Source: http://culturadellalegalita.altervista.org/multe-principi-e-procedure-del-sistema-sanzionatorio/
Timestamp: 2020-05-31 11:10:08+00:00
Document Index: 132470411

Matched Legal Cases: ['art. 195', 'art. 202', 'art. 16', 'art. 196', 'art. 200', 'art. 196', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 12', 'art. 77', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 28']

MULTE: Principi e procedure del sistema sanzionatorio | CULTURA DELLA LEGALITA'
Scritto il Luglio 23, 2019 Luglio 23, 2019 da culturadellalegalita
Uno degli argomenti che sta quotidianamente più a (malin..) cuore a tutti noi cittadini, è senza dubbio quello delle c.d. MULTE (o contravvenzioni) che vengono comminate, in particolare per le infrazioni al Codice della Strada.
Preliminarmente dobbiamo subito sgomberare il campo dall’uso improprio della terminologia, perché sappiamo benissimo che “multa” e “contravvenzione” sono due specifici termini giuridici che contraddistinguono due tipologie di pene previste dal Codice Penale in caso di condanna per la commissione di reati mentre, in realtà, le infrazioni stradali costituiscono – salvo particolari casi – degli illeciti amministrativi, la cui violazione è punita con una sanzione amministrativa, solitamente con l’irrogazione di una somma di denaro da pagare.
Più analiticamente, la figura dell’illecito amministrativo è disciplinata dalla Legge 689/1981, che detta i principi generali in materia ricavati, per grandi linee, da quelli dettati dal Codice Penale per i reati distinguendosi, sostanzialmente – oltre che dal diverso tipo di sanzione previsto – dall’Autorità competente a decidere l’irrogazione delle sanzioni, amministrativa piuttosto che giudiziaria.
Diversità procedurali esistono anche nello stesso ambito degli illeciti amministrativi, in particolare distinguendosi la procedura prevista per gli illeciti amministrativi previsti dal Codice della Strada da quella per gli illeciti amministrativi in generale, prevista dalla Legge 689/1981.
Tra i principi generali sanciti dalla legge in materia di illeciti amministrativi, meritano essere ricordati:
Art. 2 – Capacità di intendere e di volere
Art. 3 – Elemento soggettivo
Art. 4 – Cause di esclusione della responsabilità
Art. 5 – Concorso di persone
Art. 6 – Solidarietà
LA PROCEDURA SANZIONATORIA PER LE VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA
Preso atto di quanto doverosamente premesso, per quanto riguarda quello che ci interessa più da vicino possiamo vedere come, per gli illeciti previsti dal Codice della Strada, si possono distinguere diverse fasi, così sintetizzabili:
contestazione al trasgressore;
notifica del verbale di accertamento al responsabile in solido;
definizione dell’illecito mediante il pagamento in misura ridotta;
in caso di mancato pagamento nei termini e di mancato ricorso, iscrizione a ruolo di una somma pari alla metà del massimo della sanzione in quanto il verbale costituisce titolo esecutivo per tale somma;
in caso di ricorso al Prefetto si avrà l’ulteriore fase del ricorso che si concluderà con un ordinanza prefettizia di ingiunzione di pagamento ovvero di archiviazione;
contro l’ordinanza-ingiunzione è ammessa opposizione al giudice di pace e, pertanto, potrà seguire l’ulteriore fase del giudizio di opposizione dinanzi ad un organo giurisdizionale.
N.B. E’ ammesso ricorso giurisdizionale anche direttamente avverso il verbale originario;
fase finale dell’esecuzione forzata sui beni del debitore.
Più in dettaglio, il Codice della Strada prevede che “La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma di denaro tra un limite massimo ed un limite minimo fissato dalla singola norma…” e che “…la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera valutazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo…” (art. 195 CdS).
A tal proposito, giova evidenziare che ai fini della determinazione della somma da pagare a titolo di pagamento in misura ridotta, il Codice della Strada dispone che “Per le violazioni per le quali il presente codice stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria, ferma restando l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme. Tale somma e’ ridotta del 30 per cento se il pagamento e’ effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione…” (art. 202 CdS), mentre – per quanto riguarda gli illeciti amministrativi diversi dal Codice della Strada – la Legge 689/1981 stabilisce, diversamente, che “…E’ ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo…” (art. 16 L.).
Inoltre, occorre tener presente che sono obbligati in solido con il trasgressore al pagamento della sanzione irrogata “…il proprietario del veicolo …o, in sua vece, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria …se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà…” (art. 196 CdS).
Le violazioni al Codice della Strada – accertate dagli organi di polizia stradale di cui agli artt. 11 e 12 CdS – devono essere, quando possibile e fuori di particolari casi, “…immediatamente contestate tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido…” e “…dell’avvenuta contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono vi siano inserite. Il verbale… …contiene la sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l’identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione… …Copia del verbale deve essere consegnata al trasgressore e, se presente, alla persona obbligata in solido…” (art. 200 CdS).
Nei casi in cui la violazione non possa essere immediatamente contestata al trasgressore il verbale di accertamento – contenente gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata – deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento (art. 201 CdS).
Giova ribadire e rimarcare che il termine per notificare il verbale (di novanta giorni) decorre dal giorno della commessa violazione e non – come talvolta succede – dal giorno dell’effettiva verbalizzazione da parte dell’organo accertatore, salvo non fosse possibile conoscere l’identità del trasgressore, o dell’obbligato in solido, dai pubblici registri automobilistici o da altre banche dati.
In particolare, l’obbligo di contestazione immediata è derogato nei seguenti casi (art. 201, comma 1-bis CdS):
Inoltre, la norma dispone che “…Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1-bis, nei quali non è avvenuta la contestazione immediata, il verbale notificato agli interessati deve contenere anche l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata…” e che “…non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1…” (art. 201, comma 1-ter CdS).
La notificazione degl atti
Alla notificazione dei verbali di accertamento si può provvedere sia a mezzo degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12 CdS, sia a mezzo di messi comunali o di funzionari dell’Amministrazione procedente – secondo le norme previste dal Codice di Procedura Civile – ovvero a mezzo della posta, nel rispetto delle norme di legge che disciplinano le notificazioni a mezzo del servizio postale.
Le notificazioni si intendono, in ogni caso, validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione, oppure dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente.
Pertanto, per verificare la regolarità delle notificazioni dei verbali – che non sono eseguite a mezzo posta – occorre guardare alle disposizioni dettate dal codice di rito in materia, che appare utile richiamare:
Art. 137 cpc – Notificazioni
L’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all’originale dell’atto da notificarsi. …omissis…
Art. 138 cpc – Notificazione in mani proprie
…omissis… Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l’ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie.
Art. 139 cpc – Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio
Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata. …omissis…
Art. 140 cpc – Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia
Art. 143 cpc – Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti
Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi è il procuratore previsto nell’art. 77, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza. …omissis…
Nei casi previsti nel presente articolo e nei primi due commi dell’articolo precedente, la notificazione si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte.
Art. 145 cpc – Notificazione alle persone giuridiche
Art. 147 cpc – Tempo delle notificazioni
Art. 148 cpc – Relazione di notificazione
Art. 149 cpc – Notificazione a mezzo del servizio postale
Art. 149-bis cpc – Notificazione a mezzo posta elettronica
La Legge 890/1982 disciplina le notificazioni di atti a mezzo posta e prevede che “…L’ufficiale giudiziario deve avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti in materia civile ed amministrativa da eseguirsi fuori del comune ove ha sede l’ufficio, eccetto che la parte chieda che la notificazione sia eseguita di persona. Il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso della licenza di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e deve rispettare gli obblighi di qualità minima stabiliti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124…” (art. 1).
In particolare, l’art. 8 disciplina la procedura di notificazione prescrivendo che “…Se le persone abilitate a ricevere il piego in luogo del destinatario rifiutano di riceverlo, ovvero se l’operatore postale non può recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, il piego è depositato lo stesso giorno presso il punto di deposito più vicino al destinatario. …omissis… Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito è data notizia al destinatario, a cura dell’operatore postale, mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso deve contenere …omissis… l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al periodo precedente e che, decorso inutilmente anche il predetto termine di sei mesi, l’atto sarà restituito al mittente. La notificazione si ha per eseguita dalla data del ritiro del piego, se anteriore al decorso del termine di dieci giorni di cui al comma 4. In tal caso, l’impiegato del punto di deposito lo dichiara sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato che ne ha curato il ritiro, è, entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione. Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata, di cui al comma 4, senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento è, entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘atto non ritirato entro il termine di dieci giorni e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il piego è stato depositato, il piego stesso è restituito al mittente in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘non ritirato entro il termine di sei mesi e della data di restituzione. Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull’avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante da quanto riportato sull’avviso stesso…”.
Uno degli aspetti della procedura di notificazione a mezzo posta che detta maggiori problematiche di comprensione, da parte dei cittadini, è quello legato alla figura della “compiuta giacenza” come modo di definizione della data certa di notifica degli atti, con tutte le conseguenze ad essa connesse in ordine ad eventuali impugnazioni, oppure per beneficiare delle riduzioni della somma da pagare.
In particolare, si parla di “compiuta giacenza” quando il destinatario di una raccomandata (o di un atto giudiziario) è assente al momento della consegna e, pur avendo ricevuto il c.d. “avviso di giacenza“, non è andato poi a ritirare la raccomandata o l’atto entro il termine indicato. In tal caso la raccomandata o l’atto si considerano regolarmente consegnati e notificati al destinatario.
A tal proposito è interessante sottolineare che recentemente la Corte di Cassazione ha chiarito che, più precisamente, la raccomandata si presume pervenuta alla data in cui l’ufficio postale rilascia il relativo avviso di giacenza (Cass. n. 27526/2013).
È evidente che a tal fine è comunque necessario che l’incaricato della consegna (sia esso un postino o un ufficiale giudiziario) che non sia riuscito a provvedere alla stessa, invii al destinatario la comunicazione con la quale lo avvisa che la raccomandata si trova presso la Casa comunale o presso uno specifico ufficio postale.
Pertanto, qualora il destinatario del verbale intenda avvalersi della facoltà di pagare beneficiando della riduzione del 30% – prevista entro il ristretto termine di cinque giorni dalla notifica – in caso di giacenza, il ritiro dell’atto deve avvenire i tempo utile in quanto i cinque giorni vengono conteggiati a partire dal formarsi della compiuta giacenza – ossia dieci giorni dalla consegna della raccomandata di “avviso di deposito” – non essendo possibile beneficiare della riduzione in caso di ritiro in tempi successivio.
Come abbiamo visto, fondamentale importanza per il rispetto delle procedure di notificazione e, di conseguenza, per la piena legittimità dell’azione amministrativa, hanno i termini previsti dalle singole norme.
La disciplina a cui guardare è, da un lato, quella del Codice di Procedura Civile per il corretto computo – “I termini per il compimento degli atti del processo sono stabiliti dalla legge; possono essere stabiliti dal giudice anche a pena di decadenza, soltanto se la legge lo permette espressamente. I termini stabiliti dalla legge sono ordinatori, tranne che la legge stessa li dichiari espressamente perentori.” (Art. 152 – Termini legali e termini giudiziari); “Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune. I giorni festivi si computano nel termine. Se il giorno di scadenza è festivo la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. La proroga prevista dal quarto comma si applica altresì ai termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dell’udienza che scadono nella giornata del sabato. …omissis…” (Art. 155 – Computo dei termini) – mentre, per quanto riguarda la prescrizione delle pretese sanzionatorie, di seguito, richiamiamo:
Art. 209 CdS – Prescrizione
La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice e’ regolata dall’art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 28 L. 689/1981 – Prescrizione
Come abbiamo visto, nonostante l’estrema sintesi ed il tentativo di semplificare il più possibile i concetti, la materia è foriera di elementi di complessità tali da richiedere una particolare attenzione e preparazione, necessari per comprendere se, davanti ad un verbale notificato, è possibile pagare beneficiando delle riduzioni previste ovvero se ci sono profili di illegittimità che possano indurre il destinatario dell’atto a procedere con le impugnazioni che, proprio per non appesantire ulteriormente l’articolo, in questa sede non vengono trattate, rimandando la trattazione ad una prossima pubblicazione
(a cura del Dott. Antonio D’Emilio)
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