Source: http://berniericonsulting.com/general/privacy-e-videosorveglianza-accordi-territoriali-e-obblighi-reali-1084
Timestamp: 2016-12-04 14:22:55+00:00
Document Index: 91285960

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art.4', 'art.38', 'art. 4', 'sentenza ', 'art 36', 'art.15', 'art.162', 'art.99', 'art.104', 'art.105', 'art.162', 'art.162', 'sentenza ']

Privacy e Videosorveglianza: accordi territoriali e obblighi reali. – Bernieri Consulting
Posted on 21/06/201021/06/2010 by Editor Privacy
La Direzione Provinciale del lavoro di Modena, con Federfarma e Fisascat/Cisl, ha siglato in data 28 maggio un protocollo d’intesa sull’installazione di sistemi di sicurezza antirapina nei luoghi di lavoro. L’accordo stabilisce che i titolari sono obbligati a segnalare la presenza di telecamere e a installare le stesse nel rispetto della normativa sulla privacy. Il protocollo è efficace per le imprese affiliate Federfarma e/o aderenti alla Commissione paritetica Provinciale per la Sicurezza del Settore Farmacie Private presenti nella provincia di Modena.
Si rileva la sostanziale inutilità di questo accordo avente, come unico effetto, quello di spostare la competenza decisionale e autorizzativa, prevista dalla L.300/70 art. 4, dai sindacati interni (o dalla DPL a seconda dei casi) all’ente bilaterale indicato nell’accordo.
Si evidenzia la sostanziale perdita di tutela per i lavoratori che questa procedura può comportare, non ravvisando nell’ente bilaterale un’adeguata e specifica conoscenza tecnica della normativa in materia di Privacy e videosorveglianza nonchè competenze tecniche necessarie allo scopo.
Il documento non è vincolante pertanto, le aziende presso le quali deve essere installato un sistema di videosorveglianza, devono seguire la consolidata procedura autorizzativa prevista dall’articolo 4 dello statuto dei lavoratori.
Si richiama qui l’articolo già pubblicato in tema di videosorveglianza ricordando che le nuove norme del garante Privacy saranno in vigore secondo il seguente schema:
14 novembre 2010: sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice Privacy
14 novembre 2010: adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;
14 maggio 2011: rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno
14 maggio 2011: adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza
Bernieri Consulting è a disposizione per assistere le aziende nelle procedure di autorizzazione all’installazione e all’esercizio di impianti di videosorveglianza, in conformità a quanto previsto dallo statuto dei lavoratori e dalla normativa Privacy vigente in materia. Per maggiori informazioni, CLICCA QUI
Il documento integrale dell’accordo completo di allegati e modulistica è accessibile per i clienti che hanno sottoscritto il servizio Professional Newsletter CLICCANDO QUI
Ad integrazione di quanto sopra, pubblichiamo una breve tabella che descrive compiutamente il reato connesso all’installazione non autorizzata di impianti di videosorveglianza:
Norma incriminatrice e cause di giustificazione
L. n.300/70, art.4, co.1, 2 e 3: “1. È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori
2. Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna
3. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti”
L’installazione e l’uso di apparecchi idonei al controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, non giustificati da esigenze organizzative o produttive o di sicurezza, in assenza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con le rappresentanze sindacali unitarie, o eventualmente con la maggioranza del personale o di provvedimento autorizzativo del servizio ispezione del lavoro territorialmente competente
La forma della condotta è attiva quanto all’installazione e all’uso, omissiva quanto al mantenere in funzione l’impianto illecitamente installato
. Il datore di lavoro e gli addetti all’impianto di videosorveglianza, eventualmente in concorso con il datore di lavoro
Elemento pricologico
Trattandosi di contravvenzione, il reato è punibile sia a titolo di dolo, sia a titolo di colpa, anche se si rinvengono sentenze che ritengono si tratti di una contravvenzione essenzialmente dolosa
L. n.300/70, art.38: “Le violazioni dell’art. 4, è punita, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con l’ammenda da € 154,00 ad € 1.549,00 o con l’arresto da 15 giorni ad un anno
Nei casi più gravi le pene dell’arresto e dell’ammenda sono applicate congiuntamente. Quando, per le condizioni economiche del reo, l’ammenda stabilita nel primo comma può presumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino al quintuplo
Nei casi previsti dal secondo comma, l’autorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall’art 36 del codice penale
Sì – per la fattispecie base (si veda D.Lgs. n.124/04, art.15, e D.Lgs n.758/94, artt.19-24). Trattandosi di contravvenzione punita con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, il personale ispettivo impartisce al contravventore apposita prescrizione per l’eliminazione della violazione e quando, da apposita verifica, risulta
l’adempimento entro il termine impartito, il contravventore è ammesso al pagamento di una somma pari al quarto della sanzione pecuniaria stabilita dalla legge. L’adempimento dell’ordine impartito ed il pagamento della somma ridotta producono l’estinzione del reato. No – per la fattispecie aggravata, che è punita con l’arresto e l’ammenda in forma congiunta (e non già con l’arresto o l’ammenda in forma alternativa o la sola ammenda)
Sì – per la fattispecie base (art.162-bis codice penale). Trattandosi di una contravvenzione punita con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, il contravventore, nella fase giurisdizionale, è ammesso a pagare la somma corrispondente alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge, oltre alle spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato. L’oblazione non è ammessa nel caso il contravventore recidivo commetta un altro delitto non colposo (art.99, terzo capoverso, codice penale), nel caso di dichiarazione di abitualità (art.104 codice penale) e professionalità nell’illecito (art.105 codice penale) e nel caso permangano le conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabile da parte del contravventore
No – per la fattispecie aggravata. Essendo la contravvenzione, in quest’ipotesi, punita con l’arresto e l’ammenda (e non già con l’arresto o l’ammenda o la sola ammenda), non è applicabile l’oblazione prevista né dall’art.162 codice penale, né dall’art.162-bis codice penale.
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