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Timestamp: 2020-08-14 20:38:47+00:00
Document Index: 113917648

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 74', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 15', 'art. 14']

Il prossimo 16 Giugno 2015 scade il termine per versare l'acconto di Imu e Tasi per tutti coloro che possiedono o utilizzano un immobile.
L’acconto di giugno consiste nella metà di quanto pagato nel 2014, indipendentemente dalle aliquote che il Comune abbia già deciso per il 2015. I conteggi sono perciò rimandati a dicembre, quando tutti gli importi dovranno essere ricalcolati e si sottrarrà quanto pagato adesso.
Le date da prendere come riferimento sono le seguenti:
Clicca nell'immagine per leggere l'articolo (pag. 16) sulla rivista "Nuova proposta" - Uneba (Giugno - Luglio 2015)
Circolare n. 14/E del 27 Marzo 2015
(Art. 1, commi 629 e 631, Finanziaria 2015; Artt. 17, comma 6 e 74, comma 7, DPR n. 633/72
La Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 14/E del 27 Marzo 2015 fornisce chiarimenti in merito all'estensione del meccanismo del reverse charge (inversione contabile) a nuove fattispecie nel settore edile e energetico.
Questa estensione è stata prevista, come evidenziato dall’Agenzia, al fine di ridurre i fenomeni di frode e di evasione dell’IVA “in particolari settori a rischio”, evitando che l’acquirente “porti in detrazione l’imposta che il cedente non provvede a versare all’erario”. Il reverse charge prevede il trasferimento degli obblighi di assolvimento dell’IVA dal cedente / prestatore all’acquirente / committente.
L’art. 1, comma 629, lett. a), Finanziaria 2015, ha introdotto all’art. 17, comma 6, DPR n. 633/72 nuove fattispecie di applicazione del reverse charge:
trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra, altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla Direttiva n. 2003/87/CE e certificati relativi a gas e energia elettrica nonché cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo rivenditore (lett. d-bis, d-ter e d-quater);
cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari (lett. d-quinquies).
Inoltre, la modifica dell’art. 74, comma 7, DPR n. 633/72 ad opera della lett. d) del comma 629, prevede che il meccanismo del reverse charge previsto per i “rottami” è applicabile anche alle cessioni di pallet.
Il Decreto Legge n. 35 del 14 Marzo 2005 ha introdotto la cosiddetta norma del “Più Dai Meno Versi”, trattando in particolar modo le erogazioni liberali alle ONLUS e alle associazioni di promozione sociale di carattere nazionale iscritte nell’apposito registro della legge n. 383/2000.
Il suddetto decreto stabilisce che le donazioni in denaro e/o in natura effettuate da persone fisiche o da enti soggetti ad IRES sono deducibili fino al limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque, non oltre i 70.000 Euro (art. 14, co. 1), a condizione che il soggetto ricevente le erogazioni (art. 14, co. 2)
tenga scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;
rediga, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria.
Lo stesso decreto lascia inalterata la possibilità da parte dei titolari di reddito di impresa, di beneficiare anche delle deduzioni relative alle erogazioni liberali, previste dall’art. 100 D.P.R. 917/1986, “per importo non superiore a 30.000 euro o al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato, a favore delle ONLUS, nonché le iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera i-bis), nei Paesi non appartenenti all'OCSE” (art. 100 TUIR – lett. h).
I titolari di reddito di impresa (e non le persone fisiche) possono pertanto decidere tra due regimi di deducibilità: quello previsto dall’art. 100 TUIR e quello previsto dal D.L. 35/2005.
Per quanto concerne le persone fisiche, il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 e dalla L. 23 dicembre 2014, n. 190, hanno apportato modifiche all’art. 15 del D.P.R. 917/1986, per le donazioni effettuate a partire dal 2015. In particolare è stato elevato a 30.000 Euro annui l’importo massimo sul quale spetta la detrazione del 26% per le erogazioni liberali in denaro a favore delle ONLUS e dei soggetti a queste assimilati (iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera i-bis), nei Paesi non appartenenti all'OCSE”) e si adegua a 30.000 euro l’importo massimo deducibile a fini IRES.
La detrazione è consentita a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondo ulteriori modalità idonee a consentire all'Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli.
Con l’innalzamento del limite detraibile questa disposizione acquisisce sicuramente un maggiore appeal rispetto alla agevolazione contenuta nell’art. 14, D.L. n. 35/2005 (“più dai meno versi”) che consente di dedurre dal proprio reddito le liberalità a favore - tra gli altri - di ONLUS nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque fino a 70.000 euro all’anno.
La "fattura elettronica" è un documento
scambiato tra un fornitore e un cliente
gestito per tutto il suo ciclo di vita (dieci anni) in modalità esclusivamente elettronica.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha istituito un apposito Sistema di Interscambio (Sdi) per veicolare la trasmissione delle fatture elettroniche. Il Sdi è gestito dall'Agenzia delle Entrate con la partecipazione di SOGEI (Società Generale di Informatica S.p.a.).
Come accennato sopra il ciclo di vita della fattura elettronica è gestito esclusivamente in modalità elettronica. Il processo di fatturazione elettronica prevede una particolare forma di conservazione del documento prodotto: la conservazione sostitutiva in formato digitale.