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Timestamp: 2019-12-12 08:52:43+00:00
Document Index: 58845887

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 6', 'art. 6', 'art.18', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 2']

Diritto di opposizione al trattamento dati e revoca del consenso: presupposti e oneri per il titolare - Cyber Security 360
L’opposizione al trattamento dati è un diritto che può essere esercitato da parte dell’interessato in qualsiasi momento, secondo alcuni presupposti ben precisi, e comporta anche alcuni oneri per il titolare del trattamento. Ecco un’utile guida pratica per i titolari del trattamento
L’art. 21, par.1 del Reg. UE 2016/679 (“GDPR”) disciplina tre tipologie di diritto di opposizione al trattamento dati da parte dell’interessato:
Opposizione ai trattamenti basati sul pubblico o sul legittimo interesse
Marketing: revoca del consenso come opposizione al trattamento dati
Il registro pubblico delle opposizioni sul marketing diretto telefonico
Iscrizione dei numeri di telefonia mobile e o riservata
La limitazione per legge del diritto all’opposizione (cenni)
Lo stesso articolo 21, par.1 del Reg. UE 2016/679 determina, inoltre, che l’opposizione al trattamento dati possa essere esercitata da parte dell’interessato “[…] in qualsiasi momento per motivi connessi alla sua situazione particolare […]” (profilazione inclusa) presupponendo necessariamente che il trattamento debba essere fondato sulle due diverse basi giuridiche consistenti nell’”esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento” (art. 6, par. 1, lett. e) GDPR) o nel legittimo interesse del titolare o di terzi (art. 6, par. 1, lett. f) GDPR).
Si tratta, in pratica, delle basi giuridiche che giustificano un trattamento senza un preventivo feedback dell’interessato il quale, al ricorrere delle circostanze, non esprime la propria volontà.
Una volta esercitata l’opposizione al trattamento dati, il titolare sarà gravato dell’onere probatorio circa la sussistenza dei motivi che possano evitare l’interruzione del trattamento. Fino a che non dimostri la prevalenza dei suoi motivi su quelli dell’interessato il titolare dovrà astenersi dal trattare ulteriormente i dati personali dell’interessato opponente applicando il diritto di limitazione del trattamento come previsto dall’art.18.1, lett. d) GDPR.
In pratica il diritto di opposizione al trattamento dati ex art. 21.1 GDPR potrà essere concretamente limitato quando il titolare dimostrerà l’esistenza di “motivi legittimi cogenti” quali obblighi legali, decisioni vincolanti di pubbliche autorità (Parere 6/2014 del WP29). Il titolare sarà chiamato a fare una valutazione dei propri interessi e motivi legittimi e le ragioni addotte dall’interessato della quale dovrà fornire la prova.
Il diritto dell’interessato non viene “mediato” con la posizione del titolare: qui l’opposizione al trattamento dati è piena e immediata ed è riferita a tutti quei dati personali (che poggiano sulla base giuridica del consenso libero, specifico, informato, inequivoco, dimostrabile e revocabile) necessari ad effettuare il trattamento per finalità di marketing diretto.
L’interessato gode in questi casi di un vero e proprio diritto assoluto ove la sua volontà deve essere rispettata dal titolare, il quale, in certi casi, potrà conservare dati di contatto e anagrafici al fine di garantire che i medesimi non vengano più usati per inviare comunicazioni indesiderate all’interessato.
Posto che per i trattamenti basati sul consenso non è propriamente corretto parlare di opposizione al trattamento dati (riferita in tali termini solo a quelli basati sul pubblico interesse o sul legittimo interesse) bensì di revoca del consenso la cui logica conseguenza è un effetto di opposizione al trattamento per finalità di marketing.
Il registro pubblico delle opposizioni è stato istituito con il D.P.R. 178/2010 e recentemente riformato (D.lgs. 5/2018). Con l’iscrizione cessa il consenso prestato in precedenza (a qualunque soggetto con qualsiasi forma e mezzo) per trattamenti dei propri numeri telefonici effettuato mediante operatore telefonico per fini pubblicitari, di vendita o per ricerche di mercato.
Dunque, a partire dal 6 maggio 2019, gli intestatari-interessati di un numero presente negli elenchi telefonici pubblici possono iscriversi al Registro esprimendo l’opposizione sia alle chiamate di telemarketing sia alla pubblicità cartacea. Gli interessati già iscritti al servizio per non ricevere la pubblicità telefonica potranno richiedere l’iscrizione per non ricevere nemmeno quella cartacea.
L’art. 23 GDPR prevede espressamente che la legge dello Stato membro cui è soggetto il titolare o il responsabile del trattamento possa limitare in casi tassativi, tra gli altri, il diritto di opposizione al trattamento dati.
l’art. 2-undecies del Codice Privacy stabilisce che non possa essere esercitato qualora l’esercizio possa derivare un pregiudizio “effettivo e concreto” agli interessi tutelati in base alle disposizioni in materia di riciclaggio, agli interessi tutelati in base alle disposizioni in materia di sostegno alle vittime di richieste estorsive, all’attività di Commissioni parlamentari d’inchiesta istituite ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, alle attività svolte da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione di legge, per esclusive finalità inerenti alla politica monetaria e valutaria, al sistema dei pagamenti, al controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari, nonché alla tutela della loro stabilità, allo svolgimento delle investigazioni difensive o all’esercizio di un diritto in sede giudiziaria, alla riservatezza dell’identità del dipendente che segnala ai sensi della legge 30 novembre 2017, n. 179, l’illecito di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio (c.d. whistleblowing);