Source: http://www.unicri.it/min.san.bollettino/normativa/y90_95/decr30maggio1991.htm
Timestamp: 2018-01-22 08:24:38+00:00
Document Index: 105135349

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4']

Visto il decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito nella legge 29 febbraio 1980, n. 33, recante norme per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale;
Visto l’art. 51, secondo comma, della legge n. 833/1978 che demanda a questo Comitato la ripartizione tra tutte le regioni, comprese quelle a statuto speciale, della somma stanziata per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, su proposta del Ministro della sanità;
Vista la legge 26 giugno 1990, n. 162, recante aggiornamenti modifiche ed integrazioni alla legge 22 dicembre 1975, n. 685, concernente la disciplina di sostanze stupefacenti e psicotrope, nonchè la prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza;
Visto, in particolare, l’art. 27 della predetta legge n. 162/1990, in base al quale è previsto che la determinazione dell’organico e delle strutture organizzative e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze (SERT), da istituire presso ogni unità sanitaria locale, sia affidata al Ministro della sanità che vi provvede con proprio decreto, di concerto con il Ministro per gli affari sociali;
Considerato che il predetto art. 27 della legge n. 162/1990 prevede, per il potenziamento dei servizi pubblici per le tossicodipendenze, un finanziamento pari a 240,600 miliardi di lire per ciascuno degli anni 1991 e 1992 (la quota ‘90 pari a 30 miliardi di lire è stata assegnata con precedente deliberazione del 12 marzo 1991), a valere su corrispondenti quote del Fondo sanitario nazionale, vincolante allo scopo ai sensi dell’art. 17 della legge 22 dicembre 1984, n. 887;
Visto il decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per gli affari sociali, in data 30 novembre 1990, n. 444, con il quale si è provveduto a disciplinare quanto previsto dal più volte citato art. 27 della legge n. 162/1990;
Considerato che in base alle disposizioni del decreto n. 444/1990, ciascuna regione e provincia autonoma deve curare la definizione dell’organico di ciascun servizio con riferimento ai criteri di calcolo indicati nella tabella allegata al decreto medesimo, con la possibilità di incrementare gli organici in relazione ad eventuali interventi di carattere preventivo, quando obiettive circostanze lo rendano opportuno;
Considerato altresì, che per l’istituzione dei nuovi servizi o per l’adeguamento di quelli già esistenti è previsto un termine di sessanta giorni, decorrente dall’emanazione del decreto in questione;
Vista la proposta del Ministro della sanità in data 3 maggio 1991, concernente la ripartizione, tra le regioni e province autonome interessate, della somma di 240.600 miliardi di lire per il 1991, sulla base dei criteri indicati nel citato decreto n. 444/1990 nonchè delle risultanze emerse dai lavori istruttori del gruppo tecnico della Conferenza Stato-regioni;
Considerato che la Conferenza Stato-regioni ha espresso il proprio parere in data 24 aprile 1991;
A valere sulle disponibilità del Fondo sanitario nazionale 1991, parte corrente, è assegnata alle regioni e province autonome interessate, la somma di lire 240,600 miliardi di cui:
212,400 miliardi di lire per l’assunzione di personale nei SERT già esistenti e di nuova istituzione;
28,200 miliardi di lire per la specifica finalità di incremento degli organici in relazione ad esigenze connesse con le attività di informazione e prevenzione.
Il riparto della predetta somma è indicato nell’allegata tabella, che fa parte integrante della presente deliberazione.
Detti importi verranno erogati con le modalità di svincolo previste dall’art. 17 della legge 22 dicembre 1984, n. 887.
Roma, 30 maggio 1991
Visto l’art. 5, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, che demanda al Ministro della sanità di rideterminare, anche in deroga a precedenti disposizioni legislative, le forme morbose in riferimento alle patologie croniche ed acute che danno diritto all’esenzione dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria, individuando altresì le modalità per il riconoscimento delle patologie stesse;
Visto il decreto del Ministro della sanità del 1° febbraio 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 32 del 7 febbraio 1991, concernente la rideterminazione delle forme morbose che danno diritto all’esenzione dal pagamento delle quote di partecipazione alla spesa sanitaria;
Vista la legge 16 marzo 1987, n. 115, concernente disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito;
Ritenuto di dover integrare, per alcune patologie, le prestazioni erogabili in esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa già individuata agli articoli 1, 2, 3 e 4 del citato decreto, in ragione dei più ricorrenti e significativi trattamenti terapeutici previsti in funzione dell’evoluzione della patologia stessa;
Visto il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità nella seduta del 20 giugno 1991;
Il punto 13) dell’art. 1 del decreto del 1° febbraio 1991 è modificato come segue:
13) insufficienza renale: limitatamente alla dialisi ed alle terapie delle complicanze del trattamento dialitico.
Al punto 16) dell’art. 3 del medesimo decreto è abolita la parola «cronica».
All’art. 2 del decreto 1° febbraio 1991 è aggiunta la seguente forma morbosa:
14) riceventi di trapianti organo parenchimali (rene, cuore, fegato, pancreas).
Il punto 24) dell’art. 3 del decreto del 1° febbraio 1991 è modificato come segue:
24) diabete mellito limitatamente a: glicemia, glicoemoglobina, proteine glicate, esame urine, albominuria, fondo dell’occhio, elettromiografia, creatinina, fluorangiografia se richiesta dallo specialista oftalmologo ed in presenza di retinopatia diabetica, fotocoagulazione retinica, determinazione della microalbuminuria limitatamente a tre determinazioni/anno, visite specialistiche inerenti al diabete ed alle sue complicanze effettuate presso i centri e i servizi di diabetologia di cui all’art. 2, comma 2, della legge 16 marzo 1987, n. 115.
Per i soggetti tossicodipendenti residenti in comunità di recupero l’esenzione dal pagamento della quota di partecipazione alla spesa sanitaria prevista dal punto 4) dell’art. 4 del decreto 1° febbraio 1991 si applica alla generalità delle forme morbose.
Roma, 5 settembre 1991