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Timestamp: 2017-05-24 09:50:29+00:00
Document Index: 79760455

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2', '§ 1', '§ 1', '§ 1']

ANNULLAMENTO MATRIMONIO CANONICO: LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO CATTOLICO
1601 « Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento ». 230
1602 La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell'uomo e della donna ad immagine e somiglianza di Dio 231 e si chiude con la visione delle « nozze dell'Agnello » (Ap 19,9). 232 Da un capo all'altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine, delle sue diverse realizzazioni lungo tutta la storia della salvezza, delle sue difficoltà derivate dal peccato e del suo rinnovamento « nel Signore » (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza di Cristo e della Chiesa. 233
1603 « L'intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale [...]. Dio stesso è l'autore del matrimonio ». 234 La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell'uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un'istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali. Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, 235 esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell'unione matrimoniale. « La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare ». 236
1604 Dio, che ha creato l'uomo per amore, lo ha anche chiamato all'amore, vocazione fondamentale e innata di ogni essere umano. Infatti l'uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio 237 che « è amore » (1 Gv 4,8.16). Avendolo Dio creato uomo e donna, il loro reciproco amore diventa un'immagine dell'amore assoluto e indefettibile con cui Dio ama l'uomo. È cosa buona, molto buona, agli occhi del Creatore. 238 E questo amore che Dio benedice è destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell'opera comune della custodia della creazione: « Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela" » (Gn 1,28).
1605 Che l'uomo e la donna siano creati l'uno per l'altro, lo afferma la Sacra Scrittura: « Non è bene che l'uomo sia solo » (Gn 2,18). La donna, « carne della sua carne », 239 sua eguale, del tutto prossima a lui, gli è donata da Dio come « aiuto », 240 rappresentando così Dio dal quale viene il nostro aiuto. 241 « Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne » (Gn 2,24). Che ciò significhi un'unità indefettibile delle loro due esistenze, il Signore stesso lo mostra ricordando quale sia stato, « da principio », il disegno del Creatore: 242 « Così che non sono più due, ma una carne sola » (Mt 19,6).
1607 Secondo la fede, questo disordine che noi constatiamo con dolore, non deriva dalla natura dell'uomo e della donna, né dalla natura delle loro relazioni, ma dal peccato. Rottura con Dio, il primo peccato ha come prima conseguenza la rottura della comunione originale dell'uomo e della donna. Le loro relazioni sono distorte da accuse reciproche; 243 la loro mutua attrattiva, dono proprio del Creatore, 244 si cambia in rapporti di dominio e di bramosia; 245 la splendida vocazione dell'uomo e della donna ad essere fecondi, a moltiplicarsi e a soggiogare la terra 246 è gravata dai dolori del parto e dalle fatiche del lavoro. 247
1608 Tuttavia, anche se gravemente sconvolto, l'ordine della creazione permane. Per guarire le ferite del peccato, l'uomo e la donna hanno bisogno dell'aiuto della grazia che Dio, nella sua infinita misericordia, non ha loro mai rifiutato. 248 Senza questo aiuto l'uomo e la donna non possono giungere a realizzare l'unione delle loro vite, in vista della quale Dio li ha creati « da principio ».
1609 Nella sua misericordia, Dio non ha abbandonato l'uomo peccatore. Le sofferenze che derivano dal peccato, i dolori del parto, 249 il lavoro « con il sudore del tuo volto » (Gn 3,19) costituiscono anche dei rimedi che attenuano i danni del peccato. Dopo la caduta, il matrimonio aiuta a vincere il ripiegamento su di sé, « l'egoismo », la ricerca del proprio piacere, e ad aprirsi all'altro, all'aiuto vicendevole, al dono di sé.
1610 La coscienza morale riguardante l'unità e l'indissolubilità del matrimonio si è sviluppata sotto la pedagogia della Legge antica. La poligamia dei patriarchi e dei re non è ancora esplicitamente rifiutata. Tuttavia, la Legge data a Mosè mira a proteggere la donna contro l'arbitrarietà del dominio da parte dell'uomo, sebbene anch'essa porti, secondo la parola del Signore, le tracce della « durezza del cuore » dell'uomo, a motivo della quale Mosè ha permesso il ripudio della donna. 250
1611 Vedendo l'Alleanza di Dio con Israele sotto l'immagine di un amore coniugale esclusivo e fedele, 251 i profeti hanno preparato la coscienza del popolo eletto ad una intelligenza approfondita dell'unicità e dell'indissolubilità del matrimonio. 252 I libri di Rut e di Tobia offrono testimonianze commoventi di un alto senso del matrimonio, della fedeltà e della tenerezza degli sposi. La Tradizione ha sempre visto nel Cantico dei Cantici un'espressione unica dell'amore umano, in quanto è riflesso dell'amore di Dio, amore « forte come la morte » che « le grandi acque non possono spegnere » (Ct 8,6-7).
1613 Alle soglie della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo segno – su richiesta di sua Madre – durante una festa nuziale. 255 La Chiesa attribuisce una grande importanza alla presenza di Gesù alle nozze di Cana. Vi riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l'annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della presenza di Cristo.
1616 È ciò che l'Apostolo Paolo lascia intendere quando dice: « Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa » (Ef 5,25-26), e aggiunge subito: « "Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola". Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! » (Ef 5,31-32).
1617 Tutta la vita cristiana porta il segno dell'amore sponsale di Cristo e della Chiesa. Già il Battesimo, che introduce nel popolo di Dio, è un mistero nuziale: è, per così dire, il lavacro di nozze 261 che precede il banchetto di nozze, l'Eucaristia. Il Matrimonio cristiano diventa, a sua volta, segno efficace, sacramento dell'Alleanza di Cristo e della Chiesa. Poiché ne significa e ne comunica la grazia, il Matrimonio fra battezzati è un vero sacramento della Nuova Alleanza. 262
1621 Nel rito latino, la celebrazione del Matrimonio tra due fedeli cattolici ha luogo normalmente durante la santa Messa, a motivo del legame di tutti i sacramenti con il mistero pasquale di Cristo. 271 Nell'Eucaristia si realizza il memoriale della Nuova Alleanza, nella quale Cristo si è unito per sempre alla Chiesa, sua diletta Sposa per la quale ha dato se stesso. 272 È dunque conveniente che gli sposi suggellino il loro consenso a donarsi l'uno all'altro con l'offerta delle loro proprie vite, unendolo all'offerta di Cristo per la sua Chiesa, resa presente nel sacrificio eucaristico, e ricevendo l'Eucaristia, affinché, nel comunicare al medesimo Corpo e al medesimo Sangue di Cristo, essi « formino un corpo solo » in Cristo. 273
1622 « In quanto gesto sacramentale di santificazione, la celebrazione liturgica del Matrimonio [...] deve essere per sé valida, degna e fruttuosa ». 274 Conviene quindi che i futuri sposi si dispongano alla celebrazione del loro Matrimonio ricevendo il sacramento della Penitenza.
1624 Le diverse liturgie sono ricche di preghiere di benedizione e di epiclesi che chiedono a Dio la sua grazia e la benedizione sulla nuova coppia, specialmente sulla sposa. Nell'epiclesi di questo sacramento gli sposi ricevono lo Spirito Santo come comunione di amore di Cristo e della Chiesa. 277 È lui il sigillo della loro alleanza, la sorgente sempre offerta del loro amore, la forza in cui si rinnoverà la loro fedeltà.
1627 Il consenso consiste in un « atto umano col quale i coniugi mutuamente si danno e si ricevono ». 279 « Io prendo te come mia sposa... »; « Io prendo te come mio sposo... ». 280 Questo consenso che lega gli sposi tra loro trova il suo compimento nel fatto che i due diventano « una carne sola ». 281
— poiché il Matrimonio è uno stato di vita nella Chiesa, è necessario che vi sia certezza sul Matrimonio (da qui l'obbligo di avere dei testimoni);
1632 Perché il « Sì » degli sposi sia un atto libero e responsabile, e l'alleanza matrimoniale abbia delle basi umane e cristiane solide e durature, la preparazione al Matrimonio è di fondamentale importanza.
Il ruolo dei Pastori e della comunità cristiana come « famiglia di Dio » è indispensabile per la trasmissione dei valori umani e cristiani del matrimonio e della famiglia, 287 tanto più che nel nostro tempo molti giovani conoscono l'esperienza di focolari distrutti che non assicurano più sufficientemente questa iniziazione:
« I giovani devono essere adeguatamente e tempestivamente istruiti, soprattutto in seno alla propria famiglia, sulla dignità dell'amore coniugale, sulla sua funzione e le sue espressioni; così che, formati nella stima della castità, possano ad età conveniente passare da un onesto fidanzamento alle nozze ». 288
1637 Nei matrimoni con disparità di culto lo sposo cattolico ha un compito particolare: « Infatti il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente » (1 Cor 7,14). È una grande gioia per il coniuge cristiano e per la Chiesa se questa « santificazione » conduce alla libera conversione dell'altro coniuge alla fede cristiana. 292 L'amore coniugale sincero, la pratica umile e paziente delle virtù familiari e la preghiera perseverante possono preparare il coniuge non credente ad accogliere la grazia della conversione.
1639 Il consenso, mediante il quale gli sposi si donano e si ricevono mutuamente, è suggellato da Dio stesso. 294 Dalla loro alleanza « nasce, anche davanti alla società, l'istituto [del matrimonio] che ha stabilità per ordinamento divino ». 295 L'alleanza degli sposi è integrata nell'Alleanza di Dio con gli uomini: « L'autentico amore coniugale è assunto nell'amore divino ». 296
1640 Il vincolo matrimoniale è dunque stabilito da Dio stesso, così che il Matrimonio concluso e consumato tra battezzati non può mai essere sciolto. Questo vincolo, che risulta dall'atto umano libero degli sposi e dalla consumazione del matrimonio, è una realtà ormai irrevocabile e dà origine ad un'alleanza garantita dalla fedeltà di Dio. Non è in potere della Chiesa pronunciarsi contro questa disposizione della sapienza divina. 297
1641 I coniugi cristiani « hanno, nel loro stato di vita e nel loro ordine, il proprio dono in mezzo al popolo di Dio ». 298 Questa grazia propria del sacramento del Matrimonio è destinata a perfezionare l'amore dei coniugi, a rafforzare la loro unità indissolubile. In virtù di questa grazia essi « si aiutano a vicenda per raggiungere la santità nella vita coniugale, nell'accettazione e nell'educazione della prole ». 299
1642 Cristo è la sorgente di questa grazia. « Come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un Patto di amore e di fedeltà, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio ». 300 Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, 301 di essere « sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo » (Ef 5,21) e di amarsi di un amore soprannaturale, tenero e fecondo. Nelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggiù, una pregustazione del banchetto delle nozze dell'Agnello:
« Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce, l'offerta eucaristica conferma, la benedizione suggella, gli angeli annunciano e il Padre celeste ratifica? [...] Quale giogo quello di due fedeli uniti in un'unica speranza, in un unico desiderio, in un'unica osservanza, in un unico servizio! Entrambi sono figli dello stesso Padre, servi dello stesso Signore; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi, sono veramente due in una sola carne e dove la carne è unica, unico è lo spirito ». 302
1643 « L'amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona – richiamo del corpo e dell'istinto, forza del sentimento e dell'affettività, aspirazione dello spirito e della volontà –; esso mira a una unità profondamente personale, quella che, al di là dell'unione in una sola carne, conduce a non fare che un cuore solo e un'anima sola; esso esige l'indissolubilità e la fedeltà della donazione reciproca definitiva e si apre sulla fecondità. In una parola, si tratta di caratteristiche normali di ogni amore coniugale, ma con un significato nuovo che non solo le purifica e le consolida, ma anche le eleva al punto di farne l'espressione di valori propriamente cristiani ». 303
1644 L'amore degli sposi esige, per sua stessa natura, l'unità e l'indissolubilità della loro comunità di persone che abbraccia tutta la loro vita: « Così che non sono più due, ma una carne sola » (Mt 19,6). 304 Essi « sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione attraverso la fedeltà quotidiana alla promessa matrimoniale del reciproco dono totale ». 305 Questa comunione umana è confermata, purificata e condotta a perfezione mediante la comunione in Cristo Gesù, donata dal sacramento del Matrimonio. Essa si approfondisce mediante la vita di comune fede e mediante l'Eucaristia ricevuta insieme.
1645 « L'unità del Matrimonio confermata dal Signore appare in maniera lampante anche dalla uguale dignità personale sia dell'uomo che della donna, che deve essere riconosciuta nel mutuo e pieno amore ». 306 La poligamia è contraria a questa pari dignità e all'amore coniugale che è unico ed esclusivo. 307
1646 L'amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. L'amore vuole essere definitivo. Non può essere « fino a nuovo ordine ». « Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità ». 308
1648 Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita a un essere umano. È perciò quanto mai necessario annunciare la Buona Novella che Dio ci ama di un amore definitivo e irrevocabile, che gli sposi sono partecipi di questo amore, che egli li conduce e li sostiene, e che attraverso la loro fedeltà possono essere testimoni dell'amore fedele di Dio. I coniugi che, con la grazia di Dio, danno questa testimonianza, spesso in condizioni molto difficili, meritano la gratitudine e il sostegno della comunità ecclesiale. 309
1652 « Per sua indole naturale, l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione e all'educazione della prole e in queste trovano il loro coronamento »: 312
« I figli sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori. Lo stesso Dio che disse: "Non è bene che l'uomo sia solo" (Gn 2,18) e che "creò all'inizio l'uomo maschio e femmina" (Mt 19,4), volendo comunicare all'uomo una certa speciale partecipazione nella sua opera creatrice, benedisse l'uomo e la donna, dicendo loro: "Crescete e moltiplicatevi" (Gn 1,28). Di conseguenza la vera pratica dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce, senza posporre gli altri fini del matrimonio, a questo tendono che i coniugi, con fortezza d'animo, siano disposti a cooperare con l'amore del Creatore e del Salvatore, che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia ». 313
1653 La fecondità dell'amore coniugale si estende ai frutti della vita morale, spirituale e soprannaturale che i genitori trasmettono ai loro figli attraverso l'educazione. I genitori sono i primi e principali educatori dei loro figli. 314 In questo senso il compito fondamentale del matrimonio e della famiglia è di essere al servizio della vita. 315
1656 Ai nostri giorni, in un mondo spesso estraneo e persino ostile alla fede, le famiglie credenti sono di fondamentale importanza, come focolari di fede viva e irradiante. È per questo motivo che il Concilio Vaticano II, usando un'antica espressione, chiama la famiglia « Ecclesia domestica » – Chiesa domestica. 318 È in seno alla famiglia che « i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l'esempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale ». 319
1657 È qui che si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesimale del padre di famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia, « con la partecipazione ai sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con l'abnegazione e l'operosa carità ». 320 Il focolare è così la prima scuola di vita cristiana e « una scuola di umanità più ricca ». 321 È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l'amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l'offerta della propria vita.
1658 Bisogna anche ricordare alcune persone che, a causa delle condizioni concrete in cui devono vivere – e spesso senza averlo voluto – sono particolarmente vicine al cuore di Gesù e meritano quindi affetto e premurosa sollecitudine da parte della Chiesa e in modo speciale dei Pastori: il gran numero di persone celibi. Molte di loro restano senza famiglia umana, spesso a causa di condizioni di povertà. Ve ne sono di quelle che vivono la loro situazione nello spirito delle beatitudini, servendo Dio e il prossimo in maniera esemplare. A tutte loro bisogna aprire le porte dei focolari, « Chiese domestiche », e della grande famiglia che è la Chiesa. « Nessuno è privo della famiglia in questo mondo: la Chiesa è casa e famiglia per tutti, specialmente per quanti sono "affaticati e oppressi" (Mt 11,28) ». 322
1659 San Paolo dice: « Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa [...]. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa » (Ef 5,25.32).
1660 L'alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un'intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all'educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento. 323
1661 Il sacramento del Matrimonio è segno dell'unione di Cristo e della Chiesa. Esso dona agli sposi la grazia di amarsi con l'amore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa; la grazia del sacramento perfeziona così l'amore umano dei coniugi, consolida la loro unità indissolubile e li santifica nel cammino della vita eterna. 324
1664 L'unità, l'indissolubilità e l'apertura alla fecondità sono essenziali al matrimonio. La poligamia è incompatibile con l'unità del matrimonio; il divorzio separa ciò che Dio ha unito; il rifiuto della fecondità priva la vita coniugale del suo « preziosissimo dono », il figlio. 325
(230) CIC canone 1055, § 1.
(233) Cf Ef 5,31-32.
(234) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067.
(235) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 47: AAS 58 (1966) 1067.
(236) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 47: AAS 58 (1966) 1067.
(241) Cf Sal 121,2.
(250) Cf Mt 19,8; Dt 24,1.
(251) Cf Os 1-3; Is 54; 62; Ger 2-3; 31; Ez 16; 23.
(253) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 22: AAS 58 (1966) 1042.
(254) Cf Ap 19,7 e 9.
(255) Cf Gv 2,1-11.
(261) Cf Ef 5,26-27.
(262) Cf Concilio di Trento, Sess. 24a, Doctrina de sacramento Matrimonii: DS 1800; CIC canone 1055, § 1.
(263) Cf Lc 14,26; Mc 10,28-31.
(265) Cf 1 Cor 7,32.
(267) Cf Mc 12,25; 1 Cor 7,31.
(269) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 42: AAS 57 (1965) 48; Id., Decr. Perfectae caritatis, 12: AAS 58 (1966) 707; Id., Decr. Optatam totius, 10: AAS 58 (1966) 720-721.
(270) San Giovanni Crisostomo, De virginitate, 10, 1: SC 125, 122 (PG 48, 540); cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 16: AAS 74 (1982) 98.
(271) Cf Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 61: AAS 56 (1964) 116-117.
(272) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 9.
(273) Cf 1 Cor 10,17.
(274) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 67: AAS 74 (1982) 162.
(275) Cf CCEO canone 817.
(276) Cf CCEO canone 828.
(277) Cf Ef 5,32.
(278) CIC canone 1057, § 1.
(279) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067; CIC canone 1057, § 2.
(281) Cf Gn 2,24; Mc 10,8; Ef 5,31.
(282) Cf CIC canone 1103.
(283) Cf CIC canone 1057, § 1.
(284) Cf CIC canoni 1083-1108.
(285) Cf CIC canone 1071, § 1, 3.
(286) Cf Concilio di Trento, Sess. 24a, Decretum "Tametsi": DS 1813-1816; CIC canone 1108.
(287) Cf CIC canone 1063.
(288) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 49: AAS 58 (1966) 1070.
(289) Cf CIC canone 1124.
(290) Cf CIC canone 1086.
(291) Cf CIC canone 1125.
(292) Cf 1 Cor 7,16.
(293) CIC canone 1134.
(294) Cf Mc 10,9.
(295) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067.
(296) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.
(297) Cf CIC canone 1141.
(298) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11: AAS 57 (1965) 16.
(299) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11: AAS 57 (1965) 15-16; cf Ibid., 41: AAS 57 (1965) 47.
(300) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.
(301) Cf Gal 6,2.
(302) Tertulliano, Ad uxorem, 2, 8, 6-7: CCL 1, 393 (PL 1, 1415-1416); cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 13: AAS 74 (1982) 94.
(303) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 13: AAS 74 (1982) 96.
(304) Cf Gn 2,24.
(305) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 19: AAS 74 (1982) 101.
(306) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 49: AAS 58 (1966) 1070.
(307) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 19: AAS 74 (1982) 102.
(308) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.
(309) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 20: AAS 74 (1982) 104.
(310) Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 83: AAS 74 (1982) 184; CIC canoni 1151-1155.
(311) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 84: AAS 74 (1982) 185.
(312) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1068.
(313) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 50: AAS 58 (1966) 1070-1071.
(314) Cf Concilio Vaticano II, Dich. Gravissimum educationis, 3: AAS 58 (1966) 731.
(315) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 28: AAS 74 (1982) 114.
(316) Cf At 18,8.
(317) Cf At 16,31; 11,14.
(318) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11: AAS 57 (1965) 16; cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 21: AAS 74 (1982) 105.
(319) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 11: AAS 57 (1965) 16.
(320) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 10: AAS 57 (1965) 15.
(321) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 52: AAS 58 (1966) 1073.
(322) Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio, 85: AAS 74 (1982) 187.
(323) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 48: AAS 58 (1966) 1067-1068; CIC canone 1055, § 1.
(324) Cf Concilio di Trento, Sess. 24a, Doctrina de sacramento Matrimonii: DS 1799.
(325) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 50: AAS 58 (1966) 1070.