Source: https://www.adrintesa.it/il-verbale-di-conciliazione-che-accerta-lavvenuta-usucapione-non-e-idoneo-alla-trascrizione
Timestamp: 2018-08-21 02:18:17+00:00
Document Index: 12866078

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 2643', 'art. 2643', 'art. 2643', 'art. 2643', 'art. 2645', 'art. 2651', 'sentenza ']

trascrizione verbale accerta usucapione
Home / News / Il verbale di conciliazione che accerta l’avvenuta usucapione non è idoneo alla trascrizione
Il verbale di conciliazione che accerta l’avvenuta usucapione non è idoneo alla trascrizione
News trascrivibilità sentenza accertativa usucapione, trascrizione accordo conciliativo, Tribunale di Catania sez. I Civile decreto 24 febbraio 2012, verbale conciliazione accertativo usucapione
In base a quanto previsto dall’art. 11, co. 3, D.lgs n. 28 del 2010, come è noto, possono essere trascritti soltanto gli accordi recanti gli atti e i contratti previsti dall’art. 2643 c.c.
Pertanto, il Tribunale di Catania, chiamato a pronunciarsi sul reclamo proposto dalla parte che si era opposta alla trascrizione dell’accordo conciliativo effettuata con riserva dal Conservatore dei Registri Immobiliari, ha stabilito l’inidoneità dell’accordo stesso alla trascrizione.
Si trattava, infatti, di verbale di conciliazione accertativo dell’usucapione, il quale, non realizzando alcun effetto costitutivo, traslativo o modificativo ma assumendo il valore di negozio di mero accertamento, non è in alcun modo riconducibile all’ambito applicativo dell’art. 2643 c.c.
Inoltre, l’accordo in esame non può essere nemmeno ricompreso nell’art. 2643 c.c., ipotizzandone una natura transattiva (e quindi riconducendolo alla categoria dell’art. 2643 n. 13 c.c.), né può essere assimilato agli atti previsti dall’art. 2645 c.c., difettando dei necessari requisiti previsti nella transazione, come ad esempio, le “reciproche concessioni” delle parti.
Inoltre, la trascrivibilità del verbale di accordo amichevole contenente l’accertamento dell’intervenuta usucapione, non può nemmeno ammettersi per il tramite dell’art. 2651 c.c., dal momento che tale norma prevede la trascrizione solo della sentenza accertativa dell’usucapione. Ed infatti, l’atto ricognitivo di diritti reali non può essere ricompreso tra i mezzi legali di acquisto della proprietà, configurandosi invece come semplice atto dichiarativo che, in quanto tale, presuppone che il diritto stesso effettivamente esista secondo un titolo, onde — in difetto di tale titolo — la parte non può logicamente crearlo e neppure rappresentarlo.
Tribunale di Catania, sez. I Civile, decreto 24 febbraio 2012
Presidente Morgia – Relatore Vitale
Ed infatti, secondo il sistema del diritto privato, l’atto ricognitivo di diritti reali non può essere ricompreso tra i mezzi legali di acquisto della proprietà, configurandosi invece come semplice atto dichiarativo che, in quanto tale, presuppone che il diritto stesso effettivamente esista secondo un titolo, onde – in difetto di tale titolo – esso non può crearlo e neppure rappresentarlo se non a quest’ultimo effetto, attraverso l’esplicito richiamo e la menzione del titolo stesso (vedi Cass. N. 20198/04, Cass.n.8365/00). Così, nel caso di specie, il negozio di accertamento dell’usucapione in favore dell’usucapiente dell’esistenza dei presupposti di fatto (possesso e tempo) al cui verificarsi l’acquisto del diritto di proprietà in capo al secondo opera, invero “ex lege” (stante la natura originaria ed il carattere automatico dell’acquisto per usucapione).
Visti gli artt. 2674 bis e 113 ter c.c.;