Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32754-del-18-12-2018
Timestamp: 2020-05-29 10:05:09+00:00
Document Index: 105288682

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Sentenza Cassazione Civile n. 32754 del 18/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32754 del 18/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 18/12/2018, (ud. 11/10/2018, dep. 18/12/2018), n.32754
sul ricorso 16455-2017 proposto da:
T.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA D. FONTANE
12, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE CORAPI, rappresentata e
difesa dall’avvocato ROSA BALLACCHINO;
avverso la sentenza n. 872/4/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con sentenza n. 872/4/2017, depositata il 13 marzo 2017, non notificata, la CTR della Sicilia, nel pronunciare sull’appello (principale) proposto dal Comune di Priolo Gargallo (di seguito Comune) nei confronti di T.A. avverso la sentenza della CTP di Siracusa, che aveva parzialmente accolto il ricorso della contribuente avverso avviso di accertamento ai fini ICI per l’anno 2005 relativamente al possesso di area edificabile, il cui valore il giudice tributario determinò in Euro 7,10 al metro quadrato rispetto alla stima di Euro 45,00 al mq sulla base della perizia recepita dalla delibera comunale posta a base dell’accertamento impugnato.
Avverso la sentenza della CTR il Comune ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, ulteriormente illustrato da memoria, cui la contribuente resiste con controricorso.
1. Con il primo motivo il Comune denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 2, 5 e art. 11, comma 2 bis, della L. n. 241 del 1990, art. 3 e della L. n. 212 del 2000, art. 7 (Statuto dei diritti del contribuente), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata – senza neppure dar conto di avere esaminato al riguardo l’appello incidentale della contribuente e nel contempo dichiarando di condividere le ragioni espresse dalla decisione di primo grado, che aveva invece in parte qua rigettato il motivo di ricorso della contribuente, che aveva impugnato l’avviso di accertamento per difetto di motivazione – ha ritenuto illegittimo l’atto impositivo anche in relazione a detto profilo.
1.1. Il motivo è astrattamente fondato, atteso che nella fattispecie in esame la sentenza impugnata, senza neppure dar conto di avere esaminare prioritariamente l’appello incidentale della contribuente soccombente in relazione a tale questione nella pronuncia di primo grado, ha erroneamente ritenuto che l’avviso di accertamento fosse carente quanto all’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni di diritto poste a base dell’accertamento impugnato, pur dichiarando di condividere le ragioni esposte sul punto dalla CTP di Siracusa.
2. Il secondo motivo, con il quale il Comune ricorrente formula cumulativamente una pluralità di censure, per violazione di norme di diritto (art. 115 c.p.c. e art. 116 c.p.c., comma 1, D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4), nonchè per omessa pronuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, sulla richiesta istruttoria di ammissione di consulenza tecnica di ufficio ed ancora in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, va infatti, rigettato.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.400,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi, liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge, se dovuti.