Source: https://www.yumpu.com/it/document/view/51891579/linee-guida-ptcp-provincia-di-milano
Timestamp: 2019-10-13 21:15:15+00:00
Document Index: 163390793

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.18', 'art. 81', 'art. 59', 'art.18', 'art.15', 'art.15', 'art. 15', 'art.18', 'art.20', 'art.15', 'art.17', 'art.11']

Linee Guida PTCP - Provincia di Milano
gudo.it
PremessaLe Linee Guida del Ptcp hanno una duplice valenza perla Provincia di Milano. Sono un passo importante perfornire un nuovo quadro urbanistico che questo territorioattende dal 2003. Costituiscono uno strumentocon il quale questa amministrazione intende cambiarevolto alla Provincia facendo diventare per la prima voltaprotagonisti tutti i comuni del milanese.L’ambizione è di superare il milanocentrismo sostituendolocon una filosofia che valorizza tutte le realtà localie, al tempo stesso, le integra con la Grande Milano.Andiamo verso la città policentrica che ci consentiràdi conservare e incrementare il ruolo di primo piano alivello mondiale ereditato dal passato: è un’occasionestorica per rafforzare i rapporti con il territorio milanese-lombardocompreso tra il Po e le Alpi e tra ilTicino e l’Adda che su Milano converge.Anche la concezione delle aree verdi e agricole rispondea questa linea. Il Parco Agricolo Sud, il più grandepolmone d’Europa, nel Ptcp non è più una dependancedi Milano ma si configura come soggetto autonomoin cui la tutela rigorosa del verde è accompagnata daprogetti di sviluppo che interessano tutta la GrandeMilano.Il capillare sviluppo delle infrastrutture, la tutela deglispazi verdi intorno a Milano, l’estensione dell’Expooltre Milano sono i pilastri delle Linee Guida del Ptcpche contribuiranno a creare la moderna e funzionaleProvincia di Milano dei prossimi anni.Il Presidente della Provincia di MilanoOn. Guido Podestà3
Documento approvatoin Consiglio provincialecon Delibera 45/2010del 23 settembre 2010Presidente del ConsiglioBruno DapeiVicepresidente vicarioRaffaele CucchiVicepresidenteEzio Primo CasatiMembri del ConsiglioPietro AccameLuciano BassaniRoberto BiolchiniEnrico Giacomo Antonio BorgBruna BrembillaArturo CalaminiciBarbara CalzavaraStefano CandianiSalvatore CapodiciRoberta CapotostiRoberto CaputoTito CattaneoGiorgio CazzolaBruno CeccarelliPaolo CovaDiana Alessandra De MarchiFrancesco EspositoPaolo FerrèGianbattista FratusLuca GandolfiMassimo GattiPaolo GattiSimone GelliVincenzo GuastafierroNicolò MardeganMarco MartinoGiuseppe MarzulloMatteo MauriGiuseppe Francesco MiloneCamilla MusciacchioGraziano MusellaFabio Aldo NittiMarco PaolettiFilippo PenatiRoberta PeregoGiuseppe RussomannoAlessandro SancinoMaria Maddalena ScognamiglioGiovanni StornaiuoloAgnese TacchiniBenedetta TobagiMassimo Turci4
IntroduzionePer capire lo spirito di un documento programmaticocome le Linee Guida del PTCP della Provincia di Milanonon è sufficiente un esame di carattere urbanistico.E’ necessario uno sforzo di comprensione politico grazieal quale può essere chiara l’anima di questo provvedimento.Sinora i rapporti tra Milano e l’hinterland erano interpretatie poi concretati in termini radiocentrici: c’èuna metropoli e intorno tante piccole e medie realtàsatellitari che devono fare riferimento e rapportarsisempre con la prima.L’obiettivo è arrivare a una integrazione e valorizzazionedi tutto il territorio metropolitano attraversouna visione infrastrutturale a rete capace di dare a Milanouna dimensione da capitale europea. Puntare sulpolicentrismo significa promuovere la modernizzazionedel territorio trasformando Milano nella Grande Milanoper renderla finalmente paragonabile a realtà comeMonaco, Lione o Amsterdam.A supporto di questa strategia è il progetto Expo Fuorile Mura: l’esposizione universale del 2015 è un’opportunitàper tutto il territorio milanese e il PTCP vuoleessere un’ulteriore occasione di promozione.L’Assessore alla Pianificazione del Territorio,Programmazione delle Infrastrutture,Piano Casa, Housing SocialeIng. Fabio Altitonante5
Sommario1. Valutazione del Piano Territoriale diCoordinamento Provinciale vigente1.1 Quadro normativo1.2 PTCP vigente della Provincia di Milano ecoerenza con la LR 12/20051.3 Opportunità connesse all’adeguamento2. Il quadro analitico conoscitivo2.1 Aggiornamento e integrazione del quadroanalitico-conoscitivo2.2 Gli approfondimenti settoriali sviluppati- Il sistema di conoscenza per l’individuazionedegli ambiti agricoli strategici- Il sistema economico territoriale- Il consumo di suolo- Il sistema dei servizi sovracomunali- Qualificazione ambientale e paesaggistica delletrasformazioni- Il fabbisogno abitativo- Il sistema del commercio- Gli ambiti territoriali e i piani d’area3. I contenuti del Piano3.1 Temi e sfondo, problemi emergenti escelte di indirizzo3.2 Il sistema dell’agricoltura3.3 Il sistema paesistico e ambientale- Nuovi contenuti e diversa efficacia per il paesaggio- Biodiversità, reti e corridoi ecologici, difesa del suolo3.4 Il sistema infrastrutturale3.5 Il sistema insediativo e delle attività produttive3.6 I poli attrattori e le politiche della residenza3.7 Pianificazione per la sicurezza6
4. La visione strategica4.1 La regione urbana4.2 I progetti territoriali integrati- Fare rete- Expo fuori le mura- Una casa per te- Nuovi paesaggi5. Il metodo5.1 Le relazioni con i Comuni5.2 Le relazioni con il PTR, i Parchi regionali ei piani settoriali sovraordinati5.3 La perequazione territoriale6. Gli obiettivi d’integrazione,semplificazione e flessibilità:la normativa del PTCP7. Valutazione Ambientale Strategica7.1 Avvio del processo di VAS e partecipazione7.2 La valutazione di incidenza7.3 VAS dell’adeguamento e PGT7.4 VAS e monitoraggio del PianoAllegatiTav 1Tav 2Tav 3La regione urbanaIl sistema paesistico e ambientaleIl sistema insediativo e infrastrutturale7
1.Valutazione del Piano Territoriale diCoordinamento Provinciale vigente1.1Quadro normativoNel marzo 2005 la Regione Lombardia ha approvato lalegge n. 12 “per il governo del territorio” che ha formadi testo unico per l’urbanistica, ridefinisce contenutie natura dei vari strumenti urbanistici e introducesignificative modificazioni del ruolo e delle funzioni deidiversi livelli di governo territoriale. La legge si inquadranel più ampio contesto di revisione dei profili istituzionalie delle funzioni delle Autonomie Locali, a seguitodel riordino del sistema delle Autonomie in Lombardia.All’art. 2 si afferma che il governo del territorio si attua“mediante una pluralità di piani, fra loro coordinati edifferenziati”, per il livello regionale il Piano TerritorialeRegionale (PTR), per il livello provinciale il PianoTerritoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP),9
per il livello comunale il Piano di Governo del Territorio(PGT), costituito dai tre atti distinti del Documento dipiano, del Piano dei servizi e del Piano delle regole.Per quanto riguarda il PTCP, la nuova legge introducerilevanti modifiche rispetto alla precedente LR 1/2000,in particolare per quanto riguarda contenuti e loro efficaciarispetto alla pianificazione di settore e dei Comuni,distinguendo tra “carattere programmatorio” e“previsioni con efficacia prescrittiva e prevalente” 1 .La stessa legge indica quali debbano essere le modalitàattraverso le quali le diverse Amministrazioni devonoprocedere ad adeguare la propria strumentazione allanuova disciplina.La LR 12/2005 è stata successivamente modificata edintegrata da diversi provvedimenti; ai fini dell’adeguamentodel PTCP è importante ricordare la D.G.R.n.8059/08 2 relativa all’individuazione degli ambiti destinatiall’attività agricola e la D.G.R. 8/6421 3 riguardantei contenuti paesistici dei PTCP.1.2PTCP vigente della Provincia di Milano ecoerenza con la LR 12/20051 PTCP vigente,Norme di Attuazione,art.18, “effettidel Piano territorialedi coordinamentoprovinciale”;2 Deliberazione diGiunta Regionalen.8059/08 del19/09/2008;3 Deliberazione diGiunta Regionalen. 8/6421 del27/12/2007.4 Oggi D.Lgs.42/2004, artt. 10,136 e 192Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia diMilano, approvato con deliberazione di Consiglio Provincialen. 55 del 14/10/2003 ai sensi della LR 1/2000, èimpostato su un’organizzazione disciplinare delle varietematiche non più adeguate con quanto disposto dallalegge urbanistica regionale ed alcuni contenuti, introdottidalla riforma, non sono rappresentati o risultanopassibili di approfondimenti e specificazioni.Il PTCP vigente classifica le proprie disposizioni normativein indirizzi, direttive (disposizioni da osservarenell’attività di pianificazione comunale e provinciale disettore) e prescrizioni, queste ultime a loro volta distintein dirette (conformative della proprietà e prevalentisulle disposizioni degli strumenti di pianificazionecomunale vigenti) e indirette (con valore di indirizzi perla pianificazione comunale).Le prescrizioni dirette riguardano:• gli ambiti e gli elementi a valenza paesistica e di difesadel suolo compresi nelle aree soggette a vincolivigenti di cui al D.lgs. 490/1999 artt. 2, 139 e 146 4 e10
nelle aree sottoposte alla disciplina del PAI vigente;• alcuni “oggetti” precisamente individuati quali ifontanili, i geositi, gli alberi monumentali (articoli34, 52, 65).Le prescrizioni indirette riguardano invece:• le aree di rilevanza sovracomunale di cui all’art. 81delle norme di attuazione;• gli ambiti e gli elementi a valenza paesistica e didifesa del suolo se non ricadenti nelle aree in cui assumonoefficacia diretta, nonché i varchi funzionaliai corridoi ecologici di cui all’art. 59;• gli ambiti e gli elementi a valenza paesistica e didifesa del suolo all’interno dei Parchi regionali disciplinatida piano territoriale vigente.Tale configurazione delle classi di efficacia delle disposizionidi Piano non coincide, ne è facilmente allineabile,con quanto previsto dalla LR 12/2005, generandodifficoltà nella valutazione degli strumenti urbanistici,primi fra tutti i PGT sviluppati ai sensi della LR 12/05.È pertanto necessario ridefinire le previsioni con efficaciaprescrittiva e prevalente ed il relativo campo diapplicazione, in coerenza con quanto indicato all’articolo18 della stessa LR 12/05, in coerenza con i criterideliberati dalla Giunta Regionale (D.G.R. n.8059/08 del19/09/2008) e con il Piano Territoriale Regionale (PTR),approvato dal Consiglio Regionale della Lombardia condeliberazione del 19 gennaio 2010, n.VIII/951 ed efficacedal 17 febbraio 2010 per effetto della pubblicazionesul BURL dell’avviso di avvenuta approvazione del PTR.Di particolare riguardo l’adeguamento delle tematichepaesaggistiche nel PTCP, i cui contenuti sono previstidalla D.G.R. 8/6421 del 27 dicembre 2007.Il PTCP adeguato ha il compito di:• adeguarsi al Piano Paesaggistico Regionale e alla relativadisciplina paesaggistica, in particolare individuandoe articolando le situazioni di degrado e compromissionepaesaggistica o a rischio di degrado;• individuare le previsioni atte a raggiungere gli obiettividel PTR (fra questi, l’integrazione paesistica,ambientale e naturalistica degli interventi derivantidallo sviluppo economico, infrastrutturale ed edilizio);• individuare gli ambiti su cui è opportuna l’istituzionedi PLIS.11
1.3Opportunità connesse all’adeguamento5 Avviso pubblicatosul BURL n.34 del26/8/09.La Provincia di Milano nello scorso mandato amministrativoha avviato il procedimento di adeguamento con Deliberazionedi Giunta Provinciale n. 884 del 16/11/2005,ma la proposta di adeguamento licenziata dalla GiuntaProvinciale il 27/06/2008 nello scorso mandato amministrativonon è stata adottata dal Consiglio Provinciale.Sulla base delle linee di indirizzo programmatiche dellanuova Amministrazione, per procedere celermenteall’adeguamento del Piano vigente, rivedendo sostanzialmentela proposta tecnica non adottata, la GiuntaProvinciale, con Deliberazione n. 606 del 28/7/2009 5 ,ha riavviato il procedimento di adeguamento e lacontestuale procedura di valutazione ambientalestrategica ed ha incaricato la struttura della DirezioneCentrale Pianificazione e Assetto del Territorio della redazionedel progetto di adeguamento del PTCP, ancheavvalendosi delle necessarie professionalità esterne dielevata competenza tecnico-scientifica. Si è ritenutoopportuno procedere all’adeguamento anche con la supervisionedi un “Comitato Tecnico Scientifico” composto,a titolo onorario, da esperti pluridisciplinari.12
Contestualmente, è stata aperta la fase di consultazionepreventiva per l’acquisizione delle proposte dei soggettiistituzionali e delle rappresentanze sociali.Oltre alla soluzione delle problematiche citate, l’adeguamentooffre un’occasione per una rilettura degliobiettivi e delle azioni del Piano, alla luce dell’efficaciadimostrata dall’operatività del piano stesso e del consolidamentodella loro condivisione con gli attori delletrasformazioni territoriali.Nell’ultimo triennio sono stati espressi circa 400 parerisu altrettante proposte di strumenti urbanisticicomunali, così suddivisi: 14 PRG, 52 Varianti parziali,202 Programmi Integrati di Intervento (PII), 103 variantiSportello Unico; i PGT sottoposti a valutazione dicompatibilità sono circa 60, compresi alcuni della Provinciadi Monza e Brianza; nella sola Provincia di Milanosono stati espressi pareri di compatibilità su 48 PGT(dati riferiti agli strumenti trasmessi alla Provincia algiugno 2010).Anche nell’espressione dei pareri, soprattutto nei confrontidei PGT, è evidente la necessità di confrontarsicon un PTCP adeguato alla LR 12/05, per poter confrontarestrumenti relativi ad uno stesso apparato normativoe pertanto caratterizzati da un coerente approcciometodologico.L’adeguamento sarà inoltre occasione per aggiornare eintegrare il piano vigente rispetto alle politiche dell’Assessorato,nel quadro complessivo delle linee programmaticheindividuate dall’Amministrazione.Particolarmente innovativo, il tema del fabbisogno abitativoe dell’housing sociale, per il quale l’Assessoratosta procedendo ad implementare appositi approfondimentiche troveranno concreta e sinergica applicazioneall’interno dello stesso PTCP.La coincidenza temporale tra l’attuazione del PTCP edei PGT comunali con la scadenza del 2015, è un’occasioneunica per portare a compimento un’operazionedi trasformazione significativa del sistema territorio. IlPTCP può anche essere il veicolo per presentare il territorioprovinciale e le sue qualità specifiche nell’ambitodell’evento Expo in chiave di nuovo “format”,appoggiato agli elementi strutturanti del paesaggio, alsistema policentrico, alle infrastrutture esistenti e diprogetto.13
2.Il quadro analitico conoscitivo6 Deliberazione diGiunta Provincialen. 884 del 16/11/05(avviso BURL n. 48del 30/11/05). Laproposta tecnicadi adeguamentoformata in base alleLinee Guida approvatecon del. C.P. n.26 del 13/07/2006e licenziata dallaGiunta Provincialeil 27/06/2008 nelloscorso mandatoamministrativo nonè stata adottata dalConsiglio Provinciale.7 Gli esiti di alcuniapprofondimentisono stati restituitiin forma di pubblicazioniautonomenella serie deiQuaderni del Pianoterritoriale o sottoformadi dossiere sono disponibili escaricabili on-linedal sito web dellaProvincia di Milano– Pianificazione territorialeTerritoriale– Strumentie servizi, in unasezione appositamentededicata agliApprofondimenti.2.1Nell’ambito del percorso di adeguamento del Piano Territorialedi Coordinamento Provinciale alla legge regionaleper il governo del territorio n.12/2005 avviato nelloscorso mandato amministrativo 6 , sono stati redattispecifici approfondimenti settoriali quali supporti ebasi conoscitive per l’adeguamento del PTCP.Nella definizione e redazione degli approfondimenti tematici,si è tenuto innanzitutto conto di quanto disciplinatodalla LR 12/05 e si è data priorità alle tematicherelative ai nuovi contenuti del PTCP definiti dall’art.18della legge regionale quali previsioni con “efficacia prescrittivae prevalente” sulla pianificazione comunale.Sono stati altresì oggetto di approfondimento settorialeanche i contenuti che la LR12/05 definisce, all’art.15,di carattere programmatorio, temi parzialmente giàpresenti nel PTCP vigente ma che necessitavano di ulterioriapprofondimenti, integrazioni e aggiornamenti.Gli approfondimenti tematici redatti nel corso degli ultimicinque anni riguardano le aree agricole, il sistemaeconomico milanese, il sistema dei servizi sovracomunalie delle polarità metropolitane, il consumo di suolo,il commercio, il fabbisogno abitativo, la qualificazioneambientale e paesaggistica delle trasformazioni 7 . Talicontributi settoriali sono stati redatti anche quale ausilioai Comuni per la costruzione dei PGT, in particolarmodo quali supporti analitici e basi conoscitive comunie condivise, funzionali alle attività di pianificazione eprogrammazione urbanistico-territoriale.Aggiornamento e integrazione del quadroanalitico-conoscitivoIl processo di adeguamento del PTCP previsto dalla LR12/2005, riavviato con Deliberazione di Giunta Provincialen. 606/2009, sarà anche occasione per aggiornaree integrare il piano vigente sulla base dell’esperienzadell’attività istruttoria sugli strumenti urbanistici comunali,dell’attività di monitoraggio dell’attuazione14
delle politiche del piano e adeguando i contenuti paesaggisticidel PTCP tenendo conto della recente adozionedel Piano Territoriale Regionale, e di nuovi ulterioricontenuti.Il quadro conoscitivo delineato negli approfondimentisettoriali redatti negli scorsi anni è tuttora sostanzialmentevalido anche rispetto alle dinamiche territorialipiù recenti, sarà invece opportuno prevedere unintegrazione in relazione ai nuovi contenuti previsti. Leanalisi sviluppate nel corso degli scorsi anni andrannonuovamente rapportate sulla base degli attuali confinidella Provincia di Milano, costituita attualmente da 134Comuni 8 .2.2Gli approfondimenti settoriali sviluppatiIl sistema di conoscenzaper l’individuazionedegli ambiti agricoli strategici8 In seguito allaconclusione del processodi autonomiadella Provincia diMonza e Brianza(istituita con legge146 dell’11 giugno2004) con l’elezionedei suoi Amministratorinel giugno 2009e il distacco deicomuni di Busnago,Caponago, Cornated’Adda, Lentate sulSeveso e Roncellodalla provincia diMilano e loro aggregazioneallaprovincia di Monza edella Brianza, avvenutonel dicembre2009.La legge regionale 12/05 dispone che il PTCP definiscagli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategicoanalizzando le caratteristiche, le risorse naturalie le funzioni, detti i criteri e le modalità per individuarea scala comunale le aree agricole, detti specifichenorme di valorizzazione, di uso e di tutela.A tal fine è stata condotta un’analisi delle caratteristiche,delle risorse naturali e delle funzioni costruitasulla base delle indicazioni della Regione Lombardiadesunte dal progetto Sal.Va.Te.R (Salvaguardia eValorizzazione del Territorio Rurale, 1999-2000) e dallesperimentazioni condotte per la messa a punto degli indirizziregionali in materia propedeutica all’individuazionedegli ambiti agricoli.Punto di partenza è stato il riconoscimento della multifunzionalitàdello spazio rurale e della sua importanzasotto molteplici punti di vista: economico-produttivo,ambientale e naturalistico, della forma del territorio edel paesaggio.Per indagare i diversi aspetti coinvolti sono stati condottisuccessivi approfondimenti analitici.Il primo passaggio, effettuato con la collaborazionetecnica dell’ERSAF, ha indagato la risorsa suolo sullabase dello specifico valore agricolo, utilizzando la metodologiariferibile al Metland (Metropolitan LandscapePlanning Model) e mettendo in luce in tutta la provinciaun valore molto alto del fattore produttivo agricolo delsuolo, con una generalizzata attitudine naturale all’usoagronomico del suolo.15
La seconda serie di analisi, sviluppata con il supportodel Politecnico di Milano, ha indagato il caratteremultifunzionale dell’agricoltura e la sua rilevanza sottosvariati aspetti: economico–produttivi, ambientali enaturalistici, della forma del territorio e del paesaggio,producendo una serie di tre carte basate su insiemi articolatidi variabili desunte da diverse fonti ed elaboratestatisticamente.Sono state così elaborate: la carta della caratterizzazioneagricola, che restituisce indicazioni relative allastruttura produttiva dei suoli e delle aziende; la cartadella caratterizzazione paesaggistica, che restituisceindicazioni sulla frequenza degli elementi di pregio esul loro grado di strutturazione; la carta della caratterizzazionenaturalistica, che restituisce indicazionisulle caratteristiche ecologiche dello spazio rurale relativealla diversità delle colture, alla densità di formazionilineari (siepi, filari, fasce boscate) e di apparativegetazionali.E’ stata infine elaborata una lettura sintetica dei risultatidei tre strati tematici mediante una matrice dellepossibili combinazioni degli aspetti indagati che ha datoorigine ad una carta di sintesi delle caratterizzazioniagricole, paesaggistiche e naturalistiche dello spazioagricolo, in cui sono evidenziate le diverse associazionipossibili.16
Il sistemaeconomico territorialeL’indagine sulle tendenze evolutive dell’economia milanesee sulla domanda di regolazione e governo delterritorio che da essa emerge, è stata condotta conl’obiettivo di fornire una fotografia interpretativa dellasituazione attuale e delineare scenari e trend evolutividi medio-lungo periodo (2020). L’adeguamentodel PTCP alla LR 12/05 è occasione per riconsiderare lacomplessità del territorio metropolitano e per rifletteresu come governarne al meglio il suo futuro, valutandogli aspetti economici e sociali che esprimono tendenzerecenti e di cui si dovrà tener conto nel quadro di unastrategia integrata sulle politiche pubbliche.Nell’ipotizzare possibili scenari economici futuri, sisono tenuti in particolare conto due eventi straordinariintervenuti nel corso del 2008 - l’assegnazione di Expo2015 e la grave crisi finanziaria ed economica – cheavranno un peso rilevante sulle politiche territoriali esulle dinamiche del mercato immobiliare.L’approfondimento sulla dimensione territoriale del sistemaeconomico milanese, che ha attinto al patrimoniodi conoscenze delle istituzioni rappresentative degliinteressi pubblici e privati a livello locale e ha coinvoltouna serie di testimoni privilegiati mediante focus groupe interviste, può costituire un punto di partenza perrilanciare un necessario confronto su una visione delfuturo sviluppo dell’area metropolitana.Il consumo di suoloL’analisi dedicata al consumo di suolo nella provinciadi Milano, sviluppata in collaborazione con il CentroStudi PIM, ha posto al centro dell’attenzione il valoree la tutela della risorsa suolo utilizzando un approccioalla pianificazione basato su strumenti di conoscenza emeccanismi di conciliazione delle concrete esigenze disviluppo delle realtà locali con progetti di equilibriocomplessivo delle risorse del territorio in una logicadi sostenibilità.Questo approfondimento costituisce una base di riferimentoper la conoscenza del “fenomeno consumo disuolo” e ha l’obiettivo di indagare e mettere a disposizioneinformazioni e dinamiche di sviluppo anche perpoter supportare le scelte in materia di governo del territorio.L’approfondimento analitico è stato condotto sia attraversola mosaicatura dei piani urbanistici, che conl’utilizzo di strumenti innovativi, quali le fotografiesatellitari. La ricerca ha coinvolto differenti ambiti17
etti alle persone e alle imprese che, per rarità e capacitàdi attrazione, superano i singoli confini comunali.La ricerca evidenzia un panorama sull’offerta di strutturedi servizio dal quale emerge la complessiva ricchezzadella dotazione, pur se distribuita sul territorioin modo disomogeneo, oltre che la non sempre garantitaefficienza localizzativa dal punto di vista dell’accessibilità.I servizi sovracomunali sono stati completamente mappatirestituendo un database georeferenziato che contaoltre cinquemila “entità” e che consente di caratterizzarequantitativamente e qualitativamente i singoliservizi offerti.La ricerca fornisce dati utili anche all’individuazionedei poli attrattori, cioè le località che hanno un ruolodi riferimento sovralocale in quanto rappresentanopolarità di servizio nell’ambito di bacini di dimensioniinferiori alla provincia.Qualificazioneambientale e paesaggisticadelle trasformazioniA partire dal “Repertorio B - degli interventi di riqualificazioneambientale” allegato al PTCP vigente, è statosviluppato un approfondimento dedicato alla qualificazioneambientale e paesaggistica delle trasformazioniterritoriali derivate dalle attività insediative edalle infrastrutture. Tale ricerca propone un abaco disoluzioni finalizzate alla migliore integrazione ambientale,alla mitigazione degli impatti e alla compensazionepaesistico-ambientale di opere infrastrutturali eurbanistiche.Particolare attenzione è stata rivolta alle possibili interazionicon il sistema infrastrutturale proponendo, sullabase di una classificazione degli impatti, alcune possibilisoluzioni progettuali per un corretto inserimentoterritoriale e ambientale delle opere.L’approfondimento fornisce anche un catalogo di requisitiminimi qualitativi delle opere infrastrutturalie delle opere di mitigazione e compensazione connesse,definiti con riferimento al rapporto tra classificazionedella rete stradale e ambiti di inserimento, airequisiti ottimali in termini di giacitura, alle fasce dimitigazione, alle opere di continuità ecologica e alleintersezioni delle diverse combinazioni riscontrabili.19
Il fabbisogno abitativoIl centro ricerche CRESME ha sviluppato un importantelavoro di analisi sul tema del fabbisogno abitativo nelterritorio provinciale per il decennio 2006-2015.L’approfondimento, che ricostruisce il quadro analiticoe alcuni scenari previsionali sia sul fronte delladomanda che dell’offerta, oltre a fornire indicazioniinteressanti sulle dinamiche demografiche e territorialirelative ai Comuni della provincia di Milano, può costituireuno strumento di base per orientare le politicheabitative di ciascun ente locale.Secondo una valutazione di tre diversi scenari, legati inparticolare alle dinamiche dei flussi migratori e al quadroeconomico provinciale e considerando il fabbisogno giàesistente e non soddisfatto a tutto il 2005, la ricerca definiscenell’arco temporale di un decennio, delle ipotesidi fabbisogno abitativo di minima e di massima. Dallostudio emerge una previsione che varia tra le 79 mila ele 140 mila unità abitative necessarie nel territorio dellaprovincia di Milano per soddisfare la domanda complessivadi alloggi. La forbice tra le diverse ipotesi è ilfrutto delle possibili variabili determinate dalle modalitàdi evoluzione del sistema economico provinciale, dallediverse capacità attrattive dei singoli Comuni, dall’intensitàe varietà dei flussi migratori interni ed esterni.20
Sul versante analitico della domanda, dopo la pubblicazionedell’analisi sul fabbisogno abitativo a livelloprovinciale, sono stati elaborati degli approfondimentidettagliati a livello comunale relativi al decennio 2007-2016, articolati in dossier d’ambito coincidenti con itavoli interistituzionali, utili quali strumenti base di informazionee concertazione sulle politiche di interventocon i Comuni.Il piano nazionale di edilizia abitativa, “Piano Casa”,previsto dalla manovra finanziaria 2009 convertito inlegge 133/08, ha come obiettivo prioritario “garantireil rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisognoabitativo sul territorio nazionale, prevedere la costruzionedi nuove abitazioni e il recupero del patrimonioabitativo esistente, da destinare prioritariamente allecategorie sociali svantaggiate, quali nuclei familiari,immigrati regolari e giovani coppie a basso reddito, anzianiin condizioni sociali o economiche svantaggiate,studenti fuori sede”.Nel contesto di tale normativa, la Provincia assume unruolo prioritario, procedendo all’elaborazione, nel rispettodegli indirizzi generali fissati dallo Stato ed inaccordo con Regioni ed Enti Locali, di programmi di ediliziaresidenziale.21
Il sistema del commercioL’approfondimento dedicato alla pianificazione delsistema commerciale, sviluppato con il supporto delPolitecnico di Milano, è stato condotto per aiutare aorientare e qualificare i complessi fenomeni che inquesti anni hanno caratterizzato e caratterizzano lerilevanti trasformazioni in atto, oltre che per valutarel’insediamento e la programmazione commerciale inmodo sempre più integrato con la pianificazione territoriale.Il quadro metropolitano delineato mette in evidenzala dimensione sovracomunale del settore e la necessitàdi forti azioni di coordinamento per definire lelocalizzazioni e per governare al meglio gli effetti degliinsediamenti sul territorio, soprattutto per quantoriguarda il paesaggio, il consumo di suolo, la pressionesulle reti infrastrutturali e della mobilità.L’analisi contiene in particolare: un’indagine interpretativadella geografia dell’offerta commercialee delle criticità/potenzialità del sistema distributivoa scala provinciale; la proposta di alcune strategie/azioni di carattere socioeconomico, ambientale e territorialeper la programmazione delle medie e grandistrutture di vendita sul territorio; una rassegna internazionaledi casi rappresentativi del commercio urbanoed extraurbano.9 In seguito alleelezioni amministrativedello scorsogiugno, che hannoconcluso il percorsodi autonomia dellaProvincia di Monzae Brianza, i tavoliinteristituzionalidella Provincia diMilano sono 9.Gli ambiti territoriali ei piani d’areaIl territorio provinciale è caratterizzato da un sistemadi città con tradizioni proprie molto radicate e bendefinite. Nella costruzione del PTCP vigente questacaratteristica del territorio provinciale è stata confermatae valorizzata dall’attivazione di cosiddetti“tavoli Interistituzionali” corrispondenti ad ambititerritoriali contraddistinti da una chiara identificazioneculturale, sociale ed economica e con caratteristicheomogenee rispetto a specifiche problematiche.I tavoli interistituzionali collaborano con la Provinciaalla definizione del quadro conoscitivo del territorioprovinciale, all’individuazione delle condizioni per ilsuo sviluppo sostenibile e hanno un ruolo rilevante anchenelle fasi di attuazione, modifica e aggiornamentodel PTCP.La Provincia di Milano, in collaborazione con i Comuniraggruppati nei 10 “tavoli interistituzionali” 9 , ha attivatodiverse esperienze volontaristiche di copianificazionea una scala intermedia tra quella provincialee quella comunale, per elaborare strumenti di governodelle trasformazioni del territorio che approfondisco-22
no e dettagliano a scala locale le indicazioni del PTCPe forniscono importanti indicazioni per la pianificazionecomunale, denominati Piani d’Area.Tali esperienze di copianificazione risultano particolarmenteutili in quanto ricostruiscono un quadroanalitico aggiornato delle dinamiche territoriali(economica, sociale, paesistico-ambientale e infrastrutturale)di ciascun ambito sub-provinciale e raccolgonole principali opportunità, progettualità epotenzialità selezio-nate e condivise dai Comuni appartenentia ciascun ambito territoriale.Nell’ambito del percorso di adeguamento del PTCP avviatonello scorso mandato amministrativo sono statiinoltre elaborati, in collaborazione con il Centro StudiPIM, dieci “dossier d’ambito” che ricostruiscono unquadro analitico sistematico e completo delle tematicheterritoriali. Tali dossier hanno costituito una baseomogenea di lettura delle problematiche del territorioutile all’elaborazione della proposta di adeguamentodel PTCP.23
3.I contenuti del Piano3.1Temi e sfondo, problemi emergenti e scelted’indirizzoI contenuti e la portata del PTCP trascendono oggiun’operazione di semplice, per quanto articolato, aggiornamentoe richiedono una radicale trasformazionedelle potenzialità e della concezione dello strumentostesso in ordine alla sua efficacia, incisività, capacitàdi esprimere e raggiungere obiettivi di portata territoriale.Questa diversa natura deriva sia dai nuovi contenutiche la legislazione regionale ha introdotto nello strumentocon la LR 12/2005, descritti in precedenza, siadalla congiuntura temporale e dai fenomeni di crisi,locale e globale, che individuano l’ambito metropolitanomilanese, in larga misura coincidente con il territoriodella provincia, come unica dimensione appropriataper reggere alle sfide del cambiamento in atto.In tal senso il PTCP vigente deve diventare un pianorealmente strategico, capace di trasformare una visionecomplessiva in azioni e progetti incisivi sull’interosistema territoriale.La competitività del sistema metropolitano milanesecon gli altri sistemi metropolitani dell’Unione Europeariguarda un ambito di circa otto milioni di abitanti,che oltre alla provincia di Milano comprende quelle diVarese, Como, Lecco, Monza, Bergamo, Lodi, Cremona,Pavia, Novara, Piacenza e parzialmente Brescia. Sitratta di un ambito territoriale strutturato sulle lineedi forza del paesaggio e sulle relazioni instaurate trai poli urbani di formazione storica.A questa dimensione territoriale, tuttavia, non corrispondeoggi una configurazione del territorio realearticolato in un sistema di poli di densità qualificataorganizzati in rete, in grado di valorizzare sinergicamentele specifiche potenzialità di ciascun ambito. Sitratta piuttosto di una serie di singolarità, variamente epiù o meno efficacemente, relazionate esclusivamenteall’area centrale milanese, prive in realtà di sistema-24
tiche relazioni reciproche e con situazioni di forte discontinuità.Mancano infatti un sistema infrastrutturalecoerente, una visione integrata politico-amministrativadei problemi e un’effettiva sinergia di obiettivi.L’analisi territoriale evidenzia alcune caratteristichedel territorio provinciale:• la contiguità fisica non è più una premessa indispensabileper il pieno sviluppo di vocazioni economichespecifiche. Nella maggior parte dei casi le attivitàproduttive e terziarie si localizzano sul territorioprivilegiando spazi adeguati, con buona accessibilitàad infrastrutture e servizi, piuttosto che la correlazionecon distretti produttivi già esistenti. L’assenzadi un sistema infrastrutturale adeguato rappresentauna criticità rilevante per lo sviluppo delle attività,che tendono così a sovraccaricare situazioni esistentie non consentono la formazione di altre concentrazionipossibili;• l’agricoltura non è percepita unicamente come unsistema produttivo, la cui efficienza è legata a specificheazioni da controllare in rapporto agli altri sistemiproduttivi, ma come conservazione di paesaggio.E’pertanto necessaria una visione integrata delsistema rurale che permetta l’unione di agricoltura,produzione e multifunzionalità;• lo sviluppo immobiliare non è coordinato a strategielocalizzative basate sulla potenzialità dei territori edel centro, ma segue logiche insediative legate alledirettrici di sviluppo principale, incrementando ladensificazione e l’effetto sprawl.Tra i criteri di sviluppo, le soluzioni e gli strumentiadottati dalle grandi aree metropolitane europee perrealizzare obiettivi di competitività, attrattività e qualitàterritoriale si segnalano:• l’indicazione di regole e linee guida forti, entro lequali accomodare nuovi elementi di flessibilità nellagestione urbanistica senza pregiudicare la sostenibilità;• la realizzazione di una qualità diffusa: dal progettodi architettura al disegno urbano d’area vasta,supportato da forti processi di confronto e di valutazioneex-ante dell’impatto territoriale delle scelteoperate;• il rafforzamento, la specializzazione e l’identitàdei centri urbani e delle loro reti, come motori dellosviluppo territoriale;25
3.2Il sistema dell’agricolturaLa LR12/05 (articolo 15, comma 4) include l’individuazionedegli ambiti destinati all’attività agricola diinteresse strategico tra le previsioni di piano aventiefficacia prevalente e vincolante, elencate all’articolo18, comma 2 e 3 della richiamata legge regionale e daicriteri contenuti nella Delibera di Giunta Regionale nr.VIII/8059 del 19.09.2009.A tale proposito si considera che l’attività provincialediretta a tale individuazione è caratterizzata da unconfronto con i processi formativi dei PGT comunaliai quali la legge assegna altro importante compito inmateria.Infatti la definizione degli ambiti agricoli strategici avvienea cura della Provincia, acquisite le proposte comunali- garantendo sia il confronto con le esigenze delmondo dei produttori agroforestali, come la tutela dellemaggiori vocazioni produttive agricole presenti nelterritorio e delle opportunità multifunzionali dell’agricoltura- e in conformità a criteri regionali (DGR n.VIII/8059) ed è ammesso che il piano delle regole delleAmministrazioni comunali vi apporti rettifiche, precisazionie miglioramenti derivanti da risultanze oggettivealla scala comunale (articolo 15, comma 5).Inoltre l’articolo 18, comma 2, lettera c) della legge regionaleevidenzia che l’individuazione operata in sedeprovinciale è destinata a mantenere la sua efficaciaprevalente e vincolante fino all’approvazione del PGT.Oltre a ciò l’articolo 8 comma 1 lett.b) della legge regionaleconferisce al Documento di Piano delle Amministrazionicomunali il compito di definire la struttura delpaesaggio agrario.Infine, l’articolo 10 comma 1 e 4 della legge regionaledemanda al piano delle regole di individuare le areeagricole comunali e di dettarne la relativa disciplina, inconformità al successivo titolo terzo della parte seconda.La definitiva configurazione delle aree agricole daparte del PGT, pur non potendo prescindere dal quadrostrategico provinciale in materia, è frutto di un procedimentocomplesso che implica la condivisione dellescelte comunali da parte della Provincia. La durataquinquennale del documento di piano e la variabilitànel tempo delle caratteristiche produttive delle areeagricole, indicano che tale procedimento non può es-27
sere svolto solo al momento della formazione del PTCP,ma deve per sua natura ammettere l’accoglimento neltempo di possibili variazioni.Il PTCP terrà quindi nella debita considerazione questacriticità e si orienterà verso la regolazione dell’istitutointendendolo come un processo dinamico a reciprocorapporto costitutivo tra la Provincia e le Amministrazionicomunali, attraverso l’individuazione diambiti agricoli riferiti ad interessi di rango provincialeo sovra comunale – garantendo la salvaguardia dei PLISesistenti e della Rete Ecologica Regionale individuatadal PTPR – prescrittivi e di micro ambiti di fascia comunale(acquisite come proposte comunali) che possonoessere dinamici attraverso la definizione dei criteri edelle modalità che garantiscano il concreto confrontocon le Amministrazioni comunali per la definizione dellearee agricole (art.15c.4 LR12/05). Il PTCP si orienteràpertanto verso una disciplina flessibile, che prevedala possibilità da parte dei Comuni, nel rispetto dellaloro autonomia pianificatoria e sulla base di oggettiverisultanze riferite alla scala comunale, e nel rispettodi precisi criteri - che la normativa del PTCP definirà -di apportare modifiche, rettifiche e miglioramenti agliambiti destinati all’attività agricola individuati dai microambiti di fascia comunale di interesse strategicoindividuati nel PTCP, che possano essere condivise già insede di verifica di compatibilità dei PGT rispetto al PTCP.La normativa di piano disciplinerà questo processo,interpretandolo e regolandolo come un elemento giàinterno al PTCP, che produce aggiornamenti ed adeguamentidella cartografia e degli elaborati, riconducendosiall’istituto della variante allo strumento diprogrammazione provinciale solo nei casi che comportinovarianti strutturali al PTCP.Per quanto attiene ai territori ricompresi all’internodei parchi regionali, il PTCP assumerà quali ambitidestinati all’attività agricola di interesse strategico leindicazioni derivanti dai PTC dei parchi medesimi.Laddove invece i PTC vigenti dei parchi rimandino la disciplinapuntuale di parti del territorio a successive fasidi pianificazione attuativa, come ad esempio nel casodei Piani di Cintura Urbana del Parco Agricolo Sud Milano,il PTCP individuerà, in accordo con l’ente gestoredel parco e i comuni interessati, gli ambiti destinatiall’attività agricola di interesse strategico, che avrannovalore di salvaguardia anche in fase di approvazione degliatti di pianificazione previsti dai PTC dei parchi stessi.28
3.3Il sistema paesistico e ambientaleOperazione prioritaria per l’adeguamento dei contenutie delle disposizioni del PTCP vigente in riferimentoal sistema paesistico-ambientale è la loro ve-rificaalla luce di quelli preordinati dalla LR 12/2005, la valutazionedella loro efficacia rispetto alla natura “programmatoria”,“prevalente” o di “contenuto minimoper la pianificazione comunale” assegnata per legge el’eventuale integrazione rispetto alle carenze evidenziate.In tale chiave si registrano contenuti assenti, o inlarga misura sottorappresentati rispetto alla rilevanzaassunta nel rinnovato quadro normativo, come l’individuazionedegli ambiti destinati all’attività agricola diinteresse strategico o dei corridoi tecnologici, e contenutida riconsiderare in base all’efficacia e al livellodi cogenza.Il PTCP, in coerenza con il Piano Territoriale Regionale(PTR), dovrà considerare il sistema paesistico-ambientalequale sistema di precondizioni. Il PTCP dovrà pertanto,da una parte, confermare/individuare in modochiaro le “invarianti” a cui associare norme a carattereprescrittivo che dovranno trovare applicazione intutti e tre i sistemi che articolano il PTCP: paesisticoambientale,infrastrutturale, insediativo, e, dall’altra,meglio specificare i criteri e i parametri di riferimentoper la compatibilità degli strumenti urbanistici comunalie degli interventi di trasformazione.Il percorso che si intende delineare in merito al sistemapaesistico-ambientale, dalla conservazione e tuteladelle preesistenze alla costruzione di nuovi paesaggi,prevede:• lettura e caratterizzazione del paesaggio alle diversescale;• definizione di obiettivi di qualità paesaggistica differenziatisecondo i diversi gradi di sensibilità e vulnerabilitàpaesaggistica;• considerazione integrata degli aspetti paesaggisticinelle politiche territoriali e nei diversi percorsipianificatori e progettuali.In merito ai temi indicati nel Piano Paesaggistico Regionale(PPR) verso cui orientare l’adeguamento delsistema paesistico-ambientale del PTCP, si evidenziain particolare quello relativo al degrado paesistico eambientale, rispetto al quale risulta necessario anche29
10 Considerando, atal proposito, ilPiano TerritorialeRegionale d’AreaNavigli, in fase didefinizione regionale.individuare specifici indirizzi di recupero. Assumonoparticolare rilievo i sistemi delle aree naturali edell’idrografia, in quanto sistemi “a rete” in grado dicaratterizzare e strutturare il paesaggio. A tale riguardoin sede di adeguamento risulta opportuno operareuno specifico approfondimento aggiornando e definendocon maggior dettaglio la rete ecologica provincialeed evidenziando il ruolo e la rilevanza paesistica delsistema idrografico sia naturale che artificiale 10 .Come parte integrante della rete ecologica provinciale,il PTCP in adeguamento alla LR12/05 inserirà il progettostrategico “Dorsale Verde Nord”, quale grande infrastrutturaecologica e ambientale sovraprovinciale chesi sviluppa tra i fiumi Adda e Ticino e mette in rete iparchi esistenti, tutela gli spazi aperti, agricoli e periurbani,diventando altresì occasione per ricostruire unaimmagine identitaria del territorio, composta da un sistemadi specificità locali. La Dorsale Verde Nord saràoggetto di confronto e condivisione con la provincia diMonza e Brianza, il cui territorio è attraversato dal progettostesso.Gli obiettivi del PTCP saranno verificati tenendo presenteil principio guida che tutto il territorio va consideratonella sua valenza di paesaggio. In particolare,in applicazione della Convenzione Europea del paesaggio,si fa riferimento ad una maggiore integrazione frale politiche per il paesaggio e per il governo del territorio.In tal senso il PTCP, nel definire chiaramente priorità,indirizzi e strategie per il paesaggio che si pongonotrasversalmente rispetto alla definizione delle diversepolitiche territoriali, cercherà di assumere anche il ruolodi indirizzo e coordinamento delle politiche paesaggistichelocali.Assumere l’obiettivo della compatibilità paesistico-ambientaledegli interventi derivanti dallo sviluppo economico,infrastrutturale ed edilizio comporta la necessitàdi indagare criteri, modalità e strumenti per la gestionepaesistica delle trasformazioni sul territorio, valorizzarele situazioni di maggiore rilevanza quali capisaldi aggregantidi tutto il territorio e riconsiderare gli elementidi degrado come opportunità di recupero. Il concettoche si evidenzia come centrale è quello di qualità, intesocome concetto complesso verso cui concorronoaspetti di valenza paesistica, di valenza ambientale,estetico-percettivi, funzionali, relazionali. A tale propositodi particolare rilievo è il tema degli spazi apertie delle aree di frangia, correlati a quello della qualitàambientale e spaziale degli insediamenti urbani.30
E’ necessario pertanto passare da una politica di protezionepassiva delle risorse ad un’attiva tutela e valorizzazionedelle qualità paesistiche del territorio cheinteragisca con le politiche di sviluppo. In tal senso ildisegno territoriale strategico proposto per il PTCP facoincidere e interagire la rete infrastrutturale e le ipotesidi sviluppo con le peculiarità della struttura geograficadel territorio:• le valli fluviali dell’Adda e del Ticino che ne segnanoi confini geografici;• le valli minori (corridoi) del Lambro e dell’Olonadel Seveso e della Vettabbia;• le infrastrutture trasversali dei Navigli e del CanaleVilloresi;• il sostrato orografico del paesaggio;• il territorio della Martesana, rafforzando il sistemadei parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS) ela Dorsale Verde Nord.Il disegno territoriale strategico proposto per il PTCPadeguato alla LR 12/05, seguirà un’idea guida: la capacitàdi integrare una forte infrastrutturazione tecnica,necessaria per implementare di nuove funzionie significati l’armatura dei poli urbani, con il disvelamentodel sostrato territoriale del paesaggio che necostituisce la qualità profonda e le specificità ambientalie ne rappresenta la natura costitutiva. Procede successivamenteall’individuazione dei “poli” territorialiche, in parte anche indipendentemente dal loro attualelivello di sviluppo, possiedono le qualità (derivanti dallacollocazione nell’armatura territoriale) opportune perconcentrare le risorse di valorizzazione e la crescita delsistema anche con attenzione al suo equilibrio complessivo,e quindi alla necessità di “implementare” le situazionipiù deboli.Nuovi contenutie diversa efficaciaper il paesaggioLa tutela dei beni ambientali e paesaggistici rappresentauna delle categorie di previsioni del PTCP conefficacia prescrittiva e prevalente sugli atti degliEnti locali, che si esercita in attuazione dell’articolo77 della LR 12/2005, ovvero conformando e adeguandoi rispettivi strumenti di pianificazione alle prescrizionidettate dal PPR, parte integrante del PTR, approvato loscorso 19 gennaio.Tali integrazioni e aggiornamenti, che risultano già immediatamenteoperativi, si riferiscono a:31
• aggiornamento e integrazione degli elementi identificativi,dei percorsi di interesse paesaggistico,del quadro delle tutele della natura;• introduzione dell’Osservatorio dei paesaggi lombardi,quale integrazione delle descrizioni dei paesaggidi Lombardia e quale riferimento per il monitoraggiodelle future trasformazioni;• descrizione dei principali fenomeni regionali didegrado e compromissione del paesaggio e situazionia rischio di degrado a completamento delle descrizionidei paesaggi;• introduzione di una Parte IV degli Indirizzi di Tutela,dedicata a “Riqualificazione paesaggistica econtenimento dei potenziali fenomeni di degrado”;• aggiornamento e integrazione del documento “Pianidi Sistema – Tracciati base paesistici”.Ai sensi dell’art. 15, comma 6 della LR 12/2005, il PTCP,per la parte inerente la tutela paesaggistica, ha il compitodi:• adeguarsi al Piano Paesaggistico Regionale e alla relativadisciplina paesaggistica;• individuare le previsioni atte a raggiungere gli obiettividel PTR;• individuare gli ambiti su cui è opportuna l’istituzionedi Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS).Risulta pertanto necessario, considerata l’efficacia paesaggisticadel PTCP e ai fini di delineare i necessariadeguamenti della componente paesistica del pianoprovinciale, operare un confronto con le indicazioni delPTR complessivamente inteso e, in particolare, con ledisposizioni del Piano Paesaggistico in esso contenuto.In tal senso si evidenzia che il PTR riconosce il “sistemarurale-paesistico-ambientale” - inteso quale sistemamultifunzionale dello spazio “non costruito” - qualeelemento essenziale di assetto del territorio regionaleai fini di perseguire i tre macrobiettivi: rafforzare lacompetitività, riequilibrare il territorio, proteggeree valorizzare le risorse. Il PTCP vigente rispetto al territorioagricolo, pur rinunciando ad una sua dettagliataindividuazione, ne evidenzia il carattere di “sistema”territoriale avente rilevanza ambientale ed economicoproduttivae sottolinea la necessità di considerare lerelazioni esistenti fra i diversi elementi che li caratterizzanoe con la rete ecologica.32
Le indicazioni del PPR nei confronti della pianificazioneprovinciale, anche in riferimento alle disposizioni che,una volta vigenti, saranno di immediata prevalenza,non sono solo di mero recepimento ma sottolineano ilruolo di indirizzo e orientamento del PTCP nei confrontidelle azioni comunali e la necessità di coordinamentocon i piani di coordinamento dei Parchi.Tenendo conto del nuovo quadro normativo di riferimentovenutosi a creare negli ultimi anni in relazionealla tutela e valorizzazione del paesaggio, la Regione hainoltre ritenuto opportuno aggiornare e ridefinire, neldicembre 2007, i criteri e indirizzi relativi ai contenutipaesaggistici del PTCP. Altro tema di lavoro per l’adeguamentoè l’individuazione dei contenuti minimi deldocumento di piano comunale, non solo ai fini dellavalutazione di compatibilità ma anche della verifica diadeguatezza a rappresentare i valori paesistici e di coerenzarispetto agli scenari di scala provinciale. A taleproposito l’aggiornamento della lettura e dell’interpretazionedel paesaggio provinciale oltre a costituire ilquadro di riferimento imprescindibile per la definizionedelle strategie paesaggistiche provinciali, diventa ancheuna preziosa base di confronto con le strategie discala locale.Biodiversità,reti e corridoi ecologici,difesa del suoloL’elevato grado di artificializzazione del territorio milaneseha determinato condizioni di frammentazione eimpoverimento ecologico, con una riduzione della biodiversitàe pregiudicando la qualità ambientale.Il ripristino delle funzionalità compromesse dell’ecosistemadiventa pertanto un obiettivo significativodella pianificazione territoriale e può essere realizzatomediante la progettazione di un sistema interconnessodi aree naturali in grado di mantenerelivelli soddisfacenti di biodiversità all’interno di undeterminato territorio. E’ quanto ci si è proposticon il progetto di “rete ecologica provinciale”del PTCP vigente, una rete costituita principalmenteda un sistema di ambiti territoriali sufficientementevasti e compatti e con una certa ricchezza dielementi naturali (gangli) e da fasce territoriali diconnessione tra di essi che presentino un buon equipaggiamentovegetazionale (corridoi ecologici).Rispetto al progetto vigente di rete ecologica provinciale,l’adeguamento del PTCP si propone di verificarnegli elementi costitutivi, per integrare ilprogetto con quanto emerso dai risultati raggiunti in33
questi anni e con eventuali nuove situazioni e valutazionipiù recenti.Si valuteranno, in particolare, le zone extraurbanedove attivare il consolidamento ecologico, alcuni corridoiecologici, e un’ipotesi di ampliamento della matricenaturale primaria e della fascia a naturalità intermedialungo la valle del Ticino, in modo da renderlepiù coerenti con le perimetrazioni dei SIC e della ZPSpresenti in quell’ambito. È inoltre da aggiornare il quadrodelle interferenze delle previsioni infrastrutturalicon la rete ecologica.Un’attenzione specifica è rivolta ai varchi della rete,in quanto punti cruciali per il mantenimento stessodella rete ecologica provinciale e quindi della funzionalitàecologica del territorio. I varchi sono infatticollocati dove l’andamento dell’espansione urbanaha determinato una significativo restringimento deglispazi aperti tra due fronti urbani, ponendo a rischio laconnessione ecologica.I contenuti del PTCP in tema di difesa del suolo, enunciatiall’articolo 56 della LR 12/2005, concorrono sostanzialmentealla definizione del quadro conoscitivodel territorio regionale in riferimento all’assetto idrogeologico.34
Nel PTCP vigente il tema della difesa del suolo, approfonditoe disciplinato a partire dai principi della leggequadro 183/89, non è circoscritto agli aspetti di prevenzionedel rischio idrogeologico, ma si estendeanche al risanamento delle acque e alla tutela degliaspetti ambientali connessi.La valutazione di compatibilità degli strumenti urbanisticicomunali rispetto ai contenuti specifici della difesadel suolo è volta ad accertare il conseguimento degliobiettivi di prevenzione del rischio idrogeologico, di riqualificazionedei corsi d’acqua, di tutela e valorizzazionedelle risorse idriche e prevenzione dei fenomenidi inquinamento dei suoli e delle acque.Nonostante la maggior ampiezza del campo applicativodelineato dal rinnovato quadro normativo (con particolarerichiamo all’articolo 18), l’efficacia prescrittivadelle disposizioni del PTCP in questa materia è riferitaall’indicazione delle opere di difesa del suolo da indicarenegli ambiti definiti a rischio idrogeologico (da attisovraordinati come il piano di bacino) solo nei casi incui la normativa e la programmazione di settore attribuiscanoalla Provincia tale competenza.Interessanti infine, quali strumenti di attuazione e costruzionedi “materiali” per l’adeguamento del PTCP,sono anche i Contratti di fiume, che Regione Lombardiasta sviluppando e che potrebbero costituire opportunitàdi riflessione e definizione di politiche concertate susvariate tematiche riferibili ad ambiti territoriali indipendentidalle limitazioni amministrative.3.4Il sistema infrastrutturaleLe previsioni infrastrutturali del PTCP possono assumere,con la LR 12/2005, efficacia prevalente nei confrontidella pianificazione comunale: l’attribuzione di questoruolo da parte della legge regionale è peraltro coerentecon la rilevanza che l’assetto infrastrutturale assumenel rendere possibili le potenziali relazioni tra i nodidella rete ed è cogente e indispensabile alla possibilitàdi sviluppare un piano strategico territoriale.Il PTCP attuale non esprime una propria visione infrastrutturalema si limita ad un ruolo di registrazione delleprevisioni; peraltro, il sistema esistente nel territoriodella provincia metropolitana risente fortemente di35
una visione radiocentrica verso il polo centrale, penalizzanteper la potenzialità delle relazioni reciprochetra i poli della rete; con l’effetto di allontanare tra loropolarità che potrebbero “fare sistema”, e di indirizzareinvece le loro relazioni in forma unidirezionale versoMilano.Le linee strategiche del PTCP per l’assetto infrastrutturaleperseguono quindi due concetti fondamentali:• rompere lo schema radiocentrico, privilegiando leconnessioni trasversali anche mettendo a rete partedegli elementi infrastrutturali esistenti, riammagliandoed intessendo trame pluridirezionali che recuperanole relazioni territoriali in parte cancellatedallo sviluppo più recente, in grado di valorizzare lepotenzialità dei poli della rete;• assumere un modello a rete simile a quello messoin atto e sperimentato con successo da aree metropolitaneeuropee analoghe a quella milanese. Talemodello è fondato su un sistema gerarchico basatosul trasporto pubblico su ferro, con alleggerimentodel sistema urbano centrale mediante linee metropolitanemiste che servono l’agglomerazione esterna,a loro volta interconnesse con le linee regionalisu ferro e con le linee nazionali/internazionali sunodi anche esterni al sistema della città centrale;• assoggettare lo sviluppo del sistema infrastrutturaleattraverso azioni mirate alla salvaguardia dellearee contermini, con l’individuazione di adeguatefasce di rispetto. Tali azioni dovranno impedire losviluppo edificatorio incontrollato attorno alle infrastrutturemedesime.Ciò significa sostanzialmente prolungare versol’esterno le linee metropolitane del sistema milanese,ma anche garantirne la connessione trasversaleverificando le modalità più efficaci per rispondere alladomanda.Il PTCP si occuperà altresì del tema dell’inserimentoambientale e paesistico delle nuove infrastrutture viabilistichee di quelle da potenziare, sia mediante soluzioniprogettuali ambientalmente compatibili, siaproponendo adeguate opere di mitigazione e compensazionepaesistico-ambientali, anche con riferimentoagli accordi e/o intese per le grandi infrastrutture(esempio Accordo di Programma relativo alla TangenzialeEst Esterna).36
3.5Il sistema insediativo edelle attività produttive11 Vedi capitolo“2.Quadro analiticoconoscitivo” delpresente documentodi linee guida perl’adeguamento delPTCPGli aspetti principali del sistema economico provincialemilanese sono delineati negli approfondimenti settorialisvolti negli scorsi anni 11 per l’adeguamento del PTCP.A tal proposito si evidenzia come il sistema provincialenon possieda solo un alto potenziale in termini di ricerca,innovazione e, quindi, competitività nel medioe lungo termine, ma possa contare anche su una realtàconsolidata di eccellenze di ricerca di frontiera. Sembraperò necessario dare maggior risalto e visibilità aisettori e alle esperienze di alto profilo, diffondendonee promuovendone la conoscenza.Nell’area milanese gli elementi dell’economia tradizionalehanno ancora una grande rilevanza. La circolazionedi merci e persone rappresenta un flusso vitale delsistema, ma è insieme anche un elemento di sempremaggiore sofferenza per le infrastrutture.La localizzazione e le economie di prossimità hannoancora un’importanza fondamentale, soprattutto perle piccole e medie imprese. Anche la funzione mercantileè estremamente importante, soprattutto in riferimentoai settori di tradizionale competitività creativae dell’alta tecnologia.Lo scenario prefigurabile per l’area metropolitana milaneseè quello di “polo di eccellenza relazionale” nelsistema globale dell’economia della conoscenza, conun ruolo di leader nelle filiere ad alta intensità di conoscenzae ad alta intensità creativa. Uno scenario evolutivoche appare però frenato da nodi irrisolti e nuovecriticità, fatta eccezione per alcune singole eccellenze,il sistema appare in sofferenza e con un notevole potenzialeinespresso.L’integrazione e il coordinamento appaiono come criticitàrilevanti: le eccellenze presenti nell’area provincialenon formano un coerente sistema in cui si possanovalorizzare appieno sinergie tra filiere e funzioni e incui le strutture dedicate a ricerca e innovazione possanoavere adeguata visibilità.Alcuni segnali di difficoltà evidenziano che l’attuale situazionecritica rappresenta un momento cruciale di discrimineper la competitività a lungo termine del sistema.Il rafforzamento delle economie di prossimità apparelegato al raggiungimento di elevati livelli di qualità dellavita, come integrazione tra attenzione all’ambiente,37
modelli di vita equilibrati e dotazione di servizi alla famigliae alle imprese.Questo processo ha generato nel passato recente unagrande diffusione al di fuori del capoluogo dei servizialle famiglie e di parte dei servizi alle imprese, che tuttaviasi sono distribuiti sul territorio senza un’attentaprogrammazione.L’evoluzione delle componenti produttive ed economichedell’aera provinciale in un sistema di eccellenzanon può prescindere da una visione partecipata econdivisa, che trascende il solo aspetto programmatoriodel PTCP, ma alla quale il progetto strategico delPTCP può contribuire.Il disegno territoriale strategico di Piano dovrà tenereconto, integrando quanto già espresso sulla ricostruzionedel sistema a rete e infrastrutturale e quale premessaper le azioni significative messe in luce dagli approfondimentisettoriali, di:• necessità di programmazione di area vasta nell’usodel territorio fondata su una visione forte delle vocazionilocali e sulla ricerca di sinergia tra aree dieccellenza;• estensione del “territorio di riferimento” dellacompetitività milanese oltre i confini amministrativiprovinciali verso il territorio lombardo medianteprogetti trasversali di coordinamento interprovinciale;• potenziamento degli elementi di sinergia dell’economiatradizionale, di localizzazione e di prossimità,mediante la valorizzazione dei poli attrattori delsistema policentrico, promuovendo una equilibratadistribuzione dei servizi nel contesto territoriale;• coordinamento provinciale tra sistema infrastrutturalee definizione di modelli localizzativi coerenticon un quadro di riferimento dello sviluppo territorialebasato sullo sviluppo delle vocazioni e sul sostegnoall’innovazione;• rafforzamento e integrazione tra qualità della vitanei poli attrattori esterni a Milano e creazione diservizi in grado di migliorare l’attrattività del territoriocome supporto per il rafforzamento di filiere emeta distretti collegati.38
3.6I poli attrattori e le politiche della residenzaI poli attrattori individuati nella precedente propostadi adeguamento del PTCP alla LR 12/05, erano statidefiniti sulla base di un’operazione di rilevamentodegli effetti del quadro infrastrutturale e della dotazionedi servizi esistenti, indipendentemente dalleazioni progettuali che lo stesso PTCP poteva attivare.Nel disegno territoriale strategico proposto con l’attualepercorso di adeguamento del PTCP alla LR12/05, l’individuazione dei poli attrattori intende caratterizzarsicome un processo più articolato, fortementeimplementabile dalla visione strategica e dallavolontà di perseguire precise linee di rafforzamentodel territorio nel suo complesso e dei suoi rapporticon il sistema metropolitano regionale, in particolare:• valutazione delle potenzialità insediative e dellaqualità ambientale dei poli di riferimento nei diversiambiti territoriali provinciali;• appartenenza alle linee di forza del paesaggio;• prossimità ad altri poli del sistema ed alla lorogiacitura in rapporto al completamento del sistemainfrastrutturale;• dimensione storica dell’insediamento e ruolonell’ambito territoriale di riferimento.In sostanza si intende coniugare la persistenza di lineedi forza spontaneamente instaurate con l’attivazionedi nuove relazioni in grado di completare il sistemapolicentrico integrato alla struttura del paesaggio diformazione storica.I poli attrattori emergono quindi come “nodi” dellarete: la loro costituzione e disposizione interagiscein maggior misura con le strategie di progetto, anchee particolarmente sul riequilibrio dell’offerta e delladomanda residenziale.Nell’approfondimento settoriale dedicato all’analisidel fabbisogno abitativo nella Provincia di Milanoper il decennio 2006-2015, gli elementi di costruzionedella domanda e dell’offerta non sono estranei allequalità e alle potenzialità esprimibili dai poli.Tale analisi ha messo infatti in evidenza le interrelazionitra i diversi fenomeni nell’ottica di implementarepolitiche di governo, in un territorio che si sviluppain continuità con la regione urbana e al cui interno39
le relazioni tra i vari ambiti sono intrecciate in modomultidirezionale e non sempre gerarchico.Le prospettive in questo periodo riguardano infatti,oltre agli elementi demografici di base:• l’attrattività della provincia e del sistema metropolitanonel suo complesso nei confronti delterritorio italiano, in particolare nei segmenti didomanda collocabili nell’ambito delle professionidell’università e della ricerca;• le dinamiche interne al territorio provinciale, conla forte attrattività del capoluogo per i giovani edegli altri poli per le famiglie mature;• la distribuzione della componente migratoria;• il movimento con l’interno e il mercato immobiliare,in termini di correlazione tra aumento deiprezzi delle abitazioni e flussi in uscita dalle zonemaggiormente inflazionate;• la produzione edilizia e le politiche urbanistiche,anche comunali, di riferimento.In tal senso le strategie di progetto per il sistemadei poli attrattori sono strettamente connesse allepolitiche residenziali: l’offerta di abitazioni a prezziaccessibili, ben collegata alle reti di trasporto, un’offertadi qualità in grado di proporre uno stile di vitaappetibile (anche e proprio per le qualità complessivegià esistenti nei poli individuati) nei settori dell’ediliziaeconomica e sociale, è certamente in grado diorientare in misura non irrilevante i flussi migratoriall’interno della provincia. E’ quindi possibile, graziea scelte integrate tra i sistemi infrastrutturale,insediativo e paesistico-ambientale, implementare e“forzare” la costituzione di un sistema a rete di riequilibrioterritoriale e di interrelazione con la regioneurbana.40
3.7Pianificazione per la sicurezza del territorioL’organizzazione degli spazi urbani può concorrere alloro grado di sicurezza. Il coinvolgimento degli EntiLocali nelle politiche di sicurezza urbana ha prodottouna riflessione sulle competenze e strumenti che possonoessere messi in campo per innalzare i livelli disicurezza oggettivi e percepiti di un territorio. L’ipotesiè che la gestione degli spazi e la riqualificazione/progettazione urbanistica, assumendo il tema dellasicurezza urbana, possano contribuire alla coesionesociale creando le premesse per migliorare anche lasicurezza del territorio.In questo senso quando si parla di urbanistica finalizzataalla sicurezza si fa riferimento al fatto che la riqualificazioneo progettazione dello spazio fisico deveessere funzionale a sostenere la vitalità del quartiereprevedendo una distribuzione delle funzioni (commercio,attività ricreative, culturali e sociali, trasporti,spazi pubblici collettivi) e favorendo, attraversointerventi strutturali, la coesione sociale, l’organizzazionedegli abitanti, le relazioni di vicinato, l’identificazionecon i luoghi, per ingenerare meccanismivirtuosi di controllo informale del territorio.In tal senso nell’ambito dell’adeguamento del PTCP,verranno fornite utili indicazioni ed indirizzi chele Amministrazioni Comunali potranno svilupparenell’ambito della definizione dei PGT,dei piani e deiprogetti edilizi attuativi.41
4.La visione strategica4.1La regione urbanaLa regione urbana è l’obiettivo strategico verso cuitendere, il quadro di riferimento per i progetti integratie, insieme, la visione che può aiutare a comprenderemeglio la realtà sociale ed economica della provinciae a orientarne le politiche di sviluppo a partire dallecaratteristiche costitutive, in qualche modo genetiche,del territorio milanese.La città di Milano sorge in mezzo ad una campagna riccad’acque risorgive e di terreni fertili, all’incrocio dellegrandi vie di comunicazione europee. Quelle che vannoda nord verso sud, superando le Alpi, e quelle che, attraversola pianura padana, collegano il Portogallo e laSpagna con l’est europeo e asiatico. Una localizzazionestrategica sulla quale si fondano le fortune di Milano cheè sempre stata una piccola città al centro di un vastoterritorio di grandi capacità produttive, agricole e manifatturieree, in tempi più recenti, anche industriali.La ricchezza prodotta nel territorio e nella città è stata,nel corso della storia, reinvestita per promuovernee gestirne le risorse, con interventi in una molteplicitàdi settori:• infrastrutture di trasporto a scala territoriale: levie d’acqua - fin dai tempi di Leonardo, le ferrovieregionali e nazionali, le centrali elettriche in Valtellinae gli elettrodotti, gli aeroporti;• istruzione di eccellenza, ricerca e sviluppo: l’ateneodi Pavia - fondato nel 1361 - e, più recentemente,il Politecnico, la Bocconi e le altre università aMilano e nella regione;• innovazione tecnologica: la ricchezza agricola delsud milanese dipende dall’invenzione delle “marcite”e quella manifatturiera e industriale del nord dallagrande capacità di innovazione tecnica e anche del gustoestetico degli imprenditori e lavoratori lombardi;• assistenza e sanità: lo “Spedale di Poveri”, la cuiprima pietra è stata posta da Francesco Sforza nel42
1456, esempio di avanzata struttura ospedaliera,progettata dal Filarete, è stato un prototipo per numerosialtri ospedali realizzati in altri paesi europei;• finanza: della grande e diffusa presenza di finanzierilombardi in Europa rimangono significative traccenella terminologia finanziaria (ancora oggi, in inglese,lombard sta a significare il tasso di interesse praticatodalle banche centrali) e nella toponomasticadelle principali capitali europee, nelle quali si trovanoancora strade intitolate ai Lombardi che in esseavevano concentrato le loro attività finanziarie;• marketing e promozione commerciale: i mercati,le Esposizioni, tenute ai giardini di Porta Venezia findal 1871 e culminate nell’Esposizione internazionaledel 1906, allestita, in occasione dell’apertura deltraforo del Sempione, nel Parco Sempione e nellanuova Piazza d’Armi, dove poi sorgerà la Fiera.• il territorio e l’attività rurale come spazio indispensabileper la qualità della vita e la sicurezzaed autonomia alimentare (filiera corta).Milano, oltre che città di mezzo e di passaggio, è dunqueanche una città di scambi, di merci e danaro, e diinnovazione culturale, tecnologica e organizzativa.La posizione geografica, i collegamenti, le capacità produttivee innovative dell’intera “regione”, e lo stretto legametra la città e il territorio rappresentano l’elementovitale e insostituibile della città che tutt’oggi mantiene,nel contesto europeo, una posizione di grande rilievo.Le cause del successo di Milano vanno ricercate nellageografia, nella storia e nell’economia alle quali si devela crescita e lo sviluppo nella “regione urbana milanese”di numerosi centri urbani, anche di notevole rilievo,che hanno mantenuto fino ad oggi un ruolo e una fisionomiaspecifici.Immediatamente a nord ci sono Monza e Legnano,dapprima terminali degli itinerari commerciali da e perl’Europa e, successivamente, anche sedi dei primi insediamentimanifatturieri.Immediatamente a sud si trovano Magenta, Abbiategrasso,Vigevano, Lodi, Crema, insediamenti urbani legatialla ricchissima attività agricola della pianura dellerisorgive e dei canali. Più lontano, ma sempre strettamentelegate a Milano, si trovano Como, Lecco, Bergamosedi del primo sviluppo industriale, i centri agricolidi Cremona, Piacenza, Pavia e infine Varese e Novara.43
Sono questi i poli di quella che, seppure in senso nonamministrativo, può essere definita la “regione urbana”milanese al cui assetto policentrico occorre fare riferimentoper avere una visione del ruolo di Milano che diquesta regione è, insieme, guida e nodo di collegamentocon l’Italia e l’Europa.Anche a Milano, come nel resto d’Europa, la crisidell’economia industriale e il progressivo incrementodella motorizzazione privata hanno provocato i fenomenidi dispersione insediativa che oggi tanto pesanosulla congestione dell’area.I movimenti di traffico da e per la città e quelli internialla città generati da questa dispersione urbana e territorialehanno messo in evidenza l’insufficienza strutturaledel modello insediativo e infrastrutturale radiocentricoformatosi nel corso della storia, anche recente, del territoriomilanese-lombardo ma non più in grado di reggerealla pressione di questa nuova organizzazione territoriale.Ciò mette a rischio il rapporto tra la città e il suo territorio;rapporto che è invece vitale per stare al passocon le altre aree forti del mondo.Per recuperare e rinforzare questo rapporto occorre –anche prendendo spunto anche dalle tendenze più innovativein atto in Europa - creare un’estesa rete dicittà che, per dimensioni demografiche ed economiche,possa continuare a competere con i più importanti centrieuropei e mondiali, come le consentono il suo rangoe la sua posizione geografica di assoluto rilievo.La visione è quella di un grande sistema territorialeunitario, articolato e policentrico, costituito da insediamentiurbani collegati da una fitta trama infrastrutturale,multimediale e multidirezionale, e tenuti insiemeda un tessuto continuo di spazi verdi.Una città del terzo millennio (estesa, aperta, continua,reticolare, urbana e rurale, attraversata da flussi materialie immateriali), inevitabilmente molto diversa - performa, dimensioni, caratteristiche - da quella storica(chiusa, municipale, introversa), ma con la medesimacapacità di essere il terreno di coltura dove cresce esi manifesta la nostra civiltà e in cui, in ultima analisi,prospera la nostra economia, fondata – oggi, ancor piùche in passato - sull’innovazione dei prodotti e dei processie sullo scambio delle merci e delle informazioni.La “regione urbana” è un obiettivo strategico di lungadurata cui la Provincia di Milano può dare un significativocontributo avviando un processo di intensificazione44
delle relazioni e delle sinergie con le provincie contermini- Varese, Como, Lecco, Bergamo, Monza, Lodi, Cremonae Pavia - che potrebbe estendersi anche a Bresciae, fuori della regione, a Novara e Piacenza con le qualile relazioni economiche e culturali sono molto strette:un grande sistema urbano-regionale di circa sette-ottomilioni di abitanti, fortemente infrastrutturato e conmolti nodi di grande e diversificata qualità che, organizzatiin rete, potrebbero sviluppare una potente forzaeconomico-territoriale, assolutamente competitiva ancheal di fuori del contesto europeo.Le linee di azione per il conseguimento dell’obiettivostrategico “regione urbana” consistono essenzialmentenell’attivazione di accordi interistituzionali (nella formadi accordi di programma o di altro tipo) per la costruzionee gestione dei fattori fisici e relazionali che mettanoin rete i rispettivi territori facendone un insieme unitariodotato di una “massa” corrispondente alle sue dimensioniterritoriali, demografiche, economiche e culturali.45
4.2I progetti territoriali integratiFare reteLe connessioni, come si è detto anche in precedenza,costituiscono oggi uno dei fattori più importanti dellacapacità produttiva e innovativa di un territorio, sonola fonte della sua intelligenza e della sua cultura.Il progetto integrato “Fare rete”, al fine di evitarel’addensamento del nucleo centrale e di puntare allosviluppo delle potenzialità presenti nel vasto territoriodella regione urbana milanese-lombarda, si propone diincrementare e migliorare la mobilità e la connettivitàdi persone, merci e informazioni all’interno e oltreil territorio provinciale dando loro senso e direzione,rafforzando i poli di origine e destinazione, i luoghi cheproducono e ricevono informazioni e prodotti e da cuile persone vanno e vengono.Il progetto “Fare rete” si propone anche di assicurareconnettività e continuità – e quindi vitalità - al sistemanaturalistico su tutto il territorio provinciale mediantel’individuazione e la messa in rete dei corridoi ecologici.“Fare rete” significa anche applicare, nella pianificazionee nelle politiche territoriali, le antiche tecnichedel telaio e dell’ago e del filo per tessere e rammendarele trame dei molti sistemi che si intrecciano sulterritorio e ne formano il tessuto connettivo.Si tratta di un progetto di “cornice” che attraversatutto il PTCP e le politiche territoriali della Provincia.“Fare rete” ha dunque anche il significato di andare inrete, proprio nel senso di fare goal, di raggiungere unrisultato, di avere successo.Il progetto “Fare rete”, quindi, ha le sue proprie lineedi azione e i suoi interventi specifici, ma è anchel’obiettivo comune e il quadro di riferimento per altriprogetti più settoriali.Le principali linee di azione del progetto “Fare rete”sono:• programmazione/realizzazione di prolungamentidei collegamenti da e con Milano, con linee metropolitanee metro tramvie;• programmazione/realizzazione di collegamenti tangenziali,per alleggerire il centro e creare linee diforza esterne. In questa prospettiva è previsto lostudio di una nuova Tangenziale Ovest Esterna;46
• contribuiti al potenziamento dei poli che, nel territorioprovinciale, godono delle migliori condizionidi accessibilità, favorendo in essi l’insediamento difunzioni qualificate e modulando anche, in tale ottica,i parametri e gli indici sul consumo di suolo;• individuazione e messa in rete dei corridoi tecnologicie dei corridoi ecologici per assicurare continuità,efficienza e integrazione reciproca tra sistemainsediativo e sistema paesistico- ambientale;• incentivazioni per l’estensione e il potenziamentodelle reti telematiche;• contributi all’espressione delle identità culturali locali.Expo fuori le muraIl progetto “Expo fuori le mura”, strettamente collegatoal progetto “Fare rete”, si propone di coglierel’occasione dell’Expo 2015 e dei suoi finanziamentiper realizzare interventi che rafforzino e qualifichino leidentità culturali, sociali e paesaggistiche, presenti nelterritorio provinciale.Per l’Expo sono previsti 20 milioni di visitatori.47
L’Expo tuttavia non si esaurisce nel sito espositivo. Anzi,sempre secondo le previsioni, i visitatori dedicherannouna buona parte del loro tempo alla visita della città edel territorio.Il format della città e del territorio è dunque crucialeper il successo dell’Expo, altrettanto se non di più rispettoa quello del sito dell’evento.L’Expo è dunque l’occasione per una grande operazionedi rinnovamento che deve appoggiarsi innanzitutto, allascala territoriale più ampia, ai poli che per giaciturasulle linee di paesaggio, per connessioni infrastrutturaliesistenti o in corso di realizzazione, per rilevanzadi risorse funzionali e culturali, rappresentano un fortepotenziale di riconoscibilità territoriale.Questi si configurano allora come porte di accesso alsistema espositivo e, al tempo stesso, come poli di convergenzadella mobilità territoriale.Le linee generali del progetto, anche in aderenza altema di Expo 2015, si rivolgono alla qualificazione evalorizzazione dei corsi e delle vie d’acqua e di terra(fiumi e navigli, strade e ferrovie) e dei borghi d’arte estoria che ad essi fanno riferimento.Il progetto “Expo fuori le mura” si propone di promuoveree coordinare una pluralità di progetti locali percostruire una visione d’insieme e renderli efficaci percontribuire significativamente al più generale obiettivodi rafforzare la rete territoriale provinciale anche invirtuosa competizione con la città centrale.Una casa per teLe più attendibili stime operate di recente indicanoche per soddisfare la domanda complessiva di allogginella provincia di Milano sono necessarie da 79mila a140mila unità abitative (arco temporale 2006-2015).Sarà comunque necessario verificare e definire, condati certi, l’effettivo fabbisogno abitativo valutando lepotenzialità edificatorie, ad oggi non ancora espressedalla pianificazione comunale, e lo stock immobiliaread oggi esistente ed inutilizzato. Verificando la possibilitàdi stabilire delle quote di edilizia sociale, convenzionatae libera nella pianificazione comunale.In particolare il fabbisogno di edilizia sociale nella provinciadi Milano è stimato, al 2016, in circa 46mila alloggi,diversamente articolati nei tavoli interistituzionali.Nel solo comune di Milano il fabbisogno di housingsociale è pari a circa 19.000 alloggi. La questione abitativaè quindi di grande rilevanza sociale ed economica.48
Con il progetto “Una casa per te” la Provincia proponedi dare un contributo significativo alla soluzionedi questo problema, particolarmente rilevante,incentivando e concorrendo alla realizzazione di abitazionisociali per le categorie più disagiate (giovanicoppie, anziani, forze dell’ordine, studenti, ecc).Al tempo stesso il progetto “Una casa per te” si inseriscenel quadro generale del rafforzamento della reteterritoriale provinciale. Le linee di azione del progettosi articolano molto variamente a cominciare dalla messaa disposizione di una grande area di proprietà dellaProvincia a Milano, nella zona di Affori, che gode dielevata accessibilità sia con il mezzo privato che con iltrasporto pubblico, per la realizzazione di un quartieremodello, anche sotto il profilo del risparmio energetico,di circa un migliaio di appartamenti di edilizia sociale.Per sostenere finanziariamente questo e altri interventidi housing sociale, l’Amministrazione intende costituire,insieme ad altri soggetti pubblici e privati, unospecifico fondo immobiliare. Nell’ambito del progetto“Una casa per te” la Provincia svolgerà un’azione dipromozione e coordinamento dell’attività dei Comuniper reperire aree da destinare ad interventi di housingsociale e per introdurre nei PGT dei meccanismi urbanisticiche favoriscano la realizzazione di questo tipodi edilizia residenziale. Si precisa che la LR 12/2005 hainserito l’edilizia residenziale pubblica tra i servizi socialiche il PGT, tramite il Piano dei Servizi, deve obbligatoriamenteprevedere nei Comuni ad alto fabbisognoabitativo e facoltativamente negli altri.49
Nuovi paesaggiPrima dell’imponente sviluppo industriale iniziato nellaseconda metà dell’ottocento, la città e la campagnaerano due entità chiare e distinte: le città e i borghistavano dentro le loro mura e i loro recinti; la campagna,con le sue ville e i castelli, era tutt’intorno. Conl’industrializzazione tutto cambia: le città dapprimasi densificano, ai limiti della vivibilità, all’interno deipropri confini storici e, successivamente, debordano amacchia d’olio nel territorio, fagocitando aree agricolee naturali. La campagna arretra progressivamente difronte all’espansione urbana e subisce anche un processodi rapida “rarefazione” per le innovazioni dei sistemiproduttivi a bassa densità di manodopera. Successivamente- con il prevalere dell’economia dell’innovazionetecnologica e di processo su quella della produzionein serie e con il diffondersi dei mezzi di trasporto individuali- si dispiega un imponente flusso migratorio diinsediamenti produttivi e residenziali verso i centri minorifisicamente separati dalla città. La città-fabbricaesplode in frammenti, distribuendo nel territorio, capannoni,abitazioni, ipermercati, parchi, parcheggi, superstrade,autostrade. La conseguenza è quella di unaurbanizzazione diffusa, discontinua, frammentaria e incoerente,inframmezzata dai resti, altrettanto discontinui,frammentari e incoerenti della campagna che fu.Nell’indistinto urbano-rurale della grandi conurbazioni,il millenario, solido e frontale antagonismo tra campagnae città si trasforma in numerose “risse” scompostetra lembi di città, residui di campi coltivati, tagli disuperstrade e ferrovie, terre abbandonate. Il conflittosi allarga e si frantuma in un “tutti contro tutti” che rischiadi mettere seriamente in crisi la sostenibilità stessadel nostro ecosistema. La limitatezza del territorioe delle sue risorse sono la principale causa di questaconflittualità.La necessità di dare unitarietà a questo indistinto territoriorichiede la creazione di una armatura infrastrutturaleadeguata alle esigenze di interconnessione dellepersone, delle merci e delle informazioni, ma ancheil mantenimento e, in alcuni casi, la realizzazione diun tessuto connettivo ambientale per la circolazionedell’acqua, dell’aria e delle altre componenti naturaliche possa tenere in equilibrio questo nuovo ecosistemae ne consenta la più ampia permeabilità. La situazionedi criticità dei territori postindustriali impone diadottare un approccio che non separi, ma integri le variecomponenti del territorio, secondo una logica nonpiù settoriale e sequenziale ma sistemica e organica.50
La riorganizzazione dello spazio non costruito è delresto altrettanto importante rispetto al potenziamentodella rete infrastrutturale e dei poli più propriamenteurbani. La creazione di un nuovo paesaggio è dunqueessenziale per la riqualificazione delle periferie e deglispazi interstiziali e per riunificare in una unità visibile ericonoscibile l’intera regione urbana.Anche alla luce delle esperienze più significative sperimentatein paesi stranieri e in adesione al principio, richiamatoanche nel PTR, che tutto produce paesaggio,la strategia che sembra più opportuno adottare è:• ridurre la conflittualità tra i tre grandi sistemi – insediativo,paesistico-ambientale e infrastrutturale –che si contendono il territorio;• creare le condizioni per l’integrazione e la cooperazionedei sistemi, sia sotto l’aspetto funzionale chepaesaggistico, aggiungendo al principio della mitigazionequello della ricomposizione/integrazione;• riorganizzare la città dispersa e attrezzarla perchédiventi il luogo privilegiato di produzione e distribuzionedi conoscenza e innovazione.Ne deriva che, da un lato, si devono potenziare e articolarele tradizionali linee di azione difensive delle funzionipiù deboli, dall’altro però si devono anche introdurrenuove linee di azione propositive che, in aggiuntaa quelle già in atto, favoriscano la creazione di nuovipaesaggi. Un’occasione importante in tal senso è quellaofferta dall’elaborazione dei Piani di Cintura Urbanada parte del Parco Agricolo Sud Milano con i comuniinteressati. Di particolare rilievo saranno il ridisegnodei margini che separano la città dalla campagna, oggispesso sfrangiati e degradati, e l’organizzazione deglispazi e delle reti di fruizione come fattore di transizioneda un sistema territoriale all’altro.Le linee di azione del progetto “Nuovi paesaggi” sarannodunque quelle del contenimento dell’uso delsuolo e della tutela dei beni ambientali e paesaggistici,sia pur rivisitati rispetto al passato. La prima, inrelazione alla valutazione critica dell’esperienza fin quimaturata, la seconda, in conseguenza delle nuove competenzeattribuite al PTCP dalla LR 12/2005 e degli indirizzidel PTR approvato dal Consiglio Regionale.Il contenimento dell’uso del suolo verrà perseguito tenendomaggiormente conto delle specifiche caratteristichelocali e anche delle strategie insediative delPTCP.51
La tutela paesistica e ambientale affronterà anche iltema fondamentale del recupero e della riqualificazionedel degrado ambientale che si manifesta particolarmentenelle aree di confine laddove le diverse funzioniche si contendono il territorio entrano in contattol’una con l’altra. In questo contesto assumono grandeimportanza la difesa dei corridoi ecologici già presentinel PTCP vigente e l’eventuale introduzione di nuovi,nonché una particolare attenzione al tema del verde diconnessione tra territorio rurale ed edificato. Le possibilitàdi intervenire su questi aspetti sono state rafforzatedalla LR 12/2005, che ha ulteriormente specificatole competenze del PTCP in materia di riqualificazionedei corsi d’acqua, tutela e valorizzazione delle risorseidriche e ha inserito i corridoi ecologici e il sistemadel verde di connessione tra il territorio rurale equello edificato tra i servizi che devono essere assicuratidal PGT nel Piano dei servizi. Se poi si consideranole specifiche competenze del PTCP nell’individuazionedegli ambiti agricoli strategici e nella definizione deicriteri per la realizzazione e l’inserimento ambientale epaesaggistico delle infrastrutture della mobilità e il relativocoordinamento tra tali criteri e le previsioni dellapianificazione comunale, si comprende quanto possanoessere estese ed efficaci le linee di azione del PTCP percontribuire alla costruzione di un nuovo paesaggio inabbinamento con l’organizzazione di una nuova reteterritoriale che riequilibri i pesi tra la città centralee il resto della provincia nel quadro della più ampiaregione urbana milanese lombarda.52
5.Il metodoNel quadro delineato dalla LR 12/2005 di rafforzamentodei meccanismi di governance e di cooperazione tra glienti, l’adeguamento del PTCP si caratterizza secondouna chiave strategica, di costruzione consensuale dipolitiche sovralocali e di interazione decisionale congli altri livelli di pianificazione territoriale.Il piano adeguato costituirà il quadro di riferimentodi un processo continuo e incrementale, alimentatodall’interazione con i decisori regionali e nazionali, dameccanismi circolari di monitoraggio e di valutazione(in primo luogo la Valutazione Ambientale Strategica) eda modalità di attuazione e sviluppo cooperative tra glienti locali, secondo geografie variabili, in ragione deiproblemi concretamente da affrontare, anche in relazionea questioni settoriali.5.1Le relazioni con i ComuniTra le relazioni instaurate tra il PTCP e gli altri livellidi governo del territorio, il capitolo di maggior peso riguardaquelle con i Comuni. Oltre ai rapporti di cooperazioneinteristituzionale e alla formazione di accordisu temi di scala sovracomunale, la modalità ordinariadi tale relazione è rappresentata dalla valutazione dicompatibilità degli strumenti urbanistici.La LR 12/2005 implica una articolata riedizione dellavalutazione di compatibilità, a partire dalla sostanzialericonfigurazione del Piano di governo del territorioche ha sostituito il tradizionale piano regolatore. La valutazionedi compatibilità si applica ora esclusivamenteal Documento di Piano, pur rilevando il riferimentoall’accertamento dell’idoneità degli atti di PGT (intesinella loro globalità) ad assicurare il conseguimento degliobiettivi fissati nel PTCP, salvaguardandone i limiti disostenibilità (art.18, comma 1).L’esame degli strumenti urbanistici comunali, ai finidella valutazione di compatibilità con il PTCP, avverrà53
quindi alla luce del loro contributo al conseguimentodegli obiettivi generali relativi all’assetto e alla tuteladel territorio provinciale indicati nella parte di carattereprogrammatorio (tra i contenuti del Documento diPiano indicati dalla deliberazione regionale sulle Modalitàdella pianificazione comunale 12 : l’individuazionedei grandi sistemi territoriali, gli obiettivi di sviluppo,indicando i limiti e la coerenza con le previsioni aefficacia prevalente di livello sovracomunale, gli obiettiviquantitativi di sviluppo, compreso la minimizzazionedel consumo di suolo, le modalità di recepimentodelle previsioni prevalenti). L’espressione della valutazionedi compatibilità, proprio in quanto connotatadal superamento del modello di conformità, non puòesaurirsi in una verifica limitata all’osservanza delle indicazioniprevalenti ma deve fondarsi su un più ampioesame dell’effettiva rispondenza dello strumento comunaleagli obiettivi programmatici del PTCP.5.2Le relazioni con il PTR, i Parchi regionali e ipiani settoriali sovraordinati12 DeliberazioneG.R. 29/12/05n.VIII/1681, pubblicatasul BURL26/1/05 n.4, IIsuppl. straordinarioIl PTCP vigente ha in generale un rapporto di subordinerecepimentorispetto ai livelli di pianificazione sovraordinatio vincola tali rapporti alla stipulazione di inteseex D.Lgs.118/98.Una serie di contenuti del PTCP vigente costituisconola mera registrazione di indicazioni dettate da specifichediscipline o strumenti di pianificazione prevalenticome, ad esempio, i vincoli paesistici e il Piano di AssettoIdrogeologico.La qualificazione di coordinamento del piano territorialeprovinciale ben si concilia con la costruzione diun quadro di riferimento delle indicazioni derivantida atti presupposti. La ricognizione di tali indicazionirappresenta operazione essenziale per l’adeguamento,con il quale si intende attribuire un carattere dinamicoe aggiornabile in continuo. Per consentire una efficacee tempestiva registrazione delle indicazioni prevalenti,devono infatti essere potenziate le connessioni dellerispettive banche dati e devono essere previste proceduredi integrazione assimilabili alle modalità semplificatedi approvazione di modifiche al PTCP previsteall’articolo 17 comma 11 della LR 12/05.54
13 Le categorie diprevalenza, perquanto riguarda ilPTR, sono individuatee disciplinateall’articolo 20,commi 4 e 5. Perquanto riguarda invecei piani territorialidei Parchi è laL.R. 86/83 articolo17, commi 2, 4 e 5che limitano la portataal campo dellatutela ambientale epaesistica.La LR 12/2005 conferma la prevalenza sul PTCP delPTR e degli strumenti di pianificazione delle aree regionaliprotette, circoscrivendola tuttavia ad alcunecategorie di indicazioni 13 e introducendo anche alcunepossibilità di proporre modifiche agli atti regionali daparte delle Province e dei Comuni.Sotto questo ultimo profilo, si rileva in particolare lafacoltà di promuovere su richiesta delle Province interessatedei Piani Territoriali Regionali d’Area, conefficacia diretta e cogente nei confronti di Comuni eProvince (LR12/05, art.20, comma 6). Il ricorso a talestrumento potrebbe rappresentare un’utile modalitàper affrontare temi di maggior rilievo in materia di infrastruttureper la mobilità, di politiche dell’ambiente,dei parchi, del paesaggio, degli insediamenti di rilevanzasovracomunale.Il rapporto tra PTCP e i piani dei Parchi regionali, o,più esattamente, gli strumenti di pianificazione checostituiscono il sistema delle aree regionali protette,definito dalla LR 12/2005 (art.15, comma 7) prevedeche il PTCP “recepisca” tali strumenti e la Provincia“coordini” con gli Enti gestori la definizione delle proprieindicazioni territoriali, restando fermi tuttavia alcunispecifici casi di prevalenza contemplati dalla leggeall’articolo 18, comma 3 (ovvero le previsioni del PTCPriguardanti le infrastrutture per la mobilità quando costituiscanoattuazione di interventi regionali prioritari).Il tema del rapporto con la pianificazione dei Parchiregionali è di grande rilievo per la Provincia di Milano,considerate la dimensione dei territori sottopostia questo particolare regime e la sua peculiare caratterizzazionedi tutela e valorizzazione delle risorse ambientali.Il vigente ordinamento regionale attribuisceinfatti, ai Piani Territoriali di Coordinamento (PTC) deiParchi, compiti nel campo della tutela ambientale epaesistica, tali da non coprire integralmente quelli propridel PTCP. In altre parole, il rapporto si articola sutre binari, delimitati con riferimento alla specifica inerenzadegli interessi pubblici coinvolti:• per le indicazioni di natura paesaggistico-ambientale,che competono agli strumenti di pianificazionedei Parchi (art.17 L.R.86/83), il PTCP si limita alloro mero recepimento;• per gli specifici casi di prevalenza del PTCP consideratiall’articolo 18 (ovvero le previsioni del PTCPriguardanti le infrastrutture per la mobilità quandocostituiscano attuazione di interventi riconosciuti55
come prioritari), sono al contrario i piani dei Parchia dover conformarsi al PTCP;• per tutte le altre indicazioni territoriali -tra le quali:gli obiettivi di sviluppo economico-sociale, i criteriper l’inserimento ambientale e paesaggistico delleinfrastrutture della mobilità, la previsione di insediamentidi portata sovracomunale, la definizionedell’assetto idrogeologico, la definizione degli ambitidestinati all’attività agricola di interesse strategico- i due quadri disciplinari del PTCP e dei PTC deiParchi devono essere coordinati dalla Provincia congli Enti gestori. La componente ambientale dovràquindi essere integrata organicamente nel quadrocomplessivo dell’assetto territoriale del PTCP sia attraversouna reciproca verifica di compatibilità, siaattraverso forme di cooperazione e coordinamentodei diversi soggetti titolari di governo del territorio.Il coordinamento provinciale assumerà inoltre maggiorrilievo in quegli ambiti che i piani di alcuni Parchiriservano all’iniziativa comunale, le cosiddettezone IC (zone di iniziativa comunale).5.3La perequazione territoriale14 L.R.12/05, art.11,Compensazione,perequazione edincentivazioneurbanistica.La LR 12/2005, detta una disciplina per la compensazionee perequazione urbanistica 14 e con la LR 4/2008 siintroduce la perequazione territoriale.Sotto il profilo urbanistico, la perequazione si concretizzain un modello di piano caratterizzato da unicitàdei parametri di sfruttamento del suolo, con riferimentoad una edificabilità media. La perequazione urbanisticarappresenta uno strumento tecnico finalizzatoalla redistribuzione equitativa tra diverse proprietàdella valorizzazione generata sulle proprietà stesse dalletrasformazioni urbane, prima previste e poi attuatesecondo il piano comunale e si rivela molto efficace perdare attuazione alle previsioni di piano e per indirizzarequote consistenti della valorizzazione generata versoobiettivi “collettivi” di riqualificazione.La perequazione urbanistica trova un limite applicativonella dimensione del piano comunale e nella preventivaselezione delle aree suscettibili di trasformazione.In tal senso è importante che, nel definire il suo campodi applicazione, i Comuni si confrontino con il più arti-56
colato disegno di sviluppo di area vasta e con le indicazionidi natura sovracomunale.La perequazione territoriale rappresenta invece unaparticolare forma compensativa e/o finanziaria finalizzataad un’equilibrata distribuzione dei vantaggi edei sacrifici connessi agli interventi urbanizzativi, infrastrutturalied insediativi che travalicano i confini comunali.L’urbanistica può rappresentare uno strumento di fiscalitàlocale per attuare politiche redistributive collegatead un chiaro e condiviso scenario territoriale di riferimento.La perequazione territoriale si fonda sulla condivisionea livello sovracomunale di scelte insediative einfrastrutturali, proponendosi di compensare i maggioricosti sostenuti o i mancati ricavi derivati a taluni Comuniin conseguenza di tali scelte mediante una parzialecondivisione delle maggiori entrate ottenute da altriEnti locali.All’interno del PTCP si potrà incentivare l’utilizzazionedella perequazione territoriale attraverso la promozionedi accordi con Comuni, per promuovere i quali potràessere favorita la costituzione di fondi di compensazione,finanziati dalla Provincia stessa e dagli Enti localicon risorse proprie, con entrate conseguenti alla realizzazionedegli interventi o con oneri di urbanizzazione.57
6.Gli obiettivi d’integrazione, semplificazionee flessibilità: la normativadel PTCP.La proposta di adeguamento del PTCP licenziata dallaGiunta Provinciale il 27 giugno 2008 era corredata daNorme di Attuazione (NdA) già fortemente innovative emodificative rispetto a quelle del PTCP vigente, entratein vigore nel 2003.Le linee programmatiche della nuova Amministrazionelegittimano però un intervento tendente a semplificareulteriormente i processi di piano, ad ottimizzarne laflessibilità e a introdurre previsioni su istituti e programmiprecedentemente non affrontati.L’intervento di revisione normativa in tal senso proposto,sarà caratterizzato dalla riorganizzazione dell’articolatosecondo le categorie e gli istituti di cui agliarticoli 15 e 18 della LR 12/2005 e da un riallineamentoreciproco delle disposizioni di NdA riguardanti ivari sistemi territoriali considerati dal PTCP (ambiente,paesaggio, mobilità, agricoltura e sviluppo insediativo).Questo adeguamento implicherà, dunque, effetti siasulle norme ad efficacia prevalente e vincolante sia suquelle di orientamento, indirizzo e coordinamento, secondola bipartizione sancita dall’articolo 2, comma 4della legge regionale 12/2005.Per quanto attiene l’individuazione degli ambiti destinatiall’attività agricola di interesse strategico, che laLR12/05 (articolo 15, comma 4) include tra le previsionidi piano aventi efficacia prevalente e vincolante (articolo18, comma 2 e 3), si è trattato approfonditamente nelparagrafo dedicato al tema dell’agricoltura nel capitolo“3. I contenuti del piano” del presente documento.La revisione delle NdA del PTCP è orientata a un approcciodinamico non solo per quanto attiene agli ambitidestinati all’attività agricola di interesse strategico,ma anche nei confronti di tutti gli ulteriori contenutidello strumento provinciale che possono esser legittimamenteesclusi dalle procedure di variante, nei limiti diquanto consentito dalle disposizioni di legge in materia.Ciò fatta salva la tutela degli interessi di rango provincialeo sovracomunale e degli obiettivi di PTCP (articolo15, comma 1 della legge regionale 12/2005) oltre, ov-58
viamente, agli obblighi di rispetto di contenuti vincolantidelle pianificazioni o programmazioni sovraordinate.La volontà dell’Amministrazione in carica diretta adintegrare il PTCP con un nuovo contenuto dedicatoal problema della casa e del social housing saràanch’essa recepita in sede di revisione normativa, a valerequale componente degli obiettivi di piano relativiall’assetto territoriale e come elemento qualitativo discala provinciale. A tale riguardo si potrà intervenirecon specifico riferimento all’articolo 74 delle NdA già licenziatedalla precedente Giunta Provinciale nel 2008,per i necessari effetti d’integrazione e potenziamentodelle regole ivi sinteticamente già espresse. Si rinvieneinfatti un’idonea fonte normativa primaria, costituitadall’articolo 15, comma 1, 2 lettera c) e g), e 7 bis dellalegge regionale 12/2005, che sostanzialmente autorizzail recepimento fra gli obiettivi di piano anche delprogramma nazionale di edilizia abitativa (d.P.C.M. 16luglio 2009 in G.U. n° 191 del 19 agosto 2009).Un ulteriore intervento di adeguamento delle NdA tenderàpoi ai necessari adeguamenti delle regole di valutazionedi compatibilità degli strumenti comunali, tenuto contoche il sempre più frequente ricorso in quella sede alla tecnicadelle perequazione, compensazione ed incentivazione(articolo 11 della legge regionale 12/2005) suggeriscel’opportunità di ricontrollare e, se necessario, rimodularealcuni criteri di giudizio originariamente stabiliti in relazionealla pregressa tipologia di strumento di pianificazioneurbanistica, ora verosimilmente divenuti insufficienti.L’istituto della perequazione, compensazione ed incentivazioneurbanistica, inoltre, assumerà rilievo nellanuova normativa anche quale strumento di perseguimentodelle politiche provinciali sull’assetto territoriale sovracomunale.L’Amministrazione in carica, infatti, intendevalorizzare l’opportunità fornita al riguardo dal combinatodisposto dell’articolo 11 comma 2 bis e 15 comma 7bis della legge regionale, relativa all’individuazione degliambiti territoriali di perequazione intercomunale, sullabase delle risultanze di un processo partecipato conle Amministrazioni comunali già avviato negli scorsi annicon le esperienze di copianificazione dei Piani d’area.Ulteriori interventi sul corpo normativo, infine, riguarderannole componenti del PTCP che, a causa della sopravvenutavigenza di atti programmatori statali o dialtri enti, necessitano ora di essere riconsiderati e adeguati,come sicuramente è per gli aspetti connessi allarecente adozione del PTR regionale.59
7.Valutazione Ambientale Strategica7.1Avvio del processo di VAS e partecipazione15 Approvato condeliberazione delConsiglio regionalenum. VII/351 del13/03/2007.16 Deliberazione diGiunta Provincialen. 606/09 del28/07/2009, avvisopubblicato sul BURLn.34, serie inserzioni,del 26/08/09,su due quotidiani atiratura nazionale(Il Giornale del07/09/2009, Citydel 08/09/2009,Corriere della seradel 09/09/2009).17 Deliberazione diGiunta Provincialen. 869/09 del22.12.2009La LR 12/2005, in coerenza con la Dir 2001/42/CE,sancisce l’obbligatorietà della Valutazione AmbientaleStrategica (VAS) per tutti i piani e programmi degli Entilocali ed il documento “Indirizzi generali per la valutazioneambientale di piani e programmi” 15 , stabiliscemodalità per l’organizzazione della procedure.Particolarmente importante nella VAS, è l’attiva partecipazionedi soggetti istituzionali e rappresentanzesociali, allo scopo di acquisire le proposte dei diversiattori territoriali e confrontarne la coerenza congli obiettivi di piano. Nel caso dell’adeguamento delPTCP, la consultazione preventiva è stata attivata conla pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento16 ed uno spazio apposito è stato dedicato sul sitodella Provincia, nella sezione della Direzione CentralePianificazione e Assetto del Territorio. La costruzionedell’adeguamento del PTCP passerà attraverso un confrontoampio ed aperto con le componenti sociali edeconomiche, con le parti sociali ed i “portatori di interessidiffusi”. L’autorità ambientale competente per laVAS è stata individuata nel Direttore del Parco AgricoloSud Milano 17 o suo delegato.È stato inoltre attivato da subito un percorso esplicitamentededicato alla partecipazione dei Comuni, deiParchi, dei tavoli interistituzionali. La condivisione dellescelte rappresenta infatti elemento essenziale per la costruzionedei contenuti dell’aggiornamento e dell’attuazionedelle indicazioni del PTCP. Già nello scorso mese diottobre è stato riattivato l’efficace strumento dei TavoliInteristituzionali, con una prima serie di incontri sul territoriofinalizzati alla raccolta di richieste, sollecitazionie problematiche relative ai temi dell’adeguamento.Il processo di formazione della proposta di PTCP in adeguamentoalla LR12/05 sarà, come previsto dalla legge regionalestessa, aperto ad un ampio confronto che interesseràanche le parti sociali, associative e produttive dellarealtà milanese attraverso un’ampia fase di informazionee comunicazione che coinvolga i cittadini nel loro insieme.60
7.2La valutazione di incidenzaLa “Direttiva Habitat” della Comunità Europea 18 ,nell’estendere i principi di conservazione degli habitatnaturali e seminaturali della fauna e della flora, introduceil concetto di “Sito di Importanza Comunitaria”(SIC), definendolo come un sito che contribuisce inmodo significativo a mantenere o a ripristinare un tipodi habitat naturale ed al mantenimento della diversitàbiologica. La stessa Direttiva, all’articolo 3, sostienela costituzione di una “rete ecologica europea Natura2000” e stabilisce che debba essere sottoposto a Valutazionedi Incidenza qualsiasi piano o progetto chepossa avere incidenze significative su un sito della ReteNatura 2000.La Regione Lombardia 19 ha precisato che i piani devonopredisporre uno Studio di Incidenza che abbia l’obiettivodi valutare i principali effetti sui siti, accertando chenon si pregiudichi la loro integrità relativamente agliobiettivi di conservazione degli habitat e delle speciepresenti e che valuti o preveda misure di mitigazione edi compensazione.L’adeguamento del PTCP, come ogni altro piano, dovràessere pertanto accompagnato da uno Studio diIncidenza e sottoposto alla Valutazione di Incidenzaper la quale è competente la Regione Lombardia.7.3VAS dell’adeguamento e PGT18 Direttiva 92/43/CEEdel 21/5/92.19 Delibera di GiuntaRegionale n.7/14106dell’8/8/03 “Elencodei proposti sitidi importanzacomunitaria …,individuazione deisoggetti gestori emodalità proceduraliper l’applicazionedella valutazioned’incidenza”.In coerenza con la direttiva 2001/42/CE, il processo diVAS permea tutti i momenti del ciclo di vita della propostadi Piano e del Piano configurandosi come un processocontinuo, che interessa le fasi di orientamento,elaborazione, attuazione e gestione del piano, volto aintegrare in modo contestuale e paritetico la dimensioneambientale con la dimensione economica, socialee territoriale. Secondo tale impostazione, inoltre, isistemi di monitoraggio debbono costituire affidabileriferimento per la conoscenza dello stato di attuazionedel piano fissando essenziali indicatori di sostenibilità erispettive soglie, per costruire periodici report sull’attuazionedel PTCP, dei piani settoriali e dei piani deglialtri Enti locali.61
È particolarmente importante il rapporto tra VASdell’adeguamento del PTCP e VAS dei piani comunali,i quali tra l’altro, rappresentano modalità di attuazionedel piano provinciale. Rilevato infatti il livello di maturitàdei PGT e delle relative valutazioni ambientali, ilprocesso di adeguamento non può non costruire un processodialettico che parte dall’interscambio di dati edindicatori e si esplicita nella partecipazione reciprocaalle Conferenze di Valutazione e all’espressione del pareredi compatibilità al PTCP degli strumenti urbanistici.Va infatti ricordato che da alcuni anni è attivo, in questocontesto, un privilegiato canale di comunicazione 20 ,che dovrebbe configurarsi come bi-direzionale, cercandodi attivare una fattiva collaborazione con i Comuniaffinché forniscano alla Provincia con periodicità regolarei risultati delle elaborazioni da essi svolte, essenzialiper il corretto monitoraggio del PTCP.7.4VAS e monitoraggio del Piano20 Progetto D.A.T.I.per il governo delterritorio: supportotecnico perla redazione deglistrumenti urbanisticicomunali.In generale, un sistema di monitoraggio deve essereprogettato in fase di elaborazione del piano stesso evive lungo tutto il suo ciclo di vita. Il monitoraggio delPTCP vigente, portato avanti in diverse forme nell’arcodel periodo di vigenza del Piano, necessita anch’esso diessere adeguato all’evoluzione che gli stessi strumentihanno conosciuto. I set di indicatori utilizzati ed i relativitarget e soglie di sostenibilità devono cioè essereaggiornati sulla base di disponibilità di nuovi dati e sullaindisponibilità di informazioni superate dalla naturadelle previsioni di Piano.In un quadro strumentale sostanzialmente innovativo,la VAS dovrà perciò confrontarsi con l’esigenza dirinnovare il sistema di monitoraggio per far emergerei reali effetti del piano e per individuare indicatori estrumenti utili ad una più efficace interpretazione deirisultati.In tal senso, le Conferenze di Valutazione sono strumentistrategici di grande importanza, dove il rapporto traEnti, tra piani e strumenti di conoscenza si può efficacementeestrinsecare grazie alla disponibilità e condivisionedi sistemi di conoscenza, apparati strumentali,matrici di coerenza. In questo quadro, sempre piùimportante è l’articolazione e la connessione tra le62
anche dati, le cartografie, i sistemi di indicatori emodelli e le interrelazioni tra il SIT (Sistema InformativoTerritoriale) della Provincia di Milano e quelli dellealtre Amministrazioni o Enti (Regione, Enti Parco, Comuni,Arpa).Il processo di adeguamento del PTCP è cioè occasioneper rafforzare i meccanismi di cooperazione e condivisionedi conoscenza e strumenti necessari per meglioconoscere, valutare e quindi orientare (o ri-orientare)le scelte sui territori. Anche alla luce dei contenuti dellaL.R. 12/2005, è utile pensare ai rapporti Comuni-Provinciae quindi PGT-PTCP, come rapporti di conoscenze e distrutture dati, esplicate attraverso dialogo tra sistemiinformativi territoriali, modelli, sistemi valutativi.63
Allegati64
Tavola 1La regione urbana65
Tavola 2Il sistema paesistico e ambientaleNOSATETURBIGONOVARAIl sistema paesistico-ambientalele vie d'acquacentri storici e nuclei diantica formazionePLIS - Parchi Locali di InteresseSovracomunaleParchi NaturaliParchi RegionaliAssessore Pianificazione del Territorio - Programmazionedelle infrastrutturedicembre 2009GALLARATEVANZAGHELLOCASTANO PRIMOROBECCHETTO CON INDUNOVARESERESCALDINALEGNANOCERRO MAGGIORESAN VITTORE OLONAMAGNAGOSAN GIORGIO SU LEGNANOVILLA CORTESECANEGRATELAINATEDAIRAGOPARABIAGONERVIANOBUSCATEBUSTO GAROLFOARCONATEPOGLIANO MILANESECASOREZZOVANZAGOINVERUNOPREGNANA MILANESEARLUNOCUGGIONOOSSONAMESEROCORNAREDOMARCALLO CON CASONESANTO STEFANO TICINOSEDRIANOBERNATE TICINOVITTUONEBAREGGIOBOFFALORA SOPRA TICINOCORBETTAMAGENTACUSAGOCISLIANOROBECCO SUL NAVIGLIOCASSINETTA DI LUGAGNANOALBAIRATEVERMEZZOABBIATEGRASSOZELO SURRIGONEGUDO VISCONTIOZZEROROSATEMORIMONDOBUBBIANOCALVIGNASCOVIGEVANOBESATEMOTTA VISCONTILECCOCOMOVEDUGGIO CON COLZANORENATEBRIOSCOGIUSSANOBESANA IN BRIANZAVERANO BRIANZALAZZATELENTATE SUL SEVESOCARATE BRIANZACORREZZANATRIUGGIORONCO BRIANTINOMEDAMISINTOBARLASSINAALBIATECAMPARADA USMATE VELATESEREGNOCARNATEBERNAREGGIOSOVICOLESMOCOGLIATESEVESOCORNATE D'ADDAAICURZIOMACHERIOSULBIATEBIASSONOMEZZAGOCERIANO LAGHETTOCESANO MADERNOARCOREDESIOLISSONEVIMERCATEBELLUSCOSOLAROBUSNAGOBOVISIO MASCIAGOVEDANO AL LAMBROTREZZO SULL'ADDAVILLASANTALIMBIATERONCELLOVAREDOORNAGOCESATENOVA MILANESEMUGGIO'MONZABURAGO DI MOLGORACONCOREZZOGREZZAGOMONZACAVENAGO DI BRIANZATREZZANO ROSABASIANOAGRATE BRIANZAGARBAGNATE MILANESEVAPRIO D'ADDASENAGOPADERNO DUGNANO CAMBIAGOPOZZO D'ADDACAPONAGOMASATECINISELLO BALSAMOGESSATECUSANO MILANINOBRUGHERIOCARUGATEARESEPESSANO CON BORNAGOBOLLATECORMANOINZAGOBRESSOBUSSEROBELLINZAGO LOMBARDOSESTO SAN GIOVANNICOLOGNO MONZESERHONOVATE MILANESECERNUSCO SUL NAVIGLIOGORGONZOLACASSANO D'ADDACASSINA DE PECCHIVIMODRONEPOZZUOLO MARTESANAPEROVIGNATEMELZOPIOLTELLOSETTIMO MILANESEMILANOSEGRATETRUCCAZZANORODANOLISCATEMILANOSETTALACESANO BOSCONEPESCHIERA BORROMEOPANTIGLIATECORSICOTREZZANO SUL NAVIGLIOPAULLOSAN DONATO MILANESEMEDIGLIABUCCINASCOGAGGIANOASSAGOTRIBIANOROZZANOSAN GIULIANO MILANESECOLTURANOOPERADRESANOZIBIDO SAN GIACOMONOVIGLIOLOCATE TRIULZIMELEGNANOVIZZOLO PREDABISSIPIEVE EMANUELEBASIGLIOCARPIANOBINASCOCERRO AL LAMBROSAN ZENONE AL LAMBROVERNATELACCHIARELLACASARILELODIPAVIASAN COLOMBANO AL LAMBROTREVIGLIOBERGAMOCREMA66
VBS8 LeccoS11 ChiassoVARESES5 VareseS3 Como LagoCOMOCOLCVEDUGGIO CON COLZANOVARENATEBRIOSCOS2 Mariano ComenseGIUSSANOBESANA IN BRIANZAVERANO BRIANZA! M2 - VimercateS6 NovaraSENAGOCAMBIAGOPOZZO D’ADDASAN GIORGIO SU LEGNANOM5 - Monza/BettolaVILLA CORTESE CANEGRATECAPONAGOMASATEDAIRAGOM1 - Cinisello/BettolaCinisello BalsamoGESSATEParabiagoCastano PrimoBRUGHERIONERVIANOCUSANO MILANINOCARUGATEARESEBollatePESSANO CON BORNAGOBUSCATEM2 - GessateBUSTO GAROLFOCORMANOINZAGOARCONATESesto San GiovanniPOGLIANO MILANESEBUSSEROM3 - ComasinaM2 - Cologno NordGorgonzola BELLINZAGO LOMBARDOTurbigoRhoCologno MonzeseNOVATE MILANESEBRESSOBARANZATECernusco sul NaviglioCASOREZZOM1 - Rho/FieraM5 - BignamiVANZAGOINVERUNOVimodroneROBECCHETTO CON INDUNOPREGNANA MILANESECASSINA DE PECCHIM2 - GobbaCuggionoPOZZUOLO MARTESANAPEROARLUNOOSSONAMelzoVIGNATEMESEROSegrateVittuoneCORNAREDOM4 - PioltelloSANTO STEFANO TICINOM5 - Settimo M.MI-CENTRALEPIOLTELLOMARCALLO CON CASONESEDRIANO BAREGGIO SETTIMO MILANESEMI-P.TA GARIBALDIS5 PioltelloTRUCCAZZANOBERNATE TICINORODANOLISCATECorbettaM5 - S.SiroMilanoMagentaM1 - PaganoBOFFALORA SOPRA TICINOM1 - Baggio M4 - Linate!M1 - BisceglieSETTALAS6 TreviglioMilano - Desio - SeregnoMilano - LimbiateFiume TicinoS9 Albairate! M4 - RonchettoM2 - AbbiategrassoM3 - S.Donato M.M3 - Paullo!TRIBIANOM2 - MilanofioriSan Giuliano MilaneseFiume TicinoS1 LodiLODIS13 Pavia!!!PedemontanaLAZZATELENTATE SUL SEVESOTRIUGGIOCORREZZANARONCO BRIANTINOMISINTOGALLARATEBARLASSINAALBIATECAMPARADASEREGNOUSMATE VELATEBERNAREGGIOCARNATELESMOCOGLIATESOVICOCORNATE D’ADDAAICURZIOPedemontanaMALPENSARESCALDINASARONNOCERIANO LAGHETTOSOLAROBOVISIO MASCIAGOMACHERIOBIASSONOVEDANO AL LAMBROVILLASANTASULBIATEBELLUSCOMEZZAGOBUSNAGOTrezzo sull’Adda!TEEMNONOSATEBreBeMiTEEMNOVARASistema Insediativo Infrastrutturale StrategicoVANZAGHELLOMAGNAGOLegnanoCESATEGarbagnate MilaneseM4 - BuccinascoVAREDOPaderno DugnanoMUGGIO’CONCOREZZOCassano d’AddaTREVIGLIOBERGAMOTOEMTOEMPAVIA!!- SegrateLDF MilanoSistema della mobilita’ su gommaROBECCO SUL NAVIGLIOCASSINETTA DI LUGAGNANOCERRO MAGGIORESAN VITTORE OLONAALBAIRATECISLIANOCUSAGOCESANO BOSCONETrezzano sul NaviglioBUCCINASCOCorsicoAssagoNOVA MILANESELINATESan Donato MilanesePeschiera BorromeoMEDIGLIAPANTIGLIATEBURAGO DI MOLGORAPAULLOORNAGOCAVENAGO DI BRIANZARONCELLOGREZZAGOTREZZANO ROSABASIANOAbbiategrassoGAGGIANORete stradale esistenteVERMEZZORete stradale di progettoRozzanoZELO SURRIGONECOLTURANOOperaDRESANOGrandi progetti stradaliGUDO VISCONTIZIBIDO SAN GIACOMOOZZERONOVIGLIOTOEM [ipotesi]MelegnanoLOCATE TRIULZIVIZZOLO PREDABISSIROSATEPIEVE EMANUELEBASIGLIOSistema della mobilit su ferroMORIMONDO CARPIANORete ferroviaria esistenteBinasco M2 - BinascoCERRO AL LAMBROBUBBIANOSistema Ferroviario Regionale [linee S]CALVIGNASCOSAN ZENONE AL LAMBROVIGEVANOLinee metropolitane esistentiLinee metropolitane previsteBESATEVERNATECASARILELACCHIARELLA! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !Linee metropolitane - proposta di prolungamentoAltre linee di forza su ferro proposteMOTTA VISCONTIComuni PoloLOParchi regionali e P.L.I.S.Confine Provincia di MilanoPVSAN COLOMBANO AL LAMBROBGCRORIO AL SER!!!!!!Tavola 3Il sistema insediativo e infrastrutturaleAssessore Pianificazione del Territorioe Programmazione delle infrastrutturemaggio 201067
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Nuovi paesaggiPrima dell’imponent
La tutela paesistica e ambientale a
quindi alla luce del loro contribut
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Magazine: Linee Guida PTCP - Provincia di Milano