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Timestamp: 2013-05-20 11:29:44+00:00
Document Index: 179666927

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1534 (ore 11,19)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.33.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.33, presentato dal senatore Ranucci e da altri senatori.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1534
PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.34.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.34, presentato dal senatore Della Seta e da altri senatori.
Vi pregherei sentitamente di votare solo per voi presenti e non per gli assenti. Votare per i colleghi assenti non ha senso, è negativo e non modifica neppure il risultato. (Il senatore Digilio raggiunge i banchi dell'opposizione).
Ai controlli ci pensa il senatore Segretario Stradiotto.
GARRAFFA (PD). C'è la senatrice Bonfrisco!
PRESIDENTE.Senatore Digilio, la richiamo! Torni al suo posto, è il senatore Segretario che deve svolgere queste operazioni. (Proteste del senatore Digilio). La richiamo per la seconda volta e chiedo che il mio richiamo sia messo a verbale. (Reiterate proteste del senatore Digilio). Senatore, se continua la espello dall'Aula! (Proteste dal Gruppo PdL). Poiché c'è il senatore Segretario che sta effettuando i controlli, nessuno, oltre i senatori Segretari, deve farlo. Non ci devono essere intromissioni o interferenze. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.306.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.306, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.
FLUTTERO (PdL). Signor Presidente, trasformo l'emendamento 2.35 in un ordine del giorno.
D'ALI', relatore. Domando di parlare.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, ho appena ricevuto il testo dell'ordine del giorno riguardo al quale suggerisco, innanzitutto, di sostituire le parole «a diramare disposizioni allo scopo di» con le altre: «a valutare l'opportunità di».
Per mio conto, l'ordine del giorno può essere accolto come raccomandazione, ma per il giudizio finale mi rimetto al Governo.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno nel testo proposto dal relatore.
PRESIDENTE. Senatore Fluttero, accetta la riformulazione e l'accoglimento come raccomandazione?
FLUTTERO (PdL). Si, signor Presidente.
PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G2.35 si intende accolto come raccomandazione.
Metto ai voti l'emendamento 2.37, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 2.39, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.307.
ZANDA (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Zanda, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.307, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.308.
GIAMBRONE (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Giambrone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.308, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
PRESIDENTE.Sull'emendamento 2.42 c'è un invito a trasformarlo in ordine del giorno. Senatore Lusi, accetta tale invito?
LUSI (PD). No, signor Presidente, ne chiedo la votazione.
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 2.42.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.42, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.43.
DI STEFANO (PdL). Lo ritiro, Presidente. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Sull'emendamento 2.44 c'è un invito a trasformarlo in ordine del giorno.
CICOLANI (PdL). Accolgo l'invito, Presidente. PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.44 non verrà posto in votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.46.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore D'Alia, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.46, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.47.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.47, presentato dal senatore Ranucci e da altri senatori.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.48 c'è un invito al ritiro.
DI STEFANO (PdL). Accolgo l'invito, Presidente, e ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.702.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.702, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE.Sull'emendamento 2.309 c'è un invito a trasformarlo in ordine del giorno; lo accoglie, senatore Mascitelli?
MASCITELLI (IdV). No, Presidente. Non accolgo l'invito e chiedo la votazione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo pertanto alla votazione dell'emendamento 2.309.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.309, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.51.
FLUTTERO (PdL). Lo ritiro, Presidente. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Metto ai voti l'emendamento 2.601, presentato dalla Commissione.
Metto ai voti l'emendamento 2.52, presentato dalla Commissione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.310.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.310, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.54 è improcedibile.
L'emendamento 2.800 è stato accantonato.
Passiamo all'emendamento 2.55.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.703.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.703, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.704.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.704, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.
FLERES (PdL). Domando di parlare.
FLERES (PdL). Signor Presidente, è la seconda volta che succede questa mattina: anche per questa votazione il sistema non ha registrato il mio voto. C'è qualche contatto che non va.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto: resta agli atti che lei era presente e ha votato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.311.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.311, presentato dal senatore Astore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.59.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.59, presentato dal senatore Bubbico e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.705.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.705, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.312 (testo 2).
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.312 (testo 2), presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, propongo di votare l'emendamento 2.630 come aggiuntivo all'articolo e non al comma 12. Mi sembra inoltre corretto suggerire la seguente modifica: «Il Governo è tenuto a trasmettere un'informativa annuale al Parlamento», anziché «ad effettuare un'informativa annuale, da presentare alle Commissioni parlamentari competenti». Sarà infatti cura dei Presidenti di Camera e Senato trasmetterla alle Commissioni competenti. Mi sembra una formulazione più in linea con la nostra prassi istituzionale. L'emendamento assume la nuova numerazione 2.0.19.
PRESIDENTE. L'emendamento è pertanto da intendersi volto ad inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 2.
Metto ai voti l'emendamento 2.2000, presentato dal Governo.
Metto ai voti l'emendamento 2.64, presentato dalla Commissione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.314.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.314, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G2.300.
D'ALI', relatore. Sull'ordine del giorno G2.300 ho già espresso un parere positivo, frutto anche di una sollecitazione in sede di discussione degli emendamenti. Avevo anche segnalato ad alcuni colleghi che avevano presentato emendamenti di uguale tenore - ma non sta a me prendere l'iniziativa e si tratta quindi di una pura segnalazione - di completare l'ordine del giorno con il contenuto dei loro emendamenti. Il parere comunque è favorevole e spero che il Governo lo possa accogliere.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprimo parere conforme a quello del relatore e accolgo l'ordine del giorno.
FLUTTERO (PdL). Domando di parlare.
FLUTTERO (PdL). Signor Presidente, abbiamo votato l'emendamento 2.312 (testo 2), poi siamo passati al 2.630 e quindi abbiamo concluso la trattazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Non sono stati posti in votazione gli emendamenti 2.570, 2.313 e 2.62, di argomento omogeneo. Non ho compreso le intenzioni del relatore e del Governo su questi emendamenti, o forse ero distratto.
PRESIDENTE. Senatore Fluttero, è stato deciso di esaminare tali emendamenti insieme a quelli riferiti all'articolo 3.
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, anche a nome dei senatori Lusi, Della Seta e Legnini, chiedo di aggiungere la firma all'ordine del giorno G2.300, di cui è primo firmatario il senatore Mascitelli.
PRESIDENTE.Senatore Mascitelli, è d'accordo?
MASCITELLI (IdV). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.300 non verrà posto in votazione.
Metto ai voti l'emendamento 2.0.19, presentato dalla Commissione.
Sull'emendamento 2.0.1 è stato formulato un invito al ritiro. Chiedo al senatore Piccone se intende accogliere tale invito.
PICCONE (PdL). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 2.0.300.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.0.300, presentato dalla senatrice Finocchiaro e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.301.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.0.301, presentato dalla senatrice Finocchiaro e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, vorrei sollecitare una riflessione sull'articolo 3, perché la Commissione bilancio - il presidente Azzollini ne potrà dare atto - ha accantonato l'esame della copertura finanziaria su due emendamenti molto importanti - uno della Commissione e uno a firma di colleghi del Partito Democratico - che attengono alla verifica dell'integrità della copertura finanziaria per gli interventi di ricostruzione con particolare riferimento alla prima casa. (Brusìo).
PRESIDENTE. La prego, senatore Legnini, attenda un attimo.
Colleghi, chi vuole uscire dall'Aula può farlo; state tranquilli che non ho fatto chiudere, né sigillare le porte. Invito soltanto chi ha esigenza di allontanarsi a farlo rapidamente, perché il senatore Legnini sta sollevando una questione rilevante e vorrei quindi dar modo a quelli che rimangono di seguire.
LEGNINI (PD). La ringrazio, signor Presidente.
A seguito di una nostra precisa richiesta, il Presidente della Commissione bilancio ha disposto l'acquisizione di una relazione tecnica integrativa su quegli emendamenti, anche se naturalmente la valutazione si estende poi alla copertura finanziaria dell'intero articolo 3.
Per questa ragione, le chiedo di voler disporre l'accantonamento dell'intero articolo 3, in attesa che la Commissione bilancio faccia il suo lavoro, poiché è evidente che tutti gli emendamenti che insistono su questo articolo interferiscono sul problema di carattere finanziario cui ho fatto riferimento.
PRESIDENTE. Invito il relatore a pronunziarsi sulla richiesta di accantonamento dell'intero articolo 3 avanzata dal senatore Legnini, in base alle motivazioni espresse con riferimento al lavoro che la Commissione bilancio deve ancora compiere.
In questo caso, si passerebbe all'illustrazione e alla successiva votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 4.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, mi pare che le questioni relative all'articolo 3 siano state tutte ampiamente risolte: ci può essere forse un'esigenza di chiarimento che può emergere dalla discussione. Non ho difficoltà. Tuttavia, se dobbiamo accantonare l'articolo 3, che è veramente importante per il prosieguo della discussione, dobbiamo sospendere i lavori. Non possiamo passare direttamente all'esame dei successivi articoli, perché - ripeto - è essenziale definire l'articolo 3 per procedere con gli altri. Non mi sembra vi siano problemi di bilancio, a meno che il Presidente della 5a Commissione non intenda intervenire.
AZZOLLINI (PdL). Domando di parlare.
AZZOLLINI (PdL). Signor Presidente, intervengo solo per una questione di natura tecnica. L'accantonamento dell'emendamento 3.700 e la relazione tecnica richiesta, che va incontro ad esigenze molto giuste poste all'interno della Commissione, tecnicamente non impedisce che si discuta degli altri emendamenti. Ciò perché, ove si dovesse modificare sulla base della relazione tecnica del Governo la copertura finanziaria su quegli emendamenti rendendola più idonea, sarebbe una questione che a quel punto si potrebbe comunque introdurre. È chiaro che l'accantonamento di quell'emendamento impedirebbe il voto finale sull'articolo, ma non su tutti gli altri emendamenti.
Questo esclusivamente sotto il profilo tecnico. Per le altre questioni, la decisione naturalmente non compete a me.
PRESIDENTE. Senatore Legnini, sarei propenso a procedere. Capisco la sua obiezione. Ho ascoltato anche i rilievi tecnici, però in questo momento ho una preoccupazione: ci siamo tutti impegnati perché questo provvedimento venga approvato entro domani. Avevo preso in considerazione l'idea di passare immediatamente agli emendamenti riferiti all'articolo 4 accantonando l'intero articolo 3, così come richiesto, ma in realtà viene detto che ci sarebbe bisogno di una sospensione dei lavori. D'altra parte, occorre tener presente anche quanto sottolineato dal presidente Azzollini dal punto di vista tecnico, cioè che, mentre sul voto finale ci sarebbero delle ripercussioni, tuttavia l'emendamento accantonato, per quanto rilevante, non impedirebbe la prosecuzione dell'esame degli altri emendamenti.
Sulla base di queste considerazioni, senatore Legnini, la inviterei a riflettere e a valutare se è possibile procedere.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, la prego di credere che la questione che ho posto ha una sua rilevanza; se crede, posso diffondermi nello spiegare la consistenza del problema che ho sollevato. Stiamo parlando dell'aspetto centrale del provvedimento, cioè se ci sono o no le risorse sufficienti - relativamente sia al testo sia agli emendamenti approvati in Commissione che ad altri presentati - per la ricostruzione delle abitazioni. Nel momento in cui la Commissione, come ha detto il presidente Azzollini, proprio sul punto della correttezza della copertura finanziaria della ricostruzione, ha disposto l'acquisizione di una nuova relazione tecnica, non comprendo come si possano vagliare gli emendamenti riferiti all'articolo 3.
Tuttavia, poiché il nostro intento non è in alcun modo dilatorio né di altro genere, ma è esclusivamente quello di pervenire ad un esame puntuale e informato del provvedimento, potremmo anche procedere con l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 3, con riserva poi di intervenire, emendamento per emendamento, su quelli che interferiscono direttamente sul tema della copertura. Credo che saranno diversi, perché è vero quanto sostenuto dal presidente Azzollini, ossia che non vi sono impedimenti di ordine tecnico, ma vi è una strettissima correlazione tra diversi di questi emendamenti e il problema a cui mi sono in precedenza riferito.
PRESIDENTE. Senatore D'Alì, da un rapido esame dei testi sono molti gli emendamenti condizionati da questo aspetto. Quindi, possiamo procedere all'illustrazione, ma poi avremo un bel blocco su cui non potremo proseguire oltre. In ogni caso, se non si può anticipare l'esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti, con una conseguente sospensione dei nostri lavori, preferirei proseguire con l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Quelli sui quali ci sarà una richiesta di non procedere, verranno accantonati. Il lavoro sarà solo un po' più complicato in seguito.
Invito dunque i presentatori ad illustrare gli emendamenti e l'ordine del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.
MASCITELLI (IdV). Signor Presidente, mi riservo di intervenire in dichiarazione di voto sugli emendamenti da me presentati.
PASTORE (PdL). Signor Presidente, illustro gli emendamenti spostati dall'articolo 2 all'articolo 3, che riguardano le questioni, da non sottovalutare, dei condomini.
Il terremoto ha colpito un'intera città, quindi le proprietà condominiali sono numerose. Occorre allora verificare se la disciplina vigente nel nostro sistema, come dettata dal codice civile, favorisca o intralci la ricostruzione. Un conto infatti è ricostruire o recuperare un condominio in una situazione normale, un altro è recuperare un contesto abitativo con più unità in una situazione come quella aquilana, per la quale è evidente la necessità di intervenire in maniera coordinata.
Allora, il mio emendamento, che diventa aggiuntivo ad un emendamento approvato già in Commissione, riduce i quorum assembleari per decidere la ricostruzione del fabbricato. Questo, al fine di favorirla. Infatti, in caso contrario, potrebbe anche non essere effettuata per l'opposizione di una parte dei proprietari di unità immobiliari. È comunque salvaguardato il principio della maggioranza per capi, cioè per proprietari; si riduce il quorum dei millesimi di proprietà necessari per deliberare. In questo modo le norme del codice che già disciplinano queste situazioni potranno essere applicate in maniera più snella, più efficace e rispondente agli scopi e al dettato della disciplina dell'articolo 3.
ASTORE (IdV). Signor Presidente, si tratta di emendamenti di buon senso per i quali mi rivolgo ai senatori abruzzesi della maggioranza, che spero riescano a convincere i loro colleghi. Ritengo infatti che in questa materia la netta chiusura della maggioranza nei confronti delle proposte dell'opposizione sia assurda.
Come sapete, in alternativa alla ricostruzione, verrà finanziato anche l'acquisto. In proposito, l'emendamento 3.309 chiede di esentare, a determinate e rigorose condizioni, da ogni tributo, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto, gli atti di acquisto di prima casa, anche ubicata in comuni non colpiti dal sisma, come nel caso di Pescara. Mi sembra una norma ragionevole per dare un certo vantaggio a chi deve riacquistare la casa.
MARINI (PD). Signor Presidente, illustro l'emendamento 3.222 (testo corretto) e faccio un breve cenno anche all'emendamento 3.0.303 (testo corretto). Se sarà necessario, fornirò ulteriori chiarimenti in sede di dichiarazione di voto.
L'emendamento 3.222 (testo corretto) riguarda la ricostruzione dei centri storici e, in particolare, un numero sostanzioso di palazzi di impostazione rinascimentale, ricostruiti ai primi del Settecento, dopo il terremoto del 1703, che non siano prime case e magari appartenenti a cittadini che non risiedono all'Aquila. Siamo nell'ordine di qualche centinaio di edifici che caratterizzano il centro storico.
In questo emendamento c'è un impegno e devo ammettere che in Commissione, con una esplicitazione della posizione del Governo, è stato compiuto un passo avanti. Noi lo vorremmo più completo, sostenendo che, comunque si consideri l'economia della Provincia dell'Aquila (il polo informatico non esiste più e, se anche resistono i settori farmaceutici e meccanici, questi vanno indubbiamente difesi), la sua prospettiva - come abbiamo detto altre volte - è nella valorizzazione del territorio, nel turismo e nel recupero di produzioni di nicchia allo scopo di trattenere i giovani.
Quindi, ricostituire il patrimonio culturale - naturalmente considerando le competenze del Ministero dei beni culturali - è uno dei passaggi fondamentali per trattenere i giovani sul territorio e proiettarsi nel futuro. Vi è quindi un impegno, dopo il primo passo fatto in Commissione, a mettere al centro delle preoccupazioni questa enorme questione. Signor Presidente, se lei si reca all'Aquila in questi giorni, vedrà che la città fa ancora impressione malgrado i lavori di primo intervento: non c'è nessuno. Questo è un punto centrale per la ricostruzione. Del resto, il marchese Garofalo, inviato dai Borboni dopo il terremoto del 1703 per salvare la città che si stava spopolando, chiese la sospensione di ogni tributo per dieci anni, motivandola appunto con la ripresa della città, anche se allora la neve e le montagne non rappresentavano una ricchezza come adesso.
Ritengo importanti questi due emendamenti e, qualora fosse necessario un chiarimento ulteriore, potrò nuovamente intervenire in sede di dichiarazione di voto. (Applausi dal Gruppo PD e Astore).
VALENTINO (PdL). Domando di parlare.
VALENTINO (PdL). Signor Presidente, chiedo di poter apporre la mia firma all'emendamento 3.222 (testo corretto) illustrato poc'anzi dal senatore Marini, perché ne condivido appieno lo spirito e le ragioni. Il cuore e l'anima dell'Aquila sono il suo centro storico, quei palazzi gentilizi che rispecchiano la sua tradizione e la sua cultura. Quindi, un'attenzione maggiore verso l'edificazione più celere merita grande apprezzamento.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti all'articolo 3 si intendono illustrati.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.700 e 3.701. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.600 della Commissione.
Vi è poi una serie di subemendamenti all'emendamento 3.5000 della Commissione, sui quali il parere è contrario su tutti.
L'emendamento 3.5000 della Commissione costituisce una modifica al testo originario approvata in Commissione dopo ampio dibattito e con il consenso di quasi tutte le forze politiche presenti. Esso chiarisce la portata dell'intervento per la ricostruzione, nel senso che le spese per la ricostruzione, l'acquisto di casa equivalente o la ristrutturazione degli immobili adibiti ad abitazione considerata principale vengono risarcite. Quindi le abitazioni principali vengono interamente risarcite del danno che hanno subito. Questo è un momento importante, come si è sottolineato in più interventi, perché si accerta con chiarezza questo punto.
L'altro punto di chiarezza che è scaturito dalla discussione riguarda l'utilizzo del credito d'imposta, che avviene su richiesta dell'interessato, quindi la discrezionalità è riservata al beneficiario e, per un'ulteriore interpretazione, ritengo di poter affermare che il credito d'imposta, sempre su base volontaria, sia utilizzabile anche in occasione di eventuale ammortamento di finanziamenti agevolati. Questo chiarisce ulteriormente il quadro, come era stato chiesto. Forse il testo avrebbe potuto esprimersi in termini più efficaci, ma rispetta comunque il senso che tutti noi abbiamo inteso. Per questo ritengo possa essere approvato.
La lettera d), inoltre, aggiunge una novità: infatti mentre prima il rimborso dei mutui, in mancanza di chiarezza sul risarcimento integrale, era considerato complementare all'intervento contributivo, adesso invece è considerato aggiuntivo. Il Governo ha ritenuto di dover intervenire ulteriormente in favore di quei cittadini che, nella normalità della loro attività e della loro sistemazione familiare, avevano deciso di acquistare un'abitazione principale; lo avevano fatto accendendo un mutuo e quindi sicuramente avevano e hanno un debito residuo. Lo Stato interviene su questo debito residuo con una cifra sino a 150.000 euro assumendosi l'onere del pagamento. Questo mi sembra un aumento significativo dell'intervento del Governo sia in termini di chiarezza, rispetto ai contributi e all'utilizzo del credito d'imposta, sia in termini di risorse, perché sicuramente saranno moltissimi i cittadini e i nuclei familiari che beneficeranno di questa ulteriore previsione.
Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.300, 3.301, e 3.18.
Invito al ritiro dell'emendamento 3.20, altrimenti il parere è contrario, stante il parere contrario della 5a Commissione e anche perché alcune sue previsioni sono state inserite nell'emendamento governativo.
Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.303, mentre invito al ritiro degli emendamenti 3.304, che mi pare abbastanza superato, 3.305 e 3.306, che tratta la stessa materia; in caso contrario il parere è contrario.
Stante il parere contrario della 5a Commissione, in mancanza di una clausola di invarianza finanziaria, esprimo parere contrario sull'emendamento 3.307.
Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 3.702, 3.28 (sul quale è contrario anche il parere della 5a Commissione), 3.703, 3.33, 3.704, 3.705 3.308, 3.309, 3.310, 3.706, 3.311, 3.44 e 3.707.
Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.50 della Commissione. Esprimo inoltre parere contrario sugli emendamenti 3.708, 3.709, 3.710, 3.711, 3.55, 3.57, 3.312, 3.712 e 3.713.
Naturalmente, su tutti questi emendamenti, su cui ho espresso parere contrario, resta fermo l'impegno del relatore e del Governo ad esaminare eventuali ordini del giorno. Infatti, come ho più volte spiegato ai colleghi, questo non è l'unico provvedimento che sarà assunto in materia di sostegno alle esigenze delle zone colpite dal terremoto. Poiché gli emendamenti su cui ho espresso parere contrario intervengono su aspetti della ripresa economica (l'attivazione di imprese e così via), ritengo si possa elaborare un ordine del giorno che non mancherà di trovare non solo l'approvazione del relatore e del Governo, ma, credo, anche la condivisione di tutte le forze politiche. Da questo punto di vista, sarebbe opportuno che questi emendamenti venissero ritirati in maniera tale da evitarne la bocciatura, sostituendoli con un ordine del giorno propositivo.
Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.63, mentre il parere è contrario sugli emendamenti 3.714, 3.715 e 3.450.
L'emendamento 3.313, da me presentato, va incontro anche a quanto evidenziato dal senatore Marini.
Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.716, 3.314, 3.315 e 3.316.
Anche con riferimento all'emendamento 3.717 sarebbe forse più opportuno un ordine del giorno, che sarebbe sicuramente condiviso da tutte le forze politiche: infatti, questi emendamenti, a partire da questo presentato dal senatore Lusi, per seguire con i successivi, affrontano il problema sicuramente importante e sensibile delle condizioni di disagio economico in cui si vengono a trovare le aziende municipalizzate e gli stessi comuni. (Brusìo. Richiami del presidente).
Come ho detto, siamo ancora in una fase di emergenza per cui non è quantificabile questo tipo di disagio e quindi sarebbe più opportuno che il Senato impegnasse il Governo a riferire sull'argomento e a prendere importanti decisioni in merito quando si avrà un quadro completo del disagio economico che comuni e società municipalizzate hanno subito a seguito del terremoto.
Non vi è dubbio che, così come assistiamo i cittadini, i proprietari dell'abitazione principale e i beni storico-culturali e così come andremo ad assistere le imprese, dobbiamo anche assistere quelle imprese che, essendo pubbliche, forniscono soprattutto servizi. Tuttavia, credo sia prematuro affrontare oggi il discorso e quindi ritengo che, anche su questo argomento, che è stato sollevato ed è importante, si possa convenire sulla stesura e l'approvazione di un ordine del giorno che sia impegnativo per il Governo per esaminare, come ho già detto, interventi a favore dei comuni e delle aziende municipalizzate non appena il quadro sarà chiaro. Pertanto, il parere è identico anche sugli emendamenti 3.718 e 3.719. (Brusìo.).
PRESIDENTE.Colleghi, per favore, un momento di attenzione o comunque di silenzio: è faticosissimo lavorare così! Non so come faccia lei, senatore D'Alì, e le esprimo i miei personali complimenti.
D'ALI', relatore. Bisogna avere un po' di esperienza alle spalle.
Il parere è contrario sugli emendamenti 3.720, 3.317, 3.318 e 3.319. L'emendamento 3.810 è della Commissione, quindi il parere è favorevole.
Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.721 e 3.320, nonché sull'emendamento 3.321, anche perché entra nel merito della modalità di corresponsione dei contributi e questo sarebbe meglio fosse riservato alle ordinanze. Ho più volte cercato di inquadrare il contesto normativo in cui si muove questo decreto, sottolineando che esso dà le linee guida e gli indirizzi, stabilisce alcuni limiti e tipologie e poi le ordinanze passano alla fase applicativa. L'argomento dell'emendamento 3.321 mi pare pertanto più da contenuto di ordinanza e potrebbe essere meglio recepito anche attraverso un ordine del giorno.
Per quanto riguarda l'emendamento 3.323, invito al ritiro oppure il parere è contrario. Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.324.
Per quanto riguarda l'emendamento 3.222 (testo corretto) del senatore Marini, vorrei, signor Presidente, proporre di posticiparne l'esame all'articolo 14, dove c'è un importante emendamento del Governo, già approvato in Commissione, che tratta proprio l'argomento dei centri storici; quindi, se il senatore Marini e coloro che hanno aggiunto la firma a quell'emendamento sono d'accordo, rinvierei l'esame in seno all'articolo 14.
Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.83: si tratta di un profilo operativo che è meglio inserire nelle ordinanze. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.84 e 3.722: anche in questo caso, credo che le ordinanze, che sono emesse con il concerto del Ministero dell'economia, disciplineranno l'utilizzo dell'eventuale quota di credito d'imposta non immediatamente assorbita a copertura del contributo. Esprimo poi parere contrario sugli emendamenti 3.325 (anche perché ci sono alcuni emendamenti approvati in Commissione che trattano l'argomento) e 3.326.
Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.327: anche qui bisogna discuterne in riferimento all'emendamento del Governo 14.500. Il mio parere è comunque contrario, a meno che non di si decida di farne un'unica trattazione; si parla infatti dei centri storici e dei criteri di ricostruzione. Tuttavia mi sembra che sia solamente l'emendamento del senatore Marini da ricondurre in seno all'emendamento 14.500.
Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.89 e 3.723. L'emendamento 3.202 è della Commissione e non posso che essere favorevole.
L'emendamento 3.328 mi sembra assolutamente ultroneo, anzi, direi quasi fuori dalle previsioni adottate e quindi il parere è contrario. Il parere è contrario all'emendamento 3.724; si potrebbe trasformare, volendo, in un ordine del giorno, ma rientra in quel ragionamento che facevo poco fa, in ordine alla gestione delle società municipalizzate. Esprimo poi parere contrario agli emendamenti 3.329, 3.330, 3.98 e 3.331. L'emendamento 3.100 è della Commissione. A tale riguardo, signor Presidente, ho ricevuto il subemendamento del Governo 3.100/1, che mi sembra opportuno e sul quale esprimo quindi il mio parere favorevole.
Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.101, perché mi sembra un po' eccessivo: si potrebbero trovare altre soluzioni. L'emendamento 3.850 è della Commissione e riprende il tema dei condomini. A tale riguardo esprimo parere favorevole agli emendamenti 3.1301 (già 2.62) e 3.1302 (già 2.570). Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.725, perché anche questo troppo dettagliato: è meglio come materia di ordinanza.
Per quanto riguarda l'emendamento 3.726, c'è una misura approvata in Commissione sull'istituzione della zona franca. Inviterei il senatore Lusi, la senatrice Finocchiaro e gli altri senatori a farvi riferimento, anche se loro propongono un periodo di dieci anni, che non è tecnicamente proponibile. Vi è anche, peraltro, un subemendamento del relatore all'emendamento approvato in Commissione, che propone la corresponsione delle sovvenzioni per la zona franca in ambito triennale, non solamente per il 2009 come approvato in Commissione, ma anche per il 2010 e il 2011. In questo momento, confesso che non ricordo a quale articolo è riferito; proporrei in ogni caso al senatore Lusi - se non vuole ritirarlo, dato che abbiamo approvato l'altro emendamento in Commissione - di posticiparne la trattazione assieme all'emendamento della Commissione.
Esprimo poi parere contrario agli emendamenti 3.332 e 3.105.
L'ordine del giorno G3.200 è di per sé condivisibile, ma mi sembra un po' scarno sulla materia delle conseguenze economiche sfavorevoli per le imprese. Inoltre, il sottosegretario Menia mi avverte del fatto che esso è perfettamente uguale all'ordine del giorno G6, presentato dalla Commissione, approvato ieri mattina. Invito pertanto i presentatori a ritirarlo e considerarlo nell'ambito delle decisioni assunte in quella sede.
Sull'emendamento 3.0.300 c'è un parere contrario della 5a Commissione, quindi, in mancanza della clausola di invarianza finanziaria, inviterei il senatore Pastore a ritirarlo; lo stesso vale per quanto riguarda l'emendamento 3.0.303 (testo corretto), primo firmatario il senatore Marini, che invito a ritirare poiché questa materia andrebbe discussa più avanti, e per il 3.0.701, del senatore Legnini, che invito a ritirare (se il senatore Legnini lo ritiene, potremo affrontare la questione in sede di esame dell'articolo 14).
Esprimo poi parere contrario agli emendamenti 3.0.700 e 3.0.301 (su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario per varie condizioni). Poiché la 5a Commissione ha espresso parere contrario all'emendamento 3.0.302, anche il parere del relatore è contrario. Sull'emendamento 3.0.702, che concerne un'ulteriore proposta di intervento sui beni culturali, il parere è contrario, anche per le modalità di compilazione della relativa copertura. Poiché la 5a Commissione ha espresso parere contrario all'emendamento 3.0.7 anche il parere del relatore è contrario a tale proposta. Infine, sull'emendamento 3.0.9 c'è un'osservazione della 1a Commissione e quindi chiedo ai proponenti di ritirarlo; diversamente, il mio parere sarà contrario. (Brusìo).
PRESIDENTE. Invito davvero i colleghi quanto meno a fare silenzio: credo che sarebbe utile seguire, ma insomma almeno si faccia silenzio.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, i pareri del Governo sono tutti conformi a quelli espressi dal relatore. Una sola notazione: il subemendamento del Governo 3.100/1, su cui il relatore ha espresso parere favorevole, va ad emendare l'emendamento 3.100 della Commissione, su cui a mia volta esprimo parere favorevole.
Chiederei poi al senatore Marini, per quanto riguarda l'emendamento 3.222 (testo corretto), che concerne la ricostruzione dei centri storici, di aderire alla proposta del relatore, quindi di posporne l'esame al momento della discussione dell'articolo 14, che riguarda la ricostruzione dei centri storici.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.700. Vi prego di prendere posto e di evitare scene che si ripetono troppo spesso.
MORANDO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
MORANDO (PD). Signor Presidente, approfitto della dichiarazione di voto favorevole all'emendamento 3.700 per affrontare un problema che in realtà l'Aula ha già sfiorato quando è stato proposto l'accantonamento di tutti gli emendamenti all'articolo 3.
La questione si pone, grosso modo, nei seguenti termini: noi abbiamo un decreto emanato dal Governo che all'articolo 3 definisce - sarebbe meglio dire definiva, perché ormai il lavoro molto positivo della Commissione ha modificato queste provvidenze a favore dei terremotati - un intervento a favore delle attività di ricostruzione delle abitazioni e degli opifici interamente distrutti o gravissimamente danneggiati e in ogni caso inagibili. Quell'intervento viene finanziato con una serie di misure di aumento delle entrate (con particolare riferimento alle entrate da prelievo fiscale sui giochi) e viene poi coperto fondamentalmente facendo riferimento alle risorse contenute nel Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e di cui noi abbiamo avuto conto, da parte del Governo, con relazione tecnica regolarmente asseverata dal Ragioniere, che oggi dispone di una cifra molto ingente e pienamente disponibile (cioè non impegnata) di circa 7 miliardi di euro. Le provvidenze disposte in particolare dall'articolo 3 del decreto-legge originario venivano dunque coperte con riferimento al comma 1 dell'articolo 14, che si riferisce, appunto, all'uso delle risorse del Fondo strategico per il Paese.
La questione è la seguente. Il testo originario dell'articolo 14 recita testualmente che, per coprire gli oneri derivanti da questo provvedimento (e in particolare da quelli dell'articolo 3), si utilizza "un importo non inferiore a 2.000 milioni e non superiore a 4.000 milioni di euro nell'ambito della dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate..." facendo riferimento, in particolare, a quelle "...assegnate al Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29 novembre 2009, n. 185" (ho già detto quale sia la sua consistenza).
Signor Presidente, vorrei richiamare la sua attenzione in particolare su questo punto perché non stiamo sollevando una questione di lana caprina, bensì una questione decisiva. Le provvidenze disposte dal decreto-legge originario si coprono con riferimento all'articolo 14, comma 1, che stabilisce che un importo compreso tra i 2 e i 4 miliardi di euro di quel Fondo strategico viene utilizzato per questo scopo.
L'argomento è presto concluso. Che cosa fa la Commissione? Anche su sollecitazione delle forze di opposizione - e quindi con una larga condivisione - la Commissione modifica in modo integrale, estendendoli, gli interventi a favore della ricostruzione delle case prima abitazione e degli opifici, stabilendo esplicitamente la concessione di contributi a fondo perduto, così da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione. È questa una modificazione molto profonda e positiva del testo del decreto originariamente emanato dal Consiglio dei ministri, con la quale si assicurano due cose: anzitutto, che il contributo è a fondo perduto e, in secondo luogo, che quel contributo a fondo perduto copre interamente l'onere della ricostruzione. È del tutto evidente - del resto, se fosse diversamente, non si capirebbe perché la Commissione abbia approvato quell'emendamento - che questa norma modifica le provvidenze originariamente disposte dal decreto, ampliandole a favore dei colpiti dal terremoto. L'argomento è allora il seguente: se a quel Fondo si attingeva da 2 a 4 miliardi con le vecchie provvidenze (certamente inferiori rispetto a quelle disposte dall'emendamento approvato in Commissione), come è possibile che nell'articolo 14 si faccia sempre riferimento a un importo compreso tra i 2 e i 4 miliardi, dopo che le provvidenze sono state aumentate in modo enorme?
Siccome il Governo ha riferito in Commissione bilancio che su quel fondo non ci sono soltanto 4 miliardi di euro, ma ce ne sono 7 non impegnati (quindi disponibili), è del tutto evidente, signor Presidente, che la proposta di discutere tutti questi emendamenti soltanto dopo che la Commissione bilancio abbia espresso il suo parere sull'emendamento della Commissione era di assoluto buonsenso, visto che quel che vale per l'emendamento della Commissione vale per tutti gli altri. Se sono disponibili fino a 7 miliardi è ovvio che se le provvidenze aumentano bisognerà che nell'articolo 14, comma 1, il riferimento sia da, almeno, 3 miliardi di euro a 5, 6, 7 miliardi in rapporto alla valutazione circa l'entità dei costi da sopportare per aumentare le provvidenze da X, così come erano disposte nel testo originario del decreto, a X più Y, così come sono disposte ora dal testo licenziato dalla Commissione.
Questo è il punto che avrebbe suggerito, come misura di buon senso, di discutere di tutti gli emendamenti all'articolo 3, compreso quello della Commissione, soltanto dopo che il Governo avesse accettato di predisporre la relazione tecnica sull'emendamento approvato dalla Commissione e di presentarla visto che, signor Presidente, la questione è di enorme portata.
Se lasciamo il riferimento «da 2 a 4 miliardi», così come disposto originariamente, il CIPE domani mattina potrebbe utilizzare i miliardi da 4 a 7 per altre destinazioni, dopo di che ricevendo la relazione tecnica scopriremmo che per coprire il decreto, così come è, bisogna incrementare le risorse. Se ne deduce che in questo momento le stesse risorse sono assegnabili a due finalità completamente diverse. Ma è del tutto evidente che una delle due finalità non sarebbe perseguibile.
Questo a me sembra soltanto un ragionamento di buon senso quindi è palese che se vogliamo affrontare in termini di ordine logico l'argomento al nostro esame, dobbiamo conoscere il parere della Commissione bilancio sulla base della relazione tecnica sull'emendamento della Commissione che poi finirebbe per riguardare interi emendamenti, perché tutti si coprono sul comma 1 dell'articolo 14, come è inesorabile.
Signor Presidente, termino con un'osservazione. Se si dice «fondo perduto» per coprire l'integrale costo dell'intervento, lei mi sa dire per quale ragione una persona che si comporti razionalmente dovrebbe far riferimento al credito d'imposta sulle imposte che dovrà pagare da qui al 2032? L'economia, come lei sa, sbagliando presuppone comportamenti razionali e questo è certamente sbagliato ed è la ragione per la quale gli economisti sono noti per essere quelli che dopo dieci anni spiegano perché dieci anni prima si erano sbagliati, come disse il maestro di tutti gli economisti. Ma è vero che non possiamo nemmeno trasformare l'economia in una bolletta che prescrive che non ci si comporta razionalmente. Se lo Stato ammette che il cittadino ha subito un danno e si dichiara disponibile a coprire integralmente e a fondo perduto i costi dell'intervento per ristrutturare casa e metterla a posto, secondo voi lo stesso cittadino ricorrerà al meccanismo del credito d'imposta sulle tasse che dovrà pagare? Io penso che per quanto si possa dar spazio al comportamento irrazionale, non ci sarà nessun cittadino dell'Abruzzo colpito dal terremoto che ricorrerà a questa misura.
Il che vuol dire, signor Presidente, che nel 2009‑2010 dovremo avere a disposizione tutte le risorse necessarie. Ma questo solleva un problema di grande portata. Quel Fondo è un fondo strategico costituito per interventi le cui risorse - apprendiamo - a metà 2009 non sono ancora state impegnate, né gli interventi - devo dedurre - programmati efficacemente. Ma allora, in termini di cassa, signor Presidente, nel 2009 e nel 2010 di quei 7 miliardi che sono disponibili nel Fondo se a metà del 2009 non abbiamo neanche programmato cosa farne, quanti ne avremmo spesi se non ci fosse stato il terremoto d'Abruzzo e non avessimo impiegato quelle risorse per l'intervento a favore delle provvidenze sul terremoto? Ne avremmo speso una quota molto limitata perché lei sa che c'è un coefficiente di realizzazione della spesa in conto capitale che non va mai oltre il 30 per cento circa.
Allora, qui si pone un problema assai serio che riguarda la correttezza della copertura che stiamo apportando. In ogni caso, dal momento che questa sarà questione di lana caprina da affidare a quelli che, secondo il mio amico Giovanni Pellegrino, si occupano di cose esoteriche alla Commissione bilancio, dal punto di vista della sostanza del provvedimento al nostro esame si pongono due problemi.
Innanzi tutto, se non c'è la relazione tecnica sul nuovo emendamento approvato dalla Commissione è evidente che stiamo discutendo completamente al buio, in un contesto nel quale potremmo stare impegnati ad approvare una norma che già oggi non ha più la copertura necessaria, copertura che si può e si deve trovare alzando quei 4 miliardi fino a 5, 6, o quanto necessario: tanto ce ne sono 7, e certamente possiamo utilizzare quelle risorse. In secondo luogo, per un problema di trasparenza, non è serio di fronte al Paese che a metà del 2009 si dica che nel bilancio dello Stato ci sono 7 miliardi di euro impiegabili immediatamente che oggi non sono destinati a fare nulla, perché se non sono destinati a fare nulla l'argomento che ho usato a proposito del rapporto tra competenza giuridica e cassa viene accentuato ed esasperato in modo assolutamente intollerabile. Se tali risorse non sono destinate a far nulla vuol dire che non si sarebbero spese, ma se non si fossero spese noi, impiegandoli per un intervento immediato sul terremoto, stiamo facendo un'operazione che dal punto di vista della cassa è completamente scoperta. Io non credo che queste risorse non fossero destinate a fare nulla; il Governo con serietà di fronte al Paese - posto che sono d'accordo che questi soldi debbano essere usati per il terremoto, non vorrei introdurre equivoci - dovrebbe dire che le risorse dovevano essere impiegate per un determinato scopo ma che, essendo accaduto un accidente drammatico come il terremoto, non si può fare più quello che si era previsto ma un intervento sul terremoto. La pretesa di dire che ci sono 7 miliardi di euro che impieghiamo a questo scopo senza dire chiaramente che cosa avremmo fatto con quegli stessi soldi se il terremoto non ci fosse stato è assolutamente assurda. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
AZZOLLINI (PdL). Signor Presidente, in merito alle questioni sollevate dal senatore Morando, per quanto mi riguarda, va fatta una distinzione in questa fase tra i problemi di merito, che egli pone, e un problema di metodo, ovvero se in questo momento le questioni sollevate impediscono o no la prosecuzione dell'iter del provvedimento in Aula. (Commenti del senatore Morando). Mi viene chiesto solo questo, senatore Morando.
Il collega Morando pone nel merito due problemi sui quali si è discusso con grande profondità e che la Commissione da me presieduta ha ritenuto così significativi da dover richiedere una relazione tecnica al Governo, in particolare sulla prima delle due questioni poste, che provo a riassumere.
C'erano delle provvidenze per le quali il Governo stimava una cifra da 2 a 4 miliardi di euro; l'emendamento in questione eleva la misura di quelle provvidenze. Il senatore Morando sostiene che è del tutto evidente che almeno il tetto massimo previsto, quello di 4 miliardi, vada elevato ad una misura che la relazione tecnica deve indicarci e - sostiene sempre il senatore Morando - quell'aumento è possibile perché il Governo prende le risorse da un fondo che cifra oggi 7,5 miliardi. Tale questione è stata ritenuta così rilevante all'interno della Commissione che abbiamo chiesto la relazione tecnica al Governo esattamente su quel punto, perché non vi è dubbio onestamente che la misura elevata delle provvidenze comporta necessariamente un tetto più elevato.
La seconda questione è ancora di critica ad una risposta puntuale del Governo in Commissione, ovvero che su quel Fondo non c'erano ancora impegni. A questo punto il senatore Morando compie una critica di ordine politico su tale vicenda, chiedendosi come sia possibile che, almeno per il 2009, non siano previsti impegni su quel Fondo. Sul piano del merito ribadisco che il Governo in Aula ha detto che non sono impegnati e quindi vale la prima delle due considerazioni: se non sono impegnati, e dunque ci sono 7,5 miliardi, una quota degli stessi può essere usata per aumentare il tetto massimo di quelle provvidenze che con questo emendamento vengono aumentate.
Mi sembra di aver riassunto con puntualità le critiche del senatore Morando. Nel merito ho risposto chiedendo la relazione tecnica al Governo, mentre per quel che riguarda il metodo ribadisco quanto detto al senatore Legnini. Quando il Governo porterà la relazione tecnica su questo punto, le questioni sulla copertura saranno integralmente affrontate in quella sede nella quale, poiché in quest'Aula non si vota l'articolo, certamente verrà modificato l'impianto dell'articolo ove il Governo acceda alla richiesta fatta dai senatori.
Solo per questo, signor Presidente, insisto per la questione di metodo, affermando che è possibile procedere perché questi significativi problemi dovranno essere affrontati necessariamente dal momento che la Commissione ha richiesto al Governo la relazione tecnica, nella quale esso si dovrà pronunciare sui punti in questione. Credo di aver risposto con puntualità.
PRESIDENTE. Colleghi, le osservazioni del senatore Morando, nonché le considerazioni fatte in precedenza dal senatore Legnini hanno un fondamento. Se fosse stato possibile proseguire con l'esame degli articoli successivi al 3, come avevo chiesto, la Presidenza avrebbe deciso in altro modo, perché mi rendo conto che la soluzione proposta dal presidente Azzollini è possibile tecnicamente, ma presenta qualche aspetto di complessità a tutti evidente.
La decisione della Presidenza è dunque di procedere nell'esame del provvedimento - lo dico esplicitamente - perché ritiene si debba consentire la possibilità di un confronto costruttivo su questo tema all'interno del Senato, visto l'impegno a portare a conclusione l'esame del decreto-legge entro domani. Procedere in modo diverso mi sembrerebbero negativo. Questo è stato il criterio che ha guidato la decisione della Presidenza.
Procediamo quindi alla votazione dell'emendamento 3.700.
LEGNINI (PD). Domando di parlare.
LEGNINI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Legnini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 3.700, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori, fino al capoverso 8 compreso.
PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 3.700 e l'emendamento 3.701.
Metto ai voti l'emendamento 3.600, presentato dalla Commissione.
Gli emendamenti dal 3.5000/430 al 3.306 sono accantonati in attesa della relazione tecnica richiesta al Governo.
Sull'emendamento 3.307 (testo 2) è stato formulato un invito al ritiro. Chiedo al presentatore, senatore Fluttero, se intende accoglierlo.
FLUTTERO (PdL). Sì, signor Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Gli emendamenti dal 3.702 al 3.33 sono anch'essi accantonati, per le motivazioni espresse in precedenza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.704.
RANUCCI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
RANUCCI (PD). Signor Presidente, l'emendamento 3.704 si riferisce all'ipotesi in cui la Fintecna spa dovesse acquisire la proprietà di appartamenti costruiti in condominio. Vorrei spiegare infatti ai colleghi senatori che la Fintecna potrebbe diventare proprietaria di uno o due appartamenti costruiti in condominio, ceduti da chi abbia deciso di non riparare la propria casa. Ci potrebbe però essere anche un solo abitante di quel condominio che ha intenzione di rimanervi.
Questo emendamento - e mi rivolgo al presidente della Commissione e al rappresentante del Governo - mira semplicemente a fare in modo che la Fintecna spa lavori in maniera coordinata con gli altri abitanti della stessa palazzina, sia per quanto riguarda le parti strutturali (il cemento armato), sia per i tamponamenti. Potrebbe esserci infatti un poverino che ha un appartamento al secondo piano di una palazzina il cui primo e secondo piano, però, con le relative strutture di cemento armato, non vengano riparati.
Si tratta quindi di una proposta che intende introdurre un coordinamento negli interventi di ristrutturazione: inviterei quindi, ancora una volta, il relatore ed il rappresentante del Governo a prendere in considerazione questo emendamento, che è di assoluto buon senso.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.704, presentato dal senatore Ranucci e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto in votazione la prima parte dell'emendamento 3.705, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori, fino alle parole «sul valore aggiunto».
Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 3.705 e l'emendamento 3.308.
Metto ai voti l'emendamento 3.309, presentato dal senatore Astore.
Metto ai voti l'emendamento 3.310, presentato dal senatore D'Alia.
L'emendamento 3.706 è accantonato.
Metto ai voti l'emendamento 3.311, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Metto ai voti l'emendamento 3.44, presentato dal senatore Andria e da altri senatori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.707.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.707, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.50.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, riformulo l'emendamento 3.50 sopprimendo le parole «verranno assegnati» e sostituite le parole «i fondi necessari» con le seguenti: «l'assegnazione dei fondi necessari».
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.50 (testo 2), presentato dalla Commissione.
Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.708.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 3.708, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori, fino alle parole «a partire».
PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la restante parte dell'emendamento 3.708 e l'emendamento 3.709.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.710.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.710, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.711, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.55.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.55, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.57, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.312.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.312, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
VIESPOLI (PdL). Signor Presidente, nella precedente votazione non ha funzionato il sistema elettronico, mentre desidererei che risultasse il mio voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.712.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.712, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.713.
MORANDO (PD). Domando di parlare.
MORANDO (PD). Signor Presidente, il mio intervento è volto soltanto ad ottenere dal relatore un chiarimento perché talvolta certe cose contano nell'applicazione della legge. Abbiamo già votato e respinto, sulla base di un parere contrario, l'emendamento 3.57, a mio avviso sostanzialmente analogo, almeno in parte, all'emendamento 3.55. Quest'ultimo parla di «attività produttive», ma ho notato che vengano respinti emendamenti che specificano «commerciali, professionali, turistiche»; mi sembra del tutto evidente che "produttive" significa che producono beni e servizi. Quindi, questi emendamenti vengono respinti semplicemente perché è ovvio che le attività produttive di beni e servizi sono tutte comprese?
Credo che una precisazione del genere sia rilevante ai fini dell'interpretazione sul contenuto della norma. Diciamo che sono respinti non perché si vogliono escludere quelle attività ma semplicemente perché sono già pacificamente comprese nell'espressione «attività produttive».
D'ALI', relatore. Signor Presidente, a mio avviso questi emendamenti sono limitativi perché andremmo a specificare alcune categorie ed altre no. L'espressione «attività produttive» le comprende tutte. Quindi, non solo sono d'accordo con lei, senatore Morando, ma vado oltre: evitiamo specificazioni che possono ingenerare interpretazioni restrittive.
INCOSTANTE (PD). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.713.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.713, presentato dalla senatrice Fioroni e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.63, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.714.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.714, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.715.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.715, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.450, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Metto ai voti l'emendamento 3.313, presentato dal relatore.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.716.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.716, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.314, identico all'emendamento 3.315.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.314, presentato dal senatore Astore, identico all'emendamento 3.315, presentato dal senatore Mascitelli e da altri senatori.
FLUTTERO (PdL). Ritiro l'emendamento 3.316.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 3.717 c'è stato un invito alla trasformazione in ordine del giorno. Senatore Lusi, lo accoglie?
LUSI (PD). No, non lo accolgo e chiedo anzi la votazione dell'emendamento con il sistema elettronico.
PRESIDENTE.Passiamo dunque alla votazione della prima parte dell'emendamento 3.717.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, gli emendamenti 3.717 e 3.718 pongono un problema molto serio, che è stato riconosciuto tale anche dal relatore, il quale però, in fase di espressione dei pareri, ha detto che è bene discuterne in futuro.
Di cosa si tratta? Le famiglie e le imprese hanno subito o stanno subendo perdite o registrano minori entrate, reddituali o di altro tipo, molto consistenti; il sistema degli enti locali e delle società pubbliche che gestiscono servizi pubblici locali è in difficoltà. Vi informo, per esempio, che la società che gestisce i rifiuti all'Aquila ha già dovuto mettere in cassa integrazione tra le 30 e le 40 persone, perché non entrano più le risorse per far fronte al pagamento degli stipendi. Il Comune dell'Aquila e i vari Comuni del cratere avranno perdite, in termini di minori entrate, di rilevantissima entità. Pensate all'ICI sulle seconde case o ai proventi delle tariffe per i servizi pubblici locali.
Si può affrontare un provvedimento di questo tipo senza porsi il problema dei comuni e della province, insomma degli enti locali in genere, e delle società pubbliche, che rischiano il dissesto finanziario? Il sindaco dell'Aquila è disperato per questo aspetto. Si tratta di un punto qualificante. Accantoniamo gli emendamenti, discutiamone e troviamo una soluzione ora, non dopo. Un problema di questo tipo va affrontato adesso. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PRESIDENTE. Senatore D'Alì, il senatore Legnini, se c'è uno spazio di confronto, chiede un accantonamento.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, sull'accantonamento non ho problemi. Possiamo includere nella complessa discussione anche questo problema. Tuttavia, ripeto, per gli esiti del dibattito e per le interlocuzioni complessive avute, si tratta di un argomento sul quale difficilmente possiamo trovare una quantificazione o un intervento in questo provvedimento. Se vogliamo accantonare l'emendamento per affrontare la questione in altro momento, non ho problemi al riguardo. Torno però a sottolineare la mia opinione e non posso che ribadirla, anche d'accordo con il Governo.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, sono della stessa opinione del relatore. Voglio rimarcare, esprimendo un concetto più generale, che tanto il Governo quanto il relatore sono stati molto attenti alle questioni, soprattutto a quelle di sostanza, poste dall'opposizione. Sinceramente, il metodo per cui c'è sempre qualcosa in più da chiedere qui non funziona.
LUSI (PD). Ma che stai dicendo? Ma dai risposte concrete! Sii rispettoso! Rappresenti il Governo!
PRESIDENTE.Senatore Lusi, la richiamo all'ordine. Faccia parlare il sottosegretario Menia, che ha diritto ad esprimere la posizione del Governo.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Io ho già espresso una considerazione generale e non ritengo di dover aggiungere altro. Le chiedo, senatore Lusi, di portarmi rispetto.
LUSI (PD). Sei tu che devi portare rispetto! Non hai dato una sola risposta! Sei nullo, sei nullo!
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Non si rivolga a me in questo modo!
PRESIDENTE. Senatore Lusi, lei non può usare simili espressioni. Per quanto forte sia la passione politica, c'è un minimo di rispetto reciproco che, anche nello scontro più duro, deve essere assolutamente mantenuto (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
La richiamo nuovamente. Non è così che si conducono le battaglie politiche.
Ora però, voglio capire bene. Il senatore Legnini non ha chiesto l'accantonamento senza motivo: egli lo ha chiesto - e questo è indice di serietà - nel caso vi sia un margine per poter trovare una soluzione al problema indicato.
Chiedo al relatore se non vi sia alcuna possibilità di convergere, come egli ha detto, oppure se questa c'è. Questo è il senso della decisione da prendere.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, ho detto che su interventi normativi non vi è la possibilità di margine in questa fase del dibattito su questo decreto. Ho inoltre sottolineato più volte che questo non sarà l'unico intervento che, non tanto il Governo quanto il Parlamento, dovrà intraprendere una volta preso atto di tutte le necessità degli enti locali, nonché delle famiglie e delle imprese.
Avevo suggerito ai colleghi dell'opposizione, in fase di redazione dei pareri, di presentare un ordine del giorno molto puntuale che avrebbe trovato sicuramente il consenso anche di altre forze politiche e non solo l'accoglimento del Governo, ma anche il voto favorevole dell'Assemblea. Se dobbiamo andare ai contenuti normativi da inserire in questo decreto, non posso che continuare a esprimere il mio parere contrario.
PRESIDENTE. Senatore Legnini, il problema vero è dunque questo. Se lei ritiene, l'emendamento 3.718 si può trasformare in ordine del giorno. In caso contrario, è inutile accantonarlo.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, innanzitutto vorrei dire che il nostro Gruppo, compreso il senatore Lusi, porta rispetto nei confronti del sottosegretario Menia e di tutti i componenti del Governo. Su questo non vi è dubbio alcuno. Noi, però, non possiamo accettare quella impostazione. Non possiamo ascoltare, sottosegretario Menia, la tesi per la quale noi staremmo rilanciando. Questo è uno dei punti qualificanti della nostra posizione politica.
Domani mattina i sindaci di quei Comuni e i presidenti di quelle aziende non sapranno come pagare gli stipendi ai lavoratori! È chiaro il concetto? Altro che rinvio per poi valutare e quantificare! Volete affrontarlo questo problema o no? Se lo volete affrontare, accantoniamo l'emendamento e discutiamone; se non lo volete affrontare, presentatelo voi un ordine del giorno. Noi vogliamo votare e voi vi assumerete le vostre responsabilità nei confronti di tutti i dipendenti di quegli enti locali, dei fornitori, dei sindaci e di tutti quanti hanno la responsabilità di erogare servizi pubblici, tutti i giorni, senza soldi. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
ASTORE (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
ASTORE (IdV). Signor Presidente credo che, recuperando la serenità e se c'è buona volontà, questo problema si possa risolvere.
Signor Sottosegretario, esiste un precedente: nel 2006 è stata fatta la stessa operazione dal Governo Prodi verso alcuni Comuni del Molise. Quando si parla di minori entrate si parla anche di canoni: immaginate, ad esempio, i villaggi che stano sorgendo in questo momento intorno ai piccoli paesi per i quali si dovranno affrontare anche problemi di tariffe elettriche e quant'altro. Le entrate mancanti saranno tante, non si tratta solo dell'ICI sulla seconda casa, e su una popolazione che soffre non si può certamente infierire con le tariffe.
Tralasciando l'ordine del giorno, io credo che il Ministero dell'interno, magari attraverso un'ordinanza e tramite i prefetti, debba quantificare le necessità - anche in questo caso bisogna evitare le furbizie da parte degli amministratori locali - per poi rimpiazzare le minori entrate. La situazione è davvero tragica. Credo che sappiate meglio di me che esistono Comuni che si reggono su finanze poverissime; se ad un Comune di 1.000 o 2.000 abitanti si tolgono 20.000 o 30.000 euro di entrata quel Comune va totalmente in fallimento.
Allora, il Ministero dell'interno - tramite i prefetti o magari tramite la Protezione civile, se vogliamo dichiarare il sottosegretario Bertolaso, ancora una volta e anche per questo problema, salvatore della Patria - deve assolutamente risolvere il problema perché togliere agli enti locali per quattro o cinque anni le risorse di cui necessitano mi sembra veramente un delitto. Lo dico soprattutto al relatore perché voglio collaborare. (Commenti del senatore Garraffa).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento e credo che sia opportuna una riflessione in questo senso, perché quando si vuole le risorse si trovano. Ricordo a me stesso che questa maggioranza e questo Parlamento hanno trovato risorse per 500 milioni di euro in favore del Comune di Roma, hanno trovato risorse per 140 milioni di euro per la città e il Comune di Catania. Ricordo che è in lista d'attesa il Comune di Palermo per il quale si stanno cercando 80 milioni di euro. Io credo che la situazione eccezionale nella quale si trovano i Comuni interessati dal terremoto, e in particolar modo il Comune capoluogo, meriti un'attenzione e una sensibilità, se si mi è consentito, maggiore proprio in questo momento. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
D'ALI', relatore. Signor Presidente, credo di avere chiarito che nessuno vuole ignorare le esigenze dei Comuni che hanno subito i danni del terremoto. In questa sede, a mio giudizio, era apparso eccessivamente ristretto il termine in base al quale, entro 20 giorni dal terremoto, si sarebbero potute quantificare le conseguenze in termini economici.
GARRAFFA (PD). Sei stato amministratore. Lo sai perfettamente!
D'ALI', relatore. Che ci saranno dei disagi è assolutamente comprensibile e condiviso. Vi è assoluta disponibilità e volontà di tenerne conto. Se voi ritenete che ciò si possa fare nel giro di 12 ore, accantoniamo l'emendamento e discutiamone. Se voi ritenete che si possa quantificare a spanne - diciamo - il disagio provocato, facciamolo nel giro delle prossime 12-24 ore, entro la giornata di domani. Come vi ho detto, un'iniziativa a favore dei Comuni, della Provincia e quant'altro avrebbe l'appoggio da parte di tutte le forze politiche. Onestamente, però, gli esempi che sono stati fatti sono nati sulla base di risultanze maturate in un arco di tempo lungo e chiarite dagli esiti contabili e, quindi, non sono assolutamente paragonabili.
Comunque, non ho difficoltà. Ripeto: se nel giro di 12 ore riusciremo a capire esattamente, senza essere poi tacciati di usare lo «spannometro», quale può essere un primo intervento utile, anche sulla base degli esiti del dibattito sull'articolo 14, laddove si chiariranno esattamente i contenuti anche economici complessivi e finanziari dell'intero provvedimento, figuratevi se sarò io ad ostacolarlo! Sono stato per cinque anni sottosegretario addetto agli enti locali e ho difeso da tutti i Governi e da tutti i Ministeri dell'economia gli interessi degli enti locali!
Non ho assolutamente alcuna intenzione di penalizzare proprio quei Comuni che hanno subito un trauma come quello del terremoto. (Applausi dal Gruppo PdL). La mia era una questione di opportunità, nella consapevolezza che un intervento si sarebbe dovuto comunque attuare. Lo vogliamo esaminare domani? Per me, nulla osta. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dispongo quindi l'accantonamento degli emendamenti 3.717 e 3.718, che sono di contenuto sostanzialmente identico, per compiere le verifiche anzidette.
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, vorremmo aggiungere all'emendamenti 3.717 e 3.718 le firme mia e dei senatori Mascitelli, Astore, Pedica, Giambrone e Carlino.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.719.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.719, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.720.
LUSI (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lusi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.720, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
Il Senato non approva. (v. Allegato B). (Commenti dei senatori Asciutti e Giuliano).
PRESIDENTE. Calma! Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.317.
RUSSO (IdV). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Russo, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.317, presentato dal senatore Astore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.318, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.319.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.319, presentato dal senatore Astore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.810, presentato dalla Commissione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.721.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.721, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento 3.320, identico all'emendamento 3.321.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, questi emendamenti sono da accantonare.
D'ALI', relatore. Perché?
PASTORE (PdL). Lo decide lui?
PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.320 e 3.321 sono accantonati.
Per quanto riguarda l'emendamento 3.323, c'è un invito al ritiro.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, ne chiediamo l'accantonamento. L'emendamento 3.323 tende ad affrontare il medesimo problema che ha determinato l'accantonamento degli emendamenti 3.320 e 3.321 sotto il profilo della concessione di un acconto, un'anticipazione nel 2009 sulle risorse finanziarie per la ricostruzione.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, non voglio entrare in polemica, però la mia contrarietà su questi emendamenti era dovuta al motivo di fondo che non ritengo opportuno che sia la legge a stabilire il quantum del contributo. A mio avviso deve essere stabilito dall'ordinanza e potrebbe essere superiore a quanto proposto, o inferiore. Non si tratta di accantonare per un rinvio a chiarimenti di carattere economico. La proposta, e quindi anche la contrarietà, rientrano in una visione della struttura normativa dei provvedimenti che devono intervenire sul terremoto. A nostro giudizio, l'entità di un eventuale acconto immediato deve essere stabilita dall'ordinanza e non dalla norma; per questo ho espresso un parere contrario.
LEGNINI (PD). Signor Presidente, il relatore D'Alì, che è assolutamente attento ad ogni proposta, sia in Commissione che in Aula, evidentemente in questa circostanza - gli chiedo perdono - non lo è stato sufficientemente.
Noi partiamo dall'assunto - ne discuteremo e le ragioni sono state ampiamente illustrate dal collega Morando - dell'insufficienza delle risorse per provvedere all'avvio della ricostruzione della prima casa.
Questi emendamenti, quattro per la verità, dal 3.320 fino al 3.324, tendono esattamente a sopperire a questa asserita, grave carenza di risorse finanziarie. Sosteniamo cioè che almeno, se non si integra la risorsa complessiva nei termini che abbiamo chiesto, per il 2009 dobbiamo anticipare una quota a richiesta, pari al 30 per cento, per avviare la ricostruzione. C'entra eccome con il cuore del problema, cioè la sufficienza o no delle risorse per avviare la ricostruzione!
Quindi, stiamo chiedendo un accantonamento perché, se troviamo un'intesa sulla prima parte, ritireremo questi emendamenti; altrimenti, chiederemo che essi vengano votati.
PRESIDENTE. Sono pertanto accantonati anche gli emendamenti 3.323 e 3.324.
PICCONE (PdL). Domando di parlare.
PICCONE (PdL). Signor Presidente, intervengo per dire al collega Legnini che è impossibile sostituire le anticipazioni di cassa del bilancio dello Stato con anticipazioni soggettive rispetto ai possibili beneficiari. Ritengo che ci siano gli elementi perché già nel 2009 si possano avere le risorse per finanziare la capacità di spesa che saremo capaci di mettere in campo e credo che questa sia una cosa sacrosanta.
La metodologia del rimborso, che viene erogata attraverso banche e consegna delle fatture pagabili a vista, già anticipata dal Ministro, credo che non permetta di deviare da questa metodologia attuando un sistema di anticipi, che aprirebbe un mondo di problemi rispetto ai beneficiari.
Credo che sia opportuno concludere l'iter perché, comunque, ci saranno risorse nel 2009 - è stato ampiamente assicurato - e tutti potranno ricostruire la loro casa o fare gli interventi di cui possono beneficiare presentando le fatture in banca e ottenendo, di conseguenza, immediatamente l'erogazione.
LEGNINI (PD). Peccato che non sia scritto sul decreto.
PRESIDENTE. Confermo che gli emendamenti 3.220, 3.221, 3.223 e 3.224 sono accantonati.
Senatore Marini, vi era la proposta di esaminare l'emendamento 3.222 (testo corretto) in riferimento all'articolo 14. È d'accordo?
MARINI (PD). Sono d'accordo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Così resta stabilito: l'emendamento diventa il 14.3000.
Metto ai voti l'emendamento 3.83, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.84
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.84, presentato dal senatore Di Giovan Paolo e da altri senatori.
PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.722.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.722, presentato dal senatore Barbolini e da altri senatori.
PRESIDENTE. Ne prendo atto. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.325.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.325, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.
VIESPOLI (PdL). Per un disguido non risulta il mio voto nella votazione precedente. Desidero precisare che intendevo votare contro.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.326.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.326, presentato dal senatore Russo e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.327, presentato dal senatore Astore.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.89.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.89, presentato dal senatore Filippi Marco e da altri senatori.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.202, presentato dalla Commissione
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.723.
DELLA SETA (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Della Seta, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.723, presentato dalla senatrice Granaiola e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.328.
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, desidero fare una brevissima dichiarazione di voto. Conosciamo le banche e i loro comportamenti; lo abbiamo denunciato ieri: alcune banche hanno addirittura revocato le carte di credito perché non si fidano dei terremotati. Questo emendamento ha pertanto la finalità di dare certezza ai tassi di interesse; non chiediamo che i tassi li fissino le associazioni dei consumatori ma il Ministero dell'economia. Non comprendiamo la contrarietà ad un emendamento come questo, che è di interesse generale, anche perché, lo ripeto, queste banche - ieri lo ha detto anche il Ministero dell'economia - dovrebbero abbassare i tassi; fanno la cresta sui conti, hanno le condizioni più onerose ed i costi dei conti correnti più alti d'Europa: perdono il pelo ma non il vizio. È un emendamento di buonsenso. Quindi, chiedo al signor relatore ed anche al Sottosegretario di rivedere tale contrarietà. È un emendamento di buon senso, per fare in modo che vi sia certezza nella fissazione dei tassi di interesse.
Per tale ragione, signor Presidente, chiedo anche che esso sia votato con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Lannutti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.328, presentato dal senatore Lannutti e da altri senatori.
PRESIDENTE.Senatore Lusi, c'è un invito a trasformare l'emendamento 3.724 in ordine del giorno.
LUSI (PD). Mantengo l'emendamento, signor Presidente.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, a questo punto mi sembra di dover segnalare che tale emendamento rientra nel novero di quelli a sostegno degli enti locali, che abbiamo accantonato; quindi, a mio giudizio andrebbe anch'esso accantonato.
LUSI (PD). Signor Presidente, concordo con la segnalazione del relatore.
PRESIDENTE. L'emendamento 3.724 è pertanto accantonato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.329.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.329, presentato dal senatore Lusi.
PRESIDENTE.Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.330.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.330, presentato dal senatore Lusi.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.98, presentato dai senatori D'Alia e Cintola.
Metto ai voti l'emendamento 3.331, presentato dal senatore Astore.
Sull'emendamento 3.100/1 manca il parere della Commissione bilancio e pertanto andrebbe accantonato.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, poiché si tratta di un emendamento puramente ordinamentale, penso che su di esso il senatore Azzollini ci possa immediatamente rassicurare.
PRESIDENTE. Senatore Azzollini, a nome della Commissione bilancio, può esprimere subito il parere sull'emendamento 3.100/1?
AZZOLLINI (PdL). Ritengo si tratti di un emendamento di natura restrittiva dell'esenzione; quindi, il nostro non può che essere un parere di nulla osta.
PRESIDENTE. Metto quindi ai voti l'emendamento 3.100/1, presentato dal Governo.
Metto ai voti l'emendamento 3.100, presentato dalla Commissione, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.101, presentato dal senatore Lusi e da altri senatori.
FLUTTERO (PdL). Ritiro l'emendamento 3.1300.
Metto ai voti l'emendamento 3.850, presentato dalla Commissione, identico all'emendamento 3.1301, presentato dai senatori Bornacin e Fluttero.
Invito il relatore e il rappresentante del Governo a esprimere il parere sull'emendamento 3.1302.
D'ALI', relatore. Si tratta di un emendamento che aggiunge una norma in materia condominiale. Il parere è favorevole.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.1302, presentato dal senatore Pastore e da altri senatori.
LUSI (PD). Ritiro l'emendamento 3.725.
Il relatore, senatore D'Alì, ha proposto di ritirare l'emendamento 3.726 o, altrimenti, di esaminarlo in riferimento all'articolo 10, quando si tratteranno le zone franche. Chiedo ai presentatori di pronunciarsi al riguardo.
DELLA SETA (PD). Signor Presidente, accettiamo che venga esaminato insieme agli emendamenti riferiti all'articolo 10.
PRESIDENTE. Esso assumerà la seguente numerazione: 10.230.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.332.
ASTORE (IdV). Signor Presidente, sono costretto ad intervenire in dichiarazione di voto, sia pur brevemente, in risposta all'atteggiamento di netta chiusura dimostrato nel corso dell'esame di questo decreto-legge, sul quale, invece, il Governo e la maggioranza avrebbero dovuto ricercare una convergenza fra tutti i Gruppi parlamentari per il raggiungimento di accordi, non di potere, ma inerenti i diritti dei cittadini. Mi ribello: la chiusura dimostrata nei confronti di alcuni emendamenti migliorativi e, comunque, condivisi dai Gruppi è inaccettabile.
A tale proposito, chiedo ai senatori abruzzesi se sanno che il 22 per cento delle somme stanziate per la ricostruzione andranno ai professionisti. Vogliamo applicare le tariffe massime anche se i progetti spesso vengono ripetuti da un paese all'altro? Non sarebbe opportuno delegare il commissario a dimezzare le tariffe relative alla ricostruzione? Per fare questo ci vuole una legge. Ma voi rifiutate di farlo perché gli emendamenti non li avete neanche letti.
RUSSO (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.332, presentato dal senatore Astore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.105.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, credo sia opportuno trattarlo nel corso dell'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 15.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, l'emendamento 3.105 verrà dunque trattato nel corso dell'esame dell'articolo 15 come emendamento 15.6000.
Sull'ordine del giorno G3.200 è stato formulato un invito al ritiro, giacché analogo all'ordine del giorno G6 accolto ieri.
Senatore Lusi, accoglie l'invito?
LUSI (PD). Sì, signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 3.0.300 (testo 2) vi è un invito al ritiro.
Senatore Pastore intende accogliere tale invito?
PASTORE (PdL). Si, signor Presidente.
PRESIDENTE. Anche sull'emendamento 3.0.303 (testo corretto) vi è un invito al ritiro.
D'ALI', relatore. Signor Presidente, più che un invito al ritiro è un invito ad associarlo all'esame, così come per altri emendamenti, dell'articolo 14.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono osservazioni, l'emendamento 3.0.303 (testo corretto) ed, analogamente, il successivo emendamento 3.0.701 verranno esaminati in riferimento all'articolo 14, come emendamenti, rispettivamente, 14.0.6000 e 14.0.4000.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.700.
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.0.700, presentato dal senatore Legnini e da altri senatori.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.301 (testo 2).
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.0.301 (testo 2),presentato dal senatore Astore.
PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 3.0.302 è improcedibile.
L'emendamento 3.0.702 è accantonato e verrà esaminato in riferimento all'articolo 14 come emendamento 14.0.6001.
Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 3.0.7 è improcedibile.
Sull'emendamento 3.0.9 vi è un invito al ritiro. Senatore Fluttero, intende accoglierlo?
FLUTTERO (PdL). No, Presidente. Vorrei chiedere se è possibile prevedere un accantonamento perché il relatore ha parlato di un'osservazione della 1a Commissione. Senza entrare nel merito, mi farebbe piacere approfondire la questione in quanto può essere possibile riformulare meglio questo emendamento, che non ha costi per le pubbliche amministrazioni e per lo Stato e consente nella ricostruzione, qualora ci sia l'accordo dell'amministrazione comunale, il trasferimento di cubatura laddove si individui magari nella vecchia composizione del tessuto urbano una opportunità di creare spazio a servizi, a verde o a parcheggi che siano di pubblico interesse e che quindi siano realizzabili spostando la volumetria.
PRESIDENTE. Cosa propone, relatore?
D'ALI', relatore. L'osservazione della 1a Commissione è contenuta nel parere, di cui è stata data lettura, da cui emerge la preoccupazione della Commissione rispetto al fatto che questo emendamento non salvaguarda le competenze dei Comuni in materia di urbanistica. Il mio parere rimane contrario, ma se lo vogliamo accantonare non ho difficoltà.
PRESIDENTE. Sulla base di questo ripetuto parere del relatore accetta l'invito al ritiro, senatore Fluttero?
FLUTTERO (PdL). Comprendo le preoccupazioni della 1a Commissione, ma penso siano superabili con una riformulazione che faccia salve le prerogative degli enti locali.
PRESIDENTE. Allora, se non ci sono osservazioni, l'emendamento 3.0.9 è accantonato.
Poiché non si fanno osservazioni, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.