Source: https://www.inps.it/circolari/Circolare%20numero%2060%20del%2020-4-2006.htm
Timestamp: 2017-10-21 17:34:19+00:00
Document Index: 95890379

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 19']

Circolare numero 60 del 20-4-2006
Circolare numero 60 del 20-4-2006.htm
Principi di comportamento nei confronti dei datori di lavoro; procedure e modalità ispettive; profili deontologici.
In applicazione del D.Lgs. 23aprile 2004, n.124, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro hanno sottoscritto, in data 7 aprile 2005, un protocollo d’intesa, volto alla realizzazione dei principi di cui al predetto decreto legislativo sulla razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro costituendo appositi gruppi di lavoro.
In tale documento è stato preso atto anche della necessità di uniformare il comportamento degli organi ispettivi delle singole Amministrazioni e, a tal fine, è stato costituito un gruppo di lavoro incaricato di redigere un codice unico di comportamento da valere per il personale ispettivo delle tre Amministrazioni con disposizioni volte ad uniformare le modalità comportamentali ed a procedimentalizzare l’attività di controllo nei luoghi di lavoro.
Il codice – elaborato ai sensi dell’art. 54, comma 5, del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 – costituisce dunque una opportuna specificazione delle norme di carattere deontologico e comportamentale già presenti nel D.P.C.M. 28 novembre 2000 del Dipartimento Funzione Pubblica.
Si allega, pertanto, il Codice di comportamento da valere, unitamente al personale ispettivo delle Direzioni Provinciali del Lavoro e dell'INAIL, per tutto il personale inquadrato nel profilo di "ispettore di vigilanza” dell'INPS.
b) per vigilanza in materia di rapporti di lavoro, previdenza e assicurazione obbligatoria si intende l’attività svolta dall'Istituto per assicurare la corretta osservanza delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale.
1. Il presente Codice risponde all’esigenza di definire e diffondere i principi guida per un corretto e uniforme comportamento degli ispettori di vigilanza nell’esercizio delle proprie funzioni.
2. Le disposizioni di carattere operativo costituiscono specificazioni e integrazioni delle disposizioni di legge e delle circolari emanate dall'Istituto per disciplinare l’attività di vigilanza svolta dal proprio personale inquadrato nel ruolo degli ispettori di vigilanza.
2. Tale fase preparatoria è espletata dagli ispettori di vigilanza e/o dal personale amministrativo utilizzando le tecnologie informatiche predisposte a supporto dell’attività di vigilanza.
a) la tipologia di intervento e le motivazioni che l’hanno determinata, con allegata l’eventuale denuncia del lavoratore;
3. Il personale ispettivo informa il soggetto ispezionato della facoltà di farsi assistere, nel corso dell’accertamento, da un professionista abilitato ai sensi dell’articolo 1 della L. n. 12/1979 affinché presenzi alle attività di controllo e verifica, fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 12, comma 7. L’assenza di tale professionista non è comunque ostativa alla prosecuzione dell’attività ispettiva, né inficia la sua validità.
4. Il personale ispettivo verifica, nel caso in cui il soggetto ispezionato si avvalga di consulenza esterna, che il professionista sia in possesso di abilitazione, annotando gli estremi di iscrizione al relativo albo. In particolare i professionisti diversi dai consulenti del lavoro devono aver dato comunicazione alle DD.PP.LL. dell’esercizio dell’attività svolta, trasmettendo l’elenco dei soggetti assistiti.
5. In caso di constatato esercizio abusivo delle professioni di cui all’art. 1 della L. n. 12/1979, il personale ispettivo provvede a darne immediata comunicazione alle autorità competenti. In tal caso il personale ispettivo vieta al soggetto non abilitato di assistere all’ispezione in corso.
1. Il personale ispettivo fornisce ai soggetti ispezionati chiarimenti e indicazioni operative sulla corretta applicazione delle norme in materia di lavoro e legislazione sociale e risponde nel modo più completo, chiaro e accurato possibile alle richieste di informazioni che vengono poste, attenendosi alle posizioni ufficiali espresse dall’INPS, anche in applicazione di quanto previsto dall’art. 8, comma 2, del D. Lgs. n. 124/2004.
3. L’esame della documentazione viene effettuato presso la sede del soggetto ispezionato e, ove funzionale alle esigenze dell’accertamento, anche presso gli studi dei professionisti abilitati o l’ufficio di appartenenza del personale ispettivo procedente.
1. Le dichiarazioni rese dai lavoratori devono essere acquisite di norma durante il primo accesso. Ove necessario, il personale ispettivo, al fine di arricchire di ulteriori elementi conoscitivi l'accertamento in corso, raccoglie le dichiarazioni dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA), dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), dal Comitato Pari Opportunità (CPO), ove costituito, e, nel campo della vigilanza tecnica, dalle Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
11. Nessuna copia delle dichiarazioni deve essere rilasciata al lavoratore e/o al soggetto ispezionato in sede di ispezione e sino alla conclusione degli accertamenti. In caso di richiesta il personale ispettivo informa il richiedente che l’eventuale accesso alle dichiarazioni può essere rivolta alla Sede INPS competente.
4. Nel caso in cui non sia stato possibile effettuare la contestazione immediata a tutti i destinatari o anche ad uno soltanto di essi, è ammessa la possibilità di procedere alla notificazione dell’illecito amministrativo.
1. L'ispettore di vigilanza trasmette tempestivamente il verbale di accertamento alla propria Sede di appartenenza affinché questa provveda ad inoltrarlo alle altre Amministrazioni per l’adozione dei provvedimenti di competenza.
1. In caso di rilevazione di illeciti penali e fiscali il personale ispettivo, secondo le modalità definite dall’Istituto, riferisce in maniera compiuta alla Procura della Repubblica, corredando la relativa denuncia con ogni documentazione costituente fonte di prova del reato, ai sensi degli articoli 331 e segg. c.p.p.
2. Analogo comportamento è seguito nel caso in cui l’indagine sia avvenuta avvalendosi dei poteri di Ufficiale di P.G. In tal caso la denuncia avviene senza indugio, ai sensi dell’articolo 347 c.p.p., salva l’adozione della prescrizione obbligatoria come disciplinata dal D.Lgs. n. 758/1994 e dall’art. 15 del D.Lgs. n. 124/2004.
3. L'ispettore di vigilanza, secondo le modalità stabilite dall'INPS, è tenuto a comunicare alla Guardia di finanza i fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie ai sensi dell’art. 19, 1° comma, lettere d) e f) della Legge n. 413/1991.
1. Al fine di promuovere i percorsi innovativi della riforma dell’attività di vigilanza, l'ispettore di vigilanza dà informazione circa gli strumenti conciliativi introdotti dal D.Lgs. n. 124/2004.
1. L'ispettore di vigilanza nell’esercizio delle proprie funzioni assume, nell’interesse pubblico e della tutela sociale del lavoro, quali valori fondamentali l’imparzialità, l’obiettività, l’efficienza, la riservatezza professionale e la trasparenza e si attiene a norme di onestà e integrità.
3. Nell’esercizio delle sue funzioni, l'ispettore di vigilanza garantisce il principio della parità di trattamento dei soggetti ispezionati.
1. L'ispettore di vigilanza si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad indagini ispettive ogni volta che possano essere coinvolti direttamente o indirettamente interessi personali o sussistano ragioni di convenienza.
3. Nel corso dell’ispezione, nonché nelle fasi successive, l'ispettore di vigilanza garantisce la segretezza della fonte della denuncia e/o degli atti che hanno dato origine all’accertamento.
4. L'ispettore di vigilanza conserva il segreto sulle informazioni inerenti i processi produttivi e lavorativi di cui venga a conoscenza nell’esercizio delle proprie funzioni secondo le vigenti disposizioni.
1. L'ispettore di vigilanza si riconosce nei valori e nelle strategie della propria Amministrazione e finalizza il suo operato alla realizzazione degli obiettivi di tutela sociale e del lavoro, di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di lotta all’evasione ed all’elusione contributiva, utilizzando a tal fine l’autonomia operativa riconosciutagli dall'INPS, curando il proprio aggiornamento professionale e partecipando alle iniziative formative organizzate dallo stesso Istituto.
1. L'ispettore di vigilanza è responsabile della corretta tenuta del materiale e delle attrezzature di cui dispone per ragioni d’ufficio.