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Timestamp: 2020-03-29 14:51:58+00:00
Document Index: 28013903

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art. 163', 'art. 167', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 164', 'art. 4', 'art. 60', 'art. 170', 'art. 163']

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II) il nome, cognome, e la residenza dell'attore e del convenuto o, in caso di enti collettivi, 'la denominazione o la ditta, con l'indicazione dell'organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio' (cfr. art. 163, terzo comma, n. 2, c.p.c.); i numeri 1 e 2 del terzo comma dell'articolo 163 hanno in comune proprio la funzione di individuare precisamente i soggetti del giudizio di cognizione: attore, convenuto e Giudice;
III) l'indicazione della data dell'udienza di prima comparizione e l'invito al convenuto a costituirsi tempestivamente (cfr. art. 163, terzo comma, n. 7, c.p.c.); in proposito, la citazione deve prevedere: a) l'indicazione al convenuto di comparire dinanzi all'autorità giudiziaria competente, in una data fissa, prescelta dall'attore in conformità alle disposizioni con cui il Presidente del Tribunale competente ha stabilito i giorni e le ore delle udienze destinate alle comparizioni delle parti; b) l'avvertimento che, in difetto di tale costituzione nel termine di venti giorni antecedenti tale udienza, il convenuto incorrerà nelle preclusioni di cui all'art. 167 c.p.c. (come novellato dall'art. 2, comma 3-quinquies, del D.L. 14 marzo 2005 n. 35, convertito con modificazioni nella legge 14 maggio 2005 n. 80) e, secondo quanto recentemente previsto dal legislatore con la riforma del codice di rito, approvata con la legge 18 giugno 2009 n. 69 (a seguire nel volume indicata anche come 'novella del 2009'), dell'art. 38 c.p.c., in materia di eccezione di incompetenza;
la disciplina della nullità dell’atto di citazione posta dall’art. 164 c.p.c. è nel senso di limitare le conseguenze distruttive dei vizi, ai casi in cui ciò sia imposto da reali esigenze di rispetto del contraddittorio; la linea seguita dal legislatore è quella per cui il processo deve mirare alla decisione di merito sulla domanda, e l’absolutio ab instantia deve costituire un evento eccezionale, legittimo solo quando inevitabile.
La diversa disciplina stabilita per i casi di nullità della citazione che attengono all'edictio actionis, si giustifica in base alla considerazione che ricorrendo tale ipotesi di nullità, la citazione è inidonea ad assolvere alla sua funzione, con la conseguente sua inidoneità a salvare dalle decadenze e a interrompere la prescrizione (cfr. Oriani, 'Citazione nulla e diritti quesiti', in Riv. dir. civ., 1988, 823).
In base all'art. 4, 3° comma del D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 di 'attuazione dell'art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali', è fatto obbligo all'avvocato di informare l'assistito delle possibilità di conciliare la lite e dei casi in cui tale conciliazione è condizione di procedibilità dell'azione. Il documento che contiene l'informativa resa dall'avvocato è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio; l'eventuale omissione di tale informativa del difensore è sanzionata con l'annullabilità del contratto d'opera concluso con l'assistito.
Inoltre, il D.L. 29 dicembre 2009, n. 193 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), convertito con modificazioni nella legge 22 febbraio 2010 n.24, ha apportato - fra le altre novità in tema di giustizia - l'ennesimo 'ritocco' al codice di procedura civile, modificando gli artt. 125, 163 e 167, nel senso di richiedere l'indicazione negli atti giudiziari del codice fiscale non solo delle parti - attore e convenuto - ma anche dell'avvocato che dell'atto è firmatario. Tali indicazioni sono ora obbligatorie all'interno del ricorso, dell'atto di citazione e della comparsa di risposta.
Infine, l'ultimo comma dell'art. 170 c.p.c. - anch'esso riformato dalla L. 14 maggio 2005, n. 80 - stabilisce che il difensore di ciascuna delle parti indichi, nel primo scritto difensivo utile (che per l'attore è ovviamente l'atto di citazione), il 'numero di telefax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni'.
L'omessa indicazione del codice fiscale in seno agli atti di cui agli artt. 125, 163, 167 c.p.c., non può tradursi in una ipotesi di nullità della citazione ai sensi dell'art. 163 n. 2, poiché tale nullità ricorre soltanto se e quando l'omissione determini una incertezza assoluta in ordine alla individuazione della parte e non quando, come nel caso di specie, si traduce altrimenti in una violazione meramente formale non invalidante l'atto giudiziale (cfr. Trib. Varese 16 aprile 2010 in Resp. civ. e prev., 2010, 6, 1386).
A tale riguardo, la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di chiarire che 'è inesistente, trattandosi di modalità del tutto estranea al procedimento tipico delineato 'ex lege' la notificazione della citazione effettuata mediante consegna materiale al convenuto da parte dell'attore, come tale inidonea all'instaurazione di un valido rapporto processuale' (cfr. Cass. 10 maggio 2005, n. 9772).