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Timestamp: 2020-02-17 12:42:26+00:00
Document Index: 77592307

Matched Legal Cases: ['art. 632', 'art. 310', 'art. 632', 'art. 632', 'art. 553', 'art. 511', 'art. 632', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 310', 'art. 632', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 632', 'art. 12', 'art. 310', 'art. 111', 'sentenza ']

Art. 632 codice di procedura civile - Effetti dell'estinzione del processo - Brocardi.it
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Articolo 632 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 632 Codice di procedura civile
Fonti → Codice di procedura civile → LIBRO TERZO - Del processo di esecuzione → Titolo VI - Della sospensione e dell'estinzione del processo → Capo II - Dell'estinzione del processo
Con l'ordinanza che pronuncia l'estinzione è disposta sempre la cancellazione della trascrizione del pignoramento. Con la medesima ordinanza il giudice dell'esecuzione provvede alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti, se richiesto, e alla liquidazione dei compensi spettanti all'eventuale delegato ai sensi dell'articolo 591bis (1).
Se l'estinzione del processo esecutivo si verifica prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, essa rende inefficaci gli atti compiuti (2); se avviene dopo l'aggiudicazione o l'assegnazione, la somma ricavata è consegnata al debitore (3).
Avvenuta l'estinzione del processo, il custode rende al debitore il conto, che è discusso e chiuso davanti al giudice dell'esecuzione. Si applica la disposizione dell'articolo 310 ultimo comma (4).
(1) Il primo comma è stato inserito dalla L. 302/1998.
(2) L'estinzione che si verifica prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione comporta l'inefficacia di tutti gli atti compiuti con l'effetto dell'eliminazione del vincolo del pignoramento sui beni che così rientrano nella disponibilità del debitore. Infatti, il giudice dispone la cancellazione della trascrizione del pignoramento e provvede alla liquidazione delle spese sostenuta delle parti. Gli unici atti che non vengono meno sono quelli compiuti dal custode.
(3) Se l'estinzione o la chiusura anticipata del processo avvengono dopo l'aggiudicazione o l'assegnazione, anche se provvisorie, restano comunque validi ed efficaci gli effetti di tali atti nei confronti dei terzi. Infatti, la ratio è quella di tutelare i terzi che sono venuti a contatto con la procedura esecutiva conferendo loro posizioni meritevoli di tutela.
(4) L'ultimo comma della norma in esame rinvia all'art. 310, pertanto, le spese del processo esecutivo sono a carico delle le parti che le hanno anticipate in quanto sono proprio queste che con la rinuncia e l'inattività determinano l'estinzione.
Massime relative all'art. 632 Codice di procedura civile
L'art. 632, secondo comma, periodo secondo, c.p.c., relativo agli effetti dell'estinzione del processo esecutivo, non è riferibile al caso di assegnazione di crediti, ai sensi dell'art. 553 c.p.c., nei confronti del creditore procedente (o agente in sostituzione, a norma dell'art. 511 c.p.c.), poiché l'ordinanza di assegnazione del credito chiude il processo di espropriazione presso terzi, mentre la disposizione in esame presuppone che vi sia una "somma ricavata" da distribuire, e che l'estinzione sopravvenuta ne impedisca la distribuzione, comportandone la restituzione al debitore. L'estinzione tipica della procedura esecutiva, che preceda l'assegnazione, travolge, invece, ai sensi del primo periodo dell'art. 632, secondo comma, c.p.c., gli atti già compiuti, compreso il pignoramento.
Cass. civ. n. 16714/2009
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16714 del 17 luglio 2009)
Cass. civ. n. 16711/2009
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16711 del 17 luglio 2009)
Cass. civ. n. 20836/2006
L'articolo 95 c.p.c. nel porre a carico del debitore esecutato le spese sostenute dal creditore procedente e da quelli intervenuti che partecipano utilmente alla distribuzione, presuppone che il processo esecutivo sia iniziato con il pignoramento eseguito dall'ufficiale giudiziario. Pertanto detta disposizione non può trovare applicazione in caso di pignoramento negativo e di mancato inizio dell'espropriazione forzata, con la conseguenza che, divenuto inefficace il precetto per decorso del termine di novanta giorni, le spese di esso restano a carico dell'intimante, in forza del combinato disposto dell'art. 310 e dell'art. 632 ultimo comma, secondo il quale le spese del processo estinto restano a carico delle parti che le hanno anticipate. (Nella specie, le spese del pignoramento negativo erano state dedotte in un precetto successivo).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 20836 del 26 settembre 2006)
Cass. civ. n. 16376/2005
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16376 del 4 agosto 2005)
Cass. civ. n. 5325/2003
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 5325 del 4 aprile 2003)
Cass. civ. n. 1109/2003
In materia di disciplina delle spese nel caso di estinzione del processo esecutivo, l'art. 632, primo comma, c.p.c., nel testo introdotto dall'art. 12, legge n. 302 del 1998, nella parte in cui prevede che il giudice dell'esecuzione, con l'ordinanza che pronuncia l'estinzione, se richiesto, provvede alla liquidazione delle spese sostenute dalle parti, non stabilisce un'eccezione alla regola generale fissata dall'ultimo comma (mediante rinvio all'art. 310, quarto comma, c.p.c.), in virtù della quale le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha sopportate, ma ne permette la liquidazione esclusivamente qualora, in forza di ulteriori norme, nonostante l'estinzione del processo, una delle parti abbia il diritto di ottenerne dalle altre il rimborso. Pertanto, nel procedimento di espropriazione presso terzi dichiarato estinto a seguito di dichiarazione negativa del terzo, non contestata dal creditore esecutante, che non abbia chiesto l'accertamento del relativo obbligo, le spese del procedimento restano a carico del creditore e, conseguentemente, l'ordinanza con la quale il giudice dell'esecuzione, dichiarata l'estinzione del processo, provvede alla liquidazione delle spese ponendole a carico del debitore esecutato, avendo contenuto decisorio su diritti, e non essendo soggetta a particolari mezzi di impugnazione o a reclamo, è impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1109 del 24 gennaio 2003)