Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterico201403273.html
Timestamp: 2018-02-22 19:06:01+00:00
Document Index: 72963413

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 149', 'sentenza ', 'art. 168', 'art. 149', 'art. 15']

Registro dei provvedimenti n. 164 del 27 marzo 2014
VISTAl'istanza ex art. 7 del d.lgs. 196/2003 del Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice") datata 18 novembre 2013 inviataa Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con la quale XY, exdipendente di tale banca e parte in alcuni giudizi in corso dinanzi all'autoritàgiudiziaria nei confronti della stessa, ha chiesto (in modo poco comprensibiledato il richiamo ad una serie di documenti attinenti a tematiche più disparatee alcuni anche molto risalenti nel tempo) di accedere ai dati personali che loriguardano contenuti in numerosi documenti contraddistinti dai numeri da 1) a16); in particolare trattasi di: a) documenti risalenti agli anni 1994-1995relativi ad attività dell'ufficio cui il ricorrente era impiegato (tra questi,memorie che sarebbero state commissionate allo stesso dai superiori gerarchiciin riferimento a contenziosi che hanno interessato la banca) e altradocumentazione - priva di riferimento temporale - relativa al conferimento diincarichi per la rappresentazione e/o la difesa in giudizio; b) alcune deliberedel Consiglio di amministrazione e del Comitato esecutivo relative aglianni 1998, 2002,2004, 2011; c) nonché documenti relativi alle valutazioniconnesse al premio di rendimento per il 2008;
VISTOil ricorso presentato il 19 dicembre 2013 da XY nei confronti di Cassa dirisparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con il quale l'interessato haribadito le proprie richieste chiedendo anche di porre a carico dell'istitutodi credito resistente le spese del procedimento;
VISTIgli ulteriori atti d'Ufficio e, in particolare, la nota del 10 gennaio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato laresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la notadel 14 febbraio 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;
VISTEle note pervenute via e-mail il 30 gennaio 2014 e il 20 marzo 2014 con le qualila resistente, rappresentata e difesa dall'avv. Vittorio Supino, ha in primoluogo sottolineato di avere già fornito riscontro all'interessato con nota del6 dicembre 2013 (di cui ha allegato copia), nella quale, tra l'altro, sievidenzia che l'istanza del ricorrente sarebbe volta ad ottenere "atti edocumenti già richiesti nel corso del giudizio oggetto di valutazione da partedei magistrati giudicanti", ormai definito con sentenza della corte diAppello de L'Aquila del 12.4.2012; nelle medesime note, con riferimento ai tregruppi di documenti come individuati nell'interpello preventivo, la resistenteha altresì aggiunto che: a) per quanto attiene al primo gruppo trattasi, inparte, di documentazione "non più esistente agli atti della Cassa ancheperché non soggetta all'obbligo di tenuta essendo trascorsi circa ventianni", ed in altra parte di atti che, sulla base delle indicazioni fornitedal ricorrente, non è possibile individuare ; b) in ordine al secondo gruppo didocumenti la resistente ha fornito copia delle delibere richieste con "gliopportuni omissis"; c) infine, con riferimento alla documentazione di cuial terzo gruppo, la resistente ha affermato che il documento richiesto"non esiste agli atti dell'istituto di credito resistente";
VISTEle note pervenute via fax il 7 e 30 gennaio 2014 e il 4 febbraio 2014 con lequali l'interessato, nel ribadire le proprie richieste, ha specificato di averericevuto risposta al proprio interpello solo in data 3 gennaio 2014;
RILEVATOche la resistente, alla luce della documentazione in atti, ha fornito unsufficiente riscontro alle richieste del ricorrente, integrando nel corso delprocedimento gli atti già forniti all'interessato anche all'esito dei diversiprocedimenti instaurati presso questa Autorità e affermando (con dichiarazionedella cui veridicità l'autore risponde ai sensi dell'art. 168 del Codice:"Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante") che partedella documentazione richiesta, "essendo ormai trascorsi venti anni, nonesiste più agli atti dell'istituto di credito"; ritenuto, pertanto, didover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149,comma 2, del Codice; ciò anche in considerazione della difficile intellegibilità delle richieste dell'interessato, alcune delle quali formulate senza alcunriferimento temporale che consenta l'individuazione degli atti richiesti;
RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare le spese tra le parti anche allaluce del riscontro fornito dal titolare del trattamento e della peculiaritàdella vicenda;
VISTEle osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamentodel Garante n. 1/2000;
2)dichiara compensate le spese tra le parti.