Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2005/05/la-redazione-del-bilancio-in-forma-abbreviata-a-partire-dal-2004.html
Timestamp: 2018-02-25 15:59:38+00:00
Document Index: 116661292

Matched Legal Cases: ['art. 2435', 'art. 2435', 'art. 223', 'art. 2435', 'art. 2424', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2426', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 109', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2447', 'art. 2447', 'art. 2428', 'art. 2428', 'art. 2428']

Come è noto Il D.Lgs. n. 6/2003 (riforma del diritto societario) ha introdotto importanti semplificazioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata con la riformulazione dell’art. 2435-bis, cod. civ..
Le nuove disposizioni previste all’art. 2435-bis cod. civ. sono valide per i bilanci in forma abbreviata chiusi al 31 dicembre 2004.
L’art. 223–undecies del D.Lgs. n. 6 del 2003 prevede che “i bilanci relativi agli esercizi chiusi prima del 1° gennaio 2004 sono redatti secondo le leggi anteriormente vigenti. I bilanci relativi agli esercizi chiusi fra il 1° gennaio 2004 e il 30 settembre 2004 possono essere redatti secondo le leggi anteriormente vigenti o secondo le nuove disposizioni. I bilanci relativi ad esercizi chiusi dopo la data del 30 settembre 2004 sono redatti secondo le nuove disposizioni” .
La Fondazione Luca Pacioli (del Consiglio Nazionale dei ragionieri commercialisti) con la circolare n. 15 del 28 aprile 2005 ha preparato una autorevole guida per redigere bilanci in forma abbreviata correttamente, vediamone di seguito gli aspetti salienti.
Lo schema di stato patrimoniale
Lo stato patrimoniale in forma abbreviata presenta le seguenti caratteristiche (art. 2435-bis, comma 2):
− comprende solo le voci contrassegnate nell’art. 2424 cod. civ. con lettere maiuscole e numeri romani;
− le voci A («Crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti») e D («Ratei e risconti attivi») dell’attivo possono essere comprese nella voce C.II («Crediti dell’attivo circolante»):
− dalle voci B.I («Immobilizzazioni immateriali») e B.II («Immobilizzazioni materiali») dell’attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni;
− la voce E del passivo («Ratei e risconti passivi) può essere compresa nella voce D («Debiti»);
− nelle voci C.II dell’attivo («Crediti dell’attivo circolante») e D del passivo («Debiti») devono essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre l’esercizio successivo.
Stato patrimoniale in forma abbreviata valido a partire dal 2004
B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di
quelle concesse in locazione finanziaria
B.I – Immobilizzazioni immateriali
(Fondo ammortamento)
(Fondo svalutazioni)
B.II – Immobilizzazioni materiali
B.III – Immobilizzazioni finanziarie, con separata
indicazione dei crediti:
• esigibili entro l’esercizio successivo
• esigibili oltre l’esercizio successiv
C.I – Rimanenze
C.II – Crediti, con separata indicazione degli importi:
• esigibili oltre l’esercizio successivo
C.III – Attività finanziarie che non costituiscono
C.IV – Disponibilità liquide
A.I – Capitale
A.II – Riserva da soprapprezzo delle azioni
A.III – Riserve di rivalutazione
A.IV – Riserva legale
A.V – Riserve statutarie
A.VI – Riserva per azioni proprie in portafoglio
A.VII – Altre riserve, distintamente indicate
A.VIII – Utili (perdite) portati a nuovo
A.IX – Utile (perdita) dell’esercizio
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro
D) Debiti, con separata indicazione degli importi:
Totale Patrimonio netto e Passivo
Il conto economico prevede il raggruppamento delle seguenti voci (art. 2435-bis, comma 3):
− voci A.2 e A.3 («Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti» e «Variazioni dei lavori in corso su ordinazione»);
− voci B.9.c, B.9.d e B.9.e («Trattamento di fine rapporto», «Trattamento di quiescenza e simili» e «Altri costi»);
− voci B.10.a, B.10.b e B.10.c («Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali», «Ammortamento delle immobilizzazioni materiali” e “Altre svalutazioni delle immobilizzazioni»);
− voci C.16.b e C.16.c («Proventi finanziari da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni» e «Proventi finanziari da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni»);
− voci D.18.a, D.18.b e D.18.c («Rivalutazioni di partecipazioni», «Rivalutazioni di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni» e «Rivalutazioni di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni»);
− voci D.19.a, D.19.b e D.19.c («Svalutazioni di partecipazioni», «Svalutazioni di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni» e «Svalutazioni di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni»).
Al comma 4 dell’art. 2435-bis è previsto che:
− nella voce E.20 («Proventi straordinari») non è richiesta la separata indicazione delle plusvalenze;
− nella voce E.21 («Oneri straordinari») non è richiesta la separata indicazione delle minusvalenze e delle imposte relative ad esercizi precedenti.
Conto economico in forma abbreviata valido dal 2004
3) variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti e variazioni dei lavori in corso su ordinazione
c), d), e) trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili ed altri costi
a), b), c) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali, ammortamento delle immobilizzazioni materiali e altre svalutazioni delle immobilizzazioni
d) svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide
b), c) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni e da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
17 bis) utili e perdite su cambi
Totale (15 + 16 – 17 +/- 17 bis)
a), b), c) di partecipazioni, di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni e di titoli iscritti all’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
a), b), c) di partecipazioni, di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni e di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
Totale delle partite straordinarie (20 –21)
Risultato prima delle imposte (A- B +/- C +/- D +/- E)
23) utile (perdite) d’esercizio
Le informazioni in nota integrativa
L’art. 2435-bis, al comma 5, prevede che nella nota integrativa del bilancio in forma abbreviata siano omesse le informazioni richieste:
− dal numero 10) dell’art. 2426 («il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli “primo entrato, primo uscito” o “ultimo entrato, primo uscito”; se il valore così ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell’esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa»);
− dai numeri 2), 3), 7), 9), 10), 12), 13), 14), 15), 16) e 17) dell’art. 2427 e dal numero 1 del comma 1 dell’art. 2427-bis.
La norma prevede inoltre che le informazioni di cui al numero 6) dell’art. 2427 («distintamente per ciascuna voce, l’ammontare dei crediti e dei debiti di durata residua superiore a cinque anni, e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali, con specifica indicazione della natura delle garanzie e con specifica ripartizione secondo le aree geografiche») siano riferite all’importo globale dei debiti iscritti in bilancio.
Tabella A – Informazioni che devono essere fornite nella nota integrativa di un bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2427, cod. civ.
Art. 2427, cod. civ.
• i criteri applicati nella valutazione delle voci del bilancio, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta avente corso legale nello Stato (art. 2427, n. 1)
• la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni materiali e immateriali, facendo a tal fine esplicito riferimento al loro concorso alla futura produzione di risultati economici, alla loro prevedibile durata utile e, per quanto rilevante, al loro valore di mercato, segnalando altresì le differenze rispetto a quelle operate negli esercizi precedenti ed evidenziando la loro influenza sui risultati economici dell’esercizio (art. 2427, n. 3-bis)
• le variazioni intervenute nella consistenza delle altre voci dell’attivo e del passivo; in particolare, per le voci del patrimonio netto, per i fondi e per il trattamento di fine rapporto, la formazione e le utilizzazioni (art. 2427, n. 4)
• l’elenco delle partecipazioni, possedute direttamente o per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, in imprese controllate e collegate, indicando per ciascuna la denominazione, la sede, il capitale, l’importo del patrimonio netto, l’utile o la perdita dell’ultimo esercizio, la quota posseduta e il valore attribuito in bilancio o il corrispondente credito (art. 2427, n. 5)
• per i debiti: l’ammontare dei debiti di durata residua superiore a cinque anni, e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali, con specifica indicazione della natura delle garanzie e con specifica ripartizione secondo le aree geografiche (art. 2427, n. 6)
• eventuali effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari verificatesi successivamente alla chiusura dell’esercizio (art. 2427, n. 6-bis)
• distintamente per ciascuna voce, l’ammontare dei crediti e dei debiti relativi ad operazioni che prevedono l’obbligo per l’acquirente di retrocessione a termine (art. 2427, n. 6-ter)
• le voci di patrimonio netto devono essere analiticamente indicate, con specificazione in appositi prospetti della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché della loro avvenuta utilizzazione nei precedenti esercizi (art. 2427, n. 7-bis)
• l’ammontare degli oneri finanziari imputati nell’esercizio ai valori iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale, distintamente per ogni voce (art. 2427, n. 8)
• l’ammontare dei proventi da partecipazioni, indicati nell’articolo 2425, numero 15), diversi dai dividendi (art. 2427, n. 11)
• le azioni di godimento, le obbligazioni convertibili in azioni e i titoli o valori simili emessi dalla società, specificando il loro numero e i diritti che essi attribuiscono (art. 2427, n. 18)
• il numero e le caratteristiche degli altri strumenti finanziari emessi dalla società, con l’indicazione dei diritti patrimoniali e partecipativi che conferiscono e delle principali caratteristiche delle operazioni relative (art. 2427, n. 19)
• i finanziamenti effettuati dai soci alla società, ripartiti per scadenze e con la separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto agli altri creditori (art. 2427, n. 19-bis)
• i dati richiesti dal terzo comma dell’articolo 2447-septies con riferimento ai patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi della lettera a) del primo comma dell’articolo 2447-bis (art. 2427, n. 20)
• i dati richiesti dall’articolo 2447-decies, ottavo comma (art. 2427, n. 21)
• le operazioni di locazione finanziaria che comportano il trasferimento al locatario della parte prevalente dei rischi e dei benefici inerenti ai beni che ne costituiscono oggetto, sulla base di un apposito prospetto dal quale risulti il valore attuale delle rate di canone non scadute quale determinato utilizzando tassi di interesse pari all’onere finanziario effettivo inerenti i singoli contratti, l’onere finanziario effettivo attribuibile ad essi e riferibile all’esercizio, l’ammontare complessivo al quale i beni oggetto di locazione sarebbero stati iscritti alla data di chiusura dell’esercizio qualora fossero stati considerati immobilizzazioni, con separata indicazione di ammortamenti, rettifiche e riprese di valore che sarebbero stati inerenti all’esercizio (art. 2427, n. 22).
Tra le informazioni che devono essere fornite nella nota integrativa di un bilancio in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2427, cod. civ., sono previsti sia il prospetto dei movimenti delle poste del patrimonio netto (art. 2427, n. 7-bis) sia il prospetto dal quale risultino le informazioni ricavabili dall’applicazione del metodo finanziario per le operazioni di leasing finanziario13 (art. 2427, n. 22).
Non deve essere presentato invece il prospetto relativo alla fiscalità anticipata e differita di cui all’art. 2427, n. 14, cod. civ.
La Fondazione Luca Pacioli nella circolare n. 15 del 28 aprile 2005 ha segnalato che la nuova disciplina IRES dà la possibilità di dedurre in via extracontabile anche gli ammortamenti, le rettifiche di valore e gli accantonamenti consentiti fiscalmente ma non imputabili a conto economico. Le società che si avvalgono di questa facoltà devono, in sede di distribuzione degli utili e delle riserve, conservare restanti riserve e restanti utili portati a nuovo di importo almeno pari agli oneri suddetti dedotti extracontabilmente al netto del relativo fondo imposte differite (art. 109, comma 4, lett. b), TUIR).
Consigliando, altresì, per società che redigono il bilancio in forma abbreviata, dare informazioni in nota integrativa della consistenza del fondo imposte differite e relativa movimentazione.
La Fondazione richiede pure un chiarimento della Agenzia delle Entrate che eviti tale ulteriore specificazione, poiché il principio della eliminazione delle interferenze fiscali nel bilancio d’esercizio porterebbe ad evitare inquinamenti anche
con riferimento alla nota integrativa.
Tabella B – Altre informazioni che devono essere fornite nella nota integrativa di un bilancio in forma
Art. 2361, comma 2, cod. civ.
Art. 2423, comma 3 e 4, cod. civ.
• Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo (comma 3).
• Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato (comma 4).
Art. 2423-bis, comma 2, cod. civ.
Deroghe al principio enunciato nel numero 6) del comma precedente (“i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro”) sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.
Art. 2424, comma 2, cod. civ.
Art. 2426, n. 2, n. 3 (2° periodo), n. 4 (2° periodo), n. 6 (2° periodo), cod. civ.
• il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione.
Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa (art. 2426, n. 2);
• per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate che risultino iscritte per un valore superiore a quello derivante dall’applicazione del criterio di valutazione previsto dal successivo numero 4)
(“metodo del patrimonio netto”) o, se non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio dell’impresa partecipata, la differenza dovrà essere motivata nella nota integrativa (art. 2426, n. 3, 2° periodo);
• quando la partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il costo di acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio dell’impresa controllata o collegata può essere iscritto nell’attivo, purché ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa. La differenza, per la parte attribuibile a beni ammortizzabili o all’avviamento, deve essere ammortizzata (art. 2426, n. 4, 2° periodo);
• l’avviamento può essere iscritto nell’attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere ammortizzato entro un periodo di cinque anni. È tuttavia consentito ammortizzare sistematicamente l’avviamento in un periodo limitato di durata superiore, purché esso non superi la durata per l’utilizzazione di questo attivo e ne sia data adeguata motivazione nella nota integrativa (art. 2426, n. 6).
Art. 2447-septies, comma 3 e 4, cod. civ.
• Nella nota integrativa del bilancio della società gli amministratori devono illustrare il valore e la tipologia dei beni e dei rapporti giuridici compresi in ciascun patrimonio destinato, ivi inclusi quelli apportati da terzi, i criteri adottati per la imputazione degli elementi comuni di costo e di ricavo, nonché il corrispondente regime della responsabilità (art. 2447-septies, comma 3).
• Qualora la deliberazione costitutiva del patrimonio destinato preveda una responsabilità illimitata della società per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare, l’impegno da ciò derivante deve risultare in calce allo stato patrimoniale e formare oggetto di valutazione secondo criteri da illustrare nella nota integrativa (art. 2447-septies, comma 4).
L’esonero dalla presentazione della relazione sulla gestione
Infine, l’articolo 2435-bis, comma 6, prevede l’esonero dalla redazione della relazione sulla gestione per le società che redigono il bilancio in forma abbreviata qualora queste forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dall’art. 2428, comma 2, numeri 3) e 4), vale a dire:
− il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l’indicazione della parte di capitale corrispondente (art. 2428, c. 2, n. 3);
− il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società, nel corso dell’esercizio, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l’indicazione della corrispondente parte di capitale, dei corrispettivi e dei motivi degli acquisti e delle alienazioni (art. 2428, c. 2, n. 4).