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Timestamp: 2018-05-22 16:05:38+00:00
Document Index: 102414390

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art.77', 'art. 81', 'art.2', 'art.77', 'art.86', 'art. 2', 'art. 81', 'art.77', 'art.81', 'art.86']

fiammaveneta: aprile 2009
Dott. On. Renato Brunetta
Sindaco e Consiglieri comunali del
Comune di Fontaniva (PD)
Oggetto: lettera aperta al Ministro per la Pubblica Amministrazione su anacronistico ed iniquo privilegio a favore degli amministratori locali in riferimento agli artt. 77 e 81 del Dlgs. 267/2000 (T.U.E.L).
Egregio Signor Ministro, con la presente rivolgo alla Sua pregiatissima attenzione una questione che in questi anni è già stata trattata a più riprese, ma che a mio modesto avviso non ha visto una soluzione rispondente alle prerogative di equità che uno Stato moderno deve garantire alla cittadinanza, nemmeno a seguito della Legge n.244/2007.
E’ risaputo che l’art. 77 del T.U.E.L , al comma 1, recita: “La Repubblica tutela il diritto di ogni cittadino chiamato a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali ad espletare il mandato, disponendo del tempo, dei servizi e delle risorse necessari ed usufruendo di un’indennità e di rimborsi spese nei modi e nei limiti previsti dalla legge”.
In questo comma, si riconoscono tutti i principi di equità che uno Stato democratico deve garantire ad ogni singolo cittadino.
Al comma 2 dello stesso art.77 del T.U.E.L. e soprattutto all’art. 81 del T.U.E.L., invece, cominciano a intravvedersi delle forme di privilegio a garanzia di alcuni invece che della collettività e, soprattutto, si riscontra una forma assurda di garanzia nei confronti di alcuni soggetti che non svolgono il lavoro di Sindaco o di Assessore, ma assumono la semplice funzione di controllo di Consigliere comunale.
Si riporta quanto previsto dal T.U.E.L come modificato dall’art.2 comma 24 della Legge n. 244/2007: “I Sindaci, i presidenti delle provincie… omissis … che siano lavoratori dipendenti possono essere collocati a richiesta in aspettativa non retribuita per tutto il periodo di espletamento del mandato… omissis… I consiglieri di cui all’art.77, comma 2, se a domanda collocati in aspettativa non retribuita per il periodo di espletamento del mandato, assumono a proprio carico l’intero pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e di ogni altra natura previsti dall’art.86.”
E’ già molto che l’art. 2, comma 24, della legge Legge n.244/2007, nel modificare l’art. 81, comma 1, del T.U.E.L., ha limitato la possibilità di collocamento in aspettativa non retribuita di soggetti lavoratori dipendenti, per il periodo di espletamento del mandato amministrativo, alle seguenti cariche amministrative locali: sindaci, presidenti delle province, presidenti dei consigli comunali e provinciali, presidenti dei consigli circoscrizionali delle aree metropolitane, presidenti delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché membri delle giunte di comuni e province.
E’ già tanto che per i consiglieri di cui all’art.77, comma 2, del citato T.U.E.L., non contemplati nel suddetto elenco del novellato art.81, comma 1, e cioé i consiglieri dei comuni anche metropolitani e delle province, nonché i consiglieri delle comunità montane, possono parimenti essere collocati in aspettativa non retribuita per l’intero periodo di espletamento del mandato, con l’assunzione, a carico del lavoratore eletto consigliere, dell’obbligo dell’intero pagamento degli oneri contributivi (quota ente + quota dipendente), oltre che di ogni altro obbligo previsto dall’art.86 del citato Testo Unico Enti Locali.
Senza insistere nel tediarLa novellando disposizioni normative che sono sicuramente già a Lei note, ritornando al motivo di questa mia, è quanto mai necessario sottolineare che ciò che risulta inopportuno se non addirittura assurdo, è considerare un Consigliere di un Comune di 7-8 mila abitanti alla stessa stregua del Sindaco di Roma per il privilegio dell’aspettativa, essendo almeno risolto il problema del pagamento dei contributi per il quale è stata dichiarata una differenza sostanziale.
Si può dire, infatti, che tutti possiamo essere più o meno d’accordo sul fatto che un Sindaco o un Presidente di Provincia che ha delle responsabilità oggettive e soggettive, figura eletta direttamente che deve partecipare attivamente alla gestione di un territorio ed essere il garante dei servizi di un territorio, debba avere la possibilità di esercitare la sua attività elettiva come fosse un lavoro e, quindi, di poter godere del privilegio dell’aspettativa, anche se essa è retribuita dall’Ente.
Si potrebbe anche non scandalizzarsi se si considera che questo privilegio è a favore degli Assessori Comunali e Provinciali, che non hanno più responsabilità soggettive, ma conservano una funzione di gestione del territorio in supporto del Sindaco nell’organo di Governo locale.
Possiamo, però non storcere il naso se un semplice Consigliere comunale, magari di un Comune di 7-8 mila abitanti, senza fare distinzioni tra maggioranza o minoranza, gode di questo favoritismo?
Si lascia alla Sua particolare sensibilità la risposta su questo tema, riportando di seguito un caso concreto.
E’ risaputo che in Comune di Fontaniva in Provincia di Padova (comunità di circa 8 mila abitanti), una Consigliera comunale, dipendente del Comune di Grantorto in Provincia di Padova, gode di questo iniquo privilegio fin dal 2004.
Gli effetti nefasti per le due amministrazioni pubbliche e per l’intera collettività di questo assurdo beneficio sono facilmente riassumibili come di seguito:
a) costo per l’Ente locale in cui è stato svolto il mandato, dal giugno 2004 al dicembre 2007 pari a circa 30.000/35.000 euro per pagamento dei contributi del soggetto di cui trattasi, nefandezza che si è conclusa con la Legge n.244/2007; la comunità di Fontaniva ringrazia sentitamente i fautori di questo spreco di denaro pubblico.
b) costo per l’Ente locale in cui si sta svolgendo il mandato, dal dicembre 2007 ad oggi per espletamento di pratiche amministrative inerenti il pagamento dei contributi del soggetto di cui trattasi; la comunità di Fontaniva ringrazia che si siano limitati i danni ma vorrebbe che fossero eliminati completamente.
c) costo per l’Ente locale in cui si dovrebbe svolgere il proprio lavoro e invece si occupa il posto tenendoselo senza andare a lavorare, causato da riduzione di organico degli uffici della P.A. di Grantorto, diminuzione di servizi, rallentamento delle prestazioni, impossibilità di sostituire il soggetto; la comunità di Grantorto plaude a questo immenso esempio di fannullaggine.
d) costo ulteriore perla comunità in generale dato da un posto pubblico bloccato, impossibilità per tanti disoccupati di accedere ad un nuovo posto di lavoro.
Egregio Signor Ministro, non Le voglio dare soluzioni.
Le chiedo solamente di trovare il modo di porre fine a queste inique situazioni che generano nei cittadini un sentimento di sconforto nei confronti dello Stato.
So certamente che la Sua illuminata lungimiranza Le permetterà di cancellare anche questa ennesima brutta pagina di favoritismi all’italiana e con l’occasione Le porgo distinti saluti ed il mio più sincero invito a continuare nel Suo immenso e valido lavoro di Ministro.
Pubblicato da fiamma veneta alle 23:06