Source: http://www.regolazionemercato.camcom.it/P42A0C0S78/FAQ.htm
Timestamp: 2018-09-25 21:51:50+00:00
Document Index: 121916845

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 36']

FAQ - Regolazione del Mercato
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IL PROGETTO DI “DIVULGAZIONE NAZIONALE DEI CONTRATTI-TIPO”
Quali sono le funzioni delle Camere di Commercio?
Ai sensi dell’art. 2, comma 2, lett. h) e i) della legge 580/1993, le Camere di Commercio “svolgono” le funzioni e i compiti di «predispozione e promozione di contratti-tipo tra imprese, loro associazioni e associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti» (lett. h) e «promozione di forme di controllo sulla presenza di clausole inique inserite nei contratti» (lett. i).
Il progetto aveva lo scopo di verificare l’eventuale iniquità delle clausole contenute nei modelli contrattuali standard in uso nei principali settori economici ed inoltre la predisposizione e la promozione dei contratti-tipo tra consumatori e imprese.
Le attività di predisposizione dei contratti-tipo e del controllo sulle clausole inique si inseriscono nell’attività di diffusione della conciliazione attraverso l’inserimento della clausola standard Unioncamere di conciliazione all’interno dei contratti-tipo che i consumatori sottoscrivono per usufruire di un servizio o per l’acquisto di un prodotto.
Accanto a tale attività la ratio del progetto è stata, infatti, quella di concepire i contratti-tipo quali modelli contrattuali semplificati, privi di clausole inique o squilibrate che contribuiscano a prevenire, per quanto è possibile, il contenzioso o quanto meno condurre a una risoluzione stragiudiziale rapida ed efficace, ma soprattutto modelli contrattuali che rappresentino davvero uno strumento di garanzia di una corretta informazione al cliente/ospite consumatore.
Perché le Camere di Commercio sono la sede più idonea alla predisposizione dei contratti-tipo?
La peculiarità delle Camere di Commercio, rispetto ad altri organismi di regolazione nel mercato è quella di aggregare intorno a sé i diversi soggetti del mercato, imprese e consumatori, attraverso una struttura di riferimento a rete, articolata sul territorio.
Questa attività non va disgiunta neppure con la competenza “storica” delle Camere di Commercio di rilevazione degli usi commerciali che ha notevole importanza non solo per l’indagine sulla diffusione di pratiche commerciali, ma perchè si pone anche quale attività propedeutica ad eventuali interventi repressivi (l’azione inibitoria) ovvero modificativi quali appunto la predisposizione di contratti standard privi di clausole inique.
Quali sono i settori economici di intervento?
I settori di intervento prescelti nella predisposizione di contratti-tipo e di controllo delle clausole-inique da parte delle singole Commissioni, hanno toccato ambiti contrattuali estremamente differenti al fine di coprire tutti quei settori che si sono dimostrati in passato maggiormente forieri di controversie tra imprese e tra imprese e consumatori.
Quale è la necessità del Coordinamento da parte di Unioncamere?
Tale Progetto persegue lo scopo non solo di promuovere i risultati raggiunti dal Sistema Camerale, ma anche di favorire maggiori sinergie fra le diverse Commissioni di regolazione del mercato operanti sul territorio.
Nel far ciò, Unioncamere, al fine di evitare duplicazioni di contratti e pareri e allo scopo di utilizzare il lavoro già svolto presso le singole Camere di Commercio, ha coinvolto un numero più ampio e rappresentativo di Camere di commercio, snellendo le regole operative, favorendo le realtà territoriali che non hanno avuto l’occasione di sviluppare appieno queste linee di lavoro, garantendo sempre la più ampia partecipazione delle associazioni delle imprese e dei consumatori a livello nazionale nella predisposizione dei modelli contrattuali.
I CONTRATTI-TIPO
A cosa servono i Contratto-tipo?
I contratti tipo sono strumenti a carattere preventivo che si predispongono per evitare l’insorgenza di problemi tra consumatori e imprese e che consentono di assicurare regole di trasparenza e di equità. Questo è possibile grazie alla collaborazione delle Associazioni imprenditoriali e delle Associazioni dei consumatori che trovano nelle Camere una sede ideale per raggiungere un accordo.
Cos’è un Contratto-tipo?
Per contratto-tipo si intende uno schema contrattuale aperto e non vincolante, che viene negoziato ad opera di soggetti (imprese, loro associazioni e associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti) diversi da coloro che stipuleranno i singoli contratti e il cui contenuto verrà recepito nei successivi contratti.
Quale è l’attività che svolgono le Camere di Commercio?
Le Camere di commercio italiane, individuando i principali settori di attività per l'economia del territorio, in accordo con le associazioni professionali, di categoria e dei consumatori, predispongono contratti-tipo che garantiscono chi li stipula da eventuali abusi e squilibri contrattuali. I contratti-tipo sono quindi una garanzia del rispetto degli standard di qualità per i consumatori e per le imprese, che stabiliscono i loro rapporti su criteri di equità e trasparenza.
Cosa garantisce l’equità di un contratto-tipo per l’impresa e per il consumatore?
Un modello contrattuale nasce dalle discussioni di una Commissione tecnica (che prevede la presenza di giuristi esperti della materia) attiva presso la Camera di Commercio. A tale Commissione prendono parte, spesso tramite audizioni, i rappresentanti delle associazioni dei professionisti e delle associazioni dei consumatori. I modelli contrattuali sono successivamente sottoposti all’esame delle associazioni professionali e di categoria interessate e alle associazioni dei consumatori, che propongono variazioni o modifiche motivate, giungendo così ad una redazione concertata con tutte le parti in causa.
Come si usano i contratti-tipo?
I Contratti-tipo, stipulati a scopo preventivo e su base volontaria per evitare eventuali contenziosi tra consumatore e impresa, sono disponibili presso ciascuna Camera di commercio.
Secondo quanto previsto dalla Legge 580/1993, le Camere di commercio devono favorire l’utilizzo di questa tipologia contrattuale tra imprese, loro associazioni e associazioni dei consumatori e degli utenti, per garantire la trasparenza nella stesura dei contratti e definire chiaramente i diritti e gli obblighi delle parti.
Che cosa è la vessatorietà di una clausola?
La vessatorietà di una clausola non riguarda l’eventuale sproporzione economica tra prestazione e corrispettivo, bensì lo squilibrio giuridico tra le posizioni contrattuali delle parti.
Che cosa sono le “clausole vessatorie”?
Le clausole vessatorie sono quelle che danno luogo ad un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto (art. 33 codice del consumo), contenute in modelli contrattuali standard, predisposti da imprenditori o professionisti oppure da associazioni di imprenditori o professionisti.
Perché il riferimento alle clausole “inique” contenuta nella legge sulle Camere di Commercio?
Il riferimento alle clausole «inique», contenuto nell’art. 2, comma 2, lett. i, della legge 580/1993 (definizione identica a quella già contenuta nell’art. 2, comma 4, lett. c, nel testo precedente alla riforma di cui al D.lgs. 25 febbraio 2010, n. 23) lascia intravedere una portata di carattere generale degli interventi camerali, in quanto estesa ben al di là dei limiti dettati dalla normativa di derivazione comunitaria in materia di clausole vessatorie nei contratti tra imprese e consumatori (c.d. contratti B2C), potendo riguardare anche i rapporti tra sole imprese (c.d. contratti B2B), nel tentativo i riequilibrare quell’assetto di interessi, rispondente ad un “nuovo paradigma” ossia al contratto con asimmetria di potere contrattuale.
La legge 580/1993 ha, pertanto, una portata più ampia della normativa comunitaria, potendo riguardare come valore aggiunto anche il controllo di clausole “inique” nei rapporti fra sole imprese e, in astratto, tra imprese e loro associazioni.
Perché contratti equilibrati e condivisi e clausole contrattuali non inique?
Un mercato trasparente, informato e affidabile è l’habitat idoneo per favorire crescita e sviluppo. La realizzazione di un mercato interno efficiente permetterebbe ai consumatori di aumentare la fiducia negli acquisti e alle imprese e di migliorare la loro competitività.
L’inserimento di clausole vessatorie nei contratti con i consumatori è non solo una violazione di norme di diritto contrattuale in danno ai soggetti deboli-consumatori, ma anche una perdita di equilibrio del mercato, che va di volta in volta ricostituito, rivalutando pratiche commerciali corrette a fronte di quelle intraprese da coloro che scelgono di realizzare economie di scala a danno della qualità di prodotti e servizi; ovvero di coloro che preferiscono utilizzare modelli contrattuali gravemente sperequati e così via.
Quale è la conseguenza dell’utilizzo di clausole vessatorie?
La normativa di recepimento, peraltro, oggi, sancisce all’art. 36 del Codice del Consumo la nullità delle condizioni generali di contratto vessatorie.
Il senso di una “nullità di protezione”, introdotta dal medesimo art. 36, rilevabile anche d’ufficio dal giudice, peraltro, non può essere quello di riservare alla parte protetta l’iniziativa dell’azione di tutela, quanto quello di operare sul contratto solo in modo selettivo, con esclusivi effetti vantaggiosi.
Data di pubblicazione 16/06/2010 00:00
Data di aggiornamento 12/10/2016 16:31