Source: http://www.studioporcaro.it/consulenza/contenzioso-bancario/
Timestamp: 2019-01-20 05:00:21+00:00
Document Index: 13870402

Matched Legal Cases: ['art. 1283', 'art. 1418', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 117', 'art. 2043']

Contenzioso Bancario - Studio Porcaro
In virtù di una pluriennale esperienza professionale, lo Studio si occupa di contenzioso bancario ed è particolarmente impegnato nell’approfondimento delle vicende legate a: usura, anatocismo, clausola di interessi, CMS, clausola di decorrenza delle valute, concessione abusiva del credito, strumenti derivati.
Con questo termine si intende il calcolo degli interessi sugli interessi applicati nella prassi dalle banche (capitalizzazione periodica degli interessi). Tale prassi, vietata dall’art. 1283 c.c., è divenuta legittima solo a decorrere dal 22/04/2000, a seguito di emanazione della delibera CICR del 9/02/2000, a condizione che la relativa clausola venga esplicitamente e validamente pattuita tra le parti. Le clausole di capitalizzazione contenute nei contratti stipulati prima del 22/04/2000, invece, sono sempre nulle per violazione di norma imperativa (art. 1418 comma 1 c.c.).
Purtroppo le banche applicano l’usura più spesso di quanto non si creda attraverso astrusi meccanismi di remunerazione del denaro e tramite il gonfiaggio dei numeri debitori del conto corrente; la legge tutela i cittadini del reato di usura attraverso l’art. 644 del codice penale, la l. 108/96 e l’art. 1815 del c.c. il quale prevede l’annullamento dell’interesse usurario eventualmente preteso dal finanziatore.
Clausola di interessi
La clausola di interessi serve a stabilire interessi passivi in misura ultralegale. In mancanza di contratto stipulato nella forma scritta, gli interessi sono dovuti nella misura del saggio legale in virtù degli artt. 1282, 1284 e 1815 c.c. Se invece esiste un contratto stipulato nella forma scritta ma esso non indica il tasso d’interesse, trova applicazione l’art. 117 comma 7 lett. a) Tub, che prevede un’ipotesi di inserzione automatica di una clausola legale in sostituzione di quella contrattuale nulla.
Si tratta della clausola entrata nella prassi bancaria relativamente ai conto correnti e che si atteggia sostanzialmente come un interesse aggiuntivo sulle somme utilizzate a credito dai clienti delle banche. In quanto tale, la C.M.S., pena nullità, deve avere la forma scritta e non può essere modificata unilateralmente dalla banca. Altra ricorrente causa di nullità della CMS è quella per cui la clausola ha forma scritta, ma nulla dice in ordine al criterio di calcolo.
Clausola di decorrenza delle valute
La prassi bancaria dell’antergazione delle operazioni in addebito e della postergazione delle operazioni in accredito comporta un aggravio degli interessi posti a carico del cliente, diventando un costo ulteriore. La normativa introdotta negli ultimi anni ha limitato fortemente il malcostume bancario, stabilendo la regola generale secondo cui nella contabilizzazione degli interessi sui versamenti e sui prelevamenti effettuati sul conto corrente, la banca è tenuta a seguire il sistema della valuta reale, vale a dire il conteggio degli interessi dal giorno di effettivo versamento o prelevamento.
La concessione del credito è abusiva quando una banca concede, rinnova o proroga un finanziamento ad una impresa che si trova già in uno stato di tensione economico finanziaria, pur essendo a conoscenza di questa situazione, con la conseguenza di ritardare l’emersione dello stato di insolvenza. L’art. 2043 del c.c. stabilisce che la concessione abusiva del credito è dunque fonte di una responsabilità (di natura extracontrattuale) per la banca perché, attraverso l’erogazione illegittima del finanziamento, viene compromessa ingiustamente la garanzia patrimoniale dei creditori dell’impresa, la quale avrebbe invece dovuto cessare immediatamente l’attività poiché si trovava già in uno stato di insolvenza. L’abusiva concessione di credito comporta, dunque, un pregiudizio certo e non un arricchimento del patrimonio del finanziato. Per tali motivi lo Studio Porcaro ha fornito e fornisce a diverse imprese, vittime della concessione abusiva del credito, assistenza professionale sia sotto il profilo fiscale che legale, attraverso la proposizione di specifiche azioni giudiziarie contro gli Istituti di credito. La domanda ha ad oggetto la richiesta di risarcimento dei danni subiti e subendi dalle menzionate imprese.
I derivati sono strumenti finanziari complessi che, per la loro enorme diffusione sui mercati di capitali – consolidatasi nei primi anni dopo il duemila – hanno finito per acquisire un ruolo di assoluta centralità nell’economia globale. Il termine “derivati” indica la caratteristica fondamentale di questi prodotti: il loro valore deriva dall’andamento del valore di una attività, ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L’attività, ovvero l’evento, di qualsiasi natura o genere, costituiscono il “sottostante” del prodotto derivato. I prodotti derivati sono utilizzati, principalmente, per tre finalità: ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente; assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto; conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazione. In tale contesto, molti clienti (pubblici e privati), essendo privi della competenza tecnica necessaria per compiere operazioni di tale complessità, hanno inconsapevolmente sottoscritto dei derivati dannosi per il proprio equilibrio finanziario e in cui non si è riscontrata la giusta corrispondenza tra la struttura del prodotto e le finalità che con esso ci si era prefissati di perseguire. Di seguito si elencano i principali vizi (normativi e contabili) di tali strumenti: profilo di rischio non idoneo, mancanza documenti, patto leonino, età sottoscrittore, costi occulti, mancanza coperture, evidenza di speculazione, ricalcoli errati di MTM/FLUSSI/UP FRONT.
Lo Studio Porcaro è a disposizione dei clienti per fornire una valutazione sulla correttezza o meno delle condizioni applicate ai rapporti bancari, quantificando l’importo delle competenze illegittimamente addebitate dalla banca a titolo di interessi anatocistici, interessi ultra-legali, interessi usurari, commissioni di massimo scoperto nonché per la prassi delle valute fittizie. Lo Studio coadiuva i clienti nei giudizi nei confronti delle banche, e valuta anche le possibili soluzioni transattive per dirimere in via stragiudiziale le controversie insorte o in via di formazione tra correntisti e gli istituti di credito, al fine di recuperare le somme maltorte.
Fabio Cassero