Source: https://www.101mediatori.it/sentenze-mediazione/l-onere-di-avvio-della-mediazione-grava-sulla-parte-opposta-468.aspx
Timestamp: 2019-08-18 11:12:39+00:00
Document Index: 15894784

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 2']

L’onere di avvio della mediazione grava sulla parte opposta.
utenti online:226
Tribunale di Firenze, ordinanza 15.2.2016
Letto 1527 dal 29/02/2016
La specialità del procedimento di ingiunzione giustifica la peculiare disciplina del giudizio di opposizione rispetto alla condizione di procedibilità: si consente di avviare subito l’opposizione per permettere l’intervento del giudice attraverso i provvedimenti interinali. Una volta esaurita questa fase urgente, ritornato la procedura nel suo alveo naturale, non vi è motivo per discostarsi dalla ricostruzione generale secondo cui chi intende agire in giudizio è onerato dell’avvio della mediazione.
Nella causa civile iscritta al n. r.g. ___/___ promossa da:
XX SRL (C.F. ___), con il patrocinio dell’avv.____ e dell’avv. ____ (___) VIA____; , elettivamente domiciliato in presso il difensore avv. ____;
YY (C.F.___), con il patrocinio dell’avv. ___ e dell’avv.____ , elettivamente domiciliato in ____ presso il difensore avv.____
Rilevato che la sig.ra YY ha chiesto e ottenuto decreto ingiuntivo per la somma di complessivi euro 30.800,00 asseritamente dovuti per canoni di locazione e indennità di occupazione dell’immobile di sua proprietà, oltre il rimborso delle spese condominiali;
rilevato che l’ingiunta propone opposizione al decreto ingiuntivo n. ___/2015 formulando, altresì, richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del predetto decreto;
che gli importi dei canoni successivi al 31.12.2014 secondo le difese dell’opponente non risulterebbero dovuti in quanto in data 31.12.2014 l’obbligo di restituzione dell’immobile de quo, conseguente alla risoluzione del contratto di locazione, sarebbe stato adempiuto dal conduttore con la consegna delle chiavi dei predetti locali alla Curatela del Fallimento ___ Srl; che le spese condominiali, inoltre, non risulterebbero dovute mancando il titolo di tale pretesa;
1. Il Giudice ritiene che gli importi per i canoni richiesti col decreto ingiuntivo risultino, prima facie, dovuti in quanto la consegna delle chiavi da parte del conduttore alla Curatela non costituisce adempimento dell’obbligo restitutorio, non essendo la Curatela parte contrattuale del rapporto di locazione di cui sono invece parti la sig.ra YY e XX Srl.
2. Va rilevato, altresì, che la materia oggetto della controversia del presente giudizio, introdotta col ricorso in opposizione al decreto ingiuntivo n. ___/2015, rientra tra quelle soggette all’obbligo del preventivo espletamento del procedimento di mediazione ex art. 5, co. I bis d.lgs. n. 28/2010 che costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
5. Il giudice non condivide le osservazioni della Cassazione.
In realtà, la pronuncia non sembra tener conto dell’art. 5, comma 4, lett. a), d.lgs. n. 28/2010 secondo il quale l’art. 5, comma 1 bis e 2, non si applica nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’ opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione. Quindi la base argomentativa della sentenza della SC risulta smentita dal quadro normativo e pertanto impedisce l’adeguamento alla funzione nomofilattica propria della Corte di Cassazione.
6. Non c’è dubbio infatti che la decisione della Corte di Cassazione sia venuta a dirimere una questione da molto tempo controversa in dottrina e giurisprudenza: l’adeguamento all’indirizzo affermato dalla Corte di Cassazione sarebbe quindi coerente con gli obiettivi di garantire il più possibile la prevedibilità delle decisioni e la certezza, specie considerando le rilevanti conseguenze delle difformi interpretazioni (in tema di revoca o meno del decreto ingiuntivo nel caso di mancato esperimento del procedimento di mediazione). Si tratta infatti di questione molto dibattuta e vi sono argomenti che possono sostenere diverse soluzioni, come anche riconosciuto in molte delle pronunce in materia. Tuttavia, la decisione della Corte di Cassazione, nel caso di specie, non può svolgere la sua fisiologica funzione nomofilattica dal momento che è fondata su un presupposto non corretto: applicazione della condizione di procedibilità per la proposizione della opposizione al decreto ingiuntivo anziché nel momento successivo alla proposizione, una volta pronunciati eventuali provvedimenti interinali ex artt. 648 e 649 cpc.
10. Viene in campo la funzione della mediazione: questo sistema stimola le parti a ricercare una soluzione più adeguata al loro conflitto rispetto alla rigidità della decisione giurisdizionale; inoltre, gli accordi risultanti dalla mediazione hanno maggiori probabilità di essere rispettati volontariamente e preservano più facilmente una relazione amichevole e sostenibile tra le parti.
Molteplici sono gli interessi che possono essere soddisfatti, se le parti riescono a riprendere le fila del proprio conflitto: lo scopo della previsione della condizione di procedibilità non può che essere quello di un richiamo alle potenzialità dell’autonomia privata, rimesse in gioco nella sede mediativa, per evitare il procedimento giudiziario quando non sia davvero necessario. Da ultimo, parte della dottrina ha tentato anche una rilettura della condizione di procedibilità (preventiva o successiva) non solo nell’ambito della giurisdizione condizionata, ma anche in una prospettiva di maggiore equilibrio tra giurisdizione e mediazione (art. 1, Dir. 2008/52/CE). In tale prospettiva, la mediazione viene considerata strumento per favorire lo sviluppo della personalità del singolo nella comunità cui appartiene, consentendogli di confrontarsi in un contesto relazionale propizio per una soluzione amichevole. Accanto al diritto alla tutela giurisdizionale sancito dall’art. 24 Cost., diritto inviolabile della persona (ex art. 2 Cost.), andrebbe riconosciuto il diritto alla mediazione, non solo nell’ambito, tradizionalmente indicato, dell’accesso alla giustizia, ma anche quale espressione diretta dell’esigenza di sviluppo della persona nelle relazioni interpersonali e comunitarie, nell’attuazione del complementare principio di solidarietà. Una tale visione, che ha il pregio di porre in luce l’importanza della mediazione come strumento di pacificazione sociale condivisa e non imposta, fonda il diritto alla mediazione sull’art. 2 cost.