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Timestamp: 2020-07-05 11:22:39+00:00
Document Index: 32132982

Matched Legal Cases: ['art. 265', 'art. 182', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 195', 'art. 188', 'art. 196', 'art. 187', 'art. 197', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 106', 'art. 36', 'art. 86', 'art. 42', 'art. 123', 'art. 126', 'art. 180', 'art. 181', 'art. 37', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 86', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 791', 'art. 111', 'art. 112', 'art. 113', 'art. 115', 'art. 118', 'art. 122', 'art. 124', 'art. 127', 'art. 129', 'art. 134', 'art. 138', 'art. 139', 'art. 140', 'art. 146', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 156', 'art. 157', 'art. 160', 'art. 139', 'art. 186', 'art. 146', 'art. 148', 'art. 146', 'art. 14', 'art. 181', 'art. 182', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 185', 'art. 187', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 195', 'art. 197', 'art. 221', 'art. 223', 'art. 224', 'art. 225', 'art. 226', 'art. 226', 'art. 226', 'art. 227', 'art. 228', 'art. 230', 'art. 231', 'art. 234', 'art. 237', 'art. 238', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 260', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 121', 'art. 182', 'art. 187', 'art. 188', 'art. 196', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 192', 'art. 193', 'art. 194', 'art. 195', 'art. 198', 'art. 197', 'art. 182', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 192', 'art. 193', 'art. 194', 'art. 195', 'art. 198', 'art. 197', 'art. 182', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 195', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 59', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 123', 'art. 67', 'art. 260', 'art. 93', 'art. 75', 'art. 187', 'art. 188', 'art. 187', 'art. 188', 'art. 2', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 187', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 191', 'art. 192', 'art. 193', 'art. 42', 'art. 66', 'art. 102', 'art. 59', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 121', 'art. 58', 'art. 37', 'art. 48', 'art. 58', 'art. 2']

Lawbrary | CP - Codice penale svizzero
Dei crimini e dei delitti
Del campo d'applicazione(1 - 9)
Della punibilità(10 - 33)
Della pena pecuniaria e della pena detentiva (34 - 41)
Della condizionale(42 - 46)
Della commisurazione della pena(47 - 51)
Dell'impunità e della sospensione del procedimento (52 - 55)
Delle misure terapeutiche e dell'internamento(56 - 65)
Delle altre misure(66 - 73)
Dell'esecuzione delle pene detentive e delle misure privative della libertà(74 - 92)
Dell'assistenza riabilitativa, delle norme di condotta e dell'assistenza sociale volontaria(93 - 96)
Della prescrizione(97 - 101)
Della responsabilità dell'impresa(102 - 102)
Delle contravvenzioni(103 - 109)
Definizioni(110 - 110)
Dei reati contro la vita e l'integrità della persona(111 - 136)
Dei reati contro il patrimonio(137 - 172)
Dei delitti contro l'onore e la sfera personale riservata (173 - 179)
Del crimini o dei delitti contro la libertà personale(180 - 186)
Dei reati contro l'integrità sessuale(187 - 201)
Dei crimini o dei delitti contro la famiglia(213 - 220)
Dei crimini o dei delitti di comune pericolo(221 - 230)
Dei crimini o dei delitti contro la salute pubblica(230 - 236)
Dei crimini o dei delitti contro le pubbliche comunicazioni(237 - 239)
Della falsificazione delle monete, dei valori ufficiali di bollo, delle marche ufficiali, dei pesi e delle misure(240 - 250)
Della falsità in atti(251 - 257)
Dei crimini o dei delitti contro la tranquillità pubblica(258 - 263)
Genocidio e crimini contro l'umanità(264 - 264)
Crimini di guerra(264 - 264)
Disposizioni comuni ai titoli dodicesimo e dodicesimo (264 - 264)
Dei crimini o dei delitti contro lo Stato e la difesa nazionale(265 - 278)
Dei delitti contro la volontà popolare(279 - 284)
Dei reati contro la pubblica autorità(285 - 295)
Dei crimini o dei delitti che compromettono le relazioni con gli Stati esteri(296 - 302)
Dei crimini o dei delitti contro l'amministrazione della giustizia(303 - 311)
Dei reati contro i doveri d'ufficio e professionali(312 - 322)
Della corruzione(322 - 322)
Delle contravvenzioni a disposizioni del diritto federale(323 - 332)
Dell'attuazione e dell'applicazione del Codice penale
Della relazione del presente Codice con altre leggi della Confederazione e con le leggi dei Cantoni(333 - 335)
Dell'assistenza in materia di polizia (349 - 362)
Del casellario giudiziale(365 - 371)
Dell'esecuzione delle pene e delle misure, dell'assistenza riabilitativa, dei penitenziari e delle istituzioni(372 - 380)
Responsabilità in caso di soppressione dell'internamento a vita(380 - 380)
Della grazia, dell'amnistia e della revisione(381 - 385)
Misure preventive, disposizioni completive e disposizioni generali transitorie(386 - 392)
Disposizioni finali della modifica del 18 marzo 1971
Disposizionifinali della modifica del 13 dicembre 2002
Disposizione transitoria della modifica del 12 dicembre 2014
Disposizione transitoria della modifica del 26 settembre 2014
del 21 dicembre 1937 (Stato 1° marzo 2019)
visto l'articolo 123 capoversi 1 e 3 della Costituzione federale1,2 visto il messaggio del Consiglio federale del 23 luglio 19183,
Parte prima: Dei crimini e dei delitti
Titolo primo: Del campo d'applicazione
3. Con­di­zio­ni di luo­go.
Cri­mi­ni o de­lit­ti com­mes­si in Sviz­ze­ra
1Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca a chiun­que com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to in Sviz­ze­ra.
3Fat­ta sal­va una cras­sa vio­la­zio­ne dei prin­ci­pi del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e del­la Con­ven­zio­ne del 4 no­vem­bre 19501 per la sal­va­guar­dia dei di­rit­ti dell'uo­mo e del­le li­ber­tà fon­da­men­ta­li (CE­DU), l'au­to­re per­se­gui­to all'este­ro a ri­chie­sta dell'au­to­ri­tà sviz­ze­ra non è più per­se­gui­to in Sviz­ze­ra per il me­de­si­mo fat­to se:
4Se l'au­to­re per­se­gui­to all'este­ro a ri­chie­sta dell'au­to­ri­tà sviz­ze­ra non ha scon­ta­to o ha so­lo par­zial­men­te scon­ta­to la pe­na all'este­ro, l'in­te­ra pe­na o la par­te re­si­dua è ese­gui­ta in Sviz­ze­ra. Il giu­di­ce de­ci­de se una mi­su­ra non ese­gui­ta o so­lo par­zial­men­te ese­gui­ta all'este­ro deb­ba es­se­re ese­gui­ta o con­ti­nua­ta in Sviz­ze­ra.
Cri­mi­ni o de­lit­ti com­mes­si all'este­ro con­tro lo Sta­to
1Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca an­che a chiun­que com­met­te all'este­ro un cri­mi­ne o de­lit­to con­tro lo Sta­to o la di­fe­sa na­zio­na­le (art. 265-278).
Rea­ti com­mes­si all'este­ro su mi­no­ren­ni
1Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca inol­tre a chiun­que si tro­va in Sviz­ze­ra, non è estra­da­to e ha com­mes­so all'este­ro uno dei se­guen­ti rea­ti:
trat­ta di es­se­ri uma­ni (art. 182), coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), vio­len­za car­na­le (art. 190), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191) o pro­mo­vi­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne (art. 195), se la vit­ti­ma è mi­no­re di di­ciot­to an­ni;
at­ti ses­sua­li con per­so­ne di­pen­den­ti (art. 188) e at­ti ses­sua­li con mi­no­ren­ni con­tro ri­mu­ne­ra­zio­ne (art. 196);
at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187), se la vit­ti­ma è mi­no­re di quat­tor­di­ci an­ni;
por­no­gra­fia qua­li­fi­ca­ta (art. 197 cpv. 3 e 4), se gli og­get­ti o le rap­pre­sen­ta­zio­ni ver­to­no su at­ti ses­sua­li con mi­no­ren­ni.
2Fat­ta sal­va una cras­sa vio­la­zio­ne dei prin­ci­pi del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e del­la CE­DU4, l'au­to­re non è più per­se­gui­to in Sviz­ze­ra per il me­de­si­mo fat­to se:
è sta­to as­sol­to con sen­ten­za de­fi­ni­ti­va da un tri­bu­na­le este­ro;
3Se, per il me­de­si­mo fat­to, l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to all'este­ro e vi ha scon­ta­to so­lo par­zial­men­te la pe­na, il giu­di­ce com­pu­ta la pe­na scon­ta­ta all'este­ro in quel­la da pro­nun­cia­re. Il giu­di­ce de­ci­de se una mi­su­ra or­di­na­ta all'este­ro, ma all'este­ro so­lo par­zial­men­te ese­gui­ta, deb­ba es­se­re con­ti­nua­ta o com­pu­ta­ta nel­la pe­na in­flit­ta in Sviz­ze­ra.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 n. 1 del DF del 24 mar. 2006 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro il Prot. fa­col­ta­ti­vo del 25 mag. 2000 al­la Conv. sui di­rit­ti del fan­ciul­lo con­cer­nen­te la ven­di­ta di fan­ciul­li, la pro­sti­tu­zio­ne in­fan­ti­le e la pe­do­por­no­gra­fia, in vi­go­re dal 1° dic. 2006 (RU 2006 5437; FF 2005 2513).
2 In­tro­dot­ta dal n. 1 dell'all. del DF del 27 set. 2013 (Con­ven­zio­ne di Lan­za­ro­te), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1159; FF 2012 6761).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. del DF del 27 set. 2013 (Con­ven­zio­ne di Lan­za­ro­te), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1159; FF 2012 6761).
Rea­ti com­mes­si all'este­ro e per­se­gui­ti in con­for­mi­tà di un ob­bli­go in­ter­na­zio­na­le
1Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca a chiun­que com­met­te all'este­ro un cri­mi­ne o un de­lit­to che la Sviz­ze­ra si è im­pe­gna­ta a re­pri­me­re in vir­tù di un ac­cor­do in­ter­na­zio­na­le se:
l'at­to è pu­ni­bi­le an­che nel luo­go in cui è sta­to com­mes­so o que­sto luo­go non sog­gia­ce ad al­cu­na giu­ri­sdi­zio­ne pe­na­le; e
l'au­to­re si tro­va in Sviz­ze­ra e non è estra­da­to all'este­ro.
2Il giu­di­ce fis­sa le san­zio­ni in mo­do da non far­le ri­sul­ta­re com­ples­si­va­men­te più se­ve­re di quel­le pre­vi­ste dal­la leg­ge del luo­go in cui l'at­to è sta­to com­mes­so.
3Fat­ta sal­va una cras­sa vio­la­zio­ne dei prin­ci­pi del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e del­la CE­DU1, l'au­to­re non è più per­se­gui­to in Sviz­ze­ra per il me­de­si­mo fat­to se:
4Se, per il me­de­si­mo fat­to, l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to all'este­ro e vi ha scon­ta­to so­lo par­zial­men­te la pe­na, il giu­di­ce com­pu­ta la pe­na scon­ta­ta all'este­ro in quel­la da pro­nun­cia­re. Il giu­di­ce de­ci­de se una mi­su­ra or­di­na­ta all'este­ro, ma all'este­ro so­lo par­zial­men­te ese­gui­ta, deb­ba es­se­re con­ti­nua­ta o com­pu­ta­ta nel­la pe­na in­flit­ta in Sviz­ze­ra.
Al­tri rea­ti com­mes­si all'este­ro
1Il pre­sen­te Co­di­ce si ap­pli­ca a chiun­que com­met­te all'este­ro un cri­mi­ne o un de­lit­to, sen­za che sia­no adem­piu­te le con­di­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 4, 5 o 6, se:
l'at­to è pu­ni­bi­le an­che nel luo­go in cui è sta­to com­mes­so o que­sto luo­go non sog­gia­ce ad al­cu­na giu­ri­sdi­zio­ne pe­na­le;
l'au­to­re si tro­va in Sviz­ze­ra o, per que­sto suo at­to, è estra­da­to al­la Con­fe­de­ra­zio­ne; e
se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro l'at­to con­sen­te l'estra­di­zio­ne, ma l'au­to­re non vie­ne estra­da­to.
2Se l'au­to­re non è sviz­ze­ro e il cri­mi­ne o il de­lit­to non è sta­to com­mes­so con­tro uno sviz­ze­ro, il ca­po­ver­so 1 è ap­pli­ca­bi­le sol­tan­to se:
la ri­chie­sta di estra­di­zio­ne è sta­ta re­spin­ta per un mo­ti­vo non ine­ren­te al­la na­tu­ra dell'at­to; op­pu­re
l'au­to­re ha com­mes­so un cri­mi­ne par­ti­co­lar­men­te gra­ve pro­scrit­to dal­la co­mu­ni­tà giu­ri­di­ca in­ter­na­zio­na­le.
3Il giu­di­ce fis­sa le san­zio­ni in mo­do da non far­le ri­sul­ta­re com­ples­si­va­men­te più se­ve­re di quel­le pre­vi­ste dal­la leg­ge del luo­go in cui l'at­to è sta­to com­mes­so.
4Fat­ta sal­va una cras­sa vio­la­zio­ne dei prin­ci­pi del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e dal­la CE­DU1, l'au­to­re non è più per­se­gui­to in Sviz­ze­ra per il me­de­si­mo fat­to se:
5Se, per il me­de­si­mo fat­to, l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to all'este­ro e vi ha scon­ta­to so­lo par­zial­men­te la pe­na, il giu­di­ce com­pu­ta la pe­na scon­ta­ta all'este­ro in quel­la da pro­nun­cia­re. Il giu­di­ce de­ci­de se una mi­su­ra or­di­na­ta all'este­ro, ma all'este­ro so­lo par­zial­men­te ese­gui­ta, deb­ba es­se­re con­ti­nua­ta o com­pu­ta­ta nel­la pe­na in­flit­ta in Sviz­ze­ra.
4. Con­di­zio­ni per­so­na­li
1Il pre­sen­te Co­di­ce non è ap­pli­ca­bi­le al­le per­so­ne i cui at­ti de­vo­no es­se­re giu­di­ca­ti se­con­do il di­rit­to pe­na­le mi­li­ta­re.
2Per le per­so­ne che, al mo­men­to del fat­to, non ave­va­no an­co­ra com­piu­to i di­ciott'an­ni ri­man­go­no sal­ve le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le del 20 giu­gno 20031 (DP­Min). Se van­no giu­di­ca­ti nel con­tem­po un at­to com­mes­so pri­ma del com­pi­men­to dei di­ciott'an­ni e un at­to com­mes­so do­po, si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 2 DP­Min.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 44 n. 1 del di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le del 20 giu. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3545; FF 1999 1669).
Titolo secondo: Della punibilità
1Se chi re­spin­ge un'ag­gres­sio­ne ec­ce­de i li­mi­ti del­la le­git­ti­ma di­fe­sa se­con­do l'ar­ti­co­lo 15, il giu­di­ce at­te­nua la pe­na.
Chiun­que com­met­te un rea­to per pre­ser­va­re un be­ne giu­ri­di­co pro­prio o un be­ne giu­ri­di­co al­trui da un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te e non al­tri­men­ti evi­ta­bi­le agi­sce le­ci­ta­men­te se in tal mo­do sal­va­guar­da in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti.
3Pos­so­no tut­ta­via es­se­re di­spo­ste le mi­su­re pre­vi­ste ne­gli ar­ti­co­li 59-61, 63, 64, 67, 67b e 67e.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 13 dic. 2013 sul­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e sul di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
2Qua­lo­ra l'au­to­re dell'ope­ra non pos­sa es­se­re in­di­vi­dua­to o non pos­sa es­se­re tra­dot­to da­van­ti a un tri­bu­na­le sviz­ze­ro, è pu­ni­to il re­dat­to­re re­spon­sa­bi­le giu­sta l'ar­ti­co­lo 322bis. In sua man­can­za, è pu­ni­ta giu­sta il me­de­si­mo ar­ti­co­lo la per­so­na re­spon­sa­bi­le del­la pub­bli­ca­zio­ne.
2Il ca­po­ver­so 1 non si ap­pli­ca se il giu­di­ca ac­cer­ta che:
sen­za te­sti­mo­nian­za non è pos­si­bi­le far lu­ce su un omi­ci­dio ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 111-113 o su un al­tro cri­mi­ne pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a tre an­ni, op­pu­re su un rea­to ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 187, 189-191, 197 ca­po­ver­so 4, 260ter, 260quin­quies, 305bis, 305ter e 322ter-322sep­ties del pre­sen­te Co­di­ce, co­me pu­re ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 19 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge del 3 ot­to­bre 19512 su­gli stu­pe­fa­cen­ti, o non è pos­si­bi­le cat­tu­ra­re il col­pe­vo­le di un si­mi­le rea­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. del DF del 27 set. 2013 (Con­ven­zio­ne di Lan­za­ro­te), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1159; FF 2012 6761).
2 RS812.121
7. Rap­por­ti di rap­pre­sen­tan­za
Se fon­da o ag­gra­va la pu­ni­bi­li­tà, la vio­la­zio­ne di un do­ve­re par­ti­co­la­re che in­com­be uni­ca­men­te al­la per­so­na giu­ri­di­ca, al­la so­cie­tà o al­la dit­ta in­di­vi­dua­le1 è im­pu­ta­ta a una per­so­na fi­si­ca al­lor­quan­do es­sa agi­sce:
in qua­li­tà di or­ga­no o mem­bro di un or­ga­no di una per­so­na giu­ri­di­ca;
in qua­li­tà di so­cio;
in qua­li­tà di col­la­bo­ra­to­re di una per­so­na giu­ri­di­ca, di una so­cie­tà o di una dit­ta in­di­vi­dua­le2 nel­la qua­le eser­ci­ta com­pe­ten­ze de­ci­sio­na­li au­to­no­me nel pro­prio set­to­re di at­ti­vi­tà;
in qua­li­tà di di­ri­gen­te ef­fet­ti­vo sen­za es­se­re or­ga­no, mem­bro di un or­ga­no, so­cio o col­la­bo­ra­to­re.
1 Ora: im­pre­sa in­di­vi­dua­le.
2 Ora: im­pre­sa in­di­vi­dua­le.
8. Que­re­la del­la par­te le­sa.
Di­rit­to di que­re­la
1Se un rea­to è pu­ni­bi­le so­lo a que­re­la di par­te, chiun­que ne è sta­to le­so può chie­de­re che l'au­to­re sia pu­ni­to.
2Se la per­so­na le­sa non ha l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, il di­rit­to di que­re­la spet­ta al suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le. Se es­sa si tro­va sot­to tu­te­la o cu­ra­te­la ge­ne­ra­le, il di­rit­to di que­re­la spet­ta an­che all'au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti.1
3La per­so­na le­sa mi­no­ren­ne o sot­to cu­ra­te­la ge­ne­ra­le può an­ch'es­sa pre­sen­ta­re la que­re­la se è ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to.2
4Se la per­so­na le­sa muo­re sen­za ave­re pre­sen­ta­to que­re­la né ave­re espres­sa­men­te ri­nun­cia­to a pre­sen­tar­la, il di­rit­to di que­re­la pas­sa a ognu­no dei suoi con­giun­ti.
5Se l'aven­te di­rit­to ha espres­sa­men­te ri­nun­cia­to a pre­sen­ta­re la que­re­la, la ri­nun­cia è de­fi­ni­ti­va.
1 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. 14 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 14 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
Il di­rit­to di que­re­la si estin­gue in tre me­si. Il ter­mi­ne de­cor­re dal gior­no in cui l'aven­te di­rit­to ha co­no­sciu­to l'iden­ti­tà dell'au­to­re del rea­to.
In­di­vi­si­bi­li­tà
Quan­do l'aven­te di­rit­to pre­sen­ta que­re­la con­tro uno dei com­par­te­ci­pi al rea­to, tut­ti i com­par­te­ci­pi de­vo­no es­se­re per­se­gui­ti.
De­si­sten­za
1Il que­re­lan­te può de­si­ste­re dal­la que­re­la fin­ché non sia sta­ta pro­nun­cia­ta la sen­ten­za can­to­na­le di se­con­da istan­za.
2Chi ha de­si­sti­to dal­la que­re­la non può più ri­pro­por­la.
3La de­si­sten­za dal­la que­re­la con­tro uno de­gli im­pu­ta­ti va­le per tut­ti.
4Es­sa non va­le per l'im­pu­ta­to che vi si op­pon­ga.
Titolo terzo: Delle pene e delle misure
Capo primo: Delle pene
Sezione 1: Della pena pecuniaria e della pena detentiva
4Il nu­me­ro e l'im­por­to del­le ali­quo­te gior­na­lie­re so­no fis­sa­ti nel­la sen­ten­za.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
1Se il con­dan­na­to non pa­ga la pe­na pe­cu­nia­ria e que­st'ul­ti­ma non può es­se­re ri­scos­sa in via ese­cu­ti­va (art. 35 cpv. 3), la pe­na pe­cu­nia­ria è so­sti­tui­ta da una pe­na de­ten­ti­va. Un'ali­quo­ta gior­na­lie­ra cor­ri­spon­de a un gior­no di pe­na de­ten­ti­va. La pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va si estin­gue con il pa­ga­men­to a po­ste­rio­ri del­la pe­na pe­cu­nia­ria.
3a 5...1
1 Abro­ga­ti dal n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), con ef­fet­to 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Art. 37 a 39
1La du­ra­ta mi­ni­ma del­la pe­na de­ten­ti­va è di tre gior­ni; ri­ma­ne sal­va una pe­na de­ten­ti­va più bre­ve pro­nun­cia­ta in so­sti­tu­zio­ne di una pe­na pe­cu­nia­ria (art. 36) o di una mul­ta (art. 106) non pa­ga­te.
3Ri­ma­ne sal­va la pe­na de­ten­ti­va pro­nun­cia­ta in so­sti­tu­zio­ne di una pe­na pe­cu­nia­ria non pa­ga­ta (art. 36).
Sezione 2: Della condizionale
4Ol­tre al­la pe­na con­di­zio­nal­men­te so­spe­sa il giu­di­ce può in­flig­ge­re una mul­ta ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 106.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
3La par­te so­spe­sa e la par­te da ese­gui­re de­vo­no es­se­re di al­me­no sei me­si. Le nor­me sul­la con­ces­sio­ne del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le (art. 86) non so­no ap­pli­ca­bi­li al­la par­te da ese­gui­re.3
Pe­rio­do di pro­va
Suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
In­suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
1Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il con­dan­na­to com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to e vi è per­tan­to da at­ten­der­si ch'egli com­met­te­rà nuo­vi rea­ti, il giu­di­ce re­vo­ca la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le. Se la pe­na di cui è re­vo­ca­ta la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le e la nuo­va pe­na so­no del­lo stes­so ge­ne­re, il giu­di­ce pro­nun­cia una pe­na uni­ca in ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­gi­ca dell'ar­ti­co­lo 49.1
4Se il con­dan­na­to si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 3-5.
5La re­vo­ca non può più es­se­re or­di­na­ta do­po tre an­ni dal­la sca­den­za del pe­rio­do di pro­va.
Sezione 3: Della commisurazione della pena
1Il giu­di­ce com­mi­su­ra la pe­na al­la col­pa dell'au­to­re. Tie­ne con­to del­la vi­ta an­te­rio­re e del­le con­di­zio­ni per­so­na­li dell'au­to­re, non­ché dell'ef­fet­to che la pe­na avrà sul­la sua vi­ta.
2. At­te­nua­zio­ne del­la pe­na.
4. Ob­bli­go di mo­ti­va­zio­ne
Se la sen­ten­za dev'es­se­re mo­ti­va­ta, il giu­di­ce vi espo­ne an­che le cir­co­stan­ze ri­le­van­ti per la com­mi­su­ra­zio­ne del­la pe­na e la lo­ro pon­de­ra­zio­ne.
5. Com­pu­to del car­ce­re pre­ven­ti­vo
1 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Sezione 4: Dell'impunità e della sospensione del procedimento
1. Mo­ti­vi d'im­pu­ni­tà.
Pu­ni­zio­ne pri­va di sen­so1
L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te pre­scin­de dal pro­ce­di­men­to pe­na­le, dal rin­vio a giu­di­zio o dal­la pu­ni­zio­ne se la col­pa e le con­se­guen­ze del fat­to so­no di lie­ve en­ti­tà.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
Ri­pa­ra­zio­ne
le con­di­zio­ni per la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na sia­no adem­piu­te (art. 42); e
2. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni
1Se le con­di­zio­ni dell'im­pu­ni­tà so­no adem­piu­te, il giu­di­ce pre­scin­de dal­la re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le o, in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le, dal ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne.
2I Can­to­ni de­si­gna­no or­ga­ni del­la giu­sti­zia pe­na­le qua­li au­to­ri­tà com­pe­ten­ti ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 52, 53 e 54.
3. So­spen­sio­ne del pro­ce­di­men­to.
Co­niu­ge, part­ner re­gi­stra­to o part­ner con­vi­ven­te qua­le vit­ti­ma 2
1In ca­so di le­sio­ni sem­pli­ci (art. 123 n. 2 cpv. 3-5), vie di fat­to rei­te­ra­te (art. 126 cpv. 2 lett. b, bbis e c), mi­nac­cia (art. 180 cpv. 2) e coa­zio­ne (art. 181), il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce pos­so­no so­spen­de­re il pro­ce­di­men­to se:3
la vit­ti­ma o, nel ca­so in cui es­sa non ab­bia l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le lo ri­chie­de o ac­con­sen­te al­la do­man­da dell'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.
2Il pro­ce­di­men­to vie­ne ri­pre­so se la vit­ti­ma o, nel ca­so in cui es­sa non ab­bia l'eser­ci­zio dei di­rit­ti ci­vi­li, il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le re­vo­ca il suo con­sen­so, per scrit­to o ver­bal­men­te, en­tro sei me­si dal­la so­spen­sio­ne. 5
3Qua­lo­ra il con­sen­so non sia re­vo­ca­to, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro e il giu­di­ce di­spon­go­no l'ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to. 6
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 37 n. 1 del­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1°gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 8 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 8 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 8 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
7 Abro­ga­to dal n. II 8 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ott. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
Capo secondo: Delle misure
Sezione 1: Delle misure terapeutiche e dell'internamento
1. Prin­ci­pi
1Una mi­su­ra de­ve es­se­re or­di­na­ta se:
la so­la pe­na non è at­ta a im­pe­di­re il ri­schio che l'au­to­re com­met­ta al­tri rea­ti;
sus­si­ste un bi­so­gno di trat­ta­men­to dell'au­to­re o la si­cu­rez­za pub­bli­ca lo esi­ge; e
le con­di­zio­ni pre­vi­ste ne­gli ar­ti­co­li 59-61, 63 o 64 so­no adem­piu­te.
2La mi­su­ra può es­se­re pro­nun­cia­ta se la con­nes­sa in­ge­ren­za nei di­rit­ti del­la per­so­na­li­tà dell'au­to­re non sia spro­por­zio­na­ta ri­spet­to al­la pro­ba­bi­li­tà e gra­vi­tà di nuo­vi rea­ti.
3Per or­di­na­re una mi­su­ra pre­vi­sta ne­gli ar­ti­co­li 59-61, 63 e 64, co­me pu­re in ca­so di mo­di­fi­ca del­la san­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 65, il giu­di­ce si fon­da su una pe­ri­zia. La pe­ri­zia ver­te su:
la ne­ces­si­tà e le pro­spet­ti­ve di suc­ces­so di un trat­ta­men­to dell'au­to­re;
il ge­ne­re e la pro­ba­bi­li­tà di even­tua­li al­tri rea­ti; e
la pos­si­bi­li­tà di ese­gui­re la mi­su­ra.
4Se l'au­to­re ha com­mes­so un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, la pe­ri­zia dev'es­se­re ef­fet­tua­ta da un esper­to che non ab­bia né cu­ra­to né as­si­sti­to in al­tro mo­do l'au­to­re.
4bisSe en­tra in li­nea di con­to l'in­ter­na­men­to a vi­ta di cui all'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1bis, il giu­di­ce, per or­di­nar­lo, si fon­da sul­le pe­ri­zie di al­me­no due pe­ri­ti esper­ti e re­ci­pro­ca­men­te in­di­pen­den­ti che non han­no né cu­ra­to né as­si­sti­to in al­tro mo­do l'au­to­re.1
5Di re­go­la il giu­di­ce or­di­na una mi­su­ra sol­tan­to se è di­spo­ni­bi­le un'isti­tu­zio­ne ade­gua­ta.
6La mi­su­ra i cui pre­sup­po­sti non sia­no più adem­piu­ti dev'es­se­re sop­pres­sa.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 dic. 2007 (In­ter­na­men­to a vi­ta di cri­mi­na­li estre­ma­men­te pe­ri­co­lo­si), in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 2961; FF 2006 807).
Con­cor­so di mi­su­re
1Se più mi­su­re si ri­ve­la­no ugual­men­te ade­gua­te, ma una so­la è ne­ces­sa­ria, il giu­di­ce or­di­na quel­la me­no gra­vo­sa per l'au­to­re.
2Se più mi­su­re si ri­ve­la­no ne­ces­sa­rie, il giu­di­ce può or­di­nar­le con­giun­ta­men­te.
Re­la­zio­ne tra le mi­su­re e le pe­ne
1Se so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni sia per una pe­na sia per una mi­su­ra, il tri­bu­na­le or­di­na en­tram­be le san­zio­ni.
2Le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61 van­no ese­gui­te pri­ma del­la pe­na de­ten­ti­va pro­nun­cia­ta con­tem­po­ra­nea­men­te o di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va in se­gui­to a re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le o del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le. Pa­ri­men­ti, le mi­su­re ri­pri­sti­na­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 62a van­no ese­gui­te pri­ma del­la pe­na uni­ca pro­nun­cia­ta con­giun­ta­men­te.
3La pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al­la mi­su­ra è com­pu­ta­ta nel­la pe­na.
2Le isti­tu­zio­ni te­ra­peu­ti­che ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 59-61 de­vo­no es­se­re se­pa­ra­te dai pe­ni­ten­zia­ri.
1 Abro­ga­to dal n. II 8 dell'all. 1 al Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ott. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
2. Mi­su­re te­ra­peu­ti­che sta­zio­na­rie.
Trat­ta­men­to di tur­be psi­chi­che
1Se l'au­to­re è af­fet­to da gra­ve tur­ba psi­chi­ca, il giu­di­ce può or­di­na­re un trat­ta­men­to sta­zio­na­rio qua­lo­ra:
l'au­to­re ab­bia com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to in con­nes­sio­ne con que­sta sua tur­ba; e
vi sia da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà evi­ta­re il ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con que­sta sua tur­ba.
2Il trat­ta­men­to sta­zio­na­rio si svol­ge in un'ap­pro­pria­ta isti­tu­zio­ne psi­chia­tri­ca o in un'isti­tu­zio­ne per l'ese­cu­zio­ne del­le mi­su­re.
3Fin­tan­to che sus­si­ste il pe­ri­co­lo che l'au­to­re si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti, il trat­ta­men­to si svol­ge in un'isti­tu­zio­ne chiu­sa. Il trat­ta­men­to può svol­ger­si an­che in un pe­ni­ten­zia­rio se­con­do l'ar­ti­co­lo 76 ca­po­ver­so 2, sem­pre­ché il trat­ta­men­to te­ra­peu­ti­co ne­ces­sa­rio sia as­si­cu­ra­to da per­so­na­le spe­cia­liz­za­to.1
4La pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al trat­ta­men­to sta­zio­na­rio non su­pe­ra di re­go­la i cin­que an­ni. Se, do­po cin­que an­ni, i pre­sup­po­sti per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le non so­no an­co­ra adem­piu­ti e vi è da at­ten­der­si che la pro­se­cu­zio­ne del­la mi­su­ra per­met­te­rà di ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti in con­nes­sio­ne con la sua tur­ba psi­chi­ca, il giu­di­ce, su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, può or­di­na­re la pro­tra­zio­ne del­la mi­su­ra, di vol­ta in vol­ta per un pe­rio­do non su­pe­rio­re a cin­que an­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
Trat­ta­men­to del­la tos­si­co­di­pen­den­za
1Se l'au­to­re è tos­si­co­ma­ne o al­tri­men­ti af­fet­to da di­pen­den­za, il giu­di­ce può or­di­na­re un trat­ta­men­to sta­zio­na­rio qua­lo­ra:
l'au­to­re ab­bia com­mes­so un cri­mi­ne o de­lit­to in con­nes­sio­ne con il suo sta­to di di­pen­den­za; e
vi sia da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà evi­ta­re il ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to di di­pen­den­za.
2Il giu­di­ce tie­ne con­to del­la ri­chie­sta dell'au­to­re e del­la sua di­spo­ni­bi­li­tà a sot­to­por­si al trat­ta­men­to.
3Il trat­ta­men­to si svol­ge in un'isti­tu­zio­ne spe­cia­liz­za­ta o, se ne­ces­sa­rio, in una cli­ni­ca psi­chia­tri­ca. Va ade­gua­to al­le esi­gen­ze spe­cia­li e al­lo svi­lup­po dell'au­to­re.
4La pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al trat­ta­men­to sta­zio­na­rio non su­pe­ra di re­go­la i tre an­ni. Se, do­po tre an­ni, i pre­sup­po­sti per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le non so­no an­co­ra adem­piu­ti e vi è da at­ten­der­si che la pro­se­cu­zio­ne del­la mi­su­ra per­met­te­rà di ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to di di­pen­den­za, il giu­di­ce, su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, può or­di­na­re, una so­la vol­ta, che la mi­su­ra sia pro­trat­ta per un al­tro an­no. La pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al­la mi­su­ra non de­ve ec­ce­de­re com­ples­si­va­men­te sei an­ni in ca­so di pro­tra­zio­ne e di ri­pri­sti­no do­po la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le.
Mi­su­re per i gio­va­ni adul­ti
1Se l'au­to­re non ave­va an­co­ra com­piu­to i ven­ti­cin­que an­ni al mo­men­to del fat­to ed è se­ria­men­te tur­ba­to nel­lo svi­lup­po del­la sua per­so­na­li­tà, il giu­di­ce può or­di­nar­ne il col­lo­ca­men­to in un'isti­tu­zio­ne per gio­va­ni adul­ti qua­lo­ra:
l'au­to­re ab­bia com­mes­so un cri­mi­ne o de­lit­to in con­nes­sio­ne con lo svi­lup­po tur­ba­to del­la sua per­so­na­li­tà; e
vi sia da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà evi­ta­re il ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con lo svi­lup­po tur­ba­to del­la sua per­so­na­li­tà.
2Le isti­tu­zio­ni per gio­va­ni adul­ti so­no se­pa­ra­te da­gli al­tri sta­bi­li­men­ti e dal­le al­tre isti­tu­zio­ni pre­vi­ste dal pre­sen­te Co­di­ce.
3Van­no sti­mo­la­te le at­ti­tu­di­ni dell'au­to­re a vi­ve­re in mo­do re­spon­sa­bi­le ed esen­te da pe­ne. In par­ti­co­la­re van­no pro­mos­se la sua for­ma­zio­ne e la sua for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le con­ti­nua1.
4La pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al­la mi­su­ra non su­pe­ra di re­go­la i quat­tro an­ni. In ca­so di ri­pri­sti­no del­la mi­su­ra do­po la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le, non de­ve ec­ce­de­re com­ples­si­va­men­te sei an­ni. La mi­su­ra dev'es­se­re sop­pres­sa al più tar­di quan­do il col­lo­ca­to ha com­piu­to i trent'an­ni.
5Se l'au­to­re è sta­to con­dan­na­to an­che per un rea­to com­mes­so pri­ma dei di­ciott'an­ni, la mi­su­ra può es­se­re ese­gui­ta in un'isti­tu­zio­ne per ado­le­scen­ti.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. 11 dell'all. al­la LF del 20 giu. 2014 sul­la for­ma­zio­ne con­ti­nua, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 689; FF 2013 3085). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le
1L'au­to­re è li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te dall'ese­cu­zio­ne sta­zio­na­ria del­la mi­su­ra ap­pe­na il suo sta­to giu­sti­fi­chi che gli sia da­ta la pos­si­bi­li­tà di es­se­re mes­so al­la pro­va in li­ber­tà.
2Il pe­rio­do di pro­va è di uno a cin­que an­ni in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le da una mi­su­ra di cui all'ar­ti­co­lo 59 e di uno a tre an­ni in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le da una mi­su­ra di cui agli ar­ti­co­li 60 e 61.
3Du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te può es­se­re ob­bli­ga­to a sot­to­por­si a trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le. Per la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta.
4Se, al­la sca­den­za del pe­rio­do di pro­va, ap­pa­re ne­ces­sa­rio pro­se­gui­re con il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le, l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o le nor­me di con­dot­ta, al fi­ne di ov­via­re al ri­schio che il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to, il giu­di­ce, su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, può or­di­na­re la pro­tra­zio­ne del pe­rio­do di pro­va:
di vol­ta in vol­ta da uno a cin­que an­ni in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le da una mi­su­ra di cui all'ar­ti­co­lo 59;
da uno a tre an­ni in ca­so di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le da una mi­su­ra di cui agli ar­ti­co­li 60 e 61.
5Il pe­rio­do di pro­va do­po la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le da una mi­su­ra di cui agli ar­ti­co­li 60 e 61 non de­ve ec­ce­de­re com­ples­si­va­men­te sei an­ni.
6Se l'au­to­re ha com­mes­so un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, il pe­rio­do di pro­va può es­se­re pro­ro­ga­to fin­quan­do ap­pa­ia ne­ces­sa­rio per im­pe­di­re nuo­vi rea­ti del­lo stes­so ge­ne­re.
1Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te com­met­te un rea­to mo­stran­do co­sì che per­ma­ne il ri­schio cui do­ve­va ov­via­re la mi­su­ra, il giu­di­ce com­pe­ten­te per giu­di­ca­re il nuo­vo rea­to può, do­po aver sen­ti­to l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne:
or­di­na­re il ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne;
sop­pri­me­re la mi­su­ra e, sem­pre­ché ne sia­no adem­piu­te le con­di­zio­ni, or­di­na­re una nuo­va mi­su­ra; o
sop­pri­me­re la mi­su­ra e, sem­pre­ché ne sia­no adem­piu­te le con­di­zio­ni, or­di­na­re l'ese­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va.
2Se, in ba­se al nuo­vo rea­to, ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per l'in­fli­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va sen­za con­di­zio­na­le e que­sta pe­na vie­ne ad ag­giun­ger­si a quel­la so­spe­sa a fa­vo­re del­la mi­su­ra, il giu­di­ce fis­sa una pe­na uni­ca in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 49.
3Se, in ba­se al com­por­ta­men­to du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, vi è se­ria­men­te da at­ten­der­si che il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te pos­sa com­met­te­re un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, il giu­di­ce che ha or­di­na­to la mi­su­ra può or­di­nar­ne il ri­pri­sti­no su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne.
4La du­ra­ta mas­si­ma dell'ese­cu­zio­ne ri­pri­sti­na­ta è di cin­que an­ni per la mi­su­ra di cui all'ar­ti­co­lo 59 e di due an­ni per le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 60 e 61.
5Se pre­scin­de dal ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne o da una nuo­va mi­su­ra, il giu­di­ce può:
am­mo­ni­re il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te;
or­di­na­re un trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le o un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va;
im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta; e
pro­ro­ga­re il pe­rio­do di pro­va da uno a cin­que an­ni in ca­so di mi­su­ra se­con­do l'ar­ti­co­lo 59 e da uno a tre an­ni in ca­so di mi­su­ra se­con­do gli ar­ti­co­li 60 o 61.
6Se il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 3-5.
Li­be­ra­zio­ne de­fi­ni­ti­va
1Il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te che ha su­pe­ra­to con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va è li­be­ra­to de­fi­ni­ti­va­men­te.
2L'au­to­re è li­be­ra­to de­fi­ni­ti­va­men­te se è sta­ta rag­giun­ta la du­ra­ta mas­si­ma di una mi­su­ra di cui agli ar­ti­co­li 60 o 61 e ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le.
3Se la pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al­la mi­su­ra è in­fe­rio­re al­la du­ra­ta del­la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa, la pe­na re­si­dua non vie­ne più ese­gui­ta.
Sop­pres­sio­ne del­la mi­su­ra
1La mi­su­ra è sop­pres­sa se:
la sua ese­cu­zio­ne o pro­se­cu­zio­ne non ha pro­spet­ti­ve di suc­ces­so; o
è sta­ta rag­giun­ta la du­ra­ta mas­si­ma se­con­do gli ar­ti­co­li 60 e 61 e non ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le; op­pu­re
non esi­ste o non esi­ste più un'isti­tu­zio­ne ade­gua­ta.
2Se la pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al­la mi­su­ra è in­fe­rio­re al­la du­ra­ta del­la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa, la pe­na re­si­dua vie­ne ese­gui­ta. Se ri­guar­do a que­st'ul­ti­ma ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le o per la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le, l'ese­cu­zio­ne è so­spe­sa.
3In­ve­ce dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na il giu­di­ce può or­di­na­re un'al­tra mi­su­ra se vi è da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to.
4Se all'at­to del­la sop­pres­sio­ne del­la mi­su­ra or­di­na­ta per un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1 vi è se­ria­men­te da at­ten­der­si che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti di que­sto ge­ne­re, il giu­di­ce può or­di­na­re l'in­ter­na­men­to su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne.
5Se all'at­to del­la sop­pres­sio­ne del­la mi­su­ra ri­tie­ne op­por­tu­na una mi­su­ra di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ne av­vi­sa l'au­to­ri­tà di pro­te­zio­ne de­gli adul­ti.1
6Il giu­di­ce può inol­tre sop­pri­me­re una mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca sta­zio­na­ria, pri­ma o do­po la sua ese­cu­zio­ne, e or­di­na­re in sua ve­ce un'al­tra mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca sta­zio­na­ria se vi è da at­ten­der­si che con que­sta nuo­va mi­su­ra si po­trà ma­ni­fe­sta­men­te ov­via­re me­glio al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 14 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
Esa­me del­la li­be­ra­zio­ne e del­la sop­pres­sio­ne
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te esa­mi­na d'uf­fi­cio o a ri­chie­sta se e quan­do l'au­to­re deb­ba es­se­re li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te dall'ese­cu­zio­ne del­la mi­su­ra o la mi­su­ra deb­ba es­se­re sop­pres­sa. De­ci­de in me­ri­to al­me­no una vol­ta all'an­no. Sen­te dap­pri­ma il col­lo­ca­to e chie­de pre­via­men­te una re­la­zio­ne al­la di­re­zio­ne dell'isti­tu­zio­ne d'ese­cu­zio­ne.
2Se l'au­to­re ha com­mes­so un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de fon­dan­do­si sul­la pe­ri­zia di un esper­to in­di­pen­den­te e do­po aver sen­ti­to una com­mis­sio­ne com­po­sta di rap­pre­sen­tan­ti del­le au­to­ri­tà pre­po­ste al pro­ce­di­men­to pe­na­le, del­le au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne non­ché del­la psi­chia­tria. L'esper­to e i rap­pre­sen­tan­ti del­la psi­chia­tria non de­vo­no aver cu­ra­to né as­si­sti­to in al­tro mo­do l'au­to­re.
3. Trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le.
Con­di­zio­ni e ese­cu­zio­ne
1Se l'au­to­re è af­fet­to da una gra­ve tur­ba psi­chi­ca, è tos­si­co­ma­ne o al­tri­men­ti af­fet­to da di­pen­den­za, il giu­di­ce può, in­ve­ce del trat­ta­men­to sta­zio­na­rio, or­di­na­re un trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le qua­lo­ra:
l'au­to­re ab­bia com­mes­so un rea­to in con­nes­sio­ne con que­sto suo sta­to; e
vi sia da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to.
2Per con­sen­ti­re il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le e te­ner con­to del ge­ne­re di trat­ta­men­to, il giu­di­ce può so­spen­de­re l'ese­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va sen­za con­di­zio­na­le e pro­nun­cia­ta con­tem­po­ra­nea­men­te, di una pe­na de­ten­ti­va di­chia­ra­ta ese­cu­ti­va in se­gui­to a re­vo­ca non­ché di una pe­na re­si­dua di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va in se­gui­to a ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne. Per la du­ra­ta del trat­ta­men­to può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta.
3L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te può di­spor­re che l'au­to­re ven­ga tem­po­ra­nea­men­te sot­to­po­sto a trat­ta­men­to sta­zio­na­rio, se ne­ces­sa­rio per da­re ini­zio al trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le. Il trat­ta­men­to sta­zio­na­rio non de­ve com­ples­si­va­men­te du­ra­re più di due me­si.
4Di re­go­la, il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le non può du­ra­re più di cin­que an­ni. Se, tra­scor­sa la du­ra­ta mas­si­ma, ri­sul­ta ne­ces­sa­ria una pro­tra­zio­ne per ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti con­nes­si al­la sua tur­ba psi­chi­ca, il giu­di­ce può di vol­ta in vol­ta pro­trar­re il trat­ta­men­to da uno a cin­que an­ni su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne.
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te esa­mi­na al­me­no una vol­ta all'an­no se il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le deb­ba es­se­re con­ti­nua­to o sop­pres­so. Sen­te dap­pri­ma l'au­to­re e chie­de pre­via­men­te una re­la­zio­ne al te­ra­peu­ta.
2Il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le è sop­pres­so dall'au­to­ri­tà com­pe­ten­te se:
si è con­clu­so con suc­ces­so;
la sua pro­se­cu­zio­ne non ha pro­spet­ti­ve di suc­ces­so; o
è sta­ta rag­giun­ta la du­ra­ta mas­si­ma le­ga­le, ove si trat­ti di trat­ta­men­to di al­co­liz­za­ti, tos­si­co­ma­ni o far­ma­co­di­pen­den­ti.
3Se, du­ran­te il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le, l'au­to­re com­met­te un rea­to e mo­stra co­sì che il trat­ta­men­to non per­met­te ve­ro­si­mil­men­te di ri­muo­ve­re il ri­schio ch'egli com­met­ta nuo­vi rea­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to, il trat­ta­men­to in­frut­tuo­so è sop­pres­so dal giu­di­ce com­pe­ten­te per giu­di­ca­re il nuo­vo rea­to.
4Se l'au­to­re si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 3-5.
Ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa
1Se il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le si è con­clu­so con suc­ces­so, la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa non vie­ne più ese­gui­ta.
2Se il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le è sop­pres­so per man­can­za di pro­spet­ti­ve di suc­ces­so (art. 63a cpv. 2 lett. b), per rag­giun­gi­men­to del­la du­ra­ta mas­si­ma le­ga­le (art. 63a cpv. 2 lett. c) o per­ché in­frut­tuo­so (art. 63a cpv. 3), la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa vie­ne ese­gui­ta.
3Se il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le in re­gi­me di li­ber­tà si ri­ve­la pe­ri­co­lo­so per ter­zi, la pe­na de­ten­ti­va so­spe­sa vie­ne ese­gui­ta e il trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le con­ti­nua du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la me­de­si­ma.
4Il giu­di­ce de­ci­de in qual mi­su­ra la pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà con­nes­sa al trat­ta­men­to am­bu­la­to­ria­le è com­pu­ta­ta nel­la pe­na. Se ri­guar­do al­la pe­na re­si­dua ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le o per la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le, so­spen­de l'ese­cu­zio­ne.
5In­ve­ce dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na il giu­di­ce può or­di­na­re una mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca sta­zio­na­ria se­con­do gli ar­ti­co­li 59-61 se vi è da at­ten­der­si che in tal mo­do si po­trà ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi cri­mi­ni e de­lit­ti in con­nes­sio­ne con il suo sta­to.
4. In­ter­na­men­to.
1Il giu­di­ce or­di­na l'in­ter­na­men­to se l'au­to­re ha com­mes­so un as­sas­si­nio, un omi­ci­dio in­ten­zio­na­le, una le­sio­ne per­so­na­le gra­ve, una vio­len­za car­na­le, una ra­pi­na, una pre­sa d'ostag­gio, un in­cen­dio, un'espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta al­trui o un al­tro rea­to pas­si­bi­le di una pe­na de­ten­ti­va mas­si­ma di cin­que o più an­ni, con il qua­le ha gra­ve­men­te pre­giu­di­ca­to o vo­lu­to pre­giu­di­ca­re l'in­te­gri­tà fi­si­ca, psi­chi­ca o ses­sua­le di un'al­tra per­so­na, e se:1
in ba­se al­le ca­rat­te­ri­sti­che del­la per­so­na­li­tà dell'au­to­re, non­ché in ba­se al­le cir­co­stan­ze in cui fu com­mes­so il rea­to e vi è se­ria­men­te da at­ten­der­si che co­stui com­met­ta nuo­vi rea­ti di que­sto ge­ne­re; o
in ba­se a una tur­ba psi­chi­ca di no­te­vo­le gra­vi­tà, per­ma­nen­te o di lun­ga du­ra­ta, con cui ave­va con­nes­sio­ne il rea­to, vi è se­ria­men­te da at­ten­der­si che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti di que­sto ge­ne­re e che una mi­su­ra se­con­do l'ar­ti­co­lo 59 non ab­bia pro­spet­ti­ve di suc­ces­so.
1bisIl giu­di­ce or­di­na l'in­ter­na­men­to a vi­ta se l'au­to­re ha com­mes­so un as­sas­si­nio, un omi­ci­dio in­ten­zio­na­le, una le­sio­ne per­so­na­le gra­ve, una ra­pi­na, una vio­len­za car­na­le, una coa­zio­ne ses­sua­le, un se­que­stro di per­so­na o un ra­pi­men­to, una pre­sa d'ostag­gio, una spa­ri­zio­ne for­za­ta, una trat­ta di es­se­ri uma­ni, un ge­no­ci­dio, un cri­mi­ne con­tro l'uma­ni­tà o un cri­mi­ne di guer­ra (ti­to­lo do­di­ce­si­moter) e se so­no adem­pi­te le con­di­zio­ni se­guen­ti:2
con il cri­mi­ne l'au­to­re ha pre­giu­di­ca­to o vo­lu­to pre­giu­di­ca­re in mo­do par­ti­co­lar­men­te gra­ve l'in­te­gri­tà fi­si­ca, psi­chi­ca o ses­sua­le di un'al­tra per­so­na;
è al­ta­men­te pro­ba­bi­le che l'au­to­re com­met­ta di nuo­vo uno di que­sti cri­mi­ni;
l'au­to­re è con­si­de­ra­to du­re­vol­men­te re­frat­ta­rio al­la te­ra­pia, poi­ché il trat­ta­men­to non ha pro­spet­ti­ve di suc­ces­so a lun­go ter­mi­ne.3
2L'ese­cu­zio­ne dell'in­ter­na­men­to è dif­fe­ri­ta fin­tan­to che l'au­to­re scon­ta una pe­na de­ten­ti­va. Non so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le dal­la pe­na de­ten­ti­va (art. 86-88).4
3Se già nel cor­so dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ten­ti­va vi è da at­ten­der­si che l'au­to­re su­pe­re­rà con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va in li­ber­tà, il giu­di­ce di­spo­ne la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le dal­la pe­na de­ten­ti­va al più pre­sto per il gior­no in cui l'au­to­re avrà scon­ta­to i due ter­zi del­la pe­na de­ten­ti­va o quin­di­ci an­ni se la pe­na de­ten­ti­va è a vi­ta. È com­pe­ten­te il giu­di­ce che ha or­di­na­to l'in­ter­na­men­to. Per il re­sto è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 64a.5
4L'in­ter­na­men­to è ese­gui­to in un'isti­tu­zio­ne per l'ese­cu­zio­ne del­le mi­su­re o in un pe­ni­ten­zia­rio se­con­do l'ar­ti­co­lo 76 ca­po­ver­so 2. La si­cu­rez­za pub­bli­ca dev'es­se­re ga­ran­ti­ta. Per quan­to ne­ces­sa­rio, l'in­te­res­sa­to frui­sce di as­si­sten­za psi­chia­tri­ca.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. 2 al DF del 18 dic. 2015 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro la Con­ven­zio­ne in­ter­na­zio­na­le per la pro­te­zio­ne di tut­te le per­so­ne dal­la spa­ri­zio­ne for­za­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4687; FF 2014 417).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 dic. 2007 (In­ter­na­men­to a vi­ta di cri­mi­na­li estre­ma­men­te pe­ri­co­lo­si), in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 2961; FF 2006 807).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
Fi­ne dell'in­ter­na-men­to e li­be­ra­zio­ne
1L'au­to­re è li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te dall'in­ter­na­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1 ap­pe­na vi è da at­ten­der­si ch'egli su­pe­re­rà con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va in li­ber­tà.1 Il pe­rio­do di pro­va è di due a cin­que an­ni. Per la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va può es­se­re or­di­na­ta un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e pos­so­no es­se­re im­par­ti­te nor­me di con­dot­ta.
2Se al­la sca­den­za del pe­rio­do di pro­va ap­pa­re ne­ces­sa­rio pro­se­gui­re l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o le nor­me di con­dot­ta per ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, il giu­di­ce, su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, può di vol­ta in vol­ta pro­trar­re il pe­rio­do di pro­va da due a cin­que an­ni.
3Se, in ba­se al com­por­ta­men­to du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, vi è se­ria­men­te da at­ten­der­si che il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te pos­sa com­met­te­re nuo­vi rea­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, il giu­di­ce or­di­na il ri­pri­sti­no dell'in­ter­na­men­to su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne.
4Se il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 3-5.
5Se il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te ha su­pe­ra­to con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va, la li­be­ra­zio­ne di­ven­ta de­fi­ni­ti­va.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 dic. 2007 (In­ter­na­men­to a vi­ta di cri­mi­na­li estre­ma­men­te pe­ri­co­lo­si), in vi­go­re dal 1° ago. 2008 (RU 2008 2961; FF 2006 807).
Esa­me del­la li­be­ra­zio­ne
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te esa­mi­na d'uf­fi­cio o su ri­chie­sta:
al­me­no una vol­ta all'an­no, e la pri­ma vol­ta do­po due an­ni, se e quan­do l'au­to­re pos­sa es­se­re li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te dall'in­ter­na­men­to (art. 64a cpv. 1);
al­me­no ogni due an­ni, e la pri­ma vol­ta pri­ma che ab­bia ini­zio l'in­ter­na­men­to, se so­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per un trat­ta­men­to te­ra­peu­ti­co sta­zio­na­rio e se de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta una ri­chie­sta in tal sen­so al giu­di­ce com­pe­ten­te (art. 65 cpv. 1).
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te pren­de una de­ci­sio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1:
fon­dan­do­si su un rap­por­to del­la di­re­zio­ne dell'isti­tu­to;
fon­dan­do­si su una pe­ri­zia di un esper­to in­di­pen­den­te ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 56 ca­po­ver­so 4;
do­po aver sen­ti­to una com­mis­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 62d ca­po­ver­so 2;
do­po aver sen­ti­to l'au­to­re.
Esa­me del­la li­be­ra­zio­ne dall'in­ter­na­men­to a vi­ta e li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le
1In ca­so di in­ter­na­men­to a vi­ta se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1bis, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te esa­mi­na, d'uf­fi­cio o su ri­chie­sta, se vi so­no nuo­ve co­no­scen­ze scien­ti­fi­che che per­met­ta­no di pre­ve­de­re che l'au­to­re pos­sa es­se­re cu­ra­to in mo­do da non co­sti­tui­re più un pe­ri­co­lo per la col­let­ti­vi­tà. Es­sa de­ci­de fon­dan­do­si sul rap­por­to del­la com­mis­sio­ne pe­ri­ta­le fe­de­ra­le in­ca­ri­ca­ta di va­lu­ta­re l'ido­nei­tà al­la te­ra­pia dei cri­mi­na­li in­ter­na­ti a vi­ta.
2Se con­clu­de che l'au­to­re può es­se­re cu­ra­to, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te gli pro­po­ne un trat­ta­men­to. Ta­le trat­ta­men­to si svol­ge in un'isti­tu­zio­ne chiu­sa. Le di­spo­si­zio­ni in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne dell'in­ter­na­men­to a vi­ta re­sta­no ap­pli­ca­bi­li fi­no al­la sop­pres­sio­ne dell'in­ter­na­men­to se­con­do il ca­po­ver­so 3.
3Se il trat­ta­men­to di­mo­stra che la pe­ri­co­lo­si­tà dell'au­to­re è di­mi­nui­ta in ma­nie­ra con­si­de­re­vo­le e può es­se­re ri­dot­ta al pun­to che co­stui non co­sti­tui­sca più un pe­ri­co­lo per la col­let­ti­vi­tà, il giu­di­ce sop­pri­me l'in­ter­na­men­to a vi­ta e or­di­na che sia ese­gui­ta in un'isti­tu­zio­ne chiu­sa una mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca sta­zio­na­ria se­con­do gli ar­ti­co­li 59-61.
4Il giu­di­ce può li­be­ra­re con­di­zio­nal­men­te l'au­to­re dall'in­ter­na­men­to a vi­ta se co­stui non co­sti­tui­sce più un pe­ri­co­lo per la col­let­ti­vi­tà per età avan­za­ta, gra­ve ma­lat­tia o al­tro mo­ti­vo. La li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 64a.
5La sop­pres­sio­ne dell'in­ter­na­men­to a vi­ta e la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le com­pe­to­no al giu­di­ce che ha or­di­na­to l'in­ter­na­men­to a vi­ta. Egli de­ci­de fon­dan­do­si sul­le pe­ri­zie di al­me­no due pe­ri­ti esper­ti e re­ci­pro­ca­men­te in­di­pen­den­ti che non han­no né cu­ra­to né as­si­sti­to in al­tro mo­do l'au­to­re.
6I ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no an­che du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ten­ti­va che pre­ce­de l'in­ter­na­men­to a vi­ta. La sop­pres­sio­ne dell'in­ter­na­men­to a vi­ta se­con­do il ca­po­ver­so 3 è pos­si­bi­le al più pre­sto quan­do l'au­to­re ha espia­to due ter­zi del­la pe­na o quin­di­ci an­ni di pe­na de­ten­ti­va a vi­ta.
5. Mo­di­fi­ca del­la san­zio­ne
1Se, pri­ma o du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ten­ti­va o dell'in­ter­na­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1, le con­di­zio­ni per una mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca sta­zio­na­ria ri­sul­ta­no adem­piu­te, il giu­di­ce può or­di­na­re que­sta mi­su­ra a po­ste­rio­ri.1 È com­pe­ten­te il giu­di­ce che ha pro­nun­cia­to la pe­na o or­di­na­to l'in­ter­na­men­to. L'ese­cu­zio­ne del­la pe­na re­si­dua è so­spe­sa.
2Se, du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ten­ti­va, sul­la ba­se di nuo­vi fat­ti o mez­zi di pro­va, ri­sul­ta che le con­di­zio­ni per un in­ter­na­men­to so­no adem­piu­te e sus­si­ste­va­no già al mo­men­to del­la con­dan­na, sen­za che il giu­di­ce ne po­tes­se es­se­re a co­no­scen­za, il giu­di­ce può or­di­na­re l'in­ter­na­men­to a po­ste­rio­ri. La com­pe­ten­za e la pro­ce­du­ra so­no ret­te dal­le nor­me ap­pli­ca­bi­li al­la re­vi­sio­ne.2
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
Sezione 2: Delle altre misure
1. Cau­zio­ne pre­ven­ti­va
1Se vi è il ri­schio che chi ha pro­fe­ri­to la mi­nac­cia di com­met­te­re un cri­mi­ne o un de­lit­to lo com­pia ef­fet­ti­va­men­te, o se chi è già sta­to con­dan­na­to per un cri­mi­ne o un de­lit­to ma­ni­fe­sta l'in­ten­zio­ne de­ter­mi­na­ta di ri­pe­ter­lo, il giu­di­ce, a ri­chie­sta del­la per­so­na mi­nac­cia­ta, può esi­ge­re da lui la pro­mes­sa di non com­met­ter­lo e ob­bli­gar­lo a pre­sta­re ade­gua­ta cau­zio­ne.
2Se egli si ri­fiu­ta di pro­met­te­re o non pre­sta per mal­vo­le­re la cau­zio­ne en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to, il giu­di­ce può co­strin­ger­ve­lo con la car­ce­ra­zio­ne. La car­ce­ra­zio­ne non può du­ra­re ol­tre due me­si. È scon­ta­ta co­me una pe­na de­ten­ti­va di bre­ve du­ra­ta (art. 791).
3Se egli com­met­te il cri­mi­ne o il de­lit­to nel ter­mi­ne di due an­ni dal gior­no in cui pre­stò la cau­zio­ne, que­sta è de­vo­lu­ta al­lo Sta­to. In ca­so di­ver­so gli è re­sti­tui­ta.
1 Que­sto art. è abro­ga­to (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
1Il giu­di­ce espel­le dal ter­ri­to­rio sviz­ze­ro per un tem­po da cin­que a quin­di­ci an­ni lo stra­nie­ro con­dan­na­to per uno dei se­guen­ti rea­ti, a pre­scin­de­re dall'en­ti­tà del­la pe­na in­flit­ta:
omi­ci­dio in­ten­zio­na­le (art. 111), as­sas­si­nio (art. 112), omi­ci­dio pas­sio­na­le (art. 113), isti­ga­zio­ne e aiu­to al sui­ci­dio (art. 115), in­ter­ru­zio­ne pu­ni­bi­le del­la gra­vi­dan­za (art. 118 cpv. 1 e 2);
le­sio­ni per­so­na­li gra­vi (art. 122), mu­ti­la­zio­ne di or­ga­ni ge­ni­ta­li fem­mi­ni­li (art. 124 cpv. 1), ab­ban­do­no (art. 127), espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta al­trui (art. 129), ag­gres­sio­ne (art. 134);
ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta qua­li­fi­ca­ta (art. 138 n. 2), fur­to qua­li­fi­ca­to (art. 139 n. 2 e 3), ra­pi­na (art. 140), truf­fa per me­stie­re (art. 146 cpv. 2), abu­so per me­stie­re di un im­pian­to per l'ela­bo­ra­zio­ne di da­ti (art. 147 cpv. 2), abu­so per me­stie­re di car­te-chè­ques o di cre­di­to (art. 148 cpv. 2), estor­sio­ne qua­li­fi­ca­ta (art. 156 n. 2-4), usu­ra per me­stie­re (art. 157 n. 2), ri­cet­ta­zio­ne per me­stie­re (art. 160 n. 2);
fur­to (art. 139) in com­bi­na­zio­ne con vio­la­zio­ne di do­mi­ci­lio (art. 186);
truf­fa (art. 146 cpv. 1) a un'as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le o all'aiu­to so­cia­le, ot­te­ni­men­to il­le­ci­to di pre­sta­zio­ni di un'as­si­cu­ra­zio­ne so­cia­le o dell'aiu­to so­cia­le (art. 148a cpv. 1);
truf­fa (art. 146 cpv. 1), truf­fa in ma­te­ria di pre­sta­zio­ni e di tas­se (art. 14 cpv. 1, 2 e 4 del­la LF del 22 mar. 19742 sul di­rit­to pe­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo) o fro­de fi­sca­le, ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta d'im­po­ste al­la fon­te o un al­tro rea­to nell'am­bi­to dei tri­bu­ti di di­rit­to pub­bli­co per il qua­le è com­mi­na­ta una pe­na mas­si­ma di uno o più an­ni;
ma­tri­mo­nio for­za­to, unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta for­za­ta (art. 181a), trat­ta di es­se­ri uma­ni (art. 182), se­que­stro di per­so­na e ra­pi­men­to (art. 183), se­que­stro di per­so­na e ra­pi­men­to qua­li­fi­ca­ti (art. 184), pre­sa d'ostag­gio (art. 185);
at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187 n. 1), coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), vio­len­za car­na­le (art. 190), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191), pro­mo­vi­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne (art. 195), por­no­gra­fia (art. 197 cpv. 4 se­con­do pe­rio­do);
in­cen­dio in­ten­zio­na­le (art. 221 cpv. 1 e 2), esplo­sio­ne in­ten­zio­na­le (art. 223 n. 1, pri­mo com­ma), uso de­lit­tuo­so di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 224 cpv. 1), uso in­ten­zio­na­le sen­za fi­ne de­lit­tuo­so di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 225 cpv. 1), fab­bri­ca­zio­ne, oc­cul­ta­men­to e tra­spor­to di ma­te­rie esplo­si­ve o gas ve­le­no­si (art. 226), pe­ri­co­lo do­vu­to all'ener­gia nu­clea­re, al­la ra­dioat­ti­vi­tà e a rag­gi io­niz­zan­ti (art. 226bis), at­ti pre­pa­ra­to­ri pu­ni­bi­li (art. 226ter), inon­da­zio­ne, fra­na­men­to ca­gio­na­ti in­ten­zio­nal­men­te (art. 227 n. 1, pri­mo com­ma), dan­neg­gia­men­to in­ten­zio­na­le d'im­pian­ti elet­tri­ci, di ope­re idrau­li­che e di ope­re di pre­mu­ni­zio­ne (art. 228 n. 1, pri­mo com­ma);
pe­ri­co­li cau­sa­ti in­ten­zio­nal­men­te da or­ga­ni­smi ge­ne­ti­ca­men­te mo­di­fi­ca­ti o pa­to­ge­ni (art. 230bis cpv. 1), pro­pa­ga­zio­ne in­ten­zio­na­le di ma­lat­tie dell'uo­mo (art. 231 n. 1), in­qui­na­men­to in­ten­zio­na­le di ac­que po­ta­bi­li (art. 234 cpv. 1);
per­tur­ba­men­to qua­li­fi­ca­to del­la cir­co­la­zio­ne pub­bli­ca (art. 237 n. 1, se­con­do com­ma), per­tur­ba­men­to in­ten­zio­na­le del ser­vi­zio fer­ro­via­rio (art. 238 cpv. 1);
at­ti pre­pa­ra­to­ri pu­ni­bi­li (art. 260bis cpv. 1 e 3), par­te­ci­pa­zio­ne o so­ste­gno a un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le (art. 260ter), mes­sa in pe­ri­co­lo del­la si­cu­rez­za pub­bli­ca con ar­mi (art. 260qua­ter), fi­nan­zia­men­to del ter­ro­ri­smo (art. 260quin­quies);
ge­no­ci­dio (art. 264), cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (art. 264a), gra­vi vio­la­zio­ni del­le Con­ven­zio­ni di Gi­ne­vra del 12 ago­sto 19494 (art. 264c), al­tri cri­mi­ni di guer­ra (art. 264d-264h);
in­fra­zio­ne in­ten­zio­na­le all'ar­ti­co­lo 116 ca­po­ver­so 3 o 118 ca­po­ver­so 3 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 16 di­cem­bre 20055 su­gli stra­nie­ri;
in­fra­zio­ne all'ar­ti­co­lo 19 ca­po­ver­so 2 o 20 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge del 3 ot­to­bre 19516 su­gli stu­pe­fa­cen­ti (LStup).
3Il giu­di­ce può inol­tre ri­nun­cia­re a pro­nun­cia­re l'espul­sio­ne se il fat­to è sta­to com­mes­so per le­git­ti­ma di­fe­sa di­scol­pan­te (art. 16 cpv. 1) o in sta­to di ne­ces­si­tà di­scol­pan­te (art. 18 cpv. 1).
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
3 Cor­re­zio­ne del­la CdR dell'AF del 28 nov. 2017, pub­bli­ca­ta il 12 dic. 2017, con­cer­ne sol­tan­to il te­sto fran­ce­se (RU 2017 7257).
Il giu­di­ce può espel­le­re dal ter­ri­to­rio sviz­ze­ro per un tem­po da tre a quin­di­ci an­ni lo stra­nie­ro con­dan­na­to a una pe­na o nei con­fron­ti del qua­le è pro­nun­cia­ta una mi­su­ra ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 59-61 o 64 per un cri­mi­ne o un de­lit­to non pre­vi­sto nell'ar­ti­co­lo 66a.
Re­ci­di­va
1Se com­met­te un nuo­vo rea­to che adem­pie le con­di­zio­ni dell'espul­sio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 66a, la per­so­na nei con­fron­ti del­la qua­le è già sta­ta or­di­na­ta l'espul­sio­ne è con­dan­na­ta a una nuo­va espul­sio­ne del­la du­ra­ta di ven­ti an­ni.
d. Mo­men­to dell'ese­cu­zio­ne
1L'espul­sio­ne ha ef­fet­to dal pas­sag­gio in giu­di­ca­to del­la sen­ten­za.
2Pri­ma dell'espul­sio­ne de­vo­no es­se­re ese­gui­te le pe­ne o par­ti di pe­na sen­za con­di­zio­na­le e le mi­su­re pri­va­ti­ve del­la li­ber­tà.
3L'espul­sio­ne è ese­gui­ta ap­pe­na il con­dan­na­to sia li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te o de­fi­ni­ti­va­men­te dall'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra op­pu­re ap­pe­na la mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà sia sop­pres­sa, se non de­ve es­se­re ese­gui­ta una pe­na re­si­dua o se non è or­di­na­ta un'al­tra mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà.
4Se la per­so­na nei con­fron­ti del­la qua­le è sta­ta or­di­na­ta l'espul­sio­ne è tra­sfe­ri­ta nel suo Pae­se d'ori­gi­ne per l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra, l'espul­sio­ne è con­si­de­ra­ta ese­gui­ta al mo­men­to del tra­sfe­ri­men­to.
5La du­ra­ta dell'espul­sio­ne de­cor­re dal gior­no in cui il con­dan­na­to ha la­scia­to la Sviz­ze­ra.
e. So­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne dell'espul­sio­ne ob­bli­ga­to­ria
1L'ese­cu­zio­ne dell'espul­sio­ne ob­bli­ga­to­ria di cui all'ar­ti­co­lo 66a può es­se­re so­spe­sa sol­tan­to se:2
l'in­te­res­sa­to è un ri­fu­gia­to ri­co­no­sciu­to dal­la Sviz­ze­ra che, in se­gui­to all'espul­sio­ne, sa­reb­be mi­nac­cia­to nel­la vi­ta o nel­la li­ber­tà a mo­ti­vo del­la sua raz­za, del­la sua re­li­gio­ne, del­la sua cit­ta­di­nan­za, del­la sua ap­par­te­nen­za a un de­ter­mi­na­to grup­po so­cia­le o del­le sue opi­nio­ni po­li­ti­che; fan­no ec­ce­zio­ne i ri­fu­gia­ti che, con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge del 26 giu­gno 19983 sull'asi­lo, non pos­so­no far va­le­re il di­vie­to di re­spin­gi­men­to;
al­tre nor­me im­pe­ra­ti­ve del di­rit­to in­ter­na­zio­na­le vi si op­pon­go­no.
2Nel pren­de­re la sua de­ci­sio­ne, l'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te pre­su­me che l'espul­sio­ne ver­so uno Sta­to che il Con­si­glio fe­de­ra­le ha de­si­gna­to co­me si­cu­ro ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 6a ca­po­ver­so 2 del­la leg­ge del 26 giu­gno 1998 sull'asi­lo non vio­la l'ar­ti­co­lo 25 ca­po­ver­si 2 e 3 del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2 La cor­re­zio­ne del­la CdR dell'AF del 21 giu. 2017, pub­bli­ca­ta l'11 lug. 2017 con­cer­ne so­la­men­te il te­sto fran­ce­se (RU 2017 3695).
3 RS142.31
2. In­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te.
1Se al­cu­no, nell'eser­ci­zio di unʼat­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta, ha com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to per il qua­le è sta­to con­dan­na­to a una pe­na de­ten­ti­va su­pe­rio­re a sei me­si e sus­si­ste il ri­schio che abu­si del­la sua at­ti­vi­tà per com­met­te­re al­tri cri­mi­ni o de­lit­ti, il giu­di­ce può in­ter­dir­gli in tut­to o in par­te lʼe­ser­ci­zio di ta­le at­ti­vi­tà o di al­tre at­ti­vi­tà ana­lo­ghe per un tem­po da sei me­si a cin­que an­ni.2
3Se ad al­cu­no è sta­ta in­flit­ta una pe­na o una del­le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61, 63 o 64 per aver com­mes­so uno dei rea­ti se­guen­ti, il giu­di­ce gli in­ter­di­ce a vi­ta l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta im­pli­can­te un con­tat­to re­go­la­re con mi­no­ren­ni:
trat­ta di es­se­ri uma­ni (art. 182), se il rea­to è sta­to com­mes­so a sco­po di sfrut­ta­men­to ses­sua­le e la vit­ti­ma è mi­no­ren­ne;
at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187), at­ti ses­sua­li con per­so­ne di­pen­den­ti (art. 188) o at­ti ses­sua­li con mi­no­ren­ni con­tro ri­mu­ne­ra­zio­ne (art. 196);
coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), vio­len­za car­na­le (art. 190), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191), at­ti ses­sua­li con per­so­ne ri­co­ve­ra­te, de­te­nu­te od im­pu­ta­te (art. 192), sfrut­ta­men­to del­lo sta­to di bi­so­gno (art. 193), esi­bi­zio­ni­smo (art. 194), pro­mo­vi­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne (art. 195) o mo­le­stie ses­sua­li (art. 198), se la vit­ti­ma è mi­no­ren­ne;
por­no­gra­fia (art. 197):
se­con­do l'ar­ti­co­lo 197 ca­po­ver­so 1 o 3,
se­con­do l'ar­ti­co­lo 197 ca­po­ver­so 4 o 5, se gli og­get­ti o le rap­pre­sen­ta­zio­ni ver­to­no su at­ti ses­sua­li con mi­no­ren­ni.4
4Se ad al­cu­no è sta­ta in­flit­ta una pe­na o una del­le mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61, 63 o 64 per aver com­mes­so uno dei rea­ti se­guen­ti, il giu­di­ce gli in­ter­di­ce a vi­ta l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta im­pli­can­te un con­tat­to re­go­la­re con mag­gio­ren­ni par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li non­ché l'eser­ci­zio di qual­sia­si at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­le o ex­tra­pro­fes­sio­na­le or­ga­niz­za­ta nel set­to­re sa­ni­ta­rio im­pli­can­te un con­tat­to di­ret­to con i pa­zien­ti:
trat­ta di es­se­ri uma­ni (art. 182) a sco­po di sfrut­ta­men­to ses-sua­le, coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), vio­len­za car­na­le (art. 190), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191), at­ti ses­sua­li con per­so­ne ri­co­ve­ra­te, de­te­nu­te od im­pu­ta­te (art. 192), sfrut­ta­men­to del­lo sta­to di bi­so­gno (art. 193), esi­bi­zio­ni­smo (art. 194), pro­mo­vi­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne (art. 195) o mo­le­stie ses­sua­li (art. 198), se la vit­ti­ma è:
un mag­gio­ren­ne par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le,
un mag­gio­ren­ne non par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­le, ma inet­to a re­si­ste­re, in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to o non in gra­do di op­por­re re­si­sten­za a cau­sa di una di­pen­den­za fi­si­ca o psi­chi­ca;
por­no­gra­fia (art. 197 cpv. 2 pri­mo per., 4 o 5), se gli og­get­ti o le rap­pre­sen­ta­zio­ni ver­to­no su:
at­ti ses­sua­li con mag­gio­ren­ni par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li,
at­ti ses­sua­li con mag­gio­ren­ni non par­ti­co­lar­men­te vul­ne­ra­bi­li, ma inet­ti a re­si­ste­re, in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o non in gra­do di op­por­re re­si­sten­za a cau­sa di una di­pen­den­za fi­si­ca o psi­chi­ca.5
4bisNei ca­si di esi­gua gra­vi­tà, il giu­di­ce può, a ti­to­lo ec­ce­zio­na­le, pre­scin­de­re dal­la pro­nun­cia di un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà se­con­do il ca­po­ver­so 3 o 4, se non ap­pa­re ne­ces­sa­ria per trat­te­ne­re l'au­to­re dal com­met­te­re nuo­vi rea­ti ana­lo­ghi a quel­li che han­no de­ter­mi­na­to l'in­ter­di­zio­ne. Il giu­di­ce non può tut­ta­via pre­scin­de­re dal­la pro­nun­cia di un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà:
in ca­so di trat­ta di es­se­ri uma­ni (art. 182), coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), vio­len­za ses­sua­le (art. 190), at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191) o pro­mo­vi­men­to del­la pro­sti­tu­zio­ne (art. 195); op­pu­re
se l'au­to­re è con­si­de­ra­to pe­do­fi­lo se­con­do i cri­te­ri di clas­si­fi­ca­zio­ne in­ter­na­zio­nal­men­te ri­co­no­sciu­ti.6
5Se all'au­to­re è in­flit­ta nel me­de­si­mo pro­ce­di­men­to una pe­na o mi­su­ra per aver com­mes­so più rea­ti, il giu­di­ce sta­bi­li­sce qua­le par­te del­la pe­na o qua­le mi­su­ra è in­flit­ta per un rea­to pas­si­bi­le del­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà. Ta­le par­te del­la pe­na, la mi­su­ra e il rea­to so­no de­ter­mi­nan­ti per sta­bi­li­re se pro­nun­cia­re un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà se­con­do il ca­po­ver­so 1, 2, 2bis, 3 o 4. Le par­ti di pe­na in­flit­te per più rea­ti pas­si­bi­li di in­ter­di­zio­ne so­no ad­di­zio­na­te. È pos­si­bi­le pro­nun­cia­re più in­ter­di­zio­ni di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà.7
6Il giu­di­ce può or­di­na­re un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va per la du­ra­ta dell'in­ter­di­zio­ne.8
3 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
6 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
9 Abro­ga­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
1So­no con­si­de­ra­te at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­li ai sen­si del­lʼar­ti­co­lo 67 le at­ti­vi­tà svol­te nel­lʼe­ser­ci­zio, a ti­to­lo prin­ci­pa­le o ac­ces­so­rio, di una pro­fes­sio­ne, di unʼin­du­stria o di un com­mer­cio. So­no con­si­de­ra­te at­ti­vi­tà ex­tra­pro­fes­sio­na­li or­ga­niz­za­te le at­ti­vi­tà svol­te sen­za sco­po di lu­cro o sen­za pre­va­len­te sco­po di lu­cro nel­lʼam­bi­to di unʼas­so­cia­zio­ne o di unʼal­tra or­ga­niz­za­zio­ne.
2Lʼin­ter­di­zio­ne ai sen­si del­lʼar­ti­co­lo 67 vie­ta al­lʼau­to­re di eser­ci­ta­re at­ti­vi­tà a ti­to­lo in­di­pen­den­te o in ve­ste di or­ga­no di una per­so­na giu­ri­di­ca o di una so­cie­tà com­mer­cia­le, non­ché di man­da­ta­rio o rap­pre­sen­tan­te di ter­zi, co­me pu­re di far­le eser­ci­ta­re da una per­so­na sot­to­po­sta al­le sue istru­zio­ni.
4Le in­ter­di­zio­ni di cui al­lʼar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­si 3 e 4 ver­to­no sem­pre sul­la to­ta­li­tà del­lʼat­ti­vi­tà con­si­de­ra­ta.
2 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
1Se al­cu­no ha com­mes­so un cri­mi­ne o un de­lit­to con­tro una o più per­so­ne de­ter­mi­na­te o con­tro i mem­bri di un grup­po de­ter­mi­na­to e sus­si­ste il ri­schio che com­met­ta al­tri cri­mi­ni o de­lit­ti nel ca­so in cui ab­bia con­tat­ti con ta­li per­so­ne, il giu­di­ce può pro­nun­cia­re nei suoi con­fron­ti un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te per un tem­po di cin­que an­ni al mas­si­mo.
2Pro­nun­cian­do il di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te il giu­di­ce può vie­ta­re al­lʼau­to­re di:
met­ter­si in con­tat­to, di­ret­ta­men­te o tra­mi­te ter­zi, con una o più per­so­ne de­ter­mi­na­te o con i mem­bri di un grup­po de­ter­mi­na­to, in par­ti­co­la­re per te­le­fo­no, per scrit­to o per via elet­tro­ni­ca, im­pie­gar­le, al­log­giar­le, for­mar­le, sor­ve­gliar­le, cu­rar­le o fre­quen­tar­le in al­tro mo­do;
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 13 dic. 2013 sul­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e sul di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
2La du­ra­ta del­lʼe­se­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va o di una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà (art. 59-61 e 64) non è com­pu­ta­ta nel­la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to.
3Se lʼau­to­re non ha su­pe­ra­to il pe­rio­do di pro­va, con con­se­guen­te re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na de­ten­ti­va ov­ve­ro ri­pri­sti­no di una pe­na o di una mi­su­ra, la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne o del di­vie­to si con­ta sol­tan­to dal gior­no del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le o de­fi­ni­ti­va ov­ve­ro da quel­lo in cui la san­zio­ne è sta­ta sop­pres­sa o con­do­na­ta.
4Se lʼau­to­re ha su­pe­ra­to con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te de­ci­de se lʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 o il di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 67b deb­ba­no es­se­re at­te­nua­ti quan­to a du­ra­ta e con­te­nu­to op­pu­re sop­pres­si.
do­po al­me­no due an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di unʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 o di un di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 67b;
tra­scor­sa la me­tà del­la du­ra­ta del­lʼin­ter­di­zio­ne, ma do­po al­me­no tre an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di unʼin­ter­di­zio­ne di du­ra­ta de­ter­mi­na­ta di cui al­lʼar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 2;
do­po al­me­no die­ci an­ni di ese­cu­zio­ne, nel ca­so di un'in­ter­di­zio­ne a vi­ta di cui all'ar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 2bis.
6bisLe in­ter­di­zio­ni pro­nun­cia­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 3 o 4 non pos­so­no es­se­re sop­pres­se.4
7Se il con­dan­na­to di­sat­ten­de unʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà o un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te o si sot­trae al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va con­nes­sa o se ta­le as­si­sten­za si ri­ve­la inat­tua­bi­le o non più ne­ces­sa­ria, lʼau­to­ri­tà com­pe­ten­te ne ri­fe­ri­sce al giu­di­ce o al­le au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne. Il giu­di­ce o lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne può por­re fi­ne al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­spor­ne una nuo­va.
7bisL'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne può or­di­na­re l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va per l'in­te­ra du­ra­ta dell'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà o del di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te.5
8Se il con­dan­na­to si sot­trae al­lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va du­ran­te un pe­rio­do di pro­va, è ap­pli­ca­bi­le lʼar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 4 e 5.
9Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il con­dan­na­to di­sat­ten­de un'in­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà o un di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, so­no ap­pli­ca­bi­li l'ar­ti­co­lo 294 e le di­spo­si­zio­ni sul­la re­vo­ca del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na, non­ché sul ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra.6
2 Abro­ga­ta dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), con ef­fet­to dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
4 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
5 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 16 mar. 2018 (At­tua­zio­ne dell'art. 123c Co­st), in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3803; FF 2016 5509).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
2Se du­ran­te lʼe­se­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va o di una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà si con­sta­ta che lʼau­to­re adem­pie le con­di­zio­ni per unʼin­ter­di­zio­ne di cui al­lʼar­ti­co­lo 67 ca­po­ver­so 1 o 2 op­pu­re per un di­vie­to di cui al­lʼar­ti­co­lo 67b, il giu­di­ce può or­di­nar­li a po­ste­rio­ri su pro­po­sta del­lʼau­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne.
Se l'au­to­re ha uti­liz­za­to un vei­co­lo a mo­to­re per com­met­te­re un cri­mi­ne o un de­lit­to e sus­si­ste il ri­schio di un ul­te­rio­re abu­so, il giu­di­ce può or­di­na­re con­giun­ta­men­te a una pe­na o a una mi­su­ra se­con­do gli ar­ti­co­li 59-64 il ri­ti­ro del­la li­cen­za di al­lie­vo con­du­cen­te o del­la li­cen­za di con­dur­re per una du­ra­ta da un me­se a cin­que an­ni.
1 Ori­gi­na­rio art. 67b.
1 Pri­vo d'og­get­to giu­sta il n. IV 1 del­la del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
5. Con­fi­sca
1Il giu­di­ce, in­di­pen­den­te­men­te dal­la pu­ni­bi­li­tà di una da­ta per­so­na, or­di­na la con­fi­sca de­gli og­get­ti che han­no ser­vi­to o era­no de­sti­na­ti a com­met­te­re un rea­to o che co­sti­tui­sco­no il pro­dot­to di un rea­to se ta­li og­get­ti com­pro­met­to­no la si­cu­rez­za del­le per­so­ne, la mo­ra­li­tà o l'or­di­ne pub­bli­co.
1Se i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li sot­to­stan­ti al­la con­fi­sca non so­no più re­pe­ri­bi­li, il giu­di­ce or­di­na in fa­vo­re del­lo Sta­to un ri­sar­ci­men­to equi­va­len­te; nei con­fron­ti di ter­zi, tut­ta­via, il ri­sar­ci­men­to può es­se­re or­di­na­to sol­tan­to per quan­to non sia esclu­so giu­sta l'ar­ti­co­lo 70 ca­po­ver­so 2.
Con­fi­sca di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di una or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le
Il giu­di­ce or­di­na la con­fi­sca di tut­ti i va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li di cui un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le ha fa­col­tà di di­spor­re. I va­lo­ri ap­par­te­nen­ti a una per­so­na che ab­bia par­te­ci­pa­to o so­ste­nu­to un'or­ga­niz­za­zio­ne cri­mi­na­le (art. 260ter) so­no pre­sun­ti sot­to­po­sti, fi­no a pro­va del con­tra­rio, al­la fa­col­tà di di­spor­re dell'or­ga­niz­za­zio­ne.
le pre­te­se di ri­sar­ci­men­to;
l'im­por­to del­la cau­zio­ne pre­ven­ti­va pre­sta­ta.
Titolo quarto: Dell'esecuzione delle pene detentive e delle misure privative della libertà
1. Prin­ci­pi dell'ese­cu­zio­ne
La di­gni­tà uma­na del de­te­nu­to o col­lo­ca­to dev'es­se­re ri­spet­ta­ta. I di­rit­ti di co­stui pos­so­no es­se­re li­mi­ta­ti sol­tan­to nel­la mi­su­ra in cui la pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà e la con­vi­ven­za nell'isti­tu­zio­ne d'ese­cu­zio­ne lo ri­chie­da­no.
2. Ese­cu­zio­ne del­le pe­ne de­ten­ti­ve.
1L'ese­cu­zio­ne del­la pe­na de­ve pro­muo­ve­re il com­por­ta­men­to so­cia­le del de­te­nu­to, in par­ti­co­la­re la sua ca­pa­ci­tà a vi­ve­re esen­te da pe­na. Es­sa de­ve cor­ri­spon­de­re per quan­to pos­si­bi­le al­le con­di­zio­ni ge­ne­ra­li di vi­ta, ga­ran­ti­re as­si­sten­za al de­te­nu­to, ov­via­re al­le con­se­guen­ze no­ci­ve del­la pri­va­zio­ne del­la li­ber­tà e te­ne­re con­to ade­gua­ta­men­te del­la pro­te­zio­ne del­la col­let­ti­vi­tà, del per­so­na­le in­ca­ri­ca­to dell'ese­cu­zio­ne e de­gli al­tri de­te­nu­ti.
3Il re­go­la­men­to del pe­ni­ten­zia­rio pre­ve­de l'al­le­sti­men­to di un pia­no di ese­cu­zio­ne con il de­te­nu­to. Il pia­no con­tie­ne in par­ti­co­la­re in­di­ca­zio­ni su­gli aiu­ti of­fer­ti, sul­le pos­si­bi­li­tà di la­vo­ro, di for­ma­zio­ne e for­ma­zio­ne con­ti­nua2, sul­la ri­pa­ra­zio­ne del dan­no, sul­le re­la­zio­ni con il mon­do ester­no e sul­la pre­pa­ra­zio­ne al­la vi­ta in li­ber­tà.
4Il de­te­nu­to de­ve par­te­ci­pa­re at­ti­va­men­te agli sfor­zi di ri­so­cia­liz­za­zio­ne e al­la pre­pa­ra­zio­ne del­la li­be­ra­zio­ne.
5Va te­nu­to con­to del­le pre­oc­cu­pa­zio­ni e del­le esi­gen­ze dei de­te­nu­ti d'am­bo i ses­si.
6Se il de­te­nu­to è li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te o de­fi­ni­ti­va­men­te e ri­sul­ta a po­ste­rio­ri che all'at­to del­la li­be­ra­zio­ne esi­ste­va con­tro di lui un'al­tra sen­ten­za ese­cu­ti­va di con­dan­na a una pe­na de­ten­ti­va, que­st'ul­ti­ma non vie­ne più ese­gui­ta qua­lo­ra:
es­sa non sia sta­ta ese­gui­ta si­mul­ta­nea­men­te all'al­tra pe­na de­ten­ti­va per un mo­ti­vo ad­de­bi­ta­bi­le al­le au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne;
il de­te­nu­to po­tes­se pre­su­me­re in buo­na fe­de che all'at­to del­la li­be­ra­zio­ne non sa­reb­be esi­sti­ta con­tro di lui al­cun'al­tra sen­ten­za ese­cu­ti­va di con­dan­na a una pe­na de­ten­ti­va; e
l'ese­cu­zio­ne me­de­si­ma com­pro­met­tes­se il rein­se­ri­men­to so­cia­le del de­te­nu­to.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. 11 dell'all. al­la LF del 20 giu. 2014 sul­la for­ma­zio­ne con­ti­nua, in vi­go­re dal 1° gen. 2017 (RU 2016 689; FF 2013 3085). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Mi­su­re par­ti­co­la­ri di si­cu­rez­za
1La com­mis­sio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 62d ca­po­ver­so 2 va­lu­ta la pe­ri­co­lo­si­tà pub­bli­ca dell'au­to­re in vi­sta del suo tra­sfe­ri­men­to in un pe­ni­ten­zia­rio aper­to, non­ché in vi­sta dell'au­to­riz­za­zio­ne di un re­gi­me aper­to, se:
l'au­to­re ha com­mes­so un cri­mi­ne di cui all'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1; e
l'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne non è in gra­do di va­lu­ta­re con cer­tez­za la pe­ri­co­lo­si­tà pub­bli­ca del de­te­nu­to.
2Per re­gi­me aper­to si in­ten­de un'espia­zio­ne del­la pe­na ta­le da es­se­re me­no re­strit­ti­va del­la li­ber­tà, in par­ti­co­la­re il tra­sfe­ri­men­to in un pe­ni­ten­zia­rio aper­to, la con­ces­sio­ne di con­ge­di, l'au­to­riz­za­zio­ne del la­vo­ro o al­log­gio ester­ni e la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le.
3La pe­ri­co­lo­si­tà pub­bli­ca è pre­sun­ta quan­do vi è il pe­ri­co­lo che il de­te­nu­to si dia al­la fu­ga e com­met­ta nuo­vi rea­ti at­ti a pre­giu­di­ca­re gra­ve­men­te l'in­te­gri­tà fi­si­ca, psi­chi­ca o ses­sua­le di un'al­tra per­so­na.
Luo­go dell'ese­cu­zio­ne
1Le pe­ne de­ten­ti­ve so­no scon­ta­te in un pe­ni­ten­zia­rio chiu­so o aper­to.
2Il de­te­nu­to è col­lo­ca­to in un pe­ni­ten­zia­rio chiu­so o in un re­par­to chiu­so di un pe­ni­ten­zia­rio aper­to se vi è il pe­ri­co­lo che si dia al­la fu­ga o vi è da at­ten­der­si che com­met­ta nuo­vi rea­ti.
Ese­cu­zio­ne or­di­na­ria
Di re­go­la, il de­te­nu­to tra­scor­re nel pe­ni­ten­zia­rio il tem­po di la­vo­ro e di ri­po­so e il tem­po li­be­ro.
La­vo­ro e al­log­gio ester­ni
1La pe­na de­ten­ti­va una cui par­te, ma di re­go­la al­me­no la me­tà, è già sta­ta scon­ta­ta è ese­gui­ta in for­ma di la­vo­ro ester­no se non vi è da at­ten­der­si che il de­te­nu­to si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti.
2In re­gi­me di la­vo­ro ester­no il de­te­nu­to la­vo­ra fuo­ri del pe­ni­ten­zia­rio e tra­scor­re le ore di tem­po li­be­ro e di ri­po­so nel pe­ni­ten­zia­rio. Il pas­sag­gio a que­sta for­ma d'ese­cu­zio­ne av­vie­ne di re­go­la do­po un ade­gua­to pe­rio­do di per­ma­nen­za in un pe­ni­ten­zia­rio aper­to o nel re­par­to aper­to di un pe­ni­ten­zia­rio chiu­so. So­no con­si­de­ra­ti la­vo­ri fuo­ri del pe­ni­ten­zia­rio an­che i la­vo­ri do­me­sti­ci e la cu­ra dei fi­gli.
3Se il de­te­nu­to si com­por­ta cor­ret­ta­men­te nel la­vo­ro ester­no, l'ese­cu­zio­ne ul­te­rio­re av­vie­ne in for­ma di al­log­gio e la­vo­ro ester­ni. In tal ca­so il de­te­nu­to al­log­gia e la­vo­ra fuo­ri del pe­ni­ten­zia­rio, ma ri­ma­ne sot­to­po­sto all'au­to­ri­tà di ese­cu­zio­ne.
Se­mi­pri­gio­nia
1A ri­chie­sta del con­dan­na­to, una pe­na de­ten­ti­va non su­pe­rio­re a do­di­ci me­si o una pe­na re­si­dua, ri­sul­tan­te dal com­pu­to del car­ce­re pre­ven­ti­vo, non su­pe­rio­re a sei me­si pos­so­no es­se­re ese­gui­te in for­ma di se­mi­pri­gio­nia se:
non vi è da at­ten­der­si che il con­dan­na­to si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti; e
il con­dan­na­to svol­ge un la­vo­ro, una for­ma­zio­ne o un'oc­cu­pa­zio­ne re­go­la­ri per al­me­no ven­ti ore al­la set­ti­ma­na.
2Il de­te­nu­to con­ti­nua a svol­ge­re il suo la­vo­ro o la sua for­ma­zio­ne od oc­cu­pa­zio­ne fuo­ri del pe­ni­ten­zia­rio, ma vi tra­scor­re il tem­po di ri­po­so e il tem­po li­be­ro.
3An­zi­ché in un pe­ni­ten­zia­rio, la se­mi­pri­gio­nia può svol­ger­si in un re­par­to spe­cia­le di uno sta­bi­li­men­to adi­bi­to al car­ce­re pre­ven­ti­vo, pur­ché il con­dan­na­to sia de­bi­ta­men­te as­si­sti­to.
4Se il con­dan­na­to non adem­pie più le con­di­zio­ni dell'au­to­riz­za­zio­ne o se, no­no­stan­te dif­fi­da, non scon­ta la se­mi­pri­gio­nia con­for­me­men­te al­le con­di­zio­ni e one­ri sta­bi­li­ti dall'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, la pe­na de­ten­ti­va è ese­gui­ta in re­gi­me or­di­na­rio.
Se­gre­ga­zio­ne cel­lu­la­re
La se­gre­ga­zio­ne cel­lu­la­re, in for­ma di iso­la­men­to inin­ter­rot­to da­gli al­tri de­te­nu­ti, può es­se­re or­di­na­ta sol­tan­to:
all'ini­zio del­la pe­na e al fi­ne di av­via­re l'ese­cu­zio­ne, per un pe­rio­do di non ol­tre una set­ti­ma­na;
a tu­te­la del de­te­nu­to o di ter­zi;
co­me san­zio­ne di­sci­pli­na­re.
1 Abro­ga­to dal n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), con ef­fet­to 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
La­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà
1Se non vi è da at­ten­der­si che il con­dan­na­to si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti, a sua ri­chie­sta pos­so­no es­se­re ese­gui­te in for­ma di la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà:
una pe­na de­ten­ti­va non su­pe­rio­re a sei me­si;
una pe­na re­si­dua, ri­sul­tan­te dal com­pu­to del car­ce­re pre­ven­ti­vo, non su­pe­rio­re a sei me­si; o
una pe­na pe­cu­nia­ria o una mul­ta.
2Le pe­ne de­ten­ti­ve so­sti­tu­ti­ve non pos­so­no es­se­re ese­gui­te in for­ma di la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà.
3Il la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà de­ve es­se­re pre­sta­to a fa­vo­re di isti­tu­zio­ni so­cia­li, ope­re di in­te­res­se pub­bli­co o per­so­ne bi­so­gno­se. È pre­sta­to gra­tui­ta­men­te.
4Quat­tro ore di la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà cor­ri­spon­do­no a un gior­no di pe­na de­ten­ti­va, a un'ali­quo­ta gior­na­lie­ra di pe­na pe­cu­nia­ria o, per le con­trav­ven­zio­ni, a un gior­no di pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va.
5L'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne fis­sa al con­dan­na­to un ter­mi­ne di due an­ni al mas­si­mo per pre­sta­re il la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà. Nel ca­so di una mul­ta il ter­mi­ne è di un an­no al mas­si­mo.
6Se, no­no­stan­te dif­fi­da, il con­dan­na­to non pre­sta il la­vo­ro di pub­bli­ca uti­li­tà con­for­me­men­te al­le con­di­zio­ni e one­ri sta­bi­li­ti dall'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne o nel ter­mi­ne fis­sa­to, la pe­na de­ten­ti­va è ese­gui­ta in re­gi­me or­di­na­rio o in for­ma di se­mi­pri­gio­nia o si pro­ce­de all'esa­zio­ne del­la pe­na pe­cu­nia­ria o del­la mul­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Sor­ve­glian­za elet­tro­ni­ca
1A ri­chie­sta del con­dan­na­to, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne può or­di­na­re l'im­pie­go di ap­pa­rec­chi elet­tro­ni­ci e la lo­ro ap­pli­ca­zio­ne fis­sa sul cor­po del con­dan­na­to (sor­ve­glian­za elet­tro­ni­ca):
per l'ese­cu­zio­ne di una pe­na de­ten­ti­va o pe­na de­ten­ti­va so­sti­tu­ti­va da ven­ti gior­ni a do­di­ci me­si; o
in luo­go del la­vo­ro ester­no o del la­vo­ro e al­log­gio ester­ni, per una du­ra­ta da tre a do­di­ci me­si.
2L'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne può or­di­na­re la sor­ve­glian­za elet­tro­ni­ca sol­tan­to se:
non vi è da at­ten­der­si che il con­dan­na­to si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti;
il con­dan­na­to di­spo­ne di un al­log­gio fis­so;
il con­dan­na­to svol­ge un la­vo­ro, una for­ma­zio­ne o un'oc­cu­pa­zio­ne re­go­la­ri per al­me­no ven­ti ore al­la set­ti­ma­na o è pos­si­bi­le as­se­gnar­gli una ta­le at­ti­vi­tà;
gli adul­ti che vi­vo­no con il con­dan­na­to nel­la stes­sa abi­ta­zio­ne vi ac­con­sen­to­no; e
il con­dan­na­to ap­pro­va il pia­no di ese­cu­zio­ne al­le­sti­to per lui.
3Se le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2 let­te­ra a, b o c non so­no più adem­piu­te o se il con­dan­na­to vio­la gli ob­bli­ghi sta­bi­li­ti nel pia­no di ese­cu­zio­ne, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne può por­re fi­ne all'ese­cu­zio­ne in for­ma di sor­ve­glian­za elet­tro­ni­ca e or­di­na­re che la pe­na de­ten­ti­va sia ese­gui­ta in re­gi­me or­di­na­rio o in for­ma di se­mi­pri­gio­nia op­pu­re li­mi­ta­re il tem­po li­be­ro spet­tan­te al con­dan­na­to.
De­ro­ghe al­le for­me d'ese­cu­zio­ne
1Al­le nor­me in ma­te­ria di ese­cu­zio­ne può es­se­re de­ro­ga­to a fa­vo­re del de­te­nu­to:
qua­lo­ra il suo sta­to di sa­lu­te lo ri­chie­da;
in ca­so di gra­vi­dan­za, par­to e puer­pe­rio;
per per­met­te­re a ma­dri de­te­nu­te di te­ne­re con sé i lo­ro in­fan­ti, se nell'in­te­res­se an­che del bam­bi­no me­de­si­mo.
2Se la pe­na non è scon­ta­ta in un pe­ni­ten­zia­rio ben­sì in un'al­tra isti­tu­zio­ne ap­pro­pria­ta, il de­te­nu­to ne sot­to­stà ai re­go­la­men­ti, sal­vo di­spo­si­zio­ne con­tra­ria dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne.
1Il de­te­nu­to è ob­bli­ga­to al la­vo­ro. Il la­vo­ro de­ve cor­ri­spon­de­re quan­to pos­si­bi­le al­le sue ca­pa­ci­tà, al­la sua for­ma­zio­ne e al­le sue in­cli­na­zio­ni.
2Il de­te­nu­to che vi ac­con­sen­te può es­se­re oc­cu­pa­to pres­so un da­to­re di la­vo­ro pri­va­to.
For­ma­zio­ne e for­ma­zio­ne con­ti­nua
Al de­te­nu­to ido­neo de­ve per quan­to pos­si­bi­le es­se­re da­ta la pos­si­bi­li­tà di ac­qui­si­re una for­ma­zio­ne e una for­ma­zio­ne con­ti­nua cor­ri­spon­den­ti al­le sue ca­pa­ci­tà.
Re­tri­bu­zio­ne
1Il de­te­nu­to ri­ce­ve per il suo la­vo­ro una re­tri­bu­zio­ne cor­ri­spon­den­te al­le sue pre­sta­zio­ni e ade­gua­ta al­le cir­co­stan­ze.
2Men­tre scon­ta la pe­na, il de­te­nu­to può di­spor­re li­be­ra­men­te sol­tan­to di una par­te del­la re­tri­bu­zio­ne. La par­te re­stan­te è ac­can­to­na­ta qua­le som­ma de­sti­na­ta a far fron­te ai pri­mi tem­pi do­po la li­be­ra­zio­ne. La re­tri­bu­zio­ne non può es­se­re né pi­gno­ra­ta né se­que­stra­ta né in­clu­sa in una mas­sa fal­li­men­ta­re. È nul­la ogni sua ces­sio­ne o co­sti­tu­zio­ne in pe­gno.
3Per la par­te­ci­pa­zio­ne a mi­su­re di for­ma­zio­ne o for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le con­ti­nua che il pia­no d'ese­cu­zio­ne pre­ve­de in luo­go del la­vo­ro il de­te­nu­to ri­ce­ve un con­gruo com­pen­so.
Re­la­zio­ni con il mon­do ester­no
1Il de­te­nu­to ha il di­rit­to di ri­ce­ve­re vi­si­te e di man­te­ne­re con­tat­ti con per­so­ne all'ester­no del pe­ni­ten­zia­rio. Dev'es­ser­gli age­vo­la­to il con­tat­to con per­so­ne a lui vi­ci­ne.
2Ta­li con­tat­ti pos­so­no es­se­re sot­to­po­sti a con­trol­lo e, per sal­va­guar­da­re la di­sci­pli­na e la si­cu­rez­za nel pe­ni­ten­zia­rio, es­se­re li­mi­ta­ti o vie­ta­ti. Le vi­si­te non pos­so­no es­se­re sor­ve­glia­te all'in­sa­pu­ta de­gli in­te­res­sa­ti. Ri­man­go­no sal­vi i prov­ve­di­men­ti pro­ces­sua­li or­di­na­ti per as­si­cu­ra­re un pro­ce­di­men­to pe­na­le.
3Gli as­si­sten­ti spi­ri­tua­li, i me­di­ci, gli av­vo­ca­ti, i no­tai e i tu­to­ri non­ché le per­so­ne con fun­zio­ni ana­lo­ghe pos­so­no es­se­re au­to­riz­za­ti a co­mu­ni­ca­re li­be­ra­men­te con i de­te­nu­ti nei li­mi­ti dell'or­di­na­men­to ge­ne­ra­le del pe­ni­ten­zia­rio.
4I con­tat­ti con i di­fen­so­ri so­no con­sen­ti­ti. Le vi­si­te dei di­fen­so­ri pos­so­no es­se­re sor­ve­glia­te, ma i col­lo­qui non pos­so­no es­se­re ascol­ta­ti. La cor­ri­spon­den­za non­ché gli scrit­ti de­gli av­vo­ca­ti non pos­so­no es­se­re esa­mi­na­ti quan­to al con­te­nu­to. In ca­so di abu­so, i rap­por­ti tra de­te­nu­to e av­vo­ca­ti pos­so­no es­se­re vie­ta­ti dall'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.
5I rap­por­ti con le au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za non pos­so­no es­se­re con­trol­la­ti.
6Al de­te­nu­to van­no con­ces­si ade­gua­ti con­ge­di per la cu­ra del­le re­la­zio­ni con il mon­do ester­no, per la pre­pa­ra­zio­ne del ri­tor­no al­la vi­ta li­be­ra o per ra­gio­ni par­ti­co­la­ri, sem­pre­ché il suo com­por­ta­men­to du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na non vi si op­pon­ga e pur­ché non vi sia il ri­schio che si dia al­la fu­ga o non vi sia da at­ten­der­si che com­met­ta nuo­vi rea­ti.
6bisAi cri­mi­na­li in­ter­na­ti a vi­ta non so­no con­ces­si con­ge­di o al­tre for­me di re­gi­me pe­ni­ten­zia­rio aper­to du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na che pre­ce­de l'in­ter­na­men­to a vi­ta.1
7Ri­man­go­no sal­vi l'ar­ti­co­lo 36 del­la Con­ven­zio­ne di Vien­na del 24 apri­le 19632 sul­le re­la­zio­ni con­so­la­ri e le al­tre nor­me di di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pub­bli­co con­cer­nen­ti le vi­si­te e la cor­ri­spon­den­za, vin­co­lan­ti per la Sviz­ze­ra.
Con­trol­li e ispe­zio­ni
1Gli ef­fet­ti per­so­na­li e gli al­log­gi dei de­te­nu­ti pos­so­no es­se­re per­qui­si­ti per tu­te­la­re l'or­di­ne e la si­cu­rez­za nel pe­ni­ten­zia­rio.
2Il de­te­nu­to so­spet­ta­to di ce­la­re su di sé o nel suo cor­po og­get­ti vie­ta­ti può es­se­re sot­to­po­sto a un esa­me cor­po­ra­le. L'esa­me è ef­fet­tua­to da una per­so­na del­lo stes­so ses­so. Se im­pli­ca una sve­sti­zio­ne, non può es­se­re ese­gui­to in pre­sen­za di al­tri de­te­nu­ti. L'esa­me all'in­ter­no del cor­po è ef­fet­tua­to da un me­di­co o da per­so­na­le me­di­co.
a. Con­ces­sio­ne
1Quan­do il de­te­nu­to ha scon­ta­to i due ter­zi del­la pe­na, ma in ogni ca­so al­me­no tre me­si, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te lo li­be­ra con­di­zio­nal­men­te se il suo com­por­ta­men­to du­ran­te l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na lo giu­sti­fi­ca e non si deb­ba pre­su­me­re che com­met­te­rà nuo­vi cri­mi­ni o de­lit­ti.
2L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te esa­mi­na d'uf­fi­cio se il de­te­nu­to pos­sa es­se­re li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te. Chie­de a tal fi­ne una re­la­zio­ne al­la di­re­zio­ne del pe­ni­ten­zia­rio. Il de­te­nu­to de­ve es­se­re sen­ti­to.
3Se non con­ce­de la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te rie­sa­mi­na la que­stio­ne al­me­no una vol­ta all'an­no.
4Quan­do il de­te­nu­to ha scon­ta­to la me­tà del­la pe­na, ma in ogni ca­so al­me­no tre me­si, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te può, a ti­to­lo ec­ce­zio­na­le, li­be­rar­lo con­di­zio­nal­men­te qua­lo­ra cir­co­stan­ze straor­di­na­rie ine­ren­ti al­la per­so­na del de­te­nu­to lo giu­sti­fi­chi­no.
5In ca­so di pe­na de­ten­ti­va a vi­ta, la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le se­con­do il ca­po­ver­so 1 è pos­si­bi­le al più pre­sto do­po quin­di­ci an­ni; quel­la se­con­do il ca­po­ver­so 4, do­po die­ci.
b. Pe­rio­do di pro­va
1Al li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te è im­po­sto un pe­rio­do di pro­va di du­ra­ta cor­ri­spon­den­te al re­sto del­la pe­na. Ta­le pe­rio­do non può pe­rò es­se­re in­fe­rio­re a un an­no né su­pe­rio­re a cin­que.
2Per la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne or­di­na di re­go­la un'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va. Può inol­tre im­par­ti­re nor­me di con­dot­ta.
3Se la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le è sta­ta con­ces­sa per una pe­na de­ten­ti­va in­flit­ta per un rea­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 64 ca­po­ver­so 1 e se al­la sca­den­za del pe­rio­do di pro­va ap­pa­re ne­ces­sa­rio pro­se­gui­re con l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o le nor­me di con­dot­ta per ov­via­re al ri­schio che l'au­to­re com­met­ta nuo­vi rea­ti del­lo stes­so ge­ne­re, il giu­di­ce, su pro­po­sta dell'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne, può di vol­ta in vol­ta or­di­na­re la pro­tra­zio­ne dell'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o del­le nor­me di con­dot­ta per un pe­rio­do da uno a cin­que an­ni o or­di­na­re nuo­ve nor­me di con­dot­ta per que­sto pe­rio­do. In que­sto ca­so, non è pos­si­bi­le il ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na se­con­do l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­so 5.
c. Suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
Se il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te ha su­pe­ra­to con suc­ces­so il pe­rio­do di pro­va, la li­be­ra­zio­ne di­ven­ta de­fi­ni­ti­va.
d. In­suc­ces­so del pe­rio­do di pro­va
1Se, du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te com­met­te un cri­mi­ne o un de­lit­to, il giu­di­ce com­pe­ten­te per giu­di­ca­re il nuo­vo rea­to or­di­na il ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne.
2Se, no­no­stan­te il cri­mi­ne o il de­lit­to com­mes­so du­ran­te il pe­rio­do di pro­va, non vi è da at­ten­der­si che il con­dan­na­to com­met­ta nuo­vi rea­ti, il giu­di­ce ri­nun­cia al ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne. Può am­mo­ni­re il con­dan­na­to e pro­ro­ga­re il pe­rio­do di pro­va del­la me­tà al mas­si­mo del­la du­ra­ta sta­bi­li­ta ini­zial­men­te dall'au­to­ri­tà com­pe­ten­te. Se su­ben­tra al ter­mi­ne del pe­rio­do di pro­va, la pro­ro­ga de­cor­re a par­ti­re dal gior­no in cui è sta­ta or­di­na­ta. Le di­spo­si­zio­ni sull'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e sul­le no­me di con­dot­ta (art. 93-95) so­no ap­pli­ca­bi­li.
3Se il li­be­ra­to con­di­zio­nal­men­te si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 95 ca­po­ver­si 3-5.
4Il ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne non può più es­se­re or­di­na­to tra­scor­si tre an­ni dal­la fi­ne del pe­rio­do di pro­va.
5Il car­ce­re pre­ven­ti­vo sof­fer­to du­ran­te la pro­ce­du­ra di ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne è com­pu­ta­to nel re­sto del­la pe­na.
6Se in se­gui­to al nuo­vo rea­to ri­sul­ta­no adem­piu­te le con­di­zio­ni per una pe­na de­ten­ti­va sen­za con­di­zio­na­le e ta­le pe­na è in con­cor­so con il re­sto del­la pe­na di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va a mo­ti­vo del­la re­vo­ca, il giu­di­ce pro­nun­cia una pe­na uni­ca in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 49. Al­la pe­na uni­ca so­no nuo­va­men­te ap­pli­ca­bi­li le nor­me del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le. Se de­ve es­se­re ese­gui­to sol­tan­to il re­sto del­la pe­na è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 86 ca­po­ver­si 1-4.
7Se il re­sto di una pe­na di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va in se­gui­to a una de­ci­sio­ne di ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne è in con­cor­so con una del­le mi­su­re pre­vi­ste ne­gli ar­ti­co­li 59-61, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 57 ca­po­ver­si 2 e 3.
3. Ese­cu­zio­ne di mi­su­re
1Nell'ese­cu­zio­ne di una mi­su­ra se­con­do gli ar­ti­co­li 59-61 il col­lo­ca­to può es­se­re inin­ter­rot­ta­men­te se­pa­ra­to da­gli al­tri col­lo­ca­ti sol­tan­to se ta­le se­gre­ga­zio­ne è in­di­spen­sa­bi­le:
co­me mi­su­ra te­ra­peu­ti­ca tem­po­ra­nea;
a tu­te­la del col­lo­ca­to me­de­si­mo o di ter­zi;
2All'ini­zio dell'ese­cu­zio­ne del­la mi­su­ra è al­le­sti­to un pia­no di ese­cu­zio­ne in­sie­me con il col­lo­ca­to o il suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le. Il pia­no con­tie­ne in par­ti­co­la­re in­di­ca­zio­ni sul trat­ta­men­to del­la tur­ba psi­chi­ca, del­la di­pen­den­za o dell'al­te­ra­zio­ne ca­rat­te­ria­le del col­lo­ca­to non­ché sul co­me evi­ta­re che ter­zi sia­no espo­sti a pe­ri­co­lo.
2bisLe mi­su­re di cui agli ar­ti­co­li 59-61 e 64 pos­so­no es­se­re ese­gui­te in for­ma di la­vo­ro e al­log­gio ester­ni se vi so­no fon­da­te pro­ba­bi­li­tà che ciò con­tri­bui­sca in mo­do de­ter­mi­nan­te a rea­liz­za­re lo sco­po del­la mi­su­ra e pur­ché non vi sia il pe­ri­co­lo che il col­lo­ca­to si dia al­la fu­ga o com­met­ta nuo­vi rea­ti. L'ar­ti­co­lo 77a ca­po­ver­si 2 e 3 si ap­pli­ca per ana­lo­gia.1
3Il col­lo­ca­to abi­le al la­vo­ro è te­nu­to a la­vo­ra­re per quan­to il trat­ta­men­to o le cu­re sta­zio­na­ri lo ri­chie­da­no o con­sen­ta­no. Gli ar­ti­co­li 81-83 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
4Le re­la­zio­ni con il mon­do ester­no so­no ret­te per ana­lo­gia dall'ar­ti­co­lo 84, sem­pre­ché ra­gio­ni ine­ren­ti al trat­ta­men­to sta­zio­na­rio non ri­chie­da­no re­stri­zio­ni ul­te­rio­ri.
4bisAl tra­sfe­ri­men­to in un pe­ni­ten­zia­rio aper­to e all'au­to­riz­za­zio­ne di un re­gi­me aper­to si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 75a.2
4terDu­ran­te l'in­ter­na­men­to a vi­ta non so­no con­ces­si con­ge­di o al­tre for­me di re­gi­me pe­ni­ten­zia­rio aper­to.3
5Con­trol­li e per­qui­si­zio­ni so­no ret­ti per ana­lo­gia dall'ar­ti­co­lo 85.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
4. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni.
Di­rit­to di­sci­pli­na­re
1Ai de­te­nu­ti e col­lo­ca­ti che con­trav­ven­go­no col­pe­vol­men­te al­le pre­scri­zio­ni dell'ese­cu­zio­ne pe­na­le o al pia­no d'ese­cu­zio­ne pos­so­no es­se­re in­flit­te san­zio­ni di­sci­pli­na­ri.
2Le san­zio­ni di­sci­pli­na­ri so­no:
l'am­mo­ni­zio­ne;
la re­vo­ca tem­po­ra­nea o li­mi­ta­zio­ne del di­rit­to di di­spor­re di mez­zi fi­nan­zia­ri, dell'oc­cu­pa­zio­ne del tem­po li­be­ro o dei con­tat­ti con l'ester­no;
la mul­ta;
l'ar­re­sto qua­le ul­te­rio­re re­stri­zio­ne al­la li­ber­tà.
3Per l'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne e del­le mi­su­re i Can­to­ni ema­na­no di­spo­si­zio­ni di­sci­pli­na­ri. Ta­li di­spo­si­zio­ni de­fi­ni­sco­no gli ele­men­ti co­sti­tu­ti­vi del­le in­fra­zio­ni di­sci­pli­na­ri, de­ter­mi­na­no le san­zio­ni di­sci­pli­na­ri e la lo­ro com­mi­su­ra­zio­ne e di­sci­pli­na­no la pro­ce­du­ra.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 24 mar. 2006 (Cor­ret­ti­vi in ma­te­ria di san­zio­ni e di ca­sel­la­rio giu­di­zia­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3539; FF 2005 4197).
2 Ori­gi­na­ria lett. c.
In­ter­ru­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne
L'ese­cu­zio­ne di pe­ne e mi­su­re può es­se­re in­ter­rot­ta per gra­vi mo­ti­vi.
Di­rit­to d'in­for­ma­zio­ne
1La vit­ti­ma e i con­giun­ti del­la vit­ti­ma ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 1 ca­po­ver­si 1 e 2 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 23 mar­zo 20072 con­cer­nen­te l'aiu­to al­le vit­ti­me di rea­ti (LAV), non­ché i ter­zi, per quan­to es­si ab­bia­no un in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne, pos­so­no chie­de­re, pre­sen­tan­do do­man­da scrit­ta, che l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne li in­for­mi:
del mo­men­to in cui ha ini­zio la pe­na o la mi­su­ra a ca­ri­co del con­dan­na­to, dell'isti­tu­zio­ne d'ese­cu­zio­ne, del­la for­ma dell'ese­cu­zio­ne per quan­to di­ver­ga dall'ese­cu­zio­ne or­di­na­ria, dell'in­ter­ru­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne, del re­gi­me aper­to (art. 75a cpv. 2), del­la li­be­ra­zio­ne con­di­zio­na­le o de­fi­ni­ti­va, non­ché del ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra;
sen­za in­du­gio, di un'even­tua­le fu­ga del con­dan­na­to e del­la fi­ne del­la stes­sa.
2L'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne de­ci­de in me­ri­to al­la do­man­da do­po aver sen­ti­to il con­dan­na­to.
3Può ri­fiu­tar­si di in­for­ma­re o re­vo­ca­re una pre­ce­den­te de­ci­sio­ne in tal sen­so sol­tan­to se pre­val­go­no in­te­res­si le­git­ti­mi del con­dan­na­to.
4Se ac­co­glie la do­man­da, l'au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne ren­de at­ten­to l'aven­te di­rit­to all'in­for­ma­zio­ne in me­ri­to al ca­rat­te­re con­fi­den­zia­le del­le in­for­ma­zio­ni co­mu­ni­ca­te. Le per­so­ne che han­no di­rit­to all'aiu­to al­le vit­ti­me se­con­do la LAV non so­no vin­co­la­te al­la ri­ser­va­tez­za nei con­fron­ti dei con­su­len­ti di un con­sul­to­rio ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 9 LAV.
1 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 26 set. 2014 sul di­rit­to d'in­for­ma­zio­ne del­le vit­ti­me di rea­ti, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1623; FF 2014 833 855). Ve­di an­che le di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Titolo quinto: Dell'assistenza riabilitativa, delle norme di condotta e dell'assistenza sociale volontaria
As­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va
1L'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va è in­te­sa a pre­ser­va­re l'as­si­sti­to dal­la re­ci­di­va, pro­muo­ven­do­ne l'in­te­gra­zio­ne so­cia­le. L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te in me­ri­to pre­sta e pro­cu­ra l'aiu­to so­cia­le e spe­cia­liz­za­to ne­ces­sa­rio a tal fi­ne.
2Gli ope­ra­to­ri dell'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va so­no te­nu­ti al se­gre­to su quan­to ap­pren­do­no nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni. Pos­so­no co­mu­ni­ca­re a ter­zi in­for­ma­zio­ni sul­le con­di­zio­ni per­so­na­li de­gli as­si­sti­ti sol­tan­to con il con­sen­so scrit­to di que­sti ul­ti­mi o dell'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va.
3Le au­to­ri­tà del­la giu­sti­zia pe­na­le pos­so­no chie­de­re all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te per l'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va una re­la­zio­ne sul com­por­ta­men­to de­gli as­si­sti­ti.
Nor­me di con­dot­ta
Le nor­me di con­dot­ta che il giu­di­ce o l'au­to­ri­tà pre­po­sta all'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne può im­par­ti­re al con­dan­na­to per il pe­rio­do di pro­va con­cer­no­no in par­ti­co­la­re l'eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne, la di­mo­ra, la gui­da di un vei­co­lo a mo­to­re, la ri­pa­ra­zio­ne del dan­no non­ché la cu­ra me­di­ca e psi­co­lo­gi­ca.
Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni
1Pri­ma di de­ci­de­re cir­ca lʼas­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e le nor­me di con­dot­ta, il giu­di­ce e lʼau­to­ri­tà pre­po­sta al­lʼe­se­cu­zio­ne del­le pe­ne pos­so­no chie­de­re una re­la­zio­ne al­lʼau­to­ri­tà cui com­pe­to­no lʼas­si­sten­za me­de­si­ma, il con­trol­lo del­le nor­me di con­dot­ta o lʼe­se­cu­zio­ne del­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà o del di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te.1 L'in­te­res­sa­to può espri­me­re il pro­prio pa­re­re in me­ri­to. Le sue os­ser­va­zio­ni di­scor­dan­ti van­no men­zio­na­te nel­la re­la­zio­ne.
2L'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va e le nor­me di con­dot­ta de­vo­no es­se­re di­spo­ste e mo­ti­va­te nel­la sen­ten­za o nel­la de­ci­sio­ne.
3Se il con­dan­na­to si sot­trae all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o di­sat­ten­de le nor­me di con­dot­ta o se es­se si ri­ve­la­no inat­tua­bi­li o non più ne­ces­sa­rie, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ne ri­fe­ri­sce al giu­di­ce o al­le au­to­ri­tà pre­po­ste all'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne.
4Il giu­di­ce o l'au­to­ri­tà pre­po­sta all'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne può, nei ca­si pre­vi­sti dal ca­po­ver­so 3:
pro­ro­ga­re del­la me­tà la du­ra­ta del pe­rio­do di pro­va;
por fi­ne all'as­si­sten­za ria­bi­li­ta­ti­va o rior­ga­niz­zar­la;
mo­di­fi­ca­re o abro­ga­re le nor­me di con­dot­ta o im­par­tir­ne di nuo­ve.
5Nei ca­si pre­vi­sti dal ca­po­ver­so 3, il giu­di­ce può re­vo­ca­re la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na de­ten­ti­va o or­di­na­re il ri­pri­sti­no dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o del­la mi­su­ra qua­lo­ra vi sia se­ria­men­te d'at­ten­der­si che il con­dan­na­to com­met­te­rà nuo­vi rea­ti.
As­si­sten­za so­cia­le vo­lon­ta­ria
Per la du­ra­ta del pro­ce­di­men­to pe­na­le e dell'ese­cu­zio­ne del­la pe­na i Can­to­ni as­si­cu­ra­no un'as­si­sten­za so­cia­le cui gli in­te­res­sa­ti pos­so­no far ca­po vo­lon­ta­ria­men­te.
Titolo sesto: Della prescrizione
2In ca­so di at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187) e per­so­ne di­pen­den­ti (art. 188), co­me pu­re di rea­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 111, 113, 122, 124, 182, 189-191, 195 e 197 ca­po­ver­so 3 di­ret­ti con­tro per­so­ne mi­no­ri di se­di­ci an­ni, l'azio­ne pe­na­le non si pre­scri­ve pri­ma che la vit­ti­ma ab­bia com­piu­to ven­ti­cin­que an­ni.2
4In ca­so di at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187) e mi­no­ri di­pen­den­ti (art. 188), co­me pu­re di rea­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 111-113, 122, 182, 189-191 e 195 di­ret­ti con­tro per­so­ne mi­no­ri di se­di­ci an­ni, la pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le è ret­ta dai ca­po­ver­si 1-3 se il rea­to è sta­to com­mes­so pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 5 ot­to­bre 20013 e il re­la­ti­vo ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne non è an­co­ra sca­du­to a ta­le da­ta.4
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 21 giu. 2013 (Pro­lun­ga­men­to dei ter­mi­ni di pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2014 (RU 2013 4417; FF 2012 8119).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. del DF del 27 set. 2013 (Con­ven­zio­ne di Lan­za­ro­te), in vi­go­re dal 1° lug. 2014 (RU 2014 1159; FF 2012 6761).
3 HY­PER­LINK "http://www.bk.ad­min.ch/ch/i/as/2002/2993.pdf"
4 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 n. 1 del DF del 24 mar. 2006 che ap­pro­va e tra­spo­ne nel di­rit­to sviz­ze­ro il Prot. fa­col­ta­ti­vo del 25 mag. 2000 al­la Conv. sui di­rit­ti del fan­ciul­lo con­cer­nen­te la ven­di­ta di fan­ciul­li, la pro­sti­tu­zio­ne in­fan­ti­le e la pe­do­por­no­gra­fia, in vi­go­re dal 1° dic. 2006 (RU 2006 5437; FF 2005 2513).
1So­no im­pre­scrit­ti­bi­li:
il ge­no­ci­dio (art. 264);
i cri­mi­ni con­tro l'uma­ni­tà (art. 264a cpv. 1 e 2);
i cri­mi­ni di guer­ra (art. 264c cpv. 1-3, 264d cpv. 1 e 2, 264e cpv. 1 e 2, 264f, 264g cpv. 1 e 2 e 264h);
i cri­mi­ni che, co­me mez­zi d'estor­sio­ne o coa­zio­ne, met­to­no o mi­nac­cia­no di met­te­re in pe­ri­co­lo la vi­ta e l'in­te­gri­tà fi­si­ca di mol­te per­so­ne, se­gna­ta­men­te con l'im­pie­go di mez­zi di di­stru­zio­ne di mas­sa, lo sca­te­na­men­to di una ca­ta­stro­fe o una pre­sa d'ostag­gio;1
gli at­ti ses­sua­li con fan­ciul­li (art. 187 n. 1), la coa­zio­ne ses­sua­le (art. 189), la vio­len­za car­na­le (art. 190), gli at­ti ses­sua­li con per­so­ne in­ca­pa­ci di di­scer­ni­men­to o inet­te a re­si­ste­re (art. 191), gli at­ti ses­sua­li con per­so­ne ri­co­ve­ra­te, de­te­nu­te od im­pu­ta­te (art. 192 cpv. 1) e lo sfrut­ta­men­to del­lo sta­to di bi­so­gno (art. 193 cpv. 1), se com­mes­si su fan­ciul­li mi­no­ri di 12 an­ni.
2Il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na nel ca­so in cui l'azio­ne pe­na­le fos­se ca­du­ta in pre­scri­zio­ne in ap­pli­ca­zio­ne de­gli ar­ti­co­li 97 e 98.
3I ca­po­ver­si 1 let­te­re a, c e d e 2 si ap­pli­ca­no se il 1° gen­na­io 1983 l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te. Il ca­po­ver­so 1 let­te­ra b si ap­pli­ca se al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 18 giu­gno 2010 del­la pre­sen­te leg­ge l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te. Il ca­po­ver­so 1 let­te­ra e si ap­pli­ca se il 30 no­vem­bre 2008 l'azio­ne pe­na­le o la pe­na non era an­co­ra ca­du­ta in pre­scri­zio­ne se­con­do il di­rit­to si­no al­lo­ra vi­gen­te.34
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
2 In­tro­dot­ta dal n. I 1 del­la LF del 15 giu. 2012 (Im­pre­scrit­ti­bi­li­tà dei rea­ti ses­sua­li o di por­no­gra­fia com­mes­si su fan­ciul­li im­pu­be­ri), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2012 5951; FF 2011 5393).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 18 giu. 2010 sul­la mo­di­fi­ca di leg­gi fe­de­ra­li per l'at­tua­zio­ne del­lo Sta­tu­to di Ro­ma del­la Cor­te pe­na­le in­ter­na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293).
Titolo settimo: Della responsabilità dell'impresa
2Se si trat­ta di un rea­to ai sen­si de­gli ar­ti­co­li 260ter, 260quin­quies, 305bis, 322ter, 322quin­quies, 322sep­ties ca­po­ver­so 1 o 322oc­ties, l'im­pre­sa è pu­ni­ta a pre­scin­de­re dal­la pu­ni­bi­li­tà del­le per­so­ne fi­si­che qua­lo­ra le si pos­sa rim­pro­ve­ra­re di non ave­re pre­so tut­te le mi­su­re or­ga­niz­za­ti­ve ra­gio­ne­vo­li e in­di­spen­sa­bi­li per im­pe­di­re un si­mi­le rea­to.1
le dit­te in­di­vi­dua­li2.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 25 set. 2015 (Di­spo­si­zio­ni pe­na­li sul­la cor­ru­zio­ne), in vi­go­re dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1287; FF 2014 3099).
2 Ora: im­pre­se in­di­vi­dua­li.
Parte seconda: Delle contravvenzioni
1Le di­spo­si­zio­ni sul­la con­di­zio­na­le (art. 42 e 43), sull'espul­sio­ne (art. 66a‒66d) e sul­la re­spon­sa­bi­li­tà dell'im­pre­sa (art. 102) non so­no ap­pli­ca­bi­li al­le con­trav­ven­zio­ni.1
3Le mi­su­re pri­va­ti­ve del­la li­ber­tà (art. 59-61 e 64), lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà (art. 67), il di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te (art. 67b) non­ché la pub­bli­ca­zio­ne del­la sen­ten­za (art. 68) so­no am­mes­si sol­tan­to nei ca­si espres­sa­men­te pre­vi­sti dal­la leg­ge.2
1 Nuo­vo te­sto giu­stal n. I 1 del­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 13 dic. 2013 sul­lʼin­ter­di­zio­ne di eser­ci­ta­re unʼat­ti­vi­tà e sul di­vie­to di ave­re con­tat­ti e di ac­ce­de­re ad aree de­ter­mi­na­te, in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 2055; FF 2012 7765).
2In ca­so di man­ca­to pa­ga­men­to del­la mul­ta per col­pa dell'au­to­re, il giu­di­ce or­di­na nel­la sen­ten­za una pe­na de­ten­ti­va so­sti­tui­va da un mi­ni­mo di un gior­no a un mas­si­mo di tre me­si.
5Per l'esa­zio­ne e la com­mu­ta­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 35 e 36 ca­po­ver­si 2-5.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), con ef­fet­to 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
1 Per ra­gio­ni di tec­ni­ca le­gi­sla­ti­va, l'art. é pri­vo di con­te­nu­to. Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF (art. 58 cpv. 1 LParl ; RS 171.10).
Parte terza: Definizioni
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 37 n. 1 del­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1°gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
2RU 2006 3583
1Per con­giun­ti di una per­so­na s'in­ten­do­no il co­niu­ge, il part­ner re­gi­stra­to, i pa­ren­ti in li­nea ret­ta, i fra­tel­li e so­rel­le ger­ma­ni, con­san­gui­nei o ute­ri­ni, i ge­ni­to­ri adot­ti­vi, i fra­tel­li e so­rel­le adot­ti­vi e i fi­gli adot­ti­vi.1
2Per mem­bri del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca s'in­ten­do­no le per­so­ne con­vi­ven­ti nel­la me­de­si­ma eco­no­mia do­me­sti­ca.
3Per fun­zio­na­ri s'in­ten­do­no i fun­zio­na­ri e im­pie­ga­ti di un'am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca e del­la giu­sti­zia, non­ché le per­so­ne che vi oc­cu­pa­no prov­vi­so­ria­men­te un uf­fi­cio o un im­pie­go o eser­ci­ta­no tem­po­ra­nea­men­te pub­bli­che fun­zio­ni.
3bisUna di­spo­si­zio­ne che si ba­sa sul con­cet­to di co­sa è ap­pli­ca­bi­le an­che agli ani­ma­li.2
4Per do­cu­men­ti s'in­ten­do­no gli scrit­ti de­sti­na­ti e at­ti a pro­va­re un fat­to di por­ta­ta giu­ri­di­ca non­ché i se­gni de­sti­na­ti a tal fi­ne. La re­gi­stra­zio­ne su sup­por­ti d'im­ma­gi­ni o di da­ti è equi­pa­ra­ta al­la for­ma scrit­ta per quan­to ser­va al me­de­si­mo sco­po.
5Per do­cu­men­ti pub­bli­ci s'in­ten­do­no i do­cu­men­ti ema­na­ti da mem­bri di un'au­to­ri­tà, da fun­zio­na­ri o da pub­bli­ci uf­fi­cia­li nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni so­vra­ne. Non so­no con­si­de­ra­ti pub­bli­ci i do­cu­men­ti ema­na­ti in af­fa­ri di di­rit­to ci­vi­le dall'am­mi­ni­stra­zio­ne del­le im­pre­se di ca­rat­te­re eco­no­mi­co e dei mo­no­po­li del­lo Sta­to o di al­tre cor­po­ra­zio­ni e isti­tu­ti di di­rit­to pub­bli­co.
6Il gior­no è con­ta­to in ra­gio­ne di ven­ti­quat­tr'ore con­se­cu­ti­ve. Il me­se e l'an­no so­no com­pu­ta­ti se­con­do il ca­len­da­rio co­mu­ne.
7È con­si­de­ra­to car­ce­re pre­ven­ti­vo ogni car­ce­ra­zio­ne or­di­na­ta nel cor­so del pro­ce­di­men­to pe­na­le per i bi­so­gni dell'istru­zio­ne, per mo­ti­vi di si­cu­rez­za o in vi­sta d'estra­di­zio­ne.
Titolo primo: Dei reati contro la vita e l'integrità della persona
Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te uc­ci­de una per­so­na è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va1 non in­fe­rio­re a cin­que an­ni, in quan­to non ri­cor­ra­no le con­di­zio­ni pre­vi­ste ne­gli ar­ti­co­li se­guen­ti.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 1 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Se il col­pe­vo­le ha agi­to con par­ti­co­la­re man­can­za di scru­po­li, se­gna­ta­men­te con mo­ven­te, sco­po o mo­da­li­tà par­ti­co­lar­men­te per­ver­si, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va a vi­ta o una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a die­ci an­ni.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 23 giu. 1989, in vi­go­re dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
2 Nuo­vo te­sto di par­te del per. giu­sta il n. II 1 cpv. 16 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
Se il col­pe­vo­le ha agi­to ce­den­do a una vio­len­ta com­mo­zio­ne dell'ani­mo scu­sa­bi­le per le cir­co­stan­ze o in sta­to di pro­fon­da pro­stra­zio­ne, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va da uno a die­ci an­ni.2
2 Nuo­vo te­sto di par­te del per. giu­sta n. II 1 cpv. 16 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
Chiun­que, per mo­ti­vi ono­re­vo­li, se­gna­ta­men­te per pie­tà, ca­gio­na la mor­te di una per­so­na a sua se­ria e in­si­sten­te ri­chie­sta, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 2 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Isti­ga­zio­ne e aiu­to al sui­ci­dio
Chiun­que per mo­ti­vi egoi­sti­ci isti­ga al­cu­no al sui­ci­dio o gli pre­sta aiu­to è pu­ni­to, se il sui­ci­dio è sta­to con­su­ma­to o ten­ta­to, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria1.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 3 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
In­fan­ti­ci­dio
La ma­dre che, du­ran­te il par­to o fin­ché si tro­va sot­to l'in­fluen­za del puer­pe­rio, uc­ci­de l'in­fan­te, è pu­ni­ta con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 23 giu. 1989, in vi­go­re dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449 246; FF 1985 II 901).
2. In­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za.
In­ter­ru­zio­ne pu­ni­bi­le del­la gra­vi­dan­za
1Chiun­que in­ter­rom­pe una gra­vi­dan­za con il con­sen­so del­la ge­stan­te, isti­ga una ge­stan­te ad in­ter­rom­pe­re la gra­vi­dan­za o le pre­sta aiu­to nel far­lo, sen­za che le con­di­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 119 sia­no adem­piu­te, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Chiun­que in­ter­rom­pe una gra­vi­dan­za sen­za il con­sen­so del­la ge­stan­te è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da uno2 a die­ci an­ni.
3La ge­stan­te che in­ter­rom­pe la gra­vi­dan­za da so­la o con l'aiu­to di un ter­zo o par­te­ci­pa al­tri­men­ti a in­ter­rom­per­la do­po la do­di­ce­si­ma set­ti­ma­na dall'ini­zio dell'ul­ti­ma me­strua­zio­ne, sen­za che le con­di­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 119 ca­po­ver­so 1 sia­no adem­piu­te, è pu­ni­ta con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
4Nei ca­si di cui ai ca­po­ver­si 1 e 3, l'azio­ne pe­na­le si pre­scri­ve in tre an­ni.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 23 mar. 2001 (In­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za), in vi­go­re dal 1° ott. 2002 (RU 2002 2989; FF 1998 2381 4285).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 4 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 22 mar. 2002 (Pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le), in vi­go­re dal 1° ott. 2002 (RU 2002 2986; FF 2002 2416 1513).
In­ter­ru­zio­ne non pu­ni­bi­le del­la gra­vi­dan­za
1L'in­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za non è pu­ni­bi­le se, in ba­se al giu­di­zio di un me­di­co, è ne­ces­sa­ria per evi­ta­re al­la ge­stan­te il pe­ri­co­lo di un gra­ve dan­no fi­si­co o di una gra­ve an­gu­stia psi­chi­ca. Il pe­ri­co­lo de­ve es­se­re tan­to più gra­ve quan­to più avan­za­ta è la gra­vi­dan­za.
2L'in­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za non è nem­me­no pu­ni­bi­le se, su ri­chie­sta scrit­ta del­la ge­stan­te che fa va­le­re uno sta­to di an­gu­stia, è ef­fet­tua­ta en­tro do­di­ci set­ti­ma­ne dall'ini­zio dell'ul­ti­ma me­strua­zio­ne da un me­di­co abi­li­ta­to ad eser­ci­ta­re la pro­fes­sio­ne. Pri­ma dell'in­ter­ven­to, il me­di­co tie­ne per­so­nal­men­te un col­lo­quio ap­pro­fon­di­to con la ge­stan­te e le for­ni­sce tut­te le in­for­ma­zio­ni uti­li.
3Se la ge­stan­te è in­ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to è ne­ces­sa­rio il con­sen­so del suo rap­pre­sen­tan­te le­ga­le.
4I Can­to­ni de­si­gna­no gli stu­di me­di­ci e gli ospe­da­li che adem­pio­no i re­qui­si­ti ne­ces­sa­ri per pra­ti­ca­re cor­ret­ta­men­te l'in­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za e per for­ni­re una con­su­len­za ap­pro­fon­di­ta.
5Qual­sia­si in­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za dev'es­se­re an­nun­cia­ta a fi­ni sta­ti­sti­ci all'au­to­ri­tà sa­ni­ta­ria com­pe­ten­te, nel ri­spet­to tut­ta­via dell'ano­ni­ma­to del­la don­na in­te­res­sa­ta e del se­gre­to me­di­co.
Con­trav­ven­zio­ni com­mes­se dal me­di­co
1Il me­di­co che in­ter­rom­pe una gra­vi­dan­za in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 119 ca­po­ver­so 2 e che pri­ma dell'in­ter­ven­to omet­te di:
chie­de­re al­la ge­stan­te una ri­chie­sta scrit­ta;
te­ne­re per­so­nal­men­te un col­lo­quio ap­pro­fon­di­to con la ge­stan­te e di for­nir­le tut­te le in­for­ma­zio­ni uti­li, in­for­mar­la sui ri­schi me­di­ci dell'in­ter­ven­to e con­se­gnar­le, con­tro fir­ma, un opu­sco­lo con­te­nen­te:
un elen­co dei con­sul­to­ri mes­si a di­spo­si­zio­ne gra­tui­ta­men­te,
una li­sta del­le as­so­cia­zio­ni e de­gli or­ga­ni­smi su­scet­ti­bi­li di for­ni­re un aiu­to mo­ra­le o ma­te­ria­le,
in­for­ma­zio­ni sul­le pos­si­bi­li­tà di ado­zio­ne del na­sci­tu­ro; e
as­si­cu­rar­si per­so­nal­men­te che la ge­stan­te di me­no di se­di­ci an­ni si sia ri­vol­ta a un con­sul­to­rio per mi­no­ren­ni,
è pu­ni­to con la mul­ta2.
2È pu­ni­to con la me­de­si­ma pe­na pu­re il me­di­co che omet­te di an­nun­cia­re all'au­to­ri­tà sa­ni­ta­ria com­pe­ten­te l'in­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za, se­con­do l'ar­ti­co­lo 119 ca­po­ver­so 5.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 5 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 23 mar. 2001 (In­ter­ru­zio­ne del­la gra­vi­dan­za), con ef­fet­to dal 1° ott. 2002 (RU 2002 2989; FF 1998 2381 4285).
3. Le­sio­ni per­so­na­li.
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da sei me­si a die­ci an­ni.2
2 Nuo­vo te­sto di par­te del per. giu­sta il n. II 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Le­sio­ni sem­pli­ci
1. Chiun­que in­ten­zio­nal­men­te ca­gio­na un dan­no in al­tro mo­do al cor­po od al­la sa­lu­te di una per­so­na, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Nei ca­si po­co gra­vi il giu­di­ce può at­te­nua­re la pe­na (art. 48a).2
2. La pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria e il col­pe­vo­le è per­se­gui­to d'uf­fi­cio,
se egli ha fat­to uso di ve­le­no, di un'ar­ma o di un og­get­to pe­ri­co­lo­so,
se egli ha agi­to con­tro una per­so­na in­ca­pa­ce di di­fen­der­si o con­tro una per­so­na, se­gna­ta­men­te un fan­ciul­lo, del­la qua­le ave­va la cu­sto­dia o do­ve­va aver cu­ra,
se egli è il co­niu­ge del­la vit­ti­ma e ha agi­to du­ran­te il ma­tri­mo­nio o nell'an­no suc­ces­si­vo al di­vor­zio,3
se egli è il part­ner re­gi­stra­to o l'ex part­ner re­gi­stra­to del­la vit­ti­ma e ha agi­to du­ran­te l'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta o nell'an­no suc­ces­si­vo al suo scio­gli­men­to,4
se egli è il part­ner ete­ro­ses­sua­le o omo­ses­sua­le del­la vit­ti­ma, a con­di­zio­ne che es­si vi­ve­va­no in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca per un tem­po in­de­ter­mi­na­to e l'at­to sia sta­to com­mes­so du­ran­te que­sto tem­po o nell'an­no suc­ces­si­vo al­la se­pa­ra­zio­ne.5
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 2 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
3 Com­ma in­tro­dot­to dal il n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
4 Com­ma. in­tro­dot­to dal n. 18 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
5 Ori­gi­na­rio com­ma 4. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
Mu­ti­la­zio­ne di or­ga­ni ge­ni­ta­li fem­mi­ni­li
1Chiun­que mu­ti­la gli or­ga­ni ge­ni­ta­li di una per­so­na di ses­so fem­mi­ni­le, pre­giu­di­ca con­si­de­re­vol­men­te e in mo­do per­ma­nen­te la lo­ro fun­zio­ne na­tu­ra­le o li dan­neg­gia in al­tro mo­do, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a die­ci an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 180 ali­quo­te gior­na­lie­re.
2È pu­ni­bi­le an­che chi com­met­te il rea­to all'este­ro, si tro­va in Sviz­ze­ra e non è estra­da­to. L'ar­ti­co­lo 7 ca­po­ver­si 4 e 5 è ap­pli­ca­bi­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2012, in vi­go­re dal 1° lug. 2012 (RU 2012 2575; FF 2010 4941 4967).
1Chiun­que per ne­gli­gen­za ca­gio­na un dan­no al cor­po o al­la sa­lu­te d'una per­so­na è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria1.
2Se la le­sio­ne è gra­ve, il col­pe­vo­le è per­se­gui­to d'uf­fi­cio.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 2 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Vie di fat­to
1Chiun­que com­met­te vie di fat­to con­tro una per­so­na, sen­za ca­gio­nar­le un dan­no al cor­po o al­la sa­lu­te, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con la mul­ta.
2Il col­pe­vo­le è per­se­gui­to d'uf­fi­cio se ha agi­to rei­te­ra­ta­men­te:
con­tro una per­so­na, se­gna­ta­men­te un fan­ciul­lo, del­la qua­le ave­va la cu­sto­dia o do­ve­va aver cu­ra;
con­tro il pro­prio co­niu­ge du­ran­te il ma­tri­mo­nio o nell'an­no suc­ces­si­vo al di­vor­zio; o
bbis.1 con­tro il pro­prio part­ner re­gi­stra­to o ex part­ner re­gi­stra­to, du­ran­te l'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta o nell'an­no suc­ces­si­vo al suo scio­gli­men­to; o
con­tro il pro­prio part­ner ete­ro­ses­sua­le o omo­ses­sua­le, a con­di­zio­ne che es­si vi­va­no in co­mu­nio­ne do­me­sti­ca per un tem­po in­de­ter­mi­na­to e l'at­to sia sta­to com­mes­so du­ran­te que­sto tem­po o nell'an­no suc­ces­si­vo al­la se­pa­ra­zio­ne.2
1 In­tro­dot­ta dal n. 18 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 23 giu. 1989 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (Per­se­gui­men­to dei rea­ti com­mes­si tra co­niu­gi o tra part­ner), in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2004 1403; FF 2003 1732 1761).
4. Espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta o sa­lu­te al­trui.
Ab­ban­do­no
Chiun­que espo­ne a pe­ri­co­lo di mor­te od a gra­ve im­mi­nen­te pe­ri­co­lo di per­di­ta del­la sa­lu­te una per­so­na in­ca­pa­ce di prov­ve­de­re a se stes­sa e del­la qua­le egli ha la cu­sto­dia o de­ve aver cu­ra, ov­ve­ro l'ab­ban­do­na in sif­fat­to pe­ri­co­lo, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Omis­sio­ne di soc­cor­so
Chiun­que omet­te di pre­sta­re soc­cor­so a una per­so­na da lui fe­ri­ta o in im­mi­nen­te pe­ri­co­lo di mor­te, an­cor­ché, se­con­do le cir­co­stan­ze, lo si po­tes­se da lui ra­gio­ne­vol­men­te esi­ge­re,
chiun­que im­pe­di­sce ad un ter­zo di pre­sta­re soc­cor­so o lo osta­co­la nell'adem­pi­men­to di ta­le do­ve­re,
Fal­so al­lar­me
Chiun­que, co­scien­te del­la gra­tui­tà del suo at­to, al­lar­ma sen­za mo­ti­vo i ser­vi­zi pub­bli­ci di si­cu­rez­za o di in­te­res­se ge­ne­ra­le, un ser­vi­zio di sal­va­tag­gio o di soc­cor­so, in par­ti­co­la­re la po­li­zia, i pom­pie­ri o i ser­vi­zi sa­ni­ta­ri, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2290; FF 1991 II 797).
Espo­si­zio­ne a pe­ri­co­lo del­la vi­ta al­trui
Chiun­que met­te sen­za scru­po­li in pe­ri­co­lo im­mi­nen­te la vi­ta al­trui, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Art. 130 a 132
1 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 23 giu. 1989, con ef­fet­to dal 1° gen. 1990 (RU 1989 2449; FF 1985 II 901).
Chiun­que pren­de par­te ad un'ag­gres­sio­ne, a dan­no di una o più per­so­ne, che ha per con­se­guen­za la mor­te o la le­sio­ne di un ag­gre­di­to o di un ter­zo, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria2.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 6 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Rap­pre­sen­ta­zio­ne di at­ti di cru­da vio­len­za
1Chiun­que fab­bri­ca, im­por­ta, tie­ne in de­po­si­to, met­te in cir­co­la­zio­ne, pro­pa­gan­da, espo­ne, of­fre, mo­stra, la­scia o ren­de ac­ces­si­bi­li re­gi­stra­zio­ni so­no­re o vi­si­ve, im­ma­gi­ni o al­tri og­get­ti o rap­pre­sen­ta­zio­ni che, sen­za ave­re al­cun va­lo­re cul­tu­ra­le o scien­ti­fi­co de­gno di pro­te­zio­ne, mo­stra­no con in­si­sten­za at­ti di cru­da vio­len­za ver­so es­se­ri uma­ni o ani­ma­li e per­tan­to of­fen­do­no gra­ve­men­te la di­gni­tà uma­na, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1bisChiun­que ac­qui­sta, si pro­cu­ra per via elet­tro­ni­ca o in al­tro mo­do o pos­sie­de og­get­ti o rap­pre­sen­ta­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 1 che mo­stra­no at­ti di vio­len­za ver­so es­se­ri uma­ni o ani­ma­li, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no ad un an­no o con una pe­na pe­cu­nia­ria.23
2Gli og­get­ti so­no con­fi­sca­ti.
3Se il col­pe­vo­le ha agi­to per fi­ne di lu­cro, la pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria. Con la pe­na de­ten­ti­va é cu­mu­la­ta una pe­na pe­cu­nia­ria.4
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 5 ott. 2001(Rea­ti con­tro l'in­te­gri­tà ses­sua­le; di­vie­to del pos­ses­so di por­no­gra­fia du­ra), in vi­go­re dal 1° apr. 2002 (RU 2002 408; FF 2000 2609). Ret­ti­fi­ca­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF (art. 58 cpv. 1 LParl; RS 171.10).
4 Nuo­ve espr. del cpv. giu­sta il n. II 1 cpv. 7 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Som­mi­ni­stra­zio­ne a fan­ciul­li di so­stan­ze pe­ri­co­lo­se per la sa­lu­te
Chiun­que som­mi­ni­stra a una per­so­na mi­no­re di se­di­ci an­ni, o le met­te a di­spo­si­zio­ne per il con­su­mo, be­van­de al­co­li­che o al­tre so­stan­ze in quan­ti­tà pe­ri­co­lo­se per la sa­lu­te, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II del­la LF del 20 mar. 2008, in vi­go­re dal 1° lug. 2011 (RU 2011 2559, 2009 2623; FF 2006 7879 7949).
Titolo secondo: Dei reati contro il patrimonio
1. Rea­ti con­tro il pa­tri­mo­nio.
Ap­pro­pria­zio­ne sem­pli­ce
1. Chiun­que, per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, si ap­pro­pria una co­sa mo­bi­le al­trui, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria, in quan­to non ri­cor­ra­no le con­di­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 138-140.
2. Se il col­pe­vo­le ha tro­va­to la co­sa o ne è en­tra­to in pos­ses­so in mo­do in­di­pen­den­te dal­la sua vo­lon­tà,
se egli ha agi­to sen­za fi­ne di lu­cro o
se il rea­to è sta­to com­mes­so a dan­no di un con­giun­to o di un mem­bro del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca,
è pu­ni­to sol­tan­to a que­re­la di par­te.
Ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta
1. Chiun­que, per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, si ap­pro­pria una co­sa mo­bi­le al­trui che gli è sta­ta af­fi­da­ta,
chiun­que in­de­bi­ta­men­te im­pie­ga a pro­fit­to pro­prio o di un ter­zo va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li af­fi­da­ti­gli,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
L'ap­pro­pria­zio­ne in­de­bi­ta a dan­no di un con­giun­to o di un mem­bro del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca è pu­ni­ta sol­tan­to a que­re­la di par­te.
2. Il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a die­ci an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria1 se ha com­mes­so il fat­to in qua­li­tà di mem­bro di un'au­to­ri­tà, di fun­zio­na­rio, di tu­to­re, di cu­ra­to­re, di ge­ren­te di pa­tri­mo­ni, o nell'eser­ci­zio di una pro­fes­sio­ne, di un'in­du­stria o di un com­mer­cio, per il qua­le ha ot­te­nu­to l'au­to­riz­za­zio­ne da un'au­to­ri­tà.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 8 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
Fur­to
1. Chiun­que, per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, sot­trae al fi­ne di ap­pro­priar­se­ne una co­sa mo­bi­le al­trui, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2. Il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a die­ci an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 90 ali­quo­te gior­na­lie­re1 se fa me­stie­re del fur­to.
3. Il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da sei me­si a die­ci an­ni se2
ha per­pe­tra­to il fur­to co­me as­so­cia­to ad una ban­da in­te­sa a com­met­te­re fur­ti o ra­pi­ne,
per com­met­te­re il fur­to si è mu­ni­to di un'ar­ma da fuo­co o di un'al­tra ar­ma pe­ri­co­lo­sa o,
per il mo­do in cui ha per­pe­tra­to il fur­to, si di­mo­stra co­mun­que par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­so.
4. Il fur­to a dan­no di un con­giun­to o di un mem­bro del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca è pu­ni­to sol­tan­to a que­re­la di par­te.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 9 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te Li­bro.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Ra­pi­na
1. Chiun­que com­met­te un fur­to usan­do vio­len­za con­tro una per­so­na, mi­nac­cian­do­la di un pe­ri­co­lo im­mi­nen­te al­la vi­ta o all'in­te­gri­tà cor­po­ra­le o ren­den­do­la in­ca­pa­ce di op­por­re re­si­sten­za, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da sei me­si a die­ci an­ni.1
È pu­ni­to con la stes­sa pe­na chiun­que, sor­pre­so in fla­gran­te rea­to di fur­to, com­met­te uno de­gli at­ti di coa­zio­ne men­zio­na­ti nel com­ma 1 nell'in­ten­to di con­ser­va­re la co­sa ru­ba­ta.
2. Il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re ad un an­no2 se, per com­met­te­re la ra­pi­na, si è mu­ni­to di un'ar­ma da fuo­co o di un'al­tra ar­ma pe­ri­co­lo­sa.
3. Il col­pe­vo­le è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a due an­ni se ha ese­gui­to la ra­pi­na co­me as­so­cia­to ad una ban­da in­te­sa a com­met­te­re fur­ti o ra­pi­ne, o
per il mo­do in cui ha per­pe­tra­to la ra­pi­na, si di­mo­stra co­mun­que par­ti­co­lar­men­te pe­ri­co­lo­so.
4. La pe­na è una pe­na de­ten­ti­va non in­fe­rio­re a cin­que an­ni se il col­pe­vo­le ha espo­sto la vit­ti­ma a pe­ri­co­lo di mor­te, le ha ca­gio­na­to una le­sio­ne per­so­na­le gra­ve o l'ha trat­ta­ta con cru­del­tà.
1 Nuo­vo te­sto di par­te del per. giu­sta il n. II 1 del­la LF del 19 giu. 2015 (Mo­di­fi­ca del­la di­sci­pli­na del­le san­zio­ni), in vi­go­re dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
2 Nuo­va espr. giu­sta il n. II 1 cpv. 12 del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
Sot­tra­zio­ne di una co­sa mo­bi­le
Chiun­que, sen­za in­ten­zio­ne di ap­pro­priar­se­ne, sot­trae una co­sa mo­bi­le al le­git­ti­mo de­ten­to­re cau­san­do­gli un pre­giu­di­zio con­si­de­re­vo­le è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Im­pie­go il­le­ci­to di va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li
Chiun­que im­pie­ga in­de­bi­ta­men­te, a pro­fit­to pro­prio o al­trui, va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li ve­nu­ti in suo pos­ses­so in mo­do in­di­pen­den­te dal­la sua vo­lon­tà è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Sot­tra­zio­ne di ener­gia
1Chiun­que sot­trae in­de­bi­ta­men­te ener­gia ad un im­pian­to per l'uti­liz­za­zio­ne di for­ze na­tu­ra­li, in mo­do par­ti­co­la­re ad un im­pian­to elet­tri­co, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Se il col­pe­vo­le ha agi­to per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Ac­qui­si­zio­ne il­le­ci­ta di da­ti
1Chiun­que, per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, pro­cu­ra, per sé o al­tri, da­ti a lui non de­sti­na­ti e spe­cial­men­te pro­tet­ti con­tro il suo ac­ces­so non au­to­riz­za­to, re­gi­stra­ti o tra­smes­si elet­tro­ni­ca­men­te o se­con­do un mo­do si­mi­le, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2L'ac­qui­si­zio­ne il­le­ci­ta di da­ti a dan­no di un con­giun­to o di un mem­bro del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca è pu­ni­ta sol­tan­to a que­re­la di par­te.
Ac­ces­so in­de­bi­to a un si­ste­ma per l'ela­bo­ra­zio­ne di da­ti
1Chiun­que si in­tro­du­ce in­de­bi­ta­men­te, per mez­zo di un di­spo­si­ti­vo di tra­smis­sio­ne dei da­ti, in un si­ste­ma al­trui per l'ela­bo­ra­zio­ne di da­ti spe­cial­men­te pro­tet­to con­tro ogni suo ac­ces­so è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Chiun­que met­te in cir­co­la­zio­ne o ren­de ac­ces­si­bi­li pas­sword, pro­gram­mi o al­tri da­ti, sa­pen­do o do­ven­do pre­su­me­re che so­no uti­liz­za­ti al­lo sco­po di com­met­te­re un rea­to se­con­do il ca­po­ver­so 1, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 2 n. 1 del DF del 18 mar. 2011 (Con­ven­zio­ne del Con­si­glio d'Eu­ro­pa sul­la ci­ber­cri­mi­na­li­tà), in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 6293; FF 2010 4119).
Dan­neg­gia­men­to
1Chiun­que de­te­rio­ra, di­strug­ge o ren­de in­ser­vi­bi­le una co­sa al­trui, o su cui gra­va un di­rit­to d'uso o d'usu­frut­to a fa­vo­re di al­tri, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2Se il col­pe­vo­le ha per­pe­tra­to il dan­neg­gia­men­to in oc­ca­sio­ne di un pub­bli­co as­sem­bra­men­to, si pro­ce­de d'uf­fi­cio.
3Il giu­di­ce può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va da uno a cin­que an­ni se il col­pe­vo­le ha ca­gio­na­to un dan­no con­si­de­re­vo­le. Il per­se­gui­men­to ha luo­go d'uf­fi­cio.
Dan­neg­gia­men­to di da­ti
1. Chiun­que, il­le­ci­ta­men­te, can­cel­la, mo­di­fi­ca o ren­de in­ser­vi­bi­li da­ti re­gi­stra­ti o tra­smes­si elet­tro­ni­ca­men­te o se­con­do un mo­do si­mi­le è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Il giu­di­ce può pro­nun­cia­re una pe­na de­ten­ti­va da uno a cin­que an­ni se il col­pe­vo­le ha cau­sa­to un dan­no con­si­de­re­vo­le. Il per­se­gui­men­to ha luo­go d'uf­fi­cio.
2. Chiun­que al­le­sti­sce, im­por­ta, met­te in cir­co­la­zio­ne, pro­pa­gan­da, of­fre o ren­de co­mun­que ac­ces­si­bi­li pro­gram­mi che sa o de­ve pre­su­me­re de­sti­na­ti a sco­pi di cui al nu­me­ro 1, o dà in­di­ca­zio­ni per al­le­stir­li, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Se il col­pe­vo­le ha agi­to per me­stie­re, può es­se­re pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va da uno a cin­que an­ni.
Ap­pro­pria­zio­ne e sot­tra­zio­ne di co­se da­te in pe­gno o sog­get­te a ri­ten­zio­ne
Il de­bi­to­re che, nell'in­ten­zio­ne di nuo­ce­re al pro­prio cre­di­to­re, gli sot­trae una co­sa su cui gra­va un di­rit­to di pe­gno o di ri­ten­zio­ne, op­pu­re ne di­spo­ne ar­bi­tra­ria­men­te, la de­te­rio­ra, di­strug­ge, sva­lu­ta o ren­de in­ser­vi­bi­le, è pu­ni­to, a que­re­la di par­te, una con pe­na de­ten­ti­va si­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
Truf­fa
1Chiun­que, per pro­cac­cia­re a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to, in­gan­na con astu­zia una per­so­na af­fer­man­do co­se fal­se o dis­si­mu­lan­do co­se ve­re, op­pu­re ne con­fer­ma sub­do­la­men­te l'er­ro­re in­du­cen­do­la in tal mo­do ad at­ti pre­giu­di­zie­vo­li al pa­tri­mo­nio pro­prio o al­trui, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va si­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria.
2La pe­na è una pe­na de­ten­ti­va si­no a die­ci an­ni o una pe­na pe­cu­nia­ria non in­fe­rio­re a 90 ali­quo­te gior­na­lie­re se il col­pe­vo­le fa me­stie­re del­la truf­fa.
3La truf­fa a dan­no di un con­giun­to o di un mem­bro del­la co­mu­nio­ne do­me­sti­ca è pu­ni­ta sol­tan­to a que­re­la di par­te.
Abu­so di un im­pian­to per l'ela­bo­ra­zio­ne di da­ti