Source: http://www.megafincas.it/leggi-normative-articoli/l-amministrazione-della-comunione-tra-assemblea-poteri-dei-comunisti-e-analogie-con-il-condominio-negli-edifici.html
Timestamp: 2019-01-19 05:20:22+00:00
Document Index: 22585462

Matched Legal Cases: ['art. 1106', 'art. 1109', 'art. 1105', 'art. 1105', 'art. 1108', 'art. 67']

Si tratta di regole molto più informali di quelle del condominio ma, comunque, esistono e devono essere rispettate.
In questo articolo ci occuperemo delle modalità di gestione della cosa comune.
Che cosa accade nel caso di omessa convocazione o di altri vizi?
Questi alcuni dei quesiti cui daremo risposta.
L'articolo di riferimento è il 1105 c.c., rubricato Amministrazione, che recita:
Il successivo art. 1106 c.c., dedicato al Regolamento della comunione e nomina di amministratore, specifica che
Poche norme, tutto sommato chiare che ci inducono a poter affermare quanto segue: tutti i comunisti hanno diritto di essere coinvolti nelle assemblee in cui si decide sulla gestione delle parti comuni. L'assemblea, in assenza di specifiche indicazioni normative e salvo diversa previsione regolamentare, può essere convocata da qualunque comproprietario anche oralmente purché tutti gli interessati siano resi edotti degli argomenti che saranno messi in discussione. Una deliberazione assunta senza la preventiva convocazione ed informazione di tutti gli interessati dev'essere considerata invalida e quindi impugnabile.
Ai sensi dell'art. 1109 c.c., dedicato all'Impugnazione delle deliberazioni,
nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 1105, se la deliberazione e gravemente pregiudizievole alla cosa comune;
se non è stata osservata la disposizione del terzo comma dell'art. 1105
se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione e in contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
L'argomento della gestione della comunione può sembrare marginale ma per gli appartamenti in comunione ubicati in condominio non lo è. A dimostrazione di quest'affermazione sta il secondo comma dell'art. 67 disp. att. c.c. a mente del quale:
"Qualora un'unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che è designato dai comproprietari interessati a norma dell'articolo 1106 del codice".
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