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Timestamp: 2019-02-16 13:12:37+00:00
Document Index: 64867365

Matched Legal Cases: ['arti\n311501', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 83', 'art. 8', 'art. 85', 'art. 80', 'art. 29', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 78', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 10', 'art. 92', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 94']

D. Leg.vo 06/09/2011, n. 159 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN10649
G.U. Suppl. Ord. 28/09/2011, n. 214
In vigore dal 13/10/2011.
- D. Leg.vo 15/11/2012, n. 218
- D.L. 12/09/2013, n. 104 (L: 08/11/2013, n. 128)
- C. Cost. 02/12/2013, n. 291
- D. Leg.vo 13/10/2014, n. 153
- L. 06/08/2015, n. 121
- L. 18/08/2015, n. 141
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Art. 2 - Foglio di via obbligatorio
1. Qualora le persone indicate nell'articolo 1 siano pericolose per la sicurezza pubb
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Art. 3 - Avviso orale
1. Il questore nella cui provincia la persona dimora può avvisare oralmente i soggetti di cui all'articolo 1 che esistono indizi a loro carico, indicando i motivi che li giustificano.
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Capo II - Le misure di prevenzione personali applicate dall'autorità giudiziaria
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Sezione I - Il procedimento applicativo
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Art. 4 - Soggetti destinatari
1. I provvedimenti previsti dal presente capo si applicano: N56
b) ai soggetti indiziati di uno dei reati previsti dall'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale ovvero del delitto di cui all'articolo 12-quinquies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 “, o del delitto di cui all'articolo 418 del codice p
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Art. 5 - Titolarità della proposta. Competenza
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Art. 6 - Tipologia delle misure e loro presupposti
1. Alle persone indicate nell'articolo 4, quando siano pericolose per la sicurezza pubblica, può essere applicata, nei modi stabiliti negli articoli seguenti, la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
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Art. 7 - Procedimento applicativo
1. Il tribunale provvede, con decreto motivato, entro trenta giorni dal deposito della proposta. L'udienza si svolge senza la presenza del pubblico. Il presidente dispone che il procedimento si svolga in pubblica udienza quando l'interessato ne faccia richiesta.N40
2. Il presidente fissa la data dell'udienza e ne fa dare avviso alle parti, alle altre persone interessate e ai difensori. L'avviso è comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta e contiene la concisa esposizione dei contenuti della proposta. Se l'interessato è privo di difensore, l'avviso è dato a quello di ufficio.N57
4. L'udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore e del pubblico ministero. Gli altri destinatari dell'avviso sono sentiti se compaiono. Se l'interessato è detenuto o internato in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice e ne fa tempestiva richiesta, la partecipazione all'udienza è assicurata a distanza mediante collegamento audiovisivo ai sensi dell'articolo 146-bis, c
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Art. 8 - Decisione
1. Il provvedimento del tribunale stabilisce la durata della misura di prevenzione che non può essere inferiore ad un anno né superiore a cinque.
3. A tale scopo, qualora la misura applicata sia quella della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e si tratti di persona indiziata di vivere con il provento di
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Art. 9 - Provvedimenti d'urgenza
1. Se la proposta riguarda la misura della sorveglianza speciale con l'obbligo o il divieto di soggiorno, il presidente del tribunale, con decreto, nella pendenza del procedimento di cui all'articolo 7, può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell'espatrio di ogni altro documento equipollente.
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Sezione II - Le impugnazioni
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Art. 10 - Impugnazioni
1. Il procuratore della Repubblica, il procuratore generale presso la corte di appello e l'interessato “e il suo difensore”N35 hanno facoltà di proporre ricorso alla corte d'appello, anche per il merito.
1-bis. Il procuratore della Repubblica, senza ritardo, trasmette il proprio fascicolo al procuratore generale presso la corte di appello competente per il giudizio di secondo grado. Al termine del procedimento di primo grado, il procuratore della Repubblica forma un fascicolo nel quale vengono raccolti tutti gli elementi investigativi e probatori eventualmente sopravvenuti dopo la d
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Sezione III - L'esecuzione
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Art. 11 - Esecuzione
1. Il provvedimento di applicazione delle misure di prevenzione è comunicato al questore per l'esecuzione.
2. Il provvedim
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Art. 12 - Autorizzazione ad allontanarsi dal comune di residenza o dimora abituale
1. Quando ricorrono gravi e comprovati motivi di salute, le persone sottoposte all'obbligo di soggiorno possono essere autorizzate a recarsi in un luogo determinato fuori del comune di residenza o di dimora abituale, ai fini degli accertamenti sanitari e delle cure indispensabili, allontanandosi per un periodo non superiore ai dieci giorni, oltre al tempo necessario per il viaggio. L'autorizzazi
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Art. 13 - Rapporti della sorveglianza speciale con le misure di sicurezza e la libertà vigilata
1. Quando sia stata applicata una misura di sicurezza detentiva o la libertà v
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Art. 14 - Decorrenza e cessazione della sorveglianza speciale
1. La sorveglianza speciale comincia a decorrere dal giorno in cui il decreto è comunicato all'interessato e cessa di diritto allo scadere del termine nel decreto stesso stabilito, se il sorvegliato speciale non abbia, nel frattempo, commesso un reato.
2. Se nel corso del termine stabilito il sorvegliato commette un reato per il quale riporti successivamente condanna e
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Art. 15 - Rapporti dell'obbligo di soggiorno con la detenzione, le misure di sicurezza e la libertà vigilata
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311501 5115620
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Art. 16 - Soggetti destinatari
a) ai soggetti di cui all'
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Art. 17 - Titolarità della proposta
1. Nei confronti delle persone indicate all'articolo 16 possono essere proposte dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona, dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, dal questore o dal direttore della Direzione investigativa antimafia le misure di prevenzione patrimoniali di cui al presente titolo.N40
2. Nei casi previsti dall'articolo 4, comma 1, lettere c), i), i-bis) e i-ter), le funzioni e le competenze spettanti al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluo
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Art. 18 - Applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Morte del proposto
1. Le misure di prevenzione personali e patrimoniali possono essere richieste e applicate disgiuntamente e, per le misure di prevenzione patrimoniali, indipendentemente dalla pericolosità sociale del soggetto proposto per la loro applicazione al momento della richiesta della misura di prevenzione.
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Art. 19 - Indagini patrimoniali
1. I soggetti di cui all'articolo 17, commi 1 e 2, procedono, anche a mezzo della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad indagini sul tenore di vita, sulle disponibilità finanziarie e sul patrimonio dei soggetti indicati all'articolo 16 nei cui confronti possa essere proposta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con o senza divieto od obbligo di soggiorno, nonché, avvalendosi della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad indagini sull'attività economica facente capo agli stessi soggetti allo scopo anche di individuare le fonti di reddito.
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Art. 20 - Sequestro
1. Il tribunale, anche d'ufficio, con decreto motivato, ordina il sequestro dei beni dei quali la persona nei cui confronti è stata presentata la proposta risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato o all'attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costit
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Art. 21 - Esecuzione del sequestro
1. Il sequestro è eseguito con le modalità previste dall'articolo 104 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. “La polizia giudiziar
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Art. 22 - Provvedimenti d'urgenza
1. Quando vi sia concreto pericolo che i beni di cui si prevede debba essere disposta la confisca vengano dispersi, sottratti od alienati, i soggetti di cui all'articolo 17, commi 1 e 2 possono, unitamente alla proposta, richiedere al presidente del tribunale competente per l'applicazione dell
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Art. 23 - Procedimento applicativo
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Art. 24 - Confisca
1. Il tribunale dispone la confisca dei beni sequestrati di cui la persona nei cui confronti è instaurato il procedimento non possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica, nonché dei beni che risultino essere frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. In ogni caso il proposto non può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell'evasione fiscale. Se il tribunale non dispone la confisca, può applicare anche d'uf
311501 5115630
Art. 25 - Sequestro o confisca per equivalente
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Art. 26 - Intestazione fittizia
1. Quando accerta che taluni beni sono stati fittiziamente intestati o trasferiti a terzi, con il decreto che dispone la confisca il giudice dichiara la nullità de
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Art. 27 - Comunicazioni e impugnazioni
1. I provvedimenti con i quali il tribunale dispone la confisca dei beni sequestrati, l'applicazione, il diniego o la revoca del sequestro, il rigetto della richiesta di confisca anche qualora non sia stato precedentemente disposto il sequestro ovvero la restituzione della cauzione o la liberazione delle garanzie o la confisca della cauzione o l'esecuzione sui beni costituiti in garanzia sono comunicati senza indugio al procuratore generale presso la corte di appello, al procuratore della Repubblica e agli interessati.N40
2. Per le impugnazioni con
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Art. 28 - Revocazione della confisca
1. “La revocazione della decisione definitiva sulla confisca di prevenzione può essere richiesta, nelle forme previste dagli articoli 630 e seguenti del codice di procedura penale, in quanto compatibili, alla corte di appello individuata secondo i criteri di cui all'articolo 11 dello stesso codice:”
311501 5115636
311501 5115637
Art. 29 - Indipendenza dall'esercizio dell'azione penale
1. L'azione di prevenzione può essere esercitata anche indipendentemente dall'
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Art. 30 - Rapporti con sequestro e confisca disposti in seno a procedimenti penali
1. Il sequestro e la confisca di prevenzione possono essere disposti anche in relazione a beni già sottoposti a sequestro in un procedimento penale. In tal caso la custodia giudiziale dei beni sequestrati nel processo penale viene affidata all'amministratore giudiziario, il quale provvede alla gestione dei beni stessi ai sensi del titolo III. Questi comunica al giudice del procedimento penale, previa autorizzazione del tribunale che ha disposto la misura di prevenzione, copia delle relazioni periodiche. In caso di revoc
311501 5115639
311501 5115640
Art. 31 - Cauzione. Garanzie reali
1. Il tribunale, con l'applicazione della misura di prevenzione, dispone che la persona sottoposta a tale misura versi presso la cassa delle ammende una somma, a titolo di cauzione, di entità che, tenuto conto anche delle sue condizioni economiche e dei provvedimenti adottati a norma dell'articolo 22, costituisca un'efficace remora alla violazione delle prescrizioni imposte.
311501 5115641
Art. 32 - Confisca della cauzione
1. In caso di violazione degli obblighi o dei divieti derivanti dall'applicazione della misura di prevenzione, il tribunale dispone la confisca della cauzione oppure che si pro
311501 5115642
Art. 33 - L'amministrazione giudiziaria dei beni personali
1. Nei confronti dei soggetti indicati nell'articolo 4, comma 1, lettere c), d), e), f), g) ed h) il tribunale può aggiungere ad una delle misure di prevenzione previste dall'articolo 6, quella dell'amministra
311501 5115643
Art. 34 - L'amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende
1. Quando, a seguito degli accertamenti di cui all'articolo 19 o di quelli compiuti per verificare i pericoli di infiltrazione mafiosa, previsti dall'articolo 92, ovvero di quelli compiuti ai sensi dell'articolo 213 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, dall'Autorità nazionale anticorruzione, sussistono sufficienti indizi per ritenere che il libero esercizio di determinate attività economiche, comprese quelle di carattere imprenditoriale, sia direttamente o indirettamente sottoposto alle condizioni di intimidazione o di assoggettamento previste dall'articolo 416-bis del codice penale o possa comunque agevolare l'attività di persone nei confronti delle quali è stata prop
311501 5115644
Art. 34-bis. - Controllo giudiziario delle aziende
1. Quando l'agevolazione prevista dal comma 1 dell'articolo 34 risulta occasionale, il tribunale dispone, anche d'ufficio, il controllo giudiziario delle attività economiche e delle aziende di cui al medesimo comma 1, se sussistono circostanze di fatto da cui si possa desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose idonee a condizionarne l'attività.
a) imporre nei confronti di chi ha la proprietà, l'uso o l'amministrazione dei beni e delle aziende di cui al comma 1 l'obbligo di comunicare al questore e al nucleo di polizia tributaria del luogo di dimora abituale, ovvero del luogo in cui si trovano i beni se si tratta di residenti all'ester
311501 5115645
Capo V-bis - Trattazione prioritaria del procedimento
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Art. 34-ter. - Trattazione prioritaria dei procedimenti di prevenzione patrimoniale
1. È assicurata la priorità assoluta nella trattazio
311501 5115647
Titolo III - L'AMMINISTRAZIONE, LA GESTIONE E LA DESTINAZIONE DEI BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI
311501 5115648
Capo I - L'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati
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Art. 35 - Nomina e revoca dell'amministratore giudiziario
1. Con il provvedimento con il quale dispone il sequestro previsto dal capo I del titolo II del presente libro il tribunale nomina il giudice delegato alla procedura e un amministratore giudiziario. Qualora la gestione dei beni in stato di sequestro sia particolarmente complessa, anche avuto riguardo al numero dei comuni ove sono situati i beni immobili o i complessi aziendali o alla natura dell'attività aziendale da proseguire o al valore ingente del patrimonio, il tribunale può nominare più amministratori giudiziari. In tal caso il tribunale stabilisce se essi possano operare disgiuntamente.N40
2. L'amministratore giudiziario è scelto tra gli iscritti nell'Albo nazionale degli amministratori giudiziari secondo criteri di trasparenza che assicurano la rotazione degli incarichi tra gli amministratori, tenuto conto della natura e dell'entità dei beni in stato di sequestro, delle caratteristiche dell'attività aziendale da proseguire e delle specifiche competenze connesse alla gestione. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuati criteri di nomina degli amministratori giudiziari e dei coadiutori che tengano conto del numero degli incarichi aziendali in corso, comunque non superiore a tre, "con esclusione degli incarichi già in corso quale coadiutore,"N 71 della natura monocratica o collegiale dell'incarico, della tipologia e del valore dei compendi da amministrare, avuto riguardo anche al numero dei lavoratori, della natura diretta o indiretta della gestione, dell'ubicazione dei beni sul territorio, delle pregresse esperienze professionali s
311501 5115650
Art. 35.1 - Dichiarazione di incompatibilità
1. L’amministratore giudiziario, al momento dell’accettazione dell’incarico e comunque entro due giorni dalla comunicazione della nomina, deposita presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario conferente l’incarico una dichiarazione attestante l’insussistenza delle cause di incompatibilità di cui all’articolo 35, comma 4 -bis . In caso di violazione della disposizione
311501 5115651
Art. 35.2 - Vigilanza
1. I sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia assicurano al presidente della Corte di appello la possibilit&agrav
311501 5115652
Art. 35-bis. - Responsabilità nella gestione e controlli della pubblica amministrazione
1. Fatti salvi i casi di dolo o colpa grave, sono esenti da responsabilità civile l'amministratore giudiziario, il coadiutore nominato ai sensi dell'articolo 35, comma 4,
311501 5115653
Art. 36 - Relazione dell'amministratore giudiziario
1. L'amministratore giudiziario presenta al giudice delegato, entro trenta giorni dalla nomina, una relazione particolareggiata dei beni sequestrati. La relazione contiene:
a) l'indicazione, lo stato e la consistenza dei singoli beni ovvero delle singole aziende, nonché i provvedimenti da adottare per la liberazione dei beni sequestrati;N36
311501 5115654
Art. 37 - Compiti dell'amministratore giudiziario
1. L'amministratore giudiziario, fermo restando quanto previsto dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile, tiene un registro, preventivamente vidimato dal giudice delegato alla procedura, sul quale annota tempestivamente le operazioni relative alla sua amministrazione secondo i criteri stabiliti al comma 6. Con decreto emanato dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le norme per l
311501 5115655
Art. 38 - Compiti dell'Agenzia
1. Fino al decreto di confisca di secondo grado emesso dalla corte di appello nei procedimenti di prevenzione, l'Agenzia svolge attività di ausilio e di supporto all'autorità giudiziaria, con le modalità previste dagli articoli 110, 111 e 112, proponendo altresì al tribunale l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per la migliore utilizzazione del bene in vista della sua destinazione o assegnazione.N40
2. All'Agenzia sono comunicati per via telematica i provvedimenti di modifica o revoca del “sequestro,”N69 quelli di autorizzazione al compimento di atti di amministrazione straordinaria “e i dati, individuati dal regolamento di attuazion
311501 5115656
Art. 39 - Assistenza legale alla procedura
1. L'Avvocatura dello Stato assume la rappresentanza e la difesa dell'amministratore giudiziario nell
311501 5115657
311501 5115658
Art. 40 - Gestione dei beni sequestrati
1. Il giudice delegato impartisce le direttive generali della gestione dei beni sequestrati, anche avvalendosi dell'attività di ausilio e supporto dell'Agenzia ai sensi degli articoli 110, 111 e 112.N40
2. Il giudice delegato può adottare, nei confronti della persona sottoposta alla procedura e della sua famiglia, i provvedimenti indicati nell'articolo 47, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, quando ricorrano le condizioni ivi previste. N40
2-bis. Nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo 47 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e, comunque, nei casi previsti dal comma 3-ter, primo periodo, del presente articolo, il tribunale, con decreto revocabile in ogni momento, dispone il differimento dell'esecuzione dello sgombero non oltre il decreto di confisca definitivo. Il beneficiario, pena la revoca del provvedimento, è tenuto a corrispondere l'indennità eventualmente determinata d
311501 5115659
Art. 41 - Gestione delle aziende sequestrate
1. Nel caso in cui il sequestro abbia ad oggetto aziende di cui agli articoli 2555 e seguenti del codice civile, anche per effetto del sequestro avente a oggetto partecipazioni societarie, l'amministratore giudiziario è scelto nella sezione di esperti in gestione aziendale dell'Albo nazionale degli amministratori giudiziari. Dopo la relazione di cui all'articolo 36, comma 1, l'amministratore giudiziario, entro tre mesi dalla sua nomina, prorogabili a sei mesi per giustificati motivi dal giudice delegato, presenta una relazione, che trasmette anche all'Agenzia, contenente:
a) gli ulteriori dati acquisiti, integrativi di quelli già esposti nella relazione di cui all'articolo 36, comma 1;
b) l'esposizione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria, con lo stato analitico ed estimativo delle attività;
c) una dettagliata analisi sulla sussistenza di concrete possibilità di prosecuzione o di ripresa dell'attività, tenuto conto del grado di caratterizzazione della stessa con il proposto e i suoi familiari, della natura dell'attività esercitata, delle modalità e dell'ambiente in cui è svolta, della forza lavoro occupata e di quella necessaria per il regolare esercizio dell'impresa, della capacità produttiva e del mercato di riferimento nonché degli oneri correlati al processo di legalizzazione dell'azienda. Nel caso di proposta di prosecuzione o di ripresa dell'attività è allegato un programma contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta, che deve essere corredato, previa autorizzazione del giudice delegato, della relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del programma medesimo, considerata la possibilità di avvalersi delle agevolazioni e delle misure previste dall'articolo 41-bis del presente decreto;
d) la stima del valore di mercato dell'azienda, tenuto conto degli oneri correlati al processo di legalizzazione del
311501 5115660
Art. 41-bis. - Strumenti finanziari per la gestione e la valorizzazione delle aziende sequestrate e confiscate
1. L'accesso alle risorse delle sezioni di cui alle lettere a) e b) del comma 196 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è richiesto dall'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, o dall'Agenzia, dopo l'adozione dei provvedimenti di prosecuzione o di ripresa dell'attività dell'impresa previsti dall'articolo 41, comma 1-sexies.
2. I crediti derivanti dai finanziamenti erogati dalla sezione di cui alla lettera b) del comma 196 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 20
311501 5115661
Art. 41-ter. - Istituzione dei tavoli provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, presso le prefetture-uffici territoriali del Governo
1. Al fine di favorire il coordinamento tra le istituzioni, le associazioni indicate nell'articolo 48, comma 3, lettera c), le organizzazioni sindacali e le associazioni dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale, “il prefetto può istituire, presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo, un tavolo provinciale sulle aziende sequestrate e confiscate, avente il compito di”N69:
a) favorire la continuazione dell'attività produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali;
311501 5115662
Art. 41-quater. - Supporto delle aziende sequestrate o confiscate
1. Nella gestione dell'azienda l'amministratore giudiziario, sentito il competente tavolo provinciale permanente di cui all'articolo 41-ter, previa autorizzazione del giudice delegato, e l'Agenzia possono
311501 5115663
Art. 42 - Disciplina delle spese, dei compensi e dei rimborsi
1. Le spese necessarie o utili per la conservazione e l'amministrazione dei beni sono sostenute dall'amministratore giudiziario mediante prelevamento dalle somme riscosse a qualunque titolo ovvero sequestrate, confiscate o comunque nella disponibilità del procedimento.
2. Se dalla gestione dei beni sequestrati o confiscati non è ricavabile denaro sufficiente per il pagamento delle spese di cui al comma 1, le stesse sono anticipate dallo Stato, con diritto al recupero nei confronti del titolare del bene in
311501 5115664
Art. 43 - Rendiconto di gestione
1. All'esito della procedura, e comunque dopo “i provvedimenti di confisca di primo e di secondo grado, entro sessanta giorni dal deposito di ciascuno dei medesimi provvedimenti”N69, l'amministratore giudiziario presenta al giudice delegato il conto della gestione, tenuto conto dei criteri fissati dall'articolo 37, comma 5.N40
311501 5115665
Art. 44 - Gestione dei beni confiscati
1. “L'Agenzia gestisce i beni confiscati anche in via non definitiva dal decreto di confisca della corte di appello, ai sensi dell'articolo 20 della legge 23 dicembre 1993, n. 559, e, in quanto applicabile, dell'articolo 40 del presente decreto, nonché sulla base degli indirizzi e delle linee guida adottati dal Consiglio direttivo dell'Agenzia medesima
311501 5115666
311501 5115667
Art. 45 - Confisca definitiva. Devoluzione allo Stato
1. A seguito della confisca definitiva di prevenzione i beni sono acquisiti al patrim
311501 5115668
Art. 45-bis - Liberazione degli immobili e delle aziende
311501 5115669
Art. 46 - Restituzione per equivalente
1. La restituzione dei beni confiscati, ad eccezione dei beni culturali di cui all'articolo 10, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, e degli immobili e delle aree dichiarati di notevole interesse pubblico ai sensi degli articoli
311501 5115670
Art. 47 - Procedimento di destinazione
1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali è effettuata con delibera del Consiglio direttivo dell'Agenzia, sulla base della stima del valore risultante dalla relazione d
311501 5115671
Art. 48 - Destinazione dei beni e delle somme
b) le somme ricavate dalla vendita, anche mediante trattativa privata, dei beni mobili, anche registrati, confiscati, compresi i titoli e le partecipazioni societarie, al netto del ricavato della vendita dei beni finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso. “La vendita delle partecipazioni societarie maggioritarie o totalitarie è consentita esclusivamente se la società è priva di beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile o di beni immobili e, comunque, dopo aver assunto le determinazioni previste dai commi seguenti. In ogni caso la vendita delle partecipazioni societarie viene effettuata con modalità tali da garantire la tutela dei livelli occupazionali preesistenti”N48;
c) le somme derivanti dal recupero dei crediti personali. Se la procedura di recupero è antieconomica, ovvero, dopo accertamenti sulla solvibilità del debitore svolti anche attraverso gli organi di polizia, il debitore risulti insolvibile, il credito è annullato con provvedimento del direttore dell'Agenzia.
1-bis. L'Agenzia versa il 3 per cento del totale delle somme di cui al comma 1 al fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68.
2. La disposizione del comma 1 non si applica alle somme di denaro e ai proventi derivanti o comunque connessi ai beni aziendali confiscati.
3. I beni immobili sono:
a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, salvo che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso;
b) mantenuti nel patrimonio dello Stato e, previa autorizzazione del "Ministro dell'interno"N69, utilizzati dall'Agenzia per finalità economiche;N36
c) trasferiti per finalità istituzionali o sociali “ovvero economiche, con vincolo di reimpiego dei proventi per finalità sociali”N35, in via prioritaria, "al patrimonio indisponibile del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio indisponibile della provincia, della città metropolitana o della regione"N69. Gli enti territoriali provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato “con cadenza mensile”N35. L'elenco, reso pubblico “nel sito internet istituzionale dell'ente”N38, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l'utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l'oggetto e la durata dell'atto di concessione. “La mancata pubblicazione comporta responsabilità dirigenziale ai sensi dell'articolo 46 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.”N42 Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché alle associazioni di prot
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Art. 49 - Regolamento
1. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno e della difesa, è adottato, ai sensi dell'
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Capo IV - Regime fiscale dei beni sequestrati o confiscati
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Art. 50 - Procedure esecutive dei concessionari di riscossione pubblica
1. Le procedure esecutive, gli atti di pignoramento e i provvedimenti cautelari in corso da parte della società Equitalia Spa o di altri concessionari di riscossione pubblica
311501 5115675
Art. 51 - (Regime-fiscale e degli oneri economici)
1. I redditi derivanti dai beni sequestrati continuano ad essere assoggettati a tassazione con riferimento alle categorie di reddito previste dall'articolo 6 del testo unico delle Imposte sui Redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 con le medesime modalità applicate prima del sequestro.
2. Se il sequestro si protrae oltre il periodo d'imposta in cui ha avuto inizio, il reddito derivante dai beni sequestrati relativo alla residua frazione di tale periodo e a ciascun successivo periodo intermedio è determinato ai fini fiscali in via provvisoria dall'amministratore giudiziario, che è tenuto, nei te
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Art. 51-bis - Iscrizione di provvedimenti al registro delle imprese
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Art. 52 - Diritti dei terzi
1. La confisca non pregiudica i diritti di credito dei terzi che risultano da atti aventi data certa anteriore al sequestro, nonché i diritti reali di garanzia costituiti in epoca anteriore al sequestro, ove ricorrano le seguenti condizioni:
a) che il proposto non disponga di altri beni sui quali esercitare la garanzia patrimoniale idonea al soddisfacimento del credito, salvo che per i crediti assistiti da cause legittime di prelazione su beni sequestrati;N36
b) che il credito non sia strumentale all'attività illecita o a quella che ne costituisce il frutto o il reimpiego, sempre che il creditore dimostri la buona fede e l'inconsapevole affidamento; N36
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Art. 53 - Limite della garanzia patrimoniale
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Art. 54 - Pagamento di crediti prededucibili
1. I crediti prededucibili sorti nel corso del procedimento di prevenzione che sono liquidi, esigibili e non contestati, non debbono essere accertati secondo le modalità previste dagli arti
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Art. 54-bis. - Pagamento di debiti anteriori al sequestro
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Art. 55 - Azioni esecutive
1. A seguito del sequestro non possono essere iniziate o proseguite azioni esecutive. I beni già oggetto di esecuzione sono presi in consegna dall'amministratore giudiziario.
311501 5115684
Art. 56 - Rapporti pendenti
1. Se al momento dell'esecuzione del sequestro un contratto relativo all'azienda sequestrata o stipulato dal proposto in relazione al bene in stato di sequestro deve essere in tutto o in parte ancora eseguito, l'esecuzione del contratto rimane sospesa fino a quando l'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del proposto, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di risolvere il contratto, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimen
311501 5115685
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Art. 57 - Elenco dei crediti. Fissazione dell'udienza di verifica dei crediti
1. L'amministratore giudiziario allega alle relazioni da presentare al giudice delegato l'elenco nominativo di tutti i creditori anteriori al sequestro, ivi compresi quelli di cui all'articolo 54-bis, l'indicazione dei crediti e dell
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Art. 58 - Domanda del creditore
1. I creditori di cui all'articolo 52 presentano al giudice domanda di ammissione del credito.
b) la determinazione del credito di cui si chiede l'ammissione allo stato passivo ovvero la descrizione del bene su cui si vantano d
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Art. 59 - Verifica dei crediti. Composizione dello stato passivo
1. All'udienza fissata per la verifica dei crediti il giudice delegato, con l'assistenza dell'amministratore giudiziario e con la partecipazione facoltativa del pubblico ministero, assunte anche d'ufficio le opportune informazioni, verifica le domande, indicando distintamente i crediti che ritiene di ammettere, con indicazione delle eventuali cause di prelazione, e quelli che ritiene di non ammettere, in tutto o in parte, esponendo succintamente i motivi dell'esclusione.N40
2. All'udienza di verifica gli interessati po
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Art. 60 - Liquidazione dei beni
1. Dopo l'irrevocabilità del provvedimento di confisca, l'Agenzia procede al pagamento dei creditori ammessi al passivo in ragione delle distinte masse nonché dell'ordine dei privilegi e delle cause legittime di prelazione sui beni trasferiti al patrimonio dello Stato. L'Agenzia, ove le somme apprese, riscosse o comunque ricevute non siano sufficienti a soddisfare i creditori utilmente collocati al
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Art. 61 - Progetto e piano di pagamento dei crediti
1. Dopo l'irrevocabilità del provvedimento di confisca l'Agenzia redige il progetto di pagamento dei crediti. Il progetto contiene l'elenco dei crediti utilmente collocati al passivo, con le relative cause di prelazione, nonché l'indicazione degli importi da corrispondere a ciascun creditore.N40
2. I crediti, nei limiti previsti dall'articolo 53, sono soddisfatti nel seguente ordine:
1) pagamento dei crediti prededucibili;
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Art. 62 - Revocazione
1. Il pubblico ministero, l'amministratore giudiziario e l'Agenzia possono in ogni te
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Art. 63 - Dichiarazione di fallimento successiva al sequestro
3. Il pubblico ministero segnala alla Banca d'Italia la sussistenza del procedimento di prevenzione su beni appartenenti ad istituti bancari o creditizi ai fini dell'adozione dei provvedimenti di cui al titolo IV del decreto leg
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Art. 64 - Sequestro successivo alla dichiarazione di fallimento
1. Ove sui beni compresi nel fallimento ai sensi dell'articolo 42 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 sia disposto sequestro, il giudice delegato al fallimento, sentito il curatore ed il comitato dei creditori, dispone con decreto non reclamabile la separazione di tali beni dalla massa attiva del fallimento e la loro consegna all'amministratore giudiziario.
2. Salvo quanto previsto dal comma 7, i crediti e i diritti inerenti ai rapporti relativi ai beni sottoposti a sequestro, ancorché già verificati dal giudice del fallimento, sono ulteriormente verificati dal giudice delegato del tribunale di prevenzione ai sen
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Art. 65 - Rapporti del controllo giudiziario e dell'amministrazione giudiziaria con il fallimento
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Art. 66 - Principi generali
1. L'applicazione delle misure di prevenzione di cui al libro I, titolo I, importa gl
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Art. 67 - Effetti delle misure di prevenzione
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Art. 68 - Divieti e decadenze nei confronti dei conviventi
1. Il tribunale, prima di adottare alcuno dei provvedimenti di cui al comma 4 dell'articolo 67, chiama, con decreto motivato, ad intervenire nel procedimento le parti interessate, le quali poss
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Art. 69 - Elenco generale degli enti e delle amministrazioni
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con tutti i Ministri interessati, è costituito un elenco generale degli enti e delle amministrazioni legittimati a disporre le licenze, le concessioni e le iscrizioni e le attestazioni, nonché le autorizzazioni, le abilitazioni e le erogazioni indicate nell'articolo 67, comma 1. Con le stesse modalità saranno effettuati gli aggiornamenti eventualmente necessari.
2. Le cancellerie dei tribunali
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311501 5115703
Art. 70 - Riabilitazione
1. Dopo tre anni dalla cessazione della misura di prevenzione personale, l'interessato può chiedere la riabilitazione. La riabilitazione è concessa, se il soggetto ha dato prova costante ed effettiv
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Art. 71 - Circostanza aggravante
1. Le pene stabilite per i delitti previsti dagli articoli “270-bis, 270-ter, 270-quater, 270-quater.1, 270-quinquies,”N23 “314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis,”
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Art. 72 - Reati concernenti le armi e gli esplosivi
1. Le pene stabilite per i reati concernenti le armi alterate nonché le armi e le munizion
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Art. 73 - Violazioni al codice della strada
1. Nel caso di guida di un autoveicolo o motoveicolo, senza patente, o dopo che la pa
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Art. 74 - Reati del pubblico ufficiale
1. Il pubblico amministratore, il funzionario o il dipendente che, intervenuta la decadenza o la sospensione di cui all'articolo 67, non dispone, entro trenta giorni dalla comunicazione, il ritiro delle licenze, autorizzazioni, abilitazio
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Art. 75 - Violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale
1. Il contravventore agli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno.
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Art. 75-bis - Violazione delle misure imposte con provvedimenti d'urgenza
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Art. 76 - Altre sanzioni penali
1. La persona che, avendo ottenuto l'autorizzazione di cui all'articolo 12, non rientri nel termine stabilito nel comune di soggiorno obbligato, o non osservi le prescrizioni fissate per il viaggio, ovvero si allontani dal comune ove ha chiesto di recarsi, è punita con la reclusione da due a cinque anni; è consentito l'arresto anche fuori dei casi di flagranza.
2. Chiunque violi il divieto di cui all'articolo 3, commi 4 e 5, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 1.549 a euro 5.164. Gli strumenti, gli apparati, i mezzi e i programmi posseduti o utilizzati sono confiscati ed assegnati alle Forze di polizia, se ne fanno richiesta, per essere impiegati nei compiti di istituto.
3. Il contravventore alle disposizioni di cui all'articolo 2, è punito c
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Art. 77 - Fermo di indiziato di delitto
1. Nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 4 il fermo di indiziato di delitto
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Art. 78 - Intercettazioni telefoniche
1. Il procuratore della Repubblica del luogo dove le operazioni debbono essere eseguite, può autorizzare gli ufficiali di polizia giudiziaria ad intercettare comunicazioni o conversazioni telefoniche o telegrafiche o quelle indicate nell'
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Art. 79 - Verifiche fiscali, economiche e patrimoniali a carico di soggetti sottoposti a misure di prevenzione
1. Salvo quanto previsto dagli articoli 25 e 26 della legge 13 settembre 1982, n. 646, a carico delle persone nei cui confronti sia stata disposta, con provvedimento anche non definitivo, una misura di prevenzione, il nucleo di polizia tributaria del Corpo della guardia di finanza, competente in relazione al luogo di dimora abituale del soggetto, può procedere alla verifica della relativa posizione fiscale, economica e patrimoniale ai fini dell'accertamento di illeciti valutari e societari e comunque in materia economica e finanziaria, anche allo scopo di verificare l'osservanza della disciplina dei divieti autorizzatori, concess
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Art. 80 - Obbligo di comunicazione
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 30 della legge 13 settembre 1982, n. 646, le persone già sottopo
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Art. 81 - Registro delle misure di prevenzione
1. Presso le segreterie delle procure della Repubblica e presso le cancellerie dei tribunali sono istituiti appositi registri, anche informatici, per le annotazioni relative ai procedimenti di prevenzione. Nei registri viene curata l'immediata annotazione nominativa delle persone fisi
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Art. 82. - Oggetto
1. Il presente Libro disciplina la documentazione antimafia ed i suoi effetti, istitu
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Art. 83. - Ambito di applicazione della documentazione antimafia
1. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico nonché “i concessionari di lavori o di servizi pubblici”N38, devono acquisire la documentazione antimafia di cui all'articolo 84 prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici, ovvero prima di rilasciare o consentire i provvedimenti indicati nell'articolo 67.
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Art. 84. - Definizioni
3. L'informazione antimafia consiste nell'attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67, nonché, fatto salvo quanto previsto dall'“articolo 91, comma 6” N4, nell'attestazione della sussistenza o meno di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle società o imprese interessate indicati nel comma 4.
4. Le situazio
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Art. 85. - Soggetti sottoposti alla verifica antimafia
2. La documentazione antimafia, se si tratta di associazioni, imprese, società, consorzi e raggruppamenti temporanei di imprese, deve riferirsi, oltre che al direttore tecnico, ove previsto:
b) per le società di capitali, anche consortili ai sensi dell'articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, per i consorzi di cooperative, per i consorzi di cui al libro quinto, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l'organo di amministrazione nonché a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili
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Art. 86. - Validità della documentazione antimafia
1. La comunicazione antimafia, acquisita dai soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, con le modalità di cui all'articolo 88, ha una validità di sei mesi dalla data dell'acquisizione.N5
2. L'informazione antimafia, acquisita dai soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, con le modalità di cui all
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311501 5115727
Art. 87. - Competenza al rilascio della comunicazione antimafia
1. La comunicazione antimafia è acquisita mediante consultazione della banca dati nazionale unica da parte dei soggetti di cui all'articolo 97, comma 1, debitamente autorizzati, salvo i casi di cui all'articolo 88, commi 2, 3 e 3-bis. N17
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Art. 88. - Termini per il rilascio della comunicazione antimafia
1. Il rilascio della comunicazione antimafia è immediatamente conseguente alla consultazione della banca dati quando non emerge “, a carico dei soggetti ivi censiti,” N3 la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67. In tali casi, la comunicazione antimafia liberatoria attesta che la stessa è emessa utilizzando il collegamento alla "banca dati nazionale unica"N21.
2. Quando dalla consultazione della banca dati emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67, il prefetto effettua le necessarie verifiche e accerta la corrispondenza dei motivi ostativ
311501 5115729
Art. 89. - Autocertificazione
1. Fuori dei casi in cui è richiesta l'informazione antimafia "e salvo quanto previsto dall'articolo 88, comma 4-bis"N19, i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi o forniture dichiarati urgenti ed i provvedimenti
311501 5115730
Art. 89-bis - Accertamento di tentativi di infiltrazione mafiosa in esito alla richiesta di comunicazione antimafia)
311501 5115731
311501 5115732
Art. 90. - Competenza al rilascio dell'informazione antimafia
1. L'informazione antimafia è conseguita mediante consultazione della banca dati nazionale unica da parte dei soggetti di cui all'articolo 97, comma 1, debitamente autorizzati, salvo i casi di cui all'articolo 92, commi 2 e 3. N17
311501 5115733
Art. 91. - Informazione antimafia
1-bis. L'informazione antimafia è sempre richiesta nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei “per un importo superiore a 5.000 euro” N59. N41 N62
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Art. 92. - Termini per il rilascio delle informazioni
1. Il rilascio dell'informazione antimafia è immediatamente conseguente alla consultazione della banca dati quando non emerge “, a carico dei soggetti ivi censiti,” N3 la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all'articolo 84, comma 4. In tali casi l'informazione antimafia liberatoria attesta che la stessa è emessa utilizzando il collegamento alla "banca dati nazionale unica"N21.
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 9
311501 5115735
Art. 93. - Poteri di accesso e accertamento del prefetto
1. Per l'espletamento delle funzioni volte a prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti, il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto del Ministro dell'interno 14 marzo 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2004.
2. Ai fini di cui al comma 1 sono imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici tutti i soggetti che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione dell'opera, anche con noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l'importo dei relativi contratti o dei
311501 5115736
Art. 94. - Effetti delle informazioni del prefetto
1. Quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4 ed all'“articolo 91, comma 6” N4, nelle società o imprese interessate, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1
311501 5115737
Art. 95. - Disposizioni relative ai contratti pubblici
1. Se taluna delle situazioni da cui emerge un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4, ed all'“articolo 91, comma 6” N4, interessa un'impresa diversa da quella mandataria che partecipa ad un'assoc
311501 5115738
Art. 96. - Istituzione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia
1. Presso il Ministero dell'interno, Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumental
311501 5115739
311501 5115740
Art. 97. - Consultazione della "banca dati nazionale unica"N21
1. Ai fini del rilascio della documentazione antimafia, la "banca dati nazionale unica"N21 può essere consultata, secondo le
311501 5115741
Art. 98. - Contenuto della "banca dati nazionale unica"N21
1. Nella "banca dati nazionale unica"N21 sono contenute le comunicazioni e le informazioni antimafia, l
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Art. 99. - Modalità di funzionamento della "banca dati nazionale unica"N21
1. Con uno o più regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottarsi, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della pubblica amministrazione e dell'innovazione, della giustizia, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono disciplinate le modalità:
a) di funzionamento della "banca dati nazionale unica"N21;
311501 5115743
Art. 99-bis - Mancato funzionamento della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia
1. Qualora la banca dati nazionale unica non sia in grado di funzionare regolarmente a c
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311501 5115745
Art. 100. - Obbligo di acquisizione della documentazione antimafia nel quinquennio successivo allo scioglimento ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267
1. L'ente locale, sciolto ai sensi dell'
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Art. 101. - Facoltà di avvalersi della Stazione unica appaltante
1. Salvo che la legge disponga diversamente, l'ente locale, i cui organi sono stati sciolti ai sensi dell'
311501 5115747
LIBRO III - Attività informative ed investigative nella lotta contro la criminalità organizzata. Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
311501 5115748
311501 5115749
311501 5115750
Art. 102 - Direzione distrettuale antimafia
1. Per la trattazione dei procedimenti relativi ai reati indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto costituisce, nell'ambito del suo ufficio, una direzione distrettuale antimafia
311501 5115751
Art. 103 - Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo
1. Nell'ambito della procura generale presso la Corte di cassazione è istituita la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
311501 5115752
Art. 104 - Attribuzioni del procuratore generale presso la Corte di cassazione in relazione all'attività di coordinamento investigativo
1. Il procuratore generale presso la Corte di cassazione esercita la sorveglianza sul
311501 5115753
Art. 105 - Applicazione di magistrati del pubblico ministero in casi particolari
1. Per la trattazione dei procedimenti relativi ai delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis “e comma 3-quater”N23, del codice di procedura penale, il procuratore nazionale antimafia “e antiterrorismo”N23 può, quando si tratta di procedimenti di particolare complessità o che richiedono specifiche esp
311501 5115754
Art. 106 - Applicazione di magistrati in materia di misure di prevenzione
1. Il procuratore nazionale antimafia “e antiterrorismo”N23può dispo
311501 5115755
311501 5115756
Art. 107 - Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata
1. Presso il Ministero dell'interno è istituito il Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata, presieduto dal Ministro dell'interno quale responsabile dell'alta direzione e del coordinamento in materia di ordine e sicurezza pubblica. Il Consiglio è composto:
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Art. 108 - Direzione investigativa antimafia
1. È istituita, nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza, una Direzione investigativa antimafia (D.I.A.) con il compito di assicurare lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di investigazione preventiva attinenti alla criminalità organizzata, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione di tipo mafioso o comunque ricollegabili all'associazione medesima.
2. Formano oggetto delle attività di investigazione preventiva della Direzione investigativa antimafia le connotazioni strutturali, le articolazioni e i collegamenti interni ed internazionali delle organizzazioni criminali, gli obiettivi e le modalità operative di dette organizzazioni, nonché ogni altra forma di manifestazione delittuosa alle stesse riconducibile ivi compreso il fenomeno delle estorsioni.
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Art. 109 - Relazione al Parlamento
1. Il Ministro dell'interno riferisce, ogni sei mesi, al Parlamento sull'attivit&agra
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Titolo II - L'AGENZIA NAZIONALE PER L'AMMINISTRAZIONE E LA DESTINAZIONE DEI BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
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Art. 110. - L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
1. "L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è posta sotto la vigilanza del Ministro dell'interno, ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia organizzativa e contabile, ha la sede principale in Roma e fino a 4 sedi secondarie istituite con le modalità di cui all'articolo 112, nei limiti delle risorse ordinarie iscritte nel proprio bilancio."N74 L'Agenzia dispone, compatibilmente con le sue esigenze di funzionalità, che le proprie sedi siano stabilite all'interno di un immobile confiscato ai sensi del presente decreto.
a) acquisizione, attraverso i
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Art. 111. - Organi dell'Agenzia
2. Il Direttore è scelto tra figure professionali che abbiano maturato esperienza professionale specifica, almeno quinquennale, nella gestione dei beni e delle aziende: prefetti, dirigenti dell'Agenzia del demanio, magistrati che abbiano conseguito almeno la quinta valutazione di professionalità o delle magistrature superiori. Il soggetto scelto è collocato fuori ruolo o in a
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Art. 112. - Attribuzioni degli organi dell'Agenzia
1. Il Direttore dell'Agenzia ne assume la rappresentanza legale, può nominare uno o più delegati anche con poteri di rappresentanza, convoca con frequenza periodica il Consiglio direttivo e il Comitato consultivo di indirizzo e stabilisce l'ordine del giorno delle sedute. Provvede altresì all'attuazione degli indirizzi e delle linee guida di cui al comma 4, lettera d), e presenta al Consiglio direttivo il bilancio preventivo e il conto consuntivo. Il Direttore riferisce periodicamente ai Ministri dell'interno e della giustizia e presenta una relazione semestrale sull'attività svolta dall'Agenzia, fermo restando quanto previsto dall'articolo 49, comma 1, ultimo periodo.
2. L'Agenzia coadiuva l'autorità giudiziaria nella gestione fino al provvedimento di confisca emesso dalla corte di appello e adotta i provvedimenti di destinazione dei beni confiscati per le prioritarie finalità istituzionali e sociali, secondo le modalità indicate dal libro I, titolo III, capo III. Nelle ipotesi previste dalle norme in materia di tutela ambientale e di sicurezza, ovvero quando il bene sia improduttivo, oggettivamente inutilizzabile, non destinabile o non alienabile, l'Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti di distruzione o di demolizione.
3. L'Agenzia, per le attività connesse all'amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati anche in via non definitiva, nonché per il monitoraggio sul corretto utilizzo dei beni assegnati, si avvale delle prefetture-uffici territ
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Art. 113. - Organizzazione e funzionamento dell'Agenzia
1. Con uno o più regolamenti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sono disciplinati, entro il limite di spesa di cui all'articolo 118:
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Art. 113-bis. - Disposizioni in materia di organico dell'Agenzia
1. La dotazione organica dell'Agenzia è determinata in duecento unità complessive, ripartite tra le diverse qualifiche, dirigenziali e no, secondo contingenti da definire con il regolamento adottato ai sensi dell'articolo 113, comma 1.
2. Alla copertura dell'incremento della dotazione organica di centosettanta unità, di cui al comma 1, si provvede ", nel limite di cento unità"N71 mediante le procedure di mobilità di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Il passaggio del personale all'Agenzia a seguito della procedura di mobilità determina la soppressione del posto in organico nell'amministrazione di provenienza e il contestuale trasferimento delle relative risorse finanziarie al bilancio dell'Agenzia e av
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Art. 113-ter. - Incarichi speciali
1. In aggiunta al personale di cui all'articolo 113-bis, presso l'Agenzia e alle dirette dipendenze funzionali del Direttore può operare, in presenza di professionalit&agrav
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Art. 114 - Foro esclusivo
1. Per tutte le controversie attribuite alla cognizione del giudice amministrativo de
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Art. 115 - Modifiche all'articolo 23-bis della legge 13 settembre 1982, n. 646
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Art. 116 - Disposizioni di coordinamento
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Art. 117 - Disciplina transitoria
1. Le disposizioni contenute nel libro I non si applicano ai procedimenti nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sia già stata formulata proposta di applicazione della misura di prevenzione. In tali casi, continuano ad applicarsi le norme previgenti.
3. Al fine di garantire il potenziamento dell'attività istituzionale e lo sviluppo organizzativo delle strutture, l'Agenzia, previa autorizzazione del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, si avvale di personale proveniente dalle pubbliche amministrazioni, dalle Agenzie, compresa l'Agenzia del demanio, e dagli enti territoriali, assegnato all'Agenzia medesima anche in posizione di comando o di distacco, ove consentito dai rispettivi ordinamenti, ovvero stipula contratti di lavoro a tem
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Art. 118 - Disposizioni finanziarie
1. Alla copertura degli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento dell'Agenzia, ivi compresi quelli relativi alle spese di personale di cui all'articolo 117, commi 2 e 4, pari a 3,4 milioni di euro per l'anno 2010, pari a 4,2 milioni di euro per gli anni 2011 e 2012 e pari a 5,472 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013, si provvede, quanto a 3,25 milioni di euro per l'anno 2010 e 4 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2011 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno
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Art. 119 - Entrata in vigore
1. Le disposizioni del libro II, capi I, II, III e IV, entrano in vigore decorsi due
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Art. 120 - Abrogazioni
L. 13/08/2010, n. 136
Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia.
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 196 del 23/08/2010, la L. 13/08/2010, n. 136, recante il Piano straordinario contro le mafie, contenente importanti norme di contrasto all'infiltrazione delle attività criminali nei contratti pubblici.
Tracciabilità dei flussi finanziari - Tutti gli operatori economici coinvolti in appalti pubblici ed i soggetti destinatari di finanziamenti pubblici sono obbligati ad utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, fatti salvi i pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e istituzionali, nonché quelli in favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi, che possono essere eseguiti anche con strumenti diversi dal bonifico bancario o postale, fermo restando l’obbligo di documentazione della spesa.
Tessera di riconoscimento degli addetti nei cantieri - Oltre a quanto specificato all'art. 18, comma 1, lettera u), del D. Leg.vo 81/2008, la tessera di riconoscimento deve contenere anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi (art. 21, comma 1, lettera c), del decreto 81) la tessera di riconoscimento deve contenere anche l’indicazione del committente.
Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente - L'art. 10 del provvedimento introduce il reato di «Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente», che consiste nel turbare, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della P.A..
Stazione Unica Appaltante - Istituzione, con decreto da emanare entro 6 mesi, a livello regionale, di una o più «Stazioni unica appaltante» (SUA), al fine di garantire trasparenza, regolarità ed economicità nella gestione degli appalti pubblici di lavori e servizi e prevenire, in tal modo, le infiltrazioni di natura malavitosa.
D. P.R. 02/08/2010, n. 150
Con il decreto, in vigore dal 25/09/2010, sono disciplinate le modalità con le quali, a seguito degli accessi e degli accertamenti effettuati presso i cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, sono rilasciate le informazioni antimafia previste dalla normativa vigente. Si tratta in particolare delle informazioni concernenti la sussistenza di una delle cause di decadenza, di divieto o di sospensione di cui all'art. 10 della L. 575/1965 e dei tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all'art. 10 del D.P.R. 252/1998.
Interessati al provvedimento sono tutti i soggetti che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione dell'opera, anche con noli e forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l'importo dei relativi contratti o dei subcontratti.
In pratica il provvedimento amplia l’ambito di intervento dei prefetti in materia di contrasto alla criminalità organizzata, conferendo la potestà di disporre accessi e accertamenti nei cantieri avvalendosi di Gruppi interforze.
Dal punto di vista procedurale il provvedimento dispone che al termine degli accessi e degli accertamenti nei cantieri delle imprese disposti dal prefetto, che debbono essere comunque improntati a criteri di celerità ed efficacia dell'azione amministrativa, viene predisposta entro 30 giorni una relazione, successivamente acquisita e valutata dal prefetto stesso in vista della eventuale adozione dell'informativa di cui al citato art. 10 del D.P.R. 252/1998
Nel caso il prefetto ritenga sussistere elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa emette dunque la citata informativa alle pubbliche amministrazioni, previa eventuale audizione dell'impresa interessata che deve avvenire ai sensi dell'art. 5 del provvedimento in esame.
Disposizioni attuative della legge 17 gennaio 1994, n. 47, in materia di comunicazioni e certificazioni previste dalla normativa antimafia, nonché disposizioni concernenti i poteri del prefetto in materia di contrasto alla criminalità organizzata.
Disposizioni urgenti per il coordinamento delle attività informative e investigative nella lotta contro la criminalità organizzata.
Articoli 1, 3, 5
L. 27/12/1956, n. 1423
Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità.
Articolo 5, comma 4; articolo 85, comma 2, lett. b).
Articolo 4, comma 1; articolo 5, commi 2 e 4; articolo 6, comma 2; articolo 7, commi 1, 2, 4, 4-bis, 5, 6, 8, 10-bis, 10-ter, 10-quater, 10-quinquies, 10-sexies, 10-septies e 10-octies; articolo 8, commi 5 e 8; articolo 10, commi 1, 1-bis, 2-bis, 2-ter, 3 e 3-bis; articolo 14, commi 2-bis e 2-ter; articolo 17, commi 1, 2 e 3-bis; articolo 19, comma 4; articolo 20; articolo 21, commi 1 e 2; articolo 22, commi 2 e 2-bis; articolo 23, comma 4; articolo 24, commi 1, 1-bis, 2 e 2-bis; articolo 25; articolo 27, commi 1, 3-bis e 6-bis; articolo 28, commi 1 e 4; articolo 30, commi 1 e 3; articolo 31, comma 3; articolo 34; articolo 34-bis; Capo V-bis, articolo 34-ter; articolo 35, commi 1, 2, 2-bis, 2-ter, 3, 4, 5 e 8; articolo 35-bis; articolo 36, commi 1 e 4; articolo 37, comma 3; articolo 38, commi 1, 2, 3, 4, e 5; articolo 39, comma 1-bis; articolo 40, commi 1, 2, 2-bis, 3, 3-bis, 3-ter, 3-quater, 5-bis e 5-ter; articolo 41, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies, 1-septies, 1-octies, 2-bis, 2-ter, 5, 6 e 6-bis; articolo 41-bis; articolo 41-ter; articolo 41-quater; articolo 43, commi 1 e 5-bis; articolo 44, comma 1; articolo 45-bis; articolo 46, commi 1 e 2; articolo 47, comma 2; articolo 48, commi 1, 3, 7-bis, 8, 8-ter, 12, 15-bis e 15-ter; articolo 51, comma 2; articolo 52, commi 1, 2, 3-bis e 4; articolo 53; articolo 54-bis; articolo 55, commi 2 e 3; articolo 56, commi 1 e 4; articolo 57, commi 1 e 2; articolo 58, commi 5, 5-bis e 5-ter; articolo 59, commi 1, 6, 8, 9 e 10; articolo 60, commi 1, 2, 4 e 5; articolo 61, commi 1, 4, 6, 7 e 8; articolo 63, commi 4, 6, 7 e 8-bis; articolo 64, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7; articolo 71, comma 1; articolo 76, commi 6 e 8; articolo 83, commi 1, 3 e 3-bis; articolo 84, comma 4; articolo 85, comma 2; articolo 91, comma 1-bis; articolo 110; articolo 111; articolo 112; articolo 113; articolo 113-bis; articolo 113-ter.
Articolo 48, comma 8-bis; articolo 117, comma 8-bis
Articolo 4, comma 1, lettera d); Articolo 9, comma 2-bis; Articolo 17, comma 1; Articolo 71, comma 1; Articolo 75-bis; Articolo 103; Articolo 104, comma 1; Articolo 105, comma 1; Articolo 106, comma 1.
Articolo 52, comma 2-bis; Articolo 53, comma 1
D. Leg.vo 15/11/2012, n. 218
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136.
Articoli 84, 85, 86, 87, 88, 91, 92, 93, 94, 95, 99
Il provvedimento reca varie integrazioni e correzioni al c.d. "Codice antimafia" di cui al D. Leg.vo 159/2011. Di seguito alcune delle principali novità introdotte, con particolare riguardo al settore degli appalti pubblici.
Sono state ampliate le categorie di soggetti nei cui confronti devono essere espletate le prescritte verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia. In particolare il decreto correttivo estende le verifiche antimafia ai gruppi europei di interesse economico (G.E.I.E.), ai membri dei collegi sindacali di associazioni e società nonché ai componenti dell'organo di vigilanza, alle imprese prive di sede principale o secondaria in Italia ed alle società concessionarie di giochi pubblici.
A proposito della validità della documentazione antimafia è previsto, tanto per la comunicazione antimafia quanto per l’informazione antimafia, che i termini rispettivamente di 6 mesi e 12 mesi dal rilascio sono termini di validità della documentazione.
La comunicazione antimafia potrà essere richiesta al prefetto esclusivamente dai soggetti di cui all’art. 83 del Codice, vale a dire le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici (anche costituiti in stazioni uniche appaltanti), gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, nonché i concessionari di opere pubbliche e i cosiddetti contraenti generali (tutti soggetti che hanno natura pubblicistica). Sono questi infatti i soggetti che devono acquisire la documentazione antimafia prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici.
Fino all’attivazione della Banca dati (e comunque non oltre 12 mesi dalla pubblicazione del primo dei regolamenti attuativi), i soggetti pubblici di cui all'articolo 83, commi 1 e 2, del Codice, acquisiscono d'ufficio tramite le prefetture la documentazione antimafia.
L. 01/10/2012, n. 172
Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno.
art. 8, comma 5.
D. P.R. 09/08/2018, n. 118
Regolamento recante la disciplina sull'organizzazione e la dotazione delle risorse umane e strumentali per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi dell’articolo 113, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Articolo 113, comma 1, lett. a).
Il Decreto emana il regolamento che disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale
per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il reclutamento, lo sviluppo e la formazione del personale.
Deliberaz. G.R. Calabria 21/12/2015, n. 552
Atto d’indirizzo per l’acquisizione, a scopi istituzionali o sociali, dei beni sequestrati o confiscati alle organizzazioni criminali.
Articolo 99, comma 1
Determ. ANAC 02/09/2014, n. 2
Applicazione dell’articolo 38, comma 1, lett. b), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
Articoli 67 e 85.
Il documento fornisce alcuni chiarimenti in merito all'applicazione delle disposizioni concernenti le verifiche antimafia nel procedimento per il rilascio dell'attestazione di qualificazione. In estrema sintesi i chiarimenti riguardano i seguenti tre punti:
la verifica circa l'esistenza delle cause ostative va condotta anche in riferimento ai soggetti indicati dall'art. 85, comma 2-bis, del D. Leg.vo 159/2011;
la causa ostativa al rilascio dell'attestazione opera solo sulla base di un provvedimento espresso del Giudice, seppure relativo all'applicazione in via provvisoria di misure interdittive, e non anche in caso di mera pendenza del procedimento (come avviene invece nella verifica dei requisiti di ordine generale ai fini della partecipazione alle gare);
l'attestato può essere rilasciato qualora siano decorsi infruttuosamente i termini per il rilascio della comunicazione antimafia, fatta salva la possibile revoca successiva.
Articolo 84; Articolo 85.
Con il comunicato l'ANAC fornisce indicazioni concernenti l'applicazione dell'art. 80 del D. Leg.vo 50/2016, che disciplina i motivi di esclusione degli operatori economici dalla partecipazione a procedure di appalto o concessione, nonché le modalità per l'effettuazione delle verifiche da parte delle stazioni appaltanti.
Cessazione del regime transitorio per l'affidamento dei contratti relativi alle attività sensibili, previsto dall'art. 29 comma 2 del decreto legge n. 90/2014.
Con la presente circolare il Ministero dell’Interno risponde ad un quesito posto da una Prefettura in considerazione della cessazione del regime transitorio per l’affidamento dei contratti relativi alle attività sensibili, a seguito della completa attivazione della Banca Dati Nazionale Unica Antimafia avvenuta il 07/01/2016. In particolare la circolare fornisce chiarimenti relativamente a quali procedure devono essere seguite nel caso in cui un’impresa selezionata dalla stazione appaltante non risulti iscritta nelle white list (perché non ha presentato la domanda di iscrizione, oppure non siano stati ancora completati gli accertamenti). Il Ministero spiega che le Prefetture dovranno:
continuare a pubblicare nei propri siti istituzionali l’elenco delle imprese richiedenti l’iscrizione nelle white list, indicando la data di presentazione dell’istanza e curando l’aggiornamento in modo costante;
procedere, per le domande di iscrizione presentate prima del 07/01/2016 e non ancora definite, all'inserimento dei relativi dati nella Banca Dati Nazionale Unica Antimafia;
provvedere, per ogni istanza presentata successivamente al 07/01/2016, alla preventiva consultazione della Banca Dati di cui sopra;
provvedere all'aggiornamento delle risultanze della Banca Dati Nazionale Unica Antimafia inserendo i dati relativi ai provvedimenti di diniego e di cancellazione adottati.
Informazioni utili all’attuazione degli interventi di cui al decreto interministeriale 27 novembre 2013, recante la disciplina dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese. Adeguamento ai regolamenti di esenzione (UE) n. 651/2014 e n. 702/2014.
Comunicato in G.U. 05/03/2015, n. 53
La Circolare integra i contenuti della precedente Circolare 10/02/2014, n. 4567, al fine di adeguare le norme attuative dell’intervento alle disposizioni novative introdotte dal Regolamento (UE) n. 1388/2014 relativo alle imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Con la nuova Circolare, sono inoltre forniti ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle novità introdotte dal Regolamento (UE) n. 651/2014 (cosiddetto regolamento GBER).
Il nuovo modulo per la presentazione della domanda da utilizzare a partire dal 23/02/2015 è pubblicato in allegato.
Comunicato in G.U. 07/01/2015, n. 4
La Circolare modifica e integra la precedente Circolare 4567/2014, al fine di adeguare le disposizioni attuative dell’intervento ai nuovi regolamenti comunitari di esenzione in vigore dal 01/01/2015, n. 651/2014 (generale) e n. 702/2014 (settori agricolo e forestale). Con successiva circolare si provvederà per quanto riguarda il settore della pesca, per il quale il nuovo regolamento di esenzione non è stato ancora adottato. Nel frattempo le domande di agevolazione per questo settore sono sospese.
Indicazioni concernenti le modalità di verifica di cui all’art. 38, comma 1, lett. b) del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, da parte delle SOA, nelle more dell’intervento legislativo sollecitato dall’Autorità nazionale anticorruzione, con la Segnalazione n. 1 del 2 settembre 2014.
Il documento chiarisce che nelle more di un intervento legislativo in merito alle verifiche antimafia nel procedimento per il rilascio dell'attestazione di qualificazione, le SOA, ai fini della comunicazione antimafia per il rilascio dell’attestazione di qualificazione, richiedono il certificato integrale del casellario giudiziale con le stesse modalità previste per le pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. 313/2002, come stabilito dall’art. 78, comma 4, del D.P.R. 207/2010.
Il tutto, ferme restando le indicazioni già fornite dall'ANAC con la Determinazione n. 2/2014.
Par. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 23/04/2014, n. 81
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dal Comune di Banzi – “Lavori di completamento dell’area PAIP del Comune di Banzi”. Importo a base di gara € 153.000,94 – S.A. Comune di Banzi.
Art. 38, comma 1 lettera b), D.Lgs. n. 163/2006. Esclusione legittima per mancata accettazione condizioni contrattuali contenute nella documentazione di gara. Categorie OG3 e OG1 negli appalti di importo superiore a 150.000 euro. Art. 46, comma 1, D.Lgs. n. 163/2006
1. La fattispecie di cui all’art. 38 co. 1 lett. b) del D.Lgs. n. 163/2006 include le dichiarazioni di assenza di misure preventive antimafia previste dal D. Lgs. n. 159/2011, e, pertanto, nel caso in cui il disciplinare di gara preveda espressamente una dichiarazione del socio maggioritario che attesti che nei propri confronti non sono state applicate le misure di prevenzione della sorveglianza di cui all'art. 6 del D. Lgs. n. 159/2011, e che, negli ultimi cinque anni non sono stati estesi gli effetti di tali misure irrogate nei confronti di un proprio convivente, la stazione appaltante deve fare uso del potere di soccorso istruttorio ai sensi dell’art. 46 del D.Lgs. n. 163/2006.
2. E’ legittimo prescrivere, a pena di esclusione, l’accettazione delle condizioni contrattuali contenute nella documentazione di gara. Ciò avviene, di regola, mediante una espressa dichiarazione con la quale il concorrente dichiara di aver esatta cognizione del contenuto delle stesse, fatta salva la facoltà dell’esecutore di apporre eventuali riserve in fase di esecuzione nei modi ed entro i limiti consentiti dalla normativa vigente. L’omessa dichiarazione di aver preso esatta cognizione della natura dell’appalto e di tutte le circostanze generali e particolari che possano influire sulla sue esecuzione, prevista a pena di esclusione dal Disciplinare di gara, comporta la legittima esclusione dalla gara.
3. In caso di errore materiale relativo ad incompletezza delle dichiarazione di notorietà, è possibile disporre l’integrazione postuma facendo uso dei poteri di soccorso istruttorio ex art. 46, D. Lgs. 163/2006.
Ulteriori istruzioni utili alla migliore attuazione degli interventi di cui al decreto interministeriale 27 novembre 2013, recante la disciplina dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.
Comunicato in G.U. 07/04/2014, n. 81.
Termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l'erogazione del contributo di cui all'articolo 6 del decreto interministeriale 27 novembre 2013, recante la disciplina dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.
Comunicato in G.U. 14/02/2014, n. 37
Linee Guida concernenti la comunicazione alla stazione appaltante degli accertamenti effettuati ai sensi 1 -septies del D.L. 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726. Comunicato del 19 dicembre 2012.
Circ. Min. Giustizia 09/12/2011
Verifica degli enti pubblici appaltanti dell’eventuale pendenza di procedimenti per chi partecipa a concessioni o appalti.
Prot. riferimento interno: 027.002.003 - 20
Sent. TAR. Toscana 25/06/2018, n. 910
1. Appalti e contratti pubblici - Provvedimento interdittivo antimafia - Informativa antimafia - Presupposti e differenze - Elementi certi di collegamenti con associazioni criminali. 2. Appalti e contratti pubblici - Provvedimento interdittivo - Presupposti - Discrezionalità del Prefetto - Necessità di acquisire indici fattuali univoci.
1. L’interdittiva antimafia, a differenza della comunicazione, si dispone tramite una ponderazione discrezionale circa la sussistenza o meno di tentativi d’infiltrazione mafiosa, i quali devono risultare evidenti da specifici elementi fattuali che devono delineare indici certi e sintomatici di connessioni o collegamenti con associazioni criminali.
2. Il prefetto nell’emanazione del provvedimento interdittivo deve valutare una serie di fatti ed episodi tali da configurare un quadro indiziario univoco e concordante che porti verso una chiara situazione di infiltrazione mafiosa, secondo la logica del “più probabile che non”.
Sent. C. Stato 25/05/2018, n. 3138
Appalti e contratti pubblici - Informativa antimafia - Rapporto tra presenza di dipendenti pregiudicati e tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata.
Articoli 88, 92 e 94.
La circostanza per cui un operatore economico che abbia alle proprie dipendenze soggetti pregiudicati o sospettati di essere contigui ad ambienti mafiosi non pregiudica la legittimità dell’informativa antimafia, ma la presenza degli stessi può rappresentare un indice del potere della criminalità organizzata tale da incidere sulla gestione dell’impresa.
Sent. C. Stato 18/04/2018, n. 2343
1. Normativa antimafia - Interdittiva - Presupposti - Regola del “più probabile che non”. 2. Normativa antimafia - Attività soggette ad autorizzazioni, licenze o a SCIA - Sono soggette ad informativa.
Articoli 67 e 89-bis
1. Il quadro indiziario dell’infiltrazione mafiosa posto a base dell’interdittiva prefettizia deve dar conto, in modo organico e coerente, ancorché sintetico, di quei fatti aventi le caratteristiche di gravità, precisione e concordanza, dai quali, sulla base della regola causale del “più probabile che non”, il giudice amministrativo, chiamato a verificare l’effettivo pericolo di infiltrazione mafiosa, possa pervenire in via presuntiva alla conclusione ragionevole della effettiva sussistenza di tale rischio.
2. Anche le attività soggette al rilascio di autorizzazioni, licenze o a S.C.I.A. soggiacciono alle informative antimafia essendo superata la rigida bipartizione e la tradizionale alternatività tra comunicazioni antimafia, applicabili alle autorizzazioni, e informazioni antimafia, applicabili ad appalti, concessioni, contributi ed elargizioni. Ed infatti le perplessità di ordine sistematico e teleologico sollevate in ordine all'applicazione di tale disposizione anche alle ipotesi in cui non vi sia un rapporto contrattuale - appalti o concessioni - con la pubblica amministrazione non hanno ragion d'essere, posto che anche in ipotesi di attività soggette a mera autorizzazione, l'esistenza di infiltrazioni mafiose inquina l'economia legale, altera il funzionamento della concorrenza e costituisce una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubbliche.
Sent. C. Stato Ad. Plen. 06/04/2018, n. 3
1. Appalti e contratti pubblici - Interdittiva antimafia - Conseguenze - Incapacità parziale - Rapporti giuridici con la PA - Preclusione. 2. Appalti e contratti pubblici - Interdittiva antimafia - Conseguenze - Somme dovute a titolo di risarcimento dalla PA - Preclusione.
1. Il provvedimento di c.d. “interdittiva antimafia” determina una particolare forma di incapacità ex lege, parziale (in quanto limitata a specifici rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione) e tendenzialmente temporanea, con la conseguenza che al soggetto - persona fisica o giuridica - è precluso avere con la Pubblica Amministrazione rapporti riconducibili a quanto disposto dall’art. 67, D. Leg.vo 6 settembre 2011 n. 159.
2. L’art. 67, comma 1, lett. g) del D. Leg.vo 6 settembre 2011 n. 159, nella parte in cui prevede il divieto di ottenere, da parte del soggetto colpito dall’interdittiva antimafia, “contributi, finanziamenti e mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali”, ricomprende anche l’impossibilità di percepire somme dovute a titolo di risarcimento del danno patito in connessione all’attività di impresa.
Sent. C. Stato 27/02/2017, n. 905
Appalti e contratti pubblici - Iscrizione white list - Prova della permeabilità mafiosa - Rapporti di parentela - Insufficienza - Acquisto di quote da parte di familiari del precedente titolare arrestato per reati di mafia già soci e amministratori della società alla data dell’arresto - Diniego iscrizione - Legittimità.
Ai fini della prova del condizionamento mafioso non è sufficiente il mero legame parentale, ma va provata la ulteriore condizione costituita dagli stretti collegamenti per affari o, comunque, per interessi comuni, che giustifica la prognosi della permeabilità, secondo il criterio del “più probabile che non”. (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso contro il diniego richiesta di iscrizione negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori - c.d. white list - avanzato da una società le cui quote erano state acquistate dai figli del precedente titolare arrestato per fatti di mafia, già soci e amministratori anche all'epoca dell'arresto, e quindi ragionevolmente già a conoscenza dell'attività del padre in quanto pienamente coinvolti nel processo decisionale e gestionale, oltre che nell'assetto proprietario).
Sent. C. Stato 09/02/2017, n. 565
Normativa antimafia - Attività soggette ad autorizzazione - Richiesta al Prefetto di emissione comunicazione antimafia - Possibilità di eseguire gli accertamenti tipici dell'informativa - Sussistenza.
Articolo 89-bis
In materia di disciplina antimafia, anche le attività per le quali è previsto il rilascio di autorizzazioni, licenze o che siano sottoposte a regime autorizzatorio (o a SCIA), sono soggette alla disciplina in materia di informativa antimafia, posto che non esiste una rigida alternatività tra le comunicazioni antimafia, applicabili agli atti autorizzativi ed abilitativi, e le informative antimafia, applicabili a contratti pubblici, concessioni e sovvenzioni pubbliche. Anche quando si tratta di attività soggette ad autorizzazione, in cui si chiede al Prefetto di emettere solo una comunicazione antimafia, egli può comunque eseguire gli accertamenti tipici dell'informativa invece di limitarsi a riscontrare semplicemente l'assenza di misure definitive di prevenzione o di condanne.
In materia di appalti pubblici, la deliberazione di recedere dal contratto di appalto, consequenziale all’informativa prefettizia di infiltrazioni mafiose nell’impresa appaltatrice, resa ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. n. 252/1998 e ora dell’art. 92, comma 4, del D. Leg.vo n. 159/2011, è espressione di un potere di valutazione di natura pubblicistica, diretto a soddisfare l’esigenza di evitare la costituzione o il mantenimento di rapporti contrattuali, fra i soggetti indicati nell’art. 1 del medesimo D.P.R. e le imprese, nei cui confronti emergano sospetti di legami con la criminalità organizzata. Conseguentemente, trattandosi di atto estraneo alla sfera del diritto privato in quanto espressione di un potere autoritativo di valutazione dei requisiti soggettivi del contraente il cui esercizio è consentito anche nella fase di esecuzione del contratto ai sensi dell’art. 11, comma 2, del citato D.P.R., la relativa controversia appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo.
Sent. C. Stato 29/12/2016, n. 5533
Appalti e contratti pubblici - Interdittiva antimafia emessa ai sensi degli artt. 84 e 91, D. Leg.vo 159/2011 - Cause addebitabili all'impresa - Conoscenza o conoscibilità dei fatti posti a fondamento dell'interdittiva - Escussione della cauzione provvisoria - Legittimità.
Articoli 84, 91
Deve ritenersi legittimo il provvedimento di incameramento della cauzione provvisoria in caso di informazione antimafia interdittiva emessa ai sensi degli artt. 84 e 91 del D. Leg.vo n. 159 del 2011, a causa di circostanze addebitabili all'appaltatore soggetto a fenomeni d'infiltrazione mafiosa. Ed infatti, se sotto il profilo soggettivo l'informativa antimafia costituisce una sopravvenienza imprevedibile, tuttavia sicuramente conosciuti, o conoscibili, dall'impresa coinvolta sono i fatti posti a fondamento dell'interdittiva. Quindi, è proprio tale impresa a dare causa alla revoca della aggiudicazione ed alla conseguente impossibilità di adempiere, risultando priva dei presupposti di integrità oggetto di accertamento vincolato da parte della Prefettura. Pertanto, le conseguenze patrimoniali della mancata conclusione ed esecuzione del contratto devono ricadere sull'impresa essendo i fatti posti a fondamento dell'interdittiva riferiti ad attività svolte dalla stessa, o comunque conosciute, o almeno conoscibili, al momento della presentazione dell'offerta e pertanto ad essa imputabili, in sintonia con l'esigenza di garantire la serietà e l'affidabilità dell'offerta, sanzionando la violazione dell'obbligo di diligenza gravante sull'offerente mediante l'anticipata liquidazione dei danni subiti dalla stazione appaltante.
Sent. C. Stato 15/09/2016, n. 3889
1. Appalti e contratti pubblici - Informativa antimafia - Presupposti - Ratio. 2. Appalti e contratti pubblici - Provvedimento interdittivo antimafia - Presupposti - Verifica dei rapporti di parentela e della sussistenza di regia familiare mafiosa.
1. In materia di contratti pubblici, l'informativa antimafia, prevista dagli artt. 84, comma 4, e 91, comma 6, del D. Leg.vo n. 159/2011, presuppone concreti elementi da cui risulti che l’attività d’impresa possa, anche in modo indiretto, agevolare le attività criminose o esserne in qualche modo condizionata. Lo scopo dell'istituto è quella di tutelare l'ordine pubblico economico, la libera concorrenza ed il buon andamento della pubblica Amministrazione.
2. L'adozione del provvedimento interdittivo antimafia può basarsi sulla verifica da parte della Prefettura competente dei rapporti di parentela tra titolari, soci, amministratori, direttori generali dell'impresa e familiari che siano soggetti affiliati, organici, contigui alle associazioni mafiose, laddove tali rapporti, per la loro natura, intensità, o per altre caratteristiche concrete, lascino ritenere che l'impresa abbia una conduzione collettiva e una regia familiare mafiosa ovvero che le decisioni sulla sua attività possano essere influenzate, anche indirettamente, dalla mafia attraverso la famiglia, o da un affiliato alla mafia mediante il contatto col proprio congiunto.
Sent. C. Stato 31/08/2016, n. 3754
Sent. C. Stato 20/07/2016, n. 3300
Appalti e contratti pubblici - Contributi pubblici - Concessione contributo di importo inferiore alla soglia di cui all'art. 91, comma 1, D. Leg.vo 159/2011 - Richiesta informativa antimafia - Attivazione Prefettura - Necessità - Sussistenza.
Articolo 83; Articolo 91.
E' legittima la condotta di una Pubblica Amministrazione che abbia richiesto un’informativa antimafia nei confronti di un’impresa che si è aggiudicata un finanziamento pubblico di importo inferiore alla soglia minima di 150.000 Euro oltre la quale l’art. 91, comma 1, del D. Leg.vo 159/2011 prescrive obbligatoriamente tale adempimento. Se, infatti, obiettivo della normativa antimafia è quello di evitare radicalmente l'erogazione di risorse pubbliche a soggetti esposti ad infiltrazioni di tipo mafioso, di certo, mal si concilierebbe con tale finalità non ammettere l’espletamento dei controlli al di sotto delle soglie minime indicate dal Codice Antimafia.
Sent. C. Stato 20/07/2016, n. 3247
Appalti e contratti pubblici - Informativa interdittiva successiva alla stipula del contratto - Art. 92, D. Leg.vo 159/2011 - Configurazione - Incapacità originaria del contraente - Effetti.
In materia di appalti pubblici qualora nel corso dell'esecuzione del contratto venga emessa dalla Prefettura un'informativa antimafia interdittiva, essa non determina un impedimento sopraggiunto sull'ulteriore esecuzione del contratto stipulato, ma un'incapacità originaria dell'affidatario ad essere parte di un contratto con l'amministrazione. Ne consegue che la stazione appaltante, alla luce del disposto dell'art. 92, D. Leg.vo n. 159/2011 non è tenuta a comunicare al privato l'avvio del procedimento di revoca dell'aggiudicazione o di recesso dal contratto, non potendo la stessa compiere valutazioni autonome in merito al contenuto dell'istruttoria.
Sent. C. Stato 03/05/2016, n. 1743
Appalti e contratti pubblici - Informativa antimafia interdittiva - interpretazione - Prevalenza della sostanza sulla forma.
articoli 84 e 91
In materia di appalti pubblici, l'istituto dell’interdittiva antimafia, essendo finalizzato ad escludere dai rapporti con la pubblica amministrazione i soggetti in odore di rapporti con la criminalità organizzata, deve essere interpretato in maniera sostanziale e non formale. Ne consegue che l'interdittiva antimafia non è vincolata all'utilizzo di determinate formule linguistiche, essendo valida anche qualora si limiti a richiamare sinteticamente i risultati scritti nei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, negli atti di indagine o negli accertamenti della Polizia, se questi ultimi spiegano in modo sufficiente il rischio di infiltrazioni. A delineare il rischio di infiltrazioni criminali possono contribuire, infatti, una pluralità di elementi, quali vicende anomale nella struttura o nella gestione dell’impresa ovvero rapporti di parentela, amicizia, colleganza tali da indicare un pericolo verosimile di infiltrazione.
Sent. TAR. Campania Napoli 05/11/2014, n. 5692
1. Appalti e contratti pubblici - Contenzioso - Recesso dal contratto - Aggiudicazione a secondo in graduatoria - Disposizione art. 140 del D. Leg.vo 163/2006 - Carattere eccezionale - Conseguenze. 2. Appalti e contratti pubblici - Contenzioso - Informativa antimafia sfavorevole - Decisione dell’amministrazione di non recedere dal contratto - Quando va considerata legittima.
1. L'art. 140 del D. Leg.vo 163/2006 - che conferisce alle amministrazioni aggiudicatrici la facoltà di aggiudicare la gara all'impresa seconda in graduatoria laddove venga esercitato il recesso dal contratto a seguito dell'accertamento di tentativi di infiltrazione mafiosa nei confronti dell'originario aggiudicatario - è disposizione di carattere eccezionale, insuscettibile di applicazione estensiva e non si applica alla materia delle concessioni di servizi.
2. Ai sensi del comma 3 dell'art. 94 del D. Leg.vo 159/2011, non risulta viziata per profili di eccesso di potere o irragionevolezza la determinazione dell'amministrazione aggiudicatrice la quale decida di non procedere al recesso dal contratto per l'espletamento di un servizio nei confronti dell'impresa attinta da un'informativa sfavorevole per tentativi di infiltrazione mafiosa, laddove: a) l'attuale gestore non sia sostituibile in tempi rapidi; b) l'erogazione di tale servizio risulti essenziale per il perseguimento di un interesse pubblico; c) sia in corso la nuova gara per l'affidamento del servizio.