Source: http://www.stracuzzi.it/testodlgs702003.htm
Timestamp: 2018-10-18 16:32:59+00:00
Document Index: 152890502

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 44', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 24']

(G.U. n. 87 del 14-04-2003)
l. Il presente decreto è diretto a promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell'informazione, fra i quali il commercio elettronico.
a) i rapporti fra contribuente e amministrazione finanziaria connessi con l'applicazione, anche tramite concessionari, delle disposizioni in materia di tributi nonché la regolamentazione degli aspetti tributari dei servizi della società dell'informazione e, in particolare, del commercio elettronico;
b) le questioni relative al diritto alla riservatezza, con riguardo al trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni di cui alla legge 31/12/1996, n. 675 e al d.lgs. 13/5/1998, n. 171 e successive modifiche e integrazioni;
d) le prestazioni di servizi della società dell'informazione effettuate da soggetti stabiliti in paesi non appartenenti allo spazio economico, europeo;
e) le attività, dei notai e di altre professioni, nella misura in cui implicano un nesso diretto e specifico con l'esercizio dei pubblici poteri;
g) i giochi d'azzardo, ove ammessi, che implicano una posta pecuniaria, i giochi di fortuna, compresi il lotto, le lotterie, le scommesse, i concorsi pronostici e gli altri giochi come definiti dalla normativa vigente, nonché quelli nei quali l'elemento aleatorio è prevalente.
3. Sono fatte salve le disposizioni comunitarie e nazionali sulla tutela della salute pubblica e dei consumatori, sul regime autorizzatorio in ordine alle prestazioni di servizi investigativi o di vigilanza privata, nonché in materia di ordine pubblico e di sicurezza, di prevenzione del riciclaggio del denaro, del traffico illecito di stupefacenti, di commercio, importazione ed esportazione di armi, munizioni ed esplosivi e dei materiali, d'armamento di cui alla legge 9/7/1990, n. 185.
a) «servizi della società dell'informazione»: le attività economiche svolte in linea on-line nonché i servizi definiti dall'art. l,. comma 1, lettera b), della legge 21/6/1986, n. 317, e successive modifiche;
b) «prestatore»: la persona fisica o giuridica che presta un servizio della società dell'informazione;
c) «prestatore stabilito»: il prestatore che esercita effettivamente un'attività economica mediante una stabile organizzazione per un tempo indeterminato. La presenza e l'uso dei mezzi tecnici e delle tecnologie necessarie per prestare un servizio non costituiscono di per sé uno stabilimento del prestatore;
d) «destinatario del servizio»: il soggetto che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell'informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili informazioni;
e) «consumatore»: qualsiasi persona fisica che agisca con finalità non riferibili all'attività commerciale, imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;
f) «comunicazioni commerciali»: tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un soggetto che esercita un'attività agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera professione. Non sono di per sé comunicazioni commerciali:
1) le informazioni che consentono un accesso diretto all'attività dell'impresa, del soggetto o dell'organizzazione come un nome di dominio, o un indirizzo di posta elettronica;
2) le comunicazioni relative a beni, servizi o all'immagine di tale impresa, soggetto od organizzazione, elaborate in modo indipendente, in particolare senza alcun corrispettivo;
g) «professione regolamentata»: professione riconosciuta ai sensi dell'art. 2, del d.lgs. 27/1/1992, n. 115, ovvero ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. 2/5/1994, n. 319;
h) «ambito, regolamentato»: le disposizioni applicabili ai prestatori di servizi o ai servizi della società dell'informazione, indipendentemente dal fatto che siano di carattere generale o loro specificamente destinate. L'ambito regolamentato riguarda le disposizioni che il prestatore deve soddisfare per quanto concerne:
2) l'esercizio dell'attività di un servizio della società dell'informazione, quali, per esempio, le disposizioni riguardanti il comportamento del prestatore, la qualità o i contenuti del servizio, comprese le disposizioni applicabili alla pubblicità e ai contratti, ovvero alla responsabilità del prestatore 2. L'ambito regolamentato comprende unicamente i requisiti riguardanti le attività in linea e non comprende i requisiti legali relativi a:
a) le merci in quanto tali nonché le merci, i beni e i prodotti per i quali le disposizioni comunitarie o nazionali nelle materie di cui all'art. 1 comma 3, prevedono il possesso e l'esibizione di documenti, certificazioni, nulla osta o altri titoli autorizzatori di qualunque specie;
e) i servizi non prestati per via elettronica.
3. Sono fatte salve, ove non espressamente derogate, le disposizioni in materia bancaria, finanziaria, assicurativa e dei sistemi di pagamento e le competenze degli organi amministrativi e degli organi di polizia aventi funzioni di vigilanza e di controllo, compreso il controllo sulle reti informatiche di cui alla legge 31/7/1997, n. 249 e delle autorità indipendenti di settore.
l. I servizi della società dell'informazione forniti da un prestatore stabilito sul territorio italiano si conformano alle disposizioni nazionali applicabili nell'ambito regolamentato e alle norme del presente decreto.
2. Le disposizioni relative all'ambito regolamentato di cui all'art. 2, lettera h), non possono limitare la libera circolazione dei servizi della società dell'informazione provenienti da un prestatore stabilito in un altro stato membro.
3. Alle controversie che riguardano il prestatore stabilito si applicano le disposizioni del regolamento Ce n. 44/2001 del Consiglio del 22/12/2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
l. Le disposizioni dei commi 1 e 2 dell'art. 3 non si applicano nei seguenti casi:
a) diritti d'autore, diritti assimilati, diritti di cui alla legge 21/2/1989, n. 70 e al d.lgs. 6/5/1999, n., 169, nonché diritti di proprietà industriale;
b) emissione di moneta elettronica da parte di istituti per i qua li gli stati membri hanno applicato una delle deroghe di cui al l'art. 8, paragrafo 1, della direttiva 2000/46/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica;
c) l'art. 44, paragrafo 2, della direttiva 85/611/Cee, in materia di pubblicità degli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari;
d) all'attività assicurativa di cui all'art. 30 e al titolo IV della direttiva 92/49/Cee (terza direttiva sulle assicurazioni sui danni), agli artt. 7 e 8 della direttiva 88/357/Cee (seconda direttiva sulle assicurazioni sui danni); al titolo IV della direttiva 92/96/Cee (terza direttiva sulle assicurazioni sulla vita) e all'art. 4 della direttiva 90/619/Cee (la seconda direttiva sulle assicurazioni sulla vita) come modificate dalla direttiva 2002/83/Ce;
a) necessari riguardo a un determinato servizio della società dell'informazione lesivo degli obiettivi posti a tutela degli interessi pubblici di cui al comma 1, ovvero che costituisca un rischio serio e grave di pregiudizio agli stessi obiettivi;
Assenza di autorizzazione preventiva
2. Sono fatte salve le disposizioni sui regimi di autorizzazione che non riguardano specificatamente ed esclusivamente i servizi della società dell'informazione o i regimi di autorizzazione nel settore dei servizi delle telecomunicazioni di cui al decreto del presidente della repubblica 19/9/1997, n. 318, dalla cui applicazione sono esclusi i servizi della società dell'informazione.
e) gli elementi di individuazione nonché gli estremi della competente Autorità di vigilanza qualora un'attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione;
1) l'ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il prestatore sia iscritto e il numero d'iscrizione;
g) il numero della partita Iva o altro numero di identificazione considerato equivalente nello stato membro, qualora il prestatore eserciti un'attività soggetta a imposta;
h) l'indicazione in modo chiaro e inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi della società dell'informazione forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna e altri elementi aggiuntivi da specificare;
3. La registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7/3/2001, n. 62.
Obblighi di informazione per la comunicazione commerciale
1. In aggiunta agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, le comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della società dell'informazione o ne sono parte integrante, devono contenere, sin dal primo invio, in modo chiaro e inequivocabile, una specifica informativa, diretta a evidenziare:
c) che si tratta di un'offerta promozionale come sconti, premi, od omaggi e le relative condizioni di accesso;
1. Fatti salvi gli obblighi previsti dal dlgs 22/5/1999, n. 185 e dal dlgs 13/5/1998, n. 171, le comunicazioni commerciali non sollecitate trasmesse da un prestatore per posta elettronica devono, in modo chiaro e inequivocabile, essere identificate come tali fin dal momento in cui il destinatario le riceve e contenere l'indicazione che il destinatario del messaggio può opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni.
Uso delle comunicazioni commerciali nelle professioni regolamentate
1. L'impiego di comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della società dell'informazione o ne sono parte, fornite da chi esercita una professione regolamentata, deve essere conforme alle regole di deontologia professionale e in particolare all'indipendenza, alla dignità, all'onore della professione, al segreto professionale e alla lealtà verso clienti e colleghi.
Informazione diretta alla conclusione del contratto
1. Oltre agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi nonché a quelli stabiliti dall'art. 3 del d.lgs. 22 maggio 1999, n. 185, il prestatore, salvo diverso accordo tra parti che non siano consumatori, deve fornire in modo chiaro, comprensibile e inequivocabile, prima dell'inoltro dell'ordine da parte del destinatario del servizio, le seguenti informazioni:
Responsabilità nell'attività di semplice trasporto - Mere conduit
2. Le attività di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al comma 1 includono la memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che questo serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il tempo ragionevolmente necessario a tale scopo.
3. L'autorità giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza può esigere anche in via d'urgenza che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma 2, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.
Responsabilità nell'attività di memorizzazione temporanea-caching
2. L'Autorità giudiziaria o quella amministrativa aventi funzioni di vigilanza può esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore nell'esercizio delle attività di cui al comma 1 impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.
Responsabilità nell'attività di memorizzazione di informazioni-hosting
3. L'Autorità giudiziaria o quella amministrativa competente può esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attività di cui al comma l'impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.
1. Nella prestazione dei servizi di cui agli artt. 14, 15 e 16, il prestatore non è assoggettato a un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, né a un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite.
2. Fatte salve le disposizioni di cui agli artt. 14, 15 e 16, il prestatore è comunque tenuto:
a) a informare senza indugio l'Autorità giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attività o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio della società dell'informazione;
3. Il prestatore è civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui, richiesto dall'Autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito prontamente per impedire l'accesso a detto contenuto, ovvero se, avendo avuto conoscenza del carattere illecito o pregiudizievole per un terzo del contenuto di un servizio al quale assicura l'accesso, non ha provveduto a informarne l'Autorità competente.
1. Le associazioni o le organizzazioni imprenditoriali, professionali o di consumatori promuovono l'adozione di codici di condotta che trasmettono al ministero delle attività produttive e alla Commissione europea con ogni utile informazione sulla loro applicazione e sul loro impatto nelle pratiche o consuetudini relative al commercio elettronico. 2. Il codice di condotta, se adottato, è reso accessibile per via telematica e deve essere redatto, oltre che in lingua italiana e inglese, almeno in un'altra lingua comunitaria.
2. Il ministero delle attività produttive provvederà affinché sul proprio sito siano rese tempestivamente disponibili per le amministrazioni pubbliche i destinatari e fornitori di servizi:
a) le informazioni generali sui diritti e obblighi contrattuali e sui meccanismi di reclamo e ricorso disponibili in caso di controversie, nonché sui codici di condotta elaborati con le associazioni di consumatori iscritte nell'elenco di cui all'art. 5 della legge 30 luglio 1998, n. 281;
c) gli estremi e la sintesi delle decisioni significative riguardo a controversie sui servizi della società dell'informazione, comprese quelle adottate Tagli organi di composizione extragiudiziale nonché informazioni su pratiche, consuetudini o usi relativi al commercio elettronico.
1. Salvo che il fatto non costituisca reato, le violazioni di cui agli artt. 7, 8, 9, 10 e 12 del presente decreto sono punite con il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a 10.000 euro.
3. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall'art. 13 della predetta legge 24 novembre 1981, n. 689, all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto di accertamento delle violazioni di cui al comma 1 è presentato al ministero delle attività produttive, fatta salva l'ipotesi di cui all'art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689.