Source: https://www.fiscomania.com/2018/02/cause-di-esclusione-regime-forfettario/
Timestamp: 2018-02-18 21:38:12+00:00
Document Index: 28179267

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Cause di esclusione dal Regime forfettario - Fiscomania
Quali sono le cause di esclusione dal Regime forfettario? L’esercizio di regimi speciali Iva, l’assenza di residenza in Italia on in Paesi UE-SEE. Il compimento di attività di cessione di fabbricati. La partecipazione a società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti. Il possesso di redditi da lavoro dipendente per oltre €. 30.000 lordi. Sono queste le principali cause che precludono l’applicazione del regime forfettario.
La Legge n. 208/2015, è intervenuta andando a modificare radicalmente la disciplina del Regime forfettario, di cui all’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014.
Come sappiamo, il Regime forfettario è un particolare regime fiscale applicabile da parte dei soggetti (sia imprenditori che professionisti), che rispettano alcuni particolari requisiti di accesso.
Di conseguenza, il vantaggio principale di questo regime fiscale, che è un regime naturale, è la possibilità di applicare una tassazione sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.
Abbiamo già affrontato con maggiore dettaglio i benefici e la regolamentazione fiscale di questo regime in questo contributo: “Il nuovo regime fiscale forfettario“.
In questa sede, invece, andremo ad analizzare le cause di esclusione che la normativa pone nei confronti dei soggetti che operano in Regime forfettario.
Periodo di verifica delle cause
I regimi agevolati ai fini Iva
Patent Box e Regime Forfettario
Esercizio di attività agricola esclude regime forfettario
Residenza in Italia o altro Paese Ue e Regime forfettario
Soggetti che effettuano cessioni di fabbricati
Divieto di partecipazione a società di persone o Srl trasparenti
Redditi di lavoro dipendente e Regime Forfettario
Cause di esclusione dal Regime Forfettario: consulenza
In prima battuta, l’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014, come modificato dalla Legge n. 208/2015, prevede alcune cause di esclusione del Regime forfettario.
Si tratta di cause che portano alla fuoriuscita dal regime a partire dall’anno successivo a quello in cui sono verificate.
In particolare, l’esclusione dal regime è prevista per i soggetti che si trovino nelle situazioni di seguito indicate:
Utilizzo di regimi speciali Iva e di determinazione forfetaria del reddito;
Assenza di residenza in Italia. Oppure residenza in altro Stato UE/SEE ma se meno del 75% del reddito complessivo è prodotto in Italia;
Compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili (articolo 10 comma 1 n. 8 del DPR n. 633/72) o di mezzi di trasporto nuovi (articolo 53 comma 1 del D.L. n. 331/93);
Partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti (articolo 115 o 116 del DPR n. 917/86);
Infine, il possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a €. 30.000,00, nell’anno precedente. La soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato nel corso dell’anno.
Le suddette cause di esclusione, con la sola eccezione di quella relativa al possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati, vanno riferite al momento di applicazione del regime.
Pertanto, il verificarsi di una delle predette cause nell’anno precedente l’accesso non è di impedimento all’applicazione del regime qualora la stessa sia venuta meno prima dell’inizio dell’anno successivo.
Così, ad esempio l’aver applicato nell’anno Xxx un regime speciale Iva non impedisce di avvalersi del Regime forfettario decorrere dall’1° gennaio Xxx+1 qualora, per l’anno solare Xxx+1, il contribuente non applichi più alcun regime speciale Iva.
Vediamo, adesso, con maggiore dettaglio, le singole cause di esclusione dal Regime Forfettario.
In seconda analisi, di seguito, ci pare opportuno richiamare i regimi speciali previsti ai fini Iva la cui applicazione, come abbiamo visto sopra, esclude l’applicazione del Regime forfettario.
Come detto, l’applicazione di uno di questi regimi speciali Iva, preclude l’applicazione del Regime con riferimento all’anno di imposta in corso. Se, invece, nell’anno successivo il regime speciale Iva cessa, allora il Regime Forfettario può trovare applicazione.
Regimi speciali Iva Riferimenti normativi
Agricoltura e attività connesse e pesca art. 34 e 34-bis del DPR n. 633/72
Vendita sali e tabacchi art. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Commercio dei fiammiferi art. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Editoria art. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Gestione di servizi di telefonia pubblica art. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta art. 74 co. 1 del DPR n. 633/72
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla Tariffa allegata al DPR n. 640/72 art. 74 co. 6 del DPR n. 633/72
Agenzie di viaggi e turismo art. 74-ter del DPR n. 633/72
Agriturismo art. 5 co. 2 della L. n. 413/91
Vendite a domicilio art. 25-bis co. 6 del DPR n. 600/73
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 36 del DL n. 41/95
Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 40-bis del DL n. 41/95
Elenco di cui alla Circolare n. 10/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.
La Circolare n. 10/E/2016 ha precisato che, ai sensi dell’art. 1, comma 57, lett. a), della legge n. 190/2014, anche il “Patent Box” di cui all’art. 1, commi da 37 a 45, della Legge n. 208/2015 è incompatibile con il Regime Forfetario.
Il Patent Box è un regime fiscale opzione che agevola i soggetti titolari di reddito di impresa per la tassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi di impresa, disegni e modelli. Nonché da processi e formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.
Tra i regimi forfetari di determinazione del reddito che precludono l’utilizzo del regime in esame si segnalano anche quelli per l’attività di allevamento di animali esercitata oltre i limiti di cui all’articolo 32, comma 2, lettera b) del DPR n. 917/86 (articolo 56, comma 5, del DPR n. 917/86) e per le altre attività agricole (articolo 56-bis. comma 2, del DPR n 917/86).
E’ importante sottolineare che l’esercizio di un’attività esclusa dal regime in quanto soggetta ad un regime speciale Iva ed espressiva ai fini Irpef di un reddito d’impresa, preclude l’accesso al regime agevolato. Questo anche per le altre attività esercitate non in regime speciale.
Da quanto sopra indicato che, ad esempio, l’esercizio di un’attività agricola in regime speciale Iva, nei limiti in cui essa è produttiva, ai fini delle imposte dirette, di reddito agrario, non preclude l’accesso al regime agevolato per le altre attività eventualmente esercitate dal contribuente. Fermo restando che all’attività agricola in regime speciale non può essere applicato il Regime forfetario.
Secondo quanto indicato nelle cause di esclusione dal Regime forfettario, possono accedere al regime agevolato i contribuenti in possesso dei seguenti requisiti con riferimento alla propria residenza anagrafica:
Residenti fiscalmente in Italia in base ai criteri definiti dall’articolo 2 del DPR n. 917/86;
Oppure, residenti in uno degli Stati UE o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni. Questo però condizionato al fatto che producano nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.
Come di seguito specificato, i soggetti che svolgono in via esclusiva o prevalente le attività di cessione di fabbricati, terreni edificabili e mezzi di trasporto nuovi non possono avvalersi del Regime Forfetario, questo ai sensi dell’art. 1, comma 57, lett. c), della Legge n. 190/2014.
Attività Riferimenti normativi
Cessione di fabbricati e relative porzioni Art. 10, comma 1, n. 8), del D.P.R. n. 633/1972
Cessione di terreni edificabili Art. 10, comma 1, n. 8), del D.P.R. n. 633/1972
Cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi Art. 53, comma 1, del D.L. n. 331/1993
Questa particolare causa di esclusione ha l’obiettivo di evitare che, per effetto della partecipazione in società di persone o associazioni professionali (di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86), ovvero in Srl in regime di trasparenza fiscale (ai sensi dell’articolo 116 del DPR n. 917/86), il contribuente consegua un reddito (d’impresa o di lavoro autonomo) non assoggettabile all’imposta sostitutiva prevista dal regime stesso.
A tal fine, è irrilevante se la partecipazione sia detenuta nell’ambito dell’impresa individuale, ovvero in qualità di persona fisica.
Infine, non costituisce causa di esclusione dall’accesso al regime il possesso di una partecipazione in società di capitali non trasparenti.
Di conseguenza, la partecipazione societaria non dev’essere contemporanea alla fruizione del regime, ossia (Risoluzione n. 146/E/2009, Agenzia delle Entrate), non deve sussistere “nello stesso momento” di utilizzo del regime.
Infatti, nel caso di inizio dell’attività in corso d’anno, è possibile accedere al regime agevolato se la partecipazione viene ceduta nel corso dello stesso periodo d’imposta, ma prima dell’accesso al regime.
Sul punto è opportuno ricordare che non è, invece, preclusa l’applicazione del regime forfetario agevolato nelle ipotesi in cui la partecipazione sia acquisita nel corso dello stesso periodo d’imposta, ma successivamente alla cessazione dell’attività per la quale il regime è stato applicato.
La Legge n. 20/2015 ha previsto, a partire dal 2016, è prevista una nuova causa di esclusione al regime forfetario per gli imprenditori e i lavoratori autonomi che percepiscono redditi di lavoro dipendente o assimilati, di cui agli articoli 49 e 50 del DPR n. 917/86, eccedenti l’importo di €. 30.000,00 nell’anno precedente.
La ratio della norma è quella di evitare che soggetti esercenti attività di lavoro dipendente o assimilate nell’anno precedente a quello di applicazione del Regime forfetario, da cui abbiano ritratto livelli reddituali piuttosto elevati, possano comunque beneficiare del regime in questione per le attività d’impresa, arti o professioni esercitate.
Quindi, la verifica della soglia di €. 30.000,00 è irrilevante nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato.
Tale disposizione trova applicazione nei casi di licenziamento, dimissioni o altre situazioni che determinano il venir meno del rapporto, mentre pare incerta per il caso di pensionamento, in quanto, nonostante l’esaurimento dell’attività lavorativa, il soggetto continua a percepire un reddito assimilabile fiscalmente a quello di lavoro dipendente.
La circostanza di aver cessato un rapporto di lavoro prima dell’inizio dell’attività per cui si intende applicare il Regime forfetario, sebbene consenta di non verificare il rispetto della causa ostativa in esame, assume rilevanza ai fini della fruibilità della riduzione dell’aliquota d’imposta al 5% per i primi cinque anni di attività.
Agevolazione che è riconosciuta, tra l’altro, a condizione che l’attività non costituisca mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o assimilato.
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Se applichi il Regime Forfettario, in caso di sussistenza di causa di esclusione stai correndo il rischio di incorrere in sanzioni, che possono riguardare sia il mancato versamento dell’Iva, sia per il parziale pagamento delle imposte sui redditi. Naturalmente, non si tratta di una situazione da sottovalutare. Di conseguenza, prima di rischiare di incorrere in sanzioni è opportuno conoscere bene e saper applicare al proprio caso concreto questa disciplina.
Infine, ricorda che se sei alla ricerca di un professionista preparato puoi metterci alla prova, saremo a tua disposizione per risolvere i tuoi dubbi ed assisterti negli adempimenti fiscali legati all’applicazione del Regime Forfettario.
start up	2018-02-12
maggio 2, 2017 at 0:35
Salve, sono un freelance in regime forfettario. Se aprissi una SRLS e sempre io sia l’unico lavoratore senza soci. Potrei farlo senza lasciare il regime forfettario?
Dovrei aprire un portale web e intestarlo alla futura srls. Io lavorerei sul portale web e rilascerei fattura ogni mese alla mia stessa società.
Se fosse possibile questo “flusso” dovrei pagare l’inps solo per il regime forfettario o dovrei pagare di più di inps?
Il portale sarà un e-commerce che fatturerà a chi acquista.
maggio 2, 2017 at 18:32
Le domande che mi pone possono avere risposta variabile a seconda di una serie di condizioni che si andranno a delineare. Lei ha bisogno di una consulenza più specifica che le faccia capire quale è la migliore soluzione applicabile ad un caso come questo. Se vuole mi contatti in privato. In generale l’apertura di una srl non è di per se causa di esclusione dal regime forfettario.
Sabrina Carbonari
febbraio 18, 2018 at 17:36
Vorrei aprire la partita iva per esercitare l’attività di musicista e di docente di musica (sia privatamente che nelle scuole private/pubbliche). Visto che non supererò i 30.000 €/anno potrei utilizzare il regime forfettario. Ma la PIVA può essere unica? Debbo pagare l’INPS per le docenze e l’Enpals per i concerti? Purtroppo i commercialisti non conoscono bene questa attività e avrei bisogno di contattare qualcuno che invece segua tutta la normativa.Può consigliarmi qualcuno?
febbraio 18, 2018 at 19:24
La sua attività potrà essere svolta con unica partita Iva e se ha i requisiti potrà utilizzare il regime forfettario. Da un punto di vista previdenziale dovrà operare versando sia contributi Inps che enpals a seconda dell’attività che andrà ad esercitare.