Source: http://www.studiocataldi.it/guide-procedura-penale/impugnazione-misure-cautelari-personali.asp
Timestamp: 2016-10-01 05:05:43+00:00
Document Index: 25017905

Matched Legal Cases: ['art. 309', 'art. 309', 'art. 391', 'art. 310', 'art. 299', 'art. 311', 'art. 292', 'art. 292']

Cerca Mezzi di impugnazione delle misure cautelari personali
Sono rimedi volti ad attivare un controllo da parte del giudice superiore, in ordine all�esercizio del potere cautelare. Si dividono in riesame, appello cautelare e ricorso per cassazione.
- riesame (art. 309 c.p.p.): proponibile da parte dell�imputato, avverso l�ordinanza di applicazione di una misura cautelare coercitiva, dinanzi al Tribunale del luogo ove ha sede la Corte d�Appello nel cui distretto � stato emessa l�ordinanza (c.d. Tribunale della libert�), nel termine di 10 giorni dall� esecuzione o dalla notificazione della misura; non � proponibile quando si tratti di misura disposta a seguito di appello del pubblico ministero; con tale mezzo si attiva una verifica di tipo ampio (integralmente devolutivo), non vincolata a motivi specifici di impugnazione, che non � neppure strettamente necessario indicare; il Tribunale, cui � demandato il potere di confermare, annullare o riformare il provvedimento impugnato, deve sottoporre a verifica la sussistenza e l�attualit� di tutte le condizioni di applicabilit� della misura, potendo anche solo limitarsi a correggere la motivazione, purch� tenendo conto in modo critico di tutte le ragioni proposte; per fare ci�, detto giudice, che non ha poteri istruttori d�ufficio, pu� avvalersi del materiale che gli � trasmesso ex art. 309 c. 5 c.p.p. e cio� degli atti posti a base della richiesta cautelare, ma anche del materiale prodotto dall�iniziativa delle parti; una tale conclusione � imposta dalla valorizzazione delle norme che prevedono le investigazioni della difesa (art. 391 octies cpp);
- appello cautelare (art. 310 c.p.p.): proponibile dal P.M., dall�imputato e dal suo difensore dinanzi al Tribunale della libert� avverso le ordinanze in materia di misure cautelari personali, per le ipotesi diverse dal riesame; in questo caso � necessario indicare i motivi di appello, anche se ci� non fa venir meno il dovere del Tribunale di esaminare anche i punti che siano indissolubilmente legati ai motivi di gravame e le questioni rilevabili d�ufficio; in particolare, quando vi sia appello del pubblico ministero avverso il rigetto di una misura da lui invocata, il Tribunale deve riconsiderare in via autonoma anche quelle condizioni di applicabilit�, compresa l�attualit� delle esigenze cautelari, non toccate dai motivi di impugnativa, in ossequio al disposto dell�art. 299, commi 1� e 3� c.p.p.; tale norma, di portata generale, esprime l�esigenza, propria dei provvedimenti de libertate, di una costante verifica, da condurre anche alla stregua di fatti sopravvenuti, della gravit� indiziaria e della persistenza delle esigenze cautelari, anche in riferimento all�entit� della sanzione irrogabile;
- ricorso per Cassazione (art. 311 c.p.p.): proponibile da parte del P.M. che ha richiesto l�applicazione della misura, dell�imputato e del suo difensore, avverso le ordinanze emesse dal Tribunale in seguito a riesame o appello, entro 10 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell�avviso di deposito del provvedimento. I motivi di ricorso statisticamente pi� frequenti, relativi al difetto di una o pi� delle condizioni che legittimano la misura applicata, con riferimento alla gravit� indiziaria o alle esigenze cautelari, devono essere introdotti secondo lo schema del giudizio di legittimit� e, in particolare, devono evidenziare una violazione dell� obbligo di motivazione previsto dai commi 2 lett. c e c bis e 2 ter dell�art. 292 c.p.p. In tale ambito, l�oggetto del controllo demandato alla Corte di Cassazione non potr� che riferirsi alla congruit� logico-giuridica della motivazione, alla eventuale mancata risposta a specifica lamentela fatta valere con il riesame o con l�appello o ad ipotesi di travisamento della prova, sotto forma di menzione di una prova mai assunta o di mancata considerazione di una prova assunta, purch� si tratti di travisamenti dotati di decisivit�. Ancor pi� ristretto parrebbe l�ambito del ricorso per saltum, previsto dal secondo comma dell�articolo in commento, il quale prevede la possibilit� che l�imputato, attinto da una misura coercitiva, scelga di rinunciare al riesame e di adire direttamente la Corte di legittimit�. Infatti, in questo caso, secondo l� orientamento pi� restrittivo, sarebbe precluso un sindacato ampio in tema di contraddittoriet� o manifesta illogicit� della motivazione, essendo possibile invece dedurre la mancanza assoluta di motivazione o, come pi� spesso accade, la motivazione apparente, anche in riferimento alla violazione dell�obbligo di motivare in ordine a tutti i profili contemplati dall�art. 292 c.p.p.