Source: http://legislazionetecnica.it/2922832/prd/nota-illustrativa/interventi-esclusi-da-autorizzazione-paesaggistica-o-sottoposti
Timestamp: 2017-10-23 02:20:25+00:00
Document Index: 148431859

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 136', 'art. 12', 'art. 146', 'art. 11', 'art. 146', 'art. 52', 'art. 44', 'art. 15', 'art. 6']

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22/03/2017, n. 68, il D.P.R. 13/02/2017, n. 31, recante il regolamento che attua le disposizioni di cui all’art. 12, comma 2, del D.L. 31/05/2014, n. 83 (conv. L. 29/07/2014, n. 106) ed è finalizzato ad individuare, ampliare e precisare le ipotesi di interventi di lieve entità esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti al regime dell’autorizzazione paesaggistica semplificata - allo stato attuale disciplinata dal D.P.R. 09/07/2010, n. 139 - nonché ad operare ulteriori semplificazioni al relativo procedimento [1].
Il D.P.R. 31/2017, del quale si fornisce una sintesi, entra in vigore dal 06/04/2017. Dalla data della sua entrata in vigore viene abrogato il D.P.R. 09/07/2010, n. 139. Nell’articolo sono riportati anche i principali chiarimenti applicativi forniti dalla Circolare 42/2017 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Per dettagli sul D.L. 83/2014 si rinvia all’articolo DL “art bonus” 83/2014: le misure su beni culturali e paesaggio dopo la conversione in legge.
INTERVENTI NON SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA - Il D.P.R. 31/2017 individua 31 fattispecie di interventi ritenuti “di lieve entità” - elencati dall’Allegato A - che se eseguiti in aree vincolate non sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica.
Alcuni interventi sono parimenti esonerati dal richiedere l’autorizzazione paesaggistica semplificata qualora nel provvedimento di vincolo siano contenute specifiche prescrizioni d’uso intese ad assicurare la conservazione e la tutela del bene, prescrizioni che ovviamente andranno rispettate nello svolgimento dell’intervento, in particolare:
gli interventi numerati con A.2 (ultimo periodo), A.5, A.7, A.13 ed A.14, sottoposti al procedimento autorizzativo semplificato in base al combinato disposto delle corrispondenti voci degli Allegati A e B nel caso in cui riguardino aree o immobili vincolati ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettere a), b) e c), limitatamente, per quest’ultima, agli immobili dichiarati “di notevole interesse pubblico” (cosa che ne determinerebbe di norma, ai sensi dello schema di decreto in commento, non l’esenzione totale ma l’assoggettamento alla procedura semplificata);
gli interventi di numerati B.6, B.13, B.26 e B.36.
INTERVENTI SOGGETTI AD AUTORIZZAZIONE PESAGGISTICA SEMPLIFICATA ED ACCORDI TRA AMMINISTRAZIONI - Il D.P.R. 31/2017 individua poi ulteriori 42 fattispecie di interventi - elencati dall’Allegato B - che se eseguiti in aree vincolate sono soggetti al procedimento autorizzatorio semplificato, delineato dal Capo II del provvedimento medesimo.
Nell’ambito di detto elenco, alcuni interventi (in particolare quelli numerati con B.6, B.13, B.26 e B.36) sono esonerati dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica semplificata (e dunque non sono soggetti ad alcun procedimento autorizzativo al pari di quelli di cui all’Allegato A) nelle regioni ove siano stati stipulati accordi di collaborazione tra il Ministero, la Regione e gli enti locali ai sensi dell’art. 12 del citato D.L. 83/2014 [2], limitatamente all’ambito territoriale di applicazione degli accordi in questione.
I due elenchi sono in parte complementari, ma non del tutto speculari: il secondo (interventi “semplificati”) è più ampio, poiché include sia alcune tipologie di interventi ricomprese anche nel primo elenco (interventi “liberi”), ma con differenze di grado (e non di tipo) per le diverse caratteristiche realizzative, di maggiore impatto sul paesaggio, sia altre tipologie di interventi non contemplati affatto nel primo elenco. Ad esempio, per maggiore chiarezza, nella categoria A.2 sono considerati liberi gli interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti; le stesse tipologie di interventi sono invece ricompresi nelle lettere B.3 e B.4 (interventi sui prospetti e sulle coperture) allorquando comportino viceversa alterazione dell'aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti.
Il criterio della rilevanza paesaggistica, che nel provvedimento in esame ha orientato la selezione di una serie tipologica di interventi da ritenersi liberi, si articola in tre profili:
la non percepibilità esterna;
la innocuità dell'intervento come sua insuscettibilità di arrecare anche in astratto pregiudizio al (ossia di incidere negativamente sul) bene paesaggistico protetto;
la facile amovibilità o la sicura temporaneità del manufatto, tale da escludere che esso costituisca trasformazione stabile e permanente (o, almeno, duratura) del territorio.
RINNOVO AUTORIZZAZIONI PER INTERVENTI IN TUTTO O IN PARTE NON ESEGUITI - Sono sottoposte ad autorizzazione paesaggistica semplificata le istanze di rinnovo di autorizzazioni scadute da non più di un anno e relative ad interventi in tutto o in parte non eseguiti, purché il progetto risulti conforme all’autorizzazione già rilasciata ed alle eventuali ulteriori specificazioni nel frattempo sopravvenute.
Il D.P.R. 31/2017 ribadisce come anche a tali fattispecie si applica il disposto dell’art. 146, comma 4, quarto periodo, del D. Leg.vo 42/2004 [3], in base al quale “i lavori iniziati nel corso del quinquennio di efficacia dell'autorizzazione possono essere conclusi entro, e non oltre, l'anno successivo la scadenza del quinquennio medesimo”.
A proposito del rinnovo delle autorizzazioni, si segnala che, nei casi in cui non siano richieste variazioni progettuali e non siano sopravvenute specifiche prescrizioni di tutela l'istanza di rinnovo non deve essere corredata dalla relazione paesaggistica semplificata.
PROCEDIMENTO PER L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA SEMPLIFICATA - Il Capo II del D.P.R. 31/2017 definisce un nuovo procedimento semplificato. In primo luogo è previsto che l’istanza venga compilata tramite il modello unificato di istanza di autorizzazione definito dall’Allegato C al provvedimento, e corredata da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato, nelle forme di cui all’Allegato D, con riferimento alla quale risultano peraltro previsti specifici contenuti finalizzati a garantire la tutela di particolari categorie di beni assoggettati a vincolo con dichiarazione di notevole interesse pubblico.
Quanto poi alla presentazione dell’istanza, si prevede che questa debba essere presentata:
allo Sportello unico dell’edilizia (SUE) qualora sia relativa ad interventi edilizi ai sensi del D.P.R. 380/2001 ovvero, nelle more della costituzione del SUE, all’ufficio comunale competente per le attività edilizie;
allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP), qualora sia relativa ad interventi che rientrano nell’ambito di applicazione del D.P.R. 07/09/2010, n. 160;
all’amministrazione competente alla tutela in tutti gli altri casi.
Il procedimento semplificato - i cui dettagli sono delineati dall’art. 11 del D.P.R. 31/2017 - deve comunque concludersi entro 60 giorni dalla data di ricezione della domanda da parte dell’amministrazione competente, data che deve essere comunicata al richiedente.
EFFICACIA DEL D.P.R. 31/2017 E COORDINAMENTO CON LE ALTRE DISCIPLINE - Deve in primo luogo precisarsi che l’esclusione dell’obbligo di autorizzazione paesaggistica non incide su altre discipline di settore, tra le quali in particolare la disciplina dei titoli abilitativi edilizi, quella in tema di occupazione di suolo pubblico ed in tema di esercizio di attività commerciali in area pubblica.
Le norme del D.P.R. 31/2017 sono immediatamente efficaci nelle regioni a statuto ordinario, mentre nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano dovranno essere adottate opportune norme di coordinamento, nelle more delle quali continueranno ad applicarsi le norme regionali o provinciali vigenti.
La Circolare del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo del 11/04/2017 chiarisce il regime transitorio in relazione ai procedimenti pendenti e distingue i casi in cui alla procedura semplificata subentra il regime di esonero dall'autorizzazione paesaggistica (allegato A al DPR 31/2017) dai casi in cui al regime ordinario subentra quello semplificato (allegato B al DPR 31/2017).
se la procedura in itinere ha superato i 60 giorni o è stato consumato quasi interamente il termine previsto per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, il procedimento dovrà essere concluso in base al regime previgente, nel termine più lungo previsto dall'art. 146 del D. Leg.vo 22/01/2004, n. 42;
CHIARIMENTI CONCERNENTI L’APPLICAZIONE DEL D.P.R. 31/2017 - Con la Circolare 21/07/2017, n. 42, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha fornito chiarimenti concernenti le problematiche applicative del D.P.R. 31/2017. Di seguito una sintesi delle precisazioni ritenute più rilevanti.
La valutazione della sussistenza dei presupposti per l’esclusione dell’autorizzazione è affidata esclusivamente al proprietario o detentore del bene, il quale potrà in via prudenziale presentare una domanda di autorizzazione semplificata o richiedere una attestazione o indicazioni informali utili agli uffici competenti. Nel caso in cui gli interventi richiedano un qualche “titolo” edilizio, il tecnico incaricato della pratica edilizia potrà affermare il rispetto dei suddetti presupposti e condizioni nella apposita casella contenuta nella modulistica.
L’intervento o l’opera devono essere considerati e valutati nel loro insieme strutturale e funzionale e nella loro sostanziale unitarietà.
La “liberalizzazione” dell’allegato A ha natura formale e procedurale e non sostanziale; pertanto il piano paesaggistico e lo strumento urbanistico possono dettare prescrizioni di inedificabilità assoluta in determinate aree, nelle quali non sono consentibili neanche gli interventi dell’Allegato A.
I termini intermedi non sono perentori. E’ perentorio solo il termine finale di 20 giorni dato al Soprintendente, alla scadenza del quale si formerà il silenzio assenso.
La valutazione di compatibilità dovrà avvenire solo nel caso in cui non sussistano prescrizioni d’uso nel provvedimento di vincolo o nel piano paesaggistico, tali da vincolare il giudizio dell’amministrazione a un mero accertamento di conformità.
E’ sempre possibile una nuova (o una prima) richiesta di integrazione documentale e di chiarimenti da parte della Soprintendenza.
Agli interventi “irrilevanti” di cui all’Allegato A eseguiti prima dell’entrata in vigore del D.P.R. 31/2017, si applica la norma sopravvenuta più favorevole, pertanto essi non sono soggetti ad accertamento di compatibilità paesaggistica e non è applicabile il relativo regime sanzionatorio.
“Liberalizzazione” degli interventi previsti nelle voci A16 e A17 (rispettivamente: occupazione temporanea di suolo privato, pubblico o di uso pubblico per manifestazioni, spettacoli, eventi o esposizioni e vendita di merci e installazioni esterne per attività economiche, costituite da elementi facilmente amovibili)
In caso di mancata individuazione delle aree ai sensi dell’art. 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (nelle quali vietare o sottoporre a condizioni particolari l'esercizio del commercio), la tipologia degli interventi A16 e A17 deve considerarsi liberalizzata.
Il primo allestimento dello stabilimento balneare richiede sempre l’autorizzazione paesaggistica mentre le successive operazioni di smontaggio e rimontaggio dello stesso non richiedono alcuna autorizzazione paesaggistica preventiva e sono libere, senza limiti di tempo.
La “liberalizzazione” non si applica agli interventi di demolizione o rimessione in pristino volontarie, attuati dal privato in assenza di un provvedimento.
Le variazioni devono tutte essere contenute entro il 2% rispetto a misure già previste dal progetto e tale percentuale è riferita alle singole unità geometriche ed alla singola unità immobiliare. Non è possibile sommare la tolleranza per più unità immobiliari riversandola su una di esse.
La dicitura “aperti su più lati” si intende “su almeno due lati” ed il limite di 30 mq è cumulativo, e non alternativo, rispetto all’apertura su almeno due lati.
[1] Il comma menzionato riproduce, nella sostanza, la norma, che non ha trovato attuazione, contenuta nell’art. 44, comma 1, del D.L. 5/2012 (conv. L. 35/2012). A tale proposito, nel maggio 2013 il Governo, dopo aver acquisito l’intesa in sede di Conferenza unificata e il parere favorevole del Consiglio di Stato, aveva presentato alle Camere uno schema di regolamento modificativo del D.P.R. 139/2010 (Atto del Governo n. 10), ma tale atto non ha completato il proprio iter.
[2] Si tratta di accordi che rientrano nella fattispecie disciplinata dall’art. 15 della L. 241/1990 in forza del quale “le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune”. Si prevede che il Ministero emani linee guida di coordinamento contenenti la struttura di base ed i contenuti precettivi degli accordi in questione, che dovranno essere approvati secondo l’iter definito dall’art. 6, comma 2, del D.P.R. 31/2017.
[3] Periodo prima inserito dal D.L. 21/06/2013, n. 69 (L. 09/08/2013, n. 98) e poi sostituito dal D.L. 08/08/2013, n. 91 (L. 07/10/2013, n. 112).
Dal 10 settembre prevista una procedura semplificata della durata massima di 60 giorni per 39 interventi ritenuti di «lieve entità», tassativamente individuati.