Source: https://trasparenza.cefpas.it/wp-content/uploads/CEFPAS-Piano-triennnale-per-la-prevenzione-della-corruzione-2015_2017.htm
Timestamp: 2020-02-27 20:36:57+00:00
Document Index: 179719723

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2043', 'art. 331', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 14']

PER IL TRIENNIO 2015 – 2017
1. OGGETTO E FINALITA’ DEL PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Il CEFPAS – Centro permanente per la formazione e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario (di seguito denominato anche Centro o Ente), ente di diritto pubblico della Regione siciliana istituito con la legge regionale 3 novembre 1993, n. 30, ai sensi della L. 6.11.2012, n. 190 “Disposizioni per la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” e del D. Lgs. n. 33 del 14.3.2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” ha adottato con deliberazione 30/01/2014, n. 68 Piano Triennale della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione 2014- 2016 (di seguito denominato anche P.T.P.C.) con la finalità di:
- fornire il diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e di illegalità;
- stabilire gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio;
- indicare le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti chiamati a operare in settori particolarmente esposti alla corruzione.
Esso è stato adottato tenuto conto del quadro normativo nazionale di riferimento, integrato dalle iniziative legislative regionali che, alla data di entrata in vigore della L. 190/2012, erano già state emanate, e precisamente:
- Legge n. 190/2012 e s.m.i,
- Circolare n. 1/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica,
- Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” e s.m.i.,
- Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190” e s.m.i.,
- Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”e s.m.i,
- Linee di indirizzo del Comitato interministeriale per la predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione da parte del Dipartimento della funzione pubblica,
- Indicazioni fornite dalla CiVIT (ora ANAC) reperibili on line,
- Legge regionale 20 novembre 2008, n. 15: “Misure di contrasto alla criminalità organizzata” pubblicata nella GURS n. 54 del 24 novembre 2008 e s.m.i,
- Codice Antimafia e Anticorruzione della Pubblica Amministrazione: (cd. Codice Vigna approvato con Delibera della Giunta regionale n. 514 del 4 dicembre 2009) e s.m.i.,
- Legge regionale 5 aprile 2011 n. 5: “Disposizioni per la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche. Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la semplificazione della legislazione regionale”, pubblicata nella GURS n. 16 dell’11 aprile 2011.
Nel P.T.P.C., inoltre, si è tenuto conto delle indicazioni e finalità presenti nel Piano Nazionale Anticorruzione approvato in data 11 settembre 2013 dall’A.N.A.C. con delibera n. 72/2013.
Il CEFPAS, ente strumentale della Regione siciliana, in coerenza con le disposizioni emanate in materia dall’Amministrazione regionale, con l’adozione del P.T.P.C. ha inteso creare un contesto sfavorevole alla proliferazione di fenomeni corruttivi attraverso l’incentivazione di iniziative che portino alla riduzione delle opportunità di corruzione.
Ai sensi della L. n. 190/2012 il P.T.P.C va aggiornato con cadenza annuale, entro il 31 gennaio di ogni anno. Tale aggiornamento deve tenere conto di fattori quali la mutazione del quadro normativo e organizzativo, della eventuale ridefinizione delle finalità istituzionali, e naturalmente dell’emersione di rischi prima non considerati, nonché della relazione annuale del Responsabile della prevenzione della corruzione.
In particolare, con il presente documento si è inteso predisporre un piano programmatico che contempli l’introduzione di strategie e strumenti volti a prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione, nella consapevolezza che la repressione della corruzione parte da una politica di prevenzione della stessa, agendo sull’integrità morale dei funzionari pubblici attraverso i codici etici, disciplinando le varie incompatibilità, intervenendo sulla formazione, garantendo la trasparenza dell’azione amministrativa e l’efficacia dei controlli interni.
Il concetto di “corruzione” viene qui inteso in senso lato, ossia come comprensivo di tutte le varie situazioni in cui, nel corso dell’attività svolta, si possa riscontrare l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati, configurando situazioni rilevanti più ampie della fattispecie penalistica di cui agli artt. 318, 319 e 319 ter c.p., inclusi i delitti contro la pubblica amministrazione e i malfunzionamenti dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite.
Nel presente Piano si definiscono, in un’ottica sistemica, le azioni volte a promuovere meccanismi di prevenzione della corruzione e dell’illegalità, tramite lo sviluppo di metodi di rilevazione e misurazione della corruzione nonché attraverso procedure appropriate di selezione e formazione dei dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione.
I soggetti che concorrono alla prevenzione della corruzione sono molteplici e sovrintendono alla corretta applicazione della normativa partecipando alla predisposizione e all’aggiornamento del P.T.P.C.:
o Organo di indirizzo politico. Nell’organizzazione attuale del Cefpas corrisponde al Direttore del Centro/Legale rappresentante.
o Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza
o Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.)
o Ufficio Procedimenti Disciplinari (U.P.D.)
o Tutti i dirigenti del CEFPAS
o Tutti i dipendenti del CEFPAS
o Portatori di interesse – Stakeholders.
3. RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE E DELLA CORRUZIONE
Tenuto conto del particolare assetto organizzativo dell’Ente e seguendo le indicazioni fornite dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la delle amministrazioni pubbliche, le funzioni di Responsabile della prevenzione della corruzione sono state affidate al Direttore amministrativo del Centro. In atto, le stesse sono ricoperte dal Dott. Alessandro Mazzara, nominato Direttore amministrativo del Centro a decorrere dal 1° ottobre 2014, e dalla medesima data anche “Responsabile della prevenzione e della corruzione del CEFPAS”, nonché “Responsabile della trasparenza”.
Il Responsabile della prevenzione della corruzione provvede:
a) alla proposizione e aggiornamento entro il 31 gennaio di ogni anno, successivo alla sua nomina, del Piano della prevenzione della corruzione da parte dell’organo di indirizzo politico. Il Piano approvato è trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica;
b) alla pubblicazione del Piano nel sito istituzionale;
c) all’invio per posta elettronica a tutti i dipendenti del link della pubblicazione del Piano sul sito web istituzionale;
d) alla definizione di procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione;
e) a individuare il personale da inserire nei programmi di formazione di cui all’art. 1, comma 11 della Legge n. 190/2012 (art. 1, co. 8 e co. 10 lett. c) della legge n. 190/2012);
f) alla verifica dell’efficace attuazione del Piano e della sua idoneità, nonché a proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività del CEFPAS (art. 1, co. 10 lett. a) della legge n. 190/2012);
g) alla verifica dell’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione (art. 1, co. 10 lett. b) della legge n. 190/2012);
h) a pubblicare sul sito web istituzionale una relazione recante i risultati dell’attività svolta ed a trasmetterla all’organo di indirizzo politico entro il 15 dicembre di ogni anno. Nei casi in cui l’organo di indirizzo politico lo richieda o qualora il responsabile lo ritenga opportuno, quest’ultimo riferisce sull’attività svolta (art. 1, co. 14 della legge n. 190/2012).
Inoltre, il Responsabile della prevenzione della corruzione:
1. può richiedere in qualsiasi momento ai dipendenti che hanno istruito e/o adottato il provvedimento finale, di dare per iscritto adeguata motivazione circa le circostanze di fatto e le ragioni giuridiche che sottendono all’adozione del provvedimento;
2. può verificare e chiedere in ogni momento delucidazioni per iscritto e verbalmente a tutti i dipendenti su comportamenti che possano integrare anche solo potenzialmente corruzione e illegalità;
3. può effettuare in qualsiasi momento, tramite l’ausilio di soggetti interni competenti per settore, ispezioni verifiche presso ciascuna struttura dell’Ente ai fini di procedere al controllo del rispetto delle condizioni di correttezza e legittimità del procedimento in corso o già concluso;
4. tiene conto di segnalazioni circostanziate che evidenzino situazioni di anomalia e configurino la possibilità di un rischio probabile di corruzione.
5. si avvale di una struttura di supporto, che verrà individuata nell’assetto organizzativo del Centro, per lo svolgimento delle funzioni assegnate e costituita da addetti provenienti dalle varie aree operative dell’Ente.
4. Individuazione attività a rischio di corruzione e livello di rischio
Nel presente Piano, la Direzione del Centro, non essendo intervenuti particolari mutamenti dell’assetto organizzativo e variazioni nelle attività istituzionali, conferma la mappatura delle attività che possono risultare esposte al rischio di corruzione, valutate in relazione al diverso livello di esposizione al rischio, già individuata nel P.T.P.C. adottato entro il 31/01/2014.
Il grado di rischio è stato posto, quindi, pari ad alto, medio o basso in relazione al livello di possibilità che un addetto possa incidere volontariamente sull’esito del processo presidiato dalla struttura di appartenenza. Ciò al fine di poter attivare per le strutture interessate specifici accorgimenti oltre ad assicurare dedicati livelli di trasparenza.
Al riguardo, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 16, della Legge n. 190/2012 si individuano i seguenti procedimenti:
b) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163;
c) concessione ed erogazione di vantaggi economici di qualsiasi natura a persone ed enti pubblici e privati;
d) concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera (di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009).
Oltre a queste, il CEFPAS ha individuato una seguente le seguenti ulteriore area di attività, legate all’attività specifica svolta da Centro:
e) gestione dell’albo docenti per l’affidamento degli incarichi di collaborazione per responsabile scientifico, docente e tutor nei corsi realizzati dal Centro.
Le attività di cui sopra continueranno ad essere oggetto di un’approfondita analisi anche nel corso dell’anno 2015, legata ai procedimenti connessi a tali ambiti, anche in collaborazione con le strutture organizzative coinvolte nei diversi processi.
Per le aree identificate alle lettere b) e d) si evidenzia che le stesse sono in gran parte disciplinate da specifiche normative di settore, anche di valenza nazionale, che prevedono già progressivi stati di avanzamento e specifici oneri di trasparenza da attuarsi sia in corso di procedura sia al termine della stessa. Pertanto, nel corso del 2015 si procederà, in particolare, ad individuare e analizzare i procedimenti che, all’interno di tali processi (intesi come insieme di attività complesse che devono essere individuate e ordinate in maniera standardizzata) possono non essere completamente normati o standardizzati.
Per ognuna delle fattispecie sopra indicate si indicano di seguito le attività connesse, il grado di rischio e le procedure di prevenzione.
“Autorizzazioni o concessioni”
· Conferimento o autorizzazione all’esercizio di incarichi interni ed esterni a titolo gratuito o oneroso;
· Conferimento di incarichi a titolo gratuito o oneroso a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche;
· Autorizzazione a fruire dei permessi retribuiti;
· Autorizzazione a formazione facoltativa.
Procedure di prevenzione:
· Predeterminazione dei criteri anche attraverso la predisposizione di appositi regolamenti;
· Nota informativa da trasmettere al responsabile della prevenzione della corruzione.
“Scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163”
· Predisposizione di atti di gara (progetti, capitolati speciali, ecc.) per l’affidamento di lavori, servizi e forniture;
· Affidamento delle attività di progettazione, direzione, e collaudo di lavori, servizi e forniture;
· Affidamento diretto di appalti senza procedura di gara;
· Procedure in economia per l’affidamento di lavori, servizi e forniture ;
· Liquidazione e pagamenti a imprese appaltatrici di lavori, servizi e forniture;
· Liquidazione fatture e pagamento per contanti del servizio cassa;
· Gestione del magazzino;
· Fase dell’aggiudicazione dell’appalto;
· Procedure per l’affidamento smaltimento rifiuti di cui al D. Lgs. n. 81/2008;
· Rotazione del conferimento degli incarichi di RUP di progettazione, direzione lavori e collaudo;
· Scelta dei fornitori di materiali di consumo e di servizi.
· Validazione della legittimità della procedura di gara da adottare da parte del Dirigente responsabile;
· Validazione delle attività della direzione lavori e dell’organo di collaudo da parte del dirigente responsabile dell’ufficio gestione del patrimonio e manutenzione;
· Contatti con gli imprenditori concorrenti e aggiudicatari: devono avvenire esclusivamente con il RUP e/o con il Dirigente responsabile sella struttura preposta alla gestione del’appalto. Di tali contatti deve essere data comunicazione al Responsabile della prevenzione della corruzione;
· In caso di difficoltà nell’individuazione dell’oggetto della gara, va effettuata un’indagine esplorativa, in maniera aperta, trasparente e tracciabile tra più imprese operanti nel settore;
· Predeterminazione ex ante dei limiti entro cui è possibile l’affidamento diretto;
· Ispezioni e verifiche a campione da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione o di un suo delegato.
“Concessione ed erogazione di vantaggi economici di qualsiasi natura a persone ed enti pubblici e privati”
· Preselezione progetti da presentare ad enti erogatori di finanziamenti – cofinanziamenti per la ricerca e/o la formazione e la didattica;
· Partecipazioni, convenzioni, protocolli di intesa, accordi di collaborazione di qualunque natura e contratti con enti pubblici e/o sostegno delle attività di ricerca;
· Iniziative per dipendenti volte alla promozione di attività culturali, sportive ricreative;
· Contributi formazione facoltativa;
· Azioni per il recupero di crediti;
· Predeterminazione dei criteri per l’attribuzione dei benefici anche attraverso la predisposizione di appositi regolamenti;
· Pubblicazione degli elenchi dei beneficiari sul sito web aziendale;
· Verifiche a campione da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione.
“Concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera (di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009)”
“Gestione dell’albo docenti per l’affidamento degli incarichi di collaborazione per responsabile scientifico, docente e tutor nei corsi realizzati dal Centro”
· Predisposizione bandi di concorso/selezione;
· Nomina commissioni concorso/selezione e relativi compensi;
· Progressioni di carriera verticali per il personale a tempo indeterminato;
· Procedure concorsuali selettive, progressioni verticali e orizzontali reclutamento a qualunque titolo di personale esterno;
· Procedure selettive per il conferimento di consulenze e incarichi di collaborazione.
· Indicazione dei criteri per l’individuazione dei componenti delle commissioni ;
· Rotazione dei componenti delle commissioni;
· Pubblicazione nel sito istituzionale degli atti e verbali delle operazioni concorsuali da parte della struttura competente;
· Previsione nei contratti di lavoro della clausola di presa d’atto da parte del lavoratore anche del presente piano;
· Ispezioni e verifiche a campione da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione o di un suo delegato delle procedure concorsuali/selettive.
Come già rilevato nel precedente PTPC, si ribadisce che in riferimento all’affidamento di lavori, servizi e forniture (incluse le acquisizioni in economia) nonché nel settore delle procedure concorsuali, il Centro opera già nell’ambito di un contesto normativo che prevede una serie di adempimenti per garantire la trasparenza e la correttezza delle procedure. Il coinvolgimento dei addetti alle diverse aree funzionali e/o servizi ha consentito di verificare e implementare l’attuale mappatura delle aree a maggior rischio di corruzione sia sotto l’aspetto oggettivo, al fine di individuare ulteriori aree di rischio, sia sotto l’aspetto soggettivo, per arrivare ad un maggiore dettaglio del livello di rischio degli attori coinvolti nei procedimenti.
Per quanto riguarda i comportamenti a rischio il Centro ha adottato con deliberazione 4/08/2014, n. 521 e come previsto dall’art. 1 comma 44 della legge n. 190/2012, un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice di comportamento dei dipendenti pubblici deliberato dal Consiglio dei Ministri.
5. Piano di Formazione
Com’è noto la legge n. 190/2012 prevede una serie di misure di formazione del personale, in particolare:
· la definizione di procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, individuando il personale da inserire in tali programmi formativi (art. 1, comma 8);
· la previsione, per le attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione, di meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonee a prevenire il rischio di corruzione (art. 1, comma 9);
· l’organizzazione di attività di formazione del personale per la conoscenza e la corretta applicazione del codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 44).
Il programma di formazione è finalizzato ad approfondire la conoscenza della normativa e gli adempimenti dalla medesima richiesti, oltre alla conoscenza delle norme di natura penale in materia di reati contro la pubblica amministrazione e delle nuove sanzioni disciplinari.
Coerentemente con quanto stabilito nel piano di formazione previsto del P.T.P.C. il CEFPAS nel corso del primo anno di vigenza del piano triennale anticorruzione, ha realizzato in data 17/10/2014 un primo intervento di tipo informativo, della durata di 5 ore, rivolto a tutto il personale operante presso il Centro sul tema “La prevenzione dei fenomeni di corruzione nella Pubblica Amministrazione”, ed ha già in programmazione per il mese di febbraio 2015 un corso di livello specifico, della durata di 18 ore, rivolto al personale operante nelle aree di rischio individuate ai sensi del presente Piano, che costituisca supporto al cambiamento sia degli atteggiamenti personali nei confronti dell’illegalità, sia di eventuali rischi insiti nelle modalità di lavoro.
Essendo il Centro una struttura qualificata di formazione – che opera istituzionalmente nel campo della formazione del personale del servizio sanitario regionale siciliano – il corso di livello specifico sarà aperto anche ai Responsabili dell’anticorruzione, ai referenti e al personale operante nelle aree a rischio delle Aziende sanitarie.
Caratteristica dei percorsi formativi dovrà essere la modularità (anche tramite FAD – Formazione a distanza, o blended), il cui obiettivo principale è di assicurare una formazione puntuale e continua che possa essere declinata i base ai diversi livelli di responsabilità e ai diversi livelli di rischio presenti presso il Centro.
Nel bilancio di previsione annuale del Cefpas si terrà conto degli opportuni interventi autorizzativi di spesa.
6. Strumenti di verifica e controllo
Al fine di controllare il rischio derivante da possibili atti di corruzione, il Responsabile della Prevenzione - avvalendosi anche della struttura di supporto appositamente creata - può, in qualsiasi momento, richiedere alle articolazioni organizzative dell’Ente informazioni e dati relativi a determinati settori di attività.
Inoltre, può richiedere ai dipendenti che hanno istruito e/o adottato il provvedimento finale di dare per iscritto adeguata motivazione circa le circostanze di fatto e le ragioni giuridiche che sottendono all’adozione del provvedimento.
Il Responsabile della Prevenzione alla Corruzione e della Trasparenza può in ogni momento verificare e chiedere delucidazioni scritte e/o verbali a tutti i dipendenti su comportamenti che possono integrare – anche potenzialmente – corruzione e illegalità.
Qualora, a fronte delle superiori richieste da parte del Responsabile della Prevenzione alla Corruzione ed alla Trasparenza non corrisponda un comportamento collaborativo, lo stesso Responsabile della Prevenzione alla Corruzione ed alla Trasparenza potrà procedere a segnalare agli organi competenti tale comportamento, con le conseguenze previste dalla normativa vigente a carico del soggetto interessato.
7. Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblowing)
La legge 6.11.2012, n. 190, "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", introduce, per la prima volta in Italia, una norma specificamente diretta alla regolamentazione del cd. whistleblowing nell’ambito del pubblico impiego.
Precisamente l’art. 1, comma 51, legge n. 190/2012, in relazione al D.Lgs. 30.03.2001, n. 165,
"Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", introduce dopo l’articolo 54 una nuova disposizione, l’articolo 54-bis, intitolato "Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti", che espressamente dispone: «Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., il pubblico dipendente che denuncia all'Autorità Giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia».
Il CEFPAS, al riguardo, ha creato apposito indirizzo e-mail (amministrazione.trasparente@cefpas.it) per le segnalazioni da rivolgere direttamente al Responsabile.
Si evidenzia che - parallelamente all’utilizzo degli appositi canali interni (predisposti in via principale per la prevenzione e neutralizzazione di fenomeni di condotte illecite) - resta fermo l’obbligo per tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio che, nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio hanno notizia di reato perseguibile di ufficio, di sporgere alle autorità giudiziarie denuncia per iscritto (art. 331 c.p.p.). Le eventuali segnalazioni effettuate al Responsabile della prevenzione della corruzione saranno considerate solo al fine dell’implementazione delle azioni preventive.
8. Trasparenza ed accesso alle informazioni
La trasparenza dell’attività amministrativa è assicurata mediante la pubblicazione nella sezione del sito web del CEFPAS denominata “Amministrazione trasparente” delle informazioni previste dall’art. 1 comma 35 della legge n. 190/2012 e dal decreto legislativo n. 33/2013.
Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015 – 2017 diviene parte integrante del P.T.P.C. fermi restando gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente in materia.
L’art. 1, c. 1 del D.Lgs. 33/2013, nel ribadire che la trasparenza è intesa come “accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” evidenzia anche che essa “concorre alla realizzazione di un’amministrazione aperta, al servizio del cittadino” (art. 1, c. 2 D.Lgs. 33/2013).
I fondamenti su cui si basa il D.Lgs. n. 33/2013 sono:
- riordino degli obblighi fondamentali di pubblicazione derivanti dalle innumerevoli normative stratificate nel corso degli ultimi anni;
- uniformità degli obblighi e delle modalità di pubblicazione per tutte le pubbliche amministrazioni definite nell’art. 1, comma 2 del D.Lgs. 165/2001 e per gli Enti Controllati;
- definizione dei ruoli, responsabilità e processi in capo alle pubbliche amministrazioni e agli organi di controllo;
Le iniziative che si intendono avviare per il triennio 2015-2017 sono principalmente finalizzate agli adempimenti prescritti dal D.Lgs. 33/2013 sia in termini di adeguamento dei sistemi informatici per l’accessibilità e la diffusione dei dati oggetto di obbligo di pubblicazione, sia in termini di sensibilizzazione alla legalità e allo sviluppo della cultura dell’integrità.
IL CEFPAS attribuisce alla trasparenza un ruolo fondamentale sia come efficace strumento di lotta alla corruzione ma anche come mezzo di comunicazione ed ascolto dei propri utenti al fine della realizzazione di un’amministrazione aperta.
Il programma triennale risulta complementare alla programmazione strategica ed operativa dell’amministrazione.
Tale programma costituisce uno degli elementi fondamentali della innovata visione normativa del ruolo delle amministrazioni pubbliche.
Nel corso dell’anno 2014 si è provveduto ad implementare nel sito del CEFPAS la sezione “Amministrazione trasparente”. I dati presenti nel sito sono stati costantemente aggiornati ed integrati, al fine favorire una sempre migliore accessibilità e funzionalità dello stesso, secondo criteri di omogeneità, con particolare riguardo anche al rispetto delle norme sulla trasparenza amministrativa.
Il CEFPAS ritiene importante avviare un iter partecipativo, come quello della programmazione di giornate pubbliche, nel corso della quale incontrare tutti i soggetti cha a vario titolo possano essere interessati alle attività dell’Ente. Tali iniziative, già in fase di programmazione, rappresentano un’importante apertura di spazi di collaborazione e confronto, con le attese del target di riferimento, prevalentemente costituito da personale sanitario, oltre ai canali e agli strumenti di comunicazione di cui il Centro già si avvale, quali:
Portale www.cefpas.it moderna interfaccia del Centro, completa delle principali informazioni sulle attività formative, istituzionali, convegnistiche e culturali dell’Ente.
CefpasWebTv, il canale video del CEFPAS completo di interviste ad alcuni dei principali attori del panorama della Formazione e della Salute pubblica.
“CEFPAS FlashNews” newsletter breve sulle attività formative residenziali, Fad eLearning, blended, convegnistica e culturale del CEFPAS, diffusa tramite mailing list (UU.FF. ASP e AO Regione Siciliana, testate giornalistiche locali e regionali,iscritti, corsisti, docenti, DG, DA, DS, DSC delle ASP e AO siciliane, altri)
Pagina Facebook “CefpasWeb”completa di Video rubriche, link al portale, alla piattaforma ed alla newsletter on line, news Adnkronos salute e Ansa salute etc.. ed eventi in streaming on line
Piattaforma www.cefpaselearning.it e www.cefpasfad.com
“HOUSE ORGAN” interno accessibile tramite mailing list ai dipendenti del CEPFAS nella forma di una “Rassegna Stampa” specializzata che contenga informazioni afferenti al mondo della Salute Pubblica e della Pubblica Amministrazione con riferimento regionale e nazionale e tratte dalle principali fonti di informazione cartacea e digitale a livello locale, regionale e nazionale. La RS sarà presto scaricabile dal portale dal calendario con indice linkabile.
Rivista scientifica “SYNÈSTESIS” con periodicità quadrimestrale, sui temi della formazione, prevenzione, ricerca scientifica, ai nuovi servizi sanitari, ad eventi e manifestazioni del settore sanitario, oltre a rubriche mediche, Best Practice in medicina, metodologie della formazione in sanità), n. 1 sezione dedicata alla Ricerca in sanità, un articolo a scelta sulle attività di formazione CEFPAS del trimestre.
Il Responsabile per la Trasparenza per il CEFPAS è il Direttore amministrativo, Dott. Alessandro Mazzara, già Responsabile per la prevenzione della corruzione.
- promuove e cura il coinvolgimento degli addetti alle diverse aree funzionali le funzioni relative agli adempimenti in materia di trasparenza amministrativa;
- svolge stabilmente un’attività di controllo sull’adempimento da parte degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all’Organo di indirizzo politico, all’Autorità nazionale anticorruzione e, nei casi più gravi, all’ufficio di disciplina i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione;
- provvede all’aggiornamento del Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità;
- controlla ed assicura la regolare attuazione dell’accesso civico;
- irroga le sanzioni amministrative pecuniarie, previste dall’art. 47 del D.Lgs. 33/2013 nel caso di violazione degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 22, comma 2 del citato D.Lgs.
Con deliberazione 19/11/2014, n. 788 il CEFPAS ha approvato il “Regolamento per la disciplina dell’istituto dell’accesso civico ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. n. 33/2013”, pubblicato nella sezione Amministrazione Trasparente - Altri contenuti.
L’inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente costituisce elemento di valutazione della responsabilità dei titolari di incarichi, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine ed è comunque valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.
Si riporta di seguito il quadro sinottico relativo alle sanzioni previste dal D.Lgs. 33/2013:
- Art. 15 “Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza”
FATTISPECIE DI INADEMPIMENTO:
Omessa pubblicazione dei dati di cui all’art. 15, comma 2 :
o estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti estranei alla p.a. con indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato;
o incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni per i quali è previsto un compenso, con indicazione della ragione dell’incarico erogato.
In caso del corrispettivo:
o responsabilità disciplinare;
o applicazione di una sanzione pari alla somma corrisposta.
- Art. 22 “Sanzioni a carico degli enti pubblici vigilati, enti di diritto privato in controllo pubblico e partecipazioni in società di diritto privato”
Tale obbligo non è di pertinenza del CEFPAS, in quanto non controlla enti pubblici, né enti di diritto privato, né detiene partecipazioni in società di diritto privato.
- Art. 46 “Violazione degli obblighi di trasparenza - Sanzioni”
Responsabilità a carico del Responsabile della trasparenza, dei dirigenti e di funzionari
Inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa.
o Elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale;
o Eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine della p.a.;
o Valutazione ai fini della corresponsione della:
- retribuzione accessoria di risultato;
- retribuzione accessoria collegata alla performance individuale del responsabile.
FATTISPECIE DI INADEMPIMENTO SANZIONI:
Mancata predisposizione del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità
- della retribuzione accessoria di risultato;
- della retribuzione accessoria collegata alla performance individuale del Responsabile.
- Art. 47 “Sanzioni per casi specifici”
Responsabilità a carico degli organi di indirizzo politico
Violazione degli obblighi di comunicazione dei dati di cui all’art. 14 riguardanti i componenti degli organi di indirizzo politico con riferimento a:
o situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico;
o titolarità di imprese;
o partecipazione azionarie, proprie, del coniuge e parenti entro il secondo grado di parentela;
o compensi cui dà diritto la carica.
o Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro a carico del Responsabile della mancata comunicazione;
o Pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sul sito internet dell’amministrazione o degli organismi interessati.
9. INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE DEL PIANO
Il P.T.P.C. è destinato a tutto il personale dipendente del CEFPAS.
Il P.T.P.C. sarà pubblicato, con valore di notifica a tutto il personale e ai collaboratori a qualsiasi titolo del CEFPAS, nella sezione “Amministrazione Trasparente” e sarà data comunicazione dell’avvenuta pubblicazione mediante avviso sull’home page del sito istituzionale.
10. ADEMPIMENTI PREVISTI PER GLI ANNI 2015 – 2017
La pianificazione delle attività per il triennio prende l’avvio dall’analisi di processi e delle procedure a rischio di corruzione per poi proseguire con la proposta dei possibili interventi in materia di formazione, informazione, rotazione del personale ed eventuale revisione delle procedure ai fini dell’eliminazione del rischio di corruzione.