Source: https://www.edscuola.eu/wordpress/?page_id=1021
Timestamp: 2019-02-17 21:36:00+00:00
Document Index: 62047678

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 16', 'art. 473', 'art. 11', 'art.30', 'art. 11', 'art. 36', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 138']

09 2002 | Edscuola
Atti di diffida – assunzioni a tempo indeterminato per l’a.s. 2002/2003
4. Ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale dei comparti degli Enti pubblici non economici, delle Regioni e delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione, delle università, nonché degli enti di cui all’art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e gli oneri per la corresponsione. dei .miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del predetto decreto legislativo, sono a carico delle amministrazioni di competenza nell’ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci. 1 comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si attengono ai criteri previsti per il personale delle amministrazioni di cui al comma 1 del presente articolo e provvedono alla quantificazione delle risorse necessarie per l’attribuzione dei medesimi benefici economici individuando le quote da destinare all’incentivazione della produttività.
5. Al quarto periodo del comma 3-ter dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, dopo le parole “per gli enti pubblici non economici” sono inserite le seguenti: “e per gli enti e le istituzioni di ricerca”.
3. Dall’anno scolastico 2003/2004 il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola utilizzato presso i Distretti scolastici di cui alla parte prima, titolo I, capo II, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, è restituito ai compiti d’istituto.
4. Il personale docente dichiarato inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, dalla Commissione medica operante presso le aziende sanitarie locali, qualora chieda di essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, è sottoposto ad accertamento medico da effettuare dalla commissione di cui all’articolo 2bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157, come modificato dall’articolo 5 del decreto legislativo 29 giugno 1998, n. 278, competente in relazione alla sede di servizio. Tale commissione è competente altresì ad effettuare le periodiche visite di controllo disposte dall’autorità scolastica. Il personale docente collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti per inidoneità permanente ai compiti di istituto può chiedere di transitare nei ruoli dell’amministrazione scolastica o di altra amministrazione statale o Ente pubblico. Il predetto personale, qualora non transiti in altro ruolo, viene mantenuto in servizio per un periodo massimo di cinque anni dalla data del provvedimento di collocamento fuori ruolo e/o di utilizzazione in altri compiti. Decorso tale termine, si procede alla risoluzione del rapporto di lavoro sulla base delle disposizioni vigenti. Per il personale già collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti, il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.
7. Fermo restando il disposto di cui all’art. 16, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, secondo periodo, le economie di spesa derivanti dall’applicazione del comma 4 del presente articolo sono destinate ad incrementare le risorse annuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola, subordinatamente al conseguimento delle economie medesime. Gli importi di 39 milioni di euro per l’anno 2004, di 58 milioni di euro per l’anno 2005 e di 70 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006, sono destinati ad incrementare le risorse per il trattamento accessorio del personale ATA, previa verifica dell’effettivo conseguimento delle economie derivanti dall’applicazione dei commi 2, 3 e 5.
8. Le istituzioni scolastiche possono deliberare l’affidamento in appalto dei servizi di pulizia e igiene ambientale dei locali scolastici e delle loro pertinenze, come previsto dall’articolo 40, comma 5, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, aderendo prioritariamente alle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dell’articolo 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. La terziarizzazione dei predetti servizi comporta la indisponibilità dei posti di collaboratore scolastico della dotazione organica dell’istituzione scolastica per la percentuale stabilita con il decreto del Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, emanato di concreto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per la determinazione degli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario del comparto scuola per l’anno scolastico 2002-2003. La indisponibilità dei posti permane per l’intera durata del contratto e non deve determinare posizioni di soprannumerarietà. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo accertamento della riduzione delle spese di personale derivante dalla predetta indisponibilità di posti, . sono effettuate le occorrenti variazioni di bilancio per consentire l’attivazione dei contratti.
Gli studenti di scuola media superiore e gli iscritti al 1° anno di università, che intendono chiedere il ritardo dell’adempimento degli obblighi di leva per motivi di studio (Decreto Legislativo n. 504 del 30 dicembre 1997), devono presentare la relativa domanda entro il 30 settembre 2002 presso l’Ufficio Leva/Distretto Militare o la Capitaneria di Porto (per la sola leva mare) di appartenenza, ovvero presso l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile se già riconosciuti obiettori di coscienza.
Scuole collocate in zone a forte processo immigratorio (artt. 5 e 29 del C.C.N.I. – Comparto Scuola – 1999) – Anno scolastico 2002/03
Prosecuzione corsi sperimentali per il conseguimento del “patentino” per la guida dei ciclomotori per l’a.s.2002/2003 – Diffusione del materiale didattico
3° Edizione “Scuola MusicaFestival”
Lo sport nell’Italia antica
GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE – 26 settembre 2002 – Iniziative a cura delle Direzioni Scolastiche Regionali
Gara Nazionale per gli alunni degli Istituti Tecnici che hanno conseguito l’ammissione al quinto anno di corso negli scrutini conclusivi dell’anno scolastico 2001/2002 – Indicazioni organizzative
Contratto integrativo nazionale (C.I.N.) per il personale dell’area V della dirigenza scolastica relativo al periodo 1.9.2000/31.12.2001 – Sottoscrizione definitiva
Il 21 settembre 2002 si svolge a Torino, presso Villa Gualino, il convegno “Softwarelibero@scuola“, una giornata di riflessione e confronto per conoscere il software libero nella scuola.
Per partecipare gratuitamente occorre iscriversi all’URL: http://gnug.it/Scuola
Workshop di aggiornamento Progetto “Sole a scuola”. Manfredonia (FG) 30 settembre / 4 0ttobre 2002
Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 20 settembre, approva un decreto legge contenente “Misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale”.
(Roma, 20 settembre 2002) Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha approvato oggi il decreto-legge “Misure urgenti per la scuola, l’università, la ricerca scientifica e tecnologica e l’alta formazione artistica e musicale”. Il provvedimento concerne tutti i settori di competenza del Miur. “Gli interventi approvati oggi”, ha detto il ministro Letizia Moratti, “sono finalizzati in particolare a proseguire il processo di moralizzazione nella gestione delle risorse per la scuola e a rispondere a precisi bisogni e interessi degli studenti”. Si tratta per lo più di misure già approvate dal Consiglio dei Ministri come disegno di legge ordinaria e in alcuni casi già approvate da un ramo del Parlamento, che vengono riproposte in un decreto legge in quanto le problematiche investite hanno assunto carattere di urgenza. Ecco i principali provvedimenti contenuti nel decreto-legge.
Corsi di riconversione per insegnanti in soprannumero – Il decreto-legge introduce l’obbligo, per i docenti in soprannumero per effetto di modifiche degli ordinamenti scolastici, di partecipare ai corsi di riconversione professionale previsti dall’art. 473 del testo unico sull’istruzione del 1994 e successive modificazioni. L’elemento di novità è costituito dal fatto che è resa obbligatoria per i docenti in soprannumero la partecipazione ai corsi di riconversione, partecipazione che ora è facoltativa. Dei molti docenti in soprannumero, circa 6.000 non hanno partecipato ai corsi di riconversione e vengono ad oggi retribuiti senza poter essere effettivamente utilizzati. La norma è quindi necessaria per far cessare questa situazione di spreco di denaro pubblico. E’ prevista, inoltre, l’emanazione di un decreto ministeriale per l’individuazione del personale docente in situazione di soprannumerarietà. La norma riveste carattere di urgenza in quanto le procedure di riconversione professionale del personale vanno attivate in tempo utile affinché si riesca ad utilizzarlo a decorrere dai prossimi anni scolastici.
Organico d’istituto secondo le necessità – Il provvedimento chiarisce la portata di una norma contenuta nel decreto legge adottato nel luglio dell’anno scorso per favorire il regolare avvio dell’anno scolastico, facendo salvi comunque gli accorpamenti di classi, in modo da mantenerne la costituzione nei parametri previsti dalle vigenti disposizioni. Anche questa norma ha l’obiettivo di una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti scolastici per la definizione, all’inizio dell’anno scolastico (nel momento, cioè, in cui devono formare le classi), dell’organico d’istituto, commisurandolo strettamente alle effettive necessità. Inoltre, si fa divieto di disporre sdoppiamenti di classi dopo l’inizio dell’anno scolastico.
Garantita la continuità del servizio di pulizia nelle scuole – Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri intende inoltre far fronte ai bisogni finanziari conseguenti al subentro dello Stato nei contratti di appalto stipulati dagli enti locali per assicurare i servizi di pulizia dei locali scolastici. Come è noto, la legge 124/1999 ha trasferito dagli enti locali allo Stato il personale non docente delle scuole prevedendo che il trasferimento avvenisse a costo zero. Poiché in molti enti locali si provvedeva al servizio di pulizia tramite appalti, anziché tramite i collaboratori scolastici (“bidelli”), i relativi contratti sono ugualmente stati trasferiti allo Stato. L’intera operazione di trasferimento si è rivelata onerosissima; si è reso, conseguentemente, necessario provvedere alla copertura degli oneri, non prevista dalla legge 124/1999. Va fatto presente che la norma è stata inserita dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, nel disegno di legge A.S. 1271, attualmente all’esame dell’assemblea dello stesso ramo del Parlamento. Allo stato attuale essa però riveste uno straordinario carattere di urgenza, ad evitare che, con l’inizio del corrente anno scolastico, si possano determinare interruzioni o gravi turbative del servizio di pulizia e custodia delle scuole.
Diritto allo studio nelle università non statali – Il decreto-legge autorizza la spesa per la sanatoria di situazioni debitorie delle università, per il diritto allo studio nelle università non statali, e per interventi di edilizia a favore delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, attivando al proposito gli stanziamenti iscritti nella Tabella A e nella Tabella B della legge finanziaria 2002. L’intervento d’urgenza, che introduce norme già proposte nell’ambito di disegni di legge di iniziativa governativa, si è reso necessario per alleggerire da subito l’indebitamento contratto dagli Atenei statali per far fronte agli incrementi stipendiali dei docenti; per sopperire agli indifferibili e primi interventi di manutenzione e messa a norma sull’edilizia delle Accademie e Conservatori, e infine per assicurare l’esonero dalle tasse e contributi degli studenti capaci e meritevoli, ma privi di mezzi, nelle università non statali, fin dall’inizio del prossimo anno accademico.
Accademie e Conservatori, diplomi equiparati alla laurea triennale – Il provvedimento introduce alcune modifiche alla legge 508/99, di riforma delle Accademie e dei Conservatori, relativamente al valore dei titoli rilasciati da tali istituzioni in base all’ordinamento previgente, consentendo ai diplomati delle Accademie e Conservatori di accedere ai corsi di studio universitari di laurea specialistica e ai pubblici concorsi. Queste disposizioni sono già comprese in un più ampio disegno di legge di modifica della citata legge 508/99 (AC 2899), il cui esame è stato soltanto avviato dalla VII Commissione della Camera dei deputati nel luglio scorso. Il decreto-legge consente l’iscrizione alle università dei possessori dei titoli in questione fin dal prossimo anno accademico. Risultano, infatti, presentate da parte dei diplomati delle Accademie numerose richieste di iscrizione ai corsi di laurea specialistica, oggi non consentite dalle norme vigenti.
Favorita l’attività delle cooperative studentesche – Una norma particolarmente attesa, già introdotta con emendamento parlamentare nel disegno di legge AS 761 (ora AC 2238), incentiva le Università a favorire le attività di servizio agli studenti svolte da associazioni e cooperative studentesche e dai collegi universitari legalmente riconosciuti, con particolare riguardo a quelle di orientamento e tutorato e alle iniziative culturali. Il provvedimento consente di intervenire immediatamente, in vista dell’apertura del nuovo anno accademico, per garantire i servizi di orientamento e di assistenza agli studenti. E’ stata infine introdotta una modifica alla legge n. 338/2000 per accelerare la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari, previa valutazione dei progetti da parte di una Commissione nominata dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.
Legge 10 marzo 2000, n. 62 – Termine di presentazione delle istanze per il riconoscimento della parità a partire dall’anno scolastico 2003/2004 –
Decreto di attuazione del progetto nazionale di sperimentazione ex art. 11 D.P.R. n. 275/99 – Scuola dell’infanzia e prima classe di scuola elementare – Indicazioni e istruzioni
Direttiva n. 87 del 24.7.2002, concernente la formazione e l’aggiornamento dei dirigenti scolastici. Comunicazione estremi di registrazione
18 – 20 settembre COM-P.A.
Dal 18 al 20 settembre 2002 si svolge, presso il quartiere fieristico di Bologna, la IX edizione del COM-P.A. Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.
European Parent Association – 8 ottobre 2002 “I^ Giornata Europea dei Genitori e della Scuola”
Con la nota 16.07.02, prot. n. 2051, viene trasmesso il testo registrato dalla Corte dei Conti (in data 11 luglio 2002, reg. 5, foglio 291) dell’OM 57/02, concernente l’indizione dei concorsi per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell’area A e B del personale ATA della scuola: il termine per la presentazione della domanda di ammissione è fissato al 15 settembre 2002.
La scuola in ospedale. Anno Scolastico 2002/2003 Trasmissione CD ROM “Insegnare in ospedale”
2° Concorso per la realizzazione di un prodotto audiovisivo multimediale sul tema:” la promozione della cultura sulla sicurezza stradale tra i giovani” – Progetto “ICARO”. Comunicazione vincitori
10 – 30 settembre Mobilità AFAM
10 – 30 settembre Riforme e Controriforme
Il 30 settembre il MIUR comunica l’elenco delle 250 scuole nelle quali si avvia la sperimentazione prevista dal DM 100/02.
(Roma, 30 settembre 2002) Sulla base delle comunicazioni pervenute dagli Uffici scolastici regionali, il Miur rende noti i dati delle istituzioni scolastiche statali e paritarie che, per l’anno scolastico 2002-2003, attueranno progetti sperimentali di ricerca e di verifica nella scuola dell’infanzia e nella prima classe della scuola elementare, per accompagnare il processo di riforma attualmente all’esame del Parlamento.
Le istituzioni scolastiche impegnate nella sperimentazione sono complessivamente 250, tra statali e paritarie, suddivise in modo uniforme nelle diverse aree del Paese: 48 nel Nord Ovest, 46 nel Nord Est , 64 al Centro, 53 al Sud e 39 nelle Isole. Le scuole aderenti al progetto realizzeranno la sperimentazione, sulla base di linee-guida definite dalle “Indicazioni nazionali”, con ampia flessibilità didattica e organizzativa secondo le prerogative dell’autonomia scolastica.
Un apposito piano di formazione assistita a distanza, gestito unitamente all’Indire di Firenze e destinato al personale della scuole statali e paritarie coinvolte, accompagnerà la realizzazione della sperimentazione. Il processo sarà altresì seguito e sostenuto dagli Osservatori nazionale e regionali, con il compito di orientare, rilevare e verificare, anche mediante il contributo del mondo accademico, l’andamento delle attività attraverso monitoraggi continui, in modo da garantire il massimo di efficacia dell’iniziativa in ogni sua fase.
COSI’ LA RIPARTIZIONE DELLE SCUOLE
Il 17 settembre riprende l’esame, in 7a Commissione Senato, del DdL A.S. 1306: alla seduta interviene il ministro.
Il MIUR conferma la partenza della sperimentazione: il 18 settembre il ministro firma il decreto 100/02 (vd. Commento al DM 100/02 sulla Sperimentazione a cura di Mariella Spinosi), che modifica la bozza di decreto contenente la sperimentazione della riforma alla luce dei pareri del CNPI e dell’ANCI.
Il 17 settembre, nel corso dell’incontro con le OOSS della scuola, il MIUR fornisce un’informativa sulla sperimentazione.
Con l’OdG dell’11 settembre 2002, Prot.n.15831 (di seguito riportato), il CNPI chiede al ministro di poter acquisire – per l’obbligatorio parere di competenza – gli specifici progetti di sperimentazione per l’assolvimento dell’obbligo scolastico mediante la frequenza di percorsi di formazione professionale previsti dai protocolli di intesa attivati tra il MIUR ed alcune regioni (vd. protocolli d’intesa con le regioni Lazio, Molise, Piemonte e Puglia, e con la Provincia di Trento)
Oggetto: O.d.g. su “Specifici progetti di sperimentazione” – Adunanza dell’11.09.02 –
Visto	l’art.30 – Capo X – del proprio Regolamento interno;
PRESO ATTO che sono stati attivati protocolli di intesa tra MIUR ed alcune regioni anche relativamente all’assolvimento dell’obbligo scolastico mediante la frequenza di percorsi di formazione professionale, sulla base di specifici progetti di sperimentazione, modificando quanto previsto dalla vigente legge 9/99
CHIEDE AL SIG. MINISTRO di poter acquisire i suddetti progetti per l’obbligatorio parere di competenza;
INVITA l’Amministrazione a verificare, come risulta anche da notizie di stampa che si allegano a titolo esemplificativo, l’avvenuta iscrizione e la prevista frequenza di alunni, in possesso esclusivamente del diploma di licenza di scuola secondaria di 1° grado direttamente ai corsi di formazione professionale, disattendendo in tal modo la vigente normativa in materia di assolvimento dell’obbligo scolastico.
Il 10 settembre la Commissione Scuola dell’ANCI – dopo l’incontro preliminare con il MIUR del 29 agosto us per la costituzione del tavolo delle regole – esprime una “valutazione complessivamente negativa” sulla sperimentazione della riforma.
Di seguito il testo del Documento approvato dalla Commissione Scuola dell’ANCI ed i comunicati stampa di ANCI e MIUR:
(Roma 11 settembre 2002) La Commissione Scuola dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia riunita in data 10 settembre 2002, ha approvato il seguente documento in relazione alla preannunciata sperimentazione.
L’ANCI ribadisce la valutazione complessivamente negativa già espressa sul disegno di legge in discussione in Parlamento, relativo alle norme generali sull’Istruzione e sui livelli essenziali delle prestazioni in materia di Istruzione e di Formazione Professionale evidenziandone con forza i limiti in relazione a:
– la possibile riduzione quantitativa e qualitativa del servizio scolastico pubblico;
– la carenza di impianto culturale e pedagogico e la mancata attenzione alla continuità in relazione ai vari ordini e gradi di scuola, nonché ai processi di apprendimento e formazione lungo tutto l’arco della vita;
– il rischio della differenziazione precoce tra percorsi d’istruzione e percorsi professionali;
– il rischio di limitazione dell’autonomia delle scuole e quella degli stessi enti locali, a fronte della nascita di un nuovo centralismo regionale nel sistema dell’istruzione;
– la mancata previsione di adeguati impegni per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio di edilizia scolastica;
– le negative implicazioni conseguenti alla possibilità per le famiglie di iscrivere i bambini in anticipo, che rende incerto il principio dell’obbligo scolastico e può portare alla formazione di classi con alunni di età e sviluppo psico- fisico molto differenziate.
E’ noto che nel Paese è iniziato un periodo di aumento demografico che durerà almeno per i prossimi cinque anni, pertanto qualsiasi discussione sull’assetto organizzativo della Scuola Materna ed Elementare, non può prescindere dalla garanzia che il Governo deve dare sui livelli finanziari indispensabili a rispondere all’aumentata domanda sociale.
All’impegno per la generalizzazione dei servizi, già presente nella Legge 30 e confermato nel disegno di legge Moratti, deve corrispondere quindi la previsione di adeguate risorse.
L’ANCI esprime la sua contrarietà per le sperimentazioni che vengono annunciate, con incertezze politiche sulla estensione, per la fretta nella preparazione e nella organizzazione, per l’improvvisazione pedagogica e culturale, intravedendo il rischio che vengano di fatto anticipati frammenti di riforma, senza organicità e senza possibilità di verificare l’impatto reale dei cambiamenti che dovrebbero essere introdotti.
Inoltre tante piccole o grandi sperimentazioni potrebbero determinare una situazione a “macchia di leopardo” in cui sarebbe difficile cogliere gli elementi di omogeneità, di confrontabilità, per monitorare i processi e valutare i risultati.
In particolare, per quanto riguarda l’anticipo della scuola dell’infanzia ed elementare, potrebbe verificarsi una situazione estremamente variegata, in cui le singole Istituzioni Scolastiche stipulando intese con l’E.L. potrebbero dar vita a sperimentazioni in condizioni diverse, in modo non omogeneo e senza che né i Comuni né la Scuola abbiano un quadro di riferimento nazionale a cui riferirsi.
Soltanto in forza dei seguenti principi, che l’ANCI ritiene irrinunciabili e da attuarsi prima dell’avvio della sperimentazione, sarà possibile concertare modalità e tempi d’attuazione.
L’anticipo dell’ingresso alla scuola dell’infanzia di bambini che sarebbero, sia pure per pochi mesi, in età d’asilo-nido, pone agli enti gestori problemi di varia natura, che debbono essere affrontati singolarmente sul piano tecnico, ma che rendono assolutamente indispensabile una organizzazione dei servizi affinchè siano rispettati i diritti degli utenti vecchi e nuovi a prestazioni elevate ed il diritto degli Enti a continuare ad erogare servizi qualitativamente validi, che sino ad oggi hanno contraddistinto l’intervento dei Comuni nel settore della prima e seconda infanzia.
E’ pertanto necessario che le schede di valutazione della sperimentazione tengano conto anche degli aspetti e dei relativi costi, che in questa prima fase non saranno contabilizzati.
Requisiti di qualità per la sperimentazione dell’ingresso degli alunni tra i 2 e mezzo e i 3 anni nella scuola dell’infanzia:
– possibilità di formare sezioni con età omogenea compresa tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo, con un rapporto bambini educatori che tenga conto della legislazione regionale per i servizi alla prima infanzia (0-3 anni);
– presenza di locali, servizi ausiliari e servizi igienici idonei;
– assenza di liste d’attesa, in presenza delle quali gli incrementi di organico dovranno prioritariamente soddisfare tale domanda;
– interventi di formazione, anche in itinere, per il personale insegnante e ausiliario (materiale, rapporti con la famiglia, etc.);
– rielaborazione del Piano dell’Offerta Formativa in relazione alle caratteristiche dello sviluppo psicofisico dei bambini più piccoli;
– definizione del profilo professionale dei docenti;
– progettazione e trasformazione ambientale degli spazi (per renderli non solo capienti ma anche funzionali e confortevoli);
– adeguamento del servizio mensa ai parametri nutrizionali legati all’età;
– attivazione del sostegno ai disabili;
– studio, sperimentazione e attuazione di un diverso modello organizzativo.
La sperimentazione incide direttamente nella organizzazione di due servizi fondamentali per i Comuni: asili nido e materne, pertanto solo in presenza delle suesposte condizioni, che dovranno confluire nel previsto accordo nella sede della Conferenza Unificata, l’ANCI ritiene che si possa instaurare un costruttivo dialogo tra istituzioni.
(ANCI – Roma, 11 settembre 2002) “La riforma del sistema scolastico è un processo organico troppo importante perché possa essere realizzato attraverso anticipazioni frammentarie e improvvisate, che rischiano di peggiorare la situazione attuale.
(MIUR – Roma, 11 Settembre 2002) Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prende atto con soddisfazione del parere espresso dall’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, sulla sperimentazione che viene introdotta a partire dall’anno scolastico in corso.
(Roma, 09 settembre 2002) La sperimentazione riguarda la scuola dell’infanzia e il primo anno della scuola elementare e si sviluppa su due fronti di intervento: l’uno didattico pedagogico, l’altro concernente anche l’anticipo delle iscrizioni.
Le motivazioni che sorreggono l’iniziativa attengono all’esigenza di accompagnare il delicato processo di riforma tuttora all’esame del Parlamento, attraverso l’apporto di un circuito di scuole che consenta di verificare i contenuti della riforma per la parte concernente i due primi segmenti formativi.
La finalità della sperimentazione è proprio quella di accertare sul campo se i nodi critici segnalati dal gruppo redazionale del C.N.P.I., sotto il profilo pedagogico, didattico ed organizzativo, possano essere, nella pratica, superati attraverso l’impegno attivo e partecipato della sperimentazione.
In sostanza, nel rispetto di un metodo di lavoro che ha scelto la strada di un ampio dibattito da parte di tutte le componenti scolastiche interessate, quale linea di riferimento per un’azione riformatrice, l’iniziativa sperimentale tende proprio a verificare e a far esprimere dalle scuole quali siano i fabbisogni in termini di strutture, personale e finanziamenti di cui la scuola stessa ha bisogno per realizzare la riorganizzazione complessiva del sistema scolastico.
Si deve aggiungere, a tal proposito, che il dibattito parlamentare sul disegno di legge delega, rappresenta un’occasione utile per un’informazione- formazione sulle linee ispiratrici del disegno riformatore, in modo tale da evitare il rischio di una riforma calata dall’alto senza prendere a riferimento esperienze già vissute e compiutamente maturate nelle scuole.
Si tratta in sostanza di cogliere l’occasione di una partecipazione attiva e di un reale protagonismo delle scuole nel processo di riforma; occasione questa che sembra essere condivisa dal C.N.P.I., il quale giustamente individua nell’art. 11 del D.P.R. n. 275/99 uno strumento di valorizzazione delle potenzialità dell’autonomia scolastica.
I temi da affrontare sono riconducibili agli aspetti concernenti i tempi per l’attuazione della sperimentazione, il problema della riapertura delle iscrizioni, le risorse professionali e finanziarie, alcuni aspetti pedagogici, metodologici e didattici della riforma, i momenti e gli strumenti di monitoraggio e verifica della sperimentazione, e le azioni di formazione e aggiornamento del personale scolastico.
Tuttavia, l’obiettivo strategico al quale si faceva in precedenza riferimento, di inserire il processo di riforma in un effettivo circuito di sperimentazione che ne verifichi via via i vari aspetti, ha determinato l’esigenza di non rinviare l’avvio dell’iniziativa sperimentale.
Inoltre, le azioni già poste in essere e quelle che si svilupperanno a seguito dell’espressione del formale parere del C.N.P.I., consentono di poter affermare che non vi saranno conseguenze sull’ordinato svolgimento dell’anno scolastico e che la scelta delle scuole possa essere effettuata con scrupolo e rigore, non condizionata dalla brevità dei termini.
Tale richiesta è avvenuta da parte dei dirigenti scolastici, fatto questo che non rappresenta di per sé l’adesione della scuola al progetto la quale, viceversa, va formalizzata attraverso la delibera degli organi collegiali (collegio docenti, consiglio di istituto).
Poiché le adesioni sono in numero superiore a quelle previste nella bozza di decreto per l’attivazione della sperimentazione, è necessario individuare quali siano le condizioni di fattibilità della sperimentazione stessa (disponibilità di strutture logistiche, di personale e finanziarie).
I criteri per l’individuazione, specie per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, si stanno concordando con l’ANCI, con cui è aperto un tavolo permanente di consultazione. Si è in attesa di ricevere le proposte che l’ANCI, nell’incontro avuto il 29 agosto u.s., si è impegnato a far pervenire entro il 12 c.m. e cioè subito dopo la formalizzazione del parere del C.N.P.I..
Immediatamente dopo l’espressione del parere da parte del C.N.P.I. e le indicazioni dell’ANCI saranno adottate tutte le soluzioni utili per l’avvio della sperimentazione, in modo da assicurare anche la validità dell’anno scolastico per quanto riguarda la durata prevista.
In concreto, a partire dalla stessa giornata del 12 settembre sono stati già programmati incontri con i Direttori Generali regionali unitamente agli ispettori tecnici della scuola dell’infanzia e della scuola elementare, per illustrare nel dettaglio i contenuti del progetto sperimentale, fornendo tutte le indicazioni utili per la definitiva scelta delle scuole presso cui attivare la sperimentazione stessa e per la redazione del piano regionale delle istituzioni scolastiche prescelte.
La verifica delle condizioni e l’esame attento da parte del corpo ispettivo territoriale, il sostegno degli I.R.R.E., dei responsabili dei CSA e della Direzione generale regionale dovrebbero consentire l’avvio effettivo della sperimentazione entro la seconda decade del corrente mese.
Una delle condizioni necessarie per l’attivazione della sperimentazione, ferma restando la libera adesione dei genitori, sarà soprattutto quella di non comportare la riapertura dei termini di iscrizione dei bambini che compiono l’età richiesta, rispettivamente tre e sei anni, entro il 28 febbraio 2003.
A tal fine, la scelta dovrebbe ricadere prioritariamente su scuole dell’infanzia ed elementari aventi sede nel medesimo circolo didattico o istituto comprensivo e, per quanto concerne la scuola dell’infanzia, nello stesso territorio in cui opera un asilo nido.
Rimane il fatto che l’anticipo delle iscrizioni nella scuola dell’infanzia è consentito solo nell’ipotesi che non vi siano, in lista d’attesa, bambini che compiano i tre anni entro il 31.12.2002.
Per quanto riguarda la scuola elementare, nell’ipotesi in cui la richiesta di frequenza anticipata non sia, per particolari condizioni ambientali, correlata all’esistenza di una scuola dell’infanzia nello stesso circolo, la scelta dei bambini sarà ovviamente rimessa all’autonoma valutazione delle scuole ed alle compatibilità presenti nel territorio.
La sperimentazione non incide sulla determinazione degli organici del circolo didattico o dell’istituto comprensivo coinvolto.
Una delle condizioni della sperimentazione è quella di non avere classi o sezioni “sature”.
L’incremento del numero di iscrizioni per l’anticipo sarà riassorbito attraverso una distribuzione dei bambini sui posti disponibili in ciascuna sezione o classe, fermo restando il tetto massimo di alunni per ciascuna sezione o classe.
Per la scuola dell’infanzia il numero dei bambini che anticipano l’iscrizione determinerà per ciascuna sezione la riduzione proporzionale del numero massimo di iscrizioni consentite.
Le esigenze connesse alla presenza di bambini al di sotto dei tre anni potranno essere soddisfatte attraverso una stretta interrelazione con il personale degli asili nido ovvero anche mediante contratti di prestazione d’opera per il reperimento di personale qualificato.
Per la scuola elementare la diversa organizzazione didattica, che prevede la figura dell’insegnante tutor cui viene affidato un numero di ore di insegnamento frontale oscillante tra le 18 e le 21, non altera il principio della pari dignità dei docenti attualmente impegnati nei moduli (tre docenti per due classi), atteso che al terzo docente verrebbe affidata la responsabilità di prestazioni professionali correlate alla gestione dell’insegnamento frontale e dei cosiddetti laboratori.
L’elaborazione dei criteri di scelta dell’insegnante tutor sarà rimessa all’autonomia degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. A tale riguardo, è appena il caso di far presente che la delibera degli organi collegiali di adesione al progetto sperimentale già necessariamente prende a riferimento la possibilità non solo di attivare la figura dell’insegnante tutor – che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti la sperimentazione sotto il versante della metodologia e della didattica – ma anche di accertare la presenza di docenti che possano impartire l’insegnamento della lingua inglese e della prima alfabetizzazione informatica.
La sperimentazione sotto questi profili non comprime il principio dell’autonomia scolastica, ma, anzi, responsabilizza le scuole nella elaborazione del progetto finalizzato al raggiungimento di obiettivi specifici di apprendimento nel rispetto del sistema nazionale di istruzione.
Rimane pieno e maggiormente responsabilizzato l’intervento didattico che si avvale di strumenti di flessibilità organizzativa, di metodologie diversificate, volti a favorire il successo formativo di ogni singolo alunno facendo leva sulle potenzialità di ciascuno.
Tale Portfolio, per la cui compilazione esistono numerose indicazioni consolidate a livello internazionale, non costituisce un’incombenza esclusiva da parte dell’insegnante tutor, quanto, invece, il risultato di una condivisione da parte di tutti coloro che sono coinvolti nel processo educativo: docenti, alunni e famiglie.
In ogni caso, ad eventuali richieste di maggiore finanziamento si può far fronte con il fondo allocato presso le Direzioni regionali – nella misura del 10% dei finanziamenti territoriali – che è disponibile proprio per le azioni relative alle innovazioni e al potenziamento dell’offerta formativa.
L’attività di monitoraggio e di verifica sarà sostenuta dagli Osservatori Nazionale e Regionali che si avvarranno, oltre che dei soggetti individuati nella Bozza di provvedimento, soprattutto di docenti della scuola militante e di docenti universitari esperti del settore, astenendosi dal definire criteri per l’attuazione.
L’Amministrazione, d’intesa con l’INDIRE e gli IRRE, sta predisponendo percorsi di informazione/formazione del personale della scuola, destinati non solo al personale che opera nelle classi sperimentali, ma più in generale a tutti i docenti.
Pertanto, fin dai primi giorni del mese di ottobre saranno sviluppate iniziative secondo il modello di e-learning integrato già sperimentato per la formazione dei 65.000 docenti assunti in prova nell’anno scolastico 2001/2002.
La proposta di sperimentazione della Riforma per il 2002-2003 è…
Progetto Nazionale Sperimentazione – Bozza decreto
Indicazioni Nazionali per i “Piani di Studio Personalizzati” nella Scuola Primaria
Indicazioni Nazionali per i “Piani di Studio Personalizzati” nella Scuola Secondaria di I Grado
Determinazione del periodo di vigenza dell’ora legale per l’anno 2003
Attività Sportiva anno scolastico 2002/2003 – Trasmissione schede tecniche
Definizione delle graduatorie di circolo e di istituto per l’a.s. 2002/2003
04 – 15 settembre Esami
La nota 5 luglio 2002, prot. n.12590, stabilisce per il 4 settembre 2002 la data di inizio delle prove per gli esami di abilitazione per odontotecnico e ottico, disciplinati dall’OM 180/00.
10 settembre 2002 Prima Prova ScrittaTerza Prova Scritta per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte
11 settembre 2002 Seconda Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
13 settembre 2002 Terza Prova ScrittaEsame per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta
Computabilità dell’indennità integrativa speciale nella retribuzione delle ore eccedenti l’orario d’obbligo: tentativo obbligatorio di conciliazione
Autonomia Scolastica scuole italiane all’estero
02 – 30 settembre Progetto Docente
Dal 2 al 30 settembre 2002, 5 mila insegnanti delle scuole medie superiori di tutta Italia avranno la possibilità di approfondire le proprie competenze tecnologiche ed esplorare nuove modalità di insegnamento iscrivendosi a Progetto Docente – iniziativa, promossa da Microsoft in collaborazione con il MIUR – compilando il modulo pubblicato sul sito Apprendere in Rete.
La selezione avverrà sulla base di un test di ingresso – 15 domande multiple di informatica di base – e di criteri oggettivi (iscrizione completata in modo corretto, copertura geografica, materia di insegnamento).
Il corso, della durata di 3 settimane, completamente gratuito, richiede un impegno di circa un’ora e mezza al giorno ed è strutturato in 8 moduli suddivisi in un livello base e uno intermedio.
02 – 30 settembre Attività Sindacale
(Roma, 24 settembre 2002) In data odierna questa Aministrazione e le OO.SS. del Comparto scuola hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo finalizzato alla ripartizione per l’anno scolastico 2002/2003 delle funzioni aggiuntive previste dall’art. 36 del C.C.N.L. del 26 maggio 1999, e dall’art. 50 del C.C.N.I. del 31 agosto 1999 del Comparto scuola per la valorizzazione della professionalità del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.
Le risorse stanziate ammontano a euro 71.823.009,72 e sono relative all’attribuzione di n. 92796 funzioni aggiuntive.
Le funzioni aggiuntive sono ripartite alle scuole sulla base dei criteri fissati in sede di contrattazione decentrata regionale, che devono prioritariamente riapettare i principi sanciti dall’Accordo 8 novembre 2001.
Con la seconda intesa è stato definito il piano di ripartizione delle risorse destinate a finanziare le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa (personale docente). Le risorse disponibili per il corrente anno scolastico ammontano a €. 12.850.914, 00 e consentono di assegnare n. 58.296 funzioni strumentali, così ripartite:
– n. 41.417, tra le quali è compresa quella di collaboratore vicario del dirigente scolastico, alle istituzioni scolastiche;
– n. 228 per gli istituti di alta cultura;
– n. 60 alle scuole italiane e ai corsi all’estero.
Oggi, dopo il visto positivo degli organi di controllo, è stato anche definitivamente sottoscritto il C.C.N.I. per il personale dell’area V della dirigenza scolastica, periodo 1 settembre 2000 – 31 dicembre 2001.
b) articolazioni delle funzioni dirigenziali per l’assegnazione della retribuzione di posizione e di risultato;
06, 17: informativa sul progetto di sperimentazione di nuovi modelli nel sistema d’istruzione
INFORMATIVA ALLE OO.SS. IN ORDINE ALLA SPERIMENTAZIONE RELATIVA ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E AL PRIMO ANNO DELLA SCUOLA ELEMENTARE
Il parere espresso dal CNPI nella seduta del 10 settembre u.s., recepisce, sostanzialmente, le osservazioni formulate dai Comitati orizzontali della scuola dell’infanzia e della scuola elementare. Nella medesima seduta, il Ministro, in un ampio intervento aveva già fornito alcune precisazioni sui rilievi mossi dai Comitati.
Il provvedimento che sarà adottato recepirà le osservazioni nei limiti delle precisazioni fornite dal Ministro, tenendo altresì conto del contributo offerto dall’ANCI, per quanto concerne i criteri e i requisiti di scelta delle scuole.
I punti di maggior interesse, relativamente alla bozza originariamente sottoposta all’attenzione del ONPI, sono ‘ seguenti:
Rispetto alla precedente bozza non vengono riaperti i termini per le iscrizioni anticipate, in quanto, per la scuola elementare, “il bacino d’utenza” viene limitato alle scuole materne statali e comunali funzionanti nello stesso ambito territoriale.
Il numero delle iscrizioni consentito va calcolato nell’ambito della disponibilità dei posti, in relazione a sezioni e classi già istituite.
Per la scuola dell’infanzia la frequenza anticipata è subordinata alla inesistenza di liste di attesa di bambini che compiano tre anni entro il 31 dicembre e alla presenza, nell’ambito territoriale, di asili nido con i quali le scuole dell’infanzia possono stabilire opportune intese.
Nell’ipotesi di richieste di iscrizioni in numero eccedente la disponibilità dei posti, saranno gli organi collegiali della scuola a stabilire i criteri di scelta.
Per la scuola dell’infanzia la quota di posti disponibili per il raggiungimento del tetto massimo di bambini per sezione potrà essere ridotta di una-due unità per ciascun bambino di età inferiore ai tre anni ammesso alla frequenza anticipata. Le ammissioni anticipate non potranno pregiudicare il diritto alla frequenza dei bambini già iscritti..
Nella relazione svolta in occasione dell’adunanza del CNPI, il Ministro ha già dato ampia informazione su tutte e iniziative che si sono svolte prima dell’espressione del parere. Nei giorni immediatamente successivi al 10 settembre u.s. si è una svolta una serie di incontri con i direttori regionali e con gli ispettori referenti per la scuola dell’infanzia ed elementare, durante i quali sono state fornite le indicazioni per la scelta delle scuole, da effettuare anche secondo i criteri fatti pervenire dall’ANCI.
Il piano regionale delle scuole ammesse alla sperimentazione si presume sarà definito nei prossimi giorni e comunque in tempo utile per garantire la validità dell’armo scolastico.
Ovviamente, l’adesione delle scuole alla sperimentazione è condizionata dalla delibera degli organi collegiali.
In accoglimento delle preoccupazioni espresse dal CNPI, il provvedimento prevede la figura dell’insegnante di riferimento. Ne consegue che l’organizzazione didattica si svolgerà sempre rispettando i criteri di team ed insisterà sul fatto che anche il terzo docente, cui sono affidate prevalentemente funzioni di responsabilità di tipo laboratoriale, partecipi con pari dignità alla compilazione del portfolio delle competenze che accompagna l’allievo durante tutto il corso di studi.
Per la scuola dell’infanzia risorse professionali che possano sopperire alle esigenze dei bambini al di sotto dei tre anni, saranno assicurate in via convenzionale con gli asili nido funzionanti nello stesso territorio, ovvero ricorrendo a contratti di prestazione d’opera.
Sulla base del modello di e-learning integrato, già sperimentato per la formazione dei 65 mila docenti neo assunti per l’anno scolastico 2001-2002, d’intesa con l’INDIRE e gli IRRE, si sta predisponendo un piano organico di informazione/formazione destinato a tutto il personale della scuola, riservando particolare cura a quello coinvolto nella sperimentazione, soprattutto per quanto concerne l’insegnamento della lingua inglese e l’alfabetizzazione informatica.
Le azioni di formazione e di aggiornamento si avvarranno anche dell’apporto dei docenti formatori già utilizzati per il progetto Lingue 2000. Le risorse finanziarie occorrenti saranno messe a disposizione de la scuola, essendo già disponibili a livello nazionale; in base alle direttive concordate con 1e organizzazioni sindacali.
Il monitoraggio e la verifica saranno garantiti da strutture appositamente costituite presso ciascuna regione (Osservatorio regionale) e presso l’Amministrazione centrale (Osservatorio nazionale). L’Osservatorio regionale sarà composto, oltre che dal direttore generale regionale, che lo presiede, da ispettori tecnici della scuola dell’infanzia e della scuola elementare, da docenti universitari, da docenti rappresentanti delle scuole statali e paritarie interessate, da un rappresentante dell’IRRE degli enti locali interessati. L’Osservatorio regionale; sarà assistito anche da un gruppo tecnico di lavoro, costituito da ispettori tecnici, docenti formatori, dirigenti scolastici e docenti referenti delle scuole coinvolte, per svolgere una capillare azione di sostegno e supporto della sperimentazione stessa.
12: firmato l’accordo su compensi e missioni ai supervisori di tirocinio, docente, educativo ed ATA, comandati presso l’Amministrazione centrale e periferica, utilizzati presso i distretti, comandati presso IRRE, INVALSI, INDIRE
02: contenzioso graduatorie – Sentenza del TAR Lazio 7121/02
(Roma, 2 settembre 2002) L’Avvocatura Generale dello Stato ha appellato, per conto del Miur, la sentenza del Tar Lazio del 13 agosto 2002, n. 7121. Tale sentenza ha annullato in parte la circolare ministeriale del 14 giugno 2002, n. 69, che aveva dato indicazioni per l’attuazione della precedente sentenza del Tar Lazio n. 4731 del 28 maggio 2002.
In particolare – come è stato chiarito oggi pomeriggio dai rappresentanti del Miur nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali della scuola – nell’appello si evidenzia anzitutto la violazione del principio del contraddittorio, poiché non è pervenuto alla difesa del Miur alcun avviso della Camera di consiglio nella quale è stata trattata l’istanza di sospensiva. Infatti il collegio giudicante in sede di sospensiva ha ritenuto di pronunciarsi definitivamente con una sentenza breve, come è ora possibile in base alle norme di procedura recentemente introdotte, senza darsi carico di verificare se tutte le parti cointeressate fossero presenti, ed in particolare se fosse presente il Ministero, per dargli la possibilità di difendersi.
In secondo luogo, i docenti precari ricorrenti hanno rinunciato, nell’udienza di sospensiva, alla impugnativa delle graduatorie. Pertanto, le graduatorie non sono state toccate dalla sentenza e restano valide ed efficaci. Infine, la sentenza è essenzialmente basata su un equivoco. Infatti, l’inizio dell’anno scolastico è antecedente di almeno due mesi all’inizio dei corsi di specializzazione, fissato solitamente o con l’avvio dell’anno accademico (primi di novembre) o in eventuali date anche posteriori stabilite dalle singole università nella loro autonomia. La circolare ha quindi correttamente previsto che venissero dedotti dal punteggio complessivo i punti maturati per il servizio svolto dopo l’inizio dei corsi e contemporaneamente al loro svolgimento e non quelli maturati prima dell’inizio dei corsi stessi.
La questione del duplice punteggio ha, comunque, una portata limitatissima, poiché i docenti interessati sono poche centinaia e sono, tra l’altro, presenti soltanto in alcune regioni.
Tenuto conto che sono tuttora pendenti gli appelli dei “sissini” che vogliono l’intero punteggio, il Ministero, in attesa di un definitivo chiarimento del Consiglio di Stato, non procederà a modifiche delle graduatorie provinciali. Pertanto, anche quest’anno, le famiglie e gli studenti troveranno in classe tutti i professori fin dall’inizio dell’anno scolastico.
02 – 17 settembre Ammissione Università
Il ministro con il DM 20.05.02 stabilisce modalità, contenuti e date di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato per l’a.a. 2002/2003
Il ministro con il DM 21.05.02 stabilisce modalità, contenuti e date di svolgimento per la prova di ammissione alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario
Superato l’Esame di Stato… l’Università
01 – 30 settembre Inizio AS 2002-2003
La cerimonia d’apertura dell’anno scolastico 2002-2003 si svolge a Roma dal Vittoriano il 18 settembre sui temi dell’Identità Nazionale e della Solidarietà.
Gli stessi temi sono oggetto del programma “Un sogno… una speranza”, di Aldo Bruno, che Rai Educational in collaborazione con il MIUR presenta su RAI3 alle ore 08.05, dal 16 al 20 settembre, attraverso 11 filmati che raccontano le storie di altrettante scuole italiane.
(Roma, 10 settembre 2002 – Servizio per la Comunicazione)
OGGETTO: SCHOOL DAY – la programmazione RAI
Il 18 settembre a Roma, al Vittoriano, si svolgerà la cerimonia di apertura dell’anno scolastico.
Alcuni studenti, insieme a personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, delle arti, della moda, presenteranno esperienze significative realizzate dalle scuole nell’ambito dei due temi che ispirano la manifestazione di quest’anno: l’identità nazionale e la solidarietà.
RAI Educational dedicherà l’intera settimana dal 16 al 20 settembre all’apertura dell’anno scolastico, offrendo:
8,00 – 9,05
Madre Teresa – L’angelo di Calcutta Miti antichi e identità moderne
Viva l’Italia – La nostra storia in musica
Filmati all’interno delle scuole:
Viva l’Italia – La nostra storia in musica (seconda parte)
L’isola ieri, oggi, domani
La programmazione di RAI – Canale satellitare Educultura
9,05 – 11,00
A partire dall’anno scolastico 2002/2003, l’art. 138 del D.L.vo 31 marzo 1998, n. 112 delega alle regioni la determinazione del calendario scolastico annuale; rimangono competenza del MIUR (vd. OM 51/02):
Festività: tutte le domeniche; il 1° novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; il 1° gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, anniversario della Liberazione; il 1° maggio, festa del Lavoro; il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono; S. Patrono
PIEMONTE 9 23 6 17 – 22
VALLE D’AOSTA 11 23 6 17 – 24 8-12/5
LOMBARDIA 10 23 6 17 – 27 2/11
TRENTO 10 22 6 17 – 21 2/11; 6-11/3; 26/4
BOLZANO 10 24 6 17 – 21 2/11; 3-6/3
VENETO 16 23 4 17 – 19 2/11; 26/4
FRIULI-VENEZIA G. 16 23 4 17 – 19 1 g. “Id. Reg.”
LIGURIA 18 23 6 17 – 21
EMILIA ROMAGNA 16 23 4 17 – 19 2/11
TOSCANA 16 24 6 17 – 22 2/11; 30/11
UMBRIA 16 23 4 17 – 22 2/11 7
LAZIO 18 23 4 17 – 22
MOLISE 12 23 6 17 – 22 2/11; 5/3; 26/4
ABRUZZO 16 23 4 17 – 22
CAMPANIA 12 23 6 17 – 22 2/11 7
PUGLIA 19 23 6 17 – 22 2/11; 26/4
BASILICATA 11 23 4 18 – 19 2/11; 4/3; 26/4/
CALABRIA 16 23 5 17 – 21 26/4
SICILIA 17 23 7 17 – 22 7 5
SARDEGNA 16 23 4 17 – 19 2/11; 4/3; 28/4
2) Prov. BOLZANO N. 5 o 6 giorni a disposizione del consiglio d’istituto a seconda se l’orario settimanale delle lezioni si articola su cinque o sei giorni e previo accordo tra la Direzione della scuola materna, i Consigli di circolo o di istituto dei circoli di scuola elementare, degli istituti comprensivi e pluricomprensivi e delle scuole secondarie di primo grado del corrispondente bacino di utenza.
4) Reg. CALABRIA L’inizio dell’a.s. è stato spostato al 23.09.02.
5) Reg. SICILIA L’inizio dell’a.s. è stato spostato al 30.09.02, con conseguente modifica delle altre date prefissate.
Di seguito una tabella relativa a popolazione scolastica, classi/sezioni e posti del personale docente per l’anno scolastico 2002-2003:
03 – 30 settembre Parlamento
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, la questione al nostro esame è assai grave. L’anno scolastico si è aperto all’insegna del caos in questo paese, in un clima di profonda instabilità, precarietà e disagio, determinato da una serie di pesanti provvedimenti portati avanti da questo ministero e da questo Governo, a partire dalla legge finanziaria approvata nello scorso anno.
Le riduzioni di spesa sulla scuola sono state pesantissime e a pagarne le conseguenze è stata la qualità della scuola pubblica. Siamo dinanzi ad una situazione, a fronte di un «buco» degli organici di oltre 100 mila unità, in cui questo Governo non ha ancora previsto l’immissione in ruolo che era stata promessa all’inizio per un contingente di 21 mila unità.
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, l’onorevole Titti De Simone ripropone oggi temi che sono già stati ampiamente trattati nella seduta del 27 luglio scorso, nel corso della quale fu il ministro Giovanardi a rispondere ad una analoga interrogazione presentata dall’onorevole Capitelli.
Come è stato già detto in quell’occasione, stupisce che venga addebitato al Governo il fatto di non aver provveduto a tutt’oggi ad assunzioni di personale per l’anno 2002-2003. Devo infatti ricordare che i precedenti governi hanno solitamente effettuato le assunzioni di personale ad anno scolastico già ampiamente iniziato e che è stato questo Governo a provvedere per la prima volta ad assumere, entro l’agosto 2001, 30 mila docenti per l’anno scolastico 2001-2002 e a sanare anche l’arretrato di altri 30 mila che il Governo precedente avrebbe dovuto assumere e non ha assunto per l’anno scolastico 2000-2001.
Quest’anno peraltro la questione degli organici della scuola è stata approfondita adeguatamente per evitare sprechi ed inefficienze a danno dei cittadini e della qualità della scuola. A titolo esemplificativo vorrei ricordare che vi sono 18 mila docenti distolti a vario titolo dalla funzione di insegnamento; a seguito di tale approfondimento e dei necessari correttivi, si è provveduto a richiedere l’immissione in ruolo.
Inoltre, vorrei ricordare che l’assunzione di 85 mila supplenti annuali, conclusasi il 31 luglio come l’anno scorso, a differenza di quanto accadeva negli anni precedenti, sta consentendo il regolare inizio dell’anno scolastico e la decorrenza della retribuzione, anche questa a differenza degli anni precedenti, per tutti i docenti e i supplenti annuali a partire dal primo settembre 2002.
Le 20 mila immissioni in ruolo che erano state previste per quest’anno non sono state effettuate perché anche questo Ministero, come gran parte degli altri, è in una situazione di tutela assoluta da parte del Ministero del tesoro e della finanza creativa del ministro Tremonti.
C’è una situazione di vuoto, c’è un buco negli organici, una condizione in cui il personale della scuola è sempre più precarizzato. Vi state rifiutando di autorizzare le immissioni in ruolo per spingere il personale docente verso una situazione di assoluta precarietà nelle condizioni di lavoro, nei diritti, nelle situazioni contributive e salariali. Ciò significa andare verso un sistema di dequalificazione della scuola pubblica, che verrà pagato in modo molto salato, soprattutto dalle famiglie.
Voi continuate a non rispondere alla nostra domanda di fondo: quando autorizzerete le immissioni in ruolo? Avevate promesso che gli effetti giuridici delle immissioni in ruolo sarebbero decorsi a partire dall’anno scolastico 2002-2003, mentre gli effetti economici dall’anno scolastico 2003-2004. Voi continuate a non rispondere, anche su questo punto: non ci dite quando, se e come le farete. La verità è soltanto una a guardare anche i contenuti del DPEF e della prossima legge finanziaria, di queste immissioni in ruolo non ve ne sarà neanche una.
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli ministri, l’esposizione del crocifisso nelle corsie ospedaliere e nelle scuole è stata ripetutamente oggetto nel nostro paese di contestazioni da parte di altre confessioni religiose ed anche di alcune formazioni politiche. Tuttavia, il Consiglio di Stato nell’aprile del 1998, con un parere motivato, affermò che non vi è alcun divieto all’esposizione del crocefisso nei luoghi pubblici, proprio perché si tratta di un simbolo, di un patrimonio storico della civiltà del nostro paese e che non sono state modificate in nessun caso le norme del regio decreto del 1928, neanche dopo le modifiche al Concordato lateranense del 1929.
LETIZIA MORATTI, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, cari colleghi, onorevole Volontè, devo prima di tutto confermare che il Consiglio di Stato ha preso in esame le norme dei regi decreti citate dall’onorevole Volontè, concludendo che esse non sono state abrogate dall’accordo che ha modificato il Concordato lateranense e che, quindi, l’esposizione del crocifisso nelle scuole è tuttora prevista dalla normativa vigente.
Il Consiglio di Stato ha inoltre affermato che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta con i principi costituzionali che assicurano pari libertà a tutte le confessioni religiose, in quanto il crocifisso rappresenta un simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e del suo valore universale, che sono elementi essenziali del patrimonio storico e culturale del nostro paese. Sono personalmente profondamente convinta che le considerazioni del Consiglio di Stato siano del tutto condivisibili e che sia, quindi, doveroso assicurare che il crocifisso venga esposto nelle aule scolastiche, a testimonianza della profonda radice cristiana del nostro paese e di tutta l’Europa.
Le iniziative da assumere per disciplinare in maniera chiara e certa l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sono attualmente in via di definizione e alle stesse verrà data attuazione nei prossimi mesi.
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevole ministro, sono completamente soddisfatto della sua risposta. Spero che entro la fine dell’anno o all’inizio dell’anno prossimo, dal primo gennaio 2003, possa dare attuazione, attraverso queste direttive, all’applicazione di una legge tuttora vigente nel nostro Stato, nella speranza di poter mettere fine a questa querelle che tanto spesso viene sollevata nell’ambito pubblica opinione italiana. Concordiamo con lei che il crocifisso rappresenti, non solo la tradizione dei cattolici italiani, ma anche la tradizione culturale della morale civile di questo paese e della civiltà europea, riconoscendo – esattamente com’è stato fatto qualche mese con una normativa approvata da questo ramo del Parlamento sugli oratori – che la laicità dello Stato non può essere in contraddizione con la morale civile del nostro paese.
Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2001. (2922)
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2002. (2923/A)
7a 24, 25 sede referente, DdL AC 1773, Regolarizzazione iscrizioni a diplomi universitari e di laurea per l’anno accademico 2000-2001Il 25 settembre la Commissione delibera di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul provvedimento
7a 19, 24 sede referente, DdL AC 2988, Disposizioni per l’università e l’alta formazione artistica e musicale
7a 18 la Commissione approva in sede referente il DdL AC 2238, Disposizioni concernenti la scuola, l’università e la ricerca
7a 17, 18, 19, 24, 25, 26 DdL A.S. 1306, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionaleDdL A.S. 1251, Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell’istruzione
I gruppi parlamentari raggiungono un accordo per concludere l’esame dei disegni di legge entro mercoledì 25 settembre 2002
Il sottosegretario Valentina APREA risponde congiuntamente alle interrogazioni n. 3-00622 del senatore Monticone, n. 3-00623 dei senatori Compagna ed altri, e n. 3-00627 dei senatori Tessitore ed altri e sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Al riguardo, chiarisce anzitutto l’episodio specifico richiamato nell’interrogazione n. 623 precisando, come peraltro già esposto alla Camera dei deputati lo scorso novembre in risposta ad una interrogazione di analogo tenore, che in quel caso la rimozione del Crocifisso dalla parete fu solo momentanea essendo stato poi riappeso al termine della lezione.
Ella si sofferma quindi sulle norme, risalenti agli anni Venti, che prevedono l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche, quale parte dell’ordinario arredamento la cui buona conservazione compete al capo d’istituto.
Ricorda altresì il parere del Consiglio di Stato del 1988, con il quale fu ribadito che le norme sull’esposizione del Crocifisso sono ancora vigenti e non possono essere considerate abrogate dall’Accordo del 1984 di modifica del Concordato.
Più di recente, rispettivamente nel 1999 e lo scorso luglio, anche la Corte di cassazione e l’Avvocatura dello Stato hanno confermato tale orientamento sostenendo che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta con la libertà religiosa.
Il senatore MONTICONE si dichiara solo parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal Sottosegretario, che lascia inevase alcune questioni sottese all’interrogazione. Condivide peraltro i riferimenti agli obiettivi di tolleranza religiosa tanto più se idonei a conferire al simbolo del Crocifisso un significato di dialogo universale.
Esprime altresì soddisfazione per l’impegno manifestato dal Governo a riconoscere il primato dei principi di libertà religiosa e di tolleranza rispetto a quello di elementi simbolici.
Il senatore COMPAGNA si dichiara molto soddisfatto per la risposta fornita dal sottosegretario Aprea, pur lamentando che il Governo, avendo risposto nel novembre scorso ad un’interrogazione analoga alla sua presso la Camera dei deputati, non abbia assicurato pari attenzione all’attività di sindacato ispettivo del Senato. Osserva poi che, da allora, la questione si è aggravata, assumendo sempre più i toni di una contrapposizione fra Islam e Cristianesimo.
Nell’auspicare pertanto che coloro i quali rivestono ruoli di maggiore responsabilità dimostrino maggiore attenzione nelle loro dichiarazioni, ricorda infine di aver già avuto occasione di manifestare il proprio dissenso anche nei confronti di un ipotizzato obbligo di rimozione del Crocifisso. Si tratta infatti a suo giudizio di approcci culturalmente rozzi e addirittura blasfemi che non si sente in alcun modo di condividere.
Coglie peraltro l’occasione per ribadire il proprio rammarico a fronte dell’indifferenza che la maggioranza, nonostante la sollecitudine della risposta del Governo e la sensibilità della Presidenza nell’organizzazione dei lavori della Commissione, continua a dimostrare rispetto a tematiche di grande rilievo.
05 – 30 settembre Governo
29 – 30 Il Consiglio dei Ministri si è riunito alle ore 23,25 a Palazzo Chigi
– un disegno di legge concernente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge finanziaria 2003. La manovra per il 2003 è ispirata a realizzare gli obiettivi del rigore di bilancio, dello sviluppo economico del Paese e dell’equità sociale, nel rispetto del Patto per l’Italia e del Patto di stabilità e crescita europeo. L’entità della manovra è pari a 20 miliardi di euro e consentirà di portare nel 2003 l’indebitamento netto della P.A. all’1,5% del Pil, rispetto al 2,1% del 2002. La manovra si incentra su interventi di razionalizzazione della spesa pubblica e misure dal lato delle entrate. In particolare i provvedimenti riguardano: la spesa dei Ministeri, gli oneri del personale, la sanità, il finanziamento degli investimenti, la scuola, il lavoro ed altri interventi, tra cui un incremento della misura e della durata dell’indennità di disoccupazione. Dal lato delle entrate, la Finanziaria, coerentemente con l’impegno assunto con le Parti sociali, avvia la riforma fiscale, che prevede sgravi delle imposte sui redditi delle famiglie per 5,5 miliardi di euro; a questo si aggiunge la riduzione di due punti dell’Irpeg (dal 36 al 34%) e una rimodulazione dell’Irap. Vengono introdotti il concordato triennale preventivo, il concordato per gli anni pregressi e la chiusura delle liti fiscali pendenti. Viene inoltre prorogato lo “scudo fiscale”;
– un disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2003 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005;
– la Relazione previsionale e programmatica per l’anno 2003 e la Nota di aggiornamento al Dpef. (…)
(…) Il Consiglio ha poi approvato i seguenti ulteriori provvedimenti:
– un decreto-legge che reca misure per la scuola, l’università, la ricerca, l’alta formazione artistica e musicale. Queste le principali misure: per la scuola, l’obbligo per i docenti in soprannumero di partecipare ai corsi di riconversione professionale, fino ad oggi possibile solo su base volontaria; norme più chiare per la costituzione delle classi e l’attivazione dei posti di sostegno. Per le università statali: interventi finanziari tesi a risanare situazioni debitorie per gli oneri relativi alla progressione economica di docenti e ricercatori. Per gli istituti statali di alta formazione artistica e musicale: disposizioni in materia di valenza dei titoli (viene previsto in particolare che i diplomi rilasciati da questi Istituti vengano equiparati ai diplomi di laurea ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi e ai corsi di laurea specialistica). Viene altresì previsto il potenziamento e la valorizzazione delle associazioni e cooperative studentesche per le attività di orientamento e di servizio in favore degli studenti; (…)
Il Ministro Frattini ha svolto una relazione in merito all’andamento della tornata contrattuale sul pubblico impiego e agli incontri finora tenuti con le Organizzazioni sindacali. Ha inoltre informato il Consiglio sullo stato di attuazione della legge di riforma della dirigenza pubblica e sui processi di riorganizzazione delle Amministrazioni. (…)
– nomina del prefetto dott.ssa Anna Maria D’ASCENZO a Commissario straordinario per la provvisoria gestione dell’Ordine Mauriziano di Torino, in considerazione dell’accertata, grave situazione di dissesto finanziario ed al fine di attivare con immediatezza un percorso di risanamento;
– conferma del dott. Guido BOLAFFI nell’incarico di Capo del Dipartimento delle politiche sociali e previdenziali, nonché nell’incarico, ad interim, di Capo del Dipartimento delle politiche del lavoro e dell’occupazione e tutela dei lavoratori;
– avvio della procedura per la nomina del dott. Fabio TRIZZINO a Presidente dell’INPS. (…)
– Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
– un decreto-legge che reca norme in materia di legalizzazione del lavoro irregolare dei lavoratori extracomunitari ed attua l’impegno assunto dal Governo in Parlamento di accompagnare l’entrata in vigore della legge “Fini-Bossi” in materia di immigrazione (10 settembre) con norme per la legalizzazione dei lavoratori extracomunitari. Il provvedimento prevede che i lavoratori extracomunitari occupati nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore del decreto-legge possono essere regolarizzati a domanda, presentata direttamente dal datore di lavoro e con il versamento di una somma pari a 700 euro; previo accertamento da parte della Prefettura di eventuali motivi ostativi e la conclusione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno annuale, potranno ricevere il permesso di soggiorno. Viene inoltre stabilito che l’obbligo dei rilievi fotodattiloscopici previsto per i lavoratori extracomunitari sia esteso anche ai cittadini italiani all’atto della consegna della carta d’identità elettronica.
Contestualmente, il Consiglio ha avviato l’esame di un separato decreto recante ulteriori misure incentivanti, in materia fiscale ed organizzativa, ai fini dell’emersione del “lavoro nero”; saranno poi istituiti i comitati per il lavoro e l’emersione del sommerso (CLES) presso le direzioni provinciali del lavoro in ogni capoluogo di provincia, che ricevono e valutano i piani di emersione individuali del sommerso presentati dai datori di lavoro interessati all’emersione progressiva. Tali disposizioni recepiscono “l’avviso comune“ in materia concordata tra Governo e Sindacati nel luglio scorso. L’esame di tale decreto sarà completato nella prossima riunione; (…)
– un disegno di legge recante norme di principio in materia di assetto del sistema televisivo e della RAI spa, nonché delega al Governo per l’emanazione del codice della radiotelevisione, con l’obiettivo di realizzare una complessiva riforma della disciplina del sistema radiotelevisivo basata sul pluralismo e sull’imparzialità dell’informazione. Il provvedimento tiene conto dell’avvento della tecnologia digitale e si muove sulla linea del suo sviluppo attraverso una adeguata disciplina transitoria, che stabilisce tempi certi per la sua introduzione e favorisce la diffusione degli apparecchi utilizzabili per la ricezione delle trasmissioni in tecnica digitale. L’obiettivo principale è far cadere le tradizionali barriere fra settori dei media ed iniziare a delineare un sistema integrato delle comunicazioni, che necessita di una diversa e specifica disciplina antitrust diretta a definire i limiti della raccolta delle risorse. Altro importante obiettivo del provvedimento è quello di ridefinire i compiti del servizio pubblico radiotelevisivo e di adeguarne le forme di finanziamento a quanto previsto dal Protocollo sul sistema di radiodiffusione pubblica allegato al Trattato istitutivo della Comunità Europea. Viene individuato quale principio generale dell’informazione radiotelevisiva la obiettiva presentazione dei fatti e degli avvenimenti nei telegiornali e nei giornali radio e viene affidato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di determinare ulteriori regole e criteri per rendere effettiva l’osservanza di tali principi. Viene inoltre prevista, al seguito della fusione per incorporazione della RAI Holding spa nella RAI-radiotelevisione spa, la progressiva dismissione della proprietà azionaria da parte dello Stato secondo modalità e tempi che verrano stabiliti dal CIPE. All’atto della discussione del provvedimento, il Presidente Berlusconi ed il Sottosegretario Letta si sono doverosamente assentati dalla sala del Consiglio; (…)
– uno schema di decreto legislativo recante la nuova organizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, che nasce dall’esigenza di una profonda rivisitazione del sistema di gestione e monitoraggio dell’ambiente e che si propone un controllo quanto più soddisfacente dello sviluppo durevole e sostenibile, capace di prendere atto e di rapportarsi al meglio con i risultati della ricerca scientifica del settore, con l’individuazione delle migliori tecnologie disponibili e con la definizione di progetti che siano all’altezza delle esigenze pubbliche. Obiettivo della nuova fisionomia del Ministero è pertanto quello di essere organizzato in maniera semplificata, di essere più agevolmente accessibile dal punto di vista della comunicazione e di essere in grado di elaborare efficacemente i programmi che il Governo intende sostenere. Sul provvedimento saranno acquisiti i prescritti pareri;
– un decreto che istituisce il Parco nazionale dell’Asinara e ne delimita in via definitiva il perimetro. Il provvedimento, che segue l’istituzione dell’area marina protetta “Isola dell’Asinara” avvenuta nel mese di agosto, istituisce il relativo Ente Parco, sottoposto alla vigilanza del Ministero, con sede legale in Porto Torres (SS), ne definisce organi, funzionamento ed entrate, classifica le zone del Parco per rilevanza di interesse naturalistico, ambientale, paesaggistico, storico-culturale e agricolo-ambientale e disciplina la tutela dei valori naturalistici, la promozione di attività di formazione, ricerca scientifica e turistiche nella misura compatibile, la difesa ed il ripristino di equilibri ecologici ed idrogeologici, la conservazione delle testimonianze storiche presenti sull’Isola, elencando infine espressamente i divieti di attività che ne possano alterare l’integrità. Sul testo è stata acquisita l’intesa della regione Sardegna e il parere della Conferenza unificata; (…)
Il Consiglio ha infine deliberato le seguenti conferme di incarichi dirigenziali ai sensi della legge 15 luglio 2002, n.145, recante nuove norme sulla dirigenza (“legge Frattini”): (…)
– conferma del dirigente di prima fascia dott. Giovanni D’ADDONA a Capo del Dipartimento per la programmazione, il coordinamento e gli affari economici;
– conferma del dirigente di prima fascia dott. Pasquale CAPO a Capo del Dipartimento per lo sviluppo dell’istruzione, con reggenza temporanea del Dipartimento per i servizi nel territorio.