Source: https://www.ateneoweb.com/notizie-fiscali/societa-tra-professionisti-stp-secondo-il-notariato-non-puo-avere-la-forma-di-srls.html
Timestamp: 2017-08-18 10:44:03+00:00
Document Index: 144335460

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 10', 'art. 2463']

Societa' tra professionisti (STP) - Secondo il Notariato non può avere la forma di SRLS
La società tra professionisti (STP) non può avere la forma della società a responsabilità limitata semplificata (SRLS).
E' quanto viene affermato in una nota elaborata dall'Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato dal titolo "Note critiche al pronto ordini del C.N.D.C.E.C. in materia di S.t.p. in forma di S.r.l.s.", in riposta al parere n. 262 del 14 marzo 2016 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (C.N.D.C.E.C.), che, invece, si era espresso favorevolmente in ordine alla possibilità che la società tra professionisti potesse rivestire la forma della società a responsabilità limitata semplificata.
"L'art. 10, comma 3 della legge 12 novembre 2011, n. 183, prevede - secondo il CNDCEC - che per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico possano essere costituite società secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. La norma consente, pertanto, di far ricorso sia ai modelli personalistici, sia a quelli capitalistici, nonché al modello cooperativo [ ... ]. Come evidenziato nella circolare 32/IR del 12 luglio 2013, "il generico rinvio effettuato ai modelli societari del titolo V dall'art. 10, comma 3 della legge n. 183/2011, consente di includere anche le società a responsabilità semplificata di cui all'art. 2463 bis c.c., seppur con gli accorgimenti che si rendano necessari in ragione della peculiare disciplina che la contraddistingue".
Per quanto concerne la SRLS, il CNDCEC ritiene che l'inderogabilità delle clausole del modello standard fissata dal 3° comma dell'art. 2463-bis del Codice civile, deve essere intesa nel senso che "solamente le clausole previste nel modello standard tipizzato non sono derogabili e non che il modello standard tipizzato sia inderogabile".
Tale affermazione - secondo il Notariato - è tutt'altro che pacifica. All'indomani dell'introduzione della disciplina della SRLS, sulla derogabilità o meno del modello standard, sono state, infatti, assunte posizioni assai diverse.
Tuttavia, il dibattito sul grado di rigidità dello statuto di SRLS è da ritenersi non più attuale a seguito dell'intervento del legislatore che, mediante l'introduzione da parte del D.L. n. 76/2013 della previsione di cui al comma 3 dell'art. 2463-bis, c.c., secondo cui le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili, esclude la possibilità di integrare lo statuto che non può avere un contenuto diverso da quello stabilito dall'art. 2463-bis, comma 2.
Sotto tale profilo va ricordato come la giurisprudenza abbia affermato come «la s.r.l. semplificata è disciplinata dal legislatore, peraltro solamente nella fase costitutiva, con criteri di rigida conformità al modello ministeriale, in ragione della "semplificazione" che caratterizza tale struttura societaria e la distingue dalla s.r.l. ordinaria, ed in ragione anche della gratuità dell'atto. Di conseguenza, una volta che le parti intendano utilizzare tale struttura societaria, nessuna difformità dal modello ministeriale può sussistere» (Trib. Venezia, 9 novembre 2015, che ha disposto la cancellazione d'ufficio di una s.r.l.s. il cui atto costitutivo si discostava dal modello).
Una diversa lettura del disposto del comma 3 dell'art. 2463-bis, c.c., come quella proposta dal C.N.D.C.E.C., "presta il fianco a critiche, oltre che sul piano della formulazione letterale della norma, anche sul piano sistematico".
Perché una società possa qualificarsi "società tra professionisti" vengono previste, al comma 4 dell'art. 10 della L. n. 183/2011, clausole obbligatorie, il cui contenuto è rimesso alla determinazione dei privati, non contemplate nel modello. La previsione statutaria di tali clausole impedisce di costituire una STP in forma di SRL semplificata, stante l'inderogabilità del modello standard.
Nulla vieta, invece, costituire una STP in forma di SRL con capitale compreso tra 1 e 10.000 euro (regolata dai commi 4 e 5 dell'art. 2463, C.C.), in quanto appunto le SRL rientrano tra i tipi sociali espressamente richiamati dalla legge n. 183/2011, e tale legge non richiede requisiti speciali relativi all'importo minimo del capitale sociale.
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