Source: https://issuu.com/evsrl/docs/296
Timestamp: 2017-03-01 18:52:13+00:00
Document Index: 173664580

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 183']

Professione Veterinaria, Anno 2010, Nr 29 by E.V. Soc. Cons. a r.l. - issuu
Professione Veterinaria 29-2010:ok
Anno 7 numero 29 dal 6 al 12 settembre 2010
L’ANMVI SCRIVE
DIRE MEDICO
CAMBIO TITOLARE
TROPPO BASSI I VOTI DI AMMISSIONE
La Commissione Ogm ha autorizzato il
28 luglio sei mais per l’alimentazione umana e animale, ma non per la coltivazione. Le autorizzazioni saranno valide
per dieci anni, e tutti i prodotti ottenuti a
partire da questi mais Ogm saranno
soggetti a rigorose regole di etichettatura e tracciabilità.
Il Ministero della Salute ha emanato nuove Linee Guida sul campionamento per il
controllo ufficiale degli alimenti per gli animali. Riunione di coordinamento in settembre per la definizione del periodo
transitorio del controllo su ogm e micotossine, chiesto dalla Regione Veneto.
Prevista anche la riduzione dell'attuale
numerosità campionaria, a causa della
necessità di disporre di idonee attrezzature per la macinazione dei campioni e la
valutazione dell’attendibilità dei risultati.
La Commissione europea ha pubblicato
on line il manuale d’uso del logo europeo
accompagnato dalle 10 FAQ sul suo uso. Il logo è in uso dal 1 luglio. Gli agricoltori convenzionali devono sottostare
ad un periodo di conversione di un minimo di due anni prima di poter iniziare a
produrre prodotti agricoli commercializzabili come biologici. I due processi di
produzione dovranno essere separati.
L’intesa Stato Regioni dell’8 luglio 2010
per la medicina veterinaria specialistica
convenzionata è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’intesa riguarda il biennio
economico 2008-2009. (GU n. 176 del
30-7-2010 - Suppl. Ordinario n.175).
È stata prorogata al 30 settembre la
scadenza per la presentazione delle domande per i "Pagamenti per il benessere degli animali" (Misura 215). I medici
veterinari hanno quindi più tempo per la
valutazione sul benessere animale
(check list), che gli allevatori devono allegare alla domanda del contributo economico.
Ritirata l’Ordinanza del comune campano di Altavilla che prevedeva l’abbattimento di cani randagi aggressivi. Il Sottosegretario Martini: “La comprovata
pericolosità di un cane può essere determinata solo attraverso un’accurata analisi comportamentale effettuata da un
medico veterinario esperto in comportamento animale e la soppressione
dell’animale deve essere l’estrema ratio
nei casi in cui non sia possibile alcuna
terapia di recupero”.
non è trattamento
Allevatore assolto. Sivar: noi buiatri
i primi a mettere in dubbio le positività
ai cortisonici
Secondo un’indagine proposta
da Il Sole-24Ore il sistema di
selezione per l’ammissione ai
Corsi di laurea a numero chiuso o programmato non funziona. Troppa differenza di punteggio
fra le varie Università per essere ammessi. Il Miur sta valutando possibili
Basandosi sui punteggi ottenuti dagli studenti agli esami di ammissione
ai Corsi di laurea a numero chiuso o
programmato per l’anno accademico 2009/2010 Il Sole-24 Ore sviluppa un interessante
reali sperequazioni fra le diverse sedi. Vediamo la situazione di alcuni Corsi di
laurea in Medicina Veterinaria ricordando che i test di ammissione sono identici in tutte le sedi e
vengono svolti tutti nello stesso giorno: a Padova gli studenti che hanno
superato il test e sono stati ammessi hanno ottenuto un punteggio superiore a 49,3, questo significa che
l’ultimo ammesso ha ottenuto questo punteggio. A Pisa il valore è leggermente inferiore, 42,8 mentre a
Bologna è bastato un 41. In altre sedi, però questi valori sono risultati
decisamente più bassi: a Sassari
bastava un punteggio di 33, a Teramo 34,3 e a Bari o Camerino 35,5.
Cosa significa questo? Visto che i
test erano identici, dovremmo pensare che gli studenti che si sono presentati all’esame di ammissione a-
vessero una preparazione molto diversa a seconda delle regioni, e questo dipendendo in gran parte dal
percorso scolastico potrebbe anche
essere vero ma a condizione che gli
studenti che si sono presentati a Padova fossero tutti del Veneto, a Pisa
tutti toscani, a Bologna emiliani e di
seguito a Sassari solo sardi, ecc. In
verità mentre alcune facoltà, quelle
ritenute migliori, richiamano studenti
da tutta l’Italia, altre si limitano ad un
bacino regionale. Per capirci studenti “bravi” tentano l’ammissione a Padova, Bologna, o Pisa, ecc. ed arrivano anche da fuori regione
perché ritengono che una
laurea acquisita presso
queste facoltà, indipendentemente dal valore legale, abbia
un titolo diverso da spendere sul
mercato del lavoro. Questa situazione sta creando però sperequazioni
evidenti. A Padova, Pisa o Bologna,
per ricordare solo le tre università riprese dall’indagine, sono rimasti esclusi molti studenti che comunque
hanno raggiunto punteggi che in altre sedi avrebbero dato loro la certezza di ammissione. Sono tanti infatti
che pur non raggiungendo a Padova
il 49,3 hanno ottenuto valutazioni
nettamente superiori al 33 di Sassari. Se si fossero quindi presentati in
Sardegna, o a Bari, Camerino, Teramo, ecc. la maggior parte di loro sarebbe stata ammessa a scapito di
tanti altri studenti della regione.
LA QUALITÀ CORRISPONDE AL PREZZO
NEGLI ULTIMI GIORNI SULLA VETLINK SI È SVILUPPATA UN’INTERESSANTE DISCUSSIONE SU TEMI PROFESSIONALI, IN PARTICOLARE SUI COSTI DELLE PRESTAZIONI. Un collega, nel suo intervento,
ha voluto citare l’economista inglese John Ruskin riportando questa sua frase:
“Non c’è prestazione professionale che non possa essere eseguita in modo
un po’ peggiore facendola pagare un po’ di meno, e chi bada solo al prezzo è
la legittima preda di queste persone”. Può essere un ragionamento in apparenza scontato o banale ma purtroppo terribilmente vero. Se un collega non rispetta le BPV (Buone Praticate Veterinarie) o semplicemente il Codice Deontologico è evidente che non vi è limite al ribasso. Per questo abbiamo sempre
sostenuto che nelle professioni sanitarie sia necessario un tariffario minimo a
garanzia della salute e del benessere del paziente, umano o animale che sia.
Se il tariffario minimo, come è quello elaborato dalla FNOVI, non è altro che la
sommatoria dei costi che si devono sostenere per una prestazione corretta, è
evidente che sotto quel livello non ci può essere “qualità” e spesso, purtroppo,
si evidenziano, mal practice o concorrenza sleale. Un tariffario difende anche
l’immagine professionale garantendo al veterinario un corretto riconoscimento
delle sue prestazioni. Lo svendersi per non perdere a tutti i costi un cliente o
per acquisirne di nuovi facendo concorrenza ai colleghi sul prezzo non è mai
produttivo. Certamente la tariffa elevata non assicura per forza la qualità, ma di
certo una tariffa particolarmente bassa non potrà mai garantirla. Oggi i nostri
clienti sono spesso in grado di valutare il nostro lavoro e sanno benissimo che
la qualità richiede un giusto prezzo.
VETERINARIA 29| 2010
“trattamento illecito”
Giudice assolve allevatore per le positività al prednisolone: non ci sono prove
scientifiche per un giudizio di condanna. Sivar: una vittoria dei buiatri
ra stato emesso il Decreto
penale di condanna per
l'allevatore lombardo poi
assolto dal Tribunale di
Mantova, imputato di aver
attestato "falsamente, in
atto pubblico, ed a pubblico ufficiale, veterinario del macello, che il bovino non era stato trattato nei giorni precedenti la spedizione
al macello, allorquando invece, dall'esito di
un successivo esame, effettuato su un campione dell'urina per la ricerca di cortisonici emergeva la non conformità al prednisolone
cortisonico". Ad una indagine effettuata dal
veterinario della Asl non risultava nel registro
aziendale che la bovina fosse stata effettivamente trattata con cortisonici; l'allevatore si
era difeso dichiarando che "la positività al
prednisolone non implica necessariamente
che l'animale sia stato trattato con farmaci
cortisonici".
Lo scenario di sfondo al caso mantovano
mostra un esponenziale incremento di non
conformità nelle urine da vacche a fine carriera, che induce gli addetti ai lavori a nutrire
forti dubbi e ad avviare studi e ricerche su
quanto può incidere lo stato di stress sull’innalzamento dei valori urinari dei corticosteroidi. Un ulteriore elemento anomalo è che
quasi sempre le risposte positive riguardano
il prednisolone, “molecola di scarso significato terapeutico nella clinica della bovina da
latte per le inadeguate perfomance curative-
scrive l’Ama-nonché per gli importanti effetti
collaterali”. Inoltre, “nella quotidiana attività
clinica tutti i cortisonici sono molto più efficacemente sostituiti con antinfiammatori
non steroidei”. Già nel mese di febbraio l’associazione mantovana degli allevatori interessava gli Assessorati alla Sanità e all’Agricoltura regionali: “Molti allevatori colpiti dai
provvedimenti- scrivono Ama, Cia, Confagricoltura e Coldiretti alla Regione Lombardia –
e veterinari che si occupano della cura degli
animali in queste aziende garantiscono la loro assoluta estraneità all’accusa di avere illecitamente sottoposto a trattamenti con queste sostanze le vacche avviate alla macellazione. Pur dimostrando di non aver somministrato farmaci contententi cortisonici, tanto da non detenerne nella propria scorta,
vengono accusati di aver sottoposto l’animale a trattamento illecito, configurandosi
con quella che si può definire “presunzione
di colpevolezza”, ovvero che il suddetto prodotto farmacologico è presumibilmente detenuto e utilizzato irregolarmente. Ciò viene
contestato senza che sia confermato il rinvenimento in azienda del farmaco non regolarmente prescritto”. La questione, era la
conclusione, “merita una riflessione da parte
dell’autorità di controllo” e di “sospendere le
azioni intraprese nei confronti degli allevatori, quando gli animali risultassero non negativi per ricerca di corticosteroidi nelle urine”
in attesa di risposte scientifiche.
sentenza, pronunciata dal giudice Eleonora
Pirillo lo scorso 4 maggio (motivazioni depositate il 29 giugno 2010) nella sostanza accoglie le conclusioni del pubblico ministero
Maddalena Grassi e del difensore dell'allevatore imputato, secondo i quali, appunto, il
L'assoluzione con formula piena è stata motivata anche in seguito alle dichiarazioni del
teste della pubblica accusa Giuseppe Consadori, veterinario Asl, secondo il quale "la
positività al prednisolone non implica necessariamente che l'animale sia stato trattato
con farmaci cortisonici". Nel caso in oggetto, appunto, la quantità minima di prednisolone rilevato al macello deve essere considerata come conseguenza di un evento stressante (la bovina aveva partorito pochi giorni
prima). Per queste ragioni gli animali potrebbero aver prodotto fisiologicamente la sostanza. "Risultava infatti anomala - osserva
Stefania Tagliati, veterinario dell'Ama - la
presenza di prednisolone in bassissime
quantità nelle urine, quando nessun campione era risultato positivo nelle analisi effettuate sui fegati". L'origine endogena dei cortisonici è ora allo studio dell'Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna.
Sulla questione prednisolone, l'Associazione
All'allevatore mantovano imputato era stato
contestato di aver attestato falsamente che
un bovino, spedito al macello Italcarni di
Ghedi (Brescia), non era stato trattato nei 90
giorni precedenti la spedizione al macello
con cortisonici. Un prelievo di urina sull'animale giunto al macello (disposto nell'ambito
dell'Extrapiano della Lombardia, per la ricerca di residui cortisonici), al contrario, rilevava la presenza di prednisolone cortisonico.
Di qui il rinvio a giudizio per l'allevatore.
mantovana allevatori si era mossa con tempestività, contattata proprio da alcuni allevatori, ai quali era stata segnalata la presenza
di prednisolone nelle urine delle bovine condotte al macello. Così, il direttore dell'Apa di
Mantova, Isalberto Badalotti, aveva scritto,
nei mesi scorsi, alla Regione Lombardia, con
l'obiettivo di prendere in esame l'origine metabolica e non illecita della positività. "L'Associazione mantovana allevatori continuerà
ad operare al fianco dei produttori - commenta il presidente, Alberto Gandolfi - per
garantire la sicurezza nei processi produttivi
e la correttezza in tutte le fasi di propria
competenza. Possiamo con soddisfazione
sostenere che è grazie alla competenza del
nostro staff che abbiamo evitato sanzioni ingiuste e discriminatorie per l'intera categoria, troppo spesso esposta alla gogna mediatica".
Che si trattasse di false positività dovute ad
origine endogeno-metabolica e non illecita
era stato già ipotizzato dai veterinari buiatri
della SIVAR, tanto da suggerire agli allevatori di effettuare delle contro-analisi e da indurre i ricercatori ad approfondire la questione.
La sentenza ricorda infatti che è "allo studio
dell'istituto nazionale di farmacologia la questione relativa alla possibilità che il prednisolone possa essere prodotto in minime quantità dall'animale stesso, come risposta fisiologica ad alcune situazioni stressanti". Nel
caso di specie, la bovina "aveva partorito e
tale evento rientra senza dubbio come riferito dal teste della Pubblica Accusa, tra gli eventi stressanti in presenza dei quali gli animali- scrive il Giudice - potrebbero produrre
fisiologicamente la sostanza. Alla luce delle
attuali conoscenze scientifiche e delle ricerche e sperimentazioni in atto non può essere formulato un giudizio di assiomatica relazione tra la somministrazione di farmaci cortisonici e la positività degli animali al prednisolone". "Tanto è sufficiente a pronunciare
nei suoi confronti sentenza assolutoria", nei
confronti dell’allevatore "per insussistenza
del fatto di reato".
Saranno pubblicati nei prossimi mesi, negli
atti del Congresso mondiale di buiatria
(W.B.C. Santiago, Cile 14-18 novembre
2010) e sulla rivista Steroid, i risultati delle ricerche condotte dall'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia
Romagna e dalla Università di Milano, sulla
presenza di prednisolone nelle urine delle
vacche da latte.
Si tratta di risultati preliminari e non esaustivi, ma sufficienti ad avviare un percorso di ulteriori approfondimenti e studi da parte della
comunità scientifica. Presso i laboratori dell'IZLER di Brescia i ricercatori parlano di risultati interessanti, non conclusivi, ma certamente da approfondire, con ulteriori ricerche
e successive indagini.
La sentenza è chiara: assoluzione perché il
fatto non sussiste. Il Tribunale di Mantova
(sezione distaccata di Castiglione delle Stiviere) ha messo un punto fisso sulla questione 'prednisolone cortisonico'. Dando ragione all'allevatore. E questo grazie al contributo decisivo dell'Associazione mantovana allevatori e della consulente Stefania Tagliati,
medico veterinario dell'Apa virgiliana. La
L’IMPORTANZA DELLA CONSULENZA VETERINARIA
a Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito (SIVAR) ha sempre sostenuto la tesi dell'origine
endogena e non illecita delle positività al prednisolone in alcuni bovini del Nord Italia. Per questo, commenta favorevolmente la sentenza del Tribunale di Mantova che ha assolto un allevatore mantovano dall’accusa di falso in atto pubblico per aver dichiarato di non aver somministrato alcuna sostanza all'animale avviato al
macello. Il caso evidenzia l’importanza della consulenza
veterinaria, dell’esperienza clinica di medici veterinari
buiatri, che hanno consigliato di chiedere le contro-analisi e di non arrendersi al pagamento di decine di migliaia
di euro di multa. Le sanzioni comminate per una condotta antigiuridica, nella fattispecie prevedono una multa agli allevatori fino a 30 mila euro e la decurtazione dei premi Pac fino al 30%. Agli atti della difesa anche l'articolo
pubblicato dal Sole 24 Ore che raccoglieva i dubbi dei
veterinari SIVAR, che ora esprimono soddisfazione per il
risultato e si augurano che la sentenza mantovana costituisca un precedente nella giurisprudenza. I medici ve-
terinari buiatri della SIVAR seguiranno con attenzione gli
sviluppi della ricerca scientifica e il lavoro dei colleghi ricercatori e auspicano che la magistratura voglia sospendere il giudizio in attesa di conoscere gli esiti delle ricerche dalle pubblicazioni ufficiali che saranno disponibili
fra il mese di ottobre e di novembre di quest'anno. Se gli
approfondimenti scientifici dovessero giustificare la tesi
dell'origine metabolica e non illecita, è probabile che anche le relative normative che governano questa materia
possano essere di seguito adeguate.
4 Anmvi Informa Codice della strada
VETERINARIA 29 | 2010
Stato di necessità: stand by
ANMVI al Ministro dei Trasporti: collaborazione per definire lo stato di
necessità e la relativa documentazione
’obbligo di soccorso stradale agli animali e l’impiego di
autoveicoli d’urgenza saranno pienamente esecutivi
quando il Ministero dei Trasporti avrà emanato un
apposito decreto. Lo sottolinea la Polizia di
Stato in una circolare del 12 agosto, che spiega le novità del Codice della Strada e mette
in evidenza i passi da fare per completare il
quadro legislativo. Gli articoli di interesse sono il 177 e il 189 del nuovo Codice, ma ci
vorrà un decreto del Ministero dei Trasporti
per renderli applicativi.
COME LE AUTOAMBULANZE
Come spiega la nota della Polizia, gli articoli
177 e 189 del nuovo Codice della Strada equiparano di fatto “i veicoli attrezzati per il
soccorso di animali o ai servizi di vigilanza
zoofila” alle autoambulanze. L’equiparazione
fa sì che i veicoli in questione, specificamente
attrezzati, possano far uso dei dispositivi supplementari acustici e visivi (sirena e del lampeggiante blu). In quali casi vige l’equiparazione? Nelle attività di recupero di animali o
durante i servizi di vigilanza zoofila, per
“l‘espletamento dei servizi urgenti di istituto,
individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti”. La disposizione,
dunque, non è immediatamente operativa,
ma potrà essere applicata solo quando sarà
approvato il decreto in questione, con il quale
“saranno stabilite le casistiche relative ai servizi urgenti di istituto che giustificano l’uso di
tali sistemi”. Dopo di che, i conducenti, nell’espletamento di servizi urgenti di istituto, qua-
lora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu,
non saranno tenuti a osservare gli obblighi, i
divieti e le limitazioni relativi alla circolazione,
le prescrizioni della segnaletica stradale e le
norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a
concedere immediatamente la via libera.
A questi stessi veicoli, inoltre, “si estende l’esimente (la non sanzionabilità, ndr), conseguente al trasporto in condizioni di necessità,
a quello dovuto al trasporto di animali in gravi
condizioni di salute”. Ma anche in questo caso, occorre il decreto dei Trasporti.
DEFINIRE LO STATO DI
Il Ministero dei Trasporti dovrà disciplinare le
condizioni alle quali il trasporto di un animale
in gravi condizioni di salute può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati; dovrà anche essere definita
la documentazione da esibire, “eventualmente successivamente all’atto di controllo”, alle
autorità di polizia stradale. Dalla circolare della Polizia di Stato risulta più esplicito il riferimento ad un mezzo qualsiasi, anche un comune autoveicolo privato, per il trasporto
d’urgenza di un animale in pericolo di vita: “Il
medesimo decreto stabilirà le condizioni e la
documentazione necessari per comprovare
l’esclusione della responsabilità del conducente per le violazioni commesse durante il
trasporto animale in gravi condizioni di salute
che viene effettuato da un privato con un veicolo diverso da quelli sopra indicati”.
OBBLIGO DI ASSICURARE IL
È stato inoltre introdotto “l’obbligo per l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da
cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, di fermarsi e di porre
in atto ogni misura idonea ad assicurare un
tempestivo intervento di soccorso agli animali
che abbiano subito il danno”. Anche le persone coinvolte nell’incidente hanno il medesimo obbligo. Le violazioni sono punite con
sanzioni amministrative pecuniarie: chi ha
causato l’incidente e non osserva l’obbligo di
soccorso è punito con una multa da euro 389
a euro 1.559; se invece a non adoperarsi per
il soccorso animale sono le persone coinvolte
nell’incidente la sanzione è inferiore ma non
meno importante e va da un minino di euro
78 a un massimo di 311 euro.
ATTENZIONE AI SEGNI DI
Il Codice della Strada già prevedeva misure di
prevenzione per evitare incidenti agli animali.
Le norme di comportamento impongono infatti al conducente- compreso il conducente
di animali da tiro, da soma e da sella- di “ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi”, quando “al suo avvicinarsi, gli animali che
si trovino sulla strada diano segni di spavento”. La sanzione in questi casi va dai 38 ai 155
euro. (Art. 141. Velocità). Si ricordi anche che
EVIDENTI I RISVOLTI
CLINICI E
e novità riguardanti il soccorso animale e il trasporto in stato di necessità sono state introdotte dalla
Legge 29 luglio 2010, n. 120 (Gazzetta Ufficiale 29 Luglio 2010). Le nuove disposizioni modificano le norme di comportamento dell’utente della strada (Titolo V,
artt. 177 e 189 del Codice della Strada).
L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha scritto al Ministro dei Trasporti Altero Matteoli chiedendo il coinvolgimento della professione veterinaria
nella stesura del decreto che dovrà definire lo “stato di necessità” e la documentazione idonea a comprovarlo. “Le evidenti implicazioni cliniche e professionali del provvedimento - scrive l’ANMVI in
una nota- suggeriscono una consultazione con i Medici Veterinari”.
sulle autostrade e sulle strade extraurbane è
vietata la circolazione di animali, eccezion fatta per le aree di servizio e le aree di sosta. In
tali aree gli animali possono circolare solo se
debitamente custoditi.
In auto, in bici e in moto
I passeggeri animali non mettano a rischio la sicurezza stradale
l Codice della Strada contiene una
copiosa serie di norme legate alla
presenza degli animali sulle strade,
siano essi soggetti trasportatori o
trasportati, d’affezione o da lavoro.
Escludendo normative speciali - ad
esempio la protezione del trasporto per fini
commerciali – gli animali comportano già da
tempo precise disposizioni a carico dei conducenti, legate ad obiettivi di sicurezza stradale. Non è una novità, ad esempio, che sui
motocicli e sui ciclomotori a due ruote sia
consentito il trasporto di animali “purché custoditi in apposita gabbia o contenitore”. In
questi casi, gli animali devono essere “solidamente assicurati”, non devono sporgere lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri e non devono impedire o limitare la visibilità al conducente. (Art.
170. Trasporto di persone e di oggetti sui veicoli a motore a due ruote, sanzione amministrativa da euro 74 a euro 299). Trasportare
un animale in bicicletta è possibile, ma bisogna seguire le stesse regole che valgono per
ciclomotori e motocicli (Art. 182. Circolazione
dei velocipedi). Ai ciclisti è invece vietato condurre animali: la bicicletta non è un veicolo a
trazione animale e l’animale in questo caso
non è da tiro, insomma non è prevista dal Codice (che, attenzione, si applica solo a strade,
autostrade e strade extraurbane) la “passeggiata” in bici con cane al guinzaglio. Le sanzioni in questo caso possono variare a seconda dei diversi fattori di violazione: norme di
comportamento del ciclista o della conduzione a traino. E in auto? Quanti animali si possono trasportare in auto? In tutti i veicoli “il
conducente deve avere la più ampia libertà di
movimento per effettuare le manovre neces-
sarie per la guida”. Sui veicoli diversi da quelli
autorizzati dal Regolamento di Polizia Veterinaria, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in
condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di
soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o
contenitore o nel vano posteriore al posto di
guida appositamente diviso da rete od altro
analogo mezzo idoneo che, se installati in via
permanente, devono essere autorizzati dal
competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. (Art. 169. Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore, sanzioni da euro 78 a euro 311).
La guida dei veicoli e la conduzione degli animali sono invece disciplinati dal Titolo IV del
Codice della Strada a partire dall’articolo 115
(Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali). Bastano quattordici anni per
guidare veicoli a trazione animale o condurre
animali da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti di animali. Il conducente deve essere idoneo per
stata comminata il 5 settembre a
un pensionato di 60 anni a Legnaro, in provincia di Padova, la prima multa per omissione di soccorso nei
confronti di un animale investito. Una
multa, da 389 euro, il minimo della sanzione che può arrivare ad un massimo di
1.559 euro. L'uomo non ha soccorso il
cane investito che è morto poche ore dopo l'incidente. Sono stati alcuni passanti,
tra cui il padrone del cane, a segnalare il
numero di targa e a denunciare il fatto ai
carabinieri, che hanno identificato il proprietario e lo hanno sanzionato per avere
violato l'articolo 189/bis del codice della
6 Attualità Epidemiologia
Sorveglianza attiva e monitoraggio delle
forme cliniche da virus West Nile nell’uomo
Dal Ministero della Salute la definizione di “caso umano” dopo le allarmanti e dichiarazioni di alcuni medici
nitoraggio delle forme cliniche nell'uomo. Su
tutto il territorio nazionale vige il Piano di Sorveglianza varato nel 2008 che viene costantemente aggiornato.
Una ulteriore nota ministeriale offre precisazioni sulla circolare del 21 luglio scorso, in
materia di sorveglianza. Gli atti ministeriali
sono pubblicati integralmente da @nmvi Oggi www.anmvioggi.it
l Ministero della Salute, nell'ambito della sorveglianza attiva e del
monitoraggio delle forme cliniche
da virus West Nile nell'uomo, ha emanato la Circolare del 21 luglio
2010 "Sorveglianza della Malattia
di West Nile in Italia - 2010". Il documento a cura del Dipartimento della Prevenzione e
della Comunicazione e del Dipartimento per
la Sanità Pubblica Veterinaria è rivolto alle
Regioni e alle Provincie autonome- dà la definizione di caso umano e fornisce la scheda
Si tratta di una puntuale trattazione della materia, utile anche a seguito di allarmanti dichiarazioni rese alla stampa da personale
medico che erroneamente indicava nel cavallo un pericolo di trasmissione per l'uomo.
La circolare chiarisce che il virus della West
Nile "non si trasmette da persona a persona
né da cavallo a persona". La trasmissione interumana è documentata "mediante trasfusione di sangue o trapianti di organi e tessuti". A questo riguardo il Centro nazionale del
sangue ha elaborato uno specifico modello
di risk assessment associato alla segnalazione di casi umani.
La circolare ministeriale definisce il caso umano, distinguendo fra possibile, probabile
e confermato; dettaglia inoltre le disposizioni
per le "aree affette" e le "aree di sorveglianza", la lotta agli insetti vettori e conclude con
raccomandazioni generali per la popolazione in aree con circolazione accertata del virus della WN negli animali. La misura preventiva più idonea è di evitare di essere punti da zanzare e pertanto si rimanda ad alcune semplici misure comportamentali contenute nella guida "Consigli sulla prevenzione
di alcune malattie infettive" presente sul sito
In Italia i casi umani di WDN sono stati registrati per la prima volta nell'uomo nel 2008 e
nel 2009 e hanno portato a tre decessi. Nelle Regioni direttamente coinvolte (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) sono stati attuati piani di sorveglianza integrata medicoveterinaria per la sorveglianza attiva e il mo-
Aviaria: i rischi
vengono dagli
on il Decreto 25 giugno 2010, il
Ministero della Salute ha varato
alcune misure di prevenzione,
controllo e sorveglianza del settore avicolo
In particolare il Ministero ha adottato un Piano di controllo sanitario e di gestione dei rischi rilevati nel settore avicolorurale introducendo tra l'altro l'attuazione di misure di biosicurezza nonché un sistema di accreditamento delle strutture che commercializzano
in ambito extraregionale.
Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 196 del 23-8-2010, viene adottato "considerata la situazione epidemiologica
venutasi a verificare nel corso degli ultimi
due anni sul territorio nazionale con numerose positività per virus influenzale a bassa
patogenicità nelle Regioni del Nord e Centro
Nello specifico, il settore rurale, in forza della
propria tipologia, "potrebbe svolgere un ruolo epidemiologico rilevante nella incursione
di virus influenzale nel settore industriale, in
funzione del rischio derivante da eventuali
correlazioni epidemiologiche tra il serbatoio
naturale dei virus influenzali e gli allevamenti
industriali, nonché dalla movimentazione nel
circuito rurale extraregionale di potenziali volatili infetti, di materiali contaminati, di attrezzature, di veicoli e di personale". Il Decreto
aggiunge che il "circuito avicolo rurale è un
settore molto complesso della filiera avicola
italiana con un notevole impatto socio-economico, anche perché l'abitudine ad allevare volatili è molto diffusa nelle zone rurali e
peri-urbane".
Inoltre, l'attività di monitoraggio ha permesso di individuare due epidemie di LPAI
H7N3, nel 2007 e nel 2009 che hanno riguardato principalmente il settore rurale e
marginalmente quello industriale per i molteplici collegamenti esistenti tra gli stessi. Una
volta entrata nel circuito rurale, con l'inevitabile rilevamento di numerosi focolai secondari nel pollame da cortile, è difficile controllare l'infezione. Il decreto è in vigore dal 24
IL VIRUS PER LA PRIMA
VOLTA IN PROVINCIA
e autorità sanitarie locali svolgeranno i dovuti approfondimenti
diagnostici nelle aziende del Comune di Erice e di Valderice (Trapani), alle quali appartenevano i cinque cavalli
con sintomatologia clinica di tipo neurologico, sottoposti a campionamento, tre
dei quali sono risultati positivi al virus
West Nile. La positività sierologica è stata confermata dal Cesme, il Centro di Referenza per le malattie esotiche. Ulteriori
indagini di laboratorio sono in corso per
accertare alcuni risultati dubbi ottenuti
sui campioni degli altri 2 equidi, appartenenti a 2 diverse aziende nel comune di
Valderice. Gli approfondimenti diagnostici riguarderanno le aziende focolaio e i
territori circostanti (raggio di 4 Km) allo
scopo di definire l'area di diffusione del
virus. L'area territoriale interessata non
risultava classificata quale area con circolazione virale e per la prima volta è sede di individuazione di circolazione del
virus. Il Ministero della Salute ha scritto
agli Assessorati Regionali alla Sanità affinché siano informati i servizi veterinari
territoriali in modo da "attuare in maniera sollecita e puntuale" tutte le procedure di intervento e relative ai flussi informativi previste dal Piano nazionale di
sorveglianza per la encefalomielite di tipo West Nile (D.M. del 29 novembre 2007
e sue successive modifiche ed integrazioni).
8 Europa Competenze professionali
Troppo vago dire “medico veterinario”
Il pubblico va oltre il titolo generalista e vuole più informazioni quando cerca il veterinario
a medicina veterinaria è una
scienza vastissima che annovera al proprio interno innumerevoli settori di esercizio professionale, molte
specie animali e altrettante
specializzazioni. L'esigenza di qualificarsi agli
occhi del pubblico con una definizione più
descrittiva rispetto al generico "medico veterinario" è sentita a livello europeo da anni, ma
è solo in questi ultimi mesi che il dibattito sta
prendendo corpo all'interno della UEVP e
della FVE. Durante i lavori dell'Assemblea
UEVP (Basilea 10 giugno, 2010), i rappresentanti della veterinaria libero-professionale europea hanno rilanciato la discussione sull'Acknowledged vet sulla base di due position papers, uno della UEVP e uno della
CPD. Al dibattito ha partecipato per l'Italia il
delegato ANMVI Giuliano Lazzarini.
INDICARE LA SPECIE
In sostanza, la proposta della UEVP è di connotare il medico veterinario con un riferimento alla specie animale (o gruppo di specie)
piuttosto che al settore disciplinare per pre-
sentarsi più chiaramente agli occhi dell'utenza. Qualifiche e titoli disciplinari (specializzazioni, titoli universitari ed europei) rimarrebbero un discorso a parte; si tratterebbe piuttosto di indicare se la professione è esercitata sugli animali da compagnia, equidi, animali da reddito, ecc. almeno a livello prevalente
(su base annua, oraria o percentuale), stante
la possibilità (è l'osservazione italiana) che uno stesso professionista eserciti su più specie o gruppi di specie. L'Assemblea ha rilevato l'ampiezza del settore degli animali da
compagnia, ma anche respinto l'ipotesi di
creare dei "veterinari Bonsai" in settori troppo di nicchia o sulla base delle conoscenze
verticali che le specializzazioni consentono.
A stabilire l'acknowledgement del veterinario
potrebbe essere l'autorità veterinaria competente, vale a dire l'Ordine professionale, sulla
base di un riconoscimento il più possibile uniforme su scala europea, in virtù della libera
circolazione dei professionisti e del mutuo riconoscimento delle qualifiche. La discussione di Basilea ha mosso i primi passi, metten-
do la questione in relazione anche alla formazione continua che si presume debba essere
coerente con l'esercizio professionale e pertanto di ulteriore garanzia per l'utenza in cerca di un medico veterinario per una data spe-
cie animale. L'Assemblea ha concluso per la
creazione di un gruppo di lavoro, che si occupi anche di conoscere la situazione attuale
nei vari Stati Membri, e per la prosecuzione
dei lavori in sinergia con la FVE.
animale ha bisogno di
sbagliato ridurre la complessità legislativa della
a un superficiale dibattito
tra favorevoli e contrari.
L'Europa si appresta a
dare nuove regole ad una materia che necessita di essere aggiornata nell'interesse della
medicina e della tutela animale. ANMVI: l'errore più grande è di impedire il processo di
aggiornamento di norme, che in Italia sono
ferme al 1992. Ora che il Parlamento europeo si appresta a votare la proposta di direttiva europea che riforma le norme sulla
sperimentazione animale, il segnale che la
comunità scientifica e la professione veterinaria devono lanciare è quello dell'urgente
necessità di aggiornare le regole e i principi
che governano la materia ponendo la massima attenzione al benessere animale. Secondo l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) l'errore più grande è
di impedire il processo di aggiornamento
delle norme, bloccando una evoluzione legislativa alla quale l’ANMVI ha sempre dato
il suo massimo contributo. Nel nostro Paese, buone soluzioni di riforma delle vecchie
leggi, condivise da tutte le parti in causa,
sono state lasciate cadere, in attesa di una
direttiva europea che adesso non può più
essere ritardata. In Italia la legislazione non
è al passo con le doverose richieste di innalzamento della tutela animale che la medicina veterinaria di laboratorio è in grado
di garantire, non solo in fase di impiego ma
anche di riabilitazione e adozione a fine esperimento.
Da tempo la comunità scientifica e il legislatore comunitario e nazionale sono orientati
a sostituire l'impiego di animali da laboratorio in presenza di metodi alternativi validati e ad innalzare le tutele degli animali da
laboratorio. Si tratta di un processo virtuoso, in linea con l'evoluzione scientifica e la
sensibilità etica, oggi non adeguatamente
incoraggiato e formalizzato da una legislazione al passo con i tempi.
L’Europa stessa riconosce che, in alcuni
campi, la ricerca ha ancora bisogno di impiegare animali da laboratorio, non avendo
ancora a disposizione valide alternative. In
questi casi, sottolinea l'ANMVI, la professione medico veterinaria deve essere più
presente a tutti i livelli della sperimentazione per innalzare e garantire gli standard di
tutela e benessere degli animali e perché
possa interagire con le altre professionalità
9-10 Ottobre 2010, Palazzo Trecchi, Cremona
Lo sviluppo della medicina veterinaria continua ad una velocità talmente elevata che
è complesso anche per gli specialisti riuscire ad essere aggiornati su ogni argomento.
Il programma di questa giornata vuole offrire ai partecipanti la possibilità di ricevere
informazioni estremamente recenti, sia da
un punto di vista terapeutico che diagnostico. Tutte le relazioni sono di 25 minuti + 10
9.30 Otite media e interna nel coniglio
10.15 Esoftalmo nel coniglio
11.15 Immunologia nei rettili
11.50 Un caso di ileo in una iguana rinoceronte
14.00 Gestione dei lori e lorichetti
Fabio Pelicella
14.35 Gestione in cattività dei gechi
15.10 Il paziente che collabora: addestramento degli animali esotici alle principali manualità cliniche
16.15 Risoluzione chirurgica in un caso di
distocia in un falco di harris
16.50 Problematiche specifiche nel recupero del rondone
17.25 I Galliformi come pet
9.00 Diagnosi e trattamento di una massa addominale in un furetto
9.35 Nuove metodologie diagnostiche
nel campo dei volatili ornamentali
10.10 Un caso di micobatteriosi in un furetto
11.15 Approccio al topo e al ratto come animale da compagnia
11.50 Patologie gestionali e riproduttive
del cincillà
12.25 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale
12.40 Consegna degli attestati di partecipazione e termine dell’evento
regola con l’iscrizione 2010. Non è richiesta la preiscrizione.
Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.
Elisa Feroldi - Tel. 0372/40.35.00
I PICCOLI MAMMIFERI: MAI PIÙ PAZIENTI DI “SERIE B”
17 Ottobre 2010 - Pescara
IN COLLABORAZIONE CON GLI ORDINI DELLA REGIONE ABRUZZO
Dr. Maurizio Manera
Molti proprietari di piccoli Mammiferi ormai
richiedono un approccio competente e professionale alle malattie dei loro beniamini,
aprendo al libero professionista un campo
d’azione nuovo, interessante e remunerativo: scopo di questa giornata sarà comunicare le nozioni di base per un corretto approccio clinico alle specie più diffuse come
animali da compagnia: il Coniglio, il Furetto
ed i piccoli Roditori, in modo da consentire
ai colleghi di affrontare questi pazienti
spesso sottovalutati in maniera soddisfacente per paziente, proprietario e veterinario stesso.
9.30 Il Coniglio animale da casa: gestione, alimentazione, comportamento,
esame clinico e principali patologie
11.30 Il Coniglio paziente chirurgico: nozioni base di anestesia, chirurgia e
Stefano Bo, Med Vet Torino
Xavier Roura, Med Vet, Dipl ECVIM, Barcellona, Spagna
Presentazione dei relatori e saluto
del presidente SOVEP
9.30 Il processo della medicina basata
sull’evidenza: approccio generale
all’EBM; approccio utilizzando Pub
Med (uso della letteratura in ambito
clinico pratico)
Classifica della qualità dei reports
sulla base degli EBM: serie di casi,
la miglior evidenza, pubblicazioni
retrospettive, resoconti dei singoli
casi clinici, articoli su riviste con index - Xavier Roura
11.20 Tiroide vs Cusching- quale test fare
Diagnosi differenziali ed utilità dei
test - Xavier Roura
12.15 Cosa posso diagnosticare in un animale in terapia con glucocorticoidi?
14.00 Associazione tra malattie renali e
non renali e proteinuria nel cane
15.15 Errori diagnostici con l'utilizzo della
Pcr nel cane - Xavier Roura
16.30 Proteinuria e malattie infettive nel
gatto - Stefano Bo
17.15 La medicina veterinaria basata
sull’evidenza: dalla teoria all'applicazione pratica. Esempi di casi clinici
discussi con l’aiuto dei partecipanti.
(si prega chi volesse partecipare di
portarsi un computer con connessione WiFi)
Xavier Roura e Stefano Bo
Serena Majestic - Montesilvano, a 5 km da
Pescara, in Abruzzo. Situato in pieno centro Italia, è facilmente raggiungibile grazie
a una rete di collegamenti completa ed efficiente.
SCIVAC in regola con l’iscrizione 2010.
CremonaFiere, 28 Ottobre 2010
Convegno Nazionale SIVAR: AGGIORNAMENTI IN BUIATRIA
ALLEVARE VITELLI SANI: DAL COLOSTRO ALLO
Seminario SOVEP - SCIVAC
LA MEDICINA INTERNA BASATA SULL'EVIDENZA:
DALLE PATOLOGIE AI CASI CLINICI
Rivoli (TO), 23/24 Ottobre 2010
commerciale (nel caso non si svolga la relazione, il programma nel
sarà anticipato di
I Roditori, pet “emergenti”: approccio alla Cavia, al Cincillà e ai piccoli
Roditori in ambulatorio
Il Furetto non è un gattino allungato:
guida ad un corretto approccio clinico a questa specie
SOCIETÀ VETERINARI PIEMONTESI
mofelis-felis-spp) e toxoplasmosi
Diagnosi avanzate delle malattie infettive nel gatto (uso di PCR e altri
metodi) - Stefano Bo
Gastroprotettori e antiinfiammatori
(AINES e Cortisone)
Hotel Campanile Corso Allamanno 153
Per ricevere la scheda d’iscrizione ed avere maggiori informazioni,
Tel. 0372/40.3506
9.15 Malattie sovradiagnosticate in medicina felina: micoplasmosi (m. heRichiesto accreditamento
ORIGINE UTERINA
DELL’INFERTILITÀ BOVINA:
IL PROGETTO UTEROFERT
Cremona, Palazzo Trecchi,
Citologia per non citologi!
Come praticare il gioco dell’esame citologico con soddisfazione…
e senza sbagliare troppo!
Montecatini (PT), 19 Settembre 2010
Facile come respirare?
Un viaggio fra i fatti e i misfatti dell’apparato respiratorio
Matera, 26 Settembre 2010
La giornata si propone di sensibilizzare il
veterinario all’uso costante della citologia
nella pratica ambulatoriale. Le relazioni avranno lo scopo di: definire gli ambiti in cui
la citologia è in grado di dare le maggiori
informazioni diagnostiche; indicare brevemente le tecniche di prelievo in funzione del
tipo e della sede della lesione; fornire indicazioni sul trattamento del campione citologico; definire quali siano i criteri di base
con cui deve essere affrontato un preparato al microscopio allo scopo di differenziare
le lesioni infiammatorie da quelle neoplastiche; riconoscere le più comuni neoplasie e,
infine, evidenziare le più comuni cause di
errore nella diagnosi citologica.
9.30 Citologia diagnostica: quando e come farne un gioco vincente
11.30 Citologia diagnostica: le regole del
14.30 Casi clinici interattivi: Flogosi o neoplasia. Cosa pensi che sia?
16.00 Casi clinici interattivi: Che neoplasia? Questo è il dilemma!
Vittoria Centro Congressi Via Baccelli, 2 Montecatini Terme (PT)
La funzione principale dell’apparato respiratorio consiste nello scambiare, a livello
degli alveoli polmonari, ossigeno con anidride carbonica. Questo evento, di vitale
importanza per l’organismo, è associato alla costante lotta per impedire ad elementi
estranei di qualsiasi natura di penetrare a
livello alveolare. Sono numerosissimi ed
apparentemente perfetti i sistemi di difesa
dell’apparato respiratorio ma esistono molteplici cause che possono alterare, a vari livelli, il funzionamento di questo complesso
meccanismo difensivo. Le relazioni di questa giornata hanno l’intento di illustrare, in
primis, i vari sistemi di difesa dell’apparato
respiratorio superiore e inferiore (i “fatti”) e
le conseguenze derivanti dalla inattivazione di uno o più di questi meccanismi difensivi (i ”misfatti”). Verrà illustrato come, in
presenza di elementi patogeni della più
svariata natura, le difese possano diventare inefficaci e come questo si possa manifestare clinicamente con una o più alterazioni all’attività respiratoria normale. Numerosi casi clinici, inseriti nelle relazioni, avranno lo scopo di illustrare al clinico quali
indagini diagnostiche possono essere messe in atto per individuare le alterazioni a carico delle difese dell’apparato respiratorio
nonché le principali opzioni terapeutiche
per tentare di ripristinare, quando possibile, le funzioni difensive alterate.
11.30 Misfatti delle vie aeree superiori
14.00 Misfatti delle vie aeree inferiori
16.00 Alcuni misfatti molto complessi
Hilton Garden Inn Via Germania - Borgo
Venusio - 75100 Matera
Trento 26 Settembre 2010
La radiologia del torace dalla A…………………….alla D(iagnosi)
Pozzuoli (NA), 26 Settembre 2010
diagnostici saranno trattati solo nei loro elementi fondamentali e pratici. Fornire elementi prognostici.
9.30 Indicazioni cliniche e tecniche di ricostruzione di ampie soluzioni di
11.30 Indicazioni cliniche e chirurgia di colon/retto, regione perianale e perineale nel cane e nel gatto
Ordine dei Medici Veterinari di Trento, Viale
Zambra - Trento
Dr. Massimo Vignoli
L’ obiettivo della giornata è di fornire ai partecipanti alcune nozioni di base sulla tecnica di acquisizione e di lettura delle radiografie del torace. Quindi, analizzare le diverse patologie con particolare attenzione
alla sede delle stesse nel tentativo di aumentare la specificità della nostra diagnosi
9.30 Quale tecnica per la radiologia toracica?
10.15 Anatomia e semeiotica radiografica
delle malattie toraciche
11.30 Come aumentare la propria specificità diagnostica nella valutazione ra-
diografica delle patologie toraciche
relazione, il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora)
14.30 Insufficienza respiratoria acuta: Casi
clinici interattivi
16.00 Tosse cronica: Casi clinici interattivi
Complesso Turistico Averno Via Monte
Nuovo Licola Patria, 85 - Pozzuoli (NA)
PER TUTTI GLI INCONTRI È STATO RICHIESTO L’ACCREDITAMENTO
Si ricorda che la partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci Scivac, indipendentemente dalla regione di appartenenza, in regola con la quota Associativa
dell'anno in corso. I Soci Scivac possono partecipare a qualsiasi incontro regionale organizzato da Scivac in qualsiasi regione e a titolo gratuito (portare con sé la tessera Scivac).
INFORMAZIONI - Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani - Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it
Secondo uno studio, con le zampe ripetono i gesti delle mani e con il muso quelli della bocca
entrambi questi fattori possono aumentare la
loro partecipazione alle attività umane. Ma il
nostro esperimento suggerisce anche che è
l’ultimo addestramento durante lo sviluppo a
giocare un ruolo significativo nel plasmare il
comportamento imitativo».
*"Automatic imitation in dogs" Friederike
Range, Ludwig Huber, and Cecilia Heyes.
Proc. R. Soc. B Published online before print
L’atteggiamento dei
verso la vaccinazione
econdo uno studio dell’Università di Vienna i cani imitano i movimenti umani, utilizzando le zampe per rifare i
gesti che gli uomini fanno
con le mani e il muso per
quelli con la bocca. Come noi tendiamo ad imitare in automatico i movimenti del corpo di
un’altra persona, così fanno i cani e la loro abilità imitativa cresce e si modella in base alla
capacità di interazione con i loro proprietari.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, ha analizzato i
comportamenti di dieci cani a cui era stato
insegnato ad aprire delle porte scorrevoli usando testa e zampe in cambio di un premio
(biscotto).
A cinque di questi cani (3 Border collie, un
Pastore australiano e un meticcio) era stato
chiesto di ripetere automaticamente il gesto
del loro proprietario (testa o mano/zampa),
mentre ai restanti cinque (4 Border collie e un
meticcio) era stato ordinato di usare la zampa solo dopo aver visto l’uso della testa e
della mano da parte dell’uomo. In quest’ultimo caso, gli animali ci mettevano molto più
tempo ad eseguire correttamente il gesto rispetto a quelli che dovevano semplicemente
limitarsi ad imitarlo.
«I cani sono portati a sperimentare la tendenza automatica all’imitazione mano/zampa –
ha spiegato sul Daily Mail Friederike Range,
a capo dello studio – nonché ad imitare quelle azioni anche quando è costoso farlo o
quando queste interferiscono con lo svolgimento efficace di un compito in corso. Ecco
perché i risultati dei nostri test forniscono la
prima prova di imitazione automatica e di
controimitazione nei cani, che sono animali
speciali sia per quanto riguarda la storia
dell’addomesticamento che per il grado di intensità della loro educazione evolutiva, ed
no studio ha analizzato i
fattori coinvolti nella decisione dei proprietari di
gatti di sottoporre il proprio animale alla vaccinazione, esplorando il loro
punto di vista e la conoscenza in merito alla
profilassi vaccinale. Rispondevano correttamente a un questionario 3163 proprietari di
gatti. Il 69% di questi era stato vaccinato negli ultimi 12 mesi. La vaccinazione fin da cucciolo era il fattore predittivo maggiore di uno
stato vaccinale aggiornato, seguito dall'intenzione di portare il gatto in un gattile o a una mostra felina nel corso dell'anno successivo. La percezione del proprietario dell'importanza dello stress, dell'età dell'animale o
dei costi della vaccinazione era associata allo stato vaccinale corrente dell'animale. I proprietari che concepivano la gravità delle malattie infettive o i consigli del veterinario come
molto importanti erano quelli che avevano
maggiore probabilità di vaccinare i loro animali, rispetto ai proprietari che consideravano meno importanti questi fattori. La perce-
zione dei rischi della vaccinazione e la precedente esperienza con effetti collaterali vaccinali nel proprio gatto non erano associati a una minore probabilità di sottoporre l'animale
a vaccinazione. (M.G.M.)
“Use of a web-based questionnaire to explore cat owners' attitudes towards vaccination
in cats” G. Habacher, T. Gruffydd-Jones, and
J. Murray. Vet Rec. 2010 167: 122-127. ■
LO XILITOLO NEI BISCOTTI E DOLCI PUÒ INDURRE
UN'IPOGLICEMIA MARCATA
dolcificanti artificiali come lo xilitolo
sono pericolosi per il cane. La British
Veterinary Association (BVA) ha effettuato una campagna di informazione per i proprietari di cani circa i pericoli
posti da questo dolcificante
considerato innocuo per l'uomo ma pericoloso se ingerito
dal cane, perché induce un
immediato rilascio di insulina
che può determinare una
marcata ipoglicemia e causare lesioni epatiche. Lo xilitolo
viene usato sempre più frequentemente
come dolcificante nei prodotti alimentari
senza zucchero, oltre che nei prodotti
per l'igiene dentale e come eccipiente di
molti farmaci. Di particolare preoccupazione per il cane sono i sostituti dello
zucchero contenenti xilitolo utilizzati nei
prodotti da forno e nei dolci industriali.
Torte, biscotti e altri dolci
preparati con questa sostanza sono tossici per il cane. Il
proprietario spesso non è
consapevole del pericolo e
può non associare un eventuale problema clinico (es.,
vomito, incoordinazione) del
proprio animale con l'ingestione di questi alimenti. Non
è noto, ma è possibile, che
anche altri animali come gatti
e furetti siano similmente esposti al rischio. Si tratta di un altro esempio, commenta la BVA, di un alimento o un additivo alimentare considerato sicuro per
l'uomo ma pericoloso per altre specie.
Vet Journal è un periodico di informazione scientifica di proprietà di E.V. srl iscritto nel Pubblico Registro della Stampa periodica presso il Tribunale di Cremona al n. 396 dal 18.12.2003.
È diretto dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Fornisce un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze,
con tre edizioni alla settimana.
14 Anmvi Servizi Sicurezza sul lavoro
Dialogo fra gli studi di settore
Incrocio di informazioni tra il Fisco e l’Inail: l’organizzazione del lavoro come dato fiscale e di prevenzione
ettere in comune le
informazioni su tutta
l'attività ispettiva per
coordinare in modo
mirato i controlli futuri ed affrontare con
più forza la lotta al sommerso. L’Agenzia delle
Entrate e l’Inail hanno sottoscritto una intesa
quinquennale sullo scambio delle informazioni
in possesso dei due enti per rendere più tempestiva ed efficace la lotta all’evasione contributiva, ma anche per incrociare i dati sulla prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. L’intesa sarà operativa sotto forma di protocollo e
con il benestare del Ministero del Lavoro, da
settembre favorirà il coordinamento delle attività di vigilanza. Infatti, l’Inail potrà ricorrere ai
dati che i contribuenti forniscono con gli studi
di settore, in possesso dell’agenzia delle entrate, per indirizzare i controlli sulle misure di sicurezza del lavoro.
SALUTE E SICUREZZA ANMVI
Da inviare in busta chiusa a ANMVI - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona
oppure al fax 0372-457091
entro il 25 ottobre 2010, allegando l’attestazione di versamento
COGNOME……....................................................................……… NOME……….........................................................….
VIA .......................................................................................................................................................................................
CAP, CITTÀ E PROVINCIA .................................................................................................................................................
TELEFONO….....................................................................…..CELL……...........................….....................…………………
EMAIL ..................................................................................................................................................................................
CODICE FISCALE ...............................................................................................................................................................
ORDINE DEI VETERINARI DI ........................................................ TESSERA N. …............................................…………
❑ Corso per datori di
€ 140,00 + IVA (20%)
al primo soccorso,
€ 120,00 + IVA (20%)
VERSANDO LA
€ 80,00 + IVA (20%)
❑ vaglia postale intestato a EV soc. cons. A.R.L. Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona
❑ tramite carta di credito ❍ Carta sì ❍ Mastercard ❍
Visa (non si accettano carte elettroniche)
Intestata a …………………………………………………………
..……………………………….........................……………………..
Domicilio fiscale…………...………………………………………
DATA……………………...……………………………………
FIRMA…………………..…………...……...………………………..
I corsi saranno attivati solo in caso di raggiungimento di un
quorum minimo di presenze che sarà stabilito dall’organizzazione. In caso di mancata attivazione si darà luogo al rimborso della quota versata. Non verranno accettate più di 50
domande di iscrizione. Agli iscritti verrà inviata una comunicazione solo in caso di mancata accettazione.
Le richieste di rinuncia verranno totalmente rimborsate solo se pervenute entro 10 gg dalla data di inizio del corso. In
caso contrario l’amministrazione non darà luogo a rimborso alcuno.
Ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (G.U. 29 luglio 2003, Serie
generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L), il sottoscritto acconsente al trattamento dei dati sopra indicati, consapevole che l’esecuzione dei servizi richiesti
non può avere luogo senza le comunicazioni dei dati personali all’ANMVI e/o ai
soggetti a cui la stessa deve rivolgersi.
FIRMA…………………...……...……...……...……...……...……..
La lotta all’evasione e al lavoro irregolare e in
nero (e quindi meno sicuro) assume i contorni
di una strategia combinata, che punta sul
coordinamento degli interventi e rende più efficace l’azione ispettiva. Gli enti firmatari del protocollo metteranno l’un l’altro a disposizione gli
archivi informatici per condividere il patrimonio
di informazioni telematiche nel pieno rispetto
delle norme sulla privacy.
L’Agenzia delle Entrate e l’Inail potranno così
predisporre specifici piani di intervento coordinato, sapendo chi figura sotto controllo evitando sovrapposizioni e arricchendo il dato fiscale
e produttivo con dati relativi ai cicli lavorativi, all’organizzazione del lavoro, il numero e la tipologia di attrezzature, il territorio di operatività,
ecc.; tutte informazioni che, oltre a fungere da
indicatori di reddito, possono anche dire molto
sulle misure di prevenzione e tutela della salute
"Si tratta di un'intesa che garantirà ai due enti
la capacità di monitorare come mai fatto prima
la reale attività di tutte le imprese italiane: sarà
individuato con certezza cosa viene denunciato e cosa no e, dunque, emergeranno anche
situazioni eventualmente non in regola", spiega il presidente dell'Inail, Marco Fabio Sartori.
"Metteremo a disposizione dell'Agenzia i dati
di cui siamo in possesso e che portano alla determinazione, per ogni singola azienda, delle
voci di tariffa. Da parte sua, invece, l'Agenzia
risponderà concedendoci l'accesso a tutte le
informazioni presenti negli studi di settore affini
ai nostri".
"Questa convenzione segna una tappa importante sulla strada di una lotta all'evasione sempre più condivisa, in sinergia con altri enti, per
scovare gli illeciti fiscali con analisi di rischio
puntuali e coordinate", dichiara il direttore
dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. "L'utilizzo efficace delle banche dati, l'incrocio
delle informazioni e la gestione strutturata
degli archivi con l'Inail, infatti, consentono di
intercettare in maniera sempre più mirata le
sacche di evasione, potenziando la selettività
dei controlli e incoraggiando la tax compliance dei contribuenti".
••consulenze
••sopralluoghi
••assistenza
r... +39/0372/40.35.37
http://registration.evsrl.it
COMITATO SCIENTIFICO 67° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC
PAOLA GIANELLA Med Vet, Dr Ric, Dipl ACVIM (SAIM), Torino
GILIOLA SPATTINI Med Vet, Dipl ECVDI, Dr Ric, Reggio Emilia
HUGUES A. GAILLOT Med Vet, Dipl ECVDI, Alfort, Francia
HEIDI HOTTINGER DVM, Dipl ACVS, Texas, USA
FRANCO ORSI Med Chir, Milano
DAVID TWEDT DVM, Dipl ACVIM, Colorado, USA
Tel. 0372 403508 - Fax 0372 403512 - info@scivac.it - www.scivac.it
16 Osservatorio farmaco Nuove autorizzazioni
attenersi alla ricetta
il registro speciale
se cambia il titolare
È “macroscopica” la responsabilità del farmacista
che non si attiene al prodotto prescritto
La risposta dalla Direzione Generale del Farmaco
Veterinario: la responsabilità non è cedibile
da ritenere "macroscopica" la responsabilità del
soggetto che all'interno
della farmacia, pur in presenza di ricetta ove sia
precisata la denominazione del prodotto destinato a cani e gatti,
consigliava l'acquisto di altro prodotto con
diversa concentrazione del principio attivo e
senza nessuna avvertenza, in termini chiari e
precisi, circa le modalità di utilizzazione e
somministrazione del prodotto. Lo afferma in
questi giorni la Cassazione Civile in una sentenza che risponde alla domanda: Quali sono le responsabilità del farmacista in materia
di prescrizioni medico-veterinarie?
Nel caso in questione viene affermata la responsabilità del titolare della farmacia per avere consegnato ad un incaricato del cliente
piuttosto che il prodotto medicinale prescritto
nel dosaggio indicato dal veterinario, altro medicinale con lo stesso principio attivo, ma destinato a curare animali di diversa specie e
grossa taglia. L'evento ha determinato la morte di quattro cani di razza e di un cane meticcio, ai quali il prodotto medicinale veniva fatto
somministrare su incarico dell'allevatore senza che costui né il suo incaricato neppure fossero stati informati del fatto che quello consegnatogli non dovesse essere usato per animali
di taglia minore, quali cani e gatti.
n base al DPR n. 309/90 (Testo Unico degli stupefacenti), i direttori
sanitari e i titolari di gabinetto per
l'esercizio delle professioni sanitarie, conservano il registro speciale
per due anni dal giorno dell'ultima
registrazione. I registri di carico e scarico decaduti devono essere conservati fino alla loro
scadenza e tenuti a disposizione delle autorità di controllo.
Il Testo Unico non contiene invece previsioni
in caso di passaggio di titolarità. La Direzione
Generale della Sanità Animale è intervenuta
con una nota del 5 agosto scorso in cui "ritiene che la responsabilità di tali documenti, essendo dalla legge attribuita ad una persona
fisica sia esclusivamente personale e quindi
non cedibile. Pur in assenza di una specifica
previsione normativa, non appare congruo affidare quindi la responsabilità della conservazione di tali documenti ad un soggetto che
non ne è giuridicamente responsabile".
"Neppure appare giustificata la prassi - prosegue la nota- che il titolare uscente conservi
tale documentazione presso il proprio domi-
La responsabilità del farmacista deve essere
esclusa, salvi taluni profili opportunamente evidenziati nel testo della sentenza, quando lo
stesso si attenga alle prescrizioni mediche
contenute nella ricetta, che è il documento,
compilato dal professionista abilitato, contenente tutte le informazioni necessarie per la
dispensa del medicinale. (fonte: Centro Studi
Diritto Sanitario).
PUBBLICITÀ DEI FARMACI:
AUTORIZZAZIONE VELOCE CON LA PEC
a Direzione Generale dei Farmaci e
dei Dispositivi Medici adotta una
procedura sperimentale per il rilascio delle licenze di pubblicità sanitaria.
L'obiettivo è di snellire il processo avvalendosi della posta elettronica certificata.
Le aziende potranno presentare domanda
di autorizzazione a dgfm@postacert.sanita.it. Nessun invio cartaceo: basterà la copia elettronica del messaggio pubblicitario. Sono i criteri che ispirano la modalità
sperimentale che dal 1 ottobre 2010 cambierà le procedure per il rilascio delle licenze di pubblicità sanitaria.
PARTECIPA AL SONDAGGIO ANMVI SUL FARMACO VETERINARIO
È in corso fino al 31 ottobre il questionario proposto dalla Commissione ANMVI sul farmaco
per animali da compagnia. Compilazione on line raggiungendo il sito www.anmvi.it o via fax
inviando il questionario compilato al numero 0372/40.35.26. Dite la vostra sull’impiego del
medicinale veterinario nella clinica degli animali da compagnia.
cilio, rendendone difficoltosa una eventuale
consultazione agli organi di vigilanza. Ai fini
della verifica si ritiene corretta la possibilità di
redigere un verbale di ritiro della documentazione con contestuale certificazione delle giacenze, da conservarsi da parte del cedente
e del subentrante. Sarà cura del veterinario
cedente provvedere alla chiusura del registro
con l'indicazione delle giacenze finali".
Ogni acquisto o cessione, anche a titolo gratuito, di sostanze stupefacenti o psicotrope
sottoposte alla vigilanza ed al controllo del
Ministero della Salute è iscritto in un registro
speciale nel quale, senza alcuna lacuna, abrasione o aggiunta, in ordine cronologico,
secondo una progressione numerica unica
per ogni sostanza o medicinale, è tenuto in
evidenza il movimento in entrata e in uscita
dalle stesse sostanze o medicinali.
Tale registro è numerato e firmato in ogni pagina dal responsabile dell'azienda unità sanitaria locale o da un suo delegato, che riporta
nella prima pagina gli estremi dell'autorizzazione ministeriale e dichiara nell'ultima il numero
delle pagine di cui il registro è costituito.
LA COMMISSIONE EUROPEA AUTORIZZA
LA VALNEMULINA PER I CONIGLI
a valnemulina, autorizzata fino ad
oggi solo per i suini, è stata autorizzata dall'Unione Europea anche per
i conigli. Con il Regolamento 758/2010, la
Commissione ha infatti accolto le raccomandazioni del Comitato per i medicinali
veterinari di includere i conigli nella tabella 1 dell'allegato del regolamento (UE) n.
37/2010. All'origine del provvedimento la
richiesta avanzata alla Agenzia europea
per i medicinali. Il nuovo Regolamento definisce pertanto i limiti massimi di residui
negli alimenti in rapporto a muscoli, fegato e reni e prevede "un periodo di tempo
ragionevole per consentire alle parti interessate di adottare le eventuali misure necessarie per conformarsi al nuovo LMR".
L'aver fissato gli LMR della valnemulina
per i conigli "apre la strada alla possibilità
per le industrie farmaceutiche di registrare un farmaco a base di valnemulina anche per il coniglio", commenta la FNOVI.
La Federazione ricorda che i medici veterinari del settore "necessitano da lungo
tempo di questo strumento farmacologico al fine di poter operare professionalmente nella tutela della salute pubblica,
della sanità e del benessere animale e
senza rischi di sanzioni che la FNOVI, tra
l'altro, ha sempre contestato con argomenti inerenti sia la necessità di modifica
dell'impianto legislativo sia, nella fattispecie degli episodi accaduti, di liceità delle
sanzioni stesse ai sensi della normativa
AVVELENAMENTI: AUTORIZZATO FARMACO SALVAVITA
on decorrenza ed efficacia "immediata", il Ministero della Salute ha emanato il decreto di autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Vitamin K1 Laboratoire
TVM, 10 mg/ml» per il trattamento di emergenza nei cani dell'avvelenamento da anticoagulanti rodenticidi, prima di iniziare il trattamento orale. Il Decreto n. 69 del 5
luglio 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del
31 luglio. Titolare dell'AIC (n. 104187012) è la Società
francese Laboratoire TVM; le confezioni autorizzate sono in blister contenente 6 fiale da 5 ml, il principio attivo
fitomenadione 10,0 mg. Il periodo di validità del medicinale veterinario confezionato per la vendita è di tre anni,
dopo la prima apertura il medicinale deve essere usato
immediatamente e non conservato. La dispensazione
potrà avvenire soltanto dietro presentazione di ricetta
medico-veterinaria non ripetibile, in copia unica.L'importanza e la necessità di disporre della specialità veterinaria in questione aveva suscitato un dibattito all'interno della categoria medico veterinaria che aveva portato l'ANMVI ad interessare la Direzione Generale del
Farmaco Veterinario. L'Associazione sollevava questioni di responsabilità medica in assenza di uno specifico
rimedio terapeutico e di farmacovigilanza.
18 Attualità Sicurezza alimentare
Sottoprodotti dell’industria
agroalimentare destinati alla
produzione dei mangimi
Aspetti tecnici e giuridici del loro utilizzo
di CARMELO CICERO
Direttore responsabile dell’Ufficio VII
“alimentazione animale”
di GIOVANNA GIROLAMO
Ufficio VII “alimentazione animale”
’Unione Europea, in questi
anni, partendo dal presupposto che la sicurezza e l’igiene dei mangimi influiscono direttamente sulla salute
degli animali destinati alla
produzione di alimenti per uso umano e che,
di conseguenza, la qualità dei prodotti di origine animale ha un notevole impatto sulla salute umana, ha emanato un insieme di regolamenti, il cosiddetto “pacchetto igiene”, per
elevare gli standard della sicurezza degli alimenti e dei mangimi.
Per adottare un’impostazione globale e integrata “dai campi alla tavola”, la legislazione
europea ha considerato tutti gli aspetti delle
fasi del processo produttivo, cioè della filiera
alimentare, come un unico processo, a partire dalla produzione, dalla trasformazione, dal
trasporto, dalla distribuzione fino alla fornitura
dei prodotti: ciascuna fase, infatti, può rappresentare un potenziale impatto negativo
sulla sicurezza alimentare.
Con l’emanazione del Regolamento CE n.
178/20021, la Commissione Europea ha introdotto un principio fondamentale, e cioè
che la responsabilità giuridica del controllo
della sicurezza dei prodotti durante le varie fasi della filiera, e quindi il rispetto della legislazione, ricade sull’operatore del settore mangimistico e/o alimentare.
Tale concetto di “responsabilità primaria” fa sì
che l’operatore del settore mangimistico e alimentare sia tenuto a garantire il rispetto dei
requisiti di sicurezza per mangimi ed alimenti
in regime di autocontrollo, degli obblighi rela-
tivi alla loro etichettatura, degli obblighi di rintracciabilità e di ritiro dal mercato di mangimi
ed alimenti che presentino un rischio per la
Anche il Regolamento CE n. 183/20052, “sull’igiene dei mangimi” (che a pieno titolo va annoverato tra i regolamenti del pacchetto igiene), ha ribadito il concetto di responsabilità
primaria dell’operatore del settore dei mangimi a partire dalla produzione primaria dei
mangimi fino alla loro somministrazione agli
animali destinati alla produzione di alimenti, e
per assicurare un’accurata rintracciabilità ha
previsto un sistema di registrazione e riconoscimento di tutte le imprese del settore dei
Lo stesso regolamento prevede che gli operatori del settore dei mangimi debbano elaborare piani di prevenzione e minimizzazione dei
pericoli (HACCP), adottare manuali di corretta
prassi (volontari) in materia di igiene già a partire dal settore primario, al fine di favorire l’efficacia dei controlli ufficiali e garantire la tracciabilità e la sicurezza dei mangimi, comprese
Tra le materie prime, che possono essere
destinate all‘alimentazione animale, annoverate nell’elenco non esaustivo del recentissimo Regolamento (UE) n. 242/2010 della
Commissione del 19 marzo 2010 “che istituisce un catalogo delle materie prime per
mangimi”3 (tale regolamento abroga le Direttive 96/24/CE, 96/25/CE, 98/67/CE e
98/87/CE, già recepite nell’ordinamento giuridico nazionale con il D.Lvo 360/994), sono
riportati anche i sottoprodotti dell’industria
agroalimentare che possono essere considerati materie prime destinate all’alimentazione animale.
Tali sottoprodotti, che scaturiscono direttamente dal processo di trasformazione primario, possono essere impiegati nella catena alimentare animale (mangimistica), oppure essere classificati come rifiuti ed essere destinati ad altri settori.
Il Ministero dell’Ambiente5, nel 1999, aveva
dato indicazioni in merito alla distinzione tra
sottoprodotti e rifiuti, sostenendo che: “I materiali, le sostanze e gli oggetti originati dai cicli produttivi o di preconsumo, dei quali il detentore non si disfi, non abbia l’obbligo o l’intenzione di disfarsi e che quindi non conferisca a sistemi di raccolta o trasporto dei rifiuti,
di gestione di rifiuti ai fini del recupero o dello
smaltimento, purché abbiano le caratteristiche delle materie prime secondarie indicate
dal D.M. 5.2.19986, e siano direttamente destinati in modo oggettivo ed effettivo all’impiego in un ciclo produttivo, sono sottoposti al
regime delle materie prime e non a quello dei
Anche il Ministero della Salute con circolare
del 22 luglio 20027 ha sostenuto che: “I materiali ed i sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni dell’industria agroalimentare sono «materie prime per mangimi» ove, in presenza dei
requisiti igienico sanitari, esista la volontà del
produttore di volerli utilizzare nel ciclo alimentare zootecnico. In tal caso i suddetti materiali
non sono assoggettati alla normativa sui rifiuti, bensì alle disposizioni relative alla produzione e commercializzazione degli alimenti per animali e, nel caso di prodotti di origine animale o contenenti costituenti di origine animale,
anche alle norme sanitarie vigenti in materia.
In assenza delle suddette garanzie sull’effettiva destinazione all’alimentazione animale, i
materiali ed i sottoprodotti derivanti dal ciclo
produttivo e commerciale dell’industria agroalimentare dovranno essere sottoposti al
regime giuridico dei rifiuti”.
I suddetti provvedimenti hanno determinato,
in seno alla Commissione Europea, la convinzione che la Repubblica italiana fosse venuta
meno agli obblighi previsti dalla direttiva
75/442/CEE 8, poiché le autorità italiane, con
tali provvedimenti, escludevano, dall’ambito
di applicazione della disciplina sui rifiuti, gli
scarti originati dall’industria agroalimentare
destinati alla produzione di mangimi, tanto
che, la Commissione Europea, in data 25 aprile 2005, presentava alla Corte di Giustizia
delle Comunità europee un ricorso contro la
La Corte di Giustizia delle Comunità
europee9, accogliendo il ricorso della Commissione, il 18 dicembre 2007 ha emesso una sentenza di condanna nei confronti della
Repubblica italiana per “aver adottato indirizzi
operativi validi su tutto il territorio nazionale tali
da escludere dall’ambito di applicazione della
disciplina sui rifiuti gli scarti alimentari originati
dall’industria agroalimentare destinati alla
produzione di mangimi e per essere venuta
meno agli obblighi che le incombono in forza
dell’art. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio
15 luglio 1975, 75/442/CEE, sui rifiuti, come
modificata dalla direttiva del Consiglio 18
marzo 1991, 91/156/CEE”.
Quanto sopra deciso dalla Corte di Giustizia
ha, ovviamente, creato una serie di contraddizioni e dubbi sull’utilizzo dei sottoprodotti
dell’industria agroalimentare, ostacolando il
mercato Comunitario, con evidenti ripercussioni negative, anche economiche, sull’approvvigionamento di materie prime per mangimi nel settore dell’alimentazione animale.
Non esistendo, infatti, nella legislazione co-
munitaria una chiara definizione di “sottoprodotto”, la stessa Commissione Europea nel
febbraio 2007, con la “Comunicazione della
Commissione al Consiglio e al Parlamento”10,
ha fornito indicazioni interpretative in materia
di rifiuti e sottoprodotti, specificando in particolare che i sottoprodotti dell’industria agroalimentare, a determinate condizioni, non possono essere considerati rifiuti.
A tal proposito si legge infatti: “ i sottoprodotti dell’industria agroalimentare sono utilizzati
massicciamente nei mangimi. I processi di
produzione in numerosi settori (produzione di
zucchero, amido e malto, frangitura di oleaginosi) generano sostanze che sono utilizzate
come materie prime per mangimi, direttamente dagli agricoltori o dai fabbricanti di alimenti composti per animali. Sebbene non si
possano automaticamente considerare tutti i
residui di produzione destinati all’alimentazione animale come non rifiuti, le suddette sostanze sono prodotte deliberatamente nell’ambito di processi di produzione adattati a
tal fine, oppure, qualora non siano prodotte
deliberatamente, soddisfano i criteri cumulativi per i sottoprodotti definiti dalla Corte,
dato che il loro riutilizzo nei mangimi è certo,
non necessitano di trasformazione preliminare e la produzione avviene nella continuità del
processo di produzione. Le materie prime per
mangimi sono inoltre disciplinate da testi quali
il regolamento (CE) n. 178/2002, sulla legislazione alimentare, e la direttiva 96/25/CE, sulla
circolazione di materie prime per mangimi. Si
può quindi ritenere che, in entrambi i casi, la
definizione di rifiuto non si applica al materiale
in questione”.
Considerato quanto sopra si deve intendere:
- rifiuto11: qualsiasi sostanza od oggetto che
rientra nelle categorie riportate nell’Allegato
A, alla parte quarta del Decreto legislativo
152/06 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.
- sottoprodotti12 «le sostanze ed i materiali
dei quali il produttore non intende disfarsi ai
sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a),
che soddisfino tutti i seguenti criteri, requisiti
2) il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione
3) soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro
impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per
l’impianto dove sono destinati ad essere utilizzati;
4) non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a trasformazioni preliminari
per soddisfare i requisiti merceologici e di
qualità ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali requisiti sin dalla fase della produzione;
5) abbiano un valore economico di mercato».
La definizione di sottoprodotto compare an-
20 Attualità Sicurezza alimentare
che nella più recente Direttiva 2008/98/CE13
19 novembre 2008, “relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”, dove all’art. 5 il sottoprodotto è definito come “ una sostanza od
oggetto derivante da un processo di produzione, il cui obiettivo primario non è la produzione di tale articolo, può non essere considerato un rifiuto ai sensi dell’articolo 3, lettera
a) bensì un sottoprodotto soltanto se sono
a - è certo che la sostanza od oggetto sarà
ulteriormente utilizzato;
b - la sostanza od oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
c - la sostanza od oggetto è prodotto come
parte integrante di un processo di produzione
d - l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza od oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana”.
In relazione alle suddette precisazioni, il Ministero della Salute, d’intesa con il Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e
con la partecipazione dell’Assalzoo (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti
Zootecnici) della Federalimentare (Federazione Italiana dell’Industria Alimentare) e la Regione Toscana quale Regione di “coordinamento interregionale” -Alimenti e Veterinaria ha fornito indicazioni, a livello nazionale, con
la “nota esplicativa sull’utilizzo dei sottopro-
dotti originati dal ciclo produttivo delle industrie agroalimentari destinati alla produzione
di mangimi”, prot. n. 509-12/01/2009/DGSAP 14”, abrogando nel contempo la precedente
circolare del 2002.
Pertanto, le condizioni igienico sanitarie stabilite dai relativi Regolamenti comunitari sull’alimentazione animale, non permettono, agli
operatori del settore dei mangimi, l’acquisizione di sottoprodotti dalle industrie agroalimentari con lo status di “rifiuti” per la successiva produzione di mangimi.
A tal proposito, il TAR Umbria15 (Tribunale Amministrativo Regionale) chiamato a pronunciarsi sulla legittimità della nota del Ministero
della Salute, prot. n. 509-12/01/2009/DGSAP, a seguito del ricorso presentato da un operatore del settore dei mangimi, nei confronti
del Ministero della Salute, delle Amministrazioni Sanitarie coinvolte (in particolare la Regione Umbria, Direzione Regionale Sanità e
Servizi Sociali, l’A.S.L. Servizio Veterinario di
Zootecniche) e del Ministero delle Politiche Agricole alimentari e Forestali, ha respinto il ricorso, ritenendo, tra l’altro “criterio con valore
preminente” ai fini della distinzione tra rifiuto e
sottoprodotto, “quello fondato sul concetto
del disfarsi”. Ha anche affermato che l’operatore che abbia deciso di disfarsi di una sostanza può farlo attraverso lo smaltimento del
prodotto, ovvero tramite il suo recupero nel rispetto della normativa di tutela ambientalistica16, ma gli stessi non possono essere in alcun modo destinati all’industria zootecnica,
non potendosi nel processo di lavorazione,
applicare la normativa igienico sanitaria del
settore mangimistico proprio perché considerati, ab initio, come rifiuti dal produttore, avendo quest’ultimo manifestato la volontà di
Tenuto conto che i sottoprodotti dell’industria
agroalimentare sono anche disciplinati dalla
specifica normativa nazionale (D.L.vo n.
360/99) che li definisce come “materie prime
per mangimi” e ne regola la commercializzazione, non è ammissibile quindi far rientrare
nel ciclo di produzione dei mangimi sostanze
non rispondenti, all’origine, alle prescrizioni igienico sanitarie del settore alimentare e/o
mangimistico.
Tale concetto è ben espresso anche nella Comunicazione della Commissione17, dove si
precisa tra l’altro che l’ulteriore utilizzo del
sottoprodotto deve essere legale, e cioè il
sottoprodotto non può essere un materiale di
cui il fabbricante ha l’obbligo di disfarsi (rifiuto) o il cui utilizzo previsto è vietato dalla legislazione comunitaria o nazionale; pertanto il
sottoprodotto è “un residuo di produzione
che non costituisce un rifiuto”, che viceversa
possedendo gli specifici requisiti igienico sanitari può essere impiegato nell’alimentazione
Nel caso dei sottoprodotti, invece, è l’impresa alimentare che decidendo preventivamente di destinarli alla alimentazione animale, ne
garantisce l’utilizzo sicuro, senza dover ricorrere a trattamenti o trasformazioni che hanno
la finalità di risanare una sostanza che in origine non è conforme.
Di norma, i prodotti della lavorazione provenienti da un processo di produzione principale, o quelli che presentano solo difetti superficiali, la cui composizione è identica a quella
del prodotto principale, sono a tutti gli effetti
Soltanto la destinazione del sottoprodotto all’impresa produttrice di mangimi per animali
destinati alla produzione di alimenti, consente
il rigoroso rispetto degli obblighi previsti dalla
normativa igienico sanitaria in materia, fornendo anche le garanzie per la tracciabilità.
Da quanto sopra esposto si deduce che, al fine di garantire adeguate condizioni igieniche
nella produzione dei mangimi e quindi un elevato livello di protezione dei consumatori di alimenti, le materie prime, tra cui anche i sottoprodotti dell’industria agroalimentare, utilizzate nella produzione dei mangimi devono essere destinate a tale utilizzo sin dal momento
della loro produzione, assumendo così il valore di prodotto o di sottoprodotto, ma certamente non quello di rifiuto, così come definito
nella sentenza del TAR.
GUCE 1.2.2002 L 31
GUCE 8.2.2005 L 35
G. U. U. E. del 24.3.2010 L 77.
G. U. R. I n. 246 del 19. 10. 1999 - Decreto legislativo
17 agosto 1999, n. 360 di “attuazione delle direttive
96/24/CE, 96/25/CE, 98/67/CE e 98/87/CE”,
Circolare interpretativa prot. 3402/V/MIN del 28.6.1999.
D. M. 5. 2. 1998 relativo all’individuazione dei rifiuti non
pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22; supplemento ordinario alla GURI
n. 88 del 16 aprile 1998
G.U.R.I. n. 180 del 2 Agosto 2002.
G. U . C. E. 25 luglio 1975 n. L 194
causa C-195/05
Comunicazione della Commissione al Consiglio e al
Parlamento Europeo relativa alla Comunicazione interpretativa sui rifiuti e sui sottoprodotti COM/2007/0059 def.
Decreto legislativo 152/2006 art. 183, comma 1, lettera a
Decreto legislativo 152/2006 all’articolo 183 , lettera p)
modificato dal D.Lgs 4/2008
G.U. U. E. n. L312 del 22/11/2008
COMUNICATO 31 marzo 2009 (G.U. Serie Generale n.
75 del 31 marzo 2009)
Sentenza TAR Umbria n. 274/2010
G.U.R.I. n. 88 del 14 aprile 2006 - Supplemento Ordinario n. 96
22 Anmvi Regione Centro-Sud
Ospedale Veterinario a Teramo:
ANMVI Abruzzo aspetta una risposta
Chiesto un tavolo per chiarire i termini del servizio di emergenza agli animali senza proprietario
dai medici veterinari in servizio presso l'Ospedale universitario.
La struttura garantirà la copertura di competenze specialistiche mediche, chirurgiche
ed ostetrico-ginecologiche d'urgenza esclusivamente rivolte a cani e gatti randagi. Gli
animali dovranno essere identificati con microchip e riportati nel verbale di cattura. Il
trasporto, nel rispetto del benessere dell'animale, spetta alla ASL che ha provveduto
Il medico veterinario ASL, valutato che l'animale rientra nei termini previsti dalla con-
venzione, prende accordi con l'Ospedale
per l'eventuale ricovero; se l'animale non
rientrerà fra i soggetti beneficiari della convenzione, dopo un esame clinico, sarà consegnato al detentore con un referto clinico
di accompagnamento ed eventuali consigli
Nel caso in cui si identificasse il proprietario, la ASL competente provvederà a contattarlo, ad informarlo della situazione sanitaria dell'animale. Le spese sostenute per la
cura, compreso l'eventuale smaltimento
verranno addebitate al proprietario.
ANMVI REGIONE RIUNITE AD AREZZO
21 settembre 2010 http://registration.evsrl.it
co di cui solo la veterinaria privata dispone. Una risposta “realistica”, secondo l’ANMVI, ad un bisogno sociale e di
salute animale che cresce mentre diminuiscono le finanze pubbliche.
ASSOCIAZIONE VETERINARI MODENESE
(Associazione federata ANMVI)
In collaborazione con Ordine dei Medici Veterinari di Modena e AVPAC
Relatore: Dott. Giorgio Romanelli
HOTEL RAFFAELLO - Strada per Cognento 5 MODENA
ad un detentore; il Progetto operativo risulta
a nostro avviso carente di adeguate misure
atte ad accertare l’effettiva condizione di
“randagio” dell’animale rinvenuto, con conseguente trasferimento (anche su lunghe distanze), ricovero e trattamento, in mancanza delle necessarie autorizzazioni e senza
alcuna consultazione con l’eventuale medico veterinario curante.
L’ANMVI ritiene che quanto esposto sia bastante a rendere opportuno un incontro nei
tempi più favorevoli e celeri possibili, auspicando che la ripresa delle attività, dopo la
stagione estiva, consenta alle autorità in indirizzo di riscontrare la richiesta dell’Associazione.
La convenzione siglata dall'Ateneo e la Regione è divenuta ufficiale con la pubblicazione sul Bollettino regionale del 16 giugno. Il
personale coinvolto è rappresentato dai medici veterinari delle ASL abruzzesi che si occupano della prevenzione del randagismo e
Presidenti e i Vice Presidenti delle
ANMVI Regione (Centro Sud: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Umbria) si
riuniranno ad Arezzo, il 15 ottobre, in
occasione del 67° Congresso SCIVAC.
All’ordine del giorno la creazione di una
rete di strutture veterinarie private, quale primo atto per l’implementazione del
progetto Leavet, secondo il nuovo impulso che il Ministero della Salute ha voluto dare al progetto dell’ANMVI. Il Sottosegretario Francesca Martini all’emittente locale Telenuovo: "Stiamo lavorando con l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani per introdurre una
tessera sanitaria". La creazione di una
rete di strutture veterinarie private, anche attraverso la modalità informatizzata, potrà consentire la realizzazione di
servizi mirati ai proprietari di animali da
compagnia connessi alle prestazioni veterinarie di base e alla possibilità di
mettere a sistema una serie di dati e
informazioni di carattere epidemiologi-
essun seguito fino ad ora
alla lettera che ANMVI
Nazionale e ANMVI Abruzzo hanno inviato
Lanfranco Venturoni, al Preside della Facoltà
di Medicina Veterinaria di Teramo, Fulvio Marsilio e al Responsabile Servizi Veterinari Regionali, Giuseppe Bucciarelli. La nota, trasmessa il 14 luglio scorso, chiede un tavolo
di confronto sul Servizio di Emergenza Clinica all’interno dell’Ospedale didattico veterinario dedicato agli animali privi di proprietario. Si tratta di un progetto Sperimentale realizzato sulla base di una convenzione tra la
Regione Abruzzo e la Facoltà di Teramo che
solleva alcuni interrogativi.
Facendosi interprete delle considerazioni avanzate dai Colleghi del territorio, l’ANMVI
propone ai destinatari in indirizzo un incontro, “per consentire alla Categoria di esporre le proprie istanze e approfondire alcuni risvolti operativi del Servizio”. L’Associazione
ravvisa, in sintesi, la necessità di chiarire i
termini di erogazione delle prestazioni, sia
sotto il profilo della tipologia che dei beneficiari.
Alcuni aspetti operativi indicati nell’atto in
oggetto non appaiono infatti del tutto coerenti con la dichiarata destinazione delle
prestazioni agli animali “privi di proprietario”.
Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante sotto il profilo della concorrenza e degli equilibri di mercato, che rappresenta un
punto imprescindibile per una condivisione
di intenti, fra Università e Categoria libero
professionale, in fatto di presupposti e finalità degli ospedali veterinari didattici.
Inoltre, il Progetto suscita alcune perplessità
di carattere operativo-gestionale, laddove
prefigura l’eventualità che l’animale soccorso risulti di proprietà o comunque ascrivibile
Anatomia e fisiologia cutanea. Principi di cicatrizzazione cutanea.
Complicanze nella cicatrizzazione
Trattamento ferite, tecniche di bendaggio, drenaggi, suture
Comunicazione scientifica Merial
Lembi assiali vascolarizzati
Ricostruzione del muso e del cavo orale
Per iscrizioni: assvetmodenese@libero.it oppure contattare 338/8215001
Iscrizione AVM - Iscritti Ordine di Modena (10 euro)
Non iscritti Ordine di Modena (40 euro)
24 Agenda Aggiornamento
Corso introduttivo alla Medicina Comportamentale
Il Circolo Veterinario Bolognese dà appuntamento nei giorni 23/24 Ottobre e - 27/28 Novembre
a domanda, da parte dei
proprietari di animali da
compagnia, sulle tematiche
comportamentali è, negli ultimi anni, in continuo aumento e va di pari passo con
l’evolversi delle Scienze Comportamentali Applicate. I Medici veterinari hanno preso coscienza che sia la prevenzione che il trattamento dei disturbi comportamentali sono parte integrante della Medicina veterinaria. Il corso, organizzato dal Circolo Veterinario Bolo-
gnese e accreditato ECM, vuole
rispondere alla sempre maggiore richiesta d’informazioni per
affrontare in maniera corretta i
disturbi comportamentali che interessano cani e gatti.
Durante il corso verranno forniti elementi di
base riguardanti l’eziologia, la semeiotica, il
trattamento e la prevenzione di alcuni disturbi comportamentali. Le esercitazioni pratiche
saranno d’ausilio all’applicazione delle relazioni teoriche. Relatori: Raimondo Colangeli,
Valentina Franci, Simonetta Mattivi, Annarita
Ventura. Responsabile Scientifico è Laura
Frisini. Il corso, patrocinato dall’Ordine dei
Medici Veterinari di Bologna, si terrà presso il
Savoia Hotel Country House, Via Del Pilastro,
2 - Bologna. La domanda di iscrizione va inviata via fax al n° 051.6313158 entro il
20/10/2010. Il pagamento va effettuato entro il 20/10/2010 con versamento sul C/C
postale n. 26810408 intestato a “Circolo Veterinario Bolognese” con la causale: “Corso
Introduttivo alla Medicina Comportamenta-
le”, oppure con bonifico bancario tramite Iban IT70Z0538702413000001603971. La ricevuta del pagamento va inviata via fax al n°
051.6313158. Quote d’iscrizione per i soci
CVB: entro 30 settembre: € 350,00 dopo 30
settembre: € 450,00 40 posti disponibili.
http://www.cvbolognese.it
ome individuare e cogliere nuove
opportunità di business per la
propria attività professionale?
L’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Milano organizza un incontro dal
tema “Fare il veterinario in tempo di crisi”.
L’appuntamento è per il 19 settembre
2010, presso la Sala ISU Attilio Levi via
Valvassori Peroni a Milano. Relazioni e testimonianze di Carla Bernasconi, Alberto
Camuri, Roberto Erario, Marco Viotti e
Laura Torriani.
Camuri, laurea in economia e commercio,
ha consolidato diversificate esperienze in
posizioni di Senior Executive in multinazionali americane.
È Certified Business Coach (CBC) e Full
Member della WABC Worldwide Association of Business Coaches. È docente
dell’Accademy Executive 24 del Sole 24 ore Business School.
Erario, laureato con lode in Economia, si
è specializzato e ha maturato esperienze
professionali in Italia, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti e Canada. È docente/coach
in tre Master di Accademia del Lusso e in
due Master de Il Sole 24 Ore. I lavori inizieranno alle 9.00 con chiusura prevista per
le 18.00. Info: http://www.ordinevet.mi.it/
MASTER IN APICOLTURA
aster di II livello in Apicoltura,
gestione sanitaria ed ambientale alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo. Negli ultimi anni l'apicoltura italiana ha subito notevoli cambiamenti: si è assistito da una parte allo sviluppo di un'attività più specializzata e dall'altra si è riscontrata la comparsa di nuove patologie sempre più difficili da diagnosticare, controllare, gestire e curare.
Il master in "Apicoltura: gestione sanitaria
ed ambientale" ha lo scopo di ampliare le
conoscenze teoriche e fornire delle esperienze professionalizzanti e pratiche del
mondo apistico ai Medici veterinari. In
particolare il master di propone di agevolare, uniformare ed arricchire la formazione del laureato in Medicina veterinaria sia
che esso operi nel settore pubblico/privato o che sia un libero professionista in ragione delle nuove forme di allevamento e
produzione apistica che si riflettono in
un'intensificazione degli scambi commerciali tra l'Italia e gli altri paesi.
Al termine del master i partecipanti avranno le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per potersi approcciare al controllo e al management degli alveari sia
sul piano della sanità animale che su quello legato ai trattamenti consentiti a livello
normativo. Verranno inoltre fornite conoscenze relative ai recenti utilizzi dell'ape
nei programmi di monitoraggio ambientale
26 Calendario attività Dal 15 settembre al 10 ottobre
Trecchi, 20 - ECM: 34 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it
SEMINARIO: PRESENTE E FUTURO NELLA DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE ARTICOLARI DEL CAVALLO: INCONTRO CON WAYNE MCILWRAITH - BolognaFiere (BO) - Piazza della Costituzione ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
66° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - NUOVE TENDENZE IN ORTOPEDIA CANINA E FELINA - Bologna
Congressi - Bologna - Piazza della Costituzione - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
CITOLOGIA PER NON CITOLOGI COME PRATICARE IL GIOCO DELL’ESAME CITOLOGICO CON SODDISFAZIONE... E
SENZA SBAGLIARE TROPPO - Centro Congressi Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
CORSO REGIONALE DI OFTALMOLOGIA - Ragusa - Villa di Pasquale e IZS - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail:
PATOLOGIA MITRALICA: RECENTI ACQUISIZIONI. ANATOMIA, FISIOPATOLOGIA E APPROCCIO CLINICO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA TOSSE - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr.
- Per info: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
INVASIVA - TAVOLA ROTONDA INTERATTIVA SULLA CHIRURGIA MINI-INVASIVA - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche
CORSO AVANZATO INTENSIVO - ANESTESIA LOCOREGIONALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via TrecAttenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.
chi, 20 - ECM: 10 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it
FACILE COME RESPIRARE? UN VIAGGIO FRA I FATTI E MISFATTI DELL’APPARATO RESPIRATORIO - Matera- Hilton Garden Inn - Via Germania - Borgo Venusio - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segr. Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE QUANDO LA CHIRURGIA DIVENTA INTRIGANTE - Ordine dei Medici Veterinari di Trento - Via V. Zambra, 36 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA ........D (DIAGNOSI) - Pozzuoli (NA) Centro turistico Averno - Via Monte Nuovo
Licola Patria, 85 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni
FISIOTERAPIA RIABILITATIVA NEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
1° IT. GASTROENTEROLOGIA: I PARTE - GASTROENTEROLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via
CORSO “MANAGEMENT DELLA FATTRICE” - La Calandrina -SUTRI (VT) - ECM: Richiesto Accreditamento
Per informazioni: Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
2 - 3 OTT
DEI MEDICI VETERINARI DELLA PROVINCIA DI LECCE
ORIGINE UTERINA DELL’INFERTILITÀ BOVINA: IL PROGETTO UTEROFERT - Centro Studi E.V. - Palazzo
Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 2 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione
Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it
CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL
LAVORO - Grand Hotel Tiziano e dei Congressi - Lecce - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: segreteria dell’ Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Lecce: tel/fax: 0832/346996
COME GESTIRE L’ADDOME ACUTO IN PRONTO SOCCORSO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona
- Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE NEL CONCETTO DI CURA: OLTRE I FABBISOGNI - Centro Studi E.V. Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
CHIUSURA DELL’ACCESSO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto
CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - Ancona - Hotel Sporting - Via Flaminia 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
9 - 10 OTT
GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona ECM: No ECM - Per info: Segreteria ANMVI - Tel. 0372/403537 - fax: 0372/403526 - E-mail: info@anmvi.it
“AGGIORNAMENTI DI MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel.
L’ESAME CITOLOGICO QUANDO MENO TE LO ASPETTI: OVVERO QUANDO LA DIAGNOSI È LETTERALMENTE SOTTO I TUOI OCCHI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
MYTHS AND MISCONCEPTIONS, OVVERO LEGGENDE E FALSE CONVINZIONI IN ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE VETERINARIA - Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia - VIA SAN COSTANZO 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
Chiuso in stampa il 6 settembre 2010
Massaggio e nuoto
Elettrostimolazione e crioterapia
Forze asimmetriche che agiscono sul
corpo del bacino
Sublussazione dell’articolazione sacroiliaca
Fratture delle ali dell’ileo
Spessore variabile dei tessuti molli che
ricoprono queste protuberanze ossee
Incontro SIOVET (Soc. spec.
SCIVAC di Ortopedia):
“Patologie muscolari e
tendinee nel cane” - Cremona,
Diatermia, massaggio ed
2) L’asimmetria delle tuberosità sacrali nei cavalli sportivi e da diporto nella maggior parte dei casi è causata
Incontro S.I.O.C.E. (Soc. spec.
di Ortopedia e Chirurgia
Equina) - Cremona, novembre
1) In caso di contrattura muscolare una buona
opzione terapeutica è:
Professione Veterinaria, Anno 2010, Nr 29