Source: https://www.scribd.com/presentation/117835241/Sabino-FortunatoI-bilanci-nelle-operazioni-straordinarie
Timestamp: 2019-06-26 18:22:22+00:00
Document Index: 171784353

Matched Legal Cases: ['art. 194', 'art. 200', 'art. 214', 'art. 215', 'art. 146', 'art. 683', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2500', 'art. 2343', 'art. 2465', 'art. 2343', 'art. 2500', 'art.170', 'art. 2217', 'art. 2501', 'art. 2501', 'art. 2504', 'art. 2426', 'art. 2504']

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Appunti in tema di bilanci straordinari
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Temi Esame Di Stato DC 2000-2
Lo stato dellarte sui bilanci straordinari
E nota lambiguit che contrassegna lespressione bilanci straordinari. Gi De Gregorio, negli anni Trenta del secolo scorso, ne offriva una nozione privativa (come in ambito aziendalistico ha fatto pi recentemente Polito). Sono bilanci straordinari tutti quelli che non possono dirsi ordinari, questi ultimi identificandosi con il bilancio desercizio, dunque riferiti ad un periodo temporale di normale funzionamento della societ con la funzione di accertare il reddito periodico distribuibile e conservare il capitale sociale oltre che con la funzione informativa. In contrapposizione i bilanci straordinari sono: - redatti per esigenze eccezionali e non periodicamente o anche se periodicamente per periodi speciali non pi di normale funzionamento (bilanci annuali di liquidazione). Quanto alla funzione, al di l di quella informativa, essi assolvono a funzioni speciali anche se talvolta coincidenti con alcune funzioni proprie del bilancio desercizio.
Il Cod. di Commercio 1882 accennava ad alcune fattispecie: bilancio di fusione (art. 194); bilancio di apertura della liquidazione (art. 200); bilancio annuale di liquidazione (art. 214); bilancio finale di liquidazione (art. 215); bilancio di accertamento delle gravi perdite implicitamente (art. 146); bilancio da presentarsi in sede di dichiarazione di fallimento (art. 683). Ma non dettava alcuna regola sulla relativa struttura, sui criteri di valutazione e sul procedimento di formazione. Il Cod. civ. 1942 non migliorava gran che la situazione. Qualche stimolo maggiore derivato dallattuazione della III e VI direttiva societaria in materia di fusione e scissione. Ma soprattutto le maggiori novit sono discese dalla riforma societaria del 2003 e dalla introduzione nellordinamento comunitario e dallestesa applicazione nel nostro ordinamento dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS).
La dottrina giuridica, al di l dei pochi cenni compiuti da De Gregorio, si occupava della materia con pochi ma autorevoli contributi fra la seconda met degli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso (Simonetto, Portale, Libonati, Sasso). Anchio offrivo in quel periodo un contributo tutto puntato sul rilievo del capitale sociale nelle varie tipologie di bilanci (Capitale e bilanci nella s.p.a., in Riv. Soc. 1991 ma risalente ad uno studio avviato con una relazione tenuta in Catania nel 1986). Il capitale sociale e in verit tutte le parti del netto come concetti normativi e non tipologici, espressioni sintetiche di regole di vincolo della distribuibilit di valori patrimoniali e dunque strumento di organizzazione del patrimonio sociale anche in relazione agli eventi gestori in cui si inserivano e agli scopi perseguiti.
I bilanci nelle operazioni straordinarie
Negli anni pi recenti, molteplici risultano gli approfondimenti sia di giuristi sia di aziendalisti sugli adempimenti contabili connessi alle operazioni societarie straordinarie, anche in relazione alla pi estesa e pi articolata disciplina introdotta con la riforma societaria in tema di trasformazione, fusione e scissione. Tralasciando altre particolari situazioni (quali i conferimenti di beni in natura e di crediti o i trasferimenti dazienda), a queste operazioni straordinarie che rivolger lattenzione. Il problema di fondo che queste operazioni pongono legato alla questione se esse possano considerarsi occasioni per la rivalutazione o meglio la valutazione a valori correnti dei patrimoni sociali interessati o se debba prevalere il principio di continuit dei valori contabili. Il dilemma si inserisce in un dibattito in verit pi ampio collegato alle contrapposte culture contabili fra tradizionali principi nazionali e dellEuropa continentale e principi contabili internazionali tributari delle impostazioni anglo-americane
Principi nazionali vs. IAS/IFRS
Gli ordinamenti continentali danno priorit ad una concezione reddituale e quindi al conto economico come strumento essenziale di misurazione dei risultati periodici; mentre gli ordinamenti anglosassoni e i principi contabili internazionali sono legati ad una concezione patrimonialistica e atomistica della ricchezza accumulata con lo strumento societario Il bilancio della singola impresa linformazione organizzativa fondamentale nella cultura continentale laddove negli ordinamenti angloamericani rileva soprattutto linformazione di gruppo tramite il bilancio consolidato Il capitale sociale lo strumento di garanzia principale per soci, creditori e terzi, mentre esso ampiamente svalutato e sostituito da altri test di solvenza soprattutto negli ordinamenti statunitensi LIFRS 3 applica alle Business Combination il purchase method che promuove i valori correnti, mentre i principi nazionali privilegiano anche nelle fusioni la continuit dei valori contabili nel rispetto del costo storico e del principio di prudenza.
Artt. 2498 2500-novies: dilatazione delle fattispecie. Trasformazione omogenea (nellambito dellistituto societario) progressiva (da societ di persone a societ di capitale: art. 2500-ter) o regressiva (da societ di capitali a societ di persone: art. 2500-sexies) Trasformazione eterogenea (fra societ e altri contratti associativi etc.): da societ di capitali in consorzi, societ consortili, societ cooperative, comunioni dazienda, assoc. non riconosciute e fondazioni (art. 2500-septies) da consorzi, societ consortili, comunioni dazienda, associazioni riconosciute e fondazioni in societ di capitali (art. 2500-octies) (cfr. Doc. Aristeia n. 55 del 2006: La perizia di stima nella trasformazione (omogenea) progressiva; Doc. IRDCEC n. 3 del 2009: La trasformazione eterogenea: profili civilistici, contabili e fiscali)
Art. 2500-ter, co. 2: nella trasformazione omogenea progressiva il capitale della societ risultante dalla trasformazione deve essere determinato sulla base dei valori attuali degli elementi dellattivo e del passivo e deve risultare da relazione di stima redatta a norma dellart. 2343 o, nel caso di srl, dellart. 2465. Nulla si dice per lipotesi di trasformazione omogenea regressiva n per ogni tipo di trasformazione eterogenea
Problemi interpretativi: - valori attuali: valori correnti o valori corretti e adeguati (aggiornati rispetto allultimo bilancio) pur sempre nel rispetto del principio di continuit? - funzione della relazione di stima: evitare che nel passaggio da un regime di responsabilit illimitata e di scarsa tutela del capitale a un regime di resp. limitata e di accentuata tutela del capitale si determini un annacquamento del capitale sociale - richiamo allart. 2343: per la metodologia e non per i criteri valutativi. Differenti fattispecie: trasferimento negoziato nel caso di conferimento; passaggio di regime nel permanere della identit soggettiva nel caso di trasformazione (non vi realizzazione del bene mediante scambio) Ne consegue: adeguamento e rettifica dei valori ai fini del rispetto dei criteri 2423 ss. ma non rivalutaz. a valori correnti n computo dellavviamento originario Non rilevazione del capitale economico ma del capitale di funzionamento correttamente determinato
Non necessit di una relazione di stima per la trasformazione omogenea regressiva, n per la trasformazione eterogenea da societ di capitali. Il mutamento di regime della responsabilit in senso regressivo rispetto alla responsabilit limitata esclude la necessit delle cautele a tutela dellintegrita capitale sociale. Di contro si ritiene di applicare in via analogica lart. 2500-ter co. 2 alla trasformazione eterogenea in societ di capitali per le ragioni gi viste nellipotesi della trasformazione omogenea progressiva (fa eccezione il passaggio da societ consortile di capitali).
La perizia di stima il bilancio di trasformazione Bilancio di chiusura della trasformanda: necessario? Mera chiusura dei conti (Perotta, Garegnani) Vero e proprio bilancio infrannuale (Caratozzolo). Obbligo tributario (art.170, co. 2 TUIR) ma non sembra sussistere un obbligo civilistico. Struttura. Certo non soggetto ad approvazione assembleare e non pu servire alla distribuzione di utili. Bilancio di apertura della trasformata: potrebbe considerarsi richiesto in base ad una interpretazione estensiva dell art. 2217, ma non mancano dubbi. Struttura.
Il capitale e patrimonio netto di trasformazione
La tesi della continuit dei valori contabili esclude che si possa procedere a rivalutazioni per effetto della trasformazione: ne consegue che il capitale sociale della trasformata (che deve rispettare il minimo legale) non pu andare oltre il patrimonio netto della trasformanda, anche se non deve necessariamente coincidere, ben potendo i soci decidere di mandare a capitale quanto basta a coprire il minimo legale e il residuo a riserva La tesi che vede nei valori attuali valori correnti, si pone il problema se sia obbligatorio o no mandare tutto il patrimonio netto che ne consegue a capitale.
Bilanci delle societ partecipanti alla fusione Bilanci di chiusura Bilancio di apertura Primo bilancio desercizio successivo alla fusione
Art. 2501-quater chiarisce che la situazione patrimoniale delle societ partecipanti alla fusione da allegare al progetto di fusione un bilancio infrannuale redatto con i criteri propri del bilancio desercizio e non ha nulla a che fare con il rapporto di cambio. Ed peraltro rinunciabile allunanimit dai soci e possessori di strumenti finanziari con diritto di voto. Altra cosa la relazione degli amministratori sul rapporto di cambio (art. 2501-quinquies) e la relazione degli esperti sulla relativa congruit (art. 2501-sexies), anchesse rinunciabili.
Ma di particolare rilevo soprattutto lart. 2504-bis che, nel disciplinare gli effetti della fusione, fa riferimento al primo bilancio successivo alla fusione (co. 4) e alle cd. differenze da fusione. Differenze da annullamento di partecipazione: che si originano dal confronto fra il valore di carico della partecipazione posseduta dalla incorporante nella incorporata e il patrimonio netto contabile dellincorporata(disavanzo o avanzo da annullamento) e Differenze da concambio: che si originano casualmente dal confronto fra aumento del capitale sociale dellincorporante a servizio dei soci terzi della incorporata e pur sempre il patrimonio netto contabile della incorporata
Disavanzo da annullamento: valore di carico superiore al netto trasferito. Varia natura della differenza cos determinata: - Maggior valore riconosciuto in sede di acquisto ai beni della incorporata (azienda, avviamento, beni non iscritti) - maggior valore riconosciuto come premio di maggioranza o sinergie ottenibili - maggior valore mantenuto perch si stimano sussistere nellincorporata perdite non durature - maggior valore da rivalutazione della partecipazione che non si contemporaneamente applicata ai beni della incorporata Ma anche natura ibrida di quella differenza. Necessit di riallineamento: criteri dettati dal 2504-bis, co. 4
1) imputazione alle attivit e passivit della incorporata 2) per il residuo ad avviamento, ove sussistano le condizioni di cui allart. 2426 3) per lulteriore residuo si tratterebbe di effettivo minor valore della incorporata e dunque di una perdita che se non compensata con riserve postfusione va a conto economico Il tutto nel limite dellammontare del disavanzo, cio del costo iscritto dellapartecipazione
Applicazione del principio di continuit contabile o eccezione? Le rivalutazioni sono possibili in sede di consolidamento ma non oltre il costo della partecipazione. Continuit sostanziale. Differente soluzione adottata da IFRS 3 (purchase o acquisition method e non pooling of interests method): aggregazioni fa parti indipendenti di cui una acquisisce il controllo sullaltra. Logica dellacquisto o scambio che legittima la piena rivalutazione.
Avanzo da annullamento: valore della partecipazione inferiore al netto trasferito. Anche qui diverse ragioni e natura della differenza originatasi: - acquisizione da cattivo affare - beni della incorporata rivalutati ma non anche la partecipazione dellincorporante - incremento del netto della partecipata non riflesso nel valore della partecipazione al costo - previsione in sede di acquisto di perdite o oneri futuri - sopravvalutazione del netto contabiledella partecipata Necessit di riallineamento: se effettivo maggior valore del netto della partecipata si iscrive una riserva avanzo di fusione; se lavanzo dovuto a previsione di perdite future si iscrive un fondo rischi ed oneri futuri IFRS3 impone sempre di annullarre lavanzo spalmandolo sulle attivit e passivit acquisite
Disavanzo e avanzo da concambio: - arbitariet o casualit della differenza Ne conseguirebbe: posta meramente correttiva. Ma OIC 4 ne identifica una valenza economica: ne consegue il medesimo trattamento di cui alle differenze da annullamento con applicazione dellart. 2504-bis che non distingue fra le tipologie delle differenze. Ove le differenze da annullamento e da concambio si manifestino congiuntamente, non sono fra di loro compensabili in considerazione della diversa natura.
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