Source: http://docplayer.it/2460974-Anagrafica-figure-responsabili-numero-occupanti-e-classificazione-ai-fini-della-prevenzione-incendi.html
Timestamp: 2017-08-17 08:35:53+00:00
Document Index: 115212464

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 18', 'art.15', 'art. 18', 'art. 31', 'art. 28', 'art.3', 'art. 15', 'art. 35', 'art. 18', 'art. 76', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 167', 'art. 113']

Anagrafica. Figure responsabili. Numero occupanti e classificazione ai fini della prevenzione Incendi - PDF
Anagrafica. Figure responsabili. Numero occupanti e classificazione ai fini della prevenzione Incendi
Download "Anagrafica. Figure responsabili. Numero occupanti e classificazione ai fini della prevenzione Incendi"
1 AGGIORNAMENTO DVR Ai sensi del D.Lgs. 81/08 A.S PLESSO DI LACONI Il DIRIGENTE SCOLASTICO Dott. Marco Saba IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Ing. Daniela Orrù IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI Sg. Ugo Corona
2 ISTITUTO COMPRENSIVO DI LACONI Dirigente Scolastico Sede Amministrativa SEDE OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI Ente proprietario dell'edificio Collaboratore fiduciario del Dirigente Anagrafica Codice NUIC83900B Dott.Marco Saba Ins Melosu Giovanna ( Sostituto) Via Pertini Laconi (OR) Scuola secondaria di I Grado Laconi Via Pertini Laconi Amministrazione Comunale di Laconi Ins.Maura Podda Figure responsabili Datore di Lavoro Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - Esterno alla Scuola Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Addetti al Servizio di Prevenzione e protezione Medico Competente Dott.Marco Saba Ing. Daniela Orrù Sg. Ugo Corona Non previsto Non previsto Numero occupanti e classificazione ai fini della prevenzione Incendi Numero presenze contemporanee N 0< N <100 Attività soggette ai controlli dei VVF ai sensi del DPR 1. Agosto 2011, n.101 Si No Categoria ai sensi del DPR 101/11 A B C Tipo scuola secondo D.M DVR Pagina 1
3 Introduzione Il presente documento illustra l Aggiornamento del DVR relativo al complesso delle operazioni concernenti le operazioni operative e di monitoraggio", relative all analisi dei rischi effettuata ai sensi del Decreto Legislativo n 81/08 e successive modifiche e integrazioni. La relazione di seguito riportata è il frutto di un attenta analisi dello stato di fatto dei plessi, e vuole essere lo strumento atto a rendere l intero Sistema Sicurezza nel luogo di lavoro e di studio, il più possibile conforme alla normativa vigente. Allegati al Documento di Valutazione dei Rischi I seguenti elaborati fanno parte integrante del presente Documento di Valutazione dei Rischi nella Istituzione Scolastica, pur non allegati materialmente: Piano di emergenza - Registro dei controlli periodici Contenuti Ai sensi dell art. 28 del D.Lgs. n. 81/08, il presente documento, redatto a conclusione della valutazione, contiene: una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l attività lavorativa, nella quale sono stati specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; l indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all articolo 17, comma 1, lettera a); il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, da trasmettere all'amministrazione Comunale ai sensi dell'art. 18, comma 3. l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Si procederà alla rielaborazione del documento in caso di variazioni significative nell organizzazione scolastica ed ogni qualvolta l implementazione del sistema di sicurezza, finalizzato ad un miglioramento continuo, la faccia ritenere necessaria. DVR Pagina 2
4 Criteri adottati Per la rilevazione dei rischi e la verifica del mantenimento nel tempo dei livelli di sicurezza, sono previsti sopralluoghi periodici negli ambienti interni ed esterni dell'edificio. Le visite sono state condotte considerando le diverse attività: amministrativa negli uffici, didattica normale in aula, didattica speciale in laboratorio, cucina e mensa, educazione motoria negli spazi interni e all'esterno. Nei vari ambienti sono stati individuati i seguenti elementi di non conformità che potrebbero costituire un fattore di rischio per le persone presenti. Difetti di natura strutturale presenza di coperture in lastre di cemento con fibre di amianto controsoffitti pericolanti pavimenti, rampe e gradini con superficie scivolosa pavimenti con superficie irregolare intonaci degradati rivestimenti instabili presenza di spigoli vivi infissi pericolosi Carenze impiantistiche cavi elettrici non posati correttamente condutture e scatole non conformi protezioni elettriche nei quadri non adeguate illuminazione artificiale insufficiente Difetti degli arredi e delle attrezzature banchi e sedie difettosi armadi e scaffali non ancorati alla parete computer e postazioni non ergonomiche DVR Pagina 3
5 Difficoltà di accesso e fruibilità degli spazi presenza di barriere architettoniche assenza si rampe inclinate e impianti di sollevamento assenza di sevizi igienici per disabili opportunamente attrezzati Carenze nella pulizia e nell'igiene servizi igienici non adeguati e superfici non facilmente lavabili Microclima non confortevole umidità eccessiva temperatura non ottimale scarsa aerazione illuminazione naturale insufficiente assenza di schermi contro i raggi solari Cattiva organizzazione del lavoro esercitazioni didattiche, attività motoria o altre esperienze pratiche condotte senza tutte le necessarie precauzioni e protezioni spazi per depositi inidonei o insufficienti - accatastamento rifiuti solidi utilizzo di sostanze detergenti tossiche e/o irritanti E' verificata la presenza, la conformità e l'efficacia delle seguenti protezioni attive e passive per l'emergenza ed il primo soccorso: porte e uscite di emergenza segnalazioni delle vie di esodo percorsi di esodo, comandi di emergenza illuminazione di emergenza mezzi di estinzione incendio accesso dei mezzi antincendio cassetta di pronto soccorso DVR Pagina 4
6 QUANTIFICAZIONE DEI RISCHI Stima dell entità dell esposizione e della gravità degli effetti La quantificazione del rischio deriva dalla possibilità di definire il rischio come prodotto della Probabilità (P) di accadimento per la gravità del danno (D) atteso: R = P X D La definizione della scala di probabilità fa riferimento principalmente all esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e la possibilità che si verifichi l evento indesiderato, tenuto conto della frequenza e della durata delle operazioni/lavorazioni che comportano rischi per la salute e la sicurezza del lavoratori: Valore Livello di probabilità Definizione/Criteri 3-4 Molto probabile 2 Probabile 1 Poco probabile Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono gia verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa Scuola o in altre. Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcun stupore. La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe sorpresa. La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo rarissimi episodi gia verificatasi o addirittura nessun episodio. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa e incredulità. DVR Pagina 5
7 La definizione della scala di gravità del Danno fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno: Valore Livello di danno Definizione/Criteri 3-4 grave 2 medio 1 lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità totale o addirittura letale. Esposizione cronica con effetti totalmente o parzialmente irreversibili e invalidanti. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile. Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili. L incidente con rischio di conseguenze mortali, anche se improbabile, va considerato come priorità nella programmazione delle misure di prevenzione. N.B.: Deve essere preso in considerazione il danno più grave che può essere associato al rischio in esame: a tal fine non può essere utilizzato il solo dato statistico aziendale che mostra un basso numero di incidenti di quel tipo: di per se tale dato non autorizza ad adottare misure di sicurezza meno restrittive. Definiti la Probabilità (P) e la gravità del Danno (D), il rischio (R) viene calcolato con la formula R=PxD e si può raffigurare in una rappresentazione a matrice, avente in ascisse la gravità del Danno ed in ordinate la Probabilità del suo verificarsi. P D In tale matrice i rischi maggiori occupano le caselle in alto a destra, quelli minori le posizioni in basso a sinistra, con tutta la serie disposizioni intermedie. DVR Pagina 6
8 Definizione delle priorità degli interventi necessari Una tale rappresentazione è un importante punto di partenza per la definizione delle priorità e la programmazione temporale degli interventi di prevenzione e protezione da adottare. La Valutazione numerica e cromatica del livello di rischio permette di identificare la priorità degli interventi da effettuare, ad es.: R > 8 Azioni correttive immediate 4 < R < 6 Azioni correttive da programmare con urgenza 1 < R < 3 Azioni correttive/migliorative da programmare nel breve-medio termine In base al risultato di classificazione dei rischi e della loro quantificazione con il metodo sopra riportato il Dirigente Scolastico avrà semplificato il compito di stabilire un ordine di priorità con il quale attuare le misure di prevenzione/protezione individuate in ciascun rischio. Si nota come su tale scala di priorità sia fondamentale in situazioni complesse per poter organizzare la programmazione delle misure necessarie. Il metodo utilizzato è un valido aiuto per cercare di rendere il più oggettivo possibile il giudizio sui vari rischi presenti, in quanto scompone la decisione di priorità in una serie di scelte successive più semplici. All inevitabile soggettività che sempre rimarrà nella scelta della scala di probabilità e di gravità del danno, si potrà ovviare con il confronto continuo con più operatori, e con coloro che di fatto eseguono le varie operazioni o utilizzano le varie attrezzature. Una volta definita la priorità il Dirigente provvederà a trasmettere l elenco degli interventi strutturali e di natura impiantistica all Amministrazione proprietaria dell edificio. DVR Pagina 7
9 Individuazione, programmazione e messa in atto delle misure di prevenzione/protezione necessarie L individuazione delle misure di prevenzione e protezione rispetterà quanto indicato all art.15 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008 (Misure generali di tutela) ed in particolare farà riferimento ai principi gerarchici della prevenzione dei rischi in esso descritti: Eliminare o ridurre i rischi Utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici Sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che lo è meno Combattere i rischi alla fonte Applicare provvedimenti collettivi di protezione piuttosto che individuali Limitare al minimo il numero dei lavoratori che sono e che possono essere esposti al rischio Programmare misure opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza Provvedere all informazione e formazione adeguate per i lavoratori, per i preposti e per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Il piano di attuazione dovrà contemplare i tempi previsti per la realizzazione degli interventi, la verifica della loro effettiva messa in opera, la verifica della loro efficacia, la revisione periodica in merito ad eventuali variazioni intercorse nelle operazioni svolte o nell organizzazione del lavoro che possano compromettere o impedire la validità delle azioni intraprese. L attuazione degli interventi di manutenzione e riparazione sulle strutture e sugli impianti dipende dalla programmazione e dalle disponibilità di risorse da parte dell Amministrazione proprietaria dell edificio. Il Dirigente ai sensi dell art. 18, comma 3 ha l obbligo di comunicare la richiesta degli interventi agli uffici e agli organi politici interessati. DVR Pagina 8
10 Valutazione del rischio d incendio Nella Valutazione dei rischi si terrà conto, oltre a quanto detto in precedenza, di fattori di rischio riguardanti l insorgere di incendi nella scuola, seguendo i criteri e gli obbiettivi prescritti nell Art. 46 del D. Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008 e nel D.M. 10 Marzo La classificazione del livello di rischio secondo il D.M. 10 Marzo 1998 è effettuata in base alla presenza e al tasso di infiammabilità delle sostanze presenti, alla facilità di sviluppo dell'incendio e di propagazione dello stesso, tenendo conto se l'edificio scolastico rientra tra le attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del D.M. 16 Febbraio Nella prima parte del presente Documento, insieme all'anagrafica e ai dati generali, è riportata la classificazione del rischio incendio e la tipologia della Scuola secondo il Decreto Ministeriale del 26 agosto Sono adottati i criteri contenuti nel D.M. 10 Marzo 1998, articolando la valutazione nelle fasi elencate di seguito. Individuazione dei pericoli quali sostanze combustibili e infiammabili, situazioni che favoriscano la propagazione di un incendio. Individuazione delle possibili sorgenti di innesco, come prese e quadri elettrici. Individuazione dei lavoratori e degli studenti esposti, in particolare nei laboratori in cui si faccia uso di fiamme libere. Eliminazione e riduzione dei pericoli eliminando o riducendo la quantità di materiale combustibile (carta, quaderni, stracci, manufatti didattici, giocatoli, cartelloni, materiale da scena etc) al quantitativo richiesto per la normale attività; utilizzo di sostanze detergenti non infiammabili; sostituzione di materiali pericolosi con altri meno pericolosi; utilizzo di locali appositi per immagazzinare i materiali combustibili e se necessario, come nel caso degli archivi, in strutture resistenti al fuoco; miglioramento del controllo e dell'ordine dei luoghi di lavoro, provvedendo prima possibile all'eliminazione dei rifiuti, se possibile in modo differenziato, in particolare per la carta, la plastica e gli imballaggi; Valutazione, analisi e riduzioni del rischio residuo, attraverso incontri di informazione e formazione, e con le misure di tipo tecnico e organizzativo sotto riportate; Verifica della adeguatezza delle misure di sicurezza esistenti ovvero individuazione di ulteriori misure necessarie ad eliminare o ridurre i rischi residui di incendio. Le misure intese a ridurre la probabilità de insorgenza degli incendi saranno le seguenti. DVR Pagina 9
11 A) MISURE DI TIPO TECNICO realizzazione di impianti elettrici realizzati a regola d'arte; messa a terra di impianti e installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità per la protezione contro i contatti indiretti e contro i contatti diretti; realizzazione di impianti di protezione contro le scariche atmosferiche conformi alle regole dell'arte (l'amministrazione proprietaria dovrà certificare la conformità attraverso la relativa documentazione). ventilazione degli ambienti in presenza di vapori, gas o polveri infiammabili; adozione di dispositivi di sicurezza. B) MISURE DI TIPO ORGANIZZATIVO-GESTIONALE rispetto dell'ordine e della pulizia; controlli sulle misure di sicurezza; predisposizione di un regolamento interno sulle misure di sicurezza da osservare; informazione e formazione dei lavoratori. DVR Pagina 10
12 OBIETTIVI SPECIFICI PERSEGUITI, CARENZE RILEVATE INTERVENTI DA EFFETTUARE Nel seguito si richiamano le principali leggi e normative riferite ai vari fattori di rischio elencati, evidenziando le carenze rilevate. Le indicazioni in esse contenute costituiscono altrettanti obiettivi per il miglioramento della Salute e Sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Nella seconda parte, per ciascuna non conformità è indicata la valutazione numerica del rischio, con l'obiettivo di definire le priorità e i tempi di intervento delle azioni di eliminazione o attenuazione dei rischi stessi, seguendo i metodi illustrati in precedenza. Prima parte: aspetti organizzativi e gestionali 1.ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Esiste l elenco dettagliato del numero, della qualifica e del profilo professionale dei lavoratori (docenti, non docenti). L assegnazione dei compiti lavorativi è fatta rispettando i profili professionali d assunzione coinvolgendo gli interessati e garantendo l aggiornamento sull introduzione di nuove macchine, attrezzature e procedure di lavoro. Tutto il personale è a conoscenza dell organigramma (ruoli e funzioni). E prevista la consultazione periodica del Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori e dei Lavoratori mediante incontri organizzativi. 2. COMPITI, FUNZIONI E RESPONSABILITA Compiti, funzioni e responsabilità sono chiaramente assegnati e distribuiti rispettando le competenze professionali. E stato organizzato il Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell art. 31 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile Nelle pagine iniziali del Documento sono riportati i nominativi delle figure responsabili. 3. ANALISI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO E redatto il DVR, ed è stato dichiarato il programma di prevenzione con gli obiettivi da raggiungere, i mezzi necessari, la priorità degli interventi necessari, i tempi di realizzazione e i momenti di verifica (art. 28 D.Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008 e art.3 del DM 29/09/1998, n. 382). Il programma sarà inoltrato all'amministrazione proprietaria dell'edificio. DVR Pagina 11
13 4. INFORMAZIONE FORMAZIONE Tutti i lavoratori ricevono una informazione e formazione sufficiente ed adeguata specificamente incentrata sui rischi relativi alla mansione ricoperta. 5. PARTECIPAZIONE Il lavoro è svolto secondo procedure chiare e note ai lavoratori, alla formulazione delle quali gli stessi sono stati chiamati a contribuire (art. 15 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008). Il Dirigente Scolastico intende svolgere con frequenza almeno annuale la riunione periodica di Prevenzione e Protezione dei rischi (art. 35 del D.Lgsl. n.81 del 9 Aprile 2008). Esiste una collaborazione attiva fra Datore dei Lavoratori per la Sicurezza e l Amministrazione proprietaria dell edificio (art. 18 comma 3 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008). 6. NORME E PROCEDURE DI LAVORO Esistono manuali di istruzione e di procedure di lavoro per la sicurezza e l igiene dei lavoratori. Durante le operazioni di pulizia sono ridotti al minimo i rischi derivanti dalla manipolazione di oggetti (ferite da taglio, schiacciamenti), scivolamenti, cadute dall alto, esposizione e contatto ad agenti chimici (detergenti, disinfettanti) per tutto il personale addetto. 7. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE I DPI sono conformi alle prescrizioni di cui all art. 76 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008, sono adeguati ai rischi da prevenire e alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tengono conto delle esigenze ergonomiche e di salute dei lavoratori, sono in numero sufficiente e in dotazione personale. 8. EMERGENZA E PRIMO SOCCORSO Esiste un Piano di Emergenza il cui contenuto è adeguato alle necessità della Scuola, noto ai lavoratori e periodicamente simulato (almeno due volte nel corso dell anno scolastico, ai sensi del D.M ). La popolazione scolastica è stata informata e formata sulla modalità di autoprotezione, di evacuazione, di comportamenti da tenere in caso di emergenza. Esistono accessi all area per l intervento agevole dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco. (artt. 43 e 46 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008). DVR Pagina 12
14 9. SORVEGLIANZA SANITARIA Non è prevista la sorveglianza sanitaria in quanto non si svolgono attività particolari con rischi contemplati nel Testo Unico, per le quali sia necessaria la figura del Medico Competente, ne sono pervenute richieste da parte dei lavoratori. 10. LAVORI IN APPALTO Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi, rispetta le prescrizioni contenute nell art. 26 del D.Lgs. n. 81 del 9 Aprile In particolare, nei casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il Documento di valutazione dei rischi da interferenze ai sensi del comma 3-ter dello stesso art. 26. Seconda parte: salute e sicurezza di lavoratori e studenti 11. IMPIANTO ELETTRICO L impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, è presente tutta la relativa documentazione di sicurezza e subisce regolare, manutenzione. Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme specifiche. In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell impianto elettrico sarà rilasciata una dichiarazione di conformità da parte della ditta installatrice. Carenze rilevate impianto elettrico R Misure e interventi da adottare Nei pressi del quadro elettrico non sono affissi i cartelli per la presenza di tensione e il divieto di spegnere incendi con acqua Diversi apparecchi illuminanti sono difettosi, altri hanno i tubi fluorescenti esauriti. 16 Affiggere i cartelli di presenza tensione 230 /400 V e di divieto di spegnere incendi con acqua 16 Effettuare gli interventi di manutenzione e riparazione degli apparecchi illuminanti. Alcuni apparecchi illuminanti sono privi di schermo. 12 Dotare di schermo i corpi illuminanti DVR Pagina 13
15 12. ANTINCENDIO/VIE ED USCITE D EMERGENZA Le strutture, gli impianti, i mezzi di protezione e di estinzione, le vie di uscita e di emergenza, in generale, sono conformi a quanto indicato nell allegato IV del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008 e nel DM (norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica G.U. n. 218 del ). Carenze rilevate - Antincendio R Misure da adottare Il senso di apertura delle porte non è favorevole alle vie di fuga. 12 Dotare le aule di porte apribili nel verso dell esodo nei casi previsti dal DM 26 agosto AGENTI FISICI Non ci sono, in generale, locali o spazi in cui il riverbero è particolarmente fastidioso o sorgenti rumorose comunemente ritenute dannose o particolarmente fastidiose. Non sono stati individuati lavoratori esposti a tale rischio data l'assenza di apparecchi che generino vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali o campi elettromagnetici. Nel caso in cui i Docenti eseguono esperienze scientifiche in aule didattiche, non attrezzate ad uso laboratorio tali esperienze sono eseguite in sicurezza, secondo procedure di lavoro idonee al fine di eliminare o minimizzare i possibili rischi, utilizzando i Dispositivi di protezione, collettive e individuali. Le condizioni di umidità, temperatura e qualità dell'aria negli ambienti interni sono valutati nel paragrafo Microclima. 14. SOSTANZE PERICOLOSE Il rischio chimico è connesso all uso di sostanze dotate di tossicità accertata o potenziale, che possono recare danno per la salute. Si stimeranno i fattori di rischio tenendo conto dei seguenti aspetti: Si identificheranno, in base alla tipologia delle sostanze, i rischi infortunistici, come l incendio e l esplosione, e rischi igienico ambientali, cioè quelli causati da esposizione a sostanze e preparati tossici, nocivi o irritanti. Si verificherà l esistenza e l idoneità delle etichette dei contenitori. Si verificheranno le modalità di conservazione delle sostanze e dei preparati, ed il sistema utilizzato per lo smaltimento de rifiuti pericolosi. DVR Pagina 14
16 Il personale ATA è informato sul fatto che durante le operazioni di sostituzione e di smaltimento delle cartucce d inchiostro o toner (delle stampanti o dei foto-copiatori) dovrà attenersi alle modalità indicate nel fascicolo delle modalità d uso. Il personale che esegue le pulizie è al corrente dei rischi connessi all utilizzo delle sostanze detergenti, da utilizzare secondo le prescrizioni indicate nelle schede di sicurezza. Programmazione I docenti delle discipline i cui programmi prevedano l utilizzo dei laboratori dovranno inserire, nella programmazione annuale, insieme ai contenuti di carattere didattico, le misure di prevenzione e protezione dai rischi, soprattutto per le esperienze in cui si fa uso di sostanze chimiche o apparecchi elettrici (amplificatori, strumenti musicali e di misura, fornelli etc.). In questa fase si devono prevedere le strumentazioni necessarie, le sostanze da usare e i protocolli per un corretto svolgimento del lavoro in condizioni di sicurezza. E vietato lavorare da soli in laboratorio e al di fuori dei normali orari di lavoro. 15. ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Non esistono particolari rischi legati alla presenza di microrganismi che possano provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Il personale è informato sui rischi connessi al contatto con i sanitari durante le operazioni di pulizia dei servizi igienici e sull utilizzo dei DPI. 16. PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE Non esistono ambienti in cui verosimilmente possono crearsi atmosfere esplosive, data l assenza di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri. 17. CARICO LAVORO FISICO (MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI) I lavoratori in generale non sono esposti a rischi connessi ad operazioni di trasporto o di sostegno di carichi che in qualche modo possono comportare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, e in particolare dorso-lombare. Il personale ATA è informato sui rischi connessi e sulle modalità corrette per la movimentazione degli articoli di cancelleria di peso non eccessivo (risme di carta, rotoli) e dei contenitori della spazzatura (art. 167 del D. Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008). DVR Pagina 15
17 18. MICROCLIMA Riscaldamento Il controllo della corretta posa in opera degli impianti di riscaldamento è avvenuto tramite collaudo. Negli ambienti in generale non si rileva presenza di umidità, di correnti d'aria fastidiose, inoltre gli Insegnanti e i Collaboratori, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti, faranno in modo che sia sempre garantita aria salubre in quantità sufficiente attraverso opportuni ricambi. (allegato IV del D. Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008 e D.M e successive modifiche). Microclima R Misure da adottare Si verificano correnti d aria nelle aule del piano terra, a causa del difetto di tenuta degli infissi. 8 Effettuare l intervento di riparazione agli infissi 19. ILLUMINAZIONE Tutti i locali hanno un livello di illuminazione adeguato. Nei luoghi di lavoro è realizzato uno stretto rapporto di integrazione dell illuminazione naturale con quella artificiale; la luce naturale è sufficiente per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori e dei bambini. In tutti i luoghi di lavoro e nelle aule è garantita la protezione dai fenomeni di abbagliamento sia diretto che indiretto o zone d ombra. I locali di passaggio, i corridoi e le scale hanno buoni livelli di illuminazione. I luoghi di lavoro sono dotati di illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità. (allegato IV del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008 e D.M e successive modifiche). Carenze rilevate - Illuminazione R Misure da adottare Alcuni apparecchi illuminanti necessitano di interventi di manutenzione/riparazione 9 Effettuare gli interventi di manutenzione o riparazione 20. ARREDI E INFISSI L arredamento in generale è previsto di forma e dimensione adeguati alla varie classi di età degli studenti ed al tipo di scuola. I tavoli e le sedie degli studenti rispettano le disposizioni di legge e le norme di buona tecnica (UNI), rettangolari e di dimensioni adatte, combinabili tra loro per consentire attività di gruppo variamente articolate. Le lavagne, i tavoli e le sedie degli insegnanti rispettano le disposizioni di legge e le norme di buona tecnica (UNI). DVR Pagina 16
18 Le superfici di lavoro sono di materiale idoneo con bordi arrotondati e spaziose. Le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni sono costituiti da materiali di sicurezza al fine di evitare lo sfondamento e il ferimento dei lavoratori in caso di rottura. (allegato IV del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008). Carenze rilevate arredi e infissi R Misure da adottare Alcuni armadi sono danneggiati, non ancorati e privi di pellicola di protezione nei vetri delle ante 4 Riparare gli armadi difettosi, ancorarli alla parete e applicare pellicola di protezione Alcuni banchi e sedie degli alunni sono difettosi 12 Effettuare gli interventi di manutenzione, riparazione e sostituzione dei banchi e delle sedie difettosi Alcune sedie docenti aula professori sono difettose ed obsolete Alcune porte sono deteriorate (presenza tarli), difettose, altre hanno le maniglie ossidate. 12 Effettuare gli interventi di riparazione e sostituzione delle sedie 16 Effettuare gli interventi di manutenzione, riparazione e registrazione delle porte. 21. ATTREZZATURE Scale Le scale manuali si utilizzano solo in modo occasionale e vengono usate correttamente (per raggiungere la quota o per brevissime operazioni e non per lavori prolungati nel tempo). Scale semplici portatili: (a mano) sono sufficientemente resistenti nell insieme e nei singoli elementi e hanno dimensioni appropriate al tipo d uso. Sono provviste di dispositivi antisdruciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti, ganci di trattenuta o appoggi antisdruciolevoli alle estremità superiori. Scale doppie: a compasso sono di lunghezza non superiore a 5 m, sono provviste di dispositivi antisdruciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e sono corredate da catena o altro dispositivo che ne impedisca l apertura oltre il limite di sicurezza. (art. 113 del D.Lgsl. n. 81 del 9 Aprile 2008). DVR Pagina 17
19 Macchine Le macchine acquistate dopo il 21/09/96 sono dotate di marcatura CE di conformità secondo quanto stabilito dal DPR 459/96; sono disponibili le istruzioni per l uso fornito a corredo della macchina stessa. Carenze rilevate - Attrezzature R Misure da adottare La scala portatile non è conforme alle norme antinfortunistiche Sono presenti materiali e attrezzature inutilizzate da rimuovere. 16 Utilizzare solamente scale portatili idonee e sicure. 12 Rimuovere e conferire a discarica i materiali e le attrezzature in disuso Il servo scala non è in servizio 12 Effettuare gli interventi di manutenzione per la messa in servizio del servo scala 22. AULE NORMALI Le aule per le attività didattiche normali hanno caratteristiche tecniche dimensionali conformi alla normativa. L altezza netta dell aula non è inferiore 300 cm. Le dimensioni e la disposizione delle finestre è tale da garantire una sufficiente illuminazione e aerazione naturale. Le aule per le attività didattiche normali non sono ubicate in locali interrati o seminterrati. La disposizione dei banchi all interno dell aula non ostacola la via di fuga in caso di emergenza. La pavimentazione è realizzata con materiali antisdrucciolo, facilmente lavabile. Le porte sono dimensionate in modo conforme a quanto indicato allegato 4 del D.Lgs n. 81 del 9 Aprile All interno dell aula non vengono depositati attrezzature che possono creare condizioni di pericolo per gli studenti e gli insegnanti o che possono impedire la fruizione dello spazio in tutte le sue parti. All interno degli armadi non vengono conservati materiali infiammabili o altri materiali a rischio chimico, biologico o di qualsiasi natura non attinente all attività didattica. Le aule sono dotate di tutti gli impianti ed attrezzature necessarie per la normale sua fruizione (impianto elettrico, riscaldamento, illuminazione). L impianto elettrico ha un numero sufficiente di punti luce, prese, interruttori da rendere agevole l utilizzo di attrezzature elettriche. DVR Pagina 18
20 Carenze rilevate Aule didattiche R Misure da adottare Il pavimento presenza asperità e irregolarità 8 Effettuare gli interventi per eliminare le irregolarità del pavimento. Il alcuni punti tratti non è presente il battiscopa 8 Effettuare gli interventi di ripristino del battiscopa I vetri delle finestre troppo fragili e non a norma 8 Sostituzione vetri finestre non a norma 23. AULE MULTIMEDIALI E LABORATORI Carenze rilevate R Misure da adottare Aula musica pareti non a norma e ancoraggio armadi 8 Effettuare gli interventi di ancoraggio Aula marte non risponde alle norme di sicurezza in quanto manca il cablaggio 8 Effettuare gli interventi di messa a norma 24. SERVIZI IGIENICI Nei locali per i servizi igienici, il numero di WC per gli studenti è di 1 per ogni classe. Il locale che contiene i WC è illuminato e areato direttamente. I bagni sono separati per sesso, con porte apribili verso l esterno e sono munite di chiusura dall interno tale però che si possa aprire dall esterno in caso di emergenza. Carenze rilevate Servizi igienici R Misure da adottare Nei servizi igienici di tutto l edificio il rivestimento è incompleto 8 Effettuare gli interventi di ripristino del rivestimento del servizio igienico 25. BARRIERE ARCHITETTONICHE Caratteristiche esterne e interne Nell area esterna di accesso all edificio scolastico tutti i dislivelli non sono opportunamente superati da rampe o scivoli. I marciapiedi sono mantenuti liberi da ostacolo (auto, moto, biciclette in sosta, sacchi spazzatura, ecc.). Sono previste aree di sosta regolamentari per veicoli per disabili. DVR Pagina 19
Anagrafica. Ins. Melosu Giovanna. Figure responsabili. Numero occupanti e classificazione ai fini della prevenzione Incendi
AGGIORNAMENTO DVR Ai sensi del D.Lgs. 81/08 A.S. 2014-2015 PLESSO DI LACONI Il DIRIGENTE SCOLASTICO Dott. Marco Saba IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Ing. Daniela Orrù IL RAPPRESENTANTE
AGGIORNAMENTO DVR Ai sensi del D.Lgs. 81/08 A.S. 2014-2015 PLESSO DI NURAGUS Il DIRIGENTE SCOLASTICO Dott. Marco Saba IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Ing. Daniela Orrù IL RAPPRESENTANTE