Source: http://www.regione.piemonte.it/lavoro/ammortizzatori/cassa.htm
Timestamp: 2018-01-18 08:11:33+00:00
Document Index: 172876998

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 25', 'art.21', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 22']

Sei in: Home › Ammortizzatori sociali › Cassa Integrazione
La CIG è stata interamente riorganizzata, nell’ambito del cosiddetto Jobs Act, dal Decreto Legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 (testo coordinato con le modifiche introdotte dal DLgs correttivo del Jobs Act, n.185 del 24 settembre 2016), e dal DLgs n. 69 del 15 maggio 2017, sul regime di CIG nel settore dell’editoria), in vigore dal 24 settembre 2015.
La scheda sul DLgs 148/2015 predisposta dal governo fornisce un quadro sintetico delle principali novità contenute nel provvedimento.
La nuova normativa prevede le seguenti tipologie di intervento:
interviene per difficoltà temporanee e a carattere transitorio delle imprese elencate all’art. 10 del DLgs 148/2015. Le nuove modalità gestionali della CIGO sono oggetto della Circolare INPS n. 197 del 2 dicembre 2015 del Decreto Ministeriale n. 95442 del 15 aprile 2016 e della Circolare INPS n. 139 del 1° agosto 2016.
è concessa alle imprese indicate all’art. 20 del DLgs 148/2015 per le seguenti causali:
procedura concorsuale, limitatamente alle domande presentate entro il 31 dicembre 2015;
Presso la Regione si svolgono gli esami congiunti che chiudono la fase della consultazione sindacale secondo le disposizioni contenute all’art. 24 del DLgs 148/2015
La Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e I.O. del Ministero del Lavoro ha diffuso con la Circolare n. 24 del 5 ottobre 2015 delle prime indicazioni sull’applicazione della normativa, per quanto attiene le causali d’intervento, la durata del trattamento e il procedimento amministrativo per la concessione dell’integrazione salariale.
Sono seguiti il Decreto Ministeriale n. 94033 del 13 gennaio 2016, che definisce i criteri di approvazione dei programmi di CIGS e la Circolare n. 27 dell’8 agosto 2016, inerente le verifiche ispettive nell’ambito del procedimento amministrativo della concessione del trattamento di CIGS.
Il DLgs correttivo del Jobs Act (n. 185 del 24 settembre 2016) ha previsto la possibilità di variare la causale di Contratto di Solidarietà di cui all’articolo 21 del DLgs. 148/2015 in una particolare fattispecie di solidarietà espansiva, e ha rivisto la tempistica di avvio dell’intervento (articolo 2, comma 1, lettera b) del DLgs 148/2015), prevedendo che per le procedure di consultazione sindacale e per gli accordi conclusi a decorrere dall’8 ottobre 2016 la sospensione o la riduzione dell'orario concordata tra le parti abbia inizio entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda di CIGS, e non più dopo il trentesimo giorno dalla presentazione della domanda, come stabilito nella versione originaria del Decreto.
Infine, la Circolare n. 31 del 21 ottobre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali e I.O. detta le nuove disposizioni operative riferite alle modifiche apportate alla normativa sull’integrazione salariale dal DLgs correttivo 185/2016.
Ai sensi dell’articolo 21. comma 4 del DLgs 148/2015 qualora all’esito di un programma di crisi aziendale l’azienda cessi l’attività e vi siano prospettive di cessione dell’impresa è possibile una proroga del trattamento di integrazione salariale in deroga ai limiti temporali posti dall’articolo 22 comma 2 del Decreto, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, sino ad un limite di 12 mesi per le cessazioni intervenute nell’anno 2016, di nove mesi nel 2017, di 6 mesinel 2018.
Per poter beneficiare di tale proroga l’impresa in cessazione deve stipulare, prima del termine del programma di Cigs per crisi aziendale, uno specifico accordo in sede governativa. Sono stati emanati a tal proposito il Decreto interministeriale n. 95075 del 25 marzo 2016, che individua i criteri per l'accesso all’ulteriore periodo di CIGS, e la Circolare n. 22 dell’11 luglio 2016, che fornisce alcuni chiarimenti in merito alle condizioni per accedere all’intervento ed alla procedura amministrativa.
Cassa Integrazione in deroga - CIG in deroga
L’intervento della CIG in deroga è nato, nella strutturazione attuale, nel 2009 e non è inserito nella nuova configurazione prevista dal Jobs Act essendosi esaurito nel 2016, sostituito dal sistema dei Fondi di Solidarietà di cui al Titolo II del DLgs 148/2015.
La CIG in deroga era gestita direttamente dalla Regione, in raccordo con l’INPS e veniva autorizzata in favore di lavoratori che appartengono a settori non tutelati dalle misure sopra descritte o che non possono utilizzarle per vincoli legislativi.
Regimi particolari di Cassa Integrazione sono previsti per le aziende in Amministrazione Straordinaria (art. 7, comma 10-ter della L. 236/93) e per le imprese del settore dell’editoria (articoli 35 e 37 della L. 416/1981).
L’articolo 35 della L. 416/1981 verrà abrogato dal 1° gennaio 2018 e sostituito dalle disposizioni contenute nell’art. 25-bis del DLgs 148/2015, a seguito dell’approvazione del DLgs 15 maggio 2017, n. 69, che ridefinisce i criteri di accesso ai trattamenti di pensione e di integrazione salariale nel settore dell’editoria
Procedure specifiche sono anche previste per le procedure di integrazione salariale nel settore agricolo (v. il Titolo II della L. 457/1977 e l’art.21 della L. 223/91).
Politiche attive per i dipendenti sospesi dal lavoro
Le politiche attive rivolte a lavoratori in CIGO e in CIGS o tutelati dai Fondi di Solidarietà, prevedono (Art. 8 del DLgs 148/2015 e art. 22 del DLgs 150/2015) il coinvolgimento di quei “… beneficiari di integrazioni salariali per i quali è programmata una sospensione o riduzione superiore al 50 per cento dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi…”.
A tal fine l’INPS trasmette alle Regioni i nominativi dei lavoratori interessati dalle procedure di integrazione salariale che verranno convocati dai Centri per l’Impiego con le modalità e i termini che saranno stabiliti con Decreto Ministeriale per sottoscrivere un Patto di servizio personalizzato in cui saranno previste iniziative di politica attiva e l’eventuale partecipazione ad un’attività di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza (art. 26 del DLgs 150/2015). L’art. 22 del DLgs 150/2015 stabilisce le sanzioni a cui i lavoratori inadempienti sono soggetti.