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Timestamp: 2019-01-23 19:07:45+00:00
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La legge sull'adozione: il testo integrale della L. n. 184/1983
Articolo 1 (legge sull'adozione).
5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i princìpi fondamentali dell'ordinamento (1).
Articolo 2 (legge sull'adozione)
5. Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e sulla base di criteri stabiliti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definiscono gli standard minimi dei servizi e dell'assistenza che devono essere forniti dalle comunità di tipo familiare e dagli istituti e verificano periodicamente il rispetto dei medesimi (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 2 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 3 (legge sull'adozione)
3. Nel caso in cui i genitori riprendano l'esercizio della potestà, le comunità di tipo familiare e gli istituti di assistenza pubblici o privati chiedono al giudice tutelare di fissare eventuali limiti o condizioni a tale esercizio (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 4 (legge sull'adozione)
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche nel caso di minori inseriti presso una comunità di tipo familiare o un istituto di assistenza pubblico o privato (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 4 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 5 (legge sull'adozione)
4. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, intervengono con misure di sostegno e di aiuto economico in favore della famiglia affidataria (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 5 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 6 (legge sull'adozione)
8. Nel caso di adozione dei minori di età superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono intervenire, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all'inserimento sociale, fino all'età di diciotto anni degli adottati (1) (2).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 18 giugno 2007, n. 201 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, secondo comma, nella parte in cui non consentiva l'adozione di uno o più fratelli in stato di adottabilità, nel caso in cui per uno di essi l'età degli adottanti superasse di più di quarant'anni l'età dell'adottando e dalla separazione fosse derivato ai minori un danno grave per il venir meno della comunanza di vita e di educazione. La Corte costituzionale, con sentenza 24 luglio 1996, n. 303 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, secondo comma, nella parte in cui non prevedeva che il giudice potesse disporre l'adozione, valutando esclusivamente l'interesse del minore, nel caso in cui l'età di uno dei coniugi adottanti superasse di oltre quaranta anni l'età dell'adottando, pur rimanendo la differenza di età compresa in quella di solito intercorsa tra genitori e figli, se dalla mancata adozione fosse derivato un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore. La Corte costituzionale, con sentenza 9 ottobre 1998, n. 349 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, secondo comma, nella parte in cui non prevedeva che il giudice potesse disporre l'adozione, valutando esclusivamente l'interesse del minore, nel caso in cui l'età di uno dei coniugi adottanti non superasse di almeno diciotto anni l'età dell'adottando, pur rimanendo la differenza di età compresa in quella di solito intercorsa tra genitori e figli, se dalla mancata adozione fosse derivato un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore. La Corte costituzionale, con sentenza 9 luglio 1999, n. 283 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 6, secondo comma, nella parte in cui non prevedeva che il giudice potesse disporre l'adozione, valutando esclusivamente l'interesse del minore, nel caso in cui l'età dei coniugi adottanti superasse di oltre quaranta anni l'età dell'adottando, pur rimanendo la differenza di età compresa in quella che di solito intercorsa tra genitori e figli, se dalla mancata adozione fosse derivato un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore.
(2) Articolo sostituito dall'articolo 6 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 7 (legge sull'adozione)
3. Se l'adottando ha compiuto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se ha un'età inferiore, deve essere sentito, in considerazione della sua capacità di discernimento (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 7 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 8 (legge sull'adozione)
4. Il procedimento di adottabilità deve svolgersi fin dall'inizio con l'assistenza legale del minore e dei genitori o degli altri parenti, di cui al comma 2 dell'articolo 10 (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 8 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 9 (legge sull'adozione)
Articolo 10 (legge sull'adozione)
Articolo 11 (legge sull'adozione)
Quando dalle indagini previste nell'articolo precedente risultano deceduti i genitori del minore e non risultano esistenti parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore, il tribunale per i minorenni provvede a dichiarare lo stato di adottabilità, salvo che esistano istanze di adozione ai sensi dell'articolo 44. In tal caso il tribunale per i minorenni decide nell'esclusivo interesse del minore (1).
Intervenuta la dichiarazione di adottabilità e l'affidamento preadottivo, il riconoscimento è privo di efficacia. Il giudizio per la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità è sospeso di diritto e si estingue ove segua la pronuncia di adozione divenuta definitiva (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 11 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 12 (legge sull'adozione)
Quando attraverso le indagini effettuate consta l'esistenza dei genitori o di parenti entro il quarto grado indicati nell'articolo precedente, che abbiano mantenuto rapporti significativi con il minore, e ne è nota la residenza, il presidente del tribunale per i minorenni con decreto motivato fissa la loro comparizione, entro un congruo termine, dinanzi a sé o ad un giudice da lui delegato.
Il presidente o il giudice delegato può, altresì, chiedere al pubblico ministero di promuovere l'azione per la corresponsione degli alimenti a carico di chi vi è tenuto per legge e, al tempo stesso, dispone, ove d'uopo, provvedimenti temporanei ai sensi del comma 3 dell'articolo 10 (1) (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 12 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 13 (legge sull'adozione)
Nel caso in cui i genitori ed i parenti di cui all'articolo precedente risultino irreperibili ovvero non ne sia conosciuta la residenza, la dimora o il domicilio, il tribunale per i minorenni provvede alla loro convocazione ai sensi degli articoli 140 e 143 del codice di procedura civile, previe nuove ricerche tramite gli organi di pubblica sicurezza (1).
(1) A norma dell'articolo 1 del D.L. 24 aprile 2001, n. 150, in via transitoria, fino alla emanazione di una specifica disciplina sulla difesa di ufficio nei procedimenti per la dichiarazione dello stato di adottabilità disciplinati dal presente articolo, e comunque non oltre il 30 giugno 2002, ai predetti procedimenti e ai relativi giudizi di opposizione continuano ad applicarsi le disposizioni processuali vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del citato D.L. 150/2001.
Articolo 14 (legge sull'adozione)
2. La sospensione è comunicata ai servizi sociali locali competenti perché adottino le iniziative opportune (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 13 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 15 (legge sull'adozione)
a) i genitori ed i parenti convocati ai sensi degli articoli 12 e articolo 13 non si sono presentati senza giustificato motivo;
3. La sentenza è notificata per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti indicati nel primo comma dell'articolo 12, al tutore, nonché al curatore speciale ove esistano, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre impugnazione nelle forme e nei termini di cui all'articolo 17 (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 14 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 16 (legge sull'adozione)
3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 15legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 17 (legge sull'adozione)
Articolo 18 (legge sull'adozione)
1. La sentenza definitiva che dichiara lo stato di adottabilità è trascritta, a cura del cancelliere del tribunale per i minorenni, su apposito registro conservato presso la cancelleria del tribunale stesso. La trascrizione deve essere effettuata entro il decimo giorno successivo a quello della comunicazione che la sentenza di adottabilità è divenuta definitiva. A questo effetto, il cancelliere del giudice dell'impugnazione deve inviare immediatamente apposita comunicazione al cancelliere del tribunale per i minorenni (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'art. 17 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 19 (legge sull'adozione)
Il tribunale per i minorenni nomina un tutore, ove già non esista, e adotta gli ulteriori provvedimenti nell'interesse del minore (1).
Articolo 20 (legge sull'adozione)
Lo stato di adottabilità cessa per adozione o per il raggiungimento della maggiore età da parte dell'adottando (1).
Articolo 21 (legge sull'adozione)
4. Nel caso in cui sia in atto l'affidamento preadottivo, lo stato di adottabilità non può essere revocato (1) (2).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 18, legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 22 (legge sull'adozione)
Articolo 23 (legge sull'adozione)
3. In caso di revoca, il tribunale per i minorenni adotta gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 20 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 24 (legge sull'adozione)
Articolo 25 (legge sull'adozione)
7. Nel caso di provvedimento negativo viene meno l'affidamento preadottivo ed il tribunale per i minorenni assume gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3. Si applicano gli articoli 330 e seguenti del codice civile (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 21 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 26 (legge sull'adozione)
5. Gli effetti dell'adozione si producono dal momento della definitività della sentenza (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 22 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 27 (legge sull'adozione)
Se l'adozione è disposta nei confronti della moglie separata, ai sensi dell'articolo 25, comma 5, l'adottato assume il cognome della famiglia di lei (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 23 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 28 (legge sull'adozione)
7. L'accesso alle informazioni non è consentito nei confronti della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ai sensi dell' articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 (1) .
8. Fatto salvo quanto previsto dai commi precedenti, l'autorizzazione non è richiesta per l'adottato maggiore di età quando i genitori adottivi sono deceduti o divenuti irreperibili (2).
(1) Comma sostituito dall'articolo 177 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.
(2) Articolo sostituito dall'articolo 24 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 29 (legge sull'adozione)
1. L'adozione di minori stranieri ha luogo conformemente ai princípi e secondo le direttive della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L'Aja il 29 maggio 1993, di seguito denominata "Convenzione", a norma delle disposizioni contenute nella presente legge (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476.
Articolo 29 Bis (1). (legge sull'adozione)
(1) Articolo aggiunto dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476.
Articolo 30 (legge sull'adozione)
5. Il decreto di idoneità ovvero di inidoneità e quello di revoca sono reclamabili davanti alla corte d'appello, a termini degli articoli 739 e 740 del codice di procedura civile, da parte del pubblico ministero e degli interessati (1).
Articolo 31 (legge sull'adozione)
[ n) certifica la durata delle necessarie assenze dal lavoro, ai sensi delle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 39-quater, nel caso in cui le stesse non siano determinate da ragioni di salute del bambino, nonché la durata del periodo di permanenza all'estero nel caso di congedo non retribuito ai sensi della lettera c) del medesimo comma 1 dell'articolo 39-quater; ] (1)
o) certifica, nell'ammontare complessivo agli effetti di quanto previsto dall'articolo 10, comma 1, lettera l-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento della procedura di adozione (2).
(1) Lettera abrogata dall'articolo 86 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
(2) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476.
Articolo 32 (legge sull'adozione)
4. Gli uffici consolari italiani all'estero collaborano, per quanto di competenza, con l'ente autorizzato per il buon esito della procedura di adozione. Essi, dopo aver ricevuto formale comunicazione da parte della Commissione ai sensi dell'articolo 39, comma 1, lettera h), rilasciano il visto di ingresso per adozione a beneficio del minore adottando (1).
Articolo 33 (legge sull'adozione)
1. Fatte salve le ordinarie disposizioni relative all'ingresso nello Stato per fini familiari, turistici, di studio e di cura, non è consentito l'ingresso nello Stato a minori che non sono muniti di visto di ingresso rilasciato ai sensi dell'articolo 32 ovvero che non sono accompagnati da almeno un genitore o da parenti entro il quarto grado.
5. Qualora sia comunque avvenuto l'ingresso di un minore nel territorio dello Stato al di fuori delle situazioni consentite, il pubblico ufficiale o l'ente autorizzato che ne ha notizia lo segnala al tribunale per i minorenni competente in relazione al luogo in cui il minore si trova. Il tribunale, adottato ogni opportuno provvedimento temporaneo nell'interesse del minore, provvede ai sensi dell'articolo 37-bis, qualora ne sussistano i presupposti, ovvero segnala la situazione alla Commissione affinché prenda contatto con il Paese di origine del minore e si proceda ai sensi dell'articolo 34 (1).
Articolo 34 (legge sull'adozione)
3. Il minore adottato acquista la cittadinanza italiana per effetto della trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile (1).
Articolo 35 (legge sull'adozione)
4. Qualora l'adozione debba perfezionarsi dopo l'arrivo del minore in Italia, il tribunale per i minorenni riconosce il provvedimento dell'autorità straniera come affidamento preadottivo, se non contrario ai princìpi fondamentali che regolano nello Stato il diritto di famiglia e dei minori, valutati in relazione al superiore interesse del minore, e stabilisce la durata del predetto affidamento in un anno che decorre dall'inserimento del minore nella nuova famiglia. Decorso tale periodo, se ritiene che la sua permanenza nella famiglia che lo ha accolto è tuttora conforme all'interesse del minore, il tribunale per i minorenni pronuncia l'adozione e ne dispone la trascrizione nei registri dello stato civile. In caso contrario, anche prima che sia decorso il periodo di affidamento preadottivo, lo revoca e adotta i provvedimenti di cui all'articolo 21 della Convenzione. In tal caso il minore che abbia compiuto gli anni 14 deve sempre esprimere il consenso circa i provvedimenti da assumere; se ha raggiunto gli anni 12 deve essere personalmente sentito; se di età inferiore deve essere sentito ove ciò non alteri il suo equilibrio psico-emotivo, tenuto conto della valutazione dello psicologo nominato dal tribunale (1).
e) l'inserimento del minore nella famiglia adottiva si è manifestato contrario al suo interesse (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 32 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 36 (legge sull'adozione)
4. L'adozione pronunciata dalla competente autorità di un Paese straniero a istanza di cittadini italiani, che dimostrino al momento della pronuncia di aver soggiornato continuativamente nello stesso e di avervi avuto la residenza da almeno due anni, viene riconosciuta ad ogni effetto in Italia con provvedimento del tribunale per i minorenni, purché conforme ai princìpi della Convenzione (1).
Articolo 37 (legge sull'adozione)
3. Per quanto concerne l'accesso alle altre informazioni valgono le disposizioni vigenti in tema di adozione di minori italiani (1).
Articolo 37 Bis (legge sull'adozione)
1. Al minore straniero che si trova nello Stato in situazione di abbandono si applica la legge italiana in materia di adozione, di affidamento e di provvedimenti necessari in caso di urgenza (1).
Articolo 38 (legge sull'adozione)
1. Ai fini indicati dall'articolo 6 della Convenzione è costituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Commissione per le adozioni internazionali.
a) un presidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri nella persona di un magistrato avente esperienza nel settore minorile ovvero di un dirigente dello Stato avente analoga specifica esperienza (1) ;
m) tre rappresentanti designati, sulla base di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da associazioni familiari a carattere nazionale, almeno uno dei quali designato dal Forum delle associazioni familiari (2);
3. Il presidente dura in carica quattro anni e l'incarico può essere rinnovato una sola volta (3).
4. I componenti della Commissione rimangono in carica quattro anni. [ Con regolamento adottato dalla Commissione è assicurato l'avvicendamento graduale dei componenti della Commissione stessa allo scadere del termine di permanenza in carica. A tal fine il regolamento può prorogare la durata in carica dei componenti della Commissione per periodi non superiori ad un anno ] (4).
5. La Commissione si avvale di personale dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre amministrazioni pubbliche (5) (6).
(1) Per la determinazione dell'indennità del Presidente di cui al presente comma vedi articolo 3-quinquies del D.L. 28 maggio 2004, n. 136.
(2) Comma sostituito dall'articolo 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Vedi, anche, il comma 3 dell'articolo 2 della citata legge 3/2003. Per l'abrogazione del presente comma, vedi l'articolo 1, comma 19-quinquies, del D.L. 18 maggio 2006, n.181.
(3) Comma modificato dall'articolo 39-duodetricies del D.L. 30 dicembre 2005 n.273. Per l'abrogazione del presente comma, vedi l'articolo 1, comma 19-quinquies, del D.L. 18 maggio 2006, n.181.
(4) Comma modificato dall'articolo 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Per l'abrogazione del presente comma, vedi l'articolo 1, comma 19-quinquies, del D.L. 18 maggio 2006, n.181.
(5) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476 e poi modificato dall'articolo 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
(6) Vedi, anche, il D.P.R. 1° dicembre 1999, n. 492.
Articolo 39 (legge sull'adozione)
c) autorizza l'attività degli enti di cui all'articolo 39-ter, cura la tenuta del relativo albo, vigila sul loro operato, lo verifica almeno ogni tre anni, revoca l'autorizzazione concessa nei casi di gravi inadempienze, insufficienze o violazione delle norme della presente legge. Le medesime funzioni sono svolte dalla Commissione con riferimento all'attività svolta dai servizi per l'adozione internazionale, di cui all'articolo 39-bis (1);
4. La Commissione presenta al Presidente del Consiglio dei ministri, che la trasmette al Parlamento, una relazione biennale sullo stato delle adozioni internazionali, sullo stato della attuazione della Convenzione e sulla stipulazione di accordi bilaterali anche con Paesi non aderenti alla stessa (2) (3).
(1) Per l'albo degli enti autorizzati allo svolgimento dei servizi per l'adozione internazionale a norma della presente lettera, vedi la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 31 maggio 2001, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 3 ottobre 2001, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 17 novembre 2001, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 9 gennaio 2002. Per il nuovo albo degli enti autorizzati allo svolgimento dei servizi per l'adozione internazionale a norma della presente lettera, vedi la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 14 novembre 2002, n. 120. Per l' approvazione delle linee guida per l'ente autorizzato a norma della presente lettera, vedi la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 20 marzo 2003, n. 39, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 17 dicembre 2003, n. 172, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 1 marzo 2005, n. 3. Per il nuovo albo degli enti autorizzati allo svolgimento dei servizi per l'adozione internazionale a norma della presente lettera, vedi la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 17 dicembre 2003 n.163, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 20 dicembre 2004, n. 36, la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 19 dicembre 2005, n. 20 ed infine la Deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione per le adozioni internazionali 20 dicembre 2006, n. 12.
(2) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge 31 dicembre 1998, n. 476. Per l'abrogazione del presente articolo, vedi l'articolo 1, comma 19-quinquies, del D.L. 18 maggio 2006, n.181.
(3) Vedi, anche, il D.P.R. 1° dicembre 1999, n. 492.
Articolo 39 Bis (legge sull'adozione)
3. I servizi per l'adozione internazionale di cui al comma 2 sono istituiti e disciplinati con legge regionale o provinciale in attuazione dei princìpi di cui alla presente legge. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano sono delegate le funzioni amministrative relative ai servizi per l'adozione internazionale (1).
Articolo 39 Ter (legge sull'adozione)
g) avere sede legale nel territorio nazionale (1).
Articolo 39 Quater (legge sull'adozione)
[ 1. Fermo restando quanto previsto in altre disposizioni di legge, i genitori adottivi e coloro che hanno un minore in affidamento preadottivo hanno diritto a fruire dei seguenti benefìci:
c) congedo di durata corrispondente al periodo di permanenza nello Stato straniero richiesto per l'adozione (1). ] (2)
(2) Articolo abrogato dall'articolo 86 del D. Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Articolo 40 (legge sull'adozione)
Agli stranieri stabilmente residenti in Paesi che hanno ratificato la Convenzione, in luogo della procedura disciplinata dal primo comma si applicano le procedure stabilite nella Convenzione per quanto riguarda l'intervento ed i compiti delle autorità centrali e degli enti autorizzati. Per il resto si applicano le disposizioni della presente legge (1).
(1) Comma aggiunto dall'articolo 5 della legge 31 dicembre 1998, n. 476.
Articolo 41 (legge sull'adozione)
Nel caso di adozione di minore stabilmente residente in Italia da parte di cittadini stranieri residenti stabilmente in Paesi che hanno ratificato la Convenzione, le funzioni attribuite al console dal presente articolo sono svolte dall'autorità centrale straniera e dall'ente autorizzato (1).
Articolo 42 (legge sull'adozione)
Articolo 43 (legge sull'adozione)
Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 9 si applicano anche ai cittadini italiani residenti all'estero (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 33 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 44 (legge sull'adozione)
4. Nei casi di cui alle lettere a) e d) del comma 1 l'età dell'adottante deve superare di almeno diciotto anni quella di coloro che egli intende adottare (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 25 della legge 28 marzo 2001, n. 149. La Corte costituzionale, con sentenza 2 febbraio 1990, n. 44, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 44, quinto comma, nella parte in cui, limitatamente al disposto della lettera b) del primo comma, non consentiva al giudice competente di ridurre, in presenza di validi motivi per la realizzazione dell'unità familiare, l'intervallo di età a diciotto anni.
Articolo 45 (legge sull'adozione)
4. Quando l'adozione deve essere disposta nel caso previsto dall'articolo 44, comma 1, lettera c), deve essere sentito il legale rappresentante dell'adottando in luogo di questi, se lo stesso non può esserlo o non può prestare il proprio consenso ai sensi del presente articolo a causa delle sue condizioni di minorazione (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 26 della legge 28 marzo 2001, n. 149. La Corte costituzionale, con sentenza 18 febbraio 1988, n. 182, aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 45, secondo comma, nella parte in cui era previsto il consenso anziché l'audizione del legale rappresentante del minore.
Articolo 46 (legge sull'adozione)
Per l'adozione è necessario l'assenso dei genitori e del coniuge dell'adottando.
Articolo 47 (legge sull'adozione)
3. Se l'adozione è ammessa, essa produce i suoi effetti dal momento della morte dell'adottante (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 27 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 48 (legge sull'adozione)
Se il minore è adottato da due coniugi, o dal coniuge di uno dei genitori, la potestà sull'adottato ed il relativo esercizio spettano ad entrambi.
Articolo 49 (legge sull'adozione)
2. L'adottante che omette di fare l'inventario nel termine stabilito o fa un inventario infedele può essere privato dell'amministrazione dei beni dal giudice tutelare, salvo l'obbligo del risarcimento dei danni (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 28 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 50 (legge sull'adozione)
Se cessa l'esercizio da parte, dell'adottante o degli adottanti della potestà, il tribunale per i minorenni su istanza dell'adottato, dei suoi parenti o affini o del pubblico ministero, o anche d'ufficio, può emettere i provvedimenti opportuni circa la cura della persona dell'adottato, la sua rappresentanza e l'amministrazione dei suoi beni, anche se ritiene conveniente che l'esercizio della potestà sia ripreso dai genitori. Si applicano le norme di cui agli articoli 330 e seguenti del codice civile.
Articolo 51 (legge sull'adozione)
Il tribunale, sentito il pubblico ministero ed il minore, può emettere altresì i provvedimenti opportuni con decreto in carica di consiglio circa la cura della persona del minore, la rappresentanza e l'amministrazione dei beni.
Articolo 52 (legge sull'adozione)
Il tribunale, assunte informazioni ed effettuato ogni opportuno accertamento e indagine, sentiti il pubblico ministero, l'adottante e l'adottato che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, pronuncia sentenza (1).
Articolo 53 (legge sull'adozione)
Articolo 54 (legge sull'adozione)
Articolo 55 (legge sull'adozione)
Articolo 56 (legge sull'adozione)
Competente a pronunciarsi sull'adozione è il tribunale per i minorenni del distretto dove si trova il minore.
Il consenso dell'adottante e dell'adottando che ha compiuto i quattordici anni e del legale rappresentante dell'adottando deve essere manifestato personalmente al presidente del tribunale o ad un giudice da lui delegato (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 18 febbraio 1988, n. 182, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui è previsto il consenso anziché l'audizione del legale rappresentante del minore.
Articolo 57 (legge sull'adozione)
a) l'idoneità affettiva e la capacità di educare e istruire il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare degli adottanti (1);
(1) Lettera sostituita dall'articolo 29 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 58 (legge sull'adozione)
L'intitolazione del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: " Dell'adozione di persone maggiori di età ".
Articolo 59 (legge sull'adozione)
L'intitolazione del capo I del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: " Dell'adozione di persone maggiori di età e dei suoi effetti ".
Articolo 60 (legge sull'adozione)
Articolo 61 (legge sull'adozione)
L'art. 299 del codice civile è sostituito dal seguente:
" L'adottato assume il cognome dell'adottante e lo antepone al proprio.
L'adottato che sia figlio naturale non riconosciuto dai propri genitori assume solo il cognome dell'adottante.
Se l'adozione è compiuta da una donna maritata, l'adottato, che non sia figlio del marito, assume il cognome della famiglia di lei ".
Articolo 62 (legge sull'adozione)
L'art. 307 del codice civile è sostituito dal seguente:
" Quando i fatti previsti dall'articolo precedente sono stati compiuti dall'adottante contro l'adottato, oppure contro il coniuge o i discendenti o gli ascendenti di lui, la revoca può essere pronunciata su domanda dell'adottato ".
Articolo 63 (legge sull'adozione)
L'intitolazione del capo II del titolo VIII del libro I del codice civile è sostituita dalla seguente: " Delle forme dell'adozione di persone di maggiore età".
Articolo 64 (legge sull'adozione)
L'art. 312del codice civile è sostituito dal seguente:
" Il tribunale, assunte le opportune informazioni, verifica:
2) se l'adozione conviene all'adottando ".
Articolo 65 (legge sull'adozione)
L'art. 313del codice civile è sostituito dal seguente:
" Il tribunale, in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero e omessa ogni altra formalità di procedura, provvede con decreto motivato decidendo di far luogo o non far luogo alla adozione.
L'adottante, il pubblico ministero, l'adottando, entro trenta giorni dalla comunicazione, possono impugnare il decreto del tribunale con reclamo alla corte di appello, che decide in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero ".
Articolo 66 (legge sull'adozione)
I primi due commi dell'art. 314del codice civile sono sostituiti dai seguenti:
" Il decreto che pronuncia l'adozione, divenuto definitivo, è trascritto a cura del cancelliere del tribunale competente, entro il decimo giorno successivo a quello della relativa comunicazione, da effettuarsi non oltre cinque giorni dal deposito, da parte del cancelliere del giudice dell'impugnazione, su apposito registro e comunicato all'ufficiale di stato civile per l'annotazione a margine dell'atto di nascita dell'adottato.
Con la procedura di cui al comma precedente deve essere altresì trascritta ed annotata la sentenza di revoca della adozione, passata in giudicato ".
Articolo 67 (legge sull'adozione)
Sono abrogati: il secondo e il terzo comma dell'art. 293, il secondo e il terzo comma dell'art. 296, gli articoli 301, 302, 303, 308 e 310 del codice civile.
E' abrogato altresì il capo III del titolo VIII del libro I del codice civile.
Articolo 68 (legge sull'adozione)
Il primo comma dell'art. 38 delle disposizioni di attuazione del codice civile è sostituito dal seguente:
" Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli articoli 84, 90, 171, 194, secondo comma, 250, 252, 262, 264, 316, 317- bis , 330, 332, 333, 334, 335 e 371, ultimo comma, nonchè nel caso di minori dall'art. 269, primo comma, del codice civile ".
Articolo 69 (legge sull'adozione)
In aggiunta a quanto disposto nell'articolo 51 delle disposizioni di attuazione del codice civile, nel registro delle tutele devono essere annotati i provvedimenti emanati dal tribunale per i minorenni ai sensi dell'articolo 10 della presente legge.
Articolo 70 (legge sull'adozione)
2. I rappresentanti degli istituti di assistenza pubblici o privati che omettono di trasmettere semestralmente alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni l'elenco di tutti i minori ricoverati o assistiti, ovvero forniscono informazioni inesatte circa i rapporti familiari concernenti i medesimi, sono puniti con la pena della reclusione fino ad un anno o con la multa da lire 500.000 a lire 5.000.000 (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 34 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 71 (legge sull'adozione)
Chiunque, in violazione delle norme di legge in materia di adozione, affida a terzi con carattere definitivo un minore, ovvero lo avvia all'estero perché sia definitivamente affidato, è punito con la reclusione da uno a tre anni (1).
Se il fatto è commesso da pubblici ufficiali, da incaricati di un pubblico servizio, da esercenti la professione sanitaria o forense, da appartenenti ad istituti di assistenza pubblici o privati nei casi di cui all'articolo 61 , numeri 9 e 11, del codice penale, la pena è raddoppiata.
Chiunque svolga opera di mediazione al fine di realizzare l'affidamento di cui al primo comma è punito con la reclusione fino ad un anno o con multa da lire 500.000 a lire 5.000.000 (1).
(1) Comma così sostituito dall'art. 35, legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 72 (legge sull'adozione)
Chiunque, per procurarsi denaro o altra utilità, in violazione delle disposizioni della presente legge, introduce nello Stato uno straniero minore di età perché sia definitivamente affidato a cittadini italiani è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Articolo 72 Bis (legge sull'adozione)
1. Chiunque svolga per conto di terzi pratiche inerenti all'adozione di minori stranieri senza avere previamente ottenuto l'autorizzazione prevista dall'articolo 39, comma 1, lettera c), è punito con la pena della reclusione fino a un anno o con la multa da uno a dieci milioni di lire.
3. Fatti salvi i casi previsti dall'articolo 36, comma 4, coloro che, per l'adozione di minori stranieri, si avvalgono dell'opera di associazioni, organizzazioni, enti o persone non autorizzati nelle forme di legge sono puniti con le pene di cui al comma 1 diminuite di un terzo (1).
(1) Articolo aggiunto dall'articolo 6 della legge 31 dicembre 1998, n. 476.
Articolo 73 (legge sull'adozione)
Chiunque essendone a conoscenza in ragione del proprio ufficio fornisce qualsiasi notizia atta a rintracciare un minore nei cui confronti sia stata pronunciata adozione o rivela in qualsiasi modo notizie circa lo stato di figlio legittimo per adozione è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire 200.000 a lire 2.000.000 (1).
(1) Comma sostituito dall'articolo 36 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 74 (legge sull'adozione)
Articolo 75 (legge sull'adozione)
[ L'ammissione al patrocinio a spese dello Stato comporta l'assistenza legale alle procedure previste ai sensi della presente legge.
La liquidazione delle spese, delle competenze e degli onorari viene effettuata dal giudice con apposita ordinanza, a richiesta del difensore, allorchè l'attività di assistenza di quest'ultimo è da ritenersi cessata.
Si applica la disposizione di cui all'art. 14, secondo comma, della legge 11 agosto 1973, n. 533. ] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 299 del D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 113 e dall'articolo 299 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, a decorrere dal 1° luglio 2002. Vedi, ora, l'articolo 143 del citato D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.
Articolo 76 (legge sull'adozione)
Alle procedure relative all'adozione di minori stranieri in corso o già definite al momento di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti alla data medesima (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 1° luglio 1986, n. 199, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui preclude l'applicazione dell' articolo 37 alle procedure già iniziate nei confronti di minore straniero in stato di abbandono in Italia.
Articolo 77 (legge sull'adozione)
Gli articoli da 404 a 413 del codice civile sono abrogati. Per le affiliazioni già pronunciate alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano i divieti e le autorizzazioni di cui all'articolo 87 del codice civile.
Articolo 78 (legge sull'adozione)
Il quarto comma dell'art. 87 del codice civile è sostituito dal seguente:
" Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai numeri 3 e 5, anche se si tratti di affiliazione o di filiazione naturale. L'autorizzazione può essere accordata anche nel caso indicato dal numero 4, quando l'affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo ".
Articolo 79 (legge sull'adozione)
Entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge i coniugi che risultino forniti dei requisiti di cui all'articolo 6 possono chiedere al tribunale per i minorenni di dichiarare, sempreché il provvedimento risponda agli interessi dell'adottato e dell'affiliato, con decreto motivato, l'estensione degli effetti della adozione nei confronti degli affiliati o adottati ai sensi dell'art. 291 del codice civile, precedentemente in vigore, se minorenni all'epoca del relativo provvedimento (1).
Gli adottati o affiliati che abbiano compiuto gli anni dodici e, in considerazione della loro capacità di discernimento, anche i minori di età inferiore devono essere sentiti; se hanno compiuto gli anni quattordici devono prestare il consenso (2).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 1° luglio 1986, n. 198, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui, nella ipotesi di coniugi non più uniti in matrimonio alla data della presentazione della domanda di estensione degli effetti dell'adozione, non consente di pronunziare l'estensione stessa nei confronti degli adottati ai sensi dell'art. 291 del codice civile, precedentemente in vigore. La stessa Corte, con sent. 18 febbraio 1988, n. 183, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui non consente l'estensione degli effetti dell'adozione legittimante nei confronti dei minori adottati con adozione ordinaria quando la differenza di età tra adottanti e adottato superi i 40 anni.
(2) Comma modificato dall'articolo 32 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 80 (legge sull'adozione)
4. Le regioni determinano le condizioni e modalità di sostegno alle famiglie, persone e comunità di tipo familiare che hanno minori in affidamento, affinché tale affidamento si possa fondare sulla disponibilità e l'idoneità all'accoglienza indipendentemente dalle condizioni economiche (1).
(1) Articolo prima modificato dell'articolo 86 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 e successivamente sostituito dall'articolo 38 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
Articolo 81 (legge sull'adozione)
L'ultimo comma dell'art. 244 del codice civile è sostituito dal seguente:
Articolo 82 (legge sull'adozione)
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in annue lire 100.000.000, si provvede mediante corrispondente riduzione del capitolo 1589 dello stato di previsione del Ministero di grazia e giustizia [ora della giustizia] per l'anno finanziario 1983 e corrispondenti capitoli degli esercizi successivi.
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Dal 12/06/09 15967707