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Timestamp: 2019-06-24 23:40:02+00:00
Document Index: 148341034

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 12', 'art. 39', 'art. 107', 'art. 7', 'art. 66']

Piano triennale per l’informatica 2009/2011
1. presentazione del piano triennale 2009-2011
2. interventi finalizzati al miglioramento delle performance della p.a.
2.1. il gestore centrale per il processo telematico
2.2. il sistema informatico civile
2.2.1. il processo civile telematico
2.3. sistema informatico penale
2.3.1. sicp (sistema informativo della cognizione penale)
2.3.2. sies (sistema informativo esecuzione penale e sorveglianza)
2.3.3. sippi (sistema informativo misure di prevenzione)
2.3.4. sidap (gestione documentale in ambito penale e dematerializzazione degli atti)
2.3.5. il processo penale telematico
2.4. processo telematico per la corte di cassazione
2.5. informatizzazione uffici unep
2.6. il sistema di datawarehouse del ministero della giustizia
2.7. progetto siap
2.8. sistema informativo del casellario
3. progetti di innovazione nei servizi per cittadini e imprese
3.1. italgiureweb e norma vigente
3.2. portale delle aste immobiliari
3.3. pagamenti telematici
3.4. progetto pass, punti di accesso ai servizi per i cittadini
4. progetti di innovazione nell'uso delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni
4.1. thin client
4.2. distrettualizzazione sale server del ministero della giustizia
4.3. spoc (contact center generalizzato dell’amministrazione)
4.4. sperimentazione nuove tecnologie (voip)
4.5. identity e access management
4.6. accesso sicuro - carta multiservizi della giustizia
5. centro di responsabilità dipartimento amministrazione penitenziaria
6. gestione ed evoluzione dei sistemi in esercizio.
Scopo del presente documento è di rappresentare le linee di intervento dell’Amministrazione della Giustizia per il triennio 2009-2011.
Il Piano illustra le azioni e gli specifici progetti ICT dell’Amministrazione miranti al conseguimento dei macro obiettivi di innovazione nell’ambito della strategia nazionale di e-government; inoltre descrive l’attuazione delle strategie ICT specifiche dell’Amministrazione della Giustizia, finalizzate al perseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia dell’azione giudiziaria ed amministrativa.
Il Piano recepisce i principi del D.L.vo 12 febbraio 1993 n° 39 e si ispira alle linee d’azione adottate dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) per l’attuazione degli obiettivi nazionali strategici di innovazione tecnologica.
Il presente documento è finalizzato alla definizione ed alla programmazione degli interventi che interessano l’Amministrazione della Giustizia e presenta il quadro di sviluppo dei sistemi informatici per il prossimo triennio.
Il 2008 può essere visto come l’anno di snodo per l’informatica nel mondo Giustizia. Infatti al termine di questo anno è previsto il completamento delle attività di reingegnerizzazione di tutte le principali applicazioni che permettono il governo informatico dei diversi settori di competenza del Ministero della Giustizia. In particolare saranno disponibili le applicazioni di gestione dei registri sia in ambito civile che penale reingegnerizzate in architettura web. Inoltre sempre nel corso del 2008 sarà completato un altro passaggio ad alto impatto, ovvero la migrazione delle infrastrutture di rete dalla “vecchia” RUPA al nuovo approccio SPC.
Tutto ciò permetterà nel successivo triennio 2009-2011 di avere come punto di partenza un insieme consolidato di applicazioni per poter recepire il macro obiettivo strategico nazionale del passaggio dall’e-government all’e-governance, ovvero la realizzazione di un sistema integrato tra le diverse aree della giustizia, non più viste come compartimenti stagni, che consenta di offrire servizi efficienti, soddisfacendo le esigenze della grande varietà di stakeholders che afferiscono a questo mondo, ovvero cittadini, professionisti (quali avvocati e ausiliari del giudice), imprese (con una particolare attenzione al mondo delle banche) e altre amministrazioni.
Il processo sarà graduale, nella parte iniziale del triennio ci si concentrerà sulla diffusione delle applicazioni realizzate. A tale scopo dovrà essere completato l’allestimento delle sale server distrettuali, in quanto questa Amministrazione ha adottato la decisione strategica di passare dal punto di vista dell’erogazione dei servizi informatici da una logica orientata al circondario ad una basata su poli nazionali e distrettuali, allo scopo di perseguire obiettivi previsti nella strategia multilivello per l’e-governance, ovvero l’aumento della qualità dei servizi e della loro efficienza e la razionalizzazione della spesa ICT.
Un altro principio guida nazionale è quello di utilizzare l’occasione dell’innovazione tecnologica per modificare il modo di lavorare, reingegnerizzando i processi. Anche questo obiettivo sarà perseguito nel triennio in quanto l’Amministrazione nel corso di questi ultimi anni ha fatto la scelta strategica di dare rilevanza agli aspetti organizzativi ed alle necessità di modifiche normative derivanti dall’adozione di nuove soluzioni tecnologiche. Infatti in particolare per le sedi pilota del processo telematico è stato creato un team con specialisti dell’analisi organizzativa, che ha seguito ciascuna sede sia nella fase preparatoria all’introduzione dei nuovi sistemi sia nella fase di avvio in modo da evidenziare le criticità e trovare le soluzioni per superarle, sia in termini di organizzazione che come necessità di interventi di natura legislativa o tecnologica. Questo approccio sarà adottato come best practice anche nella diffusione sulle altre sedi nel corso del triennio. Ne deriverà anche una revisione della modalità di interazione tra la struttura centrale dell’Amministrazione, gli uffici distribuiti sul territorio e i presidi che curano le attività informatiche a livello locale.
Nel corso del triennio un altro obiettivo sarà quello di aumentare l’apertura del mondo Giustizia verso gli interlocutori esterni. Ciò avverrà verso i singoli cittadini, con sistemi quali sito istituzionale (reingegnerizzato con orientamento al web 2.0), il portale delle aste e con la fornitura di servizi non strettamente connessi alla giurisdizione (es. certificazione). Inoltre avranno un potenziamento i servizi agli avvocati, intermediatori professionali, quasi sempre necessari, fra cittadini e mondo giustizia. infatti sarà diffuso il processo telematico sia in ambito civile che penale, in modo da migliorare efficienza e trasparenza nell’accesso alle informazioni giudiziarie. Ciò passerà anche attraverso l’introduzione della gestione dei flussi documentali mediante sistemi di workflow management, in modo da avere una piattaforma integrata per governare sia i dati strutturati di registro che gli atti costituenti il fascicolo informatico.
La strategia di apertura verso l’esterno ha un altro elemento cardine nell’interoperabilità e cooperazione applicativa con altri enti, quali gli istituti di previdenza nel settore civile e le forze di polizia nel settore penale. Sempre in questo ambito e nell’ottica della razionalizzazione dell’utilizzo delle risosrse ICT, si perseguirà l’obiettivo di mettere a fattor comune con le altre giurisidizioni (giustizia contabile e amministrativa) e con l’Avvocatura dello Stato le infrastrutture tecnologiche che il Ministero della Giustizia ha realizzato per il processo telematico.
Nel presente piano l’Amministrazione intende illustrare sinteticamente le azioni che intende intraprendere affinché i diversi progetti sinora realizzati o in corso di realizzazione, possano sinergicamente costituire sistema.
Il piano è articolato nelle seguenti sezioni logiche in linea con i macro obiettivi di e-government di cui alle linee strategiche per il triennio 2009-2011:
la prima, denominata “Miglioramento della performance della P.A.”, è finalizzata a presentare in una visione integrata sia le iniziative ICT che afferiscono alla realizzazione e completamento di una serie di interventi sulle infrastrutture, al fine di razionalizzare e massimizzare quanto realizzato nel corso degli esercizi precedenti, sia quelle fruibili da differenti centri di responsabilità;
la seconda, denominata “Innovazione nei servizi per cittadini e imprese” per gli utenti esterni, in cui vengono illustrati i progetti relativi ad attività la cui informatizzazione avvicina la P.A. al cittadino, (PASS, Portale delle Vendite Giudiziarie, Normativa Vigente).
la terza, denominata “Innovazione nell’uso delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni” in cui vengono presentati i progetti di sperimentazione nel panorama delle nuove tecnologie offerte dal settore dell’ICT;
la quarta, dedicata agli interventi specifici per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria;
la quinta sezione, denominata “Gestione ed evoluzione dei sistemi in esercizio” in cui è indicato il fabbisogno relativo alla gestione dei sistemi in uso.
L’interoperabiltà con enti e soggetti esterni rappresenta un settore di grande interesse per il Ministero delle Giustizia, perché fortemente abilitante al raggiungimento di tutti gli obiettivi miranti alla condivisione delle informazioni e dei servizi.
L’attenzione, in questo triennio, sarà rivolta sia alla cooperazione con i domini applicativi delle altre amministrazioni centrali e locali sia alla interazione con singoli soggetti, in particolare con quelli qualificati quali gli avvocati. Tutto ciò si esplicherà principalmente nell’evoluzione e nel consolidamento del processo telematico, che nato nell’ambito della giustizia civile, verrà esteso come modello al settore penale e alla Cassazione, come descritto in dettaglio nei paragrafi successivi. In merito alla cooperazione esterna si farà riferimento al modello SPCoop, che, come previsto dal Codice della Amministrazione Digitale, consente lo scambio informativo a valore legale tra le amministrazioni.
Il gestore centrale del processo telematico rappresenta il componente fondamentale nell’ambito delle interazioni del dominio Giustizia con il mondo esterno e necessita di una reingegnerizzazione in quanto l’architettura deve essere adeguata alla nuova classe di traffico prevista ed è necessario effettuare un aggiornamento tecnologico dei sistemi hardware e software attualmente operanti, in modo da mantenerli in linea con i tempi. Per raggiungere questo obiettivo è prevista nel corso del 2008 un’attività di analisi con il supporto scientifico di docenti e ricercatori universitari che porterà alla produzione di un capitolato tecnico contenente i requisiti da soddisfare per un completo rifacimento del gestore centrale. In fase di progetto, portando verso la maturità il sistema, sarà posta la massima enfasi all’aspetto della flessibilità, in modo che sia i servizi attualmente previsti che quelli a venire possano essere agevolmente dispiegati ed inseriti nel contesto. Peraltro si coglierà l’occasione di questo intervento per estenderne le funzionalità in modo che oltre all’ambito civile possa supportare anche quello penale e, qualora ci sia la disponibilità, anche altre giurisdizioni, quali quella amministrativa e contabile. Il dispiegamento del nuovo gestore centrale è previsto nel 2009, successivamente, data la rilevanza di questa infrastruttura tecnologica, si procederà alla sua duplicazione su un secondo polo nazionale, in modo che entro la fine del triennio si abbia il sistema a regime sia come efficienza che come robustezza.
Ad oggi sono stati automatizzati e rilasciati i registri informatici (in uso presso le cancellerie civili) relativi a:
esecuzioni individuali mobiliari ed immobiliari ;
Accanto a questa dotazione, destinata alle cancellerie, è stato realizzato uno strumento per la gestione delle attività proprie del magistrato (la cd. Consolle), applicativo già collaudato ed in corso di rilascio.
Il progetto prevede la realizzazione di un analogo strumento di gestione destinato alle cancellerie, denominata “consolle del cancelliere”.
Tali applicativi si integrano nel sistema Processo Civile Telematico (PCT), un’infrastruttura software che consente la gestione telematica di tutte le attività connesse al processo civile, sia attivate da attori esterni (avvocati ovvero altre amministrazioni/enti pubblici) che da attori interni (magistrati e cancellieri).
Lo scenario complessivo dei sistemi informativi relativi alla giustizia civile può essere rappresentato come in figura:
Figura 1 - Scenario complessivo dell'area civile
Tutti i sistemi descritti vengono diffusi su scala distrettuale, ossia tutta la parte middle-tier e database viene accentrata su un’unica server farm per l’intero distretto; le postazioni degli utenti finali utilizzeranno il solo strato client dei sistemi.
A livello centrale, ed in particolare presso il CG-Amm di Napoli, sono collocati i sistemi centrali che realizzano l’interoperabilità con gli utenti e gli enti esterni.
Lo schema complessivo è illustrato nella seguente figura:
Figura 2 - Architettura di dispiegamento dei sistemi area civile
Per completezza in figura sono riportati:
il punto di accesso del Ministero della Giustizia (previsto dal D.M. 14/10/2004) utilizzato dai soggetti abilitati interni (tipicamente magistrati)
il “portale aste”, ossia il sistema previsto dal D.M. 31-10-2006, recante “Individuazione dei siti internet destinati all'inserimento degli avvisi di vendita di cui all'articolo 490 del codice di procedura civile”, che, per le sue specifiche finalità, viene considerato come una iniziativa separata.
altro ente o Pubblica Amministrazione esterna, con cui gli uffici giudiziari interoperano.
In tale scenario si individuano pertanto le seguenti macro aree:
sviluppo e diffusione dei sistemi di gestione dei registri per le cancellerie civili, disciplinati dal D.M. 27/3/2000 n. 264 e dal D.M. 24/5/2001;
sviluppo e diffusione dell’infrastruttura di interoperabilità con gli utenti e gli enti esterni, disciplinata dal D.P.R. 123/2001, dal D.M. 14/10/2004 e dal D.M. 15/12/2005;
sviluppo e diffusione delle applicazioni finalizzate all’attività dell’ufficio giudiziario.
SICID - Sistemi di registro della cognizione ordinaria
Presso gli Uffici Giudiziari sono attualmente installati i seguenti sistemi della cognizione ordinaria:
SICC (gestione del contenzioso civile), che comprende anche SIVG (gestione della volontaria giurisdizione);
SIL: gestione del diritto del lavoro.
Entrambi gli applicativi sono in architettura client/server, con client Win32 (realizzato in Delphi) e DBMS Oracle.
Tali applicativi sono stati recentemente reingegnerizzati in applicazioni web-based (con tecnologia Java Web Start), che verranno diffusi su scala distrettuale, in un unico applicativo, denominato SICID, con l’architettura illustrata in figura:
Figura 3 - Architettura del SICID
Sul server distrettuale sono quindi dislocate le componenti applicative (application server), la componente database (con DBMS Oracle) e il datawarehouse.
Nel database, per ogni ufficio giudiziario sono presenti due schemi (uno per il contenzioso e la volontaria giurisdizione e l’altro per il diritto del lavoro), più uno schema unico per le anagrafiche (ANAGR).
Le applicazioni SICC, SIVG e SIL sono diffuse nel 90% degli uffici giudiziari di primo e secondo grado, ossia tribunali e corti d’appello. Queste verranno sostituite, nei prossimi mesi, dall’unica applicazione SICID, installata su ogni distretto.
SIECIC - Sistemi di registro delle esecuzioni civili
Per la gestione automatizzata dei registri delle esecuzioni civili individuali e concorsuali sono in uso i sistemi:
SIEC per le procedure esecutive mobiliari e immobiliari;
APC per le procedure concorsuali e fallimenti.
Si tratta di sistemi client-server a due livelli installati presso il singolo Tribunale, con client Win32 e DBMS Oracle.
Detti sistemi sono stati oggetto di reingegnerizzazione secondo un modello architetturale tipico del web e con caratteristiche orientate alla diffusione e gestione distrettualizzata.
Il nuovo sistema, SIECIC, sviluppato utilizzando il modello applicativo e la tecnologia Java 2 Enterprise, presenta le caratteristiche di un’architettura logica three-tier in cui si riconoscono una componente client di presentazione dei dati (browser, tecnologia GUI, Java Web Start), una componente di gestione delle logiche applicative basata sull’utilizzo di EJB e di web-service XML/SOAP (descritti mediante WSDL) e una componente Data Base per la quale si è utilizzato il RDBMS Oracle ver. 10.g..
Rispondendo pienamente alle caratteristiche di un sistema distrettualizzato, il SIECIC prevede una unica componente di data base e logica applicativa a livello di distretto, mentre la componente client è distribuita tra gli uffici giudiziari geograficamente dislocati nel distretto e fruisce delle funzionalità del sistema tramite una interfaccia web-based e connettivtà garantita dalla infrastrattura di rete geografica SPC.
Nell’ambito della componente Data Base, è presente uno schema dati separato per ogni Tribunale del distretto.
Dal punto di vista architeturale, particolare rilevanza è rivestita dal sottosistema denominato SIGEANAG (SIstema di GEstione delle ANAgrafiche) a cui è demandata la gestione delle informazioni anagrafiche definite in modo univoco a livello di distretto e relative tanto agli utenti interni del sistema (cancellieri, magistrati) quanto ai soggetti afferenti ai procedimenti trattati (parti abituali, avvocati, curatori, CTU, notai, istituti di credito).
Il progetto di sviluppo del sistema delle esecuzioni civili include, inoltre un sistema per l’estrazione statistica e l’analisi dei dati ai fini del controllo di gestione, denominato SAGECIC, che definisce il sistema di datawarehouse nell’ambito delle esecuzioni civili. Il sistema consta di una componente distrettuale alimentata dai dati di tutti i tribunali di un distretto e di una componente unica a livello nazionale alimentata dai dati, ulteriormente aggregati, provenienti dai singoli data mart distrettuali. Il sistema si basa sulla componente Oracle Warehouse Builder 10g.
Complessivamente lo scenario architetturale per quanto attiene al sistema di gestione dei registri delle esecuzioni civili è il seguente:
Figura 4 - Architettura del SIECIC
In figura non è rappresentato un ulteriore modulo (SICPD) per la pulizia giornaliera della base dati anagrafica distrettuale e per la normalizzazione di alcuni dati legati al fascicolo. Il sistema, attraverso l’applicazione di funzioni di estrazione, trasformazione e correlazione, con cadenza giornaliera estrae dal sistema SIGEANAG tutti i dati considerati “da correggere” e li propone all’operatore che effettuerà le eventuali correzioni o integrazioni. In particolare, sono disponibili funzionalità per eliminare i duplicati dei soggetti presenti in anagrafica unificando tutte le occorrenze in una sola, correggere e integrare informazioni anagrafiche (codice fiscale, indirizzo,…), correggere date di udienza in ordine temporale non esatto rispetto alla data di iscrizione del fascicolo e alle altre udienze già tenute. Tutte le operazioni di correzione vengono storicizzate.
Il sistema SIECIC, entro la metà del 2008, sarà avviato in esercizio presso i Tribunali appartenenti alle regioni del Sud Italia (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna).
I tribunali del centro-nord saranno avviati gradualmente, alcuni entro il corrente anno.
La disciplina relativa al PCT ed in generale alle infrastrutture di interoperabilità nel processo civile prevede che gli utenti esterni (denominati “soggetti abilitati esterni”, ed in particolare avvocati e ausiliari del giudice) interagiscano con il “dominio Giustizia” (il SICI ) previa autenticazione con un punto di accesso esterno, autorizzato dal Ministero della Giustizia.
Lo scenario operativo è il seguente:
Figura 5 - Scenario operativo del PCT
Il contesto applicativo prevede l’interazione tra i Soggetti Abilitati Esterni (avvocati e ausiliari del giudice) e i Sistemi di Gestione dei Registri (SGR) installati presso gli uffici giudiziari civili di primo e secondo grado.
Il soggetto abilitato esterno può:
redigere e firmare l’atto di parte: a tal fine si avvale di uno o più strumenti per la redazione, la firma, la cifratura e l’imbustamento;
depositare l’atto di parte, ricevendo in risposta la relativa attestazione temporale e successivamente le ricevute elettroniche di avvenuta presa in carico da parte dell’Ufficio Giudiziario e di inserimento nel fascicolo informatico;
ricevere comunicazioni da parte dell’Ufficio Giudiziario nella propria “Casella di Posta Elettronica Certificata del Processo Telematico” (CPECPT);
effettuare consultazioni dei fascicoli di propria pertinenza tramite i servizi di consultazione esposti dai Gestori Locali presso gli Uffici Giudiziari (sottosistema denominato “PolisWeb”).
L’Avvocato interagisce con il SICI necessariamente per il tramite di un Punto di Accesso esterno (PdA), presso cui è registrato come utente nel Registro Locale degli Indirizzi Elettronici (ReLIndE).
Il PdA è quindi l’unico fornitore dei servizi di interfacciamento del “dominio giustizia” per gli Avvocati, autorizzato ad operare su provvedimento dell’Amministrazione. Questo in quanto offre ai propri Utenti una schermatura dei protocolli e dei formati di interfaccia previsti dal PCT per il colloquio con gli Uffici Giudiziari (UG), salvaguardando i principi di sicurezza e di riservatezza (tramite autenticazione forte) alla base della specifica problematica applicativa.
Presso il PdA è attivo un Registro Locale degli Indirizzi Elettronici (ReLIndE), che viene acceduto in fase di autenticazione, in fase di prelievo o consultazione dei messaggi provenienti dal SIC e in fase di deposito degli atti, per eseguire, se in possesso dell’albo elettronico del Consiglio dell’Ordine di appartenenza dell’Avvocato, la certificazione dello status del professionista.
Per quanto attiene alla ricezione di comunicazioni di cancelleria, il PdA fornirà all’avvocato una casella di posta elettronica certificata in aderenza alle specifiche dettate dal Centro Tecnico della RUPA, opportunamente adattate per il Processo Telematico.
Il Gestore Centrale (GC) svolge servizi di cooperazione allo scambio di dati che, pur non entrando nel merito delle richieste ricevute, consentono di assicurare la correttezza della composizione delle buste prodotte e di tracciare tutti i flussi applicativi, verificando il completamento dei relativi cicli logici.
Provvede cioè ad indirizzare le richieste inoltrate dai PdA, e originate dagli Avvocati, verso gli UG destinatari e viceversa a smistare ai relativi PdA le risposte o le comunicazioni provenienti dagli UG, sopperendo, grazie ad una architettura logica e fisica particolarmente robusta, alla eventuale indisponibilità temporanea dei relativi sistemi di colloquio.
Il GC associa automaticamente, ad ogni documento informatico pervenuto da un punto di accesso, un’attestazione temporale della ricezione del documento informatico, contenente data, ora e minuti. Questa è inserita in un messaggio inviato alla casella di posta elettronica di servizio del Punto di Accesso, che verifica la validità e provvede a renderla disponibile al mittente. Essendo una ricevuta a valore legale, il PdA informerà l’utente della ricezione anche in caso di anomalie formali del pacchetto.
Il GC esegue inoltre, in fase di deposito di un atto, la certificazione sostitutiva del difensore, nei casi in cui il PdA mittente non sia tenuto, o non sia stato delegato, alla gestione dell’albo dell’Ordine professionale di appartenenza dell’Avvocato mittente. A tal fine è previsto che ciascun Consiglio dell’Ordine inoltri al GC l’elenco aggiornato dei propri iscritti all’albo.
L’entità rappresentata come Ufficio Giudiziario coincide tecnicamente con il cosiddetto Gestore Locale, ossia l’insieme di tutti i servizi applicativi del Processo Telematico esposti sia verso il Gestore Centrale sia verso i soggetti abilitati ed i sistemi interni.
In particolare all’interno di questa componente vengono realizzati tutti i sottosistemi per:
la gestione delle fasi di controllo e accettazione dell’atto di parte;
l’invio di eventuali eccezioni al mittente;
la gestione dei diritti di visibilità sui dati;
l’invio dei biglietti di cancelleria.
Il Gestore Locale gestisce, infine, l’interfacciamento tra il Repository Documentale (la base dati documentale, contenente tra l’altro il fascicolo informatico) e i SGR per tutto ciò che concerne le operazioni a disposizione dei soggetti abilitati interni.
L’operatore di cancelleria si interfaccia alle funzionalità del Processo Telematico attraverso apposite sezioni dei sistemi di gestione dei registri (SICID e SIECIC), mentre il magistrato utilizza la “consolle del magistrato”.
Le evoluzioni dei SGR e la consolle del magistrato permettono infatti l’accesso al fascicolo informatico non più solo come storico degli eventi, ma anche nel merito del contenuto degli atti di parte.
Il Cancelliere in particolare, interviene attraverso componenti specifiche previste dal SGR interessato, per gestire le eventuali situazioni di eccezione che si possono verificare in fase di ricezione, controllo e accettazione degli atti di parte.
Applicazioni finalizzate all’attività dell’ufficio giudiziario
Rientrano in questo ambito le seguenti due applicazioni di carattere gestionale:
consolle del magistrato: è applicazione Java Web Start con back-end J2EE, esposto tramite Web Service, che consente al giudice e ai suoi collaboratori di gestire il proprio ruolo e l’agenda dei propri impegni, di redigere provvedimenti in formato elettronico e di visionare report statistici finalizzati all’analisi gestionale dell’attività, di condividere il lavoro di studio dei procedimenti e i provvedimenti giudiziari con gli altri magistrati dell’ufficio ovvero della sezione.
La consolle può operare sia dall’interno dell’ufficio giudiziario che dall’esterno; in questo ultimo caso l’autenticazione viene effettuata dal Punto di Accesso del Ministero, che funge da proxy verso i servizi di back-end presso il gestore locale di pertinenza.
Copia elettronica del manuale utente di questa applicazione è disponibile sul sito del processo telematico.
consolle del cancelliere: applicazione attualmente in fase di analisi per le attività dei direttori delle cancellerie e i dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari. In particolare l’obiettivo è la creazione di una serie di strumenti finalizzati a monitorare l’attività complessiva dell’ufficio giudiziario, che permettano l’organizzazione ed il controllo delle attività degli uffici ed il coordinamento con l’utenza. In primissima battuta, e solamente a titolo indicativo, si tratta di uno strumento di business intelligence appositamente orientato alle attività dei manager di cancelleria.
Consolle di amministrazione unica delle applicazioni del pct
Poiché i diversi moduli applicativi del PCT devono rimanere allineati e coerenti nelle versioni si rende necessario sviluppare un meccanismo unico di controllo, integrando i vari moduli che attualmente svolgono tali funzioni.
La nuova consolle unificata oltre alle funzioni di amministrazione caratteristiche implementerà anche un “cruscotto di controllo” che riporterà graficamente la sintesi dei problemi riscontrati nei vari moduli, consentendo inoltre una navigazione nelle varie sezioni per analizzare il dettaglio degli eventi tracciati.
La figura che segue illustra l’architettura logica del software applicativo lato server, installato sui siti distrettuali, di interesse per il presente progetto:
Figura 6 - Architettura software lato server
L’obiettivo principale dell’Amministrazione, nel triennio, è di diffondere e attivare il nuovo sistema informatico della giustizia civile – comprendente il processo civile telematico – in tutte le sezioni civili degli uffici giudiziari di 1° e 2° grado (tribunali e corti d’appello).
L’interesse dell’Amministrazione è che l’innovazione tecnologica diffusa (ovvero in fase di diffusione) consenta il raggiungimento di un effettivo valore aggiunto per il sistema della giustizia civile, traducendosi in concreto vantaggio per la domanda di giustizia del cittadino.
Anche sulla base delle esperienze finora svolte sulle sedi pilota e sulle prime sedi attivate, le criticità principali di tale processo di innovazione possono essere così sinteticamente evidenziate:
revisione degli assetti organizzativi, con rimodulazione delle relazioni tra gli uffici giudiziari e i soggetti esterni coinvolti
crescita culturale e delle competenze degli attori interessati (magistrati, cancellieri e avvocati)
crescita e sviluppo di un management tecnico a supporto del governo del progetto e degli uffici
revisione degli assetti normativi, con semplificazione dei riti processuali e delle prassi procedurali
Le attività da svolgere per procedere alla diffusione del sistema informativo civile csi dividono sostanzialmente del in due tipologie:
servizi di avvio presso gli uffici giudiziari, riguardanti attività di formazione utenti, assistenza all’avvio, bonifica e predisposizione delle basi dati pre-esistenti e supporto al change management e business process reingeneering;
servizi centrali e di coordinamento: creazione di un “centro di competenza” dedicato e specializzato per l’assistenza ai magistrati e ai cancellieri, servizio di coordinamento e controllo di tutte le attività del progetto di diffusione.
Si dovrà procedere inoltre allo sviluppo dei seguenti ulteriori moduli applicativi:
la “consolle del cancelliere”
la “consolle di amministrazione unificata”
A tale fine è stata intrapresa prioritariamente una attività di razionalizzazione ed integrazione dei sistemi dell’area penale.
L’insieme dei tre sistemi gestisce la totalità delle attività di tipo penale degli uffici giudiziari.
Il raggiungimento di tale obiettivo di semplificazione e riorganizzazione dei sistemi informativi ha richiesto interventi differenziati per ciascuna delle tre aree.
Distrettualizzazione dei sistemi dell’area penale e realizzazione del nodo distrettuale penale
Tale scelta appare infine in sintonia con le scelte perseguite a livello di DGSIA in ordine alla costituzione di sale server distrettuali e alla riorganizzazione dei servizi di assistenza sistemistica.
Tale scelta produrrà evidenti ricadute infatti sui costi dell’assistenza sistemistica ordinaria permettendo:
di concentrare le risorse dedicate all’assistenza sistemistica presso le sale server;
di accrescere il livello di specializzazione delle risorse sistemistiche presso le sale server acquisendo risorse più qualificate per gli interventi più complessi
Ulteriore conseguenza di tale scelta è la sensibile riduzione dei costi e delle difficoltà nella fase di installazione del sw e di distribuzione di nuove release.
La scelta di distrettualizzare i sistemi informativi automatizzati dell’area penale persegue peraltro, oltre i già citati obiettivi di carattere generale di riduzione dei costi, il più specifico obiettivo di migliorare la sicurezza dei sistemi medesimi e di aumentare il livello qualitativo dell’assistenza.
Sotto il primo profilo la distrettualizzazione delle sale server comporterà anche una omogeneizzazione degli standard di sicurezza, sia sotto il profilo fisico-ambientale che sotto il profilo della confidenzialità ed accessibilità dei dati medesimi. Sarà inoltre garantito con standard più elevati il livello di restore e backup dei dati.
Sotto il secondo profilo la distrettualizzazione degli applicativi permetterà di ridurre il peso degli interventi di assistenza sistemistica sul territorio oggi indirizzati a molteplici interventi di verifica dei db e di correzione dei dati immessi dagli utenti. Gli interventi di tipo sistemistica saranno evidentemente ottimizzati in quanto effettuati su un unico sistema distrettuale, laddove l’assistenza agli utenti potrà essere riqualificata attraverso idonei help-desk distrettuali. L’implementazione di specifiche funzioni finalizzate alla gestione della qualità dei dati permetterà infine di ridurre gli interventi di tipo correttivo liberando risorse per la formazione degli utenti finali.
Nel corso del 2009 sono previste le seguenti attività:
Riorganizzazione servizio di assistenza sistemistica applicativa
Sperimentazione nuovi moduli di assistenza applicativa
Realizzazione sale server distrettuali
Diffusione e stabilizzazione servizi di assistenza sistemistica ed applicativa su base distrettuale
E’ stato realizzato un software sperimentale di supporto alle attività di indagine e alla cooperazione tra gruppi di lavoro operanti in paesi diversi su tematiche di criminalità organizzata collegate in ambito Eurojust. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, vede quali partner i Ministeri della giustizia francese, rumeno e sloveno (progetto E-POC). Nel rispetto del quadro normativo che regola l’attività di Eurojust e delle peculiarità normative e procedurali vigenti nei diversi paesi, l’iniziativa mira ad offrire supporto nella raccolta, nell’analisi, nell’uso e nello scambio di informazioni di interesse per le indagini di criminalità organizzata eseguite in diversi paesi e presso diversi uffici investigativi.
Il progetto verrà presentato alla conferenza conclusiva a fine maggio 2008.
E’ stata nel contempo avviata una attività di armonizzazione tra tale progetto, il progetto Jweb, finanziato dalla Comunità Europea, e il progetto SICP per la realizzazione di una unica banca dati centrale delle rogatorie e dell’assistenza internazionale.
L’iniziativa verrà coordinata con la banca dati antiterrorismo in fase di creazione quale sottoprodotto del sistema SIDDA/SIDNA
Nell’ambito del processo di cognizione si è provveduto innanzitutto ricondurre ad unità, attraverso un’opera di forte integrazione, i tre sistemi informatici che oggi automatizzano rispettivamente il registro generale (REGE), il registro delle misure cautelari personali (BDMC) e il registro delle misure cautelari personali (MCR).
Come primo passo si è provveduto a riprogettare il sistema rege (tutt’ora diffuso nella versione in clipper) con tecnologie più moderne, in architettura web-based e con db oracle. Per tale opera di riprogettazione si è proceduto alla reingegnerizzazione della versione relazionale di rege, attualmente diffusa in una Corte di Appello: in tale opera di reingegnerizzazione si è optato per la realizzazione di una unica base dati distrettuale in linea con gli obiettivi di distrettualizzazione degli applicativi nazionali e sono state previste una serie di funzioni aggiuntive, richieste dagli uffici giudiziari, che permettono fin dalla prima versione l’automazione di aspetti importanti del sistema informativo dell’ufficio.
Attraverso tale riprogettazione si è provveduto all’integrazione dei sistemi BDMC e MCR (già realizzati in ambiente web e con logica distrettuale) che ora costituiscono altrettanti moduli specializzati del sistema SICP insistenti su una unica base dati con conseguente unificazione delle regole connesse a visibilità dei dati, confidenzialità degli stessi, integrità ed accesso.
Sempre nell’ambito del progetto è in fase di avanzata realizzazione la integrazione dei sistemi informativi relativi ai corpi di reato e depositi giudiziari.
Il sistema verrà collaudato, nella prima versione, nel giugno 2008 e immediatamente distribuito su sei poli pilota presso i quali la versione di test è già in preesercizio da aprile.
Successivamente verranno rilasciate, con cadenza mensile, nuove versioni dell’applicativo.
All’esito del progetto, previsto nel giugno 2009, il SICP (Sistema Informativo Cognizione Penale) provvederà a gestire l’informatizzazione dei registri generali della cognizione penale, dei registri delle udienze e delle sentenze, dei registri delle misure cautelari personali e reali e dei beni in sequestro. Il sistema ospiterà anche servizi nuovi, quale l’informatizzazione dei registri delle intercettazioni e la redazione del foglio notizie relativo alle spese processuali.
E’ in fase di avanzata progettazione, e verrà realizzato nella seconda metà del 2008, una integrazione lasca con il sistema SIDIP (Sistema Integrativo Dibattimento Penale), attraverso funzioni avanzate del db oracle (oracle replication o dblink) in modo che le informazioni relative al processo saranno conservate in un unico db distrettuale che fornirà servizi a tutte le applicazioni del sistema penale.
Sempre nella seconda parte del 2008, dopo l’avvio operativo dei primi distretti, verrà avviata l’alimentazione del sistema del casellario, sia in relazione alla certificazione del carico pendente, sia in relazione alla certificazione delle condanne definitive.
Per completare l’alimentazione automatica del SICP è in fase di rilascio (il primo prototipo è già installato sulla rete giustizia) un portale di accesso per le forze di polizia che non sono abilitate ad accedere a SDI: a tale fine verrà realizzato anche un sistema di ricezione delle notizie di reato tramite PEC per le forze di polizia non integrate nello SDI.
Il sistema distrettuale continuerà ad alimentare la banca dati nazionale delle misure cautelari personali (già realizzata nel sistema BDMC). Tale banca dati è finalizzata al continuo monitoraggio dei termini di scadenza e a prevenire il rischio di scarcerazioni e si pone nell’ottica di dare concreta attuazione al disposto dell’art. 97 disp. att. c.p.p. L’alimentazione di tale banca dati avverrà con l’avvio dei poli pilota.
Il sistema distrettuale provvederà altresì ad alimentare la banca dati delle misure cautelari reali, al fine di garantire l’alimentazione della costituita banca dati dei beni confiscati alla criminalità organizzata anche con i dati relativi ai sequestri penali (con particolare riferimento ai sequestri emessi ai sensi dell’art. 12 sexies L. 356/92). Anche l’alimentazione di tale banca dati avverrà con l’avvio dei poli pilota.
Per la seconda parte del 2008, con l’integrazione del modulo MCR è prevista infine realizzato un sistema di verifica e controllo dei corpi di reato.
Va infine evidenziato che con la collaborazione della Corte di Cassazione è stato realizzato un progetto relativo allo sviluppo di un sistema di gestione informatica dei reati, finalizzato alla automazione del calcolo della prescrizione dei reati e dei termini di custodia cautelare (Itac@).: sono in fase di studio le modalità di integrazione di tale sistema.
Nell’ambito del sistema è stato realizzato ed integrato un modulo di office automation avanzato rivolte ai magistrati con particolare attenzione alla possibilità di introdurre forme di lavoro a distanza: è stato costituito un gruppo di magistrati che inizierà da giugno il test operativo del sistema.
A tale fine è stato progettato un apposito corso per i formatori distrettuali e circondariali con la collaborazione della Scuola di Formazione di Genova che coinvolge oltre 700 formatori degli uffici giudiziari. Tale corso, che si compone di tre edizioni per ciascun corso, per un totale di 15 giornate di formazione per ciascun formatore, ha avuto inizio a marzo 2008 e si concluderà a marzo 2009.
Nel frattempo sono stati avviati i corsi di formazione per gli utenti finali nei sei poli pilota dove il sistema viene avviato in preesercizio. Da settembre i formatori distrettuali e circondariali provvederanno ad avviare i corsi sui singoli uffici.
Rilascio versione 5.0 (Spese di giustizia. Rogatorie internazionali. Integrazione con sistemi esecuzione e casellario)
Avvio in esercizio altri 6 distretti
Rilascio versione 6.0 (Intercettazioni telefoniche. Punto di accesso avvocati). Mev
Avvio ultimi distretti
Integrazione con modulo banca dati sentenze (progetto sistema documentale)
2010: Integrazione con modulo gestione dibattimento (progetto sistema documentale)
2010: Integrazione con modulo 415 bis (progetto sistema documentale)
2010: Integrazione con gestione documentale Pubblico Ministero (progetto sistema documentale)
2011: Integrazione con modulo trasmissione notizie di reato e portale indagini telematiche del Pm
Nell’ambito del sistema SIES si sta procedendo al completamento dei moduli mancanti.
Attualmente il sistema gestisce l’informatizzazione delle attività della Procura, del Tribunale e dell’Ufficio di Sorveglianza. Con il rilascio delle ultime versioni è pressocchè completata l’automazione di tutte le attività dell’ufficio e tribunale di sorveglianza e risultano coperte l’80% delle attività di Procura.
E’ in fase di completamento il modulo destinato al Giudice dell’Esecuzione che verrà rilasciato in beta test da giugno 2008
E’ in fase di realizzazione anche il modulo per la gestione dei cumuli.
E’ stato realizzato un primo modulo di scambi informativi con l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) in sperimentazione presso due sedi: i risultati di tale sperimentazione saranno discussi con il Dap per stabilire una strategia unica di interoperabilità tra DAP e uffici giudiziari.
Si procederà infine alla realizzazione delle funzioni di interoperabilità tra SIES e SICP non appena avviati i poli pilota di Sicp.
Verrà inoltre reingegnerizzato l’attuale modulo di office automation, previsto in SIES, sulla base delle esperienze in corso di realizzazione nel progetto Minerv@ ora confluito in SICP. A tale fine è già stato rilasciato un primo prototipo in sperimentazione da parte di alcuni magistrati di sorveglianza.
Inoltre anche per il sistema SIES si sta procedendo a realizzare una ampia formazione per gli utenti come illustrato per il sistema SICP.
A tale fine sono stati progettati vari corsi di formazione e aggiornamento permanente per i funzionari degli uffici giudiziari tramite la scuola di formazione di Genova.
Rilascio versione 5.0 Giudice esecuzione. Completamento diffusione sugli uffici di Procura. Avvio diffusione Giudice esecuzione
Rilascio versione 6.0 Modulo cumuli – Misure di sicurezza
2010: Rilascio versione 7.0 Integrazione con Uepe e Istituti Penitenziari
2010: Integrazione con modulo banca dati sentenze (progetto sistema documentale)
2011: Rilascio versione 8.0 Integrazione con modulo trasmissione ordini di esecuzione
Il sistema SIPPI è in fase di avanzato dispiegamento sul territorio delle regioni Obiettivo 1: tale dispiegamento sarà completato entro giugno 2008. Già alcuni uffici hanno avviato l’utilizzo del sistema.
A tale fine è stata realizzata, con i fondi PON, una ampia formazione per gli utenti come illustrato per il sistema SICP.
Nelle sedi già avviate, e a seguire in quelle da avviare, il sistema permette l’alimentazione automatica della banca dati dei beni sequestrati e confiscati per reati di criminalità organizzata (progetto SIPPI) in attuazione della legge 109/1996 e del Decreto Ministeriale 73/1997 al fine di assicurare un monitoraggio permanente di detti beni e verificare con continuità lo stato di un settore considerato strategico nella lotta alla criminalità organizzata. Conseguentemente sono state abolite le schede cartacee con cui venivano alimentate tali basi dati.
Nella seconda parte del 2008 verrà avviata la realizzazione delle funzioni di interoperabilità con le Questure e le Prefetture e con il Demanio.
Realizzazione e diffusione funzioni di interoperabilità con le Questure e le Prefetture e con il Demanio
2010: Integrazione con sistema documentale
In primo luogo va realizzata una gestione automatizzata delle attività del PM (ex progetto Minerv@) al fine di consentire, in maniera incrementale, l’arricchimento informativo degli atti processuali nei diversi gradi e fasi del giudizio garantendo l’integrità delle informazioni contenute nel data base e il loro tempestivo aggiornamento. Tale gestione automatizzata verrà realizzata mediante la creazione di uno specifico modulo per la predisposizione ed archiviazione degli atti completamente integrato nel SICP. Tale modulo permetterà anche l’acquisizione degli atti provenienti dall’esterno gestendone l’archiviazione attraverso gli strumenti posti a disposizione dal db.
In secondo luogo tale modulo verrà esteso a tutte le altre fasi del processo al fine di garantire la redazione, acquisizione ed archiviazione di tutti gli atti processuali. Nella fase di estensione del sistema verrà garantita l’integrazione con il progetto SIDIP (in fase di dispiegamento) che deputato alla gestione multimediale del dibattimento attraverso la realizzazione di un sistema di archiviazione digitale multimediale, sincronizzazione e information retrievial degli atti del dibattimento penale (progetto SIDIP).
L’integrazione tra i due sistemi è già stata realizzata ed è stata presentata agli uffici giudiziari: nella seconda metà del 2008 si procederà alla diffusione del sistema agli uffici prescelti per il suo utilizzo in base alla disponibilità e capacità organizzativa degli uffici stessi.
Dal punto di vista giuridico ed informatico l’introduzione di tale sistema presuppone la creazione di una C.A da definirsi a livello di sistema giustizia in modo da rendere effettiva l’utilizzazione della firma digitale.
La realizzazione di tali progetti è in fase di studio di fattibilità che si concluderà a giugno 2008: per il loro avvio è stato richiesto un finanziamento nell’ambito dei progetti PON 2007 – 2013.
Rilascio del modulo integrazione SIDIP – SICP
Rilascio del modulo office automation SICP
integrazione modulo office automation in SIES e SIDIP
Rilascio del I modulo sistema documentale: banca dati sentenze
Rilascio II modulo sistema documentale: video verbalizzazione dibattimento
Rilascio III modulo sistema documentale: 415 bis
Rilascio IV modulo sistema documentale: gestione documentale attivià del Pubblico Ministero (progetto sistema documentale)
Integrazione con modulo trasmissione notizie di reato e portale indagini telematiche del Pm
Tale azione si svilupperà attraverso quattro direttrici:
utilizzo della porta di dominio del sistema giustizia (già realizzata nell’ambito del sistema SIPPI) per colloquiare con le autorità istituzionali pubbliche che utilizzano la busta di e-governement per il dialogo con altri domini;
utilizzo della pec per le comunicazioni dirette ad autorità istituzionali o privati con i quali non può essere utilizzata la porta di dominio ovvero realizzazione di specifici punti di accesso per tali autorità (es. banche, gestori telefonia);
riuso ed estensione del punto di accesso per gli avvocati per l’interoperabilità con il mondo degli avvocati;
Cooperazione applicativa con banche dati di altre amministrazioni ed in particolare:
Anagrafe presso il Ministero dell’Interno relativa alle anagrafiche dei cittadini italiani;
Motorizzazione (PRA, ACI)
Anagrafe Tributaria - MEF (Sogei)
Richiesta e ricezione di informazioni catastali ed ipotecarie (Banca Dati catastale ed ipotecaria) anche georeferenziate (agenzia del demanio)
Cooperazione applicativa con banche dati del Dap ed in particolare:
Cooperazione applicativa tra SICP (banca dati nazionale delle misure cautelari personali) e banca dati nazionale dei detenuti (AFIS matricola)
Cooperazione applicativa tra SIES (banca dati esecuzione) e banca dati nazionale dei detenuti (AFIS matricola)
Cooperazione applicativa con banche dati delle Forze di Polizia ed in particolare:
Realizzazione di una porta di dominio per la trasmissione delle notizie di reato e la gestione delle attività di indagini con le forze di polizia (a cominciare dal Ministero degli Interni);
Interoperabilità con SDI
Gestione delle richieste di identificazione tramite la banca dati casellario d’identità della Polizia Scientifica del Ministero dell’Interno (Codice Unico di identificazione CUI)
Cooperazione applicativa con banche dati altre amministrazioni per la gestione dei beni ed in particolare:
Cooperazione applicativa nell’applicazione delle misure di prevenzione (beni sequestrati e confiscati) e Integrazione con SI esistenti, trasmissione delle richieste di misure di prevenzione (Questure)
Cooperazione applicativa nell’applicazione delle misure di prevenzione con i sistemi informativi delle Prefetture;
Cooperazione applicativa in ordine alle informazioni in merito alle Indagini patrimoniali (colloquio con le Conservatorie)
Cooperazione applicativa per la gestione dei libretti postali relativi a depositi giudiziari
Presupposto di tali scelte è la razionalizzazione dei sistemi informativi e la realizzazione di un sistema di archiviazione documentale e l’utilizzo della firma digitale per quanto riguarda la validità degli atti.
In particolare con studio di fattibilità sono state evidenziate le modalità per la realizzazione del Sistema Informativo Trasferimento Informazioni su Conti e Rapporti Bancari (progetto SICRA) e per l’informatizzazione degli accertamenti bancari, nell’ambito di apposito gruppo di lavoro costituito su impulso del Ministero dell’Economia e Finanze, con la partecipazione del Dipartimento Innovazione e Tecnologie e dell’ABI. A seguito dello studio è stata avviata presso alcune procure la sperimentazione del sistema realizzato dall’Agenzia delle Entrate. Tale sperimentazione permetterà di meglio definire i requisiti utente per l’integrazione del sistema di comunicazione con le banche all’interno dell’unico sistema di interoperabilità verso privati.
Nell’ambito del progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del VI Programma Quadro è stato realizzato uno studio per lo sviluppo di una soluzione tecnologica volto a favorire la “delocalizzazione dei dibattimenti” nel contesto della gestione dei processi penali, nel rispetto di stringenti canoni di sicurezza (Secur Justice). Tale studio ha condotto alla realizzazione di un prototipo. I risultati di tale studio saranno trasferiti nell’ambito della realizzazione del SICP.
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati di altre amministrazioni
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati del Dap
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati delle Forze di Polizia
Realizzazione di un portale per lo scambio di informazioni e documenti verso altre autorità giudiziarie internazionali
Nel corso del corrente anno, effettuato il collaudo, si procederà alla messa in esercizio del nuovo Sistema Informativo della Corte Suprema di Cassazione (SIC) sviluppato per la gestione dei registri relativi ai ricorsi.
Il nuovo sistema realizzato, nel corso del triennio, verrà integrato nell’ infrastruttura software realizzata per il Processo Telematico garantire la trasmissione telematica degli atti e dei documenti fra i vari gradi di giudizio.
In questo contesto si considerano le esigenze di interoperabilità tra la Corte di Cassazione con i soggetti abilitati esterni (tipicamente gli avvocati) e gli uffici giudiziari di merito (di 1° e 2° grado), secondo il seguente scenario:
Per l’interoperabilità con i professionisti (avvocati e ausiliari del giudice) si utilizza l’infrastruttura del processo civile telematico: gestore centrale e punti di accesso.
I flussi da prevedere sono:
Invio delle notifiche telematiche
Richiesta e invio di copie di atti e documenti, che possono riguardare:
Atti in formato elettronico
Atti in formato cartaceo
L’interoperabilità con gli uffici giudiziari riguarda l’interscambio di dati e documenti che avvengono direttamente tra il gestore locale della Corte di Cassazione e il gestore locale dell’ufficio giudiziario.
Il progetto prevede la realizzazione del "Sistema UNEP DISTRETTUALE" per la gestione delle notifiche, delle esecuzioni, dei protesti a richiesta di parte e dell’autorità giudiziaria, dell’esecuzioni e dei protesti cambiari.
Il software di gestione dei servizi degli ufficiali giudiziari si dovrà configurare come parte del sistema integrato della cognizione civile ed della cognizione penale. L’attività degli uffici UNEP è essenziale per l’informatizzazione completa del processo civile e penale.
Il sistema, nel suo complesso, si compone dei seguenti moduli:
Sistema di gestione giuridica e contabile del personale UNEP: Riguarda la gestione sia giuridica che contabile del personale, partendo dalla quantificazione dei dati provenienti dai registri per la ripartizione dei diritti, delle trasferte e della percentuale, verbale di riparto, stato mensile, decreti di pagamento, buste paga, cassa pensione, opera di previdenza, IRPEF .
Si ritiene di completare la realizzazione dell’intero sistema nel corso del 2009 (attualmente sono già in fase di realizzazione i primi due moduli). Nei successivi due anni si procederà alla diffusione del sistema in tutte le sedi distrettuali.
A seguito di una attenta analisi sulla stato attuale del sistema informativo della Giustizia ( è stato realizzato un apposito studio di fattibilità) si è stabilito che il completamento e la razionalizzazione del sistema di DW debba essere considerato un processo iterativo e a medio-lungo termine.
Si è ritenuto infatti che non sia corretto pianificare oggi tutte le attività necessarie per raggiungere una completa integrazione del sistema, ma che piuttosto convenga identificare un obiettivo prioritario a cui tendere e un insieme di iniziative da realizzare, nel prossimo triennio.
Queste attività devono mirare a estendere la copertura delle esigenze informative e a integrare parzialmente i Data Mart già realizzati. Il panorama che si delineerà al termine di questo primo ciclo di attività permetterà di intraprendere ulteriori iniziative finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo finale. Alla suddetta strategia va poi certamente affiancata una linea d’azione per il breve periodo (3-6 mesi) finalizzata a non interrompere l’operatività dei sistemi e a soddisfare le richieste più urgenti.
Per una corretta individuazione della strategia da adottare nel medio-lungo periodo sono stati identificati i macro obiettivi del Ministero correlandoli poi alle scelte strategiche e alle iniziative specifiche:
Obiettivo1: sviluppare il sistema di Business Intelligence in modo compatibile con i vincoli economici, temporali e organizzativi del Ministero
Adozione di un’architettura a 2 livelli: garantisce la differenziazione tra la fruizione delle informazioni a livello centrale e a livello distrettuale con particolare riferimento alla sicurezza dei dati e al controllo degli accessi. È coerente con l’architettura complessiva del sistema informativo del Ministero e permette di sfruttare il sistema di DW per risolvere analisi che oggi sono svolte direttamente sui sistemi operazionali e che rischiano pertanto di sovraccaricarli. Infine, questa soluzione riduce il carico di rete generato dal DW poiché su questa transitano solo i dati aggregati che alimentano il livello centrale e non i flussi di alimentazione dei dati distrettuali e i flussi generati dalle interrogazioni corrispondenti.
Modalità di sviluppo bottom-up e incrementale della soluzione: indispensabile per poter ottenere risultati compatibili con le priorità delle esigenze informative, con i vincoli di bilancio, ma anche con la stabilità dei sistemi alimentanti e con la maturità degli utenti.
Adozione di soluzioni software che si caratterizzino per semplicità e robustezza: sebbene la tipologia delle analisi richieste dagli utenti risulti relativamente semplice, la criticità del sistema consiste nel realizzare una soluzione che minimizzi l’attività di gestione. La scelta delle suite software da utilizzare deve favorire soluzioni che si contraddistinguano per semplicità (di sviluppo, di istallazione, di utilizzo) e robustezza piuttosto che per potenza.
Obiettivo 2: incrementare la qualità complessiva del DW
Costituzione di uno staff DW, preferibilmente coadiuvato da un gruppo di lavoro esterno indipendente dai fornitori, che supervisioni e coordini i progetti e che si occupi dei problemi di gestione che inevitabilmente nasceranno non appena i progetti diventeranno operativi.
Imposizione ai fornitori di un approccio metodologico alla progettazione e di uno standard per la documentazione: necessario per elevare la qualità del risultato, garantire la manutenzione dei sistemi e favorire l’integrazione tra progetti diversi.
Creazione di un repository per la gestione della meta-conoscenza: fornisce maggiori garanzie circa l’integrabilità e la consistenza dei diversi progetti, e assicura l’impiego di una semantica unica per i termini utilizzati durante le analisi.
Definizione di un insieme di KPI (Key Performance Indicator) per la valutazione della qualità del dato fornito: il limitato livello di qualità dei dati operazionali si ripercuote negativamente sulla qualità del dato fornito agli utenti. È perciò necessario affiancare all’informazione fornita un insieme di indicatori di qualità e d’attendibilità. L’integrazione delle informazioni di analisi con statistiche sulla qualità del dato è una soluzione a cui si fa frequentemente ricorso nei processi di DW per innescare un ciclo virtuoso che consenta nel tempo di incrementare la qualità del dato stesso anche a livello delle sorgenti operazionali.
Certificazione della formazione degli sviluppatori sulla suite di prodotti utilizzati: gli sviluppatori delle soluzioni non dovranno avere genericamente esperienza sui sistemi di DW, ma dovranno essere formati mediante appositi corsi sulla suite di prodotti che il Ministero richiede di utilizzare a livello di capitolato.
Altre indicazioni utili ai fini della messa a punto di best practice per la realizzazione di nuovi progetti di DW riguardano:
le metodologie di progettazione da adottare per i singoli Data Mart;
le modalità di documentazione che i fornitori devono rispettare durante lo sviluppo dei nuovi Data Mart;
gli accorgimenti a cui far ricorso, in fase di progettazione e d’esercizio, per garantire la qualità dei risultati (per esempio i controlli sulla qualità dei dati da inserire nei flussi ETL, le modalità di gestione in caso di errore).
Nel seguito si propone un elenco di attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi suddetti.
Attività per l’incremento della qualità del DW
Q1 Repository per il controllo e la gestione di un DW integrato: questa attività ha per obiettivo la realizzazione di un repository di informazioni (es. gerarchie di analisi, glossario terminologico, report, responsabili flussi ETL). Saranno necessarie diverse sessioni di analisi che coinvolgano esperti del dominio e figure tecniche che conoscono la struttura e la disponibilità dei dati nelle sorgenti operazionali. Si fa notare che, al di là allo sforzo iniziale, il mantenimento di un repository richiede un impegno costatante dello staff DW. L’organizzazione della conoscenza all’interno del repository consentirà allo staff DW di operare un efficace governo e controllo del Data Warehouse.
Q2 Qualità dei dati: comporta, laddove possibile, attività di pulizia, fusione e omogeneizzazione delle anagrafiche e di altri dati.
Progetti a medio-lungo periodo
P1 Progettazione e sviluppo delle funzionalità di BI per l’area Penale
L’attivazione del progetto è funzione della disponibilità dei corrispondenti sistemi alimentanti (sistemi di cognizione ed esecuzione dell’area penale). Per minimizzare il rischio di insuccesso del progetto è necessario:
imporre le regole di documentazione e le metodologie di progettazione;
fornire agli utenti finali che parteciperanno al gruppo di progettazione una formazione di massima circa i concetti di Data Warehouse e di modello multidimensionale in modo che possano interagire fattivamente con i progettisti;
garantire la supervisione da parte del gruppo DW di tutte le fasi progettuali (analisi, progettazione concettuale, logica e fisica) anche con la partecipazione alle sessioni di analisi e progettazione;
verificare l’effettiva abilità dell’integratore selezionato sia rispetto alle tematiche DW, sia rispetto alla piattaforma software utilizzata per l’implementazione.
P2 Consolidamento ed estensione dei sistemi nell’area civile: la fase di analisi effettuata ha evidenziato diversi limiti dei moduli di BI già esistenti nell’area civile derivanti prevalentemente dallo stato di urgenza in cui sono stati realizzati. Si ritiene opportuno definire il livello di priorità con cui risolvere i problemi oggi esistenti sugli applicativi in funzione dell’estensione delle funzionalità fornite agli utenti.
P3 Progettazione e sviluppo del livello centrale dell’architettura: il diverso livello di sviluppo delle funzionalità di BI rende difficile pensare a una realizzazione contemporanea a livello centrale per tutte le aree del Ministero. Anche in questo caso conviene adottare un approccio bottom-up basato su Data Mart distinti per le diverse aree dell’Amministrazione. L’integrazione, o meglio la federazione, dei diversi Data Mart sarà ottenuta in una seconda fase e sarà funzione dello sforzo profuso per realizzare Data Mart distrettuali e centrali che rispettino criteri di elevata qualità e standardizzazione.
P4 Progettazione e sviluppo delle funzionalità di BI per l’area amministrazione: lo stato dei sistemi operazionali per quest’area (vedi sezione 2.4) e l’assenza di richieste concrete da parte degli utenti permettono di posticipare la realizzazione, pur necessaria, di uno specifico Data Mart.
La strategia per il breve periodo
La pianificazione delle attività nel breve periodo deve innanzitutto tenere in considerazione che i prossimi mesi saranno contraddistinti, per quanto riguarda l’area civile, dal dispiegamento delle funzionalità di BI già previste nelle attuali versioni del software applicativo e, per quanto riguarda l’area penale, dal dispiegamento dei sistemi operazionali di esecuzione e di cognizione (principalmente SICP).
Il dispiegamento nell’area penale determinerà un’urgenza dovuta all’impossibilità di produrre le statistiche Ministeriali. Il dispiegamento nell’area civile potrà richiedere l’impiego di ulteriori risorse del Ministero e delle società appaltatrici per gestire la fase di avvio ed eventuali malfunzionamenti che tipicamente si possono verificare con l’attivazione dei periodici caricamenti ETL.
A breve è inoltre necessario l’acquisto del prodotto di reporting.
2.7. Pogetto SIAP
Lo sviluppo dell’automazione delle attività degli uffici giudiziari ha evidenziato negli ultimi anni una sempre maggiore esigenza di integrazione dei dati amministrativi del personale del Ministero della Giustizia. Una gestione integrata ed unitaria del ciclo di vita del personale di tutta l’amministrazione (dalla gestione del concorso pubblico fino alla gestione della richiesta di pensionamento) è l’obiettivo strategico che si intende ottenere con il riuso dell’applicazione SIAP, applicazione già sviluppata per il Ministero delle Finanze ed attualmente utilizzata, sulla base di una specifica personalizzazione, anche presso la Corte dei Conti.
Attualmente è terminata la prima fase di analisi, consistente nella rilevazione dei processi amministrativi gestiti presso gli uffici dell’Amministrazione: la valutazione delle corrispondenti differenze (di flussi informativi e di gestione organizzativa) con l’applicazione standard si concluderà con la redazione dello studio di fattibilità entro il 12 maggio 2008. Entro la prima settimana di giugno 2008 tutti i documenti tecnici del progetto (studio di fattibilità, capitolato tecnico, offerta tecnico-economica, relazione di sintesi) saranno sottoposti al parere del CNIPA, con previsione di inizio delle attività contrattuali per settembre 2008. Tra fine 2008 e primo trimestre 2009, sarà condotta l’analisi di dettaglio con i referenti dell’Amministrazione e saranno realizzate le modifiche e le nuove funzioni per i processi oggetti del primo rilascio, che è previsto per febbraio 2009 e che coinvolgerà gran parte degli uffici centrali. Nello stesso periodo, sarà acquisita e installata l’infrastruttura hw nelle sue varie componenti: produzione, manutenzione, collaudo e formazione. Contemporaneamente, sarà acquisita e configurata la Oracle eBusiness Suite, il pacchetto ERP di Oracle su cui si basa il sistema SIAP. Entro febbraio 2010, saranno avviati in esercizio il secondo e terzo lotto dei processi e l’applicazione sarà estesa progressivamente al resto degli uffici centrali ed agli uffici giudiziari. Nello stesso periodo e fino a fine contratto (settembre 2010), saranno svolte attività di addestramento e di assistenza applicativa (help desk). L’amministrazione ha scelto il riuso di un’applicazione già esistente nella PA per i rilevanti vantaggi economici e di efficienza che tale soluzione assicura contestualmente ad una standardizzazione organizzativa.
Conclusa la fase di sviluppo ex novo del software applicativo in aderenza alle indicazioni di cui al Testo Unico del Casellario giudiziale e ai requisiti tecnologici ed architetturali individuati nello studio di fattibilità, si tratta adesso:
di proseguire nella implementazione di funzioni di interoperabilità tra il Nuovo Sistema Informativo del Casellario giudiziale (NSC) e i sistemi informatici preposti alla gestione delle informazioni di pertinenza del Casellario giudiziale, nell’intento di conseguire, attraverso l’alimentazione automatica del nuovo sistema da parte dei cc.dd. sistemi fonte, tempestività di aggiornamento della Nuova Banca Dati integrata del Casellario ;
di assicurare la continuità del servizio di certificazione erogato dal Casellario giudiziale e il miglioramento della qualità dei servizi resi agli utenti interni ed esterni, attraverso l'erogazione dei servizi di help desk di I e II livello, di conduzione applicativa e di manutenzione dell'hardware e del software di base e d'ambiente, la manutenzione correttiva ed evolutiva e il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica. Tra gli interventi volti a garantire una maggiore affidabilità del sistema in termini di completezza delle informazioni e di disponibilità e di semplificazione procedurale ed organizzativa particolare rilievo assume la realizzazione delle funzioni di interconnessione telematica per la consultazione diretta del NSC da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi (ex art. 39 del Testo Unico del Casellario giudiziale) e per l’attuazione delle disposizioni del su citato T.U. in materia di acquisizione del codice identificativo.
Nell’ambito del progetto promosso dalla Commissione Europea per la realizzazione dell’interconnessione tra i Casellari centrali degli Stati membri, da completare nei prossimi 3 anni (European Criminal Record), sono previste ulteriori attività integrative volte alla soluzione di problematica tecniche e giuridico - funzionali conseguenti anche all’allargamento del novero dei paesi partecipanti all’iniziativa nonché attività di allineamento dell’intero sistema NSC finalizzate alla produzione del certificato penale anche in lingua inglese.
La Commissione Europea metterà a disposizione un co - finanziamento pari al 70% al fine di consentire gli adeguamenti di cui sopra.
Il sistema ItalgiureWeb prosegue nella fase di diffusione presso la Pubblica Amministrazione e presso gli utenti a pagamento.
Anche il piano di sviluppo del progetto di “Informatizzazione e classificazione della normativa vigente”, già indicato nel piano precedente, proseguirà nel triennio successivo.
Tale progetto ha l’obiettivo di consentire la ricerca e la consultazione gratuita da parte dei cittadini dei “testi vigenti” alla data indicata dall’utente e intende fornire strumenti per l'attività di riordino normativo, come previsto dall'art. 107 della legge 388 del 2000.
Le attività per l'attuazione di tale programma sono identificate e definite dal DPCM 24 gennaio 2003. Il Comitato guida, istituito dal citato decreto, ha definito e dato seguito allo sviluppo di un prototipo di editor, il Norma Editor, che permette una marcatura fine dei testi normativi; ha potenziato l'infrastruttura hardware adattandola all'incremento delle risorse di calcolo determinate dalle attività del progetto; ha adeguato il sistema ItalgiureWeb alla necessità di gestione dei nuovi testi e alle prossime esigenze di ricerca del cittadino.
In una prima fase una sezione delle banche dati gestite da Italgiureweb comprenderà gli atti normativi emanati dal gennaio 2006; progressivamente sarà inserita tutta la normativa prodotta durante la XIV legislatura e, nei casi di modifiche o abrogazioni intervenute nella stessa legislatura, sarà possibile ricostruire la norma vigente. Successivamente si provvederà a marcare ed inserire i testi normativi prodotti nelle legislature precedenti.
Le modificazioni al codice di procedura civile introdotte dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, tendono a favorire l’utilizzo di Internet per la pubblicità relativa alle aste, tali modificazioni devono essere tuttavia completate tramite l’emanazione del Decreto Ministeriale recante le Regole Tecniche che dovranno essere adottate dai Siti Web di pubblicazione degli avvisi, in conformità con il Decreto Ministeriale 31 ottobre 2006 (Gazzetta Ufficiale n.297 del 22 dicembre 2006).
In questo contesto normativo si colloca la presente fornitura che ha per oggetto la realizzazione del Portale delle Aste on Line, come punto di accesso unico per le informazioni relative ai beni immobili messi in vendita dagli Uffici Giudiziari.
Tale Portale dovrà consentire ai cittadini e alle imprese di ricercare e accedere alle informazioni relative alla vendite giudiziarie (avvisi, ordinanze di vendita) pubblicate sui Siti di Pubblicità dagli Uffici Giudiziari di tutta Italia in conformità con quanto indicato nel contesto della legge 14 maggio 2005, n. 80 relativamente ai beni immobili.
La principale categoria di utenti a cui dovrà rivolgersi il Portale è quella dei cittadini e delle imprese interessati alla ricerca di informazioni sulla vendita degli immobili provenienti dalle esecuzioni civili individuali e concorsuali, ed è quindi questo il profilo di utenza a cui indirizzare la comunicazione.
Il Portale dovrà contenere anche informazioni rivolte specificatamente al personale del Ministero della Giustizia, in particolare agli uffici di cancelleria degli Uffici Giudiziari e al personale tecnico del Ministero (DGSIA, CISIA, amministratori di sistema dei distretti). Le sezioni indirizzate a questa categoria di utenti dovranno essere ad accesso riservato.
Definizione dei contenuti e della struttura del sito
Le attività di progettazione e sviluppo dovranno essere finalizzate alla realizzazione di un progetto editoriale (grafica e struttura dei contenuti) che comprenda la home page, le barre di navigazione, la mappa del sito, le modalità di presentazione dei diversi servizi ed ogni altro elemento grafico finalizzato alla migliore fruibilità dei contenuti.
I contenuti del portale riguarderanno, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti sezioni:
sezione introduttiva di presentazione dei contenuti del Portale;
sezione ricerche;
sezione procedure esecutive e normativa di riferimento;
sezione mutui, ad esempio l’elenco delle convenzioni tra Banche e Uffici Giudiziari, con evidenza delle offerte di mutui con istruttoria specifica proposti per l’acquisto dei beni immobili pubblicati;
sezione afferente la guida sulle modalità di ricerca disponibili;
Sezione Riservata all’Amministrazione.
Tutti gli aggiornamenti sui contenuti del portale dovranno essere messi in evidenza in modo da essere facilmente reperiti.
Dovrà essere realizzato un motore di ricerca che consenta di selezionare gli immobili attraverso diversi parametri, a titolo di esempio si riportano di eseguito alcune possibilità:
parametri geografici (regione, provincia, comune, ecc.);
parametri relativi all’immobile (tribunale, tipologia di immobile, dimensioni, classe di costo, ecc.);
parametri temporali (data asta);
ricerche per Tribunale.
Le modalità di ricerca dovranno inoltre prevedere, laddove possibile, una modalità full-text nel contesto dei documenti inviati dagli Uffici Giudiziari (ordinanza di vendita, perizia).
Si sottolinea che i risultati della ricerca effettuata sul Portale contengono esclusivamente i link ai Siti di pubblicità ed in particolare i link alla specifica pagina di ogni Sito che contiene le informazioni relative all’avviso di vendita e relativi allegati. Il Portale infatti non dovrà esporre gli avvisi di vendita ma limitarsi a redirezionare verso i Siti adibiti a tale scopo.
In sede di analisi dovranno essere stabilite le regole di visualizzazione dei risultati delle ricerche in modo da non privilegiare un Sito di pubblicità rispetto ad un altro.
L’intero Portale dovrà essere conforme a quanto stabilito dagli Artt. 2, 6 e 7 del “Decreto del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie dell’8 luglio 2005 - Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici”. In particolare deve rispettare i requisiti di accessibilità indicati nell’Allegato A “Verifica tecnica e requisiti tecnici di accessibilità delle applicazioni basate su tecnologie internet del decreto”.
Il Portale dovrà esporre Logo attestante il possesso del requisito di accessibilità, il logo dovrà corrispondere al punto 2 dell’Allegato E “Logo di accessibilità dei Siti Web e delle applicazioni realizzate con tecnologie Internet”, ed essere autorizzato secondo quanto indicato nell’art. 7 del decreto.
Il portale dovrà essere facilmente navigabile, e strutturato in modo tale da permettere al navigatore di reperire facilmente le informazioni richieste. La struttura deve prevedere una barra di navigazione ripetuta in tutte le pagine interne del sito, e una intestazione in cui evidenziare le principali voci di riferimento e facilitare la ricerca.
L’accesso al sistema dovrà avvenire tramite una interfaccia utente che prevedere l’esistenza di: etichette a comparsa (hint) che facilitino la comprensione delle funzioni espletate dagli oggetti grafici esposti dall’interfaccia stessa. Valori di default, e liste di scelta predefinite dovranno facilitare l’uso del sistema riducendo lo sforzo dell’utente nelle operazioni ripetute; si dovrà infine prevedere una messaggistica di errore esauriente e chiara e informazioni sullo stato dell’elaborazione in corso.
Servizi di monitoraggio del portale delle aste on line
Il servizio deve consentire di monitorare gli accessi al Portale e di analizzare il tipo di traffico generato dagli utenti con il seguente livello di dettaglio:
numero di accessi al giornalieri al portale;
distribuzione degli accessi sulle sezioni del portale;
domini di provenienza degli utenti connessi al portale;
distribuzione delle ricerche per singola ordinanza e/o per singola procedura;
ricerche più frequenti;
dati di accesso ai Siti di Pubblicità.
I dati elaborati dovranno essere resi disponibili nella sezione ad accesso controllato a disposizione del personale dell’Amministrazione che potrà richiedere reportistica basata su viste o aggregazione degli stessi.
Servizi di monitoraggio dei siti di pubblicità
In conformità con quanto definito nel contesto del Decreto Ministeriale del 31 ottobre 2006 (Gazzetta Ufficiale n.297 del 22 dicembre 2006) verrà effettuato il monitoraggio giornaliero dell’effettivo rispetto, da parte dei Siti Web di pubblicazione, delle condizioni indicate nell’avviso d’asta.
E’ stato costituito un gruppo di lavoro con il compito di studiare gli aspetti organizzativi connessi, in particolare, alle transazioni con gli istituti bancari.
Sulla base delle indicazioni fornite da tale gruppo di lavoro si procederà alla progettazione e realizzazione del sistema che verrà diffuso nel corso del triennio.
Il progetto PASS consiste nella diffusione di sportelli al pubblico (presso gli Uffici giudiziari) dove il cittadino possa usufruire dei servizi certificativi dell’Amministrazione Giudiziaria.
L’evoluzione del progetto nasce per soddisfare la domanda del cittadino per un servizio sempre più di prossimità al proprio domicilio e sempre più flessibile, ovvero per poter accedere ai servizi della Giustizia anche da un ufficio locale, dove ci si è recati per altri adempimenti amministrativi.
Il progetto attuale consiste nella realizzazione di una rete di sportelli di front-office, costituiti dagli Uffici dei Giudici di Pace, presenti anche in comuni di dimensioni medio-piccole, e dai Tribunali e dalle Sezioni
Distaccate di Tribunale, che consentono ai cittadini, anche non residenti nella sede di un Distretto o di un Circondario, di ottenere un certificato direttamente dall’Amministrazione Giudiziaria più vicina (a prescindere dalla competenza territoriale), senza dover ricorrere alla prassi di delegare un’agenzia, previo esborso di denaro, per la medesima operazione. L'applicazione PASS è già realizzata e collaudata nelle sue componenti principali. È un’applicazione WEB “nazionale” e ha una architettura software 3-tier, con DBMS SQL Server, application server MS Biztalk e client leggero ( browser web). Questa architettura richiede, allo sportello di front-office, solo la connessione al Sistema Pubblico di Connettività (SPC), un PC con browser web e una smart card con certificato digitale per l’autenticazione al portale.
La sicurezza degli accessi e della trasmissione delle richieste/documenti è garantita dall’utilizzo dell’infrastruttura di Active Directory Nazionale (ADN), dall’utilizzo di certificati digitali memorizzati su smart card e dal protocollo SSL (Secure Socket Layer).
L'evoluzione del progetto PASS prevede due linee di attività:
l’ampliamento della tipologia di certificati richiedibili tramite PASS. L’Amministrazione Giudiziaria rilascia una moltitudine di tipologie di certificati (sia in ambito civile che penale) e il progetto PASS già prevede la possibilità di ampliare le tipologie di certificati richiedibili; il sistema è stato progettato in modo da essere predisposto a tale ampliamento.
l’ampliamento degli sportelli di front-end. In particolare, si ipotizzano sportelli PASS presso amministrazioni extra-giudiziarie. Un’ipotesi di ampliamento degli sportelli di front-end consiste nel coinvolgimento di uffici non appartenenti all’Amministrazione Giudiziaria, previa verifica della “fattibilità normativa” (potrebbe essere necessario un provvedimento dell’Amministrazione che consenta a uffici “non giudiziari” di rilasciare certificati “giudiziari”).
L’Amministrazione Giudiziaria rilascia una moltitudine di tipologie di certificati (sia in ambito civile che penale) e il progetto PASS già prevede la possibilità di ampliare le tipologie di certificati richiedibili e il sistema è stato progettato in modo da essere predisposto a tale ampliamento.
Nello specifico, si possono distinguere due possibili scenari:
Il nuovo tipo di certificato continua ad essere prodotto con l’intervento del funzionario del back-office che, invece di stampare su carta, invia il certificato, firmato digitalmente, al front-office richiedente
Il nuovo tipo di certificato viene prodotto direttamente dal front-office per mezzo di un collegamento diretto tra il PASS e il sistema informatico del back-office
Per realizzare contestualmente un ampliamento sia delle tipologie dei certificati che degli sportelli di front-office (presso amministrazioni extra-giudiziarie) sono previste le fasi dettagliate nel seguito.
Gli obiettivi principali di questa fase sono i seguenti:
Individuare, tra tutti i certificati prodotti dall’Amministrazione Giudiziaria, quelli che statisticamente sono maggiormente richiesti dai cittadini
Dettagliare quali dati sono necessari per la produzione del singolo certificato
Analizzare i sistemi informatici utilizzati per produrre i certificati individuati, per decidere quale soluzione adottare per l’invio del certificato dal back-office al front-office
Fase 2 - Upgrade dell’infrastruttura hw
Per l’infrastruttura HW non si prevedono aumenti del volume dei dati (il numero dei certificati globali richiesti annualmente in Italia non varia all’aumentare degli operatori in grado di produrli). E’ ipotizzabile, ma non quantificabile al momento, un incremento dei certificati richiesti direttamente via PASS a scapito di quelli richiesti tramite agenzia.
Quello che invece aumenterà è il numero degli accessi e delle ricerche in base dati, attività onerose per il sistema. E’ quindi opportuno valutare un aumento delle prestazioni del sistema, nei seguenti termini:
per i server applicativi (su cui sono installati BizTalk e SQL) è possibile procedere ad un incremento di tipo “verticale” (aumento della RAM e del numero dei processori), con un impatto minimo sulla configurazione generale del sistema e tempi rapidi di intervento;
per i Web server si deve invece procedere ad un incremento di tipo “orizzontale” (aumento del numero dei server), dato che i server attuali sono configurati già con il numero massimo di processori.
Fase 3 - MEV del SW
L’obiettivo di questa fase è realizzare gli interventi richiesti sull’applicativo per ampliare l’offerta di certificati e per aprire il sistema PASS ad operatori extra-giudiziari.
Qualora nella “Fase 1” siano stati individuati dei certificati da produrre “automaticamente”, con collegamento diretto tra PASS e il sistema informatico dell’ufficio giudiziario, è prevedibile che sia necessario il coinvolgimento del fornitore del sistema informatico in questione, per la realizzazione del necessario “web-service” lato back-office.
Per l’apertura del sistema PASS ad operatori extra-giudiziari (quindi collegati via Internet), sono innanzitutto necessarie una serie di operazioni di configurazione dei sistemi, alcune una-tantum (configurazione dei sistemi per l’apertura verso Internet) ed altre al momento in cui si presenta l’esigenza.
Fase 4 – Censimento Utenti
Dovendo produrre nuovi certificati, sicuramente ci saranno nuovi operatori di back-office coinvolti. Tali operatori (si stima in numero di 2 per ogni “nuovo ufficio” di back-office) vanno censiti nell’Active Directory Nazionale e ad ognuno va fornito un kit di firma digitale.
Questa attività richiede una capillare raccolta di dati dai nuovi back-office e un inserimento di questi dati nell’ADN. Tipicamente queste sono attività svolte con risorse interne all’Amministrazione ma che richiedono una notevole quantità di tempo, per l’interazione (a volte ripetuta) con gli UU.GG.
La criticità di questa fase, però, risiede nel censimento degli utenti “extra-giudiziari” tramite Active Directory. Censire nell’ADN Giustizia utenti extra-giudiziari può comportare alcuni problemi.
Se, invece, si ipotizza di non dover gestire in prima persona le utenze esterne, queste ultime devono autenticarsi, tramite smart-card, presso strutture di Active Directory di competenza degli Enti di appartenenza. Tali AD dovranno entrare a far parte di una Federazione di AD, con l’ADN di Giustizia come vertice gerarchico e con un tracciato che segue le specifiche di PASS.
Distribuire ad ogni “nuovo operatore” di back-office un kit di firma digitale e una licenza di ADOBE (per la firma digitale del certificato)
Fornire Formazione e Assistenza telefonica (help desk) ai “nuovi operatori” (sia di back-office che di front-office)
Fornire servizio di Assistenza in loco, tramite affiancamento e training on-the job, subito dopo l’attività di formazione
Ampliare la fornitura dei servizi di “Gestione Operativa” e di “Conduzione Funzionale” dell’infrastruttura HW “nazionale”
Studiare eventuali modifiche normative e comunicare l’iniziativa ai cittadini
La Formazione e l’Assistenza devono essere strettamente collegate da un piano di lavoro che preveda la maggiore contiguità temporale possibile fra la due attività. L’obiettivo è fare in modo che ogni Ufficio venga avviato subito dopo che il suo personale ha ricevuto la formazione: a quel punto inizia ad usufruire dell’Assistenza.
All’interno del progetto PASS è prevista la fornitura di un modulo di WBT, che sarà oggetto di manutenzione evolutiva.
L’obiettivo del presente progetto è la realizzazione di una infrastruttura su base distrettuale che permetta di abbattere i costi di assistenza hardware e software sulle sedi periferiche degli uffici giudiziari. Il progetto che ne risulta quindi si integra nella visione strategica dell’amministrazione relativamente alla ”distrettualizzazione” degli applicativi.
risparmio in termini di assistenza on site per tutti gli edifici che non siano sede di sale server distrettuali;
riduzione drastica di costi di licenze (Sistemi operativi client, antivirus ecc.);
risparmi in termini di acquisti hardware e possibilità di riutilizzo di computer obsoleti;
riduzione del problema obsolescenza sugli acquisti dell’hardware lato client;
mobilità degli utenti su tutto il territorio nazionale all’interno della Rete Giustizia e in futuro anche fuori dalla Rete Giustizia;
incremento della sicurezza generale e dei dati in particolare;
diminuzione dei costi di fornitura energetica;
Per raggiungere tale obiettivo è necessario eliminare tutti i componenti che richiedano assistenza sul territorio e centralizzarli presso le sedi distrettuali. Presso tali sedi sarà a questo punto necessario approntare delle strutture (sia in termini infrastrutturali che di personale di elevata preparazione) in grado di accogliere e gestire i componenti necessari al nuovo tipo di architettura; tali risorse nella maggior parte dei casi sono già previste per gli applicativi (sia nazionali che distrettuali) già in fase di sviluppo e/o diffusione.
I Thin Client sono dei terminali con il minimo di risorse indispensabili per l’avviamento e la connessione al Sistema Informativo. Ciò significa che la “capacità di elaborazione e memorizzazione dati” garantita dai Personal Computer deve essere in qualche modo demandata ad altre componenti del sistema che saranno centralizzate nelle sale server distrettuali.
La soluzione proposta deve:
consentire l’uso, da parte degli utenti, degli applicativi custom dell’Amministrazione
tendere al riutilizzo di hardware (stampanti, scanner, PC) già in possesso dell’amministrazione
essere indipendente dal tipo di Thin Client in quanto i terminali potranno essere acquistati in più riprese e quindi potranno essere di marca diversa oltre al fatto che in fase iniziale dovranno convivere con PC già esistenti e/o ricondizionati
essere di semplice diffusione sul territorio nazionale
essere di facile utilizzo per l’utente finale
Si può scindere a questo punto il progetto in 4 sottosistemi che verranno analizzati nel dettaglio e sono di seguito riportati:
realizzazione della infrastruttura hardware a livello distrettuale (server, storage, sistemi di backup, macchine virtuali ecc.);
realizzazione del sistema di distribuzione delle applicazioni, degli ambienti di lavoro e dei desktop integrandolo nell’active directory (nazionale) definendo le risorse dell’utente, i privilegi, le policy di sicurezza e agevolando quindi la migrazione verso l’active directory nazionale stesso;
realizzazione di un sistema di gestione e configurazione dei Thin Client che sia indipendente dal modello di terminale e releghi il Thin Client ad una sorta di “elettrodomestico” solo da collegare al sistema informativo ed in grado di funzionare con un minimo di configurazione effettuata centralmente e non in locale;
realizzazione di un sistema di accesso nazionale (per esempio attraverso un portale web) che permetta di fare il load balancing geografico e garantisca la continuità del servizio di accesso con adeguata ridondanza e sia scalabile rispetto al numero di utenze che alla fine coincideranno con il numero dei dipendenti del ministero (circa 60.000).
Il Ministero della Giustizia dispone di un ingente patrimonio IT (i soli server sono oltre 6.000) molto frammentato (è dislocato in centinaia di sedi), di caratteristiche disomogenee per età, capacità elaborativa, caratteristiche tecniche etc.. Queste infrastrutture servono attualmente, salvo rare eccezioni, applicazioni di tipo client server o comunque ad uso di utenti localizzati nella medesima sede nella quale sono installati i server.
Per superare tale frammentazione ed inefficienza, il Ministero ha avviato da tempo – ed ormai quasi concluso - alcuni progetti per reingegnerizzare le applicazioni software che servono il “processo civile” e il “processo penale”, al fine di sostituire le attuali versioni client server con una versione di tali applicativi in grado di essere fruita dagli utenti via web. La disponibilità di tali applicazioni re ingegnerizzate consentirà quindi di rivedere la topologia del sistema informatico della Giustizia, in quanto è possibile prevedere che le applicazioni siano installate solo in un numero ridotto di sale server, che offrono il servizio via rete TLC a un numero anche elevato di utenti distribuito sul territorio (oggi, viceversa, le applicazioni sono fruibili al limite nella sola intranet delle sedi del Ministero).
Il Ministero ha individuato, nella prima fase dell’intervento, in circa 30 il numero di sale server che dovranno erogare servizi di tipo “distrettuale”. Queste sale server “distrettuali”, in considerazione della criticità dei servizi che dovranno erogare, dovranno avere specifiche caratteristiche di sicurezza ed affidabilità, oltre che di efficienza operativa. Le sale server attualmente disponibili nel Ministero, ancorché in numero elevato (circa 170), raramente posseggono già tali caratteristiche.
Il primo passo dell’intervento è stato quello di definire le specifiche base dell’allestimento di queste sale server, considerando sia gli aspetti impiantistici e di sicurezza fisica, sia quelli informatici, i cui requisiti derivano dalle esigenze elaborative definite dai nuovi applicativi re ingegnerizzati.
Il Ministero, in collaborazione con il CNIPA e con CONSIP, ha quindi effettuato una rilevazione dello stato degli impianti e della sicurezza delle sale server circondariali attualmente disponibili, al fine di verificare il gap tra queste sale e le specifiche base definite per la sala server distrettuale “tipo”. Sulla base di tali verifiche sono stati quindi ipotizzati i lavori da effettuare nelle sale server circondariali risultate in migliori “condizioni”, al fine di poterle allestire come sale server distrettuali.
Per quanto riguarda gli apparati informatici da prevedere nelle sale server distrettuali, il Ministero ritiene che essi debbano essere acquisiti ex novo, non essendo possibile riutilizzare apparati già in uso nelle sale server circondariali, in quanto obsoleti tecnologicamente e non adatti a gestire il carico elaborativo richiesto dalle nuove applicazioni web. In ogni modo, il numero di apparati si ridurrà notevolmente, di circa un fattore 10, grazie alla riduzione del numero delle sale server.
Per allestire le sale server distrettuali il Ministero prevede di individuare, tramite gara, una Società specializzata. A tal fine, il Ministero, in collaborazione con CNIPA e CONSIP provvederà a definire un Capitolato tecnico, sulla base delle specifiche tecniche individuate in questa prima fase dell’intervento.
Il completamento dell’intervento, a regime, consentirà notevoli benefici al ministero, sia in termini economici – minori costi di gestione delle infrastrutture ICT – sia in termini di migliore qualità del servizio e di maggiore sicurezza. Per quanto riguarda l’assistenza tecnica al funzionamento delle sale server distrettuali, il Ministero intende ricorrere ai servizi offerti da SPC.
La distrettualizzazione delle sale server del Ministero della Giustizia si pone questi obiettivi:
permettere l’installazione degli applicativi distrettualizzati in sale server dotate delle indispensabili caratteristiche di affidabilità e sicurezza richieste dalla criticità dei procedimenti serviti da tali applicazioni,
diminuire il numero di sale server gestite dal Ministero sul territorio, passando dalle attuali sedi dislocate a livello di “circondario” (circa 160) a circa 26 (corrispondenti al numero dei distretti delle Corti d’Appello),
aumentare l’efficienza operativa delle infrastrutture IT del Ministero, attraverso interventi di ottimizzazione e virtualizzazione degli apparati,
permettere la fruizione degli applicativi distrettuali agli utenti, in modo affidabile, sicuro ed efficiente.
Per realizzare l’intervento, il Piano di massima dei lavori prevede queste attività, da eseguire in sequenza:
definizione delle caratteristiche tecnologiche, di sicurezza, logistiche-impiantistiche che devono possedere le sale server distrettuali e condivisione di queste caratteristiche tra tutti i soggetto coinvolti nell’intervento; le caratteristiche tecniche discendono dai requisiti derivanti dagli applicativi che dovranno ospitare (nuove applicazioni del Processo Civile e del Penale), dal bacino di utenza servito e dai liveli di servizio richiesti;
misura della distanza tra le caratteristiche della sala server distrettuale “archetipo” e quelle delle sale server attuali del Ministero - alcune sono di recente ristrutturazione e possono quindi essere “recuperate” nella nuova organizzazione delle sale server distrettuali sul territorio, altre devono essere ristrutturate fortemente per poter ospitare le applicazioni distrettuali;
individuazione delle sale server candidate a diventare “distrettuali” ed ospitare le applicazioni distrettuali (sono quelle con le caratteristiche più vicine a quelle richieste);
stima dei costi che devono essere previsti per adeguare le sale server circondariali attuali per farle diventare distrettuali, in coerenza con quelle non in linea con l’archetipo – i costi devono riguardare l’allestimento delle sale e l’acquisto delle apparecchiature informatiche;
disegno di un percorso di migrazione dalla situazione attuale a quella a regime, prevedendo un transitorio che permetta di contenere i rischi del progetto, nonché la sperimentazione del modello di erogazione dei servizi applicativi ad un bacino di utenza distrettuale in alcuni siti pilota;
predisposizione bozza di capitolato tecnico per l’affidamento del servizio di allestimento delle sale server distrettuali a Società specializzata.
L'intervento è finalizzato alla creazione di un punto di contatto unico per gli utenti dell’Amministrazione che funga da interfaccia verso i numerosi help desk di secondo livello già contrattualizzati. Tale attività consentirà di convogliare in maniera coordinata verso un unico punto di contatto tutte le richieste degli utenti giustizia normalizzando e semplificando le interfacce di dialogo e consentendo il monitoraggio e la consuntivazione globale delle richieste degli utenti.
I principali servizi oggetto dell’intervento sono:
SPC trasporto e sicurezza, cui possono essere imputate circa il 10% delle chiamate totali;
SPC Coop Lotto 1, Conduzione dei Sistemi, cui si stima possano essere imputate circa il 40% delle chiamate da parte degli utenti;
Assistenza applicativa ai sistemi Legacy e ai nuovi sistemi distrettuali, cui si stima possano essere imputate circa il 30% delle chiamate da parte degli utenti;
SPC Coop Lotto 2, Interoperabilità avanzata e cooperazione applicativa, cui si stima possano essere imputate circa il 20% delle chiamate da parte degli utenti;
L’intervento sarà diviso in due fasi distinte: la prima fase, a basso tasso di automazione, sarà caratterizzata da un collegamento proceduralizzato ma non automatizzato tra lo SPOC e gli help desk specialistici. La seconda fase sarà invece caratterizzata da un forte tasso di automazione e prevede la creazione di connettori applicativi automatici tra SPOC ed help desk specialistici.
Preventivamente alla individuazione di una soluzione tecnica è necessario attuare le seguenti attività:
Macroanalisi dei processi da integrare nel servizio;
Raccolta informazioni sui volumi dei servizi in essere Identificazione dei parametri di SLA della soluzione “to be” (Orario del servizio, prestazioni, ecc.);
Raccolta di eventuali vincoli di carattere operativo/tecnologico;
Lo SPOC dovrà essere dotato di un sistema di accettazione delle chiamate multicanale (telefono, web, posta fax etc.) ed il personale addetto al contact center dovrà essere in grado di identificare il chiamante e l’ufficio interessato.
L’utente otterrà dallo SPOC un numero identificativo unico del caso e sarà successivamente ricontattato (anche in questo caso tramite un sistema multicanale) per gli aggiornamenti necessari.
Oltre alla chiamate relative ai guasti lo SPOC sarà in grado di indirizzare anche chiamate legate ad aspetti “formativi” degli utenti legati ad esempio alla introduzione di nuovi applicativi ovvero gestire casi particolari (planned outage, migrazioni etc.).
Infine lo SPOC dovrà essere operativo h24/365 in modo da poter assistere anche gli utenti remoti e coprire i periodi elettorali.
Particolarmente delicata risulterà la rilevazione dei livelli di servizio e la consuntivazione delle relative penali. Lo SPOC dovrebbe, a tutti gli effetti, sostituirsi all’utente finale (ad esempio nella apertura di Trouble Tickets legati a guasti) e seguire, mediante opportune procedure di escalation, la risoluzione dei problemi.
In effetti è auspicabile che, a regime, questo servizio consenta il monitoraggio degli SLA dei differenti servizi erogati all’Amministrazione.
Nella figura seguente si propone un possibile schema funzionale dello SPOC:
La tecnologia VoIP (acronimo di Voice over IP) consente, come noto, la trasmissione delle conversazioni telefoniche sulle reti IP. I vantaggi, generalmente indicati in letteratura, derivanti dalla introduzione di questa tecnologia sono legati alla possibilità all’interno degli edifici di utilizzare un unico sistema di cablaggio strutturato che consenta la trasmissione di dati e fonia e alla possibilità di veicolare il traffico tra differenti edifici appartenenti alla stessa organizzazione sulla rete geografica di trasmissione dati con un impatto significativo sui costi legati alla gestione ed alla gestione del traffico.
Competenze presso gli Uffici Giudiziari: Gli Uffici Giudiziari, in base ad una Legge del 1941 sono di proprietà dei Comuni che debbono provvedere anche alle fornitore essenziali (acqua, luce, fonia) salvo poi chiedere un rimborso percentuale posticipato al Ministero della Giustizia. Questa norma rende particolarmente complessa la diffusione del VoIP presso gli Uffici Giudiziari perché i Comuni (e non il Ministero centrale) controllano le centrali e la consegna del traffico voce ai propri fornitori locali.
Tutto ciò premesso, in conformità alla normativa vigente (Legge Finanziaria 2007 Art. xx) questa Amministrazione ha intrapreso un progetto di adozione della tecnologia VoIP, inizialmente limitato agli edifici di diretto controllo ministeriale, in collaborazione con il fornitore qualificato SPC (BT Italia Spa) usufruendo sei servizi VoIP presenti nel listino SPC. L’intervento dovrà tener conto delle specifiche peculiarità dei sistemi attualmente in uso e della necessità di garantire comunque la continuità del servizio.
In una fase successiva, nella seconda metà del triennio in oggetto, è prevista una estensione della adozione della tecnologia VoIP anche agli Uffici Giudiziari, ove consentito dalla infrastruttura locale e dalla qualità e ampiezza di banda della rete geografica.
Nel corso del 2009, è previsto il completamento del dispiegamento dell’Active Directory secondo la nuova architettura distrettuale.
L’esigenza di incrementare il livello di sicurezza del sistema informativo della Giustizia attraverso l’adozione di misure finalizzate alla tutela dei dati, per preservarli da accessi non autorizzati, ha imposto la necessità di implementare un Sistema di Accesso Sicuro e Biometrico ai sistemi informativi ed alle loro applicazioni. Il sistema più diffuso è quello della memorizzazione delle credenziali biometriche, sotto forma di template, su un dispositivo di memorizzazione sicuro (quale ad esempio una smartcard) consegnato al Titolare.
Le esigenze sopra esposte sono alla base dei criteri ispiratori del presente progetto promosso dal Ministero della Giustizia. Il Ministero ha riscontrato infatti la duplice esigenza di dotare il proprio personale di uno strumento di identificazione al contempo a vista ed elettronico. Per tale ragione ha deciso di attivare il progetto di Carta Multiservizi della Giustizia (CMG), che si inquadra nel più ampio programma di iniziative intraprese dalla Pubblica Amministrazione, finalizzate a dotare il personale della PA di strumenti elettronici di identificazione sia fisica che logica. Il progetto si propone in particolare di fornire una smartcard a tutto il personale delle sedi della Giustizia operanti nelle Regioni Obiettivo 1 che consenta sia l’identificazione fisica del titolare (mod. AT) che l’identificazione in rete, realizzata secondo le specifiche della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e che abbia anche una valenza giuridica “Interna” ed “Esterna” all’Amministrazione.
Alla base dell’idea di una Carta Multiservizi per i dipendenti del Ministero della Giustizia (CMG), vi sono i concetti di interoperabilità (dei servizi primari) e diversificazione (delle funzioni ancillari). Come in tutte le Carte Multiservizi, il mezzo è in grado di offrire due categorie di servizi: la prima comune a tutte le Amministrazioni; la seconda che raccoglie le specificità proprie di ciascun Ente.
I servizi primari della CMG sono di seguito elencati:
l’identificazione “a vista” quale tessera di riconoscimento, rilasciata dall’Amministrazione a mente del d.P.R. 28 luglio 1967, n. 851, in sostituzione – ai sensi dell’art. 66, comma 8, d. l.vo 7 marzo 2005 n.82 - del tradizionale mod. AT cartaceo;
l’identificazione “elettronica” (compatibilità estesa al circuito della Carta d’Identità Elettronica);
l’identificazione “in rete”;
la firma digitale (elettronica avanzata).
Nella seconda categoria rientra il servizio di:
controllo accessi per mezzo di tecniche biometriche
La CMG è il cardine univoco per l’adozione futura di numerose procedure informatiche atte ad automatizzare procedimenti funzionali omologhi (es. Gestione del Personale, Controllo Accessi fisici e logici, Gestione Logistica, ecc.). In tale contesto l’uniformità del contenitore dei dati, sia in termini di formato che di supporto fisico, consentirà una facile applicazione di procedure elettroniche sviluppate in ambito Giustizia a livello generalizzato, con conseguente risparmio in termini di investimento.
Di seguito sono descritte le principali caratteristiche della CMG:
CMG come documento di riconoscimento
Permette di operare l’identificazione del possessore:
· a vista, con i dati riportati sulla tessera stessa, alla stregua di un documento di identità (il modello di tessera elettronica è stato definito con DM 6 novembre 2007 -pubblicato in GU n. 94 del 21/4/2008-);
· in modo elettronico, con i dati contenuti nel microchip (in questo caso è possibile verificarne l’autenticità);
· in rete tramite certificato digitale.
La CMG garantisce inoltre la piena e completa interoperabilità con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e la Carta Nazionale Servizi (CNS) che in futuro saranno utilizzate da tutti i cittadini. Le informazioni riportate sulla carta sono completate con il codice “International Civil Aviation Organization” (ICAO).
All’interno del microchip sono contenute le impronte digitali del Titolare sotto forma di template in formato interoperabile ISO 19794-2. La CMG può essere utilizzata per effettuare il riconoscimento biometrico del possessore che viene effettuato all’interno del sensore di impronte, integrato con il lettore di smart card. Il sensore è dotato di controllo di vivezza per evitare falsificazioni
Sulla tessera e nel microchip sono presenti i dati del possessore. In particolare, le informazioni di natura privata sono contenute esclusivamente sul microchip e sono accessibili solo digitando un PIN.
E’ possibile memorizzare sulla carta più certificati digitali; nella prima fase saranno installati un certificato di autenticazione rilasciato dalla PKI interna all’Amministrazione Giustizia ed, eventualmente un certificato di autenticazione, ed uno di firma rilasciati da una Certification Authority a norma CNIPA.
La carta è di tipo multiapplicativo. Possiede le capacità crittografiche richieste per l’esecuzione delle operazioni di firma digitale e cifratura dei dati. Inoltre dispone di una memoria per le applicazioni pari a 32 Kb. Il chip ed il sistema operativo sono certificati Common Criteria EAL5+. Ciò realizza il livello più elevato di certificazione di sicurezza richiesto in Europa per le smartcard usate per la firma digitale.
La CMG ospita, quale servizio qualificato, le informazioni necessarie a gestire un sistema di accesso sicuro alle applicazioni informatiche critiche dell’Amministrazione Giustizia ed alle risorse di rete sensibili. Per le postazioni che trattano informazioni particolarmente critiche, l’accesso viene eseguito mediante tecnologie biometriche.
La Carta Multiservizi della Giustizia è prodotta dall’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e le sue norme ispiratrici sono state:
Normative relative alla Carta d’identità elettronica ed alla CNS;
Normative relative alla Firma digitale;
Linee Guida sull’utilizzo della biometria nella Pubblica Amministrazione;
Indicazioni del Garante per la Privacy;
Codice per la PA Digitale.
Architettura del sistema realizzato
L’architettura realizzata si basa sulla presenza dei seguenti macro-moduli:
Sistema di Acquisizione dei dati dei Titolari della CMG; tale sistema è adibito alla raccolta delle informazioni degli utenti aventi diritto al rilascio di una CMG. Le informazioni, sia relative ai dati identificativi personali, sia relative ai dati biometrici vengono acquisite dalle postazioni periferiche ed archiviate in modalità protetta (firmate elettronicamente e cifrate) sul database del sistema di Card management System;
Il sistema di Card Management System gestisce il ciclo di vita delle carte ed interagisce, attraverso il software di comunicazione sicura, con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a cui invia i dati per la produzione delle carte;
Una volta prodotte le carte e consegnate agli utenti, si procede alla installazione di un modulo software di controllo accessi alle postazioni di lavoro che consente l’accesso alla postazione, o mediante biometria nel caso la postazione sia dotata di lettore biometrico, o mediante PIN.
Funzionalità della postazione periferica di enrollment:
Acquisire i dati anagrafici dell’utente richiedente la carta;
Richiamare eventuali dati anagrafici “preregistrati” sulla postazione di lavoro;
Consentire l’eventuale correzione di dati preesistenti al fine di normalizzare le informazioni presenti in banca dati;
Consentire l’acquisizione della fotografia del dipendente;
Consentire l’acquisizione di due differenti impronte digitali;
Consentire l’acquisizione dell’immagine grafica della firma;
Produrre la stampa di una scheda dati individuale con le informazioni acquisite.
L’obiettivo dell’Amministrazione, nel triennio, è di distribuire la carta a tutti i dipendenti della giustizia (oltre che ai 22.000 dipendenti delle zone obiettivo 1); inoltre si intende diffondere il suo utilizzo ai fini dell’identificazione digitale per l’accesso al sistema informativo della Giustizia.
Le criticità sono legate essenzialmente alla mancanza dei fondi necessari per la diffusione della carta ed alla necessità di integrare tale iniziativa nel contesto del progetto più generale di realizzazione di un sistema di Identity and Access Management della Giustizia.
Per realizzare l’intervento si prevedono le seguenti attività:
Completamento delle attività di acquisizione dei dati anagrafici dei dipendenti presso le zone obiettivo 1 per consentire la produzione delle carte;
Acquisizione e diffusione delle stazioni di acquisizione anagrafica presso le Corti di Appello del nord-Italia e successiva acquisizione dei dati anagrafici dei dipendenti;
Acquisizione della fornitura per la produzione della carta CMG per i dipendenti del nord Italia
Realizzazione di un sistema di autenticazione per l’accesso alle postazioni di lavoro basato sull’utilizzo della carta CMG integrato con il sistema IAM
Diffusione del sistema realizzato
Il Sistema Informativo Automatizzato dell’Amministrazione Penitenziaria è strutturato funzionalmente ed organizzativamente a fornire i supporti operativi e conoscitivi alle funzioni istituzionali ad essa affidate in tema di esecuzione penale: esecuzione delle sentenze di condanna; delle misure cautelari in carcere; delle misure di sicurezza; delle misure alternative alla detenzione. All’ Amministrazione Penitenziaria è perciò affidata la custodia ed il trattamento dei soggetti nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria ha adottato un provvedimento restrittivo della libertà personale.
Il sistema stesso è destinato all’attività di gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali in dotazione all’amministrazione (auto-amministrazione) al fine di modificare e semplificare i processi di lavoro degli Uffici e di migliorare l’efficienza ed il funzionamento interno.
In quest’ottica, esso ha il compito di fornire servizi a tutte le strutture organizzative ed ai processi dell’Amministrazione Penitenziaria, articolata in:
Il sistema informativo automatizzato dell’Amministrazione Penitenziaria rappresenta, pertanto, una importante infrastruttura tecnico-operativa che fornisce servizi essenziali, non soltanto in ambito penitenziario, ma anche nel più vasto contesto della Giustizia nel suo complesso.
gestisce la Banca Dati dei soggetti privati della libertà personale (c.d. Anagrafe Penitenziaria), le cui informazioni consentono l’erogazione di un servizio informativo on-line al quale accedono oltre 100.000 utenti registrati (istituti e servizi penitenziari; uffici giudiziari; tutte le Forze di Polizia)
fornisce i supporti necessari alla attività di auto-amministrazione (gestione del personale, gestione amministrativo-contabile e dei beni strumentali e patrimoniali)
Il Piano Triennale 2009-2011, costituisce, sostanzialmente, l’adeguamento annuale e lo sviluppo di un piano di evoluzione globale varato dall’Amministrazione negli anni precedenti. In esso vanno distinti gli interventi per:
la gestione ordinaria e l’evoluzione tecnologica del sistema in esercizio;
lo sviluppo di nuove applicazioni e nuovi servizi.
Gli interventi relativi alla gestione ordinaria riguardano essenzialmente la locazione del software di base, la manutenzione del software di base e dello hardware, la conduzione funzionale dei sistemi; essi sono sintetizzati nella scheda n. 1.
Gli interventi per l’evoluzione ed il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica afferiscono all’esigenza di incrementare le risorse di elaborazione e di archiviazione da perseguire soprattutto attraverso progetti di virtualizzazione ed acquisizione di nuovi sistemi. Risulta altresì necessario implementare gli strumenti di system network management sia per la gestione ed il controllo della produzione informatica, sia per la gestione ed il controllo delle risorse informatiche.
Tali interventi sono sintetizzati nella scheda n. 2.
Gli interventi per lo sviluppo di nuove applicazioni si sostanziano nella realizzazione di nuovi moduli funzionali, che completano ed integrano applicazioni già in esercizio o comunque già realizzate nelle aree sopraindicate. Essi sono riportati nella scheda n. 3.
Tra gli interventi di sviluppo va annoverato il progetto per la realizzazione del sistema informativo direzionale dell’Amministrazione Penitenziaria (SIDAP), il cui nucleo iniziale è stato finanziato con fondi dell’Unione Europea. Esso dovrà essere completato con fondi nazionali. Vedasi la scheda n. 4.
Nella scheda n. 5 sono riportati gli interventi riguardanti l’impiego di tecnologie innovative con i servizi di supporto necessari.
Il sistema giustizia è particolarmente complesso, sia per la numerosità degli uffici che per la loro eterogeneità, afferendo ad esso, oltre che gli uffici giudiziari tutti gli istituti di prevenzione e pena, nonché quelli relativi alla giustizia minorile, oltre naturalmente l’Amministrazione centrale
La gestione dei sistemi informativi viene quindi distinta, per Centri di Responsabilità, al fine di avere una lettura semplificata delle numerose esigenze che questa Amministrazione deve soddisfare.
Si ritiene opportuno precisare che numerosi sistemi informatici, non attengono ad ulteriori utilità del servizio giustizia, ma alla gestione informatizzata di servizi che obbligatoriamente devono essere resi dall’Amministrazione, e pertanto la loro gestione risulta essenziale per il normale svolgimento delle attività.
La spesa relativa, pur operando nell’ottica di una razionalizzazione dei costi, è comunque destinata ad aumentare, con la diffusione dei nuovi sistemi volti a realizzare la completa digitalizzazione della giustizia. Infatti a fronte dei risparmi realizzati, con un contenimento della spesa relativa ai sistemi in uso, comunque subentrano nuovi costi da sostenere con l’avvio in esercizio di numerosi e complessi sistemi destinati a migliorare il servizio giustizia.
Inoltre numerosi progetti presenti nel Piano Triennale 2008-2010 sono in corso di realizzazione e se ne prevede l’avvio in esercizio nel corso del 2008. Tali progetti quali: il protocollo informatico, il sistema Giustizia Minorile, la reingegnerizzazione del sito Giustizia, ecc, sono stati inseriti nel presente piano, tra i sistemi in gestione ed evoluzione, ritenendo la parte progettuale completata nel corso del 2008.
L’incremento delle competenze professionali derivante dalle iniziative formative ed un uso efficiente delle tecnologie permettono di conseguire ulteriori benefici a breve e medio termine, limitando il ricorso all’outsourcing sia per l’assistenza sistemistica che per gli interventi formativi.
In considerazione del ruolo strategico dell’automazione, le corrispondenti attività di addestramento e formazione ne seguono il ciclo continuo di adattamento agli obiettivi di fondo dell’amministrazione; il modello di riferimento per tali attività è un processo di formazione continua, in cui le iniziative specifiche (i corsi ed i seminari) mirano a rispondere a esigenze di aggiornamento professionale da adattare alla realtà lavorativa ambientale e di ruolo.
I corsi di formazione informatica programmati sono in massima parte relativi a: sistemi operativi, middleware, DBMS, software di virtualizzazione, office automation.
La gestione e manutenzione di tutti i sistemi in esercizio comporta la necessità di un presidio interno sempre più qualificato.
Pertanto nell’ambito delle spese di gestione e manutenzione vengono incluse anche i costi delle attività di formazione destinati agli addetti ICT, non abbinate a progetti specifici, ma volte all’arricchimento professionale al fine di supportare al meglio il processo di informatizzazione.