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Timestamp: 2018-11-20 18:23:16+00:00
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Fiscal News N Cartelle. Eredi obbligati solidali. La circolare di aggiornamento professionale - PDF
Fiscal News N Cartelle. Eredi obbligati solidali. La circolare di aggiornamento professionale
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Norberto Grilli
1 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N Cartelle. Eredi obbligati solidali La notifica è valida ed efficace anche se rivolta a uno soltanto degli eredi Categoria: Accertamento e riscossione Sottocategoria: Varie La Sezione Tributaria della Cassazione si è recentemente pronunciata in materia di notificazione degli atti di riscossione delle imposte, chiarendo che, ai sensi dell articolo 65 del D.P.R. n. 600 del 1973, gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie, il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa, con la conseguenza che deve ritenersi del tutto legittima la notificazione della cartella solo a uno o a qualcuno degli eredi. La previsione della notificazione collettiva e impersonale degli eredi è infatti posta a esclusiva tutela degli interessi erariali. Il principio di diritto Con sentenza n del 19 marzo 2014, la Sezione Tributaria della Cassazione si è pronunciata in materia di notificazione degli atti di riscossione delle imposte, chiarendo che, ai sensi dell articolo 65 del DPR n. 600 del 1973, gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie, il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa, con la conseguenza che deve ritenersi del tutto legittima la notificazione della cartella solo a uno o a qualcuno degli eredi. La previsione della notificazione collettiva e impersonale degli eredi è infatti posta a esclusiva tutela degli interessi erariali. La vicenda Gli Ermellini hanno respinto sul punto il ricorso presentato dagli eredi di un agricoltore, in una controversia concernente il recupero dell IVA e dell IRPEF dovute dal loro dante causa per l anno d imposta
2 Con la sentenza impugnata per cassazione, la Commissione Tributaria Regionale della Campania aveva confermato la bontà della cartella di pagamento in contestazione, avendo ritenuto irrilevante che la notifica della stessa non fosse stata eseguita nei confronti di tutti gli eredi ma solo di alcuni di essi. Ciò perché gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie. La SC Ebbene, a giudizio della Suprema Corte, il giudice dell appello ha correttamente fondato la sua decisione sulla disposizione dell articolo 65 del D.P.R. n. 600 del 1973 a mente del quale gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie, il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa, facendone derivare la legittimità della notificazione della stessa sia pure eseguita nei confronti di alcuni degli eredi, quali obbligati solidali. Ugualmente corretta - siccome in linea con l interpretazione costantemente seguita dalla giurisprudenza di legittimità - l ulteriore argomentazione della CTR Campania secondo cui la previsione della notifica collettiva e impersonale di cui all articolo 65 cit. è posta ad esclusiva tutela degli interessi erariali (cfr. ex multis, n. 3515/2009). Il ricorso è stato rigettato e gli eredi del debitore originario condannati, in solido, a pagare le spese processuali. La normativa L articolo 65 del D.P.R. n. 600 del 1973 così dispone: o gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa (comma 1); o gli eredi del contribuente devono comunicare all'ufficio delle Entrate del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La comunicazione può essere presentata direttamente all'ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si intende fatta nel giorno di spedizione (comma 2); o tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente o scadenti entro quattro mesi da essa, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro l'accertamento, sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi. I soggetti incaricati dagli eredi, devono trasmettere in via telematica la dichiarazione entro il mese di gennaio dell'anno successivo a quello in cui è scaduto il termine prorogato (comma 3); o la notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma (comma 4). 2
3 Accettazione dell eredità La giurisprudenza di legittimità ha interpretato l articolo 65 nel senso che l'erede può essere ritenuto fiscalmente responsabile solo a seguito di ACCETTAZIONE dell eredità. L onere di dimostrare la ricorrenza di tale presupposto incombe all'agenzia delle Entrate (Cass. n /2010). Per converso, la persona che RINUNCIA all'eredità non può essere destinataria un atto impositivo per debiti del contribuente deceduto (cfr. ord. n /2013). La qualifica di erede si acquista, ai sensi dell articolo 459 c.c., con l accettazione la quale può essere espressa o tacita: a) è espressa quando in un atto pubblico o in una scrittura privata, il chiamato all'eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede (è nulla la dichiarazione di accettare sotto condizione o a termine o con limitazioni); b) è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella veste di erede. Con riferimento all ipotesi sub b) la giurisprudenza tributaria di legittimità ha ritenuto: o che la denuncia di successione e il pagamento della relativa imposta (ma il principio dovrebbe valere anche per le imposte sui redditi) non importano automaticamente l accettazione dell eredità, anche se tali atti costituiscono elemento indiziario dell'accettazione stessa (Cass. n. 5226/2002 e Cass. n. 4756/1999); o L accettazione può essere desunta dalla sottoscrizione di atti processuali in cui il sottoscrivente si è autodefinito erede (sentenza n del 2007). Gli eredi del contribuente deceduto, se accettano l'eredità, rispondono in proprio e solidalmente fra loro per il pagamento delle imposte del de cuis. Lo stesso non può dirsi per il pagamento delle sanzioni amministrative. Esse, infatti, non sono trasmissibili: L'obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi - articolo 8 del D.Lgs. n. 472/97. La notifica agli eredi Per quanto riguarda le notificazioni degli avvisi di accertamento o delle cartelle di pagamento al contribuente deceduto, la giurisprudenza tributaria di legittimità pone l accento sull effettuazione o meno della comunicazione del decesso e, quindi, della variazione del domicilio fiscale all Agenzia delle Entrate. 3
4 In difetto di tale adempimento, o in caso di notifiche effettuate prima dell invio della comunicazione stessa, l Ufficio finanziario può tranquillamente notificare l atto presso l ultimo domicilio conosciuto del de cuius, perché si tratta di condotta conforme al dettato normativo (articolo 65 comma 4). Se invece gli eredi hanno comunicato all Ufficio delle Entrate del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale, l atto avente carattere tributario deve essere notificato personalmente e nominativamente agli eredi nel loro domicilio fiscale. Nel caso delle cartelle di pagamento, l obbligo della comunicazione non sussiste laddove l Amministrazione sia già in possesso delle necessarie informazioni per procedere alle notifiche presso il domicilio degli eredi, avendo già notificato l avviso di accertamento personalmente a ciascuno di essi. Cassazione n del 17 dicembre 2013 Gli Ermellini hanno accolto il ricorso presentato dal concessionario della riscossione e cassato, per l effetto, l impugnata sentenza della CTR Toscana, avendo ritenuto, nella specie, che la cartella di pagamento fosse stata correttamente notificata impersonalmente agli eredi del contribuente deceduto nell'ultimo domicilio eletto, poiché nessuna comunicazione di variazione era stata inviata all'ufficio delle Entrate, che non aveva neanche ricevuto la notizia del decesso. Per evitare tale notifica impersonale e collettiva gli eredi avrebbero dovuto tempestivamente segnalare il cambio di soggettività e di recapito fiscale. Cassazione sentenza n del 29 novembre 2013 La comunicazione di variazione del domicilio fiscale è volta a consentire agli Uffici finanziari di azionare direttamente nei confronti degli eredi le obbligazioni tributarie, il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del contribuente. Pertanto, se la comunicazione ex art. 65 comma 2 del DPR n. 600 è stata eseguita, la notificazione dell avviso di accertamento o della cartella deve avvenire personalmente e nominativamente agli eredi nel loro domicilio fiscale. Se invece la comunicazione in questione non è effettuata, gli uffici e il concessionario della riscossione possono intestare l'atto al contribuente deceduto e notificarlo, legittimamente e validamente, presso l'ultimo domicilio delle stesso, nei confronti degli eredi collettivamente e impersonalmente. 4
5 Cassazione sentenza n del 17 luglio 2013 La cartella di pagamento notificata a un defunto è valida se gli eredi non hanno comunicato all Ufficio delle imposte del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. È da escludere che tale comunicazione possa essere sostituita da altre fonti di conoscenza indirette, per esempio, la dichiarazione di successione presentata all Ufficio del Registro. In sentenza si legge che, ai sensi dell articolo 65, comma 2, del D.P.R. n.600/73 la comunicazione all Ufficio delle imposte deve essere presentata direttamente o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento onde deve escludersi che la stessa possa essere sostituita da altre fonti di conoscenza indirette. Infatti, in caso di morte del contribuente, la notificazione della cartella esattoriale a lui intestata è legittimamente effettuata presso l ultimo domicilio del defunto ed efficace nei confronti degli eredi, ove questi ultimi non abbiano tempestivamente provveduto alla comunicazione predetta, non potendo trovare applicazione l articolo 60, ultimo comma, del medesimo D.P.R., il quale si riferisce alle sole variazioni anagrafiche riguardanti l'indirizzo del destinatario, e non assumendo alcun rilievo le indicazioni contenute nella dichiarazione dei redditi, le quali non possono validamente sostituire la comunicazione prescritta dall articolo 65, che dev essere presentata direttamente all ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. L obbligo della comunicazione ex articolo 65 cit. non sussiste nel caso particolare (non ricorrente nella specie) in cui l Amministrazione sia già in possesso delle necessarie informazioni per procedere alle notifiche presso il domicilio degli eredi, avendo già notificato l avviso di accertamento personalmente a ciascuno di essi. - Riproduzione riservata - 5