Source: https://www.studiocerbone.com/corte-di-cassazione-ordinanza-04-dicembre-2018-n-31306-fermi-gli-obblighi-erariali-in-capo-alla-scissa-e-alla-designata-lart-173-comma-13-del-d-p-r-22-dicembre-1986-n-917-stabilisce-che/
Timestamp: 2018-12-11 15:53:09+00:00
Document Index: 27791212

Matched Legal Cases: ['art. 173', 'art. 173', 'art. 173', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 173', 'sentenza ', 'art. 81', 'art. 360', 'art. 173', 'art. 360', 'art. 15', 'art. 360', 'art. 2504', 'art. 360', 'art. 156', 'art. 173', 'art. 15', 'art. 2506', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 103']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 dicembre 2018, n. 31306 - Fermi gli obblighi erariali in capo alla scissa e alla designata, l'art. 173, comma 13, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 stabilisce che per i predetti debiti fiscali rispondono non solo solidalmente, ma anche illimitatamente, tutte le società partecipanti all'operazione - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 dicembre 2018, n. 31306 – Fermi gli obblighi erariali in capo alla scissa e alla designata, l’art. 173, comma 13, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 stabilisce che per i predetti debiti fiscali rispondono non solo solidalmente, ma anche illimitatamente, tutte le società partecipanti all’operazione
Sei qui: Home » CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 dicembre 2018, n. 31306 – Fermi gli obblighi erariali in capo alla scissa e alla designata, l’art. 173, comma 13, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 stabilisce che per i predetti debiti fiscali rispondono non solo solidalmente, ma anche illimitatamente, tutte le società partecipanti all’operazione
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 dicembre 2018, n. 31306
Imposte locali – TARSU – Accertamento – Riscossione – Cartelle di pagamento – Notificazione
Con sentenza n. 307/17/2011, depositata il 26.9.2011, la Commissione Tributaria Regionale della Campania rigettava l’appello proposto dalla società Produzioni Teatrali s.r.l. (già Teatro S. Production s.r.l., costituita il 19.7.2008 per effetto di scissione parziale da L.M.I. s.r.l.) avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli n. 19/39/2010 che, per ciò che in questa sede ancora interessa, aveva a sua volta respinto il ricorso dell’appellante avverso le cartelle notificatele, quale coobbligata solidale della società scissa, per il pagamento della Tarsu 1999-2005.
La Commissione Tributaria Regionale riteneva che, ai sensi dell’art. 173, commi 1, 3, 12 e 13 del d.P.R. n. 917/86, relativamente agli obblighi tributari della società scissa, riferibili a periodi di imposta antecedenti alla scissione, entrambe le società fossero solidalmente responsabili per le imposte, le sanzioni e gli accessori; rilevava inoltre che, nel caso di specie, l’operazione di scissione non aveva avuto altro scopo che quello di eludere l’obbligo di pagamento dei debiti tributari, con conseguente inopponibilità al Fisco dell’eventuale clausola limitativa della solidarietà della beneficiaria per tali debiti.
Produzioni Teatrali s.r.l. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza affidato a 4 motivi; il Comune di Napoli e Equitalia Sud s.p.a si sono costituiti con controricorso.
1. La società ricorrente deduce i seguenti motivi: a)violazione e falsa applicazione dell’art. 81 c.p.c. ,in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c., per non avere la CTR dichiarato la nullità delle notifiche delle cartelle esattoriali notificate dalla Equitalia Polis alla società Teatro S. Productions s.r.l., concernenti la diversa società L.M.I. s.r.l.;b)violazione e falsa applicazione dell’art. 173 DPR 917/86,in relazione all’art. 360, n. 3, c.p.c., per avere il giudice a quo erroneamente riconosciuto la sua solidarietà passiva per i debiti tributari contratti da L.M.I. s.r.l, nonostante si versasse in fattispecie di scissione solo parziale;c)violazione e falsa applicazione dell’art. 15 D.lgs 472/97,in relazione all’art. 360,n. 3, c.p.c., avendo la CTR erroneamente ritenuto la responsabilità solidale estesa anche alle sanzioni che, non essendo state comminate nei suoi confronti, essa ricorrente non avrebbe potuto estinguere in maniera agevolata, così come previsto dal d.lgs 472/97; d)violazione e falsa applicazione dell’art. 2504 octies c.c., in relazione all’art. 360,n. 3, c.p.c. non avendo la CTR rilevato come, ai sensi della cit. normativa, la società beneficiaria non può rispondere in solido con la scissa per i debiti di cui non è indicata la destinazione, se non nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa attribuito.
L’agente della riscossione ha notificato le cartelle alla debitrice ed alla coobbligata e, comunque, eventuali vizi della notifica sono stati sanati, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., dalla proposizione del ricorso.
3. Gli ulteriori motivi vanno esaminati congiuntamente, avendo tutti ad oggetto la questione se, ed eventualmente entro quali limiti, possa configurarsi in capo alla ricorrente la responsabilità solidale per i debiti della scissa sorti anteriormente alla scissione, e devono essere respinti.
Questa Corte ha infatti già avuto modo di rilevare come la responsabilità per i debiti fiscali relativi a periodi di imposta anteriori l’operazione di scissione parziale sia stata disciplinata dall’art. 173, comma 13, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, mediante aggiunta di un elemento specializzante rispetto alla omologa responsabilità riguardante le obbligazioni civili. E ciò nel senso che, fermi gli obblighi erariali in capo alla scissa e alla designata, la disposizione in parola stabilisce che per i predetti debiti fiscali rispondono non solo solidalmente, ma anche illimitatamente, tutte le società partecipanti all’operazione. Il dato normativo, peraltro di inequivoco tenore testuale (… Le altre società beneficiarie sono responsabili in solido per le imposte, le sanzioni pecuniarie, gli interessi e ogni altro debito e anche nei loro confronti possono essere adottati i provvedimenti cautelari previsti dalla legge…) trova poi conferma nell’art. 15, comma 2, d. Igs. n. 472/97, che coerentemente prevede che le società partecipanti alla scissione siano tutte illimitatamente e solidalmente responsabili per le somme dovute per le violazioni tributarie. (Cass. nn.13059/015, 23342/016).
Nel caso di debito di imposta derivante da violazioni commesse anteriormente alla scissione v’è dunque estensione della solidarietà illimitata tra scissa e beneficiaria, anche in forza del principio della unitarietà dell’imposta, non potendosi porre in dubbio che la speciale normativa tributaria prevalga sulle disciplina generale codicistica, che per le obbligazioni civili della scissa prevede la solidarietà di tutte le partecipanti alla scissione, ma nei limiti di cui agli art. 2506 bis, comma 2, e 2506 quater, comma 3, c.c.
Produzioni Teatrali s.r.l. è dunque obbligata, in solido con L.M.I. s.r.l. ed oltre il limite del patrimonio netto attribuitole, al pagamento del debito d’imposta, riferito agli anni 1999-2005, anteriori alla scissione (avvenuta in data 19.7.2008) e la sua obbligazione solidale si estende, oltre che all’imposta principale, anche alle sanzioni, agli interessi e accessori.
Il consolidarsi della giurisprudenza richiamata in epoca successiva alla proposizione del ricorso costituisce giusto motivo per la compensazione delle spese del giudizio di legittimità
Rigetta il ricorso e dichiara compensate le spese del giudizio di legittimità.
Cassazione sentenza n. 634 del 18 gennaio 2012 – Donazione priva della forma scritta ed assoggettamento a tassazione
Cassazione sentenza n. 3926 del 17 febbraio 2011 – Accertamento induttivo e sopravvenienza attiva
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 novembre 2017, n. 26141 – Accertamento – Deducibilità dei costi per canoni di leasing solo in presenza del requisito d’inerenza
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 9856 depositata il 13 maggio 2017 – In tema di IRPEG, il metodo contabile per la deducibilità degli accantonamenti su rischi di cambi, prescritto ai sensi dell’art. 103 bis del d.P.R. n. 917 del 1986, “ratione temporis” applicabile, implica una valutazione complessiva di tipo forfettario e si configura come alternativo e disomogeneo rispetto a quello della conversione diretta di tutti i crediti e debiti in valuta estera al cambio in vigore alla data di chiusura dell’esercizio
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 agosto 2018, n. 21065 – Le spese di impianto sono quelle che si riferisce appunto a criteri di durata quali l’utilità residua del bene o la durata del contratto, criteri che sono connaturali alla riedizione delle spese, quando non addirittura alla loro ricorrenza temporale ciclica per mantenere in efficienza l’impianto. Tali sono appunto le spese di ammodernamento e ristrutturazione d’immagine