Source: https://diecivoltemeglio.com/diritto-internazionale-umanitario-crimini-di-guerra-immunita-giurisdizionale-degli-stati/
Timestamp: 2019-07-20 09:26:04+00:00
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Diritto internazionale umanitario - Crimini di guerra - immunità giurisdizionale degli Stati - Dieci Volte Meglio
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1- Premesse. Il diritto penale umanitario ha molti sinonimi. Quelli che ricorrono con maggiore frequenza sono “diritto umanitario di guerra” e “diritto internazionale umanitario”: il primo svela la più antica connotazione di questa peculiare branca dell’ordinamento giuridico, mettendo in evidenza che si tratta di norme che si applicano nel contesto di conflitti bellici e che si propongono di arginare la violenza che è ad essi coessenziale, onde impedire che essa, muovendosi al di fuori di ogni regola e misura, frantumi e devasti tutti i principi di umanità e civiltà; il secondo (diritto internazionale umanitario) ne mette in risalto l’ulteriore connotato, evidenziando come le sue componenti siano costituite da norme e principi che si sono progressivamente irradiati nell’ambito del consorzio umano, sganciandosi dalle singole realtà territoriali ed elevandosi a disciplina universale, da applicarsi in ogni luogo ed a prescindere dalle contingenti leggi dei singoli ordinamenti; e quindi anche nelle ipotesi – che la storia ha sempre registrato e di cui la seconda guerra mondiale ha fornito una terribile ed indimenticabile testimonianza – in cui il diritto positivo di tali ordinamenti ne prescriva o consenta la più plateale e radicale delle violazioni.
2 – L’immunità giurisdizionale degli Stati: l’orientamento della Corte di Cassazione (sentenza n. 5044 del 2004). Facciamo un salto ed arriviamo ai nostri giorni e nel nostro Paese, per soffermarci sulla fondamentale sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione il 1° marzo 2004 (sentenza n. 5044), in cui si è affermato che l’obbligo di rispettare i diritti inviolabili della persona umana costituisce un fondamentale pilastro dell’ordinamento internazionale e che esso ha progressivamente intaccato la portata e l’ambito di altri principi ai quali tale ordinamento si è tradizionalmente ispirato, quale quello del rispetto delle reciproche sovranità e del riconoscimento dell’immunità statale dalla giurisdizione civile.
3 – L’immunità giurisdizionale degli Stati: l’orientamento della Corte internazionale di giustizia. Lo Stato tedesco ha ritenuto che le decisioni degli organi giudiziari italiani violassero le sue prerogative di sovranità ed ha chiesto alla Corte internazionale di giustizia[3] di dichiarare la responsabilità dello Stato italiano per non aver rispettato, con le pronunce emesse dai propri organi giurisdizionali, la norma internazionale sull’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile di altri Stati.
4 – Le immediate reazioni alla decisione della Corte internazionale. Si è da taluni messo subito in rilievo come la raffinata costruzione della Corte si muova in un contesto segnato da vischiosità di concetti e principi e non tenga in adeguata considerazione la recente pratica internazionale, che invoca e pretende il massimo di tutela giudiziaria nel caso di gravi crimini contro i diritti umani, specie quando commessi da organi di uno Stato estero nel Paese che rivendica la giurisdizione.
5 – L’esecuzione della sentenza della Corte internazionale. La norma consuetudinaria accertata dalla Corte internazionale può quindi essere così formulata: «uno Stato è immune dalla giurisdizione di un altro Stato per fatti commessi dalle proprie forze armate sul territorio dello Stato del foro nel contesto di un conflitto armato, ancorché tali fatti siano qualificabili come crimini internazionali».
6 – L’intervento della Corte costituzionale (sentenza n. 238 del 22 ottobre 2014). La vicenda non è però conclusa. Poco dopo l’entrata in vigore della legge n. 5 del 2013, il tribunale di Firenze esprime dei dubbi sulla costituzionalità dell’assetto normativo che consegue alla decisione del giudice internazionale e si rivolge alla Corte costituzionale, con quattro identiche ordinanze di rimessione, tre delle quali sono state decise con la sentenza n. 238 del 22 ottobre 2014, mentre la quarta è stata decisa dalla Corte costituzionale con l’ordinanza n. 30 del 2015.
7 – Gli effetti della sentenza della Corte costituzionale. Rimane da chiedersi come possa essere implementata la decisione della Corte costituzionale e quali siano gli effetti che essa è in grado di produrre all’interno dell’ordinamento italiano, con particolare riguardo agli organi giudiziari ed alle parti dei procedimenti giudiziali.
Luglio 2019 Vincenzo Santoro