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Timestamp: 2020-06-01 21:31:56+00:00
Document Index: 54736057

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'in fine', 'e contrario']

Mercoledì 19 luglio 2006 - Comm. V
V Commissione - Resoconto di mercoledì 19 luglio 2006
Mercoledì 19 luglio 2006. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.
Partecipazione italiana alle missioni internazionali.
C. 1288-A Governo ed emendamenti.
(Esame e conclusione - Nulla osta e parere su emendamenti).
Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, ricorda che il provvedimento, recante disposizioni per la partecipazione italiana alle missioni internazionali, è stato esaminato dalla Commissione bilancio nelle sedute del 12 e del 13 luglio 2006. Nella seduta del 12 luglio 2006, il rappresentante del Governo aveva segnalato che per mero errore materiale l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 4, risultava sottostimata per un importo pari a 100.000 euro, rilevando la necessità di aggiornare la suddetta autorizzazione di spesa e la relativa copertura finanziaria di cui all'articolo 3. Alla luce dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, la
Commissione bilancio aveva espresso un parere favorevole con due condizioni. La prima volta ad integrare l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 10, con l'indicazione dell'esercizio finanziario 2006, e la seconda volta a modificare l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 4, e la relativa copertura finanziaria. In seguito alla richiesta di riesame del parere reso inoltrata dal Presidente della Commissione difesa, la Commissione bilancio si è nuovamente espressa sul provvedimento nella seduta del 13 luglio 2006. In quella occasione, il Governo ha fornito ulteriori elementi di chiarimento precisando che l'errore materiale relativo alla quantificazione degli oneri derivanti dall'articolo 2, comma 4, in seguito ad una ulteriore verifica da parte dei competenti uffici del Ministero della difesa, derivava dall'inserimento, nella relazione tecnica, di oneri di importo pari a 100.000 euro che in realtà, avendo carattere «una tantum», non si riprodurrebbero nel secondo semestre dell'anno in corso. Alla luce del predetto chiarimento, la Commissione bilancio ha proceduto alla revoca del precedente parere, per la parte in cui si prevedeva la corruzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 4 e della relativa copertura finanziaria di cui all'articolo 3. Nella stessa data del 13 luglio 2006, le Commissioni di merito riunite (esteri e difesa) hanno concluso l'esame del provvedimento, recependo la condizione formulata dalla Commissione bilancio, ed apportando ulteriori modifiche di coordinamento formale che non presentano profili problematici dal punto di vista finanziario.
Con riguardo agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, ne segnala alcuni la cui quantificazione o copertura appare carente o inidonea. Nel dettaglio, fa riferimento all'emendamento 2.29 Gamba, osservando che esso differisce al 31 dicembre, la data ultima per il rientro della missione Antica babilonia, e, contemporaneamente , incrementa la relativa autorizzazione di spesa. Alla relativa copertura, di circa 100 milioni di euro, si provvede a valere sul Fondo per le missioni internazionali di cui all'articolo 1, comma 97, della legge n. 266 del 2005 che, tuttavia, non reca le necessarie disponibilità. Fa poi riferimento agli emendamenti 2.1 e 2.2 Gasparri e 2.4 Cicu, che prorogano al 31 dicembre la missione internazionale Antica babilonia senza prevedere alcuna quantificazione dell'onere conseguente né provvedere alla relativa copertura, nonchè agli emendamenti 2.7 Cossiga e 2.3 Gasparri, che eliminano l'indicazione del termine ultimo per il rientro del contingente impegnato in Iraq.
Segnala poi i seguenti emendamenti per i quali ritiene opportuno acquisire l'avviso del Governo. Nella specie, gli emendamenti 1.16 e 2.9 Cossiga prevedono che la missione in Afghanistan non escluda l'impiego di reparti italiani in azione di combattimenti anche non difensivi. Al riguardo, chiede di acquisire l'avviso del Governo se tale modifica sia suscettibile di determinare ulteriori nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. L'emendamento 2.101 Governo modifica, compensativamente, le autorizzazioni di spesa relative alla missione Antica babilonia e ISAF di cui, rispettivamente, ai commi 1 e 3 dell'articolo 2. Al riguardo, chiede che il Governo chiarisca le ragioni della suddetta rideterminazione delle autorizzazioni di spesa rispetto a quanto previsto e quantificato dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge. L'emendamento 2.20 Cannavò prevede la soppressione del comma 4, dell'articolo 2, per cui verrebbe meno la proroga della missione nel golfo arabico, senza, tuttavia, recare alcuna disposizione in ordine al rientro del contingente militare. Al riguardo, chiede di acquisire l'avviso del Governo in ordine agli effetti finanziari a carico del bilancio dello Stato che potrebbero derivare dall'attuazione della proposta emendativa. L'emendamento 2.100 Governo estende al personale dell'Arma dei Carabinieri in servizio di sicurezza presso la sede diplomatica di Kabul, l'indennità di missione, nella misura del 98 per cento, di
cui al regio decreto n. 941 del 1926. Al riguardo, chiede che il Governo chiarisca se dalla disposizione derivino nuovi o maggiori oneri e se ai medesimi possa farsi fronte con le risorse già previste a legislazione vigente. L'emendamento 2.30 Gamba assegna al Ministero della difesa il compito di attuare un programma di addestramento logistico e militare a sostegno della Guardia costiera irachena. Al riguardo, chiede di acquisire l'avviso del Governo in ordine agli effetti finanziari a carico del bilancio dello Stato che potrebbero derivare dall'attuazione della proposta emendativa. Segnala quindi che i restanti emendamenti trasmessi non sembrano presentare profili problematici dal punto di vista finanziario.
Il sottosegretario Mario LETTIERI esprime parere contrario sugli emendamenti 1.15, 1.16, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.7, 2.9, 2.20, 2.29 e 2.30 in quanto suscettibili di comportare oneri aggiuntivi. Con riguardo agli emendamenti 2.100 e 2.101, precisa che le disposizioni recate dagli stessi riguardano la vicenda del trasferimento del fronte operativo di tre elicotteri del tipo «Predator» che, secondo un primo intendimento avrebbero dovuto essere spostati in Afghanistan. Una decisione successiva ha invece stabilito che essi resteranno in Iraq per poi rientrare in Italia. Di conseguenza segnala, consegnando apposita documentazione (vedi allegato), che le motivazioni relative alla presentazione dell'emendamento 2.101 consistono nella rideterminazione delle autorizzazioni di spesa recati di cui ai commi 2 e 1 dell'articolo 2 del disegno di legge, resasi necessaria a seguito del constatato erroneo inserimento della voce di spesa «Predator» nella scheda tecnica n. 30 relativa alla missione ISAF in Afghanistan, anziché nella scheda n. 29 relativa alla missione Antica Babilonia in Iraq. Con riguardo all'emendamento 2.100, esprime parere favorevole a condizione che si precisi che i conseguenti oneri, quantificabili in 80 mila euro, vengono coperti con lo stanziamento di 40 mila euro a carico dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e di 40 mila euro a carico dello stato di previsione del Ministero delle Politiche agricole.
Giorgio LA MALFA (Misto) ritiene che il Governo non possa rispondere alle richieste di chiarimento avanzate relativamente alla questione concernente il trasferimento degli elicotteri «Predator» come se si trattasse di un mero problema di ordine tecnico quando, in realtà, si è in presenza di una decisione politica.
Il sottosegretario Mario LETTIERI ribadisce che si è dovuto correggere un errore di carattere tecnico.
Giorgio LA MALFA (Misto) insiste sul fatto che si tratta di una questione politica, e non di un mero errore tecnico.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che la Commissione è tenuta ad esprimersi sugli aspetti di sua competenza, mentre sulle questioni più squisitamente politiche si potrà discutere in Assemblea.
Marino ZORZATO (FI) afferma che il Governo tende a coprire una questione di estrema rilevanza politica adducendo un mero errore tecnico.
Gaspare GIUDICE (FI), pur dichiarando di non condividere il contenuto degli emendamenti 2.9 e 2.20, chiede che il Governo chiarisca quali siano i conseguenti effetti finanziari, che non sembrano in realtà sussistenti. Rileva, al riguardo, che il Governo non si può nascondere dietro un parere contrario concernenti i profili finanziari per nascondere retrostanti scelte, politiche di fondo.
Il sottosegretario Mario LETTIERI ritiene che la sede idonea per affrontare il dibattito sul contenuto politico delle proposte sia, a questo punto, l'Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, ribadisce che la Commissione così come il Governo, almeno in questa sede, si deve concentrare nell'esame dei profili finanziari delle proposte emendative.
Gianluigi PEGOLO (RC-SE) chiede anzitutto se la disposizione recata dalla proposta emendativa deve intendersi nel senso che i tre elicotteri «Predator» resteranno in Iraq fino alla fine della missione ovvero per un periodo diverso. Chiede inoltre, con riguardo all'emendamento 2.20, constatata la contrarietà politica del Governo, se le spese derivanti dalle procedure di rientro in Italia non potrebbero essere compensate dalle minori spese derivanti dalla fine anticipata della missione.
Lino DUILIO, presidente, al riguardo, chiede al Governo di chiarire, in sostanza, se la procedura di rientro comporterebbe oneri maggiori del completamento della missione fino al termine previsto.
Il sottosegretario Mario LETTIERI, con riguardo all'emendamento 2.20, ammette che si potrebbe anche esprimere un parere di nulla osta in quanto vi è difficoltà di quantificare precisamente gli oneri conseguenti.
Lino DUILIO, presidente, ritiene che a questo punto il Governo debba esprimersi con altrettanta chiarezza sugli effetti finanziari degli emendamenti 1.16 e 2.9, posto che l'emendamento 1.15 non sembra comunque porre problemi di questa natura.
Il sottosegretario Mario LETTIERI, ribadisce la contrarietà del Governo sugli emendamenti 1.16 e 2.9 in quanto anche in relazione a tali proposte emendative il mutamento dei compiti potrebbe comportare nuovi oneri finanziari.
Andrea RICCI (RC-SE) ritiene che la motivazione del Governo relativa al parere contrario, che condivide, sugli emendamenti 1.16 e 2.9 deriva dal fatto che il mutamento delle regole militari di ingaggio comporterebbe di per se un potenziamento delle attuali strutture e degli strumenti per adeguarli ai nuovi obiettivi.
Lino DUILIO, presidente, avvertendo che non si può esaminare un atto sulla base di interpretazioni e presunzioni relative alle motivazioni dello stesso, chiede al Governo per il futuro di mettere la Commissione in condizione di valutare in modo consapevole i profili finanziari degli atti all'esame.
Michele VENTURA (Ulivo) chiede al Governo di fornire ulteriori chiarimenti in modo da non indurre il relatore a pronunciarsi in termini contrastanti per l'assenza di argomentazioni sufficientemente motivate. Invita pertanto il Governo a fare una rapida verifica.
Adriano MUSI (Ulivo), presume che al mutamento di obiettivo della missione dovrebbero conseguire anche maggiori oneri, per cui sembra convincente la ricostruzione e il parere contrario espresso dal Governo.
Giorgio LA MALFA (Misto) ritiene che la Commissione bilancio non possa limitarsi ad assumere le valutazioni del Governo, senza verificare la verosimiglianza di quanto affermato dall'esecutivo.
Il sottosegretario Mario LETTIERI ribadisce di non disporre di elementi sufficienti per affermare con certezza che l'accoglimento dell'emendamento 2.20 determinerebbe nuovi oneri.
Giorgio LA MALFA (Misto) auspica che anche con l'assistenza degli uffici si chiarisca le questioni emerse.
Lino DUILIO, presidente, sottolinea l'esigenza che il Governo fornisca puntuali elementi di chiarificazione degli eventuali effetti finanziari dei provvedimenti e degli
emendamenti all'esame. Formula quindi la seguente proposta di parere:
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo per cui dall'attuazione delle disposizioni previste nell'emendamento 2.100 derivano nuovi oneri quantificati nell'ordine di 80 mila euro e delle motivazioni che giustificano le variazioni prospettate dall'emendamento 2.101 alle autorizzazioni di spesa di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 2;
sull'emendamento 2.100, a condizione che lo stesso sia riformulato nei seguenti termini, al fine di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
Al comma 23, lettera b), aggiungere in fine le parole: «, nonché per il personale dell'Arma dei Carabinieri in servizio di sicurezza presso la sede diplomatica di Kabul.»; conseguentemente, all'articolo 3, comma 1, sostituire le parole: «euro 488.039.565» con le seguenti: «euro 488.119.565» e le parole: «euro 30.181.565» con le seguenti: «euro 30.261.565» e le parole: «euro 642.000» con le seguenti: «euro 682.000» e le parole: «euro 5.000.000» con le seguenti: «euro 5.040.000».
sugli emendamenti 1.16, 2.29, 2.1, 2.2, 2.7, 2.3, 2.4, 2.9 e 2.30, in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2011.
(Rinvio del seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 118-bis del regolamento).
Giorgio LA MALFA (Misto), fa presente che in Assemblea è già iniziata la discussione sul disegno di legge e che, pur non procedendosi a immediate votazioni, il provvedimento ha un tale rilievo politico per cui richiede formalmente che si aggiorni la seduta per il prosieguo dell'esame del DPEF in modo da consentire a tutti i deputati di intervenire in Assemblea.
Marino ZORZATO (FI) conviene con la proposta dell'onorevole La Malfa e chiede che il seguito dell'esame del DPEF sia rinviato nel prosieguo della giornata alla luce dell'andamento dei lavori dell'Assemblea.
Lino DUILIO, presidente, prende atto delle richieste avanzate ed avverte che gli altri punti all'ordine del giorno, ivi compreso l'esame del DPEF, saranno svolti in altra seduta da definire, comunque nel corso della giornata odierna.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 10.30 alle 10.35.
Mercoledì 19 luglio 2006 - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.
Nuovo testo C. 525-bis.
Dante BORDO (Ulivo), relatore, rileva che il provvedimento, di iniziativa parlamentare, e non corredato da relazione tecnica, reca disposizioni per l'applicazione dell'istituto dell'indulto.
In particolare, il provvedimento, che consta di un solo articolo, dispone la concessione dell'indulto per tutti i reati commessi fino al 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni e per le pene detentive e non superiore a 10 mila euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. Vengono inoltre individuate le fattispecie per le quali l'indulto è escluso.
Per quanto concerne i profili di competenza della Commissione, rileva la necessità di acquisire l'avviso del Governo circa le conseguenze di carattere finanziario derivanti dalla previsione della concessione dell'indulto per le pene pecuniarie le quali, ricorda, affluiscono al capitolo 2301 dello stato di previsione dell'entrata.
Nel predetto capitolo 2301 sono iscritte, nel bilancio per il 2006, risorse in conto competenza per un importo pari a 1.557.760.000 euro, mentre nel bilancio per il 2005 erano iscritte risorse per un importo di 1.447.760.000 euro.
Peraltro, dal rendiconto generale dello Stato per l'anno 2005, nel predetto capitolo 2301 nello scorso esercizio finanziario risultavano versati soltanto 151,4 milioni di euro, mentre rimarrebbero da versare 23,9 milioni di euro e da riscuotere 593,8 milioni di euro.
Ricorda poi che in occasione dell'esame del disegno di legge C. 458-A, recante disposizioni in materia di amnistia e indulto, il quale recava, tra le altre, disposizioni volte alla concessione dell'indulto anche alle pene pecuniarie non superiori a 10 mila euro, era emerso che la suddetta previsione era suscettibile di determinare effetti finanziari in termini di minori entrate per il bilancio dello Stato.
Il Governo aveva in particolare evidenziato la necessità di sopprimere il riferimento alle pene pecuniarie.
Conseguentemente, la Commissione, nel parere espresso in data 12 gennaio 2006, aveva formulato una condizione, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, tesa a sopprimere la concessione dell'indulto anche alle pene pecuniarie.
Considerato che anche il provvedimento in esame prevede la concessione dell'indulto anche alle pene pecuniarie di misura non superiore a 10 mila euro, chiede di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla questione se anche nel caso in esame possano riscontrarsi i medesimi profili finanziari in termini di minori entrate per il bilancio dello Stato rilevati in riferimento al disegno di legge C. 458-A.
Ricordare che una valutazione del Governo dovrebbe assumere anche le eventuali minori spese a carico del bilancio dello Stato derivanti dalla riduzione del numero dei soggetti reclusi e chiarire se le stesse risulterebbero eccedenti rispetto alle eventuali minori entrate al fine di compensare gli effetti.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA esprime il parere favorevole del Governo sul provvedimento, evidenziando che gli
effetti finanziari in termini di minori entrate per il bilancio dello Stato derivanti dalla concessione dell'indulto anche alle pene pecuniarie risulta compensata dalla riduzione dei costi derivanti dalla riduzione della popolazione carceraria derivante dal provvedimento.
Alberto GIORGETTI (AN) ritiene che l'applicazione dell'indulto anche alle pene pecuniarie determini una riduzione di entrate a fronte della quale non vi sarebbe certezza sui risparmi che il Governo ritiene di conseguire dalla riduzione della popolazione carceraria. Ritiene quindi che nella proposta di parere debba essere inserita una condizione ai sensi dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione finalizzata a rendere effettiva la copertura dei costi del provvedimento.
Gaspare GIUDICE (FI), condividendo in parte le considerazioni dell'onorevole Giorgetti, ritiene che, qualora si voglia inserire una simile condizione ai sensi dell'articolo 81, comma 4, della Costituzione, bisognerebbe effettuare un'analisi puntuale dei profili finanziari chiedendo al Governo di presentare una puntuale relazione tecnica. Nel caso contrario, si dovrebbe fare affidamento sulle assicurazioni del Governo in merito ai presunti effetti compensativi non ponendo, pertanto, la suddetta condizione.
Lino DUILIO, presidente, chiede al Governo di fornire ulteriori elementi conoscitivi riguardanti gli annunciati effetti compensativi.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA precisa, con riguardo ai possibili effetti finanziari derivanti dall'applicazione dell'indulto anche per le pene pecuniarie, che l'indulto non si applica ad un numero rilevante di reati tassativamente indicati nel provvedimento in esame; che l'indulto è concesso per le sole pene pecuniarie non superiori a 10 mila euro; che quindi la concessione dell'indulto anche alle pene pecuniarie determina effetti finanziari in termini di minori entrate per il bilancio dello Stato non di rilevante entità, peraltro non quantificabili per la natura promiscua del capitolo di entrata 2301, dal quale è difficile scorporare la parte relativa alle pene pecuniarie; che occorre valutare la compensatività degli effetti finanziari tra le minori entrate derivanti dall'indulto per le pene pecuniarie ed i risparmi derivanti dalla riduzione della popolazione carceraria, il cui numero può essere ragionevolmente stimato in 12 mila unità; che la diminuzione della popolazione carceraria derivante dal provvedimento, comporta una riduzione solo parziale dei costi per la gestione del sistema carcerario, con esclusione dei costi fissi, e che tale riduzione è stata quantificata con riferimento al solo costo del pasto giornaliero ai detenuti nella misura pro capite di 3 euro. Tutto ciò premesso, ritiene prudenzialmente che il risparmio derivante dalla riduzione della popolazione carceraria può essere stimato in 12.960.000,00 euro su base annua. Ritiene quindi che tale risparmio possa adeguatamente compensare le minori entrate derivanti dall'applicazione dell'indulto per le pene pecuniarie.
Dante BORDO (Ulivo), relatore, anche sulla base dei chiarimenti forniti dal Governo, formula la seguente proposta di parere:
esaminato il nuovo testo del provvedimento elaborato dalla Commissione di merito;
Alberto GIORGETTI (AN) preannuncia il suo voto contrario, in quanto non ritiene
vi siano sufficienti elementi di valutazione per assicurare la neutralità finanziaria del provvedimento ed in quanto ritiene che vi sia una disparità evidente di tale proposta di parere con il parere contrario già reso in materia dalla Commissione bilancio il 12 gennaio 2006, pur non essendo mutati gli elementi di riferimento.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.35 alle 16.25.
Marco CALGARO (Ulivo), relatore, osserva che lo schema di decreto legislativo in esame reca disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 152/2006, in materia ambientale. Il provvedimento è corredato di relazione tecnica. Con riguardo alla verifica delle quantificazioni, rileva che l'articolo 1 reca modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, emanato in attuazione della delega contenuta all'articolo 1, comma 1, della legge n. 308/2004, che ha determinato un riordino della normativa in materia ambientale, da attuare, secondo le disposizioni dell'articolo 2, comma 3, del medesimo decreto, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
L'articolo 1 della citata legge delega n. 308 ha infatti conferito una delega per l'emanazione di decreti legislativi di riordino della materia ambientale. Il comma 6 del medesimo articolo ha previsto la possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive dei predetti decreti, entro due anni dalla data di entrata in vigore degli stessi e nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi stabiliti per la loro emanazione, tra i quali figura quello della invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. La legge ha inoltre previsto che le disposizioni correttive siano adottate sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, che individua le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le ragioni dell'intervento normativo proposto.
Lo schema di decreto legislativo in esame, oltre ad apportare una modifica all'articolo 170 del citato decreto legislativo n. 152/2006, in materia di Autorità di bacino, dispone in merito ai termini entro i quali dovranno essere adottare i decreti correttivi del medesimo decreto legislativo n. 152.
In particolare, le norme prevedono: la definizione al 31 gennaio 2007 del termine entro il quale adottare il decreto correttivo del decreto legislativo n. 152/2006, fatto salvo quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 1 della legge n. 308/2004 (comma 1); la definizione al 30 novembre 2006 del termine entro il quale, con apposito decreto legislativo, sono indicate le disposizioni delle parti terza e quarta del decreto legislativo n. 152/2006 - concernenti
i settori delle acque, dei rifiuti e delle bonifiche - che continuano ad applicarsi e quelle abrogate (comma 2).
La relazione introduttiva riferisce che già nella primissima fase di attuazione del decreto legislativo n. 152 è emersa la necessità di apportarvi alcune modifiche riguardanti, tra l'altro, le violazioni e i pericoli derivanti dall'errato o non completo recepimento della normativa comunitaria, con particolare riferimento alla normativa dei rifiuti e delle acque. La determinazione dei predetti termini per i decreti correttivi andrebbe quindi collegata alla necessità di intervenire in tal senso. La relazione introduttiva fa infatti presente che già le norme di diretta applicazione relative ai rottami ferrosi, contenute nella legge delega n. 308/2004, hanno comportato l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, e il decreto legislativo n. 152/2006, essendo elaborato sui medesimi principi e criteri direttivi, aggrava la posizione di violazione dell'Italia. Inoltre, si evidenzia nella relazione che sono state oggetto di contestazione da parte della Commissione Europea anche talune disposizioni riguardanti terre e rocce da scavo di cui all'articolo 186 del decreto legislativo n. 152/2006; la proroga delle Autorità di bacino fino al 31 dicembre 2006 e la validità degli atti da esse compiute dal 30 aprile 2006 alla data di entrata in vigore del decreto in esame (comma 3).
Ricorda che l'articolo 63 del decreto legislativo n. 152/2006 ha disposto la soppressione, a far data dal 30 aprile 2006, delle Autorità di bacino previste dalla legge n. 183/1989 ed il trasferimento delle relative funzioni alle Autorità di bacino distrettuale, disciplinate dalla parte terza del medesimo decreto legislativo n. 152. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la funzione pubblica, si sarebbe dovuto procedere, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della parte terza del predetto decreto, alla definizione dei criteri e delle modalità per l'attribuzione o il trasferimento del personale e delle risorse patrimoniali e finanziarie.
La relazione introduttiva al provvedimento in esame chiarisce che, pur essendo stata disposta la soppressione delle Autorità di bacino a decorrere dal 30 aprile 2006, le nuove Autorità non sono state ancora rese operanti; da qui la necessità di una norma transitoria per evitare vuoti normativi ed incertezze interpretative.
Il comma 4 prevede che dall'attuazione del decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La relazione tecnica ribadisce che le disposizioni non comportano alcun onere a carico del bilancio dello Stato né in generale per la finanza pubblica. Infatti i commi 1 e 2 determinano i termini entro i quali emanare i decreti correttivi mentre la disposizione del comma 3 non prevede alcun onere, trattandosi di un mero differimento di una disposizione in materia di Autorità di bacino, che già nel decreto legislativo n. 152/2006 non comportava alcun onere.
In proposito, ricorda che la relazione tecnica riferita all'articolo 63 del citato decreto legislativo riferiva che l'istituzione delle Autorità di bacino distrettuale non comportavano oneri aggiuntivi in quanto esse sostituivano le soppresse Autorità di bacino di cui alla legge n. 183/1989.
Al riguardo, osserva che il comma 1 dell'articolo 1 fa salvo quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 1 della legge n. 308/2004; rileva che andrebbe in proposito confermato se, come sembrerebbe dal tenore del rinvio, quest'ultimo abbia, in particolare, la finalità di ribadire il vincolo del rispetto, nell'emanazione dei decreti correttivi, dei principi e dei criteri direttivi fissati dalla stessa legge delega, ivi compreso quello relativo all'invarianza degli oneri per la finanza pubblica.
Con particolare riferimento al comma 3 dell'articolo 1, pur considerando la clausola di invarianza di cui al comma 4, ritiene utile acquisire conferma dal Governo che la sanatoria degli atti posti in essere dalle Autorità di bacino dal 30
aprile 2006 alla data di entrata in vigore del decreto non comporti alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica, in relazione ad eventuali attività esercitate dalle medesime Autorità nel periodo in questione.
Il sottosegretario Mario LETTIERI esclude al riguardo che dal provvedimento possano derivare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato. Si riserva, comunque, di fornire ulteriori elementi in altra seduta.
Lino DUILIO, presidente, rinvia alla seduta di domani il seguito dell'esame e avverte che non è ancora pervenuto il parere della Conferenza unificata.