Source: http://www.iacoviello.it/contributo-di-solidarieta/2013/contributo_solidarieta_sent_c_cost_116_2013/
Timestamp: 2019-08-22 13:34:56+00:00
Document Index: 175318071

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ']

Contributo di solidarietà per gli anni 2011/2013 - Studio Iacoviello
18 Maggio 2019 20 Luglio 2013 di Michele Iacoviello
La sentenza della Corte Costituzionale n. 116/13
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 116 del 5 giugno 2013 ha dichiarato la illegittimità costituzionale del c.d. “contributo di solidarietà” (più esattamente denominato “contributo di perequazione” sulle pensioni “d’oro”).
La questione di costituzionalità era stata proposta con ordinanza di rimessione della Corte dei Conti – Sez. Campania del 20 luglio 2012.
Tale prelievo veniva effettuato sulle pensioni di ammontare lordo annuo di € 90.000, con le seguenti percentuali:
– al 5% per la parte compresa fra i 90mila euro ed i 150mila euro;
– al 10% per la parte compresa tra i 150mila euro ed i 200mila euro;
– al 15% per la parte eccedente i 200mila euro.
Il prelievo suddetto veniva versato poi direttamente al Bilancio dello Stato, senza restare nel patrimonio dell’INPS o del Fondo Pensione Complementare.
In questo modo il prelievo non aveva più una finalità solidaristica all’ interno della categoria dei pensionati, ma diventava una vera e propria imposta di natura fiscale.
La Corte Costituzionale ha così deciso:
– Ha dichiarato la natura tributaria del c.d. “contributo di perequazione”;
– Ha accertato che il prelievo ricade solo sulla categoria dei pensionati, e non sugli altri percettori di reddito (lavoratori in servizio, lavoratori autonomi, imprenditori, ecc.);
– Ha quindi dichiarato la illegittimità costituzionale della norma sotto il profilo della violazione del principio di uguaglianza (art. 3) e della capacità contributiva (art. 53).
La norma dichiarata incostituzionale derivava dalla sovrapposizione di varie leggi che si sono succedute nel tempo.
La norma vigente fino alla dichiarazione di incostituzionalità era così formulata:
Decreto Legge 6 luglio 2011 n. 98, conv. nella legge 15 luglio 2011 n. 111 (clicca qui)
22-bis. In considerazione della eccezionalita’ della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, a decorrere dal 1 º agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi complessivamente superino 90.000 euro lordi annui, sono assoggettati ad un contributo di perequazione pari al 5 per cento della parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonche’ pari al 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro; a seguito della predetta riduzione il trattamento pensionistico complessivo non puo’ essere comunque inferiore a 90.000 euro lordi annui. Ai predetti importi concorrono anche i trattamenti erogati da forme pensionistiche che garantiscono prestazioni definite in aggiunta o ad integrazione del trattamento pensionistico obbligatorio, ivi comprese quelle di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 563, al decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 357, al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, nonche’ i trattamenti che assicurano prestazioni definite dei dipendenti delle regioni a statuto speciale e degli enti di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, e successive modificazioni, ivi compresa la gestione speciale ad esaurimento di cui all’articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, nonche’ le gestioni di previdenza obbligatorie presso l’INPS per il personale addetto alle imposte di consumo, per il personale dipendente dalle aziende private del gas e per il personale gia’ addetto alle esattorie e alle ricevitorie delle imposte dirette. La trattenuta relativa al predetto contributo di perequazione e’ applicata, in via preventiva e salvo conguaglio, a conclusione dell’anno di riferimento, all’atto della corresponsione di ciascun rateo mensile. Ai fini dell’applicazione della predetta trattenuta e’ preso a riferimento il trattamento pensionistico complessivo lordo per l’anno considerato. L’INPS, sulla base dei dati che risultano dal casellario centrale dei pensionati, istituito con decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388, e successive modificazioni, e’ tenuto a fornire a tutti gli enti interessati i necessari elementi per l’effettuazione della trattenuta del contributo di perequazione, secondo modalita’ proporzionali ai trattamenti erogati. Le somme trattenute dagli enti vengono versate, entro il quindicesimo giorno dalla data in cui e’ erogato il trattamento su cui e’ effettuata la trattenuta, all’entrata del bilancio dello Stato (1).
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, in sede di conversione.
Vedi anche l’articolo 2, comma 1, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138.
In riferimento al presente comma vedi: Circolare INPS 5 agosto 2011 n. 109.
Successivamente il comma è stato modificato dall’articolo 24, comma 31 bis, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201.
Il testo della sentenza della Corte (estratto):
Contributo di solidarietà 2011 – 2013 – Il rimborso dopo la sentenza C. Cost. 116/13
Contributo di solidarietà 2011-2013 L’Ordinanza di rimessione alla Corte
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