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Timestamp: 2019-08-25 03:07:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4']

CONTRATTI CONCORDATI 1 |
Con il decreto del 16 gennaio 2017, si avvia il processo che modifica le regole per applicare i contratti concordati (quei contratti che hanno un canone leggermente inferiore a quello di mercato)
Vista la legge 9 dicembre 1998, n. 431 e successive modificazioni, concernente la disciplina delle locazioni e del rilascio degli
Visto in particolare l’art. 2, comma 3, della citata legge n. 431
del 1998 che dispone che le parti possono stipulare contratti di
locazione, definendo il valore del canone, la durata del contratto,
anche in relazione a quanto previsto dall’art. 5, commi 1, 2 e 3;
sottoscritta ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge n. 431 del
1998 tra le organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori
Visto il decreto interministeriale lavori pubblici-finanze del 5
marzo 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 marzo 1999, n. 67
nazionale, i criteri generali per la realizzazione degli accordi da
definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione ai
sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431;
trasporti-economia e finanze del 30 dicembre 2002 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile 2003, n. 85, supplemento ordinario
59, con il quale sono stati definiti, in mancanza di un unico
accordo tra le organizzazioni sindacali della proprieta’ edilizia e
in sede locale per la stipula dei contratti di locazione ai sensi
dell’art. 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 nonche’ dei
contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione degli
studenti universitari ai sensi dell’art. 5, commi 1, 2 e 3 della
Visto in particolare l’art. 4, comma 1, della menzionata legge n.
431 del 1998, cosi’ come modificato dall’art. 2, comma 1, lettera c),
della legge 8 gennaio 2002, n. 2, che stabilisce, tra altro, che il
Ministro dei lavori pubblici, ora infrastrutture e trasporti,
convochi, ogni tre anni, le organizzazioni della proprieta’ edilizia
e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale al
fine di individuare i criteri generali che costituiscono la base per
la realizzazione degli accordi da definire in sede locale ai sensi
dell’art. 2 comma 3 e dell’art. 5, commi 1, 2 e 3 della suddetta
Viste le note del Vice Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, Sen. Riccardo Nencini, con le quali in data 27 luglio
2016, 20 settembre 2016, 11 ottobre 2016 e 25 ottobre 2016, ai sensi
del richiamato art. 4, comma 1, della legge n. 431 del 1998, sono
state convocate le organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei
conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale al fine
di predisporre una nuova Convenzione nazionale adeguandola
maggiormente alle esigenze derivanti dalla crescente situazione di
disagio abitativo relativo al comparto delle locazioni ad uso
Vista la Convenzione nazionale in data 25 ottobre 2016 ed i
relativi allegati, sottoscritta ai sensi dell’art. 4, comma 1, della
richiamata legge n. 431 del 1998 tra le organizzazioni della
proprieta’ edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a
livello nazionale, fatta eccezione dell’organizzazione dei conduttori
Sicet e vistata, per il Ministero delle infrastrutture e trasporti,
Sicet e dall’organizzazione della proprieta’ edilizia Confedilizia;
Considerato che dal numero delle sottoscrizioni alla Convenzione
del 25 ottobre 2016 e’ possibile constatare l’avvenuto raggiungimento
dell’accordo tra le parti ai sensi dell’art. 4, comma 1, della
richiamata legge 431 del 1998 tra le organizzazioni della proprieta’
edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello
Considerato altresi’, che l’art. 4, comma 2, della menzionata legge
431 del 1998 prevede che i criteri generali individuati nella
dei lavori pubblici (ora delle infrastrutture e dei trasporti) di
da emanare entro trenta giorni dalla conclusione della Convenzione
Gli accordi territoriali, in conformita’ delle finalita’
indicate all’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e
successive modificazioni, stabiliscono fasce di oscillazione del
canone di locazione all’interno delle quali, secondo le
caratteristiche dell’edificio e dell’unita’ o porzione di unita’
immobiliare, e’ concordato, tra le parti, il canone per i singoli
A seguito delle convocazioni avviate dai comuni, singolarmente o
in forma associata, le organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei
conduttori maggiormente rappresentative a livello locale, al fine
della realizzazione degli accordi di cui al comma 1, dopo aver
acquisito le informazioni concernenti le delimitazioni – ove
effettuate – delle microzone del territorio comunale definite ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n.
138, individuano, anche avvalendosi della banca dati
dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate,
b) dotazioni infrastrutturali (trasporti pubblici, verde
pubblico, servizi scolastici e sanitari, attrezzature commerciali,
c) tipologie edilizie, tenendo conto delle categorie e classi
All’interno delle aree omogenee individuate ai sensi del presente
comma, possono essere evidenziate zone di particolare pregio o di
particolare degrado. Al fine di assicurare la formazione degli
accordi territoriali di cui all’art. 2, comma 3, della legge 431 del
1998, trascorso il termine di 60 giorni previsto per la convocazione
delle organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori
maggiormente rappresentative, le stesse organizzazioni possono
produrne formale richiesta ai comuni interessati; nel caso in cui i
comuni non adempiano nei successivi 30 giorni, le organizzazioni
possono procedere di propria iniziativa alle convocazioni di cui al
Per ogni area individuata ai sensi del comma 2 o per eventuali
aggregazioni di microzone, gli accordi territoriali prevedono un
valore minimo ed un valore massimo del canone che costituiscono,
rispettivamente, il limite minimo e massimo di una o piu’ fasce di
Nella definizione del canone effettivo, collocato tra il valore
minimo ed il valore massimo delle fasce di oscillazione, le parti
contrattuali, assistite – a loro richiesta – dalle rispettive
d) presenza di spazi comuni (cortili, aree a verde, impianti
e) dotazione di servizi tecnici (ascensore, tipologia del
Per le compagnie assicurative, i fondi immobiliari, le
associazioni e le fondazioni di previdenza, gli istituti di credito,
gli enti previdenziali pubblici, i soggetti giuridici o fisici
detentori di grandi proprieta’ immobiliari (per tali sono da
intendersi le proprieta’ individuate negli accordi territoriali e,
comunque, quelle caratterizzate dall’attribuzione, in capo ad un
medesimo soggetto, di piu’ di cento unita’ immobiliari destinate ad
uso abitativo anche se ubicate in modo diffuso e frazionato sul
territorio nazionale), i canoni sono definiti, all’interno dei valori
minimi e massimi stabiliti dalle fasce di oscillazione per le aree
omogenee e per le eventuali aggregazioni di microzone individuate
dalle contrattazioni territoriali, in base ad appositi accordi
integrativi fra la proprieta’ interessata e le organizzazioni della
proprieta’ edilizia e dei conduttori partecipanti al tavolo di
confronto per il rinnovo della Convenzione nazionale o comunque
firmatarie degli accordi territoriali relativi. Tali accordi
far fronte ad esigenze di particolari categorie di conduttori nonche’
la possibilita’ di modificare ed integrare il tipo di contratto. Gli
accordi integrativi possono individuare valori massimi del canone,
all’interno delle fasce, ai fini dell’applicazione dell’art. 2, comma
3 del decreto 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24
Alla sottoscrizione degli accordi integrativi di cui al comma 5,
possono partecipare imprese o associazioni di imprese di datori di
lavoro, associazioni Onlus che si occupano di immigrazione, in
relazione alla locazione di alloggi destinati al soddisfacimento di
esigenze abitative di lavoratori non residenti e di immigrati
fruitori, sono regolati dall’art. 2, comma 3, della legge n. 431 del
Gli accordi territoriali possono stabilire, per durate
canoni definiti per aree omogenee nonche’ particolari forme di
garanzia. Gli accordi territoriali possono stabilire gli elementi
Le parti contrattuali, nella definizione del canone effettivo,
possono essere assistite, a loro richiesta, dalle rispettive
organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori. Gli
accordi definiscono, per i contratti non assistiti, le modalita’ di
attestazione, da eseguirsi, sulla base degli elementi oggettivi
dichiarati dalle parti contrattuali a cura e con assunzione di
responsabilita’, da parte di almeno una organizzazione firmataria
dell’accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo
del contratto all’accordo stesso, anche con riguardo alle
Gli accordi territoriali possono prevedere, per i contratti per
i quali il locatore non opti per la «cedolare secca», l’aggiornamento
cento della variazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente.
I contratti di locazione di cui al presente articolo sono
stipulati esclusivamente utilizzando il tipo di contratto (Allegato
A) che e’ approvato ai sensi dell’art. 4-bis della legge n. 431 del
Le disposizioni del presente articolo si applicano sia agli
accordi territoriali sottoscritti nei comuni di cui all’art. 1 del
decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito dalla legge 21
febbraio 1989, n. 61 e successivi aggiornamenti che a quelli
In caso di inesistenza di accordo a livello locale, i valori di
riferimento sono quelli definiti dalle condizioni previste dal
decreto ministeriale di cui all’art. 4, comma 3, della richiamata
Il decreto ministeriale, sopra riportato, entrato in vigore il 15 marzo 2017, (si applica soltanto ai contratti stipulati a partire da tale data) non consente più di applicare in modo autonomo le agevolazioni fiscali previste per i contratti di locazione a canone concordato (cedolare secca del 10%, ulteriore riduzione del 30% ai fini Irpef in caso di tassazione ordinaria, ecc.): il Ministero richiede l’assistenza in sede di sottoscrizione del contratto, delle associazioni di categoria; quando il contratto non viene redatto davanti alle associazioni di categoria (rappresentanti dei proprietari e rappresentanti degli inquilini) è obbligatoria l’”asseverazione”, ovvero il controllo di una delle associazioni firmatarie degli accordi.
Diventano indispensabili gli accordi territoriali sottoscritti nei Comuni nei quali sono definite le modalità per l’ aderenza alla disciplina delle locazioni a canone concordato.
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 31/E/2018, ha precisato che “per i contratti a canone concordato “non assistiti”, l’acquisizione dell’attestazione costituisce elemento necessario ai fini del riconoscimento delle agevolazioni”.
Elenchiamo le principali differenze che caratterizzano il nuovo contratto
Il contratto “concordato” fino all’entrata in vigore del decreto era possibile solo nei comuni cosiddetti “ad alta tensione abitativa” ed ai comuni limitrofi individuati dal CIPE;oggi questo contratto viene esteso a tutti i comuni italiani.
Sono aggiornate le linee guida per la definizione degli accordi territoriali.
Il modello contrattuale utilizzato prima del decreto è stato sostituito con un nuovo modello (allegato A dell’attuale decreto).
Se non esistono accordi locali, i valori di riferimento per il calcolo del canone sono dettati dal DM 14/07/2004.
E’ stata modificata la durata durata ( da 1 a 18 mesi) che permette contratti contratti pari o inferiori a 30 giorni; per questi ultimi, viene prevista la libera determinazione del canone e spartizione degli oneri accessori.
• I motivi che rendono necessaria la transitorietà, indispensabili per la stipula del contratto, dovranno essere motivati sulla base di quanto previsto dagli accordi locali.
• Per i comuni con un numero di abitanti superiore a 10.000 gli accordi dovranno definire, all’interno di valori minimi e massimi, delle fasce d’oscillazione per le aree omogenee entro le quali dovranno essere collocati i canoni, con una variazione massima consentita del 20%.
Qualora non esista l’accordo di riferimento si dovrà fare riferimento al decreto interministeriale Infrastrutture-Economia 14 luglio 2004.
Possono utilizzare questo accordo tutti coloro che frequentano Istituti d’istruzione superiore (accademie, conservatori,…) e corsi formazione post laurea quali master, dottorati e perfezionamenti in comuni diversi da quello di residenza.
• Il modello contrattuale viene sostituito dal modello C del presente decreto.
Rimane la possibilità di farsi assistere da una delle organizzazioni della proprietà insieme aduna in rappresentanza degli inquilini per la determinazione del canone, per chi non volesse utilizzare questo metodo sarà obbligatorio chiedere l’asseverazione del contratto , con assunzione di responsabilità, da parte di almeno un’ organizzazione firmataria dell’accordo territoriale utilizzato; le modalità di asseverazione del canone saranno introdotte negli accordi locali.
Si gode di una riduzione del reddito imponibile Irpef del 30% sugli immobili locati. A questa riduzione aggiungerai la riduzione ordinaria del 5%.
se l’ appartamento viene affittato con cedolare secca, l’aliquota Irpef su questa parte del reddito scende addirittura al 15% , se l’appartamento si trova in un Comune ad alta tensione abitativa, o in un Comune limitrofo.
Se si opta per la cedolare secca, si ha diritto all’esenzione dall’imposta di registro del 2%, dalle addizionali regionali e comunali, e dall’imposta di bollo – pari a 16 Euro per ogni 4 facciate del contratto, o per ogni 100 righe.
Se il reddito complessivo dichiarato non supera i 15.493 Euro, si beneficia di un’ulteriore riduzione fiscale di 495 Euro. Diversamente, per redditi fino a 30,987 Euro la detrazione è pari a 247 Euro.
Tag:accordi territoriali, Contratti concordati