Source: https://www.laleggepertutti.it/290857_intercettazioni-telefoniche-ultime-sentenze
Timestamp: 2020-02-21 09:42:30+00:00
Document Index: 177430186

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 162', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 185', 'art. 2']

Intercettazioni telefoniche; inutilizzabilità delle intercettazioni; rapporti tra giudizio penale e giudizio disciplinare; nullità degli atti autorizzativi delle intercettazioni telefoniche e valutabilità in sede disciplinare quali fatti storici; fornitura del servizio di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.
Con riferimento alla motivazione della sentenza, non è sufficiente il riferimento alle intercettazioni telefoniche senza l’esame del loro contenuto e della loro sequenza logica e cronologica.
1 Intercettazioni autorizzate da un’autorità giudiziaria incompetente
2 Proroga delle intercettazioni telefoniche
3 La nullità degli atti autorizzativi delle intercettazioni telefoniche
4 Gara per l’affidamento dei servizi di intercettazione telefonica, telematica e ambientale
5 La denuncia anonima
6 Utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche
7 Motivazione della sentenza e intercettazioni telefoniche
8 La decisione basata su una prova invalida
9 La finalità di spaccio provata dalle intercettazioni telefoniche
10 Intercettazioni: quando sono inutilizzabili?
11 Illecito disciplinare magistrato
Intercettazioni autorizzate da un’autorità giudiziaria incompetente
Gli artt. 325 §. 1 TFUE, 1 §.1, lett. b) e 2 §.1 della Convenzione elaborata in base all’articolo K.3 del trattato sull’UE, relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, letti alla luce della Carta di Nizza, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano, con riferimento al principio di effettività delle azioni penali relative a reati in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA), all’applicazione, da parte del giudice nazionale, di una norma nazionale a tenore della quale devono essere esclusi da un procedimento penale elementi di prova, quali le intercettazioni telefoniche, che richiedono una preventiva autorizzazione giudiziaria, qualora l’autorizzazione di cui trattasi sia stata rilasciata da un’autorità giudiziaria incompetente, persino quando solo tali elementi di prova siano atti a dimostrare la commissione dei reati di cui trattasi.
Corte giustizia UE sez. IV, 17/01/2019, n.310
Proroga delle intercettazioni telefoniche
Costituisce causa di incompatibilità con la funzione di giudice dell’udienza preliminare l’aver autorizzato, quale giudice delle indagini preliminari, la proroga delle intercettazioni telefoniche, trattandosi di attività che comporta valutazioni di merito delle questioni oggetto del giudizio, quali la permanenza degli indizi di reato e dei presupposti normativi legittimanti l’attività captativa.
Cassazione penale sez. II, 28/11/2018, n.55231
La nullità degli atti autorizzativi delle intercettazioni telefoniche
La sopravvenuta dichiarazione di nullità degli atti di autorizzazione delle intercettazioni telefoniche sulla cui base è stata formulata l’accusa per i reati da cui il ricorrente è stato dichiarato prosciolto, può incidere unicamente sul profilo della congruità dell’istruttoria svolta e della corretta valutazione dei mezzi di prova raccolti in ambito disciplinare, ferma la sua non idoneità ad inibire lo svolgimento del procedimento disciplinare.
La non utilizzabilità delle intercettazioni in ragione della dichiarata nullità dei relativi atti di autorizzazione, nell’esplicare i suoi effetti sul piano processuale penale — quale conseguenza del mancato rispetto delle prescritte formalità, che si pongono in rapporto di strumentalità rispetto alle garanzie dei diritti dell’indagato e al diritto sostanziale penale — non fa venire meno la loro valutabilità in sede disciplinare quali fatti storici, alla cui stregua comporre il complessivo quadro probatorio su cui deve poggiare l’accertamento della responsabilità disciplinare dell’incolpato.
T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. I, 21/02/2019, n.521
Gara per l’affidamento dei servizi di intercettazione telefonica, telematica e ambientale
La discrezionalità che connota le procedure ex art. 162, d.lg. 18 aprile 2016 n. 50 non può essere costretta nell’ambito predeterminato della mera verifica delle informazioni richieste, nel senso che la Procura si sarebbe autovincolata ad una mera verifica delle informazioni fornite dalle ditte richiedenti l’accreditamento presso la Procura stessa, ai fini della fornitura del servizio di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.
Invero, le informazioni acquisite dalla Procura non sono fini a sé stesse, ma funzionali all’esercizio dei poteri discrezionali di verifica dei requisiti di trasparenza e affidabilità propri della Stazione Appaltante, che non sono riconducibili alla semplice verifica della veridicità delle informazioni trasmesse dai partecipanti.
T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 26/10/2018, n.2408
L’apporto conoscitivo dell’esposto anonimo è limitato nell’ambito della c.d. pre-inchiesta, ossia nella fase in cui gli organi investiganti ricercano elementi utili per l’individuazione della notizia di reato e che si caratterizza, da un lato (sotto il profilo procedurale), per l’atipicità e l’informalità delle attività svolte sia dal pubblico ministero, che dalla polizia giudiziaria; dall’altro, sotto il profilo cronologico, per la collocazione in un momento antecedente all’avvio delle indagini preliminari.
La denuncia anonima, dunque, non può essere posta a fondamento di atti tipici di indagine e quindi non è possibile procedere a perquisizioni, sequestri e intercettazioni telefoniche, trattandosi di atti che implicano e presuppongono l’esistenza di indizi di reità.
Tuttavia, gli elementi contenuti nelle denunce anonime possono stimolare l’attività di iniziativa del pubblico ministero e della polizia giudiziaria al fine di assumere dati conoscitivi, diretti a verificare se dall’anonimo possano ricavarsi estremi utili per l’individuazione di una notitia criminis.
T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 23/10/2018, n.10268
Utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche
I risultati delle intercettazioni telefoniche legittimamente acquisiti nell’ambito di un procedimento penale inizialmente unitario sono utilizzabili anche nel caso in cui il procedimento sia successivamente frazionato a causa della eterogeneità delle ipotesi di reato e dei soggetti indagati, atteso che, in tal caso, non trova applicazione l’articolo 270 del codice di procedura penale che postula l’esistenza di procedimenti ab origine tra loro distinti.
Cassazione penale sez. VI, 16/10/2018, n.10893
Motivazione della sentenza e intercettazioni telefoniche
In tema di motivazione della sentenza non è sufficiente fare riferimento alle intercettazioni telefoniche senza esaminare il contenuto delle singole telefonate e la loro sequenza logica e cronologica. (Nel caso di specie, si trattava del reato di importazione di 22 Kg di hashish).
Corte appello Torino sez. I, 27/09/2018, n.5772
La decisione basata su una prova invalida
Il principio dell’invalidità derivata previsto dall’art. 185 cod. proc. pen. non è applicabile con riferimento alla inutilizzabilità, sicchè la decisione che si basi su prova vietata non è di per sé invalida, potendo al più ritenersi nulla per difetto di motivazione, qualora non sussistano prove, ulteriori e diverse da quelle inutilizzabili, idonee a giustificarla.
(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto infondata l’eccezione di inutilizzabilità derivata di intercettazioni telefoniche autorizzate sulla base dell’apporto conoscitivo di precedenti intercettazioni, di cui anche si assumeva l’inutilizzabilità, senza che fosse stato adeguatamente specificato il rapporto di derivazione).
Cassazione penale sez. VI, 12/09/2018, n.5457
La finalità di spaccio provata dalle intercettazioni telefoniche
La finalità di spaccio della detenzione di sostanza stupefacente deve essere provata dalla pubblica accusa non potendo farsi carico dell’imputato di provare la destinazione all’uso personale.(Nel caso di specie, la finalità dello spaccio della sostanza acquistata per poi essere rivenduta era provata dalle intercettazioni telefoniche).
Tribunale Napoli Nord sez. II, 31/07/2018, n.2127
Intercettazioni: quando sono inutilizzabili?
La mancanza di motivazione dei decreti che autorizzano o prorogano le operazioni di intercettazioni telefoniche o tra presenti e di quelli che convalidano i decreti emessi in caso d’urgenza dal pubblico ministero, così come la motivazione meramente apparente, comporta l’inutilizzabilità dei risultati delle operazioni captative.
(Nella fattispecie la Corte ha ritenuto apparente la motivazione dei decreti di convalida e di proroga contenuta in moduli prestampati – compilati a penna solo quanto al numero del procedimento e dei decreti, al nome del giudice, alla data del decreto da convalidare e della richiesta di proroga, al numero dell’utenza interessata e al nome del suo utilizzatore – e consistente in una formula di stile, utilizzabile per qualsiasi atto da convalidare o da prorogare, sostanzialmente ripetitiva della formula normativa, in quanto non espressiva dell'”iter” cognitivo e valutativo seguito dal giudice per la delibazione della richiesta).
Cassazione penale sez. IV, 10/07/2018, n.48543
Illecito disciplinare magistrato
La condotta del magistrato, tradottasi nell’attività interpretativa e applicativa di norme di diritto, è censurabile sotto il profilo disciplinare nel solo caso in cui il provvedimento giurisdizionale sia stato adottato sulla base di un errore macroscopico o di una negligenza grave e inescusabile, rivelatrice di scarsa ponderazione, approssimazione, frettolosità o limitata diligenza, idonee a riverberarsi negativamente sulla credibilità del magistrato o sul prestigio dell’ordine giudiziario.
(Nella specie, relativa ad un caso in cui un P.M. e un G.I.P., rispettivamente nella richiesta e nell’ordinanza con cui venivano concesse misure cautelari a carico degli indagati, avevano trascritto alcune intercettazioni telefoniche nelle quali gli interlocutori indicavano il questore come colui che proteggeva uno degli indagati, senza però disporre la sua iscrizione nel registro delle notizie di reato, la S.C. ha escluso che potesse considerarsi integrato l’illecito disciplinare di cui all’art. 2, comma 1, lett. d) del d.lgs. n. 109 del 2006, atteso che l’apprezzamento della idoneità della suddetta trascrizione a delineare maggiormente il quadro indiziario a carico degli indagati, risolvendosi nella formulazione di un giudizio in ordine alla valenza probatoria degli elementi complessivamente addotti a sostegno della richiesta e, poi, della concessione della misura cautelare, doveva essere rimessa alla valutazione discrezionale dei magistrati interessati, e dunque essere sottratta al sindacato del giudice disciplinare).
Cassazione civile sez. un., 02/05/2019, n.11586