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Timestamp: 2018-02-21 04:09:16+00:00
Document Index: 182073348

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 94', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 214', 'art. 15', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12']

1 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili di Carlo Dottarelli 5 - PDF
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2 Indice Prefazione di Massimo Caputi IX Introduzione di Claudio Giannotti 1 1 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili di Carlo Dottarelli I fondi comuni di investimento La gestione collettiva del risparmio Definizione di «fondo comune» Il fondo immobiliare: definizione e tipologie Le fonti normative Definizione di «fondo immobiliare» I fondi ad apporto pubblico I fondi a raccolta I fondi ad apporto privato La disciplina generale dei fondi immobiliari Il conferimento di beni immobili Disciplina del conflitto di interessi Gli esperti indipendenti I fondi «semichiusi» Quotazione L assunzione di prestiti Il regolamento di gestione 18
3 VI Attività di investimento: divieti e norme prudenziali di contenimento e frazionamento del rischio Profili contabili dei fondi immobiliari Schemi-tipo e modalità di redazione dei prospetti Criteri di valutazione del patrimonio del fondo Criteri di valutazione dei beni immobili Cenni sugli aspetti fiscali dei fondi immobiliari Il regime tributario ai fini delle imposte sui redditi Il regime tributario dei partecipanti Il regime tributario ai fini IVA Le novità introdotte dal decreto legge 4 luglio 2006, n Il business plan del fondo immobiliare di Sergio Beretta Introduzione Il business plan del fondo immobiliare: profili generali e obiettivi I soggetti coinvolti nella redazione del business plan Fasi di redazione del business plan I prospetti analitici per ogni immobile I canoni di locazione, gli altri proventi e le perdite su crediti Gli oneri di gestione immobiliare e le spese generali di diretta imputazione Le CAPEX, le opere di valorizzazione e il valore patrimoniale degli immobili Le linee strategiche e operative di gestione Le compravendite immobiliari I finanziamenti Le spese generali Il conto economico, lo stato patrimoniale e il rendiconto finanziario Conclusione 59 3 I fondi immobiliari retail quotati: andamento e prospettive di Claudio Cacciamani e Federica Ielasi Premessa 61
4 VII 3.2 I fondi immobiliari quotati: un confronto sulle politiche di investimento e sulle performance Le possibili cause alla base della valutazione a sconto dei fondi quotati Conclusioni 87 Bibliografia 87 4 La misurazione del rischio negli investimenti immobiliari diretti di Claudio Porzio e Gabriele Sampagnaro Introduzione Il real estate come asset class: elementi di analisi La valutazione degli immobili: considerazioni preliminari Modello di capitalizzazione diretta vs. DCF Il rischio immobiliare: lineamenti e tendenze nella ricerca teorica La componente di prevedibilità dei rendimenti immobiliari e il fenomeno di smoothing L incertezza della valutazione L incertezza nel metodo della capitalizzazione diretta: una simulazione Incertezza e metodo DCF Conclusioni 120 Appendice algebrica 122 Bibliografia La costruzione di un portafoglio immobiliare e i criteri di diversificazione di Claudio Giannotti e Gianluca Mattarocci Introduzione Gli indicatori di convenienza economica degli investimenti immobiliari: caratteristiche e limiti La costruzione della frontiera efficiente negli investimenti immobiliari La metodologia della frontiera efficiente 134
5 VIII Le applicazioni della frontiera efficiente alla finanza immobiliare I limiti per l applicazione agli investimenti immobiliari I criteri di diversificazione L efficacia della diversificazione per locatario L impatto della diversificazione per rischio endogeno La rilevanza del rischio esogeno nel portafoglio immobiliare I benefici e i costi del debito nell investimento immobiliare La valutazione di un portafoglio immobiliare La descrizione del campione Analisi dei profili rendimento-rischio di un portafoglio immobiliare La proposta di un modello integrato di valutazione dell investimento immobiliare Conclusioni 169 Bibliografia 171 Conclusioni di Claudio Giannotti 179 Gli Autori 187
6 1 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili di Carlo Dottarelli* 1.1 I fondi comuni di investimento La gestione collettiva del risparmio Cosa si intende concretamente per «gestione collettiva del risparmio»? Essa è una delle due forme della più ampia famiglia del «risparmio gestito». Il risparmio gestito si estrinseca, infatti, in due modi: attraverso la gestione individuale di portafogli d investimento; attraverso la gestione collettiva del risparmio. La prima 1 si realizza attraverso la stipula di un contratto in forma scritta contenente alcune disposizioni fissate dalla legge con il quale i soggetti abilitati a svolgere il presente servizio 2 si impegnano a gestire in modo individuale, ovvero esclusivamente a favore di un determinato cliente, il portafoglio dello stesso. Per quanto riguarda la seconda, la definizione è contenuta nel D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (di seguito: il Testo Unico della Finanza o TUF). L art. 1, comma 1, lett. n, afferma che essa è «il servizio che si realizza attraverso: 1. la promozione, l istituzione e organizzazione di fondi comuni d investimento e l amministrazione dei rapporti con i partecipanti; 2. la gestione del patrimonio di OICR 3, di propria o altrui istituzione, mediante * Direttore Amministrazione e Finanza, Fimit SGR SpA. 1 Cfr. art. 24 del Testo Unico della Finanza. 2 Le imprese di investimento, le società di gestione del risparmio e le banche. 3 Organismi di investimento collettivo del risparmio.
7 6 La gestione del fondo immobiliare l investimento avente a oggetto strumenti finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili». La grande differenza tra i due modi di gestire il risparmio è il numero di soggetti per il quale il servizio viene offerto. La gestione collettiva implica che l attività venga svolta per una pluralità di risparmiatori; al contrario, ovviamente, quella individuale. Diversi sono anche i «mezzi» con i quali si concretizzano i servizi. La gestione collettiva avviene attraverso la gestione del patrimonio di OICR di cui i fondi comuni d investimento sono gli strumenti più diffusi 4, quella individuale attraverso la gestione di un portafoglio intestato al singolo cliente, sul quale esso ha anche la possibilità di intervenire, sempre attraverso il gestore, e del quale all inizio del mandato traccia, insieme al gestore, le linee guida. Il soggetto autorizzato a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio è la società di gestione del risparmio (la «SGR»), che deve essere costituita in forma di società per azioni e avere sede legale e direzione generale in Italia 5. Di seguito ci occuperemo della gestione collettiva del risparmio, attuata mediante la gestione di fondi comuni d investimento Definizione di «fondo comune» La definizione di fondo comune d investimento è data dall art. 1, comma 1, lett. j, del Testo Unico della Finanza; esso è «il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte; il patrimonio del fondo, sia aperto che chiuso, può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote». Iniziamo a esaminare cosa si intenda per «patrimonio autonomo». Il patrimonio del fondo può essere investito, ai sensi del D.M. 24 maggio 1999, n. 228 (di seguito: il D.M. 228/1999) nei seguenti beni: a. strumenti finanziari quotati in un mercato regolamentato; b. strumenti finanziari non quotati in un mercato regolamentato; c. depositi bancari di denaro; d. beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari; e. crediti e titoli rappresentativi di crediti; f. altri beni per i quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con certezza con una periodicità almeno semestrale 6. Il fondo comune d investimento è gestito dalla società di gestione del rispar- 4 Altro importante OICR è la SICAV (Società di investimento collettivo a capitale variabile). 5 Cfr. art. 1, comma 1, lett. o, del Testo unico della Finanza. 6 Cfr. art. 4, comma 2, del D.M. 228/1999.
8 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili 7 mio che lo istituito o da altra SGR, su delega di quella istitutrice 7. È evidente che la SGR possieda un proprio patrimonio. Questo deve essere sempre tenuto distinto, separato, autonomo, rispetto a quello del fondo comune gestito. La SGR deve dotarsi, quindi, di un organizzazione interna che gli permetta di tenere separati agevolmente i patrimoni, il proprio e quelli dei fondi da essa gestiti. Tornando alla definizione data dal Testo Unico della Finanza, il fondo comune d investimento è quindi un patrimonio autonomo da quello della SGR, «suddiviso in quote». Il patrimonio del fondo è rappresentato quindi da quote. Il risparmiatore che decide di avvalersi della gestione collettiva del risparmio, tramite un fondo comune d investimento, sottoscriverà quote del fondo stesso. Risparmio (in genere denaro, ma vedremo che non è sempre così) a fronte di quote del fondo emesse dalla SGR. Al momento dell uscita del risparmiatore dal fondo (o della liquidazione dello stesso), ci sarà l annullamento delle quote e la rimessa del controvalore in denaro. È evidente che il patrimonio del fondo, valorizzato secondo criteri di cui si parlerà diffusamente più avanti, diviso per il numero delle quote, esprime il valore di ogni singola quota. Le quote di un fondo comune di investimento sono «strumenti finanziari» 8 al pari delle azioni, delle obbligazioni, dei titoli di stato, dei contratti derivati ecc. Spesso si afferma che il fondo comune di investimento è uno strumento finanziario, in realtà sono le quote rappresentative dello stesso a esserlo. Come si è già accennato precedentemente, il fondo comune d investimento è lo strumento più diffuso per la gestione collettiva del risparmio. Si è detto che al fondo comune d investimento possono aderire una «pluralità di partecipanti». Il risparmiatore di Roma può aderire allo stesso fondo comune a cui aderisce il risparmiatore di Milano o Londra. Risparmiatori più o meno facoltosi potranno aderire con maggiori o minori capitali allo stesso fondo. Maggiori saranno i capitali investiti nel fondo, maggiore sarà il patrimonio dello stesso, ma il valore della singola quota dipenderà soprattutto dal gestore del fondo, ovvero da come i capitali sono investiti. È ovvio che più è consistente il patrimonio del fondo, maggiori sono le opportunità per il gestore di sfruttare opportunità di mercato e prezzi favorevoli, ma il valore del fondo dipende soprattutto su cosa si investono i capitali disponibili, siano essi enormi o limitati, e da quale ritorno economico ne provenga. Il patrimonio del fondo può essere «sia aperto che chiuso» 9. Il fondo aperto è quello «i cui partecipanti hanno il diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle quote secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo»; il fondo chiuso è il fondo «in cui il diritto al rimborso delle quote viene 7 Cfr. art. 36, comma 1, del Testo Unico della Finanza. 8 Cfr. art. 1, comma 2, lett. c, del Testo Unico della Finanza. 9 Sono istituiti in forma chiusa i fondi il cui patrimonio è investito, nei limiti e secondo i criteri stabiliti da Banca d Italia, nei beni di cui alle lett. d, e e f, nonché nei beni indicati alla lett. b di cui all elenco precedente, diversi dalle quote di OICR aperti, in misura superiore al 10 per cento.
9 8 La gestione del fondo immobiliare riconosciuto ai partecipanti a scadenze predeterminate» 10. L uscita da un fondo aperto è, quindi, molto più agevole rispetto a quella da un fondo chiuso, per il quale il partecipante ha pochi momenti, stabiliti a priori, di far valere il proprio diritto di vedersi liquidato il controvalore del proprio investimento. La normativa prevede però alcuni escamotage per non penalizzare troppo i partecipanti a un fondo chiuso che, per un qualsiasi motivo, dovessero avere necessità o ritenessero opportuno monetizzare il proprio investimento anticipatamente rispetto alle scadenze prefissate: il primo è quello della negoziazione del titolo su un mercato regolamentato. Esiste infatti la possibilità, e in alcuni casi l obbligo 11, per le SGR di richiedere l ammissione a quotazione dei fondi chiusi gestiti. La quotazione del fondo chiuso permette al partecipante al fondo medesimo la possibilità di vendere le proprie quote sul mercato al prezzo negoziato al momento della compravendita. È evidente che tale prezzo risulterà per lo più inferiore al valore di liquidazione alla scadenza naturale del titolo. La seconda strada per vedersi rimborsate anticipatamente una parte del capitale investito è legata a una decisione della SGR che in presenza di determinate condizioni 12 può stabilire di provvedere, per l appunto, al rimborso anticipato parziale delle quote ai partecipanti. Ultima caratteristica dei fondi comuni individuata dal TUF è quella che il loro patrimonio «può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote». Per quanto riguarda i fondi aperti, la sottoscrizione delle quote ha luogo o mediante versamento di un importo corrispondente al valore delle quote di partecipazione o, nel caso in cui il regolamento del fondo lo preveda, mediante conferimento di strumenti finanziari nella composizione che riproduce l indice in conformità del quale il fondo investe. La SGR provvede a calcolare il valore delle quote, anche ai fini dell emissione e del rimborso delle stesse, con periodicità almeno settimanale 13. Per quanto riguarda i fondi chiusi, le quote, che devono essere emesse secondo le modalità stabilite dal regolamento, devono essere sottoscritte entro il termine massimo di diciotto mesi dalla pubblicazione del prospetto ai sensi dell art. 94, comma 3, del TUF o, se esse non sono offerte al pubblico, dalla data di approvazione del regolamento del fondo da parte della Banca d Italia. I versamenti relativi alle quote sottoscritte devono essere effettuati entro il termine stabilito nel regolamento del fondo. Nel caso di fondi riservati previsti dall art. 15 del D.M. 228/1999 i versamenti possono essere effettuati in più soluzioni, a seguito di impegno del sottoscrittore a effettuare il versamento a richiesta della SGR in base alle esigenze di investimento del fondo medesimo. 10 Cfr. art. 1, comma 1, lett. k e l, del Testo Unico della Finanza. 11 Vedi il caso dei fondi immobiliari ad apporto pubblico, ai sensi dell art. 14-bis, comma 8, della legge n. 86 del 25 gennaio In genere trattasi di cospicui disinvestimenti di parte del patrimonio. 13 Cfr. art. 10, commi 1 e 2, del D.M. 228/1999.
10 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili 9 Le quote di partecipazione, secondo le modalità indicate nel regolamento, devono essere rimborsate ai partecipanti alla scadenza del termine di durata del fondo ovvero possono essere rimborsate anticipatamente. La Banca d Italia può consentire, ove sia previsto nel regolamento del fondo e su richiesta della SGR, una proroga del termine di durata del fondo non superiore a tre anni per il completamento dello smobilizzo degli investimenti 14. Ove il regolamento del fondo preveda emissioni successive alla prima, i rimborsi anticipati hanno luogo con la medesima frequenza e in coincidenza con le nuove emissioni. Alla stessa data è prevista la determinazione periodica del valore delle quote del fondo 15. Un ulteriore classificazione non prevista nella definizione di fondo comune, ma comunque importante, è «a chi esso è rivolto». In particolare un fondo comune può essere rivolto alla generalità degli investitori, senza quindi entrare nel merito della loro natura e/o delle loro caratteristiche giuridiche, oppure ai cosiddetti «investitori qualificati». Gli investitori qualificati sono individuati nelle seguenti categorie di soggetti: le imprese di investimento, le banche, gli agenti di cambio, le SGR, le SICAV, i fondi pensione, le imprese di assicurazione, le società finanziarie capogruppo di gruppi bancari e i soggetti iscritti negli elenchi previsti dagli articoli 106, 107 e 113 del testo unico bancario; i soggetti esteri autorizzati a svolgere, in forza della normativa in vigore nel proprio paese di origine, le medesime attività svolte dai soggetti di cui al precedente alinea; le fondazioni bancarie; le persone fisiche e giuridiche e gli altri enti in possesso di specifica competenza ed esperienza in operazioni in strumenti finanziari espressamente dichiarata per iscritto dalla persona fisica o dal legale rappresentante della persona giuridica o dell ente 16. I fondi rivolti agli investitori qualificati presentano alcune caratteristiche distintive rispetto a quelli rivolti alla totalità degli investitori; in questa sede si farà riferimento, per lo più, alla seconda tipologia di fondi. 1.2 Il fondo immobiliare: definizione e tipologie Le fonti normative La normativa primaria e secondaria vigente che regolamenta i fondi comuni di investimento di natura immobiliare di diritto italiano è la seguente: legge 25 gennaio 1994, n. 86, «Istituzione e disciplina dei fondi comuni di investimento immobiliare chiusi»; 14 Il cosiddetto «periodo di grazia». 15 Cfr. art. 14 del D.M. 228/ Cfr. art. 1, comma 1, lett. h, del D.M. 228/1999.
11 10 La gestione del fondo immobiliare D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, «Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52»; delibera CONSOB 1º luglio 1998, n (meglio noto come «Regolamento intermediari»); delibera CONSOB 23 dicembre 1998, n (meglio noto come «Regolamento dei mercati»); delibera CONSOB 14 maggio 1999, n (meglio noto come «Regolamento emittenti»); Decreto del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica 24 maggio 1999, n. 228, «Regolamento recante norme per la determinazione dei criteri generali cui devono essere uniformati i fondi comuni di investimento»; Regolamento dei mercati organizzati di Borsa Italiana S.p.A. 6 settembre 2001; D.L. 25 settembre 2001, n. 351, convertito nella legge 23 novembre 2001, n. 410, «Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare»; Provvedimento della Banca d Italia 14 aprile 2005 «Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio» Definizione di «fondo immobiliare» La normativa attuale non prevede una definizione specifica di fondo immobiliare, e quindi quella che si individuerà in questa sede discende dal combinato disposto di più norme. Innanzitutto, il fondo immobiliare è una tipologia di fondo comune d investimento. Ciò discende dal fatto che l art. 12-bis del D.M. 228/1999, è titolato e dedicato ai «fondi immobiliari», che quindi costituiscono una delle tipologie di fondi comuni regolati dal decreto. Un secondo elemento di caratterizzazione è che i fondi immobiliari sono «chiusi». L art. 12-bis, comma 1, prevede infatti che «i fondi immobiliari sono istituiti in forma chiusa» 17. Per quanto riguarda la composizione del patrimonio dei fondi immobiliari, il secondo comma dell art. 12-bis prevede che «il patrimonio dei fondi immobiliari (...) è investito nei beni di cui all art. 4, comma 2, lett. d, in misura non inferiore ai due terzi del valore complessivo del fondo». Abbiamo già visto che i beni di cui all art. 4, comma 2, lett. d, del D.M. 228/1999 sono «beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari». A questo punto è possibile dare una definizione di «fondo immobiliare». Esso è «un fondo comune d investimento, istituito in forma chiusa, il cui patrimonio è 17 Anche se successivamente vedremo che in determinati casi si può parlare di fondo «semichiuso».
12 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili 11 investito per almeno due terzi del proprio valore complessivo in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari» 18. Nei prossimi tre paragrafi esamineremo sinteticamente le tre tipologie di fondo immobiliari presenti attualmente sul mercato I fondi ad apporto pubblico I fondi immobiliari sono stati introdotti in Italia dalla legge 86/1994. A oggi di tale legge rimane vigente solo un articolo 19 :il14-bis che regola una delle tipologie di fondi immobiliari attualmente presenti sul mercato: i cosiddetti fondi «ad apporto pubblico». Tali fondi sono caratterizzati dal fatto che le quote del fondo possono essere sottoscritte, entro un anno dalla sua costituzione, con apporto di beni immobili o di diritti reali immobiliari, qualora l apporto sia costituito per oltre il 51 per cento da beni e diritti apportati esclusivamente dallo Stato, da enti previdenziali pubblici, da regioni, da enti locali e loro consorzi, nonché da società interamente possedute anche indirettamente dagli stessi soggetti. Il 3º comma dell art. 14-bis imponeva che il regolamento del fondo prevedesse l obbligo per i soggetti che effettuino il conferimento, di integrare gli apporti di natura immobiliare con un apporto in denaro non inferiore al 5 per cento del valore del fondo. Tale obbligo (e non quindi, la facoltà) è successivamente venuto meno, con un abrogazione implicita della norma, «in quanto incompatibile sotto un profilo logico-sistematico con la disciplina introdotta dal D.lgs. 58/1998 (TUF) e dalla relativa normativa attuativa» 20. Il comma 2 dell art. 14-bis prevede che la SGR del fondo non debba essere controllata neanche indirettamente da alcuno dei soggetti che procedono all apporto. Altra peculiarità dei fondi della specie è che la società di gestione deve procedere all offerta al pubblico delle quote derivate dall istituzione del fondo. L offerta deve concludersi entro diciotto mesi dalla data dell ultimo apporto in natura e comportare collocamento di quote per una percentuale non inferiore al 60 per cento del loro numero originario presso investitori diversi dai soggetti conferenti. Il regolamento del fondo prevede le modalità di esecuzione del collocamento. Qualora, decorso il termine di diciotto mesi, non sia stato collocato almeno il 60 per cento delle quote, la SGR dichiara il mancato raggiungimento dell obiettivo, caducate le prenotazioni ricevute per l acquisto delle quote e 18 A dire il vero, il comma 2 dell art. 12-bis prevede che detta percentuale è ridotta al 51 per cento qualora il patrimonio del fondo sia investito in misura non inferiore al 20 per cento del suo valore in strumenti finanziari rappresentativi di operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto beni immobili, diritti reali immobiliari o crediti garantiti da ipoteca immobiliare, ma trattasi di eccezione alla regola generale. 19 L art. 214 del Testo Unico della Finanza ha abrogato la legge 86/1994, con eccezione degli artt. 14-bis e 15; l art. 15 è stato abrogato successivamente dal D.L. 351/ Cfr. lettera di Banca d Italia 9 luglio 2001, n , in risposta a specifico quesito di Fimit SGR SpA.
13 12 La gestione del fondo immobiliare delibera la liquidazione del fondo, che viene effettuata da un commissario nominato dal Ministero dell economia, il quale provvederà a retrocedere i beni apportati ai soggetti conferenti. Qualora invece il collocamento abbia buon esito, entro sei mesi dalla consegna delle quote agli acquirenti, la SGR deve richiedere alla CONSOB l ammissione dei relativi certificati alla negoziazione in un mercato regolamentato, salvo il caso in cui le quote siano destinate esclusivamente a investitori istituzionali I fondi a raccolta Oltre ai fondi ad apporto pubblico, l altra tipologia di fondi immobiliari preesistente all emanazione del D.L. 351/2001, che come vedremo ne ha allargato e completato la gamma, è quella dei fondi «a raccolta». La specificità dei fondi a raccolta è quella che la SGR, a differenza dei fondi ad apporto, raccoglie preventivamente il denaro dagli investitori che sottoscrivono le quote mediante l operazione di collocamento, e solo successivamente effettua gli investimenti. Generalmente viene presentato ai potenziali investitori un piano di investimenti già predefinito e nella pratica è usuale che la SGR abbia già stipulato dei contratti preliminari di acquisto degli immobili che entreranno nel patrimonio del fondo non appena reperite le risorse finanziarie, nonché gli impegni da parte di istituti finanziatori a erogare finanziamenti ipotecari al buon esito del collocamento e nella fase degli investimenti. Il punto a sfavore di questi fondi rispetto a quelli ad apporto è che non risulta «certificato» un rendimento storico del fondo, non essendoci un patrimonio già esistente e un periodo di gestione del patrimonio stesso da parte della SGR prima del collocamento. Gli investitori sottoscrivono le quote «sulla fiducia», seppur suffragata da elementi concreti, mentre sottoscrivendo quote di un fondo ad apporto è possibile «toccare con mano» gli asset del fondo sul quale si punta. Come accennato al par , qualora il fondo a raccolta sia riservato a investitori qualificati, il regolamento del fondo può prevedere che i versamenti possono essere effettuati in più soluzioni, a seguito di impegno del sottoscrittore a effettuare il versamento a richiesta della SGR in base alle esigenze di investimento del fondo medesimo I fondi ad apporto privato L emanazione del D.L. 351/2001, convertito nella legge 410/2001, e le successive modifiche al D.M. di attuazione 228/ che era stato emanato ai sensi dell art. 37 del Testo Unico della Finanza per «determinare i criteri generali cui devono 21 Modifiche apportate con il Decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze 31 gennaio 2003, n. 47, emanato in attuazione dell art. 5, comma 2, del D.L. 351/2001.
14 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili 13 essere uniformati i fondi comuni d investimento» hanno introdotto in Italia il fondo immobiliare «ad apporto privato». Precedentemente, come abbiamo visto, era già possibile partecipare a un fondo immobiliare conferendo beni in natura ma solo nel caso in cui il conferente avesse avuto natura di ente pubblico. Ora tale limite viene superato e si concede la possibilità anche a soggetti privati di conferire beni in un fondo immobiliare. Non solo. Viene introdotta anche la possibilità che i soggetti conferenti siano in potenziale conflitto d interessi con la società di gestione, ovvero siano soci della SGR o società del medesimo gruppo di appartenenza della stessa, con alcune cautele e limiti. L innovazione in discorso ha comportato il boom dei fondi immobiliari in Italia. 1.3 La disciplina generale dei fondi immobiliari Come abbiamo accennato al par , la normativa primaria che disciplina i fondi immobiliari è costituita dall art. 14-bis della legge 86/1994 per i fondi ad apporto pubblico e dal D.L. 351/2001 per le altre due tipologie di fondi. Oltre, ovviamente, alle norme generali previste dal Testo Unico della Finanza. Il D.M. 228/1999, modificato a seguito dell emanazione del D.L. 351/2001, detta le regole attuative per tutti i fondi immobiliari. L art. 13 del decreto, infatti, prevede che ai fondi ad apporto pubblico si continuino ad applicare le disposizioni di cui all art. 14-bis della legge 86/1994, ma che, in quanto compatibili, «si applicano le disposizioni del decreto medesimo e delle altre norme del TUF con riferimento ai fondi chiusi che sono investiti in immobili» Il conferimento di beni immobili Come abbiamo già accennato, la sottoscrizione delle quote del fondo immobiliare può essere effettuata, ove il regolamento lo preveda, sia in fase costitutiva che in fase successiva alla costituzione del fondo, mediante conferimento dei beni di cui all art. 4, comma 2, lett. d, del D.M. 228/1999, ovvero beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari. La normativa non prevede particolari modalità da seguire per effettuare il conferimento dei beni. Trattandosi di una modalità di sottoscrizione delle quote rimangono pertanto valide le norme che attualmente disciplinano, una volta concluso il periodo di sottoscrizione, la durata del richiamo degli impegni, e cioè il periodo entro il quale devono essere effettuati i versamenti relativi alle quote sottoscritte. A fronte dell assenza di una specifica definizione delle modalità di conferimento, l art. 12-bis, comma 3, del decreto ha però espressamente previsto che in tutti i
15 14 La gestione del fondo immobiliare casi di sottoscrizioni in natura debbano essere osservate da parte della SGR le seguenti cautele: a. acquisire, ove non si tratti di beni negoziati in mercati regolamentati, un apposita relazione di stima elaborata, in data non anteriore a 30 giorni dalla stipula dell atto, da esperti indipendenti. Il valore attestato dalla relazione di stima non deve essere inferiore al valore delle quote emesse a fronte del conferimento; b. acquisire la valutazione di un intermediario finanziario incaricato di accertare la compatibilità e la redditività dei conferimenti rispetto alla politica di gestione in relazione all attività di sollecitazione all investimento svolta dal fondo medesimo. Detta valutazione può essere predisposta dal soggetto incaricato della stima di cui alla lettera a nel caso in cui questi possegga i necessari requisiti professionali. Si fa presente che le cautele sopra descritte rappresentano la soglia minima di tutela dei partecipanti imposta dal legislatore: è quindi possibile che il fondo a livello regolamentare interno possa prevedere regole più stringenti per i conferimenti della specie Disciplina del conflitto di interessi Come abbiamo accennato al par , il conferimento dei beni al fondo immobiliare può essere effettuato anche da soci della SGR o da società del medesimo gruppo al quale appartiene la SGR stessa 22. Il più volte citato art. 12-bis, comma 4, detta il nuovo regime delle operazioni compiute in conflitto d interessi, individuando apposite cautele da osservarsi per garantire la tutela dei risparmiatori. In particolare: a. il valore del singolo bene oggetto di cessione, acquisto o conferimento non può superare il 10 per cento del valore del fondo; il totale delle operazioni effettuate, anche indirettamente, con soci della SGR non può superare il 40 per cento del valore del fondo; il totale delle operazioni effettuate, anche indirettamente, con soci e con i soggetti appartenenti al loro gruppo rilevante non può superare il 60 per cento del valore del fondo; b. dopo la prima emissione di quote, il valore del singolo bene oggetto di cessione, acquisto o conferimento e in ogni caso il totale delle operazioni effettuate, anche indirettamente, con soci della SGR e con i soggetti appartenenti al loro gruppo rilevante non può superare il 10 per cento del valore complessivo del fondo su base annua; 22 Permane invece il divieto da parte del legislatore inerente alla cessione diretta o indiretta al fondo di beni appartenenti agli amministratori, direttori generali e sindaci della SGR, ovvero della cessione diretta o indiretta di tali beni a uno di tali soggetti.
16 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili 15 c. i beni acquistati o venduti dal fondo devono costituire oggetto di relazione di stima elaborata da esperti aventi i requisiti previsti dall art. 17 del decreto; d. le quote del fondo sottoscritte a fronte dei conferimenti devono essere detenute dal conferente per un ammontare non inferiore al 30 per cento del valore della sottoscrizione e per un periodo di almeno due anni dalla data del conferimento. Il regolamento del fondo disciplina le modalità con le quali i soggetti che effettuano i conferimenti si impegnano al rispetto dell obbligo; e. l intermediario finanziario, non deve appartenere al gruppo del soggetto conferente; f. la delibera dell organo di amministrazione della SGR deve illustrare l interesse del fondo e dei suoi sottoscrittori all operazione e va assunta su conforme parere favorevole dell organo di controllo. Anche in questo caso va rilevato che tali condizioni di tutela sono minimali. Resta nella facoltà della SGR individuare ulteriori presidi a tutela dei sottoscrittori Gli esperti indipendenti Nei precedenti paragrafi si è fatto più volte riferimento alla figura degli «esperti indipendenti» 23. Essi possono essere persone fisiche o giuridiche scelte dal Consiglio di Amministrazione della SGR che nell affidamento degli incarichi deve verificare il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa, ovvero per le persone fisiche che siano iscritte ininterrottamente da almeno cinque anni in un albo professionale la cui appartenenza comporta l idoneità a effettuare valutazioni tecniche o economiche dei beni in cui è investito il fondo. Devono essere altresì in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per gli esponenti aziendali delle SGR ai sensi dell art. 13 del TUF 24. Nell ipotesi in cui gli esperti indipendenti siano persone giuridiche, esse non possono fare parte del gruppo della SGR, come definito ai sensi dell art. 11, comma 1, lett. a, del TUF. Inoltre devono possedere i seguenti requisiti: a. nell oggetto sociale deve essere espressamente prevista la valutazione dei beni oggetto dell investimento del fondo; b. una struttura organizzativa adeguata all incarico che intendono assumere. La SGR può affidare incarichi anche per la valutazione di singoli beni a esperti aventi tali requisiti. Le valutazioni devono risultare da apposita relazione sottoscritta da tutti gli esperti indipendenti incaricati. Nell ipotesi in cui gli esperti indipendenti siano 23 La figura degli esperti indipendenti è prevista all art. 6, comma 1, lett. c, n.5,deltufche prevede, trattando degli OICR: «Per la valutazione di beni non negoziati in mercati regolamentati, la Banca d Italia può prevedere il ricorso a esperti indipendenti e richiederne l intervento anche in sede di acquisto e vendita dei beni da parte del gestore». 24 Cfr. art. 17, commi 1 e 2, D.M. 228/1999.
17 16 La gestione del fondo immobiliare persone giuridiche, la relazione deve essere sottoscritta da almeno uno degli amministratori in possesso dei requisiti previsti per le persone fisiche. L esperto si astiene dalla valutazione in caso di conflitto di interessi in relazione ai beni da valutare, dandone tempestiva comunicazione alla SGR. La normativa prevede inoltre una serie di incompatibilità. L incarico di esperto indipendente non può essere infatti conferito a soggetti che siano soci, amministratori o sindaci della SGR che conferisce l incarico o di altre società o enti che la controllino, o che siano controllati da questi ultimi o dalla SGR, ovvero lo siano stati nel triennio antecedente al conferimento dell incarico. Non possono essere legati alla SGR che conferisce l incarico o ad altre società o enti che la controllino, o che siano controllati da questi ultimi o dalla SGR, da rapporti di lavoro subordinato o autonomo, ovvero lo siano stati nel triennio antecedente al conferimento dell incarico. Non deve risultare parentela o affinità entro il quarto grado dei soci, degli amministratori, dei sindaci o dei direttori generali della SGR che conferisce l incarico o di altre società o enti che la controllino o che siano controllati da questi ultimi o dalla SGR. In generale non si può conferire l incarico a chi si trovi in una situazione che può compromettere comunque l indipendenza nei confronti della SGR. Nel caso di sopravvenienza di una di tali situazioni nel corso dell incarico l interessato è tenuto a darne immediata comunicazione alla SGR, che provvede entro trenta giorni dalla comunicazione stessa alla revoca dell incarico e alla sostituzione dell esperto, dandone contestuale comunicazione alla Banca d Italia e alla CONSOB. La valutazione dei conferimenti dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari dei fondi previsti dall art. 14-bis della legge 86/1994, è effettuata da un collegio di almeno tre esperti, nel caso in cui la SGR non si avvalga di una società. L incarico di valutazione di cui al presente articolo non può avere durata superiore a un triennio ed è rinnovabile una sola volta I fondi «semichiusi» In tema di modalità di partecipazione, le modifiche apportate al D.M. 228/1999 disegnano un sistema che supera il concetto tradizionale di fondo chiuso e perviene a introdurre un tipo di fondo definibile come «semichiuso». Si riconosce infatti la possibilità di raccogliere il patrimonio mediante più emissioni di quote (fondo semichiuso in entrata), ovvero di operare rimborsi anticipati secondo modalità temporali stabilite dal regolamento di gestione (fondo semichiuso in uscita), ovvero ancora di combinare i due flussi in entrata e in uscita (creando perciò delle vere e proprie «finestre» di entrata e di uscita dal fondo). Riguardo al patrimonio del fondo, quindi, il comma 2, dell art. 14 del decreto prevede che esso possa essere raccolto mediante una o più emissioni di quote secondo le modalità stabilite dal regolamento.
18 18 La gestione del fondo immobiliare fondo per tali operazioni intendendosi anche il mutamento della destinazione d uso dell immobile 25. I fondi immobiliari possono assumere prestiti per rimborsi anticipati delle quote, nei limiti di cui sopra e comunque per un ammontare non superiore al 10 per cento del valore del fondo 26. Rispetto alla previgente disciplina, la possibilità di utilizzo della leva finanziaria risulta ampliata non solo in termini percentuali ma anche e, soprattutto, nelle finalità. I precedenti limiti dell indebitamento 27, infatti, rappresentati, rispettivamente, dal 30 per cento del valore degli immobili detenuti, nella forma di finanziamenti ipotecari finalizzati all acquisto, alla ristrutturazione di beni immobili o all assunzione di partecipazioni in società immobiliari non quotate, al quale si aggiungeva un ulteriore 10 per cento del valore complessivo netto del fondo, destinato a fronteggiare sfasamenti temporanei nella gestione della tesoreria, risultano elevati a più del doppio. I limiti di cui sopra non si applicano ai fondi costituiti ai sensi dell art. 16 del decreto, ovvero i cosiddetti «fondi speculativi» Il regolamento di gestione Con Provvedimento del 14 aprile 2005, titolato «Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio» la Banca d Italia ha provveduto a riordinare la normativa di propria emanazione in materia di gestione del risparmio e di OICR. In questa sede si fornirà una panoramica dei principali argomenti in materia di fondi comuni, e specificatamente immobiliari, trattati dal Provvedimento e in particolare nel Titolo V dello stesso, titolato «Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio». Il Capitolo I del Titolo V tratta dei «Criteri generali e contenuto minimo del regolamento di gestione dei fondi comuni di investimento». Il regolamento del fondo disciplina il rapporto di partecipazione al fondo medesimo. Esso definisce le caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica la SGR, la società promotrice, e la banca depositaria, definisce la ripartizione dei compiti tra tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra questi ultimi e i partecipanti al fondo. Al fine di tutelare gli interessi dei partecipanti e di assicurare la parità di trattamento tra gli stessi, il regolamento dei fondi comuni di investimento è redatto nel rispetto dei criteri generali di seguito indicati: 1. chiarezza: il regolamento consente all investitore la piena e agevole comprensione delle caratteristiche del fondo e delle condizioni contrattuali; 25 Cfr. art. 12-bis, comma 7, D.M. 228/ Cfr. art. 12-bis, comma 8, D.M. 228/ Cfr. Provvedimento della Banca d Italia 20 settembre 1999, Capitolo II, Sezione III, par. n. 6.2.
19 I fondi immobiliari: quadro normativo e profili contabili completezza: il regolamento disciplina in modo completo il rapporto contrattuale; a tal fine contiene tutti gli elementi richiesti dalla legge e dalle disposizioni amministrative; 3. sintesi: nell ambito della propria autonomia contrattuale, le SGR si attengono a un canone fondamentale di sinteticità, evitando di appesantire il testo del regolamento con la riproduzione di disposizioni di legge o amministrative, con la duplicazione di informazioni; 4. coerenza: il testo regolamentare è redatto secondo un criterio di coerenza complessiva delle disposizioni e degli elementi caratterizzanti il fondo (scopo, oggetto e politica di investimento, natura degli investitori cui esso è rivolto, regime delle spese, ripartizione dei proventi e, in generale, tutte le modalità di funzionamento). Il regolamento dei fondi rivolti alla generalità degli investitori si compone di tre parti: a. scheda identificativa: contiene gli elementi essenziali di identificazione del fondo e fornisce ai sottoscrittori i riferimenti principali in ordine al fondo, alla società che lo gestisce e alla banca depositaria; b. caratteristiche del prodotto: sono descritte le caratteristiche fondamentali del fondo, con particolare riferimento allo scopo, all oggetto e alla politica di investimento, nonché al regime dei proventi e delle spese; c. modalità di funzionamento: contiene le regole di funzionamento del fondo. In particolare per i fondi immobiliari vi sono, oltre a quelli validi per tutti i fondi, i seguenti obblighi specifici: 1. il regolamento dei fondi istituiti ai sensi dell art. 12-bis del D.M. 228/1999, indica le caratteristiche e la destinazione dei beni immobili e se il fondo può investire anche in partecipazioni di società aventi a oggetto l attività di costruzione; 2. il regolamento indica: se sia ammessa la sottoscrizione delle quote, sia in fase costitutiva che successivamente alla costituzione del fondo, mediante il conferimento di beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari; se il fondo intende effettuare operazioni con i soci della SGR o con soggetti appartenenti al loro gruppo ovvero con società facenti parte del gruppo rilevante della SGR; il livello massimo di indebitamento che il fondo può assumere in rapporto al valore complessivo netto; 3. per quanto riguarda gli oneri a carico del fondo, il regolamento può prevedere l imputazione:
20 20 La gestione del fondo immobiliare del compenso spettante agli esperti indipendenti e all intermediario finanziario, le spese di amministrazione, manutenzione e ristrutturazione degli immobili del fondo, i premi per polizze assicurative sugli immobili del fondo. Inoltre vi sono altri obblighi che valgono per tutti i fondi chiusi, ivi compresi quindi quelli immobiliari, quali l indicazione del parametro di riferimento per il calcolo del compenso che spetta alla SGR 28, le modalità di calcolo del risultato della gestione del fondo, il parametro di riferimento per l individuazione del risultato minimo prefissato, la percentuale del risultato di gestione eccedente quello minimo prefissato che viene riconosciuto alla SGR nel caso si preveda che la SGR stessa benefici alla scadenza del fondo di una partecipazione al risultato di gestione. È obbligatorio inoltre indicare le modalità di sottoscrizione e rimborso delle quote e per i soli fondi immobiliari le modalità con le quali gli investitori sottoscrivono le quote mediante conferimento di beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari nonché che i soci della SGR, o i soggetti appartenenti al loro gruppo, ovvero le società facenti parte del gruppo rilevante della SGR, si impegnino a rispettare l obbligo di detenere per un ammontare non inferiore al 30 per cento del valore della sottoscrizione e per un periodo di almeno due anni dalla data del conferimento le quote del fondo sottoscritte a fronte dei conferimenti. Per quanto riguarda l informativa al pubblico è previsto che il regolamento dei fondi immobiliari indichi le forme di pubblicità, anche per estratto: delle relazioni di stima dei beni immobili, dei diritti reali immobiliari e delle partecipazioni in società immobiliari conferiti al fondo e dei bei acquistati o venduti da/a soci della SGR, soggetti appartenenti al gruppo di questi ultimi o società facenti parte del gruppo rilevante cui la SGR appartiene; degli atti di conferimento, acquisto o cessione dei beni, dei soggetti conferenti, acquirenti o cedenti e del relativo gruppo; dei prestiti stipulati per il finanziamento delle operazioni di rimborso anticipato delle quote del fondo; del gruppo dell intermediario finanziario. Per i fondi immobiliari oggetto di operazioni di sollecitazione all investimento, il regolamento deve prevedere che le informazioni indicate al precedente capoverso siano diffuse in conformità ai principi stabiliti dalla CONSOB. 28 Il cosiddetto benchmark.