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Timestamp: 2020-07-03 20:21:46+00:00
Document Index: 36766390

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 138', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 116', 'art. 6', 'art. 131', 'art. 132', 'art. 1', 'art. 48', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 122', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1']

avvocato Lorenzo Tornielli, studio legale in Melegnano (Milano). Parte Speciale. La Costituzione della Repubblica Italiana dopo il referendum del 7 ottobre 2001, Il testo previgente del titolo V - parte seconda - della Costituzione - La Costituzione "federale": la riforma punto per punto.
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La Costituzione della Repubblica Italiana dopo il referendum del 7 ottobre 2001
- Il testo previgente del titolo V - parte seconda - della Costituzione
- La Costituzione "federale": la riforma punto per punto.
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Commento di Franco Abruzzo (Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, scrittore, saggista, docente, capo redattore de "Il Sole 24ore")
La riforma costituzionale sul federalismo - che rinnova gli articoli 114, 116, 117, 118, 119, 120, 123, 127 e 132 della Carta fondamentale (mentre sono abrogati gli articoli 115, 124, 125-I comma, 128, 129 e 130) - è stata approvata in seconda lettura dalla Camera il 28 febbraio e dal Senato l' 8 marzo 2001. La legge costituzionale modifica radicalmente il titolo V della parte seconda della Costituzion (Le Regioni, le Province e i Comuni). In sostanza la Costituzione diventa "federale". Su domanda di un quinto dei membri delle due Camere, il testo della legge costituzionale, non essendo stato approvato nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, sarà sottoposto a referendum popolare. I relativi comizi sono stati convocati per il giorno di domenica 7 ottobre 2001. Per questo tipo di referendum, la Costituzione non prescrive alcun quorum di partecipazione alla votazione: "La legge sottoposta a referendum - dice l'articolo 138 - non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi". L'ufficio centrale per il referendum della Cassazione ha dichiarato il 22 marzo 2001 ammissibile il quesito referendario sul federalismo presentato dai parlamentari del Centro-sinistra e del Centro-destra, naturalmente con opposte intenzioni: i primi chiedono ai cittadini un giudizio confermativo sulla riforma costituzionale da loro promossa e approvata in fine legislatura; Polo e Lega vogliono, invece, l'abrogazione di una legge da loro definita incompleta.
I punti centrali della riforma. A segnare il passaggio dallo Stato centralista a una visione di federalismo solidale il nuovo articolo 114 apre affermando che "la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento". L'articolo 114 in sostanza riconosce la pienezza dell'autonomia statutaria, dei poteri e delle funzioni delle Regioni e degli enti locali. Lo Stato è alla pari dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e delle Regioni. Viene conferito alla città di Roma lo status giuridico di "Capitale della Repubblica". "Le leggi regionali - dice l'articolo 117 - rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive".
La riforma costituzionale si sviluppa, quindi, secondo i seguenti principi:
a) in base all'articolo 117, "la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali". Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea; immigrazione; rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; cittadinanza, stato civile e anagrafi; giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; norme generali sull'istruzione; previdenza sociale; legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno; tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.
b) Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Le Regioni, quindi, si occuperanno anche delle professioni intellettuali: è una novità di grande profilo.
c) Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.
d) Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
e) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Il nuovo articolo 119 della Costituzione introduce il federalismo fiscale. Gli enti locali possono dunque stabilire e applicare tributi propri, in più sono chiamati a compartecipare al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio. Lo Stato non esce però dalla scena: alla legge ordinaria è infatti attribuito il compito di istituire un fondo perequativo (ma senza vincoli di destinazione) per le zone più svantaggiate. In più lo Stato ha il compito di rimuovere gli squilibri sociali ed economici, destinando risorse aggiuntive in favore di determinati enti locali.
f) Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. L'articolo 118 della Costituzione stabilisce i principi di sussidiarietà verticale (o istituzionale) e orizzontale (o sociale). Più poteri dunque alle autonomie locali (il potere amministrativo parte dal comune, in quanto ente più vicino ai cittadini) e maggiore responsabilizzazione della società civile nella gestione dei servizi pubblici.
g) La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge.
h) Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.
i) In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali.
l) abolizione del commissario di governo presso le Regioni; abolizione del controllo di legittimità dello Stato sugli atti amministrativi della Regione; abolizione del controllo di legittimità della Regione sugli atti delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali.
m) In attesa dell'eventuale istituzione della Camera delle Regioni (con la riforma della sezione I del titolo I della parte II della Costituzione), i regolamenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
n) la nuova stesura dell'articolo 116 ha introdotto il nome bilingue per il Trentino Alto Adige/Sudtirol e per la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.
o) entra nella Costituzione la promozione della "parità d'accesso tra donne e uomini alle cariche elettive".
Delib.ne Assemblea Costituente 22 dicembre 1947. Costituzione delle Repubblica Italiana (Gazzetta Ufficiale, n. 298, del 27 dicembre 1947), entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
10. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
(1) Secondo il disposto della L. Cost. 21 giugno 1967, n. 1 <<L’ultimo comma dell’art. 10 e l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio>>.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra costrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
(1) L'art. 11 della L. 28 luglio 1984, n. 398, recante nuove norme in tema di diminuzione dei termini di carcerazione cautelare, prescrive che le espressioni <<carcerazione preventiva>> e <<custodia preventiva>> siano sostituite dalla locuzione <<custodia cautelare>>.
Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
30. È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
36. Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa.
37. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.0
I lavoratori hanno diritto che siano provveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurexzza, alla libertà, alla dignità umana.
45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi in numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge (1).
(1) Comma aggiunto dall'art. 1, L. Cost. 17 gennaio 2000, n. 1 (Gazz. Uff. 20 gennaio 2000, n. 15).
51. Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.
54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi.
ORDINAMENTODELLA REPUBBLICA.
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero (2).
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (3).
(1) Questo articolo è stato modificato dalla legge costituzionale 9 febbraio l963 n. 2.
(2) Questo comma è stato modificato dall’articolo 1, comma 1, della legge costituzionale 23 gennaio 2001 n. 1.
(3) Questo comma è stato modificato dall’articolo 1, comma 2, della legge costituzionale 23 gennaio 2001 n. 1.
La ripartizione dei seggi fra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei resti più alti (1).
(1) Articolo prima sostituito dall'art. 2, L. cost. 9 febbraio 1963, n. 2 poi così modificato dall'art. 2, L. cost. 27 dicembre 1963, n. 3 e dall'art. 2, L. cost. 23 gennaio 2001, n. 1 (Gazz. Uff. 24 gennaio 2001, n. 19). Il testo in vigore prima di quest'ultima modifica era il seguente:
«57. Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Il numero dei senatori elettivi è di trecento-quindici.
La ripartizione dei seggi fra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei resti più alti.».
L'art. 3 della citata legge costituzionale n. 1/2001 ha, inoltre, così disposto: «Art. 3. Disposizioni transitorie. 1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del terzo comma dell'articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce, altresì, le modificazioni delle norme per l'elezione delle Camere conseguenti alla variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale.
59. È senatore di diritto a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
(1) Questo articolo è stato così modificato dalla L. cost. 9 febbraio l963, n.2.
65. La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato e di senatore.
68. (1) I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
(1) Così sostituito dall’art. 1 della L. cost. 29 ottobre l993, n. 3.
71. L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale
72. Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che lo approva articolo per articolo e con votazione finale.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.
76. L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di princìpi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
79. (1) L'amnistia e l'indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
(1) Questo articolo è stato così sostituito dall'art. 1 della L. cost. 6 marzo l992, n. 1.
All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d 'Aosta ha un solo delegato.
84. Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.
85. Il Presidente della Repubblica é eletto per sette anni.
(1) Questo comma è stato così sostituito dall'art. 1 della L. cost. 4 novembre 1991, n. 1, recante modifiche a questo articolo della Costituzione.
95. Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
96. (1) Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
(1) Questo articolo è stato così sostituito dall’art. 1 della L. cost. 16 gennaio 1989, n. l..
97. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
99. Il Consiglio nazionale della economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
Ha l'iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i princìpi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
100. Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell'amministrazione.
103. II Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
107. I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio, né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
110. Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
111. La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge (1).
Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata (1).
Il processo penale è regolato dal principio del contradditorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore (1).
La legge regola i casi la cui formazione della prova non ha luogo in contradditorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita (1).
Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati [Cost. 13, 14, 15, 21].
Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale [Cost. 13], pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge [Cost. 137]. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei Tribunali militari in tempo di guerra [Cost. 103; disp. att. Cost. VI].
Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione [Cost. 131].
(1) Comma così inserito dall'art. 1, L. Cost. 23 novembre 1999, n. 2 (Gazz. Uff. 23 dicembre 1999, n. 300). L'art. 2 della stessa ha disposto che la legge regoli l'applicazione dei principi in essa contenuti, ai processi penali in corso alla data della sua entrata in vigore. In attuazione di tale disposizione, l'art. 1, D.L. 7 gennaio 2000, n. 2, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, L. 25 febbraio 2000, n. 35, ha così stabilito:
«Art. 1 - 1. Fino alla data di entrata in vigore della legge che disciplina l'attuazione dell'articolo 111 della Costituzione, come modificato dalla legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2, ed in applicazione dell'articolo 2 della stessa legge costituzionale, i principi di cui all'articolo 111 della Costituzione si applicano ai procedimenti in corso salve le regole contenute nei commi successivi.
2. Le dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'esame dell'imputato o del suo difensore, sono valutate, se già acquisite al fascicolo per il dibattimento, solo se la loro attendibilità è confermata da altri elementi di prova, assunti o formati con diverse modalità.
3. Le dichiarazioni possono essere comunque valutate quando, sulla base di elementi concreti, verificati in contraddittorio, risulta che la persona è stata sottoposta a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità affinché si sottragga all'esame.
4. Alle dichiarazioni acquisite al fascicolo per il dibattimento, e già valutate ai fini delle decisioni, si applicano nel giudizio dinanzi alla Corte di cassazione le disposizioni vigenti in materia di valutazione della prova al momento delle decisioni stesse.
5. Nell'udienza preliminare dei processi penali in corso nei confronti di imputato minorenne, il giudice, se ritiene di poter decidere allo stato degli atti, informa l'imputato della possibilità di consentire che il procedimento a suo carico sia definito in quella fase.
6. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche ai procedimenti che proseguono con le norme del codice di procedura penale anteriormente vigente».
(Riportiamo qui di seguito il nuovo testo del Titolo V - parte seconda - della Costituzione approvato in via definitiva dal Parlamento in data 8 marzo 2001 ed oggetto del referendum indetto ai sensi dell’art. 138 Cost. del 7 ottobre 2001. In calce al testo delle norme transitorie della Costituzione è stato riportato altresì il testo previgente del Titolo V e una sintesi della riforma punto per punto).
Art. 115. (abrogato)
Art. 116. Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
Art. 117. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Art. 120. La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Art. 121. Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente. Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere. La Giunta regionale è l'organo esecutivo delle Regioni. Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.
Art. 123. Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione. Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.
Art. 124. (abrogato)
Art. 125. (abrogato solo il I°comma). Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.
Art. 128. (abrogato)
Art. 129. (abrogato)
Art. 130. (abrogato)
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse. Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra.
In aggiunta alle modifiche introdotte al Titolo V della Costituzione, la legge costituzionale sul federalismo (disegno di legge n. 4809 Senato) ha previsto le seguenti disposizioni:
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica [ed i Ministri (1)], a norma della Costituzione.
(1) Queste parole sono state soppresse dall'art. 2 dalla L. cost. l6 gennaio 1989, n. 1.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica [e contro i Ministri (2)] intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.
(1) Questo articolo è stato così modificato dall'art. 1 della L. cost. 22 novembre l967, n. 2 contenente modifiche alla Costituzione.
(2) Queste parole sono state soppresse dall'art. 2 della L. cost. l6 gennaio l989, n. 1 contenente modifiche alla Costituzione.
136. Quando la Corte dichiara la illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
137. Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie di indipendenza dei giudici della Corte.
Sezione II. Revisione della Costituzione
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
[I giudici della Corte costituzionale nominati nella prima composizione della Corte stessa non sono soggetti alla parziale rinnovazione e durano in carica dodici anni] (1).
(1) Comma abrogato dall'art. 7, L. cost. 22 novembre 1967, n. 2, di modifica alla Costituzione.
VIII. Le elezioni dei Consigli regionali e degli organi elettivi delle amministrazioni provinciali sono indette entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione.
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali, restano alle Province e ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l'esercizio.
IX. La Repubblica, entro tre anni dall'entrata in vigore della Costituzione, adegua le sue leggi alle esigenze della autonomie locali e alla competenza legislativa attribuita alle Regioni.
X. Alla Regione del Friuli-Venezia Giulia, di cui all’art. 116, si applicano provvisoriamente le norme generali del Titolo V della parte seconda, ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche in conformità con l'art. 6.
XI. Fino a cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell'elenco di cui all’art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’art. 132, fermo rimanendo tuttavia l'obbligo di sentire le popolazioni interessate (1).
(1) Termine prorogato al 31 dicembre 1963 dall'art. 1, L. cost. 18 marzo 1958, n. 1
In deroga all'art. 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
XIII. I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici, né cariche elettive.
La legge regola la soppressione della Consulta araldica. XV. Con l'entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n.151, sull'ordinamento provvisorio dello Stato.
XVII. L'Assemblea costituente sarà convocata dal suo Presidente per deliberare, entro il 31 gennaio 1948, sulla legge per l'elezione del Senato della Repubblica, sugli statuti regionali e sulla legge per la stampa.
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l'Assemblea costituente può essere convocata quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli artt. 2, primo e secondo comma e 3, primo e secondo comma, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98.
In tale periodo le Commissioni permanenti restano in funzione. Quelle legislative rinviano al Governo i disegni di legge, ad esse trasmessi con eventuali osservazioni e proposte di emendamenti.
L'Assemblea costituente, agli effetti di cui al secondo comma del presente articolo, è convocata dal suo Presidente su richiesta motivata dal Governo o di almeno duecento deputati.
XVIII. La presente Costituzione è promulgata dal Capo provvisorio dello Stato entro cinque giorni dalla sua approvazione da parte dell'Assemblea costituente, ed entra in vigore il 1° gennaio 1948.
Il testo previgente del titolo V - parte seconda - della Costituzione
115. Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i princìpi fissati nella Costituzione.
116. Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d'Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali.
117. La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l'interesse nazionale e con quello di altre Regioni:
118. Spettano alla Regione le funzioni amministrative per le materie elencate nel precedente articolo, salvo quelle di interesse esclusivamente locale, che possono essere attribuite dalle leggi della Repubblica alle Province, ai Comuni o ad altri enti locali.
119. Le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica, che la coordinano con la finanza dello Stato, delle Province e dei Comuni.
120. La Regione non può istituire dazi d'importazione o esportazione o transito fra le Regioni.
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative [e regolamentari] (1) attribuite alla Regione [Cost. 117] e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione [Cost. 75, 83, 122, 123, 132, 138] e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere [Cost. 71].
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione [Cost. 118], conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica (2).
(1) Le parole tra parentesi quadre sono state soppresse dall'art. 1, L. Cost. 22 novembre 1999, n. 1 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1999, n. 299).
(2) Comma così sostituito dall'art. 1, L. Cost. 22 novembre 1999, n. 1 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1999, n. 299). Il testo precedentemente in vigore così disponeva: «Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; promulga le leggi ed i regolamenti regionali, dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo centrale».
122. Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità [Cost. 84, 104, 135] del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad una altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.
Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta (1).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 2, L. Cost. 22 novembre 1999, n. 1 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1999, n. 299). Vedi, anche, quanto disposto dall'art. 5 della stessa legge. Il testo dell'art. 122 precedentemente in vigore così disponeva:
«122. Il sistema d'elezione, il numero e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri regionali sono stabiliti con legge della Repubblica.
Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi (1).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 3, L. Cost. 22 novembre 1999, n. 1 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1999, n. 299). Il testo precedentemente in vigore così disponeva: «123. Ogni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all'organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed è approvato con legge della Repubblica». Vedi, anche, il testo della legge costituzionale, recante modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, di cui al comunicato 12 marzo 2001.
125. Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 4, L. Cost. 22 novembre 1999, n. 1 (Gazz. Uff. 22 dicembre 1999, n. 299). Il testo precedentemente in vigore così disponeva: «126. Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge, o non corrisponda all'invito del Governo di sostituire la Giunta o il Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Lo scioglimento è disposto con decreto motivato del Presidente della Repubblica, sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio».
127. Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata al Commissario che, salvo il caso di opposizione da parte del Governo, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
128. Le Province e i Comuni sono enti autonomi nell'ambito dei princìpi fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni.
129. Le Province e i Comuni sono anche circoscrizioni di decentramento statale e regionale.
130. Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali.
(1) Questo articolo è stato così modificato dall’art. 1 della L. cost. 27 dicembre l963, n. 3.
132. Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
133. Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e l’istituzione di nuove Province nell'ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.
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