Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00657457&part=doc_dc&parse=si
Timestamp: 2013-06-20 05:05:04+00:00
Document Index: 123539775

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 155', 'art. 155', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ']

PRESIDENTE. Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-02545 e 3-02679 sulla crisi dei Nuovi Cantieri Apuania (NCA).
VARI, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Nell'ambito del programma di reindustrializzazione del territorio di Massa e Carrara definito dal Ministero dello sviluppo economico nel 2010 è stato concluso con la società Invitalia un protocollo d'intesa volto ad attuare interventi capaci di garantire la prosecuzione dell'attività produttiva dei Nuovi cantieri Apuania; contestualmente si è reputato opportuno proseguire anche le iniziative utili a riavviare il processo di vendita della società. Nonostante l'acquisizione di una commessa da Rete ferroviaria italiana per la costruzione di una nave traghetto, che verrà terminata entro il prossimo dicembre, e l'opzione per una seconda nave, il Ministero dei trasporti ha reso noto che per quest'ultima non sussistono finanziamenti né interesse specifico da parte di Rete ferroviaria italiana. La crisi della società ha determinato una situazione di tensione occupazionale e sociale che il Ministero dello sviluppo economico sta monitorando con grande attenzione ed in virtù della quale ha deciso di convocare per il 18 aprile le istituzioni locali e i rappresentanti dei lavoratori al fine di pervenire ad una conclusione positiva della vicenda.
PASSONI (PD). È da biasimare la pratica di convocare tavoli di confronto nazionali solo quando la tensione all'interno di una realtà lavorativa si fa alta e il conflitto si inasprisce al punto tale da garantire alla parte datoriale di contrattare da posizioni di forza. Il Sottosegretario, confermando l'insussistenza di un futuro per l'attività produttiva della Nuovi Cantieri Apuania, ha dato atto della grave situazione in cui versano la società e soprattutto i suoi lavoratori che nel tempo hanno costruito un patrimonio di conoscenze e di professionalità che non sarebbe conveniente perdere. È quindi indispensabile che il Ministero dello sviluppo economico induca Invitalia ad assumersi le proprie responsabilità in una situazione di stallo societario e di crisi occupazionale. PRESIDENTE. Passa allo svolgimento delle interrogazioni 3-02768 e 3-022796 (già 4-07215) sull'assegnazione di frequenze alle emittenti televisive in Puglia.
VITA (PD). La previsione di una diversificazione nei punteggi assegnati alle associazioni di aziende è motivo di sollievo solo parziale per le emittenti radiotelevisive locali, che per anni hanno continuato coraggiosamente a trasmettere in una situazione di oligopolio. Specie in vista del passaggio dal beauty contest all'asta delle frequenze, nella quale queste emittenti, senza la riserva di un terzo prevista dalla normativa italiana, rischiano di non sopravvivere, bisognerebbe aprire tavoli regionali al fine di introdurre i correttivi indispensabili per salvaguardare il pluralismo informativo e allontanare la possibilità di contenziosi, tenendo conto della specifica realtà pugliese, caratterizzata da una particolare conformazione geografica e dall'elevato numero di emittenti. PRESIDENTE. Passa all'interrogazione 3-02587 sulla gestione del patrimonio immobiliare della SIAE.
CECCHI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. La SIAE opera secondo norme di diritto privato e non appartiene al comparto della finanza pubblica: la vigilanza statale è quindi limitata agli atti fondamentali della società. Sulla gestione commissariale della SIAE è peraltro in corso un'indagine conoscitiva presso la Camera dei deputati. Riferisce quindi su elementi informativi provenienti dalla Società, che ha fornito chiarimenti e precisazioni sulla valutazione degli immobili e sulla razionalizzazione del fondo pensioni, negando che vi sia stata una svendita e dando assicurazioni sul pagamento delle prestazioni pensionistiche (v. Resoconto stenografico).
VITA (PD). Alla Camera è stata proposta l'istituzione di una Commissione di inchiesta per fare chiarezza su diverse questioni, fra cui quella del fondo di solidarietà. Ciò conferma la scarsa trasparenza di gestione dell'ente pubblico che dovrebbe occuparsi di tutela del lavoro intellettuale anziché di compravendita immobiliare. PRESIDENTE. Passa all'interrogazione 3-02771 sulla Camera di commercio italiana in Cina.
DE MISTURA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Negli ultimi anni le esportazioni italiane in Cina sono aumentate in percentuale considerevole. Nella sua recente visita a Pechino il presidente del Consiglio Monti ha sottolineato l'opportunità di un partenariato strategico in campo commerciale. Il Ministero tramite l'ambasciata ha monitorato la situazione della Camera di commercio in Cina e non ha riscontrato irregolarità, ma alla luce delle segnalazioni fatte continuerà a monitorare e vigilare.
DE LILLO (PdL). Si dichiara soddisfatto della risposta. Proprio l'importanza crescente del mercato cinese impone la piena regolarità di funzionamento di uno strumento fondamentale come la Camera di commercio.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 17 aprile.
La seduta termina alle ore 16,49.
Sono in congedo i senatori: Aderenti, Bosone, Carrara, Chiti, Ciampi, Colombo, Alberto Filippi, Galperti, Marinaro, Mazzuconi, Paravia, Pera e Anna Maria Serafini.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Dini, per attività della 3a Commissione permanente; Caruso, De Sena, Li Gotti e Maritati, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; Cabras, De Gregorio, Gamba, Lannutti e Malan, per attività dell'Assemblea parlamentare NATO.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, recante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (3255)
(presentato in data 12/4/2012)
C.5052 approvato dalla Camera dei deputati.
(presentato in data 12/4/2012).
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 3° (Affari esteri, emigrazione), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali; E' stato inoltre deferito alla 1° Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento.
C.5052 approvato dalla Camera dei deputati
(assegnato in data 12/04/2012).
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 3 aprile 2012, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale recante istituzione della tabella triennale degli enti privati di ricerca 2011-2013 nonché riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2011, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, con riferimento agli enti privati di ricerca (460).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 2 maggio 2012.
MICHELONI, RANDAZZO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
a partire dal 2008, in ragione della necessità di una forte riduzione delle spese del bilancio dello Stato imposta dalla grave situazione economica e finanziaria nazionale ed internazionale e dagli obblighi comunitari, numerosi capitoli di competenza del Ministero degli affari esteri hanno subito forti tagli;
di conseguenza, si registrano forti difficoltà a garantire il pieno funzionamento della rete diplomatico-consolare ed un adeguato livello dei servizi in favore dei cittadini e delle imprese italiane operanti all'estero, così come la tutela e la sicurezza degli italiani all'estero, e l'adempimento delle obbligazioni conseguenti agli accordi ed agli impegni contratti a livello internazionale dal nostro Paese;
gli interventi in favore delle comunità italiane nel mondo sono stati gravemente penalizzati, passando da uno stanziamento complessivo di 58,526 milioni di euro nel 2008 a 16,243 nel 2012. In particolare a quanto risulta agli interroganti: 1) sul versante della Direzione generale degli italiani all'estero e politiche migratorie, i contributi agli organismi istituzionali di rappresentanza degli italiani all'estero che garantiscono il collegamento tra le comunità emigrate e l'Italia, quali i comitati degli italiani residenti all'estero (COMITES), i capitoli 3103 (contributi ai Comites) e 3106 (Contributo per le riunioni annuali Comites) sono passati rispettivamente da 2,709 milioni di euro stanziati nel 2008 a 1,356 milioni di euro nel 2012 e da 189.644.000 euro a 90.423.000 euro; 2) il contributo al "CGIE per le spese di funzionamento" (capitolo 3131) è passato da 1,89 milioni di euro nel 2008 a 875.000 euro; 3) sono state ridotte le spese dirette alla tutela ed assistenza dei connazionali e delle collettività italiane all'estero, e dei cittadini dell'Unione europea nei Paesi terzi. In tale ambito, i contributi per "assistenza diretta" (capitolo 3121 e poi capitolo 1613) sono passati da 21,57 milioni di euro del 2008 a 6,5 milioni di euro nel 2012, mentre i contributi per "assistenza indiretta" (capitolo 3105) sono passati da 1,89 milioni di euro del 2008 a 470.000 euro; 4) gli stanziamenti in bilancio relativi a "spese per le attività informative e culturali" (cap. 3122) sono stati ridotti da 3,08 milioni di euro del 2008 a 562.000 euro nel 2012, mentre i "contributi ad enti gestori per assistenza scolastica" (capitolo 3153) sono stati ridotti a 6,3 milioni nel 2012 a fronte di 27,1 milioni nel 2008;
l'articolo 01 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ha introdotto i principi e i criteri per la revisione integrale della spesa (spending review) del bilancio dello Stato, allo scopo di comprimere o eliminare le voci di spesa ritenute inutili o non più giustificate;
allo stato attuale sono all'esame del Governo misure per l'attuazione pratica della spending review che dovrebbe portare nei prossimi mesi ad una prima revisione integrale della spesa a carico del bilancio dello Stato;
nello spirito della necessaria e urgente realizzazione della spending review, e in considerazione della necessità di eliminare sprechi di risorse, numerose voci di spesa a carico del bilancio del Ministero degli affari esteri potrebbero essere adeguatamente ridotte in favore di interventi per il sostegno delle politiche in favore degli italiani all'estero e della cooperazione allo sviluppo;
in tale ambito, appaiono del tutto comprimibili le spese sostenute per gli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all'estero, per le indennità di servizio all'estero di cui all'articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 e per il personale diplomatico, amministrativo dislocato nelle sedi all'estero. Nel complesso una operazione di spending review su queste sole tre voci potrebbe garantire un consistente risparmio di spesa per il bilancio dello Stato;
nel 2009 erano previste le elezioni per il rinnovo dei membri dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all'estero, e il Governo le ha più volte rinviate, fissando da ultimo il termine per lo svolgimento delle medesime al 31 dicembre 2012;
per effetto del mancato rinnovo, gli attuali membri dei Comites risultano in carica dal 2004 e si trovano in una situazione di estrema difficoltà, anche in ragione dei pesanti tagli di risorse destinati al funzionamento di tali comitati, alcuni dei quali hanno già chiuso le loro sedi o sono prossimi alla chiusura;
pur in presenza di tali evidenti difficoltà, i membri dei Comites provvedono, spesso a proprio carico e con spirito di volontariato, a garantire le funzionalità minime per le comunità italiane all'estero,
se il Governo intenda procedere, e in quali tempi, all'attuazione pratica della revisione integrale della spesa a carico del bilancio dello Stato, allo scopo di liberare risorse per interventi di spesa effettivamente necessari;
se intenda provvedere, entro la metà di maggio 2012, a trovare una soluzione alle problematiche dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero, individuando a tale scopo le risorse finanziarie da destinare agli enti gestori dei corsi per la pianificazione del prossimo anno scolastico;
se nell'ambito della revisione integrale della spesa a carico del bilancio dello Stato intenda prevedere il richiamo degli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all'estero alla fine dell'anno scolastico 2011/2012 e destinare quota parte dei risparmi così realizzati al finanziamento degli enti gestori dei corsi che utilizzano insegnanti assunti in loco, nonché ridurre, almeno del 15 per cento, in misura permanente, l'indennità di servizio all'estero e destinare quota parte dei relativi risparmi di spesa, pari a 54 milioni di euro annui, in favore delle politiche di assistenza diretta e indiretta per i cittadini italiani residenti all'estero, delle Camere di commercio italiane all'estero, per il funzionamento dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all'estero, nonché per il rifinanziamento della cooperazione allo sviluppo di cui alla legge n. 49 del 1987;
se intenda predisporre, e in che tempi, un piano industriale del Ministero degli affari esteri finalizzato alla ristrutturazione del personale diplomatico e amministrativo dislocato nelle sedi all'estero, al fine di raggiungere entro il 31 dicembre 2015 il seguente rapporto: il 20 per cento del personale delle sedi all'estero deve essere composto da diplomatici e amministrativi di ruolo inviati dal Ministero, e l'80 per cento rappresentato da personale a contratto assunto in loco;
se intenda destinare i maggiori risparmi di spesa prodotti da tale provvedimento ad un apposito fondo istituito presso il Ministero che viene ripartito annualmente, in via esclusiva, in misura pari all'80 per cento in favore dei servizi decentrati e della rete consolare all'estero, e per la restante quota a favore degli obiettivi di miglioramento della spesa pubblica;
se intenda provvedere, entro il 31 dicembre 2012, allo svolgimento delle elezioni per il rinnovo dei componenti dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all'estero, individuando a tal fine le risorse necessarie;
se intenda favorire, per gli aspetti di propria competenza, la ripresa della discussione dei provvedimenti di riforma dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all'estero, già approvati dal Senato e all'esame della Camera, nonché favorire l'iter di riforma della legge elettorale del collegio estero, attualmente in discussione al Senato, al fine di armonizzare i due sistemi elettorali.
(2-00455)
l'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) è stato finora costruito rapportando l'ISE (indicatore della situazione economica) al numero dei componenti del nucleo familiare;
in base al valore dell'ISEE è possibile accedere ad una serie di agevolazioni, come sconti sui servizi sanitari e assistenziali nonché su servizi comunali (ad esempio, asili nido e centri estivi), riduzione del 50 per cento o esenzione totale dal pagamento del canone telefonico, tariffe ridotte su servizi di pubblica utilità (energia, gas, acqua), assegno di maternità, prestazioni scolastiche (libri, mense e borse di studio), abbattimento delle tasse universitarie eccetera;
per la definizione di nucleo familiare non esiste su una legge specifica, ma se ne danno varie, a seconda dell'"uso" che si vuol fare del medesimo;
tuttavia, ai fini del presente atto occorre fare riferimento al regolamento concernente modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio 1999, n. 221, in materia di criteri unificati di valutazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate e di individuazione del nucleo familiare per casi particolari, a norma degli articoli 1, comma 3, e 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130 (di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 242 del 2001), secondo il quale "Il figlio minore di anni 18, anche se a carico ai fini Irpef di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale risulta residente (art. 1, comma 5, che introduce l'art. 1-bis sul regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 221 del 1992);
d'altra parte, la legge n. 54 del 2006 ha stabilito che i figli restano affidati a entrambi i genitori, che hanno pari diritti e doveri, come del resto sancito dall'art. 30 della Costituzione che, come l'attuale formulazione dell'art. 155 del codice civile, in condizioni normali non attribuisce ad alcun genitore il titolo o il ruolo di "convivente", "coresidente" o "collocatario";
infatti, coerentemente, il legislatore del 2006 ha eliminato tutte le differenze di poteri, doveri o facoltà tra i genitori, precedentemente presenti nel codice civile quando la forma ordinaria di affidamento era quello a un solo genitore; circostanza ignorata dall'ISEE, introdotto prima del 2006 e mai aggiornato alla nuova realtà e ai nuovi principi giuridici;
già a livello giurisprudenziale si registra l'attribuzione di un doppio domicilio ai figli di genitori separati (ad esempio, tribunale di Firenze, 4 aprile 2012, est. Paparo), nel rispetto della loro effettiva sensibilità e della nuova realtà giuridica;
di conseguenza l'attribuzione ai figli di un solo luogo di residenza non può rispondere che a formali esigenze amministrative, restando privo di qualsiasi valenza giuridica e non potendosene dedurre l'aberrante conclusione dell'appartenenza a un solo nucleo familiare;
con decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cosiddetto decreto Salva-Italia), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, proprio a seguito della scelta di confermare e sottolineare la centralità dell'ISEE come strumento di accesso a varie forme di welfare, stanno cambiando i criteri di calcolo per la sua determinazione, attribuendo l'articolo 5 alla Presidenza del Consiglio dei ministri la facoltà di rivedere i relativi criteri entro il 31 maggio 2012, fissando il testo due ambiti di intervento: la revisione dei criteri di calcolo e l'elencazione delle agevolazioni, benefici, prestazioni a cui applicare il nuovo ISEE dal gennaio 2013;
in particolare, saranno rivisitate le modalità di determinazione dell'indicatore e i suoi campi di applicazione, con una nuova definizione di reddito disponibile che includa le somme esenti da Irpef (attualmente escluse) e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia, nonché dei pesi dei carichi familiari;
l'intento del legislatore, nel non modificare la disciplina che subordina una serie di agevolazioni fiscali, particolarmente rilevanti per le famiglie separate delle quali è noto l'impoverimento, all'ISEE, limitandone di fatto l'ampiezza, sembra non rivolto al superamento delle evidenziate storture applicative; ciò è testimoniato anche che dalle modifiche introdotte recentemente che non intervengono sul concetto e sul ruolo del "nucleo familiare";
se verrà mantenuto l'attuale diretto collegamento della definizione di nucleo familiare con la residenza anagrafica si consolideranno rilevanti privilegi a vantaggio del genitore co-residente e la corrispondente iniqua penalizzazione dell'altro (a titolo di esempio, considerando una famiglia separata in cui madre e padre hanno redditi identici e ospitano i figli per tempi uguali, solo il genitore presso i quali i figli hanno la residenza potrà inserirli nel suo nucleo familiare e pertanto godere, eventualmente, dei vantaggi economici di un coefficiente ISEE ridotto),
se il Governo intenda, in vista della definitiva riscrittura delle norme prevista entro il 31 maggio 2012, eliminare la suddetta grave fonte di ingiustizia sociale;
in particolare, se intenda provvedere a ridefinire il concetto di nucleo familiare, al quale dovranno appartenere entrambi i genitori chiamati al mantenimento dei figli, a prescindere dalla formale attribuzione di un luogo di residenza, fermo restando l'obbligo di rispettare il diritto indisponibile dei figli minori di mantenere un "rapporto equilibrato e continuativo" con entrambi, entrambi incaricati di fornire loro "cura, educazione e istruzione";
se intenda rispettare il principio di cui all'art. 155 del codice civile, quarto comma, secondo il quale l'obbligo di mantenere i figli spetta ad entrambi i genitori in misura proporzionale ai redditi di ciascuno, ovvero costruire l'ISEE dei genitori separati attribuendo a ciascuno la frazione di onere che effettivamente sostiene e di conseguenza assicurando il corretto godimento delle agevolazioni.
(2-00456)
SBARBATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
secondo fonti di stampa, il Governo si appresta, con un decreto, a tassare nella misura di 2 centesimi le comunicazioni via sms da cellulare, computer o siti Internet gestiti da società telefoniche, per finanziare la Protezione civile in un Paese che già annovera le tariffe più care d'Europa e un roaming ancora da uniformare agli standard comunitari;
gli sms sono divenuti un utile e veloce strumento di lavoro e hanno abbattuto notevolmente i costi delle comunicazioni telefoniche almeno fra le fasce di popolazione più giovane;
nella maggior parte dei casi, le compagnie telefoniche propongono contratti forfettari dai quali è impossibile isolare il costo del singolo sms;
per le tariffe "tutto compreso" business è previsto un numero di sms tale che se si moltiplicasse la cifra di 2 centesimi per 800 o per 1.000 o per un numero più alto, si determinerebbe un importo dell'aumento maggiore del costo che la compagnia telefonica richiede al cliente per il pacchetto di sms mensili consentiti,
se risulti chi dovrebbe assumere l'onere dell'aumento: le compagnie telefoniche o gli utenti;
se al Governo risulti cosa accadrebbe alle tariffe telefoniche "tutto compreso" con contratti in vigore e con scadenza posteriore all'entrata in vigore dell'aumento;
se risulti come si determinerebbe il maggiore importo se per le tariffe forfettarie e per quelle che prevedono la dicitura "illimitati" non è quantificabile il costo del singolo sms.
(3-02797)
BIONDELLI, BIANCONI, GRAMAZIO, COSENTINO, CHIAROMONTE, BOSONE, RIZZI, BASSOLI, MUSI, GRANAIOLA, TOMASSINI, RIZZOTTI - Al Ministro della salute - Premesso che:
il CEM (Centro d'educazione motoria) che si trova a Roma ed ospita persone disabili è gestito dal nucleo CEM dei pionieri di Roma della Croce rossa italiana (CRI);
il Centro risulta essere tra i più importanti in Italia per la tipologia di assistenza rivolta anche a persone con handicap molto gravi che accoglie in diversi tipi d'ambienti: reparti attrezzati per le persone che hanno bisogno d'assistenza completa e continua, ed una struttura abitativa protetta, come "casa famiglia", per alcuni ospiti più autosufficienti. La struttura è dotata, inoltre, di diversi servizi quali laboratori d'arti e mestieri, palestra, salone per le feste ed un ampio parco;
le persone disabili che attualmente vivono nella struttura sono circa 50 ed in molti casi tra di loro si è stretto un importante legame amicale e di condivisione delle attività che vengono svolte, legame che in un contesto di questo tipo assume una rilevanza del tutto particolare per il benessere di queste persone e per le loro famiglie;
la struttura si trova oggi ad avere un forte disavanzo finanziario, pari a circa 4 milioni di euro, e questo si ripercuote anche su un'adeguata assistenza da parte del personale sanitario soprattutto durante i periodi di ferie. Inoltre, a seguito della ristrutturazione che da tempo coinvolge la CRI è molto forte il rischio che il Centro venga chiuso per mancanza di fondi,
se il Ministro in indirizzo sia al corrente della situazione che si potrebbe verificare a danno di queste persone altamente disabili;
se, in considerazione del buon livello della struttura, alla quale fanno riferimento anche molte famiglie, non ritenga necessario aprire un tavolo di confronto con le parti interessate della CRI e della Regione Lazio al fine di trovare la soluzione migliore per evitare la chiusura del Centro rivedendo eventualmente la forma di accreditamento.
(3-02798)
BARBOLINI, GHEDINI, NEROZZI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
dal 6 aprile 2012 sul sito della Direzione provinciale del lavoro di Modena è riportata la scritta: «chiusura del sito "dplmodena.it". Il Segretario generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una nota del 5 aprile 2012, indirizzata anche alla Direzione territoriale di Modena, ha stabilito che: "al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza e dai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli uffici territoriali, si chiede alle SS. LL di provvedere alla immediata chiusura del sito internet"» della stessa Direzione provinciale;
aperto il 19 febbraio 2001, come strumento di supporto all'ufficio relazioni con il pubblico, il sito che si occupa di lavoro, pensioni, permessi di soggiorno, è stato visitato in questi anni da circa 18 milioni di utenti;
negli ultimi dieci anni la Direzione provinciale del lavoro di Modena ha contribuito attraverso il sito alla diffusione delle conoscenze sulle novità in materia di lavoro raccogliendo le più importanti disposizioni normative giurisdizionali e dottrinali convogliandole in un unico sito per facilitarne la consultazione;
la chiusura del sito ha registrato da subito la contrarietà delle organizzazioni sindacali ed economiche, delle istituzioni locali, delle forze politiche modenesi in quanto si è sempre ritenuto il sito uno strumento prezioso e utile al servizio delle parti sociali e delle istituzioni;
il ministro Fornero, a margine dei lavori in Senato per il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro, l'11 aprile avrebbe affermato di non avere l'abitudine di chiudere i siti, che se si fosse trattato di un sito buono il Ministero avrebbe fatto tesoro delle buone idee e le avrebbe valorizzate e che l'informazione non va fermata,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno revocare il provvedimento di chiusura del sito della Direzione provinciale del lavoro di Modena adottato dal Segretario generale;
se non reputi che le motivazioni addotte per la chiusura e cioè che il sito, essendo istituzionale, deve essere ricondotto all'interno delle regole della pubblica amministrazione e aggiornato sulla base dei documenti ufficiali, rappresentino una forzatura considerato che le Direzioni provinciali del lavoro operanti in Italia costituiscono un universo variegato in termini di siti Internet;
se e quanti oneri siano a carico del Ministero per il funzionamento dei siti territoriali e, disponendo il Ministero stesso di un sito Internet, quali siano gli oneri per il funzionamento del sito stesso.
(3-02799)
LANNUTTI - Ai Ministri degli affari esteri, per gli affari europei e della giustizia - Premesso che:
risulta all'interrogante che la cittadina italiana M.I. ha presentato, in data 27 luglio 2010, una denuncia alla Commissione europea (prot. n. CHAP201002528), per inadempienza giudiziaria di Stato membro, nei confronti del Regno Unito;
la vicenda scaturisce da una denuncia a carico di Goldman Sachs a Londra da parte della cittadina italiana dove, dal febbraio 2000, ha ricoperto l'incarico di assistente compravendita azionario europeo, per licenziamento ingiustificato, discriminazione di genere e nazionalità, mobbing, violazione di Statuto, violazione di contratto, diffamazione, violazione dei diritti umani ed estromissione forzata illegale attraverso l'uso della violenza fisica. In particolare la cittadina, non avendo trovato alcuno studio legale che volesse rappresentarla in giudizio presso la competente autorità giudiziaria a Londra, decide, come previsto dal diritto inglese, di autorappresentarsi presso il Tribunale del lavoro di Holborn di Londra ed altri sedi giudiziarie britanniche;
dopo alcuni solleciti, la Commissione europea, con notevole ritardo, in data 26 gennaio 2011, risponde alla cittadina, scusandosi dell'inconveniente, che la stessa non è autorizzata ad intervenire sul caso portato alla sua attenzione. Conseguentemente la cittadina denuncia l'accaduto al Ministero degli affari esteri richiedendo l'intervento del Consolato italiano a Londra nonché un'indagine entro l'operato della Commissione europea;
il Ministero degli affari esteri inoltra la denuncia della signora alla Sezione italiani all'estero che però, a sua volta, risponde che l'azione può essere promossa esclusivamente da un legale rappresentante;
la cittadina lamenta che: la sua vertenza di lavoro giace in attesa di sentenza sulle scrivanie di tribunali e corti del Regno Unito, non avendo tali autorità giudiziarie deciso alcunché nel merito, così impedendole di accedere ai previsti canali giudiziari successivi; è stato violato l'art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea, C364/1 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee il 18 dicembre 2000, relativamente al diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale per cui "Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo. Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare. A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia";
le inadempienze delle autorità giudiziarie britanniche e la difficoltà a trovare una rappresentanza legale sono a giudizio dell'interrogante dovute all'influenza del potente colosso finanziario che non vuole riconoscerle i propri diritti di lavoratore,
(4-07272)
MORANDO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il decreto-legge n. 225 del 2010 (proroga termini), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10 del 26 febbraio 2011, ha disposto - modificando il decreto-legge n. 78 del 2010, che ne aveva stabilito la soppressione - che il Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali venga riorganizzato presso la Camera di commercio di Brescia, secondo quanto disposto da un regolamento da emanarsi tramite un concerto tra il Ministero dello sviluppo economico e quello dell'economia e delle finanze;
l'attività del Banco risulta essenziale per lo sviluppo di un settore produttivo, nel quale il Paese vanta una posizione di eccellenza, capace di mantenere ed accrescere la rilevante quota di mercato mondiale conquistata negli anni proprio dalle imprese concentrate nel distretto industriale bresciano;
a distanza di più di un anno non risultano ottemperati gli obblighi di compiere i necessari atti amministrativi, fissati dalla legge approvata dal Parlamento;
questo immotivato ritardo provoca incertezza, con potenziale grave pregiudizio per il buon andamento del settore industriale;
è compito del Governo nella sua collegialità, qualora il ritardo sia motivato da disparità di orientamenti tra le due amministrazioni coinvolte, dirimere le controversie e provvedere all'emanazione dei richiesti atti amministrativi, senza impegnare i soggetti portatori di interessi legittimi (produttori, enti locali, Camera di commercio) in improprie attività di mediazione tra i Ministeri stessi,
si chiede di conoscere quali siano le ragioni del ritardo accumulato, per poterle rapidamente rimuovere.
(4-07273)
BUGNANO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
dal 6 aprile 2012 è stato oscurato il sito della Direzione provinciale del lavoro (Dpl) di Modena. A riferirlo è un comunicato del Segretario generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che appare sulla home page del portale e in cui si spiega che la misura è stata adottata "al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli uffici territoriali;
stando a quanto riferito da organi di stampa, il motivo fondamentale dell'oscuramento del sito sarebbe da attribuire ad un comportamento dell'ufficio ritenuto poco corretto da parte del Dicastero. Questo comportamento si sarebbe concretizzato con la pubblicazione del testo del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro quando ancora era in fase di approvazione e dunque non ufficiale;
a giudizio dell'interrogante, sarebbe stato più ragionevole ricondurre tale azione alla volontà della Direzione di offrire un servizio efficiente e veloce all'utenza, così come accaduto fino al momento dell'oscuramento del sito. Tale sito, nato il 19 febbraio 2001 come strumento di supporto all'Ufficio relazioni con il pubblico, ha sempre offerto un'informazione di qualità, guidando l'utenza nel ginepraio delle leggi e regolamenti relativi alla legislazione lavorativa e previdenziale;
pur volendo necessariamente configurare la decisione della Dpl di pubblicare il testo non ufficiale del provvedimento come un errore, in quanto essa è pur sempre uno strumento della pubblica amministrazione e, in quanto tale, è tenuta ad assumere comportamenti uniformi con il resto delle altre strutture collegate, la reazione del Ministero, esplicatasi in una vera e propria censura, appare eccessiva ed a carattere punitivo;
risulta da organi di stampa che il Ministro in indirizzo non fosse a conoscenza della decisione assunta dal Segretario generale e che, una volta ricevuta l'informazione, lo stesso Ministro avrebbe dichiarato che, qualora la motivazione della chiusura del sito fosse esclusivamente imputabile alla leggerezza commessa dal direttore della Dpl Modena, Eufranio Massi, di pubblicare sul sito dell'agenzia il testo della riforma scaricato dal sito del quotidiano "Il Sole-24 ore", la riterrebbe «una punizione eccessiva per un eccesso di intraprendenza che va bene nei giornali ma un po' meno nelle Istituzioni», ma che non sembrerebbe talmente grave da giustificare l'oscuramento. Il Ministro avrebbe inoltre dichiarato quanto segue: «se il sito della Dpl di Modena è davvero così ben fatto lo prenderei come esempio, come modello a cui ispirarsi, e chiederei a Massi di collaborare al nostro sito per migliorarlo. Ma aspetto, e vi chiederei di aspettare, prima di giudicare»,
come il Ministro in indirizzo intenda intervenire rispetto alla vicenda e se siano o meno stati adottati provvedimenti tesi ad una definitiva soluzione;
se e come si intendano valorizzare per il futuro le buone pratiche poste in essere da alcune realtà territoriali operanti nel settore del pubblico impiego, nel caso specifico dalla Direzione provinciale del lavoro di Modena, al fine di garantire il rispetto del principio della trasparenza e dell'obbligo in capo alla pubblica amministrazione di informare e comunicare le novità legislative di volta in volta intervenute, in modo tale da consentire un consapevole esercizio da parte dei cittadini dei propri diritti, nonché di favorire l'adempimento dei doveri in capo agli stessi.
(4-07275)
CARLINO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
nei primi nove mesi del 2011 la compagnia aerea Meridiana fly, la seconda compagnia aerea italiana, registrava perdite per un totale di 62 milioni di euro, quasi il quadruplo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un risultato dovuto tra l'altro alla crisi in Egitto, meta abituale di numerosi passeggeri della Meridiana, e all'aumento del costo del carburante;
in conseguenza di tale situazione, nel giugno 2011 metà degli oltre 1.600 dipendenti della Meridiana fly sono stati posti in cassa integrazione per due anni;
nel luglio 2011 Giuseppe Gentile, già proprietario di Air Italy, viene nominato amministratore delegato di Meridiana per risanare la compagnia che versava già in una grave situazione economica;
nell'autunno 2011, al fine di salvare Meridiana dal fallimento, la proprietà della stessa (il principe Karim Aga Khan) acquisisce Air Italy, integrandola con Meridiana fly, e compensa l'amministratore delegato Giuseppe Gentile con quote di partecipazione in Meridiana fly pari al 37 per cento; l'accordo prevede un'integrazione tra pari attraverso uno scambio di azioni e una forte ricapitalizzazione;
a partire dal primo mese del mandato dell'amministratore delegato Gentile, i lavoratori di Meridiana hanno assistito a un progressivo spostamento delle attività di volo, da Meridiana fly a Air Italy, per un numero complessivo di circa 200 tratte al mese nei mesi di bassa stagione;
in data 18 novembre 2011, poco dopo l'accordo di fusione, è stato firmato un accordo che fissa nuovi parametri per gli assistenti di volo e i piloti della Meridiana fino a fine 2012: tale accordo prevede una riduzione media dello stipendio dell'8 per cento, con punte che arrivano fino al 28 per cento, e l'abolizione del limite alle ore lavorative; tutto questo in evidente contrasto con la missione di salvataggio dell'azienda a partire dalle attività in essere e configurandosi piuttosto come un'operazione di dumping;
conseguenza dell'accordo del 18 novembre 2011 è che il personale di bordo, a fronte di una riduzione di stipendio che può arrivare anche al 28 per cento, si trova a dover prestare servizio anche per 24 ore continuative: si verifica dunque una costante esposizione del personale a ritmi lavorativi al limite della sopportazione fisica, con rischi potenziali anche per la sicurezza dei passeggeri;
il sacrificio economico richiesto al personale non ha apportato alcun miglioramento ai conti della compagnia: i lavoratori denunciano, infatti, che spesso gli ambienti sono in stato di abbandono, soprattutto per il prodotto commerciale di punta e più redditizio che è la business class e che non vi sono notizie circa lo stato di manutenzione generale degli aeromobili;
a partire da gennaio 2012 alcuni assistenti di volo Meridiana fly vengono trasferiti a scaglioni mensili, in distaccamento presso Air Italy, per la durata di quattro mesi ciascuno. Questo per sopperire alla carenza di personale Air Italy in seguito all'aumento delle attività sottratte a Meridiana;
la consociata Air Italy ha stabilizzato 71 dei suoi assistenti di volo a tempo determinato, con contratti a tempo indeterminato a partire dal 1° dicembre 2011 dopo la firma della Cassa integrazione guadagni straordinaria;
secondo quanto riportato da notizie di stampa, l'assemblea dei soci della Meridiana fly, tenutasi a Milano il 15 febbraio 2012, non ha deliberato l'aumento di capitale da 142 milioni di euro come invece previsto dal citato accordo di fusione tra Meridiana fly e Air Italy; ha deliberato l'aumento del numero dei membri del consiglio di amministrazione della Meridiana fly da 8 a 12, con possibilità di ulteriore aumento, e di aumentare il compenso fisso complessivo massimo del consiglio di amministrazione portandolo da un milione di euro a 1,5 milioni di euro lordi annui,
quali azioni concrete di competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di salvaguardare il rispetto da parte dei soggetti interessati degli accordi già sottoscritti per il rilancio della compagnia e la salvaguardia dei posti di lavoro;
se non ritengano necessario intervenire per garantire la salvaguardia della salute del personale viaggiante e la sicurezza dei passeggeri.
(4-07276)
PISCITELLI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
dall'anno accademico 2012/2013 saranno attivati dalle università i tirocini formativi attivi (TFA) con i relativi corsi di specializzazione per il sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, ai quali potranno accedere i docenti già abilitati e dunque inclusi nelle graduatorie ad esaurimento ma non ancora negli elenchi di sostegno;
gli elenchi di sostegno sono utili ai fini delle immissioni in ruolo e degli incarichi annuali;
negli elenchi di sostegno AD00, AD01, AD02, AD03 e AD04 sono già inclusi da tempo docenti anch'essi presenti nelle graduatorie ad esaurimento, con titolo di specializzazione acquisito a seguito di corsi pluriennali e con pluriennale esperienza di insegnamento nel sostegno, legittimati ad aspirare all'immissione in ruolo dopo anni e anni di insegnamento di sostegno,
come intenda il Ministro in indirizzo salvaguardare i diritti dei docenti già inclusi negli elenchi di sostegno della scuola secondaria di primo e secondo grado specializzati da anni, con pluriesperienza nel campo del sostegno, quindi con legittime aspettative e diritti di immissione in ruolo e come intenda tutelare i loro diritti dal possibile scavalcamento dei nuovi specializzati previsti dalle tornate dei TFA;
se sia a conoscenza del fatto che il punteggio negli elenchi di sostegno deriva dal relativo punteggio di inclusione sul posto comune in graduatoria ad esaurimento, dunque molti neo-specializzati, con nessuna pratica nel sostegno, potranno scavalcare docenti che lo insegnano da anni e in alcuni casi da oltre un decennio, vantando anni di specializzazione, formazione, aggiornamento e insegnamento;
se intenda o meno riservare ai neo-specializzati, a partire dal 2012/2013, una fascia di elenchi subordinata a quella dei già aventi diritto all'immissione in ruolo nel sostegno.
(4-07277)
BRUNO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il Ministro della giustizia pro tempore Clemente Mastella, con provvedimento ministeriale, ha provato a trasferire la sede della Scuola superiore di magistratura per le Regioni meridionali, da Catanzaro a Benevento;
tale inaspettato spostamento della localizzazione a parere dell'interrogante è da addurre e motivare unicamente con interessi campanilistici considerato che Benevento è territorio elettorale di riferimento del Ministro dell'epoca;
la regione Calabria, la provincia e la città di Catanzaro hanno vissuto lo spostamento della sede come l'ennesimo scippo perpetrato a danno del territorio;
inaspettatamente, in data 28 febbraio 2012, la IV sezione del Consiglio di Stato ha annullato la decisione del TAR del Lazio n. 3087 del 24 marzo 2009, che aveva accolto il ricorso proposto sul tema dalla Provincia di Catanzaro;
la decisione del Consiglio di Stato nell'annullare la sentenza del TAR, in accoglimento del ricorso della Provincia di Benevento, ha evidenziato unicamente un vizio procedurale consistente nel dichiarare inammissibile il ricorso della Provincia di Catanzaro in quanto non immediatamente notificato alla Provincia di Benevento;
la sentenza del Consiglio di Stato quindi, dichiarata l'inammissibilità del ricorso introduttivo della Provincia di Catanzaro, non entra in alcun modo nel merito;
la Provincia di Catanzaro, ritenendosi lesa, si accinge ora a presentare ricorso per revocazione ritenendo che la decisione appare fondata su di un errore di fatto in quanto risulta dagli atti come, al momento della proposizione urgente del ricorso, non si conosceva ancora il contenuto e la motivazione del provvedimento ministeriale ma solo il contenuto di un'intervista rilasciata dal Ministro;
l'ente quindi si era riservato di dedurre i motivi aggiuntivi all'esito della piena conoscenza del provvedimento reso noto nei termini di legge come poi concretamente avvenuto;
la problematica giuridico-amministrativa, quindi, non è ancora chiusa in quanto con la proposizione del mezzo di impugnazione rappresentato dalla revocazione è ancora pendente la controversia in sede giurisdizionale;
indipendentemente dall'esito del procedimento in fieri, sta di fatto che, come eloquentemente dichiarato dal TAR del Lazio unico organo che ad oggi ha esaminato nel merito il provvedimento adottato dal Ministro pro tempore Mastella, le censure sollevate dalla Provincia di Catanzaro sono pienamente fondate,
l'interrogante chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per dirimere la questione insorta e ridare certezza di trattamenti leali da parte dello Stato nei confronti della città di Catanzaro e della regione Calabria.
(4-07278)
3-02799, dei senatori Barbolini ed altri, sulla chiusura del sito della Direzione provinciale del lavoro di Modena;
3-02798, della senatrice Biondelli ed altri, sull'eventuale chiusura del Centro di educazione motoria (CEM) di Roma.