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Timestamp: 2020-01-20 20:00:35+00:00
Document Index: 14033337

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 76', 'art. 77', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 72', 'art. 75', 'art. 138', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75']

33.Il decreto legislativo (DECRETO LEGISLATIVO : ha forza di legge, anche… Coggle
33.Il decreto legislativo (DECRETO LEGISLATIVO : ha forza di legge, anche…
33.Il decreto legislativo
DECRETO LEGISLATIVO : ha forza di legge, anche questo atto è assunto dal Governo, ma in questo caso vengono introdotti solo se prima, con una legge ordinaria, il Parlamento ha conferito al Governo la delega a provvedere su quell’argomento. Siccome si tratta di esercitare un potere che dal punto di vista del contenuto è identico a quello del legislatore, il Governo può adottare questi decreti solo in presenza di una legge di delega e nel rispetto dei principi dettati dalla legge delega. Se va oltre questi principi, le norme sono incostituzionali per eccesso di delega.
In Italia la decretazione legislativa è prevista dall'art. 76 della Costituzione ed è uno strumento con il quale le Camere decidono, per esempio per motivi di inadeguatezza tecnica o mancanza di tempo, di non disciplinare nel dettaglio una determinata materia non coperta da riserva di legge formale, riservandosi però di stabilire i principi e i criteri direttivi, cioè la "cornice" entro la quale il Governo dovrà legiferare. La delega al governo, infatti, non può mai essere in bianco, ma lo vincola a rispettare una serie prestabilita di limiti. In genere sono emanati nella forma di decreti legislativi quei testi normativi che per la loro mole sarebbero difficilmente gestibili in sede parlamentare, come nel caso di testi unici e codici.
La cosiddetta legge delega (approvata dalle Camere come una qualsiasi altra legge) disciplina appunto l'ambito, le direttive e i limiti a cui il governo dovrà attenersi nel predisporre i decreti legislativi. L'art. 76 della Costituzione prescrive inoltre che la delega legislativa sia limitata nel tempo: il governo, trascorso inutilmente il limite temporale fissato dal Parlamento per esercitare la delega, non può più legiferare.
L’eccesso di delega legislativa
l'eccesso DI delega: I soggetti interessati dalla legge delega e le parti istituzionali che ne hanno facoltà, possono sollevare quesito di incostituzionalità in Consulta per eccesso di delega, se il decreto del Governo eccede gli ambiti della legge-delega conferita dal Parlamento, in violazione dell'art. 77 della Costituzione. Il Governo non può, senza delegazione delle Camere [cfr. art. 76], emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni [cfr. artt. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
E un vizio di incostituzionalità dei decreti legislativi. l'art. 76 della costituzione prevede che il governo possa emanare questi decreti su delega del parlamento. Spesso capita che il governo ecceda i limiti della delega, non attenendosi ai principi e criteri direttivi previsti dalla legge di delegazione: in questo caso si verifica il c.d. eccesso di delega e la norma emanata dal governo è affetta da illegittimità costituzionale.
L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato [cfr. art. 72 c. 4] al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
Il Referendum Abrogativo è previsto dall'articolo 75 della Costituzione che riserva l'iniziativa referendaria ai cittadini (500.000 elettori) o alle Regioni (5 Consigli regionali), questi possono proporre all'elettorato "l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge", dove per legge si deve intendere una legge in senso formale, approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario, e per "atto avente valore di legge" un decreto legge (approvato dal governo in casi eccezionali di necessità e di urgenza e convertito entro 60 giorni dal parlamento) o un decreto legislativo (adottato dal governo su delega parlamentare).
Il quorum indica il numero minimo di elettori che devono partecipare alla votazione perché il referendum sia valido e perciò idoneo ad abrogare la disposizione oggetto del quesito: esso è fissato nella maggioranza degli aventi diritto al voto. L'articolo 75 stabilisce inoltre che deve essere raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi
Non tutte le leggi possono essere oggetto di abrogazione tramite referendum: alcune materie sono sottratte dal secondo comma dello stesso art. 75 della Costituzione dall'azione dell'istituto. La disposizione costituzionale cita espressamente "le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali". In più non è possibile abrogare mediante referendum disposizioni costituzionali, gerarchicamente sovra ordinate alla legge ordinaria e quindi abrogabili solo mediante il procedimento aggravato previsto dall'art. 138 Cost. La Corte Costituzionale, che deve pronunciarsi sulla legittimità costituzionale del referendum, ha esteso l'elenco ritenendo inammissibili referendum che non abbiano oggetto unitario o il cui esito positivo paralizzerebbe l'attività di un organo costituzionale, determinando un vuoto legislativo.
L’ammissibilità del quesito referendario
Cos'è un referendum abrogativo?
In Italia le leggi le può fare solo il Parlamento, ma l'art. 75 della Costituzione consente ai cittadini di abrogarle con un referendum.
Chi può chiedere un referendum?
Lo possono chiedere 5 Consigli regionali oppure i cittadini. In questo caso basta che dieci cittadini si rechino presso la segreteria della Suprema Corte di Cassazione in Roma per presentare il quesito da sottoporre al referendum.
In cosa consiste il quesito?
Il quesito deve iniziare con la domanda "Volete che sia abrogata la legge...?", che va completata con la data, il numero e il titolo della legge.
Si può chiedere di abrogare solo una parte di una legge?
Certo, in questo caso bisogna indicare anche il numero dell'articolo. Se poi si vuole abrogare solo alcune parti di un articolo è necessario citare per esteso tutte le parole che si intendono abrogare. Questo rende i quesiti referendari di difficile comprensione, proprio perché sono avulsi dal contesto.
Quanti quesiti si possono presentare?
Dopo la presentazione del quesito come si procede?
Entro novanta giorni bisogna che il quesito sia sottoscritto da 500.000 cittadini italiani maggiorenni.
Che fine fanno le firme così raccolte?
Vanno depositate presso la Suprema Corte di Cassazione dal primo gennaio al 30 settembre di ogni anno. Tuttavia non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno che precede le elezioni politiche e nei sei mesi successivi alle elezioni.
Deve verificare, entro il 15 dicembre dell’anno nel quale è stata depositata la richiesta, che sia stata rispettata la legge che regola il referendum: cioè che le firme siano almeno 500.000, che siano state raccolte in novanta giorni ed altro ancora. In sostanza non entra nel merito dei quesiti referendari. A questo punto interviene la Corte Costituzionale.
Ma non si può chiedere l'abrogazione di qualunque legge?
No. La costituzione (art. 75) non ammette il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Per la verità, in seguito a ragioni piuttosto complesse, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili anche referendum che nulla hanno a che vedere con l'art. 75. Quest'anno è capitato a quattro su sei.