Source: http://ibambinidiflamieale.it/news/1/31/Vittime-della-Strada-istituire-subito-il-reato-di-Omicidio-Stradale.html
Timestamp: 2017-12-18 18:12:17+00:00
Document Index: 163802315

Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 208', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

I Bambini di Flami&Ale - Vittime della Strada: istituire subito il reato di Omicidio Stradale
Mi sono recata al convegno sull’importante tema delle vittime stradali pensando di seguire soltanto un confronto legislativo e mi sono ritrovata in una sala di coraggiosi genitori, figli, nonni, sorelle, fratelli, zii, amiche ed amici che hanno perso il proprio caro in un incidente stradale e combattono per avere giustizia. Come è possibile – mi chiedo – che una famiglia che ha già subito un lutto, debba ulteriormente lottare per il diritto alla giustizia?
Non nascondo le forti emozioni, le lacrime e una sensazione di “indifferenza” della politica nei confronti, non solo delle vittime e delle famiglie, ma del senso di giustizia in sè. Se non a proporre ed approvare leggi giuste a cosa servirebbe fare politica?
“FELICI DI SEGUIRTI – UNA STORIA DI ORDINARIA INCIVILTÀ” è questo il libro, presentato alla Camera dei Deputati il 28 maggio 2013, scritto da Stefania Lorenzini e Stefano Guarnieri - i genitori di un ragazzo vittima di “omicidio stradale” – insieme alla raccolta firme sulla proposta di legge per istituire il reato di OMICIDIO e LESIONI STRADALI.
“Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia – a partire dalla notte in cui nostro figlio LORENZO, 17 anni, è stato ucciso da un uomo che guidava sotto effetto di alcol e droga – perchè vogliamo far sapere cosa accade a una famiglia italiana quando rimane vittima della violenza stradale. Vogliamo far riflettere su ciò che noi abbiamo sperimentato di persona: la mancanza totale di giustizia, l’abbandono, l’indifferenza, la superficialità, la burocrazia e spesso l’arroganza da parte di chi rappresenta lo Stato. Nel nostro paese le vittime e i loro familiari sono trattati come se fossero colpevoli, mentre i colpevoli sono difesi come se fossero vittime. Nel nostro paese uccidere un ragazzo sulla strada, guidando in modo irresponsabile, viene punito come se avesse commesso un piccolo furto. Tutti insieme dobbiamo reagire all’inerzia che ci circonda e pretendere un sistema di giustizia capace di difendere il nostro diritto alla vita laddove più viene messo a repentaglio: sulla strada”.
A moderare l’incontro l’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl – Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità che offre assistenza legale gratuita ed assistenza convenzionata in Italia.
Il convegno è stato organizzato da Avisl e Valore Donna, l’Associazione di Latina che difende da sempre le donne vittime di violenza e coloro che hanno subito ingiustizie, presieduta da Valentina Pappacena.
Oltre alla combattiva Valentina, è intervenuta Barbara Benedettelli (responsabile del dipartimento tutela vittime della violenza del Partito Fratelli D’Italia) da sempre in difesa delle famiglie di vittime, le cui testimonianze sono raccolte nel libro “Vittime per sempre“.
Bisogna istituire il reato di OMICIDIO STRADALE, perchè ad oggi l’incidente stradale viene definito omicidio colposo, crimine che nella scala dei reati è addirittura inferiore alla “rissa”; inasprire quindi le pene per chi guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di droga, perchè mettendosi alla guida è consapevole di correre il rischio di provocare un incidente; togliere la patente per oltre dieci anni o a vita a chi uccide, in modo che non possa reiterare il reato.
Le proposte di legge redatte da esperti ed associazioni, presenti in sala, sono pronte per essere esaminate dal Parlamento ma i nostri parlamentari fanno finta di nulla. Questa è una delle proposte lanciate dalla Onlus Lorenzo Guarnieri e dall’Associazione Gabriele Borgogni: http://www.omicidiostradale.it/proposta.
Quando parlo di “Empatia” intendo proprio la capacità di mettersi nei panni altri e, chiaramente, in tutti questi anni nessuno ha avuto la volontà di fare passi in avanti sul tema.
I racconti delle famiglie sono raccapriccianti, gli assassini sono quasi sempre a piede libero, alcuni hanno scontato pochi mesi di pena, altri invece solo qualche anno ai domiciliari. Quasi tutti continuano a guidare. Voglio definirlo un vero e proprio scandalo: anche quando si prevedono in un primo momento sentenze esemplari, queste ultime vengono completamente ribaltate in secondo grado.
MI CHIEDO, SE MORISSE UNO DEI FIGLIO DI UN POLITICO O DI UN MAGISTRATO, TRAVOLTO DA UN PIRATA UBRIACO POI IMPUNITO, IL DIBATTITO ENTREREBBE IN PARLAMENTO? SI INASPRIREBBERO LE PENE E SI ISTITUIREBBE SUBITO IL REATO DI OMICIDIO STRADALE?
Una delle mie prime battaglie politiche a Torino, più di dieci anni or sono, è stata proprio quella di far destinare parte degli introiti delle multe alla sicurezza stradale, norma rientrata nella modifica del codice della strada solo nel 2010, con l’art. 208, che obbliga i comuni ad investire il 50% dei soldi ricavati dalle multe alla sicurezza. Questa però non viene rispettata, come riporta anche l’articolo de l’Espresso, perchè non obbliga un rendiconto di bilancio degli investimenti. La norma cita ”Le entrate provenienti dalle sanzioni (art. 208) al codice della strada possono essere utilizzate per finanziare progetti (fondo produttività – risorse variabili) di manutenzione stradale e nello specifico nel periodo invernale sgombero neve, spargimento sale, ghiaino, ecc.”
La mia proposta nasceva dall’incontro con due splendidi genitori, che ricordo ancora con particolare affetto, Pino e sua moglie che avevano perso il loro unico figlio ALESSANDRO SANTAGADA, 29 anni, travolto con la sua auto da un ventenne che guidava una betoniera e non ha rispettato il semaforo rosso.
Da allora però nulla è cambiato. Unica costante: l’immobilismo in materia.
Solo anni dopo ho incontrato per caso colei che oggi è diventata una cara amica, Teresa Chironi, donna sensibile, intelligente e tenace, mamma di FLAMINIA la ragazza di 22 anni travolta a Roma nel 2008 con il fidanzato ALESSIO, di un anno più grande di lei, mentre percorrevano in motorino la via Nomentana. Un uomo che guidava a forte velocità, senza patente, ubriaco, drogato, che non ha rispettato il rosso ed e’ fuggito senza prestare soccorso, li ha uccisi. Ed anche qui il calvario giudiziario: la prima sentenza condanna l’assassino a 10 anni per omicidio volontario, sentenza poi ribaltata e pena ridotta a 5 anni dalla Cassazione che lo definisce omicidio colposo perchè, secondo quanto asserisce la motivazione, Stefano Lucidi non voleva uccidere dal momento che, dopo l’incidente, la fidanzata che era accanto a lui ha testimoniato che Lucidi ha manifestato stupore per la gravità dell’accaduto. Successivamente altri tre anni sono stati levati per buona condotta. (Video di approfondimento del caso).
Mi chiedo: una persona che guida ubriaca e drogata, senza patente, passa con il rosso e dopo aver travolto due giovani scappa, può essere considerato “stupito” dell’incidente?
Poi un mese fa ricevo un messaggio su facebook di un altro padre combattivo, Valter, che ha perso il proprio figlio in Sardegna. ANTONELLO ZARA, il ragazzo divenuto famoso con la trasmissione Uomini e Donne, è stato travolto nell’agosto del 2008 con il motorino da un auto contromano guidata da Matteo Sgariboldi, ubriaco. Il ventenne, scortato dai genitori, è rientrato a casa già la sera stessa dell’incidente perchè si sentiva troppo stanco per restare sul luogo dell’incidente. Sgariboldi, non solo non è si mai presentato in tribunale, ma ha patteggiato la pena di un anno di reclusione che non ha mai scontato. Il ritiro della patente per 18 mesi ed una multa di 232 euro è stato l’unico “prezzo” che ha pagato per aver tolto la vita ad un giovane. (Video che riepiloga la triste storia).
Può un ragazzino ubriaco andare contromano, travolgere un giovane e rimanere impunito?
E infine il convegno di oggi, che mi permette di riportarvi alcune delle testimonianze dei familiari delle vittime senza giustizia.
Erina Panepucci , vice presidente di Avisl, è la mamma di GIUSEPPE MAGNIFICO un ragazzo di 22 anni travolto all’Aquila nel 2005, in un incrocio su una strada con limite 50 km/h, dal suo assassino che percorreva il tratto ai 150 km/h. La condanna? Sospensione della patente per pochi mesi ed un anno di reclusione, mai scontato grazie alla condizionale.
Antonio Imperiali, invece, racconta di aver perso il genero Massimo e la figlia Roberta il giorno di Pasqua, su una strada di Latina perchè dopo un sorpasso a tutta velocità a 174 km/h su una strada con striscia continua, ubriaco, l’assassino ventinovenne ha preso in pieno la macchina della coppia che doveva svoltare in una stradina interna, sbalzandoli a 60 metri dal punto di impatto. La procura di Latina ha emesso la sentenza condannando il colpevole per omicidio colposo, aggravato con previsione dell’evento, ma la procura di Roma ha ribaltato la sentenza concedendo i domiciliari. Non è la prima ingiustizia che subisce Antonio, che nell’81 aveva perso mamma e fratello sempre in un incidente stradale e nel 1990 una zia investita da un pirata, tutti casi rimasti senza un colpevole. A parlare dei genitori, anche la nipote diciottenne di Antonio, Martina Brunetti costretta a diventare grande dopo la disgrazia in famiglia.
D’Ambrosio Maria Antonietta di Colonelle (Teramo) racconta di aver perso il suo unico figlio LUIGI CAPRIOTTI perchè caduto dal balcone della casa milanese a 29 anni e, dopo 8 mesi dal tragico evento ancora non è stata fatta perizia per rilevarne la causa del decesso (anche questo simbolo della lentezza della giustizia) ed il nipote LOGI ALDO invece lo ha perso in un incidente in una strada pericolosa di Alba Adriatica.
Ed ancora Paola che ha perso il figlio in un incidente contro un furgone di disabili del quale ancora oggi non è stata accertata la velocità. La mamma però ha dovuto pagare subito le multe inflitte al figlio. Enzo Proto ha perso la sua giovane figlia a Varese nel 2011, finita nella carreggiata opposta, per cause ancora sconosciute, durante l’orario di lavoro ma l’Inail non ha voluto risarcire la famiglia. Graziella, mamma di un ragazzo di 28 anni morto a Terracina nel 2009 mentre scendeva dalla sua auto. L’assassino dopo 18 mesi agli arresti domiciliari è a piede libero e guida ancora la macchina. La signora Morellato invece ha perso suo figlio che, per aiutare un’amica che si era sentita male, è salito sull’auto di un ragazzo che si è messo alla guida ubriaco, causando l’incidente mortale. Condannato ad un anno e otto mesi, è attualmente in libertà, e oltretutto guida.
Insomma non basterebbero volumi su volumi per raccontare i drammi vissuti dalle famiglie delle vittime di incidenti stradali, rimasti impuniti.
Chi uccide in macchina è fautore di un omicidio stradale. Ma coloro che in questo paese stanno proseguendo indifferenti l’attività politica, senza occuparsi di rendere giustizia a chi è stato ucciso, sono complici anch’essi degli OMICIDI COMMESSI?
A voi l’ardua sentenza…noi però chiediamo con tutta la nostra forza che sia approvata dal Parlamento la proposta di legge che istituisce il reato di OMICIDIO STRADALE!!!
Invieremo questo articolo e lettere con la proposta di legge a Parlamentari, Giornali, Ministri e tutti gli organi competenti in materia: attendiamo non risposte aleatorie, ma fatti concreti.
Se avete da segnalare integrazioni o correzioni all’articolo scrivetemi a: segreteriabarbaralarosa@gmail.com
* L’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, creata da Stefania e Stefano Guarnieri è visitabile al seguente link
* Video “I giovani chiedono giustizia per Lorenzo”
* L’Avisl – Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità: offre consulenza legale, assistenza psicologica, medico-legale e psicoterapeutica alle persone che subiscono danni materiali, psichici, morali, esistenziali dovuti alla malasanità, colpa medica, incidenti sulla strada e sul lavoro mettendo a disposizione professionisti esperti. Per informazioni ed emergenze è possibile chiamare il numero telefonico: 340 0917547.
* Lorenzo Guarnieri Onlus ha avviato una raccolta firme per istituire il REATO DI OMICIDIO STRADALE.
Questa la proposta di legge: http://www.omicidiostradale.it/proposta
Firmate anche voi la proposta di legge per l’istituzione del reato di OMICIDIO STRADALE, predisposta attraverso un lavoro comune fra l’Associazione Lorenzo Guarnieri, l’Associazione Gabriele Borgogni, l’Associazione amici e sostenitori della polizia stradale, Comune di Firenze e Polizia Municipale di Firenze:
* Anche Avisl ha avviato una raccolta firme online contro il decreto “ammazza risarcimenti” promosso dall’ex Governo Monti, che vuole dimezzare i risarcimenti ai familiari delle vittime della strada:
http://www.avisl.it/raccolta-firme/raccolta+firme+ammazza+risarcimenti.php
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fonte: Barbara La Rosa blog