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Timestamp: 2020-01-24 07:45:59+00:00
Document Index: 173289352

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«Competenza giurisdizionale ed esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale — Notifica pubblica degli atti giudiziari — Mancanza di un domicilio o di un luogo di soggiorno noto del convenuto nel territorio di uno Stato membro — Competenza “in materia di illeciti civili dolosi o colposi” — Violazione dei diritti della personalità che può essere stata commessa attraverso la pubblicazione di fotografie su Internet — Luogo in cui l’evento dannoso si è verificato o può verificarsi»
Nella causa C‑292/10,
composta dal sig. A. Tizzano, presidente di sezione, dai sigg. M. Safjan (relatore), A. Borg Barthet, J.‑J. Kasel e dalla sig.ra M. Berger, giudici,
3 Il considerando 23 della direttiva 2000/31 così recita:
8 Il considerando 2 del regolamento n. 44/2001 così recita:
27 Sia l’avviso legale del sito Internet in questione, sia la banca dati della DENIC (registro di dominio .de) indicano come «Admin-C» (administrative contact) il sig. N*****, con indirizzo a Dortmund (Germania). Nell’elenco telefonico di Dortmund, tuttavia, nessuno risulta iscritto sotto questo nome.
«1) Se l’articolo 6, paragrafo 1, primo comma, prima parte della frase, [TUE], in combinato disposto con l’articolo 47, secondo comma, prima frase, della Carta (...) o altre disposizioni normative europee ostino ad una “notifica pubblica” secondo il diritto nazionale (ai sensi degli articoli 185‑188 del codice di procedura civile tedesco, mediante affissione dell’avviso di notifica nell’albo dell’organo giurisdizionale che dispone la notifica per la durata di un mese), qualora la controparte di una controversia civile (in fase iniziale) indichi sul proprio sito Internet un indirizzo nel territorio dell’Unione europea ma la notifica non sia possibile in assenza di un domicilio del convenuto in tale luogo, e qualora non sia altrimenti possibile accertare dove il convenuto si trovi al momento
2) Qualora la [prima] questione (...) debba essere risolta affermativamente:
Se il giudice nazionale debba disapplicare le disposizioni nazionali che consentono una notifica pubblica, conformemente alla giurisprudenza sinora elaborata dalla Corte di giustizia (da ultimo sentenza del 12 gennaio 2010, Petersen, C‑341/08, Racc. pag. I‑47) anche qualora il diritto nazionale attribuisca tale potere di disapplicazione solo alla Corte costituzionale federale (tedesca)
3) Qualora la [prima] questione (...) debba essere risolta negativamente, se nel caso di specie l’articolo 26, paragrafo 2, del regolamento (...) n. 44/2001 (...) osti all’emissione di una sentenza contumaciale ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura civile tedesco e quindi di un titolo esecutivo per crediti non contestati nell’accezione del regolamento (...) n. 805/2004 (...), nella misura in cui si chiede la condanna al pagamento dei danni morali per un importo pari ad almeno EUR 20 000,00 più interessi, e delle spese legali per un importo pari a EUR 1 419,19 più interessi.
Le seguenti questioni sono rispettivamente subordinate alla possibilità che la ricorrente possa proseguire la causa conformemente alle soluzioni date dalla Corte di giustizia [alla prima e alla terza] questione (...):
5) Qualora il regolamento n. 44/2001 sia applicabile alla fattispecie: se, per l’ipotesi di (rischio di) violazione di diritti della personalità attraverso contenuti di un sito Internet, la locuzione «luogo in cui l’evento dannoso (...) può avvenire», di cui all’articolo 5, punto 3, del suddetto regolamento, debba essere interpretata nel senso che
la competenza giurisdizionale dei giudici di uno Stato membro — in cui il convenuto non è stabilito né vi sono indizi di un suo soggiorno nel medesimo — presuppone che, oltre alla mera accessibilità tecnica, sussista uno specifico collegamento dei contenuti controversi o del sito Internet con lo Stato del foro (collegamento di carattere territoriale).
Se assume rilievo il fatto che il sito Internet controverso si rivolga, alla luce delle scelte del gestore, specificamente (anche) agli utenti di Internet dello Stato del foro, o se sia sufficiente al riguardo che le informazioni accessibili su tale sito presentino un collegamento oggettivo con lo Stato del foro, nel senso che, secondo le circostanze del caso concreto ed in particolare in base al contenuto del sito controverso, un conflitto tra interessi contrapposti — l’interesse della ricorrente al rispetto del proprio diritto della personalità e l’interesse del gestore ad impostare discrezionalmente il proprio sito — possa effettivamente essersi verificato o potrà verificarsi nello Stato del foro per il fatto che uno o più conoscenti della persona il cui diritto della personalità è stato leso abbiano preso visione del contenuto di tale sito Internet.
8) Nel caso in cui il giudice del rinvio, a seconda delle risposte date alle questioni che precedono, sia competente a statuire sulla domanda giudiziale: se i principi giuridici di cui alla sentenza della Corte di giustizia del 7 marzo 1995, Shevill e a. (C‑68/93, Racc. pag. I‑415) siano validi anche per la fattispecie precedentemente descritta.
se l’articolo 3, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2000/31 (...) vada interpretato nel senso che alle relative disposizioni va attribuito carattere di norme di diritto internazionale privato, nel senso che esse, anche nell’ambito del diritto civile, prescrivono la sola applicazione del diritto vigente nel paese d’origine con esclusione delle norme di conflitto nazionali,
10) Per il caso in cui l’articolo 3, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2000/31 (...) abbia carattere di norma di diritto internazionale privato:
11) Per il caso in cui l’articolo 3, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2000/31 (...) abbia carattere di norma di diritto internazionale privato:
34 Con lettera del 28 ottobre 2011, la cancelleria della Corte ha trasmesso al giudice del rinvio una copia della sentenza del 25 ottobre 2011, eDate Advertising e a. (C‑509/09 e C‑161/10, Racc. pag. I‑10269), invitandolo a comunicarle se, alla luce di tale sentenza, quest’ultimo intendesse mantenere le questioni pregiudiziali dalla quinta all’undicesima.
«Se, tenuto conto della [citata] sentenza (...) eDate Advertising e a., l’articolo 3, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2000/31 (...) debba essere interpretato nel senso che, qualora il luogo di stabilimento del prestatore sia sconosciuto e potrebbe trovarsi fuori del territorio dell’Unione (...), il diritto che occorre applicare nell’ambito coordinato sia esclusivamente quello dello Stato membro in cui la persona lesa ha il suo domicilio o la sua residenza permanente o
se nell’ambito coordinato dalla direttiva 2000/31 (...) occorra garantire che il prestatore di un servizio del commercio elettronico non sia soggetto a condizioni più severe di quelle previste dal diritto sostanziale applicabile nello Stato membro di cui il prestatore ha presumibilmente la cittadinanza o
se in tal caso, nell’ambito coordinato dalla direttiva 2000/31 (...) occorra garantire che il prestatore di un servizio del commercio elettronico non sia soggetto a condizioni più severe di quelle previste dal diritto sostanziale applicabile nell’insieme degli Stati membri».
39 A tale proposito, occorre rammentare, da un lato, che, nel caso in cui il domicilio del convenuto cittadino di uno Stato membro non sia noto, l’applicazione delle norme uniformi sulla competenza dettate dal regolamento n. 44/2001 in luogo di quelle in vigore nei diversi Stati membri è conforme all’imperativo della certezza del diritto e all’obiettivo, perseguito da detto regolamento, di rafforzare la tutela giuridica delle persone stabilite nell’Unione, consentendo nel contempo all’attore di individuare agevolmente il giudice al quale può rivolgersi e al convenuto di prevedere ragionevolmente quello dinanzi al quale può essere citato (v., in tal senso, sentenza del 17 novembre 2011, Hypoteční banka, C‑327/10, Racc. pag. I‑11543, punto 44).
40 Dall’altro lato, la locuzione «non è domiciliato nel territorio di uno Stato membro», impiegata all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001, dev’essere intesa nel senso che l’applicazione delle norme nazionali anziché delle norme uniformi sulla competenza è possibile solo se il giudice adito dispone di indizi probatori che gli consentano di ritenere che il convenuto, cittadino dell’Unione non domiciliato nello Stato membro di detto giudice, sia effettivamente domiciliato al di fuori del territorio dell’Unione (v., in tale senso, sentenza Hypoteční banka, cit., punto 42).
44 A tale proposito occorre anzitutto rilevare che il regolamento n. 44/2001, al pari della Convenzione del 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32), come modificata dalle successive convenzioni relative all’adesione dei nuovi Stati membri a tale Convenzione, non ha l’obiettivo di unificare le norme di diritto processuale degli Stati membri, bensì di ripartire le competenze giurisdizionali ai fini della soluzione delle controversie in materia civile e commerciale nell’ambito delle relazioni tra tali Stati e di facilitare l’esecuzione delle decisioni giudiziarie (sentenza Hypoteční banka, cit., punto 37).
47 Per quanto riguarda le condizioni che devono essere rispettate nell’ambito del procedimento, è necessario ricordare che le disposizioni del regolamento n. 44/2001 complessivamente considerate esprimono l’intenzione di aver cura che, nell’ambito degli obiettivi dello stesso, i procedimenti che portano all’adozione di decisioni giurisdizionali si svolgano nel rispetto dei diritti della difesa (v. sentenze del 21 maggio 1980, Denilauler, 125/79, Racc. pag. 1553, punto 13, e del 2 aprile 2009, Gambazzi, C‑394/07, Racc. pag. I‑2563, punto 23).
50 Al riguardo è necessario rammentare che la Corte ha già dichiarato che l’esigenza di evitare situazioni di diniego di giustizia in cui si verrebbe a trovare un attore a causa dell’impossibilità di reperire il convenuto configura un siffatto obiettivo di interesse generale (sentenza Hypoteční banka, cit., punto 51).
52 Per quanto attiene, da un lato, all’applicabilità di tale disposizione, si deve anzitutto rilevare che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, essa non è esclusa dalle norme richiamate all’articolo 26, paragrafi 3 e 4, del regolamento n. 44/2001, ossia rispettivamente l’articolo 19 del regolamento n. 1393/2007 e l’articolo 15 della Convenzione dell’Aia del 1965.
53 Certamente, la regolarità della notifica della domanda giudiziale ad un convenuto contumace dev’essere valutata sulla base delle disposizioni di detta Convenzione (sentenza del 13 ottobre 2005, Scania Finance France, C‑522/03, Racc. pag. I‑8639, punto 30) e, a maggior ragione, alla luce delle disposizioni del regolamento n. 1393/2007. Tuttavia, tale regola vale soltanto a condizione che dette disposizioni siano applicabili. Orbene, tanto l’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento n. 1393/2007, quanto l’articolo 1, secondo comma, della Convenzione dell’Aia del 1965 prevedono che tali strumenti «non si applica[no] quando non è noto il recapito della persona alla quale deve essere notificato o comunicato l’atto».
55 Per quanto riguarda, d’altro lato, l’interpretazione dell’articolo 26, paragrafo 2, del regolamento n. 44/2001, tale disposizione dev’essere intesa, come recentemente dichiarato dalla Corte, nel senso che, nel caso in cui non sia dimostrato che al convenuto è stata data la possibilità di ricevere la domanda giudiziale, il giudice competente in base a detto regolamento può legittimamente far proseguire il procedimento solo qualora sia stato fatto tutto il possibile per consentire al convenuto di presentare le proprie difese. A tal fine il giudice adito deve assicurarsi che siano state condotte tutte le indagini richieste dai principi di diligenza e di buona fede per rintracciare detto convenuto (v. sentenza Hypoteční banka, cit., punto 52).
56 È vero che, anche se tali condizioni sono rispettate, la possibilità di proseguire il procedimento all’insaputa del convenuto mediante «notifica pubblica», come nel procedimento principale, limita i diritti della difesa di tale convenuto. Detta limitazione, tuttavia, è giustificata alla luce del diritto dell’attore ad una tutela effettiva dal momento che, in mancanza di una notifica di questo tipo, tale diritto resterebbe lettera morta (v. sentenza Hypoteční banka, cit., punto 53).
57 Infatti, contrariamente alla situazione del convenuto che, qualora sia stato privato della possibilità di difendersi efficacemente, avrà la possibilità di far rispettare i diritti della difesa opponendosi, in forza dell’articolo 34, punto 2, del regolamento n. 44/2001, al riconoscimento della decisione pronunciata nei suoi confronti, l’attore rischia di essere privato di qualunque possibilità di ricorso (v. sentenza Hypoteční banka, cit., punto 54).
58 Dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo emerge peraltro che il diritto di adire un giudice, garantito dall’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, che corrisponde all’articolo 47, secondo comma, della Carta, non osta a una «citazione mediante affissione» («citation par voie d’affichage»), purché i diritti degli interessati siano debitamente tutelati (v. Corte eur. D.U., decisione Nunes Dias/Portogallo del 10 aprile 2003, Recueil des arrêts et décisions 2003‑IV).
62 Vero è che una sentenza contumaciale è da annoverarsi tra i titoli esecutivi, ai sensi dell’articolo 3 di detto regolamento, atti a essere certificati come titolo esecutivo europeo. Come sottolineato dal considerando 6 del regolamento n. 805/2004, l’assenza di contestazioni da parte del debitore come descritta all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), di tale regolamento può assumere la forma di mancata comparizione in un’udienza davanti al giudice o mancata osservanza dell’invito di un giudice a notificare per iscritto l’intenzione di difendere la propria causa.
65 Inoltre, il considerando 10 del regolamento n. 805/2004 sottolinea che, nel caso di una decisione relativa a un credito non contestato resa in uno Stato membro nei confronti di un debitore contumace, la soppressione di qualsiasi controllo nello Stato membro dell’esecuzione è intrinsecamente legata e subordinata all’esistenza di garanzie sufficienti del rispetto dei diritti della difesa.