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Timestamp: 2018-07-18 16:07:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 35', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19']

Lezione n. 4 a.a Piera Campanella - ppt scaricare
PubblicatoAnnunziata Ferrante Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Lezione n. 4 a.a Piera Campanella"— Transcript della presentazione:
1 Lezione n. 4 a.a. 2007-2008 Piera Campanella
DIRITTO SINDACALE Lezione n. 4 a.a Piera Campanella
2 LIBERTA’ SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO
Titolo II: libertà sindacale Art. 14. Diritto di associazione e di attività sindacale Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all’interno dei luoghi di lavoro.
3 Art. 14 Statuto dei lavoratori
4 PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE (1)
5 Art. 15 Statuto lavoratori
6 PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE (2)
Art. 16 Trattamenti economici collettivi discriminatori E’ vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorio a mente dell’art. 15. Il pretore, su domanda dei lavoratori nei cui confronti è stata attuata la discriminazione di cui al comma precedente o delle associazioni sindacali alle quali questi hanno dato mandato, accertati i fatti, condanna il datore di lavoro al pagamento a favore del fondo adeguamento pensioni, di una somma pari all’importo dei trattamenti economici di maggior favore illegittimamente corrisposti nel periodo massimo di un anno.
7 Art. 16 Statuto lavoratori
8 SINDACATI DI COMODO Art. 17 Sindacati di comodo
9 Art. 17 Statuto lavoratori
10 RAPPRESENTANZE SINDACALI NEI LUOGHI DI LAVORO
Titolo III: diritti sindacali e RSA Riconduzione a specifiche situazioni di “diritto” dello svolgimento di determinate attività sindacali in azienda da parte di sindacati particolarmente qualificati, cui corrisponde un pati del datore. Obbligo datoriale di collaborare alla riuscita di talune iniziative del sindacato, in quanto ritenute dall’ordinamento meritevoli di particolare sostegno. Inapplicabilità del criterio del normale svolgimento dell’attività aziendale: solo principi di correttezza e buona fede (artt e 1375 cod. civ.), garanzia della sicurezza e dell’incolumità delle persone, nonché della capacità produttiva dell’impresa. I soggetti titolari dei diritti del tit. III: solo RSA (e RSU) Limiti all’applicazione del tit. III: ne resta fuori la piccola impresa (art. 35 St. lav.), dove pertanto il sindacato fatica ad entrare, organizzare i lavoratori e contrattare.
11 MODELLI DI RAPPRESENTANZA SINDACALE
12 Promozione senza regolamentazione
13 RAPPRESENTANZE SINDACALI AZIENDALI (RSA)
14 IL TESTO ORIGINARIO DELL’ART. 19 ST. LAV.: LA LETT. A) E IL SMR
15 IL TESTO ORIGINARIO DELL’ART. 19 ST. LAV.: LA LETT. B)
16 ART. 19 ST. LAV.: IL CARATTERE “APERTO” DELLA NORMA
17 PROFILI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DEL VECCHIO ART. 19 ST. LAV.
18 SMR Criteri giurisprudenziali
19 IL SMR E LA CONTRATTAZIONE
20 Crisi del SMR proposte di legge per modifica art. 19 St. lav.
21 Nuovo art. 19 St. lav. La caducazione completa della lett. a): espunzione della formula del smr dall’art. 19 La caduta di alcuni segmenti lessicali della lett. b): abrogazione delle parole “nazionali e provinciali” Muta così il filtro selettivo utilizzato ai fini del raccordo tra RSA e sindacato esterno: diventa quello della sottoscrizione di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva Si esprime un orientamento del tutto opposto a quello del vecchio art. 19, che privilegiava il sindacato confederale o quantomeno quello proiettato sul piano nazionale e provinciale la rappresentatività si misura sulla base dei rapporti di forza; chi è in grado di imporsi alla controparte, in un sistema conflittuale e non regolato come il nostro, vuol dire che è massimamente credibile, cioè più di ogni altro in grado di rappresentare i lavoratori nel loro complesso.
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