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Timestamp: 2020-08-05 23:08:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 92', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1272 del 20/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1272 del 20/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 20/01/2011, (ud. 09/11/2010, dep. 20/01/2011), n.1272
sul ricorso 923/2010 proposto da:
M.G.L. (OMISSIS), M.C.
(OMISSIS), quali eredi legittimi di P.A.,
CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato COMO Claudio, giusta
avvocati RICCIO Alessandro, NICOLA VALENTE, GIUSEPPINA GIANNICO,
avverso la sentenza n. 1025/2009 della CORTE D’APPELLO di MESSINA del
9/07/09, depositata il 26/08/2009;
09/11/2010 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLO STILE;
udito l’Avvocato Piero Lo Russo, (delega avvocato Claudio Como),
udite le richieste del P.M., Dott. FINOCCHI GHERSI Renato;
1. La Corte di Appello di Messina, con sentenza del 9 luglio-26 agosto 2009, in accoglimento dell’appello proposto da M.C. e M.G.L., quali eredi di P.A., ha dichiarato il diritto di P.A. all’indennità di accompagnamento a far tempo dal dicembre 2006 e, per l’effetto, ha condannato l’INPS al pagamento in favore degli eredi dei ratei dell’indennità di accompagnamento con l’indicata decorrenza, oltre interessi e rivalutazione nei limiti della L. n. 412 del 1991, art. 16, comma 6, compensando tra le parti le spese giudiziali e ponendo a carico dell’INPS il pagamento delle spese di ctu già liquidate in corso di causa.
2. Tale pronuncia viene impugnata dagli eredi di P.A. con due motivi: con il primo si denuncia violazione della L. n. 118 del 1971, artt. 2, 12 e 13 e art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per avere la Corte di Messina omesso di pronunciarsi in ordine al pagamento della indennità per invalidità civile con decorrenza dal 27 settembre 2000, data della domanda amministrativa, essendosi pronunciata solo in ordine alla indennità di accompagnamento; con il secondo si denuncia la violazione dell’art. 92 c.p.c., per avere il Giudice a quo compensato le spese.
I ricorrenti hanno anche presentato memoria illustrativa.
Invero, come si desume dalla narrazione del fatto, con il ricorso in appello era stata censurata la sentenza del primo Giudice, in quanto, in base alle patologie riguardanti la dante causa dei ricorrenti, non aveva riconosciuto l’invalidità civile della stessa ed il conseguente diritto all’assegno di legge a partire dal 27 settembre 2000, data della domanda amministrativa.
Nessuna pronuncia il Giudice di appello ha formulato in ordine a tale richiesta, essendosi limitato a decidere solo in relazione alla indennità di accompagnamento.
Ne discende l’accoglimento della proposta censura con assorbimento del secondo motivo concernente l’operata regolamentazione delle spese da parte del Giudice a quo.
Per quanto esposto, l’impugnata sentenza va cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata per il riesame ad altra Corte d’appello, indicata in dispositivo, che provvedere anche alle spese di questo giudizio.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso e dichiara assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Catania.
Così deciso in Roma, il 26 giugno 2010.