Source: https://www.aicelservizi.it/blog
Timestamp: 2019-06-27 09:03:28+00:00
Document Index: 51944220

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art.15', 'art.16', 'art.17', 'art.20', 'art.21', 'art.13', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 30']

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Posted on 16 Luglio 2018 16 Luglio 2018 by admin — Lascia un commento
Progetti Innovativi per aggregazioni di imprese
La Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi aderisce al Bando Voucher Digitali I4.0 – 2018 Misura A in collaborazione con le Camere di commercio lombarde e Unioncamere Lombardia.
Il bando si rivolge alla totalità delle imprese lombarde e risponde ad altrettanti obiettivi specifici tra loro complementari:
lo scopo a lungo termine è anche quello di stimolare la domanda di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche e/o realizzare innovazioni tecnologiche e/o implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie I4.0.
Le risorse complessivamente stanziate a disposizione dei soggetti beneficiari ammontano a 1.605.000 euro, di cui 700.000 euro per le imprese di Milano Monza Brianza Lodi
I voucher sono unitari e concessi direttamente alla singola impresa, la quale deve tuttavia partecipare ad un progetto proposto da un unico proponente che indichi in domanda l’elenco delle imprese che saranno coinvolte.
Promuovere l’utilizzo di servizi e soluzioni in attuazione della strategia definita nel Piano Nazionale Impresa 4.0 tramite la realizzazione di progetti che prevedano la collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie digitali I4.0
5.000 euro 15.000 euro
L’intensità del contributo è pari al 70% dei costi ammissibili.
per servizi di consulenza e/o formazione, da sostenere in modo obbligatorio, relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste all’art. 2 del Bando;
per investimenti in attrezzature tecnologiche e programmi informatici necessari alla realizzazione del progetto nel limite del 50% del totale della spesa prevista dall’impresa.
È prevista una procedura a graduatoria (di cui all’art. 5 comma 3 del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 123) secondo il punteggio assegnato al progetto.
Responsabile del procedimento è il Direttore Operativo di Unioncamere Lombardia.
Dalle ore 14:30 del giorno 28 giugno alle ore 16:00 del 29 ottobre 2018.
Prospetto delle spese (sia per domande presentate da soggetto proponente che per domande presentate da capofila dell’aggregazione)
Dichiarazione di adesione + Antimafia + De minimis (per domande presentate da soggetto proponente)
Autocertificazione Antimafia + De minimis (per domande presentate da capofila dell’aggregazione)
Accordo di progetto (per domande presentate da capofila dell’aggregazione)
Eventuale Atto di delega
Dichiarazione De minimis per imprese collegate
Tutta la documentazione deve essere firmata digitalmente come previsto dal Bando.
In caso di delega e in assenza di firma digitale del delegante, occorre:
– sottoscrivere l’atto di delega con firma autografa
– allegare il documento di identità del delegante generando un file unico
– apporre la firma digitale del delegato per convertirlo in file p7m.
In caso il delegante sia in possesso di firma digitale propria, la delega andrà firmata digitalmente dallo stesso e non occorre allegare il documento di identità del delegante
Cosa può fare AICEL per te?
Possiamo darti supporto nella presentazione della domanda e nella rendicontazione del progetto seguendoti fino all’ottenimento del voucher.
Possiamo inoltre inoltre fornirti servizi a valore aggiunto come formazione del personale, consulenza legale e commerciale, analisi privacy in ottica GDPR, servizi di traduzione schede prodotto, elaborazioni immagini con scontorno e tracciato.
Pratica Bando CamCom Milano Monza Brianza Lodi I4.0
Per maggiori informazioni contatta il nostro Ufficio Bandi & Agevolazioni:
Categories: Bandi e Agevolazioni, Lodi, Lombardia, Milano, Monza Brianza
Tags: bando, camera commercio, i4.0, lodi, milano, monza brianza, voucher
Posted on 7 Maggio 2018 7 Maggio 2018 by admin — Lascia un commento
Gli interventi formativi e le pubblicazioni contenenti i passaggi decisivi e le conseguenze pregiudizievoli previste dal regolamento europeo non sono certo stati esigui in tutti questi mesi, eppure negli operatori permane ancora incertezza sul percorso da intraprendere verso la compliance al GDPR. La preoccupazione è ben comprensibile in quanto il GDPR rappresenta una vera e propria svolta epocale che porta le aziende a prevedere un nuovo sistema, inspirato alla trasparenza, alla legalità ed alla correttezza nel trattamento dei dati personali.
Il punto di partenza è senza dubbio la consapevolezza. L’adeguamento ai nuovi adempimenti deve essere frutto di presa di coscienza da parte del responsabile del trattamento e/o responsabile in ordine ai nuovi obblighi ed alle sanzioni che a breve diverranno applicabili. Vediamo quindi cosa cambierà.
Vedi il regolamento: General Data Protection Regulation
Il GDPR si applica a qualsiasi organizzazione nell’Unione Europea che tratti dati personali, indipendentemente dal fatto che l’organizzazione abbia una presenza nell’Unione europea o dal fatto che il trattamento sia condotto all’interno dell’Unione europea.
Pertanto, se l’azienda raccoglie, archivia, gestisce o analizza dati personali di qualsiasi tipo, inclusi gli indirizzi email, è probabile che sia tenuta all’applicazione del GDPR.
Rispetto al passato, il principale cambiamento è costituito dall’obbligo di reimpostare un processo sostanziale in base al concreto rischio collegato al trattamento dei dati.
QUALI SONO LE PRINCIPALI NOVITA’?
Il GDPR stabilisce una serie di requisiti relativi al consenso, ai diritti individuali e al trattamento dei dati. In via non esaustiva si analizzano quelli più significativi
Il consenso è fra i requisiti che il GDPR disciplina con maggiore attenzione e rigore. La nuova disciplina richiede che sia: informato ,esplicito, inequivocabile; libero; specifico; verificabile; revocabile.
Le organizzazioni hanno l’obbligo di presentare informazioni sul trattamento “in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, usando un linguaggio chiaro e chiaro” ( articolo 12 ). Laddove il trattamento dei dati si basa sul consenso, le organizzazioni necessitano del consenso esplicito degli individui e devono essere in grado di dimostrare che le persone hanno dato il consenso ( articolo 7 ).
Il GDPR estende la gamma dei diritti riconosciuti in capo agli interessati che sono i seguenti:
Diritto di accesso (art.15) che prevede la possibilità di chiedere la verifica dell’utilizzo dei dati ed anche una copia degli stessi.
Diritto di rettifica (art.16) che autorizza gli interessati a chiedere la correzione di dati personali inesatti;
Diritto di cancellazione (art.17) nel caso in cui i dati non devono più essere elaborati per il motivo originale sono stati raccolti, opposizione al trattamento, obbligo di cancellazione derivante da un obbligo di legge, illiceità del trattamento;
Diritto alla portabilità dei dati (art.20) consegnati all’interessato in formato strutturato e di uso comune e leggibile per la trasmissione ad altro titolare del trattamento senza impedimenti del precedente;
Diritto di Obiezione (art.21) rispetto al trattamento dei dati, alla profilazione ed al marketing diretto, salvo il caso previsto dal n.6.
L’informativa del trattamento dei dati personali
Le aziende che trattano dati hanno l’obbligo di fornire un’adeguata informativa, ai sensi dell’art.13 par.1 e 14 par.1 del GDPR. Tale informativa deve obbligatoriamente specificare i dati di contatto del RPD-DPO (Responsabile della protezione dei dati – Data Protection Officer), ove esistente, la base giuridica del trattamento, qual è il suo interesse legittimo se quest’ultimo costituisce la base giuridica del trattamento, nonché se trasferisce i dati personali in Paesi terzi e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti (esempio: si tratta di un Paese terzo giudicato adeguato dalla Commissione europea; si utilizzano BCR di gruppo; sono state inserite specifiche clausole contrattuali modello, ecc.).
Il regolamento prevede anche ulteriori informazioni in quanto “necessarie per garantire un trattamento corretto e trasparente”: in particolare, il titolare deve specificare il periodo di conservazione dei dati (data retention) o i criteri seguiti per stabilire tale periodo di conservazione, e il diritto di presentare un reclamo all’autorità di controllo. Se il trattamento comporta processi decisionali automatizzati (anche la profilazione), l’informativa deve specificarlo e deve indicare anche la logica di tali processi decisionali e le conseguenze previste per l’interessato.
Riguardo la forma, il GDPR indica che sia resa in forma concisa, trasparente, intelligibile per l’interessato e facilmente accessibile per iscritto, preferibilmente in formato elettronico, ma è ammessa anche la forma orale purchè sia provata con altri mezzi l’identità dell’interessato. Particolari le prescrizioni previste per i minori
Il regolamento pone con forza l’accento sulla “responsabilizzazione” (accountability nell’accezione inglese) di titolari e responsabili – ossia, sull’adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l’applicazione del regolamento alla luce di alcuni criteri specifici indicati nel regolamento.
Il primo fra tali criteri è il “data protection by default and by design”, che impone di configurare il trattamento prevedendo fin dall’inizio le garanzie indispensabili “al fine di soddisfare i requisiti” del regolamento e tutelare i diritti degli interessati – tenendo conto del contesto complessivo ove il trattamento si colloca e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Tutto questo deve avvenire a monte, prima di procedere al trattamento dei dati vero e proprio (“sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all’atto del trattamento stesso”, secondo quanto afferma l’art. 25(1) del regolamento) e richiede, pertanto, un’analisi preventiva e un impegno applicativo da parte dei titolari che devono sostanziarsi in una serie di attività specifiche e dimostrabili.
Cosa non cambia rispetto al D.Lgs 196/2003?
l regolamento definisce caratteristiche soggettive e responsabilità di titolare e responsabile del trattamento negli stessi termini di cui alla direttiva 95/46/CE (e, quindi, al Codice italiano). Pur non prevedendo espressamente la figura dell’ “incaricato” del trattamento (ex art. 30 Codice), il regolamento non ne esclude la presenza in quanto fa riferimento a “persone autorizzate al trattamento dei dati personali sotto l’autorità diretta del titolare o del responsabile” (si veda, in particolare, art. 4, n. 10, del regolamento).
I rapporti fra Titolare ed il Responsabile
Il Titolare è chi concretamente determina il modo in cui verranno utilizzati i dati personali, mentre il Responsabile chi elabora i dati personali per conto e sulle istruzioni del Titolare, ciascuno con le responsabilità specifiche di ciascuna parte sono stabilite negli articoli 24-43 .
I rapporti fra entrambi sono disciplinati dall’articolo 28 che stabilisce che fra i Titolari ed i Responsabili devono esserci contratti che definiscono l’ambito del trattamento. Questi contratti devono essere “scritti, anche in formato elettronico”.
DPO (ART.37)
E’ un soggetto designato dal titolare o dal responsabile del trattamento per assolvere a funzioni di supporto e controllo, consultive, formative e informative relativamente all’applicazione del Regolamento medesimo. Coopera con l’Autorità e costituisce il punto di contatto, anche rispetto agli interessati, per le questioni connesse al trattamento dei dati personali.
Previsto dall’art. 30 per i titolari e i responsabili di trattamento, eccettuati gli organismi con meno di 250 dipendenti ma solo se non effettuano trattamenti a rischio, si tratta in realtà di uno strumento fondamentale consigliabile a qualsiasi realtà aziendale. Rivela la sua utilità ai fini della dimostrazione dell’accountability, in caso di eventuale supervisione da parte del Garante, ma contribuisce a fornire quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno di un’azienda. Il registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante.
Notifica delle violazioni di dati personali (Data Breach)
A partire dal 25 maggio 2018, tutti i titolari – e non soltanto i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, come avviene oggi – dovranno notificare all’autorità di controllo le violazioni di dati personali di cui vengano a conoscenza, entro 72 ore e comunque “senza ingiustificato ritardo”, ma soltanto se ritengono probabile che da tale violazione derivino rischi per i diritti e le libertà degli interessati (si veda considerando 85).
La tua azienda ha bisogno di una consulenza? Ti guidiamo verso la compliance!
Le aziende non sono tutte uguali ed hanno necessità di un’analisi personalizzata che valuti l’effettiva consistenza del trattamento concretamente effettuato e le misure realmente necessarie da un punto di vista legale e tecnologico.
Ho preso visione della Policy Privacy e accetto di ricevere offerte commerciali circa la GDPR per la mia attività e di altri servizi offerti dall'Associazione
Categories: Aspetti Legali, Privacy e GDPR
Posted on 1 Maggio 2018 1 Maggio 2018 by Aicel eCommerce
Macerata – Contributo Fondo Perduto per l’eCommerce
Contributo eCommerce a Macerata
La Camera di Commercio di Macerata ha emanato un bando che prevede un contributo a fondo perduto per l’eCommerce. Il bando vuole promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese, di tutti i settori economici, attraverso il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione.
Il contributo ecommerce consiste in un Voucher fino a 5.000,00 euro; i beneficiarie tutte le micro, piccole e medie imprese che hanno sede legale e/o operativa a Macerata e Provincia.
Fra le spese ammissibili i servizi di formazione e consulenza finalizzati all’introduzione delle tecnologie 4.0 indicate nel bando. Possono ricevere il contributo a fondo perduto investimenti in sistemi diin sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e/o via Internet e sistemi EDI – Electronic Data Interchange-, sistemi informativi e gestionali (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.), cybersicurezza e business continuity, barcode.
Il bando è aperto e si possono già presentare le domande per l’ottenimento del voucher!! Scadenza il 30 Maggio 2018!
Pratica Bando CamCom Macerata
120,00€ IVA esclusa Aggiungi al carrello
Categories: Bandi e Agevolazioni, Macerata, Marche
Tags: bando, camera commercio, contributi fondo perduto, edi, macerata, marche, voucher
Posted on 29 Aprile 2018 29 Aprile 2018 by admin
Verona – fino a 10.000 euro a Fondo Perduto per l’eCommerce
La Camera di Commercio di Verona ha approvato il progetto “Punto Impresa Digitale”, al fine di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese, di tutti i settori economici, della provincia di Verona.
La regione ha stanziato 240.000 euro per l’anno 2018 euro e l’agevolazione consiste in un Contributo a Fondo Perduto fino a 10.000,00 euro
Sono ammesse le spese per formazione e consulenza focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, in attuazione della strategia Impresa 4.0 come ad esempio soluzioni per la manifattura avanzata, manifattura additiva, realtà aumentata e virtual reality, sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e/o via internet, sistemi Electronic Data Interchange, barcode, etc.).
Il bando è aperto e si possono già presentare le domande per l’ottenimento del voucher!!
Possiamo inoltre inoltre fornirti servizi a valore aggiunto come formazione del personale, consulenza legale e commerciale, analisi privacy in ottica GDPR, servizi di traduzione schede prodotto, elaborazioni immagini con scontornatura, analisi.
Pratica Bando CamCom Verona
Per maggiori informazioni contattate il nostro Ufficio Bandi & Agevolazioni per discutere tutti i dettagli:
Categories: Bandi e Agevolazioni, Veneto, Verona
Tags: bando, camera commercio, contributi fondo perduto, punto impresa digitale, veneto, verona, voucher
Posted on 9 Aprile 2018 9 Aprile 2018 by Aicel eCommerce — Lascia un commento
Come Redigere una Cookie Policy Corretta
Il tuo shopping cart installa cookies? Molto probabile, anzi è quasi una certezza, quindi avrai bisogno di una Cookie Policy.
Infatti la quasi totalità dei carrelli elettronici memorizza dei piccoli file (c.d. cookie) nel computer del compratore. Questi files servono al tuo carrello elettronico per gestire il dato. I cookies creati dal nostro shopping cart sono chiamati Cookie Tecnici o Analitici di Prima Parte.
Il nostro carrello potrebbe inoltre creare dei cookie di profilazione che serviranno poi per individuare il cliente, profilarlo e riconoscerlo e/o a raccogliere informazioni che serviranno poi per operazioni di marketing come il retargeting. Questi cookie sono invece chiamati Cookie di Profilazione di Prima Parte.
Oltre a questi cookies che possono essere generati dal nostro carrello elettronico (quindi di prima parte), possono esistere altri cookies che invece sono generati da altri. Esempio classico i cookies di Google Analytics o di Facebook.
Anche in questo caso, i cookies sono differenziati secondo la finalità. Avremo quindi Cookies Analitici di Terze Parti e Cookies di Profilazione di Terze Parti
In linea di principio un eCommerce Manager dovrebbe sapere, almeno in linea di massima, quali cookies sono creati e utilizzati. Sappiamo che la realtà e ben diversa….
Quindi se hai anche un solo cookie (non importa di che tipo), allora sei sei soggetto a degli adempimenti formali che vanno dall’Obbligo dell’Informativa cookies, alla Pubblicazione del Banner cookies o alla Notifica al Garante.
Con un provvedimento dell’8 maggio 2014, l’Autorità Garante ha provveduto all’Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie .
Il Garante ha individuato le varie possibilità del ricorso ai cookies e ha espressamente indicato quali atti debba compiere il venditore on-line per essere a norma.
L’autorità Garante ha inoltre specificato la tipologia dei cookie e in particolare, ha creato delle F.A.Q. dalle quali si può comprendere cosa siano le diverse tipologie di cookie.
Come redigere una corretta Cookie Policy?
Il primo passo importante per una corretta Cookie Policy è comprendere realmente quali cookies utilizziamo e sopratutto, nel caso di cookie analytics, come questi siano settati e che uso ne viene fatto. Successivamente è lo stesso Garante che ci indica gli obblighi che dobbiamo soddisfare:
Ad esempio, se lo shopping cart utilizza solo solo Cookie Tecnici di Prima Parte, il titolare del webshop può dare l’informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l’inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito.
Se invece utilizza dei Cookies di Profilazione, prima della loro installazione sarà necessario acquisire il consenso. Il consenso può essere acquisito attraverso una informativa semplificata (detta anche Informativa Breve) dove compare l’esplicita richiesta di consenso all’uso dei cookie e un link per accedere ad un’informativa più “estesa”. In questa pagina, l’utente potrà reperire maggiori e più dettagliate informazioni sui cookie scegliere quali specifici cookie autorizzare. Solo dopo aver acquisito il consenso, i cookies potranno essere memorizzati nel computer del cliente.
La redazione di una corretta Cookie Policy quindi non può e non deve essere lasciata a sistemi automatizzati e/o a valutazioni singole senza il ricorso ad un esperto. Ad esempio molti ‘plugin’ che gestiscono l’acquisizione del consenso in realtà non intervengono bloccando la creazione del file che invece avviene comunque.
Un legale esperto, coadiuvato da un IT Man, queste cose le sa e le verifica e redige un report che permetterà all’ecommerce manager di procedere nel pieno rispetto della legge.
E’ bene ricordare che in caso di Utilizzo Cookies senza consenso, l’Autorità Garante può comminare una sanzione fino a 120.000 euro!
Tags: banner, cookie, garante privacy, policy cookie, privacy