Source: http://www.rivistagiuridica.aci.it/documento/competenza-esclusiva-dello-stato-in-materia-di-sicurezza-nella-circolazione-stradale.html?tx_rgdocuments_rgsh%5Bcontroller%5D=Document&cHash=5cc379068d8f22b5cfbc975fdf3e23f7
Timestamp: 2018-10-18 13:26:35+00:00
Document Index: 103013325

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 142', 'art. 5', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 142', 'art. 5', 'art. 142', 'art. 2', 'art. 3']

Competenza esclusiva dello stato in materia di sicurezza nella circolazione stradale
24 giugno 2010, n. 223
Circolazione stradale – Art. 1 c.s. – Principi generali - Disciplina –Competenza esclusiva dello Stato - Legge della Regione Campania 22 luglio 2009, n. 10 (Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità “autovelox” sulle strade di proprietà regionale) – Art. 117 Cost., comma 2, lett. h) - Presunto contrasto – Questione di legittimità costituzionale – Fondatezza – Pronuncia di illegittimità della legge Regione Campania 22 luglio 2009, n. 10
La legge della Regione Campania 22 luglio 2009, n. 10, recante disposizioni in materia di “Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità autovelox sulle strade di proprietà regionale”, è dichiarata costituzionalmente illegittima per violazione della competenza esclusiva dello Stato sui temi della sicurezza nella circolazione stradale.
Infatti, il testo normativo denunciato tende, nel suo complesso, a sostituirsi alle norme dettate in materia dal Codice della Strada, la cui finalità precipua è quella tutelare la sicurezza delle persone nella circolazione stradale, inducendo gli automobilisti ad assumere un comportamento corretto nella guida dei veicoli e sanzionando le condotte illegittime.
Il secondo profilo di legittimità costituzionale riguarda l’art. 5, recante «disposizioni inerenti la segnaletica», e disciplina la tipologia della segnaletica e la distanza che deve intercorrere tra questa e la postazione di controllo (il comma 2 stabilisce infatti che «tra la segnalazione e l’”autovelox” deve esserci una distanza di quattro chilometri»). Le prescrizioni regionali sono, però, diverse da quelle stabilite all’art. 2, comma 1, del citato decreto del 15 agosto 2007 in materia di tipologia di segnaletica, e contrastano con l’art. 45, comma 1, del Nuovo codice della strada, che stabilisce l’uniformità della segnaletica, dei mezzi di regolazione e controllo e omologazioni su tutto il territorio nazionale. In relazione a quanto precede deve censurarsi l’intervento regionale perché, dettando regole in materie attinenti la sicurezza e la circolazione stradale, contrasta, secondo il ricorrente, con l’art. 117, secondo comma, lettera h), Cost., violando altresì la competenza esclusiva statale in materia di giurisdizione e ordinamento civile e penale, di cui al medesimo art. 117, secondo comma, lettera l).
A parere del ricorrente, poi, l’art. 2, comma 1, della legge regionale citata, vietando l’uso repressivo degli apparecchi, disattende l’art. 142, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992 secondo cui «per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate»; mentre il successivo art. 5, comma 2, nel disporre che tra la segnalazione e l’”autovelox” deve esserci una distanza di quattro chilometri, contrasta con l’art. 45, comma 1, dello stesso decreto legislativo, che assicura un’uniformità dei mezzi di regolazione e controllo su tutto il territorio nazionale attinenti la sicurezza e la circolazione stradale.
Ciò, soprattutto ove si tengano presenti le disposizioni espressamente censurate e precisamente l’art. 2, comma 1, che non consente l’uso repressivo degli apparecchi di misurazione della velocità, ponendosi con ciò in contrasto con la normativa statale (art. 142, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992), secondo cui «per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerati fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate»; nonché l’art. 5, comma 2, che dispone che «tra la segnalazione e l’”autovelox” deve esserci una distanza di quattro chilometri», in contrasto con l’art. 142, comma 6-bis, dello stesso decreto legislativo, per il quale le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Le modalità di impiego sono stabilite dall’art. 2, comma 1, del decreto del Ministro dei trasporti 15 agosto 2007 (Attuazione dell’art. 3, comma 1, lettera b del d.l. 3 agosto 2007, n. 117, recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione), ai sensi del quale è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque che non vi sia una distanza superiore a quattro chilometri.
P.Q.M. la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale della legge della Regione Campania 22 luglio 2009, n. 10 (Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità “autovelox” sulle strade di proprietà regionale).
223_03.pdf 83 KB