Source: http://renatodisa.com/2011/06/14/corte-di-cassazione-sezioni-unite-sentenza-n-12898-depositata-il-1362011-la-notificazione-della-sentenza-alla-parte-e-non-al-procuratore-costituito-non-e-idonea-a-far-decorrere-il-termine-br/
Timestamp: 2015-05-26 05:24:21+00:00
Document Index: 70941287

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 479', 'art. 327', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 326', 'art. 111', 'art. 2', 'art. 46', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 51', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione – Sezioni Unite – sentenza n. 12898 depositata il 13/6/2011. La notificazione della sentenza alla parte, e non al procuratore costituito, non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione né per il notificante, né per il notificato. | Avvocato Renato D'Isa
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Corte di Cassazione – Sezioni Unite civili – Sentenza 13 giugno 2011 n. 12898 – La notificazione della sentenza alla parte, e non al procuratore costituito, non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione né per il notificante, né per il notificato.
Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civile – Sentenza n. 12898 depositata il 13.6.2011. Così hanno deciso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 12898/2011.
Con ordinanza interlocutoria depositata il 13/7/2010 la Terza sezione civile poneva il seguente quesito di diritto: “se – valorizzando la portata precettiva del principio di durata ragionevole del processo (Cost. 111), nonché l’argomento che fa leva sulla circostanza per cui il notificante, proprio con l’effettuazione della notificazione ai sensi dell’art. 479 c.p.c.[1], dimostra di avere completa ed effettiva conoscenza del contenuto della sentenza, rendendo così inutile la scissione, sul piano diacronico, della tutela in excutivis e, per la parte residua, di quella impugnatoria, da differirsi eventualmente in base al termine lungo ex art. 327 c.p.c.[2] – possa enunciarsi, contrariamente a quanto afferma l’attuale prevalente indirizzo interpretativo della giurisprudenza di legittimità, il principio secondo cui la notificazione della sentenza in forma esecutiva, eseguita alla controparte personalmente, anzichè al procuratore costituito ai sensi degli artt. 170[3], I comma, e 285[4] c.p.c., sia idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione nei confronti del solo notificante”
Dopo ampio excursus giurisprudenziale secondo i giudici di Piazza Cavour in seduta plenaria, (ritenendo di seguire l’attuale indirizzo interpretativo) che hanno rinviato la decisione alla Corte Napoletana in diversa composizione, “la notificazione della sentenza in forma esecutiva, eseguita alla controparte personalmente, anziché al procuratore costituito ai sensi degli artt. 170, primo comma, e 285 c.p.c., – nel regime anteriore alla legge 23 febbraio 2006, n. 51 – non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione né per il notificante, né per il notificato. Tale principio è tuttora coerente con le finalità acceleratorie dell’art. 326[5] c.p.c. e compatibile con il novellato art. 111 Costituzione sotto il profilo della ragionevole durata del processo”.
Sorrento, 14/6/2011.
[1] Articolo 479 c.p.c. – Notificazione del titolo esecutivo e del precetto
La notificazione del titolo esecutivo deve essere fatta alla parte personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti. (1)
(1) Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 2, D.L. 14.03.2005, n. 35, come modificato dall’allegato alla L. 14.05.2005, n. 80 con decorrenza ed efficacia dalle date contenute rispettivamente nei commi 3 quater e 3 quinquies del medesimo articolo. Si riporta di seguito il testo previgente:
“La notificazione del titolo esecutivo deve essere fatta alla parte personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti; ma, se esso è costituito da una sentenza, la notificazione, entro l’anno dalla pubblicazione , può essere fatta a norma dell’ articolo 170 .”.
[2] Articolo 327 c.p.c. – Decadenza dell’impugnazione
Indipendentemente dalla notificazione, l’appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell’articolo 395 non possono proporsi dopo decorso sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. (1)
(1) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 46, L. 18.06.2009, n. 69 (G.U. 19.06.2009, n. 140 – S.O. n. 95) con decorrenza dal 04.07.2009. Si riporta, di seguito, il testo previgente: “Indipendentemente dalla notificazione, l’appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell’articolo 395 non possono proporsi dopo decorso un anno dalla pubblicazione della sentenza.”.
[3] Articolo 170 c.p.c. – Notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento
Dopo la costituzione in giudizio tutte le notificazioni e le comunicazioni si fanno al procuratore costituito , salvo che la legge disponga altrimenti . (2)
Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria oppure mediante notificazione o mediante scambio documentato con l’apposizione sull’originale, in calce o in margine, del visto della parte o del procuratore. Il giudice può autorizzare per singoli atti, in qualunque stato e grado del giudizio, che lo scambio o la comunicazione di cui al presente comma possano avvenire anche a mezzo telefax o posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. La parte che vi procede in relazione ad un atto di impugnazione deve darne comunicazione alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di telefax o l’indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni. (1)
(1) Il presente comma è stato così modificato dall’art. 2 L. 28.12.2005 n. 263, come modificato dall’art. 39 quater, D.L. 30.12.2005, n. 273, con decorrenza dal 01.03.2006. Si riporta di seguito il testo previgente:
“Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria oppure mediante notificazione o mediante scambio documentato con l’apposizione sull’originale, in calce o in margine, del visto della parte o del procuratore. Il giudice può prescrivere per singoli atti che si segua una o altra di queste forme . “
(2) L’art. 51, DL 25.06.2008, n. 112, (G.U. 25.06.2008, n. 147, S.O., n. 152), dispone: ” 1. A decorrere dalla data fissata con uno o piu’ decreti del Ministro della giustizia, le notificazioni e comunicazioni di cui al primo comma dell’articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica all’indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
2. Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui al comma 1 sentiti l’Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell’Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica della funzionalita’ dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici giudiziari, individuando i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1.
4. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e le comunicazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5, si effettuano ai sensi dell’articolo 170 del codice di procedura civile….”
[4] Articolo 285 c.p.c. – Modo di notificazione della sentenza
[5]Articolo 326 c.p.c. – Decorrenza dei termini
I termini stabiliti nell’articolo precedente sono perentori e decorrono dalla notificazione della sentenza, tranne per i casi previsti nei numeri 1, 2, 3 e 6 dell’ articolo 395 e negli articoli 397 e 404 secondo comma, riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al numero 6 dell’articolo 395, o il pubblico ministero ha avuto conoscenza della sentenza.
Nel caso previsto nell’ articolo 332 , l’impugnazione proposta contro una parte fa decorrere nei confronti dello stesso soccombente il termine per proporla contro le altre parti.
Posted in Cassazione civile 2011, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite on 14 giugno 2011 by Avv. Renato D'Isa.
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