Source: http://www.scarpellino.com/it/2017/11/08/pubblicare-le-foto-dei-figli-minori-sui-social-puo-costare-caro/
Timestamp: 2018-04-21 03:48:04+00:00
Document Index: 23524511

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 4']

Pubblicare le foto dei figli minori sui Social, può costare caro. — Scarpellino.com
Avv. Francesco Carbone – Ecco una sentenza destinata a fare scuola: per il giudice del Tribunale di Mantova è illecito il comportamento del genitore che, senza acquisire il preventivo consenso dell’altro, pubblica foto dei figli minori sui Social.
Più precisamente, per il Tribunale di Mantova: «l’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che “taggano” le foto on-line dei minori e, con procedimenti di
fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati,
come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia»
La questione era stata portata in Tribunale da un padre separato che denunciava la violazione degli accordi di separazione da parte della moglie che, sebbene si fosse formalmente impegnata a non postare più foto dei figli minori, nonché a rimuovere quelle esistenti, aveva continuato a farlo.
Il padre dei minori, quindi, ricorreva all’Autorità Giudiziaria affinché rivedesse in suo favore «le condizioni regolanti i rapporti genitori/figli alla stregua di supposti gravi comportamenti diseducativi posti in essere dalla madre»
Il giudice concludeva la disputa genitoriale senza modificare gli accordi presi in sede di separazione, in quanto non rinveniva prove robuste della «grave inadeguatezza educativa» della donna.
Ma – ed è questa la portata innovativa delle sentenza – per il
Tribunale di Mantova – il comportamento della madre integra violazione della «tutela dell’immagine», prevista dall’articolo 10 del codice civile, della «tutela della riservatezza dei dati personali», prevista dal Codice della privacy, nonché della Convenzione di New York, che, all’art. 16 prevede che «nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione» e che «il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti».
Per tali motivi il Giudice ha immediatamente ordinato la rimozione delle foto dei minori unilateralmente postati dalla madre e ha fatto intervenire il Servizio Tutela Minori affinchè fornisca «ogni informazione utile in ordine alla capacità genitoriale dei predetti genitori».
In pratica il monito è chiaro: cari coniugi separati, fate sparire le foto dei vostri piccoli dai Social o vi ritroverete gli Assistenti Sociali in casa per verificare se siete dei bravi genitori.
Come sempre, per una più fedele ricostruzione della vicenda, segue sentenza integrale.
Tribunale di Mantova Sentenza 18226, 2017
Data dell’udienza in cui è stato assunto
Civile – Famiglia
Tribunale di Mantova, 19 settembre 2017. Pres., rel. Mauro Bernardi.
– osservato che la richiesta di immediata inibitoria formulata in ricorso da B. M. merita accoglimento atteso che, dagli atti allegati, risulta documentato l’inserimento da parte della madre di numerose foto dei figli delle parti sui social network anche dopo l’intervenuto accordo fra i genitori del 6-4-2017, comportamento questo che integra violazione della norma di cui all’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine), del combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché degli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989 ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (l’art. 1 prevede l’applicazione delle norme della convenzione ai minori di anni diciotto mentre l’art. 16 stabilisce che: “1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti. Ulteriore specifica normativa di tutela dei minori in relazione ai servizi della società dell’informazione è contenuta nell’art. 8 del regolamento UE n. 679/2016 del 27-4-2016 che entrerà in vigore il 25-5-2018), laddove la immagine fotografica dei figli costituisce dato personale ai sensi del d. lgs. 196/2003 (v. art. 4 lett. a,b,c) e la sua diffusione integra una interferenza nella vita privata;
– ritenuto peraltro che l’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che “taggano” le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati,
come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia;
– dispone che il Servizio Tutela Minori di M. riferisca (anche, ove ritenuto necessario, avvalendosi della collaborazione della A.S.L.), entro il 31-1-2018, circa le condizioni di vita delle parti, degli eventuali nuovi compagni di vita e dei minori, se sussistano figure parentali di supporto nonché ogni informazione utile in ordine alla capacità genitoriale dei predetti genitori verificando, specificamente, se la adesione della madre alla disciplina del Reiki abbia influenza pregiudizievole sui figli, fornendo all’esito degli accertamenti le proprie indicazioni, anche alternative, circa il più idoneo regime di affidamento e di visita dei minori;