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Timestamp: 2019-08-25 05:09:02+00:00
Document Index: 53619660

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 304', 'art. 33', 'art. 6']

D.Lgs. 626/1994 (art. 1, c. 2) - PDF
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1 D.Lgs. 81/08 - Prevenzione e protezione da agenti fisici negli ambienti di lavoro. Dubbi, quesiti, prospettive 8 aprile 2009 Auditorium Cav. Mario Magnetto - Almese La problematica della gestione dei rischi fisici nelle pubbliche amministrazioni Bruno Molino Università degli Studi di Torino - Coordinatore del Sistema di Gestione della Sicurezza di Ateneo D.Lgs. 626/1994 (art. 1, c. 2) Università: ità le norme del presente decreto sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato 1
2 D.Lgs. 81/08 (art. 3, c. 2) Università: le norme del presente decreto sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative (individuate entro e non oltre dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto con ulteriore specifico decreto) D.Lgs. 81/08 (art. 304, c. 2 e 3) Fino all emanazione dei decreti di armonizzazione delle disposizioni del presente decreto con quelle contenute in leggi o regolamenti che dispongono rinvii a norme del d.lgs. 626/94, e s.m.i., tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente decreto 2
3 D. M. 363/1998 Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze delle università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni. D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università Garanzia della libertà di ricerca e di didattica (art. 33 della Costituzione - art. 6 della L. 168/1989) Peculiare realtà degli atenei, ove si svolgono attività di ricerca, di didattica, di assistenza e di servizio, per natura ed organizzazione diverse dalle attività produttive e dai servizi privati, come pure da quelle di altre pubbliche amministrazioni 3
4 D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università Le università ità sono costituite da aggregazione di strutture eterogenee autonome con riferimento ad alcuni settori di attività ma interdipendenti rispetto ad altri Il personale spesso agisce anche in autonomia sia organizzativo-gestionale che di risorse D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università I diversi luoghi di lavoro presentano molteplici iitipologie i di rischio i fortemente differenziate tanto per qualità che per intensità Gli studenti, nel corso degli studi, frequentano ambienti e svolgono attività potenzialmente a rischio in maniera differenziata 4
5 D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università L attività di ricerca e quella sperimentale - proiettandosi verso nuove tecnologie - comporta la possibilità di rischi nuovi o non completamente conosciuti che possono essere valutati solo nei limiti delle attuali conoscenze Talora viene utilizzato un patrimonio edilizio ed immobiliare di particolare pregio culturale sottoposto a vincoli di tutela, che è caratterizzato da una molteplicità di origini e di destinazioni D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università Vi è notevole frequenza di collaborazioni con altri enti pubblici i e privati, con commistione di personale, è ciò comporta la preventiva definizione dei ruoli al fine di evitare sovrapposizione di funzioni L articolazione organizzativa delle attività è definita dai singoli statuti di autonomia previsti dalla L. 168/1989 e si svolge sovente in più sedi con diverse connotazioni di specificità 5
6 Università degli Studi di Torino Tutte le cariche (rettore - preside di facoltà - direttore di dipartimento) sono elettive Di fatto non esiste vera strutturazione gerarchica se non per il personale tecnico-amministrativo Università degli Studi di Torino Statuto Il rettore rappresenta l università ad ogni effetto di legge Al rettore spetta assumere, in caso di necessità ed urgenza, i provvedimenti amministrativi necessari, da sottoporre alla ratifica dell organo collegiale competente alla prima riunione successiva 6
7 Università degli Studi di Torino Statuto Il Consiglio di Amministrazione è l organo che sovraintende alla gestione amministrativa, economica, Spetta al Consiglio di Amministrazione approvare il bilancio annuale e pluriennale predisposti sulla base delle previsioni di sviluppo; destinare le risorse finanziarie e di personale ai centri dell ateneo dotati di autonomi poteri di amministrazione finanziaria e contabile (CGA) Università degli Studi di Torino Statuto I dipartimenti promuovono e coordinano le attività di ricerca, ferma restando l autonomia di ogni professore e ricercatore I dipartimenti sono forniti di autonomi poteri di gestione. Dispongono di personale e di risorse finanziarie e materiali assegnate dall amministrazione centrale 7
8 Università degli Studi di Torino Regolamento amministrazione, finanza e contabilità I centri di gestione dispongono di autonomia gestionale, negoziale, finanziaria e di spesa Tutte le competenze non spettanti ai centri di gestione autonoma competono al consiglio di amministrazione I centri di gestione assicurano una gestione efficace ed efficiente delle risorse con riferimento ai propri obiettivi D.M. 363/1998 Per responsabile dell attività didattica o Per responsabile dell attività didattica o di ricerca in laboratorio si intende il soggetto che, individualmente o come coordinatore di gruppo, svolge attività didattiche o di ricerca in laboratorio 8
9 D.M. 363/1998 Il responsabile della attività didattica o di ricerca, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, deve: attivarsi al fine di eliminare o ridurre al minimo i rischi Adottare le misure di prevenzione e protezione, prima che le attività a rischio vengano poste in essere D.M. 363/1998 Caratteristiche peculiari università In ragione delle attività svolte (didattica In ragione delle attività svolte (didattica, ricerca, assistenza, servizi ed amministrazione) si presenta difficile la individuazione di un unico datore di lavoro, in presenza della riconosciuta autonomia delle singole strutture e dei ricercatori, nonché della molteplicità delle unità produttive di riferimento 9
10 D.M. 363/1998 Il datore di lavoro, con apposito provvedimento dell università, viene individuato nel rettore o nel soggetto di vertice di ogni singola struttura qualificabile come unità produttiva, dotata di poteri di spesa e di gestione. Per tutte le altre strutture e quelle di uso comune il datore di lavoro è il rettore D.M. 363/1998 Al rettore in quanto datore di lavoro per Al rettore, in quanto datore di lavoro per le strutture non qualificabili come unità produttive dotate di poteri di spesa e di gestione e per tutte le strutture di uso comune compete assicurare il coordinamento delle attività dei servizi di prevenzione e protezione 10
11 D.M. 363/1998 Al rettore compete presentare periodicamente al consiglio di amministrazione, per le determinazioni di competenza, il piano di realizzazione progressiva degli adeguamenti, tenendo conto delle risultanze della riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi Università degli Studi di Torino Con deliberazione del consiglio di amministrazione del 31 ottobre 2001 il datore di lavoro è individuato nel direttore amministrativo 11
12 Università degli Studi di Torino Strutturazione in materia di sicurezza Datore di lavoro: direttore amministrativo - rettore Sistema di Gestione Sicurezza di Ateneo: Coordinatore SGSA 4 SPP - circa 120 ASPP Medici competenti ed esperti qualificati interni o su convenzione per il personale operante nelle aziende ospedaliere Rapporti con le aziende ospedaliere elementi di complessità Due datori di lavoro Due SPP Due uffici tecnici Due servizi di gestione dei dati Due imprese di pulizia i Difficoltà nella individuazione delle proprietà immobiliari 12
13 Rapporti con le aziende ospedaliere elementi di complessità Diversi ordinamenti statutari e diversa strutturazione organizzativa Normative non sempre omogenee e/o non sempre chiare Stato dei rapporti in essere tra i due enti Rapporti con le aziende ospedaliere possibili soluzioni Definizione di modalità di coordinamento Adozione di misure omogenee Nomina di un unico SPP e/o sottoscrizione di un unico DVR 13
14 Difficoltà oggettive Difficoltà derivate Concludendo 14