Source: https://www.unms.it/statuto/
Timestamp: 2019-06-19 23:38:12+00:00
Document Index: 130932840

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.27', 'art.2398', 'art.7', 'art.5', 'art.31', 'art.6']

Statuto - Unms
E’ costituita in Roma ” L’Unione Nazionale Mutilati invalidi per Servizio (U.N.M.S.)”.
La Sede Centrale è in Roma, l’Unione è territorialmente organizzata in Consigli regionali ed in Sezioni provinciali dalle quali dipendono le Sottosezioni comunali ed intercomunali delle rispettive province.
d) praticare l’elevazione spirituale dei soci che si considerano come membri di una sola grande famiglia; esaltare in essi l’orgoglio delle minorazioni subite nell’adempimento di un dovere nazionale e sociale e contribuire a renderli ancora forze operanti per il bene della Patria;
e) rappresentare e tutelare gli interessi morali ed economici dei mutilati ed invalidi per servizio e dei familiari dei caduti per servizio presso le pubbliche amministrazioni e presso tutti gli enti ed istituzioni che hanno per scopo l’assistenza, la rieducazione ed il lavoro dei minorati per servizio;
f) praticare tutta la possibile assistenza morale ai soci ivi compresa l’attività ricreativa e culturale;
g) esercitare e svolgere tutti i compiti, le funzioni e le attribuzioni in favore dei mutilati ed invalidi per servizio e dei familiari dei caduti per servizio che le leggi dello Stato e delle regioni demandano all’UNMS;
L’Unione si compone di soci effettivi, di soci benemeriti e soci simpatizzanti.
Possono essere soci effettivi tutti coloro che sono insigniti dello speciale distintivo d’onore di mutilati in servizio e per causa di servizio, istituito per i militari con RD 28 settembre 1934, n.1820, ed esteso agli appartenenti al Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza con RD 13 dicembre 1934, n.2100 ed a quelli della Polizia Penitenziaria con legge 2 aprile 1957, n.226, concesso secondo le norme del DM 20 maggio 1935 e, per gli Agenti della Polizia Penitenziaria, giusta DM 27 agosto 1959;per il personale della Polizia Penitenziaria, di cui alla legge n. 395 del 15 dicembre 1990; per il personale civile dello Stato con RD 23 gennaio 1940, n.70 e per gli appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con RD 16 marzo 1942, n.699, concesso agli stessi secondo il DPR 17 luglio 1957, n.763 per i dipendenti degli Enti locali con RD 9 dicembre 1941, n.1591 e concesso secondo il DPR 15 dicembre 1960, n. 1813, a tutti coloro che, alle dirette dipendenze dello Stato e degli Enti locali territoriali ed istituzionali, hanno contratto in servizio e per causa di servizio militare o civile, debitamente riconosciute mutilazioni od infermità ascrivibili ad una delle categorie di cui alle tabelle richiamate nell’art.1 della legge 4 maggio 1951, n.306, ovvero allegate al DPR 23 dicembre 1978, n.915 e sue successive modificazioni.
Possono essere ammessi a far parte dell’Unione anche le vedove ed i vedovi risposati, gli orfani ed equiparati, i genitori, i fratelli: a) dei caduti per servizio; b) degli invalidi e dei mutilati per servizio titolari di pensione privilegiata ordinaria, purché abbiano od abbiano avuto i requisiti per il conseguimento della pensione privilegiata ordinaria indiretta o di reversibilità, ovvero dell’equo indennizzo.
Tutti i soci sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni emanante dagli organi dell’Unione. Essi in ogni caso debbono mantenere condotta seria, dignitosa ed onesta ed ispirarsi a quei principi di lealtà e di fraterna solidarietà che sono alla base del contenuto morale dell’Unione.
La domanda di ammissione a socio dell’Unione deve essere diretta al Comitato provinciale del luogo di residenza dell’aspirante, esclusi casi eccezionali, e può essere accolta o respinta con decisione motivata; in quest’ultimo caso, entro trenta giorni dalla conoscenza del provvedimento, l’interessato ha facoltà di ricorrere in prima istanza al Comitato Esecutivo, ed in seconda istanza, pure entro altri trenta giorni, al Collegio dei Probiviri.
Sono organi centrali dell’Unione:
Sono organi periferici dell’Unione:
b) l’Assemblea provinciale;
L’attività comunque svolta dai dirigenti centrali e periferici dell’UNMS sarà sempre considerata siccome svolta nell’adempimento del mandato ricevuto con l’elezione e con la nomina alle singole cariche e non potrà costituire in nessun caso rapporto di impiego con l’Unione.
Il componente o i componenti così subentrati restano in carica fino alla scadenza del mandato dell’organo.
Il Congresso Nazionale, inoltre, può deliberare su tutte le questioni che riguardano l’Unione e tracciare le direttive da seguire per il raggiungimento dei fini istituzionali.
Partecipano al Congresso Nazionale i rappresentanti eletti dalle Assemblee provinciali all’uopo convocate nel rapporto di uno per ogni trecento soci aventi diritto al voto o frazione di trecento.
Il Congresso Nazionale dichiarato aperto dal Presidente dell’Unione o dal Vicepresidente nazionale o dal più anziano dei componenti del Comitato Esecutivo uscente, elegge il proprio presidente che ne dirige i lavori, due vicepresidenti, due segretari, tre scrutatori, quattro questori, nonché la commissione per la verifica dei poteri.
La votazione è sempre palese: solo per le questioni di indole personale e per l’elezione delle cariche sociali avviene a scrutinio segreto. In casi eccezionali e su proposta di almeno un terzo dei rappresentanti, la votazione ha luogo per appello nominale.
A parità di voti, si considerano eletti coloro che abbiano una maggiore anzianità di iscrizione all’Unione, ovvero, a parità, una maggiore anzianità anagrafica.
Il Congresso Nazionale è convocato dal Presidente dell’Unione almeno sei mesi prima della data fissata a mezzo di lettera raccomandata diretta ai Consigli regionali e alla Sezioni provinciali, con l’invito a queste ultime a far eleggere dalle rispettive Assemblee i propri rappresentanti.
Il Consiglio nazionale si riunisce almeno tre volte all’anno, per approfondire ed esaminare le problematiche e le proposte da trasferire in sede di conferenza Stato/ Regione, per l’approvazione dei bilanci, nei termini stabiliti dal secondo comma dell’art.27 del presente statuto e quando lo ritenga opportuno il Comitato Esecutivo, oppure ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti il Consiglio stesso, oppure almeno sette Consigli regionali.
approva i bilanci annuali preventivo e consuntivo dell’Unione;
fissa le direttive generali sull’organizzazione e amministrazione dell’ Unione, approvandone i regolamenti;
delibera la convocazione del Congresso in via ordinaria o straordinaria, approvandone l’ordine del giorno;
Il Comitato Esecutivo, formato dal Presidente Nazionale, dai tre Vice Presidenti e dai sette Consiglieri, è presieduto dal Presidente dell’Unione e si riunisce, su invito del Presidente, possibilmente ogni due mesi, o comunque non oltre quattro mesi, ovvero quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti.
Il Comitato Esecutivo provvede all’ amministrazione ordinaria dell’ Unione; ratifica gli atti di costituzione e le elezioni delle cariche sociali nelle Sezioni e nelle Sottosezioni; prepara i bilanci preventivo e consuntivo dell’ Unione e redige le relazioni annuali; redige i regolamenti ed emana tutte le disposizioni relative al personale dell’Unione; vigila sull’ andamento contabile amministrativo delle sezioni e ne vista i bilanci; adotta le deliberazioni che altrimenti spetterebbero al Consiglio nazionale quando l’urgenza sia tale da non permettere la convocazione, e sia dovuto a causa nuova e posteriore all’ultima adunanza, dandone relazione alla prima successiva adunanza del Consiglio stesso, al fine di ottenere la ratifica; in caso di negata ratifica rimangono salvi gli effetti dell’atto amministrativo, sino al momento della deliberazione del Consiglio nazionale.
Il Comitato delibera inoltre su tutti gli altri provvedimenti che il Presidente dell’Unione ritiene di sottoporre al suo esame.
Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Unione a tutti gli effetti di legge, ne firma gli atti e sta per essa in giudizio come convenuto e come attore, previa autorizzazione del Comitato Esecutivo, a meno che non si tratti di provvedimenti conservativi, cautelativi e possessori.
Il Collegio Centrale dei Sindaci è composto di tre sindaci effettivi e due supplenti eletti tra i soci e non soci dal Congresso Nazionale. Un componente dei membri effettivi ed uno dei membri supplenti è indicato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che svolge la vigilanza sull’ Unms. Essi durano in carica fino alla successiva riunione ordinaria del Congresso Nazionale e possono essere rieletti.
I candidati del Collegio Centrale dei Sindaci dovranno essere in possesso di specifica competenza nel campo contabile amministrativo, sia per avere in passato esplicata l’attività sia per averne titolo per studio e/o servizio attivo al momento della candidatura.
Il Collegio Centrale dei Sindaci ha il controllo della gestione economica e finanziaria dell’Unione e ne vista i bilanci.
Il Collegio Sindacale è presieduto a base dell’art.2398 C.C., ove il Congresso non provveda direttamente alla nomina del suo presidente e nessuno dei candidati sia iscritto nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti.
Il Collegio dei Probiviri ha il compito di dirimere le controversie tra i soci e l’Unione in materia disciplinare, nonché di pronunciarsi sui ricorsi previsti dall’art.7 del presente Statuto.
Tutti gli uffici dell’Unione sono tenuti a fornire, a richiesta del Collegio dei Probiviri, quei documenti ed informazioni che questo ritiene opportuno richiedere per la decisione della vertenza della quale lo stesso è stato investito.
Il ricorso al Collegio dei Probiviri non sospende l’efficacia del provvedimento impugnato, salvo che la sospensione del provvedimento non sia disposta dallo stesso Collegio, nella sua prima riunione, sempre che il ricorrente ne abbia fatto espressa istanza.
ln casi eccezionali e di effettiva indisponibilità dei Presidenti provinciali, alla carica di presidente e vicepresidente regionale possono accedere anche persone diverse, purché soci dell’Unione nella regione di riferimento.
La Sezione provinciale è il nucleo organizzativo fondamentale dell’ Unione.
E’ retta da un Comitato provinciale eletto dall’Assemblea provinciale dei soci ed composto di tre membri fino a cento soci, di cinque fino a duecento soci, di sette fino a cinquecento soci, di nove fino a mille e di undici oltre i mille soci.
L’Assemblea provinciale elegge altresì il collegio dei sindaci, composto di tre membri effettivi e due supplenti scelti tra i soci e non soci della sezione. Tutti gli eletti durano in carica quattro anni e possono essere rieletti.
Il Comitato provinciale provvede alla esecuzione delle deliberazioni dell’ assemblea provinciale dei soci nonché alla esecuzione delle disposizioni emanate dal Comitato regionale e dagli organi dell’Unione.
Il Presidente della sezione sovrintende e risponde del funzionamento della sezione e provvede alla sua amministrazione in conformità allo Statuto, ai regolamenti e alle direttive impartitegli dagli organi dell’Unione e dal Comitato provinciale.
La Sottosezione ha una propria contabilità ma la sua gestione ed il suo patrimonio rientrano in un’apposita voce del bilancio della Sezione provinciale da cui dipende.
Per altro, ove ricorrano circostanze eccezionali, il Consiglio Nazionale, su proposta del Comitato Esecutivo, potrà deliberare che la Sottosezione abbia gli stessi poteri, attribuzioni ed obblighi della Sezione provinciale. In tal caso l’Assemblea dei soci della Sottosezione, eleggerà gli stessi organi previsti per la Sezione provinciale.
In caso di costituzione di una o più Sottosezioni comunali o intercomunali, la Sezione o le Sezioni provinciali competenti per territorio perderanno l’amministrazione dei soci residenti nel territorio attribuito alla giurisdizione della o delle Sottosezioni autonome.
a) dai beni immobili e mobili di proprietà dell’Unione,
Il relativo provvedimento sarà adottato dal Congresso Nazionale, convocato in via straordinaria. Al fine della devoluzione dei beni per la determinazione del patrimonio netto, mobiliare ed immobiliare destinabile alle finalità di cui al comma precedente, il Congresso si avvarrà – sulla base dell’ultimo conto consuntivo approvato – di un Comitato tecnico qualificato, a norma di legge.
I mezzi di esercizio di cui l’Unione dispone per il proprio funzionamento sono:
La qualità di appartenenza all’Unione si perde:
c) per cancellazione, qualora l’iscritto non abbia i requisiti previsti dall’art.5;
Per quanto previsto dalle lettere a), b) e c) dell’art.31, delibera il Comitato provinciale, organo collegiale espressamente convocato. L’accettazione delle dimissioni può essere rifiutata solo nel caso in cui il socio debba essere escluso dall’Unione ad altro titolo.
Qualora il socio abbia compiuto atti di indisciplina o sia responsabile di violazione delle norme di cui all’art.6, a seconda della gravità del caso, è passibile:
a) il Comitato provinciale, organo collegiale espressamente convocato, a carico di coloro che non ricoprono cariche sociali o che non l’abbiano ricoperte nell’ ultimo anno;
b) il Comitato Esecutivo a carico di coloro che ricoprano o che abbiano ricoperto nell’ultimo anno cariche sociali.
Qualora il Consiglio regionale, la sezione o la sottosezione, non si attengano all’ osservanza dello Statuto e dei regolamenti nonché alle direttive o disposizioni impartite dagli organi dell’Unione, il Comitato Esecutivo può adottare provvedimenti disciplinari a carico di uno o più componenti e, in caso di gravità disporre anche lo scioglimento del Consiglio regionale, del Comitato provinciale e del Comitato della sottosezione.
Qualora per ragioni e convenienze amministrative o di analoga natura la sezione non fosse in condizioni di funzionare, il Comitato Esecutivo può disporre temporaneamente l’aggregazione della stessa ad una sezione viciniore della stessa regione.
Con la deliberazione di scioglimento dei suddetti Comitati, il Comitato Esecutivo nomina uno o più delegati a reggere la sezione o la sottosezione, i quali dovranno provvedere entro sei mesi alla convocazione dell’Assemblea per eleggere le nuove cariche.
Contro le delibere definitive di esclusione è fatta salva la possibilità da parte del socio radiato di ricorrere all’autorità giurisdizionale.