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Timestamp: 2018-04-26 02:13:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.62', 'art.3', 'art.5', 'art. 2', 'art.7', 'art.7', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 2', 'art.5', 'art. 1', 'art.5', 'art.2', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 58', 'art. 2', 'art. 6']

Lavori socialmente utili - primi indirizzi interpretativi del D.Lgs. n. 81 del 28 febbraio 2000.
NOTA DI INDIRIZZO 21.4.2000
Oggetto: primi indirizzi interpretativi del D.Lgs. n. 81 del 28 febbraio 2000. Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45 comma 2 della legge 17 maggio 1999, n.144.
In attuazione della delega contenuta all'articolo 45 comma 2 della legge 144 del 17 maggio 1999 è stato emanato il D. Lgs. n. 81 del 28 febbraio 2000 ( in Gazzetta Ufficiale 7 aprile 2000 n.82) che in conformità ai criteri di delega, modifica ed integra la normativa contenuta al D. Lgs. n. 468/97.
Il decentramento istituzionale in materia di mercato e di politiche del lavoro, in precedenza, ha attribuito la competenza in materia di lavori socialmente utili alle regioni (articolo 1 comma 2 lettera f) D. Lgs. n. 469/97), determinando la necessità di un adeguamento dell'istituto dei LSU.'
Sulla nuova disciplina, che innova per molti aspetti la fattispecie normativa del D. Lgs. n. 468/97, in attuazione dei compiti di indirizzo e coordinamento di questo Ministero, si forniscono le prime indicazioni operative al fine di consentire soprattutto la continuità dell'utilizzo in attività socialmente utili dei soggetti interessati. In modo particolare saranno esaminati: gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 8 e 10.
INDIVIDUAZIONE DEGLI ENTI UTILIZZATORI - ART.1
L'articolo 1 del decreto in esame definisce, da un lato, la categoria degli Enti utilizzatori, facendo espresso rinvio all'art.3, comma 1, D. Lgs. n. 468/97, dall'altro, consente agli stessi, in quanto già promotori e/o gestori di attività progettuali di LSU - approvate ai sensi del D.Lgs. n. 468/97, o prorogate ai sensi della legge n.144/99 - la prosecuzione delle attività socialmente utili in corso alla data del 31/12/99 e promosse sulla base delle disposizioni di cui alle lettere a), b) e c) dell'articolo 1 comma 2 del D. Lgs. n. 468/97, finanziate con le risorse dei Fondo per l'Occupazione.
La prosecuzione delle attività è consentita, dunque, dalle nuove disposizioni, solo a quegli Enti che, alla data dei 31/12/99. abbiano in corso attività progettuali approvate al sensi del D.Lgs. n. 468/97 e che utilizzino i soggetti come individuati dall'articolo 2, del D.Lgs. n. 81/2000. Le disposizioni del decreto legislativo in esame, relative alla continuità delle attività, trovano applicazione anche nel confronti di quegli Enti beneficiari di proroga, fino al 30 aprile 2000, ai sensi del decreto legge n. 390/99, i cui effetti sono stati fatti salvi dall'art.62. comma 6, legge n. 488/99.
Al fine di ampliare le opportunità dì' sbocco occupazionale, l'articolo 1, comma 1, del decreto in esame, oltre a consentire al predetti Enti la prosecuzione delle attività, concede agli stessi la possibilità di:
- trasferire i soggetti impegnati in attività socialmente utili ad altri Enti, purché ricompresi tra quelli di cui aìi'art.3, comma 1, D.Lgs. n. 468/97, per lo svolgimento di attività anche diverse da quelle originarie, attraverso lo strumento convenzionale.
In tale ipotesi, per esigenze di sistematicità con la fattispecie di cui all'articolo 1, comma 2, gli oneri sono a carico dell'Ente subentrante nell'utilizzo, salvo diversa previsione stabilita in convenzione;
- ovvero di impegnare i soggetti in attività diverse da quelle originariamente oggetto dei progetti, purché rientranti tra quelle indicate nel successivo articolo 3 del decreto in esame.
Nelle ipotesi di trasferimento di soggetti e di mutamento di attività, vanno osservate le procedure previste all'art.5 comma 3.
La norma di cui all'articolo 1, comma 2, per consentire l'esatta individuazione dell'Ente utilizzatore e, nella logica della flessibilità gestionale delle attività, disciplina le ipotesi di attività progettuali originariamente promosse in concorso tra più Enti.
Tra queste vanno ricompresi, ad esempio, i cosiddetti progetti "interregionali", ossia quelli attivati in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 5, comma 4, del D.Lgs. n. 468/97, redatte sulla base di convenzioni tra Amministrazioni pubbliche con competenze interregionali e il Ministero del lavoro e della Previdenza sociale. In tali casi, la continuità di utilizzo dei soggetti permane in capo agli Enti, cui l'attività è istituzionalmente collegata, comprese, pertanto, le attività promosse dalle Amministrazioni centrali dello Stato, ovvero a quelli presso i quali l'attività viene effettivamente svolta.
Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo in esame trovano applicazione anche nei confronti degli Enti utilizzatori che, alla data di entrata ín vigore del decreto in esame, abbiano in corso progetti di lavori di pubblica utilità, promossi ai sensi dell'articolo 1 comma 2 lettera a) del D.Lgs. n. 468/97, per i quali non sia intervenuta la costituzione in impresa e la stipula delle convenzioni per l'affidamento dei servizi, in quanto non rientranti nelle disposizioni di cui al decreto legge n. 390/99.
INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI UTILIZZATI IN ATTIVITA SOCIALMENTE UTILI ART.2
L'individuazione dell'ambito soggettivo di applicazione del D. Lgs. n. 81/2000 viene dettata dall'articolo 2 che definisce i soggetti al quali si applicano le disposizioni ivi contenute.
La platea è composta esclusivamente da quei soggetti destinatari della disciplina transitoria come indicata dall'articolo 12, comma 1. del D. Lgs. n. 468/97 e dal decreto interministeriale 21 maggio 1998. nonché da quei soggetti che abbiano maturato, nel periodo compreso tra l'1/1/98 e il 31/12/99, una permanenza di 12 mesi in attività progettuali di LSU, finanziate con risorse del Fondo per l'occupazione. secondo quanto previsto dall'articolo 45, comma 6, della legge n. 144/99.
Tra le condizioni necessarie per l'utilizzo in attività socialmente utili, la norma richiede che non ricorrano le ipotesi di esclusione di cui al comma 2 e precisamente che il soggetto:
non sia in possesso dei requisiti richiesti dall'art. 2 del decreto interministeriale 21 maggio 1998 ai fini della ammissibilità al trattamento anticipato di pensione;
non usufruisca del trattamento di mobilità previsto dall'articolo 7, commi 6 e 7, legge n. 223/91 e successive modificazioni.
non abbia prestato attività di lavori socialmente utili ai sensi del'art.7 del D.Lgs. n. 468/97 ossia in utilizzo diretto;
non sia stato impegnato in progetti di L.S.U. finanziati con risorse diverse da quelle del Fondo per l'Occupazione;
non abbia usufruito dei sistema degli incentivi previsti dall'articolo 12 D. Lgs. n. 468/97 e successive modificazioni e, dunque, non abbia già conseguito una occupazione stabile;
non siano stati dichiarati decaduti o cancellati dalle liste regionali di mobilità, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9, comma 1, dei D. Lgs. n. 468/97.
Al fini del proseguimento dell'utilizzo in attività socialmente utili, i soggetti, oltre ad essere in possesso dei requisiti precedentemente illustrati, dovranno risultare impegnati nelle attività progettuali alla data del 31/12/1999, e produrre una dichiarazione di responsabilità al sensi della legge 15/68 che attesti la volontà a continuare nelle attività, oltreché, la sussistenza dei requisiti sopracitati.
Restano esclusi, dunque, dall'applicazione dei benefici economici previsti dal D. Lgs. n. 81/2000 e dall'applicazione delle disposizioni vigenti in materia di attività socialmente utili:
i soggetti impegnati in LSU al sensi degli art.7, comma 1, e 11 comma 4, del D. Lgs. n. n.468/97, ancorché gli stessi abbiano maturato dodici mesi di permanenza in tali attività, in quanto finanziate con risorse diverse da quelle a valere sul Fondo per l'Occupazione;
i soggetti non destinatari della disciplina transitoria, di cui all'art. 12, D. Lgs. n. 468/97 e successive modificazioni.
Si evidenzia, comunque, che i soggetti esclusi possono continuare ad essere utilizzati in attività socialmente utili, in base alla normativa dettata dal decreto legislativo in esame, in attesa degli interventi normativa regionali in materia.
Resta, comunque, esclusa la partecipazione dei Fondo per l'Occupazione nei connessi oneri economici, salvo diverse disposizioni negoziate nell'ambito delle Convenzioni di cui allarticolo 45, comma 6, legge n. 144/99 o di quelle da stipulare ai sensi dell'articolo 8 dei D. Lgs. n. 81/2000.
ATTIVITA SOCIALMENTE UTILI - ART. 3
Nell'intento di ampliare le opportunità di occupazione stabile dei soggetti interessati, le disposizioni di cui all'articolo 3 comma 1, oltre a richiamare espressamente le attività già individuate dalla normativa previgente (definite dallart. 1 comma 1 e dall'art. 2 comma 1 del D. Lgs. n. 468/97), individuano altre tipologie di attività che maggiormente sì prestano ad essere oggetto di esternalizzazione, quali i servizi tecnici integrati della P.A., nonché i trasporti e la relativa logistica.
Tali attività costituiscono l'elenco generale delle attività socialmente utili.
Al sensi del successivo comma 2 viene attribuita alle Regioni la facoltà di ampliare ulteriormente l'elenco generale delle attività socialmente utili, in relazione alle concrete possibilità occupazionali presenti sul territorio, individuandole tra quelle finanziate con trasferimenti di risorse pubbliche per opere infrastrutturali o con fondi comunitari ovvero siano oggetto di programmazione negoziata.
DISCIPLINA DELLE PRESTAZIONE IN ATTIVITA SOCIALMENTE UTILE - ART.4
L'articolo 4, nel ribadire che la prestazione di attività socialmente utile non configura un rapporto di lavoro subordinato, individua le condizioni di utilizzo connesse allo svolgimento delle relative attività socialmente utili. Rimane fermo il limite di impegno settimanale di 20 ore, per non più di otto ore giornaliere, per il quale viene corrisposto un assegno mensile di £ 850.000, fermo restando la rivalutazione nella misura dell'80% della variazione annuale ISTAT dei prezzi al consumo, prevista dall'articolo 8 comma 8 del D. Lgs. n. 468/97.
All'atto di emanazione della presente nota limporto dell'assegno è di £. 860.710.
Rimangono vigenti le disposizioni in materia di pagamento delle forme di assicurazione verso terzi e di corresponsione della integrazione a carico dell'Ente Utilizzatore, nel caso di utilizzo per un orario superiore alle venti ore settimanali. Al riguardo si rimanda alle indicazioni già fornite con circolari ministeriali 100/98, 138/98 e 61/99.
Le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2, determinano il periodo massimo della prestazione in attività socialmente utile, fissandolo in sei mesi.
Nel caso in cui la stabilizzazione non sia intervenuta o non sia prevedibile possa intervenire nei primi sei mesi di utilizzo, periodo in cui gli assegni sono a carico dei Fondo per l'occupazione, nell'eventuale periodo dì rinnovo di sei mesi, deliberato dall'Ente, la corresponsione dell'assegno sarà a carico del Fondo per l'ammontare pari al 50%, mentre il restante 50%, sarà corrisposto dall'Ente utilizzatore. Qualora spettanti, in aggiunta all'assegno, l'INPS corrisponderà gli assegni per il nucleo familiare, che versati per intero, rimarranno per entrambi i semestri a totale carico dei Fondo per l'occupazione.
PROCEDURE DI DECISIONE, DI COMUNICAZIONE, DI TRASFORMAZIONE - ART.5
Per proseguire le attività socialmente utili, già oggetto dei progetti LSU promossi ai sensi del D. Lgs. n. 468/97, tenuto conto delle dichiarazioni di responsabilità rese dai soggetti utilizzati alla data del 31/12/1999, gli Enti utilizzatori adotteranno apposita Delibera contenente tutti gli elementi indicati dall'art.5, comma 1, del decreto in esame, tra cui l'indicazione degli sbocchi occupazionali prevedibili, secondo le forme stabilite agli articoli 6 e 7.
La delibera dovrà essere resa esecutiva ed inviata, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2000, al servizio per l'impiego, alla D.P.L. e all'INPS competenti per territorio nonché a tutti gli altri organismi eventualmente competenti, per disposizione regionale.
Nei casi di mutamento delle attività o di stipula delle Convenzioni, al sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto in esame, gli Enti utilizzatori devono adottare apposita Delibera da inviare, entro il secondo giorno successivo all'adozione, alla Commissione tripartita o all'organo competente, come índividuato dalla legislazione regionale emanata in attuazione al D. Lgs. n. 469/97, che esprimeranno il relativo pronunciamento entro venti giorni dalla data di ricevimento della stessa. Nel caso di decorrenza del termine di venti giorni, senza che sia intervenuto il pronunciamento previsto, la Delibera acquista esecutività e dovrà essere inviata a cura dell'Ente Utilizzatore, nel termine prescritto, agli Organismi sopraccitati, secondo le modalità descritte.
Nelle more della adozione della delibera, le attività possono proseguire e, l'INPS, come previsto dal comma 4 dell'art.5 del D. Lgs. n. 8112000 corrisponderà ai soggetti, a fronte della prestazione resa, il 50% dell'ammontare dell'assegno. Una volta perfezionata la procedura di comunicazione della delibera l'INPS corrisponderà il restante 50%.
FONDO PER L'OCCUPAZIONE - ART. 8
Le disposizioni dell'articolo 8 introducono, al comma 1, criteri innovativi in ordine alla ripartizione delle risorse, per l'anno 2000, del Fondo per l'occupazione, di cui alla legge n. 236/93 e successive modificazioni ed integrazioni, tra le singole Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.
Tale ripartizione viene effettuata sulla base delle somme erogate dall'INPS, per l'anno 1999, in assegni e sussidi, a valere sul citato Fondo, ai soggetti impegnati in progetti LSU locali e interregionali, detratte le somme erogate in assegni e sussidi ai soggetti impegnati in progetti interregionali, la cui gestione resta centralizzata e verrà formalizzata attraverso la sottoscrizione, entro il 31 luglio 2000, delle Convenzioni tra Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano e Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.
Rammentiamo che la prosecuzione delle attività socialmente utili é finanziata dalle risorse citate, destinate alle Regioni, e che l'ulteriore destinazione delle stesse verrà definita nell'ambito delle suddette Convenzioni, che indicheranno prioritariamente gli strumenti e le misure di fuoriuscita e di stabilizzazione dei soggetti, di cui all'art.2, comma 1, del decreto in esame, a fronte dei piani occupazionali deliberati dagli Enti utilizzatori, e le politiche attive dell'impegno.
Le disposizioni di cui al comma 2, consentono agli Enti utilizzatori ed alle Regioni, interessati da situazioni di carattere straordinario, tali da non poter garantire il definitivo piano di stabilizzazione occupazionale dei soggetti, comunque deliberato e parzialmente attuato, di definire nell'ambito delle misure e degli strumenti previsti dalle Convenzioni di cui al comma 1, specifici accordi concernenti l'adozione di misure particolari i cui oneri saranno ripartiti tra Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, a fronte delle risorse attribuite, Regione ed Ente utilizzatore.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI - ART. 10
Al sensi dell'art. 10, comma 1 del decreto in esame, fermo restando il termine del 31.12.1999 entro il quale il lavoratore deve aver maturato i requisiti per lammissione alla contribuzione volontaria di cui allart. 12, comma 5, lett. a) del D. Lgs. n. 468/97, é prorogato Il termine per la presentazione della relativa domanda fino a 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto in esame.
A tali soggetti, oltre al contributo di cui al citato articolo 12, comma 5, lett. a), spetta, altresì, il contributo di cui alla successiva lett. c) come previsto allart. 58, comma 17 della legge n. 144/99.
Al fine di consentire la creazione di opportunità occupazionali stabili in favore dei soggetti, di cui all'art. 2, comma 1, che abbiano svolto attività di L.S.U. promosse sulla base di convenzioni stipulate, al sensi dell'articolo 5, comma 4 del D. Lgs. n. 468/97, tra il Ministero dei lavoro e della previdenza sociale e altre amministrazioni pubbliche con competenza interregionale, il comma 2 dei presente articolo prevede la possibilità di adottare, appositi decreti interministeriali.
Con tali decreti verranno individuate le misure di esternalizzazione, nelle forme di cui all'art. 6 e destinate risorse a carico dei bilanci delle amministrazioni statali, di volta in volta interessate.
Raffaele Morese HTML|Lsu