Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-248-codice-civile-legittimazione-allazione-di-contestazione-dello-stato-di-figlio
Timestamp: 2020-02-19 02:25:43+00:00
Document Index: 82675984

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 20', 'art. 248', 'art. 20', 'art. 404', 'sentenza ', 'art. 244', 'art. 3']

Art. 248 codice civile: Legittimazione all'azione di contestazione dello stato di figlio | La Legge per tutti
Art. 248 codice civile: Legittimazione all’azione di contestazione dello stato di figlio
L’azione di contestazione (1) dello stato di figlio spetta a chi dall’atto di nascita del figlio risulti suo genitore e a chiunque vi abbia interesse (2) (3).
Nel giudizio devono essere chiamati entrambi i genitori (4).
Azione di contestazione (dello stato di figlio): azione volta a far dichiarare l’inesistenza dello stato di figlio di un soggetto utilizzando qualunque mezzo per disconoscere i presupposti su cui tale stato si fonda.
Imprescrittibilità: caratteristica di alcuni diritti (es.: diritto di proprietà, diritti della personalità etc.) o azioni (come nel caso in esame) che non si estinguono nonostante il mancato esercizio protratto nel tempo.
(1) Art. sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (Riforma del diritto di famiglia) (art. 99);
(2) Comma così sostituito ex art. 20, c. 1, lett. b), d.lgs. 154/2013 cit.
(3) L’interesse può essere sia di natura morale che patrimoniale.
(4) Anche il figlio è legittimato all’azione prevista dall’art. 248, in quanto è parte del rapporto di filiazione (che è oggetto del giudizio stesso).
(5) Comma aggiunto ex art. 20, c. 1, lett. c), d.lgs. 154/2013 cit.; sono stati introdotti richiami ad altre disposizioni in materia per uniformità della disciplina [v. 246 c. 3].
Avverso la sentenza, passata in giudicato, il disconoscimento della paternità legittima, è inammissibile l'opposizione di terzo di colui che sia indicato come genitore naturale, il quale deduca che l'esito (positivo) dell'azione di disconoscimento di paternità si riverberi sull'azione di riconoscimento della paternità intentata nei suoi confronti, in quanto il pregiudizio fatto valere è di mero fatto, laddove il rimedio contemplato dall'art. 404 c.p.c. presuppone in capo all'opponente un diritto autonomo, la cui tutela sia però incompatibile con la situazione giuridica risultante dalla sentenza impugnata.
Cassazione civile sez. I 17 luglio 2012 n. 12211
Ritenuto che il termine di decadenza ex art. 244, comma 3, c.c. per la proposizione dell'azione di disconoscimento di paternità risponde all'esigenza di certezza degli status, la sua previsione non è contraria ai dettati costituzionali, né può inferirsi una violazione degli art. 3, 24 e 30 cost. in relazione ad altre tipologie di azioni, nelle quali un termine non è stato, al contrario, previsto, rispondendo alle differenti finalità delle singole azioni una diversa regolamentazione della materia secondo i criteri stabiliti dal legislatore.
Cassazione civile sez. I 16 marzo 2007 n. 6302