Source: http://www.ediliziaurbanistica.it/la-trasparenza-e-il-codice-dei-contratti.html
Timestamp: 2019-02-23 18:57:11+00:00
Document Index: 105259190

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 53', 'art. 29', 'art. 4', 'sentenza ', 'art 23', 'art. 1']

Tag: nuovo codice appalti trasparenza pa
di MAURIZIO LUCCA – Avvocato, Segretario Generale Enti Locali e Manager di Rete
La “trasparenza”, nel modello di importazione del Freedom of information act (c.d. FOIA), è una regola del diritto alla conoscibilità dell’organizzazione e dell’attività della P.A.; nell’ambito del Codice dei contratti è la disciplina di individuazione del contraente, secondo gli insegnamenti della giurisprudenza comunitaria(1), dove il rispetto dell’obbligo del clare loqui, incombe sulle stazioni appaltanti per garantire la par condicio fra i concorrenti, con lo scopo di eliminare i rischi di favoritismo e di arbitrio.
La trasparenza, e i collegati principi di integrità, impongono che a tutti i potenziali offerenti le regole di gara siano rese pubbliche mediante le piattaforme informatiche, così da non creare equivoci interpretativi e assicurare ai concorrenti la parità di trattamento: la trasparenza si colloca sul piano dell’interesse pubblico che si intende tutelare attraverso il regime della pubblicità(2).
A rafforzare il dettame impositivo di trasparenza nel “Codice dei contratti pubblici”, la nuova stesura dell’art. 37 del d.lgs. n. 33/2013 “obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, che, mantenendo ferme le disposizioni sulla pubblicazione delle banche dati(3) e gli obblighi di pubblicità legale, impone a tutte le Pubbliche Amministrazioni, comprese le stazioni appaltanti, di pubblicare i dati indicati dall’articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190(4), e gli atti, le informazioni oggetto di pubblicazione, ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
Sempre per le stesse ragioni di trasparenza e nei medesimi termini è dato “avviso” ai candidati e ai concorrenti ammessi, indicando l’ufficio o il collegamento informatico (c.d. link) ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti (salvo i casi di cui all’art. 53, commi 3 e 4 del Codice)(5): questa risulta essere una condizione (la messa a disposizione degli atti e delle motivazioni on line,o via PEC) per dar corso ai termini per l’impugnativa di cui all’articolo 120, comma 2 bis, del Codice del processo amministrativo, rendendo effettiva la conoscenza, rectius trasparenza, degli elementi probatori per una tutela giurisdizionale immediata.
Merita di precisare che la parte finale del primo comma dell’art. 29 del d.lgs. n. 50/2013 per gli atti da pubblicare obbligatoriamente devono recare, prima dell’intestazione o in calce, la data di pubblicazione sul profilo del committente, in modo da rendere immediatamente visibile, leggasi trasparente, gli effetti giuridici connessi alla pubblicazione che decorrono dalla data di pubblicazione sul profilo del committente, fatto salvo quando previsto dall’articolo 73, comma 5, del Codice ove si dispone che “gli effetti giuridici che l’ordinamento connette alla pubblicità in ambito nazionale decorrono dalla data di pubblicazione sulla piattaforma digitale dei bandi di gara presso l’ANAC”(6).
Gli obblighi di pubblicità degli atti di programmazione si collegano all’individuazione del responsabile unico del procedimento (c.d. RUP), figura centrale nell’ambito della scelta del contraente, in relazione alle cruciali funzioni di garanzia, di trasparenza e di efficacia dell’azione amministrativa, imponendo che la sua nomina debba avvenire nell’atto di adozione o di aggiornamento dei programmi di cui all’articolo 21, comma 1, ovvero nell’atto di avvio relativo ad ogni singolo intervento per le esigenze non incluse in programmazione, dovendo indicare, anche, nel bando o avviso con cui si indice la gara il suo nominativo: assolvendo compiutamente all’onere informativo generale (ex art. 4, comma 1, della legge n. 241/1990) sull’identificazione dell’interlocutore o domius di ogni procedimento amministrativo(7).
(1) Corte di Giustizia dell’UE, sentenza del 10 novembre 2016, C-140/16, C-697/15, C-162/16, ripresa da T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. II 14 luglio 2017, n. 912.
(2) TAR Lazio, Roma, sez. I quater, ordinanza 19 settembre 2017, n. 9828
(3) Nella sez. A.8 FAQ dell’ANAC sulla pubblicazione delle informazioni del Codice dei contratti e riguardante gli adempimenti relativi all’art 23, comma 1, lettera b) e 9 bis del d.lgs. n. 33/2013 precisa che vi è una differenziazione – per contenuto informativo e tempistiche di pubblicazione – dagli adempimenti previsti dall’art. 1, comma 32, della legge n. 190/2012, pur sussistendo una parziale sovrapposizione nella esposizione dei dati.
(4) La norma precisa che gli obblighi di pubblicazione si intendono assolti, attraverso l’invio dei medesimi dati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, limitatamente alla parte lavori.
(5) Cfr. ANAC, Deliberazione n. 1096 del 26 ottobre 2016, Linee Guida n. 3 riferite al Responsabile unico del procedimento (c.d. RUP).
(6) Nelle more di attuazione vedi, il Decreto Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, “Definizione degli indirizzi generali di pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara, di cui agli articoli 70, 71 e 98 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
(7) Cfr. Cons. Stato, Comm. Spec., 25 settembre 2017, n. 2040, parere sulle Linee guida ANAC che aggiornano le precedenti Linee guida di nomina, ruolo e compiti del Responsabile unico del procedimento.
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