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Timestamp: 2019-05-23 15:20:58+00:00
Document Index: 111561348

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 19', 'art. 511', 'art. 499', 'art. 13', 'art. 545', 'art. 512', 'art. 512']

20 Giugno 2016 | di Sergio Matteini Chiari
Il focus definisce la situazione di conflitto di interessi tra rappresentante adulto e rappresentato minorenne, rilevante nelle sedi processuali, con attenzione ai principi regolatori della materia e ad alcune fattispecie, corredate da brevi osservazioni.
Cassazione senza rinvio e sentenze non definitive
10 Giugno 2016 | di Cristina Asprella
La cassazione senza rinvio, nella formulazione datane dal codice del 1940, ha posto delle questioni non previste in rapporto alle sentenze non definitive. Potrebbe risultare esteso in contrasto con il dato testuale il novero delle ipotesi di cassazione senza rinvio: tale cassazione non sarebbe più solo confinata al caso di declaratoria di absolutio ab instantia da parte del Supremo Collegio, in contrasto con quanto deciso dai giudici di merito, ma sarebbe estesa anche al caso di affermazione positiva della esistenza di quel presupposto processuale ritenuto a torto insussistente dal giudice di appello, in riforma della non definitiva di primo grado.
Secondo il Tribunale di Roma, in linea con l'orientamento dominante nella giurisprudenza di merito, è inammissibile l'istanza di emissione dell'ordinanza di ingiunzione di cui all'art. 186-ter c.p.c. nel corso di un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo.
Cassazione senza rinvio e cessazione della materia del contendere
La cassazione senza rinvio delle sentenze di primo e di secondo grado è stata estesa dalla giurisprudenza di legittimità all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. Per esigenze di economia processuale e di semplificazione la giurisprudenza della Corte di cassazione è giunta a scorgere nella formula della cessazione della materia del contendere un utile espediente per conformare il piano processuale-formale all'esaurimento della controversia, giungendo praeter legem ad «enucleare un vero e proprio istituto processuale di cui ha finito per forgiare autonomamente i contorni».
L'art. 19 c.p.c. determina il foro per le persone giuridiche e per le associazioni non riconosciute e, per le cause in cui sia convenuta una persona giuridica, assegna la competenza al giudice del luogo ove la persona stessa ha sede. Istituisce, poi, una competenza alternativa assegnata al giudice del luogo ove la persona giuridica ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l'oggetto della domanda.
10 Giugno 2016 | di Giuseppe Lauropoli
Una particolare forma di intervento è quella prevista dall'art. 511 c.p.c., che disciplina l'ipotesi in cui il creditore di un creditore avente diritto alla distribuzione (sia esso il creditore procedente, ovvero un creditore intervenuto) intervenga nella procedura esecutiva chiedendo di essere sostituito a tale creditore già presente nella procedura esecutiva. Si esplica nelle stesse forme dell'intervento previsto dall'art. 499 c.p.c. pur presentando alcune peculiarità tali da renderlo una forma di intervento del tutto singolare.
Il pignoramento del conto corrente secondo le disposizioni introdotte dal d.l. n. 83/15 (convertito in l. n. 132/2015)
L'art. 13 del d.l. n. 83 del 27 giugno 2015 (convertito in l. n. 132 del 2015) ha per la prima volta positivamente disciplinato il trattamento, a seguito di pignoramento presso terzi, delle somme rinvenienti da crediti retributivi e pensionistici confluite su conti correnti bancari o postali, introducendo il nuovo comma 8 all'art. 545 c.p.c., che dispone una generale limitazione alla pignorabilità dei conti correnti bancari e postali sui quali confluiscano somme rinvenienti da crediti retributivi e pensionistici.
Alcuni recenti arresti della Suprema Corte hanno apportato delle significative ed importanti indicazioni sull'ampliamento dell'ambito di esperibilità delle opposizioni agli atti esecutivi avverso il pignoramento diretto avviato dall'agente della riscossione.
10 Giugno 2016 | di Lorenzo Balestra
Anche nel giudizio di cassazione deve essere presente l'interesse ad impugnare che, in detto procedimento, si atteggia come possibilità di conseguire un risultato pratico favorevole. Data la particolarità di tale giudizio, la parte che propone ricorso per cassazione dovrà, inoltre, ottemperare al cosiddetto principio di autosufficienza del ricorso, ovvero a quel principio secondo il quale il ricorso per cassazione deve contenere tutti gli elementi utili e necessari per pervenire ad una decisione senza che si possano operare rimandi ad altre fonti, anche contenute in atti processuali del procedimento impugnato.
Opposizione all'esecuzione e provvedimenti ex art. 512 c.p.c.
L'opposizione all'esecuzione e il rimedio di cui all'art. 512 c.p.c. (risoluzione delle controversie in sede di distribuzione) hanno un oggetto differente. Infatti, nella prima, l'oggetto concerne il diritto di procedere all'esecuzione forzata, mentre la attiene al diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato dall'espropriazione forzata. Ferma tale premessa generale, è da sempre dibattuta la questione degli esatti “confini”, non sempre di immediata evidenza, tra i due rimedi.