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Timestamp: 2020-04-03 11:11:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 1']

Sentenza della Corte Cosituzionale n. 310/2003 sulle leggi di sospensione degli sfratti
La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 310/2003, ha ritenuto legittima la sospensione degli sfratti, nei confronti dei conduttori ultrasessantacinquenni o handicappati ed in precarie condizioni economiche. La sospensione è in vigore da quasi quattro anni, senza possibilità di attenuarne gli effetti, in ragione delle condizioni e delle esigenze del locatore. Segue il testo integrale della sentenza, al fine di rendere possibile ad ogni lettore di farsi una diretta opinione sul problema che interessa non pochi locatori. Si raccomanda di considerare, in particolare, il punto 4 della motivazione ed, in conclusione, si ricorda che la attuale sospensione dovrebbe avere termine alla data del 30 giugno 2004.
N. 310 Sentenza 1° – 7 ottobre 2003
Questione di legittimità costituzionale – Sopravvenuta normativa alla norma denunciata – Ininfluenza ai fini dell’eventuale trasferimento della questione.
? D.L. 20 giugno 2002, n. 122; legge 1° agosto 2002, n. 185.
Locazione di immobili urbani – Immobili ad uso abitativo – Esecuzione forzata per rilascio degli immobili – Sospensione delle procedure per particolari categorie di locatari – Prospettata disparità di trattamento dei locatori rispetto agli altri locatori procedenti in via esecutiva, con compressione della tutela giurisdizionale e del diritto di proprietà – Non fondatezza della questione.
? D.L. 27 dicembre 2001, n. 450 (convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2002, n. 14), art. 1.
? Costituzione, artt. 3, primo comma, 24, primo comma, e 42, secondo comma.
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1 del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450 (Proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo), convertito in legge 27 febbraio 2002, n. 14, promosso con ordinanza del 26 aprile 2002 dal Tribunale di Firenze nel procedimento civile vertente tra Mattonai Marino e Massetani Simonetta, iscritta al n. 416 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39, prima serie speciale, dell’anno 2002.
Visti l’atto di costituzione di Massetani Simonetta, nonché l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nell’udienza pubblica dell’11 febbraio 2003 il Giudice relatore Riccardo Chieppa;
uditi l’avvocato Nino Scripelliti per Massetani Simonetta e l’Avvocato dello Stato Paolo Cosentino per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1.- Il Tribunale di Firenze, nel corso di un procedimento di opposizione all’esecuzione di un provvedimento di rilascio per finita locazione, in cui il conduttore-opponente aveva dedotto di essere nelle condizioni, previste dall’art. 80, comma 22, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2001) per ottenere la sospensione dell’esecuzione medesima (e cioè aver superato il sessantacinquesimo anno di età ed essere sprovvisto di un reddito sufficiente ad accedere alla locazione di altro immobile), con ordinanza emessa il 26 aprile 2002, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, primo comma, e 42, secondo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450 (Proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo), convertito, con modificazioni, in legge 27 febbraio 2002, n. 14, che ha prorogato fino al 30 giugno 2002 la sospensione delle procedure esecutive di rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo.
2.- E’ intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, che ha concluso per l’infondatezza della questione in ragione dell’eccezionalità della censurata disposizione, la cui reiterazione sarebbe dipesa dalla lentezza riscontrata nel portare a regime le legge n. 431 del 1998.
3.- Nel giudizio dinanzi a questa Corte si è costituita la parte privata, chiedendo il trasferimento della censura sull’art. 1 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122 “e successiva legge di conversione” (legge 1° agosto 2002, n. 185).
1.- La questione di legittimità costituzionale sollevata in via incidentale riguarda l’art. 1 del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450 (Proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo), convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2002, n. 14, che ha prorogato (per la terza volta) la sospensione delle procedure di esecuzione forzata di rilascio di immobili ad uso abitativo nei confronti di inquilini appartenenti a determinate categorie ritenute suscettibili di particolare protezione. Dette categorie sono individuate attraverso i requisiti indicati dall’art. 80, comma 20, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2001), e consistenti nell’annoverare nel proprio nucleo familiare ultrasessantacinquenni o handicappati gravi, e nel non disporre di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere all’affitto di una nuova casa.
L’ordinanza del Tribunale di Firenze censura la disposizione denunciata invocando tre parametri costituzionali:
l’art. 3, primo comma, della Costituzione, per l’ingiustificata disparità di trattamento introdotta in danno di chi avvii l’esecuzione a carico delle anzidette categorie di soggetti, rispetto agli altri locatori procedenti in via esecutiva nei confronti della generalità dei conduttori;
l’art. 24, primo comma, della Costituzione, per la sostanziale vanificazione della tutela esecutiva derivante da una prolungata paralisi della stessa (a fortiori in presenza di ulteriori possibilità di dilazionare l’esecuzione, previste da altre norme in favore del conduttore);
l’art. 42, secondo comma, della Costituzione, per la compressione del diritto di proprietà conseguente al venire meno del carattere straordinario e temporaneo delle proroghe delle sospensioni.
3.- Sui profili della denunciata illegittimità costituzionale è necessario sottolineare che la norma de qua può trovare una giustificazione nella fase transitoria di passaggio dal precedente regime vincolistico al nuovo sistema delle locazioni e nelle iniziali esigenze di approntamento delle misure atte ad incrementare la disponibilità di edilizia abitativa per i meno abbienti in situazione di particolare difficoltà; ciò al fine di consentire loro di trovare un idoneo alloggio in base alla propria capacità finanziaria, con il concorso di istituti predisposti o agevolati dalle pubbliche autorità preposte e responsabili del settore.
4.- In altri termini, la procedura esecutiva, attivata da parte del singolo soggetto provvisto di titolo esecutivo giurisdizionale, non può essere paralizzata indefinitamente con una serie di pure e semplici proroghe, oltre un ragionevole limite di tollerabilità.
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450 (Proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo), convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2002, n.14, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, primo comma, e 42, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l’ordinanza indicata in epigrafe.
Così deciso in Roma nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’1 ottobre 2003.