Source: https://www.laleggepertutti.it/95651_dopo-il-licenziamento-nessuna-assunzione
Timestamp: 2018-09-26 03:56:21+00:00
Document Index: 184872697

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2697', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 1218', 'sentenza ']

Dopo il licenziamento nessuna assunzione
Vietato licenziare e assumere un nuovo dipendente dopo un anno, salvo il datore di lavoro cerchi una nuova professionalità: la flessibilità dei contratti a tutele crescenti potrebbe far sorgere nuovi illeciti delle aziende.
Il datore di lavoro che, dopo il licenziamento di un proprio dipendente dovuto a “riduzione del personale” (cosiddetto “giustificato motivo oggettivo”), ne abbia assunti altri entro il termine di un anno deve risarcire il danno al prestatore ingiustamente allontanato, a meno che non fornisca la prova della inevitabilità della scelta, motivandola con la necessità di una diversa professionalità. Il chiarimento è stato fornito, qualche tempo fa, dalla Cassazione [1] e risulta, purtroppo, tutt’ora attuale, specie nell’attuale condizione che, con l’avvento dei nuovi contratti più flessibili “a tutele crescenti”, l’azienda potrebbe nascondere, dietro tale mossa, solo una scelta strategica.
La Corte ha condannato al risarcimento del danno una struttura alberghiera per non aver provveduto alla riassunzione di una sua dipendente stagionale dopo che tutti gli altri dipendenti in servizio durante la precedente stagione erano stati riassunti.
Il licenziamento per riduzione del personale
La legge [2] stabilisce che i lavoratori licenziati per riduzione del personale hanno la precedenza per la riassunzione presso l’azienda entro un anno.
La Corte di Cassazione ha più volte spiegato che la norma oggetto di dibattito non solo spiega effetti anche nei rapporti tra lavoratore e impresa, attribuendo al primo un diritto soggettivo alla riassunzione, ma, sulla base di un’interpretazione estensiva, trova applicazione anche a tutti i licenziamenti intimati per riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. In particolare, il datore di lavoro che assuma lavoratori diversi (al posto di quelli licenziati) entro il suddetto termine annuale può sottrarsi alla responsabilità per inadempimento, ed al conseguente obbligo di risarcimento del danno, solo dimostrando l’inevitabilità della scelta, in virtù delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all’azienda, ovvero della impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parte gli ex dipendenti.
[1] Cass. sent. n. 1157/14.
[2] Art. 15, l. n. 264/1949.
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 12 novembre 2013 – 21 gennaio 2014, n. 1157
Presidente Roselli – Relatore Mammone
1.- C.S. , premesso di essere stata dipendente stagionale di un albergo gestito da COTAL Hotels s.r.l. nell’anno 1993 e di non essere stata riassunta alla ripresa dell’attività il 15.03.94, chiedeva al giudice del lavoro di Messina la condanna di detto datore al risarcimento del danno per la mancata riassunzione per il periodo tra la data della ripresa ed il 31.07.94, in cui aveva trovato altra occupazione.
2.- Accolta la domanda e proposta impugnazione da Cotal Hotels, la Corte d’appello di Messina con sentenza del 7.12.10 rigettava l’appello, ritenendo ingiustificata la mancata riassunzione, atteso che il datore aveva riassunto tutti i dipendenti in servizio nella precedente stagione, salvo la C. , la quale pure aveva diritto al reimpiego entro il termine annuale previsto dall’art. 15 della L. 29.04.49 n. 264.
3.- Propone ricorso per cassazione COTAL Hotels. Risponde con controricorso e memoria C. .
4.- COTAL Hotels deduce due motivi di ricorso:
4.1.- Con il primo motivo è dedotta violazione dell’art. 15 della L. 29.04.49 n. 264, per la quale i lavoratori licenziati per riduzione di personale hanno la precedenza per la riassunzione presso l’azienda entro un anno. Tale disposizione è rivolta esclusivamente agli organi del collocamento e non anche ai datori di lavoro, i quali non possono procedere all’assunzione diretta, ma debbono obbligatoriamente chiedere l’avviamento per categoria e qualifica, avendo il solo obbligo di dichiarare il nominativo dei lavoratori licenziati nell’anno precedente per riduzione di personale. Pertanto, non essendo contestato che COTAL avesse presentato la richiesta all’ufficio di collocamento, il mancato avviamento doveva ascriversi ad omissione dell’ufficio in questione e non a responsabilità del datore di lavoro.
4.2.- Con il secondo ed il terzo motivo, parte ricorrente ripropone sotto il profilo della violazione dell’art. 2697 c.c., della carenza di motivazione e dell’omesso esame la tesi (dedotta anche in secondo grado) sostenuta nel motivo che precede.
5.- Procedendo all’esame dei tre motivi in unico contesto, deve rilevarsi che il giudice di merito ha rilevato in fatto che l’attività esercitata da COTAL Hotels s.r.l. aveva carattere stagionale e che il datore il 15.03.94, alla ripresa dell’attività, non aveva riassunto, assieme agli altri dipendenti stagionali, la C. . La norma regolatrice di tale fattispecie è stata individuata dallo stesso giudice nella disposizione dell’art. 15 della l. 29.04.49 n. 264, per la quale “i lavoratori licenziati da un’azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella riassunzione presso la medesima azienda entro un anno” (ultimo comma). Tale inquadramento normativo, non risultando la C. rientrante in categorie di lavoratori assistite da leggi specificamente mirate, deve ritenersi corretto in quanto riferito a disposizione legislativa di carattere generale.
6.- Circa il contenuto di detta disposizione, ratione temporis vigente alla data del rapporto di lavoro, la giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che l’art. 15 della legge n. 264 del 1949 non solo spiega effetti anche nei rapporti tra lavoratore e impresa, attribuendo al primo un diritto soggettivo alla riassunzione, ma anche, sulla base di un’interpretazione estensiva, trova applicazione a tutti i licenziamenti intimati per riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro (Cass. 2.08.04 n. 13363 e 8.02.00 n. 1410). In particolare la stessa giurisprudenza ha ritenuto che il datore di lavoro che assuma lavoratori diversi (in luogo di quelli licenziati) entro il suddetto termine annuale (riferito alla stipulazione di relativi contratti) può sottrarsi alla responsabilità per inadempimento, ex art. 1218 c.c., ed al conseguente obbligo di risarcimento del danno, solo ove fornisca la prova della assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all’azienda ovvero della impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Cass. 5.10.02 n. 14293).
7.- Essendosi la Corte d’appello attenuta a tali principi, le censure mosse alla sentenza impugnata sono da ritenere infondate ed il ricorso deve essere rigettato.
Le spese del giudizio di legittimità, come di seguito liquidate, seguono la soccombenza. I compensi professionali vanno liquidati in Euro 2.500 sulla base del d.m. 20.07.12 n. 140, tab. A-Avvocati, con riferimento alle tre fasi previste per il giudizio di cassazione (studio, introduzione, decisione) ed allo scaglione del valore indeterminabile.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 100 (cento) per esborsi ed in Euro 2.500 (duemilacinquecento) per compensi, oltre Iva e cpa.
Domanda: Dunque l’azienda non può assumere personale nuovo con nessuna formula contrattuale esistente?
E’ costretta se vuole nuovo personale ad assumere così detto “In nero”..?
Salve, vi pongo un quesito che non mi fa dormire…Ho 59 anni e da 9 anni sono dipendente part-time di un azienda di autoservizi (con mansione conducente DI Autobus) il 28 marzo 2017 ho subito un intervento chirurgico di “emorroidectomia”, dimesso dall’ospedale dopo 4 gg perché sono sorte delle problematiche, sono in malattia fino al 4 giugno2017 da certificato medicot in quanto ho ancora perdite ematiche e tumefazioni nella parte interessata.
il mio titolare mi ha fatto sapere che mi licenzierà in quanto non posso stare tanto tempo a casa e che è nelle sue facoltà in quanto la sua azienda ha meno di 10 dipendenti, premetto che da quando manco io ha assunto un altra persona per tre mesi, ma se licenzia me che ho subito un intervento (che non va molto d’accordo col sedile e la guida x ore) può assumere un altro?? E io a 60 anni dove vado a lavorare visto che sono solo con un figlio precario e un mutuo da pagare ?? Grazie x la vs risposta-