Source: http://www.orizzontisicilia.it/universita-il-braccio-violento-della-legge/
Timestamp: 2018-11-19 21:56:13+00:00
Document Index: 45716851

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 323', 'art. 633', 'art. 321', 'art. 110', 'art. 323', 'art. 633']

Università romena: il braccio violento della legge! - Orizzonti Sicilia Università romena: il braccio violento della legge! - Orizzonti Sicilia
Intervengono le Fiamme Gialle: sequestrati i locali dell’ex Ospedale Umberto I. Indagati L’ex Direttore Generale Giuseppe Termine, la Fidelio e Cassarà.
Adesso Mirello Crisafulli è nei guai. Il mese scorso aveva preso avvio il corso intensivo di lingua rumena presso i locali dell’Ospedale Umberto I di Enna, finalizzato ad ottenere un attestato necessario per la frequenza dei corsi universitari in Medicina e Professioni Sanitarie programmati dalla Università “Dunarea De Jos” di Galatj. Da allora numerosi studenti, che avevano già versato la prima rata dei 2200 € previsti per il corso, hanno frequentato a ritmo serrato le lezioni in quelle aule che da già dal prossimo mese di dicembre avrebbero dovuto ospitare i corsi Universitari di Medicina e Professioni Sanitarie. Ma sui corsi dell’Università romena nei giorni scorsi sono piovute numerose posizioni di ostilità da parte del mondo accademico italiano e la presa di posizione del Ministero per l’Università e la Ricerca, al quale non era mai giunta la richiesta di autorizzazione. Il Ministero aveva quindi attivato la Prefettura di Enna per avviare accertamenti in ordine alla legittimità dell’assegnazione dei locali di proprietà dell’Asp 4 di Enna, che, a dire della Fondazione guidata dall’on. Crisafulli, gli erano stati assegnati con un contratto di comodato.
La Guardia di Finanza stamani si è presentata all’ex Ospedale Umberto I e ha sequestrato i locali di viale Diaz, interrompendo il corso di lingua romena.
A disporre il sequestro, operato dalle Fiamme Gialle ennesi, il Procuratore Capo della Repubblica, dott. Calogero Ferrotti, per impedire la continuazione di una occupazione di cui non si trova alcun presupposto legale.
Secondo quanto è emerso dalle indagini della Guardia di Finanza il Commissario straordinario pro-tempore dell’ASP di Enna aveva siglato un protocollo con la Fondazione Proserpina consegnando 28 locali dell’ospedale, di cui sedici al quarto piano dell’edificio e dodici al piano terra.
Secondo gli inquirenti agli atti dell’Asp non esisterebbe alcun documento.
Il nuovo Direttore Generale, la dottoressa Giovanna Fidelio, dopo il suo insediamento fece sgomberare i locali al quarto piano ma nulla fece per quelli al “piano 0”, che erano e sono rimasti occupati fino ad oggi dalla “Fondazione Proserpina”. Secondo le Fiamme Gialle la Fondazione non è mai stata giuridicamente riconosciuta.
Fondata nel 2011 con lo scopo di supportare l’Università Kore di Enna, solo a fine settembre 2015 ha chiesto il riconoscimento quale Fondazione. Nel frattempo però aveva già siglato un protocollo con l’ASP nel 2014, una convenzione con la Regione Siciliana nel 2015 e a metà settembre aveva deliberato la sua trasformazione in società commerciale, denominandosi “Fondo Proserpina S.r.L.”
Anche la Prefettura sta svolgendo gli approfondimenti del caso che, da un primo riscontro, comprovano le prime risultanze investigative compiute.
Adesso il quadro investigativo si fa molto complicato: l’ex senatore del Pd, Mirello Crisafulli è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio e occupazione abusiva di edificio pubblico. Insieme a lui, la Procura ennese, sta cercando di individuare un ignoto funzionario dell’Asp accusato di falso per soppressione, mentre continuano le indagini sull’ex commissario straordinario dell’Asp 4, Giuseppe Termine, sull’attuale direttore generale, Giovanna Fidelio e sul direttore sanitario, Emanuele Cassarà.
Aggiornamento del 12/11/2015
Riceviamo dalla Guardia di Finanza:
Le indagini delle fiamme gialle ennesi si riferiscono all’individuazione di condotte penalmente rilevanti, connesse con l’avvio dei corsi in riferimento (reati ipotizzati – art. 110 e art. 323 c.p.- concorso in abuso d’ufficio, art. 633 e 639 bis c.p. – invasione di terreni o edifici.).
L’inchiesta ha ad oggetto la “Fondazione Proserpina”, con sede in Enna, costituita nel 2011 con finalità di attivare iniziative didattiche e scientifiche integrative o complementari a quelle dell’Università Kore di Enna.
La citata “Fondazione Proserpina“, per l’avvio dei corsi di laurea, avrebbe stipulato tra l’altro, anche un “Protocollo d’intesa per il funzionamento in Enna di corsi di laurea in chirurgia e medicina e delle professioni sanitarie”, siglato con l’ASP nel 2014.
Nel corso delle indagini sono emerse ipotesi di reato in capo ai vertici della locale A.S.P. ( Direttore Generale attuale e protempore, Direttore Sanitario).
In data 11.11.2015 sono già stati eseguiti ad opera della Compagnia Guardia di Finanza di Enna, provvedimenti di Sequestro ex art. 321 c.p.p. dei locali indicati posti a disposizione dell’ASP di Enna per la frequentazione dei corsi di lingua romena, presso l’Ospedale Umberto I di Enna.
Contestualmente sono stati notificati quattro avvisi di garanzia, in ordine ai reati ipotizzati – art. 110 e art. 323 c.p.- concorso in abuso d’ufficio, art. 633 e 639 bis c.p. – invasione di terreni o edifici.
Con riferimento alla “Fondazione Proserpina” non risulta che la stessa abbia ottenuto il riconoscimento giuridico.
In tale assenza di riconoscimento, la “Fondazione Proserpina”, nella fase di costituzione dei rapporti (stipula protocolli d’intesa) avrebbe agito come “ente di fatto”, eludendo la normativa in vigore e trasformandosi, successivamente, nella società “Fondo Proserpina S.R.L.”.
La trasformazione da Ente tipicamente riconosciuto a prevalenza “non profit”, in società di capitali, fa ragionevolmente ipotizzare che tale variazione sia dovuta “surrettiziamente” all’ottenimento della personalità giuridica, trasferendo “irritualmente” anche la valenza dei protocolli e convenzioni stipulate.
I locali in argomento, sarebbero stati impiegati per l’attività “illegittimamente”, in quanto appartenenti a plesso sanitario pubblico ed in forza a un “protocollo” stipulato con l’A.S.P. di Enna dalla “Fondazione“ di fatto, come dianzi cenno, non avente alcun titolo alla stipula.
Non risulta, allo stato, che l’Università Kore, abbia sostenuto tale progettualità.
Per compiuta argomentazione, si riferisce, inoltre, che l’A.S.P. di Enna che in origine aveva stipulato il protocollo d’intesa, successivamente all’avvio dell’inchiesta in atto, avrebbe avviato procedura di sfratto per ottenere la restituzione dei locali adibiti ai corsi in oggetto.
Le indagini dirette dal Procuratore Capo della Repubblica dott. Calogero Ferrotti sono tuttora in corso.