Source: http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.com/2010/08/inquinamento-acustico-esposto-tar.html
Timestamp: 2018-03-21 08:53:30+00:00
Document Index: 108614307

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 659', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 410']

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Inquinamento Acustico ESPOSTO TAR SENTENZA RISARCIMENTO
Inquinamento acustico e...............................
http://socialmentegiovani.blogspot.com/2008/10/i-calcestruzzi-di-ferriera.html
I residenti di Ferriera di Torgiano tornano a chiedere le barriere antirumore
Dopo la diffusione delle rilevazioni dell'Arpa, il Comitato di cittadini che protesta per i disagi prodotti dalla presenza di un impianto di calcestruzzi sollecitano provvedimenti
La diffusione da parte dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle rilevazioni effettuate a Ferriera di Torgiano ha spinto il Comitato di cittadini costituitosi per protestare contro il mancato rispetto dei provvedimenti a carico dell’azienda ‘Calcestruzzi Magione’ ad annunciare nuove azioni da intraprendere in periodi brevi.
“I risultati arrivati recentemente danno ancora una volta ragione alle persone che devono subire il disagio dell'inquinamento acustico. L’Arpa segnala il superamento dei limiti di rumore consentiti dalla norma – esordiscono alcuni componenti del Comitato – inoltre c’è da segnalare il fatto nuovo: il cambio di ‘classe acustica’ che la nostra zona abitativa ha subìto e che ovviamente riteniamo inaccettabile”.
Il Comitato si riferisce al provvedimento comunale in virtù del quale la zona territoriale abitata da numerosi residenti di Ferriera è ora passata dalla ‘classe 2’ alla ‘classe 5’. “Ora i decibel di rumore consentiti non sono più sessanta ma settanta. Ben dieci in più – continuano Claudio Binucci ed altri del Comitato – e nonostante ciò, l’azienda supera anche tale nuovo limite di 2 punti e mezzo”.
I difensori legali del Comitato di Ferriera ritengono che “non si possono cambiare le classi acustiche nelle zone interessate da una causa legale in corso. Chiediamo il rispetto semplice e chiaro della norma, come recitava la sentenza a suo tempo emessa. E non chiederemo mai la chiusura dell’azienda: vogliamo l’installazione di barriere antirumore”, concludono dal Comitato.
http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=9842
Polveri e rumore: azienda di cementi a Ferriera
TORGIANO – Polvere nell’aria, rumore, annosi disagi. Problemi di ardua soluzione,questioni che riguardano molte famiglie e che si trascinano da lungo tempo. E’ il caso dell’azienda di Ferriera, costituita da impianti produttori di conglomerato cementizio.
La ‘Calcestruzzi Magione’ si sarebbe messa in regola alla fine del 2004, secondo alcuni testi. La sentenza del giudice Ricciarelli si conclude però rimarcando che la colpa dell’imputato “fino al novembre-dicembre 2004 è di omissione all’ottemperanza nel senso richiesto” – recita la sentenza. “Noi non abbiamo però riscontrato miglioramenti nella qualità dell’aria. Inoltre il rumore prodotto dall’impresa continua a superare i 60 decibel previsti per legge, arrivando perfino a 70 – aggiungono i residenti del borgo– senza togliere che il 6 agosto 2003 l’allora sindaco di Torgiano Stefano Fodra firmò un’ordinanza che prevedeva l’installazione di pannelli fono-assorbenti entro 60 giorni. Pannelli ‘utili a ridurre il livello di rumorosità prodotto dalle lavorazioni dell’azienda locale’ – recitava l’ordinanza. Ora i cittadini della frazione torgianese chiedono “agli assessori competenti ed al sindaco torgianesi cosa intendono affermare in merito” all’ordinanza sopra citata ed al ‘caso-calcestruzzi’ in generale.
Sulla vicenda, guarda sul blog il video I calcestruzzi di Ferriera.
Ill. mo Sig. Giudice per le Indagini Preliminari,
l'Avv. Antonio Canto del Foro di Palermo, con studio in Palermo, via Croce Rossa, n. 113, difensore delle persona offese dal reato, nel procedimento penale n. 12864/06, a carico di La Maestra Giovanni,
- che con atto in data 24/10/07, il Pubblico Ministero ha effettuato richiesta di archiviazione della notizia di reato;
- che tale richiesta è stata notificata all'esponente in data 07/11/07;
- che la notizia di reato è stata considerata infondata, in quanto dagli elementi di indagine raccolti, il P.M. ha ritenuto che gli stessi non fossero idonei per sostenere l’accusa in giudizio;
assume questa difesa, che le indagini eseguite sono prive del necessario approfondimento ed evidenziano una carente analisi della problematica sottostante alla richiesta di tutela avanzata da 23 persone offese dal reato, per due sostanziali ragioni:
a)il documento, unico elemento d’indagine sul quale è stata ritenuta infondata la notizia di reato, non è stato correttamente interpretato;
b)il medesimo organo che ha rilevato i dati contenuti nel suddetto documento, l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale (A.R.P.A.) ha eseguito di recente, dal 17/08/07 al 19/09/07, un ulteriore accertamento tecnico a seguito del quale i limiti consentiti dalla normativa vigente sono stati inequivocabilmente superati.
In riferimento al suddetto si espone quanto segue:
gli accertamenti compiuti dall’A.R.P.A. risalgono ad un periodo precedente alla presentazione della denuncia-querela: quest’ultima, difatti, è stata sporta presso la Stazione dei Carabinieri di Isola delle Femmine dal sig. Solina Fabio nel Settembre del 2006, mentre i rilevamenti tecnici sono stati effettuati più di sei mesi prima, nel Febbraio 06;
è evidente che sarebbe stata maggiormente efficace e pertinente un’ indagine tecnica susseguente alla presentazione della querela, almeno nell’ottica di una efficiente valutazione di causa ed effetto;
ciò nonostante non è questo l’elemento ( temporale) costituente la ragione principe dell’odierno argomentare;
l’attenzione, difatti, deve spostarsi verso le dichiarazione ed osservazioni che palesemente emergono dal citato documento di natura tecnica;
- ” … è stato rilevato un rumore sordo e persistente…”, dunque non esistono 23 soggetti affetti da virus collettivo, ma vi è una concreta realtà, ovvero un rumore sordo e persistente che li disturba “;
-“…è stata scelta l’abitazione … pur non particolarmente vicina…”, si immagini cosa subiscono quelle più vicine;
-per quanto attiene alle vibrazioni, le stesse nonostante percepite, non vengono rilevate per assenza di normativa specifica, quindi, per una lacuna legislativa, il cittadino rimane privo di tutela…sig!
viene espressamente precisato che i valori rilevati sono considerati come “rumore ambientale” e quindi come la somma di tutte le sorgenti ivi compresi i macchinari della Italcementi,
pertanto, specificano al successivo punto, con indubbia chiarezza che “ dai rilevamenti effettuati non è stato possibile valutare il rumore residuo, con i macchinari dell’Italcementi non attivi, in quanto la stessa Ditta non ha partecipato agli accertamenti/monitoraggi”, prima di commentare tale affermazione di incontrovertibile rilevanza, per onor di completezza la rapportiamo all’altra affermazione sempre contenuta nel documento in esame e cioè “ la valutazione della tollerabilità del rumore immesso dall’Italcementi nell’ambiente abitativo oggetto di misura richiede necessariamente la valutazione della differenza tra il rumore ambientale ed il rumore residuo, per verificare il rispetto del limite –differenziale- di 3dB indicato in giurisprudenza come limite di tollerabilità”;
queste sono le dichiarazioni dei tecnici dell’A.R.P.A. i quali sostanzialmente dicono che per delineare l’effettivo quadro della situazione occorre eliminare i rumori dei macchinari e valutare se il residuo supera i limiti tollerabili;
orbene, nonostante questa univoca e chiara precisazione, risultante dall’unico elemento d’indagine raccolto, il P.M., pilatescamente, probabilmente pensando alla salvaguardia dei posti di lavoro, decide, con una palese insufficiente motivazione, che la notizia criminis è infondata e richiede l’archiviazione del caso.
Afferma questo legale, a contrario, che l’unica attività da ritenere insufficiente è rappresentata proprio dalle indagini svolte, le quali dovevano, a nostro avviso, approfondire, innanzi tutto la questione appena descritta, e cioè verificare i limiti differenziali a macchine spente, quindi andava approfondita la disciplina giuridica in materia, tanto le norme, quanto la giurisprudenza, ed in ultimo, siccome già informati, anche se solo verbalmente (come di seguito preciseremo) acquisire i nuovi accertamenti tecnici compiuti sempre dall’A.R.P.A., nel periodo compreso tra il 17/08/07 ed il 10/09/07, nell’abitazione dei querelanti Solina Fabio e Scaffia Flavio.
Nell’ Agosto del c.a., difatti, il maresciallo Curaro della stazione dei Carabinieri di Isola delle Femmine, delegato alle indagini sin dall’inizio del procedimento, era stato avvisato che si stavano rilevando nuovi dati e che all’esito, previa acquisizione, gli sarebbero stati forniti;
egli in quella occasione rispose ai due soggetti presenti, sig. Solina Fabio e Davide Canto che avrebbe atteso tale nuova documentazione, per poi trasmetterla al P.M. competente;
purtroppo (poiché ad un semplice cittadino non sempre i termini decorrono a suo favore), nonostante la formale richiesta effettuata dal sig. Solina, ad oggi, l’intera documentazione non gli è stata consegnata, confidiamo pertanto, e per onor di verità, che Vostra Signoria ordini al magistrato titolare delle indagini di acquisire d’ufficio, tale recente relazione, pretendendo una consegna immediata, dalla quale è dato ricavare il superamento dei limiti di legge consentiti per le ipotesi di specie.
Essa costituirà nuovo elemento di indagine che certamente convincerà il P.M. sulla fondatezza della notizia criminis.
Sarebbe opportuno inoltre ascoltare a sommarie informazioni il dott. Antonio Sansone Santamaria, Dirigente Fisico dell’A.R.P.A., egli sarà in grado di confortare e correttamente interpretare i dati tecnici sia quelli sui quali in appresso molto succintamente questo legale argomenterà, sia quelli nuovi (di cui si è appena detto) dei quali abbiamo richiesto l’acquisizione, a mezzo Codesto Giudice.
In tale direzione, poiché informalmente un parere tecnico è stato da questo legale, per il tramite dei propri assistiti, già acquisito, in riferimento sempre al solo documento di indagine raccolto (e agli atti), si osserva quanto segue:
dichiarano i tecnici che, non sussistendo nel periodo di riferimento tanto i criteri per effettuare la zonizzazione (di competenza regionale la loro emanazione) ai sensi della legge 447/95, quanto una specifica zonizzazione effettuata dal comune di Isola (ne ai sensi della legge suddetta ne ai sensi della normativa precedente DPCM 01/03/91), gli stessi altro non hanno fatto che applicare “ al rumore ambientale immesso nell’ambiente abitativo esclusivamente il limite notturno assoluto di zona B, di 50 dBA e, siccome il valore max è risultato di 45,7 dBA, concludono che, in assenza di cooperazione della Italcementi e per la concorrenza delle suddette carenze legislative, la situazione denunciata non oltrepassa i limiti di tollerabilità.
E proprio per le predette carenze normative, nonostante abbiano applicato il limite assoluto, non hanno potuto completare gli accertamenti, applicando il limite differenziale, di cui all’art. 4 del DPCM 14/11/1997.
In altri termini concludono, per come già precisato sopra, confermando la loro disponibilità a supportare il Sindaco ed i Carabinieri per effettuare gli indispensabili accertamenti tecnici, basati sul valore differenziale che, ovviamente, necessitano dell’assistenza della presenza del personale tecnico della Italcementi;
a tale palese sollecito, ne il Sindaco ne i Carabinieri danno un seguito;
ci si chiede come possano essere disattese, a piè pari, eventi di siffatta gravità, visto che l’ambito in cui si muove l’inquinamento acustico è quello coincidente con l’interesse tutelato dalla fattispecie di cui all’art. 659 c.p., che è il turbamento della tranquillità e della quiete pubblica e privata che, a sua volta, rientra nel più ampio concetto della tutela della salute di cui all’art. 32 Cost. .
Ad ogni modo, poiché il citato art. 4 del DPCM del 14/11/1997 non è stato correttamente applicato, in riferimento agli accertamenti tecnici in esame, vogliamo sottoporre all’attenzione l’attuale orientamento amministrativo in materia di inquinamento acustico che, siccome espresso nel Dicembre 06, con sent. N°5639 dal TAR Puglia, Lecce, sez I, ovvero ben 10 mesi dopo la relazione tecnica di cui si sta discutendo, non poteva far parte del patrimonio culturale di quei tecnici che stilarono il documento agli atti;
così “testualmente” i Giudici Amministrativi: ” il criterio dei valori limite differenziali di immissione è pienamente operativo anche nei Comuni privi della “zonizzazione acustica”, in perfetta rispondenza allo spirito della vigente normativa in tema di inquinamento acustico, oltre che ai principi costituzionali ed alla ragionevolezza. Infatti, considerato che i valori limite differenziali, facendo specifico riferimento al rumore percepito dall’essere umano, mirano precipuamente alla salvaguardia della salute pubblica e che (già prima dell’entrata in vigore della Legge 26/10/1995 n°447 e del conseguente DPCM 14/11/1997) l’art. 6 del DPCM 1/3/91 prevedeva l’applicazione sia di limiti massimi in assoluto (primo comma) sia di valori limite differenziali per le zone non esclusivamente industriali (secondo comma), si deve necessariamente concludere che la disposizione transitoria dettata dall’art. 8 del citato DPCM del 14/11/1997 (che testualmente si limita soltanto a preveder l’applicazione- sino all’avvenuta zonizzazione di cui all’art. 6 lettera “a” della legge 447/1995 dei limiti assoluti di accettabilità di immissione sonora previsti dal primo comma dell’art. 6 del predetto DPCM 1/3/1991) non può essere correttamente interpretata nel significato di escludere del tutto l’operatività del criterio dei valori limite differenziali d’immissione (contemplato dall’art. 4 del DPCM 14/11/1997 e, come detto, già fissato dal secondo comma dell’art. 6 del DPCM 1/3/1991), nel territorio di quei Comuni che non abbiano già provveduto all’approvazione del c.d. piano di zonizzazione acustica.”
Dal suddetto orientamento ne discende come obbligata conclusione che, non avendo ancora il Comune di Isola delle Femmine o non avendo voluto avere, per tutelare i posti di lavoro, un piano di zonizzazione, non deve ugualmente escludersi l’applicazione dei limiti differenziali che, per la mancata collaborazione sia del Sindaco sia Dei Carabinieri sia della Italcementi, non sono stati mai accertati.
Alla luce delle considerazioni di fatto e di diritto che precedono appare evidente che l’indagine preliminare svolta per il caso de quo sia carente e del tutto insufficiente, di conseguenza le persone offese che rappresento, il cui diritto alla salute deve essere tutelato almeno al pari del posto di lavoro, intendono chiedere la prosecuzione delle indagini preliminari sul seguente oggetto:
1)accertare i valori differenziali e quindi il rumore residuo derivante dallo spegnimento dei macchinari della Italcementi, con il necessario intervento, al momento dei rilievi che eseguirà l’A.R.P.A., delle Autorità competenti: Sindaco e Carabinieri delegati, oltre che, chiaramente ,dei tecnici della stessa azienda e permettere, in tale occasione, l’intervento di questo difensore con una rappresentanza delle persone offese e con un eventuale tecnico di parte.
Si indicano il seguente elemento di prova da acquisire d’ufficio:
relazione A.R.P.A. relativa al periodo 17/08/07-10/09/07, per analisi eseguite presso le abitazione dei querelanti: Solina Fabio e Scaffia Flavio, site in via Libertà 62-Isola delle Femmine.
che la S.V. Ill. ma voglia, ai sensi dell'art. 410 c.p.p., fissare l’udienza di comparizione delle parti in camera di consiglio per la discussione.
Palermo 15/11/2007
Avv. Antonio Canto
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