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Timestamp: 2020-01-19 20:22:43+00:00
Document Index: 42819620

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 4']

Certificazione Energetica – L’APE dal 6 giugno 2013 | Certificazione-Energetica.com
Certificazione Energetica – L’APE dal 6 giugno 2013
In questo articolo, tratto per gentile concessione dallo Studio n. 657-2013/C del Consiglio Nazionale del Notariato a cura di Giovanni Rizzi, vedremo cosa è cambiato con l’avvento dell’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica.
L’art. 4 del d.lgs. 192/2005 (così come modificato dall’art. 4 del DL 4.6.2013 n. 63) stabilisce che “con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e, per i profili di competenza, con il Ministro della salute e con il Ministro della difesa, sono definite le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, in relazione ai paragrafi 1 e 2 dell’allegato I della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia […]”
Sostanzialmente l’attestato di prestazione energetica deve essere redatto in conformità alle prescrizioni, in tema di calcolo della prestazione energetica, contenute nella direttiva comunitaria 2010/31/UE, e non più sulla base delle prescrizioni contenute nella precedente direttiva 2002/91/CE (recepite nel D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59, già emanato in attuazione del previgente art. 4 d.lgs. 192/2005 e sulla cui base dovevano essere redatti gli attestati di certificazione energetica sino a tutto il 5 giugno 2013, ossia prima dell’entrata in vigore del DL. 63/2013).
Tuttavia nelle more dell’emanazione dei nuovi decreti ministeriali, di recepimento della direttiva 2010/31/UE, i tecnici abilitati potranno comunque rilasciare un attestato di prestazione energetica (così come definito dall’art. 2, c. 1, lett. l-bis, d.lgs. 192/2005, nuovo testo), ovviamente utilizzando ancora i criteri di calcolo contenuti nel D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59, in quanto:
– l’art. 16, c. 4-bis, del d.lgs. 192/2005 (nel testo introdotto dall’art. 13 D.L. 63/2013) stabilisce che “dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, è abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59” con la conseguenza che il suddetto D.P.R. 59/2009, contenente i criteri di calcolo sulla base della direttiva 2002/91/CE è tuttora in vigore, e rimarrà in vigore sino a che non siano emanati i nuovi decreti ministeriali di recepimento della direttiva 2010/31/UE, per cui potrà essere ancora utilizzato sino all’emanazione dei nuovi decreti;
– l’art. 11 del d.lgs. 192/2005 (nel testo introdotto dall’art. 9 D.L. 63/2013, modificato in sede di conversione) (norma transitoria) stabilisce che “nelle more dell’aggiornamento delle specifiche norme europee di riferimento per l’attuazione della direttiva 2010/31/UE, le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59, predisposte in conformità alle norme EN a supporto delle direttive 2002/91/CE e 2010/31/UE, sono quelle di seguito elencate:
e-bis) UNI EN 15193 – Prestazione energetica degli edifici – Requisiti energetici per l’illuminazione”
Con tale norma viene pertanto, in via transitoria, aggiornato ed integrato l’art. 3, c. 1, del suddetto D.P.R. 59/2009 relativo alle “metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti”, a conferma che detto decreto è tuttora utilizzabile in attesa dell’emanazione dei nuovi decreti di recepimento della direttiva 2010/31/UE.
Nello stesso senso si è, anche, pronunciato il Ministero dello Sviluppo Economico, con propria nota n. 0016416 del 7 agosto 2013 (11), nella quale si afferma che “[…] nelle more dell’aggiornamento tecnico, le norme transitorie contenute nell’art. 9 del decreto legge 63/2013, come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90, per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici fanno riferimento al D.P.R. 59/2009 e a specifiche norme tecniche (UNI e CTI) già note. Conseguentemente l’art. 13 dello stesso decreto legge 63/2013, come convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90, prevede che, solo dall’entrata in vigore dei decreti di aggiornamento della metodologia di cui all’art. 4, sia abrogato il D.P.R. 59/2009; ciò, con l’evidente finalità di non creare vuoti normativi e di consentire una applicazione agevole della norma, basandosi su una metodologia che dovrebbe essere già sufficientemente conosciuta, in quanto in vigore da alcuni anni. Pertanto sino all’emanazione dei decreti previsti dall’art. 4, si adempie alle prescrizioni di cui al decreto legge stesso, come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013 n. 90, redigendo l’APE secondo le modalità di calcolo di cui al D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59 […]”
11) Con tale nota il Ministero ha confermato, nella sostanza, quanto dallo stesso già comunicato con la precedente Circolare n. 12976 del 25 giugno 2013
Nel prossimo articolo: “Gli scopi della Certificazione Energetica”