Source: http://www.sardopoli.com/Sardi/mutuocasa.htm
Timestamp: 2018-12-17 10:16:08+00:00
Document Index: 1669058

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.4', 'art.24', 'art.13', 'art. 24', 'art.93', 'sentenza ', 'art.38', 'art.38', 'art. 38']

LEGGE REGIONALE N.32 DEL 30.12.1985 – FONDO PER L’EDILIZIA ABITATIVA
AVVISO PUBBLICO PERMANENTE PER LA CONCESSIONE DEI FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER L’ACQUISTO, LA COSTRUZIONE ED IL RECUPERO DELLA PRIMA ABITAZIONE
LA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA – ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI – IN ATTUAZIONE DELLA L.R. 30.12.1985, N.32 COME RIFINANZIATA DALLA L.R. 03.11.1995, N.26 E DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 57/77 DEL 01.12.1995 EMANA IL SEGUENTE
per la concessione di finanziamenti agevolati da destinare alla costruzione, all’acquisto e al recupero della prima casa.
1) Soggetti attuatori.
Le domande di finanziamento possono essere presentate esclusivamente da ciascun nucleo familiare a titolo individuale.
2) Finalità e caratteristiche del finanziamento.
Il finanziamento è destinato a promuovere l’accesso alla proprietà della prima casa di civile abitazione da conseguirsi mediante le seguenti categorie di interventi:
d) acquisto e recupero;
Il finanziamento consiste nella concessione, da parte di uno dei seguenti Istituti di Credito, di un mutuo agevolato d’importo non superiore all’80% della spesa massima ammissibile, elevabile al 100% alle condizioni più sotto indicate, e comunque non eccedente la somma di £. 125.000.000.
- Banco di Sardegna - SASSARI
- Banca Nazionale del Lavoro - CAGLIARI
- Banca di Sassari - SASSARI
- Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde - CAGLIARI
- Banco di Napoli - CAGLIARI
- Monte dei Paschi di Siena - CAGLIARI
- Istituto Bancario San Paolo di Torino - CAGLIARI
- Banca C.I.S. - CAGLIARI
- Banca Commerciale Italiana - CAGLIARI
- UniCredito Italiano - CAGLIARI
3) Misure del finanziamento.
Il mutuo ha durata quindicennale o decennale e viene ammortizzato mediante il pagamento di rate semestrali costanti posticipate (mutui a tasso fisso) o di rate semestrali variabili (mutui a tasso variabile). L’agevolazione pubblica consiste:
a) nell’abbattimento di 9 punti del tasso bancario di interesse per 18 semestralità (mutuo quindicennale) ovvero per 14 semestralità (mutuo decennale) per i detentori di un reddito annuo fino a 30 milioni, purché il tasso a carico del mutuatario non sia inferiore al tre per cento;
b) nell’abbattimento di 6 punti del tasso bancario di interesse per 18 semestralità (mutuo quindicennale) ovvero per 14 semestralità (mutuo decennale) per i detentori di un reddito annuo superiore a 30 milioni, purchè il tasso a carico del mutuatario non sia inferiore al 4.5 per cento;
c) nell’abbattimento di 9 punti del tasso bancario d’interesse - per 18 o 14 semestralità (rispettivamente per mutui quindicennali o decennali) - per interventi di acquisto o recupero di abitazioni situate in zone classificate “A” dallo strumento urbanistico comunale. Il tasso agevolato non deve comunque risultare inferiore al 3%. E’ richiesto un limite massimo di reddito annuo di £.50.000.000, fatti salvi i casi di cui al successivo punto n.5, lett.a).
Il reddito di cui alle precedenti lettere a), b) e c) è determinato con le modalità previste dall’art.21 della legge 5 agosto 1978, n.457 (vedasi successivo punto 5).
Per gli interventi di costruzione in proprio e di recupero in proprio l’agevolazione regionale può insistere anche sugli interessi che maturano prima che il mutuo entri nella fase di ammortamento, per il periodo massimo di due
anni. Per gli interventi di acquisto la stessa agevolazione è limitata al periodo intercorrente tra l’erogazione a saldo del mutuo e l’inizio dell’ammortamento.
Per effetto del concorso regionale sugli interessi, rimane a carico del mutuatario, per il periodo di contribuzione regionale, una rata semestrale di ammortamento calcolata al tasso agevolato riconosciuto.
Nei mutui a tasso variabile il tasso agevolato è determinato in via definitiva sulla base del tasso applicato all’atto di erogazione a saldo del mutuo fermo restando che i tassi agevolati non potranno essere inferiori a quelli indicati nelle precedenti lettere a), b), e c);
4) Ripartizione dei finanziamenti.
I finanziamenti sono concessi indistintamente ai cittadini che ne facciano domanda senza limitazioni territoriali.
La Giunta Regionale, ai sensi dell’articolo 9 della legge 30.12.1985, n.32, può ripartire su scala territoriale, per categorie di intervento e di operatori, i finanziamenti disponibili.
La Giunta Regionale in caso di ridotte disponibilità finanziarie può riservare una percentuale dei finanziamenti disponibili non superiore al 15% a particolari categorie di beneficiari quali gli anziani, le giovani coppie, gli sfrattati e gli emigrati.
5) Requisiti soggettivi dei richiedenti.
a) reddito familiare non superiore a £.50.000.000. Per gli emigrati all’estero si prescinde dal requisito. Si prescinde altresì dal requisito per gli interventi di acquisto e recupero ubicati nelle zone “A” del Comuni ricompresi nel “Repertorio regionale dei centri storici”.
Il reddito è quello imponibile risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata prima dell’inoltro della domanda.
Il reddito familiare è diminuito di £.1.000.000 per ogni figlio risultante a carico. Qualora si tratti di reddito proveniente da lavoro dipendente questo, dopo la detrazione per i figli a carico, va calcolato al 60 per cento. Al reddito così determinato debbono essere aggiunti gli eventuali altri redditi (di lavoro autonomo, di impresa, etc);
cittadinanza italiana o di Stato estero membro della C.E.E.. Tale requisito non è richiesto per gli emigrati extracomunitari che dimorino, in conformità alla vigente legislazione, nel territorio della Sardegna per motivi di lavoro o di studio o che si trovino nelle restanti condizioni indicate dall’art.4 della L.R. 46/90, sempre che sussista la condizione di reciprocità con il paese di provenienza;
c) essere residenti in Sardegna da oltre un quinquennio, fatta eccezione per gli emigrati; il requisito non è richiesto per chi esercita una attività lavorativa nella provincia in cui ha luogo l’intervento.
d) residenza o attività lavorativa nella provincia in cui ha luogo l’intervento di acquisto, costruzione o recupero. Sono considerati residenti nella provincia:
- i lavoratori emigrati che intendono ristabilirvi la propria residenza. Si considerano emigrati coloro i quali, nati in Sardegna, vi hanno avuto la residenza fino a quando sono emigrati per motivi di lavoro;
- i militari di carriera (art.24 legge 497/78) che possono in ogni momento predeterminare la residenza che intendono eleggere nel momento in cui lasceranno il servizio, con dichiarazione irrevocabile resa dinanzi al Sindaco del Comune ove la residenza viene prescelta, che ne prende nota nei registri anagrafici;
e) non titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su alloggio adeguato nel territorio della Sardegna. E’ considerato adeguato l’alloggio la cui superficie utile, determinata ai sensi dell’art.13 della legge n.392 del 27 luglio 1978, non sia inferiore a 45 mq. per un nucleo familiare composto da 1 o 2 persone, non inferiore a 60 mq. per 3 o 4 persone, non
inferiore a 75 mq. per 5 persone, non inferiore a 95 mq. per 6 persone ed oltre.
Si considera comunque adeguato l’alloggio di almeno 2 vani, esclusi cucina e servizi, quando il nucleo familiare è costituito da due persone e quello di un vano, esclusi cucina e servizi, per il nucleo di una persona. In caso di titolarità di uno dei suddetti diritti reali su alloggio inadeguato, il titolare medesimo dovrà impegnarsi a locare l’alloggio stesso ad uno dei soggetti indicati dal Comune;
I requisiti, riferiti all’intero nucleo familiare, debbono essere posseduti alla data della domanda salvo quanto in appresso precisato.
Per nucleo familiare si intende la famiglia costituita dai coniugi e dai figli legittimi, naturali, riconosciuti ed adottivi e dagli affiliati con loro conviventi risultante presso l’Ufficio anagrafe del Comune di residenza.
Fanno altresì parte del nucleo familiare il convivente “more uxorio”, gli ascendenti, i discendenti, i collaterali sino al terzo grado, purché la stabile convivenza con il richiedente abbia avuto inizio da almeno due anni e sia dimostrata nelle forme di legge.
Possono essere considerati componenti del nucleo familiare anche persone non legate da vincoli di parentela o affinità, qualora la convivenza istituita. abbia carattere di stabilità e sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale. Tale ulteriore forma di convivenza deve risultare instaurata da oltre due anni ed essere dichiarata in forma pubblica con atto di notorietà sia da parte del convivente che dal richiedente.
Agli stessi fini i figli maggiorenni non a carico non vengono compresi nel nucleo familiare. Analogamente, qualora l’agevolazione regionale sia richiesta da detti figli o da quelli che intendono separarsi dal nucleo familiare di appartenenza per contrarre matrimonio (nubendi), non vengono considerati gli altri componenti lo stesso nucleo familiare. I figli maggiorenni sono da considerarsi non a carico quando possono essere dichiarati tali in base alla vigente normativa fiscale.
6) Modalità di presentazione della domanda.
La domanda di mutuo deve essere redatta sugli appositi moduli predisposti dalla Regione ed inoltrata:
- all’Istituo di credito mutuante, unitamente alla documentazione indicata al punto 6.B.
- all’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici, Servizio Edilizia Abitativa, Via S. Simone, 60 - Cagliari – solamente dopo aver ottenuto dall’Istituto mutuante l’Attestazione di positiva istruttoria preliminare. Tale attestato deve quindi essere allegato alla domamda diretta alla Regione, unitamente alla rimanente documentazione indicata al punto 6.A..
I moduli di domanda sono a disposizione dei richiedenti:
- presso l’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici - Servizio Edilizia Abitativa - Via S. Simone, 60 - Cagliari;
- presso gli Istituti di Credito indicati nel precedente punto 2;
- presso gli Uffici del Genio Civile di Sassari, Nuoro, Oristano;
- presso i Comuni;
- presso le rappresentanze consolari e diplomatiche all’estero.
La domanda diretta alla Regione deve essere inviate esclusivamente a mezzo di raccomandata postale semplice ed in bollo.
Le domande presentate su modelli diversi da quelli all’uopo predisposti in attuazione della delibera G.R. n.57/77 dell’1.12.1995 non sono prese in considerazione.
La presentazione della domanda di mutuo non vincola la Regione alla concessione dell’agevolazione richiesta che verrà riconosciuta (nulla osta di finanziamento) tenendo conto degli stanziamenti autorizzati annualmente dalla legge finanziaria della Regione e dal relativo bilancio pluriennale.
Qualora il richiedente abbia già presentato una domanda di mutuo alla quale non abbia dato seguito, la eventuale nuova domanda non potrà essere presentata prima del 365° giorno successivo alla data della precedente.
6.A) LE DOMANDE DA PRESENTARE ALLA REGIONE DEVONO ESSERE CORREDATE
DALLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE
Documentazione da presentare obbligatoriamente insieme alla domanda
a) certificato di stato di famiglia o autocertificazione;
b) certificato di cittadinanza italiana o Stato estero membro della C.E.E. o autocertificazione;
c) certificato della competente autorità italiana attestante la regolarità della dimora in Italia ai sensi della vigente legislazione (cittadini extracomunitari);
d) certificato del datore di lavoro e, per i lavoratori autonomi, della Camera di Commercio o dell’Ufficio I.V.A. (intervento effettuato in provincia diversa da quella di residenza). Tale documentazione non è richiesta per gli emigrati;
e) certificato dell’autorità consolare (emigrati all’estero);
f) certificato del datore di lavoro e certificato storico di residenza del Comune sardo di provenienza (emigrati in altre Regioni d’Italia);
g) dichiarazione irrevocabile di predeterminazione della residenza resa dinanzi al Sindaco del Comune ove ha sede l’intervento, ai sensi dell’art. 24 della legge 18.8.1978 n.497 (militari di carriera che intendono effettuare l’intervento in Comune diverso da quello di lavoro o residenza);
h) certificazione comunale attestante l’avvenuta pubblicazione di matrimonio ai sensi dell’art.93 del Codice Civile (nubendi);
i) dichiarazione sostitutiva di atto notorio, conforme allo schema contenuto nel modello di domanda, attestante:
1) l’impossidenza di altro alloggio adeguato nel territorio della Sardegna ovvero la titolarità del diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su alloggio inadeguato nello stesso territorio (in tale ultimo caso la dichiarazione deve essere integrata dal certificato o dai certificati delle competenti Conservatorie dei RR.II. da presentarsi all’Istituto di Credito ai fini dell’istruttoria del mutuo);
2) la situazione reddituale più recente propria e del proprio nucleo familiare;
3) l’assenza di precedenti agevolazioni in materia di edilizia residenziale;
l) attestazione bancaria di definita istruttoria preliminare.
Documentazione da presentare unitamente alla domanda per usufruire delle eventuali riserve
di cui al punto 4 o per particolari categorie di richiedenti
a) certificato dell’autorità consolare (emigrati all’estero);
b) certificato del datore di lavoro e certificato storico di residenza del Comune sardo di provenienza (emigrati in altre Regioni d’Italia);
c) certificato di matrimonio (giovani coppie);
d) sentenza esecutiva di sfratto o verbale di conciliazione (sfrattati).
6.B) DOCUMENTAZIONE DA INOLTRARE OBBLIGATORIAMENTE
ALL’ISTITUTO DI CREDITO UNITAMENTE ALLA DOMANDA,
AI FINI DELL’ISTRUTTORIA DEL MUTUO
I certificati della Conservatoria (punto n.5) possono essere inoltrati
anche a conclusione dell’istruttoria
1) planimetria dell’alloggio (possibilmente quella catastale);
2) certificato catastale (possibilmente storico), con specificazione della categoria di classamento (se attribuita);
3) fotocopia dell’originaria licenza o concessione edificatoria e del certificato di abitabilità (se prescritti all’epoca della costruzione), ovvero dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da cui risulti che la costruzione è anteriore al 2 settembre 1967;
4) eventuale compromesso di vendita - ovvero anche promessa unilaterale del venditore - con l’indicazione del prezzo richiesto;
5) certificato della competente Conservatoria dei RR.II. o visura notarile relativi agli immobili posseduti nel territorio della Sardegna ritenuti inadeguati ai sensi delle disposizioni contenute nel precedente punto 5), lett.e) e relative planimetrie catastali con l’indicazione della superficie utile sottoscritta da tecnico abilitato;
6) certificazione comunale attestante l’ubicazione dell’alloggio da acquistare nella zona classificata “A” dallo strumento urbanistico comunale (per la applicazione della maggiore agevolazione sugli interessi prevista dal precedente punto 3), lett.c)).
1) intero progetto esecutivo munito del visto di approvazione delle competenti autorità;
2) planimetria generale del fabbricato e della sua area di pertinenza (se non contenuta nel progetto), con precisi punti di riferimento atti all’individuazione dell’immobile;
3) relazione tecnica descrittiva sulle caratteristiche generali e particolari della costruzione, con indicazione della spesa presunta per la realizzazione dell’edificio, distinta nei capitoli (acquisto area, spese tecniche e generali, costruzione, sistemazioni esterne), con indicazione altresì delle disponibilità a fronte della parte di spesa non coperta dal mutuo;
4) perizia giurata sottoscritta da un tecnico abilitato attestante lo stato di esecuzione dell’opera da finanziare al momento della presentazione della domanda (da presentare se le opere sono in corso di esecuzione);
5) certificato della competente Conservatoria dei RR.II. o visura notarile relativi agli immobili posseduti nel territorio della Sardegna ritenuti inadeguati ai sensi delle disposizioni contenute nel precedente punto 5), lett. e) e relative planimetrie catastali con l’indicazione della superficie utile sottoscritta da tecnico abilitato.
1) progetto delle opere (di risanamento o ristrutturazione) da eseguire munito del visto di approvazione delle competenti autorità (se prescritto);
2) planimetria generale del fabbricato e della sua area di pertinenza (se non contenuta nel progetto), con precisi punti di riferimento atti alla individuazione dell’immobile;
3) relazione tecnica descrittiva delle opere di recupero da eseguire con indicazione della spesa prevista, oppure computo metrico estimativo delle stesse, ovvero preventivo dettagliato di spesa, con l’indicazione delle disponibilità a fronte della parte di spesa non coperta dal mutuo;
6) certificazione comunale attestante l’ubicazione dell’alloggio da recuperare nella zona classificata “A” dallo strumento urbanistico comunale (per la applicazione della maggiore agevolazione sugli interessi prevista dal precedente punto 3), lett.c)).
7) Procedure per l’assegnazione dei finanziamenti.
L’Istituto di Credito prescelto procede, tenendo conto esclusivamente dell’ordine di presentazione delle domande, alla istruttoria delle richieste di mutuo sulla base della documentazione prevista dal precedente punto 6.B.
Conclusa con esito positivo la predetta istruttoria, l’Istituto rilascia al richiedente apposito attestato che l’interessato allegherà alla domanda da inviare alla Regione unitamente alla rimanente documentazione.
L’attestato deve contenere l’indicazione della superficie utile e di quella non residenziale degli alloggi da costruire, della stima dei lavori da realizzare (costruzione e recupero) con l’applicazione dei parametri di costo indicati nel successivo punto 8) e dell’importo indicato nel compromesso di vendita.
L’attestato dovrà indicare, altresì, l’importo del mutuo concedibile.
L’Assessorato dei Lavori Pubblici procede al rilascio del nulla osta di finanziamento tenuto conto della positiva istruttoria bancaria e previo accertamento del possesso da parte del richiedente e del suo nucleo familiare dei requisiti soggettivi previsti dal presente Avviso.
Il nulla osta di finanziamento individua i soggetti legittimati alla stipula del contratto di mutuo e, negli interventi di acquisto ed acquisto con recupero, alla stipula del contratto di acquisto. Qualora i suddetti atti vengano stipulati da soggetti diversi da quelli indicati nel nulla osta regionale, quest’ultimo deve considerarsi automaticamente decaduto.
Il nulla osta di finanziamento determina l’importo del mutuo ammesso ad agevolazione, il tasso agevolato, applicabile all’operazione di mutuo in relazione al reddito accertato in capo al richiedente ed al suo nucleo familiare ai sensi del precedente punto 5) nonchè il numero delle semestralità dell’ammortamento del mutuo assistite dall’agevolazione e la relativa decorrenza. Tale decorrenza coincide, di norma, con l’inizio dell’ammortamento del mutuo ferma restando per la Regione la facoltà, tenuto conto degli stanziamenti di bilancio nei diversi esercizi del proprio bilancio pluriennale, di far decorrere il contributo sugli interessi non dalla prima ma dalla seconda annualità di ammortamento ferma restando l’agevolazione per le successive 14 (mutui decennali) o 18 (mutui quindicennali) semestralità.
Come già precisato nel precedente punto 5) si ribadisce che il reddito definitivo da considerare per la concessione e la determinazione
dell’agevolazione sugli interessi è quello imponibile ai fini fiscali risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata prima della presentazione della domanda alla Regione.
Ottenuto il nulla osta da parte della Regione, l’Istituto di Credito procede entro 30 giorni alla deliberazione del mutuo, tenendo conto dell’ordine temporale di acquisizione della documentazione di cui al precedente punto 6.B.
Il nulla osta di finanziamento decade qualora:
- gli atti di compravendita non intervengano entro il 365° giorno successivo alla data del nulla osta;
L’attestato positivo dell’Istituto di Credito non vincola la Regione alla concessione dell’agevolazione richiesta, che verrà disposta (nulla osta di finanziamento) tenendo conto degli stanziamenti autorizzati annualmente dalla legge finanziaria della Regione.
I soggetti che usufruiscono dei finanziamenti previsti dal presente Avviso debbono impegnarsi, con atto trascritto nella Conservatoria dei Registri Immobiliari, a non cedere e ad abitare in maniera stabile e continuativa l’alloggio realizzato, recuperato o acquistato, per un periodo non inferiore a 5 anni dalla data dell’erogazione a saldo del mutuo agevolato, pena la decadenza dal finanziamento stesso. In caso di concessione di agevolazione su mutuo preesistente il quinquennio decorre dalla data dell’atto di subentro al mutuo preesistente.
La locazione o l’alienazione dell’alloggio nei primi 5 anni, quando sussistano gravi e sopravvenuti motivi, sono autorizzate dall’Assessorato dei Lavori Pubblici.
Il lavoratore emigrato all’estero è dispensato, nel caso in cui debba prolungarvi la permanenza, dall’obbligo di occupare e risiedere nell’alloggio, fermo restando il divieto di vendita dell’alloggio stesso.
8) Caratteristiche degli interventi.
Possono essere ammessi ad agevolazione gli alloggi acquistati successivamente alla presentazione alla Regione della domanda di finanziamento.
L’alloggio acquistato o da acquistare non deve avere caratteristiche di lusso, né essere accatastato nelle categorie A1, A8 e A9.
Il finanziamento può essere concesso per un ammontare massimo pari all’80% dell’importo indicato nel contratto di compravendita. Il limite dell’80 per cento può essere elevato fino al 100 per cento in presenza di garanzie integrative offerte dal mutuatario secondo le disposizioni impartite dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art.38, secondo comma, del decreto legislativo n.385 dell’1.9.1993.
L’Istituto di Credito ha tuttavia facoltà di effettuare sopralluogo sull’alloggio al fine di stimare il valore al quale commisurare l’importo di mutuo concedibile.
Non sono previsti limiti di superficie.
Il beneficiario non può acquistare l’alloggio da discendenti o ascendenti diretti in linea retta.
La superficie utile abitabile dell’alloggio non può eccedere mq.143.
La superficie non residenziale computabile per la determinazione della spesa massima ammissibile non può eccedere mq.57; è consentito inoltre il realizzo di autorimesse o posti macchina per una superficie di mq. 18 o per una maggiore superficie pari ad un metro quadrato per ogni 10 metri cubi di costruzione.
Per superficie utile abitabile si intende la superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio da un vano all’altro e degli sguinci di porte e finestre.
Sono da considerare superfici non residenziali quelle relative a: logge, balconi, cantinole, soffitte, volumi tecnici ed altri locali a servizio delle residenze. Non sono considerate tali quelle relative agli androni d’ingresso, ai porticati liberi e pilotis, alle scale interne ed alle centrali termiche.
Il finanziamento può essere concesso per un ammontare massimo pari all’80% della spesa riconosciuta ammissibile dall’Istituto di Credito entro il limite massimo di £.1.524.000 a mq.. Il limite dell’80 per cento può essere elevato fino al 100 per cento in presenza di garanzie integrative offerte dal mutuatario secondo le disposizioni impartite dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art.38, secondo comma, del decreto legislativo n.385 dell’1.9.1993.
Il limite massimo di costo è riferito alla superficie utile aumentata del 60% delle superfici nette non residenziali.
Sono ammissibili a finanziamento anche gli interventi edilizi in corso di costruzione alla data della presentazione della domanda, limitatamente alle opere non ancora realizzate.
L’Istituto di Credito effettua la stima del valore di dette opere.
a) interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso;
b) interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
c) interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a trasformare gli
portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal
precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione
di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e
l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.
Per gli interventi predetti non sono previsti limiti di superficie.
Gli interventi di recupero consentono l’incremento delle superfici
preesistenti dell’organismo abitativo entro i limiti di superficie
posti per gli interventi di costruzione.
Il finanziamento può essere concesso per un ammontare massimo pari
all’80% della spesa riconosciuta ammissibile dall’Istituto di Credito. Il
limite dell’80 per cento può essere elevato fino al 100 per cento
in presenza di garanzie integrative offerte dal mutuatario secondo le
disposizioni impartite dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 38, secondo
comma, del decreto legislativo n.385 dell’1.9.1993.
La spesa ammessa a finanziamento è determinata dall’Istituto di Credito
entro i seguenti massimali:
- lire 743.000 a mq. per gli interventi di cui alla precedente lettera a);
- lire 991.000 a mq. per gli interventi di cui alla precedente lettera b);
- lire 1.524.000 a mq. per gli interventi di cui alla precedente lettera c).
Sono ammissibili a finanziamento anche gli interventi di recupero in
corso di realizzazione alla data di presentazione della domanda
limitatamente alle opere non ancora eseguite.
L’Istituto di Credito effettua la stima di dette opere.
9) La Regione ha facoltà di modificare, con le procedure indicate dall’ultimo comma dell’articolo 8 della L.R. 32/1985, i parametri di costo indicati nel precedente punto 8).
10) Il presente Avviso verrà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sarda. Di detta pubblicazione verrà dato avviso nei quotidiani e radiogiornali di maggiore ascolto e diffusione locale e ne sarà assicurata adeguata pubblicità presso le rappresentanze consolari e diplomatiche all’estero e presso le associazioni degli emigrati. Il presente Avviso, ed il modello di domanda è pubblicato altresì su Internet al sito: http://www.regione.sardegna.it/ital/lavpubb/bandi.htm.
L’Amministrazione regionale potrà revocare in qualsiasi momento il presente Avviso qualora le disponibilità di bilancio non ne consentano la prosecuzione. L’eventuale revoca dovrà essere preceduta da un preavviso pubblicato sul B.U.R.A.S. e sui quotidiani dell’Isola almeno dieci giorni prima della revoca stessa.