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Timestamp: 2017-09-24 16:04:41+00:00
Document Index: 76141292

Matched Legal Cases: ['art, 184', 'art. 20', 'art. 185', 'art. 186', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186']

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Terre e rocce di scavo: aspetti applicativi e gestionaliPowerPoint Presentation
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Terre e rocce di scavo: aspetti applicativi e gestionali - PowerPoint PPT Presentation
Terre e rocce di scavo: aspetti applicativi e gestionali. Avv Luca Prati [email protected] www.greenelex.it. Terre e rocce di scavo: aspetti applicativi e gestionali. Le terre e rocce da scavo possono assumere la natura di: RESIDUI LIBERAMENTE UTILIZZABILI RIFIUTI SOTTOPRODOTTI.
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Le terre e rocce da scavo possono assumere la natura di:
RESIDUI LIBERAMENTE UTILIZZABILI
Le terrediscavo come rifiuto (art, 184 del D. Lgs. 152/20006)
Il 29 gennaio 2009 è entrata in vigore la legge di conversione del decreto anti crisi, in particolare l'art. 20 comma 10 sexies del DL 185/2008 ha modificato sia l'art. 185 che l'art. 186 del D lgs 152/2006, escludendo dalla disciplina dei rifiuti "il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione, che venga utilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato scavato
Il Suolo non contaminatonelnuovo art. 185 del D. Lgs. 152/2005C
L’esclusione dal regime dei rifiuti si applica:
Al “suolo” non contaminato
Ad altro “materiale naturale”
Al solo materiale proveniente dagli “scavi” in sito
Al solo materiale riutilizzato allo stato naturale
Al solo materiale riutilizzato a fini di costruzione nello stesso sito in cui è stato scavato
Il Suolo non contaminatonelnuovo art. 185 del D. Lgs. 152/2005
Le terre e rocceframmiste ad altriresidui
Cass. pen., sez. III 01-10-2008 (12-06-2008), n. 37280 s. 152/2006
Le terredascavo come “sottoprodotti” ex art. 186 del D. Lgs. 152/2006
Ai sensi dell’art. 186, le terre e rocce da scavo possono essere considerate “sottoprodotti” alle seguenti condizioni:
la volontà del detentore di non disfarsene;
non siano contaminati: il riferimento legislativo relativo alla contaminazione del suolo e del sottosuolo risiede nell’allegato 5, tabella 1, parte IV del D.lg. 152/2006 e siano compatibili con la destinazione d’uso;
b) sin dalla fase della produzione vi sia certezza dell'integrale utilizzo
e) sia accertato che non provengono da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del TU Ambiente
f) In particolare deve essere dimostrato che il materiale da utilizzare non è contaminato con riferimento alla destinazione d'uso del medesimo, nonché la compatibilità di detto materiale con il sito di destinazione.
g) la certezza del loro integrale utilizzo sia dimostrata
sia dimostrata la certezza del loro integrale utilizzo in un apposito progetto (in caso di opere e/o attività sottoposte a VIA o AIA),
nell’ambito della procedura per il permesso a costruire o secondo le modalità della DIA in caso di opere o attività che richiedono tali adempimenti,
in un allegato al progetto dell’opera nel corso di lavori pubblici non ricadenti nelle situazioni predette
Le modiifche all’ art. 186 ex L. 13/2009
Ai fini dell'applicazione del presente articolo, i residui provenienti dall'estrazione di marmi e pietre sono equiparati alla disciplina dettata per le terre e rocce da scavo.
Sono altresì equiparati i residui delle attività di lavorazione di pietre e marmi derivanti da attività nelle quali non vengono usati agenti o reagenti non naturali.
Tali residui, quando siano sottoposti a un'operazione di recupero ambientale, devono soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispettare i valori limite, per eventuali sostanze inquinanti presenti, previsti nell'Allegato 5 alla parte IV D. Lgs. 15272006, tenendo conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente derivanti dall'utilizzo della sostanza o dell'oggetto.
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