Source: http://infocentocase.blogspot.com/2012/12/
Timestamp: 2020-01-28 00:52:05+00:00
Document Index: 37685440

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 14', 'art 23', 'art. 28']

INFOCASA: dicembre 2012
LOCAZIONE: CEDOLARE SECCA, REMISSIONE IN BONIS, CONTRATTI NON REGISTRATI
LA CIRCOLARE 47/E DEL 20 DICEMBRE 2012 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare 47/E del 20/12/2012, ha fornito interessanti chiarimenti in merito alla disciplina della cedolare secca trattando:
l'opzione effettuata in sede di registrazione tardiva del contratto
l'opzione effettuata successivamente alla registrazione
i rapporti tra la cedolare secca e la remissione in bonis
Inoltre, ha reso ulteriori delucidazioni in tema di disciplina fiscale dei contratti di locazione di beni immobili ad uso abitativo non registrati, registrati a canone inferiore e dei comodati fittizi.
OPZIONE EFFETTUATA IN SEDE DI REGISTRAZIONE TARDIVA DEL CONTRATTO
Richiamando il paragrafo 9.1 della Circolare n. 26/E/2011, l'Agenzia precisa che è possibile optare per il regime facoltativo di tassazione anche nell’ipotesi di tardiva registrazione del contratto di locazione, ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso, di cui all’articolo 13 del Decreto legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997.
OPZIONE EFFETTUATA SUCCESSIVAMENTE ALLA REGISTRAZIONE
Com'è noto, qualora non sia stata esercitata l’opzione in sede di registrazione del contratto, ovvero di proroga, è possibile accedere al regime della cedolare secca per le annualità successive, esercitando l’opzione entro il termine previsto per il versamento dell’imposta di registro dovuta annualmente, vale a dire entro 30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità. Se l’esercizio dell’opzione, attraverso la presentazione del “modello 69”, avviene oltre il termine previsto per il versamento dell’imposta di registro, non sarà possibile accedere al regime della cedolare secca per l’annualità in relazione alla quale l’opzione non è stata esercitata nei termini. Tuttavia, in questo caso, gli effetti dell’opzione decorreranno a far data dalla successiva annualità, senza l'applicazione di alcuna sanzione e senza diritto di rimborso dell'imposta di registro versata (anche nel caso in cui sia già stata versata l'imposta per l'intero periodo contrattuale).
L'art. 2 del D.L. n. 16/2012, così come convertito con modificazioni dalla Legge n. 44/2012, ha introdotto, nel sistema tributario, la cosiddetta "remissione in bonis" con la quale è consentito al contribuente, in ritardo con determinati obblighi ed adempimenti, di sanare tali dimenticanze versando l'importo pari alla misura minima della sanzione prevista per la specifica irregolarità posta in essere.
Pare opportuno ricordare che, per l'Agenzia delle Entrate, la remissione in bonis è stata “strutturata in modo tale da sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario, nemmeno in termini di pregiudizio all’attività di accertamento”, purché il tardivo "assolvimento dell’obbligo di comunicazione ovvero dell’adempimento di natura formale" non costituisca un mero ripensamento, basato su ragioni di opportunità.
Appare evidente come la tardiva presentazione del modello 69, contenente l'esercizio dell'opzione, possa rientrare nel campo di applicazione dell'art. 2 del D.L. n. 16/2012.
A tal proposito, l'AdE si è espressa dichiarando inammissibile la remissione in bonis per il soggetto che abbia effettuato il versamento dell’imposta di registro prima di esercitare l’opzione per il regime della cedolare secca, ritenendo che il pagamento dell'imposta "configuri un comportamento non coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca" (e quindi un ripensamento). In questo caso, il soggetto usufruirà del regime fiscale solo a fare data dall'annualità successiva.
Qualora si proceda invece, per una annualità successiva, al deposito tardivo del modello 69 contenente l'opzione per la cedolare secca, senza che sia avvenuto il versamento dell'imposta di registro annuale, il contribuente potrà avvalersi della remissione in bonis (usufruendo così, per l'anno in corso, del regime facoltativo della cedolare secca) purché:
effettui la remissione entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile, successiva alla scadenza del termine ordinario;
provveda al versamento della sanzione di 258 euro.
Per un approfondimento sul regime fiscale facoltativo della cedolare secca, clicca QUI.
CONTRATTI DI LOCAZIONE DI BENI IMMOBILI AD USO ABITATIVO NON REGISTRATI
In materia di locazione, avente ad oggetto immobili ad uso abitativo, il D.Lgs. n. 23/2011 ha introdotto una serie di norme volte a produrre effetti sul piano dei rapporti privatistici intercorrenti tra le parti del contratto di locazione (clicca QUI per un approfondimento) nei casi di:
mancata registrazione del contratto di locazione
registrazione di un contratto a canone inferiore
contratto di comodato fittizio
Con questa Circolare l'Agenzia delle Entrate ha voluto precisare, in caso di adempimento tardivo, che "in sede di registrazione dei contratti di locazione o di denuncia degli stessi, gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate non sono tenuti ad effettuare valutazioni in ordine all’applicabilità o meno delle richiamate norme, neanche in relazione alla categoria catastale di appartenenza dell’immobile locato".
Pertanto, nel silenzio della parte contraente che procede alla registrazione tardiva, gli Uffici effettueranno la liquidazione sulla base di quanto emergerà dalle risultanze contrattuali.
Viceversa, nell'ipotesi in cui la parte contraente ritenga di poter invocare nei confronti della controparte l’applicazione del disposto dell'art. 3, commi 8 e 9, del D.Lgs. n. 23/2011, questa dovrà dichiarare, per la registrazione, il valore e la durata contrattuale derivanti dall’applicazione delle citate disposizioni e non invece il valore e la durata risultanti dall’atto non registrato nei termini.
Con il chiaro intento di fare emergere l'evasione fiscale, la Circolare precisa che in sede di registrazione "non è comunque preclusa all’Agenzia delle Entrate la possibilità di accettare ulteriori elementi spontaneamente esibiti dal contribuente e relativi al rapporto di locazione, che potrebbero risultare utili nella successiva fase dei controlli".
Con riferimento all'istituto del ravvedimento operoso l'AdE ha infine chiarito che dall’omessa o tardiva registrazione dei contratti di locazione derivano conseguenze o di natura sanzionatoria sul piano fiscale, sulle quali può incidere l’istituto del ravvedimento operoso, o nei rapporti civilistici tra le parti, in relazione ai quali l’istituto del ravvedimento operoso non può influire.
Pubblicato da Immobiliare Centocase a 18:28 Nessun commento:
Carissimi Auguri
e di Felice Anno Nuovo
La pesante crisi che, negli ultimi quattro anni, ha colpito tutti i comparti dell'economia mondiale, tra cui quello immobiliare, ha inevitabilmente modificato le nostre abitudini e le nostre priorità.
Il ridimensionamento sia del numero delle transazioni che dei valori degli immobili, unitamente al crollo dei finanziamenti legati all'acquisto di un fabbricato, residenziale e non, ha obbligato i proprietari a compiere delle scelte difficili, a volte drammatiche ed ha costretto gli operatori del settore a modificare il proprio modo di lavorare.
L'approccio alla trattativa di vendita, orientato alla buona conclusione di un affare, sta privilegiando il gioco di squadra tra venditore e compratore, a discapito del vecchio stereotipo che vedeva le due parti contrapposte.
Parimenti, l'agente immobiliare sta dismettendo i panni ormai lisi del sensale per trasformarsi in un moderno consulente immobiliare a tutto tondo, in grado di assistere entrambi i suoi clienti non solo avvalendosi delle sue conoscenze tecniche, ma anche cercando di cogliere e di valorizzare quegli aspetti psicologici che determinano la volontà di vendere o di acquistare.
Mai come oggi una corretta informazione è in grado di condizionare il felice esito di una trattativa ed è per questo motivo che abbiamo deciso di dare vita a questo blog.
Auspicando di avere fatto cosa gradita ai nostri Clienti ed anche ai nostri Colleghi, auguriamo a tutti di trascorrere un sereno Natale con le persone più care, in grado di trasmetterci la giusta energia per affrontare il 2013 con rinnovato vigore.
Pubblicato da Immobiliare Centocase a 09:27 Nessun commento:
TARES: LA NUOVA TASSA SUI RIFIUTI
La nuova imposta comunale in arrivo si chiama Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) e sostituirà, dal 2013 (le rate di maggio e di settembre saranno calcolate ancora con i parametri utilizzati per la Tarsu, mentre sulla rata di dicembre graverà la maggiorazione dei 30 centesimi a metro quadro, salvo modifiche che ciascun Comune potrà adottare), la Tarsu (Tassa sui rifiuti solidi urbani) già trasformata per molti comuni in Tia (Tariffa di igiene ambientale). L'imposta è stata introdotta con il Decreto Salva Italia, convertito con modificazioni nella Legge n. 214/2011 e graverà in misura maggiore sui contribuenti rispetto alle precedenti Tarsu e Tia (si prevede di circa il 25% in più) in quanto andrà anche a finanziare i cosiddetti "servizi indivisibili" del Comune quali, per esempio, il costo della manutenzione delle strade o dell'illuminazione pubblica.
Le rate previste saranno 3 o 4, salvo modifiche e l'ammontare dell'imponibile si baserà sull'80% della superficie catastale dell'immobile. Poichè tale dato non è ancora disponibile per i Comuni, all'inizio l'applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, in attesa che l’Agenzia delle Entrate trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali.
L'aumento dell'importo, rispetto a quello sostenuto con la Tarsu, è motivato dal fatto che questo tributo (essendo una tariffa e non una tassa) andrà a coprire per intero i costi sostenuti dal Comune, non limitandosi tuttavia alla voce di spesa della raccolta rifiuti ma andando a ricomprendere anche i sopra citati servizi indivisibili.
Ed è proprio per fare fronte a questa ulteriore voce di spesa che i Comuni applicheranno una maggiorazione, sulla tariffa base, pari a 0,30 euro per mq., con la possibilità di arrivare ad un massimo di euro 0,40 a mq.
Come per l'Imu, si prevede che la tariffa iniziale sarà calcolata utilizzando i parametri della Tarsu (o della Tia), rimandando l'eventuale conguaglio al pagamento dell'ultima rata.
Il pagamento potrà avvenire tramite bollettino postale o utilizzando il modello F24.
Qui di seguito, il testo integrale dell'art. 14 del Decreto Legge n. 201/2011:
Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi
1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e’ istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.
2. Soggetto attivo dell’obbligazione tributaria e’ il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.
3. Il tributo e’ dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.
4. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
5. Il tributo e’ dovuto da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui ai commi 3 e 4 con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse.
6. In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo e’ dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprieta’, usufrutto, uso, abitazione, superficie.
7. Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni e’ responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo. 8. Il tributo e’ corrisposto in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
9. La tariffa e’ commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento di cui al comma 12. Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo è pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. Per gli immobili già denunciati, i comuni modificano d’ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli dell’Agenzia del territorio, secondo modalità di interscambio stabilite con provvedimento del Direttore della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, gli intestatari catastali provvedono, a richiesta del comune, a presentare all’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per l’eventuale conseguente modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento. Per le altre unità immobiliari la superficie assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile.
10. Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.
11. La tariffa e’ composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. La tariffa è determinata ricomprendendo anche i costi di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
12. Con regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2012, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, sono stabiliti i criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione della tariffa. Il regolamento emanato ai sensi del primo periodo del presente comma si applica a decorrere dall’anno successivo alla data della sua entrata in vigore. Si applicano comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino alla data da cui decorre l’applicazione del regolamento di cui al primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
13. Alla tariffa determinata in base alle disposizioni di cui ai commi da 8 a 12, si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, i quali possono, con deliberazione del consiglio comunale, modificare in aumento la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove e’ ubicato.
13-bis. A decorrere dall’anno 2013 il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e il fondo perequativo, come determinato ai sensi dell’articolo 13 del medesimo decreto legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti erariali dovuti ai comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono ridotti in misura corrispondente al gettito derivante dalla maggiorazione standard di cui al comma 13 del presente articolo. In caso di incapienza ciascun comune versa all’entrata del bilancio dello Stato le somme residue. Con le procedure previste dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, nonché le Province autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero al bilancio statale del predetto maggior gettito dei comuni ricadenti nel proprio territorio. Fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso articolo 27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, è accantonato un importo pari al maggior gettito di cui al precedente periodo.
14. Resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche, di cui all’articolo 33-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31. Il costo relativo alla gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche e’ sottratto dal costo che deve essere coperto con il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.
15. Il comune con regolamento può prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del trenta per cento, nel caso di: a) abitazioni con unico occupante; b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente; d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per piu’ di sei mesi all’anno, all’estero; e) fabbricati rurali ad uso abitativo.
16. Nelle zone in cui non e’ effettuata la raccolta, il tributo e’ dovuto in misura non superiore al quaranta per cento della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal piu’ vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.
17. Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.
18. Alla tariffa e’ applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
19. Il consiglio comunale può deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni. Tali agevolazioni sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura e’ assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell’esercizio al quale si riferisce l’iscrizione stessa.
20. Il tributo e’ dovuto nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonchè di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.
21. Le agevolazioni di cui ai commi da 15 a 20 si applicano anche alla maggiorazione di cui al comma 13.
22. Con regolamento da adottarsi ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il consiglio comunale determina la disciplina per l’applicazione del tributo, concernente tra l’altro: a) la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti; b) la disciplina delle riduzioni tariffarie; c) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni; d) l’individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell’obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta; e) i termini di presentazione della dichiarazione e di versamento del tributo.
23. Il consiglio comunale deve approvare le tariffe del tributo entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dall’autorità competente.
24. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da soggetti che occupano o detengono temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i comuni stabiliscono con il regolamento le modalità di applicazione del tributo, in base a tariffa giornaliera. L’occupazione o detenzione è temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare.
25. La misura tariffaria e’ determinata in base alla tariffa annuale del tributo, rapportata a giorno, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 100 per cento.
26. L’obbligo di presentazione della dichiarazione e’ assolto con il pagamento del tributo da effettuarsi con le modalità e nei termini previsti per la tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche ovvero per l’imposta municipale secondaria di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, a partire dalla data di entrata in vigore della stessa.
27. Per tutto quanto non previsto dai commi da 24 a 26, si applicano in quanto compatibili le disposizioni relative al tributo annuale, compresa la maggiorazione di cui al comma 13.
28. E’ fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali ed aree assoggettabili a tributo, e’ applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull’importo del tributo, esclusa la maggiorazione di cui al comma 13.
29. I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo.
30. Il costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29 e’ determinato sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento previsto dal comma 12. 31. La tariffa di cui al comma 29 e’ applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
32. I comuni di cui al comma 29 applicano il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi limitatamente alla componente diretta alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni determinata ai sensi del comma 13.
33. I soggetti passivi del tributo presentano la dichiarazione entro il termine stabilito dal comune nel regolamento, fissato in relazione alla data di inizio del possesso, dell’occupazione o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili a tributo. Nel caso di occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti.
34. La dichiarazione, redatta su modello messo a disposizione dal comune, ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il termine stabilito dal comune nel regolamento.
35. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, in deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e’ versato esclusivamente al comune. Il versamento del tributo comunale per l’anno di riferimento e’ effettuato, in mancanza di diversa deliberazione comunale, in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, mediante bollettino di conto corrente postale ovvero modello di pagamento unificato. E’ consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno.
36. Il comune designa il funzionario responsabile a cui sono attribuiti tutti i poteri per l’esercizio di ogni attivita’ organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attivita’, nonche’ la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
37. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario responsabile puo’ inviare questionari al contribuente, richiedere dati e notizie a uffici pubblici ovvero a enti di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e diritti, e disporre l’accesso ai locali ed aree assoggettabili a tributo, mediante personale debitamente autorizzato e con preavviso di almeno sette giorni.
38. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento alla diretta rilevazione, l’accertamento puo’ essere effettuato in base a presunzioni semplici di cui all’articolo 2729 del codice civile.
39. In caso di omesso o insufficiente versamento del tributo risultante dalla dichiarazione, si applica l’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
40. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100 per cento al 200 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
41. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50 per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
42. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario di cui al comma 37, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione da euro 100 a euro 500.
43. Le sanzioni di cui ai commi 40 e 41 sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per la proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.
44. Resta salva la facoltà del comune di deliberare con il regolamento circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale.
45. Per tutto quanto non previsto dalle disposizioni del presente articolo concernenti il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 161 a 170, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Resta ferma l’applicazione dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
46. A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. All’articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono abrogate le parole da “Ai rifiuti assimilati” fino a “la predetta tariffazione”.
47. L’articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ abrogato, con efficacia a decorrere dalla data di cui al comma 46 del presente articolo.
Italia Oggi: niente Tares sulle case vuote
Italia Oggi: Tares, un debutto a conguaglio
Il Sole 24 Ore: la nuova super-Tares colpirà alla fine dell'anno
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NEWS: INCORPORAZIONE DELL'AGENZIA DEL TERRITORIO NELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
L'art 23-quater del D.L. n. 95/2012 (spending review), convertito con modificazioni dalla Legge n. 135/2012, ha disposto, a far data dal 1° dicembre 2012, l'incorporazione dell'Agenzia del Territorio nell'Agenzia delle Entrate.
Si prevede che tali disposizioni, finalizzate alla riorganizzazione dell'amministrazione finanziaria ed alla riduzione della spesa pubblica, siano attuate, sulla base dello scadenzario che dovrà essere definito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro il 31 dicembre 2015.
Nel'immediato, l'attività dell'Agenzia del Territorio continuerà ad essere svolta dagli attuali uffici.
Gradualmente, si procederà anche all'integrazione, in un unico sito internet, dei due siti attualmente esistenti.
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SONDAGGIO CONGIUNTURALE TECNOBORSA OTTOBRE 2012
Il 09 novembre 2012 è stato presentato il consueto Sondaggio congiunturale condotto sul mercato delle abitazioni in Italia da Tecnoborsa, Banca d'Italia e con il contributo dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, riferito al terzo trimestre 2012.
Il sondaggio, molto approfondito, si è avvalso delle interviste condotte su un campione di 1565 agenzie immobiliari, equamente suddivise tra Nord, Centro, Sud e Isole, pari a circa il 5% di quelle operanti su tutto il territorio nazionale.
I dati che ne sono scaturiti sono sostanzialmente i seguenti:
Prezzi delle abitazioni: il 74,8% degli intervistati ha segnalato una diminuzione dei prezzi a mq., più marcato nel Nord Est (79,3%).
Compravendite: la quota di agenzie che nel trimestre luglio-settembre 2012 ha venduto almeno un immobile è precipitata al 55,7% rispetto al trimestre di riferimento del 2011 che aveva segnato un 65,5%.
Incarichi a vendere: rispetto al trimestre precedente, il 54,9% degli agenti immobiliari ha registrato un aumento degli incarichi di vendita in giacenza, contro appena un 12,7% che ne ha riscontrato la diminuzione. Come causa delle mancate vendite, prevale con il 64,1% l'assenza di proposte per la richiesta troppo elevata, seguito da un 49,9% che ha dichiarato di avere raccolto almeno una proposta, considerata però troppo bassa dal proprietario. Da notare il dato significativo (anche se in calo) del 57,9% degli operatori che ha dichiarato di avere avuto difficoltà nella vendita a causa dei mancati finanziamenti da parte delle banche.
Trattative e tempi di vendita: lo sconto medio applicato dai proprietari per concludere una trattativa si è attestato sul 15,4%. Invariato il tempo medio di vendita, fermo su 8,2 mesi.
Modalità di finanziamento degli acquisti: la percentuale di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo è scesa al 59,6%, dal 64,7% registrato nella precedente indagine del secondo trimestre 2012.
Le prospettive del mercato: con riferimento al mercato in cui opera la singola agenzia intervistata, il 70,6% si aspetta, per il quarto trimestre 2012, un'ulteriore riduzione dei prezzi di vendita. Scontato il dato che ci riporta un 78% degli agenti immobiliari che ha giudicato negativi gli effetti causati sul mercato dai recenti provvedimenti fiscali riguardanti la casa.
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FOTOVOLTAICO E CONDOMINIO: SOCIETA' DI FATTO
LA RISOLUZIONE 84/E 2012 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Nel dare risposta ad un quesito posto da un contribuente, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito importanti aspetti fiscali in tema di condominio e di produzione di energia elettrica mediante impianto fotovoltaico.
L'interpello sollecitava un chiarimento sul trattamento fiscale da applicare ai proventi derivanti dalla cessione di energia elettrica al GSE (Gestore Servizi Energetici), attraverso il meccanismo dello "scambio sul posto", percepiti sotto forma di tariffa incentivante (o conto energia) da un condominio che aveva installato, su parti comuni, un impianto fotovoltaico.
L'Agenzia ha ritenuto che le somme percepite dal condominio a titolo di tariffa incentivante in relazione all’energia prodotta (e non totalmente auto consumata) da impianti di potenza fino a 20 kW asserviti al condomino medesimo, non assumono rilevanza fiscale, al pari di quella percepita dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali che gestiscono impianti fotovoltaici della stessa potenza per soddisfare principalmente le esigenze domestiche.
Viceversa, la produzione di energia derivate da impianti di potenza fino a 20 kw non posti a servizio dell’abitazione o della sede dell’ente (quando l’energia prodotta viene ceduta totalmente alla rete), nonché la produzione di energia derivante da impianti di potenza superiore ai 20 kw, deve essere configurata come un'attività commerciale.
Tuttavia, anche nel caso in cui la cessione dell'energia elettrica venga inquadrata come un'attività commerciale, l'AdE ha stabilito che il condominio non potrà mai configurarsi come il soggetto a cui attribuire il reddito d'impresa.
A tal proposito, la Risoluzione 84/E ha specificato che, "in presenza di una intesa verbale oppure di un semplice comportamento concludente, il quale sia idoneo a dimostrare l’intento delle parti di stipulare un accordo per l’esercizio collettivo di un’attività imprenditoriale, si può individuare una società di fatto".
Ai fini fiscali, sarà perciò la società di fatto, equiparata dal nostro ordinamento ad una società in nome collettivo o ad una società semplice, ad essere il soggetto passivo dell'Imposta sul Valore Aggiunto e, come tale, ad essere "tenuta a redigere sia un’autonoma dichiarazione dei redditi, sulla base delle risultanze della contabilità sociale, sia un’autonoma dichiarazione IVA, previa istituzione dei registri obbligatori e il rispetto delle norme in materia di registrazione, liquidazione e versamento dell’IVA".
L'Agenzia delle Entrate ha quindi indicato quali soci della società di fatto tutti quei condòmini che abbiano deliberato la realizzazione dell’investimento, restando esclusi quelli che non abbiano approvato la decisione e che non abbiano voluto trarre vantaggio dall’investimento disposto dall'assemblea condominiale.
Alla luce di quanto sopra, la citata Risoluzione ha stabilito che:
"la società di fatto tra condòmini che gestisce un impianto fotovoltaico è commerciale e deve emettere fattura nei confronti del GSE, in relazione all’energia che immette in rete";
"il GSE che eroga la tariffa incentivante deve operare nei confronti della società di fatto la ritenuta di cui all’art. 28 del DPR n. 600 del 1973 sulla tariffa relativa alla parte di energia immessa in rete".
Per riassumere, appare opportuno ricordare che:
la società di fatto tra condòmini assume rilevanza quale soggetto d’imposta autonomo ed è quindi tenuto a redigere sia un’autonoma dichiarazione dei redditi, sulla base delle risultanze della contabilità sociale, sia un’autonoma dichiarazione IVA, previa istituzione dei registri obbligatori e il rispetto in materia di registrazione, liquidazione e versamento dell’IVA;
i singoli condomini, che partecipano alla società di fatto, dovranno dichiarare la propria quota di reddito.
Risoluzione n. 84E/2012 Agenzia delle Entrate
Circolare n. 46E/2007 Agenzia delle Entrate
Risoluzione n. 13E/2009 Agenzia delle Entrate
Art. 28 D.P.R. n. 600/1973
Delibera AEEG n. 74/2008
Allegato A della Delibera AEEG n. 74/2008
Pubblicato da Immobiliare Centocase a 18:14 Nessun commento:
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