Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7354
Timestamp: 2020-07-11 02:25:29+00:00
Document Index: 41326778

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 95', 'art. 97', 'art. 23', 'art. 95', 'art. 95']

DELIBERA N. 1069 DEL 14 novembre 2018
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da Intercontinentale Servizio Igiene S.r.l./Comune di Messina. “Lavori di manutenzione edile dei plessi scolastici comunali – accordo quadro 2017”. Criterio di aggiudicazione: minor prezzo. Importo a base di gara: 104.000,00 euro.
PREC. 210/18/L
VISTA l’istanza prot. n.94460 del 26 luglio 2017 con cui la Intercontinentale Servizio Igiene S.r.l. chiedeva un parere sulla legittimità della procedura di gara. In particolare, segnalava che il Comune non aveva applicato la norma di cui all’art. 95, co. 10, D.lgs.50/2016, come modificato dal D.lgs. 56/2017, e pertanto non aveva escluso le offerte carenti dell’indicazione dei costi della manodopera; di conseguenza la graduatoria così falsata dall’operato della stazione appaltante aveva impedito che l’affidamento fosse aggiudicato all’istante;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 2 novembre 2018;
VISTE le memorie e la documentazione prodotte dalle parti;
VISTA la lettera di invito del 20 giugno 2017 con cui il Comune di Messina prevedeva che i concorrenti indicassero i costi aziendali della sicurezza ai sensi dell’art. 95, co. 10, ma non faceva menzione dell’obbligo di indicare i costi della manodopera;
RILEVATO che la stazione appaltante, avendo stabilito per la procedura l’applicazione del criterio dell’esclusione automatica delle offerte anomale ai sensi dell’art. 97, co. 2, e comma 8, 2° per., ha escluso quelle che superavano la soglia di anomalia, senza chiedere giustificazioni del prezzo ai sensi dei commi 4, 5 e 6 dell’art. 97 D.lgs. 50/2016;
CONSIDERATO che l’art. 95, comma 10, del d.lgs. n. 50/2016, come modificato dal d.lgs. 56/2017, recita: «Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all’articolo 97, comma 5, lettera d)»;
CONSIDERATO che la norma, nel secondo periodo, facendo espresso richiamo all’art. 97, co. 5, lett. d), specifica che esiste un preciso onere di verifica del rispetto nelle offerte dei minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle di cui all’art. 23, comma 16;
CONSIDERATO che il disposto normativo ha natura imperativa, non derogabile dal bando e capace, all’occorrenza, di eterointegrarlo (TAR Calabria, 6 febbraio 2018, n. 332);
CONSIDERATO che i costi della manodopera sono una componente essenziale dell’offerta economica e che la relativa omissione non è integrabile successivamente attraverso il soccorso istruttorio ex articolo 83, comma 9, del d.lgs. n. 50/2016, poiché altrimenti si verificherebbe un’alterazione della par condicio e della concorrenza tra i partecipanti (TAR Lazio Latina, 23 febbraio 2018, n. 86; TAR Campania, ord. caut. 6 dicembre 2017, n. 1904; TAR Campania, 14 settembre 2017, n. 4384; TAR Umbria 22 gennaio 2018, n. 56);
CONSIDERATO che, relativamente alla questione dell’omessa indicazione degli oneri di sicurezza aziendali, la giurisprudenza ha però distinto il caso in cui nell’offerta presentata non sia stata specificata dettagliatamente la quota di prezzo corrispondente ai predetti oneri - c.d. “carenza di ordine formale”, sanabile - da quello in cui la stessa sia stata formulata senza considerare tali costi nel prezzo finale - c.d. “carenza di ordine sostanziale”, insanabile - (TAR Emilia Romagna 16 gennaio 2018, n. 43);
CONSIDERATO che, fornendo una lettura coordinata degli artt. 95, comma 10, 97, comma 5, e 23 comma 16, del Codice, prediligendo una logica sostanzialistica, la giurisprudenza ha ritenuto (con riferimento alle ordinanze della Corte di giustizia dell’UE, 10 novembre 2016, C-140/16, C-697/15, C-162/16 10 novembre 2016, C-140/16, C-697/15, C-162/16) che, in difetto di un’indicazione specifica del bando, l’omesso scorporo dei costi della manodopera non rende automaticamente inammissibile l’offerta ma tali costi rilevano per la stazione appaltante in funzione dell’eventuale controllo dell’anomalia dell’offerta (vd. Cons. di Stato in Adunanza Plenaria, n. 19/2016 e n. 20/2016);
RITENUTO che, nel caso di specie, la lex specialis non prevedeva espressamente l’obbligo di indicazione dei costi della manodopera, e quindi essa deve ritenersi eterointegrata dal disposto normativo di carattere imperativo di cui all’art. 95, comma 10, d.lgs. 50/2016;
RITENUTO che tuttavia, ai sensi dell’art. 95, comma 10, 2° per., resta l’onere della stazione appaltante di verificare la congruità dei costi della manodopera rispetto ai minimi salariali, oltre che la natura formale o sostanziale della carenza dell’indicazione dei predetti costi nelle offerte presentate, chiedendo specifici chiarimenti agli operatori economici;
RILEVATO che tale verifica possa essere effettuata, pur nel rispetto del principio generale di immodificabilità dell’offerta economica, in modo da non incorrere nella violazione del principio di soccorso istruttorio e della par condicio dei concorrenti;
ritiene non conforme alla disciplina normativa di settore il mancato esperimento da parte del Comune di Messina della verifica dei costi della manodopera alla luce delle predette considerazioni.
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 22 novembre 2018