Source: http://www.studiomontefusco.net/contenzioso_bancario_focus.asp?focusID=24
Timestamp: 2019-02-19 05:40:35+00:00
Document Index: 116431687

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1284', 'art.1284', 'art.1346', 'art. 1347', 'art. 1375']

Ed infatti, la formula di matematica finanziaria da applicare per ottenere da un tasso annuale quello semestrale non è
Saggio di interesse semestrale = (saggio annuale /2)
Saggio di interesse semestrale = (1 + saggio annuale) 1/2 -1
Allo stesso modo, per ottenere da un tasso da un tasso annuale quello mensile non è corretto operare nel seguente modo
Saggio di interesse mensile = (saggio annuale /12)
Saggio di interesse mensile = (1 + saggio annuale) 1/12 -1
Alcune banche ed istituti applicano tale corretta formula, e quindi non maggiorano la rata di indebiti importi a titolo di interessi.
Si veda ad esempio il seguente piano di ammortamento:
In detto contratto era stato pattuito un tasso di interesse nominale del 4,15% con rata semestrale.
Ebbene, l’Istituto erogante non ha calcolato il tasso semestrale dividendo semplicemente per due quello annuale (quindi il tasso applicato non è il 2,075%, ma il 2,053907323%, corrispondente a (1 +4,15%) 1/2 -1.
Sia la teoria che la migliore pratica confermano quindi la tesi riportata nella presente relazione.
In genere, però, vediamo come la banca opera per il calcolo della rata, e successivamente il calcolo corretto.
Calcolo della rata errato (per eccesso in suo favore) operato dalla banca:
importo del finanziamento euro 190.000,00.
rimborso 240 rate mensili posticipate
tasso annuale 6,20%
La banca ha quindi operato in questo modo:
tasso mensile = tasso annuale/12, quindi 6,20%/12, quindi 0,516667%.
Quindi, secondo la formula di matematica finanziaria dell’ammortamento francese la rata è uguale a
R= ______ 190.000,00_________ = € 1.383,21
1-(1+0,516667%.)-240
0,516667%
Ed infatti il piano di ammortamento indica una rata di complessivi € 1.388,61, pari ai predetti € 1.383,21 maggiorati di € 5,38 a titolo di assicurazione.
Calcolo della rata corretto:
Occorre calcolare in primo luogo il tasso mensile equivalente a quello annuale:
tasso mensile = (1 + saggio annuale) 1/12 -1
quindi tasso mensile = 0,5025412% e non 0,516667% come utilizzato dalla banca nell’ammortamento de quo.
R= ________ 190.000,00_________ = € 1.364,56
1-(1+0, 5025412%.)-240
0, 5025412%
Di conseguenza, si verifica che la banca nel contratto indica un tasso di interesse, mentre nel concreto ne ha utilizzato uno più alto (ovvero, ha applicato in modo scorretto la formula di matematica finanziaria, addebitando rate superiori rispetto al dovuto).
Applicando la corretta formula di matematica finanziaria al piano di ammortamento, ho ottenuto i risultati riportati sub all.3.
Trova allora applicazione a mio giudizio il principio dettato dalla ben nota sentenza emessa dal Tribunale di Bari, Sezione distaccata di Rutigliano, in data 29 ottobre 2008 e la Sentenza del Tribunale di Larino nr. 119 del 2012: “Ad avviso del Giudicante, il tasso nominale di interesse pattuito letteralmente nel contratto di mutuo non si può assolutamente maggiorare nel piano di ammortamento, né si può mascherare tale artificioso incremento nel piano di ammortamento, poichè il calcolo dell’interesse nel piano di ammortamento deve essere trasparente ed eseguito secondo regole matematiche dell’interesse semplice (..) I contratti di mutuo per cui è causa sono mutui con rimborso frazionato, in cui alla banca, durante il rapporto, si restituisce ratealmente il capitale, originariamente prestato, prima della scadenza finale del mutuo stesso: i mutui de quibus vengono estinti con una serie di pagamenti (rate), effettuati dal debitore. La rata del mutuo con rimborso frazionato si è calcolata, però, nel caso in esame, con la formula del c.d. interesse composto, non prevista nella parte letterale del medesimo contratto, che comporta la crescita progressiva del costo, comprendendo di fatto degli interessi anatocistici. La CTU ha evidenziato un aumento del costo effettivo del rapporto, conseguente alla divaricazione fra il tasso nominale e quello effettivo: cresce quest’ultimo con il crescere del frazionamento del pagamento, poiché più sono le rate, più costa il mutuo".
Il Tribunale di Bari - Sezione Distaccata di Rutigliano nonchè il Tribunale di Larino – Sezione distaccata di Termoli n.119/2012- hanno dichiarato l’annullamento parziale dei contratti di mutuo sopra indicati ed in particolar modo, ai sensi dell’art. 1284 c.c., 1283 c.c. e 1419 c.c., la nullità della clausola dell’interesse ultralegale nella parte in cui vi è stata accertata la difformità tra tasso contrattuale dichiarato nella parte letterale ed il superiore tasso numerico effettivamente applicato nel piano di ammortamento allegato al medesimo contratto, (…)”.
A mio giudizio è indubbio che, poiché il tasso effettivo indicato in contratto è inferiore rispetto a quello realmente applicato, e poiché anche il tasso nominale è stato applicato in modo scorretto, ciò ha determinato i seguenti effetti giuridici:
1. violazione art.1284 c.c., poiché in modo surrettizio, per messo del piano di ammortamento, la banca ha incrementato la remunerazione del capitale oltre la misura contrattualmente prevista e concordata dalle parti;
2. violazione art.1346 c.c., perchè le determinazione della misura dei frutti a remunerazione di un mutuo può avvenire o attraverso una diretta indicazione numerica o convenendo il piano di ammortamento. Nel contratto oggetto di esame la pattuizione del tasso di interesse ultralegale contiene entrambe le indicazioni, ma esse sono contraddittorie e confliggenti tra di loro: nel contratto si indica un TAN, nel piano di ammortamento se ne applica un altro. L'oggetto del contratto non è quindi determinato né determinabile;
3. violazione art. 1347 c.c., poiché emerge in modo evidente come la banca nelle trattative e nella formazione del contratto non si sia comportata secondo buona fede;
4. violazione art. 1375 c.c., poiché la banca, addebitando interessi in misura superiore a quanto esplicitamente pattuito nel contratto, non lo ha eseguito secondo buona fede.
La conseguenza è la nullità della pattuizione (o meglio delle pattuizioni) del tasso ultralegale, e la sua sostituzione con il tasso legale.
Emerge, quindi, in favore del mutuatario un credito nei confronti della banca applicando il tasso di interesse legale (senza anatocismo) dato dalla differenza tra le rate pagate e quelle ricalcolate al tasso legale.