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Timestamp: 2019-03-21 01:16:44+00:00
Document Index: 168212911

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 35', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 48', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 9']

Definizione del modello amministrativo di controllo analogo per le società affidatarie in house — E-R BUR 212/2016
Premesso che con propria deliberazione n. 1107 del 14 luglio 2014, recante “Sistema di monitoraggio e vigilanza della Regione Emilia-Romagna su enti pubblici regionali ed enti di diritto privato in controllo pubblico regionale”, sono state date indicazioni per l’introduzione di un sistema di monitoraggio e vigilanza della Regione sul sistema delle partecipate, allo scopo di verificare se, nel rispetto delle norme europee, statali e regionali, le relative gestioni perseguano principi di efficacia, economicità, imparzialità, trasparenza, legalità e rispetto dei vincoli di finanza pubblica;
Dato atto che la sopra citata deliberazione n. 1107/2014, ed in particolare l’art. 4 allegato A, parte integrante e sostanziale del provvedimento, stabilisce che l’esercizio delle attività amministrative, connesse all’attività di monitoraggio e vigilanza, è di competenza, per le rispettive materie:
- delle Direzioni Generali di riferimento,
- del Dirigente Responsabile della Trasparenza,
- del Dirigente Responsabile della Prevenzione della Corruzione,
i quali operano in stretto raccordo con un’apposita struttura organizzativa interna a livello di “Servizio”, attenendosi ai modelli di controllo definiti da quest’ultima struttura;
Dato atto altresì che l’art. 5 del suddetto Allegato A prevede l’istituzione di una apposita struttura organizzativa interna a livello di “Servizio” con il compito di:
- assistere gli organi politici della Regione nella elaborazione degli indirizzi strategici rivolti agli enti pubblici o di diritto privato regionali;
- definire e aggiornare il modello di controllo sul sistema delle partecipazioni regionali in raccordo con le strutture centrali competenti;
- assicurare il rispetto nell’applicazione del modello di controllo;
Rilevato, infine, che l’art. 6 del richiamato Allegato A prevede la costituzione, a supporto delle Direzioni Generali e dei dirigenti di cui all’art. 4, nonché struttura di cui all’art. 5, di un “Comitato guida Interdirezionale”, formato da dirigenti e funzionari regionali esperti, in particolare, in materia finanziaria, contabile, societaria, istituzionale, organizzativa e di gestione del personale;
Considerato che con deliberazione della Giunta regionale n. 1353 del 23 luglio 2014, avente ad oggetto “Riorganizzazione della Direzione Generale Centrale Risorse Finanziarie e Patrimonio e modifiche ad alcune strutture della Direzione Generale Centrale Organizzazione, Personale, Sistemi Informativi e Telematica”, si è proceduto ad istituire la struttura organizzativa prevista all’art. 5, allegato A della richiamata deliberazione n. 1107 del 2014, denominata “Servizio Pianificazione finanziaria e controlli”;
Dato atto che la sopra richiamata deliberazione n. 1353 del 2014, con specifico riferimento ai controlli sul sistema delle partecipate regionali ed in coerenza con quanto previsto dalla deliberazione 1107/2014, assegna alla suddetta struttura il compito di definire e aggiornare il modello di controllo dell’Ente sul sistema delle partecipazioni regionali, in raccordo con le Direzioni centrali e di supportare le Direzioni settoriali nell’applicazione di tale modello, con riferimento alle partecipazioni di competenza, verificandone il rispetto;
Considerato che con determinazione n. 2722 del 10 marzo 2015 è istituito il precitato “Comitato Guida Interdirezionale” a supporto del sistema di monitoraggio e vigilanza della Regione Emilia-Romagna su enti pubblici regionali ed enti di diritto privato in controllo pubblico regionale, al quale è stato assegnato il compito, fra gli altri, di censire e descrivere le attività di vigilanza e monitoraggio che costituiscono il “controllo analogo” che la Regione deve esercitare con riferimento alle società in house, supportando il Responsabile del Servizio Pianificazione Finanziaria e Controlli nell’attività di definizione del modello di controllo analogo;
la deliberazione della Giunta regionale n. 924 del 13 luglio 2015 avente ad oggetto “Criteri e indirizzi per la razionalizzazione delle società e delle partecipazioni regionali” ed in particolare gli allegati B “Principi e procedure per il riordino delle società in house” e l’allegato C ”Monitoraggio e vigilanza sulle società affidatarie in house”;
la deliberazione della Giunta regionale n. 514 dell’11 aprile 2016 avente ad oggetto “Percorso di semplificazione, riordino e razionalizzazione delle partecipazioni societarie della Regione Emilia-Romagna;
Dato atto della deliberazione della Giunta regionale n. 1175 del 6 agosto 2015, avente ad oggetto “Atto di indirizzo alle società affidatarie in house per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza, contratti pubblici e personale”;
la Delibera n. 2189 del 21 dicembre 2015, che ha ridefinito l'assetto delle Direzione generali, disegnandone i principali nessi di responsabilità;
la Delibera n. 270 del 29 febbraio 2016 “Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”, che definisce, nel nuovo assetto, le Direzioni generali di settore competenti ai fini del controllo analogo sulle società in house;
la Delibera n. 622 del 28 aprile 2016 “Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;
Ritenuto di procedere alla definizione del modello amministrativo di controllo analogo, da applicarsi sul sistema delle società in house, attraverso sia la definizione del processo di controllo, stabilendo l’articolazione delle responsabilità e dei ruoli dirigenziali, sia mediante l’organizzazione dei contenuti del controllo, nel rispetto della legislazione vigente;
Dato atto che il suddetto Comitato guida ha svolto i compiti assegnati in materia di controllo analogo entro il termine del 15 maggio 2015, così come definito con la determinazione n. 2722/2015, in relazione ai seguenti oggetti di monitoraggio, già peraltro specificatamente richiamati dall’art. 8, allegato A, della deliberazione della Giunta 1107/2014:
- obblighi in materia di prevenzione della corruzione;
- trasparenza e pubblicità;
- vincoli in materia di reclutamento del personale e conferimento di incarichi;
- indirizzi sul contenimento delle politiche retributive in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica;
- profili patrimoniali, economici, contabili e finanziari;
- affidamento di contratti pubblici per l’acquisizione di forniture e servizi e per l’affidamento di lavori;
Visti, per quanto riguarda gli obblighi inerenti le materie sopra elencate:
- l’art. 12 della Legge 5 luglio 1982, n. 441 “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti”;
- l’art. 35 comma 3 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” in materia di reclutamento del personale;
- il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300”;
- l’art. 13 del Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale”, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248 per le società strumentali;
- la Legge 27 dicembre 2006 n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), in particolare l’art. 1 commi da 725 a 735;
- la Legge Regionale n. 21 dicembre 2007, n. 26 “Misure di razionalizzazione in attuazione dei principi della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge finanziaria 2007, testo coordinato con le modifiche apportate da L.R. 18 luglio 2014, n. 15;
- l’art. 18 del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria”, convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, in materia di reclutamento del personale delle società pubbliche;
- l’art. 6 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, convertito con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, riduzione dei costi degli apparati amministrativi;
- la Legge Regionale 23 dicembre 2010, n. 14 “Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'articolo 40 della Legge Regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2011 e del bilancio pluriennale 2011-2013” Testo coordinato con le modifiche apportate da L.R. 26 luglio 2011, n. 10, in particolare l’art. 48 recante disposizioni di attuazione dell'articolo 6, commi 2, 3 e 5 del decreto-legge n. 78 del 2010;
- l’art. 3-bis comma 6 del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138 “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, convertito con modificazioni dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148;
- l’art. 3 della Legge 12 luglio 2011, n. 120 “Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati”;
- il Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
- il DPR 30 novembre 2012, n. 251 “Regolamento concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società, costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile, non quotate in mercati regolamentati, in attuazione dell'articolo 3, comma 2, della legge 12 luglio 2011, n. 120”;
- il Decreto Legge 6 luglio 2012, n. 95 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario)”, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, in particolare l’art. 4 commi 4 e 5 come modificati dall’art. 16 comma 1 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114;
- il Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilità' e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”;
- la Legge 27 dicembre 2013, n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014);
- la determinazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ad oggetto “Linee guida per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici”, adottata il 17 giugno 2015 n. 8;
- il Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”;
- il Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97 “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”;
Dato atto altresì che i contenuti dell’attività tecnico istruttoria del Comitato sono riportati nell’allegato B) del presente provvedimento;
Considerato inoltre che l’art. 9 della richiamata delibera di Giunta n. 1107/2014 dispone lo sviluppo di un idoneo sistema informativo-informatico specificandone le finalità, anche con riferimento all’esercizio del controllo in house e che in relazione a tale previsione:
- dal mese di febbraio 2015, è operativo un gruppo di lavoro tecnico per la progettazione e lo sviluppo del sistema informativo per la raccolta, la validazione e la classificazione dei dati inerenti il complesso delle partecipate regionali;
- nel mese di ottobre 2015 è stato implementato un primo modulo, attualmente in fase di controllo e sperimentazione, per gli adempimenti informativi e di comunicazione, pubblicità, rendicontazione che sussistono nei confronti di Istituzioni e Organismi di controllo, (Corte dei Conti, Ministero dell’economia e delle finanze, ecc.) o in adempimento di specifiche disposizioni normative, in particolare degli obblighi previsti dal D.Lgs. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016;
Dato atto che sulle società affidatarie in house l’amministrazione partecipante esercita, singolarmente o congiuntamente con le altre amministrazioni partecipanti, un controllo analogo a quello esercitato sulle proprie articolazioni organizzative interne (uffici, servizi, ecc.) sia con riferimento al conseguimento degli obiettivi strategici assegnati e alla qualità del servizio erogato, e sia con riferimento al rispetto dei vincoli normativi nell’esercizio dell’attività amministrativa;
Dato atto che con il presente provvedimento, per quanto sopra espresso e in conformità con le precedenti deliberazioni richiamate, si intende disciplinare compiutamente l’esercizio del controllo analogo nella sola componente amministrativa, in particolare definire il processo - Allegato A - e il contenuto dell’attività di monitoraggio e vigilanza - Allegato B;
Valutato quindi di prendere in esame il solo profilo amministrativo del controllo analogo, al fine di garantire la rispondenza dell’azione amministrativa inerente la produzione ed erogazione dei servizi alle norme dettate dall’ordinamento nazionale e comunitario;
Ritenuto di rinviare a determinazione del Responsabile del Servizio Pianificazione Finanziaria e Controlli l’adeguamento del contenuto del modello di controllo analogo, di cui all’allegato B, qualora ciò si dovesse rendere necessario a seguito di aggiornamenti e/o modifiche normative e a seguito di specifico parere del Comitato Guida;
Dato atto che i Responsabili dell’Area di coordinamento centrale Risorse Finanziarie e dell’Area di coordinamento centrale Organizzazione hanno richiesto, con note del 10 marzo 2016 PG 2016/171771 e PG 2016/171994, osservazioni sulla proposta della presente deliberazione alle Direzioni Generali competenti, e alle stesse società interessate;
Dato atto che il Comitato Guida ha supportato il Servizio Pianificazione Finanziaria e Controlli nella valutazione delle osservazioni pervenute, conservate agli atti del procedimento presso gli uffici del servizio medesimo;
Tenuto conto del parere espresso dal Comitato di Direzione in data 18 aprile 2016 e 20 giugno 2016;
Richiamata la deliberazione di Giunta regionale n. 2416 del 2008 e s.m.i.;
Su proposta dell’Assessore al “Bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità”;
1) di approvare il modello amministrativo di controllo analogo che la Regione applica con riferimento alle società affidatarie in house, che si articola:
- nella definizione del processo di controllo e delle relative responsabilità dirigenziali, così come definito nell’Allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
- nella definizione dei contenuti oggetto di controllo, così come delineati nell’Allegato B), parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
2) di assegnare alla competenza del Responsabile del Servizio Pianificazione Finanziaria e Controlli l’aggiornamento di quanto previsto nell’Allegato B) qualora ciò si dovesse rendere necessario a seguito di modifiche normative e sulla base di specifico parere del Comitato Guida Interdirezionale, di cui all’articolo 6 dell’allegato A, della propria precedente deliberazione n. 1107 del 14 luglio 2014;
3) di stabilire che, entro il mese di giugno di ciascun esercizio finanziario, venga trasmesso al Presidente della Regione Emilia-Romagna e all’Assessore competente in materia di controllo sulle società partecipate un report attestante i risultati derivanti dall’esercizio della funzione di vigilanza in ordine all’applicazione del modello amministrativo di controllo analogo, con riferimento all’esercizio precedente, predisposto sulla base delle informazioni e delle verifiche effettuate dal Servizio Pianificazione finanziaria e controlli;
4) di stabilire che entro il mese di novembre venga trasmesso al Presidente della Regione Emilia-Romagna e all’Assessore competente in materia di controllo sulle società partecipate una relazione sul sistema delle società in house;
5) di prevedere che nel primo anno di applicazione il report di cui al precedente punto 3), riferito all’esercizio finanziario 2015, nonché la relazione di cui al precedente punto 4), vengano prodotti entro il 31/12/2016;
Allegati A-B DGR 1015/2016