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Timestamp: 2018-03-18 04:02:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.6', 'art.2', 'art.13', 'art.3', 'art.3', 'art.6', 'art.13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.10', 'art.6', 'art.6', 'art.8', 'art.13', 'art.1', 'art.41', 'sentenza ', 'art.1', 'art.6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 7/07/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 8 luglio 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 07 luglio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Davidovs v. Latvia (no. 45559/06), Morari and Spiridonov v. the Republic of Moldova (nos. 4771/09 and 7170/09)
Odescalchi e Lante della Rovere c. Italia 38754/07 2 I ricorrenti sono cinque cittadini romani che invocano il diritto alla protezione della proprietà (art.1 del Protocollo n.1). Il caso concerne la destinazione d’uso di un terreno -di loro proprietà- in un parco pubblico; ciò è stato previsto dal piano regolatore generale nel 1971, approvato dalla Regione Lazio tre anni dopo. Nonostante l’area (97.938 m²) fosse sottoposta al vincolo espropriativo, diviene “zona bianca” nel 1980 a causa del piano regolatore scaduto: tale regime impedisce infatti qualsiasi intervento sulla proprietà.
Adite le vie legali, i ricorrenti ottengono pronuncia favorevole il 6 marzo 2009 nella quale i giudici intimano al comune di Santa Marinella di decidere la destinazione d’uso, nominando per giunta un commissario affinché vigilasse che i tempi della decisione non andassero oltre i 60 giorni. Il 15 giugno il commissario straordinario rinnova il decreto di esproprio così come era stato deciso dal piano regolatore generale.
Articolo 1 Protocollo n.1 Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Shamoyan c. Armenia 18499/08 2 La ricorrente armena denuncia in Corte Edu la violazione del diritto ad un processo equo (art.6 CEDU). Nel 2007 ella si trova nell’impossibilità di farsi assistere da un avvocato cassazionita a causa delle ristrettezze economiche: unica fonte di reddito, infatti, la pensione di invalidità.
Radif Shamoyan aveva in progetto la costruzione di una rampa per disabili, nel condominio dove viveva così da poter raggiungere, con la sedia a rotelle, la sua abitazione in maniera più agevole; contemporaneamente la vicina di casa si accingeva a completare i lavori di coibentazione dell’appartamento, impedendo di fatto la realizzazione della rampa per disabili.
È proprio in questa diatriba giudiziaria, avviata dalla ricorrente, che il ricorso viene rigettato nel 2007 dalla Corte di Cassazione perché l’avvocato non era patrocinante in Cassazione. Articolo 6
Danno patrimoniale - domanda respinta (articolo 41 - Danno patrimoniale)
V.M. e Altri c. Belgio 60125/11 2 Una famiglia di origine serba di etnia rom, nel 2011 dopo aver attraversato al Francia, a causa del rifiuto della domanda d’asilo, si stabilisce in Belgio. Il mese successivo, le autorità respingono la domanda e la indirizzano agli uffici competenti francesi, secondo gli accordi contenuti nel Regolamento di Dublino II. Invero, la risposta dell’Ufficio stranieri (francese) non tarda ad arrivare. secondo quest’ultimo, avoca a se la competenza, proprio in forza del Regolamento di Dublino II. Tuttavia l’ordine di abbandonare il paese subisce una sospensionea causa della gravidanza della ricorrente, ma nonostante l’ulteriore richiesta di sospensione dei provvedimenti di espulsione, viste le gravi condizioni di salute della figlioletta disabile, la proroga si estende sino al 26 settembre del 2011.
I ricorrenti, espulsi, sono costretti a riparare a Bruxelles dove, grazie ad alcune associazioni di volontariato, trovano accoglienza per alcuni giorni. Infine, dopo tre settimane di permanenza presso la stazione ferroviaria di Bruxelles ritornano in Serbia con l’aiuto di un ente di beneficenza il 25 ottobre 2011.
Oggi denunciano in Corte Edu la violazione del diritto alla vita (art.2 CEDU), del diritto ad un ricorso effettivo (art.13 CEDU) e chiedono infine l’accertamento per ciò che riguarda l’esposizione ai potenziali rischi di trattamenti inumani e degradanti ex art.3 CEDU.
Articolo 13 Eccezione preliminare unita al merito (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura
Kardišauskas c. Lituania 62304/12 3 Markas Kardišauskas sta scontando attualmente una pena nel carcere di Pravieniškės (Lituania) per stupro omicidio e rapina. Nel 2003 ha subito, durante la detenzione, maltrattamenti e lesioni gravi da parte di altri detenuti. Le autorità carcerarie non hanno individuato, nonostante le denunce precise, i suoi aggressori. Il ricorrente ha citato in giudizio lo Stato, senza successo, per il risarcimento dei danni.
Oggi invoca al Giudice di Strasburgo la violazione ex art.3 CEDU per i trattamenti inumani e degradanti.
Articolo 3 Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Rutkowski e Altri c. Polonia 72287/10, 13927/11, e 46187/11 3 I ricorrenti lamentano in Corte Edu l’inefficienza del sistema del processo polacco, sia penale che civile, per quanto riguarda la lunghezza dei procedimenti. Oltre alla denuncia ex art.6 CEDU, sollevano la violazione dell’art.13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo). Infatti solo uno dei ricorrenti, il signor Rutkowski ha ricevuto una cifra pari a 500 euro a titolo di risarcimento, mentre i ricorsi della signora Grabowska del signor Orlikowski non hanno trovato accoglimento.
I giudici nazionali, per Rutkowski e Grabowska hanno preso in considerazione la decorrenza dei termini il 2004, anno dall’entrata in vigore della legge -quest’ultima emanata proprio per porre rimedio ai processi eccessivamente lunghi; mentre per Orlikowski i magistrati hanno calcolato la decorrenza dal periodo successivo all’annullamento, da parte della Corte d’Appello, della sentenza di primo grado.
Stato Convenuto deve prendere provvedimenti di carattere generale (Articolo 46 - sentenza pilota
Articolo 46-2 - Misure di carattere generale)
Danno patrimoniale - domanda respinta (articolo 41 - danni pecuniari
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - il danno non patrimoniale
Morar c. Romania 25217/06 3 Il signor Morar è un giornalista professionista rumeno, nel 2004 in piena campagna elettorale pubblica alcuni articoli per il settimanale satirico Academia Caţavencu per il quale lavora.
Alcuni politici denunciano per diffamazione a mezzo stampa ben tre giornalisti del settimanale compreso il ricorrente. La Corte d’Appello accoglie nel 2005 il ricorso e condanna Morar al pagamento di 10000 dollari per i danni non patrimoniali arrecati all’attore VG, e a 16000 dollari per cosi e spese.
Oggi Morar rivendica in Corte Edu non solo il diritto alla libertà di espressione, così come sancito all’art.10 della Convenzione, ma denuncia anche ex art.6 CEDU i tempi molto brevi concessi per visionare i documenti e le accuse a suo carico e preparare un’adeguata difesa.
Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione {Generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione
La libertà di comunicare informazioni)
M.N. e Altri c. San Marino 28005/12 3 I ricorrenti sono quattro cittadini italiani che lamentano denegata giustizia perché nel 2011 è stato loro negato l’accesso ad un tribunale.
La vicenda ha origine da alcune indagini avviate da magistrati italiani, i quali successivamente formulano a carico dei ricorrenti le accuse di associazione a delinquere, riciclaggio di danaro sporco, appropriazione indebita, evasione fiscale e frode.
Le autorità di San Marino, hanno da subito collaborato, disponendo così le perquisizioni e i sequestri.
I ricorrenti vedono però respinto, perché irricevibile, il loro ricorso dal Tribunale di San Marino sia in primo grado sia in appello: stando alla decisione, questi avrebbero dovuto sollevare le doglianze innanzi al Giudice italiano. Ricorrono oggi in Corte Edu per denunciare la violazione dell’art.6 CEDU (diritto ad un processo equo), dell’art.8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), e rispetto ai rimedi rivelatisi inefficaci, sollevano la doglianza ex art.13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto per la corrispondenza
Bittó e Altri c. Slovacchia 30255/09 2 La Corte Edu ha già preso posizione, decretando la violazione dell’art.1 protocollo n.1, rispetto al ricorso di 21 cittadini slovacchi, i quali, proprietari di diversi immobili lamentavano l’iniquità delle tariffe di affitto –così come calmierate dallo Stato.
Nel ricorso si apprende infatti che il tasso di affitto stabilito non era sufficiente a sostenere le spese di manutenzione ordinaria degli immobili. Oggi la Corte Edu quantifica in termini di equa soddisfazione, ex art.41, i danni subiti dai ricorrenti.
Gürtaş Yapı Ticaret Ve Pazarlama A. Ş. c. Turchia 40896/05 2 Gurtas Yapi ve Ticaret Pazarlama A.Ş. una società a responsabilità limitata turca acquista alcuni lotti di terreno. 49 m² vengono interessati da un procedimento di esproprio. Nel 1998, l’Ufficio catastale informa i proprietari che la superficie acquistata corrispondeva in realtà a 201.951 m², e non 485.151 m², così come stabilito nel contratto di compravendita. L’anno successivo la società ricorrente cita in giudizio lo Stato turco ottenendo un risarcimento pari a 45.000 euro, ma in Cassazione la sentenza di primo grado viene annullata, sicché Ankara, per i giudici, non è più responsabile. Oggi la Corte europea accerta la violazione dell’art.1 Protocollo 1 perché responsabile dell’interferenza con il diritto al rispetto della proprietà. Articolo 1 Protocollo n.1
Parzialmente irricevibile
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, paragrafo 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Danni marteriali - risarcimento (Articolo 41 - Danno economico
Danno morale - accertamento di violazione sufficiente (Articolo 41 - Danno morale
Sarıdaş c. Turchia 6341/10 2 Il signor Bayram Sarıdaş all’età di 44 anni viene chiamato al servizio militare, tuttavia egli presenta al reparto di neurologia dell’Ospedale Militare GATA un referto medico di cinque anni prima, secondo il quale questi risultava affetto da sindrome di Wernicke-Korsakoff. Tuttavia gli esami psichiatrici disposti in seguito risulteranno tutti in senso contrario da quello del 2001.
Il ricorrente è dunque idoneo per la leva ma di fatto non prende servizio. Nel 2007, il Centro del Servizio militare respinge la sua domanda riguardante l’esenzione degli obblighi militari. Successivamente chiede una perizia all’Ospedale Miltare GATA, e propone nuovamente ricorso al Ministro della Difesa.
Tuttavia nel 2008 la Commissione sulla Salute decreta l’idoneità del ricorrente al servizio militare, ma senza tener conto della relazione finale del GATA.
Per questi motivi denuncia oggi in Corte Edu la violazione dell’art.6 CEDU (diritto ad un equo processo).
Prova del contraddittoriol)
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