Source: http://docplayer.it/1250272-Diritto-tributario-internazionale.html
Timestamp: 2017-06-26 15:57:54+00:00
Document Index: 67860962

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 52', 'art. 27', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ']

Diritto tributario internazionale - PDF
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1 Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Dipartimento scienze aziendali e sociali Centro competenze tributarie SUPSI Diritto tributario internazionale Certificate of Advanced Studies 12 Il Centro di competenze tributarie della SUPSI propone un Certificate of Advanced Studies (CAS) in Diritto tributario internazionale. Il corso, strutturato in 6 moduli, prevede un ampia riflessione su un aspetto estremamente importante e di attualità nel contesto della fiscalità: il diritto fiscale internazionale. Il primo modulo si occuperà di esaminare compiutamente gli aspetti più rilevanti del Modello OCSE di Convenzione fiscale per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio, il quale è preso come riferimento, non solo dagli Stati membri dell OCSE (quali la Svizzera e l Italia), ma anche da Stati economicamente emergenti. Nel secondo modulo si affronteranno le disposizioni che regolano la cooperazione giudiziaria ed amministrativa tra le diverse autorità, con particolare riguardo alla posizione assunta dalla Svizzera in questo contesto. Nel terzo blocco saranno invece esaminate le Convenzioni fiscali per evitare le doppie imposizioni che disciplinano le imposte di successione e donazione, con particolare riferimento ai patrimoni conferiti in Trusts e all interrelazione con la disciplina interna svizzera e italiana. Nel quarto modulo si affronteranno le fonti del diritto dell Unione europea, per poi passare all esame delle sue libertà fondamentali applicate alla materia delle imposte dirette e dei principi sanciti dalla Corte di giustizia dell Unione europea in materia di aiuti di Stato, nonché degli accordi bilaterali stipulati dalla Svizzera con l Unione europea e con i singoli Stati membri e altresì delle direttive concernenti le imposte dirette. Il quinto modulo si basa su un analisi introduttiva del diritto tributario statunitense e, infine, l ultimo modulo si sofferma sugli aspetti dell IVA e del commercio internazionale. Durante il corso è data la possibilità di sostenere due esami che permettono il conseguimento del titolo CAS rilasciato dalla SUPSI e di 15 crediti ECTS (European Credit Transfer System). Inoltre è data la facoltà di partecipare non soltanto al corso annuale completo di Diritto tributario internazionale, ma anche singolarmente ad uno o più moduli che lo compongono, a discrezione del singolo partecipante. L offerta formativa postuniversitaria, nel contesto tributario, si completa con altri due corsi: il primo consiste in un corso sui Fondamenti di diritto tributario, inerente al diritto fiscale svizzero, mentre il secondo concerne gli Approfondimenti di diritto tributario, che consiste nell analisi approfondita di taluni aspetti del diritto fiscale svizzero ed in un introduzione al diritto fiscale italiano. A conclusione di questi due percorsi è possibile sostenere gli esami per conseguire il rispettivo CAS, rilasciato dalla SUPSI, e 15 crediti ECTS per ogni corso. Coloro che certificano i tre corsi annuali indicati sopra hanno inoltre la possibilità di presentare una tesi che consente, se accolta, di conseguire il titolo, riconosciuto dal Dipartimento federale dell economia, di Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law.3 Obiettivi Offrire una formazione di base in materia di diritto tributario internazionale approfondendo nel contempo le seguenti tematiche: il diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e sulla sostanza, rispettivamente sulle successioni, le donazioni e i Trusts la cooperazione amministrativa e giudiziaria tra le autorità il diritto tributario dell Unione europea un introduzione al diritto tributario statunitense l IVA e il commercio internazionale. Destinatari Fiduciari, commercialisti, avvocati, consulenti fiscali, consulenti bancari e assicurativi, dirigenti aziendali, collaboratori attivi nel settore fiscale di aziende pubbliche e private. Requisiti Esperienza professionale nel settore fiscale o in altri settori correlati. Per sostenere gli esami previsti per la certificazione del corso completo è inoltre richiesto un diploma di una scuola universitaria professionale o diploma equipollente, oppure una licenza universitaria. Per i candidati che hanno requisiti diversi è possibile l ammissione su dossier, ovvero sulla base di una valutazione globale della formazione e della carriera professionale. Struttura Il percorso di studio ha una struttura che prevede 6 moduli. Modulo 1 (68 ore-lezione) dal al Il diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e sulla sostanza Modulo 2 (30 ore-lezione) dal al La cooperazione amministrativa e giudiziaria tra le autorità Modulo 3 (18 ore-lezione) dal al Il diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sulle successioni, le donazioni e i Trusts Modulo 4 (56 ore-lezione) dall al Il diritto tributario dell Unione europea Modulo 5 (12 ore-lezione) dal al Il diritto tributario statunitense Modulo 6 (16 ore-lezione) dal al L IVA e il commercio internazionale Complessivamente il CAS prevede 200 ore-lezione, oltre a 170 ore di studio personale e due esami scritti. Durante il percorso formativo sono previsti due esami, che si terranno rispettivamente a gennaio e a giugno Gli esami sono finalizzati al conseguimento dei crediti ECTS e all ottenimento del CAS. 34 Modalità formative L approccio didattico (lezioni frontali) che caratterizza l intero corso permette di mettere a disposizione dei partecipanti le conoscenze fondamentali oltre alle indispensabili nozioni teoriche. Verrà data inoltre importanza alla risoluzione di problemi concreti; elemento questo indispensabile in un corso indirizzato a professionisti. Le conoscenze acquisite potranno essere subito verificate, grazie all analisi di casi pratici. Certificati Attestato di frequenza per coloro che si iscrivono a singoli moduli del corso o che non sostengono gli esami. Certificate of Advanced Studies in Diritto tributario internazionale e 15 crediti ECTS validi per il Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law assegnati a chi ottempera ai requisiti di ammissione e supera gli esami previsti. Comitato scientifico Giancarlo Lafranchi, attestato di contabile federale; vicedirettore della Divisione delle contribuzioni del Dipartimento delle finanze e dell economia del Cantone Ticino; docente in materia fiscale ai corsi di contabile federale, di fiduciario e di contabile-controller. Giuseppe Marino, laurea in Economia Aziendale, Università L. Bocconi; laurea in Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano; dottore commercialista e avvocato cassazionista; dottore di ricerca in Diritto Tributario Internazionale e Comparato, Università degli studi di Genova; professore associato di Diritto Tributario nell Università di Milano; membro del Comitato di redazione della rivista International Tax Journal; membro della Commissione fiscale della Camera di Commercio Internazionale (CCI) di Parigi; delegato di Confindustria nella Commissione fiscale del Business Industry Advisory Council (BIAC) presso l Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE); direttore del Certi, Università L. Bocconi; direttore del Master in Diritto Tributario dell Università L. Bocconi. Wilma Minoggio, Laurea in Lettere all Università di Friborgo. Esperienza lavorativa nel campo dell educazione speciale. Ricercatrice su progetti del Fondo Nazionale per la ricerca scientifica (FNRS) e formatrice alla Scuola Magistrale di Locarno. Dal 1999 Direttrice del Dipartimento lavoro sociale e successivamente Direttrice del Dipartimento scienze aziendali e sociali della SUPSI. Andrea Pedroli, dottore in giurisprudenza; Giudice della Camera di diritto tributario del Tribunale di appello del Cantone Ticino; redattore della parte fiscale della Rivista ticinese di diritto (RtiD); docente di diritto tributario presso il Dipartimento scienze aziendali e sociali della SUPSI e presso l Università della Svizzera italiana (USI), Lugano. Responsabile Samuele Vorpe, Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law; Bachelor of Science SUPSI in Economia aziendale; responsabile del Centro competenze tributarie della SUPSI. 45 Modulo 1 Il diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e sulla sostanza 1.1. Introduzione alla fiscalità internazionale La sovranità fiscale e i rapporti internazionali Carlo Garbarino Il corso intende spiegare i principi-base ed i concetti fondamentali in materia di fiscalità internazionale al fine di fornire ai partecipanti gli strumenti metodologici necessari per un adeguata comprensione di temi avanzati della materia in relazione a contesti operativi e professionali. A tal fine si tratterà dei concetti di residenza e fonte, del concorso di potestà impositive e delle diverse forme di doppia imposizione internazionale. Verrà anche proposta un introduzione generale al Modello OCSE di Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni. I rapporti tra norme interne e norme convenzionali negli ordinamenti giuridici italiano e svizzero Carlo Garbarino e Andrea Pedroli Una tematica essenziale alla comprensione dei temi operativi della fiscalità internazionale è la comprensione del rapporto tra le fonti interne e quelle cosiddette extra-ordinem, in particolare le convenzioni bilaterali, ma anche il diritto dell Unione europea. Per quanto riguarda le convenzioni si analizzerà il procedimento di formazione, il rapporto con il diritto interno e i criteri per l interpretazione ed applicazione. Per quanto riguarda il diritto dell Unione europea si analizzeranno le principali fonti e la struttura del processo di integrazione fiscale a livello dell Unione. Le modalità per evitare le doppie imposizioni nel diritto interno e nel Modello OCSE (art. 23) Andrea Ballancin Il modulo si prefigge di delineare i metodi utilizzati in ambito interno e convenzionale per evitare la doppia imposizione giuridica internazionale, segnatamente il sistema del credito d imposta ed il sistema dell esenzione, nei loro diversi aspetti. Sarà quindi analizzata la politica convenzionale italiana e svizzera, nonché la prassi e la giurisprudenza attinenti Fondamenti di diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e la sostanza Struttura, funzionamento ed interpretazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e la sostanza conformi al Modello OCSE Paolo Arginelli Il modulo si prefigge di delineare la struttura generale delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni e di descrivere come tale struttura, da un lato, sia funzionale al perseguimento degli obiettivi di tali Convenzioni e, dall altro, costituisca una chiave di lettura fondamentale ai fini dell interpretazione delle disposizioni convenzionali che devono essere applicate. Il modulo si sofferma inoltre sull analisi dei principi e delle norme di interpretazione delle Convenzioni generalmente accettate. L ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione delle Convenzioni conformi al Modello OCSE (artt. 1, 2, 3 e 4) Marco Bernasconi Il modulo si prefigge di analizzare l ambito oggettivo e soggettivo di applicazione delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni. Ci si soffermerà in modo particolare sulla nozione di residenza fiscale delle persone fisiche e delle società e degli enti, sul problema della doppia residenza e sulle cosiddette tie-breaker rules. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento ai redditi d impresa (art. 7) e alle imprese associate (art. 9). La nozione di stabile organizzazione (art. 5) Pierpaolo Angelucci Il modulo ha la finalità di esporre la fondamentale nozione di stabile organizzazione nel diritto tributario internazionale, nonché di illustrare la funzione della stessa nel contesto dell imposizione del reddito di imprese che svolgono la loro attività in più Stati. In particolare, si tratterà di comprendere a quali condizioni, in un determinato Stato, si può verificare l esistenza di una stabile organizzazione di un impresa estera, e come si addiviene alla corretta determinazione del reddito attribuibile alla stabile organizzazione medesima. Con tale finalità, saranno altresì illustrati importanti casi giurisprudenziali che di recente hanno interessato la tematica. Infine, saranno illustrati i principi che informano la disciplina dei prezzi di trasferimento delle operazioni tra imprese residenti in Stati diversi e appartenenti al medesimo gruppo. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento ai redditi immobiliari (art. 6) Paolo Arginelli Il corso si propone di fornire un analisi integrata dell articolo 6 del Modello OCSE, esaminando inoltre i redditi immobiliari cross-border italo-svizzeri. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento ai redditi d impresa derivanti dalla navigazione marittima ed aerea (art. 8) Roberto Franzè Il seminario intende approfondire le particolari problematiche connesse con la ripartizione della potestà impositiva interstatuale dettata dal Modello OCSE con riferimento alle imprese di navigazione marittima ed aerea. Essa, per ragioni di carattere storico, deroga agli ordinari criteri di ripartizione previsti più generalmente per il reddito d impresa. 56 Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento ai dividendi, agli interessi ed alle royalties (artt. 10, 11 e 12) Andrea Ballancin Il modulo si prefigge di analizzare in modo approfondito la disciplina convenzionale dei dividendi, degli interessi e delle royalties, alla luce della prassi e giurisprudenza internazionale. Ci si soffermerà in particolare sulla nozione di tali proventi, sulle singole disposizioni pattizie e sulla delicata nozione di beneficiario effettivo. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento alle plusvalenze (art. 13) Paolo Arginelli Il corso si propone di fornire un analisi integrata dell articolo 13 del Modello OCSE e della relativa prassi negoziale di Svizzera e Italia. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento ai redditi di lavoro dipendente (art. 15), ai gettoni di presenza (art. 16), ai redditi derivanti da attività artistiche e sportive (art. 17), alle pensioni private (art. 18), ai redditi derivanti dall esercizio di funzioni pubbliche (art. 19) e alle somme erogate a studenti (art. 20). Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste da talune Convenzioni con riferimento ai redditi dei professori e dei ricercatori Sarah Protti Salmina Il corso si propone di esaminare le regole di riparto dei redditi derivanti da attività lucrativa, da gettoni di presenza, da attività artistiche e sportive, dalle pensioni e da somme erogate a studenti secondo il Modello OCSE di Convenzione e la loro evoluzione nel tempo, nonché le regole in relazione ai redditi di professori e ricercatori. Si farà inoltre riferimento alla Convenzione per evitare la doppia imposizione italo-svizzera e a concreti esempi pratici atti a capire ed a implementare nella vita professionale le tipologie più frequenti alle quali vengono applicate. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento agli altri redditi (art. 21) Martino Pinelli Oggetto del corso è la trattazione dei cosiddetti altri redditi, ossia di quelle fonti reddituali non considerate negli articoli del Modello OCSE di Convenzione precedenti, con particolare riferimento a flussi reddituali collegati a stabili organizzazioni o beni immobili. Durante il corso sarà dato ampio spazio ad esercitazioni che permetteranno di meglio comprendere il senso e la portata di queste disposizioni. Le regole di ripartizione della potestà impositiva interstatuale previste dal Modello OCSE con riferimento alla tassazione della sostanza (art. 22) Roberto Franzè Il seminario intende approfondire le particolari problematiche connesse con la ripartizione della potestà impositiva interstatuale dettata dal Modello OCSE con riferimento alla tassazione della sostanza. In particolare l analisi sarà concentrata sull art. 22 del Modello, unico articolo dello stesso a preoccuparsi della ripartizione della potestà impositiva su manifestazioni di ricchezza diverse dal reddito. Il divieto di discriminazione previsto dal Modello OCSE (art. 24) Paolo Arginelli Il modulo si propone di analizzare le diverse clausole di non discriminazione recate dal Modello OCSE e di evidenziarne i più rilevanti profili problematici in sede di interpretazione e applicazione. I conflitti di qualificazione e l eliminazione della doppia imposizione nel Modello OCSE (artt. 3 e 23) Paolo Arginelli Il modulo si propone di analizzare come i problemi di doppia imposizione (e non imposizione), derivanti da conflitti di qualificazione di fattispecie reddituali (e patrimoniali) nell applicazione delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni da parte degli Stati contraenti, possano essere risolti tramite un adeguata interpretazione di tali Convenzioni Approfondimenti in tema di applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e la sostanza Applicazione delle Convenzioni a partnerships, collective investment vehicles e group taxation nel Modello OCSE Pierpaolo Angelucci Il modulo si prefigge di illustrare le regole che governano gli accordi societari sotto forma di partnership, ossia società di persone, nel contesto internazionale. In particolare, si tratterà di comprendere come il regime di trasparenza fiscale che caratterizza l imposizione del reddito di tali enti, dipende dall interazione delle norme di residenza del Paese della partnership e del Paese dei soci. Saranno pure esaminati gli aspetti fiscali dei veicoli di investimento collettivo e dei gruppi societari in base al Modello di Convenzione OCSE. 67 Le norme anti-abuso previste nel diritto interno e nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito e la sostanza Sarah Protti Salmina Già nel 1962, in tempi nei quali i termini black lists e treaty shopping non erano ancora sulla bocca di tutti, la Svizzera aveva preso unilateralmente delle misure atte ad impedire non solo le pretese di sgravi d imposte manifestamente contrarie alla legge, bensì anche ad impedire gli abusi nell utilizzo di Convenzioni per evitare la doppia imposizione. Nel corso verranno presentate le misure previste dal Decreto del Consiglio federale del 1962 e gli allentamenti previsti dalle Circolari del 17 dicembre 1998/1. luglio 2010, con la loro applicazione pratica mediante esempi scelti. Verranno anche illustrate le disposizioni anti-abuso contenute nelle Convenzioni con Italia, Francia, Belgio e USA, nonché disposizioni anti-abuso minori disseminate in altre Convenzioni. Nel corso verranno presentate le diverse possibili situazioni e le relative regole per la determinazione delle perdite computabili. Gli effetti dei trattati sull imposizione (illimitata e limitata) dei dividendi, degli interessi e delle royalties secondo il diritto svizzero Massimo Bianchi Nel corso verranno esaminati gli effetti pratici derivanti dall applicazione delle Convenzioni contro la doppia imposizione concluse dalla Svizzera e dei relativi sistemi per evitare le doppie imposizioni, con particolare riferimento alla riduzione alla fonte, al rimborso ed al computo dell imposta su dividendi, interessi e royalties. L Accordo sui frontalieri tra Svizzera e Italia Marco Bernasconi Si forniranno ai partecipanti le nozioni fiscali applicabili ai lavoratori frontalieri, vale a dire quelle persone che hanno la residenza fiscale in uno Stato diverso da quello in cui svolgono la loro attività lucrativa dipendente. Nei rapporti tra Italia e Svizzera assume particolare importanza l Accordo sui frontalieri del 1974, che prevede un trattamento fiscale diverso tra i residenti nella zona di frontiera e quelli che ne sono al di fuori. L esistenza di una stabile organizzazione nella prassi e giurisprudenza italiana Francesco Avella Il modulo intende approfondire la tematica dell esistenza o meno di una stabile organizzazione, avendo particolare riguardo alla prassi e alla giurisprudenza italiana. L analisi intende innestarsi sulle nozioni già apprese in precedenti moduli con riferimento alla nozione di stabile organizzazione, affrontando le peculiarità riscontrabili nelle Convenzioni bilaterali stipulate dall Italia e nelle pronunce dell Amministrazione finanziaria e dei giudici tributari italiani. L imposizione di una stabile organizzazione estera secondo il diritto svizzero Massimo Bianchi Il modulo si propone di analizzare i principi che sottendono alla determinazione del reddito delle stabili organizzazioni estere di società svizzere. In particolare, secondo i disposti dell art. 52 cpv. 3 della Legge sull imposta federale diretta, un impresa svizzera può compensare le perdite subite da uno stabilimento d impresa situato all estero con utili realizzati in Svizzera se lo Stato dello stabilimento d impresa non ne ha già tenuto conto. 78 Modulo 2 La cooperazione amministrativa e giudiziaria tra le autorità 2.1. Cooperazione tra le autorità fiscali La procedura amichevole e l assistenza nella riscossione delle imposte nel Modello OCSE (artt. 25 e 27) Mauro Manca Le Convenzioni fiscali rappresentano uno strumento volto ad eliminare o attenuare la doppia imposizione quale risultato della sovrapposizione delle pretese impositive originarie degli Stati. Le procedure amichevoli costituiscono, invece, i cosiddetti strumenti di risoluzione secondaria delle controversie, poiché attengono alla composizione di un conflitto già sorto tra due Amministrazioni che avanzano la medesima potestà impositiva. L assistenza internazionale nella riscossione delle imposte attiene invece al momento in cui gli Stati azionano gli strumenti per il recupero delle imposte dovute, in particolare quando il debito fiscale deve essere escusso all estero. Essa attiene all esercizio della sovranità fiscale nazionale e comporta la fattiva collaborazione dei treaty partners. È per questa sua caratteristica che solo nel 2003 l art. 27 è stato introdotto nel Modello OCSE di Convenzione fiscale ed è, ad oggi, ancora poco adottato nella prassi internazionale. Al di là di ciò, resta il fatto che questi due aspetti operativi della fiscalità internazionale rappresentano un continuum nell esercizio dell azione impositiva degli Stati. L assistenza amministrativa nel Modello OCSE (art. 26) Andrea Pedroli Nel corso del 2009 vi è stata una vera e propria rivoluzione nella politica della Svizzera in materia di scambio d informazioni fiscali. Come noto, negli stessi giorni in cui le autorità federali erano sotto la pressione degli Stati Uniti per la nota vertenza sul caso UBS, il Consiglio federale ha dovuto fronteggiare le minacce dell inclusione della Confederazione in una lista nera degli Stati che non prestano collaborazione in materia di accertamenti fiscali. Il 13 marzo 2009 è stata annunciata da parte svizzera una svolta epocale, con l impegno a conformarsi allo standard dell OCSE in materia. Poco dopo, sono stati sottoscritti i primi accordi che hanno recepito tali requisiti. È quindi fondamentale conoscere le condizioni dello scambio internazionale d informazioni, secondo l art. 26 del Modello di Convenzione fiscale dell OCSE. La Direttiva europea sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale Daniele Russetti Il modulo si prefigge di analizzare, in tutta la sua complessità, la disciplina che ha caratterizzato e caratterizza l Unione europea in materia di cooperazione amministrativa. In particolare, con l entrata in vigore, addì 1. gennaio 2013, della Direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa in ambito fiscale, l UE ha stabilito nuove procedure in base alle quali gli Stati membri possono, o meglio dire, devono cooperare fra loro per garantire un adeguato scambio di informazioni tra le Amministrazioni finanziarie coinvolte. La disciplina contenuta in tale atto europeo, abrogando l obsoleta regolamentazione contenuta nella precedente Direttiva 77/799/CE, si appalesa quale strumento di assoluta rilevanza per una lotta sempre più serrata all evasione e all elusione fiscale in seno all Unione, fenomeni che scaturiscono da quella facilità di spostamento di fattori produttivi di reddito che molto spesso si traduce in veri e propri occultamenti di materiale imponibile, generando ingenti perdite sia per i singoli Stati che per la stessa Unione Posizione della Svizzera I reati fiscali e il riciclaggio nell assistenza giudiziaria con l Italia Luca Marcellini La tematica dell assistenza giudiziaria internazionale nel perseguimento dei reati fiscali e del riciclaggio è divenuta negli ultimi anni sempre più complessa, sia per alcune modifiche del diritto interno, sia per le numerose Convenzioni cui ha aderito il nostro Paese. Il corso, prendendo l esempio dei rapporti con l Italia, vuole fornire un quadro aggiornato della normativa e della prassi. I risvolti fiscali della cooperazione giudiziaria e amministrativa internazionale Luca Marcellini Sia l assistenza giudiziaria per reati comuni, che l assistenza amministrativa in ambito di sorveglianza dei mercati o degli istituti bancari possono avere dei risvolti di natura fiscale. Il corso evidenzia queste problematiche, trattando alcune casistiche che possono concretamente presentarsi. La politica della Svizzera nell ambito dell assistenza amministrativa Peter R. Altenburger Durante il corso ci si soffermerà sulla politica di scambio di informazioni fiscali con l estero adottata dalla Svizzera sin dal lontano 1951, fino a giungere alla storica svolta del 13 marzo 2009 e alle sue implicazioni future. Seppur la Svizzera abbia sempre concesso agli altri Stati uno scambio di informazioni al fine di garantire la corretta applicazione di una Convenzione, non sono mancate delle eccezioni importanti. Agli Stati Uniti la Svizzera ha prestato assistenza amministrativa, sin dal 1951, in caso di truffa fiscale e delitti analoghi, dal 2003 è stato poi concesso un simile trattamento alla Germania e dal 2005 all Unione europea. La crisi economica ha però spinto gli Stati industrializzati a ricercare risorse finanziarie nei paradisi fiscali e la Svizzera, a seguito delle continue pressioni del G20, ha annunciato, il 13 marzo 2009, di voler adeguare il proprio scambio di informazioni fiscali a quanto previsto dall art. 26 89 Modulo 3 Il diritto delle Convenzioni contro le doppie imposizioni sulle successioni, le donazioni e i Trusts del Modello OCSE. Di conseguenza la Svizzera si è impegnata a concedere assistenza amministrativa in caso di contravvenzione, delitti fiscali, e necessità inquisitive dell altro Stato, escluse le ricerche indiscriminate di informazioni. Nel corso verranno esaminate anche le diverse disposizioni convenzionali sull assistenza amministrativa pattuite dalla Svizzera con gli Stati esteri. Gli accordi fiscali sulla base del modello Rubik Sonia Del Boca Le crescenti pressioni internazionali sulla Svizzera, perché acconsenta a uno scambio automatico di informazioni bancarie, ha indotto la Svizzera ad elaborare una strategia a salvaguardia della propria piazza finanziaria mediante l introduzione di accordi fiscali bilaterali con Paesi terzi. Questi accordi consentono ai clienti residenti nei Paesi partner, che hanno un conto bancario in Svizzera, di sanare il passato attraverso il versamento all autorità fiscale del loro Paese di residenza di un una tantum e rispettivamente di continuare a mantenere l anonimato attraverso il pagamento di un imposta liberatoria alla fonte sui redditi e sugli utili in capitale futuri. Queste Convenzioni, che perseguono la finalità di evitare che nuovi averi non dichiarati al fisco vengano depositati in Svizzera, prevedono inoltre un assistenza amministrativa più ampia di quella sin d ora seguita dalla Svizzera. Il modulo si propone di approfondire gli aspetti più significativi riguardanti questi nuovi accordi fiscali bilaterali, cosiddetti Rubik, stipulati dalla Svizzera. La normativa interna d esecuzione in ambito di assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale Curzio Toffoli Il 13 marzo 2009 il Consiglio federale annunciò la decisione di abbandonare la politica restrittiva adottata dalla Svizzera in ambito di assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale per abbracciare lo standard completo proposto dall art. 26 del Modello OCSE. L Amministrazione federale delle contribuzioni diede quindi avvio a negoziati con numerosi Stati, dando forma concreta alla decisione del Consiglio federale nei testi delle nuove (o rivedute) Convenzioni. La normativa di esecuzione interna è entrata in vigore sotto forma di ordinanza (OACDI) il 1. ottobre 2010 ed è stata recentemente sostituita da una legge in senso formale (LAAF). La procedura disciplina sia la cosiddetta piccola clausola di assistenza amministrativa (scambio di informazioni necessario alla corretta esecuzione delle Convenzioni), sia la cosiddetta grande clausola di assistenza amministrativa (scambio di informazioni necessario alla corretta applicazione del diritto fiscale interno degli Stati contraenti) nonché, in particolare, l esame preliminare delle richieste estere, l ottenimento coatto di informazioni, i diritti procedurali delle parti, i rimedi giuridici, l impiego per altri scopi delle informazioni fiscali trasmesse, e la presentazione di domande di assistenza amministrativa da parte svizzera Successioni e donazioni Il Modello OCSE in materia di imposte di successione e donazione e le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di successione stipulate dalla Svizzera Vittorio Primi Nell ambito del corso si esamineranno le norme contenute nella Convenzione modello edita dall OCSE, in materia di imposte sulle successioni e sulle donazioni, come pure quelle contenute nelle Convenzioni stipulate dalla Confederazione svizzera con altri Stati, in materia di imposte sulle successioni. Saranno in particolare passate in rassegna le norme che riguardano le imposte oggetto delle Convenzioni, la questione del domicilio fiscale in caso di doppio domicilio, nonché le questioni attinenti al diritto applicabile, all imposizione dei beni facenti parte di una successione, alla deduzione dei debiti, all eliminazione della doppia imposizione, all imposizione degli eredi e dei legatari, alla procedura di conciliazione e allo scambio di informazioni. Per rendere più comprensibili le norme esaminate durante il corso saranno presentati dei casi pratici. Le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di successioni e donazioni stipulate dall Italia Gabriele Paladini Nell ambito del corso si esamineranno dapprima i presupposti di applicazione soggettivi e oggettivi dell imposta sulle successioni e donazioni secondo il diritto interno italiano. Successivamente si passeranno in rassegna alcuni aspetti che si presentano a livello internazionale, relativi alle imposte sulle successioni e sulle donazioni, alla relazione esistente tra le norme convenzionali e il diritto interno italiano, nonché alle Convenzioni stipulate dall Italia con gli altri Stati nell intento di eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sulle successioni e sulle donazioni. Per rendere più chiari i temi trattati durante il corso, saranno esaminati alcuni casi pratici Trusts La disciplina del Trust nell ordinamento tributario svizzero e applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni Simona Genini Il Trust è un istituto giuridico di diritto anglosassone. Questo strumento flessibile è sempre più impiegato dalle persone fisiche in concomitanza con la pianificazione successoria, ma trova pure molteplici applicazioni in diversi altri ambiti. Con la sottoscrizione della Convenzione dell Aia (1. luglio 2007), il Trust è stato riconosciuto nella legislazione Svizzera in ambito civilistico. Tuttavia non vi è ancora una legge che 910 Modulo 4 Il diritto tributario dell Unione europea disciplina il trattamento fiscale di questo istituto. A tal fine è stata allestita una circolare dell Amministrazione federale delle contribuzioni che determina i principi per il suo trattamento fiscale (Circolare n. 20 AFC). Sulla base della circolare, ai fini dell imposizione fiscale si contraddistinguono fondamentalmente tre tipologie di Trust: Trust irrevocabile fisso, irrevocabile discrezionario e revocabile. Per determinare la tipologia del Trust occorre valutare quanto previsto nel regolamento dello stesso. Il trattamento fiscale per gli agenti del Trust, ossia per il disponente, i beneficiari, il Trustee ed il Protector, varia dunque a seconda del tipo di Trust, come pure secondo il domicilio fiscale e/o sede dei vari agenti e componenti del Trust. Il corso si concentrerà pertanto sul trattamento fiscale del Trust a seconda della tipologia, con un breve accenno alle Convenzioni contro la doppia imposizione internazionale stipulate dalla Svizzera. Marginalmente verranno trattate le problematiche di questo istituto in relazione con l imposta preventiva, l imposta di bollo e l IVA. La disciplina del Trust nell ordinamento tributario italiano e applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni Gianluca Bolelli In Italia il Trust rappresenta uno strumento di separazione dei patrimoni sempre più utilizzato nella pratica professionale, sia per la gestione del cosiddetto passaggio generazionale, sia per pianificare complesse operazioni nel settore non solo industriale, ma anche bancario e assicurativo. L efficace utilizzo di un simile strumento non può ovviamente prescindere dall attenta analisi della normativa civilistica e fiscale di riferimento. Il corso, pertanto, è focalizzato in particolare sugli aspetti fiscali, proponendosi di considerare sia quelli dell imposizione diretta (di recente, come noto, disciplinati dal nostro Legislatore e interpretati dall Amministrazione Finanziaria) sia quelli dell imposizione indiretta, con un breve accenno alle Convenzioni contro la doppia imposizione internazionale stipulate dall Italia Il diritto dell Unione europea Introduzione al diritto dell Unione europea (le istituzioni, le competenze, il mercato interno e le libertà fondamentali, ecc.) Marinella Fumagalli Il corso si propone, anzitutto, di fornire - in una prospettiva giuridica - un aggiornamento delle conoscenze di base del diritto dell Unione europea (UE) a seguito dell entrata in vigore del Trattato di Lisbona e del Fiscal Compact. Le modifiche che essi apportano ai trattati sui quali si fonda l UE hanno, infatti, inciso notevolmente sia sull assetto istituzionale che sui processi decisionali e hanno introdotto una più chiara delimitazione delle competenze dell Unione. Inoltre, alcune innovazioni hanno interessato anche le principali politiche comuni. Altro obiettivo del corso è di dare conto delle relazioni che da decenni la Svizzera intrattiene con l UE, pur senza esserne membro. Di conseguenza, particolare attenzione sarà riservata agli accordi conclusi e agli effetti di ricaduta delle normative europee sull ordinamento giuridico elvetico. Si intende così consolidare un background propedeutico ai più puntuali approfondimenti delle tematiche relative alla fiscalità europea Libertà fondamentali ed aiuti di Stato Le competenze in materia fiscale dell Unione europea Pasquale Pistone Il modulo fornisce un quadro generale di riferimento sulle competenze dell Unione europea e degli Stati membri, analizza il contesto in cui si realizzano l integrazione positiva e negativa dei tributi nell Unione europea e illustra le condizioni per la conclusione di accordi con Paesi terzi in materia fiscale. La rilevanza delle libertà fondamentali in materia di imposte dirette e la funzione svolta dalla Corte di Giustizia dell Unione europea Paolo Arginelli Il modulo introduce il tema della rilevanza e della diretta applicabilità delle libertà fondamentali garantite dal Trattato sul Funzionamento dell Unione europea (TFUE) nella materia delle imposte dirette. Inoltre, il modulo è volto a delineare il ruolo centrale svolto dalla Corte di Giustizia dell Unione europea nel processo di progressiva definizione dei vincoli imposti da tali libertà alla potestà impositiva degli Stati membri dell Unione. 1011 Libertà fondamentali e tassazione delle stabili organizzazioni e dei gruppi di imprese Paolo Arginelli Il modulo analizza gli effetti delle libertà fondamentali garantite dal TFUE sulle discipline nazionali concernenti la tassazione delle stabili organizzazioni di imprese non residenti e dei gruppi multinazionali. Libertà fondamentali e tassazione di persone fisiche Paolo Arginelli Il modulo analizza gli effetti delle libertà fondamentali garantite dal TFUE sulle discipline nazionali concernenti la tassazione delle persone fisiche. Libertà fondamentali e tassazione dei dividendi Guglielmo Maisto Il modulo analizza gli effetti delle libertà fondamentali garantite dal TFUE sulle discipline nazionali concernenti la tassazione dei dividendi transfrontalieri (sia in entrata che in uscita) e le modalità di eliminazione della doppia imposizione giuridica ed economica. Il modulo analizza altresì la rilevanza delle Convenzioni contro le doppie imposizioni (cosiddetto approccio pan-europeo). Libertà fondamentali e rapporti con Stati terzi Mario Tenore Il modulo si prefigge di delineare in quali termini la libera circolazione dei capitali garantita dal TFUE si applichi anche alla circolazione dei capitali ed ai pagamenti da e verso Paesi terzi (in particolar modo la Svizzera) e quali effetti sulla disciplina tributaria degli Stati membri dell Unione europea discendano da tale applicabilità. Libertà fondamentali e applicazione di norme antielusive (CFC, exit taxes, ecc.) Franco Roccatagliata Il modulo analizza la compatibilità con l ordinamento dell Unione europea, ed in particolare con le libertà fondamentali dallo stesso garantite, delle disposizioni antielusive degli Stati membri in materia di imposte dirette e presenta altresì i progetti di coordinamento delle politiche antielusive nazionali a livello UE. Il divieto degli aiuti di Stato in ambito europeo Claudio Valz Il modulo si prefigge l obiettivo di analizzare i più rilevanti profili sostanziali e procedurali concernenti l applicazione della disciplina sugli aiuti di Stato recata dal TFUE in caso di misure fiscali selettive che determinano vantaggi finanziari soltanto per talune categorie di imprese. Le agevolazioni fiscali cantonali alle imprese. Esame della controversia fiscale tra Svizzera e Unione europea Curzio Toffoli Il 13 febbraio 2007 la Commissione europea adottò una decisione con la quale dichiarava i vantaggi fiscali concessi dai Cantoni svizzeri a talune imprese (società holding, d Amministrazione e miste) incompatibili con il buon funzionamento dell Accordo di libero scambio stipulato tra la Svizzera e l allora CEE nel La Commissione invitò la Svizzera ad eliminare o modificare questi regimi fiscali, sopprimendo la differenza di imposizione tra reddito interno e reddito estero, riservandosi altresì di proporre l adozione di misure di salvaguardia. Nasce la cosiddetta controversia fiscale Svizzera-Unione europea. In realtà, la decisione della Commissione non verte sulla fiscalità delle imprese in senso stretto, ma focalizza un tema ben più vasto; quello del divieto generale di fornire aiuti di Stato che distorcono la concorrenza. In ambito europeo la nozione di aiuto di Stato è infatti molto ampia, e comprende tutti i vantaggi concessi dagli Stati mediante risorse pubbliche, sotto qualsiasi forma, inclusi quindi anche quelli che rappresentano un trattamento fiscale preferenziale. Le questioni relative alla controversia fiscale tra Svizzera ed Unione europea sono giuridicamente complesse e di considerevole portata pratica: obiettivo del corso è quello di mettere in luce gli aspetti cruciali, spesso travisati nel dibattito pubblico, ma indispensabili per una corretta comprensione di una problematica che, nonostante il tempo trascorso, resta ancora priva di soluzione Direttive dell Unione europea e Accordi bilaterali sulla fiscalità L Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea e la Legge federale sugli stranieri Attilio Cometta Dall entrata in vigore nel 2002 dell Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone, si sono concretizzate in diverse tappe le modifiche legislative in materia di permessi di lavoro per i cittadini degli attuali 27 Stati dell UE. Senza poter entrare nel dettaglio di ogni tipo di permesso, il corso si prefigge l obiettivo di fornire una panoramica generale ma completa sui diversi regimi legali e procedurali, a dipendenza del Paese di provenienza della persona straniera che desidera svolgere un attività lucrativa in Svizzera. Un capitolo particolare sarà dedicato ai permessi per redditieri. 1112 La Direttiva europea sulla fiscalità del risparmio e l Accordo sulla fiscalità del risparmio tra Svizzera e Unione europea Roberto Franzè Si approfondiranno le tematiche relative all applicazione del sistema di tassazione dei redditi transfrontalieri da risparmio realizzati da persone fisiche nell ambito dell Unione europea. Particolare enfasi sarà attribuita al ruolo della Svizzera nel sistema della ritenuta alla fonte prevista dalla Direttiva comunitaria e dall Accordo sottoscritto dalla Confederazione con l Unione europea. La Direttiva fusioni Roberto Franzè Il corso ha ad oggetto l analisi degli aspetti tributari ed applicativi conseguenti alle operazioni di ristrutturazione aziendale (fusioni, scissioni, conferimenti di attivo e scambi di partecipazioni) poste in essere tra società residenti in Stati dell Unione europea. La variabile tributaria gioca sempre un ruolo decisivo nei processi di ristrutturazione aziendale: il corso intende offrire ai partecipanti gli strumenti per governare tale variabile nel modo più efficiente. Saranno inoltre analizzate le disposizioni di recepimento della Direttiva nell ordinamento italiano e l applicazione dell analogo regime fra società europee e svizzere. Infine saranno forniti esempi e chiarimenti sugli aspetti procedurali. L art. 15 dell Accordo sulla fiscalità del risparmio tra Svizzera ed Unione europea Donatella Ferrari Con l entrata in vigore dell Accordo sulla fiscalità del risparmio il 1. luglio 2005 non solo si sono stabilite le disposizioni per ovviare alla mancanza di uno scambio automatico di informazioni in relazione ai redditi dei capitali a risparmio, mediante la trattenuta di un imposta alla fonte, ma è stata inserita una norma (art. 15) che consente alla Svizzera di beneficiare degli stessi vantaggi dei Paesi UE in materia di pagamento intersocietario di dividendi, interessi e canoni di licenza. Verranno esaminate le condizioni che consentono l estensione dei fondamenti delle Direttive UE madre-figlia, e interessi e canoni, alle relazioni intersocietarie tra Svizzera e Paesi UE. La Direttiva madre-figlia Siegfried Mayr Il modulo fornisce una panoramica della disciplina con cui la Direttiva madre-figlia raggiunge il suo scopo di eliminare la doppia imposizione economica nella distribuzione di utili fra società di Stati membri diversi. In particolare, durante il corso saranno trattati i requisiti soggettivi e l ambito oggettivo di applicazione della Direttiva, il contesto del quadro normativo europeo e internazionale in cui la Direttiva madre-figlia si inserisce e i rapporti fra la Direttiva e le disposizioni convenzionali. Particolare attenzione sarà posta alla disciplina di recepimento della Direttiva in Italia e all applicazione della stessa nei rapporti fra Stati membri dell Unione europea e la Svizzera. Nel corso della lezione saranno sistematicamente forniti riferimenti alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell Unione europea e, infine, saranno analizzate alcune delle più importanti sentenze. La Direttiva interessi e canoni Siegfried Mayr Il modulo fornisce una panoramica della disciplina della Direttiva interessi e royalties volta a eliminare la doppia imposizione giuridica sugli interessi e canoni pagati fra società facenti parte dello stesso gruppo. Verranno esaminati il quadro normativo europeo e internazionale in cui si colloca la Direttiva e le sue finalità. Particolare attenzione sarà dedicata alle modalità di applicazione della Direttiva e ai requisiti soggettivi ed oggettivi per accedere ai benefici concessi dalla stessa. 1213 Modulo 5 Il diritto tributario statunitense Modulo 6 L IVA e il commercio internazionale Introduzione al diritto fiscale statunitense Carlo Garbarino e Nicola Sartori Il sistema fiscale statunitense è considerato un sistema fiscale avanzato i cui principali istituti sono presi come punto di riferimento da parte dei legislatori di molti Paesi. Lo studio delle regole fiscali statunitensi è di estrema importanza anche per i contribuenti (prevalentemente società di grandi dimensioni) che intendono ridurre lecitamente il carico fiscale mediante la pianificazione fiscale internazionale. In particolare saranno analizzati in modo trilatero i Trattati fiscali tra Stati Uniti, Svizzera ed Italia al fine di svolgere considerazioni operative relative agli investimenti a cui si applicano tali trattati. Il corso ha ad oggetto le norme statunitensi di tax procedure, le norme in materia di tassazione del reddito delle persone fisiche e giuridiche, nonché le principali norme di diritto tributario internazionale. Più specificamente, sono oggetto di studio le fonti ( IRC, regulations e common law rules ) e i revenue rulings. Sono analizzati il concetto di reddito imponibile e, per cenni, il concetto di basis, il principio del realizzo, la tassazione dei fringe benefits, oltre che i principi di deducibilità delle spese dal reddito. Il corso offre anche un quadro dei principali istituti della corporate taxation (imposta sulle società, aspetti fiscali relativi alla costituzione e alle riorganizzazioni, tassazione dei dividendi). In ultimo, vengono affrontati i principi generali della tassazione internazionale dalla prospettiva statunitense, con particolare riguardo ai principi che regolano la tassazione di soggetti investitori non residenti IVA internazionale La Direttiva europea sull IVA Sara Montalbetti Il corso si propone di approfondire i principi generali che governano l imposta sul valore aggiunto nell Unione europea. Verrà esaminato il contenuto della Direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006 e verranno trattate le principali tematiche connesse alle diverse riforme attuate nel corso del tempo. Oltre alle caratteristiche generali e a quelle strutturali dell imposta, verranno analizzate le principali problematiche applicative nei rapporti nazionali ed internazionali e verranno svolti alcuni casi pratici. Durante il corso la disciplina comunitaria dell imposta verrà approfondita anche sulla base dei più recenti orientamenti della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell Unione europea e del Comitato IVA. Verrà inoltre dedicata particolare attenzione all evoluzione nel tempo della disciplina comunitaria dell imposta e alle sue prospettive future in base agli obiettivi del mercato unico e a quanto previsto dalle proposte legislative in corso di discussione. Le problematiche IVA della strutturazione e del trading internazionale Marco Molino Il corso si prefigge di dare un orientamento generale relativo alle complesse questioni IVA legate al traffico internazionale di beni ed ai servizi connessi. Normativa in costante fermentazione, acquisisce sempre maggior importanza negli scambi internazionali per la sua incidenza finanziaria e per le novità che hanno fortemente modificato le relazioni in materia di prestazioni di servizio Dazi doganali Il risparmio dei dazi nelle operazioni di commercio internazionale Laura Carola Beretta Il corso si prefigge di illustrare il quadro giuridico multilaterale e dell UE dei dazi doganali e dei dazi anti-dumping. Verrà analizzata la disciplina degli elementi che determinano il calcolo dei dazi applicabili, con particolare riferimento sia alla complessa metodologia di classificazione tariffaria sia alla determinazione dell origine preferenziale. Saranno inoltre esaminate le più significative evoluzioni dei regimi preferenziali dell UE e delle relative regole di origine, sottolineando le implicazioni di tali evoluzioni per le imprese svizzere. 1314 Relatori Peter R. Altenburger, dr., M.C.L. (Università del Michigan), MBA (INSEAD); socio fondatore della società ALTENBURGER LTD legal + tax. La sua attività principale si concentra su questioni fiscali nazionali ed internazionali con particolare attenzione in materia di fusioni e acquisizioni, ristrutturazioni e finanziamenti internazionali. La lunga esperienza in materia di trattati (compresi i TIEA) consente un orientamento internazionale della sua pratica legale. Visiting Lecturer presso l Università di San Gallo, HSG, ex presidente del Tax Chapter della Camera di Commercio svizzeroamericana e Vice-Presidente della succursale IFA del Principato del Liechtenstein; autore di diversi libri e pubblicazioni in materia di tassazione e spesso relatore su questioni fiscali internazionali. Pierpaolo Angelucci, laurea in Economia e Legislazione per l Impresa, Università L. Bocconi; Dottore commercialista e Revisore contabile; Socio dello Studio Facchini Rossi Scarioni. Paolo Arginelli, LL.M.; Dottore commercialista; Professore a contratto di Diritto tributario dell impresa e di International law and business ethic presso l Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza); collaboratore scientifico presso la SUPSI; membro del comitato di redazione della rivista Novità fiscali della SUPSI; autore di pubblicazioni, nonché relatore a convegni e master in lingua italiana e inglese, in materia di diritto tributario internazionale. Francesco Avella, LL.M.; Dottore commercialista e Revisore contabile; cultore di diritto tributario presso l Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza); associato dello studio Maisto e Associati; autore di pubblicazioni, nonché relatore a convegni e master in lingua italiana e inglese, in materia di diritto tributario internazionale. Andrea Ballancin, laurea in Economia e Legislazione per l Impresa, Università L. Bocconi; laurea in Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano Bicocca; corso di perfezionamento in Diritto Tributario dell Impresa, Università L. Bocconi; Master of Law in International Taxation (LL.M.), Università di Leiden (Olanda); Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, Università Tor Vergata, Roma; Ricercatore di Diritto Tributario presso l Università degli Studi del Piemonte Orientale; componente del comitato di redazione della rivista Diritto e Pratica Tributaria Internazionale e della Rivista di Diritto Tributario Internazionale. Laura Carola Beretta, Dottore di ricerca in Diritto Internazionale dell Economia, Università Bocconi di Milano; docente di International Trade & Customs Law presso la Scuola di Direzione Aziendale dell Università Bocconi di Milano; membro della faculty del Nuovo Istituto di Business Internazionale; Senior Advisor per l Italia, di Trusted Trade Alliance; unico esperto italiano selezionato da Who s Who Legal per la Trade & Customs Practice. Marco Bernasconi, Dottore in scienze politiche; Dottore in storia; Dottore magistrale in scienze storiche medievali; Professore SUPSI; titolare di uno studio di consulenza tributaria; autore di numerose pubblicazioni in ambito fiscale. Massimo Bianchi, esperto fiscale diplomato; titolare di uno studio di consulenza fiscale a Lugano; docente in materia fiscale ai corsi di specialista in finanze e contabilità e di fiduciario; membro della commissione fiscale della Camera fiduciaria e delegato della Confédération Fiscale Européenne. Gianluca Bolelli, laurea in Economia Aziendale all Università L. Bocconi; Dottore commercialista e Revisore contabile; membro del Comitato Scientifico dell Associazione delle Imprese Familiari; docente esterno della Scuola di Direzione Aziendale dell Università L. Bocconi; coautore di diverse pubblicazioni e articoli in materia fiscale, contrattuale e societaria. Attilio Cometta, licenziato in Diritto all Università di Friborgo; già Ufficiale dell Ufficio esecuzione e fallimenti del Distretto di Bellinzona, Riviera, Blenio e Leventina. Attualmente Capo della Sezione della popolazione del Cantone Ticino. Sonia Del Boca, laurea in Economia Aziendale, Università L. Bocconi; corso di perfezionamento in Diritto Tributario dell Impresa La Fiscalità internazionale, Università L. Bocconi; Tax Advisor BSI SA, Lugano. Donatella Ferrari, consulente fiscale, Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law. Roberto Franzè, laurea in Economia Aziendale, Università L. Bocconi; Dottore commercialista; corso di perfezionamento in Diritto Tributario dell Impresa, Università L. Bocconi; Ricercatore di Diritto Tributario presso l Università della Valle d Aosta; componente del comitato di redazione della rivista Diritto e Pratica Tributaria Internazionale. Marinella Fumagalli, Professore associato di diritto internazionale presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell Università Cattolica del Sacro Cuore. Titolare dell insegnamento di Organizzazione internazionale, con affidamento anche del corso di Tutela internazionale dei diritti umani. I suoi interessi scientifici vertono principalmente sul diritto delle organizzazioni internazionali, e in particolare sul diritto dell Unione europea. Carlo Garbarino, professore di diritto tributario presso l Università Bocconi di Milano; Visiting Professor University of Michigan; avvocato. Simona Genini, avvocato; responsabile Ufficio giuridico della Divisione delle contribuzioni, Bellinzona. Guglielmo Maisto, avvocato, socio fondatore dello studio Maisto e Associati; Professore di Diritto Tributario Internazionale e Comparato presso l Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza; già consigliere del Ministro per gli Affari Comunitari e membro del Forum della Commissione dell Unione europea sui prezzi di trasferimento; presidente del Delagated Board of Trustees dell International Bureau of Fiscal Documentation (IBFD) di Amsterdam; membro del Comitato scientifico permanente dell International Fiscal Association (IFA); rappresenta Confindustria presso il Business Industry Advisory Committee dell OCSE a 1415 Parigi; membro di varie associazioni internazionali di giuristi nonché di comitati di redazione di importanti riviste giuridiche e fiscali italiane e straniere; ha partecipato a svariati congressi annuali dell IFA e dell International Bar Association (IBA) in qualità di relatore generale e nazionale. Mauro Manca, laureato in giurisprudenza e scienze politiche all Università statale di Milano; esperto fiscale. Luca Marcellini, avvocato e notaio; già Procuratore generale del Cantone Ticino; presidente del Consiglio di vigilanza sull esercizio delle professioni di fiduciario. Giuseppe Marino (v. Comitato scientifico). Siegfried Mayr, laurea in Economia e Commercio e Giurisprudenza; docente a vari Master di diritto tributario internazionale in Italia e all estero; docente al Corso Superiore della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Ostia; docente alla Scuola Superiore dell Economia e delle Finanze EZIO VANONI, Roma; collaboratore di riviste fiscali italiane ed estere; socio dello studio Mayr Fort Frei, Milano. Marco Molino, dottorato di specializzazione all Università di Friburgo sul tema dell IVA nelle relazioni internazionali, docente alla SUPSI, ICEC, CSB. Sara Montalbetti, Dottore commercialista; cultore della materia presso l Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza); ha maturato una particolare esperienza professionale in materia di IVA; associato dello studio Maisto e Associati. Gabriele Paladini, Dottore commercialista in Milano; Dottore di ricerca in diritto tributario delle società (Università LUISS di Roma); senior associate Chiomenti Studio legale. Andrea Pedroli (v. Comitato scientifico). Martino Pinelli, Economista Aziendale SUP, Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law, Wealth Planner Patrimony 1873 SA, Lugano. Pasquale Pistone, Professore di Diritto tributario presso l Università di Salerno e presso la Wirtschaftsuniversität di Vienna; direttore accademico dell International Bureau of Fiscal Documentation IBFD, a partire dall estate Vittorio Primi, diplomato in scienze commerciali alla SCSC; già capo dell Ufficio delle imposte di successione e di donazione del Cantone Ticino; relatore a diversi corsi di aggiornamento e di perfezionamento; autore di numerose pubblicazioni in materia di imposte sulle successioni e sulle donazioni. Sarah Protti Salmina, lic.oec.publ.; esperto fiscale dipl. fed.; MAS LCE; esperto revisore abilitato - Studio legale e notarile Olgiati-Ghiringhelli & Associati, Lugano. Franco Roccatagliata, laurea in giurisprudenza e master in diritto europeo; Docente a contratto di Diritto tributario europeo al College of Europe di Bruges; collaboratore scientifico dell Università di Liegi; funzionario della Commissione europea: TAXUD Dir. D (fiscalità diretta). Daniele Russetti, Laurea in Giurisprudenza presso l Università degli Studi Tor Vergata, Roma; Master in Diritto Tributario dell Impresa presso l Università Bocconi; Dottore di Ricerca presso l Università degli Studi di Milano Bicocca; Cultore della materia per la cattedra di Diritto Tributario presso l Università degli Studi di Milano; Docente al Master in Diritto Tributario dell Impresa dell Università Bocconi di Milano; Docente presso la SUPSI; relatore ai corsi di formazione e di aggiornamento presso l Ordine degli Avvocati di Milano; Avvocato iscritto all Ordine degli Avvocati di Milano. Nicola Sartori, LL.M. e S.J.D., Michigan University, USA; docente a contratto di diritto tributario internazionale e comparato presso l International University College di Torino; Dottore commercialista presso lo Studio Tesauro, Milano. Mario Tenore, LL.M. e Dottore di ricerca in diritto tributario; Dottore commercialista; associato dello studio Maisto e Associati; autore di pubblicazioni, nonché relatore a convegni e master in lingua italiana e inglese, in materia di diritto tributario internazionale. Curzio Toffoli, avvocato; Master of Advanced Studies SUPSI in Tax Law; membro del comitato redazionale della rivista Novità fiscali; Studio legale notarile Toffoli & Sala, Chiasso. Claudio Valz, Dottore commercialista in Milano; International Tax Partner presso TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti Member firm of PricewaterhouseCoopers Tax & Legal Services Network. Documentazione Ad ogni partecipante verrà fornita la documentazione di studio, che sarà un utile sostegno al lavoro in aula e una memoria per il futuro. 1516 Riepilogo Anno Modulo Mese Venerdì Sabato Ore-lezione Costo CHF settembre settembre ottobre novembre 20 4, , ottobre novembre novembre dicembre dicembre 6, 20 7, gennaio gennaio febbraio febbraio febbraio marzo 21 14, marzo aprile maggio 21 4, aprile 4, maggio maggio Esame moduli 1-2 Esame moduli 3-6 gennaio giugno17 Costi (vedi tabella) La quota per l intero corso ammonta a CHF La tassa della tesi di master, che può essere presentata a condizione che siano stati certificati tutti e tre i corsi annuali Fondamenti di diritto tributario, Approfondimenti di diritto tributario e Diritto tributario internazionale, ammonta a CHF La quota di iscrizione include: la documentazione, l utilizzo di posteggi riservati e la partecipazione alle sessioni ordinarie degli esami per l ottenimento dei crediti ECTS. Orari Venerdì , Sabato La griglia oraria e il piano dettagliato delle lezioni, saranno inviati ai partecipanti al momento della conferma di iscrizione. Lingua Tutte le lezioni saranno in lingua italiana. Luogo SUPSI, Palazzo A, Manno. Iscrizioni Intero corso: entro il Singoli moduli: entro una settimana prima dell inizio del modulo. Condizioni generali Per garantire un buon livello qualitativo del corso, la SUPSI fissa un numero minimo e massimo di partecipanti; nell accettazione, farà stato l ordine cronologico delle iscrizioni in base al timbro postale o alla data del fax. Nel caso in cui il numero di partecipanti fosse insufficiente o per eventuali altri motivi, la SUPSI si riserva il diritto di annullare il corso. In tal caso le persone iscritte verranno avvisate tempestivamente e, se avranno già versato la quota di iscrizione, saranno rimborsate. In caso di rinuncia, ogni partecipante ha diritto a un rimborso parziale (50%) della quota di iscrizione, solo se questa avviene per iscritto una settimana prima dell inizio del corso. In caso contrario, l intero importo è dovuto. Chi fosse impossibilitato a partecipare può proporre un altra persona previa comunicazione alla SUPSI e accettazione da parte del responsabile del corso. Assicurazione: i partecipanti non sono assicurati dalla SUPSI. Per eventuali controversie il foro competente è Lugano, che è pure foro esecutivo ai sensi della LEF (Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento). Il diritto applicabile è quello svizzero. Osservazioni Il numero dei posti per anno accademico è limitato. Verrà data priorità a coloro che si iscrivono all intero percorso. Informazioni SUPSI, Dipartimento scienze aziendali e sociali Centro competenze tributarie Palazzo E CH-6928 Manno T +41 (0) F +41 (0) Pagamento Il pagamento della quota di iscrizione è da versare sul conto bancario della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI): dalla Svizzera prima dell inizio del corso, tramite la polizza che verrà inviata con la conferma di iscrizione dall estero contestualmente all iscrizione, con bonifico bancario intestato alla SUPSI presso la Banca dello Stato del Cantone Ticino, CH-6500 Bellinzona, conto / , clearing 764, swift code BSCTCH22, IBAN CH C000C. Causale: Diritto tributario internazionale. 1718 FC 13/14 Formulario d iscrizione Diritto tributario internazionale (CAS) Sì, mi iscrivo! Tutto il modulo (allegare i titoli di studio) Moduli (indicare il numero) Dati personali Nome Cognome Telefono Indicare l indirizzo per l invio delle comunicazioni e l addebito della tassa di iscrizione Azienda/Ente Via e N. NAP Località Data Firma Ev. osservazioni Termine di iscrizione Inviare il formulario di iscrizione 30 agosto 2013 Per posta SUPSI Centro competenze tributarie Palazzo E Via Cantonale 16e CH-6928 Manno Via Via fax +41 (0) La firma del modulo d iscrizione vale quale accettazione delle condizioni SUPSI e quale riconoscimento di debito ai sensi della LEF. La cartolina compilata e firmata è da ritornare per posta, o fax.19 SUPSI Centro competenze tributarie Palazzo E CH-6928 Manno T +41 (0) F +41 (0) Vedere altro
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