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Timestamp: 2017-01-22 16:31:12+00:00
Document Index: 109022374

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 817', 'art. 11', 'art. 46', 'art. 817']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 179 del 24.07.2007
Istanza di interpello - disciplina comunitaria
degli aiuti a favore dell'agricoltura - trasferimento transitorio del diritto
all'aiuto - imposta di registro
interpello n. ..., concernente la disciplina comunitaria degli aiuti a favore
dell'agricoltura, è stato esposto il seguente
La CAA ALFA S.r.l., Centro Autorizzato di
Assistenza Agricoltura, chiede chiarimenti di natura fiscale con riferimento
alla disciplina comunitaria introdotta dai regolamenti CE n. 1782/2003 e n.
795/2004, che hanno innovato la disciplina comunitaria degli aiuti a favore
degli agricoltori, introducendo il regime di pagamento unico.
In particolare, il quesito riguarda la disciplina di
cui all'art. 46, comma 2, del citato regolamento n. 1782, concernente il
trasferimento a titolo definitivo (vendita) o transitorio (affitto) dei titoli
di diritti all'aiuto a favore di altro agricoltore.
L'istante chiede se nel trasferimento transitorio il
diritto all'aiuto possa assumere natura di bene pertinenziale rispetto al
terreno dato in affitto e, quindi, il relativo trasferimento essere sottoposto,
ex art. 23 del Testo Unico delle
disposizioni concernenti l'imposta di registro approvato con d.P.R. 26 aprile
1986, n. 131, alla stessa disciplina fiscale, ai fini dell'imposta di registro,
prevista per il bene principale; ciò in ragione dell'obbligatorietà del
contemporaneo trasferimento di un numero equivalente di ettari ammissibili di
terreno nei casi di trasferimento del diritto all'aiuto.
Chiede, infine se il regime di esenzione dall'imposta
di bollo, previsto per i contratti d'affitto di terreni, possa essere esteso
anche al trasferimento transitorio dei diritti all'aiuto, stante la natura
pertinenziale di questi ultimi.
Il contribuente ritiene che "ai sensi e per
gli effetti di cui all'art. 23,
comma terzo, del T.U. 131/86, il titolo PAC, in punto di imposta di registro,
dovrebbe essere assoggettato alla disciplina prevista per il bene al cui
servizio è posto, ovverosia il terreno e per l'effetto alla disciplina connessa
all'affitto di fondi rustici".
In merito, il contribuente richiama l'interpretazione
fornita dalla Suprema Corte all'art. 817 del codice civile, nelle sentenze n.
10147/2004, n. 2615/1986 e n. 3013/1989, secondo cui affinché un bene possa
essere considerato pertinenza di un bene principale è sufficiente che ci sia
una "destinazione funzionale" tra i due beni, una "destinazione
durevole, attuale ed effettiva della pertinenza rispetto al bene
principale" e la presenza "sia di un elemento oggettivo sia di un
elemento soggettivo", quest'ultimo identificabile nell'effettiva volontà
dell'avente diritto di creare il predetto vincolo.
Il contribuente, pertanto, conclude che
"indipendentemente dal valore del canone di affitto del titolo PAC rispetto
al terreno, rilevato che affinché sia soddisfatto il profilo della durevole
destinazione è necessario che l'utilità sia oggettivamente arrecata dalla cosa
accessoria a quella principale, ritenuto che la sussistenza dell'elemento
soggettivo è soddisfatta dall'effettiva volontà dell'avente diritto di creare
il predetto vincolo di strumentalità e complementarietà funzionale, in caso di
affitto, il titolo PAC debba essere considerato pertinenza del terreno ad esso
strettamente collegato".
La legge 27 luglio 2000, n. 212, prevede all'art. 11 che "ciascun
contribuente può inoltrare all'Amministrazione finanziaria circostanziate e
specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni
tributarie a casi concreti e personali".
La Circolare 31 maggio 2001, n. 50, chiarisce ulteriormente che
l'istanza deve essere presentata dal contribuente interessato personalmente a
conoscere la regolamentazione fiscale di una particolare fattispecie concreta.
Tanto premesso, si ritiene che l'interpello debba
essere considerato inammissibile, in quanto manca il requisito della
riferibilità a un caso concreto e personale, considerato che la richiesta
formulata riguarda il trattamento tributario di atti non riconducibili
direttamente alla sfera di interessi del CAA ALFA srl, ma prospetta una
Il regime di pagamento unico, introdotto con il
regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 29 settembre 2003, e successive
modificazioni ed integrazioni, e con il regolamento (CE) n. 795/2004 della
Commissione del 21 aprile 2004, ingloba i vari pagamenti diretti, previsti dalla
disciplina comunitaria degli aiuti a favore degli agricoltori, all'interno di un
unico pagamento, quantificato in base ai diritti maturati in precedenza
nell'arco di un periodo temporale di riferimento (anni 2000-2001-2002).
L'agricoltore beneficiario non è tenuto ad effettuare le coltivazioni per le
quali aveva maturato gli aiuti comunitari, ma deve soltanto mantenere il terreno
in buone condizioni agronomiche e ambientali. In particolare, l'art. 46 del
regolamento (CE) n. 1782/2003 attribuisce la facoltà all'agricoltore
beneficiario di trasferire il diritto all'aiuto a favore di altro agricoltore
"a titolo oneroso o mediante qualsiasi altro trasferimento definitivo con o
senza terra".
Al fine di facilitare il trasferimento degli aiuti fra
gli agricoltori, l'importo complessivo cui ha diritto il singolo agricoltore è
suddiviso in quote e rapportato ad un determinato numero di ettari ammissibili.
A questo riguardo l'articolo 10 del decreto del
ministro delle Politiche agricole e forestali del 5 agosto 2004, n. 1787,
stabilisce che "la cessione dei titoli all'aiuto (...) deve avvenire
mediante atto con sottoscrizione autenticata (...) e deve essere comunicata a
pena di nullità agli organismi pagatori, entro dieci giorni dalla
sottoscrizione".
In proposito occorre precisare che, ai sensi
dell'articolo 12, comma 4, del regolamento (CE) n. 795/2004, nessun
trasferimento definitivo dei titoli all'aiuto è possibile prima della loro
definitiva fissazione.
Oltre alla cessione dei titoli a un produttore agricolo
che abbia terreno sufficiente da abbinare alla contribuzione comunitaria, il
regolamento (CE) n. 1782/2003 prevede anche la facoltà di concedere in
"affitto" i titoli degli aiuti qualora "al trasferimento dei
diritti all'aiuto si accompagna il trasferimento di un numero equivalente di
ettari ammissibili".
La scrivente, con la risoluzione n. 114/E del 17 ottobre 2006, a seguito di
chiarimenti richiesti dalle associazioni di categoria, ha esaminato le
conseguenze agli effetti dell'IVA, dell'Imposta di registro e delle Imposte
dirette, derivanti dalla cessione o dalla concessione in affitto dei predetti
diritti, dopo la riforma della Politica Agricola Comune (PAC).
Nella predetta risoluzione, in conformità con quanto
affermato dal Ministero delle politiche agricole e forestali con nota del 21
marzo 2006, prot. n. 222, è precisato che il trasferimento dei diritti
all'aiuto è assimilabile al trasferimento di diritti di credito "atteso
che l'ammissione al beneficio non attribuisce all'agricoltore beneficiario altro
diritto diverso da quello a ricevere una somma di denaro...".
Con riferimento alla peculiare ipotesi dell'affitto dei
diritti all'aiuto che, come già chiarito, è ammessa solo contestualmente al
trasferimento di un numero equivalente di ettari ammissibili, la qualificazione
giuridica del trasferimento non muta atteso che, come chiarito nella predetta
circolare, gli effetti dell'operazione sono limitati all'incasso del pagamento
unico da parte dell'affittuario dei terreni e, pertanto, l'affitto può essere
ricondotto ad una fattispecie di cessione di un diritto di credito per un
ammontare limitato all'importo da erogarsi nel periodo di durata del contratto
Tale affermazione esclude che possa esser accolta la
tesi dell'interpellante, secondo cui l'affitto del titolo sia pertinenziale
all'affitto del terreno. Infatti, per l'esistenza del vincolo pertinenziale è
necessario il concorso di due elementi: uno soggettivo e l'altro oggettivo. Il
primo è costituito dalla manifestazione di volontà, da parte del proprietario
o del titolare di altro diritto reale sui due beni, di voler destinare il bene
accessorio a pertinenza (cfr., tra le altre, Cass., n. 19157/2005).
Ebbene, nella fattispecie in esame manca il suddetto
requisito soggettivo richiesto dall'art. 817 del codice civile per la creazione
del vincolo pertinenziale, poiché il concedente è obbligato a trasferisce
temporaneamente il diritto all'aiuto congiuntamente all'affitto del numero
equivalente di ettari ammissibili di terreno, in ottemperanza del dettato
dell'articolo 46 del citato regolamento comunitario. Infatti, la connessione
viene stabilita direttamente dalla legge che impone inderogabilmente, ai fini
dell'efficacia del trasferimento dell'aiuto, anche il trasferimento dei terreni,
attraverso un solo negozio giuridico.
Ciò comporta l'impossibilità per il proprietario del
terreno di creare volontariamente il vincolo pertinenziale.
Nella fattispecie, inoltre, manca il requisito
oggettivo dell'obbiettivo vincolo della cosa accessoria a un rapporto funzionale
con quella principale.
In proposito, la Suprema Corte ha evidenziato che al
fine della configurabilità del vincolo pertinenziale sotto il profilo della
durevole destinazione di una cosa al servizio dell'altra, è necessario
"che l'utilità sia oggettivamente arrecata dalla cosa accessoria a quella
principale e non al proprietario di questa, dovendo le pertinenze servire alla
utilità della cosa e non anche a quella meramente personale del dominus della
stessa" (Cass., n. 6671/1984). Ciò porta ad escludere che l'aiuto possa
considerarsi pertinenza del terreno.
Da quanto precisato deve escludersi la configurazione
di un vincolo pertinenziale tra il diritto all'aiuto e il terreno dato in
affitto per carenza sia del requisito soggettivo che oggettivo.
Per quanto concerne il regime tributario della
cessione, si fa rinvio alla citata risoluzione n. 114/E del 2006 dell'Agenzia delle
In particolare, le cessioni dei diritti all'aiuto -
attesa la loro natura di interventi finalizzati al sostegno della produzione
agricola - sono escluse dal campo di applicazione dell'IVA ai sensi
dell'articolo 2, terzo comma, lettera
a), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, trattandosi di cessioni di denaro.
Di conseguenza le cessioni (vendite a titolo
definitivo) dei titoli PAC sono soggette all'imposta di registro in base al
principio di alternatività di cui all'articolo 40 del testo unico delle disposizioni
nella misura proporzionale dello 0,50 per cento, ai sensi dell'articolo 6 della tariffa, parte prima, del medesimo
Testo Unico (TUR).
La base imponibile da assoggettare a tassazione è
costituita dall'importo dei diritti all'aiuto oggetto della cessione (ammontare
annuale per il numero delle annualità cedute), attualizzato, applicando il
saggio legale di interesse pari al 2,5%, senza considerare il prezzo pattuito
tra il venditore e l'acquirente.
Per quanto concerne l'affitto dei titoli, che può
essere effettuato solo contestualmente all'affitto dei terreni di pari
superficie ammissibile, il relativo contratto dovrà contenere due disposizioni:
l'affitto del fondo rustico e la cessione temporanea dei titoli.
Relativamente all'affitto del terreno, l'imposta di
registro è dovuta nella misura dello 0,50% sull'ammontare annuo del canone per
la durata del contratto, ai sensi dell'articolo 5 della tariffa, parte prima, del TUR. Con
riguardo, invece, all'affitto dei titoli, l'imposta di registro è dovuta nella
misura dello 0,50% sul valore delle annualità trasferite all'affittuario,
attualizzate.
Per quanto concerne l'imposta di bollo, gli atti di
trasferimento transitorio di diritto all'aiuto, sono riconducibili alla
fattispecie regolata dall'articolo 2 della tariffa, parte prima, del d.P.R. 26
ottobre 1972, n. 642, che prevede l'applicazione dell'imposta di bollo nella
misura di euro 14,62 per ogni foglio.
La risposta di cui alla presente viene resa dalla
scrivente ai sensi dell'articolo 4 del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.