Source: https://renatodisa.com/condono-edilizio-definizione-domande-parere-commissione/
Timestamp: 2019-02-17 17:56:35+00:00
Document Index: 121801714

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 79', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 142', 'art. 44', 'sentenza ']

Commisisone edilizia ed il parere nell'ambito della difinizione del Condono edilizio
Home Sentenze - Ordinanze Consiglio di Stato Commisisone edilizia ed il parere nell’ambito della difinizione del Condono edilizio
Consiglio di Stato, sezione quarta, Sentenza 12 novembre 2018, n. 6338.
Sentenza 12 novembre 2018, n. 6338
Comune di (omissis), in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Mi. Om., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato An. Ma. in Roma, via (…);
Ma. Ag. e Me. Li., rappresentati e difesi dagli avvocati Al. Pa. e Ra. Bu., con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Al. Pa. in Roma, via (…);
Bu. Ra., non costituito in giudizio;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dei signori Ag. Ma. e Li. Me.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 12 giugno 2018 il consigliere Nicola D’Angelo e uditi, per il Comune appellante, l’avvocato An. Ma., su delega dell’avvocato Mi. Om., e, per gli appellati, l’avvocato Ga. Pa., su delega dell’avvocato Al. Pa.;
1. I signori Ag. Ma. e Li. Me. hanno impugnato dinanzi al T.a.r. per il Veneto, sede di Venezia, il provvedimento del responsabile del Servizio edilizia privata ed urbanistica del comune di (omissis) n. 13504 del 1° luglio 2006, con il quale è stata rigettata la richiesta di permesso di costruire in sanatoria un annesso rustico, nonché l’ordinanza di demolizione delle opere già realizzate n. 1546/EP del 17 agosto 2006.
3. Contro la predetta sentenza ha quindi proposto appello il comune di (omissis), formulando i seguenti motivi di censura.
3.1.1. Erroneamente il T.a.r. ha ritenuto assorbente il profilo della violazione, nel procedimento di reiezione della sanatoria, dell’art. 79, comma 1, della legge regionale n. 61/85 per mancata preventiva acquisizione del parere della Commissione edilizia comunale.
3.3. Quanto alla pretesa violazione dell’art. 146 d.lgs. n. 42/2004 degli art. 3 e 97 della Costituzione dedotta in primo grado dai signori Ag. Ma. e Li. Me..
3.4. Quanto all’impugnazione del provvedimento del comune di (omissis) n. 3876 del 1° marzo 2007.
3.4.3. Inoltre, contrariamente a quanto affermato dai ricorrenti in primo grado, non incombeva all’Amministrazione alcun obbligo di richiesta di integrazione documentale anche perché tale invito era stato già formulato con la nota inviata ai sensi dell’art. 10 bis della legge n. 241/1990.
4. I signori Ag. Ma. e Li. Me. si sono costituiti in giudizio il 1° febbraio 2008, chiedendo il rigetto dell’appello, ed hanno riproposto i motivi di censura dedotti in primo grado ed assorbiti dal T.a.r.. Hanno poi depositato ulteriori scritti difensivi, per ultimo una replica il 21 maggio 2018.
5. Anche il comune di (omissis) ha depositato ulteriori memorie, per ultimo una replica il 21 maggio 2018.
11. Come emerso anche in primo grado, il comune di (omissis) aveva ritenuto di non avvalersi della Commissione edilizia modificando il proprio regolamento edilizio (cfr. Cons. Stato, sez. V, n. 3974 del 3 luglio 2003). In particolare, al 1° luglio 2006, data del primo provvedimento impugnato, la Commissione Edilizia non era organo esistente nel Comune.
18. Come detto, la descrizione dell’abuso è riportata nel verbale di accertamento del Corpo di Polizia Locale, n. 18/2006, nella comunicazione di avvio del procedimento n. 7099 dell’11 aprile 2006 e nell’ordinanza n. 1458 del 26 aprile 2006.
21. Inoltre, l’area interessata dalla costruzione è vincolata ai sensi degli artt. 27 e 28 del P.T.R.C. e dell’art. 142, comma 1, lettera m), del d.lgs. n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni, nonché ricadente nel PALAV che ha introdotto un vincolo ambientale ai sensi della legge Galasso (n. 431/1985) a tutela del graticolato romano esistente nel territorio del comune di (omissis).
26. Quanto al diniego del permesso di costruire (n. 3876 del 1° marzo 2007), impugnato in primo grado con i motivi aggiunti, va innanzitutto rilevato che lo stesso non respinge nel merito l’istanza, ma la dichiara inammissibile per carenza dei presupposti oggettivi e soggettivi per l’edificabilità in zona agricola ai sensi della legge regionale del Veneto n. 11/2004. In particolare, l’art. 44 della stessa legge consente in zona agricola esclusivamente interventi edilizi in funzione dell’attività agricola da eseguirsi sulla base di un piano aziendale da parte di un imprenditore agricolo titolare di un’azienda con specifici requisiti.
Sezione Quarta, definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso proposto in primo grado.
Condanna gli appellati, in solido tra loro, al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio in favore del comune di (omissis) nella misura complessiva di euro 5.000,00(cinquemila/00), oltre agli altri oneri di legge.