Source: http://pratellesi.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/07/26/liberta-eguaglianza-e-dignita-la-magna-carta-di-internet/
Timestamp: 2017-12-12 08:20:45+00:00
Document Index: 6807200

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 9']

Libertà, eguaglianza e dignità: la Magna Carta di Internet - Mediablog - Blog - L’Espresso
Provate a fare il conto: quante ore al giorno passate davanti a uno schermo, tra computer, tablet, smartphone e smartwatch, se già ce l'avete? Se il risultato si avvicina alle 9 ore, sappiate che siete nella media, almeno secondo le più recenti statistiche sul tempo trascorso online da ognuno di noi.
Nove ore connessi, tra lavoro, contatti professionali e cazzeggio con gli amici, informazione e svago, acquisti, studio e pratiche burocratiche. Sì, è tanta roba. Se poi aggiungiamo le sette ore medie di sonno, dobbiamo concludere che ne restano appena otto per tutte le altre funzioni: mangiare, lavarsi i denti, spostarsi, uscire, fare sport etc etc.
La nostra vita, almeno in alcune parti del mondo e in certe aree sociali, ha raggiunto un bilanciamento tra mondo degli atomi e mondo digitale, con una tendenza del secondo ad occupare sempre più spazio a scapito del primo.
La nostra immagine si è amplificata in virtù della nostra duplice presenza nello spazio fisico (realtà corporea) e in quello della rete (il nostro io digitale). Noi siamo la somma dei comportamenti, dei rapporti e delle tracce che lasciamo nei due mondi. Per tutelare il “nostro essere” nell'uno e nell'altro mondo nasce la “Carta dei diritti di internet”, fortemente voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini per declinare e rafforzare sul web regole già esistenti e consolidate nella vita sociale di ognuno di noi, a partire dal “pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona” (art. 1).
La Carta, nata in 14 punti, ha lo scopo di garantire i diritti di chi utilizza internet e di favorire lo sviluppo della Rete in quanto “bene comune”, come sintetizza il preambolo: “Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le istituzioni... Ha modificato l'organizzazione del lavoro. Ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera”.
I quattordici articoli, che nella versione definitiva verranno approvati martedì 28 luglio, affrontano tutti i temi più rilevanti: dalla privacy alla sicurezza, dal diritto di accesso alla neutralità della rete, dal diritto all'oblio alla tutela dei dati personali. Il tutto armonizzato seguendo due fili conduttori: garantire e sostenere i diritti della persona come preminenti rispetto a quelli commerciali delle aziende; rimarcare l'importanza della riservatezza e della trasparenza rispetto alle logiche della sorveglianza. Sarà poi compito del Parlamento e del governo raccogliere le indicazioni e trasformarle nella posizione italiana da fare valere nel dibattito mondiale sulla governance di internet, che dovrà assumere necessariamente una dimensione sempre più sovranazionale.
Nella fase di stesura e confronto molta attenzione è stata dedicata ai temi della sorveglianza di massa che, dopo il caso Snowden e le rivelazioni di WikiLeaks sull'attività della National Security Agency americana, ha rischiato di aprire una crisi diplomatica tra Europa e Stati Uniti. La Carta sottolinea infatti la necessità di armonizzare i diritti come condizione per assicurare il “funzionamento democratico delle istituzioni”, evitando al tempo stesso “il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale”.
Sulla stessa lunghezza d'onda l'articolo 12 che garantisce la libertà di espressione in rete senza limitazioni ma ottemperandola alla “tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi, quali l'incitamento all'odio, alla discriminazione e alla violenza”.
C'è poi il pacchetto che tutela l'identità della persona, attraverso la protezione dei dati personali, per garantire “il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza” (art. 4). Ogni individuo ha il diritto di accedere ai propri dati “per chiederne l'integrazione, la rettifica, la cancellazione secondo le modalità previste dalla legge” (art. 5). Allo stesso modo è vietato l'accesso ai dati delle persone che si trovino su dispositivi personali o su elaboratori remoti nonché “l'intercettazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica” se non disposta dall'autorità giudiziaria (art. 6). Dunque, ognuno di noi ha diritto “alla rappresentazione integrale e aggiornata della propria identità in Rete” (art. 8).
Allo stesso modo, come è riconosciuto il diritto a manifestare pienamente la propria identità, la Carta garantisce anche l'anonimato come tutela della libertà di espressione contro censure e discriminazioni. Ovviamente anche in questo caso l'autore del messaggio può essere identificato quando richiesto dall'autorità giudiziaria per tutelare dignità e diritti di altre persone (art. 9).
Infine la spinosa e controversa questione del diritto all'oblio di cui la Carta si occupa all'artico 10. Nella versione ancora in bozza, e in attesa di conoscere quella definitiva di martedì, si afferma che “ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati che, per il loro contenuto e per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza”. La commissione sembra dunque avere scelto la via della deindicizzazione, che prevede in casi specifici la rimozione del link dai motori di ricerca, ma non la cancellazione dei contenuti dagli archivi digitali che li conservano. Una soluzione di buon senso che, se confermata, dovrebbe garantire alle persone di non vedersi ricordate sui motori di ricerca per fatti divenuti ininfluenti o poco significativi, e agli archivi, ad esempio dei giornali o delle banche dati, di conservare il documento che resta comunque una testimonianza, una traccia per gli studi, le statistiche e le analisi che eventualmente si volessero fare in futuro. Perché, come la stessa Carta sottolinea, “il diritto all'oblio non può limitare la libertà di ricerca e il diritto dell'opinione pubblica a essere informata”.
Internet, Media e politica, New Media, Web, social media, tecnologia
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6 ottobre 2015 alle 23:56
Ma Boldrini non era quella che voleva meno liberta' di post su internet perche' pareva circolavano foto intitolate a lei ?
E adesso che fara' , dietrofront ? Chiedera' piu' liberta' di post per tutti ? Mah .
6 ottobre 2015 alle 23:59
Boldrini ha vietato di nominare Napolitano alla Camera . Dopo tale attivita' censoria e oscurantista, che contributo puo' dare alla modernita' ?