Source: http://www.avvocato-penalista-bologna.it/consulenza-legale/diritto-energia-cave-e-miniere-la-mancanza-o-il-venire-meno-della-autorizzazione-per-lattivita-estrattiva-non-puo-configurare-il-reato-di-cui-allart-44-lett-b-d-p-r-6-giugno-2001-n-380/
Timestamp: 2018-03-22 09:41:18+00:00
Document Index: 27998059

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44']

﻿ DIRITTO ENERGIA CAVE E MINIERE La mancanza o il venire meno della autorizzazione per l'attività estrattiva non può configurare il reato di cui all'art. 44, lett. b), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380. La mancanza o il venire meno della autorizzazione per l'attività estrattiva non può configurare il reato di cui all'art. 44, lett. b), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380. Tale reato, non è neanche astrattamente configurabile sotto il profilo della difformità della attività rispetto alla autorizzazione estrattiva, giacché, così ritenendo, si darebbe luogo ad una inammissibile applicazione analogica in malam partem di una norma penale. In altre parole si applicherebbe in via analogica la norma penale che punisce l'attività in difformità dal permesso di costruire alla ipotesi di attività in difformità dalla autorizzazione estrattiva, il che, oltre che inammissibile, sarebbe peraltro anche manifestamente illogico, dal momento che è pacifico che la norma in esame non potrebbe applicarsi per l'ipotesi di totale mancanza di autorizzazione estrattiva. - Avvocato Penalista Bologna
da Armaroli | Nov 24, 2016 | Consulenza Legale | 0 commenti
DIRITTO ENERGIA CAVE E MINIERE
da tempo dalla dottrina, in bene fondiario (proprietà terriera) e attività di cava (impresa) al- lorché al primo viene impressa una destinazione di interesse pubblico: eserci- zio della cava per assolvere un interesse rilevante per l’economia nazionale.
Il bene cava è chiaramente scindibile, come evidenziato già da tempo dalla dottrina, in bene fondiario (proprietà terriera) e attività di cava (impresa) al- lorché al primo viene impressa una destinazione di interesse pubblico: eserci- zio della cava per assolvere un interesse rilevante per l’economia nazionale.
Il regime speciale del giacimento non incide su quello del suolo, stretta- mente inteso, sul quale il proprietario può eventualmente continuare ad eser- citare le sue facoltà di godimento, che, peraltro, è limitato solo per le caratteri- stiche particolari del giacimento, ma che può essere del tutto escluso, nel caso in cui l’attività sia svolta da un altro soggetto
La mancanza o il venire meno della autorizzazione per l’attività estrattiva non può configurare il reato di cui all’art. 44, lett. b), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380.
2-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante denuncia di inizio attività ai sensi dell’articolo 22, comma 3, eseguiti in assenza o in totale difformità dalla stessa. (1)
Dott. Saverio Mannino – Presidente
Dott. Amedeo Franco – Consigliere Rel.
Dott. Alessandro Andronio – Consigliere
1) violazione dell’art. 44, lett. b), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380, e contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla astratta sussistenza del reato. Osservano che in materia di cave non è applicabile la normativa edilizia urbanistica e non è ravvisabile la violazione dell’art. 44, lett. b), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380. Semmai avrebbe potuto essere in astratto configurabile il reato di cui all’art. 44, lett. a), qualora vi fosse stato (il che non era) un contrasto con gli strumenti urbanistici, ma il tribunale del riesame ha escluso questa ipotesi di reato ed ha ritenuto configurabile proprio il reato di cui all’art. 44, lett. b), il quale invece è inapplicabile alla ipotesi di attività di cava in assenza del permesso di costruire che non è richiesto. Il tribunale ha peraltro ritenuto applicabile questa) reato alla ipotesi di coltivazione della cava in difformità dalla autorizzazione estrattiva, ma in tal modo ha assimilato questa autorizzazione al permesso di costruire sotto il profilo della attività in difformità, così operando una inammissibile applicazione analogica.
2) violazione dell’art. 44, lett. a), d.p.R. 6 giugno 2001, n. 380, e omessa motivazione sulla indicazione del fatto materiale integrante il reato. Osservano che non è indicata alcuna prescrizione o pianificazione dello strumento urbanistico generale che sarebbe stata violata. Inoltre, l’attività di cava è svolta in zona agricola che di per sé non è incompatibile.
3) contraddittorietà, manifesta illogicità della motivazione e mancanza di motivazione in relazione alla intervenuta sospensiva da parte del TAR dell’ordine comunale di sospensione dei lavori in riferimento alla deduzione che la proroga della autorizzazione era nella specie un atto dovuto. Ora, la sospensione del provvedimento da parte del giudice amministrativo incide proprio sulla astratta configurabilità del reato.