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Timestamp: 2018-08-21 00:53:05+00:00
Document Index: 163370942

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 134', 'art. 136', 'art. 157', 'art. 142', 'art. 142', 'art. 136', 'art. 136', 'art. 141']

Piano Paesaggistico Normativa - PDF
Piano Paesaggistico Normativa
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Daniella Celia Stefani
1 Regione Lombardia gennaio 2010 PIANO TERRITORIALE REGIONALE DELLA LOMBARDIA Piano Paesaggistico Normativa
2 Regione Lombardia gennaio 2010 Le sezioni del PTR: Il PTR della Lombardia: presentazione Documento di Piano Piano Paesaggistico Volume 6 Strumenti Operativi Sezioni Tematiche Valutazione Ambientale del PTR
3 NORMATIVA INDICE PARTE I DISPOSIZIONI GENERALI - Art. 1 (Definizione di paesaggio e finalità della pianificazione paesaggistica) - Art. 2 (Compiti e articolazione del Piano del Paesaggio Lombardo) - Art. 3 (Atti costituenti il Piano del Paesaggio Lombardo) - Art. 4 (Rapporti tra gli atti costituenti il Piano del Paesaggio) - Art. 5 (Gerarchia degli atti a valenza paesaggistica) - Art. 6 (Livello di definizione degli atti a valenza paesaggistica) - Art. 7 (Disciplina paesaggistica) - Art. 8 (Finalità e oggetto dell esame paesistico) - Art. 9 (Politiche del paesaggio e azioni paesaggistiche strategiche) PARTE II IL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE - Art. 10 (Il piano paesaggistico regionale) - Art. 11 (Elaborati del P.P.R.) TITOLO I IL P.P.R. COME QUADRO DI RIFERIMENTO PAESAGGISTICO - Art. 12 (Funzioni del Quadro di Riferimento Paesaggistico) - Art. 13 (Contenuti del Q.R.P. regionale) - Art. 14 (Efficacia del Q.R.P.) TITOLO II - IL P.P.R. COME DISCIPLINA PAESAGGISTICA - Art. 15 (Funzioni e contenuti della disciplina paesaggistica di livello regionale) - Art. 16 (Efficacia della disciplina paesaggistica di livello regionale) - Art. 16 bis (Prescrizioni generali per la disciplina dei beni paesaggistici) TITOLO III DISPOSIZIONI DEL P.P.R. IMMEDIATAMENTE OPERATIVE - Art. 17 (Tutela paesaggistica degli ambiti di elevata naturalità) - Art. 18 (Tutela paesaggistica dell ambito di valore storico-ambientale del Barco Certosa) - Art. 19 (Tutela e valorizzazione dei laghi lombardi) - Art. 20 (Rete idrografica naturale fondamentale) - Art. 21 (Infrastruttura idrografica artificiale della pianura: Principali Navigli storici, canali di bonifica e rete irrigua) - Art. 22 (Geositi) - Art. 23 (Siti UNESCO) - Art. 24 (Rete verde regionale) - Art. 25 (Individuazione e tutela dei Centri, Nuclei e Insediamenti Storici) - Art. 26 (Riconoscimento e tutela della viabilità storica e d interesse paesaggistico) - Art. 27 (Belvedere, visuali sensibili e punti di osservazione del paesaggio lombardo) - Art. 28 (Riqualificazione paesaggistica di aree ed ambiti degradati o compromessi e contenimento dei processi di degrado) - Art. 29 (Norma di prevalenza) PARTE III - DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE, COMUNALE E DELLE AREE PROTETTE - Art. 30 (Indirizzi per la formazione dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali) - Art. 31 (Contenuti essenziali del P.T.C.P.) 1
4 Regione Lombardia gennaio Art. 32 (Programmi di Azione Paesaggistica) - Art. 33 (Indirizzi per gli strumenti di pianificazione delle aree protette regionali) - Art. 34 (Indirizzi per la pianificazione comunale e criteri per l approvazione del P.G.T.) PARTE IV ESAME PAESISTICO DEI PROGETTI - Art. 35 (Esame dell impatto paesistico dei progetti) - Art. 36 (Criteri per la determinazione della sensibilità paesistica del sito) - Art. 37 (Criteri per la determinazione dell incidenza paesistica di un progetto) - Art. 38 (Criteri per la determinazione dell impatto paesistico) - Art. 39 (Giudizio di impatto paesistico) - Art. 40 (Supporto agli enti locali) PARTE V SEZIONE PROGRAMMATICA - Art. 41 (Azioni regionali per l informazione paesaggistica) - Art. 42 (Osservatorio e conferenza sullo stato del paesaggio) - Art. 43 (Linee d'azione regionali per il paesaggio) - Art. 44 (Politiche per la tutela del paesaggio agrario) - Art. 45 (Inserimento paesaggistico grandi infrastrutture) - Art. 46 (Coordinamento interregionale) - Art. 47 (Adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale) 2
5 PPR -Normativa PIANO DEL PAESAGGIO LOMBARDO Piano Paesaggistico Regionale Normativa 3
6 PPR -Normativa PARTE I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Definizione di paesaggio e finalità della pianificazione paesaggistica) 1. La Regione Lombardia persegue la tutela, la valorizzazione e il miglioramento del paesaggio. Per paesaggio si intende, come definito dalla convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 20 ottobre 2000), una determinata parte del territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. Le azioni e le prescrizioni volte alla tutela del paesaggio delineano un quadro di interessi prioritari e strategici della Regione Lombardia. 2. In relazione al paesaggio, la Regione e gli enti locali lombardi, nell ambito delle rispettive responsabilità e competenze, perseguono le seguenti finalità: a) la conservazione dei caratteri che definiscono l identità e la leggibilità dei paesaggi della Lombardia, attraverso il controllo dei processi di trasformazione, finalizzato alla tutela delle preesistenze significative e dei relativi contesti; b) il miglioramento della qualità paesaggistica e architettonica degli interventi di trasformazione del territorio; c) la diffusione della consapevolezza dei valori del paesaggio e la loro fruizione da parte dei cittadini. 3. Le conoscenze, i programmi, le politiche e le norme atte al perseguimento delle suddette finalità costituiscono l oggetto e il contenuto del Piano del Paesaggio Lombardo, come definito e disciplinato dai successivi articoli. Art. 2 (Compiti e articolazione del Piano del Paesaggio Lombardo) 1. Il Piano del Paesaggio Lombardo, attraverso i vari atti e documenti di cui si compone, individuati all'articolo 3: a) riconosce i valori e i beni paesaggistici, intesi sia come fenomeni singoli sia come sistemi di relazioni tra fenomeni e come contesti o orizzonti paesaggistici; b) assume i suddetti valori e beni come fattori qualificanti della disciplina dell uso e delle trasformazioni del territorio e definisce conseguentemente tale disciplina; c) dispone le ulteriori azioni utili e opportune per mantenere e migliorare nel tempo la qualità del paesaggio lombardo e la possibilità per i cittadini di apprezzarlo e di goderne, anche attraverso la progettazione di nuovi paesaggi nelle aree fortemente deteriorate (periferie, zone industriali). 2. In relazione alla natura delle azioni utili a perseguire gli obiettivi che gli sono propri, il Piano del Paesaggio si articola in tre sezioni fondamentali: a) sezione conoscitiva, comprendente l analisi dei caratteri e dei valori paesaggistici del territorio lombardo e l individuazione dei conseguenti indirizzi generali per la loro tutela; 5
7 Regione Lombardia gennaio 2010 b) sezione normativa, comprendente la definizione del sistema degli atti di pianificazione e delle regole per il controllo delle trasformazioni nonché le specifiche disposizioni direttamente o indirettamente operanti sul territorio, che tutti i comuni e le province sono tenuti a seguire nella redazione degli strumenti urbanistici e nel rilascio degli atti abilitativi di natura urbanistico-edilizia; c) sezione programmatica, comprendente la definizione delle politiche attive che la Regione Lombardia e gli altri enti preposti alla tutela paesaggistica si impegnano a porre in essere, anche con la cooperazione degli enti locali e di altri soggetti pubblici e privati che siano disponibili a parteciparvi, per il conseguimento degli obiettivi indicati, con la specificazione delle relative priorità e risorse. 3. Il Piano del Paesaggio si pone, altresì, in base all articolo 146, comma 6, del D.Lgs.42/2004, e successive modificazioni ed integrazioni, come riferimento generale per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. Art. 3 (Atti costituenti il Piano del Paesaggio Lombardo) 1. Il Piano del Paesaggio Lombardo è costituito dall insieme degli atti a specifica valenza paesaggistica dal momento della loro entrata in vigore. 2. Sono atti a specifica valenza paesaggistica e come tali strumenti della pianificazione paesaggistica integrati nel Piano del Paesaggio Lombardo: a) il Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) come definito e articolato agli articoli 10 e 11; b) i provvedimenti amministrativi assunti con le procedure di cui all articolo 157 del D.Lgs.42/2004, e successive modificazioni ed integrazioni, e agli articoli da 136 a 141bis del medesimo decreto legislativo, che integrano automaticamente il P.P.R.; c) i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale e i Piani di Governo del Territorio approvati secondo le modalità indicate nell articolo 145, 4 comma, del D.Lgs. 42/2004; d) gli atti istitutivi e i piani dei Parchi regionali e nazionali nonché delle riserve naturali; e) gli atti istitutivi e i piani dei parchi locali di interesse sovracomunale; f) i piani di settore dei parchi e i relativi regolamenti; g) i piani forestali previsti dalla l.r. 31/2008 nonché i progetti di riforestazione e rinaturalizzazione approvati dagli organi competenti; h) tutti i piani approvati in periodi in cui la normativa previgente attribuiva loro valenza paesistica/paesaggistica; i) i criteri e le procedure per l esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici approvati con d.g.r. n del 15 marzo 2006 e pubblicati sul 3 supplemento straordinario del B.U.R.L. del 31 marzo 2006; j) le linee guida per l esame paesistico dei progetti approvate con d.g.r dell 8 novembre 2002, pubblicate sul 2 supplemento straordinario del B.U.R.L. del 21 novembre 2002; 6
8 PPR -Normativa k) i criteri e gli indirizzi relativi ai contenuti paesaggistici dei piani territoriali di coordinamento provinciale approvati con d.g.r. n del 27 dicembre 2007, pubblicata sul 1 supplemento straordinario del BURL del 22 gennaio 2008; l) le modalità per la pianificazione comunale, e in particolare i contenuti paesaggistici dei P.G.T., di cui alla d.g.r del 29 dicembre 2005 e pubblicate sul 2 supplemento straordinario del B.U.R.L. del 26 gennaio Art. 4 (Rapporti tra gli atti costituenti il Piano del Paesaggio) 1. I rapporti tra gli atti costituenti il Piano del Paesaggio si basano su due principi: gerarchico e di maggiore definizione. 2. In base al principio gerarchico, l atto sottordinato non può sovvertire gli indirizzi e le strategie di quelli sovraordinati. 3. In base al principio di maggiore definizione, le previsioni dell atto più definito, approvato nel rispetto del principio gerarchico, sostituiscono a tutti gli effetti quelle degli atti sovraordinati. Art. 5 (Gerarchia degli atti a valenza paesaggistica) 1. Gli atti a specifica valenza paesaggistica, di cui all'articolo 3, sono disciplinati dalla legislazione vigente per quanto attiene ai rispettivi contenuti ed ai rapporti reciproci. Art. 6 (Livello di definizione degli atti a valenza paesaggistica) 1. Si intende per livello di definizione di un atto la scala e l articolazione delle rappresentazioni, la capacità di riconoscere gli specifici beni e valori che caratterizzano il paesaggio locale, la puntualità degli indirizzi di tutela che vi sono contenuti, la specificità delle disposizioni e delle eventuali indicazioni progettuali. 2. In presenza di strumenti a specifica valenza paesaggistica di maggiore definizione, di cui all'articolo 3, tali strumenti dal momento della loro entrata in vigore definiscono la disciplina paesaggistica del territorio ivi considerato. 3. In sede di approvazione di ciascun atto a valenza paesaggistica, il medesimo provvedimento di approvazione dà atto della coerenza con gli indirizzi del Piano del Paesaggio, come espressi dagli atti sovraordinati, e ne certifica il livello di definizione, in base alla scala della cartografia, alla puntualità delle norme nonché all ampiezza e qualità delle elaborazioni. 7
9 Regione Lombardia gennaio Il riconoscimento di uno strumento quale "atto a maggiore definizione" presuppone l espressione, da parte dell organo preposto all approvazione, o all'espressione di parere, di una valutazione positiva circa l effettiva capacità dello strumento medesimo di garantire un maggior grado di riconoscimento e tutela dei valori paesaggistici rispetto alla disciplina paesaggistica previgente. Per i piani di gestione delle riserve naturali e per i P.T.C. provinciali e di parco la suddetta valutazione viene effettuata dalla regionae, per i P.G.T. viene effettuata dalla Provincia che prende conoscenza a tal fine di tutti gli atti del P.G.T.. Per i piani di settore, i P.L.I.S. e i piani forestali la valutazione viene effettuata dall ente che li approva acquisito parere della propria struttura preordinata alla pianificazione e tutela del paesaggio. Art. 7 (Disciplina paesaggistica) 1. Si definiscono disciplina paesaggistica le disposizioni di uno strumento pianificatorio che associ una rappresentazione del territorio condotta secondo categorie paesaggisticamente rilevanti a prescrizioni circa i comportamenti e gli interventi incidenti sui caratteri del paesaggio e/o sui modi in cui questo viene percepito. 2. Fra i comportamenti normalmente ammessi e ragionevolmente praticabili in un determinato contesto, la disciplina paesaggistica può escluderne alcuni, ovvero subordinarli a specifiche verifiche o condizioni, sulla base di motivazioni attinenti alla materia paesaggistica. 3. La determinazione dell ammissibilità di un intervento sotto il profilo paesaggistico, ovvero delle condizioni cui deve adeguarsi, in attuazione della disciplina paesaggistica, può essere di automatica operatività o avvenire attraverso la procedura di esame paesistico, di cui al successivo articolo 8. Art. 8 (Finalità e oggetto dell esame paesistico) 1. Si definisce esame paesistico di un atto di natura progettuale e/o pianificatoria il procedimento mediante il quale se ne accerta l impatto sotto il profilo paesaggistico e conseguentemente se ne determina l accettabilità. 2. Il concetto di impatto, di cui al comma 1, esprime la capacità di un atto di natura progettuale e/o pianificatoria di modificare significativamente le condizioni del paesaggio, alla scala che gli è propria. 3. L esame paesistico ha per oggetto tutti i progetti che incidono sull esteriore aspetto dei luoghi e degli edifici. 4. L esame paesistico comporta due fasi: 8
10 PPR -Normativa a) preliminare, nell ambito della quale si accerta quali atti di natura progettuale e/o pianificatoria superino la soglia critica di impatto paesistico che giustifica lo specifico giudizio di impatto paesistico di cui al successivo articolo 39; b) di verifica, nell ambito della quale si esprime un giudizio sulla natura e l entità degli effetti e quindi sull ammissibilità sotto il profilo paesaggistico di ciascun atto di natura progettuale e/o pianificatoria del quale sia stata riconosciuta la criticità. 5. Per gli interventi soggetti a V.I.A., l esame paesistico di cui al comma 4, si intende assorbito nella procedura di valutazione più generale. 6. Le modalità e gli effetti dell'esame paesistico sono oggetto della Parte IV delle presenti norme. 7. Tutti gli atti potenzialmente interferenti con il paesaggio e non soggetti all esame paesistico, con particolare riguardo a quelli di programmazione e pianificazione anche di settore con incidenza territoriale, devono essere comunque coerenti con il Piano del Paesaggio Lombardo. Art. 9 (Politiche del paesaggio e azioni paesaggistiche strategiche) 1. Si definiscono politiche del paesaggio gli insiemi coerenti e coordinati di attività e azioni di varia natura che perseguono gli obiettivi di cui all articolo 1 delle presenti norme. 2. Si definiscono strategiche quelle azioni che perseguono obiettivi, i quali, per loro natura, non possono essere conseguiti attraverso i soli strumenti di carattere normativo e i controlli amministrativi, ma richiedono la spontanea adesione di più soggetti, disponibili a cooperare a un progetto comune di tutela e valorizzazione paesaggistico-ambientale. PARTE II - IL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE Art. 10 (Il Piano Paesaggistico Regionale) 1. Il Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) ha natura: a) di quadro di riferimento per la costruzione del Piano del Paesaggio Lombardo; b) di strumento di disciplina paesaggistica del territorio. 2. Il P.P.R. come Quadro di Riferimento Paesaggistico è esteso all intero territorio regionale. 3. Il P.P.R. come strumento di salvaguardia e disciplina del territorio è esteso all intero territorio regionale e opera fino a quando non siano vigenti atti a valenza paesaggistica di maggiore definizione. 9
11 Regione Lombardia gennaio Il P.P.R. nei suoi contenuti descrittivi e di indirizzo per la tutela del paesaggio può essere integrato nel tempo a seguito di ulteriori studi, approfondimenti e disponibilità di nuovi dati di analisi; le integrazioni e gli aggiornamenti riguardanti esclusivamente i contenuti descrittivi del Quadro di Riferimento Paesaggistico, gli Indirizzi di tutela e i Piani di sistema, di cui all'articolo 11, non costituiscono variante del Piano Paesaggistico Regionale e sono operati dalla Giunta regionale. Art. 11 (Elaborati del P.P.R.) 1. Il P.P.R. è costituito dai seguenti insiemi di elaborati: a) Relazione Generale (volume 1) b) Quadro di Riferimento Paesaggistico (Q.R.P.) c) Contenuti dispositivi e di indirizzo, che costituiscono la disciplina paesaggistica, di cui all'articolo 10, comma 1, lettera b). 2. Sono elaborati del Q.R.P. regionale: a) I paesaggi della Lombardia: ambiti e caratteri tipologici (Volume 2) b) L immagine della Lombardia (Volume 2) c) Osservatorio paesaggi lombardi (Volume 2 bis) d) Principali fenomeni regionali di degrado e compromissione del paesaggio e situazioni a rischio di degrado (volume 2) e) Analisi delle trasformazioni recenti (Volume 3) f) Cartografia di piano (Volume 4): - Tavola A - Ambiti geografici e unità tipologiche di paesaggio - Tavola B - Elementi identificativi e percorsi di interesse paesaggistico - Tavola C - Istituzioni per la tutela della natura - Tavola D - Quadro di riferimento della disciplina paesaggistica regionale - Tavola D 1a, Quadro di riferimento delle tutele dei laghi insubrici: Lago Maggiore e Ceresio - Tavola D1b - Quadro di riferimento delle tutele dei laghi insubrici: Lago di Lugano e Lago di Como e Lecco - Tavola D1c - Quadro di riferimento delle tutele dei laghi insubrici: Lago d Iseo - Tavola D1d Quadro di riferimento delle tutele dei laghi insubrici: Lago di Garda e Lago d Idro - Tavola E - Viabilità di rilevanza paesaggistica - Tavola F Riqualificazione paesaggistica: ambiti ed aree di attenzione regionale - Tavola G Contenimento dei processi di degrado e qualificazione paesaggistica: ambiti ed aree di attenzione regionale - Tavola H Contenimento dei processi di degrado paesaggistico: tematiche rilevanti - Tavole Ia Ib, Ic, Id, Ie, If, Ig Quadro sinottico tutele paesaggistiche di legge articoli 136 e 142 del D. Lgs. 42/04 - Repertori (Volume 2) g) Abaco delle principali informazioni di carattere paesistico-ambientale articolato per comuni (Volume 5): - volume 1 - "Appartenenza ad ambiti di rilievo paesaggistico regionale" 10
12 PPR -Normativa - volume 2 - "Presenza di elementi connotativi rilevanti" 3. Sono elaborati dei Contenuti dispositivi e di indirizzo: a) Indirizzi di tutela (Volume 6), articolati per: 1. Unità tipologiche di paesaggio, elementi costitutivi e caratteri connotativi; 2. Strutture insediative e valori storico culturali del paesaggio; 3. Ambiti territoriali di successivo approfondimento paesistico; 4. Riqualificazione paesaggistica e contenimento dei potenziali fenomeni di degrado b) Piani di sistema (Volume 7): 1. Infrastrutture a rete; 2. Tracciati base paesistici; c) Normativa (Volume 6). TITOLO I - IL P.P.R. COME QUADRO DI RIFERIMENTO PAESAGGISTICO Art. 12 (Funzioni del Quadro di Riferimento Paesaggistico) 1. Attraverso il Quadro di Riferimento Paesaggistico (Q.R.P.), la Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze spettanti agli altri soggetti istituzionali: a) promuove l unitarietà e la coerenza delle politiche di paesaggio, particolarmente in quegli ambiti paesaggistici unitari che sono attraversati da confini amministrativi e lungo le strade di grande comunicazione; b) favorisce l adozione di percorsi analitici confrontabili e di codici linguistici comuni da parte delle province e degli altri soggetti che partecipano alla costruzione del Piano del Paesaggio Lombardo; c) si dota di uno strumento mediante il quale dialogare con i cittadini e con enti esterni, nel quadro regionale, nazionale e internazionale. 2. Il Q.R.P. contribuisce alla programmazione regionale, in quanto costituisce quadro di orientamento e base di verifica, sotto il profilo paesaggistico, delle politiche di settore e di spesa che hanno rilevanza territoriale, con particolare riguardo a quelle relative alle attività produttive e ai lavori pubblici. 1. Il Q.R.P. ha contenuti di metodo e di merito. Art. 13 (Contenuti del Q.R.P. regionale) 2. Sul piano metodologico, esso tratta i temi relativi alle specificità paesaggistiche del territorio lombardo, alle sue articolazioni interne, alle strategie utili a conseguire gli obiettivi di tutela. 11
13 Regione Lombardia gennaio Sul piano del merito, esso propone, nel dettaglio, letture strutturate e articolate del territorio e dei paesaggi lombardi, segnalando i valori e i fattori di identità, ovvero i processi di degrado e di banalizzazione, e proponendo le opportune azioni di tutela e di recupero. 4. Con riferimento a problematiche complesse che possono essere oggetto di valutazioni e scelte non univoche, il Q.R.P. prospetta opzioni alternative, la cui scelta è rimessa alla valutazione degli enti locali, anche sulla base della sperimentazione di linee d intervento innovative. Art. 14 (Efficacia del Q.R.P.) 1. I contenuti del Quadro di Riferimento Paesaggistico hanno in generale valore indicativo ad eccezione di quanto previsto al comma 2, lettera b). 2. Gli ambiti, le strutture e gli elementi individuati nella cartografia contenuta nel quadro di riferimento paesaggistico regionale hanno: a) valore indicativo e di indirizzo per le categorie di elementi e gli ambiti che fanno riferimento agli Indirizzi di tutela e ai Piani di sistema, di cui all'articolo 11, comma 4, lettere a) e b) e alle Disposizioni relative alla pianificazione provinciale e comunale, di cui al Parte III; b) valore prescrittivo per quanto riguarda le voci di legenda che rimandano alle Disposizioni del P.P.R. immediatamente operative, di cui al Titolo III. 3. Sulla base del Quadro di Riferimento Paesaggistico (Q.R.P.), l Ente competente a valutare la valenza paesaggistica degli atti di pianificazione e degli atti di programmazione ad incidenza territoriale, in base alle disposizioni dell art. 6, comma 4, accerta la valenza paesaggistica e l idoneità degli atti stessi a far parte del Piano del Paesaggio Lombardo, determinandone il livello di definizione. TITOLO II - IL P.P.R. COME DISCIPLINA PAESAGGISTICA Art.15 (Funzioni e contenuti della disciplina paesaggistica di livello regionale) 1. La disciplina paesaggistica identifica ambiti spaziali o categorie o strutture di rilevanza paesaggistica regionale, cui attribuisce differenti regimi di tutela. 2. Attraverso la disciplina paesaggistica il P.P.R., nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze spettanti agli altri soggetti istituzionali: a) indirizza le trasformazioni territoriali nei diversi ambiti regionali per la tutela dei caratteri connotativi delle diverse unità tipologiche del paesaggio e delle strutture insediative presenti; b) indirizza e fornisce linee guida e criteri paesaggistici per la pianificazione e la progettazione delle infrastrutture tecnologiche a rete e della viabilità; 12
14 PPR -Normativa c) fornisce disposizioni immediatamente efficaci su ambiti territoriali regionali, precisamente individuati, nella tavola D e negli abachi, considerati di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale; d) individua i criteri e gli indirizzi per la pianificazione spettante agli enti locali e individua in tal senso anche ambiti unitari di particolare attenzione da sottoporre a studi più approfonditi; e) definisce una procedura di esame paesistico degli interventi sul territorio; f) individua le azioni di programmazione e le politiche regionali da promuovere al fine della migliore tutela del paesaggio e della diffusione di una maggiore consapevolezza rispetto alle problematiche connesse alla tutela stessa; g) definisce prescrizioni generali per la disciplina dei beni paesaggistici. Art. 16 (Efficacia della disciplina paesaggistica di livello regionale) 1. L efficacia normativa del P.P.R. è estesa all intero territorio regionale. Esso opera come disciplina del territorio ed è integrato dagli atti a specifica valenza paesaggistica di maggiore definizione quando essi divengono vigenti. 2. Per le aree e i beni paesaggistici oggetto di dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell articolo 136 o dell articolo 157 del D. Lgs. 42/2004, la disciplina di tutela e le prescrizioni d uso o i criteri di gestione approvati dai competenti organi regionali e ministeriali, integrano le disposizioni e i contenuti della disciplina regionale del presente piano, ai sensi del comma 2 dell articolo 140 del D. Lgs. 42/ Nel caso la disciplina paesaggistica del P.P.R. contenga disposizioni rivolte agli Enti locali con delimitazioni trascritte su carte a scala ridotta, spetta agli enti stessi precisare e integrare le indicazioni del P.P.R., e richiedere lo specifico accertamento della valenza paesaggistica di cui al precedente articolo 14, comma Gli Indirizzi di tutela, di cui al precedente articolo 11, comma 3, lettera a), sono principalmente diretti agli enti locali per orientarne, nell ambito della attività di pianificazione territoriale, le scelte a specifica valenza paesaggistica. Fino a quando non siano vigenti strumenti di pianificazione a specifica valenza paesaggistica di maggiore definizione, tutti i soggetti che intervengono sul territorio regionale sono tenuti ad utilizzare gli Indirizzi di tutela, quali indicatori base preliminari della sensibilità paesistica dei luoghi, ai fini dell'esame paesistico degli interventi di cui alla Parte IV delle presenti norme. 5 Tutti i soggetti che predispongono progetti relativi alle Infrastrutture a rete e ai Tracciati base paesistici, così come individuati dai Piani di sistema, di cui al precedente articolo 11, comma 4, lettera b), relativi alla realizzazione di nuovi interventi o alla ristrutturazione dei manufatti esistenti, sono tenuti a seguire gli orientamenti progettuali e le indicazioni di metodo e di contenuto delineati dagli stessi Piani di sistema. 13
15 Regione Lombardia gennaio Il presente Piano Paesaggistico costituisce il quadro conoscitivo, strategico, normativo e di indirizzo della disciplina paesaggistica regionale e quindi il riferimento per la definizione dello specifico accordo, ai sensi della legge 7 agosto 1990 n. 241, tra Regione Lombardia e Ministero per i Beni e le attività culturali, ai fini dell individuazione delle modalità tecniche e procedimentali di integrazione e adeguamento processuale della suddetta disciplina in riferimento ai singoli beni di cui agli artt. 136 e 157 del D. Lgs. 42/2004, secondo quanto indicato al comma 3 articolo 156 dello stesso Decreto legislativo. Art. 16 bis (Prescrizioni generali per la disciplina dei beni paesaggistici) 1. La gestione dei beni paesaggistici regionali, di cui all art. 134 del d. Lgs. 42/2004, è regolata: i. dalle disposizioni del Titolo III della Parte II della presente normativa, ii. dai Criteri e procedure per l esercizio delle funzioni amministrative in materia dei beni paesaggistici approvati di cui alla d.g.r. n del 15 marzo 2006, iii. dagli specifici Criteri di gestione e/o disciplina di tutela dei singoli beni approvati dai competenti organi regionali e ministeriali a corredo delle singole dichiarazioni di notevole interesse pubblico ai sensi dell art. 136, di cui agli articoli da 138 a 141, e degli atti di cui all art. 157 del D. Lgs. 42/2004, iv. dalle prescrizioni di cui ai commi successivi, v. da eventuali prescrizioni particolari relative a specifici sistemi paesistico-territoriali approvate dalla Giunta regionale, vi. dagli Indirizzi di Tutela del presente Piano e in particolare dalla Parte Quarta degli stessi in riferimento all individuazione delle aree significativamente degradate o compromesse e degli interventi di recupero e riqualificazione delle stesse. 2. Per la tutela e la gestione delle trasformazione delle aree e degli immobili di cui all art. 142 del D.Lgs. 42/2004 si applicano prioritariamente le disposizioni e i criteri di cui ai punti i) e ii) del comma precedente, nonché le indicazioni e prescrizioni in merito dettate dai PTC provinciali e dai PGT con contenuti paesaggistici; negli ambiti a parco o riserva, di cui alla lettera f) del suddetto art. 142, si applicano inoltre le disposizioni di maggior dettaglio o integrative contenute nei Piani territoriali di coordinamento o nei Piani di gestione delle singole aree protette. 3. Per i beni paesaggistici di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell art. 136 del D. Lgs. 42/2004, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 dello stesso decreto o da precedenti dichiarazioni di notevole interesse pubblico, qualora non sia precisata nei provvedimenti suddetti la specifica disciplina di tutela alla quali attenersi, si applicano le seguenti prescrizioni: i. I beni paesaggistici individui di cui alla lettera a) suddetta, devono essere salvaguardati nella loro consistenza e riconoscibilità, preservandone l identità e l integrità naturalistica e morfologica, simbolica e/o scientifica che ne ha determinato l individuazione quale bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica; sono quindi da escludersi tutti gli interventi che possano compromettere i predetti caratteri del bene in sé e le aree a contorno degli stessi e comprese nella dichiarazione di notevole interesse pubblico, in quanto tali aree sono da intendersi specificamente finalizzate a costituire una fascia di rispetto dei suddetti beni per 14
16 PPR -Normativa garantirne la percepibilità e limitare i possibili effetti indotti da trasformazioni al contorno o da eccessiva pressione antropica. ii. Per i beni paesaggistici individui di cui alla lettera a) suddetta dei quali non risultino più riconoscibili i caratteri di singolarità o integrità che ne hanno determinato l individuazione originaria, le prescrizioni di cui al punto precedente sono da intendersi quale intangibilità del bene fino alla revisione del provvedimento/dichiarazione di tutela del bene stesso. iii. Le ville, i giardini e i parchi, di cui alla lettera b) suddetta, devono essere salvaguardati nella loro identità, consistenza e riconoscibilità, con specifico riferimento alla preservazione dei caratteri morfologici e stilistici dei correlati manufatti architettonici, alla salvaguardia dei valori storici e vegetazionali dei giardini e dei parchi, la cui preservazione come aree verdi attraenti diviene assolutamente prioritaria e inderogabile qualora si tratti di parchi o giardini inclusi in contesti urbanizzati; inoltre: a. devono essere salvaguardate le essenze arboree presenti, con particolare riferimento a quelle di più vecchio impianto, e devono essere scelti con particolare cura materiali e arredi, b. deve essere garantita la percepibilità delle suddette aree verdi dagli spazi di pubblica circolazione circostanti, c. si deve tenere conto del valore simbolico e testimoniale di queste aree nella definizione delle scelte di illuminazione, d. deve essere attentamente valutata la disposizione e scelta di cartelli e cartelloni informativi ed è da escludersi l inserimento di pannelli pubblicitari, e. deve essere valutata con grande attenzione l eventuale introduzione di strutture di servizio (chioschi o simili) e per il gioco e comunque la scelta degli elementi e materiali che vanno a comporle devono risultare idonei al carattere storico-culturale e ambientale dell area, f. sono da escludersi destinazioni d uso e interventi che possano erodere o pregiudicare l integrità del complesso architettonico e del sistema verde e va pertanto opportunamente considerato in tal senso l esercizio di eventuali manifestazioni o attività ad elevato impatto di pubblico. iv. Per i beni paesaggistici di cui alla lettera b) suddetta dei quali non risultino più riconoscibili i caratteri di non comune bellezza o rilevanza ambientale e della flora che ne hanno determinato l individuazione, le prescrizioni di cui al punto precedente sono da intendersi quale indicazione di non modificabilità del bene, salvo i necessari interventi di manutenzione, fino alla revisione del provvedimento/dichiarazione di tutela del bene stesso. 4. Per i beni paesaggistici di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell art. 136 del D. Lgs. 42/2004, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 dello stesso decreto o da precedenti dichiarazioni di notevole interesse pubblico, qualora non siano precisate nei provvedimenti suddetti le specifiche indicazioni di tutela alle quali attenersi, valgono le seguenti prescrizioni: i. Si applicano prioritariamente le indicazioni, disposizioni ed eventuali limitazioni di intervento di cui al successivo Titolo III della presente parte della Normativa in riferimento a tutti gli ambiti e sistemi di rilevanza regionale ivi indicati; ii. Si applicano i Criteri e procedure per l esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici approvati dalla Giunta regionale e in particolare le indicazioni contenute nella sezione Modalità delle trasformazioni delle Schede degli elementi costitutivi del paesaggio di cui all Allegato B, assumendo gli Elementi di 15
17 Regione Lombardia gennaio 2010 vulnerabilità e le Categorie compatibili di trasformazione, ivi evidenziati, rispettivamente quali cautele e prioritari criteri di intervento; iii. I Piani di governo del territorio, i piani attuativi e i piani integrati di intervento vengono verificati dalla Commissione per il paesaggio in riferimento al pieno rispetto dei criteri e delle prescrizioni e delle indicazioni di cui ai due punti precedenti, considerando attentamente gli elementi costitutivi del settore geomorfologico e naturalistico e del settore antropico e ponendo specifica attenzione, per questo ultimo, agli elementi strutturanti e caratterizzanti il paesaggio agrario, alla collocazione e ai caratteri tipologici dei sistemi insediativi e ai caratteri materici e cromatici prevalenti degli insediamenti; iv. Nelle more dell approvazione della specifica disciplina di cui all art. 141 bis del D. Lgs. 42/2004 relativa ai suddetti beni, i Comuni e le Province possono proporre alla Regione e al Ministero per Beni e le attività culturali una disciplina di dettaglio che possa assumere, nell ambito del Piano delle regole del PGT e delle norme del PTCP, lo stesso compito in via transitoria; v. Valgono comunque nelle aree di cui ai beni oggetto del presente comma le seguenti prescrizioni specifiche: a. Cartellonistica e mezzi pubblicitari: a) cartellonistica stradale: è sempre ammissibile la cartellonistica obbligatoria ai sensi del Codice della Strada, da collocare con attenzione in rapporto a posizione e numero dei cartelli; b) cartellonistica informativa: - (ad es. quella relativa ad emergenze naturalistiche o storico-artistiche, percorsi tematici, informazioni di carattere turistico): è ammissibile, nel rispetto delle specifiche indicazioni di settore della Giunta regionale, a condizione che persegua il minimo intervento indispensabile, riducendo il più possibile l introduzione di manufatti, uniformandone la tipologia, contenendo al massimo le dimensioni e l eventuale relativa illuminazione, curando la scelta dei materiali e dei colori in modo da ottimizzarne un inserimento armonico nel contesto; c) cartellonistica e altri mezzi pubblicitari: - sono da escludersi lungo tutti i tracciati stradali all esterno dei centri abitati e devono essere valutati con grande attenzione all interno dell urbanizzato, al fine di evitare l introduzione di elementi di evidente disturbo visivo, anche temporaneo. b. sentieri, percorsi rurali e tracciati di fruizione ciclo-pedonale: a) devono essere tutelati e valorizzati quale infrastruttura per la fruizione sostenibile del paesaggio e al contempo componente connotativa dello stesso, b) devono esserne mantenute di massima le dimensioni, il fondo naturale, la vegetazione e le finiture che ne caratterizzano l assetto tradizionale, c) vanno promosse le iniziative volte alla manutenzione e riqualificazione dei sentieri e dei percorsi pedonali in disuso, d) devono esser impediti interventi che possano frammentarne la continuità e/o comprometterne le connotazioni specifiche di rete di mobilità a carattere principalmente pedonale o ciclo-pedonale. c. viabilità storica, comprendente sia tracciati di rilevanza sovralocale sia percorsi locali urbani e rurali: 16
18 PPR -Normativa a) tutela e valorizzazione della permanenza e leggibilita dei tracciati nel loro sviluppo extraurbano; b) salvaguardia della permanenza dei calchi e degli allineamenti all interno degli abitati; c) salvaguardia degli elementi funzionali storicamente connessi al sistema strada quali stazioni, caselli, locande, cippi, edicole sacre, muri di cinta e/o di fabbrica, porte ecc.; d) salvaguardia della toponomastica storicamente riconosciuta; e) perseguimento del decoro ambientale, scongiurando e controllando ogni forma di disordine (escavazioni, discariche di materiali, depositi anche temporanei ecc.); f) inibizione o comunque massima limitazione della realizzazione di nuove reti tecnologiche fuori terra. d. alberate, filari e macchie boschive: a) nei paesaggi rurali di pianura devono essere salvaguardati, potenziati e valorizzati i filari e le quinte arboree o arbustive tradizionalmente correlati alla partizione agraria, che connotano il paesaggio agrario tradizionale segnandone, tramite quinte verdi, la tessitura e le relazioni con gli insediamenti e l idrografia; specifica attenzione deve essere rivolta alla tutela delle alberature di pregio, dei filari storici, della vegetazione lungo i bordi di fondi agricoli e dei tracciati stradali di accesso ai nuclei; devono essere altresì tutelate e valorizzate le macchie boschive esistenti e i sistemi verdi di ripa che affiancano gli elementi dell idrografia superficiale; b) nei paesaggi rurali collinari, deve essere tutelata la conformazione morfologica dei versanti e, ove presente, la particolare organizzazione agraria caratterizzata da balze e terrazzamenti, i manufatti utilizzati per il contenimento delle terre devono essere realizzati con tecniche coerenti con la tradizione locale; specifica attenzione deve essere rivolta alla tutela delle alberature di pregio, dei filari storici, delle alberature che segnano l accesso a ville e parchi, della vegetazione lungo i bordi di fondi agricoli; gli interventi riguardanti i boschi devono essere finalizzati in generale al loro mantenimento, le eventuali riduzioni delle loro superfici devono essere compensate attraverso l attuazione di piani di rimboschimento conformemente alla normativa di settore ed in coerenza con la salvaguardia dei caratteri connotativi del paesaggio locale; c) nei paesaggi rurali montani, deve essere tutelata la conformazione morfologica dei versanti e, ove presente, la particolare organizzazione agraria caratterizzata da balze e terrazzamenti, i manufatti utilizzati per il contenimento delle terre devono essere realizzati con tecniche coerenti con la tradizione locale; specifica attenzione deve essere rivolta alla tutela e valorizzazione di alpeggi e maggenghi, alla salvaguardia dei caratteri di naturalità dei versanti meno antropizzati e alla cura dei boschi; d) in ogni caso, l eventuale sostituzione e reintegro della vegetazione presente, dovrà essere realizzata mediante l utilizzo di essenze di specie autoctone o comunque già consolidate nel contesto paesaggistico, di opportuna dimensione e nel rispetto delle connotazioni vegetazionali, tradizionalmente consolidate nell area. e. belvedere, visuali sensibili e percorsi panoramici: a) devono essere salvaguardate le potenzialità di percezione del paesaggio indicate nella descrizione del bene, valutando in tal senso con particolare attenzione la collocazione 17
19 Regione Lombardia gennaio 2010 di insediamenti, complessi edilizi e impianti tecnologici in riferimento ai rischi di intrusione o ostruzione della veduta panoramica; b) devono essere evitate interventi e attività che: - possono portare alla parziale o totale ostruzione delle visuali, - possono compromettere le condizioni di accessibilità e fruibilità pubblica dei siti e dei tracciati, - possono compromettere decoro e tranquillità della percezione, valutando con particolare attenzione interventi di arredo e illuminazione, collocazione di spazi per la sosta di automezzi e inserimento di impianti tecnologici. TITOLO III - DISPOSIZIONI DEL P.P.R. IMMEDIATAMENTE OPERATIVE Art. 17 (Tutela paesaggistica degli ambiti di elevata naturalità) 1. Ai fini della tutela paesaggistica si definiscono di elevata naturalità quei vasti ambiti nei quali la pressione antropica, intesa come insediamento stabile, prelievo di risorse o semplice presenza di edificazione, è storicamente limitata. 2. In tali ambiti la disciplina paesaggistica persegue i seguenti obiettivi generali: a) recuperare e preservare l'alto grado di naturalità, tutelando le caratteristiche morfologiche e vegetazionali dei luoghi; b) recuperare e conservare il sistema dei segni delle trasformazioni storicamente operate dall'uomo; c) favorire e comunque non impedire né ostacolare tutte le azioni che attengono alla manutenzione del territorio, alla sicurezza e alle condizioni della vita quotidiana di coloro che vi risiedono e vi lavorano, alla produttività delle tradizionali attività agrosilvopastorali; d) promuovere forme di turismo sostenibile attraverso la fruizione rispettosa dell ambiente; e) recuperare e valorizzare quegli elementi del paesaggio o quelle zone che in seguito a trasformazione provocate da esigenze economiche e sociali hanno subito un processo di degrado e abbandono. 3. Gli ambiti di elevata naturalità di cui al comma 1, individuati nel presente Piano nella tavola D e nel repertorio a questo allegato, coincidono con quelli già perimetrati dalla d.g.r. 3859/1985 e succ. mod. e int., ad esclusione di quelli ricadenti nelle Province di Milano e di Pavia e degli ambiti di contiguità ai parchi regionali dell Oglio Nord e dell Oglio Sud in Provincia di Bergamo e in Provincia di Brescia. 4. In applicazione del criterio di maggiore definizione, di cui all'articolo 6, gli atti a valenza paesaggistica di maggior dettaglio ed in particolare i P.R.G. e i P.G.T., a fronte degli studi paesaggistici compiuti, verificano e meglio specificano la delimitazione degli ambiti di elevata naturalità e ne articolano il regime normativo, tenendo conto delle disposizioni del presente articolo e degli obiettivi di tutela indicati al precedente comma 2. 18
20 PPR -Normativa 5. Sono escluse dalle disposizioni del presente articolo le aree ricomprese in parchi regionali dotati di P.T.C. definitivamente approvati, o nelle riserve naturali regionali dotate di piano di gestione. Nelle aree ricomprese in riserve naturali e parchi regionali istituiti ma non dotati di strumenti di pianificazione definitivamente approvati, valgono le disposizioni del presente articolo limitatamente agli aspetti non specificamente disciplinati dalle norme di salvaguardia contenute nei relativi atti istitutivi o piani adottati. 6. Negli ambiti di cui al presente articolo, gli interventi sottoelencati sono soggetti alla seguente disciplina, fatti comunque salvi gli indirizzi e le determinazioni contenuti nel Piano del Paesaggio Lombardo nonché le procedure di V.I.A., qualora previste dalla vigente legislazione: a) la realizzazione di nuove grandi attrezzature relative allo sviluppo ricettivo, sportivo e turistico, è possibile solo se prevista nel Piano Territoriale di Coordinamento provinciale; nelle more dell'entrata in vigore del P.T.C.P. sono ammessi esclusivamente i predetti interventi che siano ricompresi in strumenti di programmazione regionale o provinciale; b) la realizzazione di opere relative alle attività estrattive di cava e l'apertura di nuove discariche, è possibile solo se prevista in atti di programmazione o pianificazione territoriale di livello regionale o provinciale; c) la realizzazione di nuove strade di comunicazione e di nuove linee per il trasporto di energia e fluidi, che non siano meri allacciamenti di strutture esistenti, è consentita individuando le opportune forme di mitigazione, previa verifica dell impraticabilità di soluzioni alternative a minore impatto da argomentare con apposita relazione in sede progettuale. 7. Negli ambiti di cui al presente articolo, non è consentita la circolazione fuori strada, a scopo diportistico, di mezzi motorizzati; le autorità competenti possono limitare a specifiche categorie di utenti l accesso alla viabilità locale anche attraverso la realizzazione di specifiche barriere. 8. Non subiscono alcuna specifica limitazione per effetto del presente articolo, le seguenti attività: a) manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia ed eventuale ampliamento dei manufatti esistenti, nonché gli interventi ammessi nelle situazioni indicate al successivo comma 11, purchè gli interventi siano rispettosi dell identità e della peculiarità del costruito preesistente; b) opere di adeguamento funzionale e tecnologico di impianti e infrastrutture esistenti; c) utilizzazione agro-silvo-pastorale del suolo, ivi compresa la realizzazione di strutture aziendali connesse all'attività agricola anche relative alle esigenze abitative dell'imprenditore agricolo; d) opere relative alla bonifica montana, alla difesa idraulica, nonché tutti gli interventi di difesa della pubblica incolumità e conseguenti a calamità naturali; e) piccole derivazioni d acqua, ove risulti comunque garantito il minimo deflusso vitale dei corpi idrici, da verificarsi anche in relazione ai criteri di cui alla d.g.r. n del 15 marzo 2006; 19
21 Regione Lombardia gennaio 2010 f) opere di difesa dall inquinamento idrico, del suolo, atmosferico ed acustico, previo studio di corretto inserimento paesaggistico delle stesse; g) eventuali nuove strade, necessarie per consentire l accesso ad attività già insediate, realizzate nel rispetto della conformazione naturale dei luoghi e della vegetazione, con larghezza massima della carreggiata di m. 3,50 e piazzole di scambio. 9. I committenti ed i progettisti degli interventi ammessi e degli strumenti pianificatori sono tenuti al rispetto del contesto paesaggistico ed ambientale, nonché a garantire la coerenza delle opere e delle previsioni dei piani con i contenuti del presente articolo e con gli indirizzi del Piano Paesaggistico Regionale. A tal fine i predetti progettisti fanno riferimento, per quanto applicabili, a: - Indirizzi di tutela, contenuti nel presente P.P.R.; - Criteri e procedure per l esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici approvati con d.g.r. n del 15 marzo 2006 e pubblicati sul 3 supplemento straordinario del B.U.R.L. del 31 marzo 2006; - Linee guida per l esame paesistico dei progetti, approvate con d.g.r. n dell 8 novembre 2002 e pubblicati sul 2 supplemento straordinario del B.U.R.L. del 21 novembre 2002; - Criteri per la trasformazione del bosco e per i relativi interventi compensativi, approvati con d.g.r. n. 675 del 21 settembre 2005, pubblicata nel B.U.R.L. 4 ottobre 2005, I S.S. al B.U.R.L. 3 ottobre 2005, n. 40., e successivamente modificati con d.g.r. n. 8/3002 del 27 luglio 2006, pubblicata sul 2 Supplemento Straordinario del B.U.R.L. del 24 agosto 2006; - Quaderno Opere Tipo di ingegneria Naturalistica, approvato con d.g.r. n del 29 febbario 2009, pubblicata sul B.U.R.L. 9 maggio 2000, n. 19 S.S.; - Direttiva per il reperimento di materiale vegetale vivo nelle aree demaniali da impiegare negli interventi di ingegneria naturalistica, approvata con d.g.r. n del 11 dicembre 2000 e pubblicata sul B.U.R.L. n. 52 del 27 dicembre In fase di revisione dei propri strumenti urbanistici i comuni, qualora ravvisino la presenza negli ambiti di elevata naturalità di campeggi o di altre attività o attrezzature, non compatibili con gli obiettivi di tutela degli ambiti stessi, individuano aree idonee al loro trasferimento. 11. Sino a quando i comuni, il cui territorio ricade interamente o parzialmente all'interno degli ambiti di elevata naturalità, non rivedono i propri strumenti urbanistici in conformità alla disciplina del presente piano e agli obiettivi e alle disposizioni del presente articolo, si applicano le norme dei piani urbanistici vigenti, assumendo quali indirizzi progettuali quelli contenuti in I criteri e le procedure per l esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici approvati con d.g.r. n del 15 marzo 2006, esclusivamente nelle seguenti situazioni: a) ambiti che alla data di entrata in vigore del presente piano risultino edificati con continuità, compresi i lotti interclusi ed escluse le aree libere di frangia, a tal fine perimetrate dai comuni; 20
22 PPR -Normativa b) previsioni contenute in piani urbanistici attuativi già convenzionati o in programmi di intervento già beneficiari di finanziamenti pubblici e situazioni di diritti acquisiti alla data di entrata in vigore del presente piano; al di fuori delle situazioni di cui alle lettere a) e b) del presente comma, non possono essere realizzati interventi urbanistici ed edilizi, fatto salvo quanto disposto al precdente comma 8. Art. 18 (Tutela paesaggistica dell ambito di valore storico-ambientale del Barco Certosa) 1. Relativamente all ambito Barco-Certosa, definito ambito di specifico valore storicoambientale, rappresentato nella tavola D del P.P.R. e puntualmente individuato nei Repertori ad essa allegati, escluse le aree comprese nel Parco del Ticino, la disciplina di tutela paesaggistica è demandata al Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pavia, e in particolare al Piano paesistico di dettaglio Ambito Barco Certosa, approvato dal Consiglio provinciale con deliberazione n. 41 del Art. 19 (Tutela e valorizzazione dei laghi lombardi) 1. Ai fini della tutela del paesaggio lombardo, assumono specifica rilevanza la ricchezza e diversa connotazione dei numerosi laghi presenti sul territorio regionale. In riferimento alle diverse tipologie di specchio lacuale e relativi contesti, con specifico riferimento alle procedure di legge per la tutela dei territori contermini, come definiti dalla lettera b) dell articolo 142 del D.Lgs. 42/04, valgono le seguenti indicazioni paesaggistiche: - Laghi alpini. La priorità paesaggistica è la preservazione dell elevato grado di naturalità dello specchio lacustre e delle aree contermini. Vanno in tal senso attentamente considerati interventi di prelievo idrico e interventi di trasformazione delle sponde e dell immediato intorno, tenendo conto anche delle indicazioni di cui al punto 1.1 della Parte prima degli Indirizzi di tutela del presente piano. - Laghi prealpini e collinari. Le priorità paesaggistiche sono la preservazione dell elevato grado di naturalità e la valorizzazione delle differenti connotazioni ambientali e paesaggistiche, con specifico riferimento al sistema di insediamenti di interesse storico e delle presenze archeologiche che li caratterizza. Assume specifico rilievo, in termini di valorizzazione paesaggistica, la promozione di forme di fruizione compatibili con l ambiente, correlate alla valorizzazione dei beni culturali locali. Le province e i parchi tramite la definizione dei contenuti paesaggistici dei propri P.T.C. valutano in tal senso le migliori modalità di correlazione e messa a sistema dei predetti ambiti con le previsioni di rete verde e percorsi di fruizione paesaggistica. - Laghetti di cava. La priorità paesaggistica è il recupero ambientale e paesaggistico volto alla costruzione o al ripristino degli elementi di correlazione con il paesaggio locale. La diffusa presenza di specchi d acqua artificiali che caratterizza alcune aree della pianura rende necessario uno sforzo comune degli enti preposti per orientare il recupero funzionale e 21