Source: https://www.agbe.eu/vantaggi-fiscali-donazioni/
Timestamp: 2017-12-18 05:09:44+00:00
Document Index: 41256771

Matched Legal Cases: ['art 100', 'art. 100', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 85', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10']

Agevolazioni fiscali per chi dona all’AGBE - AGBE - Associazione Genitori Bambini Emopatici
Agevolazioni fiscali per chi dona all’AGBE
Deducibilità e detraibilità delle erogazioni liberali
Agevolazioni fiscali previste, si distinguono a seconda di chi le ha effettuate – persona fisica o impresa – ed in base alla natura della donazione che può riguardare denaro, beni o costi di personale per servizi.
I contribuenti (sia persone fisiche che enti) soggetti all’imposta sul reddito, che intendono effettuare donazioni all’AGBE, potranno scegliere alternativamente quale tra le due agevolazioni – deducibilità o detraibilità – risulta più confacente nell’ambito della propria categoria (persone fisiche od imprese).
In ogni caso la condizione necessaria, per accedere all’agevolazione, è che il versamento sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante assegni bancari e circolari; in caso si utilizzi carta di credito o prepagate è sufficiente la tenuta e l’esibizione, in caso di eventuale richiesta dell’amministrazione finanziaria, dell’estratto conto della società che gestisce la carta.
Agevolazioni sulle erogazioni liberali fatte da PERSONE FISICHE
Agevolazioni sulle erogazioni liberali fatte dalle IMPRESE
la deduzione dal reddito imponibile Ires del 2% del reddito d’impresa dichiarato per un importo massimo di 30.000 euro (comma 2 lettera h, art 100 T.U.I.R.).
Deducibilità dal reddito imponibile Ires
Lo sono le “spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizi erogate a favore di Onlus nel limite del cinque per mille dell’ammontare complessivo delle spese per prestazioni di lavoro dipendente (cioè del costo del lavoro), così come risultano dalla dichiarazione dei redditi”. Queste norme, riportate nelle lettere h) ed i) del comma 2 dell’art. 100 del T.U.I.R., non sono state modificate dalla legge n. 96/2012. Esse furono introdotte dal comma 1 dell’art. 13 del d.lgs. n. 460/1997.
Molto importanti sono le erogazioni liberali inerenti le “cessioni gratuite di merce” rese da imprese di produzione o di vendita di beni (non di servizi) e per le quali è previsto un regime fiscale agevolato dai commi 2, 3 e 4 dell’art. 13 del d.lgs. n. 460/1997.
Ai fini Ires o Irpef
Il comma 2 dell’art. 13 del d.lgs. 460/1997 stabilisce, infatti, che le derrate alimentari e i prodotti farmaceutici alla cui produzione od al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle Onlus non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio d’impresa ai sensi del comma 2 dell’art. 85 del T.U.I.R. e, pertanto, tali cessioni gratuite non sono considerate ai fini del calcolo del reddito d’impresa tassato con l’Ires o con l’Irpef.
Lo stesso discorso vale per i beni non di lusso oggetto di attività d’impresa che presentano vizi e imperfezioni che non ne consentono la vendita qualora il costo specifico complessivo non superi il 5% del reddito d’impresa dichiarato.
Ai fini dell’I.V.A.
tali cessioni rappresentano operazioni esenti dall’imposta, ai sensi del numero 12 dell’art. 10 del d.P.R. 633/1972, in quanto rientrano nella fattispecie di cui al numero 4 dell’art. 2 dello stesso D.P.R. da esso richiamata dato che i beni ceduti gratuitamente sono quelli la cui produzione o il cui commercio rientra nell’attività propria dell’impresa.
La legge di stabilità 2016 ha innalzato a 15.000 euro (in precedenza era 5.164,57 euro) il limite del costo dei beni gratuitamente ceduti oltre il quale è obbligatorio inviare la comunicazione di cui all’art. 10, comma 1, n. 12), DPR n. 633/72. Tale comunicazione riguarda la cessione gratuita di beni e va effettuata dal cedente al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza.
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