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Timestamp: 2016-10-27 07:13:00+00:00
Document Index: 116126887

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 93', 'art. 61', 'art. 19', 'art. 63', 'art. 81', 'DTF ', 'art. 19', 'DTF ', 'art. 79', 'DTF ', 'art. 79', 'art. 93', 'art. 19', 'DTF ', 'art. 93', 'art. 93', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 61', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 61', 'art. 20']

7B.183/2006 (30.10.2006)
ricorso LEF contro la decisione emanata il 21 settembre 2006 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorit�
A.________ � insorta alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorit� di vigilanza, una prima volta con ricorso 16 maggio 2006 contro il pignoramento dell'importo di fr. 2662.10 incassato il 27 aprile 2006, contestando altres� il nuovo calcolo del minimo vitale. Con un secondo ricorso del 9 giugno 2006 l'escussa ha ribadito la sua informale richiesta di sospensione di tutte le esecuzioni ai sensi dell'art. 61 LEF.
Con sentenza 21 settembre 2006 la Camera di esecuzione e fallimenti ha parzialmente accolto il ricorso del 16 maggio 2006 e ha modificato la decisione di pignoramento nel senso che ha aumentato il minimo esistenziale a fr. 2'129.60. Ha per contro respinto il ricorso 9 giugno 2006. L'autorit� di vigilanza ha innanzi tutto negato la sospensione delle esecuzioni perch� l'escussa, rappresentata dalla figlia avvocata e gi� insolvente prima di aver subito l'invocato infortunio, non ha indicato circostanze particolari che giustificherebbero tale misura. Essa ha poi segnatamente rilevato che nei primi due pignoramenti l'Ufficio aveva omesso di considerare la rendita AVS di vedovanza percepita dall'escussa. Infine, l'autorit� cantonale non ha incluso nel minimo esistenziale le spese di franchigia e di partecipazione ai costi di cassa malati, perch� l'escussa, contestando di doversele assumere, non le ha - ancora - pagate.
Con ricorso 6 ottobre 2006 A.________ chiede al Tribunale federale, previo conferimento dell'effetto sospensivo, di annullare la sentenza dell'autorit� di vigilanza, di dichiarare nulli i provvedimenti del 27 aprile e del 15 maggio 2006 dell'Ufficio, nonch� l'attestato di carenza beni notificato il 2 giugno 2006. Domanda altres� che sia dichiarata la nullit� di tutti gli atti esecutivi concernenti le esecuzioni promosse nei suoi confronti delle quali postula pure la sospensione. Ritiene violato l'art. 93 cpv. 1 LEF, perch� dal suo minimo vitale � stato tolto l'importo di fr. 890.--, che corrisponde alla rendita di vedovanza e non sono state aggiunte le spese di franchigia, di partecipazione ai costi di cassa malati e di aiuto domiciliare. Lamenta pure una violazione del diritto di essere sentita, poich� n� lei n� la sua rappresentante hanno partecipato all'allestimento del calcolo del minimo vitale. Critica poi la trattenuta effettuata dalla datrice di lavoro e "contesta prudenzialmente pure la tempestivit� dei pignoramenti" effettuati per il primo gruppo. Ritiene infine legittimo ottenere una sospensione dell'esecuzione in virt� dell'art. 61 LEF.
In virt� dell'art. 19 cpv. 1 LEF la decisione dell'autorit� superiore di vigilanza pu� essere deferita al Tribunale federale entro dieci giorni dalla notificazione per violazione del diritto federale o dei trattati conclusi dalla Confederazione, come pure per eccesso o abuso nell'apprezzamento. Nell'ambito di un ricorso fondato sulla predetta norma il Tribunale federale pone a fondamento della propria decisione i fatti cos� come sono stati accertati dall'ultima autorit� cantonale, salvo che siano state violate disposizioni federali in materia di prove e riservate la rettificazione d'ufficio degli accertamenti manifestamente dovuti a una svista o la loro completazione su punti puramente accessori (art. 63 cpv. 2 e 64 cpv. 2 OG, applicabili per analogia in virt� del rinvio contenuto nell'art. 81 OG). Il ricorrente non pu� per contro prevalersi di una violazione di diritti costituzionali e segnatamente di una valutazione arbitraria delle prove (DTF 122 III 34 consid. 1; 111 III 77 consid. 3).
Nella fattispecie il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile nella misura in cui la ricorrente contesta la trattenuta effettuata il 26 aprile 2006 dalla sua datrice di lavoro: il ricorso dell'art. 19 cpv. 1 LEF permette di attaccare la decisione dell'autorit� di vigilanza sui provvedimenti di un ufficio di esecuzione o fallimenti, ma non anche l'operato del proprio datore di lavoro. Se la ricorrente ritiene di non aver ricevuto il salario che le spettava, deve adire il giudice civile. Altrettanto inammissibile si rivela la prudenziale contestazione della "tempestivit� dei pignoramenti di reddito", atteso che sapere quando in concreto scade l'anno da cui � stato effettuato il primo pignoramento � una questione di fatto attinente alla valutazione delle prove, che dev'essere censurata con ricorso di diritto pubblico per apprezzamento arbitrario delle prove (DTF 120 III 114 consid. 3).
Giusta l'art. 79 cpv. 1 OG l'atto di ricorso deve indicare le modificazioni della decisione impugnata che sono proposte ed esporre in modo conciso le norme di diritto federale violate dalla decisione e in che consiste la violazione. In un ricorso alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti le conclusioni vertenti su una somma di denaro devono essere cifrate e il ricorrente non pu� segnatamente limitarsi a domandare al Tribunale federale di fissare l'importo richiesto (DTF 121 III 390).
In concreto la ricorrente, sebbene patrocinata da un avvocato, non spiega nell'atto ricorsuale - n� � ravvisabile - il motivo per cui gli atti esecutivi e i provvedimenti emanati dall'Ufficio dovrebbero essere inficiati di nullit�. Dalla motivazione del ricorso emerge tuttavia che la ricorrente desidera veder riconosciuto un minimo esistenziale di fr. 3'315.--. Ne segue che il ricorso si rivela ammissibile dal profilo dell'art. 79 cpv. 1 OG nella misura in cui � chiesta la fissazione del minimo vitale in fr. 3'315.-- e la sospensione delle esecuzioni.
Secondo l'art. 93 cpv. 1 LEF ogni provento del lavoro e le prestazioni di qualsiasi tipo destinate a risarcire una perdita di guadagno possono essere pignorate in quanto, a giudizio dell'Ufficiale, non siano assolutamente necessarie al sostentamento del debitore. La determinazione dell'importo pignorabile concerne pertanto una questione di apprezzamento, nella quale il Tribunale federale pu� unicamente intervenire in caso di abuso o eccesso (art. 19 cpv. 1 LEF). Ci� � segnatamente il caso quando l'autorit� ha ritenuto criteri inappropriati o non ha tenuto conto di circostanze pertinenti (DTF 132 III 281 consid. 2.1; 120 III 79 consid. 1 con rinvii).
3.1 L'autorit� di vigilanza ha rilevato che nei primi due calcoli del minimo esistenziale l'Ufficio aveva omesso di tenere conto della rendita AVS di vedovanza impignorabile percepita dall'escussa e ha osservato che per il calcolo dell'eccedenza pignorabile devono essere considerati tutti i redditi, sebbene possano unicamente essere pignorati i redditi limitatamente pignorabili ai sensi dell'art. 93 LEF nella misura in cui questi, sommati a quelli assolutamente impignorabili, superino il minimo d'esistenza dell'escussa. Ha poi ritenuto che il 15 maggio 2006 la ricorrente disponeva quali introiti dello stipendio netto di fr. 2'500.-- e della predetta rendita di vedovanza di fr. 890.--. Per quanto attiene al calcolo del minimo di esistenza l'autorit� di vigilanza ha considerato un minimo di base di fr. 1'100.--, una pigione di fr. 1'389.--, premi di cassa malati di fr. 330.60 e spese diverse di fr. 200.--. Dalla somma delle predette quattro poste ha dedotto l'importo della rendita di vedovanza, giungendo a fr. 2'129.60.
3.2 Secondo la ricorrente, il suo minimo vitale sarebbe invece composto di fr. 1'100.-- di minimo di base, di fr. 1'389.-- di locazione, di fr. 366.-- di cassa malati, di spese diverse di fr. 200.-- e di spese di franchigia, di aiuto domiciliare e di partecipazione ai costi di cassa malati di circa fr. 260.--. Ritiene che quest'ultimo importo debba essere considerato, indipendentemente dalla sua effettiva corresponsione, in ragione del suo stato di salute. Sostiene che � stato violato l'art. 93 LEF anche perch� non sarebbe ammissibile dedurre dal suo minimo vitale l'importo percepito quale rendita di vedovanza. Afferma inoltre che l'Ufficio avrebbe potuto accorgersi dell'errore se avesse utilizzato il formulario n. 7 e che la mancata partecipazione sua o della sua rappresentante all'allestimento del calcolo del minimo vitale costituisce una violazione del diritto di essere sentito.
3.3 Occorre innanzi tutto rilevare che nella misura in cui indica un importo di cassa malati diverso da quello ritenuto nella sentenza impugnata, la ricorrente critica inammissibilmente un accertamento di fatto dell'autorit� di vigilanza (supra, consid. 1). Il ricorso si rivela poi infondato, perch� - come spiegato nella decisione impugnata - in chiara contraddizione con la costante giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 121 III 20 consid. 3a, con rinvii), laddove ritiene che si debba tenere conto anche di spese non effettivamente pagate, quali le spese di franchigia e di partecipazione ai costi di cassa malati. Inoltre, nella misura in cui pare prevalersi di cambiamenti intervenuti dopo il pignoramento (pagamento delle cure a domicilio), la ricorrente misconosce che tali modifiche non costituiscono un motivo di ricorso al Tribunale federale, ma permettono unicamente di chiedere il riesame del pignoramento all'Ufficio (DTF 108 III 10 consid. 4). Ne segue che ai fini del presente giudizio occorre fondarsi sui dispendi inclusi nel minimo vitale dall'autorit� di vigilanza.
Giova poi ribadire che gli introiti della ricorrente si compongono di un reddito impignorabile (rendita AVS di vedovanza) e di un reddito limitatamente pignorabile (stipendio rispettivamente dopo il licenziamento del 15 settembre 2006 eventuali indennit� giornaliere di disoccupazione) e che unicamente quest'ultimo reddito pu� essere pignorato. Ci� significa che solo colui che eroga tale reddito riceve la notificazione di pignoramento di salario, in cui in concreto l'Ufficio indica di versare all'escussa l'importo necessario per coprire il suo minimo vitale e all'Ufficio medesimo l'eccedenza. Ora, atteso che il fabbisogno minimo dell'escussa viene in parte assicurato dalla rendita di vedovanza impignorabile, tale quota pu� essere dedotta dal minimo d'esistenza che lo stanziatore del reddito pignorabile versa all'escussa. In altre parole, poich� l'AVS, a cui non viene comunicato il pignoramento, versa una rendita di vedovanza di fr. 890.--, il fabbisogno minimo della ricorrente di fr. 3'019.60 viene coperto in ragione di fr. 890.-- da tale rendita, motivo per cui l'altro reddito deve unicamente apportare fr. 2'129.60 (fr. 3'019.60 - fr. 890.--) al minimo di esistenza dell'escussa e pu� essere pignorato per il resto. Ora, a giusta ragione (DTF 104 III 38 consid. 1), nemmeno la ricorrente pretende di poter disporre, oltre che del suo minimo vitale, anche dell'importo della rendita impignorabile. Ne segue che il pignoramento stabilito dall'autorit� di vigilanza non viola la LEF.
Non � di soccorso alla ricorrente nemmeno la pretesa violazione del diritto di essere sentita, atteso che una siffatta violazione di diritti costituzionali avrebbe dovuto essere fatta valere con un ricorso di diritto pubblico (DTF 122 III 34 consid. 1; 105 III 33 consid. 2).
4.2 La concessione di una sospensione delle esecuzioni � una questione di opportunit� che dipende dal potere di apprezzamento dell'Ufficiale, o in caso di ricorso, dell'autorit� di vigilanza: il Tribunale federale interviene unicamente qualora la decisione di tali organi poggi su motivi estranei a tale istituto o se ignori fattori determinanti per l'applicazione dell'art. 61 LEF (DTF 105 III 101 consid. 3 pag. 105).
In concreto l'autorit� di vigilanza ha escluso l'esistenza dei due motivi - impossibilit� di tutelare i propri diritti, rispettivamente di nominare un rappresentante (DTF 58 III 18), ed insolvenza di un debitore che vive del proprio reddito causata dalla malattia (DTF 74 III 37) - finora previsti dalla giurisprudenza federale per accordare la domandata sospensione, perch� la ricorrente � sempre stata rappresentata da un legale e perch� i debiti accumulati sono anteriori all'incidente. � vero che il Tribunale federale si � chiesto in una sentenza pi� recente (DTF 105 III 101 consid. 4 pag. 106) se la sua giurisprudenza non sia troppo rigorosa, e ha ipotizzato che potrebbero esistere situazioni in cui una sospensione permetta al debitore di ristabilire la sua situazione finanziaria, mentre la continuazione della procedura esecutiva lo condurrebbe alla rovina. Tuttavia, nemmeno la ricorrente sostiene che ci� sarebbe in concreto il caso, motivo per cui non � possibile rimproverare all'autorit� di vigilanza una violazione dell'art. 61 LEF.
Da quanto precede discende che il ricorso si rivela, nella misura in cui � ammissibile, infondato e come tale va respinto. Con l'evasione del gravame la domanda di effetto sospensivo � divenuta caduca. Non si preleva tassa di giustizia (art. 20 cpv. 1 LEF).
Comunicazione al patrocinatore della ricorrente, alle controparti, all'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorit� di vigilanza.