Source: http://mobile.ilcaso.it/massimari/finanziario/3-1/Procedure+interne
Timestamp: 2018-12-17 16:51:41+00:00
Document Index: 92116230

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 187', 'art. 195', 'art. 195', 'art. 56']

Azione cautelare proposta dai titolari di una società quotata nei confronti della CONSOB, inerzia nell'esercizio dei poteri di vigilanza e competenza del giudice amministrativo. Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Azione cautelare proposta dai titolari di una società quotata nei confronti della CONSOB - Inerzia nell'esercizio dei poteri di vigilanza attribuiti dalla legge all'autorità di controllo - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Fondamento.
La pretesa azionata in via cautelare dai titolari delle azioni di una società quotata nei confronti della CONSOB, avente ad oggetto non già il risarcimento del danno subito, ma la condanna della menzionata autorità ad esercitare i poteri di vigilanza alla stessa attribuiti dall'ordinamento per assicurare la correttezza e la trasparenza dei mercati finanziari, al fine di elidere il rischio di danni futuri paventati, rientra nell'ambito della giurisdizione del giudice amministrativo, non essendo qualificabile come diritto soggettivo, ma eventualmente come interesse legittimo. Spetta, infatti, al giudice amministrativo stabilire, in concreto e nel merito, se l'interesse del privato volto ad ottenere o a conservare un bene della vita quando esso viene a confronto con un potere attribuito dalla legge all'Amministrazione non per la soddisfazione proprio di quell'interesse individuale, ma di un interesse pubblico che lo ricomprende e per la cui realizzazione è dotata di discrezionalità nell'uso dei mezzi a sua disposizione, costituisca un interesse meritevole di tutela ovvero rientri tra gli interessi di mero fatto. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 18/05/2015. Segue...
Anche nell'ambito del procedimento sanzionatorio promosso dalla Consob deve essere garantita l'integrità del contraddittorio e la pubblicità del procedimento. Procedimento Sanzionatorio Consob - Sentenza CEDU del 4 Marzo 2014 n. 18640 - Violazione dell'Art 6 CEDU sotto diversi profili - Sussiste - Consiglio di Stato VI Sez. - Ordinanza Collegiale Deposit. 2 Ottobre 2014 - Obbligo di adeguare il Regolamento sanzionatorio alla sentenza CEDU.
Anche nell'ambito del procedimento sanzionatorio promosso dalla Consob, deve essere garantita l'integrità del contraddittorio e la pubblicità del procedimento. Il Consiglio di Stato accoglie l'istanza cautelare avente ad oggetto l'obbligo della Consob di adeguare il proprio Regolamento sanzionatorio per le sanzioni latu sensu penali. Sussite il grave ed irreparabile pregiudizio, nella sfera del destinatario di una sanzione adottata con regolamento in difformità dei principi dettati dalle sentenze CEDU. (Alessandro Nasti) (riproduzione riservata) Consiglio di Stato, 02/10/2014. Segue...
Insider trading, abuso di informazioni privilegiate, rito applicabile, natura obbligatoria della confisca, valore del prodotto dell'illecito, presupposto del semplice possesso delle informazioni, fattispecie. Abuso di informazioni privilegiate - Insider trading - Sanzioni irrogate dalla Consob - Procedimento - Rito del lavoro - Esclusione - Rito ordinario - Applicabilità - Disamina immediata della richiesta di sospensiva.
Abuso di informazioni privilegiate - Insider trading - Presupposto costitutivo dell'illecito - Semplice possesso delle informazioni - Irrilevanza delle modalità di acquisizione delle informazioni..
Non costituisce presupposto costitutivo dell’illecito, di cui all'art. 187-bis, comma 4, TUF, la prova del passaggio dell’informazione da chi la detiene “in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell’emittente, della partecipazione al capitale dell’emittente, ovvero dell’esercizio di un’attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio” (c.d. insider “primario”, art. 187-bis, comma 1,TUF) a chi, “conoscendo o potendo conoscere (...) il carattere privilegiato delle stesse”, ne abusi (c.d. insider “secondario”, art. 187-bis, comma 4 TUF). La norma, sul punto, è, infatti, inequivoca nel sanzionare chi abusa dell’informazione privilegiata essendone semplicemente “in possesso”, del tutto indifferenti essendo le modalità attraverso le quali l’informazione è entrata nel patrimonio conoscitivo dell’accipiens. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 13/11/2013. Segue...
Consob – Intermediari finanziari – Attività di vigilanza – Sanzioni amministrative – Azione di regresso nei confronti degli autori – Riesame dei presupposti per l’applicazione della sanzione – Esclusione..
Nell’ambito del giudizio di regresso promosso nei confronti degli autori della violazioni ai sensi dell’art. 195, comma 9, del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), non è consentito il riesame nel merito dei comportamenti posti in essere dagli autori medesimi e che costituiscono il presupposto per l’irrogazione delle sanzioni. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 24/11/2009. Segue...
Consob – Intermediari finanziari – Attività di vigilanza – Sanzioni amministrative – Azione di regresso nei confronti degli autori – Presupposti – Definitività della sanzione – Irrilevanza..
Il presupposto per l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti degli autori della violazioni ai sensi dell’art. 195, comma 9, del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) è costituito dal fatto che la società solidalmente responsabile abbia pagato la relativa sanzione, non avendo rilevanza il passaggio in giudicato o comunque la stabilità del provvedimento che la commina. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 24/11/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Dovere dell’intermediario di dotarsi di procedure interne – Criteri di trasparenza e ordinata sequenzialità – Ricostruzione delle modalità, tempi e caratteristiche dei comportamenti posti in essere nella prestazione dei servizi di investimento – Necessità. .
L'art. 56 del Regolamento Consob n. 11522/98, che disciplina l’organizzazione e le procedure interne delle quali devono dotarsi gli intermediari autorizzati – concepito in modo tale da consentire l’adeguamento della regola di diritto all'evoluzione continua della materia e al tecnicismo specifico delle varie e imprevedibili innovazioni finanziarie introdotte dalla prassi -, precisa la natura dei prescritti doveri procedurali, sancendo che essi, oltre ad essere efficienti nell'interesse dell'intermediario, debbano essere anche improntati a criteri di trasparenza e ordinata sequenzialità nell'interesse dell'investitore e devono perciò essere confezionati in modo tale da "ricostruire" le modalità e i tempi e le caratteristiche dei comportamenti posti in essere nella prestazione dei servizi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Di Appello Milano, 13/11/2008. Segue...