Source: https://www.unijuris.it/node/2821
Timestamp: 2020-05-31 13:16:40+00:00
Document Index: 176048465

Matched Legal Cases: ['art. 217', 'art.157', 'art.2947', 'art. 2409', 'art. 217', 'art. 2043']

Tribunale di Venezia – Accertamento incidenter tantum della responsabilità risarcitoria nascente dal reato previsto dagli artt. 217 e 224 L.F. da parte del giudice civile. Decorrenza della prescrizione. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Prosecuzione dell’attività – Aggravamento del dissesto - Responsabilità solidale degli amministratori e dei sindaci - Procedimento per sequestro conservativoFallimento - Società per azioni – Azione di responsabilità - Valutazione equitativa del danno in sede cautelare
Il credito risarcitorio fatto valere sulla scorta della prospettazione del fatto direato di cui all’art. 217 L.F., si prescrive con il decorso del termine di sei anni decorrenti dalla commissione dell’illecito,a norma dell’art.157c.p.e dell’art.2947,comma, 3c.c.,e quindi dalla dichiarazione di fallimento, essendo questo il momento in cui si arresta il peggioramento della condizione dei creditori tutelati dalla norma, posto che solo con l’accertamento giudiziale dell’insolvenza si viene a cristallizzare la situazione debitoria dell’impresa ed arrestato il suo depauperamento. (avv. Alberto Rinaldi – Riproduzione riservata).
Sussiste l’obbligo degliamministratori di chiedere tempestivamente il fallimento e, nella loro inerzia, dei sindaci, che sono tenuti a controlli trimestrali e debbono rispondere dell’illecito omissivo degli amministratori, dovendo l’organo di sindacato attivarsi con attenzione e solerzia nel controllare l’evoluzione peggiorativa della situazione, anche mediante i mezzi messi a disposizione dall’art. 2409 c.c. (avv. Alberto Rinaldi – Riproduzione riservata).
L’illecito ex art. 217 L.F. comporta la sussistenza di responsabilità civile ex art. 2043 c.c. e il conseguente danno va determinato nell’aggravamento del dissesto,inteso come maggiore indebitamento della società che ha pregiudicato i creditori,in riferimento al patrimonio della società su cui soddisfarsi in modo concorrente. In sede cautelare è possibile determinare detto danno, in via equitativa e prudenziale,nell’importo riferito al maggiore indebitamento dell’impresa verso fornitori per forniture eseguite e rimaste non pagate, forniture che la tempestiva declaratoria di fallimento avrebbe evitato,essendo inoltre attestata nel ricorso per ammissione al concordato preventivo, presentato dall’imprenditore in bonis, l’insufficienza del patrimonio sociale al fine di soddisfare integralmente ilceto creditorio. (avv. Alberto Rinaldi – Riproduzione riservata)
Tribunale di Venezia 11.12.2015.pdf 615.97 KB
Art. 159. - Concordato.