Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/737
Timestamp: 2018-05-26 15:52:06+00:00
Document Index: 172001781

Matched Legal Cases: ['art. 336', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 96', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 2192', 'art. 737']

Art. 736-bis
Forma della domanda e del provvedimento
I. I provvedimenti, che debbono essere pronunciati in camera di consiglio, si chiedono con ricorso al giudice competente e hanno forma di decreto motivato, salvo che la legge disponga altrimenti.
Assegno divorzile – Criteri per l’attribuzione – Provvedimenti presidenziali provvisori – Irrilevanza del tenore di vita in costanza di matrimonio – Rilevanza di altri indici patrimoniali
Affidamento condiviso dei figli minori – Difficoltà relazionali tra un genitore ed il minore adolescente – Irrilevanza ai fini della regolamentazione del calendario di visita – Funzionalità dell’affidamento condiviso per il mantenimento della relazione parentale.
Secondo i più recenti orientamenti della giurisprudenza appare privo di rilevanza per la concessione dell’assegno divorzile il parametro relativo al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, essendo piuttosto rilevanti atri indici, quali il “possesso” di redditi ed il patrimonio mobiliare e immobiliare, le “capacità e possibilità effettive” di lavoro personale e la “stabile disponibilità” di un’abitazione (da ultimo, in tal senso, Cass. civ. n. 11504/17). (Anna Alibrandi) (riproduzione riservata)
Nel caso di difficoltà relazionali tra un genitore (nella specie, il padre) ed il figlio minore adolescente, ove emerga che tali difficoltà, da un lato, siano conseguenza normale dell’età adolescenziale del minore e delle tensioni tra i genitori separati, dall’altro non siano di gravità tale da giustificare l’accoglimento della richiesta esplicitata dallo stesso minore durante l’ascolto ai sensi dell’art. 336 bis c.c., è necessario procedere alla fissazione di un calendario di visita idoneo a consentire la frequentazione tra genitore e figlio, al fine di appianare le divergenze e mantenere il rapporto parentale. (Anna Alibrandi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 25 Maggio 2017. Segue...
Fallimento - Azione revocatoria fallimentare - Azioni derivanti dal fallimento - Rito applicabile - Rito camerale di cui al d.lgs. 5/2006 - Azione promossa nella vigenza del d.lgs. 169/2007 - Esclusione.
Liquidazione coatta amministrativa - Risoluzione del concordato - Procedimento in camera di consiglio - Difesa tecnica - Necessità.
Ai sensi dell'articolo 215, comma 1, L.F. nella liquidazione coatta amministrativa, la risoluzione del concordato pronunciata dal tribunale con sentenza in camera di consiglio, emessa su ricorso del curatore o di uno o pù creditori, a differenza di quanto previsto per il concordato fallimentare dall'articolo 137, comma 1, il giudizio, pur svolgendosi secondo la disciplina dei procedimenti in camera di consiglio, non può essere promosso dal tribunale anche d'ufficio o su semplice rapporto del curatore o del comitato dei creditori, ma deve essere necessariamente instaurato con un atto avente i requisiti previsti dall'articolo 125 c.p.c. e soggetto all'osservanza dell'articolo 82, comma 3, c.p.c., che, nei giudizi davanti al tribunale, impone alle parti l'obbligo di stare in giudizio con il ministero di un procuratore legalmente esercente. In tal senso depone innanzitutto la considerazione secondo cui il procedimento in esame, pur svolgendosi nelle forme previste dagli articoli 737 e seguenti c.p.c., non costituisce espressione di giurisdizione volontaria, ma, avendo ad oggetto una controversia su diritti soggettivi, riveste carattere contenzioso e conduce, in caso di accoglimento della domanda, ad un provvedimento decisorio suscettibile di acquistare, in difetto di impugnazione, l'autorità di giudicato, con la conseguenza che, analogamente a quanto accade per tutti gli altri procedimenti destinati a concludersi con un provvedimento incidente su diritti soggettivi o status ed idoneo ad acquistare efficacia definitiva, si svolgano gli stessi con rito ordinario o camerale, trova applicazione il principio inderogabile della necessità della difesa tecnica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Ottobre 2015, n. 19723. Segue...
Rito camerale – Produzione di documenti – Fino all’udienza di discussione – Sussiste – Contraddittorio sui documenti prodotti – Necessità – Sussiste.
Separazione – Giudizio di addebito – Mere supposizioni – Esclusione..
Nei giudizi svolti con rito camerale, l'acquisizione dei mezzi di prova e, in particolare, dei documenti, è ammissibile fino all'udienza di discussione, purché si instauri un pieno contraddittorio tra le parti (al riguardo, tra le altre, Cass. N. 11319 del 2005; n. 8547 del 2003). In mancanza, si verifica una violazione del diritto di difesa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il giudizio di addebito non può fondarsi su mere supposizioni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2014. Segue...
Rito camerale – Produzione di documenti – Fino all’udienza di discussione – Sussiste – Contraddittorio sui documenti prodotti – Necessità – Sussiste..
Nei giudizi svolti con rito camerale, l'acquisizione dei mezzi di prova e, in particolare, dei documenti, è ammissibile fino all'udienza di discussione, purché si instauri un pieno contraddittorio tra le parti (al riguardo, tra le altre, Cass. N. 11319 del 2005; n. 8547 del 2003). In mancanza, si verifica una violazione del diritto di difesa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2014. Segue...
Fallimento - Procedimento - Istanza di fallimento rivolta contro più imprenditori - Trattazione in unico procedimento - Ammissibilità - Ragioni.
La trattazione in un unico procedimento dell'istanza di fallimento rivolta verso una pluralità di imprenditori deve ritenersi ammissibile in applicazione dei principi generali in materia di connessione, compatibili con la disciplina del procedimento camerale e, in particolare, con quella dettata dall'art. 15 legge fall., ferma restando la necessità che, all'esito dell'unitario procedimento, gli eventuali fallimenti dichiarati restino distinti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2013. Segue...
Semplificazione dei riti civili – Dlgs 150/2011 – Erronea introduzione del rito – Rito Camerale con istanza al Giudice Tutelare in luogo del rito sommario di cognizione – Mutamento del rito – Inammissibilità..
Ai sensi dell’art. 4, comma I, dlgs 150/2011, quando una controversia viene promossa in forme diverse da quelle previste dalla Legge, il giudice dispone il mutamento del rito con ordinanza: lo switch procedimentale non è ammissibile nell’ipotesi in cui la parte ricorrente, in luogo del rito sommario di cognizione davanti al giudice ordinario, abbia introdotto la lite con rito camerale dinanzi al Giudice Tutelare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 03 Ottobre 2012. Segue...
Matrimonio del cittadino straniero con cittadino italiano, celebrato in altro Stato (nel caso di specie: Spagna) – Matrimonio Omosessuale – Ricongiungimento familiare – Artt. 23, 25 d.lgs. 30/2007 – Applicabilità – Sussiste..
Alla famiglia omosessuale va riconosciuto il diritto fondamentale a vivere liberamente una condizione di coppia che sarebbe certamente impedito in radice, in ipotesi di negazione del diritto a proseguire la relazione affettiva dopo il trasferimento in Italia (nel caso di specie: cittadino straniero sposato, in Spagna, con cittadino italiano). Sussiste, quindi, la necessità di un trattamento omogeneo tra condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, secondo il canone della ragionevolezza. Ne consegue che va annullato il provvedimento della Questura che neghi il ricongiungimento familiare perché la coppia è omosessuale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Febbraio 2012. Segue...
Procedimenti in camera di consiglio - Condanna alle spese giudiziali - Legittimità - Contrasto tra interessi antagonisti - Soccombenza - Applicazione delle tariffe dei procedimenti contenziosi.
Processo civile - Responsabilità processuale aggravata - Natura sanzionatoria - Introduzione di danno punitivo - Sanzione d'ufficio..
È legittima la condanna alle spese giudiziali nei procedimenti in camera di consiglio, allorché si presenti un contrasto tra interessi antagonisti la cui soluzione implica una soccombenza, che resta sottoposta alle regole dettate dagli artt. 91 ss. c.p.c. Per la relativa liquidazione, si applicano gli onorari di cui ai par. I, II e IV della Tabella A del D.M. n. 127/2004, poiché, ai sensi dell’art. 11, co. 2, del medesimo D.M., anche con riferimento ai procedimenti camerali si applicano le tariffe relative ai procedimenti contenziosi, qualora siano sorte delle contestazioni il cui esame è devoluto al giudice della cognizione. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata)
Il nuovo comma 3 dell’art. 96 c.p.c. prevede un rimedio che non ha natura meramente risarcitoria ma “sanzionatoria” ed introduce nell’ordinamento una forma di danno punitivo per scoraggiare l’abuso del processo e preservare la funzionalità del sistema, traducendosi, dunque, in “una sanzione d’ufficio”. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 Marzo 2011. Segue...
Procedimenti in camera di consiglio - Condanna alle spese giudiziali - Legittimità - Contrasto tra interessi antagonisti - Soccombenza - Applicazione delle tariffe dei procedimenti contenziosi..
È legittima la condanna alle spese giudiziali nei procedimenti in camera di consiglio, allorché si presenti un contrasto tra interessi antagonisti la cui soluzione implica una soccombenza, che resta sottoposta alle regole dettate dagli artt. 91 ss. c.p.c. Per la relativa liquidazione, si applicano gli onorari di cui ai par. I, II e IV della Tabella A del D.M. n. 127/2004, poiché, ai sensi dell’art. 11, co. 2, del medesimo D.M., anche con riferimento ai procedimenti camerali si applicano le tariffe relative ai procedimenti contenziosi, qualora siano sorte delle contestazioni il cui esame è devoluto al giudice della cognizione. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 Marzo 2011. Segue...
Fallimento – Reclamo ex art. 18 l. fall. – Mancata comparizione della parte reclamante – Rinuncia tacita all’impugnativa – Esclusione..
La disciplina generale dei procedimenti in camera di consiglio, dettata dagli artt. 737 ss. C.p.c., non regola in alcun modo gli effetti della mancata comparizione delle parti, ma in ossequio al fatto che tali procedimenti sono caratterizzai da particolare celerità e semplicità di forme e che una volta instaurati (di regola, per impulso di parte), sono in via di massima dominati, quanto all’iter di svolgimento, dall’impulso officioso,deve escludersi che il giudice del reclamo possa attribuire, sic et simpliciter, alla mancata comparizione della parte reclamante la valenza di rinuncia tacita all’impugnativa, connettendovi la sanzione processuale dell’improcedibilità di quest’ultima. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 22 Luglio 2010. Segue...
Divorzio – Pensione di reversibilità – Domanda di attribuzione dell’ex coniuge – Rito applicabile – Procedimento camerale – Esclusione..
In materia di divorzio, la domanda giudiziale ex art. 9 comma III L. n. 898/1970 dell’ “ex coniuge”, diretta al conseguimento della pensione di reversibilità dell’ex coniuge deceduto deve ritenersi proponibile -nel silenzio del legislatore sul rito applicabile- nelle forme ordinarie e non già secondo il rito camerale il quale -essendo rito speciale- non è suscettibile di interpretazione analogica. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 21 Giugno 2007. Segue...
Registro delle imprese – Impugnazione dei decreti del Giudice del registro – Procedimento – Termine a comparire – Esclusione.
Registro delle imprese – Delibera assembleare priva dei requisiti minimi di legge – Iscrizione – Esclusione..
Il procedimento di impugnazione dei decreti del giudice del registro previsto dall’art. 2192 c.c., disciplinato dalle norme sulla volontaria giurisdizione di cui all’art. 737 e s.s. c.c., non prevede la concessione di un termine a comparire in favore del soggetto evocato in giudizio essendo, invero, sufficiente che sia garantita la possibilità per il controinteressato di comparire in camera di consiglio e di essere sentito prima della emissione del provvedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La delibera di nomina di un amministratore di società a responsabilità limitata assunta dall’assemblea alla quale non era presente alcun soggetto munito del diritto di voto deve ritenersi inesistente o comunque nulla in quanto adottata in assenza dei requisiti minimi di legge e tale vizio, ove sia rilevabile dal Conservatore sulla base della documentazione in suo possesso, impedisce l’iscrizione dell’atto nel Registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 25 Ottobre 2006. Segue...