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Timestamp: 2018-08-14 21:17:08+00:00
Document Index: 110489991

Matched Legal Cases: ['art. 589', 'art. 589', 'art. 589', 'art. 589', 'art. 186', 'art. 589', 'art. 146', 'art. 589', 'art. 143', 'art. 176', 'art. 589', 'art. 589', 'art. 148', 'art. 589', 'art. 589', 'art. 186', 'art. 380', 'art. 189', 'art. 189', 'art. 189', 'art. 590', 'art. 590', 'art. 590', 'art. 590', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 189', 'art, 189', 'art. 189', 'art. 590', 'art. 189', 'art. 222', 'art. 589', 'art. 590', 'art. 589', 'sentenza ', 'art. 223', 'art. 359', 'art. 359', 'art. 348', 'art. 224', 'art. 221', 'art. 202', 'art. 221', 'art. 189', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 590', 'art. 223', 'sentenza ']

Studio Legale Tonon | La circolare del Ministero dell'Interno in tema di omicidio stradale e lesioni stradali
Pubblicato da Avv. Alessandro Tonon il 29 Aprile 2018
omicidio stradale lesioni stradali
Ritenendo che la stessa fornisca un quadro d'insieme, si è ritenuto di pubblicarla.
Circolare 25 marzo 2016, prot. n. 300/A/2251/16/124/68
Legge 23 marzo 2016 n. 41, recante: "Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274".
- ALLE PREFETTURE UFFICI TERRITORIALI DEL GOVERNO
- Al COMMISSARIATI DEL GOVERNO PER LE PROVINCE AUTONOME
- Al COMPARTIMENTI DELLA POLIZIA STRADALE
- Al COMPARTIMENTI DELLA POLIZIA FERROVIARIA
- Al COMPARTI MENTI DELLA POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI
e, per conoscenza.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2016 è stata pubblicata la Legge 23 marzo 2016, n. 41, recante "Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274".
Le nuove ipotesi di reato, contenute negli art. 589-bis e 590-bis C.P., sono state costruite in modo sostanzialmente simmetrico, tale da configurare, per ciascuna, una complessa articolazione di aggravanti ed attenuanti essenzialmente aventi identico contenuto, sia pure con la previsione di pene diverse e proporzionate al grado di colpa e al livello di aggressione dei beni tutelati della vita e dell’integrità fisica.
Con la presente circolare, dopo una breve ricognizione delle nuove disposizioni, si intendono fornire le prime indicazioni operative per quanto riguarda gli aspetti afferenti in modo specifico all'attività di polizia, allo scopo di prevedere un'uniforme applicazione delle nuove disposizioni, restando comunque impregiudicata la necessità di intraprendere diretti contatti con le locali Procure della Repubblica per adeguare, ove necessario, le indicazioni generali di cui alla presente circolare alle concrete direttive fornite dall'Autorità Giudiziaria in sede locale, a cui compete il coordinamento dell'attività d'indagine per i nuovi reati.
Accanto ad un'ipotesi generica, di cui all'art. 589, comma 1, C.P., il reato di omicidio stradale si articola, infatti, in diverse ipotesi aggravate;
• un caso aggravato per effetto della condotta del conducente che guida in grave stato di alterazione (art. 589-bis, commi 2 e 3, C.P.);
La norma, infine, prevede un'attenuante speciale nel caso in cui la morte non sia esclusiva conseguenza della condona del colpevole.
1.2 Omicidio stradale aggravato da stato di alterazione del conducente
Secondo la previsione dell'art. 589-bis, commi 2 e 3, C.P., l'omicidio è aggravato quando il conducente si trovi in stato di alterazione. Infatti, è punito con la reclusione da otto a dodici anni l'omicidio stradale colposo commesso da conducente di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave, con lasso alcolemico superiore a 1,5 grammi di alcool per litro di sangue o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; se si tratta di conducenti professionali o di mezzi pesanti, indicati dall'art. 186-bis, comma 1, lettere b, c) e d), C.d.S.. per l'applicazione della stessa pena è sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media, cioè, con tasso alcotemico compreso tra 0,8 e 1,5 gr/l.
Le ipotesi aggravate per alterazione ricorrono solo quando il conducente in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti guida un veicolo a motore. In caso di guida di un veicolo senza motore, invece, ricorre sempre l'ipotesi di omicidio stradale non aggravato di cui all'art. 589-bis, comma 1. C.P.
Allo scopo di consentire la corretta ed uniforme qualificazione di tali condotte e di ricondurre i comportamenti che costituiscono aggravante, da cui discendono più gravi conseguenze per l'omicida, alle specifiche previsioni del codice della strada, si forniscono le seguenti precisazioni.
In particolare, in occasione del rilievo di un incidente stradale, potrà essere utile acquisire i dati contenuti nei dispositivi installati a bordo del veicolo dalle compagnie di assicurazione e nelle centraline che governano l'attivazione del sistema di airbag che, in molti casi, memorizzano la velocità tenuta dal veicolo al momento dell'urto. Ove necessario, naturalmente, le operazioni tecniche relative dovranno essere autorizzate dall'autorità giudiziaria ed assistite dalle opportune garanzie difensive.
b) Con riferimento all'aggravante di cui al comma 5, n. 2), dell'articolo 589-bis C.P. concernente l'attraversamento dell'intersezione del semaforo disposto al rosso, valgono le medesime considerazioni soprarichiamate per l'aggravante di cui alla precedente lettera a) e, quindi, si richiama l'attenzione sulla necessità di acquisire eventuali testimonianze di altri utenti della strada o di risultanze video di telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Infatti, tali elementi di prova, ancorché non sufficienti a consentire la contestazione dell'illecito amministrativo di cui all'art. 146, comma 3, C.d.S,, possono comunque essere utilmente valutati dal giudice per l'applicazione dell'aggravante in argomento.
c) Affinché ricorra l'aggravante di cui al comma 5, n. 2) dell'art. 589-bis C.P., per l'ipotesi di circolazione contromano, occorre che il conducente di un veicolo a motore abbia impegnato una strada contromano, cioè abbia occupato in tutto o in parte la carreggiata o la parte di essa destinata all'opposto senso di marcia. La norma, in concreto, prevede l'aggravante in tutti i casi in cui ricorrano le violazioni previste dall'art. 143, commi 11 e 12 C.d.S. e dall'art. 176, commi 1 lettera a) e 19, C.d.S..
d) L'aggravante di cui al camma 5, n. 3) dell'art. 589-bis C.P. ricorre in tutti i casi in cui il conducente abbia effettuato un'inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi con limitata visibilità. Se la violazione è commessa in autostrada o su una strada extraurbana principale, dove la manovra di inversione di marcia è sempre vietata, perchè sia configurabile l'aggravante occorre che il comportamento illecito sia posto in essere in prossimità o in corrispondenza di un tratto con andamento curvilineo o caratterizzato da un dosso, in cui, ovviamente, la visibilità sia limitata.
e) L'ipotesi di omicidio aggravato di cui all'art. 589-bis, comma 5. numero 3) (sorpasso in corrispondenza di attraversamento pedonale) si configura nel caso in cui un conducente di un veicolo a motore abbia sorpassato un altro veicolo che si fosse fermato o stesse rallentando per consentire ai pedoni di attraversare sugli appositi attraversamenti regolati, conte previsto dall'art. 148, comma 13 C.d.S..
f) L'aggravante di cui al numero 3) dell'art. 589-bis, comma 5. C.P., infine, si può concretizzare solo quando il conducente di un veicolo a motore che effettua il sorpasso in presenza di striscia orizzontale continua, per compiere tale manovra, sia costretto a superare, anche solo in parie, la stessa striscia con il proprio veicolo. Qualora, invece, per le dimensioni della strada o dei veicoli, la manovra di sorpasso non richieda il superamento della predetta linea continua, non ricorre il caso di omicidio aggravato in argomento.
L'art. 589-bis C.P. prevede un aumento della pena nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone, ovvero la morte di una o più persone e le lesioni, anche lievi o lievissime, di una o di più persone, in tali casi, infatti, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo fermo restando il limite massimo di pena stabilito in diciotto anni.
La Legge 23 marzo 2016, n. 41, interviene anche sulle disposizioni del Codice di Procedura Penale che riguardano le misure limitative della libertà personale ad iniziativa della P.G. stabilendo che per l'omicidio stradale, anche nella fattispecie semplice, sia sempre consentito l'arresto in flagranza di reato. Per l'ipotesi aggravata da guida in stato di ebbrezza alcolica (oltre 1,50 gr/l, ovvero 0,8 gr/l per i conducenti professionali di cui all'art. 186 bis, lett. b), c) e d) C.d.S.) o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, l'arresto in flagranza di reato è, invece, sempre obbligatorio. In quest'ultimo caso, naturalmente, per potersi procedere secondo le disposizioni dell'art. 380 C.P.P., occorre che sia immediatamente disponibile la valutazione analitica e clinica che attesta lo stato di ebbrezza e/o di alterazione da sostanze stupefacenti. In mancanza di essa, nelle more della definizione dell'aggravante, ove ne ricorrono le condizioni, è comunque possibile procedere aII'arresto facoltativo in flagranza di reato.
L'art. 189, comma 8, C.d.S, come modificato dalla legge 23 marzo 2016, n. 41, consente l'arresto in flagranza di reato, anche nel caso in cui il conducente responsabile dell'incidente si sia fermato ed abbia prestato soccorso.
In caso di fuga, fatto salvo quanto previsto dall'art. 189, comma 8 bis, C.d.S.[1], secondo le disposizioni dell'art. 189, comma 6, C.d.S., l'arresto è sempre consentito.
Infatti, mentre le lesioni lievissime o lievi continuano ad essere punite dall'art. 590 C.P. per quelle gravi o gravissime si applica la nuova previsione dell'art. 590-bis C.P.
In base a tale norma, risponde del reato di lesioni stradali chiunque, per colpa, e con violazione delle norme sulla circolazione stradale, provochi lesioni personali gravi o gravissime. A tale fattispecie semplice sono annesse le pene della reclusione, rispettivamente da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le gravissime (art. 590-bis c. 1, C.P.).
Come per l'ipotesi semplice dell'omicidio stradale, il reato é commesso da chiunque ponga in essere, sulla strada, condotte illecite violando le norme in materia di circolazione stradale, cagionando lesioni personali gravi o gravissime.
Il reato di cui all'art. 590-bis C.P. prevede le medesime aggravanti di cui all'art. 589-bis C.P.
Così, sono previste pene più gravi[2] quando il reato sia commesso da conducente di veicolo a motore che guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti ovvero in stato di ebbrezza alcolica, nonché quando il conducente abbia posto in essere condotte particolarmente pericolose. Per ogni utile indicazione circa queste fattispecie aggravanti, si rinvia alle considerazioni sviluppate nei paragrafi 1.2 e 1.3 che trovano completa applicazione anche per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime.
Come per l'omicidio stradale, significativi aggravamenti di pena sono previsti per il caso di lesioni personali stradali gravi o gravissime, quando il sinistro stradale abbia determinato il ferimento di più persone, una delle quali abbia riportato lesioni gravi o gravissime. In tali casi, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, anche se la pena non può superare sette anni,
Anche per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, la Legge 23 marzo 2016, n. 41. interviene sulle disposizioni del Codice di Procedura Penate che riguardano le misure pre-cautelari limitative della libertà personale stabilendo che per il reato di lesioni personali stradali di cui all'art. 590-bis C.P., nelle ipotesi aggravate da guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, da specifiche condotte pericolose di guida ovvero dalla pluralità delle vittime, sia sempre possibile l'arresto in flagranza di reato e ciò anche a prescindere dalla pena concretamente irrogabile[3].
Secondo le disposizioni dall'art. 189, comma 8, C.d.S., come modificato dalla Legge 23 marzo 2016. n, 41, tuttavia, l'arresto in flagranza di reato non è comunque possibile nel caso in cui il conducente responsabile dell'inciderne da cui siano derivate le lesioni gravi o gravissime, si sia fermato ed abbia prestato soccorso. Naturalmente, fatto salvo quanto previsto dall'art, 189, comma 8-bis. C.d.S. in caso di fuga, secondo le disposizioni dell'art. 189, C.d.S., l'arresto è sempre consentito.
La perseguibilità d'ufficio di tutte le ipotesi delittuose di cui all'art. 590-bis C.P. impone una rinnovata attenzione nell'attività di rilevamento e ricostruzione del sinistro stradale, allo scopo di fornire al giudice ogni utile elemento per valutare la responsabilità delle persone coinvolte.
a) mancanza di patente, perché mai conseguita ovvero revocata o sospesa o situazioni assimilate:
Naturalmente. la presenza delle circostante aggravanti in argomento lascia impregiudicata la possibilità di procedere alla contestazione degli illeciti amministrativi di cui, rispettivamente, agli artt. 116, comma 15, 124, comma 4, 135, comma 7 e comma 12, 136-ter, commi 2 e 3, 193, comma 2, 218, comma 6, C.d.S. ovvero del reato di cui all'art. 189 C.d.S., le cui sanzioni sono applicate secondo le procedure ordinarie.
Infatti, l'art. 222, comma 2, C.d.S., come modificato dalla Legge 23 marzo 2016. n, 41 stabilisce che a seguito della condanna, ovvero dell'applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati di omicidio stradale (art. 589-bis C.P.) e di lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590-bis C.P.), anche qualora sia disposta la sospensione condizionale della pena, il Prefetto del luogo in cui è avvenuto l'incidente disponga la revoca della patente di guida del condannato.
In particolare, salvo che per il caso di omicidio stradale semplice di cui all'art. 589-bis, comma 1, C.d.S.,[4] è previsto che il Prefetto disponga la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di cinque anni. In caso di sentenza di condanna non definitiva, la sospensione provvisoria della validità della patente di guida può essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni.
Nei confronti del titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato estero, il Prefetto del luogo dello commessa violazione, in luogo della sospensione cautelare della patente, emette un provvedimento di inibizione alla guida sul territorio nazionale valido per il medesimo periodo.
In tal senso, ferma restando l'esigenza di diretti contatti con le Prefetture-UU.TT.GG. circa la definizione dei contenuti delle segnalazioni di incidente, appare comunque necessario che, in ogni caso di incidente stradale con morte o lesioni personali gravi o gravissime delle persone coinvolte, sia trasmessa a quegli Uffici la segnalazione dell'evento infortunistico, corredata da copia di verbali di contestazione di eventuali illeciti amministrativi connessi o correlati e da ogni altro atto utile a definire la responsabilità del conducente, nei confronti del quale viene fatta la segnalazione, per l'adozione della misura cautelare della sospensione provvisoria della patente di guida.
Secondo le disposizioni dell'art. 223, commi 1 e 2, C.d.S., in tutte le ipotesi di reato soprarichiamate, l'agente o l'organo accertatore della violazione deve provvedere a ritirare immediatamente la patente della persona nei confronti della quale sussistono fondati elementi di evidente responsabilità e la deve trasmettere al Prefetto entro dieci giorni.
La Legge 23 marzo 2016, n. 41 è intervenuta anche sulle disposizioni degli artt. 224 C.P.P. e 359-bis C.P.P., prevedendo un significativo ampliamento delle facoltà e prerogative di accertamento medico concesse, rispettivamente, al Giudice ed alla polizia giudiziaria.
In particolare, per quanto di diretto interesse delle Forze di Polizia, si segnala che l'art. 359-bis, C.P.P. come modificato dalla Legge 23 marzo 2016, n. 41 stabilisce che nei casi di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime, di cui agli artt. 589-bis C.P. e 590-bis C.P., qualora il conducente rifiuti di sottoporsi agli accertamenti circa lo stato di ebbrezza alcolica ovvero di alterazione correlata all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, e si ha fondato motivo di ritenere che dal ritardo dell'accertamento, ritenuto necessario, possa derivare un grave o irreparabile pregiudizio per le indagini, la polizia giudiziaria può chiedere al Pubblico ministero di autorizzarla ad effettuare un prelievo coattivo.
La procedura sopraindicata deve essere attivata solo nel caso di rifiuto di effettuare accertamenti con etilometro ovvero presso presidi ospedalieri come disciplinati negli artt. 186 e 187 C.d.S. Infatti, ove il conducente coinvolto in incidente stradale non si rifiuti di effettuare gli accertamenti con le modalità che le predette norme consentono di utilizzare agli organi di polizia stradale, non occorre intervenire secondo la nuova procedura di cui all'art. 359-bis, comma 3 bis, C.P.P.
Qualora sia opposto il rifiuto di effettuarli, il Pubblico ministero può disporre che l'accertamento sia svolto in modo coattivo. Il Pubblico ministero, nei casi d'urgenza, adotta oralmente un decreto di autorizzazione delle operazioni, che deve essere successivamente confermato per iscritto. Il provvedimento è sottoposto, comunque, alla convalida del giudice[5].
Del decreto con cui è disposto l'accertamento coattivo deve essere data tempestiva notizia al difensore dell'interessato, che ha facoltà di assistervi, senza che la sua assenza possa comportare pregiudizio nel compimento delle operazioni. Si applicano le previsioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 365 C.P.P..
Sulla base del provvedimento del Pubblico ministero, gli ufficiali di polizia giudiziaria procedono all'accompagnamento dell'interessato presso il più vicino presidio ospedaliero al fine di sottoporre la persona al necessario prelievo o accertamento. In tale circostanza, ove l'interessato opponga ulteriore rifiuto, avvalendosi, ove necessario, degli strumenti e dei soggetti di cui all'art. 348, comma 4, C.P.P. si procede all'esecuzione coattiva delle operazioni quando ciò sia tecnicamente possibile, nel rispetto delle condizioni previste dai commi 4 e 5 dell'art. 224 bis C.P.P.[6].
Del compimento delle operazioni deve essere redatto un verbale delle operazioni svolte nel quale sarà dato atto dell'esito degli accertamenti, se conosciuto nell'immediatezza. Se l'accertamento non è stato possibile, nel verbale dovranno essere indicati i motivi che l'hanno reso impossibile o sconsigliabile, eventualmente allegando la documentazione o certificazione sanitaria compilata e sottoscritta dal sanitario che era stato chiamato a procedervi.
7. CONCESSIONE OBIETTIVA DI ILLECITI AMMINISTRATIVI CON I REATI
La previsione della punibilità d'ufficio del reato di lesioni personali gravi e gravissime richiede una rinnovata intenzione rispetto alla tematica della connessione obiettiva tra illeciti amministravi e reati di omicidio stradale e lesioni personali gravi o gravissime.
Per aversi connessione, perciò, è necessario che la condotta costituente oggetto di contestazione amministrativa sia il presupposto anche per la previsione della colpa specifica oggetto dei reati sopra indicati. Le violazioni amministrative contestate in occasione del sinistro che non afferiscono al comportamento dal quale è derivato l'incidente, perciò, non sono oggetto della procedura prevista dall'art. 221 C.d.S. ma seguono le regole ordinarie del Titolo VI del Codice della Strada.
La condizione ulteriore affinché, secondo la citata norma del Codice della Strada, si possa configurare connessione obiettiva e che per l'illecito amministrativo non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 202 C.d.S.
Se l'illecito amministrativo viene definito con il pagamento, la procedura sanzionatoria amministrativa si conclude ed il giudice penale non ha alcuna competenza in materia: ad esso, pertanto, non deve essere trasmesso il verbale di contestazione.
Alto stesso modo si procede anche nel caso in cui sia presentata opposizione al verbale di accertamento dell'illecito amministrativo, competente a conoscere la quale è sempre il giudice penale.
Le procedure sopra indicate, secondo le indicazioni dell'art. 221 C.d.S. dovranno essere rispettate anche nel caso di illeciti amministrativi contestati in occasione di incidenti con lesioni lievi o lievissime in cui, anche dopo la redazione e notificazione del verbale di contestazione, sia presentata querela di parte.
[1] Secondo l'art. 189, comma 8 bis, C.d.S., nei confronti del conducente che è fuggito dopo l'incidente ma che, entro le ventiquattro ore successive al fatto, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non è possibile procedere all'arresto.
[2] Per le lesioni stradali aggravate da ubriachezza (oltre 1.5 gr/l) ovvero da ebbrezza (tra 0,8 e 1,5 gr/l) per soggetti di cui all'art. 186 bis, lett. b), c) e d) C.d.S. oppure alterazione da stupefacenti è prevista la reclusione da reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e la reclusione da quattro a sette anni per le gravissime. Quando l'ebbrezza sia compresa tra 0,8 e 1,5 gr/l per i soggetti diversi da quelli indicati dall'art. 186 bis, Iett. b), c) e d) C.d.S, la pena è la delusione da un anno e sei mesi a tre anni per le gravi e la reclusione da due a quattro anni per le gravissime. Queste ultime pene si applicano anche quando l'incidente è determinato da condotte gravemente imprudenti (eccesso di velocità, contromano, attraversamento intersezione con semaforo rosso, ecc.).
[3] L'arresto in flagranza di reato non è invece possibile nella fattispecie semplice del delitto di lesioni personali gravi o gravissime di cui all'art. 590-bis, comma 1, C.P.
[4] In tali casi, secondo le disposizioni dell'art. 223, comma 2, secondo periodo, C.d.S., il Prefetto ove sussistano fondati elementi di un'evidente responsabilità, può comunque disporre la sospensione provvisoria della validità della patente di guida fino ad un massimo di tre anni (non prorogabile neanche in caso di sentenza di condanna non definitiva).
[5] Entro le quarantotto ore successive, il Pubblico ministero richiede la convalida del decreto e degli eventuali ulteriori provvedimenti al giudice per le indagini preliminari, che provvede al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive, dandone immediato avviso al Pubblico ministero e al difensore.
[6] Non possono in alcun modo essere disposte operazioni che contrastano con espressi divieti posti dalla legge o che possono mettere in pericolo la vita, l'integrità fisica o la salute della persona o del nascituro, ovvero che, secondo la scienza medica, possono provocare sofferenze di non lieve entità. Le operazioni peritali sono comunque eseguite nel rispetto della dignità e del pudore di chi vi è sottoposto. In ogni caso, a parità di risultato, devono essere scelte le tecniche meno invasive.