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Timestamp: 2018-08-20 14:17:41+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 140', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 85', 'art. 84', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 2']

Novità fiscali del 25 maggio 2011 | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 25 maggio 2011
1) Accessi ispettivi INPS: indicazioni operative
2) Modello Unico PF 2011 e contribuenti minimi: compilazione del quadro CM
3) Disciplina dei controlli metrologici successivi sui contatori elettrici rientranti nella MID: circolare congiunta
4) Il DURC ostacola l’attività delle imprese: osservazioni dei Consulenti del Lavoro
5) Annuario del contribuente 2011: E’ sul web la decima edizione edita dalle Entrate
6) Modello F24: Ecco il codice tributo per la compensazione del credito d’imposta “pro” enti creditizi e finanziari
7) Modello F24: Istituiti dei codici tributo per versare i contributi alla Cassa di Previdenza Geometri
La circolare INPS 13 maggio 2011, n. 75 contiene le indicazioni operative rivolte al proprio personale ispettivo in tema di accesso, diffida e verbalizzazione, al fine di rendere uniforme l’applicazione della normativa, ma che ovviamente interessano tutti (lavoratori e loro datori di lavoro).
In particolare, tale documento di prassi è stato emanato a seguito delle modifiche arrecate dalla Legge 183 del 2010.
Il legislatore ha, quindi, modificato il potere di diffida esercitato dal personale di vigilanza nei confronti del datore di lavoro quando sia ravvisata l’omessa osservanza della disciplina in materia di lavoro e legislazione sociale.
Sulla scia di quanto disposto dalla circolare n. 41 del 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si rileva quelli che il Collegato Lavoro pone quali elementi costitutivi nella fase di redazione del verbale di primo accesso:
a. l’identificazione dei lavoratori trovati intenti al lavoro e la descrizione delle modalità del loro impiego;
b. la specificazione delle attività poste in essere dal personale ispettivo;
c. il rilascio di eventuali dichiarazioni ad opera del datore di lavoro;
d. la formulazione, ad opera del personale ispettivo, di ogni richiesta, anche di carattere documentale, utile a proseguire l’istruttoria volta all’accertamento di eventuali illeciti.
La circolare afferma poi che la norma ha esteso il potere di diffida anche al personale ispettivo dell’INPS e agli ufficiali di polizia giudiziaria nel caso in cui accertino violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale. In merito alla titolarità del potere di diffida, viene precisato che la norma conferma gli ispettori del lavoro, aggiungendo anche gli ispettori degli istituti previdenziali, limitatamente agli inadempimenti riconducibili alla materia previdenziale.
La nuova disciplina pone quali destinatari del potere di diffida il soggetto trasgressore e l’eventuale obbligato in solido, mentre sotto il regime previgente veniva contemplato soltanto il datore di lavoro.
In ambito di regolarizzazione la norma ha previsto un termine di carattere perentorio pari a giorni 30 decorrenti dalla notificazione del verbale di accertamento.
Il trasgressore, o l’eventuale soggetto obbligato in solido, il quale voglia dare ottemperanza alla diffida, dovrà corrispondere l’importo del minimo di sanzione previsto dalla legge, ovvero un quarto della sanzione stabilita in misura fissa, nel termine di 15 giorni decorrenti dai 30 giorni succitati per la regolarizzazione.
Il procedimento sanzionatorio si estingue relativamente alle inosservanze oggetto della diffida, nonché se ci sia stata ottemperanza alla medesima.
Viene, inoltre, precisato che il termine iniziale per proporre il ricorso, decorrente dalla notifica del verbale unico, risulta pari a:
a. giorni 45 per gli illeciti diffidabili;
b. giorni 30 per gli illeciti non diffidabili;
c. giorni 45 per gli illeciti diffidabili e non diffidabili contestati nel medesimo verbale unico.
La circolare definisce il verbale unico quale documento che incorpora contestazione, sanzione, nonché notifica, di ogni illecito accertato dagli organi ispettivi. Il termine di 90 giorni entro i quali occorre procedere a contestazione e notificazione decorre dal momento di conclusione dell’accertamento.
Per la notifica a mezzo posta i 90 giorni per il notificante decorrono dalla spedizione della raccomandata, per il destinatario, invece, la notifica si considera perfezionata al ricevimento.
Per i soggetti irreperibili ai sensi dell’art. 140 c.p.c., la circolare richiama la sentenza della Consulta 14 gennaio 2010, n. 3: la notifica si perfeziona con il ricevimento della raccomandata che comunica l’avviso di deposito e comunque decorsi giorni 10 dalla stessa.
La circolare definisce il contenuto della motivazione che quindi deve riportare “fedelmente nel corpo del verbale gli esiti dettagliati dell’accertamento con indicazione puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati”, in modo che il soggetto destinatario consegua conoscenza dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione.
Infine, la stessa circolare ha ricordato che le dichiarazioni dei lavoratori rivestono valenza meramente indiziaria e che acquisteranno valore probatorio solo in ipotesi di riscontro da parte di ulteriori dichiarazioni rilasciate da altri lavoratori.
(Altalex, nota del 23 maggio 2011)
Nell’ambito del Modello Unico PF 2011, il quadro CM va utilizzato per dichiarare il reddito derivante dall’esercizio di attività commerciali o dall’esercizio di arti e professioni, determinato ai sensi dell’art. 1, commi da 96 a 117 della legge finanziaria 2008
Nel rigo CM1 (codice attività) va indicato il codice dell’attività. Occorre poi barrare la casella in base al tipo di attività esercitata , per l’attività d’impresa, barrare la casella “Impresa”, per l’attività di lavoro autonomo barrare la casella “Autonomo”, infine, se l’attività è svolta sotto forma di impresa familiare barrare la casella Impresa familiare.
Il reddito di impresa o di lavoro autonomo dei soggetti che entrano nel regime dei minimi è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel medesimo periodo.
L’imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi deve essere effettuata sulla base del cd. “principio di cassa”, e cioè in considerazione del momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa.
Nel rigo CM2 va indicato il recupero dell’incentivo fiscale derivante dall’applicazione del cd. Tremont-ter (DL. n. 78 del 2009). Deve essere, inoltre, indicato il recupero della maggiore agevolazione fruita per effetto di contributi in conto impianti percepiti in un esercizio successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento agevolato.
Nella colonna 2 del rigo CM2 (totale componenti positivi) va indicato, oltre all’importo di colonna 1:
– L’ammontare dei ricavi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR, costituito dai corrispettivi delle cessioni di beni e dalle prestazioni di servizi; l’ammontare lordo complessivo dei compensi, in denaro e in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, derivanti dall’attività professionale o artistica, percepiti nell’anno, compresi quelli derivanti da attività svolte all’estero. Concorrono, altresì, i compensi lordi derivanti da attività rientranti nell’oggetto proprio dell’arie o professione o anche da attività attribuita al professionista in ragione della sua particolare competenza anche se non rientranti nell’oggetto dell’arte o professione (ad es., compensi percepiti da geometri in qualità di componenti del Consiglio nazionale). I citati compensi devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali o assistenziali posti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde. Viceversa, l’ammontare della maggiorazione del 4% addebitata ai committenti in via definitiva costituisce parte integrante dei compensi da indicare nel presente rigo, poiché non sono considerati come dei contributi previdenziali; l’ammontare delle sopravvenienze attive realizzate; l’ammontare delle plusvalenze attive conseguite. La plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime dei minimi è pari all’intero corrispettivo di cessione. Detta plusvalenza concorre integralmente alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui viene percepito il corrispettivo; l’ammontare degli altri componenti positivi incassati nel presente periodo d’imposta, che concorrono a formare il reddito d’impresa odi lavoro autonomo.
Nel rigo CM3 (rimanenze finali), vanno indicate le rimanenze finali relative al periodo d’imposta precedente, se si tratta del primo anno di applicazione del regime dei contribuenti minimi. Se si tratta del 2° periodo di applicazione del regime, si indica l’eventuale eccedenza di rimanenze indicata nel rigo CM20 del Modello Unico 2010.
Nel rigo CM4 (differenza) va indicata la differenza tra gli importi dei righi CM2, colonna 2 e CM3. Se il risultato è negativo indicare zero.
Le minusvalenze sono deducibili se sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso e mediante risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni e vanno indicate nel rigo CM5 (totale componenti negativi).
In particolare, nel rigo CM5 (totale componenti negativi), va indicato:
– Detassazione degli investimenti in macchinari (Tremonti-ter) 50% della spesa sostenuta;
– importo escluso dal reddito per effetto della Tremonti-tessile;
– acquisti di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci pagate nel periodo d’imposta;
– spese relative a beni ad uso promiscuo che, indipendentemente dalle specifiche limitazioni previste dalle norme del TUIR, sono deducibili nella misura del 50% dell’importo corrisposto. Per i contribuenti minimi si presumono sempre ad uso promiscuo autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli e telefonia, pertanto tutte le spese ad essi inerenti (lubrificanti, manutenzioni, tasse di possesso, assicurazioni e altri costi per autoveicoli, leasing, telefonia) sono deducibili al 50%;
– canoni di leasing pagati nel presente periodo d’imposta. Detti canoni sono integralmente deducibili, salvo la limitata deducibilità se relativi a beni promiscui;
– spese per omaggi, vitto e alloggio. Dette spese possono essere portate in deduzione per l’intero importo pagato se inerenti all’esercizio dell’attività;
– costo di acquisto dei beni strumentali per i quali il pagamento è avvenuto nel presente periodo d’imposta;
– sopravvenienze passive realizzate nel presente periodo d’imposta;
– altre spese sostenute nel presente periodo d’imposta.
Nel rigo CM6 (reddito lordo o perdita), va indicato il reddito lordo (o perdita) derivante dalla differenza tra i righi CM4 e CM5 colonna 3. Se il risultato è negativo, l’importo va preceduto dal segno meno.
Le perdite fiscali sono computate in diminuzione dal reddito conseguito nell’esercizio d’impresa, arte o professione per l’intero importo che trova capienza in esso e pertanto dovranno essere indicate nel rigo CM22, colonna 3, se riportabili nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, ovvero nella colonna 1 del rigo CM23, se riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR.
Se l’importo indicato nel rigo CM6 è positivo, nel rigo CM7 (contributi previdenziali e assistenziali), colonna 1, va indicato l’ammontare dei contributi previdenziali e assistenziali versati nel presente periodo d’imposta in ottemperanza a disposizioni di legge. Dal reddito che scaturisce dal regime dei contribuenti minimi, si devono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori ddl’impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa. Nella colonna 2, deve essere indicato l’importo dei predetti contributi che trova capienza nel reddito indicato nel rigo CM6.
L’eventuale eccedenza deve essere indicata nel rigo CM21 ed è deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 del TUIR.
Nel rigo CM8 (reddito netto), va indicata la differenza tra l’importo dirigo CM6, se positivo, e l’importo dirigo CM7, colonna 2.
Nel rigo CM9 (perdite pregresse) vanno riportate le eventuali perdite pregresse fino a concorrenza ddl’importo dirigo CM8.
Nel rigo CM10 (reddito al netto delle perdite soggetto ad imposta sostitutiva) va indicata la differenza tra l’importo indicato nel rigo CM8 e l’importo di rigo CM9, colonna 2.
Tale reddito rileva ai fini della soglia per poter essere considerato a carico per il riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia.
Nel rigo CM11 (imposta sostitutiva), va indicata l’imposta sostitutiva pari al 20% dell’importo di rigo CM10, se positivo.
Nel rigo CM12 (crediti d’imposta), vanno indicati, fino a concorrenza dell’importo indicato nel rigo CM11, i crediti d’imposta che possono essere utilizzati in diminuzione dall’imposta sostitutiva dovuta.
La parte dei crediti d’imposta del rigo CM12 non utilizzata nel presente quadro deve essere riportata negli appositi campi del quadro RN, seguendo le istruzioni fornite con riferimento a ciascun credito. Ad esempio, se nel rigo CR7 (credito d’imposta per il riacquisto della prima casa) è stato indicato un importo pari a 1.000 euro e nella colonna 1 del rigo CM12 è stato indicato un importo di 300 euro, deve essere riportato nella colonna 1 del rigo RN24 il credito non utilizzato pari a 700 euro.
Nel rigo CM13 (ritenute d’acconto), colonna 2, va indicato l’ammontare ddle ritenute d’acconto subite.
Nel rigo CM14 (differenza), va indicato il risultato della seguente operazione:
CM11 – CM12, col. 8 – CM13, col. 2.
Se il risultato e negativo, indicare l’importo preceduto dal segno meno.
Nel rigo CM15 (eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione), va indicato l’importo di colonna 4 del rigo RX14 di UNICO 2010, relativo all’eccedenza d’imposta perla quale non è stato chiesto il rimborso nella precedente dichiarazione.
Nel rigo CM16 (eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione compensata nel modello F24), va indicata la parte dell’eccedenza dell’imposta risultante dalla precedente dichiarazione, già riportata nel rigo CM15, che è stata utilizzata in compensazione nel mod. F24.
Nella colonna 1 del rigo CM17 (acconti), va indicato l’importo degli acconti dovuti ma non versati se si è goduto della sospensione dei termini sulla base di specifici provvedimenti emanati per eventi eccezionali.
Nella colonna 2 va indicata la somma degli acconti versati (considerando eventuali versamenti integrativi), ricavabili dalla colonna “Importi a debito versati” della Sezione “Erario” del mod. F24 (codici tributo “1798” e “1799”, anno di riferimento “2010”).
I righi CM18 (imposta a debito) e CM19 (imposta a credito), vanno compilati per indicare l’imposta sostitutiva a debito o a credito.
Nel rigo CM21, va indicata l’eventuale eccedenza dei contributi previdenziali ed assistenziali data. Tale eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10 del TUIR, da riportare nel rigo RP23 del quadro RP (Modello Unico).
Nel rigo CM22, nelle colonne 1, 2 e 3 devono essere riportate le perdite dei contribuenti minimi non compensate nell’anno dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime.
Nel rigo CM23, colonna 2, vanno indicate le perdite dei contribuenti minimi non compensate nel’anno riportabili senza limite di tempo.
Infine, nel caso di fuoriuscita d regime dei contribuenti minimi, i righi CM22 e CM23 non devono essere compilati poiché le perdite pregresse del quadro CM non compensate nell’anno devono essere indicate nell’apposito prospetto contenuto nel quadro RS denominato “Perdite pregresse fuoriuscita dal regime dei contribuenti minimi non compensate nell’anno”.
Trasmissione circolare congiunta in relazione ai controlli metrologici successivi sui contatori di energia elettrica attiva e complessi di misura elettrici utilizzati per l’accertamento dei flussi energetici ai fini fiscali.
E’ stata pubblicata ieri la circolare dell’Agenzia delle Dogane n. 17 del 23 maggio 2011.
Tale documento di prassi avverte che nelle more dell’emanazione del decreto di cui all’art. 19, comma 2 del D.Lgs. n. 22/2007, relativo alla disciplina dei controlli metrologici successivi sui contatori elettrici rientranti nel novero della direttiva 2004/22/CE (la cd. MID – Measuring Instruments Directive), nonché della più organica definizione dell’intero contesto metrologico afferente i complessi di misura elettrici, la Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico e la Direzione centrale dell’Agenzia delle Dogane hanno ritenuto opportuno emanare congiunte istruzioni relativamente alle specifiche prestazionali nonché alle modalità con le quali garantire, attraverso opportuni controlli, il corretto funzionamento in opera dei complessi di misura installati presso le officine elettriche preesistenti e di nuova attivazione.
Il DURC ostacola la libera iniziativa delle imprese nello svolgimento della propria attività e ciò in un momento di crisi economica generale.
Sono state pubblicate il 24 maggio 2011, sul sito del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro (www.consulentidellavoro.it), le osservazioni, del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro al Ministero del Lavoro, aventi per oggetto il DURC (D.M. 24/10/2007). Ciò al fine di chiedere delle modifiche legislative.
“Com’è noto il Durc ha assunto un ruolo centrale sia per la partecipazione ad appalti pubblici, sia da parte dei committenti privati per lo svolgimento della loro attività di impresa.
A fronte di tale ruolo il quadro normativo che si è composto, assieme alle relative interpretazioni amministrative, è divenuto parecchio complesso ed a volte contraddittorio. Il risultato è che il Durc, ottimo strumento per l’emersione, si sta rivelando un paradossale ostacolo all’iniziativa di impresa anche per quelle che sono in regola.
Le modifiche proposte tengono conto, quindi, delle svariate problematiche che
nell’attuazione concreta sta ponendo tale disciplina, soprattutto in questo momento di crisi economica generale per quelle imprese che con grande difficoltà devono mantenere la regolarità contributiva”.
Nel documento (firmato dal Presidente del Consiglio Nazionale, Marina E. Calderone), seguono poi tutta una serie di proposte di modifiche all’attuale testo normativo che vengono auspicate per risolvere detti problemi. Ciò al fine di potere dare delle certezze alle aziende.
Pronto l’Annuario del contribuente 2011. Il vademecum dell’Amministrazione finanziaria compie dieci anni e festeggia con un’edizione speciale ricca di novità e informazioni utili.
Sul sito Internet, www.agenziaentrate.gov.it , è disponibile l’ultima versione della guida fiscale per eccellenza, diventata negli anni un punto di riferimento per muoversi facilmente tra scadenze, sconti, agevolazioni tributarie, rimborsi e versamenti, proprio in coincidenza con la stagione calda delle dichiarazioni. La versione online consente di inserire tempestivamente gli ultimi aggiornamenti e le novità fiscali.
E’ poi prevista un’edizione “bis” dell’Annuario, prodotta e distribuita nella seconda parte dell’anno, che conterrà anche altri argomenti di interesse generale.
Al passo con l’attualità fiscale
Nell’Annuario trovano ampio spazio anche le novità più recenti. Dall’estensione a sei anni del periodo di validità della Tessera sanitaria, all’esordio di “Civis”, il nuovo servizio dell’Agenzia delle Entrate che consente, attraverso un canale telematico dedicato, di richiedere assistenza sulle comunicazioni di irregolarità derivanti dal controllo delle dichiarazioni dei redditi.
E’ un’edizione speciale, quella di quest’anno, non solo per via del decennale, ma anche per le ultime importanti novità fiscali come, ad esempio: spesometro, redditometro, cedolare secca, nuovo ravvedimento operoso, agevolazioni su produttività straordinari e lavoro notturno.
A queste si aggiungono: la proroga al 31 dicembre 2011 della detrazione del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e la possibilità di versare a rate, e senza polizze fideiussorie, le somme dovute a seguito di acquiescenza, accertamento con adesione e conciliazione, a patto che non superino i 50mila euro.
Se il Fisco cambia, occhio agli aggiornamenti
Per cui, occorre prestare attenzione e verificarne sempre la validità attraverso i seguenti canali d’informazione dell’Agenzia delle Entrate:
– il sito Internet, www.agenziaentrate.gov.it , dal quale sono accessibili i comunicati dell’Ufficio Stampa e Manifestazioni e la pagina “Tutte le novità”;
– la rivista telematica delle Entrate aggiornata quotidianamente;
– il Call center dell’Agenzia, che risponde al numero telefonico 848.800.444.
Un utile esempio, in questo caso, è offerto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede lo slittamento, dal 16 giugno al 6 luglio, dei termini di versamento delle imposte dirette, dell’Irap e dell’acconto della cedolare secca, nonché dei termini di presentazione del 730 (entro il 20 giugno 2011). Novità questa, che non ha potuto trovare posta nell’Annuario, ma che, comunque, per la sua rilevanza, verrà riassunta in un “aggiornamento” distribuito insieme alla pubblicazione.
L’Annuario negli uffici
L’edizione 2011 sarà, inoltre, distribuita nei prossimi giorni, fino ad esaurimento, anche presso gli uffici dell’Agenzia presenti sull’intero territorio nazionale.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 24 maggio 2011)
E’ stato istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta, a favore degli enti creditizi e finanziari, delle imposte anticipate iscritte in bilancio (in funzione della prossima entrata in vigore del nuovo accordo di Basilea).
Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta, nei limiti, termini e condizioni previste dalla norma (Legge 26 febbraio 2011, n. 10), l’Agenzia delle Entrate ha istituito il seguente codice tributo:
– “6834” denominato “ Credito d’imposta, a favore degli enti creditizi e finanziari, delle imposte anticipate iscritte in bilancio, in presenza di perdita d’esercizio – art. 2, commi da 55 a 59, D.L. n. 225/2010 e successive modificazioni”.
In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza della colonna “Importi a credito compensati” ovvero nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito, nella colonna “Importi a debito versati”.
Il campo “Anno di riferimento” è valorizzato, nel formato “AAAA”, con l’anno cui si riferisce il credito.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 57/E del 24 maggio 2011)
Sono stati istituzione anche dei codici per il versamento, tramite modello F24 Accise, dei contributi di spettanza della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti.
Come è noto, il Decreto del 3 febbraio 2011 ha stabilito che il sistema dei versamenti mediante modello F24 si applica anche alle somme dovute alla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti.
Poi con la convenzione del 21 aprile 2011 è stato regolato il servizio di riscossione per il versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alla Cassa.
Alla luce di ciò, adesso per consentire il versamento dei suddetti contributi, tramite modello F24 Accise, l’Agenzia delle Entrate ha istituito dei codici da utilizzare nella specifica sezione “Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione”.
Premesso che nel campo “ente” è sempre indicato il carattere “G” e i campi “prov.” e “mese di riferimento” non devono essere compilati, nell’allegato 1, per ogni codice, sono evidenziate le modalità di compilazione degli altri campi del modello di versamento. La validità dei codici, di cui all’allegato 1, decorre dal 6 giugno 2011.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 58/E del 24 maggio 2011)
– Circolare Inps sui contributi obbligatori dovuti per l’anno 2011
E’ stata pubblicata la circolare dell’Inps n. 76 del 23 maggio 2011 in tema di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali: contributi obbligatori dovuti per l’anno 2011.
(INPS, circolare n. 76 del 2011)
– Indice Istat di aprile 2011
L’Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, per il mese di aprile 2011 è stato fissato nella seguente misura: 2,6%.
(Comunicato del 21 maggio 2011 – Istituto Nazionale di Statistica, Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 21 maggio 2011)
– Aggiornato il software di compilazione GERICO 2011 beta
Il prodotto software GERICO 2011 versione beta consente il calcolo della Congruità, tenuto conto della normalità, e della coerenza per i 206 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2010. Il software non tiene ancora conto di eventuali correttivi crisi da applicare alle risultanze degli studi di settore. Le risultanze in termini di stima dei ricavi/compensi (comprensivi della normalità) e di coerenza dell’applicazione pubblicata non hanno il carattere di ufficialità e non possono essere utilizzate per la predisposizione della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2011
Il prodotto in versione Beta pubblicato il giorno 8 febbraio 2011, è stato aggiornato il 24 maggio 2001, permette di calcolare le risultanze di 68 studi di settore non ancora approvati, è, quindi, non è utilizzabile per gli adempimenti degli obblighi fiscali.
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