Source: http://www.vpb.admin.ch/franz/doc/64/64.97.html
Timestamp: 2018-11-13 04:43:35+00:00
Document Index: 46543723

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'e contrario', 'art. 4', 'DTF ', 'art. 1']

JAAC 64.97
9. La parte indigente, svizzera o straniera che sia, ha diritto all'assistenza giudiziaria per condurre un processo che non sia a tutta prima sprovvisto di probabilità d'esito favorevole. Questo diritto dispensa la parte dall'anticipare o versare le spese processuali e le assicura, se del caso, l'assistenza di un avvocato nella misura in cui necessaria alla difesa dei suoi interessi (DTF 119 Ia 11). È considerato come indigente colui che non è in grado d'assumere le spese di una procedura senza intaccare i mezzi di cui ha bisogno per assicurare il minimo vitale indispensabile a lui ed alla sua famiglia. La condizione d'indigenza va valutata in base alle risorse finanziarie (reddito e sostanza) dell'istante e, dandosi il caso, delle persone che hanno verso di lui obblighi di mantenimento (il coniuge o i genitori; DTF 120 Ia 179, nonché DTF 115 Ia 195). Inoltre, l'istanza d'assistenza giudiziaria va decisa secondo la situazione finanziaria, e le probabilità d'esito favorevole, esistenti al momento dell'inoltro dell'istanza medesima (cfr. DTF 124 I 304 e DTF 122 I 5 nonché relativi riferimenti). Se in corso di procedura muta la situazione finanziaria dell'istante, può essere revocata l'assistenza giudiziaria, perlomeno per il futuro (DTF 122 I 5). Di contro, le probabilità d'esito favorevole di un ricorso vanno valutate esclusivamente all'inizio della procedura, ritenuto che spesso esse si chiariscono nella successiva fase istruttoria del procedimento. Non è però consentito, siccome contrario all'art. 4 della Costituzionr federale della Confederazione Svizzera del 29 maggio 1874 (Cost., RS 101), sospendere fino all'assunzione in giudizio delle prove sul merito la decisione sulla domanda d'assistenza giudiziaria relativa ad un processo apparentemente non sprovvisto d'esito favorevole, per poi rifiutare tale assistenza con riferimento all'intera procedura, ove le prove abbiano rilevato che il processo è in realtà privo di probabilità d'esito favorevole. Pertanto, allorquando la decisione sulla domanda d'assistenza giudiziaria è resa unitamente al giudizio di merito, ancorché il ricorso sia manifestamente infondato su tutti i punti, la domanda d'assistenza medesima va accolta se al momento del suo inoltro il ricorso non appariva a priori sprovvisto d'esito favorevole (Semaine judiciaire [SJ] 1982, pag. 552 che riporta una decisione in tal senso del Tribunale federale). Parimenti, allorquando l'assistenza giudiziaria è inizialmente stata accordata, non è consentito revocarla retroattivamente ove solo le prove assunte successivamente - per esempio un rapporto della rappresentanza svizzera o un'analisi specialistica di documenti -, consentano infine di ritenere il procedimento siccome privo di probabilità d'esito favorevole. In siffatta evenienza, non è legittimo di porre a carico dell'istante le spese relative all'assunzione di dette prove (DTF 122 I 5 e relativi riferimenti). Orbene, nel caso concreto al momento dell'inoltro della domanda d'assistenza giudiziaria, proposta unitamente al gravame, la ricorrente ha fra l'altro esibito un attestato municipale del 20 gennaio 1998 da cui risulta che essa non è beneficiaria di prestazioni assistenziali e che il preavviso per la concessione dell'assistenza giudiziaria è negativo. Se invero tale attestato non ha che valore indicativo, esso consente comunque al giudice di ritenere, in base all'insieme delle circostanze del caso concreto, siccome non dimostrata, nel senso della verosimiglianza, l'invocata indigenza. Va rilevato infatti che la ricorrente viveva separata dal suo precedente coniuge dal gennaio del 1998 e che il suo reddito mensile netto si aggirava attorno a Fr. 1800.-, reddito che è successivamente stato integrato da una pensione alimentare di Fr. 300.- al mese (cfr. convenzione matrimoniale del 21 aprile 1998, omologata il 24 giugno 1998, da cui risulta pure che l'ex coniuge si è impegnato a versare alla ricorrente una somma non indifferente come liquidazione del regime matrimoniale). Da quanto esposto, discende che la ricorrente non poteva considerarsi siccome indigente al momento dell'inoltro dell'istanza d'assistenza giudiziaria dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA). Non soccorre in questo contesto la ricorrente il fatto che in procedura civile sia stata ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria, considerato che in virtù della giurisprudenza del Tribunale federale precedentemente menzionata, il momento determinante per la valutazione dell'indigenza è quella dell'inoltro dell'istanza d'assistenza giudiziaria, di modo che il giudice civile non avrebbe potuto tenere conto nella sua decisione sull'indigenza delle somme dovute dall'ex marito della ricorrente sulla base di una convenzione omologata il 24 giugno 1998. Quanto all'evoluzione finanziaria successiva all'inoltro della domanda d'assistenza giudiziaria il 25 giugno 1998, va rammentato che l'esame dell'indigenza non dipende esclusivamente dal reddito (anche in forma d'indennità di disoccupazione), ma pure dalla sostanza. Su questo punto la ricorrente non si è mai espressa, come avrebbe potuto e dovuto fare usando della necessaria diligenza. Peraltro, va pure tenuto conto degli obblighi di mantenimento assunti dall'attuale coniuge della ricorrente, perlomeno a partire dalla data del matrimonio. Detta circostanza non è senza rilievo, ove solo si pensi che le spese processuali inerenti al caso concreto consistono esclusivamente nelle tasse di decisione e stesura (art. 1, 2 e 3 della ordinanza sulle tasse e spese nella procedura amministrativa del 10 settembre 1969 [OTSPA], RS 172.041.0).