Source: http://docplayer.it/2774322-Sanita-e-mutualita-integrativa-un-secondo-pilastro-per-il-welfare.html
Timestamp: 2017-01-16 13:04:03+00:00
Document Index: 69700869

Matched Legal Cases: ['art 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art 23', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 23']

⭐SANITÀ E MUTUALITÀ INTEGRATIVA UN SECONDO PILASTRO PER IL WELFARE
SANITÀ E MUTUALITÀ INTEGRATIVA UN SECONDO PILASTRO PER IL WELFARE
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1 NOTIZIARIO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA MUTUALITÀ INTEGRATIVA VOLONTARIA La Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria (Fimiv) è stata fondata nel 1900 come Federazione italiana delle società di mutuo soccorso. Fimiv opera per la promozione, lo sviluppo e la difesa del movimento mutualistico italiano nel campo assistenziale, socio-sanitario, previdenziale e culturale, per contribuire a migliorare le condizioni economiche e sociali della collettività, nell ambito di un completo e moderno sistema di sicurezza sociale. Fimiv aderisce alla Lega delle cooperative, al Forum del terzo settore e all Aim (Associazione internazionale della mutualità). SANITÀ E MUTUALITÀ INTEGRATIVA UN SECONDO PILASTRO PER IL WELFARE SOMMARIO PRIMO PIANO - Sanità integrativa - Anagrafe dei fondi sanitari - Labate: La giusta risposta - Putzolu: Equità e solidarietà intergenerazionale - Agenda Fimiv WELFARE - Indagine Censis - Mobilitazione per i diritti sociali VITA DEL MOVIMENTO anni di Mutuo Soccorso in Sardegna - Forte dei Marmi - Aiccon - Co.Re.Si. - Solidea - Luciano: viaggio tra le Soms piemontesi - AIM - Giornata internazionale della Cooperazione - Consorzio Mu.Sa - Mutua Cesare Pozzo - Mutua integrativa Campa - Fasco - Insieme Salute Lombardia - Consorzio Mutue Novara - Insieme Salute Toscana IN BREVE SERVIZI ASSOCIATIVI Le politiche nazionali e il sistema di welfare, anche a fronte della difficile situazione economica del Paese, negli ultimi anni si stanno indirizzando verso la costituzione di un sostegno, integrativo e sussidiario, al servizio sanitario nazionale. Pur nella consapevolezza condivisa che un ripensamento del sistema del welfare non deve mettere in discussione i diritti raggiunti, dal con il decreto Turco prima e il decreto Sacconi poi si è dato corso all attuazione dei fondi sanitari integrativi come strumenti previsti per la raccolta delle risorse private da organizzare in forma collettiva. Le società di mutuo soccorso sono espressamente indicate dalla legge (art 9 D.Lgs 229/99), tra i soggetti chiamati a gestire i fondi integrativi del servizio sanitario nazionale. Oltre a essere legittimate, sono anche considerate le più qualificate a fornire un contributo rilevante alle esigenze di integrazione sanitaria dei cittadini, proprio per le loro caratteristiche mutualistiche: l assenza di scopo lucrativo e le finalità assistenziali. In questo quadro, il convegno organizzato dalla Fimiv ha consentito un ampio confronto con i principali operatori del settore: fondi, casse sanitarie e società di mutuo soccorso che svolgono attività integrativa al servizio sanitario nazionale. Introdotto e coordinato dal presidente della Fimiv Placido Putzolu, l incontro è stato arricchito dagli interventi tecnici di Carla Collicelli, vice direttore Censis, Grazia Labate, ricercatrice in economia sanitaria e coordinatrice del tavolo tecnico 2007/2008 del ministero della Salute, Nicola Salerno del Cerm, Marco Micocci dell università di Cagliari e Luiss di Roma e Isabella Mastrobuono, sub-commissario alla Sanità della Regione Molise, direttore sanitario Policlinico Tor Vergata Roma. Ha inoltre partecipato attivamente ai lavori Massimo Giannone, direttore dell Ufficio Fondi sanitari integrativi del ministero della Salute. Nella foto: Placido Putzolu (sin), Massimo Giannone, direttore Ufficio Fondi sanitari e integrativi/ministero della Salute e Carla Colicelli vicedirettore Censis2 Massimo Piermattei, direttore della Mutua Integrativa Campa, è intervenuto a nome del Consorzio Mu.Sa. La relazione del prof. Marco Micocci Grazia Labate, ha presentato i dati di riferimento I dati sul settore, illustrati da Grazia Labate, parlano di una spesa pubblica corrente del Sistema sanitario nazionale (Ssn), che nel 2009 è stata di 110 miliardi e 558 milioni di euro (pari al 7,3% del Pil), mentre la spesa privata è stata di 29 miliardi e 564 milioni di euro (1,9% del Pil). Complessivamente la spesa sanitaria totale italiana ammonta quindi a 140 miliardi e 152 milioni, incidendo sul Pil per il 9,2%. Comunque meno di altri Paesi di area Ocse o europei: Francia e Germania si attestano all 11%, gli Usa intorno al 16%. Diversi i rami in cui si articola la spesa sanitaria privata, con la predominanza di quella direttamente sostenuta dai cittadini (pari all 82%), a cui si aggiunge un 13,9% coperto da fondi sanitari negoziali, casse e mutualità volontaria, e un 3,7% da assicurazioni ramo malattia e ramo vita. In piena crisi economica, a partire dal 2008, il 6% delle famiglie italiane si impoveriscono a causa delle spese legate spese sanitarie e sociali, soprattutto legate alla non autosufficienza, ma anche a disabilità, farmaceutica, specialistica e cure odontoiatriche, che risultano tra le voci di maggior spesa. Ed è proprio il problema della non autosufficienza e l impossibilità di pagare le spese mediche una delle maggiori preoccupazioni degli italiani, timori condivisi dall 85,7% e dall 82,5% della popolazione, secondo un indagine del Censis riportata da Carla Colicelli. Le previsioni elaborate dal Cerm e presentate da Nicola Salerno, relative a un periodo fino al 2050 tracciano uno scenario in cui i costi per la sanità potrebbero giungere a raddoppiare l incidenza della componente pubblica sul Pil. Il peso della spesa sanitaria si avvicinerebbe così a quello della spesa pensionistica, ponendosi per la sanità un problema analogo a quello riscontrato in campo pensionistico oltre 15 anni fa, ovvero il disegno e lo sviluppo di un sistema di finanziamento multipilastro. Il tema della sanità integrativa appare pertanto di grande attualità. I processi di razionalizzazione sono necessari, ma il servizio sanitario non può essere sottofinanziato oltre una certa soglia, altrimenti si finisce per incidere sui servizi. Una strada possibile è far crescere il risparmio privato aggregato, che possa essere indirizzato sulla salute invece che su consumi non essenziali. Una forma di partecipazione alla spesa sulle prestazioni del servizio pubblico permetterebbe al cittadino di aumentare qualità e complessità dei servizi. È la strada, appunto, dei fondi sanitari integrativi. L incontro ha registrato la folta partecipazione di tutti i principali operatori del settore, che non hanno mancato di esprimere la loro posizione e di porre domande al rappresentante del ministero della Salute. Presenti all incontro anche rappresentanti di società di mutuo soccorso (Cesare Pozzo, Campa, Insieme Salute Toscana, Insieme Salute Lazio, Insieme Salute Romagna, Camsai). Massimo Piermattei, direttore della Mutua Integrativa Campa, è intervenuto a nome del Consorzio Mu.Sa. non mancando di illustrare le peculiarità delle società di mutuo soccorso sanitarie rispetto alle altre forme di integrazione sociosanitaria, come pure gli obiettivi ed i servizi forniti dal Consorzio, tra i quali la rete di strutture sanitarie e sociali, convenzionate a tariffe agevolate, alla quale possono accedere i soci ed i familiari delle mutue aderenti. GRAZIA LABATE: "LA GIUSTA RISPOSTA PER CONTENERE LA SPESA E VIVERE MEGLIO" L assistenza sanitaria integrativa spiega Labate - permetterà di recuperare l ingente ammontare di spesa sanitaria privata, completando il percorso necessario per favorire lo sviluppo dei fondi integrativi e della mutualità di territorio, prevista dal nostro ordinamento. Ma non solo. Secondo Labate questo percorso deve 23 ANAGRAFE DEI FONDI SANITARI INTEGRATIVI: IL 31 LUGLIO SCADE IL TERMINE PER RINNOVI E NUOVE ISCRIZIONI Il 31 luglio 2011 il SIAF (Sistema Informatico Anagrafe Fondi Sanitari) del Ministero della Salute chiude l accesso per le nuove iscrizioni 2011 e per il rinnovo delle iscrizioni già effettuate nel 2010 (D.M. 27 ottobre 2009). Ai fini dell iscrizione o del rinnovo per il 2011 i Fondi per rinnovare l iscrizione devono: - inserire nel sistema SIAF la documentazione aggiornata al 2011 (art. 3 del D.M.) - ricordare di compilare il campo Numero degli Iscritti Gli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso devono: - inserire nel sistema SIAF anche la certificazione a firma del Legale Rappresentante (comma 4, art. 3 D.M. e disciplinare tecnico allegato) - ricordare di compilare i campi Dati di bilancio L iscrizione o il rinnovo entro la data del 31 luglio 2011, con l invio e l aggiornamento di tutta la documentazione, rappresenta condizione essenziale per il rilascio dell attestazione 2011 e per conferire alle aziende ed ai dipendenti i benefici fiscali previsti dalla normativa vigente. Al 31 dicembre 2010 risultano iscritti all Anagrafe del Ministero della Salute 279 fondi e casse sanitarie, di cui 224 negoziali e 55 società di mutuo soccorso: 100 in Lombardia, 29 in Piemonte, 7 Friuli Venezia Giulia, 14 Veneto, 6 Trento, 4 Bolzano, 9 Liguria, 18 Emilia Romagna, 14 Toscana, 69 Lazio, 1 Umbria, 3 Marche, 1 Sicilia. Come previsto dal decreto Sacconi, in questo periodo è aperta la finestra, con scadenza 31 luglio, per l aggiornamento della propria posizione e per le nuove iscrizioni. I fondi sanitari integrativi non sono tutti uguali: i menù offerti variano a seconda delle categorie, dei contributi versati, del numero degli aderenti. Mediamente tutti prevedono indennità e rimborsi economici per diagnostica visite e prestazioni mediche specialistiche, ricoveri ed interventi chirurgici, prevenzione e profilassi, terapie riabilitative. Due fondi sanitari integrativi prevedono la copertura per LTC (Long Term Care) per i propri dipendenti: dipendenti bancari e dipendenti assicurativi. Nicola Salerno, del Cerm riguardare anche aspetti culturali volti a favorire la responsabilizzazione dei cittadini per superare la bassa propensione al risparmio sui rischi da eventi per cure di lunga durata o inabilità, affermando anche per questa via un loro reale empowerment. I fatti parlano chiaro. In Italia, al pari dei paesi industrializzati, la spesa sanitaria e socio sanitaria sia destinata ad aumentare, quale risultante di interrelazioni tra fattori demografici, economici, tecnologici, socioculturali. E un aumento delle patologie croniche e degenerative tra la popolazione over 65 che subisce una forte impennata nella fascia di età oltre i 75 anni, a cui oggi appartiene una consistente quota della popolazione italiana. Questa situazione afferma la necessità del secondo pilastro del Ssn, che va inteso come uno strumento non antitetico o in contrasto con le finalità di tutela universalistica della salute, ma al contrario come una risorsa che possa supportare il Ssn, attraverso un riorientamento ed una gestione più appropriate e strutturate delle risorse private, spiega Labate, aggiungendo che una strada innovativa ed italiana per un efficace mix tra pubblico e privato è stato il principio ispiratore dei decreti Turco del marzo 2008 e del decreto Sacconi dell ottobre 2009 che hanno vincolato il 20% delle prestazioni erogate dai fondi sanitari, dalle casse e dalle sms, alla copertura di prestazioni per non autosufficienza ed odontoiatria, al fine di godere del beneficio fiscale armonizzato previsto dalla legge finanziaria 2008 nella misura di 3.615,20 euro. Il cammino, comunque, è già iniziato. Come dimostra il fatto che negli ultimi 5 anni si sia registrato un trend di crescita dei fondi sanitari e della Società di mutuo soccorso (Sms). I dati che avevamo raccolto nel gruppo tecnico, che ho coordinato, presso il ministero della Salute fino al marzo 2008, ci indicavano in 416 il totale esistente tra Fondi, Casse e Sms con una platea di iscritti ed un totale di circa beneficiari. E tra il 2009 e il 2011, aggiunge Labate, oltre 50 rinnovi contrattuali hanno previsto accordi di sanità integrativa. 34 Laura Crescentini di Assoprevidenza, ha sottoposto alcuni punti critici non risolti della normativa attuativa dei fondi sanitari Cosa significa questo? Nell ipotesi che solo il 50% dei dipendenti sottoscrivano l adesione ai nuovi fondi sanitari integrativi, potremmo stimare un numero di iscritti tra vecchi fondi e nuovi intorno ai 7 milioni e ad un probabile numero di beneficiari intorno agli 11milioni. I vantaggi di questo nuovo sistema sono, secondo l economista, enormi non solo per le casse dello Stato, ma per il benessere e il livello di soddisfazione dei cittadini, riducendo gli attuali costi per le famiglie e convogliando l enorme massa di spesa privata verso forme solidaristiche di ripartizione dei rischi, soprattutto per le cure a lungo termine. Il tutto, in integrazione con il Ssn a base universalistica, che sempre più dovrà connotarsi per la qualità delle sue cure primarie, per l eccellenza delle cure ospedaliere,per ricerca ed innovazione. Il prossimo step di questo percorso è, secondo Labate, la costituzione di un tavolo tecnico che potrebbe rappresentare il supporto per formulare proposte, in ordine alla costituzione di fondi aperti da parte delle Regioni e degli enti locali. Bisogna poi sperimentare accordi con gli attuali fondi e SMS per la gestione di pacchetti, in ordine al problema della non autosufficienza, di domiciliarità e bassa e media intensità di cura, mettere in campo una rinnovata sinergia di rapporti pubblico-privato. Solo così conclude Labate si potrà vincere la sfida del III Millennio: vivere a lungo sì, ma con migliore qualità di vita. PLACIDO PUTZOLU: EQUITA' E SOLIDARIETA' INTERGENERAZIONALE Placido Putzolu presidente della Fimiv Simonpaolo Buongiardino, presidente del Fondo Est, ha illustrato la posizione del più grande Fondo sanitario italiano L istituzione dei fondi sanitari costituisce un opportunità di sviluppo della mutualità, ma soprattutto rappresenta l occasione per affermare il modello partecipativo intergenerazionale del mutuo soccorso in ambiti assistenziali complementari al servizio pubblico e finalizzati ad accorciare la distanza tra la manifestazione dei bisogni e l accesso ai servizi. L assistenza complementare ha trovato nella contrattazione collettiva un veicolo di diffusione che negli ultimi tempi ha assunto una dimensione di rispetto: tuttavia emergono criticità significative che inevitabilmente interessano il livello di equità e di solidarietà dell intero sistema. È interessante per esempio riflettere sulla possibile correlazione tra fondi sanitari negoziali chiusi (ex art. 51 del Tuir) e fondi sanitari integrativi aperti (ex art. 9 del D.lgs. 229/99). I fondi sanitari di derivazione contrattuale sono già da tempo operanti in Italia, mentre l iter che sancisce l effettiva costituzione di quelli integrativi al Ssn in forma aperta non si è ancora del tutto concluso: mancano infatti i decreti attuativi sul loro ordinamento e sulle modalità di affidamento in gestione. Tra le due realtà, tra l altro, non si è prodotto nel tempo un rapporto utile ad estendere i benefici delle coperture complementari ai soggetti collocati fuori dall ambito del lavoro dipendente. Non è previsto, per esempio, nessun meccanismo intergenerazionale di accantonamento per i più giovani in previsione di eventi gravosi come la non autosufficienza, in modo da costruire nel tempo una dotazione che essi possano portare con sé nell eventuale passaggio da un fondo contrattuale ad un altro, ma soprattutto, una volta posti in quiescenza, da un fondo chiuso ad un fondo sanitario aperto. Le coperture riguardano generalmente i soli lavoratori dipendenti, fintanto che sussista il rapporto di lavoro, e non sempre sono estese volontariamente ai familiari. Il risultato è che ne restano esclusi i soggetti più deboli economicamente, quelli meno tutelati dalla contrattazione collettiva, quelli che sono usciti dall attività lavorativa, quelli che non appartengono a gruppi associati. Se non si interviene rapidamente ad innescare meccanismi contributivi di tipo associativo solidaristico a compensazione del divario, il rischio più prossimo è una frattura sociale sull equità dei livelli di tutela. Sussiste inoltre il rischio di una sperequazione tra fondi negoziali chiusi e fondi integrativi aperti. I primi, sono caratterizzati da una forte concentrazione patrimoniale a riserva grazie all adesione massiva e certa di lavoratori dipendenti - soprattutto quando la 45 contribuzione è posta per intero a carico del datore di lavoro - e all erogazione contenuta, poiché il livello medio dell età degli aderenti abbassa il rischio di morbilità a breve termine. Per i fondi integrativi aperti, è realistico ipotizzare invece una più ridotta concentrazione di riserve, sia perché la propensione all adesione volontaria con contribuzione a carico diretto dell assistito è ancora tutta da costruire per ragioni socio-culturali poco favorevoli, sia perché la prevedibile maggiore incidenza di anziani nel gruppo associato innalza drasticamente il rischio a L'intervento di Isabella Mastrobuono, sub breve termine di incidenza patologica, soprattutto di non autosufficienza, e commissario alla Sanità della Regione Molise, quindi di erogazione. direttore sanitario del Policlinico Roma Tor Quando una società di mutuo soccorso istituisce un fondo sanitario Vergata, ha focalizzato in particolare i temi contrattuale o ne gestisce uno, si instaura un rapporto associativo che può socioassistenziali e della non autosufficienza. essere mantenuto anche dopo l uscita del lavoratore dallo stesso fondo per le Nel merito dei fondi integrativi ha avanzato le più diverse ragioni: la sua presa in carico rientra allora nella sussidiarietà seguenti proposte: generale e circolare espressa dalla base associata nel suo complesso. 1.- Garantire, attraverso i fondi, il La disomogeneità nei criteri di definizione degli ambiti d intervento tra i fondi, collegamento dei settori sanitario e pur a fronte di una medesima formulazione delle agevolazioni fiscali sociale/sociosanitario; 2.- Completare il quadro normativo per dare (deducibilità), costituisce un ulteriore elemento di criticità che la Fimiv ha già ai fondi un assetto definitivo e coerente con gli sottoposto all attenzione del Ministero della Salute. obiettivi prefissati; La limitazione degli ambiti d intervento previsti per i fondi sanitari integrativi 3.- Introdurre meccanismi di copertura del al Ssn (art. 9 del D.lgs. 229/1999) alle sole prestazioni sanitarie e sociosanitarie rischio distinti sulla base del livello di non comprese nei livelli essenziali ed uniformi di assistenza, escludendo per disabilità/non autosufficienza; esempio di intervenire sul ridimensionamento delle liste di attesa, si oppone 4.- Inserire i fondi nelle politiche di all ampio ventaglio di competenze previste invece per i fondi negoziali (art. 51 contrattazione sindacale a tutti i livelli; del Tuir), che attengono non solo a prestazioni di tipo integrativo e aggiuntivo 5.- Sviluppare un nuovo concetto di al Ssn, ma anche ampiamente sostitutivo. accreditamento, intendendo con esso l insieme Il vincolo imposto ai fondi sanitari ex art. 51 del Tuir, di inserire una quota dei requisiti di qualità necessari; 6.- Favorire l integrazione e la collaborazione minima di risorse destinate a prestazioni esclusivamente integrative al Ssn tra i fondi e le realtà istituzionali del territorio; (socio-sanitarie e/o odontoiatriche) pari al 20% delle risorse 7.- Fronteggiare le condizioni di povertà e di complessivamente destinate a tutte le prestazioni, rappresenta un primo, disagio sociale, anche attraverso l istituzione di parziale tentativo di orientare la sanità complementare negoziale verso un tavolo tra istituzioni afferenti al settore l integrazione al servizio pubblico. sanitario e tutte le realtà che operano nel Un adeguamento necessario, ma ancora insufficiente a colmare le disparità: la sociale; significativa limitazione di intervento riservata ai fondi aperti integrativi del 8.- Favorire e potenziare il ruolo delle Ssn nel confronto con i fondi chiusi determina la percezione di un minor assicurazioni, garantendo il coordinamento vantaggio che non ne aiuta lo sviluppo. delle politiche a sostegno dei fondi con quelle Allo stato attuale, in definitiva, si può legittimamente affermare che le società inerenti il mondo assicurativo, cercando di di mutuo soccorso sono nelle condizioni di surrogare la funzione mancata dei favorire il dialogo tra questi due settori; 9.- Individuare modalità informative atte a fondi sanitari integrativi aperti, in quanto soggetti giuridici annoverati, come promuovere i fondi integrativi ed a garantire detto, tra le fonti istitutive degli stessi fondi e già regolamentati da una legge alla collettività conoscenza e trasparenza. speciale di settore. PROSSIMI APPUNTAMENTI 30 luglio (Alcara Li Fusi ME): Convegno su "Mutuo soccorso siciliano e 150 Unità d Italia". 23 settembre (Forte dei Marmi LU): 140 Anniversario Soms Forte dei Marmi e iniziativa regionale sul 150 dell'unità d Italia. 24 settembre (Bricheraso TO): Anniversario di fondazione della Soms di Bricheraso. 29 settembre - 2 ottobre (Viareggio): Festival della Salute. Stand e workshop Fimiv (venerdì 30 settembre, ore 15.00/17.00) su " Mutualità e Cooperazione: una rete per l'assistenza nel territorio" ottobre (Bertinoro FO): XI Edizione delle Giornate di Bertinoro per l economia civile sul tema Federalismo fiscale e disuguaglianze territoriali: il ruolo dell economia civile ottobre (Acireale CT): 2 Congresso Co.Re.Si. - Coordinamento Soms Siciliane novembre (Arezzo): 5 Forum Risk Management in Sanità. 56 WELFARE E TERZO SETTORE CENSIS, SALE IL RICORSO A PRESTAZIONI SANITARIE PRIVATE Nel corso di un convegno tenuto a Roma il 6 giugno u.s. sono stati pesentati i risultati di una vasta indagine del Censis sulle opinioni e sui comportamenti degli italiani in materia di welfare, cui è seguito un confronto tra analisti e protagonisti attivi nella definizione delle politiche sociali. Il ricorso a prestazioni sanitarie totalmente private è oggi molto diffuso. E' quanto emerge dai risultati del progetto ''Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali'' di Censis e Unipol. In particolare, nell'ultimo anno solo il 19,4% delle famiglie ne ha potuto fare a meno. Invece, più del 70% ha acquistato medicinali a prezzo pieno in farmacia, più del 40% e' ricorso a sedute odontoiatriche, quasi il 35% a visite mediche specialistiche, piu' del 18% a prestazioni diagnostiche. Tutto ciò è costato in media 958 euro a famiglia. La spesa privata complessiva sale fino a euro in media per le famiglie in cui un componente ha avuto bisogno del dentista. Secondo la stima del Censis, inoltre, le persone con disabilità sono oggi il 6,7% della popolazione totale: circa 4,1 milioni di persone. Ma con il progressivo invecchiamento demografico arriveranno a 4,8 milioni nel 2020 (il 7,9% della popolazione) e saranno 6,7 milioni nel 2040 (il 10,7%). Già oggi nel 30,8% dei nuclei familiari si riscontra un bisogno assistenziale. Per la maggior parte si tratta della necessità di accudire i figli, ma per il 6,9% dipende dalla disabilità o non autosufficienza di un membro della famiglia. Le risposte a questi bisogni provengono soprattutto dall'interno della famiglia stessa. I bisogni più complessi, legati alla disabilità e alla non autosufficienza, vengono anch'essi affrontati soprattutto da mogli e madri (36,9%), nel 6,8% dei casi i figli ritardano per questo motivo l'uscita da casa, ma è frequentissimo il ricorso all'aiuto a pagamento delle badanti (30,1%). Complessivamente, è il 14,9% delle famiglie ad esprimere il bisogno di servizi di assistenza pubblici (dall'asilo nido all'assistenza domiciliare), ma solo il 5,8% ha trovato risposte adeguate nel sistema pubblico. MOBILITAZIONE DEL TERZO SETTORE PER I DIRITTI SOCIALI Il 23 giugno scorso si è svolta la mobilitazione nazionale organizzata dal Forum del Terzo Settore e dalla campagna I diritti alzano la voce, che ha portato in piazza migliaia di cittadini, volontari, anziani, operatori del sociale, famiglie, rappresentanti di oltre 100 organizzazioni del terzo settore italiano. Una manifestazione colorata e rumorosa con striscioni, cartelli, adesivi e slogan come I diritti sociali non sono privilegi, Lo sviluppo non si fa con l elemosina e ancora Chi nega i diritti cancella le persone. La mobilitazione si è svolta contemporaneamente in 22 città italiane: a Roma in Piazza Montecitorio ed a Torino, Milano, Como, Varese, Monza, Sondrio, Lodi, Cremona, Mantova, Pavia, Brescia, Venezia, Verona, Padova, Vicenza; Belluno, Bologna, Firenze, Ancona, Napoli, Catanzaro, Palermo. I promotori dell iniziativa ritengono che l uscita del Paese dalla crisi economica non possa avvenire azzerando, di fatto, gli investimenti nelle politiche 67 sociali. Serve, invece, una riforma del welfare che deve basarsi sulla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, che garantiscano diritti uguali ed esigibili per tutti i cittadini del Paese, un forte aumento delle risorse destinate al Sociale, una reale e concreta applicazione del principio di sussidiarietà, una misura universalistica di sostegno al reddito contro la povertà, il ripristino e il potenziamento del fondo per le non autosufficienze. Alla manifestazione hanno dato il loro sostegno, tra gli altri, tutte le principali sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, diverse forze politiche: Partito Democratico, Udc, Prc, Partito Liberale e la Regione Emilia Romagna. Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali, alla manifestazione di Piazza Montecitorio LE RICHIESTE DEL FORUM Per il futuro del Paese chiediamo E occorre 78 VITA DEL MOVIMENTO SARDEGNA: 160 ANNI DI MUTUO SOCCORSO La pubblicazione, curata da Giangi Costa, sulla prima Società di Mutuo Soccorso della Sardegna, di Sassari La sera del 25 maggio del 1851, a Sassari, veniva costituita la prima Società di Mutuo Soccorso Sarda. Iniziava così in Sardegna un processo di evoluzione sociale attraverso il quale lavoratori e cittadini di qualsiasi ceto sociale si organizzarono per tutelarsi contro gli imprevisti e le avversità della vita quando non esisteva alcuna forma di Stato Sociale. La realtà sassarese presenta caratteri peculiari rispetto a quelli delle associazioni mutualistiche d'oltre Tirreno. Spulciando i verbali della società di mutuo soccorso, nata a Sassari la sera del 25 maggio 1851, Giangi Costa, autrice del volume «Con il Re o con Mazzini? La società di mutuo soccorso di Sassari tra assistenza e politica», presentato durante i lavori del convegno, descrive infatti una comunità arretrata, compressa all'interno di una città murata ancora lontana dai fermenti di quella rivoluzione industriale che già agitava le realtà urbane della Penisola. Dalla composizione stessa del sodalizio, formato per lo più da artigiani, si intuiscono i caratteri di una società rurale, legata a doppio filo alle attività che facevano girare il volano di un'economia tradizionale per niente intaccata dalla trasformazione già in atto in altre città. E' pur vero che il riferimento costante alle società operaie induce a pensare che anche a Sassari fosse presente un ceto sociale legato all'economia industriale «ma va chiarito ha spiegato lo storico Sandro Ruiu - che l'accezione del termine operaio usato nei verbali delle Sms deve essere intesa diversamente da quella che abbiamo conosciuto nel Novecento». Le società di mutuo soccorso nascono e si sviluppano in quella temperie culturale introducendo quel concetto di stato sociale di cui oggi, in anni che in certo senso presentano qualche analogia, si riscoprono valori e significati. Lo ha detto a chiare lettere il rettore Attilio Mastino aprendo i lavori: «c'è ancora tanto da fare, ma occorre rinnovarsi, collegarsi alle associazioni del Terzo settore, aprire ai giovani e fare massa critica per continuare a promuovere sviluppo nelle città». Ma cosa resta oggi delle storiche società di mutuo soccorso? Delle centoquindici censite nell'isola tra il 1862 e il 1904 sopravvivono tredici sodalizi per un totale di quattromila consociati «un dato che andrebbe almeno quadruplicato - ha tenuto a precisare la storica Cecilia Ferrai (Università di Cagliari) - se si considera che all'attività promossa dal singolo socio collabora fattivamente tutta la famiglia». Attività che oggi non sono più quelle esercitate un secolo fa: «le società si adeguano al tenore dei tempi - ha detto a margine del convegno Luciano Pinna, presidente del Coordinamento Sms Sardegna - oggi si lavora molto sul versante dell'assistenza domiciliare, sui problemi conseguenti a piaghe sociali come disoccupazione e precariato». Frammenti di storia del Forte.. In occasione del 140 della fondazione della Società di Mutuo Soccorso di Forte dei Marmi, il Sodalizio ha realizzato un quaderno di nozioni storiche, di informazioni sulla Società e sul territorio, rivolto agli studenti. I ragazzi rappresentano infatti il futuro della comunità. Anche a loro spetta l assunzione di responsabilità per individuare, attraverso proposte e progetti, i percorsi più opportuni per raggiungere alcuni importanti obiettivi. Il mantenimento del territorio e il recupero alla cittadinanza di quelle persone che per motivi diversi hanno dovuto lasciare questo paese (del quale molti vorrebbero ritornare a far parte) possono essere raggiunti con l impegno di tutti, istituzioni comprese. ( ). 89 PROGRAMMA Inizio lavori. Coro Su Traggiu Osincu ; Attilio Mastino, rettore dell Università di Sassari; Luciano Pinna, presidente Coordinamento Società di Mutuo Soccorso Sardegna; Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari; Ugo Capellacci, presidente della Giunta Regionale della Sardegna; Franco Manca, assessore regionale al Lavoro INTERVENTI Mario Birardi, presidente Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, sezione regionale della Sardegna La Maddalena; Tito Orrù, storico, Università di Cagliari; Sandro Ruju, studioso di storia economica e sociale; Carlo Felice Casula, storico, Università 3 di Roma; Cecilia Ferrari, storico dell Economia, Università di Cagliari, responsabile scientifico Centro Ricerca Coordinamento SMS Sardegna; Mariangela Costa, studiosa del Mutuo Soccorso; Antonio Carta, presidente Lega Coop Sardegna; Giampiero Farru, presidente di Sardegna Solidale; Alain Coheur, presidente dell Economia Sociale Europea, presidente Commissione Cooperazione dell Associazione Internazionale della Mutualità; Placido Putzolu, presidente della Fimiv - Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria; Oscar Migliorini, società di Mutuo Soccorso di Oristano; Ivana Dettori, presidente Onorario SMS Sardegna AICCON/GIORNATE DI BERTINORO: VERSO L ECONOMIA DEL BEN-ESSERE. Atti della X edizione delle Giornate di Bertinoro, l appuntamento di studio e di confronto organizzato da Aiccon - sui temi emergenti dell economia civile, che riunisce annualmente i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell Università, delle Istituzioni e delle imprese. L economia può incidere sulla felicità e sul ben-essere delle persone e, in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, è particolarmente evidente quanto la sfera economica possa divenire una minaccia per la serenità degli individui. Eppure, come una serie di studi ha dimostrato nel corso degli ultimi 30 anni, non è la variazione della ricchezza il determinante principale delle variazioni della felicità individuale riportata dalle persone. L influenza dell economia sul benessere individuale, inoltre, non si esaurisce con la produzione di ricchezza, ma interessa sempre più le mutate dinamiche di produzione del valore tipiche dei sistemi economici contemporanei (definiti post-moderni) in cui la dimensione identitaria diviene centrale. (Dalla introduzione). XI edizione delle "Giornate di Bertinoro" Federalismo fiscale e disuguaglianze territoriali: il ruolo dell Economia Civile è il tema della nuova edizione delle Giornate di Bertinoro per l Economia Civile che si svolgerà il 14 e 15 ottobre Da oltre 10 anni un occasione di incontro e dialogo tra i maggiori studiosi del Terzo Settore e della società civile, promossa da Aiccon. 910 LE SOMS SICILIANE A CONFRONTO IN OCCASIONE DEL 150 DELL UNITÀ D ITALIA Antonio Polito, presidente della Soms di Petralia Sottana Rosario Scancarello, presidente della Sms di Caltanissetta "Maria SS. Catena" Giuseppe Ciavirella, presidente del Coordinamento delle Società di Mutuo Soccorso siciliano e Antonio Polito, presidente della Società operaia di Mutuo soccorso di Petralia Sottana hanno chiamato a raccolta le Soms siciliane, circa un centinaio, per confrontarsi, scambiarsi opinioni, conoscersi e discutere della proposta di legge sulla legge regionale per le SOMS siciliane con i loro presentatori, i depuatati regionali, Raimondo Torregrossa, Baldo Gucciardi e Francesco Calanducci. L'incontro ha assunto un importanza strategica per dare la possibilità alle Soms siciliane di stare unite, cercando tutte di parlare la stessa lingua, considerando le grandi possibilità di intervento del volontariato e della mutualità nell'attuale situazione di declino del welfare anche nella Regione siciliana. Tanti i relatori che si sono alternati sul palco del Cine Teatro Grifeo di Petralia Sottana: oltre il sindaco di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato, il parroco Santino Scileppi, l assessore ai beni Culturali Lucia Macaluso, il presidente dell Auser, Antonio Sorrentino e il deputato regionale Pino Apprendi, che ha illustrato il progetto di legge. Il presidente e il vice presidente del Co.Re.Si (Coordinamento regionale siciliano delle Soms) Pippo Ciavirella e Peppe Bivona, hanno trattato il tema dell'organizzazione e dello sviluppo del Co.Re.Si e dei 150 anni del mutualismo. Il presidente regionale della protezione civile Anvas, Pierluigi Tagnesi, ha parlato delle finalità delle organizzazioni a confronto. Invitato anche il sindaco di Santa Ninfa Paolo Pellicane, il presidente dell organizzazione Piemonte Sebastiano Solano e il presidente della Fimiv, Placido Putzolu, che ha concluso i lavori incentrando il suo intervento sul progetto mutualistico di tutela socio assistenziale. SOLIDEA: PER UNA NUOVA IDEA DI SOLIDARIETÀ Solidea evoca solidità e idee dicono dalla redazione. Stefania Collina, che della rivista è la direttrice, parla dell esigenza di condividere idee, conoscenze pratiche, saperi intorno a tre temi sui quali si gioca la sostenibilità del nostro futuro: la mutualità, il lavoro e i beni comuni. Viene da pensare che per trovare risposte ai problemi si debba uscire dalle nostre case. Condividere. Viene da pensare a Giorgio Gaber e alla sua canzone C è solo la strada che nel ritornello spiegava: L esortazione è uscire dall individualismo. Aprirsi al mondo. Andare contro corrente. La rivista Solidea, tra i suoi scopi, vuole fornire una palestra di idee che possa generare incontri e ampliamento delle reti. Ed è sempre Stefania Collina che aggiunge: Solidea è un luogo di incontro, come trampolino di 1011 Futuro Sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa, edizioni Ambiente Il nuovo studio di Wolfgang Sachs e del gruppo di ricerca da lui coordinato "è un opera di riferimento nel campo della sostenibilità", come ha scritto l'ex presidente tedesco Horst Kohler. Gli autori analizzano i principali fattori della crisi ecologica sociale e globale e propongono all'italia ed ai paesi industrializzati un'agenda per riformare società, economie e tecnologie, le istituzioni internazionali e le relazioni economiche NordSud, gli stili di vita e la partecipazione politica dei cittadini-consumatori lancio per nuove proposte o progetti lasciati nel cassetto. Il primo numero è particolarmente ricco. Ci sono interviste a Luciano Gallino, sociologo di fama internazionale, Marco Morosini, analista ambientale, e un intervento di Gianguido Passoni, assessore al bilancio del Comune di Torino. Ma anche interventi di Carlo Comandone, figura autorevole della cooperazione sociale piemontese e Lorenzo Vinci, già presidente di Mag4 (società cooperativa della finanza etica nda) che espone il rapporto tra finanza etica e Mutuo Soccorso. Giuliano Poletti, presidente di Legacoop nazionale, in una intervista spiega il senso delle cooperative di comunità. Insomma diversi mondi che nella rivista si incrociano e contribuiscono a trovare chiavi di lettura della società. Ma la rivista è espressione di una idea più ampia e concreta: la Società di Mutuo Soccorso Solidea. Fondata ufficialmente il 5 aprile 2011 per volontà di venti persone, uomini e donne provenienti per lo più da esperienze di cooperazione sociale. E per rendere pubblica questa esperienza la Società di Mutuo Soccorso Solidea ha organizzato una festa in quel di Spazi, in via Virle 21, nello storico Borgo San Paolo a Torino, che è un altro luogo importante della cooperazione torinese. Ed a Spazi è la cooperazione torinese dalla quale Solidea nasce che si incontra e propone i suoi ragionamenti. Ad ascoltarli c è una nutrita schiera di cooperatori, ma anche la Città di Torino attraverso la sua assessora alle politiche sociali Elide Tisi, già presidente di Federsolidarietà, il presidente della Circoscrizione Tre, Daniele Valle, e il suo predecessore, attuale consigliere comunale, Michele Paolino. Così il cerchio dell ascolto si è chiuso. Sarà l assessora Tisi che spiega l indirizzo che Torino intende darsi nelle politiche sociali. Elide Tisi spiega che E tempo di rileggere la politica sociale e di trovare nuove pratiche. È il momento che la pubblica amministrazione deve contribuire a sostenere progetti che in qualche modo contribuiscano non solo a produrre innovazione ma anche a creare idee di solidarietà e mutualità che veda una forte responsabilizzazione anche dei cittadini. Ci sarà tempo per approfondire tutto questo perché Solidea e la sua rivista pur arrivando da una storia antica di 150 anni guardano al futuro per poter migliorare il presente. E per fare della solidarietà, a fronte di una spinta all isolamento e all individualismo frutto della crisi e delle difficoltà, un modello di reti solidali e di supporto reciproco questa sembra essere una bella scommessa. VIAGGIO TRA LE SOMS PIEMONTESI Premessa Questo lavoro nasce dall incontro tra un organizzazione di artigiani - che ha deciso di festeggiare i 150 dell unità d Italia con una riflessione sull eredità che il movimento mutualistico, una delle radici storiche delle associazioni artigiane, consegna a questo nostro difficile secolo - e una sociologa che da anni partecipa alla vita di una società di mutuo soccorso, la Edmondo De Amicis di Torino. Dunque, non un consueto rapporto tra un committente e un ricercatore, ma un incontro tra persone che si pongono le stesse domande e cercano risposte intorno a un impegno comune. Negli anni passati la Soms De Amicis ha vissuto, insieme a molte altre società del Piemonte, una sorta di risveglio, stimolato e accompagnato da iniziative che la Regione Piemonte ha intrapreso perché il patrimonio storico delle Soms non andasse disperso. Dietro le istituzioni ci sono sempre delle persone e tutti i soci delle Soms piemontesi, e non solo, sanno bene che 1112 Unione Famigliare di Reaglie: Tra ricordi e memorie. La storia centenaria del Sodalizio, rievocata in questo bel libro ricco di illustrazioni e di fotografie d epoca da Francesco Lucania, apprezzato studioso del mutuo soccorso. Areté, quadrimestrale dell'agenzia per il Terzo Settore, anno 4, n.1, gennaio-aprile In questo numero, oltre a diversi saggi sulla materia, nella presentazione: Stefano Zamagni, "Terzo Settore e costituzionalizzazione del civile", un inquadramento dell'economia civile nella crisi del welfare state dietro alle leggi, ai progetti, agli impegni finanziari dell ente locale ci sono Bianca Gera, Sebastiano Solano e un drappello di amici del movimento mutualistico che con determinazione hanno lavorato a questa impresa. Riordinati gli archivi, rivisti gli statuti, restaurati immobili e bandiere, le SOMS hanno avviato attività nuove e ora si interrogano non più sul loro passato ma sul loro futuro. In questi ultimi due anni, incontri, seminari, convegni sono stati occasione per me come per altri soci delle SOMS di riflessioni, di domande, di proposte. L anno scorso anche la De Amicis ha organizzato un convegno a tappe in cui la rievocazione storica si è incontrata con le parole nuove della mutualità (sussidiarietà, reciprocità, volontariato, terzo settore) e con i problemi dell oggi: la crisi del Welfare, l incerto futuro dei giovani, la crisi dei partiti e dei sindacati, i nuovi bisogni di socialità e di solidarietà. Ho accettato volentieri di continuare questa riflessione rivestendo i panni del mio mestiere di sociologa, o meglio, continuando a fare l osservatrice di un mondo di cui mi sento parte ma che, per ragioni professionali, non posso esimermi dall osservare anche con gli occhi disincantati della ricercatrice. Nei mesi scorsi ho visitato altre SOMS, ho partecipato a incontri e convegni, ho intervistato soci ed esperti del settore. Ho analizzato la ricca documentazione che testimonia del passato e del presente delle Soms. Grazie alla Fimiv, l organizzazione in cui si riconoscono molte Soms a livello nazionale, e all instancabile Fondazione Centro per lo studio e la documentazione delle Società di Mutuo Soccorso, non è difficile farsi un idea di che cosa le Soms sono state e sono. Più difficile immaginarne il futuro. Soprattutto perché in un unico universo di discorso sono oggi presenti realtà che stanno su piani diversi che non sempre si incontrano. Da un lato, le piccole Soms in cui generosi soci, perlopiù anziani, si incontrano per organizzare insieme la vita sociale e per intraprendere azioni di volontariato che danno senso e continuità alla presenza sul territorio di realtà associative che, con alterne vicende, non hanno mai smesso di essere un punto di riferimento, magari soltanto per fare una partita a carte e per scambiare due chiacchiere. Dall altro poche grandi Soms, come la Cesare Pozzo, che nel tempo è passata dall offrire assistenza ai ferrovieri, di cui è stata storicamente espressione, a candidarsi come un nuovo soggetto della riorganizzazione del Welfare, un alternativa alle compagnie di assicurazione che offrono polizze sanitarie ad elevato costo e un integrazione al Welfare pubblico impotente a rispondere alla domanda crescente di assistenza e di cura. Da un lato attività che sfumano e si confondono con l ampia galassia del volontariato, dall altro ambiziosi disegni di protagonismo in cui le Soms si candidano, come segmento non secondario dell economia civile, a riempire il vuoto che si è aperto tra stato e mercato, incapaci entrambi di dare risposte alla domanda di futuro delle nuove generazioni. Tra questo due piani che quasi mai si incontrano - e quando si incontrano è perché le piccole società fungono da collettori di polizze, adempiendo alla loro funzione statutaria di offrire servizi ai propri soci secondo un modello di mutualità mediata - si giocano molti degli interrogativi sul futuro della mutualità. Ma è proprio questa pluralità di piani così poco integrati nella pratica quotidiana che spiega il rinnovato interesse per le Soms. C è il ricordo di una tradizione che, per aver rappresentato tra Ottocento e Novecento un innovazione sociale di grande portata, induce a riflettere sulle innovazioni sociali di cui oggi ci sarebbe bisogno, immersi come siamo in una nuova transizione di portata epocale. E la solidarietà tra pari, il fare insieme per rafforzare le capacità di ognuno, la rivendicazione della dignità del lavoro, ci appaiono principi di organizzazione sociale di grande modernità che chiedono di essere riaffermati e reinterpretati. C è l esperienza pratica di alcune società di mutuo soccorso che hanno intrapreso la strada dell assistenza sanitaria integrativa, in continuità con la tradizione, ma con l obiettivo ambizioso di diventare un secondo pilastro del Welfare in alternativa al ripiegamento su logiche di mercato. E qui i problemi si complicano perché se le Soms, come imprese sociali che non distribuiscono utili e praticano forme di organizzazione democratica coinvolgendo i soci nella gestione, rappresentano sicuramente un antidoto alle pericolose derive finanziarie 1213 delle compagnie di assicurazione, resta aperto il problema di come queste forme di mutualità, per definizione particolaristiche, possano evitare di sottrarre energie a un Welfare pubblico in crisi, ma pur sempre universalistico e ispirato a criteri di eguaglianza e di giustizia distributiva. Con questi interrogativi in testa ho intrapreso il mio viaggio tra le Soms piemontesi con l aiuto di una giovane collaboratrice, Monica Demartini. Nelle pagine che leggerete troverete qualche risposta, molti altri interrogativi e la convinzione che nell ardua impresa di riformare il nostro sistema di Welfare, senza snaturarlo, le Soms, forti di una tradizione democratica di innovazione sociale, hanno ancora molto da dire e da fare. Jean-Philippe Huchet presidente AIM AIM: IL FRANCESE HUCHET NUOVO PRESIDENTE L assemblea generale dell AIM (Associazione internazionale della mutualità) del 17 giugno scorso ha eletto il francese Jean-Philippe Huchet presidente dell Associazione per il prossimo triennio. Huchet, che subentra al tedesco Willi Budde, è segretario generale della Federazione francese della mutualità (FNMF) e vice presidente della Mutua generale dell educazione nazionale (MGEN). Il nuovo gruppo dirigente dell Aim subentra in una fase di grande impegno della mutualità europea, a partire dallo statuto della mutua europea, il cui regolamento è di nuovo nell agenda della Commissione, anche per le sollecitazioni del Parlamento europeo, che ha presentato proprio nei giorni scorsi una indagine sul fenomeno mutualistico in ambito comunitario. GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE COOPERATIVE I giovani sono tra le categorie più colpite dalla crisi, alimentano le sacche di disoccupazione e faticano a realizzare i propri progetti di vita. In Italia riscontriamo come i giovani siano uno risorsa che cala numericamente: rispetto a 10 anni fa i giovani fra i 15 e i 35 anni oggi sono in meno. È, inoltre, una risorsa sottoutilizzata perché la disoccupazione giovanile è più elevata di quella complessiva e la precarietà è più alta. Il 20% dei giovani italiani, quasi il doppio della Germania, non lavora, non studia, ma fa affidamento su patrimoni e reti di protezione familiare. Perché l Italia, non solo quella cooperativa, cresca di più, perché i giovani possano trovare lavoro, dobbiamo diffondere il merito dovunque. «Puntare sui giovani». È questo il pensiero espresso a chiare lettere dall Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop) in occasione della Giornata Internazionale delle Cooperative ONU/ICA che si celebra domani in tutto il mondo e che quest anno sarà dedicata al tema I Giovani, il futuro delle cooperative. «E il movimento cooperativo punta in concreto sui giovani dal momento che oltre il 25% del management delle cooperative è sotto i 40 anni. Attraverso l impresa cooperativa i giovani possono realizzare le proprie aspirazioni sociali ed economiche, trovare un occupazione stabile in imprese partecipate, responsabili ed etiche, diventando imprenditori di se stessi». «Molto è stato fatto in Italia e nel mondo dalle cooperative, ma non basta. Cooperative, imprese di capitali, politica, istituzioni, società, università hanno il dovere di investire sui giovani. Senza di loro non c è futuro. È un dovere di tutti, non solo delle cooperative». 1314 CONSORZIO MU.SA: SI RAFFORZA LA PROPOSTA MUTUALISTICA Con l'adesione di Coop Estense e Novacoop, si accresce il progetto di tutele mutualistiche rivolto ai soci della cooperazione di consumatori. Il progetto nasce da una convenzione siglata dal Consorzio Mu.Sa. a nome delle mutue sanitarie aderenti Le assemblee annuali di bilancio, per le nove mutue sanitarie aderenti al Consorzio Mutue Sanitarie Mu.Sa., hanno rappresentato non solo il momento di verifica dell attività e un appuntamento sociale importante, ma anche l occasione per presentare i programmi di sviluppo, le prospettive e gli obiettivi da conseguire nell anno in corso. Particolare rilievo, nella presentazione dei rendiconti, all avvenuta iscrizione all Anagrafe dei fondi sanitari integrativi, allocata presso il Ministero della Salute ed alle nuove sfide nel settore della sanità integrativa. Il Consorzio Mu.Sa. è stato costituito nel mese di gennaio 2006 da nove società di mutuo soccorso sanitarie - aderenti alla Fimiv e iscritte all Anagrafe dei fondi sanitari integrativi con lo scopo di realizzare accordi con enti pubblici o privati, finalizzati a garantire ai lavoratori, con rapporto di lavoro subordinato o di qualsiasi altra natura, nonché agli esercenti attività libero-professionali, coperture in ambito sanitario e socio sanitario. Il Consorzio Mu.Sa. si propone di rafforzare il ruolo e la capacità contrattuale delle singole società di mutuo soccorso associate e si candida a partecipare a trattative di rilievo nazionale al fine di competere in maniera adeguata con gli altri soggetti che operano nella sanità integrativa. MUTUE ADERENTI AL CONSORZIO MU.SA. Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo Via San Gregorio, 46/ Milano CAMPA Mutua Sanitaria Integrativa Via Luigi Calori 2/g Bologna Insieme Salute Lombardia Via Giovanni da Procida Milano Insieme Salute Romagna Via Hercolani, Forlì Insieme Salute Toscana Largo F.lli Alinari, Firenze Insieme Salute Lazio Piazza Di Pietra, Roma Società Mutua Pinerolese Via Silvio Pellico, Pinerolo TO SMA Società Mutua Assistenza Viale Ciro Menotti, Modena MOA Mutua Ospedaliera Artigiani Viale Milano, Varese 1415 Giovanni Sica, presidente della Snms Cesare Pozzo Villa Gandolfi Pallavicini, Sede della Fondazione Alma Mater dell'università degli Studi di Bologna, dove si è svolta l Assemblea generale della Mutua Integrativa Campa. MUTUA CESARE POZZO CONFERMATO IL CDA IN CARICA L'assemblea nazionale dei delegati dei soci della Cesare Pozzo si è svolta a Milano nei giorni 27 e 28 maggio 2011 presso il Novotel Ca' Granda. Più di cento i delegati provenienti da tutte le regioni d'italia in rappresentanza di oltre 88 mila soci, numerosi gli ospiti appartenenti al mondo della Cooperazione e del Terzo Settore che hanno portato il loro saluto. Per il Consiglio di amministrazione sono stati confermati i consiglieri uscenti, con Giovanni Sica presidente nazionale, Giacomo Lucia e Diego Lo Presti vicepresidenti. Gli altri consiglieri sono Cosimo Mellone, Rodolfo Margheritino, Antonio Delle Monache, Armando Messineo, Giovanni Cicciotti, Remo Santini. Questo appuntamento chiude il processo di elezione dei dirigenti dell'intera struttura centrale e periferica, iniziato a metà aprile 2011 con le assemblee regionali in tutta Italia. Con 89mila soci, oltre cento sedi in tutta Italia e oltre 130 anni di storia, la Cesare Pozzo è la maggiore associazione italiana che opera nel campo della mutualità integrativa sanitaria. Comprendendo anche i familiari dei soci, il Sodalizio assiste in tutto più di 300mila persone in tutto il Paese. Fondata a Milano il primo maggio del 1877 come Società di mutuo soccorso tra macchinisti e fuochisti delle Ferrovie dell'alta Italia, dalla nascita come associazione di categoria, la Cesare Pozzo ha progressivamente allargato il suo tessuto sociale, aprendosi prima a tutti i ferrovieri, poi ai lavoratori dei trasporti e infine a tutti i cittadini. Oggi il cuore dell attività della Cesare Pozzo sono prestazioni, servizi e soluzioni che alleggeriscono il peso delle spese sanitarie di tutta la famiglia. L assenza di fini di lucro abbinata alla stabilità economica e costi accessibili rende l esperienza di questa società, aderente a Fimiv ed a Legacoop, la dimostrazione che semplici meccanismi di solidarietà e di aiuto reciproco non siano solo un retaggio del passato, ma modelli sociali destinati ad avere un rilievo sempre maggiore in avvenire. Giovanni Sica, riconfermato presidente per il triennio , ha le idee chiare su quello che la Cesare Pozzo dovrà fare: Occorre allargare e potenziare la nostra rete di alleanze strategiche se vogliamo condizionare in modo costruttivo il futuro. Tra gli alleati un posto di rilievo va senza alcun dubbio alla Fimiv, la cui azione politica e di lobbying è intensa ed efficace e a cui la Cesare Pozzo riconferma il sostegno economico e di risorse umane per la realizzazione dei Coordinamenti territoriali. La mutualità integrativa sanitaria ha infatti la necessità di avere le sue rappresentanze territoriali in tutto il Paese. La società guarda con particolare attenzione all Alleanza delle cooperative, Riteniamo che c è bisogno di forme di coordinamento stabile della mutualità italiana per dare idee e soluzioni alla crisi del welfare italiano, aggiunge Sica su questo tema. Originale, infine, il nuovo progetto messo in cantiere dal Cda a favore dei soci: Organizzeremo una filiera della salute rispondente alle criticità nuovo del welfare, anticipa il presidente. Le nostre attività andranno sempre più orientandosi sul terreno dei servizi da rendere, più che di prestazioni economiche da erogare, che è anche la filosofia della nostra Mutua. Un esempio concreto? La messa a disposizione dei nostri soci di alloggi nella nostra sede nazionale, per i cosiddetti viaggi della salute, a conferma della nostra volontà di erogare servizi realmente utili alla persona. MUTUA INTEGRATIVA CAMPA IN CRESCITA COSTANTE Nel 150 Anniversario dell Unità di Italia, nel solco della tradizione che vide le Società di Mutuo Soccorso come le prime forme di libera associazione e di autodeterminazione dei cittadini, sabato 14 maggio 2011 presso Villa Gandolfi Pallavicini, Sede della Fondazione Alma Mater dell'università degli Studi di Bologna, si è svolta l Assemblea generale degli associati alla Mutua Campa per l approvazione del bilancio di esercizio16 Massimo Piermattei (sin) e Francesco Zinzani, presidente della Mutua Integrativa Campa La gestione 2010 ha segnato una sensibile crescita delle iscrizioni (oltre 1300) e un incremento della base associativa del 4,5%. Con un bilancio di 10 ml (+8%) e 9,5 ml di contributi associativi raccolti, la Campa ha garantito assistenza a assistiti per un totale di pratiche e 8,3 ml di erogazioni sanitarie tra ricovero con e senza intervento chirurgico, prestazioni specialistiche ambulatoriali, spese odontoiatriche ed altri sussidi. La percentuale di restituzione agli associati rispetto all ammontare dei contributi versati, è salita all 86,8% mentre le spese di gestione si sono ridotte alla percentuale davvero contenuta del 14%. La relazione oltre ai lusinghieri ed equilibrati risultati della gestione 2010 ha evidenziato la sempre crescente attenzione ai bisogni della persona e ai temi del welfare a cui Mutue come Campa sono in grado di offrire risposte. Per il presidente Francesco Zinzani e il direttore Massimo Piermattei Campa rappresenta una eccellenza tra le Mutue integrative volontarie e partecipa al processo di trasformazione del sistema di welfare aggregando e rafforzando la domanda di prestazioni sociosanitarie, raccogliendo le risorse volontariamente conferite e ripartendole tra gli assistiti in relazioni ai bisogni che si manifestano. La Campa è inoltre iscritta all Anagrafe dei Fondi Sanitari Integrativi aziendali e gestisce diverse coperture sanitarie per dipendenti di azienda. FASCO: RELAZIONE DI MISSIONE Nel maggio 1986, per iniziativa dell Ancd (Associazione nazionale cooperative fra dettaglianti), fu costituita la Cassa Capipecode per l erogazione di forme di previdenza e assistenza integrativa a favore dei dirigenti del sistema Conad. Da tale cassa, all inizio del 1994 prese origine Fasco, in forma di società di mutuo soccorso, da subito aperta ai dirigenti, quadri e dipendenti in genere del Movimento cooperativo. Il mondo della cooperazione e dell associazionismo è, quindi, l area strategica cui Fasco si rivolge per programmare la propria crescita. Aesse Azione Sociale, Alcuni dati significativi sulla base sociale di Fasco. Soci 2010: 6683, di cui Soci ordinari: 2197 bimestrale delle Acli, n.1 (33%); Soci assistiti: 4486 (67%). Suddivisione per sesso: maschi: 3823 (57%); femmine: 2860 maggio-giugno Nell'editoriale "Diamo voce (43%) Le tipologie delle assistenze erogate in virtù di contratti di lavoro e accordi aziendali vengono all'italia" di Andrea definite dalla contrattazione collettiva nazionale, da quella integrativa aziendale o Olivero, presidente dell'associazione e del interaziendale, oppure, nel caso di regolamenti, quale scelta degli organi decisionali Forum Terzo Settore, una dell organizzazione. Quelle erogate ai collaboratori vengono definite in base a regolamenti proposta sulla riforma delle aziendali. Quelle erogate ai lavoratori autonomi derivano da una libera scelta degli stessi. I istituzioni e dei sistemi di contributi incassati nell anno 2010 sono stati complessivamente pari a , di cui partecipazione dei cittadini relativi ad Fondi di assistenza sanitaria integrativa. alla cosa pubblica. Al Fondo Assistenza Pensionati sono iscritti 152 lavoratori, per i quali gli accordi di lavoro lo prevedono. All inizio del 2010 è stata rinnovata la certificazione di Qualità ISO 2001, che non ha evidenziato scostamenti rispetto agli impegni presi. Dal questionario sulla soddisfazione dei soci, emerge che i rapporti con gli iscritti possono essere ritenuti soddisfacenti, passibili comunque, soprattutto in alcune aree di notevoli miglioramenti Sempre più cresce la consapevolezza di non doversi considerare dei semplici assicurati ma dei soci di una Società di mutuo soccorso. L indagine presso i soci ha evidenziato comunque un miglioramento rispetto alla precedente iniziativa del Nell anno 2010 è proseguito il servizio di istruzione dei sinistri relativi all assistenza sanitaria, in collaborazione con la Compagnia Unisalute. Complessivamente nell anno sono state istruite 6185 pratiche, con un incremento del 45% rispetto al Nel corso del 2010 Fasco si è iscritto all Anagrafe dei Fondi sanitari integrativi presso il Ministero della Salute. 1617 INSIEME SALUTE LOMBARDIA: NUOVI PROGETTI PER FRONTEGGIARE LE SFIDE SEMPRE PIÙ IMPEGNATIVE Angelo Gerli, presidente di Insieme Salute Lombardia Sabato 20 maggio si è tenuta a Milano l assemblea ordinaria dei soci della Società di mutuo soccorso Insieme Salute Lombardia. All ordine del giorno, l approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre La relazione sulla gestione, illustrata dal presidente Angelo Gerli, evidenzia l impegno della Società, nell attuale difficile contesto socioeconomico, per garantire la tenuta e l ulteriore crescita del movimento mutualistico italiano, in sinergia con la Fimiv ed il Consorzio Mu.Sa. La composizione del corpo sociale di Insieme Salute Lombardia, circa 10 mila soci, relativamente ai sessi, vede in maggioranza la componente femminile con il 56,46% con un aumento dello 0,62% rispetto all anno precedente. Relativamente al conto economico il dato più rilevante riguarda i contributi associativi che ammontano a ,29 con aumento di rispetto al 2009, pari al 6,67%. Si è così confermata la tendenza di crescita della contribuzione media per associato che passa da 155,94 a 168,61. I sussidi erogati ai Soci passano da a con un incremento del 26,8%. Il rapporto tra i contributi incassati e i sussidi erogati ai soci non rappresenta tuttavia, completamente, i vantaggi garantiti agli associati: occorre infatti tener conto più complessivamente dei servizi messi a disposizione come quello della rete di strutture convenzionate, le consulenze, il servizio Pronto Assistance, il servizio di certificazione (indispensabile per le detrazioni fiscali), la disponibilità del sito web che viene costantemente migliorato nell accessibilità ed arricchito nei contenuti. Il patrimonio della mutua si è ulteriormente incrementato. Le riserve e il Fondo rischi raggiungono ,73 : una garanzia per tutti i soci. All interno del corpo sociale gli iscritti attraverso le convenzioni che prevedono il contributo aziendale mantengono il peso più rilevante, ma gli aderenti a titolo individuale registrano anche nel 2010 un aumento sia in termini assoluti (erano al 31 dicembre 2008 sono nel 2010) sia in termini percentuali passando dal 29,9% al 32,93% del totale degli associati, confermando la tendenza già evidenziata negli ultimi anni. Da un punto di vista formale il fatto più rilevante del 2010 è stata la costituzione del nostro Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale con iscrizione alla relativa Anagrafe in ottemperanza del DM 27 ottobre Il Fondo consente di garantire alle aziende convenzionate l applicazione delle agevolazioni fiscali previste dall art. 51 del Tuir. Nel 2010 hanno aderito al Fondo 35 aziende la maggior parte delle quali già convenzionate in passato. La costituzione del Fondo ha comportato un notevole lavoro dato che Insieme Salute ha dovuto modificare tutte le convenzioni in essere per adeguarle alla normativa, inserendo nei regolamenti l assistenza odontoiatrica, condizione essenziale per poter usufruire delle menzionate agevolazioni fiscali. L attenzione alle esigenze dei Soci ha puntualizzato il direttore Valerio Ceffa - è stata, come sempre, la nostra missione, cercando di migliorare i contenuti delle forme di assistenza e più in generale dei servizi forniti. Nel corso dell anno abbiamo attivato la forma di assistenza denominata Tutto compreso che ha cominciato a registrare le prime adesioni. Altra novità è costituita dal lancio della forma di assistenza che abbiamo chiamato A casa mia. Si tratta di un assistenza proposta inizialmente solo nella provincia di Varese e creata insieme alle altre mutue presenti in quella provincia che hanno costituito un Coordinamento delle mutue lombarde aderenti a Fimiv. Anche nel 2010 l impegno di Insieme Salute per la crescita di tutto il sistema mutualistico nazionale è stato costante, sviluppando il confronto e la collaborazione con le altre mutue in particolare all interno della Fimiv (la Federazione nazionale delle mutue) che nel mese di maggio 2010 ha celebrato il proprio X Congresso. 1718 IL CONSORZIO MUTUE NOVARA PER L ASSISTENZA DOMICILIARE Nell'odierno panorama del movimento mutualistico, il Consorzio Mutue Novara rappresenta un'esperienza di grande importanza. Il Consorzio conta circa iscritti, con una articolazione dei soci per categorie professionali così sintetizzabile: 25% pensionati, 20% studenti, 18% impiegati, 13% casalinghe, 6% commercianti, 5% artigiani, 3% liberi professionisti, 2% piccoli e medi imprenditori, 8% altri. Ciò dimostra come questa realtà rappresenti oggi un punto di riferimento considerato essenziale soprattutto dai vari ceti sociali che compongono la cosiddetta "classe media", ovvero la maggioranza della popolazione in una società avanzata. Negli ultimi anni - come ha sottolineato il presidente Enrico Drisaldi nel corso dell'assemblea annuale dei soci, che si è svolta a Novara il 14 maggio il Consorzio ha puntato molto sull assistenza domiciliare e ospedaliera. Dal momento in cui l aspettativa di vita è notevolmente cresciuta, diventa fondamentale assicurare che la cosiddetta terza età si sviluppi con una qualità degna di una società realmente civile. Per questo il Consorzio Mutue Novara nell anno 2010 ha assistito 927 soci per un totale di ore tra assistenza ospedaliera e quella domiciliare. I rimborsi erogati ai Soci sono stati pari a ,00. Inoltre l assistenza assicurata dal Consorzio ha riguardato anche l Assistenza in Casa di Cura e Ospedali (rimborsi pari a ,00), l Assistenza Specialistica e Ambulatoriale (rimborsi pari a ,00) e ulteriori contributi in relazione alle nascite di bambini, infortuni o malattie e interventi chirurgici. Infine, altra voce importante nel bilancio del Consorzio Mutue Novara, fondamentale però per garantire al meglio il rispetto del principio solidaristico/mutualistico, è il contributo erogato per le Assistenze gratuite che nel decennio è stato usufruito da 784 Soci per una spesa complessiva di ,00. INSIEME SALUTE TOSCANA: UNA LEGGE REGIONALE PER LA PROMOZIONE DEL MUTUO SOCCORSO Insieme Salute Toscana ha tenuto la propria Assemblea annuale a Lucca il 28 maggio scorso. Secondo il presidente Domenico Andreola, tra le diverse iniziative di sensibilizzazione e di promozione della mutualità in ambito territoriale, Insieme Salute Toscana si adopererà anche a livello legislativo, unitamente al Coordinamento delle Società di Mutuo Soccorso, con il sostegno della Legacoop Toscana, della Fimiv e con la partecipazione delle altre due centrali cooperative, Confcooperative e Agci, che lo scorso mese di gennaio a livello nazionale hanno sottoscritto un importante protocollo d intesa e hanno costituito la nuova Alleanza Cooperativa. L obiettivo è quello di presentare ufficialmente al Presidente della Giunta Regionale Toscana la nostra proposta di Legge Regionale di promozione e sostegno delle Società di Mutuo Soccorso, redatta con la collaborazione della dott.ssa Serena Bitossi della Legacoop Toscana, che riconosca il ruolo che svolgono in ambito storico, culturale e sanitario questo tipo di enti, uniformandoci alle scelte compiute dagli altri legislatori regionali nel resto d Italia. 1819 VITA DEL MOVIMENTO / IN BREVE RIVOLI (TO) Domenica 22 maggio è stato celebrato il 160 anniversario della nascita (1 marzo 1851) della Soams di Rivoli, onorando così uno degli esempi più fulgidi del mutualismo sociale, fucina delle successive forme cooperative e sindacali di autotutela. La giornata è cominciata a partire dalle ore 9,30, con una relazione del Prof. Universitario Marco Revelli, seguita dagli interventi di esponenti di Coldiretti e del Sindacato. Successivamente vi è stato un dibattito pubblico sui temi trattati. L'iniziativa si è svolta presso la sala conferenze della struttura museale del Conte Verde, in via Piol n 8, centro storico di Rivoli (TO) CHIVASSO (TO) In occasione dell assemblea generale dei soci, sono state consegnate le borse di studio istituite dalla Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso. Il bando, riservato ai ragazzi che risiedono in frazione e che abbiano conseguito i migliori risultati nell anno scolastico 2009/2010, è una lunga tradizione della Società Operaia, che in questo modo intende premiare gli studenti meritevoli. Tre le borse di studio assegnate, del valore di 250 euro l una. La borsa intitolata ai Soci scomparsi è stata assegnata a Sara Camparo, che ha conseguito la licenza media presso la sezione di Castelrosso della scuola Secondaria di primo grado Demetrio Cosola, con la votazione di 9/10. La borsa di studio intitolata a Oreste Berra è stata assegnata a Francesca Debernardi, che ha conseguito la maturità all Istituto sociopedagogico Europa Unita con una votazione di 89/100. Infine, la borsa di studio dedicata a Bruno Careggio, riservata al miglior studente che abbia ottenuto una qualifica o un diploma di professionale con la miglior votazione, per mancanza di studenti promossi con una votazione di almeno 75/100 non è stata assegnata. Il presidente della Società Agricola, Bruno Capello, ha voluto ringraziare gli studenti per l impegno che hanno dimostrato e ha sottolineato come l intitolazione delle borse di studio ai personaggi scomparsi della Società, rappresenti un ideale legame tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Nel corso della stessa assemblea, è stato anche rinnovato il direttivo con l elezione di quattro consiglieri: sono stati riconfermati Marco Berra, Pierangelo Careggio e Luca Tonin, mentre la nuova entrata è Rita Valdemarca. Come previsto dall ordine del giorno, è stata approvata anche la quota di tesseramento per l anno in corso, che è rimasta invariata a 10 euro. Sono esenti dal pagamento i soci che abbiano superato il 70 anno di età e con almeno 15 anni di tesseramento. BORGO PO (TO) Sabato 28 maggio a Borgo Po (TO), in occasione del 150 Anniversario dell Unità d Italia, la Sms di Borgo Po con la partecipazione degli Alberi del Canto ha organizzato una serata dal titolo 150 La Storia Canta. Lo spettacolo ha visto gli interpreti per la Corale: Po e Borgo Po; Cantastorie: Antonella Delli Gatti; Pianoforte: Loreta Pinna; Organetto diatonico: Michele Rava; Strumenti a fiato: Giorgio Ferraris. Direzione e la Regia è stata di Maria Silvia Merlini. 1920 CASTELNUOVO DON BOSCO (AT) A Castelnuovo Don Bosco, provincia di Asti, dal 18 marzo al 3 aprile è stato possibile visitare la Mostra su Garibaldi e le società di mutuo soccorso, dal titolo"i Mille Ricordi - Garibaldi e le Società di Mutuo Soccorso", realizzata con il contributo della Regione Piemonte e curata dalla Fondazione per le Società di Mutuo Soccorso, in collaborazione con alcune Società di Mutuo Soccorso piemontesi. Fin dalla nascita delle prime Società di Mutuo Soccorso, a metà Ottocento, Garibaldi ne incoraggiò l'attività, convinto che la futura grandezza d'italia stava soprattutto nelle classi lavoratrici. «I contadini e gli operai - scriveva - sono il braccio destro della nazione». Figlio del popolo quale egli era, favorì la costituzione di nuove Società, le assistette con consigli e opere, con l'obiettivo dell'educazione e dell'elevazione intellettuale degli operai. Le Società lo ricambiarono con riconoscenza ed affetto. Alcune decisero di intitolarsi a lui, altre lo nominarono Presidente Onorario, molte appesero nella sede sociale un quadro con la sua immagine, come nel caso della Fratellanza Militari in congedo di Asti. A molti anni dalla sua morte, le società di mutuo soccorso ne onorarono la memoria con cerimonie di commemorazione e posa di lapidi, busti, monumenti. Le tracce garibaldine si ritrovano anche oltre confine, nelle società di mutuo soccorso aperte dagli emigrati italiani all'estero, dove la figura dell'eroe dei Due Mondi era famigliare perché per molti lavoratori costretti a stare lontani dal loro paese la sua immagine costituiva un legame in più con la patria, manteneva vivo il rapporto con il passato. BRUSNENGO (BI) Anche presso la Soms di Brusnengo, per festeggiare i 120 anni della sua fondazione è stata allestita la mostra I Mille ricordi. Il programma della manifestazione, dal 25 giugno al 3 luglio, oltre alla presenza della mostra in questione, ha registrato anche la Conferenza: Garibaldi nel Biellese e le Società di Mutuo Soccorso con Mariella Zanetta, Fondazione Centro per lo studio e la documentazione delle società di mutuo Soccorso; Diego Presa, ricercatore storico locale moderatore e Davide Rota, giornalista de Il Biellese. GERLOTTI (AL) Gerlotti in festa per l inaugurazione della nuova sede della Società di Mutuo Soccorso (in via Casale 104). Sabato 25 giugno, infatti, c'è stato il taglio del nastro. Madrina dell evento, la vicepresidente della Provincia di Alessandria, Maria Rita Rossa. Nata nel 1906, l Associazione si è costituita ad opera di un piccolo gruppo di persone di paese, che con passione e dedizione hanno dato vita a questo circolo, allo scopo di fornire mutua assistenza, soccorso e ristoro a quanti, di passaggio, ne entrassero a fare parte. Oggi, a distanza di 105 anni spiega il presidente dell Associazione Soms Gerlotti, Riccardo Gila questo circolo esiste ancora. E rinato con una nuova veste e, seppur continui ad operare con gli stessi principi ispiratori delle persone che lo costituirono, ho cercato, come presidente, di creare un punto di ritrovo e di incontro per giovani e meno giovani, studiando, ideando e promuovendo, per il prossimo futuro, tante iniziative sia di carattere sociale che sportivo e ricreativo e, non ultimo, anche a carattere culinario. Il tutto corredato di giornate a tema su importanti problematiche d oggi, come ad esempio la salute ed il benessere fisico. VARZO (VB) "Sacro in canto e poesia". E questo il titolo del concerto di musica sacra organizzato dal Comune di Varzo per venerdì 6 maggio, presso la chiesa di San Giorgio di Varzo. L evento è stato organizzato dal Comune di Varzo in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Domodossola. Ad esibirsi sono stati: Caterina Lippolis (soprano), Roberto Olzer 20 Vedere altro
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