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Timestamp: 2016-10-27 20:41:00+00:00
Document Index: 54084872

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 100', 'art. 89', 'in casu', 'art. 106', 'art. 49', 'art. 68']

2C_1014/2012 (13.11.2013)
2C_1014/2012 � � Sentenza del 13 novembre 2013
La decisione della Direzione di circondario � stata in seguito confermata dal Tribunale amministrativo federale, che si � espresso in merito con sentenza del 16 agosto 2012. Giungendo anch'esso alla conclusione che il territorio di Campione d'Italia fosse compreso nel territorio doganale svizzero, quest'ultimo ha dapprima rilevato come l'autorit� doganale elvetica fosse effettivamente competente per assoggettare il Comune di Campione d'Italia alle leggi doganali svizzere, ha quindi negato gli estremi per il riconoscimento di un'esenzione dal pagamento dei dazi doganali, ha infine ammesso le condizioni per la riscossione di IVA e imposta sugli autoveicoli.
Presentata in tempo utile (art. 100 cpv. 1 LTF) dal destinatario della pronuncia contestata, che ha interesse al suo annullamento (art. 89 cpv. 1 LTF), l'impugnativa � quindi di massima ammissibile quale ricorso in materia di diritto pubblico.
4.1.�Come gi� ricordato, la vertenza trae origine dalla decisione del 26 aprile 2010, sottoscritta dal Capo della Sezione Tariffa e Regimi doganali, con cui la Direzione di circondario delle dogane di Lugano ha respinto la domanda d'immissione in libera pratica, in esenzione di tributi, di due autovetture acquistate dal Comune di Campione d'Italia.
Il Comune di Campione d'Italia � insorto davanti al Tribunale federale, poich� non concorda con la conclusione tratta dal Tribunale amministrativo federale di confermare la decisione di prima istanza. Prima di formulare le proprie critiche nel merito, muove tuttavia allo stesso un altro rimprovero, e cio� quello di avere omesso di verificare l'effettivo diritto del Capo della Sezione Tariffa e Regimi doganali di firmare la decisione del 26 aprile 2010, commettendo un diniego di giustizia e inducendolo cos� a riproporre in limine la sua censura anche davanti al Tribunale federale.
4.2.�Nella risposta al ricorso del 15 novembre 2012, l'Amministrazione federale delle dogane a ragione non contesta che l'insorgente avesse in precedenza gi� sollevato la questione del diritto di firma del funzionario che ha sottoscritto la decisione del 26 aprile 2010, poich� tale argomento faceva effettivamente parte di quelli presentati nel ricorso e riproposti nella replica davanti all'istanza precedente, insieme alla richiesta di voler procedere all'esame d'ufficio di tutti gli aspetti concernenti la competenza decisionale della Direzione di circondario di Lugano (ricorso del 25 maggio 2010, pag. 3; replica dell'11 ottobre 2010, pag. 4).
Contrariamente a quanto considerato dall'Amministrazione federale delle dogane, la questione del rispetto di tale condizione non � in casu tuttavia determinante, in quanto la critica di cui il ricorrente lamenta il mancato esame da parte dell'istanza precedente - e alla quale, per inciso, non � effettivamente dedicato nessuno specifico considerando del giudizio impugnato - viene ripresentata anche in questa sede e comporta in definitiva la verifica del rispetto di norme del diritto federale, cui il Tribunale federale pu� procedere d'ufficio (art. 106 cpv. 1 LTF).
6.1.�Come ricordato dal ricorrente medesimo nella sua presa di posizione del 10 dicembre 2012, il tema del diritto di firma e della sua delega � regolato a livello legislativo dall'art. 49 della legge federale sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione del 21 marzo 1997 (LOGA; RS 172.010), norma che stabilisce i limiti del diritto di firma in nome del capo dipartimento (cpv. 1 e 2) e che riconosce nel contempo ai direttori dei gruppi e degli uffici la facolt� di regolare il diritto di firma nel loro settore di competenza (cpv. 3).
6.3.2.�Nella fattispecie in esame, la decisione del 26 aprile 2010 coinvolgeva il Comune di Campione d'Italia, enclave italiana in provincia di Como circondata da territorio svizzero, e concerneva inoltre una questione il cui rilievo non � stato certo sottovalutato, poich� ha portato la Direzione generale delle dogane a fornire alla Direzione di circondario delle chiare istruzioni, che quest'ultima � stata tenuta a seguire (p.to 3 del dispositivo della decisione medesima). Di conseguenza, anche detta decisione appare precisamente ricadere tra le pratiche che necessitavano - in via di principio e in base alla regola prevista dalle cifre 3.4 e 3.11.2 dell'ordinamento interno prodotto - della firma del Direttore del circondario.
6.4.�Per quanto precede, preso atto del fatto che gli estremi per il riconoscimento del diritto di firma del Capo della Sezione Tariffa e Regimi doganali non risultano essere dati e che lo stesso non aveva pertanto la competenza per sottoscrivere la decisione del 26 aprile 2010, confermata su ricorso dal Tribunale amministrativo federale, l'impugnativa dev'essere accolta senza che sia necessario esprimersi sulle ulteriori censure - sia formali, sia di merito - sollevate.
In considerazione delle circostanze che hanno portato all'accoglimento del ricorso, si giustifica inoltre di imporre alla stessa il versamento al ricorrente di un'indennit� di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili per la sede federale (art. 68 cpv. 1 LTF).
La Confederazione (Amministrazione federale delle dogane) verser� al ricorrente un'indennit� di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili per la sede federale.