Source: http://newsblog-dasanfeleamilano.blogspot.it/2015/06/
Timestamp: 2017-06-26 07:00:38+00:00
Document Index: 6058257

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

San Fele24ore: giugno 2015
La Voce Dei Senior: LETTERA ENCICLICALAUDATO SI’ DEL SANTO PADREFRAN...
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FRAN...: LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’ DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE 1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san...
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La Voce Dei Senior: Tassa rifiuti illegittima: come ricorrere e non pagare
Come funziona la TariEssa è applicata a chiunque possieda o detenga, a qualunque titolo, locali o aree esterne, che possono produrre rifiuti urbani(escluse le aree condominiali o quelle accessorie o pertinenziali di un immobile tassato). Lo scopo della tassa è coprire i costi del servizio di igiene urbana.Le tariffe variano a seconda del comune, e sono differenziate per le utenze domestiche e non domestiche. Entrambe le tipologie sono composte da una parte fissa, relativa al costo del servizio, che si computa in base alla superficie dell’immobile, e da una parte variabile, proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti: dato che nella quasi totalità dei casi è impossibile quantificare la spazzatura prodotta, essa è commisurata al numero dei componenti della famiglia.
Illegittimità costituzionale della TariSecondo parte della dottrina, la Tari risulterebbe, di per sé, un’imposizione costituzionalmente illegittima: difatti, se considerata come tributo, andrebbe contro i criteri di proporzionalità e progressività affermati dalla Costituzione [3]; se considerata, invece, come tassa, appare incoerente inquadrare lo smaltimento come un servizio pagato a consumo, quando, in realtà, dovrebbero essere i contribuenti a ricevere un corrispettivo per il conferimento dei rifiuti (prova ne sia l’esistenza e la diffusione delle discariche verdi, punti di raccolta nei quali viene dato un compenso per ogni tipologia di rifiuto: una famiglia media può arrivare a guadagnare intorno a € 250 l’anno).
Illegittimità delle delibere comunali sulla TariOltre all’illegittimità della tassa in sé, dobbiamo considerare tutti i casi in cui sono le delibere del Comune ad andare contro la normativa stessa.Una prima ipotesi si verifica quando la delibera relativa alle tariffe è adottata posteriormente alla data fissata dalle leggi nazionali per deliberare il bilancio di previsione: nel 2013, la data era il 30 novembre, nel 2014 il 30 settembre. Pertanto, tutte le delibere posteriori sono impugnabili.Un secondo caso di illegittimità, che si è verificato in numerosi comuni, è la mancanza di riduzione della tariffa di almeno il 40%, nelle zone dove la raccolta non è prevista.La più frequente ipotesi d’illegittimità della Tari, però, riguarda il mancato rispetto di un fondamentale articolo della Legge di Stabilità 2014, ossia quello che stabilisce che, per determinare con esattezza il costo del servizio ed i coefficienti di produttività qualitativa e quantitativa dei rifiuti, sia indispensabile la stesura di un piano tariffario. Tale piano deve individuare e classificare i costi del servizio, suddividerli tra fissi e variabili e ripartirli tra utenze domestiche e non, oltreché quantificare tutte le voci per ogni categoria di utenza.Osservando la maggior parte delle cartelle, appare evidente l’inesistenza di qualsiasi piano o schema, suscettibile di fornire una tariffa chiara per tipologia d’utenza: gli avvisi di pagamento, infatti, appaiono quasi sempre vaghi ed incomprensibili, rendendo il contribuente impossibilitato a capire sia i calcoli che il regolamento. Pertanto, è palese la mancanza di legittimazione dell’impianto tariffario
· Come impugnare la cartellaRiscontrando uno di questi casi, ci si può rifiutare di pagare ed impugnare la cartella?Nelle ipotesi sopraelencate, si potrà sia, in primo luogo, impugnare l’avviso di pagamento in autotutela, ossia rivolgendosi direttamente all’ufficio tributi del Comune. In caso di risposta negativa o assente, sarà opportuno effettuare l’impugnazione presso la commissione tributaria provinciale, il prima possibile, in quanto l’autotutela non sospende i termini per l’impugnazione.Infine, non dimentichiamo la possibilità di impugnare la cartella per tutte quelle aziende che smaltiscono i rifiuti in proprio, previa dimostrazione del fatto che non si usufruisca del servizio comunale: in quest’ultimo caso, si ha diritto all’esclusione totale dalla Tari.(Noemi Secci)
La Voce Dei Senior: Tassa rifiuti illegittima: come ricorrere e non pa...: La Tari , acronimo di Tassa sui Rifiuti , sostituisce le vecchie Tarsu, Tia e Tares ed è certamente uno dei balzelli meno amat...
COMUNE DI SAN FELE Avviso - Ufficio Tributi - NOVITA’ IMU - TASI - TARI PER IL 2015
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LUCANI IN SVIZZERA condividono decisione
Comune di San Fele “Il Comune di San Fele, con delibera di Giunta n. 80 dell'8
giugno 2012, ha stabilito che l'abitazione dei residenti all'estero dei
cittadini del proprio comune é riconosciuta come prima casa purché non locata”.
ALLA DELIBERA CONSILIARE N. 38 DEL 30/06/2012 PUNTO N. 6: “DETERMINAZIONE
ALIQUOTA E DETRAZIONI IMPOSTA MUNICIPALE UNICA”. Illustra il punto il
proponente. Leonardo DI LEO L'IMU è un'imposta un po' travagliata perché ogni
5-6 giorni hanno cambiato prospettiva. Dato che la determinazione dell'aliquota
e detrazione è materia del Consiglio Comunale, la Giunta ha solo espresso una
volontà che serviva per predisporre la relazione previsionale e programmatica e
il bilancio pluriennale ed annuale al Consiglio, però chi decide effettivamente
quale è l'aliquota e quali sono le detrazioni è il Consiglio in questa seduta.
Quindi la proposta della Giunta è la seguente: l'aliquota è al 6 per mille per
le abitazioni principali e relative pertinenze, che è quella obbligatoria per
legge, e il 9.80 per mille per gli altri immobili, ad eccezione di quelli della
categoria D. Poi c'è un'altra possibilità un po' controversa, cioè quella di
considerare abitazione principale quella non locata, ma tenuta a propria
disposizione, nel caso di residenti all'estero. In questo modo però gli incassi
del Comune si riducono. Cons. Donato SPERDUTO La Giunta ha approvato la delibera
n. 80 con questa proposta e noi oggi la confermiamo per due ragioni, cioè per
un fatto politico e poi perché comunque si può sempre modificare entro
settembre. Leonardo DI LEO Inoltre noi abbiamo avuto qualche sollecito da parte
di chi ha una seconda casa ma non vi abita, cioè di pagare l'aliquota base
dello 0,76, che va per metà allo Stato e per metà al Comune. Cons. Donato
SPERDUTO Io sono disponibile ad accettare questa proposta, anche se la delibera
di Giunta non lo prevede, perché ci sono molte persone che vivono fuori e
vengono a San Fele magari per 15 giorni all'anno e noi già facciamo pagare loro
la TARSU al 75%. Allora direi di fare in modo che il 3,8 comunque vada allo
Stato e noi prendiamo il rimanente 3,8 che, rispetto all'ICI dell'anno scorso, è
un po' superiore. Leonardo DI LEO Non è superiore, però considerato che sono
aumentate del 60% le rendite, è chiaro che sulle seconde case l'incasso è
notevole. Cons. Donato SPERDUTO Io direi di fare in modo che per i ricoverati
in case di cura e per i residenti all'estero si rispetti quanto stabilito dalla
delibera, che può sempre essere modificata entro settembre. Leonardo DI LEO
Allora la proposta è questa: l'aliquota per l'abitazione principale e relative
pertinenze è del 6 per mille, mentre è del 9,80 per gli altri immobili ad
eccezione di quelli di categoria D (4,60 per mille); per i residenti all'estero
le abitazioni non locate ma tenute a propria disposizione vengono considerate
abitazioni principali. Si stabilisce poi di predisporre le modifiche al
regolamento comunale approvato con delibera n. 28 del 24 maggio 2012. Per chi
stabilmente risiede nelle case di cura, la casa di proprietà rimane abitazione
principale, ma questo è stato stabilito anche per legge, a meno che non sia
locata. Ass. Mauro CERONE Io non sono certo del fatto che noi possiamo
considerare prima casa quella degli emigranti, perché c'è un passo nella
circolare del Ministero che abolisce la distinzione tra residenza anagrafica e
dimora e contempla un'unica categoria che è quella di chi vive stabilmente. Io
dico, quindi, di verificare attentamente questo aspetto, altrimenti noi
facciamo un danno. Leonardo DI LEO Il criterio per pagare l'IMU rispetto
all'ICI è cambiato perché mentre prima si faceva riferimento allo stato
anagrafico, ora oltre allo stato anagrafico formale bisogna considerare anche
quello sostanziale e quindi non solo la residenza, ma anche l'abitazione
principale. Ora, leggendo i commenti di coloro che hanno letto anche le
relazioni parlamentari, si evince che per i non residenti sarebbe stata
preclusa fin dall'origine questo fatto; allora, per i residenti all'estero
iscritti all'AIRE, in base all'interpretazione data da tutti i commentatori in
maniera unanime, la distinzione tra residenza e dimora non ci dovrebbe essere
perché è chiaro che dimorano all'estero per più di sei mesi all'anno. Cons.
Donato SPERDUTO Io voglio leggere la circolare del Ministero a pag. 18: “Il
riconoscimento da parte del legislatore della possibilità per i Comuni di
considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare
posseduta da anziani e disabili e da cittadini italiani residenti all'estero
comporta che, nel caso in cui venga esercitata tale facoltà, sull'imposta
versata non deve essere computata la quota riservata allo Stato, di cui al
comma 11, art. 13 del decreto legislativo 211, poiché quest'ultima norma
esclude espressamente l'anzidetta quota dell'abitazione principale e relative
pertinenze”. Leonardo DI LEO Per il momento chi sta all'estero paga come
seconda casa. Cons. Donato SPERDUTO Però nella delibera di Giunta è detto il
contrario, dando un indirizzo. Leonardo DI LEO Attualmente è previsto che per
chi risiede all'estero viene considerata seconda casa e paga lo 0,76. Cons
Donato SPERDUTO Voi non avete sbagliato: è una facoltà che vi ha dato la legge
e voi l'avete applicata in quel modo. Leonardo DI LEO Ma la Giunta non ha
nessun potere in materia di aliquote e detrazioni per l'IMU. Cons. Donato
SPERDUTO Però avete dato un indirizzo. Leonardo DI LEO C'è un'altra possibilità:
se per le seconde case noi mettiamo il 9,80, possiamo far rimanere l'aliquota
base dello 0,76 per i residenti all'estero, perché c'è anche questa
possibilità. Cons. Donato SPERDUTO Attenzione, qua ci sono vari problemi e io
vorrei capire se l'atto di indirizzo della delibera di Giunta è quello di
considerare le abitazioni dei residenti all'estero prima casa. Leonardo DI LEO
Sì, però la delibera non ha alcun valore giuridico. Cons. Donato SPERDUTO
Vorrei sapere chi ha votato questa delibera, perché esiste anche un problema
politico dal momento che i Socialisti si sono allontanati, e allora lasciamo la
delibera così com'è e poi, se la dobbiamo modificare, possiamo farlo entro
settembre. Sindaco Gerardo FASANELLA Proprio perché la norma non è chiara, nel
momento in cui abbiamo deliberato questa proposta da portare in Consiglio
comunale le notizie che a noi erano pervenute erano che per i residenti
all’estero i Comuni avevano facoltà di rendere le abitazioni prima casa e
quindi mantenere l’aliquota al 6 per mille, cioè il beneficio che noi davamo ai
residenti all’estero era di non versare il 9,8, di cui il 3,4 allo Stato, ma
solo il 6 per mille al Comune. Quindi era un’agevolazione che noi facevamo a
loro e il Comune non ne risentiva in termini di cassa. Leonardo DI LEO La
stragrande maggioranza non paga niente vista la detrazione dei 200 euro: noi
abbiamo fatto un po’ di calcoli ed è così. Ass. Mauro CERONE Tutti vogliamo
agevolare i residenti all’estero, ma il problema è se questo Consiglio che approva
questo deliberato e il Responsabile del settore alla fine non creano un danno
erariale all’ente e questo è un aspetto importante. Ci sono molti Comuni che si
stanno ricredendo su questo perché è esposto nel decreto, dove viene eliminata
la distinzione tra dimora e residenza anagrafica. Quindi io direi di dare
mandato al Ragioniere di prendere informazioni presso la Corte dei Conti e, se
le cose stanno così, possiamo anche procedere in questo senso. Leonardo DI LEO
Il Consiglio comunale su questo punto è sovrano: quello che si decide si
applica. Cons. Donato SPERDUTO Esistono vari problemi perché innanzitutto i
cittadini che hanno già pagato lo hanno fatto in base all’atto di indirizzo
della Giunta. Leonardo DI LEO Ma non è legale, perché la legge dello Stato dice
che si deve pagare in due o tre rate all’aliquota base per ogni cosa. E la
volontà della Giunta in questo caso non vale niente. Cons. Donato SPERDUTO Gli
altri Comuni non hanno fatto proprio pagare ai residenti all’estero. Leonardo
DI LEO E hanno sbagliato e la responsabilità è del contribuente, non della
Giunta o del Consiglio perché la legge prevede che intanto si paghi l’aliquota
base e poi il Comune farà i regolamenti. Se in Consiglio si approva questa
delibera, nel momento in cui la pubblichiamo tutti chiederanno il rimborso.
Cons. Donato SPERDUTO Ma non lo devono chiedere a noi, perché il 3,8 è stato
versato allo Stato. Leonardo DI LEO No, se chiedono il rimborso, il Comune deve
pagare. Cons. Donato SPERDUTO Ma chi ha pagato ha fatto il modello F24
direttamente al Ministero, per cui il Comune non c’entra. E se il patronato ha
fatto pagare erroneamente, non c’entra il Comune. Leonardo DI LEO Di quello che
è stato versato, metà va allo Stato e metà al Comune. Se l’ente stabilisce
un’agevolazione che intacca la quota dello Stato, paga l’ente: così è. Cons.
Donato SPERDUTO Ma noi oggi stiamo deliberando e non sappiamo cosa hanno fatto
i cittadini: noi da oggi in poi rispondiamo di quello che abbiamo fatto.
Leonardo SPERDUTO Però, una volta approvato, se il cittadino dice che ha pagato
di più, vuole il rimborso. Cons. Donato SPERDUTO Ma ha pagato di più perché
l’ha voluto autonomamente, ma noi oggi stiamo deliberando. Leonardo DI LEO No,
perché tutti i rapporti attivi e passivi li gestisce il Comune. Lo Stato, una
volta che ha incassato, non vuole sapere più niente. Cons. Donato SPERDUTO Noi
siamo eventualmente responsabili in base a quello che votiamo oggi e da questo
momento in poi, non per quello che hanno fatto prima i cittadini che,
autonomamente, senza nessuna delibera, hanno pagato. Leonardo DI LEO Purtroppo
non è così perché i rapporti attivi e passivi fanno capo al Comune: lo Stato si
limita ad incassare la sua parte e poi tutte le agevolazioni sono di competenza
del Comune. Cons. Donato SPERDUTO La delibera ora deve uscire così e poi, tra
venti giorni, la modifichiamo, dopo aver chiesto il parere alla Corte dei
Conti: se ci diranno che si crea danno erariale, torniamo in Consiglio. Noi non
possiamo recare danno a chi sta qua per agevolare chi sta all’estero. Allora,
considerato che c’è stato un atto di indirizzo della Giunta e siamo in fase di
approvazione del bilancio, io direi di confermare quella volontà come
Consiglio, visto anche che i Socialisti si sono allontanati perché non c’è
stata una riunione di maggioranza. Se poi il Capo settore si rende conto che
arrechiamo un danno, si torna in Consiglio e si modifica il regolamento. Pres.
Donatello ANNICCHIARICO La parola al consigliere De Carlo. Cons. Donato DE
CARLO Visto che c'è stata una delibera di Giunta e viste le varie situazioni,
io direi di votarla e poi, se dovremo intervenire, lo faremo, anche perché sono
assenti i Socialisti e non possiamo approvare una cosa diversa. Se poi ci
accorgiamo che c'è qualche errore, sistemeremo dopo la questione, però la
delibera è stata votata dalla Giunta e oggi è stata portata in Consiglio, per
cui la dobbiamo approvare. Cons. Donato SPERDUTO Prima di tutto noi non
facciamo una delibera contro l'ente, perché diciamo che per i residenti
all'estero è considerata prima abitazione e quindi tutto quello che pagano va
al Comune. Ora bisogna capire se va considerata seconda casa e se c'è un
maggior gettito, tolto quello che va allo Stato, rispetto a quello che ci
sarebbe se fosse considerata prima casa: in quel caso andrebbe tutto al Comune,
con l'abbuono dei 200 euro. Può darsi che con le rendite aumentate del 60%, noi
incassiamo di più considerandole prima casa, perché in quel caso andrebbe tutto
al Comune. Noi dobbiamo fare quello che prescrive la circolare, poi il
Ragioniere farà gli accertamenti e se c'è danno erariale, dobbiamo provvedere.
Intanto in Consiglio dobbiamo dire che prendiamo atto e ci adeguiamo alla
circolare del comma 10, art. 13. Se rinviamo questo punto non approviamo
neanche il bilancio perché è tutto propedeutico; non ho capito cosa c'è di
strano nell'approvare ora la delibera e poi magari la modifichiamo a settembre,
anche perché l'hanno votata anche i Socialisti. Se poi si verificherà che c'è
danno erariale, io sarò il primo a dire che va modificata, però oggi
confermiamola attenendoci alla circolare, che facciamo nostra nel regolamento,
perché noi non siamo legislatori. Ass. Adriano FASANELLA E' scritto in maniera
chiara che per abitazione principale si intende l'immobile iscritto o ascrivibile
nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare in cui il possessore
dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Nel caso dei residenti
all'estero, costoro risiedono anagraficamente? Leonardo DI LEO Ma non c'entra,
perché questo vale per i residenti in Italia, mentre per coloro che vivono
all'estero, se iscritti all'AIRE, è diverso. Cons. Donato SPERDUTO La circolare
dice che il Consiglio comunale può decidere se considerarla prima casa o no e
allora il Ragioniere andrà a fare l'indagine e se ci sarà danno erariale, si
tornerà in Consiglio e si dirà che la volontà politica era quella ma
tecnicamente non è possibile, per cui a quel punto modificheremo la delibera.
Ass. Adriano FASANELLA E allora si deve dare mandato al responsabile dell'Ufficio
Ragioneria di verificare se ci siano i presupposti o meno. Cons. Donato
SPERDUTO Noi oggi dobbiamo votare applicando il regolamento con una volontà
politica. Leonardo DI LEO Però non è così perché se ci hanno dato questa
possibilità, significa che automaticamente chi è residente all'estero viene
considerato come dimorante, altrimenti non avrebbero proprio previsto
l'assimilazione. Cons. Donato SPERDUTO Noi svolgiamo un ruolo politico e non ci
possiamo permettere di dire cosa ci va bene e cosa no, però dobbiamo difendere
la politica di Giunta perché altrimenti dal punto di vista politico è meglio
che ci ritiriamo, perché i Socialisti hanno lamentato che non sono state fatte
riunioni di maggioranza. Noi diciamo di andare avanti perché abbiamo una
responsabilità che va oltre il 31 ottobre, oppure se abbiamo paura dobbiamo
ridurre tutto. Io direi di fare quanto diceva il Ragioniere, che non prevede
neanche un centesimo di aggravio per l'ente. Ass. Mauro CERONE Noi come atto di
indirizzo politico diciamo che possono avere questa agevolazione, fermo
restando che bisogna attenersi alla circolare per il fatto di considerarle
prime o seconde case. Allora, ferma restando la volontà del Consiglio di
riconoscere le agevolazioni previste, io propongo di attenerci, per quanto
riguarda la distinzione tra abitazione principale e secondaria, alla circolare
ministeriale. Pres. Donatello ANNICCHIARICO Votiamo la proposta dell'assessore
Cerone. Voti favorevoli? All'unanimità. Votiamo anche l'immediata eseguibilità
dell'atto. Voti favorevoli? Come sopra
La Voce Dei Senior: Dichiarazione TASI: basta il modello IMU
La Voce Dei Senior: Dichiarazione TASI: basta il modello IMU: Chi deve presentare una dichiarazione TASI entro il 30 giugno 2015 per segnalare variazioni dell'immobile utilizza il modello IMU: prec...
I chiarimenti del MEF in merito all'IMU sui terreni agricoli: esenzione, detrazione, Pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze le risposte del MEF in merito a dubbi riguardanti l’IMU sui terreni agricoli: le esenzioni, le detrazioni, l’obbligo di dichiarazione IMU ed il versamento del tributo. Si tratta delle domande più frequenti poste all’Amministrazione Finanziaria da contribuenti, operatori professionali, associazioni di categoria e dai soggetti che realizzano i software per il calcolo dei tributi, in merito all’applicazione dell’IMU per i terreni agricoli.
Il DL n. 4 del 2015 (convertito con legge n. 34/2015) ha stabilito che sono esenti dall’IMU, a partire dall’anno 2015, i terreni agricoli e quelli non coltivati:
ubicati nei Comuni classificati cometotalmente montani nell’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’ISTAT (art. 1, co. 1, lett. a) del DL n. 4 del 2015), da chiunque posseduti;
=> Esenzione IMU terreni: i Comuni montani
Lo stesso decreto, al co. 1-bis dell’articolo 1 inserito in fase di conversione in legge, ha stabilito una nuova detrazione di 200 euro, a decorrere dall’anno 2015, dall’imposta dovuta per i terreni ubicati nei Comuni di cui all’allegato 0A, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali IAP, iscritti nella previdenza agricola, determinata ai sensi dell’art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011. Si tratta dei Comuni montani e parzialmente montani che fino al 2013, in base alla circolare 9 del 13 giugno 1993, erano considerati esenti dall’imposta comunale e municipale, mentre ora non lo sono più. Tale detrazione si applica anche nel caso in cui il coltivatore diretto o IAP, iscritto alla previdenza agricola, concede i terreni in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a IAP, anch’essi iscritti alla previdenza agricola (cfr. risoluzione n. 2DF2015).
=> TASI IMU: aliquote e delibere 2015 per l’acconto
Il Ministero precisa che la detrazione di 200 è unica e calcolata con riferimento a tutti i terreni condotti direttamente dal soggetto, anche se ubicati sul territorio di più Comuni di collina svantaggiata. Dunque ad ogni soggetto spettano 200 euro in totale e non 200 euro per ogni terreno o per ogni Comune. Inoltre la detrazione si suddivide tenendo conto del valore dei terreni posseduti nei vari Comuni, del periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni per la detrazione e delle quote di possesso (circolare n. 3/DF/2012). Nel caso in cui il terreno sia di proprietà mista, ovvero sia di coltivatori diretti o IAP che di soggetti non aventi tale qualifica, la detrazione si ripartisce per intero tra i soli possessori coltivatori diretti o IAP, iscritti nella previdenza agricola (art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011).
=> IMU TASI: come richiedere il bollettino precompilato
Si chiarisce poi che la nuova detrazione spetta solo per i terreni ubicati nei Comuni di cui all’allegato 0A e se, nel caso di Comuni parzialmente delimitati (PD), solo per i terreni ubicati nella parte “svantaggiata” del territorio comunale. Nel caso in cui il coltivatore sia in possesso di più terreni, la detrazione deve tenere conto esclusivamente dei terreni che ricadono nelle zona “svantaggiata” e, quindi, proporzionata al valore di questi soli terreni. Il Ministero precisa che:
“Pur applicando alla nuova detrazione gli stessi criteri di ripartizione previsti per la riduzione di cui all’art. 13, comma 8-bis , è chiaro che è necessario effettuare due conteggi distinti:
per l’applicazione della franchigia occorre prendere in considerazione il valore di tutti i terreni posseduti e condotti nel comune;
per l’applicazione, invece, della detrazione di 200 euro occorre avere riguardo esclusivamente ai terreni ricade nti nella zona “svantaggiata”.
=> IMU 2015 imprese: deduzioni, esenzioni e novità
L’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU vige per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti o da IAP, iscritti nella previdenza agricola, sia nel caso in cui si acquista sia in quello in cui si perde il diritto alle agevolazioni. L’obbligo non sussiste se il Comune è, comunque, in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento delle obbligazioni tributarie.
La detrazione per i terreni di collina svantaggiata deve essere riportata nell’apposito campo del modello F24 e del bollettino di conto corrente postale con esso compatibile visto che le specifiche tecniche del modello di versamento F24 consentono di compilare il campo “Detrazione”. Il codice tributo da utilizzare è il numero 3914.
Nel caso in cui il terreno in proprio possesso risultasse soggetto ad IMU precedentemente all’entrata in vigore del DL n. 4/2015, per poi diventare esente per effetto dello stesso decreto, il contribuente ha diritto al rimborso dell’IMU eventualmente versata.
Fonte: Ministero delle Finanze. di dichiarazione, versamento e rimborso.
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