Source: http://www.cartellopoli.net/2016_02_01_archive.html
Timestamp: 2017-04-29 17:35:08+00:00
Document Index: 94121315

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 19', 'art. 31', 'art. 25', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 32']

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/cartelloni-il-tar-da-lok-al-piano-che-dimezza-gli-impianti/
N.B. – La delibera
della Giunta Capitolina che il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca dovrebbe ratificare quanto prima con una apposita deliberazione assunta nelle veci dell’Assemblea Capitolina non è la n. 308/2014, come erroneamente riportato nell’articolo, ma la n. 380 del 30
Per un opportuno approfondimento vedi http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/#more-33030 Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - circolo.vas.roma@gmail.com 0
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/lavvocatura-comunale-ha-fatto-sospendere-a-livello-cautelativo-il-penultimo-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-dei-mezzi-pubblicitari-del-vi-municipio/
Nell’aula del Consiglio del VI Municipio in via Duilio Cambellotti n.
11 si sarebbe dovuto svolgere dalle ore 15,30 di ieri il 14° e penultimo incontro pubblico sul Piano di Localizzazione dei mezzi pubblicitari del medesimo Municipio.
Mi sono allora recato presso la Segreteria del Direttore del Municipio Vitaliano Taccioli,
da cui sono venuto a sapere che intorno alle ore 14,00 aveva telefonato
la Segreteria del Sub Commissario Castaldo per comunicare che l’incontro pubblico era stato sospeso, senza darne nuovamente alcuna spiegazione.
Sono riuscito alla fine a sapere le ragioni di quella sospensione solo dopo aver fatto mettere il Presidente del Municipio Marco Scipioni in
contatto diretto con il Sub Commissario Giuseppe Castaldo, che ha finalmente spiegato le cause di quella improvvisa quanto inaspettata sospensione.
Nella mattinata di ieri è stata pubblicata la Sentenza n. 2283 del 22 febbraio 2016 con
cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha accolto il ricorso n. 3553/2015 (depositato il 18 marzo 2015 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ S.r.l., COSMO PUBBLICITÀ S.r.l., G.B.E. S.r.l. e NEW POSTER S.r.l.) ed i
ricorsi per motivi aggiunti proposti nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 14435/2014 (depositato il 21 novembre 2014 dalle ditte WAYAP e
da AP ITALIA in liquidazione) e n. 14436/2014 (depositato anch’esso il 21 novembre 2014 dalla ditta A.P.A.), annullando la parte dei criteri dettati dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 380/2014 in cui vi si sarebbe stata riconosciuta una presunta sua incompetenza a “limitare ulteriormente la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi” ed a “prevedere, per gli impianti privati che devono essere suddivisi in lotti, la composizione di ciascun lotto”. La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha conseguentemente limitatamente accolto i tre suddetti ricorsi <<limitatamente alla domanda di annullamento dell’impugnata deliberazione n. 380/2014 nella parte in cui prevede: A) che “gli impianti SPQR sono previsti nel formato mt 3×2, mt 1,40×2 e palina mt 1×1”; B) che “gli
impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti pubblicitari localizzati in più Municipi” e che “ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3×2; mt. 1,40×2 e mt. 1×1. Uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bike Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq. Un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità. I formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20×1,80 e mt. 3,2×1,40. Un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2×2 distribuiti su tutti i Municipi”>>. La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha anche deciso che <<il
ricorso per motivi aggiunti proposto nel giudizio introdotto con il ricorso n. 14526 del 2014 deve essere accolto limitatamente alla domanda
di annullamento dell’impugnata determinazione dirigenziale del 27 luglio 2015 nella parte in cui approva piani di localizzazione degli impianti pubblicitari che limitano i formati ammessi ai soli formati previsti dalla deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014.>>
La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha ordinato “che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa”
ed ha fatto trasmettere per posta elettronica certificata il provvedimento all’Avvocatura Comunale, che nell’attesa di decidere sul come ottemperare a meglio alla sentenza del TAR, diventata immediatamente esecutiva, ha fatto sospendere a livello cautelativo il penultimo incontro pubblico. Presumibilmente verrà sospeso anche l’incontro pubblico sul Piano di Localizzazione del XII Municipio,
fissato per le ore 16,00 di oggi presso la Sala Consiliare “Caduti di Forte Bravetta” del Municipio in Via Fabiola n. 14. Il procedimento di partecipazione dei cittadini ai Piani di Localizzazione doveva durare 30 giorni, dal 15 gennaio scorso ad oggi 24
febbraio 2016: l’obbligata interruzione degli ultimi due giorni per cause di forza maggiore non dovrebbe inficiare l’intero percorso già fatto (vale a dire i 13 incontri pubblici già svolti), perché potrà essere ripresa con la posticipazione degli ultimi due incontri pubblici con pieno diritto, subito dopo che il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca avrà ottemperato alla sentenza nel modo che gli è
stato chiesto dalle associazioni VAS, Bastacartelloni e Cittadinanzattiva e di cui parliamo con un articolo a sé stante. (vedi http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/#more-33030)
Pubblichiamo questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/le-associazioni-vas-bastacartelloni-e-cittadinanzattiva-chiedono-al-commissario-straordinario-di-ottemperare-alla-sentenza-del-tar-ratificando-nelle-veci-dellassemblea-capitolina-gli-stessi/
cui la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha accolto il ricorso n. 3553/2015 (depositato il 18 marzo 2015 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ, COSMO
PUBBLICITÀ, G.B.E. e NEW POSTER) ed i ricorsi per motivi aggiunti proposti nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 14435/2014 (depositato il 21 novembre 2014 dalle ditte WAYAP e da AP ITALIA in liquidazione) e n. 144362014 (depositato anch’esso il 21 novembre 2014 dalla ditta A.P.A.), annullando la parte dei criteri dettati dalla Giunta Capitolina
con la deliberazione n. 380/2014 in cui vi si sarebbe stata riconosciuta una presunta sua incompetenza a “limitare ulteriormente la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi” ed a “prevedere, per gli impianti privati che devono essere suddivisi in lotti, la composizione di ciascun lotto”. La Seconda Sezione del TAR del Lazio ha anche deciso che <<il
Ha motivato questa sua conclusione nel modo seguente: <<Inoltre, secondo la giurisprudenza (ex multis,
Consiglio di Stato, Sez. V, 20 agosto 2013, n. 4192), in relazione alla
limitata serie di atti tassativamente individuati dall’art. 42, comma 2, del decreto legislativo n. 267/2000 si configura una competenza esclusiva del Consiglio comunale. Ciò posto, il Collegio ritiene che – a
fronte della previsione dell’art. 20, comma 1, lett. f), del Regolamento, ove sono dettagliatamente indicati le caratteristiche tipologiche ed i formati ammessi – non spetti alla Giunta limitare la tipologia dei formati degli impianti SPQR ammessi. Analoghe considerazioni valgono per le censure relative alla composizione dei lotti in quanto – a fronte della previsione dell’art. 7, comma 1-bis, del Regolamento, ove è previsto che “il territorio capitolino viene suddiviso al massimo in dieci lotti, che ricomprendono impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i municipi, a garanzia di un’omogeneità economica complessiva” – vi è motivo di ritenere che non spetti alla Giunta disciplinare la composizione di ciascun lotto con
disposizioni di dettaglio come quelle contenute nella deliberazione n. 380/2014.>>
Per un opportuno confronto, il richiamato comma 2 dell’art. 42 del Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.), emanato con D,Lgs. n. 267/2000, dispone testualmente: <<2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: a) statuti dell’ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l’ipotesi di cui all’articolo 48, comma 3, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;
d) istituzione, compiti e norme
sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;
e) assunzione diretta dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni
e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell’ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
Come si può bene vedere, fra i suddetti atti fondamentali non sembrano rientrare quelli per cui la Giunta Capitolina
è stata ritenuta incompetente dalla Seconda Sezione del TAR del Lazio, che a mio giudizio è caduta in una stridente contraddizione in termini logici: se infatti ai sensi del comma 2 dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità l’approvazione dei Piani di Localizzazione spetta inequivocabilmente alla Giunta Capitolina, che li deve quindi far
redigere ai sensi anche dell’art. 31 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, ma non può dettare i criteri con cui redigerli anche in funzione di circuiti per tipologie di impianti e lotti territoriali per i futuri bandi di gara (sul presupposto che questi spetterebbero all’Assemblea Capitolina), mi sembra allora un cane che si
morde la coda. Dallo Statuto di Roma Capitale derivano i poteri e le competenze che spettano alla Giunta Capitolina, che “compie
tutti gli atti di amministrazione, con esclusione di quelli che la legge riserva al Consiglio e che rientrino nelle competenze attribuite, per legge o per Statuto, al Sindaco, agli organi di decentramento ed ai dirigenti.” (art. 25, comma 2 dello Statuto di Roma Capitale, che recepisce il 2° comma dell’art. 48 del D. Lgs. n . 267/2000).
Fra gli atti che invece spettano esclusivamente alla Giunta Capitolina ci sono i piani territoriali particolareggiati, quali strumenti di attuazione dei piani territoriali generali. Per quanto riguarda sempre la specifica materia delle affissioni e pubblicità è spettata quindi alla Giunta Capitolina l’approvazione della
“proposta” dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, così come redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma”. C’è da notare che tutte le “proposte” di deliberazioni da sottoporre alla approvazione del Consiglio Comunale vengono adottate dalla Giunta Capitolina con apposita “decisione” (n. 3 del 2.2.2011 e n. 35 del 30.4.2014 per quanto ha riguardato la proposta n. 59 sul PRIP e n. 36 del 30.4.2014 per quanto ha riguardato la proposta n. 61 sul nuovo Regolamento di Pubblicità), mentre tutte le “proposte” di adozione di piani particolareggiati vengono approvate dalla Giunta Capitolina con apposita “deliberazione” (n. 325 del 13.10.2015 per quanto riguarda i Piani di Localizzazione).
Dal quadro normativo sopra esaminato sembra emergere che la Seconda Sezione del TAR abbia quanto meno fatto un qui pro quo,
a maggior ragione perché anche i bandi di gara per “circuiti” con lotti
territoriali di impianti pubblicitari da aggiudicare rientrano chiaramente fra gli strumenti attuativi di competenza della Giunta Capitolina. Ci sarebbero pertanto gli estremi per un ricorso al Consiglio di Stato, che però
– quand’anche se ne ritenesse scontato l’esito vincente – comporterebbe
quanto meno la sospensione dei Piani di Localizzazione per il tempo indeterminato che si prende sempre la nostra Giustizia Amministrativa. Va per contro preso in seria considerazione il lavoro che è stato prodotto dalla S.p.A. “Aequa Roma” sulla base dei criteri dettati (ora annullati dal TAR) e che quindi dovrebbe essere rifatto del tutto ex novo in
caso di criteri diversi che venissero imposti dall’Assemblea Capitolina, con sperpero in tal caso di denaro pubblico, perché da un lato si butterebbero a monte i 150.000 euro già spesi per la redazione dei Piani di Localizzazione e dall’altro lato si dovrebbero stanziare nuovi fondi per redigere i nuovi Piani di Localizzazione se voluti in modo diversodalla Assemblea Capitolina.
Se si considera per di più che la Giunta Capitolina ha già approvato la “proposta” dei Piani di Localizzazione con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 e
che è stato portato quasi a conclusione l’intero percorso di partecipazione popolare (con 13 incontri pubblici già svolti su un totale di 15), per sui sia la “proposta” che gli incontri pubblici diventerebbero nulli con eventuali criteri diversi da quelli con cui sono stati redatti i Piani di Localizzazione.
Ma tutto quanto sopra prospettato non si verificherebbe invece se l’Assemblea Capitolina confermasse tutti gli stessi criteri già dettati dalla Giunta Capitolina con la parte della Deliberazione n. 380/2014 che è stata annullata dal TAR. È di tutta evidenza allora che per le ragioni sopra esposte non merita nella maniera più assoluta fare ricorso al Consiglio di Stato, se non altro per non allungare sine die la sospensione dei Piani di Localizzazione e degli atti e procedure relative ad essi. A nome non solo di VAS, ma anche delle associazioni “Bastacartelloni” e “Cittadinanzattiva” che assieme sono intervenute ad opponendum in aiuto del Comune, con Nota VAS prot. n. 2 del 23 febbraio 2016 ho
chiesto al Commissario Straordinario del Comune di Roma di voler “ratificare” la deliberazione n. 380/2014 con una apposita deliberazione
approvata nelle veci dell’Assemblea Capitolina. In tal modo si viene ad ottemperare alla sentenza di cui all’oggetto e si consente al tempo stesso di
poter continuare senza alcuna ulteriore interruzione il procedimento in
corso di partecipazione dei cittadini singoli o associati che si deve concludere con la approvazione definitiva dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari da parte del Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca nelle veci della Giunta Capitolina, così come prescrive il comma 2 dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità.
Da un mio ulteriore esame delle implicazioni che deriverebbero dall’annullamento dei criteri che secondo il TAR non sarebbero di competenza della Giunta Capitolina e da una eventuale diversa ridistribuzione delle quantità dei diversi circuiti per tipologie di impianti da parte dell’Assemblea Capitolina, di cui nell’immediato fa le
veci il Commissario Straordinario, è scaturito che non si tratterebbe comunque di rifare ex novo tutti e 15 i Piani di Localizzazione, dal momento che la sentenza del TAR non ha messo in alcun dubbio la piena legittimità né delle ubicazioni sul territorio dei
futuri impianti scelte da “Aequa Roma” né degli indici di affollamento applicati nel rispetto di quelli indicati nel PRIP, per cui alla fin fine si dovrebbe tutt’al più operare quello scambio di “pallini colorati” (con cui sono state individuate le diverse tipologie di impianti) per ridistribuire sul territorio le diverse quantità di superfici che fossero state eventualmente prescritte per ogni circuito in nome e per conto dell’Assemblea Capitolina.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi ********************
I giudici della seconda sezione
da una parte hanno approvato la chiusura della procedura di riordino del settore e la sostituzione delle concessioni con bandi a evidenza pubblica per evitare l’oligopolio delle aziende. Dall’altra i magistrati hanno invece bocciato i nuovi formati dei cartelloni Spqr (di proprietà pubblica) e la divisione in lotti degli impianti. Gli ultimi due punti non dovevano essere decisi dalla giunta ma dall’Assemblea capitolina.
Le associazioni che supportano la riforma hanno già scritto una lettera al Campidoglio per uscire dall’impasse: la speranza è che il commissario Francesco Paolo Tronca (che ha anche i poteri del consiglio comunale) sani la situazione con un
suo atto. Altrimenti spetterà al prossimo sindaco chiudere una vicenda che si trascina da decenni.
“Il tribunale ritiene che la giunta
non sia competente a stabilire i criteri aggiuntivi per la definizione dei lotti per le gare di assegnazione dei nuovi impianti – continua l’ex assessore Leonori – ma
Roma può cambiare, basta non fermarsi. La riforma degli impianti pubblicitari può andare avanti e spero che verrà assunta come priorità da tutti i candidati a sindaco“.
Già davanti a quelli del Tar avevano chiesto di salvare la pubblicità sul tetto di via Bissolati 20: “L’impianto Martini figura – hanno scritto nel loro ricorso – in
“La dolce vita” di Fellini e “La grande bellezza” di Sorrentino, recentemente premiato con l’Oscar. Il Prip rischia di togliere l’ultimo e
più caratteristico fregio commerciale di via Veneto, a dispetto della tradizione e del suo radicamento nel tessuto urbano“.
http://www.vasroma.it/si-e-svolto-il-10-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-del-iii-municipio/ Alle ore 16,15 circa di ieri 19 febbraio 2016 nell’aula consiliare del III Municipio è iniziato il 10° incontro pubblico sul piano di Localizzazione stavolta di questo Municipio, in concomitanza con una manifestazione di protesta dei cittadini che si è svolta davanti alla sede del Municipio in piazza Sempione.
a cui è stata assegnata la delega in materia di Attività Produttive e la Dirigente della Unità Organizzativa “Affissioni e Pubblicità” Dott.ssa Monica Giampaoli. Era nuovamente presente anche il Dott. Gianluca Giattino della S.p.A. “Aequa Roma” che ha redatto i 15 Piani di Localizzazione. In rappresentanza del III Municipio era presente il Presidente Paolo Emilio Marchionne, il Direttore Dott. Claudio Saccotelli (che è stato Direttore del nuovo Dipartimento Regolazione e Gestione Affissioni e Pubblicità dal gennaio a settembre del 2012), il Presidente della Commissione Commercio Filippo Maria Laguzzi (PD) e la Responsabile Ufficio di Presidenza e Giunta Dott.ssa Giuseppina Nurra. Erano presenti fra il pubblico, oltre al sottoscritto, il sig. Adriano Tittoni ed il sig. Pietro Brusco (entrambi del comitato di quartiere “Fidene”) ed il sig. Nino d’Aloisio (del Comitato di quartiere “Villa Spada”).
Il Presidente Paolo Emilio Marchionne ha voluto dare all’incontro pubblico un carattere informale, facendo sedere i rappresentanti delle istituzioni sui banchi dell’opposizione ed i cittadini sui banchi di fronte della maggioranza del Consiglio Municipale, senza tenere accesi i microfoni: ha citato i casi di impianti in totale difformità installati nel suo Municipio per rimarcare
per confronto che i Piani di Localizzazione costituiscono uno strumento
che permette di ridare ordine.
Ha messo in evidenza che i Piani di Localizzazione sono anche una leva all’aumento del valore di mercato di ogni singolo impianto, rimarcando che con tale strumento è l’amministrazione che decide dove va
installato ogni impianto e non le ditte.
Ha lasciato la parola al Sub Commissario Giuseppe Castaldo
che ha parlato della attuazione dell’art. 32 della normativa tecnica del PRIP che prevede questa forma di partecipazione “rafforzata”, che consiste nell’acquisire i contributi dei cittadini ed operare poi delle scelte.
Giuseppe Castaldo Ha affermato che l’obiettivo di questa fase è quello di arrivare ad una disciplina che contemperi al meglio tutte le esigenze.
Ha quindi riconfermato l’iter che è partito dalla “proposta” dei Piani di Localizzazione approvata dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 325 del 13 ottobre 2015, sottolineando che su i Piani di Localizzazione sono passati al vaglio di tutti gli enti istituzionali
Ha voluto anche precisare con riguardo alle posizioni individuate dai Piani di Localizzazione c’è un range di
approssimazione di 50 metri, per consentire una eventuale migliore riallocazione di questi impianti al fine di poter mettere a gara tutti quelli effettivamente installabili.
Ha posto poi l’attenzione su via Radicofani dove sono previsti 7 impianti per il servizio di Bike Sharing, chiedendosi come sarà possibile fare i futuri lotti dal momento che vi sono previste circa 50 installazioni a suo giudizio in modo improponibile, perché attualmente vi risulterebbero installati solo tre impianti che secondo lui sono pure
È intervenuto quindi il sig. Nino d’Aloisio a nome del Comitato di quartiere “Villa Spada” per far presente che gli sembravano strani ben tre cartelloni pubblicitari installati attualmente
in un parcheggio.
Mentre si svolgevano i suddetti interventi la porta dell’aula di Consiglio si apriva in continuazione per far entrare un numero anche di manifestanti che alla fine sono andati a riempire quasi interamente le sedie riservate al pubblico, lasciando sentire più distintamente ogni volta i rumori della manifestazione che continuava a svolgersi in piazza
Quando mi è stato concesso di intervenire una signora (poi presentatasi come Lorella Garibaldi)
si è lamentata che non sentiva nulla da dove era seduta ed ha chiesto se era possibile mettere in funzione i microfoni: non essendo stata accontentata, poco dopo un altro signore ha protestato più vivamente pretendendo che si consentisse di parlare ai microfoni.
Ha continuato a protestare contro il Direttore Claudio Saccotelli che
si prendeva tutta la responsabilità di tenere spenti i microfoni: sono allora intervenuto facendo presente a quel signore che prima che lui arrivasse era stato accettato da tutti coloro che avevano intenzione di intervenire di parlare senza microfono, per cui mi impegnavo a sforzarmi di parlare più forte in modo che potessero sentirmi tutti.
Ho premesso che gli interventi dei cittadini che mi avevano preceduto
avevano posto l’attenzione sui cartelloni pubblicitari così come li vedono installati oggi sul loro territorio, senza avere analizzato il Piano di Localizzazione e capire quindi quale sarà l’esatta situazione un domani, per cui mi sentivo in dovere di dare una serie di informazioni al pubblico in sala.
Ho quindi fatto presente che all’epoca del Sindaco Alemanno i cartelloni pubblicitari installati a Roma occupavano una superficie espositiva complessiva di 232.000 mq. circa, che attualmente sono scesi a
166.000 mq., stando al dato riportato nella relazione i Piani di Localizzazione che se approvati così prevedono alla fine solo 62.000 mq.
di esposizione complessiva.
Quanto alla critica dei troppi impianti su via Radicofani ho messo in
evidenza che i cittadini sono portati a “giudicare” in modo critico prendendo a confronto le file di cartelloni pubblicitari appiccicati l’uno all’altro che si vedono tuttora a Roma, senza sapere che i Piani di Localizzazione hanno dovuto rispettare le distanze minime prescritte dal Codice della Strada, collocando i futuri impianti a 25 metri l’uno dall’atro (se di formati diversi) ed addirittura a 50 metri (se dello stesso formato).
Riguardo al cartellone che sarebbe spuntato ultimamente, ho fatto sapere che il nuovo regolamento di Pubblicità vieta il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti pubblicitari, ad eccezione però delle paline di mt. 1 x 1 (a cui viene rilasciato un titolo temporaneo, perché
valido solo fino a che non si entrerà a regime con l’espletamento dei bandi di gara) e delle ricollocazioni di impianti già autorizzati ma in posizioni che oggi il PRIP destina a zona “A” con divieto assoluto di affissione.
Ma allo stesso riguardo ho voluto richiamarmi alla tolleranza dei 50 metri di cui aveva parlato la Dott.ssa Monica Giampaoli, per mettere in risalto che è stata prevista in caso di impedimento facendo presente che
come ostacolo va anche e soprattutto considerata una eventuale collocazione davanti ad un portone o ad una finestra che impediscano la visuale e la privacy dei cittadini, di cui il Comune ha l’obbligo di curare gli interessi prima ancora degli interessi delle ditte pubblicitarie.
Fatta questa lunga ma doverosa premessa, ho esposto in estrema sintesi le OSSERVAZIONI, PROPOSTE E ISTANZE RELATIVE AL PIANO DI LOCALIZZAZIONE DEL III MUNICIPIO
portate da VAS e Bastacartelloni, evidenziando che la proposta di ricreare arre di pertinenza esclusiva su ognuno dei lati delle vecchie strade consolari che dalle porte delle mura aureliane si irradiano in tutte le direzioni fin oltre il confine comunale non vale più di tanto per la via Salaria e la via Nomentana che attraversano il territorio del
III Municipio, dal momento che non vi sono stati ubicati per lo più impianti.
Il tratto della via Salaria non è stato pianificato perché con divieto di affissione imposto dal vincolo paesaggistico del fiume Tevere, mentre quasi altrettanto è stato fatto con la via Nomentana, che
fa da confine con il IV Municipio, perché per lo più senza banchine e marciapiedi e contornata di alberi.
Ho quindi fatto sapere che è stata presentata come proposta integrata
quella di individuare almeno tre arterie a valenza commerciale da riservare ai tre circuiti degli impianti per il Bike Sharing, degli impianti SPQR e degli impianti privati su suolo pubblico.