Source: http://www.periti.info/normativa/decreto-legislativo-30-giugno-2011-n-123-riforma-dei-controlli-di-regolarita-amministrativa-e-contabile-e-potenziamento-dellattivita-di-analisi-e-valutazione-della-spesa-a-norma-dellartic/
Timestamp: 2018-03-18 11:41:15+00:00
Document Index: 114608516

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art.\n17', 'art. 9', 'art. 17', 'art.\n7', 'art.  7', 'art.  1', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 18', 'art. 51', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 18', 'art. 81', 'art.   61', 'art.  10', 'art.\n21', 'art. 23', 'art.\n35', 'art.\n41', 'art.  13', 'art.  41', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 21', 'art.  119', 'art.\n13', 'art. 39', 'art. 3', 'art.  2', 'art.  2', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  3', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 1', 'art.\n2', 'art.  11', 'art. 1', 'art.  7', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 10', 'art.  10', 'art. 10', 'art.  5', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art.  1', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 22', 'art.  10', 'art. 10', 'art. 30', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 48', 'art.  3', 'in fine', 'art. 49', 'art. 52', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  2', 'art.  3', 'art. 5', 'art.  51', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 166', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art.  27', 'art.  81', 'art. 3', 'art. 3', 'art.  25', 'art. 61', 'art.  17', 'art.  40', 'art. 40', 'art. 40', 'art.  1', 'art.  46', 'art.  17', 'art.   60', 'art. 14', 'art. 543', 'art.\n553', 'art. 7', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 5', 'art.  333', 'art. 337', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 2387', 'art. 2382', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 2', 'art.  6', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 9', 'art.\n15', 'art. 1', 'art.  3', 'art. 3', 'art.  3', 'art.  1', 'art. 9', 'art. 1', 'art.  9', 'art.   9', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  17', 'art.  17', 'art. 27', 'art.  14', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art.  7', 'art. 13', 'art.  13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 39']

DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011, n. 123 - Riforma dei controlli di regolarita' amministrativa e contabile e potenziamento dell'attivita' di analisi e valutazione della spesa, a norma dell'articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (11G0165) - (GU n. 179 del 3-8-2011 | Periti.info
<DIRETTIVA 2011/74/UE DELLA COMMISSIONE del 29 luglio 2011
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 marzo 2011>
DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011, n. 123 – Riforma dei controlli di regolarita’ amministrativa e contabile e potenziamento dell’attivita’ di analisi e valutazione della spesa, a norma dell’articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (11G0165) – (GU n. 179 del 3-8-2011
DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011, n. 123 - Riforma dei controlli di regolarita' amministrativa e contabile e potenziamento dell'attivita' di analisi e valutazione della spesa, a norma dell'articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (11G0165) - (GU n. 179 del 3-8-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/08/2011
DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011 , n. 123
Riforma dei controlli di regolarita’  amministrativa  e  contabile  e
potenziamento dell’attivita’ di analisi e valutazione della spesa,  a
norma  dell’articolo  49  della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196.
(11G0165)
Titolo I   PRINCIPI GENERALI E CRITERI DIRETTIVI
Visto  il  regio  decreto  18  novembre  1923,  n.  2440,   recante
disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilita’
Visto il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, recante  regolamento
di attuazione della predetta legge di contabilita’;
Visto il decreto legislativo 7 agosto  1997,  n.  279,  concernente
l’individuazione delle unita’ previsionali di base del bilancio dello
Stato,  il  riordino  del   sistema   di   tesoreria   unica   e   la
ristrutturazione del rendiconto generale dello Stato;
Visto il decreto legislativo  5  dicembre  1997,  n.  430,  recante
unificazione  dei  Ministeri  del  tesoro  e  del  bilancio  e  della
programmazione economica e riordino  delle  competenze  del  CIPE,  a
norma dell’articolo 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94;
modificazioni    ed    integrazioni,    recante    norme     generali
sull’ordinamento  del  lavoro  alle  dipendenze  dell’amministrazione
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
367, concernente il regolamento di  semplificazione  e  accelerazione
delle procedure di spesa e contabili;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 febbraio  1998,
n.  38,  concernente  regolamento   recante   le   attribuzioni   dei
dipartimenti  del  Ministero  del  tesoro,  del  bilancio   e   della
programmazione  economica,  nonche’  disposizioni   in   materia   di
organizzazione e di personale, a norma dell’articolo 7, comma 3 della
legge 3 aprile 1997, n. 94;
n. 43, concernente il regolamento di riorganizzazione  del  Ministero
contabilita’ e finanza pubblica, e successive  modificazioni,  ed  in
particolare gli articoli 14, 16, 17, 39, 40, 41, 42 e 49;
Considerato che l’articolo 39 della suddetta legge n. 196 del  2009
prevede e disciplina, anche su basi innovative, lo svolgimento  delle
attivita’ di analisi e valutazione della spesa delle  Amministrazioni
centrali dello Stato, indicandone modalita’, finalita’ ed obiettivi;
Visto l’articolo 40 della suddetta legge n. 196 del 2009, il  quale
prevede un’apposita delega per il completamento della  riforma  della
struttura del bilancio dello Stato;
Considerato che l’articolo 41 della richiamata  legge  n.  196  del
2009 stabilisce la predisposizione di  un  rapporto  triennale  sulla
spesa delle amministrazioni centrali dello  Stato,  che  tiene  conto
delle attivita’ svolte nell’ambito dei nuclei  di  valutazione  della
spesa di cui al citato articolo 39;
Considerato che l’articolo 42, comma 1, lettera  d),  della  citata
legge n. 196 del 2009, recante delega  al  Governo  per  il  riordino
della disciplina per la gestione  del  bilancio  e  il  potenziamento
della funzione del bilancio di cassa, prevede, tra gli  altri,  quale
principio  direttivo,  la  previsione  di  un  sistema  di  controlli
preventivi   sulla   legittimita’    contabile    e    amministrativa
dell’obbligazione assunta dal dirigente responsabile;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 2010,  n.  39,  concernente
attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali
dei conti annuali e consolidati;
Ritenuto di dover dare  attuazione  all’articolo  49  della  stessa
legge n. 196 del 2009, che  dispone  la  delega  al  Governo  per  il
potenziamento dell’attivita’ di analisi  e  valutazione  della  spesa
anche mediante il potenziamento delle strutture e degli strumenti  di
controllo e monitoraggio del Dipartimento della  Ragioneria  generale
dello  Stato  e  per  la  riforma  del   controllo   di   regolarita’
amministrativa e contabile di cui all’articolo 1,  comma  1,  lettera
a), e all’articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;
Ritenuto di dover provvedere, ai sensi del predetto articolo 49, al
riordino  del  sistema  dei  controlli  preventivi  e  dei  controlli
successivi, loro  semplificazione  e  razionalizzazione,  nonche’  la
revisione dei termini attualmente  previsti  per  il  controllo,  con
previsione di programmi annuali basati sulla complessita’ degli atti,
sulla loro rilevanza, ai fini della finanza pubblica e sull’efficacia
dell’esercizio del controllo;
Ritenuto, inoltre, di dover determinare i principi e le misure  per
il potenziamento delle attivita’ di analisi e valutazione della spesa
relativa alle amministrazioni centrali dello Stato, svolto  ai  sensi
degli articoli 39 e 41 della  medesima  legge,  e  la  loro  graduale
estensione alle altre pubbliche amministrazioni;
Visto l’articolo 7, comma 1, lettera o), della legge 7 aprile 2011,
n. 39, con il quale e’ stato portato a 18 mesi il termine di un  anno
originariamente previsto dall’articolo 49 della legge 196  del  2009,
per  l’esercizio  delle  deleghe   oggetto   del   presente   decreto
Visto il parere  delle  sezioni  riunite  della  Corte  dei  conti,
espresso nell’adunanza del 16 giugno 2011;
riunione del 30 giugno 2011;
1. In attuazione dell’articolo 49 della legge 31 dicembre 2009,  n.
196, le disposizioni del presente decreto recano  la  disciplina  del
controllo  di  regolarita’  amministrativa  e   contabile,   di   cui
all’articolo  1,  comma  1,  lettera  a),  della  medesima  legge,  e
all’articolo 2 del  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  286,
nonche’  disposizioni  volte  al  rafforzamento  ed   alla   graduale
estensione a tutte le amministrazioni pubbliche  delle  attivita’  di
analisi e valutazione della spesa.
2.  Il  Dipartimento  della  Ragioneria   generale   dello   Stato,
nell’ambito delle sue competenze, adotta  i  provvedimenti  necessari
per assicurare l’adeguatezza e la coerenza del controllo, al fine  di
garantire la proficuita’,  la  correttezza  e  la  regolarita’  delle
gestioni. In particolare:
a) valuta e verifica la regolarita’ dei sistemi contabili;
b)  svolge   l’analisi   dei   programmi   e   concorre,   con   le
amministrazioni interessate, alla revisione delle procedure di  spesa
e dell’allocazione delle risorse in bilancio nell’ambito  dei  nuclei
di analisi e valutazione di cui all’articolo 4, comma 4;
c) svolge un costante monitoraggio  della  programmazione  e  della
corretta  applicazione  delle  disposizioni  sul  contenimento  della
spesa,  valutando  gli   oneri   delle   funzioni   e   dei   servizi
istituzionali, nonche’ dei programmi e dei progetti presentati  dalle
– Il regio decreto 18 novembre  1923,  n.  2440  (Nuove
disposizioni sull’amministrazione del  patrimonio  e  sulla
contabilita’ generale dello  Stato),  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1923, n. 275.
– Il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827  (Regolamento
per l’amministrazione del patrimonio e per la  contabilita’
generale  dello  Stato),  e’  pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 3 giugno 1924, n. 130, supplemento ordinario.
–  Il  decreto  legislativo  7  agosto  1997,  n.   279
(Individuazione  delle  unita’  previsionali  di  base  del
bilancio dello Stato, riordino  del  sistema  di  tesoreria
unica e  ristrutturazione  del  rendiconto  generale  dello
Stato), e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  22  agosto
1997, n. 195, supplemento ordinario.
– Il  decreto  legislativo  5  dicembre  1997,  n.  430
(Unificazione dei Ministeri del tesoro  e  del  bilancio  e
della programmazione economica e riordino delle  competenze
del CIPE, a norma dell’art. 7 della legge 3 aprile 1997, n.
94), e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  17  dicembre
1997, n. 293.
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge 3  aprile
1997, n. 94 (Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468,  e
successive modificazioni e integrazioni, recante  norme  di
contabilita’ generale dello Stato in materia  di  bilancio.
Delega  al  Governo  per  l’individuazione   delle   unita’
previsionali di base del bilancio dello Stato):
«Art. 7. – 1. Ai  fini  della  razionalizzazione  delle
strutture  amministrative   e   del   potenziamento   degli
strumenti operativi a supporto dell’azione del  Governo  in
materia di politica economica, finanziaria e di bilancio e’
disposto l’accorpamento del  Ministero  del  tesoro  e  del
Ministero del bilancio e della programmazione economica  in
un’unica amministrazione, che assume  la  denominazione  di
“Ministero del tesoro, del bilancio e della  programmazione
economica”, nel quale confluiscono tutte le  funzioni,  gli
uffici, il personale  e  le  risorse  finanziarie  dei  due
Ministeri interessati. In tutti gli atti  normativi  e  gli
atti  ufficiali  della  Repubblica  italiana   le   dizioni
“Ministero del tesoro” e “Ministro del tesoro” e “Ministero
del bilancio e della programmazione economica” e  “Ministro
del  bilancio  e  della  programmazione   economica”   sono
sostituite  dalle  dizioni  “Ministero  del   tesoro,   del
bilancio e della programmazione economica” e “Ministro  del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica”.
2. Il Governo della Repubblica e’ delegato ad  emanare,
entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, uno o piu’ decreti  legislativi  diretti  a
riordinare le competenze e la organizzazione del  Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione  economica.
Nell’emanazione  dei  decreti  legislativi  il  Governo  si
attiene ai principi e  criteri  direttivi  contenuti  nella
legge 7 agosto 1990, n. 241, e nel  decreto  legislativo  3
febbraio  1993,  n.  29,  e  successive   modificazioni   e
integrazioni,  nonche’  ai  seguenti  principi  e   criteri
a) eventuale  trasferimento  ad  altre  amministrazioni
delle  competenze  non  strettamente   connesse   ai   fini
b)  eliminazione  di  ogni  forma  di  duplicazione   e
sovrapposizione  organizzativa  e  funzionale  sia  fra  le
strutture dei Ministeri oggetto dell’unificazione, sia  fra
queste ed altre amministrazioni;
c)   organizzazione   della   struttura    ministeriale
attraverso la previsione di settori generali ed omogenei di
attivita’, da individuare anche in forma dipartimentale, e,
nel  loro  ambito,  di  uffici  di   livello   dirigenziale
generale, ove necessario anche  periferici,  articolati  in
altre unita’ organizzative interne, secondo  le  rispettive
attribuzioni;
d) rafforzamento delle strutture di  studio  e  ricerca
economica  e  finanziaria,   nonche’   di   analisi   della
fattibilita’   economico-finanziaria   delle    innovazioni
normative  riguardanti  i  vari   settori   dell’intervento
e)  ridefinizione  delle  attribuzioni   del   Comitato
interministeriale della  programmazione  economica  (CIPE),
con  eliminazione  dei  compiti  di  gestione  finanziaria,
tecnica e amministrativa ed attribuzione degli stessi  alle
competenti amministrazioni, nonche’ riordino, con eventuale
unificazione o soppressione,  degli  attuali  organi  della
f) riordino, rafforzamento  ed  eventuale  unificazione
del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici e del
nucleo  ispettivo  per  la  verifica   degli   investimenti
g)  riorganizzazione  della  cabina  di  regia  di  cui
all’art. 6  del  decreto-legge  23  giugno  1995,  n.  244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8  agosto  1995,
n. 341, intesa quale strumento di coordinamento, promozione
di iniziative  e  supporto  alle  amministrazioni  centrali
dello Stato, a quelle regionali e agli altri enti attuatori
in materia  di  utilizzazione  dei  fondi  comunitari,  con
potenziamento  delle   relative   strutture   tecniche   ed
amministrative, nonche’ individuazione, tra  le  altre,  di
una struttura dipartimentale per  le  aree  depresse  sulla
base dei criteri di cui alla lettera c).
3.    L’organizzazione,    la    dotazione    organica,
l’individuazione degli uffici  di  livello  dirigenziale  e
delle relative funzioni, nonche’ la distribuzione dei posti
di funzione dirigenziale  del  Ministero  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica,  sono  stabiliti
con regolamento da emanare, entro sei mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, ai sensi  dell’art.
17, comma  1,  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  e
successive modificazioni, nel  rispetto  dei  principi  del
modificazioni ed  integrazioni,  sulla  base  dei  seguenti
a) la determinazione  dei  compiti  delle  ripartizioni
amministrative  e’  retta  da   criteri   di   omogeneita’,
complementarieta’    e    organicita’    mediante     anche
l’accorpamento degli uffici esistenti;
b)  l’organizzazione  si  conforma   al   criterio   di
flessibilita’,  per  corrispondere   al   mutamento   delle
esigenze, per svolgere compiti anche non permanenti  e  per
raggiungere specifici obiettivi;
c)  l’ordinamento   complessivo   e’   orientato   alla
diminuzione dei costi amministrativi, alla  semplificazione
ed  accelerazione  delle  procedure,   all’accorpamento   e
razionalizzazione  degli  esistenti  comitati,   nuclei   e
commissioni, all’eliminazione delle  duplicazioni  e  delle
sovrapposizioni  dei  procedimenti,   nell’ambito   di   un
indirizzo che deve garantire la riduzione della spesa.
4. Al fine dell’espressione del parere da  parte  della
Commissione di cui all’art. 9, il  Governo  trasmette  alla
dei decreti legislativi e dei regolamenti in attuazione dei
principi e dei criteri direttivi di cui  ai  commi  2  e  3
entro quattro mesi dalla data di entrata  in  vigore  della
5. Nella prima applicazione  della  presente  legge  e’
mantenuta, salva  diversa  istanza  degli  interessati,  la
collocazione nei ruoli centrali o  periferici  ai  quali  i
dipendenti appartengono all’atto dell’unificazione  di  cui
al  comma  1,  anche  attraverso  opportune  attivita’   di
6. Con regolamento da emanare entro sei mesi dalla data
di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  ai  sensi
dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.  400,
e  successive  modificazioni,  e’   disposta   la   fusione
dell’Istituto di  studi  per  la  programmazione  economica
(ISPE)  e  dell’Istituto  nazionale  per  lo  studio  della
congiuntura (ISCO) in un unico  Istituto,  sottoposto  alla
vigilanza e all’alta direzione del Ministro del tesoro, del
bilancio  e  della  programmazione  economica,   denominato
Istituto di studi e analisi  economica  (ISAE),  dotato  di
autonomia   scientifica,   organizzativa,   finanziaria   e
contabile,  al  quale  sono  attribuiti  il  personale,  le
risorse finanziarie e  le  sedi  dei  precedenti  Istituti,
nonche’  i  relativi  rapporti   attivi   e   passivi.   Al
conseguimento dei fini istituzionali  l’ISAE  provvede:  a)
con il contributo dello Stato,  il  cui  importo  annuo  e’
determinato con la legge finanziaria; b) con  i  contributi
di amministrazioni ed enti pubblici e privati,  nonche’  di
organizzazioni internazionali; c) con  i  redditi  di  beni
costituenti  il  proprio  patrimonio;  d)  con  i  proventi
derivanti  dalle  attivita’  di  promozione,  consulenza  e
collaborazione.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore   del
regolamento  sono  abrogate  le  norme,  anche  di   legge,
relative ai soppressi ISCO e ISPE.
7. La  Ragioneria  centrale  presso  il  Ministero  del
tesoro e quella presso il Ministero del  bilancio  e  della
programmazione economica sono soppresse. Gli  uffici  e  il
personale, compreso quello  dirigenziale,  sono  trasferiti
alla Ragioneria centrale  del  Ministero  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica,  contestualmente
istituita.
8. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto,
per le parti  corrispondenti,  dalla  data  di  entrata  in
vigore dei relativi decreti legislativi previsti dal  comma
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165  (Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze  delle
Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, supplemento ordinario.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 20  aprile
1994,  n.  367  (Regolamento  recante   semplificazione   e
accelerazione delle procedure di  spesa  e  contabili),  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 1994, n. 136,
–  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   20
febbraio 1998, n. 38 (Regolamento recante  le  attribuzioni
dei Dipartimenti del Ministero del tesoro, del  bilancio  e
della programmazione  economica,  nonche’  disposizioni  in
materia di organizzazione e di personale, a norma dell’art.
7,  comma  3,  della  legge  3  aprile  1997,  n.  94),  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 marzo 1998, n. 58.
– Si riporta il testo del comma  3  dell’art.  7  della
citata legge n. 94 del 1997:
«3.   L’organizzazione,    la    dotazione    organica,
indirizzo che deve garantire la riduzione della spesa.».
– Il decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio
2008, n. 43 (Regolamento di riorganizzazione del  Ministero
dell’economia e delle finanze, a norma dell’art.  1,  comma
404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296),  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 18 marzo 2008, n. 66,  supplemento
– La legge 7 aprile 2011, n. 39 (Modifiche  alla  legge
31 dicembre 2009, n. 196,  conseguenti  alle  nuove  regole
adottate dall’Unione europea in  materia  di  coordinamento
delle  politiche  economiche  degli   Stati   membri),   e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 aprile 2011, n. 84.
– Si riporta il testo degli articoli 14,  16,  17,  39,
40, 41, 42 e 49 della citata legge n. 196 del 2009:
«Art. 14 (Controllo e monitoraggio dei conti pubblici).
–  1.  In  relazione  alle  esigenze  di  controllo  e   di
utilizzando anche i dati di cui al comma 1 dell’art. 13, il
Ministero dell’economia  e  delle  finanze  –  Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato provvede a:
a)  consolidare  le  operazioni  delle  amministrazioni
pubbliche  sulla  base  degli  elementi  acquisiti  con  le
modalita’ di cui alla presente legge e ai correlati decreti
attuativi;
b)  valutare  la  coerenza   della   evoluzione   delle
grandezze di finanza pubblica nel corso della gestione  con
gli obiettivi  di  finanza  pubblica  indicati  nel  DEF  e
verificare  a  consuntivo  il  conseguimento  degli  stessi
c)  monitorare  gli  effetti  finanziari  delle  misure
previste dalla manovra di finanza pubblica e dei principali
provvedimenti adottati in corso d’anno;
d) effettuare, tramite i servizi ispettivi  di  finanza
pubblica,  verifiche  sulla  regolarita’   della   gestione
amministrativo-contabile delle  amministrazioni  pubbliche,
ad eccezione delle regioni e  delle  province  autonome  di
Trento e di Bolzano. I referti delle  verifiche,  ancorche’
effettuate  su  richiesta   delle   amministrazioni,   sono
documenti  accessibili  nei  limiti  e  con  le   modalita’
previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241. In  ogni  caso,
per gli enti territoriali  i  predetti  servizi  effettuano
verifiche volte  a  rilevare  eventuali  scostamenti  dagli
obiettivi di finanza pubblica  e  procedono  altresi’  alle
verifiche richieste dal Ministro competente all’avvio della
procedura di cui all’art. 8 della legge 5 giugno  2003,  n.
131. I referti delle verifiche di cui al terzo periodo sono
inviati alla Conferenza  permanente  per  il  coordinamento
della   finanza   pubblica   affinche’    possa    valutare
l’opportunita’  di  attivare  il  procedimento   denominato
“Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza”
di cui all’art. 18 della legge 5 maggio 2009, n.  42,  come
modificato dall’art. 51, comma 3, della presente legge;
e)  consentire   l’accesso   e   l’invio   in   formato
elettronico  elaborabile  dei  dati  di  cui  al  comma   1
dell’art. 13 alla Camera dei deputati  e  al  Senato  della
2.  Ai  fini  dell’attuazione  del  comma  1,  l’Unita’
3.  Il  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze   –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato pubblica
mensilmente,  entro  il  mese  successivo   a   quello   di
riferimento, una relazione sul conto consolidato  di  cassa
riferito  all’amministrazione  centrale,  con   indicazioni
settoriali  sugli   enti   degli   altri   comparti   delle
amministrazioni  pubbliche  tenendo   conto   anche   delle
informazioni  desunte   dal   Sistema   informativo   delle
operazioni degli enti pubblici (SIOPE).
4. Entro il 31 maggio, il 30 settembre e il 30 novembre
il Ministro dell’economia e  delle  finanze  presenta  alle
Camere una relazione sul conto consolidato di  cassa  delle
amministrazioni pubbliche,  riferita,  rispettivamente,  al
primo trimestre, al primo semestre e  ai  primi  nove  mesi
dell’anno,  evidenziando  l’eventuale  aggiornamento  delle
stime secondo  l’articolazione  per  sottosettori  prevista
all’art. 10, comma 3, lettera b), nonche’ sulla consistenza
del debito pubblico. La relazione presentata  entro  il  30
settembre riporta l’aggiornamento della stima  annuale  del
conto consolidato di cassa delle amministrazioni  pubbliche
e delle relative forme di copertura. Nella  relazione  sono
anche esposte informazioni sulla  consistenza  dei  residui
alla fine  dell’esercizio  precedente  del  bilancio  dello
Stato, sulla loro struttura per esercizio di provenienza  e
sul ritmo annuale del loro processo di smaltimento, in base
alla classificazione economica e funzionale.
5. Il Dipartimento  delle  finanze  e  il  Dipartimento
della  Ragioneria  generale  dello  Stato   del   Ministero
dell’economia e  delle  finanze  provvedono  a  monitorare,
rispettivamente, l’andamento  delle  entrate  tributarie  e
contributive e a pubblicare con cadenza mensile un rapporto
su tale andamento. Il Dipartimento delle  finanze  provvede
altresi’ a monitorare gli effetti finanziari sul lato delle
entrate delle misure tributarie previste dalla  manovra  di
finanza pubblica e dai principali  provvedimenti  tributali
adottati in corso d’anno. Le relazioni di cui  al  comma  4
presentano in allegato un’analisi dei risultati  conseguiti
in materia di entrata,  con  riferimento  all’andamento  di
tutte le imposte, tasse e tributi, anche di  competenza  di
regioni  ed   enti   locali,   con   indicazioni   relative
all’attivita’ accertativa e alla riscossione.
6. Le  amministrazioni  pubbliche,  con  esclusione  di
quelle di cui al comma 7, trasmettono quotidianamente  alla
banca dati SIOPE, tramite i propri tesorieri o cassieri,  i
dati  concernenti  tutti  gli   incassi   e   i   pagamenti
effettuati, codificati con criteri  uniformi  su  tutto  il
territorio nazionale. I tesorieri e i cassieri non  possono
accettare   disposizioni   di   pagamento    prive    della
codificazione uniforme. Le disposizioni del presente  comma
non si applicano agli organi costituzionali.
7. Gli enti di previdenza  trasmettono  mensilmente  al
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  i  dati
concernenti tutti gli incassi ed  i  pagamenti  effettuati,
codificati con criteri uniformi sul territorio nazionale.
8. Il Ministro dell’economia e delle  finanze,  sentita
la Conferenza unificata, stabilisce con propri  decreti  la
codificazione, le modalita’  e  i  tempi  per  l’attuazione
delle disposizioni di cui ai commi 6 e 7.  Analogamente  il
Ministro  provvede,  con  propri  decreti,   ad   apportare
modifiche e integrazioni alla codificazione stabilita.
9. Gli enti previdenziali privatizzati,  le  camere  di
commercio,  industria,  artigianato   e   agricoltura,   le
autorita’ portuali, gli enti parco nazionale  e  gli  altri
enti pubblici che inviano i flussi trimestrali di  cassa  e
non  sono  ancora  assoggettati  alla   rilevazione   SIOPE
continuano a trasmettere al Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato i dati trimestrali della  gestione  di
cassa dei loro bilanci entro il 20  dei  mesi  di  gennaio,
aprile, luglio  e  ottobre  del  trimestre  di  riferimento
secondo  lo  schema  tipo  dei  prospetti  determinato  con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
10. Con l’estensione della rilevazione SIOPE agli  enti
di cui al comma 9, vengono meno  gli  adempimenti  relativi
alla trasmissione dei dati trimestrali  di  cassa,  secondo
modalita’  e  tempi  definiti  con  decreti  del   Ministro
11. Le  amministrazioni  pubbliche  che  non  adempiono
regolarmente agli obblighi di cui ai commi 6,  7  e  9  non
possono effettuare prelevamenti dai conti aperti presso  la
tesoreria dello Stato. In allegato alle relazioni di cui al
comma  4  sono  indicate  le  amministrazioni  inadempienti
rispetto alle disposizioni di cui al comma 6.».
«Art. 16  (Potenziamento  del  monitoraggio  attraverso
attivita’ di revisori e sindaci). –  1.  Al  fine  di  dare
attuazione alle prioritarie  esigenze  di  controllo  e  di
monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica di  cui
all’art. 14, funzionali alla tutela  dell’unita’  economica
della Repubblica, ove non  gia’  prevista  dalla  normativa
vigente, e’ assicurata la presenza di un rappresentante del
Ministero dell’economia e  delle  finanze  nei  collegi  di
revisione o sindacali delle amministrazioni pubbliche,  con
esclusione degli enti e organismi pubblici territoriali  e,
fatto salvo quanto previsto dall’art. 3-ter, comma  3,  del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, degli enti ed
organismi da questi  ultimi  vigilati,  fermo  restando  il
numero dei revisori e dei componenti del collegio.
2. I collegi di cui al comma  1  devono  riferire,  nei
verbali   relativi   alle   verifiche   effettuate,   circa
l’osservanza  degli  adempimenti  previsti  dalla  presente
legge  e  da  direttive   emanate   dalle   amministrazioni
vigilanti.».
«Art. 17 (Copertura finanziaria delle leggi). –  1.  In
attuazione dell’art. 81, quarto comma, della  Costituzione,
ciascuna legge che comporti nuovi o maggiori  oneri  indica
espressamente, per ciascun anno e per  ogni  intervento  da
essa previsto, la spesa autorizzata, che  si  intende  come
limite massimo di spesa, ovvero le relative  previsioni  di
spesa, definendo una specifica clausola di salvaguardia, da
redigere secondo i criteri di  cui  al  comma  12,  per  la
compensazione degli  effetti  che  eccedano  le  previsioni
medesime. In ogni caso la  clausola  di  salvaguardia  deve
garantire la  corrispondenza,  anche  dal  punto  di  vista
temporale,  tra  l’onere  e  la  relativa   copertura.   La
copertura finanziaria delle leggi che  comportino  nuovi  o
maggiori  oneri,  ovvero  minori  entrate,  e’  determinata
esclusivamente attraverso le seguenti modalita’:
a) mediante utilizzo degli accantonamenti iscritti  nei
fondi speciali previsti dall’art. 18, restando precluso sia
l’utilizzo  di  accantonamenti  del  conto   capitale   per
iniziative di parte corrente, sia l’utilizzo per  finalita’
difformi di  accantonamenti  per  regolazioni  contabili  e
debitorie e per provvedimenti in  adempimento  di  obblighi
b)  mediante  riduzione  di  precedenti  autorizzazioni
legislative di  spesa;  ove  dette  autorizzazioni  fossero
affluite in  conti  correnti  o  in  contabilita’  speciali
presso la Tesoreria statale, si  procede  alla  contestuale
iscrizione nello stato  di  previsione  dell’entrata  delle
risorse da utilizzare come copertura;
c) mediante modificazioni  legislative  che  comportino
nuove o maggiori entrate; resta in  ogni  caso  esclusa  la
copertura di nuovi  o  maggiori  oneri  di  parte  corrente
attraverso l’utilizzo dei proventi derivanti da entrate  in
conto capitale.
1-bis. Le maggiori entrate rispetto a  quelle  iscritte
nel bilancio di previsione derivanti  da  variazioni  degli
andamenti  a  legislazione  vigente  non   possono   essere
utilizzate per la copertura finanziaria di nuove o maggiori
spese  o  riduzioni  di  entrate  e  sono  finalizzate   al
2. Le leggi di delega comportanti oneri recano i  mezzi
di copertura necessari per l’adozione dei relativi  decreti
legislativi. Qualora, in sede di conferimento della delega,
per  la  complessita’  della  materia  trattata,  non   sia
possibile  procedere  alla  determinazione  degli   effetti
finanziari   derivanti   dai   decreti   legislativi,    la
quantificazione  degli  stessi  e’  effettuata  al  momento
dell’adozione dei singoli decreti  legislativi.  I  decreti
legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri  sono
emanati solo  successivamente  all’entrata  in  vigore  dei
provvedimenti  legislativi  che  stanzino   le   occorrenti
risorse  finanziarie.  A   ciascuno   schema   di   decreto
legislativo e’ allegata una relazione tecnica,  predisposta
ai sensi del comma  3,  che  da’  conto  della  neutralita’
finanziaria  del  medesimo  decreto  ovvero  dei  nuovi   o
maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi
3. Fermo  restando  quanto  previsto  dal  comma  2,  i
disegni di legge, gli schemi di  decreto  legislativo,  gli
emendamenti  di  iniziativa  governativa   che   comportino
conseguenze finanziarie  devono  essere  corredati  di  una
relazione  tecnica,   predisposta   dalle   amministrazioni
competenti e verificata dal Ministero dell’economia e delle
finanze, sulla quantificazione delle entrate e degli  oneri
recati da ciascuna  disposizione,  nonche’  delle  relative
coperture, con la specificazione, per la spesa  corrente  e
per le  minori  entrate,  degli  oneri  annuali  fino  alla
completa attuazione delle norme e, per le  spese  in  conto
capitale, della modulazione relativa agli anni compresi nel
bilancio pluriennale e dell’onere complessivo in  relazione
agli obiettivi fisici previsti. Alla relazione  tecnica  e’
allegato   un   prospetto   riepilogativo   degli   effetti
finanziari di ciascuna disposizione ai fini del saldo netto
da finanziare del bilancio dello Stato, del saldo di  cassa
delle amministrazioni pubbliche e dell’indebitamento  netto
del  conto  consolidato  delle  pubbliche  amministrazioni.
Nella relazione sono indicati i dati e i metodi  utilizzati
per la quantificazione, le loro fonti e ogni elemento utile
per la verifica tecnica in  sede  parlamentare  secondo  le
norme  di  cui  ai  regolamenti  parlamentari,  nonche’  il
raccordo con le previsioni tendenziali del  bilancio  dello
Stato, del conto consolidato di cassa e del conto economico
delle  amministrazioni  pubbliche,  contenute  nel  DEF  ed
eventuali successivi aggiornamenti.
4.  Ai   fini   della   definizione   della   copertura
finanziaria dei  provvedimenti  legislativi,  la  relazione
tecnica di cui al comma 3 evidenzia anche  gli  effetti  di
ciascuna disposizione sugli andamenti tendenziali del saldo
di  cassa  e  dell’indebitamento  netto   delle   pubbliche
amministrazioni  per  la  verifica   del   rispetto   degli
equilibri di finanza pubblica, indicando altresi’ i criteri
per la loro  quantificazione  e  compensazione  nell’ambito
della stessa copertura finanziaria.
5.  Le  Commissioni  parlamentari  competenti   possono
richiedere al Governo la relazione di cui al  comma  3  per
tutte le proposte legislative e  gli  emendamenti  al  loro
esame ai fini della verifica tecnica della  quantificazione
degli oneri da  essi  recati.  La  relazione  tecnica  deve
essere  trasmessa  nel  termine  indicato  dalle   medesime
Commissioni in relazione all’oggetto e alla  programmazione
dei lavori parlamentari  e,  in  ogni  caso,  entro  trenta
giorni dalla richiesta. Qualora il Governo non sia in grado
di  trasmettere  la  relazione  tecnica  entro  il  termine
stabilito dalle Commissioni deve indicarne  le  ragioni.  I
dati devono  essere  trasmessi  in  formato  telematico.  I
regolamenti parlamentari disciplinano gli ulteriori casi in
cui il Governo e’ tenuto alla presentazione della relazione
tecnica di cui al comma 3.
6. I disegni di legge di  iniziativa  regionale  e  del
Consiglio  nazionale  dell’economia  e  del  lavoro  (CNEL)
devono essere corredati, a  cura  dei  proponenti,  di  una
relazione tecnica formulata secondo le modalita’ di cui  al
7.  Per  le   disposizioni   legislative   in   materia
pensionistica e di pubblico impiego, la relazione di cui al
comma  3  contiene  un  quadro  analitico   di   proiezioni
finanziarie, almeno decennali, riferite all’andamento delle
variabili collegate ai soggetti beneficiari e  al  comparto
di riferimento. Per le disposizioni legislative in  materia
di pubblico impiego,  la  relazione  contiene  i  dati  sul
numero  dei  destinatari,   sul   costo   unitario,   sugli
automatismi diretti e indiretti che ne conseguono fino alla
loro completa attuazione, nonche’ sulle  loro  correlazioni
con lo stato giuridico ed economico di categorie o fasce di
dipendenti pubblici  omologabili.  In  particolare  per  il
comparto scuola sono indicati anche le ipotesi demografiche
e di flussi  migratori  assunte  per  l’elaborazione  delle
previsioni della popolazione scolastica, nonche’ ogni altro
elemento utile per la verifica delle  quantificazioni.  Per
le  disposizioni  corredate  di  clausole  di   neutralita’
finanziaria, la relazione tecnica  riporta  i  dati  e  gli
elementi idonei a suffragare l’ipotesi di invarianza  degli
effetti sui saldi di  finanza  pubblica,  anche  attraverso
l’indicazione dell’entita’ delle risorse gia’  esistenti  e
delle somme gia’ stanziate in bilancio, utilizzabili per le
finalita’  indicate   dalle   disposizioni   medesime.   La
relazione tecnica fornisce altresi’ i dati e  gli  elementi
idonei a consentire  la  verifica  della  congruita’  della
clausola di salvaguardia di cui al comma 1 sulla  base  dei
requisiti indicati dal comma 12.
8. La relazione tecnica di cui ai commi  3  e  5  e  il
prospetto riepilogativo di cui al comma 3  sono  aggiornati
all’atto del passaggio dell’esame del provvedimento  tra  i
due rami del Parlamento.
9. Ogni quattro mesi la Corte dei conti trasmette  alle
Camere  una  relazione  sulla  tipologia  delle   coperture
finanziarie adottate  nelle  leggi  approvate  nel  periodo
considerato  e  sulle  tecniche  di  quantificazione  degli
oneri.  Nella  medesima  relazione  la  Corte   dei   conti
riferisce  sulla  tipologia  delle  coperture   finanziarie
adottate  nei  decreti  legislativi  emanati  nel   periodo
considerato  e  sulla   congruenza   tra   le   conseguenze
finanziarie di tali  decreti  legislativi  e  le  norme  di
copertura recate dalla legge di delega.
10. Le disposizioni che  comportano  nuove  o  maggiori
spese  hanno   effetto   entro   i   limiti   della   spesa
espressamente  autorizzata   nei   relativi   provvedimenti
legislativi.  Con  decreto   dirigenziale   del   Ministero
Ragioneria  generale  dello  Stato,  da  pubblicare   nella
Gazzetta Ufficiale, e’ accertato l’avvenuto  raggiungimento
dei predetti  limiti  di  spesa.  Le  disposizioni  recanti
espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
a decorrere dalla data di  pubblicazione  del  decreto  per
l’anno in corso alla medesima data.
11. Per le amministrazioni dello  Stato,  il  Ministero
dell’economia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, anche attraverso gli uffici  centrali
del bilancio e  le  ragionerie  territoriali  dello  Stato,
vigila sulla corretta applicazione  delle  disposizioni  di
cui al comma 10. Per gli enti  ed  organismi  pubblici  non
territoriali  gli  organi  di  revisione  e  di   controllo
provvedono agli analoghi adempimenti di vigilanza,  dandone
completa informazione al Ministero  dell’economia  e  delle
finanze –  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello
12. La clausola di salvaguardia di cui al comma 1  deve
essere effettiva e automatica. Essa deve indicare le misure
di riduzione delle spese  o  di  aumenti  di  entrata,  con
esclusione del ricorso ai fondi di  riserva,  nel  caso  si
verifichino o siano in procinto di verificarsi  scostamenti
rispetto alle previsioni indicate dalle leggi al fine della
copertura finanziaria. In tal caso, sulla base di  apposito
monitoraggio, il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze
adotta, sentito il Ministro competente, le misure  indicate
nella clausola di salvaguardia e riferisce alle Camere  con
apposita relazione. La relazione espone le cause che  hanno
determinato gli scostamenti, anche ai fini della  revisione
dei dati e dei metodi  utilizzati  per  la  quantificazione
degli oneri autorizzati dalle predette leggi.
13.  Il  Ministro  dell’economia   e   delle   finanze,
allorche’  riscontri  che  l’attuazione  di   leggi   rechi
pregiudizio al conseguimento  degli  obiettivi  di  finanza
pubblica, assume tempestivamente le conseguenti  iniziative
legislative al fine di assicurare il rispetto dell’art. 81,
quarto comma, della Costituzione. La medesima procedura  e’
applicata  in  caso  di  sentenze  definitive   di   organi
giurisdizionali  e  della  Corte   costituzionale   recanti
interpretazioni della  normativa  vigente  suscettibili  di
determinare maggiori oneri, fermo restando quanto  disposto
in  materia  di  personale   dall’art.   61   del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
14.  Le  disposizioni   contenute   nei   provvedimenti
legislativi  di  iniziativa   governativa   che   prevedono
l’incremento o la riduzione  di  stanziamenti  di  bilancio
indicano anche le missioni di spesa e i relativi  programmi
«Art. 39 (Analisi e valutazione della spesa). –  1.  Il
Ministero dell’economia e delle finanze  collabora  con  le
amministrazioni centrali dello Stato, al fine di  garantire
il  supporto  per  la  verifica  dei  risultati   raggiunti
rispetto agli  obiettivi  di  cui  all’art.  10,  comma  2,
lettera e), per il monitoraggio dell’efficacia delle misure
rivolte al loro conseguimento  e  di  quelle  disposte  per
incrementare il livello di efficienza delle amministrazioni
stesse. La collaborazione ha luogo nell’ambito di  appositi
nuclei di analisi  e  valutazione  della  spesa,  istituiti
senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica. Con decreto del Ministro  dell’economia  e  delle
finanze sono disciplinate la composizione e le modalita’ di
funzionamento dei  nuclei.  Ai  predetti  nuclei  partecipa
anche un rappresentante della Presidenza del Consiglio  dei
Ministri – Dipartimento della funzione pubblica.
2. Nell’ambito dell’attivita’ di collaborazione di  cui
al   comma   1   viene   altresi’   svolta   la    verifica
sull’articolazione  dei   programmi   che   compongono   le
missioni, sulla coerenza delle norme  autorizzatorie  delle
spese rispetto al contenuto dei programmi  stessi,  con  la
possibilita’ di proporre, attraverso apposito provvedimento
legislativo, l’accorpamento e  la  razionalizzazione  delle
leggi  di  finanziamento  per  renderne  piu’  semplice   e
trasparente il  collegamento  con  il  relativo  programma,
nonche’ sulla rimodulabilita’  delle  risorse  iscritte  in
bilancio. In tale ambito il Ministero dell’economia e delle
finanze fornisce alle amministrazioni centrali dello  Stato
supporto metodologico per la definizione  delle  previsioni
di spesa e dei fabbisogni associati  ai  programmi  e  agli
obiettivi indicati nella nota integrativa di  cui  all’art.
21, comma 11,  lettera  a),  e  per  la  definizione  degli
indicatori di risultato ad essi associati.
3. Le attivita’ svolte dai nuclei di  cui  al  comma  1
sono  funzionali   alla   formulazione   di   proposte   di
rimodulazione  delle  risorse  finanziarie  tra  i  diversi
programmi di spesa ai sensi dell’art. 23, comma 3,  e  alla
predisposizione del rapporto sui risultati di cui  all’art.
35, comma 2, lettera a).
4. Per  le  attivita’  di  cui  al  presente  articolo,
nonche’ per la realizzazione del Rapporto di  cui  all’art.
41, il Ministero dell’economia e delle finanze istituisce e
condivide con  le  amministrazioni  centrali  dello  Stato,
nell’ambito della  banca  dati  di  cui  all’art.  13,  una
apposita  sezione  che  raccoglie  tutte  le   informazioni
necessarie alla realizzazione degli  obiettivi  di  cui  al
comma 1 del presente articolo,  nonche’  delle  analisi  di
efficienza contenute nel Rapporto di cui  all’art.  41.  La
banca dati raccoglie le informazioni che le amministrazioni
sono tenute a fornire attraverso una procedura da  definire
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.  Le
informazioni di cui al presente comma  sono  trasmesse  dal
Ministero dell’economia e delle finanze alla Presidenza del
Consiglio  dei  Ministri  –  Dipartimento  della   funzione
pubblica, ai fini dell’esercizio delle funzioni delegate al
Ministro per la pubblica amministrazione  e  l’innovazione,
secondo le modalita’ stabilite  con  decreto  del  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze  e  del  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e l’innovazione.».
«Art. 40 (Delega al Governo per il completamento  della
revisione della struttura del bilancio dello Stato).  –  1.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 2, in  materia  di
armonizzazione dei sistemi  contabili  e  degli  schemi  di
bilancio delle amministrazioni  pubbliche,  il  Governo  e’
delegato ad adottare, entro tre anni dalla data di  entrata
in  vigore  della  presente  legge,  uno  o  piu’   decreti
legislativi  per  il  completamento  della  riforma   della
struttura del bilancio dello Stato con particolare riguardo
alla  riorganizzazione  dei  programmi  di  spesa  e  delle
missioni e alla programmazione delle risorse, assicurandone
una maggiore certezza, trasparenza e flessibilita’.
adottati  sulla  base  dei  seguenti  principi  e   criteri
a) revisione delle missioni in relazione alle  funzioni
principali  e  agli  obiettivi  perseguiti  con  la   spesa
pubblica, delineando un’opportuna correlazione tra missioni
e Ministeri ed enucleando eventuali missioni trasversali;
b)  revisione  del  numero  e   della   struttura   dei
programmi, che devono essere omogenei  con  riferimento  ai
risultati da perseguire in termini di  prodotti  e  servizi
finali, in modo da assicurare:
1)  l’univoca  corrispondenza  tra  il  programma,   le
relative  risorse  e   strutture   assegnate,   e   ciascun
Ministero,  in  relazione  ai  compiti  e   alle   funzioni
istituzionali proprie di ciascuna amministrazione, evitando
ove  possibile  la  condivisione  di  programmi  tra   piu’
2) l’affidamento di ciascun programma di  spesa  ad  un
unico centro di responsabilita’ amministrativa;
3) il raccordo dei programmi alla classificazione COFOG
di secondo livello;
c) revisione degli  stanziamenti  iscritti  in  ciascun
programma e della relativa legislazione in coerenza con gli
obiettivi da perseguire;
d) revisione, per l’entrata,  delle  unita’  elementari
del bilancio per assicurare che la  denominazione  richiami
esplicitamente  l’oggetto  e  ripartizione   delle   unita’
promiscue in articoli in modo da assicurare che la fonte di
gettito sia chiaramente e univocamente individuabile;
e) adozione, per la spesa, anche a fini gestionali e di
rendicontazione,  delle   azioni   quali   componenti   del
programma e unita’  elementari  del  bilancio  dello  Stato
affiancate da un piano dei conti integrato che assicuri  il
loro   raccordo   alla   classificazione   COFOG   e   alla
classificazione  economica  di  terzo  livello.   Ai   fini
dell’attuazione  del  precedente  periodo,   il   Ministero
Ragioneria generale dello  Stato,  avvia,  per  l’esercizio
finanziario 2012, un’apposita sperimentazione di cui si da’
conto nel rapporto di cui all’art. 3;
f) previsione che le nuove  autorizzazioni  legislative
di  spesa  debbano   essere   formulate   in   termini   di
finanziamento di uno specifico programma di spesa;
g) introduzione della  programmazione  triennale  delle
risorse e degli obiettivi delle amministrazioni dello Stato
e individuazione di metodologie comuni  di  definizione  di
indicatori di risultato semplici, misurabili  e  riferibili
ai programmi del bilancio;
g-bis) introduzione in via sperimentale di un  bilancio
di genere, per la valutazione  del  diverso  impatto  della
politica di bilancio sulle donne e sugli uomini, in termini
di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito;
h)  introduzione  di  criteri  e   modalita’   per   la
fissazione di limiti per le spese del bilancio dello Stato,
tenendo  conto  della  peculiarita’  delle  spese  di   cui
all’art. 21, comma 6. I predetti limiti, individuati in via
di massima nel DEF e adottati con la  successiva  legge  di
bilancio, devono  essere  coerenti  con  la  programmazione
triennale delle risorse;
i)  adozione,  in  coerenza  con  i  limiti  di   spesa
stabiliti,   di   accordi   triennali   tra   il   Ministro
dell’economia e delle finanze e gli altri Ministri, in  cui
vengono concordati gli obiettivi da conseguire nel triennio
e i relativi tempi;
l) riordino delle norme che  autorizzano  provvedimenti
di variazione al bilancio in corso d’anno;
m)  accorpamento  dei  fondi  di  riserva  e   speciali
iscritti nel bilancio dello Stato;
n) affiancamento, a fini  conoscitivi,  al  sistema  di
contabilita’ finanziaria  di  un  sistema  di  contabilita’
economico-patrimoniale   funzionale   alla   verifica   dei
risultati conseguiti dalle amministrazioni;
o) revisione del  conto  riassuntivo  del  tesoro  allo
scopo di garantire maggiore  chiarezza  e  significativita’
delle   informazioni   in   esso    contenute    attraverso
l’integrazione dei dati contabili del bilancio dello  Stato
e di quelli della tesoreria;
p)  progressiva  eliminazione,  entro  il  termine   di
ventiquattro mesi,  delle  gestioni  contabili  operanti  a
valere  su  contabilita’  speciali  o  conti  correnti   di
tesoreria, i cui  fondi  siano  stati  comunque  costituiti
mediante il versamento di somme originariamente iscritte in
stanziamenti  di  spesa  del  bilancio  dello   Stato,   ad
eccezione  della  gestione  relativa  alla  Presidenza  del
Consiglio  dei  Ministri,  nonche’  delle  gestioni   fuori
bilancio istituite ai sensi della legge 25  novembre  1971,
n. 1041, delle  gestioni  fuori  bilancio  autorizzate  per
legge, dei programmi comuni tra piu’ amministrazioni, enti,
organismi pubblici e privati, nonche’ dei casi di urgenza e
necessita’. A tal  fine,  andra’  disposto  il  contestuale
versamento delle dette disponibilita’ in conto  entrata  al
bilancio, per  la  nuova  assegnazione  delle  somme  nella
competenza delle inerenti imputazioni di spesa che vi hanno
dato origine, ovvero, qualora  queste  ultime  non  fossero
piu’   esistenti   in   bilancio,   a   nuove   imputazioni
appositamente istituite; previsione, per le gestioni  fuori
bilancio   che   resteranno   attive,    dell’obbligo    di
rendicontazione annuale delle  risorse  acquisite  e  delle
spese effettuate secondo schemi classificatori  armonizzati
con quelli del bilancio dello Stato e a questi  aggregabili
a livello di dettaglio sufficientemente elevato;
q) previsione  della  possibilita’  di  identificare  i
contributi  speciali  iscritti  nel  bilancio  dello  Stato
finalizzati agli obiettivi  di  cui  all’art.  119,  quinto
comma, della  Costituzione  e  destinati  ai  comuni,  alle
province, alle citta’ metropolitane e alle regioni.
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1
sono trasmessi alla Camera dei deputati e al  Senato  della
Repubblica affinche’ su di  essi  sia  espresso  il  parere
delle  Commissioni  parlamentari  competenti  per  materia,
limitatamente  agli  stati  di  previsione  di   rispettivo
interesse, e  per  i  profili  finanziari,  entro  sessanta
giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, i  decreti
possono essere comunque adottati. Il Governo,  qualora  non
intenda conformarsi ai pareri parlamentari,  ritrasmette  i
testi  alle  Camere  con  le  proprie  osservazioni  e  con
eventuali modificazioni e  rende  comunicazioni  davanti  a
ciascuna Camera. Decorsi trenta  giorni  dalla  data  della
nuova  trasmissione,  i  decreti  possono  essere  comunque
adottati in via definitiva dal Governo.
4. Entro due anni dalla data di entrata in  vigore  dei
decreti legislativi di  cui  al  comma  1,  possono  essere
adottate disposizioni correttive e integrative dei medesimi
decreti legislativi, nel rispetto dei  principi  e  criteri
direttivi e con le stesse modalita’ previsti  dal  presente
«Art. 41 (Rapporto sulla  spesa  delle  amministrazioni
dello Stato). – 1. Ogni  tre  anni,  a  partire  da  quello
successivo all’istituzione della banca dati di cui all’art.
13,  il  Ministero  dell’economia   e   delle   finanze   –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, sentita
la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  –  Dipartimento
della funzione pubblica, anche sulla base  delle  attivita’
di cui all’art. 39, elabora un Rapporto sulla  spesa  delle
2.  Il  rapporto  di  cui  al  comma  1   illustra   la
composizione  e  l’evoluzione  della  spesa,  i   risultati
conseguiti con le misure adottate ai fini del suo controllo
e  quelli  relativi  al  miglioramento   del   livello   di
efficienza delle stesse amministrazioni.
3.  Il  rapporto,  in  particolare,  per  i  principali
settori e programmi di spesa:
a) esamina l’evoluzione e la composizione  della  spesa
identificando  le  eventuali  aree  di  inefficienza  e  di
inefficacia, anche attraverso la valutazione dei  risultati
storici ottenuti;
b) propone gli indicatori di risultato da adottare;
c) fornisce la base analitica per la definizione  e  il
monitoraggio  degli  indicatori  di  cui  alla  lettera  b)
verificabili ex post, utilizzati al  fine  di  valutare  il
conseguimento degli obiettivi di ciascuna amministrazione e
accrescere la qualita’ dei servizi pubblici;
d)  suggerisce  possibili  riallocazioni  della  spesa,
liberando risorse da destinare ai diversi settori di  spesa
e ad iniziative considerate prioritarie;
e) fornisce la base analitica per la programmazione  su
base  triennale  delle  iniziative  e  delle   risorse   su
obiettivi verificabili, anche basandosi  sul  controllo  di
gestione dei risultati.
4. Il rapporto di analisi e valutazione della spesa  e’
predisposto entro il 20 luglio dell’ultimo anno di  ciascun
triennio ed e’ inviato al Parlamento.
5. All’art. 3, comma 67, della legge 24 dicembre  2007,
n. 244, l’ultimo periodo e’ soppresso.».
«Art. 42 (Delega  al  Governo  per  il  riordino  della
disciplina per la gestione del bilancio e il  potenziamento
della funzione del bilancio di cassa). –  1.  Ai  fini  del
riordino della disciplina  per  la  gestione  del  bilancio
dello Stato e del potenziamento della funzione del bilancio
di cassa, ferma rimanendo la redazione anche in termini  di
competenza, il  Governo  e’  delegato  ad  adottare,  entro
quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, un decreto legislativo  nel  rispetto  dei  seguenti
a) razionalizzazione della disciplina dell’accertamento
delle entrate e dell’impegno delle spese, nonche’ di quella
relativa alla formazione ed al regime contabile dei residui
attivi e  passivi,  al  fine  di  assicurare  una  maggiore
trasparenza, semplificazione e omogeneita’  di  trattamento
di analoghe fattispecie contabili;
b) ai fini del potenziamento del ruolo del bilancio  di
cassa, previsione del raccordo, anche in appositi allegati,
tra le autorizzazioni di cassa del bilancio  statale  e  la
c) ai fini del rafforzamento del  ruolo  programmatorio
del bilancio di cassa, previsione  dell’obbligo,  a  carico
del dirigente  responsabile,  di  predisporre  un  apposito
piano finanziario che tenga conto della fase  temporale  di
assunzione delle obbligazioni, sulla base del quale  ordina
e paga le spese;
d) revisione del sistema dei controlli preventivi sulla
legittimita’ contabile e  amministrativa  dell’obbligazione
assunta dal dirigente responsabile del  pagamento,  tenendo
anche conto di quanto previsto alla lettera c);
e)   previsione   di   un   periodo   transitorio   per
l’attuazione della nuova disciplina;
f) considerazione, ai fini  della  predisposizione  del
decreto legislativo di cui al presente comma, dei risultati
della sperimentazione condotta ai sensi del comma 2;
g)   previsione   della   graduale   estensione   delle
disposizioni adottate in applicazione delle lettere a),  c)
e  d)  alle  altre  amministrazioni  pubbliche,  anche   in
coerenza con quanto disposto  dall’art.  2  della  legge  5
maggio 2009, n. 42,  nonche’  dall’art.  2  della  presente
h)  rilevazione  delle   informazioni   necessarie   al
raccordo dei dati di bilancio con i criteri previsti per la
redazione  del  conto  consolidato  delle   amministrazioni
pubbliche   secondo   i   criteri   adottati    nell’ambito
2. Ai fini dell’attuazione del comma  1,  il  Ministero
Ragioneria   generale   dello   Stato   avvia   un’apposita
sperimentazione  della  durata  massima  di  due   esercizi
finanziari.  Il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze
trasmette  alle  Commissioni  parlamentari  competenti  per
materia e alla Corte dei conti un  rapporto  sull’attivita’
3. Lo schema di decreto di cui al comma 1 e’  trasmesso
alla Camera dei  deputati  e  al  Senato  della  Repubblica
affinche’  su  di  esso  sia  espresso  il   parere   delle
Commissioni parlamentari competenti entro  sessanta  giorni
dalla trasmissione. Decorso tale termine, il  decreto  puo’
essere  comunque   adottato.   Qualora   il   termine   per
l’espressione  del  parere  scada  nei  trenta  giorni  che
precedono la scadenza del termine  finale  per  l’esercizio
della delega o successivamente, quest’ultimo  e’  prorogato
di  novanta  giorni.  Il  Governo,  qualora   non   intenda
conformarsi ai pareri  parlamentari,  ritrasmette  i  testi
alle Camere con le proprie  osservazioni  e  con  eventuali
modificazioni e  rende  comunicazioni  davanti  a  ciascuna
Camera. Decorsi trenta giorni dalla nuova trasmissione,  il
decreto puo’ essere comunque adottato dal Governo.
4. Entro dodici mesi dalla data di  entrata  in  vigore
del decreto legislativo di cui al comma  1  possono  essere
adottate disposizioni integrative e correttive del medesimo
decreto, nel rispetto dei principi e  criteri  direttivi  e
con le medesime modalita’ previsti dal presente articolo.».
«Art. 49 (Delega  al  Governo  per  la  riforma  ed  il
potenziamento del sistema dei controlli di ragioneria e del
programma di analisi e valutazione della spesa).  –  1.  Il
Governo e’ delegato ad adottare, entro diciotto mesi  dalla
data di entrata in vigore della presente legge, uno o  piu’
decreti legislativi per il potenziamento dell’attivita’  di
analisi e valutazione della spesa  e  per  la  riforma  del
controllo di regolarita’ amministrativa e contabile di  cui
all’art. 1, comma 1, lettera a), e all’art. 2  del  decreto
legislativo 30 luglio 1999,  n.  286,  secondo  i  seguenti
a) potenziamento delle strutture e degli  strumenti  di
controllo e monitoraggio della  Ragioneria  generale  dello
Stato ai fini della realizzazione periodica di un programma
di analisi e valutazione della spesa delle  amministrazioni
centrali di cui  all’art.  3,  comma  67,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, come modificato dall’art. 41,  comma
5,   della   presente   legge,   da   svolgere   anche   in
collaborazione  con  le   amministrazioni   e   istituzioni
interessate ai sensi del comma 69 del medesimo art. 3 della
legge n. 244 del 2007, nonche’ ai fini  della  elaborazione
del Rapporto di cui all’art. 41;
b) condivisione tra il Ministero dell’economia e  delle
Stato, gli  organismi  indipendenti  di  valutazione  della
performance di cui all’art. 14 del decreto  legislativo  27
ottobre 2009, n.  150,  e  gli  uffici  di  statistica  dei
diversi  Ministeri,  delle  relative  banche  dati,   anche
attraverso l’acquisizione, per via telematica, di tutte  le
altre   informazioni    necessarie    alla    realizzazione
dell’attivita’ di analisi e valutazione della spesa;
c) previsione di sanzioni amministrative pecuniarie  in
caso di mancata comunicazione dei dati di cui alla  lettera
b)   da   parte   dei    dirigenti    responsabili    delle
amministrazioni interessate, commisurate ad una percentuale
della loro retribuzione di risultato compresa tra un minimo
del 2 per cento e un massimo del 7 per cento;
d) graduale  estensione  del  programma  di  analisi  e
valutazione  della   spesa   alle   altre   amministrazioni
e) riordino del sistema dei controlli preventivi e  dei
controlli    successivi,     loro     semplificazione     e
razionalizzazione,   nonche’    revisione    dei    termini
attualmente previsti per il controllo,  con  previsione  di
programmi annuali basati  sulla  complessita’  degli  atti,
sulla loro rilevanza  ai  fini  della  finanza  pubblica  e
sull’efficacia dell’esercizio del controllo.
2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1
delle  Commissioni  parlamentari  competenti.   I   decreti
legislativi che comportino riflessi di  ordine  finanziario
devono essere corredati  della  relazione  tecnica  di  cui
all’art. 17, comma 3.».
–  Il  decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  39
(Attuazione  della  direttiva  2006/43/CE,  relativa   alle
revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati,
che modifica le direttive 78/660/CEE e  83/349/CEE,  e  che
abroga  la  direttiva  84/253/CEE),  e’  pubblicato   nella
Gazzetta  Ufficiale  23  marzo  2010,  n.  68,  supplemento
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 1, e dell’art.
2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286  (Riordino
e potenziamento dei meccanismi e strumenti di  monitoraggio
e valutazione dei costi, dei  rendimenti  e  dei  risultati
dell’attivita’ svolta dalle  amministrazioni  pubbliche,  a
norma  dell’art.  11  della  legge  15  marzo  1997,   59),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1999, n. 193:
«1. Le  pubbliche  amministrazioni,  nell’ambito  della
rispettiva autonomia, si dotano di strumenti adeguati a:
a) garantire la legittimita’, regolarita’ e correttezza
dell’azione  amministrativa   (controllo   di   regolarita’
amministrativa e contabile);
b) verificare l’efficacia, efficienza  ed  economicita’
dell’azione amministrativa al fine  di  ottimizzare,  anche
mediante tempestivi interventi di correzione,  il  rapporto
tra costi e risultati (controllo di gestione);
c) valutare le prestazioni del personale con  qualifica
dirigenziale (valutazione della dirigenza);
d) valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede
di attuazione dei piani, programmi ed  altri  strumenti  di
determinazione  dell’indirizzo  politico,  in  termini   di
congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti
(valutazione e controllo strategico).».
«Art.  2   (Il   controllo   interno   di   regolarita’
amministrativa  e  contabile).  –  1.   Ai   controlli   di
regolarita’  amministrativa  e  contabile  provvedono   gli
organi appositamente previsti  dalle  disposizioni  vigenti
nei diversi comparti della pubblica amministrazione, e,  in
particolare, gli organi di revisione, ovvero gli uffici  di
ragioneria,  nonche’  i  servizi  ispettivi,  ivi  compresi
quelli di cui all’art. 1, comma 6, della legge 23  dicembre
1996, n. 662, e,  nell’ambito  delle  competenze  stabilite
dalla  vigente  legislazione  2,  i  servizi  ispettivi  di
finanza della Ragioneria generale dello Stato e quelli  con
competenze di carattere generale.
2.  Le  verifiche  di  regolarita’   amministrativa   e
contabile devono rispettare,  in  quanto  applicabili  alla
pubblica  amministrazione,  i   principi   generali   della
revisione  aziendale  asseverati  dagli  ordini  e  collegi
professionali operanti nel settore.
3.  Il  controllo  di  regolarita’   amministrativa   e
contabile non comprende verifiche  da  effettuarsi  in  via
preventiva se non nei  casi  espressamente  previsti  dalla
legge e fatto salvo, in ogni caso, il principio secondo cui
le  definitive  determinazioni  in   ordine   all’efficacia
dell’atto   sono   adottate   dall’organo    amministrativo
4.  I  membri  dei  collegi  di  revisione  degli  enti
pubblici sono in proporzione almeno maggioritaria  nominati
tra  gli  iscritti  all’albo  dei  revisori  contabili.  Le
amministrazioni  pubbliche,  ove   occorra,   ricorrono   a
soggetti esterni  specializzati  nella  certificazione  dei
bilanci.».
– Si riporta il testo del comma  1  dell’art.  7  della
citata legge n. 39 del 2011:
«1. Alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate
a) all’art. 3, comma  1,  le  parole:  “alla  Relazione
sull’economia e la finanza pubblica” sono sostituite  dalle
seguenti: “al  Documento  di  economia  e  finanza  di  cui
all’art. 10”;
b) all’art. 8:
1) al comma 1,  le  parole:  “dalla  Decisione  di  cui
all’art. 10” sono sostituite dalle seguenti: “dal DEF”;
2) al comma 2, primo periodo, le  parole:  “nell’ambito
della  procedura  di  cui  all’art.  10,  comma   5”   sono
sostituite dalle seguenti: “nella Nota di aggiornamento del
DEF di cui all’art. 10-bis”;
3) al comma 3, le parole:  “di  cui  all’art.  5  della
legge  5  maggio  2009,  n.  42,  di   seguito   denominata
ʻConferenza permanente per il coordinamento  della  finanza
pubblica’,” sono soppresse, e le parole:  “della  Decisione
di finanza pubblica” sono sostituite dalle  seguenti:  “del
DEF”;
4) al comma 4, le  parole:  “la  Decisione  di  finanza
pubblica” sono  sostituite  dalle  seguenti:  “la  Nota  di
aggiornamento del DEF di cui all’art. 10-bis”;
c) all’art. 11:
1) al comma 1, secondo periodo, le parole: “commi  1  e
2,” sono sostituite dalle seguenti: “comma 2,  con  i  loro
eventuali aggiornamenti ai sensi dell’art. 10-bis,”;
2) al comma 3, lettera m), le  parole:  “10,  comma  2,
lettera f),” sono sostituite dalle seguenti: “10-bis, comma
1, lettera d),”;
3) al comma 7, le parole: “nella Decisione  di  finanza
pubblica” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;
4) al comma 9, primo  periodo,  le  parole  da:  “dalla
nota” fino alla fine  del  periodo  sono  sostituite  dalle
seguenti: “da una nota  tecnico-illustrativa”  e  al  terzo
periodo  le  parole:  “comma  2”  sono   sostituite   dalle
seguenti: “comma 3”;
5) al comma 10, le parole: “all’art. 10, comma 6”  sono
sostituite dalle seguenti: “all’art. 10-bis, comma 3”;
d) all’art. 13, comma  1,  dopo  le  parole:  “elementi
informativi necessari” sono  inserite  le  seguenti:  “alla
ricognizione di cui  all’art.  1,  comma  3,  e”,  dopo  la
parola: “accessibile” sono inserite le seguenti: “all’ISTAT
e” e dopo le parole: “coordinamento della finanza pubblica”
sono inserite le seguenti: “, l’ISTAT”;
e) all’art. 14, al comma  1,  lettera  b),  le  parole:
“nella Decisione di cui all’art. 10” sono sostituite  dalle
seguenti: “nel DEF” e al comma 4, primo periodo, le parole:
“comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “comma 3”;
f) all’art. 17, comma  3,  terzo  periodo,  le  parole:
seguenti: “nel DEF”;
g) all’art. 18, comma  1,  primo  periodo,  le  parole:
h) all’art. 21,  al  comma  1,  le  parole:  “ai  sensi
dell’art. 10, comma 2, lettera a), nella Decisione  di  cui
al medesimo art. 10” sono sostituite  dalle  seguenti:  “ai
sensi dell’art. 10, comma 2, lettera  c),  nel  DEF”  e  al
comma 16, le parole: “dell’art. 10, comma  2,  lettera  c)”
sono sostituite dalle seguenti: “dell’art. 10-bis, comma 1,
lettera b)”;
i) all’art. 22, al comma 1:
1)  all’alinea,  primo  periodo,  le   parole:   “nella
Decisione  di  cui  all’art.  10”  sono  sostituite   dalle
2) alla lettera b), le parole: “nella Decisione di  cui
all’art. 10” sono sostituite dalle seguenti: “nel DEF”;
l) all’art. 30, comma 8,  le  parole:  “un  anno”  sono
sostituite dalle seguenti: “ventiquattro mesi”;
m) all’art. 40:
1) al comma 1, le parole: «due  anni»  sono  sostituite
dalle seguenti: “tre anni”;
2) al comma 2, lettera e), sono aggiunte, in  fine,  le
seguenti parole: “. Ai fini dell’attuazione del  precedente
periodo, il  Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,  avvia,
per    l’esercizio    finanziario     2012,     un’apposita
sperimentazione di cui si da’ conto  nel  rapporto  di  cui
all’art. 3”;
3) al comma 2,  dopo  la  lettera  g)  e’  inserita  la
“g-bis)  introduzione  in  via  sperimentale  di   un
bilancio di genere, per la valutazione del diverso  impatto
della politica di bilancio sulle donne e sugli  uomini,  in
termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito”;
4) al  comma  2,  lettera  h),  le  parole:  “nella
n) all’art. 48:
“1.  Nei  contratti   stipulati   per   operazioni   di
finanziamento    che    costituiscono    quale     debitore
un’amministrazione pubblica e’ inserita  apposita  clausola
che  prevede,  a  carico   degli   istituti   finanziatori,
l’obbligo di comunicare in  via  telematica,  entro  trenta
giorni dalla stipula, al Ministero  dell’economia  e  delle
finanze – Dipartimento  del  Tesoro  e  Dipartimento  della
Ragioneria generale dello Stato,  all’ISTAT  e  alla  Banca
d’Italia,  l’avvenuto  perfezionamento  dell’operazione  di
finanziamento, con indicazione della data e  dell’ammontare
della stessa, del relativo piano  delle  erogazioni  e  del
piano di ammortamento distintamente per  quota  capitale  e
quota  interessi,  ove  disponibile.  Non   sono   comunque
soggette a comunicazione le operazioni di  cui  all’art.  3
del  testo   unico   delle   disposizioni   legislative   e
regolamentari in materia di  debito  pubblico,  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 30  dicembre  2003,
n. 398, e successive modificazioni”;
2) al comma 2 sono aggiunte, in fine,  le  seguenti
parole: “, fino a un massimo di 50.000 euro”;
o) all’art. 49, comma 1, alinea, le parole: “un anno”
sono sostituite dalle seguenti: “diciotto mesi”;
p) all’art. 52, comma 2, le parole:  “alla  Decisione
di finanza pubblica” sono sostituite  dalle  seguenti:  “al
Documento di economia e finanza”.».
– Per il testo dell’art. 49  della  legge  n.  196  del
2009, vedasi nelle note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 1, comma 1, e dell’art. 2  del
citato decreto legislativo n. 286 del  1999,  vedasi  nelle
Principi del controllo
di regolarita’ amministrativa e contabile
1. Il controllo di regolarita’ amministrativa e  contabile  di  cui
all’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 31 dicembre 2009, n.
196, e all’articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286,
ha per oggetto gli atti aventi riflessi finanziari sui bilanci  dello
Stato,  delle  altre  amministrazioni  pubbliche  e  degli  organismi
2.  Il  controllo  di  cui  al  comma  1  e’  svolto  dagli  organi
appositamente  previsti  dalle  disposizioni  vigenti   nei   diversi
comparti  della   pubblica   amministrazione   e,   in   particolare,
nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, dal  Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato,  attraverso  i  propri  uffici
centrali e periferici e i  Servizi  ispettivi  di  finanza  pubblica,
nonche’ dai collegi di  revisione  e  sindacali  presso  gli  enti  e
organismi  pubblici,  al  fine  di  assicurare  la   legittimita’   e
proficuita’ della spesa.
3. L’Ispettorato  generale  di  finanza  esercita  le  funzioni  di
vigilanza e coordinamento sulle attivita’ di controllo  svolte  dagli
uffici  centrali  e  periferici  del  Dipartimento  della  Ragioneria
generale dello Stato e dai collegi di revisione e sindacali. Per ogni
esercizio finanziario l’Ispettorato generale di finanza presenta  una
relazione sull’attivita’ svolta al Ragioniere generale  dello  Stato,
che la comunica con le proprie  eventuali  osservazioni  al  Ministro
dell’economia e delle finanze. La relazione e’ trasmessa dal Ministro
dell’economia e delle finanze alla Corte dei conti.
4. Sono fatte salve tutte le speciali disposizioni  in  materia  di
controllo vigenti per le amministrazioni, gli organismi e gli  organi
dello Stato dotati di autonomia finanziaria e contabile.
5. Il controllo di regolarita’ amministrativa e contabile e’  volto
a garantire la legittimita’ contabile e amministrativa,  al  fine  di
assicurare  la  trasparenza,  la   regolarita’   e   la   correttezza
dell’azione  amministrativa,  e  si  svolge  in  via   preventiva   o
successiva rispetto al momento in cui l’atto di spesa spiega  i  suoi
effetti, secondo i  principi  e  i  criteri  stabiliti  dal  presente
6. Fatto salvo quanto previsto  dall’articolo  3,  comma  1,  della
legge 14 gennaio 1994, n.  20,  a  seguito  dell’esito  positivo  del
controllo  preventivo  di  regolarita’  amministrativa  e  contabile,
l’atto diviene efficace a decorrere dalla data della sua emanazione.
7. Il procedimento di controllo e’ svolto nei termini e secondo  le
modalita’ previste dal presente decreto.
8. I controlli di cui al presente articolo si adeguano al  processo
di dematerializzazione degli atti, nel rispetto delle regole tecniche
per la riproduzione e conservazione dei documenti su supporto  idoneo
a garantirne  la  conformita’  agli  originali,  secondo  la  vigente
– Per il testo dell’art. 1, comma 1, e all’art.  2  del
– Si riporta  il  testo  dell’art.  3  della  legge  14
gennaio  1994,  n.   20   (Disposizioni   in   materia   di
giurisdizione e controllo della Corte dei conti):
«Art. 3 (Norme in materia di controllo della Corte  dei
conti). – 1. Il controllo preventivo di legittimita’  della
Corte dei conti si  esercita  esclusivamente  sui  seguenti
atti non aventi forza di legge:
a) provvedimenti emanati a seguito di deliberazione del
b) atti del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e
atti dei Ministri aventi ad oggetto  la  definizione  delle
piante organiche, il conferimento di incarichi di  funzioni
dirigenziali e le direttive generali per l’indirizzo e  per
lo svolgimento dell’azione amministrativa;
c)  atti  normativi  a  rilevanza  esterna,   atti   di
programmazione comportanti spese ed atti generali attuativi
di norme comunitarie;
c-bis)  i  provvedimenti  commissariali   adottati   in
attuazione delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei
Ministri emanate ai sensi dell’art. 5, comma 2, della legge
24 febbraio 1992, n. 225;
d)  provvedimenti  dei  comitati  interministeriali  di
riparto o assegnazione  di  fondi  ed  altre  deliberazioni
emanate nelle materie di cui alle lettere b) e c);
e) [autorizzazioni alla  sottoscrizione  dei  contratti
collettivi,  secondo  quanto  previsto  dall’art.  51   del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29];
f) provvedimenti di  disposizione  del  demanio  e  del
f-bis) atti e contratti di cui all’art. 7, comma 6, del
n. 266;
g)    decreti    che    approvano    contratti    delle
amministrazioni dello Stato, escluse le  aziende  autonome:
attivi, di qualunque importo, ad eccezione di quelli per  i
quali  ricorra   l’ipotesi   prevista   dall’ultimo   comma
dell’art. 19 del regio decreto 18 novembre 1923,  n.  2440;
di appalto d’opera, se di importo superiore  al  valore  in
ECU   stabilito    dalla    normativa    comunitaria    per
l’applicazione  delle  procedure  di   aggiudicazione   dei
contratti stessi; altri contratti passivi,  se  di  importo
superiore ad un decimo del valore suindicato;
h) decreti di variazione del bilancio dello  Stato,  di
accertamento  dei  residui  e  di  assenso  preventivo  del
Ministero del tesoro all’impegno di spese correnti a carico
di esercizi successivi;
i) atti per il cui corso sia stato  impartito  l’ordine
scritto del Ministro;
l) atti che il Presidente del  Consiglio  dei  Ministri
richieda  di   sottoporre   temporaneamente   a   controllo
preventivo  o  che  la  Corte   dei   conti   deliberi   di
assoggettare,  per  un  periodo  determinato,  a  controllo
preventivo in relazione a situazioni di diffusa e  ripetuta
irregolarita’ rilevate in sede di controllo successivo.
1-bis. Per i controlli previsti dalle lettere f-bis)  e
centrale del controllo di legittimita’.
2. I provvedimenti sottoposti al  controllo  preventivo
acquistano efficacia se il competente ufficio di  controllo
non ne rimetta  l’esame  alla  sezione  del  controllo  nel
termine di trenta giorni dal  ricevimento.  Il  termine  e’
interrotto se l’ufficio  richiede  chiarimenti  o  elementi
integrativi  di  giudizio.  Decorsi   trenta   giorni   dal
ricevimento delle controdeduzioni dell’amministrazione,  il
provvedimento  acquista  efficacia  se  l’ufficio  non   ne
rimetta l’esame alla sezione del controllo. La sezione  del
controllo si pronuncia  sulla  conformita’  a  legge  entro
trenta giorni dalla data di deferimento dei provvedimenti o
dalla data di arrivo degli elementi richiesti con ordinanza
istruttoria.  Decorso  questo   termine   i   provvedimenti
divengono esecutivi [Si applicano le  disposizioni  di  cui
all’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742].
3. Le sezioni riunite della Corte  dei  conti  possono,
con deliberazione motivata, stabilire che singoli  atti  di
notevole rilievo finanziario, individuati per categorie  ed
amministrazioni statali, siano sottoposti  all’esame  della
Corte per un periodo determinato. La Corte puo’ chiedere il
riesame  degli  atti  entro  quindici  giorni  dalla   loro
ricezione,    ferma    rimanendone    l’esecutivita’.    Le
amministrazioni trasmettono gli atti adottati a seguito del
riesame   alla   Corte   dei   conti,   che   ove    rilevi
illegittimita’, ne da’ avviso al Ministro.
4. La  Corte  dei  conti  svolge,  anche  in  corso  di
esercizio,  il  controllo  successivo  sulla  gestione  del
bilancio e del patrimonio delle amministrazioni  pubbliche,
nonche’ sulle  gestioni  fuori  bilancio  e  sui  fondi  di
provenienza comunitaria, verificando la legittimita’  e  la
regolarita’ delle gestioni, nonche’  il  funzionamento  dei
controlli  interni  a  ciascuna  amministrazione.  Accerta,
anche in base all’esito di altri controlli, la  rispondenza
dei risultati dell’attivita’ amministrativa agli  obiettivi
stabiliti dalla legge,  valutando  comparativamente  costi,
modi e tempi dello svolgimento dell’azione  amministrativa.
La Corte definisce annualmente i programmi e i  criteri  di
riferimento  del  controllo  sulla  base  delle   priorita’
previamente   deliberate   dalle   competenti   Commissioni
parlamentari a  norma  dei  rispettivi  regolamenti,  anche
tenendo conto, ai fini di referto per il coordinamento  del
sistema di finanza pubblica, delle relazioni redatte  dagli
organi, collegiali o monocratici, che  esercitano  funzioni
di controllo o vigilanza su amministrazioni, enti pubblici,
autorita’  amministrative   indipendenti   o   societa’   a
prevalente capitale pubblico.
5. Nei confronti delle  amministrazioni  regionali,  il
controllo della gestione concerne  il  perseguimento  degli
obiettivi  stabiliti  dalle  leggi  di   principio   e   di
6. La Corte dei conti riferisce, almeno annualmente, al
Parlamento  ed  ai  consigli   regionali   sull’esito   del
controllo eseguito. Le relazioni della Corte sono  altresi’
inviate alle amministrazioni  interessate,  alle  quali  la
Corte formula,  in  qualsiasi  altro  momento,  le  proprie
osservazioni. Le amministrazioni comunicano alla  Corte  ed
agli  organi  elettivi,  entro  sei  mesi  dalla  data   di
ricevimento della relazione, le  misure  conseguenzialmente
7. Restano ferme, relativamente agli  enti  locali,  le
disposizioni di cui al decreto-legge 22 dicembre  1981,  n.
786, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
1982, n. 51, e successive  modificazioni  ed  integrazioni,
nonche’, relativamente agli enti cui lo Stato  contribuisce
in via ordinaria, le  disposizioni  della  legge  21  marzo
1958, n. 259 . Le relazioni della  Corte  contengono  anche
valutazioni sul funzionamento dei controlli interni.
8. Nell’esercizio delle attribuzioni di cui al presente
articolo,  la  Corte  dei  conti   puo’   richiedere   alle
amministrazioni  pubbliche  ed  agli  organi  di  controllo
interno qualsiasi  atto  o  notizia  e  puo’  effettuare  e
disporre ispezioni e accertamenti diretti.  Si  applica  il
comma 4 dell’art. 2 del decreto-legge 15 novembre 1993,  n.
453 . Puo’ richiedere alle  amministrazioni  pubbliche  non
territoriali il riesame di atti  ritenuti  non  conformi  a
legge. Le amministrazioni trasmettono gli atti  adottati  a
seguito del riesame alla Corte dei conti, che,  ove  rilevi
illegittimita’,  ne  da’  avviso  all’organo  generale   di
direzione. E’ fatta salva, in  quanto  compatibile  con  le
disposizioni della presente legge, la disciplina in materia
di controlli successivi previsti dal decreto legislativo  3
febbraio 1993, n. 29, e  successive  modificazioni,  e  dal
decreto  legislativo  12  febbraio  1993,  n.  39,  nonche’
dall’art. 166 della legge 11 luglio 1980, n. 312.
9. Per l’esercizio delle attribuzioni di controllo,  si
applicano, in quanto compatibili con le disposizioni  della
presente legge, le norme procedurali di cui al testo  unico
delle leggi sulla Corte  dei  conti,  approvato  con  regio
decreto   12   luglio   1934,   n.   1214,   e   successive
10. La sezione del controllo e’ composta dal presidente
della Corte dei conti che la presiede,  dai  presidenti  di
sezione preposti al coordinamento e da tutti  i  magistrati
assegnati a funzioni di controllo. La sezione e’  ripartita
annualmente in quattro collegi dei quali  fanno  parte,  in
ogni  caso,  il  presidente  della  Corte  dei  conti  e  i
presidenti di sezione preposti al coordinamento. I  collegi
hanno distinta competenza per tipologia di controllo o  per
materia  e  deliberano  con  un  numero  minimo  di  undici
votanti. L’adunanza plenaria e’ presieduta  dal  presidente
della Corte dei conti ed  e’  composta  dai  presidenti  di
sezione  preposti  al  coordinamento  e   da   trentacinque
magistrati assegnati a funzioni di  controllo,  individuati
annualmente dal  Consiglio  di  presidenza  in  ragione  di
almeno tre per ciascun collegio della  sezione  e  uno  per
ciascuna delle sezioni di controllo  sulle  amministrazioni
delle regioni a statuto speciale e delle province  autonome
di Trento e di Bolzano. L’adunanza plenaria delibera con un
numero minimo di ventuno votanti.
10-bis. La sezione del controllo in  adunanza  plenaria
stabilisce  annualmente  i  programmi  di  attivita’  e  le
competenze dei collegi,  nonche’  i  criteri  per  la  loro
composizione da parte del presidente della Corte dei conti.
11. Ferme restando le ipotesi di  deferimento  previste
dall’art. 24 del citato testo unico delle leggi sulla Corte
dei conti come sostituito dall’art. 1 della legge 21  marzo
1953, n. 161, la sezione del controllo si pronuncia in ogni
caso in cui insorge il dissenso tra i competenti magistrati
circa la legittimita’ di atti. Del collegio viene  chiamato
a far parte in  qualita’  di  relatore  il  magistrato  che
deferisce la questione alla sezione.
12. I magistrati addetti al controllo successivo di cui
al comma 4 operano secondo i previsti programmi annuali, ma
da questi possono temporaneamente discostarsi, per motivate
ragioni, in relazione  a  situazioni  e  provvedimenti  che
richiedono tempestivi  accertamenti  e  verifiche,  dandone
notizia alla sezione del controllo.
13. Le disposizioni del comma 1 non si  applicano  agli
atti ed ai provvedimenti emanati nelle  materie  monetaria,
creditizia, mobiliare e valutaria.».
1. Il controllo di regolarita’  amministrativa  e  contabile  sugli
atti adottati dalle amministrazioni statali centrali e periferiche e’
svolto, rispettivamente, dagli Uffici centrali del bilancio  operanti
presso ciascuna amministrazione centrale,  dall’Ufficio  centrale  di
ragioneria presso l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato  e
dalle Ragionerie territoriali dello Stato secondo il  proprio  ambito
2. Agli effetti del  presente  decreto,  gli  Uffici  centrali  del
bilancio, l’Ufficio centrale di ragioneria  presso  l’Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato e  le  Ragionerie  territoriali  dello
Stato sono definiti uffici di controllo, che costituiscono il sistema
delle ragionerie.
3. Gli atti di spesa adottati dalle amministrazioni centrali  dello
Stato sono assoggettati al controllo dei rispettivi  Uffici  centrali
del  bilancio  e   dall’Ufficio   centrale   di   ragioneria   presso
l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.
4. Gli atti di spesa  adottati  dalle  amministrazioni  periferiche
dello  Stato  sono  assoggettati  al   controllo   dalle   Ragionerie
territoriali dello Stato, secondo la rispettiva competenza.
5. Gli atti adottati dalle amministrazioni periferiche  organizzate
su base interprovinciale o interregionale sono sottoposti all’ufficio
di  controllo  territorialmente   competente   rispetto   alla   sede
dell’ufficio che ha  adottato  l’atto.  Per  particolari  e  motivate
esigenze, con determina del  Ragioniere  generale  dello  Stato  puo’
essere stabilita una diversa competenza territoriale.
6. Il controllo  sui  decreti  interministeriali  e’  svolto  dagli
Uffici centrali del bilancio individuati in relazione agli  stati  di
previsione  della  spesa  sui  quali  il  decreto   produce   effetti
7. Il controllo di regolarita’  amministrativa  e  contabile  sugli
atti adottati dagli enti ed organismi pubblici e’ svolto dai  collegi
dei revisori dei conti e sindacali, ai sensi  degli  articoli  19,  e
1. L’analisi e valutazione della spesa e’  l’attivita’  sistematica
di analisi  della  programmazione  e  della  gestione  delle  risorse
finanziarie e  dei  risultati  conseguiti  dai  programmi  di  spesa,
finalizzata al miglioramento del grado  di  efficienza  ed  efficacia
della spesa  pubblica  anche  in  relazione  al  conseguimento  degli
obiettivi  di  finanza  pubblica.   Essa   viene   attuata   mediante
l’elaborazione e l’affinamento di metodologie per la definizione  dei
fabbisogni di spesa, per la verifica e il monitoraggio dell’efficacia
delle misure volte al  miglioramento  della  capacita’  di  controllo
della stessa, in termini di  quantita’  e  di  qualita’,  nonche’  la
formulazione  di  proposte   dirette   a   migliorare   il   rapporto
costo-efficacia dell’azione amministrativa. Le attivita’  di  cui  al
precedente periodo sono realizzate avvalendosi anche  di  metodologie
provenienti dall’analisi economica e statistica.
2. Le amministrazioni centrali dello Stato svolgono le attivita’ di
analisi e valutazione della spesa con le modalita’ di cui ai commi  4
3. Le amministrazioni pubbliche diverse da quelle di cui  al  comma
2, nell’ambito della propria autonomia, svolgono attivita’ di analisi
della spesa, di monitoraggio e valutazione degli interventi, al  fine
di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e di promuovere una  maggiore
efficienza ed efficacia della spesa pubblica.
4. L’analisi e la valutazione  della  spesa  delle  amministrazioni
centrali dello Stato si svolge nell’ambito dei nuclei  di  analisi  e
valutazione istituiti  ai  sensi  dell’articolo  39  della  legge  31
dicembre 2009, n. 196. Ciascun nucleo e’ costituito da rappresentanti
del Ministero interessato  e  del  Ministero  dell’economia  e  delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, che  ne
cura il coordinamento. Ai nuclei partecipa  anche  un  rappresentante
della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  –  Dipartimento  della
5.  Il  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato   –
Ispettorato generale del bilancio – supporta il programma  di  lavoro
dei nuclei di analisi e valutazione della spesa delle amministrazioni
centrali e propone strumenti e misure per rafforzare il  monitoraggio
della spesa e la valutazione delle politiche pubbliche, anche tramite
il rapporto triennale sulla valutazione e analisi della  spesa  delle
amministrazioni centrali dello Stato di  cui  all’articolo  41  della
legge del 31 dicembre 2009, n. 196.
– Per il testo degli articoli  39  e  41  della  citata
legge n. 196 del 2009, vedasi nelle note alle premesse.
Titolo II  CONTROLLO DI REGOLARITA’ AMMINISTRATIVA E
CONTABILE SUGLI ATTI DELLE AMMINISTRAZIONI STATALI
Capo I   Controllo preventivo
Atti sottoposti al controllo preventivo
1.  Sono  assoggettati  al  controllo  preventivo  di   regolarita’
amministrativa e contabile tutti gli atti dai quali derivino  effetti
finanziari per il bilancio dello Stato, ad eccezione di quelli  posti
in essere dalle amministrazioni, dagli organismi e dagli organi dello
Stato dotati di autonomia finanziaria e contabile.
2. Sono in ogni caso soggetti a  controllo  preventivo  i  seguenti
a) atti soggetti a controllo preventivo di legittimita’ della Corte
b) decreti di approvazione di contratti o atti aggiuntivi, atti  di
cottimo e affidamenti diretti, atti di riconoscimento di debito;
c) provvedimenti o contratti di assunzione di personale a qualsiasi
d)  atti  relativi  al  trattamento  giuridico  ed  economico   del
personale statale in servizio;
e) accordi in materia di contrattazione integrativa,  di  qualunque
livello, intervenuti ai sensi della vigente normativa  legislativa  e
contrattuale.  Gli  accordi  locali  stipulati  dalle   articolazioni
centrali e periferiche dei Ministeri sono sottoposti al controllo  da
parte del competente Ufficio centrale del bilancio;
f) atti e provvedimenti  comportanti  trasferimenti  di  somme  dal
bilancio dello Stato ad altri enti o organismi;
g) atti e provvedimenti  di  gestione  degli  stati  di  previsione
dell’entrata e della spesa, nonche’ del conto del patrimonio.
3. Gli atti di cui al comma 2, lettera a), sono inviati all’ufficio
di controllo e,  per  il  suo  tramite,  alla  Corte  dei  conti.  La
documentazione che accompagna  l’atto  viene  inviata  al  competente
ufficio di controllo, per il successivo inoltro alla Corte dei conti.
Gli eventuali  rilievi  degli  uffici  di  controllo  sono  trasmessi
all’amministrazione che ha emanato l’atto.
Le controdeduzioni dell’amministrazione  sono  parimenti  trasmesse
all’ufficio di controllo e, per il suo tramite, alla Corte dei conti,
unitamente all’atto corredato dalla relativa documentazione. La Corte
si pronuncia nei termini di cui all’articolo 3 della legge 14 gennaio
1994, n. 20 e all’articolo 27 della legge 24 novembre 2000,  n.  340,
che decorrono dal momento in cui l’atto le viene trasmesso,  completo
di documentazione, dall’ufficio di controllo competente.
4. I contratti  dichiarati  segretati  o  che  esigono  particolari
misure di sicurezza, ai sensi dell’articolo 17, comma 7, del  decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  sono  sottoposti  unicamente  al
controllo contabile di cui all’articolo 6, fatto salvo, in ogni caso,
– Per il testo dell’art. 3 della citata legge n. 20 del
1994, vedasi nelle note all’art. 2.
– Si riporta il  testo  dell’art.  27  della  legge  24
amministrativi – legge di semplificazione 1999):
«Art. 27 (Accelerazione del procedimento  di  controllo
della Corte dei conti). – 1. Gli atti trasmessi alla  Corte
dei conti  per  il  controllo  preventivo  di  legittimita’
divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta  giorni
dalla  loro  ricezione,  senza  che  sia  intervenuta   una
pronuncia della Sezione del controllo, salvo che la  Corte,
nel  predetto  termine,  abbia   sollevato   questione   di
legittimita’ costituzionale, per  violazione  dell’art.  81
della Costituzione, delle norme aventi forza di  legge  che
costituiscono  il  presupposto  dell’atto,   ovvero   abbia
sollevato,   in   relazione    all’atto,    conflitto    di
attribuzione. Per i provvedimenti di cui all’art. 3,  comma
1, lettera c-bis), della legge 14 gennaio 1994, n.  20,  il
termine di cui al primo  periodo,  incluso  quello  per  la
risposta ad eventuali richieste istruttorie, e’  ridotto  a
complessivi sette giorni; in ogni caso l’organo emanante ha
facolta’,  con   motivazione   espressa,   di   dichiararli
provvisoriamente efficaci. Il predetto termine  e’  sospeso
per il periodo intercorrente  tra  le  eventuali  richieste
istruttorie e  le  risposte  delle  amministrazioni  o  del
Governo, che non puo’ complessivamente essere  superiore  a
2.  La  Sezione  del  controllo  comunica  l’esito  del
procedimento nelle ventiquattro ore  successive  alla  fine
dell’adunanza.  Le   deliberazioni   della   Sezione   sono
pubblicate entro trenta giorni dalla data dell’adunanza.
3. All’art. 3, comma 2, della legge 14 gennaio 1994, n.
20, l’ultimo periodo e’ soppresso.
4.  Il  procedimento  previsto  dall’art.  25,  secondo
comma, del testo unico delle leggi sulla Corte  dei  conti,
approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n.  1214,  puo’
essere  attivato  dal  Consiglio  dei  Ministri  anche  con
riferimento ad una o  piu’  parti  dell’atto  sottoposto  a
controllo. L’atto, che si e’  risolto  debba  avere  corso,
diventa esecutivo ove le Sezioni riunite  della  Corte  dei
conti non abbiano  deliberato  entro  trenta  giorni  dalla
5. L’art. 61,  comma  4,  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, e’ abrogato.».
– Si riporta il testo del  comma  7  dell’art.  17  del
decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163  (Codice  dei
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE):
«7. I contratti di cui al presente  articolo  posti  in
essere   da   amministrazioni   statali   sono   sottoposti
esclusivamente al  controllo  successivo  della  Corte  dei
conti, la quale si pronuncia  altresi’  sulla  regolarita’,
sulla  correttezza   e   sull’efficacia   della   gestione.
Dell’attivita’ di cui al presente comma e’ dato conto entro
il  30  giugno  di  ciascun  anno  in  una   relazione   al
1. L’ufficio di controllo effettua la registrazione contabile delle
somme relative  agli  atti  di  spesa  di  cui  all’articolo  5,  con
conseguente effetto di rendere indisponibili ad altri fini  le  somme
ad essa riferite.
2. Gli atti di spesa non possono avere corso qualora:
a) siano pervenuti oltre il termine perentorio di ricevibilita’ del
31 dicembre dell’esercizio finanziario cui  si  riferisce  la  spesa,
fatti  salvi  quelli  direttamente  conseguenti  all’applicazione  di
provvedimenti   legislativi   pubblicati   nell’ultimo   quadrimestre
b) la spesa ecceda lo stanziamento del capitolo di bilancio, ovvero
dell’articolo, qualora il capitolo sia suddiviso in articoli;
c) l’imputazione della spesa sia errata  rispetto  al  capitolo  di
bilancio o all’esercizio finanziario, o alla competenza piuttosto che
ai residui;
d) siano violate le disposizioni che prevedono specifici  limiti  a
talune categorie di spesa;
e) non si rinviene la compatibilita’ dei costi della contrattazione
integrativa con i vincoli di bilancio ai sensi  dell’articolo  40-bis
del decreto legislativo 31 marzo 2001, n. 165.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  40-bis  del  citato
decreto legislativo n. 165 del 2001:
«Art. 40-bis (Controlli in  materia  di  contrattazione
integrativa). – 1. Il controllo  sulla  compatibilita’  dei
costi della contrattazione  collettiva  integrativa  con  i
vincoli di bilancio e  quelli  derivanti  dall’applicazione
delle norme di  legge,  con  particolare  riferimento  alle
disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla
corresponsione dei trattamenti accessori e’ effettuato  dal
collegio dei revisori dei conti,  dal  collegio  sindacale,
dagli uffici centrali di bilancio o dagli  analoghi  organi
previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai  contratti
integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi
vincoli di bilancio delle amministrazioni, si applicano  le
disposizioni di cui all’art. 40, comma  3-quinquies,  sesto
2. Per le amministrazioni statali, anche ad ordinamento
autonomo, nonche’ per gli enti pubblici non economici e per
gli enti e le istituzioni di ricerca con organico superiore
a duecento unita’, i  contratti  integrativi  sottoscritti,
corredati da una apposita relazione tecnico-finanziaria  ed
una  relazione  illustrativa  certificate  dai   competenti
organi di controllo previsti dal comma  1,  sono  trasmessi
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri  –  Dipartimento
della funzione pubblica  e  al  Ministero  dell’economia  e
delle finanze  –  Dipartimento  della  Ragioneria  generale
dello  Stato,  che,  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
ricevimento,    ne    accertano,     congiuntamente,     la
compatibilita’ economico-finanziaria, ai sensi del presente
articolo e dell’art. 40, comma  3-quinquies.  Decorso  tale
termine, che puo’ essere sospeso in caso  di  richiesta  di
elementi istruttori, la delegazione di parte pubblica  puo’
procedere alla stipula del contratto integrativo. Nel  caso
in  cui  il  riscontro  abbia  esito  negativo,  le   parti
riprendono le trattative.
3. Le amministrazioni  pubbliche  di  cui  all’art.  1,
comma  2,  inviano  entro  il  31  maggio  di  ogni   anno,
specifiche  informazioni  sui  costi  della  contrattazione
integrativa, certificate dagli organi di controllo interno,
al Ministero dell’economia e delle finanze, che predispone,
allo scopo, uno specifico modello di rilevazione,  d’intesa
con la Corte dei conti e con la  Presidenza  del  Consiglio
dei Ministri – Dipartimento della funzione  pubblica.  Tali
informazioni sono volte ad accertare, oltre il rispetto dei
vincoli finanziari in ordine  sia  alla  consistenza  delle
risorse  assegnate   ai   fondi   per   la   contrattazione
integrativa sia all’evoluzione della consistenza dei  fondi
e  della  spesa   derivante   dai   contratti   integrativi
applicati, anche la concreta definizione ed applicazione di
criteri improntati alla premialita’, al riconoscimento  del
merito ed alla valorizzazione dell’impegno e della qualita’
della performance  individuale,  con  riguardo  ai  diversi
istituti  finanziati  dalla   contrattazione   integrativa,
nonche’  a  parametri  di  selettivita’,  con   particolare
riferimento alle progressioni economiche.  Le  informazioni
sono trasmesse alla Corte dei conti che, ferme restando  le
ipotesi di  responsabilita’  eventualmente  ravvisabili  le
utilizza, unitamente a quelle trasmesse ai sensi del titolo
V, anche ai fini del referto sul costo del lavoro.
4. Le  amministrazioni  pubbliche  hanno  l’obbligo  di
pubblicare   in   modo   permanente   sul   proprio    sito
istituzionale, con  modalita’  che  garantiscano  la  piena
visibilita’  e   accessibilita’   delle   informazioni   ai
cittadini,  i  contratti  integrativi  stipulati   con   la
relazione   tecnico-finanziaria   e   quella   illustrativa
certificate dagli organi di controllo di cui  al  comma  1,
nonche’ le informazioni trasmesse annualmente ai sensi  del
comma 3. La relazione illustrativa, fra l’altro,  evidenzia
gli  effetti  attesi  in  esito  alla  sottoscrizione   del
contratto  integrativo  in  materia  di  produttivita’   ed
efficienza dei servizi erogati,  anche  in  relazione  alle
richieste dei cittadini. Il Dipartimento  per  la  funzione
pubblica di intesa con il Ministero dell’economia  e  delle
finanze e in sede di  Conferenza  unificata  predispone  un
modello  per  la   valutazione,   da   parte   dell’utenza,
dell’impatto   della   contrattazione    integrativa    sul
funzionamento  dei  servizi   pubblici,   evidenziando   le
richieste   e   le   previsioni   di   interesse   per   la
collettivita’. Tale modello e gli esiti  della  valutazione
vengono   pubblicati   sul   sito    istituzionale    delle
amministrazioni pubbliche interessate dalla  contrattazione
5.  Ai  fini  dell’art.  46,  comma  4,  le   pubbliche
amministrazioni sono tenute a trasmettere all’ARAN, per via
telematica, entro cinque giorni  dalla  sottoscrizione,  il
testo     contrattuale     con     l’allegata     relazione
tecnico-finanziaria ed  illustrativa  e  con  l’indicazione
delle  modalita’  di  copertura  dei  relativi  oneri   con
riferimento  agli  strumenti  annuali  e   pluriennali   di
bilancio.  I  predetti  testi  contrattuali  sono  altresi’
trasmessi al CNEL.
6.  Il  Dipartimento  della   funzione   pubblica,   il
Dipartimento della Ragioneria generale dello  Stato  presso
il Ministero dell’economia e delle finanze e la  Corte  dei
conti possono avvalersi ai sensi dell’art.  17,  comma  14,
della legge  15  maggio  1997,  n.  127,  di  personale  in
posizione di fuori ruolo o di comando per l’esercizio delle
funzioni di controllo sulla contrattazione integrativa.
7. In caso di mancato  adempimento  delle  prescrizioni
del  presente  articolo,  oltre  alle   sanzioni   previste
dall’art.   60,   comma   2,   e’   fatto   divieto    alle
amministrazioni di procedere a qualsiasi adeguamento  delle
risorse  destinate  alla  contrattazione  integrativa.  Gli
organi di controllo previsti dal  comma  1  vigilano  sulla
corretta  applicazione  delle  disposizioni  del   presente
1. A seguito della registrazione contabile  prevista  dall’articolo
6, sono accantonate e rese indisponibili le somme fino al momento del
pagamento. L’ufficio di controllo procede  all’esame  degli  atti  di
spesa  sotto  il  profilo  della  regolarita’   amministrativa,   con
2. L’ufficio  di  controllo  richiede  chiarimenti  o  comunica  le
osservazioni nei termini indicati dall’articolo 8.
3. In caso di esito negativo del controllo di cui al comma  1,  gli
atti non producono effetti a carico del bilancio dello  Stato,  salvo
che  sia  esplicitamente  richiesto  di  dare  ulteriore   corso   al
provvedimento, sotto la responsabilita’ del dirigente titolare  della
spesa ai sensi dell’articolo 10.
Termini del controllo
1. Gli atti  di  cui  all’articolo  5,  contestualmente  alla  loro
adozione, sono inviati all’ufficio di  controllo  che,  entro  trenta
giorni  dal  ricevimento,  provvede  all’apposizione  del  visto   di
regolarita’ amministrativa e contabile. Per i  provvedimenti  di  cui
all’articolo 5, comma 2, lettere c) e d), l’ufficio di  controllo  si
pronuncia entro sessanta  giorni.  Per  gli  accordi  in  materia  di
contrattazione integrativa di cui all’articolo 5,  comma  1,  lettera
e), restano fermi  i  termini  previsti  dalle  vigenti  disposizioni
2. Fatte salve le norme in materia  di  controllo  da  parte  della
Corte dei conti, ai sensi dell’articolo  3  della  legge  14  gennaio
1994, n. 20, trascorso il  termine  di  cui  al  comma  1  senza  che
l’ufficio di  controllo  abbia  formulato  osservazioni  o  richiesto
ulteriore documentazione,  l’atto  e’  efficace  e  viene  restituito
munito di visto.
3. In presenza di osservazioni o di  richiesta  di  chiarimenti,  i
termini per l’espletamento del controllo  di  cui  al  comma  1  sono
interrotti fino al momento in cui l’ufficio  di  controllo  riceve  i
documenti o i chiarimenti richiesti.
4. Il controllo degli atti di cui all’articolo 5, comma 2,  lettere
b), c) e d), puo’  essere  espletato  secondo  un  programma  annuale
approvato  dal  Ragioniere  generale  dello   Stato,   basato   sulla
complessita’ degli atti, sulla loro rilevanza ai fini  della  finanza
pubblica e sull’efficacia dell’esercizio del controllo.
Documentazione giustificativa
1. Gli atti sottoposti  al  controllo  sono  corredati  da  titoli,
documenti, certificazioni previste da  specifiche  norme  e  da  ogni
altro atto o documento giustificativo degli stessi.
2. La documentazione di cui al comma 1 e’  allegata  in  originale.
Nei casi debitamente attestati e motivati dal dirigente  responsabile
della spesa, in cui ricorra l’imprescindibile esigenza di  conservare
gli originali  presso  l’ufficio  emittente,  e’  possibile  allegare
copie, munite  della  certificazione  di  conformita’  all’originale.
Espletato il controllo, gli atti e la  relativa  documentazione  sono
restituiti all’amministrazione.
3.   Sono   fatte   salve   le   disposizioni   in    materia    di
dematerializzazione degli  atti  e  dei  flussi  informativi  tra  le
pubbliche   amministrazioni,   con   particolare   riferimento   alle
disposizioni in materia di Codice  dell’amministrazione  digitale  di
cui al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  e  successive
– Il decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82  (Codice
dell’amministrazione   digitale),   e’   pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale 16  maggio  2005,  n.  112,  supplemento
Effetti delle osservazioni
1. Ricevute le osservazioni o le richieste di  chiarimenti  di  cui
all’articolo 8, il  dirigente  responsabile  comunica,  entro  trenta
giorni, se  intende  modificare  o  ritirare  il  provvedimento,  per
conformarsi alle  indicazioni  ricevute  dall’ufficio  di  controllo.
Entro il medesimo termine il dirigente responsabile, sotto la propria
responsabilita’,  puo’  disporre  di   dare   comunque   seguito   al
provvedimento,  che   acquista   efficacia   pur   in   presenza   di
osservazioni. In tali casi l’ufficio di controllo ne  prende  atto  e
trasmette  l’atto  corredato  dalle  osservazioni  e  dalla  relativa
documentazione al competente ufficio di  controllo  della  Corte  dei
2. Nei casi in cui il termine di  cui  al  comma  1  decorre  senza
alcuna disposizione impartita dal dirigente responsabile ai sensi del
medesimo comma, il provvedimento  oggetto  di  rilievo  non  acquista
efficacia, e’ improduttivo di effetti contabili e  viene  restituito,
non vistato, all’amministrazione emittente.
3. E’ esclusa la possibilita’ di  disporre  l’ulteriore  corso  del
provvedimento nei seguenti casi:
a) provvedimenti non  sorretti  da  un’obbligazione  giuridicamente
perfezionata o che dispongono l’utilizzo di somme destinate ad  altre
finalita’;
b) provvedimenti concernenti pagamenti in conto sospeso  emessi  ai
sensi dell’articolo 14 del decreto-legge 31 dicembre  1996,  n.  669,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e
successive   modificazioni,   non    derivanti    da    provvedimenti
giurisdizionali o da lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva.
– Si riporta il testo dell’art. 14 del decreto-legge 31
dicembre 1996, n.  669  (Disposizioni  urgenti  in  materia
tributaria, finanziaria e contabile a  completamento  della
manovra di finanza pubblica per  l’anno  1997),  convertito
dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30:
«Art. 14 (Esecuzione forzata nei confronti di pubbliche
amministrazioni). – 1. Le amministrazioni dello Stato e gli
enti pubblici non economici  completano  le  procedure  per
l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e  dei  lodi
arbitrali  aventi   efficacia   esecutiva   e   comportanti
l’obbligo di pagamento di somme di danaro entro il  termine
di  centoventi  giorni  dalla  notificazione   del   titolo
esecutivo. Prima di tale  termine  il  creditore  non  puo’
procedere ad esecuzione forzata ne’ alla notifica  di  atto
di precetto.
1-bis.  Gli   atti   introduttivi   del   giudizio   di
cognizione, gli  atti  di  precetto  nonche’  gli  atti  di
pignoramento e sequestro devono essere notificati a pena di
nullita’  presso  la   struttura   territoriale   dell’Ente
pubblico nella  cui  circoscrizione  risiedono  i  soggetti
privati  interessati  e   contenere   i   dati   anagrafici
dell’interessato, il codice fiscale  ed  il  domicilio.  Il
pignoramento di crediti di cui all’art. 543 del  codice  di
procedura civile promosso nei confronti di enti ed istituti
esercenti forme di previdenza  ed  assistenza  obbligatorie
organizzati su base territoriale deve essere instaurato,  a
pena    di    improcedibilita’    rilevabile     d’ufficio,
esclusivamente innanzi  al  giudice  dell’esecuzione  della
sede principale del tribunale nella cui  circoscrizione  ha
sede l’ufficio giudiziario che ha emesso  il  provvedimento
in forza del quale la procedura esecutiva e’  promossa.  Il
pignoramento perde efficacia quando dal suo  compimento  e’
trascorso  un   anno   senza   che   sia   stata   disposta
l’assegnazione. L’ordinanza che dispone ai sensi  dell’art.
553 del  codice  di  procedura  civile  l’assegnazione  dei
crediti  in  pagamento  perde  efficacia  se  il  creditore
procedente, entro il termine di un anno dalla data  in  cui
e’ stata emessa,  non  provvede  all’esazione  delle  somme
assegnate.
1-ter.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1-bis  si
applicano anche  ai  pignoramenti  mobiliari  di  cui  agli
articoli 513 e seguenti  del  codice  di  procedura  civile
promossi nei confronti di enti ed istituti esercenti  forme
di previdenza ed  assistenza  obbligatorie  organizzati  su
base territoriale.
2. Nell’ambito delle amministrazioni dello  Stato,  nei
casi previsti dal comma 1, il dirigente responsabile  della
spesa,  in  assenza  di  disponibilita’   finanziarie   nel
pertinente  capitolo,   dispone   il   pagamento   mediante
emissione di  uno  speciale  ordine  di  pagamento  rivolto
all’istituto tesoriere, da regolare in  conto  sospeso.  La
reintegrazione dei capitoli  avviene  a  carico  del  fondo
previsto dall’art. 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468,  in
deroga alle prescrizioni dell’ultimo comma. Con decreto del
Ministro  del  tesoro  sono  determinate  le  modalita’  di
emissione nonche’ le caratteristiche dello speciale  ordine
di pagamento previsto dal presente comma.
3. L’impignorabilita’ dei fondi di cui all’art.  1  del
decreto-legge 25  maggio  1994,  n.  313,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge  22  luglio  1994,  n.  460,  e’
estesa, con  decorrenza  dall’esercizio  finanziario  1993,
anche alle somme destinate ai progetti  finanziati  con  il
fondo nazionale di intervento  per  la  lotta  alla  droga,
istituito con decreto del  Presidente  della  Repubblica  9
ottobre 1990, n. 309, alle somme destinate  alle  spese  di
missione del Dipartimento della protezione civile,  nonche’
a quelle destinate agli organi istituiti dagli articoli  3,
4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801.
4. Nell’art. 1, comma 1, del  decreto-legge  25  maggio
1994, n. 313, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
luglio 1994, n. 460, dopo le  parole:  “Polizia  di  Stato”
sono inserite le parole “della Polizia penitenziaria e  del
Corpo forestale dello Stato”.».
Capo II   Controllo successivo
Atti sottoposti al controllo successivo
e soggetti obbligati
1.  Sono  sottoposti  al  controllo   successivo   di   regolarita’
amministrativa e contabile i seguenti atti:
a) rendiconti amministrativi  relativi  alle  aperture  di  credito
alimentate con fondi  di  provenienza  statale  resi  dai  funzionari
delegati titolari di contabilita’ ordinaria e speciale;
b) rendiconti amministrativi resi dai commissari delegati  titolari
di contabilita’ speciale di cui all’articolo 5,  comma  5-bis,  della
legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive  modificazioni,  nonche’
da ogni altro soggetto gestore, comunque denominato;
c) rendiconti  amministrativi  afferenti  a  un’unica  contabilita’
speciale alimentata con fondi di provenienza statale  e  non  statale
per la realizzazione di accordi di programma;
d) ogni altro rendiconto previsto  da  specifiche  disposizioni  di
e) conti giudiziali.
2. I soggetti gestori dei fondi di cui al comma 1, lettere dalla a)
alla d), devono rendere il conto finanziario della loro  gestione  al
competente ufficio di  controllo  al  termine  di  ciascun  esercizio
finanziario, nonche’ alla conclusione dell’intervento delegato.
3. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettera c),  qualora  la  quota
parte di finanziamento statale sia maggioritaria, il riscontro  viene
effettuato dal competente ufficio di controllo del Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato. Diversamente, il  competente  organo
di controllo e’  individuato  in  sede  di  accordo  di  programma  o
dall’ordinamento dell’amministrazione che  mette  a  disposizione  la
prevalente quota di  finanziamento.  In  ogni  caso,  gli  esiti  del
controllo sono comunicati a tutte le amministrazioni partecipanti per
i relativi provvedimenti di competenza.
4. I commissari delegati e i soggetti attuatori di cui all’articolo
5, comma 5-bis, della legge 24 febbraio 1992, n.  225,  e  successive
modificazioni,   entro    dieci    giorni    dall’insediamento,    in
considerazione della complessita’ della gestione  e  della  rilevanza
delle risorse normalmente  accreditate,  trasmettono  all’ufficio  di
controllo  copia  dell’ordinanza  istitutiva   della   gestione.   Su
specifica richiesta degli uffici di controllo, i commissari  delegati
trasmettono  copia  degli  atti  adottati   riguardanti   l’attivita’
contrattuale posta in essere con l’utilizzo delle risorse ricevute  e
ogni elemento informativo  ritenuto  utile  ai  fini  del  successivo
controllo del rendiconto.
5. Per particolari  tipologie  di  rendiconti  resi  da  commissari
delegati  o  commissari  straordinari  o  funzionari  delegati   alla
realizzazione di opere specifiche o urgenti, possono essere stabilite
procedure  di  controllo  di  tipo  concomitante  sui  contratti   di
particolare rilevanza e complessita’, secondo criteri e modalita’  da
definirsi con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,  di
concerto  con  i  Ministri  titolari  della  spesa,  fermo   restando
l’obbligo di rendicontazione.
6.  Sono  fatte  salve  le  diverse  attribuzioni   di   competenza
territoriale dettate da specifiche leggi di settore, nonche’ tutte le
speciali disposizioni  normative  vigenti  in  materia  di  controllo
– Si riporta il testo del comma 5-bis dell’art. 5 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225  (Istituzione  del  Servizio
nazionale della protezione civile):
«5-bis. Ai fini del rispetto  dei  vincoli  di  finanza
pubblica, i Commissari delegati  titolari  di  contabilita’
speciali, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto
18 novembre 1923,  n.  2440,  e  dell’art.  333  del  regio
decreto 23 maggio 1924,  n.  827,  rendicontano,  entro  il
quarantesimo giorno dalla chiusura di ciascun  esercizio  e
dal termine della gestione o del loro  incarico,  tutte  le
entrate e tutte le spese riguardanti l’intervento delegato,
indicando la provenienza dei fondi, i soggetti  beneficiari
e la tipologia di spesa, secondo uno  schema  da  stabilire
con decreto del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,
d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei  Ministri,  da
vigore del presente comma. Il rendiconto contiene anche una
sezione  dimostrativa  della   situazione   analitica   dei
crediti, distinguendo quelli certi ed esigibili  da  quelli
di  difficile  riscossione,  e  dei  debiti  derivanti   da
obbligazioni   giuridicamente   perfezionate   assunte    a
qualsiasi titolo dai commissari delegati, con l’indicazione
della relativa scadenza. Per l’anno 2008 va riportata anche
la situazione dei crediti e  dei  debiti  accertati  al  31
dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati,  con  le
stesse modalita’ di cui al presente  comma,  anche  i  dati
relativi agli interventi delegati dal commissario ad uno  o
piu’  soggetti  attuatori.  I  rendiconti  corredati  della
documentazione  giustificativa  sono   trasmessi,   per   i
relativi controlli,  al  Ministero  dell’economia  e  delle
Stato – Ragionerie territoriali  competenti  e  all’Ufficio
bilancio e ragioneria della Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri.   Le   ragionerie   territoriali   inoltrano    i
rendiconti, anche con  modalita’  telematiche  e  senza  la
documentazione a corredo, alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, all’ISTAT e  alla  competente  sezione  regionale
della Corte dei conti. Per l’omissione o il  ritardo  nella
rendicontazione si applica l’art. 337 del regio decreto  23
maggio 1924, n. 827. Al fine di  garantire  la  trasparenza
dei flussi finanziari e della  rendicontazione  di  cui  al
presente comma sono vietati girofondi tra  le  contabilita’
speciali.».
1. Il controllo  di  regolarita’  amministrativa  e  contabile  dei
rendiconti di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a),  puo’  essere
esercitato secondo un programma  elaborato  sulla  base  dei  criteri
definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle  finanze.  In
ogni caso, il programma deve ricomprendere i rendiconti  assoggettati
annualmente al controllo della Corte dei conti.
2. I frontespizi dei  rendiconti  amministrativi  non  inclusi  nel
programma di controllo sono restituiti all’amministrazione  emittente
con esplicita annotazione di esclusione dal controllo.
Contenuto dei rendiconti
1.  I   rendiconti   amministrativi   dimostrano,   nella   sezione
finanziaria, tutte le entrate e le uscite riguardanti l’intervento  o
le spese delegate, con indicazione della provenienza dei  fondi,  dei
soggetti beneficiari e della tipologia delle spese sostenute, secondo
lo schema predisposto con decreto del Ministro dell’economia e  delle
2. Fermo restando quanto disposto  dall’articolo  5,  comma  5-bis,
della legge 24 febbraio 1992, n. 225,  i  rendiconti  dei  commissari
delegati, straordinari o comunque  denominati  contengono  anche  una
sezione dimostrativa della situazione analitica dei crediti, distinti
in certi, esigibili e di difficile riscossione,  nonche’  dei  debiti
derivanti  da  obbligazioni  giuridicamente  perfezionate  assunte  a
qualsiasi titolo, con l’indicazione della relativa scadenza.
– Per il testo del comma 5-bis dell’art. 5 della citata
legge n. 225 del 1992, vedasi nelle note all’art. 11.
Procedimento di controllo dei rendiconti
1. I  rendiconti  amministrativi  sono  presentati  all’ufficio  di
controllo competente entro il venticinquesimo  giorno  successivo  al
termine dell’esercizio finanziario di  riferimento,  corredati  dalla
documentazione giustificativa della spesa in originale,  o  in  copia
conforme,  nei  casi  indicati  dall’articolo  9,  comma  2,  secondo
periodo. Per le Prefetture tale termine e’  fissato  al  quarantesimo
giorno. Sono fatte salve tutte le disposizioni normative di carattere
speciale che prevedono termini diversi o la  preventiva  trasmissione
dei  rendiconti  alla  competente  amministrazione  centrale  per   i
riscontri che ritenga necessari.
2. In caso di avvicendamento tra funzionari delegati, il rendiconto
e’ reso a cura del funzionario delegato in carica alla data  prevista
per la  sua  presentazione,  sulla  base  di  specifici  passaggi  di
consegne. I relativi verbali sono allegati al rendiconto. In caso  di
oggettiva impossibilita’, al rendiconto  e’  allegata  una  specifica
dichiarazione del funzionario in carica che ne attesti le ragioni. In
tale ipotesi, ciascun funzionario delegato e’  comunque  responsabile
per gli atti di spesa della propria gestione.
3. Gli uffici di controllo esaminano i  rendiconti  e  la  relativa
documentazione, verificando che sia data dimostrazione delle aperture
di credito ricevute, dei titoli estinti e  delle  somme  restanti  e,
separatamente, delle somme prelevate in contanti.
4.  Gli  uffici  di  controllo,   entro   l’esercizio   finanziario
successivo alla presentazione dei rendiconti, provvedono al discarico
di  quelli  ritenuti  regolari  e  li  restituiscono  al  funzionario
delegato muniti del visto  di  regolarita’  amministrativo-contabile,
unitamente alla documentazione originale, debitamente obliterata.
5. Nel caso in cui siano riscontrate irregolarita’, gli  uffici  di
controllo non discaricano  i  rendiconti  e  inviano  al  funzionario
delegato una nota di osservazione. I funzionari  delegati  rispondono
ai rilievi entro trenta giorni dal ricevimento della predetta nota di
6. Qualora il funzionario  delegato  non  fornisca  riscontro  alle
osservazioni dell’ufficio di controllo o le controdeduzioni rese  non
siano idonee a superare i rilievi formulati, i  rendiconti  non  sono
discaricati. In tali  casi,  l’ufficio  di  controllo  restituisce  i
rendiconti  al  funzionario   delegato   responsabile,   informandone
contestualmente  l’amministrazione  che  ha  disposto  l’apertura  di
7. In caso di mancata  presentazione  del  rendiconto  nel  termine
previsto, l’ufficio di  controllo  diffida  il  funzionario  delegato
inadempiente assegnandogli un termine  per  la  presentazione,  e  ne
informa l’amministrazione centrale  di  appartenenza.  Decorso  senza
esito tale termine, il rendiconto e’  predisposto  d’ufficio  a  cura
dell’amministrazione che ha disposto l’apertura di credito, con oneri
finanziari a carico del funzionario delegato inadempiente.
8. Nei casi previsti dai  commi  6  e  7,  l’ufficio  di  controllo
informa la competente sezione di controllo  della  Corte  dei  conti.
Fatte salve le eventuali responsabilita’  amministrativo-contabili  e
disciplinari, del comportamento del funzionario si tiene conto  anche
ai fini della corresponsione della quota  del  trattamento  economico
accessorio  collegato  alla   produttivita’   individuale   e   della
Relazione sulla realizzazione degli interventi delegati
1. Fermo l’obbligo di presentazione degli atti cui all’articolo 11,
i funzionari  delegati,  i  commissari  delegati,  i  commissari  del
Governo o i soggetti, in qualunque altro modo denominati, autorizzati
alla gestione di fondi statali  per  la  realizzazione  di  specifici
interventi  o  progetti  trasmettono   annualmente   all’ufficio   di
controllo, ai fini del successivo inoltro al Ministero  delegante  ed
alla competente sezione di  controllo  della  Corte  dei  conti,  una
relazione  sullo  stato  di  attuazione  dell’intervento   indicando,
qualora esso non sia concluso  nei  tempi  prestabiliti,  le  ragioni
ostative. Del contenuto della relazione si tiene conto ai fini  della
valutazione della performance individuale.
2. La relazione  e’  trasmessa  all’ufficio  di  controllo  per  il
successivo inoltro al Ministero delegante ed  anche  alla  competente
sezione di controllo della Corte dei conti. Di essa  si  tiene  conto
anche ai fini della valutazione della performance individuale.
Controllo dei conti giudiziali
1.  Gli  agenti  incaricati  della  riscossione  delle  entrate   e
dell’esecuzione dei pagamenti  delle  spese,  o  che  ricevono  somme
dovute allo Stato e altre delle quali lo Stato  diventa  debitore,  o
hanno maneggio qualsiasi di denaro ovvero debito di materie,  nonche’
coloro che si ingeriscono negli incarichi attribuiti ai detti agenti,
devono rendere il conto della propria gestione  alle  amministrazioni
centrali o  periferiche  dalle  quali  dipendono,  ovvero  dalla  cui
amministrazione  sono  vigilati,  per  il   successivo   inoltro   ai
competenti uffici di controllo.
2. Il conto giudiziale e’ reso entro i  due  mesi  successivi  alla
chiusura dell’esercizio finanziario di riferimento  e  comunque  alla
data della cessazione della gestione.
3. Gli uffici di controllo, qualora non abbiano nulla da osservare,
appongono   sui   singoli   conti    il    visto    di    regolarita’
amministrativo-contabile e li trasmettono alla Corte dei conti  entro
i due mesi successivi alla data della loro ricezione ovvero a  quella
della ricezione dei chiarimenti o dei documenti richiesti con note di
Controlli sull’attivita’ di riscossione
1. Le Ragionerie territoriali dello Stato svolgono,  congiuntamente
con l’Agenzia delle entrate, attivita’ di verifica sugli agenti della
riscossione, secondo criteri selettivi e linee guida individuati  con
direttive impartite d’intesa tra il Ragioniere generale dello Stato e
il Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
2.  Il  Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato   –
Ispettorato generale  di  finanza,  in  sede  di  monitoraggio  delle
verifiche svolte ai sensi del comma 1, puo’ proporre, d’intesa con le
amministrazioni  interessate,  eventuali  interventi  necessari   per
migliorare l’attivita’ di riscossione.
3. L’agente della riscossione deve allegare al conto giudiziale  di
fine anno un documento illustrativo  dei  residui  attivi  risultanti
dalle singole contabilita’, con la  valutazione  del  loro  grado  di
esigibilita’  e  delle  eventuali   cause   ostative   alla   mancata
riscossione. Con le  direttive  di  cui  al  comma  1,  sono  fissati
annualmente criteri quantitativi e qualitativi  per  l’individuazione
delle posizioni da  sottoporre  alla  valutazione  di  cui  al  primo
Relazione annuale sull’esito del controllo
1. Gli uffici di controllo, entro il mese di  febbraio  di  ciascun
anno, trasmettono  alla  amministrazione  interessata  una  relazione
sintetica sulle principali irregolarita’  riscontrate  nell’esercizio
del controllo preventivo e successivo relativo  all’anno  precedente,
con una elencazione dei casi in cui non e’ stato apposto il visto  di
regolarita’.
2. La relazione di cui al comma 1 e’ inviata anche alla  Corte  dei
conti, nonche’ all’Ispettorato generale di finanza.
3. Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato  riferisce
annualmente al Ministro dell’economia e delle finanze in ordine  alle
attivita’  di  verifica,  valutazione   e   monitoraggio   espletate,
nell’ambito della relazione di cui all’articolo 25, comma 1.  A  tale
fine gli uffici di  controllo  effettuano  un  costante  monitoraggio
finanziario sugli andamenti delle spese,  per  singola  legge  o  per
determinate tipologie di spese, secondo  le  disposizioni  e  con  le
modalita’  indicate  dalle  leggi   vigenti.   Le   conclusioni   del
monitoraggio finanziario di cui al comma  precedente  sono  trasmesse
anche al Ministero competente all’adozione delle  misure  correttive.
Nella relazione di cui al primo periodo viene dato,  in  particolare,
conto della complessiva attivita’ di  monitoraggio  svolta  ai  sensi
dell’articolo 17, comma 12, della legge 31  dicembre  2009,  n.  196,
evidenziando, con riferimento a ciascuna  clausola  di  salvaguardia,
l’andamento effettivo degli oneri rispetto alle previsioni di spesa.
– Per il testo dell’art. 17 della citata legge  n.  196
del 2009, vedasi nelle note alle premesse.
Titolo III  I CONTROLLI DEI COLLEGI DEI REVISORI DEI CONTI
E SINDACALI PRESSO GLI ENTI E ORGANISMI PUBBLICI
Costituzione dei collegi dei revisori dei conti e sindacali
1. I collegi dei revisori dei  conti  e  sindacali  degli  enti  ed
organismi pubblici, escluse  le  societa’,  sono  costituiti  con  la
nomina disposta  da  parte  della  amministrazione  vigilante  ovvero
mediante deliberazioni dei competenti organi degli enti ed organismi,
ai  sensi  delle  vigenti  disposizioni  di   legge,   statutarie   e
2.  Qualora  entro  quarantacinque  giorni  non  si  provveda  alla
costituzione dei collegi ai  sensi  del  comma  1,  l’amministrazione
vigilante nomina in via straordinaria, nei successivi trenta  giorni,
un collegio di tre componenti in possesso dei  requisiti  prescritti.
Decorso inutilmente il predetto termine di trenta giorni, vi provvede
il  Ministero  dell’economia  e  delle   finanze   nominando   propri
funzionari. Il  collegio  straordinario  cessa  le  proprie  funzioni
all’atto di nomina del nuovo collegio.
Compiti dei collegi dei revisori dei conti e sindacali
1. I collegi dei revisori dei conti e sindacali presso gli enti  ed
organismi pubblici, di cui all’articolo 19, vigilano  sull’osservanza
delle disposizioni di legge, regolamentari e  statutarie;  provvedono
agli  altri  compiti  ad  essi  demandati  dalla  normativa  vigente,
compreso il monitoraggio della spesa pubblica.
2. I collegi dei revisori dei conti e  sindacali,  in  particolare,
a) verificare  la  corrispondenza  dei  dati  riportati  nel  conto
consuntivo o bilancio d’esercizio con quelli analitici desunti  dalla
contabilita’ generale tenuta nel corso della gestione;
b) verificare la loro corretta esposizione in bilancio, l’esistenza
delle attivita’ e passivita’ e l’attendibilita’ delle valutazioni  di
bilancio,  la  correttezza  dei  risultati  finanziari,  economici  e
patrimoniali della gestione e l’esattezza e  la  chiarezza  dei  dati
contabili  presentati  nei  prospetti  di  bilancio  e  nei  relativi
c) effettuare le analisi necessarie  e  acquisire  informazioni  in
ordine alla stabilita’ dell’equilibrio di  bilancio  e,  in  caso  di
disavanzo, acquisire informazioni circa la struttura dello  stesso  e
le  prospettive  di  riassorbimento  affinche’  venga,   nel   tempo,
salvaguardato l’equilibrio;
d)  vigilare   sull’adeguatezza   della   struttura   organizzativa
dell’ente e il rispetto dei principi di corretta amministrazione;
e) verificare l’osservanza delle norme che presiedono la formazione
e l’impostazione del bilancio preventivo e  del  conto  consuntivo  o
f) esprimere il parere  in  ordine  all’approvazione  del  bilancio
preventivo e del conto consuntivo o  bilancio  d’esercizio  da  parte
degli organi a cio’ deputati sulla base degli  specifici  ordinamenti
dei singoli enti;
g) effettuare almeno ogni trimestre  controlli  e  riscontri  sulla
consistenza della cassa e sulla esistenza dei valori, dei  titoli  di
proprieta’ e sui depositi e i titoli a custodia;
h) effettuare il controllo sulla  compatibilita’  dei  costi  della
contrattazione collettiva integrativa con i  vincoli  di  bilancio  e
quelli  derivanti  dall’applicazione  delle  norme  di   legge,   con
particolare riferimento alle disposizioni inderogabili  che  incidono
3. Gli schemi dei bilanci preventivi, delle variazioni  ai  bilanci
preventivi, delle delibere di accertamento  dei  residui,  del  conto
consuntivo o bilancio d’esercizio sono  sottoposti,  corredati  dalla
relazione illustrativa o da analogo documento, almeno quindici giorni
prima della data della relativa delibera, all’esame del collegio  dei
revisori dei conti o sindacale. Il collegio redige apposita relazione
da allegare ai predetti schemi, nella quale sono sintetizzati anche i
risultati del controllo svolto durante l’esercizio.
4. L’attivita’ dei collegi dei revisori e sindacali si conforma  ai
principi della continuita’, del campionamento e della  programmazione
5. I collegi dei revisori dei conti e  sindacali  non  intervengono
nella gestione e nell’amministrazione attiva degli enti  e  organismi
6. Alle sedute  degli  organi  di  amministrazione  attiva  assiste
almeno un componente del collegio dei revisori e sindacale.
7. I componenti del  collegio  dei  revisori  e  sindacale  possono
procedere ad atti di ispezione e controllo, anche individualmente.
8. Di ogni verifica,  ispezione  e  controllo,  anche  individuale,
nonche’ delle risultanze dell’esame collegiale dei bilanci preventivi
e relative variazioni e dei conti consuntivi o bilanci d’esercizio e’
redatto apposito verbale.
Indipendenza dei revisori e dei sindaci
presso gli enti ed organismi pubblici
1. Gli organi di  controllo  devono  assicurare  l’esercizio  delle
funzioni loro attribuite in modo indipendente. Ai revisori e  sindaci
presso enti  ed  organismi  pubblici  si  applicano  i  requisiti  di
onorabilita’, professionalita’ e indipendenza previsti  dall’articolo
2387 del codice civile.
– Si riporta il testo dell’art. 2387 del codice civile:
«Art. 2387 (Requisiti di onorabilita’, professionalita’
e indipendenza). – Lo statuto puo’ subordinare l’assunzione
della carica di  amministratore  al  possesso  di  speciali
requisiti    di    onorabilita’,    professionalita’     ed
indipendenza,  anche  con  riferimento  ai   requisiti   al
riguardo previsti da codici  di  comportamento  redatti  da
associazioni di categoria o  da  societa’  di  gestione  di
mercati regolamentati. Si applica in tal caso l’art. 2382.
Resta  salvo  quanto  previsto  da  leggi  speciali  in
relazione all’esercizio di particolari attivita’.».
Vigilanza sulle attivita’ dei collegi
dei revisori dei conti e sindacali
1. I rappresentanti del Ministero  dell’economia  e  delle  finanze
negli organi di cui all’articolo  21  sono  tenuti  a  trasmettere  i
verbali e i documenti  contabili  al  Dipartimento  della  Ragioneria
generale  dello  Stato,  anche  mediante   forme   di   comunicazione
telematica, secondo la normativa  vigente,  nonche’  a  fornire  alla
stessa ogni informazione richiesta.
Titolo IV   I CONTROLLI DEI SERVIZI ISPETTIVI DI FINANZA PUBBLICA
Verifiche sulla regolarita’ amministrativa e contabile
1. I Servizi ispettivi di finanza pubblica  svolgono  le  verifiche
amministrativo-contabili  in  conformita’  agli  obiettivi   generali
delineati nelle direttive annuali del Ministro dell’economia e  delle
finanze, emanate ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 30
2. L’attivita’ ispettiva e’ diretta a ricondurre a  economicita’  e
regolarita’  amministrativo-contabile  le   gestioni   pubbliche,   a
verificare la regolare produzione dei servizi, nonche’ a suggerire le
misure dalle quali possano derivare  miglioramenti  dei  saldi  delle
gestioni finanziarie pubbliche e della qualita’ della spesa.
– Si riporta il testo dell’art. 14 del  citato  decreto
legislativo n. 165 del 2001:
«Art. 14 (Indirizzo politico-amministrativo). –  1.  Il
Ministro esercita le funzioni di cui all’art. 4, comma 1. A
tal fine periodicamente, e comunque ogni anno  entro  dieci
giorni dalla pubblicazione della legge di  bilancio,  anche
sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all’art. 16:
rispettive amministrazioni delle risorse di cui all’art. 4,
comma 1, lettera c), del  presente  decreto,  ivi  comprese
quelle di cui all’art. 3 del decreto legislativo  7  agosto
1997, n. 279, e successive modificazioni e integrazioni, ad
esclusione delle risorse necessarie  per  il  funzionamento
degli uffici di cui al comma 2;  provvede  alle  variazioni
delle assegnazioni con le modalita’ previste  dal  medesimo
decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo altresi’
conto dei  procedimenti  e  subprocedimenti  attribuiti  ed
adotta gli altri provvedimenti ivi previsti.
adottato ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, della legge 23
agosto 1988, n. 400. A  tali  uffici  sono  assegnati,  nei
limiti  stabiliti  dallo  stesso  regolamento:   dipendenti
disposizione di cui all’art. 17, comma 14, della  legge  15
maggio 1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si  provvede
al riordino delle segretarie particolari dei Sottosegretari
di Stato. Con decreto adottato  dall’autorita’  di  governo
competente, di concerto con il  Ministro  del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica, e’  determinato,
in attuazione dell’art. 12, comma 1, lettera n) della legge
15 marzo 1997, n. 59, senza aggravi  di  spesa  e,  per  il
personale disciplinato dai contratti  collettivi  nazionali
di lavoro, fino ad una specifica  disciplina  contrattuale,
il  trattamento  economico  accessorio,  da   corrispondere
mensilmente, a fronte delle responsabilita’, degli obblighi
di reperibilita’ e di disponibilita’ ad  orari  disagevoli,
ai dipendenti assegnati agli  uffici  dei  Ministri  e  dei
Sottosegretari di Stato. Tale trattamento, consiste  in  un
unico emolumento, e’ sostitutivo dei compensi per il lavoro
straordinario, per la produttivita’  collettiva  e  per  la
qualita’  della  prestazione   individuale.   Con   effetto
dall’entrata in vigore del regolamento di cui  al  presente
comma sono abrogate le norme  del  regio  decreto-legge  10
luglio  1924,  n.  1100,  e  successive  modificazioni   ed
integrazioni,  ed   ogni   altra   norma   riguardante   la
costituzione e la disciplina dei gabinetti dei  Ministri  e
delle   segretarie   particolari   dei   Ministri   e   dei
Sottosegretari di Stato.
previsto dall’art. 2, comma 3, lettera p)  della  legge  23
dall’art.  6  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
dall’art. 10 del relativo  regolamento  emanato  con  regio
annullamento ministeriale per motivi di legittimita’.».
Modalita’ di svolgimento dei controlli ispettivi
1. I soggetti destinatari dei controlli  ispettivi  sono  tenuti  a
consentire l’accesso  all’ispettore  incaricato  e  ad  esibire  allo
stesso e, su sua richiesta, a rilasciargli copia, atti,  documenti  e
dati, anche rilevati dai sistemi informatici, ritenuti  necessari  ai
fini della verifica.
2. A seguito della verifica, l’ispettore incaricato  predispone  la
relazione  ispettiva.  Le   criticita’   eventualmente   riscontrate,
unitamente al testo della  relazione,  sono  comunicate  ai  soggetti
sottoposti a verifica ed  alle  amministrazioni  vigilanti,  ai  fini
dell’adozione  delle  opportune   misure   correttive.   I   soggetti
ispezionati devono fornire ai Servizi ispettivi di  finanza  pubblica
le risposte ai  rilievi  formulati  ed  ogni  inerente  e  successiva
3. Nel caso in cui la relazione evidenzi ipotesi di danno erariale,
e’ effettuata una apposita segnalazione alla Procura regionale  della
Corte dei conti competente per territorio, ai sensi  dell’articolo  6
della legge 16 agosto 1962, n. 1291.
– Si riporta il testo dell’art. 6 della legge 16 agosto
1962, n. 1291  (Norme  integrative  dell’ordinamento  della
ragioneria generale dello Stato e  revisione  dei  relativi
ruoli organici):
«Art. 6. – L’obbligo di denuncia stabilito dall’art. 20
del testo unico approvato con decreto del Presidente  della
Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3,  per  gli  impiegati  con
qualifica di Ispettore generale e’ deferito, per  cio’  che
concerne gli impiegati del ruolo della  carriera  direttiva
dell’Ispettorato generale di finanza al Ragioniere generale
dello Stato.».
Titolo V   ANALISI E VALUTAZIONE DELLA SPESA
delle amministrazioni centrali dello Stato
1.  L’analisi  e  valutazione  della  spesa  delle  amministrazioni
centrali dello  Stato  e’  svolta  secondo  un  programma  di  lavoro
triennale concordato nell’ambito dei nuclei di analisi e  valutazione
della spesa di cui all’articolo 4, comma 4. Ciascun nucleo predispone
una relazione annuale che illustra le attivita’ svolte  e  gli  esiti
raggiunti. Il programma e la relazione sono trasmessi annualmente  ai
Ministri competenti, i quali possono  indicare  ulteriori  ambiti  di
interesse  e  di  approfondimento.  I   risultati   conseguiti   sono
utilizzati ai fini dell’elaborazione  del  Rapporto  triennale  sulla
spesa di cui all’articolo 41 della legge 31 dicembre  2009,  n.  196,
inviato  alle  Camere,  entro  il  30  settembre  del   triennio   di
riferimento,  ai  fini  dell’esame   da   parte   delle   Commissioni
parlamentari competenti per materia e per i  profili  finanziari,  ai
sensi dell’articolo 4 della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  nonche’
alle sezioni riunite della Corte dei conti.
2. Nell’ambito dei nuclei possono essere costituiti appositi gruppi
di lavoro a cui possono partecipare  anche  rappresentanti  di  altre
amministrazioni   o   istituzioni   pubbliche   nonche’    professori
universitari e altri soggetti con comprovata competenza in materia di
economia e finanza pubblica, senza  diritto  a  compensi  o  rimborsi
spese di alcun genere, per affrontare tematiche  specifiche  relative
all’elaborazione e affinamento di  metodologie  di  previsione  della
spesa  e  del  fabbisogno  associato  ai  programmi  di  spesa  e  di
valutazione dei  relativi  obiettivi.  I  nuclei  possono  effettuare
audizioni di esperti e di esponenti dei settori della societa’ civile
interessati all’attivita’ delle amministrazioni.
3. Nell’ambito dei nuclei e’ svolta  la  verifica  delle  attivita’
previste dall’articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e
dall’articolo 9 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, con riferimento
all’analisi delle cause di  formazione  dei  debiti  pregressi  delle
amministrazioni centrali e alle proposte di revisione delle correlate
procedure di spesa. I nuclei collaborano, inoltre,  al  completamento
della riforma del bilancio dello Stato di cui all’articolo  40  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, mediante la formulazione di  proposte
sulla revisione della struttura del bilancio statale. Le proposte  di
revisione sono, in particolare, volte ad accrescere la  flessibilita’
del bilancio ed a favorire il contenimento della spesa attraverso  la
revisione  della  struttura  e  del  numero  dei   programmi,   degli
stanziamenti  iscritti  in  ciascun  programma   e   della   relativa
legislazione, anche attraverso l’accorpamento delle autorizzazioni di
spesa. L’attivita’ di revisione dei programmi e della legislazione di
spesa deve prevedere  la  verifica  dell’efficacia,  dell’efficienza,
dell’attualita’ e della congruita’ delle  singole  autorizzazioni  di
spesa nonche’ un puntuale riesame della ripartizione delle  spese  in
non  rimodulabili  e  rimodulabili,  al  fine,  in  particolare,   di
attribuire la qualifica di spese rimodulabili alle spese  attualmente
considerate non rimodulabili non correlate  a  diritti  soggettivi  e
suscettibili di  essere  ridotte  in  via  amministrativa  attraverso
appropriate scelte gestionali. La relazione di cui  al  comma  1  da’
conto dell’attivita’ svolta dai nuclei ai sensi del presente comma.
4. All’attivita’ di analisi e valutazione della spesa concorrono:
a)  gli  Uffici  centrali  del  bilancio,  attraverso  la   diretta
partecipazione ai nuclei di cui al comma 1;
b) le Ragionerie territoriali  dello  Stato,  attraverso  l’analisi
delle spese statali soggette al  loro  controllo  e  il  concorso  al
monitoraggio del rispetto del patto di stabilita’ interno degli  enti
locali presenti nel territorio di propria competenza, secondo  ambiti
e modalita’ definiti con  determina  del  Ragioniere  generale  dello
c)  i  Servizi  ispettivi  di  finanza  pubblica,   attraverso   il
monitoraggio finalizzato alla verifica  dell’efficacia  delle  misure
volte  al  conseguimento  degli  obiettivi  di  finanza  pubblica  al
miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e
delle connesse procedure  di  spesa.  Con  determina  del  Ragioniere
generale dello Stato, possono essere disposte attivita’ di analisi di
particolari  tipologie  di  spese  o   di   specifici   comparti   di
amministrazioni   pubbliche   i   cui   risultati   sono   presi   in
considerazione per  l’elaborazione  del  Rapporto  triennale  di  cui
all’articolo 41 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
– Per il testo dell’art. 41 della citata legge  n.  196
– Si riporta il testo dell’art. 4 della citata legge n.
196 del 2009:
«Art. 4 (Controllo parlamentare). – 1. Il Governo,  nel
rapporto di cui all’art. 3 e su richiesta delle Commissioni
parlamentari competenti, fornisce alle medesime Commissioni
tutte le informazioni  utili  ad  esercitare  un  controllo
costante sull’attuazione della presente legge.  Sulla  base
delle informazioni ricevute  e  dell’attivita’  istruttoria
svolta anche in forma congiunta con le  modalita’  definite
dalle intese di cui al comma 2, le Commissioni parlamentari
competenti  delle  due  Camere  formulano  osservazioni  ed
esprimono valutazioni utili alla migliore impostazione  dei
documenti  di  bilancio  e  delle  procedure   di   finanza
2. In relazione  a  quanto  previsto  dal  comma  1,  i
Presidenti della Camera dei deputati  e  del  Senato  della
Repubblica, al fine di favorire  lo  svolgimento  congiunto
dell’attivita’ istruttoria utile al controllo  parlamentare
e di potenziare la capacita’ di approfondimento dei profili
tecnici della contabilita’  e  della  finanza  pubblica  da
parte delle Commissioni parlamentari  competenti,  adottano
intese volte a promuovere le attivita’  delle  due  Camere,
anche in  forma  congiunta,  nonche’  l’integrazione  delle
attivita’ svolte dalle  rispettive  strutture  di  supporto
tecnico, con particolare riferimento ai seguenti ambiti:
a) monitoraggio, controllo e verifica  degli  andamenti
della finanza pubblica e analisi delle  misure  finalizzate
al  miglioramento   della   qualita’   della   spesa,   con
particolare riferimento all’individuazione di indicatori di
risultato semplici, misurabili e riferiti ai  programmi  di
b) verifica dello stato di attuazione del  processo  di
riforma e dell’adeguamento della  struttura  del  bilancio,
con particolare riferimento al potenziamento della funzione
del  bilancio  di  cassa  e  al  suo  collegamento  con  la
contabilita’ economica, alla ridefinizione  funzionale  dei
programmi   in   rapporto   a   precisi   obiettivi,   alla
classificazione delle tipologie di spesa e ai parametri  di
c) analisi del  contenuto  informativo  necessario  dei
documenti trasmessi dal  Governo,  al  fine  di  assicurare
un’informazione sintetica, essenziale e comprensibile,  con
il  grado  di  omogeneita’  sufficiente  a  consentire   la
comparabilita’ nel tempo tra settori, livelli  territoriali
e tra i diversi documenti;
d) verifica delle metodologie  utilizzate  dal  Governo
per la copertura finanziaria  delle  diverse  tipologie  di
spesa,  nonche’  per  la  quantificazione   degli   effetti
finanziari  derivanti  da  provvedimenti   legislativi,   e
identificazione dei livelli informativi di  supporto  della
quantificazione, nonche’ formulazione di indicazioni per la
predisposizione di schemi metodologici distinti per settore
per la valutazione degli effetti finanziari;
e)  analisi  delle  metodologie   utilizzate   per   la
costruzione  degli   andamenti   tendenziali   di   finanza
pubblica,  anche  di  settore,   delle   basi   conoscitive
necessarie per la  loro  verifica,  nonche’  riscontro  dei
contenuti minimi di raccordo tra  andamenti  tendenziali  e
innovazioni legislative.
2-bis. Ai fini dell’esercizio delle attivita’ di cui al
presente articolo,  sulla  base  di  apposite  convenzioni,
l’ISTAT,    nell’ambito    delle     proprie     competenze
istituzionali, fornisce alle Camere, su richiesta, i dati e
le  elaborazioni  necessari  all’esame  dei  documenti   di
finanza pubblica. Dall’attuazione del  presente  comma  non
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185 (Misure urgenti  per  il  sostegno  a
in funzione anti-crisi  il  quadro  strategico  nazionale),
convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2:
«Art.   9   (Rimborsi    fiscali    ultradecennali    e
velocizzazione,  anche  attraverso  garanzie   della   Sace
s.p.a., dei pagamenti da parte della p.a.). –  1.  All’art.
15-bis, comma 12, del decreto-legge 2 luglio 2007,  n.  81,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2007,
n.  127,  e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente   periodo:
“Relativamente agli anni 2008 e 2009 le risorse disponibili
sono iscritte sul fondo di cui all’art. 1, comma 50,  della
legge  23  dicembre  2005,  n.  266,  rispettivamente,  per
provvedere  all’estinzione  dei   crediti,   maturati   nei
confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2007,  il
cui pagamento rientri, secondo i  criteri  di  contabilita’
nazionale, tra le regolazioni debitorie pregresse e il  cui
ammontare   e’   accertato   con   decreto   del   Ministro
dell’economia e  delle  finanze,  anche  sulla  base  delle
risultanze emerse a seguito della emanazione della  propria
circolare n. 7 del 5  febbraio  2008,  nonche’  per  essere
trasferite alla  contabilita’  speciale  n.  1778  ʻAgenzia
delle entrate – Fondi di Bilancio’ per i rimborsi richiesti
da piu’ di dieci anni,  per  la  successiva  erogazione  ai
contribuenti.”.
1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si  applicano,
alle condizioni, nei limiti delle risorse disponibili e con
le modalita’ ivi previsti, anche ai  crediti  maturati  nei
confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2008.  In
ogni caso non e’ consentita l’utilizzazione  per  spese  di
1-ter.  Allo  scopo  di  ottimizzare  l’utilizzo  delle
risorse  ed  evitare  la  formazione  di  nuove  situazioni
debitorie,  i  Ministeri  avviano,  di  concerto   con   il
Ministero dell’economia e delle finanze, nell’ambito  delle
attivita’ di cui all’art.  3,  comma  67,  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, un’attivita’ di analisi e  revisione
delle procedure di spesa e dell’allocazione delle  relative
risorse  in  bilancio.  I  risultati  delle  analisi   sono
illustrati in appositi rapporti  dei  Ministri  competenti,
che costituiscono parte integrante  delle  relazioni  sullo
stato della spesa di cui all’art. 3, comma 68, della  legge
24 dicembre 2007, n. 244, e  successive  modificazioni,  da
inviare alle Camere e al Ministero  dell’economia  e  delle
finanze. A tal fine il termine di cui al medesimo  art.  3,
comma 68, della legge n. 244 del 2007 e’  prorogato  al  20
1-quater. I rapporti di cui al comma 1-ter sono redatti
sulla base delle  indicazioni  fornite  con  circolare  del
Ministero dell’economia e delle finanze, da adottare  entro
il 30 giugno 2009. Ai fini del presente comma,  sulla  base
dei  dati  e  delle  informazioni  contenuti  nei  predetti
rapporti e di qualsiasi altro dato ritenuto necessario, che
i  Ministeri  sono   tenuti   a   fornire,   il   Ministero
dell’economia e delle finanze elabora specifiche proposte.
2. Per effetto della previsione di cui al  comma  1,  i
commi 139,  140  e  140-bis  dell’art.  1  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, sono abrogati.
3. Con  decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, da emanare entro 60 giorni dalla data  di  entrata
in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalita’
per favorire l’intervento delle imprese di assicurazione  e
della SACE s.p.a. nella prestazione di garanzie finalizzate
ad  agevolare  la  riscossione  dei  crediti  vantati   dai
fornitori  di  beni   e   servizi   nei   confronti   delle
amministrazioni pubbliche, con  priorita’  per  le  ipotesi
nelle  quali  sia  contestualmente  offerta  una  riduzione
dell’ammontare del credito originario.
3-bis.  A  partire  dall’anno  2009,  su  istanza   del
creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e
appalti, le  regioni,  gli  enti  locali  e  gli  enti  del
Servizio sanitario nazionale, nel rispetto  dei  limiti  di
cui agli articoli 77-bis  e  77-ter  del  decreto-legge  25
legge 6 agosto 2008, n. 133, possono certificare, entro  il
termine  di  venti   giorni   dalla   data   di   ricezione
dell’istanza, se il relativo credito sia certo, liquido  ed
esigibile, anche al fine  di  consentire  al  creditore  la
cessione pro soluto  a  favore  di  banche  o  intermediari
finanziari riconosciuti dalla  legislazione  vigente.  Tale
cessione ha effetto nei confronti del  debitore  ceduto,  a
far data dalla predetta certificazione, che puo’  essere  a
tal fine rilasciata anche nel caso in cui il  contratto  di
fornitura o di servizio in essere alla data di  entrata  in
vigore della legge  di  conversione  del  presente  decreto
escluda la cedibilita’ del credito  medesimo.  Con  decreto
del Ministro dell’economia e  delle  finanze,  da  adottare
entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore  della
legge   di   conversione   del   presente   decreto,   sono
disciplinate  le  modalita’  di  attuazione  del   presente
comma.».
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto-legge  1°
luglio  2009,  n.  78  (Provvedimenti  anticrisi,   nonche’
proroga di termini), convertito dalla legge 3 agosto  2009,
n. 102:
«Art. 9 (Tempestivita’ dei  pagamenti  delle  pubbliche
amministrazioni).  –   1.   Al   fine   di   garantire   la
tempestivita’     dei     pagamenti     delle     pubbliche
amministrazioni, in attuazione della  direttiva  2000/35/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000,
relativa alla lotta contro i  ritardi  di  pagamento  nelle
transazioni   commerciali,   recepita   con   il    decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231:
a) per prevenire la formazione  di  nuove  situazioni
debitorie:
1) le  pubbliche  amministrazioni  incluse  nell’elenco
adottato dall’Istituto nazionale di statistica  (ISTAT)  ai
sensi del comma 5 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, adottano entro il 31 dicembre 2009, senza  nuovi  o
maggiori oneri per la finanza pubblica, le opportune misure
organizzative per garantire il tempestivo  pagamento  delle
somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti. Le
misure  adottate  sono   pubblicate   sul   sito   internet
2) nelle amministrazioni di cui al numero 1, al fine di
evitare ritardi nei pagamenti e  la  formazione  di  debiti
pregressi, il  funzionario  che  adotta  provvedimenti  che
comportano impegni  di  spesa  ha  l’obbligo  di  accertare
preventivamente che il programma dei conseguenti  pagamenti
sia compatibile con i relativi stanziamenti di  bilancio  e
con  le  regole  di   finanza   pubblica;   la   violazione
dell’obbligo di accertamento  di  cui  al  presente  numero
comporta responsabilita’  disciplinare  ed  amministrativa.
Qualora  lo   stanziamento   di   bilancio,   per   ragioni
sopravvenute,  non  consenta  di  far  fronte   all’obbligo
contrattuale,   l’amministrazione   adotta   le   opportune
iniziative,  anche  di  tipo  contabile,  amministrativo  o
contrattuale,  per  evitare   la   formazione   di   debiti
pregressi.  Le  disposizioni  del  presente  punto  non  si
applicano  alle  aziende  sanitarie  locali,   ospedaliere,
ospedaliere  universitarie,  ivi  compresi  i   policlinici
universitari,  e  agli  istituti  di  ricovero  e  cura   a
carattere  scientifico  pubblici,  anche   trasformati   in
3) allo scopo di ottimizzare l’utilizzo  delle  risorse
ed evitare la formazione  di  nuove  situazioni  debitorie,
l’attivita’ di analisi e revisione delle procedure di spesa
e  dell’allocazione  delle  relative  risorse  in  bilancio
prevista per i Ministeri  dall’art.  9,  comma  1-ter,  del
modificazioni, dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2,  e’
effettuata  anche  dalle  altre  pubbliche  amministrazioni
incluse nell’elenco di  cui  al  numero  1  della  presente
lettera, escluse le Regioni e le Province autonome  per  le
quali  la  presente  disposizione   costituisce   principio
fondamentale di coordinamento  della  finanza  pubblica.  I
risultati  delle  analisi  sono  illustrati   in   appositi
rapporti redatti in conformita’  con  quanto  stabilito  ai
sensi  del  comma  1-quater   del   citato   art.   9   del
decreto-legge n. 185 del 2008;
4) per le amministrazioni  dello  Stato,  il  Ministero
Ragioneria  generale  dello  Stato,  anche  attraverso  gli
uffici centrali del bilancio e le  ragionerie  territoriali
dello  Stato,  vigila  sulla  corretta  applicazione  delle
disposizioni  di  cui  alla   presente   lettera,   secondo
procedure da definire con apposito  decreto  del  Ministero
dell’economia e delle finanze,  da  emanarsi  entro  trenta
giorni dall’entrata in vigore del presente decreto. Per gli
enti ed organismi  pubblici  non  territoriali  gli  organi
interni  di  revisione  e  di  controllo  provvedono   agli
analoghi adempimenti di vigilanza. I  rapporti  di  cui  al
numero 3 sono inviati ai Ministeri vigilanti; per gli  enti
locali e  gli  enti  del  servizio  sanitario  nazionale  i
rapporti  sono  allegati  alle  relazioni   rispettivamente
previste nell’art. 1, commi  166  e  170,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266;
b) in relazione ai debiti gia’ in essere alla data di
entrata in vigore del  presente  decreto,  l’ammontare  dei
crediti esigibili nei confronti dei Ministeri alla data del
31 dicembre 2008, iscritti nel conto  dei  residui  passivi
del bilancio dello Stato per l’anno 2009 ed in essere  alla
data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  per
somministrazioni,  forniture  ed  appalti,  e’   accertato,
all’esito di una rilevazione straordinaria, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze. I predetti  crediti
sono  resi  liquidabili  nei  limiti  delle  risorse   rese
disponibili dalla legge di assestamento di cui all’art. 17,
primo comma, della legge 5 agosto 1978,  n.  468,  relativa
all’anno finanziario 2009.
1-bis. Le somme dovute da una regione commissariata  ai
sensi dell’art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004,
n.  311,  e  successive  modificazioni,  nei  confronti  di
un’amministrazione pubblica di cui all’art. 1, comma 2, del
modificazioni,  sono  regolate  mediante   intervento   del
tesoriere con  delegazione  di  pagamento  ai  sensi  degli
articoli  1268  e  seguenti  del  codice  civile,  che   si
determina automaticamente al momento del riconoscimento del
debito  da   parte   dell’amministrazione   debitrice,   da
effettuare     entro     trenta     giorni     dall’istanza
dell’amministrazione creditrice. Decorso tale termine senza
contestazioni   puntuali   da    parte    della    pubblica
amministrazione debitrice, il debito  si  intende  comunque
riconosciuto nei termini di cui all’istanza.».
– Per il testo degli articoli  40  e  41  della  citata
Potenziamento delle strutture  e  degli  strumenti  del  Dipartimento
della Ragioneria generale dello  Stato  per  lo  svolgimento  delle
attivita’ di analisi e revisione della spesa
1. Al fine di potenziare l’attivita’ di analisi e valutazione della
spesa, il Dipartimento  della  Ragioneria  generale  dello  Stato  e’
autorizzato ad avvalersi di collaborazioni, anche mediante la stipula
di apposite convenzioni, con universita’ pubbliche e  private  e  con
altri soggetti pubblici. Allo stesso fine, il  medesimo  dipartimento
e’ autorizzato a promuovere, per il tramite  della  Scuola  superiore
dell’economia  e  delle  finanze,  iniziative  di  formazione   sulle
tecniche di analisi economica e statistica e sugli  aspetti  macro  e
micro di analisi della spesa nel settore pubblico.
2. Al fine di potenziare le  capacita’  di  analisi  statistica  ed
economica della spesa e per lo svolgimento delle  attivita’  connesse
alla realizzazione dei  programmi  di  analisi  e  valutazione  della
spesa, con decreto del Ministro dell’economia  e  delle  finanze,  ai
sensi dell’articolo 17, comma  4-bis,  lettera  e),  della  legge  23
agosto 1988, n. 400, si provvede ad individuare fino a sei  posizioni
dirigenziali tra quelle esistenti nell’ambito del Dipartimento  della
Ragioneria generale dello Stato  da  destinare  allo  svolgimento  di
compiti di studio e ricerca.
3. Per lo svolgimento delle  attivita’  di  analisi  e  valutazione
della  spesa  di  cui  all’articolo  25  del  presente  decreto,   il
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato puo’ avvalersi, ai
sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127,
di personale in posizione  di  comando,  su  richiesta  del  Ministro
4. Nell’ambito dei bandi per  il  reclutamento  di  funzionari  del
Ministero dell’economia e delle finanze da assegnare al  Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, una quota dei  posti  messi  a
concorso puo’ essere destinata a profili di tipo economico-statistico
ai fini dello svolgimento dell’attivita’  di  analisi  e  valutazione
– Si riporta il testo  del  comma  4-bis  dell’art.  17
«4-bis. L’organizzazione e la disciplina  degli  uffici
– Si riporta il testo del comma 14 dell’art.  17  della
legge 15  maggio  1997,  n.  127  (Misure  urgenti  per  lo
snellimento    dell’attivita’    amministrativa    e    dei
procedimenti di decisione e di controllo):
«14.  Nel  caso  in  cui  disposizioni   di   legge   o
regolamentari   dispongano   l’utilizzazione   presso    le
amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in
posizione di fuori ruolo o di comando,  le  amministrazioni
di appartenenza sono tenute ad adottare il provvedimento di
fuori ruolo  o  di  comando  entro  quindici  giorni  dalla
richiesta.».
Condivisione di banche dati per le attivita’ di analisi
e valutazione della spesa
1. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento  della
Ragioneria  generale  dello  Stato,  gli  organismi  indipendenti  di
valutazione della performance di  cui  all’articolo  14  del  decreto
legislativo 27  ottobre  2009,  n.  150,  e  la  Commissione  per  la
valutazione, la  trasparenza  e  l’integrita’  delle  amministrazioni
pubbliche (CIVIT) assicurano lo scambio dei dati utili all’analisi  e
valutazione della spesa e  trovano  soluzioni  per  semplificare  gli
adempimenti richiesti alle amministrazioni  centrali  in  materia  di
misurazione   delle   performance,   nonche’   per   migliorare    la
disponibilita’ di informazioni quantitative  sugli  obiettivi  e  sui
risultati conseguiti con la spesa.
2. Gli uffici di statistica delle  amministrazioni  centrali  dello
Stato  rendono  disponibili,  per  via   telematica,   al   Ministero
generale dello Stato, i dati utili alla realizzazione  dell’attivita’
di analisi e valutazione della spesa provenienti dalle  banche  dati,
indagini  e  sistemi  informativi  dell’amministrazione.   Facilitano
inoltre l’accesso a tali informazioni e ad altri dati provenienti dal
SISTAN, anche nella forma di  dati  elementari,  nel  rispetto  della
normativa vigente in materia di segreto  statistico,  senza  nuovi  o
3. Con riferimento alle attivita’ di cui all’articolo 25, comma  1,
le amministrazioni centrali implementano, nei  limiti  delle  risorse
finanziarie disponibili a legislazione vigente, i sistemi informativi
esistenti al fine di garantire il monitoraggio della spesa in termini
di  realizzazione  fisica,  la  misurazione  del   numero   e   delle
caratteristiche dei beneficiari dei servizi  erogati,  nonche’  della
qualita’ dei servizi e dei risultati conseguiti con  gli  interventi,
anche qualora si tratti di interventi e servizi la cui  realizzazione
e’ affidata ad altre amministrazioni e imprese pubbliche.
4. I dati di cui ai commi  1,  2  e  3  confluiscono  nell’apposita
sezione della banca dati unitaria delle pubbliche amministrazioni  di
cui all’articolo 39, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
5. In caso di ritardata  o  mancata  trasmissione  dei  dati  senza
motivata   giustificazione,   su    comunicazione    del    Ministero
dell’economia e delle finanze, l’amministrazione  competente  procede
nei confronti dei dirigenti responsabili alla  riduzione  della  loro
retribuzione di risultato in una percentuale compresa tra  un  minimo
del 2 per cento e un massimo  del  7  per  cento  in  funzione  della
gravita’  del  ritardo  o  del  mancato  invio   delle   informazioni
Note all’art. 27:
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  14  del   decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge
4 marzo 2009, n. 15, in  materia  di  ottimizzazione  della
produttivita’  del  lavoro  pubblico  e  di  efficienza   e
trasparenza delle pubbliche amministrazioni):
«Art. 14 (Organismo indipendente di  valutazione  della
performance). – 1. Ogni amministrazione, singolarmente o in
forma associata,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica, si dota di un Organismo  indipendente  di
all’art. 6, comma 1, del citato decreto legislativo n.  286
del  1999,  e   riferisce,   in   proposito,   direttamente
sentita la Commissione di cui all’art. 13,  dall’organo  di
indirizzo politico-amministrativo per  un  periodo  di  tre
funzione pubblica e alla Commissione di cui all’art. 13;
all’art. 10 e ne  assicura  la  visibilita’  attraverso  la
e) propone, sulla base del sistema di cui  all’art.  7,
all’organo   di   indirizzo   politico-amministrativo,   la
predisposti dalla Commissione di cui all’art. 13;
Commissione  di  cui  all’art.  13,  cura  annualmente   la
dalla Commissione ai sensi dell’art. 13, comma  6,  lettera
g), e di elevata professionalita’ ed  esperienza,  maturata
nel  campo  del   management,   della   valutazione   della
alla Commissione di cui all’art. 13.
ai servizi di controllo interno.».
– Per il testo dell’art. 39 della citata legge  n.  196
Graduale estensione del programma  di  analisi  e  valutazione  della
spesa alle altre amministrazioni pubbliche
1. Le altre amministrazioni pubbliche sottoposte alla vigilanza dei
Ministeri avviano progressivamente, inizialmente in via sperimentale,
in collaborazione con le amministrazioni vigilanti, le attivita’  per
la realizzazione di analisi e valutazione della  spesa  collegate  al
programma triennale di cui all’articolo 25,  comma  1,  del  presente
2. Le disposizioni del presente titolo  non  si  applicano  in  via
diretta alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano,
agli enti locali e agli enti del Servizio sanitario nazionale, per  i
quali  costituiscono  disposizioni   di   principio   ai   fini   del
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
a)  l’articolo  8,  comma  5,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 20 aprile 1994, n. 367;
b) l’articolo 11 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  20
aprile 1994, n. 367;
c)  l’articolo  9,  comma  1,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38;
d) l’articolo 2, commi 2 e 4, del  decreto  legislativo  30  luglio
1999, n. 286;
e) l’articolo 1, comma 159, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;
f) l’articolo 79 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  27
febbraio 2003, n. 97.
2. Le amministrazioni interessate provvedono ai compiti di  cui  al
Dato a Roma, addi’ 30 giugno 2011
DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011, n. 123 – Riforma dei controlli di regolarita’ amministrativa e contabile e potenziamento dell’attivita’ di analisi e valutazione della spesa, a norma dell’articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (11G0165) – (GU n. 179 del 3-8-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:13:44+00:00