Source: https://www.onb.it/2013/09/11/d-p-r-8-agosto-1994/
Timestamp: 2020-06-03 02:03:20+00:00
Document Index: 16257658

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 34', 'art.12', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 5', 'art.16', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 10']

D.P.R. 8 agosto 1994 - Ordine Nazionale dei Biologi
Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto
Visto, in particolare, l’art. 6, comma 5, che prevede l’emanazione di atti di indirizzo e di coordinamento delle attività delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano di cui all’art. 10 della stessa legge, ai sensi dell’art. 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che il richiamato art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, prescrive l’adozione, da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, dei piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto;
Tenuto conto degli approfondimenti effettuati dalla commissione per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi sanitari connessi all’impiego dell’amianto;
Visto l’art. 1, comma 1, lettera hh), della legge 12 gennaio 1991, n. 13;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri della sanità, dell’ambiente, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
È approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento delle attività delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di difesa dei pericoli derivanti dall’amianto.
Art. 1. Piani regionali e delle province autonome
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, ai sensi dell’art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, i piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, tenendo conto dei criteri indicati negli articoli seguenti e secondo le modalità di cui all’art. 12, comma 3, della legge 27 marzo
1992, n. 257.
Art. 2. Censimento dei siti interessati da attività di estrazione dell’ amianto
Art. 3. Censimento imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle attività produttive e censimento imprese che svolgono attività di smaltimento e bonifica
c) reperimento, tramite INAIL, dell’elenco delle imprese che corrispondono il premio assicurativo per la voce "silicosi ed asbestosi".
Art. 4. Predisposizione di programmi per dismettere l’ attività estrattiva e realizzare la relativa bonifica dei siti
g) i controlli geotecnici in corso d’opera, laddove siano previste significative opere di risistemazione
h) la salvaguardia di eventuali giacimenti di altri minerali di potenziale interesse estrattivo all’interno della stessa area. Tale attività dovrà essere condotta nel rispetto delle norme di cui al capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 227, e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 5. Armonizzazione dei piani di smaltimento dei rifiuti di amianto con i piani di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 , n. 915
Art. 6. Individuazione dei siti che devono essere utilizzati per l’ attività di smaltimento dei rifiuti di amianto
1. I rifiuti di amianto devono essere smaltiti mediante impianti di stoccaggio definitivo in discarica di seconda o terza categoria, nel rispetto delle prescrizioni e dei vincoli di cui alla deliberazione 27 luglio 1984 del Comitato interministeriale di cui all’art. 5 del citato decreto n. 915 del 1982, appositamente autorizzati ai sensi dell’art. 6 del decreto suindicato.
2. Lo smaltimento può avvenire in impianti già esistenti ovvero in nuovi impianti, autorizzati anche allo
smaltimento di altre tipologie di rifiuti, a condizione che esso avvenga in una distinta porzione di impianto a ciò esclusivamente destinata e che vengano previste in sede organizzativa apposite prescrizioni in ordine all’immediato interramento dei rifiuti di amianto, alla tenuta di appositi registri di presa in carico, alla imposizione di vincoli sull’utilizzo dell’area di discarica dopo la chiusura e sistemazione finale, al fine di evitare la possibilità di messa in circolo di fibre di amianto.
3. Limitatamente ai rifiuti costituiti da sostanze o prodotti contenenti amianto legato in matrice cementizia o resinoide, classificabili quali rifiuti speciali ai sensi del citato decreto n. 915 del 1982, è consentito lo smaltimento anche in discariche di seconda categoria-tipo A, purché tali rifiuti provengano esclusivamente da attività di demolizione, costruzioni e scavi. Dovranno essere adottate, eventualmente, anche in sede autorizzativa, apposite norme tecniche e di gestione atte ad impedire l’affioramento dei rifiuti contenenti amianto durante le operazioni di movimentazione.
Art. 7. Controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro
1. Le regioni utilizzando i dati dei censimenti di cui alle lettere b) ed l) del comma 2 dell’art. 10 della citata legge n. 257 del 1992, individuano le attività nelle quali è presente un rischio di esposizione a fibre di amianto per i lavoratori e, conseguentemente, predispongono un piano di indirizzo per l’intervento delle strutture territoriali finalizzato:
2. Annualmente le strutture territoriali inviano alla propria regione una relazione sull’attività svolta, nella quale risulti indicato:
Art. 8. Rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto
Art. 9. Controllo delle attività di smaltimento e di bonifica relative all’ amianto
1. Le regioni predispongono un piano di dirizzo per l’intervento delle strutture territoriali finalizzato:
a) alla vigilanza e controllo sui siti interessati da operazioni di bonifica che possono dar luogo a produzione di rifiuti di amianto. Nelle suddette azioni di vigilanza e controllo le strutture territoriali verificano in particolare, oltre quanto già previsto dall’art. 34 del citato decreto legislativo n. 277 del 1991:
5) la documentazione di legge relativa all’affidamento delle operazioni di bonifica ad una ditta specializzata iscritta all’albo di cui all’art.12 della citata legge n. 257 del 1992;
7) la documentazione di legge relativa alla consegna dei rifiuti di amianto trasportati ad una discarica idonea ed autorizzata.
b) alla vigilanza e controllo sulle imprese che provvedono alle operazioni di bonifica, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 9 della citata legge n. 257 del 1992.
a) alla vigilanza e controllo, con frequenza almeno semestrale, sulle imprese che provvedono alla raccolta ed al trasporto di rifiuti di amianto, verificando, in particolare, la documentazione di legge relativa alla consegna ad un impianto di smaltimento idoneo ed autorizzato;
Art. 10. Predisposizione di specifici corsi di formazione professionale e rilascio di titoli di abilitazione
7. Il rilascio dei relativi titoli di abilitazione avviene da parte delle regioni o province autonome previa verifica finale dell’acquisizione degli elementi di base relativi alla sicurezza e alla prevenzione del rischio da amianto con riferimenti specifici all’attività cui saranno addetti i discenti.
8. I corsi regionali previsti dall’art. 10, lettera h), della citata legge n. 257 del 1992 sono preceduti da opportune attività di coordinamento e di indirizzo, secondo quanto previsto dall’art. 5, lettera b), della citata legge n. 257 del 1992. Tale attività può essere supportata da corsi nazionali di formazione dei formatori affidandone la responsabilità attuativa ad istituti, enti nazionali e territoriali, dotati di idonee strutture tecnico-scientifiche.
9. I corsi di formazione regionale per il personale delle strutture di controllo sono finanziati attraverso quota parte dei contributi concessi a favore delle regioni e delle province autonome ai sensi dell’art.16, comma 2, della citata legge n. 257 dei 1992. I corsi di formazione professionale per gli addetti di cui all’art. 10, comma 2, lettera h), della citata legge n. 257 del 1992 saranno finanziati con intervento economico dei soggetti richiedenti ed eventualmente supportati da contributi pubblici.
Art. 11. Strumentazione necessaria per lo svolgimento delle attività di controllo previste dalla legge 27 marzo 1992 , n. 257
Art. 12. Censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile
1. Il censimento viene realizzato secondo la procedura indicata nell’art. 12, comma 5, della citata legge
n. 257 del 1992.
se prefabbricato: ditta fornitrice (denominazione, indirizzo; telefono);
4. Il censimento, almeno nella prima fase, ha carattere facoltativo per le singole unità abitative private per le quali, ove ne ricorrano i presupposti, i relativi proprietari potranno essere invitati a fornire gli elementi informativi in loro possesso sulla base dello schema di cui al comma 3, lettera b). Anche sulla base delle risposte ricevute, le unità sanitarie locali potranno riconsiderare opportunamente il contenuto è le modalità di tale parte del censimento.
MATTEOLI, Ministro dell’am-biente
GNUTTI, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
Registrato allo Corte dei conti il 15 ottobre 1994 Registro n. 2 Presidenza, foglio n. 356
Censimento di cui all’art. 10
lettera b), della legge n. 257/1992
Ditta????????????????????????????????
con sede legale in via???????????????????.n????..
comune di??????????..cap???????tel. n????????
telefax n??????.iscrizione -C.C.I.A.A. n??????????????
unità produttiva sita in via?????????????.n?????????
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codice fiscale e/o partita IVA?????????????????????..
esercente l’attività di?????????????????????????.
codice ISTAT?????????codice INAIL?????????????..
titolare o legale rappresentante????????????????????.
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Ha utilizzato fino al??????????????????????
Ha già presentato notifica di attività:
224.1 Produzione di metalli, non ferrosi di prima e seconda fusione; prima trasformazione dei metalli non ferrosi; laminazione, stiratura, trafilatura, estrusione ed altre lavorazioni.
* 244 Produzione di articoli in amianto (ad esclusione degli articoli di amianto-cemento).
256 Produzione di altri prodotti chimici principalmente destinati all’industria e all’agricoltura.
327.4 Costruzione di apparecchiature igienico-sanitarie e di macchine per lavanderie e stiterie.
423.1 Preparazione del caffè, di succedanei del caffè e del the.
* 503.1 Installazione di impianti di riscaldamento, di condizionamento, idrico-sanitari e di distribuzione di gas e di acqua calda.
MOCF: Microscopia ottica in contrasto di fase;
SEM: Microscopia elettronica a scansione;
DRX: Diffrazione a raggi x di polveri;
IR-FTIR: Spettrofotometria di assorbimento infrarosso.