Source: https://www.scribd.com/doc/208742655/2013-TAR-Milano-1889-Cambio-Uso-Senza-Opere
Timestamp: 2016-12-07 15:56:18+00:00
Document Index: 101886692

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art.79', 'art. 7', 'art.6', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 51', 'art. 3859', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

BrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksArticlesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinN. 01066/2013 REG.PROV.COLL. N. 01889/2012 REG.RIC.R E P U B B L I C A
sul ricorso numero di registro generale 1889 del 2012, proposto da: Mara S.r.l., rappresentato e difeso dall'avv. Umberto Pillitteri, con domicilio eletto presso Umberto Pillitteri in Milano, via Podgora, 3; contro Comune di Milano, rappresentato e difeso per legge dagli avv. Alessandra Montagnani Amendolea, Maria Rita Surano, Antonello Mandarano, domiciliata in Milano, via Andreani 10; e con l'intervento di ad adiuvandum: A.B.L. Soluzioni Informatiche S.r.l., rappresentato e difeso dall'avv. Umberto Pillitteri, con domicilio eletto presso Umberto Pillitteri in Milano, via Podgora, 3; per l'annullamento 1. del provvedimento del 24.5.2012, pervenuto a mezzo raccomandata a.r. in data 29.6.2012, con il quale il Comune di Milano, settore sportello
sub 836 (p. primo) del foglio 67. da laboratorio ad ufficio.r. settore sportello unico per l'edilizia. nonchè per l'accertamento e la declaratoria della non debenza del contributo di costruzione e monetizzazione dello standard richiesti dal comune e comunque.2012. ha richiesto a Mara s. in subordine. dell'esatto ammontare del conguaglio dovuto e per la conseguente condanna dell'amministrazione alla restituzione delle somme nel frattempo eventualmente corrisposte
.r. particella catastale n. da laboratorio ad ufficio.r. 3. particella catastale n. 79. della disposizione di servizio n. dell'importo di € 27.. ha richiesto a Mara s. dell'unità immobiliare sita nel complesso immobiliare di via Cosenz 22.4.r. il pagamento.2006 della direzione centrale pianificazione urbana e attuazione p.033.l. 2. il pagamento. avente ad oggetto "modifiche della destinazione d'uso". del provvedimento del 24. 168. entro 30 giorni dalla notifica. in data 29. entro 30 giorni dalla notifica. dell'importo di € 194. primo) del foglio 67..5. terra) e sub 835 (p.unico per l'edilizia. 168. a titolo di conguaglio del contributo di costruzione e monetizzazione dello standard in relazione ad un asserito cambio di destinazione d'uso. 15 del 4. pervenuto a mezzo raccomandata a. delle unità immobiliari site nel complesso immobiliare di via Cosenz 22.l.98. con il quale il Comune di Milano. sub 814 (p. e degli eventuali ulteriori provvedimenti di carattere generale diversi dal prg con cui il comune di Milano dovesse aver fissato le regole per la monetizzazione delle aree a standard in caso di mutamento di destinazione d'uso in assenza di opere edilizie.2012.6.142. a titolo di conguaglio del contributo di costruzione e monetizzazione dello standard in relazione ad un asserito cambio di destinazione d'uso.
Visti il ricorso e i relativi allegati. Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. in base al previgente Piano Regolatore Generale (PRG) di Milano in zona omogenea B3. Con provvedimenti del 24. Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Milano. Le cinque unità sono poste al primo piano dell’edificio ed hanno tutte. ricevuti il 29. oltre ad interessi e rivalutazione monetaria sino all'effettivo saldo. disciplinata dall’art. già di proprietà della Società Anonima Isolanti (SAI) Srl. utilizza. il Comune di Milano disponeva. con destinazione funzionale I (industriale). Viste le memorie difensive. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA).6. FATTO La società Mara Srl (d’ora innanzi.5. cinque unità immobiliari site all’interno del compendio di via Cosenz n. Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 gennaio 2013 il dott. oppure “esponente”). L’area sulla quale insiste il compendio è compresa. 22. a titolo di leasing ottenuto dalla società UBI Leasing Spa. Visti tutti gli atti della causa. in relazione alle unità immobiliari di cui sopra. anche solo “società”. un duplice conguaglio del contributo di costruzione corrisposto e della monetizzazione degli standard per un cambio d’uso da laboratorio ad
.2012.dalla ricorrente a titolo di conguaglio del contributo di costruzione e monetizzazione dello standard. destinazione ad uso ufficio. stando all’atto notarile di compravendita.2012. Angelo De Zotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale. per brevità.
ufficio. con domanda di sospensiva.r.4. 12/2005.primo) del foglio 67 e pari ad euro 27.142. 12/2005 ed erroneità dei presupposti. dell’art.
. 52. l. D. genericità e omessa istruttoria. Si costituiva in giudizio il Comune di Milano. In relazione ad ambedue i provvedimenti: 1) violazione dell’art. commi 2 e 3. In relazione ad ambedue i provvedimenti del 24 maggio 2012: 3) violazione dell’art. incompetenza. ingiungendo altresì il pagamento del relativo importo. C. 2) eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione. Contro tali provvedimenti viene proposto il presente ricorso. erroneità e carenza dei presupposti.r. 2012 relativo all’unità immobiliare non utilizzata: 5) eccesso di potere per erroneità e per carenza dei presupposti. 23 Cost. LR 12/2005. difetto di istruttoria e di motivazione. pari ad euro 194. 51. comma 3. erroneità e carenza dei presupposti. violazione dell’art. 51 l.033. concludendo per il rigetto del gravame. violazione del principio di trasparenza e contraddittorietà dell’azione amministrativa. 32 delle NTA del PRG. 52..primo) del foglio 67. dell’art.79 per la particella catastale 168 sub 836) (p.5. 15 del 4. comma 3. B. per i motivi che possono così essere sintetizzati: A. LR 12/2005. errata applicazione della disposizione di servizio n. violazione dell’art. In relazione al provvedimento del 24.2006. In relazione ad ambedue i provvedimenti del 24 maggio 2012: 4) eccesso di potere per carenza dei presupposti. eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto e di diritto.918 per la particella catastale 168 sub 814 (piano terra) e sub 835 (p.
aveva avviato una ristrutturazione. E’ pacifico. che si tratta di area sita in zona omogenea B3.9.l. pag. purché nella misura non superiore al 30% (cfr. 1245/2012. doc. n. In esito alla camera di consiglio dell’11. Per tale ultima norma. in primo luogo. la causa era trattenuta in decisione. Quanto agli interventi edilizi effettuati sullo stabile. DIRITTO 1. comma 2°. 32 delle NTA. 2). avente destinazione industriale (I).7.L.2012.B. seppure per il prevalente profilo del periculum in mora e previa prestazione di cauzione da parte dell’esponente. la destinazione d’uso industriale assume carattere prevalente (minimo 70%). in base al previgente PRG di Milano. 2 del ricorso implica una serie di preliminari considerazioni sulla destinazione urbanistica dell’area di via Cosenz 20/22 – dove insiste il compendio di cui è causa – nonché sugli interventi di cambio di destinazione d’uso effettuati nel medesimo compendio. La definizione dei motivi sub A. dall’art. Soluzioni Informatiche che conclude per l’accoglimento del ricorso con vittoria di spese. disciplinata. la domanda cautelare era accolta con ordinanza della Sezione II n. 1 di parte resistente). l’originaria proprietaria SAI Srl.
. l’art. delle NTA). attraverso la demolizione di un capannone e la realizzazione di laboratori ad uso artigianale mediante riutilizzo della superficie lorda di pavimento (s. 32.p.Interveniva ad adiuvandum la società A. 1.2004 (cfr. 1 e n. attraverso una denuncia di inizio attività del 27. mentre è consentita la destinazione ad uffici amministrativi o tecnici.) esistente (cfr. Alla pubblica udienza del 10 gennaio 2013. il citato doc.
entrambe in variante rispetto al progetto del 2004. all’esito di un sopralluogo del 6. doc. 32 delle NTA. il procedimento per l’applicazione delle eventuali sanzioni per cambio d’uso non autorizzato. gli Uffici Comunali avviavano una serie di controlli (cfr.Si trattava. rispettivamente in data 15. 5 della ricorrente) ed in data 21. oppure ufficio o. La DIA originaria era seguita altre due. 4 bis del resistente).2. di opere edilizie rispettose dell’art. 7 della legge
. doc. nei confronti di SAI Srl. 17 della ricorrente). di fronte all’attività di informazione pubblicitaria svolta dalla stessa SAI Srl. 5 del resistente). sempre presentate da SAI Srl. 2 del resistente. che indicava la realizzazione di unità abitative (c. doc.2006 (cfr. doc.2008 (cfr. Tuttavia. vale a dire la copia della dichiarazione di conformità alla regola d’arte per impianti in edificio ad uso civile.d. 3 del resistente. doc. era accertato che numerose unità immobiliari dichiarate ad uso laboratorio avevano in realtà destinazione d’uso commerciale (bar). In particolare. ancora.4. il doc. che erano state in realtà predisposte per un uso abitativo (mediante realizzazione di impianti elettrici ed idraulici per elettrodomestici). loft) nello stabile. n. la copia delle stesse e del verbale.10. Era quindi avviato. quindi. in quanto finalizzate a realizzare laboratori artigianali. allegata alla richiesta di certificato di agibilità per il compendio di cui è causa. mediante la già citata nota comunale dell’11. nota comunale con copia di materiale pubblicitario di SAI Srl ed il doc.2009 (cfr. Al verbale di sopralluogo erano allegate numerose fotografie (cfr. 4 bis del comune di Milano) . Soltanto dopo la trasmissione del citato avviso ex art.6.2009 (cfr. denominato nel certificato “Condominio Corte 1924”).
l’esponente presentava in data 12.2006. inoltre nella copia di un contratto preliminare di vendita immobiliare fra SAI Srl e Mara Srl del 30. doc. nel quale è chiaramente indicato che le unità immobiliari cedute sono ad uso “laboratorio”). cioè. doc. è scritto che il
. è possibile concludere che: già a partire dal mese di aprile 2009 (al momento.10. e concesse in utilizzo alla società esponente (cfr.2009. di cinque unità immobiliari (laboratori) nel Corpo “C” del compendio.8. SAI Srl evidenziava l’utilizzo. aveva destinazione in parte commerciale ed in parte ad ufficio. 7 del resistente.241/1990.il quarto corpo di fabbrica. doc. 6 parte ricorrente e doc. doc. in particolare pag. contraddistinte catastalmente al foglio 67. In relazione a queste cinque unità.dotate di impianti all’uopo predisposti. 7 della ricorrente. In particolare. posto a fronte strada. le unità immobiliari di cui è causa erano acquistate da UBI Leasing s. 3 della ricorrente e doc. con lettera pervenuta il 15. subalterni da 824 a 828 (cfr. Al termine di tale complessa vicenda fattuale.3.4. le unità immobiliari poste ai piani terra. 6 del resistente). bensì ad ufficio o residenza. . primo e secondo di tre dei quattro corpi di fabbrica costituenti il compendio già di SAI Srl.gli esiti del sopralluogo del 6. 5 della DIA). da parte di Mara Srl. caratterizzata da una pluralità di interventi edilizi e dalla progressiva cessione dell’originario compendio a numerosi nuovi soggetti.2009 erano confermati da successivo sopralluogo in data 22.p.7.a. 7 del resistente).2009 una ulteriore DIA per cambio d’uso da laboratorio ad ufficio mediante modifica di tavolati interni (cfr. mappale 168. del primo sopralluogo). essendo – fra l’altro . 2. . non avevano di fatto alcuna destinazione a laboratorio.2009 (cfr.
2012 . che gli uffici sarebbero compatibili con la previsione dell’art. sez.p. con gli usi più vari (uffici. 2146.2013. 4 del resistente).. 32. ai fini dell’accertamento di eventuali abusi è sufficiente che: <<. residenze o locali commerciali). In altri termini. doc. come nella DIA del 2004.risulti chiaramente . nel rispetto della destinazione d’uso prevista dal PRG. 10 della ricorrente). ad ufficio. delle NTA.complesso denominato “Corte 1924” è adibito ad “uso commerciale con box” (cfr. Neppure potrebbe sostenersi.l. appare raggiunta..2. con la giurisprudenza ivi richiamata).2012. 1). non compatibili con la destinazione industriale di zona di cui al più volte citato art. oltre a TAR Lombardia. la finalità perseguita con gli interventi allora in corso di espletamento>> (cfr. 2. II.. 8. sia le risultanze dei sopralluoghi del 2009 sia la documentazione tecnica allegata alla richiesta di agibilità. che richiama sul punto una lettera di SAI Srl al Comune in data 26. unitamente allo stesso materiale pubblicitario di SAI Srl..7. rilevano l’intenzione di non realizzare dei laboratori artigiani. Milano. doc. anche se sospesi. come vorrebbe parte esponente. quanto piuttosto un complesso immobiliare (addirittura denominato “Condominio”). n. VI.. purché nella misura non superiore al 30% della superficie lorda di pavimento (s. doc. cfr. che consente la realizzazione di uffici amministrativi complementari all’attività produttiva prevalente. pag. tenuto conto che anche recentemente la giurisprudenza ha specificato che in presenza di lavori in corso. 27. residenza o commerciale). 720. 32 delle NTA.
. comma 2°.1 La prova dell’intervenuto mutamento di destinazione d’uso per l’intero compendio (da laboratorio artigianale.3. anche se per talune unità i lavori non sembrano completati e le unità stesse sono vuote (così nel verbale di sopralluogo. Consiglio di Stato. sez. 9 di parte resistente.. n.
mentre appare provata la pressoché totale trasformazione del vecchio complesso produttivo in un condominio con funzioni terziarie o residenziali. posto in essere cioè attraverso opere edilizie. reputa il Collegio che il complessivo cambio d’uso realizzato nel compendio di via Cosenz debba qualificarsi correttamente come mutamento strutturale. 70 del regolamento edilizio effettuata con DIA del 2006 per l’ampliamento dei sedicenti laboratori. in quanto realizzato attraverso un’operazione di ristrutturazione edilizia c. che non escludono certo – ma semmai
. (cfr. 6 e 7 della ricorrente). la prima DIA del 2004. nella zona industriale. doc. doc.Infatti. docc. cui è seguita una variante essenziale ex art. 4 della ricorrente. Ai primi titoli edilizi del 2004 e del 2006.2 Con riguardo a tale mutamento. comportanti mutamenti strutturali dell’originario edificato. sono poi seguite due DIA di completamento per varianti minori. mentre nel compendio di via Cosenz non risulta in realtà in corso alcuna attività industriale o artigianale.l. 32 delle NTA e l’illegittimo mutamento di destinazione d’uso dell’immobile. 5 della ricorrente. la menzionata previsione delle NTA presuppone che sussista. cfr. pesante. Nella presente fattispecie. 8 della DIA). una prevalente funzione produttiva (non inferiore al 70%). è nota la distinzione fra mutamento di destinazione d’uso funzionale (realizzato senza opere edilizie o con semplici interventi di manutenzione ordinaria) e quello strutturale. Non può quindi fondatamente negarsi l’intervenuta violazione dell’art. mediante demolizione e successivo recupero della s. pag.p.d. 2. sicché non si comprende come potrebbe essere stata rispettata la suindicata misura del 30% di superficie destinata ad uffici. rispettivamente nel 2008 e nel 2009 (cfr. 2 e pag.
Fermo restando quanto sopra. 117 comma 3° della Costituzione. comma 2°. n. comma 1°. II. oggetto di potestà legislativa regionale concorrente ai sensi dell’art. l’art. 1. sul punto anche Cassazione Penale.10. se da una parte ammette in via di principio il passaggio da una destinazione all’altra. prevede per i mutamenti d’uso senza opere edilizie un obbligo di semplice comunicazione all’Amministrazione.7. n.2001. TAR Lombardia. 24. 2593 e 27. purché i suddetti mutamenti siano <<…conformi alle previsioni urbanistiche comunali ed alla normativa igienicosanitaria>>. trattandosi di interventi di completamento – il carattere strutturale del mutamento di destinazione d’uso (cfr. La legislazione regionale. del resto. Quanto alla normativa statale. n. comma 1° citato. giova in ogni caso ricordare che lo scrivente TAR ha già chiarito (cfr. infatti. del DPR 380/2001. che hanno però trasformato un cantina in un piccolo appartamento abitabile). con conseguente necessità di rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale. all’art. sez. che la specifica disciplina regionale sul mutamento di destinazione d’uso deve essere letta ed interpretata alla luce dei principi fondamentali e delle disposizioni più generali risultanti dalla legislazione statale (DPR 380/2001) ed anche dalla stessa legge regionale 12/2005: si verte.2012. 52. nella materia del “governo del territorio”.confermano. fa espressamente salve le esclusioni previste dallo strumento urbanistico generale (<<…salvo quelle eventualmente escluse dal PGT>>). sez. 51. Milano.2. 2146). che individua un mutamento d’uso materiale e non funzionale nella realizzazione di opere di modesta entità.2012. qualifica come “variazione essenziale” – sanzionata ai sensi del
. L’art. III. 32. 4023.
con le pronunce in essa richiamate ed anche TAR Lombardia. con la giurisprudenza ivi richiamata). 11. sul punto anche TAR
.3 Appare quindi evidente che il mutamento di destinazione d’uso. II.2011. sez. 13.4. che implichi una variazione degli standard previsti dal DM 2. in altri termini si configura una “trasformazione edilizia” quando la stessa sia produttiva di vantaggi economici connessi all’utilizzazione del bene immobile. n. 1444. sez. n. IV. rileva il passaggio dell’immobile ad una categoria funzionalmente autonoma dal punto di vista urbanistico.1968. n. Appare poi.2011. per la quale il mutamento di destinazione d’uso è rilevante se avviene fra <<categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico>>.2010. anche senza opere edilizie. altresì. parimenti è stato affermato che. anche senza l’esecuzione di opere edilizie (cfr. dovendosi in tal caso verificare la variazione del carico urbanistico (cfr. non può costituire un’operazione edilizia o urbanistica per così dire “neutra”. 4546. 5539. n. dovendo l’Amministrazione verificare se il cambio d’uso non abbia inciso anche sul carico urbanistico della zona. 14. Consiglio di Stato. Consiglio di Stato. 468). 31 del DPR 380/2001 con l’obbligo di demolizione e riduzione in pristino – il mutamento di destinazione d’uso (comunque realizzato. evidente che il passaggio da una prevalente destinazione produttiva ad una prevalentemente residenziale o terziaria implica il passaggio ad un’autonoma categoria funzionale.7. In questo senso appare orientata anche la giurisprudenza amministrativa.2. sez. anche senza opere edilizie). con incremento del carico urbanistico dovuto alla presenza di persone stabilmente residenti nell’immobile (cfr.precedente art. indipendentemente dall’esecuzione fisica di opere. IV. con conseguente aumento del carico. Milano. 2.10.
2 Né appare convincente l’argomento difensivo secondo cui l’attività svolta da ABL rientrerebbe nella categoria industriale per avere ad
. 3.5. I due differenti sopralluoghi svolti dall’amministrazione hanno infatti ampiamente documentato (cfr. 3859. che in relazione al citato art. sostiene la ricorrente che le unità immobiliari in questione ( e precisamente quelle sub 814 e sub 835) non sarebbero adibite ad ufficio in quanto in esse verrebbe svolta attività qualificabile come produttiva.rispetto alla destinazione produttiva la destinazione terziaria o residenziale si caratterizza sotto una serie di profili tutt’altro che secondari: comporta il pagamento di un contributo di costruzione più elevato e il conferimento di standard urbanistici in misura maggiore>>). sez. Milano. mentre quella sub 836 sarebbe inutilizzata e priva di arredi. 27. che in quanto tali non possono rientrare nell’attività produttiva e in particolare nella nozione di industria. 10) svolge servizi di consulenza informatica diretti ad aziende e professionisti . 32 delle NTA ha espressamente statuito che: <<.2009...Lombardia. 3. le foto allegate ai verbali di sopralluogo) la presenza di sedie. mentre non è stata rilevata traccia della asserita “attività di riparazione e manutenzione di apparecchiature informatiche”. Il motivo è infondato.1 Per ciò che concerne le unità sub 814 e 835 la parte resistente ha provato che la società ABL. come invece pretende parte ricorrente. scrivanie e di arredi tipici dell’attività d’ufficio nonchè l’assenza di strumenti ed attrezzature di carattere produttivo. e passando alla delibazione dei motivi di ricorso che attengono alla destinazione d’uso dei locali locati alla Società ABL Soluzioni Informatiche. 3. n. come emerge dal proprio sito web (doc. II. Ciò premesso.
giacchè trascura l’elemento della “connessione” all’attività produttiva della categoria altrimenti generica “di beni e servizi anche immateriali” intesi come parte del processo produttivo. utilizzato dalla suddetta circolare per identificare e circoscrivere le attività di produzione di beni immateriali ed i servizi inerenti alla funzione produttiva.2/2009 del comune rientrerebbero nella destinazione industriale. D’altra parte. come sostiene correttamente la difesa dell’amministrazione. alla quale si richiama la difesa di parte ricorrente. con esclusione quindi di ciò che sia funzionale ad (altre) attività produttive non insediate nella struttura (tale per cui l’attività in questione non è “produttiva” ma inerente ai servizi. non appare corretta e non persuade il Collegio. che in base alla circolare n. posto che altrimenti si svuoterebbe di contenuto
. Da ciò consegue che non ogni attività di produzione di beni immateriali o erogazione di servizi a favore dell’industria vale a qualificare una destinazione come produttiva. bensì soltanto quella che sia strettamente. e in particolare alla prestazione di servizi informatici per la gestione delle attività aziendali). tipicamente ed esclusivamente riconoscibile come parte dell'attività industriale in essere. In realtà l’interpretazione del contenuto della circolare. categorie di prestazioni. il concetto di connessione non può che essere di stretta interpretazione. e in particolare sul punto in cui la disposizione in questione chiarisce che la definizione di attività produttiva ricomprende la "produzione di beni anche immateriali” e "le attività di erogazione di servizi” purchè connessi (ossia integrati) alla produzione industriale.oggetto la produzione di beni immateriali (produzione di software) e l’erogazione dei servizi connessi (assistenza e manutenzione di attrezzature informatiche.
(Cons. 3561. peraltro. Stato. ha avuto modo di chiarire che la categoria urbanistica di industria. La giurisprudenza. i servizi informatici prestati dalla ABL sono generali. è categoria di stretta interpretazione e "concerne strettamente i fabbricati complementari ed asserviti alle esigenze proprie di un impianto industriale e non già quegli edifici che non sono di per sè destinati alla produzione di beni industriali ovvero opere edilizie comunque suscettibili di essere utilizzate al servizio di qualsiasi attività economica. V.uffici che. contenuta nell'art. 27 ottobre 2003. 32 delle NTA del PRG di cui la circolare invocata costituisce esplicazione. sez. in quanto assoggettata ad un regime contributivo agevolato. inoltre. in quanto resi a vantaggio non solo di industrie ma di ogni tipologia di azienda ed anche di liberi professionisti e di amministratori di condominio (cfr. altresì Cons. Sez. chiamata a pronunciarsi in tema di cambi di destinazione d'uso. 19 giugno 2012 n. n. 1299). è per definizione al servizio e quindi funzionale ad altre attività produttive. Stato.la categoria del terziario . doc. si osserva che anche in parte qua il provvedimento comunale impugnato appare esente dai vizi contestati: le dichiarazioni di conformità degli impianti
. 25 giugno 2010. 4109.4 Per quanto concerne infine l'unità immobiliare sub 836. cfr. evidentemente. TAR Sardegna. 10) e dunque. con ciò vanificando ogni distinzione in zona tra funzione principale industriale e funzioni compatibili. tra cui quella degli uffici. non possono essere considerati come connessi alla produzione industriale. che comunque non è localizzata negli stessi o in altri locali dello stesso edificio. IV. senza essere per questo integrata nelle attività produttive esterne alle quali eroga i propri servizi. n. in quanto tale. 3. Nella specie.
e ciò senza contare che il taglio dell'immobile in questione (44. le fotografie n.1995. unitamente alla pubblicità della SAI (doc. come sopra esposto – preteso un conguaglio del contributo di costruzione e della monetizzazione. si veda anche la più risalente pronuncia del Consiglio di Stato. La doglianza è priva di pregio. 7) non fanno che confermare 1'assenza di destinazione produttiva (sia pure virtualmente intesa. senza alcun contenuto di discrezionalità per l'amministrazione: pertanto la liquidazione degli oneri di urbanizzazione non necessita di una specifica motivazione>> (così TAR Lombardia. che si fonda sull'applicazione automatica di regole di calcolo previste da fonte normativa. 1. Nel caso di specie il Comune ha – legittimamente. sez.9. n.) unitamente alle finiture dello stesso. il cui calcolo è stato concretamente effettuato nel
. Ne consegue. V. per il quale: <<La procedura amministrativa volta alla liquidazione ed al pagamento del contributo di costruzione attiene ad attività non autoritativa. 3 e 3 bis).00 mq.2009.12. 2382.allegate alla richiesta del certificato di agibilità (doc. 1e 2 allegate alla memoria infraprocedimentale della società Mara – doc. Parimenti infondato è il secondo motivo di ricorso con cui parte ricorrente deduce il difetto di motivazione dell’atto impugnato. 5. giacchè nessuna attività è svolta nei suddetti locali). 4. la cui pavimentazione è a parquet (cfr. 2) non lasciano adito a dubbi quanto alla destinazione non industriale dell'unità immobiliare. “in quanto dalla lettura del medesimo non si comprenderebbe l’iter logicocontabile seguito dall’Amministrazione per la determinazione degli importi de quibus”. 1266). Brescia. alla stregua di tutte le considerazioni in premessa. n. visto il diffuso indirizzo giurisprudenziale. I. che il primo motivo di ricorso va respinto. sez.
ivi compresi quelli che riportano i prospetti analitici di conteggio e che non ha formulato alcuna osservazione né dedotto motivi o fornito prove convincenti circa la pretesa erroneità dei suddetti conteggi (tra cui la prova che la s. della legge regionale 12/2005 prevede che i Comuni indichino nel PGT i casi in cui i mutamenti di destinazione d’uso attuati con opere comportino un aumento o una variazione del fabbisogno di aree per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale di cui all’art. L’art. 51 citato stabilisce che.rispetto degli standard vigenti. sia garantita per ogni Comune una sufficiente ed adeguata dotazione di standard urbanistici. il previgente PRG di Milano prevedeva per le zone B3 gli
. come noto. L’art.d. Al momento dell’adozione del provvedimento ivi impugnato (29. 9 sopra citato prevede a sua volta che nel piano dei servizi (uno degli atti che.44 come ritiene il Comune).5. compongono il Piano di Governo del Territorio ai sensi dell’art. 5. 52 e 53 della legge 12/2005 siano applicate con riferimento agli strumenti urbanistici vigenti.l.55. 15 del resistente. la censura mossa sul punto dall’esponente non appare fondata. vale a dire la copia dei fogli di calcolo del 14. 9 della stessa legge (c.2012). Quanto alla richiesta del Comune di corresponsione di una somma a titolo di monetizzazione degli standard (motivo terzo del gravame). Il secondo motivo di ricorso deve essere quindi respinto. fino all’approvazione degli atti di PGT. Ancora.6. il comma 5 bis dell’art. 51. esplicitati peraltro dall’Amministrazione (cfr. le disposizioni degli articoli 51. 327 e non mq. comma 2°. doc. D’altra parte consta al Collegio che la parte ricorrente ha avuto accesso agli atti del procedimento.p su cui si basano i calcoli consista in mq.2012). 7 della LR 12/2005). standard). 367.
è di 10 mq ogni 100 mq di s. punto 7 della narrativa. per la destinazione industriale o artigianale e di 50 mq ogni 100 mq per quella commerciale o terziaria (cfr. nondimeno. 14 del resistente). si realizza attraverso la c. 9 della LR 12/2005 sulla necessaria completezza degli standard in ogni Comune. 6. comma 4°. pena la violazione del citato art. 3859/2009. 2. 14 del resistente).2 della presente narrativa). che sia stato violato l’art. 7. della LR 12/2005. avendo il Comune richiesto la monetizzazione degli standard previsti dal PRG a fronte di un cambio d’uso con opere edilizie. non può sfuggire all’obbligo del reperimento di standard adeguati. delle NTA.1 e 2.1 Fermo restando quanto sopra esposto. vale a dire la corresponsione all’Amministrazione delle somme corrispondenti (cfr. reperimento che. per il rilevante impatto urbanistico determinato (si vedano i pregressi punti 2. sez. Nelle zone B1. nel caso di specie. dove si afferma che la destinazione terziaria impone <<il conferimento di standard urbanistici in misura maggiore>>). Il ricorso va quindi. l’art. l’indice minimo di standard (S2). Non pare quindi. sul punto la già citata sentenza del TAR Lombardia. sotto tale profilo. doc. comma 2°. Considerazioni che implicano (anche) il rigetto del quarto e ultimo motivo. monetizzazione. II. 51. bisogna però specificare che l’attività edilizia posta in essere nel compendio di cui è causa.p. n. il Collegio a compensare interamente fra le parti le spese di lite. doc. La complessità e la novità delle questioni trattate inducono. respinto.stessi indici urbanistici delle zone B1 (così l’art. 5. 21.d. 19 delle NTA.l.
. cfr. in conclusione.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. cod. Spese e competenze di causa compensate.Q. 89.)
. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 10 gennaio 2013 e del 21 febbraio 2013. 3. lo rigetta. Presidente.M. Primo Referendario
IL PRESIDENTE. proc. Estensore Giovanni Zucchini. Consigliere Concetta Plantamura. amm. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso.P. co. ESTENSORE
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