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Timestamp: 2020-03-31 02:29:11+00:00
Document Index: 10506766

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 2', 'art. 405', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 2', 'art. 405', 'art. 7', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 405', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 96', 'art. 3', 'art. 213', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6']

(Delibera n. 26166).
G.U. 12 settembre 2016, n. 213
Vista le proprie delibere 5 giugno 2014, n. 24953, 24 settembre 2014, n. 25121 e 4 dicembre 2014, n. 25207, con le quali si è ritenuto di apportare al Regolamento le modifiche concernenti, tra l'altro, le modalità con cui tenere conto del profilo della tutela dei consumatori come ulteriore criterio rilevante per l'attribuzione del rating di legalità e al fine di rendere più capillare e penetrante il controllo che l'Autorità è chiamata ad esercitare in sede di rilascio del rating, aumentando nel contempo il livello di legalità richiesto alle imprese;
Vista la propria delibera 23 settembre 2015, n. 25636 con la quale si è ritenuto di procedere ad una revisione del Regolamento al fine di rendere ancora più efficace il controllo che l'Autorità è chiamata a esercitare per il rilascio del rating e di aumentare ulteriormente il livello di legalità richiesto alle imprese, anche a seguito delle esigenze emerse in stretta collaborazione con le istituzioni preposte al controllo della legalità, Ministeri dell'interno e della giustizia, l'Autorità nazionale anticorruzione e la Guardia di finanza;
Vista la consultazione pubblica preventiva per la revisione del Regolamento avente ad oggetto, in particolare, talune modifiche degli articoli 2, comma 2, lettere a), b) e l), 3, comma 5, 5, commi 3 e 3-quater, nonché 7, comma 2-bis, tenutasi dal 5 ottobre 2015 al 5 novembre 2015;
Ritenuto di dover approvare in via definitiva le modifiche al Regolamento attuativo in materia di rating di legalità adottato con delibera del 14 novembre 2012, n. 24075, da ultimo modificato con delibera n. 25207 del 4 dicembre 2014, concernenti più in particolare, l'art. 2, comma 2, lettere a), b), g), i) e l), comma 5, lettera d), comma 7, l'art. 3, comma 5, l'art. 4, commi 2 e 3, l'art. 5, commi 3 e 3-quater e l'art. 7, comma 2-bis;
Il presente provvedimento e il regolamento con le modifiche approvate sono pubblicati nel Bollettino dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e nella Gazzetta Ufficiale. Il Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
a) se impresa individuale, che nei confronti del proprio titolare, del direttore tecnico e dei procuratori speciali - qualora siano muniti di poteri decisionali e gestionali ricavabili dalla procura e tali da essere assimilabili a quelli del titolare -, non sono state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non è stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per i reati tributari di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e successive modifiche, per i reati di cui agli articoli 346, 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355, 356 e 629 del codice penale e per il reato di cui all'art. 2, commi 1 e 1-bis del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638; che non è stata iniziata l'azione penale ai sensi dell'art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. La medesima dichiarazione deve essere resa anche in riferimento a tutte le persone fisiche, figure apicali dell'impresa, come sopra individuate, la cui carica e/o posizione è cessata nell'anno precedente la richiesta di rating;
b) se impresa collettiva, che nei confronti dei propri amministratori, del direttore generale, del direttore tecnico, dei procuratori speciali - qualora siano muniti di poteri decisionali e gestionali, ricavabili dalla procura e tali da essere assimilabili a quelli degli amministratori dotati di poteri di rappresentanza -, del rappresentante legale, nonché dei soci persone fisiche titolari di partecipazione di maggioranza, anche relativa, non sono state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non è stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per i reati tributari di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e successive modifiche, per i reati di cui agli articoli 346, 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355, 356 e 629 del codice penale e per il reato di cui all'art. 2, commi 1 e 1-bis del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638; che non è stata iniziata l'azione penale ai sensi dell'art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. La medesima dichiarazione deve essere resa anche in riferimento a tutte le persone fisiche, figure apicali dell'impresa, come sopra individuate, la cui carica e/o posizione è cessata nell'anno precedente la richiesta di rating;
i) di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell'ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese di cui all'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010 che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating;
3. Il rating di legalità non potrà essere rilasciato alle imprese destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validità o nei cui confronti sia stato disposto il commissariamento di cui all'art. 32, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014. n. 114.
a) nei confronti dei soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b) non è stata iniziata l'azione penale ai sensi dell'art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell'art. 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non sono state adottate misure cautelari, misure di prevenzione e non sono stati emessi provvedimenti o sentenze di condanna anche non definitivi ai sensi del presente articolo;
1. Per l'attribuzione del rating di legalità è necessario il rispetto di tutti i requisiti di cui all'art. 2, commi 2 e 3, del presente Regolamento. In questa ipotesi l'impresa ha diritto all'attribuzione di un punteggio base pari a (una stella).
3. Il conseguimento di tre segni + comporta l'attribuzione di (una stella) aggiuntiva, fi no al conseguimento di un punteggio totale massimo di (tre stelle).
5. Il punteggio è ridotto di un segno + ove nel Casellario informatico delle imprese di cui all'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010 risultino annotazioni divenute inoppugnabili o confermate con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating concernenti episodi di grave negligenza o errore grave nell'esecuzione dei contratti ovvero gravi inadempienze contrattuali, anche in riferimento all'osservanza delle norme in materia di sicurezza e degli obblighi derivanti da rapporto di lavoro. L'accertamento non potrà in ogni caso determinare una riduzione del punteggio base (pari a una stelletta).
2. Il possesso del requisito di cui all'art. 2, comma 3, è verificato dall'Autorità mediante consultazione della banca nazionale unica della documentazione antimafia, di cui all'art. 96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto di quanto previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2014, n. 193. Fino all'attuazione di tale banca dati, il possesso di tale requisito è verificato attraverso il Ministero dell'interno.
3. La sussistenza di annotazioni di cui all'art. 3 comma 5 è verificata dall'ANAC, mediante consultazione del Casellario informatico, istituito presso l'Osservatorio.
3. L'Autorità trasmette tempestivamente copia integrale della richiesta al Ministero dell'interno, al Ministero della giustizia e all'Autorità nazionale anticorruzione - ANAC, i quali possono formulare eventuali osservazioni entro trenta giorni dal suo ricevimento. Se il Ministero dell'interno, il Ministero della giustizia o l'ANAC hanno svolto osservazioni, il termine di cui al comma 1 è prorogato di trenta giorni. L'ANAC collabora con l'Autorità, ai sensi dell'art. 213, comma 7, decreto legislativo n. 50/2016, per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell'attribuzione del rating.
3-quater. L'Autorità per esigenze istruttorie può prorogare il termine di cui al comma 1 fino a un massimo di 60 giorni, dandone motivata comunicazione all'impresa richiedente.
8. L'Autorità, ove intenda negare l'attribuzione del rating, applica la procedura di cui all'art. 6, comma 8.
3. L'Autorità delibera sulla richiesta di rinnovo del rating di legalità applicando il procedimento di cui al precedente art. 5.
4. In caso di perdita di uno dei requisiti di cui all'art. 2, l'Autorità con proprio provvedimento dispone la revoca del rating con decorrenza dal momento in cui il requisito è venuto meno. Laddove il rating sia stato rilasciato sulla base di dichiarazioni false o mendaci, l'Autorità dispone la revoca a far data dal momento in cui viene a conoscenza della natura falsa o mendace della dichiarazione.
Entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, l'impresa ha il diritto di presentare per iscritto le proprie osservazioni. Durante tale periodo, il termine di cui all'art. 5, comma 1, è sospeso.
In caso di richiesta di informazioni, effettuata ai sensi del comma 7, il termine di cui all'art. 5 è interrotto fino al ricevimento delle informazioni richieste.
1. L'impresa cui è stato attribuito il rating è tenuta a comunicare all'Autorità ogni variazione dei dati riportati nei propri certificati camerali e qualunque evento che incida sul possesso dei requisiti di cui agli articoli 2, comma 2 e 3, comma 2, nonché gli eventi di cui al precedente art. 6, commi 6 e 7, entro dieci giorni dal verificarsi degli stessi, pena la revoca di cui all'art. 6, comma 4, del presente Regolamento.
2. Il Ministero dell'interno e le altre pubbliche amministrazioni, per quanto di loro competenza, non appena ne siano venuti a conoscenza, comunicano all'Autorità ogni variazione intervenuta nei requisiti di cui all'art. 2 nonché gli eventi di cui all'art. 6, comma 7, del presente Regolamento.
2-bis. Ogni anno l'Autorità individua un campione rappresentativo, uniformemente distribuito sul territorio nazionale, pari al 10% delle imprese in possesso del rating di legalità, e invia l'elenco alla Guardia di finanza per verificare singoli profili di rilevanza fiscale e contributiva. Entro 60 giorni la Guardia di finanza comunica all'Autorità gli esiti delle verifiche.