Source: https://fiscomania.com/residenza-fiscale-persone-fisiche/
Timestamp: 2019-12-12 00:54:08+00:00
Document Index: 33607907

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 75', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 83', 'art. 58']

Home Trasferimenti Espatrio Residenza fiscale delle persone fisiche: la guida
Qualsiasi indagine in merito alla territorialità dei redditi e al loro regime di tassazione ha, come necessaria premessa, quella di valutare correttamente la residenza fiscale del percipiente.
Per questo motivo, trasferire la residenza fiscale è un’operazione delicata che deve essere effettuata con particolare attenzione.
Abbiamo pensato, quindi, di riassumere i principali concetti utili ad aiutarti ad identificare la tua residenza fiscale. Questo, sia nel caso tu voglia effettuare un trasferimento di residenza all’estero, che tu debba tassare i redditi esteri, percepiti fuori dai confini nazionali.
La Residenza Fiscale nella normativa italiana
L’art. 2 del TUIR dispone, al co. 1, che “Soggetti passivi dell’imposta sono le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato“. Per i residenti, il successivo art. 3 co. 1 prevede la tassazione dei redditi ovunque prodotti.
Tale principio è fondato su un criterio di collegamento soggettivo tra fatto generatore del reddito ed ordinamento giuridico, costituito dal possesso della residenza fiscale.
L’art. 2 del TUIR prosegue, dunque:
Prevedendo una specifica ipotesi di presunzione di residenza fiscale in Italia, che opera nel caso in cui il contribuente si sia trasferito in un Paese a fiscalità privilegiata (art. 2 co. 2-bis del TUIR).
Al contrario, se invece, un soggetto non possiede alcuna delle caratteristiche sopra citate, non è considerato residente fiscalmente in Italia, e pertanto è chiamato a dichiarare e quindi tassare nel nostro Paese soltanto i redditi ivi percepiti.
Quest’ultimo è il registro nel quale sono annotate le persone che vivono in un determinato Comune italiano in un determinato momento.
Configura requisito necessario per essere iscritti nell’Anagrafe comunale della popolazione residente:
L’iscrizione all’AIRE costituisce un “diritto-dovere” del cittadino, in quanto essa è condizione per l’esercizio di importanti diritti ex art. 6 della L. n 470/88. Ne è esempio, la possibilità di esercitare il diritto di voto per corrispondenza nel paese di residenza.
Ove una persona fisica emigrata all’estero sia considerata residente in Italia dall’Agenzia delle Entrate, in quanto non iscrittasi all’AIRE, ma sia anche considerata residente nello Stato in cui è emigrata a norma delle leggi di quello Stato, si configura un conflitto di residenza (cd “dual residence”). Questa situazione si deve risolvere applicando le disposizioni delle Convenzioni contro le doppie imposizioni.
La prevalenza dei Trattati internazionali sulle fonti nazionali scaturisce dall’art. 75 del DPR n 600/73. Disposizione, a norma della quale, nell’applicazione delle imposte sui redditi, sono fatti salvi gli accordi internazionali resi esecutivi in Italia, nonché dall’art. 117 Cost.
Il trasferimento della residenza all’estero, a norma dell’art. 6 co. 9-bis della L. n 470/88, ha effetto dal momento della dichiarazione resa all’ufficio consolare, “qualora non sia stata già resa la dichiarazione di trasferimento di residenza all’estero presso il comune di ultima residenza, a norma della vigente legislazione anagrafica“.
La regola dell’efficacia del trasferimento dal momento della dichiarazione vale anche per le dichiarazioni di trasferimento presentate fino al 25.3.2019, nel vigore della “vecchia” disciplina (che, invece, dava rilievo al momento della ricezione), ex art. 16 co. 3 ultimo periodo del DL n 22/2019.
Inoltre, l’art. 83 co. 17-bis e 17-ter del DL 25.6.2008 n. 11227, ha disposto che i dati di coloro che richiedono l’iscrizione all’AIRE siano resi disponibili all’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi dalla richiesta. Questo, al fine della formazione di liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.
Indici utilizzati dall’Amministrazione
Non rileva, in tale contesto, il concetto di domicilio fiscale di cui all’art. 58 del DPR n 600/73. Il domicilio fiscale, infatti, è nozione rilevante solo nell’ambito delle imposte sui redditi e dell’IVA, a sua volta “desunta” dalla residenza anagrafica del contribuente.
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