Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19362-del-18-07-2019
Timestamp: 2020-08-12 10:07:41+00:00
Document Index: 33924801

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 360', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 19362 del 18/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19362 del 18/07/2019
Cassazione civile sez. I, 18/07/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 18/07/2019), n.19362
sul ricorso 16882/2018 proposto da:
K.I., elettivamente domiciliato in Biella via Repubblica n. 43,
presso lo studio dell’avv. Marco Cavicchioli, che lo rappresenta e
difende come da procura in calce alla copia analogica del ricorso;
avverso la sentenza n. 2422/2017 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
La Corte d’Appello di Torino ha accolto il gravame proposto dal Ministero, avverso l’ordinanza del Tribunale di Torino che aveva accolto l’opposizione di K.I., cittadino del Bangladesh, nei confronti del provvedimento della competente Commissione territoriale che aveva negato al richiedente asilo sia il riconoscimento della protezione internazionale anche nella forma sussidiaria che di quella umanitaria.
Il ricorrente censura la decisione della Corte d’Appello sotto il profilo, della violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32comma 3 e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 nonchè del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e per il vizio di omesso esame di fatti decisivi per il giudizio già oggetto di discussione tra le parti, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in quanto, la Corte territoriale aveva ritenuto irrilevante l’integrazione dell’istante nel tessuto economico italiano e lo svolgimento di un’attività lavorativa come presupposti sufficienti per la concessione della protezione umanitaria.
La Corte d’appello ha, invero, fondato la decisione sulla considerazione che (p. 3): 1) il ricorrente si è limitato ad una generica deduzione circa il fatto che “il Bangladesh versa in una situazione di complessivo degrado sociale” (p. 2) e ad una generica allegazione circa la violazione dei diritti umani; 2) l’integrazione dell’istante nel tessuto economico italiano e lo svolgimento di un’attività lavorativa non costituiscono presupposti sufficienti per la concessione della protezione umanitaria; 3) il giudice non può intervenire in materie coperte dalla discrezionalità legislativa, condizionata anche da ragioni di bilancio; 4) l’immigrato ha mantenuto rapporti con la famiglia d’origine, circostanza che, unitamente alla sua giovane età, può consentire una sua più agevole ricollocazione in patria, senza una significativa lesione, dunque, dei suoi diritti umani. Il ricorso non censura tutte le rationes decidendi succitate, in particolare la 1) la 3) e la 4); inoltre, in maniera neppure troppo velata, si mira a una rivisitazione, inammissibile, delle questioni già dedotte nel merito.