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Timestamp: 2018-12-13 14:35:45+00:00
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Art. 325 cod. proc. civile: Termini per le impugnazioni | La Legge per tutti
In tema di notificazione di un atto di impugnazione, tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario, qualora la notificazione non si sia perfezionata per cause non imputabili al notificante (quale, in particolare, l’avvenuto trasferimento del difensore domiciliatario, non conoscibile da parte del notificante) e l’ufficiale giudiziario abbia appreso, già nel corso della prima tentata notifica, il nuovo domicilio del procuratore, il procedimento notificatorio non può ritenersi esaurito ed il notificante non incorre in alcuna decadenza, non potendo ridondare su di lui la mancata immediata rinotifica dell’atto da parte dell’ufficiale giudiziario, non dipendente dalla sua volontà, ove provveda con sollecita diligenza (da valutarsi secondo un principio di ragionevolezza) a rinnovare la richiesta di notificazione, a nulla rilevando che quest’ultima si perfezioni successivamente allo spirare del termine per proporre gravame.
Cass. 30 settembre 2011, n. 19986.
La notificazione della sentenza in forma esecutiva alla parte presso il procuratore costituito è equivalente a quella eseguita al procuratore stesso, sicché essa è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione sia per il destinatario della notifica che per il notificante. Né assume rilievo che la notifica sia indirizzata ad una P.A. presso l'Avvocatura dello Stato in quanto la funzione di rappresentanza e domiciliazione legale delle Amministrazioni dello Stato da parte dell'Avvocatura è circoscritta alla sola attività giudiziaria. Rigetta, App. Genova, 30/04/2013
Cassazione civile sez. VI 03 marzo 2015 n. 4260.
La proposizione dell’impugnazione principale determina, nei confronti di tutti coloro ai quali l’atto venga notificato, l’onere, a pena di decadenza, di esercitare il proprio diritto di impugnazione nei modi e nei termini previsti per l’impugnazione incidentale e, quindi, nel caso di ricorso per cassazione, nel termine di quaranta giorni dalla suddetta notificazione, senza che tale principio subisca deroghe in relazione all’impugnazione incidentale di tipo adesivo.
Cass. 17 ottobre 2007, n. 21829.
Il termine breve di impugnazione decorre soltanto in forza di una conoscenza “legale” del provvedimento da impugnare e cioè di una conoscenza conseguita per effetto di un’attività svolta nel processo, della quale la parte sia destinataria o che ella stessa ponga in essere, la quale sia normativamente idonea a determinare da sé detta conoscenza o tale, comunque, da farla considerare acquisita con effetti esterni rilevanti sul piano del rapporto processuale.
Cass. 10 giugno 2008, n. 15359.
La parte che abbia proposto un ricorso per cassazione improcedibile, per non essere stato depositato nel termine previsto dalla legge, può validamente proporre un nuovo ricorso per cassazione se nel frattempo il termine per ricorrere non sia scaduto e l’improcedibilità del primo ricorso non sia stata dichiarata, dal momento che, in tale ipotesi, il diritto di impugnazione non può ritenersi consumato.
Cass. 15 febbraio 2007, n. 3386.
La parte che prende l’iniziativa della notifica della sentenza alla controparte è tenuta, al pari del soggetto fatto oggetto di notificazione, ad impugnare negli stessi termini perentori fissati dall’art. 325 c.p.c. A tali fini, l’inizio del decorso del termine va identificato, in ipotesi di notifica eseguita a mezzo posta, nel giorno in cui la notifica deve ritenersi perfezionata e non nel giorno in cui la raccomandata è stata spedita.
Cass. 5 agosto 2002, n. 11700; conforme Cass. 13 aprile 2007, n. 8832.
La valida notificazione della sentenza al contumace involontario, anche se intervenuta successivamente al decorso dell’anno dalla pubblicazione della sentenza, è idonea a far decorrere il termine breve per proporre impugnazione; a tal fine devono sussistere sia la condizione oggettiva della nullità degli atti di cui all’art. 327, 2º comma, c.p., sia quella soggettiva della mancata conoscenza del processo a causa di detta nullità e la relativa prova spetta al contumace, salvo il caso d’inesistenza della notificazione, la quale pone a carico di chi eccepisca che la parte ebbe di fatto conoscenza del giudizio l’onere di fornire la relativa prova.
Cass., Sez. Un., 22 giugno 2007, n. 14570.
In tema di impugnazioni, il principio secondo il quale, nel processo con pluralità di parti, vige la regola dell’unitarietà del termine dell’impugnazione (sicché la notifica della sentenza eseguita a istanza di una sola delle parti segna l’inizio della decorrenza del termine breve per la proposizione dell’impugnazione contro tutte le altre parti) va interpretato nel senso che detto momento rileva per la decorrenza del termine breve per impugnare, nei confronti del notificante e delle altre parti del giudizio, solo per il notificante stesso e per la parte destinataria della notificazione, atteso che anche ciascuna delle altre parti ha diritto di ricevere la notifica della sentenza, che è condizione per far scattare il termine breve per l’impugnazione.
Cass. 13 aprile 2007, n. 8832.
La notifica della sentenza in forma esecutiva, indirizzata alla controparte personalmente, è inidonea a far decorrere il termine breve d’impugnazione nei confronti sia del destinatario che del notificante, pur se di fatto la notifica sia avvenuta al difensore, domiciliato presso la parte, mancando qualsiasi indicazione atta a far ritenere che la parte notificante perseguisse l’obiettivo, ulteriore all’impulso della procedura esecutiva, di portare la sentenza a conoscenza della controparte per il tramite del suo rappresentante processuale, professionalmente qualificato a vagliare l’opportunità dell’impugnazione.
Cass. 10 luglio 2007, n. 15389.