Source: http://eufemi.it/interrogazioni_XV.htm
Timestamp: 2019-03-21 14:37:55+00:00
Document Index: 43861031

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 38', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

interrogazioni parlamentari del sen. Eufemi
18 gennaio 2008 - Interrogazioni presentate dal senatore Eufemi che saranno discusse nei prossimi giorni in Commissione Finanze.
15 ottobre 2007 - Interrogazione a risposta scritta problema traffico pesante SP 122 Chieri-Castiglione
4 aprile 2007 - Interrogazione a risposta in 6a Commissione del Sen. Eufemi circa lo scorrimento delle graduatorie delle Agenzie delle Entrate, risposta del Governo e replica del Sen. Eufemi
9 novembre 2006 - Interrogazione sulla situazione penitenziaria in Piemonte
21 settembre 2006 - Interrogazione a risposta orale Al Ministro degli interni sui gravi fatti di Moncalieri
20 settembre 2006 - Interpellanza con mozione su Ponte sullo Stretto di Messina
20 settembre 2006 - Mozione sul corridoio 5 Torino-Lione
18 luglio 2006 - Interpellanza su regime IVA immobili
18 luglio 2006 - Interrogazione sui gravi fatti del penitenziario di Alessandria
6 giugno 2006 - Interrogazione a risposta orale sul terrorismo
6 giugno 2006 - Interrogazione a risposta orale sulla rivolta al CPT di Torino
31 maggio 2006 - Interrogazione sullo sport al Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive
31 maggio 2006 - Interrogazione con richiesta di risposta scritta sul programma "Le invasioni barbariche"
3-01159, del senatore Eufemi, sull'interpretazione data ad una sentenza della Corte costituzionale;
3-01164, del senatore Eufemi, sugli enti abilitati al rilascio di garanzie bancarie e assicurative;
(3-01159) EUFEMI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: l'ordinanza della Corte costituzionale n. 377, pubblicata il 14 novembre 2007, ha stabilito la nullità delle cartelle esattoriali prive del nominativo del responsabile del procedimento, richiamando in modo particolare la legge 213/2000, nota come Statuto del contribuente; l'Assessore al bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, ha affermato che "una mera irregolarità non può far decadere il procedimento di riscossione"; tale presa di posizione appare come il tentativo di ignorare una precisa pronunzia del Giudice delle leggi, preferendo preoccuparsi più del problema delle entrate di bilancio che non di principi inderogabili dell'ordinamento, si chiede di conoscere quali iniziative di propria specifica competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere su una questione che investe migliaia di cittadini evitando che interpretazioni "disinvolte" aprano la strada a nuovi contenziosi rispetto a cartelle già pagate e in corso di pagamento su base di titoli illegittimi, dettate unicamente dal tentativo di non prendere atto del valore e del significato di una sentenza della Corte costituzionale.
(3-01164) EUFEMI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: al comma 124 della legge 244/2007 (legge finanziaria per il 2008) le parole "iscritti negli elenchi previsti dagli art. 106 e 107 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, decreto legislativo 385/93" devono intendersi nel senso che i soggetti abilitati devono possedere entrambe le iscrizioni; ai commi 125-126-127 e 144 della suddetta legge, l'inserimento dei consorzi di garanzia collettiva fidi, iscritti negli articoli 106 e 107 dello stesso testo unico citato, decreto legislativo 385/1993, quali enti abilitati al rilascio delle garanzie de quo causa non poche anomalie interpretative già verificate da parte di responsabili degli uffici ministeriali sia centrali che periferici; in precedenza, gli articoli di legge modificati prevedevano il rilascio delle garanzie solo "bancarie e assicurative", mentre nelle norme novellate trovano oggi inserimento solo i consorzi di garanzia collettiva fidi iscritti negli articoli 106 e 107 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, escludendo di fatto le altre società finanziarie iscritte nell'elenco speciale di cui all'art. 107, si chiede di sapere: quali siano le ragioni dell'interpretazione non unanimemente estensiva anche alle altre società finanziarie iscritte nell'elenco speciale di cui all'art. 107 relativamente all'abilitazione al rilascio delle garanzie di cui all'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, allorquando lo Stato è chiamato a rimborsare i crediti Iva (quindi ad effettuare delle erogazioni di denaro pubblico in favore dei contribuenti), con la penalizzazione delle suddette società quando è lo stesso Stato a richiedere garanzie da contribuenti che, su espressa loro richiesta, hanno accettato di pagare i loro debiti in forma rateizzata; quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per eliminare ogni dubbio interpretativo che tale norma potrebbe generare.
PRESIDENTE. Seguono le interrogazioni 3-00448 e 3-00635 sulla Casa circondariale di Biella. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tali interrogazioni.
LI GOTTI, sottosegretario di Stato per la giustizia. In risposta alle interrogazioni presentate dal senatore Eufemi afferenti le difficoltà gestionali verificatesi nella Casa Circondariale di Biella, premetto che le informazioni che potrò fornire sono quelle pervenute dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che ha certificato che effettivamente il personale della Polizia penitenziaria in servizio di Biella ha dovuto far fronte ad un periodo di gravoso lavoro per il concomitante verificarsi di una serie di circostanze ed esigenze operative. Infatti, nel mese di maggio 2007 è stato necessario impiegare numerose unità del medesimo personale sia in attività addestrative, sia in esercitazioni di tiro a fuoco.
Contemporaneamente sono state presentate ben sei richieste di aspettativa speciale per la candidatura alle elezioni amministrative, mentre sono risultati assenti, a vario titolo, 33 unità di personale di Polizia penitenziaria. Allo stato, inoltre, tre unità risultano essere in servizio di missione, tre sono a disposizione del Centro militare ospedaliero, tre sono state distaccate per mandato amministrativo e altre 14 sono attualmente distaccate a vario titolo.
Alla luce di tali chiarimenti, è evidente che l'impiego della Polizia penitenziaria in turni di otto ore, così come la mancata fruizione dei riposi anche programmati, è stata motivata dall'ineludibile esigenza di garantire l'ordine e la sicurezza negli istituti di Biella. Del pari si deve considerare che la decisione di stabilire presso l'istituto di Biella un orario di turnazione di otto ore per alcuni posti di servizio deve essere garantita anche nel rispetto della tutela dei diritti soggettivi del personale di Polizia penitenziaria. In ogni caso, tutte le prestazioni di lavoro straordinarie sono state sempre eseguite previa acquisizione del consenso del singolo dipendente.
Attualmente la situazione degli organici degli istituti penitenziari è seguita dal dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e nell'ambito di questa attenzione si inserisce, per ultimo, il provvedimento di assegnazione di 450 agenti di Polizia penitenziaria destinati esclusivamente alle sedi settentrionali. Alla regione Piemonte è stata destinata un'aliquota di 82 unità di personale di Polizia penitenziaria; il provveditorato regionale, nel ripartirla in modo da fronteggiare le esigenze più urgenti, ha destinato otto unità alla casa circondariale di Biella. Quanto, infine, alla questione riguardante l'attività trattamentale effettuata nella sezione ad elevato indice di vigilanza dell'istituto di Biella appare doveroso sottolineare che la stessa, così come è riferito dal provveditore regionale del Piemonte, si è concretizzata in un corso su personal computer della durata di un mese, al quale hanno partecipato complessivamente 10 detenuti.
Il provveditore ha comunque messo in risalto che la realizzazione dell'iniziativa trattamentale è stata promossa da un'agenzia formativa accreditata dalla regione Piemonte, la Isvor FIAT, e che la sorveglianza delle attività formative non ha in alcun modo compromesso i diritti soggettivi del personale, essendosi utilizzate quattro unità di personale rese disponibili a seguito della simultanea chiusura per ristrutturazione di altra sezione detentiva dell'istituto di Biella.
La risposta agli atti di sindacato ispettivo da parte del signor sottosegretario, avvocato Li Gotti, viene fornita lo stesso giorno in cui il Presidente del Consiglio assume l'interim del Dicastero della giustizia dopo le dimissioni del ministro Mastella avvenute nella giornata di ieri, quando il Senato avrebbe dovuto esaminare le linee guida sull'amministrazione della giustizia.
Desidero preliminarmente ringraziare il signor Sottosegretario per gli elementi di risposta forniti al Parlamento, anche se - per così dire - si tratta sostanzialmente di una risposta burocratica, in quanto tratta da elementi forniti dal dipartimento. Al di là delle considerazioni che sono state fornite, ritengo che la risposta, onorevole Sottosegretario, non colga gli aspetti che ho cercato ripetutamente di sottolineare e che riguardano, così come lei ha avuto occasione e modo di vedere in Senato, i disagi e le difficoltà del corpo degli agenti di custodia che vivono ormai una vita da reclusi tra i reclusi, impegnati nell'assolvimento di un servizio pubblico nelle difficoltà quotidiane, che fanno dalle piccole alle grandi cose.
Mi sarei quindi aspettato, ad esempio, qualche elemento di valutazione rispetto alla questione posta anche relativa allo stato di disagio esistente nelle carceri e nel personale e ai numerosi suicidi che si sono registrati sulla fine del mese di dicembre, ben quattro, di cui due nel carcere di Marassi. Si tratterebbe, quindi, di dare ogni ausilio a questo personale, anche psicologico, per una professione difficile svolta in un ambiente particolare privilegiando l'aspetto umano e il rispetto della persona. Avevo inoltre posto un'altra questione.
Lei, in qualche modo (per così dire), ci ha fornito delle indicazioni utili, indicative rispetto all'impegno di 400 agenti di custodia, 82 dei quali destinati al Piemonte; proprio in Piemonte si è registrata una qualche difficoltà operativa, perché molti penitenziari erano sotto organico e venivano a mancare gli elementi essenziali per poter svolgere questi compiti, soprattutto con gestioni discrezionali anche da parte del Consiglio regionale di disciplina, che si ripercuotevano negativamente sul corpo. Abbiamo posto e riproposto numerose interrogazioni, e credo che qualche risultato l'abbiamo determinato. Addirittura, nel carcere di Alessandria San Michele si sono verificati casi di sospetta tbc e di conseguenza il personale è stato sottoposto ad accertamenti medici.
Questo conferma la gravità di una situazione che richiede attenzione. Come dimenticare, poi, onorevole sottosegretario, i tagli operati nella finanziaria, la mancanza di risorse economiche, la mancanza di remunerazione dello straordinario dovuto al personale, nonostante questo sia stato richiesto per assicurare compiti istituzionali. È una situazione, Presidente, che deve trovare soluzione. Io, a dimostrazione che quell'interrogazione alla quale lei ha dato risposta è riferita a marzo del 2007, ho presentato altre interrogazioni nel mese di novembre che confermano queste difficoltà. Mi auguro che su queste questioni, senza vis polemica, ci sia un atteggiamento da parte dell'amministrazione penitenziaria in grado di tenere conto anche di questo personale che vive e soffre una situazione così difficile. La ringrazio Presidente.
Al Sen. Maurizio Eufemi
Interrogazione 11. 4-02870 pubblicata sul R.S. 231 del 17.10.2007.
In merito all’interrogazione indicata in oggetto, si rappresenta che, ai sensi dell’art. 7, comma 1, del Nuovo Codice della Strada, decreto legislativo 11. 285 del 1992, i provvedimenti di regolamentazione della circolazione all’interno dei centri abitati ricadono nella competenza dei sindaci.
Fuori dei centri abitati interviene la competenza dei prefetti se i provvedimenti da adottare hanno motivazioni di sicurezza pubblica, di sicurezza della circolazione o di tutela della salute, come stabilito dall’art. 6, comma 1, ovvero quella degli enti proprietari se le motivazioni si riferiscono alla incolumità pubblica, alla tutela del patrimonio stradale, a esigenze di carattere tecnico, alle esigenze della circolazione, o alle caratteristiche strutturali delle strade, ai sensi del medesimo art. 6, comma 4, lett. a) e b).
Secondo quanto disposto dall’art. 5, comma 1 del Codice, in data 5 agosto 1993 è stata emanata la circolare ministeriale n. 62, recante "Limitazioni della circolazione dei mezzi pesanti fuori ed in attraversamento dei centri abitati", con la quale sono state fornite precise disposizioni circa l’0pp0rtunita di concordare i suddetti provvedimenti con le amministraziori locali competenti, sentite anche le associazioni di categoria interessate, e di individuare uno o più percorsi alternativi, in modo che almeno uno di essi non renda obbligatorio l'utilizzo di tratti autostradali a pedaggio.
In considerazione di quanto sopra esposto, si ritiene che la questione rappresentata nell’atto ispettivo possa trovare soluzione nell’ambito delle disposizioni gia impartite in proposito.
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02863 - Atto n. 4-02863 Pubblicato il 17 ottobre 2007 Seduta n. 231
EUFEMI , MALAN - Al Ministro della difesa. -
ogni notizia relativa alla chiusura della Scuola allievi Carabinieri di via Cernaia a Torino;
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per scongiurare tale scelta, che sta suscitando vivo allarme nell'opinione pubblica torinese.
In premessa alla questione sollevata con l’interrogazione in titolo, appare opportuno soffermarsi brevemente sull’importante ed indiscusso ruolo che l’Arma dei Carabinieri svolge nell'ambito dell’ampia missione affidata alle Forze Armate per la difesa del Paese e la salvaguardia delle libere istituzioni.
L'Arma non solo concorre alla difesa integrata del territorio nazionale, ma partecipa anche alle operazioni per il mantenimento ed il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale, contribuisce alle attività volte alla ricostruzione ed al ripristino dei corpi di polizia locali nei teatri operativi, garantisce i servizi di sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari all'ester0 ed esercita le funzioni di polizia militare, in via esclusiva per tutte le Forze Armate.
E' proprio in relazione a tali compiti che l’Arma ha sviluppato un graduale processo di rinnovamento delle strutture e delle procedure, perseguendo un programma di razionalizzazione dei settori logistico-gestionali, finalizzato, precipuamente, al recupero di risorse a favore degli impieghi operativi.
Peraltro, la consapevolezza della valenza della duplice natura istituzionale dell’Arma ha condotto il legislatore, nel 2000, ad esaltarne tale specificità, ribadendo i compiti militari ed inserendoli in un aggiornato quadro organico, maggiormente funzionale alle evolute esigenze.
Fatta questa doverosa premessa, per quanto riguarda più specificatamente l’ipotizzata chiusura della Scuola Allievi Carabinieri "Cernaia" di Torino - la cui presenza ed esistenza non può certo essere posta in discussione - non bisogna dimenticare, innanzitutto, che le Forze Armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, stanno vivendo, da tempo, un delicato e complesso processo di riorganizzazione, connesso ai provvedimenti normativi concernenti la trasformazione dello strumento militare in senso interamente professionale.
L’intervenuta sospensione della coscrizione obbligatoria, in particolare, ha reso necessaria l’attuazione di un programma di sostituzione dei Carabinieri ausiliari con quelli effettivi, con conseguenti riflessi sull’entità degli arruolamenti nelle carriere iniziali.
E', dunque, in tale contesto che si devono inquadrare eventuali iniziative che potrebbero interessare l’Arma, nell’ottica dell’adeguamento degli attuali Enti addestrativi alle mutate, diminuite esigenze di formazione del personale Carabinieri delle carriere iniziali, oltre che per corrispondere, con sempre maggiore efficacia, ai nuovi compiti attribuiti all’istituzione, quale forza di polizia ad ordinamento militare, con il rango di Forza Armata.
In particolare, nel sottolineare come, finora, non sia stato adottato alcun provvedimento afferente eventuali ridimensionamenti o riconversioni degli Enti addestrativi, tra i quali quello della Scuola "Cernaia", si assicura che nell’ambito del piano di riorganizzazione ordinativa delle Scuole Allievi Carabinieri - tuttora in fase di studio - e che sarà esclusivamente interessata da una riduzione della componente di comando e supporto, in funzione delle prevedibili minori esigenze addestrative.
A premessa di ogni decisione di natura ordinativa, comunque, mai vengono trascurati gli eventuali riflessi di carattere sociale, economico ed infrastrutturale, nonché quelli connessi con i legami storici e con la presenza dei Carabinieri nelle aree interessate, anche nel rispetto del tradizionale e sentito legame dell'Arma con i cittadini. ·
Ciò, nella consapevolezza che l’Arma dei Carabinieri rappresenta una delle istituzioni più vicine ai cittadini, nei confronti dei quali svolge la sua costante azione di prevenzione quale espressione significativa della presenza dello Stato sul territorio.
in relazione al gravissimo incidente mortale accaduto nello stabilimento siderurgico torinese della ThyssenKrupp, che è costato la vita a quattro operai e ha provocato numerosi feriti;
da una rilevazione in materia di incidenti sul lavoro stilata dall'Inail è emerso che in Italia risulterebbero più infortuni che in tutto il resto d'Europa: ad esempio - i dati si riferiscono all'anno 2004 - su totale a livello europeo di circa 4.300 incidenti sul lavoro, quasi 1000 si sono registrati solo in Italia;
come mai si riscontrano differenze così marcate tra i vari paesi europei nell'applicazione della direttiva europea sulla sicurezza dei lavoratori;
quali siano le prime risultanze delle indagini;
se siano stati omessi controlli e se risultano inadeguate le misure di sicurezza;
quali azioni siano state intraprese e quali provvedimenti si intendano adottare per vigilare sulla corretta applicazione della direttiva UE riguardo alla sicurezza dei lavoratori;
come è possibile che in uno stabilimento in cui in precedenza si era verificato un analogo incidente, si sia verificato un episodio così tragico che è costato tante giovani vite umane.
secondo notizie di stampa, sabato 27 ottobre 2007 il treno Torino-Parigi è partito dalla stazione Torino Porta Susa con più di due ore di ritardo per un guasto a un altro convoglio;
a provocare i disagi è stato l'inconveniente tecnico che ha bloccato a Milano il Tgv francese 9242. Gli oltre duecento viaggiatori presenti sono stati trasferiti con un altro treno (il 2074) a Torino, dove il convoglio precedente (9240) è rimasto fermo ad attenderli fra le proteste dei centodieci che invece erano già nelle carrozze;
la comunicazione fornita ai viaggiatori per giustificare il ritardo parlava di un guasto al treno, ma era incompleta e fuorviante;
come intenda intervenire per fare chiarezza su ogni aspetto di questa vicenda e indurre Trenitalia a maggiore rispetto verso l'utenza.
nel giugno 2004 la Sogin, in qualità di Gestore dell’impianto Eurex, ha segnalato alla Prefettura di Vercelli, all’ARPA ed alla Regione Piemonte la presenza di acque contaminate nell’intercapedine della piscina e, a seguito di tale anomalia, l’ARPA (Dipartimento radiazioni ionizzanti di Vercelli) ha intensificato la normale attività di controllo già in essere;
nel mese di agosto 2006 su campioni provenienti da due nuovi pozzi realizzati nell’area Sogin in febbraio, si è riscontrata la contaminazione da radionuclidi artificiali (Sr-90 - Stronzio 90) nell’acqua della falda superficiale “presumibilmente correlabile”, secondo il rapporto dell’ARPA, “alla presenza di acqua contaminata nell’intercapedine della piscina di stoccaggio del combustibile” ed indicativa di un rilascio nell’ambiente dell’acqua contaminata della piscina;
nel periodo 2004 – 2006 ed ancora ad oggi, il materiale è rimasto nella piscina Eurex senza che alcun intervento, neppure provvisorio e volto a contenere la perdita in corso, sia stato intrapreso;
- Relazione datata 27 marzo 2007: “....I valori di concentrazione di Sr-90 nell’acqua di falda superficiale, seppur significativamente superiori ai valori medi comunemente riscontrabili, sono comunque non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico per quanto concerne l’esposizione degli individui della popolazione. ....Essi sono però da considerare estremamente significativi come indicatori ambientali, in quanto attestano una evoluzione della contaminazione già evidenziata nella falda superficiale all’interno dell’area dell’impianto Eurex”.
- Relazione datata 17 maggio 2007: “.... risulta pertanto confermata la presenza di contaminazione radioattiva nella falda acquifera superficiale all’esterno del sito Eurex, attribuibile presumibilmente a fenomeni di perdita di acqua contaminata dalla piscina di stoccaggio del combustibile nucleare irraggiato presente nel sito stesso. Si conferma inoltre che il livello di contaminazione non è rilevante per l’esposizione della popolazione. Le indagini supplementari avviate da Arpa Piemonte hanno interessato principalmente i pozzi già esistenti delle cascine della zona di interesse. Le caratteristiche tecniche di questi pozzi non sono però adeguate alle necessità di monitoraggio imposto dalla situazione. Pertanto si sottolinea la necessità – già evidenziata nel progetto proposto da questa Agenzia alla Regione Piemonte – di disporre di pozzi predisposti ad hoc ubicati in punti che lo studio idrogeologico in corso indicherà come significativi. Arpa Piemonte ha parallelamente intrapreso lo studio di modelli matematici di diffusione di contaminanti radioattivi nella falda acquifera nella zona di interesse al fine di disporre di uno strumento previsionale del fenomeno in atto”;
a circa 1 Km a valle del comprensorio nucleare di Saluggia si trova il campo pozzi dell’Acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea (Saluggia). Tale campo pozzi, di primario valore in Regione Piemonte, è a servizio di 100.000 persone di 101 Comuni, nelle Province di Asti, Alessandria e Torino e nei prossimi anni destinato a potenziare l’approvvigionamento idrico di una zona più ampia e quindi a servizio di circa 250.000 persone;
il giorno 12 giugno 2007 si è tenuto, ad Alessandria, un incontro tra le Province (Asti, Alessandria, Vercelli e Torino), il Comune di Casale Monferrato, gli A.T.O. interessati dalla problematica (ATO 2 “Biellese, Vercellese e Casalese” ed ATO 5 “Astigiano e Monferrato”) ed il Consorzio dei Comuni per l’acquedotto del Monferrato, approvando un documento comune in cui si è convenuto sulla necessità di chiedere l’immediato finanziamento di tutte le attività sia per l’intensificazione del monitoraggio, sia per la messa in sicurezza dell’area, avendo la fuoriuscita del liquido già prodotto un danno ambientale di rilievo;
quali iniziative intenda assumere per ottenere la messa in sicurezza dell’intera area contaminata attraverso misure cautelative urgenti per impedire la propagazione dell’inquinamento (indicativamente occorre, pertanto, definire uno studio idrogeologico di dettaglio, la caratterizzazione del fenomeno di inquinamento, l’eliminazione della fonte di inquinamento e la limitazione della propagazione del fenomeno attraverso barriere idrauliche o altre metodologie adatte);
quali fondi verranno messi a disposizione per l’intensificazione dell’attività di monitoraggio (progetto ARPA) e per la messa in sicurezza;
quali iniziative intenda assumere affinché i pozzi attualmente utilizzati da Sogin in falda profonda siano, nel più breve tempo possibile, disattivati con chiusura di tipo minerario;
che cosa intenda fare per ottenere l’allontanamento definitivo, nel più breve tempo possibile, del materiale radioattivo anche dalla “piscina Avogadro” con la predisposizione, sin d’ora, di un programma certo ed inderogabile sia per i tempi che per i modi, da approvarsi tra Sogin, Regione Piemonte e i soggetti proponenti il citato documento comune;
quali iniziative intenda assumere,
affinché si proceda, senza indugi, a tutte le operazioni più generali, al fine della messa in sicurezza del Comprensorio Nucleare di Saluggia, comprendenti l’attività di solidificazione delle scorie ad oggi allo stato liquido e la messa in sicurezza del materiale solidificato in attesa del trasferimento ad un sito idoneo in un tempo certo ai sensi della Legge 368/2003;
affinché si operi una dettagliata valutazione ed analisi dei rischi, legati alle attività e lavorazione e/o stoccaggio del materiale trattato connessi all’interazione con la falda superficiale e/o sotterranea tenuto conto della rapida evoluzione dell’inquinamento registrata dall’ARPA e di ricevere copia di tale analisi dei rischi;
affinché sia assolutamente impedita la possibilità di trasferire nel sito di Saluggia, anche con carattere di temporaneità, altri materiali nucleari, siano essi trattati o da trattare;
affinché sia fatto inderogabilmente rispettare alla Sogin l’impegno circa lo smantellamento del sito nucleare e la sua bonifica totale con un cronoprogramma ben definito;
affinché si preveda un sistema alternativo per l’approvvigionamento idrico del Monferrato attivando uno studio di fattibilità;
affinché, fino all’esito finale delle operazioni di bonifica e di assoluta certezza e sicurezza per l’ambiente circostante, sia tutto certificato dalle strutture sanitarie pubbliche competenti e al Consorzio Monferrato ed all’Autorità d’Ambito Astigiano Monferrato siano fornite adeguate garanzie economiche necessarie ad affrontare qualunque situazione per garantire lo stesso servizio e, per questo, anche la Regione sia posta nelle condizioni di provvedere ad integrazione delle suddette garanzie;
affinché sia ottenuto il rimborso dei costi già sostenuti ed ancora da sostenere dagli Enti e dal Consorzio gestore del Servizio Idrico Integrato:
- per il rifacimento dei pozzi profondi dell’acquedotto del Monferrato di Cascina Giarrea di Saluggia, al fine di evitare ogni possibile collegamento tra la falda superficiale e quella profonda (costo di euro 1.500.000) che non può e non deve ricadere sull’utenza del Servizio Idrico Integrato;
- per l’impegno tecnico ed amministrativo in capo agli Enti firmatari (impegno delle proprie strutture nonchè di specifiche consulenze) a causa delle attività che è necessario porre in essere a seguito dell’evento di inquinamento ivi compresa l’attività conoscitiva complicata dall’assenza di collaborazione e trasparenza da parte dei responsabili della Sogin, che hanno prima nascosto e poi minimizzato l’accaduto;
- per la salvaguardia della falda superficiale e dell’ambiente circostante in relazione ad un futuro utilizzo;
affinché sia considerato il danno all’immagine dello Stato per il comportamento della Sogin, colpevole di avere sottovalutato il danno causato all’ambiente, a causa delle perdite di acqua inquinata da sostanze radioattive e per non aver attivato nessuna azione di contenimento negli anni scorsi;
affinché si consideri e si risarcisca il danno all’immagine del Gestore del Servizio Idrico Integrato che ha dovuto e deve difendere la qualità dell’acqua fornita all’utenza;
affinché si consideri e si risarcisca il danno all’immagine del territorio del Comune di Saluggia e dei Comuni delle Province di Alessandria, Asti, Vercelli e Torino, interessati da fenomeni di inquinamento, quantificandolo in almeno 10.000.000 di Euro;
affinché lo Stato disponga che i costi devono essere sostenuti dalla Sogin, secondo il consolidato principio che chi inquina paga.”
l'annoso problema del traffico pesante gravante sulla SP 122 Chieri- Castiglione - Gassino, ulteriormente peggiorato dalla costruzione della circonvallazione di Chieri e dalle attuali limitazioni imposte dalla Provincia sulla tipologia di automezzi abilitati alla percorrenza della strada e all'attraversamento della galleria di Pino Torinese, è causa di situazioni di pericolo in una via centrale castiglionese (via Mario Caudana), in alcuni tratti con carreggiata inferiore ai 6 metri, dove peraltro sono ubicate scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado;
tutto ciò costituisce un grave e continuativo pericolo, considerando anche che molti mezzi di transito, provenienti dalle autostrade, trasportano sostanze infiammabili, esplosive ed altamente tossiche;
-quali iniziative intenda assumere per limitare la circolazione del traffico pesante in aree cittadine, garantendo la sicurezza delle persone che percorrono tale strada;
-quali iniziative intenda assumere, anche favorendo percorsi alternativi, per superare tali obiettive difficoltà.
-la crisi dei mutui subprime sta determinando gravi conseguenze e un pericoloso contagio sui mercati internazionali;
-stanno emergendo i sottovalutati pericoli sull'utilizzo di strumenti di finanza derivata che presentano forti rischi soprattutto per quanti non ne conoscono a sufficienza i meccanismi di funzionamento;
-è emerso altresì che anche gli enti locali si sono contraddistinti nell'utilizzo di tali strumenti per la gestione del debito con gravi conseguenze sul futuro dei bilanci degli enti locali che alimenteranno il già costoso indebitamento locale;
quali siano le dimensioni dell'utilizzo degli strumenti di finanza derivata da parte degli enti locali (Regioni, Province, Comuni);
le sue valutazioni su tale situazione;
l'elenco degli enti locali che hanno fatto ricorso a strumenti di finanza derivata, l'ammontare delle operazioni e il livello dell'indebitamento relativo;
se non ritenga di assumere iniziative anche urgenti per sospendere l'utilizzo di strumenti finanziari derivati da parte degli enti locali in attesa della piena conoscenza di tale fenomeno;
e anche in ragione di quanto emerso nell'intervista a "Report" quale sia stato il ruolo del ministro Lanzillotta, quale consulente di JP Morgan nei rapporti con la Pubblica Amministrazione nel nostro Paese;
se tale rapporto non abbia incentivato la PA all'uso di strumenti di finanza derivata.
Sen. Eufemi
Sen. Bonfrisco
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, stamane ho presentato un'interrogazione urgente al Ministro della giustizia - che è presente e lo ringrazio per la sua presenza fino alla fine della seduta - sulla vicenda del terrorista in trasferta a Siena, che godeva dei benefici premiali della cosiddetta legge Gozzini. Riteniamo debba essere data una risposta urgente a tale questione, considerata la sua delicatezza, perché viene offesa la memoria di tante vittime del terrorismo, in particolare la famiglia Berardi, colpita profondamente. È una questione che colpisce l'opinione pubblica. Bisogna chiarire l'intreccio tra cooperative sociali e amministrazioni comunali. Bisogna capire se vengono fatti controlli su questi ex terroristi, che ottengono case e trovano impiego con grande facilità, cosa che non è permessa evidentemente alle persone normali, e se durante le ore di lavoro per i benefici premiali vengono controllati rispetto alla loro pericolosità. Mi auguro che venga data risposta urgente a questa interrogazione, signor Ministro, anche in ragione delle dichiarazioni del suo sottosegretario Manconi, il quale ha affermato che la legge Gozzini funziona bene. La legge Gozzini non funziona bene se pluricondannati all'ergastolo si trovano nelle condizioni di poter compiere reati così gravi.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della Giustizia e il Ministro degli Interni per sapere ogni notizia sull’arresto a Siena del brigatista Cristoforo Piancone dopo una rapina a mano armata alla filiale del Monte dei Paschi di Siena e dopo avere tentato di ammazzare per ben tre volte un poliziotto che lo aveva avvicinato;
le ragioni per le quali era stato concesso il regime di semilibertà per un pluricondannato all’ergastolo;
se sia stato promossa una inchiesta amministrativa e quali siano i risultati della stessa;
se intendano accertare e verificare tutti i presupposti previsti per la applicazione della legge Gozzini;
se vi sia stato pieno rispetto di tutti i presupposti e dei requisiti formali e sostanziali che legittimano i benefici premiali;
le iniziative assunte per controllare i criteri e l’uso complessivo della legge Gozzini che si tende ad abusare nella sua applicazione;
quale è la relazione tra cooperative sociali e amministrazioni comunali nell’utilizzo della legge Gozzini;
quali iniziative intende assumere per controllare efficacemente le cooperative sociali che impegnano ex terroristi che come dimostrato utilizzano i benefici premiali per compiere trasferte criminose;
se le stesse cooperative godono di sussidi, erogazioni e di finanziamenti pubblici;
le valutazioni del Ministro della Giustizia sulle affermazioni del sottosegretario Manconi per il quale “la legge Gozzini funziona bene” giustificandola dalla bassa percentuale di revoche per commissione di reati durante la misura premiale;
se non intenda modificare la composizione dell’organo preposto alla adozione dei provvedimenti premiali prevedendo una più forte collegialità allargandola alla partecipazione di soggetti provenienti da diversi distretti giudiziari;
se di fronte all’allarme suscitato nella opinione pubblica da questo gravissimo episodio che offende la memoria delle vittime del terrorismo e in particolare la famiglia Berardi non ritenga di adottare un provvedimento di urgenza che limiti i benefici della legge Gozzini per taluni gravissimi reati.
secondo notizie di stampa, lunedì 30 luglio scorso, alle ore 17.45 circa, sul treno che trasporta i pendolari di Chivasso, in Piemonte, un uomo è svenuto a causa delle disumane condizioni in cui era costretto a viaggiare;
i vagoni, di ultima generazione, erano occupati da decine di persone in piedi o sedute sugli scalini per mancanza di posti a sedere;
l'impianto di aria condizionata non funzionava correttamente;
la temperatura interna era di 39°, come mostrava il tabellone luminoso, ma i finestrini non potevano essere aperti;
l'ambulanza è arrivata alla stazione di Torino Stura, dove il treno si è fermato in seguito all'accaduto, dopo circa venti minuti;
nel frattempo l'uomo colpito dal malore è rimasto sul vagone perché per motivi di sicurezza non si potevano aprire le porte;
i passeggeri del treno hanno impiegato circa un'ora per compiere un tragitto di soli dieci chilometri;
se non ritenga di fornire informazioni circa le reali ragioni del malfunzionamento dell'impianto di aria condizionata del treno;
quali iniziative intenda assumere per tutelare il cittadino utente, che paga costi altissimi per servizi spesso non all'altezza del prezzo pagato, al fine di evitare il ripetersi di spiacevoli eventi come quello appena accaduto, che rappresentano il grave stato di degrado del sistema del trasporto ferroviario che si manifesta in modo particolare nella Regione Piemonte, come più volte sottolineato, e sui treni locali che trasportano i lavoratori pendolari.
secondo notizie di stampa, il treno Espresso Torino-Villa San Giovanni, partito il 29 luglio 2007 dalla stazione di Torino alle ore 19.50, è arrivato alla stazione di Villa San Giovanni, in Calabria, alle ore 19.30 del giorno dopo, accumulando quasi nove ore di ritardo sulla tabella di marcia;
il treno è rimasto fermo nella stazione di Vibo Pizzo per più di quattro ore per un guasto ai freni di un carro adibito al trasporto delle auto al seguito;
il convoglio, che già era arrivato a Lamezia Terme in ritardo, è ripartito dalla stazione di Vibo Pizzo poco dopo le 16, ma si è nuovamente fermato dopo pochi chilometri, nella stazione di Mileto, sempre nel vibonese;
Trenitalia, per poter aumentare la velocità del convoglio, ha fatto staccare il carro danneggiato nella stazione di Rosarno;
il vagone che trasportava le automobili ha continuato il viaggio a velocità estremamente ridotta e i viaggiatori che avevano la propria
automobile su quel carro hanno dovuto aspettare alla stazione di Villa San Giovanni fino alle 23;
alcuni vagoni di seconda classe erano privi di aria condizionata;
sul treno non c'era né un ristorante né un bar e le poche scorte d'acqua sono finite in poco tempo e il rifornimento di bottigliette d'acqua e di gelati è avvenuto soltanto dopo diverse ore di viaggio;
se non intenda adottare disposizioni puntali al fine di migliorare il servizio di trasporti ferroviari, in particolare sulle grandi tratte dei collegamenti nazionali;
se non ritenga di fornire puntuali informazioni circa l'accaduto, richiamando Trenitalia a più corretti comportamenti;
quali iniziative intenda assumere per tutelare il cittadino utente di fronte alla protervia e alla arroganza di una società che appartiene allo Stato e che dovrebbe assumere comportamenti più responsabili a fronte di un costoso servizio esercitato nella più assoluta inefficienza.
Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 10,06)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni. Sarà svolta per prima l'interpellanza 2-00109 sul bilancio consolidato del gruppo Ferrovie dello Stato. Ha facoltà di parlare il senatore Eufemi per illustrare tale interpellanza.
EUFEMI (UDC). Con l'interpellanza in oggetto, presentata immediatamente dopo l'approvazione della legge finanziaria, volevo fare chiarezza e porre alcuni interrogativi al Governo rispetto ad una vicenda delle Ferrovie dello Stato, un gruppo importante sia per numero di dipendenti che per il fatturato, il cui bilancio 2005 non era stato presentato in maniera pubblica e quindi non era dato conoscere i dati ufficiali. Noi eravamo ancora in presenza soltanto di un comunicato del maggio 2005 e sul sito ufficiale delle Ferrovie questi dati di bilancio non venivano presentati.
Avevamo poi delle informazioni sommarie rispetto alla semestrale, che si stava chiudendo con una perdita di 1.022 milioni di euro, e ad un presunto "buco" a fine anno che poteva arrivare a 1.707 milioni di euro. Al tempo stesso in Commissione sono stati auditi il neo presidente Cipolletta e l'amministratore delegato Moretti, i quali hanno presentato un quadro catastrofico, naturalmente con l'intento di richiedere risorse aggiuntive da parte dello Stato in qualità di azionista. In quell'occasione scoprivamo anche che Trenitalia, pur presentando perdite così forti e pur essendo una società interamente pubblica, risultava main sponsor privato per l'anno 2006 della fondazione Roma Europa e veniva erogata una sovvenzione. Questa è veramente una anomalia, perché una società che è in perdita dovrebbe fare in modo di comprimere i costi, cercare di ridurre gli sprechi e fare quelle operazioni perlomeno di window dressing in previsione della chiusura del bilancio.
Chiedevo così al Ministro dell'economia e delle finanze se era tollerabile che questo genere di aiuti da parte di una società pubblica in stato di gravissime perdite fosse compatibile con la lotta al risanamento e l'azione di compressione della spesa che lo stesso responsabile del Dicastero andava predicando, soprattutto dopo aver fatto un parallelismo con la situazione economico-finanziaria del 1992.
Chiedevo inoltre se non riteneva opportuno assumere per quanto di competenza iniziative concrete e urgenti al fine di evitare che società in perdita potessero sovvenzionare surrettiziamente a carico della fiscalità generale manifestazioni che dovrebbero essere invece unicamente finanziate dai soci, oppure dalle comunità locali, dai governi locali, rispetto ai quali questi soggetti fanno riferimento.
Occorre considerare anche che venivamo da una vicenda altrettanto oscura. Infatti, il comma 1364 della finanziaria - pubblicata il 27 dicembre 2006 - dispone l'entrata in vigore della legge dal 1° gennaio 2007, ad esclusione però dei commi 966, 967, 968 e 969, proprio quelli che fanno riferimento al gruppo Ferrovie dello Stato. Quindi, questa anomalia "illuminava" la vicenda del bilancio delle Ferrovie nella sua interezza perché tali commi servivano a costruire il bilancio del gruppo Ferrovie dello Stato. Pertanto, nell'interrogazione si chiede di sapere quando saranno disponibili i dati del bilancio consolidato del gruppo Ferrovie dello Stato (cosa che è avvenuta puntualmente con grandissimo ritardo e dopo l'approvazione la legge finanziaria) e se non si ritenga conforme alla normativa vigente sulle società per azioni che il bilancio 2005 della holding gruppo Ferrovie dello Stato non sia, come risulta all'interrogante, ancora disponibile per gli organismi pubblici e privati istituzionalmente competenti. Il Parlamento era all'oscuro di questo bilancio. Di conseguenza, abbiamo rivolto domande, da un lato, in ordine a questa vicenda legata alla legge finanziaria 2007 che configurava un intervento anomalo perché aveva effetti sul 2006 rispetto alle Ferrovie dello Stato, dall'altro, in merito alle forme di spreco date dalle sovvenzioni e, dunque, alla necessità di adottare atteggiamenti e comportamenti coerenti rispetto a situazioni ormai intollerabili. Per queste ragioni, mi attendo dal rappresentante del Governo, che ringrazio per la sua presenza, risposte puntuali in ordine ai quesiti posti perché le società per azioni sono tenute alla trasparenza nei dati di bilancio, cosa che non abbiamo riscontrato in questa vicenda.
TONONI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. In merito innanzitutto alla fondazione "Romaeuropa" la società Ferrovie dello Stato ci ha comunicato che agli inizi del 2006 la fondazione medesima propose alla società Ferrovie dello Stato la partecipazione alla manifestazione "Romaeuropa Festival" prevista a Roma nel periodo 29 settembre - 9 dicembre 2006. Vi furono poi una serie di contatti con i rappresentanti della Fondazione al fine di verificare l'esistenza delle condizioni necessarie per la definizione di un accordo, al quale Trenitalia decise infine di aderire. L'accordo fu siglato il 10 luglio 2006. Il "Romaeuropa Festival" rappresenta, nel proprio settore, una delle più rilevanti manifestazioni europee e, pertanto, è stata considerata l'opportunità di diffondere tra le diverse migliaia di partecipanti agli appuntamenti del Festival la conoscenza delle nuove "fidelity card" di Trenitalia destinate alla clientela (ovvero le 4 Carte Viaggio che avevano sostituito le precedenti Intercity Card e Carta Club Eurostar).
La partecipazione alla sponsorizzazione del "Romaeuropa Festival" è stata ritenuta, quindi, un valido canale per la diffusione di nuovi prodotti, oltre che di acquisizione di clientela e di promozione, avendo, peraltro, Trenitalia, in qualità di "Main Sponsor", la possibilità di accedere ad una serie di iniziative collegate alla manifestazione, particolarmente efficaci sotto l'aspetto della comunicazione e del marketing.
Per quanto riguarda le condizioni economiche, la società Ferrovie dello Stato ha precisato che l'accordo raggiunto con la "Fondazione Romaeuropa" - a fronte di un importo complessivo contrattualmente determinato in 54.500,00 euro più IVA - ha comportato per Trenitalia un esborso effettivo, al netto dell'IVA, di 29.500,00 euro (in quanto la parte restante è stata, di fatto, compensata dall'acquisto, da parte dell'organizzazione, di spazi sui canali di diffusione e comunicazione di Trenitalia), riducendo, quindi, ad un quinto il proprio impegno economico, rispetto alla cifra inizialmente richiesta dall'organizzazione e mantenendo, comunque, le medesime caratteristiche di partecipazione (ruolo di "Main Sponsor" e prerogative connesse).
L'impegno finanziario di Trenitalia per la sponsorizzazione in questione riguarda peraltro l'esercizio 2006; attualmente, in considerazione della situazione economica contingente, sono sospese tutte le attività del medesimo genere che implichino impegni economici di qualsiasi importo. Per quanto concerne, infine, il bilancio 2005 della società Ferrovie dello Stato S.p.A. civilistico e consolidato, si fa presente che lo stesso è stato depositato in data 26 luglio 2006 presso il Registro delle imprese, tenuto dalla Camera di commercio, ed inoltre inviato in forma cartacea agli enti istituzionalmente interessati ed inserito sul sito www.ferroviedellostato.it in data 23 gennaio 2007.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, non posso certamente ritenermi soddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario Tononi. Infatti, da un lato, il rappresentante del Governo ha confermato quanto avevo segnalato nell'interrogazione a mia firma, vale a dire la pubblicazione del bilancio in data 23 gennaio 2007 e quindi in forte ritardo e successivamente all'anno di competenza; dall'altro lato, egli ha affermato che il bilancio è stato depositato presso il Registro delle imprese il 26 luglio 2006, ma in realtà questo bilancio è risultato introvabile perché chiunque lo avesse richiesto non è stato in grado di averlo. Del resto, ne fa conferma il fatto stesso che l'intervento della finanziaria sia giunto proprio per determinare le nuove condizioni di bilancio. Ribadisco, pertanto, la mia totale insoddisfazione. Per quanto attiene all'importo erogato rispetto alla Fondazione Romaeuropa, il sottosegretario Tononi ha fatto presente che si tratta di un importo limitato e comunque legato a spazi istituzionali di pubblicizzazione su canali di diffusione dei prodotti.
Credo invece che le Ferrovie debbano pensare al proprio prodotto, a migliorare i servizi, a garantire la puntualità dei treni, ad assicurare un servizio efficiente senza spendere simili cifre.
Signor Presidente, ricordo che alcuni anni fa - mi rivolgo anche al sottosegretario Tononi che forse in quel periodo era all'estero - la rete ferroviaria italiana ha fatto una grande campagna pubblicitaria per quanto attiene alla rete. Sottolineo, però, che in un regime di monopolio non c'è bisogno di fare pubblicità perché l'armamentario appartiene unicamente alla rete ferroviaria italiana. Il fatto che negli anni scorsi il gruppo Ferrovie dello Stato abbia avuto un budget di relazioni esterne di oltre 100 miliardi di lire (forse è stato un po' ridotto, ma quella era più o meno la reale dimensione) indica che quelle cifre servono ad altri scopi.
Anche questa forma di pubblicità rappresenta un modo per acquistare consenso sulle emittenti e sulle radio locali, che poi ridetermina un'oppressione rispetto alla volontà dei cittadini di conoscere la reale situazione. Potrei verificare, attraverso un grande motore di ricerca, il numero delle pagine dedicate al funzionamento delle ferrovie, ma non lo faccio "per carità di patria"; si troverebbero persino sui siti Internet di forze di Governo, come i Comunisti italiani e i Democratici di sinistra.
Lo stesso Presidente del Consiglio, nei giorni scorsi, è intervenuto per richiamare l'attenzione sul funzionamento dei treni, sui disagi esistenti e sui servizi definiti dallo stesso presidente Prodi "da Terzo mondo", soprattutto per i pendolari. Ciò dimostra la necessità di un intervento rispetto invece ai fortissimi ritardi che si stanno registrando. Signor Presidente, vorrei sapere se il tempo a mia disposizione sta per terminare.
PRESIDENTE. Lei dispone ancora di 55 secondi.
EUFEMI (UDC). Mi spiace. Comunque, potrei affermare che l'analisi del bilancio 2005 induce a molte valutazioni e considerazioni a fronte delle riduzioni del valore della produzione. I ricavi da clientela e da servizio pubblico coprono soltanto il 62 per cento dei ricavi. Il risultato economico è influenzato anche dalla legge n. 488 del 1998 e dalla diminuzione degli ammortamenti del 50 per cento. L'indebitamento finanziario sfiora i 19 miliardi di euro: questi sono i dati in euro e registrano un incremento del 34 per cento rispetto al 2004. Questi sono i dati di bilancio delle Ferrovie dello Stato. Ritengo che debba essere fatto molto, ma tornerò sugli altri aspetti nella prossima interrogazione.
Credo che occorra affrontare il problema degli sprechi, amministrando correttamente la spesa, e quello del controllo di gestione, se vogliamo fare passi avanti nella direzione di un servizio sempre più efficiente e di qualità.
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00436 sul trasporto ferroviario in provincia di Torino. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
TONONI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Le Ferrovie dello Stato ci hanno comunicato quanto segue: La linea Torino-Ivrea è servita sia da collegamenti diretti con tempi di percorrenza di circa 50 minuti, che da treni regionali inseriti nell'intervallo di quelli diretti, tutti in cadenzamento orario. I monitoraggi effettuati nei primi tre mesi dell'anno in corso hanno rilevato che le performance di puntualità nella fascia di arrivo entro 5 minuti dall'orario previsto, hanno avuto un graduale miglioramento rispetto all'analogo periodo del 2006. In particolare, nei mesi di gennaio e febbraio 2007, gli standard di puntualità entro la fascia 0-5 minuti hanno superato l'86 per cento mentre quelli nella fascia 0-15, il 98 per cento.
Per quanto attiene i treni in servizio, al fine di migliorare la qualità e il comfort di viaggio per i passeggeri, Trenitalia, in accordo con le Regioni Piemonte e Valle d'Aosta, ha definito un programma finalizzato al rinnovamento dell'attuale parco rotabile, prevedendo l'acquisizione di nuovi treni. In particolare, a seguito dell'accordo con la Regione Valle d'Aosta, a partire dal mese di giugno 2007, sulla linea Torino-Ivrea-Aosta saranno immessi in circolazione 9 treni Minuetto di ultima generazione. Inoltre, sul collegamento Chivasso-Ivrea, a seguito del completamento dei lavori di elettrificazione della linea, verrà impiegato anche materiale elettrico più recente rispetto a quello diesel attualmente in circolazione.
Peraltro, il recente incremento degli interventi di manutenzione, effettuati sul materiale rotabile nei primi mesi del 2007, ha comportato una sensibile diminuzione del ricorso alla soppressione dei collegamenti per guasti, quantificabile intorno al 60 per cento. Per quanto concerne la sicurezza a bordo del treno, oltre all'intensificazione dei controlli, tesi a limitare il fenomeno dell'evasione dei biglietti ferroviari ed a migliorare l'assistenza alla clientela, sono state poste in essere le seguenti iniziative finalizzate a tutelare maggiormente la sicurezza dei passeggeri: agevolazioni tariffarie per i funzionari delle forze dell'ordine che forniscono assistenza al personale di scorta treni; servizio di assistenza alle fasce deboli (anziani, scolaresche, eccetera) svolto su alcuni treni da parte di agenti di polizia a riposo dell'A.N.P.S. (Associazione nazionale Polizia di Stato); infine, installazione di sistemi di video-sorveglianza a bordo per il materiale rotabile rinnovato (il nuovo materiale è già dotato di tale dispositivo).
Per quanto riguarda la linea Torino-Milano, anche i monitoraggi effettuati sulla linea stessa nei mesi di gennaio e febbraio 2007 hanno rilevato un graduale e sensibile miglioramento delle performance di puntualità rispetto a quelle del medesimo periodo dell'anno precedente. Infatti, gli standard di puntualità nella fascia di arrivo entro i 5 minuti hanno superato il 91 per cento, mentre quelli della fascia 0-15 minuti si sono attestati intorno al 97 per cento. La società Ferrovie dello Stato ha precisato che le tariffe degli abbonamenti regionali del Piemonte attualmente in vigore sono ancora quelle adottate dal mese di ottobre 2002 e che da tale data non sono state oggetto di alcun aumento. Per quanto concerne, invece, gli aumenti tariffari dei collegamenti della media/lunga percorrenza attuati dal 1° gennaio 2007, questi consentiranno un recupero solo parziale del tasso di inflazione, permettendo, comunque, di avviare un progressivo riallineamento dei prezzi a quelli praticati dalle principali reti europee.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, la prego di concedermi un minuto ulteriore perché vorrei precisare un aspetto: il sottosegretario Tononi ha fornito una risposta, per così dire, burocratica, un documento inviato dalle Ferrovie dello Stato. Credo, Presidente, che, se vogliamo ripristinare un corretto rapporto tra Parlamento e Governo, il Governo debba rispondere alle proprie responsabilità e non possa venire qui a riferirci che cosa gli trasmettono le Ferrovie dello Stato, cioè una risposta assolutamente burocratica, senza alcuna valutazione critica rispetto a quanto viene proposto. Questo è il primo punto se vogliamo riprendere un dialogo forte tra Governo e Parlamento.
Sono insoddisfatto, Presidente, per la risposta data perché sulle linee si registrano frequentissimi ritardi nelle fasce orarie dei pendolari che arrivano a venti minuti e che provocano quindi ai lavoratori ritardi sul posto di lavoro con conseguente rischio di licenziamento.
Questi ritardi sono dovuti a guasti del materiale e delle strutture fisse, in modo particolare dei passaggi a livello, al tranciamento dei cavi dell'elettrificazione. Notevoli problemi derivano anche dai quotidiani furti di rame effettuati dalle popolazioni nomadi soprattutto sulla linea Chivasso-Novara, dove perfino un finanziere è deceduto per contrastare detto fenomeno.
Sulla linea Aosta-Torino, a tutt'oggi a senso alternato e a tratti ancora dotata di strutture provvisorie e precarie, si registrano fortissimi disagi e ritardi che sono stati parzialmente affrontati da Trenitalia con la soppressione della fermata di tutti i convogli, eccetto due, nella stazione di Settimo Torinese che - si ricorda - annovera l'utilizzo della linea da parte di migliaia di passeggeri al giorno e costituisce un nodo ferroviario importante per il collegamento con l'Alto Canavese tramite una ferrovia in concessione. La tratta Chieri-Settimo, gestita dal Gruppo Torinese Trasporti SpA, annovera problematiche sulla tratta Chieri-Torino Lingotto e in tali stazioni i convogli della società concessionaria devono concedere precedenza ai treni della società Trenitalia. A causa di ciò nella percorrenza dei 18 chilometri che collegano Torino Lingotto-Settimo Torinese non infrequentemente si collezionano ritardi di oltre trenta minuti. Su tutti i treni si registrano sporcizia, mancanza d'acqua, di sapone e carta nei bagni; una carrozza su due resta chiusa a chiave; impianti di riscaldamento e condizionamento spesso non funzionanti; carenza di illuminazione; totale mancanza di controllo da parte del personale di bordo; porte non funzionanti nelle ore di punta o sovraffollamento.
Problematiche poi si registrano ancora nelle stazioni a causa di eventi atmosferici. Le stazioni di Torino-Porta Susa e Settimo Torinese sono vere e proprie piscine d'acqua dove l'acqua gronda lungo le pareti degli impianti elettrici e sempre a Settimo da circa un anno una delle porte della biglietteria è chiusa. Questi sono i problemi dei pendolari di tutti giorni. Allora voglio dire al Sottosegretario quanto segue. Nonostante un intervento portato avanti negli ultimi anni di riduzione del personale quasi in misura del 50 per cento il bilancio delle Ferrovie presenta ancora perdite così clamorose.
Chiedo se non sia il caso forse di guardare all'area dello spreco e di non essere indulgenti nei confronti di situazioni che devono trovare invece soluzioni forti. Presidente, vorrei leggere brevemente una lettera che ha scritto un lettore de "la Stampa" sul problema dei treni: «A Oulx scende dall'Intercity proveniente da Parigi un nutrito gruppo di ragazzi di età di media superiore evidentemente reduce da una vacanza in Francia. Salgo nello stesso vagone dove ho il posto prenotato per Torino e mi trovo nelle più squallide sporcizie: carte unte, fazzoletti sporchi, vasetti vuoti di yogurt e gelati, macchie ovunque. Sono persino schifata al pensiero di sedermi al posto assegnato. La mia domanda è questa: questi prossimi maturandi con abiti firmati, dotati di tutte le moderne tecnologie a partire dai cellulari all'ultimo grido per caso sono anche forniti di genitori preposti alla loro educazione oppure le regole del vivere civile sono diventate un optional?» Ecco questo richiede un rispetto della cosa pubblica ma soprattutto un controllo severo rispetto a chi non determina un servizio all'altezza di quanto è pagato dagli utenti, dagli utenti cittadini.
Per queste ragioni, Presidente, sono insoddisfatto. Credo che molta strada debba essere compiuta se vogliamo realizzare il doppio obiettivo di bilanci sani e al tempo stesso un servizio efficiente e una cultura di rispetto della cosa pubblica che deve essere portata avanti con determinazione.
Pubblicato il 23 gennaio 2007 Seduta n. 92
EUFEMI , BURANI PROCACCINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che: la semestrale di Trenitalia si è chiusa con una perdita di 1.022 milioni di euro e a fine anno il buco di bilancio potrebbe arrivare a 1.707 milioni; Trenitalia S.p.A. risulta main sponsor "privato", pur essendo la stessa società interamente pubblica, per l'anno 2006 della fondazione Romaeuropa, si chiede di sapere: quale sia l’ammontare della sovvenzione erogata nell'anno 2006 da Trenitalia alla fondazione Romaeuropa; se il Ministro in indirizzo ritenga tollerabile questo genere di aiuti da parte di una società pubblica in stato di gravissima perdita; se non ritenga opportuno assumere, per quanto di competenza, iniziative concrete ed urgenti al fine di evitare che società in perdita sovvenzionino surrettiziamente con la fiscalità generale manifestazioni che dovrebbero essere finanziate dai soci o dalle comunità locali; considerato, altresì, che il comma 1364 della legge 296/2006 (legge finanziaria per il 2007) dispone l'entrata in vigore dei commi 966, 967, 968 e 969 relativi al gruppo Ferrovie dello Stato, dalla data di pubblicazione della stessa legge finanziaria, si chiede di sapere: quando saranno disponibili i dati del bilancio consolidato del gruppo Ferrovie dello Stato; se non si ritenga conforme alla normativa vigente sulle società per azioni che il bilancio 2005 della holding gruppo Ferrovie dello Stato non sia, come risulta all'interrogante, ancora disponibile per gli organismi pubblici e privati istituzionalmente competenti.
Pubblicato il 27 febbraio 2007 Seduta n. 115
EUFEMI, BURANI e PROCACCINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che: l'inchiesta condotta da "Torino Cronaca" del 23 febbraio 2007 ha rivelato che circa 20.000 pendolari della provincia di Torino per raggiungere scuole e posti di lavoro sono costretti ad utilizzare treni obsoleti, sporchi, con inadeguata manutenzione e servizi igienici fatiscenti, sovraffolati nelle ore di punta; le disfunzioni dei treni locali sono aggravate dai continui ritardi provocati dalle lunghe soste compiute nelle stazioni per permettere, come nel caso dei convogli regionali per Milano, ai treni ad alta velocità di arrivare puntuali; il prezzo dei biglietti è sensibilmente aumentato, si chiede di sapere quali iniziative si intendano assumere per ripristinare un servizio più decente e puntuale, in grado di offrire risposte effettive ai gravi e ingiustificabili disagi sopportati dal "popolo" dei pendolari della provincia di Torino.
Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Lettieri.
Il senatore EUFEMI (UDC), nel dichiarare la propria completa insoddisfazione per la risposta ricevuta, evidenzia la gravità di quanto riferito dal Sottosegretario, rimarcando l’esigenza che il Governo fornisca valutazioni autonome in risposta ad atti di sindacato ispettivo, pur in presenza degli elementi di tipo tecnico espressi dall’Agenzia delle Entrate. Dal momento che le interrogazioni presentate sono rivolte al Ministro dell’economia e delle finanze, sottolinea la necessità che gli elementi di risposta vengano elaborati dall’autorità politica in modo tale da rispecchiarne la posizione, soprattutto su una questione così delicata come lo scorrimento delle graduatorie. Tale procedura infatti, egli prosegue, appare sicuramente in linea con quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2007, la quale, al comma 530 dell’articolo 1, fa espressamente riferimento alla possibilità di utilizzare graduatorie formate a seguito di procedure selettive già espletate. Infatti, non ritiene accettabile il richiamo alla pretesa autonomia dell’Agenzia delle Entrate rispetto al Governo, dal momento che, da un lato, le agenzie fiscali non sono soggetti privati, e, dall’altro, i loro dirigenti di vertice sono di nomina politica e rispondono dell’attuazione degli indirizzi formulati dal responsabile politico. Nella prospettiva di incrementare l’efficacia della lotta all’evasione, e comunque del contenimento dei costi di essa, ricorda che lo stesso dottor Romano, nella recente audizione sull’atto di indirizzo del vice ministro Visco, aveva lamentato un ampio deficit di personale nella regione Lombardia. Osserva altresì che l’unilaterale predisposizione e pubblicazione di bandi di concorso da parte dell’Agenzia costituisce la violazione di specifici obblighi di concertazione con le organizzazioni sindacali sulle scelte gestionali relative al personale impiegato o da assumere.
21 marzo 2007 - Interrogazione in 6a Commissione (Finanze e Tesoro), relativa agli aggravi derivanti alle famiglie numerose dall'aliquota IRPEF in base alle previsioni della Finanziaria sul potere impositivo dei Comuni,
EUFEMI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno. -
Premesso che: il comma 142 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prevede che i Comuni possano disporre la variazioni dell'aliquota di compartecipazione dell'addiziale all'IRPEF e nello stesso comma è prevista la facoltà per i Comuni di "stabilire una soglia di esenzione in ragione di specifici requisiti reddituali"; in relazione a quanto già era emerso in sede parlamentare - per quel poco che ne è stato consentito il dibattito, tenuto conto degli stretti tempi concessi, per aver imposto il Governo la questione di fiducia sulla legge finanziaria - circa i deleterii effetti sulla tassazione soprattutto per quelle famiglie che hanno notevoli detrazioni per carichi di famiglia, in quanto, come è noto, l'addizionale IRPEF si applica sul reddito imponibile al lordo delle detrazioni; nel dibattito parlamentare era anche emerso che la trasformazione delle deduzioni dall'imponibile in detrazioni di imposta ha effetti distorsivi, non solo sulle addizionali previste per la finanza locale, ma anche su tutti quei benefici (sanità, scuole, servizi sociali, eccetera) parametrati ai redditi imponibili,
si chiede di conoscere: quali misure si intendano adottare in sede di vigilanza sull'attività impositiva dei Comuni per evitare che, oltre all'aumento dell'aliquota dell'addizionale IRPEF, vi siano ulteriori aggravi per le famiglie numerose, come emerge da puntuali studi effettuati dalla stampa economica specializzata, e se a tali fini non si intendano fornire ai Comuni direttive in merito alla prevista "soglia di esenzione stabilita dal citato comma 142"; quali attività il Governo intenda porre in essere perché sia rispettata da parte degli Enti locali territoriali la disposta "invarianza del gettito" in relazione al carico fiscale dell'ICI per effetto della revisione degli estimi catastali.
All'interrogazione n. 3-00416, presentata dal senatore Eufemi, risponde il vice ministro PINZA, sottolineando che il quesito posto concerne le misure che il Ministero intende adottare, in sede di vigilanza sull'attività impositiva dei comuni, per evitare che le nuove modalità di imposizione dell'addizionale comunale IRPEF determinino un aggravio per le famiglie, e, in secondo luogo, le attività che si intendono intraprendere perché sia rispettata, da parte degli enti locali, la disposta "invarianza di gettito" in relazione al carico fiscale dell'ICI per effetto della revisione degli estimi catastali. Al riguardo, precisa innanzitutto che la variazione in aumento dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche è solamente una facoltà, il cui esercizio è demandato alla potestà regolamentare dei comuni, con la conseguenza che la temuta crescita della pressione fiscale non si verifica automaticamente, ma dipende dalle scelte che l'ente locale decide di adottare. Per quanto concerne le misure di vigilanza sull'attività impositiva dei comuni, rileva che detti poteri sono stati ormai implicitamente abrogati dalle intervenute modifiche legislative e costituzionali, salvo la facoltà, per il Ministero dell'economia e delle finanze, di impugnare dinanzi al TAR i regolamenti sulle entrate tributarie per vizi di legittimità. Per quanto attiene, invece, all'invarianza di gettito dell'imposta comunale sugli immobili, derivante dalla revisione degli estimi catastali, precisa che, secondo l'Agenzia del territorio, non sono in atto revisioni generalizzate degli stessi. Osserva poi che la disposizione recata dall'articolo 4 del disegno di legge n. 1762, all'esame presso l'altro ramo del Parlamento, prevede il conferimento al Governo di una delega per la riforma del sistema estimativo del catasto dei fabbricati, al fine di favorire il progressivo miglioramento dei relativi livelli di perequazione, trasparenza e qualità, nonché il recupero dell'evasione e dell'elusione nel settore immobiliare. Tra i principi e criteri direttivi ai quali dovranno uniformarsi i decreti legislativi di attuazione, viene espressamente indicata l'introduzione di meccanismi volti ad assicurare una sostanziale invarianza del gettito complessivo delle imposte erariali e comunali aventi per base imponibile i valori o i redditi immobiliari derivati.
A giudizio del senatore EUFEMI (UDC) la risposta fornita non tiene conto degli ulteriori aggravi fiscali discendenti, per i nuclei familiari numerosi, dall'aumento delle aliquote addizionali, senza alcuna precisazione in ordine alla soglia di esenzione che i comuni avrebbero facoltà di stabilire in ragione di specifici requisiti reddituali. In generale, ritiene che la manovra di finanza pubblica per il 2007 impostata dal Governo sia stata errata e penalizzante per le famiglie numerose, criticando in particolare il passaggio dal sistema delle deduzioni fiscali a quello delle detrazioni di imposta, che, tra l'altro, non incide minimamente sulla cosiddetta linea della povertà. Ritiene, altresì, che l'incremento della pressione fiscale sia anche da correlare all'assenza di una concertazione tra il Governo e gli enti locali. Per quanto riguarda la revisione degli estimi catastali, sugli effetti penalizzanti di tale riforma, riepiloga i motivi di preoccupazione espressi in precedenza, evidenziando, tra l'altro, che occorre tener conto anche di iniziative come il nuovo classamento di circa 120.000 unità immobiliari site nel comune di Napoli: tale operazione, a suo avviso, è di vasta portata e mira indubbiamente all'aumento della pressione fiscale. Sulla determinazione delle aliquote di compartecipazione all'Irpef, cita, a titolo di esempio negativo, le decisioni assunte da numerosi enti locali nel senso di aumentare, in modo eccessivo, le misure precedentemente previste. Sottolinea inoltre la difficoltà di applicare il criterio dell'invarianza del gettito in relazione al carico fiscale dell'ICI per effetto della revisione del sistema estimativo. Complessivamente, rileva che le scelte impositive assunte in ambito locale presentano tuttavia un indubbio rilievo dal punto di vista nazionale. In conclusione si dichiara insoddisfatto della risposta ricevuta.
15 marzo 2007 - Interrogazione su avvicendamento viceprefetti (rif. Atto n. 4-00578 - Pubblicato il 27 settembre 2006 Seduta n. 39)
EUFEMI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che: con la direttiva ministeriale, emanata in data 19 giugno 2006, è stata confermata la centralità del ruolo del Prefetto “quale garante della coesione sociale, territoriale ed istituzionale e di rappresentanza generale del governo sul territorio nonché di garanzia istituzionale a tutela dell’ordinamento giuridico”; con tale atto allo scopo di garantire la realizzazione dei numerosi ed impegnativi compiti affidati, anche di recente, ai titolari delle Prefetture – Uffici territoriali del governo, si è inteso prevedere una migliore organizzazione degli uffici dell’ amministrazione dell’interno, attraverso l’ottimizzazione delle risorse umane disponibili; per questo, nel fare fronte alle “carenze di personale prefettizio, tali da non consentire il pieno raggiungimento delle priorità politiche e degli obiettivi strategici definiti” è stata prevista l’assegnazione alle Prefetture – Uffici territoriali del governo dei soli circa settanta neo viceprefetti promossi con decorrenze 1° gennaio 2003, 2004 e 2005,
per quale motivo si sia fatto ricorso ad un atto di indirizzo politico, strumento mai utilizzato finora in materia di personale, neanche per questioni di maggiore rilevanza; per quale motivo il soddisfacimento e l’esercizio di tale rilevante impegno istituzionale debba essere garantito unicamente dai neo viceprefetti e non anche da tutti gli appartenenti alla categoria, soprattutto da quelli di maggiore e comprovata esperienza professionale che, tuttavia, non hanno mai svolto attività lavorativa in sedi diverse da quella di prima destinazione;
se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale direttiva, indirizzata ad un così ristretto numero di viceprefetti, discrimini unicamente gli stessi e non attui il reale significato di un atto di indirizzo politico;
se non ritenga che in tal modo la direttiva in questione si riduca alla previsione di un estemporaneo ed approssimativo atto di assegnazione che rinnega i principi cui essa è ispirata;
se, sotto il profilo puramente amministrativo, non ritenga che si sarebbe dovuto tenere conto, ai fini delle assegnazioni, anche delle esperienze pregresse e dei relativi percorsi professionali e di carriera dei rispettivi neo viceprefetti; per quale motivo non siano state applicate le disposizioni previste dal decreto legislativo del 19 maggio 2000, n. 139, recante le disposizioni in materia di rapporto d’impiego della carriera prefettizia, che, all’articolo 13, comma 2, prevede come unica modalità di assegnazione a sedi di servizio per viceprefetti e viceprefetti aggiunti quella della mobilità volontaria (disciplinata dal decreto ministeriale del 3 dicembre 2003 tuttora vigente);
se non ritenga che il combinato disposto del decreto legislativo 139/2000 e del citato decreto ministeriale 3 dicembre 2003 sia stato ripetutamente disapplicato anche in occasione delle numerose assegnazioni e/o trasferimenti di viceprefetti (non neo promossi), operate di recente in totale assenza di criteri, con ulteriore danno per l’immagine e la legittimità dell’attività amministrativa del Ministero; secondo quale logica poi siano stati dettati, con circolari 12 luglio 2005 e 9 febbraio 2006, criteri per l’individuazione delle sedi da destinare ai neo viceprefetti e successivamente sia stata bandita una procedura di mobilità straordinaria, incentivata economicamente e di durata limitata a due anni, concernente un ristretto numero di sedi;
se non ritenga, in base a quanto esplicitato nei punti precedenti, che possa in futuro verificarsi la grottesca situazione per cui un viceprefetto, trasferito d’ufficio senza nessun incentivo, debba permanere nella sede di nuova assegnazione per un periodo di tempo anche molto superiore a quello degli altri viceprefetti trasferiti, per due anni, a domanda e con incentivo economico; in sintesi,
se non ritenga di dover riesaminare l’intera procedura di assegnazione dei neo viceprefetti, alla luce delle incongruità sopraesposte e dei punti di perplessità evidenziati che danneggiano l’efficienza, l’efficacia, e l’immagine del Ministero nelle sue competenze centrali e territoriali.
Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 126 del 15/03/2007
126a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 15 MARZO 2007 (Pomeridiana) _________________
Presidenza del vice presidente BACCINI
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00148 (già 4-00578) sulle assegnazioni dei viceprefetti. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. PAJNO, sottosegretario di Stato per l'interno.
Signor Presidente, onorevoli senatori, la procedura cui fa riferimento l'interrogazione del senatore Eufemi si è conclusa l'8 novembre corrente con la destinazione dei viceprefetti neopromossi alle rispettive nuove sedi di servizio, individuate fra quelle gravemente carenti di dirigenti. Preciso che tali sedi erano state individuate dall'amministrazione già il 12 luglio 2005, ben prima cioè delle operazioni di scrutinio, svoltesi il 25 ottobre e 31 gennaio successivi, ed erano state portate a conoscenza dei funzionari interessati a concorrere alla promozione. I criteri adottati per l'assegnazione mirano ad una più razionale distribuzione delle risorse sul territorio finalizzata ad una migliore funzionalità degli uffici periferici, in modo da corrispondere alle accresciute esigenze operative delle Prefetture-Uffici Territoriali del Governo e valorizzare la loro missione quale luogo dì sintesi e di raccordo fra le amministrazioni periferiche dello Stato e fra queste ed il sistema delle autonomie. In questo quadro, con la direttiva del 19 giugno il Ministro, nell'esercizio della propria funzione di direzione politica, ha voluto indicare un criterio generale all'interno delle linee guida cui l'amministrazione dovrà conformarsi per il futuro, ma, lo sottolineo, senza entrare in alcun modo nel merito degli atti concreti di gestione. Si tratta di un indirizzo coerente con lo spirito del decreto legislativo n. 139 del 2000 di riforma della carriera prefettizia che, per sottolineare la proiezione territoriale, già prevede necessariamente per i vincitori di concorso, all'atto dell'immissione in ruolo, l'assegnazione agli uffici decentrati. Segnando una svolta rispetto al passato, esso riguarderà, con la dovuta gradualità, tutti i funzionari prefettizi e le relative future assegnazioni, allo scopo di orientare una nuova politica del personale in grado di guidare ed accompagnare l'azione dell'amministrazione nel processo in atto di trasformazione ed evoluzione delle prefetture. Processo che, come noto, trae origine dal decreto legislativo n. 300 del 1999, e successive modificazioni, sull'organizzazione di Governo, dal citato decreto di riforma della carriera prefettizia, che ho ricordato prima, nonché dai conseguenti provvedimenti di attuazione e modifica che hanno profondamente inciso sugli assetti e sui modelli organizzativi degli uffici di rappresentanza del Governo sul territorio. Quanto alle norme ed alle procedure specificamente applicate, si precisa che la destinazione dei viceprefetti, al termine del corso di formazione, è avvenuta in applicazione dell'articolo 12 del già richiamato decreto legislativo n. 139 del 2000, che disciplina il conferimento degli incarichi ai funzionari prefettizi. Tale disposizione regola, in via di principio, l'attribuzione degli incarichi di funzione indistintamente a tutti i funzionari prefettizi nell'intero percorso di carriera, da viceprefetto aggiunto a prefetto. Essa, pertanto, non poteva non essere applicata ai viceprefetti, una volta conseguita la qualifica all'esito del corso di formazione. Ciò non toglie, ovviamente, che nei confronti dei neoviceprefetti trovino applicazione anche le norme relative alle procedure di mobilità, così come regolate dal decreto ministeriale del 3 dicembre 2003. Nello scorso mese di agosto alcuni di essi hanno legittimamente ritenuto di avvalersi della procedura di mobilità straordinaria richiamata nell'interrogazione, esperita in applicazione dell'accordo sindacale sottoscritto il 10 luglio 2006. Tale accordo individua le sedi con grave carenza di organico da inserire nella mobilità, stabilendo un vincolo di permanenza di due anni nella nuova sede e la corresponsione ai dirigenti così trasferiti di un'indennità forfetaria pari a mille euro lordi mensili. Alla scadenza del biennio, i predetti funzionari matureranno un diritto di precedenza a rientrare nella sede di provenienza o di preferenza per l'assegnazione ad una sede diversa. Tale procedura si è conclusa nel mese di settembre con l'assegnazione di dodici neo viceprefetti ad altrettante sedi carenti; gli altri neo promossi che non hanno ritenuto di avvalersi delle opportunità della mobilità straordinaria sono stati, invece, chiamati a scegliere, secondo l'ordine di graduatoria, la rispettiva sede d'assegnazione fra quelle gravemente carenti precedentemente individuate. In tal modo, come detto, si è inteso realizzare l'obiettivo, di cui gli stessi funzionari erano già da tempo avvertiti, di una più razionale allocazione delle risorse in funzione di una maggiore funzionalità ed operatività degli uffici periferici. Il tutto nel rispetto delle regole vigenti, nella massima trasparenza e non senza aver adottato, attraverso lo strumento della mobilità straordinaria, un sistema di offerta di garanzie, di incentivi e di compensazioni in grado di contemperare le esigenze dell'amministrazione con quelle del personale interessato. Per completezza d'informazione aggiungo infine che avverso i provvedimenti di assegnazione di cui si è detto è stato proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale in 17 casi.
Le istanze di sospensiva del provvedimento impugnato sono state rigettate in dieci casi ed accolte in tre (due dal TAR della Sicilia e uno dal TAR dell'Emilia-Romagna, quest'ultima decisione già impugnata dall'amministrazione), mentre per gli altri quattro ricorsi promossi avanti al TAR del Lazio la causa è stata avviata direttamente alla decisione di merito, non ancora intervenuta. Alcune delle ordinanze che hanno respinto le istanze di sospensiva sono state impugnate dagli interessati. In un solo caso il Consiglio di Stato ha ordinato la concessione della sospensiva, mentre altri cinque appelli proposti dalla parte privata sono stati respinti, a conferma della correttezza e della legittimità dell'operato dell'Amministrazione.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Pajno per la risposta che ci ha fornito, anche se non posso ritenermi soddisfatto, per le ragioni che esporrò. Intanto, vede, onorevole Sottosegretario, l'interrogazione era del settembre scorso: abbiamo dovuto attendere oltre sei - quasi sette - mesi per avere una risposta che, semmai, presenta anche il pregio di qualche elemento ulteriore di informativa. Naturalmente, però, vi sono questioni che meritano di essere in parte richiamate, perché la mobilità è un principio certamente giusto, legislativamente sancito dal decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, che va incentivato e sviluppato. Il criterio legislativo, però, va rispettato nella sua interezza e nella sua sostanza, perché la mobilità per prefetti e viceprefetti - avendo lei richiamato l'articolo 12 del suddetto decreto legislativo - deve tener conto anche dell'ex articolo 13, comma 2, dello stesso testo, che poi è disciplinato dal decreto ministeriale 3 dicembre 2003, tuttora vigente, e deve rispondere al criterio della volontarietà. Si è registrata, invece, in questo senso, una disapplicazione estremamente grave di tale principio. Il trasferimento per i 65 neoviceprefetti del periodo 2003-2005 si è verificato d'ufficio, senza alcun incentivo economico, a totale discapito proprio della volontarietà - questo principio che richiamavo - e senza alcuna indicazione circa un eventuale ipotetico rientro o relativamente alle sue modalità. In particolare, tale procedura ha penalizzato 25 viceprefetti ubicati a Roma, mentre al Viminale vi erano posti liberi, sostanzialmente congelati. Non è sufficiente rifugiarsi nell'ultima finanziaria, che, se vogliamo - perché di questo poi si tratta - ha decurtato un certo numero di dirigenti centrali e generali, anche perché la mobilità, quale principio generale, deve, evidentemente e uniformemente, coinvolgere tutte le categorie che rientrano nella normativa generale, indistintamente ed in modo equo. D'altra parte, rispetto a questo procedimento autoritativo, sono successivamente intervenute le circolari del 12 luglio 2005 e del 9 febbraio 2006, bandite con una procedura straordinaria, incentivate economicamente e di durata limitata. Sono palesi, dunque, la difformità dei criteri adottati che si registra, l'estemporaneità delle decisioni assunte e la contrarietà delle stesse nei confronti della normativa in vigore. A febbraio, non so se si è tenuto questo consiglio d'amministrazione: lei, signor Sottosegretario, non ce ne ha dato notizia; comunque, avrebbe dovuto essere convocato e riunirsi un Consiglio di amministrazione per realizzare altre promozioni di viceprefetti. La domanda è quali criteri si adotteranno, rispetto alle indicazioni che lei ha fornito in modo molto vago, vista la contraddittorietà delle precedenti decisioni: tutto ciò, invece, risulta estremamente attuale. Questa linea dovrebbe determinare i connotati fondamentali rispetto al prefetto, quale figura di garanzia, e trovare una linea univoca nell'aderenza ai princìpi legislativi per le decisioni future: dobbiamo favorire questa tale fase, ripartendo proprio dal vulnus. Lei ha richiamato, in precedenza, un'attenzione particolare rispetto agli incentivi: ma lì si determina una discriminazione tra coloro che non li hanno ricevuti e coloro ai quali, invece, saranno concessi. Dobbiamo fornire, allora, assicurazioni chiare, effettive e congrue rispetto alle modalità di rientro.
Signor Presidente, le chiedo scusa se ruberò qualche altro minuto per concludere questo ragionamento: lei, signor Sottosegretario. D'altra parte, lei poco fa, signor Sottosegretario, ha richiamato il problema di un contenzioso che c'è, che si registra. Evidentemente questi dipendenti pubblici si sentono, per così dire, feriti rispetto ai criteri che sono stati adottati. Voglio aggiungere che in gennaio vi è stato anche un incontro tra il Ministro per la funzione pubblica, il Ministro dell'economia e i sindacati per affrontare il problema della riorganizzazione del trasferimento di funzioni a livelli istituzionali. È facile osservare che nel caso che abbiamo richiamato la mobilità è stata attuata senza accordo con i sindacati, senza quella concertazione che avrebbe dovuto essere richiesta, senza incentivi e per sedi anche lontanissime. Inoltre, quindi, il beneficio previsto dalla legge n. 100 del 1987, peraltro insufficiente a coprire le spese reali di alloggio, secondo le indicazioni delle sedi e secondo quanto promesso dall'amministrazione, potrebbe non essere corrisposto affatto o solo con mesi di ritardo. Credo, quindi, signor Sottosegretario, che vi siano moltissime incongruenze anche nella risposta che ci è stata fornita. Ritengo che siano state compiute violazioni rispetto proprio alle normative che ho richiamato. Mi auguro che si tenga conto dello stato di disagio che ha colpito questi sessantacinque viceprefetti e che quanto detto possa essere tenuto in considerazione per venire incontro alle loro reali esigenze. Per queste ragioni, mi ritengo insoddisfatto, auspicando che per via amministrativa queste mie indicazioni possano essere recepite.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni. Avverto che, su richiesta dell'interpellante, l'interpellanza 2-00072, con procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 156-bis del Regolamento, sull'attività ispettiva svolta presso la procura di Catanzaro, primo firmatario il senatore Centaro, è rinviata ad una prossima seduta. Saranno quindi svolte per prime le interrogazioni 3-00063 sulla casa circondariale di Cuneo, 3-00081 sull'Istituto penale per i minorenni «F. Aporti» di Cuneo, 3-00082 sulla Casa circondariale di Torino e 3-00159 sulla Casa circondariale di Biella. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni.
MANCONI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, signori senatori, con riferimento all'interrogazione 3-00063 e, in particolare, all'ordine di perquisizione straordinaria rivolto, in data 15 giugno ultimo scorso, e non, come riferito all'interrogante, tra il 3 e il 9 luglio, dal comandante di reparto della casa circondariale di Cuneo a personale di polizia penitenziaria che aveva da poco terminato il turno di servizio notturno, e con riferimento ancora alla successiva attivazione di procedimenti, disciplinari prima, penali poi, nei confronti di quanti si erano rifiutati di rendere tale prestazione, si rappresenta quanto segue. I precedenti disciplinari a carico degli agenti sono stati archiviati dal direttore dell'istituto in data 19 giugno 2006 in considerazione del divieto di utilizzo per più di sei ore del personale che svolge servizio notturno, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, lettera b) dell'accordo quadro nazionale vigente. Pendente la successiva denuncia davanti all'autorità giudiziaria degli agenti da parte del comandante di reparto per supposta violazione dell'articolo 329 del codice penale («Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente di forza pubblica»), in data 27 giugno 2006, il provveditore regionale competente, ai sensi dell'articolo 31 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 82 del 1999, ha sollecitato il direttore dell'istituto a sottoporre a procedimento disciplinare il comandante di reparto e a segnalare l'operato dello stesso all'autorità giudiziaria, ravvisando gli estremi di reato previsti dall'articolo 323 del codice penale («Abuso d'ufficio»). Ciò detto, cogliendo lo spirito e la preoccupazione che hanno mosso l'interrogante, si ritiene che nel caso in esame l'operato del provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria non possa in alcun modo essere biasimato.
Con riferimento all'interrogazione 3-00081, relativa all'istituto penale minorenni «Ferrante Aporti», si rappresenta che, riguardo alla mancata corresponsione al personale di polizia penitenziaria di buoni pasto, il dipartimento della giustizia minorile ha assicurato al Ministero della giustizia che si procederà al risanamento delle quote non appena le stesse si renderanno disponibili sull'apposito capitolo di bilancio. Si evidenzia peraltro che nel 2005 le organizzazioni sindacali richiesero che al personale venissero corrisposti i buoni pasto in assenza della mensa obbligatoria di servizio, che è stata istituita con decreto registrato all'ufficio del bilancio in data 11 agosto 2006. Per quanto riguarda il quesito relativo alla mancanza di convocazioni delle organizzazioni sindacali da parte dei responsabili di servizi dell'amministrazione, il dipartimento della giustizia minorile rappresenta che presso l'istituto penale per i minori di Torino si è tenuto un incontro con organizzazioni sindacali in data 30 maggio, cui ne è seguito un altro il 19 ottobre scorso, avente ad oggetto: i criteri per l'indizione di interpello per addetto all'ufficio matricola dell'istituto penale minorenni di Torino; l'organizzazione dei servizi di polizia penitenziaria presso lo stesso istituto. All'esito dello stesso, l'amministrazione ha ribadito la necessità di indire al più presto un interpello per la copertura del posto di servizio di addetto matricola, riservandosi di verificare i requisiti di necessità e urgenza per l'indizione dello stesso. In merito al secondo punto all'ordine del giorno della riunione con le organizzazioni sindacali, l'amministrazione si è impegnata a convocarle per l'inizio del prossimo anno, al fine di confrontarsi sui criteri di assegnazione dello straordinario, in linea con quanto previsto dall'accordo quadro nazionale e dalla circolare attuativa del competente dipartimento. Inoltre, è stata proposta la formazione di una commissione paritetica, con delega al direttore dell'istituto penale minorile, finalizzata all'individuazione di un nuovo modello di organizzazione del servizio della polizia penitenziaria ivi destinata. A questa Commissione sarà delegata l'attività di cui sopra. Detta Commissione sarà formata da componenti delle organizzazioni sindacali e da componenti indicati dall'amministrazione. Con riferimento all'interrogazione 3-00082 si rappresenta quanto segue. La generale carenza di personale di polizia penitenziaria nella casa circondariale di Torino determina difficoltà nel garantire la copertura di posti di servizio essenziali al miglior svolgimento dei compiti istituzionali affidati all'istituto e al suo personale. Ciò nonostante, l'amministrazione penitenziaria esclude che presso la casa circondariale di Torino il personale di polizia penitenziaria espleti doppi turni di servizio. Può accadere che, in casi eccezionali, il personale smontante si trattenga il tempo necessario all'arrivo del personale subentrante nei medesimi posti di servizio, ma queste occasionali difficoltà attengono alla fisiologia dell'organizzazione del lavoro nelle strutture complesse, tanto più quando esse sono gravate dalle carenze di organico di cui si è detto. Per quanto attiene alla liquidazione delle missioni e al rimborso delle spese sostenute dal personale, risulta che la direzione dell'istituto abbia già provveduto alla relativa corresponsione fino a tutto l'aprile 2006, mentre sta predisponendo il pagamento delle spettanze fino all'agosto 2006. In ogni caso, è sempre stata garantita al personale interessato la liquidazione di acconti e anticipi. Circa le difficoltà di approvvigionamento del vestiario, si fa presente che le attività di distribuzione sono state eseguite conformemente alle richieste pervenute compatibilmente con le disponibilità di materiale in magazzino. Laddove le disponibilità immediate fossero insufficienti, l'amministrazione penitenziaria ha predisposto una procedura atta a soddisfare nel più breve tempo possibile le richieste, e risulta che nell'aprile scorso il provveditorato vi abbia fatto ricorso per le necessità degli istituti piemontesi. In merito all'interrogazione 3-00159, accogliendo la sollecitazione dell'interrogante, il Ministero della giustizia ha proceduto a verificare le disfunzioni lamentate nella gestione del personale presso la casa circondariale di Biella. L'amministrazione penitenziaria assicura che le istanze del personale vengono regolarmente protocollate, quale che sia il modo di trasmissione. In particolare, le istanze del personale relative a interpelli e concorsi non solo vengono inoltrate con lettera di trasmissione, ma ai diretti interessati viene rilasciato il relativo numero di protocollo. Quanto ai cambi di turno, la direzione dell'istituto assicura che il personale in servizio ne viene puntualmente informato. Soltanto in due casi, dovuti a mero disguido, non vi è stata tempestiva comunicazione e di ciò l'amministrazione - e il Ministero - si rammarica con gli interessati. Infine, per quanto riguarda l'agente alla quale sarebbero stati negati turni di lavoro agevolati e alla quale sarebbero state imposte prestazioni di lavoro straordinario, la direzione competente riferisce che l'agente in questione gode attualmente di tali turni ed è stata esonerata dal lavoro straordinario.
EUFEMI (UDC). Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Manconi per avere tempestivamente risposto alle nostre sollecitazioni, contenute in un complesso di interrogazioni nel quale veniva rappresentato un disagio rispetto alla criticità degli istituti penitenziari del Piemonte, che certamente il recente indulto non ha migliorato, se non dal punto di vista di una pressione che era diventata eccessiva. Le risposte sono in un certo senso burocratiche, anche se dobbiamo dire che alcune decisioni sono state assunte, seppure con ritardo. Mi riferisco ad esempio al provvedimento assunto nel mese di agosto, quindi successivamente alla nostra sollecitazione, o alla particolare attenzione rivolta alla vicenda della giovane mamma che aveva chiesto turni agevolati. Mi soffermo sull'interrogazione 3-00063, riferita a quanto avvenuto nella Casa circondariale di Cuneo, dove alcuni componenti della polizia penitenziaria avevano disobbedito all'ordine illegittimo (peraltro espresso oralmente, senza ulteriore formalizzazione) di riprendere un nuovo turno dopo solo quattro ore dalla conclusione del precedente, quindi in palese contravvenzione al divieto di impiegare il personale del Corpo nel giorno di smontante. A ciò aveva fatto seguito una denuncia all'autorità giudiziaria. Il responsabile dell'ordine illegittimo, il comandante del reparto, non ha avuto conseguenze, nonostante le sollecitazioni del provveditorato generale, e lei stesso ha detto che non può essere biasimato. Quindi, chi non aveva responsabilità è stato sottoposto ad un'azione vessatoria, mentre chi ha assunto quella decisione non è stato neppure biasimato. Per quanto riguarda l'interrogazione 3-00081, il nuovo dirigente assegnato all'istituto penale per minorenni «Ferrante Aporti» ha convocato la locale rappresentanza sindacale dell'OSAP, ma la situazione di disagio generalizzato che si estrinseca nella mancanza di ogni tutela dei diritti personali e contrattuali, ivi compresa la negazione dei buoni pasti dovuti, lascia sostanzialmente inalterate le ragioni del malcontento, continuando quindi ad aggravare una situazione che non solo è lesiva di diritti, ma che produce anche effetti negativi non secondari sulla gestione delle risorse umane e sul funzionamento dell'istituto.
Per quanto riguarda la questione della Casa circondariale di Torino, da più di un anno perdura la mancanza del rimborso dovuto per le spese sostenute in missione dal personale di polizia penitenziaria, a detrimento delle condizione minime, quindi imprescindibili, a tutela e salvaguardia del lavoro.
Con riferimento alla Casa circondariale di Biella, onorevole Sottosegretario, non si è posto riparo alle condizioni di discriminazione che sono state denunciate, aggravate dall'assoluta indifferenza rispetto alle note di sollecitazione del sindacato alla direzione dell'istituto. Sono in realtà casi diversi, che però non esauriscono un complesso di disfunzioni.
Va segnalata, ancora, la questione della Casa circondariale di Alessandria-San Michele, oggetto di più di un atto di sindacato ispettivo nell'attuale legislatura, il cui provveditore consente di far esercitare ad un direttore di area C2 le funzioni di direzione appartenenti ad area dirigenziale C3, in palese violazione della legge, e lasciando inoperanti ben due dirigenti formalmente e sostanzialmente in grado di assumere quel ruolo.
Il disagio è ben più evidente in Piemonte e Valle d'Aosta, comprendendo anche per taluni aspetti Lombardia e Triveneto, con i casi eclatanti di Brescia e Padova. In tutti questi casi, onorevole Sottosegretario, emerge palesemente l'inerzia, quando non addirittura una controproducente e non giuridicamente accettabile azione dei vertici della struttura penitenziaria che vanno dalla direzione ai singoli istituti, fino a dirigenti di livello regionale. Domandiamo, allora, che cosa aspetta il Governo - e questo aspetto non c'è stato nella sua risposta - a fare degli accertamenti rigorosi e a porsi realmente il problema, come non sembra stia facendo nella sostanza, se non per quei casi che lei ha citato per cose assolutamente minime. Quindi riteniamo, onorevole Sottosegretario, che la risposta dell'esecutivo avrebbe dovuto essere quella di operare una verifica rispetto alla direzione regionale dell'amministrazione penitenziaria, rispetto ad un'area critica, come quella del Piemonte e della Valle d'Aosta, rispetto alla quale non è stato apportato alcun mutamento a livello di dirigenza regionale, né avviata una seria verifica, capace quantomeno di esaminare nello specifico l'azione di chi è responsabile di un andamento generale.
Dunque, rispetto alle questioni dette poi potremmo anche andare a fare un esame di quanto è accaduto con l'effetto di dell'indulto, se c'è stato un miglioramento, un peggioramento della situazione. Certamente dei 24.413 ex detenuti usciti con il provvedimento dell'indulto, già 1.473 sono rientrati per recidiva e di questi addirittura 1.225 in flagranza di reato. Riteniamo che certamente l'indulto ha cercato di dare una soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri, però forse non è sufficiente se non vi è la consapevolezza di operare anche per migliorare le condizioni degli istituti penitenziari e anche - e soprattutto - del personale impegnato in questa azione. I segnali purtroppo che vengono dalla legge finanziaria dimostrano una incapacità di affrontare in maniera seria quelle che sono, invece, le criticità che devono essere affrontate sia con misure finanziarie, ma anche con un atteggiamento più forte rispetto a quelle che sono problematiche che non possono essere rinviate, altrimenti quello diventa l'anello debole della catena e avremmo un personale impegnato in situazioni di grande disagio, rispetto alle quali non c'è una soluzione in grado di favorire quello che invece riteniamo debba essere favorito: un'attenzione nuova verso questo personale.
domenica 17 settembre nei pressi della Chiesa Santa Giovanni Antida di Moncalieri, alcuni extracomunitari hanno lanciato, con gesti vili e provocatori, gravissime offese ai fedeli che si accingevano ad assistere alla Santa Messa domenicale;
giungono segnali frequenti, che si ripetono ormai soprattutto nei grandi centri urbani, di simili comportamenti che rendono difficoltosa la partecipazione dei fedeli ai riti religiosi, offendendo in modo oltraggioso i credenti e i ministri del culto;
Quali iniziative intende assumere per evitare che simili episodi non abbiano a verificarsi in futuro, garantendo la libertà di religione e la libertà di partecipare alle funzioni religiose senza ricevere offese.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri per sapere - premesso che -:
Sono emerse negli scorsi giorni le contrarietà di diversi esponenti della maggioranza sulla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina;
La Relazione annuale di attività del coordinatore europeo Karel Van Miert del progetto prioritario n. 1 "Asse ferroviario Berlino-Verona/Milano-Bologna-Napoli-Messina-Palermo", pur focalizzandosi sulla prioritaria realizzazione della tratta ferroviaria Monaco-Verona, evidenzia la centralità di una prospettiva complessiva attenta alle sezioni dell'Italia meridionale;
Viene sottolineata la significativa rilevanza nel piano dei finanziamenti dell'Unione che devono interagire con il concerto dei singoli stati coinvolti in termini di strategia politica ed economica;
Se non ritenga che l'atteggiamento manifestato da esponenti della maggioranza in questi giorni, finirebbe per impedire la realizzazione di una infrastruttura non soltanto capace di dare sviluppo alla Sicilia ed alle regioni meridionali italiane, ma al processo di integrazione europea nel suo complesso;
Valutata la straordinaria partecipazione dei rappresentanti delle popolazioni interessate, alla manifestazione che si è svolta a Roma il 19 settembre ultimo scorso, che ha visto la presenza del Presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro e del parlamentare europeo Raffaele Lombardo;
Le ragioni di un atteggiamento diverso e contrastante sul piano del metodo portato avanti dall'esecutivo rispetto a quello del corridoio 5, senza ricercare per il corridoio Palermo-Berlino e quindi per il ponte sullo stretto di Messina il consenso delle popolazioni interessate, e se non ritenga di assumere un atteggiamento coerente rispetto a due opere di così straordinaria rilevanza strategica;
Se non ritenga che occorra concretamente privilegiare l'interesse nazionale, favorendo la costruzione del ponte sullo stretto e la conseguente ristrutturazione in chiave mediterranea delle linee nevralgiche del tessuto politico-economico dell'Unione europea, creando le condizioni per uno sviluppo unitario del Paese nella prospettiva di una più forte crescita nei rapporti euro-mediterranei;
Quali iniziative intende assumere in sede europea e nazionale per eliminare ogni dubbio e incertezza che sarebbero esiziali rispetto all'utilizzo dei cofinanziamenti europei del programma-quadro 2007-2013;
Quali iniziative intende assumere per realizzare questo importante corridoio europeo, tenendo conto delle sollecitazioni delle regioni interessate, in particolare Sicilia e Calabria.
A firma dei Senatori Buttiglione, Baccini, Mannino, D'Onofrio, Zanoletti, Trematerra, Ciccanti, Eufemi, Naro, Pistorio,
BUTTIGLIONE, EUFEMI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: l'asse prioritario Lione-Torino-Milano-Trieste-Lubiana-Budapest denominato anche "Corridoio 5" sta subendo pericolosi ritardi rispetto ai tempi di realizzazione; nella relazione annuale di attività del Coordinatore europeo, sig.ra Loyola de Palacio, viene sottolineato che per la sezione franco-italiana (galleria di base) la Francia ha avviato il 23 maggio 2006 consultazioni pubbliche che si sono concluse il 30 giugno 2006 e che entro la metà del 2007 devono portare ad una dichiarazione di utilità pubblica come preludio all'avvio dell'operazione; nel suo primo anno di attività il Coordinatore europeo si era fissato i seguenti obiettivi: contribuire a trovare una soluzione allo stallo del progetto in VaI di Susa, consentendo un reale avvio delle attività in tempi rapidi; ottenere un calendario preciso e garanzie di finanziamento da parte delle autorità competenti per tutte le tratte che compongono tale asse e in particolare quelle trasfrontaliere; contribuire ad ottenere l'accordo delle autorità sIovene e italiane per una pianificazione comune della sezione tranfrontaliera italo-slovena; fissare delle priorità indicative di sostegno che possano essere utili alla Commissione nel quadro della programmazione pluriennale; la priorità fondamentale viene data nell'attuale contesto alle tratte transfrontaliere.
L'importo del sostegno finanziario comunitario che sarà destinato ad esse rappresenta così una variabile fondamentale di questi progetti e costituirà verosimilmente l'elemento determinante per la loro realizzazione; il Governo italiano ha riunito il 29 giugno 2006 le principali parti coinvolte a livello nazionale e regionale nell'ambito di un gruppo di contatto al fine di esaminare le risposte da dare agli interrogativi degli oppositori del progetto; l'aspetto più delicato che potrebbe incidere sullo sviluppo dell'intero asse prioritario al quale il Coordinatore europeo ha ritenuto di dare una urgente soluzione riguarda il cantiere di Venaus in VaI di Susa, dove doveva essere realizzata una delle quattro gallerie di ricognizione previste e che invece è bloccato dal 2005 a causa dell'opposizione di una parte degli abitanti della valle.
I ritardi che ne derivano hanno assunto ormai proporzioni inquietanti e rischiano di avere ripercussioni significative sul calendario di attuazione del progetto; la Commissione ha incaricato alcuni esperti di realizzare una valutazione indipendente sulla qualità e la coerenza degli studi eseguita da Lione-Torino Ferroviarie riguardo alle questioni che suscitano le preoccupazioni degli abitanti di VaI di Susa; gli esperti hanno fornito alla commissione elementi che confermano la conseguenza degli studi in corso e ritengono che la ipotesi di una modernizzazione di tutta la linea storica - avanzata dagli oppositori al progetto della nuova linea - non consentirebbe di rispondere all'obiettivo di riequilibrio modale tenuto conto delle caratteristiche intrinseche ditale linea che risale alla metà dell'800; il Coordinatore ha invitato le autorità interessate a livello locale, regionale e nazionale a studiare le modalità per attuare il progetto Lione-Torino contemporaneamente ad un processo di ripristino della Val di Susa; l'opposizione al progetto di una parte della popolazione della Val di Susa potrebbe portare a delle rispercussioni tanto sul calendario di realizzazione quanto sulla coerenza dell'asse nella sua globalità; nell'audizione del 19 settembre 2004 presso la 14a Commissione Politiche dell'Unione europea, il Rappresentante permanente presso l'Unione europea, l'ambasciatore Rocco Antonio Cangelosi, ha ribadito che entro l'anno 2007 devono essere presentati i progetti, pena la perdita dei fondi comunitari, trattandosi di infrastrutture cofinanziate da inserire nel programma quadro 2007 - 2011; valutato che la convocazione della Conferenza dei servizi e il ruolo condizionante degli Enti locali rischia di compromettere la realizzabilità dell'asse Lione-Torino-Trieste-Lubiana, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Governo rispetto alle valutazioni contenute nella relazione annuale del Coordinatore europeo sig.ra Loyola de Palacio; quali iniziative si intendano assumere per consentire la utilizzazione del fondi comunitari per le opere cofinanziate, che rischiano di essere irrimediabilmente compromessi da ritardi, incertezze e ostacoli di diversa natura; se si intenda rispettare gli obiettivi prioritari della legge 441. (2-00059)
EUFEMI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Si chiede di conoscere dati, notizie e informazioni sulle perdite di ricchezza per i risparmiatori, conseguenti alle anticipazioni sul decreto-legge n. 223 del 2006 e sulle misure ivi contenute in ordine al mutato regime IVA degli immobili con indetraibilità ed effetti retroattivi.
EUFEMI - Al Ministro della giustizia - Premesso che: da oltre due anni l'O.S.A.P.P. (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria) ha segnalato il continuo verificarsi nell'istituto di Alessandria-S. Michele di gravi episodi sia in termini di legittimità e trasparenza, sia per quanto attiene la vivibilità lavorativa interna alla struttura, in particolare, dalle reiterate irregolarità nella gestione del locale Nucleo traduzioni e piantonamenti, all'obbligo di prestazioni straordinarie eccedenti il monte ore procapite mensile con conseguente accumulo e mancato pagamento, fino all'assenza di trasparenza ed equità nell'assegnazione di determinati posti di servizio, eccetera; da una situazione nel complesso irreparabilmente corrotta dall'assenza di interventi e iniziative da parte degli organi superiori, a parte le ispezioni che nel tempo si sono succedute, è conseguita tra l'altro, e proprio in relazione al clima esistente, una querela che la stessa Direzione ha sporto nei confronti dei rappresentanti di due delle organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative, a comprensibile pregiudizio di qualsiasi forma di dialogo e di confronto; l'assenza di iniziative di dialogo è stata rafforzata dalla palese accondiscendenza nei confronti della Direzione da parte del Provveditore regionale che più volte ha ritenuto di non intervenire e/o di giustificare fatti in cui pure poteva ritenersi necessario, come sarebbe accaduto in qualsiasi altra situazione sul territorio nazionale, almeno porre in essere interventi atti a mitigare le conseguenze di quanto stava avvenendo ad Alessandria in termini persino di funzionalità della struttura; alla grave inerzia, si è aggiunto il fatto che lo stesso Provveditore sosterrebbe che tale evento si è verificato in conseguenza di diverse affermazioni denigratorie avanzate da un'organizzazione sindacale, senza aver mai svolto gli opportuni accertamenti e acquisizioni presso il personale interessato, l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga, alla luce di un atteggiamento tutt'altro che super partes, necessario effettuare puntuali e precisi accertamenti per chiarire la situazione, superando la problematica sopra descritta che in questi anni si è fortemente deteriorata.
Al Ministro della Giustizia per sapere - premesso che -:
L'ex terrorista Roberto Sandalo ha rilasciato un'intervista al quotidiano "Il Giornale" con la quale ricostruisce la vicenda di una rapina organizzata da un gruppo di fuoco reclutato su base nazionale;
viene fatto esplicito riferimento alla responsabilità dell'organizzazione eversiva di "Prima linea", costola di "Lotta Continua", nella rapina avvenuta in banca in Toscana fra il 1978 ed il 1979 e fino ad oggi archiviata come opera di ignoti;
Nella rapina morì una guardia giurata;
Quali iniziative intenda assumere nel caso specifico;
Come valuta la esigenza di dire "tutta la verità", anche alla luce di tali rivelazioni e se ritenga ancora valido il suo favore ad un provvedimento di amnistia, e se non ritenga invece che debba essere attentamente meditata e valutata con grande pacatezza, senso di responsabilità e rispetto delle vittime di un periodo tanto problematico e buio della nostra storia, così da evitare l'impressione di avallare frettolosi colpi di spugna e soluzioni di comodo
6 giugno 2006 - Interrogazione a risposta orale sulla rivolta al CPT di Torino.
Al Ministro degli Interni per sapere – premesso che-:
Nella notte del 3 giugno 2005 si è avuta una grave rivolta nel centro di permanenza temporanea di Torino in corso Brunelleschi;
ben 18 uomini, con precedenti penali gravissimi, quali spaccio di droga, violenze e rapine sono riusciti ad evadere dallo stesso centro;
nella rivolta 7 agenti tra carabinieri, finanzieri e poliziotti sono rimasti feriti negli scontri;
le sue valutazioni sugli scontri e sulla evasione;
se non ritenga opportuno uno spostamento del CPT da Via Brunelleschi in altra più adeguata struttura;
quali iniziative intenda assumere per garantire la sicurezza dei cittadini;
se non ritenga che il quotidiano lavoro delle forze dell'ordine per assicurare alla giustizia delinquenti senza scrupoli possa essere vanificato da compiacenza e scarsa attenzione nel gestire situazioni che richiedono fermezza assoluta;
l'avvocato Giacomo Ajello, ex capo della Procura del Coni, ha stigmatizzato la sentenza della Commissione disciplinare della Lega che ha assolto Riccardo Agricola, medico sociale della Juventus, per prescrizione, perché la stessa sentenza "ha evitato di entrare nel merito della questione" e "la soluzione di creare una prescrizione dell'illecito disciplinare non sembra molto coraggiosa";
ha altresì aggiunto: «i fatti di questi giorni dimostrano l'assoluta necessità che, al di là delle regole procedurali, il mondo sportivo dimostri di essere capace di fare pulizia una volta per tutte»;
in ordine all'applicazione del concetto di prescrizione applicato dalla Commissione disciplinare, ha affermato che «la prescrizione si era interrotta quando era iniziato il procedimento disciplinare portato avanti dall'allora Procuratore antidoping. Quel procedimento si concluse con un'archiviazione che testualmente diceva "allo stato degli atti", poi le documentazioni scientifiche hanno dato atto di comportamenti scorretti dal punto di vista disciplinare e il procedimento si doveva riprendere» perché il termine era ancora vigente,
quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sull'intera vicenda ed in particolare sul funzionamento dell'organo preposto in materia di doping sportivo;
se lo stesso intenda avviare accertamenti sui comportamenti dei responsabili degli organi vigilanti che hanno portato alla prescrizione, accertando eventuali responsabilità nel procedimento relativo alla prescrizione intervenuta nel caso del dottor Agricola;
quali iniziative si intendano assumere al riguardo, anche in considerazione della rilevanza del doping come alterazione nei risultati sportivi.
31 maggio 2006 - Interrogazione con richiesta di risposta scritta sul programma "Le invasioni barbariche" ai Ministri delle comunicazioni e della salute
Premesso che in Italia, come nel resto del mondo, è accesa la polemica circa la somministrazione disinvolta di psicofarmaci a bambini ed adolescenti, che spesso vengono prescritti ai minori per cercare di sedare i loro disagi, che pure potrebbero essere risolti con metodi - scientificamente testati - di tipo pedagogico e psicologico od in ambito pediatrico;
visto il programma "Le Invasioni Barbariche", andato in onda sulla televisione La7 venerdì 19 maggio 2006 alle ore 21.30, in uno dei cui blocchi si è ampliamente promozionato - senza alcuna possibilità di contraddittorio anche scientifico - l'utilizzo di una specifica molecola psicoattiva, il metilfenidato (nome commerciale all'estero Ritalin®), proiettando videofilmati realizzati dalla troupe de "La7" negli USA, nei quali si esaltavano le virtù presunte terapeutiche e comunque dopanti di questa sostanza, intervistando anche soggetti che lo assumono assieme ad altre anfetamine pur non avendo alcuna patologia, esclusivamente per migliorare le performance di studio o lavorative;
considerato che questa molecola (metilfenidato) è classificata dal Ministero della salute nella tabella I delle sostanze stupefacenti, al pari dell'eroina;
vista l'intervista realizzata, sempre in studio da La7, ad un presunto "specialista" - che in realtà è uno psichiatra senza alcuna specializzazione in neuropsichiatria infantile - il quale ha anche promozionato l'utilizzo di un'altra molecola simile, l'atomoxetina, che in USA è invece oggetto di forti restrizioni in quanto ha registrato - in un solo mese di monitoraggio - 130 bambini che hanno tentato il suicidio, 20 adolescenti morti per suicidio e 176 gravi casi di minori in coma epatico;
considerato che in Italia vige un rigido divieto di promozione al grande pubblico di sostanze medicinali di ogni tipo, tranne quelle da banco, in quanto la pubblicità - diretta od anche solo indiretta - di tali prodotti può indurre il cittadino al consumo anche laddove non ne esiste la necessità od il bisogno;
valutate le dichiarazioni a mezzo stampa della prof. Emilia Costa, prima cattedra di psichiatria della Università di Roma "La Sapienza" e primario di psichiatria al Policlinico Umberto I, che ha detto in relazione a questa precisa vicenda: "siamo ai limiti dell'illecito, la propaganda di questo genere dovrebbe essere vietata, perché induce i telespettatori al consumo di psicofarmaci anche quando non ve n'è ragione e bisogno, e gli effetti iatrogeni sul medio-lungo periodo possono essere devastanti. Dal punto di vista clinico, quest'approccio è davvero poco serio";
considerato che La7, pur non essendo rete di servizio pubblico, offre comunque un servizio di informazione nazionale alla cittadinanza sulla base di una pubblica concessione dello Stato;
considerate altresì le valutazioni sulla trasmissione televisiva e sui contenuti del programma richiamati in premessa,
si chiede di conoscere quali iniziative si intendano avviare per evitare che possano riproporsi casi come quello segnalato e dunque non solo la pubblicità di farmaci, ma anche la disinvolta somministrazione di psicofarmaci a bambini ed adolescenti e per garantire il pieno rispetto della disciplina sulle promozioni di sostanze medicinali.