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Timestamp: 2020-08-09 01:55:34+00:00
Document Index: 7160825

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 54']

Il Senatore D' Arienzo ( PD) interroga la Trenta e Di Maio sull' art. 54 del d.P.R. del 29 dicembre 1973 – News dal Comparto Sicurezza e Difesa "Forze Armate e Corpi di Polizia"
Redazione 5 Agosto 2019 3 Settembre 2019 Nessun commento su Il Senatore D’ Arienzo ( PD) interroga la Trenta e Di Maio sull’ art. 54 del d.P.R. del 29 dicembre 1973
Dopo la collezione di sentenze negative che l’hanno vista soccombere in quasi tutte le sedi italiane della Corte dei Conti , l’Inps non vuole adeguarsi alla normativa e continua ad effettuare calcoli errati. Questo costringe il lavoratore, civile o militare che sia, ad intraprendere costose azioni legali.
Il governo giallo-verde non si è mai pronunciato nel merito delle sentenze e non ha mai invitato l’ Inps a rispettare quanto disposto dai giudici amministrativi. Ora ci prova un esponente del PD, il senatore Vincenzo D’Arienzo. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione parlamentare:
l’articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 1973, n. 1092 “Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato”, prevede l’applicabilità dell’aliquota del 44 per cento per il calcolo della quota di pensione retributiva spettante al personale militare che avesse maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile, ad eccezione dei graduati e dei militari di truppa non appartenenti al servizio continuativo;
l’articolo 44 del medesimo d.P.R. stabilisce, per il calcolo della pensione spettante “al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo”, l’applicazione dell’aliquota del 35% per il calcolo della quota di pensione retributiva spettante per chi avesse maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile. Detta percentuale è aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento;
considerato che:↓
in ogni caso, in una sentenza favorevole al militare ricorrente, emessa dalla Sezione Corte dei Conti della Regione Sardegna, assume importante rilievo che l’erronea interpretazione applicata dall’I.N.P.S., oltre a privare coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio della percentuale maggiorata, inficia il riconoscimento che spetta al militare dell’aliquota dell’1.80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo, come stabilito dal comma 2 dell’articolo 54;
l’articolo 1867, comma 2, del Codice Ordinamento Militare, approvato nel 2010, conferma la vigenza, per il personale militare, dell’art. 54 nonostante sia stato introdotto il sistema contributivo a partire da 1996 ex legge n. 335 del 1995;
con le sentenze 422/2018, 197 e 208 entrambe del 2019, la prima e la seconda Sezione Centrale di Appello della Corte dei Conti – le uniche decisioni finora registrate al secondo livello di giurisdizione contabile- hanno confermato che il beneficio va riconosciuto a favore dei militari;
nella sentenza 197/2019 assume fondamentale rilievo la parte in cui si legge: “…non è corretto l’impianto argomentativo dell’I.N.P.S. secondo cui l’aliquota del 44 per cento, sarebbe la risultante della somma di due componenti: il 35 per cento, derivante dall’applicazione dell’aliquota del 2,33 per cento fino a 15 anni, ed il 9 per cento, derivante dall’applicazione dell’aliquota al 1,8 per cento per i successivi 5 anni. Sicché, dopo il ventesimo anno l’aliquota continuerebbe ad essere quella del 1,8 per cento sino al conseguimento dell’80 per cento, aliquota massima conseguibile. In realtà, per l’inequivoco tenore letterale della disposizione, il 44 per cento della base pensionabile spetta al militare che cessi avendo compiuto 15 anni. Le anzianità superiori contenute entro il limite del ventesimo anno di servizio utile sono sostanzialmente neutre ai fini pensionistici.”
la decisione dell’I.N.P.S. comprime e nega le aspettative economiche ed i diritti maturati dai militari così come riconosciuti dal d.P.R. 1092/1973;
se non ritenga opportuno impartire direttive chiarificatorie all’Istituto nazionale della previdenza sociale sulla base delle decisioni assunte dalle citate Sezioni centrali di appello al fine di riconoscere al personale militare i benefici previsti dalla norma ingiustamente negati dall’Istituto medesimo.
D’ARIENZO + altri 23 Senatori PD
Ora non resta che attendere la risposta…..
COMUNICATI STAMPA, TUTTI GLI ARTICOLI art. 54 D.P.R. 1092/1973, interrorogazione parlamentare
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