Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/usura-interessi-di-mora-la-sanzione-comminabile-e-quella-della-nullita-della-singola-clausola
Timestamp: 2020-08-11 00:32:07+00:00
Document Index: 184623151

Matched Legal Cases: ['art. 1815', 'art. 1815', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 2', 'art. 1384', 'art. 1815', 'art. 1815']

USURA - INTERESSI DI MORA: la sanzione comminabile è quella della nullità della singola clausola - Ex Parte Creditoris
Sentenza | Tribunale di Pistoia, Giudice Emanuele Venzo | 24.01.2020 | n.142
L’art. 1815, co. 2, c.c. nel prevedere la nullità della clausola relativa agli interessi usurari, intende per clausola la singola disposizione pattizia che contempla interessi eccedenti il tasso soglia, indipendentemente dal fatto che essa esaurisca la regolamentazione dell’entità degli interessi dovuti in forza del contratto. La sanzione di cui all’art. 1815 c.c. colpisce, dunque, la singola pattuizione che prevede la corresponsione di interessi contra legem, e non vi è modo di ritenere che la nullità si comunichi ad altra (valida) pattuizione, anche all’interno della medesima clausola, che dispone l’applicazione di un saggio di interesse inferiore al tasso soglia.
Questo è il principio espresso dal Tribunale di Pistoia, Giudice Emanuele Venzo, con la sentenza n. 142 del 24 gennaio 2020.
La vicenda ha riguardato dei mutuatari che hanno convenuto in giudizio un istituto di credito chiedendo la declaratoria della gratuità del contratto di mutuo ipotecario per essere stati pattuiti interessi usurari.
Gli stessi hanno contestato, altresì, la non conformità tra l’ISC/TAEG indicato in contratto e quello effettivamente verificato dal perito, invocando, per l’effetto l’applicazione del cd. tasso sostitutivo di cui all’art. 117, comma 7, T.U.B. (cd. tasso BOT).
La banca si è costituita in giudizio e ha chiesto il rigetto delle domande attoree attesa l’infondatezza delle avverse deduzioni.
Il Giudice, nel dirimere la controversia, ha rappresentato che, in ossequio al più recente orientamento della giurisprudenza di legittimità, nei rapporti bancari, gli interessi convenzionali di mora, al pari di quelli corrispettivi, sono soggetti all’applicazione della normativa antiusura, con la conseguenza che, laddove la loro misura oltrepassi il c.d. “tasso soglia” previsto dall’art. 2 della il n. 108 del 1996, si configura la cosiddetta usura “oggettiva” che determina la nullità della clausola ai sensi dell’art. 1815, comma 2 c.c.
Sul punto, il Tribunale ha evidenziato, altresì, che dovendosi procedere ad una valutazione unitaria del saggio d’interessi concretamente applicato – senza potere più distinguere, una volta che il cliente è costituito in mora, la parte corrispettiva da quella moratoria – al fine di stabilire la misura oltre la quale si configura l’usura oggettiva, “il tasso soglia di mora” deve essere sommato al “tasso soglia” ordinario.
Quanto agli strumenti di tutela dell’obbligato, il Giudicante ha precisato che, per gli interessi convenzionali di mora che hanno natura di clausola penale in quanto consistono nella liquidazione preventiva e forfettaria del danno da ritardato pagamento, trovano contemporanea applicazione l’art. 1815 c.c., comma 2, che prevede la nullità della pattuizione che oltrepassi il “tasso soglia” che determina la presunzione assoluta di usurarietà, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, e l’art. 1384 c.c., secondo cui il giudice può ridurre ad equità la penale il cui ammontare sia manifestamente eccessivo.
Tuttavia, l’Organo Giudicante ha precisato che, anche a seguito di un eventuale superamento del TSU da parte degli interessi di mora, l’effetto che ne deriverebbe sarebbe quello della nullità della sola clausola di pattuizione di tali interessi e non anche quella della nullità della clausola di pattuizione degli interessi corrispettivi, ragione per cui, nella fattispecie, non potrebbe comunque applicarsi la previsione della gratuità del contratto.
Infatti, l’art. 1815, co. 2, c.c. nel prevedere la nullità della clausola relativa agli interessi usurari, intende per clausola la singola disposizione pattizia che contempla interessi eccedenti il tasso soglia, indipendentemente dal fatto che essa esaurisca la regolamentazione dell’entità degli interessi dovuti in forza del contratto. La sanzione di cui all’art. 1815 c.c. colpisce, dunque, la singola pattuizione che prevede la corresponsione di interessi contra legem, e non vi è modo di ritenere che la nullità si comunichi ad altra (valida) pattuizione, anche all’interno della medesima clausola, che dispone l’applicazione di un saggio di interesse inferiore al tasso soglia (Cass. 21470/2017).
Alla luce delle suesposte argomentazioni, il Giudice ha rigettato le domande attoree, con conseguente condanna alla refusione delle spese processuali.
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Tags : interessi moratori, no moratori in usura, nullità singola clausola, Usura
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