Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-749-codice-civile-miglioramenti-e-deterioramenti-dellimmobile-alienato
Timestamp: 2018-09-20 13:40:10+00:00
Document Index: 48964615

Matched Legal Cases: ['art. 747', 'art. 751', 'art. 564', 'art. 551', 'art. 650', 'art. 650']

Art. 749 codice civile: Miglioramenti e deterioramenti dell'immobile alienato
Codice civile Art. 749 codice civile: Miglioramenti e deterioramenti dell’immobile alienato
Miglioramenti: [v. 748]; Deterioramenti: [v. 748].
Nell’ipotesi di trasferimento ad un terzo della proprietà dell’immobile donato, la collazione deve necessariamente essere compiuta per imputazione [v. 7462].
Per accertare la lesione di legittima è necessario determinare il valore della massa ereditaria e, quello quindi, della quota disponibile e della quota di legittima, che della massa ereditaria costituiscono una frazione, procedendo, anzitutto alla formazione della massa dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione, della detrazione dal "relictum" dei debiti da valutare con riferimento alla stessa data, alla riunione fittizia (cioè, con operazione meramente contabile) tra attivo netto e "donatum", costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c., rispettivamente relativi ai beni immobili ed ai beni mobili) e con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.), calcolando, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma del valore del "relictum" al netto e del valore del "donatum" ed imputando, infine, le liberalità fatte al legittimatario con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.).
Cassazione civile sez. II 01 dicembre 1993 n. 11873
Il potere attribuito ex art. 551 c.c. ad un legittimario onorato di un legato in sostituzione di legittima di conseguire la quota dei beni ereditari nella misura stabilita dalla legge attraverso l'esercizio dell'azione di riduzione, anziché di conservare il legato, postula l'assolvimento dell'onere di rinunciare al legato, per cui, attesa la natura di facoltà del relativo potere di scelta e della rinunzia (art. 650 c.c.), non è ipotizzabile una autonoma prescrittibilità, avulsa da quella del diritto in cui sono comprese (salva la assoggettabilità a decadenza, come nell'ipotesi prevista dall'art. 650 c.c. di esperimento dell'actio interrogatoria da parte di un terzo). Ne consegue che, qualora l'azione di riduzione sia stata esercitata dal detto legatario entro il termine decennale di prescrizione, decorrente dalla data di apertura della successione, la rinuncia attuativa del potere di scelta può essere sempre esercitata dal legatario stesso ove non sia intervenuta decadenza e l'assolvimento dell'onere della rinunzia al legato, costituente condizione dell'azione di riduzione (e non presupposto processuale), deve essere accertato con riguardo al momento della decisione e non a quello della proposizione della domanda.
Cassazione civile sez. II 26 gennaio 1990 n. 459