Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/02/cessioni-plusvalenza-azienda-agricola-aspetti-fiscali.html
Timestamp: 2019-05-27 03:08:50+00:00
Document Index: 13711515

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 1']

Cessioni di azienda agricola (comprensiva di terreno) con plusvalenza
Il legislatore ha infatti sottratto tali redditi ai criteri di determinazione analitica su base contabile, criteri tipici del reddito d’impresa, prevedendo invece un sistema di tassazione su base catastale.
Così facendo non è assoggettato a tassazione il reddito effettivamente prodotto, ma il “reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell’esercizio di attività agricole su di esso” (art. 32, primo comma, TUIR che appunto definisce il reddito agrario, nell’ambito della più ampia categoria dei redditi fondiari). Il secondo comma sempre dell’art. 32 TUIR stabilisce poi che si considerano in ogni caso attività agricole quelle dirette alla coltivazione del terreno ed alla silvicoltura (lettera a); le successive lett. b) e c) si riferiscono alle attività di allevamento e alle altre attività connesse, ai fini reddituali considerate agricole solo se esercitate entro i limiti indicati dalle norme.
Si ricorda che la legge 296/2006 (art. 1, c. 1093) ha previsto che anche le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative, che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell’art. 2 del d.lgs 29 marzo 2004, n. 99, “possono optare per l’imposizione dei redditi ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dell imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni”.[1] Pertanto anche queste società possono essere assoggettate a tassazione su base catastale.
imprenditore agricolo e società semplice esercente l’attività agricola di coltivazione del fondo o altre attività nei limiti di cui all’art. 32 c. 2 TUIR, tassati quindi su base catastale;
gli stessi soggetti, ove le altre attività agricole svolte superino i limiti, tassati quindi in base forfettaria ex artt. 56 c. 5 e 56 bis TUIR, salvo l’opzione per il reddito di impresa ordinario;
società commerciali (escluse SPA e SAPA) [2] che abbiano esercitato l’opzione di cui all’art. 1, comma 1093, l. n. 296/2006, assoggettate pertanto a tassazione su base catastale;
le stesse società commerciali che non abbiano optato per la tassazione su base catastale ex art. 1, comma 1093, l. n. 296/2006, assoggettate pertanto alla normale disciplina in materia di determinazione e tassazione dei redditi d’impresa.
Invero da una parte della dottrina era stato eccepito che la tassazione catastale riguardasse soltanto la gestione ordinaria dell’impresa agricola, e non tenesse quindi conto delle operazioni straordinarie.[3]
In questo caso per essere ricomprese nel reddito catastale le plusvalenze avrebbero dovuto essere…
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