Source: http://www.cesp-pd.it/spip/spip.php?article1354
Timestamp: 2017-06-26 05:26:00+00:00
Document Index: 80741666

Matched Legal Cases: ['art.15', 'art. 13', 'art.15', 'art. 15', 'art.15', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 1', 'art.13', 'art.15']

IMPORTANTE NOTA USR della CALABRIA sui PERMESSI - Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova
lunedì 22 maggio 2017, di cesppadova
IMPORTANTE NOTA USR della CALABRIA sui PERMESSI
di Lucio Ficarra
di Lucio Ficara da Tecnica della Scuola
Sono troppi i casi in cui i Dirigenti scolastici, prendendo fischi per fiaschi, non applicano correttamente la norma sui permessi retribuiti del personale di ruolo.
Si tratta dell’art.15 comma 2 del CCNL scuola vigente, in cui si specifica che “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.
Bisogna fare attenzione che l’ultimo periodo del comma 2 dell’art.15 del CCNL scuola 2006/2009, chiarisce senza ombra di dubbio che è possibile fruire i sei giorni di ferie, anziché come semplici ferie, come permessi retribuiti. Quindi, in ragione di questo e senza troppi bizantinismi, i giorni di permesso retribuito, la cui fruizione sfugge alla possibile discrezionalità del Dirigente scolastico, sono fino ad un massimo di nove.
Questo significa che se un docente di ruolo ha già fruito dei tre giorni di permesso retribuito, potrebbe decidere di rinunciare a 6 giorni di ferie, fruendoli invece con le stesse modalità dell’art. 15 comma 2, senza quindi dovere sottostare alla discrezionale concessione da parte del dirigente scolastico, che sarebbe subordinata alla possibilità di avere personale in servizio disponibile, senza oneri aggiuntivi di spesa, a sostituire il docente che fruisce delle ferie.
Sbaglia chi sostiene che la legge di bilancio 2013 avrebbe modificato e abrogato la norma pattizia contenuta nell’ultimo periodo del comma 2 dell’art.15 su citato. Infatti, come giustamente ha fatto notare l’ARAN, dal disposto delle due norme (art. 15/2 secondo periodo e art. 13/9) si evince che se i 6 giorni di ferie sono dal personale docente richiesti come “motivi personali e familiari”, quindi producendo la documentazione necessaria anche mediante autocertificazione (così come avviene per i primi 3 giorni), tali giorni non solo devono essere attribuiti, quindi sono sottratti alla discrezionalità del dirigente, ma il personale richiedente il permesso non ha l’obbligo di accettarsi che per la sua sostituzione “non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti”.
È bene specificare che la legge di bilancio 2013 ovvero la legge 228/2012 art. 1 comma 54 si riferisce solamente alle ferie fruibili con l’art.13 del CCNL e in nessun modo abroga l’art.15 comma 2 e il suo ultimo periodo, come già evidentemente spiega l’ARAN quasi due anni dopo la legge 228/2012. Per cui è acclarato che i giorni di permesso retribuito possono essere fruiti fino ad un massimo di nove giorni con buona pace della legge n.228 del 29 dicembre 2012 e di tutti quei dirigenti scolastici che vorrebbero impedire questo diritto contrattuale.