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Timestamp: 2017-01-20 07:47:13+00:00
Document Index: 11536104

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 240', 'art. 322', 'sentenza ']

La sentenza Varvara c. Italia e il seguente panorama giurisprudenziale - ildenaro.it | Economia, politica, professioni, mercati: il quotidiano delle imprese campane, della finanza, che guarda all'Europa e al Mediterraneo
Entrando immediatamente in medias res, la corte si pronunciò sostenendo che la confisca ivi prevista non potesse applicarsi nel caso di prescrizione del reato urbanistico, anche qualora la responsabilità penale fosse stata incidentalmente accertata in tutti i suoi elementi perché – si legge nella sentenza - «La logica della «pena» e della «punizione», e la nozione di «guilty» (nella versione inglese) e la corrispondente nozione di «persona colpevole» (nella versione francese), depongono a favore di un’interpretazione dell’art. 7 (Convenzione E.D.U) che esige, per punire, una dichiarazione di responsabilità da parte dei giudici nazionali, che possa permettere di addebitare il reato e di comminare la pena al suo autore. In mancanza di ciò, la punizione non avrebbe senso. Sarebbe infatti incoerente esigere, da una parte, una base legale accessibile e prevedibile e permettere, dall’altra, una punizione quando, come nel caso di specie, la persona interessata non è stata condannata. Nella presente causa, la sanzione penale inflitta al ricorrente, quando il reato era estinto e la sua responsabilità non era stata accertata con una sentenza di condanna, contrasta con i principî di legalità penale appena esposti dalla Corte e che sono parte integrante del principio di legalità che l’art. 7 Convenzione impone di rispettare».
Con sent. Cass. Pen. 21-07-2015 n. 31617 “il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, può disporre, a norma dell'art. 240, comma secondo, n. 1 cod. pen., la confisca del prezzo e, ai sensi dell'art. 322 ter cod. pen., la confisca diretta del prezzo o del profitto del reato a condizione che vi sia stata una precedente pronuncia di condanna e che l'accertamento relativo alla sussistenza del reato, alla penale responsabilità dell'imputato e alla qualificazione del bene da confiscare come prezzo o profitto rimanga inalterato nel merito nei successivi gradi di giudizio.”
Dovendosi escludere che la confisca del prezzo del reato si atteggi alla stregua di una pena, ne esce rafforzata l'idea che la stessa non presupponga un giudicato formale di condanna perchè “la confisca del prezzo del reato non presenta connotazioni di tipo punitivo, dal momento che il patrimonio dell'imputato non viene intaccato in misura eccedente il pretium sceleris, direttamente desunto dal fatto illecito, e rispetto al quale l'interessato non avrebbe neppure titolo civilistico alla ripetizione, essendo frutto di un negozio contrario a norme imperative.”
La Suprema Corte non ha mancato, però, di esprimersi anche in senso contrario a quanto sopra disponendo la confisca di un bene lottizzato - seppur in presenza di una sentenza di proscioglimento per prescrizione del reato - sulla base di una adeguata motivazione sull’attribuibilità del fatto all’imputato (Cass. Pen. 08-04-15 n. 16803).
Piera Di Guida Tweet
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