Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1706-codice-civile-acquisti-del-mandatario
Timestamp: 2020-01-23 23:32:47+00:00
Document Index: 98420821

Matched Legal Cases: ['art. 1153', 'art. 1155', 'art. 2932', 'art. 1722', 'art. 1705', 'art. 1722', 'sentenza ']

Art. 1706 codice civile: Acquisti del mandatario | La Legge per tutti
Il mandante può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del possesso di buona fede (1).
Se le cose acquistate dal mandatario sono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, il mandatario è obbligato a ritrasferirle al mandante (2). In caso d’inadempimento, si osservano le norme relative all’esecuzione dell’obbligo di contrarre (3).
Azione di rivendica: azione a difesa del diritto di proprietà [v. 948].
Inadempimento: mancata esecuzione dell’obbligo assunto, nella fattispecie dell’obbligo di trasferire la proprietà del bene dal mandatario al mandante.
(1) Sono terzi coloro che hanno acquistato diritti dal mandatario; diritti che possono restare salvi per effetto del possesso ai sensi dell’art. 1153 o dell’art. 1155.
(2) Il ritrasferimento è necessario perché le esigenze di pubblicità (trascrizione [v. 2643 ss.]) cui i beni immobili o mobili registrati sono sottoposti non permettono il trasferimento automatico dei diritti al mandante.
(3) Cioè, se il mandatario non ritrasferisce la proprietà, il mandante può chiedere che il giudice attui il trasferimento del diritto, ex art. 2932.
L'estinzione del mandato senza rappresentanza per intervenuto compimento dell'affare da parte del mandatario, ai sensi dell'art. 1722, n. 1, c.c., non fa venir meno la sua legittimazione ad esercitare nei confronti del terzo le azioni connesse agli atti compiuti per conto del mandante, non rilevando che il mandatario non abbia affrontato spese per compiere l'attività oggetto del mandato o che non abbia subito danni per l'inadempimento del terzo o per l'attività illecita posta in essere da soggetti del cui comportamento egli debba rispondere, costituendo principio generale che, al di fuori di specifiche ipotesi derogatorie (previste dagli art. 1705, comma 2, e 1706, comma 1, c.c.), l'estinzione del mandato per una qualsiasi delle cause contemplate dall'art. 1722 c.c. non è idonea a riverberare i suoi effetti sul diverso rapporto intercorso tra mandatario e terzo (nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, sul presupposto che il mandato non può produrre effetti ultrattivi rispetto al momento della sua estinzione avvenuta con il compimento dell'affare consistente nell'acquisto di azioni di una banca con effetto traslativo in capo ai clienti mandanti, aveva escluso la legittimazione del mandatario a far valere nei confronti del terzo il credito risarcitorio connesso all'acquisto delle azioni, il cui valore era stato successivamente azzerato con perdita economica addebitata ai clienti; la S.C., nell'enunciare il principio di diritto, ha censurato la decisione che aveva conseguentemente ritenuto che il mandatario non potesse cedere a terzi il medesimo credito di cui non era titolare).
Cassazione civile sez. III 03 aprile 2009 n. 8145
Cassazione civile sez. I 08 maggio 2009 n. 10590
Cassazione civile sez. I 10 maggio 2010 n. 11314