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Timestamp: 2019-10-14 16:49:42+00:00
Document Index: 95502805

Matched Legal Cases: ['art. 257', 'art. 257', 'art 324', 'art. 316', 'art. 321', 'art. 257', 'art. 257', 'art. 263', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 309', 'art. 324', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 257', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 127', 'sentenza ', 'art. 324', 'art. 257', 'art. 324', 'sentenza ', 'art. 257', 'sentenza ', 'art. 253', 'art. 257', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 257', 'art. 259', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 257 codice di procedura penale - Riesame del decreto di sequestro - Brocardi.it
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Articolo 257 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 257 Codice di procedura penale
1. Contro il decreto di sequestro [253] l'imputato [60, 61], la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324.
2. La richiesta di riesame non sospende l'esecuzione del provvedimento [318 2, 322 2, 588].
Spiegazione dell'art. 257 Codice di procedura penale
La norma in commento prevede espressamente l’applicabilità al sequestro per motivi probatori della disciplina dettata in materia di impugnazione delle misure cautelari, tramite il richiamo all’articolo 324, alla cui lettura si rinvia per un'analisi più accurata.
Per quanto riguarda il contenuto della richiesta, il comma 4 dell’art 324 c.p.p. prevede l'enunciazione dei motivi per cui si richiede una decisione nel merito. Tra essi si annoverano quelli riguardanti il fumus commissi delicti.
Parimenti a quanto previsto per gli altri provvedimenti di sequestro, conservativo (art. 316) e preventivo (art. 321), è possibile presentare richiesta di riesame al Tribunale del capoluogo della provincia, nella quale ha sede l'ufficio dell'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento entro dieci giorni dalla esecuzione del sequestro o dalla diversa data in cui l'interessato ha avuto conoscenza del sequestro.
Il tribunale deve emettere la sua decisione entro il termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti, il che significa che l'intera procedura di riesame si deve concludere di regola entro il termine di undici giorni da quello in cui la richiesta viene depositata alla cancelleria del tribunale competente.
Massime relative all'art. 257 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 20912/2017
Oggetto della richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio ai sensi dell'art. 257 cod. proc. pen., non può essere l'esecuzione del sequestro probatorio ma solo il decreto del Pubblico Ministero che lo dispone. Pertanto, nell'ipotesi in cui la polizia delegata abbia eseguito in quantità eccedenti quanto indicato nel provvedimento o con modalità per altro verso illegittime un sequestro probatorio disposto dal Pubblico Ministero, è possibile chiedere a quest'ultimo la restituzione delle cose sequestrate in eccesso, e, contro il provvedimento del Pubblico Ministero si può proporre opposizione davanti al giudice, ai sensi dell'art. 263, commi quarto e quinto, cod. proc. pen.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 20912 del 3 maggio 2017)
Cass. pen. n. 26901/2013
In tema di sequestro probatorio, la mancata indicazione, nel decreto del pubblico ministero che lo dispone o lo convalida, del reato in relazione al quale il provvedimento è adottato, non costituisce una carenza motivazionale alla quale possa porsi rimedio da parte del Tribunale del riesame nell'esercizio dei poteri di integrazione ad esso riconosciuti dalla legge, spettando al solo P.M. l'individuazione dei fatti specifici in ordine ai quali condurre le indagini ed emettere i provvedimenti ritenuti utili ai fini probatori.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 26901 del 20 giugno 2013)
Cass. pen. n. 37702/2008
Nel procedimento di riesame di un decreto di sequestro probatorio o di un decreto di convalida del sequestro probatorio operato dalla polizia giudiziaria l'avviso della data d'udienza deve essere dato solo al pubblico ministero, al difensore del sottoposto a indagine e a chi ha proposto la richiesta e non anche ad eventuali soggetti controinteressati.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 37702 del 3 ottobre 2008)
Cass. pen. n. 35708/2007
In tema di sequestro probatorio, il giudice del riesame non può integrare la motivazione del relativo decreto in ordine alla specifica esigenza probatoria che giustifica l'adozione del vincolo sul bene, in quanto è dovere del pubblico ministero che ha disposto il sequestro enucleare le ragioni che ne evidenziano in concreto la funzionalità all'accertamento del reato per cui si procede. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato il provvedimento di convalida del sequestro operato dalla polizia giudiziaria, esauritosi nell'apposizione di una dicitura a timbro contenente un generico riferimento al pericolo che si protraggano le conseguenze del reato).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 35708 del 28 settembre 2007)
Cass. pen. n. 22818/2004
In tema di sequestro probatorio, allorchè l'interessato in sede di riesame abbia formulato espressa denuncia sull'esuberanza del vincolo rispetto a quanto strettamente riferibile al reato per cui esso sia stato disposto, il tribunale ha il dovere di valutare specificatamente l'esistenza dei requisiti della misura in relazione ad ogni bene, annullando il vincolo stesso per ciò che risulti assoggettato al di fuori dei limiti segnati dal collegamento dei beni al reato e delle finalità del provvedimento.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 22818 del 14 maggio 2004)
Cass. pen. n. 36538/2002
In tema di riesame del sequestro, l'accertamento sulla sussistenza del fumus commissi delicti va compiuto sotto il profilo della congruità degli elementi rappresentati, che non possono essere censurati sul piano fattuale, per apprezzarne la coincidenza con le reali risultanze processuali, ma che vanno valutati così come esposti al fine di verificare se essi consentono - in una prospettiva di ragionevole probabilità - di inquadrare l'ipotesi formulata dall'accusa in quella tipica.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 36538 del 4 novembre 2002)
Cass. pen. n. 23354/2002
Il difensore, qualunque rapporto lo leghi al difeso e chiunque il difeso sia, si trova sempre nella posizione di persona alla quale le cose sono state sequestrate, ove assuma che esse appartengano al fascicolo processuale. Con la conseguenza che non può essergli negato né interesse né legittimazione alla richiesta del riesame e che, in caso di esito positivo di questa, i documenti devono essergli restituiti. Pertanto, avverso il decreto di sequestro probatorio di documenti rinvenuti presso gli uffici di una avvocatura regionale, è legittimato a proporre la richiesta di riesame l'avvocato dipendente dall'Ente pubblico nel cui ufficio il sequestro è stato eseguito, in quanto detentore qualificato delle cose oggetto del sequestro medesimo.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 23354 del 8 maggio 2002)
Cass. pen. n. 1480/1999
L'istanza di riesame di un provvedimento di sequestro di documentazione successivamente restituita è inammissibile in quanto il risultato tipico dell'impugnazione (il dissequestro) è già stato raggiunto. Né può assumersi, in base alla circostanza che dalla documentazione sequestrata siano state estratte copie e ne sia stata disposta l'acquisizione, che l'indagato abbia interesse all'accertamento della legittimità di questa: il provvedimento di sequestro oggetto del procedimento incidentale di riesame va infatti tenuto distinto da ogni altra acquisizione di documenti o cose, la cui illegittimità ed eventuale conseguente inutilizzabilità o nullità deve essere valutata dal giudice del processo e non in sede incidentale.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1480 del 30 aprile 1999)
Cass. pen. n. 1786/1998
In tema di riesame di un provvedimento di sequestro probatorio, la nullità del provvedimento per omessa indicazione della esigenza del sequestro ai fini dell'accertamento dei fatti non è sanabile dal tribunale del riesame, il quale giudice può sì far valere ragioni diverse da quelle indicate nella motivazione dell'atto a lui sottoposto, a condizione che l'atto in questione sia, per l'appunto, in qualche modo motivato, essendo invece tenuto ad annullare il provvedimento se esso si limiti alla constatazione che oggetto del sequestro è un corpo del reato.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1786 del 11 giugno 1998)
Cass. pen. n. 734/1998
Il termine perentorio di dieci giorni entro il quale, ai sensi dell'art. 309, commi nono e decimo, c.p.p. richiamati, in tema di sequestro probatorio, dall'art. 324, deve intervenire la decisione del tribunale del riesame è rispettato con il deposito del dispositivo, che rende certo per gli interessati che la decisione con quel determinato irreversibile contenuto è intervenuta nel termine perentorio. La motivazione può essere redatta nei cinque giorni dalla deliberazione come previsto dall'art. 128.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 734 del 1 aprile 1998)
Cass. pen. n. 4525/1998
La richiesta di riesame prevista dall'art. 257 c.p.p. non è proponibile avverso il provvedimento con il quale il pubblico ministero ordina l'esibizione di atti o documenti, a norma dell'art. 256 c.p.p., che è atto inoppugnabile.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4525 del 29 gennaio 1998)
Cass. pen. n. 2684/1997
In tema di revoca del sequestro probatorio, è abnorme — perché si pone al di fuori delle norme e dell'intero ordinamento processuale — l'ordinanza del Gip, che rigetti l'istanza su conforme parere del pubblico ministero. In materia, infatti, il potere di decidere spetta al pubblico ministero medesimo; il Gip deve esercitare il controllo successivo nel caso di opposizione, da svolgersi con il rito camerale di cui all'art. 127 c.p.p. Detta abnormità è rilevabile d'ufficio.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2684 del 12 luglio 1997)
Cass. pen. n. 3146/1996
Ai fini della decorrenza del termine per proporre istanza di riesame avverso un provvedimento di sequestro probatorio assume rilievo, ai sensi dell'art. 324 c.p.p. richiamato dall'art. 257 c.p.p., sia per l'indagato che per il suo difensore l'effettiva conoscenza dell'esecuzione della misura; deve invero ritenersi che, con l'espressione «interessato» di cui al citato art. 324 c.p.p., il legislatore abbia fatto riferimento all'interessato all'impugnazione e non all'interessato sostanziale (cioè al soggetto sulla cui posizione il sequestro incide): ciò in quanto nel nostro sistema la decorrenza dei termini per impugnare è autonomamente prevista per ciascun titolare ed in particolare per l'imputato ed il suo difensore.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3146 del 10 dicembre 1996)
Cass. pen. n. 2701/1996
Il Ministero per i beni culturali non è legittimato a proporre istanza di riesame di un provvedimento di sequestro probatorio di un cantiere già sottoposto a vincolo archeologico ai sensi della legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 1 e 3. Invero tale Ministero non può ritenersi compreso nel novero dei soggetti all'uopo indicati dall'art. 257 c.p.p., dovendosi in particolare rilevare che l'imposizione del vincolo non determina in capo al Ministero stesso una posizione giuridica di possesso o di detenzione, ma comporta semplicemente dei limiti all'esplicazione di diritti del soggetto proprietario.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2701 del 17 settembre 1996)
Cass. pen. n. 925/1996
Il difensore dell'indagato può proporre la richiesta di riesame del provvedimento di sequestro disposto dal P.M. (art. 253 c.p.p.), anche se egli non è espressamente menzionato tra le persone a ciò legittimate dall'art. 257 c.p.p. In forza dell'art. 99, comma 1, c.p.p., infatti, va esteso al difensore l'esercizio di ogni diritto e facoltà riconosciuti all'indagato, salvi quelli a lui personalmente riservati: il sequestro non coinvolge interessi esclusivamente patrimoniali del soggetto interessato, ma comprende anche l'interesse alla prova, in relazione al quale non può rimanere esclusa l'assistenza tecnica.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 925 del 21 marzo 1996)
Cass. pen. n. 2578/1995
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2578 del 31 agosto 1995)
Cass. pen. n. 255/1995
La banca presso la quale si è proceduto a sequestro probatorio o preventivo di titoli e valori appartenenti all'imputato e sui quali l'istituto non vanta alcun potere dispositivo in virtù di titolo obbligatorio o reale, non è legittimata alla istanza di riesame, non ricorrendo alcuna delle ipotesi di legittimazione di cui all'art. 257 c.p.p.
Non è legittimato a proporre il riesame del provvedimento di sequestro il soggetto cui, ai sensi dell'art. 259 comma secondo c.p.p.,l'autorità giudiziaria affida la custodia delle cose sequestrate, giacché all'ausiliario dell'autorità giudiziaria sequestrante non possono competere poteri di iniziativa autonoma in contrasto con atti e provvedimenti ai quali deve restare per definizione strumento esterno di attuazione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 255 del 17 maggio 1995)
Cass. pen. n. 2293/1991
In tema di sequestro probatorio, rientra nella competenza del giudice del riesame ogni questione attinente alla legittimità ed al merito sia del provvedimento che dell'attività di esecuzione compiuta personalmente dal magistrato o dalla P.G. delegata. In tal caso infatti non è possibile avvalersi dell'incidente di esecuzione (attualmente definito «procedimento»), poiché il legislatore ha disciplinato in subiecta materia uno specifico rimedio e cioè il procedimento di restituzione, al quale però può farsi ricorso soltanto quando il sequestro sia stato legittimamente ordinato ed eseguito. (Nella specie si contestava l'attività della P.G. delegata dal P.M. per il sequestro presso i locali di una società di «oggetti, videocassette e riviste oscene». Il ricorrente affermava avere la polizia eseguito il provvedimento senza verificare il contenuto delle res sequestrate. Il tribunale aveva ritenuto non rientrare nella sua competenza il controllo sull'attività delegata. La corte ha annullato l'ordinanza affermando il suddetto principio).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2293 del 14 giugno 1991)