Source: http://www.vasroma.it/incontro-pubblico-sul-print-tomba-di-nerone/
Timestamp: 2019-10-22 23:54:01+00:00
Document Index: 38856979

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 66', 'e contrario', 'e contrario']

Incontro pubblico sul PRINT Tomba di Nerone – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
in GOVERNO DEL TERRITORIO, Municipio di Roma XV, NEWS, urbanistica
Mercoledì 9 aprile 2014 nella sala del Consiglio del XV Municipio in via Flaminia 872 si è tenuto l’incontro pubblico sul Programma Preliminare del Programma Integrato di Intervento (PRINT) “Tomba di Nerone”, che è stato approvato in sordina dalla Giunta dell’allora XX Municipio con deliberazione n. 2 del 18 giugno 2012 e che è stato poi approvato con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 237 del 22 maggio 2013 con <<l’allegato Bando finalizzato alla sollecitazione di contributi partecipativi e delle proposte di intervento degli operatori privati, ai fini della successiva formazione del Programma definitivo degli interventi pubblici e privati>>.
Il 27 gennaio 2014 è stato pubblicato Il Bando: in data 24 marzo 2014 l’Assessorato alla Trasformazione Urbana e il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica – U.O. Riqualificazione diffusa hanno comunicato l’avvio della prima fase del processo partecipativo riguardante il Programma Urbanistico Preliminare del Programma Integrato n. 2 e 2a “Tomba di Nerone” –
Nell’ambito di questo processo partecipativo è previsto l’incontro pubblico che è stato convocato dall’Assessore alle periferie, lavori pubblici, trasformazione urbana, trasporti e mobilità del XV Municipio Elisa Paris ai sensi del 3° comma dell’art. 8 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 57 del 2 marzo 2006, secondo cui <<l’Assessore o il Presidente del Municipio competente convoca un incontro pubblico, in orari e giorni che permettano la massima partecipazione dei cittadini>> con la precisazione che <<della data dell’incontro viene data informazione con 15 giorni di preavviso nel sito Internet del Comune di Roma, nella sede della Casa della Città, nell’Albo dei Municipi interessati nonché attraverso le ulteriori forme che si riterranno opportune>> e che <<nell’incontro possono essere presentate ulteriori osservazioni, proposte ed istanze delle quali è dato conto congiuntamente alle altre osservazioni, proposte ed istanze di cui al comma 2, nel Documento della Partecipazione>>.
L’art. 14 del suddetto Regolamento dispone che <<tutti gli atti della informazione e partecipazione sono considerati “documenti della partecipazione” e pertanto verbali delle riunioni, delle assemblee e degli altri processi divengono atti del documento della partecipazione>> e precisa che <<Il documento della partecipazione accompagna l’intero iter del procedimento e trova esplicita menzione negli atti e deliberazioni della Giunta Comunale e/o Consiglio Comunale e/o Municipale.>>
L’inizio dell’incontro è avvenuto con più di mezz’ora di ritardo rispetto alle ore 16,30 fissate, facendo sapere solo a quel momento che chi voleva intervenire doveva iscriversi a parlare e poteva anche contestualmente consegnare eventuali osservazioni, come ha fatto il dott. Arch. Rodolfo Bosi a nome e per conto del Circolo Territoriale di Roma della associazione ambientalista “Verdi Ambiente e Società” (VAS).
Il documento consegnato riguarda le Osservazioni a nuove infrastrutture a rete e le Osservazioni a infrastrutture esistenti (reti viarie): il giorno dopo 10 aprile 2014 è stato assegnato ad esso il numero di protocollo QI/54789.
Ha quindi introdotto il dibattito il Presidente del XV Municipio Daniele Torquati che dopo aver ringraziato tutti i presenti ha voluto mettere in evidenza che l’obiettivo che si posto fin dall’inizio è stato quello di aumentare la condivisione sulle scelte da fare.
Ha precisato che quello del 9 aprile è <<solo uno dei tanti incontri che vogliamo porre in essere per cercare di avere il massimo contributo di tutti i cittadini>>: ha anticipato che il PRINT “Tomba di Nerone” lo convince in parte sì ed in parte no ed ha ricordato che le eventuali osservazioni vanno presentate entro e non oltre il 27 aprile 2014.
Si è quindi assentato per recarsi a lavorare nell’Ufficio di Presidenza.
Ha preso la parola l’ing. Antonino Fatello, che dallo scorso mese di novembre è stato messo a capo della Direzione Trasformazione Urbana ed ha spiegato in estrema sintesi in che cosa consiste un Programma Integrato di Intervento (PRINT), sostenendo che si tratta sostanzialmente di opere pubbliche da realizzare con modalità diretta con i finanziamenti dei privati in mancanza dei fondi sufficienti nelle casse dell’amministrazione comunale ed affermando che è ad ogni modo una opportunità per entrambi.
Ha quindi spiegato per più di un’ora la proposta del PRINT “Toma di Nerone” il Responsabile del Procedimento Arch. Maurizio Di Biase, che ha voluto ringraziare i progettisti del Programma Preliminare (tutti interni all’allora XX Municipio) ed in particolare l’ing. Marco Falconi in qualità anche di Responsabile del Procedimento, nonché l’Università di Roma La Sapienza C.I.T.E.R.A. (Centro Interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro Ambiente) per la collaborazione esterna prestata.
Ha quindi letto l’art. 14 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente P.R.G. di Roma, che disciplina il Programma Integrato prevedendo come procedura la formazione di un Programma Preliminare e la sua pubblicazione <<mediante avviso o bando pubblico>>, la <<valutazione e ridefinizione, anche mediante procedura negoziale, delle proposte presentate>> e la <<formazione e approvazione del Programma definitivo, anche in più fasi e stralci, e relativo aggiornamento del Programma preliminare >>.
Non ha invece ricordato il successivo art. 66 delle Norme Tecniche di Attuazione del vigente P.R.G., che riguarda le “Centralità locali” da definire con un “Progetto pubblico unitario d’intervento, con valore di strumento urbanistico esecutivo, o anche nelle forme del Programma Integrato” (comma 5): dispone che <<qualora il perimetro delle Centralità locali sia ricompreso all’interno di un Programma integrato, il Progetto di cui al comma 5 rappresenta una priorità del Programma stesso, fatta salva la possibilità di autonoma attivazione>>.
La suddetta prescrizione non è stata affatto rispettata nella redazione del Programma Preliminare del PRINT “Tomba di Nerone”, al cui interno ricade la Centralità Locale n. XX – 2 “Cassia/Tomba di Nerone”.
L’Arch. Maurizio Di Biase ha quindi ricordato il P.R.G. del 1971 per far presente che gli indici di cubatura da lui previsti sono strettamente legati agli interventi edilizi del PRINT “Tomba di Nerone”.
Lo ha interrotto l’ing. Antonino Fatello per evidenziare che fra le aree edificabili del P.R.G. del 1971 ci sono anche le aree pubbliche non espropriate entro i 5 anni e divenute “zone bianche” ed in quanto tali edificabili anch’esse in base agli indici del P.R.G. del 1971: a suo giudizio l’opportunità del PRINT è quella di dotare di servizi anche queste aree inedificate.
Augurandosi che questo PRINT serva ai cittadini, l’ing. Fatello ha fatto sapere che sta per essere approvata dalla Giunta Capitolina una delibera per progettare circa 40 Programmi Integrati di Intervento.
L’Arch. Maurizio Di Biase ha proseguito citando la Variante a Verde e Servizi del 1990, la Variante di Salvaguardia del 1991 (precisando che non interessa comunque il PRINT) e la Variante del 1997.
Ha fatto presente l’esigenza di una verifica degli standard esistenti, caso mai da integrare proprio nel PRINT.
Ha parlato delle centralità da lui definite come <<luoghi più rappresentativi per rifunzionalizzare i servizi del quartiere>>: facendo presente che non ci sono piazze nell’intero quartiere ha citato la centralità locale n. XX – 2 “Cassia/Tomba di Nerone”.
Si anticipa per un opportuno confronto che il PRINT “Tomba di Nerone” ha fatto l’esatto contrario.
Ha menzionato la strada di fondovalle riconoscendo che ha di fatto decongestionato la via Cassia ed ha fatto presente che sono previsti da insediare altri 4.800 abitanti ed altri ancora.
Nel corso della sua lunga esposizione l’arch. Maurizio Di Biase è stato interrotto due volte, dapprima per far presente che toglieva tempo e spazio ai cittadini venuti per intervenire e poi per far notare che la maggior parte dei presenti non capiva comunque i termini tecnici e giuridici della sua esposizione, essendo profana della materia, per cui era del tutto inutile che proseguisse.
L’ing. Antonino Fatello si è scusato per la presentazione troppo lunga del Programma Preliminare ed ha dato la parola ai cittadini nell’ordine in cui si erano prenotati.
È intervenuta per prima la sig.ra Procopio che ha dichiarato di essere residente in via Turania, una traversa di via Corchiano, che il PRINT prevede di collegare con la strada di fondovalle.
Si è dichiarata letteralmente spaventata dal collegamento con la strada di Fondovalle che a suo giudizio ha creato addirittura un disagio al quartiere “Tomba di Nerone”: le ragioni principali di questa sua contrarietà sono legate alla natura franosa del terreno, già riscontrata nel loro giardino di casa.
A questo punto l’ing. Antonino Fatello ha proposto di contenere tutti i successivi interventi nello spazio di tempo di 3 soli minuti: è stato fortemente contestato dal dott. arch. Rodolfo Bosi, che ha lamentato non solo il ritardo nell’inizio del dibattito, ma anche la lunghissima esposizione del PRINT che hanno dovuto sopportare i cittadini, di cui ora si pretendeva di contingentare e quindi comprimere in un ridicolo intervallo di tempo il loro sacrosanto diritto di intervenire.
Il dott. arch. Rodolfo Bosi ha detto senza mezzi termini che non intendeva accettare nella maniera più assoluta quella imposizione per cui a quelle condizioni rinunciava a fare il suo intervento: l’ing. Fatello ne ha dovuto prendere atto e ritirare la sua proposta.
Ad essersi prenotato per secondo è stato proprio il dott. arch. Rodolfo Bosi, che si è scusato con i presenti per i toni accessi di poco prima, giustificati però anche e soprattutto dal fatto che il Programma Preliminare del PRINT “Tomba di Nerone” tutto fa tranne che rispettare la legalità, oltre a presentare delle stridenti contraddizioni.
A tal ultimo riguardo ha messo in evidenza la contraddizione insita nella attuale procedura che è quella di consentire da un lato ai privati di partecipare al bando, offrendosi di realizzare una o più delle opere pubbliche previste nel Programma Preliminare, ma anche di far presentare dall’altro alto ai cittadini delle osservazioni che potrebbero essere accettate e modificare tanto alcune delle opere pubbliche così come previste quanto soprattutto le aree su cui poter edificare: a quest’ultimo riguardo ha fatto presente all’arch. Maurizio Di Biase di essersi dimenticato di dire che a chi si offre di realizzare a proprie spese un’opera pubblica viene concesso in cambio di costruire con una compensazione del 40% in più delle cubature.
L’arch. Maurizio Di Biase ha dovuto riconoscere al dott. Arch. Rodolfo Bosi che glielo ha chiesto non solo il “regalo” del 40% in più di cubature, ma anche la possibilità di effettuare opere di “ristrutturazione urbanistica” demolendo e ricostruendo altrove edifici esistenti, anche per consentire il collegamento di due o più strade fra di loro.
Ha poi contestato anzitutto lo stesso arch. Maurizio Di Biase perché aveva parlato delle “nuove infrastrutture a rete” che avrebbero dovuto riguardare non solo le “reti viarie”, ma anche le reti “idriche e fognarie”, quando invece di quest’ultime non c’è nemmeno l’ombra.
Il dott. arch. Rodolfo Bosi ha fatto sapere che è dal 1958 che abita nel quartiere, che ha visto quindi nascere e crescere in quella che allora era per lo più campagna in maniera del tutto abusiva, con case costruite in economica che avevano inizialmente la fossa biologica: ha ricordato che, quando la crescita delle case ha fatto diventare impossibile l’originario sistema fognario, i cittadini della “Toma di Nerone” si sono spontaneamente consorziati per raccordare le diverse fosse biologiche a dei collettori fino al più vicino corso d’acqua su cui scaricare a cielo aperto sia le acque nere (toilette) che le acque grigie (lavabi ecc.).
A dimostrazione che buona parte dei circa 50.000 abitanti del quartiere “Tomba di Nerone” (censiti nel 1990) scarica tutt’oggi a cielo aperto sul Fosso del Fontaniletto o della Crescenza (e di lì sul Tevere e poi direttamente in mare) ha portato il collettore quasi del tutto realizzato per la zona che gravita lungo via dei Due Ponti che scarica i liquami nel depuratore di Roma Nord: ha fatto però presente che a tutt’oggi il XV Municipio non ha le piante di dove camminano i diversi collettori fognari realizzati privatamente negli anni ’60-’70.
Il dott. Arch. Rodolfo Bosi ha messo in evidenza un altro aspetto dell’abusivismo che non è stato considerato nel PRINT e che riguarda i numerosi locali destinati originariamente a cantine e box auto, ma poi destinati a tutt’altro utilizzo: come esempio significativo ha portato il supermercato CONAD ricavato da uno scantinato sotto terra senza ingresso su via di Grottarossa, dove ogni mattina si blocca il traffico per causa dei camion che posteggiano in mezzo alla strada per scaricare la merce, non essendoci nessun ingresso separato per il carico e lo scarico della merce.
A tal riguardo il dott. Arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente che la collaborazione della 3° Università si è concretizzata nel lavoro fatto svolgere in diversi anni dal prof. Mari agli studenti del suo corso, che – oltre a non tener conto del quadro normativo a monte da rispettare né dell’utilizzo improprio dei locali a piano terra destinati a cantine e box auto – hanno però censito ogni singolo edificio del quartiere calcolandone in modo abbastanza approssimativo le cubature: ha messo in grande risalto che le volumetrie complessive calcolate con un tale rilevamento sono il doppio di quelle risultanti invece al XV Municipio, che non ha voluto rendersi conto che si tratta di evidenti maggiori metri cubi abusivi da dover accertare se non altro per far pagare a suo tempo l’ICI dovuta e comunque l’imponibile catastale ed avere così maggiori entrate nelle casse del Comune.
Riguardo alla legalità non rispettata il dott. arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente che il Programma Preliminare è uscito dai confini entro cui doveva essere redatto per prevedere una impossibile circonvallazione del quartiere a nord-est collegando via Bracciano con la strada chiamata della “ferratella” (per la presenza di una sorgente di acqua ferrosa) che cammina a valle in modo parallelo al Fosso del Fontaniletto fino a congiungersi con via di Grottarossa: ha messo in evidenza che chi l’ha progettata non ha tenuto in nessun conto anzitutto il suo andamento orografico, che dalla collina di via Bracciano (“precipita” sulla sottostante via Veientana dalla collina di via Bracciano (che prosegue peraltro costeggiando una necropoli di epoca etrusca), e soprattutto che l’intero tracciato vallivo ricade all’interno del parco regionale di Veio ed è destinato dal Piano Paesistico a tutela integrale.
Estratto della Tavola 2 della localizzazione delle opere
Come esempio ancora più eclatante della legalità non rispettata il dott. Arch. Rodolfo Bosi ha portato la centralità locale n. XX – 2 “Cassia/Tomba di Nerone”, individuata come tale nel vigente P.R.G. del 2008, grazie soprattutto alla proposta da lui fatta nel 1994 assieme al comitato di quartiere di spostare il mercato saltuario che tuttora si svolge ogni mercoledì sull’area privata a ridosso di via di Grottarossa: si tratta dell’unica area baricentrica lungo via al Sesto Miglio salvatasi miracolosamente dall’edificazione a ridosso delle scuola media “Edoardo De Filippo”, dove invece il Programma Preliminare del PRINT “Tomba di Nerone” ha concentrato la cosiddetta “ACE”, vale a dire l’Area di Concentrazione Edilizia, vanificando tutti gli anni di impegno del comitato di quartiere.
centralità locale n. XX – 2 “Cassia/Tomba di Nerone”
Estratto della Tavola 1 (Schema di assetto) – in giallo l’Area di Concentrazione Edilizia (ACE).
La proposta è stata all’epoca approvata all’unanimità dal Consiglio della allora XX Circoscrizione, che ha approvato allo stesso modo l’altra proposta della strada di fondovalle ideata sempre dal dott. arch. Rodolfo Bosi assieme al comitato di quartiere, con la finalità di consentire l’accesso a piedi alla futura area del mercato anche da via Vibio Mariano, attraverso le due strade a senso unico invertito di via Latera e via Corchiano, di cui non è stato però realizzato il collegamento con la strada di fondovalle.
A tal ultimo riguardo il dott. arch. Rodolfo Bosi ha voluto far presente alla sig.ra Procopio che l’aveva preceduto l’utilità del collegamento di via Corchiano con la strada di fondovalle, mettendo in rilievo che qualunque opera pubblica (strada, chiesa, scuola ecc.) va sempre ad incidere sulla proprietà di privati che hanno diritto di opporsi ma fino ad un certo punto, perché diversamente le stesse opere pubbliche dovrebbero essere fatte in cielo.
A questo punto l’Assessore Elisa Paris ha invitato garbatamente il dott. arch. Rodolfo Bosi a concludere il suo intervento, ma è stata contestata da un cittadino che le ha fatto presente che stava dicendo cose comunque interessanti.
Dovendo sintetizzare il resto del suo intervento, il dott. arch. Rodolfo Bosi ha fatto presente che per salvare il “cuore” della centralità locale, pur non condividendo come ambientalista l’idea di dover comunque prevedere altrove la “ACE” (l’Area di Concentrazione Edilizia), l’unica area alternativa dove spostare le future ulteriori cubature sembra essere solo quella in fondo a via Celleno, di cui è previsto nel PRINT un collegamento con via Vetralla da una parte e via Piansano dall’altra.
Il dott. arch. Rodolfo Bosi ha messo in evidenza che nell’unica piazza centrale del quartiere “Tomba di Nerone” dovrebbe essere spostato il mercato saltuario che però il PRINT prevede poco distante più a valle, davanti al Largo Sperlonga, alla fine della strada di fondovalle, dove tutto sommato potrebbe essere effettivamente sistemato, lasciando maggior spazio libero sulla piazza per esercizi pubblici e privati che la possano far vivere per tutto l’arco della giornata.
Ha infine messo in risalto l’esigenza di spostare nella baricentrica centralità locale l’unico ufficio postale attualmente ubicato su via di Grottarossa, in curva e con un parcheggio molto limitato di posti macchina, ma non nella piazza a fianco alla scuola media “De Filippo”, bensì a fianco della scuola elementare sull’area che prospetta sul proseguimento di via dei SS. Cosma e Damiano.
Il dott. arch. Rodolfo Bosi ha concluso il suo intervento facendo presente l’utilità di quell’incontro e di questa occasione, perché dà la possibilità ai cittadini della “Tomba di Nerone” di incontrarsi per condividere assieme le opere pubbliche che servono in assoluto (quanto meno inderogabilmente e prioritariamente) al quartiere, indipendentemente dal fatto che si realizzeranno a medio termine con finanziamenti privati o a lungo termine con i soldi pubblici.
È quindi intervenuta la sig.ra Grazia Salvatore, Vice Presidente del Comitato Cittadino per il XX Municipio (ora XV).
Ha voluto mettere in allarme dal rischio che il privato possa poi non rispettare l’impegno a realizzare l’opera pubblica ed ha citato come esempio significativo il caso del “Parco Volusia” che il costruttore Parnasi avrebbe dovuto cedere al Comune attrezzato a suo spese da ormai più di 5 anni, in cambio della compensazione delle cubature già realizzate ad EUR-Castelalccio, per far presente che si è fatto i suoi guadagni senza ancora avere consegnato il parco.
Ha fortemente criticato il proseguimento di via Bracciano per ottenere una circonvallazione del quartiere fino a via di Grottarossa, così come l’impossibile allargamento di via Cassia.
Ha fatto presente la necessità di realizzare gli accessi alla riserva naturale dell’Insugherata ed al parco pubblico dell’Inviolatella, nonché il congiungimento con navette alla rete del ferro.
Ha concluso il suo intervento affermando che il Comitato Cittadino per il XX Municipio non può sostenere questo PRINT.
È quindi intervenuto il sig. Luigino Procopio, anche lui residente in via Turania, che si è dichiarato nettamente contrario al collegamento di via Corchiano con la strada dio fondovalle per causa della natura franosa del terreno: ha fatto sapere di aver presentato 4 anni fa un esposto per denunciare il rischio della impossibilità di transito dei mezzi di soccorso in caso di necessità ed urgenza per causa proprio della poca larghezza di via Corchiano, che è tipica però di molte altre strade del quartiere perché sorto abusivamente (ed in particolare di quelle con accesso a pubblici servizi come via Fosso del Fontaniletto in caso di mezzi di soccorso che dovessero intervenire presso la scuola comprensoriale “Parco di Veio”).
Ha anche ammesso che non ha funzionato affatto il divieto di sosta che era riuscito a far mettere, ma non si è chiesto quale fosse una valida alternativa: non si può non osservare al riguardo come non sia arrivato a capire da solo che aprire a senso unico via Corchiano in un senso o nell’altro risolverebbe non solo il problema locale dell’accesso sicuramente più rapido dei mezzi di soccorso in caso di necessità, ma anche e soprattutto il problema più grande di quartiere di consentire l’accesso carrabile e pedonale da via Vibio Mariano all’unica piazza centrale dell’intera Tomba di Nerone dove sistemare in un futuro prossimo sia la Posta che funzioni sia pubbliche che private.
Quanto alla natura franosa del terreno, si deve far presente che le opere del PRINT sono solo previste senza che per esse sia stato redatto il relativo progetto, al quale soltanto spetta di risolvere in termini tecnici ed operativi un simile problema.
Ha chiesto ed ottenuto di intervenire il Prof. Mariano Mari della 3° Università di Roma, che ha tenuto a spiegare il lavoro in collaborazione che ha fatto svolgere ai suoi studenti affermando di avere attuato le previsioni del P.R.G. di Roma.
Ha rigettato le accuse del dott. Arch. Rodolfo Bosi sostenendo di avere contribuito alla redazione del Programma Preliminare in modo pienamente conforme alle norme, in particolare del P.R.G.: non si può non osservare al riguardo la violazione dei confini del PRINT e soprattutto delle prescrizioni di tutela integrale del Piano Paesistico che sono sovraordinate alle norme del P.R.G. del Comune di Roma.
Ha anche sostenuto che c’è stata una partecipazione a monte alla redazione del PRINT: è stato contestato pubblicamente dal dott. arch. Rodolfo Bosi di stare a dire una cosa assolutamente non rispondente al vero, dal momento che non può essere paragonato ad una “partecipazione” il lavoro svolto dagli studenti del prof. Mari, che avrebbero prodotto 90 proposte, fra le quali ha tenuto a precisare che c’è stata quella accolta nelle opere previste di un centro per la biodiversità.
Il Prof. Mariano Mari ha fatto però delle critiche al bando, che dovrebbe costituire una opportunità per innovare, sostenendo però che c’è stata una forte riduzione delle aspettative che si speravano dall’inizio: ha chiesto una proroga per consentire una ulteriore oltre che maggiore partecipazione dei cittadini.
A tal proposito ha fatto sapere di avere pubblicato un libro sul PRINT “Tomba di Nerone” che potrebbe essere utile per chi quel giorno ci ha capito poco e volesse approfondire certe tematiche.
Un cittadino gli ha chiesto di sapere perché è stato cambiato il progetto della centralità locale, prevedendovi l’Area di Concentrazione Edilizia (ACE): il prof. Mari non ha risposto.
L’ing. Antonino Fatello è intervenuto a quel punto per affermare di voler prendere per “costruttive” sia le osservazioni del dott. Arch. Rodolfo Bosi che quelle del prof. Mariano Mari e per sostenere che manderà avanti solo ciò che è nel P.R.G. di Roma.
È quindi intervenuto il sig. Ricci Massimo che ha esordito affermando che avrebbe detto cose non in linea con chi l’ha preceduto: ha proseguito facendo sapere che condivide le opere pubbliche previste da n. 1 a n. 15, relative ai nuovi tratti stradali, mentre lo spaventano le opere pubbliche previste dal n. 16 al n. 37 che riguardano adeguamenti ed allargamenti delle infrastrutture a rete viaria esistenti, perché non debbono assolutamente servire a correre di più.
Vorrebbe che le macchine andassero a 30 Km l’ora, che ci fossero parcheggi sufficienti e che si pagasse per entrare in città.
Ha fatto sapere di abitare in via dei Due Ponti e di essere contrario a qualunque allargamento ed a qualunque rotatoria: a suo giudizio la strada di fondovalle ha intasato il traffico ed ha contribuito anche a far alluvionare la zona !
Ha aggiunto che sarebbe gravissimo cementare le “piazze”, interrogandosi addirittura su <<che bisogno c’è delle piazze>>.
Si è dichiarato favorevole ai percorsi ciclopedonali, alla biblioteca ed agli asili nido, dichiarando poi che non sa cosa sia una ludoteca.
È intervenuto poi il sig. Filippo Petrilli, che ha fatto sapere di abitare in via Bracciano da bambino e di voler andare a monte di questo progetto, sostenendo che i cittadini hanno bisogno di “risposte”, perché <<abbiamo bisogno di “ristrutturare” zone sorte abusivamente che potrebbero però anche rimanere così come sono>>.
Ha lamentato che <<non siamo riusciti a collegare il Grande Raccordo Anulare con via dio grotta rossa>> all’altezza dell’Ospedale S. Andrea: ha messo in evidenza l’esigenza di studiare bene e meglio il territorio.
A tal ultimo riguardo ha fatto presente il nodo di traffico che si crea all’incrocio della via Cassia con via di Grottarossa e che a suo dire potrebbe essere risolto in meglio allargando la strada verso l’area commerciale, per ricavare un senso diretto sempre verde di marcia verso Roma.
Ha affermato che <<con un decimo delle cifra da spendere e con interventi mirati miglioreremmo molto di più la vita del quartiere, ma purtroppo non riusciamo a cambiare mentalità>>.
È quindi intervenuto l’arch. Francesco Parisi, Responsabile della comunicazione del Comitato Cittadino Grottarossa-Parco di Veio, che si è costituito, 6 mesi fa.
Ha premesso che il Comitato ha studiato a fondo le criticità del quartiere ed ha fatto presente che <<un processo partecipativo non si può concludere in qualche giorno>>: ha affermato che <<a questo Print manca l’anima>> e che <<un processo di questo tipo necessita di un cambio di rotta>>, facendo presente che <<stasera abbiamo sollevato una serie di bisogni>>.
Ha messo in evidenza che nel PRINT si è fatta una certa confusione, perché una cosa è il “parco urbano” (come ad esempio il parco della pace o “parco Papacci”) ed altra cosa è un parco regionale (come quello di Veio).
Ha aggiunto che <<non è chiara la “filosofia” del PRINT e l’individuazione delle proprietà>>, precisando che <<il fatto di rivedere tempi e modi e farci diventare “attori” di questo processo è importante, specie adesso che c’è una amministrazione che si è dichiarata più sensibile proprio a questo processo>>.
Ha concluso il suo intervento facendo sapere che il prossimo 17 aprile il Comitato terrà un incontro per approfondire tutto.
È quindi intervenuta la sig.ra Gabriella Aureli, che ha detto di non avere competenze tecniche ma di parlare come comproprietaria dell’area libera in fondo a via Celleno, per evidenziare le seguenti 3 cose.
1 – Ha sostenuto che <<questo piano è stato fatto da chi non conosce questo territorio>>, perché diversamente non avrebbe previsto una ludoteca con annesso parcheggio in questo modo così inficiante.
2 – Ha fatto presente che <<prima di fare cose non richieste dai cittadini, bisogna curare i servizi essenziali per la zona>>, come strade e fogne, curando l’assetto idrogeologico: ha aggiunto in modo polemico che invece <<ci volete ulteriormente allagare con il cemento>>.
È stata a questo punto contestata dall’arch. Antonietta Gabriella Cristofalo, responsabile Urbanistica ed Edilizia Privata del XV Municipio, progettista fra gli altri del PRINT, a sua volta contestata violentemente da un parente della sig.ra Gabriella Aureli.
3 – Si è infine chiesta in termini di convenienza quale sia il “ritorno” ed ha fatto presente che è quello dei <<costruttori che stanno aspettando che questo “boccone” gli vada in bocca>>.
Ha concluso il suo intervento, che è stato l’ultimo, facendo sapere che la famiglia Aureli ha presentato ufficialmente una relazione con cui spiega perché boccia tutto questo.
Ha concluso il dibattito l’Assessore Elisa Paris che ha voluto fare la seguente serie di precisazioni su ciò che anche lei ha dovuto ereditare.
1 – Ha messo in evidenza che il Programma Preliminare è stato adottato dalla Giunta dell’allora Presidente Gianni Giacomini al termine di un lavoro che è stato fatto da un punto di vista solo “tecnico” senza tener conto di ciò che deve essere sempre mandato avanti da un punto di vista “politico”, per cui il PRINT non è stato mai portato alla conoscenza ed alla approvazione anche del Consiglio dell’allora XX Municipio.
È stato poi approvato dalla Giunta dell’allora Sindaco Gianni Alemanno in coincidenza delle elezioni.
2 – Ha fatto sapere di aver partecipato alle riunioni del Comitato Cittadino per il XX Municipio (ora XV), esprimendo già in quella sede le sue perplessità: a tal riguardo ha messo in risalto che il Print così come redatto costituisce comunque una “proposta” preliminare che <<possiamo quindi modificare>>, mentre c’è vigente il Piano-Casa che cammina da sé e si può sfruttare.
3 – Ha quindi evidenziato che <<noi dobbiamo “governare” questo processo, ma non va di certo bene se i proprietari di oggi vendono poi al costruttore di domani in contrasto con le critiche da loro stesso portate nel corso di questo incontro. Noi andiamo appresso ad ogni modo alle proposte dei cittadini che facciamo eventualmente proprie e restiamo aperti alle priorità delle opere pubbliche utili a tutti>>.
4 – Ha chiuso il suo intervento facendo sapere che formalizzerà la proposta di proroga dei tempi richiesta dal prof. Mariano Mari.
L’ing. Antonino Fatello ha dichiarato di condividere quanto detto dall’Assessore Paris, ha ringraziato tutti ed ha così chiuso l’incontro pubblico che si è protratto fino alle ore 20,00 passate.