Source: https://www.studiocerbone.com/corte-cassazione-sezioni-unite-sentenza-n-15042-del-21-luglio-2016-nel-procedimento-disciplinare-carico-degli-avvocati-principio-cui-allart-45-r-d-l-27-novembre-1933-n-1578/
Timestamp: 2020-07-12 10:36:36+00:00
Document Index: 34659235

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 6', 'art. 213', 'art. 2697', 'art. 6', 'art. 213', 'art. 45', 'art. 17']

CORTE di CASSAZIONE a SEZIONI UNITE sentenza n. 15042 del 21 luglio 2016 - Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il principio di cui all'art. 45 r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578 — secondo cui il Consiglio dell'ordine territoriale non può infliggere nessuna pena disciplinare senza che l'incolpato sia stato citato a comparire davanti ad esso — assume valenza di un principio generale - Studio Cerbone
Sei qui: Home » CORTE di CASSAZIONE a SEZIONI UNITE sentenza n. 15042 del 21 luglio 2016 – Nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il principio di cui all’art. 45 r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578 — secondo cui il Consiglio dell’ordine territoriale non può infliggere nessuna pena disciplinare senza che l’incolpato sia stato citato a comparire davanti ad esso — assume valenza di un principio generale
CORTE di CASSAZIONE a SEZIONI UNITE sentenza n. 15042 del 21 luglio 2016
LAVORO – RAPPORTO DI LAVORO – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE A CARICO DEGLI AVVOCATI – AVVOCATO – ADOZIONE DI PENA DISCIPLINARE – CONSIGLIO DELL’ORDINE TERRITORIALE
che, quanto alle denunciate violazioni di norme procedimentali, il CNF ha rilevato che: la L. 247/2012, art. 17, applicabile nel caso di specie, non configura la previa convocazione dell’iscritto, prima dell’adozione dei provvedimenti conseguenti alla rilevata mancanza dei requisiti per la iscrizione, la convocazione dell’interessato; la mancata indicazione nel provvedimento dei termini di proposizione della impugnazione e dell’organo competente a decidere sulla stessa era irrilevante, atteso che il ricorrente ha rispettato i termini e ha correttamente individuato l’organo competente; neanche costituisce causa di nullita’ della delibera del COA la asserita carenza di motivazione della stessa, atteso che il CNF, in sede di impugnazione, puo’ apportare le integrazioni che ritenga necessarie;
che con il primo motivo il ricorrente deduce violazione e omessa applicazione della L. 247/2012, art. 17 e del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 43, nonche’ omesso esame su fatto decisivo, censurando la sentenza del CNF perche’ ha ritenuto non necessaria l’audizione dell’interessato, dopo il deposito degli scritti difensivi e prima dell’adozione del provvedimento da parte del COA;
che con il secondo motivo il ricorrente denuncia violazione dell’art. 2697 c.c. e del d.lgs. 96/2001, art. 6, comma 6, nonche’ omesso esame di fatto decisivo, rilevando che, contrariamente a quanto sostenuto dal CNF, egli era stato iscritto sulla base della documentazione esibita ed era quindi il COA a dover dimostrare la inidoneita’ del titolo e non anche l’interessato a dover provare la validita’ del titolo esibito ai fini della iscrizione nell’elenco speciale;
che con il terzo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del regolamento UE 1024/2012 nonche’ dell’art. 213 c.p.c., ancora dell’art. 2697 c.c. e del d.lgs. 96/2001, art. 6, e omesso esame di questione decisiva, rilevando che il citato regolamento espressamente escluderebbe l’applicazione dell’IMI in caso di riconoscimento di un ordine professionale; sarebbe quindi stato onere del CNF acquisire art. 213 c.p.c. le informazioni necessarie presso gli organi competenti, nonche’ quello di esaminare la documentazione prodotta, dalla quale emergeva che l’unico organo abilitato in Romania a stabilire se sussistano le condizioni per l’iscrizione di un avvocato al locale albo e’ la magistratura e che in molte controversie i professionisti abilitati dal medesimo organismo che aveva rilasciato il titolo esibito per l’iscrizione in Italia erano stati ritenuti dai giudici rumeni abilitati alla professione;
che con il quarto motivo il G. lamenta violazione della L. 247/2012, dolendosi che il CNF abbia fatto riferimento nel dispositivo a disposizioni ormai non piu’ in vigore;
che, invero, queste Sezioni Unite hanno affermato il principio per cui “nel procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il principio di cui al r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, art. 45 – secondo cui il Consiglio dell’ordine territoriale non puo’ infliggere nessuna pena disciplinare senza che l’incolpato sia stato citato a comparire davanti ad esso – assume valenza di un principio generale, volto a garantire il rispetto del contraddittorio e il diritto di difesa. Ne consegue che, dovendosi applicare tale principio anche per l’adozione di provvedimenti cautelari, e’ affetto da nullita’ insanabile il provvedimento del Consiglio dell’ordine territoriale che abbia inflitto la sospensione cautelare dall’esercizio della professione all’esito di una riunione alla quale l’interessato non sia stato convocato” (Cass., sez. un., n. 3182 del 2012);
che, ai sensi della L. 247/2012, art. 17, rubricato “Iscrizione e cancellazione”, “l’accertamento dei requisiti e’ compiuto dai consiglio dell’ordine, osservate le norme dei procedimenti disciplinari, in quanto applicabili” (comma 3) e “il consiglio, accertata la sussistenza dei requisiti e delle condizioni prescritti, provvede alla iscrizione entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda. Il rigetto della domanda puo’ essere deliberato solo dopo aver sentito il richiedente nei modi e nei termini di cui al comma 12 (…)” (comma 7);