Source: http://dirittoegiustizia.it/allegati/16/0000082503/Consiglio_di_Stato_sez_IV_sentenza_n_5682_18_depositata_il_3_ottobre.html
Timestamp: 2019-06-26 20:13:50+00:00
Document Index: 96940611

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 52']

(Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 5682/18; depositata il 3 ottobre) - AMMINISTRATIVO | Diritto e Giustizia
Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 14 giugno – 3 ottobre 2018, n. 5682
Presidente Patroni Griffi – Estensore Di Carlo
1. La controversia concerne l’azione proposta dal signor -omissis- per l’annullamento del provvedimento prot. n. 11471/P del 28 ottobre 2009 con cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha disposto la revisione della patente di guida, categoria B, n. BO5342118M di cui è titolare il medesimo, mediante nuovo esame di idoneità.
3.2. “Violazione del principio di proporzionalità”.
L’invito a revisione a seguito della commissione di un incidente stradale è atto generalmente prodromico all'eventuale provvedimento di sospensione o revoca della patente (questi ultimi effettivamente sì di natura sanzionatoria e afflittiva), sicché limitatamente a tale profilo le doglianze dell’appellante non meritano apprezzamento (cfr. Consiglio di Stato sez. I, 31 ottobre 2013 n. 220).
Sono invece fondate le censure con cui ci si duole della violazione dell’obbligo di motivazione e del principio di proporzionalità.
1) il presupposto che legittima la revisione della patente di guida risiede nell'insorgenza di dubbi sulla persistenza, nel titolare, dei requisiti fisici e psichici o della idoneità tecnica;
2) ciò che legittima l'Autorità competente a disporre la revisione della patente di guida non è rappresentato dalla certezza della responsabilità del conducente, bensì dal dubbio, ingenerato dalla dinamica di un sinistro ovvero dalla complessiva condotta di guida tenuta, sulla persistenza dei requisiti psico-fisici ovvero dell'idoneità tecnica (Consiglio di Stato sez. IV 06 maggio 2013 n. 2430);
3) l’'esercizio del detto potere può prescindere dalla sussistenza di una situazione di colpa del titolare della patente in occasione di un incidente stradale o dalla sussistenza di una sanzione amministrativa nei suoi confronti, essendo sufficiente che vi siano stati comportamenti tali da far insorgere nei predetti uffici il solo dubbio sull'idoneità del conducente (Consiglio di Stato sez. VI 06 giugno 2011 n. 3338);
4) in ipotesi di sinistro stradale, tra il verbale d'accertamento dell’infrazione stradale e il provvedimento di revisione della patente di guida non sussiste alcun rapporto di presupposizione, costituendo la revisione procedimento autonomo, solo eventualmente (anche) occasionato da una infrazione (Consiglio di Stato sez. IV 18 novembre 2009 n. 5718);
5) l’esercizio del potere di revisione, che ha natura discrezionale, non esime l’amministrazione dall’obbligo di rendere una specifica e puntuale motivazione per rendere manifeste le ragioni su cui poggiano i dubbi cui ha riguardo l'art. 128 del Codice della Strada (Consiglio di Stato sez. VI, 1 settembre 2009 n. 5116);
6) una sola infrazione alle norme del codice della strada, in specie quando all'evidenza non di particolare gravità, non può costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l'idoneità e la capacità alla guida del conducente, il presupposto del provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente; trattandosi, invero, di atto gravemente lesivo delle attività del cittadino, si impone una adeguata motivazione in particolare laddove la natura e le circostanze dell'infrazione non siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti indicati dall'art. 128. Di conseguenza, è illegittimo il provvedimento con cui l'Amministrazione si limita a fare menzione dell'infrazione contestata (omessa precedenza), la cui natura, peraltro, in assenza di un supporto motivazionale minimo, non appare di per sé sola in grado di giustificare i dubbi circa la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell'idoneità tecnica (Consiglio di Stato sez. VI 1 settembre 2009 n. 5116);
7) se, in linea di principio, una sola infrazione alle norme del codice della strada non può costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l'idoneità e la capacità di guida del conducente, il presupposto del provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente, essendo necessario, pertanto, un apparato motivazionale, non può in concreto escludersi che la natura e le circostanze dell'infrazione siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti indicati dall'art. 128 del codice stesso (Consiglio di Stato sez. VI 19 agosto 2009 n. 4973).
13. In relazione, invece, alla domanda di ammissione al gratuito patrocinio, va rilevato che il signor -omissis- ha presentato l’istanza per l’ammissione in via anticipata e provvisoria con prot. n. 16348 del 28 luglio 2010 alla Commissione per il patrocinio a spese dello Stato, la quale –verificata positivamente la sussistenza delle condizioni reddituali- l’ha respinta con decreto n. 42 del 2010 ritenendo prima facie non sussistenti i motivi di probabile accoglimento del ricorso.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, in integrale riforma della sentenza impugnata, così provvede:
- annulla il decreto n. 11471/P del 28.10.2009 adottato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
- ammette l’appellante al patrocinio a spese dello Stato per questo grado di giudizio;
- compensa interamente tra le parti le spese del doppio grado di giudizio;
- condanna il Ministero intimato a rimborsare in favore dello Stato, ai sensi e per gli effetti di cui al D.lgs. n. 115/2002, il contributo unificato richiesto per la proposizione del ricorso in primo e in secondo grado
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la persona dell’appellante.