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Pubblicato il 24 Dicembre 2013 3 Febbraio 2019
Pubblicate le linee guida del sistema nazionale sull’orientamento permanente
Vedi l’accordo della Conferenza Unificata Stato Regioni che ha creato il Gruppo di lavoro che ha prodotto le Linee Guida.
Definizione delle linee guida del sistema nazionale sull’orientamento permanente (accordo Governo, regioni e enti locali)
A cura del Gruppo di Lavoro Interistituzionale di cui all’art. 4 dell’Accordo sulla definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente del 20 Dicembre 2012
A) LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO 4
1) Diritto all’orientamento 4
2) Le Funzioni dell’orientamento 5
3) La Governance multilivello 6
B) OBIETTIVI SPECIFICI E AZIONI OPERATIVE 8
1) Contrastare il disagio formativo 8
2) Favorire e sostenere l’occupabilità 9
3) Promuovere l ‘inclusione sociale 1O
NOTA DI CONTESTO 11
L’orientamento permanente riveste un ruolo chiave nelle strategie di istruzione e formazione avviate a partire dal 2000 a livello europeo dal Processo di Lisbona. Le indicazioni europee contenute nella Risoluzione del Consiglio del 2008 “Integrare maggiormente l’orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente” rilevano co me siano necessari costanti sforzi per fornire servizi di orientamento di migliore qualità, offrir e un accesso più equo orientato alle aspirazioni e alle esigenze dei cittadini, coordinare e costruire partenariati tra le offerte di servizi esistenti. Sulla scorta di tali indicazioni, le Comunità locali devono tendere a:
favorire l’acquisizione della capacità di orientamento nell’arco della vita;
facilitare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi di orientamento;
Il documento invita altresì gli Stati a rafforzare il ruolo dell’orientamento nell’ambito delle strategie nazionali di apprendimento permanente.
A livello nazionale, questa esigenza è colmata dall’Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali, concernente la definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente approvato il 20 dicembre 201 2 in sede di Conferenza Unificata, e finalizzato a promuovere e condividere una strategia nazionale di Orientamento permanente nel campo dell’educazione, della formazione professionale e dell’occupazione. L’Accordo rappresenta una dichiarazione di intenti con cui le parti si impegnano ad assicurare sul territorio l’integrazione dei servizi al cittadino finalizzati alla ricostruzione e documentazione di esperienze e apprendimenti, a rendere più efficaci gli interventi anche attraverso lo sviluppo e l’ottimizzazione dei fabbisogni professionali e di competenze, ad assicurare l’orientamento permanente e a potenziare le azioni dei sistemi integrati di istruzione, formazione e lavoro.
Lo scenario nel quale si sta dando attuazione agli intendimenti dell’Accordo è quello rappresentato dall’attuale legge n. 92 del 28 giugno 2012 sul mercato del lavoro, “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, in cui ai commi 51-68 dell’articolo 4 sono stabilite le norme generali in tema di apprendimento permanente con l’obiettivo di definire il diritto d i ogni persona all’apprendimento in ogni fase della vita, nell’ambito di un sistema integrato che permetta il collegamento con le strategie per la crescita economica, per l’accesso al lavoro dei giovani, per la riforma del welfare, per l’invecchiamento attivo e l’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati. Giova ricordare che il comma 55 prevede la costruzione, in modo condiviso con le Regioni e le autonomie locali, di “reti territoriali” e nel comma 56 lettera a) si esplicita che alla realizzazione e allo sviluppo dei sistemi integrati territoriali concorrono anche le università.
Il quadro di contesto è altresì arricchito dal dibattito nazionale che si sta svolgendo sia attorno alla definizione dell’Accordo di Partenariato per la gestione dei fondi strutturali del periodo 2014-2020, in cui l’orientamento assume una dimensione trasversale ai tre Obiettivi tematici n° 8 Occupazione,
n° 9 Inclusione e n° 1O Istruzione e Formazione, sia attorno alla Raccomandazione del Consiglio del 23 aprile 2013 sulla “Garanzia Giovani” ed alla connessa discussione sulla centralità della rete degli operatori chiamati ad erogare sempre più servizi di orientamento su gruppi target diversi tra loro.
Per la realizzazione delle finalità dell’Accordo concernente la definizione del sistema nazionale sull’orientamento permanente, lo stesso individua una struttura di coordinamento rappresentata Gruppo di Lavoro Interistituzionale sull’orientamento permanente, il quale ha, tra i suoi compiti, anche quello di elaborare Linee Guida nazionali in materia di orientamento e l ‘elaborazione di una proposta per l’individuazione di standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori dell’orientamento.
Il documento che segue, Linee Guida sul! ‘Orientamento , vuol essere uno strumento operativo nel quale si esplicita il livello di governance attesa con riferimento al coordinamento del complesso degli interventi di orientamento poste in essere a livello territoriale nonché alle azioni e ai risultati attesi.
A) LINEE DI INDIRIZZO STRATEGICO
1) Diritto all’orientamento
1.1) Tutela Costituzionale: il diritto all’orientamento lungo tutto l’arco della vita viene assicurato in relazione agli articoli 4, 34, 35 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, agli articoli II/74, 11/75, 11/76, 11/89 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Sulla base di questi principi e delle leggi e delle normative nazionali ed europee che ne danno attuazione, sono riconosciuti ad ogni cittadino, durante tutto l’arco della vita, prestazioni e servizi di orientamento per il pieno sviluppo della sua personalità nelle attività educative, formative, professionali, lavorative. A tale fine lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni si impegnano a razionalizzare, potenziare, integrare il sistema pubblico di orientamento con le strategie dell’apprendimento permanente favorendo altresì la partecipazione dei cittadini alla definizione degli standard d i qualità e alle attività di monitoraggio e valutazione dei servizi di cui usufruisce.
1.2) Contesti di riferimento:
Il diritto all’orientamento lungo tutto l ‘arco della vita viene assicurato tramite specifiche politiche promosse nell’ambito di un più ampio quadro di interventi nell’istruzione, formazione, alta formazione, educazione degli adulti, lavoro e inclusione sociale, contesti nei quali si sviluppa il processo di orientamento delle persone. (Nota: European lifelong guidance policy network, “Lifelong guidance policy development: A European Resource Kit”. 2012, pag.12 in http://ktl.jyu.fi/img/portal/23229/ELGPN _resource_kit_ 201 1-12_web.pdf)
1.3) Priorità:
In coerenza con le strategie per l’apprendimento permanente, con gl i obiettivi del nuovo ciclo di programmazione comunitaria e il programma della “European Youth Guarantee” le politiche dell’orientamento, al fine di contrastare il disagio formativo, di favorire l’occupabilità, di incoraggiare l’inclusione sociale, mettono al centro la persona con le sue esigenze educative, formative, professionali e lavorative. Le politiche dell’orientamento si attuano nell’ambito delle reti territoriali previste dal comma 55 art. 4 legge 92/12 con riferimento alle seguenti priorità, trasversali e comuni a tutti i diversi contesti:
favorire nella persona l’acquisizione della capacità di orientamento al lavoro lungo tutto l’arco della vita;
facilitare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi di orientamento utilizzando anche canali non­ formali e informali (associazioni, volontariato, ecc.) di comunicazione, soprattutto con i gruppi più svantaggiati;
rafforzare la garanzia di qualità dei servizi di orientamento con un costante processo di ricerca ed innovazione attraverso l’utilizzo delle ICT, al fine di assicurare strumenti e prestazioni rispondenti ai mutevoli e diversificati bisogni orientativi delle persone e di rendere i servizi pubblici più efficaci e più accessibili a tutti i cittadini;
assicurare strumenti e prestazioni rispondenti ai mutevoli e diversificati bisogni orientativi delle persone;
incoraggiare il coordinamento e la cooperazione dei vari soggetti a livello nazionale, regionale e locale anche attraverso la condivisione e l ‘interoperabilità d i strumenti, piattaforme e servizi (Nota: Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 -«integrare maggiormente l’orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente», Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea 2008/C 319/02)
2) Le Funzioni dell’orientamento
Per la realizzazione del diritto all’orientamento le istituzioni attivano le seguenti funzioni di supporto allo sviluppo del processo orientativo e all’interno delle quali individuano gli interventi e i dispositivi maggiormente rispondenti ai bisogni delle persone:
2.1) Funzione “Educativa”: indica le attività di accompagnamento e sostegno allo sviluppo di risorse e condizioni favorevoli al processo di auto-orientamento della persona per favorirne il benessere, l’adattabilità ai contesti, il successo formativo e la piena occupabilità. Questa funzione di orientamento assolve al compito di favorire nella persona la maturazione di un atteggiamento e di un comportamento proattivo per lo sviluppo delle capacità di gestione autonoma e consapevole del proprio processo di orientamento. A tal fine promuove l’acquisizione delle competenze orientative generali e trasversali in quanto premesse indispensabili per un efficace auto-orientamento. Le azioni principali di orientamento nella scuola sono responsabilità di ogni docente, a partire dalla scuola primaria e sono inserite nel Piano formativo della scuola e di ogni classe, attraverso la definizione degli standard di competenza di orientamento per ogni livello di istruzione. Strumento principale per favorire l’acquisizione di competenze orientative generali e l’auto-orientamento è la didattica orientativa. Esempi di strumenti d’intervento sono i laboratori orientativi e l’alternanza scuola-lavoro che favoriscono il superamento della separazione tra formazione e lavoro valorizzando l’impresa come luogo di apprendimento;
2.2) Funzione “lnformativa”:
riguarda le attività volte a sviluppare la capacità di attivazione della persona e di ampliamento, acquisizione e rielaborazione di conoscenze utili al raggiungimento di un obiettivo formativo/professionale specifico; questa funzione assolve al compito di potenziare un insieme di risorse che hanno a che fare con la capacità di attivarsi, confrontarsi, decodificare, interpretare, mettersi in gioco.
2.3) Funzione “Accompagnamento a specifiche esperienze di transizione” :
indica le attività di sostegno allo sviluppo da parte della persona di competenze e capacità di decisione e d i controllo attivo sull’esperienza formativa e lavorativa in essere, al fine di prevenire rischi di insuccesso. Questa funzione di orientamento assolve al compito di:
favorire una riflessione critica da parte della persona sull’andamento del proprio percorso di studi, al fine di consentire l ‘auto-monitoraggio dell’esperienza formativa;
tutorare in itinere i percorsi critici e le esperienze di transizione fra canali formativi, con particolare riferimento ai soggetti a rischio di insuccesso;
accompagnare l’inserimento e il reinserimento lavorativo di soggetti in difficoltà, attraverso un’azione personalizzata di mediazione fra la persona e i contesti sociali di riferimento;
2.4) Funzione “Consulenza orientativa”:
concerne le attività di sostegno alla progettualità personale nei momenti concreti di snodo della storia formativa e lavorativa e di promozione all’elaborazione di obiettivi all’interno di una prospettiva temporale allargata e in coerenza con aspetti salienti dell’identità personale e sociale. Questa funzione di orientamento assolve al compito di:
sostenere i processi decisionali e le esperienze di cambiamento;
sviluppare capacità di analisi e di valutazione delle competenze in funzione di un progetto formativo e lavorativo.
2.5) Funzioni di “Sistema”:
Le funzioni e le attività dell’orientamento necessitano, inoltre, di essere supportate da funzioni di sistema, quali “assistenza tecnica”, “formazione operatori”, “promozione della qualità” e “ricerca e sviluppo” al fine di assicurare l’efficacia degli interventi rivolti all’utenza e le attività gestionali di analisi, ideazione, pianificazione, coordinamento, monitoraggio, valutazione, in una logica di sviluppo di rete sia intra-sistema sia inter-sistema.
3) La Governance multilivello
3.1) Finalità:
coordinare e condividere i processi decisionali delle politiche di orientamento, in cui ciascun soggetto si riconosce partner corresponsabile di una strategia che, coinvolgendo sia il l ivello politico-istituzionale sia quello tecnico-operativo, valorizzi la programmazione e la realizzazione di interventi di orientamento integrati, continui e rispondenti ai bisogni della persona.
3.2) Configurazione e articolazione:
livello territoriale: le Regioni, nell’ambito delle priorità nazionali, definiscono specifiche priorità territoriali di concerto con gli altri soggetti di espressione locale dei firmatari dell’Accordo sull’orientamento permanente, programmano e coordinano gli interventi e le politiche di orientamento con riferimento agli standard comuni di qualità dei servizi, secondo forme e modalità organizzative individuate dalle stesse Regioni, che, con riguardo alle specificità territoriali, valorizzino il ruolo e le competenze degli Enti Locali con il coinvolgimento attivo dei soggetti istituzionali, sociali ed economici del territorio (Università, USR, Parti sociali).
livello nazionale: la collaborazione interistituzionale tra Stato (MIUR, MLPS e MEF), Regioni e coordinamento delle Regioni, UPI e ANCI avviene:
con il Gruppo di lavoro interistituzionale sull’orientamento permanente, ex Accordo 20.1 2.201 2, con il compito di aggiornamento delle linee guida, di elaborare quanto previsto al comma b) art. 4 e di organizzare periodici incontri con le Parti sociali al fine di garantire informazione delle stesse nelle fasi di elaborazione dei documenti di cui all’art. 3, par. I .
con la definizione da parte di ciascun soggetto istituzionale di specifiche priorità aderenti al proprio ambito di competenza, da condividere e da adottare di concerto con gli altri soggetti firmatari dell’Accordo e in linea con i principi dello stesso
con gli organismi tecnici e istituzionali di seguito individuati: Tavolo lnteristituzionale sull’apprendimento permanente, ex Intesa; Coordinamento della IX Commissione degli Assessori regionali, con funzioni di coordinamento interregionale delle politiche e degli interventi territoriali.
3.1) Azioni:
Le azioni di governance multilivello sono definite, nell’ambito della configurazione di cui al punto 3.2, dal MIUR, dal MLPS, dal MEF, dal Coordinamento delle Regioni, da ANCI e da UPI, con il contributo di Unioncamere e delle Parti Sociali, con la finalità di sostenere le funzioni/attività/servizi di orientamento in raccordo e coerenza con le strategie dell’apprendimento permanente, agli Obiettivi 8 Occupazione, 9 Inclusione, 1O Istruzione e Formazione dell’Accordo di Partenariato 2014-2020 e al programma “Garanzia Giovani”. Alla loro realizzazione concorrono tutti i soggetti operanti nel sistema di orientamento ai vari livelli. Le azioni di governance multilivello riguardano in particolare:
a) coordinamento delle risorse professionali ed economiche degli interventi e dei progetti di orientamento ai diversi livelli regionale, nazionale, europeo per superare l’attuale frammentarietà degli interventi;
b) promozione e supporto allo sviluppo delle reti locali, regionali, nazionali finalizzate ali’orientamento
c) condivisione e sviluppo degli strumenti e delle tecnologie per la realizzazione di una rete unitaria di informazione e supporto all’offerta di istruzione, formazione e lavoro;
d) predisposizione d i un sistema di monitoraggio e di valutazione delle politiche di orientamento e del loro impatto nei diversi contesti;
e) accreditamento dei servizi di orientamento alla persona e delle competenze professionali degli operatori
f) promozione della accessibilità e della integrazione dei servizi e delle attività erogate nei sistemi della scuola, della formazione, dell’università, del lavoro e delle politiche sociali, attraverso la formalizzazione, attivazione e gestione integrata di reti territoriali;
g) supporto allo sviluppo di un costante processo di ricerca condivisione ed innovazione degli strumenti e delle metodologie d’intervento.
B) OBIETTIVI SPECIFICI E AZIONI OPERATIVE
Al fine d i contribuire alla razionalizzazione e al potenziamento del sistema pubblico e integrato di orientamento, e in coerenza con l’Accordo di Partenariato, con il programma “Garanzia Giovani” e con le Strategie dell’Apprendimento permanente, si individuano i seguenti obiettivi specifici e le conseguenti azioni operative.
I risultati attesi e gli indicatori specifici volti a misurare l’efficacia e l’efficienza delle azioni di orientamento saranno definiti con riferimento ai diversi contesti (scuola, formazione, università, lavoro e inclusione sociale) che concorrono a determinare il sistema nazionale, contestualmente alla individ uazione e all’approvazione del documento sugli standard dei servizi e delle competenze professionali degli operatori (Accordo sull’Orientamento Permanente, art. 4 comma 1/b).
1) Contrastare il disagio formativo
Contrastare il disagio formativo (dispersione e abbandono scolastico/universitario, ESL e NEET), rafforzando le competenze nei giovani per affrontare autonomi processi di scelta durante le transizioni scuola-scuola, scuola-formazione, scuola-università e scuola-lavoro.
Obiettivi specifici Azioni operative
1. riduzione della dispersione e del fallimento formativo nella scuola, nella formazione, nell’università a) Progettare azioni formative di operatori specializzati e docenti per favorire l’apprendimento di competenze orientative, in particolare quelle proattive e di fronteggiamento ( coping) negli adolescenti, nei giovani, negli adulti.b) Attivare servizi permanenti di tutoraggio e mentoring per l’ingresso nei cicli formativi secondari e terziari.c) Attivare servizi permanenti di tutoraggio e mentoring per l’inserimento o re­ inserimento nel mercato del lavoro per potenziare, tra l’altro, competenze individuali di monitoraggio attivo rispetto alle esperienze di disoccupazione e svil uppano capacità di auto-promozione sul lavoro e che si affiancano sinergicamente ai dispositivi di facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro (incrocio fra domanda e offerta di lavoro, formazione professionale e continua, apprendistato, tirocini, etc.).d) Progettare con i servizi sociali interventi preventivi di promozione della scolarizzazione e in target definiti le azioni di counseling orientati voe) ESL (Early School Leavers ) 15-18 anni – Per quanto riguarda i giovani che fuoriescono precocemente dalla scuola e dalla formazione gli Uffici Scolastici, i Servizi Sociali e i Centri per l’impiego realizzano attività condivise di orientamento per il loro reinserimento in percorsi formali e informali di apprendimentot) Attivare servizi di tutoraggio mirato per studenti del I anno di università che dopo il primo semestre non abbiano acquisito il numero minimo di CFU (Crediti Formativi Universitari)
2) Favorire e sostenere l’occupabilità
Favorire l ‘occupabilità e i percorsi di inserimento re-inserimento lavorativo rafforzando nei giovani e negli adulti autonomi processi di conoscenza delle proprie attitudini e competenze e della loro spendibilità nei contesti occupazionali locali, nazionali e europei.
1 . Rafforzare l’occupabilità delle persone1 a. Promuovere percorsi di autoimpiego e di auto­ imprenditorialità nonchè la mobilità geografica;I b. Realizzare percorsi di inserimento I reinserimento dei target che, in considerazione del momento storico e dei diversi territori sono più a rischio di esclusione dal mercato del lavoro: giovani (con particolare riferimento ai giovani NEET);e donne; over 50;I c. Realizzare percorsi di inserimento/rinseriment o dei soggetti disoccupati;I d. Sostenere percorsi di sviluppo di carriera e di mobilità verticale e orizzontale dei lavoratori; Gli obiettivi identificati possono essere raggiunti, a seconda del contesto (scuola, università, formazione e lavoro) attraverso diverse azioni:- servizi di informazione orientativa e accogl ienza/filtro finalizzati a facilitare l’accesso del cliente alla struttura dedicata, a presentare l’offerta di servizi erogati, a decodificare la richiesta di aiuto e a favorire il passaggio a servizi in grado di rispondere alla domanda espressa da target diversificati di utenti;- servizi di accompagnamento/ tutorato orientativo/job placement nel sistema lavoro, da realizzarsi nei centri per l’impiego o nei servizi di orientamento scolastico/universitario. L’azione è finalizzata a gestire positivamente un compito istituzionale dei centri per l’impiego garantendo un’assistenza personalizzata in primo luogo ad alcuni target specifici (giovani, donne, ecc.) per uscire dalla situazione di inoccupabilità e/o disoccupazione. Si tratta quindi di aiutare la persona disoccupata a valutare ciò che gli/le potrebbe essere utile per aumentare le proprie opportunità di re-inserimento nel mercato del lavoro (un’attività di formazione professionale, un’attività di qualificazione/riqualificazione verso professionalità in linea con la domanda di lavoro, un percorso di bilancio di competenze, un tirocinio, uno stage, ecc.) e di rappresentare per il soggetto una figura di riferimento per tutta la durata della transizione;- servizi di consulenza alle scelte formative e ai progetti professionali. L’attività consulenziale è final izzata alla definizione/ridefinizione di aspetti dell’identità professionale connessi allo svil uppo della storia individuale delle persone in relazione al diverso ciclo di vita. E’ necessario infatti che il progetto sia elaborato in continuità/coerenza con le risorse e i vincoli presenti nelle diverse sfere di vita del soggetto per identificare strategie concrete di realizzazione dei singoli obiettivi. L’attività si caratterizza come relazione interpersonale di aiuto basata su un ciclo di colloqui e/o laboratori di gruppo o, in alternativa, di un percorso di bilancio di competenze.
2. Migliorare l’efficacia e la qualità delle azioni di orientamento nell’ambito dei servizi per il lavoro, con particolare riferimento ai servizi pubblici per l’impiego3. Favorire lo sviluppo coordinato dei servizi per il lavoro con l’intervento coordinato e unitario di tutti i soggetti e i servizi. – Monitoraggio costante dell’offerta di metodi e strumenti di orientamento- Valutazione della tipologia delle attività offerte/popolazione raggiunta- Individuazione buone pratiche trasferibili- Migliorare il livello di scambio interdisciplinare tra operatori- Consolidare la collaborazione tra servizi e sedi si svolgono in cui si svolgono iniziative orientative
3) Promuovere l’inclusione sociale
Promuovere l’inclusione sociale, contrastando i fenomeni di devianza e di emarginazione dovuti anche a differenze di genere, di razza, a disabilità fisiche e psichiche.
1. prom uovere la partecipazione delle famiglie alle scelte formative a) Realizzazione di specifici momenti di incontro con le famiglie
2. Prom uovere il lavoro di rete tra servizi finalizzato a progettare e sostenere percorsi individuali integrati a) Prevedere/rafforzare, in un’ottica di inclusività, procedure che favoriscano la fruizione dei servizi di orientamento da parte dei soggetti più svantaggiati e a rischio.b) Neet 19 – 25 sono destinatari di una azione congiunta dei Servizi Sociali, Uffici Scolastici, Centri per l’Impiego per la loro individuazione e inclusione in percorsi di orientamento che li aiutino e li supportino nella scelta di percorsi di studio, formazione, lavoro
C) Risorse umane, finanziarie e strumentali
Per le finalità e le azioni di cui alle presenti linee guida nazionali, sono messe a disposizione le risorse previste nell’ambito di programmi e finanziamenti nazionali, regionali europei ed internazionali, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica.
Per le attività di che trattasi dovranno pertanto, salvo ulteriori stanziamenti di spesa, risultare sufficienti le risorse umane, finanziarie e strumentali già stabilite dalla legislazione vigente.
La proposta per l’individuazione degli standard minimi dei servizi e delle competenze professionali degli operatori di cui all’art. 4, comma 1, lettera b) dell’Accordo sull’Orientamento Permanente verrà elaborata entro il 31.03.2014.
Roma, 18 novembre 201 3
Pubblicato il 18 Dicembre 2013 17 Novembre 2017
Pubblicato il 13 Dicembre 2013 17 Novembre 2017