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Timestamp: 2018-03-17 20:24:56+00:00
Document Index: 94534356

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 6', 'in fine', 'in fine', 'art. 17', 'art. 81', 'in fine', 'art. 70', 'art. 32', 'art. 11', 'art. 70', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 73', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 7']

“Documenti/5″ La bozza di Finanziaria 2003
ItaliaOggi (Documento – 5)
Numero 272, pag. 29 del 16/11/2002
ItaliaOggi conclude la pubblicazione della bozza di legge finanziaria 2003. Il coordinamento formale del testo ha comportato il cambio di numerazioni di alcuni articoli. Il contenuto è invece rimasto invariato. Gli ultimi articoli sono pubblicati con la numerazione corretta.
Contributo per l’acquisto o il noleggio di ricevitori per la televisione digitale terrestre e per l’accesso a larga banda a Internet
1. Per l’anno 2003, in sostituzione di quanto previsto dall’art. 22, della legge 5/3/2001, n. 57, alle persone fisiche, ai pubblici esercizi e agli alberghi che acquistano o noleggiano un apparato idoneo a consentire la ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale terrestre (T-Dvb) e la conseguente interattività, è riconosciuto un contributo statale pari a150 euro.
2. Un contributo statale pari a 75 euro è altresì riconosciuto alle persone fisiche o giuridiche che acquistano o nolegiano un apparao di utente per la trasmissione e/o ricezione a larga banda dei dati via Internet. Il contributo è corrisposto mediante uno sconto di ammontare corrispondente, praticato sull’ammontare previsto nei contratti di abbonamento al servizio di accesso a larga banda a Internet, stipulati dopo il 1° dicembre 2002.
3. Nel caso dell’acquisto, il contributo è riconosciuto immediatamente sulle prime bollette di pagamento e fino alla concorrenza dello sconto. Nel caso del noleggio, il cui contratto deve avere durata annuale, il contributo è riconosciuto ripartendo lo sconto sulle bollette del primo anno.
4. La concessione dei contributi previsti ai commi 1 e 2 è diusposta entro il limite di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2003 a valere sulle disponibilità, utilizzabili sulla base della vigente normativa contabile, derivanti dall’autorizzazione di spesa di cui all’art. 22, comma 1, della legge 5/3/2001, n. 57.
5. Con decreto del ministro delle comunicazioni di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di attribuzione del contributo.
6. Con decreto del ministro delle comunicazioni, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della pesente legge, è stabilita la disciplina dei contributi inerenti all licenze individuali e alle autorizzazioni generali per i servizi di telecomunicazione a uso privato sulla base dei criteri indicati nei commi 20 e 21 dell’art. 6 del regolamento di cui al dpr 19/9/1997, n. 318.
7. Fino all’emanazione del decreto di cui al comma 6 resta ferma la disciplina transitoria di cui al decreto del ministro delle comunicazioni 30/1/2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 7/2/2002.
2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l’importo fissato dall’articolo 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, come da ultimo modificato dall’articolo 37, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342, è elevato a 250 mila euro.
a) all’articolo 81, comma 1, lettera m), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ´Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche’;
b) all’articolo 83, comma 2, le parole: ´a lire 10.000.000′ sono sostituite dalle seguenti: ´a 7.500 euro’.
4. Il Coni, le Federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni non sono obbligati a operare la ritenuta del 4% a titolo di acconto sui contributi erogati alle società e associazioni sportive dilettantistiche, stabilita dall’articolo 28, secondo comma, del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
5. Gli atti costitutivi e di trasformazione delle società e associazioni sportive dilettantistiche, nonché delle Federazioni sportive e degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni direttamente connessi allo svolgimento dell’attività sportiva, sono soggetti all’imposta di registro in misura fissa.
6. Al n. 27-bis dell’allegato B al decreto del presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ´e delle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni’.
7. All’articolo 13-bis, comma 1, del decreto del presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, dopo le parole: ´organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus)’, sono inserite le seguenti: ´e le società e associazioni sportive dilettantistiche’.
8. Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino a un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell’articolo 74, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
a) all’articolo 13-bis, comma 1, la lettera i-ter) è sostituita dalla seguente:
´i-ter) le erogazioni liberali in denaro per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 1.500 euro, in favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche, a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero secondo altre modalità stabilite con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;’;
b) all’articolo 65, comma 2, la lettera c-octies) è abrogata.
10. All’art. 17, comma 2, del dlgs 15/12/1997, n. 446, le parole: ´delle indennità e dei rimborsi di cui all’art. 81, comma 1, lettera m), del citato testo unico delle imposte sui redditi’ sono soppresse.
11. All’articolo 111-bis, comma 4, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ´e alle associazioni sportive dilettantistiche’.
12. Presso l’Istituto per il credito sportivo è istituito il Fondo di garanzia per la fornitura di garanzia sussidiaria a quella ipotecaria per i mutui relativi alla costruzione, all’ampliamento, all’attrezzatura, al miglioramento o all’acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree da parte di società o associazioni sportive dilettantistiche con personalità giuridica.
13. Il Fondo è disciplinato con apposito regolamento adottato, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio nazionale del Coni. Il regolamento disciplina, in particolare, le forme di intervento del Fondo in relazione all’entità del finanziamento e al tipo di impianto.
14. Il Fondo è gestito e amministrato a titolo gratuito dall’Istituto per il credito sportivo.
15. La garanzia prestata dal Fondo è di natura sussidiaria, si esplica nei limiti e con le modalità stabiliti dal regolamento di cui al comma 13 e opera entro i limiti delle disponibilità del Fondo.
16. La dotazione finanziaria del Fondo è costituita dall’importo annuale acquisito dal fondo speciale di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, e successive modificazioni, dei premi riservati al Coni a norma dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, colpiti da decadenza.
c) società sportiva di capitali costituita secondo le disposizioni vigenti, a eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro.
18. Con uno o più regolamenti, emanati ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto delle disposizioni dell’ordinamento generale e dell’ordinamento sportivo, secondo i seguenti principi generali, sono individuati:
4) divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni sportive nell’ambito della medesima disciplina;
b) le modalità di approvazione dello statuto, di riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione a una o più Federazioni sportive nazionali del Coni o alle discipline sportive associate o a uno degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, anche su base regionale;
c) i provvedimenti da adottare in caso di irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi infrazioni all’ordinamento sportivo.
19. Sono fatte salve le disposizioni relative ai gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui all’articolo 6, comma 4, della legge 31 marzo 2000, n. 78, firmatari di apposite convenzioni con il Coni.
20. Presso il Coni è istituito, anche in forma telematica e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello stato, il registro delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche distinto nelle seguenti tre sezioni:
23. I dipendenti pubblici possono prestare la propria attività, nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dall’orario di lavoro, purché a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere riconosciuti esclusivamente le indennità di trasferta e i rimborsi forfettari di cui all’articolo 81, comma 1, lettera m), del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
24. L’uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali è aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri obiettivi, a tutte le società e associazioni sportive.
25. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 19 della presente legge, nei casi in cui l’ente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione è affidata in via preferenziale a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d’uso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per l’individuazione dei soggetti affidatari. Le regioni disciplinano, con propria legge, le modalità di affidamento.
26. Le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze dell’attività didattica e delle attività sportive della scuola, comprese quelle extracurriculari ai sensi del regolamento di cui al decreto del presidente della repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, devono essere posti a disposizione di società e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l’istituto scolastico o in comuni confinanti.
Asili nido nei luoghi di lavoro
1. Al fine di assicurare un’adeguata assistenza familiare alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti con prole, è istituito dall’anno 2003 il fondo di rotazione per il finanziamento dei datori di lavoro che realizzano, nei luoghi di lavoro, servizi di asilo nido e micro-nidi, di cui all’art. 70 della legge 28/12/2001, n. 448.
2. Ai fini dell’ammissione al finanziamento, i datori di lavoro presentano apposita domanda al ministero del lavoro e delle politiche sociali contenente le seguenti indicazioni:
b) entità del finanziamento richiesto, in valore assoluto e in percentuale del costo di progettazione dell’opera;
c) stima del costo di esecuzione dell’opera.
3. Il prospetto contenente le informazioni di cui al comma 2 e le relative modalità di trasmissione sono definiti con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali da emanare entro il 31/3/2003. In caso di ingiustificati ritardi o gravi irregolarità nell’impiego del contributo, il finanziamento è revocato con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali.
4. I criteri per la concessione dei finanziamenti sono determinati con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze e con il ministro per le pari opportunità, entro il 31/3/2003, tenendo conto in ogni caso dei seguenti principi:
a) il tasso di interesse da applicare alle somme rimborsate è determinato in misura non inferiore allo 0,50%;
b) i finanziamenti devono essere rimborsati al 50% mediante un piano di ammortamento di durata non superiore a 7 anni, articolato in rate semestrali posticipate corrisposte a decorrere dal terzo anno successivo a quello di effettiva erogazione delle risorse;
5. Per la costituzione del fondo è destinata una somma non superiore a 10 milioni di euro per l’anno 2003 nell’ambito della quota destinata alle famiglie di cui all’art. 32 della presente legge. Nell’ambito del fondo nazionale per le politiche sociali, per gli anni successivi, lautorizzazione di spesa può essere rifinanziata ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera f), dell alegge 5/8/1978, n. 468, e successive modificazioni.
6. Il comma 6 dell’art. 70 della legge 28/12/2001, n. 448, si interpreta nel senso che la deduzione relativa alle spese di partecipazione alla gestione dei nidi e dei micro-nidi nei luoghi di lavoro prevista per i genitori e i datori di lavoro, si applica con riferimento ai nidi e ai micro-nidi gestiti sia dai comuni sia dai datori di lavoro. Dalle disposizioni di cui al periodo precedente non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello stato.
5. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale restano determinati, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, nelle misure indicate nella tabella F allegata alla presente legge.
7. In applicazione dell’articolo 46, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, le autorizzazioni di spesa e i relativi stanziamenti confluiti nei fondi per gli investimenti dello stato di previsione di ciascun ministero interessato sono indicati nell’allegato 2.
8. Al fine di ricondurre all’unitario bilancio dello stato le gestioni che comunque interessano la finanza statale, il presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’economia e delle finanze, con uno o più decreti da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individua le gestioni fuori bilancio per le quali permangono le caratteristiche proprie dei fondi di rotazione. A decorrere dal 1° aprile 2003 le altre gestioni fuori bilancio, fatto salvo quanto previsto dagli articoli da 1 a 20 della legge 23 dicembre 1993, n. 559, e successive modificazioni, sono ricondotte al bilancio dello stato alla cui entrate sono versate le relative disponibilità per essere riassegnate alle pertinenti unità previsionali di base.
(art. 42, comma 1)
che confluiscono nel fondo
Legge n. 64 del 1998. Intervento straordinario nel Mezzogiorno.
Legge n. 208 del 1998, art. 1, comma 1, come integrata dall’art. 73 dell alegge n. 488 del 2001, fondo aree depresse.
Legge n. 488 del 1999, art. 2), c. 11, Autoimprenditorialità e autompiego
Legge n. 388 del 2000, art. 8, credito d’imposta investimenti, come integrato dall’art. 10, del dl n. 138 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla lege n. 178 del 2002: Interventi urgenti in materia tributaria, di privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno dell’economia anche nelle aree svantaggiate.
Legge n. 388 del 2000, art. 7, Credito d’imposta incremento occupazione.