Source: http://www.camacoes.it/2019/07/12/studio-legale-menichetti-11/?lang=it
Timestamp: 2019-07-17 09:11:48+00:00
Document Index: 138433609

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 18']

CAMACOES2019-07-12T14:13:48+00:00
di Andrea Abati
Il D.Lgs. 23/2015, introducendo il contratto c.d. “a tutele crescenti”, ha riformato la disciplina dei licenziamenti, prevedendo, all’art. 3, la nozione d’insussistenza del “fatto materiale contestato”, sottraendo al giudice – chiamato a valutare la fondatezza del licenziamento – ogni sindacato di proporzionalità tra la violazione addebitata al lavoratore e il recesso datoriale.
Secondo parte della dottrina e della giurisprudenza, tuttavia, l’insussistenza del “fatto materiale contestato” andrebbe posta in continuità con l’insussistenza del “fatto contestato”, di cui all’art. 18, c. 4, della L. 300/1970, così come modificato dalla L. 92/2012, con l’effetto di far conseguire, anche per i licenziamenti intimati sotto la vigenza della nuova legge (“Jobs Act”), la reintegra nel posto di lavoro laddove il fatto contestato – pur realmente accaduto – sia privo di rilievo disciplinare, tornando, così, al concetto di “fatto giuridico”, sviluppatosi in relazione al quarto comma dell’art. 18.
Ciò, sia in ragione della sostanziale corrispondenza terminologica tra la norma introdotta dal legislatore del 2015 e la novella dell’art. 18, c. 4, del 2012 e sia perché la struttura dell’art. 3 in parola, nei suoi lineamenti generali, riprende quella dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in considerazione del fatto che il legislatore ha inteso, comunque, attribuire “alla c.d. tutela indennitaria forte una valenza di carattere generale” (Cass. SS.UU. n. 30985/2017), alla luce della “garanzia costituzionale (del) diritto di non subire un licenziamento arbitrario” (Corte Cost. n. 541/2000).
Infatti, dopo una ricognizione dell’assetto legislativo e degli orientamenti giurisprudenziali formatisi sul tema, la Suprema Corte ha affermato che “le espressioni utilizzate (id est: fatto materiale contestato) non possano che riferirsi alla stessa nozione di “fatto contestato” come elaborata dalla giurisprudenza di legittimità in relazione alla L. n. 300 del 1970, art. 18, comma 4, e che costituisce, all’attualità, diritto vivente”.
In conclusione, con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha conferito nuovo corso al filone giurisprudenziale maturato con riferimento alla previgente disciplina, estendendo di fatto la tutela reintegratoria al lavoratore assunto in regime di tutele crescenti che venga licenziato per un fatto disciplinarmente irrilevante.