Source: http://docplayer.it/41074512-Fiscal-news-la-circolare-di-aggiornamento-professionale.html
Timestamp: 2017-12-15 05:23:15+00:00
Document Index: 139759259

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 89', 'art. 167', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 167', 'art. 165', 'art. 89', 'art. 3']

1 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N Credito d'imposta estero Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 108 del Categoria: Fiscalità internazionale Sottocategoria: Varie L'Agenzia delle Entrate è intervenuta con propria Risoluzione n. 108 del e contestuale comunicato stampa in risposta ad un interpello a chiarire il corretto funzionamento del Credito d imposta a favore di residenti. In particolare l'interpello ha per oggetto il credito per le imposte pagate all'estero da società residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, attribuito al socio controllante residente al momento della tassazione integrale degli utili provenienti da tali società. Ciò in considerazione di quanto previsto dall'art. 3 del Decreto Legislativo n. 147 del più noto come Decreto Internazionalizzazione, e dall'art. 89 comma 3 del Tuir. Vediamo ora i chiarimenti più significativi. Premessa Prima di affrontare il concetto del credito di imposta è opportuno ricordare che ai sensi dell'art. 167, comma 6, del Tuir, così come riformulato dal Decreto Internazionalizzazione, i redditi delle Società estere controllate (CFC), da imputare al Socio italiano, sono determinati in base alle disposizioni applicabili ai soggetti residenti titolari di reddito d'impresa. Il credito per imposte pagate all'estero da società residenti in Stati o Territori a regime fiscale privilegiato (così detti Black List) è stato recentemente oggetto di modifica in occasione del Decreto Internazionalizzazione n. 147 del 2015 prevedendo che il credito d imposta sia riconosciuto anche... se il socio italiano non abbia percepito direttamente i dividendi della società controllata localizzata in un Paese a regime fiscale privilegiato, ma questi siano stati distribuiti ad una società controllante intermedia, a sua volta residente 1
2 all'estero, i cui redditi siano tassati in Italia ai sensi della disciplina sulle Controlled Foreign Corporations (CFC).... Si introduce pertanto il concetto di credito di imposta indiretto disciplinato dal Decreto Legislativo n. 147 del recante misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese, più noto come Decreto internazionalizzazione. A questa conclusione l'agenzia delle Entrate giunge con la propria Risoluzione n. 108/E del ed il contestuale Comunicato Stampa. Il credito d imposta indiretto è riconosciuto Al socio di controllo per le imposte pagate all'estero da società partecipate localizzate in Paesi a regime fisale privilegiato, qualora gli utili da queste provenienti concorrano integralmente alla formazione della base imponibile del socio medesimo. In ragione delle imposte pagate all'estero non dal contribuente beneficiario del credito stesso, ma dalla società partecipata dalla quale provengono gli utili tassati in Italia, a condizione che quest'ultima svolga un'effettiva attività economica nel mercato di insediamento. La condizione indispensabile è quindi che la società partecipata svolga un'effettiva attività economica nel mercato di insediamento. Per quanto attiene al caso di specie oggetto di interpello, lo stesso pone il quesito del corretto comportamento in relazione alla distribuzione degli utili da parte di una società interamente controllata, da Socio Unico residente in Italia, con sede ad Hong Kong; in particolare con riferimento alla corretta applicazione dell'art. 89 comma 3 del Tuir, così come riformato a seguito del Decreto Internazionalizzazione. La società istante chiede chiarimenti in ordine alla possibilità di usufruire del credito d imposta previsto dal riformato art. 89 che consente di fatto al socio residente di scomputare, dalle imposte dovute in Italia sugli utili percepiti da società controllate residenti in uno Stato a fiscalità privilegiata, le imposte estere pagate da quest'ultima, qualora la medesima abbia ottenuto la disapplicazione della disciplina CFC in base al riconoscimento della prima esimente (prima causa di disapplicazione delle norme sulle CFC). Ricordiamo che la prima esimente si considera dimostrata quando la società residente in Italia, in sede di interpello, sia in grado di dimostrare che la società non residente svolge un'effettiva attività industriale o commerciale, come sua principale attività, nel mercato dello Stato o Territorio di insediamento. 2
3 Nel caso di specie l'istante è Socio Unico residente in Italia la cui partecipazione nella società residente in Stato a fiscalità privilegiata (Hong Kong) non è detenuta direttamente ma per il tramite di una società lussemburghese. Gli utili sono assoggettati ad imposta, per trasparenza, in Italia con riferimento alla normativa delle C.F.C. e quindi in capo al partecipante (soggetto residente in Italia). L'elemento determinante al fine di definire il corretto comportamento fiscale è la provenienza degli utili. Ai fini della verifica dei presupposti per l'applicazione del regime di tassazione integrale dei dividendi esteri, rileva il momento del materiale conseguimento dei medesimi (ovvero la data in cui gli utili sono stati materialmente distribuiti; nel caso di specie gli utili sono stati distribuiti il 27 novembre 2015). Questo perché in tale momento i dividendi distribuiti assumono rilevanza fiscale in capo al percettore. La società che ha distribuito gli utili, con riferimento al periodo d imposta 2015, a tale data risulta essere in un Paese a fiscalità privilegiata (Hong Kong infatti al momento della distribuzione degli utili risultava ancora inserito nella lista dei paesi Black List di cui al D.M. del che come previsto dalla Circolare n. 35/E del rimane applicabile fino al ). A proposito dell'identificazione dei Paesi a fiscalità privilegiata, di cui all'articolo 167 comma 4 del Tuir, la predetta Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 35/E del ha identificato quali paesi privilegiati quelli individuati con decreti del Ministero delle Finanze in relazione a: livello di tassazione inferiore al 50% di quello applicato in Italia; mancanza di adeguato scambio di informazione; criteri equivalenti; livello nominale di imposizione inferiore al 50% di quello applicato in Italia, nonostante l'aliquota ordinaria dello Stato o del territorio sia superiore alla metà di quella italiana. 3
4 La Risoluzione giunge quindi a queste indicazioni: I dividendi corrisposti al socio italiano provenienti da una società residente in Paese a fiscalità privilegiata, seppure corrisposti per tramite di una società intermedia estera: concorrono alla formazione del reddito imponibile del socio stesso (residente in Italia) e saranno assoggettati a tassazione secondo quanto previsto dall'articolo 89 comma 3 del Tuir; ai sensi dell'art. 167, comma 6, del Tuir tali redditi imputati al socio italiano per trasparenza sono determinati in base alle disposizioni applicabili ai soggetti residenti titolari di reddito di impresa, garantendo così l'equivalenza della base imponibile del reddito estero; saranno assoggettati a tassazione secondo le regole previste dall'articolo 89, comma 3, del Tuir, trattandosi di utili provenienti da soggetto residente in un territorio a fiscalità privilegiata; al socio controllante residente in Italia sarà riconosciuto un credito di imposta ai sensi dell'articolo 165 del Tuir in ragione delle imposte assolte dalla società partecipata sugli utili maturati durante il periodo di possesso della partecipazione. Il credito spetterà in proporzione degli utili conseguiti e nei limiti dell'imposta italiana relativa a tali utili e fino alla concorrenza della quota di imposta lorda italiana corrispondente al rapporto tra i redditi esteri e il reddito complessivo, al netto delle perdite dei precedenti periodi d imposta ammessi in detrazione. Quanto sopra in considerazione del fatto che risultano applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'art. 165 del Tuir in materia di foreign tax credit (credito d imposta con riferimento alle imposte pagate all'estero a titolo definitivo). In sede di determinazione delle imposte sarà necessario procedere alla ricostruzione dell'utile lordo ai sensi dell'art. 89 comma 3 del Tuir e computare l'ammontare del credito d imposta, in aumento del reddito complessivo. Il credito d imposta indiretto sarà scomputabile dal Socio residente esclusivamente dalle imposte dovute sul reddito della CFC, liquidate nel Quadro RM della dichiarazione dei redditi. A tale proposito ai fini della determinazione corretta del imposte si dovrà fare riferimento a quanto previsto dalla Circolare n. 35 del 2016, paragrafo
5 Poiché gli attuali modelli delle Dichiarazioni dei Redditi non prevedono una sezione specifica con riferimento al credito d imposta introdotto dall'art. 3 del Decreto Internazionalizzazione il contribuente dovrà aver cura di riepilogare i dati rilevanti ai fini della liquidazione delle imposte in un prospetto specificatamente compilato, sottoscritto e conservato ai fini di un eventuale contraddittorio, dal contribuente stesso. L'imponibile ed il relativo importo del credito così come liquidato sarà invece indicato nella dichiarazione dei redditi unitamente alle imposte pagate all'estero dalla CFC (FC 39 colonna 5 Righi da RM1 a RM4). Riferimnti normativi Decreto Legislativo n. 147 del Disposizioni recanti misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 220 del ed entrato in vigore il , così detto Decreto Internazionalizzazione; Risoluzione n 108 del Agenzia delle Entrate; Tuir (Testo Unico delle Imposte sul Reddito); DM. 21 novembre 2001 (Paesi e Territori a Fiscalità Privilegiata); Circolare n. 35/E del Riproduzione riservata - 5
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