Source: https://biella.arcipiemonte.it/p/152/statuto.html
Timestamp: 2020-08-08 18:18:47+00:00
Document Index: 115515705

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 118', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 41', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 18', 'art 2382', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 49', 'art. 50']

“ARCI Biella-Ivrea-Vercelli APS”
L’Associazione ARCI APS , operante sul territorio già dal 1970, riconosce la propria memoria storica nelle libertà e nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo. L’ARCI si richiama, inoltre, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo dell'ONU ed opera per un Europa dei cittadini.L’ARCI fonda le sue radici nella storia del mutualismo italiano e ribadisce la propria continuità storica e politica con l'ARCI fondata a Firenze il 26 Maggio 1957 e riconosciuta dal Ministero dell'Interno. L’ARCI è un'associazione nazionale di promozione sociale ai sensi della L.383/2000, autonoma e pluralista, soggetto attivo e integrante del sistema di terzo settore italiano e internazionale, che si configura come rete integrata di persone, valori e luoghi di cittadinanza attiva che promuove cultura, socialità e solidarietà.
Titolo Primo DEFINIZIONE E FINALITA’
“ARCI Biella-Ivrea-Vercelli APS ” di seguito denominata Arci Biella Ivrea Vercelli APS o Comitato Territoriale nel presente testo, è una associazione di promozione sociale ai sensi del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017, di seguito indicato come CTS) con sede in Biella, autonoma e pluralista, si configura come:
-rete integrata di persone, valori e luoghi di cittadinanza attiva che promuove cultura, socialità e solidarietà;
- istanza organizzativa e politica di ARCI aps (di seguito indicata come ARCI o come Associazione) sul territorio di competenza, adottandone lo Statuto Nazionale nelle parti di competenza.
“ARCI BIELLA IVREA VERCELLI aps” è il Comitato Territoriale di ARCI nazionale delle province di Biella , di Vercelli e del Canavese, ai sensi del Titolo III dello Statuto nazionale.
Il Comitato territoriale opera per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ha durata illimitata, non persegue fini di lucro e non è pertanto consentita la distribuzione anche indiretta di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate secondo quanto disposto dall'art. 8 CTS, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L'ARCI promuove, sostiene e tutela l'autorganizzazione delle persone in quanto pratica fondamentale di democrazia e concreta risposta ai bisogni delle comunità. È un'associazione partecipata dai cittadini, in cui ogni socio/a può concorrere in prima persona ai processi decisionali, anche adottando sistemi di rappresentanza.
L'Associazione sostiene l'idea di un sistema democratico che sappia valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine, il principio di sussidiarietà di cui all'art. 118, quarto comma, della Costituzione, il ruolo dell'associazionismo e del Terzo settore.
ARCIBiella Ivrea Vercelli è impegnata affinché la libertà di associazione, la prima libertà costitutiva di un sistema democratico, sia salvaguardata e garantita ovunque.
La tutela, la salvaguardia, la valorizzazione del proprio patrimonio associativo e circolistico sono l'elemento fondante dell'ARCI. In questo senso, l'Associazione è impegnata per la più ampia affermazione dei valori associativi, per la tutela su tutto il territorio delle organizzazioni aderenti, nonché per lo sviluppo di nuovo associazionismo e del Terzo settore, anche a livello internazionale.
Sono finalità del Comitato territoriale e dell’Associazione:
c) il riconoscimento dei diritti culturali, la promozione dell'accesso universale alla conoscenza, al sapere, all'educazione, alla cultura, all'uso delle nuove tecnologie della comunicazione, la promozione dell'inclusione digitale (eInclusion);
h) l'affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate, alla corruzione e agli
abusi di potere, anche attraverso l'uso sociale dei beni confiscati;
u) il ripudio della guerra e l'impegno per l'affermazione di una cultura nonviolenta e pacifista e della ricerca della soluzione nonviolenta dei conflitti, l'azione politica per il disarmo, la riconversione industriale bellica e la riduzione
delle spese militari;
gg) favorire il corretto mantenimento del benessere psico-fisico nella sua totalità.
ARCI Biella Ivrea Vercelli persegue le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale di cui all'art. 2 mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, delle seguenti attività di interesse generale di cui all’art. 5 del CTS:
a) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;
c)organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all'art. 5 CTS;
d) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale e culturale;
e) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
f)servizi strumentali ad enti del Terzo settore;
g)attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell’ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale, da intendersi come un rapporto commerciale con un produttore operante in un’area economica svantaggiata, situata, di norma, in un Paese in via di sviluppo, sulla base di un accordo di lunga durata finalizzato a promuovere l’accesso del produttore e che preveda il pagamento di un prezzo equo, misure di sviluppo in favore del produttore e l’obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali, in modo da permettere ai lavoratori di condurre un’esistenza libera e dignitosa, e di rispettare i diritti sindacali, nonché di impegnarsi per il contrasto del lavoro infantile;
h) servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori e delle persone di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;
i)accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti;
l) organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, anche in collaborazione con enti di promozione sportiva, associazioni e federazioni sportive, ETS, istituzioni pubbliche e private;
m)beneficenza, sostegno a distanza, cessione gratuita di alimenti o prodotti di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, e successive modificazioni, o erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale a norma dell'art. 5 del CTS;
n)promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata;
o)promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui all'art. 5 del CTS, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
p) protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni;
q) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.
In generale sono potenziali settori di intervento del Comitato territoriale e delle organizzazioni aderenti, ove compatibili, le attività di cui all'articolo 5 del CTS e all'art. 2 del Decreto impresa sociale (D.Lgs 112/2017) e successive modificazioni e integrazioni.
ARCI Biella-Ivrea-Vercelli potrà esercitare, ai sensi dell'Art. 6 del CTS, attività diverse da quelle di cui al presente articolo, secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, come individuate dalla Presidenza nonché raccolte fondi ai sensi dell’art. 7 del medesimo decreto.
Il Comitato territoriale si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai/dalle propri/e associati/e o delle persone associate alle organizzazioni aderenti; potrà inoltre avvalersi, in caso di particolare necessità, per lo svolgimento dell'attività di interesse generale ed il perseguimento delle finalità, di prestazioni di lavoro dipendente, autonomo o di altra natura, anche ricorrendo ai/alle propri/e associati/e, secondo i limiti e le modalità stabiliti dalla normativa vigente.
L'ARCI aderisce alla “Federazione ARCI” contribuendo al perseguimento dei fini statutari e alla realizzazione del
programma della stessa.
Tutti/e i/le soci/e individuali e collettivi dell'ARCI aderiscono contestualmente alla Federazione ARCI acquisendone
tutti i diritti, ivi compresi quelli elettorali attivi e passivi, così come previsto nello Statuto della Federazione medesima.
In virtù di questa appartenenza, le associazioni aderenti all'ARCI beneficiano degli effetti del riconoscimento del
carattere assistenziale delle finalità perseguite (DM 1017022/12000A del 2/8/67 Ministero dell'Interno).
Il "logo" e la denominazione dell'ARCI sono patrimonio dell'associazione nazionale, così come la sua bandiera formata da sei bande orizzontali di uguale misura nei colori azzurro, giallo, rosso, nero, bianco e verde con al centro la scritta ARCI, e come tali alla stessa ARCI ne è demandato l'uso in via esclusiva. La rescissione volontaria o per esclusione del rapporto associativo di un soggetto aderente, determinano l'automatico ed immediato divieto al loro utilizzo in qualsiasi forma.
Art. 6[
Possono aderire all'ARCI Biella Ivrea Vercelli
le persone che approvano le finalità e lo statuto delle strutture di base cui aderiscono, indipendentemente dalla propria identità di genere e orientamento sessuale, nazionalità, appartenenza etnica e religiosa;
associazioni che adottino la qualifica di ente del Terzo settore (ODV, Enti filantropici, Imprese sociali costituite in forma di associazione, altre associazioni ETS);
altre associazioni senza scopo di lucro;
le Società di Mutuo Soccorso (SMS, disciplinate dalla L. 3818/1886 e successive modificazioni);
le associazioni di secondo livello con la qualifica di ente del Terzo settore;
le cooperative con la qualifica di Impresa sociale ai sensi del D.Lgs 112/2017 (cooperative sociali A/B, altre cooperative con qualifica di impresa sociale);
che si riconoscano nelle finalità dell'Associazione e accettino le regole del presente Statuto.
Sono condizioni per l'adesione delle organizzazioni: l'acquisizione del certificato di adesione e l'adozione della tessera annuale dell’ARCI quale propria tessera sociale.
Gli ETS di secondo livello potranno aderire, in accordo con la Direzione nazionale e secondo quanto stabilito dal regolamento annuale delle adesioni e del tesseramento, a condizione che procedano:
al recepimento delle previsioni statutarie espresse dallo Statuto Nazionale relativamente ai titoli I, II, III, V sez. A, e all'art. 41;
all'acquisizione del certificato di adesione per ciascuno dei soggetti appartenenti all'organizzazione aderente e all'adozione della tessera nazionale dell'Associazione quale propria tessera sociale.
Gli/le aspiranti soci/e devono presentare domanda presso una struttura di base aderente, menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita unitamente all'attestazione di accettare e attenersi allo statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi sociali.
È compito del Consiglio Direttivo della struttura di base aderente, o di uno/a o più Consiglieri/e da esso espressamente delegati/e, esaminare ed esprimersi in merito alle domande di ammissione, entro un massimo di trenta giorni dalla richiesta di iscrizione, verificando che gli/le aspiranti soci/e abbiano i requisiti previsti. Qualora la domanda sia accolta, la comunicazione di accettazione sarà assolta con la consegna della tessera sociale dell’ARCI al/la nuovo/a socio/a e il suo nominativo sarà annotato nel libro dei degli associati.
In caso di rigetto motivato della domanda da parte del Consiglio Direttivo, comunicato entro il termine di trenta giorni o nel caso in cui ad essa non sia data risposta entro lo stesso termine, l’interessato/a potrà presentare ricorso al Presidente della struttura di base aderente entro trenta giorni dalla comunicazione del rigetto ovvero dallo scadere dei trenta giorni dalla presentazione della domanda. Sul ricorso si pronuncerà in via definitiva il Collegio dei Garanti della struttura di base aderente, in mancanza l’Assemblea dei Soci alla sua prima convocazione.
Le organizzazioni che intendano aderire devono presentare domanda presso il livello associativo competente, di norma il Comitato Territoriale, menzionando:
unitamente alla copia del proprio statuto sociale e della delibera della propria Assemblea che formalizzi la domanda di adesione e attesti l'accettazione e l'impegno ad attenersi al presente statuto, ai regolamenti interni e alle deliberazioni degli organi sociali.
È compito dell'organismo dirigente del livello associativo competente, di norma l'organo di amministrazione del Comitato Territoriale, esaminare ed esprimersi in merito alle domande di ammissione, entro un massimo di trenta giorni dalla richiesta di adesione, verificando che le organizzazioni abbiano i requisiti previsti. La deliberazione è comunicata all'organizzazione aderente, alla quale viene rilasciato il certificato di adesione. L'adesione è annotata nel Libro degli associati.
In caso di rigetto motivato della domanda da parte dell'organismo incaricato, comunicato entro il termine di trenta giorni, o nel caso in cui ad essa non sia data risposta entro lo stesso termine, l’organizzazione interessata potrà presentare ricorso al Collegio dei Garanti del livello associativo competente, entro trenta giorni dalla comunicazione del rigetto ovvero dallo scadere dei trenta giorni dalla presentazione della domanda, che si pronuncerà in via definitiva alla sua prima convocazione.
Lo status di socio/a e di organizzazione aderente una volta acquisito, ha carattere permanente e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art. 9. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.
Le organizzazioni aderenti sono i principali soggetti dell'iniziativa associativa e politica di ARCI Biella Ivrea Vercelli. La loro adesione è subordinata all'esistenza nel proprio statuto di quelle norme e principi inderogabili che sono il fondamento sia etico che giuridico dell'ARCI aps, quali: l'assenza di fini di lucro; i principi di democrazia, partecipazione e collegialità; la trasparenza amministrativa; la titolarità di diritti sostanziali per tutti gli associati.
L'ARCI Biella Ivrea Vercelli riconosce autonomia giuridica, organizzativa, amministrativa e patrimoniale, alle organizzazioni aderenti regolarmente costituite su scala territoriale e locale in spirito federale.
Gli/le associati/e hanno diritto a:
concorrere all'elaborazione del programma e partecipare alle attività promosse dall'associazione;
approvare il bilancio di esercizio nelle forme previste dalla legge e l'eventuale documento economico di previsione delle diverse articolazioni dell'associazione;
eleggere gli organismi di direzione, di garanzia e di controllo ed essere eletti/e negli stessi;
esaminare i libri sociali, previa richiesta scritta all'organo di amministrazione;
Gli/le associati/e sono tenuti/e a:
osservare lo statuto, i regolamenti, il codice etico, e le delibere degli organismi dirigenti;
rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne al giudizio degli organismi di garanzia dell'Associazione.
Salvo diritto di recesso, la decadenza di soci/e e organizzazioni aderenti avviene:
in caso di decesso del/la socio/a o di scioglimento dell'organizzazione;
per il mancato versamento della quota associativa o della quota di adesione annuale;
L'ARCI promuove il federalismo solidale e il decentramento dei poteri all'interno dell'Associazione; favorisce e valorizza tutte le soggettività e competenze che traggono origine dalle specifiche peculiarità territoriali, nel quadro di una effettiva partecipazione diffusa alla costruzione delle politiche dell'Associazione e al suo governo.
L'ARCI Biella Ivrea Vercelli in qualità di articolazione territoriale e in armonia con le normative vigenti, su delega della Rete associativa nazionale, potrà:
svolgere attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto delle organizzazioni aderenti e delle loro attività di interesse generale, anche allo scopo di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali, ed anche attraverso l’utilizzo di strumenti informativi idonei a garantire conoscibilità e trasparenza in favore del pubblico e degli/delle associati/e;
monitorare l’attività delle organizzazioni aderenti, anche con riguardo all'impatto sociale, al fine di predisporre la relazione annuale al Consiglio nazionale del Terzo settore;
promuovere e sviluppare le attività di controllo, anche sotto forma di autocontrollo e assistenza tecnica nei confronti delle organizzazioni aderenti.
Il sistema associativo dell'ARCI, che ha a suo fondamento l'insieme delle organizzazioni aderenti, luoghi primari dell'agire associativo, si articola nei seguenti livelli:
ARCI Biella Ivrea Vercelli in qualità di Comitato Territoriale è il principale livello del coordinamento, della sintesi e della direzione politica e organizzativa dell'Associazione sul territorio Biellese, Vercellese , Canavese , valorizza l'insediamento associativo e ne promuove lo sviluppo, dotandosi delle opportune strutture operative, e promuove la costituzione di nuove organizzazioni aderenti. Rappresenta l'ARCI nei confronti di enti locali, istituzioni, organizzazioni sociali e politiche presenti nel proprio ambito territoriale.
In virtù delle funzioni di articolazione nazionale, assume le relative responsabilità di controllo e di indirizzo verso i/le soci/e individuali e collettivi. In particolare, per quanto riguarda le organizzazioni aderenti, il Comitato Territoriale controlla il rispetto dei principi statutari e la corretta gestione e conduzione della vita associativa.
Le attività promosse da un Comitato, di norma, si svolgono nel territorio di sua competenza. La possibilità di operare in ambiti territoriali diversi è subordinata all'accordo con i Comitati competenti per quei territori. Ogni Comitato ha altresì compito di verificare che a questo comportamento si conformino anche le organizzazioni aderenti e gli eventuali soggetti da esso partecipati o controllati.
Il Congresso è il massimo organo di indirizzo e rappresentanza dell’associazione, si svolge di norma ogni 4 anni,
nelle forme stabilite dall’Assemblea territoriale e in base a criteri di democraticità, pari opportunità ed
uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, proporzionalità e rappresentanza territoriale.
È garantita in ogni caso la presenza di almeno un/a delegato/a per ciascuna organizzazione aderente attiva.
discutere ed approvare le proposte di modifica dello Statuto;
eleggere l’Assemblea territoriale.
Il Congresso territoriale può anche svolgersi in forma straordinaria. In tal caso, esso viene svolto entro tre mesi
dalla richiesta motivata della maggioranza dei componenti dell’Assemblea territoriale o dai Consigli Direttivi
delle organizzazioni aderenti che rappresentino almeno un terzo dei/delle soci/e del comitato; in ogni caso è
l’Assemblea territoriale a stabilirne le norme di svolgimento.
Il Congresso straordinario delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.
Un Congresso straordinario appositamente convocato può assumere delibere di trasformazione, fusione o scissione.
L’Assemblea territoriale è il massimo organo di indirizzo e rappresentanza dell'Associazione tra un Congresso e
l'altro ed è eletta dal Congresso secondo criteri di composizione stabiliti in quella sede.
Tutte le organizzazioni aderenti hanno diritto di rappresentanza nell’Assemblea. Nessuna organizzazione può
detenere nell’Assemblea territoriale una rappresentanza superiore al 40%.
eleggere il/la Presidente, secondo le modalità di cui all'art. 19 con la maggioranza richiesta dall'art. 18 e la Presidenza;
discutere e approvare i regolamenti;
approvare il codice etico associativo che impegna tutte le organizzazioni aderenti;
discutere e approvare l’eventuale documento economico di previsione e le sue variazioni, nonché il bilancio di
esercizio, nelle forme previste dalla legge, e l’eventuale bilancio sociale;
promuovere lo sviluppo dell'Associazione, in particolare nelle aree di debole insediamento;
discutere ed approvare il regolamento annuale delle adesioni e del tesseramento;
convocare il Congresso ordinario o straordinario, stabilendone le norme e licenziandone i materiali preparatori;
decidere la partecipazione ad imprese o l'adesione ad organizzazioni o patti sindacali;
deliberare, in accordo con il Comitato Regionale, sull'adesione ad ARCI di associazioni di secondo livello ed
associazioni senza fini di lucro che abbiano sede fuori dal territorio italiano, tramite la stipula di appositi protocolli
deliberare, su proposta del Collegio dei Garanti, i provvedimenti di commissariamento delle organizzazioni aderenti;
eleggere, su proposta del/della Presidente, la Presidenza e l’eventuale Vicepresidente vicario/a;
nominare e revocare, nei casi previsti dalla legge, il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
deliberare sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuovere azione di responsabilità nei loro
deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla legge o dal presente Statuto alla sua competenza.
Su proposta della Presidenza, istituisce/si articola in commissioni e/o gruppi di lavoro, sia temporanei che
permanenti, in coerenza con il programma di attività, e ne definisce il mandato e i criteri di composizione.
Nel caso in cui il Collegio dei Sindaci Revisori e/o il Collegio dei Garanti, prima della naturale scadenza
congressuale, esauriscano le proprie possibilità di surroga di componenti decaduti, all’Assemblea territoriale è
conferita la facoltà di provvedere, in via straordinaria, a ulteriore surroga, fermi restando i criteri di nomina di cui
agli artt. 25 e 26.
All’Assemblea territoriale è conferita la facoltà di decidere integrazioni o modifiche allo Statuto limitatamente al
recepimento di intervenute novità normative vincolanti.
L’Assemblea territoriale si riunisce almeno una volta l'anno per l’approvazione del bilancio di esercizio nelle forme
previste dalla legge; può essere convocata anche su richiesta motivata di almeno un terzo dei componenti.
L’Assemblea territoriale è convocata dal/dalla Presidente, con avviso scritto, inviato almeno quindici giorni prima
tramite posta elettronica. In caso di particolare urgenza la convocazione può essere effettuata con avviso scritto
inviato sette giorni prima.
L’Assemblea territoriale può sfiduciare a maggioranza assoluta dei suoi componenti il/la Presidente e procedere
all'elezione di un/a nuovo/a Presidente.
Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità i componenti dell'Organo di amministrazione non hanno
Il/la Presidente è eletto/a dall’Assemblea territoriale. Esercita la rappresentanza politica dell'Associazione, ne rappresenta ed esprime l'unità, ne esercita il coordinamento politico ed organizzativo.
Al/alla Presidente spetta la firma sociale; detiene la rappresentanza legale dell'Associazione e la rappresenta anche in giudizio e verso i terzi.
Convoca e presiede l’Assemblea territoriale; convoca e presiede la Presidenza che è eletta dalla stessa Assemblea su sua proposta.
Il/la Presidente non può essere eletto/a per più di due mandati consecutivi.
In caso di prolungata assenza o impedimento permanente del/della Presidente, i poteri di ordinaria amministrazione e la legale rappresentanza sono assunti dal/dalla Vicepresidente vicario, che provvederà, entro e non oltre 30 giorni, alla convocazionedell'assemblea territoriale per l’adozione degli opportuni provvedimenti.
La Presidenza è eletta dall’Assemblea territoriale tra i/le suoi/e componenti su proposta del/della Presidente.
L'assunzione della carica di componente della Presidenza è subordinata al fatto di non aver riportato condanne penali, passate in giudicato, per reati che comportano l'interdizione dai pubblici uffici, e di non trovarsi in alcuna delle condizioni di incompatibilità previste dall’art 2382 del codice civile (Cause di ineleggibilità e di decadenza).
La Presidenza è l'Organo di amministrazione ai sensi dell'art. 26 del CTS ed assicura il governo e la direzione politica del Comitato territoriale, anche attraverso l'attribuzione di deleghe e/o incarichi specifici ratificati dall’Assemblea territoriale, che ha competenza di verifica e valutazione dei medesimi.
Cura la tenuta del libro degli associati, il libro delle adunanze e delle deliberazioni della Presidenza e presenta all’Assemblea:
l’eventuale proposta di documento economico di previsione;
il bilancio di esercizio ai sensi del successivo art. 30 del presente Statuto;
l'eventuale bilancio sociale secondo le modalità e nei casi previsti dall'art. 14 del CTS.
Propone all’Assemblea territoriale le commissioni di lavoro o i gruppi di lavoro e i criteri per la loro composizione, e convoca specifici strumenti partecipativi quali:
- l'Assemblea dei Presidenti delle organizzazioni aderenti;
- assemblee su materie specifiche ovvero in presenza di particolari categorie di associati/e o di svolgimento dell'attività in più ambiti territoriali.
La Presidenza è convocata dal/dalla Presidente secondo un calendario definito al suo interno e con ordini del giorno, di norma, definiti nella riunione precedente per la successiva.
Alla Presidenza sono inoltre attribuiti i più ampi poteri per l'amministrazione ordinaria e straordinaria del Comitato, in particolare di:
obbligare cambiariamente il Comitato;
concedere garanzie personali o reali (o la loro cancellazione, postergazione e surrogazione);
compiere presso gli Istituti di credito qualsiasi operazione bancaria anche allo scoperto, richiedere ed utilizzare fidi;
transigere e compromettere in arbitrati anche amichevoli e compositori;
autorizzare e compiere qualsiasi operazione presso uffici pubblici e privati;
promuovere giudizi avanti a tutte le giurisdizioni, resistere alle liti, transigere, nominare avvocati, costituirsi parte civile nei procedimenti penali aventi ad oggetto reati inerenti i campi di iniziativa dell’Associazione di cui agli artt. 2 e 3 informandone l’Assemblea territoriale.
La Presidenza informerà degli atti più rilevanti l’Assemblea territoriale alla prima seduta utile. Occorrerà invece la preventiva autorizzazione della stessa per:
La Presidenza può delegare a singoli/e componenti i propri poteri per singoli atti o serie di atti, fissandone limiti e durata.
I principi generali ai quali si ispira e si uniforma la vita associativa dell'ARCI sono: l'uguaglianza di diritti tra
tutti/e i/le soci/e; il loro diritto alle garanzie democratiche; l'adozione di strumenti democratici di governo;
la trasparenza delle decisioni e la loro verificabilità.
L'ARCI adotta il principio generale che a nessun livello soggetti collettivi o comitati abbiano, di norma, in un
organismo una rappresentanza corrispondente alla maggioranza assoluta del medesimo.
In armonia con i principi su esposti la convocazione degli organismi deve avvenire sulla base di modalità e tempi
che consentano la più ampia partecipazione dei/delle componenti, e che saranno più precisamente definiti nel
previsto Regolamento.
Di norma le decisioni degli organismi dirigenti sono valide a maggioranza semplice dei/delle presenti; è richiesta
una maggioranza assoluta dei/delle componenti effettivamente in carica nei casi di:
- approvazione dei documenti economici e loro variazioni;
- approvazione delle norme di convocazione dei Congressi ordinari o straordinari;
- delibere di trasformazione, fusione o scissione.
Per le delibere di modifiche statutarie consistenti nel recepimento di intervenute novità normative vincolanti di cui
all'art. 15 è sufficiente la maggioranza degli intervenuti.
Il voto è singolo, personale e non sono ammesse deleghe.
Gli organismi di direzione di cui all'art. 13 e gli organi di garanzia e controllo di cui all'art. 24 curano il proprio libro
verbali, ai sensi dell'art. 15 del CTS.
Le delibere degli organismi e i libri sociali, e in ogni caso tutti gli atti di particolare rilevanza, devono essere
trasmessi, o comunque resi accessibili, ai componenti l'organismo e di essi deve esser data adeguata
informazione al corpo sociale. Devono inoltre essere conservati e restare a disposizione degli aventi diritto per la
Il/la Presidente Territoriale formula le proposte di sua competenza per quanto riguarda l'assetto di organismi e
funzioni, consultando le organizzazioni aderenti.
L'elezione di organismi dirigenti ed esecutivi ad ogni livello avviene di norma a scrutinio segreto, salvo diversa
decisione presa a maggioranza degli/delle aventi diritto.
Gli organismi di direzione di cui all'art. 13 devono dotarsi entro 6 mesi dall’insediamento, di un regolamento che
determini le loro modalità di funzionamento e le forme di incompatibilità e di decadenza delle cariche di Presidente
e componente degli organismi esecutivi.
Il Collegio dei Garanti dovrà vigilare su tali adempimenti e relazionare alla Presidenza circa la sua attuazione.
In caso di gravi violazioni dei principi statutari, del codice etico e/o delle normative vigenti, o di
comportamenti comunque lesivi dell'integrità dell'Associazione da parte di un'organizzazione aderente,
il Comitato Territoriale può, a seguito di tentativi infruttuosi di ripristinare la legittimità, richiedere al/alla legale
rappresentante di detta organizzazione la convocazione di una assemblea straordinaria. A fronte di un
persistente rifiuto e al permanere delle condizioni suddette, il/la Presidente del Comitato Territoriale può procedere
direttamente alla convocazione dell'assemblea, dandone informazione al Collegio dei Garanti e al livello organizzativo
Al fine di garantire una equilibrata presenza di genere nella composizione degli organismi di rappresentanza,
ciascun genere non può superare il 60% dei/delle componenti.
Tramite Regolamento o apposita delibera ciascun organismo può attivare per le proprie convocazioni modalità
di partecipazione mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l'espressione del voto per corrispondenza o in via
elettronica, purché sia possibile verificare l'identità dell'associato/a che partecipa e vota.
A ciascun livello le cariche di consigliere/a, garante e sindaco revisore sono incompatibili fra loro.
Il Collegio dei Garanti è organo di garanzia statutaria, regolamentare e di giurisdizione interna; è presente
in ogni livello organizzativo dell'Associazione e viene eletto nei rispettivi Congressi.
- interpretare le norme statutarie, regolamentari e del codice etico, fornire pareri;
- verificare la costituzione e il funzionamento democratico degli organismi dirigenti e di garanzia del Comitato
- dirimere le controversie insorte tra soci/e, tra questi/e e gli organismi dirigenti, tra componenti gli organismi
- e gli organismi stessi, irrogando, ove nel caso, le sanzioni previste secondo i criteri definiti nello specifico
- regolamento del Collegio: il richiamo scritto, la sospensione temporanea, rifiuto del rinnovo della tessera
- sociale o dell'adesione, o l'espulsione o radiazione;
L'iniziativa del Collegio dei Garanti è intrapresa a seguito di richiesta o ricorso di parte ovvero per propria autonoma
iniziativa in materia di rispetto degli adempimenti istituzionali e delle regole democratiche. Il Collegio dei Garanti
deve dare avviso a tutte le parti coinvolte entro 15 gg. dalla richiesta, e comunque contemporaneamente all'inizio
dell'istruttoria. Le decisioni assunte sono immediatamente esecutive salvo il caso di ricorso in appello, così come
previsto da apposito Regolamento.
Nel caso di controversie tra organismi dirigenti, l'ambito di giurisdizione del Collegio dei Garanti è relativo
alle questioni o alle controversie che sorgono nel livello organizzativo immediatamente sottordinato, fatta eccezione
per il livello nazionale, per il quale è competente il Collegio Nazionale dei Garanti.
Il Collegio dei Garanti è formato da tre componenti effettivi e due supplenti; i componenti sono eletti tra i/le soci/e
che abbiano acquisito una effettiva e comprovata esperienza specifica in campo associativo e/o siano dotati/e di
adeguata competenza in campo giuridico, non facenti parte di organismi direttivi di pari livello; esse/i eleggono al
loro interno un/a Presidente.
Il Collegio Territoriale dei Garanti, oltre che agire nell'ambito proprio di competenza, assume anche le funzioni di
organo di appello nei giudizi resi dagli organismi di garanzia e controllo delle organizzazioni aderenti.
I/le componenti del Collegio dei Garanti hanno diritto a partecipare alle riunioni del Consiglio senza diritto di voto.
Il Collegio dei Garanti elabora un proprio regolamento che viene portato all'approvazione del Consiglio .
Copia dei bilanci e dei libri delle adunanze e delle deliberazioni degli Organismi dirigenti sono a disposizione del
l Collegio dei Sindaci Revisori è organo di verifica e controllo amministrativo ed è eletto dal Congresso.
presentare all’Assemblea territoriale una relazione scritta sul bilancio di esercizio.
I/le componenti del Collegio possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.
Il Collegio dei Sindaci Revisori è formato di norma da tre componenti effettivi/e e da due supplenti scelti/e fra i/le soci/e non componenti di organismi dirigenti di pari livello o individuati/e anche tra persone non aderenti al Comitato territoriale.
Il Congresso può optare per la nomina di un organo di controllo monocratico che assume le funzioni del Collegio, in armonia con quanto disposto dall'art. 30 del CTS.
I/le componenti del Collegio dei Sindaci Revisori hanno diritto di partecipazione ai lavori del Consiglio senza diritto di voto.
Assume la funzione di Organo di controllo ai sensi dell'art. 30 del CTS nel caso sussistano gli obblighi di legge, con il compito di:
vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; anche con riferimento alle disposizioni del D.Lgs 231/2001, qualora applicabili, nonché sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento;
esercitare il controllo contabile, nel caso in cui non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
monitorare dell'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, avuto particolare riguardo alle disposizioni di cui agli articoli 5, 6, 7 e 8 del CTS, ed attestare che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida di cui all'articolo 14 CTS. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dai sindaci.
Ai/alle componenti dell'Organismo di controllo si applica l'articolo 2399 del codice civile (Cause d'ineleggibilità e di decadenza). Almeno uno/a dei/delle componenti deve essere scelto tra le categorie di soggetti di cui all'articolo 2397, comma secondo, del codice civile, i restanti componenti dovranno comunque possedere comprovate capacità tecniche, conoscenza dell’Associazione e moralità.
Fermo restando quanto previsto dall'articolo precedente, nei casi previsti dall'Art. 31 del CTS l'Associazione:
potrà incaricare della revisione legale dei conti il Collegio dei Sindaci revisori, qualora sia costituito da revisori
legali iscritti nell'apposito registro;
Il patrimonio del Comitato è indivisibile e destinato unicamente, stabilmente e integralmente a supportare il
perseguimento delle finalità sociali.
Il patrimonio sociale, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è
utilizzato per lo svolgimento dell'attività statutaria ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristi
che e di utilità sociale.
le quote annuali di adesione e tesseramento dei/delle soci/e e delle organizzazioni aderenti;
il documento economico di previsione, che deve essere discusso ed approvato dal Consiglio entro l'inizio
dell'esercizio a cui si riferisce. Può essere prevista deroga in caso di comprovata necessità o impedimento,
adottando criteri di esercizio provvisorio; il bilancio di esercizio, formato dallo stato patrimoniale, dal
rendiconto gestionale, con l'indicazione dei proventi e degli oneri del Comitato territoriale, e dalla
relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l'andamento economico e finanziario dell'associazione
e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.
Il bilancio deve essere approvato dal Consiglio entro 4 mesi dal termine dell'esercizio a cui fa
riferimento. Può essere prevista deroga in caso di comprovata necessità o impedimento.
Nei limiti previsti dall'art. 13 c. 2 CTS, il bilancio può essere redatto nella forma del rendiconto per cassa.
Il rendiconto dell'esercizio dovrà evidenziare in modo analitico i costi ed i proventi di competenza, nonché la
consistenza finanziaria e le poste rettificative che consentano di determinare la competenza dell'esercizio.
Il bilancio sociale, nei casi previsti dall'art. 14 CTS, redatto secondo linee guida adottate con decreto del
Ferma restando la facoltà dell’Assemblea territoriale di decidere integrazioni o modifiche allo Statuto di cui all'art. 15,
alla Presidenza è altresì conferita la facoltà di decidere, con le stesse modalità, integrazioni o modifiche statutarie
necessarie all'iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore.
Fatto salvo quanto previsto dall’art. 49 del CTS lo scioglimento di ARCI Biella Ivrea Vercelli può essere deliberato,
con la maggioranza dei 3/5 degli aventi diritto, solo da un Congresso appositamente convocato. In caso di
estinzione o scioglimento, il patrimonio del Comitato territoriale, dedotte le passività, sarà devoluto, previo parere
positivo dell'Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore e salva diversa destinazione imposta
dalla legge, al livello associativo sovraordinato, secondo le modalità stabilite da un collegio di liquidatori
appositamente costituito ed in armonia con quanto disposto al riguardo dalle norme vigenti.
La stessa procedura si applica anche in caso di cancellazione dal RUNTS ai sensi dell'art. 50 del CTS.
I componenti degli organismi in carica al momento dell'approvazione del presente statuto restano in carica fino
al termine del proprio mandato, ed operano secondo quanto previsto dal presente statuto e dal CTS.
Biella 13 luglio 2019