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Timestamp: 2018-07-15 23:12:03+00:00
Document Index: 118773460

Matched Legal Cases: ['art. 425', 'art. 423', 'art. 425', 'art. 425', 'art. 425', 'art. 425']

Codice penale Art. 425 codice penale: Circostanze aggravanti
Nei casi preveduti dai due articoli precedenti, la pena è aumentata se il fatto è commesso: 1) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico, su monumenti, cimiteri e loro dipendenze; 2 su edifici abitati o destinati a uso di abitazione, su impianti industriali o cantieri, o su miniere, cave, sorgenti, o su acquedotti o altri manufatti destinati a raccogliere e condurre le acque; 3 su navi o altri edifici natanti, o su aeromobili; 4 su scali ferroviari o marittimi, o aeroscali, magazzini generali o altri depositi di merci o derrate, o su ammassi o depositi di materie esplodenti, infiammabili o combustibili; 5 su boschi, selve e foreste.
Circostante aggravanti
In tema di incendio, l’uso di acceleranti di fiamma o sostanze che favoriscono l’effettivo attecchimento dell’incendio, costituisce una circostanza indicativa della volontà dell’imputato di realizzare un evento clamoroso e devastante.
Corte assise La Spezia 31 luglio 2012 n. 1
In tema di elemento psicologico, la condotta di colui che dia fuoco ad un materasso lascia presumere una previsione di sviluppo del fenomeno stesso, non potendo il soggetto non rappresentarsi che l’incendio non rimanga isolato al singolo oggetto, ma possa ragionevolmente estendersi agli altri oggetti presenti nell’appartamento, e per questa via, assumendo sempre maggiore intensità, all’intero stabile, soprattutto se non adeguatamente sorvegliato perché in ora notturna.
La circostanza aggravante prevista dall'art. 425 n. 1 c.p., relativa all'incendio commesso su edifici pubblici, sussiste anche nel caso in cui la condotta delittuosa abbia ad oggetto un casello ferroviario dismesso, poiché la predetta disposizione contempla due ipotesi alternative tra di loro, rappresentate rispettivamente dalla natura pubblica e dalla destinazione pubblica dell'edificio, e la natura demaniale del bene non è esclusa dalla mancanza di destinazione attuale a servizio pubblico. Rigetta, App. Bologna, 24 ottobre 2008
Cassazione penale sez. I 01 ottobre 2009 n. 40175
Ai fini del delitto di cui agli art. 423 e 425 n. 5 c.p., per bosco deve intendersi una superficie di notevole estensione sulla quale crescono, naturalmente o con processo artificiale, alberi o frutici, cedui e non cedui, talché in detto termine vanno ricomprese anche le macchie.
Cassazione penale sez. I 11 ottobre 1987
La circostanza aggravante prevista dall'art. 425 n. 2, prima parte, c.p. relativa ad incendio cagionato su edifici abitati o destinati ad uso di abitazione, deve essere riferita agli edifici adibiti attualmente, legittimamente e liberamente ad uso domestico permanentemente ovvero provvisoriamente o precariamente e in tale concetto sono comprese tutte le parti che costituiscono tali edifici. Pertanto, nel caso in cui una parte dell'edificio sia adibita ad uso diverso dalle esigenze della vita domestica - come quando alcuni locali siano destinati agli scopi di una associazione, di un partito politico o di altra natura - tale parziale destinazione non fa venir meno l'aggravante, la quale è relativa alla natura della casa oggetto dell'azione del colpevole.
Cassazione penale sez. I 05 maggio 1987
Per "fatto commesso su edifici pubblici", ai sensi dell'art. 425 n. 1 c.p., deve intendersi non soltanto il danneggiamento con pericolo di incendio dell'intero edificio ma anche quello che riguarda una parte dello stesso.
Cassazione penale sez. I 26 settembre 1979
Per fatto commesso su edifici pubblici, ai sensi dell'art. 425 n. 1 c.p. deve intendersi non soltanto il danneggiamento con pericolo di incendio dell'intero edificio, ma anche quello che riguardi una parte dello stesso.
Cassazione penale sez. I 26 febbraio 1979
Ai fini dell'applicabilità dell'aggravante di cui all'art. 425 n. 2 c.p. il concetto di edificio e di altro luogo destinato ad abitazione comprende non soltanto gli ambienti in cui le persone svolgono la loro normale attività domestica, ma anche quei locali che, non essendo adibiti a vera e propria abitazione, costituiscono strutturalmente parte integrante del luogo abitato o ne formano immediata appartenenza.
Cassazione penale sez. IV 05 luglio 1977