Source: https://altralamezia.org/2015/10/01/vademecum-insegnanti-calabresi-chiarimenti-sulla-legge-107-dannosa-e-anticostituzionale/
Timestamp: 2017-07-22 10:30:32+00:00
Document Index: 169559806

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 117', 'art. 127']

Vademecum Insegnanti calabresi. Chiarimenti sulla Legge 107, dannosa e anticostituzionale | altralamezia.org 2.0
»Precariato»Vademecum Insegnanti calabresi. Chiarimenti sulla Legge 107, dannosa e anticostituzionale	Vademecum Insegnanti calabresi. Chiarimenti sulla Legge 107, dannosa e anticostituzionale	Pubblicato da altralamezia il 01/10/2015 in Precariato, Saperi	Premessa
Questo opuscolo è stato redatto in versione aggiornabile per via della provvisorietà di alcune informazioni che vi sono contenute. La legge 107 è infatti un’opera in fieri, in attesa di decreti attuativi e riempimento di deleghe in bianco. Le versioni aggiornate saranno disponibili sul sito: insegnanticalabresi.blogspot.it.
Il piano assunzioni previsto dalla L. 107 prevede per l’anno 2015/16 esclusivamente la collocazione del personale collocato nelle G.A.E., ovvero, Graduatorie ad Esaurimento, graduatorie provinciali degli abilitati fino al 2007, alcuni dei quali con pochissimi punti in graduatoria (addirittura 20) in quanto dotati di scarsissima o nessuna esperienza lavorativa. Molti di questi già si erano sistemati diversamente, ma il piano assunzioni della L. 107 li ha raggiunti ugualmente.
Fuori da queste G.A.E. e dal piano assunzioni dell’anno 2015/16 rimangono docenti collocati nella c.d. Seconda Fascia di Istituto, abilitati anch’essi, con il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) e con il PAS (Percorsi Abilitanti Speciali), alcuni dei quali avevano maturato i requisiti per l’assunzione avendo prestato servizio anche per oltre tre anni dall’ inizio alla fine delle attività didattiche. Nelle classi di concorso in cui le graduatorie erano esaurite (tipo quelle relative all’insegnamento della Matematica) avrebbero potuto essere assunti, ma i loro posti sono attualmente congelati e assegnati a supplenti annuali (quindi la “supplentite” continua).
Per consentire la collocazione indiscriminata, invece, del personale in G.A.E. in parte assunto senza disponibilità di cattedra, il legislatore, invece di ripristinare le ore di insegnamento tagliate dalla Gelmini, come prescriveva la sentenza del TAR del Lazio, e di ridurre il numero degli alunni per classe, creando dei posti di lavoro utili all’efficienza del servizio, a norma e stabili, oltre all’organico di diritto e a quello di fatto, si è inventato un organico di potenziamento, ovvero un organico che verrà messo a disposizione dei vari Dirigenti Manager per realizzare gli obiettivi programmati nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, selezionato senza riguardo anche alla specificità della classe di concorso di appartenenza; questo è il personale che occupa le ultime posizioni delle G.A.E. e che verrà assunto prossimamente nella cosiddetta “Fase C” nelle province prescelte. Siccome questa attività di “potenziamento” può essere portata avanti solo senza oneri per la pubblica amministrazione, questi docenti non potranno lavorare di pomeriggio e quindi presumibilmente faranno da tappa-buchi dei docenti assenti, senza un quadro orario di riferimento (quale sarebbe quindi il potenziamento?) oppure per uno o due alunni per classe ovvieranno ad altre annose carenze della scuola italiana tipo gli insegnamenti alternativi all’ora di Religione Cattolica (che comunque per legge dovranno essere altri rispetto a quelli dei piani di studio dell’istituto). Un autentico spreco di risorse coniugato ad una atroce mortificazione professionale per i docenti neoassunti!!
Il personale (sempre delle G.A.E.) assunto invece nelle fasi precedenti, perché dotato di maggiore punteggio (Fase B) è stato collocato nel settembre 2015 su cattedre esistenti ma in ambito nazionale, anche se le GAE erano provinciali, senza tener conto, nella destinazione della sede, delle esigenze familiari o dei benefici della L. 104 riservati agli accompagnatori dei portatori di handicap (violazione art. 3 Cost.- pari opportunità). Per esigenze di famiglia o di assistenza a familiari disabili, non tutti gli aventi diritto hanno potuto produrre domanda (si calcola non l’abbia fatto il 30% circa). Questi ultimi hanno perso il diritto a rientrare nel piano assunzioni, rimanendo nelle G.A.E., ancora non si sa esattamente con quali prospettive se non quella di effettuare supplenze temporanee, perché le prossime assunzioni avverranno solo tramite concorsi ultra-selettivi.
Il precedente sistema di reclutamento era molto più “razionale ”: i posti venivano assegnati in base a disponibilità ai docenti inseriti in un doppio canale: quello dei concorsi pubblici e dei corsi abilitanti (50% agli uni e 50% agli altri), così si salvaguardava sia il merito che l’anziantà di servizio.
Viene inoltre precarizzato e messo in mobilità il personale di ruolo che, qualora si trovasse in esubero (il caso dei soprannumerari), a partire dal 2016/17 verrebbe inserito in albi di ambiti territoriali di incerte dimensioni ai quali dovrebbero attingere i Dirigenti procedendo per chiamata diretta, senza riguardo al punteggio maturato negli anni di servizio, né alla specificità del titolo posseduto. Tutti i docenti, di ruolo e non, in base al comma 3, art. 1, sono vincolati per un triennio nella sede di servizio, dopodiché in caso di esubero possono essere a discrezione del Dirigente collocati in mobilità finendo in albi territoriali.
Chiedere trasferimento per avvicinarsi ai propri familiari, diritto tutelato dalla Carta Costituzionale (Art. 16), implica essere messi a disposizione negli ambiti territoriali e dover aspettare la chiamata diretta di un Dirigente per essere destinato ad una sede provvisoria triennale.
Come si nota, l’intento del legislatore non è neanche quello di garantire la continuità didattica (visto che la titolarità di sede ha vincolo esclusivamente triennale), come avrebbe voluo far intendere il premier Renzi, bensì di precarizzare il personale docente, assoggettandolo ad un rapporto personale col Dirigente, che potrà sfociare in abusi di ogni sorta da parte di quest’ultimo nei suoi riguardi. Di sicuro, sullo sfondo di questo sistema di reclutamento per nulla trasparente, si profileranno clientelismi e ingerenze esterne di natura equivoca.
Per quanto concerne la contrattazione del personale docente, questa è bloccata dal 2009 e la Riforma prevede per l’aggiornamento del contratto una delega in bianco che il Governo dovrà riempire entro 18 mesi dalla promulgazione della legge. Si ignorano i criteri che il legislatore utilizzerà e ciò costituisce violazione dell’art. 76 della Costituzione. Si intende così bypassare l’intermediazione sindacale e agire senza interlocutori.
· tre docenti (2 scelti dal Collegio Docenti ed uno dal Consiglio d’Istituto),
Per gli alunni dei trienni dei vari istituti è prescritto l’obbligo di un tirocinio formativo da effettuarsi presso enti o aziende private operanti sul territorio. Tale obbligo si configura in 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro. Una norma inattuabile in quasi tutte le regioni d’Italia se si pensa al numero degli alunni che verrebbero coinvolti (per ogni istituto di mille alunni, circa seicento), prescritta come obbligo senza una conferenza preliminare con le regioni, cui la Costituzione al Titolo V, art. 117, conferisce competenza esclusiva in ambito di tirocinio formativo. Su questo punto, le Regioni avrebbero potuto ricorrere alla Corte Costituzionale, in base all’art. 127, comma 2, ma per la prevalenza di Regioni “distratte” da altro durante i 60 giorni successivi alla promulgazione della l. 107, nonché di orientamento filo-governativo (17 Regioni su 20 sono in mano al PD), solo 2 hanno presentato il ricorso nei termini: la Puglia e il Veneto. Ignoriamo come sia stato impostato il ricorso dall’avvocatura regionale di queste due regioni. Noi docenti calabresi abbiamo provveduto a diffondere autorevole parere dello studio Falzea-Lollo, avvocati costituzionalisti, per indirizzare correttamente tali procedure, ma non é stata palesata l’intenzione di tenerne conto. Da ricordare che tale tirocinio formativo può essere attuato solo durante le pause didattiche, quindi prevalentemente d’estate, visto che i curricoli disciplinari non sono stati toccati dalla legge. Inoltre dati Union Camera importanti, in contrasto con quelli forniti dal Governo a supporto dell’iniziativa legislativa, basati su una ricerca fatta da una multinazionale che opera nel settore manageriale (guarda caso!!), sottolineano che per quanto riguarda specificamente la disoccupazione giovanile solo il 2% è imputabile al disallineamento della formazione con la domanda di competenze che viene dal mondo dell’impresa. Questo provvedimento é pertanto inutile ai ragazzi e avvantaggia solo le imprese che avranno su di loro licenza di gratuito sfruttamento.
Per i primi due casi, attualmente, non è previsto nessun sostegno alla didattica, anzi, la classe, anche di scuola primaria, può essere riempita fino a 30 alunni, assegnati ai soli docenti curricolari, i quali devono inventarsi un piano educativo personalizzato per consentire all’alunno svantaggiato di conseguire ugualmente gli obiettivi, nonostante la disabilità e un’azione didattica rivolta simultaneamente ad altre 29 persone. Avrebbero detto in questo caso i Romani più saggiamente e in buona fede dei nostri governanti: “Ad impossibilia nemo tenetur” (A ciò che è impossibile nessuno è obbligato). Invece lo Stato pretende risultati senza fornire strumenti e definire modi per realizzarli.
Già si apprestano a riempire la delega Faraone e Malpezzi. Nel Ddl a loro firma, esiste un operatore socio sanitario a supporto di quel disabile che ha bisogni di assistenza alla persona, e poi esiste il docente di classe. Non si intravede alcun cenno al sostegno alla didattica in nessuno dei casi elencati . Speriamo che questo sinistro disegno non diventi veramente legge.
Ricordiamo i Parlamentari calabresi che hanno votato “SI” alla Riforma scolastica firmata Renzi-Giannini
Per la Camera dei Deputati: Demetrio Battaglia, Bruno Censore; Nicodemo Oliverio, Ernesto Magorno, Franco Bruno, Fernando Aiello.
Tag: Crisi, Insegnanti, Precariato, Studenti Permalink	Navigazione articolo
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