Source: http://www.appaltiinlinea.it/normativa_appalti/Lombardia_70_1983.htm
Timestamp: 2019-06-16 20:59:13+00:00
Document Index: 185463502

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 1405', 'art. 12', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 33', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 52', 'art. 40', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 106', 'art.\n2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 360', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 32']

LOMBARDIA LR 70/1983 Norme sulle opere pubbliche
REGIONE LOMBARDIA LEGGE REGIONALE 12 SETTEMBRE 1983, N. 70
(Pubblicata nel BUR Lombardia 12 settembre 1983, n. 36, 2ï¿½ s. o.)
[Ultime modifiche L.R. 20 aprile 1995, n. 27 - L.R. 23 marzo 2004 n.5]
TITOLO I - OPERE PUBBLICHE Dï¿½INTERESSE REGIONALE DI COMPETENZA DELLA REGIONE E DEGLI ENTI PUBBLICI
Art. 1. - Opere pubbliche di interesse regionale.
1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle opere e ai lavori pubblici dï¿½interesse regionale, intendendosi per tali, ai sensi dellï¿½art. 117, primo comma, della Costituzione e dellï¿½art. 87 del D. P. R. 24 luglio 1977, n. 616, le opere ed i lavori pubblici di qualsiasi natura, anche di edilizia residenziale, che si eseguono nel territorio della regione Lombardia e che non siano di competenza dello Stato a norma dellï¿½art. 88 del suddetto decreto.
Art. 2. -Opere di competenza della regione
b) gli interventi di pronto soccorso a tutela della pubblica incolumitï¿½, fuori dai casi previsti dalle vigenti leggi statali;
f) le opere attinenti alle strade classiﬁcate regionali.
Art. 3. - Opere di competenza degli enti pubblici.
Art. 4. - Associazioni volontarie tra enti pubblici.
1. Al ﬁne di favorire il coordinamento tra gli enti pubblici di cui al precedente art. 3 e la massima valorizzazione delle risorse tecniche ed amministrative degli enti stessi, possono essere costituite associazioni volontarie tra enti interessati alla realizzazione delle opere.
2. Lï¿½ente promotore convoca gli enti interessati allo scopo di addivenire ad unï¿½intesa sul progetto, sulle modalitï¿½ di esecuzione e sulla misura del concorso ﬁnanziario degli enti partecipanti, nonchï¿½ sulla costituzione dellï¿½associazione.
3. Lï¿½associazione volontaria deve acquisire personalitï¿½ giuridica nelle forme previste dallï¿½ordinamento vigente ed ï¿½ , agli effetti della presente legge, soggetto attuatore di opere pubbliche.
4. Lï¿½organizzazione ed il funzionamento delle associazioni volontarie sono stabiliti dagli enti partecipanti ferma restando lï¿½applicazione e lï¿½osservanza delle norme sullï¿½ordinamento comunale e provinciale vigente in materia di consorzi quando gli enti stessi siano comuni o province.
Art. 5. - Normativa tecnica.
1. Le opere ed i lavori pubblici di interesse regionale di cui al precedente art. 1 sono soggetti alle norme tecniche emanate dallo Stato e dalla regione secondo la rispettiva competenza, a norma degli artt. 87 e 88 del D. P. R. 24 luglio 1977, n. 616.
2. Le norme tecniche regionali sono emanate in conformitï¿½ a quanto disposto dai successivi articoli del presente titolo.
Art. 6. - Regolamenti di normativa tecnica.
a) gli standards funzionali, tecnologici ed economici per la progettazione e lï¿½esecuzione delle opere, nonchï¿½ le norme per il controllo in corso dï¿½opera ed il collaudo;
b) le norme per la progettazione, lï¿½esecuzione, lï¿½acquisto, lï¿½accettazione ed il controllo qualitativo dei componenti edilizi, degli impianti tecnologici e delle attrezzature;
c) i soggetti preposti alla veriﬁca della corretta applicazione delle norme sopra indicate.
Art. 7. - Programma per la formazione e lï¿½aggiornamento della normativa tecnica regionale.
1. La giunta regionale, entro e non oltre il 31 dicembre 1986, propone al consiglio regionale un programma di attivitï¿½ per la formazione e lï¿½aggiornamento della normativa tecnica regionale di cui allï¿½articolo precedente, che deve comprendere:
a) lï¿½individuazione dei campi di applicazione e la metodologia generale di formazione delle norme;
b) lï¿½indicazione delle prioritï¿½ di formulazione delle norme predette, tenuto conto delle metodologie e norme esistenti a livello nazionale ed estero e con riferimento a singole categorie di opere;
c) lï¿½individuazione degli enti, istituzioni ed esperti idonei a collaborare nei modi previsti dalla legislazione vigente per lï¿½elaborazione delle norme stesse, nonchï¿½ dei relativi livelli di coordinamento;
d) lï¿½indicazione degli strumenti di consultazione delle categorie interessate alla produzione;
e) lï¿½individuazione degli strumenti organizzativi ed operativi per lï¿½attuazione del programma;
f) le modalitï¿½ di aggiornamento della normativa tecnica;
g) le convenzioni-tipo da adottarsi con istituzioni e laboratori legittimati ad effettuare i controlli dei materiali e dei componenti;
h) le previsioni della spesa necessaria per lï¿½attuazione del programma.
2. Per la redazione del programma di attivitï¿½ la giunta regionale puï¿½ avvalersi di apposite commissioni e/o di studiosi ed esperti.
Art. 8. - Progettazione di opere di competenza della regione.
1. La progettazione e la direzione dei lavori di opere di competenza della regione ai sensi del precedente art. 2sono afﬁdate ai servizi tecnici centrali e periferici del settore lavori pubblici competenti per territorio, nonchï¿½ agli enti locali interessati mediante intese o convenzioni con gli enti stessi.
2. Per opere di particolare rilevanza la giunta regionale puï¿½ bandire concorsi o afﬁdare lï¿½incarico di progettazione e di direzione dei lavori a liberi professionisti singoli o associati.
3. Ai ﬁni di cui al comma precedente la giunta regionale provvede, con la collaborazione degli ordini professionali, allï¿½approvazione di un disciplinare-tipo relativo alle modalitï¿½ di afﬁdamento degli incarichi.
4. Le deliberazioni di conferimento degli incarichi di cui al precedente secondo comma sono pubblicate per estratto sul Bollettino Ufﬁciale della regione.
5. Lï¿½approvazione dei progetti ï¿½ disposta con decreto del presidente della giunta regionale o dellï¿½assessore preposto al settore competente, se delegato, previa acquisizione dei pareri di competenza degli organi consultivi regionali di cui alla L. R. 22 novembre 1979, n. 58, e successive modiﬁcazioni .
6. (comma ï¿½ stato abrogato dallï¿½art. 9 della L. R. 20 aprile 1995, n. 24)
7. Non ï¿½ richiesto progetto per lï¿½esecuzione di lavori modiﬁcativi e suppletivi, nei limiti di un quinto dellï¿½importo dellï¿½appalto, sempre che le eventuali maggiori spese rientrino nellï¿½ammontare complessivo del progetto mediante lï¿½utilizzazione delle somme per imprevisti e delle economie derivanti dal ribasso dï¿½asta e sempre che i lavori modiﬁcativi ed aggiuntivi non comportino modiﬁche sostanziali del progetto principale. In tal caso il presidente della giunta regionale, o lï¿½assessore di cui al precedente quinto comma, se delegato, autorizza lï¿½esecuzione sulla base di una relazione scritta del direttore dei lavori, motivata in termini tecnici ed economici.
8. Per lï¿½aggiornamento dei prezzi di progetto e per lï¿½esecuzione delle opere appaltate si applica il disposto di cui allï¿½art. 8 della legge 10 dicembre 1981, n. 741.
9. Per i campi di applicazione di rilevante interesse sociale o per opere attinenti interventi a salvaguardia della pubblica incolumitï¿½, ovvero di prevenzione degli eventi che possono incidere negativamente sulla stessa, la giunta regionale ï¿½ autorizzata a dar corso alla redazione di apposite normative o di capitolati speciﬁci avvalendosi della collaborazione di speciﬁche commissioni allï¿½uopo nominate e/o di esperti qualiﬁcati in materia.
Art. 9. - Progettazione di opere di competenza degli enti pubblici.
1. Salve speciﬁche e diverse disposizioni di legge, i progetti di massima e quelli esecutivi per la realizzazione di opere o lavori di competenza degli enti di cui al precedente articolo 3 sono soggetti al parere degli organi consultivi regionali competenti, a norma della L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
2. I progetti sottoposti al parere devono essere trasmessi ai competenti organi consultivi contemporaneamente allï¿½inoltro al comitato regionale di controllo del provvedimento di approvazione del progetto stesso.
3. Per lï¿½aggiornamento dei prezzi di progetto e per lï¿½esecuzione delle opere appaltate si applica il disposto di cui allï¿½art. 8 della legge 10 dicembre 1981, n. 741.
4. Agli enti che ne facciano richiesta, anche per opere non assistite da contributi regionali, la regione fornisce lï¿½assistenza tecnica e amministrativa per lï¿½elaborazione dei progetti di massima ed esecutivi a mezzo dei servizi tecnici centrali e periferici del settore lavori pubblici ed edilizia residenziale della giunta regionale.
Art. 10. - Progettazione per interventi programmati.
1. Indipendentemente dallï¿½utilizzazione dei progetti inseriti nel repertorio di cui ai successivi artt. 14 e 15 il soggetto attuatore, qualora intenda realizzare interventi per opere che presentino elevati caratteri di ripetibilitï¿½ e/o che siano suscettibili di realizzazione mediante procedimenti industrializzati, puï¿½ , sulla base di apposito programma di intervento ed in collaborazione con la regione, avvalersi di:
- concorso per progetti-guida;
- concorso per progetti-tipo;
- concorso per progetti per componenti.
2. Il programma di intervento di cui al comma precedente, deve contenere le indicazioni relative:
a) ai tempi di attuazione del programma;
b) ai territori interessati alle relative localizzazioni;
c) alla consistenza e alla tipologia delle opere da realizzare;
d) alla normativa tecnica di riferimento;
e) alle spese complessive ed ai relativi stanziamenti;
f) alla procedura di espletamento dei bandi di concorso.
Art. 11. - Concorso per progetti-guida.
1. Il soggetto attuatore, sulla base delle indicazioni del programma di intervento, bandisce concorsi per la selezione dei progetti-guida destinati allï¿½espletamento delle successive gare di appalto.
2. Al concorso possono partecipare i progettisti iscritti nei relativi albi professionali.
3. Il bando di concorso, da pubblicarsi sul Bollettino Ufﬁciale della regione Lombardia, deve contenere:
a) lï¿½indicazione delle opere da progettare;
b) le caratteristiche tipologiche e costruttive;
c) gli indici di funzionalitï¿½ inerenti al tipo di costruzione richiesta;
d) la deﬁnizione del livello e del relativo grado di elaborazione del progetto, delle autorizzazioni a cui lo stesso deve essere preliminarmente sottoposto, nonchï¿½ del preventivo di spesa nel caso di progetti esecutivi;
e) le modalitï¿½ di espletamento del concorso e dalla scelta dei progetti idonei, nonchï¿½ i compensi professionali da corrispondersi ai progettisti in relazione allï¿½utilizzazione dei progetti medesimi.
4. Il bando di concorso, unitamente al programma di intervento di cui al precedente articolo, ï¿½ sottoposto al parere della commissione tecnico-amministrativa regionale di cui alla L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
5. Il soggetto attuatore sceglie i progetti idonei entro i termini e con le modalitï¿½ indicate dal bando.
6. Il soggetto attuatore diventa proprietario dei progetti-guida prescelti.
7. Per ciascuna delle opere previste dal programma di intervento ed in funzione delle caratteristiche della localizzazione speciﬁca, il soggetto attuatore sceglie il progetto-guida giudicato piï¿½ idoneo e sulla base di esso esperisce, secondo le normative vigenti, le ulteriori procedure per lï¿½aggiudicazione dei lavori.
Art. 12. - Concorso per progetti-tipo.
1. Il soggetto attuatore, sulla base delle indicazioni del programma di intervento, bandisce concorsi per la selezione di progetti-tipo che devono essere presentati da imprese singole o associate o riunite in consorzio a norma della legislazione vigente.
2. Il bando di concorso deve essere pubblicizzato nelle forme e con le modalitï¿½ di cui alla legge 8 agosto 1977, n. 584 e contenere, oltre a quanto indicato dal precedente art. 11, terzo comma:
a) i limiti di costo dellï¿½intervento complessivo e di ogni singolo subsistema ed i relativi tempi di costruzione;
b) i limiti temporali di validitï¿½ dellï¿½offerta e le modalitï¿½ di aggiornamento della stessa.
3. Il bando di concorso, unitamente al programma di intervento di cui al precedente art. 10, ï¿½ sottoposto al parere della commissione tecnico-amministrativa regionale di cui alla legge 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
4. I progetti accompagnati da offerte vincolanti comprese in fasce di costo prestabilite, sono ﬁrmati da uno o piï¿½ progettisti iscritti nel rispettivo albo e, ove richiesto dal bando, devono indicare le possibilitï¿½ di aggregazione e di varianti compatibili con il procedimento adottato e con il costo prestabilito.
6. Per la realizzazione del programma di intervento ed in funzione delle caratteristiche della localizzazione speciﬁca, il soggetto attuatore esperisce, secondo le normative vigenti, le gare per lï¿½aggiudicazione dei lavori fra le imprese i cui progetti siano stati ritenuti idonei.
Art. 13. - Concorso di progettazione per componenti.
1. Il soggetto attuatore, sulla base delle indicazioni del programma di intervento, bandisce concorsi per la selezione di progetti per componenti.
2. Ai concorsi possono partecipare unitï¿½ di progettazione formate da produttori di componenti industrializzati o relativi consorzi, da progettisti iscritti nei relativi albi e da imprese o loro consorzi. Una delle imprese o il loro consorzio, avente i requisiti per partecipare alle gare di appalto di cui al successivo settimo comma, assume la rappresentanza dellï¿½unitï¿½ di progettazione.
3. Il bando di concorso deve essere pubblicizzato nelle forme e con le modalitï¿½ di cui alla legge 8 agosto 1977, n. 584 e contenere, oltre a quanto indicato negli artt. 11, terzo comma e 12, secondo comma, lï¿½individuazione delle parti dellï¿½opera da realizzarsi mediante sistemi di componenti industrializzati e delle parti dellï¿½opera da realizzarsi extra sistema.
4. Il bando di concorso, unitamente al programma di intervento di cui al precedente art. 10, ï¿½ sottoposto al parere della commissione tecnico-amministrativa regionale di cui alla L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
5. I progetti accompagnati da offerte vincolanti comprese in fasce di costo prestabilite, sono ﬁrmati da uno o piï¿½ progettisti facenti parte dellï¿½unitï¿½ di progettazione concorrente e devono indicare le caratteristiche e le possibilitï¿½ di aggregazione dei componenti industrializzati, nonchï¿½ le varianti compatibili col procedimento costruttivo adottato e con il costo prestabilito.
6. Il soggetto attuatore sceglie i progetti idonei entro i termini e con le modalitï¿½ indicate dal bando.
7. Per ciascuna delle opere previste dal programma di intervento ed in funzione delle caratteristiche della localizzazione speciﬁca, il soggetto attuatore indice, secondo le normative vigenti, le gare di appalto per lï¿½aggiudicazione dei lavori fra le stesse imprese od i consorzi che hanno assunto la rappresentanza delle unitï¿½ di progettazione i cui progetti sono stati prescelti.
Art. 14. - Istituzione del repertorio regionale dei progetti.
1. La regione, al ﬁne di promuovere il miglioramento qualitativo della progettazione di opere e lavori pubblici di interesse regionale, lï¿½utilizzazione di procedimenti industrializzati, la standardizzazione e lï¿½elevazione qualitativa dei componenti edilizi, nonchï¿½ al ﬁne del contenimenti dei relativi costi, istituisce il repertorio regionale dei progetti, suddiviso nelle seguenti sezioni:
a) progetti-guida;
b) progetti-tipo;
c) progetti per componenti.
2. Il repertorio ha carattere permanente ed ï¿½ preordinato allï¿½espletamento di gare di appalto da parte dei soggetti attuatori che intendano avvalersi del repertorio medesimo.
Art. 15. - Bandi di concorso per la formazione del repertorio regionale dei progetti.
1. Per la formazione del repertorio regionale di cui al precedente articolo la regione bandisce periodicamente concorsi per progetti relativi a ciascuna delle sezioni ivi previste.
2. Ai concorsi possono partecipare gli operatori appartenenti alle seguenti categorie:
a) progettisti, singoli o associati, per la formazione della sezione relativa ai progetti-guida, per lï¿½approfondimento di tematiche e di soluzioni innovative nellï¿½ambito delle tipologie funzionali delle opere e per la formazione di progetti-guida esecutivi per lï¿½appalto di opere pubbliche;
b) imprese, per la formazione della sezione relativa ai progetti-tipo aventi caratteristiche di ripetibilitï¿½ e di utilizzazione di componenti edilizi e contenenti offerte di costo vincolanti entro periodi di tempo determinati;
c) produttori di componenti industrializzati, professionisti ed imprese, coordinati in unitï¿½ di progettazione, per la formazione della sezione relativa ai progetti per componenti aventi notevoli caratteri di ripetibilitï¿½ e prevalente utilizzazione di sistemi di componenti industrializzati. I progetti conterranno offerte di costo vincolanti entro periodi di tempo determinati.
3. I concorsi sono banditi dalla giunta regionale, dï¿½intesa con la competente commissione consiliare, con lï¿½osservanza dei contenuti, modalitï¿½ e procedure previsti dalla presente legge.
4. I bandi di concorso devono altresï¿½ prevedere:
a) le modalitï¿½ di utilizzazione dei progetti ed i compensi professionali da erogarsi ai progettisti nei casi di realizzazione delle opere;
b) in caso di progetti-tipo e di progetti per componenti, le fasce di costo unitario entro cui deve essere contenuta lï¿½opera;
c) le modalitï¿½ di aggiornamento di tale costo in relazione allï¿½incremento ISTAT dei costi di costruzione a partire dalla data di chiusura di ciascun bando.
Art. 16. - Formazione e gestione del repertorio.
1. Entro sei mesi dallï¿½entrata in vigore della presente legge, la giunta regionale propone al consiglio regionale un programma di attivitï¿½ per la formazione e gestione del repertorio che deve comprendere:
a) lï¿½individuazione degli strumenti organizzativi ed operativi per lï¿½attuazione del programma, nonchï¿½ le modalitï¿½ e gli strumenti per la formazione e gestione del repertorio;
b) un programma di emanazione dei bandi di concorso suddivisi per sezione, con indicazione delle prioritï¿½;
c) uno schema di bando-tipo che contenga i principali criteri cui uniformarsi per la selezione dei progetti, nonchï¿½ le modalitï¿½ di partecipazione ai concorsi e di svolgimento degli stessi
d) la previsione di premi, anche in forma di rimborso degli oneri derivanti dalla partecipazione al concorso, per i progetti inseriti nel repertorio;
e) le modalitï¿½ di aggiornamento annuale dei costi, di utilizzazione del repertorio da parte dei soggetti attuatori di opere pubbliche, di inserimento di nuovi progetti e le modiﬁche di quelli giï¿½ inseriti, nonchï¿½ di esclusione dei progetti non piï¿½ idonei;
f) le modalitï¿½ di pubblicitï¿½ del repertorio stesso;
g) le previsioni della spesa necessaria per lï¿½attuazione del programma.
2. Il programma deve essere correlato a quello per la formazione e lï¿½aggiornamento della normativa tecnica regionale di cui al precedente art. 7.
Art. 17. - Istituzione del catalogo dei componenti edilizi.
1. Al ﬁne di promuovere lï¿½utilizzazione dei componenti edilizi, di favorire la standardizzazione dimensionale e prestazionale dei materiali, dei semilavorati e dei componenti, la regione istituisce il catalogo dei componenti edilizi.
2. Sono inseriti nel catalogo di prodotti di imprese che ne facciano richiesta e che abbiano i requisiti dimensionali e prestazionali stabiliti dalla normativa tecnica di cui al precedente art. 5.
Art. 18. - Formazione e gestione del catalogo dei componenti edilizi.
1. Entro sei mesi dallï¿½entrata in vigore della presente legge la giunta regionale propone al consiglio regionale un programma di attivitï¿½ per la formazione e gestione del catalogo di cui allï¿½articolo precedente che deve comprendere:
a) lï¿½individuazione degli strumenti organizzativi ed operativi per lï¿½attuazione del programma, nonchï¿½ le modalitï¿½ e gli strumenti per la formazione e la gestione del catalogo;
b) un regolamento per lï¿½ammissione al catalogo e lï¿½esclusione da esso dei componenti, nonchï¿½ per lï¿½utilizzazione del catalogo stesso da parte degli operatori pubblici e privati;
c) le forme di pubblicitï¿½ del catalogo;
d) le modalitï¿½ per lï¿½ammissione al catalogo ﬁno a quando non siano emanati i regolamenti di normativa tecnica di cui al precedente art. 6;
e) le previsioni della spesa necessaria per lï¿½attuazione del programma.
2. La gestione del catalogo deve essere coordinata con la gestione del repertorio regionale dei progetti.
Art. 19. - Generalitï¿½.
1. Lï¿½esecuzione di opere pubbliche di interesse regionale puï¿½ essere afﬁdata in concessione ai sensi del successivo art. 20 o aggiudicata mediante le seguenti procedure dï¿½appalto:
2. Per lï¿½aggiudicazione di appalti per opere e lavori pubblici di interesse regionale si applicano le leggi vigenti, nonchï¿½ le disposizioni integrative della presente legge.
Art. 20. - Concessione di sola costruzione.
1. La potestï¿½ di eseguire unï¿½opera di interesse regionale di cui allï¿½art. 1 della presente legge e le relative funzioni possono essere trasferite a enti pubblici o privati che abbiano un proprio interesse ulteriore, concorrente o subordinato alla realizzazione dellï¿½opera.
2. Lï¿½afﬁdamento in concessione puï¿½ essere disposto con provvedimento unilaterale dellï¿½organo competente deliberare lï¿½esecuzione dellï¿½opera o mediante convenzione da approvarsi allï¿½organo medesimo.
3. Lo schema del provvedimento o della convenzione di cui al comma precedente, corredato da una relazione tecnica e da un progetto preliminare, redatti dallï¿½ente concedente, nei quali sono indicati gli elementi tecnici, economici e programmatici atti a caratterizzare lï¿½intervento, deve essere trasmesso agli organi consultivi regionali che esprimono il loro parere nei limiti di competenza e nei termini previsti dalla L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
4. Non ï¿½ richiesto nuovo parere degli organi consultivi sopra indicati sugli ulteriori atti di progettazione inerenti allï¿½opera oggetto della concessione.
5. Agli effetti della presente legge il concessinario ï¿½ considerato soggetto attuatore di opere pubbliche.
6. Il concessionario puï¿½ concorrere nella spesa per lï¿½esecuzione delle opere, e non puï¿½ in alcun caso trarre lucro dalle attivitï¿½ inerenti alla concessione.
7. Gli oneri ﬁscali sono a carico del concedente salvo che il concessionario concorra nella spesa, nel qual caso gli oneri si ripartiscono in proporzione al concorso stesso.
b) lï¿½acquisizione da parte del concessionario dei necessari atti autorizzativi entro termini prestabiliti;
c) lï¿½approvazione del progetto esecutivo da parte del concedente;
d) lï¿½espletamento a cura del concessionario delle gare dï¿½appalto per lï¿½esecuzione dei lavori tra imprese aventi i requisiti di legge, con le modalitï¿½ previste per lï¿½aggiudicazione di appalti di opere pubbliche dalle norme vigenti e dalle disposizioni integrative previste dalla presente legge;
e) le modalitï¿½ per la partecipazione del concedente alla vigilanza sui lavori ed ai collaudi in corso dï¿½opera e deﬁnitivi;
f) le modalitï¿½ ed i termini per la consegna dellï¿½opera al concedente e le relative penalitï¿½ in caso di ritardo;
g) le modalitï¿½ ed i termini per il pagamento del corrispettivo della concessione e la determinazione delle ritenute di garanzia;
h) le modalitï¿½ ed i termini per la manutenzione delle opere ﬁno al collaudo;
i) i casi di decadenza della concessione e le modalitï¿½ per la relativa declaratoria.
9. La disciplina della concessione potrï¿½ prevedere in ogni caso la devoluzione delle eventuali controversie a collegi arbitrali.
Art. 21. - Avvisi e bandi di gara.
1. Oltre alle forme di pubblicita` previste dalle direttive europee per importi pari o superiori alle soglie comunitarie, tutti gli avvisi, i bandi di gara e gli esiti di gara relativi ad appalti di lavori pubblici dï¿½interesse regionale di qualsiasi importo sono obbligatoriamente pubblicati su un sito internet liberamente accessibile predisposto dalla Regione. Tale modalita` non sostituisce la pubblicazione sul Bollettino Ufﬁciale della Regione.
2. La Regione promuove iniziative con enti ed istituzioni al ﬁne di consentire lï¿½accessibilita` a livello nazionale al sito informatico di pubblicazione dei bandi.
(Articolo 21, cosï¿½ sostituito dalla Legge della Regione Lombardia del 23 marzo 2004 n. 5 pubblicata sul Bollettino Ufficiale N. 13 del 26 marzo 2004 1ï¿½ supplemento ordinario)
Art. 22. - Inviti.
1. Alle gare per lï¿½aggiudicazione dei lavori mediante licitazione privata o appalto-concorso di importo pari o superiore a quello previsto dallï¿½art. 1 della legge 8 agosto 1977, n. 584, nonchï¿½ dai regolamenti CEE in materia, devono essere invitate non meno di quindici imprese; sono invitate tutte le imprese richiedenti ove queste siano inferiori a quindici.
Art. 23. - Aggiudicazione degli appalti di opere di competenza della regione.
1. Gli appalti di opere di competenza della regione ai sensi del precedente art. 2, dï¿½importo pari o superiore a quello previsto dallï¿½art. 1 della legge 8 agosto 1977, n. 584, nonchï¿½ dai regolamenti CEE in materia, devono essere aggiudicati, nel caso di licitazione privata, con i sistemi di cui allï¿½art. 24, primo comma, lett. a) , della legge predetta e, nel caso di appalto-concorso, secondo le disposizioni di cui al suindicato art. 24, primo comma, lett. b) .
2. Nel caso di licitazione privata sono ammesse offerte anche in aumento sin dal primo esperimento di gara, a meno che lï¿½amministrazione non lo escluda espressamente nel bando di gara.
Art. 24. - Svolgimento e aggiudicazione delle gare a licitazione privata.
1. Nel luogo, nel giorno e nellï¿½ora stabiliti nellï¿½invito, chi presiede la gara apre i plichi ricevuti, contrassegna ed autentica le offerte su ciascun foglio e legge ad alta voce tutte le offerte ammesse.
2. Nel caso in cui si proceda mediante offerta di prezzi unitari, chi presiede la gara, veriﬁcati i conteggi presentati dal concorrente che risulta il migliore offerente, aggiudica i lavori al concorrente medesimo previa eventuale rettiﬁca di errori riscontrati nei calcoli, purchï¿½ la veriﬁca non comporti variazione della graduatoria; qualora, per effetto delle correzioni apportate allï¿½offerta veriﬁcata, risulti che il prezzo complessivo piï¿½ vantaggioso ï¿½ stato proposto da altro concorrente, lï¿½aggiudicazione viene dichiarata a favore di questï¿½ultimo, anche in tal caso previa veriﬁca dei conteggi presentati.
4. Nel caso in cui lï¿½aggiudicazione sia effettuata con il criterio di cui allï¿½art. 24, primo comma, lett, a) della legge 8 agosto 1977, n. 584, chi presiede la gara apre le offerte in presenza del pubblico, legge ad alta voce i prezzi in esse indicate e aggiudica lï¿½appalto al concorrente che ha offerto il prezzo piï¿½ basso.
5. Qualora lï¿½aggiudicazione sia effettuata con i criteri di cui alla lett. b) dello stesso art. 24, primo comma, chi presiede la gara, valutati gli elementi ivi previsti, aggiudica lï¿½appalto al migliore offerente entro quindici giorni dalla data di chiusura della gara.
6. Qualora per una gara sia presentata una sola offerta non puï¿½ procedersi alle operazioni di cui ai commi precedenti; in tal caso si puï¿½ procedere a trattativa privata, ai sensi del successivo art. 28, primo comma, lett. a) .
1. Per lï¿½afﬁdamento di lavori pubblici dï¿½importo inferiore a 750. 000 Euro, IVA esclusa ï¿½ ammesso il ricorso alla licitazione privata sempliﬁcata secondo le disposizioni della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) e successive modiﬁcazioni ed integrazioni.
2. Gli enti che intendono avvalersi della licitazione privata sempliﬁcata approvano e pubblicano entro il 31 ottobre di ogni anno, un avviso sul Bollettino Ufﬁciale della Regione e allï¿½albo dellï¿½ente; le ditte che intendono partecipare presentano domanda secondo la categoria dï¿½iscrizione allï¿½ANCI od il sistema di qualiﬁcazione ex articolo 8 della legge 109/1994. Le domande presentate hanno validitï¿½ ﬁno al 31 dicembre dellï¿½anno successivo.
3. Le imprese possono presentare una sola domanda o come singole o come partecipanti ai soggetti di cui alla legge 109/1994, articolo 10, comma 1, lettere b) , c) , d) ed e bis) .
4. La scelta delle imprese da invitare a ciascuna licitazione privata sempliﬁcata per ogni categoria viene effettuata mediante sorteggio.
5. Il sorteggio si deve svolgere secondo le seguenti modalitï¿½:
6. Le imprese invitate sono escluse dai sorteggi relativi a gare successive ﬁno ad esaurimento delle domande presentate per le singole categorie di lavori. Nel caso in cui il numero delle ditte rimanenti sia inferiore al numero di quelle da sorteggiare, come previsto dal comma 5, esso viene integrato mediante ulteriore sorteggio tra le ditte che giï¿½ sono state invitate a precedenti gare.
7. Nel caso in cui per determinate categorie di lavori abbiano presentato domanda meno di quindici imprese in possesso dei requisiti necessari o nel caso in cui la licitazione sempliﬁcata vada deserta, i lavori sono afﬁdati mediante procedura aperta.
8. Nessun lavoro puï¿½ essere diviso in piï¿½ afﬁdamenti al ﬁne di sottrarlo allï¿½applicazione del presente articolo. Una volta avviata la procedura di cui al comma 2e raggiunto il numero minimo di domande previsto dal comma 5 lettera a) , ï¿½ obbligatorio il ricorso alla licitazione sempliﬁcata per tutti i lavori inferiori a 750. 000 Euro.
Art. 25. - Annullamento di aggiudicazione ed esclusione delle offerte.
1. Per gli appalti dï¿½importo pari o superiore a quello previsto dallï¿½art. 1 della legge 8 agosto 1977, n. 584, nonchï¿½ dai regolamenti CEE in materia, qualora lï¿½offerta risulta aggiudicataria ed eventualmente altre offerte siano basse in modo anomalo, il soggetto appaltante procede allï¿½annullamento dellï¿½aggiudicazione od allï¿½esclusione delle offerte ai sensi dellï¿½art. 24 della legge predetta.
2. Per gli appalti dï¿½importo inferiore a quello previsto dal comma precedente si procede allï¿½annullamento dellï¿½aggiudicazione od allï¿½esclusione delle offerte ai sensi dellï¿½art. 5 della legge 2 febbraio 1973, n. 14 e lï¿½appalto ï¿½ aggiudicato al concorrente che segue in graduatoria.
Art. 26. - Svolgimento e aggiudicazione di appalti-concorso.
1. Qualora si ricorra ad esperimento di appalto-concorso, le imprese ammesse a partecipare alla gara presentano il progetto esecutivo con i relativi prezzi nei termini, nei modi e nelle forme stabilite nellï¿½invito, sulla base di un progetto preliminare o di un capitolato-programma predisposto dallï¿½ente appaltante.
2. Al ﬁne di incentivare la piï¿½ ampia partecipazione alla gara o quando ricorrano caratteristiche di progettazione di particolare complessitï¿½, lï¿½ente appaltante puï¿½ disporre il totale o parziale rimborso delle spese per la redazione del progetto esecutivo, nella misura e con le modalitï¿½ da determinarsi nel bando.
3. La valutazione delle offerte, in relazione agli elementi di cui allï¿½art. 24, lett. b) della legge 8 agosto 1977, n. 584, ï¿½ afﬁdata ad una commissione nominata di volta in volta dallï¿½ente appaltante, composta da almeno tre esperti.
4. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un dipendente dellï¿½ente appaltante.
5. La commissione, entro il termine allï¿½uopo stabilito dal soggetto appaltante, esamina le offerte pervenute e forma la graduatoria di quelle ritenute accoglibili.
6. Lï¿½ente appaltante aggiudica lï¿½appalto con provvedimento formale; lï¿½efﬁcacia del provvedimento ï¿½ comunque subordinata allï¿½acquisizione del parere del competente organo consultivo regionale di cui alla legge regionale 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
7. Va adottato provvedimento formale anche nel caso di mancata aggiudicazione.
Art. 27. - Appalto per componenti, impianti e prestazioni di servizi scorporati.
1. Il soggetto attuatore, qualora ricorra lï¿½opportunitï¿½ di utilizzare forniture di componenti, impianti e prestazioni di servizi scorporati dallï¿½appalto principale, puï¿½ avvalersi delle procedure di appalto di cui al presente articolo.
2. Nellï¿½appalto per componenti, impianti e prestazioni di servizi scorporati, il soggetto attuatore predispone un piano di intervento da afﬁdarsi ad un gruppo di progettazione, coordinamento e direzione dei lavori formato, ove occorra, anche da esperti esterni allï¿½amministrazione.
b) nellï¿½individuazione e classiﬁcazione di tipologie di componenti;
c) nellï¿½individuazione degli impianti e delle prestazioni di servizi scorporati;
5. Ove i piani di intervento prevedano lï¿½installazione di impianti o le prestazioni di servizi scorporati, le gare per la stipulazione dei relativi contratti sono indette con le normali procedure dï¿½appalto fra ditte iscritte allï¿½albo nazionale dei costruttori per le rispettive categorie.
6. I bandi di gara, unitamente al piano di intervento di cui al precedente terzo comma, sono sottoposti al parere degli organi consultivi regionali competenti ai sensi della L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
7. I contratti di fornitura dei componenti e quelli per lï¿½appalto degli impianti o per le prestazioni di servizi scorporati, possono essere stipulati, ai sensi degli artt. 1401 e seguenti del codice civile, per persona da nominarsi da parte del soggetto attuatore.
8. Entro novanta giorni dallï¿½aggiudicazione dellï¿½ultima gara di appalto di cui al comma precedente, il soggetto attuatore approva il progetto esecutivo redatto sulla base del piano di intervento anzidetto e dellï¿½esito delle gare.
9. Il progetto esecutivo e sottoposto al parere degli organi consultivi regionali competenti di cui alla L. R. 22 novembre 1979, n. 58 e successive modiﬁcazioni.
10. Entro novanta giorni dallï¿½approvazione del progetto esecutivo, il soggetto attuatore bandisce, secondo le normative vigenti, le gare di appalto per lï¿½aggiudicazione dei lavori fra le imprese aventi i requisiti.
a) i componenti del sistema, gli impianti e le prestazioni di servizi scorporati che dovranno essere acquisiti dalle imprese appaltatrici dei lavori in qualitï¿½ di terzi obbligati ai sensi degli artt. 1401 e seguenti del codice civile;
b) i componenti del sistema che verranno forniti direttamente allï¿½impresa appaltatrice dei lavori dal soggetto attuatore.
13. Scaduto inutilmente tale termine, e comunque decorsi sei mesi dalla data di stipulazione dei contratti di fornitura dei componenti o degli impianti o delle prestazioni di servizi scorporati, i contratti stessi producono effetti tra le parti contraenti ai sensi dellï¿½art. 1405 del codice civile.
Art. 28. - Trattativa privata.
1. Si puï¿½ procedere a trattativa privata qualunque sia lï¿½importo dei lavori quando:
a) le gare di cui ai precedenti articoli siano andate deserte o sia stata presentata una sola offerta, ovvero siano state presentate offerte irregolari o non valide, ovvero nel caso di appalto-concorso non aggiudicato, purchï¿½ le caratteristiche tecniche e prestazionali del bando dellï¿½appalto iniziale non vengano modiﬁcate;
b) si tratti di lavori la cui esecuzione, per ragioni tecniche artistiche o attinenti alla protezione di diritti di esclusiva non puï¿½ essere afﬁdata che ad un esecutore determinato anche quando si tratti di progetti estratti dal repertorio dei progettitipo, dai progetti-guida aventi carattere esecutivo o dei progetti per componenti;
c) si tratti di lavori ﬁnalizzati ad attivitï¿½ sperimentali o di ricerca;
d) vi sia eccezionale urgenza risultante dalla necessitï¿½, congruamente motivata, di far fronte ad eventi assolutamente imprevedibili che non consentano lï¿½indugio delle gare;
e) si tratti di lavori complementari non compresi nel progetto iniziale e nel contratto giï¿½ concluso che siano resi necessari da circostanze impreviste, purchï¿½ lï¿½ammontare complessivo dei lavori stessi non superi il cinquanta per cento del costo dellï¿½appalto;
f) si tratti di lavori relativi a lotti successivi di progetti esecutivi approvati e parzialmente ﬁnanziati alle condizioni e con le modalitï¿½ di cui allï¿½art. 12della legge 3 gennaio 1978, n. 1;
g) si tratti di prestazioni o forniture relative allï¿½appalto per componenti di cui al precedente art. 27.
2. Fuori dai casi previsti dal primo comma, si puï¿½ procedere allï¿½afﬁdamento dei lavori mediante trattativa privata per opere il cui importo non superi i 200 milioni di lire.
Art. 29. - Procedure inerenti alla trattativa privata.
1. Nei casi previsti dal primo comma, lett. a) , c) e d) , e dal secondo comma del precedente articolo, alla trattativa privata devono essere invitate piï¿½ imprese.
2. Alle operazioni inerenti alla trattativa devono comunque partecipare uno o piï¿½ impiegati dellï¿½ente committente; alle operazioni stesse partecipa lï¿½ufﬁciale rogante od un funzionario da lui delegato, il quale ï¿½ tenuto a presentare allï¿½ente stesso una relazione dettagliata delle attivitï¿½ svolte.
Art. 30. -Revisione dei prezzi contrattuali.
1. Per la revisione dei prezzi contrattuali inerenti alle opere ed ai lavori di cui al precedente art. 1 si osserva la normativa vigente.
2. Allï¿½erogazione degli acconti e del saldo del compenso revisionale si applicano le disposizioni di cui agli artt. 1, 2e 3, ultimo comma, della legge 10 dicembre 1981, n. 741.
3. Lï¿½erogazione totale, o quella del saldo del compenso revisionale ï¿½subordinata alla presentazione dellï¿½atto di accettazione del compenso stesso.
4. Contro le determinazioni degli enti locali in materia di revisione dei prezzi contrattuali ï¿½ ammesso ricorso alla giunta regionale ai sensi dellï¿½art. 1, secondo comma del D. P. R. 24 novembre 1971, n. 1199.
5. Per i lavori assistiti da contributo regionale in misura superiore al quindici per cento del costo dellï¿½opera o qualora la revisione prezzi comporti ulteriori oneri contributivi a carico della regione, la liquidazione del compenso revisionale viene effettuata dal servizio periferico della giunta regionale competente per territorio.
TITOLO V - COLLAUDI ED ALBO REGIONALE DEI COLLAUDATORI
Art. 31. -Collaudi.
1. Lï¿½effettuazione dei collaudi, la nomina delle commissioni di collaudo, gli incarichi di collaudo, la liquidazione delle indennitï¿½ ed onorari spettanti ai collaudatori sono disciplinati dalla legislazione statale vigente in materia e dalle norme integrative previste dalla presente legge.
2. Per le opere assistite da contributo regionale ï¿½ facoltï¿½ del soggetto appaltante sostituire il certiﬁcato di collaudo con quello di regolare esecuzione per lavori di importo non superiore a un milione di EURO, eccetto i casi in cui sussistano contestazioni con le imprese esecutrici, ovvero si ritenga opportuno o necessario approfondire le operazioni tecnico-amministrative di accertamento e in ogni caso quando occorra provvedere al collaudo statico delle strutture in cemento armato ai sensi della legge 5 novembre 1971, n. 1086 (Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica) .
Art. 32. - Istituzione dellï¿½albo regionale dei collaudatori.
1. ï¿½ istituito lï¿½albo regionale dei tecnici cui afﬁdare, nellï¿½ambito delle competenze previste dai rispettivi ordinamenti professionali, il collaudo di opere e lavori pubblici di interesse regionale di cui al precedente art. 1.
2. Non possono essere afﬁdati incarichi di collaudo di opere di cui al precedente comma a tecnici non iscritti allï¿½albo e per categorie di opere diverse da quelle in cui sono iscritti.
3. Lï¿½albo ï¿½ tenuto ed aggiornato a cura del servizio per gli affari generali del settore lavori pubblici ed edilizia residenziale della giunta regionale.
4. Ai ﬁni di quanto previsto dal comma precedente, nella parte prima dellï¿½allegato alla legge regionale 1ï¿½ agosto 1979, n. 42, relativa alle attribuzioni del presidente, del vice presidente e di ciascun assessore, ï¿½ aggiunto il seguente alinea:
- compete al servizio per gli affari generali del settore lavori pubblici ed edilizia residenziale la tenuta e lï¿½aggiornamento dellï¿½albo regionale dei collaudatori.
5. La giunta regionale assume i provvedimenti di attuazione relativi allï¿½istituzione dellï¿½albo di cui al precedente articolo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 33. - Requisiti per lï¿½iscrizione allï¿½albo.
1. Possono essere iscritti allï¿½albo di cui allï¿½articolo precedente i tecnici in possesso dei seguenti titoli di studio:
a) laurea in ingegneria;
b) laurea in architettura;
c) laurea in chimica;
d) laurea in scienze agrarie;
e) laurea in scienze forestali;
f) laurea in geologia;
g) diploma di geometra;
h) diploma di perito edile;
i) diploma di perito industriale;
l) diploma di perito agrario.
2. I soggetti di cui al comma precedente debbono inoltre essere iscritti al rispettivo ordine o, in mancanza, al collegio professionale da non meno di dieci anni.
3. Possono essere altresı` iscritti allï¿½albo i tecnici in possesso da almeno dieci anni del titolo di studio di cui al precedente primo comma, che siano dipendenti di ruolo o in quiescenza della pubblica amministrazione e che abbiano maturato tra anzianitï¿½ di servizio ed iscrizione allï¿½ordine professionale un periodo non inferiore a dieci anni.
4. Per gli impiegati in quiescenza della regione e delle altre amministrazioni pubbliche, la permanenza nellï¿½albo dei collaudatori ï¿½ condizionata allï¿½iscrizione allï¿½ordine o collegio professionale.
Art. 34. - Documentazione richiesta per lï¿½iscrizione allï¿½albo.
1. Ai ﬁni dellï¿½iscrizione allï¿½albo i tecnici di cui allï¿½articolo precedente, primo comma, devono presentare al servizio per gli affari generali del settore lavori pubblici ed edilizia residenziale della giunta regionale i seguenti documenti, salvo lï¿½obbligo di produrre documentazioni integrative richieste dal servizio in relazione alle sottoindicate lettere c) , d) ed e) :
a) domanda di iscrizione allï¿½albo diretta al presidente della giunta regionale;
b) certiﬁcato di iscrizione allï¿½ordine o collegio professionale con indicazione delle relative decorrenze;
c) curriculum personale relativo alle attivitï¿½ professionali;
d) dichiarazione, rilasciata sotto la propria responsabilitï¿½, di non aver mai subito condanne nï¿½ di avere procedimenti penali in corso;
e) dichiarazione relativa ai rapporti di dipendenza continuativa con enti pubblici o privati, ovvero imprese o ditte di qualsiasi natura.
2. I tecnici dipendenti in servizio o in quiescenza della pubblica amministrazione di cui al terzo e quarto comma dellï¿½articolo precedente, debbono presentare, oltre alla domanda, i seguenti documenti:
b) dichiarazione dellï¿½amministrazione di appartenenza da cui risultino lï¿½anzianitï¿½, la qualiﬁca ed il livello funzionale rivestiti e le mansioni professionali svolte; nel caso di servizio prestato presso amministrazioni diverse debbono essere presentati altrettanti attestati;
c) eventuale dichiarazione dellï¿½ordine professionale che attesti il periodo di iscrizione;
d) dichiarazione relativa agli eventuali rapporti di dipendenza continuativa da enti privati, imprese o ditte di qualsiasi natura, antecedenti allï¿½immissione in ruolo presso la pubblica amministrazione.
Art. 35. - Categorie di iscrizione.
1. In base alla specializzazione derivante dal titolo di studio ed allï¿½esperienza professionale documentata, i tecnici laureati e quelli diplomati di cui al precedente art. 33, possono chiedere lï¿½iscrizione allï¿½albo per lï¿½effettuazione di collaudi, rispettivamente, per non piï¿½ di cinque e per non meno di quattro delle seguenti categorie di opere e relativi lavori di manutenzione straordinaria:
a) acquedotti, fognature ed altre opere igieniche;
b) edilizia e forniture connesse;
c) opere idrauliche;
d) opere aeroportuali di carattere turistico;
e) opere di boniﬁca;
f) opere di sistemazione agraria;
g) opere di sistemazione forestale;
h) opere stradali;
i) ponti e gallerie;
l) opere portuali di navigazione interna;
m) opere ferroviarie;
n) strutture complesse;
o) impianti di trasporto e distribuzione di energia elettrica;
p) impianti di trasporto pubblico;
q) impianti di depurazione;
r) impianti tecnologici.
s) strutture in cemento armato.
2. Fermo restando il riferimento alla specializzazione derivante dal titolo di studio posseduto, il collaudo di opere di manutenzione ordinaria ï¿½ afﬁdabile ai tecnici diplomati.
Art. 36. - Iscrizioni.
1. Lï¿½accoglimento o la reiezione della domanda di iscrizione allï¿½albo sono disposti, tenuto conto dellï¿½attivitï¿½ professionale svolta e documentata a norma del precedente art. 34, con decreto motivato del dirigente della competente struttura regionale, sentita una commissione composta da cinque membri scelti dal dirigente stesso tra i componenti della commissione tecnico-amministrativa regionale; il relativo provvedimento ï¿½ comunicato allï¿½interessato.
2. Ai membri della commissione di cui al precedente comma si applica il trattamento economico previsto dallï¿½art. 4, sesto comma della L. R. 22 novembre 1979, n. 58.
3. Non possono in ogni caso essere iscritti allï¿½albo i tecnici:
a) titolari o amministratori di imprese iscritti allï¿½albo dei costruttori;
b) interdetti dai pubblici ufﬁci;
c) sospesi dallï¿½albo dellï¿½ordine o collegio professionale;
d) colpiti da condanna penale passata in giudicato per uno dei reati previsti dai titoli primo, secondo, quinto, sesto e settimo del libro secondo del codice penale vigente.
4. (comma ï¿½ stato abrogato dal comma 27 dellï¿½art. 2 della L. R. 14 gennaio 2000, n. 2)
Art. 37. - Cancellazione dallï¿½albo dei collaudatori.
1. Sono cancellati dallï¿½albo i collaudatori nei confronti dei quali si accertino:
a) una delle condizioni previste dal precedente art. 36, terzo comma;
b) grave negligenza, notevole irregolaritï¿½ o ingiustiﬁcato ritardo nellï¿½espletamento del collaudo;
c) falsitï¿½ delle dichiarazioni;
d) la cancellazione dal rispettivo albo professionale;
e) il collocamento a riposo dei dipendenti regionali e di altri enti pubblici, salvo il caso in cui allï¿½ultimo comma dellï¿½art. 33.
2. La cancellazione ï¿½ disposta con provvedimento del direttore generale competente sentita la commissione di cui allï¿½art. 36, comma 1.
3. Nel caso previsto dalla lett. d) di cui al precedente primo comma, si procede alla cancellazione dï¿½ufﬁcio.
Art. 38. - Afﬁdamento degli incarichi di collaudo.
1. Lï¿½ente appaltante provvede, ai sensi della legislazione vigente, alla nomina dei collaudatori ed allï¿½approvazione del certiﬁcato di collaudo, ovvero di regolare esecuzione dei lavori.
2. I provvedimenti di nomina del collaudatore e di approvazione del certiﬁcato di collaudo ovvero di regolare esecuzione dei lavori competono alla Regione e sono adottati, rispettivamente, dal direttore della direzione competente in materia di lavori pubblici e dal direttore della direzione competente per lï¿½intervento, quando si riferiscono a:
b) opere di competenza degli altri enti assistite da contributo regionale in capitale non inferiore al 50% del costo dellï¿½opera, oppure da contributo regionale in annualitï¿½ il cui importo capitalizzato non sia inferiore al 35% del costo dellï¿½opera.
3. I rendiconti amministrativi, se prescritti, devono essere trasmessi alla regione nei termini e con lï¿½osservanza delle modalitï¿½ da stabilirsi da parte della giunta regionale.
4. Lï¿½iscrizione allï¿½albo non dï¿½ diritto allï¿½afﬁdamento di incarichi di collaudo; per tale afﬁdamento si tiene conto, in ogni caso, del titolo di studio e della specializzazione del tecnico, avuto riguardo al tipo ed allï¿½importanza dellï¿½opera da collaudare.
5. Per i tecnici dipendenti da pubbliche amministrazioni in attivitï¿½ di servizio, lï¿½afﬁdamento degli incarichi ï¿½ subordinato a speciﬁca autorizzazione delle amministrazioni stesse.
6. Per opera di notevole mole o di particolare complessitï¿½ tecnica possono essere nominate commissioni di collaudo composte da non piï¿½ di tre tecnici; ove occorra, dette commissioni possono essere assistite da un impiegato amministrativo della regione o di altro ente pubblico, in servizio, di qualiﬁca o livello non inferiore al settimo o equiparato.
7. Il collaudo non puï¿½ essere afﬁdato a tecnici, nï¿½ lï¿½assistenza a funzionari amministrativi che:
a) abbiano preso comunque parte alla progettazione od alla direzione dellï¿½opera;
8. Gli incarichi di collaudo sono pubblicati sul Bollettino Ufﬁciale della regione; a tal ﬁne i soggetti di cui al precedente art. 3 trasmettono al servizio legale e del contenzioso della giunta regionale copia degli atti di incarico.
9. I collaudi e lï¿½assistenza di cui al precedente sesto comma, relativi alle opere indicate dal precedente secondo comma, possono essere afﬁdati a impiegati regionali in servizio iscritti allï¿½albo dei collaudatori, ovvero ad impiegati amministrativi, su incarico del presidente della giunta regionale o dellï¿½assessore competente, se delegato; per le relative prestazioni si applicano le disposizioni valide per i dipendenti dello Stato.
10. In ogni caso non potranno essere afﬁdati allo stesso collaudatore, impiegato regionale, nellï¿½arco di un anno, piï¿½ di cinque incarichi, ovvero altri incarichi, qualora quelli effettuati nello stesso arco di tempo, riguardino opere di valore superiore ai 10 miliardi.
Art. 39. - Riduzione degli onorari.
1. Salvo quanto previsto dal successivo art. 52, qualora il collaudatore, senza giustiﬁcato motivo, non esegua il collaudo entro i termini previsti dallï¿½incarico, gli onorari ad esso spettanti sono ridotti del cinque per cento per ogni mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di ritardo.
Art. 40. - Programmazione degli interventi regionali.
1. Gli atti di programmazione regionale e infraregionali, nonchï¿½ le relative leggi di attuazione, da adottarsi ai sensi della L. R. 31 marzo 1978, n. 34 disciplinano gli interventi della regione per la realizzazione di opere e di lavori pubblici con il concorso ﬁnanziario regionale.
2. A tal ﬁne il programma regionale di sviluppo ed i piani socio-economici infraregionali stabiliscono gli indirizzi ed i criteri generali da osservarsi, rispettivamente, nei progetti di intervento di dimensione regionale che prevedono la realizzazione di opere e lavori pubblici.
3. I progetti di intervento regionali e le relative leggi di attuazione che stabiliscono le diverse forme di ﬁnanziamento regionale, dispongono le eventuali autorizzazioni ad assumere gli impegni pluriennali di spesa nellï¿½ambito delle previsioni del bilancio pluriennale e determinano i casi in cui i contributi possono essere revocati.
Art. 41. - Raccolta ed elaborazione dei dati.
1. La regione provvede alla raccolta ed allï¿½elaborazione dei dati relativi alle opere pubbliche ed alle infrastrutture sociali e civili esistenti e progettate nel territorio regionale, anche al ﬁne di determinare gli indici di fabbisogno individuati sulla base degli obiettivi indicati dal programma regionale di sviluppo e dai progetti di intervento.
2. Le attivitï¿½ di cui al comma precedente sono effettuate in conformitï¿½ alle previsioni del progetto e dei programmi operativi annuali relativi allï¿½attuazione del sistema informativo regionale previsti, rispettivamente, dagli artt. 4 e 5 della L. R. 16 marzo 1981, n. 15.
Art. 42. - Forme di ﬁnanziamento regionale.
1. La regione, secondo le disposizioni delle leggi di cui al precedente art. 40, ultimo comma, e nei limiti delle previsioni dei bilanci annuali, concede contributi in annualitï¿½ e/o in conto capitale agli enti pubblici per la realizzazione delle opere e dei lavori pubblici previsti nei progetti di intervento.
2. I contributi sono concessi nei limiti di somma previsti dai piani di spesa di cui al successivo art. 44 con riferimento alla spesa ritenuta ammissibile, intendendosi per tale quella risultante dal progetto di massima o esecutivo approvato sotto il proﬁlo della legittimitï¿½ e congruitï¿½ degli elementi che la compongono.
3. I contributi in conto capitale, a fondo perduto, ovvero in forma di anticipazione con lï¿½obbligo di rimborso totale o parziale, possono essere concessi ﬁno al cento per cento della spesa ritenuta ammissibile.
4. I contributi in annualitï¿½ sono concessi in misura percentuale costante della spesa ritenuta ammissibile per un numero di anni consecutivi determinato dai piani di spesa di cui al successivo art. 44, sulla base delle previsioni del bilancio pluriennale.
Art. 43. - Spese ﬁnanziabili con contributi regionali.
1. I contributi di cui al precedente art. 42sono destinati alla copertura delle spese per la progettazione, lï¿½assolvimento di obblighi ﬁscali, lï¿½esecuzione di rilievi geognostici, lï¿½acquisizione delle aree, nonchï¿½ lï¿½esecuzione delle opere ed il loro collaudo.
2. Non sono ammesse a contributo le spese per i progetti eseguiti dagli ufﬁci tecnici dellï¿½ente richiedente; qualora la progettazione sia effettuata da ufﬁci tecnici degli enti con la collaborazione professionale di esperti esterni, agli enti suddetti ï¿½ riconosciuto, sulla base di idonea documentazione dalla quale risulti la necessitï¿½ di avvalersi degli esperti predetti, un rimborso ﬁno al due per cento della spesa complessiva ritenuta ammissibile.
3. I contributi possono essere altresı` destinati, su richiesta, alla copertura delle spese relative ai bandi di appalto-concorso e di concorso per la progettazione di opere.
4. Gli enti beneﬁciari dei contributi di cui al presente articolo sono responsabili dellï¿½impiego dei fondi loro assegnati con riferimento alle speciﬁche destinazioni dei fondi stessi.
Art. 44. - Piani di spesa.
1. La concessione dei contributi ï¿½ disposta da piani di spesa, approvati dalla giunta regionale, in conformitï¿½ alle disposizioni dei progetti di intervento predisposti ed approvati ai sensi degli artt. 7 e 8 della L. R. 31 marzo 1978, n. 34, ovvero in conformitï¿½ ai relativi programmi pluriennali.
2. I piani di spesa determinano per ciascun ente beneﬁciario:
a) la spesa ritenuta ammissibile per singola opera, ovvero per programma integrato e funzionale di opere;
b) lï¿½entitï¿½ complessiva dei contributi in capitale per singola opera o per programma integrato e funzionale di opere, nonchï¿½ la quota da erogare nel primo esercizio ﬁnanziario ai sensi del successivo art. 45;
c) lï¿½entitï¿½ del contributo in annualitï¿½, il numero delle annualitï¿½ medesime e lï¿½eventuale istituto convenzionato per il ﬁnanziamento dellï¿½opera o del programma di opere, con lï¿½indicazione delle condizioni alle quali il ﬁnanziamento risulta disponibile;
d) lï¿½eventuale obbligo di rimborsare in tutto od in parte il contributo in capitale concesso, maggiorato o meno degli oneri ﬁnanziari di ammortamento, con le relative modalitï¿½.
3. Ogni piano di spesa deve comunque prevedere lï¿½accantonamento di una somma non inferiore al quindici per cento degli stanziamenti disposti a titolo di contributo da destinare alla copertura dei maggiori oneri per lï¿½esecuzione delle opere previste dal piano stesso, derivante da aggiudicazione dei lavori a trattativa privata, ove la gara sia andata deserta, da revisione dei prezzi contrattuali o da maggiori lavori imprevisti indispensabili allï¿½esecuzione delle opere.
4. I maggiori oneri previsti dal precedente comma sono concessi con riferimento alla maggiore spesa ritenuta ammissibile e determinata in base alla natura, allï¿½entitï¿½ percentuale e alla durata del contributo principale stabilite nel piano di spesa; la concessione ï¿½ disposta con provvedimento del dirigente della competente struttura regionale.
Art. 45. - Erogazione dei contributi.
1. Le somme relative ai contributi in capitale concessi per la predisposizione dei progetti e per lï¿½acquisizione delle aree sono erogate su richiesta del legale rappresentante dellï¿½ente beneﬁciario e, con riferimento allï¿½importo ammesso a contributo, sono determinate nelle seguenti misure:
a) cinquanta per cento allï¿½atto dellï¿½approvazione del piano di spesa;
b) cinquanta per cento allï¿½atto dellï¿½approvazione del progetto o allï¿½atto dellï¿½occupazione dellï¿½area.
2. Le somme relative ai contributi in capitale concessi per lï¿½esecuzione delle opere sono erogate su richiesta del legale rappresentante dellï¿½ente beneﬁciario accompagnata da dichiarazione sullo stato di avanzamento dei lavori e, con riferimento allï¿½importo ammesso a contributo, sono determinate nelle seguenti misure:
a) cinquanta per cento allï¿½inizio dei lavori;
b) quaranta per cento al momento in cui risultano compiuti i lavori per un valore pari al sessanta per cento dellï¿½importo contrattuale complessivo;
c) dieci per cento allï¿½atto dellï¿½approvazione del collaudo o del certiﬁcato di regolare esecuzione dei lavori.
3. Nel caso di interventi urgenti ed indifferibili previsti da speciﬁche disposizioni puï¿½ essere autorizzata lï¿½erogazione del contributo mediante apertura di credito, per lï¿½intero ammontare del contributo stesso, a favore dellï¿½ente beneﬁciario; la tesoreria regionale provvede ai singoli pagamenti su ordini emessi dallï¿½ente interessato; gli interessi maturati sui fondi accreditati sono attribuiti alla regione.
4. I contributi in annualitï¿½ possono essere erogati, ove tale modalitï¿½ sia prevista negli atti di concessione dei mutui per il ﬁnanziamento delle opere, direttamente agli istituti mutuanti alle scadenza delle rate di ammortamento dei mutui medesimi, a scomputo delle rate stesse dovute agli enti mutuatari e per tutta la durata dellï¿½ammortamento; i contributi da erogarsi in anni successivi allï¿½estinzione del mutuo sono corrisposti agli enti beneﬁciari, ferme restando le scadenze anzidette.
5. La liquidazione e lï¿½erogazione dei contributi di cui ai commi precedenti ï¿½ disposta con decreto del dirigente della competente struttura regionale, nei limiti delle disponibilitï¿½ annuali di bilancio ed in conformitï¿½ a quanto stabilito dai piani di spesa.
6. Il decreto di liquidazione a saldo del contributo in capitale in forma di anticipazione determina lï¿½ammontare e la decorrenza del rimborso dovuto dallï¿½ente beneﬁciario.
Art. 46. - Norme particolari connesse ai contratti di mutuo.
1. Quando siano concessi contributi in annualitï¿½ e sia intervenuto lï¿½afﬁdamento da parte dellï¿½istituto mutuante, gli enti beneﬁciari possono, senza ulteriore formalitï¿½ o autorizzazioni, avviare le procedure per lï¿½esecuzione dei lavori, anche in pendenza del perfezionamento del contratto di mutuo.
2. Il pagamento delle rate di mutuo ï¿½ richiesto dallï¿½ente beneﬁciario sulla base degli stati di avanzamento vistati dal responsabile dellï¿½ufﬁcio tecnico o, se questo manchi, dal direttore dei lavori; detto pagamento puï¿½ essere altresï¿½ effettuato dallï¿½istituto mutuante direttamente a favore dellï¿½impresa esecutrice dei lavori, in base a delegazione di pagamento rilasciata dallï¿½ente mutuatario.
3. Lï¿½ente mutuatario ï¿½ responsabile dellï¿½impiego delle somme da esso direttamente riscosse in esecuzione del contratto di mutuo con riferimento alla destinazione per la quale ï¿½ stato concesso il mutuo ed ï¿½ stata inoltrata la domanda di pagamento delle rate di cui alla prima parte del comma precedente.
Art. 47. - Garanzia ﬁdejussoria regionale.
1. Sulla base delle previsioni dei progetti di intervento e delle relative leggi di cui al precedente articolo 40, ultimo comma, lï¿½ammortamento dei mutui contratti da enti pubblici per il ﬁnanziamento delle opere e lavori pubblici puï¿½ essere assistito da ﬁdejussione regionale a garanzia delle quote relative al rimborso del capitale e al pagamento degli interessi.
2. La garanzia ﬁdejussoria di cui al comma precedente ï¿½ concessa con provvedimento del dirigente della competente struttura regionale a richiesta dellï¿½ente interessato.
3. Gli enti richiedenti devono in ogni caso dimostrare lï¿½integrale o parziale carenza di cespiti delegabili a garanzia dei mutui contraenti: in caso di carenza parziale la garanzia regionale opera per la quota di ammortamento non coperta dalle delegazioni sui cespiti propri dellï¿½ente.
Art. 48. - Rimborsi.
1. Le somme dovute alla regione dagli enti beneﬁciari a titolo di rimborso di contributi in capitale concessi in forme di anticipazione a norma del precedente art. 42, terzo comma, devono essere versate direttamente alla tesoreria regionale nei termini previsti dai piani di spesa di cui al precedente art. 44, ed imputate ad apposito capitolo dello stato di previsione dellï¿½entrata dei bilanci regionali annuali.
Art. 49. - Controllo sostitutivo.
1. Qualora gli enti beneﬁciari di contributi regionali di cui al precedente art. 42, non provvedano agli adempimenti previsti dalle leggi, dai regolamenti e dal capitolato generale dï¿½appalto entro i termini stabiliti, il dirigente della competente struttura regionale promuove lï¿½intervento del competente organo di controllo per i relativi provvedimenti di controllo sostitutivo ai sensi dellï¿½art. 7 della L. R. 8 febbraio 1982, n. 12.
2. In caso di urgenza il commissario puï¿½ afﬁdare ai servizi provinciali del genio civile la progettazione e lï¿½esecuzione delle opere e lavori di cui sopra.
Art. 50. - Disposizioni in materia di espropriazione e di occupazione dï¿½urgenza.
1. Lï¿½approvazione dei progetti di massima od esecutivi di opere o lavori di cui al precedente art. 1 da parte degli organi competenti allï¿½approvazione stessa, ha valore di dichiarazione di pubblica utilitï¿½, nonchï¿½ di urgenza ed indifferibilitï¿½ della loro esecuzione; gli effetti di tale dichiarazione cessano se i lavori non abbiano avuto inizio nel triennio successivo allï¿½approvazione del progetto.
2. Il provvedimento di approvazione del progetto di cui al comma precedente deve indicare i termini di inizio e di compimento delle espropriazioni e dei lavori.
3. Fermo restando quanto disposto dallï¿½art. 106, secondo e terzo comma del D. P. R. 27 luglio 1977, n. 616, nonchï¿½ dalla L. R. 23 gennaio 1981, n. 9 e semprechï¿½ non si tratti di opere di competenza della regione ai sensi del precedente art.
2, sono delegate ai presidenti delle comunitï¿½ montane, per le opere localizzate nellï¿½ambito territoriale delle comunitï¿½ stesse, e, per le restanti opere, ai presidenti delle province competenti per territorio, le funzioni amministrative concernenti:
a) lï¿½espropriazione per pubblica utilitï¿½ e la dichiarazione dï¿½urgenza e indifferibilitï¿½ delle opere;
b) lï¿½occupazione temporanea dï¿½urgenza e le attivitï¿½ previste dagli artt. 7 e 8 della legge 23 giugno 1865, n. 2359.
4. Lï¿½inizio dei lavori ï¿½ subordinato in ogni caso alla disponibilitï¿½ dellï¿½area da parte del soggetto attuatore, a titolo di proprietï¿½, espropriazione od occupazione dï¿½urgenza.
Art. 51. -Scelta delle aree.
1. Le aree occorrenti per lï¿½esecuzione delle opere previste dalla presente legge debbono essere scelte nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o di quelli adottati e trasmessi alla regione per lï¿½approvazione, nonchï¿½ dei vincoli e delle limitazioni di qualsiasi natura costituiti e comunque operanti a norma della legislazione vigente a tutela dei pubblici interessi.
2. Nei casi in cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni di aree per la realizzazione di servizi pubblici lï¿½approvazione di progetti di opere pubbliche da parte del consiglio comunale, anche se non conformi alle eventuali speciﬁche destinazioni di piano, non comporta necessitï¿½ di varianti allo strumento urbanistico medesimo.
3. Nel caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi, la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del progetto costituisce adozione di variante degli strumenti stessi, non necessita di autorizzazione regionale preventiva e viene approvata con le modalitï¿½ previste dagli artt. 6 e seguenti della legge 18 aprile 1962, n. 167 e successive modiﬁcazioni ed integrazioni.
4. Qualora la particolare natura del suolo e del sottosuolo e le caratteristiche delle opere comportino particolari veriﬁche dï¿½idoneitï¿½ dellï¿½area in relazione alla portata del terreno, la scelta dellï¿½area ï¿½ subordinata al risultato positivo delle indagini geologiche che debbono essere effettuate.
TITOLO VII- NORME FINALI E TRANSITORIE
Art. 52. - Sanzioni.
1. I progettisti, direttori dei lavori e collaudatori che, per ritardo od altra causa ad essi imputabile, provochino un danno rilevante allï¿½amministrazione committente sono esclusi da ulteriori incarichi inerenti ad opere e lavori di interesse regionale, su proposta dellï¿½amministrazione interessata.
2. Ove il danno allï¿½amministrazione committente derivi dallï¿½operato di funzionari regionali in servizio, responsabili delle attivitï¿½ di progettazione, direzione dei lavori o collaudo, lï¿½amministrazione interessata provvede a denunciare il fatto alla corte dei conti a norma della legislazione vigente in materia, resta ferma lï¿½applicazione, nei confronti di detti funzionari, delle eventuali sanzioni previste nellï¿½ordinamento regionale.
3. Il dirigente della competente struttura regionale, adotta i provvedimenti relativi allï¿½applicazione delle sanzioni di cui ai commi precedenti, previa contestazione degli addebiti allï¿½interessato, con assegnazione di un congruo termine per controdedurre. Il provvedimento di esclusione ï¿½ notiﬁcato allï¿½interessato entro i successivi trenta giorni ed ï¿½ pubblicato sul Bollettino Ufﬁciale della regione Lombardia.
Art. 53. - Modiﬁca dellï¿½art. 3 della L. R. 22 novembre 1979, n. 58. (articolo abrogato dallï¿½art. 9 della L. R. 20 aprile 1995, n. 24)
Art. 54. - Avvisi ai creditori.
1. Per le opere disciplinate dalla presente legge, ferma restando la pubblicazione dellï¿½avviso prescritto dallï¿½art. 360 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F, anche nel foglio degli annunzi legali della provincia, tutte le competenze giï¿½ attribuite al prefetto dallï¿½art. 93 del regolamento 25 maggio 1895, n. 350, sono esercitate dal dirigente del servizio provinciale del genio civile.
2. La documentazione inerente ai titoli di credito, agli eventuali reclami e alle prove dellï¿½avvenuta tacitazione, di cui al predetto art. 93, deve essere presentata al servizio provinciale del genio civile, ai ﬁni dellï¿½adozione dei conseguenti provvedimenti.
Art. 55. - Collaudi.
1. Fino a quando non sarï¿½ operante lï¿½albo regionale dei collaudatori di cui al precedente art. 32 per lï¿½afﬁdamento degli incarichi di collaudo si applicano le disposizioni statali vigenti in materia.
Art. 56. - Abrogazione di norme.
4. In sede di esecuzione dei piani di riparto giï¿½ deliberati alla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le norme vigenti alla data di deliberazione dei piani stessi.