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Timestamp: 2020-04-02 03:23:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 650', 'art. 452', 'art. 1', 'art. 650', 'art. 452', 'art. 101']

Il Governo pensa ad una sospensione selettiva per Iva, Irpef e contributi. I commercialisti chiedono il rinvio immediato delle scadenze del 16 marzo News
La sospensione dei versamenti relativi a Iva, ritenute e contributi in scadenza il prossimo 16 marzo potrebbe essere selettiva e riguardare solo i soggetti con ricavi non superiori a 400 mila euro per le prestazioni di servizi e non superiori a 700 mila euro per le cessioni di beni. Sarebbe questa l'ultima ipotesi allo studio del Governo, che dovrebbe essere contenuta nel decreto-legge-contenente le ulteriori disposizioni per contrastare l’emergenza economica conseguente alla diffusione del contagio da Covid-19. Il rinvio delle ritenute e dei contributi, in particolare, sarebbe previsto solo per le imprese dei settori più colpiti, come turismo, fiere, trasporti, sport, cultura e spettacolo.
La sospensione di adempimenti e versamenti, annunciata dal Ministro all’Economia Gualtieri nei giorni scorsi, aveva fatto pensare ad un intervento più ampio.
“Comunicare ufficialmente e immediatamente il rinvio tecnico della scadenza del 16 marzo per il versamento del saldo Iva relativo al 2019 e dell’IVA e delle ritenute fiscali e previdenziali relative al mese di febbraio 2020, senza aspettare il nuovo decreto legge previsto per domani”: è invece la richiesta avanzata ieri, con una nota , dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Il presidente della categoria, Massimo Miani, ha sottolineato che tale richiesta “nasce dalla situazione emergenziale nella quale si trovano ad operare le PMI ed i nostri studi in queste ore, avviando processi di smart working dove prima non c’erano e che richiedono tempi fisiologici di riorganizzazione”.
Si ricorda che il Consiglio nazionale del commercialisti ha provveduto a prorogare al 30 settembre 2020 il termine per il versamento dei contributi dovuti entro il 15 maggio 2020 ed entro il 15 luglio 2020 (Informativa n. 20/2020).
La Cassa nazionale di previdenza dei dottori commercialisti ha altresì disposto, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19:
la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020;
la sospensione dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020 dei termini per l’adozione della decisione finale dei procedimenti amministrativi.
Non si darà luogo al rimborso di quanto eventualmente versato, mentre rimane salva la facoltà degli iscritti di procedere comunque ad effettuare gli adempimenti oggetto di sospensione. Le modalità di versamento dei contributi sospesi saranno pubblicate successivamente. Sarà possibile contattare la Cassa attraverso il servizio online PAT (Prenotazione Assistenza Telefonica), tramite pec (servizio.supporto@pec.cnpadc.it) o email (supporto@cnpadc.it).
Coronavirus: chiuse fino al 25 marzo tutte le attività commerciali non essenziali News
È stato pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale, ed è già in vigore, il D.P.C.M. 11 marzo 2020 con le nuove misure restrittive applicabili sull'intero territorio nazionale, decise per contenere con maggiore efficacia il contagio da Coronavirus in Italia. Il Presidente del Consiglio Conte lo aveva annunciato con una videoconferenza da Palazzo Chigi in serata. Disposta la chiusura di tutte le attività commerciali, con esclusione di quelleper la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono garantiti i servizi pubblici essenziali e i trasporti. Le misure saranno in vigore dal 12 al 25 marzo 2020.
Chiudono le attività commerciali al dettaglio, eccetto le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, quali:
i negozi, bar, pub, ristoranti;
i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di sicurezza di un metro. Resta consentita la consegna a domicilio;
i mercati su strada, salvo le attività dirette alla sola vendita di generi alimentari;
parrucchieri e centri estetici.
Con riferimento alle attività produttive e professionali si raccomanda che sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza e siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti,
Le industrie e le fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che garantiscano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio. Incentivata la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate, chiusura dei reparti non indispensabili.
Restano aperte le attività commerciali per la vendita di generi alimentari e beni di prima necessità, tra cui:
le farmacie e parafarmacie;
le edicole e i tabaccai
le pompe di benzina, gli idraulici, i meccanici, gli artigiani.
Garantite le attività del settore agricolo, zootecnico e di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria.
Non si fermano i mezzi di trasporto pubblico, che potranno modificare il numero di corse per garantire solo i servizi minimi essenziali
Sempre nella giornata di ieri il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che il Covid-19 “può essere caratterizzato come una situazione pandemica", denunciando la preoccupazione dell'Oms sia “per i livelli allarmanti di diffusione e gravità” sia “per i livelli allarmanti di inazione".
Sono state tuttavia apprezzate le misure aggressive adottate dall'Italia. “Speriamo che abbiano effetti nei prossimi giorni", ha commentato Ghebreyesus.
11/03/2020 - EMERGENZA CORONAVIRUS
Patuanelli: “Allo studio il rinvio delle scadenze fiscali del 16 marzo” News
L’obiettivo del Governo è di garantire la liquidità ad imprese e famiglie, “e questo lo si fa con la sospensione dei pagamenti di mutui, bollette, tributi”: lo ha affermato, nel corso di un’intervista radiofonica, il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Lo stesso ha aggiunto che si sta già lavorando alla prossima scadenza fiscale del 16 marzo.
Il decreto contenente tali misure dovrebbe essere presentato oggi in Consiglio dei Ministri dopo il voto in Parlamento per superare i limiti dei saldi di finanza pubblica che sono stati stabiliti. È infatti previsto per oggi, 11 marzo, l’esame da parte dell’aula del Senato dell’autorizzazione allo scostamento di bilancio, finalizzato ad introdurre le misure economiche poste per fronteggiare l’emergenza sanitaria.
Diverse le misure allo studio per il lavoro, le famiglie e le imprese, tra cui:
concessione delle cassa integrazione, anche in deroga (quella sotto i 6 dipendenti);
sospensione di mutui, tasse e bollette, congedi parentali straordinari e voucher babysitter per le famiglie;
riapertura della rottamazione delle cartelle, che riguardi quelle fino a marzo 2020;
moratoria e allungamento dei termini per i prestiti concessi fino al 31 gennaio 2020 per le micro, piccole e medie imprese danneggiate dall'emergenza Covid-19.
Si ricorda che il D.P.C.M. 9 marzo 2020 (cosiddetto decreto “Io resto a casa”) ha esteso fino al 3 aprile 2020 all’intero territorio nazionale le misure restrittive di cui all’art. 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020, limitando gli spostamenti a quelli motivati da comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o ragioni di salute, come precisato dalla nota del Ministero dell’Interno, diffusa nella serata di domenica. Tali ragioni possono essere attestate con un'autocertificazione il cui modello è stato pubblicato sul sito ministeriale (modello in versione aggiornata).
La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’art. 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’art. 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica).
10/03/2020 - EMERGENZA SANITARIA
Coronavirus: in vigore il decreto “Io resto a casa”. L’Italia diventa un'unica zona protetta con spostamenti limitati News
A partire da oggi non ci sarà più una “zona rossa”, ma un’Italia unica zona protetta. Il Decreto “Io resto a casa”, firmato ieri sera dal Presidente del Consiglio Conte e immediatamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, estende le misure restrittive di cui all'art. 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020 all'intero territorio nazionale fino al 3 aprile 2020, limitando gli spostamenti a quelli motivati da comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o ragioni di salute.
Per quanto riguarda i trasporti pubblici, invece, per ora non è all’ordine del giorno alcuna limitazione – ha dichiarato Conte – in quanto occorre “garantire la continuità del sistema produttivo e quindi dobbiamo consentire alle persone di poter andare a lavorare”.
Si tratta in particolare delle seguenti disposizioni:
evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori indicati, nonché all’interno degli stessi, salvo che per gli spostamenti motivati da "comprovate esigenze lavorative [qualora il proprio datore di lavoro non abbia attivato lo smart woring, nda] o situazioni di necessità" [ad esempio, per una visita medica o per assistere i genitori anziani, nda] oppure spostamenti per motivi di salute. È comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Una nota del Ministero dell'Interno, diffusa nella serata di domenica, precisa che “gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione (di cui è stato fornito il modello), che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli”.
La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’art. 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’art. 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica);
sull'intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
si raccomanda ai datori di lavoro sia pubblici che privati, di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie;
sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (come ad esempio, cinema, teatri, pub, sale giochi e sale scommesse, sale bingo, discoteche e “locali assimilati”). In tali luoghi “è sospesa ogni attività”;
sono sospese le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università, i master e i corsi professionali;
sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42;
sono sospese le procedure concorsuali pubbliche e private, salvi i casi previsti dalla norma;
le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo per il gestore di predisporre le condizioni per garantire “la possibilità del rispetto della distanza” di un un metro. In caso di violazione è prevista la sospensione dell'attività;
le altre attività commerciali sono consentite a condizione che il gestore garantisca un accesso ai luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, “tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico”, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro. In caso di violazione è prevista la sospensione dell'attività;
nello svolgimento di riunioni devono essere adottate modalità di collegamento da remoto “in tutti i casi possibili”;
nei giorni festivi e prefestivi sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati (fanno eccezione a tale regola le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari);
sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (ad eccezione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;
disposizioni particolari sono state infine introdotte per i soggetti in quarantena o risultati positivi al virus, oppure con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C).
È stato inoltre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il D.L. 9 marzo 2020, n. 14 , contenente misure finalizzate a potenziare il Sistema sanitario nazionale.
09/03/2020 - EMERGENZA SANITARIA
Coronavirus: le ultime misure. Spostamenti nella “zona rossa” motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità o salute con autodichiarazione News
Si applicano da ieri, 8 marzo, e fino al 3 aprile 2020 le disposizioni del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che dispone ulteriori misure dirette a contrastare la diffusione del virus COVID-19. Con il decreto si dispone, in particolare, di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Lombardia e da altre 14 province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.
All'interno dei medesimi territori sono consentiti solo gli spostamenti motivati da “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità” oppure spostamenti per motivi di salute. È comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Con una nota diffusa ieri, il Ministero dell’Interno ha fornito le prime indicazioni ai Prefetti in merito ai controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”, ovvero la nuova "zona rossa", disponendo che gli spostamenti motivati di cui sopra possono essere attestati mediante autodichiarazione (di cui è stato fornito il modello), che "potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia". Divieto assoluto di spostamento, invece, è previsto per le persone sottoposte a quarantena o risultate positive al virus.
Nel decreto non viene infatti chiarito quali siano i limiti agli spostamenti all'interno della nuova "zona rossa" allargata, tanto che il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, e il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, avevamo già avanzato richiesta di chiarimenti e modifiche
Per la nuova "zona rossa" allargata il decreto dispone inoltre:
la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (come ad esempio, cinema, teatri, pub, sale giochi e sale scommesse, sale bingo, discoteche e “locali assimilati”);
la sospensione di tutti gli eventi sportivi, la chiusura degli impianti e comprensori sciistici, la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, le scuole, i musei e le procedure concorsuali;
le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo per il gestore di predisporre le condizioni per garantire “la possibilità del rispetto della distanza” di un un metro (in caso di violazione è prevista la sospensione dell'attività);
le altre attività commerciali sono consentite a condizione che il gestore garantisca un accesso ai luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, “tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico”, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro (in caso di violazione è prevista la sospensione dell'attività);
nei giorni festivi e prefestivi sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati (fanno eccezione a tale regola le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari).
Per tutto il territorio nazionale si prevede, tra l'altro, la sospensione di:
tutti gli eventi sportivi, la chiusura degli impianti e comprensori sciistici, la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, le scuole, i musei;
i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;
le attività di ristorazione e bar sono ammesse con l'obbligo del gestore di far rispettare la distanza di un metro (in caso di violazione è prevista la sospensione dell'attività).
Il decreto, firmato dal Presidente del Consiglio Conte sabato scorso dopo un Consiglio dei Ministri terminato a tarda notte, è stato subito pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo e 4 marzo 2020 .
Nella seguente Tabella i dati del contagio sul territorio nazionale e in Lombardia.
Infetti in corso