Source: http://neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=17207
Timestamp: 2019-07-18 19:21:30+00:00
Document Index: 109223646

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 380', 'art. 375', 'art. 15', 'art. 702', 'art. 13', 'art. 16']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 2 - ORDINANZA 25 giugno 2019, n.16938
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | GIOVEDÌ 18 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 21:21
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 2 - ORDINANZA 25 giugno 2019, n.16938MASSIMA
La società Golden Games s.r.l., con ricorso depositato in via telematica in data 02/12/2016 alle ore 23:46:55, ha proposto opposizione avverso decreto di liquidazione, reso dal tribunale di Roma in composizione monocratica e comunicato il 02/11/2016, delle spettanze del c.t.u. ing. C.C. officiato in procedimento pendente tra essa s.r.l. e la HGB Connex s.p.a.
2. Con ordinanza dell’08/6/2017 il giudice designato alla trattazione dell’opposizione del tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile l’opposizione della s.r.l., condannandola alle spese.
3. A sostegno della decisione il tribunale ha considerato che la notifica dell’opposizione "avrebbe dovuto perfezionarsi entro le ore 14 del trentesimo giorno successivo alla comunicazione del provvedimento e quindi entro le ore 14 del 02/12/2016", onde il ricorso era tardivo. Ha a tal uopo tratto dal D.L. n. 179 del 2012, art. 16 septies, modificato dal D.L. n. 90 del 2014, art. 45 bis, la conseguenza che "quando la ricevuta di consegna giunge dopo le ore 21, la notifica si considera perfezionata alle ore 7.00 del giorno successivo".
4. Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., la Golden Games s.r.l. su un unico motivo, successivamente illustrato da memoria. Ha resistito con controricorso C.C. . Non ha espletato difese la HGB Connex s.p.a..
5. Su proposta del relatore, il quale ha ritenuto che il ricorso potesse essere dichiarato manifestamente fondato, con la conseguente definibilità nelle forme dell’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), il presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio, nella quale il collegio ha come segue condiviso la medesima proposta del relatore.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 2 - ORDINANZA 25 giugno 2019, n.16938 - Presidente D’Ascola – Relatore Sabato
1. È infondata l’eccezione svolta dal controricorrente di tardività del ricorso per cassazione, basata sull’argomento per cui - essendo il procedimento di opposizione al decreto di liquidazione delle spettanze di c.t.u. attratto, del D.Lgs. n. 150 del 2011, ex art. 15, al rito sommario di cognizione - da un lato, il termine di trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza previsto dall’art. 702 quater c.p.c., per l’appello varrebbe anche per il ricorso straordinario per cassazione, dall’altro, quand’anche il termine fosse quello ordinario di sessanta giorni, esso sarebbe comunque decorso dovendo farsi partire dalla data di pubblicazione, in quanto conosciuto o conoscibile dalle parti.
2.2. Il provvedimento impugnato, nel fare sostanziale, ma implicito, riferimento al disposto di cui al D.M. n. 44 del 2011, art. 13, che prevedeva il termine anticipato delle ore 14 per la riferibilità alla data di effettuazione dei depositi, non appare tener conto del testo vigente al momento del deposito del ricorso in opposizione e citato nello stesso provvedimento impugnato - del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 16 bis, comma 7, conv. in L. 221 del 2012, nella versione di cui alla novellazione del 2014, secondo il quale il deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza.
2.3. Tanto consente a questa corte di esimersi dal pronunciare sulla tesi sostenuta in subordine, in memoria, dalla parte ricorrente, secondo la quale, nel silenzio del D.L. n. 179, - nel testo ante-2014 sulla questione dell’orario idoneo al deposito, il D.M. n. 44, avrebbe dovuto essere disapplicato.
la corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia al tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.