Source: https://blog.startups.it/jobs-act-lavoratori-autonomi/
Timestamp: 2019-05-19 12:35:44+00:00
Document Index: 49253414

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art.9', 'art. 54', 'art. 9', 'art. 54', 'art. 9']

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Von Dott.ssa Elena Sani, 30 giugno 2017
È stata pubblicata in data 13/06/2017 la Legge n. 81 del 22 maggio 2017 che introduce una serie di tutele contrattuali a favore dei lavoratori autonomi e in tema di welfare.
Nel presente articolo ci si concentrerà tuttavia esclusivamente sulle disposizioni avente carattere fiscale, che possono essere così riassunte:
SPESE “PREPAGATE” RELATIVE ALL’ESECUZIONE DI UN INCARICO (art. 8 c.1)
Dopo il recente intervento apportato dal DL 193/2016 – che aveva esteso la disciplina delle spese di vitto e alloggio del professionista prepagate direttamente dal committente anche alle spese di viaggio – con il Jobs Act dei lavoratori autonomi detta disciplina viene estesa a tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito sostenute direttamente dal committente, e non più soltanto a quelle di vitto, alloggio, viaggio e trasporto.
Pertanto, in base all’attuale disciplina:
Il committente potrà registrare direttamente la fattura (e, se si tratta di spese di vitto e alloggio, per il committente non opera il limite di deducibilità del 75%, ma il relativo costo sarà deducibile integralmente al 100%), sempre a condizione che, come per il passato, sia dimostrabile l’inerenza della spesa rispetto all’attività del committente, l’effettività della stessa e che dalla documentazione fiscale risultino gli estremi del professionista che ha fruito delle prestazioni e somministrazioni.
Il professionista non dovrà più riaddebitare in fattura al committente tali spese e non può considerare il relativo ammontare quale componente negativo deducibile; in sostanza, viene così sancita la completa irrilevanza dei valori corrispondenti alle prestazioni e somministrazioni acquistate dal committente di cui il professionista ha beneficiato per rendere la propria prestazione:
sia quali compensi in natura
sia quali spese per la produzione del reddito
SPESE SOSTENUTE DAL PROFESSIONISTA E RIADDEBITATE AL COMMITTENTE (art. 8 c. 1)
Con riferimento alle spese relative all’esecuzione di un incarico che, a differenza di quelle sopra elencate, non sono state anticipate dal committente ma sono sostenute direttamente dal professionista, è stato previsto che le soglie di deducibilità ordinariamente applicabili alle spese di vitto e alloggio (75% della spesa sostenuta, nei limiti del 2% del reddito di lavoro autonomo professionale) non si estendono ai suddetti costi se questi sono, congiuntamente:
sostenuti dal professionista per l’esercizio di un incarico
addebitati analiticamente in capo al committente
Pertanto ora questa tipologia di spese è totalmente imponibile per il professionista e, parallelamente, anche integralmente deducibile, al ricorrere delle due condizioni citate.
SPESE DI FORMAZIONE (art.9 c. 1)
E’ stata riformulata la disciplina delle spese di formazione, sancendone ora l’integrale deducibilità (in luogo della previgente deducibilità limitata al 50%), entro il limite annuo di 10.000 euro. Per “spese di formazione” si intendono le spese per iscrizione a master e a corsi di formazione o aggiornamento professionale, nonché spese di iscrizione a convegni e congressi. Vengono altresì ricomprese nelle spese di formazione deducibili al 100% – ferma restando la soglia massima annua di cui sopra – anche quelle riconducibili a costi di viaggio, vitto e alloggio sostenute nell’ambito della partecipazione ai corsi di formazione. Nella precedente versione dell’art. 54 comma 5, le spese di soggiorno relative a corsi di formazione erano invece deducibili solamente per il 75%, determinando una deducibilità finale del 37,5% (ossia il 50% del 75%).
SERVIZI DI ORIENTAMENTO (art. 9 c.1)
Il novellato art. 54 comma 5 del TUIR prevede ora la deducibilità integrale, entro il limite annuo di 5.000 euro, delle spese sostenute per il pagamento di servizi specialistici per il lavoro e le politiche attive del lavoro offerti da soggetti accreditati (agenzie per il lavoro); si tratta, ad esempio, di servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità mirate a sbocchi occupazionali, consistenti nell’assistenza prestata al lavoratore autonomo per il suo inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.
ASSICURAZIONI FACOLTATIVE (art. 9 c.1)
Viene altresì riconosciuta la deducibilità delle spese relative al pagamento di premi per polizze assicurative facoltative contro il rischio di mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo.
Si precisa che con riferimento ai punti n. 3) e 4) non è stato ancora definitivamente chiarito se i limiti di 10.000 e 5.000 euro, in caso di studi associati, debbano essere riferiti al singolo professionista persona fisica o all’ente; il riferimento al singolo professionista dovrebbe essere la più consona per natura e tipologia di costi in questione, tuttavia, ad oggi, la questione rimane aperta.
Un altro punto irrisolto riguarda il trattamento del corso di formazione a cui partecipa non direttamente il professionista, ma un suo dipendente / collaboratore / praticante; come per il passato, la soluzione più ragionevole, dovrebbe essere quella di considerare i relativi costi come deducibili in base al principio di inerenza, senza concorrere al computo del limite di deducibilità di 10.000 euro.
Infine, si precisa che le disposizioni di cui sopra, per espressa previsione normativa, hanno effetto a decorrere dal 2017.