Source: http://www.agrinews.info/normativa/decreto-legislativo-29-dicembre-2011-n-230-modifiche-ed-integrazioni-al-decreto-legislativo-27-gennaio-2010-n-11-recante-attuazione-della-direttiva-200764ce-relativa-ai-servizi-di-pagamento-n/
Timestamp: 2018-01-22 05:53:04+00:00
Document Index: 139314739

Matched Legal Cases: ['art.   5', 'art. 1', 'art.  117', 'art.  114', 'art. 4', 'art. 114', 'art.\n2436', 'art. 2447', 'art.\n2447', 'art.\n114', 'art.   114', 'art. 91', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 59', 'art. 2', 'art.  116', 'art.  1', 'art. 64', 'art.  1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 88', 'art.  95', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  2', 'art. 3', 'art.  2', 'art.  2', 'art.  2447', 'art. 114', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 106', 'art.  2', 'art.\n2', 'art. 114', 'art. 114', 'art.  126', 'art.  3', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n9', 'in fine', 'art. 114', 'art. 19', 'art. 114', 'art. 26', 'art.  114', 'art. 1', 'art. 114']

DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 230 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva 97/5/CE. (12G0014) - (GU n. 31 del 7-2-2012 | Agrinews.info
<MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – DECRETO 23 gennaio 2012
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 novembre 2011, n. 231 – Regolamento di attuazione dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, relativamente all’individuazione delle particolari esigenze connesse all’espletamento delle attivita’ del Dipartimento della protezione civile, nel conseguimento delle finalita’ proprie dei servizi di protezione civile. (12G0017) – (GU n. 32 del 8-2-2012>
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 230 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva 97/5/CE. (12G0014) – (GU n. 31 del 7-2-2012
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 230 - Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva 97/5/CE. (12G0014) - (GU n. 31 del 7-2-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/02/2012
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011 , n. 230
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010,  n.
11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi
di pagamento nel mercato interno, recante  modifica  delle  direttive
97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva
97/5/CE. (12G0014)
Visto il decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  11,  recante
attuazione  della  direttiva  2007/64/CE,  relativa  ai  servizi   di
pagamento nel  mercato  interno,  recante  modifica  delle  direttive
97/7/CE,  2002/65/CE,  2005/60/CE,  2006/48/CE,  e  che   abroga   la
direttiva 97/5/CE;
Visto il decreto legislativo 28  febbraio  2005,  n.  38,  relativo
all’esercizio delle opzioni previste dall’articolo 5 del  regolamento
CE n. 1606/2002 in materia di principi contabili internazionali;
Vista la legge 7 luglio  2009,  n.  88,  recante  disposizioni  per
alle Comunita’ europee, legge comunitaria  2008,  ed  in  particolare
l’articolo 1;
adottata nella riunione del 22 settembre 2011;
deputati;
Considerato  che  la  competente  Commissione  del   Senato   della
Repubblica non ha espresso il proprio parere nei termini prescritti;
riunione del 23 dicembre 2011;
Sulla proposta dei Ministri per gli affari europei e  dell’economia
e delle finanze, di concerto con  i  Ministri  degli  affari  esteri,
della giustizia, dello sviluppo  economico,  dell’interno  e  per  la
pubblica amministrazione e la semplificazione;
Normativa contabile
1. All’articolo 114-terdecies del decreto legislativo 1°  settembre
1993, n. 385,  cosi’  come  modificato  dal  decreto  legislativo  27
gennaio  2010,  n.  11,  dopo  le  parole:  «4.  Con  riferimento  al
patrimonio destinato l’istituto di pagamento  tiene  separatamente  i
libri e le scritture contabili  prescritti  dagli  articoli  2214,  e
seguenti, del codice civile,  nel  rispetto  dei  principi  contabili
internazionali.»  sono  aggiunte,  in   fine,   le   seguenti:   «Gli
amministratori redigono un  separato  rendiconto  per  il  patrimonio
destinato, da  allegare  al  bilancio  d’esercizio  dell’istituto  di
pagamento.».
2. All’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto legislativo  27
gennaio 1992, n. 87, le parole: «di cui ai titoli  V  e  V-bis»  sono
sostituite dalle seguenti: «di cui ai titoli V, V-bis e V-ter».
3. Al decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38,  sono  apportate
a) all’articolo 2, comma 1,  lettera  c),  dopo  le  parole:  «le
societa’ di intermediazione mobiliare di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera e), del decreto legislativo n. 58 del 1998» sono inserite  le
seguenti: «le capogruppo dei gruppi di SIM iscritti nell’albo di  cui
all’articolo 11, comma 1-bis,  del  decreto  legislativo  n.  58  del
1998;»;
b) all’articolo 2, comma 1, lettera  c),  dopo  le  parole:  «gli
istituti di moneta elettronica di cui al  titolo  V-bis  del  decreto
legislativo n. 385 del  1993»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «;  gli
istituti di pagamento di cui al titolo V-ter del decreto  legislativo
n. 385 del 1993»;
c) all’articolo 4, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
«6-bis. Le societa’ di cui  ai  commi  1,  2  e  3  per  le  quali,
successivamente alla redazione  di  un  bilancio  in  conformita’  ai
principi contabili internazionali, vengono  meno  le  condizioni  per
l’applicazione obbligatoria di tali principi, hanno  la  facolta’  di
continuare  a  redigere  il  bilancio  in  conformita’  ai   principi
contabili internazionali.»;
d) all’articolo 4, comma 7, le parole: «previste dai commi 4, 5 e
6» sono sostituite dalle seguenti: «previste dai  commi  4,  5,  6  e
6-bis»;
e) all’articolo 8, dopo il comma  1  e’  aggiunto,  in  fine,  il
«1-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 1, i  rendiconti  dei
patrimoni destinati costituiti  ai  sensi  dell’articolo  114-novies,
comma 4, del decreto legislativo n. 385 del 1993 sono sempre  redatti
in conformita’ ai principi contabili internazionali.»;
f) all’articolo 9, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. I poteri della Banca d’Italia di cui agli articoli 5, comma  1,
e 45 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, sono esercitati,
per i soggetti di cui alla lettera c) del comma  1  dell’articolo  2,
per i patrimoni destinati di cui all’articolo 8, comma 1-bis, nonche’
per le societa’ finanziarie iscritte nell’albo  di  cui  all’articolo
106 del decreto legislativo n. 385 del 1993 che abbiano esercitato le
facolta’ di cui agli articoli  3  e  4,  nel  rispetto  dei  principi
contabili internazionali.».
–  Il  decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  11
(Attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi
di pagamento nel mercato interno,  recante  modifica  delle
direttive 97/7/CE, 2002/65/CE,  2005/60/CE,  2006/48/CE,  e
che abroga  la  direttiva  97/5/CE),  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 2010, n. 36, S.O.
– Il  decreto  legislativo  28  febbraio  2005,  n.  38
(Esercizio  delle  opzioni   previste   dall’art.   5   del
regolamento  (CE)  n.  1606/2002  in  materia  di  principi
contabili internazionali),  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 21 marzo 2005, n. 66.
– La legge 7  luglio  2009,  n.  88  (Disposizioni  per
l’adempimento  di  obblighi   derivanti   dall’appartenenza
dell’Italia alle  Comunita’  europee  –  Legge  comunitaria
2008), e’ pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  14  luglio
2009, n. 161, S.O.
– Si riporta il testo dell’art. 1 della citata legge n.
88 del 2009:
adottare, entro la  scadenza  del  termine  di  recepimento
fissato dalle  singole  direttive,  i  decreti  legislativi
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati  A  e
B. Per le direttive elencate negli allegati A e  B  il  cui
termine di recepimento sia gia’ scaduto  ovvero  scada  nei
tre mesi successivi alla data di entrata  in  vigore  della
presente legge,  il  Governo  e’  delegato  ad  adottare  i
di entrata in vigore della presente legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B che non prevedono un  termine
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A,  sono
Repubblica perche’ su di essi sia espresso  il  parere  dei
del parere parlamentare di cui al presente comma  ovvero  i
diversi termini previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta
giorni che precedono la scadenza dei  termini  previsti  ai
commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati
di novanta giorni.
corredati    dei     necessari     elementi     integrativi
d’informazione, per i pareri definitivi  delle  Commissioni
parlamentari  competenti  per  i  profili  finanziari,  che
6. I decreti legislativi, relativi  alle  direttive  di
cui agli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’art.  117,
quinto  comma,  della  Costituzione,   nelle   materie   di
politiche europee ogni sei mesi informa altresi’ la  Camera
dei deputati e il Senato della Repubblica  sullo  stato  di
modalita’ di individuazione delle stesse  da  definire  con
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di
dalla data di ritrasmissione, i decreti sono emanati  anche
–  Il  decreto  legislativo  27  gennaio  1992,  n.  87
(Attuazione della  direttiva  n.  86/635/CEE,  relativa  ai
conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e  degli
altri istituti finanziari, e della direttiva n. 89/117/CEE,
relativa  agli  obblighi  in  materia  di  pubblicita’  dei
documenti contabili  delle  succursali,  stabilite  in  uno
Stato membro, di enti creditizi ed istituti finanziari  con
sede sociale fuori di  tale  Stato  membro)  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 14 febbraio 1992, n. 37, S.O.
– Il decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385
(Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia),
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30  settembre  1993,
n. 230, S.O.
– Si  riporta  il  testo  dell’art.  114-terdecies  del
citato decreto legislativo n. 385 del 1993, come modificato
dall’art. 4, comma 7, del presente decreto:
«Art. 114-terdecies (Patrimonio destinato).  –  1.  Gli
istituti  di  pagamento  che   svolgano   anche   attivita’
imprenditoriali diverse dalla prestazione  dei  servizi  di
pagamento, autorizzati ai sensi dell’art. 114-novies, comma
4,  devono  costituire  un  patrimonio  destinato  per   la
prestazione dei servizi di  pagamento  e  per  le  relative
attivita’  accessorie  e  strumentali.  A  tal  fine   essi
adottano   apposita   deliberazione   contenente   l’esatta
descrizione dei beni e dei rapporti giuridici  destinati  e
delle  modalita’  con  le  quali  e’  possibile   disporre,
integrare e sostituire elementi del  patrimonio  destinato.
La deliberazione e’ depositata e iscritta a norma dell’art.
2436  del  codice  civile.  Si  applica  il  secondo  comma
dell’art. 2447-quater del codice civile.
2. Decorso il termine di cui al secondo comma dell’art.
2447-quater del codice civile ovvero dopo l’iscrizione  nel
registro delle imprese del provvedimento del tribunale  ivi
previsto, i beni e i rapporti  giuridici  individuati  sono
destinati esclusivamente  al  soddisfacimento  dei  diritti
degli utenti dei servizi di pagamento e di  quanti  vantino
diritti derivanti dall’esercizio delle attivita’ accessorie
e strumentali e costituiscono patrimonio separato  a  tutti
gli effetti da quello dell’istituto e dagli altri eventuali
patrimoni destinati. Fino al completo  soddisfacimento  dei
diritti dei soggetti a cui  vantaggio  la  destinazione  e’
effettuata,  sul  patrimonio  destinato  e  sui  frutti   e
proventi da esso derivanti sono ammesse azioni  soltanto  a
tutela dei diritti dei predetti soggetti. Si applica l’art.
114-duodecies, comma 2.
3. In  caso  di  incapienza  del  patrimonio  destinato
l’istituto di  pagamento  risponde  anche  con  il  proprio
patrimonio delle obbligazioni nei  confronti  degli  utenti
dei servizi  di  pagamento  e  di  quanti  vantino  diritti
derivanti  dall’esercizio  delle  attivita’  accessorie   e
4. Con riferimento al patrimonio  destinato  l’istituto
di pagamento tiene separatamente i  libri  e  le  scritture
contabili prescritti dagli articoli 2214, e  seguenti,  del
codice  civile,  nel  rispetto   dei   principi   contabili
internazionali. Gli  amministratori  redigono  un  separato
rendiconto per il  patrimonio  destinato,  da  allegare  al
bilancio d’esercizio dell’istituto di pagamento.
5. In caso di sottoposizione  a  procedura  concorsuale
del soggetto autorizzato alla  prestazione  di  servizi  di
pagamento  ai  sensi   dell’art.   114-novies,   comma   4,
l’amministrazione del patrimonio  destinato  e’  attribuita
agli organi della procedura, che  provvedono  con  gestione
separata alla liquidazione dello stesso secondo  le  regole
ordinarie.  Gli  ordini  di  pagamento   e   le   attivita’
accessorie e strumentali a valere sul patrimonio  destinato
che siano state avviate prima  dell’avvio  della  procedura
continuano ad avere esecuzione  e  ad  esso  continuano  ad
applicarsi le previsioni contenute nel presente articolo. A
decorrere  dalla  data  di  apertura  della  procedura  non
possono essere accettati  nuovi  ordini  di  pagamento  ne’
stipulati  nuovi  contratti.  Gli  organi  della  procedura
possono trasferire o affidare in gestione a banche o  altri
intermediari autorizzati alla  prestazione  di  servizi  di
pagamento, i beni e i  rapporti  giuridici  ricompresi  nel
patrimonio destinato e  le  relative  passivita’.  Ai  fini
della liquidazione  del  patrimonio  destinato  si  applica
l’art. 91, commi 2 e 3, intendendosi equiparati gli  utenti
dei servizi di pagamento ai  clienti  aventi  diritto  alla
restituzione di strumenti finanziari.
6. La Banca d’Italia puo’ nominare un  liquidatore  per
gli adempimenti di cui al comma 5, in  luogo  degli  organi
della procedura, ove cio’  sia  necessario  per  l’ordinata
liquidazione del patrimonio destinato.
7. Il tribunale competente per l’avvio della  procedura
concorsuale del soggetto autorizzato  alla  prestazione  di
servizi  di  pagamento  informa  la  Banca  d’Italia  della
pendenza del procedimento.
7-bis. Ai patrimoni destinati costituiti ai  sensi  del
presente   articolo   si   applicano   esclusivamente    le
disposizioni del codice civile espressamente richiamate.».
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 1, del  citato
decreto legislativo n. 87 del  1992,  come  modificato  dal
«Art. 1 (Ambito d’applicazione). – 1.  Le  disposizioni
del presente decreto si applicano:
b) alle societa’ di gestione previste dalla legge  23
marzo 1983, n. 77;
c) alle societa’ finanziarie  capogruppo  dei  gruppi
bancari iscritti nell’albo;
d) alle societa’ previste dalla legge 2 gennaio 1991,
e) ai soggetti di cui ai titoli V, V-bis e V-ter  del
testo unico delle leggi in materia  bancaria  e  creditizia
emanato ai sensi dell’art. 25,  comma  2,  della  legge  19
febbraio 1992, n.  142,  nonche’  alle  societa’  esercenti
altre attivita’ finanziarie indicate nell’art. 59, comma 1,
lettera b), dello stesso testo unico.».
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 1, del  citato
decreto legislativo n. 38 del  2005,  come  modificato  dal
«Art. 2 (Ambito di  applicazione).  –  1.  Il  presente
decreto si applica a:
a) le societa’ emittenti strumenti finanziari ammessi
alla negoziazione in  mercati  regolamentati  di  qualsiasi
Stato membro dell’Unione europea, diverse da quelle di  cui
alla lettera d);
b) le societa’ aventi  strumenti  finanziari  diffusi
tra il pubblico di  cui  all’art.  116  testo  unico  delle
disposizioni in materia di intermediazione finanziaria,  di
cui al decreto legislativo  24  febbraio  1998,  n.  58,  e
successive modificazioni, diverse da  quelle  di  cui  alla
lettera d);
c) le banche italiane di cui  all’art.  1  del  testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia  di  cui
al  decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,  e
successive   modificazioni;   le    societa’    finanziarie
capogruppo dei gruppi bancari  iscritti  nell’albo  di  cui
all’art. 64 del decreto legislativo n.  385  del  1993;  le
societa’ di intermediazione mobiliare di  cui  all’art.  1,
comma 1, lettera e), del  decreto  legislativo  n.  58  del
1998; le capogruppo dei gruppi di SIM iscritti nell’albo di
cui all’art. 11, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 58
del 1998; le societa’ di  gestione  del  risparmio  di  cui
all’art. 1, lettera o), del decreto legislativo n.  58  del
1998; le societa’ finanziarie  iscritte  nell’albo  di  cui
all’art. 107 del decreto legislativo n. 385 del  1993;  gli
istituti di moneta elettronica di cui al titolo  V-bis  del
decreto legislativo  n.  385  del  1993;  gli  istituti  di
pagamento di cui al titolo V-ter del decreto legislativo n.
385 del 1993;
d) le societa’  che  esercitano  le  imprese  incluse
nell’ambito di applicazione dell’art. 88, commi 1  e  2,  e
quelle di cui  all’art.  95,  comma  2,  del  codice  delle
assicurazioni private;
e)  le  societa’  incluse,  secondo   i   metodi   di
consolidamento integrale, proporzionale  e  del  patrimonio
netto, nel  bilancio  consolidato  redatto  dalle  societa’
indicate alle lettere da a) a d),  diverse  da  quelle  che
possono redigere il bilancio in forma abbreviata, ai  sensi
dell’art. 2435-bis del codice civile, e diverse  da  quelle
indicate alle lettere da a) a d);
f)  le  societa’  diverse  da  quelle  indicate  alle
lettere da a)  ad  e)  e  diverse  da  quelle  che  possono
redigere  il  bilancio  in  forma  abbreviata,   ai   sensi
dell’art. 2435-bis  del  codice  civile,  che  redigono  il
bilancio consolidato;
g)  le  societa’  diverse  da  quelle  indicate  alle
lettere da a)  ad  f)  e  diverse  da  quelle  che  possono
dell’art. 2435-bis del codice civile.».
– Si riporta il testo degli  articoli  4,  8  e  9  del
citato decreto legislativo n. 38 del 2005, come  modificati
«Art. 4 (Bilancio di esercizio). – 1.  Le  societa’  di
cui alle lettere a),  b)  e  c)  dell’art.  2  redigono  il
bilancio di esercizio in conformita’ ai principi  contabili
internazionali, a partire dall’esercizio chiuso o in  corso
al 31 dicembre 2006.
2. Le  societa’  di  cui  alle  lettere  a),  b)  e  c)
dell’art. 2 hanno la facolta’ di redigere  il  bilancio  di
esercizio   in   conformita’    ai    principi    contabili
internazionali, per l’esercizio chiuso o  in  corso  al  31
dicembre 2005.
3. Le societa’ di cui alla lettera d) dell’art. 2,  che
emettono strumenti finanziari ammessi alla negoziazione  in
mercati regolamentati di qualsiasi Stato membro dell’Unione
europea  e  che  non  redigono  il  bilancio   consolidato,
redigono  il  bilancio  di  esercizio  in  conformita’   ai
principi contabili internazionali, a partire dall’esercizio
chiuso o in corso al 31 dicembre 2006.
4. Le societa’ di cui alla lettera e) dell’art. 2 hanno
la  facolta’  di  redigere  il  bilancio  di  esercizio  in
conformita’ ai principi contabili internazionali, a partire
dall’esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005.
5. Le societa’ di cui alla lettera f) dell’art.  2  che
esercitano la facolta’ di cui all’art. 3,  comma  2,  e  le
societa’ di  cui  alla  lettera  g)  dell’art.  2  incluse,
secondo i metodi di consolidamento integrale, proporzionale
e del patrimonio  netto,  nel  bilancio  consolidato  dalle
prime redatto hanno la facolta’ di redigere il bilancio  di
al 31 dicembre 2005.
6. Le societa’ di cui  alla  lettera  g)  dell’art.  2,
diverse da quelle di cui  al  precedente  comma,  hanno  la
facolta’  di  redigere  il   bilancio   di   esercizio   in
dall’esercizio  individuato  con   decreto   del   Ministro
dell’economia  e  delle  finanze  e  del   Ministro   della
6-bis. Le societa’ di cui ai commi 1,  2  e  3  per  le
quali, successivamente alla redazione  di  un  bilancio  in
conformita’ ai principi contabili  internazionali,  vengono
meno le condizioni per l’applicazione obbligatoria di  tali
principi, hanno la facolta’ di  continuare  a  redigere  il
bilancio   in    conformita’    ai    principi    contabili
7. La scelta effettuata  in  esercizio  delle  facolta’
previste dai commi 4, 5, 6 e 6-bis non e’ revocabile, salvo
che  ricorrano   circostanze   eccezionali,   adeguatamente
illustrate    nella    nota     integrativa,     unitamente
all’indicazione degli effetti sulla rappresentazione  della
situazione  patrimoniale  e  finanziaria  e  del  risultato
economico  della  societa’.  In  ogni  caso,  il   bilancio
relativo all’esercizio nel corso del quale e’ deliberata la
revoca della scelta e’ redatto in conformita’  ai  principi
contabili internazionali.
7-bis. I principi contabili  internazionali,  che  sono
adottati   con   regolamenti   UE   entrati    in    vigore
successivamente al 31 dicembre  2010,  si  applicano  nella
redazione  dei  bilanci  d’esercizio   con   le   modalita’
individuate a seguito della procedura  prevista  nel  comma
7-ter.
7-ter.  Con  decreto  del  Ministro  della   giustizia,
emanato entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in
vigore dei  regolamenti  UE  di  cui  al  comma  7-bis,  di
concerto con il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,
acquisito il parere dell’Organismo italiano di contabilita’
e sentiti la Banca d’Italia,  la  CONSOB  e  l’ISVAP,  sono
stabilite  eventuali  disposizioni  applicative   volte   a
realizzare,  ove  compatibile,  il  coordinamento   tra   i
principi medesimi e la disciplina di cui al  titolo  V  del
libro V del codice civile, con  particolare  riguardo  alla
funzione del bilancio di esercizio.
7-quater. Il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze
provvede, ove necessario, entro sessanta giorni dalla  data
di entrata in vigore del decreto di cui al comma 7-ter,  ad
emanare eventuali  disposizioni  di  coordinamento  per  la
determinazione della base imponibile dell’IRES e dell’IRAP.
In caso di mancata emanazione del decreto di cui  al  comma
7-ter, le disposizioni di cui al  periodo  precedente  sono
emanate entro centocinquanta giorni dalla data  di  entrata
in vigore del regolamento UE.».
«Art. 8 (Patrimoni destinati). – 1. Se il  bilancio  di
esercizio o il bilancio consolidato sono redatti, ai  sensi
del presente decreto, in conformita’ ai principi  contabili
internazionali, ad essi e’ allegato, per ciascun patrimonio
destinato costituito ai  sensi  dell’art.  2447-bis,  primo
comma,  lettera  a),  del  codice   civile,   un   separato
rendiconto redatto in  conformita’  ai  principi  contabili
1-bis. In deroga a  quanto  previsto  dal  comma  1,  i
rendiconti dei  patrimoni  destinati  costituiti  ai  sensi
dell’art. 114-novies, comma 4, del decreto  legislativo  n.
385 del 1993 sono sempre redatti in conformita’ ai principi
«Art. 9 (Poteri delle autorita’). – 1. I  poteri  della
Banca d’Italia di cui agli articoli 5, comma 1,  e  45  del
decreto  legislativo  27  gennaio   1992,   n.   87,   sono
esercitati, per i soggetti di cui alla lettera c) del comma
1 dell’art. 2, per i patrimoni destinati di cui all’art. 8,
comma 1-bis, nonche’ per le societa’  finanziarie  iscritte
nell’albo di cui all’art. 106 del  decreto  legislativo  n.
385 del 1993 che abbiano esercitato le facolta’ di cui agli
articoli  3  e  4,  nel  rispetto  dei  principi  contabili
3. La Commissione nazionale per le societa’ e la  borsa
predispone gli schemi di bilancio per le  societa’  di  cui
alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art.  2,  diverse  da
quelle di cui alle lettere c) e d) del  comma  1  dell’art.
2.».
Ulteriori modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11
1. All’articolo 114-decies del  decreto  legislativo  1°  settembre
gennaio 2010, n. 11, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
«4-bis. Gli istituti di pagamento  comunitari,  che  ai  sensi  dei
commi 1 e 4  prestano  servizi  di  pagamento  in  Italia,  concedono
credito collegato all’emissione o alla gestione di carte  di  credito
nel rispetto delle condizioni stabilite dalla Banca d’Italia.  Quando
queste  ultime  non  ricorrono,  l’esercizio  di  tale  attivita’  e’
subordinato al rilascio dell’autorizzazione; si  applica,  in  quanto
compatibile, l’articolo 114-novies.».
2. All’articolo 126-ter del decreto legislativo 1° settembre  1993,
n. 385, cosi’ come modificato  dal  decreto  legislativo  27  gennaio
2010, n. 11, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma  1,  la  parola:  «addebitare»  e’  sostituita  dalla
seguente: «richiedere»;
«2. Il prestatore di servizi di pagamento e l’utilizzatore  possono
concordare le spese relative  a  informazioni  supplementari  o  piu’
frequenti, rispetto a quelle rese ai sensi di  legge,  ovvero  quelle
relative alla trasmissione con  strumenti  di  comunicazione  diversi
rispetto a quelli  previsti  dal  contratto  quadro.  Le  spese  sono
adeguate e conformi ai costi effettivi sostenuti dal  prestatore  dei
servizi di pagamento.».
– Si riporta il testo dell’art. 114-decies  del  citato
decreto legislativo n. 385 del 1993,  come  modificato  dal
«Art. 114-decies (Operativita’ transfrontaliera). –  1.
Gli  istituti  di  pagamento  italiani  possono   stabilire
succursali nel territorio della Repubblica  e  degli  altri
Stati comunitari nel rispetto delle procedure fissate dalla
2.  Gli  istituti  di  pagamento   comunitari   possono
stabilire succursali nel territorio  della  Repubblica.  Il
primo insediamento e’ preceduto da una  comunicazione  alla
Banca d’Italia da  parte  dell’autorita’  competente  dello
Stato di appartenenza.
3. Gli istituti di pagamento italiani possono  prestare
i servizi di pagamento ammessi al mutuo  riconoscimento  in
uno Stato  comunitario  senza  stabilirvi  succursali,  nel
rispetto delle procedure fissate dalla Banca d’Italia.
4.  Gli  istituti  di  pagamento   comunitari   possono
prestare  i  servizi  di  pagamento  nel  territorio  della
Repubblica senza stabilirvi succursali dopo  che  la  Banca
d’Italia  sia  stata  informata  dall’autorita’  competente
dello Stato di appartenenza.
4-bis. Gli istituti di  pagamento  comunitari,  che  ai
sensi dei commi 1 e 4  prestano  servizi  di  pagamento  in
Italia, concedono credito collegato  all’emissione  o  alla
gestione di carte di credito nel rispetto delle  condizioni
stabilite dalla Banca d’Italia. Quando  queste  ultime  non
ricorrono, l’esercizio di tale attivita’ e’ subordinato  al
rilascio  dell’autorizzazione;  si   applica,   in   quanto
compatibile, l’art. 114-novies.
5. Gli istituti di pagamento italiani possono stabilire
succursali o prestare servizi di  pagamento  in  uno  Stato
extracomunitario   senza   stabilirvi   succursali   previa
autorizzazione della Banca d’Italia.
6. Il presente articolo si applica anche  nel  caso  di
operativita’   transfrontaliera   mediante   l’impiego   di
agenti.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  126-ter  del  citato
«Art. 126-ter (Spese applicabili). – 1.  Il  prestatore
dei   servizi   di   pagamento    non    puo’    richiedere
all’utilizzatore spese  inerenti  all’informativa  resa  ai
2.  Il   prestatore   di   servizi   di   pagamento   e
l’utilizzatore  possono  concordare  le  spese  relative  a
informazioni supplementari o  piu’  frequenti,  rispetto  a
quelle rese ai sensi di legge, ovvero quelle relative  alla
trasmissione  con  strumenti   di   comunicazione   diversi
rispetto a quelli previsti dal contratto quadro.  Le  spese
sono adeguate e conformi ai costi effettivi  sostenuti  dal
prestatore dei servizi di pagamento.».
Deroga alle disposizioni sull’identificazione dell’ordinante
1. Tenuto conto  di  quanto  previsto  dall’articolo  3,  comma  6,
lettera b), del regolamento (CE) n. 1781/2006 del Parlamento  europeo
e del Consiglio del 15 novembre 2006, riguardante i dati  informativi
relativi all’ordinante che accompagnano i trasferimenti di fondi,  il
regolamento medesimo non trova applicazione nel caso di trasferimenti
di fondi effettuati in ambito nazionale sul conto di un  beneficiario
che permette il pagamento della fornitura di beni o  servizi  qualora
ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
a) il prestatore di servizi di  pagamento  del  beneficiario  sia
soggetto agli obblighi di cui  al  decreto  legislativo  21  novembre
2007, n. 231, di attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la
prevenzione  dell’utilizzo  del  sistema  finanziario  a   scopo   di
riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose  e  di  finanziamento
del terrorismo nonche’ della direttiva 2006/70/CE che ne reca  misure
di esecuzione;
b) il prestatore di servizi di pagamento del beneficiario sia  in
grado, mediante  un  numero  unico  d’identificazione,  di  risalire,
attraverso  il  medesimo  beneficiario,  al  trasferimento  di  fondi
effettuato dalla persona  fisica  o  giuridica  che  ha  concluso  un
accordo con il beneficiario per la fornitura di beni e servizi;
c) l’importo della transazione non superi 1000 euro.
2. Con le istruzioni di cui all’articolo 61, comma 3,  del  decreto
legislativo 21 novembre 2007, n. 231, possono essere identificate  le
fattispecie di trasferimento di fondi rientranti nella deroga di  cui
– Si  riporta  il  testo  dell’art.  3,  comma  6,  del
Regolamento (CE) n. 1781/2006 del Parlamento europeo e  del
Consiglio,  del  15  novembre  2006,  riguardante  i   dati
informativi  relativi  all’ordinante  che  accompagnano   i
trasferimenti di fondi (Testo rilevante ai fini del SEE):
«6. Gli Stati membri possono decidere di non  applicare
il presente regolamento a trasferimenti di fondi  nel  loro
territorio sul conto di un  beneficiario  che  permette  il
pagamento della fornitura di beni o servizi, qualora:
a)  il  prestatore  di  servizi  di   pagamento   del
beneficiario  sia  soggetto  agli  obblighi  di  cui   alla
direttiva 2005/60/CE;
b)  il  fornitore  di  servizi   di   pagamento   del
beneficiario  sia  in  grado,  mediante  un  numero   unico
d’identificazione, di risalire, attraverso il beneficiario,
al trasferimento di fondi effettuato dalla persona fisica o
giuridica che ha concluso un accordo  con  il  beneficiario
c) l’importo della transazione non superi 1000 EUR.
Gli Stati membri che si avvalgono  di  tale  deroga  ne
informano la Commissione.».
– Il decreto  legislativo  21  novembre  2007,  n.  231
(Attuazione  della  direttiva  2005/60/CE  concernente   la
prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario  a  scopo
di riciclaggio dei proventi di  attivita’  criminose  e  di
finanziamento  del  terrorismo  nonche’   della   direttiva
2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione), e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2007, n. 290, S.O.
– Si riporta il testo dell’art. 61 del  citato  decreto
legislativo n. 231 del 2007:
«Art. 61 (Regolamento (CE) n. 1781/2006). –  1.  Per  i
trasferimenti di fondi di cui all’art. 2,  numero  7),  del
regolamento (CE) n. 1781/2006, restano fermi  gli  obblighi
di verifica della completezza dei dati informativi relativi
all’ordinante,   nonche’   quelli   relativi   alla    loro
registrazione  e  conservazione   previsti   dal   medesimo
2. Al fine  di  assicurare  un  approccio  adeguato  al
rischio delle misure di  prevenzione  del  riciclaggio  dei
proventi da attivita’  illecite  o  del  finanziamento  del
terrorismo, i prestatori di servizi  di  pagamento  di  cui
all’art. 2, numero 5), del regolamento (CE)  n.  1781/2006,
non sono tenuti ad adottare i provvedimenti di cui all’art.
9, paragrafo 2, del medesimo regolamento nei confronti  dei
prestatori di servizi di  pagamento  dei  Paesi  che  hanno
previsto una soglia di esenzione per gli obblighi di  invio
dei dati informativi relativi all’ordinante, previsti dalla
raccomandazione   speciale   VII   del   Gruppo    d’azione
finanziaria internazione (GAFI). La  presente  disposizione
non si applica nel caso di trasferimento di fondi superiore
a mille euro o mille USD.
3.   La   Banca   d’Italia   emana    istruzioni    per
l’applicazione  del  regolamento  (CE)  n.  1781/2006   nei
confronti dei prestatori di servizi di pagamento.».
Modifiche al titolo V-ter del decreto legislativo 1° settembre  1993,
n. 385
1. All’articolo 114-novies, comma 1,  del  decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, le lettere a), c) ed e) sono sostituite dalle
«a) sia adottata la forma di societa’ per azioni, di societa’  in
accomandita per azioni, di societa’ a responsabilita’ limitata  o  di
societa’ cooperativa;
c) il capitale versato sia di ammontare non  inferiore  a  quello
determinato dalla Banca d’Italia;
e) i titolari di partecipazioni di  cui  all’articolo  19  e  gli
esponenti aziendali possiedano, rispettivamente, i requisiti previsti
ai sensi degli articoli 25 e 26;».
2. All’articolo 114-novies, del decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. La Banca d’Italia, autorizza alla  prestazione  di  servizi  di
pagamento soggetti che  esercitino  altre  attivita’  imprenditoriali
a) ricorrano le condizioni indicate al comma 1, ad eccezione  del
possesso dei requisiti di professionalita’ degli esponenti aziendali;
b) per la prestazione dei servizi di pagamento e per le  relative
attivita’ accessorie  e  strumentali  sia  costituito  un  patrimonio
destinato con le modalita’ e  agli  effetti  stabiliti  dall’articolo
114-terdecies;
c)  siano  individuati  uno  o  piu’  soggetti  responsabili  del
patrimonio di cui alla lettera b); ad essi si applica l’articolo  26,
limitatamente ai requisiti di onorabilita’ e professionalita’.».
3. L’articolo 114-novies del decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Se lo svolgimento delle altre attivita’ imprenditoriali rischia
di danneggiare la solidita’ finanziaria dell’istituto di pagamento  o
l’esercizio effettivo della vigilanza, la Banca d’Italia puo’ imporre
la costituzione di una societa’ che svolga esclusivamente l’attivita’
di prestazione dei servizi di pagamento.».
4. All’articolo 114-novies del  decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, dopo il comma 5 e’ aggiunto, in fine, il seguente:
«5-bis. La Banca d’Italia detta disposizioni attuative del presente
articolo.».
5. L’articolo 114-undecies del  decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 114-undecies
1. Agli istituti di pagamento si applicano, in quanto  compatibili,
le disposizioni contenute negli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 24,  25,
26, 52, 139 e 140 nonche’ nel Titolo VI.
2.  Agli  istituti  di  pagamento  che  non  esercitano   attivita’
imprenditoriali diverse dalla prestazione dei servizi di pagamento ai
sensi dell’articolo 114-novies, comma 4, si  applicano  altresi’  gli
articoli 78, 79, 82, 113-bis e 113-ter, ad eccezione del comma 7.
3. La Banca d’Italia puo’ dettare disposizioni  attuative  ai  fini
dell’applicazione delle norme di cui al presente articolo.».
6. L’articolo 114-duodecies del decreto  legislativo  1°  settembre
«Art. 114-duodecies
Conti di pagamento e forme di tutela
1. Gli istituti di pagamento  registrano  per  ciascun  cliente  in
poste del passivo, nel rispetto delle modalita’ stabilite dalla Banca
d’Italia, le somme di denaro della clientela in  conti  di  pagamento
utilizzati  esclusivamente  per  la  prestazione   dei   servizi   di
2. Le somme di denaro sono investite, nel rispetto delle  modalita’
stabilite  dalla  Banca  d’Italia,  in  attivita’  che  costituiscono
patrimonio distinto a tutti gli effetti da  quello  dell’istituto  di
pagamento. Su tale patrimonio distinto non sono  ammesse  azioni  dei
creditori dell’istituto di pagamento o nell’interesse  degli  stessi,
ne’ quelle dei creditori dell’eventuale soggetto presso il  quale  le
somme sono depositate. Le azioni dei creditori  dei  singoli  clienti
degli istituti  di  pagamento  sono  ammesse  nel  limite  di  quanto
registrato ai sensi del comma 1. Se le somme di denaro registrate nei
conti di pagamento  sono  depositate  presso  terzi  non  operano  le
compensazioni legale e giudiziale  e  non  puo’  essere  pattuita  la
compensazione  convenzionale  rispetto   ai   crediti   vantati   dal
depositario nei confronti dell’istituto di pagamento.
3. Ai fini dell’applicazione della  disciplina  della  liquidazione
coatta  amministrativa,  i  titolari  di  conti  di  pagamento   sono
equiparati ai clienti aventi diritto alla restituzione  di  strumenti
finanziari.».
7. All’articolo 114-terdecies del decreto legislativo 1°  settembre
1993, n. 385, dopo il comma 7, e’ aggiunto il seguente:
«7-bis. Ai patrimoni destinati costituiti  ai  sensi  del  presente
articolo si  applicano  esclusivamente  le  disposizioni  del  codice
civile espressamente richiamate.».
8. All’articolo 114-quaterdecies, comma 3, del decreto  legislativo
1° settembre  1993,  n.  385,  la  lettera  d)  e’  sostituita  dalla
«d) adottare  per  le  materie  indicate  nel  comma  2,  ove  la
situazione lo richieda,  provvedimenti  specifici  nei  confronti  di
singoli istituti di pagamento, riguardanti anche la restrizione delle
attivita’ o della  struttura  territoriale,  nonche’  il  divieto  di
effettuare determinate operazioni e  di  distribuire  utili  o  altri
elementi  del  patrimonio  nonche’,  con  riferimento   a   strumenti
finanziari computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, il divieto
di pagare interessi.».
Dato a Roma, addi’ 29 dicembre 2011
Monti,  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri  e  Ministro  dell’economia  e
Moavero  Milanesi,  Ministro  per   gli
Terzi  di  Sant’Agata,  Ministro  degli
Passera,   Ministro   dello    sviluppo
Patroni   Griffi,   Ministro   per   la
pubblica    amministrazione    e     la
– Si riporta il testo dell’art. 114-novies  del  citato
«Art.  114-novies  (Autorizzazione).  –  1.  La   Banca
d’Italia  autorizza  gli  istituti  di   pagamento   quando
ricorrano le seguenti condizioni:
a) sia adottata la forma di societa’ per  azioni,  di
societa’  in  accomandita  per  azioni,   di   societa’   a
responsabilita’ limitata o di societa’ cooperativa;
b) la sede  legale  e  la  direzione  generale  siano
situate nel territorio della Repubblica;
c) il capitale versato sia di ammontare non inferiore
a quello determinato dalla Banca d’Italia;
d)  venga   presentato   un   programma   concernente
e) i titolari di partecipazioni di cui all’art. 19  e
gli  esponenti  aziendali  possiedano,  rispettivamente,  i
f) non sussistano, tra gli istituti di pagamento o  i
funzioni di vigilanza.
garantita la sana e prudente gestione  ovvero  il  regolare
funzionamento del sistema dei pagamenti.
autorizzazione, i casi di revoca e le ipotesi di  decadenza
quando   l’istituto   autorizzato   non   abbia    iniziato
l’esercizio dell’attivita’.
4. La Banca d’Italia,  autorizza  alla  prestazione  di
servizi  di  pagamento  soggetti   che   esercitino   altre
attivita’ imprenditoriali quando:
a) ricorrano le condizioni indicate al  comma  1,  ad
eccezione del possesso dei  requisiti  di  professionalita’
degli esponenti aziendali;
b) per la prestazione dei servizi di pagamento e  per
le  relative  attivita’  accessorie   e   strumentali   sia
costituito un patrimonio destinato con le modalita’ e  agli
effetti stabiliti dall’art. 114-terdecies;
c) siano individuati uno o piu’ soggetti responsabili
del patrimonio di cui alla lettera b); ad essi  si  applica
l’art. 26, limitatamente ai  requisiti  di  onorabilita’  e
5.   Se   lo   svolgimento   delle   altre    attivita’
imprenditoriali  rischia  di   danneggiare   la   solidita’
finanziaria  dell’istituto  di  pagamento   o   l’esercizio
effettivo della vigilanza, la Banca d’Italia  puo’  imporre
la costituzione di una societa’ che  svolga  esclusivamente
l’attivita’ di prestazione dei servizi di pagamento.
5-bis. La Banca d’Italia detta  disposizioni  attuative
del presente articolo.».
– Per il testo aggiornato dell’art.  114-terdecies  del
citato decreto legislativo n. 385 del 1993, si  veda  nelle
note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’art. 114-quaterdecies, comma
3, del citato decreto legislativo n.  385  del  1993,  come
«3. La Banca d’Italia puo’:
a)  convocare  gli  amministratori,  i  sindaci  e  i
dirigenti degli istituti  di  pagamento  per  esaminare  la
situazione degli stessi;
b) ordinare la convocazione degli  organi  collegiali
degli  istituti  di  pagamento,  fissandone  l’ordine   del
giorno, e proporre l’assunzione di determinate decisioni;
c) procedere  direttamente  alla  convocazione  degli
organi collegiali degli istituti di  pagamento  quando  gli
organi competenti non abbiano ottemperato a quanto previsto
dalla lettera b);
d) adottare per le materie indicate nel comma 2,  ove
la situazione  lo  richieda,  provvedimenti  specifici  nei
confronti di singoli  istituti  di  pagamento,  riguardanti
anche la restrizione  delle  attivita’  o  della  struttura
territoriale, nonche’ il divieto di effettuare  determinate
operazioni e di distribuire  utili  o  altri  elementi  del
patrimonio nonche’, con riferimento a strumenti  finanziari
computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, il  divieto
DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2011, n. 230 – Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, recante attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE e che abroga la direttiva 97/5/CE. (12G0014) – (GU n. 31 del 7-2-2012 redazione redazione 2015-05-19T08:15:13+00:00