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Timestamp: 2018-11-21 21:03:13+00:00
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Studio Dalle Carbonare | 2015 aprile
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27 aprile 2015 /in Scadenziario fiscale /by Paolo Dalle Carbonare
Non si abusa del diritto se i risultati dell’operazione non possono essere raggiunti altrimenti
27 aprile 2015 /in Abuso di diritto, Accertamento, Giurisprudenza tributaria /by Paolo Dalle Carbonare
Se supportata da valide ragioni economiche, l’operazione di conferimento dell’azienda in una nuova società, con successiva cessione di quote, non determina abuso di diritto.
Lo ha stabilito la Commissione Tributaria della Lombardia, stabilendo che gli istituti della cessione d’azienda e della cessione di quote comportano effetti tutt’affatto diversi. E’ onere dell’Ufficio individuare uno strumento giuridico alternativo in grado di raggiungere gli stessi obiettivi economici prodotti dall’operazione contestata.
Ctr Lombardia sentenza 10 febbraio 2015 n. 390
E’ nullo l’avviso di accertamento fondato su indagini finanziarie non preceduto da contraddittorio
23 aprile 2015 /in Accertamento, Contraddittorio endoprocedimentale, Giurisprudenza tributaria, Indagini bancarie, Sentenze dello studio /by Paolo Dalle Carbonare
La richiesta di giustificare ben 800 movimenti bancari in breve tempo appare vessatoria nei confronti del contribuente, tenuto ad una difficile, lunga e laboriosa attività di ricerca della documentazione bancaria, tale da pregiudicare il normale lavoro dello studio del ricorrente.
Il principio dell’obbligatorietà del contraddittorio endoprocedimentale trova un’esemplare applicazione in questo giudizio, nel quale la mancata collaborazione con dell’ufficio ha provocato effetti distorsivi in danno del ricorrente.
L’attività istruttoria non si è conclusa con l’emissione di un PVC e ciò determina ulteriori profili di nullità.
Le somme contestate si sono progressivamente ridotte in misura assai rilevante dimostrando la scarsa fondatezza della pretesa iniziale, anche in conseguenza della mancanza di contraddittorio.
CTP Treviso, sentenza 22 aprile 2015, n. 289.05.15
Spetta al Fisco provare l’inesistenza delle operazioni fatturate
21 aprile 2015 /in Accertamento, Giurisprudenza tributaria, Operazioni inesistenti /by Paolo Dalle Carbonare
E’ a carico dell’Ente accertatore l’onere di provare l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’assolvimento dell’onere probatorio deve essere valutato dal giudice, che deve motivare in sentenza le ragioni che lo hanno indotto a tale convinzione.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza 17 aprile 2015, n. 7845.
L’opzione per il regime ordinario svincola il contribuente dall’imponibile ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti
21 aprile 2015 /in Accertamento, Accertamento IVA, Giurisprudenza tributaria, Sentenze dello studio /by Paolo Dalle Carbonare
Il contribuente che assoggettato al regime IVA speciale previsto dall’articolo 74 del DPR 633/1972 che opta per il regime ordinario è svincolato dall’imponibile determinato ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti. Lo ha affermato la sentenza della CTR di Venezia, dopo che la Cassazione aveva cassato con rinvio una decisione di senso inverso.
CTR Venezia, sentenza 27 marzo 2015, n. 11/3/15
Dopo l’accesso è obbligatorio il verbale di chiusura delle operazioni
18 aprile 2015 /in Accertamento, Accessi, ispezioni e verifiche, Giurisprudenza tributaria, Processo verbale di constatazione /by Paolo Dalle Carbonare
Dopo aver effettuato l’accesso, i verificatori devono obbligatoriamente emettere il verbale di chiusura delle operazioni di verifica e l’invito al contraddittorio, ritenuti presupposti essenziali per assicurare la partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento.
Lo ha affermato la Suprema corte con sentenza 17 aprile 2015, n. 7843, riformando la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva ritenuto che il rilascio del verbale di chiusura delle operazioni fosse necessario unicamente in presenza di verifica fiscale.
La Corte di Cassazione ha affermato che le norme in tema di accessi prevedono che «di ogni accesso deve essere redatto processo verbale da cui risultino le ispezioni e le rilevazioni eseguite, le richieste fatte al contribuente o a chi lo rappresenta e le risposte ricevute», e che lo Statuto dei diritti del contribuente impone che dopo il rilascio del verbale di chiusura devono decorrere almeno 60 giorni prima dell’emissione dell’accertamento.