Source: http://www.calcolotasi.it/articoli/tasi-imu-chiarimenti-del-ministero.html
Timestamp: 2019-08-20 07:33:28+00:00
Document Index: 108775600

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 2']

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Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato un documento, che riportiamo di seguito, in cui risponde ad alcune delle domande più frequenti in materia di TASI e IMU fornendo anche alcuni esempi di calcolo.
Il documento si prefigge come scopo quello di chiarire alcuni dei dubbi più frequenti ma al tempo stesso riempie il vuoto normativo lasciato dalla legge di stabilità 2014 che ha introdotto la TASI, facendo riferimento alle molte analogie che la nuova imposta ha con l'IMU.
Le domande sono raggruppate per argomento:
ABITAZIONE PRINCIPALE e IMMOBILI EQUIPARATI
Nel silenzio della norma, la TASI va calcolata sui giorni di possesso o sui mesi, applicando, in quest’ultimo caso, le regole dell’IMU, ovvero conteggiando per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per almeno 15 giorni?
È legittimo ritenere che la rata d’acconto TASI debba essere calcolata seguendo le stesse regole dell’IMU e non sia, quindi, rapportata al periodo di riferimento (es. trimestre, semestre, ecc)?
Considerando che l’art. 1, comma 675, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che la base imponibile della TASI è quella prevista per l’IMU, si chiede se trovino automatica applicazione le riduzioni al 50% del valore imponibile di cui all’art. 13, comma 3, del D.L. n. 201 del 2011, concernenti gli immobili inagibili o inabitabili e i fabbricati di interesse storico e artistico ?
Nella riformulazione del comma 669, dell’art. 1 della legge di stabilità per l’anno 2014, il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati ivi compresa l’abitazione principale e le aree edificabili, come definiti ai fini IMU, ad eccezione in ogni caso dei terreni agricoli. Si chiede se il rinvio alla disciplina IMU, per la definizione degli immobili da assoggettare al tributo, comporta l’applicazione del comma 2 dell’art. 13, D.L. n 201/2011, secondo cui per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs n. 99/2004, iscritti alla previdenza agricola, trova applicazione la c.d. “fictio iuris” (ex art. 2, comma 1 del D.Lgs n. 504/92), per effetto della quale non si considerano fabbricabili (edificabili) i terreni posseduti e condotti dai predetti soggetti e sui quali persiste l’esercizio delle attività agricole.
Si prenda, ad esempio, un immobile il cui valore ai fini TASI è di € 84.000 (rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000) di cui sono comproprietari A e B.
Ai fini IMU, in caso di assimilazione dell’unità immobiliare concessa in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado che la abita, con riferimento alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di € 500, tale limite è da riferirsi solo all’abitazione o anche alle pertinenze? Come si calcola la TASI?
Si deve, inoltre, precisare che l’assimilazione effettuata dal comune nel caso prospettato opera come una franchigia; per cui si deve prima di tutto sommare la rendita dell’abitazione principale e quella delle pertinenze e calcolare l’imposta nel seguente modo:
- fino al valore di 500 euro (comprese le pertinenze) si applica l’aliquota e la detrazione, eventualmente prevista dal comune, per l’abitazione principale;
- per la quota eccedente il valore di 500 euro (comprese le pertinenze) si applica l’aliquota ordinaria.
Nel caso in cui l’unità immobiliare concessa in comodato gratuito ad un parente in linea retta di primo grado, assimilata all’abitazione principale, è di proprietà di più soggetti come si ripartisce la detrazione ai fini TASI?
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