Source: https://ambientediritto.it/home/giurisprudenza/corte-costituzionale-%E2%80%93-12-aprile-2017-n-74
Timestamp: 2019-05-21 23:40:03+00:00
Document Index: 134552484

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 117']

CORTE COSTITUZIONALE – 12 aprile 2017, n. 74 | AmbienteDiritto.it
CORTE COSTITUZIONALE – 12 aprile 2017, n. 74
FAUNA E FLORA – CACCIA – AREE PROTETTE – Attività cinofila – Art. 4, l.r. Abruzzo n. 11/2016 – Svolgimento all’interno delle aree regionali protette – Illegittimità costituzionale – Lesione degli obblighi comunitari e dei livelli minimi di tutela ambientale.
Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 della legge della Regione Abruzzo 13 aprile 2016, n. 11, che consente lo svolgimento dell’attività cinofila all’interno delle aree regionali protette. Da un lato, infatti, l’addestramento dei cani va ricondotto alla materia della caccia, in quanto strumentale all’esercizio venatorio, e pertanto, la possibilità del suo svolgimento all’interno delle aree regionali viola il divieto previsto dall’art. 21 della legge n. 157 del 1992 e incide sulla tutela minima garantita dalla normativa nazionale di protezione della fauna. Dall’altro lato, l’invasione della sfera di competenza legislativa dello Stato in materia ambientale, rileva in riferimento alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), la quale, all’art. 11, prevede che la disciplina delle attività consentite all’interno dell’area del parco sia posta mediante regolamento, adottato dall’ente parco, nel rispetto di alcuni divieti tra cui quello che impone di non danneggiare e disturbare le specie animali. Il divieto di disturbo delle specie animali integra, dunque, uno standard minimo di tutela ambientale, derogabile solo mediante il meccanismo previsto dall’art. 11, ovvero previa valutazione da parte dell’Ente parco, soggetto preposto alla salvaguardia dell’area protetta, in quanto tecnicamente competente. Peraltro, tale divieto di disturbo, in riferimento ad alcuni animali protetti che popolano i parchi abruzzesi, quali il lupo, l’orso bruno e il camoscio, trova puntuale corrispondenza, senza possibilità di deroghe, nell’art. 8 del d.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche). La presenza, autorizzata con legge, di cani, estranei all’habitat tutelato, all’interno dei parchi e delle riserve regionali è, dunque, ad un tempo lesiva degli obblighi comunitari e dei livelli minimi di tutela ambientale prescritti dal legislatore nazionale e contrasta, quindi, con l’art. 117, primo e secondo comma, lettera s), Cost.
Pres. Grossi, Est. Prosperetti – Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Abruzzo
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