Source: http://blog.edises.it/analisi-decreto-legislativo-62-2017-7316
Timestamp: 2017-12-17 17:38:25+00:00
Document Index: 57348995

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 33', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 4']

Decreto Legislativo n. 62/2017: analisi di Giuseppe Mariani
Analisi del Decreto Legislativo n. 62/2017
19 maggio 2017 10:15
Il 16 maggio 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 recante “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i) della legge 13 luglio 2015, n.107”. Il provvedimento costituisce uno degli otto decreti attuativi della L. 107/2015 approvati, in prima lettura, il 16 gennaio dal Consiglio dei ministri e precedentemente avevamo fornito una prima analisi dello schema di decreto legislativo. Superati tutti i passaggi parlamentari e finalmente approdato in Gazzetta, vediamo ora cosa effettivamente cambia
Innanzi tutto, le norme contenute nel D.Lgs. n. 62 hanno decorrenze di applicazione distribuite su due anni scolastici: il 2017/18 e il 2018/19 (v. l’art. 26 Decorrenze, disposizioni transitorie, di coordinamento e abrogazioni).
Entrano in vigore dal 1° settembre 2017:
le norme inerenti i principi generali (art. 1);
le norme riferite al primo ciclo di istruzione (artt. 2-11).
Entrano in vigore dal 1° settembre 2018:
le norme riferite al secondo ciclo di istruzione (artt. 12-21).
le norme inerenti l’effettuazione delle prove Invalsi (artt. 4, 7 e 19);
l’art. 22 (Valutazione relativa alla scuola in ospedale);
l’art. 24 (Regioni e Province a Statuto speciale) per la parte relativa al secondo ciclo;
l’art. 25 (Scuole italiane all’estero) per la parte relativa al secondo ciclo.
Scuola primaria: che cosa cambia?
Scuola secondaria di primo grado: che cosa cambia?
Esame di stato conclusivo del primo ciclo: che cosa cambia?
Scuola secondaria di Secondo grado: cambia solo l’esame di stato (a partire dal 2018/2019)
È finalmente chiarito che i team dei docenti sono presieduti dal dirigente scolastico (art. 2, c. 3, ultimo periodo).
Viene sostanzialmente impedita la non ammissione alla classe successiva. Pur riprendendo dal D.Lgs. n. 59/2003 il criterio che essa può essere deliberata solo in casi eccezionali e purché il voto sia unanime, l’art. 3 (c. 1) afferma che la promozione è obbligatoria “anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione“. Il che significa che, tranne il caso di mancata frequenza, non sarà più possibile far ripetere l’anno a quei bambini che, non avendo raggiunto le competenze minime per la classe successiva, potrebbero trarre beneficio dal ripercorrere i passaggi saltati.
Nelle classi quinte si aggiunge la prova Invalsi di inglese a quelle di italiano e matematica (dall’a.s. 2018/19)
Per la valutazione del comportamento sono introdotte tre innovazioni: la prima riguarda il criterio di valutazione, che viene riferito “allo sviluppo delle competenze di cittadinanza“; la seconda riguarda il ritorno al giudizio (come nella scuola primaria: sparisce quindi il voto in decimi); la terza riguarda la sterilizzazione delle conseguenze del giudizio negativo di comportamento rispetto all’ammissione alla classe successiva (art. 2, c. 5).
La non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo rimane possibile, su voto a maggioranza del consiglio di classe, nei casi “di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline”. Viene formalizzato l’obbligo di attuare, a favore degli alunni con carenze in una o più discipline, specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento (art. 6, c. 2 e 3).
Le prove Invalsi si svolgono solo in terza (abolite le prove in prima) e non fanno più parte dell’esame di Stato: ne è previsto lo svolgimento entro il mese di aprile. La partecipazione è obbligatoria, rappresentando requisito di ammissione all’esame di Stato: per gli alunni risultati assenti per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva. Dal 2018/19 alle prove di italiano e matematica si aggiunge la prova di inglese (art. 7).
Espunte le prove Invalsi, l’esame di Stato è riportato alla formula tradizionale, consistente nelle tre prove scritte (italiano, matematica e lingue) e nel colloquio. Per le due lingue comunitarie è prevista un’unica prova scritta articolata in una sezione per ciascuna delle lingue studiate (art. 8, c. 3 sgg.).
Presidente della commissione d’esame è il dirigente scolastico della scuola stessa (art. 8, c. 2): viene accentuata l’autoreferenzialità della conduzione dell’esame.
Il voto finale dell’esame, espresso in decimi, deriva dalla media, arrotondata all’unità superiore per frazioni pari o superiori a 0,5, tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove e del colloquio (oggi il voto finale deriva dalla media tra il voto di ammissione e quello delle singole prove d’esame).
Viene forzosamente enfatizzata la collegialità della commissione a discapito delle valutazioni tecnico-didattiche dei docenti e delle competenze valutative delle sottocommissioni (alias: i consigli di classe), come qui di seguito esplicitato. Su questo punto leggi un commento dell’autore.
L’alunno con DSA esonerato dallo studio delle lingue straniere viene ammesso all’esame di Stato e consegue il diploma senza menzione della non conoscenza delle lingue (art. 11, commi 13 e 15). La nuova norma scardina un principio fondamentale del diritto scolastico italiano, fondato sul valore legale del titolo di studio (Costituzione, art. 33, c. 5: un titolo di studio certifica il possesso delle competenze previste dal relativo piano di studi). Su questo punto leggi un commento dell’autore.
Aumenta il peso del percorso nel triennio: il credito scolastico sale dai 25 punti di oggi fino a 40 (dodici per il terzo anno, tredici per il quarto e quindici per il quinto (art. 15, c. 1). Il D.Lgs. allega una Tabella per l’attribuzione dei crediti nel periodo transitorio.
Le Prove nazionali Invalsi (art. 19) sono previste per gli studenti del secondo e dell’ultimo anno per italiano, matematica e inglese. Le prove dell’ultimo anno costituiscono requisito per l’ammissione agli esami; in caso di assenza per gravi motivi documentati, valutati dal consiglio di classe, è prevista una sessione suppletiva. L’esito di tali prove è valorizzato in una specifica sezione all’interno del “curriculum dello studente” (istituito dalla legge n. 107/2015, art. 1, c. 28).
È prevista la semplificazione dell’esame di Stato: le prove scritte sono due, a carattere nazionale, seguite da un colloquio (art. 17, c.2). Viene quindi abolita la terza prova, che prevede, fino ad oggi, una ricognizione multidisciplinare delle competenze dello studente, includendo, tra l’altro, anche l’“accertamento della conoscenza della lingua straniera” (D.M. n. 429/2000, art. 4). Cambia anche l’impostazione del colloquio. Mentre, allo stato attuale, il colloquio ha inizio con un argomento disciplinare o pluridisciplinare scelto dal candidato, la nuova formulazione prevede che sia la commissione a proporre al candidato di analizzare testi, esperienze, problemi ecc. Infine, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro diviene obbligatoriamente oggetto di esposizione sotto forma di “una breve relazione e/o un elaborato multimediale”.
Il voto finale complessivo rimane in centesimi, come risultato della somma dei punti così attribuiti:
massimo 20 punti per la valutazione di ciascuno scritto e del colloquio, fino al massimo complessivo di 60 punti;
massimo 40 punti di credito scolastico.
È prevista l’emanazione di un decreto ministeriale che definisca, nel rispetto delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida vigenti:
i quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte;
le griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi alle singole prove.
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antonio 5 luglio 2017 alle 22:38
Davvero interessante. Sterilizzare il voto in condotta per l’ammissione alla classe successiva mi pare un errore.