Source: http://www.dossier.net/guida/forum/quesiti/095b.htm
Timestamp: 2017-10-18 23:58:02+00:00
Document Index: 176740649

Matched Legal Cases: ['art. 540', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 2']

Forum Ici - Risposte quesiti imposta comunale immobili - Pagina 095b
Il diritto di abitazione non viene meno se il coniuge superstite continua ad abitare nella casa
Quesito inviato da Marta in data 26 giugno 2003.
Coniuge superstite proprietario per successione solo del 33% della casa di famiglia .
In seguito, con atto di donazione, cede l'intera eredità ai figli ma si riserva l'usufrutto sulla porzione dell'abitazione di famiglia di cui era proprietario (33%).
Chi è obbligato al pagamento dell' Ici prima e dopo l'atto di donazione?
Il diritto di usufrutto sul 33% del fabbricato estingue il diritto di abitazione sull'intero fabbricato?
Ai sensi del secondo comma dell'art. 540 del Codice civile, la soggettività passiva d'imposta compete unicamente al coniuge superstite in forza del "diritto di abitazione". La cessione della nuda proprietà ai figli non può intaccare tale diritto di abitazione, a condizione che il coniuge superstite continui ad abitare nella casa di famiglia.
Sono agevolati i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti
Quesito inviato da Pino in data 27 giugno 2003.
Per anni ho pagato l' Ici sui terreni agricoli condotti in società con i miei fratelli in Sannicandro di Bari. La nostra conduzione è di carattere familiare in quanto siamo tutti lavoratori dipendenti. Vorrei sapere se questa imposta è dovuta in quanto nel regolamento si parla solo di terreni condotti da coltivatori diretti.
I terreni agricoli sono comunque soggetti all'Ici, ma per godere delle agevolazioni previste dall'art. 9 del D.Lgs. 504/92 (franchigia di euro 25.822,84 e riduzioni d'imposta per la parte eccedente l'importo della franchigia), i terreni devono essere posseduti e condotti direttamente da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale, iscritti negli appositi elenchi comunali e assoggettati al corrispondente obbligo dell'assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia.
La detrazione spetta se si dimora abitualmente nell'abitazione acquistata
Quesito inviato da Stefania in data 27 giugno 2003.
Ho acquistato un appartamento (prima casa) il 28/04/2003, ma non ci vivo ancora; andrò a viverci ad ottobre. Posso, anche per i mesi in cui non ci vivo, usufruire della detrazione per l'abitazione principale? E per quanto riguarda la dichiarazione, la devo presentare quest'anno o l'anno prossimo al comune?
Condizione essenziale per fruire della detrazione di imposta è l'esistenza di identità tra soggetto obbligato al pagamento dell'Ici e soggetto dimorante abitualmente nell'immobile.
Nel suo caso, quindi, non potrà godere di tale beneficio fino a quando non stabilirà la dimora abituale nell'appartamento acquistato.
Per quanto concerne la dichiarazione, questa dovrà essere presentata il prossimo anno, a meno che il Comune abbia stabilito di sostituire la dichiarazione con una comunicazione, per la quale può essere previsto un termine diverso di presentazione.
Omessi versamenti e dichiarazione
Quesito inviato da Marisa in data 23 giugno 2003
Ho acquistato casa nel 1996 a mio nome, in separazione di beni. Non ho mai pagato l'Ici né fatto mai la dichiarazione. Mi conviene inziare a pagare, rischiando da quest'anno l'accertamento o conviene aspettare che mi arrivi l'accertamento (quest'anno o i successivi), visto che comunque dovrò pagare per gli ultimi 5 anni in qualsiasi momento iniziano (se iniziassero quest'anno dovrei pagare anche il 1997)?
Risposta inviata dalla redazione di Dossier.Net in data 25 giugno 2003
Può regolarizzare la sua posizione fruendo del ravvedimento per il mancato pagamento dell'acconto e del saldo Ici 2002. In tal caso, ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 472/97, dovrebbe pagare una sanzione ridotta (pari al 6%, cioè 1/5 del 30%) contestualmente al versamento del tributo e degli interessi moratori calcolati al tasso legale annuo del 3%, con maturazione giorno per giorno (in pratica lo 0,0082191% per ogni giornata di ritardo).
Per le annualità dal 1997 al 2001 dovrà invece applicare una soprattassa pari al 20% dell'imposta non versata nel 1997, una sanzione amministrativa del 30% di ogni importo non versato dal 1998 in poi (art. 13 del D.Lgs. 471/97) e gli interessi moratori del 7% per ogni semestre compiuto fino al 30 giugno 1998 e del 2,5%, sempre per ogni semestre compiuto, dal 1° luglio 1998 (art. 17 della legge 146/98).
Qualora voglia attendere l'accertamento d'ufficio, dovrà pagare, in aggiunta a quanto detto sopra, una sanzione per omessa dichiarazione e non potrà fruire del ravvedimento.
Valuti adesso che cosa le conviene fare.
Quesito inviato da Mirti in data 27 giugno 2003
Un fabbricato, di cui sono comproprietari al 50% marito e moglie, viene utilizzato come abitazione dalla sola moglie che è coltivatrice diretta e possiede tutti gli altri requisiti previsti dalla legge ai fini del riconoscimento della ruralità e quindi dell'esenzione. Il marito che non utilizza il fabbricato come abitazione principale, poichè lavora come impiegato in altra città, è tenuto al pagamento dell'Ici per la sua quota di proprieta?
Risposta inviata dalla redazione di Dossier.Net in data 28 giugno 2003
Ai sensi dell'art. 9, comma 3, della legge 26 febbraio 1994, n. 133, come modificato dall'art. 2 del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 139, se l'abitazione è utilizzata dalla coltivatrice diretta, comproprietaria e conduttrice del fondo cui è asservita, il fabbricato può definirsi rurale ai fini fiscali, sempreché la superficie complessiva del fondo medesimo non sia inferiore a 10.000 metri quadri e il volume d'affari ricavato dalla vendita dei prodotti agricoli risulti superiore al 50% del reddito complessivo della coltivatrice medesima. Ai fini Ici, il reddito dominicale dei terreni è comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite (si vedano le circolari ministeriali n. 50/E del 20 marzo 2000 e n. 109/E del 24 maggio 2000).