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Timestamp: 2019-11-21 17:15:19+00:00
Document Index: 153609848

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 13']

Nella XVI legislatura, l'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali è stata modificata, ridefinendo le competenze delle direzioni generali e delle strutture periferiche.
Articolazione centrale del MIBAC
Istituti centrali e istituti dotati di autonomia speciale
Articolazione periferica del MIBAC
Attuale dotazione organica
Nella XVI legislatura, il D.P.R. 2 luglio 2009, n. 91, in attuazione dell’art. 74 del D.L. 112/2008, ha novellato il regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC) di cui al D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233 - emanato in base all’art. 1, co. 404, della legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006) – nonché il D.P.R. 6 luglio 2001, n.307, che disciplina l’organizzazione degli uffici di diretta collaborazione con il Ministro.
L’intervento operato con il D.P.R. 91/2009 ha comportato sia una riduzione degli uffici e delle dotazioni organiche ulteriore rispetto a quella derivante dal D.P.R. 233/2007, sia una ridefinizione delle competenze delle direzioni generali - in particolare, con la creazione della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale - e delle strutture periferiche del Ministero.
E’ opportuno ricordare anche che l’art. 12, co. 31-38, del D.L. n. 95 del 2012 aveva previsto la soppressione dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi e la trasformazione della Fondazione centro sperimentale di cinematografia in Istituto centrale. Tali disposizioni sono state soppresse durante l’esame parlamentare.
Complessivamente, il MIBAC si articola in una amministrazione centrale e in una amministrazione periferica. Vi sono, altresì, organi consultivi centrali, istituti centrali e istituti dotati di autonomia speciale.
Secondo la configurazione adottata con il D.L. 262/2006 - che ha soppresso i Dipartimenti - il Ministero si articola, a livello centrale, in un segretariato generale e in direzioni generali.
In particolare, le direzioni generali, a seguito del D.P.R. 91/2009, sono otto e a ciascuna di esse fa capo un determinato numero di uffici dirigenziali non generali (udng: di seguito, indicati fra parentesi):
DG per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio, ed il personale (6)
DG per le antichità (7)
DG per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee (12)
DG per la valorizzazione del patrimonio culturale (2)
DG per gli archivi (9)
DG per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d’autore (8)
DG per il cinema (3)
DG per lo spettacolo dal vivo (3)
Ai direttori generali centrali competono, per le materie di settore, le funzioni concernenti progetti o iniziative che coinvolgono interessi interregionali o nazionali o facenti capo a più amministrazioni.
Inoltre, essi esercitano i diritti dell’azionista nelle società controllate dal Ministero (ARCUS; ALES; Cinecittà) e di vigilanza sulle Fondazioni o, a seconda dei casi, società (Triennale di Milano; Quadriennale di Roma; Biennale di Venezia; Fondazione MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo; SIAE).
Le attività delle direzioni generali sono coordinate da un Segretario generale, che opera alle dirette dipendenze del Ministro, attuando l’indirizzo da questi impartito. In particolare, il Segretario generale assicura il coordinamento e l'unità dell'azione amministrativa e riferisce periodicamente al Ministro gli esiti della sua attività.
Il segretariato generale si articola in 6 uffici dirigenziali di livello non generale, compresi il Servizio ispettivo, gli Istituti centrali e l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro.
Altri due uffici di livello dirigenziale generale sono costituiti presso il gabinetto del Ministro.
Sia il segretariato generale, sia le direzioni generali, costituiscono centro di responsabilità amministrativa.
Il segretariato generale e le direzioni generali esercitano la vigilanza sugli Istituti centrali, gli Istituti nazionali e gli Istituti dotati di autonomia speciale.
Gli istituti centrali sono 7 (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione; Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche; Opificio delle pietre dure; Istituto centrale per la demoetnoantropologia (di nuova istituzione); Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario; Istituto centrale per gli archivi; Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
Gli istituti dotati di autonomia speciale sono 11 (Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei; Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Firenze; Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (che subentra all'Istituto centrale del restauro); Biblioteca nazionale centrale di Roma; Biblioteca nazionale centrale di Firenze; Centro per il libro e la lettura; Archivio centrale dello Stato).
Sono organi consultivi centrali il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e 7 Comitati tecnico-scientifici.
Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici esprime pareri, fra l’altro, sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali, sugli schemi di accordi internazionali in materia di beni culturali, sui piani strategici di sviluppo culturale e sui programmi di valorizzazione dei beni culturali, sui piani paesaggistici elaborati congiuntamente con le regioni. Esso è composto dai presidenti dei Comitati tecnico-scientifici e da otto eminenti personalità del mondo della cultura (di cui, 3 designate dalla Conferenza unificata) ed è integrato, in determinati casi, con tre rappresentanti del personale del Ministero. Dura in carica tre anni, con eventuale proroga per non più di tre anni.
I 7 Comitati tecnico-scientifici (per i beni archeologici; per i beni architettonici e paesaggistici; per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico; per gli archivi; per le biblioteche e gli istituti culturali; per la qualità architettonica e urbana e per l’arte contemporanea; per l’economia della cultura) hanno funzioni consultive.
Ciascun comitato è composto da un rappresentante eletto, al proprio interno, dal personale tecnico-scientifico dell’amministrazione; da due esperti di chiara fama designati dal Ministro; da un professore universitario di ruolo designato dal CUN.
Sono organi periferici del MIBAC:
a) 17 direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici: per ciascuna di esse è indicato il numero degli uffici dirigenziali non generali, fino ad un massimo di 14;
b) le soprintendenze: per i beni archeologici; per i beni architettonici paesaggistici; per i beni storici, artistici ed etnoantropologici;
In particolare le direzioni regionali, che sono uffici dirigenziali generali, coordinano l’attività delle altre strutture periferiche presenti nel territorio regionale. Ad esempio, esprimono il parere di competenza del Ministro in sede di conferenza di servizi per gli interventi in ambito regionale che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore. Curano, inoltre, i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione medesima.
Costituiscono centri di costo e dipendono funzionalmente, per quanto riguarda gli aspetti contabili, dalla direzione generale per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale.
Deputato ad esprimere pareri è il Comitato regionale di coordinamento, presieduto dal direttore regionale e composto dai soprintendenti di settore operanti in ambito regionale e, in composizione integrata, anche dai responsabili di tutti gli uffici periferici operanti in ambito regionale.
La dotazione organica è stabilita in 223 dirigenti, di cui 29 di prima fascia e 194 di seconda fascia.
La dotazione organica delle aree è pari a 21.232 unità.
Modifiche ai regolamenti di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro - Schema di Regolamento n. 72 (art. 17, co. 4-bis, L. 400/1988; art. 13, co. 2, L. 59/1997) - Elementi per l'istruttoria normativa (12/05/2009)
Modifiche ai regolamenti di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro - Schema di Regolamento n. 72 (art. 17, co. 4-bis, L. 400/1988; art. 13, co. 2, L. 59/1997) - Schede di lettura, testi a fronte e normativa di riferimento (12/05/2009)