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Timestamp: 2019-03-20 22:09:46+00:00
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Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza 12 marzo 2018, n. 1574. La decisione del giudice di merito, in materia di spese processuali - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza 12 marzo 2018, n. 1574. La decisione del giudice di merito, in materia di spese processuali
La decisione del giudice di merito, in materia di spese processuali, è censurabile in sede di legittimità, sotto il profilo della violazione di legge, soltanto quando le stesse siano state poste, totalmente o parzialmente, a carico della parte totalmente vittoriosa; non è invece sindacabile, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione, l’esercizio del potere discrezionale del giudice di merito sull’opportunità di compensare, in tutto o in parte, le spese medesime. Tali principi trovano applicazione non soltanto quando il giudice ha emesso una pronuncia di merito, ma anche quando egli si è limitato a dichiarare l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’atto introduttivo del giudizio. Infatti, anche in tali ultimi casi, sussiste una soccombenza, sia pure virtuale, di colui che ha agito con un atto dichiarato inammissibile o improcedibile, che consente al giudice di compensare parzialmente o totalmente le spese, esercitando un suo potere discrezionale che si traduce in un provvedimento che rimane incensurabile purchè non illogicamente motivato e che ha, come suo unico limite, il divieto di condanna della parte vittoriosa.
Sentenza 12 marzo 2018, n. 1574
sul ricorso numero di registro generale 8915 del 2017, proposto dalla El. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Gi. In. e con questi elettivamente domiciliata presso la Segreteria della Sezione terza del Consiglio di Stato in Roma, Piazza Capo di Ferro n. 13,
l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Lariana, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ba. Ba., ed altri, e con questi elettivamente domiciliata in Roma, viale (…), presso lo studio dell’avvocato St. D’Ac., nonché
società Gr. Se. As. (GSA) s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Lu. Po., ed altri, e con questi elettivamente domiciliata in Roma, via (…), presso lo studio dell’avvocato Lu. Ma.,
della sentenza del Tar Lombardia, sede di Milano, sez. IV, n. 2126 del 10 novembre 2017, concernente l’esclusione della El. s.r.l. dalla gara per l’affidamento del servizio antincendio per l’elisuperficie del Presidio ospedaliero di San Fermo della Battaglia e la successiva aggiudicazione definitiva.
Visto l’atto di costituzione in giudizio della società Gr. Se. As. (GSA) s.p.a.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 1 marzo 2018 il Cons. Giulia Ferrari e uditi altresì i difensori presenti delle parti in causa, come da verbale;
1. Con determinazione n. 303 del 22 luglio 2016 l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Lariana ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di sorveglianza antincendio per l’Elisuperficie del Presidio Ospedaliero “Ospedale” Sa. An. di San Fermo della Battaglia”, per un importo pari a € 160.500,00 IVA esclusa (successivamente corretta in € 169.000,00 IVA esclusa).
Alla gara sono stati invitati sei concorrenti; solo la El. s.r.l. di Modica, gestore uscente, e la G.S.A. – Gr. Se. As. s.p.a. di Roma hanno presentato l’offerta.
La gara è stata provvisoriamente aggiudicata alla El. s.r.l. (che ha ottenuto 93,68 punti, di cui 43,68 per l’offerta tecnica e 50 per l’offerta economica); la G.S.A. – Gr. Se. As. s.p.a. si è collocata al secondo posto con 86,03 punti (di cui 50 per l’offerta tecnica e 36,03 per l’offerta economica).
Alla El. sono stati chiesti i giustificativi per verificare la non anomalia dell’offerta. Alla richiesta la concorrente ha risposto il 30 novembre 2016, senza che sulle giustificazioni addotte la stazione appaltante facesse alcun rilievo. Con determina n. 3 del 3 gennaio 2017 è stata però comunicata l’aggiudicazione del servizio alla seconda classificata G.S.A. s.p.a., per avere l’aggiudicataria applicato al personale proposto per l’appalto il CCNL “S.A.F.I.”, e non quello “A.N.I.S.A.”, specificatamente richiesto dalla documentazione di gara.
2. La El. s.r.l. ha impugnato la propria esclusione e la successiva aggiudicazione alla seconda graduata dinanzi al Tar Milano, censurando in via gradata anche la lex specialis di gara e i chiarimenti forniti dall’Amministrazione ove fossero stati interpretati come impositivi di un obbligo di applicazione di un unico Contratto collettivo, nella specie il CCNL A.N.I.S.A.. Con sentenza della sez. IV n. 2126 del 10 novembre 2017 il Tar Milano ha dichiarato inammissibile il ricorso, sul rilievo che il bando avrebbe dovuto essere immediatamente impugnato.
3. Con l’appello in esame, notificato il 5 dicembre 2017 e depositato il successivo 14 dicembre, la El. s.r.l. ha chiesto che, in riforma della decisione impugnata, il ricorso di primo grado sia accolto. Ha dedotto:
La sentenza impugnata, nel ritenere tardivo il ricorso proposto da El., non ha tenuto in alcuna considerazione, altresì, la circostanza che la stessa El. aveva dichiarato l’applicazione del CCNL SAFI sin dalla documentazione amministrativa senza tuttavia che fosse stato sollevato alcun rilievo o disposta, sin da quel momento, l’esclusione.
E’ evidente che la lex specialis di gara (capitolato tecnico parte B art. 5) e i chiarimenti forniti sono illegittimi per violazione degli artt. 80 e 83, d.lgs. n. 50 del 2016, nonché per contrasto con l’art. 14 del Capitolato amministrativo, parte A), in quanto, in spregio al principio di tassatività delle clausole di esclusione, hanno (avrebbero) introdotto una causa di esclusione (obbligo di applicare un determinato CCNL) non previsto dalle disposizioni normative richiamate in epigrafe (artt. 80 e 83, d.lgs. n. 50 del 2016) né dallo stesso Capitolato amministrativo, all’art. 14.
4. La El. ha quindi chiesto in via subordinata domanda di risarcimento danni.
6. Si è costituita in giudizio la Gr. Se. As. (GSA) s.p.a., che ha sostenuto l’infondatezza, nel merito, dell’appello.
Il Collegio non può tenere conto, al fine del decidere, neanche della memoria depositata dalla controinteressata atteso che, pur essendo qualificata “memoria di replica” tale non è, come chiaramente affermato nella stessa, ove si precisa che “si prende atto del fatto che El. s.r.l. nulla ha depositato, e conseguentemente non vi è da replicare a ulteriori atti difensivi della medesima”, e che si aderisce (e non replica) alle argomentazione della Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Lariana (“si ritiene che le deduzioni dell’Amministrazione siano pienamente condivisibili, per le ragioni che seguono”….). Anche di tale profilo in rito il Collegio ha dato comunicazione alle parti.
Come esposto in narrativa la sez. IV del Tar Milano, con l’impugnata sentenza n. 2126 del 10 novembre 2017, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla El. s.r.l. di Modica avverso la propria esclusione dalla gara (e la successiva aggiudicazione alla seconda – e unica altra – concorrente, la G.S.A. – Gr. Se. As. s.p.a. di Roma), bandita dalla Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Lariana per l’affidamento del servizio di sorveglianza antincendio per l’Elisuperficie del Presidio Ospedaliero “Ospedale” Sa. An. di San Fermo della Battaglia”, della durata di 15 mesi, prorogabili per altri 12 mesi. L’esclusione è stata disposta per avere la El. fatto riferimento ad un Contatto collettivo nazionale di lavoro (S.A.F.I.) diverso da quello (A.N.I.S.A.) richiesto – ad avviso della stazione appaltante, a pena di esclusione – dal Capitolato.
Con l’appello in esame la El. deduce l’erroneità della decisione del giudice di primo grado, sia in rito che nel merito.