Source: https://www.reportweb.tv/pagina.php?id_articolo=13155
Timestamp: 2019-05-20 01:06:04+00:00
Document Index: 26799857

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 12', 'art. 600', 'art. 601', 'art. 61', 'art. 610']

Reportweb - Cronaca - Cronaca. Vallo della Lucania - Salerno -Napoli
Cronaca. Vallo della Lucania - Salerno -Napoli
Oggi, i Carabinieri del Comando Compagnia di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione alla ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania (SA) - nei confronti di un imprenditore e di tre soggetti, funzionari pubblici, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di “istigazione alla corruzione”. I provvedimenti vengono eseguiti all’esito di una complessa indagine condotta dalla Stazione dei Carabinieri di Pollica, avviata nel marzo u.s. e tempestivamente portata a termine. La vicenda processuale muove dalla denuncia del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica che ha dichiarato di essere stato contattato da un imprenditore locale il quale richiedeva, previa corresponsione di un’utilità, l’aggiudicazione a suo favore della gara per il rifacimento della rete fognaria del comune di Pollica; lo stesso indagato suggeriva, per facilitare l’aggiudicazione della gara, la scelta di confacenti commissari di gara, dallo stesso successivamente indicati; i tre, mostratisi pienamente consapevoli della proposta corruttiva dell’imprenditore, rivestono il ruolo di funzionari pubblici nell’ambito di uffici tecnici dei comuni di Cannalonga, Castellabate, Santa Marina e Torchiara. Per la nomina dei suddetti commissari al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pollica veniva promesso un compenso di Euro 10.000,00 in contanti Da corrispondere proprio al momento della nomina della commissione composta dai compiacenti funzionari, a garanzia del buon esito della gara.
Salerno – Favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina: aggravamento di misura per il capo dell’organizzazione
Salerno, 14 maggio 2019 – l Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di AMEZGHAL Hassan, capo dell’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina colpita nel corso dell’operazione dello scorso 18 marzo. In quella circostanza, AMEZGHAL Hassan era stato sottoposto agli arresti domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 35 indagati (27 arresti domiciliari e 8 obblighi di dimora e di presentazione alla P.G.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere” (art. 416 c.p.) finalizzata al “favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina” (art. 12 D.Lgs. 286/1998), “intermediazione illecita e sfruttamento di lavoratori con o senza permesso di soggiorno”, “riduzione in schiavitù” (art. 600 c.p.), “tratta di persone” (art. 601 c.p.) e altro, con l’aggravante del reato transnazionale (art. 61 bis c.p.). L’aggravamento della misura cautelare è scaturito da ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri, con i quali è stato dimostrato che, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, AMEZGHAL Hassan ha continuato a reiterare le condotte di reato già contestate nella precedente ordinanza di custodia cautelare
Nella mattinata odierna è stato eseguito da personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Gruppo Tutela Beni Culturali, dell’area adiacente alle Scuderie di Palazzo Reale (denominata anche ex Galoppatoio), nell’ambito di una specifica attività d’indagine nei confronti di ignoti, per il reato di violenza privata (art. 610 c.p.). L’indagine scaturisce da una segnalazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli che, a seguito di una controversia tra il Demanio Civile di Napoli e l’Associazione Sportiva Partenope, relativa all’occupazione e quindi alla titolarità di un’area adiacente alle Scuderie di Palazzo Reale, era concretamente ostacolata nella realizzazione di alcuni lavori - costituiti da “operazioni di restauro e adeguamenti funzionali delle scuderie borboniche”- dalla circostanza che l’Associazione Partenope utilizzasse impropriamente l’area adibita a cantiere destinandola al parcheggio delle auto. La situazione risultava ancora più grave dal momento che nei pressi di via Filangieri di Candida Gonzaga sono presenti dei parcheggiatori abusivi che esercitano la loro attività illecita consentendo il parcheggio delle auto proprio in quella zona. Indagini sono in corso per accertare i responsabili.