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Timestamp: 2018-05-27 01:34:13+00:00
Document Index: 150467828

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4']

Legge regionale 23 maggio 2002, n. 11 (BUR n. 53/2002)
Legge regionale 23 maggio 2002, n. 11 (BUR n. 53/2002) [sommario] [RTF]
1. La Regione del Veneto, nell'ambito delle competenze di cui all’articolo 117 della Costituzione ed in conformità con i princìpi dell’Unione europea, favorisce attraverso il sistema fieristico la promozione delle attività economiche e delle produzioni regionali, lo sviluppo dei commerci e delle relazioni economiche nazionali ed internazionali, l'innovazione tecnologica e dei processi produttivi.
2. L'attività fieristica è libera ed è attuata secondo i princìpi della concorrenza, della libertà d'impresa e della trasparenza e parità di condizioni per l'accesso alle strutture ed alle manifestazioni.
Art. 2 - Tipologie delle manifestazioni fieristiche.
1. Per manifestazioni fieristiche si intendono le attività commerciali svolte in via ordinaria in regime di diritto privato ed in ambito concorrenziale per la presentazione, la promozione o la commercializzazione di beni e servizi in un determinato luogo, per un periodo di tempo limitato, il cui accesso può essere consentito alla generalità del pubblico oppure circoscritto a specifici gruppi o categorie di operatori professionali del settore o dei settori economici interessati.
2. Le manifestazioni fieristiche si svolgono secondo le seguenti tipologie:
a) fiere generali, rappresentative di più settori merceologici, aperte alla generalità del pubblico, nelle quali può essere prevista la vendita con consegna immediata o differita dei beni e dei servizi esposti;
b) fiere specializzate, limitate a uno o più settori merceologici omogenei o connessi fra di loro, riservate agli operatori professionali, dirette alla presentazione e promozione dei beni e dei servizi esposti, con contrattazione su campione e possibile accesso del pubblico solo in qualità di visitatore;
c) mostre-mercato, limitate a uno o più settori merceologici omogenei o connessi fra di loro, aperte alla generalità del pubblico, dirette alla promozione e anche alla vendita immediata o differita dei beni e dei servizi esposti.
Art. 3 - Manifestazioni non rientranti nella tipologia delle manifestazioni fieristiche.
1. Non rientrano nella categoria delle manifestazioni fieristiche:
b) le esposizioni permanenti di beni e di servizi o show rooms;
f) le esposizioni, a scopo promozionale o di vendita, realizzate nell’ambito di convegni o manifestazioni culturali;
h) le manifestazioni legate a tradizioni locali quali le feste e le sagre paesane, comprese quelle collegate a celebrazioni devozionali o di culto;
i) le mostre collegate al collezionismo qualora non abbiano finalità di vendita o di mercato.(1)
Art. 4 - Qualifica delle manifestazioni fieristiche.
1. Le manifestazioni fieristiche sono qualificate di rilevanza internazionale, nazionale e locale.
2. Le qualifiche di manifestazione fieristica di rilevanza internazionale e nazionale sono attribuite dalla Giunta regionale.
3. La qualifica di manifestazione fieristica di rilevanza locale è attribuita dal comune nel cui territorio si svolge la manifestazione.
4. Le qualifiche di rilevanza internazionale e nazionale sono attribuite sulla base dei seguenti elementi:
a) programma organizzativo;
b) numero, provenienza e rappresentatività degli espositori del settore o dei settori cui la manifestazione è rivolta;
c) numero e qualificazione professionale e commerciale dei visitatori.
5. Qualora si tratti di una manifestazione di nuova istituzione, gli elementi di cui al comma 4 sono desumibili da una dettagliata relazione previsionale.
6. Gli organizzatori di manifestazioni fieristiche con qualifica di internazionale o nazionale hanno l'obbligo di certificazione del proprio bilancio annuale da parte di una società di revisione contabile iscritta nell'apposito albo della Commissione nazionale per la società e la borsa (CONSOB) o di equivalente organo di Paesi membri dell'Unione europea o di Paesi terzi.
Art. 5 - Modalità di svolgimento delle manifestazioni fieristiche.
1. Le manifestazioni fieristiche hanno una durata massima di giorni quindici, estensibile a trenta.
2. Gli organizzatori di manifestazioni fieristiche comunicano alla Regione, per le fiere con qualifica di rilevanza internazionale ovvero di rilevanza nazionale, la denominazione, la qualifica, il luogo di effettuazione e la data di inizio e chiusura della manifestazione con l’indicazione delle finalità dell’iniziativa, del settore o dei settori merceologici interessati, della sua apertura al pubblico o della riserva ai soli operatori economici e professionali interessati.
3. Alla comunicazione sono allegati:
a) il programma e il regolamento della manifestazione, con specificazione dell’ammontare delle quota di partecipazione richieste agli espositori e delle tariffe dei servizi non ricompresi nelle quote offerti agli stessi;
b) una attestazione recante:
1) l’idoneità della sede fieristica per gli aspetti relativi alla sicurezza e all’agibilità degli impianti, delle strutture e delle infrastrutture, nonché per i requisiti dei servizi per lo svolgimento della manifestazione anche in riferimento alla qualifica richiesta;
2) la garanzia che le modalità organizzative, compatibilmente con gli spazi disponibili, consentano condizioni di accesso non discriminatorie agli operatori interessati;
3) che le quote di partecipazione a carico degli espositori rispondano a criteri di trasparenza, tali da escludere condizioni contrattuali inique, che prevedano tariffe diverse per prestazioni equivalenti o che obblighino alcuni espositori all’accettazione di prestazioni supplementari.
4. L’ammissione degli espositori è disposta dal soggetto organizzatore secondo quanto stabilito dal regolamento di ciascuna manifestazione.
5. La possibilità di vendita immediata o differita dei beni o dei servizi esposti nelle fiere generali e nelle mostre-mercato deve essere prevista nei regolamenti delle singole manifestazioni e realizzata in conformità alla normativa vigente in materia di commercio.
6. Lo svolgimento di manifestazioni fieristiche di rilevanza locale è comunicato al comune nel cui ambito territoriale si svolge l’evento, secondo le modalità di cui ai commi 2 e 3. (2)
Art. 6 - Calendario delle manifestazioni fieristiche.
1. La Regione promuove la realizzazione e pubblicazione del calendario delle manifestazioni con qualifica di internazionale e nazionale che si svolgeranno nel Veneto durante l’anno. In tale calendario possono venire indicate anche le manifestazioni con qualifica locale.
2. Nel calendario sono riportati, per ogni singola manifestazione:
a) la denominazione ufficiale;
d) i settori merceologici interessati. (3)
Art. 7 - Regolamento di attuazione. (4)
1. Con regolamento si provvede a:
a) stabilire i requisiti per l’attribuzione della qualifica di manifestazione fieristica di rilevanza internazionale e nazionale;
b) dettare le modalità per la creazione di un sistema omogeneo di controllo e certificazione dei dati delle manifestazioni internazionali e nazionali. (5)
Art. 8 - Quartieri fieristici.
1. La Giunta regionale definisce, entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, i requisiti minimi dei quartieri fieristici per lo svolgimento di manifestazioni con qualifica di internazionale e nazionale disponendo altresì le modalità per la certificazione della rispondenza dei medesimi quartieri a tali requisiti.
Art. 9 - Coordinamento.
1. La Giunta regionale, anche ai fini di quanto disposto dall’articolo 117 comma ottavo della Costituzione, promuove e partecipa alle iniziative di coordinamento e ad eventuali intese con le altre regioni per una disciplina omogenea della materia.
Art. 10 - Riordino e trasformazione degli enti fieristici.
1. I soggetti iscritti nell’elenco regionale degli enti fieristici già istituito ai sensi dell’articolo 10, comma 1, della legge 11 gennaio 2001, n. 7 "Legge quadro sul settore fieristico" presentano alla Giunta regionale un progetto di riordino e di trasformazione nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 10, comma 2 e seguenti, della medesima legge 11 gennaio 2001, n. 7.
2. Il progetto di riordino e di trasformazione, predisposto dall’organo esecutivo dell’ente, deve essere corredato di:
a) proposta di statuto;
b) relazione generale;
c) bilanci dell’ultimo triennio;
d) identificazione e stato del patrimonio dell’ente;
e) prospettive di investimenti e di sviluppo attraverso la redazione di un piano aziendale (business plan) a tre anni;
f) analisi fiscale e contabile;
g) analisi organizzativa e prospettive occupazionali.
3. Il medesimo progetto può prevedere nuovi apporti finanziari nella forma di conferimenti di cui all’articolo 2342 del codice civile sia da parte di enti pubblici che di soggetti privati; può, inoltre, prevedere la cessione a questi ultimi di quote derivanti dalla trasformazione.
4. Quando ricorrono le ipotesi di cui al comma 3, il progetto deve, altresì, prevedere procedure di offerta pubblica, nel primo caso promosse dall’ente fieristico, nel secondo caso dagli enti pubblici proprietari delle quote.
5. Il progetto complessivo è approvato dalla Giunta regionale.
1. omissis (6)
2. In caso di violazione degli obblighi sulla correttezza e veridicità dell’informazione e della pubblicità verso gli utenti nonché delle disposizioni previste dal regolamento di cui all’articolo 7, è disposta nei confronti dei soggetti responsabili una sanzione amministrativa pecuniaria pari a una somma compresa fra l’uno ed il dieci per cento del fatturato della manifestazione.
3. L’accertamento delle violazioni è delegato ai comuni nel cui territorio si svolge la manifestazione fieristica.
4. Per l’applicazione delle relative sanzioni e la riscossione delle somme dovute dai trasgressori si osservano le norme della legge regionale 28 gennaio 1977, n. 10 e successive modificazioni concernente "Disciplina e delega delle funzioni inerenti all'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale".
Art. 12 - Disposizioni transitorie e finali.
1. Sono abrogati la legge regionale 2 agosto 1988, n. 35 “Disciplina delle manifestazioni fieristiche” e la legge regionale 18 gennaio 1991, n. 4 concernente Modificazione della legge regionale 2 agosto 1988, n. 35 , nonché l'articolo 37 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”.
2. Sono abrogate le lettere a), b), c), d) ed e) del comma 1 dell’articolo 34 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 .
3. Sono abrogati i commi 3 e 4 dell’articolo 35 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 .
4. Alla data di adozione da parte della Giunta regionale del provvedimento di approvazione del progetto di trasformazione dell’Ente Fiera di Verona, è abrogata la legge regionale 16 dicembre 1999, n. 53 “Funzioni amministrative concernenti l’Ente Fiera di Verona in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112”.
5. In via transitoria ai procedimenti concernenti l’attribuzione della qualifica, l’autorizzazione allo svolgimento di manifestazioni fieristiche e la formazione del calendario fieristico regionale, non ancora conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge, si applica la previgente disciplina di cui alla legge regionale 2 agosto 1988, n. 35 .
6. Le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge regionale 2 agosto 1988, n. 35 si applicano fino all’avvenuta trasformazione di ciascun ente fieristico.
(1) Articolo così sostituito da comma 1 art. 1 legge regionale 12 agosto 2005, n. 12 .
(2) Articolo così sostituito da comma 1 art. 2 legge regionale 12 agosto 2005, n. 12 .
(3) Articolo così sostituito da comma 1 art. 3 legge regionale 12 agosto 2005, n. 12 .
(4) Si tratta del regolamento regionale 22 novembre 2002, n. 5 "Requisiti per l'attribuzione della qualifica di manifestazione fieristica di rilevanza internazionale e nazionale e sistema di controllo e certificazione dei dati. (Legge regionale 23 maggio 2002, n. 11 - art. 7)
(5) Articolo così modificato da art. 6 della legge regionale 26 novembre 2004, n. 23 , che ha soppresso il riferimento alla Giunta regionale.
(6) Comma abrogato da comma 1 art. 4 legge regionale 12 agosto 2005, n. 12 .