Source: http://www.laprevidenzacomplementare.it/?page_id=31
Timestamp: 2019-06-25 09:56:37+00:00
Document Index: 68245338

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art 1', 'art. 12', 'art 1', 'art. 24']

Pensione Obbligatoria |
L’estratto contributivo fotografa la vita pensionistica del lavoratore, dove sono indicati tutti i contributi da lavoro, figurativi, volontari, ricongiunti e riscattati.
L’estratto conto consente di verificare l’esattezza delle registrazioni e di segnalare tempestivamente eventuali discordanze o inesattezze. La contribuzione previdenziale si prescrive passato il termine di 5 anni e pertanto non possono più essere versate dal datore di lavoro.
Se il lavoratore è vicino alla pensione, può richiedere l’ECOCERT, cioè l’estratto conto certificativo: è un documento analitico che vale come certificato della posizione assicurativa.
Per richiedere l’estratto conto occorre accedere al sito dell’INPS digitando il codice fiscale per la richiesta del PIN.
L’Inps sta inviando ai dipendenti degli Enti locali alcune centinaia di migliaia di lettere per verificare la correttezza dei versamenti contributivi previdenziali a loro attribuiti.
In ogni caso e’ consigliabile recarsi al patronato Inca della Cgil, presente in tutte le camere del lavoro delle citta’ italiane e in alcuni paesi nel mondo.
Il sistema previdenziale Italiano è a ripartizione, vale a dire che i contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro consentono di finanziare il sistema e di erogare la pensioni a chi è già pensionato (sistema retributivo). Con le riforme che sono state attuate nel corso degli anni, a questo sistema si è aggiunto il metodo a “capitalizzazione” proprio del sistema previdenziale contributivo, con il quale la pensione è strettamente correlata al numero ed al valore individuale dei contributi versati durante la vita lavorativa.
La contribuzione obbligatoria è costituita da una percentuale della retribuzione stabilita per legge che i datori di lavoro pubblici e privati ed i dipendenti sono tenuti a versare, per la parte a carico dei dipendenti viene trattenuta mensilmente dalla busta paga.
Differenza notevoli, in più o in meno, sono previste in relazione al settore di attività dell’impresa, al tipo di contratto del lavoratore (es. Apprendisti, incremento occupazionale).
Lavoratori dipendenti pubblici. Per questi lavoratori, la contribuzione è pari al 32.65% per gli iscritti alle casse ex INPDAP, CPS, CPI, CPUG, di cui il 23.80% a carico del datore di lavoro e dell’8.85% per i lavoratori. Per gli iscritti alla ex CTPS, l’aliquota è del 33% di cui il 24.20% a carico del datore di lavoro e 8.80% a carico del lavoratore.
Lavoratori parasubordinati. Si tratta dei lavoratori che svolgono un’attività di collaborazione coordinata e continuativa i quali versano una contribuzione obbligatoria pari al 26% così suddivisa: 17.82% a carico del committente e 8.90% a carico del lavoratore, cui si deve aggiungere una maggiorazione dello 0.72% utile per finanziare la maternità e gli assegni famigliari.
La legge di bilancio 2017 ha ridotto per i soli possessori della partita Iva il contributo al 25%
Nei rapporti di collaborazione occorre prestare attenzione al minimale contributivo che se inferiore a 324 euro il mese, comporta un accredito contributivo ridotto. Se, ad esempio, percepisce una retribuzione pari a 12.000 euro l’anno, su tale somma verserà il 26% e ai fini della pensione avrà maturato 10 mesi, anziché un anno intero.
Recupero dei vuoti assicurativi. Il lavoratore che si accorge, che in determinati periodi della sua vita lavorativa non sono stati versati i contributi può recuperarli. La contribuzione obbligatoria, infatti, si prescrive nell’arco di 10 anni.
L’istituto della prosecuzione volontaria consente ai dipendenti che hanno interrotto il rapporto di lavoro di continuare il versamento dei contributi con onere interamente a proprio carico. Questo vale, ad esempio, nei rapporti di lavoro a part-time, nel caso di interruzione del lavoro per aspettativa per motivi di famiglia, per i periodi di congedo per la formazione e così via.
Questi permette di perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per raggiungere il diritto ad una prestazione pensionistica.
E’ possibile chiedere la prosecuzione volontaria anche in costanza di rapporto di lavoro nei seguenti casi:
• di sospensione del rapporto di lavoro per periodi non coperti (aspettativa per motivi di famiglia o altri)
• di formazione professionale, studio, ricerca finalizzati alla riqualificazione professionale
• di non effettuazione dell’attività di lavoro all’interno di un rapporto di lavoro part-time di tipo orizzontale, verticale o ciclico
• di astensione facoltativa per maternità oltre il sesto mese e tra il terzo e l’ottavo anno di età del bambino, ad integrazione dei contributi figurativi
• di assenza dal lavoro per malattia del bambino, tra il terzo e l’ottavo anno di età del bambino, ad integrazione dei contributi figurativi
• sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da specifiche norme di legge oppure disposizioni contrattuali successivi al 31 dicembre 1996 (ad esempio i congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero)
In questi casi non è necessaria la cessazione dell’attività lavorativa che resta, invece, condizione necessaria per l’autorizzazione negli altri casi.
I requisiti. Per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, l’assicurato deve poter far valere uno dei seguenti requisiti:
• almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati
• un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori subordinato
• un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori a tempo parziale
• un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori dipendenti su base stagionale, temporanea e discontinua, per i periodi successivi al 31 dicembre 1996 e per cui non stati versati contributi obbligatori o figurativi
In assenza di contributi per 5 anni ne sufficienti 3, purché presenti negli ultimi 5 anni precedenti la domanda.
In deroga a quest’ultimo requisito, è possibile far valere un requisito ridotto, non inferiore ad un anno negli ultimi 5, nel caso di prosecuzione volontaria per i seguenti periodi:
• intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro, a carattere stagionale, ovvero all’interno di rapporti di lavoro temporaneo o discontinuo, come l’interinale
• di non effettuazione dell’attività lavorativa, non coperti da contribuzione e all’interno di rapporti di lavoro a part-time orizzontale, verticale o ciclico
• quando essa venga effettuata nella gestione speciale dell’INPS per i lavoratori parasubordinati
L’importo. Per l’anno 2017, si confermano i seguenti parametri:
• la retribuzione minima settimanale è pari a € 200,76;
• la prima fascia di retribuzione annuale oltre la quale è prevista l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1% (art. 3 L. 438/92) è di € 46.123,00;
• il massimale di cui all’art. 2, comma 18, della Legge 335/1995, da applicare ai prosecutori volontari titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, esercitino l’opzione per il sistema contributivo, è di € 100.324,00.
Questa tipologia di contributi utili per la maturazione del diritto e della misura della pensione non costano al lavoratore in quanto l’onere è carico del fondo previdenziale al quale è obbligatoriamente iscritto.
Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, per i periodi successivi al 31/12/2004, il valore da attribuire per ciascuna settimana ai periodi figurativamente riconosciuti per gli eventi verificatesi nel corso del rapporto di lavoro (la cassa integrazione, ad esempio, ) è pari alla normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore.
La contribuzione figurativa è prevista nei seguenti periodi:
• di disoccupazione indennizzata (non utili per il diritto alla pensione di anzianità)
• di malattia e di infortunio (non utili per il diritto alla pensione di anzianità) entro il limite massimo di 1 anno e dieci mesi
• di percezione dell’indennità di mobilità
• di cassa integrazione guadagni
• di astensione obbligatoria e facoltativa per gravidanza e puerperio
• corrispondenti a quelli di astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio quando la maternità sia intervenuta in un periodo in cui non si prestava attività lavorativa, in presenza di 5 anni di contributi versati o accreditati in costanza di rapporto di lavoro
• di assenza dal lavoro per malattia del bambino di età fino a tre anni
• di astensione facoltativa oltre i 6 mesi e l’8° anno di vita del bambino
• di assenza dal lavoro per malattia del bambino tra il 3° e l’8° anno di vita del bambino
• di educazione ed assistenza dei figli fino al 6° anno di vita per le pensioni contributive (massimo 170 giorni per figlio)
• di assistenza a portatori di handicap (legge 104/1992)
• di assenza dal lavoro per assistenza a figli con più di 6 anni di età, al coniuge o al genitore con handicap grave, per le pensioni liquidate con il metodo contributivo (25 giorni l’anno, entro un massimo di 24 mesi)
• di assistenza antitubercolare
• di servizio miliare ed equipollenti
• di persecuzione politica e razziale
• di retribuzioni ridotto per contratti di solidarietà
• di fruizione di sussidi per lavori socialmente utili
• di percezione della pensione di inabilità successivamente revocata
di godimento dell’assegno di invalidità, durante i quali non è stata svolta attività lavorativa; si tratta di periodi utili solo per il diritto (non per la misura) alla pensione di vecchiaia, nel caso in cui il titolare dell’assegno compia l’età pensionabile e l’assegno stesso venga trasformato
• per le giornate di riposo fruite per donazione di sangue e midollo osseo
Dal 2013 l’accredito figurativo avviene automaticamente, tranne per quelli in cui l’INPS non può esserne a conoscenza, vale a dire per eventi collocati al di fuori del rapporto di lavoro come, ad esempio, il servizio militare, la maternità al di fuori del rapporto di lavoro.
La Pensione dal 1/1/2012
Il sistema contributivo è un sistema di calcolo della pensione che si basa su tutti i contributi versati durante l’intera vita assicurativa.
I lavoratori che avrebbero usufruito di una pensione calcolata esclusivamente con il calcolo retributivo avranno una pensione in pro rata calcolata con entrambi i sistemi di calcolo.
È richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. Non e’, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.
•i lavoratori che entro il 31 dicembre 2012 maturano 36 anni di contribuzione e 60 anni di età o 35 di contribuzione e 61 di età potranno andare in pensione anticipata al compimento dei 64 anni di età;
•le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2012 maturano almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni potranno andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 64 anni di età.
alle lavoratrici dipendente ed autonome, in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome per le quali, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità qualora optino per una liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.
Termini di pagamento del tfs/tfr dei pubblici dipendenti
Le regole in materia di pagamento rateale e di termini di erogazione dei Tfs e dei Tfr, introdotte dall’art. 1, commi 484 e 485, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) e comma 184, 191 e 196 dell’art 1 legge 232/2016 ( legge di bilancio 2017).
in relazione alle cessazioni dal servizio che intervengono dal 1° gennaio 2014, i trattamenti di fine servizio e fine rapporto, comunque denominati, sono corrisposti: in unica soluzione se di importo pari o inferiore a 50.000 euro; in due, se di ammontare superiore a 50.000 euro ma inferiore a 100.000 (in tal caso le rate sono due: 50.000 la prima e la parte eccedente la seconda) ovvero in tre rate per la parte eccedente i 100.000€.
• raggiungimento dei limiti di età; a questo proposito si sottolinea che rientrano tra le cessazioni per limiti di età i collocamenti a riposo d’ufficio disposti dalle amministrazioni al raggiungimento del limite di età ordina mentale, 65 anni per la maggior parte dei dipendenti pubblici), anche se inferiore al limite di età per la pensione di vecchiaia, e in presenza dell’avvenuto conseguimento del diritto a pensione; si rammenta, infatti, che il limite ordinamentale, previsto dai singoli settori di appartenenza per il collocamento a riposo d’ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del decreto legge stesso, non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e costituisce il limite non superabile, se non per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire il diritto alla pensione;
• cessazioni dal servizio conseguenti all’estinzione del rapporto di lavoro a tempo determinato per raggiungimento del termine finale fissato;
con 40 anni e 3 mesi di anzianità contributiva (requisito da adeguare alla speranza di vita a decorrere dal 2016 ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 78/2010 e s.m.i.) intervenuta prima del raggiungimento del limite ordinamentale previsto per la qualifica o grado rivestito o dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia se differenti.Diversamente, nel caso in cui l’iscritto abbia conseguito entro il 31 dicembre 2011 i 40 anni di anzianità contributiva ai fini pensionistici, il termine di pagamento è quello di sei mesi.
onseguentemente questa fattispecie non rientra nelle deroghe di cui all’art 1, comma 23, del decreto legge n. 138/2011 (conservazione del previgente termine di 105 giorni) e, pertanto, il termine di pagamento è quello di sei mesi, sopra ricordato, sempre che i 53 anni e tre mesi siano compiuti entro il 31 dicembre 2013.
Pensionati che utilizzano l’Ape, la Rita o il Cumulo
E’ la possibilità di cumulare i periodi assicurativi con contribuzione versata in più gestioni previdenziali per conseguire il diritto ad un’unica pensione1. Il cumulo dei periodi assicurativi non comporta il versamento di oneri a carico dell’interessato né il trasferimento di contributi da una gestione all’altra. Ogni gestione che interviene nel cumulo determina, per la parte di competenza, il trattamento pro-quota in rapporto ai propri periodi di iscrizione, secondo le regole di calcolo previste dal proprio ordinamento.
A CHI SI RIVOLGE Soggetti con contribuzione versata in due o più delle seguenti gestioni previdenziali: • Assicurazione generale obbligatoria (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi: commercianti, artigiani, coltivatori diretti) • Gestioni sostitutive dell’Assicurazione generale obbligatoria • Gestioni esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria • Gestione separata2 • Iscritti alle casse professionali3.
(Riferimenti normativi)Art. 1 della legge n.228 del 2012 2 di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995 3 enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103 4 di cui al comma 10 dell’art. 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.214
COSA ACCADE PER LE RICONGIUNZIONI IN CORSO DI PAGAMENTO Si può chiedere il cumulo anche nel caso si stia già pagando la ricongiunzione5 e si può chiedere la restituzione di quanto già versato. Questo è possibile solo qualora non sia stato pagato integralmente l’importo e non sia stata liquidata una pensione considerando i periodi oggetto di ricongiunzione. Quindi: • non è consentito il recesso dalla ricongiunzione per ottenere la restituzione di quanto versato e accedere al pensionamento in cumulo se l’onere è stato pagato integralmente • non è oggetto di recesso la ricongiunzione che abbia dato luogo alla liquidazione di una pensione, anche se su questa gravano trattenute a titolo di rate d’onere di ricongiunzione. L’eventuale restituzione delle rate pagate decorre dal dodicesimo mese dalla data di richiesta di rimborso, in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi.
RINUNCIA ALLA DOMANDA DI TOTALIZZAZIONE Possono accedere alla pensione in regime di cumulo anche coloro che, prima del 1° gennaio 2017, abbiano presentato domanda di totalizzazione6 a condizione che rinuncino alla domanda stessa e che il relativo procedimento non sia ancora concluso.
INDENNITA’ DI FINE SERVIZIO PER I DIPENDENTI PUBBLICI I dipendenti pubblici che si avvalgono della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi percepiranno l’indennità di fine servizio al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e saranno applicate tutte le disposizioni normative vigenti a tale data.