Source: https://avvocatotelematico.wordpress.com/2015/11/25/gli-atti-telematici-e-le-copie-telematiche-nel-pct-tra-normativa-del-cad-regole-tecniche-e-la-legge-1322015/
Timestamp: 2017-05-30 03:32:59+00:00
Document Index: 120898955

Matched Legal Cases: ['art. 2712', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 52', 'art. 547', 'art. 492']

Gli atti telematici e le copie telematiche nel PCT tra normativa del CAD, Regole Tecniche e la Legge 132/2015 | Avvocati Telematici
Gli atti telematici e le copie telematiche nel PCT tra normativa del CAD, Regole Tecniche e la Legge 132/2015 25
Posted by robertoarcella in Normativa, Saggi	≈ 1 Commento
P15060 – Il processo civile telematico (IV edizione) – Napoli, 23 Settembre 2015 P15071 – Il processo civile telematico (IV edizione) – Napoli, 21 Ottobre 2015 Scarica da qui la relazione in formato pdf
1) DALLO SCRITTO SU CARTA ALLO SCRITTO INFORMATICO: LA “FORMA TELEMATICA” Il concetto di “forma” degli atti è in generale mutuato dal diritto sostanziale: nel codice civile essa viene per lo più riferita ai negozi giuridici quale veste esteriore del negozio stesso (scritto o verbale) o, meglio, quale mezzo attraverso cui la volontà negoziale si manifesta all’esterno. In ambito processuale la forma scritta viene ricondotta ai “documenti”, nell’accezione del Carnelutti (1957, 85) di “rappresentazione di atti o fatti giuridicamente rilevanti“) e, quindi, sia come “atti” (processuali) che come “prove documentali” (art. 2712 e ss. c.c.).
2) LA “SCRITTURA” E LA TRASPOSIZIONE DEL RELATIVO CONCETTO NEL DOCUMENTO INFORMATICO Oggetto delle riflessioni che seguono sono tuttavia gli atti ed i provvedimenti “scritti”.
3) IL FILE INFORMATICO E IL “DOCUMENTO”: LE REGOLE E LE SPECIFICHE TECNICHE L’art. 1 lettera p) del C.A.D., che definisce il documento informatico come “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti” costituisce il trait d’union tra il concetto di “file informatico” e “documento” nell’accezione tradizionale.
4) IL SUPERAMENTO DELLA TRADIZIONALE DICOTOMIA ORIGINALE-COPIA DEI DOCUMENTI ANALOGICI Altro punctum dolens su cui si sono soffermate a lungo le prime interpretazioni sul processo civile telematico è che questo instaurerebbe sostanzialmente un processo fondato su “copie”: nel momento in cui l’Avvocato deposita un documento o un atto scansionato, il Giudice si troverà pur sempre di fronte ad una copia per immagine dell’originale e mai all’originale, a meno che questo non sia un documento informatico originale.
5) ORIGINALI, COPIE E DUPLICATI NEL C.A.D. Ed ecco allora che il C.A.D., tra le definizioni di cui all’art. 1, introduce quelle di “copie” e quella di “duplicati”, che si riferiscono principalmente alla capacità rappresentativa dei files informatici, appunto, di “atti, fatti o dati”: con la caratteristica addizionale per i duplicati di essere “fatti” anche della stessa “materia” informatica.
i-bis) copia informatica di documento analogico: il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento analogico da cui e’ tratto; i-ter) copia per immagine su supporto informatico di documento analogico: il documento informatico avente contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto; i-quater) copia informatica di documento informatico: il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento da cui e’ tratto su supporto informatico con diversa sequenza di valori binari; i-quinquies) duplicato informatico: il documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario.
« 1. Il documento informatico, cui e’ apposta una firma elettronica, sul piano probatorio e’ liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualita’, sicurezza, integrita’ e immodificabilita‘. Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche di cui all’articolo 20, comma 3, che garantiscano l’identificabilita‘ dell’autore, l’integrita‘ e l’immodificabilita‘ del documento, ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria. 2-bis). Salvo quanto previsto dall’articolo 25, le scritture private di cui all’articolo 1350, primo comma, numeri da 1 a 12, del codice civile, se fatte con documento informatico, sono sottoscritte, a pena di nullita’, con firma elettronica qualificata o con firma digitale. Gli atti di cui all’articolo 1350, numero 13, del codice civile soddisfano comunque il requisito della forma scritta se sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. L’apposizione ad un documento informatico di una firma digitale o di un altro tipo di firma elettronica qualificata basata su un certificato elettronico revocato, scaduto o sospeso equivale a mancata sottoscrizione. La revoca o la sospensione, comunque motivate, hanno effetto dal momento della pubblicazione, salvo che il revocante, o chi richiede la sospensione, non dimostri che essa era gia’ a conoscenza di tutte le parti interessate. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche se la firma elettronica e’ basata su un certificato qualificato rilasciato da un certificatore stabilito in uno Stato non facente parte dell’Unione europea, quando ricorre una delle seguenti condizioni: a) il certificatore possiede i requisiti di cui alla direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1999, ed e’ accreditato in uno Stato membro; b) il certificato qualificato e’ garantito da un certificatore stabilito nella Unione europea, in possesso dei requisiti di cui alla medesima direttiva; c) il certificato qualificato, o il certificatore, e’ riconosciuto in forza di un accordo bilaterale o multilaterale tra l’Unione europea e Paesi terzi o organizzazioni internazionali. Gli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto sono assolti secondo le modalita’ definite con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie. »
6) COPIE INFORMATICHE DI DOCUMENTI ANALOGICI Oltre che dalla definizione contenuta nell’art. 1 lettere i-bis e -ter, le copie informatiche di documenti analogici hanno la loro specifica disciplina nell’art. 22 del CAD., secondo cui:
7) COPIE INFORMATICHE DI DOCUMENTI INFORMATICI L’art. 1, i-quater) definisce la copia informatica di documento informatico come “il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento da cui e’ tratto su supporto informatico con diversa sequenza di valori binari”.
8) I DUPLICATI INFORMATICI Il duplicato è definito dall’art. 1, lettera i-quinquies) come “il documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario”. All’art. 23 bis, comma 1, del CAD si stabilisce che
9) L’ALLEGAZIONE INFORMATICA Quando si tratta di copie informatiche, l’art. 22, comma 2, CAD richiede l’ allegazione dell’attestazione di conformità.
10) LE ATTESTAZIONI DI CONFORMITA’ DA ANALOGICO A DIGITALE NEL PROCESSO CIVILE TELEMATICO L’ATTO ANALOGICO NOTIFICATO IN VIA TELEMATICA
11) COPIE ED ESTRATTI INFORMATICI DI DOCUMENTI INFORMATICI Le copie informatiche di documenti informatici, quale definite dall’art. 1, lettera i quater del CAD (“contenuto identico a quello del documento da cui e’ tratto su supporto informatico con diversa sequenza di valori binari”), sono disciplinate dal comma 2 dell’art. 23 bis del CAD (norma introdotta dal dlt 30 dicembre 2010, n. 235), che al comma 1 si occupa dei duplicati: collocazione sistematica questa che testimonia del carattere ibrido (informaticamente parlando) di una copia informatica che non sia identica, nel suo contenuto informatico, all’originale.
«Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformita’ alle vigenti regole tecniche di cui all’articolo 71, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale, in tutti le sue componenti, e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato o se la conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.»
12) COPIE ED ESTRATTI INFORMATICI DI DOCUMENTI INFORMATICI NEL PROCESSO CIVILE TELEMATICO Sul versante PCT v’è stata necessità di introdurre norme apposite su tale categoria di “copie” per far fronte ad alcune peculiarità dell’architettura del processo telematico: su quest’ultima è quindi necessario fare una breve premessa.
13) LA REDUCTIO AD UNUM DELLE ATTESTAZIONI DI CONFORMITA’ CON LA LEGGE 132/2015: ASPETTI PROBLEMATICI L’art. 16 undecies DL 179/2012, come introdotto dall’art. 19 della L. 132/2015 ha, come accennato, unificato la disciplina delle attestazioni di conformità, non facendo più distinzione tra copie informatiche di originali analogici e copie informatiche di documenti informatici.
Avv. Roberto Arcella Annunci
1 risposta a “Gli atti telematici e le copie telematiche nel PCT tra normativa del CAD, Regole Tecniche e la Legge 132/2015 ”	avvfrancescofuscofondiitalia ha detto:	29 novembre 2015 alle 9:23	–
grazie Avv. Roberto Arcella per questo bellissimo articolo;
quando da Lei detto nell’ultima parte, trova perfetta conferma nel video recente dell’Ing. Borsari della D.G.S.I.A. (ultima parte del video), dove in anteprima anticipa le “specifiche tecniche”;
Fondi 29/11/15
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