Source: http://calchera.it/condominio_codice_civile.html
Timestamp: 2020-04-07 17:10:36+00:00
Document Index: 129286565

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 1136', 'art. 2', 'art. 1136', 'art. 9', 'art. 1136', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 1120', 'sentenza ', 'art. 1124', 'art. 1126', 'art. 1125', 'art. 1126', 'art. 1126', 'art. 1131', 'art. 1137', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 1136', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1136', 'art. 1129', 'art. 1107']

CONDOMINIO E CODICE CIVILE, ELENCO ARTICOLI PRIMA DELLA RIFORMA DEL 2012
R.D. 16.3.1942 n. 262 - Approvazione del testo del Codice Civile:
1117 - Parti comuni dell'edificio -
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo [art. 61, 62]:
1) il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune;
1118 - Diritti dei partecipanti sulle cose comuni -
Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti [att. 68].
1119 - Indivisibilità -
Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più comodo l'uso della cosa a ciascun condomino [att. 61, 62].
1120 - Innovazioni -
I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'art. 1136 (maggioranza numerica dei condomini che rappresenti almeno i 2/3 del valore millesimale), possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
Note: ai sensi dell’art. 2 legge 9 gennaio 1989 n. 13, le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni dirette ad eliminare le barriere architettoniche sono approvate con le maggioranze previste dall'art. 1136, 2º e 3º comma del cod. civ. (in prima convocazione, maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore millesimale; in seconda convocazione, maggioranza degli intervenuti purché la deliberazione riporti un numero di voti che rappresenti 1/3 dei partecipanti al condominio e almeno 1/3 del valore millesimale).
Ex art. 9.3 legge 24 marzo 1989 n. 122, le deliberazioni che hanno per oggetto le opere e gli interventi di realizzazione di parcheggi sono approvate, in prima o in seconda convocazione, con la maggioranza prevista dall'art. 1136, 2º comma del cod. civ. (maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore millesimale), restando fermo quanto disposto dagli artt. 1120, 2º comma, e 1121, 3º comma del cod. civ.
A norma dell’art. 26 legge 9 gennaio 1991 n. 10, le deliberazioni che hanno per oggetto interventi e innovazioni volti all'uso razionale dell'energia sono approvate con la maggioranza delle quote millesimali.
Ex art. 15.1 legge 17 febbraio 1992 n. 179, gli interventi di recupero possono essere deliberati dalla maggioranza dei condomini che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio.
1121 - Innovazioni gravose o voluttuarie -
Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa (la maggioranza necessaria per deliberare circa l'approvazione di codeste innovazioni è sempre quella di cui al primo comma dell'art. 1120; ovviamente, se le innovazioni in oggetto alterino il decoro architettonico dell'edificio o pregiudichino l'utilizzo di talune parti comuni dello stesso, esse sono vietate).
Se l'utilizzazione separata non è possibile, l'innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l'ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa (pertanto, la deliberazione inerente tale tipo di innovazione deve essere approvata con l'unanimità dell'intero condominio salvo che la maggioranza dei condomini che l'ha accettata ne sopporti integralmente la spesa).
1122 - Opere sulle parti dell'edificio di proprietà comune -
1123 - Ripartizione delle spese -
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione [att. 68].
1124 - Manutenzione e ricostruzione delle scale -
Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo [att. 68].
Ai fini del concorso nella spesa delle scale, si considerano come piani anche le cantine, le autorimesse, le soffitte o il sottotetto e i lastrici solari, seppur di proprietà comune (in tale ultimo caso la relativa quota parte di spesa va divisa tra tutti i comproprietari).
Per quanto riguarda le spese di manutenzione relative all'ascensore la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione II, del 25.10.69 n. 3514 recita: "Circa la ripartizione delle spese di manutenzione e ricostruzione, relative all'ascensore, destinato all'uso comune in un edificio in condominio, va applicata, in mancanza di una specifica disposizione di legge che disciplini il caso, la regola posta dall'art. 1124 c.c. per le scale, eguale essendo la ratio tra l'ipotesi disciplinata da tale norma e quella riguardante l'ascensore. Tali spese vanno, pertanto ripartite per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo". All'uopo, si ritiene opportuno rilevare che nella compilazione delle tabelle millesimali relative alla manutenzione ordinaria e d'esercizio dell'ascensore si dovranno escludere tutte quelle unità immobiliari che per motivi logistici o per clausola contrattuale non usano in alcun modo l'ascensore. Si dovranno cioè separare, ad esempio, tutti i cespiti (come i negozi) che non hanno sbocchi sull'ingresso scale e non hanno quindi modo di usare l'ascensore; si dovranno, altresì, separare le abitazioni poste ai piani terreni e comunque tutte quelle unità immobiliare che risultano estranee strutturalmente all'uso di questo impianto.
1125 - Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai -
Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti uguali dai proprietari dei due piani l'uno all'altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l'intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.
1126 - Lastrici solari di uso esclusivo -
Quando l'uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l'uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno [att. 68].
Note: in presenza di una terrazza a livello di proprietà esclusiva che copre una sola unità immobiliare, si configura un’eccezione alla norma di codice: per la particolare singolarità che riveste tale casistica, le spese di manutenzione sia ordinaria che straordinaria non possono far capo alla disciplina dell'art. 1126 c.c., che afferisce alla generalità dei lastrici solari, ma senz’altro a quella dell'art. 1125 c.c. – tanto perché con l’applicazione dell’art. 1126 si verrebbe a penalizzare in misura spropositata il proprietario del piano inferiore, quando invece la funzione della struttura del terrazzo di fatto incide in egual misura rispetto alle due proprietà sovrapposte. Pertanto, gli elementi strutturali dell’impalcato del terrazzo sono a carico, in parti uguali, dei proprietari dei due piani l'uno all'altro sovrastante, restando a carico del proprietario del terrazzo la pavimentazione, mentre a carico del proprietario del piano inferiore l'intonaco e la tinteggiatura del soffitto.
Per quanto riguarda le spese di manutenzione relative all'impermeabilizzazione del lastrico solare, per fatto non imputabile all'uso improprio o ad altre cause pregiudizievoli attribuibili al proprietario del lastrico medesimo, si ritiene opportuno che esse siano suddivise come stabilito dall’art. 1126, ovvero per 1/3 a carico dei proprietari del lastrico solare e per i 2/3 a carico dei proprietari delle porzioni di piano ricadenti nella verticale sottostante il lastrico: tanto perché seppur è vero che l'impermeabilizzazione serve principalmente come protezione dalle infiltrazioni d'acqua delle unità dei piani inferiori, è pur vero che essa svolge anche una funzione di protezione dall’acqua, e quindi di conservazione dell’integrità strutturale, del solaio del lastrico solare con conseguenti vantaggi ai fini statici; tuttavia, in presenza di una terrazza a livello che copra una sola unità, le spese di merito vanno divise in egual misura tra i proprietari dei due piani in verticale. Invece, per la manutenzione dello strato termoisolante con relativa barriera antivapore, se presente nel corpo dell’impalcato, le pertinenti spese vanno imputate a carico dei proprietari dei piani inferiori a cui serve la coibentazione per proteggere il volume sottostante dalle dispersioni di calore.
1127 - Costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio -
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un'indennità pari al valore attuale dell'area da occuparsi con la nuova fabbrica (proiezione orizzontale sul terreno), diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l'importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.
1128 - Perimento totale o parziale dell'edificio -
Nel caso di perimento di una parte minore, l'assemblea dei condomini delibera circa la ricostruzione delle parti comuni dell'edificio, e ciascuno è tenuto a concorrervi in proporzione dei suoi diritti sulle parti stesse (tali deliberazioni sono approvate con la maggioranza numerica dei partecipanti all'assemblea che esprima almeno la metà del valore millesimale).
1129 - Nomina e revoca dell'amministratore -
Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria [att. 64], su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità.
La nomina e la cessazione per qualunque causa dell'amministratore dall'ufficio sono annotate in apposito registro [att. 71].
1130 - Attribuzioni dell'amministratore -
1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini e curare l'osservanza del regolamento del condominio;
4) compiere gli atti conservativi dell'edificio.
1131 - Rappresentanza -
1132 - Dissenso dei condomini rispetto alle liti -
1133 - Provvedimenti presi dall'amministratore -
I provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell'amministratore è ammesso ricorso all'assemblea senza pregiudizio del ricorso all'autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall'art. 1137.
1134 - Spese fatte dal condomino -
1135 - Attribuzione dell'assemblea dei condomini -
Note: l’art. 10 – Partecipazione del conduttore all'assemblea dei condomini – della legge 27 luglio 1978 n. 392 recita: “Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell'appartamento locatogli, nelle delibere dell'assemblea condominiale relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d'aria.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile [c. 1136 ss. ] sull'assemblea dei condomini”.
1136 - Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni -
Note: la sentenza della Corte di Cassazione del 8.1.66 n. 158 recita: "Quando in un condominio edilizio la comunione di determinati servizi è limitata ad alcuni condomini, la formazione delle maggioranze, ai fini della validità delle deliberazioni, indicata dall'art. 1136 (e non dagli artt. 1105, 1108) c.c., deve computarsi con riferimento ai soli proprietari interessati, che rappresentino, a seconda dell'importanza dell'oggetto della deliberazione, un terzo, la metà o i due terzi del valore dei piani o porzioni di piano ad essi appartenenti”.
1137 - Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea -
Note: la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, prevista dall'art. 1 legge 7 ottobre 1969 n. 742, si applica anche a quello di trenta giorni previsto da questo articolo, così come chiarito dalla Corte Costituzionale con sentenza del 2 febbraio 1990 n. 49.
1138 - Regolamento di condominio -
Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'art. 1136 (maggioranza numerica dei partecipanti all'assemblea, che rappresenti almeno la metà del valore millesimale) e trascritto nel registro indicato dall'ultimo comma dell'art. 1129. Esso può essere impugnato a norma dell'art. 1107.
1139 - Rinvio alle norme sulla comunione -