Source: http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/politiche-sociali/pubblica-tutela/faq-pubblica-tutela
Timestamp: 2019-08-23 17:47:47+00:00
Document Index: 27414371

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'sentenza ', 'art. 415', 'sentenza ', 'art. 404', 'art. 417', 'sentenza ', 'art. 712', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 349', 'art. 357', 'art. 374', 'art. 375']

Qui di seguito le domande che più frequentemente vengono rivolte alla Cancelleria Tutele del Tribunale di Torino dagli utenti e quelle che possono risolvere i primi dubbi circa i provvedimenti di protezione della persona.
IN QUALE DOCUMENTO GIURIDICO POSSO TROVARE LE NORME SUGLI ISTITUTI GIURIDICI DI PROTEZIONE?
La regole che disciplinano gli istituti giuridici di protezione sono raccolte nel Codice Civile: nel Titolo X, Libro Primo “Della tutela e dell'emancipazione (Artt. 343-399 c.c.) e nel Titolo XII, Libro Primo “ Delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia (Artt. 404-432 c.c. ).
GLI ISTITUTI DI PROTEZIONE COSTITUISCONO UNO STRUMENTO DI LIMITAZIONE PER LA PERSONA?
La limitazione, in realtà, è provocata non tanto dal provvedimento giuridico quanto dalle condizioni fisiche/psichiche che hanno causato l’apertura della tutela, curatela o amministrazione di sostegno.
COSA SI INTENDE PER SOGGETTO DEBOLE?
Per soggetto debole si intende colui il quale, per una incapacità fisica o psichica, non è in grado di curare al meglio i propri interessi e si espone al rischio di subire soprusi o ingiustizie.
A CHI E’ RIVOLTA LA TUTELA?
La tutela è indirizzata al soggetto interdetto (art. 414 c.c.)
CHI E’ IL SOGGETTO INTERDETTO?
E’ la persona che, con sentenza del Tribunale, è stata ritenuta incapace di soddisfare i propri bisogni e prendersi cura di sè a causa di una condizione abituale di infermità mentale.
A CHI E’ RIVOLTA LA CURATELA?
La curatela è rivolta ai soggetti inabilitati (art. 415 c.c.)
CHI E’ IL SOGGETTO INABILITATO?
E’ la persona che, con sentenza del Tribunale, è stata ritenuta bisognosa del sostegno di un curatore in quanto versa in uno stato di infermità mentale non tanto grave da richiedere l’interdizione oppure coloro i quali espongono sé o la famiglia a pregiudizi economici (ad esempio per abuso di sostanze stupefacenti o alcol).
A CHI E’ RIVOLTA L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO?
L’amministrazione di sostegno (art. 404 c.c.) è rivolta al soggetto debole affetto da una menomazione fisica o psichica, anche temporanea, che non lo rende pienamente autonomo e per cui si richiede l’assistenza e l’accompagnamento nel compimento di determinati atti.
CHI E’ IL SOGGETTO AMMINISTRATO?
È la persona che, su autorizzazione del Giudice Tutelare,viene accompagnata e aiutata (o sostituita in alcuni specifici atti) da un amministratore di sostegno
QUANDO E’ OPPORTUNO RICORRERE ALLA PROTEZIONE GIURIDICA DI UN SOGGETTO DEBOLE?
Quando una persona, a causa per esempio di una disabilità, di una malattia degenerativa o dell’età avanzata, non è più in grado di provvedere da solo ai propri bisogni economici, burocratici, sanitari e assistenziali.
CHE DIFFERENZA C’E’ TRA TUTELA E INTERDIZIONE?
La tutela è la diretta conseguenza dell’interdizione. Non c’è tutela se prima la persona interessata non viene, con sentenza, dichiarata interdetta.
COME SI OTTIENE L’INTERDIZIONE?
E’ necessaria la presentazione di un ricorso per interdizione che può essere avanzato (art. 417 c.c.) dalla persona stessa o dal coniuge o dal convivente o dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo o dal curatore (in questi casi mediante l’assistenza di un legale) o dalla Procura (è il caso del soggetto solo del quale nessuno si occupa) a seguito di una segnalazione.
SE NON HO LE RISORSE PER AVVALERMI DI UN LEGALE COME POSSO AGIRE?
Esiste anche la possibilità di avvalersi del patrocinio gratuito (le spese sono sostenute dallo Stato), ma occorre avere determinati requisiti reddituali ( max 10.628,16 euro all’anno, se l’interessato convive con altri soggetti i redditi di questi concorrono a raggiungere il massimale previsto). Clicca qui per informazioni
IN QUALE TRIBUNALE VA PRESENTATA LA DOMANDA DI INTERDIZIONE?
L’istanza (la domanda) va presentata nel Tribunale del luogo in cui l’interdicendo ha la residenza o il domicilio. Per conoscere il Tribunale competente cliccare sul collegamento sottostante, alla comparsa della finestra di dialogo, accettare l'attivazione della macro. Per scegliere il comune usare il menù a discesa in alto.
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QUALI INFORMAZIONI DEVE CONTENERE LA DOMANDA DI INTERDIZIONE?
La domanda deve contenere le motivazioni per cui si richiede l’interdizione, il certificato di nascita e di residenza dell’interdicendo, la documentazione medica, l’indicazione di tutti i parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo, del coniuge e dell’eventuale curatore.
COSA SUCCEDE DOPO LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI INTERDIZIONE?
Il Giudice istruttore fissa un’udienza di comparizione per interrogare l’interdicendo; l’esame della persona serve per raccogliere le informazioni necessarie ai fini della sentenza di interdizione o per procedere ad ulteriori accertamenti (art. 712 c.p.c.).
CHI PARTECIPA ALL’UDIENZA PER INTERDIZIONE?
All’udienza partecipano il ricorrente e la persona da interdire assistita da un legale, il Giudice però può decidere di sentire anche altre persone (familiari, assistenti sociali, ecc. ).
COME SI CONCLUDE IL PROCEDIMENTO PER L’INTERDIZIONE?
Dopo l’udienza di comparizione il Giudice Istruttore rimanda la causa al Tribunale che emana la sentenza di interdizione o rigetta la domanda.
COSA SUCCEDE DOPO LA SENTENZA DI INTERDIZIONE?
Una volta emanata la sentenza di interdizione si apre la tutela con la nomina del tutore definitivo, che presterà giuramento di esercitare la sua funzione con fedeltà e diligenza (art. 349 e 411 c.c.).
CHI E’ IL TUTORE PROVVISORIO?
Dalla data della prima udienza alla data di emanazione della sentenza, qualora il Giudice Istruttore lo ritenga opportuno, nomina un tutore provvisorio che agisce come un tutore definitivo.
IN CHE COSA CONSISTE IL RUOLO DEL TUTORE?
Secondo l’art. 357 c.c. il tutore protegge la persona debole, la assiste e la rappresenta in tutti gli atti civili; inoltre ne amministra i beni e svolge i suoi compiti con diligenza.
COME VIENE MONITORATA L’ATTIVITA’ DEL TUTORE?
L’attività del tutore viene monitorata annualmente quando il tutore deposita presso la Cancelleria Tutele il rendiconto sulla gestione tutelare.
COME SI ATTIVA UN’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO?
Si attiva presentando un ricorso scritto (vedi modulistica ) presso la Cancelleria Tutele del Tribunale territorialmente competente.
CHI PUO’ PRESENTARE LA DOMANDA PER AVVIARE UN’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO?
La domanda può essere presentata da: la stessa persona beneficiaria, da un parente fino al quarto grado, da un affine fino al secondo grado, dal coniuge, dal convivente.
IN QUALE TRIBUNALE VA PRESENTATA LA DOMANDA PER AVVIARE UN’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO?
Il Tribunale territorialmente competente è quello che fa riferimento al Comune nel quale il beneficiario ha la residenza o il domicilio. Per conoscere il Tribunale competente cliccare sul collegamento sottostante, alla comparsa della finestra di dialogo, accettare l'attivazione della macro. Per scegliere il comune usare il menù a discesa in alto.
IN COSA CONSISTE IL RUOLO DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO?
Consiste nel tener conto dei principali bisogni e aspirazioni del beneficiario e nel cercare di compiere ogni atto per rispettare la sua dignità e garantirgli un’esistenza tranquilla.
COS’E’ IL DECRETO DI NOMINA DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO?
E’ il provvedimento con il quale il Giudice tutelare individua l’amministratore di sostegno, ne specifica i compiti (alcuni svolti autonomamente altri con l’assenso del beneficiario), i limiti di gestione del patrimonio del beneficiario e la durata dell’incarico.
L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO PUO’ COMPIERE ATTI NON PREVISTI DAL DECRETO DI NOMINA?
No, perché le attività non elencate nel decreto di nomina competono esclusivamente all’amministrato.
E’ POSSIBILE MODIFICARE LE ATTIVITA’DI COMPETENZA DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO ELENCATE NEL DECRETO DI NOMINA?
Sì, previo deposito presso la Cancelleria Tutele di una domanda scritta e ottenimento dell’autorizzazione del Giudice.
NEL CASO IN CUI SORGANO ISOLATE ESIGENZE CHE RICHIEDONO SPESE IMPREVISTE COSA FA L’AMMINISTRATORE?
L’amministratore presenta un’ istanza chiedendo di prelevare la somma di denaro appositamente destinata alla spesa imprevista.
PER COMPIERE QUALI AZIONI IL TUTORE DEVE RICHIEDERE L’AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE TUTELARE?
Il tutore, mediante istanza depositata in Cancelleria tutele, deve richiedere l’autorizzazione del Giudice Tutelare per compiere atti di straordinaria amministrazione.
QUALI SONO GLI ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE PER IL COMPIMENTO DEI QUALI VIENE CHIESTA L’AUTORIZZAZIONE AL GIUDICE TUTELARE?
Sono gli atti previsti dall’art. 374 c.c. ossia:
acquistare beni, riscuotere capitali, accettare eredità, stipulare contratti di locazione superiori al novennio, promuovere giudizi in nome e per conto del tutelato .
PER IL COMPIMENTO DI QUALI AZIONI IL TUTORE DEVE RIVOLGERSI AL TRIBUNALE PREVIO PARERE DEL GIUDICE TUTELARE?
Nel caso degli atti previsti dall’ art. 375 c.c. ossia:
per alienare beni, per costituire pegni o ipoteche, per procedere a divisioni o promuovere i relativi giudizi, per fare compromessi o transazioni.
SE IL TUTELATO O IL MINORE DIVENTA EREDE COME BISOGNA AGIRE?
Il genitore o il tutore redigerà un documento (vedi modulistica) nel quale specificherà se, in nome e per conto dell’erede designato, intende accettare l’eredità con beneficio di inventario o intende rifiutarla (in base al vantaggio che trae l’erede dal cespite).
SE IL TUTORE O IL MINORE EREDITA UN IMMOBILE COSA SI DEVE FARE PER VENDERLO?
Si preparerà un’istanza nella quale si dichiarerà di aver accettato l’eredità con beneficio di inventario e di aver fatto fare una perizia asseverata sul valore dell’immobile da vendere, si chiederà il parere del Giudice Tutelare e dopo averlo ottenuto si adirà il Tribunale.
SE SI VUOLE OTTENERE UN’AUTORIZZAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE TUTELARE QUANTO TEMPO PRIMA E’ CONSIGLIABILE PRESENTARE L’ISTANZA?
E’ consigliabile agire con un certo anticipo poiché le tempistiche non sono prevedibili.
ESISTE UN MODO PER ABBREVIARE I TEMPI PER OTTENERE UN’AUTORIZZAZIONE?
No, esiste però l’opzione di richiedere una copia “urgente” dell’autorizzazione, vale a dire che la si potrà ritirare prima che venga inviata al Pubblico Ministero per il visto il che fa guadagnare qualche giorno d’attesa.
A QUANTO AMMONTANO I COSTI PER DEPOSITARE UN’ISTANZA E RITIRARNE L’ESITO?
I costi variano in base alla lunghezza cartacea del documento e al tipo di copia richiesto (copia autentica o non autentica, urgente o non urgente).
scarica la tabella completa dei costi (formato pdf 50 KB)
PER QUALI DOCUMENTI DA DEPOSITARE IN CANCELLERIA TUTELE VIENE RICHIESTA LA MARCA DA BOLLO?
La marca da bollo da 27 euro occorre per il ricorso per amministrazione di sostegno e per tutte le istanze per le quali si prevede il parere del Giudice Tutelare ma la decisione spetta al Tribunale.