Source: https://www.diritto.it/demolizioni-i-numeri-di-legambiente-e-lelogio-dellovvio/
Timestamp: 2019-10-17 11:08:56+00:00
Document Index: 37887291

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Premessa. I dati di Legambiente sulle demolizioni nelle aree costiere
Le omissioni generalizzate e gli interrogativi in ordine alla mancata inversione di rotta
Le critiche al DDL Falanga e l’ambiguo silenzio sul decreto Riello, sulla circolare Maddalena e sul protocollo Siracusa.
É ovvio che le demolizioni degli immobili abusivi nelle aree di elevata valenza paesaggistica, come la fascia costiera, debbano essere eseguite con priorità assoluta rispetto a quelle degli immobili ricadenti all’interno dei centri abitati o in aree degradate o, comunque, meno appetibili sotto il profilo della godibilità paesaggistica e della commerciabilità.
É ovvio che le demolizioni degli abusi speculativi e delle seconde case, a maggior ragione se ricadenti all’interno della fascia costiera, debbano avere una corsia preferenziale, costi quel che costi.
Legambiente non spiega perché mai non ha mosso alcuna critica, nemmeno velata, al decreto del Procuratore Generale della Repubblica di Napoli Luigi Riello del 10 dicembre 2015 che perseguiva la medesima finalità, evidenziando, con ragionamento lucido e giuridicamente ineccepibile, che “quanto ai beni di rango costituzionale che vengono in rilievo nella materia delle demolizioni, occorre fare riferimento – in un’ottica di valutazione e bilanciamento degli stessi – non solo all’ambiente (art. 9 della Costituzione) e alla salute (art. 32 Cost.) ma anche ad altri beni e principi tutelati dalla Carta Costituzionale, quali l’uguaglianza sostanziale, l’equità, la ragionevolezza e la solidarietà sociale (art. 3 Cost.), il diritto al lavoro (art. 4 Cost.) e la funzione sociale della proprietà (art. 42 Cost.)“.
Non è più il tempo dell’attesa, è vero … ma non è più nemmeno il tempo di fare polemica.
É sotto gli occhi di tutti che lo Stato non ha le risorse finanziare necessarie per radere al suolo interi paesi, purtroppo costruiti senza i dovuti permessi e talvolta in violazione di ogni regola, anche solo di buon senso.
Il mutuo per le demolizioni non è una partita di giro
Acquisire una provvista finanziaria per coprire i costi di una demolizione non equivale ad aprire – da parte dei comuni – una “partita di giro”, come ritenuto dalla Corte dei Conti in numerose, recenti decisioni: ciò perché tale provvista comporta pur sempre un indebitamento, peraltro vietato nei comuni dissestati, e non è detto che il recupero delle spese vada sempre a buon fine, in special modo allorquando il condannato sia insolvibile.
Il grave fenomeno delle demolizioni “a macchia di leopardo”
Il problema diventa grave, però, quando le demolizioni avvengono con il contagocce e a “macchia di leopardo”, nel segno della più assurda anarchia, come sinora accaduto, ed è complicato anche per noi avvocati spiegarne le ragioni.
La sentenza “Ivanova” della Corte EDU sul diritto alla inviolabilità del domicilio
Non va, poi, dimenticato che, con una illuminante sentenza del 21 aprile 2016, nota come sentenza “Ivanova“, la Corte Europea ha esaminato il caso di due coniugi bulgari che avevano realizzato un’abitazione sulla costa del Mar Nero, in una località paesaggisticamente vincolata e senza i dovuti permessi.
La Corte europea ha ritenuto, in proposito, che l’articolo 8 della Convenzione Europea, che sancisce il diritto al rispetto del domicilio trova applicazione anche nel caso in cui lo Stato abbia accertato l’esistenza dell’abuso e adottato conseguentemente un ordine di demolizione per garantire il ripristino dello stato dei luoghi.
La Corte ha stabilito, infatti, che “gli Stati contraenti sono tenuti ad assicurare un esame giudiziale della complessiva proporzionalità di misure così invasive, come la demolizione della propria abitazione, e a riconsiderare l’ordine di demolizione della casa abitata dai ricorrenti alla luce delle condizioni personali degli stessi, che vi vivevano da anni ed avevano risorse economiche limitate“.