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Timestamp: 2017-09-24 17:28:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.6', 'art.3', 'sentenza ', 'art.80', 'art.6']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19/05/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea, Senza categoria 22 maggio 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 12 maggio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Petkov e Parnarov c. Bulgaria 59273/10 3 Petkov Petkov e Petar Danailov Parnarov il 3 luglio del 2009 intervengono in difesa di alcune ragazze sgominando gli assalitori di queste. Tuttavia alcuni poliziotti che si trovavano sul posto, anziché inseguire gli uomini ormai in fuga, conducono i ricorrenti in caserma. Questi, una volta in custodia, vengono accusati di aver infranto l’ordine pubblico. Il processo si conclude con l’assoluzione piena. Tuttavia intentano un processo contro i poliziotti, accusandoli di aver provocato, con l’uso eccessivo della forza, infortuni ed ecchimosi; così come confermato dal referto del medico legale. Nel 2011 il tribunale di Sofia assolve i ricorrenti e accorda -per il momento solo a Parnarov- un risarcimento parziale per le accuse infondate; la domanda del signor Petkov è ancora in corso. La Corte Edu, come da costante giurisprudenza, ammonisce la Bulgaria per la violazione dell’art.3 CEDU sia nel suo aspetto materiale sia procedurale. Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento inumani trattamenti degradanti) (componente materiale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - effettiva indagine) (componente procedurale)
Anton c. Romania 76943/11 3 Il signor Anton vine arrestato dalla polizia rumena il 26 agosto del 2010 e posto in custodia cautelare; solo due giorni dopo, a causa di molteplici lesioni, viene ricoverato d’urgenza in ospedale. L’8 ottobre dello stesso anno Anton denuncia gli agenti per mano dei quali, egli, avrebbe subito violenze e maltrattamenti. Il tribunale decide però di non perseguire i poliziotti e di archiviare le indagini; decisione è confermata anche in Appello. Il ricorrente denuncia oggi in Corte Edu sia la violazione dell’art.3 CEDU –divieto di trattamenti inumani e degradanti- sia le indagini inefficaci nei confronti degli agenti. Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento inumani e degradanti) (componente materiale) Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - effettiva indagine) (componente procedurale)
Falie c. Romania 23257/04 3 Il signor Falie invoca oggi in Corte Edu il diritto ad un processo equo. La vicenda trae origine dal rifiuto da parte di un giudice rumeno di pronunciare sentenza che stabilisse nel merito i “confini” del diritto di proprietà del ricorrente e dei vicini di fondo convenuti. La Corte d’Appello di Bucarest, dunque, nella sua decisione si riserva di intervenire, pronunciando sentenza di merito, solo dopo un accordo amichevole; nel casso di specie tale accordo tra i confinanti non era andato a buon fine. Per Strasburgo tale atteggiamento integra una violazione dell’art.6 CEDU (mancato accesso ad un tribunale) Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura Civile
Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Nicolae Augustin Rădulescu c. Romania 17295/10 3 Nel febbraio delle scorso anno la Corte Edu condanna la Romania per la violazione dell’art.3 CEDU: il ricorrente Rădulescu sconta due anni di pena nel carcere di Jilava vicino Bucarest, luogo sovraffollato e malsano. Il Governo rumeno, condannato 5000 euro a soddisfazione dei danni non patrimoniali, dichiara alla stessa Corte di non poter eseguire la sentenza a causa della scomparsa del ricorrente il 10 aprile del 2013. Bucarest chiede dunque oggi la cancellazione dal ruolo, mentre l’avvocato di Rădulescu, ex art.80 del regolamento, propone come erede degli interessi del ricorrente la madre: anziana, già gravemente malata, ha vissuto in questi anni nella totale impossibilità di conoscere ed utilizzare gli strumenti del diritto convenzionale. La Corte accorda, per i motivi suddetti, il risarcimento alla madre del ricorrente. Revisione Danno morale - risarcimento (articolo 41 - Danno morale
Parrocchia greco-cattolica di Lupeni e altri c. Romania 76943/11 2 La Parrocchia greco-cattolica e il Sacerdozio di Lupeni insieme alla Diocesi di Lugoj si rivolgono in Corte Edu per denunciare le lungaggini di una causa intentata per la restituzione di alcuni luoghi di culto –assegnati, sotto il regime comunista, alla Chiesa Ortodossa. Nel 2001 il ricorso viene respinto dal Giudice rumeno in applicazione di una legge speciale, intervenuta nel 1992, che demandava la procedura di riassegnazione, non ad un tribunale, bensì a commissioni miste nelle quali confluivano i fedeli di entrambe le confessioni. Il processo si conclude ben dieci anni dopo con la pronuncia, in linea con le precedenti, della Corte Suprema. A Strasburgo i ricorrenti ottengono, sì, ragione circa il diritto ad un termine ragionevole di durata del processo (art.6 CEDU), ma non per il mancato accesso ad un tribunale. Articolo 6
Articolo 1 Protocollo
Parzialmente irricevibili (articolo 35-3 - manifestamente infondato
Ratione materiae)
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura Civile
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura Civile
Nessuna violazione dell'articolo 14 + 6-1 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - pecuniarie danni
Basta soddisfazione)
Danno morale - ricorso (articolo 41 - Danno morale
Bulgaria Romania Tutte le sentenze	2015-05-22
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