Source: http://www.ledaritacorrado.it/cass-sez-iii-civ-9-luglio-2019-ord-interlocutoria-n-18350-testo/
Timestamp: 2019-09-20 16:26:32+00:00
Document Index: 135836891

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 111', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 13']

Cass., sez. III civ., 9 luglio 2019 (ord. interlocutoria), n. 18350 (testo) | Avv. Leda Rita Corrado | Studio legale e tributarioAvv. Leda Rita Corrado | Studio legale e tributario
Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza interlocutoria 25 giugno – 9 luglio 2019, n. 18350
– al quarto periodo, che “per la tutela dell’integrità dei bilanci pubblici e delle entrate degli enti territoriali, nonché nel rispetto delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate sono affidate a soggetti iscritti all’albo previsto dal D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 53”;
non rileva in questa sede l’approfondimento della disamina della questione della natura della successione di AdER alle diverse società di riscossione esattoriale, che pure la citata giurisprudenza della sezione tributaria di questa Corte ricostruisce in termini di successione a titolo particolare, con applicazione dell’art. 111 c.p.c. (e non già, nonostante l’integralità del subentro disposto dalla normativa di istituzione del nuovo ente pubblico economico, come a titolo universale): visto che comunque il ricorso per cassazione può bene essere proposto dal successore, tanto a titolo particolare (da ultimo, Cass. 11/04/2017, n. 9250; tra le prime, Cass. Sez. U. 12/02/1963, n. 259) che universale (tra le molte, Cass. Sez. U. 22/04/2013, n. 9692, nonché Cass. 09/04/1974, n. 977), nel rapporto controverso e che nella fattispecie tanto è avvenuto, per essere stato proposto il ricorso dal soggetto che, non importa appunto a quale titolo, all’originaria parte processuale è succeduto in base a disposizione di legge indicata e comunque da reputarsi a tutti nota;
sul punto della rappresentanza processuale del nuovo ente pubblico economico AdER, la sezione tributaria di questa Corte suprema ha già avuto modo di pronunciarsi nel senso che “l’Agenzia delle Entrate Riscossione, quale successore ope legis di Equitalia, D.L. n. 193 del 2016, ex art. 1, conv. in L. n. 225 del 2016, ove si costituisca formalmente in giudizio in un nuovo processo come in uno già pendente alla data della propria istituzione, deve avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato a pena di nullità del mandato difensivo, salvo che alleghi le fonti del potere di rappresentanza ed assistenza dell’avvocato del libero foro prescelto, fonti che devono essere congiuntamente individuate sia in un atto organizzativo generale contenente gli specifici criteri legittimanti il ricorso ad avvocati del libero foro, sia in un’apposita delibera, da sottoporre agli organi di vigilanza, la quale indichi le ragioni che, nel caso concreto, giustificano tale ricorso alternativo ai sensi del R.D. n. 1611 del 1933, art. 43” (Cass. ord. 09/11/2018, n. 28741; nello stesso senso, v. pure, successivamente: Cass. ord. 28/12/2018, n. 33639; Cass. 24/01/2019, n. 1992; in precedenza e sempre nel 2018, v. le ordinanze nn. 15003 e 15689, nonché la sentenza n. 28684; sul presupposto che la nuova Agenzia sia ente pubblico economico difeso dall’Avvocatura dello Stato, la hanno ritenuta ammessa alla prenotazione a debito e quindi esclusa dall’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, in tema di raddoppio del contributo unificato in caso di reiezione, in rito o nel merito, delle impugnazioni proposte);
al riguardo, la conclusione dell’invalidità del conferimento del mandato ad avvocato del libero foro in difetto tanto dell’atto organizzativo generale che di un’apposita delibera specifica (per la precisione, dell’atto organizzativo generale, contenente gli specifici criteri legittimanti il ricorso ad avvocati privati, nonché della specifica e motivata deliberazione dell’ente stesso che indichi le ragioni per cui non si sia fatto ricorso all’assistenza tecnica dell’Avvocatura dello Stato) si fonda sui seguenti passaggi argomentativi:
è convinta opinione del Collegio che della questione relativa all’interpretazione della norma sopra richiamata – ed in particolare sull’obbligatorietà del patrocinio erariale o, al contrario, della sua facoltatività in senso stretto in concorrenza con l’alternativa del ricorso ad avvocati del libero foro – possano essere investite le Sezioni Unite, perché un tale approdo giurisprudenziale, tuttavia, involge una questione di massima di particolare importanza, relativa ad un settore ad elevatissima criticità anche a causa della diffusione capillare del contenzioso fiscale e delle dimensioni del medesimo perfino dinanzi a questa Corte suprema, implicante ricadute pratiche ed organizzative di singolare momento sulla funzionalità della difesa effettiva di tutte le parti coinvolte;
in sostanza, sarebbe lecito revocare in dubbio che la regola generale sia l’avvalimento dell’avvocatura erariale e che quello di avvocati del libero foro sia un’eccezione, non solo perché il primo resta subordinato ad una convenzione e così ad un evento futuro ed incerto (benché in concreto verificatosi) la cui mancanza sarebbe incongruamente in grado di impedire l’operatività di quella facoltà invece prospettata come normale, ma soprattutto perché il tenore testuale della norma – a differenza di quanto solo in apparenza risulta dalle previsioni regolamentari e che oltretutto, per principio generale, non sono in grado di interferire sulle norme di rango primario esclude con chiarezza sia l’organicità che la stessa esclusività del patrocinio erariale, per quanto “autorizzato”, per la chiara alternatività tra le due facoltà radicate in capo all’AdER;
ricorrono pertanto le condizioni per rimettere gli atti al Primo Presidente, affinché valuti l’opportunità di assegnare la trattazione del ricorso alle Sezioni Unite, siccome implicante la soluzione della questione di massima di particolare importanza, concernente la rappresentanza in giudizio della neoistituita Agenzia delle Entrate Riscossione e, in particolare, l’obbligatorietà del patrocinio autorizzato da parte dell’Avvocatura dello Stato o, in alternativa, la facoltatività di questo su di un piano di piena parità, salva la volontaria autolimitazione dell’Agenzia in sede di convenzione con l’Avvocatura, con l’avvalimento di avvocati del libero foro.
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