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Timestamp: 2019-01-17 00:55:38+00:00
Document Index: 177886924

Matched Legal Cases: ['art. 2598', 'art. 12', 'art. 100', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 2600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2598', 'art. 2598', 'sentenza ']

Risultati ricerca per "concorrenza sleale "
concorrenza sleale | 15 Ottobre 2018
La concorrenza sleale parassitaria, ricompresa tra le ipotesi dell'art. 2598, n. 3, c.c., consiste in un continuo e sistematico operare – in un contesto temporale prossimo alla ideazione dell'opera, e prima che questa diventi patrimonio comune di tutti gli operatori del settore – sulle orme dell'imprenditore concorrente attraverso l'imitazione non tanto dei prodotti, ma piuttosto di rilevanti iniziative imprenditoriali di quest'ultimo e riguardante comportamenti idonei a danneggiare l'altrui azienda con ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale.
concorrenza sleale | 20 Aprile 2018
Il titolo (c.d. testata) del giornale, delle riviste o di altre pubblicazioni periodiche, anche se frutto di un pensiero originale, non costituisce in sé e per sé un'opera dell'ingegno, non avendo una funzione creativa, ma esclusivamente una funzione distintiva: esso, pertanto, non è tutelato come bene autonomo, ai sensi dell'art. 12 l. n. 633/1941, ma riceve una tutela esaustiva da parte dell'art. 100 della medesima legge, nella misura in cui individui una pubblicazione, della quale rappresenta il segno distintivo, e solo fino a quando detta pubblicazione effettivamente sussista, non potendo la sua protezione prescindere dall'attuale esistenza dell'opera ed avere la stessa durata prevista dall'art. 25 l. n. 633/1941 per il diritto sull'opera dell'ingegno.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 9770/18; depositata il 19 aprile)
concorrenza sleale | 31 Maggio 2017
“Rubano” i clienti all’ex datore di lavoro, l’obbligo di fedeltà può dirsi violato
Un imprenditore non pone in essere atti contrari alla legittima concorrenza avvalendosi semplicemente della collaborazione di soggetti che hanno violato l’obbligo di fedeltà nei confronti del loro datore di lavoro, essendo necessario…
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 13550/17; depositata il 30 maggio)
concorrenza sleale | 24 Marzo 2017
Concorrenza sleale compiuta dal terzo: necessario dimostrare il collegamento con l’imprenditore avvantaggiato
In tema di illecito concorrenziale, nel caso di condotta posta in essere da un soggetto terzo diverso dagli imprenditori concorrenti non è necessaria la dimostrazione della colpa nella commissione della condotta stessa. Al contrario, in simile ipotesi, affinché la commissione del fatto lesivo della concorrenza da parte del terzo abbia rilievo ex artt. 2598 c.c. e seguenti, è necessario dimostrare l’esistenza di una relazione di interessi tra l’autore dell’atto e l’imprenditore avvantaggiato, mentre non trova applicazione l’inversione dell’onere della prova previsto dall’art. 2600 c.c..
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 7476/17; depositata il 23 marzo)
concorrenza sleale | 02 Marzo 2017
Dinanzi a che giudice possono essere proposte le azioni per la tutela dei diritti di privativa?
Nel caso in cui la condotta lesiva consista nella pubblicizzazione di un prodotto su un sito web, è competente il Giudice del luogo in cui sono stati commessi i fatti, in particolare, quello vi è la sede dello stabilimento dell’inserzionista.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 5254/17; depositata il 1° marzo)
concorrenza sleale | 14 Febbraio 2017
Antitrust: Samsung sanzionata per 3 milioni di euro. Le sue pratiche commerciali «ingannevoli e aggressive»
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato due sanzioni nei confronti di Samsung Electronics, colosso dell’elettronica sudcoreano per aver posto in essere due diverse pratiche commerciali scorrette, in quanto ingannevoli e aggressive. Il conto da pagare è salato, ma non troppo: circa 3 milioni di euro.
concorrenza sleale | 05 Gennaio 2017
Lecito contrattare con un agente in forza ad una azienda concorrente
Lo storno dei dipendenti di impresa concorrente costituisce atto di concorrenza sleale solo allorché sia perseguito il risultato di creare un vantaggio competitivo a danno dell’impresa concorrente, tramite strategia diretta all’acquisizione di uno staff costituito da soggetti formati per il medesimo lavoro, svuotamento dell'organizzazione concorrente di specifiche possibilità operative, sottrazione del "modus operandi", sottrazione dei dipendenti avversari, sottrazione delle conoscenze burocratiche e di mercato, quindi, appropriazione della avversa immagine di operatori di un certo settore
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 94/17; depositata il 4 gennaio)
concorrenza sleale | 04 Marzo 2016
Appalti di servizi e concorrenza sleale
L’acquisto di un bene con sovvenzioni pubbliche, quand’anche ammortizzato, sortisce comunque un effetto distorsivo della concorrenza, dando la possibilità ad una impresa di potersi avvalere di vantaggi che le consentono di gareggiare a condizioni più favorevole rispetto alle imprese del settore che non possano beneficiare di tale contributo.
(Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 697/16; depositata il 19 febbraio)
concorrenza sleale | 08 Gennaio 2016
Anche la pubblicità comparativa per indebita attribuzione di pregi altrui è concorrenza sleale
La concorrenza sleale per appropriazione di pregi dei prodotti o dell’impresa altrui, di cui all’art. 2598, n. 2, c.c., non consiste nell’adozione, sia pur parassitaria di tecniche, materiali o procedimenti già usati da altra impresa, che può dar luogo, invece, alla concorrenza sleale per imitazione servile, ma ricorre quando un imprenditore, in forme pubblicitarie od equivalenti, attribuisce ai propri prodotti o alla propria impresa pregi, quali, ad esempio, premi, medaglie, riconoscimenti, qualità, indicazioni, requisiti, virtù, da essi non posseduti, ma appartenenti a prodotti o all’impresa di un concorrente, in modo da perturbare la libera scelta dei consumatori.
(Corte di Cassazione, sez. VI civile -1, ordinanza n. 100/16; depositata il 7 gennaio)
concorrenza sleale | 23 Settembre 2015
Risponde l’imprenditore anche se l’illecito concorrenziale è compiuto da un proprio dipendente
Ai fin della configurabilità della fattispecie di concorrenza sleale per interposta persona ex art. 2598 c.c., non si richiede un pactum sceleris tra l'imprenditore concorrente e il terzo, ma è necessario (e sufficiente) una relazione di interessi tra tali soggetti tale da far ritenere che il terzo, con la propria attività, abbia inteso realizzare proprio quegli interessi al cui soddisfacimento i rapporti erano funzionali, non essendo sufficiente la mera corrispondenza del fatto illecito di quest'ultimo all'interesse dell'imprenditore. In assenza di riferibilità, anche indiretta, della condotta del terzo all'imprenditore viene meno proprio il presupposto (il rapporto di concorrenza tra le parti) della fattispecie costitutiva degli atti di concorrenza sleale.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 18691/15; depositata il 22 settembre)