Source: https://annuario.isprambiente.it/ada/downreport/html/6816
Timestamp: 2020-01-18 00:01:13+00:00
Document Index: 20822292

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.11', 'art.8', 'art.11', 'art.22', 'art.12', 'art.3', 'art.11', 'art.8', 'art.11', 'art.22', 'art.12', 'art. 24']

Macro aree - Edizione 2018
DIFFUSIONE DI SPECIE ALLOCTONE ANIMALI E VEGETALI
L'indicatore fornisce un quadro dell'attuale presenza in Italia delle specie alloctone animali e vegetali, attraverso la loro consistenza numerica, mostrando i trend di introduzione nel territorio nazionale nell'ultimo secolo, il tasso medio annuo (numero medio di nuove specie alloctone introdotte ogni anno) e la variazione dei meccanismi di introduzione.
Secondo la CBD (Convention on Biological Diversity) per specie alloctona (esotica, aliena, introdotta, non-nativa) deve intendersi "una specie, sottospecie o gruppo tassonomico di livello gerarchico più basso introdotta (a causa dell'azione dell'uomo, intenzionale o accidentale) al di fuori della propria distribuzione naturale passata o presente, inclusa qualunque parte della specie, gameti, semi, uova o propagoli di detta specie che potrebbero sopravvivere e conseguentemente riprodursi". Per specie alloctona invasiva deve intendersi "una specie alloctona la cui introduzione e/o diffusione minaccia la biodiversità".
L'indicatore fornisce un quadro dell'attuale presenza delle specie alloctone animali e vegetali in Italia, attraverso la loro consistenza numerica e mostra sia i trend di introduzione di specie alloctone nel territorio nazionale nell'ultimo secolo, sia il tasso medio annuo (numero medio di nuove specie alloctone introdotte ogni anno) e sia la variazione dei meccanismi di introduzione.
I dati utilizzati per l'indicatore sono stati estratti dalla Banca Dati Nazionale Specie Alloctone, realizzata da ISPRA su incarico del MATTM.
L'indicatore è utile a rappresentare il fenomeno delle invasioni biologiche che causa danni alla biodiversità, ai servizi ecosistemici, alla salute umana e all'economia.
Convenzione di Bonn (art.3);
Convenzione di Berna (art.11);
Convenzione di Rio de Janeiro sulla Diversità Biologica (art.8 e VIII Conferenza delle Parti - UNEP/CBD/SBSTTA/10/INF/17);
Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) (art.11);
Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) (art.22);
DPR 120/2003 (art.12);
Sentenza della Corte Costituzionale n. 30 del 6 febbraio 2009;
Regolamento (EU) 1143/2014 del Parlamento e del Consiglio europei sulla prevenzione e la gestione dell’introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive;
Decreto legislativo n.230/17 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (EU) 1143/2014 del Parlamento e del Consiglio europei sulla prevenzione e la gestione dell’introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive.
Ambito internazionale:
-Convenzione di Bonn del 1979 (art.3): richiede che gli Stati firmatari mettano in atto ogni sforzo per prevenire, ridurre o controllare i fattori che minacciano o possono aumentare il livello di minaccia delle specie, attraverso misure che includono il blocco delle introduzioni, nonché il controllo o l'eliminazione delle specie esotiche introdotte.
-Convenzione di Berna del 1979 (art.11): impegna gli Stati firmatari a controllare rigorosamente l'introduzione di specie alloctone.
-Convenzione di Rio de Janeiro sulla Diversità Biologica (art.8): impegna gli Stati firmatari ad avviare misure per prevenire l'introduzione, controllare o eradicare le specie alloctone che minacciano gli ecosistemi.
Ambito europeo:
-Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli, art.11): richiede agli Stati membri di controllare che l'eventuale introduzione di specie ornitiche, non presenti in natura nel territorio europeo, non pregiudichi la conservazione della flora e della fauna locale.
-Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat, art.22): richiede agli Stati membri di assicurare che l'introduzione deliberata in natura di specie non originarie dei rispettivi territori sia regolata in modo da non danneggiare gli habitat naturali, la fauna e la flora selvatiche e, se necessario, di proibire tali introduzioni.
In ambito nazionale: il DPR 120/2003 (che modifica e integra il DPR 357/1997-Regolamento di attuazione della Direttiva Habitat), all'art.12 introduce il divieto esplicito di introduzione, reintroduzione o ripopolamento in natura di specie alloctone.
Dal 1 gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo Regolamento (EU) 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prevenzione e la gestione dell'introduzione e la diffusione delle specie aliene invasive. Il Regolamento fissa le regole per prevenire, ridurre al minimo e mitigare l'impatto sulla biodiversità, sui servizi ecosistemici, sulla salute umana e sull'economia dovuto all'introduzione e diffusione, sia deliberata che accidentale, di specie aliene invasive all'interno dell'Unione europea.
La Commissione ha adottato un elenco di specie invasive rilevanti per l'Unione, che sarà aggiornato di continuo e revisionato almeno ogni 6 anni. Le specie presenti in questo elenco non possono essere intenzionalmente introdotte nel territorio europeo, né essere allevate, trasportate, immesse sul mercato o rilasciate nell'ambiente. Il Regolamento stabilisce anche un sistema di sorveglianza per il rilevamento precoce e l'eradicazione rapida.
Spetta agli Stati membri il compito di adottare le misure necessarie per garantire l'applicazione del Regolamento e prevedere le sanzioni in caso di violazione.
Infine è previsto un sistema di autorizzazioni e permessi speciali per consentire alcune attività con le specie aliene invasive come ad esempio attività di ricerca o conservazione. Gli Stati Membri possono istituire elenchi nazionali delle specie invasive, anche al fine di introdurre misure di prevenzione e gestione su scala nazionale.
Entro il 30 giugno 2019 (e successivamente ogni 6 anni) gli Stati Membri devono aggiornare e trasmettere alla Commissione i dati di rendicontazione previsti dall’art. 24 del Regolamento UE sulle specie aliene di rilevanza Unionale e, in caso, nazionale.
Entro il 1giugno 2021 la Commissione valuterà l'applicazione del Regolamento e presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio che potrà corredare di proposte legislative per la modifica del Regolamento. Per l'applicazione del Regolamento la Commissione sarà assistita da un Comitato composto da rappresentanti dei Paesi e da un Forum Scientifico.
Il decreto legislativo n.230/17, entrato in vigore il 14 febbraio 2018, risulta completamente aderente al dettato normativo del Regolamento UE, stabilendo le misure di adeguamento dello stesso su scala nazionale per: i controlli ufficiali necessari a prevenire l’introduzione deliberata delle specie di rilevanza unionale e nazionale, il rilascio delle autorizzazioni in deroga ai divieti, l’istituzione di un sistema nazionale di sorveglianza, le misure di gestione volte all’eradicazione o contenimento delle specie di rilevanza unionale e nazionale e la disciplina sanzionatoria per le violazioni delle disposizioni.
I dati utilizzati per l'indicatore sono stati estratti dalla Banca Dati Nazionale Specie Alloctone (ISPRA, 2017) popolata grazie al contributo delle maggiori società scientifiche italiane. Lo sforzo da parte della comunità scientifica è stato notevole tuttavia i dati presenti nella banca dati rappresentano sicuramente una sottostima della consistenza del fenomeno, sia a causa della limitata quantità di studi specifici in particolare in determinate aree geografiche e della mancanza di un sistema di monitoraggio mirato, sia per il ritardo con cui le specie vengono identificate. Inoltre è molto difficile conteggiare le introduzioni di specie che sono autoctone su parte del territorio italiano, ma traslocate in aree esterne al proprio areale di autoctonia.
L'indicatore si basa sull'intero campione di dati e non solo sulle specie alloctone invasive (stimate in circa 400).
Aggiornamento sistematico della Banca Dati Nazionale in particolare per quanto concerne i funghi e i licheni. Necessità di incrementare il livello di dettaglio e l'approfondimento delle conoscenze scientifiche in particolare per alcuni gruppi tassonomici.
La Banca Dati Nazionale Specie Alloctone di ISPRA sarà presto consultabile on-line.
Aleffi, Tacchi, Cortini Pedrotti, 2008 - Check-list of the Hornworts, Liverworts and Mosses of Italy. Bocconea, 22.
Minelli A., Ruffo S., La Posta S. (eds.), 1993-1995 - Checklist delle specie della fauna italiana. Fascicoli 1-110. Edizioni Calderini, Bologna [consistenza delle specie faunistiche - Checklist]
Ruffo S., Stoch F. (eds), 2007. Checklist and distribution of the Italian fauna. Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, 2 serie, Sezione Scienze della Vita, 17 (2006): 1-303 with CD ROM
L'indicatore è stato elaborato calcolando diversi sub-indicatori a partire dai dati aggiornati al dicembre 2017 derivanti dalla Banca Dati Nazionale Specie Alloctone (ISPRA). L'elaborazione è costituita da semplici operazioni di calcolo. L'indicatore si basa sull'intero campione di dati relativi alle specie alloctone animali e vegetali (e non solo sulle specie alloctone invasive).
(Neolitico) - 1500 – 2017 (date riportate nelle fonti di riferimento)
L'informazione utilizzata per il popolamento dell'indicatore costituisce un dato molto importante ai fini della rappresentazione della consistenza delle specie alloctone animali e vegetali documentate in Italia, ricomprendendo tutte le specie esotiche e non solo quelle descritte come "invasive". Presenta un'ottima affidabilità complessiva poiché le fonti dei dati sono le più attendibili, complete e aggiornate a livello nazionale. È possibile evidenziare trend e tendenze in atto dal momento che la fonte dei dati comprende anche informazioni relative agli anni di introduzione delle entità esotiche. La comparabilità nel tempo e nello spazio può essere considerata buona poiché la metodologia di rilevazione dei dati si basa su protocolli comuni e condivisi tra gli esperti dei diversi gruppi tassonomici.
Il numero di specie alloctone in Italia è in progressivo e costante aumento. Sulla base dei dati attualmente disponibili per l'Italia, le specie esotiche introdotte nel nostro paese sono state più di 3.300 di cui 3.182 attualmente presenti. Di queste, oltre 1.600 specie animali, circa 1.500 specie vegetali (1/4 delle quali presenti non in maniera stabile) e poi funghi, batteri e cromisti. E' necessario ribadire che questi numeri rappresentano sicuramente una sottostima del fenomeno.
Come si evince dalla Figura 8.18, la proporzione tra specie alloctone introdotte e totale delle specie in ciascun gruppo tassonomico che presenta il valore più elevato è quello delle Gimnosperme, in cui le specie aliene superano le specie native (33 vs 30; 52,4%) secondo i dati delle più recenti checklist delle specie vegetali esotiche e native (Galasso et al., 2018; Bartolucci et al., 2018). É importante sottolineare che per le piante, a differenza degli animali, risultano aggiornati al 2018 anche i dati di consistenza numerica delle specie/sottospecie native.
Il numero di specie alloctone in Italia è in progressivo e costante aumento. L’analisi dei trend (Figura 8.19) evidenzia che il fenomeno è divenuto nel tempo sempre più consistente, aumentando rapidamente a partire dal secondo dopoguerra. Tale incremento è correlabile all’aumento degli scambi commerciali e allo sviluppo dei sistemi di trasporto che si è verificato in Europa in quel periodo. Sulla base dei dati relativi alle 618 specie di fauna e flora alloctona considerate è stato calcolato, a partire dal 1900 ad oggi, il tasso medio annuo di nuove introduzioni.
Per il calcolo del tasso di introduzione, sono state considerate unicamente le specie aliene nell’intero territorio nazionale e presenti in maniera stabile, con periodo o data di introduzione successivi al 1900. Sono state, quindi, escluse le specie con status incerto o di origine aliena solo in una parte del territorio nazionale e tutte le specie presenti in maniera occasionale, sporadica o le specie introdotte che si sono poi estinte o sono state eradicate. Infine, sono stati esclusi gli invertebrati cosidetti pest agricoli e/o forestali, specie legate a colture delimitate nello spazio (es. Heterodera elachista, un nematode giapponese legato alle cisti del riso e del mais, arrivato in Italia tra il 2012 e il 2013). Quest’ultima scelta è basata sul fatto che il Regolamento EU 1143/14 in maniera esplicita esclude l’applicazione dei divieti per queste specie, già coperte da altri strumenti normativi. Per l’analisi delle date di introduzione è stata seguita la metodologia di Seebens et al. (2017).
Si evince chiaramente che il numero medio di specie introdotte per anno è aumentato in modo esponenziale nel tempo, arrivando a 13 specie all’anno nel decennio in corso. Si precisa che l’ultimo valore del grafico in Figura 8.19 è stato calcolato su un arco temporale di 8 anni (2010-2017), mentre gli altri sono relativi a intervalli di 10 anni. Si sottolinea come il dato assoluto di nuove introduzioni per decennio rappresenti sicuramente una sottostima, essendo le conoscenze delle date di introduzione delle specie piuttosto scarse (pari al 20% delle specie inserite nella banca dati).
Dall’esame delle diverse modalità di introduzione (involontaria, intenzionale, sconosciuta), Figura 8.20, si evidenzia che nel corso degli ultimi decenni si è verificata una decisa riduzione sia delle introduzioni intenzionali, sia di quelle per cause sconosciute. Al contrario, l’importanza delle introduzioni non intenzionali risulta notevolmente accresciuta, dato che conferma l’importanza della definizione e messa in atto di sistemi di prevenzione alle frontiere, al fine di limitare quanto più possibile ulteriori introduzioni. Tuttavia, come già sottolineato, le introduzioni intenzionali rappresentano ancora oggi un fenomeno molto diffuso in alcuni gruppi tassonomici quali i Mammiferi o i Pesci d’acqua dolce utilizzati nella pesca sportiva o gli Artropodi esotici introdotti per il controllo biologico dei fitofagi in ambito agricolo.
Anche calcolando il numero cumulato di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 (Figura 8.21), è molto evidente l’incremento esponenziale nel numero d’introduzioni, in particolare nella seconda metà del secolo scorso. Tale rapido incremento non evidenzia alcun effetto di saturazione, né quindi una variazione della pendenza della curva, confermando il dato emerso anche a livello globale (Seebens et al., 2017).
Titolo: Figura 1: Numero di specie alloctone italiane appartenenti ai principali gruppi tassonomici e percentuale di alloctone sul totale complessivo di specie, calcolata per ciascun gruppo (sono esclusi Funghi e Alghe)
Fonte: ISPRA (2017). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Agg. dicembre 2017 Minelli, Ruffo, La Posta (eds.), 1993-1995. Checklist delle specie della fauna italiana. Fascicoli 1-110. Ed. Calderini, Bologna Aleffi, Tacchi, Cortini Pedrotti, 2008 - Check-list of the Hornworts, Liverworts and Mosses of Italy. Bocconea 22 Bartolucci et al., 2018. An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems 152(2) Galasso et al, 2018. An updated checklist of the vascular flora alien to Italy. Plant Biosystems, 152(3)
Titolo: Figura 3: Variazione temporale, dal 1900 ad oggi, dell'importanza relativa dei differenti meccanismi di introduzione di specie alloctone in Italia.
Fonte: ISPRA (2017). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Agg. dicembre 2017
Titolo: Figura 4: Numero cumulato di specie alloctone introdotte in Italia a partire dal 1900, calcolato su 618 specie di data introduttiva certa.
Titolo: Figura 2: Numero di specie introdotte in Italia a partire dal 1900 e tasso medio annuo di nuove introduzioni, calcolati su 628 specie di data introduttiva certa.
Fonte: ISPRA (2017). Banca Dati Nazionale Specie Alloctone. Agg. dicembre 2017.