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Timestamp: 2017-06-24 08:56:15+00:00
Document Index: 157372007

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2103', 'art. 2103', 'sentenza ', 'art. 3']

mansioni | Chiavi | Rivista giuridica del lavoro
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Giurisprudenza di merito sulla dequalificazione professionale alla luce dell’intervento delle Ss.Uu. dell’11 settembre 2008
Corte di Appello Firenze, N.1138-24 Marzo 2009
ANNO LXI - 2010 - N1 Parole chiave: qualifica mansioni dequalificazione danno non patrimoniale La Corte, oltre a far tesoro della pronuncia della Cassazione del 2006, riprende, citandola testualmente, la sentenza sempre delle Sezioni Unite 11 novembre 2008, n. 26972 che elimina la categoria del danno esistenziale, inteso come pregiudizio di attività realizzatrici della persona umana, ed opera una semplificazione sistematica delle varie figure di danno all’interno dell’unica fattispecie di danno non patrimoniale. Spetta al giudice accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio, individuare la portata delle ripercussioni negative sui diritti della persona sanciti dalla Costituzione articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Appello Firenze, N.1138-24 Marzo 2009
N:1138 - 24 Marzo 2009)
Pres. Amato,
Est. Nisticò – L. G. (avv.ti Rusconi e Barone) c. Banca Cassa di
Risparmio di Firenze Spa (avv.ti Bechi e Gennarelli).
Note: Giurisprudenza di merito sulla dequalificazione professionale alla luce dell’intervento delle Ss.Uu. dell’11 settembre 2008Parole chiave: Danno non patrimoniale :: mansioni :: qualifica :: dequalificazione :: Mansioni e qualifiche – Dequalificazione –Art. 2087 cod. civ. – Risarcimento
del danno – Tutela della personalità morale del lavoratore
– Danno non patrimoniale – Onere della prova – Quantificazione.
La dequalificazione professionale del lavoratore comporta la liquidazione
del danno patrimoniale e del danno non patrimoniale, secondo l’interpretazione
«costituzionalmente orientata» della sentenza delle Sezioni Unite della
Corte di Cassazione n. 26972 del 2008. Ciò in relazione alla tutela data alla
personalità morale del lavoratore secondo il combinato disposto degli artt.
41 Cost. e 2087 cod. civ. (per ciò che concerne il bene dignità) e 32 Cost. (per
ciò che concerne il bene salute). Tale danno è peraltro in re ipsa e si identifica
con la lesione
Nesso di causalità e fattori naturali concorrenti nella produzione del danno
Diego Del Biondo Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N1 Parole chiave: risarcimento dequalificazione danno mansioni qualifica nesso causalità Il Tribunale di Firenze si pronuncia in merito alla risarcibilità del danno non patrimoniale derivante da un demansionamento ingiusto. Il giudice di merito si esprime sulle modalità di individuazione del nesso causale fra la condotta del datore di lavoro e l’evento dannoso, in presenza di un concorso di cause naturali che hanno contribuito alla produzione dell’evento stesso. Vengono affermati l’impossibilità di graduare percentualmente la responsabilità del datore in presenza di concause naturali, la differente applicazione del regime probatorio nel diritto civile e nel diritto penale e ... articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Firenze, N.1003-20 Luglio 2011
ANNO LXVII - 2016 - 4 Parole chiave: mansioni jobs act inquadramento demansionamento La riforma delle mansioni introdotta dal Jobs Act ha determinato un deterioramento
della dignità della persona che lavora e una involuzione della normativa che regolamentava
le mansioni, perfino peggiorativa del vecchio testo dell’art. 2103 c.c., in vigore prima
dell’introduzione nel nostro ordinamento dello Statuto dei lavoratori. L’intera tematica può essere riassunta
nell’alternativa tra «tutela della professionalità» e «tutela dell’inquadramento». The reform of the duties introduced by the Jobs Act has led to a deterioration of the dignity
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Nuove problematiche in tema di mansioni e qualifica del lavoratore
Bruno Balletti Nel numero
ANNO LXI - 2010 - N4 Parole chiave: mansioni Il saggio analizza i recenti interventi della giurisprudenza in tema di mansioni e qualifica del lavoratore: mansioni promiscue, mobilità orizzontale e clausole di fungibilità, rifiuto a svolgere mansioni inferiori, il risarcimento del danno da demansionamento. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Lo ius variandi nel «nuovo» art. 2103 cod. civ.
Umberto Gargiulo Nel numero
ANNO LXVI - 2015 - 3 Parole chiave: mansioni rapporto di lavoro inquadramento adibizione a mansioni inferiori Il saggio esamina la disciplina del mutamento di mansioni dopo la riforma dell’articolo
2103 del codice civile. L’Autore indaga, in particolare, i margini di deroga riconosciuti al
datore, i rischi di abuso e gli spazi per il controllo giudiziale, con specifico riferimento all’adibizione
del lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle d’inquadramento e alla stipulazione
di accordi di declassamento. This essay examines the regulation of the change of tasks after the reform of the article 2103
Ambito di applicazione dei criteri di scelta e infungibilità della posizione del lavoratore nelle procedure di mobilità
ANNO LXI - 2010 - N4 Parole chiave: licenziamento collettivo mansioni cessazione attività criteri di scelta fungibilità comparazione YYY articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Modena, N.737-26 Febbraio 2010
Vito Pinto. Nel numero
ANNO LXVII - 2016 - 2 Parole chiave: part-time mansioni lavoro agile jobs act Il saggio mostra come le recenti riforme legislative, pur ampliando i poteri del datore di
cui sono portatori il datore di lavoro e il lavoratore. Attraverso l’analisi dei nuovi regimi, in particolare l'introduzione degli strumenti di lavoro, la variazione delle mansioni, tempo di lavoro nel part-time e il possibile intervento su smart working, l’A. evidenzia come l’intervento legislativo si risolva in un aggiustamento della disciplina previgente e non esprima una precisa linea di politica del diritto The paper shows how the recent legislative reforms, while expanding the employer’s powers,
to work tools, job changes, part-timers’ working hours and, in a de iure condendo perspective,
smart working, the Author points out that legislative action results in an adjustment
of the rules already in force and, nonetheless, does not yet express a clear law policy.
«Sciopero» delle mansioni: un ritorno alla tecnica definitoria?
ANNO LXII - 2011 - N4 Parole chiave: sciopero mansioni La Cassazione, con le sentenze in esame, afferma il principio in base al quale soltanto l’astensione totale dalla prestazione lavorativa, in una determinata unità di tempo, può essere considerata quale sciopero. Di conseguenza, il cd. sciopero delle mansioni rappresenta inadempimento contrattuale che rende legittime le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei partecipanti all’astensione. L’A., dopo aver ricordato l’elaborazione giurisprudenziale in materia di sciopero, sottopone a critica il principio espresso dalla Corte. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di cassazione, N.548-12 Gennaio 2011
i compiti che il lavoratore è tenuto a svolgere. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa
ANNO LXVII - 2016 - 3 Parole chiave: qualifica mansioni 2 Le sentenze in esame sono le prime ad affrontare un caso di demansionamento iniziato prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 81/15 e continuato in epoca successiva al 25.6.15, pervenendo però a soluzioni diametralmente opposte circa l’applicabilità della nuova disciplina al caso esaminato e, quindi, sull’attualità della richiesta di reintegrazione nelle mansioni precedenti. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Roma, N.4245-30 Settembre 2015
Est. Sordi – P.E. (avv. Russo) c. F.E. (avv.
Ghera).
Note: Gli (inevitabili) problemi applicativi della sopravvenuta abrogazione del criterio dell’equivalenza delle mansioniParole chiave: mansioni :: qualifica :: 2103 :: Mansioni e qualifica – Art. 2103 c.c. – Adibizione a mansioni inferiori
– Illecito contrattuale a carattere permanente – Configurabilità –
Art. 3, d.lgs. n. 81/2015 – Immediata applicabilità ai rapporti di lavoro
in corso – Disciplina legislativa e contrattuale giorno per giorno
vigente – Rilevanza.
Il demansionamento del lavoratore costituisce una sorta di illecito permanente,
nel senso che esso si attua e si rinnova ogni giorno in cui il dipendente viene
mantenuto a svolgere mansioni inferiori rispetto a quelle che egli, secondo legge e
contratto, avrebbe diritto di svolgere. Conseguentemente, la valutazione della liceità
o meno della condotta posta in essere dal datore nell’esercizio del
suo potere di assegnare e variare, a certe condizioni, le mansioni che il dipendente
è chiamato a espletare va necessariamente compiuta con riferimento alla disciplina
legislativa e contrattuale vigente giorno per giorn...
Est. Riverso – P.G. (avv. Bagnara) c.
H. Spa (avv.ti Pivato, Baraccani).
Note: Gli (inevitabili) problemi applicativi della sopravvenuta abrogazione del criterio dell’equivalenza delle mansioniParole chiave: qualifica 2013 :: mansioni :: Mansioni e qualifica – Art. 2103 c.c. – Adibizione del lavoratore a mansioni
inferiori – Illecito contrattuale prodottosi in vigenza della disciplina
antecedente – Applicabilità dell’art. 3, d.lgs. n. 81/15 –
Esclusione – Continuazione del demansionamento in vigenza della
nuova disciplina – Irrilevanza – Insussistenza di norme retroattive
e/o transitorie.
La nuova normativa in materia di mansioni non è applicabile al demansionamento
che si è prodotto nel vigore della legge precedente, in quanto il fatto che
segna il discrimine tra una normativa e l’altra è proprio il prodursi del demansionamento
stesso – illecito contrattuale, con la correlata tutela reintegratoria e
risarcitoria –, a nulla rilevando che esso continui nel vigore della legge successiva,
la quale peraltro non contiene alcuna norma di natura retroattiva e nemmeno
di diritto intertemporale.