Source: http://www.ambientesicurezzaweb.it/efficienza-energetica-come-funziona-il-fondo-nazionale/
Timestamp: 2018-03-21 12:42:56+00:00
Document Index: 42749778

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.\xa0 22', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\xa0 15', 'art. 15', 'art.\xa0 5', 'art. 192', 'art. 15', 'art. 2', 'art.\n1', 'art.\xa0 13', 'art. 106', 'art. 4', 'art.\xa0\xa0 1', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 3', 'art. \xa03', 'art. 3', 'art.\n7', 'art.\xa0 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 16', 'art.\xa0 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art.\xa0 9', 'art.\n7', 'art.\xa0 38', 'art. 7', 'art. 46', 'art.\xa0 7', 'art.\xa0 8', 'art.\n15', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 16', 'art.\xa0 204', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 25', 'art.\xa0 5', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 7', 'art.\xa0 5', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 5', 'art.\n5', 'art. 5', 'art. 5', 'art.\xa0 17', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 52']

Home Efficienza energetica Efficienza energetica: come funziona il fondo nazionale
Soggetti beneficiari le imprese, le pubbliche amministrazioni e le esco; il 70% delle risorse annuali per finanziamenti a tasso agevolato, il resto a garanzia di singole operazioni
Definite le modalità di funzionamento del fondo nazionale per l'efficienza energetica con la pubblicazione del decreto del ministero dello Sviluppo economico 22 dicembre 2017 sulla Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2018, n. 54.
Beneficiarie del fondo sono:
le imprese di tutti i settori, in forma singola, aggregata o associata per attività di miglioramento dell'efficienza energetica dei processi e dei servizi e /o di installazione o potenziamento di reti o impianti, teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti;
le esco e le pubbliche amministrazioni, per il miglioramento dell'efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, compresa l'illuminazione pubblica, degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo all'edilizia popolare, nonché degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione.
una per la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento (30% delle risorse annuali);
l'altra per l'erogazione di finanziamenti a tasso agevolato (70% delle risorse annuali).
Definiti anche:
le modalità per l'inoltro delle domande;
l'iter la per la concessione e la fruizione delle risorse;
i tempi e le modalità di realizzazione degli investimenti ammessi;
verifiche, controlli e ispezioni, nonché i casi di revoca e decadenza e recupero delle somme.
Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dello Sviluppo economico 22 dicembre 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Decreto del ministero dello Sviluppo economico 22 dicembre 2017
Modalita' di  funzionamento  del  Fondo  nazionale  per  l'efficienza
energetica. (18A01498)
in Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2018, n. 54
Capo I   Norme generali
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 recante «Norme in  materia  di
procedimento amministrativo e di  diritto  di  accesso  ai  documenti
amministrativi, e successive modifiche e integrazioni»;
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e successive
modificazioni, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria
e creditizia;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.  123  e  successive
modificazioni  e   integrazioni,   recante   «Disposizioni   per   la
a norma dell'art. 4, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo  1997,
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.  267,  recante  il
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,  e  successive
modificazioni,  che   recepisce   la   direttiva   2010/31/UE   sulla
prestazione energetica nell'edilizia;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011,  n.  28,  di  attuazione
della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia  da
fonti rinnovabili, recante modifica e  successiva  abrogazione  delle
direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE e  in  particolare  l'art.  22  che
istituisce presso la Cassa conguaglio per  il  settore  elettrico  un
fondo  di  garanzia  a  sostegno  della  realizzazione  di  reti   di
Vista la strategia energetica nazionale approvata  l'8  marzo  2013
con decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  e  del  Ministro
Visto il decreto legislativo 13 marzo 2013, n.  30,  di  attuazione
della direttiva 2009/29/CE che modifica la  direttiva  2003/87/CE  al
fine di perfezionare ed  estendere  il  sistema  comunitario  per  lo
scambio di quote di emissione di gas a effetto serra e in particolare
l'art. 19, comma 6, che destina il 50% dei proventi delle aste  delle
quote di CO2 anche per aiutare a rispettare l'impegno comunitario  di
incrementare l'efficienza energetica del venti per cento nel 2020;
Visto  il  piano  di  azione  per  l'efficienza  energetica  (PAEE)
approvato il 17 luglio 2014 con decreto del Ministro  dello  sviluppo
del territorio e del mare, nonche'  il  nuovo  Piano  di  azione  per
nazionale  l'efficienza  energetica  PAEE  2017  per  il   quale   la
conferenza Unificata ha sancito l'intesa in data 21 settembre 2017;
Visto il  decreto  9  gennaio  2015  dei  Ministri  dello  sviluppo
economico e dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare
recante «individuazione delle modalita' di funzionamento della cabina
di  regia  istituita  per  il  coordinamento  degli  interventi   per
l'efficienza energetica degli edifici pubblici»;
Vista la comunicazione della  commissione  sull'applicazione  degli
articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato  concessi  sotto
forma di garanzie, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  dell'Unione
europea C 155 del 20 giugno 2008;
Vista la decisione n. 4505 del  6  luglio  2010  con  la  quale  la
commissione europea ha  approvato  il  metodo  nazionale  di  calcolo
dell'elemento di aiuto nelle garanzie a favore delle piccole e  medie
imprese,  notificato  dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  (n.
182/2010) in data 14  maggio  2010,  nonche'  le  «Linee  guida»  per
l'applicazione del predetto metodo di calcolo di  cui  al  comunicato
dello stesso Ministero  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica  italiana  n.  179  del  3  agosto   2010   e   successive
Visto il regolamento (UE) n. 1407/2013  della  commissione  del  18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108  del
Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione  europea  agli  aiuti   «de
minimis», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione  europea  L
352 del 24 dicembre 2013;
Visto il regolamento (UE) 651/2014 della commissione del 17  giugno
2014 che dichiara  alcune  categorie  di  aiuti  compatibili  con  il
mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato
sul  funzionamento  dell'Unione  europea,  e,  in  particolare,   gli
articoli  38  e   46   relativi   agli   aiuti   agli   investimenti,
rispettivamente, a favore di misure di efficienza  energetica  e  per
teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti  sotto  il  profilo
energetico. nonche' l'allegato I al predetto regolamento, recante  la
definizione di microimpresa, piccola impresa e media impresa;
Vista la decisione C(2016)-2517-final del 28  aprile  2016  con  la
quale la commissione europea ha approvato  il  «metodo  nazionale  di
calcolo dell'equivalente sovvenzione lordo per  garanzie  concesse  a
imprese mid-cap», notificato dal Ministero dello  sviluppo  economico
(SA.43296 -  2015/N)  in  data   12   ottobre   2015   e   successive
Visto il decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, recante riordino
degli enti  e  delle  societa'  di  promozione  e  istituzione  della
societa' «Sviluppo Italia», e in particolare l'art. 2, comma 5,  come
sostituito dall'art. 2, del decreto legislativo 14 gennaio  2000,  n.
3, e successivamente modificato dall'art. 1, comma 463,  della  legge
27 dicembre 2006, n.  296,  che  da'  facolta'  alle  amministrazioni
centrali dello Stato di stipulare convenzioni con l'Agenzia nazionale
per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a.  -
INVITALIA  per  la  realizzazione  delle  attivita'   proprie   della
societa', nonche' delle attivita' a queste collegate, strumentali  al
perseguimento di finalita' pubbliche;
Vista la direttiva  27  marzo  2007,  emanata  dal  Ministro  dello
sviluppo economico ai sensi dell'art. 1, comma 461,  della  legge  27
dicembre 2006,  n.  296,  che  indica  predetta  Agenzia  quale  ente
strumentale dell'amministrazione centrale;
Visto il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102,  di  attuazione
della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica,  che  modifica
le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE
e 2006/32/CE e in particolare l'art.  15  che  istituisce  il  «Fondo
nazionale  per  l'efficienza  energetica»  al  fine  di  favorire  il
finanziamento di interventi  coerenti  con  il  raggiungimento  degli
obiettivi nazionali  di  efficienza  energetica,  prevedendo  che  la
gestione del predetto Fondo e dei relativi  interventi  possa  essere
attribuita sulla base di una o piu' apposite convenzioni, a  societa'
in house ovvero a societa' o enti in possesso dei necessari requisiti
tecnici, organizzativi e di terzieta',  nel  rispetto  della  vigente
normativa europea e nazionale in materia di contratti pubblici;
Considerato che INVITALIA e'  soggetto  idoneo  alla  gestione  del
«Fondo nazionale per l'efficienza energetica» con  cui  stipulare  la
predetta convenzione di cui al citato art. 15, comma 9,  del  decreto
legislativo 4 luglio 2014,  n.  102,  in  quanto  in  possesso  degli
anzidetti  requisiti  tecnici,  organizzativi  e  di   terzieta',   e
ritenendo a tal fine soddisfatte le condizioni  di  cui  all'art.  5,
comma 1, nonche' tenuto conto di quanto previsto all'art. 192,  comma
2, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
Acquisito il parere della conferenza unificata nella  riunione  del
1. Il presente  decreto  individua  le  priorita',  i  criteri,  le
condizioni  e  le  modalita'  di  funzionamento,  di  gestione  e  di
intervento  del  Fondo  nazionale  per  l'efficienza  energetica,  di
seguito  «Fondo»,  istituito  presso  il  Ministero  dello   sviluppo
economico dall'art. 15, comma 1, del  decreto  legislativo  4  luglio
2014, n. 102, nonche' l'articolazione per  sezioni  del  Fondo  e  le
relative prime dotazioni.
2. Il Fondo e' finalizzato a favorire, sulla base  di  obiettivi  e
priorita'  stabiliti  dal   presente   decreto   e   dai   successivi
aggiornamenti,  il  finanziamento  di  interventi  necessari  per  il
raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica.
1. Ai fini del presente decreto,  oltre  alle  definizioni  di  cui
all'art. 2 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, valgono  le
a) regolamento  GBER:  il  regolamento  (UE)  n.  651/2014  della
Commissione, del 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
dell'Unione europea L 187 del 26 giugno  2014,  che  dichiara  alcune
categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione
degli articoli 107 e  108  del  trattato  e  successive  modifiche  e
b) «Regolamento de minimis»: il  regolamento  (UE)  n.  1407/2013
della Commissione del  18  dicembre  2013  relativo  all'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato sul  funzionamento  dell'Unione
europea agli aiuti «de minimis»;
c) «PMI»: le imprese classificate di dimensione micro, piccola  e
media, secondo i criteri di cui al regolamento GBER;
d) ESCO (Energy Service Company): persona giuridica che  fornisce
servizi   energetici   ovvero   altre   misure    di    miglioramento
dell'efficienza  energetica  nelle   installazioni   o   nei   locali
dell'utente e, cio' facendo, accetta  un  certo  margine  di  rischio
finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa,  totalmente  o
parzialmente, sul miglioramento dell'efficienza energetica conseguito
e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti.  Ai
fini dell'accesso alle agevolazioni di cui al  presente  decreto,  le
ESCO devono essere certificate secondo la norma UNI CEI 11352;
e) pubbliche amministrazioni: le amministrazioni di cui  all'art.
1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001;
f) banche: le banche iscritte all'albo di  cui  all'art.  13  del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e successive  modifiche
g) intermediari finanziari: gli intermediari  finanziari  di  cui
all'art. 106 decreto legislativo 1° settembre  1993,  n.  385  «Testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia»;
h) Cabina di  regia:  la  cabina  di  regia  istituita  ai  sensi
dell'art. 4, comma 4 del decreto legislativo n. 102 del  2014  e  del
decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  e  del   Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 9 gennaio 2015
di individuazione delle modalita' di funzionamento  della  cabina  di
i) data di avvio della realizzazione del  progetto:  la  data  di
inizio dei lavori di costruzione relativi all'investimento oppure  la
data del primo impegno formale ad ordinare attrezzature  o  qualsiasi
altro impegno che renda irreversibile l'investimento,  a  seconda  di
quale condizione si verifichi prima. L'acquisto di terreno e i lavori
preparatori quali la richiesta di  permessi  o  la  realizzazione  di
studi di fattibilita' preliminari non sono considerati come avvio dei
j) ESL: l'Equivalente Sovvenzione Lordo, e' l'importo  dell'aiuto
se fosse stato erogato al beneficiario sotto forma di sovvenzione  al
lordo di qualsiasi imposta o altro onere;
k) evento di escussione: il mancato  pagamento,  anche  parziale,
delle somme dovute per capitale o interessi ai sensi  dell'operazione
finanziaria garantita dalla garanzia concessa ai sensi  del  presente
l) intimazione di  pagamento:  diffida  di  pagamento  avente  ad
oggetto la richiesta dell'ammontare  dell'esposizione  totale  dovuta
dal debitore e composta dalle rate scadute e non pagate, dal capitale
a scadere e dagli interessi maturati;
m) risultato operativo: la differenza tra le entrate attualizzate
e  i  costi  di  esercizio  attualizzati  nel  corso   della   durata
dell'investimento, qualora tale differenza sia positiva. I  costi  di
esercizio comprendono i  costi  del  personale,  dei  materiali,  dei
servizi   appaltati,   delle   comunicazioni,   dell'energia,   della
manutenzione, di affitto, di amministrazione, ma escludono,  ai  fini
del presente regolamento, i costi di ammortamento e di  finanziamento
se questi sono stati inclusi negli aiuti agli investimenti;
n) soggetti beneficiari:  i  soggetti  ammessi  al  finanziamento
agevolato che, sottoscrivendo il relativo contratto di finanziamento,
si impegnano al rimborso delle somme ricevute, ovvero i soggetti  che
beneficiano delle garanzie concesse dal Fondo;
o) soggetti richiedenti: le banche e gli intermediari finanziari,
quali  soggetti  che  possono  richiedere  l'accesso  alle   garanzie
concedibili dal Fondo a vantaggio dei soggetti beneficiari.
Dotazione e gestione finanziaria del Fondo
1.  All'attuazione  delle  finalita'  di  cui  all'art.   1,   sono
destinate, previa verifica delle effettive disponibilita', le risorse
di cui all'art. 15, comma 1, del decreto legislativo 4  luglio  2014,
2. La dotazione del Fondo e'  incrementata  con  i  proventi  delle
sanzioni di cui all'art. 16, comma  23,  del  decreto  legislativo  4
luglio 2014, n. 102.
3. Le risorse di cui al comma  1  e  2  sono  versate,  secondo  la
ripartizione indicata al comma 1 dell'art. 5, su due  conti  correnti
infruttiferi intestati all'Agenzia nazionale per  l'attrazione  degli
investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a., nel  seguito  INVITALIA,
appositamente costituiti presso la Tesoreria  Centrale  dello  Stato,
rispettivamente dedicati alle sezioni di cui al citato articolo.
4. Il Fondo puo' essere incrementato mediante versamento volontario
di contributi da parte di Amministrazioni  centrali,  regioni,  altri
enti e organismi pubblici ed organizzazioni non profit,  ivi  incluse
le risorse derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali e  di
investimento europei. Le amministrazioni suddette stipulano  appositi
accordi con il Ministero dello sviluppo economico e con il  Ministero
dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare  che,  in
conformita' al presente decreto, disciplinano le modalita' di accesso
1. La gestione del Fondo e' affidata ad INVITALIA,  sulla  base  di
apposita convenzione con il Ministero dello sviluppo economico e  con
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,
stipulata entro sessanta giorni dall'entrata in vigore  del  presente
decreto. La gestione realizzata da INVITALIA ha  natura  di  gestione
fuori bilancio, assoggettata al controllo della Corte dei  Conti,  ai
sensi dell'art. 9  della  legge  25  novembre  1971,  n.  1041.  Alla
2. La convenzione di cui al comma 1  stabilisce,  tra  l'altro,  le
modalita' di rendicontazione da parte di INVITALIA al Ministero dello
Sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare sulla gestione del Fondo.
3. Agli oneri connessi alla gestione del Fondo si provvede a valere
sui fondi di cui al precedente art. 3, secondo  criteri  e  modalita'
stabiliti dalla convenzione di cui al comma 1 nel limite massimo  del
2 (due) per cento delle risorse disponibili per la concessione  delle
agevolazioni di cui al presente decreto.
Articolazione per sezioni, prime dotazioni e riserve
1.  Fermo  restando  quanto  previsto  dall'art.  3,  il  Fondo  e'
articolato in due sezioni, gestite con i conti correnti istituiti  ai
sensi dell'art. 3, comma 3:
a)  una  sezione  per  la  concessione  di  garanzie  su  singole
operazioni di finanziamento, cui e' destinato il  30%  delle  risorse
che annualmente confluiscono nel Fondo;
b)  una  sezione  per  l'erogazione  di  finanziamenti  a   tasso
agevolato cui e' destinato  il  70%  delle  risorse  che  annualmente
confluiscono nel Fondo.
2. All'interno della sezione di cui  al  comma  1,  lettera  a)  e'
riservata una quota del 30% delle risorse di cui al  medesimo  comma,
agli interventi di realizzazione o potenziamento di reti  o  impianti
per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento di cui  all'art.
7, comma 1, lettera b).
3. All'interno della sezione di cui  al  comma  1,  lettera  b)  e'
riservata una quota del 20% delle risorse di cui  al  medesimo  comma
agli interventi di cui al Capo III del  presente  decreto,  a  favore
4. Per le finalita' di cui all'art.  3,  comma  4,  nell'ambito  di
ciascun conto corrente di tesoreria il gestore del Fondo contabilizza
separatamente le risorse messe a  disposizione  da  ciascun  soggetto
contribuente e il loro utilizzo.
Capo II   Interventi a favore delle imprese
1. Le agevolazioni di cui al presente Capo possono essere  concesse
alle imprese di  tutti  i  settori,  in  forma  singola  o  in  forma
aggregata o associata, ferme restando  le  esclusioni  e  limitazioni
previste dal Regolamento GBER, articoli 1 e 3 e  dal  Regolamento  de
Minimis, art. 1, per la realizzazione di progetti di investimento  di
cui all'art. 7.
2. Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono:
a) essere regolarmente costituite da almeno due anni ed  iscritte
nel registro delle imprese. Le imprese non residenti  nel  territorio
italiano devono avere una personalita' giuridica  riconosciuta  nello
Stato  di  residenza  come  risultante  dall'omologo  registro  delle
imprese; per tali soggetti, inoltre, fermo restando il possesso, alla
data di presentazione della domanda di agevolazione, degli  ulteriori
requisiti previsti dal presente  articolo,  deve  essere  dimostrata,
pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta  della  prima
erogazione dell'agevolazione la disponibilita' di almeno una sede sul
b) essere nel pieno e libero esercizio dei  propri  diritti,  non
c) provvedere a tenere una contabilita' separata  dell'operazione
attraverso l'apertura di un conto corrente dedicato o,  nel  caso  in
cui la contabilita' relativa a tale  operazione  sia  ricompresa  nel
sistema contabile in uso, a distinguere tutti i dati  e  i  documenti
contabili  dell'operazione  in  maniera  chiara  e  verificabile   in
qualsiasi momento;
d)  non  rientrare  tra  le  imprese  che   hanno   ricevuto   e,
gli  aiuti  individuati  quali   illegali   o   incompatibili   dalla
e) trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in  materia  di
normativa edilizia ed  urbanistica,  del  lavoro,  della  prevenzione
degli infortuni e  della  salvaguardia  dell'ambiente  ed  essere  in
regola con gli obblighi previdenziali, contributivi e fiscali;
f) non trovarsi  in  condizioni  tali  da  risultare  impresa  in
difficolta' cosi' come individuata nel regolamento GBER;
g) qualora siano stati destinatari  di  provvedimenti  di  revoca
parziale o totale di agevolazioni  concesse  dal  Ministero,  abbiano
provveduto alla restituzione di quanto dovuto;
h) nel caso in cui l'impresa  sia  una  ESCO,  aver  ottenuto  la
certificazione secondo la norma UNI CEI 11352.
Tipologie di intervento agevolabili
1. Le agevolazioni di cui al presente Capo sono concesse:
a) a tutte le imprese, a fronte di  progetti  d'investimento  per
l'efficienza energetica volti alla realizzazione di interventi:
i. di miglioramento dell'efficienza energetica dei  processi  e
dei  servizi,  ivi  inclusi  gli  edifici  in  cui  viene  esercitata
l'attivita' economica;
ii. di installazione o potenziamento di reti o impianti per  il
teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti;
b)  alle  ESCO,  a  fronte   di   progetti   d'investimento   per
i. di miglioramento dell'efficienza energetica dei servizi  e/o
delle infrastrutture pubbliche, compresa l'illuminazione pubblica;
ii. di miglioramento dell'efficienza energetica  degli  edifici
destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo  all'edilizia
iii. di miglioramento dell'efficienza energetica degli  edifici
di proprieta' della Pubblica amministrazione.
2. Gli investimenti di cui al comma 1, lettera a),  punto  i),  non
sono diretti esclusivamente a consentire alle imprese di  conformarsi
a norme dell'Unione europea gia' adottate alla data di  presentazione
della domanda, anche se non ancora entrate in vigore.
3. Nelle regioni e province che  hanno  sottoscritto  l'accordo  di
programma per il miglioramento della qualita'  dell'aria  nel  Bacino
Padano del 9 giugno 2017, gli incentivi di cui al  comma  1,  lettera
a), punto ii), possono riguardare gli impianti alimentati da biomassa
legnosa, solo se gli impianti sono al servizio di  aree  non  coperte
dalle reti di distribuzione del gas.
4. Gli  interventi  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  punto  i,
relativamente agli interventi sugli edifici, e lettera b) punti ii  e
iii, rispettano i requisiti minimi di accesso  previsti  dal  decreto
del Ministero dello sviluppo economico 16 febbraio 2016 e  successive
modificazioni, recante «Incentivazione per la produzione  di  energia
termica da fonti rinnovabili e di interventi di efficienza energetica
di piccola dimensione», cosiddetto Conto termico.
5. Gli  interventi  di  cui  al  comma  1,  lettera  a),  punto  i,
relativamente agli interventi  che  non  riguardano  gli  edifici,  e
lettera b) punto i, sono ammissibili esclusivamente qualora  generino
risparmi addizionali, valutati secondo quanto  previsto  dal  decreto
del Ministro dello sviluppo economico  11  gennaio  2017  concernente
l'aggiornamento delle linee guida per il meccanismo  dei  Certificati
6. Nell'ambito degli interventi agevolati ai  sensi  del  comma  1,
lettera a), punto ii,  sono  ammessi  interventi  sugli  impianti  di
cogenerazione o trigenerazione, o di nuova costruzione degli  stessi,
a condizione che sia conseguito il riconoscimento di Cogenerazione ad
Alto Rendimento  (CAR),  rilasciata  da  GSE  ai  sensi  del  decreto
legislativo n. 20 del 2007 come integrato dal decreto  del  Ministero
dello sviluppo economico 4 agosto 2011.
7. Per i progetti di investimento di cui al comma  1,  lettera  a),
punto i), ai fini dell'ammissibilita' delle spese di cui all'art. 16,
sono  considerati  costi  agevolabili  esclusivamente  i   costi   di
investimento supplementari necessari per conseguire il  livello  piu'
elevato di efficienza energetica. Tali costi  sono  determinati  come
a) se il costo dell'investimento per l'efficienza  energetica  e'
individuabile  come  investimento  distinto  all'interno  del   costo
complessivo dell'investimento, il  costo  agevolabile  corrisponde  a
tale costo;
b) in tutti  gli  altri  casi,  il  costo  dell'investimento  per
l'efficienza energetica e' individuato come sovra costo rispetto a un
investimento  analogo  con  un  livello   inferiore   di   efficienza
energetica  che  verosimilmente  sarebbe   stato   realizzato   senza
l'agevolazione di cui al presente decreto.
8. Per i progetti di investimento di cui al comma  1,  lettera  a),
punto ii, i costi agevolabili:
a)  per  l'impianto  di  produzione,   corrispondono   ai   costi
supplementari  sostenuti  per   la   costruzione,   l'ampliamento   e
l'ammodernamento di una o piu' unita' di produzione  di  energia  per
realizzare  un  sistema  di  teleriscaldamento  e  teleraffreddamento
efficiente sotto il profilo energetico  rispetto  a  un  impianto  di
produzione  tradizionale.  L'investimento  e'  parte  integrante  del
sistema di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficiente sotto il
profilo energetico;
b) per la  rete  di  distribuzione,  corrispondono  ai  costi  di
investimento.   L'importo   dell'agevolazione   per   la   rete    di
distribuzione, calcolato in termini di ESL, non supera la  differenza
tra i costi  ammissibili  e  il  risultato  operativo.  Il  risultato
operativo viene dedotto dai costi ammissibili ex ante o  mediante  un
meccanismo di recupero.
9. Esclusivamente nel caso di progetti di investimento promossi  da
ESCO, in deroga ai commi 7 e 8, i costi agevolabili corrispondono  ai
costi ammissibili del progetto come definiti al successivo  art.  16,
nel rispetto del regolamento de minimis.
1. Per gli interventi di cui al presente Capo, sono  concesse  alle
imprese le seguenti agevolazioni:
a) garanzia, di cui all'art. 5, comma 1, lettera a),  su  singole
operazioni di finanziamento;
b) finanziamento agevolato per gli investimenti, di  importo  non
superiore al 70% dei costi agevolabili, a un tasso fisso pari a 0,25%
e della durata massima di dieci anni, oltre a un periodo di  utilizzo
e preammortamento commisurato alla durata  dello  specifico  progetto
facente parte del programma di sviluppo e, comunque, non superiore  a
2. Per gli interventi di cui al presente Capo, le  agevolazioni  di
cui al comma  1  possono  essere  concesse  singolarmente,  o  essere
cumulate, nei limiti della copertura dei  costi  ammissibili  di  cui
all'art. 16 e nel rispetto di quanto previsto  all'art.  9.  In  ogni
caso l'impresa beneficiaria deve apportare un contributo  finanziario
non inferiore al 15 per cento del costo del progetto.
1. Le agevolazioni per i progetti di investimento di  cui  all'art.
7, comma 1, lettera a), punto i) sono  concesse  nei  limiti  e  alle
condizioni  previste  dall'art.  38  del  regolamento  GBER,   e   le
agevolazioni per i progetti di investimento di cui all'art. 7,  comma
1, lettera a), punto ii, sono concesse nei limiti e  alle  condizioni
previste dall'art. 46 del regolamento suddetto.
2. In deroga a quanto previsto al comma 1, per tutti i progetti  di
investimento proposti da ESCO, le agevolazioni  di  cui  all'art.  7,
comma 1, sono concesse nei limiti  e  alle  condizioni  previste  dal
regolamento de minimis.
3. Le garanzie  di  cui  all'art.  8,  comma  1,  lettera  a)  sono
concesse, a valere sulle disponibilita' del Fondo,  fino  all'ottanta
per cento dell'ammontare delle operazioni finanziarie per capitale ed
interessi,  entro  i  limiti   previsti   dalla   vigente   normativa
comunitaria e comunque fino ad un importo garantito compreso  tra  un
minimo di euro 150.000,00 (centocinquantamila) e un  massimo  di  2,5
milioni di euro, alle seguenti condizioni:
a) sono assistite da  garanzia  dello  Stato  quale  garanzia  di
ultima istanza, secondo criteri, condizioni e modalita' stabilite dal
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  di  cui  all'art.
15, comma 7 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102;
b) non superano la durata del prestito sottostante e comunque non
superano i 15 anni;
c)  sono  a  prima   richiesta,   esplicite,   incondizionate   e
irrevocabili;
d) coprono, nel caso dei finanziamenti a medio-lungo termine,  la
perdita definitiva subita  dai  soggetti  richiedenti  per  capitale,
interessi contrattuali e di mora, in misura non superiore al tasso di
interesse  dello  0,5%  ovvero  il  tasso  di  interesse  legale,  se
e) ove il soggetto beneficiario finale sia una PMI,  l'intensita'
di aiuto e' determinata applicando il  metodo  nazionale  di  calcolo
imprese notificato dal Ministero dello sviluppo economico in data  14
maggio 2010 e approvato dalla Commissione europea  con  decisione  n.
4505 del 6  luglio  2010,  ovvero  ulteriori  metodi  successivamente
approvati;
f)  ove  il  soggetto  beneficiario  finale  non  sia  una   PMI,
l'intensita' di aiuto e' determinata applicando il  metodo  nazionale
di calcolo dell'equivalente sovvenzione lordo per aiuti  sotto  forma
di garanzia concessi a imprese  di  dimensioni  maggiori  delle  PMI,
notificato dal Ministero dello sviluppo economico in data  5  ottobre
2015 e approvato dalla Commissione europea con decisione SA.43296 del
28 aprile 2016, ovvero ulteriori metodi successivamente approvati.
4. I finanziamenti agevolati di cui all'art. 8,  comma  1,  lettera
b),   sono   concessi   da   un    minimo    di    euro    250.000,00
(duecentocinquantamila) e ad un massimo di euro 4.000.000,00 (quattro
milioni), a copertura di un massimo del 70%  dei  costi  agevolabili,
a) la misura delle agevolazioni  e'  definita  nei  limiti  delle
intensita' massime di cui al presente  articolo,  rispetto  ai  costi
agevolabili, calcolate in ESL. I costi agevolabili e le  agevolazioni
erogabili in piu' rate sono attualizzati alla data della concessione.
Il tasso di interesse da applicare ai fini dell'attualizzazione e' il
tasso  di  riferimento  applicabile  al  momento  della  concessione,
determinato a  partire  dal  tasso  base  fissato  dalla  Commissione
europea  e  pubblicato  nel  sito  internet  all'indirizzo  seguente:
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/legislation/reference_rates
.html secondo quanto previsto dalla comunicazione  della  Commissione
relativa alla  revisione  del  metodo  di  fissazione  dei  tassi  di
riferimento e di attualizzazione (2008/C 14/02);
b)  il  finanziamento  agevolato   e'   restituito   dall'impresa
beneficiaria secondo un  piano  di  ammortamento  a  rate  semestrali
costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre  di  ogni
anno, a decorrere dalla  prima  delle  precitate  date  successiva  a
quella di erogazione dell'ultima  quota  a  saldo  del  finanziamento
c) fatto salvo quanto previsto dall'art. 19, comma 2, lettera b),
il finanziamento agevolato  non  e'  assistito  da  alcuna  forma  di
garanzia, fermo restando che i  crediti  nascenti  dalla  ripetizione
delle agevolazioni erogate sono, comunque, assistiti da privilegio ai
sensi dell'art. 24, comma 33, della legge 27 dicembre 1997 n. 449;
d) l'impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria
del progetto di investimento  apportando  un  contributo  finanziario
pari almeno all'importo non coperto dalle agevolazioni concedibili;
e) nel caso di ritardo nel pagamento della rata di  ammortamento,
decorre,  senza  necessita'  di  intimazione  e  messa  in  mora,  un
interesse di mora pari al tasso di interesse  dello  0,5%  ovvero  al
tasso di interesse legale, se superiore;
f)  e'  consentita  l'estinzione  anticipata  del   finanziamento
agevolato,  senza  oneri  o  commissioni  a   carico   del   soggetto
1. Le agevolazioni di cui al  presente  Capo  sono  cumulabili  con
agevolazioni contributive o finanziarie previste da  altre  normative
comunitarie, nazionali e regionali  nel  limite  del  regolamento  de
minimis laddove applicabile, o entro le intensita' di  aiuto  massime
consentite dalla vigente normativa dell'Unione europea in materia  di
2. Fermo restando quanto stabilito al comma 1, le  agevolazioni  di
cui al presente Capo sono cumulabili con  gli  incentivi  di  cui  al
decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  11  gennaio  2017
concernente l'aggiornamento delle linee guida per il  meccanismo  dei
Capo III   Interventi a favore della pubblica amministrazione
alle Pubbliche amministrazioni, in forma singola o in forma aggregata
o associata, per la realizzazione di progetti di investimento di  cui
all'art. 12.
a fronte di progetti d'investimento per l'efficienza energetica volti
alla realizzazione di interventi:
a) di miglioramento dell'efficienza energetica  dei  servizi  e/o
b) di miglioramento dell'efficienza energetica degli  edifici  di
proprieta' della Pubblica Amministrazione;
c) di  miglioramento  dell'efficienza  energetica  degli  edifici
2.  I  progetti  devono   essere   avviati   successivamente   alla
presentazione della domanda di agevolazioni di cui all'art. 17.
3. Gli interventi di cui al comma 1, lettera  a)  sono  ammissibili
esclusivamente  qualora  generino  risparmi   addizionali,   valutati
secondo quanto previsto  dal  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
economico 11 gennaio 2017  concernente  l'aggiornamento  delle  linee
guida per il meccanismo dei certificati bianchi.
4. Gli interventi di cui al comma 1, lettere b) e c)  rispettano  i
requisiti minimi di accesso previsti dal decreto del Ministero  dello
sviluppo economico  16  febbraio  2016  e  successive  modificazioni,
recante «Incentivazione per la produzione di energia termica da fonti
rinnovabili e di  interventi  di  efficienza  energetica  di  piccola
dimensione», cosiddetto conto termico.
5. I costi  agevolabili  corrispondono  ai  costi  ammissibili  del
progetto come definiti al successivo art. 16.
6. Gli enti locali possono assumere nuovi mutui e accedere ad altre
forme di finanziamento nei limiti di cui  all'art.  204  del  decreto
1. Le agevolazioni per gli interventi di cui al presente Capo, sono
concesse alle Pubbliche amministrazioni sotto forma di  finanziamento
agevolato per gli investimenti, a un tasso fisso pari a 0,25% e della
durata  massima  di  15  anni  oltre  a  un  periodo  di  utilizzo  e
preammortamento commisurato  alla  durata  dello  specifico  progetto
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 non superano il 60% dei  costi
agevolabili,  ad  eccezione  delle  agevolazioni  concesse  per   gli
interventi  di   miglioramento   dell'efficienza   energetica   delle
infrastrutture pubbliche, compresa l'illuminazione pubblica, che  non
superano l'80% dei costi agevolabili.
1. I finanziamenti agevolati di cui all'art. 8,  comma  1,  lettera
b),   sono   concessi   da   un    minimo    di    euro    150.000,00
(centocinquantamila) e ad un massimo di euro 2.000.000 (due milioni),
fermo restando quanto previsto all'art. 13, alle seguenti condizioni:
a)  la  Pubblica  amministrazione  deve  garantire  la  copertura
finanziaria del progetto di  investimento  apportando  un  contributo
finanziario, anche  per  mezzo  di  altri  incentivi  pubblici,  pari
all'importo non coperto dalle agevolazioni concedibili ai  sensi  del
b)  il  finanziamento  agevolato  e'  restituito  dalla  Pubblica
amministrazione beneficiaria secondo un piano di ammortamento a  rate
semestrali costanti  posticipate  scadenti  il  31  maggio  e  il  30
novembre di ogni anno, a decorrere dalla prima delle  precitate  date
successiva a quella di  erogazione  dell'ultima  quota  a  saldo  del
finanziamento concesso;
c) nel caso di ritardo nel pagamento della rata di  ammortamento,
d)  e'  consentita  l'estinzione  anticipata  del   finanziamento
altri incentivi, nei limiti di un finanziamento  complessivo  massimo
pari al 100 per cento dei costi ammissibili.
Capo IV   Disposizioni comuni e finali
1. I costi ammissibili per l'esecuzione degli interventi  agevolati
ai sensi del presente decreto, devono riferirsi all'acquisto e/o alla
costruzione  di  immobilizzazioni  nella   misura   necessaria   alle
finalita' del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni. Detti
costi riguardano:
a)  consulenze  connesse  al   progetto   di   investimento   con
riferimento   in   particolare   alle   spese    per    progettazioni
ingegneristiche  relative  alle  strutture  dei  fabbricati  e  degli
impianti,  direzione  lavori,  collaudi  di  legge,  progettazione  e
implementazione  di  sistemi  di  gestione   energetica,   studi   di
fattibilita' nonche' la predisposizione dell'attestato di prestazione
energetica degli edifici e della diagnosi  energetica  degli  edifici
pubblici, nella misura massima  complessiva  del  10  per  cento  del
totale dei costi ammissibili;
b)  le  apparecchiature,  gli  impianti  nonche'   macchinari   e
attrezzature varie (inclusi i sistemi di telegestione,  telecontrollo
e monitoraggio per  la  raccolta  dei  dati  riguardanti  i  risparmi
conseguiti) comprensivi delle forniture di materiali e dei componenti
previsti per la realizzazione dell'intervento;
c)  interventi  sull'involucro  edilizio  (opaco  e  trasparente)
comprensivi di opere murarie e assimilate, ivi inclusi  i  costi  per
gli  interventi  di  mitigazione   del   rischio   sismico,   qualora
riguardanti  elementi  edilizi  interessati   dagli   interventi   di
d)  infrastrutture  specifiche  (comprese  le  opere  civili,   i
supporti, le linee di adduzione dell'acqua, dell'energia elettrica  -
comprensivo  dell'allacciamento  alla  rete  -  del   gas   e/o   del
combustibile biomassa necessari per il  funzionamento  dell'impianto,
nonche' i sistemi di  misura  dei  vari  parametri  di  funzionamento
dell'impianto);
2. In relazione alle diverse tipologie di spesa, non sono in nessun
caso considerate ammissibili:
a) le spese relative  a  beni  acquisiti  con  il  sistema  della
locazione finanziaria e la costruzione  di  immobilizzazioni  tramite
commesse interne di lavorazione;
b) le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati;
c) le spese relative all'acquisto di automezzi e attrezzature  di
trasporto targati;
d) le spese di funzionamento, le spese notarili, quelle  relative
a imposte, tasse, scorte e, nel  caso  di  progetti  di  investimento
presentati da imprese, quelle per le  quali  i  soggetti  beneficiari
abbiano  gia'  fruito,  nei  dieci  anni  antecedenti  la   data   di
presentazione della domanda, di  altri  aiuti,  fatta  eccezione  per
quelli di natura fiscale, salvo il caso  in  cui  le  amministrazioni
concedenti  abbiano  revocato  e  recuperato  totalmente  gli   aiuti
e) la consulenza specialistica rilasciata da amministratori, soci
e  dipendenti  del  soggetto  beneficiario   dell'agevolazione,   ove
applicabile;
f) le spese relative a singoli beni di importo inferiore a 500,00
euro,  al  netto   di   IVA,   suscettibili   di   singola   autonoma
3. Le spese sopra indicate  sono  ammesse  al  netto  dell'IVA  (ad
eccezione dei casi in  cui  l'IVA  sia  realmente  e  definitivamente
sostenuta  dai  soggetti  beneficiari  e  non  sia  in   alcun   modo
recuperabile dagli stessi, tenendo conto della disciplina fiscale cui
i soggetti beneficiari sono assoggettati).
1. L'ammissione alle agevolazioni  del  Fondo  avviene  sulla  base
della presentazione per via telematica, prima della  data  di  inizio
dei lavori, della domanda redatta, a pena di esclusione, secondo  gli
schemi, le modalita' e gli ulteriori parametri economico-finanziari e
requisiti minimi di accesso, proposti  da  INVITALIA  entro  sessanta
giorni dall'entrata in vigore del presente decreto e approvati con  i
decreti del  direttore  generale  della  Direzione  generale  per  il
mercato elettrico,  le  rinnovabili  e  l'efficienza  energetica,  il
nucleare del Ministero dello  sviluppo  economico,  e  del  direttore
generale della Direzione generale  clima  ed  energia  del  Ministero
dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare  di  cui
all'art. 25, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze.
2. Per l'accesso alle agevolazioni di  cui  all'art.  5,  comma  1,
lettera a), nonche' nel caso di richiesta di accesso contestuale alle
agevolazioni di cui all'art. 5, comma 1, lettere a) e b), le  domande
di ammissione sono presentate dal  soggetto  richiedente,  per  conto
dell'impresa beneficiaria.
3. Gli schemi di cui al comma  1  prevedono  almeno  le  seguenti
a) descrizione dettagliata dell'intervento;
b) tabella del costi dell'intervento con indicazione di  quelli
ammissibili ai sensi dell'art. 16;
c) crono-programma dell'intervento;
d)  attestato  di  prestazione  energetica  ante-intervento   o
diagnosi energetica  per  le  domande  che  prevedono  interventi  di
riqualificazione di edifici;
e) quantificazione del risparmio conseguibile dall'intervento e
specifica dei parametri impiegati per il calcolo.
Istruttoria e concessione dell'agevolazione
1. L'accesso ai benefici di cui al presente decreto avviene secondo
l'ordine  cronologico  di  presentazione  delle  domande  e  fino  ad
esaurimento delle disponibilita' della relativa  sezione  del  Fondo.
Per le agevolazioni di cui all'art. 5,  comma  1,  lettera  a)  viene
accantonata, a cura del gestore del Fondo, una  somma  non  inferiore
all'8% dell'importo massimo da garantire  nei  casi  di  garanzie  su
singole   operazioni   di   finanziamento.   Tale   percentuale    di
accantonamento potra' essere incrementata  a  cura  di  INVITALIA  in
relazione al concreto andamento delle escussioni del  Fondo,  dandone
informativa al  Ministero  dello  sviluppo  economico,  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministero
2. La fase istruttoria delle domande di accesso  alle  agevolazioni
e' condotta da INVITALIA,  anche  tenuto  conto  delle  verifiche  in
ordine  alla  normativa  antimafia  di  cui  al  decreto  legislativo
159/2011 e s.m.i. e alla  regolarita'  fiscale  e  contributiva,  ove
applicabili. INVITALIA, se ritenuto necessario e  anche  in  funzione
delle eventuali richieste della Cabina di regia, puo' richiedere, una
sola volta, ulteriori elementi al soggetto richiedente o al  soggetto
3. INVITALIA verifica, in particolare:
a) la validita' e fattibilita' tecnica, anche con riferimento  ai
requisiti minimi tecnici previsti dall'art. 7;
b) la solidita' economico-patrimoniale dei  soggetti  beneficiari
valutata sulla base della possibilita' di  far  fronte  agli  impegni
finanziari  legati  alla  realizzazione   del   programma   ed   alla
restituzione del finanziamento agevolato;
c) l'ammissibilita' e la pertinenza  delle  spese  esposte  nella
4.  INVITALIA,  a  chiusura  della  fase  istruttoria,  e  comunque
entro sessanta   giorni   dalla   ricezione   della    documentazione
istruttoria   da   parte    del    soggetto    richiedente,    valuta
l'ammissibilita' della  domanda  alle  agevolazioni  del  Fondo.  Con
cadenza mensile INVITALIA predispone e invia alla  Cabina  di  regia,
l'elenco delle domande valutate corredato  di  relazione  esplicativa
sintetica sugli esiti della valutazione.
5.  INVITALIA,  previa  approvazione  della  Cabina  di  regia   da
rilasciarsi entro trenta giorni dalla ricezione degli elenchi e delle
relazioni di cui al comma 3,  delibera,  fino  ad  esaurimento  delle
risorse disponibili nelle  rispettive  sezioni  di  cui  all'art.  5,
l'ammissione  ai  benefici  delle  richieste   pervenute.   INVITALIA
provvede quindi alla notifica delle  risultanze  dell'istruttoria  al
soggetto beneficiario ovvero al soggetto richiedente,  i  quali,  nel
caso di esito positivo, avviano le procedure per  il  perfezionamento
dell'operazione assistita da intervento del Fondo. In caso  di  esito
negativo  INVITALIA  invia  una  comunicazione  dei  motivi  ostativi
all'accoglimento dell'istanza ai sensi dell'art. 10-bis della legge 7
Fruizione delle agevolazioni
1. Per la fruizione delle agevolazioni di cui all'art. 5, comma  1,
a)  a  fronte  di  un  evento  di  escussione,  ciascun  soggetto
richiedente invia al gestore del Fondo, entro 180 giorni  dalla  data
di intimazione di pagamento indirizzata al  soggetto  beneficiario  e
per conoscenza al gestore del  Fondo,  la  richiesta  di  attivazione
della garanzia, corredata dei dati e delle informazioni  relative  a:
(i) l'operazione finanziaria oggetto di escussione della garanzia del
Fondo;  (ii)  l'importo  dell'esposizione  del  soggetto  richiedente
sull'operazione finanziaria di cui al precedente punto (i),  rilevato
alla  data  di  intimazione  di   pagamento   inviata   al   soggetto
beneficiario a seguito  dell'evento  di  escussione.  La  perdita  e'
liquidata dal gestore del Fondo, previa approvazione da  parte  della
Cabina di  regia,  entro novanta  giorni  lavorativi  dalla  data  di
ricezione della richiesta di attivazione della garanzia, completa  di
tutta la documentazione prevista nel contratto di garanzia,  mediante
accredito, a valere sulle disponibilita' del Fondo, su apposito conto
corrente indicato dal soggetto richiedente;
b) il soggetto richiedente si  impegna  altresi'  a  richiedere  al
soggetto   beneficiario   idonea   documentazione   comprovante    la
realizzazione degli investimenti, anche nei casi degli interventi per
Stato Avanzamento Lavori - SAL e a  trasmetterla  tempestivamente  ad
INVITALIA. In  caso  di  mancata  trasmissione  della  documentazione
comprovante l'avvenuta realizzazione degli investimenti da parte  del
soggetto beneficiario, qualora il soggetto  richiedente  dimostri  di
avere richiesto tale documentazione al soggetto beneficiario  tramite
mezzi che forniscano la prova  certa  di  ricezione  ovvero  di  aver
previsto l'obbligo di trasmissione  della  stessa  nel  contratto  di
finanziamento o nei singoli atti di erogazione, la garanzia del Fondo
rimane efficace, ma INVITALIA puo' avviare nei confronti del soggetto
beneficiario   il   procedimento   di   revoca   della    concessione
dell'agevolazione ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.
c)  a  seguito  della  liquidazione  della  perdita   al   soggetto
richiedente, il Fondo acquisisce il diritto di rivalersi sul soggetto
beneficiario per le somme pagate e,  proporzionalmente  all'ammontare
di queste ultime, e'  surrogato  in  tutti  i  diritti  spettanti  al
soggetto richiedente in relazione alle eventuali altre garanzie reali
e personali acquisite. INVITALIA procede alle azioni di recupero  del
credito per conto del Fondo.
2. Per la fruizione delle agevolazioni di cui all'art. 5, comma  1,
a) l'erogazione del finanziamento agevolato avviene sulla base di
un contratto di finanziamento appositamente stipulato tra INVITALIA e
il soggetto beneficiario, contenente anche le obbligazioni a  cui  lo
stesso beneficiario e' soggetto;
b) l'erogazione  delle  agevolazioni  avviene  su  richiesta  del
soggetto beneficiario mediante  presentazione  di  stati  avanzamento
lavori  (di  seguito  SAL),  di  importo   non   inferiore   al   25%
dell'investimento, fatta salva l'erogazione  a  saldo,  a  fronte  di
titoli di spesa quietanzati;
c) il soggetto beneficiario puo'  richiedere  l'erogazione  della
prima quota di agevolazione a titolo di  anticipazione,  fino  ad  un
massimo del 20% delle agevolazioni complessivamente concesse, secondo
le seguenti modalita':
i. per i soggetti di cui all'art. 6,  previa  presentazione  di
fideiussione  bancaria   o   assicurativa,   per   un   valore   pari
all'anticipazione concessa;
ii. per i soggetti di cui all'art. 11, previo rilascio da parte
del soggetto stesso di mandato irrevocabile/delegazione di pagamento,
per un importo pari all'anticipazione concessa;
d)  l'erogazione  delle  agevolazioni  effettivamente   spettanti
relative al SAL  a  saldo,  e'  effettuata  a  seguito  del  collaudo
dell'intervento ed e' subordinata all'esito positivo del  sopralluogo
di monitoraggio degli interventi.
Tempi e modalita' di realizzazione
degli investimenti ammessi
1. I soggetti beneficiari e  richiedenti  comunicano  ad  INVITALIA
l'avvenuto inizio dei lavori,  specificandone  la  data  e  allegando
copia del verbale di consegna  lavori  o  della  denuncia  di  inizio
2. I lavori di realizzazione dell'intervento sono avviati entro  12
mesi dal provvedimento di ammissione al beneficio e terminano entro e
non oltre i successivi 36 mesi, salvo richiesta di  proroga  motivata
ed accordata da INVITALIA. A tal fine, fa fede  la  dichiarazione  di
fine lavori rilasciata dal direttore dei lavori.
3. L'istanza di proroga dei termini di cui al comma 2, che comunque
non puo' essere superiore a ulteriori 180 giorni solari,  debitamente
sottoscritta e motivata dal soggetto beneficiario, nonche' corredata,
ove gia' esistenti, dai precedenti stati di avanzamento, nel caso  di
proroga del termine di fine lavori, e' trasmessa ad INVITALIA entro e
non oltre l'originario termine di fine lavori.
4. INVITALIA, entro 30 giorni dalla presentazione  della  richiesta
di proroga di cui al comma 2, comunica al soggetto richiedente  o  al
soggetto beneficiario, l'esito della valutazione.
Varianti di progetto e variazione di titolarita'
1. L'eventuale richiesta di variante in corso d'opera da  apportare
all'intervento  progettato  deve  essere   inoltrata   ad   INVITALIA
debitamente  sottoscritta  e  preventivamente  alla  sua  esecuzione,
opportunamente  motivata  e  integrata   da   idonea   documentazione
2.  In  nessun  caso  la   variante   puo'   comportare   l'aumento
dell'importo   del   finanziamento   agevolato   o   della   garanzia
riconosciuta o comportare il  superamento  delle  soglie  di  entita'
d'aiuto previste dal presente decreto.
3. INVITALIA, entro 45 giorni dalla presentazione  della  richiesta
di cui al comma 1, comunica al soggetto  richiedente  o  al  soggetto
beneficiario l'esito della valutazione.
4. Qualsiasi variazione relativa  al  soggetto  beneficiario  delle
agevolazioni di cui al presente decreto, deve essere  preventivamente
richiesta ad INVITALIA, che  espleta  le  necessarie  valutazioni  di
propria  competenza,  ai  fini  dell'eventuale  conferma   o   revoca
dell'agevolazione.
Casi di revoca e decadenza e recupero delle somme
1. Con deliberazione di INVITALIA, previa approvazione della Cabina
di regia, l'agevolazione e' revocata nei seguenti casi:
a) mancato rispetto  degli  adempimenti  di  legge  o  di  quelli
disposti dal presente decreto;
b) mancato completamento delle opere nei termini di cui  all'art.
c)  sostanziale   difformita'   tra   progetto   presentato   per
l'agevolazione e quello effettivamente realizzato;
d) agevolazioni concesse sulla base di documentazione  incompleta
o irregolare per fatti imputabili alla stessa e non sanabili;
e) nei casi di agevolazioni di cui all'art. 5, comma  1,  lettera
i. cessazione dell'attivita'  del  soggetto  beneficiario,  ove
ii.   fallimento,   liquidazione   coatta   amministrativa    o
assoggettamento ad altra procedura concorsuale, ove applicabile;
iii. nel caso in cui i  beni  acquistati  con  l'intervento  di
agevolazione siano alienati,  ceduti  o  distratti  prima  che  abbia
termine quanto previsto dal progetto ammesso e comunque  prima  della
scadenza del finanziamento agevolato.  E',  comunque,  consentita  la
sostituzione di impianti o attrezzature obsoleti o guasti entro  tale
iv.  inosservanza   accertata   delle   disposizioni   fiscali,
previdenziali, contributive e di sicurezza sul lavoro, alla  data  di
erogazione di ciascun SAL, ove applicabile;
v.  revoca  o  mancato  ottenimento  delle   autorizzazioni   e
concessioni necessarie alla realizzazione dell'intervento oggetto  di
beneficio, alla data di erogazione di ciascun SAL;
vi. mancato pagamento di almeno due rate dovute  ai  sensi  del
relativo contratto di finanziamento;
f)  in  tutti  gli  ulteriori  casi  previsti  nel  contratto  di
garanzia, per le agevolazioni di cui all'art. 5, comma 1, lettera  a)
o nel contratto di finanziamento, per le agevolazioni di cui all'art.
5, comma 1, lettera b).
2. La revoca dell'agevolazione ai sensi del  comma  1  comporta  la
decadenza  dal  diritto  all'agevolazione,   con   obbligo   di   (i)
restituzione dell'ESL da  parte  del  soggetto  beneficiario  per  le
agevolazioni di cui all'art. 5, comma 1, lettera a), con mantenimento
dell'efficacia della garanzia per  il  soggetto  richiedente  e  (ii)
restituzione delle somme  gia'  erogate  maggiorate  degli  interessi
legali per le agevolazioni di cui all'art. 5, comma  1,  lettera  b).
Tali somme incrementano la dotazione del Fondo.
3. INVITALIA provvede al recupero delle somme di cui al comma 2.
Verifiche, controlli e ispezioni
1. INVITALIA cura l'effettuazione delle verifiche sulle  iniziative
agevolate, selezionate a campione, per il tramite  sia  di  controlli
documentali sia di controlli in situ,  o  sopralluoghi,  al  fine  di
accertarne la regolarita' di realizzazione,  il  funzionamento  e  la
sussistenza  o  la  permanenza  dei  presupposti  e  dei   requisiti,
oggettivi e soggettivi, per la  fruizione  e  il  mantenimento  delle
agevolazioni, sulla base di un programma  annuale,  di  cui  fornisce
comunicazione alla Cabina di regia.
Monitoraggio, divulgazione dei risultati
e attivita' di informazione
1. Al fine di consentire una valutazione di efficacia dell'utilizzo
delle risorse del Fondo, nonche' degli effetti aggregati conseguiti a
seguito  della  realizzazione  degli  investimenti  con   le   stesse
finanziati, INVITALIA elabora e trasmette ai Ministeri dello sviluppo
economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,
alla Conferenza Unificata, nonche' agli altri organismi pubblici  che
abbiano eventualmente contribuito ad alimentare il Fondo,  un  report
semestrale di  monitoraggio  tecnico,  economico  e  finanziario  dei
benefici previsti dal presente decreto.
2. Ai  fini  del  monitoraggio  di  cui  all'art.  17  del  decreto
legislativo  4  luglio  2014,  n.  102,   INVITALIA   provvede   alla
trasmissione  ad  ENEA  delle  informazioni  relative   ai   risparmi
energetici conseguiti.
3. INVITALIA pubblica e aggiorna con continuita' sul  proprio  sito
istituzionale i  dati  sui  benefici  concessi  in  applicazione  del
Aggiornamento e disposizioni attuative
1. Il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell'ambiente
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata, anche
su proposta della Cabina di Regia, nel rispetto  degli  equilibri  di
finanza pubblica, possono aggiornare con successivi decreti:
a) il riparto delle risorse di cui all'art. 5;
b) la  forma  e  l'intensita'  delle  agevolazioni  di  cui  agli
articoli 8, 9, 14 e 15, anche in relazione alle  fattispecie  di  cui
all'art. 15, comma 2 del decreto legislativo  102/2014  non  regolate
con il presente decreto.
2. Con decreti del direttore generale della Direzione generale  per
il mercato elettrico, le rinnovabili e  l'efficienza  energetica,  il
nucleare del Ministero dello  sviluppo  economico,  e  del  direttore
dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  sentito  il
Ministero dell'economia e delle finanze, sono  individuate  ulteriori
disposizioni,  criteri  e  modalita'  operative  per  l'accesso,   la
concessione e la fruizione delle  agevolazioni  di  cui  al  presente
1. Il presente decreto e' trasmesso alla Corte  dei  Conti  per  la
registrazione ed entra in vigore il giorno successivo  alla  data  di
2.  Le  informazioni  sintetiche,  di  cui  all'allegato   II   del
regolamento GBER, insieme al link al testo integrale della misura  di
aiuto, sono trasmesse alla Commissione europea,  entro  venti  giorni
lavorativi dall'entrata in vigore del presente decreto. Gli  obblighi
di pubblicita' sono assolti con l'inserimento dei dati  nel  Registro
nazionale per gli aiuti di stato, di cui all'art. 52 della  legge  24
dicembre 2012, n. 234, sulla base  delle  disposizioni  regolamentari
previste per lo stesso Registro.
D.M. 22 dicembre 2017
Generatori di calore a biomasse: le regole per la certificazione