Source: https://www.edizioniesi.it/pubblicazioni/libri/diritto_storia_filosofia_e_teoria_del_diritto_-_1/diritto_civile__-_1_-_07/amministrazione-di-sostegno-e-atti-personalissimi.html
Timestamp: 2019-03-26 09:44:19+00:00
Document Index: 29751495

Matched Legal Cases: ['art. 411', 'art. 774', 'art. 411', 'art. 774', 'art. 777', 'art. 3']

SKU: 7418191180
L’amministrazione di sostegno sollecita una riflessione sul rapporto tra incapacità e atti personalissimi. L’abbandono degli automatismi tipici delle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione induce a valutare la possibilità di estendere al beneficiario limitazioni relative ad atti negoziali espressivi di diritti o libertà personali e di riconoscere, in tali àmbiti, poteri rappresentativi all’amministratore. La disamina delle libertà matrimoniali, della capacità di testare,di donare e del diritto inviolabile all’autodeterminazione terapeutica conduce a soluzioni diversificate in relazione alla funzione dei singoli atti considerati, nei quali si rinvengono interessi di natura ora esclusivamente esistenziale ora
Immacolata Prisco è ricercatrice di diritto privato nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Ha conseguito nel medesimo settore l’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di seconda fascia. È autrice di una monografia, di contributi in opere collettanee, saggi, commenti alla giurisprudenza e altri lavori minori.
L’amministrazione di sostegno. Flessibilità della misura e àmbito di applicazione
1.1. Segue. L’introduzione dell’amministrazione di sostegno: dalla rigidità delle misure dell’interdizione e dell’inabilitazione alla flessibilità del nuovo istituto. Dubbi ermeneutici e problemi di coordinamento. Rilievi preliminari
2. La ‘condizione’ del beneficiario di amministrazione di sostegno. Impossibilità di estendere sic et simpliciter al beneficiario le norme che a vario titolo danno rilevanza allo stato di incapacità legale
3. I presupposti per l’applicazione della misura. La discutibile operatività dell’amministrazione per il caso di deficit soltanto fisico. La possibile adeguatezza degli strumenti negoziali di diritto comune
3.1. I confini dell’amministrazione di sostegno rispetto alla misura interdittiva. Proposta di abrogazione sostanziale delle misure tradizionali. Profili critici. Delimitazione del possibile campo applicativo delle differenti misure di protezione
4. Il procedimento di nomina dell’amministratore e il relativo decreto
4.1. Segue. Il regime di pubblicità
5. Le limitazioni concernenti gli atti personalissimi e il ruolo dell’amministratore di sostegno. La discussa limitabilità di libertà personali. Considerazioni preliminari e rinvio all’analisi specifica delle diverse ipotesi
Libertà matrimoniale, capacità di testare e di donare
1. La libertà matrimoniale del beneficiario di amministrazione di sostegno. Ricognizione della dottrina e della giurisprudenza
1.1. L’estensibilità al beneficiario del divieto di contrarre matrimonio (85 c.c.) ex art. 411, comma 4, c.c. Limiti e condizioni
1.2. L’impugnativa del matrimonio per incapacità. Gli artt. 119 e 120 c.c. Limiti all’impugnativa del matrimonio contratto dal beneficiario. Profili applicativi
2. La gestione della crisi coniugale. I procedimenti di separazione e divorzio. Il diritto personalissimo allo scioglimento del vincolo coniugale. Gli approdi della giurisprudenza in tema di interdizione
2.1. Segue. Gli sviluppi in tema di amministrazione di sostegno
2.2. La legittimazione dell’amministratore alla proposizione della domanda di separazione e di divorzio. Punti di forza e punti di debolezza delle posizioni assunte
3. La capacità testamentaria del beneficiario di amministrazione di sostegno
3.1. Capacità di testare e formalismo testamentario. Il testamento olografo redatto da un curatore speciale: una criticabile pronuncia del tribunale di Varese
4. La capacità di donare. L’art. 774 c.c. Il discusso significato della «piena capacità di disporre dei propri beni»
4.1. L’idea della generale capacità di donare del beneficiario, salva l’espressa limitazione ai sensi dell’art. 411, comma 4, c.c.
4.2. L’ammissibilità di forme di rappresentanza nel compimento di atti donativi. Aperture giurisprudenziali verso l’autorizzazione dell’amministratore di sostegno a realizzare una donazione per conto del beneficiario. Profili critici
4.3. La rimessione alla Corte costituzionale della questione di legittimità costituzionale dell’art. 774 c.c. ove non prevede la capacità di donare del beneficiario. Presunto contrasto con gli artt. 2 e 3 cost.
4.3. 4.3.1. Le ragioni di non condivisibilità della questione di legittimità proposta. Sull’applicabilità al beneficiario dell’art. 777, comma 2, c.c.
5. Considerazioni conclusive sul rapporto tra amministrazione di sostegno, libertà matrimoniale, capacità di testare e di donare
Diritto all’autodeterminazione terapeutica e biotestamento
1. Amministrazione di sostegno e trattamenti sanitari. Considerazioni preliminari
2. Il diritto all’autodeterminazione terapeutica e le scelte di fine-vita nell’evoluzione della dottrina e della giurisprudenza. Il diritto a morire con dignità
2.1. Il ruolo dell’amministratore di sostegno nell’esercizio del diritto inviolabile all’autodeterminazione terapeutica. Ricognizione della giurisprudenza prima della positivizzazione del c.d. biotestamento
3. La legge n. 219 del 2017. Il consenso (e il dissenso) informato del beneficiario di amministrazione di sostegno. Il dubbio di legittimità costituzionale dell’art. 3 l. cit. e la rimessione alla consulta. Non condivisibilità
3.1. Le disposizioni anticipate di trattamento. La possibile nomina dell’amministratore in assenza del fiduciario