Source: http://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/filtro-in-appello-prima-pronunzia-di-inammissibilita
Timestamp: 2017-12-17 00:22:09+00:00
Document Index: 6664143

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art 287', 'art. 644', 'art.348', 'sentenza ', 'art.210', 'sentenza ', 'art.2739', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 54', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art.3', 'art.2739', 'art. 348']

FILTRO IN APPELLO: prima pronunzia di inammissibilità - Expartecreditoris
Ultimo Aggiornamento : 15 dic 2017, 12:15:30
USURA: per valutare l’inclusione della CMS nel calcolo del TEG può essere utilizzato il c.d. “criterio del margine
FIDEIUSSIONE OMNIBUS: a prima richiesta e senza eccezioni = contratto autonomo di garanzia
RIPETIZIONE INDEBITO: il correntista deve produrre contratto ed intera sequenza estratti conto
USURA: è necessario attenersi ai criteri di calcolo indicati nelle Istruzioni della Banca d’Italia
REVOCATORIA FONDO PATRIMONIALE: Litisconsorzio del coniuge non debitore e non proprietario dei beni
PRESCRIZIONE: la notifica a società di persone è interruttiva nei confronti dei soci
RIPETIZIONE INDEBITO: onere correntista di indicare poste passive che assume maggiori di quelli dovute
FIDEIUSSIONE: in caso di inefficacia ex art. 44 l.f. è ammissibile la manleva nei confronti dei fideiussori
USURA MORATORI: non può essere verificata con riferimento alla soglia rilevata per i corrispettivi
MUTUO FONDIARIO: valide ed efficaci le clausole floor
MUTUO: costituisce prova della cd. “traditio” la costituzione di un deposito cauzionale infruttifero
ASTE IMMOBILIARI: LA SOSPENSIONE DELLA VENDITA A PREZZO “INGIUSTO”
Ex Parte Creditoris: tra i tremila siti web più consultati in Italia
NOTIFICA PRECETTO: vizio sanabile per raggiungimento scopo ove sia provata conoscenza atto ante pignoramento
SPESE PROCESSUALI: escluso ricorso ex art 287 c.p.c per contestare il merito delle statuizioni
USURA: l’incaricato di recuperare il credito concorre nel reato punito ex art. 644 c.p.
ESECUZIONI IMMOBILIARI: il G.E. può ordinare a delegato non più in carica, la consegna documentazione ritirata al momento delega
USURA: la sommatoria dei tassi costituisce un errore logico, matematico e giuridico
FILTRO IN APPELLO: prima pronunzia di inammissibilità
Per andare avanti nel giudizio di appello, bisogna superare uno scoglio prognostico, consistente in un giudizio sulla probabilità di accoglimento
Ordinanza | Corte di Appello di Napoli, consigliere relatore dott.Giulio Cataldi | 19.02.2013 |
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La Corte di appello di Napoli, con ordinanza del 19 febbraio 2013, ha dichiarato inammissibile un appello ex art.348 bis cpc proposto da un correntista contro una banca avverso la sentenza con la quale il Tribunale aveva respinto l’azione di ripetizione di indebito, non avendo “una ragionevole probabilità di essere accolta“.
L’appellante contestava la decisione:
a) perché aveva negato nel corso del giudizio, l’invocato ordine di esibizione ex art.210 cpc finalizzato ad ottenere la prova dell’apertura di credito;
b) perché non aveva considerato che la banca non aveva mai disconosciuto o negato l’affidamento del conto;
c) perché non aveva considerato (sulla scorta di una più attenta lettura della sentenza della Cass,. Sez. un. citata) che il costate utilizzo delle somme a credito forniva la prova dell’esistenza dell’apertura di credito;
La Corte, pronunciandosi, ha ben evidenziato i seguenti profili di inammissibilità:
Avvero le ordinanze di ammissione o rigetto delle prove, rispetto alle quali non sia più previsto il reclamo, le richieste di modifica o di revoca devono essere reiterate in sede di precisazione delle conclusioni definitive e  in mancanza  le stesse non possono essere riproposte in sede di impugnazione (Cassazione civile sez. VI, 27 giugno 2012, n. 10748).
In relazione all’affidamento del conto il Giudice ha rilevato sostanzialmente il principio per cui l’assenza di prova (scritta) del contratto di apertura di credito (relativamente a rapporto svoltosi nella vigenza della legge 154/92) vale di per se stessa a qualificare le rimesse quali solutorie e come tali prescritte ai sensi della Sentenza SS.UU. 24418/2010.
È inammissibile il giuramento decisorio deferito al legale rappresentante della banca appellata, stante il chiaro limite previsto dall’art.2739 cc relativamente alla dimostrazione dei contratti per la cui validità sia prevista la forma scritta.
Alla luce dei tre profili evidenziati, la Corte ha ritenuto di dichiarare l’impugnazione inammissibile in quanto non aveva una ragionevole probabilità di essere accolta con condanna alla parte appellante al pagamento delle spese di giudizio.
ARTICOLO 348 BIS INAMMISSIBILITÀ DELL’APPELLO
Fuori dei casi in cui deve essere dichiarata con sentenza l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’appello, l’impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta.
Il primo comma non si applica quando:
a) l’appello è proposto relativamente a una delle cause di cui all’articolo 70, primo comma;
b) l’appello è proposto a norma dell’articolo 702 -quater.
Con l’introduzione del decreto legislativo n. 83 del 22/6/2012, cambia di nuovo la procedura civile con l’introduzione, all’art. 54, del filtro in appello: l’appello che non ha una ragionevole probabilità di essere accolto, sarà dichiarato inammissibile con ordinanza non reclamabile.
All’udienza di cui all’articolo 350 cpc il giudice, prima di procedere alla trattazione, sentite le parti, dichiara inammissibile l’appello, a norma dell’articolo 348 bis, comma 1° cpc, con ordinanza succintamente motivata, anche mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o piu’ atti di causa e il riferimento a precedenti conformi.
Avverso tale pronuncia può essere proposto, a norma dell’articolo 360 cpc, ricorso per Cassazione.
Cosa si intende, però, con “ragionevole probabilità di essere accolta”?
E’ difficile dare una risposta al quesito posto atteso che ad oggi non esiste una interpretazione dominante.
Sussistono invece diverse ricostruzioni (tra cui: la tesi della probabilità giurisprudenziale; dei due terzi; della ragionevolezza; del fumus boni iuris rafforzato) nessuna delle quali tuttavia si presente esente da rilievi critici restando così soggette all’intepretazione autentica dei Giudici che andranno ad esaminare i futuri appelli proposti.
Si finisce, in tal modo, con il rimettere alla discrezionalità (e soprattutto al buon senso) del giudice di appello, la valutazione sull’ammissibilità del mezzo di impugnazione laddove il concetto di «ragionevole probabilità», intrinsecamente rimanda di fatto a una valutazione assolutamente discrezionale.
LA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI
Ha pronunciato la sentente
nella causa civile in grado di appello iscritta al numero di ruolo generale 3926/2012, promossa da
M. I. I. S.r.l.;
avente ad oggetto: appello contro la sentenza del Tribunale di Napoli n. 2026/2012 dell’1-20.2.2012
La Corte, rilevato che la presente causa è soggetto, ratione temporis, alla disciplina dell’art. 348 bis cpc. introdotto dall’art. 54 del d.l. 22 giugno 2012 n. 83, conv. con modifiche nella l. 7 agosto 2012, n. 134;
rilevato che il tribunale ha ritenuto l’azione di ripetizione di indebito proposta dall’appellante relativa a pagamenti effettuati in favore della banca in virtù di clausole nulle prescritta in considerazione della mancanza di prova scritta dell’esistenza di un fido e, dunque, in considerazione del carattere solutorio dei singoli versamenti (Cass. Sez. un. 24418/2010), con la conseguenza che essendo intervenuto l’unico atto di costituzione in mora pochi giorni prima del compimento del decennio dalla chiusura del conto, nulla poteva essere più ripetuto;
rilevato che l’appellante contesta la decisione:
c) perché non aveva considerato (sulla scorta di una più attenta lettura della sentenza della Cass,. Sez. un. citata) che il costante utilizzo delle somme a credito forniva la prova dell’esistenza dell’apertura di credito;
ritenuto che l’impugnazione va dichiarata inammissibile, non avendo “una ragionevole probabilità di essere accolta“;
considerato infatti che:
sub a: è principio del tutto pacifico che “avverso le ordinanze di ammissione o rigetto delle prove, rispetto alle quali non sia più previsto il reclamo, le richieste di modifica o di revoca devono essere reiterate in sede di precisazione delle conclusioni definitive e  in mancanza  le stesse non possono essere riproposte in sede di impugnazione” (Cassazione civile sez. VI, 27 giugno 2012, n. 10748) e, nel caso di specie, le analitiche conclusioni formulate dall’odierna appellante non contenevano alcuna menzione di richieste istruttorie, né reiteravano quella relativa all’ordine di esibizione;
sub b): il contratto di apertura di credito doveva essere provato per iscritto, in virtù di quanto disposto dall’art.3 della l. 17 febbraio ’92, n.154 (prima di tale data risultano soltanto pochissime annotazioni nei rapporti tra le parti;
sub c): il comportamento tenuto dalla banca non può valere a supplire alla mancanza del contratto scritto;
considerato, poi, che non possono essere presi in considerazione gli ulteriori motivi introdotti dall’appellante con le deduzioni scritte allegate al verbale di udienza del 13.2.2013;
considerato, infine, che è inammissibile il giuramento decisorio deferito al legale rapp.te della banca appellata, stante il chiaro limite previsto dall’art.2739 cc relativamente alla dimostrazione dei contratti per la cui validità sia prevista la forma scritta;
Visto l’art. 348 bis c.p.c. dichiara inammissibile l’appello;
condanna l’appellante al pagamento delle spese di lite, liquidate in complessivi e 460,00 di cui e 35,00 per spese ed e 425,00 per compensi, oltre IVA e CPA come per legge.
Numero Protocolo Interno : 102/2013
Tags : 19 febbraio 2013, Appello, consigliere relatore dott.Giulio Cataldi, Corte di Appello di Napoli, filtro in appello, ordinanza, prima pronunzia di inammissibilità
BANCHE: la registrazione del decreto ingiuntivo è a tassa fissa anche in presenza di un fideiussore.
PROCESSO TELEMATICO: nullità costituzione se i documenti non sono consultabili
ESECUZIONE IMMOBILIARE: l’assegnazione della casa coniugale è inopponibile al creditore ipotecario antecedente
Sentenza | Corte di Cassazione, Sez. III civile, Pres. Ambrosio - Rel. Barreca | n.7776 | 20.04.2017
INDEBITO SALDO ZERO: il correntista non può pretendere l’azzeramento del saldo debitorio documentato
SUCCESSIONE: i crediti del de cuius non si dividono automaticamente pro quota tra gli eredi
Ordinanza | Tribunale di Napoli, Dott. Massimiliano Sacchi | 23.10.2017
USURA BANCARIA: sommatoria tassi = responsabilità processuale aggravata
Sentenza | Tribunale di Milano, giudice Ambra Carla Tombesi | 09.03.2017
LITE TEMERARIA: prevista condanna se ricorso per cassazione è su censure insostenibili
ASTE IMMOBILIARI: L’ordinanza con cui il G.E. fissa le modalità di vendita va rispettata in modo perentorio
VENDITA PREZZO ASTA: termine per versamento saldo-prezzo è perentorio e non prorogabile
MUTUO: lecita la causa anche se concesso per ripianare un debito
Sentenza | Tribunale di Catania, Dott. Giorgio Marino | n.814 | 15.05.2017
Sentenza | Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Dott.ssa Maria Ausilia Sabatino | n.2993 | 13.09.2016