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Timestamp: 2018-01-17 05:03:59+00:00
Document Index: 107908556

Matched Legal Cases: ['art. 01', 'art. 03', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 03', 'art. 3', 'art. 01']

Posted 5 dicembre 2013 by donnedamare & filed under emendamenti, notizie.
L’On.le Sergio Pizzolante (NCD) conferma, come primo firmatario, la presentazione degli emendamenti alla Camera.
Il Primo, riguardante l’ipotesi di sdemanializzazione con la trasformazione dell’operazione, che sostanzialmente passa da vendita degli immobili a diritto di superfice per un periodo di 50 anni.
Il secondo emendamento, finalizzato alla sistemazione dei maxi canoni dei concessionari pertinenziali, prevede il pagamento del 25 % del dovuto per i contenziosi fino ad un tetto massimo di € 200.000.
Dopo il comma 183 aggiungere i seguenti:
183-bis : “Le aree ricomprese nell’ambito del demanio marittimo oggetto di concessione per l’esercizio di attività con finalità turistiche ricreative di cui all’art. 01 Legge 4.12.1993 n. 494 ed occupate da manufatti di qualsiasi genere connessi al suolo, ivi comprese le aree occupate da strutture e attrezzature alle medesime attività asservite, sono individuate con atto ricognitivo dirigenziale dall’ Agenzia del Demanio ed escluse dal demanio marittimo, in quanto non più utilizzate per i pubblici usi del mare, con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con quello dell’economia e finanze. L’inclusione nel decreto produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile”.
183-ter. L’occupazione e l’uso delle aree e dei manufatti erariali, a seguito dell’emanazione del decreto di cui al precedente comma, prosegue, nella fase transitoria, in favore del titolare della concessione demaniale attuale, sino alla piena nuova attribuzione delle aree delle concessioni in oggetto. 183-quater. Le aree individuate ai sensi del comma 183-bis sono assegnate con diritto di superficie per una durata di 50 anni, con riconoscimento, a favore del concessionario attuale, del diritto di opzione, da esercitarsi entro 180 giorni dall’emanazione del decreto interministeriale di cui al successivo comma 183-quinquies. In ogni caso e fatto salvo l’obbligo in capo a quest’ultimo di garantire a chiunque l’accesso al mare e di mantenere la destinazione turistico-ricreativa esistente delle predette aree e strutture. E’ posto il divieto assoluto di esercitare il diritto di opzione per le superfici coperte realizzate in assenza dei titoli autorizzatori validi o in presenza di abusi edilizi.
183-quinquies. L’assegnazione di cui al comma 183-quater dovrà avvenire al prezzo che verrà stabilito da apposito decreto emanato dal Ministro dell’Economia e delle finanze e dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e le organizzazioni di settore maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Il decreto dovrà definire inoltre regole e procedure di partecipazione alla fase di assegnazione, dei soggetti che ne faranno richiesta, fermo restante il diritto di opzione per il concessionario attuale.
183-sexies. Le restanti aree, gli arenili con ombreggi, facenti parte della medesima concessione, di cui al comma 183-bis e che rimangono demanio pubblico, allo scadere della proroga di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179 convertito, con modificazioni , dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, saranno oggetto di nuova assegnazione secondo i principi della concorrenza con riconoscimento del diritto di prelazione legale in favore del concessionario optante, sulla base di un piano dei servizi, con canone fisso prestabilito con decreto del Ministero dell’Economia e finanze, al fine di stimolare gli investimenti per preservare e valorizzare l’unicità dell’offerta balneare, la tutela ambientale e la specificità territoriale e culturale dei servizi prestati.
183-septies. Al concessionario non optante, allo scadere della proroga legale, è riconosciuto dal concessionario subentrante un indennizzo per gli investimenti e i valori commerciali creati i cui criteri saranno definiti con apposito decreto del Ministro dell’Economia e Finanze
183 – opties. Le risorse derivanti dalla cessione dei diritti di superficie delle aree ricadenti al comma 183 –bis confluiscono, per un valore minimo pari al 50% del totale, in un apposito fondo che dovrà essere utilizzato a garanzia dei mutui contratti per la realizzazione di investimenti nel settore turistico e ambientale, con caratteristiche e tipologie individuati con successivo Decreto del Ministro delle Infrastrutture in concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il Ministro dei beni culturali e del turismo e con il Ministro dell’Ambiente
Pizzolante Saltamartini Misuraca Leone Vignali Costa Bernardo Alli Bianchi Bosco Calabrò Cicchitto Garofalo Minardo Pagano Piccone Piso Roccella Sammarco Scopelliti Tancredi
————————————————————————————–Art 1
183 bis . Al fine di ridurre il contenzioso generato dall’applicazione dei criteri per il calcolo del canone demaniale marittimo sulla scorta delle previsioni di cui all’art. 03, comma 1, lettera b), punto 2.1) del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con la legge 4 dicembre 1993, n. 494, così come modificato dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, le controversie aventi ad oggetto le annualità del canone demaniale marittimo per i beni pertinenziali, radicate innanzi a qualsiasi Autorità Giudiziaria dello Stato, ancora pendenti alla data del 30 giugno 2013, possono essere integralmente definite a domanda del concessionario indirizzata all’ente gestore mediante il versamento di
a) un importo pari al 25 per cento delle somme dovute con un tetto massimo di Euro 200.000,00, in un’unica soluzione da corrispondersi entro e non oltre 6 mesi dalla presentazione dell’istanza di cui al comma che segue;
b) un importo pari al 40 per cento delle somme dovute, oltre agli interessi legali, secondo un piano approvato dall’ente gestore che può consentire la rateizzazione dell’importo fino ad un massimo di 60 rate mensili.
A tal fine il concessionario interessato dovrà presentare apposita istanza presso l’amministrazione competente alla riscossione del canone entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, indicando la modalità prescelta tra quelle di cui al comma che precede, lettere a) o b), per la definizione del contenzioso. Il provvedimento dell’amministrazione che ammette il concessionario alla definizione della controversia deve essere adottato entro 30 giorni dal deposito dell’istanza decorsi i quali la stessa deve intendersi accolta. Entro i successivi 30 giorni, l’istanza del concessionario viene depositata a cura di quest’ultimo, unitamente al provvedimento dell’amministrazione, qualora adottato, presso la cancelleria del Tribunale competente che dichiara l’estinzione del processo con integrale compensazione delle spese di lite.
Qualora il concessionario che si avvale della facoltà prevista dal presente articolo abbia già provveduto al pagamento dell’importo stabilito secondo i criteri di cui alle lettere a) o b) di cui al prima comma, avendo pagato all’Ente Gestore ovvero all’agente incaricato alla riscossione, in tutto o in parte, i canoni richiesti nonostante la contestazione in sede giudiziaria, lo stesso potrà richiedere l’estinzione del giudizio pendente, previo rilascio da parte dell’Amministrazione competente alla riscossione del canone o dell’Ente Gestore di un provvedimento attestante il versamento dell’importo anzidetto. Le somme eventualmente corrisposte in eccedenza saranno imputate quale acconto sui canoni demaniali marittimi per le annualità successive non oggetto di contenzioso. Nell’ipotesi in cui invece i canoni sino a quel momento corrisposti dovessero risultare inferiori alla cifra risultante dalla definizione del contenzioso secondo uno dei criteri di cui al primo comma, lettere a) e b), il concessionario provvederà al saldo versando all’ente gestore la somma residua.
Qualora siano state emesse delle cartelle di pagamento da parte del soggetto incaricato alla riscossione in relazione ai canoni demaniali oggetto di contenzioso poi definiti secondo le modalità indicate dalle lettere a) e b) del primo comme, le stesse cartelle devono intendersi annullate nel momento in cui l’amministrazione ammette il concessionario alla definizione della controversia come sopra indicato.
L’ammissione alla definizione del contenzioso di cui ai commi precedenti sospende gli eventuali procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’art. 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Con il puntuale adempimento da parte del concessionario dell’obbligazione di pagamento di cui sopra, gli eventuali procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’art. 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono revocati di diritto e annullati.
183 ter . Al fine di evitare l’insorgenza di nuovo contenzioso, l’art. 03, comma 1, lettera b), punto 2.1) è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e deve ritenersi privo di effetto qualsiasi provvedimento emesso dalle amministrazioni in data successiva al 30 giugno 2013 adottato sulla scorta dei criteri indicati dalla norma ora abrogata.
183 quater . Per coprire il minor gettito derivante dalle misure di cui agli articoli precedenti, all’art. 3 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, così come convertito in legge, è aggiunto il seguente comma “4 ter. In ogni caso il canone demaniale marittimo, a decorrere dall’anno 2014, non potrà essere inferiore ad Euro 2.000,00 per qualsiasi tipologia di concessione e ad € 5.000,00 per le concessioni relative a pertinenze destinate ad attività commerciali, terziario direzionali e di produzione di beni e servizi, oltre che per le aree occupate con impianti di facile o difficile rimozione, limitatamente a quelle destinate alle attività di cui all’art. 01, comma 1 lettere b) e f)”.
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