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Timestamp: 2020-02-17 15:02:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 335', 'art. 155', 'sentenza ', 'art. 1810']

Cassazione, sez. I civile, 3179 del 2007 - testo integrale Sentenza
Cassazione, sez. I civile, 3179 del 2007
Divorzio · assegnazione casa · comodato precario · regime giuridico · recesso ad nutum
Ottimo commento alla fonte, sito segnalato all'attenzione dei lettori:
http://www.affidamentocondiviso.it/Cass%5B1%5D.%203179-2007,%20massima.htm
Dott. Carlo Piccininni Presidente Rel.
Dott. Vittorio Ragonesi Consigliere
(…), elettivamente domiciliata in Roma, via (…), presso l’avv. (…), che la rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso;
(…) s.r.l., in persona del legale rappresentante, elettivamente domiciliata in Roma, via (…), presso l’avv. (…), che la rappresentata e difende giusta delega in calce al controricorso;
- controricorrente ricorrente incidentale-
avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli n. 1467 del 14.5.2004.
udita la relazione della causa svolta nell’udienza del 26.9.2006 dal Relatore Cons. Carlo Piccininni;
udito l’avv. (…) su delega per (…) s.r.l.;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Rosario Giovanni Russo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
Con ricorso depositato il 19.2.2002, poi ritualmente notificato, la (…) s.r.l. chiedeva la condanna di (…) al rilascio dell’immobile di sua proprietà, sostenendo che lo stesso era stato concesso in comodato gratuito al suo amministratore unico (…), che lo aveva poi adibito ad alloggio della propria famiglia; che in sede di separazione legale il detto appartamento era stato assegnato alla moglie (…); che pendendo procedura esecutiva a suo danno, aveva necessità di riacquisire l’immobile per ricavarne il maggiore prezzo; che comunque la detenzione della (…) risultava ormai “ sine titulo ”.
Il Tribunale di Napoli adito, disattendendo la prospettazione della resistente che aveva individuato nel giudice della famiglia quello competente a decidere in ordine alle modalità ed ai tempi del rilascio dell’appartamento in questione, accoglieva il ricorso ritenendo, da un lato, che non fosse opponibile nella specie il provvedimento di assegnazione della casa coniugale, e, dall’altro, che si trattasse di comodato precario, da cui discende l’obbligo di restituzione su richiesta del comodante.
La sentenza veniva quindi impugnata dalla (…), che ne denunciava l’erroneità in ragione delle medesime considerazioni precedentemente svolte e la Corte di Appello di Napoli, che sospendeva dapprima l’esecutorietà del provvedimento censurato, confermava la decisione di primo grado, sostanzialmente osservando che l’assegnazione dell’immobile in sede di separazione giudiziale determina la successione del coniuge assegnatario nel rapporto di comodato, senza modificarne la originaria fonte contrattuale, con la conseguenza che il comodante può legittimamente esercitare il recesso nei confronti dell’assegnatario.
Avverso la detta decisione la (…) proponeva ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo, al quale resisteva la (…) s.r.l., che proponeva anche ricorso incidentale.
Successivamente il Procuratore Generale di questa Corte, al quale erano stati trasmessi gli atti ai sensi dell’art. 375 c.p.c., concludeva per l’accoglimento del ricorso principale, assorbito l’incidentale, in ragione della sua ritenuta fondatezza.
La controversia veniva quindi decisa all’esito dell’udienza del 30.1.2007.
Disposta la riunione dei ricorsi ai sensi dell’art. 335 c.p.c., si osserva che con l’unico motivo del ricorso principale (…) ha denunciato violazione dell’art. 155 c.c., in riferimento ai principi di cui agli artt. 1803-1810 c.c., sostenendo l’erroneità della decisione nella parte in cui la Corte territoriale non aveva tenuto conto del necessario coordinamento delle regole sull’assegnazione della casa coniugale al coniuge affidatario di figli minori con quelle del comodato.
Il provvedimento di assegnazione della casa coniugale nell’interesse della prole avrebbe infatti carattere eccezionale, inciderebbe sul rapporto originario inserendo una diversa disciplina della durata e sostanzialmente sospendendo, in tal modo, il diritto di recesso del comodante.
Ed infatti, quando un bene immobile concesso in comodato sia stato destinato a casa familiare, il successivo provvedimento di assegnazione in favore del coniuge affidatario di figli minori ( o convivente con figli maggiorenni non autosufficienti senza loro colpa ) emesso nel giudizio di separazione o di divorzio, contrariamente a quanto sostenuto, non modifica né la natura né il contenuto del titolo di godimento dell’immobile.
Ciò dunque comporta che gli effetti riconducibili al provvedimento giudiziale di assegnazione della casa, che legittima l’esclusione di uno dei coniugi dall’utilizzazione in atto e consente la concentrazione del godimento del bene in favore della persona dell’assegnatario, restano regolati dalla stessa disciplina già vigente nella fase fisiologica della vita matrimoniale ( C. S.U. 2004/13603 ).
Ne consegue pertanto che ove, come nella specie, si tratti di comodato senza la fissazione di un termine predeterminato - c.d. precario - ( p. 4 della sentenza ), il comodatario è tenuto a restituire il bene quando il comodante lo richieda ( art. 1810 c.c. ) e che il diritto di recesso del proprietario è stato legittimamente esercitato.
Le spese processuali del presente giudizio vanno infine compensate, tenuto conto della delicatezza della controversia e della sua incidenza sull’interesse della famiglia, costituita anche da figli minori ( p. 5 ).
Roma, 30.1.2007
Oggi 13 FEB. 2007
Divorzio Assegnazione casa Comodato precario Regime giuridico Recesso ad nutum