Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/2067/Regime-dei-minimi
Timestamp: 2013-05-21 21:00:12+00:00
Document Index: 143565604

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'art.67', 'art13', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 10', 'art.1', 'art. 102', 'art.1', 'art.5', 'art.1', 'art.27', 'art. 2222', 'art. 54', 'art. 27']

Tutte le informazioni sul regime dei contribuenti minimi: regole, vantaggi fiscali, apertura partita Iva - Professionisti.it Login 800901335
Fisco e Tasse /
Regimi fiscali /
Rag. Maurizio Cason Villa - Studio Cason Villa →
Argomento: Regimi fiscali Aggiornato al 08/05/2013
n. 244/2007 (legge finanziaria 2008) ha introdotto a decorrere dal 1.1.2008 un regime fiscale agevolato per quei contribuenti la cui attività d'impresa o
professionale abbia determinati requisiti specifici di seguito specificati.Tale regime, che in sede di prima applicazione era stato previsto
per la durata di 3 anni (cioè fino al 31.12.2010), è stato prorogato fino al
31.12.2013 con apposita decisione del Consiglio Europeo. E’ stata infatti
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea la decisione del
Consiglio UE del 15.10.2010 che autorizza la Repubblica Italiana a continuare ad applicare una misura in deroga
all'articolo 285 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta
sul valore aggiunto. Tale proroga si applica dal 1.1.2011 ma solo fino al 31.12.2011 per circa il 95% dei soggetti in quanto dal 1.1.2012 il decreto legge 98/2011 convertito con modifiche in legge 111 del 15.07.2011 ha radicalmente cambiato le condizioni per poter rimanere o scegliere questo regime. La prima condizione per utilizzare questo regime è svolgere
una attività con ridotti volumi di affari cioè incassi ridotti (non oltre i
30.000 euro).Chi decide di iniziare una attività di lavoro autonomo con
partita Iva e presume, almeno inizialmente, di avere incassi annuali non
superiori a euro 30.000 può rientrare in tale regime dei minimi deve però
verificare se sono presenti queste altre condizioni:
Fino al 31.12.2011RICAVI O COMPENSI
non superiori a euro 30.000
TIPO DI SOGGETTI CHE POSSONO UTILIZZARE TALE REGIME
persone fisiche esercenti attività di impresa o arti o
professioni che non partecipino già in qualità di soci a società di persone, associazioni professionali, società a
responsabilità limitata che hanno optato per la trasparenza fiscale.
TIPI DI ATTIVITA’ ESCLUSE DA TALE REGIME
agricoltura – editoria – gestione telefonia pubblica – intrattenimenti e giochi – rivendita documenti di trasporto pubblico o sosta –
agenzie di viaggio e turismo – agriturismo – vendite a domicilio – rivendita beni
usati, oggetti d'arte o di antiquariato in quanto tali attività sono già
regolamentate da regole contabili e fiscali speciali e particolari.
MODO DI SVOLGIMENTO ATTIVITA'
non deve avere dipendenti o collaboratori a progetto;non deve avere ricavi relativi a cessioni all'esportazione;non deve erogare somme sotto forma di utili di
non deve acquistare beni strumentali per un valore
complessivo superiore a euro 15.000 (per chi inizia un'attività per calcolare
tale importo massimo deve considerare l'importo delle fatture di acquisto dei
beni strumentali Iva compresa, quindi il totale della fattura stessa);per i beni ad uso promiscuo (ad esempio automobile) il
valore di acquisto è da considerare al 50%.Rag. Maurizio Pierfrancesco Cason VillaOrdine dei Consulenti del Lavoro di MilanoRag. Cason Villa Maurizio Pierfrancesco
Chi inizia una attività di
impresa o di arte o professione e presume di rispettare tutte le condizioni
particolari richieste per l'applicazione di tale regime lo comunica nella dichiarazione
di inizio attività tramite modello AA9 in sede di apertura partita iva,
barrando nel quadro B - sezione regimi fiscali agevolati - la casella denominata “Contribuenti minimi”.Il limite di euro 30.000,00 di
ricavi, in caso di inizio attività, sarà da ragguagliare ad anno, nel senso che
se un soggetto inizia il 1.3.2011 dovrà indicare nel quadro B del modello AA9 nel campo "volume di affari
presunto" ricavi presunti per euro 25.000,00 ( 30.000,00:12x 10). Applicando tale regime vi
sono delle semplificazioni sia contabili che fiscali e precisamente:
Il reddito viene determinato
sulla base del principio di cassa. I componenti positivi e negativi rilevano
quindi per la formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui si verifica
la relativa manifestazione finanziaria, nonostante la competenza possa essere
di altro periodo di imposta.In sintesi, un ricavo
partecipa alla formazione del reddito quando viene incassato e un costo quando
viene pagato a nulla più rilevando, anche nella formazione del reddito
d'impresa, il principio di competenza. Tenendo conto della
particolarità del regime dei minimi, non trovano applicazione le norme del
Decreto del Presidente della Repubblica 917/1986 che prevede alcune limitazioni nella deducibilità dei costi.
SEMPLIFICAZIONI CONTABILI può non istituire i registri
vendite e/o corrispettivi e acquisti (anche se è consigliabile compilarli lo
stesso in quanto serviranno poi per determinare la quantità dei ricavi e degli
acquisti necessari a determinare il reddito da dichiarare in sede di
compilazione della dichiarazione dei redditi);esonero dalla liquidazione
mensile o trimestrale iva in quanto l'iva non si applica alle vendite e non si
detrae sugli acquisti e quindi non occorre effettuare alcun calcolo su
eventuale iva da versare (in tale regime l'iva non si applica sulle vendite e
non potendola detrarre sugli acquisti si somma al costo).
non si presenta la comunicazione
annuale iva e neppure la dichiarazione iva;non si è soggetti agli studi
di settore, che è uno dei vantaggi più importanti nella applicazione di questo
regime;esenzione dal pagamento e
dalla compilazione della dichiarazione IRAP, che è un altro dei vantaggi
importanti di cui si usufruisce fin tanto che tale imposta verrà applicata;si applica una imposta
sostitutiva sia dell'Irpef sia delle addizionali nella misura del 20% ed
inoltre si è esenti dall'Irap.
ADEMPIMENTI CHE PERMANGONO
ANCHE NEL REGIME DEI MINIMI
obbligo di numerazione e
conservazione delle fatture di acquisto e di vendita e delle bollette doganali;obbligo di certificazione dei
corrispettivi.In applicazione di questo
regime si raccomanda di apporre sulle fatture emesse o sulle ricevute fiscali
la dicitura "operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, legge finanziaria 2008 n. 244 del 24.12.2007";
obbligo di integrazione delle
fatture per gli acquisti intracomunitari indicando aliquota e relativa imposta;obbligo di presentare la
dichiarazione dei redditi compilando il quadro CM.
CESSAZIONE DEL REGIME DEI
La cessazione del regime si verifica
quando il contribuente durante l’anno:
consegue ricavi o compensi
superiori a euro 30.000,00 ma inferiori a euro 45.000,00;effettua una cessione
all'esportazione;sostiene spese per lavoro
dipendente o per collaboratori a progetto;eroga somme a titolo di
partecipazioni a utili;effettua acquisti di beni
strumentali (totale fattura iva compresa) che sommati a quelli dei due anni
precedenti superano i 30.000,00 euro;diventa socio in una società
sia di persone che s.r.l. trasparenti.
Il regime cessa dall’anno
successivo a quello in cui vengono a mancare le condizioni oppure si realizza una
delle fattispecie di cui sopra.Nel caso in cui i ricavi
superino di oltre il 50% il limite annuo di 30.000,00 euro la cessazione deve
avvenire nell'anno stesso del superamento. In questo caso il contribuente dovrà
provvedere agli adempimenti sia contabili che extracontabili di chi applica il
regime ordinario iva cosiddetto "naturale", dovrà quindi applicare l'iva sui
ricavi e detrarre l'iva sugli acquisti che prima considerava nel totale fattura
e quindi come costo.Dovrà quindi effettuare le
liquidazioni iva mensili o trimestrali e versare l'iva come avviene nel regime
normale iva.Tale regime ordinario verrà
applicato per il periodo d’imposta in cui avviene il superamento e per i 3
COSA CAMBIA DALL’1.1.2012
TIPO DI SOGGETTI CHE POSSONO UTILIZZARE TALE REGIME E PER QUANTO TEMPO
le persone fisiche che vogliono applicare tale regime non devono aver esercitato negli ultimi tre anni attività artistica , professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare; l’attività
da esercitare non deve costituire in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta anche sotto forma di dipendente, escluso il caso del praticantato. In pratica è da ritenere mera prosecuzione quella attività svolta in sostanziale continuità ad esempio
con gli stessi beni e mezzi utilizzati nell’attività precedente, nello
stesso luogo , nei confronti degli stessi clienti (ad esempio non può essere minimo il dipendente che lavora in una palestra poi cessa come dipendente e apre nella medesima palestra una sua attività con partita
Iva e lavora nel medesimo ambiente e fattura ai medesimi clienti); chi inizia ex novo
nel 2012 o comunque ha iniziato dal 2008 può applicare tale regime per un massimo di cinque anni e comunque fino al compimento dei 35 anni. Cio significa che se si è iniziato nel 2008 a 32 anni tale regime si può applicare fino al compimento dei 35 anni quindi si applica dal 2008 fino al 31.12.2011 (quattro anni), se si è iniziato nel 2008 a 28 anni si può applicare per ben 8 anni cioè fino ai 35 anni compiuti nel 2015, fermo restando che si conservino tutti gli altri requisiti richiesti.
Chi comincia nel 2012 si può trovare in queste due situazioni in relazione all’età e alla durata:
a)	durata massima 5 anni senza vincolo di età (quindi anche un 50enne può iniziare nel 2012 ma solo fino al 2016 se nei tre anni precedenti non ha svolto attività similari come dipendente o collaboratore o con partita Iva;
b)	comunque oltre i 5 anni fino a quando si raggiungono i 35 anni di età. SEMPLIFICAZIONI FISCALI
Le medesime della precedente versione del regime con il grosso vantaggio che cala sensibilmente la tassazione
cioè si applica un'imposta sostitutiva sia dell’ Irpef sia delle addizionali nella misura del 5% (invece del vecchio 20%) e inoltre si è
sempre esenti dall’Irap e da studi di settore.A seguito
delle modifiche apportate al regime dei contribuenti minimi è stato introdotto
nel modello Unico persone fisiche 2013 ( per i redditi da
dichiarare per anno d’imposta 2012) il nuovo quadro LM che, di fatto,
sostituisce il vecchio quadro CM ( che dall’1.1.2013 non
esiste più). Quindi dall’1.1.2013 tale quadro è quello necessario per
dichiarare i redditi derivanti dall’esercizio di attività
commerciali-artigianali o dall’esercizio di arti e professioni determinate ai
sensi dell’art. 27, commi 1 e 2 , D.L. 7.7.2011 N. 98 convertito con
modificazioni dalla L. 15.7.2011 N. 111 cioè quello che ora viene chiamato “ NUOVO
REGIME PER L’IMPREDITORIA GIOVANILE “( di fatto il nuovo regime dei minimi
che ha delle caratteristiche e requisiti più stringenti rispetto a
quello vecchio).Tale quadro LM non deve essere utilizzato per gli “ex
minimi” ( che ora sono regolati dall’art. 27, comma 3 dello stesso D.L.
N.98/2011) che dall’anno d’imposta 2012 non possono più applicare
tale regime perché non ne hanno più le caratteristiche (ad esempio perché hanno
cominciato l’attività prima del 2008 nonostante abbiano sempre ricavi inferiori
a €. 30.000,00). Per tali soggetti, che possono comunque mantenere
le agevolazioni degli ex minimi, permangono comunque alcune agevolazioni ( come
quella di pagare l’iva una volta l’anno e non mensilmente o trimestralmente e
di non pagare l’Irap) ma devono compilare i classici quadri RG-RE FUORIUSCITA DAL REGIME DEI MINIMI PER RIENTRARE NEL REGIME AD IVA NORMALE MA ORA DENOMINATO DEGLI “EX-MINIMI”
I soggetti che dovranno obbligatoriamente uscire dal regime dei minimi saranno:
coloro che indipendentemente dall’età erano in attività con partita Iva prima dell’1.1.2008;
coloro che avevano avviato un'attività a partire dal 2008 se nel triennio 2005/2007 avevano svolto un’altra attività di impresa o di lavoro autonomo.
VANTAGGI CHE RIMANGONO PER GLI EX MINIMI ritornano ad applicare l’Iva ma la liquidazione verrà fatta in unica soluzione in modo annuale;
continuano a non essere soggetti ad Irap;
ricominciano a dedurre le spese mediche e gli altri oneri deducibili oltre i contributi commercianti o artigiani;
SVANTAGGI PER CHI ERA MINIMO E ORA DEVERE RITORNARE NEL REGIME NORMALE
non si applica più la tassazione agevolata del 20% (che per i
nuovi minimi scende al 5%) ma si ritorna ad applicare le aliquote della
tassazione normale a scaglioni di reddito che inizia dal 23%;
probabilmente ritornano ad essere soggetti agli studi di settore (che era uno dei principali motivi che lasciavano maggior tranquillità ai soggetti di piccole dimensioni che non dovevano fare ogni anno i conti con il reddito minimo da studi di settore che si aspetta il fisco.CONFRONTO FRA I VARI REGIMIIn
relazione all'applicazione degli studi di settore per gli ex minimi si attende l’emanazione del decreto di attuazione di tale normativa sui nuovi minimi e gli ex minimi (che si presume uscirà entro novembre 2011)
per avere maggiori precisazioni che a tutt’oggi per alcuni punti ancora non chiari, tipo l’applicazione o meno degli studi di settore.
Consulenti del lavoro, dottori e ragionieri commercialisti.
Chi applica il regime dei minimi può assumere dipendenti o sostenere costi per collaborazioni occasionali?
Chi applica il regime dei minimi non può sostenere
costi relativi a personale dipendente né per collaborazioni coordinate e continuative
a progetto ossia non può avere spese relative a soggetti titolari di reddito di
cui all'articolo 50, comma1, lettera c) e c) bis del TUIR, ma è importante sottolineare
che invece può sostenere e dedurre costi per collaborazioni occasionali (vedi circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 28.1.2008).	Cosa indico in fattura o su ricevuta fiscale per segnalare che applico il regime dei minimi?
La frase da indicare sui documenti di vendita è "Fuori
campo applicazione Iva articolo 1, comma 100, legge 244/2007".	Nel caso di professionisti che aderiscono al nuovo regime si applica la ritenuta d’acconto?
Il contribuente professionista minimo applica
regolarmente le ritenute come le applicano gli altri professionisti non in tale
regime, chiaramente nel caso in cui ne ricorra l’obbligo e solo fino al 31.12.2011 essendo nel regime dei vecchi minimi. Poi per i nuovi minimi dal 1.1.2012 non si applica più la ritenuta in quanto altrimenti il contribunte sarebbe fisiologicamente sempre a credito, pagando le tasse a titolo sostitutivo del 5% e facendosi poi trattenere la ritenuta del 20%. Nel regime dei minimi posso dedurre le spese mediche e altri oneri dal quadro RP del modello unico?
Il contribuente che inizia una attività scegliendo
il regime dei minimi deve sapere che, se ha solo reddito di lavoro autonomo o
d’impresa, una volta accertato che ha i requisiti per poter applicare tale
regime, che andrà a dichiarare nel quadro CM del modello unico, non potrà
dedurre alcuna spesa medica né altri oneri deducibili o detraibili tranne i contributi
previdenziali e assistenziali obbligatori, come ad esempio i contributi
relativi alla gestione Inps commercianti o artigiani, che dedurrà dallo stesso
quadro CM. Quindi sarà da valutare attentamente tale circostanza negativa se
sono presenti spese mediche consistenti o altri oneri.	Nel regime dei minimi si possono dedurre le perdite?
Le perdite d'impresa e di lavoro autonomo
conseguite dai contribuenti minimi sono disciplinate nei commi 107 e 108 della
Finanziaria 2008. In
particolare, il comma 108 prevede una autonoma disciplina per le perdite che si
sono generate nel corso dell'applicazione del regime dei minimi che possono
essere compensate esclusivamente con il reddito d'impresa o di lavoro autonomo
conseguito negli anni successivi, entro il limite temporale di 5 anni, per
l'importo che trova capienza in essi. Il comma 107 disciplina invece le perdite
che si sono generate negli anni prima dell'ingresso nel regime dei minimi. Tali
perdite potranno essere compensate secondo le regole ordinarie del TUIR.
Considerando le modifiche intervenute negli anni passati in tema di
compensazione perdite, risulteranno utilizzabili le perdite del quinquennio
precedente generate in regime di contabilità ordinaria e quelle del 2006 e 2007
(entro i successivi 5 anni) per i contribuenti in contabilità semplificata o
per i lavoratori autonomi in quanto, in tali periodi, era in vigore un regime
analogo a quello previsto per i contribuenti in contabilità ordinaria. Si
ricorda che dal 2008 le imprese in contabilità semplificata ed i lavoratori
autonomi sono ritornate a poter compensare le perdite soltanto con altri
redditi conseguiti nel medesimo periodo d’imposta e se vi è un eccedenza di
perdita viene persa. Quali sono, in sintesi, le vere agevolazioni che comunque rimangono per i soggetti che sono costretti a uscire dal regime dei minimi e che possono comunque applicare il regime degli “ex minimi” o “regime supersemplificato” avendone i parametri come Le agevolazioni che rimangono sono il versamento dell’iva in unica soluzione su base annuale entro il 16 marzo di ogni anno, l'eliminazione del versamento dell’acconto iva a dicembre, l’esclusione dal pagamento dell’Irap di cui comunque alcuni contribuenti avrebbero potuto usufruire ugualmente in ragione dell’assenza di organizzazione ma che precauzionalmente avrebbero dovuto pagare per poi chiederne il rimborso all’Agenzia delle Entrate. Ritornano invece applicabili, tra gli altri adempimenti, gli Studi di Settore e l’obbligo dell’invio degli elenchi clienti e fornitori cosiddetto “spesometro”.	Un “ex minimo" che deve ritornare dall'1.1.2012 al regime normale iva quando può considerare detraibile l'iva sulle rimanenze al 31.12.2011 e quali acquisti di merce effettuati nel 2011 e in rimanenza a tale data può inserire nel costo delle rimane
Ai fini iva, chi nel 2012 esce dal regime dei minimi per entrare in quello residuale (ex minimi o ordinario), le rimanenze finali di merci al 31.12.2011 il cui acquisto nel regime dei minimi è stato pagato e quindi dedotto nel 2011(con il principio di cassa), non assumono rilevanza come rimanenze iniziali all’1.1.2012. Se invece le merci in rimanenza al 31.12.2011 e fatturate con data 2011 sono state pagate nel 2012, tali merci rilevano come costo di giacenza iniziale al 1.1.2012 nella contabilità, e la relativa iva verrà detratta in sede di prima liquidazione iva 2012.	Questa spiegazione ti è stata utile?
07/03/2012 14:07:32 Salve, complimenti per l'articolo che spiega in maniera chiara molti dettagli tralasciati in altri blog.
Io ho appena avviato la mia attività avvalendomi del nuovo Regime dei Minimi 2012 come fotografo.
Volevo sapere se spese come: affitto, carburante, utenze, telefonino; potevano essere detratte con il principio di cassa dal mio reddito per non pagare l'imposta del 5% anche su questi costi che sono soltanto spese!!! Il mio attuale comercialista dice di no, che posso solo detrarre spese relative all'attrezzatura (da ammortizzare comunque negli anni) e l'inps.
Grazie.	stefano
07/03/2012 22:00:24 buonasera, anche io sto prendendo confidenza con il nuovo regime...
siccome uso molto l'auto, quale può essere la soluzione migliore per me, in modo da poter trarre qualche vantaggio da detrazioni o simili...leasing, noleggio, acquisto rateale?
grazie, aspetto la vs cortese risposta	STUDIO CASON VILLA (Milano)
07/03/2012 23:02:18 RISPOSTA:Le spese che Lei può detrarre dai ricavi sono tutte le spese strettamente inerenti la sua attività.
Non è corretto sostenere che i costi che Lei ha elencato non sono deducibili, ma li analizzerei con più accuratezza per avere la certezza che siano effettivamente inerenti.
affitto: è interamente detraibile soltanto se è relativo ad un locale esclusivamente adibito all'attività che svolge , se è relativo alla casa dove risiede abitualmente non è detraibile . Stessa regolala per le utenze di casa.
carburante: se relativo ad un automezzo che non è una autovettura è interamente detraibile, se è relativo alla sua autovettura è detraibile al 50%;
telefonino: le utenze del cellulare sono deducibili al 50% documentate con regolare documento a Lei intestato, no ricarire generiche;
attezzature: cioè i beni strumentali per svolgere la sua attività sono deducibili per cassa per intero nell'anno di pagamento della fattura è non ammortizzabili in più anni come sostiene il suo commercialista. I contributi Inps sono interamente dededucibili per cassa.
Cordialmente la saluto	Chiara
08/03/2012 11:02:15 Una mia amica dovrebbe aprire la partita iva come "mediatore creditizio". L'anno scorso ha effettuato solo prestazioni occasionali, però sempre nello stesso settore, svolgendo la stessa attività e nei confronti dello stesso committente. In questa ipotesi può avvalersi del regime dei minimi o si presume una mera prosecuzione? E qualora volesse optare comunque per il regime dei minimi pur non avendo i requisiti (mera prosecuzione) quali conseguenze potrebbe avere?
Grazie	giusy
09/03/2012 12:19:47 Buongiorno,
Io ho aperto la partita iva con il regime qualche giorno fa.
Il mio cliente è solo uno, lo stesso per cui ho fatto tre prestazioni occasionali, una ad inizio 2012 e due nel 2011(prima di aprire la partita iva).
Non ho aperto la partita iva subito, perché il lavoro doveva essere occasionale, un’oasi nel deserto. Ora invece il cliente, rimasto soddisfatto, mi ha chiesto altri lavori e per questo la necessità di aprire la partita iva.
Può questa situazione inficiare i miei requisiti per il regime dei minimi, essendo stesso cliente, stessa mansione, stesso settore?
Inoltre nella prestazione occasionale di inizio 2012 non mi è stato pagato tutto il compenso pattuito, ma solo una parte. Il restante dovrei ora fatturarlo con partita iva.
E’ possibile? o crea i presupposti per una “mera prosecuzione”?
Grazie mille	Nicola
09/03/2012 17:17:51 Salve a tutti, io ho una domanda simile alle precedenti.
Ho effettuato una prestazione occasionale ad un committente a gennaio 2012 per un lavoro del 2011 (quindi pagato in ritardo)
A marzo ho aperto la partita iva con regime dei minimi per poter fatturare nuovi lavori che lo stesso committente mi ha richiesto.
Ci sono problemi se nello stesso anno ho emesso prima prestazione occasionale e poi fatture? e soprattutto per lo stesso committente?
grazie!!	STUDIO CASON VILLA (Milano)
11/03/2012 10:04:42 RISPOSTA PER CHIARA E GIUSY: Secondo il mio parere può applicare il regime dei minimi anche chi inizia una attività, con partita iva, che era stata preceduta da "prestazioni occasionali" oggettivamente riconducibili all'attività ora svolta applicando il regime dei minimi. In questa ipotesi, anche se dal punto di vista sostanziale c'è identità di prestazione, non si manifesta il requisito della "mera prosecuzione" poichè l'art. 27, comma2, lettar b) del D.L. 98 del 6.07.2011 ( Legge Finanziaria) si riferisce a una precedente attività svolta sotto forma di reddito di lavoro dipendente , o di lavoro autonomo d'impresa o professionale di cui agli artt. da 53 a56 e non cita nè vi è alcun rinvio a tale reddito di lavoro autonomo svolto in forma occasionale di cui all'art.67 lettere i) e l) del Tuir .
Vedasi anche la risoluzione 239E del 26.8.2009 che, se pur riferito al regime agevolato delle nuove attività artistiche o professionali o d'impresa di cui all'art13, L. 23.12.2000 n.388, ha escluso ogni rinvio a tali attività precedentemente svolte in forma occasionale anche se svolte nei tre esercizi precedenti. Considerando che i requisiti sono gli stessi di quelli per l'accesso al nuovo regime dei minimi, ritengo che la pronuncia sia analogicamente valida e applicabile.
Consiglio comunque di riuscire a fatturare, nel tempo, anche ad altri clienti e non solo al soggetto verso il quale in precedenza si svolgeva attività occasionale.
Viste poi le particolarità di questo regime e la normativa che si è succeduta nell'apportare cambiamenti e variazioni, sconsiglio vivamente il fai da te se non si è più che aggiornati nulla normativa in oggetto, anche perchè i costi i per gestione di tale regime, da parte di un professionista preparato e di fiducia, sono sicuramente più contenuti rispetto alla gestione di altri regimi contabili.	Eleonora
11/03/2012 15:04:55 Buongiorno, non ho compreso bene come si attua la detrazione di un'autovettura, che Lei ha specificato essere al 50%.
A cosa si riferisce questa percentuale? Ad esempio se compro un auto del valore di 7500€, il 50% sarà calcolato direttamente sul suo valore o in riferimento al 32% di tasse totali che pago?
A cosa corrisponde?
Saluti	STUDIO CASON VILLA (Milano)
11/03/2012 19:06:40 RISPOSTA PER STEFANO: Tutti i costi relativi all'autovettura sono deducibili dal reddito dei minimi nella misura forfettaria del 50% indipendentemente dalle regole dettate dal Tuir ( testo unico imposte sui redditi) che in linea generale, per le autovetture, stabilisce attualmente la detrazione al 40% (quindi il rimanente 60% non è deducibile). Tale detrazione del 50% per i minimi si riferisce sia all'acquisto dell'auto sia a tutti i costi di gestione dell'auto (carburante, spese di riparazione e manutenzione ecc..).
Quindi, ad esempio la scheda carburante per un totale trimestrale di €.300,00 di deduce per il 50% e cioè per €.150,00.
La scelta di acquistare l'auto direttamente con fattura immediata (quindi subito di proprietà) e successivo pagamento con finanziamento , o con un leasing, dipende dalla sua capacità economica attuale in quanto, sia pagarla a rate che acquisirla in leasing significa pagare in più degli interessi che, in caso di possibilità di pagamento immediato, si risparmierebbero e che comunque sarebbero sempre deducibili al 50%. Il noleggio è più in uso per macchinari che permettono una detrazione totale, tipo fotocopiatrice-stampante multifunzione ed altri. Nel leasing ( che personalmente consiglio solo se si vuole cambiare auto molto spesso e dopo pochi anni dall'acquisto, ma non prima di quattro anni) le particolarità sono che l'acquisto è possibile farlo con un leasing di durata minima di 48 mesi e quindi gli interessi saranno più elevati rispetto ad acquisto con pagamento attraverso un finanziamento per il quale si può decidere liberamente di pagare in un periodo inferiore ai 4 anni e quindi contenere gli interessi che al 50% si perderebbero comunque perchè non deducili in quanto acquisto di auto che il Fisco presume si utilizzi anche per uso personale.
L'auto in leasing diventa di proprietà solo al suo termine e dopo aver pagato il prezzo di riscatto. Attenzione poi a voler dedurre o caricare molto i costi e quindi poi ad ottenere un reddito molto basso che ai fini del regime dei minimi non viene contestato, ma poi ai fini di un altro eventuale controllo fiscale detto Redditometro, in caso di acquisto di case o altri automezzi o sostenimento di particolari spese personali , può portare ad essere costretti a documentare con estratti conto bancari e dimostrare la regolare ed effettiva disponibilità di risparmi o redditi esenti , oltre a quelli dichiarati in dichiarazione dei redditi, che permettano di giustificare il proprio tenore di vita più elevato rispetto ai redditi più bassi dichiarati. Si affidi ad un professionita accorto che la guidi con una ampia veduta delle eventuali problematiche fiscali possibili.	ALESSIO
11/03/2012 22:48:29 Buongiorno, sono un odontoiatra, ho aperto la partita iva nel gennaio 2012, e rientro nel regime contributivo dei minimi. Vorrei sapere se sia vero quello che mi ha detto la mia commercialista, ossia che non posso dedurre le spese relative al lavoro (corsi di aggiornamento e attrezzature come occhialini ingrandenti, camici, macchina fotografica), il carburante e gli abbonamenti metro e treno per recarmi al lavoro, e anche le spese come assicurazione professionale, iscrizione all'ordine dei medici e all'ANDI?
Grazie mille, saluti!	stefano
12/03/2012 09:59:40 ringrazio per la risposta;
in caso invece di mutuo, che ho acceso cointestato con mia moglie, non posso scaricare nulla vero? e dovrò aspettare di entrare nel regime iva normale per poterlo scaricare?...
infine per i figli a carico stesso discorso?
mia moglie ha un primo figlio a suo carico completo; ora è nato un figlio nostro che il commercialista dice che dobbiamo caricarci al 50%, ma io poi non potrei scaricare nulla...è abbastanza una fregatura perchè abbiamo già perso gli assegni familiari (mia moglie è dipendente ma io ho un entrata maggiore come autonomo...)
insomma tanti svantaggi ma tanti svantaggi giusto?
ringrazio ancora per la risposta dell'auto, a quanto ho capito mi conviene l'acquisto puro o il leasing, visto che faccio 50000 km anno.
stefano	Andrea
14/03/2012 21:42:33 Chiedo gentilmente un chiarimento. Sono un giovane architetto iscritto ai regimi dei minimi vorrei avere conferma se è possibile detrarre al 50% le spese di affitto (casa in locazione contratto registrato a mio nome, casa in cui risiedo con la mia compagna e nella quale risulta la mia sede fiscale, quindi studio) così come le bollette di luce e gas sempre intestate a mio nome? Per quanto riguarda la macchina e la benzina, utilizzo la macchina intestata alla mia compagna è possibile detrarre le spese di carburante o è necessario effettuare prima un comodato d'uso gratuito?
Andrea	Marco
15/03/2012 15:17:55 grazie per queste spiegazioni
volevo aprire una attività in parallela con il lavoro da dipendente, ovviamente questa mia attività non ha niente a che fare con il lavoro principale.
le chiedo per l'inps si paga un minimo all'anno indipendentemente dal fatturato oppure si paga un'aliquota in base al fatturato??
Marco	Tiziana
15/03/2012 20:35:02 Uscendo dal regime dei minimi ed entrando in quello residuale, l'ultima rata di rettifica IVA dovuta per quando ero entrata nel regime dei minimi deve essere pagata entro 16 giugno 2012 oppure?
Tiziana	Monica
20/03/2012 16:14:34 potete dirmi quali sono i costi da sostenere per iniziare un'attività da professionista o artigiano in nuovo regime dei minimi 2012 (partita Iva, conto fiscale eccetera)?	Rocco
22/03/2012 19:49:20 Salve e complimenti per l'articolo comprensibile.
Ho partita Iva dal 2003 con la qualifica di piccolo imprenditore e codice attività 62.09.09 (ex 72600 informatico).
A causa di problemi di varia natura negli ultimi (non ultima la crisi economica), i miei utili sono passati dai 25000 ai 10-15 degli ultimi 2 anni.
Ho contabilità semplificata e volevo sapere se, con questi "numeri" sono soggetto a studio di settore che è la cosa che più mi fa paura.
Grazie.	enrica
26/03/2012 11:27:46 buon giorno, sapreste dirmi come fare invece la fattura di cessione auto acquistata da un minimo (detratta al 50%) e ora ex minimo agente immobiliare?
devo applicare l'IVA o l'operazione è da considerarsi esente art. 10 in quanto non era stata detratta l'IVA in fase di acquisto?
grazie	donatella
26/03/2012 15:44:07 Buonasera, sono dipendente di un'impresa di pulizie, ho appena aperto la partita iva con il regime dei minimi per poter fare dei mercatini dove vendo bigiotteria fatta da me. Il commercialista mi ha detto che per quanto riguarda i contributi sono gia versati in busta paga. Mi sono chiesta come posso dimostrare, in caso di un controllo, che sono davvero dipendente dell'impresa di pulizie, devo portare qualche documento rilasciato dal datore di lavoro?
La ringrazio	sergio.veggian
26/03/2012 19:39:51 si parla sempre di ONERI DEDUCIBILI/spese mediche,etc,
Vorrei invece sapere se in ogni caso spettino le detrazioni per FAMILIARI A CARICO.
gRAZIE IN ANTICIPO.	francesco
03/04/2012 08:58:56 salve. sono un geometra di 41 anni che da due anni esegue la contabilità semplificata. non ho capito se posso continuare con la sopraddetta contabilità (avendone ancora i requisiti) oppure debbo passare a quella ordinaria. grazie	STUDIO CASON VILLA (Milano)
03/04/2012 23:26:02 RISPOSTA PER NICOLA: La prestazione occasionale non è causa ostativa per iniziare una attività con partita iva applicando il regime dei minimi. Vedi risposte precedenti. E' consigliabile comunque crearsi, nel tempo, una clientela più varia a cui fatturare e non solo un unico cliente verso il quale già in precedenza si erano svolte prestazioni di lavoro occasionale e magari in tempi precedenti presazioni di lavoro dipendente. Per approfondimenti ulteriori Le occorressero è preferibile contattarmi alla e-mail dello studio cliccando su "contatta".	STUDIO CASON VILLA (Milano)
03/04/2012 23:36:54 RISPOSTA PER ELEONORA: Se acquista un'auto per un costo totale ( iva compresa) di €. 7.500,00 potrà detrarre dai ricavi il 50% di tale importo nell'anno di pagamento e quindi 3.750,00. Supponendo che avesse ricavi incassati nell'anno per 20.000,00 e solo costi detraibili al 50% pagati per tale auto per €. 3.750,00 otterrebbe un reddito di €. 16.250,00 su cui applicare la tassazione agevolata del 5%. Non comprendo la percentuale del 32% come la ottiene. Per ulteriori precisazioni e/o chiarimenti è preferibile, senza nessun impegno, che mi contatti alla e-mail dello studio.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
03/04/2012 23:55:37 RISPOSTA PER ALESSIO: I costi strettamente inerenti l'attività che Lei svolge sono tutti deducibili tra cui vi sono quelli che Lei ha elencato. Il carburante per auto è deducibile al 50% se naturalmente nell'attività è inserita una autovettura, l'assicurazione professionale è deducibile al 100% così come l'iscrizione all'ordine dei medici che sono tutti costi direttamente inerenti l'attività che svolge. Non dedurrei, per eventuali problematiche future con il Fisco , gli abbonamenti alla metro e treno se non si possa un domani provare al Fisco con documentazione scritta che erano sostenute solo effettivamente per recarsi al lavoro. In caso di accertamento su tali spese il costo del ricorso sarebbe sicuramente superiore al beneficio ottenuto dalla deduzione di tali costi.
Le ricordo sempre che occorre anche verificare in base ai ricavi annui ( che non possono mai essere superiori a €. 30.000,00) se, togliendo eccessivi costi, si ottenga un reddito troppo basso tale da poter creare problemi futuri se il suo tenore di vita non sia poi giustificabile con il reddito basso ottenuto. Si rischierebbe un accertamento da redditometro su cui il Fisco ormai da un paio di anni ha concentrato i suoi controlli . Buon lavoro.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
04/04/2012 00:24:10 RISPOSTE ANCORA PER STEFANO: Gli interessi sul mutuo di sua competenza cointestato con la moglie non saranno detraibili fino a quando Lei non dichiarerà altri redditi soggetti a ritenute oltre a quello dell'attività nel regime dei minimi.
Anche il 50% dei figli a carico e le spese mediche ed altri oneri detraibili o deducibili che sostiene Lei seguono la regola di indetraibilità/indeducibilità come sopra. La regola della detrazione dei figli è la seguente: normalmente si detraggono al 50% tra marito e moglie. Previa accordo tra di voi può detrarre i figli al 100% chi dei due dichiara il reddito più alto. Nel suo caso se il reddito più alto lo ottiene Lei non le conviene ( fino a quando è nel regime dei minimi) caricarsi i figli al 100% perchè perderebbe tutto il beneficio in quanto su moglie non potrebbe detrarre neanche l'altro 50% pur potendolo fare. Gli assegni familiari sono cosa distinta e diversa dalle detrazioni per i figli. Sua moglie , fino ai 18 anni dei figli, può regolarmente fare domanda di assegni familiari al proprio datore di lavoro che è tenuto anche a corrispondere gli arretrati. E' chiaro però che per ottenere la corresponsione degli assegni familiari a sua moglie, almeno il 70% del reddito del nucleo familiare deve essere di lavoro dipendente. Ogni anno occorre che controllate questa percentuale in base ai vostri redditi totali dichiarati. Quindi fino a quando Lei avrà i redditi di lavoro autonomo maggiori sul totale ottenuto dal nucleo familiare , sua moglie non potrà ottenere tali assegni familiari. Per ulteriori chiarimenti per cortesia mi contatti, senza nessun impegno, sulla e-mail dello studio presente sul sito cliccando su "contatta" e non su " lascia un commento". Cordialmente	gianni
05/04/2012 13:43:43 buongiorno,
sono un artigiano iscritto ai nuovi minimi 2012 dal gennaio 2012, vorrei chiederLe se è possibile dedurre o scaricare, in tutto o in parte, le spese di affitto e utenze dell'appartamento dove risiedo, che è anche la sede legale della mia attività. Non ho altri immobili a disposizione oltre a questo, ne laboratori, ne uffici. Grazie.	Sara
05/04/2012 22:42:15 Salve io sto lavorando con contratto a progetto e mi stanno chiedendo di aprire partita iva a regime minimi per continuare a collaborare con loro (ovviamente risparmieranno su di me) vorrei capire se è un cosa fattibile e dove ci sono vantaggi e/o svantaggi.
Grazie mille	pasquale
07/04/2012 17:34:28 salve vorrei aprire la partita iva con regime dei minimi e fornire prestazioni di manodopera come elettricista per certo fatturero' 29.950 euro sapete indicarmi quanto mi rimarra' in tasca? grazie	Giacomo
10/04/2012 13:04:17 Buongiorno,
sono un procacciatore d'affari nel ramo abbigliamento, dal 01/01/2012 sono uscito dal regime dei minimi e quindi sono in ordinaria, ma le provvigioni che andrò percepire ora, sono relative al 2011 e con l'applicazione dell'iva, che prima non avevo.
Come mi devo comportare? Sono per competenza del 2011 e faccio fattura senza iva? o posso considerarle competenza 2012 vista la mia cambiata situazione fiscale?
mi cambia anche molto ai fini irpef.
Grazie anticipatamente dell'attenzione	Andrea
10/04/2012 23:31:30 Buonasera,
sono un ingegnere libero professionista con P.Iva aperta l'anno scorso con adesione al vecchio regime dei minimi e da quest'anno al regime dei minimi 2012, dal prossimo mese dovrei essere assunto in uno studio con contratto a tempo indeterminato. La mia domanda è: posso rimanere nel nuovo regime dei minimi 2012? fino a quando? Considerando che il D.L. 6 luglio 2011, n. 98 dice: "...l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo....".
Grazie	PATRIZIA
12/04/2012 13:24:07 Salve, ho uno studio legale aperto a febbraio 2011 ed ho adottato il regime dei minimi. Ho 43 anni. Posso continuare ad avvalermi di tale regime per ulteriori 4 anni, giusto? Inoltre, avendo studio in casa, vorrei sapere quali utenze posso detrarre. Mi hanno parlato della necesstà di valutare la grandezza della stanza che adibisco a studio e quindi rapportarla al calcolo della detrazione: dovrei detrarre l'affitto solo per la parte utilizzata, ho capito bene? Grazie per le risposte che vorrà fornirmi. Buona giornata.	Gino
12/04/2012 18:45:26 Complimenti per le spiegazioni. Mi è rimasto solo un dubbio: per chi si vede costretto ad uscire dai minimi per optare (avendo i requisiti) nel "regime contabile agevolato" quale criterio va applicato ai costi ed ai ricavi, quello di cassa o quello di competenza? Grazie e buon lavoro.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
12/04/2012 23:40:41 RISPOSTA PER ANDREA: l'art. 54 del T.U.I.R (testo unico imposte sui redditi) in relazione all'attività di arte e professione al comma 3° prevede che per i beni immobili utilizzati promiscuamente è deducibile una somma pari al 50% della rendita catastale se posseduto personalmente ovvero, in caso di immobili acquisiti mediante locazione, un importo pari al 50% del relativo canone di affitto. Nella stessa misura sono deducibili le spese dei servizi relativi a tali immobili. Precauzionalmente non dedurrei le spese di gas non strettamente inerenti e indispensabili all'attivitità svolta. Queste deduzioni relative all'immobile dove il contribuente risiede e/o dimora (e quindi usa anche personalmente) sono però maggiormente soggette a verifica e contestazione da parte del Fisco che in alcuni casi ne contesta la percentuale di detraibilità tendendo a rapportarla, più che al 50%, alla effettiva percentuale di utilizzo dell'immobile per lo svolgimento dell'attività professionale, che in alcuni casi potrebbe essere anche minore del 50%. Per dedurre le spese relative all'auto non di proprietà è indispensabile il contratto di comodato per non avere problemi di indeducibilità futura in quanto deduco spese di un bene che non posseggo personalmente.	Tiziana
13/04/2012 09:56:26 Uscendo dal regime dei minimi ed entrando in quello residuale, l'ultima rata di rettifica IVA dovuta per la rettifica di quando ero entrata nel regime dei minimi deve essere pagata entro il 16 giugno 2012 oppure?
Grazie	WALTER
13/04/2012 11:40:59 In previsione di operare in regime dei minimi, dovendo contenere i ricavi al di sotto dei 30.000 Euro, mi chiedo: in caso di previsione di un modesto superamento di tale limite è possibile ridimensionarlo introducendo costi per acquisti di beni strumentali ? Es. se prevedo entro fine anno un ricavo di 32.000 euro ma acquisto beni con un computo di deducibilità per 2.000 euro, rimango formalmente nei requisiti ?
Grazie	monica
13/04/2012 15:01:10 Buongiorno, sono un architetto dipendente pubblico. Al 31.12.2010 ho chiuso la partita iva (regime dei minimi) come architetto libero professionista. Nel 2011 sono stata citata in causa (sia civile che penale) per un lavoro peritale regolarmente fatturato nel 2008. Poichè le parcelle pro-forma dei miei legali arrivate in questi giorni sono molto elevate (per ora oltre € .12.000), posso riaprire una partita iva come architetto oggi, già indicando un volume d'affari pari a zero, per dedurmi le spese legali dai miei altri redditi? E, dal tenore di quanto sopra, mi sembra non poter usufruire nuovamente del regime dei minimi, ma del regime normale iva, anche per poter compensare le perdite professionali con i redditi da lavoro dipendente, o sbaglio. Grazie della risposta. Monica	Mirko
13/04/2012 20:56:59 salve vorrei sapere una cosa se possibile:
io ho aperto la mia impresa artigiana termoidraulica a gennaio 2011 sotto il regime dei minimi
a gennaio 2012 mi è stato detto che nn sarei rientrato nella nuova legge dei nuovi minini
ho 33 anni impresa iniziata da un anno e 3 mesi
nn ho mai avuto partita iva in precedenza
precedentemente ho lavorato prima come apprendista poi come operaio x circa 5 anni il periodo che serve x il raggiungimento dei requisiti professionali è di 3 anni come operaio
possibile che i due anni in piu di lavoro del conseguimento dei requisiti possano considerarsi (mera continuazione)?	Rosaria
14/04/2012 08:45:29 se per ipotesi fatturassi per 29.000,00 euro annui fornendo solo prestazioni di manodopera, giusto per farmi un'idea quanto mi rimarrebbe in tasca pagando tutto quello che c'è da pagare??? insomma devo capire se mi conviene aprire la partita iva o rimanere alle dipendenze del mio titolare con uno stipendio da 1200,00 euro mensili????Grazie.	Domenico
18/04/2012 14:31:48 Domenico,
sono dipendente pubblico, entro il 2012 vorrei aprire una partita IVA per intraprendere un'attività di amministratore condominiale per alcuni fabbricati (otto) che si libereranno dall'attuale. Posso utilizzare il regime del FORFETTINO non superando le soglie previste? Cosaltro occorrerà versare essendo dipendente regionale dei trasporti? Grazie infinite per la Vs disponibilità	Paolo
18/04/2012 16:01:51 Lo scorso anno ho acquistato una autovettura nuova intestata a me. Qualche giorno fa ho aperto partita iva come professionista (regime dei minimi).
L'auto non è stata inserita tra i beni strumentali, posso comunque detrarmi le spese connesse al suo utilizzo (carburante, assicurazione, bollo, etc.)? Grazie	Giulio
18/04/2012 18:33:06 Buonasera, sono un professionista appartenente al regime dei minimi. vi chiedo: le spese per l'acquisto di un cellulare o le spese telefoniche le posso dedurre al 50% o all'80%? In altre parole, l'estensione fatta nel 2007 (dal 50 all'80%) riguarda anche i minimi? Eventualmente, a quali condizioni?
Grazie 1000	Fabio
18/04/2012 19:52:54 Salve,
sono ingegnere libero professionista, ho aperto P.IVA come minimo a gennaio 2010 e nel 2011 ho avuto ricavi lordi per più di 30000 e meno di 45000 euro.
Devo considerarmi ex-minimo?
Come cambia il mio modo di fatturare?
Cosa succede per le fatture emesse fino al 31.12.2011 (regime minimi, rit. acconto 20% e 4% per inarcassa, bollo 1,81) e non ancora saldate?
Nel 2012 ho emesso un paio di fatture secondo il nuovo regime dei minimi (ho indicato solo il 4% di inarcassa in quanto credevo di dover pagare poi il 5% di tasse, anche qui bollo 1,81). Ho sbagliato? Cosa succede a queste fatture?
Grazie!	Loredana
19/04/2012 11:14:00 Buongiono ho una domanda da farle in merito al nuovo regime dei minimi
esempio: fattura di acquisto di cancelleria pari a € 96,80 ( di cui 16,80 iva al 21%)
come costo cosa posso imputare?
importo totale della fattura di € 96,80
importo imponibile di € 80?
grazie in anticipo	beppe
20/04/2012 17:13:19 facendole innanzitutto i complimenti in quanto unico sito di settore (neanche quello delle entrate lontanamente si avvicina per chiarezza) che spieghi un pò la situazione sui regimi minimi, le vorre porre alcune domande.
1- avrò 35 anni tra un mese, rientro nei regimi minimi?? e per quanto potrei permanere nel regime agevolato?? (ho capito bene che si potrei e fino ad un max di 5 anni)
2-essendo un disegnatore cad con laure ain architettura sono costretto ad iscrivermi all'ordine o posso evitare? o mi consiglia di farlo potendo poi scaricarlo??
3-se volessi chiudere la partita iva in caso di cambio lavoro o assunzione (chissà) a cosa incorro?
beppe	STUDIO CASON VILLA (Milano)
20/04/2012 23:59:43 RISPOSTA PER MARCO: dipende dall'attività che andrà a svolgere, se d'impresa commerciale o artigiana oppure di arte e professione.
Fissato il concetto che i ricavi annui non potranno essere superiori a €. 30.000,00 :
-se l'attività sarà di arti e professioni ( non soggetta a iscrizione a cassa previdenza specifica dell'attività professionale svolta) i contributi Inps 2012 saranno del 27,72% sul reddito ottenuto al 31.12.2012. Per reddito si intende la differenza tra ricavi incassati e costi pagati nell'anno ( i professionisti che non hanno una cassa previdenza specifica prevista dall'ordine di appartenenza, tipo architetti-commercialisti-consulenti del lavoro si devono iscrivere alla cosiddetta " gestione separata Inps") ;
- se l'attività sarà d'impresa commerciale o artigiana occorre verificare se il lavoro dipendente è part-time o a tempo pieno in quanto se fosse a tempo pieno ( 40 ore settimanali) non occorre iscriversi alla gestione artigiani o commercianti e quindi non si pagano i contributi, in quanto l'attività principale che sconta i contributi è quella di lavoro dipendente che paga il datore di lavoro. L'obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani (con il relativo pagamento dei contributi) si porrebbe solo se il lavoro dipendente fosse inferiore o uguale al 50% dell'orario normale di lavoro ( che nella normalità è di 40 ore settimanali). In questo caso comunque i contributi pagati ad entrambe le gestioni dipendenti e commercianti o artigiani, andrebbero a cumularsi con quelli di lavoro dipendente, portando l'importo della futura pensione a livelli più alti. I contributi fissi 2012 (cioè fino ad un reddito ottenuto non superiore a €. 14.930,00) da pagare per la gestione commercianti o artigiani sono : ARTIGIANI:
fino a 21 anni di età : 2.739,63
oltre i 21 anni di età: 3.187,53
fino a 21 anni di età : 2.753,07
oltre i 21 anni di età: 3.200,96
Tali contributi Inps sono deducibili dai ricavi ottenuti con il principio di cassa, alla stregua di ogni altro costo inerente e sostenuto per svolgere l'attività, quindi quelli pagati nel 2012 andranno a diminuire il reddito 2012 ottenuto su cui pagare le tasse del 5%, quelli pagati nel 2013 ( anche se riferiti al 2012 ) andranno a diminuire il reddito ottenuto nel 2013 su cui pagare le tasse del 5%. La saluto cordialmente.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
21/04/2012 23:58:28 RISPOSTA PER TIZIANA: Si, la sua ultima rata di rettifica IVA deve essere pagata entro la scadenza del pagamento delle imposte che, salvo proroghe, sarà entro il 16.06.2012 .
La saluto cordialmente.	Silvia
24/04/2012 14:48:25 Buongiorno, mi servirebbero delle delicidazioni riguardo alla possibilità di usufruire del regime dei minimi.
Sono una libera professionista iscritta all'Ordine dei Geometri e con regime fiscale dei minimi (ho 30 anni e sono nel regime dei minimi da 2 anni).
Ora vorrei aprire un negozio di vendita al dettaglio di alimenti senza però chiudere la mia partita iva e continuando ad usufruire del regime dei minimi. Le domande sono:
1° Il regime dei minimi permette che una persona fisica vi acceda con 2 partite iva o con due attività con un'unica partita iva?(fermo restando il limite dei 30.000€)
2° I commercianti possono accedere al regime dei minimi?
Ringraziando anticipatamente auguro buona giornata. Silvia	ANNA
25/04/2012 09:08:27 nel 2010, avendone i requisiti ,ho aderito ai regimi minimi nel 2011 ho superato il minimo di 30.000,00 euro di fatturazione ma non i 45.000 .
dal'1.1.2012 ho un impiego a tempo indeterminato per cui ho cessato la partita iva con il 31.12.2011
l'ultima fattura porta la data del 23.12.2011 ma è stata pagata nel gannaio 2012.
posso includere questa ultima fattura nei redditi del 2011 e se no che cosa dovrò fare per il 2012 non rientrando più nel regime dei minimi?
ANNA	Andrea
26/04/2012 12:30:25 Salve, anche io le faccio i miei complimenti e anche io avrei dei dubbi: ho 26 anni e nel 2012 ho sciolto una società in cui ero il socio amministratore e aperto un'altra partita Iva per una ditta individuale, quindi avendo redditi da partecipazione in società, nel 2012 non ho i requisiti per accedere al regime dei minimi. La mia domanda è: nel 2013 posso entrare a far parte del regime? se si, in che modo dovrei comunicare l'adesione a tale disciplina?grazie.
Andrea	vincenzo
26/04/2012 16:05:12 Gestendo attività di recettività extra alberghiere in un luogo diverso dalla mia residenza posso far comparire la mia residenza come studio/ufficio e cosi detrarre il 50 % del canone di affitto ?	ANTONIO
27/04/2012 09:56:41 Complimenti per la chiarezza dell'articolo e delle risposte in primo luogo.
le sottopongo un quesito. dovrò intraprendere un'attività di Mediatore professionista (ex conciliatore), ho 30 anni e non ho mai svolto in passato questa attività. poichè il contratto stipulato con l'organismo di mediazione è di prestatore d'opera intellettuale, vorrei sapere se ho convenienza ad utilizzare il nuovo regime dei minimi (e se devo aprire partita iva) o se mi conviene non conoscendo la mole dei guadagni, esercitare come prestatore d'opera occasionale con la ritenuta al 20%... grazie	Enrico
27/04/2012 12:48:21 Buongiorno, sono un architetto ho aperto la p.i.v.a. il 10/03/2011 con regime dei minimi senza emettere nessuna fattura, nel 2012 rientro ancora nel regime dei minimi, sono nato il 10/03/1971.
Grazie e buon lavoro	Daniela
29/04/2012 14:18:31 Salve sto iniziando a lavorare come libero professionista biologa, ho 34 anni e con il regime dei minimi. lo stipendio lordo è 2200 come calcolo quello netto? verso all'enpab il 2% al mese, è corretto? Devo versare anche il 5% di irpef al mese?? Mi aiuti, sono confusa al massimo!!! Nella fattura cosa devo indicare e quali calcoli devo effettuare? Grazie!	DAVIDE
30/04/2012 15:18:29 Buongiorno volevo avere, perfavore, un chiarimento circa le percentuali di deducibilità di alcune spese.
Sono un contribuente che ha aderito al nuovo regime dei minimi (5%) dal mese di febbraio 2012, volevo capire un pò a quanto ammontano le percentuali di deducibilità, visto che mi danno informazioni sommarie e poi su internet c'è davvero un delirio.
Le percentuali che mi interessano sono: - BENZINA (LA MACCHINA E' INTESTATA A ME TRAMITE UN COMODATO D'USO GRATUITO REGOLARMENTE REGISTRATO)
- TELEFONINO
- RISTORANTI/ALBERGHI/VIAGGI.
Distinti Saluti	FABIO - 30.04.2012
30/04/2012 18:01:12 Buongiorno, avrei bisogno di sapere se il nuovo regime dei minimi (imposta sostitutiva 5%) che decorre dal 1.1.2012 prevede la possibilità (come per il precedente regime in vigore sino al 31.12.2011 (imposta sostitutiva 20%) di rimanere nel regime dei minimi se il fatturato a fine 2012 risulta essere superiore ad € 30mila ma inferiore ad € 45mila per poi passare al regime ordinario dal 1.1.2013.
Grazie e buon lavoro.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
01/05/2012 10:27:22 RISPOSTA PER MONICA: I costi da sostenere variano a seconda dell'attività che ha deciso di iniziare, se d'impresa commerciale o artigiana oppure professionale.
Per essere piu' preciso è indispensabile sapere l'attività che vuole iniziare.
In linea di massima comunque cercherò di darLe una visione quanto piu' completa:
- per l'attività d'impresa commerciale o artigiana è obbligatoria l'iscrizione alla Camera di Commercio e quindi oltre al costo iniziale di apertura ( che si aggira intorno ai 35,00 tra bolli e diritti ) ogni anno dovrà poi pagare il diritto fisso per l'iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio (che attualmente è di €. 88,00 per una ditta individuale);
- per l'attività professionale non è prevista l'iscrizione alla Camera di Commercio quindi non è previsto poi alcun pagamento fisso di diritto annuale ;
- per l'attività d'impresa artigiana occorre anche l'iscrizione obbligatoria all'Inail ( in quanto anche il titolare artigiano è soggetto ad assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). Quindi, poi, ogni anno si dovrà pagare un premio artigiani che, a seconda dell'attività svolta, varia ( orientativamente si va da un minimo di circa 80,00 per una attività di parrucchiere da uomo a salire in base al rischio di infortunio specifico dell'attività svolta, un meccanico paga circa 480,00 all'anno ). L'attività di commercio in forma individuale non prevede invece l'iscrizione del titolare all'Inail ( è prevista solo l'iscrizione del collaboratore in caso di impresa familiare) quindi se svolgerà una attività di commercio come unico titolare non si dovrà iscrivere all'Inail.
- l'apertura della partita iva non prevede pagamenti di alcun diritto all'Ufficio Iva dell'Agenzia delle Entrate e neppure , attualmente, pagamenti annuali di alcun diritto fisso;
- poi occorre pagare annualmente i contributi Inps che variano a seconda dell'attività svolta e che trovi dettagliati nella risposta che ho fornito a Marco il 20.4.2012. Tutti questi costi sostenuti saranno naturalmente deducubili dai ricavi ottenuti.( ricordo che nel regime dei minimi i ricavi non devono superare i 30.000,00 annui).
Se poi vorrà essere seguito da un professionista ( visti i continui cambiamenti delle normative fiscali) ed avere la tranquillità di non sbagliare, per poi incorrere in eventuali sanzioni, dovrà considerare il costo anche del professionista che, al pari degli altri costi sopra elencati, potrà dedurre dai ricavi e concorrerà a farLe diminuire il reddito su cui pagare l'imposta sostitutiva del 5%. Tenga conto che un professionista comincia ad essere sempre più necessario in quanto, oltre al continuo cambiamento delle normative, è una figura sempre più indispensabile quale soggetto abilitato, aggiornato e preparato a predisporre ed inviare le pratiche che ormai vanno presentate nella quasi totalità in via telematica.
Buona giornata	STUDIO CASON VILLA (Milano)
01/05/2012 11:30:59 RISPOSTA PER ROCCO: Nella sua situazione, dal 2008 fino al 2010, avrebbe potuto essere naturalmente nel regime dei minimi, ma potrebbe aver a suo tempo optato per applicare il regime iva normale e quindi applicare il sistema normale "iva da iva" e il regime semplificato relativamente alla determinazione dei redditi.
Per certo, avendo iniziato l'attività nel 2003, dal 2011 non può più applicare il regime dei minimi come da nuova normativa.
Non si è soggetti agli Studi di Settore solo se si rientra nel "nuovo regime dei minimi" o in altri casi in cui le dimensioni e il volume d'affari dell'azienda sono molto elevate.
Si è soggetti a Studi di Settore non in relazione alla quantità di utile ottenuto ( quelli che Lei chiama "numeri") ma al regime di calcolo dei redditi a cui si è soggetti. ( minimi(no) - ex minimi(si) - semplificato(si) - ordinario(si)) Nel suo caso, se è sempre stato nel regime semplificato, è sempre stato soggetto agli Studi di Settore così come anche per il 2011 e successivi.
Avrebbe dovuto, per ogni anno, verificare se i suoi ricavi erano congrui in base agli studi di settore e, in caso di non congruità, adeguarsi ai " ricavi risultanti da Studi" per non avere problemi futuri di giustificazione dei minori ricavi ottenuti in base ai costi sostenuti. ( più costi si hanno, soprattutto di un certo tipo, piu' ricavi il Fisco si aspetta). Avere un reddito di 10.00,00 non significa non essere congrui agli studi di settore . Occorre applicare il programma " Gerico" e verificare la congruità in base ai ricavi ottenuti e i costi sostenuti.
( ad esempio se avesse ottenuto ricavi per €.11.00,00 e pochi costi per 1.000,00, quindi con un redditio di €. 10.000,00, sarebbe quasi certamente congruo se, inoltre, non ha un valore elevato di beni strumentali utilizzati per l'attività svolta). Ricordo sempre però che avere un reddito congruo con gli " studi di settore" non significa essere completamente tranquilli con i controlli attuali del Fisco.
Infatti è anche importante valutare il proprio tenore di vita e la propria capacità economica applicando il sistema di controllo del Redditometro in base ai redditi dichiarati .
Dichiarare un reddito di €. 10.000,00 (pur congruo con gli studi di settore) e poi possedere un'auto di grossa cilindrata e/o molte case secondarie non affittate e/0 sostenere i costi per una domestica potrebbe creare comunque il problema di un accertamento da Redditometro su cui il Fisco sta puntando per i suoi controlli soprattutto in questi ultimi tre anni ( ora stanno uscendo richieste di compilazione questionari e successivamente accertamenti da Redditometro per il 2007 e 2008 ).
Se ha necessità di ulteriori approfondimenti mi contatti tranquillamente e senza impegno alla e-mail dello studio o telefonicamente come da riferimenti contenuti nel mio sito in Professionisti.it.
La saluto cordialmente	STUDIO CASON VILLA (Milano)
01/05/2012 12:30:35 RISPOSTA PER ENRICA: La rivendita di un'auto acquistata da un soggetto minimo ( quindi senza applicazione di iva in fattura da parte del contribuente minimo) va rivenduta applicando un regime particolare denominato " regime del margine".
Sinteticamente dovrà fare una fattura senza iva riportando in fattura il prezzo di vendita con la dicitura "operazione di vendita con regime del margine NEGATIVO ex D.L. n. 41 del 23.2.1995" .
Il calcolo dell'eventuale iva da applicare con il regime del margine consiste nell'applicare l'Iva del 21% sulla differenza, SE POSITIVA, tra prezzo di vendita e costo di acquisto.
Naturalmente l'iva si applicherebbe solo nel caso di differenza positiva tra prezzo di cessione e prezzo di acquisto. Nel suo caso ritengo vi sia un MARGINE NEGATIVO su cui non applicare iva.
Si rivende in esenzione iva in base all'art. 10 della Legge Iva solo quando si è acquistato il bene dove in fattura era esposta l'iva e Lei, in quello specifico periodo d'imposta in base alle regole allora vigenti, non ha potuto detrarla totalmente in quanto iva indetraibile per acquisto autovettura. La fattura emessa dal minimo da cui ha acquistato l'auto non doveva avere esposta nessuna iva ( in quanto non applicabile nel regime dei minimi) e quindi il concetto da prendere a base per la rivendita è di " iva non esposta in origine in fattura" e non di " iva esposta in fattura ma non detratta". Tale regime del margine si applica anche quando si rivende un'automezzo originariamente acquistato da un privato ( che per sua natura non può applicare l'iva) che quindi avrà originariamente venduto l'auto rilasciando una semplice ricevuta quietanzata.
Normalmente in fase di rivendita di un bene vi è sempre un margine negativo ( rappresentato dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di rivendita) in quanto il bene dopo qualche anno ha un valore normale e commerciale inferiore a quello di acquisto. Riassumendo, ad esempio se si acquista un autoveicolo a €. 10.000,00 e successivamente lo si rivende a €. 4.000,00 poichè la differenza è negativa non si applica iva ma si espone sempre la dicitura del regime dei margini come sopra specificato. Se invece l'autoveicolo acquistato a €. 10.000,00 viene rivenduto a €. 11.000,00 ( caso raro) sulla differenza positiva di €. 1.000,00 si effettua lo scorporo dell'iva al 21% ( 1.000,00 :1,21 x 21%) e tale iva si espone in fattura aggiungendo sempre la dicitura del regime del margine ma POSITIVO. Buona giornata	STUDIO CASON VILLA (Milano)
01/05/2012 13:13:19 RISPOSTA PER DONATELLA: Se l'attività prevalente sotto il profilo del tempo impiegato è quella di lavoro dipendente, sull'attività di commercio non occorre iscriversi alla gestione Inps commercianti in quanto l'attività principale su cui si pagano i contributi è quella di lavoro dipendente ( che per i dipendenti paga il datore di lavoro trattenendone in busta paga al lavoratore un importo normalmente e attualmente del 9,19% ).
Se fosse assunta part-time 50% o meno ( 20 ore settimanali o meno) si porrebbe il problema dell'iscrizione anche alla gestione Inps commercianti .
Il concetto non è che tutti i contributi sono già pagati in busta paga ( anche sui redditi per l'attività di commercio), come forse le vuol dire il suo commercialista, ma che il suo datore di lavoro sta pagando i contributi sulle retribuzioni, che corrisponde a Lei in busta paga, ma solo per il lavoro dipendente. Poi, siccome il lavoro dipendente probabilmente (Lei non me lo specifica) è il lavoro principale, applicando i concetti di cui sopra, non è obbligatorio iscriversi alla gestione Inps commercianti. I documenti per provare la " regolare" 'assunzione come dipendente sono:
- la lettera di assunzione firmata dal datore di lavoro e da Lei per accettazione;
- il modello Cud che il datore di lavoro ogni anno Le deve rilasciare obbligatoriamente entro il 28.2 per certificare i suoi redditi di lavoro dipendente dell'anno precedente;
- Se ha dei dubbi sulla regolare assunzione chieda al suo datore di lavoro la comunicazione della sua assunzione all'Ufficio di collocamento ( nel caso di Milano fatta alla Provincia di Milano ) o vada all'Inps a verificare se l'azienda presenta mensilmente i "flussi uniemens" dove sono contenuti anche i suoi dati previdenziali che servono per farLe maturare la futura pensione.
Per ulteriori approfondimenti Le occorressero veda anche la risposta del 20.4.2012 data a Marco o mi contatti alla e-mail dello studio o telefonicamente ai riferimenti cliccando sul mio profilo in Professionisti.it
La saluto cordialmente	renato
02/05/2012 13:09:18 nella vecchia normativa dei minimi era possibile svolgere anche una seconda attività agricola (definiamola così) agricola solo per gli agricoltori in esonero (al di sotto dei 7.000 euro), nella nuova normativa è ancora possibile, visto che quella prevista era una eccezione particolare e che non riesco a trovare nella normativa, in verità anche nella precedente era eccezionale e difficilmente rintarcciabile. grazie e buon lavoro	STUDIO CASON VILLA (Milano)
02/05/2012 23:15:22 RISPOSTA PER SERGIO VEGGIAN: I redditi su cui pagare le tasse rappresentate dall'imposta sostitutiva del 5% sono da dichiarare nel quadro " CM" dell'unico persone fisiche che non prevede le detrazioni dall'imposta relative ai familiari a carico. Quindi la risposta è che le eventuali detrazioni per figli a carico si perdono a meno che non abbia degli altri redditi da dichiare e che confluiscano nel quadro "RN" ( tipo ad esempio redditi di fabbricati tranne la prima casa e/o redditi di lavoro dipendente ).
L'unica casistica che Le permetterebbe di non perdere le detrazioni per figli a carico è fare detrarre i figli a carico dalla moglie al 100% ma solo se sua moglie dichiara redditi più alti di Lei e inoltre sua moglie abbia dei redditi da dichiaramente su cui pagare delle imposte ( in quanto da quelle imposte da calcolare sul quadro "RN" si potrebbero detrarre gli importi per figli a carico).
Chiaramente nel caso sua moglie non lavori e avete anche dei figli , dichiarando solo redditi con il regime dei minimi, non potrà usufruire di nessuna detrazione per familiari a carico. Per il meccanismo delle detrazioni per figli a carico veda anche la risposta fornita a Stefano il 4.4.2012 Cordialmente	Daniela
04/05/2012 00:56:21 Salve, avrei una domanda relativamente alle attività escluse dal regime dei minimi, in particolare: cosa si intende per "editoria"? Si intende l'attività vera e propria di produzione libraria – contratti con autori, attribuzione di ISBN, stampa – o anche le attività connesse (tipo: consulenze editoriali, attività redazionali, correzione bozze, impaginazione mediante software)?
Grazie.	Teresa M.
04/05/2012 23:15:49 Buona sera una autonoma libera professionista che da diversi anni non fattura perchè non ha insassi, ad oggi è nel regime super minimo, prospettandosi una collaborazione presso un collega, come fatturerà il compenso, con R. d'Acconto del 20% o anche questa è aumentata al 21% come la aliquota iva ordinaria. La fattura sarà così compilata? imponibile +iva 21%- R.Acc.20% o 21% e risultato il sarà il netto da incassare? Grazie	Luciana
05/05/2012 15:32:51 Buongiorno
sono un libero professionista ex-minimi e pagherò l'IVA annualmente, ma ho un dubbio: dovrò applicare degli interessi pur pagandola alla scadenza (come accadeva quando la pagavo trimestralmente)?
grazie	Andrea
05/05/2012 18:24:52 Salve, sono un contribuente che, per l'anno 2012, è nel regime dei "nuovi minimi". Ho una domanda forse banale: se a fine anno i costi per l'acquisto per i beni strumentali sarano superiori ai ricavi, ho possibilità di utilizzare il corrispondente credito in diminuzione degli importi dovuti nei successivi anni fiscali, o solo nello stesso periodo di imposta, nel caso io abbia altri redditi? Ed eventualmente per compensare quanto dovuto a titolo di contributi previdenziali? Grazie	ARNALDO
06/05/2012 17:27:53 Salve, ho aperto la partita IVa a ottobre 2011 col regime minimo (inserendo la ritenuta del 20%) ma ora fatturo senza ritenuta grazie al nuovo regime 2012. Nel 2011 ho anche effettuato prestazioni occasionali prima dell'apertura della partita Iva e ho quindi il rispettivo Cud.
Le fatture del 2011 le ho tutte incassate nel 2012 e vorrei sapere se nel modello unico dovrò inserire i rispettivi importi oppure se sono relativi al 2012 e quindi da considerare nella dichiarazione 2013.
Vorrei inoltre sapere come gestire nella dichiarazione dei redditi le prestazioni occasionali suddette.
Grazie	stefania
08/05/2012 00:12:35 salve, ho aperto la partita iva a aprile, ma il contratto è stato firmato a maggio, volevo sapere :dovrò pagare anche l'inps di aprile?
Facendo riferimento al regime dei minimi posso acquistare un auto con fattura superiore a 15000 euro? Ai fini di importo da scaricare è più conveniente un auto con iva esposta?
Inoltre quali sono tutti i beni e servizi che posso scaricare e fino a che importo?
La ringrazio.	FEDERICO
09/05/2012 15:13:54 Ho 40 anni. Sono dipendente di una società A a tempo pieno da molti anni, e consigliere di amministrazione di una società B dal 2006. Ho pertanto due CUD e nel 730 entrambi i redditi sono indicati con lo stesso codice (tipologia reddito 2; tipo indeterminato 1).
Nel 2013-14 e 15 dovrò fatturare 10.000 euro annui ad uno studio di commercialisti alcune consulenze/collaborazioni sulla base di un contratto triennale e vorrei aprire una partita IVA entro fine 2012 con opzione per i superminimi. Ecco il dubbio: l'amministrazione potrebbe considerare l'attività di consulenza come mera prosecuzione dell'attività di consigliere di amministrazione? Si tenga anche presente che dal 2011 sono revisore legale dei conti (anche se questo potrebbe non avere a che fare direttamente con il contratto di consulenza con lo studio commercialista).	ferdinando
10/05/2012 09:42:36 Ho una situazione simile a FEDERICO, solo che ho solo l'emolumento da consigliere di amministrazione con CUD (però dichiaro tipo reddito 8 e non 2), senza altri redditi da lavoro dipendente. Per prestare consulenze ad un'altra società diversa da quella di cui sono consigliere, dovrò aprire partita IVA con opzione per i minimi: posso continuare a regolare il rapporto da consigliere col CUD, oppure la partita iva attrae il compenso e dovrò fatturarlo alla ditta comunicandogli che non mi deve più fare da sostituto di imposta? Specifico che il totale dei redditi anche con la nuova consulenza è inferiore a 30.000 euro. Questo potrebbe addirittura compromettere la "novità" della mia attività ed escludermi dai minimi?	silvia
10/05/2012 11:11:22 salve vorrei capire un dettaglio del regime dei minimi 2012:
sono un agronomo libero professionista appartenente al regime dei minimi, collaboro con un altro agronomo libero professionista che non appartiene al regime dei minimi.
Quando gli emetto fattura senza IVA e Ritenuta d'acconto il mio collega sulla somma che fatura io ci paga l'IVA?nel senso che lui ricevedal cliente lasomma titale del lavoro svolto e poi io gli emetto fattura per la parte che mi spetta
grazie Silvia	Giacomo
10/05/2012 12:12:53 buongiorno
sono iscritto all'ENPALS (maestranze teatrali), ho lavorato in teatro (come allievo tecnico) con contratto a termine. Ultimamente per potermi mantenere, ho collaborato con una ditta che si occupa di allestimenti per fiere, mostre ecc. Per questa collaborazione mi pagheranno con ritenuta d'acconto abbligandomi per il futuro ad aprire la partita IVA. Ho 22 anni, nessuna garanzia (se non la parola), che la ditta mi chiamerà ancora e anche se fosse, non so quantificare ora come ora quanto potrò guadagnare.
In caso aprissi la partita iva L'INPS e l'INAIL sono obbligatorie? se sì, a quanto ammontano? vanno in base al reddito?
devo dichiarare un tetto di entrate anche se non ne ho idea? mi hanno parlato anche del codice ateco , è da dichiarare al momento dell'apertura? non mi sono ritrovato in nessuna categoria. grazie per l'attenzione.	cristina
10/05/2012 18:50:46 buongiorno,
vorrei sapere se posso rientrare nei regimi dei minimi.
Lo scorso anno ho lavorato in prestazione occsionale da marzo al 15 giugno per una società e quest'anno dal 15 febbbraio al 30 aprile. Ora vorrei aprire partita Iva e fatturare alla stessa società	Massimo
11/05/2012 21:36:04 Ho 61 anni e sono andato in pensione il 1 ottobre 2011, mi hanno proposto delle consulenze per un importo annuo di € 25.000,00. Posso rientrare nei regimi minimi? quante sono le spese che si possono detrarre annualmente? quali beni strumentali si possono scaricare?
Ringrazio anticipatamente.	Francesco R.
12/05/2012 09:00:30 Salve, io ho avuto una partita iva per l'attività di geometra libero professionista tra il 2002 e il 2003, anno in cui ho cessato l'attività con cancellazione dall'albo.
Nel 2012 o al massimo 2013 lavorerò come collaboratore per una ditta che si occuperà di vendita auto nuove e usate e pratiche automibilistiche, quindi tutt'latro settore rispetto al precedente. Ad oggi lavoro come dipendente presso un'altra società nell'edilizia, da dove ovviamente dovrei dimettermi. Dovendo aprire la partita per il nuovo lavoro, vorrei sapere se rientro nel nuovo regime dei minimi, considerando anche che ho 35 anni e fino ad ora ho percepito un reddito inferiore a 30000 euro.
Grazie	LUIGI
14/05/2012 21:46:48 Salve, da oltre un anno sono dipendente di una società di consulenza finanziaria aziendale che si occupa anche di mediazione del credito.
Dato che da giugno(secondo il Dlga 141/2010) la società non potrà più occuparsi della mediazione creditizia, essendo io iscritto all'albo di riferimento ed avendo la possibilità di essere inquadrato come collaboratore monomandatario di una società di mediazione del credito(con mandato di agenzia),vorrei aprire partita iva e e continuare a stare in sublocazione, con eventuale servizio di segretariato o assistenza negli stessi locali della società ex-datrice di lavoro.
In questo modo avrei anche la possibilità di prestare consulenza a per quest'ultima e per i suoi clienti già da me gestiti in precedenza.
Questo sarebbe il progetto di massima, ma sarei grato se mi esprimesse un suo parere in merito e se è possibile l'applicazione del regime de minimis, o in alternativa per cosa opterebbe.
Ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
14/05/2012 22:49:08 RISPOSTA PER FRANCESCO: se è in regime di contabilità semplificata significa che i suoi ricavi sono superiori a €. 30.000 o non ha uno degli altri requisiti che Le avrebbero permesso di utilizzare il regime dei minimi. Per cui nel suo caso continuerà ad applicare il regime della contabilità semplificata che non ha una scadenza nel tempo e continuerà ad applicare l'iva facendo le liquidazioni mensili o trimestrali da cui risulterà un'iva a debito o a credito per ogni periodo considerato.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
14/05/2012 23:05:06 RISPOSTA PER GIANNI: Nel suo caso, svolgendo un'attività artigiana nell'appartamento in cui risiede, può dedurre il 50% del canone di affitto. Potrebbe inoltre dedurre il 50% delle utenze telefoniche e di luce.
Vedi anche risposta data ad Andrea il 12.04.2012 relativamente ad un maggior approfondimento sulla percentuale di dedudicibiltà delle utenze.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
14/05/2012 23:14:04 RISPOSTA PER SARA: Cessare l'attività di collaborazione a progetto per iniziare la medesima attività, aprendo la partita iva, e continuando a lavorare per il medesimo committente viene sicuramente configurata dal Fisco come mera prosecuzione dell'attività precedente. Sarebbe molto rischioso per Lei in caso di controllo.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
14/05/2012 23:43:11 RISPOSTA PER PASQUALE: Dai ricavi di €. 29.950 dovrà dedurre i costi che sosterrà per svolgere la sua attività di elettricista ( materiale elettrico , attrezzatura ecc.. ) che ovviamente non posso essere in grado di quantificare. Sicuramente poi avrà il costo fisso annuale del pemio Inail ( a cui il titolare artigiano è soggetto obbligatoriamente), i contributi fissi annuali Inps gestione artigiani che per il 2012 ( fino ad un reddito di €. 14.930) sono di €. 2.739,63 fino a 21 anni di età oppure €. 3.187,53 oltre i 21 annni di età.
Altro costo fisso è il diritto annuale alla Camera di Commercio di €. 88,00
a cui il titolare di una ditta artigiana si deve obbligatoriamente iscrivere.
Se poi si rivolge ad un professionista veramente esperto in materia di regime dei minimi, per avere una maggior sicurezza sulla correttezza degli adempimenti e dei pagamenti da effettuare, sulla variazione della normativa fiscale in continua evoluzione e per evitare possibili sanzioni, dovrà considerare anche questo costo che normalmente può partire dai 500/600 euro fino ad arrivare ai 1.000 euro o poco più, a seconda delle fatture emesse e ricevute e della complessità degli adempimenti relativi all'attività svolta. Sul reddito ottenuto ( ricavi meno costi) dovrà poi considerare il costo dell'imposta sostitutiva del 5% .
15/05/2012 00:19:04 RISPOSTA PER GIACOMO:Uscendo dal regime dei minimi tutte le provvigioni fatturate con data 2012 ( anche se di competenza 2011) saranno da assoggettare ad iva 21%. Il ricavo anche se di competenza del 2011 sarà da dichiarare nel 2012 in quanto non incassato nel 2011 . Dovrà pagare l'Irap e sarà soggetto al controllo della congruità dei ricavi in base agli studi di settore . Non potrà più applicare l'imposta sostitutiva, che sarebbe stata per il 2012 del 5%, ma dovrà assoggettare il suo reddito alla tassazione ordinaria progressiva per scaglioni:
23% fino a €.15.000
27% da 15.000,01 a 28.000,00
38% da 28.000,01 a 55.000,00
41% da 55.000,01 a 75.000,00 Dovrà inoltre pagare l'addizionale regionale Irpef e l'eventuale addizionale comunale Irpef a seconda della regione e del comune dove svolge l'attività.
L'unico eventuale risvolto migliorativo è che potrà dedurre, se pagati nel 2012, oneri deducibili dal reddito o detraibili dall'imposta come contributi pagati per domestici, liberalità a onlus, spese mediche, interessi su mutuo prima casa, spese per assicurazioni vita, detrazioni per familiari a carico ecc.., che nel regime dei minini non era possibile detrarre o dedurre in quanto i redditi con regime dei minimi non transitavano da quadro "RN" del modello unico persone fisiche.
Cordialmente	Filippo
15/05/2012 12:39:32 Buongiorno, avrei 2 domande un po' particolari da porle:
1) mio fratello nel 2011 ha fatturato 40.000 €, pertanto nel 2012 non potrà aderire al regime dei Superminimi (attività iniziata nel 2009); potrà rientrarvi l'anno prossimo, ovviamente a patto di rispettare gli altri limiti (età, beni strumentali))
2) Sempre mio fratello, rappresentante, ha acquistato una vettura nel 2010. Nel 2012 a seguito di un tamponamento subito, la macchina è stata rottamata. Con i soldi dell'assicurazione ora mio fratello ha necessità di ricomprarsi un auto, ma in tal caso poichè la prima valeva circa 12.000 + iva, sforerebbe la soglia tale per cui dal prossimo anno non potrebbe più aderire al nuovo regime superminimi... CHE NE PENSA??? mi sembra un pò ingiusto che se a qalcuno per ipotesi rubino la macchina non possa più acquistarne un'altra, pena uscire dal regime dei superminimi...
grazie!	Valentina
15/05/2012 12:49:43 Salve, sono un ingegnere e ho aperto la partita iva nel 2012 usufruendo del regime dei minimi. Il mio studio ha ufficialmente sede nella mia residenza ma in realtà svolgo il mio lavoro in un paese vicino al mio. In questo caso è possibile dedurre il costo della benzina oppure, avendo ufficialmente sede a casa mia, è escluso l'uso dell'auto?	Chiara
15/05/2012 18:12:39 Buonasera, finalmente un sito dove si parla chiaro!!complimenti!!!
Vorrei una spiegazione: da poco ho aperto la partita IVA per libera professione infermieristica in regime di contribuente minimo, per cui ad ogni ricevuta fiscale che rilascio devo apporre dicitura "fuori campo applicaz IVA art.1 comma 100 legge244/2007" giusto?? inoltre, utilizzando auto per recarmi al domicilio dei pazienti, compilo la carta carburante, ma in che misura posso detrarre su 300euro di carburante? e il tagliando dell'auto è detraibile (sinonimo di deducibile o hanno diversa valenza??)se il tagliando è detraibile,basta presentare la fattura dell'officina autorizzata al momento della compilazione del modello unico ? grazie	Paola
16/05/2012 12:54:28 Buongiorno, Le sottopongo la mia situazione tutt'altro che facile.
Sono attualmente una libera professionista geometra e il mio dubbio riguarda l'accesso al regime dei nuovi minimi 2012, causa presunta mera prosecuzione.
Le specifico la mia "storia".
praticantato da 08.2006 al 08.2008 - registrato a nome architetto x e compensi giustificati come borsa di studio
da 09.2008 a 12.2008 - 2 prestazioni occasionali (totale 30gg) a nome della società y di cui l'architetto x è legale rappresentante.
2009 - apertura partita iva come consulente tecnico, iscritta al regime minimi 2007, fatture alla società y dell'architetto x
2010 - variazione partita iva : attività svolte da geometri (in quanto superato esame di stato), con relativa iscrizione all'albo, sempre iscritta ai minimi e fatture a società y...
2011 - come sopra, ma aggiunto fatture a clienti privati.
Mi può dare consiglio riguardo a questa mia situazione? posso rientrare nei nuovi minimi? Attendo sua cortese e delucidante risposta. Grazie infinite. Paola	Gian
16/05/2012 22:11:17 Buona sera Senta volevo chiarimenti per quanto riguarda la fatturazione
Il mio commercialista mi ha fatto inserire sulla fattura"Coontributo Gestionale separata INPS 4%" e ovviamente essente da iva, ma il cliente a cui fatturo non potrà detrarre nulla dalla fattura da me rilasciata giusto?	Cesare
17/05/2012 14:03:40 Buongiorno a tutti,
sono un agente di commercio regolarmente iscritto alla camera di commercio.
Visto il periodo non particolarmente brillante per la mia tipologia di attività, ho pensato di ampliare la mia attività, intraprendendo un'attività di consulenza aziendale completamente slegata dall'attività di agente, anche i clienti chiaramente saranno diversi. Il commercialista mi ha detto che devo aprire un nuovo codice attività ed intraprendere una seconda e separata fatturazione della nuova attività. La mia domanda è questa ed il commercialista non mi sembrava convinto: è possibile per la nuova attività rientrare nel nuovo regime dei minimi, quando per l'attività di agente non rientro nei parametri ? Vi ringrazio anticipatamente.	Rossano
18/05/2012 09:25:30 Buongiorno,
sono impiegato in una agenzia immobiliare con contratto a tempo determinato in scadenza il 15.06.2012 il quale non sarà rinnovato. Quindi il 16.06.2012 io sarò disoccupato. Vorrei continuare a collaborare con il mio ormai ex datore di lavoro come procacciatore d’affari. Posso rientrare nel regime dei minimi? Posso ovviare alla mera prosecuzione essendo disoccupato e passando da impiegato a procacciatore d’affari?
Grazie.	ANGELA
18/05/2012 15:31:22 Buongiorno, ho 55 anni e sono iscritta nel regime dei minimi dall'aprile del 2009.
Attualmente fatturo in esenzione Iva (naturalmente al di sotto dei 30.000 €/anno), con R.A. al 20%.
Dato che non ho capito esattamente cosa è cambiato in merito ai minimi (io credo di poter rimanere con lo stesso sistema fino al 2014 cioè x 5 anni in totale) mi poterbbe aggiornare sulle nuove procedure: rientro ancora in questo regime? fino a quando? l'aliquota della R.A. è cambiata anche per me?
Grazie per una sua cortese e preziosa risposta.	Chicca (Isernia)
18/05/2012 18:37:43 buonasera, avrei bisogno di un'informazione..mio marito è artigiano e dal 1.1.2008 è nei regime dei minimi.quest'anno il commercialista ha detto che ne è fuori perchè ha 38 anni quindi sempre secondo lui ora si trova nel regime fiscale agevolato...è giusto questo passaggio??...se dovesse essere giusto, può essere assunto da un consorzio di formazione per un incarico a progetto???
ringrazio anticipatamente per la risposta.	Alessandro
18/05/2012 19:53:35 Buongiorno,
un socio accomandante di una sas vuole iniziare una attività in un settore totalmente diverso e avvalersi del nuovo regime dei minimi. E' intenzionato a cedere la partecipazione. Tale cessione deve avvenire prima dell'apertura della partita iva e contestuale scelta del regime, o può farlo anche successivamente ma entro il 31/12/2012?
Saluti	TERESA
19/05/2012 10:55:04 Buongiorno, avrei una domanda da sottoporle. Tra pochi giorni aprirò la partitta iva in regime dei minini per esercitare l'attività di mediatore immobiliare occasionale e avrei intenzione di acquistare un auto usata da un privato. La mia domanda è : avrei diritto alla deducibilità del costo della stessa, e se si come farei a dimostrare l'acquisto, visto che i privati non emettono fattura?
Grazie.	ENZA GRAZIANA
19/05/2012 12:53:37 COMPLIMENTI. RISPOSTE CHIARE.
GRAZIE. CORDIALITA' GRAZIANA	MARIO
23/05/2012 08:47:20 Salve, sono un geologo di 34 anni e dal 2011 ho aperto la p.Iva con il regime dei minimi. Da quest'anno dovrei poter accedere al regime dei superminimi. Se possibile vorrei avere delucidazioni riguardo al caricamento in contabilità di una automobile già di mia proprietà prima dell'apertura della p.Iva, esattamente nell'anno 2010. Potrebbe dirmi se è corretto procedere con la redazione di un documento da me stesso creato e firmato con il quale si mette a disposizione dell'attività in maniera promiscua l'auto in questione al valore di mercato relativo al momento in cui la si "cede"???
Se fosse sbagliato, come potrei procedere per evitare di acquistare una nuova auto?? Grazie in anticipo per la risposta	Gloria
25/05/2012 12:18:13 Gentile Ragioniere,
pur comprendendo il periodo d'intenso lavoro, spero che lei possa dare risposta ad un mio piccolo quesito.
Entro il mese di settembre vorrei aprire la partita Iva nel regime dei minimi/artigiani, avviando una piccola attività di produzione e vendita di bigiotteria.
Sono già in possesso di diverse materie prime e di prodotti finiti: come valorizzarli a magazzino o imputarli a costo per il primo anno di esercizio?
Con un'autofattura o in altro modo?
Mi preme proprio sapere se ciò è fattibile oppure se non è possibile valorizzare questo materiale.
Grazie fin d'ora dell'attenzione.
Cordiali saluti.	Luca
27/05/2012 19:14:28 Ho un grande dubbio che mi assale.
Aprile 2010 apertura p.i regime dei minimi per docenze occasionali
Ottobre 2010 fino a gennaio 2011 consigliere di amministrazione in una società e pagamento busta paga(co.co.pro) Successivamente decido di fatturare in regime dei minimi per la società poichè il cumulo tra il compenso da consigliere e le docenze non superava i 30 mila euro.
Da gennaio 2012 il mio commercialista ha detto che posso permanrere nel super minimo (5%) perchè non è una prosecuzione di attività visto che la mia apertura di partita iva è antecedente all'incarico nel consiglio di amministrazione.
E' corretto? Grazie	STUDIO CASON VILLA (Milano)
27/05/2012 23:29:41 RISPOSTA PER ANDREA (domanda del 10.4.2012): Se ho ben capito, Lei inizia una attività di lavoro dipendente dopo aver già aperto la partita iva come libero professionista nel 2011.
In questo caso Lei è nella situazione inversa , nel senso che non avrebbe potuto iniziare una attività con partita iva applicando il regime dei minimi se avesse prima già svolto la medesima attività sotto forma di lavoro dipendente. Nel suo caso non ravviso cause ostative in quanto il regime dei minimi come professionista è antecedente al lavoro dipendente e non il contrario. Buona giornata.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
27/05/2012 23:42:22 RISPOSTA PER PATRIZIA( domanda del 12.4.2012): Potrà avvalersi del regime dei minimi per 5 anni dal 2011 quindi fino al 2015. I costi di affitto e utenze luce e telefono, utilizzando come sede dell'attività il proprio appartamento dove Lei anche vive, sarebbero deducibili in misura forfettaria al 50%.
Ma precauzionalmente, per ridurre al minimo eventuali contestazioni future del Fisco, è meglio che ne deduca una percentuale minore calcolata in rapporto alla effettiva superficie utilizzata per svolgere l'attività professionale rispetto alla superficie totale dell'appartamento.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
27/05/2012 23:52:55 RISPOSTA PER GINO ( domanda del 12.4.2012): Uscendo dal regime dei minimi si ritorna ad applicare il criterio di deducibilità dei costi e imputazione dei ricavi per competenza a meno che la sua attività non sia d'impresa ma professionale, nel qual caso continua ad applicare il criterio di cassa.
Il concetto è che, chi svolge una attività professionale applica il criterio di cassa in ogni caso ( minimo o non minimo ) in quanto professionista, se l'attività svolta è d'impresa commerciale o artigina il criterio normale di deduzione dei costi è quello di competenza, ma per il periodo in cui si rientra nel regime dei minimi si applica eccezionalmente il criterio di cassa come i professionisti anche se l'attività svolta non è professionale.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
27/05/2012 23:57:33 RISPOSTA PER TIZIANA(domanda del 13.4.2012): Si entro il 16.6.2012 che essendo sabato sarà posticipato al 18.6.2012.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
28/05/2012 00:18:53 RISPOSTA PER MONICA(domanda del 13.4.2012):Mi sembra sia una procedura un pò contorta riaprire la partita iva e, a fronte di nessun ricavo imputato, togliere costi in qualche modo inerenti e collegate a delle prestazioni svolte e fatturate in anni precedenti ( 2008). In ogni caso non potrà applicare il regime dei minimi . Le perdite realizzate nell'esercizio di attività di lavoro autonomo professionale possono essere portate in diminuzione dei redditi derivanti dalle diverse categorie di redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo. Si precisa che però non sarà riportabile nei successivi esercizi l'eventuale eccedenza di perdita rispetto alle altre categorie di reddito. Viene quindi preclusa la possibilità del riporto della perdita eccedente negli esercizi successivi.	STUDIO CASON VILLA
28/05/2012 00:41:26 RISPOSTA PER ROSARIA(domanda del 14.4.2012): Aprirei la partita iva solo se ci fosse la certezza, nei cinque anni di applicazione del regime dei minimi, di riuscire sempre a fatturare fino a 29.000,00. Oltretutto tale attività con partita iva non deve essere mera prosecuzione dell'attività svolta come dipendente. Terminati i cinque anni rientrerebbe poi nel regime degli "ex minimi" con assoggettamento agli studi di settore con dei ricavi minimi da dover sempre rispettare per essere congrui e non avere problemi con il Fisco. L'attività di lavoro dipendente è comunque sempre più tranquilla (se non sono previste problematiche di futuri licenziamenti o cassa integrazione) e i contributi versati dal datore di lavoro permettono di maturare una pensione sicuramente più alta che quella che maturerebbe come professionista o artigiano o commerciante.	davide
28/05/2012 15:32:23 Salve, avrei bisogno di un'informazione: in caso di partita iva con contribuzione dei minimi e con un reddito di mettiamo 29.000 euro all'anno, alla fine tra il 20% e i contributi inps e qualcos'altro che non conosco, quanto rimane di netto totale?
grazie	Fabio (Modena)
02/06/2012 19:10:33 Buongiorno, ho recentemente aperto una Partita Iva con il nuovo regime dei minimi 2012 per esercitare la mia attività artistica di DJ.
Ho letto nel Suo dettagliato articolo che il nuovo regime dei minimi è soggetto agli studi di settore (al contrario degli ex.minimi).
Questo cosa comporta per la mia attività dal momento che non ho ancora un volume d'affari certo e quali sono gli adempimenti?
Grazie	antonella (Parma)
03/06/2012 11:14:15 CHIEDO: VORREI INTRAPRENDERE UN' ATTIVITA' IN REGIME DEI MINIMI PRENDERE IN AFFITTO UN APPARTAMENTO ACCATASTATO C3 (70% AD USO LABORATORIO 30% ABITAZIONE) COSTO 700 EURO. POSSO DETRARRE LA SPESA DLL'AFFITTO E DELLE UTENZE? IN CHE PERCENTUALE? IN POCHE PAROLE, QUANTO RECURO ALL'ANNO DEGLI 8.400,00 EURO DI SPESA PER L'AFFITTO? INCIDE SUL NON SUPERAMENTO DEI 15.000 DI SPESE? NON HO BEN CHIARO. Grazie	Danilo Martinis (Como)
04/06/2012 09:26:58 Buongiorno, ho da poco iniziato la mia attività di artista avvalendomi del nuovo regime dei minimi. Dovrei vendere delle opere negli USA ma ho saputo che rientrando in questo regime non potrò fatturare nei paesi extra CEE, è corretto?
Grazie	STUDIO CASON VILLA (Milano)
04/06/2012 12:22:46 RISPOSTA PER FABIO(domanda del 2.6.2012): Se legge attentamente l'articolo e lo schema " CONFRONTO TRA I VARI REGIMI" è specificato che chi inizia l'attività con il nuovo regime dei minimi "non" è soggetto a studi di settore mentre chi esce dai minimi, e quindi entra nel regime degli ex minimi, ritorna ad essere soggetto agli studi di settore.
Quindi mi sembra sia esattamente il contrario di quello che mi dice di aver letto sul mio articolo.
Mi dia riscontro se in punto dell'articolo, erroneamente, è riportato che i nuovi minimi sono soggetti agli studi di settore in quanto, non essendo corretto, provvedo alla rettifica immediata.
Attenzione poi a provvedere all'apertura della posizione previdenziale all'EX ENPALS " ora gestito dall'INPS per provvedere a pagare i contributi previdenziali.
Attendo un suo cortese riscontro
Cordiali saluti	marika
04/06/2012 18:51:15 Salve, sono una commerciante ambulante e applico il regime dei minimi, vorrei chiedere se in caso di bisogno di aiuto posso usufruire delle prestazioni occasionali di mio marito (studente) pagandolo con i voucher? Preciso che al momento mio marito ha la residenza diversa dalla mia quindi non siamo nello stesso stato di famiglia.
non mi causerebbe l'uscita dal regime?
Ringrazio in anticipo	Laura
04/06/2012 20:09:58 Buonasera, sono in procinto di aprire la partita iva come consulente commerciale e traduttore. Vorrei sapere se sia possibile detrarre i costi del mutuo e delle competenze come luce/acqua/telefonia ed internet nel caso in cui la mia attività si svolga prevalentemente nella mia casa di residenza. Inoltre, vorrei sapere se aprendo la p.iva a metà anno, possa detrarre anche i costi sostenuti nei mesi precedenti, gennaio-giugno.
Cordiali Saluti	Alberto (Senigallia)
05/06/2012 07:33:15 salve, sono un fisioterapista, ho aperto la mia partita iva nel regime dei minimi del gennaio del 2011 quando avevo 33 anni, nel febbraio 2012 ho compiuto 35 anni; vorrei sapere se per l'unico 2011 rientro ancora nel regime dei minimi e se lo manterrò anche per i prossimi anni fino al compimento dei 5 anni della partita iva. Inoltre da alcuni mesi sono diventato anche dipendente e non saprei se mantenere la partita iva aperta in quanto fatturo circa 2.000,00\3.000,00 annui con un numero di fatture di circa 80. Mi sembrerebbe assurdo, eventualmente, entrare nei studi di settore e pagare forfettariamente cifre assurde.
Vi ringrazio per l'eventuale risposta e distinti saluti	Vincenzo
05/06/2012 12:58:00 Buon pomeriggio,
sto per aprire la partita IVA per la libera professione come Dietista. Svolgerò l'attività principalmente a Pisa, pagando l'affitto per uno studio esclusivamente per l'attivià lavorativa... quindi questo affitto è, a quanto ho capito, detraibile al 100%.
Intendo poi svolgere in minima parte, l'attività in una città diversa (anche diversa regione). Questo è fattibile? Ed in tal caso, le spese relative al viaggio per raggiungere (e tornare) l'altra città sono detraibili?
Grazie mille.	Antonio
05/06/2012 16:54:43 Buon pomeriggio,
In merito ai requisiti per aderire al regime dei nuovi minimi, chiedo che mi venga chiarito un dubbio: si dice che chi vuole aderire al regime dei nuovi minimi non deve aver esercitato, negli ultimi tre anni, attività artistica, professionale.....ecc.ecc., ma si dice anche che la partita iva può essere stata aperta sin dal 2008 ed in tal caso il regime agevolato cessa dopo cinque anni. Poi si dice che la nuova attività non deve essere mera prosecuzione di una precedente attività svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo... ecc ecc.
Trovo in queste affermazioni alcune contraddizioni: se sono nel regime dei minimi sin dal marzo 2010 e continuo la stessa attività (quindi negli ultimi tre anni ho svolto attività professionale, e l'attività, oggi, è identica a quella del 2011, quindi sarebbe mera prosecuzione) posso entrare nei nuovi minimi (beninteso, permanendo i requisiti reddituali)? Chiaritemi voi le idee. Grazie.	roberta
07/06/2012 14:24:37 Buongiorno, ho appena finito di leggere tutto l'articolo e le relative domande/risposte.
Non mi è però ancora chiara una cosa: appurato di poter aprire una P.Iva ai regimi minimi 2012 come consulente restando sotto il tetto dei 30.000 euro annui avrei delle spese fisse da sostenere?
Oppure dovrei pagare il 5% più il 4% inps?
(io odio la burocrazia!)
La ringrazio anticipatamente	Luigi
13/06/2012 11:12:43 Salve, vorrei sapere se svolgendo attività dipendente a tempo indeterminato come impiegato amministrativo, posso aprire la partita Iva con il regime dei minimi come professionista svolgendo lavoro diverso rispetto a quello fatto nella mia azienda.
Grazie	Marco Angelo
14/06/2012 08:03:14 Salve, nel 2011 ho aperto P.IVA con l'ex regime dei minimi. Collaboro con aziende in alcune delle quali ho una postazione Pc. Due volte alla settimana fornisco la mia disponbilià per quasi tutto il giorno e per pranzare mi servo di un ristorante/mensa nelle vicinanze dal quale mi faccio emettere fattura.
Vorrei sapere se tali costi sono deducibili al 100% dal reddito.
Grazie	Valentina
14/06/2012 11:37:55 Buongiorno, sto per avviare un'attività di chef a domicilio in contemporanea al mio lavoro principale come dipendendente a tempo determinato (dai 9 agli 11 mesi l'anno), vorrei pertanto aprire una P.Iva e aderire al regime dei minimi. Volevo chiederLe se anche per i dipendenti TD valgono le stesse regole da Lei già esposte per i dipendenti TI riguardo alla posizione INPS. Se non ho capito male in questo caso non è necessaria nessuna integrazione della posizione INPS che già posseggo come dipendente.
Volevo chiedeLe inoltre se c'è un limite di spesa per l'acquisto di un'autovettura per utilizzo misto quindi come da lei chiaramente esposto detraibile al 50%.
La ringrazio anticipatamente per la cortesia.
Cordiali saluti	Claudio
14/06/2012 14:51:18 Salve, avrei un dubbio. Sono un contribuente minimo, compilo da solo il modello unico e per la determinazione del reddito imponibile secondo il principio di cassa applico la logica ricavi - spese. A questo reddito 'X' applico la percentuale per calcolare i contributi INPS gestione separata.
In occasione del pagamento con F24 devo pagare anche due acconti per il 2013 secondo l'algoritmo 80/100 di X * aliquota INPS il tutto diviso 2? Pagando il primo acconto entro il 9 luglio contestualmente ai contriburi 2011 ed il secondo entro il 30 ottobre? Inoltre il regime dei minimi non contempla acconti per l'Irpef? Grazie infinite, saluti.	Anna
15/06/2012 08:47:35 Buongiorno, vorrei sapere se un traduttore può usufruire del regime dei minimi? Il mio commercialista a febbraio mi ha informato che da gennaio 2012 le cose sono cambiate e il traduttore è entrato a far parte della categoria merceologica "commercianti e artigiani" per cui dovrei aprire una partita Iva normale. Mentre fino a dicembre 2011 il traduttore faceva parte della categoria "non classificabile altrimenti". In questo forum leggo che ci sono dei traduttori che hanno aderito comunque a questo regime, può darmi maggiori informazioni a riguardo?
Saluti	Lidia (Santa Maria Capua Vetere)
18/06/2012 13:19:01 Sono dipendente di un'azienda privata ed avrei intenzione di avviare un'attività di traduttrice in proprio.
Molte imprese richiedono la P.IVA per tali prestazioni, specie le aziende estere: è possibile applicare al mio caso il regime de minimi, considerando il fatto che per le sole traduzioni non penso di superare i 15 euro? Attualmente ho 43 anni e la professione autonoma sarebbe la mia attività secondaria.
Grazie!	Daniele
18/06/2012 16:54:56 Buonasera, innanzitutto complimenti per la completezza dell’articolo ma ho un piccolo dubbio.
Un minimo 2011 che nel 2012 passa al regime semplificato (mantenendo comunque il principio di cassa) come si deve comportare per le fatture emesse nel 2011 ma incassate solo nel 2012? Poiché questi ricavi saranno di competenza dell’anno 2012, si deve emettere nota di variazione per (l’eventuale) Iva dovuta? Grazie Daniele	maria
18/06/2012 20:17:13 Salve,
sto aprendo un asilo nido e ho aperto partita Iva, trattandosi di ditta individuale. Poichè devo allestire i locali: arredi, mobili, ma anche carta da parati eccetera, posso scaricare l'Iva di quanto andrò a comprare per l'attività?
Francesca	maria (Taranto)
20/06/2012 15:36:04 Salve, sono una giovane odontoiatra che ha aperto p.iva per un'attività di studio dentistico nel gennaio 2012 e dopo 3 mesi l'ha chiusa. Ho aperto una nuova p.iva per collaborazioni occasionali con studi dentistici a maggio 2012. Posso usufruire del regime fiscale agevolato?
Grazie!	marco
21/06/2012 12:26:33 Spett. Studio Cason Villa,
innanzitutto vorrei ringraziarVi per la Vostra disponibilità e per la competenza e la celerità delle risposte! Siete dei grandi professionisti!!!
Veniamo alle domande da porvi:
1) L'apertura di partiva iva nel mese di maggio 2012 al regime dei minimi è soggetta naturalmente al reddito dei 30.000 rapportati all'anno? 2) Le spese deducibili vanno tutte sulla base imponibile e sono spese di computer, carburante, telefono deducibili al 100%?
3) Se frequento un corso di formazione (tipo lingua inglese) posso portarlo in deduzione?
Grazie	Emanuela
22/06/2012 11:21:27 Buongiorno Avvocato,
a gennaio 2012 sono passata al regime degli ex minimi. Sono archeologa e vengo pagata a giornata lavorativa. Ho dei dubbi sulla emissione delle fatture.
Ho ricevuto due proposte differenti: -la prima di 81,25 euro giornaliere (al lordo di ritenuta di legge ed al netto di IVA ed eventuali oneri previdenziali per titolari di P.I, INPS 4%);
-la seconda di 70,00 euro giornalieri (al netto+IVA+INPS 4%). Come le fatturo? C'è differenza?
Grazie per la disponibilità.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
23/06/2012 00:31:00 RISPOSTA PER PAOLO (domanda del 18.4.2012):
L'auto non inserita nell'attività, in quanto comprata da privato e non successivamente all'apertura della partita iva, non consente la deduzione di alcun costo collegato ad essa.
C'è però una soluzione per inserirla nei beni strumentali necessari allo svolgimento della sua attività:
occorre passare tale auto dalla sfera privata a quella professionale emettendo una semplice ricevuta da Paolo privato a Paolo professionista con partita iva.
Tale ricevuta dovrà contenere il prezzo di vendita senza iva (Lei come soggetto privato non applica iva quando vende a terzi un bene), rappresentato dal valore normale di tale auto.Per valore normale si intende il valore che attualmente l'auto ha sul mercato in caso di vendita come usato. In questo modo l'auto entra a far parte dei suoi beni strumentali e quindi a questo punto sarà possibile dedurre tutte le spese ad essa inerenti sempre tenendo presente il limite di deduzione del 50% in quanto il Fisco presume che l'auto venga usata comunque anche privatamente.
Buona giornata.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
23/06/2012 01:11:41 RISPOSTA PER GIULIO (domanda del 18.4.2012):
Nel regime dei minimi si presumono sempre ad uso promiscuo (quindi al 50%) le autovetture e tutto ciò che concerne la telefonia sia fissa che mobile.
Vedi la circolare Agenzia Entrate 7/E del 28.1.2008 al punto 5.1 e la circolare 12/E del 19 febbraio 2008 al punto 4.2.
Questultima recita " ....è opportuno precisare che si presumono comunque ad uso promiscuo tutti i beni a dedicibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (testo unico imposte sui redditi) ad esempio autovetture, autocaravan, cicolomotori,motocicli, e telefonia).
Quindi, l'estensione dall'1.1.2008 della deduzione del costo di cui parla Lei dal 50% al 80% è relativa ai telefoni cellulari che prima si deducevano al 50% ed è contenuta appunto nell'art. 102 ,comma 9. Tale articolo però parla genericamente di apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica e quindi di fatto ha dal 1.1.2008 ridotto (a mio parere ingiustamente) la deduzione dei costi dei telefoni fissi dal 100% all'80%.
Comunque, tale deduzione dell'80% si applica soltanto se si è nel regime di contabilità ordinaria o semplificata ed ex minimi. Per i nuovi minimi la deduzione delle spese di telefonia è sempre del 50%.
Buona giornata. STUDIO CASON VILLA (Milano)
23/06/2012 01:31:36 RISPOSTA PER FABIO alla domanda del 18.4.2012:
La sua situazione 2011 presuppone l'uscita dal regime dei minimi dall' 1.1.2012, in quanto nel 2010 ha superato i 30.000,00 ma non i 45.000,00, quindi aveva l'obbligo di uscire dai minimi dall'anno successivo.
Le fatture emesse nel 2011 e non incassate nel 2011 (ma nel 2012) concorrono ai ricavi 2012. Le due fatture emesse nel 2012 secondo il nuovo regime dei minimi sono sbagliate in quanto Lei dal 2012 non può più applicare il regime dei nuovi minimi ma quello degli "ex minimi". Le stesse vanno quindi corrette aggiungendo l'iva del 21% e togliendo la ritenuta d'acconto del 20%.
Buona giornata.	Luca
25/06/2012 10:30:40 Salve,
sono un dipendente a tempo indeterminato ed ho i requisiti per aprire partita iva con il nuovo regime dei minimi 2012.
Vorrei offrire, da libero professionista, una fornitura di servizi e/o consulenze non inerenti al mio lavoro da dipendente.
Volevo conoscere tutte le spese del caso.
In particolare vorrei sapere se devo pagare l'apertura della posizione Inps anche se sono gia' un dipendente a tempo indeterminato.
Grazie!	Luca 25/06/2012 10:36:31 Buongiorno,
sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato di 28 anni il quale possiede i requisiti per l'apertura della partita iva in regime dei minimi 2012.
Mi piacerebbe conoscere le relative spese di apertura.
In particolare, vorrei sapere se e' necessario che io paghi l'apertura della posizione INPS anche se sono lavoratore a tempo indeterminato.
Vi ringrazio!	roberto
25/06/2012 20:05:34 Buongiorno,
sono un lavoratore a tempo indeterminato e vorrei aprire la PI in regime dei minimi per portare avanti un secondo lavoro.
Il lavoro sarebbe quello di responsabile sala/qualità in un ristorante alla sera.
Ho due quesiti da porVi:
1) E' possibile avere un solo committente dei lavori ovvero emettere fatture ad un unico soggetto fiscale?
Il reddito derivante da questo lavoro sarebbe comunque inferiore a quello che percepisco come dipendente, quindi sarebbe facile dimostrare la natura di secondo lavoro.
Il motivo della mono committenza sta nel tempo da dedicare all'impresa, che non è molto e concentrando le forze su un unico soggetto è possibile ottenere risultati.
2) Nell'ipotesi che da qui ad un anno non lavorarassi più nel settore della ristorazione ma nel settore dell'informatica, posso modificare la natura dell'impresa per emettere fatture nell'ambito informatico?
Naturalmente conservando le agevolazione ed il "tempo restante" dei cinque anni concessi.
Roberto	Umberto Cosomati
26/06/2012 10:49:13 Buongiorno,
apprendo solo ora dal mio commercialista quanto segue: " per ciò che riguarda le fatture attive ha un limite di 30.000 euro, per quanto riguarda le fatture passive la soglia per non dover versare l’iva è di 10.000 euro all'anno" .
Io ricevo solo fatture da un cliente europeo e non incasso IVA, ma se supero il plafond dei 10.000 la devo versare? Sarebbe assurdo.
Questo non si evince dall'articolo. Grazie in anticipo per qualsiasi chiarimento.
Umberto	Emiliano (Pistoia)
27/06/2012 13:20:41 Salve, aderendo al "nuovo" regime dei minimi (01/01/2012), è obbligatorio avere una sede legale? Eventualmente dovrebbe coincidere con la sede operativa? Dove potrei stabilire la sede legale considerata un'azienda in start up con locale unico disponibile adibito esclusivamente ad esposizione?
Ringraziandola in anticipo per qualsiasi delucidazione volesse fornire,
Emiliano Tarquini	Laura (Latina)
29/06/2012 06:44:28 Buongiorno,
vorrei sapere se sono obbligata alla dichiarazione dei redditi. Ho adottato il regime dei minimi nel luglio 2011, i costi inerenti l'attività sono di gran lunga inferiori ai ricavi. Distinti saluti.
Laura	Fulvio
02/07/2012 22:22:43 Buongiorno a tutti,
sono pensionato INPS dall'agosto del 2009; a ottobre dello stesso anno ho aperto partita IVA in regime agevolato per le nuove iniziative aziendali; ho chiuso la partita IVA nel dicembre 2011, essendo stato assunto a tempo determinato come insegnante.
Oggi vorrei riaprire la partita IVA: posso godere del regime agevolato per minimi contribuenti 2012?
Grazie.	IRENE
02/07/2012 22:24:43 Buongiorno,
ho un dubbio sulla applicabilità nel mio caso, del regime dei superminimi al 5% che attualmente adotto. Ho aperto p.iva a Marzo 2010, cominciando da subito a fatturare con codice altre attività nca e successivamente come consulente del lavoro (appena mi sono abilitata). Nei tre anni antecedenti il 2010 ho svolto dapprima tirocinio professionale per l'abilitazione alla professione e poi sono stata assunta come addetta paghe, rapporto di lavoro che si è concluso con licenziamento per giustificato motivo soggettivo (assenza ingiustificata).
Appena terminato il rapporto il mio ex-datore mi chiede di collaborare con lui per la gestione di una pratica. Dunque la mia prima fattura a Marzo 2010 è emessa nei confronti del mio ex-datore. A cio' si aggiunge che il licenziamento è avvenuto due mesi prima per "giusitificato motivo soggettivo" (su questa tipologia di licenziamento ho dubbi perchè non essendo un licenziamento per motivi oggettivi, esiste una parte di colpa del lavoratore che ha portato il datore a licenziarlo e dato che si legge nella circolare 30 Maggio 2012 dell'ADE, che non è necessario verificare la non sussistenza di mera prosecuzione in caso di "perdita di lavoro per cause non dipendenti dalla volonta del lavoratore", mi domando se, visto che la prima fattura è stata emessa nei confronti del mio ex-datore e visto che sono stata licenziata poco prima per giustificato motivo soggettivo, alla luce di ciò, rientro ancora nel regime dei minimi al 5% oppure no. Preciso che dopo la prima fattura nei confronti del mio ex-datore tutte le altre le ho emesse verso clienti di altri paesi (mi sono trasferita a Milano) per cui ho cambiato clienti, mezzi e organizzazione. Molte Grazie..Irene	Daniela
02/07/2012 23:32:04 Buongiorno,
complimenti per tutte le rispose chiare, precise e complete! Vorrei sapere se un libero professionista, che ha aperto la p. iva da qualche giorno aderendo al regime dei minimi è obbligato ad aprire un conto corrente dedicato o può utilizzare quello che aveva precedentemente!
Daniela	Roberto
03/07/2012 20:43:10 Salve,
complimenti per la competenza!
sono contribuente minimo dal 2011 ed ho acquistato un'auto ad uso promiscuo per un totale di €. 7.500 + iva.
Nel contempo ho venduto la mia vecchia auto (acquistata presso una concessionaria in veste di privato cittadino, quindi senza essere in possesso della partita iva) con fattura di €. 3.000 alla stessa concessionaria dove ho acquistato l'auto, pagando la differenza a vista.
Il costo dell'acquisto ed il ricavo della vendita come devono essere considerati ai fini del calcolo del reddito? Entrambi al 50%? La ringrazio e resto in attesa.
Roberto	melania
04/07/2012 12:53:10 Buongiorno, sono contribuente minimo da settembre 2010. A giugno 2012 compio 35 anni. Ho ancora diritto ai minimi per 5 anni, oppure al compimento dei 35 ho perso questo diritto? Sono andata da ben 6 commercialisti e la metà sostengono che anche dopo i 35 anni ho diritto ai minimi fino al 5° anno, l'altra metà dice di no. Sono confusa!!
Melania	Daniela 04/07/2012 14:40:30 Mi perdoni, ma quando si dice "non deve avere dipendenti o collaboratori a progetto" si intendono anche collaborazioni effettuate con prestazioni occasionali?
Daniela	Laura Calcabrini (Latina)
05/07/2012 10:48:58 Buongiorno, ho urgenza di sapere se sono obbligata a fare la dichiarazione dei redditi;
Ho aperto la partita IVA nel luglio 2011 adottando il regime dei contribuenti minimi. I costi sono di molto superiori ai ricavi (Non considerare il commento del 29/06 ).
Laura	Paolo
05/07/2012 12:52:35 Buongiorno,
Sono un 57enne dirigente d'azienda ormai da dodici anni, ingegnere libero professionista con partita iva, iscritto ad Inarcassa presso la quale ho ricongiunto tutti i contributi previdenziali delle Casse precedenti, con reddito in caduta libera dai circa 70 keuro mediamente incassati fino a due anni fa, agli attuali 12 keuro del 2011, con previsione (ottimistica) di non superare i 15 keuro per l'attuale anno e per gli anni a venire. E' POSSIBILE PASSARE A FORME DI CONTABILITA' SEMPLIFICATA, RIDOTTA O COMUNQUE "AGEVOLATA", tenuto conto della mia attuale impossibilita' a procurarmi maggior reddito come libero professionista?
05/07/2012 13:17:02 Buongiorno a tutti,
sono libero professionista con la partita iva in regime dei minimi ed ho alcune domande, relative alle spese deducibili:
-Anche i liberi professionisti possono acquistare per se stessi i ticket restaurant? Ho letto su vari siti che è possibile acquistarne per un massimo del 2% del proprio reddito... ma relativo all'anno in corso (e quindi se si acquistano in blocco a marzo, come si fa a sapere quanto reddito si produce a fine anno?) oppure si prende come riferimento il reddito dichiarato dell'anno precedente?
-E' possibile prendere in affitto un appartamento con contratto ad uso ufficio in cui viverci (e naturalmente da usare anche come ufficio)? Se sì in che percentuale è deducibile il canone e le relative bollette?
-Il regime dei minimi, per la deducibilità, prevede solo la locazione di un ufficio, o anche un "normale" appartamento ad uso residenziale?
-Le donazioni verso le onlus sono deducibili? E in che percentuale?
Vi ringrazio se avrete la gentilezza di rispondere.
Stefano	marco
05/07/2012 19:13:41 Salve,
sono socio di una SRL costituita ad Aprile. Per errore di valutazione economica dal 21 giugno 2012 sono stato assunto come dipendente della stessa, tuttavia non riusciamo a sostenere il costo del lavoro.
Stavo pensando di dimettermi, aprire una p. iva a regime minimo e lavorare come consulente informatico sia per la mia azienda che per altri clienti.
Ho i requisiti per farlo?
Grazie per la disponibilità!	Ylenia (Salò)
06/07/2012 10:02:07 Salve,
sono una ragazza di 25 anni che si sta addentrando nel mondo dei minimi 2012 come professionista.
A grandi linee, ho capito come funziona il regime e cosa devo fare, ciò che però non mi risulta assolutamente chiaro, è la gestione (sia in entrata che in uscita) delle fatture, essendo esente dall'IVA.
Vado a fare alcuni esempi per cui gradirei chiarimenti: la mia prestazione è di 650,00 €, quindi in fattura avrò un imponibile di 650,00, la dicitura a piè di pagina riguardo l'esenzione con l'articolo e niente più. Applicherò poi un bollo da 1,81 €, in quanto la fattura supera i 77,00 €. Il mio acquisto presso un negozio di forniture è di 80,00 €, quindi in fattura avrò un imponibile di 80,00 € e niente più.
Applicherò poi un bollo da 1,81 € in quanto la fattura supera i 77,00 €.
Il mio acquisto presso un negozio di forniture è di 40,00 €, quindi in fattura avrò un imponibile di 40,00 € e niente più.
Nessun bollo da applicare in quanto la fattura non supera i 77,00 €.
saluto e ringrazio anticipatamente.
Ylenia	Giulio
06/07/2012 11:56:16 Salve, vorrei aprire partita iva per intraprendere una nuova attività che non ho mai fatto in passato. Vorrei sapere se posso aderire al regime dei minimi o la mia età me lo preclude.
Grazie.	GIORGIA (Bologna)
07/07/2012 07:31:37 Salve,
chiederei un chiarimento sul limite dei 30000 euro per i minimi. E' il lordo delle fatture emesse o il valore ottenuto detraendo i costi sostenuti per l'attività?
Grazie per la disponibilità	ALFONSO
08/07/2012 09:46:30 Buongiorno,
complimenti per la professionalità! Riuscite a coniugare la professionalità con la chiarezza, cosa non sempre facile data la materia che trattate.
Sono un dipendente pubblico full time ed a tempo indeterminato: vorrei restaurare, con demolizione e fedele ricostruzione, in quanto danneggiata dal terremoto, una abitazione adiacente a quella dove risiedo, affrontando un mutuo considerevole. Per poter sostenere l'investimento ho pensato di destinare questa casa ad uso esclusivo di AFFITTACAMERE che in Emilia Romagna si chiamano più elegantemente room and breakfast.
Vorrei aprire la partita IVA (previa autorizzazione dell'Ente da cui dipendo) nel regime di vantaggio (ex minimi). Il mio dubbio è il seguente: sicuramente saranno più le spese che l'entrate, di conseguenza avrò una negatività, quindi non avrò per quell'anno nessuna tassa da pagare in quanto non avrò importi sui quali calcolare il 5%. Questa negatività posso portarmela in proporzione anche per gli anni successivi? E' previsto un credito d'imposta da chiedere a rimborso o da utilizzare per gli anni successivi? In questo regim,e vista la mia situazione di dipendente, posso comunque detrarre il 19% degli interessi del mutuo (nei limiti previsti) ed il 50% delle spese di ristrutturazioni (con le modalità previste dalla nuova variante relativa agli aiuti per l'edilizia) ?
Alfonso	VIOLA
09/07/2012 09:39:18 Buongiorno,
Mi occupo di arti grafiche e plastiche e vorrei sapere se con il regime dei minimi posso fatturare all'estero, in particolare in Francia.
Viola	STUDIO CASON VILLA (Milano)
11/07/2012 00:10:38 RISPOSTA PER LOREDANA (domanda del 19.04.2012):
Se si acquista della cancelleria dove in fattura viene esposto:
imponibile 80,00
iva 21% 16,80
totale fattura 96,80
per il contribuente che applica il regime dei minimi si deduce come costo sempre il totale della fattura iva compresa di € 96,80. Quindi ciò significa che per il soggetto minimo (che non applica iva sulle fatture emesse) l'iva applicata in fatture di acquisto è un costo deducibile. Un saluto	STUDIO CASON VILLA (Milano)
11/07/2012 00:41:32 RISPOSTA PER BEPPE (domanda del 20.4.2012):
1-compiendo 35 anni in maggio 2012 potrà rimanere nel regime dei minimi per 5 anni e quindi fino al 2016;
2-se l'attività indicata nell'apertura della partita iva è di architetto con codice ateco corrispondente alla voce "studi di architettura" è obbligatoria l'iscrizione all'ordine;
3-la cessazione dell'attività come professionista con partita iva con applicazione del regime dei minimi non comporta alcun tipo di problema se non il fatto che se ha inserito nell'attività dei beni strumentali (ad esempio computer, auto, fotocopiatrice ed altro) gli stessi andranno venduti a terzi o autofatturati a se stessi (come soggetto privato) in quanto vanno fatti uscire dall'attività svolta, prima della cessazione della stessa .
In tal modo si otterrà sempre una plusvalenza rappresentata dal prezzo di vendita esposto in fattura (cioè un ricavo tassabile).
Salve	marco
14/07/2012 10:50:59 Buongiorno,
sono libero professionista nel regime dei minimi.
Sto valutando la possibilità di accettare un contratto da dipendente (stessa professione-attività-mansione) ma vorrei capire se lo stipendio da dipendente concorre in qualche modo al raggiungimento della soglia dei 30.000 euro!
Marco	EVELIN
16/07/2012 17:36:02 Buonaasera,
vorrei sapere se conviene aprire la partita iva con un guadagno mensile circa pari a € 500. Unica spesa lo spostamento con l'automobile in tutta la provincia.
Evelin	ANGELA 16/07/2012 21:07:05 Buongiorno, nel 2009 ero entrata a far parte del regime dei minimi ed avrei potuto usufruirne fino al 2014, se non che oggi mi dicono che, dato che i primi mesi del 2009 ho fatto parte di una impresa familiare, non ho più i requisiti per poter rimanere in regime. Mi può confermare questa cosa e, se devo uscirne, farò parte degli ex minimi con tutte le variazioni del caso sopra esposte? Grazie per la sua competente risposta, cordialità,
Angela	STUDIO CASON VILLA (Milano)
17/07/2012 07:52:37 RISPOSTA PER ANNA
(domanda del 25.4.2012): Se all'atto della cessazione dell'attività (nel suo caso 31.12.2011) risultano ricavi e compensi fatturati nel 2011 e non ancora riscossi in tale anno(ma riscossi nel 2012), oppure costi ed oneri per i quali manca ancora la manifestazione numeraria (cioè il pagamento), il contribuente soggetto al regime di vantaggio dei minimi, fino alla conclusione delle operazioni relative alla riscossione dei crediti e al pagamento dei debiti:
1- è tenuto ad adempiere agli obblighi dichiarativi, compilando il quadro CM del modello Unico;
2- non può chiudere la partita iva.
In alternativa, il contribuente può scegliere di determinare il reddito relativamente all'ultimo anno di attività, tenendo conto delle operazioni che non hanno avuto in quell'anno manifestazione finanziaria(nel suo caso cioè, inserendo nei ricavi 2011 quelle fatture emesse nel 2011 anche se riscosse nel 2012.Tale comportamento, peraltro, sarebbe più giustificato per un contribuente che vuole cessare la partita iva entro il 31.12.2011.
Nel suo caso specifico non capisco perchè ha cessato la partita iva al 31.12.2011, se mi dice che dall'1.1.2012 ha un dipendente( vuol dire che ha continuato l'attività). Cambiare regime contabile (da minimo a semplificato) non implica chiudere e riaprire la partita iva, ma basta, in costanza di partita iva, cambiare solo nei fatti il regime contabile applicabile. Se Lei ha un dipendente nel 2012 vuol dire che ha continuato l'attività nel 2012 e quindi in tale caso potrebbe anche considerare il ricavo di quella fattura come ricavo 2012 da inserire nel quadro RG (reddito d'impresa) o RE (reddito professionale) del modello unico per il 2012.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
17/07/2012 08:02:02 RISPOSTA PER MARCO
(domanda del 14.7.2012):
Lo stipendio da dipendente non concorre al raggiungimento della soglia dei 30.000 euro, in quanto è un reddito di altro tipo e non ottenuto svolgendo attività di lavoro autonomo con partita iva. La saluto cordialmente.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
17/07/2012 08:16:48 RISPOSTA PER EVELIN
(domanda del 16.7.2012):
non mi sembra molto conveniente aprire la partita iva con un incasso mensile di 500,00 euro (6.000 annuo) da cui dovrà togliere come costo il carburante e poi dovrà pagare i contributi previdenziali all'Inps. Se però non ha alternative per dichiarare questo reddito (la più conveniente per Lei è sempre l'assunzione in qualità di dipendente, se le sue entrate sono percepite sempre dallo stesso soggetto) non vedo altre modalità se non una iniziale (e limitata nel tempo) collaborazione occasionale con ritenuta del 20%.
Cordialità.	sonia
17/07/2012 22:01:16 Buongiorno, a breve dovrò aprire la partita iva a regime dei minimi per non dover perdere occasioni di lavoro, vista la nuova riforma che prevede almeno 60 giorni tra un contratto e l'altro con lo stesso datore di lavoro.
La mia domanda riguarda la maggiore spesa detraibile, ovvero la benzina. In famiglia abbiamo due automobili, entrambe intestate a mio marito. Io potrei detrarre ugualmente le spese carburante, se utilizzo un mezzo non intestato a me ma al mio coniuge?
La ringrazio per la cortesia!
Sonia	Paolo
18/07/2012 12:49:41 Buongiorno,
volevo chiederle delucidazioni su questo punto:
"2. coloro che avevano avviato un'attività a partire dal 2008, se nel triennio 2005/2007 avevano svolto un’altra attività di impresa o di lavoro autonomo."
Io nel 2005 ho aperto una partita iva ed ho lavorato "fattivamente" come dipendente (100% del mio tempo per un unico datore di lavoro in unica sede) come disegnatore fino al 2006, poi sono stato assunto e nel 2007-2008 questa partita iva è rimasta inattiva, chiusa poi nel 2008. Nel frattempo ho passato l'esame di stato e nel 2009 ho aperto un'altra partita iva come architetto, lavorando per un altro studio e non avendo più alcun tipo di contatto lavorativo col precedente. Ricado nella casistica sopracitata o posso applicare il regime dei nuovi contribuenti minimi? (ho fatturato inferiore a 30.000 euro e ho ad oggi 32 anni)
D'altronde, tra il 2005 e 2006, mi risulta arduo affermare di aver svolto una attività d'impresa o un lavoro autonomo.	sebastiano
19/07/2012 12:07:01 Buongiorno,
Volevo porvi un quesito: sono un infermiere libero professionista nel nuovo regime dei minimi, ho intenzione di costituire uno studio associato tra colleghi, la mia domanda è se posso rimanere in tale regime facendo parte di uno studio associato.
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta che mi darete.
Sebastiano	ANGELA 19/07/2012 19:32:14 Potrei avere una risposta al mio quesito del 16/07/12?
Angela	IRENE FERRULLI
20/07/2012 13:45:49 Buongiorno,
potrei avere gentile riscontro al mio quesito del 02/07/2012?
Irene	Umberto Cosomati
20/07/2012 16:10:46 Buongiorno,
sarei molto grato di poter ricevere risposta al mio quesito del 26.06.
Umberto	Alessio
22/07/2012 13:52:45 Vorrei aprire la p.iva facendo parte del regime dei minimi. Non ho ben capito l'ammontare dei contributi previdenziali INPS. Su alcuni siti ho letto di una riduzione al 17% mentre su altri si è parlato del 27.72%. Qual è la percentuale esatta? Grazie mille.	RIPALTA
23/07/2012 22:20:56 Gentilissimo,
volevo chiedere informazioni su una cessione d'azienda:questa comprende E. 7000,00 (ARR. BAR), 3000,00 (TRA MERCE E ATTREZZ). e 15.000.00 (AVVIAMENTO BAR).
Può cortesemente dirmi quali sono le imposte da pagare all'agenzia delle entrate e a quanto ammonta l'aliquota da applicare?
Fiduciosa in una Sua risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti.
24/07/2012 09:42:20 Buongiorno,
sono un ex manutentore poligrafico in pensione da un mese e mi è stato proposto di aprire una p.iva facendo parte del regime dei minimi, ma nessuno mi ha saputo indicare se il tutto andrebbe a variare il reddito della mia pensione.
Daniele	Carlo Alberto
24/07/2012 11:10:36 Buongiorno. Sono un pensionato ex inpdap dal 2010, nel febbraio 2011 ho aperto una partita iva semplificata come contribuente minimo in quanto opero nel settore della sicurezza e svolgo delle consulenze per conto di un istituto di vigilanza e fatturo mediamente 6.000 euro l'anno. Il mio commercialista mi ha informato che le tasse che dovro' pagare saranno il 5% del fatturato meno le spese sostenute (carburante/pasti) e non mi ha mai parlato di spese inps ed inail. Atteso che un amico mi ha riferito che dovrò pagare anche inail ed inps, in ordine di 4.000 euro l'anno, volevo sapere se questo corrisponde al vero!!! Grazie.
Carlo Alberto	ALESSANDRO
24/07/2012 20:41:16 Complimenti, bellissimo articolo!
Volevo sapere se le spese che si sostengono es: gasolio auto, bollo , assicurazione, telefonono, vengono solo conteggiate nel 40% dell'iva nel calcolo delle spese (nel mio caso visto l'uso promiscuo) e se nell'acquisto di materiale (sono un imbianchino) questo viene scaricato al 100% dell' iva o si puo inserire il totale della spesa per abbassare l'utile? Sarei molto contento se potessi avere delucidazioni in merito.
Grazie, Alessandro	GIUSEPPE
26/07/2012 12:12:35 Complimenti davvero per l'articolo!
Solo un dubbio rimane aperto dalla lettura dello stesso, e cioè:
apertura p. iva come autonomo nel 2011 e applicazione regime dei minimi. Socio e co-amministratore dei srl non trasparente senza compenso dal 2008. Questa condizione costringe alla fuoriuscita dal 2012? Cioè, essere socio amministratore, nella nuova formulazione, è considerato aver esercitato attività d'impresa nei 3 anni precedenti precedenti al 2012?
Sarei grato se potessi avere delucidazione in merito.
Grazie!	Andrea
26/07/2012 17:25:30 Il prossimo anno dovrò uscire dal regime dei minimi, pertanto c'è un modo che mi consenta di sforare il tetto dei 45.000, senza dover recuparare l'iva sul fatturato antecedente dal tetto? Inoltre, dovendo acquistare un auto nuova che mi serve per il lavoro, mi conviene acquistarla questo anno che sono ancora nei minimi oppure aspettare l'anno nuovo? Grazie immensamente per esserci. Andrea	Elisabeth
27/07/2012 13:40:07 ciao, complimenti per l'articolo.
ho una domanda, se puoi rispondere: è vero che chi rientra nei regimi dei minimi, nei primi 2-3 anni di attività non può dedurre i costi? (es benzina, costi per ufficio...)
il mio commercialista dice che mi è comunque utile fatturare, ma non mi serve per scaricare.. grazie	Luca
27/07/2012 16:27:05 Buonasera, ho il caso di una dottoressa, la quale col 01.01.2012 ha aderito al regime dei nuovi minimi. Le prestazioni mediche sono in ogni caso esenti da iva, ma nel caso abbia in locazione uno studio e la stessa lo 'subaffitti' mediante contratto di servizi ad una collega, le relative fatture di 'office service' scontano l'iva al 21%??
Luca	stefano
27/07/2012 16:51:15 Saluti a tutti!
Sto aprendo una partita iva ma non riesco a capire se posso avere diritto al regime dei minimi.
Attualmente sono socio e consigliere di una srl composta da tre soci.
Nello statuto io ho la gestione ordinaria di 1 punto vendita.
Nel 2011 non ho ricevuto compensi perchè la società non poteva permetterselo.
Ho la possibilità di aprire la partita IVA con il regime dei minimi?
Stefano	giorgio
29/07/2012 23:14:05 molto utile, grazie!	Carlo (Napoli)
30/07/2012 09:49:40 Innanzitutto, volevo fare i miei complimenti per il servizio che date. Volevo sottoporvi il mio problema: nel 2008 ho aperto p. iva con regime dei minimi, con attività “servizi alle imprese”, p.iva chiusa a fine 2008. Nel 2010 ho riaperto p.iva sempre con regime dei minimi, con nuova attività “progettazione impianti”, in quanto nel frattempo ho sostenuto esame di stato, sono un perito elettrotecnico. Volevo sapere se dal 1 gennaio 2012 potevo continuare con lo stesso regime dei minimi (quindi fino al 2014) o dovevo passare al regime degli “ex minimi” in quanto come sostiene il mio ragioniere l’attività svolta potrebbe essere mera prosecuzione dell’attività precedente (quella svolta nell’anno 2008). Aspetto vostra cortese risposta.
Grazie, Carlo.	Marinella
01/08/2012 16:47:41 Salve.	Simone
02/08/2012 11:00:54 Salve, ho un dubbio da sciogliere:
mia moglie rientra nel regime dei contribuenti minimi, ho un dubbio riguardo la compilazione del modulo per la richiesta degli assegni familiari (ANF/DIP). Lo scorso anno ho compilato cos':
- colonna 2 tabella A importo riga RN1 (reddito soggetto ad IRPEF)
- colonna 2 tabella B importo riga CM10 (reddito soggetto a sostituta d'imposta)
Grazie per la disponibilità!	Marco
04/08/2012 07:41:44 Buongiorno,
ho 37 anni, sono dipendente in un'azienda di grafica pubblicitaria, nel settore web e siti internet,
con contratto e regolare stipendio, ora vorrei aprire una partita iva a reddito minimo, per lavori
occasionali (per realizzazione siti internet e servizi di hosting a privati ed aziende con un reddito annuo massimo di 5000 euro circa)
come detto in questo articolo da Lei scritto, ma il mio commercialista dice che non è possibile farlo, in quanto ho superato i 35 anni, ma leggendo il suo articolo se non ho capito male, potrei aprirla per una durata massima di 5 anni, è corretto? Per quale motivo il mio commercialista dice che non posso farlo? Quando glielo chiedo mi risponde
che ci sono nuove restrizioni da pochissimo tempo, ma non riesco a trovare nessuna informazione a riguardo. E' vero? Grazie mille e buona giornata!	simone
05/08/2012 14:28:34 Salve, ho un dubbio che non riesco a risolvere neanche con il commercialista. Posso dichiarare come spesa una spesa effettiva della quale non ho fattura? Il caso specifico è il pagamento di una commissione a un artista per la stampa di una sua immagine. E' difficile che gli artisti abbiano una partita iva e emettano fattura ma chiaramente io dovrei (dovendo vendere la stampa dell'immagine) pagargli una commissione. Come si può fare?
Grazie della preziosa risposta.
Simone	Mauro
05/08/2012 15:59:04 Buongiorno, approfitto della Vostra cortesia per porre un quesito.
Mio figlio che attualmente lavora con un cocopro desidererebbe aprire partita IVA col regime dei minimi. E' geometra NON iscritto all'albo con un ulteriore diploma di alta specializzazione triennale di grafico e designer.
Domanda: con partita IVA in regime dei "minimi" e senza iscrizione ad un collegio o albo quanto dovrebbe obbligatoriamente pagare il giovane all'INPS di contributi previdenziali, il 26,7 percento, altro o nulla ? Qual è la norma o circolare di riferimento che regola la materia ?
Mauro	Andrea Bini
06/08/2012 20:07:37 Grazie per esserci innanzitutto! Questo anno per me sarà l'ultimo nel quale beneficierò del R.d M. sapendolo ho fatto più lavoro ma sono già quasi alla soglia dei 45.000 €. C'è un escabotage (legale ovviamente) che mi consenta di poter continuare a lavorare e non di dovermi fermare in attesa del nuovo anno per ripartire col regime ordinario? Dovendo poi acquistare una nuova auto, strumentio di lavoro per me essenziale, mi conviene acquistarla questo anno oppure attendere il nuovo anno? Grazie ancora ed un cordiale saluto. Andrea	Elisa
06/08/2012 20:38:32 Buonasera,
La ringrazio di tutte le informazioni presenti in questo suo blog! Vorrei farle una domanda, dovuta più che altro ad un commercialista poco chiaro e alla mia ignoranza in materia di denuncia dei redditi. Lavoro da 3 anni come libero professionista (traduttrice) e da quest'anno rientro nel regime dei minimi 2012. Volevo chiederLe se le spese sostenute quest'anno (trasferte, treno, vitto, telefono) sono da detrarre dall'imponibile prima o dopo il calcolo dei contributi previdenziali. Mi spiego: ipotizzando un guadagno di 20,000 Euro, la % INPS sarebbe di circa 5300 Euro. Secondo il mio commercialista, dovrei detrarre le varie spese dai rimanenti 14700 Euro e sul valore restante, calcolare il 5%. è corretto? Grazie
Elisa	Giannicola
07/08/2012 10:35:30 Buongiorno, i miei complimenti per la cura delle informazioni!
Avrei delle dubbi circa la gestione del regime dei minimi al quale sono iscritto da quest'anno:
-inizio attività il 22 aprile, come calcolo la porzione di reddito massimo per restare nei minimi in base all'effettivo periodo di esercizio rispetto all'anno completo? es. 30000:365x253 (gg dal 22.4 al 31.12) o si fa la proporzione per mesi? considerando che per quella settimana di Aprile ho emesso fattura.
-nel periodo prima dell'inizio attività ho ricevuto compensi occasionali con ritenuta d'acconto 20% per 4.944 € lordi.
Come gestisco questo ammontare? Va dichiarato a parte o si aggiunge al reddito dei minimi? cioè, se dal 22.4 al 31.12 raggiungo i 27.000 € di fatture, esco dai minimi perchè devo sommarci anche i 4.994 € guadagnati prima dell'apertura della Partita Iva?
Per ultimo, gli F24 può pagarmeli solo il commercialista? In banca mi dicono che posso pagare anche da loro.
Giannicola	Claudio
08/08/2012 00:17:28 Buongiorno,
Le chiedo gentilmente delucidazioni su quanto di seguito.
Sono un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato (40 ore). L'attività prevalente sotto il profilo del tempo impiegato è quella di lavoro dipendente.
Voglio aprire la P.I. in funzione dell’apertura di due siti web, uno di e-commerce e uno di servizi.
Per quanto riguarda il sito di e-commerce, l’idea è quella di aprire una vetrina virtuale sulla quale diversi “negozianti” caricano i propri prodotti (a loro carico spese di magazzino, fattura verso il Cliente…). Il contratto che andrò a stipulare prevederà che il negoziante mi corrisponderà il 30% sul prezzo finale dei prodotti, esposto sul sito.
Per il sito di servizi l’idea è di guadagnare esclusivamente attraverso la pubblicità (click sui link…)
Certo di rientrare nei requisiti necessari per accedere al regime dei minimi devo obbligatoriamente iscrivermi alla gestione Inps?
Chi opera nell’e-commerce è equiparabile a un commerciante? Devo indicare codici Ateco differenti per i due siti? Se si quali?
Per l’apertura della P.I. siamo io e la mia compagna (lavora a tempo ind. anche lei, 40 ore e rientra nei requisiti del regime dei minimi). Cambia qualche cosa se apriamo la P.IVA insieme o conviene aprirla a nome di uno solo?
C’è una tassazione diversa per i diversi tipi di guadagno derivati dai due siti?
Claudio	Federico
12/08/2012 22:16:41 Buongiorno.
Sono un lavoratore dipendente ed intendo avviare una nuova attività come libero professionista, da tenere per il momento come seconda occupazione.
Non so ancora quale potrà essere il mio volume d'affari nei primi anni, per cui volevo chiedere qual'è, secondo voi, la formula giusta per iniziare l'attività. In un primo momento pensavo di sfruttare la formula della prestazione occasionale, ma non è applicabile ad attività intellettuali. Pertanto pensavo di aprire partita iva nel regime dei minimi; tuttavia vorrei sapere quali costi devo sostenere per mantenere aperta l'attività, e qual'è il guadagno minimo annuale che dovrei avere per coprire detti costi.
Vi ringrazio e vi faccio i complimenti per il blog.	Pietro (Roma)
20/08/2012 15:58:34 Buonasera,
ho un'auto acquistata con Partita Iva. Sono un libero professionsta e nel 2011 ero un contribuente minimo. Lascio la mia macchina in un garage nella città in cui lavoro (sono residente in un altro comune): posso detrarmi le spese di affitto mensile al 50%? Ho anche un abbonamento ai mezzi pubblici (che uso per andare a lavoro e che imputo nella mia contabilità)
Grazie Pietro	Ivano De Luca (Lizzanello)
20/08/2012 19:51:51 Buonasera, interessantissimo servizio che offrite!!! Ho dei dubbi sulla dichiarazione dei redditi. Ho aderito al regime dei minimi 2008 e nel 2009 ho acquistato una autovettura che non ho, causa errore del commercialista, mai inserito come costo. Volevo sapere se fosse possibile inserirla quest'anno, oppure l'anno prossimo visto che dal 2012 sono passato al nuovo regime dei minimi. Grazie mille!!!!	Alex
21/08/2012 16:16:58 Buonasera,
io e mio fratello, 20 anni io e lui 28 abbiamo aperto un P.I. come negozio nel 2011, il mio commercialista al 31/12/2011 ha redatto il bilancino di azienda e al netto dei costi e dei ricavi è risultato un utile di circa 20 000 euro, volevo sapere se anche la mia attività rientra nel regime minimi al 5 %, dato che all'alba del 21 agosto 2012 non mi è ancora pervenuto il saldo IRPEF.
Siamo una s.n.c.
Buonasera	ANTONIO
25/08/2012 12:17:57 COMPLIMENTI PER IL SITO MOLTO INTERESSANTE E DELUCIDANTE.
VORREI SAPERE DOPO AVER APERTO LA PARTITA IVA COME FARE PER ISCRIVERSI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS. nON ESSENDO IL SOGGETTO NE COMMERCIANTE E NE ARTIGIANO E NON AVENDO ALCUNA CASSA .
QUALE ADEMPIMENTO OCCORRE FARE PER ISCRIVERSI ? C'E' UNA MODULISTICA DA SOTTOSCRIVERE E INVIARE ALL'INPS IN FORMA CARTACEA O IN VIA TELEMATICA ??	Alessandro (Milano)
25/08/2012 20:58:14 Volevo sapere se posso rientrare nei minimi contribuenti per una nuova attività mai svolta precedentemente. Volevo capire se i 30.000 euro devono essere derivanti solo dalla nuova attività oppure il reddito complessivo del contribuente non deve superare i 30.000 euro. Mi spiego
Nell aprile del 2010 do in affitto d azienda la gelateria l unica mia attivita e perdo cosi la qualifica di piccolo imprenditore. Sono socio accomandante di una SAS ma non opero All interno della società .
Ho letto che con le nuove direttive del 30-05-12 inerenti ai minimi contribuenti precisavano che non e' precluso l' ingresso al regime dei minimi coloro che sono soci di una SAS a patto che non svolgano mansioni amministrative all'interno di essa.
Attendo,
Alessandro	GABRIEL (Torino)
27/08/2012 18:28:47 Salve, sono uno studente straniero e vorrei sapere se posso aprire questo tipo di partita iva per fare uno stage retribuito? Già che è molto probabile che le retribuzioni possano andare oltre i 5.000 euro/anno e nell'ufficio mi dicono che sarebbe più facile così.
Grazie per la vostra atenzione.
Gabriel	Marco
28/08/2012 10:20:48 Salve, sono stato dipendente di una società per circa 10 anni e da un anno sono in disoccupazione. La società per cui lavoravo mi ha chiesto di aprirmi un P.IVA. In questo tipo di partita iva posso poi fatturare alla società che sono stato precedentemente dipendente e poi stato licenziato?	patrick
28/08/2012 22:00:04 Buonasera,
con la presente vorrei chiedere se possibile un gentile chiarimento in merito alla deducibilità fiscale delle utenze domestiche.
Sono un professionista senza cassa in regime dei nuovi minimi, vivo attualmente in casa con i miei genitori e in sede di apertura della partita iva ho indicato tale casa come sede ove svolgo la mia attività.
Essendo un immobile ad uso promiscuo le utenze (luce, gas, telefono, acqua) andrebbero dedotte al 50%, chiedo tuttavia se:
- sia necessario effettuare la voltura delle utenze medesime a mio nome visto che sono intestate a mio padre;
- le utenze debbano essere "business" o se bastano normali utenze domestiche;
- sia possibile dedurre le utenze anche se relative ad un immobile (la casa in cui vivo) verso il quale personalmete non ho nessun tipo di "rapporto giuridico" (non è di mia proprietà, non ho un contratto di locazione o comodato);
Patrick	Cinzia (Genova)
29/08/2012 13:55:09 Buongiorno,
grazie per le utili informazioni! C’è solo un punto che non mi è chiaro: io ho 37 anni e ho chiuso la mia attività il 5 dicembre 2009 (durata 3 anni, l’ultimo dei quali con il vecchio regime dei minimi), per la nascita del mio secondo figlio. Nel 2013 vorrei riaprire lo stesso tipo di attività, nella stessa città ma in un locale diverso. Non mi è chiaro se potrò usufruire del regime agevolato o se non rientro per mera prosecuzione di un’attività precedente anche se saranno passati più di 3 anni. Inoltre l’eventuale acquisto dei muri del negozio (non necessariamente da intestare all’impresa) impedirebbe l’accesso ai minimi per superamento dei 15000 € di acquisti oppure no? La ringrazio e saluto cordialmente
Cinzia	Gianluca
29/08/2012 18:38:13 Buongiorno,
grazie per le informazioni. Ho un contratto co co co per un azienda (come amministratore) mi capita sempre più spesso di fornire anche prestazioni occasionali per altre aziende, mi chiedo posso aprire p.iva utilizzando il regime dei minini o si preconfigura come prosecuzione dell'attività di co co co? In caso di negatività posso coesistere la p.iva e il contratto di co co co?
Gianluca	nicole (Reggio nell'Emilia)
31/08/2012 13:53:13 salve, sono podologa, contribuente minima con p. iva aperta ad aprile 2012. oltre all'irpef 5% e ai contributi inps 27,72%, ci sono altre tasse di cui non so nulla? grazie!	Elisa
07/09/2012 13:24:50 Buongiorno,
Nel 2009 ho chiuso la ditta individuale settore commercio portandomi dietro un po' di debiti.
Nel frattempo mi sono laureata e attualmente faccio l'infermiera presso una cooperativa sociale. Nel 2013 vorrei aprire p.i. E svolgere attivita' di infermiera da libero professionista.
Mi chiedo se posso rientrare nel regimi dei minimi.
Grazie Cordiali Saluti	STUDIO CASON VILLA (Milano)
07/09/2012 15:18:57 RISPOSTA PER ANGELA(domanda del 16.7.2013): per il suo quesito avrei necessità di avere delle precisazioni ulteriori sulla partecipazione all'impresa familiare di cui mi parla. Dalla esposizione del suo quesito non riesco a capire se dal 2009 ha aperto la sua attività sotto forma di impresa familiare oppure oltre a svolgere la sua attività ha partecipato ad un'altra impresa familiare come collaboratore. In questo ultimo caso se, in costanza di svolgimento di una sua attività con il regime dei minimi ha fatto parte anche per un breve periodo di una impresa familiare nel 2009, dal 2010 non avendo piu’ le caratteristiche dettate dal comma 99 – punto d) dell’art.1 della L.244/2007 ( non poteva partecipare nel 2009 a impresa familiare di cui all’art.5 del TUIR commi 4 e 5), ritorna ad applicare il regime normale iva e semplificato per i redditi anno d'imposta 2010 . Ritengo che per il 2011, se rispettava i requisiti dell’art.1 commi 96 e 99, ritornava “naturalmente” nel regime dei minimi e, per il 2012 fino a tutto il 2013, può applicare il nuovo regime dei minimi.( in sostanza rimane fuori solo il 2010)
Sarebbe comunque una casistica da analizzare molto attentamente nel dettaglio con il suo consulente di fiducia, in quanto molto complessa, verificando la situazione dei requisiti nei vari anni 2010-2011-2012.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
07/09/2012 15:22:49 RISPOSTA PER IRENE (domanda del 2.7.2012): ritengo che, se verso l’ex datore di lavoro è stata emessa un’unica fattura e successivamente tutte le altre prestazioni professionali e i ricavi sono stato ottenuti da altri clienti, non vi siano problemi sulla permanenza nel regime dei nuovi minimi. Stona un po’ la circostanza che il datore di lavoro ti licenzia per assenze ingiustificate e poi si serve ancora della tua collaborazione.
Buongiorno	STUDIO CASON VILLA (Milano)
07/09/2012 15:25:56 RISPOSTA PER UMBERTO COSOMATI(domanda del 26.6.2012): non esiste una soglia per le fatture passive di acquisto per la fuoriuscita dal regime dei minimi e la conseguente applicazione dell’iva. Esiste solo la soglia sulle fatture attive emesse nella misura di €. 30.000,00.
07/09/2012 15:30:46 RISPOSTA PER ANDREA(domanda del 26.4.2012):non può applicare il regime dei minimi nel 2012 in quanto nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività (iniziata nel 2012), ha svolto attività d’impresa e anche in forma associata.	STUDIO CASON VILLA (Milano)
07/09/2012 15:33:08 RISPOSTA PER ENRICO( domanda del 27.4.2012): in qualità di architetto se ha iniziato l’attività il 10.3.2011 con regime dei minimi il fatto di non aver avere emesso fatture non la esclude dall’applicazione di tale regime se continua a possedere i requisiti”originari” previsti per i vecchi minimi sia quelli “aggiuntivi” previsti dall’art.27 co. 1 e 2 del DL 98/2011. Cordiali saluti	michele
09/09/2012 10:40:43 Buongiorno, sono un fisioterapista con p.iva regime ordinario aperta nel 2010, ho un reddito tra i 10000 e i 13000€ annui, volevo capire se cè effettivamente un vantaggio economico consistente nel passaggio ai nuovi minimi (5%), anche alla luce del fatto che nel regime ordinario sono possibili varie deduzioni che nel regime dei nuovi minimi non mi sembrano altrettanto presenti. Il mio commercialista inoltre non vorrebbe operare il passaggio ai nuovi minimi per paura di perdere le detrazioni per l'auto che ho acquistato nel 2010 a rate di 48 mesi, il suo timore è giustificato? grazie della cortese attenzione! saluti.	Francesca (Ferrara)
18/12/2012 13:15:13 Salve io sono un grafico libero professionista de aprile 2012, volevo sapere se il fatto di non avere l'iva può essere un problema per i miei clienti che sono enti comunali, società sportive e aziende.
Grazie mile!	Studio Cason Villa
08/01/2013 00:08:50 Dalla domanda mi sembra di capire che non ha l'iva in quanto applica il regime dei minimi. In questo caso il problema non si pone in quanto le aziende che ricevono le sue fatture possono comunque dedurre come costo l'importo totale delle fatture ( senza applicazione di iva) da lei emesse. L'importante è avere iniziato regolarmente l'attività professionale con apertura della partita iva e scelta di applicazione del regime dei minimi, se ne ricorrono tutti i presupposti. Sarà necessario poi pagare i contributi previdenziali presso la propria cassa di previdenza ( previa iscrizione alla stessa o dopo essersi iscritto alla gestione separata Inps se per l'attività professionale da Lei svolta non è prevista cassa previdenza).
La saluto cordialmente	Cinzia (Roma)
19/12/2012 19:10:52 Buona sera, vorrei sapere se con il regime dei minimi ho l'obligo di far tenere la mia contabilità da un ragioniere o posso gestirla personalmente? Grazie	Studio Cason Villa
07/01/2013 23:53:11 Non ha nessun obbligo di essere seguita da un professionista relativamente alla tenuta della contabilità. Fiscalmente sarà opportuno appoggiarsi ad un professionista per l'invio telematico dei modelli fiscali che può precompilarsi lei. Le consiglio però vivamente di non fare da sola in quanto la normativa è in continua evoluzione e il risparmio relativo agli onorari di un commercialista ( dai 500,00/600,00 agli 800,00/900,00 annuali a seconda della quantità di documenti da gestire e dell'attività svolta) potrebbe venire vanificato da eventuali sanzioni in caso di errori.
Un professionista corretto, oltretutto, risponderebbe di eventuali errori da lui commessi in quanto coperto da assicurazione professionale.	Stefano (Abbasanta)
02/01/2013 18:44:43 Buona sera, in questo gennaio 2013, vorrei aprire la partita IVA con regime dei minimi. Nel nuovo anno compirò però 35 anni: in questo caso il regime dei minimi avrà una durata massima di 5 anni senza vincolo di età, o nel mio caso avrà durata di un solo anno con il compimento dei 35 anni nel 2013?	Studio Cason Villa
25/01/2013 00:35:02 Nel suo caso potrà stare in tale regime per 5 anni. La regolare base esposta &quot;in modo chiaro&quot; è che regime di vantaggio dei minimi ha per tutti la durata di almeno 5 anni. (anche se si inizia con partita iva dopo i 35 anni, avendone comunque i requisiti di base). Chi inizia prima del compimento dei 35 anni può permanere in tale regime per almeno 5 anni e comunque addirittura anche più di 5 anni se dopo il quinto anno di attività non ha ancora compiuto i 35 anni. Ad esempio se si inizia a 25 anni il contribuente può stare in tale regime per 11 anni, cioè dai 25 (età posseduta nel primo periodo d'imposta di apertura della partita iva) fino al periodo d'imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.( circ. Agenzia Entrate n. 17/E del 30.5.2012).E' chiaro che durante tutti questi anni non si devono comunque mai superare annualmente i ricavi i €. 30.000,00 e debbono permanere tutti gli altri requisiti di Legge già indicati nel mio articolo e ribaditi in alcune risposte già date. Cordiali saluti Fara (Caserta)
10/01/2013 02:08:36 Salve, vorrei avere un chiarimento sulla adesione e permanenza nel regime dei minimi. Io ho aperto partita iva aderendo al nuovo regime dei minimi nell'aprile 2012 per svolgere attività clinica libero professionale come psicologa presso il mio studio privato. Già dall'inzio del 2011 avevo però cominciato a lavorare con la stessa tipologia di professionalità che richiede iscrizione ad un Albo presso una cooperativa che opera nel sociale e che mi propose un cocopro, rinnovato con continuità ogni 2-3-6 mesi (al massimo), con interruzione di almeno un mese nel periodo estivo (sembra in effetti un lavoro dipendente, ma non è possibile trasformarlo in tale). Si poteva per caso già profilare una "mera prosecuzione" tale da impedirmi di accedere al regime agevolato? Tengo a precisare che i luoghi di lavoro sono diversi così come l'utenza con cui mi trovo ad operare nei due ambiti (l'unica simiglianza è che possono essere inquadrati tutti ovviamente come pazienti, anche se le metodologie di intervento non sono completamente sovrapponibili). La seconda domanda riguarda la possibilità di restare nel regime agevolato anche per questo 2013, dal momento che presso la cooperativa mi è stato proposto di trasformare il cocopro concluso a dicembre 2012 in contratto di prestazione d'opera professionale. Non so se possa essere conveniente il passaggio, soprattutto se rischio di perdere il regime agevolato (potrei ancora usufruirne per diversi anni). Grazie mille!	Studio Cason Villa
16/01/2013 20:07:50 Relativamente alla sua situazione non è semplice dare un parere preciso in quanto non mi indica per quanti mesi ha svolto l’attività di psicologa con contratto di collaborazione a progetto. Mi parla solo di rinnovi ogni 2-3-6 mesi ma non mi specifica per quanti mesi in totale, nel triennio precedente all’aprile 2012, ha svolto l’attività di collaborazione a progetto eventualmente anche verso altri soggetti oltre la cooperativa di cui mi parla. Se avesse lavorato solo per quella cooperativa il periodo nel triennio mi sembra sia al massimo di 15 mesi ( gennaio 2011-marzo 2012) quindi sotto i 18 mesi il cui superamento precluderebbe l’applicazione del regime dei minimi.
La circolare n. 17/E del 30.5.2012 fornisce ulteriori importanti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e al punto 2.2.2 “ Prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo” specifica che l’esistenza del requisito di mera prosecuzione dell’attività già svolta va effettuata caso per caso con riguardo al contesto generale in cui la nuova attività viene esercitata. Tale accertamento, che il contribuente deve cercare di effettuare, ha la finalità antielusiva di evitare che si continui, di fatto, ad esercitare una precedente attività, modificandone unicamente la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo, al solo fine di godere delle agevolazioni tributarie previste dal nuovo regime. Tale circolare continua dicendo che non precludono l’applicazione del regime dei minimi forme di lavoro precario come ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o quelli di lavoro a tempo determinato che si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale. Per esigenze di certezza e di semplificazione si ritiene (continua la circolare) che tale condizione di marginalità sussista tutte le volte che l’attività di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa sia svolta per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio ( periodo di osservazione) antecedente l’inizio dell’attività applicando il regime dei minimi ( quindi non superiore a 18 mesi). Nel caso i suoi precedenti rapporti di lavoro, sotto forma di collaborazione a progetto verso quella cooperativa e verso altri eventuali datori di lavoro , abbiano superato tale limite temporale le consiglio vivamente di non svolgere tale nuova attività nello stesso luogo e verso gli stessi clienti. Una volta cessato il rapporto di lavoro con la vecchia cooperativa, eviterei di continuare a fatturare alla stessa in quanto non è escluso che il Fisco, in caso di accertamento, presuma un tacito accordo tra le parti al fine di usufruire delle agevolazioni tributarie. Oltretutto tale circolare precisa che non rappresenta un divieto ad utilizzare il regime dei agevolato dei minimi l’avvio di altre attività produttive di redditi diversi da quelli di lavoro autonomo quindi pare di capire che sia possibile, in costanza di svolgimento di attività di lavoro autonomo con regime dei minimi, essere assunti anche come lavoratore dipendente o a progetto per lo svolgimento della medesima attività omogenea. Quindi ritengo che Lei potrebbe essere anche riassunta dalla cooperativa la quale non potrà essere però sua cliente e alla quale quindi non dovrà mai fatturare con partita iva . Giuseppe Favia (Milano)
13/01/2013 18:03:16 Salve complimenti per l'articolo.
Prima di proseguire con la mia domanda vorrei permettermi un appunto sul sito (essendo un webdesigner).
C'è un fastidioso effetto refresh della pagina mentre si legge o si scrive un domanda, non è il massimo in fase di lettura o scrittura. Io sono un freelance nell'ambito web.
Ai miei clienti rilascio "fattura" con dicitura "prestazione occasionale" quindi di conseguenza applico la ritenuta di acconto.
Non supero i 5000 euro. 1 domanda
Sono un libero professionista o un lavoratore autonomo? Non avendo partita iva non ho neanche dei codci che identificano i miei servizi
siccome come servizi io vorrei spaziare nel campo web, che ha comunque molte figure professionali, vorrei capire se posso avere più di un codice.
io compio 35 ani a maggio 2013 e la mia vecchia P.I. è stata chiusa nel 2009, posso aprire lo stesso "il regime dei minimi"? [ ammesso che sia questa la dicitura perché ho troppe informazioni nella testa]
per questi servizi che codici dovrei avere o meglio che macro aree dovrei guardare?
consulenza per siti web consulenza in ambito social realizzazione progetti in ambito social consulenza webmarketing
grafica tradizionale (depliant, immagine coordinata, packaging, supporti visivi)
servizi fotografici (cataloghi per i clienti da inserire sul web o da realizzare in ambito carteceo)
servizi video (come sopra)
P.S. - posso eventualmente scegliere di aggiungere più in là i codici quando effettivamente erogo il servizio. 3.1 domanda Si prevedono costi in merito?
Investimenti ne posso fare? ovvero nel mio caso pubblicità su google, facebook ecc dcc … immagino di si sono comunque spese che poi detraggo o no? o c'è un limite alla pubblicità?
Io la P.I. lo sta avviando quasi per questo motivo
Alcune realtà di investimento non ti fanno investire se non ha la P.I. Esempio Groupon … il sito degli sconti.
casomai rientro nel regime di cui sopra, dopo i 5 anni che posizione fiscale ricopro con quali conseguenze di spesa? 6 domanda
posso avviare progetti personali ssul web? esempio: un blog dove condivido il mio lavoro … per capire un classico blog di risorse,articoli, tutotiral inerenti al mio lavoro.
6.1 domanda ci posso guadagnare con i banner?
6.2 domanda
Posso integrare il profilo per questa entrata con il regime dei minimi oppure cambio regime? Io ho molta confusione in merito le tasse da pagare i contributi da versare, quello che non c'è nel regime dei minimi rispetto all'ordinaria dcc dcc
il mio commercialista mi ha dato queste notizie … ( ma potrei aver capito male)
MAX 30.000 euro lordi l'anno
iva non dichiarabile (non esponibile)
1. pensione in base al guadagno effettivo
2. puoi collaborare con altri professionisti con P.I. che rilasciano fattura
3. Non si può scaricare l'ivia
4. 4% della pensione di può inserire in fattura al cliente
5. inps da pagare: ricavo-spesa= guadagno netto (una volta a scuola dicevano così, ma non c'erano le tasse!!!)
si applica al guadagno questo conteggio:
27,62 (giusto?) = 27%- 4% = 23% quello che pago io per l'inps
Si Versa = 40% a luglio + 60% a novembre
6. tassa sul guadagno (scusatemi io la chiamo così immagino sia il corrispettivo irpef inail irap … quella roba lì insomma.)
20% …mi disse. La prima vola che andai dal commercialista
10% … mi ha detto una settimana fa. 5% sapevo io. Ma lui mi ha detto che era quella per gli under 35% quindi a me si applicava il 10%
7. questa Aliquota del 20/10/5 % fate voi si pagherebbe così:
l'importo anno in corso + importo anno successivo SI versa con queste percentuali = 98% + 2% 98% lo si versa l'anno in corso con le tempistiche e percentuali dell'Inpes ovvero 40% + 60% (percentuali che si riferiscono alla 98% )
2% l'anno successivo	Concludendo sperando di non aver fatto confusione in chi legge il mio problema essenzialmente è il seguente, ovvero evitare di ritrovarmi a pagare cose diverse da quelle previste perché ho sbagliato qualche codice oppure offerto un servizio che non potevo.
grazie	Studio Cason Villa
25/01/2013 01:17:13 La sua domanda è estremamente lunga e complessa per poterLe dare una risposta completa in questa sede.
Rispondo a quelle che ritengo possano essere utili anche ad altri. La sua attività ritengo possa essere inquadrata come attività di libero professionista .
Il lavoro autonomo è definito dall'art. 2222 del Codice Civile, che indica quale lavoratore autonomo il soggetto che si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con il lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente
( altrimenti sarebbe un lavoratore subordinato).
Nel lavoro autonomo si distinguono due categorie corrispondenti alle prestazioni di tipo manuale e di quelle di tipo intellettuale. In quest'ultima categoria rientrano le libere professioni intellettuali.
Nei lavoratori autonomi di tipo manuale vanno invece ricompresi i commercianti, gli artigiani e, in generale, quelli che la legge considera piccoli imprenditori e che quindi svolgono una attività che produce &quot; reddito d'impresa&quot;.
In sede di apertura di partita iva occorre scegliere e indicare un solo codice di attività che rappresenta l'attività principale che Lei andrà a svolgere ed eventualmente un secondo codice come altra attività secondaria che in genere deve essere abbastanza marginale rispetto alla prima. La partita iva è sempre unica anche se le attività svolte sono più di una( la prima da indicare sarà l'attività principale, l'altra rappresenterà l'attività secondaria).
Se la sua vecchia partita iva è stata chiusa entro il 31.12.2009 sono già passati i tre anni in cui non si può applicare il regime dei minimi, quindi Lei dall'1.1.2013 può aprire nuovamente la partita iva applicando il regime di vantaggio dei minimi se presume di non superare i 30.00,00 euro di ricavi, di restare nei limiti dei 15.000 euro di beni strumentali e di rispettare tutte le altre condizioni tipiche per poter applicare il regime dei minimi ( vedi circ. Ag. Entrate 17/E 2012 punto 2.2.1).
Saluti	GIORGIO (Malo)
23/01/2013 18:13:03 Salve, sono un giovane odontoiatra in regime di vantaggio dal 1/1/2012. Volevo chiedere se i costi per i corsi di aggiornamento sono detraibili al 50% come per i professionisti in altri regimi contabili, o al 100% per questo mio regime ? Grazie.	Studio Cason Villa
19/02/2013 17:44:29 Per i professionisti rientranti nel regime dei minimi la spesa per l'aggiornamento professionale , se inerente all'attività svolta, avrà una detraibilità pari al 100% così come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 7/E del 28.1.2008 dove al punto 5 specifica: .. tenendo conto della particolarità del regime dei minimi, che prevede una modalità semplificata dei determinazione del reddito ai sensi del comma 104 L. 244/2007, si ritiene che non possano trovare applicazione le norme del T.U.I.R ( testo unico imposte sui redditi) che prevedono una specifica limitazione nella deducibilità dei costi. Quindi i minimi non seguono le norme dell'art. 54, comma 5 del TUIR che limita al 50% la deducibilità, per i professionisti, delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili e a corsi di aggiornamento professionale.
Cordialmente saluto Valentina (Varese)
25/01/2013 18:07:53 Salve
Ho aperto una Partita iva con regime dei minimi, ma avrei una questione: ho bisogno di fatturare servizi di marketing ad un cliente con sede a Malta: è possibile farlo senza abbandonare il regime dei minimi? Mi è stato detto da un commercialista che non è possibile, altrimenti rientrerei in regime ordinario... Grazie in anticipo. Un saluto.	Studio Cason Villa
19/02/2013 19:03:42 Malta è un paese comunitario dal 1° maggio 2004, quindi la sua è una prestazione di servizi intracomunitaria. L'effettuazione di operazioni intracomunitarie non preclude l'accesso e la permanenza nel regime dei contribuenti minimi . Ciò che preclude l'accesso o la permanenza nel regime dei minimi è l'effettuazione di cessioni all'esportazione ( ai sensi degli artt. 8, 8 bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. n.633/72 ( Legge Iva), quindi non le prestazioni di servizi oltretutto, nel suo caso intracomunitarie.
Buona giornata GIORGIO RIGADELLO (Malo)
26/01/2013 17:40:38 le spese sostenute per corsi di aggiornamento obbligatorio per un odontoiatra rientrante nel regime di vantaggio ( 5%) sono detrraibili dai costi al 50% oppure al 100% ?
E se nel 2013 acquista un'autovettura del valore di 22.000,00€ IVA compresa, porta a costi per l'anno 2013 , 11.000,00€ per intero o li deve ammortizzare in 4 o più anni?	Studio Cason Villa
19/02/2013 19:12:25 Alla prima domanda Le ho già risposto.
Per quanto riguarda l'auto , Le specifico che per i minimi non esistono gli ammortamenti quindi se acquista un'auto e la paga tutta nel 2013 la cifra di 22.000,00 euro iva compresa, il 50% e cioè 11.000,00 euro è subito costo deducibile nel 2013. Attenzione a monitorare bene il valore di beni strumentali utilizzati per la sua attività in quanto questa auto va ad incrementare tale valore per 11.00,00 e il limite massimo in un triennio è di 15.000,00, dopo di che non si può più permanere nel regime dei minimi. Saluti	NICOLETTA (Ariano Irpino)
29/01/2013 19:06:38 SALVE, MIA SORELLA HA LAVORATO IN UN NEGOZIO DI BIGIOTTERIA, CHE ADESSO CHIUDE.
LEI SARA’ LICENZIATA PER CHIUSURA PUNTO VENDITA.
VI CHIEDO SE POTRA’ FAR PARTE DEI CONTRIBUENTI MINIMI, APRENDO UNA PARTITA IVA E INIZIARE UN’ATTIVITA DI VENDITA (STESSA TIPOLOGIA –VENDITA DI BIGIOTTERIA E ALTRO)NELLO STESSO LOCALE DOVE LAVORAVA COME COMMESSA.
06/02/2013 12:45:51 Se l’attività inizia ex novo, senza un atto di cessione d’azienda da parte dell’ex datore di lavoro che ha licenziato sua sorella, ritengo possa essere applicabile il regime dei minimi in quanto sua sorella è stata licenziata e ha quindi perso il lavoro. In tal caso, infatti, è evidente che non viene lesa la finalità antielusiva della norma in quanto trattasi di lavoratore che ha perso il lavoro per causa indipendente dalla sua volontà e che utilizza la professionalità acquisita per avviare un’attività d’impresa. Anche il provvedimento dell’Agenzia Entrate n. 185820/2011 specifica, al paragrafo 2, che non si considera mera prosecuzione la circostanza per la quale il contribuente dia prova di aver perso il lavoro e di non essersi quindi dimesso.
Buona giornata	Baroni (Torino)
26/02/2013 20:11:09 Complimenti per le risposte esaustive!
Ne approfitto per farle una domanda ..., anche se mi rendo conto alquanto banale, ma sono entrata da poco nel sistema della p. iva agevolata.
Quando si emette una fattura a regime agevolato, quanto può dedurre chi la riceve...quali sono i pro e i contro?
Patrizia Baroni	Studio Cason Villa
05/03/2013 22:57:25 Chi riceve una fattura da un soggetto che applica il regime dei minimi deduce completamente il totale della fattura tutto come costo. Non ci sono problemi per chi riceve le fatture da un soggetto minimo, dal punto di vista deduzione costo è esattamente come se la fattura la ricevesse da un qualsiasi altro soggetto che applica il regime contabile semplificato o ordinario. L'unica differenza è l'iva che non viene applicata in fattura dal soggetto minimo e quindi il cliente che la riceve non toglie nessun importo iva pagata dall'iva da lui dovuta sulle vendite . Il cliente avrebbe anzi un piccolo vantaggio in quanto, se riceve una fattura da un soggetto nel regime dei minimi professionista che non deve esporre in trattenuta la ritenuta d'acconto del 20%, non ha neanche l'incombenza di versare tale ritenuta con il modello F24 come sostituto d'imposta entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della fattura.
Cordialmente Barbara (Lecce)
04/03/2013 22:21:09 Salve. Complimenti per il Suo articolo, davvero chiaro.
Le scrivo per sottoporLe la domanda sull’applicabilità del regime agevolato agli over 35. Nel mio caso, da avvocato, sino ad ora ho emesso delle ricevute di prestazione occasionale. Dovrei procedere, in questo o al massimo nel prossimo mese, all’apertura della partita iva e mi piacerebbe sapere se posso aprirla usufruendo di questo regime. Compirò 36 anni a maggio prossimo e non ho mai aperto prima d’ora la partita iva. Mi sembra di aver capito che qualora sia applicabile, ciò accade per 5 anni, incluso quello di apertura della partita iva. Ho letto un pò la normativa in tema, ma tale soluzione non è prevista espressamente da nessuna parte da me individuata. Potrebbe indicarmi la fonte normativa in base alla quale è possibile applicare il detto regime anche agli over 35 che nel 2013 apriranno la partita iva, previa verifica delle altre condizioni? Oppure si tratta di un’interpretazione estensiva che potrebbe, ex post, comportare degli accertamenti fiscali e con essi delle brutte sorprese?
La ringrazio, sin da ora, per il sua risposta.	Studio Cason Villa
07/03/2013 11:54:17 L’art. 27 del D.L. n.98 del 6.7.2011 specifica, al primo comma, che il nuovo regime dei minimi si applica per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi esclusivamente per le persone fisiche ( quindi senza precisare che tale attività deve essere iniziata prima del compimento dei 35 anni). Il provvedimento Agenzia Entrate n. 185820 del 22.12.2011 al punto 3.1 specifica, inoltre, che i soggetti che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento dei 35 anni senza esercitare alcuna opzione espressa (quindi specifica espressamente solo la condizione di maggior favore per quei soggetti che iniziano ad esempio a 25 anni e che quindi possono applicare tale regime per più dei 5 anni base per tutti). Non vi è un punto della normativa o delle circolari esplicative in cui si trova la frase precisa che dice chiaramente che il regime di vantaggio si può applicare per 5 anni ma anche quando un soggetto inizia dopo aver compiuto i 35 anni .Tale possibilità , che le posso assicurare sia certa, si evince comunque da alcuni esempi che si trovano in alcune circolari esplicative dell’Agenzia delle Entrate e in molti articoli e pubblicazioni tecnico fiscali .
Ad esempio nella recente circolare 17/E del 30.5.2012 , al punto2.2.2 ,quando parla del requisito di prosecuzione di attività con regime dei minimi che precedentemente veniva svolta sotto forma di lavoro dipendente si legge … si ritiene che non ricorrano le finalità elusive ( e quindi si può applicare il regime dei minimi) nell’ipotesi di un lavoratore dipendente che, una volta andato in pensione, svolga la stessa attività in forma di lavoro autonomo. In questo caso è chiaro che l’età del lavoratore che va in pensione è sicuramente e abbondantemente superiore ai 35 anni.
La saluto cordialmente Pierantonio (Mantova)
18/03/2013 20:36:17 Ilrquisito dei 30000 euro sono daintendersi come lordi (ricavato) o netti (reddito).	Studio Cason Villa
15/04/2013 23:58:27 Il requisito dei 30.000,00 non è riferito al reddito in un anno ( cioè ricavi meno costi) ma è riferito ai soli ricavi fatturati in un anno.
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