Source: http://www.geometra.info/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-25-gennaio-2010-n-34-regolamento-recante-organizzazione-e-funzionamento-del-centro-per-i-libri-e-la-lettura-a-norma-dellarticolo-2-comma-1-del-decreto/
Timestamp: 2018-05-21 12:46:01+00:00
Document Index: 171692434

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 17', 'art.  8', 'art. 17', 'art.  2', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 4', 'art.\n23', 'art.  33', 'art. 2', 'art.  7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art.  19', 'art.\n2', 'art. 12', 'art.  20', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 30', 'art.  24', 'art.  24', 'art. 4', 'art. 19', 'art.  3', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 15', 'art.  50', 'art. 33', 'art. 50', 'art. 12', 'art.  1', 'art. 40', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 3']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 gennaio 2010, n. 34 - Regolamento recante organizzazione e funzionamento del Centro per i libri e la lettura, a norma dell'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. - (10G0046) (GU n. 57 del 10-3-2010 | Geometra.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 gennaio 2010, n. 34 – Regolamento recante organizzazione e funzionamento del Centro per i libri e la lettura, a norma dell’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. – (10G0046) (GU n. 57 del 10-3-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 gennaio 2010, n. 34 - Regolamento recante organizzazione e funzionamento del Centro per i libri e la lettura, a norma dell'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. - (10G0046) (GU n. 57 del 10-3-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/03/2010
Regolamento recante organizzazione e funzionamento del Centro  per  i
libri e la lettura, a norma dell’articolo 2, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. (10G0046)
Visto il decreto legislativo 8 gennaio 2004,  n.  3,  e  successive
Visto il regio decreto 18 novembre  1923,  n.  2440,  e  successive
Visto il regio  decreto  23  maggio  1924,  n.  827,  e  successive
Vista la legge 29 ottobre 1984, n. 720, e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996,  n.  545,  convertito,  con
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n.  279,  e  successive
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9  novembre  1998,
n. 439;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 2003, n.
modificazioni, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio;
Visto il decreto del Ministro per i beni e le  attivita’  culturali
in data 28 ottobre 2005, con il quale e’ stato  istituito  l’Istituto
n. 233, e successive modificazioni, ed in particolare l’articolo 15;
Visto l’articolo 2, comma 409, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(legge finanziaria 2008), e successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009,  n.
91, ed in particolare l’articolo 2, comma 1;
in data 20 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  184
del 10 agosto 2009, recante articolazione degli  uffici  dirigenziali
di livello non generale dell’amministrazione  centrale  e  periferica
in data 28 luglio 2009, con il quale e’ stata definita la graduazione
delle funzioni dirigenziali di seconda fascia, in linea con la  nuova
articolazione degli uffici  dirigenziali  di  livello  non  generale,
adottata con il citato decreto ministeriale 20 luglio 2009;
Sentito  il  Consiglio   superiore   per   i   beni   culturali   e
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 26 novembre 2009;
1. Il Centro per il libro  e  la  lettura,  di  seguito  denominato
«CLL», con sede in Roma, e’ Istituto  che  afferisce  alla  Direzione
generale per le biblioteche, gli istituti  culturali  ed  il  diritto
d’autore;  esso   gode   di   autonomia   scientifica,   finanziaria,
organizzativa e  contabile  ai  sensi  dell’articolo  8  del  decreto
legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni.
2. Il dirigente preposto al CLL assume il titolo di  direttore,  e’
responsabile  dell’attivita’  del  CLL  e  del  conseguimento   degli
obiettivi ed adotta i provvedimenti di  attuazione  dei  programmi  e
della spesa coordinando le attivita’ del CLL medesimo. Ad esso spetta
il trattamento economico previsto  dall’articolo  24,  comma  2,  del
modificazioni. Il conferimento dell’incarico di direzione del CLL  e’
disposto secondo le procedure richiamate nell’articolo 15,  comma  6,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233,
3. Al conseguimento dei fini istituzionali il CLL provvede  con  le
risorse finanziarie iscritte in  bilancio,  derivanti  da  ordini  di
pagamento della Direzione generale per le biblioteche,  gli  istituti
culturali ed il diritto d’autore,  dall’utilizzo  dei  beni  e  degli
spazi del CLL, dai proventi collegati allo svolgimento delle funzioni
e  dalle  attivita’  di  promozione,  pubblicazione,   consulenza   e
collaborazione con soggetti pubblici e  privati,  dai  contributi  di
amministrazioni ed enti  pubblici  e  privati  italiani,  comunitari,
nonche’ di organizzazioni  internazionali  finalizzati  ad  attivita’
rientranti tra i propri compiti istituzionali incluse le attivita’ di
studio e di ricerca, da erogazioni liberali. In  particolare  il  CLL
puo’ effettuare prestazioni a  pagamento  a  favore  di  terzi,  puo’
richiedere contributi sotto forma di quote di iscrizione per i  corsi
ed i seminari di formazione  e  aggiornamento,  per  i  congressi,  i
convegni e le altre manifestazioni che esso organizza.
4. Il CLL puo’ istituire borse di studio e di ricerca.
– Il decreto  legislativo  20  ottobre  1998,  n.  368,
recante  «Istituzione  del  Ministero  per  i  beni  e   le
attivita’ culturali, a norma dell’art. 11  della  legge  15
marzo 1997, n. 59», e’ pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
– Il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3,  recante
«Riorganizzazione del Ministero per i beni e  le  attivita’
culturali, ai sensi dell’art. 1, della legge 6 luglio 2002,
n. 137», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15  gennaio
2004, n. 11.
– Il regio decreto 18 novembre 1923, n.  2440,  recante
«Nuove disposizioni sull’amministrazione del  patrimonio  e
sulla contabilita’ generale  dello  Stato»,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1923, n. 275.
– Il regio decreto 23  maggio  1924,  n.  827,  recante
«Regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per  la
contabilita’  generale  dello  Stato»,  e’  pubblicato  nel
supplemento ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  3  giugno
1924, n. 130.
– La legge 22 aprile 1941, n. 633, recante  «Protezione
del diritto d’autore e di altri  diritti  connessi  al  suo
esercizio»,  e’  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  16
– La legge 5 agosto 1978, n. 468, recante  «Riforma  di
alcune  norme  di  contabilita’  generale  dello  Stato  in
materia  di  bilancio»,  e’   pubblicata   nella   Gazzetta
Ufficiale 22 agosto 1978, n. 233 (Il provvedimento e’ stato
abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2010 dalla  lettera  c)
del comma 1 dell’art. 51 della legge 31 dicembre  2009,  n.
196, recante «Legge di contabilita’  e  finanza  pubblica»,
Ufficiale 31 dicembre 2009, n. 303).
–  La  legge  29  ottobre   1984,   n.   720,   recante
«Istituzione del sistema di tesoreria  unica  per  enti  ed
organismi pubblici», e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
29 ottobre 1984, n. 298.
– Il decreto-legge 23 ottobre  1996,  n.  545,  recante
«Disposizioni  urgenti   per   l’esercizio   dell’attivita’
radiotelevisiva e delle telecomunicazioni»,  e’  pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  23  ottobre  1996,  n.  249,  e
convertito con modificazioni dalla legge 23 dicembre  1996,
n. 650, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  23  dicembre
1996, n. 300.
– Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, recante
«Individuazione  delle  unita’  previsionali  di  base  del
Stato»,  e’  pubblicato  nel  supplemento  ordinario   alla
Gazzetta Ufficiale 22 agosto 1997, n. 195.
Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203.
n.  59»,  e’  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 1 settembre 1999, n. 205.
delle  amministrazioni  pubbliche»,   e’   pubblicato   nel
supplemento ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale  9  maggio
2001, n. 106.
cui alla legge 20 marzo 1975, n.  70»,  e’  pubblicato  nel
– Il decreto del Presidente della Repubblica 29  maggio
2003,  n.  240,   recante   «Regolamento   concernente   il
funzionamento amministrativo-contabile e la disciplina  del
servizio di cassa delle soprintendenze dotate di  autonomia
gestionale», e’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  29
agosto 2003, n. 200.
– Il  decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  28,
recante «Riforma della disciplina in materia  di  attivita’
cinematografiche, a norma dell’art. 10 della legge 6 luglio
2002, n. 137», e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  5
febbraio 2004, n. 29.
recante «Codice dei beni  culturali  e  del  paesaggio,  ai
sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n.  137»,  e’
Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45.
– Il decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,  recante
contrasto  all’evasione  fiscale»,  e’   pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153, e convertito  con
modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, pubblicata
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 11 agosto
2006, n. 186.
2007, n. 89, recante «Regolamento  per  il  riordino  degli
organismi operanti presso il Ministero  per  i  beni  e  le
attivita’ culturali, a norma dell’art. 29 del decreto legge
legge 4 agosto 2006, n. 248», e’ pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale 10 luglio 2007, n. 158.
Presidente della  Repubblica  26  novembre  2007,  n.  233,
recante «Regolamento di riorganizzazione del Ministero  per
i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 1, comma
404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296», pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  15  dicembre
2007, n. 291:
«Art. 15 (Istituti  centrali,  nazionali  e  dotati  di
autonomia speciale). – 1. Sono istituti centrali:
a)  l’Istituto  centrale  per  il   catalogo   e   la
b) l’Istituto centrale per il  catalogo  unico  delle
biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche;
e)  l’Istituto  centrale  per  il   restauro   e   la
conservazione del patrimonio archivistico e  librario,  che
assorbe l’Istituto centrale per la patologia del  libro  ed
il Centro  fotoriproduzione,  legatoria  e  restauro  degli
f)  l’Istituto  centrale  per  gli  archivi  di   cui
all’art. 6, comma 3  del  decreto  legislativo  20  ottobre
1998, n. 368;
g)  l’Istituto  centrale  per  i   beni   sonori   ed
audiovisivi, che subentra alla Discoteca di Stato.
1-bis. Sono Istituti nazionali:
a) la Soprintendenza al Museo  nazionale  preistorico
ed etnografico «L. Pigorini»;
b) il Museo nazionale d’arte orientale;
c) la Soprintendenza alla Galleria  nazionale  d’arte
moderna e contemporanea;
d) l’Istituto nazionale per la grafica.
a) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici
di Napoli e Pompei;
b) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici
c)  la  Soprintendenza  speciale  per  il  patrimonio
storico, artistico  ed  etnoantropologico  e  per  il  polo
museale della citta’ di Venezia e dei comuni  della  Gronda
d)  la  Soprintendenza  speciale  per  il  patrimonio
museale della citta’ di Napoli;
e)  la  Soprintendenza  speciale  per  il  patrimonio
museale della citta’ di Roma;
f)  la  Soprintendenza  speciale  per  il  patrimonio
museale della citta’ di Firenze;
g) l’Istituto superiore per la  conservazione  ed  il
restauro, che subentra all’Istituto centrale del restauro;
4.   Con   decreti   ministeriali   di    natura    non
regolamentare, adottati ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis,
4, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
e successive modificazioni, sono individuati  gli  istituti
di cui al presente articolo, nonche’  gli  altri  organismi
istituiti come autonomi ai sensi dell’art.  8  del  decreto
legislativo  20  ottobre  1998,  n.   368,   e   successive
modificazioni, nel rispetto dell’invarianza della spesa.
5. L’organizzazione ed il funzionamento degli  Istituti
centrali e degli Istituti dotati di autonomia speciale sono
definiti con uno  o  piu’  regolamenti,  emanati  ai  sensi
dell’art. 17, comma 1, della citata legge n. 400 del  1988.
Per tutti gli istituti di cui al primo periodo continua  ad
applicarsi,  fino  all’entrata  in  vigore   dei   predetti
regolamenti, la normativa che attualmente li disciplina.
6. Gli incarichi di direzione degli istituti di cui  al
presente  articolo  sono  conferiti  dai   titolari   delle
strutture dirigenziali  di  livello  generale  da  cui  gli
stessi istituti dipendono o cui afferiscono.».
– Si riporta il testo del comma 409 dell’art.  2  della
«409. Per l’esercizio finanziario 2008  e’  autorizzata
la  spesa  di  1,5  milioni  di  euro  per  le   spese   di
funzionamento nonche’ per le  attivita’  istituzionali  del
Centro per il libro  e  la  lettura,  istituito  presso  il
Ministero per i  beni  e  le  attivita’  culturali  con  il
compito  di  promuovere  e  di   realizzare   campagne   di
promozione della lettura, di organizzare manifestazioni  ed
eventi in Italia e all’estero per la diffusione  del  libro
italiano, di sostenere le attivita’ di diffusione del libro
e della lettura  promosse  da  altri  soggetti  pubblici  e
privati,  nonche’  di  assicurare  il  coordinamento  delle
attivita’  delle  altre  istituzioni  statali  operanti  in
materia e di istituire l’Osservatorio  del  libro  e  della
lettura.   Il   Centro   collabora   con   le   istituzioni
territoriali e locali competenti e con i  soggetti  privati
che operano in tutta la filiera del libro. Con decreto  del
Ministro per i beni e le attivita’ culturali,  di  concerto
stabilite le modalita’ organizzative e di funzionamento del
Centro.».
Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n.  91,  recante
«Regolamento recante modifiche ai decreti presidenziali  di
riorganizzazione del Ministero e  di  organizzazione  degli
Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni  e
le  attivita’  culturali»,   pubblicato   nel   supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 17 luglio 2009, n. 164:
«Art. 2 (Norme finali e abrogazioni). –  1.  Il  Centro
per il  libro  e  la  lettura,  gia’  istituito  presso  il
Ministero per i  beni  e  le  attivita’  culturali  con  la
denominazione Istituto per  il  libro,  gode  di  autonomia
scientifica, finanziaria,  organizzativa  e  contabile,  ai
sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 20 ottobre  1998,
n.  368,  e  successive  modificazioni.   Con   regolamento
emanato, ai sensi dell’art. 17, comma  1,  della  legge  23
agosto 1988, n. 400, nel termine di sessanta  giorni  dalla
data di entrata in vigore del  presente  regolamento,  sono
Centro per il libro e la lettura.
2. Con decreto ministeriale di natura non regolamentare
adottato, ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis,  lettera  e),
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell’art. 4, comma 4,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive
modificazioni, nel termine di sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del  presente  regolamento,  si  provvede
alla   definizione    dell’articolazione    degli    uffici
dirigenziali di livello non  generale  dell’amministrazione
centrale   e   periferica,   nell’ambito    degli    uffici
dirigenziali di livello generale individuati  dal  presente
regolamento. Fino all’adozione di detto decreto gli  stessi
uffici dirigenziali di livello generale operano avvalendosi
dei preesistenti uffici dirigenziali di cui al decreto  del
Ministro per i beni e le attivita’  culturali  in  data  18
giugno 2008, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  158
dell’8 luglio 2008. Con successivo decreto ministeriale  si
provvede a disciplinare  gli  aspetti  organizzativi  e  la
gestione   delle   risorse   finanziarie   in   tale   fase
transitoria.  In  particolare,  per  quanto  concerne   gli
aspetti organizzativi, nella stessa fase transitoria:
a) la Direzione generale  per  l’organizzazione,  gli
affari generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale
si avvale, limitatamente all’esercizio  delle  attribuzioni
di competenza, dei  Servizi  I,  II,  III  e  IV  della  ex
Direzione generale per l’organizzazione, l’innovazione,  la
formazione, la qualificazione professionale e le  relazioni
sindacali e dei Servizi I, II, III e IV della ex  Direzione
generale per il bilancio e la programmazione economica,  la
promozione,  la  qualita’  e  la  standardizzazione   delle
b) la Direzione generale per  la  valorizzazione  del
patrimonio culturale si avvale, limitatamente all’esercizio
delle attribuzioni di competenza, dei Servizi I e IV  della
ex  Direzione   generale   per   i   beni   architettonici,
storico-artistici ed etnoantropologici,  del  Servizio  III
della ex Direzione generale per i  beni  archeologici,  del
Servizio III della Direzione generale per gli archivi,  del
Servizio II della ex Direzione generale per i beni librari,
gli istituti culturali ed il diritto di autore, nonche’ dei
Servizi III  e  IV  della  ex  Direzione  generale  per  il
bilancio e la programmazione economica, la  promozione,  la
qualita’ e la standardizzazione delle procedure;
c) la Direzione generale per il paesaggio,  le  belli
arti, l’architettura e l’arte contemporanee si  avvale  dei
Servizi I, II, III, IV e V della ex Direzione generale  per
la qualita’ e la tutela  del  paesaggio,  l’architettura  e
l’arte contemporanee e dei Servizi I, II  e  III  della  ex
Direzione     generale     per     beni     architettonici,
storico-artistici   ed   etnoantropologici,   limitatamente
all’esercizio delle attribuzioni di competenza.
3.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
regolamento sono abrogati gli articoli da 12 a  22,  l’art.
23, limitatamente alla sua applicazione all’Opificio  delle
pietre dure e al Museo delle arti  e  tradizioni  popolari,
gli articoli da 25  a  28  e  l’art.  33  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805.
4. Al decreto del Presidente della Repubblica 6  luglio
2001, n. 307, e successive modificazioni, sono apportate le
a) all’art. 2:
1) al comma 5, lettera a), le parole: “ai capi  dei
Dipartimenti”   sono   sostituite   dalle   seguenti:   “al
Segretario generale”;
2) al comma 5,  lettera  b),  le  parole:  “per  il
presidente dell’organo di  direzione  di  cui  all’art.  7,
comma 2” sono sostituite dalle seguenti: “per il  direttore
del Servizio di controllo interno di cui all’art. 7,  comma
3)  al  comma  6,   le   parole:   “ai   capi   dei
4) al comma 9 e’ aggiunto il seguente periodo: “Uno
dei  suddetti  dirigenti  puo’  essere   assegnato   presso
l’Ufficio  legislativo  con  le  funzioni  di   Vice   Capo
dell’Ufficio legislativo.”;
5) al comma 11, le parole: “il Dipartimento per  la
ricerca, l’innovazione, e l’organizzazione” e “Il  suddetto
Dipartimento”  sono  sostituite,   rispettivamente,   dalle
seguenti: “la Direzione generale per l’organizzazione,  gli
affari  generali,  l’innovazione,   il   bilancio   ed   il
personale” e “La suddetta Direzione generale”;
b) all’art. 3, comma 2, le parole: “dei Dipartimenti”
e “i Dipartimenti” sono sostituite, rispettivamente,  dalle
seguenti:  “delle   strutture   dirigenziali   di   livello
generale”  e  “le   strutture   dirigenziali   di   livello
generale”;
c) all’art. 4, comma 1, le parole: “dei Dipartimenti”
sono   sostituite   dalle   seguenti:   “del   Segretariato
d) all’art. 7, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. La direzione del Servizio di controllo interno,  organo
monocratico, e’ affidata dal Ministro ad un  dirigente  con
incarico di  funzione  dirigenziale  di  livello  generale,
conferito ai sensi dell’art.  19,  comma  10,  del  decreto
modificazioni, o  ad  un  esperto  estraneo  alla  pubblica
amministrazione. Al direttore  del  Servizio  di  controllo
interno spetta il trattamento economico previsto  dall’art.
2, comma 5, lettera b).”;
e) all’art. 12,  comma  1,  la  parola:  “cinque”  e’
5. Dall’attuazione del presente regolamento non  devono
6.  Il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze   e’
7. Le disposizioni di cui al presente regolamento danno
luogo all’applicazione di  quanto  previsto  dall’art.  20,
comma 6, del CCNL dell’Area 1 – dirigenza.».
– Il decreto del Ministro per i  beni  e  le  attivita’
culturali 20  luglio  2009,  recante  «Articolazione  degli
uffici    dirigenziali    di    livello    non     generale
dell’Amministrazione centrale e periferica», e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 10 agosto 2009, n. 184.
legislativo 20 ottobre 1998, n. 368,  recante  «Istituzione
del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a  norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»,  pubblicato
«Art. 8 (Soprintendenze e gestioni autonome). – 1.  Con
decreti ministeriali, adottati ai sensi dell’art. 17, comma
4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n.  400,  le
soprintendenze di cui all’art. 30, comma 1, lettere a),  b)
e  c),  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  3
dicembre  1975,  n.  805,  possono  essere  trasformate  in
soprintendenze    dotate    di    autonomia    scientifica,
finanziaria,  organizzativa  e  contabile  qualora  abbiano
competenza su complessi di  beni  distinti  da  eccezionale
valore archeologico, storico, artistico o architettonico. A
ciascun   provvedimento   e’   allegato   l’elenco    delle
soprintendenze  gia’  dotate  di  autonomia.  Ai  dirigenti
preposti alle soprintendenze dotate di autonomia spetta  il
trattamento economico di cui  all’art.  24,  comma  2,  del
2. Con i provvedimenti di cui al  comma  1  l’autonomia
puo’  essere  attribuita  anche  a  musei,  a   biblioteche
pubbliche statali, ad archivi di Stato e  a  soprintendenze
archivistiche.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  24  del   decreto
amministrazioni  pubbliche»,  pubblicato  nel   supplemento
«Art. 24 (Trattamento economico). – 1. La  retribuzione
del personale con qualifica di dirigente e’ determinata dai
contratti collettivi per le aree  dirigenziali,  prevedendo
che il trattamento economico accessorio sia correlato  alle
funzioni attribuite, alle  connesse  responsabilita’  e  ai
risultati  conseguiti.  La  graduazione  delle  funzioni  e
responsabilita’  ai  fini  del  trattamento  accessorio  e’
definita, ai sensi dell’art. 4,  con  decreto  ministeriale
per le amministrazioni dello Stato e con provvedimenti  dei
rispettivi organi di governo per le altre amministrazioni o
enti, ferma restando comunque l’osservanza  dei  criteri  e
dei limiti delle  compatibilita’  finanziarie  fissate  dal
1-bis. Il trattamento accessorio collegato ai risultati
deve costituire almeno il 30 per cento  della  retribuzione
complessiva  del  dirigente  considerata  al  netto   della
retribuzione individuale di anzianita’  e  degli  incarichi
aggiuntivi soggetti al regime dell’onnicomprensivita’.
1-ter. I contratti  collettivi  nazionali  incrementano
progressivamente la componente legata al risultato, in modo
da adeguarsi a quanto disposto dal comma  1-bis,  entro  la
tornata contrattuale successiva a quella decorrente dal  1°
gennaio 2010, destinando comunque a tale  componente  tutti
gli incrementi  previsti  per  la  parte  accessoria  della
retribuzione. La disposizione di cui al comma 1-bis non  si
applica alla dirigenza del Servizio sanitario  nazionale  e
dall’attuazione del  medesimo  comma  non  devono  derivare
1-quater. La  parte  della  retribuzione  collegata  al
raggiungimento dei risultati  della  prestazione  non  puo’
essere  corrisposta  al  dirigente   responsabile   qualora
l’amministrazione  di  appartenenza,  decorso  il   periodo
transitorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009,
pubbliche amministrazioni, non abbia predisposto il sistema
di valutazione di cui  al  Titolo  II  del  citato  decreto
2. Per gli incarichi di uffici dirigenziali di  livello
generale ai sensi dell’art. 19, commi 3 e 4, con  contratto
individuale   e’   stabilito   il   trattamento   economico
fondamentale, assumendo come parametri  di  base  i  valori
economici massimi contemplati dai contratti collettivi  per
le aree dirigenziali, e sono determinati gli  istituti  del
trattamento economico accessorio, collegato al  livello  di
responsabilita’ attribuito con l’incarico di funzione ed ai
risultati conseguiti  nell’attivita’  amministrativa  e  di
gestione, ed i relativi importi. Con decreto del Presidente
dell’economia e delle finanze sono stabiliti i criteri  per
l’individuazione dei trattamenti accessori massimi, secondo
principi di contenimento della spesa  e  di  uniformita’  e
3. Il trattamento economico determinato  ai  sensi  dei
commi 1 e  2  remunera  tutte  le  funzioni  ed  i  compiti
attribuiti ai dirigenti  in  base  a  quanto  previsto  dal
presente  decreto,  nonche’  qualsiasi  incarico  ad   essi
conferito in ragione del loro ufficio o comunque  conferito
dall’amministrazione presso  cui  prestano  servizio  o  su
designazione della stessa; i compensi dovuti dai terzi sono
corrisposti direttamente alla  medesima  amministrazione  e
confluiscono  nelle  risorse   destinate   al   trattamento
economico accessorio della dirigenza.
4. Per il restante personale con qualifica dirigenziale
indicato  dall’art.  3,  comma  1,   la   retribuzione   e’
determinata ai sensi dell’art. 2, commi 5 e 7, della  legge
6 marzo 1992, n. 216, nonche’ dalle successive modifiche ed
integrazioni della relativa disciplina.
5.  Il  bilancio  triennale   e   le   relative   leggi
finanziarie, nell’ambito  delle  risorse  da  destinare  ai
miglioramenti economici delle categorie di personale di cui
all’art. 3, indicano le somme  da  destinare,  in  caso  di
perequazione, al riequilibro del trattamento economico  del
restante  personale  dirigente  civile   e   militare   non
contrattualizzato con il trattamento previsto dai contratti
collettivi  nazionali  per   i   dirigenti   del   comparto
ministeri,  tenendo  conto   dei   rispettivi   trattamenti
economici   complessivi   e   degli   incrementi   comunque
determinatesi a partire dal  febbraio  1993,  e  secondo  i
criteri indicati  nell’art.  1,  comma  2,  della  legge  2
ottobre 1997, n. 334.
6. I fondi per la perequazione di cui all’art. 2  della
legge 2 ottobre 1997, n. 334, destinati al personale di cui
all’art. 3, comma 2, sono assegnati alle universita’  e  da
queste   utilizzati   per   l’incentivazione   dell’impegno
didattico dei professori e  ricercatori  universitari,  con
particolare  riferimento   al   sostegno   dell’innovazione
didattica, delle  attivita’  di  orientamento  e  tutorato,
della   diversificazione   dell’offerta    formativa.    Le
universita’ possono  destinare  allo  stesso  scopo  propri
fondi, utilizzando anche le somme attualmente stanziate per
il  pagamento  delle  supplenze  e  degli  affidamenti.  Le
universita’ possono erogare, a valere sul proprio bilancio,
appositi compensi incentivanti ai professori e  ricercatori
universitari che svolgono attivita’ di ricerca  nell’ambito
dei  progetti  e  dei  programmi  dell’Unione   europea   e
internazionali. L’incentivazione, a valere sui fondi di cui
all’art. 2 della predetta legge n. 334 del 1997, e’ erogata
come assegno aggiuntivo pensionabile.
7. I compensi spettanti in base  a  norme  speciali  ai
dirigenti dei ruoli di cui all’art. 23  o  equiparati  sono
assorbiti nel trattamento economico attribuito ai sensi dei
8.  Ai  fini  della  determinazione   del   trattamento
economico accessorio le risorse che si rendono  disponibili
ai  sensi  del  comma  7  confluiscono  in  appositi  fondi
istituiti presso ciascuna amministrazione, unitamente  agli
altri compensi previsti dal presente articolo.
– Per il testo dell’art. 15 del decreto del  Presidente
ella Repubblica 26 novembre 2007, n.  233,  si  veda  nelle
1. Compito del CLL e’ quello di attuare politiche di diffusione del
libro e della lettura in Italia,  nonche’  di  promozione  del  libro
italiano, della cultura e degli autori italiani all’estero.
2.  Nello  svolgimento  dei  compiti  il  CLL  collabora   con   le
amministrazioni  pubbliche,  le  istituzioni  territoriali  e  con  i
soggetti privati che operano nella filiera del libro.
3. Il CLL, in particolare:
a) incentiva l’ideazione, la progettazione e la realizzazione  di
programmi editoriali tematici, volti in particolare a valorizzare  le
opere  di  saggistica,  di  narrativa   e   di   poesia   di   autori
b) promuove,  presso  le  scuole  di  ogni  ordine  e  grado,  la
diffusione  della  letteratura  e  della  saggistica  attinenti  alle
materie insegnate, attraverso programmi concordati con  il  Ministero
c)  incentiva,  anche  attraverso  iniziative  promozionali,   la
d) promuove e realizza, in collaborazione con la  Presidenza  del
Consiglio  dei   Ministri,   campagne   informative   attraverso   la
televisione, la radio, il cinema, la stampa quotidiana  e  periodica,
internet, per sensibilizzare l’opinione pubblica  nei  confronti  dei
prodotti editoriali e della lettura;
e) promuove e realizza, in collaborazione con il Ministero  degli
affari  esteri  per  gli  ambiti  di  relativa  competenza,  adeguate
politiche di diffusione del  libro,  della  cultura  e  degli  autori
italiani all’estero, attraverso una pianificazione pluriennale  delle
strategie di intervento  in  materia  di  partecipazione  alle  Fiere
internazionali del libro e di  sostegno  alle  traduzioni,  anche  in
esecuzione di appositi accordi culturali, nonche’ attraverso un piano
annuale di intervento da predisporre entro il 30  aprile  di  ciascun
f) promuove e organizza manifestazioni ed  eventi,  in  Italia  e
all’estero, volti a diffondere la produzione editoriale italiana e la
cultura della lettura in generale; in particolare, il  CLL  organizza
ogni anno una campagna nazionale di promozione della lettura, sentita
la Conferenza unificata ed in collaborazione con  i  soggetti  legati
alla filiera del libro;
g) sostiene, anche mediante  l’intervento  dell’osservatorio  del
libro e  della  lettura  di  cui  all’articolo  7,  le  attivita’  di
diffusione del libro e della lettura, di coordinamento e di  sostegno
delle iniziative promosse dalle biblioteche,  dalle  scuole  e  dalle
istituzioni pubbliche e private, con particolare  riguardo  a  quelle
rivolte ai giovani, in accordo con la Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri  –  Dipartimento   della   gioventu’,   con   il   Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il  Ministero
h) supporta, anche mediante  l’intervento  dell’osservatorio  del
libro e della lettura di cui all’articolo 7, le iniziative necessarie
a potenziare l’attivita’ delle biblioteche scolastiche,  favorendone,
in  accordo  con  la  Presidenza  del  Consiglio   dei   Ministri   –
Dipartimento della gioventu’, il raccordo sul territorio con le altre
Istituzioni interessate alla promozione  della  lettura  tra  i  piu’
giovani, anche  tramite  l’utilizzazione  di  procedure  tecnologiche
i) implementa le politiche inerenti alla diffusione del  libro  e
della lettura con particolare riferimento all’attivita’ svolta  dalle
librerie e dalle biblioteche, anche attraverso il  consolidamento  di
quelle  gia’  esistenti  e  l’incentivazione  all’apertura  di  nuove
librerie  e  biblioteche  di  pubblica   lettura,   con   particolare
attenzione alle zone che ne risultino sprovviste.
1. Sono organi del CLL:
d) l’osservatorio del libro e della lettura;
1. Il presidente del CLL e’ scelto dal Ministro per  i  beni  e  le
attivita’  culturali  tra  personalita’  in  possesso  di  comprovati
requisiti  di  capacita’  ed  esperienza  in  relazione  ai   compiti
istituzionali del CLL.
2. Il presidente ha  la  rappresentanza  del  CLL  nella  cura  dei
rapporti nazionali ed internazionali; convoca e presiede il consiglio
di amministrazione stabilendone l’ordine del  giorno.  Nell’esercizio
delle proprie funzioni, si avvale dell’attivita’ di studio e  ricerca
dell’osservatorio del libro e della lettura di cui all’articolo 7.
3. Il Presidente dura in carica tre anni e puo’  essere  confermato
1. Il consiglio di amministrazione del CLL e’ composto da:
a) il presidente del CLL che lo presiede;
b) il direttore del CLL;
c) il funzionario preposto al servizio amministrativo  –  addetto
all’ufficio contabilita’ e bilancio, con funzioni di segretario;
d) un funzionario tecnico scientifico, scelto tra  una  terna  di
nominativi indicata dal direttore;
e) un dirigente od un funzionario del Ministero per i beni  e  le
attivita’  culturali  designato  dal  direttore   generale   per   le
biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d’autore;
f) un rappresentante designato dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria;
g) un componente designato dalla Conferenza Stato-regioni  scelto
tra professori  universitari  o  altre  categorie  di  esperti  nelle
materie di competenza del CLL.
2. I componenti del consiglio di amministrazione sono nominati  con
decreto del  Ministro  per  i  beni  e  le  attivita’  culturali.  La
partecipazione al consiglio  di  amministrazione  non  da’  titolo  a
compensi, gettoni di partecipazione, indennita’ o rimborsi  di  alcun
tipo, fatto salvo il rimborso delle spese di missione, ai sensi della
3. I componenti di cui al comma 1, lettere a), d) ,  e),  f)  e  g)
sono nominati per tre anni con possibilita’ di essere confermati  per
4. I criteri di scelta dei componenti di cui al comma 1, lettere e)
e g) sono indicati dal Segretario generale del Ministero per i beni e
le attivita’ culturali.
5. Il consiglio di amministrazione adotta le linee di ricerca e gli
indirizzi tecnici sulla base del programma delle  attivita’  proposto
dal consiglio scientifico, di cui all’articolo 6, e in  coerenza  con
la direttiva generale annuale e con gli altri atti di  indirizzo  del
6.  Il  consiglio  di  amministrazione  delibera  il  programma  di
attivita’  annuale  e  pluriennale  del  CLL   e   ne   verifica   la
compatibilita’ finanziaria e l’attuazione; delibera  il  bilancio  di
previsione, le relative variazioni, il conto consuntivo;  si  esprime
su ogni altra questione che gli venga sottoposta dal presidente o dal
direttore del CLL.
7. Il direttore del CLL trasmette  al  direttore  generale  per  le
biblioteche, gli  istituti  culturali  ed  il  diritto  d’autore  una
relazione annuale sui risultati dell’attivita’ del CLL.
1.  Il  consiglio  scientifico  svolge  funzione  consultiva  e  di
indirizzo nelle materie di competenza del CLL ed elabora le linee  di
attivita’ e di intervento dell’osservatorio del libro e della lettura
2. Il consiglio scientifico propone al consiglio di amministrazione
il programma annuale e pluriennale di attivita’ del CLL, individuando
le priorita’ strategiche.
3. Il Consiglio scientifico e’ nominato con  decreto  del  Ministro
per i beni e le attivita’ culturali ed e’ composto da:
a) il presidente, scelto dal Ministro tra personalita’ di  chiara
fama in possesso di comprovati requisiti ed esperienza  in  relazione
ai compiti istituzionali del CLL;
b) due  componenti  designati  rispettivamente  dalla  Conferenza
Stato-regioni e dalla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
c) due componenti designati dal Ministro, di cui uno designato di
intesa con il  Ministro  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della
ricerca, tra professori universitari o  altre  categorie  di  esperti
nelle materie di competenza del CLL;
d) due componenti designati dalle associazioni di categoria  piu’
rappresentative degli editori  e  dei  librai  tra  esperti  di  alta
qualificazione nel campo disciplinare e  tematico  di  attivita’  del
CLL, operanti in istituzioni italiane e straniere.
4. Alle riunioni del consiglio scientifico partecipa senza  diritto
di voto il direttore del CLL.
5. Il consiglio scientifico e’ convocato dal presidente.
6.  Il  consiglio  scientifico  elegge  al  suo  interno  un   vice
7. I componenti del consiglio scientifico durano in carica tre anni
e possono essere confermati una  sola  volta.  La  partecipazione  al
consiglio  scientifico  non  da’  titolo  a  compensi,   gettoni   di
partecipazione, indennita’ o rimborsi di alcun tipo, fatto  salvo  il
rimborso delle spese di missione, ai sensi della normativa vigente.
1. L’osservatorio del libro e della lettura, sulla base delle linee
di attivita’ e di intervento  elaborate  dal  consiglio  scientifico,
a) studio del livello  e  delle  modalita’  di  diffusione  della
lettura in Italia e proposte di  iniziative  per  l’educazione  e  la
sensibilizzazione alla lettura;
b) studio dell’andamento della  produzione  e  delle  vendite  di
prodotti editoriali e proposta di iniziative per la diffusione  della
produzione editoriale  italiana,  con  particolare  riferimento  alla
produzione contemporanea;
c) studio dell’evoluzione dell’offerta libraria  in  Italia,  dei
comportamenti di acquisto e del settore editoriale in genere;
d) raccolta e  diffusione  delle  informazioni  sulle  iniziative
comunitarie, nazionali e regionali a favore del libro e dell’editoria
o comunque utili per gli operatori editoriali e sulle  iniziative  di
formazione professionale promosse in Italia e all’estero;
e) approfondimento degli aspetti legati alla gestione dei diritti
per  la  riproduzione  delle  opere  conservate  dai  musei  e  dalle
f) implementazione delle politiche inerenti alla  diffusione  del
libro e  della  lettura  con  particolare  riferimento  all’attivita’
svolta dalle  librerie  e  dalle  biblioteche,  anche  attraverso  il
consolidamento  di   quelle   gia’   esistenti   e   l’incentivazione
all’apertura di nuove librerie e biblioteche di pubblica lettura, con
particolare attenzione alle zone che ne risultino sprovviste.
2. L’osservatorio del libro e della lettura e’ nominato con decreto
del Ministro per i beni e le attivita’ culturali ed e’ composto da:
a) il direttore del CLL che lo presiede;
b) il direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma;
c) cinque funzionari del Ministero per  i  beni  e  le  attivita’
culturali designati dal direttore generale per  le  biblioteche,  gli
istituti culturali ed il diritto d’autore;
d) un rappresentante designato dalla Presidenza del Consiglio dei
e) un  rappresentante  designato  dal  Ministro  dell’istruzione,
f)  due  rappresentanti  designati   dall’Associazione   italiana
g) un rappresentante designato dall’ISTAT;
h) due rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-regioni;
i) due rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-citta’  ed
3. Alle  riunioni  dell’osservatorio  del  libro  e  della  lettura
partecipa senza diritto di voto il presidente del CLL.
4. I componenti dell’osservatorio del libro e della lettura di  cui
al comma 2, lettere c), d), e), f), g), h) e i), durano in carica tre
anni e possono essere confermati una sola  volta.  La  partecipazione
all’osservatorio del libro e della lettura non da’ titolo a compensi,
gettoni di partecipazione, indennita’ o rimborsi di alcun tipo, fatto
salvo il rimborso delle spese di missione, ai sensi  della  normativa
5. Le funzioni di segreteria dell’osservatorio del  libro  e  della
lettura sono assicurate dal personale assegnato al CLL.
1. Presso il CLL opera il collegio dei revisori dei conti, composto
da tre componenti  effettivi  e  due  supplenti,  di  cui  un  membro
effettivo con funzioni di presidente ed un  supplente  designati  dal
Ministero dell’economia e delle finanze e due membri effettivi ed  un
supplente  designati  dal  Ministero  per  i  beni  e  le   attivita’
culturali. I componenti, nominati con decreto del Ministro per i beni
e le attivita’ culturali, durano in carica tre anni con  possibilita’
di essere confermati per una sola volta. Ai componenti  del  collegio
dei revisori spetta un compenso determinato con decreto del  Ministro
per i beni e le attivita’ culturali,  di  concerto  con  il  Ministro
2. Il collegio dei revisori dei  conti  effettua  il  controllo  di
regolarita’ amministrativo-contabile.
Bilancio di previsione, esercizio finanziario
1. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio annuale di
previsione redatto in termini di competenza e di cassa.
2. L’esercizio finanziario inizia il 1° gennaio  e  termina  il  31
dicembre dello stesso anno; ad esso si  riferiscono  il  bilancio  di
previsione ed il conto consuntivo.
3. Il bilancio di previsione e’ composto dal preventivo finanziario
decisionale,  dal  preventivo  finanziario  gestionale,  dal   quadro
generale riassuntivo della  gestione  finanziaria  e  dal  preventivo
economico. Costituiscono allegati al bilancio di  previsione  annuale
il bilancio  pluriennale,  la  relazione  programmatica,  la  tabella
dimostrativa del presunto risultato di amministrazione e la relazione
4. Le entrate e le spese sono iscritte in bilancio nel loro importo
5. Per ciascun capitolo di  entrata  e  di  spesa  il  bilancio  di
previsione indica:
a)  l’ammontare  presunto  dei  residui  attivi  e  passivi  alla
chiusura dell’esercizio precedente;
b) l’ammontare delle entrate che si prevede di accertare e  delle
spese che si prevede di impegnare nell’esercizio cui il  bilancio  si
c) l’ammontare delle entrate che si prevede di incassare e  delle
spese  che  si  prevede  di  pagare  nello  stesso  esercizio   senza
distinzione tra operazioni in conto competenza ed in conto residui.
6.  Nel  bilancio  di  previsione  e’  iscritto  come  prima  posta
dell’entrata  l’ammontare  presunto  dell’avanzo  di  amministrazione
all’inizio dell’esercizio cui il bilancio si riferisce.
7. Gli stanziamenti di spesa sono iscritti in bilancio  sulla  base
del programma annuale e delle concrete capacita’ operative del CLL.
8. Il consiglio di amministrazione,  entro  il  mese  di  settembre
dell’anno che precede quello di riferimento,  delibera  il  programma
annuale degli interventi e delle spese ordinarie e straordinarie.
9. Il bilancio di previsione redatto dal  direttore  e’  sottoposto
all’attenzione del collegio dei revisori dei  conti  almeno  quindici
giorni prima della delibera dell’organo collegiale. Il  collegio  dei
revisori dei conti, a conclusione del proprio esame, redige  apposita
relazione, proponendone o negandone l’approvazione.
10. Il consiglio di  amministrazione,  entro  il  mese  di  ottobre
dell’anno che precede quello di riferimento, delibera il bilancio  di
previsione da inviare, nei  quindici  giorni  successivi,  unitamente
alle relazioni del direttore e del collegio dei revisori dei conti  e
ad una copia della deliberazione del consiglio stesso,  al  Ministero
per i beni e le attivita’ culturali e al  Ministero  dell’economia  e
delle finanze per l’approvazione di rispettiva competenza.
11. Quando l’approvazione del bilancio di previsione non interviene
prima dell’inizio dell’esercizio  cui  lo  stesso  si  riferisce,  il
Ministero puo’ autorizzare, per non oltre quattro  mesi,  l’esercizio
provvisorio sulla base dei dati  del  bilancio  del  precedente  anno
finanziario, nei limiti previsti dalla vigente normativa.
12. Il bilancio di previsione ed i relativi allegati  sono  redatti
secondo gli schemi di cui  al  regolamento  per  l’amministrazione  e
contabilita’ degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975,  n.
70,  e  successive  modificazioni,  approvato  con  il  decreto   del
Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97.
– La legge 20 marzo 1975, n. 70, recante  «Disposizioni
sul riordinamento degli enti pubblici  e  del  rapporto  di
lavoro  del  personale  dipendente»,  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 2 aprile 1975, n. 87.
– Per il decreto del  Presidente  della  Repubblica  27
febbraio 2003, n. 97, si veda nelle note alle premesse.
1. Il preventivo economico, redatto in conformita’  al  regolamento
per l’amministrazione e contabilita’ degli enti pubblici di cui  alla
legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni, approvato con
il decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003,  n.  97,
espone il saldo finanziario di parte corrente e le poste attinenti ai
fatti economici non finanziari aventi incidenza sulla gestione.
– Per la legge 20 marzo 1975, n. 70, si veda nelle note
1. Per le entrate e per le spese il  consiglio  di  amministrazione
determina la denominazione e la numerazione dei capitoli in relazione
alle esigenze funzionali ed organizzative.
Riscossione delle entrate, ordinazione
e pagamento delle spese
1. Ai sensi dell’articolo  50  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 27 febbraio 2003, n.  97,  le  entrate  e  le  spese  sono
gestite  con  un  conto  in  tesoreria   unica   tramite   un’impresa
autorizzata  all’esercizio  dell’attivita’  bancaria  ai  sensi   del
modificazioni,  mediante  rispettivamente  reversali  di  incasso   e
mandati di pagamento emessi dal CLL.
2.  Le  entrate  possono  derivare  da  ordini  di  pagamento   del
competente centro di  responsabilita’  e  da  proventi  e  contributi
diversi di cui all’articolo 1.
3. Le reversali di incasso, numerate in ordine progressivo e munite
del numero del capitolo di entrata del  bilancio,  sono  firmate  dal
direttore o da un suo delegato.
4. Le reversali e i  mandati  di  pagamento  sono  corredati  della
documentazione giustificativa rispettivamente  dell’entrata  e  della
5. I mandati non pagati alla fine dell’esercizio  finanziario  sono
restituiti, tramite l’istituto bancario, al CLL per il  trasferimento
dal conto della competenza  al  conto  dei  residui  o  per  il  loro
6. I  mandati  di  pagamento  sono  firmati  dal  direttore  e  dal
funzionario  amministrativo  preposto  all’ufficio   contabilita’   e
bilancio per il riscontro amministrativo-contabile.
– Si riporta il testo  dell’art.  50  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  27  febbraio  2003,  n.  97,
recante «Regolamento  concernente  l’amministrazione  e  la
1975, n. 70», pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 6 maggio 2003, n. 103:
«Art. 50  (Affidamento  del  servizio  di  cassa  o  di
tesoreria). – 1. Il servizio di cassa  o  di  tesoreria  e’
affidato  in  base  ad  apposita  convenzione,   deliberata
dall’organo di vertice, a imprese autorizzate all’esercizio
dell’attivita’ bancaria, ai sensi del  decreto  legislativo
1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.
2. Il servizio e’  aggiudicato  previo  esperimento  di
apposita gara ad evidenza pubblica. Nel capitolato  d’oneri
e nel bando di gara devono essere specificatamente indicati
i criteri di aggiudicazione e le  reciproche  obbligazioni,
evitando ogni forma  di  compensazione  atta  a  realizzare
artificiose riduzioni di valori monetari.
3. La convenzione di cui al comma 1 deve  prevedere  le
modalita’ per l’autonomo espletamento del servizio di cassa
delle  strutture   periferiche   dell’ente,   senza   alcun
pregiudizio  per  l’unitarieta’  del   servizio   e   delle
condizioni pattuite.
4. Per eventuali danni causati all’ente affidante  o  a
terzi, il  tesoriere  o  cassiere  risponde  con  tutte  le
proprie attivita’ e con il proprio patrimonio.
5. Il tesoriere o cassiere e’ responsabile di  tutti  i
depositi, comunque costituiti, intestati all’ente.
6. L’ente puo’ avvalersi dei conti correnti postali per
l’espletamento di particolari  servizi.  Unico  traente  e’
l’istituto tesorerie o cassiere di cui al comma  1,  previa
emissione di apposita  reversale  da  parte  dell’ente  con
cadenza da stabilirsi nella convenzione di cui al comma 1.
7. Le modalita’  per  l’espletamento  del  servizio  di
cassa  o  di  tesoreria,  devono  essere  coerenti  con  le
disposizioni sulla tesoreria unica di  cui  alla  legge  29
ottobre  1984,  n.  720,  e  successive  modificazioni,   e
8. Se l’organizzazione dell’ente  e  del  tesoriere  lo
consente,  il  servizio  di  tesoreria  viene  gestito  con
metodologie  ad  evidenze  informatiche  con   collegamento
diretto  tra  il  servizio  ragioneria  dell’ente   ed   il
tesoriere o cassiere, al fine di consentire  l’interscambio
dei dati e della documentazione relativi alla gestione  del
servizio anche ai fini di cui all’art. 33, comma 9.».
– Il decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.  385,
recante «Testo unico delle  leggi  in  materia  bancaria  e
creditizia», e’ pubblicato nel supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 30 settembre 1993, n. 230.
1. Nel bilancio annuale e’ iscritto, in apposito capitolo, un fondo
di riserva per le spese impreviste e per le nuove  e  maggiori  spese
che si verificano nel corso della gestione. Su tale capitolo non sono
emessi mandati di pagamento.
2. Lo stanziamento iscritto nel fondo di riserva di cui al comma  1
e’ utilizzato previa delibera del consiglio di amministrazione e  non
puo’ superare complessivamente il tre per cento delle spese  correnti
di competenza previste nel bilancio di previsione.
Variazioni al bilancio annuale di previsione
1. Il consiglio di amministrazione, previo parere del collegio  dei
revisori dei conti, delibera le opportune variazioni alle  previsioni
di  bilancio  qualora  nel  corso  della  gestione  gli  stanziamenti
risultino insufficienti per le effettive esigenze del CLL  oppure  si
verifichino maggiori entrate rispetto alle previsioni.
2. Le  proposte  di  variazione  al  bilancio  di  previsione  sono
deliberate dal consiglio di amministrazione non oltre il  31  ottobre
dell’esercizio finanziario cui il bilancio si riferisce e  trasmesse,
per l’approvazione, al Ministero per i beni e le attivita’  culturali
ed al Ministero dell’economia e  delle  finanze.  Tali  deliberazioni
divengono esecutive dopo trenta giorni dalla data di ricezione  delle
3. In ogni caso, le spese complessivamente  impegnate  non  possono
superare le entrate complessivamente accertate.
1. Le scritture finanziarie relative  alla  gestione  del  bilancio
consentono di rilevare per ciascun capitolo, sia  per  la  competenza
che per i residui, la situazione  degli  accertamenti  di  entrata  e
degli impegni di spesa a fronte dei relativi stanziamenti, nonche’ la
situazione delle somme riscosse e  pagate  e  di  quelle  rimaste  da
riscuotere e da pagare.
2. Le scritture patrimoniali  devono  consentire  la  dimostrazione
dello stato dei beni di cui all’articolo 18.
3. Il  sistema  di  scritture  del  CLL  si  compone  dei  seguenti
a) un partitario delle entrate, contenente per  ciascun  capitolo
lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme accertate,  quelle
riscosse e quelle rimaste da riscuotere;
b) un partitario delle spese, contenente per ciascun capitolo  lo
stanziamento iniziale e le variazioni, le somme  impegnate  e  quelle
rimaste da pagare;
c) un partitario dei residui, contenente per ciascun  capitolo  e
per esercizio di provenienza, la consistenza dei  residui  all’inizio
dell’esercizio, le somme riscosse  e  pagate,  le  somme  rimaste  da
riscuotere e da pagare;
d) un giornale cronologico sia per le reversali che per i mandati
emessi, con indicazioni separate delle riscossioni e dei pagamenti in
4. Le scritture contabili di cui al comma 3, lettere d) ed e), sono
effettuate su registri  numerati  e  vidimati  dal  direttore.  Anche
nell’ipotesi di scritture tenute con l’utilizzazione  di  sistemi  di
elaborazione   automatica   dei   dati    e’    comunque    garantita
l’inalterabilita’ dei dati archiviati.
1. I risultati della gestione dell’anno finanziario sono  riassunti
e dimostrati nel conto consuntivo redatto in termini di competenza  e
2. Il conto consuntivo e’ redatto secondo la classificazione di cui
3. Il rendiconto finanziario espone i risultati conseguiti  durante
l’esercizio in ordine al bilancio  di  previsione.  Esso  e’  redatto
secondo la stessa articolazione del bilancio di previsione ed  espone
i relativi dati distintamente per  la  competenza  e  per  i  residui
secondo lo schema di  cui  al  regolamento  per  l’amministrazione  e
70  e  successive  modificazioni,  approvato  con  il   decreto   del
4.  Il  conto  economico,  redatto  in  conformita’  al  preventivo
economico  di  cui  all’articolo  10,  offre  la  dimostrazione   dei
risultati economici conseguiti durante l’esercizio finanziario.  Sono
vietate compensazioni tra componenti positivi e  negativi  del  conto
5. Al conto consuntivo e’ annessa la situazione amministrativa  che
evidenzia i risultati di cassa e della gestione dei  residui  secondo
lo schema di cui al regolamento richiamato nel comma 3.
6. Il conto  consuntivo,  unitamente  alla  nota  illustrativa,  e’
sottoposto dal direttore all’esame  del  collegio  dei  revisori  dei
conti, che redige apposita relazione, almeno  quindici  giorni  prima
della riunione  fissata  dal  consiglio  di  amministrazione  per  la
deliberazione di competenza.
7. Il consiglio di amministrazione  delibera  il  conto  consuntivo
8. Entro quindici giorni dalla delibera,  il  conto  consuntivo  e’
trasmesso, unitamente alle relazioni di cui al comma 6, ad una  copia
dell’estratto  conto  dell’istituto  bancario   tesoriere   ed   alla
deliberazione del consiglio di amministrazione, al  Ministero  per  i
beni e le attivita’ culturali e al Ministero  dell’economia  e  delle
finanze per l’approvazione di competenza.
1.  Le  entrate  accertate  e  non  riscosse   entro   il   termine
dell’esercizio costituiscono residui attivi.
2. Le spese impegnate e non pagate entro il termine  dell’esercizio
costituiscono residui passivi.
3.  Annualmente  e’  compilata,  distintamente  per  esercizio   di
provenienza e per capitoli di bilancio,  la  situazione  dei  residui
attivi e  passivi  riferiti  agli  esercizi  anteriori  a  quello  di
competenza. La situazione dei residui deve indicare la consistenza al
1° gennaio, le somme riscosse nel corso dell’anno di gestione, quelle
eliminate perche’ non piu’ realizzabili, nonche’  quelle  rimaste  da
4. La variazione dei residui attivi  e  passivi  forma  oggetto  di
apposita  deliberazione  del  consiglio  di  amministrazione.   Sulle
variazioni dei residui il collegio dei revisori dei conti  e’  tenuto
ad esprimere il suo parere.
5. La situazione dei residui e la deliberazione di cui al  comma  4
sono allegate al conto consuntivo.
6.  Costituiscono  economia  le  minori  spese  sostenute  rispetto
all’impegno assunto nel corso dell’esercizio.
Disciplina dei beni d’uso
1. I beni del CLL appartengono al patrimonio  dello  Stato  e  sono
concessi in uso al CLL stesso.
2. Per tali beni si osservano le disposizioni  sull’amministrazione
del patrimonio e sulla contabilita’  generale  dello  Stato,  nonche’
quelle emanate in merito dal Ministero dell’economia e delle  finanze
– Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
3. I beni sono assunti in consegna, con debito  di  vigilanza,  dal
direttore. La consegna si effettua per mezzo degli inventari.
4. Per le gestioni dei consegnatari e dei cassieri si osservano  le
disposizioni  contenute  nel  regolamento  emanato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 4 settembre 2002, n. 254.
–  Il  decreto  del  Presidente  della   Repubblica   4
settembre 2002, n. 254, recante «Regolamento concernente le
gestioni   dei   consegnatari   e   dei   cassieri    delle
amministrazioni dello Stato», e’ pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 13 novembre 2002, n. 266.
1. Il servizio di tesoreria  e’  affidato,  mediante  procedura  ad
evidenza   pubblica,   ad   un’impresa   autorizzata    all’esercizio
dell’attivita’ bancaria, ai sensi dell’articolo 50  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, e  viene  svolto
secondo le modalita’ indicate in  un’apposita  convenzione  approvata
2. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1  della  legge
29 ottobre 1984, n. 720, e successive modificazioni.
– Per il testo dell’art. 50 del decreto del  Presidente
della Repubblica 27 febbraio 2003, n.  97,  si  veda  nelle
note all’art. 12.
– Si riporta  il  testo  dell’art.  1  della  legge  29
ottobre 1984, n. 720, recante «Istituzione del  sistema  di
tesoreria unica per enti ed organismi pubblici», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 29 ottobre 1984, n. 298:
«Art. 1. – Fatti salvi gli effetti prodotti, gli atti e
i provvedimenti  adottati,  nonche’  i  rapporti  giuridici
sorti sulla base dei D.L. 25 gennaio 1984, n.  5,  D.L.  24
marzo 1984, n. 37, D.L. 24 maggio 1984, n. 153  e  D.L.  25
luglio 1984, n. 372, con decorrenza  30  agosto  1984,  gli
istituti e le aziende  di  credito,  tesorieri  o  cassieri
degli enti e degli organismi pubblici di cui alla tabella A
annessa alla presente legge, effettuano, nella qualita’  di
organi di esecuzione degli enti e degli organismi suddetti,
le operazioni di incasso e  di  pagamento  a  valere  sulle
contabilita’ speciali aperte presso le sezioni di tesoreria
provinciale dello Stato. Le entrate  proprie  dei  predetti
enti ed organismi,  costituite  da  introiti  tributari  ed
extratributari, per vendita di beni e servizi, per  canoni,
sovracanoni e indennizzi, o da altri  introiti  provenienti
dal settore privato, devono essere versate in  contabilita’
speciale  fruttifera  presso  le   sezioni   di   tesoreria
provinciale dello Stato. Le altre entrate, comprese  quelle
provenienti  da  mutui,  devono  affluire  in  contabilita’
speciale infruttifera, nella quale devono  altresi’  essere
versate direttamente le assegnazioni, i contributi e quanto
altro proveniente dal bilancio dello Stato.  Le  operazioni
di  pagamento  sono  addebitate   in   primo   luogo   alla
contabilita’ speciale fruttifera, fino all’esaurimento  dei
Con decreti del Ministro del tesoro e’ fissato il tasso
d’interesse per le contabilita’ speciali fruttifere e  sono
altresi’  disciplinati  le  condizioni,  i  criteri  e   le
modalita’ per l’effettuazione delle  operazioni  e  per  il
regolamento dei rapporti di  debito  e  di  credito  tra  i
tesorieri  o  i  cassieri  degli  enti  e  degli  organismi
pubblici di cui al precedente primo comma e le  sezioni  di
tesoreria provinciale dello Stato,  con  riferimento  anche
alle disponibilita’ in  numerario  o  in  titoli  esistenti
presso gli istituti e le aziende di credito alla  fine  del
mese antecedente alla data di emanazione  dei  decreti  del
Ministro del tesoro di cui al presente comma.
Il tasso  di  interesse  per  le  somme  versate  nelle
contabilita’ speciali fruttifere di cui al primo comma  del
presente  articolo  deve   essere   fissato   dal   decreto
ministeriale  in  una  misura  compresa   fra   il   valore
dell’interesse corrisposto  per  i  depositi  sui  libretti
postali di risparmio e quello previsto per i buoni ordinari
del Tesoro a scadenza trimestrale.
Il decreto ministeriale che,  a  norma  del  precedente
secondo comma, stabilisce le condizioni,  i  criteri  e  le
modalita’ di attuazione  delle  discipline  previste  dalla
presente  legge  deve  garantire  agli  enti  ed  organismi
interessati la piena ed immediata disponibilita’,  in  ogni
momento,  delle  somme  di  loro  spettanza   giacenti   in
tesoreria  nelle   contabilita’   speciali   fruttifere   e
infruttifere.
All’onere   derivante   dalla   corresponsione    degli
interessi previsti dal precedente primo  comma,  valutabile
in lire quaranta miliardi per ciascuno degli  anni  1985  e
1986, si provvede mediante corrispondente  riduzione  dello
stanziamento iscritto, ai  fini  del  bilancio  pluriennale
1984-86, al capitolo 6856 dello  stato  di  previsione  del
Ministero del tesoro per l’anno finanziario 1984,  all’uopo
parzialmente    utilizzando    l’accantonamento    “proroga
fiscalizzazione dei contributi di  malattia”.  Il  Ministro
del tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti,
Fino alla data di emanazione dei decreti  del  Ministro
del tesoro previsti dal precedente secondo comma, agli enti
ed agli organismi pubblici di cui alla  tabella  A  annessa
alla presente legge si applicano le  disposizioni  previste
dall’art. 40, legge  30  marzo  1981,  n.  119,  modificato
dall’art. 21, comma 4, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463 ,
convertito, con  modificazioni,  nella  legge  11  novembre
1983, n. 638, nonche’ dall’art. 35, quattordicesimo  comma,
della legge 27 dicembre 1983, n. 730 ,  come  ulteriormente
modificate e integrate dal successivo art. 3 della presente
1. All’inizio di ciascun  esercizio  finanziario  il  consiglio  di
amministrazione delibera l’assegnazione al  direttore  o  ad  un  suo
delegato di un fondo cassa.
2. Con il fondo di cui al comma 1 si puo’ provvedere esclusivamente
al pagamento delle minute spese di ufficio, delle spese  per  piccole
riparazioni e manutenzioni, delle spese postali, nonche’ al pagamento
di piccoli acconti per spese di viaggio e per indennita’ di missione.
3.  Le  eventuali  integrazioni  al  fondo  cassa   devono   essere
deliberate dal consiglio di amministrazione.
1. In relazione alle specifiche materie  e  nei  limiti  di  valore
correlativi, l’attivita’  contrattuale  e’  svolta  con  l’osservanza
delle disposizioni emanate in attuazione della normativa  comunitaria
e di quella nazionale vigente in materia.
2. Le spese in economia sono disciplinate dalla normativa vigente.
3. I contratti  sono  stipulati  dal  direttore  sulla  base  della
deliberazione che  ne  autorizza  la  relativa  spesa  approvata  dal
consiglio di amministrazione. Le funzioni di ufficiale  rogante  sono
svolte dal funzionario amministrativo individuato dal direttore.
1. Per quanto non previsto dal  presente  decreto  si  rinvia  alle
disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 27
febbraio   2003,   n.   97,   concernente    il    regolamento    per
l’amministrazione e la contabilita’ degli enti pubblici di  cui  alla
legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni.
2. Si applica, per quanto  compatibile,  la  disciplina  recata  in
materia di approvazione dei bilanci degli enti pubblici istituzionali
dal decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439.
– Per il decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9
novembre 1998, n. 439, si veda nelle note alle premesse.
1. Il decreto ministeriale 28 ottobre 2005 e’ abrogato.
persona e dei beni culturali, registro n. 2, foglio n. 242
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 gennaio 2010, n. 34 – Regolamento recante organizzazione e funzionamento del Centro per i libri e la lettura, a norma dell’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. – (10G0046) (GU n. 57 del 10-3-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:02:39+00:00