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Timestamp: 2019-10-23 18:27:29+00:00
Document Index: 78956080

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1']

Novità fiscali del 18 dicembre 2009: compensazioni IVA sopra i 15.000 euro: chiarimenti sul visto di conformità; in scadenza il termine di versamento dell’acconto IVA dovuto per il periodo d’imposta 2009; più tempo per i modelli Intrastat telematici; pagamenti accisa entro oggi (18 dicembre 2009); omessi versamenti: resta salvo il ravvedimento operoso; scudo fiscale: due scadenze, due aliquote; finanziaria: via libera della Camera; elenco dei Comuni nei quali è stata accertata la presenza di fabbricati che non risultano dichiarati al catasto | Commercialista Telematico
1) Compensazioni IVA sopra i 15.000 euro: Chiarimenti sul visto di conformità
2) In scadenza il termine di versamento dell’acconto IVA dovuto per il periodo d’imposta 2009
3) Più tempo per i modelli Intrastat telematici
4) Pagamenti accisa entro oggi (18 dicembre 2009)
5) Omessi versamenti: Resta salvo il ravvedimento operoso
6) Scudo fiscale: due scadenze, due aliquote
7) Finanziaria: via libera della Camera
8) Elenco dei Comuni nei quali è stata accertata la presenza di fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto
Il sottosegretario all’Economia Molgora, nel corso del “question time” n. 5-02250 del 16.12.2009, ha fornito importanti chiarimenti in relazione al visto di conformità da porre sulle dichiarazioni dei contribuenti in maniera tale da potere compensare il credito IVA superiore ad euro 15.000,00.
In particolare, ha precisato che la possibilità di apporre il suddetto visto riguarda solo i seguenti soggetti:
– Gli iscritti agli Albi dei Dottori Commercialisti e dei Consulenti del Lavoro;
– i periti ed esperti iscritti al 30.09.1993 nei ruoli tenuti dalle Camere di commercio;
– i responsabili dei CAF costituiti dalle associazioni sindacali di categoria tra imprenditori;
– i responsabili dei CAF dipendenti e pensionati.
Mentre, invece, restano esclusi (loro malgrado) dalla possibilità di apporre il citato visto:
– Le associazioni, consorzi e società di servizi, gli avvocati ed i revisori contabili, il Ministero del tesoro e le Amministrazioni pubbliche, gli agronomi, i periti agrari, nonché i soggetti che esercitano abitualmente attività di consulenza fiscale (cioè i consulenti fiscali).
Come è noto, in tema di compensazioni Iva, a parte ciò, il D.L. 78/2009 ha introdotto sostanziali modifiche che entrano in vigore dal 01.01.2010, per contrastare abusi ed illeciti utilizzi di crediti inesistenti.
In particolare, l’art. 10 del decreto prevede un meccanismo preventivo di controllo e stabilisce le procedure a cui devono attenersi i contribuenti che effettuano compensazioni di crediti Iva per importi superiori a 10mila euro annui.
Con le nuove regole il recupero dell’imposta eccedente potrà essere effettuato solo a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza infrannuale da cui emerge il credito.
Nel contempo, la dichiarazione Iva si renderà autonoma da Unico e potrà essere presentata dal 1° febbraio successivo all’anno d’imposta.
Niente definizione agevolata per chi recupera crediti inesistenti.
Per conseguenza, sono state inasprite le sanzioni: Dal 100 al 200% delle somme indebitamente scontate.
La percentuale del 200% è fissa in caso di importi superiori a 50mila euro.
Il 28.12.2009 scadrà il termine per il versamento dell’acconto dell’Iva che risulterà dovuta nell’ultima liquidazione periodica dell’anno 2009, ossia:
– per il mese di dicembre 2009, nel caso di soggetti con liquidazione mensile;
– per il quarto trimestre del 2009, nel caso di soggetti con liquidazione trimestrale ex lege;
– in base alla dichiarazione annuale, nel caso di soggetti con liquidazione trimestrale su opzione.
Lo ha ricordato Assonime con la nota del 15.12.2009 che ha poi precisato come le norme attualmente in vigore sull’acconto Iva (sui criteri di determinazione della base di commisurazione per il suo calcolo e i soggetti che non sono tenuti a versarlo ai sensi dell’art. 6 della legge 29.12.1990, n. 405) non abbiano subito modifiche.
L’Assonime ha, inoltre, segnalato che il prossimo 28 dicembre scadrà anche il termine per potere versare l’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale per il 2008 senza incorrere nella sanzione penale (reclusione da sei mesi a due anni) prevista dall’art. art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 10.03.2000.
Per il periodo d’imposta 2009, i soggetti IVA possono versare, a titolo di acconto, il minore dei seguenti importi:
a) 88% del versamento effettuato per l’ultima liquidazione periodica relativa all’anno 2008 (cd. “metodo storico”);
b) 88% del versamento da effettuare per l’ultima liquidazione periodica relativa all’anno in corso (cd. “metodo previsionale”);
c) 100% dell’IVA che risulti a debito dalla speciale liquidazione da effettuare entro il prossimo 20 dicembre (cd. “metodo analitico”), tenuto conto:
– delle operazioni annotate nei registri IVA, o che avrebbero dovuto esserlo, per il periodo dal 1° al 20 dicembre (nel caso di soggetti con liquidazione mensile);
– delle operazioni annotate nei registri IVA, o che avrebbero dovuto esserlo, per il periodo dal 1° ottobre al 20 dicembre (nel caso di soggetti con liquidazione trimestrale);
– delle operazioni per le quali si renderà esigibile l’imposta entro lo stesso termine del 20 dicembre prossimo.
Uno speciale metodo di determinazione dell’acconto viene poi previsto per le grandi imprese che erogano servizi al pubblico (acqua, gas, energia elettrica, telecomunicazione, ecc.).
L’acconto non è dovuto, tra l’altro:
a) se l’ultima liquidazione del periodo d’imposta precedente è risultata a credito;
b) se, pur risultando dall’ultima liquidazione del periodo d’imposta precedente un debito d’imposta, si ritiene, in via previsionale, che l’ultima liquidazione periodica relativa all’anno in corso risulterà a credito;
c) se l’ammontare dell’acconto non supera 103,29 euro.
Il Senato ha avanzato la proposta di differire (si è parlato di sei mesi in più di tempo) i nuovi adempimenti in materia di modelli Intrastat, per fare fronte agli obblighi comunitari, in vigore dal 2010.
Ciò a causa di diversi fattori, tra cui la circostanza che i provvedimenti attesi non sono ancora stati ufficializzati, i softwares ad hoc non sono ancora stati definiti.
Mancano le disposizioni attuative e le istruzioni di prassi.
Inoltre, è stato proposto, come peraltro precedentemente osservato e richiesto dalle Associazioni di categoria, di estendere la piattaforma dei modelli intrastat al canale telematico Entratel, ciò per evidenti ragioni di semplificazione nei confronti di coloro (Aziende, Commercialisti, ecc.) che già utilizzano e ben conoscono tale sistema di trasmissione telematica degli atti fiscali alle Entrate.
Le tante novità comunque attese
Come è noto, tra le novità che entreranno a regime, per obblighi Ue dal 01.01.2010, gli elenchi riepilogativi dovranno contenere anche le informazioni relative alle prestazioni di servizio rese e/o ricevute in ambito comunitario, la trasmissione degli elenchi intrastat dovrà avvenire solo in via telematica, riguardo la periodicità di presentazione per gli acquisti/cessioni di beni e prestazioni di servizi ricevuti/resi, sarà:
– Trimestrale: per i soggetti che non hanno superato il valore soglia trimestrale di 50.000 € negli ultimi 4 trimestri rispetto a quello di riferimento;
– mensile: per tutti gli altri.
Il cambio di periodicità avviene qualora la soglia sia superata nel corso del trimestre.
Mentre la scadenza di presentazione, dovrà essere la seguente:
– Mensile: entro il 19 del mese successivo al mese di riferimento (es. mensile di gennaio 2010 entro il 19 febbraio 2010):
– trimestrale: entro il 19 del mese successivo al trimestre di riferimento (es. I trimestre 2010 entro il 19 aprile 2010).
Obbligo della firma digitale
Infine, per tutti i soggetti che operano a livello intracomunitario diverrà obbligatorio essere iscritti al servizio telematico doganale abilitandosi alla procedura EDI ed ottenendo (per coloro che non ne siano provvisti) la firma digitale che dall’1.1.2010 sarà rilasciata esclusivamente a perone fisiche e che servirà per spedire i modelli INTRA alla dogane.
In tutto questo, potrebbe presumibilmente inserirsi l’utilizzo del sistema Entratel con i suoi collaudati sistemi che risolverebbe la problematica dell’invio telematico dei modelli intrastat alle Entrate in luogo delle Dogane, quindi, con il sistema Entratel che, notoriamente, ha un sistema particolare per firmare i documenti da inviare (file di autentica contenuto nel dischetto oppure nella chiavetta Usb).
Vedremo in seguito se tale previsione di natura semplificativa si potrà verificare.
I pagamenti dell’accisa su alcole etilico, bevande alcoliche e prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, relativi alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre, devono essere effettuati entro il 18 dicembre (se eseguiti tramite il versamento unitario, con esclusione della compensazione di eventuali crediti) ovvero entro il 28 dicembre 2009 (se eseguiti direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale intestato alla stessa tesoreria).
Termini e modalità di pagamento dell’accisa
In particolare, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, emanato il giorno 11.12.2009 ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono stati determinati i termini e le modalità di pagamento dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici, diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, relativamente alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2009.
L’art. 1 del citato decreto prevede che i pagamenti dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, relativi alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2009, devono essere effettuati entro:
a) il 18 dicembre 2009 se eseguiti tramite il versamento unitario di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, con esclusione della compensazione di eventuali crediti;
b) il 28 dicembre 2009 se eseguiti direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale intestato alla stessa tesoreria.
E’ possibile utilizzare il modello F24 per effettuare i pagamenti, in scadenza al 27.12.2009, dell’accisa sul gas naturale, dell’accisa sui consumi di carbone, lignite e coke, dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e bitumi di petrolio, della tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto.
Infine, l’Agenzia delle Dogane ha evidenziato che restano fermi i termini e le modalità di pagamento fissati per l’accisa sull’energia elettrica.
(Agenzia Dogane, comunicato stampa del 16.12.2009)
L’Agenzia delle Entrate non ha intenzione di bloccare il ravvedimento operoso danneggiando le imprese in difficoltà, ma intende solo monitorare e contrastare i fenomeni fraudolenti connessi agli omessi o insufficienti versamenti.
L’assicurazione, per coloro che hanno intenzione di versare “con calma” (a causa di momentanee insufficienze di cassa, ecc.) le imposte è, infatti, arrivata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso dell’incontro che si è tenuto il 17.12.2009 con le associazioni di categoria e gli ordini professionali, nella sede dell’Agenzia delle Entrate.
Le categorie pur apprezzando l’attenzione e la sensibilità mostrata dall’Agenzia delle Entrate, da parte loro, hanno espresso la loro preoccupazione nella definizione dei criteri di selezione e per questo hanno sollecitato un incontro che è stato già deciso si terrà nel mese di gennaio, comunque prima dell’avvio dell’operazione di controllo.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 17.12.2009)
Riaperti i termini per aderire allo scudo fiscale: fino a febbraio 2010 si applica l’aliquota del 6%, da marzo fino ad aprile 2010 l’aliquota del 7%.
La riapertura dello scudo fiscale, decisa il 17.12.2009 dal Consiglio dei ministri, prevede “due scadenze e due aliquote”.
Lo ha reso noto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel colloquio con i giornalisti.
Dall’entrata in vigore del decreto Milleproroghe fino a fine febbraio si pagherà il 6%, dall’inizio di marzo fino alla fine di aprile il 7%.
Si riaprono, quindi, i termini per il rimpatrio di capitali esportati clandestinamente e l’aliquota viene elevata rispetto al 5% precedentemente fissato.
7) Finanziaria 2010: via libera della Camera
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Camera dei deputati ha dato il via libera alla Finanziaria. I sì sono stati 307 a fronte di 267 contrari e due astenuti.
Il 16.12.2009 il provvedimento aveva incassato la fiducia. Il testo ora tornerà al Senato per la terza lettura e il voto finale, previsto per il prossimo 22 dicembre.
Le misure fiscali più importanti contenute nella Finanziaria per il 2010 sono le seguenti, illustrate dal notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 17.12.2009:
Taglio dell’acconto Irpef 2009
I contenuti del D.L. n. 168/2009, che ha disposto la riduzione di venti punti percentuali (dal 99 al 79%) dell’acconto Irpef 2009, differendone il versamento al 16 giugno 2010 in occasione del saldo, vengono trasferiti nella legge finanziaria 2010.
Viene confermato anche per l’anno 2012 il beneficio fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Per i lavori fatturati fino al 31 dicembre 2012 rimane stabile la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, per un importo non superiore a 48mila euro per ciascuna unità immobiliare.
Confermata anche l’agevolazione spettante agli acquirenti o agli assegnatari di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative edilizie che poi provvedono all’alienazione degli immobili.
In questo caso, spetta una detrazione del 36% calcolata sul 25% del prezzo indicato nell’atto, comunque entro il limite di 48mila euro.
Il termine entro il quale devono essere eseguiti gli interventi è prorogato al 31 dicembre 2012, quello per la stipula dell’atto al 30 giugno 2013.
Viene infine inserita a regime l’aliquota Iva al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa, agevolazione che, fino al 2009, era rinnovata di anno in anno in via transitoria.
Per le vittime del terrorismo e i loro superstiti viene sancita l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro quando sono parti in causa in un procedimento civile, penale, amministrativo o contabile dipendente da atti di terrorismo o da stragi di tale matrice.
Confermata per il 2010 la tassazione agevolata a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, con un reddito di lavoro subordinato nel 2009 non superiore a 35mila euro, in relazione ai compensi legati agli incrementi di produttività aziendale.
L’ammontare massimo di remunerazione agevolabile è pari a 6mila euro.
Irpef più leggera anche per le Forze armate.
Viene ribadita per il 2010 la riduzione dell’Irpef (e relative addizionali) sul trattamento economico accessorio del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, con reddito complessivo di lavoro dipendente non superiore a 35.000 euro.
Abruzzo: più tempo per il recupero delle imposte e cedolare fissa sugli affitti
Per i contribuenti colpiti dal terremoto dell’Abruzzo, la Finanziaria sposta da gennaio a giugno 2010 la scadenza della prima rata per la restituzione delle imposte e dei contributi sospesi.
Le somme, inoltre, potranno essere dilazionate in un numero maggiore di rate, 60 anziché 24.
Viene inoltre introdotta, in via sperimentale per l’anno 2010, l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 20%, in luogo dell’Irpef ordinaria e delle relative addizionali regionale e comunale, sui redditi di locazione riguardanti contratti a canone concordato stipulati tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio d’impresa, arte o professione e relativi a immobili ubicati nella provincia dell’Aquila e destinati a uso abitativo.
La Finanziaria offre ancora una volta l’opportunità di rideterminare il valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola.
Oggetto di rivalutazione possono essere i beni posseduti alla data del 1° gennaio 2010.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro il 31 ottobre 2010.
Stessa scadenza per il versamento della relativa imposta sostitutiva, il cui pagamento potrà avvenire anche in tre quote annuali di pari importo: la prima rata va soddisfatta comunque entro la stessa data del 31 ottobre 2010, sulle successive sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo, da versare contestualmente.
Più fondi per ricerca e sviluppo
Sono incrementate di ulteriori 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011 le risorse stanziate per il credito d’imposta in favore delle imprese che effettuano investimenti nell’attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo (legge 296/2006, art. 1, commi da 280 a 283).
Il beneficio è pari al 10% della spesa sostenuta ovvero al 40% se riferita a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca; in ogni caso, il costo massimo agevolabile non può essere superiore a 50 milioni annui.
Beni immobili che non risultano dichiarati in Catasto: L’Agenzia del Territorio concede ai proprietari (o comunque ai soggetti titolari di diritti reali) sette mesi di tempo per presentare la dichiarazione al Catasto.
Per tale fine ha pubblicato un elenco (consultabile per 60 giorni) di particelle che non risultano dichiarate.
L’Agenzia del Territorio con il comunicato stampa pubblicato il 17.12.2009 (e firmato da Gabriella Alemanno) ha, infatti, voluto rendere noto quanto segue:
“In relazione a quanto previsto dall’articolo 2, comma 36, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e successive modificazioni, si rende noto che, per i Comuni catastali compresi nell’elenco allegato al presente comunicato, a seguito di specifici accertamenti, sono state costituite liste di particelle iscritte al Catasto Terreni interessate da fabbricati presenti sul territorio ma che non risultano dichiarati al Catasto. Nell’elenco i Comuni interessati sono riportati in ordine alfabetico, per provincia.
Tali fabbricati devono essere dichiarati al Catasto Edilizio Urbano, a cura dei soggetti titolari di diritti reali, entro 7 mesi dalla data di pubblicazione del presente comunicato. Qualora gli interessati non presentino le suddette dichiarazioni entro tale termine, gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono, in surroga del soggetto obbligato inadempiente e con oneri a carico dello stesso, all’iscrizione in Catasto, mediante la predisposizione delle dichiarazioni redatte ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, e alla notifica dei relativi esiti.
Si specifica che l’identificazione dei fabbricati è avvenuta attraverso un’attività di identificazione da foto aeree, condotta in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), e successivi processi “automatici” di incrocio con le banche-dati catastali. Trattandosi di elaborazioni massive, si potrebbero essere verificate delle incoerenze nell’individuazione delle particelle riportate negli elenchi pubblicati, con inclusione – in qualche caso – di immobili già censiti in Catasto”.
– Coefficiente di rivalutazione del TFR del mese di novembre 2009
L’Istat ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di novembre 2009 è pari a 135,6 punti.
Per cui, dal calcolo previsto, il coefficiente di rivalutazione é risultato pari a 1,988383.
– Istituzione di una rete d’informazione contabile agricola
Pubblicato il Regolamento Ue relativo all’istituzione di una rete d’informazione contabile agricola sui redditi e sull’economia delle aziende agricole nella Comunità europea.
(Regolamento CE N. 1217/2009 del 30.11.2009 in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 328/27 del 15.12.2009)
– La Legge Finanziaria dal prossimo anno verrà sostituita dalla legge di stabilità
Sarà snella semplificata e con le norme per attuare il patto di stabilità e di convergenza previsto dal federalismo.
Il Senato ha, infatti, approvato il disegno di legge che introduce la nuova legge di stabilità, in sostituzione della vecchia legge finanziaria.
Il provvedimento che riforma il meccanismo di contabilità pubblica è stato approvato dall’aula in via definitiva.
Nessuna modifica rispetto al testo varato dalla Camera.
In pensione anche il Dpef che sarà sostituito dalla decisione di finanza pubblica.
Snella, semplificata e con tutte le norme essenziali che permettono di dare attuazione sia al patto di stabilità interno che a quello di convergenza previsto dal federalismo fiscale.
Sono alcune delle caratteristiche contenute nella nuova legge di stabilità.
Anche il vecchio Dpef sarà sostituito dalla decisione di finanza pubblica (Dfp). Anche in questo caso l’intento è di coordinare le diverse sovranità che incidono sui conti pubblici.
Al governo spetterà il compito di presentare in Parlamento uno schema su cui l’organo legislativo potrà esprimere un propria valutazione.
La tempistica permetterà poi all’esecutivo di modulare la legge di stabilità in funzione delle indicazioni emerse in sede parlamentare.
Nell’ottica della semplificazione scompaiono allegati e tabelle che nell’impianto della ex legge finanziaria costituivano le parti integranti del documento di contabilità.
A questo si aggiunge una omogeneizzazione dei criteri di riparto della spesa che anticipano la futura armonizzazione della finanza pubblica prevista dalla riforma fiscale federalista.
A differenza dell’attuale Finanziaria, la nuova legge di stabilità dovrà essere predisposta entro il 15 ottobre e non più il 30 settembre.