Source: http://www.anffas.net/it/news/5821/permessi-e-congedi-per-i-genitori-di-minori-oltre-i-tre-anni-di-eta-e-fino-ai-12-anni/
Timestamp: 2020-05-25 17:27:12+00:00
Document Index: 20105932

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 24']

Permessi e congedi per i genitori di minori oltre i tre anni di età e fino ai 12 anni - Anffas
Fonte www.superabile.it - In base all’attuale disposto normativo i genitori, anche adottivi, di bambini in situazione di handicap grave oltre i tre anni di età e fino ai 12 anni hanno la possibilità di fruire, in alternativa:
• del prolungamento del congedo parentale previsto dall’art. 33 – comma 2 della legge 104/92 e dall’art. 33 del decreto legislativo 151/2001. I permessi e il prolungamento del congedo parentale spettano al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.
PERMESSI La legge n. 183/2010 ha modificato la disciplina sui permessi art. 33 legge 104/92 introducendo importanti novità per i genitori che assistono figli con grave disabilità, novità che sono poi state riprese dalle circolari inps n. 155/2010 e Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010. L'articolo 24 della Legge 4 novembre 2010, n. 183 ha introdotto elementi di flessibilità per i genitori laddove precisa che “per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente” consentendo così ai genitori di derogare al principio del referente unico, previsto sempre dall’art. 24 della legge n. 183/2010, secondo cui la persona con disabilità può essere assistita da un solo familiare lavoratore.
Il Decreto Legislativo n. 119/2011 è intervenuto nuovamente sulla disciplina dei permessi stabilendo che il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile art. 33 – comma 3 della legge n. 104/92 è riconosciuto, in alternativa al prolungamento del congedo parentale, ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino con handicap in situazione di gravità, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese.
Il prolungamento del congedo parentale per i genitori di minori in situazione di grave disabilità è un’astensione facoltativa dal lavoro, sia pure prolungata, di cui possono usufruire i lavoratori dipendenti genitori, anche adottivi e affidatari, di figli minori di 12 anni di età in situazione di grave disabilità anche se non conviventi. Pertanto il prolungamento del congedo spetta indifferentemente alla madre o al padre che si possono alternare nella utilizzazione del congedo. Il decreto legislativo n. 80/2015, ed in particolare, l’art. 8 modificando l’art. 33 del Decreto Legislativo 151 del 2001, amplia la possibilità di usufruire del prolungamento del congedo parentale fino al dodicesimo anno di età del bambino mentre (precedentemente era possibile fino agli otto anni).
Per le modifiche apportate dall’art. 10 del Decreto Legislativo n. 80/2015 all’art. 36 del Decreto legislativo 151 /2001 in caso di affidamento o adozione il prolungamento del congedo parentale può essere fruito, qualsiasi sia l’età del bambino, entro 12 anni (e non più 8 anni) dall'ingresso del minore in famiglia e non oltre il raggiungimento della maggiore età. Si ricorda che l’art. 3 del Decreto Legislativo n. 119/2011 aveva già modificato l’art. 33 del Decreto Legislativo 151/2001, prevedendo che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi del “normale” congedo parentale, non superiore a tre anni. Il prolungamento del congedo parentale può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionata, a giorni, a settimane o a mesi. I genitori si possono alternare nella fruizione sia del congedo parentale sia del prolungamento del congedo parentale.
• sull’art. 42 - comma 1 del decreto legislativo 151/2001, che prevede la possibilità per i genitori di fruire, in alternativa al prolungamento del congedo parentale, di permessi orari giornalieri (art. 33 – comma 2 L. 104/92) sino al compimento del terzo anno di vita del bambino. In tale periodo non maturano né le ferie, né la tredicesima mensilità.
Si segnala, inoltre che l’art. 8 – comma 7 del Decreto Legislativo n. 81/2015 prevede che il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del prolungamento del congedo parentale ed entro i limiti del congedo ancora spettante, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purchè con una riduzione d'orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare la trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.
• non sia ricoverato a tempo pieno. Permessi e prolungamento del congedo parentale in caso di ricovero del minore da assistere. I genitori possono usufruire delle agevolazioni lavorative anche in caso di ricovero del minore se i sanitari della struttura ospedaliera documentano la necessità di assistenza da parte dei genitori.
• ricovero a tempo pieno di un minore con disabilità in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare, ipotesi già prevista per i bambini fino a tre anni di età (circolare inps n. 90 del 23 maggio 2007, p. 7). Relativamente al prolungamento del congedo parentale si precisa che il Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 ha modificato l'art. 33 del d.lgs. n. 151 del 2001, prevedendo che il prolungamento del congedo è accordato "a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore".
Le altre eccezioni previste per i permessi valgono anche per il prolungamento del congedo parentale. Infatti, le circolari del Dipartimento Funzione Pubblica n. 1/2012 e inps n. 32/2012 ribadiscono che, in caso di ricovero del minore da assistere, valgono le deroghe già esplicitate nelle Circolari Dipartimento funzione pubblica n. 13/2010, inps n. 155/2010, INPDAP n. 1/2011.
Le circolari Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010, inps n. 155/2010 e INPDAP n. 1/2011 specificano che trattandosi di istituti speciali rispondenti alle medesime finalità di assistenza al disabile in situazione di gravità, la fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili (art. 33 comma 3 L. 104/92), del prolungamento del congedo parentale deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese.
Il prolungamento del congedo parentale e i permessi alternativi sono compatibili con la fruizione del normale congedo parentale e del congedo per malattia del medesimo figlio fruito dall'altro genitore (art. 42, comma 4, D.lgs. 151/2001). Il prolungamento del congedo parentale e i permessi mensili sono compatibili con la utilizzazione del congedo straordinario retribuito nell’arco del mese ma non negli stessi giorni. Il Dipartimento della Funzione Pubblica, nella circolare 1 del 3 Febbraio 2012, si esprime molto chiaramente sulla questione, laddove al punto 3 b precisa che i genitori possono fruire dei permessi di tre giorni mensili e del prolungamento del congedo parentale anche in maniera cumulata con il congedo straordinario nell’arco dello stesso mese, mentre è precluso il cumulo dei benefici nello stesso giorno. Ciò vale anche nel caso in cui la fruizione delle agevolazioni avvenga da parte di un solo genitore, che, pertanto, nell'arco dello stesso mese può fruire del congedo straordinario e, alternativamente dei permessi di tre giorni mensili o del prolungamento del congedo parentale.
• Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate";
• Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
• Legge 4 novembre 2010 , n. 183: “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro;
• Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 6 dicembre 2010, n. 13 - “Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza alle persone con disabilità - banca dati informatica presso il Dipartimento della funzione pubblica - legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 24”;
• Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 - "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi"; • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n. 1 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - d.lgs. 18 luglio 2011, n.119”;
• Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80: “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
• Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 : “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.