Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-iii-sentenza-26-giugno-2015-n-13184-a-norma-dellart-2944-cod-civ-la-prescrizione-e-interrotta-dal-riconoscimento-dei-diritto-da-parte-di-colui-contro-il-quale/
Timestamp: 2019-01-16 04:43:54+00:00
Document Index: 3627861

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2944', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2944', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2946', 'sentenza ', 'art. 2944', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 giugno 2015, n. 13184. A norma dell'art. 2944 cod. civ., la prescrizione è interrotta dal riconoscimento dei diritto, da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere. Occorre pertanto che il riconoscimento provenga dal soggetto che abbia poteri dispositivi del diritto e non già da un terzo, che non sia stato autorizzato dal primo a rendere tale riconoscimento: riconoscimento che deve essere univoco ed incompatibile con la volontà di negare il diritto stesso là dove il semplice invito a sottoporsi a visita medico-legale non presenta assolutamente la valenza che gli vorrebbe attribuire il ricorrente, costituendo una mera tappa della procedura di liquidazione che non è incompatibile con la volontà di avvalersi della causa estintiva del diritto vantato. Giova aggiungere che la valutazione dell'idoneità di un atto ad interrompere la prescrizione costituisce apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito e, come tale, è insindacabile in sede di legittimità se immune da vizi logici ed errori giuridici - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2015 Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 giugno 2015, n. 13184....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 giugno 2015, n. 13184. A norma dell’art. 2944 cod. civ., la prescrizione è interrotta dal riconoscimento dei diritto, da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere. Occorre pertanto che il riconoscimento provenga dal soggetto che abbia poteri dispositivi del diritto e non già da un terzo, che non sia stato autorizzato dal primo a rendere tale riconoscimento: riconoscimento che deve essere univoco ed incompatibile con la volontà di negare il diritto stesso là dove il semplice invito a sottoporsi a visita medico-legale non presenta assolutamente la valenza che gli vorrebbe attribuire il ricorrente, costituendo una mera tappa della procedura di liquidazione che non è incompatibile con la volontà di avvalersi della causa estintiva del diritto vantato. Giova aggiungere che la valutazione dell’idoneità di un atto ad interrompere la prescrizione costituisce apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito e, come tale, è insindacabile in sede di legittimità se immune da vizi logici ed errori giuridici
sentenza 26 giugno 2015, n. 13184
Roberto R. convenne in giudizio G.C. e la Compagnia di Assicurazioni la Fondiaria s.p.a. chiedendo il risarcimento dei danni subiti per un incidente avvenuto il 17 luglio 1990. Espose l’attore di essere stato investito da un motoveicolo condotto dal C. mentre attraversava a piedi la via Giuliani, in Firenze.
Il Tribunale di Firenze rigettò la domanda sul presupposto dell’intervenuta prescrizione del diritto fatto valere. Secondo il Tribunale, l’avviso di ricevimento da parte della Compagnia di Assicurazioni la Fondiaria di raccomandata spedita il 6 febbraio 1992 non può fare prova della interrotta prescrizione mancando agli atti la ricevuta di spedizione sulla quale è annotato il numero della raccomandata, così da poter effettuare un confronto e accertare la corrispondenza tra il plico inviato quello ricevuto.
La Corte d’Appello di Firenze, con sentenza n. 979/2007, confermò la decisione.
Avverso tale sentenza il R. propose ricorso in Cassazione che decise con ordinanza n. 17280 del 23 luglio 2009. Accolse il primo motivo di ricorso, sulla prova dell’interruzione della prescrizione, cassò la sentenza impugnata e rinviò la causa alla Corte d’Appello di Firenze.
La Corte d’Appello di Firenze, con sentenza n. 1281 del 15 settembre 2010, ha confermato la sentenza del Tribunale ritenendo che alla fattispecie in esame andava applicato l’art. 2946, 3 comma, c.c. e che sul punto si è formato il giudicato interno.
Avverso tale decisione, R. propone ricorso in Cassazione sulla base di tre motivi.
Il motivo è infondato. La Corte d’Appello ha fornito opportuni chiarimenti così come richiesti dalla sentenza di questa Corte con motivazione congrua e priva dei vizi lamentati.
Ed infatti, i giudici del merito hanno sottolineato correttamente, innanzitutto, che l’interruzione della prescrizione, in replica all’eccezione di prescrizione formulata dal debitore, configura una controeccezione e che spetta al R. provare che l’avviso di ricevimento da lui prodotto corrisponde alla raccomandata da lui inviata_ E ciò invece, come ben evidenzia la Corte, non è stato fatto (pag. 10 e ss. della sentenza). Inoltre il giudice del rinvio sottolinea che è stato lo stesso appellante ad ammettere che la dicitura R.­Fondiaria, apposta sulla fotocopie delle ricevute è un’aggiunta in quanto il nome R. risulta sovrapposto ad altro cancellato fuori dai margini del documento `un appunto di pugno dell’avvocato per individuare le posizioni di riferimento (pag. 11 della sentenza).
Anche in merito alla visita richiesta dal liquidatore, i giudici dell’appello motivano in maniera convincente evidenziando innanzitutto che, come risulta dalle prove testimoniali, il liquidatore richiese la visita solo a seguito delle insistenze dell’avvocato dell’appellante, che gli aveva assicurato di aver inviato alla compagnia una lettera interruttiva della prescrizione. Con la conseguenza che a tale richiesta del liquidatore, di per sè poco significativa in considerazione del contesto in cui è maturata, non si può certamente attribuire il carattere di un riconoscimento del diritto del danneggiato ad ottenere l’indennizzo richiesto. E ciò, senza trascurare che, a norma dell’art. 2944 cod. civ., la prescrizione è interrotta dal riconoscimento dei diritto, da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere. Occorre pertanto che il riconoscimento provenga dal soggetto che abbia poteri dispositivi del diritto e non già da un terzo, che non sia stato autorizzato dal primo a rendere tale riconoscimento: riconoscimento che deve essere univoco ed incompatibile con la volontà di negare il diritto stesso là dove il semplice invito a sottoporsi a visita medico-legale non presenta assolutamente la valenza che gli vorrebbe attribuire il ricorrente, costituendo una mera tappa della procedura di liquidazione che non è incompatibile con la volontà di avvalersi della causa estintiva del diritto vantato. Giova aggiungere che la valutazione dell’idoneità di un atto ad interrompere la prescrizione costituisce apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito e, come tale, è insindacabile in sede di legittimità se immune da vizi logici ed errori giuridici (Cass. n. 23821/2010, n. 24555/2010, n. 4324/2010, n. 18904/07, conf Cass. n.9016/2002).
6.3. Con il terzo motivo, il ricorrente contesta la “violazione falsa applicazione dell’articolo 101 c.p.c. in relazione all’articolo 360 n- 3 c.p.c, lamentando la mancata attivazione del contraddittorio con riguardo alle questioni sollevate d’ufficio relative al giudicato interno e alla condizione di procedibilità”. Infatti, la Corte d’Appello avrebbe sollevato d’ufficio e solo in sede di decisione due questioni: la prima, relativa all’intervenuto giudicato interno sull’errata decisione del Tribunale di ritenere compiuta la prescrizione del diritto al risarcimento del danno con la decorrenza del termine biennale anziché di quella quinquennale; la seconda, la mancanza della condizione di procedibilità del giudizio costituita dalla cosiddetta lettera di intervento. Per entrambe le questioni, sostiene il ricorrente, il giudice del rinvio avrebbe dovuto rimettere la causa sul ruolo invitando le parti a depositare memorie sul punto.
Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 8 settembre 2015, n....