Source: https://www.criminalmente.com/niente-servizi-sociali-per-rudi-guede/
Timestamp: 2019-12-14 09:59:35+00:00
Document Index: 151496787

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 47']

Niente servizi sociali per Rudi Guede – CriminalMente
Niente servizi sociali per Rudi Guede
01/10/2019 Roberto Molino Cronaca
Niente servizi sociali per Rudi Guede. Il tribunale ha respinto la richiesta, presentata da Guede, di essere affidato ai servizi sociali. L’uomo si trova in carcere per scontare la pena di 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher.
Tuttavia, a Rudi Guede è stata concessa la semilibertà. In questo modo potrà collaborare con il Centro Studi Criminologici di Viterbo. La collaborazione durerà alcune ore al giorno, al termine delle quali dovrà tornare in carcere.
Niente servizi sociali per Rudi Guede. La notifica del provvedimento
L’udienza si era tenuta il 20 settembre 2019, ma è stata notificata ieri al detenuto. Le richieste dell’avvocato di Guede, Fabrizio Ballarini, sono state accolte in parte. Gli operatori e gli psicologi della Casa circondariale di Viterbo hanno definito il comportamento di Guede come “esemplare”. Il tribunale ha preso atto della qualità del percorso sia didattico che umano da parte dell’uomo di origine ivoriana.
Guede ha già scontato 12 anni della sua pena. La sua collaborazione con il CSC di Viterbo già avveniva, ma in base all’art. 21 dell’ordinamento penitenziario.
La semilibertà e il lavoro all’esterno
L’ art. 21 dell’ordinamento penitenziario riguarda, appunto, il lavoro all’esterno:
1. I detenuti e gli internati possono essere assegnati al lavoro all’esterno in condizioni idonee a garantire l’attuazione positiva degli scopi previsti dall’articolo 15. Tuttavia, se si tratta di persona condannata alla pena della reclusione per uno dei delitti indicati nei commi 1, 1-ter e 1-quater dell’articolo 4- bis, l’assegnazione al lavoro all’esterno può essere disposta dopo l’espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non oltre cinque anni. Nei confronti dei condannati all’ergastolo l’assegnazione può avvenire dopo l’espiazione di almeno dieci anni.
3. Quando si tratta di imprese private, il lavoro deve svolgersi sotto il diretto controllo della direzione dello istituto a cui il detenuto o l’internato é assegnato, la quale può avvalersi a tal fine del personale dipendente e del servizio sociale.
4. Per ciascuno condannato o internato il provvedimento di ammissione al lavoro all’esterno diviene esecutivo dopo la approvazione del magistrato di sorveglianza.
La semilibertà, invece, è regolata dall’art. 50 dell’ordinamento penitenziario:
2. Fuori dai casi previsti dal comma 1, il condannato può essere ammesso al regime di semilibertà soltanto dopo l’espiazione di almeno metà della pena ovvero, se si tratta di condannato per taluno dei delitti indicati dal comma 1 dell’art. 4-bis, di almeno due terzi di essa. L’internato può esservi ammesso in ogni tempo. Tuttavia, nei casi previsti dall’art. 47, se mancano i presupposti per l’affidamento in prova al servizio sociale, il condannato per un reato diverso da quelli indicati delitti indicati nei commi 1, 1-ter e 1-quaterdell’art. 4-bis può essere ammesso al regime di semilibertà anche prima dell’espiazione di metà della pena.
4. L’ammissione al regime di semilibertà é disposta in relazione ai progressi compiuti nel corso del trattamento, quando vi sono le condizioni per un graduale reinserimento del soggetto nella società.
6. Nei casi previsti dal comma 1, se il condannato ha dimostrato la propria volontà di reinserimento nella vita sociale, la semilibertà può essere altresì disposta successivamente all’inizio dell’esecuzione della pena. Si applica l’art. 47, comma 4, in quanto applicabile.
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