Source: http://cancemiles.altervista.org/Monografie/Spesedigiustizia.htm
Timestamp: 2015-05-27 17:32:38+00:00
Document Index: 150428156

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 694', 'art. 76', 'art. 5', 'art. 70', 'art. 69', 'art. 8', 'art. 131', 'art. 33', 'art. 145', 'art. 142', 'art. 143', 'art. 146', 'art. 148', 'art. 158', 'art. 161', 'art. 280', 'art. 162', 'art. 280', 'art. 301', 'art. 4', 'art. 171']

SPESE DI GIUSTIZIA PAGATE DALL�ERARIO
SOMMARIO: Sezione prima: Normativa generale sulle spese pagate dall�Erario. 1.
Premessa. -
Spese di giustizia in materia penale. 3. Spese di giustizia in materia civile. - 4. Registro delle spese pagate dall�erario. � 5. Disposizioni transitorie sulla tenuta dei registri - 6. Decreti ed ordini di pagamento. Il modello di pagamento. - 7. Pagamento delle spese. - 8. Controlli sui pagamenti e regolazioni contabili. - 9. Adempimenti fiscali. � Sezione seconda: Disciplina relative ad alcune voci di spesa. - 10.
Trasferte per il compimento di atti fuori dalla sede in cui si svolge il processo. - 11. Indennit� e spese ai testimoni. - 12. Compensi spettanti agli ausiliari del magistrato. - 13. Compensi ai custodi. - 14. Spese per la demolizione di opere abusive e di riduzione in pristino dei luoghi. - Appendice.
Normativa generale sulle spese pagate dall�Erario.
Il principio fondamentale che delinea il rapporto tra i soggetti interessati e l�esercizio della funzione giurisdizionale � quello dell�iniziativa di parte, detto anche principio della domanda: l�autorit� giudiziaria, infatti, nella generalit� dei casi, provvede ad esercitare le sue funzioni quando la parte gliene propone domanda, invocando la tutela giurisdizionale dei propri interessi. Il principio � comune ai due processi di giurisdizione ordinaria, penale e civile: � nel primo, che tende ad attuare la tutela dell�interesse collettivo, leso dalla commissione del reato, l�iniziativa � affidata allo Stato medesimo, il quale esercita il relativo potere a mezzo del Pubblico Ministero, che � l�unico titolare dell�azione penale; � nel secondo l�invocazione della tutela giurisdizionale rappresenta il contenuto di un diritto strettamente individuale, s� che la difesa dei propri interessi � affidata alla libera determinazione del titolare che, ove intenda sollecitarla, deve proporne domanda (nemo iudex sine actore). Collegato al principio della domanda e strettamente connesso con questo, vi � l�altro, quello dell�onere delle spese, per il quale l�anticipazione del costo del processo � con le eccezioni previste dalla legge � fa carico al soggetto che promuove l�azione. Tale principio � ora pi� chiaramente desumibile dagli artt. 4 e 8, D.P.R. 30-5-2002, n. 155 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di seguito denominato T.U.); infatti:
� nel processo penale, le spese sono anticipate dall�erario, ad eccezione di quelle relative agli atti richiesti dalle parti private (come ad esempio i compensi al consulente tecnico di parte o le indennit� ai testimoni della difesa (1)) e di quelle relative alla pubblicazione della sentenza prevista dall�art. 694, comma 1 , c.p.p. e dall�art. 76, D.Lgs. 8-6-2001, n. 231 (2). Tuttavia se la parte � ammessa al patrocinio a spese dello Stato (v. cap. V), l�erario anticipa anche le spese relative agli atti chiesti dalla parte. � nel processo civile, ciascuna parte � tenuta a provvedere alle spese degli atti processuali che compie e di quelli che chiede, mentre deve anticiparle per gli atti necessari al processo quando l�anticipazione � posta a suo carico dalla legge o dal magistrato. Anche in questo caso, per�, se la parte � ammessa al patrocinio a spese dello Stato, le spese processuali sono anticipate dall�erario, salvo che ne sia prevista la mera prenotazione a debito. Si chiarisce a tale proposito che mentre l�anticipazione della spesa indica un vero e proprio pagamento, comportando quindi un materiale esborso di danaro (salva la possibilit�, ricorrendone i presupposti di legge, di recuperarle), la prenotazione a debito si riferisce all�annotazione a futura memoria di una determinata voce di spesa, per la quale non � previsto il materiale pagamento (trattandosi in genere di imposte e tasse che lo Stato non potrebbe anticipare a se stesso), ai fini dell�eventuale successivo recupero (3). Tradizionalmente, per spese di giustizia in senso stretto si devono intendere solo quelle affrontate dallo Stato per l�esercizio della funzione giurisdizionale, anticipate in concreto indipendentemente dalla possibilit� di recuperarle o meno all�esito del processo. Il citato testo unico, invece, ha ricostruito un complesso sistema normativo nel quale il concetto di spese di giustizia si � allargato a comprendere anche i diritti, le tasse ed in genere i tributi che di norma sono a carico della parte privata (nei cui confronti si pu� effettivamente parlare di spesa), ma che in taluni casi, come si � visto, il privato non paga e l�amministrazione si limita a �prenotare a debito� per l�eventuale futuro recupero. In questo capitolo verr� trattato l�argomento delle spese di giustizia che per qualsiasi motivo l�erario deve pagare (perch� sono in ogni caso a suo carico, ovvero perch� il privato � stato ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato), provvedendo al materiale esborso di somme di denaro in favore di vari soggetti, attraverso i meccanismi e le procedure indicate dalla legge. Nei prossimi capitoli, invece, dopo un approfondimento sugli oneri tributari a carico dei privati nel processo civile e penale, verr� affrontato l�argomento della prenotazione a debito dei predetti oneri, nonch� delle condizioni e delle modalit� per la riscossione delle spese processuali anticipate dall�erario o prenotate a debito.
2. SPESE DI GIUSTIZIA IN MATERIA PENALE
L�art. 5, T.U. n. 115/2002 individua le spese nei processi penali, aggiornando le voci gi� indicate dagli artt. 1 e 4, R.D. n. 270 1/1865 (Tariffa penale) e dagli artt. I e 2, R.D. n. 107 1/1931, ora abrogati, e distinguendo quelle che sono ripetibili, e quindi, a certe condizioni, che possono essere recuperate nei confronti del condannato, da quelle che rimangono a definitivo carico dello Stato. Come gi� chiarito, le spese nel processo penale sono tutte pagate dall�erario, salvo che si tratti di spese relative agli atti richiesti dalle parti privati; tuttavia, anche queste ultime vengono pagate dall�erario (4) se vi � ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Sono spese ripetibili: a) le spese di spedizione, i diritti e le indennit� di trasferta degli ufficiali giudiziari per le notificazioni; b) le spese relative alle trasferte per il compimento di atti fuori dalla sede in cui si svolge il processo (5)
c) le spese e le indennit� per i testimoni;
d) gli onorari, le spese e le indennit� di trasferta e le spese per l�adempimento dell�incarico degli ausiliari del magistrato; e) le indennit� di custodia; f) le spese per la pubblicazione dei provvedimenti del magistrato;
g) le spese per la demolizione di opere abusive e la riduzione in pristino dei luoghi; h) le spese straordinarie; i) le spese di mantenimento dei detenuti. Pi� in particolare, ai sensi dell�art. 70 T.U, sono definite spese straordinarie quelle non previste dal testo unico e ritenute indispensabili dal magistrato che procede; per tali spese, sono applicabili le disposizioni previste per la demolizione di opere abusive e riduzione in pristino dei luoghi (artt. 6 1-63 T.U. e relative disposizioni transitorie � v. infra) e, riguardo all�importo, si utilizzano prezzari analoghi, mentre la liquidazione � effettuata con decreto del magistrato, osservate le medesime norme previste in via generale dal testo unico. Sono spese non ripetibili (6): a) le indennit� dei magistrati onorari, dei giudici popolari nei collegi di assise e degli esperti; b) le spese relative alle trasferte dei magistrati professionali di corte di assise per il dibattimento tenuto in luogo diverso da quello di normale convocazione (7). Sono, infine, espressamente escluse dal novero delle spese di giustizia:
a) la sepoltura dei detenuti; b) la traduzione dei detenuti; c) il trasporto, la custodia e la sepoltura delle persone decedute nella pubblica via o in luogo pubblico; d) il trasporto degli atti processuali e degli oggetti che servono al processo (art. 69 T.U.). 3. SPESE DI GIUSTIZIA IN MATERIA CIVILE
La regola fondamentale dell�anticipazione da parte dei privati delle spese occorrenti nei procedimenti che li riguardano conosce un�importante eccezione nell�ipotesi di ammissione al patrocinio a spese dello Stato ed in altri specifici casi (art. 8 T.U. n. 115/2002). Vengono in primo luogo in rilievo le spese pagate dall�erario per effetto dell�ammissione al patrocinio a spese dello Stato in materia civile, e precisamente quelle indicate dall�art. 131 T.U.:
a) gli onorari e le spese dovuti al difensore; b) le indennit� e le spese di viaggio spettanti ai magistrati, agli appartenenti agli uffici e agli ufficiali giudiziari per le trasferte relative al compimento di atti del processo fuori dalla sede in cui si svolge, nel processo civile;
c) le indennit� e le spese di viaggio spettanti a testimoni, a notai, a consulenti tecnici di parte e ausiliari del magistrato, nonch� le spese sostenute per l�adempimento dell�incarico da parte di questi ultimi;
d) le spese per gli strumenti di pubblicit� legale dei provvedimenti del magistrato nel processo civile;
e) le spese per il compimento dell�opera non eseguita o per la distruzione di quella compiuta nel processo civile;
f) le spese per le notificazioni a richiesta d�ufficio; g) le indennit� di trasferta o le spese di spedizione per le notificazioni e gli atti di esecuzione a richiesta di parte, nei casi indicati dall�art. 33 TU. Le medesime disposizioni si applicano anche nei procedimenti di interdizione e inabilitazione promossi dal pubblico ministero; tuttavia, l�art. 145 T.U. aggiunge tra le spese pagate dall�erario anche gli onorari dovuti al consulente tecnico dell�interdicendo o dell�inabilitando e all�ausiliario del magistrato (che, in base alle ordinarie disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato sono esclusi dall�anticipazione, potendosi eventualmente solo prenotare a debito). Parimenti, sono a carico dell�erario l�onorario e le spese spettanti all�avvocato e all�ausiliario del magistrato nei procedimenti di opposizione al decreto di espulsione dello straniero (art. 142 T.U.). Per i processi relativi all�adozione e affidamento di minori, di cui alla L. 4-5-1983, n. 184, la formale ammissione al patrocinio a spese dello Stato comporta il pagamento a carico dell�erario, tra l�altro, degli onorari e delle spese spettanti all�avvocato, al consulente tecnico di parte e all�ausiliario del magistrato (art. 143 T.U.). In secondo luogo, vengono in rilievo alcune ipotesi estranee al patrocinio dello Stato, per le quali � comunque previsto che alcune spese siano pagate dallo Stato: - nella procedura fallimentare, a norma dell�art. 146, comma 3, T.U.;
- nell�eredit� giacente attivata d�ufficio, cos� come disposto dall�art. 148, comma 3, T.U.; - nella procedura di vendita di beni sequestrati e di quelli confiscati, come rispettivamente previsto dagli artt. 155 e 156 T.U.;
- nel processo in cui � parte un�amministrazione pubblica, a norma dell�art. 158 T.U. Infine, sono pagate dall�erario le indennit� spettanti alla magistratura onoraria, ai giudici popolari e agli esperti componenti degli uffici giudiziari (8).
4. REGISTRO DELLE SPESE PAGATE DALL�ERARIO
Il testo unico in materia di spese di giustizia interviene anche sul tema dei registri.
Posto il principio per cui i pagamenti dell�erario, come anche le prenotazioni a debito ed i crediti da recuperare, devono essere annotati, l�art. 161 T.U. stabilisce che presso gli uffici che svolgono le relative funzioni deve essere tenuto, tra gli altri, il registro ufficialmente denominato delle spese pagate dall�erario, il cui modello dovr� essere individuato con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell�economia e delle finanze.
La scelta innovativa fondamentale operata dal testo unico � stata quella di individuare i registri necessari sulla base della funzione di registrazione che � effettivamente necessario curare; per tale motivo, non � stato necessario indicare presso quali uffici sono tenuti i vari registri, ma � stato sufficiente individuare il nesso tra la tenuta del registro e la funzione. Pertanto, il registro delle spese pagate dall�erario deve essere posto in uso laddove il pagamento pu� essere disposto, e quindi presso l�ufficio giudicante, quello requirente e presso l�ufficio UNEP, ma non presso la Corte di cassazione (9), e ci� in contrapposizione con la disciplina previgente, a norma della quale il registro delle spese di giustizia, tradizionalmente denominato Mod. 12, doveva essere tenuto solo dagli uffici giudicanti, i quali erano tenuti a curare l�annotazione anche degli ordini di pagamento provenienti dalla locale Procura, mentre il dirigente della cancelleria era competente ad emettere gli ordini riguardanti l�ufficio notifiche e protesti. Al registro delle spese pagate dall�erario sono applicabili le disposizioni dagli artt. 1-12 e 15-20, D.M. (Giustizia) 27-3-2000, n. 264 (Regolamento recante norme per la tenuta dei registri presso gli uffici giudiziari) e dal D.M. (Giustizia) 24-5-2001 (Regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell�amministrazione della giustizia) (10); vengono quindi richiamate le regole della tenuta in modo informatizzato (salvo eventuale autorizzazione alla tenuta su supporto cartaceo) e su base annua, nonch� l�obbligo della vidimazione e della numerazione dei registri cartacei, da effettuarsi a cura del dirigente o da persona da lui delegata prima di essere posti in uso. Il registro tenuto in forma cartacea deve essere corredato da rubrica alfabetica (art. 280, comma 4, T.U.) (11).
A norma dell�art. 162 T.U., l�ufficio che procede annota sul relativo registro le spese pagate dall�erario. Nella prospettiva di una generalizzata informatizzazione del sistema, tale annotazione sar� di per s� sufficiente a garantire l�esatta individuazione dell�importo delle spese anticipate che, unitamente a quelle prenotate a debito, eventualmente dovranno essere recuperate (12). In attesa di tale informatizzazione, l�art. 280 T.U. dispone che nei fascicoli processuali si debba tenere un
foglio delle notizie ai fini del recupero, su cui l�ufficio che procede all�annotazione sul registro delle spese pagate dall�erario � tenuto a riportare i soli pagamenti di spese ripetibili (essendo le spese irripetibili per definizione escluse da qualsiasi recupero); allo stesso modo vi provvede l�ufficio che annota le spese prenotate a debito (13). 5. DISPOSIZIONI TRANSITORIE SULLA TENUTA DEI REGISTRI
I registri sono tenuti secondo le disposizioni vigenti al momento dell�entrata in vigore del testo unico. Alcune di queste disposizioni risalgono addirittura al R.D. 23-12-1865, n. 2701 (Tariffa penale).
Attualmente � quindi in uso il registro delle spese di giustizia anticipate dall�erario in materia civile e penale, comunemente chiamato �modello 12� per via del numero assegnato al modello a stampa, e gi� previsto dagli artt. 30 e 31 disp. att. c.p.c., abrogati dalla L. n. 399/1991, tra i registri che devono essere tenuti dalle cancellerie del tribunale e della corte d�appello. Presso la cancelleria del giudice di pace � tenuto il registro delle spese di giustizia pagate ed anticipate dall�erario in materia civile e penale, previsto dal D.M. (Giustizia) 18-1-1994. Il successivo D.M. 27-3-2000, n. 264 ha istituito un registro delle spese di giustizia anticipate dall�erario (da tenere in tutti e tre i predetti uffici giudicanti), che � stato poi soppresso dall�art. 301 T.U. prima che venisse approvato il relativo modello (14).
Il registro, se tenuto su supporto cartaceo, prima di essere posto in uso deve essere numerato e vidimato in ogni mezzo foglio dal dirigente della cancelleria o da persona da lui delegata (art. 4, D.M. n. 264/2000). Su di esso vanno iscritti � con numerazione annuale � tutti i titoli di pagamento delle spese di giustizia, compresi quelli emessi dalla procura e dagli uffici U.N.E.P. (15). Il modello tenuto dai tribunali e dalle corti di appello � diviso in cinque part�, in ciascuna delle quali vanno iscritte le spese secondo la loro natura ed il Ministero a carico del quale le spese gravano (16).
Tutti i titoli di spesa devono essere iscritti in ordine di data; le relative somme vanno registrate al lordo delle ritenute e distinte per specie (testimoni, periti, giudici ecc.). Le iscrizioni devono riportare tutte le indicazioni richieste dal modello, tra cui il numero d�ordine e la data di iscrizione, e non potr� lasciarsi fra esse alcuno spazio in bianco (17).
Le iscrizioni vengono effettuate cronologicamente ed il cancelliere ha l�obbligo della chiusura giornaliera, per cui i totali delle somme e le �chiusure� devono farsi giornalmente in tutte lettere ed essere vistate dal giudice di pace coordinatore (18) o dal dirigente la segreteria della procura della Repubblica o della procura generale, rispettivamente per il registro presso l�ufficio del giudice di pace, presso il tribunale o presso la corte di appello, utilizzando la seguente formula (19), per la quale � opportuno l�uso di apposita stampiglia: �Visto chiuso il ______________________ col numero __________________ per la somma di curo ___________�
Si precisa che il visto deve apporsi soltanto nei giorni nei quali sul registro medesimo siano state fatte annotazioni di titoli di spesa (20). In mancanza di iscrizioni, � possibile una chiusura cumulativa in questa forma: �Visto, chiuso negativo dal giorno al giorno Alla fine di ogni semestre ed entro il quindicesimo giorno del seme- sire successivo, il giudice di pace coordinatore, il procuratore della Repubblica ed il procuratore generale, rispettivamente per gli uffici del giudice di pace, i tribunali e le corti, dovranno procedere alla compilazione di un verbale di verifica, mod. A, di seguito all�ultima iscrizione dei titoli di spesa, dal quale risulti la tenuta del registro medesimo; tale verbale deve essere trascritto per intero sul registro delle spese di giustizia, essendo irregolare la prassi di incollare una copia dello stesso (21). Copia ditale verbale va trasmesso al Ministero della giustizia, per il tramite dei tribunali, unitamente ad i seguenti allegati (22): 1. elenco nominativo, mod. E, delle cause penali rinviate con spese a carico dello Stato (vedi allegato A in appendice al capitolo); 2. elenco numerico delle perizie, mod. D, con liquidazioni inferiori e superiori ad euro 15,49 (all�elenco non vanno allegate le copie delle
somministrazioni liquidate) (vedi all. B in appendice al capitolo);
3. estratto del registro mod. 12 (vedi all. C in appendice al capitolo) agli effetti della ritenuta del 3% (a favore dell�istituto Nazionale di Previdenza e mutualit� tra magistrati) sulle indennit� di trasferta percepite dai magistrati (di carriera, con esclusione quindi dei magistrati onorari quali i giudici d� pace ed i giudici popolari), con indicazione del nominativo del magistrato, la qualifica, il luogo e la data in cui avvenne la trasferta, il chilometraggio effettuato, 1e diarie al netto di ogni imposta o tassa, l�importo della ritenuta del 3%, ed infine le materie cui la trasferta si riferisce (materia ordinaria, infortunistica ecc.). I tribunali, unitamente ai prospetti di propria competenza e quelli degli uffici giudiziari del circondano, devono compilare e trasmettere al Ministero un prospetto riassuntivo, sempre per tutti gli uffici del circondano, agli effetti della ritenuta del 3% sulle indennit� di trasferta dei magistrati (vedi all. D in appendice al capitolo); devono trasmettere altres� alle corti di appello un riepilogo delle spese di giustizia pagate nel circondano, onde consentire a queste ultime di compilare e trasmettere al Ministero il prospetto riassuntivo, mod. B, relativo a tutte le spese di giustizia pagate nel distretto. Tutti i prospetti devono essere compilati anche se negativi.
6. DECRETI ED ORDINI DI PAGAMENTO. IL MODELLO DI PAGAMENTO Fino all�entrata in vigore del T.U. n. 115/2002, le spese pagate dall�erario erano liquidate mediante ordinativi di pagamento, emessi dal dirigente della cancelleria o segreteria giudiziaria; ci� avveniva direttamente, per le indennit� spettanti ai testimoni, nonch� per le indennit� di trasferta cd il rimborso delle spese postali per 1e notifiche dei biglietti di cancelleria, mentre solo in esecuzione di un provvedimento del magistrato per ogni altro caso. Una disciplina a parte era poi dettata per gli ordinativi a favore dei magistrati, riguardo ai quali provvedeva il capo dell�ufficio giudiziario. Il citato testo unico ha profondamente innovato la disciplina dei pagamenti a carico dell�erario, provvedendosi ad eliminare ogni inutile duplicazione e sovrapposizione di competenze previste nel sistema previgente (decreto di liquidazione del magistrato, su cui il dirigente emetteva il suo ordinativo di pagamento) e concentrando in capo al solo funzionario amministrativo la competenza alla quantificazione e all�emissione del relativo ordine di pagamento; quando per� vengono in rilievo aspetti valutativi nella liquidazione del quantum,
la competenza resta del magistrato, il cui decreto di pagamento
costituisce titolo per il pagamento (art. 171 T.U.), senza bisogno di un ulteriore ordine da parte del funzionario. Per ci� che riguarda pi� precisamente l�ordine di pagamento, l�emissione compete non al dirigente, ma al funzionario addetto all�ufficio e cio� a colui che svolge la funzione amministrativa secondo l�organizzazione interna, ai s