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Timestamp: 2018-08-20 05:03:38+00:00
Document Index: 133549645

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 192', 'art. 27', 'art. 197', 'art. 192', 'art. 197', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 197', 'art. 197', 'sentenza ', 'art. 266', 'art. 3', 'art. 197', 'art. 271']

Corte cost., sent. 26 gennaio 2017, n. 21
Prova testimoniale - Dichiarazioni dell'imputato in un procedimento connesso o per un reato collegato, nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste - Obbligo di assistenza difensiva e necessità di riscontri esterni a supporto delle dichiarazioni ex art. 192, comma 3, c.p.p. - Illegittimità costituzionale parziale - Ill. cost. parziale conseguenziale ex art. 27 legge n. 87/1953
È costituzionalmente illegittimo l’art. 197-bis, comma 6, c.p.p., nella parte in cui prevede l’applicazione della disposizione di cui all’art. 192, comma 3, del medesimo codice di rito anche per le dichiarazioni rese dalle persone, indicate al comma 1 dell’art. 197-bis c.p.p., nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” divenuta irrevocabile;
In applicazione dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), è costituzionalmente illegittimo l’art. 197-bis, comma 3, c.p.p., nella parte in cui prevede l’assistenza di un difensore anche per le dichiarazioni rese dalle persone, indicate al comma 1 del medesimo art. 197-bis, nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” divenuta irrevocabile.
Corte cost., sent. 24 gennaio 2017, n. 20
Corrispondenza epistolare del detenuto – Non intercettabilità – Illegittimità costituzionale - Infondatezza
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 266 del codice di procedura penale e degli artt. 18 (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dall’art. 3, commi 2 e 3, della legge 8 aprile 2004, n. 95, recante «Nuove disposizioni in materia di visto di controllo sulla corrispondenza dei detenuti») e 18-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), sollevate dalla Corte di assise di appello di Reggio Calabria, in riferimento agli artt. 3 e 112 della Costituzione, nella parte in cui non consentono la intercettazione della corrispondenza epistolare del detenuto, diversamente da quanto avviene per le comunicazioni telefoniche e le altre forme di telecomunicazione.
Corte cost., ord. 26 marzo 2014, n. 66
Prova testimoniale – Incompatibilità con l’ufficio di testimone – Giudici che hanno composto il collegio – Prova finalizzata unicamente all’accertamento di errore materiale – Manifesta infondatezza
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 197, comma 1, lettera d), del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 97 e 111 della Costituzione, dalla Corte d’appello di Venezia, nella parte in cui «non consente l’assunzione come testimoni dei Giudici che hanno composto il Collegio nell’ambito del processo in cui hanno svolto le loro funzioni anche nella ipotesi in cui la prova testimoniale sia unicamente finalizzata all’accertamento di un errore materiale nell’atto al quale figurano avere partecipato»
Corte cost., sent. 15 gennaio 2013, n. 1
Intercettazioni telefoniche - Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato
La Corte costituzionale - nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito dell’attività di intercettazione telefonica svolta nell’ambito di un procedimento penale pendente dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo, effettuata su utenza di altra persona, nel corso della quale sono state captate conversazioni del Presidente della Repubblica - dichiara che non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo di valutare la rilevanza delle intercettazioni di conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, operate nell’ambito del procedimento penale n. 11609/08 e che non spettava alla stessa Procura della Repubblica di omettere di chiedere al giudice l’immediata distruzione della documentazione relativa alle intercettazioni indicate, ai sensi dell’art. 271, comma 3 c.p.p., senza sottoposizione della stessa al contraddittorio tra le parti e con modalità idonee ad assicurare la segretezza del contenuto delle conversazioni intercettate.