Source: http://www.reamsgr.it/il-mercato-di-riferimento/normativa/trattamento-dei-partecipanti-al-fondo/regime-tributario-dei-proventi-distribuiti-dal-fondo.html
Timestamp: 2018-06-22 22:50:49+00:00
Document Index: 141567437

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 6']

L’articolo 7 del Decreto n. 351 prevede una ritenuta del 20%, che la SGR è tenuta ad operare:
i) sull’ammontare dei proventi riferibili a ciascuna quota (cioè i proventi risultanti dai rendiconti periodici redatti in base al Regolamento di Banca d’Italia del 14 aprile 2005 distribuiti in costanza di partecipazione);
ii) sulla differenza tra il valore di riscatto o di liquidazione delle quote ed il costo di sottoscrizione o di acquisto.
La ritenuta del 20 % si applica:
In caso di rimborso delle quote, secondo quanto previsto dall’art. 82, comma 21-bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133, la ritenuta continua ad applicarsi nella misura del 12,50% fino a concorrenza della differenza positiva tra il valore risultante dall’ultimo rendiconto periodico redatto ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera c) del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, prima della data di entrata in vigore del decreto n. 112 del 2008 ed il costo di sottoscrizione o acquisto.
Nel caso in cui le quote di partecipazione ai fondi fossero immesse in sistemi di deposito accentrato, l’obbligo di operare la ritenuta del 20% o del 12,50 per cento è posto a carico degli intermediari finanziari presso i quali il titolare delle quote intrattiene un rapporto di deposito, custodia o amministrazione e che aderiscono direttamente o indirettamente ai predetti sistemi di deposito accentrato.
Secondo quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, come modificato dall’art. 32, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge …. luglio 2010, non sono soggetti alla predetta ritenuta, in quanto non imponibili, i proventi percepiti da fondi pensione e organismi d’investimento collettivo del risparmio esteri sempreché istituiti in Stati o territori di paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (Paesi c.d. “white list”) nonché quelli percepiti da enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.
Il successivo comma 3-bis del medesimo articolo 7 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, come modificato dall’art. 32, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge …. luglio 2010, prevede che i proventi percepiti da soggetti non residenti diversi da quelli indicati nel comma 3 dell’articolo 7 (cioè diversi dai fondi pensione, dai fondi comuni, dagli enti ed organismi internazionali, nonché da banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato), fruiscono delle disposizioni contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni sul reddito stipulate dall’Italia con gli Stati esteri a condizione che presentino un’apposita dichiarazione con la quale attestino di essere i beneficiari effettivi dei proventi e dalla quale risultino i dati identificativi del soggetto medesimo, la sussistenza di tutte le condizioni alle quali è subordinata l’applicazione del regime convenzionale nonché gli eventuali elementi necessari a determinare la misura dell’aliquota convenzionale.
Ai sensi dell’art. 32, comma 7-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge …. luglio 2010, per i proventi distribuiti a soggetti non residenti, riferibili a periodi di attività dei fondi chiusi fino al 31 dicembre 2009, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nell’articolo 7, comma 3, nel testo previgente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 78 nel 2010 secondo il quale non sono imponibili i proventi percepiti dai soggetti non residenti che, in conformità all’art. 6 del Decreto n. 239, autocertifichino di essere residenti in paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (Paesi c.d. “white list” inclusi nel D.M. 4 settembre 1996 e successive integrazioni).