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Timestamp: 2019-10-14 12:05:26+00:00
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Tuvixeddu, la Corte d’Appello di Roma riforma il lodo arbitrale: solo 1,2 milioni di euro e nemmeno un mattone a Cualbu. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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aprile 10, 2018 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
La Corte d’Appello di Roma, su ricorso della Regione autonoma della Sardegna, ha riformato il lodo espresso dal Collegio arbitrale (il magistrato in pensione Gianni Olla, il docente universitario romano Nicolò Lipari, il presidente emerito della Corte costituzionale Franco Bilé) ha emesso il suo lodo (con il parere contrario di uno dei componenti, il magistrato Olla) favorevole alle pretese della Nuova Iniziative Coimpresa del Gruppo Cualbu sull’annosa vicenda di Tuvixeddu (Cagliari), la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, interessata dal noto progetto immobiliare.
Fino ad allora non vi potrà essere nessun intervento sull’area Tuvixeddu–Tuvumannu, ma anche – purtroppo – nessuna certezza sul versante della tutela e della corretta fruizione e valorizzazione di un bene culturale unico al mondo. Sarebbe ora di voltare definitivamente pagina e di risolvere una volta per tutte una situazione che a Tuvixeddu e a Cagliari fa solo del male.
qui la sentenza Corte App. civile Roma, Sez. II, 9 aprile 2018, n. 2245.
da L’Unione Sarda, 9 aprile 2018
Svolta a Tuvixeddu, la Corte d’Appello: “Lo stop dei lavori era legittimo”. (Marcello Zasso)
La Regione deve pagare i danni alla società Nuova Iniziative Coimpresa, ma dai 77,8 milioni stabiliti dal lodo arbitrale si passa a un milione e 200mila euro.
La clamorosa svolta arriva per decisione della Corte d’Appello di Roma con una sentenza che ridimensiona radicalmente l’entità dei danni attribuita alla Regione, stabilendo che il Ppr dell’era Soru era applicabile sul progetto dell’imprenditore Gualtiero Cualbu a pochi passi dalla necropoli di Tuvixeddu e che quindi era stato corretto lo stop ai lavori a partire dalla data della sua entrata in vigore.
da Sardinia Post, 9 aprile 2018
Tuvixeddu, maxi risarcimento nullo: al gruppo Cualbu un milione (e non 84).
(foto aerea Sopr. CA, S.D., arch. GrIG)
A.N.S.A., 9 aprile 2018
Legittimo stop lavori a Tuvixeddu.
Sentenza appello,risarcimento Regione sarda passa da 77,8 a 1mln: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/04/09/legittimo-stop-lavori-a-tuvixeddu_13d0aafb-44cd-4c75-b637-05e710805a53.html
Legittimo lo stop dei lavori a Tuvixeddu: l’appello dà ragione a Soru e al Ppr.
In primo grado la Regione era stata condannata a risarcire all’impresa Cualbu quasi 80 milioni, ora la cifra si è ridotta a 1 milione e 200mila euro: http://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2018/04/09/news/legittimo-lo-stop-dei-lavori-a-tuvixeddu-l-appello-da-ragione-a-soru-e-al-ppr-1.16691875
aprile 11, 2018 alle 11:21 am
Tuvixeddu, l’impresa Cualbu: «Ricorreremo in Cassazione».
Soddisfatti gli ecologisti: «Il bene-paesaggio prevale sugli interessi economici e delle aziende». (http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/04/10/news/l-impresa-ricorreremo-in-cassazione-1.16698821)
CAGLIARI. «Siamo sconcertati»: questo il commento dell’imprenditore Gualtiero Cualbu, titolare dell’omonimo gruppo, alla decisione della Corte d’Appello di Roma che ha tagliato drasticamente il risarcimento per la mancata realizzazione del piano immobiliare su Tuvixeddu. Da parte sua il figlio Giuseppe Cualbu annuncia all’Ansa un ricorso per Cassazione: «Per quanto ci riguarda è una vicenda ancora lontana dall’essere chiusa, riteniamo che questa sia una sentenza ingiusta ed erronea, per questo sarà presentato un ricorso alla Suprema Corte».
Altri fronti restano aperti: «Esiste un accordo di programma – ricorda Giuseppe Cualbu – sono state cedute delle aree da parte del privato e sono state anche realizzate delle opere, per noi la questione è tuttora aperta».
Grande al contrario la soddisfazione di Maria Antonietta Mongiu, assessora ai beni culturali ai tempi della giunta Soru: «Finalmente forse si metterà una parola fine a questa vicenda e mi auguro ora che questi 80 milioni che il privato dovrà restituire saranno spesi su Tuvixeddu. Questa decisione conferma che in quell’area non si può costruire nulla, non solo non si potevano fare i palazzi, ma nemmeno le strade e le fioriere».
Sulla stessa linea il leader storico di Legambiente Vincenzo Tiana: «La sentenza conferma che la tutela del paesaggio viene prima degli interessi economici e imprenditoriali perché il paesaggio è un bene tutelato dalla Costituzione».
Nessuna sorpresa per Maria Paola Morittu, vicepresidente nazionale di Italia Nostra: «Eravamo sicuri che il lodo arbitrale fosse illegittimo perché era contrario a una sentenza definitiva con lo stesso oggetto. Il Consiglio di Stato era stato chiarissimo sulla piena legittimità del vincolo e sulla prevalenza di questo sull’accordo di programma, la Corte d’Appello civile di Roma l’ha confermato».
Stefano Deliperi, leader del Grig, è «molto soddisfatto» e «si augura che questa decisione apra la strada all’aggiornamento del Puc di Cagliari in base al Ppr e alla co-pianificazione che dovrà condurre alla realizzazione del grande parco archeologico di Tuvixeddu».
da L’Unione Sarda, 12 aprile 2018
Benvenuti a Tuvixeddu: ma raggiungere il parcoè impresa quasi impossibile. I pochi visitatori restano affascinati. (Marcello Zasso) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=62624)
Dopo l’abbandono del passato e il recupero degli ultimi anni, il Comune guarda al futuro di Tuvixeddu mentre qualche turista si avventura nel cuore della necropoli. «Amo questo posto e ci ho portato la mia famiglia, mi stupisce che venga pochissima gente e ai turisti non venga indicato come fanno col Bastione o con Castello: con questo verde e questo panorama a me piace». Ha un altro aspetto la necropoli di Tuvixeddu vista con gli occhi dell’inglese Cesare Omissi, uno dei pochi appassionati di quell’angolo dimenticato e recuperato che viene preso d’assalto dai cagliaritani solo per Monumenti aperti. «Un po’ di gente viene, ma alla spicciolata», confermano dall’ingresso del parco di Tuvixeddu.
Nel centro della città non ci sono indicazioni per raggiungere il più grande cimitero punico del mondo, ma neanche chi riesce a raggiungere via Falzarego trova cartelli per raggiungere l’ingresso. Aperto tutti i giorni fino alle 21.30, non si paga l’ingresso e non c’è nessun modo per verificare quanti visitatori arrivino e in che modo. «Abbiamo visto una foto a bordo della nave da crociera e ci ha incuriosito, coi suoi buchi – rivelano due turiste giapponesi residenti in Canada – in ogni città abbiamo visitato rovine romane, ma qua è una situazione unica e completamente diversa. Nessuno ci ha dato spiegazioni, ma siamo riuscite ad arrivare». Impegnate a scattare foto tra panorami, vialetti, piante e cavità di oltre duemila anni fa, le due turiste non sanno che lì vicino c’era una cava e che quel colle è stato sventrato dall’uomo moderno per poi abbandonarlo tra rifiuti, siringhe e incuria.
IL FUTURO. A prescindere dalla battaglia legale sull’altro versante del colle, ora il parco muove i primi passi, ma sono evidenti le lacune tra il centro servizi abbandonato nella parte alta e i tanti spazi ancora irraggiungibili. «Abbiamo raddoppiato le aree fruibili, ma il salto di qualità arriverà col nuovo intervento che stiamo progettando: si passerà da semplice visita in un sito archeologico a quella in un parco con valenze paesaggistiche e naturalistiche – spiega Paolo Frau nella duplice veste di assessore alla Cultura e al Verde -. Arriveremo nella parte superiore, da dove si gode di un panorama meraviglioso in mezzo a pini e cipressi, sarà agibile anche una parte del catino e ci sarà il consolidamento dei costoni». Un finanziamento di quasi 500 milioni a cui si dovrebbero aggiungere altri fondi regionali servirà per ampliare gli spazi accessibili e gli itinerari dentro Tuvixeddu. «Il giro completo, una volta ultimati gli interventi, durerà circa un’ora e mezzo tra archeologia, ambiente, storia industriale della città e racconti di come quegli spazi abbiano ospitato i cagliaritani senza casa dopo i bombardamenti», aggiunge Frau.
Mufloni sul Gennargentu. Indagine su magistrati e affari immobiliari in Sardegna.