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Timestamp: 2019-10-21 19:00:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

RS 0.232.121.2 Accordo dell’Aja concernente il deposito internazionale dei disegni e modelli industriali, riveduto all’Aja il 28 novembre 1960
Accordo dell'Aja concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali riveduti all'Aja il 28 novembre 19602
Conchiuso all'Aja il 28 novembre 1960
Approvato dall'Assemblea federale il 21 settembre 19623
Ritenendo che, a tal fine, sia opportuno rivedere l'Accordo concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali firmato all'Aja il 6 novembre 1925 e riveduto a Londra il 2 giugno 19344,
(2) Possono divenire partecipi del presente Accordo soltanto gli Stati membri dell'Unione internazionale per la protezione della proprietà industriale.
L'Accordo dell'Aja concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali del 6 novembre 19251.
L'Accordo dell'Aja concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali del 6 novembre 1925, riveduto a Londra il 2 giugno 19342.
L'Accordo dell'Aja concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali, quale risulta dal presente Atto.
Il Regolamento d'esecuzione3 del presente Accordo.
L'Ufficio dell'Unione internazionale per la protezione della proprietà industriale4.
Un deposito effettuato presso l'Ufficio internazionale.
Un deposito effettuato presso l'Amministrazione nazionale d'uno Stato contraente.
Stato d'origine di un deposito internazionale
Uno Stato la cui legislazione nazionale prevede un sistema implicante una ricerca e un esame preliminare d'ufficio, eseguiti dall'Amministrazione nazionale e riguardanti la novità di tutti i disegni o modelli depositati.
4 Ora: Ufficio internazionale della proprietà intellettuale (art. 7 cpv. 1 dell'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 - RS 0.232.121.12).
I cittadini degli Stati contraenti o le persone che, pur non essendo cittadini di uno di tali Stati, sono domiciliate o hanno uno stabilimento industriale o commerciale effettivo e serio sul territorio di uno di detti Stati, possono depositare disegni o modelli presso l'Ufficio internazionale.
(1) Il deposito internazionale può essere effettuato all'Ufficio internazionale:
tramite l'Amministrazione nazionale di uno Stato contraente, se la legislazione di tale Stato lo permette.
(2) La legislazione nazionale di qualsiasi Stato contraente può esigere che ogni deposito internazionale del quale detto Stato è considerato Stato d'origine sia presentato tramite l'Amministrazione nazionale. L'inosservanza di tale disposizione non pregiudica gli effetti del deposito internazionale negli altri Stati contraenti.
l'elenco degli Stati contraenti nei quali, secondo il depositante, il deposito internazionale deve produrre effetti;
la designazione dell'oggetto o degli oggetti ai quali il disegno o modello è destinato ad essere incorporato;
se il depositante desidera avvalersi della priorità di cui all'articolo 9, l'indicazione della data, dello Stato e del numero del deposito che fonda il diritto di priorità;
una richiesta di rinvio della pubblicazione come previsto nell'articolo 6 capoverso 4.
Si possono allegare alla domanda anche esemplari o plastici dell'oggetto al quale è incorporato il disegno o modello.
(4) Un deposito multiplo può comprendere più disegni o modelli destinati ad essere incorporati in oggetti appartenenti alla stessa classe della classificazione internazionale dei disegni o modelli di cui nell'articolo 21 capoverso 2 numero 4.
(1) L'Ufficio internazionale tiene il Registro internazionale dei disegni o modelli e procede alla registrazione dei depositi internazionali.
(2) Il deposito internazionale è considerato effettuato alla data in cui l'Ufficio internazionale ha ricevuto la domanda in debita forma, le tasse da pagare con la domanda e la o le fotografie o qualsiasi altra rappresentazione grafica del disegno o modello, oppure, se non sono state ricevute simultaneamente, alla data in cui è stata compiuta l'ultima di tali formalità. La registrazione reca la stessa data.
Per ogni deposito internazionale l'Ufficio internazionale pubblica in un bollettino periodico:
L'Ufficio internazionale deve inviare quanto prima il bollettino periodico alle Amministrazioni nazionali.
Se il depositante non paga nei termini prescritti le tasse esigibili prima della scadenza del periodo di cui nella lettera (a) precedente, l'Ufficio internazionale procede alla radiazione del deposito e non esegue la pubblicazione prevista nel capoverso 3, lettera (a).
Fino alla scadenza del periodo di cui nella lettera (a) precedente, l'Ufficio internazionale tiene segreta la registrazione di un deposito accompagnato da richiesta di pubblicazione differita e il pubblico non può prender visione di alcun documento o oggetto inerente a detto deposito. Tali disposizioni si applicano senza limite di durata, purché il depositante abbia ritirato il deposito prima della scadenza di detto periodo.
(5) Eccezion fatta per i casi di cui nel capoverso 4, il pubblico può prender visione del Registro nonché di tutti i documenti e oggetti depositati all'Ufficio internazionale.
Ogni deposito all'Ufficio internazionale produce effetti in ognuno degli Stati contraenti designati dal depositante nella domanda, come se il depositante avesse adempiuto tutte le formalità previste dalla legge nazionale per ottenere la protezione e se l'Amministrazione di ogni Stato avesse compiuto tutti gli atti amministrativi previsti a tal fine.
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 11, la protezione dei disegni o modelli il cui deposito sia stato registrato all'Ufficio internazionale è disciplinata in ogni Stato contraente dalle disposizioni della legge nazionale che si applica in detto Stato ai disegni o modelli di cui si rivendica la protezione tramite deposito nazionale e per i quali sono state adempiute tutte le formalità e compiuti tutti gli atti amministrativi.
(2) Il deposito internazionale non produce effetti nello Stato d'origine se la legislazione di detto Stato così prevede.
(1) Nonostante le disposizioni dell'articolo 7, l'Amministrazione nazionale d'uno Stato contraente la cui legislazione preveda il rifiuto della protezione in seguito all'esame amministrativo d'ufficio o in seguito all'opposizione di terzi deve, in caso di rifiuto, notificare, entro un termine di 6 mesi., all'Ufficio internazionale che il disegno o modello non soddisfa i requisiti imposti da detta legislazione, oltre alle formalità e agli atti amministrativi previsti nell'articolo 7 capoverso I. Se il rifiuto non è notificato nel termine di 6 mesi, il deposito internazionale produce effetti in detto Stato a decorrere dalla data del deposito stesso. Tuttavia, in uno Stato contraente che proceda all'esame di novità, se un rifiuto non è stato notificato entro 6 mesi, il deposito internazionale, pur mantenendo la priorità, produce effetti in detto Stato a decorrere dalla scadenza di detto termine, a meno che la legislazione nazionale non preveda una data anteriore per i depositi effettuati presso la sua Amministrazione.
(2) Il termine di 6 mesi previsto nel capoverso 1 deve calcolarsi a decorrere dalla data in cui l'Amministrazione nazionale ha ricevuto il numero del bollettino periodico in cui è pubblicata la registrazione del deposito nazionale. L'Amministrazione nazionale deve comunicare tale data ai terzi che la richiedano.
(3) Il depositante può ricorrere contro la decisione di rifiuto dell'Amministrazione nazionale di cui nel capoverso 1 come se avesse depositato il disegno o modello presso tale Amministrazione; in ogni caso la decisione di rifiuto deve poter essere oggetto di riesame o di ricorso. La notifica della decisione deve indicare:
l'Autorità a cui si può indirizzare tale domanda o ricorso.
L'Amministrazione nazionale di uno Stato contraente, la cui legislazione nazionale contenga disposizioni del tipo di quelle previste nel capoverso 1 e richiedenti una dichiarazione indicante il nome del vero creatore del disegno o modello oppure una descrizione di detto disegno o modello, può esigere che, entro un termine non inferiore a 60 giorni a decorrere dall'invio di una pertinente richiesta da parte dell'Amministrazione suddetta, il depositante fornisca nella lingua in cui è stata redatta la domanda depositata all'Ufficio internazionale:
Per la presentazione dì tale dichiarazione o descrizione o per la loro eventuale pubblicazione a cura dell'Amministrazione nazionale, l'Amministrazione medesima non preleva alcuna tassa.
Ogni Stato contraente la cui legislazione nazionale contenga disposizioni del tipo di quelle previste nel capoverso 1 deve informarne l'Ufficio internazionale.
Se il deposito internazionale del disegno o modello è effettuato nei sei mesi che seguono il primo deposito dello stesso disegno o modello in uno degli Stati membri dell'Unione internazionale per la protezione della Proprietà Industriale e se è rivendicata la priorità per il deposito internazionale, la data della priorità è quella del primo deposito.
(1) Il deposito internazionale può essere rinnovato ogni cinque anni con il semplice pagamento, nel corso dell'ultimo anno di ogni periodo di cinque anni, delle tasse di rinnovo fissate dal Regolamento.
(3) All'atto del pagamento delle tasse di rinnovo va indicato il numero del deposito internazionale e, se il rinnovo non va effettuato per tutti gli Stati contraenti in cui il deposito sta per scadere, in quali di questi Stati esso va effettuato.
(5) L'Ufficio internazionale registra e pubblica i rinnovi.
Tuttavia, se, in virtù delle disposizioni della legislazione nazionale di uno Stato contraente che procede a un esame di novità, la protezione comincia in data posteriore a quella del deposito internazionale, le durate minime previste nella lettera (a) sono calcolate a decorrere dall'inizio della protezione in detto Stato. Il fatto che il deposito internazionale non sia rinnovato o lo sia una volta sola non pregiudica affatto la durata minima della protezione così definita.
(1) L'Ufficio internazionale deve registrare e pubblicare qualsiasi cambiamento attinente alla proprietà di un disegno o modello che è oggetto di un deposito internazionale in vigore. Beninteso, il trasferimento della proprietà può essere limitato ai diritti derivanti dal deposito internazionale in uno o più Stati contraenti e, in caso di deposito multiplo, ad una parte dei disegni o modelli compresi in detto deposito.
(1) Il titolare di un deposito internazionale può, mediante dichiarazione indirizzata all'Ufficio internazionale, rinunciare ai suoi diritti in tutti o in alcuni Stati contraenti e, in caso di deposito multiplo, per una parte soltanto dei disegni o modelli compresi in detto deposito.
(2) L'Ufficio internazionale registra e pubblica la dichiarazione.
(1) Uno Stato contraente non può esigere che, per il riconoscimento del diritto, sia apposto un segno o una menzione del deposito del disegno o modello sull'oggetto a cui è incorporato tale disegno o modello.
(2) Se la legislazione nazionale di uno Stato contraente prevede l'apposizione di una menzione di riserva a qualsiasi altro fine, detto Stato dovrà considerare soddisfatta tale esigenza se tutti gli oggetti presentati al pubblico, con l'autorizzazione del titolare del diritto sul disegno o modello, o le etichette di cui sono previsti tali oggetti recano la menzione di riserva internazionale.
(3) Dev'essere considerato menzione di riserva internazionale il simbolo (D) (lettera D maiuscola in un cerchio) accompagnato:
dall'indicazione dell'anno del deposito internazionale e dal nome o dall'abbreviazione abituale del nome del depositante, oppure
le tasse per l'Ufficio internazionale;
una tassa per ogni Stato contraente che proceda ad un esame di novità e richieda il pagamento d'una tassa a tale scopo.
(2) Per lo stesso deposito, le tasse versate da uno Stato contraente in virtù delle disposizioni del capoverso 1 numero 2 lettera (a), sono dedotte dall'importo della tassa prevista nel capoverso 1 numero 2 lettera (b) quando quest'ultima tassa diventi esigibile per detto Stato.
(1) Le tasse per gli Stati contraenti di cui nell'articolo 15 capoverso 1 numero 2 sono riscosse dall'Ufficio internazionale che, ogni anno, le versa agli Stati contraenti designati dal depositante.
Ogni Stato contraente può dichiarare all'Ufficio internazionale che rinuncia ad esigere le tasse supplementari di cui nell'articolo 15 capoverso 1 numero 2 lettera (a) riguardanti depositi internazionali per i quali sono considerati Stati d'origine altri Stati contraenti che abbiano sottoscritto la stessa rinuncia.
Può sottoscrivere le stesse rinunce per il deposito internazionale del quale è considerato Stato d'origine.
Il Regolamento d'esecuzione fissa le modalità d'applicazione del presente Accordo e segnatamente:
(1) le lingue e il numero di esemplari in cui dev'essere formulata la domanda di deposito nonché le indicazioni che questa deve contenere;
(2) gli importi, le date di scadenza e il modo di pagamento delle tasse destinate all'Ufficio internazionale e agli Stati, comprese le limitazioni imposte alla tassa prevista per gli Stati contraenti che procedono a un esame di novità;
(7) qualsiasi questione riguardante la pubblicazione e la distribuzione del bollettino periodico di cui nell'articolo 6 capoverso 3 lettera (a) compreso il numero di copie del bollettino da trasmettere gratuitamente alle Amministrazioni nazionali, nonché il numero di copie che possono essere vendute a prezzo ridotto a tali Amministrazioni;
(8) la procedura di notifica, da parte degli Stati contraenti, delle decisioni di rifiuto di cui nell'articolo 8 capoverso 1 come pure la procedura concernente la comunicazione e pubblicazione di tali decisioni a cura dell'Ufficio internazionale;
(9) le condizioni in cui l'Ufficio internazionale deve eseguire la registrazione e pubblicazione dei cambiamenti di cui nell'articolo 12 capoverso 1 che influiscono sulle proprietà di un disegno o modello, nonché le rinunce di cui nell'articolo 13;
Le disposizioni del presente Accordo non impediscono di pretendere l'applicazione di prescrizioni più flessibili eventualmente emanate dalla legislazione nazionale d'uno Stato contraente. Non pregiudicano in alcun modo la protezione accordata alle opere artistiche e alle opere d'arte applicata dai trattati e dalle convenzioni internazionali sul diritto d'autore.
Le tasse dell'Ufficio internazionale versate per i servizi previsti dal presente Accordo devono essere fissate in modo che:
il loro ricavato copra tutte le spese del servizio internazionale dei disegni o modelli nonché quelle necessarie alla preparazione e all'organizzazione di riunioni del Comitato internazionale dei disegni o modelli o di Conferenze di revisione del presente Accordo;
permettano di mantenere il fondo di riserva di cui nell'articolo 20.
1 Abrogato per gli Stati partecipanti all'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 (RS 0.232.121.12 art. 7 cpv. 2).
(1) È costituito un fondo di riserva il cui ammontare è di 250 000 franchi svizzeri. Questo può esser modificato dal Comitato internazionale dei disegni o modelli di cui nell'articolo 21.
(2) Il fondo di riserva è alimentato dalle eccedenze d'incasso del servizio internazionale dei disegni o modelli.
Tuttavia, all'entrata in vigore del presente Accordo, il fondo di riserva è costituito dal versamento di un contributo minimo da parte di ogni Stato, calcolato per ciascuno in funzione del numero di unità corrispondenti alla classe a cui appartiene secondo l'articolo 13 capoverso 8 della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale2.
Gli Stati che diverranno partecipi del presente Accordo dopo la sua entrata in vigore dovranno versare un contributo unico. Questo sarà calcolato secondo i principi formulati nel capoverso precedente, in modo che tutti gli Stati, qualunque sia la data di partecipazione all'Accordo, paghino lo stesso contributo per unità.
(4) Nel caso in cui l'ammontare del fondo di riserva superi il massimo previsto, l'eccedenza sarà ripartita periodicamente fra gli Stati contraenti, proporzionalmente al contributo unico versato da ognuno di essi, fino a raggiungere l'importo dì detto contributo.
(5) Quando i contributi unici siano stati integralmente rimborsati, il Comitato internazionale dei disegni o modelli può decidere di non più chiedere tale contributo agli Stati che divenissero in seguito partecipi dell'Accordo.
modifica il Regolamento d'esecuzione;
modifica il limite massimo del fondo di riserva di cui nell'articolo 20;
esamina le questioni relative all'applicazione e alla revisione eventuale del presente Accordo;
si esprime riguardo ai rapporti annuali di gestione dell'Ufficio internazionale e impartisce a detto Ufficio direttive generali inerenti all'esercizio delle funzioni assegnategli in virtù del presente Accordo;
elabora un rapporto delle spese prevedibili dell'Ufficio internazionale per ogni futuro periodo di tre anni.
(3) Le decisioni del Comitato sono prese a maggioranza dei quattro quinti dei membri presenti o rappresentati e votanti, nei casi di cui nei numeri 1, 2, 3 e 4 del capoverso 2, e a maggioranza semplice in tutti gli altri casi. L'astensione non è considerata come voto.
(4) Il Comitato è convocato dal Direttore dell'Ufficio internazionale:
in qualunque momento, su richiesta di un terzo degli Stati contraenti, o, in caso di bisogno, su iniziativa del Direttore dell'Ufficio internazionale o del Governo della Confederazione Svizzera2.
2 Ora: Direttore generale (art. 7 cpv. 3 dell'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 - RS 0.232.121.12).
(1) Il Regolamento può essere emendato dal Comitato in virtù dell'articolo 21 capoverso 2 numero 2 o tramite la procedura scritta prevista nel capoverso 2.
(2) In caso di ricorso alla procedura scritta, gli emendamenti sono proposti dal Direttore dell'Ufficio internazionale con lettera circolare inviata a tutti gli Stati contraenti. Gli emendamenti sono considerati accettati se, entro un anno a decorrere dalla comunicazione, nessuno Stato contraente ha reso nota la propria opposizione al Governo della Confederazione Svizzera2.
(1) Gli Stati membri dell'Unione internazionale per la protezione della proprietà industriale che non avessero firmato il presente Accordo saranno ammessi ad aderirvi.
1 Ora: Direttore generale (art. 7 cpv. 3 dell'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 - RS 0.232.121.12).
(1) Ogni Stato contraente s'impegna ad assicurare la protezione dei disegni o modelli industriali e ad adottare, conformemente alla sua Costituzione, le misure necessarie per assicurare l'applicazione di detto Accordo.
(2) Al momento del deposito dello strumento di ratifica o di adesione, uno Stato contraente dev'essere in grado, conformemente alla propria legislazione nazionale, di dare effetto alle disposizioni del presente Accordo.
(1) Il presente Accordo entrerà in vigore alla scadenza del termine di un mese a decorrere dalla data dell'invio agli Stati contraenti, da parte del Governo della Confederazione Svizzera1, della notifica del deposito di dieci strumenti di ratifica o d'adesione, di cui quelli di almeno quattro Stati che, alla data del presente Accordo, non siano partecipi né dell'Accordo del 1925, né dell'Accordo del 1934.
(2) In seguito, il deposito degli strumenti di ratifica e d'adesione dovrà essere notificato agli Stati contraenti dal Governo della Confederazione Svizzera2; tali ratifiche e adesioni prenderanno effetto alla scadenza del termine di un mese a decorrere dalla data d'invio di detta notifica, a meno che, in caso di adesione, non sia stata indicata una data posteriore nello strumento d'adesione.
Ogni Stato contraente può, in qualsiasi momento, notificare al Governo della Confederazione Svizzera1 che il presente Accordo è applicabile a tutti o a parte dei territori di cui assicura le relazioni internazionali. Il Governo della Confederazione Svizzera2 ne informa tutti gli Stati contraenti, e l'Accordo si applica ugualmente ai territori designati nella notifica un mese dopo l'invio della comunicazione del Governo della Confederazione Svizzera3 agli Stati contraenti, a meno che nella notifica non sia stata indicata una data posteriore.
3 Ora: Direttore generale (art. 7 cpv. 3 dell'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 - RS 0.232.121.12).
(1) Ogni Stato contraente ha facoltà di denunciare il presente Accordo in suo nome e in nome di tutti o parte dei territori che fossero stati oggetto della notifica prevista nell'articolo 27, tramite notifica indirizzata al Governo della Confederazione Svizzera1. Tale denuncia produce effetto alla scadenza del termine di un anno a decorrere dalla sua recezione da parte del Governo della Confederazione Svizzera2.
1 Termini soppressi per gli Stati partecipanti all'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 (RS 0.232.121.12 art. 7 cpv. 4).
2 Termini soppressi per gli Stati partecipanti all'Atto complementare di Stoccolma del 14 lug. 1967 (RS 0.232.121.12 art. 7 cpv. 4).
un'Amministrazione comune si sostituisce all'Amministrazione nazionale di ognuno di essi;
devono essere considerati come un solo Stato per l'applicazione degli articoli 2 a 17 del presente Accordo.
(2) Detta notifica ha effetto soltanto sei mesi dopo la data d'invio della comunicazione del Governo della Confederazione Svizzera2 agli altri Stati contraenti.
(1) Solo il presente Accordo vincola, nei loro rapporti reciproci, gli Stati partecipi sia del presente Accordo sia dell'Accordo del 1925 o dell'Accordo del 1934. Tuttavia, detti Stati sono tenuti ad applicare, nei loro rapporti reciproci, le disposizioni dell'Accordo del 1925 o quelle dell'Accordo del 1934, secondo i casi, ai disegni o modelli depositati all'Ufficio internazionale anteriormente alla data in cui il presente Accordo li vincola nei loro rapporti reciproci.
Ogni Stato partecipe sia del presente Accordo sia dell'Accordo del 1925 è tenuto a conformarsi alle disposizioni dell'Accordo del 1925 nei suoi rapporti con gli Stati partecipi soltanto dell'Accordo del 1925, salvo che detto Stato abbia denunciato l'Accordo del 1925.
Ogni Stato partecipe sia del presente Accordo sia dell'Accordo del 1934 è tenuto a conformarsi alle disposizioni dell'Accordo del 1934 nei suoi rapporti con gli Stati partecipi soltanto dell'Accordo del 1934, salvo che detto Stato abbia denunciato l'Accordo del 1934.
(3) Gli Stati partecipi soltanto del presente Accordo non hanno alcun obbligo verso gli Stati partecipi dell'Accordo del 1925 o dell'Accordo del 1934.
(1) La firma e la ratifica del presente Accordo ad opera di uno Stato partecipe, alla data del presente Accordo, dell'Accordo del 1925 o dell'Accordo del 1934, così come l'adesione di detto Stato al presente Accordo sono considerate equivalenti alla firma e ratifica del Protocollo1 allegato al presente Accordo, o adesione a detto Protocollo, a meno che detto Stato non abbia sottoscritto una dichiarazione espressa in senso contrario al momento della firma o del deposito dello strumento d'adesione.
(2) Ogni Stato contraente che abbia sottoscritto la dichiarazione di cui nel paragrafo 1 o ogni altro Stato contraente che non sia partecipe dell'Accordo del 1925 o dell'Accordo del 1934 può firmare il Protocollo allegato al presente Accordo o aderirvi. Al momento della firma o del deposito dello strumento d'adesione può dichiarare di non considerarsi vincolato dalle disposizioni del paragrafo 2 (a) o 2 (b) del Protocollo; in tal caso gli altri Stati aderenti al Protocollo non sono tenuti ad applicare, nelle relazioni con lo Stato che ha fatto uso di questa facoltà, la disposizione che è stata oggetto di tale dichiarazione. Le disposizioni degli articoli 23 a 28 incluso s'applicano per analogia.
Il presente Atto sarà firmato in un solo esemplare che sarà depositato negli Archivi del Governo dei Paesi Bassi. Una copia certificata conforme sarà consegnata da quest'ultimo al Governo di ognuno degli Stati che avranno firmato il presente Accordo o che vi avranno aderito.
Fatto all'Aja il ventotto novembre millenovecentosessanta.
L'Acc. si applica al Regno in Europa.
5 RU 1984 889, 1987 705, 1990 850, 2003 3533, 2005 4949, 2009 3151 e 2014 1219. Una versione aggiornata del campo d'applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
RU 1984 889
27.09.2005 PDF DOC