Source: https://suap.regione.fvg.it/portale/cms/it/apertura-modifica/Vicinato-00001/?md=3803;14782;11351;11410
Timestamp: 2017-05-24 09:43:23+00:00
Document Index: 164300346

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 71', 'art. 85', 'art. 71']

vicinato	vicinatomedia struttura minoremedia struttura maggioregrande strutturacentro/complesso commercialespacci interniapparecchi automaticivendita per corrispondenza o altri sistemi di comunicazionevendita diretta al domicilio dei consumatori o mediante contratti negoziati fuori dai locali commercialitabella speciale per farmacie, rivendite di generi di monopolio, impianti di distribuzione automatica di carburantivendite di liquidazionevendite sottocostovendita di farmaci da banco o da automedicazione
La L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 differenzia i negozi a seconda dell'ampiezza della loro superficie di vendita, definendo come esercizi di commercio al dettaglio di vicinato gli esercizi con superficie di vendita fino a metri quadrati 250.
Per superficie di vendita di un esercizio al dettaglio si intende l’area alla quale ha accesso il pubblico, compresa quella occupata dai banchi, dalle scaffalature o quella comunque destinata a mostra o esposizione di merce, con esclusione dell’area destinata ai magazzini o ai depositi, ai locali di lavorazione o agli uffici e ai servizi, nonché dell’area interna adibita a deposito dei carrelli. Dalle definizioni della Legge si evince chiaramente come la superficie di vendita presupponga la compresenza dei due elementi, accesso del pubblico ed esposizione della merce. Ne consegue che non si computa nella superficie di vendita la parte di superficie calpestabile destinata in maniera autonoma a sola mostra od esposizione di merce, se resa completamente inaccessibile al pubblico perchè, ad esempio, recintata interamente. La superficie di vendita può anche essere ricavata su un’area “a cielo libero”, cioè non racchiusa entro le mura di un edificio: lo prevede l’art.3 del DPReg 23 marzo 2007, n. 069/Pres., che equipara la superficie a cielo libero, a tutti gli effetti, a quella interna gli edifici.
L’art. 2 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 stabilisce che gli esercizi al dettaglio possono effettuare la vendita di:
1. Iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali; 2.1 Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136); 2.2 Requisiti morali, previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59: devono essere posseduti da tutti i soggetti indicati dall'art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159; 3. Requisiti professionali: previsti per il solo settore alimentare (non necessari per i prodotti per la nutrizione animale) dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. I requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare, ovvero, in caso di società, dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale.
I locali in cui si svolgono le varie attività devono possedere le caratteristiche previste dalle Leggi di settore che le disciplinano (leggi del commercio, leggi della somministrazione e così via).
In caso di esercizio di due o più attività in forma promiscua, si definisce “prevalente” l’attività che produce il maggior volume d’affari. In caso di coesistenza di più attività in uno stesso locale, è l’attività “prevalente” che condiziona la destinazione d’uso dell’immobile. Ad esempio, in caso di coesistenza di attività prevalente di commercio al dettaglio e attività artigianale secondaria di estetista, la destinazione d’uso del locale rimarrà commerciale.
la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -COMMERCIO SU AREA PRIVATA Attività n. 1.1 e 1.2 pag. 11-13 -della tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.
scheda descittiva occupazione di suolo pubblico
scheda descrittiva vendita al minuto di gas di petrolio liquefatto (GPL) per combustione
scheda descrittiva produzione, trasformazione e distribuzione di prodotti di origine animale (macelli, caseifici, prodotti ittici, uova e altro)
Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:1. il Comune: verifica la persistenza dei requisiti dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività.2. le Aziende per l'assistenza sanitaria: per il commercio al dettaglio di generi alimentari i Dipartimenti di Prevenzione (D.I.P.) delle Aziende per l'assistenza sanitaria (Aas) - Servizi igiene alimenti e nutrizione e Servizi veterinari igiene alimenti di origine animale - ciascuno per le proprie competenze, effettuano periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, i controlli ufficiali, finalizzati a verificare se l’operatore del settore alimentare ha applicato correttamente le disposizioni regolamentari, con speciale riferimento al piano di autocontrollo, ove previsto.