Source: https://www.lavorincasa.it/mediazione-civile/
Timestamp: 2017-12-11 19:16:40+00:00
Document Index: 183497983

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ']

01 Giugno 2010 ore 14:25
immobili , mediazione civile , diritto di proprietà , tribunale
Il d.lgs n. 28 del 4 marzo 2010 ha introdotto nell'ordinamento italiano norme in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
In sostanza, come ci dice l'ultimo articolo del decreto succitato (art. 24) trascorsi dodici mesi dall'entrata in vigore del testo di legge, per tutta una serie di materie, prima d'intraprendere una causa, sarà necessario esperire un tentativo di mediazione indispensabile ai fini della corretta instaurazione dell'eventuale successivo contenzioso giudiziario.
Si tratta, facendo un paragone, del ben noto tentativo obbligatorio di conciliazione previsto in materia di diritto del lavoro.
La mediazione interesserà un vasto ambito di materie e sarà obbligatoria indipendentemente dal valore della controversia.
Vale la pena cercare di capire, in relazione alla casa , quando sarà necessario azionare questo procedimento.
Ai sensi dell'art. 5, d.lgs n. 28/10, chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, […] locazione, comodato, […] è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto […]. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
Il tentativo di conciliazione dovrà essere effettuato se la controversia verte in materia condominiale.
Allo stesso modo se il motivo della contesa ha a che vedere con il diritto di proprietà; si pensi a quelle ipotesi in cui sorgono contrasti in merito all'altezza degli alberi, alla loro distanza dal confine o ancora all'altezza ed alla proprietà dei muri di confine, alla concessione di servitù ecc.
Al pari delle prime due materie anche le controversie inerenti il contratto di locazione e quello di comodato soggiacciono al tentativo di conciliazione.
Si badi che per quanto concerne le questioni attinenti lo sfratto per morosità e licenza di finita locazione, non v'è alcun obbligo di procedere con il tentativo di conciliazione prima d'iniziare una causa.
Ai sensi dell'art. 6 del decreto legislativo:
Il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto periodo del comma 1 dell'articolo 5, non è soggetto a sospensione feriale.
L'intento del legislatore delegato è quello di far giungere le parti ad un accordo, contenendo i tempi di questa procedura stragiudiziale in un lasso di tempo ragionevole al fine, altresì, di decongestionare il carico giudiziario.
Gli oneri di accesso alla conciliazione, a dire di molti, sono l'ennesimo costo posto a carico dei cittadini che rischiano semplicemente di vedere rallentati i tempi del ricorso alla giustizia ordinaria.
Non rientrano tra le materie per le quali sarà obbligatorio conciliare le controversie inerenti la garanzia e i difetti di funzionamento degli elettrodomestici.
Ciò vuol dire che in questi casi non sarà obbligatorio (resterà quindi facoltà delle parti) esperire il tentativo di mediazione prima d'intraprendere un giudizio civile.
Stesso discorso per ciò che concerne i contratti d'appalto, non solo quelli relativi alla costruzione dell'immobile ma anche quelli inerenti l'installazione d'impianti (es. riscaldamento, satellitare, fotovoltaico ecc.).
Il risultato del tentativo di mediazione prende il nome di conciliazione.
È importante evidenziare che a differenza degli arbitrati (ossia dei giudizi svolti dinanzi a giudici privati), dove al termine del procedimento l'arbitro esprime un giudizio, nella conciliazione le parti possono addivenire ad un accordo oppure il tentativo può avere effetto negativo.
Il conciliatore, quindi, non ha il compito esprimere un giudizio del merito ma, eventualmente, formulare una proposta conciliativa che nulla, si ribadisce, ha a che vedere con una sentenza o un provvedimento decisorio altrimenti detto.
È fatto obbligo per gli avvocati, infine, di informare i clienti della possibilità e/o della necessità di attivare il procedimento di mediazione e dei relativi benefici (art. 4 d.lgs n. 28/2010).
Articolo: Mediazione civile
Mediazione civile: Commenti e opinioni
Gena Solinto
Lunedì 7 Ottobre 2013, alle ore 21:03
E' da un anno circa che chiedo ai miei condomini di rivedere le tabelle millesimali non legittimate da alcuna delibera e non riportanti l'esatto stato dei luoghi.
Ora sono costretta per i loro rifiuti ad agire per vie giudiziali: secondo la nuova legislazione, occorre passare attraverso la mediazione?
Legale Gena Solinto
Martedì 8 Ottobre 2013, alle ore 13:14
Si, la mediazione è obbligatoria anche per questa materia.
Mercoledì 12 Settembre 2012, alle ore 00:55
Dopo la sentenza di Lamezia Terme è ancora valida la precisazione che per quanto concerne le questioni attinenti lo sfratto per morosità e licenza di finita locazione, non v'è alcun obbligo di procedere con il tentativo di conciliazione prima d'iniziare una causa?
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