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Timestamp: 2017-02-23 05:13:31+00:00
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Gruppo d'Intervento Giuridico o.n.l.u.s. » Come insabbiare uno dei peggiori crimini.
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Gruppo d'Intervento Giuridico	Due articoli e un video tristissimo su uno dei crimini peggiori. Crediamo che moltissimi cattolici (e tanti di noi fra loro) pretendano con forza una posizione più decisa e radicale ? ?estremista? ? contro i responsabili di queste nefandezze. Non possiamo augurarvi buona lettura e buona visione?
Gruppo d?Intervento Giuridico dal blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), 16 maggio 2007
Crimen Sollicitationis Il video più visto in questi giorni è un servizio della BBC trasmesso il 1 Ottobre 2006.
Riferisce di un documento ufficiale della Chiesa cattolica dal titolo “Crimen Sollicitationis”, che spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali.
“DOYLE – Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso commessi dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l’attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C?è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c?è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime con la minaccia di punirle se raccontano l?accaduto. L’obiettivo è proteggere la reputazione dei preti, finchè la Chiesa non compia indagini. In pratica copre i preti pedofili.
Speaker: Fu Ratzinger a imporlo per 20 anni, l?uomo eletto Papa lo scorso anno. Nel 2001 Ratzinger emanò il seguito del Crimen Sollicitationis. Lo spirito era lo stesso. Ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò una copia ad ogni vescovo del mondo. Recentemente ha aggiunto che tutte le accuse devono essere vagliate esclusivamente dal Vaticano. In altre parole solo Roma può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori.
DOYLE: E? tutto controllato dal Vaticano, e a capo del Vaticano c?è il Papa. Joseph Ratzinger si occupò di questo per parecchi anni, dopo l?emanazione del Crimen Sollicitationis. Ha emanato il seguito del Crimen, e ora è Papa. Tutto questo significa che le regole e l?approccio sistematico non sono cambiati.
COLM: il nuovo documento fu un?opportunità mancata di modernizzare l?atteggiamento della Chiesa, proprio mentre stavano esplodendo gli scandali più gravi negli Stati Uniti.
WAL: Ero parte del sistema, ma mi accorsi di essere manovrato ingannevolmente. Fu la ?notte dello spirito?. Tutto quello in cui avevo creduto per 10 anni? Decisi di non lavorare più per una istituzione che si sforzava di sembrare santa, ma che pensava solo a proteggere se stessa…”
da Omosofia (www.stefanobolognini.it), 28 marzo 2007
Preti pedofili. I casi documentati. Stefano Bolognini
In questo elenco sono raccolti i casi di sacerdoti pedofili italiani, sia condannati che in attesa di giudizio, che sono riuscito a ricostruire con un vasto spoglio della stampa italiana degli ultimi anni ed approfondite ricerche in Internet.
Tutti i casi segnalati sono corredati da un richiamo bibliografico. Chiunque fosse a conoscenza di casi simili o fosse in possesso di informazioni più aggiornate è pregato di scrivere a info.omosofia@gmail.com.
1.	1991. Napoli – …don Giuseppe Rassello, il parroco napoletano condannato nel 1991 a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale su Antonio B., un minorenne che frequentava la sua chiesa. Rassello, 49 anni, dopo la condanna, confermata nel ’96 dalla corte d’Appello (che ridusse la pena a due anni e un mese), il prete si era trasferito nell’isola di Procida, dove era nato, continuando a svolgere attività pastorale e culturale. (da Quotidiano.net, 23 gennaio 2000).
2.	10 gennaio 2000. Foggia – …don Giorgio Mazzoccato, 62 anni, originario della provincia di Treviso, ex-parroco di Castelluccio dei Sauri (Foggia) è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione (il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni) per molestie sessuali nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni. (Quotidiano.net, 10 gennaio 2000, sul caso si veda anche Daniela Camboni, Abusi sui bimbi, arrestato il parroco, in “l’Unità”, 3 aprile 1998, p. 14. e Anonimo, Sacerdote a giudizio per violenza sessuale, in “Il Manifesto”, 22 aprile 1999).
3.	febbraio 2000. Chiusa San Michele – Condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione don Marco Gamba, parroco di Chiusa San Michele accusato di violenza sessuale ai danni di minori. (in “luna nuova”, n. 53 martedì 11 luglio 2000. Sul caso si veda: “Il Giornale”, 11 luglio 2000 e “La Stampa”, 11 luglio 2000).
4.	26 giugno 2001. Milano – Quattro anni di reclusione sono stati inflitti a don Renato Mariani, il parroco di San Giuliano Milanese accusato di violenza sessuale su giovani, violenza privata e appropriazione indebita. (Anonimo, Violenza sessuale parroco condannato, in “La Repubblica”, 26 giugno 2001, p 6, sezione Milano).
5.	27 maggio 2003. Milano – Un frate, ex insegnante di un noto istituto privato di Milano e’ stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per aver molestato cinque bambine di scuola elementare 11 anni fa. (Ansa, 27 maggio 2003).
6.	1 ottobre 2003. Cuneo – …La Corte d’appello di Torino ha confermato la condanna inflitta in primo grado a don Luciano Michelotti, ex parroco di una frazione di Vicoforte (Cuneo) per detenzione di materiale pedo-pornografico con minori… (Ansa, 1 ottobre 2003).
7.	10 aprile 2004. Gavirate – Tre anni e quattro mesi di carcere sono stati inflitti al sacerdote di Gavirate accusato di pedofilia su dodici ragazzi del paese. Al prete è stata riconosciuta la seminfermità mentale ed è per questo che non è stata accolta la richiesta avanzata dalla Procura, che era di dieci anni. don Roberto Mornati, era arrivato negli anni ’80 a Gavirate, trasferito dalla curia dopo che aveva già subito un processo per molestie. (da Varese News.it, 12 ottobre 2004. V. anche Agi, Rifiuta patteggiamento prete accusato di pedofilia, 10 aprile 2004).
8.	17 gennaio 2004. Forlì – Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilità. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si è chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forlì… aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. (Anonimo, Pedofilia, condannato il parroco, in “Corriere Romagna”, 17 gennaio 2004.)
9.	20 aprile 2004. Nuoro – Ha patteggiato una condanna a 4.600 euro di multa don Pietro Sabatini, 46 anni, rettore del seminario vescovile di Lanusei, accusato di aver scaricato da Internet, pagandole con la carta di credito, immagini a contenuto pedopornografico. (Ansa, 20 aprile 2004).
10.	7 luglio 2004. Palermo – …La vicenda ebbe inizio nel 1994, a Favara, quando il seminarista aveva 12 anni. Il 7 luglio scorso, dopo l’ esposto del seminarista, il sacerdote, don Bruno Puleo, ha patteggiato la pena: gli sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione. (Ansa, 12 luglio 2004).
11.	11 giugno 2004. Roma – Sei anni di reclusione sono stati inflitti dal gup Marcello Liotta al sacerdote Paolo Pellegrini di 52 anni di Colleferro accusato di violenza sessuale e istigazione all’uso di stupefacenti. Al centro della vicenda processuale i suoi rapporti durati dal 2000 fino a pochi mesi fa con due ragazzi che oggi hanno rispettivamente 12 e 18 anni di età. (Adnkronos, 11 giugno 2004; v. anche Anonimo, Prete pedofilo blitz per incastrarlo, in “l’Unità” – Roma. 26 febbraio 2004, p. 2).
12.	29 giugno 2004. Teramo – E’ stato condannato a sei anni di carcere [poi ridotti a 4 per patteggiamento, ndr.] don Bruno Tancredi, 54 anni, ex parroco della frazione Monticelli di Teramo. L’uomo e’ accusato di abusi sessuali nei confronti di cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni. (Agenzia stampa Agir, 29 giugno 2004).
13.	1 luglio 2004. Grosseto – Due anni e sei mesi per don Felice Cini, sacerdote accusato di aver molestato sessualmente alcuni bambini nella parrocchia di Arcille, in provincia di Grosseto. Il processo e’ durato due anni, alla fine l’imputato ha patteggiato davanti al gup Armando Mammone. Durante l’inchiesta sono stati ascoltati 17 bambini tra i 10 e i 14 anni. (da Agenzia Stampa Agir, 1 luglio 2004).
14.	14 luglio 2004. Alessandria – Ha patteggiato una condanna a poco più di tre anni padre Domenico Marcanti di 48 anni, l’orionino che era stato arrestato nel gennaio scorso con l’accusa di violenza sessuale su minori e circa un mese dopo, a metà febbraio, trasferito dal carcere di Biella in una comunità di preghiera del Pavese agli arresti domiciliari. (Ansa, 14 luglio 2004).
15.	22 settembre 2004. Pavia – C’è anche un giovane parroco di un piccolo centro della diocesi di Pavia tra quattro persone accusate di detenzione di materiale pedopornografico. I quattro imputati sono stati tutti identificati grazie ad un’indagine condotta su internet. Due di loro oggi hanno già patteggiato. Uno di questi e’ il prete che ha concordato una pena (sospesa) di 3 mesi e venti giorni. (da Ansa, 22 settembre 2004).
16.	22 luglio 2005. Pinerolo – Un anno e otto mesi con la condizionale: con questa condanna “patteggiata” si è conclusa ieri nel tribunale di Pinerolo la scabrosa storia di don Roberto Volaterra, ex parroco di Castagnole Piemonte, arrestato l’ anno scorso con l’ accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 11 anni. (Meo Ponte, Patteggia un anno e otto mesi il prete che insidiò la ragazzina, in “La Repubblica”, 22 luglio 2005, sezione Torino).
17.	26 ottobre 2005. Lugano – Sei mesi di reclusione, con la sospensione condizionale: è la pena inflitta dalla Corte delle Assise Correzionale di Locarno (Ticino) a don Italo Casiraghi, ex parroco di Gordola, finito sotto inchiesta per aver prestato attenzioni morbose contro alcuni ragazzini che frequentavano la sua parrocchia e l’oratorio. (AGI, 26 ottobre 2005). Sacerdoti incriminati per pedofilia.
AVVERTENZA. I casi elencati in questa sezione riguardano sacerdoti incriminati per pedofilia di cui mi è stato o impossibile ricostruire il processo (la stampa non ne ha più parlato) o, non ancora giudicati.
Chiunque avesse informazioni utili a ricostruire questi casi, e ad aggiornare l’elenco, è pregato di scrivere a info.omosofia@gmail.com.
1.	25 marzo 1994. Catania – ?Andate via, don [Antonino] Visalli non ha nulla da dire?. Davanti alla chiesa di Santa Bernadette, a Lineri, da ieri mattina c?è un nugolo di ragazzini che fa la guardia per proteggere il parroco. Una donna lo accusa: ?Quando avevo quindici anni mi costringeva a sedermi sulle sue gambe, mi abbracciava fino a farmi male e poi mi baciava?. (Alfio Sciacca, Il parroco difeso dai ragazzini, in ?Il Correre della Sera?, 25 marzo 1994).
2.	5 febbraio 1994. Vidizzolo Predabissi – Quanti erano i corvi che volavano attorno al campanile della parrocchia di San Pietro, retta fino a metà gennaio da don Luciano Pesavento?? non sono comunque state le loro sanguinose beccate a convincere don Luciano ad andarsene la sera di tre domeniche fa, per raggiungere un lontano e segreto… A decidere la sorte del religioso, 45 anni, è stata una denuncia per atti di libidine presentata alla Procura dai genitori di un minorenne, che avrebbe raccontato di aver subito dal parroco attenzioni particolari all’oratorio. (Siro Marziali, Sono guai grossi per Don Luciano, in ?Il Corriere della Sera?, 5 febbraio 1994).
3.	27 ottobre 1996. Genova ? Un parroco denunciato per atti di libidine violenta su una minorenne e un paese che, incredulo, difende il suo sacerdote. ?Giallo? a Santa Margherita Ligure. Il parroco di una delle chiese del paese, T.C., cinquantenne, sarebbe stato raggiunto anche da un avviso di garanzia e interrogato dai carabinieri. (Anonimo, Parroco accusato di atti di libidine, in ?Il Corriere della Sera?, 27 ottobre 1996.)
4.	29 aprile 1998. Trapani – Ora tocca a monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, parroco della chiesa di Sant’Andrea in contrada Bonagia a Valderice, nel Trapanese. Il religioso, che sembra si sia dichiarato innocente, è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di San Giuliano. Avrebbe avuto rapporti sessuali con bambine di 12 anni e con alcune ragazze. (Anonimo, Parroco in carcere accusa di pedofilia, in ?l?Unità?, 29 aprile 1998).
5.	17 giugno 1998. Viterbo ? I parrocchiani di don Giuliano Medori, 59 anni, non saranno ricevuti per un bel pezzo? E? stato arrestato ieri mattina all?alba con un?accusa che ha fatto piangere qualche devota fedele: violenza sessuale continuata ed aggravata su una ragazza minorenne? (Giovanna Cavalli, Violenze a una ragazzina, in cella parroco e professore del liceo, in ?Il Corriere della Sera, 17 giugno 1998).
6.	21 novembre 2002. Firenze – Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie. (Anonimo, Piovanelli depone in aula ?Quel prete era estroverso?, La Nazione 21 novembre 2002).
7.	31 maggio 2003. Due preti, alcuni professionisti (fra cui un primario di clinica psichiatrica e un ingegnere), impiegati, operai, studenti. Sono alcune delle 102 persone indagate nell’operazione condotta dalla polizia postale di Lombardia e Campania per contrastare il fenomeno della diffusione di materiale pedo-pornografico attraverso internet. (Anonimo, Pedofilia, tra indagati anche minori, preti e professionisti, in ?La Repubblica?, 31 maggio 2003).
8.	16 giugno 2003. Napoli – Il sacerdote cattolico messicano Edgar Gaudencio Hidalgo Dominguez è stato estradato in Italia dove è ricercato per una serie di abusi compiuti su alcuni minorenni quando era parroco di San Castrense, nel napoletano. (Ansa, 16 giugno 2003).
9.	19 luglio 2003. Bergamo ? Suicida il prete accusato di pedofilia? . Il parroco non aveva mai voluto fornire una sua versione dei fatti. Proclamava la sua innocenza, ma si è poi sempre avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Don [Vittorio] Damiani era coinvolto in una vicenda di pedofilia on line. Bambini e bambine, da pochi mesi ai 14 anni, utilizzati per immagini agghiaccianti? (Anonimo, Suicida in cella il prete accusato di abusi sessuali, in ?La Repubblica?, 19 luglio 2003, p. 21).
10.	8 novembre 2003. Oristano – Tre parole: divieto di dimora. E un?accusa pesantissima: pedofilia. Da giovedì sera don Giuseppe Cuccu, parroco della chiesetta di San Lorenzo Martire, per alcuni anni vice parroco di Sant?Efisio a Oristano, non può più tornare a Mogorella? Tutto sarebbe partito da due denunce alla Procura presentata dai genitori di alcuni bambini. Coinvolta ci sarebbe anche una minorenne. (Anonimo, Allontanato il parroco denunciato per pedofilia, in “L’Unione Sarda”, 8 novembre 2003.
11.	8 gennaio 2003. Bari – La procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha inviato una lettera alla curia arcivescovile di Milano nella quale comunica di aver eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del parroco della provincia di Milano G.C., di 37 anni, arrestato assieme ad altre sei persone il 30 dicembre scorso nell’ ambito di un’ inchiesta sulla pedofilia via Internet. (Ansa, 8 gennaio 2003).
12.	15 novembre 2003. Piacenza – Un sacerdote piacentino di circa 50 anni e’ accusato di abusi sessuali su minorenni. I ragazzi frequentano l’istituto professionale nel quale insegnava il prete. (Ansa, 15 novembre 2003).
13.	1 marzo 2004. Varese – Su don Vincenzo, 63 anni, pende un’indagine per abusi sessuali su minorenni della procura di Varese: per anni avrebbe prodotto in proprio quel materiale pornografico con adolescenti trovato dalla polizia, diligentemente catalogato, nella canonica di un paesino sul lago Maggiore dove il sacerdote ha svolto il suo compito di pastore di anime fino a un paio di settimane fa. (Anonimo, Pedofilia in canonica – Sacerdote indagato, in “Corriere della sera”, 1 marzo 2004).
14.	3 marzo 2004. Bari – Piccoli e smarriti. Bambini dai sei mesi ai sei anni, in tutte le pose, da soli, con altri coetanei o durante giochi involontari con adulti mascherati. Lo squallido book fotografico era conservato nell’abitazione di un padre domenicano, Giancarlo Locatelli, di 44 anni, segretario dell’Istituto di teologia ecumenica “San Nicola” di Bari, uno dei referenti della Parrocchia di San Nicola, presso l’omonima Basilica. (Anonimo, Frate domenicano collezionava foto pedofile, in “La Repubblica”, 3 marzo 2004).
15.	25 maggio 2005 ? Siracusa. Avrebbe cancellato tutti i file scaricati da Internet. Ma poi, per non lasciare traccia di quei filmati che ritraevano bambine che subivano abusi sessuali, avrebbe cancellato l’ intera memoria del computer. Prima però avrebbe riversato tutto il materiale scaricato da Internet su diversi cd: un piccolo archivio, tenuto ben nascosto, da rivedere in qualunque momento. è questa l’ accusa per un sacerdote del palermitano impegnato in attività di coinvolgimento e recupero dei minori. Il prete è uno dei 186 denunciati? si tratta di insospettabili, stimati professionisti, pubblici funzionari, insegnanti, imprenditori, ma ci sono anche quattro sacerdoti, un sindaco? (Michele Giuffrida, Pedofili, Preti e politici nella rete, in “La Repubblica”, 25 maggio 2005, p. 27).
16.	8 luglio 2004 Caserta – Titolare dell’indagine è il pubblico ministero Donato Ceglie che ha indagato un centinaio di persone tra cui professionisti, avvocati, studenti. Nel registro degli indagati risulta iscritto anche il nominativo di un sacerdote di Alife, nel Casertano? La procura di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato nei giorni scorsi decine di perquisizioni, trovando, secondo quanto si è appreso, riscontro in merito all’acquisto di materiale pedopornografico tramite un sito internet. Tra le perquisizioni effettuate c’e’ anche quella fatta in una casa discografica di Rieti, che, secondo gli investigatori sarebbe una sorta di ‘crocevia’ del traffico di materiale pedopornografico. (da Ansa, 8 luglio 2004).
17.	27 dicembre 2004. Pavia – E’ accusato di violenza sessuale nei confronti di tre ragazzini (due di 14 ed uno di 13 anni) un sacerdote di 62 anni, parroco di un piccolo comune alle porte di Pavia, che da alcuni giorni si trova agli arresti domiciliari. (da Ansa, 27 dicembre 2004).
18.	5 luglio 2005. Cuneo – Don Renato Giaccardi, 42 anni, sacerdote monregalese, originario di Magliano Alpi (Cuneo), responsabile della preparazione religiosa, in qualità di “vicario moniale”, di alcuni Istituti della diocesi di Imperia e di Albenga, è agli arresti domiciliari con una serie di accuse gravissime: induzione alla prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di minorenni. (Ansa, 5 luglio 2005).
19.	5 ottobre 2005. Ferrara – Tre dipendenti di un asilo parrocchiale sono state licenziate dopo aver accusato un sacerdote di atti sessuali su una decina di bambine? La vicenda è esplosa nel marzo scorso con l’arresto del sacerdote, di fatto gestore dell’asilo nonché rappresentante legale, che venne accusato di comportamenti, atteggiamenti e gesti ambigui che penalmente, dopo un’indagine durata mesi, si sono trasformati in un’accusa di violenza sessuale: per il prete. (Anonimo, Prete arrestato per atti sessuali licenzia tre dipendenti dell’asilo, in ?La Repubblica?, 5 ottobre 2005).
20.	5 ottobre 2005. Palermo. Il procuratore generale di Torino Gian Carlo Caselli, l?ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed uno dei sacerdoti più noti a Palermo per il suo impegno civile, Padre Ribaudo entrano in scena al processo ad un altro parroco ?antimafia? accusato di pedofilia: Don Paolo Turturro. (AGI, 5 ottobre 2005).
21.	10 novembre 2005. Como – Si e’ sempre difeso respingendo ogni ipotesi di violenza sessuale. Lo ha fatto anche davanti al gup di Como, Nicoletta Cremona, che pero’ lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di essere un prete pedofilo. Il suo processo iniziera’ davanti ai giudici di Como il 28 marzo. Da quel giorno si cercherà di capire se effettivamente Don Mauro Stefanoni, parroco 38enne ora sospeso, di Laglio? abbia indotto un ragazzino di 14 anni disabile ad avere con lui rapporti di tipo sessuale nella casa parrocchiale. (AGI, 10 novembre 2005).
22.	15 novembre 2005. Napoli – La Curia arcivescovile di Napoli è stata citata in giudizio da un ragazzo che sei anni fa si costituì parte civile in un procedimento penale contro un religioso accusato di aver compiuto abusi sessuali su di lui. (Anonimo, Prete accusato di pedofilia Ragazzo chiede i danni alla curia di Napoli, in ?La Stampa?, 15 novembre 2005).
23.	26 novembre 2005. Arezzo – Rischia di configurarsi come il più grave scandalo di pedofilia che abbia mai colpito la Chiesa italiana quello che vede coinvolto don Pierangelo Bertagna, il sacerdote dell’abbazia di Farneta (Arezzo) già sotto inchiesta per un caso di pedofilia e che ieri ha confessato agli inquirenti di aver abusato di 30 bambini? Preso dai rimorsi, in una sola giornata don Pierangelo avrebbe confidato agli inquirenti la lunga serie di abusi sessuali da lui commessi a partire dagli anni ’90, quando era ancora un laico, su una trentina di ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 15anni. (Adnkronos, 26 novembre 2005). da La Nuova Sardegna, 24 maggio 2007
Don Marco Dessì condannato per pedofilia. Il missionario di Villamassargia riconosciuto colpevole: 12 anni di carcere. Alle 14,30 il giudice ha letto la sentenza: per tre giovani vittime previsto anche un risarcimento di centomila euro a testa. Mauro Lissia
PARMA. Dodici anni, quattro in meno di quanti ne aveva chiesto il pubblico ministero Lucia Russo. Ma il riconoscimento pieno di una responsabilità che migliaia di persone in Nicaragua, i familiari, i fedeli di don Marco Dessì (59 anni) mettevano fortemente in dubbio. Ora c?è una sentenza, la prima della serie: il sacerdote-missionario di Villamassargia, sospeso a diviniis dal Vaticano, è colpevole di violenza e molestie sessuali su minorenni, oltre che di possesso di materiale pedopornografico. I casi accertati dall?inchiesta giudiziaria e finiti agli atti del processo sono almeno sei e tre dei ragazzi, oggi maggiorenni, dovranno essere risarciti con centomila euro ciascuno a titolo di provvisionale immediamente esigibile.
Un euro il risarcimento simbolico assegnato dal giudice Roberto Spanò alle associazioni Rock no War e Solidando che insieme al comune di Correggio hanno denunciato alla procura di Parma i fatti avvenuti nella comunità di Betania, a Chinandega nel Nicaragua. Il missionario ha mantenuto sino alla fine la linea del silenzio: quando, alle 14.30, il giudice dell?udienza preliminare ha letto il dispositivo della sentenza è rimasto a testa bassa, lo sguardo verso il pavimento. Non ha detto una parola, si è limitato a tendere i polsi in direzione dei carabinieri e stretto fra cinque militari dell?Arma si è infilato nel furgone che l?ha riportato nel carcere di via Burla. I familiari e poche altre persone, che avevano atteso il verdetto davanti all?ingresso principale del palazzo di giustizia, hanno fatto appena in tempo a ripetergli le solite frasi di incoraggiamento: siamo con te, abbi fede, non avere paura. Lui ha risposto con uno sguardo appena percettibile. I contenuti tecnici della sentenza emessa dal gup di Parma dopo tre udienze con il rito abbreviato potranno essere valutati soltanto al deposito. Di certo il giudice Spanò è partito da una pena di diciotto anni, ridotta di un terzo grazie al rito. Del conto fanno parte tutte le aggravanti richieste dall?accusa e non compare neppure un?attenuante. Con ogni probabilità il gup ha ritenuto di non applicare le pene massime previste dal codice ed è questa la sola divergenza rispetto alle conclusioni del pm Russo. Il magistrato dell?accusa – che si è fermata a lungo con i cronisti subito dopo la sentenza, nell?ufficio del procuratore capo – ha peraltro definito la pena «severa, che dev?essere accolta con rispetto». E severa è stata la requisitoria condotta dal magistrato dell?accusa l?altro ieri, quando in un?ora e mezzo ha ricostruito con puntiglio i passaggi chiave di un?inchiesta che la Procura di Parma ha mandato avanti con la massima determinazione. Sarà la motivazione del giudice a chiarire gli aspetti centrali dell?impianto accusatorio che ha portato don Dessì alla condanna. I punti caldi sono comunque quelli illustrati dal pm nella discussione: sei casi di violenza accertati – anche con la collaborazione del Vaticano – di cui tre nei confronti di ragazzini del coro di Getsemani. Sei casi in un arco di tempo indefinito, che potrebbe abbracciare i quasi trent?anni di attività svolta da don Marco Dessì in Nicaragua. L?indagine, partita dalla denuncia delle due onlus e del comune di Correggio – che hanno sostenuto finanziariamente per anni la comunità per orfani e ragazzi disagiati a Chinandega – ha trovato conferme inoppugnabili, a giudizio dell?accusa, negli incidenti probatori svolti «in pieno contradditorio fra le parti» e in una sequenza ininterrotta di testimonianze dirette e indirette. Don Marco – ora c?è la conferma di una sentenza – era un sacerdote a due facce: raccoglieva fondi e organizzava l?assistenza ai ragazzi ma li usava come oggetti per dare sfogo alle sue inclinazioni sessuali particolari. I racconti agli atti del procedimento sono raccappriccianti, gli stessi ispettori del Vaticano hanno dovuto prenderne atto fino a sospendere il missionario, ancora prima che arrivasse la sentenza del tribunale di Parma. Il quadro definito nel processo riporta a violenze sessuali piene, compiute almeno a partire dal 1999: quanto avvenuto prima è prescritto. Poi molestie sessuali ripetute negli anni, con i ragazzi costretti a subire ogni volontà del sacerdote che si autoproclama loro creatore e dominus assoluto. Poi il materiale pedopornografico: nel computer di don Marco sono state trovate 1440 file compromettenti ed è stato il pm Russo a confermare che il prete ha continuato a scaricare foto di bambini sino a due giorni prima dell?arresto, avvenuto il 4 dicembre dell?anno scorso. Infine le intercettazioni, dove l?accusa ha trovato le conferme di una personalità diversa da quella conosciuta e osannata a livello internazionale: don Dessì ha cercato di bloccare l?inchiesta del Vaticano e quella della magistratura ordinando di corrompere chi l?accusava.
Nelle conversazioni registrate si parla di tentativi da compiere ai piani alti del potere nicaraguense per annacquare le prove, c?è una sequenza di conversazioni con l?alter ego di don Marco a Chinandega in cui emerge chiaramente un?organizzazione dedita al business più che all?assistenza degli orfani. Abbastanza per il pubblico ministero – ed ora anche per il primo giudice – per arrivare a una condanna esemplare.
Il legale di parte civile Marco Scarpati: riconosciuta la sua piena responsabilità. «I ragazzi sono stati creduti». Il Pm: tutto regolare, nessuna influenza reciproca. PARMA. Il pubblico ministero Lucia Russo riceve i cronisti nell?ufficio del procuratore capo e spiega tranquilla: «Sentenza severa, non c?è dubbio. Ma da rispettare sino in fondo». Poi ribadisce: «L?impianto accusatorio esce confermato, i testimoni sono credibili e sono stati creduti pienamente dal giudice. Nessuna influenza reciproca, tutto si è svolto secondo le regole». Nessun dubbio sulla colpevolezza di don Marco: «A due giorni dall?arresto ancora scaricava foto pedopornografiche sul computer». Che non prova le violenze sessuali, ma definisce la personalità reale di un uomo considerato prossimo alla santità. Soddisfatto il legale di parte civile Marco Scarpati, che rappresenta anche l?associazione nazionale contro la pedofilia: «C?è stato il riconoscimento assoluto della piena responsabilità del Dessì – avverte l?avvocato – e una presa di distanze chiara e pubblica dalla follia di chi è stato protagonista di questi fatti. I ragazzi sono stati creduti e non poteva essere altrimenti, perchè hanno riferito soltanto la pura verità». Scarpati dice e ripete che il Vaticano stavolta ha contribuito all?indagine: «Sono state pagate anche le spese per l?assistenza psicologica delle vittime, non si è verificata alcuna omissione o alcun tentativo di nascondere quanto è accaduto a Betania». Pierluigi Senatore, vicepresidente di Rock no War, una delle associazioni che hanno denunciato le violenze di Chinandega, non vuole celebrare alcuna vittoria: «Volevano tutelare chi era bambino vent?anni fa e chi lo è adesso, il giudice ha confermato i fatti denunciati e tanto ci basta». Ora però affiora un problema fondamentale, legato al futuro della comunità di Betania: «Siamo in contatto con chi ha assunto la gestione in questi giorni – spiega Senatore – e siamo in attesa di conoscere meglio la situazione. Formalmente buona parte del patrimonio della comunità è ancora nelle mani di don Dessì, ma il nostro obbiettivo è ottenere l?azzeramento della vecchia gestione per ripartire su basi nuove. E? un momento di studio, insieme a Solidando e al comune di Correggio (coautori degli esposti che hanno dato origine all?inchiesta) stiamo cercando di valutare come andare avanti. Abbiamo finanziato la comunità con un milione di euro solo negli ultimissimi tempi, abbiamo diritto di sapere. Il progetto è di continuare con un nuovo organo di gestione del tutto autonomo». Prima però sarà necessario esaminare lo statuto e affrontare le questioni legale alla proprietà: non è un compito facile, don Dessì ha dimostrato di essere tutt?altro che disposto a farsi da parte. Facile prevedere una lunga battaglia legale, con la speranza che i soli a pagare siano gli orfani di Chinandega.
«Un incontro tra i testi dell?accusa può aver generato condizionamenti» PARMA. Ma la difesa già affila le armi in vista del processo d?appello. Prima però gli avvocati Pierluigi Concas e Romano Corsi dovranno attendere il deposito della sentenza ed esaminarne le motivazioni. Nel corso delle arringhe i due legali hanno attaccato soprattutto l?attendibilità dei testimoni-parti offese, che si sarebbero influenzati a vicenda prima di riferire al pubblico ministero delle presunte violenze sessuali.
All?incidente probatorio i sei ragazzi, oggi adulti, sarebbero arrivati dopo aver raccontato i fatti di Chinandega a persone esterne all?inchiesta giudiziaria. «Noi abbiamo contestato la genesi delle dichiarazioni accusatorie – spiega l?avvocato Concas – perchè risulta che le parti offese si siano ritrovati tutti insieme in un appartanento e abbiano riferito a persone del Vaticano i fatti al centro del procedimento. E? facile, in queste condizioni, ipotizzare una forma di condizionamento reciproco. Comunque il fatto mi sembra significativo». Un altro aspetto al centro dell?impianto difensivo: «Emergono contraddizioni – è l?opinione dell?avvocato Concas – e abbiamo potuto osservare come le accuse siano crescenti, in un?occasione si parla di toccamenti, poi di penetrazioni. Qui non si tratta di ragazzini, sono adulti e alcuni hanno anche figli. Quindi noi contestiamo anch la scelta del pubblico ministero di esaminarli come fossero minorenni. Non lo sono, possono riferire compiutamente ogni dettaglio delle vicende». Infine le intercettazioni, caposaldo dell?accusa: «Dal tenore delle conversazioni – sostiene il legale – si capisce che don Marco e gli interlocutori sono convinti si tratta di un complotto, un?operazione organizzata per danneggiare Betania e i responsabili della comunità. E? un fatto che emerge chiaramente. Ma chi sa di aver commesso violenze sessuali non pensa a un complotto, sa esattamente che cosa sta accadendo». Concas non commenta la sentenza del giudice Spanò, la sola valutazione arriva dal collega Corsi. Che dice: «Il giudice non si è fatto suggestionare dalla ricostruzione del pubblico ministero, che nella sua requisitoria ha fatto riferimento anche a fatti prescritti». (foto S.D., archivio GrIG)Riferimenti: servizio BBC su Crimen sollicitationis
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20 Maggio 2009 a 22:31	| #1
A.N.S.A., 20 maggio 2009
IRLANDA: RAPPORTO-SHOCK SU ABUSI FATTI DA RELIGIOSI CATTOLICI.
21 Maggio 2007 a 1:41	| #2
Chi vuole il video può già vederselo anche da questo blog..e non è un gran spettacolo?
A.N.S.A., 20 maggio 2007
ROMA -Fiducia nella libertà della Rai e prese di posizione contro ogni censura preventiva, da una parte, cui, dall’altra, si risponde con una levata di scudi, per impedire la messa in onda della discussa e forte inchiesta della Bbc Sex crimes and the Vatican su alcuni casi di preti pedofili in Usa, Irlanda e Brasile, che Michele Santoro vuole acquistare per la sua trasmissione Annozero. Naturalmente, a eccitare gli animi, in questo momento già caldo dei rapporti tra Stato e Chiesa, è che ben si conosce la posizione durissima del Vaticano su quell’inchiesta Bbc, che, tra l’altro, accusa l’allora cardinal Ratzinger, oggi Papa Bendetto XVI, di essersi dato da fare per coprire tutto. Santoro ha solo confermato di aver compiuto la necessaria trafila burocratica Rai per comprare e poi trasmettere l’inchiesta, ma questo è bastato per far scattare le polemiche: lui dichiara che si aspetta gli arrivi l’Ok definitivo, visto che non ha bisogno di permessi per questo tipo di acquisti.
Mario Landolfi, con al forza del suo ruolo di presidente della commissione di Vigilanza invita il direttore generale Cappon a non aderire alla richiesta. E’ circolata anche la voce che Santoro avesse avuto il via libera da Antonio Di Bella, direttore del Tg3 che ha la vigilanza su Annozero, solo però relativamente alla par-condicio in questo periodo pre elettorale, visto che non se la è voluta prendere Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di rete. Il nulla osta quindi non riguarda contenuti e giudizio sull’opportunità di trasmettere il servizio Bbc, ma solo il fatto che questi non influisce sugli equilibri della nostra par-condicio. Una valutazione editoriale se la può assumere solo il direttore generale Claudio Cappon, che si troverà quest’altra grana, di ritorno da Nairobi, dove venerdì si è inaugurata una sede Rai, alla vigilia anche dell’assemblea che dovrebbe revocare il consigliere Petroni. “Un’evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire all richiesta di Santoro”, afferma Landolfi, aggiungendo ironico: “gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Serrvizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa”, definendo calunniosa e lacunosa la ricostruzione dei fatti realizzata dalla Bbc. Più perentorio Marco Satderini (Udc), consigliere Cda Rai: “Mi batterò per impedire a tutti costi la messa in onda, che sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa”. Naturalmente la risposta, a sinistra, non si fa attendere e Russo Spena e Migliore del Prc in Vigilanza affermano che “é grave esortare Cappon alla censura preventiva” e aggiungono che “parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è normale” e che se si dovessero “accettare imposizioni dalle autorità ecclesiastiche sarebbe davvero un fatto gravissimo”. E’ con loro il consigliere Cda Sandro Curzi, che ricorda la serietà della Bbc, sempre invocata a modello nel nostro paese, e annota che “il tema è delicato, ma l’importante è che il servizio sia serio”, aggiungendo che quel che è successo negli Usa a proposito dei preti pedofili “é ormai di pubblico dominio”.Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che “non esistono argomenti che non si possono trattare”.
19 Maggio 2007 a 16:58	| #3
e mi dà una leggera nausea anche il silenzio della stampa italiana, in genere i telegiornali sprecano tempo mandando in onda i “video shock” dei ragazzi che fumano spinelli a scuola (un vero scoop..complimenti) e non ho nè visto nè letto una parola sulla faccenda.
laura.cabras
19 Maggio 2007 a 11:41	| #4
è sconvolgente tutto questo e me ne vergogno come cattolica..non ci sono altre parole.
18 Maggio 2007 a 23:00	| #5
com’è che non si è ancora sentito il furore di big division grande difensore della chiesa cattolica e delle sue nefandezze come l’inquisizione?
18 Maggio 2007 a 19:58	| #6
i silenzi e le omissioni della Chiesa in questo campo sono una delle più grandi bestemmie..
18 Maggio 2007 a 12:40	| #7
Ho letto ed ho visto. La Chiesa deve essere durissima contro queste “mele marce”, senza appello. Altro che perdono. Saluti.
18 Maggio 2007 a 9:28	| #8
18 Maggio 2007 a 0:25	| #9
Concordo pienamente, sono vicende che fanno venire nausea e rabbia. E’ molto triste constatare quanto la Chiesa sia magnanima con i suoi figli peccatori e implacabile con tutti gli altri cattolici.
17 Maggio 2007 a 22:25	| #10
…CHE SCHIFO….!
I commenti sono chiusi.	Il carbone non convince.
Il mistero del reclutamento di 10 funzionari del Consiglio regionale sardo.
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