Source: https://ciclabilisiciliane.com/it/mobilita-ciclistica/velostazioni-bus-portabici-e-ciclovie-finalmente-la-legge-e-servita/
Timestamp: 2018-05-26 04:22:10+00:00
Document Index: 73653980

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art 1', 'art.3', 'art.4', 'art.5', 'art.6']

Velostazioni, bus portabici e Ciclovie, finalmente la legge è servita! | Ciclabili Siciliane
Velostazioni, bus portabici e Ciclovie, finalmente la legge è servita!
Da oggi più spazio ai ciclisti e cicloturisti!
Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, viene varata una legge per la mobilità ciclistica. Il Senato della Repubblica ha infatti approvato il DDl 2977 recante come titolo “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”. Le novità sono tante e piuttosto rilevanti per lo sviluppo della mobilità ciclistica in Italia. Se volete scaricare il testo completo potete farlo a questo link.
Oppure potete leggere la versione “semplificata” del documento qui di seguito.
Fra le novità più interessanti introdotte da questa legge:
rileviamo (art.9) le modifiche al Codice della Strada (comma 2 art 1) con l’introduzione del principio della “mobilità sostenibile” e della “incentivazione dell’uso dei velocipedi”;
Il Piano generale della mobilità ciclistica (art.3) inteso come strumento per lo sviluppo della mobilità ciclistica e articolato nel piano per la mobilità ciclistica in ambito urbano e metropolitano e quello su percorsi definiti a livello regionale, nazionale ed europeo;
lo sviluppo della rete Bicitalia (art.4) intesa come rete infrastrutturale di livello nazionale integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea «EuroVelo»
l’introduzione dei Piani regionali della mobilità ciclistica (art.5) intesi come sottoinsiemi del più ampio piano nazionale ma anche in senso intermodale
il Biciplan (art.6) inteso come strumento essenziale per delineare la strategia delle singole città per la realizzazione del piano della mobilità ciclistica in territorio urbano, sia per gli spostamenti di tutti i giorni sia per la realizzazione di itinerari cicloturistici urbani
l’articolo 2 definisce com Ciclovie gli itinerari che comprendano uno o più delle seguenti categorie: piste o corsie ciclabili, itinerari ciclo-pedonali, vie verdi ciclabili, sentieri ciclabili e percorsi naturali, strade senza traffico o a basso traffico, le strade 30, le aree pedonali, le zone a traffico limitato, le zone residenziali.
infine l’articolo 8 è di particolare interesse perchè prevede le misure che i Comuni possono realizzare per l’incentivazione dell’uso delle biciclette. Secondo la nuova legge, infatti, i comuni possono stipulare (a seguito di evidenza pubblica) convenzioni con associazioni, cooperative sociali o aziende, convenzioni per la realizzazione di velostazioni in prossimità delle stazioni ferroviarie, metropolitane, porti o aeroporti, oppure realizzare le infrastrutture per i ciclisti nelle opere di edilizia agevolata o popolare.
1. La presente legge persegue l’obiettivo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia […..]
2. Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici interessati […] perseguono l’obiettivo di […] rendere lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle politiche della mobilità in tutto il territorio nazionale e da pervenire a un sistema generale e integrato della mobilità, sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e accessibile a tutti i cittadini.
g) «strada 30»: strada urbana o extraurbana sottoposta al limite di velocità di 30 chilometri orari o a un limite inferiore […] è considerata «strada 30» anche la strada extraurbana con sezione della carreggiata non inferiore a tre metri riservata ai veicoli non a motore, eccetto quelli autorizzati, e sottoposta al limite di velocità di 30 chilometri orari.
1. In vista degli obiettivi e delle finalità di cui all’articolo 1, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge […] è approvato il Piano generale della mobilità ciclistica. Il Piano di cui al precedente periodo costituisce parte integrante del Piano generale dei trasporti e della logistica ed è adottato in coerenza:
a) con il sistema nazionale delle ciclovie turistiche […];
(Rete ciclabile nazionale «Bicitalia»)
l) attribuzione agli itinerari promiscui che compongono la Rete ciclabile stessa della qualifica di itinerario ciclopedonale prevista dall’articolo 2, comma 2, lettera F-bis), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ove ricorrano le caratteristiche ivi richieste, e loro assoggettamento in ogni caso a pubblico passaggio.
3. Nel Piano generale della mobilità ciclistica sono stabiliti gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione e la gestione della Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» e i relativi oneri riferibili agli aspetti di rilevanza sovraregionale e di competenza statale, cui si provvede nel rispetto del quadro finanziario definito ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lettera e), e dei suoi eventuali aggiornamenti.
(Biciplan)
(Modifica all’articolo 1 del codice della strada, in materia di princìpi generali)
b) all’articolo 164, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
«2-bis. Nel caso di autobus da noleggio, da gran turismo e di linea, in deroga al comma 2, è consentito l’utilizzo di strutture portabiciclette applicate a sbalzo anteriormente; tale struttura può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore fino ad un massimo di 80 cm dalla sagoma propria del mezzo».
2. Entro il 1º aprile di ciascun anno, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano presentano una relazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sullo stato di attuazione degli interventi previsti dalla presente legge, sulla loro efficacia, sull’impatto sui cittadini e sulla società, sugli obiettivi conseguiti e sulle misure da adottare per migliorare l’efficacia degli interventi previsti dal piano regionale della mobilità ciclistica nel rispettivo territorio.