Source: http://www.cartellopoli.net/2016/02/si-e-svolto-il-4-incontro-pubblico-sul.html
Timestamp: 2017-06-26 17:27:34+00:00
Document Index: 166318513

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 32']

CARTELLOPOLI: Si è svolto il 4° incontro pubblico sul Piano di Localizzazione degli impianti pubblicitari dell’XI Municipio
Si è svolto il 4° incontro pubblico sul Piano di Localizzazione degli impianti pubblicitari dell’XI Municipio
questo articolo ripreso dal sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi:http://www.vasroma.it/si-e-svolto-il-4-incontro-pubblico-sul-piano-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-dellxi-municipio/
Alle ore 15,00 circa di ieri nell’aula del Consiglio dell’XI Municipio in Via Camillo Montalcini n. 1 (Villa Bonelli) è iniziato il 4° incontro pubblico sul piano di Localizzazione stavolta di questo Municipio.
Per il Comune era presente sempre il Sub Commissario Giuseppe Castaldo
a cui è stata assegnata la delega in materia di Attività Produttive, il
Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico Attività Produttive e Agricoltura Dott.ssa Silvana Sari e per la seconda volta la Dirigente della Unità Organizzativa “Affissioni e Pubblicità” Dott.ssa Monica Giampaoli. Era nuovamente presente anche il Dott. Gianluca Giattino della S.p.A. “Aequa Roma” che ha redatto i 15 Piani di Localizzazione. Per l’XI Municipio erano presenti il Presidente Maurizio Veloccia, che ricopre anche la carica di Assessore alle Attività Produttive, la Vice Presidente Ileana zzillo ed il consigliere Gaetano Cellamare (PD), membro della Commissione Attività Produttive, e la Sig.ra Paola Mazzocchi dell’Ufficio Pubblicità.
Per la Unità Organizzativa dell’XI Gruppo Marconi del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale erano presenti il sig. Giampaolo Magnoli ed il sig. Alessio Bargiacchi (che tra il 2011 ed il 2012 ha dato seguito a diverse mie segnalazioni di impianti pubblicitari abusivi). Erano presenti fra il pubblico, oltre al sottoscritto, l’Arch. Scaccia (libero professionista), l’Avv. Ettore Corsale (della associazione di categoria A.I.P.E.), il sig. Rodolfo Moretti (della associazione di categoria “A.I.P.E.”), la sig.ra Daniela Fornari (della ditta “CLEAR CHANNEL”), il sig. Ranieri Randaccio (della ditta “SCI”) e la sig.ra Stefania Palmigiani (della ditta “SIPEA”).
Ha dato inizio all’incontro pubblico il Presidente Maurizio Veloccia.
Senza perdersi in convenevoli, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha dato la parola al Sub Commissario Giuseppe Castaldo: “stiamo dando attuazione ad una disposizione regolamentare”, ha detto aggiungendo che “siamo qui per ascoltare tutti i vostri contributi” ed invitando prima la Dott.ssa Silvana Sari ad indicare in modo puntuale la procedura.
La Direttrice del Dipartimento Attività Produttive la ribadito che la
procedura amministrativa per l’approvazione dei Piani di Localizzazione
trae fondamento da tre disposizioni normative che sono l’art. 32 della normativa tecnica di attuazione del PRIP (sulla partecipazione popolare), il 2° comma dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità (sull’obbligo di approvare i Pian i di Localizzazione dopo aver sentito il “parere” dei Municipi) e l’art. 6 del Regolamento del Decentramento Amministrativo (sull’obbligo di chiedere il “parere” consultivo preventivo ma obbligatorio dei Municipi).
Dal loro studio (e dalla consultazione avuta con gli uffici) è venuto
fuori che dopo il prossimo 24 febbraio i Municipi dovranno trasmettere tutti i verbali degli incontri pubblici e tutti i contributi pervenuti: la Dott.ssa Monica Giampaoli quale responsabile del procedimento, controdedurrà predisponendo la “proposta” di delibera che sarà approvata
dal Commissario Straordinario e su cui solo allora verranno richiesti i
“pareri” dei Municipi: ha precisato che caso mai verrà richiesta la procedura abbreviata che riduce da 30 a 20 i giorni entro cui i Municipi
dovranno esprimere i “pareri”, che saranno raccolti dal Segretario Generale ed esaminati per poi redigere la delibera di approvazione definitiva.
Ha quindi affermato che “la discussione arricchisce anche noi, ma vorrei fare chiarezza”:
ha quindi aggiunto che si sta discutendo esclusivamente sui Piani di Localizzazione e non si può pertanto “dibattere” sul PRIP, precisando che i Piani di Localizzazione costituiscono un atto che discende dal PRIP, ma che è attuativo.
Il Presidente Maurizio Veloccia ha invitato i presenti ad intervenire.
È intervenuto per primo l’Avv. Ettore Corsale che a nome della associazione di categoria A.I.P.E. ha voluto premettere che forse anche perché magari male informato non gli risultava che si fosse ancora discusso presso il TAR di Roma dei ricorsi presentati contro il PRIP: ha aggiunto che “siamo in attesa delle sentenze e siamo molto curiosi di vedere cosa verrà deciso”.
Riguardo al Piano di Localizzazione dell’XI Municipio gli è sembrato giusto ripercorrere alcuni punti, precisando che “dall’altra parte c’è anche il pubblico” (vale a dire il sottoscritto, visto che l’Arch. Sciacca sedeva dietro di lui).
Ha voluto parlare in primo luogo della costruzione generale dei Piani
di Localizzazione, fatta più con un occhio teso a definire le future gare per circuiti e lotti: ha fatto notare che ci sono diversi circuiti (ha citato gli impianti speciali per il servizio di Bike Sharing, gli impianti SPQR e gli impianti privati su suolo pubblico) per rimarcare che gli pare che ci sia una sproporzione tra quelli riservati al Bike Sharing, perché sono favoriti a svantaggio di altri circuiti che restano
a rischio di essere commercialmente privi di convenienza economica.
Ha fatto notare che gli impianti SPQR (specie quelli posizionati anche e soprattutto nelle strade non pianificate dal PRIP) sono in prevalenza paline di formato 1,00 x 1,00: ha sostenuto che i formati europei prevedevano anche per gli impianti SPQR il formato da mt. 1,20 x
1,80 che invece non figura nel nuovo Regolamento di Pubblicità.
C’è quindi il rischio che le gare vadano deserte.
L’altro filone di critica riguarda l’effettiva installabilità degli impianti nel rispetto del Codice della Strada, che non consente di posizionarli su marciapiedi non a norma: ha fatto presente che ”da nostri sopralluoghi molti impianti non sono installabili”.
Ha citato la percentuale del 15% della superficie espositiva complessiva da posizionare sulle strade laterali, lasciando intendere che sia utilizzabile anche dopo ma senza risolvere il problema.
Ha concluso il suo intervento facendo una critica anche a come si stanno svolgendo gli incontri pubblici, perché gli piacerebbe che si discutessero i problemi posti sul tappeto, dando delle risposte agli interrogativi sollevati.
È intervenuto a seguire il sig. Ranieri Randaccio della ditta S.C.I. per fare presente alla Dott.ssa Sari che ha detto di voler concentrare l’attenzione esclusivamente sui Piani di Localizzazione quando in altri Comuni sono stati approvati dei Piani Regolatori Generali degli impianti pubblicitari che contestualmente stabiliscono le singole posizioni.
A suo giudizio i Piani di Localizzazione costituiscono “uno strumento che già dice a chi dare gli impianti ed a chi toglierli e come”.
Ha aggiunto che in forza delle deliberazioni n. 49 e n. 50 approvate dal’Assemblea Capitolina “siamo
stati invitati, anzi siamo stati diffidati a fare forti investimenti per rifare l’intero parco dei nostri impianti che per giunta non si sa che fine faranno”.
“Posso andare oltre” ha proseguito aggiungendo che “sulla
fattibilità delle installazioni abbiamo fatto studi sul territorio che portano anche al 50-60% di inattuabilità: tutto ciò comporterà delle problematiche notevolissime specie per quanto riguarda i proventi , perché non ci sarà nessun utile se non si potrà installare addirittura il 40-50% degli impianti”.
A suo giudizio un impianto vale a seconda del valore della strada in cui è posizionato e della sua visibilità: nei Piani di Localizzazione non c’è scritto da nessuna parte se nelle posizioni individuate si possa
installare un impianto frontale, obliquo o perpendicolare al senso di marcia.
Sempre a suo giudizio “i piani particolareggiati privilegiano eccezionalmente gli impiantii per il Bike Sharing determinando un vero e
proprio monopolio” ed ha aggiunto che il formato da mt. 3,20 x 2,40 non si sa da dove esce fuori: ha parlato di concorrenza sleale.
Ha concluso il suo intervento ponendo l’accento su una seconda situazione determinante: “è che nelle strade più importanti ci sono solo e sempre gli impianti per il Bike Sharing”.
Ha preso quindi la parola Rodolfo Moretti della associazione di categoria A.I.P.E. che riguardo alla redazione del Piano
di Localizzazione dell’XI Municipio ha posto l’attenzione sul riquadro A3 per mettere in risalto che su viale Guglielmo Marconi c’è il massimo di impianti per il servizio di Bike Sharing (per l’esattezza vi sono stati posizionai anche 3 impianti per pubbliche affissioni e 3 impianti per cultura e spettacolo, ndr.).
È intervenuta la sig.ra Stefania Palmigiani della ditta SIPEA, premettendo di aver fatto personalmente i sopralluoghi a conclusione dei
quali non può che confermare quanto detto da chi l’ha preceduta.
Ha detto di avere riscontrato strade a senso unico con il paradosso di impianti bifacciali: ha parlato delle strade con filari di alberi che
riducono la visibilità degli impianti pubblicitari.
Ha poi messo in risalto la situazione riscontrata misurando con il centimetro l’esiguità di marciapiedi che impediscono l’installazione degli impianti.
Ho chiesto ed ottenuto quindi di parlare per fare una serie di puntualizzazioni.
Ho fatto presente alla Dott.ssa Silvana Sari che se il 2° comma dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità obbliga a “sentire” i Municipi e l’art. 6 del Regolamento del Decentramento Amministrativo stabilisce che occorre richiedere il loro “parere” su tutte le “proposte” di piani territoriali a carattere urbanistico quali sono a tutti gli effetti i Piani di Localizzazione che la Giunta ha adottato proprio come “proposta” con la deliberazione n. 325 del 13 ottobre 2016,
mi si dovrebbe spiegare perché non sia stata ancora trasmessa la richiesta ed anzi la si voglia posporre e demandare ad una seconda “proposta” deliberata dal Commissario Straordinario.
Ho fatto notare di avere trasmesso anche al Sub Commissario Giuseppe Castaldo la Nota VAS prot. n. 1 del 4 gennaio 2016 che
entra anche nel merito del suddetto problema del “parere” dei Municipi e
dal momento che non mi è stato ancora risposto ho chiesto che mi venga messa per iscritto la conferma della procedura per me anomala che si vuole seguire.
Ho quindi voluto riferirmi alla affermazione fatta dalla Dott.ssa Silvana Sari sulla attenzione da porre esclusivamente sui Piani di Localizzazione per far presente che sono strumenti di attuazione del PRIP, di cui riporto spesso estratti delle tavole per dimostrare il mancato rispetto delle sue destinazioni.
Ha anche fatto presente che i Piani di Localizzazione mettono in pratica i diversi indici di affollamento che non mi sono premurato di verificare, perché non metto nel minimo dubbio la professionalità che riconosco pienamente alla S.p.A. “Aequa Roma”, che in taluni Piani di Localizzazione (come credo l’VIII) ha inserito le nuove strade previste dal PGTU del 2004, ma non pianificate nel PRIP, senza però dare dimostrazione né di quale tipo stradale né di quale indice di affollamento sia scaturito dallo stesso metodo utilizzato per il PRIP.
All’Avv. Ettore Corsale che non era presente all’incontro pubblico del giorno prima, quando un cittadino si è scandalizzato della presenza dei rappresentanti delle ditte ed ha parlato di “conflitto di interessi”, ho fatto notare che non poteva fare il distinguo che ha invece fatto tra “ditte pubblicitarie” da una parte e “pubblico” dall’altra, dal momento che il testo dell’art. 32 parla di “cittadini singoli o associati” come sono quindi sia loro che i comitati e le associazioni ambientaliste come VAS.
Ho quindi volutamente fatto una precisazione riguardo alle dichiarazioni del sig. Randaccio (fatte anche in occasione del 1° incontro pubblico) relativamente al danno che avrebbero subito le ditte pubblicitarie con la obbligatoria riconversione degli impianti da 4 x 3 a
3 x 2: ho messo in risalto che a chiedere l’eliminazione degli impianti
di formato 4 x 3 è stato proprio il sig. Ranieri Randaccio con Nota della SCI del 14 marzo 2014,
mettendo in ancor maggiore risalto che con l’operazione hanno ottenuto una notevole riduzione del Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) con cui
si sono di fatto ripagate l’operazione di rimozione dei 4 x 3 e di loro
sostituzione con impianti di mt. 3 x 2.
Ho voluto fare una ulteriore precisazione riguardo alla lamentela che
ho sentito (anche qui fin dal primo incontro pubblico) sulla “esclusività” e sul “monopolio” che sarebbero stati assicurati agli impianti speciali (ma non solamente per il servizio di Bike Sharing), su
cui si stava dando una non corretta informazione, dal momento che con i
criteri dettati dalla Giunta Capitolina agli impianti speciali sono stati assegnati non solo gli 8.000 mq. di superficie espositiva da riservare al servizio del Bike Sharing, ma anche 5.000 mq. di ulteriore superficie espositiva da riservare ai servizi igienici ed anche ad elementi di arredo urbano.
Ho voluto correggere anche la disinformazione data sulla riduzione che avrebbero subito soltanto le altre tipologie di impianti facendo presente che il recepimento obbligatorio dei “pareri” espressi dalle Soprintendenze ha comportato una riduzione generalizzata che ha toccato anche gli impianti speciali, perché sono scesi dai complessivi 13.000 mq. iniziali agli 11.360, 4 mq. finali.
Ho voluto ribattere anche alla “tesi” delle migliori posizioni che sarebbero state date agli impianti per il Bike Sharing sulla strade più importanti, facendo presente l’altro criterio dato dalla Giunta Capitolina che è stato quello di confermare le posizioni sul territorio (rispettose delle norme vigenti in materia) in cui sono oggi gli impianti registrati nella Nuova Banca Dati, che hanno quindi lasciato gli impianti SPQR sulle posizioni di rendita che avevano fin dall’inizio, prima di essere svalutati dall’abusivismo: ho messo in risalto che questa operazione non ha riguardato gli impianti speciali perché non figurano ancora in Banca Dati e quindi sono stati posizionati
dopo, facendo cadere miseramente l’accusa di essere stati favoriti.
Ho messo in risalto che proprio il suddetto criterio appare contradditorio con quello della sostenibilità economica degli impianti per il servizio del Bike Sharing, perché non l’ha di fatto permessa, per
cui ora si tratta di fare una proposta che possa creare aree di esclusiva pertinenza non solo per il Bike Sharing, ma quanto meno anche per gli impianti SPQR e gli impianti privati su suolo pubblico: ho quindi sintetizzato la nostra proposta che per il Piano di Localizzazione dell’XI Municipio è quella di dare valore ai due assi di penetrazione urbana verso il centro storico costituiti dalla via Portuense e da via Gugliemo Marconi destinando in prevalenza ad impianti
speciali il lato che va in direzione del centro storico e ad impianti SPQR il lato opposto in direzione del confine comunale, lasciando sul posto gli impianti per pubbliche affissioni e gli impianti per cultura e
spettacolo perché non fanno concorrenza, scambiando invece gli impianti
privati con impianti speciali o SPQR presi da altre strade.
Ho fatto sapere inoltre di aver proposto aree di pertinenza esclusiva
anche per il circuito degli impianti privati in funzione dei futuri bandi, rimarcando però la forte differenza che ci deve essere tra bandi di gara alla maggiore offerta e bandi di gara in cui si chiede come corrispettivo un servizio molto oneroso come quello del Bike Sharing che
sono stata io caldeggiare per dare a Roma la possibilità di andare al lavoro in bicicletta (anche elettrica) contribuendo ad allentare in qualche misura la morsa del traffico.
Ho ribadito che per “par condicio” non ci deve essere uno dei tre principali circuiti sfavorito, ma che questo deve avvenire nel rispetto delle diversità degli impianti con corrispettivo o senza di un servizio .
che comporta sostenibilità economiche diverse.
Ho fatto capire infine la differenza che c’è tra “osservazioni”, “proposte” e “istanze” facendo presente che fra queste ultime c’è quella
che ha riguardato proprio via Guglielmo Marconi, dove il Piano di Localizzazione ha posizionato i 9 impianti di cui ho detto precedentemente sullo spartitraffico centrale che è largo meno dei 4 metri minimi prescritti: l’istanza consiste nell’esigere la eliminazione
dovuta di tali posizioni, accompagnandola però con la proposta di spostarli sui lati della stessa strada.
La Sig.ra Palmigiani ha voluto fare a sua volta una precisazione riguardante il mancato rispetto a suo giudizio del D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ndr.), perché i Piani di Localizzazione hanno posizionato impianti pubblicitari dentro la fascia di rispetto di 150 metri da ogni sponda del fiume Tevere: come ho avuto modo di farle presente in disparte alla fine dell’incontro pubblico la sig.ra Palmigiani ignora che la suddetta disposizione non si applica alle aree che alla data del 6 settembre 1985 erano destinate dal P.R.G. a
zone territoriali omogenee A (centro storico) e B (aree contigue al centro storico).
Il sig. Ranieri Randaccio ha voluto replicare: “Vedo una forte ostinazione a tutela del Bike Sharing (che ripeto ha un valore monopolista). Mi permetto di andare oltre: mi stupisce che il Comune si preoccupi della sostenibilità economica in danno degli altri circuiti di
un serzio iperprivilegiato: a Milano non si sono minimamente preoccupati della sostenibilità economica ed il servizio di Bike Sharing
funziona lo stesso benissimo”.
È tornato a lamentare che non ci sarà un ammortamento della conversione degli impianti di mt. 4 x 3, contestando il superiore formato dell’impianto speciale di mt. 3,20 x 2,40: ha concluso facendo sapere che molti clienti si sono già allontanati, per cui il suo fatturato è calato del 50% . È intervenuto a questo punto l’Arch. Scaccia, definendosi un libero professionista, per sollevare due questioni di carattere esclusivamente tecnico.
La prima ha riguardato la richiesta di installazione di un impianto in adeguata planimetria (piante, prospetti, sezioni ecc.) sostenendo che
non è possibile trasferire questo concetto tecnico sulla inadeguata scala dei Piani di Localizzazione, per cui questo comporta l’inosservanza della normativa.
Il secondo aspetto tecnico ha riguardato la valutazione preventiva delle strade come classificate dal Codice della Strada (urbane di quartiere, locali ecc.): ha parlato di errore madornale dei Piani di Localizzazione perché a suo giudizio redatti senza analisi del territorio.
Mi sono sentito in dovere di intervenire per far presente che il PRIP
ha tenuto ben presenti i tipi di strade del Codice della Strada che hanno contribuito anche a stabilire i diversi indici di affollamento e che i Piani di Localizzazione sono stati redatti nel pieno rispetto di tutte le distanze minime prescritte da semafori, incroci, strisce pedonali e quant’altro.
Riguardo alle planimetrie relative agli impianti ho fatto presente che si stava confondendo la procedura di oggi, che possono essere richiesti in quel modo da un privato l’installazione di nuovi impianti (paline di mt. 1 x 1), rispetto ad un domani quando sarà il Comune a definire ogni singolo impianto da inserire nei lotti territoriali da mettere a gara.
Il Sub Commissario Giuseppe Castaldo ha chiuso l’incontro pubblico affermando che si tratta di un settore complesso con interessi compositi, diversi che dobbiamo conciliare.
Ha ribadito quanto già detto il giorno prima, vale a dire che le controdeduzioni ai contributi pervenuti si baseranno su due presupposti:
gli aspetti tecnici e giuridici da una parte e l’equilibrio ed il bilanciamento degli interessi dall’altra.
Nel salutarlo, ho tenuto a fargli presente che il “bilanciamento” va comunque fatto sempre rispettando la gerarchia degli interessi che considera prioritari quelli diffusi riferiti alla intera città che debbono venire quindi prima degli interessi particolari delle ditte.
Ho consegnato quindi a chi aveva verbalizzato la copia cartacea delle OSSERVAZIONI, PROPOSTE E ISTANZE RELATIVE AL PIANO DILOCALIZZAZIONE DELL’XI MUNICIPIO.
Anonimo17 febbraio 2016 17:20Ancora una volta Roma ringrazia l'Arch. Bosi, che la difende dai pirati.RispondiEliminaAggiungi commentoCarica altro...