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Timestamp: 2019-06-27 06:11:18+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 7880 del 20/03/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7880 del 20/03/2019
Cassazione civile sez. VI, 20/03/2019, (ud. 06/12/2018, dep. 20/03/2019), n.7880
sul ricorso 17584-2017 proposto da:
VINCENZO ARCANGELO;
avverso la sentenza n. 609/2017 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata il 12/05/2017;
partecipata del 06/12/2018 dal Consigliere Dott. ESPOSITO LUCIA.
che con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Catanzaro, in riforma della decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto da S.C. volto ad ottenere indennizzo per menomazione permanente conseguente a infortunio sul lavoro, dichiarava l’inammissibilità della domanda spiegata con l’originario ricorso;
che avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione S.C. con due motivi;
che l’Istituto ha resistito con controricorso;
Che, prescindendo dall’esame delle questioni poste con i motivi di ricorso, va rilevata la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 152 disp. att. c.p.c., u.c., ultimo periodo (che, nei giudizi per prestazioni previdenziali, sanziona con l’inammissibilità del ricorso l’omessa indicazione del valore della prestazione dedotta in giudizio, il cui importo deve essere specificato nelle conclusioni dell’atto introduttivo) pronunciata da Corte Costituzionale 20 novembre 2017, n. 241, motivata dalla ritenuta eccessiva gravità della sanzione prevista, a fronte di un mancato adempimento di rilevanza meramente formale, e, conseguentemente, dalla manifesta irragionevolezza della norma;
che la Corte Costituzionale ha in proposito evidenziato la stretta correlazione che lega il periodo della disposizione censurato di incostituzionalità con quello che lo precede (“le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice nei giudizi per prestazioni previdenziali non possono superare il valore della prestazione dedotta in giudizio”), correlazione che rende esplicita la ratio sottesa al complessivo intervento normativo, da ricercare nell’esigenza di evitare l’utilizzo abusivo del processo in materia previdenziale, spesso instaurato per soddisfare pretese di valore economico irrisorio al solo fine di conseguire le spese di lite;
che, pertanto, essendo stata esclusa dall’ordinamento, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale, la norma sulla quale si fonda la ritenuta inammissibilità, la sentenza va cassata con rinvio, rimettendo al giudice del merito, che provvederà anche sulle spese di legittimità, l’esame delle questioni originariamente proposte con l’appello.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Catanzaro in diversa composizione.