Source: http://www.signoreesignori.it/canali/previdenzafisco/02sistemaprevidenziale/06entigestori/inpdap.htm
Timestamp: 2014-10-30 16:35:59+00:00
Document Index: 94217622

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5']

Giovedì30 Ottobre 2014 Primo Quarto
san Marcello martire, sant'Alfonso Rodriguez religioso
Il Concorde.
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Le norme sul trattamento di quiescenza del personale dello Stato furono originariamente raccolte nel Testo unico delle pensioni per i dipendenti civili e militari dello Stato approvato con un RD n. 70/1875.Attualmente la materia inerente al personale statale è disciplinata nelle parti prima, seconda, e quarta del Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato, DPR 29 dicembre 1973 n. 1092, e successive modificazioni e integrazioni.Circa le norme sul trattamento di quiescenza del personale degli Enti Locali la disciplina e ancora regolata dal RDL n. 680/1938 e dalla Legge 8 agosto 1991 n. 274.
Prestazioni erogate dall'Inpdap
Gli iscritti all'Inpdap
Pensione diretta ordinaria di anzianità
Pensione diretta ordinaria di vecchiaia
Pensione diretta per inabilità alle mansioni
Pensione diretta di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro
Pensione diretta per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa
Pensione di inabilità indiretta
Pensione di inabilità reversibile
Pensione indiretta ordinaria
Pensione di reversibilità ordinaria
Pensione indiretta di privilegio
Pensione di reversibilità di privilegio
Ratei di pensione
Costituzione della posizione assicurativa presso l’Inps (Legge n. 322/1958)
Prosecuzione volontaria dei contributi assicurativi
Riscatto ai fini dell’indennità di buonuscita (statali)
Indennità premio di fine servizio (enti locali)
Ricongiunzione ai fini dell’indennità premio fine servizio
Riscatto ai fini dell’indennità premio fine servizio
Case di soggiorno per anziani Centri vacanze
L’iscrizione obbligatoria all’Inpdap è prevista per i dipendenti delle seguenti Casse disciolte:
CPDEL (ex Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali)
> Dipendenti dei Comuni > Dipendenti delle Amministrazioni provinciali > Dipendenti delle Regioni > Dipendenti Enti ospedalieri > Dipendenti Aziende municipalizzate (esclusi i trasporti)
CPS (ex Cassa Pensione Sanitari)
> Dipendenti delle A.S.L. > Dipendenti Enti equiparati
CPI (ex Cassa Pensione Insegnanti)
> Insegnanti scuole pubbliche elementari non statali > Dipendenti asili d’infanzia eretti in enti morali > Educatori femminili > Dipendenti scuole elementari per ciechi e sordomuti
CPUG (ex Cassa Pensione Ufficiali Giudiziari)
> Ufficiali giudiziari > Aiutanti ufficiali giudiziali
CTPS (ex gestione ENPAS)
> Impiegati civili di ruolo e non di ruolo e gli operai dello Stato > Magistrati ordinari, amministrativi e della giustizia militare > Avvocati ed i procuratori dello Stato > Militari delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia > Giudici della Corte Costituzionale > Dipendenti della Camera dei Deputati,del Senato e del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica > Dipendenti del Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro > Cappellani militari appartenenti al ruolo unico del servizio permanente
Per i dipendenti Statali la Contribuzione Obbligatoria affluisce all’Inpdap (art. 2, comma 1, Legge n. 335/95) e per i dipendenti dell’Ente Poste Italiane confluisce all’Ipost (art. 23 Dlgs n. 85/1993).La contribuzione per i dipendenti Statali è determinata, fino al 31 dicembre 1995, dalle ritenute sugli emolumenti imponibili della retribuzione spettante e in base all’art. 2 della Legge n. 335/95, e dal 1 gennaio 1996 anche dai corrispettivi contributi dovuti dalle singole Amministrazioni e Organi dello Stato in quanto datori di lavoro. Aliquote contributive
Aliquota a carico del dipendenteDal 1 gennaio 1996, dopo svariate modifiche succedutesi a partire dal 1992, la Legge di riforma n. 335/95 ha introdotto un nuovo criterio di ripartizione dell’incremento delle aliquote contributive fra datore di lavoro e lavoratore, fissato poi dalla Legge n.105/1996 nella misura dell’8,75% ( 8,20% +0,35%+0,20%) fatta salva l’applicazione dell’aliquota aggiuntiva dell’1% di cui all’art. 3 DL 384/92 convertito nella Legge 438/92. Aliquota a carico delle singole Amministrazioni dello Stato in quanto datori di lavoroDal 1 gennaio 1996 per effetto dell’art. 2 della Legge 335/95 le Amministrazioni dello Stato sono tenute al versamento all’Inpdap di una contribuzione complessiva pari al 32,95% della base imponibile del Lavoratore, di cui il 24,20% a carico dell’Amministrazione Statale e l’8,75% a carico del lavoratore (24,20%+8,75% =32,75%)
Per i dipendenti degli Enti Locali della sanità la contribuzione obbligatoria che gli enti destinatari delle norme dell’ex CPDEL sono tenuti a versare all’Inpdap sia la parte a proprio carico pari al 23,80% nella qualità di datori di lavoro che per la parte a carico dei propri dipendenti iscritti alle varie Casse, pari al 8,55% (23,80%+8,75% = 32,55%).
A decorrere dal 12 luglio 1997, data di entrata in vigore del Dlgs 30 aprile 1997 n. 184 integrato dal Dlgs n. 278/98, i dipendenti statali e i dipendenti iscritti all’ex CPDL nonché i dipendenti delle Poste, possono avvalersi delle disposizioni sulla contribuzione Volontaria di cui al DPR 31 dicembre 1971 n. 1032.I dipendenti che, in caso di sospensione, di interruzione o di cessazione del rapporto di lavoro, intendano rispettivamente mantenere il rapporto assicurativo o raggiungere i requisiti per il diritto alla pensione mediante il versamento dei contributi, debbono presentare apposita domanda per essere autorizzati allo stesso versamento.L’autorizzazione è concessa se nel quinquennio anteriore alla data di presentazione della domanda l’interessato possa far valere presso l’Inpdap il requisito di almeno tre anni di contribuzione effettiva, anche non continuativa e senza arrotondamenti, corrispondente ai requisiti alternativi dei 36 contributi mensili o dei 156 contributi settimanali indicati nell’art. 5 del Dlgs. 184/1997.
Ultime novità sulla Contribuzione volontaria
Dal 17 Maggio 2006 con la Circolare n.11 l’Inpdap dà facoltà ai richiedenti di poter proseguire il versamento dei contributi volontari non solo per raggiungere il diritto alla pensione (come già previsto dalla precedente Circ. n. 23 del 1998) ma anche per incrementarne la misura.Di conseguenza la prosecuzione volontaria può essere esercitata anche quando l’interessato abbia già maturato sia i requisiti anagrafici che quelli contributivi minimi previsti per essere collocato in pensione.In ogni caso i versamenti dei contributi volontari devono essere perfezionati in costanza di versamento della contribuzione stessa ed effettivamente pagati entro il trimestre successivo alla maturazione dei requisiti per il diritto alla pensione; infatti solo l’effettivo versamento rende efficace il rapporto assicurativo con l’Inpdap in quanto l’ordinamento dell’istituto prevede ancora oggi che si ha il riconoscimento del diritto a pensione alla maturazione dei requisiti prescritti in costanza di rapporto di impiego.