Source: https://it.scribd.com/document/152045428/Sanita-TQM
Timestamp: 2019-10-17 13:56:32+00:00
Document Index: 76339045

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'arto 41', 'arti 66', 'arti 67', 'arti 68', 'arti 69']

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La Qualit nella sanit per una Sanit di qualit
Quaderno di informazioni operative n3
TQM-RRVF Total Quality Management Rotary Recreational and Vocational Fellowship Sezione Italiana
TQM-RRVF Total Quality Management Rotary Recreational and Vocational Fellowship Sezione Italiana Milano, Dicembre 2002
TQM-RRVF Total Quality Management Rotary Recreational and Vocational Fellowship Sezione Italiana ha gi pubblicato Quaderno di informazioni operative n1 La qualit nei Club Rotary Quaderno di informazioni operative n2 La qualit nella formazione Rotary International Total Quality Management Rotary Recreational and Vocational Fellowship Sezione Italiana Copyright 2002 E possibile utilizzare i contenuti di questo quaderno citando la fonte Edizione fuori commercio
1. Introduzione 1.1 Cos la International Fellowship for Total Quality Management 2. Premesse 2.1 Aspetti del miglioramento delle prestazioni 2.2 Perch la Qualit nella Sanit 3. Portatori di interesse 3.1 I soggetti interessati 3.2 Preferenze ed attese del paziente 4. Legislazione 4.1 La legistazione relativa alla Qualit nella Sanit 5. Il rapporto medico-paziente 5.1 Il nuovo modello di medico 5.2 Il medico come guida 6. La centralit della persona assistita 6.1 Decisioni cliniche sempre condivise 7. Le dimensioni della Qualit 7.1 La multidimensionalit della Qualit nella Sanit 7.2 Un processo di miglioramento continuo 8. 8.1 8.2 8.3 8.4 8.5 La valutazione della qualit nelle cure Elementi di analisi della qualit Indicatori di qualit in un Servizio sanitario Esempio - Indicatori di esiti assistenziali Esempio - Indicatori per lOspedale Esempio - Indicatori nel SSN pag 5 pag. 7 pag 8 pag 9 pag 10 pag 11 pag 13 pag 14 pag 15 pag 17 pag 18 pag 19 pag 22 pag 26 pag 27 pag 29 pag 33
9. La responsabilit del medico 9.1 Coerenza del sistema premiante con lobiettivo desiderato
10. Gli strumenti di verifica 10.1 Tipologie di accreditamento delle Organizzazioni Sanitarie 11. Appropriatezza ed evidenza delle cure 11.1 La medicina delle prove di efficacia 12. I requisiti dellISQua 12.1 Principi e requisiti dell ALPHA 12.2 Principali requisiti di accreditamento 13. Glossario della terminologia sanitaria
pag 35 pag 39 pag 41 pag 43 pag 47
1.1 Cos la International Fellowship for Total Quality Management
La International Fellowship for Total Quality Management raggruppa un centinaio di Rotariani in tutto il mondo che si occupano di Qualit nei vari aspetti. Nell'ambito della Azione Interna della attivit rotariana e per dare una significativa risposta a quanti affacciandosi al mondo della qualit hanno dubbi e perplessit, dal 1998 si costituita anche in Italia la sezione della
Total Quality Management Rotary Recreational and Vocational Fellowship (TQM-RRVF)
I Rotariani che fanno parte di questa Fellowship intendono quindi mettere a disposizione la propria esperienza professionale - in quanto soggetti cio che hanno gi affrontato tali problemi - per i colleghi che vogliono affrontare la problematica del "mettersi in qualit", ma che hanno dubbi e/o perplessit in merito. Gli aderenti svolgono la propria attivit professionale nei pi svariati campi ed intendono dare il proprio contributo al fine di trasmettere le proprie esperienze acquisite ad altri Rotariani che vogliono affrontare tematiche simili. Per maggiori informazioni riguardanti lattivit della fellowship disponibile il sito internet
www.rotarytqm.hpage.net
Gli aderenti alla Fellowship sono Rotariani di varie parti d'Italia e agiscono esclusivamente su base volontaria nello spirito rotariano del servire. Il quaderno predisposto, il terzo di una serie su tematiche varie, vuole essere un contributo ad una maggiore qualificazione della attivit di ogni Club che molto spesso hanno tra le proprie attivit quella di supporto a strutture sanitarie di ogni tipo. Nello spirito del miglioramento continuo, ogni eventuale commento e/o suggerimento sar apprezzato. Pietro Freschi Coordinatore Italia TQM - RRVF
Per contattarci e-mail: rotarytqm@tiscali.it
Hanno contribuito alla realizzazione di questo terzo quaderno i componenti della Commissione: Alberto Giangrande (Coordinatore della pubblicazione) Luigi Schiffino (Coordinatore della Commissione) Manlio Guggino Pietro Freschi Vittorio Cariati Paolo Morelli Andrea Silvuni Massimo Vaghi R.C. Bu.Ga.Le.Ticino R.C. Roma Palatino R.C. Palermo Sud R.C. Milano Aquileia R.C. Milano Sud est R.C. Milano Monforte R.C. Sesto Calende R.C. Saronno
2. Premesse 2.1 Aspetti del miglioramento delle prestazioni
Affrontare la tematica relativa agli aspetti delle qualit in sanit, risultato un lavoro arduo ed impegnativo. Il presente quaderno non vuole sostituirsi a studi forse pi completi che descrivono linee guida per chi vuole affrontare la problematica del mettersi in qualit , ma vuole affrontare gli aspetti del miglioramento delle prestazioni sanitarie tutte con lottica del soddisfacimento del cliente, cio del paziente. Trattati ufficiali ministeriali, regionali, di enti di normazione contengono i requisiti necessari al fine di ottenere gli standard minimali richiesti; il presente quaderno vuole interpretare le aspettative del paziente, fornire basilari informazioni e metodi di autoanalisi per definire il posizionamento di una generica struttura sanitaria.
2.2 Perch la qualit nella Sanit
La prima definizione di qualit in sanit appare nella letteratura medica nel 1933 ad opera di Lee e Jones che definiscono la qualit dellassistenza come lapplicazione di tutti i servizi della moderna medicina scientifica necessari ai bisogni della popolazione . Negli Anni 60, mutuando dallindustria il concetto di qualit di Crosby, Avedis Donabedian, considerato un leader della teoria e della gestione della qualit delle cure, definisce la qualit della cura come il grado con cui lassistenza conforme con gli attuali criteri di buona medicina, includendo quindi nella definizione anche il concetto di valutazione. Sempre mutuando dallindustria il concetto di qualit, anche le ISO 9000 che costituiscono oramai un consolidato riferimento per tale settore - sono applicabili anche al settore della sanit. Nella successiva definizione dellAssociazione Medica Americana di buona qualit la cura che contribuisce in modo consistente a migliorare e a mantenere qualit e durata della vita, introducendo decisamente il principio di risultato Nellaccezione pi recente dellIstituto di Medicina statunitense la qualit consisterebbe nel grado con il quale il servizio sanitario aumenta la probabilit del risultato di salute atteso ed coerente con le conoscenze mediche correnti; una definizione pi articolata che associa i requisiti di risultato (outcomes) allappropriatezza della procedure impiegate. Sicuramente diverse definizioni sono possibili e legittime, dipendendo dal sistema nel quale si opera e dalla natura e dal grado di responsabilit di chi opera.
3. I portatori di interesse 3.1 I soggetti interessati
In campo sanitario diversi sono i soggetti interessati ad iniziative di valutazione della qualit delle cure: pazienti, medici, amministratori, e ognuno portatore di differenti punti di vista in quanto differenti sono le rispettive attese. I pazienti sono pi interessati allaccessibilit ed alla comodit delle prestazioni. Gli amministratori rivolgono maggior attenzione alla produttivit nonch allequa distribuzione delle risorse enfatizzando una logica di azione di tipo economico e danno molto maggior enfasi alla salute dellintera popolazione e molto pi scarsa rilevanza alla logica professionale. I medici prestano necessariamente maggior attenzione alla qualit tecnicoprofessionale ed ai risultati clinici, dando maggior enfasi al risultato di salute conseguito dal singolo paziente. I medici, in particolare, tendono a privilegiare leccellenza tecnica e gli aspetti dellinterazione tra medico e paziente. Alla qualit tecnica della cura si attribuiscono fondamentalmente due requisiti: lappropriatezza del servizio fornito e labilit con la quale la cura appropriata erogata. Per assumere le giuste decisioni per la cura di ogni paziente (decision making) occorre inoltre che il medico sia dotato di equilibrio e tempestivit di esecuzione. La qualit dellinterazione fra medico e paziente dipende invece da pi elementi tra loro correlati: la qualit della comunicazione, labilit del medico a suscitare la fiducia del paziente, labilit del medico a trattare il paziente con attenzione, empatia, sensibilit
3.2 Preferenze ed attese del paziente
Sebbene le attese professionali siano ampiamente riconosciute come importanti ed utili, altri aspetti della qualit sono stati richiamati negli anni pi recenti e, fra questi, il riconoscimento delle preferenze e delle attese del paziente: un aspetto in passato spesso sottovalutato nella convinzione che il paziente, per una conoscenza talora molto limitata della qualit tecnica, avesse una scarsa capacit di giudizio. Laziendalizzazione del servizio sanitario richiede, poi, pi che nel passato, di soddisfare le attese dellOrganizzazione sanitaria, in particolare quando acquirente del servizio (purchaser), sapendo che le Aziende tenderanno a porre maggior enfasi sugli aspetti della cura che riflettono il funzionamento del sistema, quali laccessibilit - e quindi tempi dattesa - e la disponibilit di servizi specialistici. Questaccentuata attenzione alla qualit percepita, alle attese del paziente e dell Azienda acquirente, potrebbe indurre a concludere che la societ civile non sia pi sufficientemente interessata a ci che considerata lessenza dellassistenza sanitaria. Esiste il rischio che si enfatizzino aspetti marginali della qualit a sfavore degli essenziali che vedono centrale il rapporto medico-paziente. E in ogni caso indispensabile che gli strumenti di rilevazione e di verifica della qualit delle cure sappiano integrare le attese dei molti gruppi interessati per un reale miglioramento della qualit del sistema sanitario. Dal punto di vista intellettuale occorre mantenere lattenzione ai problemi dellinsieme con un approccio olistico che non in contrasto con la medicina delliperspecializzazione e della gestione.
4. La legislazione 4.1 La situazione legislativa relativa alla qualit nella Sanit
Nella nostra legislazione la qualit dellattivit sanitaria espressamente richiamata dal Decreto Legge 502/1992 che disciplina i rapporti per lerogazione delle prestazioni assistenziali da parte delle strutture sanitarie pubbliche e private. Il Decreto prevede che le regioni e le unit sanitarie locali per quanto di propria competenza adottano i provvedimenti necessari fondati sul criterio dellaccreditamento delle istituzioni, sulla modalit di pagamento a prestazione e sulladozione del sistema di verifica e revisione della qualit delle attivit svolte e delle prestazioni erogate. Inoltre definisce, i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi richiesti per lesercizio delle attivit sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private e la periodicit della verifica...... Il riordino della disciplina in materia sanitaria che ha introdotto il criterio dellaccreditamento dei soggetti erogatori, prevedono inoltre con il DPR 107/94 che La omologazione ad esercitare pu essere acquisita se la struttura o il servizio dispongono effettivamente di dotazioni strumentali, tecniche e professionali corrispondenti ai criteri definiti in sede nazionale . La Legge 724/94 riserva inoltre laccreditamento ai soggetti che accettino il sistema della remunerazione a prestazione e adottino il sistema di verifica della qualit. Il Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1998-2000 ribadisce infine che Listituto dellaccreditamento risponde allesigenza di operare il processo di selezione degli erogatori attraverso criteri di qualit dellassistenza.
Le caratteristiche essenziali dellistituto dellaccreditamento prevedono anche che laccreditamento si applica, allo stesso titolo, alle strutture sanitarie pubbliche e private. e conferiscono ai requisiti di qualit un carattere dinamico, in quanto devono essere costantemente aggiornati in relazione allevoluzione delle tecnologie e delle pratiche sanitarie. In conclusione le strutture pubbliche e private che desiderino essere considerate tra "i fornitori di prestazioni sanitarie", una volta autorizzate, devono soddisfare queste tre condizioni: accettare il sistema tariffario per il loro finanziamento, essere accreditate, adottare il sistema di verifica e revisione della qualit delle attivit svolte. Gli aggiornamenti pi recenti riguardano le disposizioni contenute nel D.L. 229/99 art. 8 e art. 8-ter, quater e quinquies: Disciplina dei rapporti per lerogazione delle prestazioni assistenziali, autorizzazione, accreditamento e accordi contrattuali.
5. Il rapporto medico - paziente 5.1 Il nuovo modello di medico
Il presente momento, seppur con una certa semplificazione, ha visto il susseguirsi di almeno tre grandi articolazioni del rapporto medico-paziente. Il primo modello che pu essere chiamato pre-moderno si mantenuto a lungo ed il pi vetusto. Il buon paziente il paziente osservante e collaborante. Il buon medico ha un atteggiamento di fondo paternalistico e benevolo ed la persona autorizzata a decidere in scienza e coscienza quale trattamento porter maggior beneficio al paziente. Il modello moderno che si sviluppato nei rapporti sociali tra chi fornisce (provider) ed a chi riceve le cure sanitarie, cominciato da poco. In questo modello la qualit realizzata non soltanto con lapportare il maggior beneficio al paziente, ma rispettando il malato nei suoi valori e nellautonomia delle sue scelte. Il medico diventa pertanto unautorit democraticamente condivisa ed il buon paziente un paziente partecipe della decisione del medico. Il cardine di questa strutturazione il consenso informato: il paziente non ha pi solo diritti ma anche doveri. Con levolversi dei rapporti sociali, ci siamo ora indirizzati verso un nuovo modello che potremmo chiamare post-moderno. Questa prospettiva che caratterizza lorganizzazione sanitaria - che stata messa in moto con il Decreto Legge 517/1993 e che si sintetizza nel concetto di Azienda - ci pone un interrogativo sullappropriatezza dellazione per il fine da conseguire. Ci comporta sia una pi acuta sensibilit per il bene comune, sia lattenzione agli interessi dellAzienda.
5.2 Il medico come guida
In questo modello il medico diventa la guida. Il modello paternalista superato dalla necessit di sviluppare una cultura della gestione, assumere una visione strategica degli obiettivi e dei mezzi, quella che nel management si definisce la leadership , capace di evocare consensi, condividere gli stessi obiettivi, ottimizzare luso delle risorse e soddisfare i bisogni del paziente. Il buon paziente il cliente informato e soddisfatto. La qualit dellatto medico sta nella capacit di integrare i diversi elementi: ci che la scienza ritiene appropriato e raccomandabile, ci che conciliabile con le esigenze dei diritti umani e con lautodeterminazione del paziente, ci che realizzabile con lottimizzazione delle risorse disponibili. Alle esigenze della buona medicina si associano le esigenze della buona organizzazione (managed care), che implica un atteggiamento centrato sulla gestione e sulla responsabilit per un attento uso delle risorse, nel rispetto dei principi e delle necessit della comunit.
La centralit della persona assistita
6. La centralit della persona assistita 6.1 Decisioni cliniche sempre condivise
La medicina ha come proprio obiettivo la salvaguardia della salute e la sopravvivenza degli individui ma - al tempo stesso - la qualit della vita, per quanto essa possa essere condizionata dalla malattia. E dunque evidente che il medico agisce per far vivere di pi e meglio il paziente. La prova di efficacia della terapia medica e chirurgica (e in generale di tutti gli interventi sanitari) non pu - quindi - che fondarsi sulla misurazione formale di questi due obiettivi - quello della sopravvivenza e quello della qualit della vita, che, in relazione alla malattia, nel recente ha assunto sempre maggior rilevanza. Tutto ci richiede, per, di anteporre una definizione di malattia, per limitare l'ambito della medicina al miglioramento della quantit e della qualit della vita in relazione alle patologie e non considerare invece tutte quelle cause (come fame, guerre, cataclismi, ecc.) che pure possono compromettere qualit e sopravvivenza. Per questo in medicina si parla di "qualit della vita in relazione allo stato di salute" (health-related quality of life) e non semplicemente di qualit della vita. Ma individuare lo stato di salute, e quindi definire lo stato di malattia, non facile. Si potrebbe iniziare a circoscriverne lambito dicendo che la malattia una deviazione dalla "norma", che riguarda direttamente lo stato fisico o psichico dellindividuo. Cos si pu ben sostenere che la medicina anche medicina preventiva, come frequente che molte cause di malattia sono "esogene" per aggressione di batteri, virus, agenti chimici e fisici. Per questo si accetta che sia compito della medicina occuparsi contemporaneamente delle vaccinazioni, della terapia antibatterica o della nocivit dei luoghi di lavoro. Dal punto di vista dellindividuo, il limite che l'etica clinica contemporanea pone oggi alla medicina quello del rispetto del principio di autonomia del paziente.
La sanit (nel senso pi esteso del termine) non deve fare nulla in assenza del consenso di un paziente informato e dunque - pur all'interno di inevitabili limitazioni deve essere sempre il paziente a indirizzare e determinare lintervento terapeutico, a strutturare dunque la decisione clinica. Per questo si parla oggi di decisione clinica "condivisa" fra medico e paziente, ancor prima che di consenso informato, naturalmente con le ovvie eccezioni (ad esempio nel caso della malattia psichica). Pragmaticamente si pu sostenere che la medicina si esprime nella cura delle malattie, e che le malattie sono le alterazioni del corpo e/o della mente che minacciano di compromettere la quantit e/o la qualit della vita della persona, nella percezione assolutamente individuale di questultima. Del resto la natura pi originaria della medicina, la sua integrit, sta nella sacralit per il medico della persona del paziente. "In quante case entrer, andr per aiutare i malati..." dice il giuramento di Ippocrate. Ai tempi di Ippocrate, ci poteva significare cose diverse da oggi, ma l'intenzione era la stessa. Oggi, questa intenzione comporta quindi una decisione clinica che rispetti l'autonomia del paziente, principio cardine dell'etica clinica contemporanea, e la tutela del paziente nel perseguimento della sua autonomia. Al medico spetta inoltre il compito di difendere per quanto possibile il singolo paziente di fronte alle (oggettivamente superiori) esigenze sociali. Se infatti principale impegno della societ la tutela degli interessi della comunit, precipuo impegno della medicina tutelare gli interessi del paziente singolo, di quel paziente. All'interno delle sempre pi forti limitazioni economiche imposte dalla societ, non solo legittimo, ma doveroso che il medico si ponga a tutela del paziente singolo e della sua autonomia. La deontologia medica impone infatti obblighi precisi di tutela del paziente. Quando un sistema sanitario si allontana da questo schema antico, legato alle radici pi profonde dell' "essere medico", ne possono originare pericoli incalcolabili per il paziente.
Le dimensioni della qualit
7. Le dimensioni della qualit 7.1 La multidimensionalit della qualit
Da quanto detto finora, ne consegue una multidimensionalit della qualit in medicina. Vi sono infatti: una qualit percepita riguardante gli aspetti funzionali ed espressivi. una qualit strutturale riguardante ladeguatezza degli spazi e dei servizi di accoglienza e tecnici, ma anche le capacit del personale. una qualit tecnica o strumentale attinente la cosi detta qualit progettata una qualit relazionale o organizzativa che razionalizza le interazioni fra la struttura e colui che usufruisce del servizio sia la richiesta provenga dallinterno della struttura (cliente interno) che dallesterno, dal paziente, dal medico di famiglia o da unaltra Organizzazione (Azienda locale). una qualit della gestione, che impegna a verificare lappropriatezza dellazione rispetto ai fini da conseguire, e che comporta sia unacuta sensibilit per il bene comune e lequit sociale, sia lattenzione agli interessi dellAzienda.
Se volessimo quindi proporre una definizione aggiornata della qualit delle cure che tenga conto dei tre principali attori del sistema sanitario:
il paziente il medico, quale fornitore delle cure lamministratore
I punti di vista dei tre principali attori possono essere integrati nella definizione che la qualit delle cure la capacit di aumentare la probabilit di soddisfare i bisogni del paziente, secondo le conoscenze professionali pi avanzate del momento, in funzione delle risorse disponibili.
7.2 Un processo di miglioramento continuo
La qualit delle cure si realizza sicuramente in un processo di miglioramento continuo che ricerca il miglior esercizio professionale con una forte attenzione alle attese del paziente. Dopo anni di contabilit libera e di risanamento economico a piede di lista, indipendentemente dalla quantit e dalla qualit delle prestazioni erogate, laziendalizzazione della sanit, con la definizione della spesa sanitaria entro limiti concordati, ha creato loccasione, pur con aspetti talora discutibili, per dare valore alla qualit delle cure non solo per la dimensione pi ovvia, la gestionale e di controllo della spesa, ma anche per la dimensione tecnico-professionale e di relazione tra i diversi livelli di intervento. Un efficace ed appropriato uso delle risorse (di conoscenze ed economiche) pu fornire sicuramente loccasione di raggiungere livelli nuovi di qualit. La qualit delle cure si esprime quindi in ambiti e momenti differenziati e contempla molteplici aspetti. Aspetti ai quali i singoli pazienti e lintera societ civile possono attribuire unimportanza diversa, quando cruciale per una bont del risultato che si guardi allinsieme delle dimensioni. Per esemplificare, si pu osservare come laccessibilit alle cure che esprime la presa in considerazione delle preferenze e dei valori del paziente (etica dellefficacia), possa essere in contrasto con la legittimit delle cure che esprime la presa in considerazione delle preferenze e dei valori della societ (etica dellefficienza).
La valutazione della Qualit nelle cure
8. La valutazione della Qualit nelle cure 8.1 Elementi di analisi della qualit
La qualit della cura pu essere valutata a vari livelli, dalla cura fornita dal singolo medico ed infermiere, alla cura fornita da una organizzazione o da un piano sanitario, e secondo una verifica pi o meno complessiva dellintervento assistenziale. Da un punto di vista pi specificatamente tecnico, le informazioni dalle quali la qualit delle cure pu essere valutata sono riconducibili fondamentalmente a tre livelli di analisi: le strutture, i processi, i risultati.
Le strutture rappresentano lambiente nel quale le cure sono fornite e comprendono locali ed attrezzature tecniche ma anche la dotazione e la qualificazione del personale.
I processi sono linsieme delle attivit diagnostiche, terapeutiche che sono disposte a favore del paziente.
I risultati rappresentano gli effetti positivi o talora negativi delle cure fornite.
Una buona qualit delle strutture ed una appropriatezza dei processi non assicura comunque automaticamente la buona qualit del risultato. Si pu ammettere invece con buona approssimazione che la qualit delle strutture ed una corretta applicazione di processi appropriati aumentino la probabilit di migliorare lo stato di salute ed il grado di soddisfazione del paziente.
Lanalisi delle strutture si limita a verificare che siano soddisfatti i requisiti minimi che definiscano dimensione dellintervento, relazioni funzionali ed aspetti tangibili, quali tipologia degli spazi e delle attrezzature, oltre che qualit e numerosit del personale addetto. Una buona qualit tecnica delle prestazioni pu essere ulteriormente soddisfatta dalla corretta applicazione di procedure validate e condivise e dalla verifica di indicatori di processo. In questo caso lo schema interpretativo di riferimento lanalisi sistemica. Lorganizzazione appare come un sistema che pu essere virtualmente articolato in sottosistemi, dei quali laspetto clinico/assistenziale uno dei sottosistemi in cui il sistema generale scomposto. Ciascuno di questi sottosistemi, direzione e organizzazione, formazione, sicurezza etc., corrisponde ad una delle dimensioni che concorrono alla formulazione del giudizio di qualit. La ricerca della qualit delle prestazioni, che si realizzi necessariamente con il diretto coinvolgimento della classe medica e delle societ medico-scientifiche, verificata dalla corretta applicazione delle procedure stabilite e dal perseguimento di requisiti di processo. Gli strumenti di controllo sono in questo caso la verifica di qualit ed i sistemi di valutazione esterna. La globalit del risultato che tenga presente non solo la buona qualit tecnica ma anche la soddisfazione del paziente si realizza in un processo di miglioramento della qualit che ricerchi il miglior esercizio professionale con una forte attenzione alle attese del paziente. Uno strumento di verifica che tende alleccellenza e che assicura la continua integrazione di tutti gli strumenti di verifica considerati laccreditamento.
Per la rilevazione, come per altri strumenti di verifica della qualit, ci si avvale di unit di misura (indicatori o standards), cio di informazioni sintetiche, relative a fenomeni complessi, che aiutano ad assumere decisioni per modificare in senso migliorativo, questi stessi fenomeni. Gli indicatori sono misure di requisiti, di criteri generali di qualit che fanno riferimento o sono suggeriti da norme di legge, dal parare di esperti, dalla pratica clinica, dalla ricerca e sono espressi all'interno di unit di gestione verticale e quindi imposti dall'organizzazione che fornisce la prestazione, o sono orientati al paziente ed enfatizzano le interazioni fra le diverse unit di gestione. Gli indicatori sono variabili ad elevato contenuto informativo, che consentono una valutazione sintetica di fenomeni di complessit diversa, e forniscono elementi sufficienti ad orientare le decisioni per ottenere dei cambiamenti. Gli indicatori di struttura assicurano prioritariamente sicurezza e requisiti professionali. Gli indicatori di processo, cio delle componenti che definiscono i momenti di incontro tra medico e paziente, possono non essere sufficientemente predittivi del risultato. Gli indicatori di risultato possono essere di non immediata rilevazione per il tempo richiesto al risultato per manifestarsi. Una loro variabilit inoltre correlata a fattori ambientali e genetici od a fattori che non sono sotto il controllo diretto del medico, o dipende da una diversa osservanza alla terapia.
8.2 Indicatori di qualit in un Servizio sanitario
Due sono i parametri secondo cui valutare il sistema sanitario:
l'efficienza (definita come rapporto prestazioni/risorse o output/input), relativa all'impiego economico delle risorse nel processo produttivo
l'efficacia (salute/prestazioni o outcome/output), che misura invece il contributo dei servizi sanitari al miglioramento dello stato di salute
L'efficienza misurata dal numero di prestazioni realizzate da un'unit di fattore produttivo impiegato (ad es. numero di visite per ora di lavoro medico, numero di ricoveri annui per posto letto), l'efficacia dal miglioramento di salute in seguito al consumo di una prestazione sanitaria (ad es. progresso dal coma alla piena coscienza dopo un intervento chirurgico, riduzione del tasso di infezione per un trattamento antibiotico). Una misura sintetica di valutazione del sistema sanitario data dal rendimento (definito come rapporto salute/risorse o outcome/input), ottenuto moltiplicando i due indici precedenti
(output/input x outcome/output = outcome/input).
Un sistema ideale non dev'essere n solo efficiente, n solo efficace, ma offrire una giusta combinazione delle due dimensioni: se l'intervento in sala operatoria stato rapido, ma il paziente peggiorato, oppure se l'impianto di uno stimolatore cardiaco (pace-maker) ha richiesto una settimana di ricovero, probabilmente esistono problemi di inefficacia ed inefficienza. Si tratta di definizioni relativamente semplici, ma di difficile misurazione nella pratica.
Al fine di ottenere un sistema di valutazione in grado di verificare se i benefici conseguiti siano congruenti con i costi sostenuti e, quindi, se gli sforzi volti a migliorare lefficienza e lefficacia del servizio offerto al paziente abbiano raggiunto i risultati desiderati, necessario costruire un insieme di indicatori in grado di rilevare i diversi fenomeni da tenere sotto osservazione. Questo sistema deve fornire contestualmente ai diversi livelli decisionali in cui si articola il SSN la possibilit di auto-valutazione rispetto agli obiettivi da conseguire e rispetto alle risorse consumate, tenendo conto dellautonomia regionale e rispettando le specificit locali. Gli indicatori rappresentano accurate informazioni selezionate che aiutano a misurare, in relazione a determinati criteri prioritari, i cambiamenti avvenuti nei fenomeni osservati e, quindi, permettono di monitorare aspetti specifici della politica sanitaria. Il sistema degli indicatori, cos, deve essere finalizzato ad assistere i processi decisionali:
a livello locale, evidenziando le aree critiche da sottoporre ad ulteriori analisi specifiche od orientando lidentificazione e lattuazione di eventuali provvedimenti correttivi;
a livello regionale e centrale, consentendo la verifica dei criteri adottati per orientare la programmazione sanitaria e lallocazione delle risorse.
Nella predisposizione degli indicatori, occorre individuare gli standard (o valori soglia) delle prestazioni di servizio a partire dallidentificazione dei fattori di qualit del servizio.
Occorre quindi subito chiarire la terminologia utilizzata riguardante fattori, indicatori e standard di qualit.
a) Fattori di qualit: sono gli aspetti rilevanti per la percezione della qualit del servizio da parte del paziente/cliente (semplicit di prenotazione di una visita, tempestivit per prenotare una visita). I fattori possono essere rappresentati da aspetti oggettivi (qualitativi o quantitativi) o soggettivi, rilevabili cio solo attraverso la raccolta della percezione dellutenza. b) Indicatori di qualit: sono variabili quantitative o parametri qualitativi che registrano un certo fenomeno, ritenuto appunto indicativo di un fattore di qualit. Sono, quindi, misura delle prestazioni del servizio che si riferiscono ai singoli fattori di qualit: ad ogni fattore di qualit (tempestivit per prenotare una visita) possono corrispondere pi indicatori (tempo di attesa per la prenotazione, tempo tra la prenotazione e la visita, ecc.).
Gli indicatori di qualit del servizio possono essere di diversi tipi: indicatori di struttura, derivanti dalle rilevazioni periodiche sullo stato delle strutture fisiche e delle procedure;
indicatori di processo, derivanti da misure o valutazioni effettuate in continuo sullo svolgimento delle attivit;
indicatori di esito, che, nel caso della qualit del servizio, assumono la forma di indicatori di soddisfazione degli utenti, derivanti da valutazioni degli utenti raccolte con appositi strumenti.
c) Standard di qualit: sono i valori attesi per determinati indicatori. Rappresentano quindi gli obiettivi di qualit delle prestazioni, che diventano, una volta resi pubblici, i livelli di servizio promessi.
Gli Standard di qualit si distinguono in generali e specifici.
standard generali rappresentano obiettivi di qualit che si riferiscono al complesso delle prestazioni rese e sono espressi in genere da valori medi statistici degli indicatori o dalla percentuale di successo attesa rispetto allo standard specifico (numero di Aziende Sanitarie con centro telefonico di prenotazione: 20% del totale delle Aziende Sanitarie nella Regione standard generale).
standard specifici si riferiscono invece a ciascuna delle singole prestazioni rese al paziente, che pu verificarne direttamente il rispetto, e sono espressi in genere da una soglia massima o minima relativa ai valori che lindicatore pu assumere (massimo numero di giorni per ottenere una visita).
8.3 Esempio Indicatori di esiti assistenziali
Clinici Mortalit (totale o causa-specifica); Eventi clinici (infarto del miocardio, stroke, infezioni opportunistiche); Misure fisiologiche-metaboliche (livelli di colesterolo, pressione arteriosa).
Economici Costi diretti (ricoveri, visite ambulatoriali, test diagnostici, farmaci ed altri trattamenti); Costi indiretti (giornate lavorative perdute, restrizione delle attivit quotidiane); Intangibili (grado di sofferenza, stress psicologici)
Relativi al paziente Sintomi (UAU symptoms score); Qualit della vita (SF-36 questionnaire, Spitzers test); Stato funzionale (Indice di Karnofsky); Soddisfazione del Cliente (Group Health Association of America Survey)
8.4 Esempio - Indicatori per lOspedale
A titolo di esempio si riportano sinteticamente alcuni indicatori clinici proposti dallAustralian Council on Healthcare Standards (ACHS) per gli Ospedali.
1.1 Percentuale dei pazienti nella categoria di triage 1 (rianimazione) non visti da un medico entro un intervallo di tempo definito dallarrivo 1.2 Percentuale dei pazienti nella categoria di triage 2 (emergenza) non visti da un medico entro un intervallo di tempo definito dallarrivo 1.3 Percentuale dei pazienti nella categoria di triage 3 (urgenza) non visti da un medico entro un intervallo di tempo definito dallarrivo 1.4 Percentuale dei pazienti nella categoria di triage 4 (semi-urgenza) non visti da un medico entro un intervallo di tempo definito dallarrivo 1.5 Percentuale dei pazienti con una diagnosi di dimissione di ematoma subdurale o extradurale sottoposti a craniotomia pi di 4 ore dopo larrivo al dipartimento di emergenza 1.6 Percentuale dei pazienti con una diagnosi di frattura o sublussazione del rachide cervicale o di lesione del midollo cervicale non registrata dopo larrivo al dipartimento di emergenza 1.7 Percentuale dei decessi per trauma in cui stato effettuato uno studio di audit 2 Percentuale dei pazienti operati con una degenza post-operatoria 7 giorni in cui insorta embolia polmonare (soglia: 1%) 3 Percentuale di riammissioni non pianificate entro 28 giorni dalle dimissioni rispetto al totale della dimissioni pertinenti (soglia: 5% nelle strutture pubbliche e 2% in quelle private) 4 Percentuale dei ritorni non pianificati in camera operatoria rispetto al totale degli interventi (soglia: 2% nelle strutture pubbliche e 1,5% nelle private)
5.1 Percentuale dei pazienti con evidenza di infezione della ferita operatoria dalla V giornata post-operatoria, dopo, rispettivamente, chirurgia pulita (soglia: 3%) e contaminata (soglia: 5%) 5.2 Percentuale dei pazienti con degenza 48 ore in cui insorge batteriemia (soglia: 0,3% nelle strutture pubbliche e 0,2% nelle private) 6.1 Numero dei paziente con prescrizione di un farmaco per il quale era noto che vi era una reazione avversa 6.2 Percentuale dei pazienti a cui stata somministrata gentamicina per pi di 48 ore in cui non stato effettuato il dosaggio dei suoi livelli ematici 7 Numero di DRG tra i 20 pi frequenti nella struttura con durata della degenza 25% alla corrispondente media regionale.
8.5 Esempio - Indicatori nel Servizio Sanitario Nazionale
Il Ministero della Salute ha elencato una serie di indicatori di efficienza e qualit nel Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi ne riportiamo alcuni riguardanti lassistenza specialistica semiresidenziale e territoriale e lassistenza ospedaliera: 1 Tempo medio di attesa tra richiesta ed esecuzione di un esame TAC 2 Rapporto tra n di esami di laboratorio con tempo di attesa tra la richiesta e lesecuzione > 46 ore e n esami di laboratorio effettuati 3 Rapporto tra n di esami ambulatoriali di diagnostica per immagini con tempo di attesa tra la richiesta e lesecuzione > 5 giorni e n esami ambulatoriali di diagnostica per immagini effettuati 4 Rapporto tra n di esami di diagnostica strumentale con tempi di attesa tra la richiesta e lesecuzione > 7 giorni e n esami di diagnostica strumentale effettuati 5 Rapporto tra n di prestazioni ambulatoriali di diagnostica di laboratorio e popolazione residente 6 Rapporto tra n prestazioni TAC ambulatoriali e pop. residente 7 Rapporto tra n prestazioni RM.N ambulatoriali e pop. residente 8 Rapporto tra n posti letto (complessivo e per specialit) della struttura ospedaliera e popolazione residente 9 Rapporto tra n posti letto in reparti pediatrici e popolazione residente di et < 14 anni 10 Rapporto tra n posti letto in reparti di ostetricia e ginecologia e n donne residenti di et tra 15 e 49 anni 11 Rapporto tra n dimissioni per residenti (complessivo e per specialit) e popolazione residente 12 Rapporto tra n di dimissioni di residenti da reparti pediatrici e popolazione residente di et < 14 anni 13 Indice di attrazione (complessivo e per specialit) 14 n utenti in lista di attesa per il ricovero > 30 gg.per specialit
15 n utenti in lista di attesa per il ricovero > 180 gg. per specialit 16 Rapporto tra n di posti letto in reparti di geriatria e popolazione residente di et > 65 anni 17 Rapporto tra n di dimissioni di residenti di et > 65 anni e popolazione residente di et > 65 anni 18 Rapporto tra costo assistenza ospedaliera per acuti e costo totale 19 Rapporto tra costo assistenza ospedaliera per acuti e pop. residente 20 Rapporto tra costo dellassistenza ospedaliera pediatrica e costo dellassistenza materno-infantile 21 Rapporto tra costo dellassistenza ospedaliera ostetrico ginecologica e costo dellassistenza materno-infantile 22 Rapporto tra costo dellassistenza ospedaliera psichiatrica e costo dei servizi di salute mentale 23 Rapporto tra costo dellassistenza ospedaliera geriatrica e costo dei servizi per gli anziani 24 Costo medio del personale medico 25 Costo medio del personale infermieristico 26 Rapporto tra costo del personale medico e ndimissioni 27 Rapporto tra costo del personale infermieristico e n dimissioni 28 Rapporto tra costo di altro personale e n dimissioni 29 Rapporto tra costo di farmaci ed emoderivati e n dimissioni 30 Rapporto tra costo dei presidi medico-chirurgici e n dimissioni 31 Rapporto tra costo dei servizi di lavanderia e n dimissioni 32 Rapporto tra costo dei servizi di mensa e n dimissioni 33 Costo medio per accesso in pronto soccorso 34 Rapporto tra n posti letto di day hospital e nposti letto 35 Rapporto tra n sale operatorie e n posti letto in reparti chirurgici 36 Rapporto tra n culle e n neonati 37 Rapporto tra n incubatrici e n posti letto in reparti pediatrici 38 Rapporto tra n dimissioni (complessive e per specialit) di residenti e n dimissioni
39 Rapporto tra n dimissioni di soggetti residenti fuori della USL e n dimissioni 40 Indice comparativo di performance per reparto 41 Utilizzo dei posti letto in regime di degenza ordinaria 42 Indice di rotazione dei posti letto (complessivo e per specialit) in regime di degenza ordinaria 43 Intervallo di turn-over in regime di degenza ordinaria 44 Rapporto tra n di cicli di trattamento in regime di day hospital e n di dimissioni 45 Presenza media in regime di day hospital 46 Indice di rotazione posti letto (complessivo e per specialit) in regime di day hospital 47 Rapporto tra n interventi chirurgici e n sale operatorie 48 Rapporto tra n ore effettive di attivit delle sale operatorie e nposti letto nei reparti chirurgici 49 Degenza media pre-operatoria per DRG chirurgici 50 Rapporto tra n prestazioni chirurgiche in regime di day-surgery e n prestazioni chirurgiche 51 Rapporto tra n dimissioni e n dei medici 52 Rapporto tra n dimissioni e n del personale infermieristico 53 Rapporto tra n dimissioni e n di altro personale 54 Rapporto tra n ricoveri non programmati entro le 24 ore successive ad una procedura eseguita in anestesia, ambulatoriamente o in regime di day hospital e n pazienti sottoposti, ambulatoriamente o in regime di day hospital, ad una procedura eseguita in anestesia 55 Rapporto tra npazienti (complessivo e per specialit) con pi di un ricovero lanno e n di dimessi 56 Rapporto tra n dimissioni di soggetti di et < 14 anni da reparti ospedalieri non pediatrici e n dimissioni di soggetti di et < 14 anni
57 Rapporto tra n dimissioni da reparti chirurgici senza intervento chirurgico e n dimissioni da reparti chirurgici 58 Rapporto tra n dei pazienti deceduti entro 30 gg. dal ricovero (specifico per DRG) e n dei casi trattati 59 Rapporto tra n pazienti deceduti nel corso del ricovero con diagnosi di dimissione di infarto miocardico acuto e n pazienti con diagnosi di dimissione di infarto miocardico acuto 60 Rapporto tra npazienti deceduti con diagnosi di infarto miocardico acuto entro 2 giorni dal ricovero e n pazienti con diagnosi di dimissione di infarto miocardico acuto 61 Rapporto tra n casi di infezioni ospedaliere e n dimissioni 62 Rapporto tra n accessi in pronto soccorso seguiti da ricovero e n accessi in pronto soccorso 63 Rapporto tra npazienti trattati in regime di ospedalizzazione domiciliare e n dimissioni 64 Tasso mortalit neonatale precoce in soggetti < 2.500 gr. alla nascita 65 Rapporto tra n ricoveri in terapia intensiva neonatale e n parti 66 Rapporto tra n parti cesarei e n parti 67 Rapporto tra n neonati con diagnosi di dimissione di trauma da parto significativo e nparti 68 Rapporto tra n casi di mortalit materna e n parti 69 Rapporto tra n pazienti con pi di un ricovero lanno nei reparti psichiatrici per acuti e n dimessi da reparti psichiatrici per acuti 70 Rapporto tra n dimissioni di soggetti di et > 65 anni con dimissione ordinaria presso un istituto di lungodegenza e n dimissioni di soggetti di et > 65 anni 71 Rapporto tra n dimissioni soggetti di et > 65 anni con dimissione ordinaria al domicilio e n dimissioni soggetti di et > 65 anni
La responsabilit del medico
Un fatto che talora sorprende il comune cittadino e spesso gli stessi medici, la straordinaria variabilit geografica delle cure tra diversi paesi di pari livello socioculturale ed allinterno dello stesso paese. Lo stessa straordinaria variabilit si verifica anche quando si vanno ad analizzare le linee di comportamento; variabilit che comporta diversa intensit di interventi e diversit di risorse impiegate. Esistono svariate possibili fonti di divergenza nellutilizzo delle procedure mediche, alcune legittime, altre meno legittime. Tra le prime, le divergenze legate alle diverse popolazioni di pazienti, per differenze epidemiologiche nella prevalenza delle malattie, per differenze cliniche legate al modo in cui la stessa malattia si presenta in individui diversi, talora per differenze nelle preferenze del paziente ed discutibile che queste siano sempre legittime. Ma vi sono ancora differenze casuali, differenze legate alle diverse correnti di pensiero medico sul trattamento ottimale o legate al livello di conoscenza che lopinione pubblica tende a considerare meno legittime. La qualit delle cure pu essere sicuramente definita come la capacit di soddisfare i bisogni del paziente, ma non necessariamente la prestazione massima proponibile a tutti i costi. Unintensit di cure B > A giustificata quando B assicura una stato di salute significativamente superiore a quello assicurato da A. Il principio del rendimento decrescente si pu applicare anche in medicina quando si considera il costo della prestazione. Il rendimento netto, cio la differenza tra risorse investite o costi ed il beneficio che ne consegue ( stato di salute ), cresce sino ad unintensit ottimale delle cure (A) per poi decrescere quando erogata unintensit maggiore (B), ancorch la crescita dei costi modifica di poco od affatto lo stato di salute. Laddove si sviluppa una distorsione sistematica verso linterventismo medico, pi probabile che, anche in buona fede, intervenga un intervento medicalizzante ed iperprescrittivo i cui principali determinanti sono letica, le conoscenze e la condivisione delle informazioni, il sistema premiante. Ed il sistema premiante non va certo inteso solo in senso economico, ma copre
una scala di valori che vanno dal bisogno di sicurezza, compresa quella di una copertura medico-legale o quella della sicurezza del posto di lavoro, alla sicurezza della solidit economico-finanziaria dellOrganizzazione in cui si opera. E quindi cruciale ai fini delladozione di un determinato comportamento il grado di coerenza del sistema premiante con lobiettivo desiderato. Lincoerenza tra obiettivo proclamato ed il sistema premiante alla base del sistema di incentivazione della produttivit degli ospedali, imperniato non sui risultati in termini di salute effettivamente conseguita, ma sulla quantit del prodotto, cio sulle prestazioni erogate. Pur tuttavia va tenuto presente che in medicina, scienza probabilistica e non deterministica, sia il medico, sia il paziente, sia lamministratore operano in condizioni di incertezza. Il medico per incertezza tecnica, aggravata dalla insicurezza prescrittiva per mancanza di informazione o di consenso sulle conoscenze professionali pi avanzate. Il paziente per incertezza di consumo perch non informato o privo delle risorse tecniche per giudicare. Lamministratore per incertezza decisionale non conoscendo n lefficacia della cura, n il costo di opportunit delle prestazioni, n avendo garanzia della qualit. Una diminuzione del grado di incertezza che caratterizzi ciascuno dei protagonisti si verificher solo con laumentare il grado di conoscenza e di informazione e ricercando consenso. La consapevolezza dellincertezza decisionale lo stimolo pi forte per acquisire la miglior conoscenza dei meccanismi clinici di decisione, in particolare per lidentificazione delle informazioni pi rilevanti in funzione della specifica situazione clinica del paziente. Sapendo che lo stato di salute conseguito o efficacia pratica pi spesso solo una frazione del trattamento capace di conseguire il miglior stato di salute (efficacia attesa) e tale frazione ancora minore in termini di qualit e rapidit di recupero dello stato di salute, quando si opera in assenza di una completa validazione.
10. Gli strumenti di verifica 10.1 Tipologie di accreditamento delle Organizzazioni Sanitarie
Tutti i Paesi condividono alcuni elementi dei sistemi di miglioramento della qualit, ma non sono spesso riconosciuti a livello formale o integrati. Il prevalere di meccanismi interni ed esterni di valutazione riflette la cultura nazionale della qualit: nei Paesi in via di sviluppo, i meccanismi esterni prevalgono e utilizzano una valutazione ufficiale in rapporto a requisiti minimi di strutture e risorse; nei Paesi industrializzati invece, laccento posto sui meccanismi interni mediante una valutazione di tipo volontario a confronto di requisiti ottimali. Gli obiettivi dei sistemi di tipo gerarchico top-down sono generalmente di carattere normativo e assicurano la responsabilit pubblica per ci che riguarda i finanziamenti e la sicurezza dei cittadini e dei pazienti; i sistemi di tipo sinarchico bottom-up sono sostenuti dalla cooperazione etica tra clinici e managers e sono volti a migliorare le prestazioni cliniche a livello istituzionale e individuale. Alcuni programmi di revisione fra pari poi estendono lautoregolamentazione a sistemi esterni di valutazione volontaria ma con comparazione di requisiti, anzich limitarsi a soddisfare la conformit a norme e provvedimenti di legge. In Europa il progetto Expert (External peer review techniques ) ha individuato quattro approcci sistematici che collegano i requisiti nazionali (o internazionali) alla pratica locale e che sono stati applicati allassistenza sanitaria sia pubblica sia privata: la verifica fra pari, il modello di eccellenza della EFQM (lEuropean Foundation for Quality Management), lISO (International Standardisation Organisation), laccreditamento. Ciascuno di questi modelli, in grado variabile, di carattere volontario e indipendente e utilizza requisiti espliciti che associano lautovalutazione interna e la revisione esterna realizzata attraverso visite, indagini, valutazioni o verifiche. La verifica fra pari gestita da organizzazioni professionali e spesso da organizzazioni unidisciplinari ed una pratica di lunga tradizione soprattutto quale forma di riconoscimento delle attivit di formazione. E stata anche applicata allo sviluppo del servizio e nei programmi delle specialit ospedaliere in Olanda e in Gran Bretagna.
La valutazione fondamentalmente di tipo clinico, riservata e meno esplicita dei requisiti e dei processi di altri modelli. Il Baldrige Award, concepito negli USA per migliorare la qualit nelle industrie di produzione, ha ispirato lEuropean Foundation for Quality Management e il modello di eccellenza. I fornitori di assistenza sanitaria che cercano di migliorarsi autonomamente possono essere valutati in base ai requisiti di prestazione EFQM . Questi criteri sono stati formulati inizialmente ad uso delle industrie di servizio in generale ma, nella versione pi recente, sono maggiormente adattati agli obiettivi dei sistemi di assistenza sanitaria. LISO ha messo a punto una serie di requisiti per le industrie di servizio (ISO 9000) che sono stati utilizzati per valutare i sistemi di qualit in ambiti specifici dei servizi sanitari, soprattutto in Germania e Svizzera. Dal momento che i requisiti riguardano procedimenti di carattere amministrativo piuttosto che risultati di tipo clinico, lISO stato utilizzato in modo particolare in reparti a maggior contenuto tecnologico quali ad esempio i laboratori (EN 45001), la radiologia e i trasporti, ma stato anche applicato a intere strutture ospedaliere e cliniche. Il processo di verifica ha lo scopo di accertare che vi sia rispondenza con i requisiti e per se stesso non ha intenti di miglioramento organizzativo. Una versione riveduta dei requisiti previsti dall ISO 9000, pubblicata nel 2000 (Vision ), mostra un maggior avvicinamento ai modelli di miglioramento e di accreditamento in quanto prevede linserimento di alcuni indicatori di risultato quale misura del sistema di qualit. Il termine accreditamento riflette le origini di una valutazione sistematica degli ospedali misurata contro requisiti espliciti. Ha avuto origine negli Stati Uniti a partire dal 1917 quale meccanismo per il riconoscimento delle figure professionali in chirurgia ed approdata in Europa negli anni Ottanta. La valutazione effettuata da un gruppo multidisciplinare di professionisti sanitari nei confronti di requisiti pubblicati e relativi allambiente in cui erogata lassistenza clinica. I requisiti derivano generalmente da una fusione di norme nazionali, piani di governo, rapporti indipendenti, requisiti internazionali di accreditamento e infine dalle ricerche condotte in campo biomedico e sanitario.
Nel mondo si definiscono due grandi tipologie di accreditamento delle Organizzazioni sanitarie:
laccreditamento per pubblica regolamentazione laccreditamento professionale.
L accreditamento per pubblica regolamentazione un tipologia tipicamente europea che ha trovato applicazione in Spagna e in Francia. Si tratta di una procedura di valutazione esterna alla Struttura sanitaria che verifica il rispetto di requisiti stabiliti da una normativa. I requisiti sono identificati in sede istituzionale e la valutazione effettuata da soggetti esterni istituzionali o comunque non indipendenti dalle istituzioni. A questa prima categoria appartiene laccreditamento istituzionale obbligatorio adottato dalle Istituzioni sanitarie nel nostro Paese. Laccreditamento istituzionale un processo attraverso il quale le strutture autorizzate, pubbliche private (ed i professionisti) che hanno gi acquisito sia lautorizzazione a realizzare la struttura sanitaria, che lautorizzazione allesercizio della attivit sanitaria, acquisiscono, a richiesta, lo status di soggetto idoneo ad erogare prestazioni sanitarie per conto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Laccreditamento costituisce pertanto un segmento, fondamentale e imprescindibile, allinterno del percorso che conduce allinstaurazione di un rapporto tra il soggetto che offre la prestazione sanitaria (lAzienda ospedaliera pubblica per esempio o la Struttura sanitaria privata) ed il SSN che lacquista per conto del paziente. Solo in seguito il soggetto autorizzato e accreditato infine abilitato a fornire prestazioni sanitarie, attraverso la stipula di precisi accordi contrattuali con lorganizzazione acquirente, in genere lAzienda Sanitaria Locale. Si instaura quindi un processo che cambia lo stato del richiedente da soggetto autorizzato ad esercitare attivit sanitarie, a quello di soggetto idoneo a prestare tali attivit per conto del SSN e pertanto potenziale erogatore, a erogatore abilitato a fornire prestazioni sanitarie per il SSN, attraverso la stipula di precisi accordi contrattuali.
Appropriatezza ed evidenza delle cure
11. Appropriatezza ed evidenza delle cure 11.1 La medicina delle prove di efficacia
In medicina, insieme di arte e scienza, le aree grigie dove non possibile stabilire sulla base delle prove scientifiche quale sia il trattamento pi efficace, sono ancora troppo vaste rispetto alla aree dove levidenza scientifica consente di qualificare un trattamento come sicuramente utile. Comunemente si ritiene che, in campo terapeutico, le certezze medico sanitarie non siano molto frequenti e quelle solidamente fondate sul piano scientifico non superino il 25-30 %. Altre differenze possono invece essere legate alle convenienze dellorganizzazione o personali, o possono dipendere dallofferta; questultima intesa come diversa disponibilit di risorse tecniche, vi siamo motivazioni economiche, disponibilit di copertura assicurativa, motivazioni di ricerca o di semplice prestigio. In questo contesto, un crescente interesse sta assumendo la medicina basata sulle prove o medicina delle prove di efficacia per identificare i processi per i quali sia scientificamente dimostrato un chiaro beneficio per il paziente. E uno strumento utile a ridurre gli spazi in cui la medicina opera in condizioni di incertezza, e pu favorire una risposta alla crescente domanda di partecipazione informata alla scelte sanitarie, cos come alle questioni connesse alla crescente evoluzione tecnologica, ed al crescente costo economico dei sistemi sanitari. Il che sul piano individuale costituisce una guida, anche se non esaustiva. A supporto dellesperienza personale, le revisioni della letteratura e lopinione degli esperti sono la prima indispensabile guida nella ricerca della buona qualit delle cure. Una lettura critica della letteratura scientifica ormai comunemente utilizzata per predisporre raccomandazioni e linee guida che costituiscono uno strumento di verifica dellappropriatezza delluso delle procedure, in definitiva della qualit delle cure.
I requisiti dellISQua
12. I requisiti dellISQua 12.1 Principi e requisiti dell ALPHA
Nello stabilire i criteri e requisiti per i servizi sanitari molti Paesi si rifanno a ci che meglio corrisponde ai bisogni individuali in quel dato contesto e periodo. La maggior parte dei criteri e requisiti sono fortemente basati su ci che ritenuto essere una pratica accettabile da coloro che in ultima analisi li useranno. Poich i Paesi sono molto diversi tra loro e lo sviluppo dei loro sistemi sanitari differisce grandemente, lISQua International Society for Quality in Health Care si resa promotrice dellelaborazione di linee di principio che potessero essere usate come guida nella definizione e nel perfezionamento degli specifici criteri e requisiti in uso da parte dei vari Organismi di accreditamento e di verifica della qualit delle cure e che questi principi generali comuni potessero essere di riferimento e parte integrante dei loro specifici programmi di valutazione. Un primo elenco di principi internazionali stato sottoscritto dall ISQuas 4th Accreditation Symposium svoltosi a Chicago nel 1997. Numerosi livelli di consultazione e richieste di verifica hanno fatto seguito ed un primo documento di lavoro stato presentato all ISQuas 6th International Symposium tenutosi a Melbourne, Australia, nel 1999. Questi principi sono stati raccolti nellALPHA (Agenda for Leadership in Programs in Healthcare Accreditation), una cornice di riferimento disegnata per perseguire la qualit in tutti gli aspetti di struttura, processo e esito. I criteri ALPHA incorporano i requisiti dellISO International Standards Organisation richiesti per la certificazione degli Organismi, i criteri di Baldrige per la valutazione delle prestazioni di eccellenza e i criteri di Accreditamento di alcuni Organismi nazionali di accreditamento per la valutazione di eccellenza delle Organizzazioni sanitarie.
Quale risultato di parecchi anni di sviluppo, verifica e confronto con la comunit internazionale sanitaria, la prima bozza di criteri fu realizzata dal New Zealand Council on Healthcare Standards - NZCHS nel 1995 e fu sottoposta alla valutazione internazionale fra pari nel 1999. Dopo questo atto, lAustralian Council on Healthcare Standards - ACHS revision i criteri e li sottopose ad una nuova valutazione internazionale fra pari nel 1997. Una successiva revisione fu realizzata nel 1998 ad opera del Canadian Council on Health Service Accreditation - CCHSA. Nella Conferenza dellISQua tenutasi a Budapest nel 1998, il Symposium sullAccreditamento valut i rapporti di CCHSA, NZCHS, ACHS, King Fund Organizational Audit - United Kingdom ( ora Health Quality Service - HQS ) e della Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations USA. In un comune documento conclusivo si raccomand che per le successive valutazioni internazionali fra pari fosse usato un unico elenco di criteri, con lintento di realizzare un programma internazionale di accreditamento. I requisiti sono definizioni di esito necessari per considerare un servizio accreditabile per qualit; sono inoltre caratterizzati da indicatori che ne consentono la misura, che individuano gli elementi di struttura, processo e risultato che necessario realizzare per soddisfare il requisito.
12.2 Principali requisiti di accreditamento
1.Tutti i requisiti, indipendentemente dal contenuto, dovrebbero contemplare alcuni concetti chiave condivisi
Obiettivo dei Requisiti Esiste una documentazione chiara del coinvolgimento del paziente nel processo di cura ? Sono fornite spiegazioni chiare circa le possibilit terapeutiche e la libert di scelta nelliter diagnostico e terapeutico ? Affidabilit delle strutture sanitarie E in atto il monitoraggio sistematico della qualit della cura e del servizio con documentazione e procedure per la sorveglianza nel tempo ? E prevista unattivit di miglioramento continuo della qualit delle cure ? Gestione Sono condivise chiare procedure di gestione ? Sono predisposte procedure specifiche atte a minimizzare e/o eliminare il rischio per i pazienti e per il personale ? Esistono procedure chiare che garantiscano un pieno coinvolgimento di tutti gli addetti ? Rapporti esterni E previsto un collegamento con gli altri fornitori di assistenza sanitaria nel territorio, per assicurare una pianificazione collaborativa ed identificare appropriati punti di riferimenti dentro e fuori le strutture sanitarie ?
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2. La tipologia dei requisiti definita con chiarezza
Tipologia dei Requisiti I requisiti sono classificati primariamente di struttura (ad esempio, disporre di uno staff medico), di processo (ad esempio, come si accredita lo staff medico) e/o di esito (esprimono, ad esempio, un dato titolo dimmunizzazione vaccinale raggiunto) ?
3. Gli scopi dei requisiti sono definiti chiaramente
Scopi dei Requisiti I requisiti coprono linsieme delle attivit di una struttura sanitaria ? Lattenzione dei requisiti accentrata su gruppi di pazienti/clienti ? E evidente lintento di assicurare la copertura e il miglioramento dellassistenza sanitaria nellambito dellintera organizzazione, sia essa singolo reparto, rete assistenziale oppure servizio regionale ?
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4. Il contenuto dei requisiti esauriente e organizzato con chiarezza
Requisiti strutturali di base Edefinito il governo dellorganizzazione e il suo ruolo ? E definita la gestione dellorganizzazione ? Sono definite le caratteristiche dello staff medico (organizzazione, attivit professionale, valutazione, competenze) ? Sono definite le caratteristiche del personale infermieristico (organizzazione, attivit professionale, valutazione, competenze) ? Sono definiti i requisiti della farmacia ?
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Sono definiti i requisiti di sicurezza ?
Sono definiti gli elementi della cartella clinica ?
Sonodefinitiidirittibasilaridelpaziente(consenso informato) ?
Requisiti del Dipartimento e funzionali
Se la struttura sanitaria organizzata in Dipartimenti e/o Unit Operative (generali o specifiche: per esempio farmacia, diagnostica per immagini, lavanderia/guardaroba, sale operatorie, ecc.), allora i requisiti devono essere applicati a ciascun Dipartimento/ Unit operativa (includendo i Dipartimenti sia clinici sia non clinici, cos come la Direzione e lAmministrazione)
E definito il ruolo del Dipartimento o dellUnit Operativa (finalit o dichiarazione di intenti, funzioni e attivit) ? E definito a chi si rivolge il Dipartimento o lUnit Operativa (quali pazienti serve, serve altri Dipartimenti o altre Unit Operative) ? Sono definite quale politica e quali procedure guidano lerogazione del servizio da parte del Dipartimento o dellUnit Operativa (linea politica e procedure chiave) ? E valutata lerogazione del servizio (verifica di qualit, miglioramento della qualit) ? Processo di cura del Paziente/Cliente
I requisiti dovrebbero essere centrati sul paziente, per esempio seguire il paziente dal momento del suo ingresso nella struttura fino al momento della dimissione o trasferimento altrove. Questi requisiti potrebbero essere applicati a gruppi omogenei di pazienti come quelli che richiedono terapia medica, terapia chirurgica, terapia oncologica, ostetricia e ginecologia, salute mentale, riabilitazione, etc. I requisiti potrebbero inoltre essere applicati a pazienti in regime di ricovero ospedaliero cos come a quelli trattati in regime ambulatoriale o di day hospital.
Sono definite le modalit di accettazione/ammissione del paziente? Sono definite le modalit di valutazione dei bisogni di cura del paziente? Sono definite le modalit di pianificazione della cura? Sono definite le modalit di erogazione della cura? Sono definite le modalit di valutazione della cura? E predisposto un programma di dimissione/trasferimento del paziente?
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5. I requisiti sono formulati seguendo un procedimento ben definito
E ben definito il coinvolgimento fra pari (fra coloro che useranno i requisiti) nella fase di elaborazione dei requisiti? Sono assicurate la consultazione e lintegrazione, ove indicato, delle principali leggi e regolamenti dei Governi regionali o nazionali? Esiste prova che stata esercitata unadeguata attivit di ricerca che garantisca che i requisiti siano aggiornati e basati su solida informazione e professionalit E definita una procedura per la valutazione e revisione periodica dei requisiti ?
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6. I requisiti sono adatti per una misurazione della prestazione
Si dispone di una chiara descrizione di come laderenza ai requisiti misurata dai visitatori/verificatori? Esiste uno strumento comune di misurazioni (indicatori) e di ponderazione?
Estratto da ISQuas ALPHA - Agenda for Leadership in Programs for Healthcare Accreditation, International Principles for Healthcare Standards, N. 2,Volume 1, Maggio 2000. Traduzione di Alberto Giangrande e Fabiana Caligara della Societ Italiana di Nefrologia. Giornale Italiano di Nefrologia 2002; S-2:S48-51.
Glossario della terminologia sanitaria
13. Glossario della terminologia sanitaria
Accessibilit: possibilit per il paziente/cliente di utilizzare tempestivamente un servizio. es.: la possibilit di accesso e facilit di contatto. La possibilit che ha il paziente di usufruire del servizio del quale ha bisogno, nel tempo e nel luogo pi opportuno, in quantit sufficiente, ad un costo ragionevole. Accreditamento : processo di autovalutazione o di valutazione fra pari usato dalle organizzazioni sanitarie per valutare il livello delle loro prestazioni in rapporto a criteri predeterminati. Laccreditamento mira al continuo miglioramento delle condizioni strutturali ed operative che favoriscono la qualit e va distinto dallispezione e dallautorizzazione. Acquirente (purchaser): acquirente di un servizio o di una prestazione, erogata a fronte di una tariffa o di un pagamento. Adeguatezza: disponibilit di attivit e risorse in quantit e qualit tali da permettere il raggiungimento degli obiettivi desiderati. Approccio sistematico (top-down): approccio di tipo gerarchico che in genere origina dal management. Approccio tra pari (bottom-up) : approccio di tipo sinarchico favorito dalla cooperazione di pi attori, medici, infermieri, amministratori. Appropriatezza: il grado di realizzazione del servizio coerente con le necessit del paziente/cliente e in accordo con la miglior pratica clinica. Autorizzazione: verifica che esistono le condizioni previste dalle disposizioni governative o di legge per intraprendere o proseguire lattivit. Bisogno: termine che in ambito sanitario e sociale, denota lo stato in cui si trova un soggetto, individuo o collettivit,al quale, soggettivamente od oggettivamente, manca qualcosa di necessario per raggiungere uno stato migliore del precedente quanto a benessere o funzionalit. Il bisogno va distinto dalla domanda che esprime dei desideri, non necessariamente delle necessit. Cliente: destinatario di un prodotto e/o di un servizio. Pu essere anche ununit interna o un fruitore specifico intermedio rispetto al prodotto finale ( in questo caso si parla di "cliente interno"). Competenza: aspetto organizzativo di base. Assicura che le capacit individuali e le conoscenze sono appropriate per fornire il servizio e sono regolarmente valutate. Insieme delle capacit professionali richieste per svolgere un compito o una funzione. Consenso: approvazione o accordo volontario da parte del paziente/cliente. Controllo di qualit: analisi delle prestazioni circa la conformit a requisiti e delle azioni intraprese per rettificarne il risultato. Assicura sicurezza, trasmissione dellinformazione, accuratezza delle procedure e riproducibilit. Efficacia attesa (efficacy or best care): la miglior cura perseguibile indipendente dal contesto. Efficacia pratica (Effectiveness) : Grado di realizzazione di un servizio in condizioni abituali organizzative e di controllo, in accordo alla miglior pratica clinica. Efficacia nella pratica o efficacia delle prestazioni reali. Efficienza (efficiency): grado di aggregazione delle risorse per conseguire un risultato con minimo spreco e sforzo. Rapporto tra prestazioni e risorse. Fornitore (provider): il fornitore di un servizio o di una prestazione, erogato a fronte di una tariffa o di un pagamento. Gestione della cura: approccio pianificato allerogazione di servizi sanitari che mira a controllare i costi e a migliorare la qualit. Guida (leadership): abilit nellindividuare 47
percorsi e nel favorire i cambiamenti. Indicatore (standard): valore di un requisito o di un criterio che indica il confine tra qualit accettabile e inaccettabile. Pu assumere diversi significati: - livello soglia (sia di allarme sia di accettabilit); - valore di riferimento; - valore raccomandato; - meta da raggiungere. Ispezione: mira ad indagare requisiti e a rimuovere inosservanze evidenti. Linee guida: insieme di raccomandazioni prodotte attraverso un processo sistematico, finalizzate ad assistere nelle decisioni in specifiche circostanze cliniche. Medicina basata sulle prove (evidence based medicine): medicina delle prove di efficacia, basata su dati e informazioni derivanti da studi clinici controllati. Levidenza pu derivare dalla ricerca, dallesperienza, da dati e valutazioni. Miglioramento della qualit: risposta propositiva ai dati di valutazione di qualit di un servizio per migliorare i processi coi quali il servizio fornito. Portatori dinteresse (stakeholders): individui, organizzazioni o gruppi che hanno comuni interessi nel servizio fornito. Coloro che condividono interesse nel servizio: pazienti/clienti, medici, amministratori. Qualit: il grado delleccellenza, la misura con la quale unorganizzazione soddisfa i bisogni del cliente e le sue attese. Linsieme delle propriet e delle caratteristiche di un prodotto e/o di un servizio, che gli conferiscono la capacit di soddisfare i bisogni espliciti ed impliciti del fruitore. Requisito o criterio (standard): valore, modello, obiettivo, area di riferimento
Risultati (outputs): prodotti di un servizio. Quantit di prestazioni erogate. Risultati o esiti (outcomes): conseguenza di un servizio. Modificazione delle condizioni di salute dei destinatari degli interventi sanitari. Gli esiti positivi sono essenzialmente rappresentati dal sollievo dei sintomi, riduzione della disabilit funzionale, aumento del benessere psicologico, riduzione dell'incidenza di complicanze, allungamento della vita. Un esito particolare rappresentato dalla soddisfazione dei pazienti e dei familiari. Valore di un indicatore o di un requisito riconosciuto eccellente (benchmark): consente valutazioni di confronto delle prestazioni con le performance di altri programmi o organizzazioni di pari risorse; il confronto avviene sui risultati e sui processi di produzione. Valutazione di qualit: raccolta e analisi sistematica, programmata di dati attinenti il servizio, abitualmente incentrati su contenuti, specifiche e risultati pratici. Processo statico che valuta a posteriori la qualit dellassistenza sanitaria. Valutazione fra pari: attivit di valutazione di adempimenti esecutivi di organizzazioni, individui o gruppi, realizzata da membri di organizzazioni similari o da soggetti della stessa professione o disciplina. Verifica (audit): esame e revisione sistematica per determinare se le attivit e i risultati concordano con i provvedimenti pianificati. E unattivit professionale volta a valutare in modo retrospettivo, in base a criteri predefiniti, le azioni compiute in contesti e tempi determinati.
finito di stampare nel mese di Dicembre 2002 da LITOWARR s.r.l.
IO R E QUALIT DE L
ISTITUTO DI CERTIFICAZIONE DELLA QUALIT
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