Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/36891-prescrizione-lunga-al-posto-dell-addio-la-controproposta.asp
Timestamp: 2020-01-28 09:46:37+00:00
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Prescrizione lunga al posto dell'addio: la controproposta
Invece di abolire la prescrizione, come vorrebbe la riforma voluta da Bonafede, il Pd presenta una controproposta a Camera e Senato che la porta a 42 mesi
di Annamaria Villafrate - E' ancora bagarre sulla prescrizione, tema tanto importante quanto spinoso su cui a pochi giorni dall'entrata in vigore della riforma Bonafede, arriva la controproposta del Pd. La proposta di legge presentata sia alla Camera che al Senato ha l'obiettivo opposto a quello previsto dalla legge n. 3/2019 voluta dal Ministro Bonafede, che cancella l'istituto dopo il primo grado. La pdl intende affrontare il problema della lunghezza dei processi con una prescrizione "lunga" anzichè con un addio, stante la necessità impellente di riformare interamente il processo penale. Bonafede sembra aperto al confronto. Decisamente più agguerriti i rappresentanti di Forza Italia, fermi sulle loro posizioni invece gli alleati del M5S, che per l'ennesima volta si esprime negativamente sulla volontà di strumentalizzare la prescrizione per evitare i processi a chi li merita. Non resta che attendere il vertice del 7 e il voto del 10 gennaio per sapere qualcosa di più.
1. Prescrizione lunga: la proposta del Pd
2. Il pensiero del Pd sulla proposta
3. Le repliche degli avversari
4. L'idea del M5S
5. Discussione e voto dopo l'Epifania
6. Conte: "prescrizione sospesa dopo primo grado non è obbrobrio"
Prescrizione lunga: la proposta del Pd
La proposta di legge del Pd sulla prescrizione "Modifica all'articolo 159 del codice penale in materia di prescrizione del reato e di ragionevole durata del processo", presentata alla Camera e al Senato il 13 dicembre 2019, di cui non è ancora disponibile il testo sul sito di Camera e al Senato, si compone di un solo articolo che recita testualmente: "Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronuncia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna per un periodo di due anni quando è proposto appello o è presentata opposizione, aumentando di ulteriori sei mesi se nel giudizio di appello è disposta la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale.
Esso è altresì sospeso per un periodo di un anno dalla pronuncia della sentenza nei cui confronti è proposto ricorso per Cassazione. Decorsi i periodi di sospensione la prescrizione riprende il suo corso se non è stata pronunciata la sentenza conclusiva del grado".
Una proposta che in sostanza mira a reintrodurre l'istituto della prescrizione attraverso il congelamento i tempi per due anni tra il primo grado di giudizio e l'appello, distinguendo però sentenze di condanna e di assoluzione. Insomma si ritorna alla prescrizione della riforma Orlando, che restava bloccata per 36 mesi, a cui però si aggiungono altri 6 mesi. Una vera e propria cancellazione nella sostanza della riforma Bonafede che cancella la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.
Il pensiero del Pd sulla proposta
Alfredo Bazoli, esprimendo un giudizio prettamente giuridico ritiene che la proposta contenga "la soluzione tecnicamente migliore per evitare che i processi già iniziati si concludano con una prescrizione o che diventino infiniti." La pdl, spiega Bazoli, oltre distinguere tra assolti e condannati dispone "per le sentenze di condanna dopo il primo grado una sospensione dei tempi della prescrizione di due anni per l'appello e di un anno per la Cassazione, ai quali si possono aggiungere altri sei mesi. Un totale, quindi di 3 anni e sei mesi. Noi siamo sicuri che in questo modo non si prescriverà neanche un processo in appello e in Cassazione, ma lasciamo una barriera finale per evitare processi infiniti."
Sulla proposta avanzata Walter Verini precisa: "Il nostro obiettivo non è far cadere il governo; vogliamo una giustizia efficace, norme di sistema, una giustizia dove non si scappa da processi. Ci aspettiamo che il presidente Conte ed il ministro Bonafede raggiungano la sintesi che non si è raggiunta finora. Questa proposta di legge non vorremmo utilizzarla; auspichiamo che il governo tenga conto delle esigente manifestate da tre quarti della maggioranza, dall'avvocatura e dalla magistratura, evitando che la Giustizia rimanga un terreno di scontro politico".
Franco Mirabelli invece tiene a precisare "Nessuno di noi si vuole sottrarre alla discussione sulla riforma del processo penale. E' un impegno di tutta la maggioranza. Vogliamo velocizzare i processi ma i processi non possono essere infiniti. La ragionevole durata è un principio costituzionale".
Il pensiero più puntuale però sul significato della proposta di legge viene dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, il quale tiene a precisare che: "Il Partito Democratico è per una giustizia al servizio dei cittadini, per tempi certi nei processi nei quali i colpevoli vengano condannati, agli innocenti venga riconosciuta l'innocenza e nei quali le imprese, che hanno contenziosi, possano contare su esiti rapidi. E' questo il senso della nostra iniziativa che guarda agli interessi del Paese, al rispetto della certezza del diritto e della legalità."
Andrea Bazoli, positivo sul confronto che scaturirà dalla proposta è convinto che "Il ministro Bonafede può portare a casa una riforma epocale, confidiamo nel buon senso e siamo certi che una soluzione si troverà."
Le repliche degli avversari
Il primo a intervenire sulla proposta del Pd è Enrico Costa, responsabile giustizia di Forza Italia, che insieme a Sisto, Bartolozzi, Casinelli e altri il 1 agosto 2019 ha presentato una proposta di legge per modificare la legge n. 3 del 9 gennaio 2019 in materia di prescrizione del reato, attraverso l'abrogazione delle lettere d) e) e f) del comma 1 e l'abrogazione dell'intero comma 2.
Una legge, la n. 3/2019, la cui entrata in vigore è prevista a partire dal primo gennaio 2020, che in sintesi, come riportato nel testo introduttivo della proposta "individua nel giorno di cessazione della continuazione il termine di decorrenza della prescrizione in caso di reato continuato e sospende il corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del citato decreto."
Insomma una legge che pare remare contro l'attuazione del principio della ragionevole durata del processo, per questo Costa si dice aperto, insieme ai suoi colleghi di partito "a qualunque idea - da chiunque provenga - finalizzata a reintrodurre l'istituto della prescrizione dopo il primo grado, scongiurando un processo infinito."
L'idea del M5S
Anche dagli alleati arrivano commenti non troppo positivi sulla proposta del Pd. Per Fabio Massimo Castaldo del M5S ad esempio: "Il Pd adesso sbaglia a fare la sua proposta di legge cercando di sparigliare le carte sulla tavola, sarebbe meglio discutere nella maggioranza. Sul tema della prescrizione abbiamo sempre avuto una visione molto chiara: non si può sfuggire dai processi, la prescrizione non comporta l'assoluzione ma la rinuncia da parte dello Stato a stabilire se una persona è colpevole oppure no. Questo va coniugato naturalmente con una riforma più ampia della giustizia."
Discussione e voto dopo l'Epifania
Bonafede diplomaticamente, in mezzo a un'atmosfera di tensione su un tema tanto discusso, si dice aperto e disponibile a valutare qualsiasi proposta che sicuramente verrà presentata già il 7 gennaio, nel corso del vertice di maggioranza, anche se il rischio di arrivare al 10 gennaio (giorno in cui si voterà sul disegno di legge del forzista Enrico Costa) ancora divisi non è così remoto.
Conte: "prescrizione sospesa dopo primo grado non è obbrobrio"
Fa sapere la sua anche il premier Giuseppe Conte che nella conferenza stampa di fine anno del 28 dicembre ha affermato: "Ritengo che una prescrizione che sia sospesa in corrispondenza della sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione che di condanna, non è un obbrobrio giuridico, c'è in Germania, c'è in Francia, in altri Paesi". Sicuramente, ha aggiunto il presidente del Consiglio "il problema è abbinare dei meccanismi che assicurino la durata ragionevole del processo. Quando a gennaio entrerà in vigore questa norma, gli effetti non si avranno subito, occorreranno 3-4 anni. Siamo in dirittura d'arrivo per quanto riguarda la riforma del processo penale - dove - introdurremo questi meccanismi
di garanzia".E' naturale, ha proseguito il premier, che le varie forze politiche, "su questo tema hanno delle differenti sensibilità ma credo su questo obiettivo ci ritroveremo tutti" confermando di essere a conoscenza del ddl presentato dal Pd. Ma, ha concluso Conte, "siamo in dirittura d'arrivo per accelerare i tempi della giustizia penale e introdurre garanzie per la durata ragionevole del processo penale".
(28/12/2019 - Annamaria Villafrate) • Foto: 123rf.com