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Timestamp: 2018-06-18 03:48:29+00:00
Document Index: 152184614

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Ex Salvarani, il Tar di Parma condanna il Comune: con Sviluppi Immobiliari Parmensi in ballo 1,1 mln di entrate e 600 mila di danni
Un contenzioso legale da cappottarsi da fermi in un parcheggio scambiatore, quello che contrappone la Pizzarotti Spa ed il Comune di Parma.
Soprattutto se teniamo conto che l’ente guidato da Federico Pizzarotti è stato condannato dal Tar di Parma rispetto ad una controversia in cui gli sono stati chiesti 600 mila euro e non gli sono stati riconosciuti 1,1 milioni di euro. Sì, è proprio quel Comune di Parma che pigola “non ci sono i soldi” per i disabili ( LEGGI DELL’ASSESSORE ROSSI ): a ghe mel! Se si scrivono i contratti in un certo modo può capitare che i fondi vadano utilizzati per rifondere le aziende di costruzioni. E chissà se sono stati scritti male gratis o proprio per favorire: nella città degli scandali economico-finanziari e degli arresti sotto i Portici del Grano, non è che quella qui sopra sia un’ipotesi poi molto peregrina.
LA COMPLANARE A1/FIERE DI PARMA: l’oggetto del contendere, volendo riassumere tantissimo, riguarda la complanare che collega l’uscita autostradale di Parma centro alla zona dell’Ex Salvarani. Quella che, per capirsi, costeggia la vecchia collocazione della trattoria da Gianni, oggi trasformata in un ristorante all’americana (la trattoria è oggi dall’altro lato del parcheggio, per la cronaca), e arriva fino alla rotonda delle Fiere di Parma, appena prima di Baganzola.
La strada in questione fa parte di un accordo sottoscritto nel 2006. Quell’accordo è stato scritto come Dio comanda: nessuna delle parti né il giudice ne hanno ravvisato difetti nella stesura dell’atto. Essenzialmente il documento che vincola Sviluppi Immobiliari Parmensi Spa e Comune di Parma prevedeva che un certo numero di lotti di terreno ad uso prevalentemente agricolo venissero espropriati alla proprietaria Sviluppi Immobiliari Parmensi (che troverete nella sentenza abbreviata a SIP) da parte del Comune di Parma e su di essi la ditta costruttrice asfaltasse la complanare. Sviluppi Immobiliari Spa è una società “di scopo” (in senso lato) costituita da Coopsette e Pizzarotti Spa nell’ambito della cementificazione dell’ex Salvarani ( LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ): date le traversie economiche della cooperativa reggiana, che sta cercando faticosamente di riprendersi, si può considerare una “tetta” da ciucciare dei Pizzarotti (scegliete voi il nome di persona da far precedere al cognome).
Il “casino” si è creato nell’interpretazione dell’atto firmato tra le parti, e anche meglio nella sua interpretazione rispetto alle parti riguardanti gli espropri dei terreni: hanno sentenziato i giudici del Tar che quelle procedure di esproprio non siano mai stata portata a termine come legge avrebbe prescritto, e quindi di fatto che la strada è stata costruita su terreni occupati abusivamente. Le espressioni sono un attimino forzate sul piano legale ma centrate sul piano “didattico”, quello della spiegazione. Qualcuno in Comune, a Parma, non ha fatto il proprio lavoro in maniera adeguata, e questo ci costerà 600 mila euro in danni o 1,1 milioni in mancati introiti o entrambe le cose, a quanto risulta ad oggi (ma ci saranno evoluzioni).
MENDOGNI DI LOTTA E DI GOVERNO: la prima atipicità della sentenza del Tar, che riportiamo in forma integrale in coda all’articolo affinché ciascun lettore possa formarsi un’opinione autonoma, riguarda il ruolo e la figura di Marcello Mendogni. Amicone di Marco Giorgi (ma questo ora non c’entra), è stato nominato suo successore alla guida dell’Asp di Parma, che oggi è unificata a quella di Colorno, nel ruolo di Amministratore Unico.
Un avversario in contenzioso legale del Comune di Parma come Sviluppi Immobiliari Parmensi Spa difeso dall’amministratore unico di una partecipata del Comune di Parma: se non è illegale è come minimo estremamente opinabile sul piano etico.
Marcello Mendogni, comunque, non si presta a riflessioni solo in questo caso specifico: la sua nomina in successione a Marco Giorgi, voluta dall’amministrazione Pizzarotti, che poi ha assunto Giorgi come direttore generale del Comune di Parma (com’è piccolo il mondo! LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ), è avvenuta a marzo 2016. L’8 aprile dello stesso anno, quindi successivamente alla nomina, lo stesso avvocato autocertificava (è un obbligo di legge per la trasparenza nelle Pubbliche Amministrazioni) di avere incarichi con enti pubblici nella causa dinanzi al Tar dell’ Asp Azalea (si trova a Castel San Giovanni, Pc)/ Ancora, in Tribunale a Parma nella causa di Asp Fidenza/SAPRO Edil Restauri, dell’Azienda Sociale Sud-Est/Comune di Felino, oltre alle consulenze per svariati Comuni del parmense e quella continuativa annuale con Fiere di Parma Spa, società non coinvolta direttamente nel contenzioso del Parma Urban Center (già Ex Salvarani) ma certo non da considerarsi esterna.
NON CI STIAMO INVENTANDO NULLA, QUESTO È IL LINK DELLA SEZIONE AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE SU CARTA INTESTATA DELLO STUDIO DI MENDOGNI
Insomma, ci sono parecchi punti di opinabilità/esecrabilità nel percorso professionale di questo legale, che fondamentalmente gestisce la quasi totalità dei nostri vecchietti nelle case di riposo.
SIMONA MORINI, MARCO GIORGI E LE INFORMAZIONI DA DARE AI PARMIGIANI: un altro spunto di riflessione arriva ancora una volta dall’Ufficio Stampa del Comune di Parma. Da un certo numero di mesi è stato implementato dall’inserimento di Simona Morini, presa come “P.O.”, Posizione Organizzativa, mentre la dirigenza del settore comunicazione è stata avocata a sé dal direttore generale, Marco Giorgi. Uno potrebbe attendersi che un tale incremento di ruoli (e stipendi!) corrisponda ad un aumento delle informazioni rilevanti fornite ai parmigiani, ma così pare proprio non essere. Ora voi venite a sapere da questa testata giornalistica della sconfitta innanzi al Tar del Comune di Parma in merito alla costruzione di una bretella stradale, con le cifre in ballo sopra riportate. Ieri non vi sono state fornite informazioni sugli sversamenti in falda acquifera di cromo esavalente ( LEGGI DELLO STABILE DIROCCATO AL BARILLA CENTER ), l’altroieri dei soldi spesi da Pizzarotti in campagna elettorale e soprattutto di chi glieli ha dati ( LEGGI DELLE SPESE ELETTORALI PER LE AMMINISTRATIVE ), e quindi via a ritroso, fino a quei camion di rifiuti provenienti da Reggio Emilia della cui esistenza fingeva di non sapere mezza classe politica cittadina ( LEGGI SULL'INCENERITORE E TORNA A QUELLA MITICA INCHIESTA ). Con tutto il rispetto per lo storico Marcello Flores, lunedì ospite al Palazzo del Governatore e per Nicoletta Paci a Bruxelles, c’è una concreta possibilità che privilegiare un comunicato che inizi con “pare proprio che abbiamo perso 600 mila euro per questo, questo e quest’altro motivo. Ma ci stiamo lavorando sopra e abbiamo assunto questi provvedimenti” sia una migliore forma di tutela dei parmigiani. Quindi la domanda è: questi tizi sono al proprio posto per tutelare gli interessi dei parmigiani o quelli della giunta Pizzarotti? Rispondetevi tranquillamente da soli, ricordandovi che sono soldi vostri: i loro stipendi sono le vostre sudatissime trattenute in busta paga.
IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO E L’ATIPICITÀ DI SALVATORE CAROPPO: il recepimento della sentenza avversa del Tar è anche il “core” della delibera di Giunta numero 362, assessore proponente Marco Ferretti, “dirigente” proponente Salvatore Caroppo ( LEGGI DELL’ATIPICITÀ DELL’UFFICIO LEGALE DEL COMUNE DI PARMA ).
Con essa la giunta Pizzarotti prende atto della sconfitta in piazzale Santafiora (sede del Tar di Parma) e predispone un ricorso al Consiglio di Stato di Roma. Il testo della delibera di Giunta viene riportato integralmente in coda al testo integrale della sentenza del Tar, in fondo a questo interminabile articolo.
Anche in questo caso un’anomalia tutta pizzarottiana: il tizio che Federico Pizzarotti ha incaricato di sovrintedere all’Ufficio Legale del Comune di Parma ( Salvatore Caroppo ) prende atto della sconfitta dell’avvocato che si è speso innanzi al Tar in rappresentanza del Comune di Parma ( Salvatore Caroppo ) e dà mandato ad un avvocato ( Salvatore Caroppo ) di rivalersi per conto dell’ente dinanzia al Consiglio di Stato. Non suona “strano”? Va detto che Salvatore Caroppo è da alcuni decenni componente a vario titolo dell’ufficio legale del Comune di Parma, e che nel 2012, appena nominato sindaco Federico Pizzarotti, balzò agli onori della cronaca per aver fatto causa allo stesso Comune di Parma. Un contenzioso riconducibile a parcelle da saldare per il periodo 2006-2009 (parecchie decine di migliaia di euro, circa 70 mila ). Non sarebbe ora di sanare questa anomalia che vuole il “dirigente” assegnarsi incarichi da cui riceve egli stesso compensi ? Certo, c’è l’avvallo della componente assessorile ma...tutto bene così? Rifletteteci.
LA SENTENZA DEL TAR: le due parti in giudizio hanno avuto letture dell’accordo del 2006 parecchio differenti, ovviamente per definiti e contrapposti interessi economici.
Fondamentalmente il Comune di Parma sostiene che la cessione gratuita dei terreni interessati dal passaggio della bretella di collegamento con le Fiere di Parma ( LEGGI DELLA COMMISSIONE URBANISTICA E DELLA BRETELLA DA SORBOLO ALLO SPIP ) fosse nei passaggi del contratto stipulato, e quindi che Sviluppi Immobiliari Parmensi debba pagare gli “espropri o a qualunque altro titolo, ai proprietari dei terreni utilizzati per la realizzazione della strada complanare all'Autostrada Al dal casello di Parma alla zona Fiere, in relazione alle opere di competenza di Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A., per un importo complessivo pari ad € 1.178.633,34 , oltre alla condanna al pagamento delle somme che il Comune di Parma sarà tenuto a corrispondere agli stessi e/o ad altri soggetti in relazione a procedure ancora in corso oppure in relazione a contenziosi ancora pendenti, sempre riferito alle opere pubbliche di che trattasi”.
La società di Pizzarotti Spa , la Sviluppi Immobiliari Parmensi, risponde essenzialmente chiedendo (in questo caso la frase riportata è per spiegare il senso del ragionamento) qualcosa del tipo: “di che diamine di esproprio parlate? A noi non risulta nessun atto di espropriazione, per come esso è prescritto dalla legge”. l’annotazione di ricorso è del 2013, siamo già pienamente nel periodo di reggenza di Federico Pizzarotti. Il deposito dell’atto è dell’agosto 2013, Marco Ferretti è stato nominato al posto di Gino Capelli il mese precedente.
Rigettando quindi la pretesa di pagamento avanzata dal Comune di Parma, pari a 1 milione e 178 mila euro, la SIP sostiene “l’infondatezza della pretesa in quanto “nessuna disposizione contrattuale di alcun genere prevede la cessione gratuita delle aree di proprietà di Sviluppi Immobiliari Parmensi s.p.a.”, atteso che l’accordo stipulato si limitava a prevedere l’onere di realizzazione di parte del nuovo tracciato complanare di collegamento tra il casello autostradale e le Fiere. A sostegno di tale interpretazione evidenzia l’inequivoca volontà del Comune di espropriare le aree di proprietà S.I.P., manifestata attraverso la determinazione delle indennità offerte. Quanto all’intervento effettuato con i proprietari espropriandi si sarebbe trattato di attività di collaborazione, volta esclusivamente al più rapido completamento dei lavori senza assunzione di alcun impegno per il pagamento delle indennità”.
Il Tar ha sancito che la tesi di Sviluppi Immobiliari Parmensi è fondata e va accolta. Sull’obbligo di SIP a cedere i terreni gratuitamente i giudici sentenziano, tra le altre cose (la trovate nella sezione “Diritto”) : “pretendere che l’impegno a realizzare le previste infrastrutture ricomprenda anche la cessione gratuita dei terreni di proprietà della Sviluppi Immobiliari sui quali dette infrastrutture dovranno sorgere, o il pagamento delle indennità a terzi proprietari espropriati, va ben oltre il significato attribuibile alla volontà negoziale come cristallizzata nell’accordo di cui si tratta”.
In altre parole è compito del Comune sanare la situazione di occupazione abusiva di cui si è reso in effetti esso stesso protagonista. Mentre scriviamo abbiamo davanti l’immagine irresistibilmente buffa di Federico Pizzarotti e Marco Ferretti sgomberati dalla celere di Bologna, come tante volte è accaduto a poveri cristi colpevoli di povertà e di affitti non pagati. E’ proprio Pizzarotti quello che tuonava contro le occupazioni ai danni di privati (perché è di sinistra, ricordatevelo sempre!).
Particolare piuttosto rilevante nell'ottica dell'approvazione del Bilancio di fine anno: gli atti della sentenza sono stati mandati alla Corte dei Conti.
I DISABILI E LA TANGENZIALINA DELLE FIERE: perché scrivere un articolo così lungo su un tema tanto complicato e, diciamocelo, pallosetto? Perché prendersi la briga di scrivere (e leggere) un testo così insopportabilmente pesante e potenzialmente “da querela”?
Perché quando una come Laura Rossi, confermata assessore nonostante quanto combinato nel primo mandato, dice in un’assise pubblica come una Commissione comunale che i soldi per i disabili sono finiti omette di dire il “perché” siano finiti. Cioè in che misura abbiano inciso oscenità procedurali come questa, roba da 600 mila euro da rifondere e/o da 1,1 milioni di euro non incassati (o entrambi, se andasse tutto per il peggio), o scelte di urbanistica come il sottopasso che dà sulla Ghiaia, nella “fetta” di Bilancio che la giunta Pizzarotti riserva al Sociale, e quindi ai disabili.
Questo è un giornale che propugna esplicitamente tesi comuniste e anarchiche: noi certi collegamenti li facciamo, e anzi ci appaiono plateali. Prendetevi alcuni minuti e riflettete su questo ultimo passaggio, sul collegamento tra la tangenzialina del Parma Urban Center e i fondi stanziati per i disabili a Parma.
LA SENTENZA DEL TAR IN VERSIONE INTEGRALE:
sul ricorso numero di registro generale 222 del 2013, integrato da motivi aggiunti, proposto dalla
Sviluppi Immobiliari Parmensi Spa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Marcello Mendogni, con domicilio eletto presso il suo studio in Parma, borgo Antini, 3;
Comune di Parma, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Laura Maria Dilda, Salvatore Caroppo, Francesca Priori, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Salvatore Caroppo in Parma, Avvocatura Municipale - Strada Repubblica 1;
sul ricorso numero di registro generale 71 del 2017, proposto dal Comune di Parma, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Salvatore Caroppo, Laura Maria Dilda, Francesca Priori, con domicilio eletto presso lo studio Salvatore Caroppo in Parma, Avvocatura Municipale - Strada Repubblica 1;
Sviluppi Immobiliari Parmensi Spa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Marcello Mendogni, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Marcello Mendogni in Parma, borgo Antini 3;
quanto al ricorso n. 222 del 2013
dell’illegittimità dell’occupazione dell’area censita al Catasto Terreni del Comune di Golese (foglio 33, mapp. 200, 202 parte e 205 parte) per una superficie complessiva di mq. 4332 e
del Comune di Parma alla restituzione del terreno di proprietà di Sviluppi Immobiliari Parmensi s.p.a. effettivamente occupato, previa riduzione in pristino con eliminazione delle opere eseguite per la realizzazione della strada;
al pagamento in favore della ricorrente della somma dovuta a titolo di risarcimento danni/indennizzo patrimoniale e non, quantificati in euro 600.000,00 o nella somma maggiore o minore che risulterà di legge o del caso, eventualmente anche in via equitativa e previa consulenza tecnica, oltre interessi e rivalutazione monetaria dal dì del dovuto al saldo effettivo;
del Comune di Parma al risarcimento del danno per la sostanziale perdita del terreno, tenendo conto del valore venale del bene, oltre al risarcimento dei danni patrimoniali e non per il periodo di occupazione illegittima, oltre interessi e rivalutazione monetaria dal dì del dovuto al saldo effettivo.
dell’illegittimità dell’occupazione di altre aree per un totale di mq. 17.648 (foglio 28, mapp. 281, 282, 283, 290, 291, 316; foglio 32, mapp. 138; foglio 33, mapp. 287, 206, 222, 224, 226);
quanto al ricorso n. 71 del 2017:
dell'obbligo e la condanna della Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A. a cedere gratuitamente al Comune di Parma le seguenti aree censite al Catasto Terreni nel comune censuario di Golese: foglio 28 mappale 316 di mq 535; fg 28 mappale 290 di mq 640; fg. 28 mappale 291 di mq 139; fg 28 mapp. 282 di mq. 672; fg. 28 mapp. 283 di mq. 455; fg. 32 mapp. 138 di mq 6; fg. 33 mappale 287 di mq 5246; fg. 33 mappale 206 di mq 4714 per un totale di mq. 12.407, così come previsto nella convenzione stipulata tra le parti in data 31.05.2006 rep. n. 10957 della raccolte delle scritture private del Comune di Parma, con sentenza che produca gli effetti del contratto di cessione non concluso ex art. 2932;
per l'accertamento dell'obbligo e la condanna della SVILUPPI IMMOBILARI PARMENSI S.p.A. a cedere gratuitamente al Comune di Parma, in luogo d'esproprio, le seguenti aree censite al Catasto Terreni nel comune censuario di Golese : foglio 28 mappale 316 di mq 535; fg 28 mappale 290 di mq 640; fg. 28 mappale 291 di mq 139; fg 28 mapp. 282 di mq. 672; fg. 28 mapp. 283 di mq. 455; fg. 32 mapp. 138 di mq 6; fg. 33 mappale 287 di mq 5246; fg. 33 mappale 206 di mq 4714 per un totale di mq. 12.407, così come previsto nella convenzione stipulata tra le parti in data 31.05.2006 rep. n. 10957 della raccolte delle scritture private del Comune di Parma, eventualmente con sentenza che produca gli effetti del contratto di cessione non concluso ex art. 2932 e, pertanto, affinché venga dichiarato che le citate aree sono di proprietà del Comune di Parma, ordinando la trascrizione della sentenza, con esonero del Conservatore dei Registri Immobiliari di Panna da qualunque responsabilità;
in via di ulteriore subordine, a cedere gratuitamente al Comune di Parma le seguenti aree censite al Catasto Terreni nel comune censuario di Golese : foglio 28 mappale 316 di mq 535; fg 28 mappale 290 di mq 640; fg. 28 mappale 291 di mq 139; fg 28 mapp. 282 di mq. 672; fg. 28 mapp. 283 di mq. 455; fg. 32 mapp. 138 di mq. 6; fg. 33 mappale 287 di mq 5246; fg. 33 mappale 206 di mq 4714 per un totale di mq. 12.407, utilizzate per la realizzazione della viabilità complanare di che trattasi per la parte di competenza della medesima Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A., così come previsto nella convenzione stipulata tra le parti in data 31.05.2006 rep. n. 10957 della raccolte delle scritture private del Comune di Parma;
e, in ogni caso, per la condanna della SVILUPPI IMMOBILIARI PARMENSI S.p.A. a corrispondere/rimborsare al Comune di Parma, così come previsto nella convenzione stipulata tra le parti in data 31.05.2006 rep. n. 10957 della raccolte delle scritture private del Comune di Parma e/o dell'atto di sottomissione sottoscritto da Sviluppi Immobiliari Parmensi in data 03.03.2008, quanto dallo stesso corrisposto a titolo di indennità di esproprio, indennità di occupazione, asservimenti o indennizzi ex art. 42 bis T.U. Espropri o a qualunque altro titolo, ai proprietari dei terreni utilizzati per la realizzazione della strada complanare all'Autostrada Al dal casello di Parma alla zona Fiere, in relazione alle opere di competenza di Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A., per un importo complessivo pari ad € 1.178.633,34 , oltre alla condanna al pagamento delle somme che il Comune di Parma sarà tenuto a corrispondere agli stessi e/o ad altri soggetti in relazione a procedure ancora in corso oppure in relazione a contenziosi ancora pendenti, sempre riferito alle opere pubbliche di che trattasi.
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Parma e di Sviluppi Immobiliari Parmensi Spa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 ottobre 2017 il cons. Anna Maria Verlengia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con ricorso (rg. 222/2013), notificato il 7 agosto 2013 e depositato il 9 agosto 2013, la società Sviluppi Immobiliari Parmensi (d’ora in poi S.I.P.) chiede accertarsi l’illegittimità dell’occupazione, per la realizzazione della complanare di collegamento fra il casello autostradale A1 e la fiera, di terreni di sua proprietà identificati al Catasto Terreni nel comune censuario di Golese al foglio 33 mapp. 200, 202 parte e 205 parte - per una superficie complessiva di mq 4332 - e di condannare il Comune alla restituzione del terreno, nonché alla riduzione in pristino oltre al risarcimento del danno.
Espone la ricorrente che l’opera prevista è stata integralmente realizzata ma la procedura espropriativa non si è mai conclusa con il decreto di esproprio, benché siano scaduti i termini per l’adozione dell’atto conclusivo.
Il 30 aprile 2015 si è costituito il Comune di Parma con memoria di rito, per chiedere il rigetto del ricorso ove non dichiarato inammissibile o improcedibile.
Con ordinanza del Presidente del Tribunale n. 155/2016 del 27 giugno 2016, al fine di verificare la permanenza dell’interesse al ricorso, dato il tempo trascorso, veniva onerato il Comune di depositare una relazione di chiarimenti sui fatti di causa, nonché sulla eventuale adozione di provvedimenti successivi alla proposizione del ricorso.
L’amministrazione ottemperava, depositando il 15 settembre 2016 una relazione del Dirigente del Servizio Patrimonio del Comune nella quale si allega uno stralcio (art. 3) della Convenzione stipulata tra il Comune di Parma e la ricorrente da cui emergerebbe che quest’ultima, in quanto soggetto attuatore dell’opera di pubblica utilità, avrebbe assunto l’impegno di contribuire alla realizzazione di parte delle opere, ragione per la quale non era previsto alcun indennizzo per i terreni di proprietà necessari ad eseguire gli interventi concordati rientranti in tale quota a carico di S.I.P..
Il 12 gennaio 2017 la ricorrente depositava motivi aggiunti con i quali insisteva nell’affermare l’illegittimità della occupazione e trasformazione delle aree di proprietà, ora estese anche ad altri terreni, in quanto mai seguite dal provvedimento di espropriazione.
Con memoria del 2 marzo 2017 il Comune di Parma resisteva nel merito, contestando la fondatezza della pretesa avanzata dalla ricorrente, e chiedeva, altresì, un rinvio dell’udienza per riunione al ricorso, in via di predisposizione, con il quale il Comune intende chiedere una sentenza che disponga la cessione gratuita delle aree di cui si discute, in esecuzione della Convenzione stipulata il 31 maggio 2006 con la odierna ricorrente.
Seguivano le memorie di replica di entrambe le parti.
In particolare, la ricorrente contesta la rilevanza, ai fini della decisione della presente controversia, dell’accordo ex art. 18 della legge regione Emilia Romagna n. 20 del 2000, stipulato con il Comune, e, conseguentemente, la sussistenza di una connessione oggettiva con il ricorso proposto dal Comune per l’accertamento dell’obbligo della ricorrente di farsi carico delle indennità di esproprio per l’acquisizione delle aree sulle quali è stata realizzata l’opera pubblica.
La Sviluppi Immobiliari chiede, pertanto, respingersi la domanda di riunione dei ricorsi avanzata dal Comune.
Alla pubblica udienza del 5 aprile 2017 il ricorso è stato rinviato all’11 ottobre 2017.
L’8 Agosto 2017 il Comune deposita memoria nella quale insiste nelle proprie difese, rendendo noto di avere disposto l’acquisizione ex art. 42 bis T.U. Espropri delle aree relative alla viabilità complanare di competenza comunale.
Segue memoria della ricorrente e repliche dell’amministrazione comunale.
Con ricorso rg. 71/2017, notificato il 24 marzo e depositato il successivo 29/3/2017, il Comune ricorrente chiede l'accertamento dell'obbligo e la condanna della Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A. a cedere gratuitamente al Comune di Parma le aree censite al Catasto Terreni nel comune censuario di Golese di proprietà della Sviluppi Immobiliari Parmensi, soggetto attuatore dell’intervento urbanistico avente ad oggetto la realizzazione di un polo funzionale specialistico, in asserita esecuzione degli obblighi assunti con l’Accordo di programma ex art. 18 L.R. n. 20/2000, avente rep. n. 10957.
Chiede altresì la condanna della società Sviluppi Immobiliari Parmensi al pagamento della somma di euro 1.178.633, corrisposta dal Comune a titolo di indennità espropriative, indennità di occupazione, asservimenti ed indennizzi ex art. 42 bis T.U. Espropri, oltre alle somme che il medesimo Ente sarà tenuto a corrispondere agli stessi proprietari o ad altri in relazione a procedure ancora in corso oppure in relazione a contenziosi ancora pendenti, pagamenti tutti di spettanza della controinteressata in base agli obblighi che il Comune sostiene essere stati assunti con l’Accordo sopra specificato.
Espone il Comune che l’art. 3 di detto Accordo prevedeva, a carico del soggetto attuatore:
- l’impegno “contestualmente alla realizzazione delle opere di cui al precedente art. 2, unitamente alle relative opere di urbanizzazione e di mitigazione ambientale che saranno definite successivamente in sede di variante al PSC, alla realizzazione di opere di ammodernamento delle dotazioni territoriali e di infrastrutture della mobilità così come riportato al successivo punto 3.2.;
- nei tempi e nei modi che verranno successivamente esplicitati, a contribuire alla realizzazione di opere pubbliche, in aggiunta a quanto viene usualmente richiesto attraverso gli ordinari strumenti di pianificazione, ed in particolare:
- a) Alla realizzazione, di parte del nuovo tracciato complanare di collegamento tra il casello Al Parma Centro con il Polo Commerciale—Fiera con le caratteristiche evidenziate nello schema progettuale illustrato nella planimetria allegata al presente accordo. Nel dettaglio, sarà a totale carico del soggetto attuatore la realizzazione delle seguenti opere:
- Asse stradale a due corsie nel tratto definito dall'intersezione con strada Moletolo fino all'intersezione con la SP 9 Golese ( ndr. detta anche Via per Baganzola);
- il viadotto a quattro corsie sul torrente Parma;
- La rotatoria prevista in corrispondenza della SP 9 Golese;
Alla realizzazione, nei limiti di un contributo ammontante al 50% del costo complessivo, delle opere di seguito elencate:
- - Asse stradale a quattro corsie compreso tra 1 'intersezione del nuovo asse con strada Ligneres e l 'intersezione dello stesso con la nuova rotatoria sulla SP 9 Golese ( ndr. detta anche Via per Baganzola);
- Rotatoria posta all'intersezione della nuova infrastruttura con strada Ligneres.
- c) Alla predisposizione, in accordo con Fiere di Parma s.p.a. e con la supervisione dell'Amministrazione comunale, di un master plan contenente la progettazione complessiva dell'ambito circostante il quartiere fieristico, includendo altresì, oltre al progetto del nuovo polo funzionale commerciale, anche la proposta di potenziamento dell'ente Fiere, così come individuato nello stralcio cartografico allegato, il tutto nel rispetto delle previsioni del nuovo PSC in fase di adozione;
- 3.3 Tutti gli impegni del soggetto attuatore sono sottoposti alla condizione sospensiva del recepimento del presente accordo nel contenuto del piano approvato.
- 3.4 Il soggetto attuatore si impegna inoltre a sostenere tutti i costi di progettazione, analisi e valutazione urbanistica ed ambientale che si rendono necessari per giungere al recepimento della previsione in oggetto all'interno del PSC vigente".
Da tale previsione il Comune fa discendere l’obbligo di cessione gratuita dei terreni di proprietà della controinteressata per un totale di 12.407 mq..
Con deliberazione di Giunta Comunale n. 333 in data 08.03.2007 veniva approvato il progetto definitivo ai fini della dichiarazione di pubblica utilità e dell'avvio della procedura di occupazione ed esproprio.
Nella suddetta delibera si disponeva la divisione in due lotti del primo stralcio del progetto esecutivo, il primo, da via Moletolo fino alla Fiera e comprendente il ponte a quattro corsie di attraversamento del torrente Parma, sarà a carico del , il secondo, dal piazzale antistante lo stabilimento Altea alla via Moletolo, sarà a carico del Comune di Parma e che le indennità di esproprio di questo primo stralcio funzionale, saranno ripartite tra il Comune di Parma ed il < Soggetto Attuatore> in misura proporzionale agli interventi eseguiti.
Saranno a carico del Comune di Parma gli espropri relativi al lotto di competenza e la quota di espropri dell'altro lotto che riguardano quelle lavorazioni che devono essere realizzate complete per fare funzionare il primo stralcio funzionale".
Espone ancora il Comune che:
- con determina Dirigenziale n. 799 in data 19.03.2007, veniva disposta l'occupazione d'urgenza delle aree interessate dal primo stralcio a 2 corsie e offerta l'indennità di esproprio e di asservimento., stabilendo che la spesa prevista nel presente atto a carico del Comune di Parma ammonta ad € 155.760,97 e trova capienza nel quadro economico approvato con delibera di Giunta Comunale n. 333 dell'08.03.2004 (ndr: rectius 2007) alla voce Espropri, mentre la rimanente spesa pari ad € 1.086.151,35 sarà sostenuta direttamente dalla ditta Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A.;
- in data 31.07.2008 veniva sottoscritta la convenzione avente ad oggetto il raddoppio della carreggiata da realizzarsi a cura della Sviluppi Immobiliare, cioè la tratta tra S.P.9 Golese (detta anche via per Baganzola) e via Ligneres per le 2 corsie di competenza del Comune di Panna , in cui era espressamente richiamato l'atto di sottomissione sottoscritto dal legale rappresentante della ditta in data 03.03.2008;
- il costo dei suddetti lavori veniva convenuto per euro 1.900.000,00 a carico dell’Amministrazione Comunale;
- con nota in data 12.03.2009 prot. n. 43480, il Comune chiedeva a Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A. di provvedere al pagamento delle indennità, di sua competenza, previste a favore dei soggetti espropriati, per un importo di € 1.451.125,44, fatte salve le eventuali ulteriori somme dovute per lo stesso titolo;
- la società Sviluppi Immobiliari non dava riscontro alla nota, la cui richiesta veniva reiterata in data 23.02.2012 con l’indicazione del nuovo importo dovuto all'Ente in € 1.259.170,56, sempre salvo le ulteriori somme dovute a conclusione della procedura espropriativa;
- con lettera del 29.03.2012 la Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A. contestava la richiesta del Comune di Parma sostenendo che non aveva assunto alcun obbligo di pagamento delle indennità con l'accordo stipulato tra le parti ex art. 18 L.R. n. 20/2000;
- il Comune si vedeva, quindi, costretto ad impegnare fuori bilancio la somma di € 1.411.287,99 per la corresponsione delle indennità relative ai lavori di realizzazione della nuova viabilità complanare all'autostrada, di cui 1.178.633,34 di asserita spettanza della società controinteressata.
Tutto ciò premesso l’Amministrazione ricorrente insiste nella domanda, evidenziando che l’obbligo di pagamento delle indennità a carico della S.I.P. era stato convenuto nell’Accordo del 2006 e precisato espressamente nelle successive delibere del 2007 senza che mai sorgessero contestazioni. In coerenza con tale obbligo, inoltre, la S.I.P. avrebbe preso contatto con vari soggetti espropriati per la determinazione ed il versamento delle indennità espropriative e, precisamente, il 27/2/2017 con l’esproprianda famiglia di Curti Alberto ed in data 24/7/2008 con il sig. Dall’Aglio.
Il 14 aprile 2017 si è costituita la Sviluppi Immobiliari Parmensi con memoria formale chiedendo la reiezione del ricorso.
In data 8 agosto 2017 il Comune deposita memoria con la quale insiste nelle proprie argomentazioni difensive in carenza di controdeduzioni nella memoria di costituzione di controparte del 14 aprile 2017.
L’8 settembre 2017 controparte deposita memoria nella quale ricostruisce la vicenda relativa alle aree di proprietà interessate dalle opere approvate con delibera della Giunta comunale di Parma n. 333/20 dell’8.3.2007 e con deliberazione n. 1725/81 del 19.12.2007, quanto al progetto di raddoppio della complanare, fatte oggetto di procedimento espropriativo. Seguiva l’occupazione d’urgenza delle aree di proprietà della società ricorrente mediante determinazione dirigenziale n. DD/2007 – 3538 del 27.12.2007 con l’offerta dell’indennità di esproprio provvisoriamente determinata. Con comunicazione comunale del 23.2.2012 venivano inviate le tabelle contenenti le indennità di espropriazione e di occupazione relative a tutte le aree interessate dalle opere. Nonostante il completamento dei lavori la S.I.P. evidenzia che, nonostante l’intervenuta scadenza dei termini previsti negli atti della procedura espropriativa, la stessa non si è mai conclusa con il provvedimento di espropriazione.
La convenuta, pertanto, ammette che il Comune di Parma le ha richiesto, nel 2009 e nel 2012, di farsi carico delle somme dovute agli altri soggetti espropriati, ma precisa anche che tali richieste sono state sempre rigettate in quanto non corrispondenti ad alcun impegno assunto.
Ciò premesso la S.I.P. eccepisce l’inammissibilità delle domande proposte in quanto avrebbero dovuto essere avanzate con ricorso incidentale nel giudizio già pendente avanti a questo Tar rg. n. 222/2013, atteso che con tale ricorso la S.I.P. avanza domanda di condanna alla corresponsione dell’indennità/risarcimento per le aree di sua proprietà utilizzate per la realizzazione della complanare ed in tale giudizio il Comune propone le medesime domande in via di eccezione e difesa.
La S.I.P. eccepisce, altresì: l’inammissibilità dell’azione ex art. 2932 c.c.; la nullità del ricorso per mancanza dei requisiti ex art. 40 c.p.a., mancando ogni riferimento alle disposizioni di legge violate; l’intervenuta prescrizione della pretesa alla cessione gratuita delle aree decorrente dal 31 maggio 2006.
Nel merito sostiene l’infondatezza della pretesa in quanto “nessuna disposizione contrattuale di alcun genere prevede la cessione gratuita delle aree di proprietà di Sviluppi Immobiliari Parmensi s.p.a.”, atteso che l’accordo stipulato si limitava a prevedere l’onere di realizzazione di parte del nuovo tracciato complanare di collegamento tra il casello autostradale e le Fiere. A sostegno di tale interpretazione evidenzia l’inequivoca volontà del Comune di espropriare le aree di proprietà S.I.P., manifestata attraverso la determinazione delle indennità offerte. Quanto all’intervento effettuato con i proprietari espropriandi si sarebbe trattato di attività di collaborazione, volta esclusivamente al più rapido completamento dei lavori senza assunzione di alcun impegno per il pagamento delle indennità.
Con una ulteriore memoria, depositata il 9 settembre 2017, integra la propria difesa, evidenziando, alla luce della normativa rilevante di cui al d.p.r. 327/2001 e alla legge regionale 37/2002, che la Sviluppi Immobiliari non ha mai assunto alcuna qualifica di promotore o beneficiario dell’espropriazione, né è stata mai ad essa delegato l’esercizio di poteri espropriativi, e che l’opera di cui si tratta è indubitabilmente un’opera pubblica per la cui realizzazione il Comune ha esercitato in via esclusiva il proprio potere espropriativo spettando ad essa il pagamento delle indennità di espropriazione.
Alla pubblica udienza dell’11 ottobre 2017 entrambi i ricorsi sono stati trattenuti in decisione.
Preliminarmente, in accoglimento della richiesta del Comune di Parma ed alla luce della connessione oggettiva e soggettiva (benché a parti invertite) dei due ricorsi sopra epigrafati, deve disporsi la loro riunione.
Il ricorso rg. 222/2013 proposto da Sviluppi Immobiliari è fondato e va accolto nei limiti e termini meglio di seguito esposti (integralmente quanto alla domanda di accertamento dell’illegittimità della occupazione).
Per un migliore inquadramento dei fatti di causa appare utile ricordare gli atti che si sono succeduti nella vicenda sub judice.
Con delibera consiliare n. 55 del 13/4/2006 il Comune di Parma adottava, ai sensi dell’art. 32 della legge regionale n.20/2000, la variante generale al Piano strutturale Comunale (PSC) e con successiva delibera consiliare n.151 del 18/9/2006 l’Ente locale in questione approvava la variante al Piano Strutturale per l’inserimento di un polo funzionale commerciale in prossimità del quartiere fieristico, L’atto deliberativo in questione recava tra gli elaborati l’Accordo datato 30/5/2006 tra il Comune di Parma e la Società Sviluppi Immobiliari Parmensi s.p.a., stipulato ai sensi dell’art. 18 della legge regione Emilia Romagna n. 20 del 2000, avente ad oggetto i contenuti e le modalità attuative per la realizzazione, all’interno degli strumenti di pianificazione, di un polo specialistico funzionale, quale area commerciale di vendita in prossimità dell’Ente Fiere.
L’atto sottoscritto tra il soggetto pubblico (il Comune di Parma) e quello privato (Sviluppi Immobiliari Parmensi) è del seguente tenore:
a) all’art. 2 (oggetto dell’accordo) stabilisce che l’accordo regola le modalità attuative dell’intervento urbanistico da prevedersi all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica comunale avente ad oggetto “la realizzazione di un polo funzionale specialistico”;
b) all’art. 3 (“oneri ed obblighi del soggetto attuatore”) prevede che il soggetto attuatore “si impegna:
(3.1) “contestualmente alla realizzazione delle opere di cui al precedente art. 2, unitamente alle relative opere di urbanizzazione e di mitigazione ambientale che saranno definite successivamente ín sede di variante al PSC, alla realizzazione di opere di ammodernamento delle dotazioni territoriali e di infrastrutture della mobilità cosi come riportato al successivo punto 3.2.”
(3.2) a contribuire alla realizzazione di opere pubbliche in aggiunta a quanto viene usualmente richiesto attraverso gli ordinari strumenti di pianificazione”. Alla realizzazione, di parte del nuovo tracciato complanare di collegamento tra il casello Al Parma Centro con il Polo Commerciale—Fiera con le caratteristiche evidenziate nello schema progettuale illustrato nella planimetria allegata al presente accordo. Nel dettaglio, sarà a totale carico del soggetto attuatore la realizzazione delle seguenti opere: a) - Asse stradale a due corsie nel tratto definito dall'intersezione con strada Moletolo fino all'intersezione con la SP 9 Golese; - Il viadotto a quattro corsie sul torrente Parma; - La rotatoria prevista in corrispondenza della SP 9 Golese; b) Alla realizzazione, nei limiti di un contributo ammontante al 50% del costo complessivo, delle opere di seguito elencate: - Asse stradale a quattro corsie compreso tra l'intersezione del nuovo asse con strada Ligneres e l'intersezione dello stesso con la nuova rotatoria sulla SP 9 Golese; - Rotatoria posta all'intersezione della nuova infrastruttura con strada Ligneres. c) Alla predisposizione, in accordo con Fiere di Parma s.p.a. e con la supervisione dell'Amministrazione comunale, di un master plan contenente la progettazione complessiva dell'ambito circostante il quartiere fieristico, includendo altresì, oltre al progetto del nuovo polo funzionale commerciale, anche la proposta di potenziamento dell'ente Fiere, così come individuato nello stralcio cartografico allegato, il tutto nel rispetto delle previsioni del nuovo PSC in fase di adozione;
3.3 Tutti gli impegni del soggetto attuatore sono sottoposti alla condizione sospensiva del recepimento del presente accordo nel contenuto del piano approvato.
3.4 Il soggetto attuatore si impegna inoltre a sostenere tutti i costi di progettazione, analisi e valutazione urbanistica ed ambientale che si rendono necessari per giungere al recepimento della previsione in oggetto all'interno del PSC vigente”.
c) all’art. 5 (“ motivazione”) precisa che (5.1) “l’intesa con il privato è essenziale per il raggiungimento del miglior assetto della parte del territorio comunale oggetto di accordo”.
Come evidenziato dal CdS IV Sezione, nella sentenza n. 3967 2015, nel giudizio proposto da Fallimento Agrofin srl, soggetto inciso dall’attività espropriativa per la realizzazione del tracciato della complanare di collegamento tra il Casello A1 di Parma Centro e il Polo Commerciale- Fiera, “l’atto negoziale in rilievo (l’accordo ex art.18) si pone al di fuori dello schema paradigmatico secondo cui si è in presenza di uno scambio patrimoniale tra la parte pubblica e quella privata circa le modalità di esecuzione o meglio di scomputo degli oneri inerenti le opere di urbanizzazione (…) nella specie viene in essere una fattispecie del tutto peculiare, quella contemplata dalla legislazione regionale dell’Emilia Romagna con la legge n.20/2000, con caratteristiche sue proprie e che configura uno strumento di cooperazione tra pubblico e privato per l’attuazione di scelte urbanistiche anche nel settore commerciale volte a conseguire lo sviluppo sostenibile del territorio, il tutto finalizzato al perseguimento dell’interesse pubblico della comunità locale rinvenibile appunto nella valutata bontà della scelta urbanistica effettuata”.
Ciò premesso “la fattispecie non dà luogo invero ad un rapporto di sinallagmaticità di tipo patrimoniale tra il Comune e Sviluppi Immobiliari Parmensi: al contrario, stante la specificità della funzione svolta dall’accordo stipulato ex art. 18 citato, la predetta Società quale soggetto attuatore citato si impegna ad eseguire in aggiunta agli ordinari oneri già previsti le opere necessarie alla realizzazione del tratto viario di che trattasi, il che è cosa diversa ed altro rispetto all’obbligo di rifondere la parte pubblica del favor patrimoniale conseguito, secondo lo schema classico dell’esecuzione in forma diretta delle opere in luogo del versamento degli oneri di urbanizzazione”.
Chiarita la peculiarità dell’accordo, resta da indagare il significato dell’impegno assunto dalla ricorrente, rappresentato, secondo il Comune di Parma, dalla prevista cessione gratuita dell’area di proprietà della ricorrente necessaria per la realizzazione delle opere che Sviluppi Immobiliari si era impegnata a realizzare in forza dell’articolo 3 della Convenzione stipulata il 30 maggio 2006.
Dal testo dell’articolo 3 sopra riportato l’impegno della ricorrente appare limitato alla realizzazione delle opere ed all’assunzione delle spese relative ai costi di progettazione, analisi e valutazione urbanistica ed ambientale.
Pretendere che l’impegno a realizzare le previste infrastrutture ricomprenda anche la cessione gratuita dei terreni di proprietà della Sviluppi Immobiliari sui quali dette infrastrutture dovranno sorgere, o il pagamento delle indennità a terzi proprietari espropriati, va ben oltre il significato attribuibile alla volontà negoziale come cristallizzata nell’accordo di cui si tratta.
Né appare ammissibile un accordo implicito sul trasferimento coattivo di proprietà immobiliari in totale mancanza di una espressa causa giustificativa di detto trasferimento.
Nemmeno si tratta di aree per urbanizzazioni soggette ad obbligo legale di cessione gratuita, bensì di un’opera di pubblica utilità. Né tale funzione è stata allegata dal Comune il quale ha adottato, per alcune aree interessate dalla complanare, i provvedimenti di acquisizione sanante (cfr. Tar Emilia Romagna Bologna II 44/2013).
Come affermato dalla giurisprudenza condivisa dal Collegio, “Gli obblighi di facere previsti a carico del soggetto attuatore di un intervento edilizio e consistenti nella realizzazione di opere di urbanizzazione e nella conseguente cessione di aree (ai sensi dell’art. 28 della L. 17.8.1942, n. 1150, come modificato dall’art. 8 della l. 6.8.1967, n. 765) rivestono – analogamente al contributo di costruzione per il rilascio del permesso di costruire - natura di prestazione patrimoniale imposta ex art. 23 Cost.” (così Cons. di St., VI, 15.2.2012, n. 762; T.A.R. Calabria, I, 19.9.2011, n. 1225).
Pertanto, in assenza di una convenzione di lottizzazione con la quale il soggetto attuatore si sia volontariamente obbligato a corrispondere al comune determinate aree, tali obblighi non possono eccedere quanto dovuto “in base alla legge” a titolo di partecipazione agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Le obbligazioni di cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e (in quota parte) secondaria debbono essere “relative alla lottizzazione”, cioè determinate “in proporzione all'entità e alle caratteristiche degli insediamenti delle lottizzazioni” (così l’art. 28 comma 5 n. 2 L. 1150/1942), sicché è da escludersi l’imposizione di obblighi di cessione di aree esterne all’ambito interessato dall’edificazione per opere di interesse generale (cioè destinate a servizio dell’intero territorio comunale, piuttosto che della singola zona da edificare) (così Tar Liguria I 1562/2012).
Non trova riscontro nella documentazione allegata dal Comune e depositata il 14/3/2017 (doc. 10) l’asserito riferimento alla deliberazione di Giunta Comunale 333 dell’8/3/2007, nel senso fatto proprio dalla difesa Comunale.
Detta Deliberazione viene richiamata nell’atto di sottomissione n. 1 solo ai fini della indicazione dell’avvenuta approvazione del progetto da realizzarsi. Ne è ulteriore conferma il contenuto del punto 2) di detto atto di sottomissione ove sono elencate note e tavole della planimetria, queste sole parte integrante dell’Atto di sottomissione stesso, come si legge al punto 10).
Non potendo dubitarsi della intenzione del Comune, essa è tuttavia rimasta inespressa, non essendo stata recepita nell’Accordo stipulato dal soggetto attuatore.
Nella legge regionale 20/2000, il cui articolo 18 contempla la tipologia di Accordi di cui si discute, questi ultimi sono finalizzati alla condivisione degli strumenti di assetto del territorio di rilevante interesse per la comunità locale da parte dei soggetti interessati in coerenza con gli obiettivi strategici individuati negli atti di pianificazione.
Non si tratta di uno strumento di semplificazione, bensì di un metodo di coinvolgimento della comunità nella predisposizione degli strumenti di pianificazione, dal quale non può in alcun modo desumersi il contenuto che il Comune di Parma vorrebbe attribuire all’accordo stipulato ai sensi dell’art. 18 della legge regionale 20/2000.
Il rinvio che il comma 4 del citato art. 18 fa poi alle disposizioni di cui ai commi 2, 4 e 5 dell’art. 11 della legge 241/90, ovvero alla necessità della stipula, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti, ed ai principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili, consente di escludere rilevanza ad un impegno a cedere gratuitamente immobili che non sia stato esternato per iscritto.
Ciò premesso per quanto riguarda le aree che il Comune pretende essere cedute gratuitamente, benché l’opera sia stata interamente realizzata (complanare all’autostrada), non risulta essere stato emesso alcun decreto di esproprio.
Spetta pertanto all’Amministrazione far cessare l’illecita occupazione delle aree (limitatamente a quelle per le quali non ha ancora adottato alcun provvedimento), provvedendo, alternativamente, alla restituzione dei terreni con corresponsione del risarcimento per il periodo di illegittima occupazione, ovvero, all’adozione del decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis del d.p.r. n. 327/01 (Tar Lombardia, Milano, Sez. III, 7 gennaio 2015, n. 7 e Cons. Stato n. 2559/2013).
Ai sensi del 3° comma della medesima disposizione “l'indennizzo per il pregiudizio patrimoniale di cui al comma 1 é determinato in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità …Per il periodo di occupazione senza titolo è computato a titolo risarcitorio, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità del danno, l'interesse del cinque per cento annuo sul valore determinato ai sensi del presente comma”.
- la restituzione del bene al proprietario previo ripristino dello stato di fatto esistente al momento dell’apprensione.
In caso di inerzia dell’Amministrazione, i ricorrenti potranno agire ex art. 112 e ss. c.p.a., al fine di ottenere la nomina di un commissario ad acta, che si sostituirà negli adempimenti di competenza della predetta Amministrazione, con relative spese a carico del Comune.
Per quanto precede, il ricorso deve essere accolto nei descritti termini, con condanna della resistente Amministrazione al pagamento delle spese di lite nella misura liquidata in dispositivo.
Con riguardo alle aree per le quali è stato adottato il provvedimento di acquisizione sanante n. 1402 del 28/3/2017 relativa alle aree di cui al foglio 33 mappali già 200, 202 e 205 e ora 222, 224, 226, il ricorso è improcedibile, non essendo stata impugnata la delibera sopra indicata con la quale dette aree sono state acquisite al Comune ai sensi dell’art. 42 bis d.p.r. 327/2001.
Quanto al ricorso rg. n. 77/2017, introdotto dalla controparte, Comune di Parma, per chiedere l'accertamento dell'obbligo e la condanna della Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A. a cedere gratuitamente al Comune di Parma le aree di proprietà della sviluppi immobiliari, per un totale di mq. 12.407, sulle quali è stata realizzata l’opera stradale, trattandosi di domanda che si fonda sul contenuto della convenzione stipulata tra le parti in data 31.05.2006 rep. n. 10957, questione trattata con il ricorso introdotto dalla S.I.P., si rinvia a quanto già argomentato.
Il predetto ricorso del Comune di Parma va, pertanto, respinto, non ravvisandosi nella Convenzione, nell’Atto di Sottomissione, né nei documenti ad esso allegati quali parte integrante dello stesso, alcun obbligo di cessione gratuita delle suddette aree.
Alla luce di quanto accertato, il Collegio ritiene di inviare copia della presente pronuncia alla Corte dei Conti per l’eventuale accertamento, ove ne ravvisi i presupposti, di responsabilità amministrative in relazione alla vicenda sub judice.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sui ricorsi, come descritti in epigrafe, così dispone:
- accoglie il ricorso 222/2013 nei limiti e nei termini meglio evidenziati in motivazione con riguardo alle aree per le quali non è stato adottato il provvedimento ex art. 42 bis T.U. Espropriazioni e lo dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse per le restanti aree;
- conseguentemente condanna il Comune di Parma a determinarsi nel termine di 90 giorni dalla comunicazione della presente sentenza (o dalla notifica se precedente) circa l’esistenza, attualità e prevalenza di un interesse pubblico all’eventuale acquisizione dei fondi oggetto del presente giudizio ex art. 42 bis, comma 4, del d.p.r. n. 327/2001, adottando nei successivi giorni 30 il provvedimento con il quale dispone, in alternativa:
- a) l’acquisizione del fondo ad effetto non retroattivo corrispondendo gli importi dalla norma contemplati;
- b) la restituzione del bene al proprietario previo ripristino dello stato di fatto esistente al momento dell’inizio dei lavori di realizzazione delle opere stradali;
- respinge il ricorso 71/2017 proposto dal Comune.
Condanna il Comune di Parma al pagamento delle spese di giudizio che liquida in € 3.000,00 oltre IVA e CPA a favore della ricorrente Sviluppi Immobiliari Parmensi S.p.A.
Incarica la Segreteria di inviare copia della sentenza alla Corte dei Corti per quanto di competenza.
Così deciso in Parma nella camera di consiglio del giorno 11 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:
IL TESTO DELLA DELIBERA DI GIUNTA 362 IN FORMA ESTESA:
Comune di Parma Proposta n. 2017-PD-3484 del 27/10/2017
OGGETTO: Consiglio di Stato: Autorizzazione alla proposizione di appello. IE - (Fascicolo legale n. 188/2017)
Premesso che con sentenza n 330/2017 emessa dal TAR, sez. staccata di Parma, pubblicata il 25/10/2017 nelle cause riunite RG 222/2013 (promossa da Sviluppi Immobiliari Parmensi SPA c/Comune di Parma) ed RG 71/2017 (promossa dal Comune di Parma c/Sviluppi Immobiliari Parmensi SPA), il Tar Parma ha accolto il ricorso proposto da Sviluppi Immobiliari Parmensi ( rg n. 222/2013) assegnando al Comune di Parma termine di 90 giorni, decorrenti dal 25.10. 2017, per l'emissione dei provvedimenti ex art. 42 bis TU Espropri ( limitatamente alle aree per le quali non è stato sin qui adottato) oppure per la riconsegna delle aree, previo ripristino; che con la medesima sentenza il TAR Parma ha rigettato il ricorso proposto dal Comune di Parma RG n. 71/2017) con il quale si chiedeva, da un lato, la consegna gratuita delle aree di proprietà della società interessate dall'opera pubblica di che trattasi, dall'altro, il rimborso delle somme già corrisposte a titolo di indennità di esproprio ai soggetti terzi espropriati; Vista la nota del 27.10.2017 del Dirigente del Servizio Patrimonio, con cui lo stesso ritiene necessaria la proposizione di appello nella causa di che trattasi; Ritenuto che ricorrano i presupposti per autorizzare avanti al Consiglio di Stato la proposizione di appello avverso la citata sentenza n. 330/2017 da parte del Comune di Parma, che starà in giudizio in persona del Dirigente pro tempore dell’Avvocatura Municipale, il quale individuerà, altresì, con successiva determinazione dirigenziale, il professionista o i professionisti cui verrà affidato l’incarico di difesa dell’Ente, e provvederà ad impegnare le somme eventualmente necessarie per il compenso dei medesimi; Considerato che l’Avvocatura Municipale ritiene opportuna la proposizione di appello nel giudizio di che trattasi, da promuovere innanzi al Consiglio di Stato, a tutela delle ragioni dell’Ente, per i motivi che verranno esposti nelle sedi di rito; Visto l’art. 41, co. 3 lett. n) dello Statuto che riserva alla Giunta la facoltà di promuovere e resistere alle liti, “autorizzando i legali dell’Ente a stare in giudizio”; Visto l’art. 43 dello Statuto, co. 1 lett. a) che attribuisce la rappresentanza processuale dell’Ente in capo al dirigente competente; 1 Visto il decreto del Sindaco di Parma prot. n. 68446 del 01.04.2016 e successive proroghe, che incarica l’Avv. Salvatore Caroppo della responsabilità del Servizio Avvocatura Municipale; Dato atto che il responsabile del procedimento è individuabile nella persona del Dirigente del Servizio Avvocatura Municipale; Acquisiti gli allegati pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa e contabile dei Responsabili dei Servizi competenti, resi ai sensi dell’art. 49, comma 1, del TUEL n. 267/2000; Acquisito il parere di conformità di cui all’art. 70, comma 1, del vigente Statuto comunale come in atti; Ravvisata la necessità di rendere la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del T.U. n. 267 del 18.08.2000, onde consentire la proposizione di appello entro i termini di legge; Tutto ciò premesso e ritenuto: DELIBERA di richiamare le premesse come parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; – di autorizzare la proposizione, avanti al Consiglio di Stato, dell’ appello avverso la sentenza TAR Parma n. 330/2017 , da parte del Comune di Parma, in persona del dirigente pro tempore del Servizio Avvocatura Municipale; – di prendere atto che il medesimo Dirigente del Servizio Avvocatura Municipale, provvederà, con successiva determinazione dirigenziale, ad individuare il professionista o i professionisti esterni cui affidare l’incarico di difesa in giudizio dell’Ente, impegnando le somme eventualmente necessarie; – di prendere atto che il responsabile del procedimento è individuabile nella persona del Dirigente del Servizio Avvocatura Municipale; – di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del T.U. n. 267 del 18.08.2000, onde consentire la proposizione di appello entro i termini di legge; 2 Firmato digitalmente da Salvatore Caroppo in data 27/10/2017 alle ore 16:05 Allegato alla proposta di deliberazione della Giunta Comunale P.D. n. 2017-PD-3484 del 27/10/2017 PARERI EX ART. 49, 1° comma T.U. n. 267 del 18/8/2000 Sulla proposta n. 2017-PD-3484 del 27/10/2017 del SERVIZIO AVVOCATURA MUNICIPALE di deliberazione della Giunta Comunale che reca ad oggetto: Consiglio di Stato: Autorizzazione alla proposizione di appello. IE - (Fascicolo legale n. 188/2017) - I.E. si esprime parere favorevole per la regolarità tecnico-amministrativa della presente proposta di deliberazione ai sensi dell’art. 49, comma 1^, TUEL n. 267 del 18.8.2000 F.to digitalmente dal Dirigente di Settore-Servizio o suo delegato.