si tratta di una tutela sistematica che si richiama a parametri di obbiettività e scientificità.
Sono richieste autorizzazioni preventive delle regioni per progetti di opere che possano modificare o alterare o arrecare pregiudizio allo stato dei luoghi, all’aspetto esteriore degli edifici e all’assetto idrogeologico del territorio.Al ministero per i beni culturali e ambientali competono anche azioni di controllo sul rispetto ei vincoli ed è soprattutto attribuito il potere di annullamento delle delibere autorizzative della regione con provvedimento motivato.in caso di inosservanza da parte delle regioni il ministero stesso può esercitare i poteri sostitutivi ed integrazione nella relazione dei piani paesistici o dei piani urbanistico-territoriali (tali piani dovevano essere approvati entro il 31/12/86).
Le sanzioni previste per le violazioni comprendono l’obbligo della riduzione in pristino dello stato originario dei luoghi a carico degli autori dell’abuso.Oltre che con un’ammenda da 2 a 12.000.000(art. 734 del c.p.). Le violazioni alla legge sono sanzionate anche dalle norme della L.47/85 sulla sanatoria dell’abusivismo edilizio. Le opere edilizie illegalmente realizzate in zona vincolata comportano l’arresto dei responsabili fino a 2 anni e di un’ammenda da 30 a 100.000.000.
Sono pertanto consentite tutte le normali attività di manutenzione , di restauro e le iniziative agricole e silvo-pastorali purchè non modifichino o alterino permanentemente e non siano di pregiudizio al territorio.