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Timestamp: 2018-08-20 22:07:42+00:00
Document Index: 64430488

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5']

(GU n. 093 del 21/04/2004)
Visto l'art. 7 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 15 giugno 2002, n. 112 (nel seguito indicato come l'"art. 7"), concernente l'istituzione di una società per azioni denominata "Patrimonio dello Stato S.p.a." avente lo scopo di valorizzare, gestire ed alienare il patrimonio dello Stato;
Vista la delibera C.I.P.E. del 19 dicembre 2002, concernente direttive di massima per l'attività da svolgersi da parte della Patrimonio dello Stato S.p.a.;
Visto il comma 10 dell'art. 7, ai sensi del quale si prevede che alla Patrimonio dello Stato S.p.a. possano essere trasferiti diritti pieni e parziali sui beni immobili facenti parte del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato, sui beni immobili facenti parte del demanio dello Stato e comunque sugli altri beni compresi nel conto generale del patrimonio dello Stato di cui all'art. 14 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, ovvero ogni altro diritto costituito a favore dello Stato e che, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti, anche in deroga agli articoli 2254, 2342 e seguenti del codice civile, modalità e valori di trasferimento e di iscrizione dei beni nel bilancio della Patrimonio dello Stato S.p.a.;
Visto il decreto dirigenziale dell'Agenzia del demanio n. 21562 del 16 giugno 2003, che individua alcuni beni appartenenti allo Stato (nel seguito indicato come il "decreto dell'Agenzia del demanio"), elencati nell'allegato 1 del presente decreto;
Considerati gli indirizzi strategici per l'operatività della Patrimonio dello Stato S.p.a. stabiliti dal Ministero dell'economia e finanze con nota n. 55296 del 9 giugno 2003;
Ritenuto necessario trasferire a Patrimonio dello Stato S.p.a. taluni beni immobili precedentemente utilizzati quali strutture carcerarie o istituti di pena, al fine di consentire alla stessa di procedere, nell'ambito di un più ampio progetto di ammodernamento delle strutture carcerarie dello Stato, alla valorizzazione degli immobili stessi, alla loro dismissione ed alla costruzione di nuovi edifici da adibire a strutture carcerarie o istituti di pena;
Visto il citato comma 10, dell'art. 7, ai sensi del quale si prevede che il trasferimento dei beni può essere operato con le modalità e per gli effetti previsti dell'art. 3, commi 1, 16, 17, 18 e 19, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410;
Visto lo stesso comma 10, dell'art. 7, ai sensi del quale si prevede che il trasferimento di beni di particolare valore artistico e storico è effettuato di intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali;
Vista la nota in data 11 novembre 2003, prot. n. 9752, con la quale il Capo di Gabinetto del Ministero per i beni e le attività culturali, d'ordine del Ministro, ha espresso parere favorevole al trasferimento immobiliare di cui al presente decreto alle seguenti condizioni: relativamente ai beni immobili indicati alla lettera A dell'allegato 2 al presente decreto, senza alcuna riserva; relativamente ai beni immobili indicati alla lettera B dello stesso allegato 2, nel rispetto delle prescrizioni dettate dalle competenti Soprintendenze, ove presenti, nonché di quelle specificamente indicate nella stessa lettera B; relativamente ai complessi immobiliari indicati alla lettera C del medesimo allegato 2, ai soli fini di valorizzazione e per le motivazioni specificate nella stessa lettera C;
1 . Ai sensi del comma 10 dell'art. 7, i beni immobili (nel seguito indicati come i "beni") individuati dal decreto dell'Agenzia del demanio ed elencati nell'allegato 1 al presente decreto sono trasferiti alla società Patrimonio dello Stato S.p.a., con sede legale in Roma, via del Quirinale n. 30, iscritta al registro delle imprese di Roma al n. 07258901003, nello stato di fatto e diritto in cui si trovano, unitamente ai relativi accessori e pertinenze, ancorchè gli stessi non siano espressamente individuati nell'allegato 1 al presente decreto, nonché con gli oneri e servitù attive e passive di qualsiasi specie, a far data dalla pubblicazione del presente decreto.
1 . Patrimonio dello Stato S.p.a. è immessa nel possesso giuridico dei beni trasferiti ai sensi dell'art. 1 a far data dalla pubblicazione del presente decreto.
2 . Il trasferimento non modifica il regime giuridico previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti ai sensi dell'art. 1.
3 . Il trasferimento ha luogo nel rispetto delle prescrizioni contenute nell'allegato 2.
1 . Il valore di trasferimento e di iscrizione in bilancio di Patrimonio dello Stato S.p.a. dei beni trasferiti ai sensi dell'art. 1 è stabilito in un importo pari alla valutazione effettuata dall'Agenzia del territorio entro novanta giorni dall'emanazione del presente decreto. Fino alla completa definizione di tale valore, ai beni trasferiti è attribuito un valore provvisorio corrispondente a quello riportato nelle scritture inventariali in possesso dell'Agenzia del demanio.
1 . Fino alla piena operatività della Patrimonio dello Stato S.p.a. relativamente alla gestione dei beni oggetto di trasferimento ai sensi del presente decreto, detti beni continuano ad essere gestiti dall'Agenzia del demanio, cui Patrimonio dello Stato S.p.a. conferisce idonea procura.
2 . A tal fine l'Agenzia del demanio, in persona del suo direttore o sostituto, stipula con Patrimonio dello Stato S.p.a. un contratto di gestione a condizioni di mercato dei beni trasferiti ai sensi dell'art. 1.
1 . Patrimonio dello Stato S.p.a. nell'attività di valorizzazione, cessione e permuta dei beni trasferiti ai sensi del presente decreto opera in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica del Governo, e provvede a:
a) realizzare programmi di nuova edilizia penitenziaria con conseguente disimpegno per lo Stato da ogni onere finanziario;
b) reperire le provviste finanziarie occorrenti per il proprio funzionamento.
2 . Patrimonio dello Stato S.p.a. elabora, per ogni tipologia di intervento, appositi piani operativi da sottoporre al Ministero dell'economia e delle finanze per l'approvazione, tenuto conto delle prescrizioni di cui al comma 3 dell'art. 2 del presente decreto.
1 . Le somme rivenienti dalla gestione, dalla valorizzazione e dalla vendita dei beni trasferiti a Patrimonio dello Stato S.p.a. ai sensi del presente decreto sono accreditate sul conto acceso dalla società presso la Tesoreria centrale dello Stato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 21 luglio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2003.
2 . Patrimonio dello Stato S.p.a. può utilizzare uno o più conti correnti diversi da quello acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato, da aprirsi presso primari istituti di credito, per le operazioni attinenti la propria gestione ordinaria.
p. Il Ministro: Armosino
Registrato alla Corte dei conti il 22 marzo 2004
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro n. 1 Economia e finanze, foglio n. 327
Allegato 1 ELENCO DEI BENI IMMOBILI TRASFERITI AI SENSI DEL PRESENTE DECRETO
Allegato 2 PRESCRIZIONI DA RISPETTARE NEL TRASFERIMENTO DEI BENI IMMOBILI DI CUI AL PRESENTE DECRETO
A. Sono trasferibili alla Patrimonio dello Stato S.p.a. senza alcuna riserva i seguenti immobili:
1 . Mondovì (Alessandria) - Ex carceri giudiziarie - Frazione Piazza, via delle Scuole, 46 (n. 3 della tabella);
2 . Frosinone - Casa circondariale - Piazza Risorgimento (n. 6 della tabella);
3 . Avigliano (Potenza) - Istituto di rieducazione minorenni - Calvario (n. 7 della tabella), ad eccezione dell'immobile individuato in catasto alla particella n. 50 del foglio n. 81: v. sub n. 11;
4 . Velletri (Roma) - Carceri giudiziarie - via Castello, 34 (n. 8 della tabella).
B. Sono trasferibili alla Patrimonio dello Stato S.p.a., nel rispetto delle prescrizioni dettate dalle competenti Soprintendenze, ove presenti, i seguenti immobili, dichiarati di particolare interesse storico-artistico e pertanto sottoposti alle disposizioni di tutela:
5 . Casale Monferrato (Alessandria) - Ex carceri giudiziarie - via Leardi, 15 (n. 1 della tabella);
6 . Novi Ligure (Alessandria) - Ex carceri giudiziarie - Piazza XXVIII Ottobre, 2 (n. 2 della tabella);
7 . Pinerolo (Torino) - Carceri giudiziarie - Piazza Fontana, 2 (n. 9 della tabella);
8 . Clusone (Bergamo) - Ex casa circondariale "Olim Busca" - via Bernardino Baldi (n. 4 della tabella), con la prescrizione che dovranno essere esclusi gli adeguamenti funzionali che comportino sostanziali alterazioni dei profili dei prospetti e delle coperture. Consentita la destinazione d'uso a residenza e/o uffici;
9 . Ferrara - Casa circondariale (già carcere giudiziario) - via Piangipane, 81 (n. 5 della tabella), con la prescrizione che dovranno essere conservati gli elementi caratterizzanti il complesso tutelato (i prospetti, l'impianto distributivo e l'assetto planivolumetrico). Dovranno essere escluse le destinazioni industriale, artigianale, commerciale;
10 . Verona - Caserma Mastino della Scala - via Fante (n. 11 della tabella), con le prescrizioni seguenti:
dovrà essere conservato l'impianto architettonico e l'unitarietà del costruito e dei cortili;
eventuali interventi di manutenzione dovranno essere mirati alla salvaguardia degli elementi architettonici;
non saranno ammesse variazioni prospettiche e aperture sulle falde di copertura. Anche gli interni dovranno mantenere l'attuale assetto distributivo;
non sono considerati compatibili gli usi abitativi e commerciali e, più in generale, qualsiasi uso che non consenta di mantenere la destinazione pubblica dell'immobile e che comporti la frammentazione degli interni.
C. Sono trasferibili alla Patrimonio dello Stato S.p.a. i seguenti complessi immobiliari, di particolare interesse storico-artistico, ai soli fini di valorizzazione, per le motivazioni di seguito riportate:
11 . Avigliano (Potenza) - Istituto di rieducazione minorenni - Calvario (n. 7 della tabella), limitatamente all'immobile individuato in catasto alla particella n. 50 del foglio n. 81.
Motivi: Il complesso monumentale in questione è da tempo oggetto di consistenti interventi di restauro a cura della competente soprintendenza per un importo complessivo di circa Euro 1.200.000, poichè destinato a sede del "Centro degli archivi contemporanei". Per tale destinazione culturale è stato inserito tra gli interventi finanziari finanziati dall'accordo di programma quadro tra il Ministero B.A.C. e la regione Basilicata.
A restauro avvenuto e con il consenso della regione, non sembrano sussistere ostacoli, in via di principio, al trasferimento dell'immobile alla Patrimonio dello Stato S.p.a., beninteso ai soli fini di valorizzazione indicati nel relativo accordo di programma;
12 . Susa (Torino) - Carcere mandamentale - via al Castello, 8 (n. 10 della tabella).
Motivi: Il complesso riveste interesse soprattutto in relazione alla sua stretta contiguità al castello medioevale detto "della Marchesa Adelaide", di proprietà comunale. Poichè il castello, che ospita la sede del museo civico ed il contiguo carcere si trovano oggi in condizioni di degrado e richiedono interventi di conservazione e di adeguamento funzionale, l'Amministrazione ha elaborato un ampio programma di riqualificazione e valorizzazione del sito, i cui finanziamenti consentirebbero anche il restauro del carcere, destinato ad ospitare mostre, manifestazioni e strutture di accoglienza a servizio del museo civico.
Tenuto conto dell'interesse dell'ente locale al restauro e all'adeguamento funzionale del carcere, il trasferimento alla Patrimonio dello Stato S.p.a. potrebbe avvenire esclusivamente per finalità di valorizzazione dell'intero sito.