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Timestamp: 2019-10-15 18:27:57+00:00
Document Index: 145039627

Matched Legal Cases: ['art. 1183', 'art. 1183', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 2645', 'art. 2015', 'art. 29', 'art. 1351', 'art. 1350', 'art. 2932', 'art. 2901']

Il contratto definitivo prevale sul preliminare e costituisce l'unica fonte dei diritti e delle obbligazioni tra le parti
Il contratto definitivo costituisca l'unica fonte dei diritti e delle obbligazioni tra le parti. Il contenuto dell'atto pubblico prevale sul preliminare ma quest'ultimo può in astratto essere utilizzato per indagare sulla comune intenzione delle parti.
Cassazione civile sez. II, 02/09/2019, n.21951
Acquisto di edificio in corso di costruzione: inadempimento della parte venditrice e escussione della fideiussione rilasciata dall'impresa costruttrice
L'acquirente di un edificio in corso di costruzione, in caso di inadempimento della parte venditrice, può escutere la fideiussione che gli è stata rilasciata dall'impresa costruttrice in sede di stipula del contratto preliminare solo se detto contratto preliminare è ancora vigente. (Fattispecie relativa al caso di un acquirente che, dopo l'inadempimento del venditore, aveva preteso il versamento di una somma pari al doppio della caparra confirmatoria e, inoltre, aveva escusso la fideiussione che gli era stata rilasciata dal venditore in sede di stipula del contratto preliminare per ottenere il rimborso degli acconti versati).
Cassazione civile sez. III, 29/08/2019, n.21792
Rettifica dell'imposta di registro di compravendita immobiliare. Limiti all’utilizzo dei valori OMI.
In tema di imposta di registro, in sede di rettifica l'Ufficio può utilizzare 'ogni altro elemento di valutazione', tra tali ulteriori elementi può rientrare l'utilizzazione dei valori OMI, è altrettanto vero tali valori sono riferiti all'ordinarietà degli immobili e, in particolare, allo stato conservativo prevalente nella zona omogenea. Occorre, quindi, che l'Ufficio consideri il valore in concreto dell'immobile oggetto della compravendita, considerate le sue condizioni di fatiscenza.
Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 09/07/2019, n.436
Corte di Cassazione, sez. II Civile, 23/08/2019, n. 21647/19
In sostanza la a Suprema Corte ha richiamato l’orientamento giurisprudenziale in base al quale «in assenza di pattuito termine d’adempimento la prestazione è immediatamente esigibile e per esigerla non sono indispensabili né la diffida ad adempiere né il ricorso al Giudice ex art. 1183 comma 2 c.c., poiché ben potrà il Giudice, chiamato a dirimere la controversia insorta tra le parti in conseguenza dell’inadempimento, apprezzare ex post la congruità del tempo scorso tra la pattuizione e la pretesa d’adempimento». Quest’ultimo apprezzamento dovrà essere effettuato in base al criterio di cui al secondo comma dell’art. 1183 c.c., costituito dal fatto che il tempo trascorso debba essere oggettivamente congruo rispetto ai parametri fattuali della citata norma ed applicati al caso concreto.
Data di legittima interruzione del pagamento in caso di risoluzione del contratto di locazione per vizi della cosa o per inadempimento
Contratto preliminare simulato. Effetto prenotativo dell'annotazione del medesimo contratto
Nel sistema tavolare, l'effetto prenotativo dell'annotazione del contratto preliminare di compravendita immobiliare - previsto dall'art. 12 r.d. n. 499 del 1929, cosi come modificato dall'art. 3, comma 8 d.l. n. 669 del 1996, conv. in legge n. 30 del 1997 - viene meno in caso di accoglimento della domanda di simulazione assoluta del medesimo preliminare, anch'essa annotata agli effetti dell'art. 2645 bis c.c., con la conseguenza che le ipoteche "prenotate" dopo l'annotazione del preliminare, ma anteriormente all'intavolazione del contrattodefinitivo, risultano prevalenti rispetto a quest'ultimo.
Cassazione civile sez. III, 13/06/2019, n.15879
Compravendita immobiliare: l’ipoteca non dichiarata dal venditore configura inadempimento
In caso di contratto preliminare di compravendita immobiliare, si verifica l’inadempimento qualora l’immobile oggetto del preliminare sia gravato da un’ipoteca, non dichiarata dal promittente venditore al momento della sottoscrizione del contatto. Detto inadempimento non viene meno neppure qualora la banca ipotecante assentisse alla liberazione, se tale assenso sia successivo alla domanda di risoluzione, che preclude alla parte inadempiente la possibilità di adempiere la propria obbligazione.
Tribunale Milano sez. IV, 12/07/2019, n.7008
Usucapione: sussistenza del possesso utile per usucapire e onere probatorio.Il possesso di un appartamento per mera tolleranza del proprietario non porta all’usucapione
È onere di chi invoca l'intervenuta usucapione dimostrare di aver esercitato sul bene un potere di fatto che si è estrinsecato in attività corrispondenti all'esercizio del diritto di proprietà. Egli deve infatti provare non solo di essere nella disponibilità del bene, ma anche l'animus possidenti per il tempo necessario per usucapire. Per il perfezionamento dell'usucapione è infatti necessaria la manifestazione del dominio esclusivo sulla res da parte dell'interessato attraverso un'attività apertamente contrastante e inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui, gravando l'onere della relativa prova su colui che invochi l'avvenuta usucapione del bene.
Cassazione civile sez. II, 30/07/2019, n. 20508
Cassazione Civile sez. Unite 11/07/2019 n. 18672
In caso di sinistro avvenuto all’interno o nell’ambito della cosa in custodia, dei danni conseguenti ad omessa od insufficiente manutenzione il proprietario o il custode (tale essendo anche il detentore o il concessionario) risponde ex art. 2015 c.c., in ragione del particolare rapporto con la cosa che al medesimo deriva dalla disponibilità e dai poteri di effettivo controllo sulla medesima, salvo che dalla responsabilità presunta a suo carico si liberi dando la prova del fortuito.
Cassazione Civile sez. III 27/06/2019 n. 13222
Cassazione Civile sez. III, 16/07/2019 n. 18946
Contratto condizionato. Nessuna provvigione per l’agenzia immobiliare se la licenza di pub non viene rilasciata
La società proprietaria di un’immobile ad uso commerciale aveva concluso un contratto di affitto sottoposto a condizione sospensiva, rappresentata dal rilascio di alcune licenze per l’esercizio di attività di pub.
Successivamente, dette licenze erano state negate dal Comune di Foligno, tanto che il conduttore aveva adito il locale Tribunale per ottenere la restituzione della provvigione corrisposta ai due agenti immobiliari.
La Cassazione riafferma il principio di non maturazione della provvigione innanzi ad un contratto con clausola sospensiva.
Cassazione Civile sez. II, 25/07/2019 n. 20192
Comunicazione al conduttore del diniego di rinnovazione del contratto di locazione ad uso non abitativo: requisiti di specificità
Il locatore di un immobile destinato ad uso non abitativo che intenda esercitare la facoltà di diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza ha l'onere di specificare dettagliatamente, ex art. 29 commi 4 e 5 della L. 392/78 , nella comunicazione da inviare al conduttore, il motivo della disdetta, allo scopo di consentire la verifica preventiva della serietà dell'intento, la cui realizzabilità è condizione di procedibilità dell'azione del locatore, ed il controllo successivo circa l'effettiva destinazione dell'immobile all'uso. Tali requisiti di specificità devono implicare l'autosufficienza della comunicazione e non possono perciò essere integrati con il contenuto degli atti processuali o con l'attività istruttoria.
Tribunale , Ravenna , 06/05/2019 , n. 451
Il contratto è salvo ! Locazione: effetto sanante della registrazione tardiva con efficacia retroattiva
Ratio della necessità della forma scritta del contratto preliminare di compravendita immobiliare
Ai sensi dell'art. 1351 c.c. il contratto preliminare è nullo se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo e la compravendita di un bene immobile richiede la forma scritta ad substantiam, ex art. 1350 c.c.. Sul requisito della forma scritta ad substantiam del contratto preliminare di compravendita immobiliare non si può dubitare, stante il chiaro tenore della norma sopracitata, la cui ratio è ravvisabile nella circostanza che il contratto preliminare obbliga le parti alla stipula del definitivo e che, nel caso di inadempimento di una delle parti, l'altra può ottenere l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c., sicché, qualora fosse ammessa la stipula del preliminare in una forma diversa da quella prevista ad substantiam per il definitivo, si consentirebbe la produzione, in modo coattivo, degli effetti di un contratto nullo.
Tribunale Milano sez. IV, 14/06/2019, n.5801
Preliminare di vendita di bene futuro: l’interesse del promissario acquirente è leso anche se il titolo edilizio perda successivamente efficacia per colpa del venditore
In caso di preliminare di vendita di bene futuro, l’interesse del promissario acquirente è leso non soltanto qualora il titolo edilizio manchi ab origine ma anche quando lo stesso, originariamente concesso, perda successivamente efficacia per condotta colposa del venditore (è stata violata, nel caso di specie, la normativa relativa alle distanze delle finestre).
Corte appello Palermo, 27/06/2019, n.1363
Il contratto preliminare di vendita di un immobile non produce effetti traslativi e, conseguentemente, non è configurabile quale atto di disposizione del patrimonio, assoggettabile all'azione revocatoria ordinaria, che può, invece, avere ad oggetto l'eventuale contratto definitivo di compravendita successivamente stipulato; pertanto, la sussistenza del presupposto dell'"eventus damni" per il creditore va accertata con riferimento alla stipula del contratto definitivo, mentre l'elemento soggettivo richiesto dall'art. 2901 c.c. in capo all'acquirente va valutato con riguardo al momento della conclusione del contratto preliminare, momento in cui si consuma la libera scelta delle parti.
Cassazione civile sez. III, 26/06/2019, n.17067
Cassazione 17.07.2019 n.19155