Source: http://radioasti.it/default.asp?list=dett&ArtID=63847
Timestamp: 2020-03-28 18:09:08+00:00
Document Index: 170717020

Matched Legal Cases: ['art.19', 'art.20', 'art.19', 'art.21', 'art.19', 'art.20', 'art.22']

DECRETO “CURA ITALIA” – AMMORTIZZATORI SOCIALI E MISURE FISCALI
L’atteso Decreto “Cura Italia” (decreto legge 17 marzo 2020, n.18) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri ed introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Con la presente circolare desideriamo fornire utili informazioni sulle disposizioni in materia di ammortizzatori sociali ed in materia di adempimenti fiscali
L’effettivo accesso alle nuove misure è subordinato all’emanazione delle circolari attuative dell’Inps e, laddove previsto, alle disposizioni delle regioni e provincie autonome.
TRATTAMENTO ORDINARIO DI INTEGRAZIONE SALARIALE (CIG) E ASSEGNO ORDINARIO (FIS)
L’art.19 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 prevede per le aziende che hanno diritto alla Cig o al Fis e che sospendono o riducono l’attività per eventi riconducibili al COVID-19, di poter presentare domanda con apposita causale “emergenza COVID-9” per i periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 per una durata massima di nove settimane e comunque entro il mese di agosto 2020.
A tal fine si viene dispensati dai termini di scadenze ordinari previsti dalla specifica normativa relativi alla presentazione della domanda e dalla procedura sindacale, fermo restando che l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto con le organizzazioni sindacali devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva. La domanda va in ogni caso presentata all’Inps entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la riduzione o sospensione.
I periodi autorizzati non sono conteggiati ai fini dei limiti previsti dalla normativa ordinaria e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste. Limitatamente ai trattamenti previsti dal decreto non è dovuto il contributo addizionale.Viene estesa l’applicazione dell’assegno ordinario del Fis anche alla fascia di datori che mediamente occupano più di cinque dipendenti, in questo caso il trattamento può essere erogato con la modalità di pagamento diretto da parte dell’Inps previa ovviamente istanza di richiesta del datore di lavoro.
Non è richiesta l’anzianità di servizio dei lavoratori di novanta giorni, basta risultare alle dipendenze dal 23 febbraio 2020.
L’art.20 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 prevede per le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione di cassa integrazione ordinaria, come normata dall’art.19 per un periodo non superiore a nove settimane.
Il periodo di trattamento ordinario in argomento non è conteggiato nei calcolo dei limiti di legge che determinano la durata massima di utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Il contributo addizionale, da erogare all’Inps in proporzione all’ammontare di integrazione salariale erogata ai lavoratori, non è dovuto.
L’Inps provvede al monitoraggio del limite di spesa previsto dal decreto e qualora emerga che è stato raggiunto, l’Inps non prende in considerazione ulteriori domande.
TRATTAMENTO DI ASSEGNO ORDINARIO PER I DATORI DI LAVORO CHE HANNO TRATTAMENTI DI ASSEGNO DI SOLIDARIETA’ IN CORSO
L’art.21 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 prevede per le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario, come normata dall’art.19 per un periodo non superiore a nove settimane.
Vengono applicate le medesime regole commentate per l’art.20.
L’art.22 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 istituisce la Cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione orario in costanza di rapporto di lavoro.
Viene riconosciuta, in conseguenza dell’emergenza COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale.
La cassa integrazione in deroga può decorrere dal 23 febbraio, limitatamente ai dipendenti già in forza alla medesima data.
Le risorse economiche stanziate saranno ripartite tra le regioni e provincie autonome e le prestazioni saranno concesse con decreto di tali enti.
Le domande devono essere presentate alle regioni e provincie autonome, che le acquisiranno con un ordine cronologico e dovranno trasmettere all’Inps la lista dei beneficiari.
L’Inps provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e qualora emerga che è stato raggiunto le regioni non potranno emettere altri provvedimenti concessori.
L’integrazione salariale sarà erogata ai dipendenti esclusivamente in modalità diretta da parte dell’Inps. Pertanto il datore di lavoro non anticiperà tali somme.
DIFFERIMENTO VERSAMENTI MODELLO F 24 il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni sono prorogatI per tutti i contribuenti dal 16 marzo al 20 marzo. Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro nell’esercizio 2019 per il mese di marzo. Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali per i mesi di marzo e aprile, oltre al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: o turistico-alberghiero, o termale, o trasporti passeggeri, o ristorazione e bar, o cultura (cinema, teatri),
o sport, istruzione, o parchi divertimento, o eventi (fiere/convegni), o sale giochi e centri scommesse; I versamenti per i contribuenti che possono accedere alla sospensione saranno effettuati entro il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate.ù
DIFFERIMENTI ALTRI ADEMPIMENTI FISCALI
È sospeso ogni ulteriore adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, diversi dai versamenti, ritenute alla fonte, e trattenute relative all’addizionale regionale. La dichiarazione precompilata e le certificazioni uniche dovranno essere trasmesse entro il 31 marzo ai sensi dell’articolo 1 del Decreto legge 9/2020. Gli adempimenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020. sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi; Sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’ Agenzia delle entrate; attenzione sembrerebbero esclusi gli avvisi bonari e le comunicazioni di irregolarità. ALTRE MISURE premi ai lavoratori: ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che nel mese di marzo svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working) viene riconosciuto un premio di 100 euro, non tassabile (in proporzione ai giorni lavorati); l’introduzione di incentivi e contributi per la sanificazione e sicurezza sul lavoro: per le imprese vengono introdotti incentivi per gli interventi di sanificazione e di aumento della sicurezza sul lavoro, attraverso la concessione di un credito d’ imposta, nonché contributi attraverso la costituzione di un fondo INAIL; analoghi contributi sono previsti anche per gli enti locali attraverso uno specifico fondo; donazioni COVID-19: la deducibilità delle donazioni effettuate dalle imprese ai sensi dell’articolo 27 L. 133/99 viene estesa; inoltra viene introdotta una detrazione per le donazioni delle persone fisiche fino a un beneficio massimo di 30.000 euro; affitti commerciali: a negozi e botteghe viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo fonte Unionlink