Source: https://www.militariassodipro.org/nota-informativa-di-assodipro-e-nuovo-giornale-militari-sul/
Timestamp: 2019-11-12 15:53:03+00:00
Document Index: 154829003

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.3', 'art.24', 'art.3', 'art.3', 'art.9', 'art.9', 'art.3', 'art.9', 'art.3', 'art.81', 'art.119', 'sentenza ', 'art.3', 'sentenza ', 'art.36', 'art.9', 'sentenza ']

NOTA INFORMATIVA DI ASSODIPRO E NUOVO GIORNALE MILITARI SUL RICORSO CONTRO LE PENALIZZAZIONI DEL D.L. N° 78/2010 A SEGUITO DELLE SENTENZE NN.304 E 310 DEL 2013 DELLA CORTE COSTITUZIONALE.
(….) “ A fronte delle due decisioni/sentenze in titolo , Assodipro e Nuovo Giornale dei Militari, acquisite le opportune valutazioni legali, ritengono che siano venuti meno i presupposti per proporre il ricorso organizzato e, pertanto, procederanno a restituire agli aderenti all’azione il contributo (10 euro) già versato a titolo di spese ed onorari per la partecipazione alla stessa. Ciò nella doverosa, oltre che realistica, considerazione che, a questo punto, il ricorso sarebbe destinato, con alta probabilità, ad essere immediatamente rigettato dal T.A.R. del Lazio, senza neppure il rinvio alla Consulta, e, per di più, con il serio rischio di condanna alle spese di giudizio, non sembrando sostenibile o, comunque, essendo molto improbabile che quanto affermato nelle suddette sentenze, condivisibile o meno che sia, non trovi applicazione anche al personale del Comparto Difesa e Sicurezza “. (…)
Visto lo stile e la correttezza che caratterizza il nostro operato riteniamo di aver fatto la scelta più giusta verso i ricorrenti ringraziandoli del consenso, della fiducia che ci hanno dimostrato e della vicinanza alla nostra associazione che ci dimostrano giornalmente, anche seguendo il nostro sito ed il Giornale dei Militari.
AS.SO.DI.PRO. Il Presidente Emilio Ammiraglia – Nuovo Giornale Militari, il direttore D.ssa Antonella Manotti
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NOTA INFORMATIVA SUL RICORSO CONTRO LE PENALIZZAZIONI DEL D.L. N° 78/2010 A SEGUITO DELLE SENTENZE NN.304 E 310 DEL 2013 DELLA CORTE COSTITUZIONALE
Come noto, l’art.9, comma 21, del D.L. 31.05.2010, n.78 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito con modificazioni dalla legge 30.07.2010, n.122, ha stabilito che: – i meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001, come previsti dall’art.24 della legge n.448/1998, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e 2013 e non danno luogo a successivi recuperi (primo periodo); – per le categorie di personale di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001 che fruiscono di un meccanismo di progressione automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013 non sono utili ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti (secondo periodo); – per il personale di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001, le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici (terzo periodo). Ritenendo le disposizioni sopra richiamate illegittime, in quanto in contrasto con svariati principi costituzionali, nell’applicazione ripetutamente datane dal Giudice delle leggi, Assodipro e Nuovo Giornale dei Militari, nel mese di luglio dello scorso anno, hanno avviato la raccolta delle adesioni ad un’azione legale da proporre da parte del personale del Comparto Difesa e Sicurezza di fronte al T.A.R. del Lazio, con il fine di investire la Consulta della questione di legittimità costituzionale dell’art.9, comma 21, del D.L. n.78/2010 in relazione agli artt.3, 36, 53 e 97 della Costituzione.
Terminata la raccolta delle adesioni, s’è avuta notizia che la Corte Costituzionale aveva fissato per i primi giorni di novembre la trattazione di alcuni giudizi, investenti, fra l’altro, l’art.9, comma 21, del D.L. n.78/2010, promossi da svariati TT.AA.RR. (fra i quali quello del Lazio) su ricorsi di personale del corpo diplomatico e di professori di varie Università d’Italia. A fronte di ciò, considerata l’imminenza del pronunciamento e valutato che questo avrebbe potuto dispiegare effetti, favorevoli o sfavorevoli, anche rispetto al personale del Comparto Difesa e Sicurezza (appartenente, come quello di cui sopra, al pubblico impiego c.d. non privatizzato o contrattualizzato, di cui all’art.3 del D.Lgs. n.165/2001), e rendere inutile la proposizione di un nuovo e specifico ricorso, Assodipro e Nuovo Giornale dei Militari hanno ritenuto, nell’interesse degli aderenti all’azione promossa, di non dare immediato corso alla presentazione del ricorso e di attendere il deposito delle decisioni della Corte, come comunicato con nota pubblicata il 27 Novembre 2013. L’attesa s’è rivelata quanto mai opportuna. Infatti, la Corte Costituzionale, con le sentenze 04/12.12.2013, n.304 e 10/17.12.2013, n.310, ha dichiarato, rispettivamente, non fondata e manifestamente inammissibile le questioni di legittimità costituzionale dell’art.9, comma 21, del D.L. n.78/2010, sollevate in riferimento agli artt.2, 3, 23, 36, 53 e 97 Cost. dal personale del corpo diplomatico e dai professori universitari Chi voglia conoscere esattamente l’iter argomentativo sviluppato dalla Consulta potrà farlo leggendo le due decisioni, pubblicate, così come ogni altra, sul sito della Corte (www.cortecostituzionale.it). Qui, si può dire, in estrema sintesi, che il Giudice delle leggi s’è inaspettatamente pronunciato in senso negativo, formulando, fra le altre, le seguenti valutazioni: – in relazione alla violazione dell’art.3 Cost.: “la recente riforma dell’art.81 Cost. …, ma ancor prima il nuovo primo comma dell’art.119 Cost., pongono l’accento sul rispetto dell’equilibrio dei bilanci da parte delle pubbliche amministrazioni, anche in ragione del più ampio contesto europeo. … il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, attraverso cui può attuarsi una politica di riequilibrio del bilancio, implicano sacrifici gravosi, quali quelli in esame, che trovano giustificazione nella situazione di crisi economica. In particolare, in ragione delle necessarie attuali prospettive pluriennali del ciclo di bilancio, tali sacrifici non possono non interessare periodi, certo definiti, ma più lunghi rispetto a quelli presi in considerazione dalle richiamate sentenze di questa Corte, pronunciate con riguardo alla manovra economica del 1992. Le norme impugnate, dunque, superano il vaglio di ragionevolezza, in quanto mirate ad un risparmio di spesa che opera riguardo a tutto il comparto del pubblico impiego, in una dimensione solidaristica − sia pure con le differenziazioni rese necessarie dai diversi statuti professionali delle categorie che vi appartengono − e per un periodo di tempo limitato, che comprende più anni in considerazione della programmazione pluriennale delle politiche di bilancio. … Né è ravvisabile la lesione dell’affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica, atteso che, come questa Corte ha più volte affermato, il legislatore può anche emanare disposizioni che modifichino in senso sfavorevole la disciplina dei rapporti di durata, anche se l’oggetto di questi sia costituito da diritti soggettivi perfetti, sempre che tali disposizioni «non trasmodino in un regolamento irrazionale, frustrando, con riguardo a situazioni sostanziali fondate sulle leggi precedenti, l’affidamento dei cittadini nella sicurezza giuridica, da intendersi quale elemento fondamentale dello Stato di diritto» (sentenze n. 166 del 2012, n. 302 del 2010, n. 236 e n. 206 del 2009); situazione che nella specie non può dirsi sussistente. …” (v. sentenza n.310/2013); – in relazione ancora alla violazione dell’art.3 Cost.: “… pur in presenza di un principio di carattere generale di tendenziale allineamento stipendiale, per evitare, tra gli appartenenti alla medesima qualifica o al medesimo grado, disparità di trattamento, nel caso di specie manca uno degli elementi cui è connessa l’esigenza dell’identico trattamento retributivo, vale a dire il possesso della medesima anzianità di servizio. Infatti, coloro che hanno maturato il diverso trattamento connesso alla progressione in carriera avvenuta prima del 2011 hanno comunque una maggiore anzianità di servizio, la quale già di per sé può giustificare un diverso trattamento retributivo” (v. sentenza n.304/2013); – in relazione alla violazione dell’art.36 Cost.: “… questa Corte si è ripetutamente espressa nel senso che . Risulta evidente, pertanto, l’infondatezza delle censure relative alla lesione del diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato, quale quella che si deve presumere in relazione alla retribuzione tabellare attuale dei ricorrenti nei giudizi principali …” A fronte delle due decisioni suddette, Assodipro e Nuovo Giornale dei Militari, acquisite le opportune valutazioni legali, ritengono che siano venuti meno i presupposti per proporre il ricorso organizzato e, pertanto, procederanno a restituire agli aderenti all’azione il contributo (10 euro) già versato a titolo di spese ed onorari per la partecipazione alla stessa. Ciò nella doverosa, oltre che realistica, considerazione che, a questo punto, il ricorso sarebbe destinato, con alta probabilità, ad essere immediatamente rigettato dal T.A.R. del Lazio, senza neppure il rinvio alla Consulta, e, per di più, con il serio rischio di condanna alle spese di giudizio, non sembrando sostenibile o, comunque, essendo molto improbabile che quanto affermato nelle suddette sentenze, condivisibile o meno che sia, non trovi applicazione anche al personale del Comparto Difesa e Sicurezza. La Corte Costituzionale, infatti, ha chiarito che, sebbene retti da specifici ordinamenti, anche il personale della carriera diplomatica ed i professori universitari soggiacciono all’applicazione del D.L. n.78/2010, in quanto normativa di carattere generale. In altri termini, l’art.9 del d.l. n.78 del 2010, per il tenore delle prescrizioni in esso contenute e per le finalità che persegue – e dunque per la lettera e la ratio delle stesse – è stato affermato riguardare tutti i rapporti d’impiego con le Pubbliche Amministrazioni, quale che sia la loro struttura e la fonte principale che li disciplina. Sarebbe chiara, dunque, la volontà del legislatore di escludere efficacia economica, per il periodo 2011-2013, a qualsiasi progressione o adeguamento retributivo, a prescindere dalla fonte che regola direttamente o indirettamente il rapporto stesso (“… l’urgenza e l’ampiezza della manovra economica contenuta nel d.l. n.78 del 2010 … ha interessato l’intero comparto del pubblico impiego: la sua stessa natura non rendeva … possibile una frantumazione delle misure previste”: v. sentenza n.310/2013). Relativamente alla restituzione del contributo di partecipazione alla iniziativa in discussione, venuta meno per le motivazioni sopra illustrate, i proponenti della stessa (ASSODIPRO-NGDM) previ accordi con gli interessati, provvederanno in merito.
F35, Parlamento di nuovo ingannato. Ne spunta un altro ‘mai’ ordinato. Pinotti “ recor di arrampicature sugli specchi” . Articolo di Toni DE MARCHI .
Assodipro | 5 Novembre 2015 |