Source: http://www.ama-montessori.it/statuto-associazione/
Timestamp: 2020-06-02 03:40:55+00:00
Document Index: 112011737

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art.31', 'art.35', 'art.5', 'art.21', 'art.23', 'art.21', 'art.26', 'art.21', 'art.2386']

STATUTO ASSOCIAZIONE – AMA Montessori
“Montessori Alta Valsugana”
1. Ai sensi del Decreto legislativo 117 del 2017, (da qui in avanti indicato come “Codice del Terzo settore”), e delle norme del Codice civile in tema di associazioni, è costituita l’Associazione non riconosciuta denominata “Montessori Alta Valsugana”, di seguito indicata anche come “Associazione”.
2. L’Associazione ha sede legale nel Comune di Pergine Valsugana (TN). L’eventuale variazione della sede legale nell’ambito del Comune di Pergine Valsugana (TN) non comporta modifica statutaria, salvo apposita delibera del Consiglio Direttivo e successiva comunicazione agli uffici competenti.
3. Essa opera nel territorio della provincia di Trento, e potrebbe operare anche in ambito nazionale ed internazionale.
6. L’Associazione utilizza un logo composto da una mano di un adulto che contiene una mano di un bambino e sopra è disegnato un cuore. Completa il logo la scritta “Associazione Montessori Alta valsugana”
1. A decorrere dall’avvenuta istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), e ad avvenuta iscrizione dell’Associazione nell’apposita sezione di questo, l’acronimo “APS” o l’indicazione di “associazione di promozione sociale” dovranno essere inseriti nella denominazione sociale. Dal momento dell’iscrizione nel RUNTS, la denominazione dell’Associazione diventerà quindi “Montessori Alta Valsugana APS” oppure “Montessori Alta Valsuganaassociazione di promozione sociale”.
3. Fino all’istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), l’acronimo “APS” o l’indicazione di “associazione di promozione sociale” potranno comunque essere inseriti nella denominazione sociale qualora l’Associazione risulti iscritta ad uno dei registri, regionali o provinciali, previsti dalla Legge 383 del 2000.
2. L’Associazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, attraverso l’esercizio, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi.[1]
3. Essa opera nei seguenti settori:[2]
promuovere, diffondere gli ideali scientifici e metodologici di Maria Montessori per l’attuazione della completa formazione dell’essere umano nel rispetto dell’autonomia, della libertà e della responsabilità individuale;
informare, aggregare e rappresentare i genitori e tutti gli interessati a collaborare con le Istituzioni, gli Istituti scolastici dell’Alta Valsugana, le varie Associazioni territoriali e la cittadinanza affinché venga promosso, istituito e mantenuto nel tempo un percorso di studi a metodologia Montessori nei plessi scolastici di zona nelle scuole di ogni ordine e grado incluse le scuole e i nidi d’infanzia;
curare apposite iniziative e programmi per le esigenze formative dell’adulto in relazione alle tematiche educative relazionali.
1. Per raggiungere gli scopi suddetti l’Associazionepotrà svolgere le seguenti attività:
organizzare incontri o eventi per sensibilizzare la comunità sui diversi approcci e pratiche pedagogiche che abbiano come focus la centralità del bambino;
promuovere attività di collaborazione fra istituzioni scolastiche e famiglie, finalizzate alle comuni responsabilità educative nel reciproco rispetto dei diversi ruoli;
diffondere la pedagogia montessoriana attraverso vari canali di comunicazione ed informazione;
altre attività di supporto alla genitorialità;
promuovere ed organizzare campagne di sensibilizzazione ed altre forme di raccolta fondi al fine di finanziare le attività istituzionali dell’Associazione, nei limiti previsti dalla legge per gli enti non commerciali;
creare reti e collaborazioni pro-attive con altre associazioni o con altri enti pubblici o privati di carattere locale, provinciale e nazionale, che abbiano finalità analoghe, simili o comunque affini a quelle dell’Associazione.
1. Possono essere ammessi a far parte dell’Associazione le persone fisiche e le Associazioni di promozione sociale le quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al loro raggiungimento.
2. Possono essere ammessi come associati anche altri enti del Terzo settore o altri enti senza scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% (cinquanta per cento) del numero delle Associazioni di promozione sociale.
1. Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse[3]presenta domanda per iscritto al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione.[4] In tale domanda deve essere anche precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale e dei regolamenti interni, ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea ed a partecipare alla vita associativa.
4. L’eventuale provvedimento di rigetto deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso l’interessato può proporre appello all’Assemblea ordinaria,[5] entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al contraddittorio.
mancato pagamento della quota associativa, se prevista, entro 90 (novanta) dall’inizio dell’esercizio sociale. Il Consiglio Direttivo comunica tale obbligo a tutti gli associati entro un termine congruo per poter provvedere al versamento. L’associato decaduto può presentare una nuova domanda di ammissione ai sensi dell’art.7 del presente Statuto.
2. L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.
su richiesta motivata ed indirizzata al Consiglio Direttivo da almeno 1/5 (un quinto)[6] degli associati.
4. La convocazione deve pervenire per iscritto agli associati tramite lettera o email almeno 8 (otto) giorni[7] prima della data della riunione. L’avviso deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione, oltre che gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione deve essere fissata almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima convocazione.
2. Per le modifiche statutarie, per la trasformazione, fusione o scissione dell’Associazione, l’Assemblea straordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno la metà più uno degli associati[8] e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
2. L’esercizio del diritto di voto spetta agli associati iscritti nel libro degli associati, sempre che essi siano in regola con il versamento della eventuale quota associativa annuale.
1. Il Consiglio Direttivo è l’organo amministrativo dell’Associazione, è eletto dall’Assemblea tra gli associati[9] in regola con il versamento della eventuale quota associativa, ed è composto da un numero di membri che può variare da 7 (sette) a 10 (dieci), secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei successivi rinnovi. I primi membri del Consiglio Direttivo sono nominati nell’atto costitutivo.
3. I Consiglieri durano in carica 4 (quattro) anni[10] e sono rieleggibili[11]. Almeno 30 (trenta) giorni prima della scadenza del mandato, il Presidente convoca l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo.
nominare il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario dell’Associazione;[12]
4. La carica di Presidente si perde inoltre per dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo.[13]
dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;[14]
2. Nel caso in cui uno o più Consiglieri cessino dall’incarico per uno o più dei motivi indicati nel precedente comma, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione attingendo alla lista dei non eletti nell’ultima elezione del Consiglio Direttivo svoltasi. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale dovrà decidere sulla loro conferma. Se confermati, essi rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente. In caso di mancata conferma, oppure di esaurimento o di assenza del numero dei non eletti, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione tramite cooptazione,[15] salvo ratifica da parte della prima Assemblea ordinaria utile; in caso di mancata ratifica si procederà ad una nuova elezione. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.[16]
3. Nel caso in cui cessi dall’incarico la maggioranza dei Consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto[17] e il Presidente o, in subordine, il Consigliere più anziano di età, dovrà convocare l’Assemblea ordinaria entro 30 (trenta) giorni giorni dalla cessazione, al fine di procedere ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo. Fino all’elezione dei nuovi Consiglieri, i Consiglieri cessati rimangono in carica per l’attività di ordinaria amministrazione.
1. L’organo di controllo, qualora nominato, è formato da 3 (tre) membri,[18]eletti dall’Assemblea, non necessariamente fra gli associati.
2. L’organo di controllo rimane in carica 4 (quattro) anni[19] e i suoi componenti sono rieleggibili.
3. Esso nomina al proprio interno un Presidente.[20]
2. Nei casi previsti dall’art.31, c.1, del Codice del Terzo settore, l’organo di controllo può esercitare anche la revisione legale dei conti.[21]
1. L’organo di revisione, qualora nominato, è formato da un unico componente,[22]eletto dall’Assemblea, non necessariamente fra gli associati. Il componente dell’organo di revisione deve essere iscritto al registro dei revisori legali dei conti.
2. L’organo di revisione rimane in carica 4 (quattro) anni[23] e il suo componente è rieleggibile.
1. L’Associazione deve tenere le seguenti scritture:[24]
4. L’Associazione deve infine tenere il registro dei volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
Art.29 – Bilancio di esercizio[25]
1. L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.[26]
2. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo deve procedere alla formazione del bilancio di esercizio,[27] il quale dovrà essere approvato dall’Assemblea ordinaria. Quest’ultima dovrà essere convocata entro 120 (centoventi) giorni[28]dalla chiusura dell’esercizio.
Ex art.35, c.1, del Codice del Terzo settore, le APS, a differenza delle ODV, possono realizzare la loro attività in maniera prevalente o esclusiva in favore dei propri associati, potendo comunque svolgerla (sia in modo prevalente che esclusivo) anche nei confronti di terzi
Indicare una o più attività di interesse generale che l’associazione intende svolgere e che rientrano fra quelle previste tassativamente dall’art.5, c.1, del Codice del Terzo settore, che vengono qui di seguito riportate:
interventi e servizi sociali ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n.104, e alla legge 22 giugno 2016, n.112, e successive modificazioni;
interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, nonché alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo, ai sensi della legge 14 agosto 1991, n281;
radiodiffusione sonora a carattere comunitario, ai sensi dell’articolo 16, comma 5, della legge 6 agosto 1990, n223, e successive modificazioni;
servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n.106;
promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n.53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n.244;
Ex art.21, c.1, del Codice del Terzo settore, è comunque possibile porre dei requisiti e dei criteri per l’ammissione di nuovi associati, i quali non devono però avere natura discriminatoria, e devono inoltre essere coerenti con le finalità perseguite e l’attività di interesse generale svolta dall’associazione.
Ex art.23, c.1, del Codice del Terzo settore, può essere previsto un procedimento di ammissione diverso rispetto a quello indicato dallo stesso articolo e riportato nel modello di statuto, ad esempio stabilendo che il Consiglio Direttivo deleghi il potere di ammettere nuovi associati ad un altro organo sociale (ad esempio l’Assemblea).
Il potere di pronunciarsi sull’istanza di colui che si è visto rifiutare l’ammissione all’associazione può essere assegnato ad un organo diverso dall’Assemblea, quale ad esempio il Collegio dei Probiviri (qualora però tale organo sia previsto dallo statuto).
Può essere prevista una percentuale minima di associati per convocare l’Assemblea diversa da quella prevista nel modello di statuto, purché non inferiore a 1/10 degli associati.
Può essere previsto un termine diverso per la convocazione dell’Assemblea rispetto a quello indicato nel modello di statuto, comunque non inferiore a 7 giorni.
Rispetto a quanto indicato dal modello di statuto, è possibile prevedere, in sede di seconda convocazione, un quorum costitutivo più basso per le modifiche statutarie, la trasformazione, fusione o scissione dell’associazione.
Fermo restando che il Codice civile ammette (all’art.21, c.2) la possibilità di non prevedere in statuto alcun quorum né costitutivo né deliberativo, la Circolare del Ministero del Lavoro n.20 del 27 dicembre 2018 ha evidenziato come l’approvazione delle modifiche statutarie dovrebbe comunque essere disposta con una procedura rafforzata, tale da garantire un livello di rappresentatività dell’Assemblea più elevato rispetto a quello ordinarioCiò al fine di impedire che una minoranza di associati possa introdurre variazioni strutturali dell’organizzazione, ledendo in tal modo il principio democratico.
A differenza delle ODV, nelle quali tutti i Consiglieri devono essere eletti dall’Assemblea fra gli associati, nelle APS, ex art.26, c.2, del Codice del Terzo settore, la maggioranza dei Consiglieri deve essere eletta dall’Assemblea fra le persone fisiche associate oppure, in ipotesi di associazione di “secondo livello”, fra coloro che sono indicati dagli enti giuridici associatiÈ quindi possibile che una minoranza dei componenti il Consiglio Direttivo non sia eletta fra gli associati, ammettendosi in questo modo anche i membri di diritto.
Rispetto a quanto indicato dal modello di statuto, può essere prevista una durata diversa per il mandato del Consiglio Direttivo, tale comunque da non impedire il fisiologico avvicendamento democratico che deve caratterizzare un’associazione.
Rispetto a quanto indicato nel modello di statuto, è possibile prevedere un numero massimo di mandati (complessivi e/o consecutivi) per coloro che ricoprono la carica di Consigliere.
È possibile che lo statuto preveda la nomina, da parte del Consiglio Direttivo, di altre cariche, quali quella di Tesoriere, il quale si occupa della tenuta dei libri contabili dell’associazione
Le dimissioni del Presidente sono un atto giuridico unilaterale e non necessitano pertanto di approvazione da parte del Consiglio Direttivo, il quale si limita a prenderne atto.
Le dimissioni del Consigliere sono un atto giuridico unilaterale e non necessitano pertanto di approvazione da parte del Consiglio Direttivo, il quale si limita a prenderne atto.
La cooptazione è un metodo per la scelta dei nuovi membri di un organo collegiale nel momento in cuialcuni dei membri di tale organo siano cessati prima della scadenza ordinariaEsso prevede che la scelta del nuovo membro venga fatta dallo stesso organo collegiale senza procedere ad elezioni democratiche.
Nelle associazioni, visto il regime democratico che le caratterizza, la nomina per cooptazione può essere fatta dal Consiglio Direttivo scegliendo tra gli associati dell’ente, ma deve comunque essere ratificata dalla prima Assemblea ordinaria utile.
Rispetto a quanto previsto dall’art.21, c.2, del modello di statuto, le modalità per sostituire i Consiglieri possono essere disciplinate in modo diverso.
Rispetto a quanto indicato dal modello di statuto, è possibile prevedere, applicando per analogia l’art.2386, c.2, del Codice civile in tema di società, che al venir meno della maggioranza dei Consiglieri non decada automaticamente l’intero Consiglio Direttivo, ma che i Consiglieri rimasti in carica convochino l’Assemblea affinché questa provveda a sostituire i mancanti.
collegiale: in tal caso i predetti requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei suoi componenti.
Al di fuori dei casi in cui l’organo di controllo è obbligatorio, qualora l’associazione scelga comunque di nominarlo, il componente (in caso di organo monocratico) o almeno uno dei componenti (in caso di organo collegiale) deve essere un revisore legale iscritto nell’apposito registro
Rispetto a quanto indicato nel modello di statuto, può essere prevista una durata diversa per il mandato dell’organo di controllo, anche parificandola a quella prevista per il Consiglio Direttivo e il Presidente.