Source: https://danielemajori.com/2015/03/06/soccorso-istruttorio-la-dichiarazione-di-assenza-di-condanne-rilevanti-ai-sensi-della-lettera-c-dellart-38-del-dlgs-n-163-2006-e-la-conseguente-omessa-indicazione-di-una-sentenza-di-condanna-integrano/
Timestamp: 2020-07-02 12:16:20+00:00
Document Index: 10670502

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 38', 'art. 38']

Poiché la dichiarazione di assenza di condanne rilevanti ai sensi della lettera c) dell’art. 38 del Codice dei contratti pubblici e la conseguente omessa indicazione di una sentenza di condanna riportata da uno dei soggetti indicati dalla norma integrano gli estremi del falso in gara, ne discende la non sanabilità della stessa dichiarazione ed è pertanto da escludere la possibilità di fare ricorso al soccorso istruttorio, anche ai sensi del comma 2-bis del citato art. 38, come introdotto dalla legge di conversione del d.l. n. 90/2014: la ratio di quest’ultima disposizione, infatti, è rappresentata dalla volontà di trasfondere in principio normativo l’orientamento giurisprudenziale ampiamente diffusosi negli ultimi anni e fondato su di un’interpretazione sostanzialistica della norma, arrivando a ritenere preclusa la possibilità, per la stazione appaltante, di escludere l’operatore economico che abbia omesso una dichiarazione ex art. 38 d.lgs. n. 163/06 laddove, in concreto, non vi fosse alcunché da dichiarare. | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in art. 38 comma 1 lett. c) d.lgs. n. 163/2006, art. 38 comma 2-bis d.lgs. n. 163/2006, codice dei contratti pubblici, d.l. n. 90/2014, dichiarazione mendace, dichiarazione non suscettibile di soccorso istruttorio, falso in gara, ratio, soccorso istruttorio
(Tar Lombardia, Brescia, sez. II, 6 febbraio 2015, n. 201)
«Stabilito […] che la pubblicazione rilevante ai fini dell’individuazione della disciplina applicabile alla fattispecie, in quanto vigente a tale momento, è esclusivamente quella nella GURI, la gara in questione avrebbe dovuto, dunque, essere assoggettata agli effetti dell’entrata in vigore del nuovo testo dell’art. 38 del d. lgs. 163/2006 ed in particolare del comma 2 bis dello stesso.
A tale proposito non si può, però, omettere di considerare che la commissione ha motivato il rigetto dell’istanza di riammissione alla gara, dando conto che [l’amministratrice della società ricorrente] avrebbe omesso di dichiarare “una circostanza a lei nota, che rappresenta un’autonoma violazione di legge sanzionabile con l’esclusione dalla gara, conformemente ai principi della prevalente e consolidata giurisprudenza amministrativa (cfr. Cons. Stato, sez V, 7 maggio 2013, n. 2462), in virtù di quanto previsto dall’art. 75 del DPR 445/2000, secondo cui qualora emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione sostitutiva rilasciata ex artt. 46 e 47 DPR 445/2000, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera”. La commissione ha, dunque, ritenuto che non si trattasse di una omissione suscettibile di integrazione o regolarizzazione, ma di una omissione di dichiarazione obbligatoria, non suscettibile di soccorso istruttorio e, ancor più, di una dichiarazione mendace.
Invero, la lex specialis di gara prevedeva espressamente l’obbligo di dichiarare “tutte le condanne eventualmente riportate, nonché gli eventuali carichi pendenti, in modo da consentire alla stazione appaltante di effettuare la dovuta disamina delle stesse e valutarne l’incidenza sull’affidabilità professionale dell’impresa anche in seduta di gara”. Parte ricorrente ha omesso di dichiarare la condanna riportata dalla legale rappresentante, con sentenza del 29 novembre 2012, divenuta irrevocabile il 14 aprile 2013, per omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, continuato ex art. 81 c.p.: la questione preliminare di cui si deve occupare questo Tribunale, dunque, è stabilire se tale omissione integri, anche dopo l’entrata in vigore della sopra richiamata novella, un’omissione comportante l’esclusione dalla gara ovvero una irregolarità che, pur essendo “essenziale” potesse comunque, ai sensi del comma 2 bis dell’art. 38 del d. lgs. 163/06, essere sanata entro un termine perentorio assegnato dalla stazione appaltante e previa applicazione della relativa sanzione.
L’impugnata esclusione dalla gara non può, dunque, ritenersi illegittima in ragione della mancata applicazione del comma 2 bis dell’art. 38 del d. lgs. 163/06, come introdotto dalla legge di conversione del d.l. 90/2014, con conseguente rigetto della quarta censura dedotta».
« I c.d. certificati bianchi, anche noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), possono essere rilasciati dall’AEEG (e, a partire dal 3 febbraio 2013, dal GSE) solo in favore di imprese che dimostrino l’effettivo conseguimento di obiettivi di risparmio energetico.
La notifica del decreto di esproprio a chi, non essendo proprietario effettivo del bene, risulti tale dai registri catastali, non incide sulla validità ed efficacia del provvedimento ablativo, ma impedisce tuttavia il decorso del termine di decadenza per l’opposizione alla stima nei confronti del proprietario effettivo ed abilita quest’ultimo – ove l’omissione o il ritardo della notificazione nei suoi confronti sia ascrivibile ad un difetto di diligenza dell’espropriante nell’accertamento del titolare del bene sottoposto ad espropriazione – a chiedere il risarcimento del danno derivato dalla ritardata riscossione dell’indennità: il proprietario effettivo, dunque, non può né deve impugnare gli atti espropriativi emessi nei confronti del proprietario catastale, atti che restano validi ed efficaci, ma può proporre opposizione alla stima dell’indennità avanti al giudice ordinario e richiedere, se del caso, l’eventuale risarcimento del danno per la sua ritardata liquidazione in ipotesi di colpa dell’espropriante. »