Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm31707.htm
Timestamp: 2016-05-29 11:32:34+00:00
Document Index: 128772625

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3']

Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per l�Autonomia Scolastica
Circolare Ministeriale 22 aprile 2008, n. 45 Prot. AOO DGOS n. 4198
Oggetto: Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione relativamente all'insegnamento della religione cattolica
Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici INDICAZIONI PER IL CURRICOLO
DIRETTIVA 3 agosto 2007 n. 68 � RAPPORTO DI ATTIVITA�
La direttiva n. 68 del 3 agosto 2007 ha dato avvio alle misure di accompagnamento e di sostegno alla prima attuazione delle Indicazioni per il curricolo. Le iniziative da realizzare nel periodo settembre-dicembre 2007 avevano l�obiettivo di diffondere nel modo pi� ampio possibile il testo delle Indicazioni per il curricolo, di adoperarsi perch� tutti gli insegnanti ne ricevessero copia, di attivare idonei interventi di prima informazione, analisi, comprensione delle Indicazioni stesse coinvolgendo in questa azione la scuola, le famiglie, il territorio. Non � possibile, infatti, avviare un processo di innovazione quale quello auspicato nelle Indicazioni, se non se ne conoscono e condividono i principi ispiratori, i criteri di fondo, l�impostazione innovativa dei contenuti disciplinari e delle metodologie.
Tutta questa operazione non poteva non richiedere l�apporto deciso e convinto dell�amministrazione scolastica nelle sue articolazioni centrali e periferiche, in un�ottica di costruzione di un quadro unitario e sinergico pur nel rispetto e nella valorizzazione della creativit� e delle sensibilit� delle singole autonomie territoriali. In questo senso la Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici, in collaborazione con l�apposito gruppo di coordinamento nazionale, ha monitorato in itinere l�attuazione della direttiva ed �, pertanto, in grado di fornire un rapporto sullo stato dell�arte. 1
Come previsto nella citata direttiva 68/2007 � stato costituito il
gruppo di coordinamento nazionale. Il gruppo si � riunito numerose volte per monitorare l�andamento delle iniziative, sostenere gli uffici scolastici regionali, programmare di volta in volta le azioni ritenute necessarie ai fini dell�implementazione della conoscenza delle Indicazioni. Numerosi sono stati gli incontri realizzati per promuovere azioni di collaborazione con le associazioni professionali e disciplinari, con le associazioni dei genitori e con l�ufficio-scuola della CEI.
E� stato realizzato, nei giorni 18-19-20 settembre u.s. il corso residenziale riservato a tutti i dirigenti tecnici del settore. Il 25-26 ottobre u.s.� stato poi organizzato, a cura dell�Agenzia nazionale, un altro seminario per la formazione dei �comunicatori�, ovvero di 150 tra ricercatori ex Irre e delegati regionali a cui affidare il compito di presentare le Indicazioni secondo parametri e criteri coerenti con il testo delle Indicazioni. Allo scopo l�Agenzia ha prodotto materiale informativo (video e slide) che in occasione del seminario � stato condiviso e acquisito dai partecipanti. Sono stati predisposti a cura dell�Agenzia un piano di formazione e a cura dell�Invalsi un progetto di monitoraggio sull�impatto che le Indicazioni hanno avuto sugli insegnanti.
Sul portale del Ministero, cos� come sul sito dell�Agenzia nazionale, � stata realizzata l�area dedicata alle Indicazioni. Sono in cantiere i previsti numeri degli Annali.
Riguardo alle misure da attuare a livello regionale si pu� affermare che tutti gli Uffici scolastici regionali hanno elaborato il proprio piano di intervento in ottemperanza alla direttiva 68, coinvolgendo in prima persona i dirigenti tecnici del settore e in diversi casi i nuclei ex-Irre. Le azioni messe in campo nel mese di settembre hanno riguardato la
distribuzione a tutte le scuole del testo delle Indicazioni, accompagnata con una nota informativa da parte dei Direttori generali. In contemporanea sono state previste le conferenze di servizio su base provinciale per i dirigenti scolastici. Nel corso di queste conferenze di servizio sono state concordate le modalit� di diffusione e di sensibilizzazione delle scuole alla lettura e ad una prima riflessione sulle indicazioni stesse. La partecipazione alle conferenze di servizio � stata massiccia. In alcuni casi, allo scopo di raggiungere la totalit� dei dirigenti, si � provveduto a organizzare conferenze suppletive (Campania). In Emilia Romagna, prima delle conferenze di servizio, � stata realizzata una videoconferenza regionale cui si stima abbiano partecipato circa 600 tra dirigenti scolastici e figure di staff di scuola.
I dirigenti scolastici, su indicazione ricevuta nelle conferenze di servizio, hanno organizzato collegi docenti dedicati alla presentazione delle Indicazioni. Laddove � stata richiesta, c�� stata la partecipazione dei dirigenti tecnici (Liguria). In qualche caso la presentazione ha coinvolto anche i genitori (Basilicata).
Nella regione Marche, le conferenze provinciali hanno interessato sia i dirigenti scolastici sia i docenti individuati nei collegi, in rappresentanza degli ordini di scuola presenti negli Istituti (800 tra dirigenti e docenti). Per la realizzazione delle conferenze provinciali � stato individuato un �materiale preparatorio� distribuito anticipatamente e sagomato in modo da indirizzare il dibattito e il confronto. Ciascun USR ha provveduto a costituire il gruppo di coordinamento regionale e i nuclei provinciali di supporto alle Indicazioni.
I gruppi di coordinamento regionali variano nel numero e nella composizione. In particolare si registra il coinvolgimento di ricercatori ex-Irre; si evidenzia una pi� alta presenza di dirigenti (amministrativi, tecnici e scolastici) e di personale comandato. In alcuni casi, il gruppo regionale � articolato secondo aree tematiche che vanno dall�informazione e documentazione, all�ascolto e monitoraggio, alla ricerca e innovazione, alla formazione in servizio e sviluppo professionale (Emilia Romagna); per funzioni, con un gruppo di elaborazione progettuale, un gruppo di coordinamento formativo e un gruppo di coordinamento operativo (Veneto). Riguardo alla configurazione, i nuclei provinciali si caratterizzano per la maggiore presenza dei docenti, individuati tra quelli impegnati nei processi di innovazione.
In un�ottica di coinvolgimento sempre pi� ampio e di dialogo allargato e integrato per sostenere la riforma, si sottolinea la presenza di coordinatori di scuole paritarie (Toscana, Veneto, Liguria), di docenti universitari (Friuli, Puglia, Toscana), di delegati di associazioni (Puglia, Sicilia), di rappresentanti del territorio (Sardegna).
I gruppi di coordinamento e i nuclei provinciali hanno svolto e svolgono incontri per condividere scelte e programmare interventi e, in qualche caso, si sono gi� attivati per offrire alle scuole servizi di consulenza, di ascolto, di raccolta di domande e proposte (Campania, Liguria, Toscana, Sardegna). In Campania dal 5 dicembre 2007 sono attivi, a cura dei nuclei provinciali di supporto, n. 7 servizi permanenti di ascolto e consulenza alle istituzioni scolastiche, funzionanti a livello provinciale c/o gli UU.SS.PP. e a livello interdistrettuale c/o scuole polo.
Iniziative intraprese dagli Uffici scolastici regionali
Gli Uffici scolastici regionali hanno avviato autonomamente diverse iniziative.
Sono state organizzate giornate seminariali per i dirigenti scolastici delle scuole statali e paritarie (Abruzzo, Basilicata, Campania) anche con la partecipazione di membri della Commissione (Veneto, Toscana); incontri su base provinciale per dirigenti scolastici (206 partecipanti) e docenti (oltre 300 partecipanti) in rappresentanza delle scuole della regione (Sardegna); 10 convegni provinciali volti all�approfondimento della conoscenza delle Indicazioni, alla costituzione di gruppi di ricerca-azione e alla individuazione di docenti referenti delle singole scuole (Sicilia).
Sono state organizzate giornate di studio per i dirigenti tecnici e per i membri dei nuclei regionali e provinciali di supporto alle Indicazioni (Campania, Liguria, Veneto, Puglia), incontri informativi con le associazioni dei genitori e le associazioni disciplinari (Piemonte).
Sono stati realizzati seminari regionali di analisi e studio delle indicazioni (Basilicata, Lazio, Calabria, Liguria, Lombardia [1000 persone], Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, Sardegna[400 persone], Sicilia[3 convegni oltre 1000 persone], Emilia Romagna. I seminari svolti in Emilia Romagna [1 seminario regionale � Se la scuola fa ricerca� e 16 seminari territoriali di approfondimento � Case dei saperi�, con oltre 1600 partecipanti] hanno, tra l�altro, avuto l�obiettivo di valorizzare l�esperienza di ricerca realizzata in precedenza e di creare un ponte di raccordo tra le precedenti e le nuove Indicazioni.
Nelle Marche sono stati realizzati seminari interprovinciali sui temi �Ricominciamo dalla scuola per l�infanzia� e �La matematica � solo questione di numeri?�.
Sono state organizzate iniziative in collaborazione di associazioni professionali (Sardegna, Sicilia); in collaborazione con le case editrici (Piemonte); convegni territoriali in collaborazione con Enti locali (Sicilia[Petralia Sottana 250 persone; Palazzolo Acreide -200 persone]).
Il materiale informativo � slide e video - realizzato dall�Agenzia e presentato ai referenti regionali nel corso del seminario nazionale del 25-26 ottobre � � stato trasmesso alle scuole (Toscana, Marche), pubblicato sul sito regionale (Lombardia); presentato ai rappresentanti di tutte le scuole in una giornata di approfondimento (Liguria).
Sui siti regionali � cos� come sul portale del Ministero - � stato ritagliato uno spazio dedicato alle Indicazioni (Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Sicilia, Emilia Romagna, Marche).In Piemonte � stata realizzata una piattaforma collaborativa web alla quale possono accedere le scuole, i componenti del gruppo di coordinamento e dei nuclei provinciali. C�� stata la presentazione delle Indicazioni nel corso di programmi radiofonici trasmessi da radio locali (Sicilia).
Sono state costituite o riorientate reti di scuole per progetti di ricerca-azione (in Piemonte; in Basilicata, in Emilia Romagna; 25 reti in Abruzzo per progetti di ricerca sull�area antropologica in collaborazione con l�Universit� di Chieti; 26 nel Lazio; 11 in Umbria; in Sardegna gruppi di studio per gradi di scuola, per tematiche trasversali; 60 in Sicilia; in Toscana � stato distribuito a tutte le scuole il testo del prof. F. Cambi � Ricerca-azione, materiali di riflessione�. In Piemonte le reti di scuole hanno realizzato incontri con esperti sui temi del curricolo e l�ufficio dispone di un primo report sullo stato di avanzamento del progetto. Nella regione Puglia, i 40 Centri di risorse territoriali per la formazione, fungendo da nodi di una rete di servizio per le scuole appartenenti ai rispettivi territori, in collaborazione con i nuclei provinciali, hanno progettato e realizzato 120 corsi di formazione per approfondimenti nelle aree disciplinari delle Indicazioni, destinati a 3 docenti per ciascuna scuola in rete (oltre 1000 docenti).
E� stato avviato un primo monitoraggio per rilevare l�impatto delle Indicazioni sulle scuole attraverso schede e questionari da compilare (Abruzzo, Liguria, Puglia, Molise, Lazio, Lombardia, Toscana, Sardegna, Piemonte, Veneto) e attraverso un sondaggio telefonico su un campione di scuole (Emilia Romagna). In alcuni casi � stato predisposto un sistema permanente di monitoraggio on-line (Emilia Romagna).
Sono stati raccolti, tabulati i dati e rilevate questioni aperte e domande formative (Molise, Puglia, Liguria, Lombardia, Sardegna, Marche). Si segnala un sostanziale coinvolgimento dei collegi dei docenti nell�analisi del testo delle Indicazioni, nella ricerca di elementi di continuit� con le precedenti Indicazioni e nell�approvazione delle peculiarit� introdotte dal nuovo testo, ritenute pi� funzionali ai risultati di apprendimento attesi (Puglia). Sono stati prodotti strumenti di analisi e di informazione: scheda di registrazione per servizio ascolto e consulenza (Campania, Piemonte); slide e dispense per l�informazione dei genitori (Lombardia); modello di convenzione per la costituzione di reti di scuole; un Cd che contiene materiale informativo/formativo sui �nuclei chiave� delle Indicazioni (Piemonte). Sono stati rafforzati rapporti di collaborazione con le associazioni professionali, disciplinari, sindacali, culturali e con gli Enti locali (Toscana, Sardegna, Sicilia, Puglia).
Infine si sottolinea che tutti gli Uffici scolastici regionali si sono dichiarati disponibili e stanno programmando, in stretto contatto con il gruppo di coordinamento nazionale, i seminari nazionali secondo lo schema allegato (all. 1).
In Sardegna, il 13 dicembre scorso, � stato realizzato il seminario sulla tecnologia (500 persone). Il seminario ha riscosso notevole successo per la presenza di relatori di fama nazionale e internazionale (oltre al prof. Ceruti, erano presenti i prof.Edoardo Boncinelli, Derrick de Kerckhove, Ernesto Hofmann, Roberto Maragliano, Silvano Tagliagambe). Sul sito dedicato dell�Agenzia nazionale si legge una relazione di sintesi del seminario e si segnala la modalit� per accedere alla documentazione degli interventi. Sono in fase avanzata di programmazione i seminari nazionali che si svolgeranno a partire da marzo 2008, in Piemonte (storia), in Veneto (matematica), in Toscana (italiano), in Campania (scienze), in Emilia Romagna (musica).
Appaiono interessanti le modalit� organizzative dei seminari regionali che si sono svolti in Liguria e in Lombardia. In Liguria � stata effettuata preventivamente - attraverso schede inviate alle scuole - una rilevazione dei bisogni formativi e delle domande. Sulla base delle questioni emerse il prof. Fiorin, chiamato in qualit� di relatore del seminario, ha organizzato il proprio intervento.
In Lombardia la rilevazione dei bisogni, dei quesiti e delle proposte � avvenuta all�atto dell�iscrizione al seminario, in un apposto spazio web dedicato. Le proposte sono state raccolte, suddivise per tematiche e consegnate, in anticipo, ai relatori (prof. Ceruti e prof. Fiorin), in modo tale che gli interventi potessero rispondere a quanto rilevato.
Nella relazione della Toscana si sottolinea il clima collaborativo dei dirigenti scolastici e dei coordinatori delle scuole paritarie.
Nella relazione della Campania si riscontra la condivisione dell�approccio metodologico del cantiere biennale; l�apprezzamento della cornice culturale, della unitariet� del percorso scolastico, la continuit� con esperienze precedenti, l�essenzialit� del testo. Nella relazione della Sardegna si richiama la necessit� della formazione come snodo strategico di un processo di innovazione. In questo senso si pone in discussione il criterio di non obbligatoriet� della formazione in servizio.
Nella relazione della Sicilia si rileva una mobilitazione generale con un forte coinvolgimento del territorio(Associazioni, Enti locali), un�attenzione privilegiata al tema della cittadinanza.
Interessante la modalit� di coinvolgimento dei docenti adottata. �Io c�ero��: con questo messaggio sono state aperte le iscrizioni alle iniziative e alla partecipazione ai gruppi di lavoro.
Si coglie, inoltre, una particolare attenzione alla circolarit� dell�informazione (dibattito su radio locali, spazio dedicato[www.spazio22.eu].
Nella relazione dell�Emilia Romagna si osserva l�esigenza di valorizzare le esperienze di innovazione espresse dalla scuola in questi anni, di garantire spazi di ricerca e di pluralismo di proposta culturale, di coinvolgere una pluralit� di soggetti (Associazioni, Universit�, Enti locali, scuole e reti di scuole, organismi culturali).In questa prospettiva sono gi� state realizzate alcune significative iniziative: contatti con le rappresentanze delle Universit� e associative; produzione di un numero monografico di �Innovazione Educativa� sulle Indicazioni per il curricolo (ottobre 2007); incontri, dal titolo �Il dialogo dei saperi�, organizzati congiuntamente con l�ex IRRE, con l�Universit� di Bologna per l�approfondimento di nodi critici legati alle Indicazioni; sostegno ad iniziative di dibattito sulle Indicazioni promosse dalle associazioni pi� rappresentative del territorio regionale; seminari o convegni su temi collegabili alle Indicazioni per il curricolo, promossi autonomamente da Enti locali, scuole, gruppi di docenti.
Nella relazione della Basilicata si pone in risalto che una parte significativa delle istituzioni scolastiche ha provveduto alla elaborazione del piano dell�offerta formativa avendo come riferimento le Indicazioni e promuovendo una programmazione didattica per competenze.
Nella relazione della Puglia si sottolineano quali aspetti caratterizzanti le Indicazioni: lo sfondo culturale-pedagogico unitario per la scuola dell�infanzia, primaria e secondaria di I grado nonch� la sollecitazione alla continuit� verticale e orizzontale; il focus acceso sull�unitariet� del sapere; il richiamo alla valenza formativa delle discipline; le indicazioni metodologiche della didattica laboratoriale e dell�apprendimento cooperativo; la responsabilit� della scuola nella costruzione del curricolo; la spinta a progettare per competenze. Questioni aperte e priorit� formative
Dalla lettura delle relazioni degli uffici scolastici regionali, si inferiscono, quando non si espongono esplicitamente, questioni aperte, punti da chiarire, priorit� formative. dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della LIGURIA
- Chiarificazione dei concetti di conoscenza, competenza, capacit�.
- La questione della valutazione e certificazione competenze.
- Curricolo e personalizzazione- quale possibile conciliazione.
- Come si costruisce un curricolo � Come evitare il �fai da te�.
- La costruzione di un curricolo verticale.
- Continuit�/discontinuit� tra Indicazioni e linee guida sull�elevamento dell�obbligo.
- Integrazione stranieri, disabilit�, difficolt� di apprendimento:questioni deboli nelle Indicazioni.
- Quadro ordinamentale e autonomia.
- Ambiente di apprendimento e riferimento al nuovo umanesimo, alla multiculturalit� e all�integrazione degli alunni con disabilit�. - Necessit� di una formazione epistemologico/disciplinare per un nuovo modo di affrontare le discipline.
- Richiesta di formazione in presenza piuttosto che formazione on line.
- Esigenza di formazione dei componenti dei nuclei provinciali di supporto.
dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della LOMBARDIA
- Chiarificazione del concetto di �Indicazioni per il curricolo�.
- Rapporto tra finalit�, traguardi, obiettivi di apprendimento (Indicazioni) e obiettivi generali, obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze alunni (DPR 275).
- Continuit�/discontinuit� delle riforme dall�80 in poi.
- Obiettivi specifici di apprendimento e piani personalizzati: quale possibile conciliazione con le nuove Indicazioni.
- Quadro ordinamentale vigente e congruenza/incongruenza con le Indicazioni. Definizione del nuovo assetto organizzativo. - Formazione sulla didattica per competenze.
- Rapporto tra curricolo di scuola e obbligo di certificazione delle competenze.
- Rapporto Indicazioni e obbligo. Rapporto discipline, aree disciplinari, assi culturali. Quale differenza tra �traguardi�(I ciclo) e competenze (obbligo).
- Livello di prescrittivit� delle Indicazioni e precisazioni sulla opzionalit�. - Come si costruisce il curricolo.
- Esigenza di formazione su competenze relazionali e comunicative.
- Contraddizione tra l�indicazione di lavorare per connessioni, per aree e la centratura disciplinare. - Valutazione e prove Invalsi (in particolare per l�esame al termine del I ciclo). dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della CAMPANIA
- Urgenza di rimotivare i docenti e i dirigenti scolastici verso una nuova riforma.
- Problematicit� della costruzione dei curricoli in verticale.
- Opacit� della questione valutazione. - Necessit� di pratiche assistite per lo sviluppo professionale.
dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale del MOLISE
- Bisogni formativi in ordine di priorit�: costruzione curricolo in verticale, valutazione e strumenti, scelte metodologiche e organizzative, didattica disciplinare e interdisciplinare, cornice valoriale.
- Strategie per una formazione efficace: prioritariamente laboratori di ricerca�azione, formazione in presenza, poi stage formativi, consulenza, formazione on.line, reti insegnanti, collaborazione con le universit�.
- Esigenza di formazione su tutte le discipline, in particolare quelle dell�area scientifica, e sulla progettazione e valutazione. dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della TOSCANA
- Esigenza di formare i docenti tutor di sostegno alle Indicazioni (400/500 docenti, in 20/25 corsi).
- Legami con le politiche europee di formazione.
- Collegialit� della progettazione curricolare.
- Unitariet� e verticalit� del curricolo.
- Autoanalisi e autovalutazione di istituto.
- Didattica laboratoriale.
- Rilettura delle pratiche innovative attivate nelle scuole alla luce delle nuove Indicazioni.
- Definizione di standard di competenza. valutazione e certificazione competenze
dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della SARDEGNA
- Costruzione del curricolo.
- Ambiente di apprendimento.
- Comunit� professionale.
- Curricolo unitario per l�attuazione dell�obbligo.
dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della SICILIA
- Idea di curricolo.
- Cittadinanza attiva.
- Rapporto scuola/Enti locali/genitori.
dalla relazione dell�ufficio scolastico regionale dell�Emilia Romagna
- Individuazione dei nodi critici dei nuovi curricoli disciplinari (in un�ottica di verticalit�), anche attraverso un rapporto di ascolto interattivo con le scuole impegnate nell�innovazione.
- Elementi relativi alla valutazione formativa in una prospettiva orientata alla descrizione delle competenze attese, alla progettazione dei percorsi, alla certificabilit� dei risultati.
- Prime esemplificazioni didattiche attraverso il recupero delle migliori esperienze.
- predisposizione di modelli formativi, in relazione alla formazione di formatori-tutor.
- l�elaborazione del curricolo di scuola.
- L�ambiente di apprendimento e la costruzione della classe.
- Gli standard di apprendimento.
- La relazione e la cura educativa.
- Il curricolo verticale e la continuit� educativa.
- Il raccordo scuola sec. di I grado e biennio alla luce dell�estensione dell�obbligo.
- La valutazione e la certificazione delle competenze. - La didattica laboratoriale. - L�educazione alla cittadinanza.
dalla relazione dell�Ufficio scolastico regionale della Puglia
La valutazione che, in assenza di standard di riferimento, rimane tutta delegata alla responsabilit� delle scuole.
La certificazione delle competenze.
L�apprendimento cooperativo.
La costruzione dei curricoli, soprattutto attraverso una pi� significativa collaborazione e integrazione con le scuole di grado diverso e con il contesto territoriale.
L�ampia flessibilit� organizzativa e metodologico-didattica che presuppone modifiche ordinamentali.
L�affiancamento della sperimentazione con tecniche di autovalutazione e con microseminari di formazione mirati ai bisogni formativi di volta in volta emergenti.
dalla relazione dell�ufficio scolastico regionale delle Marche
Il quadro valoriale Esplorare i nessi tra l�analisi di carattere sociologico-storico, di filosofia dell�educazione e di pedagogia, proposta nella premessa delle indicazioni (Cultura, scuola, persona), e il suo costituirsi come connettivo unificante nella prassi educativa e didattica.
In particolare emergono i temi de
Il rapporto tra educazione-formazione e ruolo delle famiglie, Il rapporto tra lo sviluppo dell�approccio disciplinare e l�integrazione dei saperi nella dimensione di quello che viene indicato come �Nuovo Umanesimo�.
L�ambiente di apprendimento
Un tema che integra diversi e rilevanti aspetti: Il setting di apprendimento in relazione alla dinamica dello sviluppo dei soggetti, ai diversi stili di apprendimento, alla dimensione individuale e collettiva dei percorsi
Il rapporto tra ambiente di apprendimento, curricolo implicito e sviluppo delle competenze come integrazione �personale� di conoscenze, abilit�, esperienze, capacit�, attitudini.
La progettazione dell�autonomia scolastica e il curricolo.
La metodologia e la strumentazione della progettazione curricolare in verticale.
L�integrazione tra personalizzazione e individualizzazione nelle realizzazioni curricolari.
I livelli essenziali di prestazione.
Intesa nelle sue complesse articolazioni che emergono dalle indicazioni:
La prassi valutativa continua.
L�articolazione tra obiettivi di apprendimento e competenze.
L�articolazione tra i traguardi di competenza definiti nelle indicazioni e la declaratoria delle competenze di base assunta dal quadro europeo e fatta propria nelle indicazioni sull�obbligo scolastico decennale.
La documentazione dei percorsi e degli esiti (portfolio).
Il tema va sviluppato in una parte generale che affronti
Lo sviluppo in continuit� tra aree disciplinari e discipline;
i nessi e le connessioni tra discipline e le specificit� formative di esse;
e in filoni specifici che esplorano ciascuna area disciplinare/disciplina.
Nuove tecnologie e impostazione curricolare.
In base alle articolazioni contenute nelle Indicazioni e in continuit� con le esperienze gi� avviate
Sostenere la ricerca azione online con l�utilizzo di ambienti idonei agli alunni per la sperimentazione di itinerari curricolari.
Valutare i collegamenti trasversali tra l�area tecnologico-scientifica e le altre aree tematiche utilizzando il multimediale e la telematica come mediatori della conoscenza (integrazione dei saperi)finalizzati alla costruzione del �Nuovo Umanesimo�
Favorire esperienze di continuit� curricolare supportata dai nuovi artefatti tecnologici (blog, wiki et al) coniugando l�attivit� di sperimentazione con la ricerca e la formazione dei docenti.
dall�ufficio scolastico regionale del Piemonte
Il quadro di riferimento europeo e internazionale in cui si collocano le Indicazioni.
I rapporti tra Indicazioni e DPR 275/99.
Che cosa si intende per curricolo e qual � la collocazione del curricolo all�interno degli adempimenti a cui la scuola � tenuta (quindi i rapporti con il POF, la valutazione degli alunni, la programmazione quotidiana delle attivit�).
L�esigenza di continuit� tra i vari livelli scolastici e le modalit� per realizzarla in modo coerente con lo sviluppo degli alunni alle diverse et�..
I riferimenti a conoscenze, abilit� e competenze e le modalit� di declinazione operativa degli obiettivi di apprendimento e dei traguardi di sviluppo enunciati nelle Indicazioni.
La realizzazione di un�interdisciplinarit� non artificiosa ma corrispondente alla complessit� del sapere e della cultura e alle modalit� di apprendimento degli alunni.
dall�ufficio scolastico regionale dell�Umbria
L�ambiente di apprendimento.
Chiavi di lettura e modelli interpretativi delle Indicazioni.
Programmazione curricolare e valutazione formativa.
Il valore formativo delle discipline: processi, competenze, connessioni.
Costruzione del curricolo verticale.
Scuola, territorio, ambiente.
Le discipline (lingua, matematica, scienze,�)
Metodologia e didattica.
Valutazione degli apprendimenti e certificazione delle competenze. Risorse finanziarie
Con nota della Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici del 6 novembre 2007 sono state affidate agli uffici scolastici regionali le risorse finanziarie di cui all�allegata tabella (all.2). Le risorse sono state impegnate e ripartite per sostenere attivit� regionali, per la realizzazione del seminario nazionale affidato, per attivit� provinciali, e in parte distribuite direttamente alle scuole.
Conclusioni Si coglie una forte richiesta di informazione, presenza, dibattito; si percepisce un vivo interesse per le idee innovative presenti nelle Indicazioni. Del testo, tra l�altro, si apprezzano l�essenzialit�, la semplicit� e la comprensibilit� del linguaggio. Si registra una mobilitazione puntuale degli organismi istituzionali, rispettosa dell�autonomia delle istituzioni scolastiche. Le iniziative appaiono ben orientate a motivare, a stimolare il coinvolgimento delle scuole. Ad un tempo emerge l�esigenza e la volont� di sostenere e supportare le scuole in questo cammino innovativo, attraverso la messa a disposizione di strumenti, di risorse professionali e finanziarie.
Si manifesta in modo chiaro e forte il bisogno di soluzioni coerenti con il testo delle Indicazioni sul piano ordinamentale. Si richiede una puntualizzazione di termini quali traguardi, competenze, certificazione.. anche in rapporto alle linee guida dell�obbligo.
Si evidenzia come prioritaria la necessit� di sviluppare maggiormente la questione �valutazione�, che appare appena accennata all�interno del testo delle Indicazioni. 1 I dati e le considerazioni presenti nel rapporto sono ricavati dalle relazioni che le Direzioni regionali hanno trasmesso alla Direzione Ordinamenti a seguito di puntuale richiesta dell�11-12-2007. Le informazioni sono state estrapolate anche dai siti degli uffici scolastici regionali e dal sito dell�Agenzia nazionale. La lettura della documentazione a disposizione � stata effettuata secondo i seguenti indicatori: organizzazione complessiva, ruolo dei dirigenti scolastici, costituzione e composizione del gruppo di coordinamento regionale e dei nuclei provinciali, iniziative intraprese per una prima informazione alle scuole, primo monitoraggio, questioni aperte, bisogni formativi, proposte. Allegati
Nota 31 gennaio 2008
Prot. D.G.O.S. 1296
Oggetto: Misure di accompagnamento alla costruzione del curricolo di scuola secondo le Indicazioni per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo (febbraio - agosto 2008)
Il decreto 31 luglio 2007 ha previsto la messa alla prova consapevole e condivisa delle Indicazioni per il curricolo nell'arco del biennio 2007/2008 -2008/2009. La loro validazione richiede un confronto e un dibattito con e dentro la scuola favorito da un piano di appropriate e, di volta in volta, aggiornate misure di accompagnamento.
La direttiva n. 68/2007 ha avviato tale percorso biennale di lavoro, promuovendo sin dall'inizio del corrente anno scolastico una serie di iniziative tese a far conoscere meglio i principi ispiratori, i contenuti, i criteri di fondo delle Indicazioni per il curricolo.
Si apre adesso una seconda fase del percorso. Nel periodo febbraio-agosto 2008 le scuole vengono cio� invitate ad approfondire - con il supporto di tutte le strutture amministrative e professionali - la riflessione su tali principi, contenuti e criteri.
La prospettiva � appunto quella di sintonizzare i prossimi Piani dell'Offerta Formativa con le Indicazioni: con l'anno scolastico 2008-2009 le scuole dell'infanzia e del primo ciclo saranno difatti chiamate a proporre, in prima applicazione, il nuovo curricolo. Proprio l'anno scolastico 2008-2009 potr� cos� essere dedicato, grazie anche al contributo della diretta verifica sul campo, al processo di compiuta definizione delle Indicazioni in vista della loro successiva messa a regime.
Per raggiungere questi obiettivi � indispensabile una piena e coerente mobilitazione di tutti: lungo tre assi di azione (1.), attraverso puntuali azioni prioritarie a partire dall'ascolto delle scuole (2) e con una condivisa responsabilit� (3).
1. ASSI DI AZIONE
1.1 Strategie di scuola
Nell'ambito della propria autonomia istituzionale e della discrezionalit� professionale degli insegnanti, ogni singola istituzione scolastica dell'infanzia e del primo ciclo � chiamata a costruire il proprio curricolo tenendo conto di puntuali orientamenti strategici:
* valorizzare al meglio le risorse umane e finanziarie disponibili;
* migliorare la qualit� delle metodologie e degli itinerari didattici;
* raggiungere quei traguardi sviluppo delle competenze - contenuti nelle Indicazioni - che costituiscono l'indispensabile premessa per il conseguimento delle otto competenze chiave di cittadinanza previste a conclusione dell'obbligo di istruzione.
Nello scenario dell'autonomia organizzativa, didattica e di ricerca assumono, pertanto, rilevanza centrale le scelte e gli interventi volti a rendere coerenti le pratiche didattiche quotidiane con la logica delle Indicazioni. Le Indicazioni diventano il comune quadro di riferimento per dare una risposta solida, efficace e di alto profilo alle attese delle famiglie e alle domande della societ�.
In tale contesto, per i dirigenti scolastici diventa indispensabile sviluppare filosofie e prassi di gestione mirate a:
* sostenere le comunit� professionali dei docenti;
* rafforzare i legami tra le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado, in una prospettiva di curricolo unitario;
* potenziare, sulla base delle opportunit� esistenti, pratiche riflessive e operative;
* raccogliere e far circolare materiali e proposte di lavoro;
* mantenere rapporti costanti con i nuclei provinciali per le Indicazioni;
* sviluppare la collaborazione con le Associazioni professionali e disciplinari;
* incrementare rapporti e intese con gli Enti locali.
Le strutture centrali e periferiche del Ministero e le Agenzie nazionali sono impegnate a offrire una gamma di opportunit� e di risorse di cui le scuole potranno avvalersi in un clima di dialogo aperto e di reciproco ascolto.
1.2 Docenti, curricolo e crescita professionale
Gli obiettivi di apprendimento e i traguardi per lo sviluppo delle competenze definiti dalle Indicazioni per il percorso formativo dai 3 ai 14 anni costituiscono per ogni docente un'occasione per riflettere sulle proprie metodologie di lavoro e sulle finalit� complessive del processo di insegnamento / apprendimento. Le Indicazioni si presentano cio� anche come una utile (e feconda) opportunit� per aggiornare e migliorare la quotidiana attivit� in classe.
� necessario, allora, prevedere momenti di formazione in servizio in grado di rispondere alle domande e alle reali esigenze dei docenti. L'esperienza, infatti, insegna che le diverse modalit� di intervento formativo vanno misurate sia in rapporto alla sensibilit� personale dei singoli docenti - alla loro crescita e alla loro stessa biografia professionale - sia in rapporto all'effettiva ricaduta didattica sui livelli di apprendimento degli alunni.
In questa direzione va orientato l'intero sistema di opportunit� formative a partire dal piano di formazione a livello di singola scuola o di reti di scuola, dalle scelte individuali dei singoli docenti, alle proposte dei nuclei provinciali e all'offerta specifica che l'Agenzia nazionale sta predisponendo.
1.3 Dialogo e collaborazione
Il dialogo tra le istituzioni scolastiche � un requisito indispensabile per capire l'impatto delle Indicazioni, i problemi inerenti alla costruzione del nuovo curricolo delle scuole, ma anche per elaborare proposte.
Questo dialogo, aperto e pluralistico, si allarga alle comunit� scientifiche, disciplinari e professionali e coinvolge le famiglie e gli organismi territoriali. La buona riuscita di qualsiasi innovazione, infatti, � agevolata dalla condivisione pi� ampia possibile dei presupposti ispiratori e del significato della innovazione stessa; � altres� sostenuta dalla intelligente sinergia di risorse professionali interne ed esterne alla scuola.
Strategico � il ruolo del gruppo di coordinamento nazionale per ricondurre a sistema le diverse azioni di implementazione delle Indicazioni cos� come assumono un ruolo rilevante nel dialogo con i docenti e con le scuole i gruppi di coordinamento regionali affiancati dai nuclei provinciali.
2. AZIONI PRIORITARIE
Rendere gli indirizzi strategici sin qui segnalati concreti ed efficaci fattori di miglioramento richiede un'ampia, diversificata e coerente rete di interventi, a livello regionale e nazionale, da sviluppare nella fase febbraio - agosto 2008. In questa ottica sono prioritarie le seguenti azioni:
2.1. a livello regionale (febbraio-agosto 2008)
Sulla base delle azioni di informazione gi� condotte e in collaborazione con i dirigenti tecnici del settore e dei gruppi regionali e nuclei provinciali di coordinamento, i direttori generali regionali sviluppano un programma di interventi per il periodo febbraio-agosto 2008 che prevede:
- conferenze di servizio riservate ai dirigenti scolastici per fare il punto della situazione e raccogliere le esigenze e le domande;
- sostegno ai dirigenti scolastici impegnati nella costituzione di reti di scuole e nella realizzazione di iniziative di ricerca-azione;
- seminari regionali per dirigenti scolastici, centrati sulle funzioni di ri-progettazione del curricolo, di costruzione della comunit� professionale, delle azioni di governance verso il territorio, dell'implementazione dei sistemi valutativi interni;
- sostegno alle comunit� professionali attraverso la messa a disposizione di strumenti che facilitino pratiche riflessive e operative. Questi potranno essere predisposti dai nuclei provinciali in collaborazione con i dirigenti tecnici del settore ed eventualmente con le associazioni professionali e disciplinari e le universit� presenti sul territorio;
- coordinamento a livello regionale con le proposte di formazione in servizio predisposte dall'Agenzia nazionale;
- costituzione di gruppi di ricerca regionali, con il supporto tecnico-scientifico dell'Agenzia nazionale-nuclei ex- IRRE e dei nuclei provinciali;
- micro-seminari territoriali rivolti a potenziali formatori (tutor, e-tutor, coordinatori di dipartimento disciplinare, figure di sistema);
- sviluppo della comunicazione in rete con il potenziamento e l'arricchimento dei siti istituzionali;
- seminari tematici di approfondimento sui contenuti, sulle metodologie, sulle aree disciplinari, sulle dimensioni trasversali, sulle idee innovative presenti nelle Indicazioni per il curricolo, coerenti con il piano nazionale di implementazione;
- ascolto delle scuole e raccolta sistematica e ragionata di commenti, riflessioni e proposte sulla base di modelli di report condivisi a livello nazionale;
- disseminazione di "buone pratiche" ( ad es. prime elaborazioni di percorsi curricolari) e pubblicizzazione dei Piani dell'offerta formativa coerenti con le Indicazioni, sui siti degli USR e sul portale dell'Agenzia;
- informazione sulle iniziative di formazione promosse da vari soggetti (USR, universit�, associazioni, altre agenzie accreditate).
2.2. a livello nazionale (febbraio-agosto 2008)
Il quadro operativo affidato al gruppo di coordinamento nazionale - in collaborazione con le strutture ministeriali centrali - prevede:
- giornata di approfondimento e di programmazione con i direttori scolastici regionali;
- seminari nazionali di approfondimento su tematiche trasversali. Pubblicazione sui siti nazionale, regionali e dell'Agenzia nazionale e produzione editoriale dei materiali significativi;
- incontri interregionali di coordinamento tra l'Agenzia nazionale, i gruppi regionali e i nuclei provinciali, le associazioni professionali e disciplinari;
- presentazione delle proposte di certificazione di competenze - anche nell'ottica introdotta dalle Indicazioni - per la conclusione del primo ciclo di istruzione;
- costituzione di un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito di studiare le implicazioni ordinamentali per le scuole e proporre modelli organizzativi congruenti;
- incontro nazionale con le associazioni dei genitori e le associazioni degli Enti locali, programmato dalla Direzione generale per lo studente;
- costituzione di un gruppo di lavoro interdirezionale (Direzione generale per la scuola post secondaria e Direzione generale per gli ordinamenti scolastici), finalizzato a delineare il raccordo tra primo ciclo e obbligo di istruzione;
- diffusione dei materiali e della documentazione prodotti, a cura dell'Agenzia nazionale;
- implementazione dello spazio web dedicato e dell'area di dialogo con le scuole sul sito dell'Agenzia nazionale;
- realizzazione di un incontro-seminario con gli Editori scolastici per la presentazione delle Indicazioni nella prospettiva del ruolo del libro di testo in rapporto ai processi di innovazione in atto;
- un seminario internazionale di comparazione tra i curricoli di altri Paesi non solo Europei, organizzato dall' Agenzia nazionale in collaborazione con la Direzione generale per gli affari internazionali e la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici;
- conferenza nazionale sullo stato dell'arte e di presentazione delle ricerche-azioni pi� significative sviluppate nelle scuole.
3. UNA RESPONSABILITA' DIFFUSA E CONDIVISA
E' imprescindibile una mobilitazione e una sinergia operativa di tutte le strutture ministeriali centrali e periferiche per il sostegno alle scuole e alle reti di scuole; cos� come un funzionale raccordo con iniziative di innovazione in atto nella scuola ( ad esempio gli interventi di sostegno e di recupero di cui alla direttiva 113/2007, la definizione del modello di certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di cui alla circolare n. 28/2007, le opportunit� offerte dal programma "scuole aperte" di cui alla circolare del 29 agosto 2007, ecc.) .
Allo stesso modo devono essere interessati alla fase di rinnovamento del primo ciclo il Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica, il Comitato scientifico per la matematica, la Commissione nazionale per la cultura scientifica, nonch� i gruppi di lavoro ministeriali (certificazione competenze I ciclo; sperimentazione obbligo, tavoli di lavoro su tematiche trasversali:legalit�, ambiente, salute, educazione stradale, bullismo, �).
� indispensabile, infine, ricondurre a sistema le molteplici e variegate iniziative che il Ministero realizza in diversi settori e ambiti di interesse. In particolare occorre prevedere forme di raccordo con il Programma PON per le regioni del Sud, con gli Osservatori nazionali per la disabilit� e per l'intercultura, con i protocolli di intesa sottoscritti e in via di definizione (Reggio Children, CONI�) e con il progetto DIGI scuola.
Direttiva Ministeriale 3 agosto 2007, n. 68
(Estremi di registrazione: Reg. 6, foglio 175)Modalit� operative avvio Indicazioni nazionali per il curricolo IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONEVISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
a) far conoscere a tutti gli insegnanti, a tutti i dirigenti scolastici le nuove Indicazioni, nel loro contenuto, nei loro fondamenti e nella loro articolazione;
b) promuovere la diffusione della conoscenza delle Indicazioni anche tra i genitori;
c) assistere le scuole nella prima e graduale messa in pratica delle Indicazioni;
d) far emergere le domande di formazione che dovranno guidare gli interventi successivi;
e) cogliere le aree di innovazione e individuare le scuole disponibili a diventare punti di riferimento;
f) realizzare un puntuale monitoraggio sulle condizioni da garantire per rendere possibile la piena efficacia delle Indicazioni nel medio e lungo periodo e per fornire alle singole istituzioni scolastiche le risorse e gli strumenti necessari.
1. Predisporre e realizzare un corso residenziale nazionale di tre giorni sul tema delle Indicazioni (e della loro prima implementazione), riservato a tutti i dirigenti tecnici del settore (scuole dell�infanzia e del primo ciclo).
2. Realizzare un�area dedicata nel portale del Ministero per informazione e documentazione.
3. Aprire uno spazio web per il confronto, la discussione e la messa in comune di esperienze, anche ricorrendo a soluzioni dedicate e specifiche.
4. Organizzare un seminario nazionale con le associazioni professionali e scientifiche per la consegna formale del testo delle Indicazioni e per l�approfondimento di alcuni temi specifici.
5. Predisporre due numeri speciali degli Annali per l�approfondimento scientifico dei contenuti delle Indicazioni.
6. Assicurare che venga predisposto ed avviato un piano di attivit� di ricerca da parte dell�Agenzia nazionale di sostegno all�autonomia, secondo le indicazioni contenute nell�Atto di indirizzo del 10 luglio 2007.
7. Verificare che venga definito, da parte dell�INVALSI, un piano di intervento per il monitoraggio e la valutazione della fase di avvio secondo la Direttiva n. 52 del 19 giugno 2007.
8. Predisporre una Consultazione nazionale nelle scuole da realizzare nella primavera 2008, dopo la fase di iniziale accompagnamento, per la raccolta sistematica e ragionata di commenti, riflessioni e proposte scaturite direttamente dall�esperienza degli insegnanti.
1. una o pi� conferenze di servizio (in relazione alle dimensioni della Regione) riservate ai Dirigenti tecnici e a tutti i Dirigenti scolastici del primo ciclo di istruzione per la consegna del testo delle Indicazioni e l�illustrazione del piano di lavoro;
2. uno o pi� corsi, anche residenziali, riservati a tutti i Dirigenti scolastici del settore, nella prospettiva di una accurata conoscenza del contenuto delle Indicazioni e di ricadute nelle singole Istituzioni scolastiche;
3. invito alle scuole ad organizzare una apposita riunione dei collegi dei docenti in occasione dell�apertura dell�anno scolastico. Nel rispetto dell�autonomia, le scuole sono invitate � d�intesa con i propri Consigli di Istituto - a costituire commissioni di lavoro (capi di istituto, docenti, dirigenti amministrativi, genitori�) per impostare e seguire gli sviluppi del processo di informazione e prima attuazione delle Indicazioni;
4. promozione, nelle scuole dell�infanzia e del primo ciclo, di una discussione impostata e coordinata organicamente a livello dipartimentale e interdipartimentale, tesa a individuare le Indicazioni come occasione per una riflessione comune sulle finalit� del servizio formativo e sul miglioramento della sua qualit�;
5. orientamento delle iniziative di formazione per il personale della scuola, nel rispetto delle disposizioni contrattuali in vigore, alla prima conoscenza delle Indicazioni;
6. sostegno per il rafforzamento e l�istituzione di reti di scuole (ex art. 7 DPR n. 275/1999), chiamate a discutere temi generali e specifici delle Indicazioni e a diffondere e monitorare buone pratiche.
(Estremi di registrazione: Reg. 6, foglio 176)
Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo Il Ministro della Pubblica IstruzioneVISTO il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, relativo al Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione;
VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59, di delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni e agli Enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa, e, in particolare, l�articolo 21;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, avente a oggetto Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell�art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
VISTA la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parit� scolastica e disposizioni sul diritto allo studio ed all�istruzione, e le successive modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e, in particolare, l�art. 4;
VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, di Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull�istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;
VISTO il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante Definizione delle norme generali relative alla scuola dell�infanzia e al primo ciclo di istruzione, a norma dell�articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e, in particolare: l�articolo 12, comma 2, l�articolo 13, comma 3, l�articolo 14, comma 2, per i quali si adottano, in via transitoria, gli assetti pedagogici, didattici e organizzativi individuati negli allegati A, B, C e D;
VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), ed, in particolare, l�articolo 1, comma 622;
VISTE le linee programmatiche, illustrate dal Ministro della Pubblica istruzione il 29 giugno 2006 in sede di audizione presso le commissioni istruzione di Camera e Senato, di individuazione delle missioni e degli obiettivi generali dell�azione di governo;
VISTA la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per l�attuazione del programma di governo per il 2007 e per la definizione degli obiettivi di carattere strategico per l�anno 2008, adottata in data 12 marzo 2007;
VISTO l�atto di indirizzo del Ministro della Pubblica istruzione del 28 giugno 2007 nella parte in cui si richiama la necessit� di portare a compimento l�avviato processo di revisione delle Indicazioni nazionali per la scuola dell�infanzia e per quella del primo ciclo di istruzione;
VISTO il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione espresso nella riunione del 27 luglio 2007;
CONSIDERATO che il percorso di revisione dell�impianto complessivo della scuola dell�infanzia e del primo ciclo di istruzione, avviato con il documento di base �Cultura, scuola, persona�, presentato nel corso del seminario nazionale del 3 aprile 2007 e, successivamente, inviato alle scuole con nota del 15 maggio 2007, ha il carattere oggettivamente processuale degli itinerari di innovazione e richiede, pertanto, tappe successive, in vista della predisposizione del Regolamento ai sensi dell�art. 7, comma 1, della Legge 53/2003;
CONSIDERATA, tuttavia, l�urgenza di superare il carattere transitorio delle Indicazioni nazionali allegate al Decreto Legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, anche alla luce delle osservazioni formulate da parte delle scuole che hanno evidenziato l�opportunit� di tale revisione complessiva;
CONSIDERATA l�opportunit� che siano fornite alle istituzioni scolastiche autonome, gi� a partire dal prossimo anno scolastico, Indicazioni per la elaborazione dei curricoli per la scuola dell�infanzia e per il primo ciclo di istruzione, sulle quali attivare una fase di interlocuzione, ascolto e approfondimento con il mondo della scuola, al fine di validarne i contenuti con le esperienze maturate sul campo;
TENUTO CONTO che l�applicazione del comma 622 dell�art. 1 della legge 296/06, relativo all�elevamento dell�obbligo di istruzione a 16 anni tramite la definizione di saperi e competenze chiave, si realizza, in prima attuazione, negli anni scolastici 2007-2008 e 2008-2009 e rende, pertanto, urgente creare un raccordo di principi e contenuti tra il primo ciclo di istruzione e il biennio successivo;
TENUTO CONTO che le impegnative sfide dell�agenda di Lisbona 2000 in merito agli obiettivi strategici dei sistemi europei d�istruzione e formazione sollecitano un�azione incisiva della scuola di base soprattutto per prevenire la dispersione scolastica e per promuovere la diffusione della cultura matematica e scientifica;
CONSIDERATA l�esigenza che la definizione delle scelte curricolari per la scuola dell�infanzia e per il primo ciclo di istruzione siano rispettose della discrezionalit� professionale degli insegnanti e dell�autonomia delle istituzioni scolastiche;
PRESO ATTO, infine, dei lavori svolti dalla Commissione nominata con decreto dipartimentale n. 7 del 22 gennaio 2007 e incaricata della elaborazione delle nuove Indicazioni nazionali;DECRETA
Art. 1A partire dall�anno scolastico 2007-2008, le scuole dell�infanzia e del primo ciclo di istruzione procedono all�elaborazione dell�offerta formativa avendo a riferimento in prima attuazione e con gradualit�, le Indicazioni � definite in via sperimentale - contenute nel documento allegato, che � parte integrante del presente decreto.
Limitatamente all�anno scolastico 2007-2008 i collegi docenti utilizzeranno le parti delle predette Indicazioni compatibili e coerenti con il piano dell�offerta formativa adottato, le esperienze maturate nell�ambito del contesto scolastico, le esigenze del territorio e le condizioni di fattibilit� in cui la singola scuola opera.
Art. 2La fase di prima attuazione delle disposizioni contenute nel presente decreto si realizza negli anni scolastici 2007-2008 e 2008-2009. Nel corso del predetto biennio le istituzioni scolastiche, nel quadro delle finalit� generali indicate e degli obiettivi individuati per la scuola dell�infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, verificano la congruit� dei contenuti proposti e la loro articolazione per campi di esperienza, aree, discipline e competenze, anche al fine di eventuali modificazioni e integrazioni.Art. 3Nella prospettiva della revisione degli ordinamenti degli studi vigenti per la scuola dell�infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, le istituzioni scolastiche verificano altres� - anche attraverso le pratiche della ricerca/azione � l�efficacia e le modalit� di attuazione delle Indicazioni contenute nel documento allegato, utilizzando a riguardo tutti gli strumenti di flessibilit� previsti dal D.P.R. 275/1999, con particolare riferimento agli articoli 4, 5 e 6.
Art. 4La fase di prima attuazione di cui all�art. 2 si inscrive nell�ambito degli attuali ordinamenti, che, pertanto, in relazione al monte ore complessivo, ai quadri orari delle discipline e alle classi di concorso, rimangono disciplinati dalla normativa vigente.
Art. 5L�Amministrazione, avvalendosi dei diversi soggetti istituzionali e professionali promuove azioni di formazione in servizio del personale della scuola e attiva un sistema di monitoraggio delle esperienze che consenta di raccogliere dati, osservazioni e suggerimenti di cui tener conto nella stesura dei provvedimenti di natura ordinamentale da adottare in via conclusiva.Art. 6
Per la fase iniziale di accompagnamento sono destinate risorse complessive pari ad � 36.000.000 disponibili nell�apposito fondo del Ministero dell�economia e delle finanze previsto dalla legge finanziaria 2007.Art. 7Il presente decreto � trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione ai sensi dell�art. 3, comma 1, lettera b), della legge 14 gennaio 1994 n. 20.
Indicazioni Nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo