Source: https://infotelsistemi.wordpress.com/2008/11/03/come-garantire-la-data-certa-prevista-dal-d-lgs-8108-2/
Timestamp: 2016-12-10 22:20:50+00:00
Document Index: 38863581

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 2704', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 2704', 'art. 8', 'art 22']

Come garantire la "data certa" prevista dal D.lgs. 81/08 | Infotel Software
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Come garantire la "data certa" prevista dal D.lgs. 81/08	Pubblicato il 3 novembre 2008	di illota Come garantire la “data certa” prevista dal D.lgs. 81/08 in riferimento alla delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro (art. 16, lett. a) e del documento di valutazione dei rischi (Art. 28, comma 2) è certamente un problema di non poco conto. In attesa di ulteriori chiarimenti interpretativi da parte del ministero competente, ci si deve riferire ai chiarimenti che la giurisprudenza e il garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 5/12/2000, hanno fornito sulla data certa dell’atto, così come previsto dall’art. 1 della L. 325/2000.
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Una risposta a Come garantire la "data certa" prevista dal D.lgs. 81/08
infotel ha detto:	23 novembre 2008 alle 19:36	LA “DATA CERTA” PREVISTA DAL D.LGS 81/08ALCUNE INDICAZIONI PER GARANTIRE LA “DATA CERTA” IN RIFERIMENTO ALLA DELEGA DI FUNZIONI (Art. 16, lett. a) E AL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, (Art. 28, comma 2) COSÌ COME RICHIESTA DAL D.LGS 81/08.In riferimento all’art. 16 e all’art. 28 del Dlgs. 81/2008 come garantire la “data certa”, nel caso di delega di funzioni in materia di sicurezza da parte del datore di lavoro e del DVR, è certamente un aspetto di non poco conto che richiederebbe un preciso chiarimento interpretativo da parte del Ministero competente. Per ora possiamo solo passare in rassegna ciò che la giurisprudenza ci ha sin qui evidenziato optando per le diverse ipotesi.“Art. 16 ” – Delega di funzioni1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni:a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; (…..) Art. 28 – Oggetto della valutazione dei rischi1. La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (…).2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere DATA CERTA […]”Nell’anno 2000 il Garante per la protezione dei dati personali con il Provvedimento del 5/12/2000 – Misure minime di sicurezza fornì alcuni chiarimenti sulla data certa dell’atto previsto dall’art. 1 della L. 325/2000In proposito, per quanto di competenza, il Garante osservava che tale requisito si collega con la comune disciplina civilistica in materia di prove documentali e, in particolare, con quanto previsto dagli artt. 2702 – 2704 del codice civile, i quali recano un’elencazione non esaustiva degli strumenti per attribuire data certa ai documenti, consentendo di provare tale data anche in riferimento a ogni “fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento” (vedi art. 2704, terzo comma, cod. civ.) (Data della scrittura privata nei confronti dei terzi)La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento.La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.Per l’accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.La legge n. 325/2000 presuppone quindi che il documento in questione sia collegabile ad un fatto oggettivo attribuibile al soggetto che lo invoca, ma sottratto alla sua esclusiva sfera di disponibilità.In questa prospettiva, senza pretesa di indicare in modo esauriente tutti i possibili strumenti idonei ad assegnare al documento una data certa, il Garante richiama l’attenzione dei titolari del trattamento sulle seguenti possibilità che appaiono utilmente utilizzabili:a) ricorso alla c.d. “autoprestazione” presso uffici postali prevista dall’art. 8 del d.lg. 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull’involucro che lo contiene;b) in particolare per le amministrazioni pubbliche, adozione di un atto deliberativo di cui sia certa la data in base alla disciplina della formazione, numerazione e pubblicazione dell’atto;c) apposizione della c.d. marca temporale sui documenti informatici (art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n. 59; d.P.R. 10 novembre 1997, n. 513; artt. 52 ss. d.P.C.M. 8 febbraio 1999);d) apposizione di autentica, deposito del documento o vidimazione di un verbale, in conformità alla legge notarile; formazione di un atto pubblico;e) registrazione o produzione del documento a norma di legge presso un ufficio pubblico.Il Decreto Legislativo 22 luglio 1999, n. 261 – “Attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 1999 all’art. 8 (Autoprestazione) prevede:1. E’ consentita, senza autorizzazione, la prestazione di servizi postali da parte della persona fisica o giuridica che e’ all’origine della corrispondenza (autoprestazione) oppure da parte di un terzo che agisce esclusivamente in nome e nell’interesse dell’autoproduttore.Il sistema della MARCA TEMPORALE basa la propria modalità di certificazione della marca temporale su un procedimento informatico regolamentato dalla legge italiana, che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi un oggetto digitale (file). La Data Certa è un servizio di certificazione temporale apposto, per es. tramite il servizio INFOCAMERE della Camera di Commercio che permette di datare in modo certo ed opponibile a terzi qualunque tipo di documento.Tra i profili probatori del documento informatico assume un’importanza fondamentale l’attribuzione della cosiddetta ‘data certa’ e cioè la prova della formazione del documento in un certo arco temporale o, comunque, della sua esistenza anteriormente ad un dato evento (art. 2704 codice civile).Nel tradizionale sistema di documentazione cartacea, l’attribuzione della data certa (efficace nei confronti dei terzi e non solo tra le parti) deriva principalmente dal riscontro di un’attestazione fatta da un soggetto terzo ed imparziale depositario di pubbliche funzioni. (autentica comunale)La marca temporale (digital time stamp) attesta infatti l’esistenza di un documento informatico (o meglio di un file informatico) ad una determinata data ed ora (‘validazione temporale’).L’apposizione di una marca temporale produce l’effetto giuridico di attribuire ‘ad uno o più documenti informatici una data ed un orario opponibili ai terzi’ (art. 8 comma 1, e art 22, comma1, lettera g, d.p.r. n. 445/2000) e, dunque, non solo efficaci tra le parti. La veridicità ed esattezza di una marca temporale, come per i certificati delle chiavi pubbliche si presume fino a prova contraria.Riferimenti NormativiD.P.C.M. 13 gennaio 2004 – Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici.Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (S. O. alla G. U. n. 42 del 20 febbraio 2001) integrato con le modifiche apportate dal D.Lgs. 23 gennaio 2002, n. 10 e dal DPR 7 aprile 2003, n.137- (G.U. n. 138 del 17.6.2003).La Posta Elettronica Certificata infine è il servizio di posta elettronica che fornisce al mittente la prova legale dell’invio e della consegna di documenti informatici.La posta elettronica certificata (PEC) è la trasmissione telematica di comunicazioni con ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna e avviene ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta e ha valore legale. La data e l’ora di trasmissione e di ricezione di undocumento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.Nei casi di invio o ricezione di messaggi verso caselle di posta elettronica tradizionale, il sistema non può eseguire tutti i passi previsti dal circuito della posta certificata e non esplica tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per tale ragione la trasmissione dei messaggi non ha gli stessi effetti legali di validità e opponibilità.Riferimenti normativi:1. Codice dell’Amministrazione Digitale [DLgs 82/2005] in vigore dal 1° gennaio 2006, nuove forme di dialogo tra cittadini, imprese e PPAA.2. Pubblicazione del DPR n. 68, Regolamento con disposizioni per l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata verso regole tecniche3. Regole Tecniche con decreto del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie del 2 novembre 2005.