Source: http://www.studioassociatoghiglione.it/documenti/testilegislativi/2017-03-15-32.html
Timestamp: 2019-03-26 16:25:50+00:00
Document Index: 177055575

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 110', 'art. 31', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 31', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 162', 'art. 2', 'art. 8']

Attuazione della direttiva (UE) 2015⁄2376 recante modifica della direttiva 2011⁄16⁄UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale.
Vista la legge 12 agosto 2016, n. 170, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015;
Vista la direttiva (UE) 2015⁄2376 del Consiglio, dell’8 dicembre 2015, recante modifica della direttiva 2011⁄16⁄UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale;
Vista la direttiva 2011⁄16⁄UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77⁄799⁄CEE;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 29 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2014, che designa l’ufficio centrale di collegamento e i servizi di collegamento ai fini dell’attività di cooperazione amministrativa nel settore fiscale;
Visto il decreto 21 ottobre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 29 ottobre 2014, recante modalità procedurali per l’affidamento all’agente della riscossione territorialmente competente dell’attività di notifica;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 28 dicembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 2015, di attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95, e della direttiva 2014⁄107⁄UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011⁄16⁄UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale;
Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23, recante delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita;
Visto il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella seduta del 22 dicembre 2016;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 10 marzo 2017;
1. All’articolo 2, comma 1, dopo la lettera h) sono inserite le seguenti:
«h–bis) ruling preventivo transfrontaliero:
1) gli accordi preventivi, diversi da quelli indicati nella lettera h–ter), stipulati ai sensi dell’articolo 31–ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
2) gli accordi preventivi connessi all’utilizzo dei beni immateriali stipulati ai sensi dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, aventi ad oggetto una operazione transfrontaliera;
3) i pareri resi su istanze di interpello presentate ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettere a) e c), della legge 27 luglio del 2000, n. 212, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
4) i pareri resi su istanze di interpello presentate ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
5) i pareri resi su istanze di interpello, presentate ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
6) ogni altro accordo o parere reso su istanze di interpello con effetti simili alle categorie elencate ai numeri da 1 a 5, presentate ai sensi di una normativa emanata in data successiva all’entrata in vigore del presente decreto.
h–ter) accordo preventivo sui prezzi di trasferimento: gli accordi per la preventiva definizione in contraddittorio dei metodi di calcolo del valore normale delle operazioni di cui all’articolo 110, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e gli accordi per l’applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa o un ente residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, stipulati ai sensi dell’articolo 31–ter, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
h–quater) operazione transfrontaliera: un’operazione o una serie di operazioni in cui, alternativamente:
1) non tutte le parti coinvolte nell’operazione o nella serie di operazioni risiedono, a fini fiscali, in Italia;
2) una o più delle parti coinvolte nell’operazione o nella serie di operazioni è simultaneamente residente a fini fiscali in Italia e in una o più giurisdizioni;
3) una delle parti coinvolte nell’operazione o nella serie di operazioni svolge la propria attività in un’altra giurisdizione tramite una stabile organizzazione e l’operazione o la serie di operazioni fa parte dell’attività o costituisce il complesso delle attività della stabile organizzazione. un’operazione transfrontaliera o una serie di operazioni transfrontaliere comprendono anche le transazioni poste in essere da una persona giuridica rispetto alle attività che tale persona esercita in un altro Stato membro tramite una stabile organizzazione;
4) che ha un impatto transfrontaliero.
h–quinquies) registro centrale sicuro: registro centrale istituito dalla Commissione europea relativo alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale in cui le informazioni comunicate ai sensi dell’articolo 8–bis, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2011⁄16⁄UE sono registrate ai fini dello scambio automatico;».
2. all’articolo 5, dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:
«1–bis. I servizi di collegamento di cui al comma 1 scambiano direttamente con gli altri Stati membri le informazioni relative ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento di cui all’articolo 2, comma 1, lettere h–bis) e h–ter) nel rispetto dei termini e delle modalità indicati all’articolo 8–bis della direttiva 2011⁄16⁄UE.
1–ter. In conformità all’articolo 4, il servizio di collegamento può inviare e richiedere informazioni supplementari, compreso il testo integrale del ruling preventivo transfrontaliero o dell’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento.
1–quater. Il comma 1–bis non si applica qualora un ruling preventivo transfrontaliero riguardi esclusivamente la situazione fiscale di una o più persone fisiche.
1–quinquies. Gli accordi preventivi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento conclusi con paesi terzi sono esclusi dall’ambito di applicazione dello scambio automatico di informazioni nel caso in cui l’accordo fiscale internazionale, in virtù del quale è stato negoziato l’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, non ne consente la divulgazione a terzi. Tali accordi preventivi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento sono oggetto di scambio di informazioni ai sensi dell’articolo 9 della direttiva 2011⁄16⁄UE, qualora l’accordo fiscale internazionale, in virtù del quale è stato negoziato l’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, ne consente la divulgazione e l’autorità competente del Paese terzo autorizza la divulgazione delle informazioni. Nel caso in cui gli accordi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento sono esclusi dallo scambio automatico di informazioni a norma del primo periodo, sono scambiate, ai sensi dell’articolo 8–bis, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2011⁄16⁄UE, le informazioni di cui al paragrafo 6 del medesimo articolo alle quali si fa riferimento nella richiesta che ha portato all’emanazione di detto accordo bilaterale o multilaterale sui prezzi di trasferimento.
1–sexies. Le informazioni che devono essere comunicate ai sensi del comma 1–bis sono trasmesse al registro centrale di cui alla lettera h–quinquies) del comma 1 dell’articolo 2.».
– La legge 12 agosto 2016, n. 170 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2015) è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 204 del 1° settembre 2016.
– La direttiva (UE) n. 2015⁄2376 del Consiglio, dell’8 dicembre 2015, recante modifica della direttiva 2011⁄16⁄UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale è pubblicata nella G.U.U.E. 18 dicembre 2015, n. L 332.
– La direttiva 2011⁄16⁄UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77⁄799⁄CEE è pubblicata nella G.U.U.E. 11 marzo 2011, n. L 64.
– La direttiva 2014⁄107⁄UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014, recante modifica della direttiva 2011⁄16⁄UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale è pubblicata nella G.U.U.E. 16 dicembre 2014, n. L 359.
– Il regolamento (CE) n. 45⁄2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati è pubblicata nella G.U.U.E. 12 gennaio 2001, n. L 8. Entrata in vigore: 1° febbraio 2001.
– Il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 29, recante attuazione della direttiva 2011⁄16⁄UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77⁄799⁄CEE è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2014, n. 63.
– La legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2014, n. 300, S.O.
– La legge 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita) è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 marzo 2014, n. 59.
– Il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 2015, n. 190.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre 1973, n. 268, S.O.
– Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella seduta del 22 dicembre 2016, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202.
– Il testo dell’art. 2, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 29, citato nelle note alle premesse, come modificato dal presente decreto, così recita:
a) autorità competente: l’autorità designata dallo Stato membro oppure, ove agisca, per delega, l’ufficio centrale di collegamento;
b) ufficio centrale di collegamento: l’ufficio che è stato designato quale responsabile principale dei contatti con gli altri Stati membri nel settore della cooperazione amministrativa;
c) servizio di collegamento: qualsiasi ufficio diverso dall’ufficio centrale di collegamento che è stato designato per procedere a scambi diretti di informazioni a norma del presente decreto;
d) funzionario competente: qualsiasi funzionario che è stato autorizzato a scambiare direttamente informazioni a norma del presente decreto;
e) autorità richiedente: l’ufficio centrale di collegamento o un servizio di collegamento che formula una richiesta di assistenza a nome dell’autorità competente;
f) autorità interpellata: l’ufficio centrale di collegamento o un servizio di collegamento che riceve una richiesta di assistenza a nome dell’autorità competente;
g) indagine amministrativa: tutti i controlli, le verifiche e gli interventi eseguiti dagli Stati membri nell’esercizio delle loro funzioni allo scopo di assicurare la corretta applicazione della normativa fiscale;
1) una persona fisica;
2) una persona giuridica o dove la normativa vigente lo preveda, un’associazione di persone alla quale è riconosciuta la capacità di compiere atti giuridici, ma che è priva di personalità giuridica;
3) qualsiasi altro istituto giuridico di qualunque natura e forma, dotato o meno di personalità giuridica, che possiede o gestisce beni che, compreso il reddito da essi derivato, sono soggetti a una delle imposte di cui all’art. 1, comma 3, del presente decreto;
h–bis) ruling preventivo transfrontaliero:
1) gli accordi preventivi, diversi da quelli indicati nella lettera h–ter), stipulati ai sensi dell’art. 31–ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
2) gli accordi preventivi connessi all’utilizzo dei beni immateriali stipulati ai sensi dell’art. 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, aventi ad oggetto una operazione transfrontaliera;
3) i pareri resi su istanze di interpello presentate ai sensi dell’art. 11, comma 1, lettere a) e c), della legge 27 luglio del 2000, n. 212, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
4) i pareri resi su istanze di interpello presentate ai sensi dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
5) i pareri resi su istanze di interpello, presentate ai sensi dell’art. 2 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, aventi ad oggetto l’interpretazione o l’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;
6) ogni altro accordo o parere reso su istanze di interpello con effetti simili alle categorie elencate ai numeri da 1 a 5, presentate ai sensi di una normativa emanata in data successiva all’entrata in vigore del presente decreto;
h–ter) accordo preventivo sui prezzi di trasferimento: gli accordi per la preventiva definizione in contraddittorio dei metodi di calcolo del valore normale delle operazioni di cui all’art. 110, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e gli accordi per l’applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa o un ente residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, stipulati ai sensi dell’art. 31–ter , comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
h–quinquies) registro centrale sicuro: registro centrale istituito dalla Commissione europea relativo alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale in cui le informazioni comunicate ai sensi dell’art. 8–bis, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2011⁄16⁄UE sono registrate ai fini dello scambio automatico;
i) con mezzi elettronici: mediante attrezzature elettroniche di trattamento (compresa la compressione digitale) e di memorizzazione di dati e utilizzando fili, radio, mezzi ottici o altri mezzi elettromagnetici;
l) rete CCN: la piattaforma comune basata sulla rete comune di comunicazione (CCN) e sull’interfaccia comune di sistema (CSI), sviluppata dall’Unione europea per assicurare tutte le trasmissioni con mezzi elettronici tra l’autorità richiedente di uno Stato membro e l’autorità interpellata di un altro Stato membro nel settore della fiscalità.».
– Il testo dell’art. 5, del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 29, citato nelle note alle premesse, come modificato dal presente decreto, così recita:
«Art. 5 (Scambio automatico obbligatorio di informazioni).
1. I servizi di collegamento, individuati ai sensi dell’art. 3, comma 2, del presente decreto, comunicano agli altri Stati membri, mediante scambio automatico, le informazioni disponibili sui periodi d'imposta dal 1° gennaio 2014 riguardanti i residenti di altri Stati membri e le altre informazioni di cui all’art. 8 della direttiva 2011⁄16⁄UE.
1–bis. I servizi di collegamento di cui al comma 1 scambiano direttamente con gli altri Stati membri le informazioni relative ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento di cui all’art. 2, comma 1, lettere h–bis) e h–ter) nel rispetto dei termini e delle modalità indicati all’art. 8–bis della direttiva 2011⁄16⁄UE.
1–ter. In conformità all’art. 4, il servizio di collegamento può inviare e richiedere informazioni supplementari, compreso il testo integrale del ruling preventivo transfrontaliero o dell’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento.
1–quinquies. Gli accordi preventivi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento conclusi con paesi terzi sono esclusi dall’ambito di applicazione dello scambio automatico di informazioni nel caso in cui l’accordo fiscale internazionale, in virtù del quale è stato negoziato l’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, non ne consente la divulgazione a terzi.
Tali accordi preventivi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento sono oggetto di scambio di informazioni ai sensi dell’art. 9 della direttiva 2011⁄16⁄UE, qualora l’accordo fiscale internazionale, in virtù del quale è stato negoziato l’accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, ne consente la divulgazione e l’autorità competente del Paese terzo autorizza la divulgazione delle informazioni. Nel caso in cui gli accordi bilaterali o multilaterali sui prezzi di trasferimento sono esclusi dallo scambio automatico di informazioni a norma del primo periodo, sono scambiate, ai sensi dell’art. 8–bis, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2011⁄16⁄UE, le informazioni di cui al paragrafo 6 del medesimo articolo alle quali si fa riferimento nella richiesta che ha portato all’emanazione di detto accordo bilaterale o multilaterale sui prezzi di trasferimento.
1–sexies. Le informazioni che devono essere comunicate ai sensi del comma 1–bis sono trasmesse al registro centrale di cui alla lettera h–quinquies) del comma 1 dell’art. 2.».
Art. 2 Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600
a) all’articolo 31–bis, terzo comma, le parole: «7, 8 e 10» sono sostituite dalle seguenti: «7, 8, 8–bis e 10»;
b) all’articolo 31–ter, il comma 4 è abrogato.
– Il testo dell’art. 31–bis, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, citato nelle note alle premesse, come modificato dal presente decreto, così recita:
«Art. 31–bis (Assistenza per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea).
L’Amministrazione finanziaria provvede allo scambio, con le altre autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea, delle informazioni necessarie per assicurare il corretto accertamento delle imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria e delle ripartizioni territoriali, comprese le autorità locali. Essa, a tale fine, può autorizzare la presenza nel territorio dello Stato di funzionari delle amministrazioni fiscali degli altri Stati membri.
L’Amministrazione finanziaria provvede alla raccolta delle informazioni da trasmettere alle predette autorità con le modalità ed entro i limiti previsti per l’accertamento delle imposte sul reddito.
In sede di assistenza e cooperazione nello scambio di informazioni l’amministrazione finanziaria opera nel rispetto dei termini indicati agli articoli 7, 8, 8–bis e 10 della direttiva 2011⁄16⁄UE del 15 febbraio 2011 del Consiglio, che ha abrogato la direttiva 77⁄799⁄CEE del 19 dicembre 1977.
Le informazioni non sono trasmesse quando possono rivelare un segreto commerciale, industriale o professionale, un processo commerciale o un’informazione la cui divulgazione contrasti con l’ordine pubblico. La trasmissione delle informazioni può essere, inoltre, rifiutata quando l’autorità competente dello Stato membro richiedente, per motivi di fatto o di diritto, non è in grado di fornire lo stesso tipo di informazioni.
Le informazioni sono trattate e tenute segrete con i limiti e le modalità previsti dal CAPO IV, condizioni che disciplinano la cooperazione amministrativa, e VI, relazioni con i Paesi terzi, della direttiva 2011⁄16⁄UE.
Non è considerata violazione del segreto d'ufficio la comunicazione da parte dell’Amministrazione finanziaria alle autorità competenti degli altri Stati membri delle informazioni atte a permettere il corretto accertamento delle imposte sul reddito e sul patrimonio.
In sede di assistenza e cooperazione per lo scambio di informazioni, la presenza negli uffici amministrativi e la partecipazione alle indagini amministrative di funzionari delle amministrazioni fiscali degli altri stati membri dell’Unione europea, è disciplinata dall’art. 11 della direttiva 2011⁄16⁄UE del 15 febbraio 2011 del Consiglio.
Alla presenza dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria, che esercitano il coordinamento delle indagini amministrative, i funzionari esteri possono interrogare i soggetti sottoposti al controllo ed esaminare la relativa documentazione, a condizione di reciprocità e previo accordo tra l’autorità richiedente e l’autorità interpellata. I funzionari dell’Amministrazione finanziaria utilizzano direttamente le informazioni scambiate durante le indagini svolte all’estero.
Quando la situazione di uno o più soggetti di imposta presenta un interesse comune o complementare con altri Stati membri, l’Amministrazione finanziaria può decidere di procedere a controlli simultanei con le Amministrazioni finanziarie degli altri Stati membri, ciascuno nel proprio territorio, allo scopo di scambiare le informazioni così ottenute quando tali controlli appaiano più efficaci di un controllo eseguito da un solo Stato membro.
L’Amministrazione finanziaria individua, autonomamente, i soggetti d'imposta sui quali intende proporre un controllo simultaneo, informando le autorità competenti degli altri Stati membri interessati circa i casi suscettibili di un controllo simultaneo. A tale fine, essa indica, per quanto possibile, i motivi per cui detti casi sono stati scelti e fornisce le informazioni che l’hanno indotta a proporli, indicando il termine entro il quale i controlli devono essere effettuati.
Qualora l’autorità competente di un altro Stato membro proponga di partecipare ad un controllo simultaneo, l’Amministrazione finanziaria comunica alla suddetta autorità l’adesione o il rifiuto ad eseguire il controllo richiesto, specificando, in quest'ultimo caso, i motivi che si oppongono all’effettuazione di tale controllo.
Nel caso di adesione alla proposta di controllo simultaneo avanzata dall’autorità competente di un altro Stato membro, l’Amministrazione finanziaria designa un rappresentante cui compete la direzione e il coordinamento del controllo.
Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e l’Amministrazione competente provvede all’espletamento delle attività ivi previste con le risorse umane strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.».
– Il testo dell’art. 31–ter, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, citato nelle note alle premesse, come modificato dal presente decreto, così recita:
«Art. 31–ter (Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale).
a) preventiva definizione in contraddittorio dei metodi di calcolo del valore normale delle operazioni di cui al comma 7, dell’art. 110 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dei valori di uscita o di ingresso in caso di trasferimento della residenza, rispettivamente, ai sensi degli articoli 166 e 166–bis del medesimo testo unico. Le imprese che aderiscono al regime dell’adempimento collaborativo hanno accesso alla procedura di cui al periodo precedente anche al fine della preventiva definizione in contraddittorio dei metodi di calcolo del valore normale delle operazioni di cui al comma 10 dell’art. 110 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986;
b) applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione in un altro Stato di un’impresa o un ente residente ovvero alla stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente;
c) valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato, tenuti presenti i criteri previsti dall’art. 162 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché dalle vigenti Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate all’Italia;
d) applicazione ad un caso concreto di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’erogazione o la percezione di dividendi, interessi e royalties e altri componenti reddituali a o da soggetti non residenti.
2. Gli accordi di cui al comma 1 vincolano le parti per il periodo d'imposta nel corso del quale sono stipulati e per i quattro periodi d'imposta successivi, salvo mutamenti delle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini degli accordi sottoscritti e risultanti dagli stessi.
Tuttavia, qualora conseguano ad altri accordi conclusi con le autorità competenti di Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, gli accordi di cui al comma 1 vincolano le parti, secondo quanto convenuto con dette autorità, a decorrere da periodi di imposta precedenti purché non anteriori al periodo d'imposta in corso alla data di presentazione della relativa istanza da parte del contribuente.
3. Qualora le circostanze di fatto e di diritto a base dell’accordo di cui al comma 1 ricorrano per uno o più dei periodi di imposta precedenti alla stipula ma non anteriori a quello in corso alla data di presentazione dell’istanza, relativamente a tali periodi di imposta è concessa la facoltà al contribuente di far valere retroattivamente l’accordo stesso, provvedendo, ove si renda a tal fine necessario rettificare il comportamento adottato, all’effettuazione del ravvedimento operoso ovvero alla presentazione della dichiarazione integrativa ai sensi dell’art. 2, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, senza l’applicazione, in entrambi i casi, delle relative sanzioni.
5. La richiesta di accordo preventivo è presentata al competente Ufficio della Agenzia delle entrate, secondo quanto stabilito con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia. Con il medesimo provvedimento sono definite le modalità con le quali il competente Ufficio procede alla verifica del rispetto dei termini dell’accordo e del sopravvenuto mutamento delle condizioni di fatto e di diritto su cui l’accordo si basa. 7. Qualunque riferimento all’art. 8 del decreto–legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ovunque presente, deve intendersi effettuato al presente articolo.».
Art. 3 Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall’attuazione delle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione dello stesso con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 4 Decorrenza
2. Le disposizioni del presente decreto hanno effetto a decorrere dal 1° gennaio 2017.