Source: http://docplayer.it/70791191-Provincia-autonoma-di-trento.html
Timestamp: 2019-07-20 20:14:05+00:00
Document Index: 75023362

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'art. 15', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 4']

1 Bollettino Ufficiale n. 13/I-II del 30/03/2010 / Amtsblatt Nr. 13/I-II vom 30/03/ Deliberazioni - Parte 1 - Anno 2010 Provincia Autonoma di Trento DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE del 29 gennaio 2010, n. 98 Art. 28 L.P. n. 24 del 9 dicembre 1991 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia": definizione degli ambiti territoriali omogenei di cervo, capriolo e camoscio e delle modalità per la verifica dell'attuazione dei programmi di prelievo predisposti dall'ente gestore Il relatore comunica L art. 15 della L.P. n. 24 del 9 dicembre 1991 Norme per la protezione della fauna selvatica e per l esercizio della caccia, prevede che alla gestione della caccia nelle riserve provveda, sulla base di apposita convenzione con la Provincia, l associazione dei cacciatori cui sia stata riconosciuta personalità giuridica in sede provinciale e che risulti la più rappresentativa nell ambito provinciale. Tale associazione è attualmente individuata nell Associazione Cacciatori Trentini con sede in Via Guardini 41 a Trento, di seguito denominata ente gestore. L art. 28 della L.P. n. 24/ 91, come modificato con L.P. n. 10 del 15/12/2004, prevede che: 1. nei casi previsti dalla sopraccitata convenzione, i programmi di prelievo siano proposti dall ente gestore nel rispetto degli obiettivi e dei criteri stabiliti dal servizio provinciale competente, con riferimento ad ambiti territoriali omogenei predeterminati dalla Giunta provinciale; 2. a Giunta provinciale definisca le modalità per la verifica dei programmi di prelievo. La definizione degli ambiti territoriali omogenei e delle modalità per la verifica dei programmi di prelievo, come peraltro la definizione degli obiettivi e dei criteri stabiliti dal Servizio Foreste e fauna, risultano quindi atti necessari e propedeutici alla predisposizione dei programmi di prelievo da parte dell ente gestore. Questi per le specie cervo e capriolo sono stati già definiti per il precedente triennio di gestione con la deliberazione della Giunta provinciale n del 29 dicembre Ora, per la prosecuzione della gestione della caccia di cervo e capriolo e per il sua estensione anche alla specie camoscio è necessario modificare e integrare i contenuti della già citata deliberazione di Giunta provinciale. Pertanto, con il presente atto, in ottemperanza a quanto previsto all art. 28 della L.P. n. 24/ 91 e ss.mm., sono confermati gli ambiti territoriali omogenei riferiti alle specie Capriolo (Capreolus capreolus) e Cervo (Cervus elaphus), già individuati per il precedente triennio di delega gestionale con la deliberazione della Giunta provinciale n del 29 dicembre Sempre con la presente deliberazione e in ottemperanza a quanto previsto all art. 28 della L.P. n. 24/ 91 e ss.mm., sono definiti: - gli ambiti territoriali omogenei riferiti alla specie Camoscio (Rupicapra rupicapra), specie che è oggetto di specifica delega gestionale; - le modalità per la verifica dell attuazione dei programmi di prelievo predisposti dall ente gestore, modificando quelle definite per il precedente triennio di delega gestionale con la deliberazione della Giunta provinciale n del 29 dicembre Per quanto attiene gli ambiti territoriali omogenei del Camoscio, la gestione faunistico-venatoria è attualmente impostata facendo riferimento a 28 aree faunistiche, secondo quanto previsto dal Piano Faunistico Provinciale, che ha sostanzialmente recepito un impostazione adottata dalla Provincia Autonoma di Trento fin dal A tali unità gestionali, riferite a entità territoriali sovra riserva di caccia, fanno attualmente riferimento i dati di monitoraggio, le valutazioni indirizzate alla predisposizione dei programmi di prelievo, nonché le analisi quali-quantitative riferite al prelievo venatorio.
2 Bollettino Ufficiale n. 13/I-II del 30/03/2010 / Amtsblatt Nr. 13/I-II vom 30/03/2010 Il Piano Faunistico Provinciale ha evidenziato la duplice valenza tecnica e gestionale di tale compartimentazione, prevedendo che la soluzione adottata dal Piano stesso, verificata con l ente gestore, possa essere modificata a fronte di forti motivazioni dirette ad assicurare una maggior efficienza del sistema complessivo. Pertanto, la compartimentazione per aree faunistiche è stata la base per la definizione degli ambiti territoriali omogenei per la gestione del camoscio. In ottemperanza con quanto previsto dal comma 2 dell art. 28 della L.P. n. 24/ 91 e ss. mm., con nota dd. 24/07/2009 prot. n , il Servizio Foreste e fauna ha sentito l Ente gestore in merito alla determinazione degli ambiti territoriali omogenei per la specie camoscio. Per quanto attiene alle modalità per la verifica dell attuazione dei programmi di prelievo predisposti dall ente gestore sono riprese, modificandole e integrandole, le disposizioni già definite nella deliberazione della Giunta provinciale n del 29 dicembre Nel dettaglio, con il presente documento è determinata l articolazione dei documenti di programmazione del prelievo venatorio e sono definite le modalità di verifica e controllo riferite a: - documenti di programmazione e gestione; - status delle popolazioni animali; - modalità di realizzazione dei programmi di prelievo; - capi abbattuti; - risultati della gestione. Per Cervo e Capriolo, solo per la stagione venatoria , è previsto un anno di transizione tra il precedente triennio e il prossimo periodo di gestione. Si evidenzia infine che l individuazione delle specie per le quali l ente gestore provvede alla predisposizione dei programmi di prelievo è demandata alla stipula della convenzione fra la Provincia e l ente gestore di cui all art. 16 della L.P. n. 24/1991 (comma 1 lettera f bis). Il Servizio Foreste e Fauna stabilirà con determinazione gli obiettivi e i criteri per la predisposizione dei programmi di prelievo per le specie Capriolo (Capreolus capreolus), Cervo (Cervus elaphus) e Camoscio (Rupicapra rupicapra). Tutto ciò premesso LA GIUNTA PROVINCIALE - udita la relazione; - vista la L.P. n. 24 del 9 dicembre 1991 Norme per la protezione della fauna selvatica e per l esercizio della caccia e ss. mm.; - vista la deliberazione n dell 11 agosto 2003 ad oggetto Approvazione del piano faunistico provinciale: articolo 5 della legge provinciale 9 dicembre n. 24 e s.m. e la successiva deliberazione n del 30 dicembre 2009 relativa a Proroga di validità del Piano Faunistico provinciale: articolo 5 della legge provinciale 9 dicembre 1991 n.24 e s.m. ; - visti gli atti e i documenti richiamati nella premessa; - a voti unanimi, espressi nelle forme di legge; delibera 1. di adottare il documento Ambiti territoriali omogenei riferiti alle specie Capriolo (Capreolus capreolus) e Cervo (Cervus elaphus) di cui all Allegato A) alla presente deliberazione, costituito dall elenco degli ambiti territoriali omogenei e delle riserve di caccia afferenti a ciascun ambito; 2. di adottare il documento Ambiti territoriali omogenei riferiti alle specie Camoscio (Rupicapra rupicapra) di cui all Allegato B) alla presente deliberazione, costituito dalla cartografia degli ambiti territoriali omogenei e delle riserve di caccia afferenti a ciascun ambito; solo a fini tecnico-gestionali nella cartografia sono riportati anche i sub-ambiti territoriali omogenei; 3. di adottare il documento Modalità per la verifica dell attuazione dei programmi di prelievo predisposti dall ente gestore di cui all allegato C) alla presente deliberazione; 4. di fissare in cinque anni il periodo di validità dei Progetti pluriennali di gestione;
3 Bollettino Ufficiale n. 13/I-II del 30/03/2010 / Amtsblatt Nr. 13/I-II vom 30/03/ di dare atto che gli adempimenti relativi alla gestione della caccia di cervo e capriolo per il triennio restano disciplinati dalla deliberazione della Giunta provinciale n del 29 dicembre di disporre che la presente deliberazione venga pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Alto Adige. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA LORENZO DELLAI LA DIRIGENTE DEL SERVIZIO SEGRETERIA DELLA GIUNTA ED ELEZIONI PATRIZIA GENTILE
4 Allegato parte integrante A) Ambiti territoriali omogenei riferiti alle specie Capriolo (Capreolus capreolus) e Cervo (Cervus elaphus). Nome Riserva di caccia ADIGE DESTRA AVIO; BRENTONICO; ISERA; MORI - PANNONE; NAGO - TORBOLE; NOGAREDO; NOMI; POMAROLO; RONZO - CHIENIS; VILLALAGARINA ADIGE SINISTRA ALA; BESENELLO - CALLIANO; FOLGARIA; ROVERETO; TERRAGNOLO; TRAMBILENO; VALLARSA; VOLANO ALTA VAL DI NON BRESIMO; BREZ; CASTELFONDO; CIS; CLOZ; LIVO; REVO' - CAGNO' - ROMALLO; RUMO ALTA VALSUGANA BOSENTINO; CALCERANICA LAGO; CALDONAZZO; CENTA S. NICOLO'; LAVARONE; LEVICO; LUSERNA; VATTARO; VIGOLO VATTARO BASSA VALSUGANA BORGO VALSUGANA; CASTELNUOVO; GRIGNO; NOVALEDO; OSPEDALETTO; RONCEGNO; RONCHI VALSUGANA; TELVE - TELVE DI SOPRA - CARZANO; TORCEGNO; CEMBRA VILLA AGNEDO ALBIANO; CEMBRA; CIVEZZANO; FAEDO; FAVER; FORNACE; GIOVO; GRAUNO; GRUMES; LONA LASES; LISIGNAGO; SEGONZANO; SOVER; VALDA CHIESE BONDO; BONDONE; BREGUZZO; BRIONE; CASTELLO CONDINO; CIMEGO; CONDINO; DAONE - BERSONE - PRASO; PIEVE DI BONO; RONCONE - LARDARO; STORO FASSA FIEMME GIUDICARIE LEDRO PERGINE PINE VAL DEI MOCHENI CAMPITELLO DI FASSA; CANAZEI; MAZZIN; MOENA; PERA DI FASSA; POZZA DI FASSA; SORAGA; VIGO DI FASSA CAPRIANA; CARANO; CASTELLO DI FIEMME; CAVALESE; DAIANO; PANCHIA'; PREDAZZO; TESERO; VALFLORIANA; VARENA; ZIANO ANDALO; BLEGGIO INFERIORE; BLEGGIO SUPERIORE; BOLBENO; DORSINO; FIAVE'; LOMASO; MOLVENO; RAGOLI; S. LORENZO IN BANALE; SEO - SCLEMO; STENICO - I parte; STENICO - II parte Vallagola; TIONE; ZUCLO BEZZECCA; CONCEI; MOLINA DI LEDRO; PIEVE DI LEDRO; TIARNO DI SOPRA; TIARNO DI SOTTO BASELGA DI PINE'; BEDOLLO; FALESINA; FIEROZZO; FRASSILONGO; MIOLA; PALU' DEL FERSINA; PERGINE; SANT'ORSOLA; TENNA; Pag. 1 di 2 All. 001 RIFERIMENTO: 2010-S
5 VIARAGO; VIGNOLA PRIMIERO CANAL S. BOVO; IMER; MEZZANO; PRIMIERO - FIERA - TONADICO - SIROR - SAGRON MIS; TRANSACQUA; RENDENA CADERZONE; GIUSTINO - MASSIMENO; MONTAGNE; PINZOLO - BOCENAGO - CARISOLO; PREORE; SPIAZZO; STREMBO; VAL GENOVA; VIGO RENDENA - PELUGO - DARE'; VILLA RENDENA SARCA ARCO; CALAVINO; CAVEDINE; DRENA; DRO; LASINO; PADERGNONE; RIVA; TENNO TESINO BIENO; CASTELLO TESINO; CINTE TESINO; PIEVE TESINO; SCURELLE; STRIGNO - SAMONE - SPERA; TRENTO ALDENO; CIMONE; FAI DELLA PAGANELLA; GARNIGA; LAVIS; MEZZOLOMBARDO; NAVE S. ROCCO; S. MICHELE ALL'ADIGE; TERLAGO; TRENTO EST; TRENTO NORD; TRENTO VAL DI NON DESTRA OVEST; TRENTO SUD; VEZZANO; ZAMBANA ALPE FLAVONA; CAMPODENNO; CAVEDAGO; CLES; CUNEVO; DENNO; FLAVON; NANNO; SPORMAGGIORE; SPORMINORE; TASSULLO; TERRES; TUENNO VAL DI NON SINISTRA AMBLAR - DON; CAVARENO; COREDO; DAMBEL; FONDO; MALOSCO; MEZZOCORONA; ROMENO; RONZONE; ROVERE' DELLA LUNA; RUFFRE'; SANZENO - BANCO - CASEZ; SARNONICO; SFRUZ - SMARANO; TAIO ; TON; TRES; VERVO' - PRIO'. VAL DI SOLE CALDES - CAVIZZANA; COMMEZZADURA; CROVIANA; DIMARO; MALE'; MEZZANA; MONCLASSICO; OSSANA; PEIO; PELLIZZANO; RABBI; TERZOLAS; VERMIGLIO. Pag. 2 di 2 All. 001 RIFERIMENTO: 2010-S
6 Allegato parte integrante B) Pag. 1 di 1 All Riferimento: 2010-S
7 Allegato parte integrante C) Modalità per la verifica dell attuazione dei programmi di prelievo. Art. 1 Documenti di programmazione e gestione I documenti di programmazione previsti dall articolo 28 della L.P. 24/91 per ciascuna delle specie di cui all articolo 16, comma 1 lettera f bis della L.P. 24/91 sono tre e sono elencati di seguito. Ad essi si aggiunge la Ripartizione per riserva dei capi assegnati, che ha finalità gestionali e di controllo. Ciascuno dei documenti è organizzato in due parti : una generale, relativa all intero territorio della provincia, ed una specifica, dedicata a ciascun ambito territoriale omogeneo. Il dettaglio dei contenuti e la forma dei documenti sono definiti nella determinazione del Dirigente del Servizio Foreste e fauna relativa a obiettivi e criteri per la predisposizione dei programmi di prelievo. I documenti sono trasmessi entro le scadenze di seguito indicate sia su supporto cartaceo che informatico (formato.doc): Progetto pluriennale, che contiene anche i programmi di prelievo annuali, è presentato al Comitato faunistico provinciale per l approvazione entro il 30(trenta) aprile del primo anno di validità; Relazione annuale, redatta negli anni intermedi del periodo di validità del Progetto, è trasmessa con le seguenti scadenze: - capriolo e cervo 15 giugno; - camoscio 10 agosto. Essa contiene: - i risultati del prelievo della stagione venatoria precedente; - i risultati dei censimenti e le eventuali proposte di modifica del programma di prelievo; Relazione finale, che contiene il resoconto dei risultati raggiunti negli anni di attività; è trasmessa contestualmente alla presentazione del progetto per il successivo periodo; Ripartizione per riserva del programma di prelievo di ambito omogeneo, distinta per sesso e classe di età. I dati devono essere trasmessi in forma cartacea ed informatica (formato file.xls o.dbf) almeno 7 (sette) giorni prima dell inizio dell attività venatoria, sia per il prelievo primaverile estivo che per l autunnale Art. 2 Verifica e controllo sui documenti di programmazione Pag. 1 di 5 All. 003 RIFERIMENTO: 2010-S
8 Il Progetto pluriennale di cui all articolo 1 è approvato dal Comitato faunistico provinciale. L approvazione del Comitato faunistico provinciale è subordinata alla verifica di: conformità del Progetto pluriennale con: - le indicazioni contenute nel Piano faunistico provinciale; - i contenuti della determina del dirigente del Servizio Foreste e fauna relativa a obiettivi e criteri per la predisposizione dei programmi di prelievo ; - gli altri strumenti di pianificazione faunistica o con atti di indirizzo emanati dal Comitato faunistico provinciale; coerenza dei Programmi di prelievo con i contenuti della determina del dirigente del Servizio Foreste e fauna relativa a obiettivi e criteri per la predisposizione dei programmi di prelievo e con gli obiettivi specifici fissati nel Progetto pluriennale; Si tiene conto dei risultati della gestione sia per l eventuale revisione degli obiettivi e dei criteri del successivo periodo, in modo che essa sia modulata coerentemente con il loro livello di raggiungimento, sia per la decisione sulla prosecuzione della delega gestionale. Il Comitato faunistico provinciale può disporre la revisione del Progetto pluriennale se non conforme ai documenti di indirizzo, se si verificano sostanziali scostamenti rispetto alle ipotesi progettuali o in caso di squilibri significativi nelle popolazioni animali. Art. 3 Verifica e controllo sullo status delle popolazioni animali Il Servizio Foreste e fauna può effettuare operazioni di censimento, anche campionarie, finalizzate alla verifica dello status delle popolazioni animali. Il Servizio Foreste e fauna può partecipare con proprio personale alle operazioni di monitoraggio organizzate dall Ente gestore: a tal fine gli Uffici Distrettuali Forestali devono essere avvisati con congruo anticipo del programma delle uscite. Le schede utilizzate dall ente gestore per la registrazione dei capi censiti, quando non allegate ai documenti di programmazione, sono tenute a disposizione del Servizio Foreste e fauna per l intero periodo. Art. 4 Verifica e controllo delle modalità di realizzazione del programma di prelievo Il controllo della corretta applicazione dei programmi si attua attraverso i seguenti adempimenti, le cui modalità di dettaglio sono annualmente definite dal Comitato faunistico provinciale ai sensi dell articolo 29, comma 9, della L.P. 24/91. Il cacciatore è tenuto ad adempiere a tutte le prescrizioni che stabilirà il Comitato faunistico provinciale per consentire il controllo da parte del personale di vigilanza. Il rettore della Riserva di caccia, o persona ufficialmente delegata dallo stesso, è obbligato a: a) annotare i capi prelevati nell apposito registro distinto per specie predisposto secondo il modello elaborato da parte del Servizio Foreste e fauna; b) assicurare che il registro di cui al punto precedente sia consultabile dal Servizio Foreste e fauna, anche attraverso le sue strutture decentrate; Pag. 2 di 5 All. 003 RIFERIMENTO: 2010-S
9 c) aggiornare tempestivamente il numero dei capi prelevati da esporre nella bacheca della Riserva di caccia; d) compilare il certificato di origine nel caso in cui il capo non sia stato controllato da un agente di vigilanza del Corpo forestale trentino; L Ente gestore individua il responsabile della tenuta del registro dei capi prelevati per ciascun ambito territoriale omogeneo. L elenco dei responsabili è comunicato al Servizio Foreste e fauna. Il responsabile della tenuta del registro dei capi prelevati: a) cura la tenuta del registro dei capi prelevati nell ambito territoriale omogeneo per ciascuna specie, predisposto secondo un modello elaborato dal Servizio Foreste e fauna e assicura il suo aggiornamento entro i due giorni successivi dalla data di abbattimento; b) assicura che detto registro sia consultabile dal Servizio Foreste e fauna, anche attraverso le sue strutture decentrate; c) assicura l adozione di tutti i sistemi volti a evitare il superamento del piano di prelievo annuale di ambito territoriale omogeneo, costituendo, come misura minima, un contingente di capi di riserva nell ambito di quelli assegnati. Entro il 15 (quindici) gennaio l Ente gestore invia al Servizio Foreste e fauna copia cartacea ed informatica (formato file.xls o.mdb) del registro dei capi prelevati per ciascuna specie in ciascun ambito territoriale omogeneo. Il personale forestale provinciale ha facoltà di controllare tutti i capi prelevati. Ai fini del controllo della corretta applicazione dei programmi di prelievo del camoscio, sono considerati di prima classe solo i capi fatti visionare, valutare e certificare dal personale forestale provinciale. Pertanto, tutti i capi di camoscio ritenuti di I classe, sia maschi che femmine, sono fatti visionare, valutare e certificare dal personale forestale provinciale che fa parte del Sottocomitato per la verifica dell osservanza dei programmi di prelievo, di cui al successivo articolo seguendo le modalità e le procedure che saranno individuate dal Sottocomitato stesso e dal Servizio Foreste e Fauna, tenuto conto delle esigenze di gestione venatoria. Il personale forestale provinciale, in concomitanza con il controllo, compila il certificato di origine e ha facoltà di applicare ai capi idonei contrassegni inamovibili. Art. 5 Verifica e controllo dei capi prelevati Il sottocomitato di cui al comma 4 dell art. 16 del D.P.G.P. 17/11/1999 n /Leg. effettua i rilievi tecnici sui trofei e sulle mandibole degli ungulati prelevati. Per il proprio lavoro, il sottocomitato si avvale dei registri informatizzati forniti dall Ente gestore come previsto all art. 4. Le valutazioni di tale sottocomitato sono insindacabili. Art. 6 Controllo dei risultati della gestione La verifica della corretta gestione si basa anche sull analisi dei dati relativi ai prelievi e ai censimenti. Sono di seguito elencati gli indicatori di riferimento. Per il camoscio: i risultati dei censimenti e il trend delle consistenze; il prelievo realizzato rispetto a quello programmato; Pag. 3 di 5 All. 003 RIFERIMENTO: 2010-S
10 la struttura del prelievo per classi di sesso e di età; il completamento degli abbattimenti della I classe maschile e della I classe femminile; le variazioni dei pesi medi per classe d età; stima della sopravvivenza invernale attraverso le variazioni del numero di jarling contati. Per il capriolo: i risultati dei censimenti e il trend delle consistenze; il completamento dei programmi annuali di prelievo; la struttura del prelievo per classi di sesso e per i maschi in classi di età; le variazioni dell attuale densità di prelievo; il numero dei capi rinvenuti morti; le variazioni dei pesi medi per classe d età; le eventuali stime di produttività e fertilità espresse come rapporto estivo e primaverile di piccoli e femmine; Per il cervo: i risultati dei censimenti e il trend delle consistenze rilevate con i vari metodi; la presenza di aree di bramito e la stima dell evoluzione temporale; il completamento dei programmi annuali di prelievo; la struttura del prelievo per classi di sesso e per i maschi in classi di età; le variazioni dell attuale densità di prelievo; il numero dei capi rinvenuti morti; le variazioni dei pesi medi per classe d età; le eventuali stime di produttività e fertilità espresse come rapporto estivo e primaverile piccoli/femmine. Pag. 4 di 5 All. 003 RIFERIMENTO: 2010-S
11 Art. 7 Norma transitoria Per cervo e capriolo la stagione venatoria è di transizione tra il primo periodo di gestione delegata e il successivo. Solo per questa stagione venatoria i documenti di programmazione sono: - Progetto annuale redatto per ciascuna specie e distinto per ambito territoriale omogeneo è presentato entro il 31 (trentuno) maggio 2010 congiuntamente con la Relazione finale del precedente triennio. Il Progetto annuale contiene il programma di prelievo della stagione Relazione finale presentata al Comitato faunistico provinciale congiuntamente al Progetto pluriennale per il successivo periodo di gestione. I documenti sono redatti sulla base delle specifiche indicazioni contenute nella determinazione del Dirigente del Servizio Foreste e fauna relativa a obiettivi e criteri per la predisposizione dei programmi di prelievo e sono presentati sia su supporto cartaceo che informatico (formato.doc). Pag. 5 di 5 All. 003 RIFERIMENTO: 2010-S
Deleghe gestionali I.R.
ASSOCIAZIONE CACCIATORI TRENTINI Deleghe gestionali I.R. anno 2011 Deleghe gestionali Indice Delibera della Giunta Provinciale n. 137 - Prot. 02/11 pag. 3 Sostituzione della deliberazione n. 98 del 29