Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/vigilanza-controllo-C-66/abrogazione-del-registro-infortuni-ragioniamoci-AR-15601/
Timestamp: 2016-10-01 10:22:02+00:00
Document Index: 87118876

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 403', 'art. 393', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 389', 'art. 403', 'art. 89', 'art. 18', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 50', 'art. 21', 'art.\n8', 'art. 18', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 18', 'art. 389', 'art. 22', 'art. 89', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 32', 'art.35']

02 febbraio 2016 - Cat: Vigilanza e controllo
Il registro era uno strumento fondamentale di verifica sull'efficacia della politica aziendale di prevenzione. Come sostituirlo? Di Pietro Ferrari. Pubblicità
Il D.Lgs. 151/2015, l'ultimo dei
quattro decreti attuativi del Jobs act (cd. Decreto semplificazione), col suo
art. 21, comma 4, ha abrogato il registro
Semplificazioni in materia di adempimenti formali
4. A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data
di entrata in vigore del presente decreto, e' abolito l'obbligo di tenuta del
registro infortuni. Il decreto, del 14 settembre 2015, è stato
pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.221 del 23 settembre; l'abrogazione
dell'obbligo è perciò operante dal 23 dicembre 2015.
La storia dell'istituto -da ripercorrere qui
brevemente- è abbastanza nota. Esso è posto per la prima volta con l'art. 403
del D.P.R. 547/1955 (“Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”):
ART. 403 Registro
infortuni Le aziende
soggette al presente decreto devono tenere un registro, nel quale siano
annotati cronologicamente tutti gli infortuni occorsi ai lavoratori dipendenti,
che comportino una assenza dal lavoro superiore ai tre giorni compreso quello
Su detto registro, che deve essere conforme al
modello stabilito con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale, sentita la Commissione di cui all’art. 393, devono essere indicati
oltre al nome, cognome e qualifica professionale dell’infortunato, la causa
e le circostanze dell’infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa
Il registro infortuni deve essere tenuto a
disposizione degli Ispettori del lavoro sul luogo di lavoro. Pubblicità
Successivamente, l'art. 4, comma 5, lett. o) del
D.Lgs. 626/94 confermerà l'obbligo; pur all'interno della problematica
titolazione che poneva tale obbligo in capo anche al dirigente e al preposto:
5. Il datore di lavoro, il dirigente e il preposto che esercitano, dirigono o sovraintendono le attivita' indicate all'art. 1, nell'ambito
delle rispettive attribuzioni e competenze, adottano le misure necessarie per
la sicurezza e la salute dei lavoratori, ed in particolare: o) tengono un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro superiore a tre
giorni, compreso quello dell'evento. ...
L'incongruenza verrà superata con l'art. 3,
comma 5, del D.Lgs. 242/1996 (“Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie
luogo di lavoro”):
del datore di lavoro del dirigente e del preposto
1. L'art. 4 del decreto legislativo n. 626/1994, e'
5. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori,
o) tiene un registro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno.
Frattanto la sanzione, di
natura penale nel DPR 547/55 [1],
era stata trasformata in illecito amministrativo dal D.Llgs. 626/94.
Il D.Lgs. 626 esce il 19 settembre 1994 (in G.U. n.265 del
12 novembre). Non passano tre mesi e -con mirabilia coordinatoria non estranea
al nostro legislatore- il D.Lgs. 758/94 del 19 dicembre 1994 (“Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in
materia di lavoro”; in G.U. n.21 del 26 gennaio 1995) interviene a stabilire
Art. 26. Sanzioni penali
4. Il primo comma dell'art. 389 [Contravvenzioni commesse dai
datori di lavoro e dai dirigenti - ndr] del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e' cosi' modificato:
c) nella lettera c) [che interessava anche l'art. 403, ovvero la tenuta del
registro degli infortuni - ndr], le parole: "con l'ammenda da lire
250.000 a lire 500.000" sono
cinquecentomila a lire due milioni";
allora trascorrono una quindicina di mesi prima che il sopra citato D.Lgs.
242/96, nell'allargare l'obbligo di registrazione agli “infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno.”, ri-confermi
tranquillamente la sanzione amministrativa [2]
stabilita nel D.Lgs. 626/94, all'art. 89 (“Contravvenzioni commesse dai datori
di lavoro e dai dirigenti”).
D.Lgs. 81/08, all'art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente), c.
1, lett. r), mantiene implicitamente l'obbligo
del Registro infortuni, riconoscendone al c. 1-bis la natura transitoria:
L’obbligo [nuovo] di cui
alla lettera r) del comma 1, relativo alla comunicazione a fini statistici e
informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal
lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, decorre dalla
scadenza del termine di sei mesi dall’adozione del decreto di cui all’articolo
8, comma 4. [SINP-ndr]
Articolo 8 - Sistema informativo
nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro
istituito il Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi
4. Con decreto del Ministro del lavoro, ...da adottarsi entro 180 giorni
dalla data dell’entrata in vigore del presente decreto legislativo, vengono definite le regole
tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del SINP, nonché le regole per il
trattamento dei dati. ...”
Ne conferma invece
l'attualità insieme alla natura transitoria all'art. 53, c. 6:
6. Fino ai sei mesi successivi all’adozione del decreto
interministeriale di cui all’articolo 8 comma 4, [SINP] del presente decreto restano in vigore le
disposizioni relative al registro infortuni..
Con l'art. 55 (Sanzioni
per il datore di lavoro e il dirigente), c. 5, il D.Lgs. 81/08 torna ad applicare la
Avendo stabilito i diversi
fini della comunicazione (statistico quello relativo all'assenza per almeno un
giorno, escluso quello dell'evento; assicurativo quello relativo “agli
infortuni sul lavoro che comportino un’assenza
al lavoro superiore a tre giorni”),
applica le diverse sanzioni:
5. Il datore di lavoro e il
dirigente sono puniti:
g) con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 1.096,00 a 4.932,00 euro [3]
per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettere r), con riferimento agli
infortuni superiori ai tre giorni, ...h) con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 548,00 a 1.972.80 euro [4]
per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettere .. e r), con riferimento
agli infortuni superiori ad un giorno, ...
A quasi otto anni di distanza, il SINP
non è ancora stato costituito, anche se operativamente già sono attivi una
serie di canali intercomunicativi che esso doveva assicurare.
Ricordiamo che, ai sensi dell'art. 8, il SINP
doveva essere istituito “al fine di fornire dati utili per orientare, programmare,
pianificare e valutare l’efficacia della attività di prevenzione degli
infortuni e delle malattie professionali, ..e per
indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato
delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite
l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate.”
A conclusione di questo rapido excursus -e di
specifica importanza al prosieguo del ragionamento- va ricordato che il D.Lgs.
626/94 s.m.i. stabiliva esplicitamente il diritto del RLS alla consultazione
del registro: Art. 19 - Attribuzioni del rappresentante per
5. Il rappresentante per la sicurezza ha
accesso, per l'espletamento della sua funzione, al documento di cui
all'art. 4, commi 2 e 3, nonché al registro degli infortuni sul lavoro..
E al comma 1, lett. e) del medesimo articolo,
stabiliva che il RLS “riceve le informazioni e la documentazione aziendale
inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonchéquelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli
malattie professionali;”.
La legge di delega, Legge 3 agosto 2007, n. 123
("Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e
materia"), art. 3, c. 1, lett. e), deciderà addirittura l'obbligo di
consegna del registro infortuni al RLS:
al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 1. Al decreto legislalivo 19 settembre 1994, n.
626, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: e) all'articolo 19, il comma 5 e' sostituito dal seguente:
"5.Il datore di lavoro e' tenuto a consegnare al rappresentante
per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua
funzione, copia del documento di cui all'articolo 4, commi 2 e 3,
nonche' del registro degli infortuni sul lavoro di cui all'articolo 4,
comma 5, lettera o)."; Con l'attuazione della delega da parte del
D.Lgs. 81/08, abbiamo visto, l'istituto assume carattere transitorio, in attesa
della costituzione del SINP. Eppure il
legislatore del 2008/2009 si pone il problema del diritto di accesso al registro
da parte del RLS, e lo risolve con l'art. 18, c. 1, lett.o): ““..consentire
al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r);”, cioè
ai dati relativi agli infortuni sul lavoro oggetto della trasmissione in via
telematica all'INAIL. Esso inoltre, nell'art. 50 (“Attribuzioni del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”), c. 1, lett. e), pone la
medesima disposizione del 626/94: “riceve le informazioni e la
documentazione aziendale inerente… agli infortuni..”.
Entrando ora nel vivo della problematica, pare
evidente la “prova muscolare” dell'attuale legislatore, anche nella
formulazione secca dell'art. 21, c. 4, del cd. <decreto semplificazione>.
Tuttavia, un approccio basato su ragionevolezza
dovrà riconoscere che le derivazioni da tale norma potranno avere ricadute
positive, ad esempio nella pratica degli Organi di vigilanza.
Ciò che invece pare non esser stato considerato
(ed è precisamente il compito che si era posto il legislatore delegante del
2007) è che la consultazione del registro degli infortuni rappresenta parte
essenziale della “cassetta degli attrezzi” del RLS. Rappresenta cioè uno
strumento fondamentale di verifica sull'efficacia della politica aziendale di
Suonano perciò poco comprensibili, e paiono non
proprio lungimiranti, certi giubili immediatamente successivi all'emanazione
del provvedimento e relativi alla soppressione di “un adempimento da più parti ritenuto ormai inutile”.
Seguiti -nella logica del <niente
prigionieri>- da considerazioni del tipo: poiché il DPR 547/55, il D.Lgs.
626/94 e lo stesso D.Lgs. 151/15 fanno riferimento all'obbligo di “tenere” il
registro degli infortuni, dovrà conseguire che il datore di lavoro sia
sollevato dall'obbligo non solo, dopo il 23 dicembre 2015, di istituirlo ma
anche di conservarlo, di mantenerlo in quanto “storico” degli eventi accaduti
prima dell'abrogazione. Fortunatamente, a fare un po' di chiarezza è
intervenuta la circolare INAIL n. 92 del 23 dicembre 2015. INAIL che, non scordiamo, ai sensi dell'art.
8, c. 3, D.Lgs. 81/08, è il deputato gestore del SINP (e gestore in atto delle
parti, di quello, già concretamente operative).
Detta circolare afferma esplicitamente: “Resta
inteso che gli infortuni avvenuti in
data precedente a quella del 23 dicembre 2015 saranno consultabili nel
registro infortuni abolito dalla norma in esame.”.
L'INAIL ha poi tamponato il vuoto
regolamentare, rendendo telematicamente disponibile un “ cruscotto
infortuni” “nel quale sarà possibile consultare gli infortuni occorsi a
partire dal 23 dicembre 2015”. In tal senso l'INAIL ha predisposto un
“Manuale utente” per l'accesso e la ricerca al/nel servizio informatico
L'obbligo di conservazione del registro
infortuni vale per quattro anni a decorrere dall'ultima registrazione o, se non si sono verificati infortuni,
dalla data di vidimazione (oppure di istituzione, in quelle Regioni che avevano
già eliminato l'obbligo di vidimazione). Ovviamente,
con l'abrogazione del registro infortuni nulla cambia “rispetto all'obbligo
del datore di lavoro di denunciare all’ Inail gli infortuni occorsi ai
dipendenti prestatori d’opera, come previsto dall’articolo 53 del d.p.r. n.
1124/1965 (“Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”), modificato dal d.lgs. n. 151/2015 articolo 21
comma 1, lett. b).” (INAIL, Circ. n. 92, 23 dic.
Peraltro, come richiama il D.Lgs. 81/09
all'art. 18, c. 1, lett. r) seconda parte: “l’obbligo
di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal
lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della
denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delle disposizioni per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;”
D.P.R. 1124/65 - Art. 53 (come
modificato dal D.Lgs. 151/2015) Il datore di lavoro e' tenuto a denunciare all'Istituto assicuratore gli infortuni da cui siano colpiti i dipendenti prestatori d'opera, e che siano
prognosticati non guaribili entro tre giorni,… La denuncia
dell'infortunio deve essere fatta entro due giorni da quello in cui
il datore di lavoro ne ha avuto notizia e deve essere corredata dei riferimenti al certificato medico gia' trasmesso all'Istituto assicuratore per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria
competente al rilascio.
Il cruscotto infortuni sarà
accessibile solamente da:
delle ASL
nazionale del lavoro c/o le DTL (Direzioni Territoriali del Lavoro). (INAIL - Cruscotto
Infortuni Telematico – Manuale utente)
Ciò potrà certo concorrere, come accennato, al
miglioramento dell'attività ispettiva e consulenziale, significativamente
depauperata nel corso degli anni.
Ciò che qui rileva è che anche in questo caso
il RLS viene privato di uno strumento necessario alla verifica e proposizione
che la legge espressamente gli assegna: “riceve le informazioni e la
documentazione aziendale inerente.. agli infortuni..”, “promuove l’elaborazione,
l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare
la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;” (art. 50, c. 1, lett. e) ed h),
Sotto questa luce, la norma in
esame si pone senza dubbio in conflitto con le previsioni del D.Lgs. 81/08.
Segnatamente, con quelle appena indicate dell'art. 50 e insieme con l'obbligo
di consentire al RLS l'accesso ai dati infortunistici, stabilito dall'art. 18,
c. 1, lett o) seconda parte. (vedi supra) E' evidente la necessità di un
intervento riequilibratore.
In tal senso, una proposta molto
interessante viene da Gino Rubini di “Diario per la prevenzione”. Scrive Rubini:
“..L'atto del governo sarebbe stato positivo e utile se, in
consonanza con l'abrogazione del Registro cartaceo avesse incaricato Inail di
predisporre una piattaforma più evoluta rispetto all'improvvisato
"cruscotto", con programmi di software gestionali adatti a monitorare
il fenomeno e ad elaborare "profili aziendali di rischio", usando i
dati provenienti dalle notifiche. La "semplificazione" sarebbe stata per davvero
un passo avanti nella modernizzazione della gestione dei dati per porre sotto
governo il fenomeno infortunistico. ...
ancora rimediare?
verrà affidato ad INAIL il compito di predisporre un sistema esperto con il
quale i dati delle notifiche vengono elaborati e restituiti in automatico alle
aziende, che debbono renderli disponibili anche ai RLS. In questo senso
avremmo una vera innovazione che semplifica il lavoro delle aziende senza
deprivare della conoscenza dei dati i RLS e i lavoratori interessati.”
Sarebbe comunque necessario, e
urgente, almeno un chiarimento ministeriale.
[1] reato
contravvenzionale, punito secondo l'art. 389, lett. c), con l'ammenda da lire
59.000 a lire 100.000
[2] D.Lgs.
242/96, art. 22 (Contravvenzioni
commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti), c. 3: “Il datore di lavoro ed il dirigente sono
puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire
sei milioni per la violazione degli articoli 4, comma 5, lettera o), ...”; idem D.Lgs. 626/94, art. 89, c. 3
(Si noti che mentre l'art. 3, c. 5, del decreto 242/96
attribuisce l'obbligo al solo datore di lavoro, il suo art. 22, c. 3, lo
attribuisce a “ datore di lavoro ed il dirigente”).
[3] dopo
la riduzione operata dall'art. 32 (Modifiche all’articolo 55 del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81) del D.Lgs. 106/09;
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L’obiettivo di questa attività, coinvolgendo tutte le figure dell'azienda, non sarebbe quello di individuare colpe e relativi responsabili ma quello di individuare gli errori nell’organizzazione di prevenzione predisposta e quindi di programmare i possibili rimedi.Rispondi Autore: andrea bordiga02/02/2016 (17:56:45)Grazie per l'articolo bene fatto. Davo per scontato che gli infortuni fossero visibili e stampabili (e consegnabili ad RSL) dal cruscotto anche dalle aziende interessate. Senza di questo allo stato attuale si tratta di abolizione di adempimento UTILE. Inoltre scomparirà l'obbligo di conteggiare ed analizzare gli infortuni con 1-2 giorni di assenza (anche questo è un regresso). Per non parlare, d'accordo con Scrima , che le aziende dovrebbero comunque avere un registro volontario di registro non solo per gli infortuni ma anche per gli incidenti senza infortuni in cui vengano analizzati un po piu approfonditamente (es con "sbagliando si impara")rispetto ai pochi elementi richiesti nel modulo di denuncia all'INAIL.Rispondi Autore: Gabriele Brion02/02/2016 (18:45:26)L'esame degli infortuni è uno dei fondamentali per la valutazione dei rischi e tenere lo storico serve all'azienda per capire se la direzione presa è giusta. Per l'applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza è addirittura necessario registrare anche i "quasi incidenti" per cui non vedo la semplificazione.
Non sei obbligato a tenere il registro infortuni ma devi tenere traccia e analizzare gli stessi, soprattutto con i sistemi di gestione. Quindi?
Il rischio è quello di passare un messaggio sbagliato ovvero che tenere traccia o analizzare gli infortuni non serva.
Cordiali saluti.Rispondi Autore: Roberto Rocchegiani07/02/2016 (12:09:19)Penso che questo approccio "fiscale" sulla SSLL debba terminare.
Noi RSPP non siamo i garanti del rispetto del minimo stabilito dalla legge in materia di adempimenti sulla SSLL ma bensì i collaboratori del DL per la stesura di un DVR che preveda un piano si azione che miri a ridurre i rischi, e non al rispetto puro e semplice delle norme.
L art.35 conclude questo mio appello, dobbiamo essere in grado di analizzare l ANDAMENTO DEGLI INFORTUNI in presenza del MC dei RLS e del DL, se non registriamo ed analizziamo ogni singolo near miss, incidente ed infortunio, qualcuno mi spieghi di cosa discuteremo in sede di riunione periodica.
Spero, mi auguro che i prossimi legislatori sappiano di cosa stanno "normando", questi "editti" sanno tanto di Medioevo.
Buon lavoro colleghi.Rispondi Autore: Roberto Rocchegiani07/02/2016 (21:47:53)Penso che questo approccio "fiscale" sulla SSLL debba terminare.
Buon lavoro colleghi.Rispondi Autore: Carmelo Giannì22/02/2016 (09:19:59)D'accordo con quanto affermato da Scima61. La proposta talmente banale da apparire anche un po' stupida è certamente quella di obbligare le aziende a comunicare a RLS e RSPP l'avvenuto infortunio o mancato incidente. In alternativa non si capisce come il legislatore possa pensare che uno strumento così valido per un'analisi e una discussione degli eventi infortunistici accaduti, tra i soggetti che devono occuparsi di salute e sicurezza, possa essere abolito. Esegui il login a Facebook per pubblicare il commento anche sulla tua bachecaEsegui il login tramite Google+!Esegui il login tramite Twitter!Nome e cognome:(obbligatorio)E-Mail (ricevi l'avviso di altri commenti all'articolo)Inserisci il tuo commento:Ho letto e approvato la policy dei commenti. Il post che sto inserendo non contiene offese e volgarità, non è diffamante, non è pubblicitario e non viola le leggi italiane.