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Timestamp: 2019-05-25 01:07:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 345', 'art. 345', 'sentenza ', 'art. 2558', 'art. 2560', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'sentenza ']

Redazione Commentario, Autore a Il Commentario del Merito - Pagina 5 di 49
Autore: Redazione Commentario
Impugnazione a ruolo esattoriale ed interesse ad agire
Tribunale di Bari – sez. Lavoro – sentenza nr. 3206 del 7 giugno 2017 – Giudice Assunta Napoliello Il caso Il ricorrente ha richiesto l’annullamento di due cartelle esattoriali aventi ad oggetto crediti vantati dall’INPS, sostenendo che le stesse non gli fossero state notificate e che ne aveva avuto conoscenza solo a seguito di sua
Dubbi sull’ultima interpretazione del 3° comma dell’art. 345 c.p.c. da parte della Cassazione
Cassazione Civile, Sezione III, 9 novembre 2017, n. 26522 La massima. Nel giudizio di appello, la nuova formulazione del 3° co. dell’art. 345 – quale risulta dalla novella di cui al D.L. n. 83 del 2012, convertito con modificazioni con la L. n. 134 del 2012, applicabile nel caso in cui la sentenza conclusiva del
Assicurazioni, la successione dell’acquirente in caso di trasferimento di azienda
Corte di Cassazione civile, Sez. lav., 27.06.2017, n. 15956 Massima In tema di agenzia, in caso di trasferimento di azienda del preponente, la successione dell’acquirente nel rapporto in essere con l’agente non comporta, ex art. 2558 c.c., un automatico accollo cumulativo ex lege dei debiti anteriori all’alienazione, restando necessario, giusta art. 2560, comma 2 c.c.,
Cause previdenziali, sentenza sulla mancata indicazione del valore della prestazione
La Corte Costituzionale con la sentenza 241 del 20 novembre 2017 ha dichiarato costituzionalmente illegittima per manifesta irragionevolezza la disposizione contenuta nell’ultimo periodo dell’art. 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. Nelle cause previdenziali, pertanto, la mancata indicazione del valore della prestazione non comporterà più l’inammissibilità del ricorso.
Dopo alcuni anni di fecondo dibattito giurisprudenziale all’interno dei Tribunali di merito italiani, nell’estate del 2017 si è finalmente segnalata una delle primissime pronunce della Suprema Corte di Cassazione in tema di contratti finanziari derivati.
Il consenso informato e l’amministratore di sostegno: limiti
Corte di Cassazione – sez. I – sentenza nr. 14158 del 7 giugno 2017