Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8266-del-22-03-2019
Timestamp: 2020-08-05 14:22:54+00:00
Document Index: 169285550

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 8266 del 22/03/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8266 del 22/03/2019
Cassazione civile sez. VI, 22/03/2019, (ud. 19/12/2018, dep. 22/03/2019), n.8266
sul ricorso 6032-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 2504/24/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con la sentenza indicata in epigrafe, la Commissione tributaria regionale della Puglia – sezione distaccata di Lecce – rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti di M.L. avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecce, che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso avviso di accertamento, con il quale l’allora Agenzia del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali per le quali si era rilevato un significativo scostamento tra il rapporto: valore medio di mercato/valore medio catastale della singola microzona e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, in applicazione della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, aveva notificato all’intestatario catastale indicato in epigrafe la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale.
3. Con il terzo motivo si denuncia violazione e/o falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nonchè D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, assumendo che la CTR avrebbe omesso di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune, così consentendo la revisione massiva dei classamenti degli immobili ivi ubicati; sarebbe dunque incorsa in errore di diritto la sentenza impugnata nella parte in cui, ai fini del soddisfacimento dell’obbligo motivazionale dell’avviso di accertamento impugnato, aveva ritenuto necessario che gli atti dovessero pur sempre tener conto dei fattori edilizio posizionali propri dell’unità immobiliare.
Nella specie mancano proprio quei dati primigeni ed essenziali del peculiare procedimento valutativo delineato dal comma 335 e dalle fonti normative integrative, apprestandosi da parte del fisco un compendio motivazionale affidato a formule stereotipate e di stile, se non meramente riproduttive di precetti normativi. Il che dà luogo a una motivazione sostanzialmente figurativa e praticamente apparente, che, nel caso specifico, non può nemmeno essere etero-integrata con riferimento ad elementi resi comunque disponibili ovvero conoscibili (L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 3), attesa la laconicità della presupposta Det. direttoriale del 28 novembre 2010 (G.U., n. 286 del 07 dicembre 2010; v. art. 1, comma 361, della legge finanziaria 2008). Il vizio motivazionale dell’atto impugnato è, dunque, genetico e di per se stesso di gravità tale da invalidarlo nella sua interezza.