Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201941
Timestamp: 2020-05-31 14:44:41+00:00
Document Index: 157322322

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 23', 'art.1', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 54']

Numero 41 31 ottobre 2019
Agevolazioni, redditi di impresa, accertamento e Iva
L’ art. 11, co. 3 e 4, D.Lgs. 18.2.2000, n. 47 , prevede, che sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi Tfr maturate in ciascun anno sia applicata, dai soggetti di cui agli art. 23 e 29, D.P.R. 29.9.1973, n. 600, un’ imposta sostitutiva , la cui aliquota è stata elevata, con decorrenza 1.1.2015, dall’11% al 17% , per effetto delle modifiche introdotte dall’art.1, co. 623, L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015). L’imposta, imputata a riduzione del fondo, prevede il versamento di un acconto entro il 16.12.2019 e di un saldo entro il 17.2.2020 , da determinarsi scegliendo tra due modalità alternative: il metodo storico e quello presuntivo . Qualora il Tfr sia corrisposto da un soggetto diverso, l’imposta è liquidata dal percettore nella dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il Tfr sia trasferito all’ Inps la base di calcolo dell’imposta non cambia. Disposizioni particolari valgono: per i soggetti costituiti nel 2018 e nel 2019 che, rispettivamente, possono versare direttamente il saldo entro il 17.2.2020 e che non devono versare l’imposta; per le operazioni straordinarie con e senza estinzione dei soggetti preesistenti; per gli enti pubblici che non devono effettuare alcun adempimento.
Iva: novità 2020
Il legislatore unionale ha in programma l’introduzione di profonde modifiche nell’ambito Iva al fine di pervenire ad un sistema definitivo degli scambi intra-Ue. Il «piano d’azione sull’Iva» era stato delineato dalla Commissione europea in data 7.4.2016 (COM(2016) 148 final ) e, ancor prima, con il «libro verde sul futuro dell’Iva» (documento 1.12.2010, n. COM(2020) 695) e con la comunicazione sul «futuro dell’Iva» (documento 6.12.2011, n. COM(2011) 851). In vista del primo step , che dovrebbe entrare in vigore nel 2022 , già dall’1.1.2020 entreranno in vigore le regole previste da recenti Direttive e Regolamenti (datati 4.12.2018) che disciplinano le prime quattro aree di intervento immediato: numero di identificazione Iva , operazioni a catena , call-off stock e prova delle cessioni intra-Ue di beni. A livello nazionale, mancano ancora le norme di recepimento .
Regime forfetario: estromissione di un immobile
Il contribuente in regime forfetario che nel corso del 2019 estromette un immobile d’impresa non è tenuto a rilevare alcuna plusvalenza di natura fiscale ; le persone fisiche che esercitano attività di impresa con ricavi che nell’anno precedente non hanno superato i 65mila euro possono applicare il regime forfetario ; chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata. Al reddito imponibile si applica un’unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste (imposte sui redditi, addizionali regionale e comunale, Irap). Per via del fatto che determinazione del reddito è forfetario, le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime, nonché le sopravvenienze sia attive sia passive non rilevano : tra queste è ricompresa anche quella derivante dall’estromissione del bene. Questo è quanto precisato nella Risposta Interpello 7.10.2019, n. 391 .
Licenza/cessione di un marchio registrato da privato
Qual è il corretto trattamento fiscale riservato ai proventi derivanti dall’ utilizzazione economica di un marchio registrato , tramite concessione in uso oppure cessione, da parte di un privato? Entrambe le fattispecie, se poste in essere da un soggetto non imprenditore , sono, infatti, letteralmente scomparse dalle previsioni del D.P.R. 917/1986. Ne consegue che manca un preciso riferimento . La dottrina prevalente ne sostiene comunque l’ intassabilità .
Deduzione delle spese legali
Secondo quanto stabilito dalla Cassazione , con la sentenza n. 24003 del 26.9.2019 , le spese sostenute dalle aziende per l’assistenza legale sono deducibili solo alla conclusione della prestazione professionale . Non è, dunque, valido il criterio dell’imputazione della spesa nel periodo d’imposta in cui l’attività è stata eseguita. Rilevata la difformità di applicazione del criterio della competenza economica tra la Corte Suprema ed i giudici di merito, la Commissione tributaria regionale erroneamente riteneva che la deducibilità dei costi per le prestazioni processuali rese dal difensore si sarebbe dovuta valutare al momento dell’esecuzione delle stesse, non essendo necessario attendere il completamento dell’iter giudiziario. Contrario a tale conclusione è stato, invece, il giudice di legittimità secondo cui, in materia di prestazioni professionali, vale la regola della post numerazione (artt. 2225 e 2233 c.c.), che fa sì che il diritto al compenso pattuito maturi con l’effettuazione della prestazione tecnicamente idonea a raggiungere il risultato a cui la stessa è diretta (n. 16969/2016).
Trasferimento di immobili
Con riferimento alla norma dell’art. 39, co. 1, lett. d), D.P.R. 600/1973, in tema di imposte dirette, e dell’art. 54, co. 3, D.P.R. 633/1972, in tema di Iva, per quanto riguarda la rettifica dell’Ufficio, la Cass., Ordinanza 19.9.2019, n. 23379 , ha legittimato la rettifica da parte dell’Ufficio nei confronti di una società immobiliare, prendendo a base i valori di cessione degli immobili inferiori ai valori Omi e gli importi dei mutui contratti. Tra le altre cose, la Suprema Corte ritiene che, ai fini dell’accertamento del maggior reddito d’impresa, lo scostamento tra l’importo dei mutui ed i minori prezzi indicati dal venditore è sufficiente a fondare la rettifica dei corrispettivi dichiarati, non comportando ciò alcuna violazione delle norme in materia di onere probatorio .