Source: http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/39031-accertamento-illegittimo-se-il-contraddittorio-preventivo-non-reso-concretamente-possibile
Timestamp: 2017-04-30 03:02:55+00:00
Document Index: 164021384

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12']

Accertamento illegittimo se il contraddittorio preventivo non è reso concretamente possibile :: Difendersi dal fisco :: Diritto & Diritti
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La Suprema Corte, accoglie il ricorso, cassa l'impugnata sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale in diversa composizione anche per le spese presente giudizio di legittimità. Osservazioni.
La Cassazione precisa la necessaria congruità dei termini assegnati al contribuente per l'effettivo svolgimento della fase di contraddittorio preventivo prevista dall'art. 12, comma 7 dello Statuto del Contribuente, ribadendo la illegittimità dell'atto di accertamento emesso senza osservare tale fase preliminare, a pena di nullità dell'atto impositivo. Disposizioni rilevanti.
d) quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni accertate ai sensi del precedente comma ovvero le irregolarità formali delle scritture contabili risultanti dal verbale di ispezione sono così gravi, numerose e ripetute da rendere inattendibili nel loro complesso le scritture stesse per mancanza delle garanzie proprie di una contabilità sistematica. Le scritture ausiliarie di magazzino non si considerano irregolari se gli errori e le omissioni sono contenuti entro i normali limiti di tolleranza delle quantità annotate nel carico o nello scarico e dei costi specifici imputati nelle schede di lavorazione ai sensi della lettera d) del primo comma dell'art. 14 del presente decreto. d-bis) quando il contribuente non ha dato seguito agli inviti disposti dagli uffici ai sensi dell'articolo 32, primo comma, numeri 3) e 4), del presente decreto o dell'articolo 51, secondo comma, numeri 3) e 4), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Qui la sentenza n. 21822 - 28/10/2016 - Corte di Cassazione - Civile, V
Nei casi in cui sussiste il diritto del contribuente al contraddittorio preventivo prima dell'emissione dell'atto di accertamento, il giudice tributario deve verificare che l'Ufficio abbia reso concretamente possibile il suo svolgimento. Decisione: Sentenza n. 21822/2016 Cassazione Civile - Sezione V Classificazione: Tributario Parole chiave: #accertamentotributario, #contraddittoriopreventivo, #fulviograziotto, #scudolegale Il caso. Prima dell'emissione dell'atto di accertamento basato sugli studi di settore, l'Agenzia delle Entrate aveva convocato in contraddittorio un contribuente con invito a comparire e richiesta di produrre documentazione entro soli 4 giorni lavorativi. Il contribuente impugnava il successivo accertamento e la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso, ma la Commissione Tributaria Regionale ribaltava l'esito. Il contribuente ricorreva in Cassazione, che lo ha accolto. La decisione. Nell'esaminare il ricorso, la Corte rileva che «la questione della non congruità del termine per il contraddittorio - pur non rientrando tra i motivi addotti a sostegno dell'opposizione - tuttavia era entrata nel processo ed era stata oggetto di discussione tra le parti come si evince: dal contenuto della sentenza della Commissione Provinciale che aveva sottolineato che "..l'Ufficio non può certo invocare la mancata comparizione del contribuente al contraddittorio quale esimente dei propri doveri; ciò anche in considerazione dei termini perentori e lesivi del diritto di difesa espressi nell'invito stesso"». La Suprema Corte ricorda la sorte dell'atto impositivo nei casi in cui è previsto il rispetto del contraddittorio preventivo: «la verifica della rituale attivazione del contraddittorio con il contribuente è richiesta a pena di nullità dell'accertamento fondato sugli studi di settore (ex multis e da ultimo: Cass. n. 14288 del 13/07/2016; Cass. n. 17646 del 06/08/2014 secondo cui "La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è "ex lege" determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli "standards" in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da ,attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente». Infatti, è in tale fase che «quest'ultimo ha la facoltà di contestare l'applicazione dei parametri provando le circostanze concrete
concrete che giustificano lo scostamento della propria posizione reddituale, con ciò costringendo l'ufficio - ove non' ritenga attendibili le allegazioni di parte - ad integrare la motivazione dell'atto impositivo indicando le ragioni del suo convincimento. Tuttavia, ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l'ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri")». La Suprema Corte, accoglie il ricorso, cassa l'impugnata sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale in diversa composizione anche per le spese presente giudizio di legittimità. Osservazioni. La Cassazione precisa la necessaria congruità dei termini assegnati al contribuente per l'effettivo svolgimento della fase di contraddittorio preventivo prevista dall'art. 12, comma 7 dello Statuto del Contribuente, ribadendo la illegittimità dell'atto di accertamento emesso senza osservare tale fase preliminare, a pena di nullità dell'atto impositivo. Disposizioni rilevanti. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 settembre 1973, n. 600 Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi Vigente al: 28-1-2017 TITOLO IV ACCERTAMENTO E CONTROLLI Art. 39 - Redditi determinati in base alle scritture contabili Per i redditi d'impresa delle persone fisiche l'ufficio procede alla rettifica: a) se gli elementi indicati nella dichiarazione non corrispondono a quelli del bilancio, del conto dei profitti e delle perdite e dell'eventuale prospetto di cui al comma 1 dell'articolo 3; b) se non sono state esattamente applicate le disposizioni del titolo I, capo VI, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni; c) se l'incompletezza, la falsità o l'inesattezza degli elementi indicati nella
Graziotto Fulvio - (09/02/2016) - Il contraddittorio preventivo nell'accertamento tributario