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Timestamp: 2020-06-02 15:04:02+00:00
Document Index: 142915326

Matched Legal Cases: ['§ 3', '§ 3', '§ 3', 'art. 7', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

ï»¿ Â§ 3.1.112 â€“ L.R. 2 novembre 2006, n. 14. Norme in materia di diversificazione delle attivitÃ agricole.
Â§ 3.1.112 â€“ L.R. 2 novembre 2006, n. 14.
Norme in materia di diversificazione delle attivitÃ agricole.
Art. 1. (FinalitÃ )
Art. 2. (Definizione delle attivitÃ aziendali)
Art. 2 bis. (ModalitÃ di attuazione delle attivitÃ multifunzionali)
Art. 2 ter. (Esercizio delle attivitÃ )
Art. 2 quater. (Elenco regionale dei soggetti abilitati allâ€™esercizio delle attivitÃ multifunzionali)
Art. 3. (Definizione e modalitÃ di attuazione della multimprenditorialitÃ )
Art. 4. (Funzioni e compiti amministrativi della Regione)
Art. 6. (Funzioni e compiti amministrativi dei comuni)
Art. 7. (Programmazione regionale della diversificazione delle attivitÃ agricole)
Art. 8. (Piani agrituristici provinciali)
Art. 9. (Regolamento regionale delle attivitÃ agrituristiche)
Art. 10. (Atti di direttiva e poteri sostitutivi)
Art. 11. (Tavolo regionale della diversificazione agicola)
Art. 12. (Finanziamento delle iniziative per investimenti a favore dellâ€™agriturismo e del turismo rurale)
Art. 13. (Promozione e sostegno per lo sviluppo delle attivitÃ multifunzionali e di turismo rurale)
Art. 14. (Limiti dellâ€™attivitÃ di agriturismo)
Art. 15. (Immobili destinati alle attivitÃ di agriturismo)
Art. 16. (Norme igienico-sanitarie)
Art. 17. (Elenco regionale dei soggetti abilitati allâ€™esercizio dell'attivitÃ di agriturismo)
Art. 18. (Segnalazione certificata di inizio di attivitÃ )
Art. 19. (Verifica della permanenza dei requisiti. Sanzioni)
Art. 20. (Obblighi amministrativi)
Art. 21. (Sospensione e divieto di esercizio dellâ€™attivitÃ )
Art. 22. (Periodi di apertura e tariffe)
Art. 23. (Riserva di denominazione. Classificazione)
Art. 24. (Vendita e promozione dei prodotti)
Art. 25. (Revoca dei contributi)
Art. 27. (Sanzioni)
Art. 27 bis. (Vigilanza)
Art. 27 ter. (Sanzioni)
Art. 31. (Disposizioni transitorie)
Art. 32. (Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 â€œOrganizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativoâ€� e successive modifiche)
Art. 33. (Modifica alla legge regionale 10 gennaio 1995, n. 2 â€œIstituzione dellâ€™Agenzia regionale per lo sviluppo e lâ€™innovazione dellâ€™agricoltura del Lazio- ARSIALâ€� e successive modifiche)
Art. 35. Abrogazione.
Â§ 3.1.112 â€“ L.R. 2 novembre 2006, n. 14. [1]
(B.U. 10 novembre 2006, n. 31).
FinalitÃ e definizioni
1. Al fine di valorizzare la cultura e le tradizioni rurali, la promozione dei prodotti agroalimentari del territorio nonchÃ© la fruizione delle risorse locali, la Regione, in armonia con la legislazione europea e statale vigente, sostiene lâ€™agricoltura e la diversificazione agricola mediante la promozione:
a) delle attivitÃ agricole multifunzionali di cui allâ€™articolo 2, comma 1, lettera b), ivi incluse quelle agrituristiche e quelle in materia di agricoltura sociale di cui alla legge 18 agosto 2015, n. 141 (Disposizioni in materia di agricoltura sociale);
b) delle attivitÃ multimprenditoriali di cui allâ€™articolo 3.
2. In particolare le attivitÃ multifunzionali, di agriturismo e turismo rurale sono finalizzate a:
b) favorire le iniziative a difesa del suolo, del territorio e dellâ€™ambiente da parte degli imprenditori agricoli e promuovere la permanenza degli stessi nelle zone agricole attraverso lâ€™incremento del reddito aziendale ed il miglioramento della qualitÃ di vita;
c) favorire la multifunzionalitÃ in agricoltura e la differenziazione dei redditi agricoli;
d) recuperare il patrimonio edilizio rurale tutelando le peculiaritÃ paesaggistiche;
e) contribuire alla tutela dellâ€™ambiente naturale, anche attraverso azioni di economia circolare nello sviluppo rurale e nellâ€™agricoltura;
f) sostenere ed incentivare le produzioni agricole tipiche e di qualitÃ nonchÃ© le connesse tradizioni enogastronomiche;
g) promuovere la cultura rurale e lâ€™educazione alimentare;
h) favorire lo sviluppo agricolo e forestale;
h bis) lo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e dâ€™inserimento socio-lavorativo;
h ter) favorire lâ€™attivitÃ di enoturismo e olioturismo.
1. Per attivitÃ agricole aziendali, esercitate dagli imprenditori agricoli, singoli o associati, di cui allâ€™articolo 2135 del codice civile ed allâ€™articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57) e successive modifiche, si intendono:
a) le attivitÃ agricole denominate â€œtradizionaliâ€� quali la coltivazione del fondo, la zootecnia, lâ€™itticoltura e la silvicoltura come specificato allâ€™articolo 2135 del c.c. e dal decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo a norma dellâ€™art. 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57) e successive modifiche, eseguite anche con le moderne tecniche disponibili;
b) le attivitÃ connesse con le attivitÃ agricole tradizionali denominate â€œmultifunzionaliâ€� come specificato dallâ€™articolo 2135 del c.c. e dal d.lgs. 228/2001 comprensive di quella agrituristica.
1 bis. Si definiscono inoltre:
a) attivitÃ rurali aziendali: il complesso delle attivitÃ svolte nellâ€™ambito dellâ€™azienda agricola comprendente sia le attivitÃ agricole aziendali di cui al comma 1, sia le attivitÃ multimprenditoriali di cui allâ€™articolo 3;
b) attivitÃ di diversificazione agricola: le attivitÃ multifunzionali, le attivitÃ multimprenditoriali di cui allâ€™articolo 3, anche integrate tra loro;
c) attivitÃ multifunzionali produttive: la conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione previste allâ€™articolo 2135 del codice civile;
d) servizi multifunzionali: fornitura di beni e servizi, questi comprensivi delle attivitÃ agrituristiche previste allâ€™articolo 2135 del codice civile;
e) attivitÃ agricole tipiche: le attivitÃ agricole tradizionali, le attivitÃ multifunzionali produttive, anche integrate tra loro.
1 ter. Sono considerate attivitÃ enoturistiche, ai fini della presente legge, tutte le attivitÃ formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e alla conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge lâ€™attivitÃ , quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dellâ€™azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dellâ€™attivitÃ vitivinicola ed enologica in genere; le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nellâ€™ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; le attivitÃ di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agro-alimentari freddi preparati dallâ€™azienda stessa, anche manipolati o trasformati, pronti per il consumo.
1 quater. Si intendono attivitÃ di olioturismo tutte le attivitÃ di conoscenza dellâ€™olio dâ€™oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dellâ€™ulivo, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni aziendali dellâ€™olio dâ€™oliva, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nellâ€™ambito dei luoghi di coltivazione e produzione.
2. Possono essere addetti allo svolgimento delle attivitÃ multifunzionali e di agriturismo e sono considerati lavoratori agricoli ai fini della vigente disciplina previdenziale, assicurativa e fiscale, oltre allâ€™imprenditore agricolo, i familiari dello stesso di cui allâ€™articolo 230 bis del codice civile nonchÃ© i lavoratori dipendenti della azienda agricola, che prestano la propria attivitÃ a tempo indeterminato, determinato e parziale, ferme restando le norme vigenti relative allâ€™inserimento lavorativo di soggetti diversamente abili.
3. Sono attivitÃ di agriturismo:
a) dare ospitalitÃ in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
b) somministrare pasti e bevande, ivi comprese quelle a carattere alcolico e superalcolico, costituiti in misura prevalente da prodotti propri, come definiti dal comma 4, nonchÃ© da prodotti di aziende agricole presenti nel territorio regionale, con preferenza per i prodotti tipici e tradizionali e per quelli a marchio DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG;
d) organizzare, direttamente o mediante convenzioni con gli enti locali, attivitÃ ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva nonchÃ© attivitÃ escursionistiche e di ippoturismo, anche allâ€™esterno dei beni fondiari nella disponibilitÃ dellâ€™impresa, finalizzate alla valorizzazione e conoscenza del territorio e del patrimonio rurale ed alla migliore fruizione degli stessi.
3 bis. Le attivitÃ di cui al comma 3 lettera d) sono da considerare connesse con lâ€™attivitÃ agricola tradizionale, solo qualora realizzino obiettivamente la connessione con lâ€™attivitÃ agricola tradizionale e le risorse agricole aziendali nonchÃ© con le altre attivitÃ volte alla conoscenza del patrimonio storico, ambientale e culturale. Le attivitÃ di cui al primo periodo sono considerate:
a) servizi integrati e accessori allâ€™attivitÃ agrituristica, qualora non diano luogo ad autonomo corrispettivo economico;
b) attivitÃ multifunzionali, qualora diano luogo ad autonomo corrispettivo economico.
3 ter. Per lo svolgimento delle attivitÃ di cui al comma 3bis, lettera a), puÃ² essere dedicato sino al 10 per cento della superficie agricola aziendale (SAT) e in ogni caso sino ad un massimo di un ettaro. Rientrano nelle medesime attivitÃ le piscine.
4. Sono considerati prodotti propri i cibi e le bevande prodotti e lavorati nellâ€™azienda agricola nonchÃ© quelli ricavati da materie prime dellâ€™azienda agricola ed ottenuti attraverso lavorazioni esterne.
1. Le attivitÃ multifunzionali sono svolte in rapporto di connessione con le attivitÃ agricole tradizionali che devono essere prevalenti su quelle multifunzionali. Le attivitÃ agricole tradizionali sono considerate prevalenti quando il tempo lavoro medio convenzionale necessario per lo svolgimento delle attivitÃ stesse prevale sul tempo lavoro medio convenzionale necessario per lo svolgimento delle attivitÃ multifunzionali. Le modalitÃ della connessione e la relativa prevalenza, ove non individuata da specifica normativa, Ã¨ stabilita in base alle ore lavoro individuate dalle tabelle di cui al comma 1 bis.
1 bis. Le tabelle per il calcolo delle ore lavorative relative alle attivitÃ agricole tradizionali e quelle multifunzionali sono individuate, sulla base dei dati forniti dal tavolo di cui allâ€™articolo 11, con atto della direzione regionale competente in materia di agricoltura, da aggiornare ogni tre anni.
1 ter. Qualora le attivitÃ non siano ricomprese nelle tabelle di cui al comma 1 bis vigono, in conformitÃ allâ€™articolo 2135 del codice civile, le seguenti condizioni di prevalenza:
a) per le attivitÃ di multifunzionalitÃ produttiva, intesa quale attivitÃ di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di cui allâ€™articolo 2135 del codice civile, qualora riferite a prodotti che riguardano la medesima tipologia di produzioni agricole ottenute in azienda, la prevalenza Ã¨ determinata in termini quantitativi;
b) nei casi diversi da quelli di cui alla lettera a), ivi compresi i casi delle eventuali eccedenze di prodotto di cui alla lettera a), la prevalenza Ã¨ determinata in termini economici.
1 quater. Ai fini della determinazione economica della prevalenza la direzione regionale competente in materia di agricoltura, con proprio atto, individua i valori di riferimento delle produzioni riferite alle attivitÃ agricole tradizionali. In ogni caso ai valori delle produzioni delle attivitÃ agricole tradizionali si dovranno sommare, ai fini del calcolo della prevalenza, gli aiuti di mercato e di integrazione del reddito. Ai fini del rispetto della condizione di prevalenza il valore complessivo individuato ai sensi del presente comma deve essere maggiore dei ricavi generati dallâ€™attivitÃ multifunzionale svolta.
1 quinquies. Qualora coesistano, nelle medesime imprese, sia attivitÃ di cui al comma 1 bis sia attivitÃ di cui al comma 1 ter, comprensive dei servizi integrati e accessori non ricompresi nelle tabelle di cui al comma 1 bis, le ore lavoro di queste ultime sono individuate con una valutazione estimativa elaborata dal tecnico abilitato.
1 sexies. Non rientrano nel calcolo della prevalenza:
a) le attivitÃ di multifunzionalitÃ produttiva che prevedono lâ€™utilizzo esclusivo delle produzioni derivanti dalle attivitÃ agricole tradizionali esercitate dallâ€™impresa agricola;
b) le attivitÃ multifunzionali per le quali siano giÃ stabilite soglie di produzione, al di sotto delle quali Ã¨ rispettato il rapporto di prevalenza con le attivitÃ tradizionali.
1-septies. Ai fini dello sviluppo delle attivitÃ multifunzionali relative ai servizi ambientali, gli enti gestori delle aree naturali protette regionali possono concludere contratti di collaborazione, ai sensi dellâ€™articolo 14 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57), con gli imprenditori agricoli, anche su richiesta delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale, ai fini della conservazione e salvaguardia delle aree naturali, nonchÃ© della promozione delle vocazioni produttive del territorio e della tutela delle produzioni di qualitÃ e delle tradizioni alimentari locali.
1 octies. La Giunta regionale definisce, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione della presente disposizione, le tipologie di accordi di natura contrattuale di cui al comma precedente attivabili, le modalitÃ di attuazione e le risorse finanziarie dedicate, coerentemente con i fabbisogni finanziari previsti nel Quadro di azioni prioritarie ai sensi dellâ€™articolo 8 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
2. Ai fini delle attivitÃ multifunzionali, previa approvazione di un PUA ai sensi della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche Ã¨ consentita prioritariamente sia la rifunzionalizzazione degli edifici o parte di essi presenti all' interno dell'azienda agricola, anche attraverso la demolizione e ricostruzione e accorpamento delle volumetrie, a prescindere dalla loro destinazione dâ€™uso, sia la nuova realizzazione di annessi agricoli ad esclusione di quelli destinati ad ospitare attivitÃ agrituristiche comunque disciplinati dallâ€™articolo 15. Gli immobili destinati alle attivitÃ multifunzionali non mutano la loro destinazione dâ€™uso.
3. - 6. [Abrogati].
7. Entro centoventi giorni dalla data di approvazione della presente disposizione, ai sensi dell'articolo 47, comma 2, lettera b), dello Statuto, la Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente, sentito il tavolo della diversificazione agricola di cui allâ€™articolo 11, adotta uno o piÃ¹ regolamenti di attuazione e integrazione della presente disposizione, nei quali sono individuati:
a) le singole attivitÃ multifunzionali oltre a quelle di agricoltura sociale, fattorie didattiche, agriasilo e agrinido, pescaturismo e ittiturismo, enoturismo e olioturismo e le attivitÃ di gestione diretta con finalitÃ economica degli istituti previsti dalla legge regionale 2 maggio 1995, n. 17 (Norme per la tutela della fauna selvatica e la gestione programmata dellâ€™esercizio venatorio) e successive modifiche;
b) i requisiti delle singole attivitÃ multifunzionali comprensive anche delle modalitÃ di presentazione dell'inizio attivitÃ e delle modalitÃ della connessione e della relativa prevalenza;
c) i criteri e le modalitÃ della definizione delle tabelle ore lavoro.
c bis) le caratteristiche igienico sanitarie;
c ter) il regime dei controlli e le procedure per lâ€™irrogazione delle sanzioni di cui allâ€™articolo 27 bis, comma 2.
8. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al comma 7 o in caso di singole attivitÃ multifunzionali individuate dal regolamento stesso, le attivitÃ multifunzionali sono in ogni caso attivabili sulla base della normativa vigente.
1. - 4. [Abrogati].
5. Non possono esercitare le attivitÃ di cui al presente articolo, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione, i soggetti che:
a) abbiano riportato, nel triennio, con sentenza passata in giudicato, condanna per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515 e 517 del codice penale, o per uno dei delitti in materia di igiene e sanitÃ o di frode nella preparazione degli alimenti previsti in leggi speciali;
b) siano sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralitÃ ) e successive modifiche o siano stati dichiarati delinquenti abituali;
c) non siano in possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del regio-decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e successive modifiche e di cui allâ€™articolo 4, comma 6, del d.lgs. 228/2001.
1. Ai fini conoscitivi e promozionali, nonchÃ© dellâ€™esercizio delle attivitÃ di vigilanza e sanzionatorie di cui agli articoli 27 bis e 27 ter, presso la direzione regionale competente in materia di agricoltura Ã¨ istituito lâ€™elenco regionale dei soggetti abilitati allâ€™esercizio delle attivitÃ multifunzionali, comprensivo delle medesime attivitÃ distinte per tipologia, di seguito denominato elenco.
2. Ai fini di cui al comma 1, la direzione regionale competente in materia di agricoltura individua, con proprio atto, i dati, anche in forma di elaborati, oggetto di comunicazione da parte dei comuni, da effettuarsi entro i successivi trenta giorni.
3. Fermo restando quanto previsto al comma 2, lâ€™elenco contiene almeno i seguenti dati:
a) anagrafica dellâ€™impresa agricola, comprendente lâ€™eventuale denominazione dellâ€™attivitÃ , nonchÃ© le sedi legali e operative;
b) riferimenti dei procedimenti amministrativi adottati dal comune e dalla Regione;
c) tipologia e principali caratteristiche dellâ€™attivitÃ multifunzionale svolta;
d) la cessazione dellâ€™attivitÃ per volontÃ dellâ€™imprenditore agricolo o in applicazione delle sanzioni di cui allâ€™articolo 27 ter.
4. In fase di prima attuazione, i comuni, su richiesta della direzione regionale competente in materia di agricoltura, comunicano i dati di cui al comma 2 relativamente alle attivitÃ multifunzionali giÃ in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
1. Sono attivitÃ multimprenditoriali le attivitÃ integrate e complementari alle attivitÃ agricole aziendali, ivi compreso il turismo rurale di cui allâ€™articolo 54 della l.r. 38/1999.
1 bis. Il turismo rurale si esercita mediante le seguenti attivitÃ :
a) lâ€™ospitalitÃ intesa come ricettivitÃ alberghiera, extralberghiera e allâ€™aria aperta di cui allâ€™articolo 23, comma 1 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 13 (Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 â€œOrganizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativoâ€� e successive modifiche) e le strutture ed i servizi ad essi complementari;
b) la ristorazione intesa come somministrazione di pasti e bevande nonchÃ© la degustazione di prodotti agricoli;
c) lâ€™attivitÃ per il tempo libero intesa come ogni attivitÃ ricreativa, culturale, didattica, sportiva nonchÃ© escursionistica e ippoturistica finalizzata alla valorizzazione e conoscenza del territorio e del patrimonio rurale ed alla migliore fruizione degli stessi;
d) la concessione onerosa a soggetti terzi di parcelle da poter coltivare per la produzione orticola di autoconsumo, la produzione di piante ornamentali o di quantâ€™altro sia nella volontÃ del coltivatore, compatibilmente con le norme di sicurezza e igiene esistenti.
1 bis. Le attivitÃ multimprenditoriali sono esercitate da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli, purchÃ© svolte in regime di connessione con l'impresa agricola all'interno dell'azienda agricola secondo le modalitÃ previste dalla l.r. 38/1999.
2. Le attivitÃ di turismo rurale sono svolte nell'intero ambito regionale in immobili ubicati nelle aree rurali e nei centri urbani con caratteristiche di ruralitÃ , che mantengano le peculiaritÃ dellâ€™edilizia tradizionale della zona.
3. Gli arredi ed i servizi degli immobili e delle strutture si ispirano alla tradizione e alla cultura rurale della zona e le attivitÃ proposte devono in ogni caso essere compatibili con la vocazione di ciascun territorio.
4. Le attivitÃ di cui al presente articolo sono esercitate nel rispetto delle disposizioni statali e regionali di riferimento.
4 bis. Il turismo rurale si attua tramite la redazione di un piano di utilizzazione aziendale come definito dalla l.r. 38/1999.
Disciplina delle funzioni regionali.
a) lâ€™adozione del piano agrituristico regionale di cui allâ€™articolo 7;
b) lâ€™adozione dei regolamenti di cui agli articoli 2 bis e 9;
c) la tenuta e lâ€™aggiornamento dellâ€™elenco e la determinazione del coefficiente correttivo di cui allâ€™articolo 14, comma 3;
d) il tavolo regionale della diversificazione agricola, di cui allâ€™articolo 11;
e) la vigilanza ed il controllo sullâ€™applicazione della presente legge;
f) la concessione di contributi per iniziative a favore dellâ€™agriturismo e del turismo rurale, di cui agli articoli 12 e 13;
g) lâ€™adozione delle tabelle per il calcolo del tempo-lavoro medio convenzionale di cui all'articolo 2bis e di cui allâ€™articolo 14;
h) la classificazione delle aziende agrituristiche ed il relativo aggiornamento;
i bis) la tenuta dellâ€™elenco dei beni sottoposti a vincolo di destinazione dâ€™uso di cui allâ€™articolo 9, comma 1, lettera d).
Â Â Â Â [Abrogato]
a) lâ€™inizio attivitÃ e le sue variazioni e la valutazione di idoneitÃ dei soggetti richiedenti l'iscrizione nellâ€™elenco anche avvalendosi della commissione agraria di cui allâ€™articolo 57 della l.r. 38/1999;
b) i periodi di apertura e le tariffe di cui allâ€™articolo 22;
b bis) la valutazione e lâ€™approvazione dei PUA, richiesto ai fini della presente legge, preordinati alla realizzazione degli edifici per le attivitÃ multifunzionali nonchÃ© alla rifunzionalizzazione degli edifici destinati alle attivitÃ multifunzionali e agrituristiche, redatti in conformitÃ allâ€™articolo 57 della l.r. 38/1999 anche allâ€™interno dei procedimenti di cui al d.p.r. 160/2010.
1. La programmazione regionale della diversificazione delle attivitÃ agricole Ã¨ individuata, in una specifica sezione, nellâ€™ambito del piano agricolo regionale (PAR) di cui allâ€™articolo 52 della l.r. 38/1999.
1. Ai sensi dellâ€™articolo 47, comma 2, lettera b), dello Statuto, la Giunta regionale, previo parere della competente commissione consiliare, adotta un regolamento di attuazione ed integrazione della presente legge, nel quale sono definiti:
a) i requisiti strutturali, igienico-sanitari e di sicurezza delle strutture destinate allâ€™agriturismo;
b) i criteri per la determinazione della capacitÃ ricettiva delle aziende agrituristiche, entro i limiti previsti dallâ€™articolo 14, comma 4, lettera a);
c) i parametri per la somministrazione di pasti, alimenti e bevande, nel corso di eventi con finalitÃ promozionali di cui allâ€™articolo 24;
d) i criteri e le modalitÃ per la concessione dei finanziamenti di cui allâ€™articolo 12 nonchÃ© i casi e le modalitÃ per lâ€™apposizione del vincolo al mantenimento della destinazione dâ€™uso sui beni per i quali sono stati concessi i finanziamenti, pena la revoca degli stessi;
e) la disciplina relativa allâ€™attivitÃ di macellazione di animali e la preparazione di alimenti da utilizzare per lâ€™attivitÃ agrituristica di somministrazione di pasti, nel rispetto della normativa sanitaria vigente;
e bis) il regime dei controlli;
f) [abrogata];
g) [abrogata];
2. Con il regolamento di cui al comma 1 sono altresÃ¬ determinati il sistema per la classificazione delle aziende agrituristiche nonchÃ¨ i criteri e le modalitÃ per la relativa applicazione.
1. Ãˆ istituito il tavolo regionale della diversificazione agricola, di seguito denominato tavolo, presso la direzione regionale competente in materia di agricoltura. Sono componenti del tavolo:
a) il dirigente dellâ€™area competente in materia o un suo delegato;
b) un rappresentante per ognuna delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale.
1 bis. Il tavolo puÃ² essere integrato di volta in volta da rappresentanti di altre direzioni regionali o, previa intesa, di altre amministrazioni interessate e dalle associazioni e organizzazioni professionali maggiormente rappresentative in relazione alla tematica trattata.
2. Con deliberazione della Giunta regionale sono definite le modalitÃ di funzionamento e di svolgimento dellâ€™attivitÃ del tavolo.
3. Il tavolo Ã¨ costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale sulla base della deliberazione di cui al comma 2.
4. Il tavolo esercita una funzione di proposta e di monitoraggio sulle attivitÃ di diversificazione agricola, con particolare riferimento a:
a) programmazione e normativa;
b) formazione e relativi strumenti didattici;
d) dati statistici relativi alla consistenza e alle caratteristiche della domanda e dellâ€™offerta dei servizi relativi alla diversificazione agricola;
5. I comuni mettono a disposizione del tavolo i dati e le informazioni di cui dispongono al fine di realizzare un flusso informativo continuo.
1. La Regione concorre agli investimenti degli imprenditori agricoli, iscritti negli elenchi di cui allâ€™articolo 2quater che intendono realizzare iniziative a favore dellâ€™agriturismo e del turismo rurale, attraverso la concessione di finanziamenti nei limiti di cui al fondo di rotazione dellâ€™articolo 34.
2. Con il regolamento di cui allâ€™articolo 9 sono fissati i criteri e le modalitÃ per la concessione dei finanziamenti nonchÃ© i casi e le modalitÃ per lâ€™apposizione del vincolo al mantenimento della destinazione dâ€™uso sui beni per i quali sono stati concessi i finanziamenti, pena la revoca degli stessi.
3. Le iniziative finanziabili ai sensi del comma 1 sono definite annualmente dalla Giunta regionale con propria deliberazione, nel rispetto dei criteri fissati dal regolamento e tenendo conto, per le iniziative concernenti lâ€™agriturismo, di quanto previsto dal piano di cui allâ€™articolo 7.
3 bis. Lâ€™erogazione dei contributi di cui al comma 3 Ã¨ disciplinata con specifico regolamento approvato dalla Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente.
1. La Regione, nei limiti dello stanziamento iscritto nel capitolo istituito ai sensi dellâ€™articolo 34, con deliberazione della Giunta regionale, definisce annualmente le iniziative di promozione nonchÃ© di sviluppo delle attivitÃ multifunzionali, ivi incluse lâ€™agriturismo e lâ€™agricoltura sociale, e del turismo rurale, nel rispetto dei criteri fissati dai commi successivi e tenendo conto, per quanto riguarda lâ€™agriturismo, di quanto previsto dal piano di cui allâ€™articolo 7.
2. Le iniziative di cui al comma 1 consistono, in particolare:
nella realizzazione e miglioramento di servizi volti allo sviluppo agrituristico;
nello studio, nellâ€™allestimento e nella segnaletica di itinerari agrituristici;
nellâ€™attuazione di programmi di formazione e aggiornamento professionale;
nellâ€™attuazione di programmi di certificazione qualitativa delle aziende agrituristiche;
nellâ€™organizzazione di manifestazioni di promozione agrituristica e nella partecipazione ad analoghe manifestazioni;
nellâ€™attuazione di programmi di coordinamento e commercializzazione dellâ€™offerta agrituristica;
nella realizzazione di progetti territoriali finalizzati allo sviluppo dellâ€™agriturismo;
nellâ€™attuazione di progetti che sviluppano in maniera integrata con lâ€™attivitÃ produttiva agricola e zootecnica lâ€™offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi ed occupazionali per favorire il recupero e lâ€™integrazione sociale di soggetti svantaggiati.
3. Ai fini della promozione e dello sviluppo delle attivitÃ di agriturismo e del turismo rurale possono, altresÃ¬, essere concessi contributi ai Comuni ed alle ComunitÃ montane fino al 75 per cento della spesa effettivamente sostenuta per le iniziative di cui al comma 2.
4. Gli interventi di cui al comma 3 sono finanziabili esclusivamente qualora coinvolgano almeno cinque aziende agrituristiche.
5. Gli enti di cui al comma 3 possono affidare la gestione dei servizi, delle infrastrutture e degli itinerari agrituristici a soggetti individuati con apposita convenzione, da stipulare prima dellâ€™erogazione del contributo regionale nel rispetto della normativa vigente.
6. Gli enti di cui al comma 3 devono allegare alla domanda di concessione del contributo lâ€™atto dellâ€™organo competente, nel quale si indicano i mezzi finanziari con cui fare fronte alla quota a carico dei rispettivi bilanci.
7. La deliberazione della Giunta regionale di cui al comma 1 puÃ², altresÃ¬, prevedere finanziamenti a favore delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale per iniziative di informazione e promozione relative alle attivitÃ agrituristiche.
8. I contributi previsti dal presente articolo sono concessi nel rispetto della normativa comunitaria vigente in materia di aiuti di Stato.
DISCIPLINA DELLE ATTIVITÃ€ DI AGRITURISMO
Criteri per lâ€™esercizio delle attivitÃ di agriturismo
1. Lâ€™attivitÃ di agriturismo Ã¨ esercitata in rapporto di connessione con lâ€™attivitÃ agricola tradizionale, che rimane prevalente ai sensi dell'articolo 2bis.
3. Al fine di sostenere lâ€™attivitÃ di agriturismo nelle zone montane o svantaggiate nonchÃ© nelle aree naturali protette e perseguire gli obiettivi di promozione della qualitÃ e cura dellâ€™ambiente connessi allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ di agriturismo, al tempo di lavoro agricolo calcolato in base alle tabelle di cui all'articolo 2bis si applica un coefficiente correttivo compreso fra 1,5 e 2,5 determinato dalla Regione.
4. La capacitÃ ricettiva delle aziende agrituristiche Ã¨ soggetta ai seguenti limiti:
a) per lâ€™alloggio, in relazione anche alla superficie dellâ€™azienda agricola ed alla sua capacitÃ produttiva, secondo i criteri di cui allâ€™articolo 9, non oltre cinquanta posti letto; su espressa richiesta dellâ€™ospite, nelle camere adibite a pernottamento, comprese quelle poste in unitÃ abitative indipendenti, puÃ² essere aggiunto temporaneamente, per la durata del soggiorno, un letto supplementare per i bambini di etÃ non superiore a dodici anni, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico sanitari; tali letti aggiunti non sono conteggiati ai fini della determinazione del limite dei posti letto autorizzati;
b) per il campeggio, dodici piazzole per gli agricampeggi e altri mezzi di soggiorno autonomo riferibili alla categoria dei veicoli ricreazionali come tende glamping, per un massimo di trenta ospiti;
c) per la somministrazione di pasti e bevande, fino a ottanta pasti giornalieri.
5. Ãˆ consentito il superamento del limite dei pasti giornalieri di cui al comma 4, lettera c), a condizione che lo stesso sia assentito attraverso le modalitÃ previste per le procedure autorizzative per lâ€™esercizio delle attivitÃ . La compensazione al superamento di tale limite deve essere effettuata su base mensile.
6. Nel caso di imprenditori agricoli associati o di cooperative agricole e forestali, i limiti di ricettivitÃ di cui al comma 4 si moltiplicano per il numero delle aziende associate, anche quando le strutture ricettive siano concentrate in unâ€™unica sede, a condizione che le strutture stesse siano di proprietÃ dellâ€™associazione o della cooperativa.
7. Al fine di contribuire alla conservazione ed alla qualificazione delle attivitÃ agricole e delle aziende agricole o agrituristiche della zona, nonchÃ© alla caratterizzazione regionale dellâ€™offerta enogastronomica, la somministrazione di alimenti e bevande di cui allâ€™articolo 2, comma 3, lettera b), Ã¨ soggetta ai seguenti limiti di provenienza:
a) prodotti propri in misura non inferiore al 30 per cento;
b) prodotti non regionali in misura non superiore al 25 per cento;
c) prodotti provenienti da aziende locali e, comunque, ubicate nel territorio regionale per la restante parte.
8. Nelle zone montane o svantaggiate, nei territori compresi in aree naturali protette nazionali e regionali, nonchÃ© nei casi in cui le imprese agrituristiche concludano accordi con imprese agricole del territorio regionale per forniture di prodotti e materie prime, la percentuale dei prodotti propri di cui al comma 7, lettera a), Ã¨ ridotta al 25 per centoto.
9. [Abrogato].
10. [Abrogato].
11. Nei casi di cui al comma 10 puÃ² essere consentito lâ€™uso della cucina domestica.
1. Per lâ€™esercizio delle attivitÃ di agriturismo sono utilizzati i locali situati nellâ€™abitazione di residenza o domicilio dellâ€™imprenditore agricolo ubicata nel fondo nonchÃ© gli edifici, o parte di essi a destinazione urbanistica rurale, esistenti nel fondo e ricadenti sia in zona agricola sia in aree a vocazione agricola. Lâ€™utilizzo di questi ultimi edifici, a fini agrituristici, Ã¨ consentito soltanto attraverso la presentazione di un PUA ai sensi dellâ€™articolo 57 della l.r. 38/1999. Analogamente, possono essere utilizzati, sempre solo attraverso la presentazione di un PUA, i seguenti fabbricati:
a) i locali e gli edifici presenti sul fondo a destinazione urbanistica diversa da quella rurale, senza che ciÃ² comporti cambio di destinazione dâ€™uso dellâ€™edificio;
b) i locali e gli edifici nella disponibilitÃ dellâ€™impresa agricola, ubicati esternamente al fondo, purchÃ© la frazione o il nucleo abitativo ove gli stessi si trovano siano compresi nello stesso comune del fondo agricolo o in comuni limitrofi e lâ€™azienda agricola sia priva di edifici o gli stessi siano tutti necessari alla conduzione del fondo. In tal caso i locali e gli edifici devono possedere e conservare caratteristiche di spiccata ruralitÃ .
2. Quando lâ€™attivitÃ agricola si esercita in un fondo privo di edifici, i comuni possono comunque autorizzare lâ€™esercizio delle attivitÃ di agriturismo nellâ€™abitazione di residenza o domicilio dellâ€™imprenditore agricolo, purchÃ© la frazione o il nucleo abitato ove la stessa si trova ubicata siano compresi nello stesso comune del fondo o in comuni limitrofi e sia garantita la conservazione di connotati di spiccata ruralitÃ dellâ€™edificio e del luogo.
3. I fondi e gli edifici utilizzati per lâ€™esercizio di attivitÃ di agriturismo, ivi compresi gli edifici insistenti sul fondo destinati a centri informativi dei servizi offerti, mantengono la destinazione ad uso agricolo e sono strumentali allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ agricola, sia ai fini catastali, secondo quanto previsto dallâ€™articolo 3, comma 156, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), che della pianificazione urbanistica.
4. In deroga alle disposizioni per le zone agricole di cui allâ€™articolo 55 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche, sugli immobili di cui al comma 1, nel rispetto dei vincoli vigenti per i beni ambientali e culturali nonchÃ© dei vincoli fissati dalle normative ambientali, sono consentiti, oltre agli altri interventi previsti dal citato articolo 55:
a) interventi, da destinare esclusivamente a servizi igienici, di ampliamento degli edifici esistenti ovvero di costruzione di manufatti edilizi;
b) interventi di costruzione di manufatti edilizi con superficie lorda utile non superiore a trenta metri quadrati da destinare a servizi, a condizione che siano previsti nel piano di utilizzazione aziendale (PUA) approvato dallâ€™organo competente.
5. Ai fini del superamento e dellâ€™eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture agrituristiche, si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive dallâ€™articolo 5 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire lâ€™accessibilitÃ , lâ€™adottabilitÃ e la visibilitÃ degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata ai fini del superamento e dellâ€™eliminazione delle barriere architettoniche.) quando la capacitÃ ricettiva dellâ€™azienda sia superiore a dieci posti letto.
6. Eâ€™ consentita una deroga alla disposizione di cui al comma 5 quando si dimostri lâ€™impossibilitÃ tecnica di abbattere le barriere architettoniche, in relazione agli elementi strutturali ed impiantistici nonchÃ© al rispetto delle specifiche caratteristiche architettoniche e paesistico-ambientali. Rimane ferma, laddove possibile, lâ€™adozione di diverse soluzioni agevolative dellâ€™accesso.
1. Gli immobili, le attrezzature ed i servizi destinati allâ€™attivitÃ agrituristica sono organizzati e gestiti in modo da garantire lâ€™igiene e la sicurezza degli ospiti e degli operatori.
2. Nella valutazione dei requisiti igienico-sanitari si tiene conto delle particolari caratteristiche architettoniche e di ruralitÃ degli edifici, in particolare per quanto attiene allâ€™altezza ed al volume dei locali in rapporto alle superfici aeroilluminanti.
4. Lâ€™autoritÃ sanitaria, nella valutazione dei requisiti dei locali adibiti al trattamento ed alla somministrazione di sostanze alimentari e del piano aziendale di autocontrollo igienico-sanitario, tiene conto della diversificazione e limitata quantitÃ delle produzioni al fine della autorizzazione ad utilizzare la cucina o locali polifunzionali di trattamento, manipolazione, trasformazione e conservazione dei prodotti.
5. Il regolamento di cui allâ€™articolo 9 disciplina, nel rispetto della normativa vigente, gli ulteriori requisiti strutturali, igienico-sanitari e di sicurezza delle strutture destinate allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ agrituristica nonchÃ© lâ€™attivitÃ di macellazione con particolare riferimento a:
a) specie e quantitÃ di animali che possono essere macellati;
6. Ai fini della somministrazione degli alimenti sino a quindici posti pasto giornalieri, la cucina possiede i requisiti previsti dalle disposizioni vigenti in materia e dai regolamenti edilizi e di igiene per i locali ad uso abitativo.
6 bis. Lâ€™uso della cucina domestica allâ€™interno dellâ€™abitazione dellâ€™imprenditore agricolo Ã¨ consentito nelle ipotesi di somministrazione di pasti e bevande fino a dieci posti pasto giornalieri.
7. Nelle aziende agrituristiche che abbiano un massimo di quindici posti letto Ã¨ possibile autorizzare lâ€™uso di una cucina per gli ospiti qualora sia disponibile uno spazio adeguato da destinare a spazio comune per il consumo dei pasti. In tal caso, la cucina possiede i requisiti previsti dalle disposizioni contenute nella normativa vigente e nei regolamenti edilizi e di igiene per i locali ad uso abitativo.
8. Gli alloggi agrituristici sono dotati di almeno un servizio igienico-sanitario ogni quattro persone; gli agriturismi che danno ospitalitÃ in spazi aperti, attrezzati con servizi igienico-sanitari e con servizio di lavanderia, sono dotati di almeno un servizio igienico-sanitario ogni sei persone e di un servizio di lavanderia ogni dieci persone. Gli agriturismi autorizzati precedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge hanno ventiquattro mesi di tempo per adeguarsi alle disposizioni di cui al presente comma.
9. Le piscine delle aziende agrituristiche sono classificate private a uso collettivo e sono riservate ai soli ospiti che fruiscono delle attivitÃ di cui allâ€™articolo 2, comma 3, lettere a), b), c), d), nel rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia di qualitÃ delle acque e delle norme di sicurezza, secondo le modalitÃ applicative indicate nel regolamento di cui allâ€™articolo 9.
Esercizio dellâ€™attivitÃ di agriturismo
1. Lâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ di agriturismo Ã¨ soggetto al rispetto dei seguenti obblighi:
a) applicare le tariffe indicate ai sensi dellâ€™articolo 22;
b) registrare e comunicare lâ€™arrivo delle persone alloggiate ai sensi della vigente normativa in materia di pubblica sicurezza;
c) esporre in luogo ben visibile i prezzi praticati.
1. Lâ€™attivitÃ di agriturismo puÃ² essere esercitata tutto lâ€™anno oppure in periodi stabiliti preventivamente dallâ€™imprenditore agricolo, previa comunicazione al comune nel cui territorio Ã¨ ubicata l'azienda. La somministrazione di cibi e bevande puÃ² essere esercitata tutto lâ€™anno a condizione che siano rispettati i limiti di cui allâ€™articolo 14, commi 7 e 8.
2. Per esigenze legate alla conduzione dellâ€™azienda agricola, Ã¨ possibile, senza obbligo di comunicazione al comune, sospendere la ricezione degli ospiti per brevi periodi.
3. Ai fini della piÃ¹ razionale integrazione fra lâ€™attivitÃ agricola e quella agrituristica, per questâ€™ultima puÃ² anche essere previsto lâ€™obbligo di prenotazione da parte dellâ€™ospite.
4. Entro il 31 ottobre di ogni anno i soggetti che esercitano attivitÃ di agriturismo presentano al comune una dichiarazione contenente lâ€™indicazione delle tariffe massime, riferite a periodi di alta e di bassa stagione, che si impegnano a praticare dal 1Â° gennaio dellâ€™anno successivo.
5. Per il calcolo della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani riferita a locali adibiti ad attivitÃ agrituristiche, i comuni possono applicare la riduzione di un importo non superiore ad un terzo della tariffa unitaria ai sensi della normativa vigente.
1. Lâ€™uso della denominazione â€œAgriturismoâ€� e di termini da essa derivati nelle insegne, nel materiale illustrativo e pubblicitario ed in ogni altra forma di comunicazione al pubblico Ã¨ riservata esclusivamente agli imprenditori agricoli iscritti nellâ€™elenco regionale di cui allâ€™articolo 2quater, che esercitano lâ€™attivitÃ di agriturismo.
2. Al fine di valorizzare lâ€™offerta agrituristica, con il regolamento di cui allâ€™articolo 9 sono determinati:
a) il sistema per la classificazione delle aziende agrituristiche, sulla base del livello di confortevolezza dellâ€™ospitalitÃ , della varietÃ dei servizi e della caratterizzazione enogastronomica, naturalistica e culturale dellâ€™accoglienza;
b) i criteri e le modalitÃ per lâ€™assegnazione della classifica alle aziende agrituristiche e per il relativo aggiornamento da parte dellâ€™Agenzia regionale per lo sviluppo e lâ€™innovazione dellâ€™agricoltura del Lazio (ARSIAL).
1. Al fine di rendere piÃ¹ efficace la funzione dellâ€™agriturismo a sostegno dellâ€™agricoltura, di incentivare le produzioni tipiche regionali, di favorire la riconversione e la diversificazione produttiva delle aziende agricole, la Regione incentiva la vendita diretta da parte delle aziende agrituristiche dei prodotti propri nonchÃ© dei prodotti tipici locali, con particolare riferimento a quelli ufficialmente riconosciuti.
2. Per promuovere il turismo del territorio, Ã¨ consentita, altresÃ¬, la vendita dei prodotti tipici dellâ€™artigianato locale.
3. Le aziende agrituristiche che producono prodotti tradizionali o di qualitÃ certificata ai sensi della normativa vigente possono realizzare in azienda eventi con finalitÃ promozionali, che rientrano nelle attivitÃ didattiche, culturali, tradizionali e ricreative, riferite al mondo rurale, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) la durata complessiva degli eventi non puÃ² essere superiore a trenta giorni per anno solare;
b) nel corso degli eventi la somministrazione di pasti, alimenti e bevande sul posto puÃ² essere rivolta a tutti i partecipanti e deve essere costituita prevalentemente da prodotti aziendali o comunque da prodotti reperiti presso aziende agricole locali secondo i parametri indicati nel regolamento di attuazione;
c) gli impianti e i locali utilizzati nel corso degli eventi devono avere i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalle norme vigenti.
4. Alla vendita dei prodotti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni previste dalla l. 59/1963 e dal d.lgs. 228/2001.
a) perdano i requisiti richiesti per lâ€™esercizio delle attivitÃ agrituristiche;
b) lâ€™iniziativa finanziata non venga realizzata secondo il progetto approvato e nei tempi indicati dal provvedimento di concessione, fatte salve le varianti e le proroghe eventualmente autorizzate, per giustificate e motivate ragioni;
c) si accertino sostanziali irregolaritÃ nella documentazione giustificativa di spesa;
d) venga mutata la destinazione dellâ€™immobile interessato prima della scadenza del vincolo di destinazione espressamente previsto;
e) lâ€™attivitÃ di agriturismo non venga iniziata entro un anno dalla data del verbale di accertamento finale dellâ€™intervento ammesso a contributo.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VIGILANZA E SANZIONI
1. Fatte salve le specifiche competenze delle autoritÃ sanitarie e di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e controllo sono esercitate dal comune e dalla Regione, nellâ€™ambito delle rispettive competenze.
2. Il regime dei controlli sulle attivitÃ multifunzionali, nonchÃ© le procedure per lâ€™irrogazione delle sanzioni, sono disciplinate dal regolamento di cui allâ€™articolo 2 bis, comma 7, lettera c ter).
3. Il regolamento di cui al comma 2 comprende, tra lâ€™altro, le modalitÃ per la verifica dei seguenti elementi:
a) presenza delle condizioni per lâ€™esercizio delle attivitÃ previste dalla normativa vigente;
b) permanenza dei requisiti giuridico-amministrativi dellâ€™impresa agricola;
c) permanenza dei requisiti di connessione e prevalenza;
d) condizioni previste allâ€™articolo 2 ter, comma 5;
e) per le attivitÃ agrituristiche, rispetto dei limiti di cui allâ€™articolo 14;
f) utilizzo di strutture diverse da quelle autorizzate per lâ€™esercizio delle attivitÃ secondo la normativa vigente;
g) per le attivitÃ agrituristiche, rispetto del vincolo di destinazione dâ€™uso di cui allâ€™articolo 12.
4. Sulla base del regolamento di cui al comma 2, la direzione regionale competente in materia di agricoltura adotta un piano dei controlli, che deve essere aggiornato almeno ogni tre anni.
5. I provvedimenti di sospensione e di divieto allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ , nonchÃ© lâ€™irrogazione delle sanzioni pecuniarie di cui allâ€™articolo 27 ter, sono disposte dal comune competente per territorio.
6. Il provvedimento di divieto di esercizio dellâ€™attivitÃ da parte dellâ€™amministrazione comunale competente per territorio determina la cancellazione dallâ€™elenco regionale di cui allâ€™articolo 2 quater, comma 1.
7. Ai fini del presente capo, per comune competente per territorio si intende il comune nel cui territorio Ã¨ stata commessa la violazione.
8. Presso la direzione regionale competente in materia di agricoltura sono istituiti, con successivo provvedimento, i registri delle sospensioni e chiusura attivitÃ , nonchÃ© delle sanzioni pecuniarie elevate.
9. La Regione ed i comuni sono tenuti a fornirsi reciprocamente i dati e le informazioni circa le rispettive attivitÃ svolte ed a comunicarle, ove previsto, alle autoritÃ di pubblica sicurezza.
1. Il comune competente per territorio puÃ² sospendere lâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ per un periodo compreso tra dieci e trenta giorni in caso di violazione degli obblighi di cui allâ€™articolo 20. Lâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ Ã¨, altresÃ¬, sospeso per il tempo necessario a consentire lâ€™adeguamento strutturale e organizzativo previsto dalla normativa igienico-sanitaria o di sicurezza o da altre disposizioni di legge.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 4, il provvedimento di divieto di esercizio dellâ€™attivitÃ Ã¨ disposto dal comune competente per territorio nei seguenti casi:
a) violazione delle condizioni per lâ€™esercizio delle attivitÃ previste dalla normativa vigente;
b) assenza dei requisiti giuridico-amministrativi dellâ€™impresa agricola;
c) assenza dei requisiti di connessione e prevalenza;
d) violazione delle condizioni previste allâ€™articolo 2 ter, comma 5;
e) per le attivitÃ agrituristiche, mancato rispetto dei limiti di cui allâ€™articolo 14;
g) per le attivitÃ agrituristiche, mancato rispetto del vincolo di destinazione dâ€™uso di cui allâ€™articolo 12.
3. Lâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ non puÃ² essere intrapreso prima che siano decorsi tre mesi dal provvedimento di divieto.
4. Il mancato rispetto dei limiti di cui allâ€™articolo 14, comma 7, comporta una sanzione da euro 2.000 a euro 10.000. Qualora venga accertata tale infrazione per due volte nel corso di un biennio, Ã¨ disposto il divieto di esercizio dellâ€™attivitÃ e la cancellazione dallâ€™elenco di cui allâ€™articolo 2 quater.
5. Chiunque utilizzi le denominazioni di cui allâ€™articolo 23 non avendone titolo, ovvero utilizzi denominazioni suscettibili di indurre in errore i potenziali utenti ovvero violi i criteri di classificazione di cui al regolamento di cui allâ€™articolo 9, Ã¨ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.
6. Lâ€™imprenditore Ã¨ soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 a euro 500,00 nei seguenti casi:
b) omessa o incompleta comunicazione delle tariffe di cui allâ€™articolo 22, comma 4;
c) omessa esposizione ovvero errata o incompleta compilazione di quanto previsto allâ€™articolo 20, comma 1, lettera c).
7. Ãˆ applicata altresÃ¬ una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 500 nei casi di:
a) attribuzione alla propria attivitÃ , con scritti, stampati ovvero pubblicazioni con qualsiasi altro mezzo, di unâ€™attrezzatura non conforme a quella esistente;
b) mancata esposizione al pubblico di copia dellâ€™inizio attivitÃ , ovvero della SCIA presentata;
c) violazione degli obblighi di cui alla presente legge non altrimenti sanzionati.
8. Nel caso in cui sia commessa la stessa infrazione entro i due anni successivi, le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi 5, 6 e 7 sono raddoppiate ed Ã¨ altresÃ¬ disposta la sospensione dellâ€™attivitÃ da tre a quindici giorni.
9. Alle sanzioni amministrative di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 5 luglio 1994, n. 30 (Disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e successive modifiche.
Disciplina delle attivitÃ di turismo rurale
Â Â Â Â Artt. 28. - 30
Â Â Â Â [Abrogati]
1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui allâ€™articolo 9, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nella deliberazione della Giunta regionale 4 agosto 1998, n. 3992 (Definizione dei valori medi di impiego per le attivitÃ agricole e agrituristiche nel quinquennio 1998/2002) e nella deliberazione del Consiglio regionale 1Â° dicembre 1999, n. 597 (Legge regionale 36/1997, articolo 5, norme in materia di agriturismo. Linee di indirizzo e coordinamento. Norme igienico-sanitarie in materia di agriturismo).
2. Le province subentrano nelle funzioni delle commissioni provinciali di cui allâ€™articolo 7 della legge regionale 10 novembre 1997, n. 36 (Norme in materia di agriturismo) relativamente ai procedimenti giÃ avviati e non ancora conclusi alla stessa data di insediamento. Tali procedimenti sono definiti nel rispetto delle procedure previste dallâ€™articolo 7 della l.r. 36/1997.
3. Le aziende agricole che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano iscritte nellâ€™elenco provinciale di cui allâ€™articolo 7 della l.r. 36/1997 sono iscritte di diritto nei nuovi elenchi previsti dallâ€™articolo 17. Sono fatte salve, altresÃ¬, le autorizzazioni rilasciate ai sensi della l.r. 36/1997 purchÃ©, in caso di difformitÃ rispetto alle prescrizioni della presente legge, si provveda allâ€™adeguamento entro tre anni dalla data di entrata in vigore della stessa. Decorso inutilmente tale termine si provvede alla cancellazione dallâ€™elenco provinciale di cui allâ€™articolo 17.
4. Fino alla data di operativitÃ del piano agrituristico regionale di cui allâ€™articolo 7 e dei piani agrituristici provinciali di cui all'articolo 8, si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni contenute nel piano regionale agrituristico approvato con deliberazione del Consiglio regionale 11 dicembre 1999, n. 593 e nei piani operativi provinciali eventualmente adottati alla data di entrata in vigore della presente legge.
1. Al comma 1 dellâ€™articolo 35 della l.r. 14/1999, dopo la lettera u bis) sono aggiunte, in fine, le seguenti:
â€œu ter) in materia di agriturismo:
1) il tavolo regionale dellâ€™agriturismo;
2) la ripartizione tra le province delle risorse finanziarie destinate all'agriturismo;
3) lâ€™adozione delle tabelle per il calcolo del tempo lavoro convenzionale;
4) la concessione di contributi per iniziative a favore dellâ€™agriturismo;
5) la classificazione delle aziende agrituristiche ed il relativo aggiornamento;
u quater) in materia di turismo rurale:
1) la concessione di contributi per le attivitÃ di turismo rurale;
2) lâ€™adozione della mappa della ruralitÃ regionaleâ€�.
2. La lettera f) del comma 2 dellâ€™articolo 36 della l.r. 14/1999 Ã¨ sostituita dalla seguente:
â€œf) in materia di agriturismo:
1) la valutazione di idoneitÃ dei richiedenti lâ€™iscrizione nellâ€™elenco provinciale dei soggetti abilitati allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ di agriturismo, la tenuta dellâ€™elenco stesso, la determinazione del coefficiente correttivo da applicare al calcolo del tempo di lavoro agricolo;
2) la concessione dei contributi per l'esercizio delle attivitÃ di agriturismo;
3) la vigilanza ed il controllo sullâ€™applicazione della normativa vigente;
4) la tenuta degli elenchi degli immobili sottoposti a vincolo;â€�.
[3. Dopo la lettera f) del comma 2 dellâ€™articolo 36 della l.r. 14/1999 Ã¨ inserita la seguente:
â€œf bis) in materia di turismo rurale la tenuta dellâ€™elenco provinciale degli esercenti attivitÃ di turismo rurale nonchÃ© dell'elenco dei beni sottoposti a vincolo.â€�.]
4. Il comma 1 dellâ€™articolo 37 della l.r. 14/1999 Ã¨ sostituito dal seguente:
â€œ1. Fermo restando quanto stabilito nell'articolo 5, commi 2 e 3 e nell'articolo 39, si intendono attribuiti ai comuni, in conformitÃ a quanto previsto nel comma 1 dello stesso articolo 5, le funzioni e i compiti amministrativi non espressamente riservati alla Regione e non conferiti agli altri enti locali, fatta salva la delega di cui al comma 2. In particolare, i comuni esercitano le funzioni ed i compiti attribuiti dallo Stato e dalla presente legge concernenti:
a) la vigilanza sull'amministrazione dei beni di uso civico e di demanio armentizio, nonchÃ© la liquidazione dei diritti di uso civico gravanti su terreni privati che abbiano acquisito carattere edificatorio;
b) in materia di agriturismo, la dichiarazione di inizio attivitÃ e le altre forme particolari di autorizzazione allâ€™esercizio delle attivitÃ nonchÃ© la definizione dei periodi di apertura e delle tariffe.â€�.
5. Dopo la lettera n) del comma 1 dellâ€™articolo 75 della l.r. 14/1999, Ã¨ aggiunta, in fine, la seguente:
â€œn bis) la concessione di contributi per lâ€™esercizio di attivitÃ nel campo del turismo rurale nonchÃ© lâ€™adozione della mappa della ruralitÃ regionale.â€�.
6. Dopo la lettera c bis) del comma 1 dellâ€™articolo 76 della l.r. 14/1999, Ã¨ aggiunta, in fine, la seguente:
â€œc ter) la tenuta dellâ€™elenco provinciale degli esercenti attivitÃ di turismo rurale.â€�.
1. Dopo la lettera d) del comma 3 dellâ€™articolo 2 della l.r. 2/1995 Ã¨ aggiunta la seguente:
â€œd bis) provvede allâ€™attribuzione della classifica alle aziende agrituristiche ed al relativo aggiornamento.â€�.
1. Per la copertura degli oneri finanziari derivanti dallâ€™attuazione dellâ€™articolo 12 Ã¨ stanziata la somma di 1 milione di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2006, 2007, 2008 a valere sul fondo di rotazione di cui allâ€™Elenco 4 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 5 (Bilancio di previsione della Regione Lazio per lâ€™esercizio 2006).
2. Per la copertura degli oneri finanziari derivanti dallâ€™attuazione dellâ€™articolo 13 viene istituito un capitolo denominato â€œAttivitÃ concernenti l'agriturismo ed il turismo rurale e iniziative per la loro promozione e valorizzazioneâ€� con lo stanziamento di 100 mila euro a valere sulle risorse dellâ€™UPB B11. Per i successivi anni si provvede con la legge di bilancio.
Â Â Â Â 1. La legge regionale 10 novembre 1997, n. 36 (Norme in materia di agriturismo) Ã¨ abrogata. Tale abrogazione, limitatamente all'articolo 7, decorre dalla data di subentro delle province nelle funzioni delle commissioni provinciali ai sensi dell'articolo 17 della presente legge e, con riferimento alle procedure di cui all'articolo 31, comma 2, dalla definizione dei procedimenti ivi indicati.
[1] Testo vigente aggiornato alle modifiche apportate dalla L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.