Source: http://www.regione.lazio.it/prl_ambiente/?vw=contenutidettaglio&id=139
Timestamp: 2019-05-22 06:42:56+00:00
Document Index: 52742140

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 114', 'art. 10', 'art. 52', 'art. 52', 'art 10', 'art. 10']

Regione Lazio - AMBIENTE - Infrastrutture Energetiche
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In materia di produzione dell’energia elettrica l’Area Infrastrutture Energetiche della Regione cura l’intesa regionale per la costruzione e l’esercizio degli impianti per la produzione di energia elettrica, localizzati nel territorio regionale, con potenza superiore a 300 MW. Tale assenso è da intendersi indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione unica rilasciata a seguito di un procedimento unico, di competenza del Ministero delle Attività Produttive, al quale partecipano le Amministrazioni statali e locali interessate. Ai sensi dell’articolo 1, comma 1 della legge 09/04/2002, n. 55, le autorizzazioni uniche riguardano la costruzione o la modifica delle centrali termoelettriche che vengono dichiarate contestualmente di pubblica utilità. Nel sistema elettrico la produzione di energia elettrica avviene tramite l’utilizzazione delle fonti energetiche convenzionali o non rinnovabili ( gas naturale, carbone e petrolio ) e con fonti rinnovabili ( energia idroelettrica, solare, geotermica ed eolica ). L’energia elettrica convenzionale scaturisce dalla combustione, nelle centrali termoelettriche, di combustibili fossili.
Nella Regione Lazio, la produzione di energia convenzionale è attualmente garantita da n. 5 impianti di cui n. 3 situati in provincia di Roma, n. 1 in provincia di Viterbo ( non in esercizio ), n. 1 in provincia di Latina, nello specifico a:
Centrale termoelettrica di Civitavecchia ( RM ) – Torre Valdaliga Nord con potenzialità di 1980 MW, alimentazione a carbone;
Centrale termoelettrica di Civitavecchia ( RM ) – Torre Valdaliga Sud con potenzialità di 1520 MW, alimentazione a gas naturale;
Centrale termoelettrica di Montalto di Castro ( VT ) con potenzialità di 3600 MW, ( non in esercizio );
Centrale termoelettrica di Aprilia ( LT ) con potenzialità di 800 MW, alimentazione a gas naturale e turbogas;
Centrale termoelettrica di Roma, località Tor di Valle, con potenzialità di 300 MW, alimentazione a gas naturale.
La produzione da fonti rinnovabili non programmabili è in forte sviluppo.
Il sistema elettrico nazionale si articola nelle seguenti attività :
L’ attività di trasmissione dell’energia elettrica è riservata allo Stato in collaborazione con le Regioni. L’Area Infrastrutture Energetiche esprime il competente parere preliminare, previsto dalla vigente normativa, al Piano di Sviluppo della Rete Elettrica Nazionale ( RTN ) redatto da Terna S. p. A.( proprietaria e gestore della RTN ) in relazione agli interventi ricadenti nel territorio regionale. Terna Rete Elettrica Nazionale S. p. A. responsabile in Italia del trasporto dell’energia elettrica per garantire la sicurezza, l’affidabilità , l’efficienza e la continuità del servizio elettrico e degli approvvigionamenti, pianifica lo sviluppo sostenibile della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nel rispetto dell’ambiente, del territorio e del paesaggio.
Il Piano di Sviluppo della RTN contiene gli interventi previsti/programmati sulla rete di trasmissione nazionale che nel Lazio riguardano, soprattutto, la razionalizzazione dell’area metropolitana di Roma. Il Piano di Sviluppo della RTN è approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Autorità per l’energia Elettrica e il Gas (AEEG ).
L’Area Infrastrutture Energetiche cura altresì l’intesa regionale alla realizzazione dei progetti concernenti la qualità e la continuità del servizio e l’assetto della rete per la parte ricadente nel territorio regionale ai sensi dell’art. 1, comma 26 della legge n. 239/04 di riordino del settore energetico.
Le funzioni e i compiti concernenti gli elettrodotti di distribuzione con tensione fino a 150 KV sono stati attribuiti alle Province con la legge regionale n. 42/1990 modificata, nella fattispecie, dall’art. 114 della legge regionale n. 14/1999.
L’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dei gasdotti/oleodotti individuati e classificati nella Rete Regionale di Trasporto, è di competenza regionale. La Regione Lazio provvede, altresì, all’intesa regionale preliminare e imprescindibile al rilascio dell’autorizzazione necessaria alla costruzione/modificazione dei gasdotti appartenenti alla Rete Nazionale dei Gasdotti.
Il trasporto del gas avviene attraverso tubazioni interrate di diametro variabile e a media/alta pressione. Dalle reti di trasporto nazionale e regionale il gas viene avviato alle utenze finali attraverso gasdotti di distribuzione locale aventi piccole dimensioni e livello di pressione basso, controllati dalle Società di Distribuzione. Nella Regione Lazio operano due società esercenti il trasporto e dispacciamento dei gas: la Società Snam Rete Gas e la Società Gasdotti Italia (S.G. I.). La rete regionale dei gasdotti, non classificata in modo diretto dal D.Lgs n. 164 del 2000 risulta essere la parte non compresa nella rete nazionale ed è individuata periodicamente in Decreti ministeriali del Ministero dello Sviluppo Economico. La rete è di competenza regionale per quanto riguarda gli aspetti autorizzativi e di applicazione delle norme sulla pubblica utilità e sull’espropriazione, stabilite dal D.Lgs. n. 330 del 2004.
La Regione Lazio, dovendo procedere all’approvazione dei progetti per la costruzione e l’esercizio dei gasdotti/oleodotti ricadenti nel territorio regionale finalizzati all’ampliamento della rete regionale, a norma dell’art. 10 del D.Lgs. n. 164 del 2000 e dell’art. 52 del DPR n. 327/2001, con DGR n. 494 del 2004 recante “Dichiarazione di pubblica utilità per la costruzione dei gasdotti regionali e della rete di distribuzione di gas naturale – Iter provvisorio”, ha deliberato il procedimento autorizzativo, in relazione agli adempimenti di competenza. Il procedimento autorizzativo coinvolge numerose Amministrazioni/Enti pubblici ed è caratterizzato dalla notevole complessità degli atti amministrativi necessari al completamento dell’iter procedurale.
Il procedimento unico di cui all’art. 52 quater del D.P.R. n. 327/2001 e s. m. i. si svolge tramite conferenza di servizi, nell’ambito della quale confluiscono tutti gli apporti amministrativi necessari per la costruzione e l’esercizio dell’impianto, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili..
L’istanza sottoscritta dal rappresentante legale o dal soggetto delegato, deve essere trasmessa alla PEC regionale programmisvilupposostenibila@regione.lazio.legalmail.it, completa degli allegati, e in n. 1 copia in formato cartaceo al seguente indirizzo:
Direzione Risorse idriche, difesa del suolo e rifiuti Area Programmazione sostenibile e infrastrutture energetiche Viale del Tintoretto n. 432 cap 00142 Roma (RM)
Vedi Modello Istanza di autorizzazione
Entro 5 giorni dal ricevimento dell’istanza, l’Amministrazione competente comunica l’avvio del procedimento, indice la conferenza di servizi in modalità asincrona e stabilisce la data eventuale della riunione in modalità simultanea, ai sensi della legge 241/1990 e successive modificazioni, dopo aver verificato la completezza formale della documentazione allegata all’istanza. L’Amministrazione competente può altresì comunicare l’improcedibilità dell’istanza per carenza della documentazione nei casi di comprovate carenze documentarie.
Il tracciato di una condotta dovrà tenere conto dei vincoli e delle infrastrutture presenti nel territorio. Per la progettazione deve essere svolta un’indagine conoscitiva del territorio e in particolare devono essere acquisiti i fattori geologici, idrogeologici, topografici, gli insediamenti urbani e i programmi dei Piani Regolatori, l’esistenza di aree naturali protette, parchi, Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), la presenza di infrastrutture di trasporto quali strade, ferrovie e linee elettriche, di corsi d’acqua e di aree di bonifica.
In ottemperanza al D.Lgs. n. 93 del 2011, i Gestori della rete di trasporto redigono e trasmettono alle Regioni territorialmente interessate dagli interventi programmati, il Piano decennale di sviluppo della rete e i relativi aggiornamenti per l’acquisizione del parere da rilasciare al Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, i Gestori devono presentare con cadenza biennale alla Regione e al Ministero dello Sviluppo Economico istanza di aggiornamento delle infrastrutture. Acquisito il parere della Regione, il Ministero dello Sviluppo Economico procede alla pubblicazione dell’aggiornamento della Rete.
Ingegnere:Silvio Cicchelli
Tel: 0651689277
mail: :scicchelli@regione.lazio.it
Risorse geotermiche a bassa entalpia e l’installazione di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica
Per effetto del comma 1 dell’articolo 10 del dlgs 22/2010 si definiscono piccole utilizzazioni locali di calore geotermico quelle per le quali sono soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni:
consentono la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 2 MW termici, ottenibili dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi;
ottenute mediante l'esecuzione di pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di fluidi geotermici o acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti per potenza termica complessiva non superiore a 2.000 kW termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla.
Le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 1, dell’art 10 del Dlgs n.22/2010, sono concesse dalla Regione territorialmente competente con le modalità previste dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. In base al comma 7, per le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 1, gli impianti di potenza inferiore a 1 MW ottenibile dal fluido geotermico alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi geotermico sono escluse dalle procedure regionali di verifica di assoggettabilità ambientale.
L’art. 10 del dlgs 22/2010 al comma 10, definisce ‘piccole utilizzazioni locali di calore geotermico’ anche quelle effettuate tramite l'installazione di sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza effettuare il prelievo e la reimmissione nel sottosuolo di acque calde o fluidi geotermici. Il comma 2, del medesimo articolo, prevede che sono sottoposte al rispetto della specifica disciplina emanata dalla regione competente, con previsione di adozione di procedure semplificate
La Regione Lazio ha con propria D.G.R. n. 196/2015 ha proposto al Consiglio regionale una proposta di Legge regionale dove l’Ente incentiva l’uso delle risorse geotermiche a bassa entalpia e l’installazione di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, al fine di promuovere la diffusione della geotermia quale fonte di produzione di calore ed energia da fonti rinnovabili, nell’ambito dei principi derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea in materia e della normativa statale di attuazione di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 201/77/CE).
Tale proposta di legge regionale, una volta adottata, detterà disposizioni in materia di piccole utilizzazioni locali di calore geotermico ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 e successive modifiche
Determinazione 26 luglio 2018, n. G09605
Atto n. 399 del 11/07/2017
Atto n. 498 del 03/08/2017
Atto n. 52 del 06/02/2018
Atto n. 53 del 06/02/2018
Atto n. 447 del 02/08/2018
Atto n. 68 del 12/02/2019
D.Lgs n. 79 del 16/03/1999
D.Lgs n. 152 del 03/04/2006
L.R. n. 42 del 10/05/1990
D.Lgs n. 93 del 01/06/2011
D.M. del 08/03/2013
D.Lgs n.164 del 23/05/2000
R.D. n.1775 del 11/12/1933
Legge n. 99 23/12/2009
D.Lgs n.22 del 11/02/2010
Portale Energia Ministero dello Sviluppo Economico
Modello di istanza di autorizzazione per la realizzazione di metanodotti
Decreto Presidente Repubblica - numero 327 del 08/06/2001 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita'
Determinazione - n. G10320 del 24/07/2017
Determinazione - n. G10321 del 24/07/2017