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Timestamp: 2019-04-18 20:16:21+00:00
Document Index: 89313745

Matched Legal Cases: ['art 108', 'art. 9', 'art.108', 'art.8', 'art.108', 'art.11']

Pubblicato: Venerdì, 23 Marzo 2012 15:29 | Scritto da Angelo Mollo
Dopo 22 anni dalla emanazione della Legge 8 dicembre 1970, n. 996 ( Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità - Protezione civile) viene promulgata la Legge 225/92 con la quale la struttura di Protezione Civile subisce una profonda riorganizzazione poichè viene istituito il Servizio Nazionale della Protezione Civile.
A vent’anni dall’istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile, esce la legge n. 100 del 12 luglio 2012 di conversione del decreto legge n. 59 del 15 maggio 2012 che modifica e integra la legge n. 225 del 24 febbraio 1992.
La legge, in vigore dal 14 luglio 2012, ribadisce il ruolo del Dipartimento di promozione e coordinamento delle attività del Servizio Nazionale. Ridefinisce alcuni ambiti di attività, in particolare previsione e prevenzione, e introduce cambiamenti che rendono più incisivi gli interventi di gestione dell’emergenza. Il provvedimento riafferma, inoltre, che la gestione dei grandi eventi non rientra più nelle competenze della protezione civile. La legge n. 100/2012 modifica anche altri provvedimenti.
Testo integrale della L. 24 febbraio 1992, n. 225. modificata ed integrata dalla L. 12 luglio 2012 n. 100
La LEGGE 24 febbraio 1992 , n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della Protezione Civile) modificata dalla Legge12 luglio 2012 stabilisce che:
(In rosso le modifiche apportate della L.100/2012)
Art. 2- Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze
Art. 3 – Attività e compiti di protezione civile
Art. 11 - Strutture operative nazionali del Servizio
l) il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSA (CAI)… omissis …
Art. 13 - Competenze delle province
2. Per le finalità di cui al comma 1 in ogni capoluogo di provincia e' istituito il Comitato provinciale di protezione civile, presieduto dal presidente dell'amministrazione provinciale o da un suo delegato. Del Comitato fa parte un rappresentante del prefetto.
Successivamente, il Decreto Legislativo 112/98 (cd. Bassanini), all'art 108, comma b), modifica ed amplia le competenze delle Province. Sono infatti conferite alle province le funzioni relative:
all'attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, con l'adozione dei connessi provvedimenti amministrativi;
alla predisposizione dei piani provinciali di emergenza sulla base degli indirizzi regionali;
alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da attivare in caso di eventi calamitosi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 24 febbraio 1992, n° 225;
A seguito della modifica del titolo V° della Costituzione Italiana (L. Costituzionale 3/2001) con la quale la materia della Protezione Civile è stata inserita fra le materie a legislazione concorrente la Regione Toscana ha emanato la Legge Regionale 67/2003 (Ordinamento del sistema regionale della Protezione Civile e disciplina della relativa attività). In particolare l’art. 9 della legge suddetta recita:
1) La provincia esercita le seguenti funzioni:
elabora, in conformità a quanto previsto nell`articolo 17, il quadro dei rischi relativo al territorio provinciale;
definisce, in conformità a quanto previsto nel capo III, sezione II e sulla base del quadro dei rischi di cui alla lettera a), l`organizzazione e le procedure per fronteggiare le situazioni di emergenza nell`ambito del territorio provinciale;
provvede agli adempimenti previsti nel regolamento regionale di cui all`articolo 15 concernenti la previsione e il monitoraggio degli eventi;
adotta gli atti e tutte le iniziative necessarie per garantire, in emergenza, il supporto alle attività di competenza dei comuni assumendo a tal fine il coordinamento degli interventi di soccorso nell`ambito del territorio provinciale e rapportandosi con la Regione per ogni ulteriore esigenza d`intervento;
provvede all`organizzazione dell`attività di censimento dei danni, nell`ambito provinciale, in collaborazione con i comuni, e a fornire il relativo quadro complessivo alla Regione;
concorre con i comuni alle iniziative per il superamento dell`emergenza; ove a tale fine siano approvati interventi ai sensi dell`articolo 24, provvede agli adempimenti previsti nel medesimo articolo;
provvede all'impiego del volontariato e agli adempimenti conseguenti in conformità a quanto previsto alla sezione II.
2) La provincia provvede altresì ad assicurare, in rapporto con la Regione, ogni necessaria forma di supporto ai comuni e di raccordo tra i medesimi per le attivita` di previsione e di prevenzione, in particolare per quanto attiene:
la realizzazione di iniziative di informazione, soprattutto finalizzate alla popolazione scolastica, da realizzare d`intesa con i comuni e le altre autorità competenti.
3) La provincia, nell'ambito delle procedure di programmazione degli interventi di formazione definiti dalla legge regionale 26 luglio 2002, n. 32 (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro), ai fini di cui al comma 2, lettera b garantisce l'integrazione delle politiche formative con gli obiettivi di cui alla presente legge, anche utilizzando le risorse di cui all'articolo 2.
Alla quale fa seguito il Regolamento n. 69/R dell’1/12/2004 (Organizzazione delle attività del sistema regionale della protezione civile in emergenza) che all’ART. 6 (L’organizzazione delle attività operative presso le province) recita:
1. La provincia organizza le attività di cui all’articolo 2 in modo adeguato ad assicurare:
b) il supporto ai comuni coinvolti in situazioni di emergenza, tenuto conto della loro capacità operativa e del quadro complessivo dei rischi nell’ambito provinciale.
2. Ai fini di cui al comma 1, lettera a), la provincia organizza l’attività di centro situazioni in modo da garantire adeguatamente, con la strumentazione e il personale necessario, la trasmissione degli avvisi di allerta e la gestione delle conseguenti procedure informative, nonché il ricevimento delle segnalazioni di situazioni di emergenza da parte dei comuni e le conseguenti richieste di supporto.
4. Tra le risorse di cui al comma 3 sono comprese, oltre al personale e ai beni dell’ente, le organizzazioni di volontariato aderenti a forme di coordinamento provinciale nonché gli eventuali soggetti convenzionati con la provincia per le attività di protezione civile tra cui, in particolare,le aziende di servizio pubblico.
5. L’organizzazione provinciale di cui al comma 3 costituisce altresì riferimento della Regione in caso di eventi di rilevanza regionale, in particolare ai fini di coordinare le risorse attivate dalla Regione per fronteggiare situazioni di emergenza di ambito sovra comunale.
6. Le modalità della collaborazione sono definite nei piani operativi regionali, anche in forma differenziata tenuto conto dell’effettiva funzionalità dell’organizzazione provinciale; a tal fine le province trasmettono periodicamente alla Regione una relazione sulla propria organizzazione,sulle risorse disponibili e sugli interventi di supporto attivati a favore dei comuni.
7. La provincia comunica a tutte le forze operative, alla prefettura, ai comuni, alle comunità montane e alla Regione l’organizzazione preposta alle attività di cui all’articolo 2, il nominativo dei responsabili, la sede di riferimento per le attività di centro operativo e di centro situazioni e i relativi recapiti telefonici.
ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' A LIVELLO PERIFERICO AI SENSI DELLA LEGGE 225/92
TIPOLOGIE DI EVENTO ex L.225/1992
Coordinamento degli interventi di soccorso
Dlgs 112/1998 (art.108) e L.R.T 67/2003(art.8 e 9)
Dlgs 112/1998 (art.108) e L.R.T 67/2003 (art.11)
L.225/1992 modif. L. 100/2012
L.401/2001
Un evento ha carattere Nazionale quando la Presidenza del Consiglio dei Ministri emetta lo "stato di emergenza nazionale".
In rapporto alla complessità dell'organizzazione necessaria per le attività di soccorso e degli interventi per il superamento dell'emergenza la rilevanza dell'evento può essere regionale o locale.
A tal fine si tiene conto dei seguenti elementi:
• Ambito territoriale e popolazione interessata
• Risorse operative, tecniche, scientifiche impiegate
• Entità complessiva dei danni prodotti e dei conseguenti interventi per il superamento dell’emergenza
La rilevanza Regionale si manifesta attraverso la dichiarazione di “stato di emergenza regionale”.Ciò avvieve dopo che la Regione ha provveduto alla valutazione degli eventi ed alla individuazione delle iniziative per il superamento della conseguente emergenza.
Senza tale dichiarazione, a cura della Regione stessa, gli eventi si considerano di rilevanza locale
• Il Sistema di Allertamento