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Timestamp: 2017-12-13 07:18:16+00:00
Document Index: 34462364

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 36', 'sentenza ']

Novità fiscali dell'8 settembre 2009: autotrasporto di merci per conto terzi: il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la "scheda di trasporto"; cessioni gratuite a titolo di liberalità: trattamento ai fini IVA; fabbricati rurali e rimborso dell’ICI; mancata certificazione delle ritenute d’acconto: iscrizione a ruolo; paradisi fiscali: cambio residenza deve essere provato
Novità fiscali dell’8 settembre 2009: autotrasporto di merci per conto terzi: il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la “scheda di trasporto”; cessioni gratuite a titolo di liberalità: trattamento ai fini IVA; fabbricati rurali e rimborso dell’ICI; mancata certificazione delle ritenute d’acconto: iscrizione a ruolo; paradisi fiscali: cambio residenza deve essere provato
1) Autotrasporto di merci per conto terzi: Il committente ed il trasportatore hanno l’obbligo di compilare la Scheda di Trasporto
2) Cessioni gratuite a titolo di liberalità: Trattamento ai fini Iva
3) Fabbricati rurali: Consulta spetta il rimborso dell’ICI
4) Mancata certificazione delle ritenute d’acconto: Iscrizione a ruolo non al professionista
5) Paradisi fiscali: Cambio residenza da provare
6) Accisa ridotta per il bioetanolo di origine agricola
Il committente che deve spedire merci (magari ai propri clienti e per tali fini incarica un vettore), e nei casi previsti il trasportatore (ad es. in caso di variazione di destinazione del luogo della consegna), devono compilare la scheda di trasporto.
In alternativa, l’imprenditore (committente) che incarica un vettore (stipulando un contratto di autotrasporto per c/terzi) può comunque utilizzare un documento equipollente (es. D.D.T.) purché contenga i dati essenziali previsti per la scheda di trasporto.
Il D.M. 30.06.2009, pubblicato sulla G.U. n. 153 del 04.7.2009, in vigore dal 19.07.2009 ha, infatti, emanato le disposizioni attuative della “scheda di trasporto”.
Ciò per favorire le verifiche sul corretto esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi (in particolare, l’art. 7-bis del DLgs. n. 286/2005, inserito dall’art. 3 del DLgs. n. 214/2008, ha istituito un documento di tracciabilità della merce in grado di identificare tutti i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto, c.d. “scheda di trasporto”).
La scheda di trasporto deve essere compilata e sottoscritta dal committente o da un suo delegato prima dell’inizio del trasporto.
Tuttavia, qualora dopo l’inizio del trasporto si verifichino variazioni della merce trasportata, del luogo di scarico ovvero qualsiasi altra variazione relativa ai dati contenuti nel documenti, il vettore ovvero il conducente possono intervenire sul documento di trasporto mediante annotazione di tali variazioni nell’apposito spazio riservato alle “osservazioni varie”.
Il documento, deve essere conservato in originale, dal vettore e dal conducente, a bordo del veicolo adibito al trasporto di cose in conto terzi per tutta la durata del trasporto.
Nei casi in cui siano previsti più luoghi di scarico il committente può compilare una unica scheda di trasporto con l’indicazione dei diversi luoghi oggetto di scarico, oppure più schede di trasporto per quanti sono i luoghi di scarico.
Il comma 4 dell’art. 7-bis del D.Lgs. n. 286/2005 dispone, per il committente inadempiente (e per il conducente o vettore che non effettua le eventuali variazioni) l’applicazione della pesante sanzione amministrativa che va da 600,00 a 1.800,00 euro.
Documenti equipollenti alla scheda di trasporto
L’art. 3 del D.M. n. 554/2009 ha individuato i documenti che possono essere considerati equipollenti alla scheda di trasporto purchè integrati con i dati previsti dalla scheda stessa.
Per tale fine, vengono considerati equipollenti alla scheda di trasporto:
– la copia del contratto scritto di trasporto, previsto dall’art. 6 del D.Lgs. n. 286/2005;
– il documento di trasporto (DDT), previsto dal D.P.R. n. 472/1996;
– i documenti di accompagnamento dei prodotti assoggettati ad accisa, di cui al D.Lgs. n. 504/1995;
– la lettera di vettura internazionale CMR;
– i documenti doganali;
-il documento di cabotaggio, di cui al DM 03.04.2009;
– ogni altro documento che deve obbligatoriamente accompagnare il trasporto stradale delle merci, ai sensi della normativa comunitaria, degli accordi o delle convenzioni internazionali o di altra norma nazionale vigente o emanata successivamente al DM 30.6.2009.
I documenti equipollenti devono, quindi, contenere tutti i dati e le indicazioni riportate sul modello di scheda di trasporto.
Contenuto della scheda di trasporto
– dati dell’autotrasportatore per conto di terzi (denominazione dell’impresa di trasporto, sede, partita IVA e numero di iscrizione all’albo degli autotrasportatori);
– dati del committente il trasporto identificato come impresa o la persona giuridica che stipula, o in nome della quale è stipulato, il contratto di trasporto col vettore (denominazione, indirizzo, sede e partita IVA);
– dati del caricatore vale a dire l’impresa o la persona giuridica che consegna la merce al vettore curando la sistemazione delle merci sul veicolo adibito all’esecuzione del trasporto (denominazione, indirizzo, sede e partita IVA);
– dati del proprietario della merce;
– eventuali dichiarazioni, da compilare nei casi un cui il committente non sia in grado di indicare il proprietario della merce evidenziando le ragioni che hanno reso impossibile l’indicazione del proprietario della merce al momento dell’inizio del trasporto.
– dati della merce trasportata quali: tipologia, vale a dire tipo di merce evidenziando le caratteristiche merceologiche e, se confezionata, le caratteristiche degli imballaggi ed il loro contenuto (fusti di acido, bottiglie di acqua minerale, ecc.), quantità/peso se trattasi di merce confezionata in colli o altri imballaggi aventi una indicazione standardizzata del peso di ciascun pezzo, ovvero, in alternativa, il peso complessivo della merce trasportata espresso in Kg; luogo di carico e luogo di scarico;
– osservazioni varie, da compilare a cura del vettore o suo conducente qualora si verifichino variazioni rispetto alle indicazioni originarie (es. variazioni luogo di scarico, variazioni tipologia o quantità della merce);
– eventuali istruzioni fornite al vettore dal committente o da uno dei soggetti della filiera del trasporto;
– luogo e data di compilazione;
– generalità di chi sottoscrive la scheda in nome e per conto del committente;
L’art. 4 del D.M. 554/2009 stabilisce che sono esenti dalla compilazione della scheda di trasporto, inoltre, i trasporti di collettame (presenza di più partite di piccola entità anche della stessa tipologia merceologica, che sono commissionate da più mittenti e trasportate da un unico vettore) che avvengono mediante un unico veicolo, di partite di peso inferiore a 50 quintali,
purché accompagnati da idonea documentazione comprovante la tipologia del trasporto effettuato.
(In tal senso, Franco Ricca in Italia Oggi del 31.08.2009)
E’ irragionevole il divieto di restituzione di imposte pagate ma non dovute, con disparità di trattamento rispetto a chi, in situazione uguale, non abbia effettuato alcun pagamento.
E’, infatti, illegittimo, in relazione all’art. 3 cost., l’art. 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 nella parte in cui – in materia di Imposta Comunale sugli immobili, per fabbricati rurali,- vieta il rimborso del tributo venendo a determinare una ingiustificata disparità di trattamento – per situazioni sostanzialmente uguali – poiché crea un trattamento deteriore per chi abbia erroneamente pagato un’imposta, non dovuta, rispetto a chi – in analoga situazione – non abbia effettuato alcun pagamento.
(Corte Costituzionale, Sentenza del 14/07/2009 n. 227)
La C.t.p. di Milano, con Sentenza n. 111/2009, ha accolto il ricorso presentato da un professionista cui sono state iscritte a ruolo, a seguito di controllo formale ex art. 36-ter, D.P.R. n. 600/1973 le ritenute d’acconto non certificate dal cliente.
Nel caso di specie il professionista, in seguito all’effettuazione di più prestazioni professionali, aveva inviato al cliente una serie di parcelle regolarmente incassate al netto dell’importo relativo alla ritenuta d’acconto.
Nonostante numerosi solleciti, tuttavia, il cliente non aveva provveduto ad inviare la certificazione attestante che le ritenute sono state trattenute e versate.
A seguito di tale sentenza, l’Ufficio dovrà ricercare il sostituto d’imposta iscrivendo a suo nome la cartella comprensiva di imposta, sanzioni e interessi.
E’ legittimo l’avviso di accertamento emesso nei confronti di un contribuente che, avendo spostato la residenza in un paradiso fiscale, non fornisce la prova dell’effettivo trasferimento all’estero.
L’ufficio può utilizzare i più ampi termini di accertamento previsti per fattispecie aventi rilevanza penale.
E’ quanto ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Pesaro che, con sentenza n. 188/1/09, ha respinto il ricorso proposto avverso l’avviso di accertamento emesso dall’agenzia delle Entrate di Pesaro e ha condannato il contribuente al pagamento della somma a titolo di spese di giudizio.
6) Partito il programma agevolativo 2009-2010: Accisa ridotta per il bioetanolo di origine agricola
È in vigore dal 05.09.2009 il nuovo regolamento interministeriale che disciplina le modalità di attuazione delle agevolazioni fiscali (consistenti nella riduzione dell’aliquota d’accisa) per il bioetanolo di origine agricola.
(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 05/08/2009, n. 128 in GU n. 205 del 04/09/2009)