Source: http://aperinsubria.blogspot.com/2012/04/
Timestamp: 2018-06-25 11:27:30+00:00
Document Index: 50956444

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 85', 'art. 2', 'sentenza ']

APeR Insubria: aprile 2012
ULTIM'ORA L'AQUILA. MINISTRO HA FATTO OGGI RICORSO AL TAR ABRUZZO PER ANNULLARE ELEZIONI. ATTENDIAMO DECISIONE TAR SU SOSPENSIVA.
(ANSA) - ROMA, 24 APR - La durata del mandato dei rettori? Nelle università italiane il caos regna sovrano. Quarantuno docenti di 11 atenei stigmatizzano, in una nota da loro sottoscritta, l'interpretazione data dal Governo a quanto previsto a questo proposito dalla legge di riforma dell'università e fanno notare che se tale interpretazione dovesse essere accreditata un certo numero di università si troverebbero dallo scorso primo novembre governate da rettori invalidi e decaduti.
"Secondo la legge le Universit¿ - spiegano i professori - avrebbero dovuto 'adottarè gli statuti tramite approvazione del Senato Accademico entro luglio (art. 1) o ottobre (art. 2, c. 6) 2011. I Rettori che non avessero adempiuto sarebbero stati rimossi (e gli Atenei commissariati); quelli che lo avessero fatto avrebbero fruito di un anno di proroga. Più precisamente, al comma 9 dell'articolo 2 la legge recita: 'Il mandato dei rettori in carica al momento dell'adozione dello statuto di cui ai commi 5 e 6 è prorogato fino al termine dell'anno accademico successivò. Questo adempimento ha consentito ai Rettori il cui mandato sarebbe scaduto il 31 ottobre 2011 di non indire le elezioni, permanendo nella carica. Adesso il Governo spiega - proseguono i docenti - che l'adozione che fa scattare la proroga (unica e per un solo anno accademico) non è questa, ma quella che ne precede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a seguito della correzione per eventuali rilievi. Dunque, secondo il Ministero, fruiscono della proroga: i Rettori che hanno pubblicato in G.U. lo statuto entro il 31 ottobre 2011 (che decadranno il 31 ottobre 2012); i Rettori che, in scadenza 'naturalè in ottobre 2012, avendo approvato lo statuto entro i termini di legge, lo adotteranno 'definitivamentè nei prossimi mesi; questi resteranno in sella per il 2013. Vi sono però (come a Messina o Viterbo) Rettori che erano in scadenza nel 2011. Questi, con il nuovo indirizzo del Governo, sono da ritenersi decaduti. Infatti, non avendo adottato 'definitivamentè lo statuto entro ottobre scorso, non hanno maturato la proroga (che la legge indica come unica e per un solo anno). Cosa fare in questi Atenei? I Decani devono indire nuove elezioni e il Ministro deve commissariare le sedi, a pena di omissione di atto d'ufficio. Il risultato dell'interpretazione governativa - concludono i professori - è quello di mandare a casa subito (per mano dei Decani e del Ministro) o tra qualche settimana (per mano dei Tar aditi) un plotoncino di Rettori". Cosa fare? "Adesso Profumo deve salvaguardare dal caos amministrativo l'Università, ricorrendo ai commissari. Oppure - concludono i 41 - rivedere l'interpretazione creativa della legge e accettare le elezioni dei nuovi Rettori entro il 2012".(ANSA).
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L240/10 - doppia proroga mandato rettori - Lettera aperta al Sen. D'Alia
il 18 Aprile nel question time alla Camera dei Deputati e' stata discussa l'interrogazione 3-02212 che l'Onorevole Binetti ed altri Deputati appartenenti al gruppo parlamentare UDC hanno rivolto al Ministro Profumo a proposito della questione della proroga che consentirebbe ai Rettori di ben 17 atenei il cui mandato scadeva nel 2011, di rimanere in carica per due anni, senza ricorrere alle legittime consultazioni elettorali.
La vicenda si e' risolta con una beffarda replica del Ministro Giarda, il quale, per conto del Ministro Profumo, ha glissato elegantemente sul fatto che i Rettori il cui mandato era scaduto nel 2011 continuano ad occupare il proprio scranno nell'anno corrente grazie alla applicazione dell'articolo 2 comma 9 della legge 240/10, il quale concede un anno (1) di proroga ai Rettori in carica al momento della adozione dello Statuto del proprio ateneo. Con aplomb invidiabile e nessuna vocazione per l'artimetica, il Ministro Giarda, ha affermato che ai Rettori che accogliendo i rilievi del Ministero abbiano ritoccato qua e la il proprio Statuto nel 2012, la legge 240/10, articolo 2 comma 9 concede un anno (1) di proroga per il 2013.
Personalmente - e tanti colleghi concordano con me - ritengo che quella che si sta mettendo in atto ai danni di 17 atenei dislocati in tutta Italia sia una interpretazione "on demand" della legge, che il Ministro ex Rettore, palesando il proprio conflitto di interessi, concede ai suoi ex sodali. L'interpretazione che il Ministro avalla dell'art. 2 comma 9 della legge 240/10, legittimando di fatto la sospensione delle norme di rappresentanza e partecipazione democratica negli atenei è nociva per l'Università: in molti casi si tratta di riconsegnare gli atenei a coloro che li hanno governati per numerosi anni, con i risultati evidenti a tutti, senza consentire al corpo elettorale di esprimere il proprio giudizio nel merito. La scelta del Governo è altresì nociva per l'insegnamento che trasmette alle giovani generazioni, come la stessa On. Binetti sottolineava nella sua controreplica: è palese che si tratta di una forzatura a beneficio di pochi, il messaggio veicolato è che la legge ai nemici si applica e per gli amici si "interpreta". Infine il sottrarre la parola alle urne elettorali, sebbene ciò accada nel microcosmo universitario, non può che nuocere al già precario rapporto tra cittadini, istituzioni e politica.
Al Senato della Repubblica, una interrogazione parlamentare analoga per i contenuti a quella sottoscritta dalla On. Binetti alla Camera, è stata presentata dalla Senatrice Soliani del gruppo PD (rif. 3-02780, data di pubblicazione 4 Aprile).
Posto che uno degli atenei interessato alla questione è quello messinese, la cui situazione certamente a Lei non sfugge, farebbe cosa gradita al gruppo riforma-unime di colleghi dell'Università di Messina in cc e a me, se volesse renderci edotti circa il suo pensiero in merito alla posizione assunta dalla Onorevole Binetti e da altri Deputati appartenenti al Suo stesso partito (uno fra tanti l'Onorevole Naro, anche egli eletto nella circoscrizione messinese) che hanno sottoscritto l'interrogazione 3-02212.
Ove concordasse sulla inopportunità della doppia proroga, preso atto dello sconcerto che le decisioni del Governo hanno provocato nelle comunità accademiche dell'Aquila, Messina, Parma, Perugia, Verona e Viterbo- Tuscia, Le sarei immensamente grata qualora volesse intervenire personalmente sulla questione, promuovendo iniziative che inducano il Governo a rivedere la propria posizione o in alternativa invitando il Ministro Profumo a fornire motivazioni giuridicamente sensate ed eticamente condivisibili a supporto di una decisione che appare ed è profondamente ingiusta.
RingraziandoLa per la cortese attenzione e in attesa di un Suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti
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Proroga Rettori - Lettera del Decano dell'Ateneo di Parma
della Università degli Studi di Parma
Comunico, per assicurare piena trasparenza, che in data odierna ho inviato al Ministro Prof. Francesco Profumo una lettera, che allego alla presente, contenente una richiesta di chiarimenti sulla proroga del mandato del Magnifico Rettore prof. Gino Ferretti.
In attesa d'una risposta da parte del Ministro, porgo cordiali saluti.
Decano dell'Università degli Studi di Parma
Scarica la lettera allegata in pdf - link (154 Kb)
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Proroga Rettori - Lettera USPUR al Ministro Profumo
con la presente esprimiamo vivo apprezzamento per la lettera datata 6 Aprile u.s. a Lei indirizzata dal collega prof. Mario Gattuso, già Preside della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dell’Università di Messina, e assieme a lui, La invitiamo a voler avocare a sé il problema e dare ad esso la soluzione che merita per evitare che si verifichi il traffico poco dignitoso delle proroghe, bene evidenziato nella lettera richiamata. Si ringrazia per la risposta che vorrà darci.
Scarica la lettera in pdf - link (35,5 Kb)
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Statuto Uninsubria: publish and perish... (addendum)
Nella Gazzetta Ufficiale del 31.03.2012 è stato pubblicato lo Statuto di Ateneo. Ai sensi dell’art. 85 comma 1 dello Statuto il Rettore ne ha trasmesso copia a tutto il personale dell’Ateneo.
Di seguito il link relativo alla pubblicazione in GU dello Statuto.
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-03-31&task=sommario&numgu=77&tmstp=1333350794957
Link al nuovo Statuto (251 Kb) - scarica
Link all'intervento del Rettore nel CdA del 6.3.12 (parere su Statuto, 17 Kb) - scarica
Link al post "Statuto Uninsubria: publish and perish..." - apri
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Nell’articolo comparso su La Repubblica del 15/03/12 (“Profumo nella palude dell’università”), il Prof. Boeri conclude la sua disamina ampiamente condivisibile circa le politiche del governo nei confronti di scuola e università, con una chiosa sulla vittima più illustre della fase transitoria di attuazione della legge 240/10: la partecipazione democratica.
Concordiamo pienamente. Stando a rumors insistenti infatti, i Rettori il cui mandato naturale sarebbe scaduto nel 2011 (già prorogati di un anno dalla legge 240/10), qualora lo Statuto approvato dai loro Atenei dovesse essere emendato in accordo ai rilievi ministeriali, potrebbero godere di un ulteriore anno di permanenza in carica. Una abnormità, se pensiamo che la proroga degli organi è prevista dalla Costituzione solamente per Governo e Parlamento in caso di guerra!
A più di un anno dalla entrata in vigore della legge, l'elenco dei nuovi statuti pubblicati in Gazzetta Ufficiale, reperibile sul sito web della CRUI, mostra che ben oltre la metà delle istituzioni universitarie statali continua a dibattersi tra il vecchio e il nuovo, consumando una lenta agonia nella quale, mentre di fatto si impedisce il rinnovo degli organi elettivi giunti a scadenza, si naviga a vista lungo l’iter dei decreti e regolamenti a corollario della 240/10, con un approdo a regime previsto non prima di qualche anno. Al lento decorso della legge si aggiungono le tattiche dilatorie poste in essere da alcuni Rettori che, non potendo riproporsi alla guida del proprio Ateneo a causa del numero consecutivo di mandati maturato, esercitano spregiudicatamente l’immobilismo come unico strumento del quale dispongono per ipotecare con il proprio imprinting la governance delineata dalle nuove norme statutarie.
Formuliamo pertanto l’invito al Ministro Profumo ad applicare la Legge 240/10 senza avallare interpretazioni inverosimili sul “momento di adozione dello statuto di cui ai commi 5 e 6” . Lo stesso Ministero, d’altronde, assistito dall’Avvocatura dello Stato, invoca nel suo ricorso contro l’Università di Catania una “applicazione rigorosa” dell’art. 2, comma 9, della legge 240/10, rammentando la sentenza del TAR che confermava la decadenza di un Preside il cui mandato era scaduto il 31 ottobre 2011.
I Rettori che usufruiscono della proroga ope legis di un anno devono, in base a quanto stabilito dalla Legge 240/10, cessare dal mandato alla scadenza prevista. Impedendo che a proroga si aggiunga proroga si consentirà finalmente al corpo accademico ed a tutte le componenti delle Università di esprimersi liberamente nelle legittime e non ulteriormente procrastinabili consultazioni elettorali, al fine di garantire il ritorno ad una gestione autenticamente democratica e condivisa della istituzione universitaria.
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