Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1272-del-19-01-2017
Timestamp: 2020-04-07 11:31:00+00:00
Document Index: 53978376

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 348', 'art. 2700', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2054', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366']

Sentenza Cassazione Civile n. 1272 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1272 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. III, 19/01/2017, (ud. 08/07/2016, dep.19/01/2017), n. 1272
sul ricorso 23362/2013 proposto da:
Z.G.M.T., (OMISSIS), elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA VALLISNERI 11, presso lo studio dell’avvocato PAOLO
PACIFICI, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
ANTONIO GIUA, giusta procura speciale a margine del ricorso;
MILANO ASSICURAZIONI SPA DIVISIONE NUOVA MAA, GIERRE A SRL,
avverso la sentenza n. 176/2012 del TRIBUNALE di SASSARI, depositata
il 26/10/2012;
08/07/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO;
udito l’Avvocato GENNARO ANNA per delega;
SOLDI Anna Maria, che ha concluso per il rigetto del ricorso e
sull’istanza di rinvio si rimette alla Corte.
Con ordinanza ex art. 348 ter c.p.c., del 28/6/2013 la Corte d’Appello di Cagliari ha dichiarato inammissibili i gravami interposti dalla sig. Z.G.M.T., in via principale, e dalla società Milano Assicurazioni s.p.a., in via incidentale, in relazione alla pronunzia Trib. Sassari n. 176/2012 di parziale accoglimento della domanda dalla prima nei confronti della seconda nonchè del sig. B.G. e della società Gi.Erre.A s.r.l. proposta, di risarcimento dei danni lamentati in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) al km. (OMISSIS) della S.P. (OMISSIS) tra l’autovettura dalla medesima condotta e il camion Fiat 190 della società Gi.Erre.A s.r.l. e condotto dal sig. B.G., ascritto alla concorrente responsabilità dei due conducenti, nella misura rispettivamente del 90% alla Z. e del 10% al B..
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la Z. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi.
Con il 1 motivo la ricorrente denunzia “violazione o falsa applicazione” dell’art. 2700 c.c., art. 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Con il 2 motivo denunzia “nullità della sentenza” per violazione degli artt. 115, 116, 132 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Con il 3 motivo denunzia “violazione o falsa applicazione” dell’art. 2054 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Va anzitutto osservato che il ricorso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che la ricorrente fa riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (es., al “verbale dei carabinieri acquisito”, alla sentenza del giudice di prime cure, agli “altri elementi probatori acquisiti”, al “dedotto interrogatorio” formale) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente (per la parte strettamente d’interesse in questa sede) riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Senza sottacersi che laddove si duole che “anche di tali circostanze (della presenza delle tracce del camion in toto nella corsia di marcia percorsa dal mezzo) non vi è traccia nel verbale addirittura oggettivo ad una mera percezione del verbalizzante… addirittura poi rafforzata da altro dato che si dice, ancora arbitrariamente, oggettivo e costituito da circostanze letteralmente inesistenti nel verbale”, la ricorrente invero inammissibilmente deduce in realtà un vizio revocatorio.
Emerge evidente, a tale stregua, come lungi dal denunziare vizi della sentenza gravata rilevanti sotto i ricordati profili, le deduzioni della ricorrente, oltre a risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, in realtà si risolvono nella mera doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice del merito agli elementi valutati di un valore ed un significato difformi dalle sue aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e nell’inammissibile pretesa di una lettura dell’asserto probatorio diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18/4/2006, n. 8932).