Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=805
Timestamp: 2019-03-21 20:53:12+00:00
Document Index: 153652567

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 238', 'art. 1']

CON LA TIA BISOGNEREBBE RIVEDERE I BILANCI.
All'interno dei comuni si stanno predisponendo i bilanci di previsione, in vista della loro approvazione entro il 31 marzo 2011, come da decreto del 17 dicembre che ne ha prorogato i termini (G.U. n. 300 del 24 dicembre 2010).
Quest'anno, in sede di previsione, i responsabili dei servizi finanziari dovranno tener conto però, oltre ai tagli previsti dalla manovra estiva, della corretta collocazione della tariffa di igiene ambientale di cui all'art. 49, dlgs 5.2.1997, n. 22 (cd decreto Ronchi) (d'ora in poi Tia1) al titolo I delle entrate, sempreché, s'intende, l'ente sia nel frattempo passato dalla Tarsu alla Tia1. Questo è quanto emergerebbe a seguito del parere n. 65 dell'11/11/2010 della Corte di conti Sezione Piemonte, secondo cui la Tia1 ha indiscutibilmente natura tributaria.
Tale pronuncia contrasta apertamente però con quanto sostenuto dal ministero delle finanze che con Circolare n. 3/DF sempre dell'11/11/2010 afferma l'esatto contrario propendendo per la natura privatistica, quindi corrispettiva, della Tia1.
Non si tratta di un problema di poco conto in quanto la problematica oltre ad avere riflessi fiscali, ha anche riflessi contabili, regolamentari ed amministrativi.
Su punto, il dibattito è comunque aperto in quanto sono presenti due orientamenti contrastanti:
- il primo, che propende, come detto, per la natura tributaria della Tia1, capeggiato dalla Corte costituzionale che ha sancito con la sentenza n. 238 del 2009 la sua natura tributaria. Tale orientamento, condiviso dalla dottrina, è rafforzato anche dalla presenta di numerose sentenze della Corte di cassazione (n. 17526/2007, n. 4895/2006 e n. 5297/2009) e da ultimo la sentenza n. 8313/2010 e l'ordinanza n. 14903/2010. Si evidenzia che sul punto è intervenuta anche l'Agenzia delle entrate che, con nota prot. n. 954-52944/2010 del 15 aprile 2010, in risposta a un'istanza di interpello presentata da un gestore, ha confermato che la Tia1 sia un tributo e come tale sia esclusa dall'ambito di applicazione dell'Iva;
- il secondo, capeggiato come già accennato dal ministero delle finanze, che propende per la natura corrispettiva della Tia1. In particolare, il Mef ritiene superata la sentenza Costituzionale n. 238 del 2009 in forza delle modifiche legislative intervenute dall'articolo 14, c. 33, dl n. 78/2010, convertito con modificazioni nella legge n. 122/2010 (la cosiddetta manovra estiva) che ha disposto la natura corrispettiva della tariffa integrata ambientale di cui all'art. 238, dlgs 3/4/2006, n. 152 (cosiddetta Tia2). Infatti, secondo il Mef, si renderebbero applicabili alla Tia1 quanto stabilito ex lege per la cd Tia2, con la conseguenza che anche la Tia1 avrebbe natura di corrispettivo per il servizio di smaltimento dei rifiuti e non di tributo: quindi sia Tia2 che Tia2 devono, secondo il Mef, essere assoggettate ad Iva.
Si rileva inoltre come il legislatore nella recente legge di Stabilità per il 2011 all'art. 1, comma 123 preveda, nella generica sospensione degli aumenti dei tributi in vista dell'attuazione del federalismo fiscale, come unica eccezione la possibilità di aumentare il tributo della Tarsu. Mentre, non viene, ovviamente, disposto nulla circa il delicato tema della Tia.
In tale situazione che potremmo definire di estrema incertezza in cui gli enti non sanno bene come comportarsi è intervenuta, come detto, la Corte dei conti Piemonte, Sez. controllo con la delibera n. 65/2010, secondo cui:
- la Tia ha natura tributaria;
- la stessa deve essere determinata dal comune, conseguentemente la determinazione da parte del gestore è illegittima;
- la Tia deve essere iscritta al titolo I (sul punto si è anche pronunciata la Corte dei conti sezione Liguria con il parere n. 4 del 17/02/2010);
- il compenso riconosciuto al gestore costituirà un costo di cui doverne tener conto tra le spese correnti.
I riflessi conseguenti sarebbero dirompenti, in particolare:
- il comune già in sede di bilancio di previsione dovrebbe scrivere la Tia1 nel proprio bilancio, al titolo I delle entrate, in quanto la titolarità giuridica della stessa è dell'ente locale, trattandosi di entrata tributaria;
- il soggetto gestore conseguentemente non potrebbe più considerare l'entrata della Tia1 come un suo ricavo, in quanto agirebbe in nome e per conto dell'ente, secondo quanto previsto nel contratto di servizi, conseguentemente lo stesso gestore dovrebbe fatturare con Iva all'ente il proprio compenso per il servizio prestato;
- l'ente locale riceverebbe a questo punto una fattura dal soggetto gestore con un'imposta che per l'ente sarebbe comunque indetraibile, in quanto attinente ad attività estranee dal campo di applicazione dell'imposta e conseguentemente ne dovrebbe tener conto nella determinazione della tariffa.
Occorrerebbe pertanto:
- aggiornare i regolamenti comunali, al fine di recepire gli effetti della natura tributaria della Tia1 (determinazione della stessa, adempimenti dei contribuenti, accertamenti, liquidazione, conseguente regime sanzionatorio);
- aggiornare i bilanci di previsione, prevedendo in entrata l'entrata tributaria (derivante dalla Tia1) ed in uscita il compenso riconosciuto al gestore (comprensivo di Iva in quanto indetraibile).
In tutto ciò che atteggiamento deve assumere l'organo di revisione dell'Ente?
Al riguardo non abbiamo una disposizione ufficiale alla quale attenersi.
Si ritiene però che non si possa non tener conto di quanto a suo tempo espresso dalla Corte costituzionale e dalle sentenze della Suprema corte confermando al proposito la natura tributaria della Tia1, con le inevitabili ripercussioni, contabili amministrative e regolamentari sopra esposte.