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Timestamp: 2018-09-19 03:17:56+00:00
Document Index: 97346301

Matched Legal Cases: ['art. 503', 'art. 514', 'art. 511', 'sentenza ', 'art. 500', 'art.500', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 159', 'art. 500']

Utilizzabilità querela per contestazioni - [ Procedura Penale ] - FORUM AVVOCATI & Praticanti Avvocati
Autore Topic: Utilizzabilità querela per contestazioni (Letto 10290 volte)
praticante2006
« il: 10 Dic 2006, 22:12 »
Secondo voi è utilizzabile il contenuto della querela per le contestazioni nell'esame testimoniale ? Se sì, su quali basi ?
« Risposta #1 il: 11 Gen 2007, 19:08 »
hai già risolto? io credo di si sulla base del 500 c.p.p. . ti riferisci all'esame della parte offesa vero? non per le contestazioni agli altri testimoni, giusto? a questi puoi contestare il contenuto delle dichiarazioni rese davanti al pm o alla pg oppure a quanto deposto in precedenza.
« Risposta #2 il: 11 Gen 2007, 21:26 »
Il problema è dato dal fatto che il 511 comma 4 prevede che la querela possa essere utilizzata ai soli fini dell'esistenza della condizione di procedibilità, il che lascia supporre che non possa esserne utilizzato il contenuto per le contestazioni durante l'esame della persona offesa o parte civile...
« Risposta #3 il: 11 Gen 2007, 21:33 »
si ma il 511 si riferisce alle letture e non alle contestazioni.
« Risposta #4 il: 11 Gen 2007, 21:43 »
Sì ma non si può contestare sulla base di dichiarazioni delle quali non è ammessa la lettura in dibattimento.. Il 511 dispone che la querela è utilizzabile ai soli fini della verifica dell'esistenza della condizione di procedibilità, non per altri (come ad es. basare su di essa la decisione del giudice).
« Risposta #5 il: 12 Gen 2007, 15:19 »
mi hai messo un tarlo .... ora vedo di risolvere poi ti faccio sapere. teniamoci in contatto perchè è molto interessante!
« Risposta #6 il: 12 Gen 2007, 16:01 »
guarda secondo me è possibile ai sensi dell'art. 503, 3° comma c.p.p.
« Risposta #7 il: 12 Gen 2007, 16:27 »
i divieti di lettura sono quelli indicati dall'art. 514
« Risposta #8 il: 12 Gen 2007, 16:36 »
QUERELA, RICHIESTA E ISTANZA
La querela (che è inserita nel fascicolo per il dibattimento ex articolo 431, comma 1, lettera a), del c.p.p., in quanto atto relativo alla procedibilità dell'azione penale), costituisce semplicemente una condizione di procedibilità ed è utilizzabile processualmente solo a tal fine; tanto è vero che l'articolo 511, comma 4, del c.p.p ne consente la lettura solo ai fini dell'accertamento della rituale ricorrenza di tale condizione. Ne consegue che l'atto di querela non può essere utilizzato dalle parti, e tanto meno dal giudice, per procedere alle « contestazioni» dibattimentali nei confronti della parte offesa- querelante; con l'ulteriore conseguenza che il giudice non può trarre dall'esame della querela elementi di convincimento ai fini della ricostruzione storica della vicenda e, a fortiori, elementi di prova a carico dell'imputato.
Cass. pen. sez. V, 01/10/2003, n. 42451
« Risposta #9 il: 12 Gen 2007, 17:23 »
grazie, non l'avevo trovata questa sentenza...
« Risposta #10 il: 12 Gen 2007, 23:07 »
Grazie Bakunin, ma i dubbi per quanto mi riguarda rimangono.
Per quanto ne so non c'è uniformità di orientamento da parte dei giudici, alcuni la ritengono inutilizzabile per le contestazioni basandosi sull'art. 511 comma 4, altri la ritengono utilizzabile basandosi sul 500 e 503 comma 4.
Poi c'è questa significativa sentenza della corte costituzionale:
"[...] L'art. 500 disciplina le "contestazioni" nell'esame testimoniale con riferimento alle "dichiarazioni precedentemente rese dal testimone e contenute nel fascicolo del pubblico ministero", attribuendo al giudice, in presenza di determinate condizioni, la possibilità di valutarle come prova dei fatti in esse affermati.Ma é evidente che la norma in esame - la quale mira essenzialmente ad individuare un meccanismo di recupero al fascicolo dibattimentale di determinati atti di indagine - non incide sull'ordinario esercizio del potere di domanda delle parti, potere che, come afferma anche la relazione al progetto preliminare, "deve esplicarsi in tutta la sua latitudine, utilizzando perciò ogni precedente acquisizione".Deve, pertanto, ritenersi che non é affatto impedito al difensore dell'imputato, sia pure al solo scopo - che del resto in sede di controesame é quello per lui essenziale - di influire sulla valutazione dell'attendibilità del teste, di porre all'esaminando domande intese ad evidenziare un contrasto tra la deposizione dibattimentale e qualsiasi altra risultanza, diversa da quelle indicate nell'art.500, ivi compreso, quindi, il contenuto della denuncia dal medesimo a suo tempo redatta.[...]"Corte costituzionale, 28 novembre 1994, n. 407
Seppur datata, credo che sia perfettamente condivisibile, altrimenti verrebbe impedito al difensore minare la credibilità della persona offesa o parte civile e l'attendibilità delle dichiarazioni rese sia in udienza che in precedenza.
« Risposta #11 il: 13 Gen 2007, 14:49 »
sono d'accordo con praticante. sinceramente quello dell'utilizzabilità delle dichiarazioni contenute nella querela ai fini delle contestazioni era un problema che non mi ero posto ritenendolo ammissibile.
bakunin ha chiarito riportando la sentenza ut supra citata. invero anche la sentenza della corte costituzionale ha il suo rilievo. condivido l'interpretazione della corte, anche perchè altrimenti come si farebbe a contestare e a mettere in dubbio la credibilità della persona offesa nel mentre rende l'esame?
alla prima occasione utile mi ripropongo di provare ad utilizzare le dichiarazioni in querela ai fini delle contestazioni, poi vediamo cosa dice il giudice. riporterò la sentenza della corte costituzionale.
praticante se ti capita fai lo stesso
« Risposta #12 il: 13 Gen 2007, 23:22 »
A me è già capitato, non personalmente ma ho assistito ad una udienza in cui un difensore ha utilizzato la querela per le contestazioni, e nessuno ha eccepito alcunchè. Se dovessero crearti problemi prova ad utilizzare quella sentenza e facci sapere, in bocca al lupo
rossi_893
« Risposta #13 il: 14 Gen 2007, 12:02 »
Ragazzi, per favore mi dareste un consiglio?
Il mio Assistito vuol rimettere una querela, a suo tempo sporta e porre fine al procedimento penale in corso.
Il querelato è irreperibile. Quindi, allo stato, la remissione di querela non può essere accettata e resterebbe un atto incompleto. Io ho pensato di presentare comunque l'atto di remissione di querela in Procura...penso che magistrato, a seguito di ciò, invii un avviso al querelato relativo all'accettazione.Voi cosa ne pensate? un saluto a tutti.
« Risposta #14 il: 15 Gen 2007, 11:31 »
Citazione da: "rossi_893"
Il querelato è irreperibile.
La rimessione della querela non deve essere *accettata* dal querelante in modo espresso, essendo la remissione un atto unilaterale del querelante. La legge prevede la possibilità per il querelato di opporsi alla remissione mediante ricusazione, ma nel caso la remissione non venga ricusata (nè in modo espresso nè tacito), il mancato esercizio dell'onere di ricusazione da parte del querelato dovrà essere considerato come tacito assenso alla rimessione.
L'unico problema è che, perchè si possa parlare di assenso, è pur sempre necessario che il querelato sia a conoscenza della volontà da parte del querelante di rimettere la querela, ma si tratta di conoscenza non necessariamente effettiva essendo sufficiente quella legale.
Nel caso specifico non ho capito però a che punto del procedimento ti trovi (cioè se sei già nella fase processuale o indagini preliminari), se il querelato si è reso irreperibile prima o dopo la costituzione in giudizio, e se l'irreperibilità è già stata rilevata e dichiarata dal giudice con decreto ex art. 159 cpp. Se sì, non vedo difficoltà a seguire la procedura indicata per la notificazione all'imputato irreperibile: quest'ultimo avrà così conoscenza (seppur legale) della rimessione e, nel caso non la ricusasse, la rimessione sarà pienamente valida ed efficace.
« Risposta #15 il: 15 Gen 2007, 12:20 »
Forse la questione si risolve nel senso che non si tratterà di una vera "contestazione" ex art. 500 c.p.p. ma di domande svolte sulla base di documenti presenti in atti....
sinceramente sono d'accordo anche io con voi e con la corte costituzionale
« Risposta #16 il: 15 Gen 2007, 13:54 »
Per Praticante 2006.
Ti ringrazio per la risposta.Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Il querelato non sa neanche che è stata sporta denuncia nei suoi confronti. Non ho usato il termine "irreperibilità" in senso tecnico. Semplicemente non riesco a rintracciare il querelato.
Penso che depositerò un atto di rimessione della denuncia - querela in procura, allegando al medesimo le mie lettere Racc. A.R. non recapitate (al querelato stesso). Ciao.
Alessandro Reinero
Re:Utilizzabilità querela per contestazioni
« Risposta #17 il: 27 Giu 2017, 17:20 »
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