Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201913
Timestamp: 2020-01-21 18:21:56+00:00
Document Index: 129715416

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 73', 'art. 162', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 119']

Numero 13 29 marzo 2019
Ivie, Iva, violazioni e agevolazioni
Processo tributario telematico: best practice e punti di incertezza
In un precedente intervento (si veda « La Settimana fiscale » n. 12/2019, pag. 28) è stato introdotto il tema del cd. processo tributario telematico che diverrà obbligatorio dal prossimo 1° luglio . Com’è noto, nel periodo compreso tra il 2015 e oggi, tale procedura è stata dapprima in una fase sperimentale e poi prevista come facoltativa. Pertanto può essere utile analizzare l’esperienza fatta e non solo nell’ambito del processo tributario ma anche in altre tipologie di procedimenti (come in quello del processo amministrativo) per sottolineare anche eventuali criticità e punti di incertezza.
Con il Provv. Agenzia Entrate 30.1.2019, prot. n. 23599 , sono stati approvati il Modello Redditi SC 2019 e le relative istruzioni, che le società di capitali e gli enti commerciali residenti nel territorio dello Stato e i soggetti non residenti equiparati sono tenuti a presentare nel 2019 agli effetti delle imposte sui redditi. Le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel Modello Redditi SC 2019 sono inserite nel Provv. Agenzia Entrate 14.2.2019, prot. n. 37463 . La presentazione , da effettuare esclusivamente con il canale telematico , deve avvenire entro l’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta ex art. 2, D.P.R. 322/1998 (nel caso di esercizio coincidente con l’anno solare, coincide con il 30.9.2019 ). Le parti della dichiarazione interessate dalle novità di maggior rilievo sono il frontespizio e i Quadri RF, RN, RQ, RS e FC. Le istruzioni generali comuni ai modelli delle società e degli enti (Modelli Redditi SP, SC ed ENC) sono accorpate in un unico fascicolo a se stante rispetto alle istruzioni specifiche dedicate al singolo Modello dichiarativo.
La mini Ires , introdotta con L. 30.12.2018, n. 145 , si sostanzia in una riduzione di 9 punti percentuali dell’ aliquota ordinaria Ires ed è applicata sul reddito netto dichiarato dalle società ed enti (art. 73, D.P.R. 917/1986), per la parte corrispondente agli utili accantonati a riserve diverse da quelle indisponibili , nel limite della sommatoria dell’ammontare degli investimenti in beni strumentali nuovi e del costo del personale dipendente per nuove assunzioni . Gli investimenti agevolabili devono essere situati , ovvero destinati , a strutture ubicate nel territorio dello Stato . Le assunzioni agevolabili , oltre a necessitare di un incremento della base occupazionale e del costo del personale , devono riguardare personale impiegato in strutture produttive localizzate nel territorio dello Stato ed addetto a mansioni riguardanti l’ attività commerciale (intesa quale non istituzionale). L’agevolazione è altresì fruibile ai fini Irpef da: imprenditori individuali , s.n.c. e s.a.s. in regime di contabilità ordinaria, nonché, al soddisfo di talune condizioni, anche dai soggetti appena citati operanti in regime di contabilità semplificata.
La Convenzione Multilaterale BEPS del 7.6.2017 (si veda anche l'articolo pubblicato ne « La Settimana fiscale » n. 12/2019, pag. 34) contiene svariate previsioni che affrontano il tema della stabile organizzazione e che sono sostanzialmente volte a contrastare possibili manovre elusive dei contribuenti. Nessuna di queste nuove previsioni, tuttavia, appartiene al cd. minimum standard della Convenzione, per cui le stesse diventeranno operative solo se gli Stati esercitano le opzioni previste o non operano le riserve . Quasi tutte le novità in tema di stabile organizzazione sono presenti anche nel Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni OCSE 2017 e nell’ art. 162, D.P.R. 917/1986 relativo alla stabile organizzazione italiana di soggetti non residenti.
L’ art. 2, co. 26, L. 8.8.1995, n. 335 prevede che siano obbligati ad iscriversi alla Gestione separata presso l’ Inps i soggetti che esercitano per professione abituale (anche se non esclusiva), attività di lavoro autonomo , i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e gli incaricati alla vendita a domicilio . Non sono tenuti ad iscriversi gli assegnatari di borse di studio , limitatamente alla relativa attività. Il D.M. 281/1996 fissa modalità e termini per versare il contributo dovuto alla Gestione separata Inps da parte dei collaboratori coordinati e continuativi e dei venditori a domicilio, mentre i lavoratori autonomi privi di una Cassa di previdenza di categoria effettuano il versamento in base a quanto previsto dall’art. 1, co. da 212 e 214, L. 662/1996. Devono iscriversi alla Gestione separata Inps anche i soggetti che esercitano l’attività di lavoro autonomo occasionale qualora il reddito annuo derivante da tale attività superi l’importo di € 5.000 ; dal 2005 sono confluiti nella Gestione separata Inps gli associati in partecipazione . Le aliquote , il massimale e il minimale contributivi applicabili per il 2019 sono stati indicati dall’Inps nella Circolare 6.2.2019, n. 19 .
Consorzi di bonifica e relativo contributo
La Corte Costituzionale , con la sentenza n. 188 depositata il 18.10.2018 , ha disposto che il contributo consortile non è dovuto in assenza del beneficio fondiario . I giudici dichiarano, infatti, l’ illegittimità costituzionale dell’art. 23, co. 1, lett. a) della Legge Regione Calabria 23.7.2003, n. 11 in riferimento al parametro dell’art. 119 della Cost. relativamente alla parte in cui prevede che il contributo consortile di bonifica sia dovuto indipendentemente dal beneficio fondiario piuttosto che in presenza del ridetto vantaggio fondiario. La Corte ha fatto chiarezza in ordine all’ imprescindibilità del beneficio fondiario derivante dall’attività di bonificazione e non per il solo fatto che l’immobile risulta ubicato nel comprensorio di bonifica. Altrimenti, saremmo davanti ad un tributo regionale proprio. La pronuncia è interessante poiché focalizza alcuni principi generali cui è strettamente subordinata la richiesta del contributo consortile , non escludendo la definizione concettuale di beneficio fondiario che deriverebbe dall’attività di bonificazione cui deve ritenersi strettamente subordinata la legittimità della richiesta consortile.