Source: https://www.laleggepertutti.it/regolamento-per-lesecuzione-del-codice-di-procedura-penale
Timestamp: 2019-01-19 05:38:18+00:00
Document Index: 154409537

Matched Legal Cases: ['art. 335', 'art. 157', 'art. 161', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 57', 'art. 81', 'art. 458', 'art. 261', 'art 82', 'art. 84', 'art. 590', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 415', 'art. 430', 'art. 433', 'art. 471', 'art. 144', 'art. 49', 'art. 625', 'sentenza ', 'art. 335', 'art. 665', 'art. 626', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 97', 'art. 660', 'art. 193', 'sentenza ', 'art. 685', 'art. 655', 'art. 258', 'art. 335']

D.M. 30 settembre 1989, n. 334
1. I compiti che il codice, le norme di attuazione e il presente regolamento attribuiscono all’ausiliario, al funzionario di cancelleria, al pubblico ufficiale, alla cancelleria o alla segreteria si intendono attribuiti al personale di cancelleria e di segreteria secondo le mansioni a ciascuno spettanti a norma delle disposizioni sullo stato giuridico.
2. Il dirigente dell’ufficio di cancelleria o di segreteria, con ordine di servizio, ripartisce i compiti fra il personale, in modo da assicurare la continuità ed efficienza del servizio.
b) la copertina del fascicolo deve contenere le generalità della persona a cui è attribuito il reato nonché la data e il numero della iscrizione della notizia di reato nel registro previsto dall’art. 335 del codice.
1. Le comunicazioni previste dall’art. 157 commi 3 e 8 del codice sono spedite in plico chiuso e contengono:
2. Ricorrendone le ipotesi, le comunicazioni contengono altresì l’indicazione del giudice o del pubblico ministero che ha emesso il provvedimento notificato nonché del luogo e della data di comparizione.
1. La cancelleria o la segreteria dell’autorità giudiziaria che ha emesso un provvedimento relativo alla libertà personale di persona detenuta o internata lo comunica all’autorità preposta all’istituto penitenziario. A quest’ultima autorità sono comunicati per estratto i provvedimenti che dispongono la rimessione per qualunque causa del procedimento ad altra autorità giudiziaria e gli estratti delle sentenze.
1. L’autorità preposta a un istituto penitenziario o un funzionario da essa delegato iscrive in un registro, in ordine cronologico, il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, la cittadinanza, la lingua, lo stato, il domicilio dichiarato o eletto, i contrassegni personali delle persone che riceve in custodia, il giorno della loro entrata nell’istituto, il tempo e il luogo del loro arresto con l’indicazione del provvedimento in forza del quale furono arrestate, dell’autorità a disposizione della quale si trova il detenuto e del nome di chi ha proceduto alla consegna. Nello stesso registro sono iscritti la data dell’uscita dall’istituto, il provvedimento che la ordina e la dichiarazione o l’elezione di domicilio prevista dall’art. 161 comma 3 del codice.
2. Nel registro sono altresì annotati i provvedimenti comunicati a norma dell’art. 6.
1. La disposizione dell’art. 24 comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 29 aprile 1976, n. 431, relativa alla vidimazione da parte del magistrato di sorveglianza, si applica anche al registro previsto dall’art. 57 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.
1. Nessun onere grava sull’amministrazione penitenziaria per il mantenimento, la cura e l’assistenza medica della persona sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.
1. L’elenco previsto dall’art. 81 comma 1 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 è formato assegnando un distinto numero a ciascuna cosa sequestrata. Più cose sequestrate possono essere raggruppate sotto un unico numero quando esse sono della stessa specie e non rilevano per la loro individualità.
1. Se le cose sequestrate sono oggetti preziosi, monete, carte di pubblico credito indicate nell’art. 458 del codice penale o altri titoli al portatore, si provvede, appena pervengono nella cancelleria o nella segreteria, alla loro verificazione, osservate le disposizioni dell’art. 261 del codice. Allo stesso modo si procede per ogni altra cosa sequestrata quando i sigilli appaiono rotti o alterati. Delle operazioni è compilato verbale che viene unito agli atti.
2. Fino alla data di entrata in vigore del decreto previsto dall’art 82 comma 3 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, il denaro sequestrato, se l’autorità giudiziaria non dispone diversamente, è depositato nell’ufficio postale secondo le norme che disciplinano i depositi giudiziari.
1. Con la comunicazione prevista dall’art. 84 comma 2 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 è dato avviso all’avente diritto alla restituzione che le spese di custodia e di conservazione delle cose sequestrate, decorsi trenta giorni dalla ricezione della comunicazione stessa, sono in ogni caso a suo carico.
2. Alla stessa segreteria è comunicata la trasmissione degli atti a norma dell’art. 590 del codice o la rimessione per qualunque causa del procedimento ad altra autorità giudiziaria.
1. Salvo quanto previsto dall’art. 17, la cancelleria del giudice per le indagini preliminari annota in apposito registro, sotto un unico numero d’ordine, tutti i provvedimenti relativi a un medesimo procedimento adottati nel corso delle indagini preliminari o a seguito della chiusura di queste.
2. Gli originali dei provvedimenti del giudice per le indagini preliminari sono custoditi nel fascicolo relativo agli atti di indagine presso la segreteria del pubblico ministero. Per le sentenze e per i decreti di condanna emessi dal giudice per le indagini preliminari si applica la disposizione dell’art. 23.
3. Il giudice per le indagini preliminari può disporre l’esibizione dei provvedimenti da lui emessi nel corso delle indagini.
1. Può prescindersi dall’annotazione prevista dall’art. 16 comma 1 per i decreti di archiviazione emessi a norma dell’art. 415 del codice qualora, prima della richiesta di archiviazione, non sia stato emesso alcun provvedimento da parte del giudice per le indagini preliminari. In tal caso, la segreteria del pubblico ministero trasmette alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari i fascicoli contenenti le richieste di archiviazione per essere ignoto l’autore del reato accompagnati da un elenco in duplice esemplare. Uno degli esemplari è restituito alla segreteria del pubblico ministero con attestazione di ricevuta da parte della cancelleria del giudice.
1. La segreteria del pubblico ministero dà avviso senza ritardo ai difensori del deposito della documentazione relativa all’attività integrativa di indagine prevista dall’art. 430 del codice.
1. La cancelleria del giudice per le indagini preliminari, nel trasmettere al pubblico ministero il fascicolo a norma dell’art. 433 del codice, annota nell’indice gli atti acquisiti successivamente al deposito della richiesta di rinvio a giudizio nonché quelli che sono stati raccolti nel fascicolo per il dibattimento. In quest’ultimo fascicolo sono inseriti l’elenco delle cose sequestrate e la distinta delle spese non soggette a recupero in misura fissa.
4. Ai dibattimenti si procede secondo l’ordine del ruolo e conformemente agli orari indicati sui decreti che dispongono il giudizio, salvo che, per ragioni di urgenza o per altro giustificato motivo, il presidente o il pretore ordini che sia tenuto in precedenza un determinato dibattimento iscritto nel ruolo.
5. E’ in ogni caso data precedenza ai dibattimenti con imputati in custodia cautelare.
c) curare che siano osservate le disposizioni dell’art. 471 del codice e impedire che sia turbato l’ordine dell’udienza;
1. Gli importi delle spese e delle indennità che devono essere anticipati dalle parti private a norma dell’art. 144 comma 1 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 sono determinati provvisoriamente dalla cancelleria con nota in calce al provvedimento che ha autorizzato la citazione dei testimoni, periti e consulenti tecnici. Le contestazioni sull’ammontare delle spese e delle indennità sono risolte dal giudice per le indagini preliminari o dal presidente senza formalità.
3. Il cancelliere, ricevuto in consegna il libretto, attesta l’avvenuto versamento, anche di seguito al provvedimento indicato nel comma 1. Per la liquidazione delle spese e delle indennità agli aventi diritto e la restituzione in favore del depositante della somma eventualmente residuata sul libretto, continuano a osservarsi le disposizioni che regolano i depositi giudiziari.
4. L’ufficiale giudiziario o chi ne esercita le funzioni provvede a notificare la citazione delle persone indicate nel comma 1 previa esibizione da parte dell’interessato di copia del provvedimento che ha autorizzato la citazione e dell’attestato di versamento previsto dal comma 3.
1. I nastri e i supporti previsti dall’art. 49 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 dei quali è stata eseguita la trascrizione sono trasmessi senza ritardo alla cancelleria del giudice della impugnazione se questi ne fa richiesta.
1. Fermo quanto previsto dall’art. 625 comma 4 del codice, la cancelleria annota sull’originale della sentenza o del decreto di condanna l’irrevocabilità del provvedimento, dandone comunicazione alla segreteria del pubblico ministero per le conseguenti annotazioni sul registro previsto dall’art. 335 del codice.
1. La cancelleria, quando un provvedimento diviene esecutivo per non essere stata proposta impugnazione od opposizione, ne trasmette l’estratto senza ritardo, e comunque entro cinque giorni, al pubblico ministero presso il giudice indicato nell’art. 665 del codice. Fermo quanto previsto dall’art. 626 del codice, allo stesso modo provvede la cancelleria della Corte di cassazione quando l’esecuzione consegue alla decisione della stessa Corte.
2. L’estratto del provvedimento contiene le generalità della persona nei confronti della quale deve essere eseguito, l’imputazione, il dispositivo e, quando ne è il caso, l’attestazione che non è stata proposta impugnazione od apposizione. All’estratto è allegata copia dei dispositivi dei provvedimenti che hanno definito gli eventuali altri gradi del procedimento.
3. Allo stesso modo si procede quando la legge stabilisce che l’impugnazione non sospende l’esecuzione del provvedimento.
4. Il pubblico ministero promuove senza ritardo l’esecuzione del provvedimento.
1. Per l’esecuzione delle sentenze e dei decreti di condanna la segreteria del pubblico ministero procede ai seguenti adempimenti:
a) eseguiti i necessari accertamenti, iscrive ciascuna sentenza di condanna a pene detentive nel registro delle esecuzioni; le sentenze di condanna a pene pecuniarie o a sanzioni sostitutive, i decreti di condanna nonché le sentenze di condanna a pene detentive la cui esecuzione è sospesa sono iscritti nel registro delle esecuzioni nel caso di conversione in pena detentiva o di revoca della sospensione. Con l’iscrizione è annotato il provvedimento con il quale è stata promossa l’esecuzione della sentenza o del decreto di condanna;
b) forma un fascicolo con un numero progressivo corrispondente a quello del registro, nel quale sono raccolti l’estratto indicato nell’art. 28, il certificato del casellario giudiziale riguardante il condannato, i dati acquisiti presso il servizio informatico previsto dall’art. 97 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 nonché copia degli atti del procedimento di grazia e dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria in sede di esecuzione. Di tutti gli atti viene formato un indice;
c) sottopone al pubblico ministero il fascicolo, anche per l’adozione dei provvedimenti previsti dagli articoli 657 e 663 del codice;
d) trasmette al direttore dell’istituto penitenziario dove si trova il condannato un foglio, sottoscritto dal pubblico ministero, con l’indicazione della quantità di pena da eseguire e della data in cui termina l’esecuzione;
e) comunica al direttore predetto ogni successivo provvedimento che incida sull’esecuzione della pena.
1. Nei casi previsti dall’art. 660 comma 2 del codice, il magistrato di sorveglianza, se accerta che il condannato è solvibile, restituisce gli atti al pubblico ministero.
2. Il pubblico ministero comunica l’esito degli accertamenti sulla solvibilità alla cancelleria del giudice dell’esecuzione che provvede al rinnovo degli atti esecutivi.
1. La cancelleria del giudice che emette i provvedimenti di riabilitazione o di revoca previsti dall’art. 193 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 ne trasmette l’estratto per l’annotazione alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza di condanna.
1. La cancelleria o la segreteria dell’autorità giudiziaria che ha emesso un provvedimento del quale è prevista l’iscrizione nel casellario giudiziale ne comunica senza ritardo, anche avvalendosi di mezzi tecnici idonei, l’estratto al casellario indicato nell’art. 685 del codice.
2. Allo stesso modo la segreteria del pubblico ministero indicato nell’art. 655 comunica gli eventi relativi alla espiazione della pena di cui è prevista l’iscrizione.
1. Il giudice istruttore e il pretore trasmettono senza ritardo al pubblico ministero gli atti dei procedimenti indicati nell’art. 258 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. La segreteria del pubblico ministero provvede all’iscrizione dei procedimenti medesimi nel registro previsto dall’art. 335 del codice.
1. Il presente regolamento entra in vigore lo stesso giorno dell’entrata in vigore del codice di procedura penale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447.