Source: http://federsupporter.it/index.php/874-diritti-tv-vergogna
Timestamp: 2018-10-16 23:04:44+00:00
Document Index: 164786188

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 21', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 10']

All’attenzione dell’On.le Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
nella mia qualità di Presidente di Federsupporter, Associazione Ente esponenziale dei diritti e degli interessi collettivi dei sostenitori sportivi, sottopongo alla Sua attenzione e valutazione la grave situazione a carico dei consumatori di spettacoli sportivi, nella specie calcistici, derivante dall’aggiudicazione dei diritti audiovisivi per il periodo 2018-2021.
L’esito venutosi a determinare, infatti, reca un grave pregiudizio, non solo economico, ma anche a diritti fondamentali della persona di milioni di utenti dei suddetti spettacoli.
Al riguardo, allego le considerazioni svolte dal nostro Consigliere, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale, Avv. Massimo Rossetti.
Confido, dunque, nella Sua sensibilità ed in un Suo urgente intervento, anche a livello di Governo, affinchè tale grave situazione venga prontamente segnalata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quale, con propria Delibera del 14 marzo scorso, ha espressamente e specificatamente sancito che l’aggiudicazione dei diritti in questione doveva e deve avvenire senza pregiudizio per i consumatori.
In mancanza di tempestivi accordi di sub licenza tra gli aggiudicatari dei suddetti diritti, tali da consentire la visione delle partite di calcio con un unico abbonamento ed indipendentemente dalla piattaforma ( digitale, satellitare, Internet) su cui vengono trasmesse, sussistono, a mio avviso, i presupposti di necessità ed urgenza per un provvedimento normativo del Governo che imponga, nel preminente interesse generale, alla RAI, titolare e gestrice del servizio pubblico di informazione, di trasmettere in chiaro sulle proprie reti le partite visibili solo mediante internet, tablet o iphone.
A questo proposito, si deve, altresì , tenere conto del fatto che una larga parte della popolazione non utilizza e non può utilizzare i suddetti strumenti informatici per ragioni di età e condizioni psico-fisiche e non ha le risorse economiche per stipulare onerosi contratti di abbonamento alle payTV.
Nel ringraziarLa per l’attenzione e fiducioso che queste richieste possano trovare accoglimento, mi è gradita l’occasione per porgerLe cordiali saluti.
Tutte le partite in TV : un grave pregiudizio per i consumatori.
Solo in questi giorni, anzi, in queste ore, prossime all’inizio della stagione calcistica 2018-2019, milioni di consumatori di spettacoli sportivi calcistici stanno prendendo, lentamente e faticosamente, contezza e coscienza di che cosa li aspetta.
Ecco, di seguito, una stima, approssimativa, ma realistica, dei maggiori costi che i suddetti consumatori dovranno affrontare per poter vedere tutte la partite dei prossimi campionati di Serie A e Serie B.
Per gli abbonati SKY da oltre sei anni, che non dispongono del decoder SKY Q , l’installazione di quest’ultimo prevede un costo di € 99,00
Tale costo per i nuovi abbonati è di € 199,00.
L’utilizzo del decoder SKY Q, necessario per poter vedere le partite aggiudicate a DAZN, comporta, per gli abbonati SKY da più di sei anni, un costo mensile di 12,40 euro.
Il costo dei così detti “ ticket” di DAZN, indispensabili per gli abbonati SKY onde assistere alle partite aggiudicate alla stessa DAZN, è, per un mese, di 7,99 euro, per tre mesi, di 21,99 euro e, per nove mesi ( vale a dire per l’intera stagione calcistica 2018-2019), di 59,99 euro.
Pertanto, per i vecchi abbonati SKY non in possesso del decoder SKY Q, la possibilità di vedere tutte le partite dei prossimi campionati comporterà, rispetto ad oggi, un maggior costo complessivo pari a poco oltre 300,00 euro per nove mesi.
Per chi, disponendo di Internet, potrà e vorrà vedere le partite di DAZN su Internet, Tablet o Iphone, il costo sarà, per un mese, di 9,99 euro, per tre mesi, di 29,99 euro e, per nove mesi, di 89,91 euro.
Costi ai quali, per chi volesse vedere tutte le partite, devono essere aggiunti quelli per il normale abbonamento a SKY, usufruendo solo del vecchio decoder.
Osservo, peraltro, che un conto è vedere le partite sullo schermo del computer, sul Tablet, sull’Iphone, e altro conto è vederle sul televisore.
In conclusione, si può prudentemente affermare che l’esito della gara per l’aggiudicazione dei diritti audiovisivi calcistici per il periodo 2018-2019 arrecherà ai consumatori un pregiudizio economico valutabile tra i 300,00 euro per nove mesi, per i vecchi abbonati SKY, e oltre circa 400,00 euro per i nuovi abbonati.
Costi aggiuntivi che, depurati della spesa una tantum per l’installazione del decoder SKY Q, sono prudentemente stimabili, a bocce ferme, in circa 200,00 euro per nove mesi, per i vecchi abbonati SKY, e in circa 300,00 euro , pure per nove mesi, per i nuovi abbonati.
Ma il pregiudizio, pur grave, non è soltanto economico per i consumatori, riguardando, addirittura, diritti fondamentali della persona, costituzionalmente ed internazionalmente previsti e garantiti.
Più precisamente, mi riferisco all’art. 21 della Costituzione posto a salvaguardia della libertà di informazione: libertà che comprende, non solo il diritto di informare, ma anche quello di essere informati.
Sul punto, la giurisprudenza costituzionale ha sancito chiaramente che sussiste un interesse generale della collettività all’informazione “ Interesse che, in un regime di libera democrazia, implica pluralità di fonti di informazione,libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporanei, alla circolazione delle notizie e delle idee” ( vedasi sentenza Corte Costituzionale n. 105 / 1972).
E, ancora, che la libertà di manifestazione del pensiero “ ricomprende tanto il diritto di informare quanto il diritto di essere informati, i quali, in ragione del loro contenuto, si traducono direttamente in diritti soggettivi dell’individuo di carattere assoluto” ( vedasi sentenza Corte Costituzionale n. 112/ 1993).
Aggiungasi che la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Individuali ( CEDU), all’art. 10, stabilisce il diritto di ogni persona alla libertà di espressione: diritto che ricomprende la libertà di opinione e quella di ricevere informazioni.
Né il diritto ad essere informati può incontrare limitazioni dalla libertà di iniziativa economica ( art. 41 Costituzione), poiché quest’ultima libertà è riconosciuta, ma non illimitatamente, non potendosi svolgere in contrasto con l’utilità sociale ed in modo da recare pregiudizio alla sicurezza, alla libertà e dignità umana.
Libertà e dignità delle quali l’art. 21 Costituzione rappresenta una tipica e massima espressione.
Laddove, alla luce di quanto precede, non è chi non veda come l’esito finale dell’attuale aggiudicazione dei diritti audiovisivi calcistici comporti, per milioni di consumatori di spettacoli sportivi, non solo un grave pregiudizio economico, in aperto contrasto con l’espressa e specifica condizione posta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AGCM) con la Delibera del 14 marzo scorso, secondo cui dall’aggiudicazione non sarebbero dovuti derivare pregiudizi per i consumatori, ma anche un grave pregiudizio a loro fondamentali diritti di libertà.
Si pensi, a questo proposito, a quei cittadini che, sia per ragioni economiche sia per altre ragioni ( età, condizioni psico-fisiche), non possono e non sono in grado di utilizzare Internet, Tablet o Iphone e non possono permettersi abbonamenti a SKY.
Quanto sopra, senza, poi, dimenticare la dimensione popolare e sociale dello sport, in generale, e del calcio, in particolare, espressamente riconosciuta dall’art. 2, comma 5, dello Statuto del CONI.
Ad abudantiam, in miei precedenti scritti ( cfr. www.federsupporter.it e, da ultimo, le mie Note “ Il mondo del calcio mostra di ignorare il diritto costituzionale di libertà di informazione” del 12 luglio scorso), avevo ed ho evidenziato che, secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea ( vedasi, in particolare, la sentenza 4 ottobre 2011), la tutela del diritto d’autore e ogni altra protezione della proprietà intellettuale non si applicano agli incontri di calcio.
Ciò in quanto tali incontri non possono considerarsi quali creazioni intellettuali, essendo disciplinati dalla regole del gioco e, quindi, non dando origine a libertà creativa.
Ne discende che le uniche cose sulle quali le Leghe calcio e le società calcistiche possono far valere i suddetti diritti sono : le sequenze video di apertura delle trasmissioni, l’inno delle Leghe, filmati preregistrati con i momenti più significativi degli incontri, soluzioni grafiche specifiche.
Ogni altra trasmissione di immagini e di suoni diversa da quelli sopra specificati non è, dunque, assoggettabile a diritti d’autore o a qualsiasi altra forma di protezione intellettuale.
Le considerazioni fin qui svolte valgono anche per le radiocronache delle partite che, a mio avviso, non possono legittimamente soffrire le limitazioni oggi imposte, in quanto anche tali trasmissioni ricadono nella sfera di applicazione dell’art. 21 della Costituzione e dell’art. 10 della CEDU.