Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18743-del-28-07-2017
Timestamp: 2020-06-02 11:16:33+00:00
Document Index: 73386112

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 288', 'art. 121', 'art. 288', 'art. 121', 'sentenza ', 'art. 288']

Sentenza Cassazione Civile n. 18743 del 28/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18743 del 28/07/2017
Cassazione civile, sez. III, 28/07/2017, (ud. 10/11/2016, dep.28/07/2017), n. 18743
P.M., PA.AD.EF., elettivamente
domiciliati in ROMA, CIRCONVALLAZIONE CLODIA 19, presso lo studio
dell’avvocato CLAUDIO IOVANE, rappresentati e difesi dagli avvocati
NADIA PIRONACI, STEFANO CERA giusta procura in calce al ricorso;
V.D., R.A.L., elettivamente domiciliati in
ROMA, VIALE ANICIO GALLO 102, presso lo studio dell’avvocato
FABRIZIO PALESE, rappresentati e difesi dagli avvocati DANIELE
VALENTINI, ANNA-LISA RENDA giusta procura in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 911/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
udito l’Avvocato STEFANO CERA;
udito l’Avvocato ANNA-LIOSA RENDA;
All’esito della pronuncia del Tribunale di Bologna del 7.1.2013 e del successivo provvedimento di correzione di errore materiale, l’oggetto del giudizio di appello veniva circoscritto dalla Corte felsinea adita dagli odierni resistenti all’impugnazione proposta da R.A.L. e V.D. avverso il suddetto il provvedimento di correzione pronunciato dal giudice di primo grado con riguardo alla liquidazione delle spese di lite contenuta in dispositivo – pari ad Euro 7217,82 e corretta in Euro 2100 -, provvedimento con il quale il Tribunale avrebbe affermato che per mero errore di calcolo l’importo delle spese di giudizio era stato determinato nella maggior somma dianzi indicata.
Gli appellanti, nel censurare tale decisione, ne contestarono la legittimità, trattandosi, a loro dire, non di errore materiale, ma di una valutazione del giudice, peraltro conforme alla nota spese depositata in primo grado: una statuizione, dunque, impugnabile in sede di gravame, ma non modificabile con la procedura di correzione, dopo il passaggio in giudicato della sentenza.
La Corte di appello di Bologna accolse l’impugnazione, ritenendo illegittimo il ricorso alla procedura di correzione di errore materiale adottata dal Tribunale, previo rigetto di un’eccezione preliminare di tardività del gravame.
Avverso la sentenza della Corte bolognese Pa.Ad. e P.M. hanno proposto ricorso per cassazione sulla base di 4 motivi di censura.
R.A.L. e V.D. resistono con controricorso. LE RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso è fondato quanto al suo primo motivo.
Con il primo motivo, si denuncia violazione ovvero erronea e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, dell’art. 288 c.p.c., u.c., artt. 325 e 170 c.p.c., art. 121 disp. att. c.p.c., in punto di inammissibilità dell’appello ín quanto tardivamente introdotto.
L’ordinanza di correzione di errore materiale, difatti, deve essere notificata alle parti a cura del cancelliere e annotata sull’originale del provvedimento, ai sensi del combinato disposto dell’art. 288 c.p.c., e art. 121 dis. att. c.p.c., e la sentenza può essere impugnata, relativamente alle parti corrette, nel termine ordinario, decorrente dal giorno in cui è stata notificata l’ordinanza di correzione (art. 288 c.p.c., u.c.).
Non risulta conforme a diritto la decisione della Corte territoriale nella parte in cui ha giudicato non idonea ai fini della decorrenza del termine breve di impugnazione la comunicazione a cura della cancelleria, ritenuta (erroneamente) “non equiparabile alla notifica su impulso di parte”, risultando in tal guisa (erroneamente) applicata la diversa disciplina di cui agli artt. 285 e 170 c.p.c..
Tale termine era inutilmente decorso alla data del 3 aprile 2014, con conseguente inammissibilità dell’appello.