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Timestamp: 2018-09-25 00:08:19+00:00
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Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Testo del decreto legge 138/2011, coordinato con la legge di conversione 148/2011 | LeggiOggi
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Testo del decreto legge 138/2011, coordinato con la legge di conversione 148/2011
Testo del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, coordinato con la legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, recante: “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.”
(Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2011)
1. Dato l’obiettivo di razionalizzazione della spesa e di superamento del criterio della spesa storica, il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Ministri interessati, presenta al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica. Il programma prevede in particolare, in coerenza con la legge 4 marzo 2009, n. 15, le linee-guida per l’integrazione operativa delle agenzie fiscali, la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e la loro tendenziale concentrazione in un ufficio unitario a livello provinciale, il coordinamento delle attivita’ delle forze dell’ordine, ai sensi della legge 1º aprile 1981, n. 121, l’accorpamento degli enti della previdenza pubblica, la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria civile, penale, amministrativa, militare e tributaria a rete, la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il programma, comunque, individua, anche attraverso la sistematica comparazione di costi e risultati a livello nazionale ed europeo, eventuali criticita’ nella produzione ed erogazione dei servizi pubblici, anche al fine di evitare possibili duplicazioni di strutture ed implementare le possibili strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse stanziate.
3. Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede a definire le modalita’ della predisposizione del programma di cui al comma 1 e della relativa attuazione.
4. Ai fini dell’esercizio delle attivita’ di cui al comma 1, nonche’ per garantire l’uso efficiente delle risorse, il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, a partire dall’anno 2012, d’intesa con i Ministeri interessati, da’ inizio ad un ciclo di «spending review» mirata alla definizione dei costi standard dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. In particolare, per le amministrazioni periferiche dello Stato sono proposte specifiche metodologie per quantificare i relativi costi, anche ai fini della allocazione delle risorse nell’ambito della loro complessiva dotazione.
01. Al fine di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire ad una progressiva riduzione della spesa corrente primaria in rapporto al PIL, nel corso degli anni 2012 e 2013, nella misura delle risorse finanziarie che si rendono disponibili in base all’articolo 01 del presente decreto, le spese di funzionamento relative alle missioni di spesa di ciascun Ministero sono ridotte, rispettivamente, fino all’1 per cento per ciascun anno rispetto alle spese risultanti dal bilancio consuntivo relativo all’anno 2010 e le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, previste dalla legge di bilancio, relative agli interventi, sono ridotte fino all’1,5 per cento. Nella medesima misura prevista dal periodo precedente, per gli stessi anni le dotazioni finanziarie per le missioni di spesa per ciascun Ministero previste dalla legge di bilancio, relative agli oneri comuni di parte corrente e di conto capitale, sono ridotte fino allo 0,5 per cento per ciascuno dei due anni e per gli anni 2014, 2015 e 2016 la spesa primaria del bilancio dello Stato puo’ aumentare in termini nominali, in ciascun anno, rispetto alla spesa corrispondente registrata nel rendiconto dell’anno precedente, di una percentuale non superiore al 50 per cento dell’incremento del PIL previsto dal Documento di economia e finanza di cui all’articolo 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, come approvato nella apposita risoluzione parlamentare.
02. Al solo scopo di consentire alle amministrazioni centrali di pervenire al conseguimento degli obiettivi fissati al comma 01, in deroga alle norme in materia di flessibilita’ di cui all’articolo 23 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, limitatamente al quinquennio 2012-2016, nel rispetto dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, possono essere rimodulate le dotazioni finanziarie di ciascuno stato di previsione, con riferimento alle spese di cui all’articolo 21, commi 6 e 7, della medesima legge n. 196 del 2009. La misura della variazione deve essere tale da non pregiudicare il conseguimento delle finalita’ definite dalle relative norme sostanziali e, comunque, non puo’ essere superiore al 20 per cento delle risorse finanziarie complessivamente stanziate qualora siano interessate autorizzazioni di spesa di fattore legislativo, e non superiore al 5 per cento qualora siano interessate le spese di cui all’articolo 21, comma 6, della citata legge n. 196 del 2009. La variazione e’ disposta con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente. Resta precluso l’utilizzo degli stanziamenti di spesa in conto capitale per finanziare spese correnti. Gli schemi dei decreti di cui al precedente periodo sono trasmessi al Parlamento per l’espressione del parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario. I pareri devono essere espressi entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente il termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, i decreti possono essere adottati. E’ abrogato il comma 14 dell’articolo 10 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
2. All’articolo 10, comma 1, del citato decreto-legge n. 98 del 2011 convertito con legge n. 111 del 2011, sono soppresse le parole: «e, limitatamente all’anno 2012, il fondo per le aree sottoutilizzate». Al comma 4 del predetto articolo 10, dopo il primo periodo, e’ inserito il seguente: «Le proposte di riduzione non possono comunque riguardare le risorse destinate alla programmazione regionale nell’ambito del Fondo per le aree sottoutilizzate; resta in ogni caso fermo l’obbligo di cui all’articolo 21, comma 13, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.».
3. Le amministrazioni indicate nell’articolo 74, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, all’esito della riduzione degli assetti organizzativi prevista dal predetto articolo 74 e dall’articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, provvedono, anche con le modalita’ indicate nell’articolo 41, comma 10, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14:
a) ad apportare, entro il 31 marzo 2012, un’ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento di quelli risultanti a seguito dell’applicazione del predetto articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009;
b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca, apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione del predetto articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009.
5. Restano esclusi dall’applicazione dei commi 3 e 4 il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, la Presidenza del Consiglio, le Autorita’ di bacino di rilievo nazionale, il Corpo della polizia penitenziaria, i magistrati, l’Agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, nonche’ le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e quelle del personale indicato nell’articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001. Continua a trovare applicazione l’articolo 6, comma 21-sexies, primo periodo del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione delle assunzioni.
a) al comma 1-ter, le parole: «del 5 per cento per l’anno 2013 e del 20 per cento a decorrere dall’anno 2014», sono sostituite dalle seguenti: «del 5 per cento per l’anno 2012 e del 20 per cento a decorrere dall’anno 2013»; nel medesimo comma, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: «Al fine di garantire gli effetti finanziari di cui al comma 1-quater, in alternativa, anche parziale, alla riduzione di cui al primo periodo, puo’ essere disposta, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa»;
b) al comma 1-quater, primo periodo, le parole: «30 settembre 2013», sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2012»; nel medesimo periodo, le parole: «per l’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «per l’anno 2012, nonche’ a 16.000 milioni di euro per l’anno 2013».
7. All’articolo 10, comma 12, del citato decreto-legge n. 98 del 2011 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, dopo il primo periodo, e’ inserito il seguente: «Nella ipotesi prevista dal primo periodo del presente comma ovvero nel caso in cui non siano assicurati gli obiettivi di risparmio stabiliti ai sensi del comma 2, con le modalita’ previste dal citato primo periodo l’amministrazione competente dispone, nel rispetto degli equilibri di bilancio pluriennale, su comunicazione del Ministero dell’economia e delle finanze, la riduzione della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili nella misura del 30 per cento».
a) nell’alinea, le parole: «per gli anni 2013 e successivi», sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2012 e successivi»;
b) alla lettera a), le parole: «per 800 milioni di euro per l’anno 2003 e» sono soppresse; nella medesima lettera, le parole: «a decorrere dall’anno 2014», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2012»;
c) alla lettera b), le parole: «per 1.000 milioni di euro per l’anno 2013 e» sono soppresse; nella medesima lettera, le parole: «a decorrere dall’anno 2014», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2012»;
d) alla lettera c), le parole: «per 400 milioni di euro per l’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «per 700 milioni di euro per l’anno 2012»; nella medesima lettera, le parole: «a decorrere dall’anno 2014», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2013»;
e) alla lettera d), le parole: «per 1.000 milioni di euro per l’anno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «per 1.700 milioni di euro per l’anno 2012»; nella medesima lettera, le parole: «a decorrere dall’anno 2014», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2013».
a) al comma 2, le parole: «a decorrere dall’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2012»;
b) al comma 3, le parole: «a decorrere dall’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall’anno 2012»; nel medesimo comma, il secondo periodo e’ soppresso; nel medesimo comma, al terzo periodo sostituire le parole «di cui ai primi due periodi» con le seguenti: «di cui al primo periodo».
a) al comma 1, primo periodo, le parole: «A decorrere dall’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dall’anno 2012»;
b) al comma 1, lettera a), le parole: «per l’anno 2013», sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2012 e 2013»;
11. La sospensione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, confermata dall’articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, non si applica, a decorrere dall’anno 2012, con riferimento all’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui al decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360. E’ abrogato l’articolo 5 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23; sono fatte salve le deliberazioni dei comuni adottate nella vigenza del predetto articolo
5. Per assicurare la razionalita’ del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressivita’ cui il sistema medesimo e’ informato, i comuni possono stabilire aliquote dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale. Resta fermo che la soglia di esenzione di cui al comma 3-bis dell’articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e’ stabilita unicamente in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali e deve essere intesa come limite di reddito al di sotto del quale l’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche non e’ dovuta e, nel caso di superamento del suddetto limite, la stessa si applica al reddito complessivo.
12. L’importo della manovra prevista dal comma 8 per l’anno 2012 puo’ essere complessivamente ridotto di un importo fino alla totalita’ delle maggiori entrate previste dall’articolo 7, comma 6, in considerazione dell’effettiva applicazione dell’articolo 7, commi da 1 a 6, del presente decreto. La riduzione e’ distribuita tra i comparti interessati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata. La soppressione della misura della tariffa per gli atti soggetti ad IVA di cui all’articolo
17, comma 6, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, nella tabella allegata al decreto ministeriale 27 novembre 1998, n. 435, recante «Regolamento recante norme di attuazione dell’articolo 56, comma 11, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, per la determinazione delle misure dell’imposta provinciale di trascrizione», ha efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, anche in assenza del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al citato articolo 17, comma 6, del decreto legislativo n. 68 del 2011. Per tali atti soggetti ad IVA, le misure dell’imposta provinciale di trascrizione sono pertanto determinate secondo quanto previsto per gli atti non soggetti ad IVA. Le province, a decorrere dalla medesima data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, percepiscono le somme dell’imposta provinciale di trascrizione conseguentemente loro spettanti.
12-bis. Al fine di incentivare la partecipazione dei comuni all’attivita’ di accertamento tributario, per gli anni 2012, 2013 e 2014, la quota di cui all’articolo 2, comma 10, lettera b), del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ elevata al 100 per cento.
12-ter. Al fine di rafforzare gli strumenti a disposizione dei comuni per la partecipazione all’attivita’ di accertamento tributario, all’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma secondo, dopo le parole: «dei comuni» sono inserite le seguenti: «e dei consigli tributari» e dopo le parole: «soggetti passivi» sono inserite le seguenti: «nonche’ ai relativi consigli tributari»;
b) al comma terzo, la parola: «segnala» e’ sostituita dalle seguenti: «ed il consiglio tributario segnalano»;
c) al comma quarto, la parola: «comunica» e’ sostituita dalle seguenti: «ed il consiglio tributario comunicano»;
d) al comma quinto, la parola: «puo’» e’ sostituita dalle seguenti: «ed il consiglio tributario possono»;
e) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie locali, sono stabiliti criteri e modalita’ per la pubblicazione, sul sito del comune, dei dati aggregati relativi alle dichiarazioni di cui al comma secondo, con riferimento a determinate categorie di contribuenti ovvero di reddito. Con il medesimo decreto sono altresi’ individuati gli ulteriori dati che l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei comuni e dei consigli tributari per favorire la partecipazione all’attivita’ di accertamento, nonche’ le modalita’ di trasmissione idonee a garantire la necessaria riservatezza».
13. All’articolo 21, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Dall’anno 2012 il fondo di cui al presente comma e’ ripartito, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, sulla base di criteri premiali individuati da un’apposita struttura paritetica da istituire senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La predetta struttura svolge compiti di monitoraggio sulle spese e sull’organizzazione del trasporto pubblico locale. Il 50 per cento delle risorse puo’ essere attribuito, in particolare, a favore degli enti collocati nella classe degli enti piu’ virtuosi; tra i criteri di virtuosita’ e’ comunque inclusa l’attribuzione della gestione dei servizi di trasporto con procedura ad evidenza pubblica.».
14. All’articolo 15 del citato decreto-legge n. 98 del 2011 convertito con legge n. 111 del 2011, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Fermo quanto previsto dal comma 1, nei casi in cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato non sia deliberato nel termine stabilito dalla normativa vigente, ovvero presenti una situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi, i relativi organi, ad eccezione del collegio dei revisori o sindacale, decadono ed e’ nominato un commissario con le modalita’ previste dal citato comma 1; se l’ente e’ gia’ commissariato, si procede alla nomina di un nuovo commissario. Il commissario approva il bilancio, ove necessario, e adotta le misure necessarie per ristabilire l’equilibrio finanziario dell’ente; quando cio’ non sia possibile, il commissario chiede che l’ente sia posto in liquidazione coatta amministrativa ai sensi del comma 1. Nell’ambito delle misure di cui al precedente periodo il commissario puo’ esercitare la facolta’ di cui all’articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, anche nei confronti del personale che non abbia raggiunto l’anzianita’ massima contributiva di quaranta anni.».
a) al secondo periodo, le parole: «accogliere la richiesta», sono sostituite dalle seguenti: «trattenere in servizio il dipendente»; nel medesimo periodo, la parola: «richiedente», e’ sostituita dalla seguente: «dipendente»;
b) al terzo periodo, le parole: «La domanda di», sono sostituite dalle seguenti: «La disponibilita’ al»;
c) al quarto periodo, le parole: «presentano la domanda», sono sostituite dalle seguenti: «esprimono la disponibilita’».
19. All’articolo 30, comma 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in fine sono aggiunte le seguenti parole: «; il trasferimento puo’ essere disposto anche se la vacanza sia presente in area diversa da quella di inquadramento assicurando la necessaria neutralita’ finanziaria.».
20. All’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
comma 1, le parole: «2020», «2021», «2022», «2023», «2024», «2025»,
«2031» e «2032» sono sostituite rispettivamente dalle seguenti:
«2014», «2015», «2016», «2017», «2018», «2019», «2025» e «2026».
21. Con effetto dal 1º gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti
che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla
predetta data all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, dopo le parole: «anno scolastico e accademico» sono inserite
le seguenti: «dell’anno successivo». Resta ferma l’applicazione della
disciplina vigente prima dell’entrata in vigore del presente comma
per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il
22. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il
pensionamento a decorrere dalla predetta data all’articolo 3 del
decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito con modificazioni con
legge 28 maggio 1997, n. 140, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 le parole «decorsi sei mesi dalla cessazione del
rapporto di lavoro.» sono sostituite dalle seguenti: «decorsi
ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e, nei casi
di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di eta’ o di
servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento
a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianita’ massima
di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento
applicabili nell’amministrazione, decorsi sei mesi dalla cessazione
del rapporto di lavoro.»;
b) al comma 5 sono soppresse le seguenti parole: «per
raggiungimento dei limiti di eta’ o di servizio previsti dagli
ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d’ufficio a
causa del raggiungimento dell’anzianita’ massima di servizio prevista
dalle norme di legge o di regolamento applicabili
nell’amministrazione,».
23. Resta ferma l’applicazione della disciplina vigente prima
dell’entrata in vigore del comma 22 per i soggetti che hanno maturato
i requisiti per il pensionamento prima della data di entrata in
vigore del presente decreto e, limitatamente al personale per il
quale la decorrenza del trattamento pensionistico e’ disciplinata in
base al comma 9 dell’articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n.
449, e successive modificazioni ed integrazioni, per i soggetti che
hanno maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre
23-bis. Per le regioni sottoposte ai piani di rientro per le quali
in attuazione dell’articolo 1, comma 174, quinto periodo, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, e’ stato applicato il blocco automatico del
turn over del personale del servizio sanitario regionale, con decreto
del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia
e delle finanze, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni e
per la coesione territoriale, su richiesta della regione interessata,
puo’ essere disposta la deroga al predetto blocco del turn over,
previo accertamento, in sede congiunta, da parte del Comitato
permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di
assistenza e del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti
regionali, di cui rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell’intesa
Stato-regioni del 23 marzo 2005, sentita l’Agenzia nazionale per i
servizi sanitari regionali (AGENAS), della necessita’ di procedere
alla suddetta deroga al fine di assicurare il mantenimento dei
livelli essenziali di assistenza, il conseguimento di risparmi
derivanti dalla corrispondente riduzione di prestazioni di lavoro
straordinario o in regime di autoconvenzionamento, nonche’ la
compatibilita’ con la ristrutturazione della rete ospedaliera e con
gli equilibri di bilancio sanitario, come programmati nel piano di
rientro, ovvero nel programma operativo e ferma restando la
previsione del raggiungimento dell’equilibrio di bilancio.
24. A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del
Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono
stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festivita’
Santa Sede, nonche’ le celebrazioni nazionali e le festivita’ dei
della Repubblica, in modo tale che, sulla base della piu’ diffusa
prassi europea, le stesse cadano il venerdi’ precedente ovvero il
lunedi’ seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero
25. La dotazione del fondo per interventi strutturali di politica
dicembre 2004, n. 307, e’ incrementata, per l’anno 2012, di 2.000
26. All’articolo 78, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
133, dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «Fermo restando
quanto previsto dagli articoli 194 e 254 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, per procedere alla liquidazione degli importi
inseriti nel piano di rientro e riferiti ad obbligazioni assunte alla
data del 28 aprile 2008, e’ sufficiente una determinazione
dirigenziale, assunta con l’attestazione dell’avvenuta assistenza
giuridico-amministrativa del segretario comunale ai sensi
267».
26-bis. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 78 del
in ordine alla titolarita’ dei rapporti giuridici attivi e passivi
nonche’ alla separatezza dei rispettivi bilanci delle gestioni
commissariale e ordinaria, le attivita’ finalizzate all’attuazione
del piano di rientro di cui al comma 4 del medesimo articolo 78
possono essere direttamente affidate a societa’ totalmente
commissariale, e la societa’ sono individuate, in particolare, le
attivita’ affidate a quest’ultima, il relativo compenso, nei limiti
di spesa previsti dall’articolo 14, comma 13-ter, del decreto-legge
comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e’ incrementata di
del Fondo di cui all’articolo 14, comma 14-bis, del decreto-legge 31
luglio 2010, n. 122. Si applica la procedura prevista dall’articolo
26-quater. Il Commissario di cui ai commi precedenti non puo’
essere il sindaco pro tempore di Roma Capitale.
27. Il comma 17 dell’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, e’ sostituito dal seguente:
«17. Il Commissario straordinario del Governo puo’ estinguere, nei
limiti dell’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze 18 marzo 2011, i debiti della gestione commissariale verso
Roma Capitale, diversi dalle anticipazioni di cassa ricevute, ad
avvenuta deliberazione del bilancio di previsione per gli anni
2011-2013, con la quale viene dato espressamente atto
dell’adeguatezza e dell’effettiva attuazione delle misure occorrenti
per il reperimento delle risorse finalizzate a garantire l’equilibrio
economico-finanziario della gestione ordinaria, nonche’
subordinatamente a specifico motivato giudizio sull’adeguatezza ed
effettiva attuazione delle predette misure da parte dell’organo di
revisione, nell’ambito del parere sulla proposta di bilancio di
previsione di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 239 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».
28. La commissione di cui all’articolo 1, comma 3, del citato
decreto-legge n. 98 del 2011 convertito con legge n. 111 del 2011 e’
integrata con un esperto designato dal Ministro dell’economia e delle
28-bis. All’articolo 14, comma 19, del decreto-legge 6 luglio 2011,
111, dopo le parole: «della Confederazione generale dell’industria
italiana» sono inserite le seguenti parole: «, di R.ETE. Imprese
29. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di’ cui
165, esclusi i magistrati, su richiesta del datore di lavoro, sono
tenuti ad effettuare la prestazione in luogo di lavoro e sede diversi
sulla base di motivate esigenze, tecniche, organizzative e produttive
con riferimento ai piani della performance o ai piani di
razionalizzazione, secondo criteri ed ambiti regolati dalla
contrattazione collettiva di comparto. Nelle more della disciplina
contrattuale si fa riferimento ai criteri datoriali, oggetto di
informativa preventiva, e il trasferimento e’ consentito in ambito
del territorio regionale di riferimento; per il personale del
Ministero dell’interno il trasferimento puo’ essere disposto anche al
di fuori del territorio regionale di riferimento. Dall’attuazione del
30. All’aspettativa di cui all’articolo 1, comma 5, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in legge 15 luglio
2011, n. 111, si applica la disciplina prevista dall’articolo 8 comma
2 della legge 15 luglio 2002 n. 145; resta ferma comunque
l’applicazione, anche nel caso di collocamento in aspettativa, della
disciplina di cui all’articolo 7-vicies quinquies del decreto-legge
31 gennaio 2005, n. 7, convertito con legge 31 marzo 2005, n. 43,
alle fattispecie ivi indicate.
32. All’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: «Nell’ipotesi
prevista dal terzo periodo del presente comma, ai fini della
liquidazione del trattamento di fine servizio, comunque denominato,
nonche’ dell’applicazione dell’articolo 43, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive
modificazioni, l’ultimo stipendio va individuato nell’ultima
retribuzione percepita prima del conferimento dell’incarico avente
durata inferiore a tre anni.». La disposizione del presente comma si
applica agli incarichi conferiti successivamente alla data di entrata
in vigore del presente decreto nonche’ agli incarichi aventi comunque
decorrenza successiva al 1º ottobre 2011.
33. All’articolo 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 98 del
2011 convertito con legge n. 111 del 2011, il primo periodo e’
sostituito dal seguente: «La disposizione di cui al comma 1 si
applica, oltre che alle cariche e agli incarichi negli organismi,
enti e istituzioni, anche collegiali, di cui all’allegato A del
medesimo comma, anche ai segretari generali, ai capi dei
dipartimenti, ai dirigenti di prima fascia, ai direttori generali
degli enti e ai titolari degli uffici a questi equiparati delle
amministrazioni centrali dello Stato.».
33-bis. All’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n.
«Le somme stanziate per spese in conto capitale non impegnate alla
chiusura dell’esercizio possono essere mantenute in bilancio, quali
residui, non oltre l’esercizio successivo a quello cui si
disposizioni legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di conservazione
e’ protratto di un anno».
Indennita’ di amministrazione
1. L’articolo 170 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, si interpreta nel senso che:
a) il trattamento economico complessivamente spettante al personale
dell’Amministrazione degli affari esteri nel periodo di servizio
all’estero, anche con riferimento a «stipendio» e «assegni di
carattere fisso e continuativo previsti per l’interno», non include
ne’ l’indennita’ di amministrazione ne’ l’indennita’ integrativa
b) durante il periodo di servizio all’estero al suddetto
personale possono essere attribuite soltanto le indennita’ previste
dal decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.
1. Ai fini della riduzione della spesa pubblica e per ragioni di
migliore organizzazione del servizio di giustizia, all’articolo
81-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura
civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18
dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modifiche:
«Il giudice, quando provvede sulle richieste istruttorie, sentite
le parti e tenuto conto della natura, dell’urgenza e della
complessita’ della causa, fissa, nel rispetto del principio di
ragionevole durata del processo, il calendario delle udienze
espletati, compresi quelli di cui all’articolo 189, primo comma. I
termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche
d’ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga
deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini»;
«Il mancato rispetto dei termini fissati nel calendario di cui al
comma precedente da parte del giudice, del difensore o del consulente
tecnico d’ufficio puo’ costituire violazione disciplinare, e puo’
essere considerato ai fini della valutazione di professionalita’ e
della nomina o conferma agli uffici direttivi e semidirettivi».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle controversie
instaurate successivamente alla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 9, comma 2, del
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e 18, comma 22-bis,del
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, continuano ad applicarsi nei
termini ivi previsti rispettivamente dal 1º gennaio 2011 al 31
2. In considerazione della eccezionalita’ della situazione
europea, a decorrere dal 1º gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013
sul reddito complessivo di cui all’articolo 8 del testo unico delle
22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, di importo
superiore a 300.000 euro lordi annui, e’ dovuto un contributo di
solidarieta’ del 3 per cento sulla parte eccedente il predetto
euro rilevano anche il reddito di lavoro dipendente di cui
all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
lordo della riduzione ivi prevista, e i trattamenti pensionistici di
cui all’articolo 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011,
111, al lordo del contributo di perequazione ivi previsto. Il
contributo di solidarieta’ non si applica sui redditi di cui
di cui all’articolo 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 111. Il contributo di solidarieta’ e’ deducibile dal reddito
complessivo. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso
riguardante il contributo di solidarieta’, si applicano le
disposizioni vigenti per le imposte sui redditi. Con decreto di
natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze,
da emanare entro il 30 ottobre 2011, sono determinate le modalita’
tecniche di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma,
garantendo l’assenza di oneri per il bilancio dello Stato e
assicurando il coordinamento tra le disposizioni contenute nel
legge n. 122 del 2010, e 18, comma 22-bis, del decreto-legge n. 98
dell’economia e delle finanze, l’efficacia delle disposizioni di cui
al 2013, fino al raggiungimento del pareggio di bilancio.
2-bis. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il primo comma dell’articolo 16 e’ sostituito dal seguente:
«L’aliquota dell’imposta e’ stabilita nella misura del ventuno per
cento della base imponibile dell’operazione.»;
b) il secondo comma dell’articolo 27 e’ sostituito dal seguente:
«Per i commercianti al minuto e per gli altri contribuenti di cui
all’articolo 22 l’importo da versare o da riportare al mese
successivo e’ determinato sulla base dell’ammontare complessivo
dell’imposta relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili
registrate per il mese precedente ai sensi dell’articolo 24,
calcolata su una quota imponibile ottenuta dividendo i corrispettivi
stessi per 104 quando l’imposta e’ del quattro per cento, per 110
quando l’imposta e’ del dieci per cento, per 121 quando l’imposta e’
del ventuno per cento, moltiplicando il quoziente per cento ed
arrotondando il prodotto, per difetto o per eccesso, al centesimo di
c) la rubrica della tabella B e’ sostituita dalla seguente:
2-ter. Le disposizioni del comma 2-bis si applicano alle operazioni
effettuate a partire dalla data di entrata in vigore della legge di
2-quater. La variazione dell’aliquota dell’imposta sul valore
aggiunto di cui al comma 2-bis non si applica alle operazioni
nel quinto comma dell’articolo 6 del decreto del Presidente della
la data di cui al comma 2-ter sia stata emessa e registrata la
fattura ai sensi degli articoli 21, 23 e 24 del predetto decreto,
ancorche’ al medesimo giorno il corrispettivo non sia stato ancora
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali
adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, emana tutte le disposizioni in materia di giochi
pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate, potendo tra
l’altro introdurre nuovi giochi, indire nuove lotterie, anche ad
estrazione istantanea, adottare nuove modalita’ di gioco del Lotto,
nonche’ dei giochi numerici a totalizzazione nazionale, variare
l’assegnazione della percentuale della posta di gioco a montepremi
ovvero a vincite in denaro, la misura del prelievo erariale unico,
nonche’ la percentuale del compenso per le attivita’ di gestione
ovvero per quella dei punti vendita. Il Direttore generale
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato puo’ proporre al
Ministro dell’economia e delle finanze di disporre con propri
decreti, entro il 30 giugno 2012, tenuto anche conto dei
provvedimenti di variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al
pubblico dei tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l’aumento
dell’aliquota di base dell’accisa sui tabacchi lavorati prevista
dall’allegato I al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e
successive modificazioni. L’attuazione delle disposizioni del
presente comma assicura maggiori entrate in misura non inferiore a
1.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Le maggiori
entrate derivanti dal presente comma sono integralmente attribuite
4. A fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito
comunitario in tema di prevenzione dell’utilizzo del sistema
finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo, le limitazioni all’uso
del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo 49, commi
1, 5, 8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
sono adeguate all’importo di euro duemilacinquecento;
conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole:
4-bis. E’ esclusa l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo
58 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per le
violazioni delle disposizioni previste dall’articolo 49, commi 1, 5,
8, 12 e 13 del medesimo decreto, commesse nel periodo dal 13 agosto
al 31 agosto 2011 e riferite alle limitazioni di importo introdotte
dal comma 4. A decorrere dal 1º settembre 2011 le sanzioni di cui al
citato articolo 58 sono applicate attraverso gli uffici territoriali
del Ministero dell’economia e delle finanze. All’articolo 49 del
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, i commi 18 e 19 sono
5. All’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
471, dopo il comma 2-quinquies, sono inseriti i seguenti:
«2-sexies. Qualora siano state contestate a carico di soggetti
quinquennio, quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere il
documento certificativo dei corrispettivi compiute in giorni diversi,
e’ disposta in ogni caso la sanzione accessoria della sospensione
dell’iscrizione all’albo o all’ordine per un periodo da tre giorni ad
un mese. In caso di recidiva, la sospensione e’ disposta per un
periodo da quindici giorni a sei mesi. In deroga all’articolo 19,
provvedimento di sospensione e’ immediatamente esecutivo. Gli atti di
sospensione sono comunicati all’ordine professionale ovvero al
soggetto competente alla tenuta dell’albo affinche’ ne sia data
disposizioni dei commi 2-bis e 2-ter.
2-septies. Nel caso in cui le violazioni di cui al comma 2-sexies
siano commesse nell’esercizio in forma associata di attivita’
professionale, la sanzione accessoria di cui al medesimo comma e’
disposta nei confronti di tutti gli associati.».
5-bis. L’Agenzia delle entrate e le societa’ del gruppo Equitalia e
di Riscossione Sicilia, al fine di recuperare all’entrata del
bilancio dello Stato le somme dichiarate e non versate dai
alla legge 27 dicembre 2002, n. 289, anche dopo l’iscrizione a ruolo
e la notifica delle relative cartelle di pagamento, provvedono
all’avvio, entro e non oltre trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, di una
ricognizione di tali contribuenti. Nei successivi trenta giorni, le
societa’ del gruppo Equitalia e quelle di Riscossione Sicilia
provvedono, altresi’, ad avviare nei confronti di ciascuno dei
contribuenti di cui al periodo precedente ogni azione coattiva
necessaria al fine dell’integrale recupero delle somme dovute e non
corrisposte, maggiorate degli interessi maturati, anche mediante
l’invio di un’intimazione a pagare quanto concordato e non versato
alla prevista scadenza, inderogabilmente entro il termine ultimo del
5-ter. In caso di omesso pagamento delle somme dovute e iscritte a
ruolo entro il termine di cui al comma 5-bis, si applica una sanzione
pari al 50 per cento delle predette somme e la posizione del
contribuente relativa a tutti i periodi di imposta successivi a
quelli condonati, per i quali e’ ancora in corso il termine per
entrate e della Guardia di finanza entro il 31 dicembre 2012, anche
con riguardo alle attivita’ svolte dal contribuente medesimo con
relative al condono. Per i soggetti che hanno aderito al condono di
sono prorogati di un anno.
6. Le ritenute, le imposte sostitutive sugli interessi, premi e
ogni altro provento di cui all’articolo 44 del decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sui redditi diversi di
cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del
medesimo decreto, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura del
7. La disposizione di cui al comma 6 non si applica sugli
interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e
sui redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-ter),
ovvero sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura
finanziaria del medesimo decreto nei seguenti casi:
a) obbligazioni e altri titoli di cui all’articolo 31 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed
b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al
decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del medesimo
decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986;
c) titoli di risparmio per l’economia meridionale di cui
all’articolo 8, comma 4 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
8. La disposizione di cui al comma 6 non si applica altresi’ agli
interessi di cui al comma 8-bis dell’articolo 26-quater del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, agli utili
di cui all’articolo 27, comma 3-ter, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, al risultato netto maturato
delle forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo
5 dicembre 2005, n. 252.
9. La misura dell’aliquota di cui al comma 6 si applica agli
interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all’articolo 44
divenuti esigibili e ai redditi diversi realizzati a decorrere dal 1º
10. Per i dividendi e proventi ad essi assimilati la misura
dell’aliquota di cui al comma 6 si applica a quelli percepiti dallo
11. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui all’articolo 2,
comma 1, del decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, la misura
dell’aliquota di cui al comma 6 si applica agli interessi, ai premi e
ad ogni altro provento di cui all’articolo 44 del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 maturati a
partire dal 1º gennaio 2012.
12-bis. All’articolo l, comma 7, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, le parole: «non utilizzate in tutto o in parte» e: «spettano»
sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: «possono essere
utilizzate» e: «oppure possono essere trasferite».
12-ter. All’articolo 2, comma 5, terzo periodo, della legge 27
dicembre 2002, n. 289, le parole da: «spettano» fino alla fine del
periodo sono sostituite dalle seguenti: «le detrazioni possono essere
utilizzate dal venditore oppure essere trasferite all’acquirente
persona fisica».
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. I soggetti
indicati nel comma 1 dell’articolo 23, che hanno emesso obbligazioni,
titoli similari e cambiali finanziarie, operano una ritenuta del 20
per cento, con obbligo di rivalsa, sugli interessi ed altri proventi
corrisposti ai possessori»;
3) il comma 3-bis e’ sostituito dal seguente: «3-bis.I soggetti
altri proventi maturati nel periodo di durata dei predetti rapporti»;
parole «prospetti periodici» sono aggiunte le seguenti: «al netto di
dell’articolo 168-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui
dicembre 1986, n. 917. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze sono stabilite le modalita’ di individuazione della quota dei
proventi di cui al periodo precedente.»;
2) al comma 3, all’ultimo periodo, le parole «dei quattro noni»
sono sostituite dalle seguenti: «di un quarto»;
comma 2 e’ aggiunto il seguente comma: «2-bis. I proventi di cui ai
lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma
1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabilite le
modalita’ di individuazione della quota dei proventi di cui al
periodo precedente.».
a) all’articolo 18, comma 1, le parole «commi 1-bis e 1-ter» sono
sostituite dalle parole «comma 1-bis»;
«5-quinquies. Gli organismi di investimento collettivo del
risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli
con sede in Lussemburgo, gia’ autorizzati al collocamento nel
territorio dello Stato, di cui all’articolo 11-bis del decreto-legge
30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge
25 novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, non sono
soggetti alle imposte sui redditi. Le ritenute operate sui redditi di
capitale sono a titolo di imposta. Non si applicano la ritenuta
prevista dal comma 2 dell’articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive
modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti e
depositi bancari e le ritenute previste dai commi 3-bis e 5 del
medesimo articolo 26 e dall’articolo 26-quinquies del predetto
decreto nonche’ dall’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n.
77, e successive modificazioni.».
comma 1, le parole «commi 1-bis e 1-ter» sono sostituite dalle
seguenti: «comma 1-bis».
dell’articolo 3 e’ sostituito dal seguente: «115.Se i titoli indicati
nel comma 1 dell’articolo 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 sono emessi da societa’ o enti,
diversi dalle banche, il cui capitale e’ rappresentato da azioni non
emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del testo unico
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero da quote, gli interessi
passivi sono deducibili a condizione che, al momento di emissione, il
tasso di rendimento effettivo non sia superiore: a) al doppio del
tasso ufficiale di riferimento, per le obbligazioni ed i titoli
similari negoziati in mercati regolamentati degli Stati membri
dell’Unione europea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio
economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al citato
decreto, o collocati mediante offerta al pubblico ai sensi della
disciplina vigente al momento di emissione; b) al tasso ufficiale di
riferimento aumentato di due terzi, delle obbligazioni e dei titoli
similari diversi dai precedenti. Qualora il tasso di rendimento
effettivo all’emissione superi i limiti di cui al periodo precedente,
gli interessi passivi eccedenti l’importo derivante dall’applicazione
dei predetti tassi sono indeducibili dal reddito di impresa. Con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze i limiti indicati
nel primo periodo possono essere variati tenendo conto dei tassi
prestate.».
18. Nel decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239 sono apportate
2) il comma 1-quater e’ sostituito dal seguente: «1-quater.
L’imposta di cui al comma 1-bis si applica sugli interessi ed altri
proventi percepiti dai soggetti indicati al comma 1»;
3) nel comma 2, le parole «commi 1, 1-bis e 1-ter» sono
sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole «commi 1 e 1-bis»;
b) all’articolo 3, comma 5, le parole «commi 1-bis e 1-ter» sono
c) all’articolo 5, le parole «commi 1, 1-bis e 1-ter» sono
sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole «commi 1 e 1-bis».
il seguente: «Ai fini de presente comma, i redditi diversi derivanti
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 sono
computati nella misura del 62,5 per cento dell’ammontare
realizzato;»;
il seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi
nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis,
comma 1, del medesimo testo unico sono computati nella misura del
62,5 per cento dell’ammontare realizzato;»;
1) al comma 3, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b)la ritenuta prevista dal comma 2 dell’articolo 26 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli
interessi ed altri proventi dei conti correnti bancari;»;
2) al comma 3, lettera c), le parole «del 12,50 per cento»,
«Ai fini del presente comma, i redditi derivanti dalle obbligazioni e
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ed equiparati e dalle
delle imposte sui redditi approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 sono computati nella misura
del 62,5 per cento dell’ammontare realizzato;».
comma 1, le parole «del 12,50 per cento» sono soppresse.
17, comma 3, le parole «del 12,50 per cento,» sono soppresse.
decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239. Le remunerazioni dei
redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22
decorrere dal 1º gennaio 2012.
25. A decorrere dal 1º gennaio 2012 sono abrogate le seguenti
26. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al comma
11, per gli interessi e altri proventi soggetti all’imposta
sostitutiva di cui al decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, gli
29. A decorrere dalla data del 1º gennaio 2012, agli effetti della
comma 5-quinquies del citato testo unico, a organismi di investimento
collettivo in valori mobiliari di diritto estero, di cui all’articolo
10-ter, comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 77;
partecipazione agli organismi di investimento collettivo di cui al
comma 29, lettera a), l’opzione puo’ essere esercitata entro il 31
marzo 2012, con comunicazione ai soggetti residenti incaricati del
35 All’ultimo periodo del comma 4 bis dell’articolo 10 della legge
8 maggio 1998, n. 146, dopo la parola «446» sono aggiunte le
seguenti: «e che i contribuenti interessati risultino congrui alle
relazione al periodo di imposta precedente». All’articolo 1, comma
195, dopo le parole «o aree territoriali» sono aggiunte le seguenti:
«, o per aggiornare o istituire gli indicatori di cui all’articolo
10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146».
35-bis. All’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica
a) al comma 1, lettera d), le parole: «e amministrativi» sono
b) al comma 3-bis, dopo le parole: «procedura civile e» sono
inserite le seguenti: «il proprio indirizzo di posta elettronica
certificata ai sensi dell’articolo»;
c) al comma 6, e’ aggiunto il seguente periodo: «Se manca la
dichiarazione di cui al comma 3-bis dell’articolo 14, il processo si
presume del valore indicato al comma 6-quater, lettera f)»;
d) al comma 6-bis, lettera e), sono soppressi i due ultimi periodi;
«6-bis.1. Gli importi di cui alle lettere a), b ), c), d) ed e) del
comma 6-bis sono aumentati della meta’ ove il difensore non indichi
il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio
recapito fax, ai sensi dell’articolo 136 del codice del processo
amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104,
ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel
ricorso. L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi e’
dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di
compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si e’
con il passaggio in giudicato della sentenza. Ai fini del presente
e i motivi aggiunti che introducono domande nuove»;
f) al comma 6-quater, lettera c), sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: «e per le controversie tributarie di valore
indeterminabile».
a) all’articolo 125, primo comma, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Il difensore deve, altresi’, indicare il proprio indirizzo
di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax»;
«Tutte le comunicazioni alle parti devono essere effettuate con le
modalita’ di cui al terzo comma».
a) all’articolo 18, comma 2, lettera b), dopo le parole: «codice
fiscale» sono aggiunte le seguenti: «e dell’indirizzo di posta
elettronica certificata»;
b) all’articolo 18, comma 4, dopo le parole: «codice fiscale» sono
inserite le seguenti: «e all’indirizzo di posta elettronica
c) all’articolo 22, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «All’atto della costituzione in giudizio, il ricorrente deve
depositare la nota di iscrizione al ruolo, contenente l’indicazione
delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto impugnato,
della materia del contendere, del valore della controversia e della
data di notificazione del ricorso».
35-quinquies. Al decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,
a) all’articolo 37, al comma 3, le parole: «entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 31 ottobre 2011», e al comma 7, le parole:
«alle controversie instaurate» sono sostituite dalle seguenti: «ai
procedimenti iscritti a ruolo»;
b) all’articolo 39, comma 4, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Ai fini del periodo precedente, si intendono in servizio i
magistrati non collocati a riposo al momento dell’indizione dei
concorsi».
35-sexies. All’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 4 marzo
2010, n. 28, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il giudice
condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5,
versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di
35-septies. All’articolo 8 del decreto legislativo 31 dicembre
1992, n. 545, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
a) al comma 1, lettera m-bis), sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, ed esercitano, anche in forma non individuale, le
attivita’ individuate nella lettera i)»;
b) al comma 1-bis, al primo ed al secondo periodo, le parole:
«parenti fino al terzo grado» sono sostituite dalle seguenti:
«parenti fino al secondo grado».
35-octies. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, e’ istituita un’imposta di bollo
sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso gli istituti
bancari, le agenzie «money transfer» ed altri agenti in attivita’
finanziaria. L’imposta e’ dovuta in misura pari al 2 per cento
prelievo pari a 3 euro. L’imposta non e’ dovuta per i trasferimenti
effettuati dai cittadini dell’Unione europea nonche’ per quelli
effettuati verso i Paesi dell’Unione europea. Sono esentati i
trasferimenti effettuati da soggetti muniti di matricola INPS e
riservate all’Erario, per un periodo di cinque anni, per essere
eccezionalita’ della situazione economica internazionale. Con
apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da
legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le
modalita’ di individuazione del maggior gettito, attraverso separata
in termini permanenti, dall’attivita’ di contrasto all’evasione.
del pareggio di bilancio ed alla riduzione del debito, confluiranno
in un Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale e
36-bis. In anticipazione della riforma del sistema fiscale,
a) alla lettera b), le parole: «per la quota del 30 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «per la quota del 40 per cento»;
b) alla lettera b-bis), le parole: «per la quota del 55 per cento»
sono sostituite dalle seguenti: «per la quota del 65 per cento».
36-ter. Al comma 1 dell’articolo 6 del decreto-legge 15 aprile
2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno
2002, n. 112, le parole: «si applica in ogni caso alla quota degli
utili netti annuali» sono sostituite dalle seguenti: «non si applica
alla quota del 10 per cento degli utili netti annuali».
36-quater. Le disposizioni di cui ai commi 36-bis e 36-ter si
applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in
corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. Nella determinazione degli acconti dovuti per il
periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le
36-quinquies. L’aliquota dell’imposta sul reddito delle societa’ di
cui all’articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
e successive modificazioni, dovuta dai soggetti indicati
nell’articolo 30, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e’
applicata con una maggiorazione di 10,5 punti percentuali. Sulla
quota del reddito imputato per trasparenza ai sensi dell’articolo 5
del testo unico delle imposte sui redditi dai soggetti indicati
dall’articolo 30, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, a
36-sexies. I soggetti indicati nell’articolo 30, comma 1, della
tassazione di gruppo di cui all’articolo 117 del testo unico delle
imposte sui redditi, assoggettano autonomamente il proprio reddito
imponibile alla maggiorazione prevista dal comma 36-quinquies e
36-septies. Il comma 36-sexies trova applicazione anche con
riguardo alla quota di reddito imputato per trasparenza ai sensi
soggetti indicati nell’articolo 30, comma 1, della legge 23 dicembre
1994, n. 724, ad una societa’ o ente che abbia esercitato l’opzione
per la tassazione di gruppo ai sensi dell’articolo 117 del testo
36-octies. I soggetti indicati nell’articolo 30, comma 1, della
legge 23 dicembre 1994, n. 724, che hanno esercitato, in qualita’ di
115 o all’articolo 116 del testo unico delle imposte sui redditi,
assoggettano autonomamente il proprio reddito imponibile alla
maggiorazione prevista dal comma 36-quinquies e provvedono al
relativo versamento. I soggetti indicati nell’articolo 30, comma 1,
della legge 23 dicembre 1994, n. 724, che abbiano esercitato, in
al citato articolo 115 del testo unico delle imposte sui redditi
assoggettano il proprio reddito imponibile alla maggiorazione
prevista dal comma 36-quinquies, senza tener conto del reddito
36-novies. Le disposizioni di cui ai commi da 36-quinquies a
quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto. Nella determinazione degli acconti
dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione si assume,
quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe
determinata applicando le disposizioni di cui ai commi da
36-decies. Pur non ricorrendo i presupposti di cui all’articolo 30,
comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, le societa’ e gli enti
ivi indicati che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre
periodi d’imposta consecutivi sono considerati non operativi a
decorrere dal successivo quarto periodo d’imposta ai fini e per gli
effetti del citato articolo 30. Restano ferme le cause di non
nell’arco temporale di cui al medesimo comma, le societa’ e gli enti
siano per due periodi d’imposta in perdita fiscale ed in uno abbiano
dichiarato un reddito inferiore all’ammontare determinato ai sensi
36-duodecies. Le disposizioni di cui ai commi 36-decies e
a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di
determinata applicando le disposizioni di cui ai commi 36-decies e
36-terdecies. All’articolo 67, comma 1, del testo unico delle
«h-ter) la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo
annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o
familiari dell’imprenditore».
36-quaterdecies. I costi relativi ai beni dell’impresa concessi in
godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo
annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non
36-quinquiesdecies. La differenza tra il valore di mercato e il
corrispettivo annuo concorre alla formazione del reddito imponibile
del socio o familiare utilizzatore ai sensi dell’articolo 67, comma
1, lettera h-ter), del testo unico delle imposte sui redditi,
36-sexiesdecies. Al fine di garantire l’attivita’ di controllo,
nelle ipotesi di cui al comma 36-quaterdecies l’impresa concedente
ovvero il socio o il familiare dell’imprenditore comunicano
all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai beni concessi in
da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto sono individuati
sanzione amministrativa pari al 30 per cento della differenza di cui
al comma 36-quinquiesdecies. Qualora, nell’ipotesi di cui al
precedente periodo, i contribuenti si siano conformati alle
dovuta, in solido, la sanzione di cui all’articolo 11, comma 1,
di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della
36-septiesdecies si applicano a decorrere dal periodo d’imposta
acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione si
assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe
36-undevicies. In deroga a quanto previsto dall’articolo 7,
undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 605, l’Agenzia delle entrate puo’ procedere alla
elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da
sottoporre a controllo basate su informazioni relative ai rapporti e
operazioni di cui al citato articolo 7, sesto comma, sentite le
36-vicies. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, e’ abrogata la lettera
b) all’articolo 3, comma 1, lettera a), le parole: «a lire
centocinquanta milioni» sono sostituite dalle seguenti: «a euro
trentamila»;
c) all’articolo 3, comma 1, lettera b), le parole: «a lire tre
miliardi» sono sostituite dalle seguenti: «a euro un milione»;
d) all’articolo 4, comma 1, lettera a), le parole: «a lire duecento
milioni» sono sostituite dalle seguenti: «a euro cinquantamila»;
e) all’articolo 4, comma 1, lettera b), le parole: «a lire quattro
miliardi» sono sostituite dalle seguenti: «a euro due milioni»;
f) all’articolo 5, comma 1, le parole: «a lire centocinquanta
milioni» sono sostituite dalle seguenti «a euro trentamila»;
«2-bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del
di cui all’articolo 163 del codice penale non trova applicazione nei
casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a)
l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore al 30 per cento del
volume d’affari; b) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore a
tre milioni di euro»;
i) all’articolo 13, comma 1, le parole: «alla meta’» sono
sostituite dalle seguenti «ad un terzo»;
«1-bis. I termini di prescrizione per i delitti previsti dagli
articoli da 2 a 10 del presente decreto sono elevati di un terzo»;
«2-bis. Per i delitti di cui al presente decreto l’applicazione
della pena ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale
puo’ essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza
attenuante di cui ai commi 1 e 2».
36-vicies bis. Le norme di cui al comma 36-vicies semel si
applicano ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della
36-vicies ter. Per gli esercenti imprese o arti e professioni con
ricavi e compensi dichiarati non superiori a 5 milioni di euro i
quali per tutte le operazioni attive e passive effettuate
nell’esercizio dell’attivita’ utilizzano esclusivamente strumenti di
pagamento diversi dal denaro contante e nelle dichiarazioni in
gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari
di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, in corso nel periodo di
imposta, le sanzioni amministrative previste dagli articoli 1, 5 e 6
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono ridotte alla
36-vicies quater. Al comma 6, primo periodo, dell’articolo 50-bis
del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, dopo le parole:
«agli effetti dell’IVA» sono inserite le seguenti: «iscritti alla
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura da almeno
un anno, che dimostrino una effettiva operativita’ e attestino
regolarita’ dei versamenti IVA, con le modalita’ definite con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,».
Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle attivita’ economiche
a) vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi
e) disposizioni relative alle attivita’ di raccolta di giochi
pubblici ovvero che comunque comportano effetti sulla finanza
semplificazione normativa. Entro il 31 dicembre 2012 il Governo e’
autorizzato ad adottare uno o piu’ regolamenti ai sensi dell’articolo
nel presente comma ed e’ definita la disciplina regolamentare della
materia ai fini dell’adeguamento al principio di cui al comma 1.
predetti enti ai sensi dell’articolo 20, comma 3, del decreto-legge 6
5. Fermo restando l’esame di Stato di cui all’articolo 33 quinto
comma della Costituzione per l’accesso alle professioni
regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che
l’esercizio dell’attivita’ risponda senza eccezioni ai principi di
libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto
il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralita’ di
offerta che garantisca l’effettiva possibilita’ di scelta degli
utenti nell’ambito della piu’ ampia informazione relativamente ai
servizi offerti. Gli ordinamenti professionali dovranno essere
riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto per recepire i seguenti principi:
laddove essa risponda a ragioni di interesse pubblico, tra cui in
particolare quelle connesse alla tutela della salute umana,e non
introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla
nazionalita’ o, in caso di esercizio dell’attivita’ in forma
societaria, della sede legale della societa’ professionale;
c) la disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione deve
conformarsi a criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento
d) il compenso spettante al professionista e’ pattuito per iscritto
all’atto del conferimento dell’incarico professionale prendendo come
riferimento le tariffe professionali. E’ ammessa la pattuizione dei
compensi anche in deroga alle tariffe. Il professionista e’ tenuto,
nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente
il livello della complessita’ dell’incarico, fornendo tutte le
conferimento alla conclusione dell’incarico. In caso di mancata
determinazione consensuale del compenso, quando il committente e’ un
ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi,
ovvero nei casi in cui la prestazione professionale e’ resa
nell’interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali
stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;
restrittiva, fermo in ogni caso quanto previsto al comma 1 del
quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto,fermo in
ogni caso quanto previsto al comma 1 del presente articolo.
b) l’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una
attivita’ economica solo dove ce ne sia bisogno secondo l’autorita’
amministrativa; si considera che questo avvenga quando l’offerta di
servizi da parte di persone che hanno gia’ licenze o autorizzazioni
per l’esercizio di una attivita’ economica non soddisfa la domanda da
parte di tutta la societa’ con riferimento all’intero territorio
nazionale o ad una certa area geografica;
sedi deputate all’esercizio di una attivita’ economica;
e) il divieto di esercizio di una attivita’ economica in piu’ sedi
oppure in una o piu’ aree geografiche;
h) l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di
beni o servizi, indipendentemente dalla determinazione, diretta o
i) l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari
dall’entrata in vigore del presente decreto, fermo in ogni caso
quanto previsto al comma 1 del presente articolo.
sentita l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, entro
quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, qualora:
a) la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico,
tra cui in particolare quelle connesse alla tutela della salute
11-bis. In conformita’ alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sono invece esclusi
dall’abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 8 i
servizi di taxi e noleggio con conducente non di linea, svolti
esclusivamente con veicoli categoria M1, di cui all’articolo 6 del
2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, la lettera
d) e’ sostituita dalla seguente:
«d) i proventi monetari derivanti dalle procedure di cui alla
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, tenuto anche
conto dei saldi strutturali di finanza pubblica, e sono versati
all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinati, mediante
riassegnazione anche in deroga ai limiti previsti per le
riassegnazioni, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, fino al 31 dicembre 2013, agli stati di previsione del
al 55 per cento, da assegnare al fondo ammortamento dei titoli di
Stato, e del Ministero della difesa, per una quota corrispondente al
35 per cento, nonche’ agli enti territoriali interessati alle
valorizzazioni, per la rimanente quota del 10 per cento. Le somme
a spese di investimento. E’ in ogni caso precluso l’utilizzo di
questa somma per la copertura di oneri di parte corrente. Ai fini
della valorizzazione dei medesimi beni, le cui procedure sono
concluse entro il termine perentorio di centottanta giorni dal loro
avvio, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma
4-decies, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, ovvero all’articolo
34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e la
determinazione finale delle conferenze di servizio o il decreto di
strumenti urbanistici, sono deliberati dal consiglio comunale entro
mancata deliberazione, si intendono comunque ratificati. Il medesimo
termine perentorio e il meccanismo del silenzio assenso per la
ratifica delle determinazioni finali delle conferenze di servizi si
applicano alle procedure di valorizzazione di cui all’articolo 314».
12-bis. All’articolo 8-bis del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
a) al comma 1, le parole: «In caso di» sono sostituite dalle
seguenti: «Entro dieci giorni dalla» e le parole da: «cancellate»
fino a: «avvenuto pagamento» sono sostituite dalle seguenti:
«integrate dalla comunicazione dell’avvenuto pagamento. La richiesta
da parte dell’istituto di credito deve pervenire immediatamente dopo
l’avvenuto pagamento»;
b) al comma 2, dopo le parole: «gia’ registrate» sono inserite le
seguenti: «e regolarizzate» e le parole da: «estinte» fino a:
«presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «aggiornate
secondo le medesime modalita’ di cui al comma precedente».
Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dall’Unione europea
1. Gli enti locali, nel rispetto dei principi di concorrenza, di
servizi pubblici locali di rilevanza economica, di seguito «servizi
pubblici locali», liberalizzando tutte le attivita’ economiche
2. All’esito della verifica di cui al comma 1 l’ente adotta una
delibera quadro che illustra l’istruttoria compiuta ed evidenzia, per
i settori sottratti alla liberalizzazione, le ragioni della decisione
e i benefici per la comunita’ locale derivanti dal mantenimento di un
al comma l, intende procedere all’attribuzione di diritti di
b) assicura che i requisiti tecnici ed economici di partecipazione
alla gara siano proporzionati alle caratteristiche e al valore del
servizio e che la definizione dell’oggetto della gara garantisca la
piu’ ampia partecipazione e il conseguimento di eventuali economie di
scala e di gamma;
di cui al comma 29, e per la determinazione dell’eventuale importo
gestione cosiddetta «in house».
14. Le societa’ cosiddette «in house» affidatarie dirette della
15. Le societa’ cosiddette «in house» e le societa’ a
locali a societa’ cosiddette «in house» e in tutti i casi in cui il
al comma 29 non sono stati interamente ammortizzati, il gestore
d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 10 ottobre 2003
a societa’ a partecipazione pubblica gia’ quotate in borsa a tale
data e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del
codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di
da 19 a 27, il servizio di distribuzione di gas naturale, di cui al
di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 475. E’ escluso dall’applicazione
dei commi 19, 21 e 27 del presente articolo quanto disposto
dall’articolo 2, comma 42, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n.
225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n.
Norme in materia di societa’ municipalizzate
1. Una quota del Fondo infrastrutture di cui all’articolo
6-quinquies del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
in societa’ esercenti servizi pubblici locali di rilevanza economica,
diversi dal servizio idrico. L’effettuazione delle dismissioni e’
comunicata ai predetti Dicasteri. Le spese effettuate a valere sulla
predetta quota sono escluse dai vincoli del patto di stabilita’
interno. La quota assegnata a ciascun ente territoriale non puo’
essere superiore ai proventi della dismissione effettuata. La quota
non assegnata agli enti territoriali e’ destinata alle finalita’
previste dal citato articolo 6-quinquies.
1-bis. Per il ripristino e la messa in sicurezza delle
infrastrutture colpite dagli eventi calamitosi nei territori della
regione Basilicata nel periodo dal 18 febbraio al 1º marzo 2011, per
i quali e’ stato dichiarato lo stato di emergenza con apposito
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 marzo 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 22 marzo 2011, e’
autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l’anno 2011. Al
relativo onere si provvede mediante riduzione dell’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 32, comma 8, del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 111. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
dell’interno, e relative al potenziamento di infrastrutture, sono
versate in Tesoreria entro trenta giorni dalla richiesta dell’ente
interessato. L’ente destinatario del finanziamento e’ tenuto a
rendicontare le modalita’ di utilizzo delle risorse.
Sviluppo delle regioni dell’obiettivo convergenza e realizzazione del Piano Sud
1. Al fine di garantire l’efficacia delle misure finanziarie per lo
sviluppo delle regioni dell’obiettivo convergenza e l’attuazione
delle finalita’ del Piano per il Sud, a decorrere dall’anno
finanziario in corso alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, la spesa in termini di competenza e
di cassa effettuata annualmente da ciascuna delle predette regioni a
valere sulle risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione di cui
all’articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, sui
cofinanziamenti nazionali dei fondi comunitari a finalita’
strutturale, nonche’ sulle risorse individuate ai sensi di quanto
previsto dall’articolo 6-sexies del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
133, puo’ eccedere i limiti di cui all’articolo 1, commi 126 e 127,
della legge 13 dicembre 2010, n. 220, nel rispetto, comunque, delle
condizioni e dei limiti finanziari stabiliti ai sensi del comma 2 del
2. Al fine di salvaguardare gli equilibri di finanza pubblica, con
il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione
territoriale e di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
Bolzano da adottare entro il 30 settembre di ogni anno, sono
stabiliti i limiti finanziari per l’attuazione del comma 1, nonche’
le modalita’ di attribuzione allo Stato ed alle restanti regioni dei
relativi maggiori oneri, garantendo in ogni caso il rispetto dei
tetti complessivi, fissati dalla legge per il concorso dello Stato e
delle predette regioni alla realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica per l’anno di riferimento.
Liberalizzazione in materia di segnalazione certificata di inizio attivita’, denuncia e dichiarazione di inizio attivita’. Ulteriori semplificazioni
1. All’articolo 19, della legge 7 agosto 1990, n. 241 sono
denuncia e la dichiarazione di inizio attivita’ non costituiscono
possono sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti
all’amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente
l’azione di cui all’articolo 31, commi 1, 2 e 3 del decreto
legislativo 2 luglio 2010, n. 104».
consentire la progressiva entrata in operativita’ del Sistema di
controllo della tracciabilita’ dei rifiuti (SISTRI), nonche’
software e hardware, anche ai fini dell’eventuale implementazione di
tecnologie di utilizzo piu’ semplice rispetto a quelle attualmente
l’obiettivo della piu’ ampia partecipazione degli utenti.
Conseguentemente, fermo quanto previsto dall’articolo 6, comma 2,
per i soggetti di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 26
2011, per gli altri soggetti di cui all’articolo 1 del predetto
del mare 26 maggio 2011, il termine di entrata in operativita’ del
SISTRI e’ il 9 febbraio 2012. Dall’attuazione della presente
3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
dell’assenza di specifiche caratteristiche di criticita’ ambientale,
3-bis. Gli operatori che producono esclusivamente rifiuti soggetti
a ritiro obbligatorio da parte di sistemi di gestione regolati per
legge possono delegare la realizzazione dei propri adempimenti
relativi al SISTRI ai consorzi di recupero, secondo le modalita’ gia’
previste per le associazioni di categoria.
5. All’articolo 81 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
debitori a dei cittadini nei confronti dello Stato.
6-bis. Al fine di semplificare l’attivita’ amministrativa e di
evitare l’insorgere di ulteriore contenzioso, nei confronti dei
soggetti che hanno beneficiato delle erogazioni di cui all’articolo
1, commi 331, 332 e 333, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in
assenza della condizione reddituale stabilita dal citato comma 333,
non si applicano le conseguenti sanzioni penali e amministrative se
essi restituiscono le somme indebitamente percepite entro novanta
presente decreto. I procedimenti penali ed amministrativi
eventualmente avviati sono sospesi sino alla scadenza del predetto
6-ter. Per una efficace e immediata attuazione di quanto previsto
in tema di razionalizzazione della spesa delle amministrazioni
pubbliche al comma 1 dell’articolo 12 del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 111, l’Agenzia del demanio procedera’, con priorita’ in aree
a piu’ elevato disagio occupazionale e produttivo, ad operazioni di
permuta, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, di beni
appartenenti allo Stato, con esclusione di tutti i beni comunque
trasferibili agli enti pubblici territoriali ai sensi del decreto
legislativo 28 maggio 2010, n. 85, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 2, comma 196-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
con immobili adeguati all’uso governativo, al fine di rilasciare
immobili di terzi attualmente condotti in locazione passiva dalla
pubblica amministrazione ovvero appartenenti al demanio e al
patrimonio dello Stato ritenuti inadeguati. Le amministrazioni dello
Stato comunicano all’Agenzia del demanio l’ammontare dei fondi
statali gia’ stanziati e non impegnati al fine della realizzazione di
nuovi immobili per valutare la possibilita’ di recupero di spesa per
effetto di operazioni di permuta, ovvero gli immobili di nuova
realizzazione da destinare ad uso governativo.
1. Ai sistemi informativi di cui all’articolo 117 del codice di cui
al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, possono avere accesso,
anche per le finalita’ ivi previste, i soggetti che partecipano al
sistema di prevenzione di cui al comma 5 dell’articolo 30-ter del
decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, fatta salva la facolta’
di istituire e partecipare ai sistemi di cui all’articolo 119 del
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Dall’attuazione del
periodo precedente non devono derivare nuovi o maggiori oneri a
Fondo di rotazione per la progettualita’
1. Le risorse disponibili sul Fondo di rotazione di cui
all’articolo 1, comma 54, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono
destinate prioritariamente alla progettazione delle opere, inserite
nei piani triennali degli enti locali approvati alla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto e che
ricadono su terreni demaniali o gia’ di proprieta’ dell’ente locale
interessato, aventi gia’ destinazione urbanistica conforme all’opera
o alle opere che si intendono realizzare. Resta fermo quanto disposto
2. Gli enti locali interessati alla utilizzazione delle risorse del
Fondo di cui al comma 1 presentano entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e
con le modalita’ definite con deliberazione della Cassa depositi e
prestiti Spa, la richiesta di accesso al finanziamento, allegando
alla stessa la descrizione dell’opera o delle opere che intendono
realizzare, predisposta da un tecnico dell’ente locale medesimo.
3. Sulla base delle richieste di cui al comma 2, la Cassa depositi
e prestiti Spa provvede a formare una graduatoria nel rispetto di
quanto previsto al comma 1.
Attuazione della disciplina di riduzione delle tariffe elettriche e misure di perequazione nei settori petrolifero, dell’energia elettrica e del gas
1. Al comma 16 dell’articolo 81 del decreto-legge 25 giugno 2008,
a) all’alinea, le parole: «superiore a 25 milioni di euro», sono
sostituite dalle seguenti: «superiore a 10 milioni di euro e un
reddito imponibile superiore a 1 milione di euro»;
b) la lettera c) e’ sostituita dalle seguenti:
«c) produzione, trasmissione e dispacciamento, distribuzione o
commercializzazione dell’energia elettrica; c-bis) trasporto o
distribuzione del gas naturale»;
c) le parole da: «La medesima disposizione» fino a «o eolica» sono
dell’articolo 81 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
Modifiche all’articolo 83-bis del decreto-legge n. 112 del 2008
1. All’articolo 83-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
a) al comma 4, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, sono sottoposti al parere preventivo della predetta
Consulta generale e pubblicati con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, ai fini della loro entrata in
vigore»;
b) al comma 4-bis sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e
ferma restando la possibilita’ di deroga con gli accordi di cui al
comma 4».
Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimita’
1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello
comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale o
territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in
azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi
interconfederali vigenti, compreso l’accordo interconfederale del 28
giugno 2011, possono realizzare specifiche intese con efficacia nei
confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere
sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle
predette rappresentanze sindacali,finalizzate alla maggiore
occupazione, alla qualita’ dei contratti di lavoro, all’adozione di
forme di partecipazione dei lavoratori,alla emersione del lavoro
della produzione con riferimento:
a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove
b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e
c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto,
modulato o flessibile, al regime della solidarieta’ negli appalti e
ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;
e) alle modalita’ di assunzione e disciplina del rapporto di
lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a
progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei
contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di
lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio, il
licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il
licenziamento della lavoratrice dall’inizio del periodo di gravidanza
fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonche’ fino
ad un anno di eta’ del bambino, il licenziamento causato dalla
domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del
bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il
licenziamento in caso di adozione o affidamento.
2-bis. Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonche’ i
vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni
internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1
operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano
le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni
contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.
3-bis. All’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio
2003, n. 188, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’alinea, le parole: «e la normativa regolamentare,
compatibili con la legislazione comunitaria, ed applicate» sono
sostituite dalle seguenti: «la normativa regolamentare ed i contratti
collettivi nazionali di settore, compatibili con la legislazione
comunitaria, ed applicati»;
«b-bis)condizioni di lavoro del personale».
1. All’articolo 5 della legge 12 marzo 1999, n. 68, sono apportate
a) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
«8. Gli obblighi di cui agli articoli 3 e 18 devono essere
rispettati a livello nazionale. Ai fini del rispetto degli obblighi
ivi previsti, i datori di lavoro privati che occupano personale in
diverse unita’ produttive e i datori di lavoro privati di imprese che
sono parte di un gruppo ai sensi dell’articolo 31 del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, possono assumere in una unita’
produttiva o, ferme restando le aliquote d’obbligo di ciascuna
impresa, in una impresa del gruppo avente sede in Italia, un numero
di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a
quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso
del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unita’ produttive
o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia»;
1. All’articolo 118, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
territorialmente» aggiungere le seguenti parole: «e possono altresi’
Livelli di tutela essenziali per l’attivazione dei tirocini
1. I tirocini formativi e di orientamento possono essere promossi
e il relativo regolamento di attuazione.
– Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque svolga
un’attivita’ organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o
organizzandone l’attivita’ lavorativa caratterizzata da sfruttamento,
mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello
stato di bisogno o di necessita’ dei lavoratori, e’ punito con la
reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro
pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.
La condanna per i delitti di cui al primo comma importa altresi’
l’esclusione per un periodo di due anni da agevolazioni,
finanziamenti, contributi o sussidi da parte dello Stato o di altri
enti pubblici, nonche’ dell’Unione europea, relativi al settore di
attivita’ in cui ha avuto luogo lo sfruttamento.
L’esclusione di cui al secondo comma e’ aumentata a cinque anni
quando il fatto e’ commesso da soggetto al quale sia stata applicata
la recidiva ai sensi dell’articolo 99, secondo comma, numeri 1) e
Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali. Incompatibilita’. Riduzione delle spese per i referendum
1. A decorrere dal mese successivo a quello di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, per gli anni 2011,
2012 e 2013,ai membri degli organi costituzionali, fatta eccezione
per il Presidente della Repubblica e i componenti della Corte
costituzionale, si applica, senza effetti a fini previdenziali, una
riduzione delle retribuzioni o indennita’ di carica superiori a
a) ai parlamentari che svolgono qualsiasi attivita’ lavorativa per
la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento
dell’indennita’ parlamentare la riduzione dell’indennita’ di cui al
comma 1 si applica in misura del 20 per cento per la parte eccedente
i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, in misura del 40 per cento per
la parte eccedente i 150.000 euro. La riduzione si applica con le
medesime decorrenza e durata di cui al comma 1;
3. Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n.
215, e successive modificazioni, le cariche di deputato e di
senatore, nonche’ le cariche di governo di cui all’articolo 1, comma
2, della citata legge n. 215 del 2004, sono incompatibili con
qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica
relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi,
superiore a 5.000 abitanti, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 62 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267. Le incompatibilita’ di cui al primo periodo si
alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata
in vigore del presente decreto. A decorrere dalla data di indizione
presente decreto, le incompatibilita’ di cui al primo periodo si
applicano, altresi’, alla carica di membro del Parlamento europeo
commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, della legge 24 gennaio
1979, n. 18, e successive modificazioni. Resta fermo in ogni caso il
divieto di cumulo con ogni altro emolumento; fino al momento
dell’esercizio dell’opzione, non spetta alcun trattamento per la
carica sopraggiunta.
dopo il comma 2, e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Nel caso in cui, nel medesimo anno, debba tenersi piu’ di
un referendum abrogativo, la convocazione degli elettori ai sensi
dell’articolo 34 della legge 25 maggio 1970, n. 352, avviene per
tutti i referendum abrogativi nella medesima data».
Riduzione del numero dei consiglieri e assessori regionali e relative indennita’. Misure premiali
1. Per il conseguimento degli obiettivi stabiliti nell’ambito del
c) riduzione a decorrere dal 1º gennaio 2012, in attuazione di
ai sensi dell’articolo 13 del presente decreto;
e) istituzione, a decorrere dal 1º gennaio 2012, di un Collegio dei
revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarita’
contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente; il
Collegio, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, opera in
raccordo con le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti;
i componenti di tale Collegio sono scelti mediante estrazione da un
elenco, i cui iscritti devono possedere i requisiti previsti dai
principi contabili internazionali, avere la qualifica di revisori
legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, ed
essere in possesso di specifica qualificazione professionale in
materia di contabilita’ pubblica e gestione economica e finanziaria
anche degli enti territoriali, secondo i criteri individuati dalla
arrotondamento all’unita’ superiore.
Riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei comuni e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali
1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di
svolgimento delle funzioni amministrative e dei servizi pubblici, a
a 1.000 abitanti esercitano obbligatoriamente in forma associata
tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro
comuni ai sensi dell’articolo 32 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le disposizioni di cui al
presente comma non si applicano ai comuni il cui territorio coincide
2. A ciascuna unione di cui al comma l hanno facolta’ di aderire
anche comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, al fine
dell’esercizio in forma associata di tutte le funzioni fondamentali
loro spettanti sulla base della legislazione vigente e dei servizi ad
esse inerenti, anche al fine di dare attuazione alle disposizioni di
cui all’articolo 14, commi 28, 29, 30 e 31, del citato decreto-legge
2010. I comuni di cui al primo periodo hanno, in alternativa,
facolta’ di esercitare mediante tale unione tutte le funzioni e tutti
i servizi pubblici loro spettanti sulla base della legislazione
3. All’unione di cui al comma 1, in deroga all’articolo 32, commi
2, 3 e 5, secondo periodo, del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000, si applica la disciplina di cui al
4. Sono affidate all’unione, per conto dei comuni che ne sono
membri, la programmazione economico-finanziaria e la gestione
contabile di cui alla parte II del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000, con riferimento alle funzioni da
essi esercitate per mezzo dell’unione. I comuni che sono membri
dell’unione concorrono alla predisposizione del bilancio di
previsione dell’unione per l’anno successivo mediante la
deliberazione, da parte del consiglio comunale, da adottare
annualmente, entro il 30 novembre, di un documento programmatico,
nell’ambito del piano generale di indirizzo deliberato dall’unione
entro il precedente 15 ottobre. Con regolamento da adottare, entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su
proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per
le riforme per il federalismo, sono disciplinati il procedimento
amministrativo-contabile di formazione e di variazione del documento
programmatico, i poteri di vigilanza sulla sua attuazione e la
successione nei rapporti amministrativo-contabili tra ciascun comune
5. L’unione succede a tutti gli effetti nei rapporti giuridici in
essere alla data di cui al comma 9 che siano inerenti alle funzioni
ed ai servizi ad essa affidati ai sensi dei commi 1, 2 e 4, ferme
restando le disposizioni di cui all’articolo 111 del codice di
le risorse umane e strumentali relative alle funzioni ed ai servizi
loro affidati ai sensi dei commi 1, 2 e 4, nonche’ i relativi
rapporti finanziari risultanti dal bilancio. A decorrere dall’anno
2014, le unioni di comuni di cui al comma 1 sono soggette alla
disciplina del patto di stabilita’ interno per gli enti locali
6. Le unioni di cui al comma 1 sono istituite in modo che la
complessiva popolazione residente nei rispettivi territori,
determinata ai sensi dell’articolo 156, comma 2, del citato testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, sia di norma
superiore a 5.000 abitanti, ovvero a 3.000 abitanti qualora i comuni
che intendono comporre una medesima unione appartengano o siano
in vigore della legge di conversione del presente decreto, ciascuna
7. Le unioni di comuni che risultino costituite alla data di cui al
comma 9 e di cui facciano parte uno o piu’ comuni con popolazione
fino a 1.000 abitanti, entro i successivi quattro mesi adeguano i
rispettivi ordinamenti alla disciplina delle unioni di cui al
presente articolo. I comuni appartenenti a forme associative di cui
agli articoli 30 e 31 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000 cessano di diritto di farne parte alla
8. Nel termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, i comuni di
cui al comma 1, con deliberazione del consiglio comunale, da
adottare, a maggioranza dei componenti, conformemente alle
aggregazione, di identico contenuto, per l’istituzione della
rispettiva unione. Nel termine perentorio del 31 dicembre 2012, la
regione provvede, secondo il proprio ordinamento, a sancire
l’istituzione di tutte le unioni del proprio territorio come
determinate nelle proposte di cui al primo periodo e sulla base
dell’elenco di cui al comma 16. La regione provvede anche qualora la
proposta di aggregazione manchi o non sia conforme alle disposizioni
9. A decorrere dal giorno della proclamazione degli eletti negli
organi di governo del comune che, successivamente al 13 agosto 2012,
sia per primo interessato al rinnovo, nei comuni con popolazione fino
a 1.000 abitanti che siano parti della stessa unione, nonche’ in
quelli con popolazione superiore che esercitino mediante tale unione
tutte le proprie funzioni, gli organi di governo sono il sindaco ed
il consiglio comunale, e le giunte in carica decadono di diritto. Ai
consigli dei comuni che sono membri di tale unione competono
esclusivamente poteri di indirizzo nei confronti del consiglio
dell’unione, ferme restando le funzioni normative che ad essi
spettino in riferimento alle attribuzioni non esercitate mediante
10. Gli organi dell’unione di cui al comma 1 sono il consiglio, il
presidente e la giunta.
11. Il consiglio e’ composto da tutti i sindaci dei comuni che sono
membri dell’unione nonche’, in prima applicazione, da due consiglieri
comunali per ciascuno di essi. I consiglieri di cui al primo periodo
sono eletti, non oltre venti giorni dopo la data di istituzione
dell’unione ai sensi del comma 9, in tutti i comuni che sono membri
dell’unione dai rispettivi consigli comunali, con la garanzia che uno
dei due appartenga alle opposizioni. Fino all’elezione del presidente
dell’unione ai sensi del comma 12, primo periodo, il sindaco del
comune avente il maggior numero di abitanti tra quelli che sono
membri dell’unione esercita tutte le funzioni di competenza
dell’unione medesima. La legge dello Stato puo’ stabilire che le
successive elezioni avvengano a suffragio universale e diretto
contestualmente alle elezioni per il rinnovo degli organi di governo
di cui al quarto periodo disciplina conseguentemente il sistema di
della legge 7 giugno 1991, n. 182, e successive modificazioni. Al
cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 al consiglio comunale,
12. Entro trenta giorni dalla data di istituzione dell’unione ai
sensi del comma 9, il consiglio e’ convocato di diritto ed elegge il
presidente dell’unione tra i propri componenti. Al presidente, che
dura in carica due anni e mezzo ed e’ rinnovabile, spettano le
competenze attribuite al sindaco dall’articolo 50 del citato testo
unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, ferme restando
13. La giunta dell’unione e’ composta dal presidente, che la
presiede, e dagli assessori, nominati dal medesimo fra i sindaci
i comuni aventi corrispondente popolazione. Alla giunta spettano le
competenze di cui all’articolo 48 del citato testo unico di cui al
14. Lo statuto dell’unione individua le modalita’ di funzionamento
dei propri organi e ne disciplina i rapporti. Il consiglio adotta lo
statuto dell’unione, con deliberazione a maggioranza assoluta dei
propri componenti, entro venti giorni dalla data di istituzione
dell’unione ai sensi del comma 9.
15. Ai consiglieri, al presidente ed agli assessori dell’unione si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 82 e 86 del citato
testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, ed ai
rispettivamente, ai consiglieri, al sindaco ed agli assessori dei
comuni aventi corrispondente popolazione. Agli amministratori
dell’unione che risultino percepire emolumenti di ogni genere in
fino al momento dell’esercizio dell’opzione, non spetta alcun
16. L’obbligo di cui al comma 1 non trova applicazione nei riguardi
dei comuni che, alla data del 30 settembre 2012, risultino esercitare
le funzioni amministrative e i servizi pubblici di cui al medesimo
comma 1 mediante convenzione ai sensi dell’articolo 30 del citato
testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Ai fini di
cui al primo periodo, tali comuni trasmettono al Ministero
dell’interno, entro il 15 ottobre 2012, un’attestazione comprovante
il conseguimento di significativi livelli di efficacia ed efficienza
nella gestione, mediante convenzione, delle rispettive attribuzioni.
Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro tre mesi
presente decreto, sono determinati contenuti e modalita’ delle
attestazioni di cui al secondo periodo. Il Ministero dell’interno,
previa valutazione delle attestazioni ricevute, adotta con proprio
decreto, da pubblicare entro il 30 novembre 2012 nel proprio sito
internet, l’elenco dei comuni obbligati e di quelli esentati
successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione
a) per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, il consiglio
comunale e’ composto, oltre che dal sindaco, da sei consiglieri;
b) per i comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 3.000
abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco,
da sei consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’ stabilito
c) per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000
da sette consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’
d) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000
da dieci consiglieri ed il numero massimo degli assessori e’
18. A decorrere dalla data di cui al comma 9, ai consiglieri dei
comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti non sono applicabili le
disposizioni di cui all’articolo 82 del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000; non sono altresi’ applicabili,
con l’eccezione del primo periodo del comma 1, le disposizioni di cui
all’articolo 80 del citato testo unico di cui al decreto legislativo
n. 267 del 2000.
19. All’articolo 38, comma 7, del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000, dopo le parole: «previsti dal
regolamento», sono aggiunte le seguenti: «e, nei comuni con
popolazione fino a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in un
arco temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei
20. All’articolo 48, comma 1, del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti,
le riunioni della giunta si tengono preferibilmente in un arco
temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti».
21. All’articolo 79, comma 1, del citato testo unico di cui al
decreto legislativo n. 267 del 2000, le parole: «per l’intera
giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli» sono sostituite
dalle seguenti: «per il tempo strettamente necessario per la
partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il
raggiungimento del luogo di suo svolgimento».
22. All’articolo 14, comma 28, del citato decreto-legge n. 78 del
2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, le
parole: «fino a 5.000 abitanti, esclusi le isole monocomune» sono
sostituite dalle seguenti: «superiore a 1.000 e fino a 5.000
abitanti, esclusi i comuni il cui territorio coincide integralmente
con quello di una o di piu’ isole».
23. All’articolo 2, comma 7, del decreto legislativo 14 marzo 2011,
n. 23, le parole: «le isole monocomune» sono sostituite dalle
seguenti: «i comuni il cui territorio coincide integralmente con
quello di una o di piu’ isole».
24. All’articolo 14, comma 31, alinea, del citato decreto-legge n.
78 del 2010, le parole: «5.000 abitanti o nel quadruplo del numero
degli abitanti del comune demograficamente piu’ piccolo tra quelli
associati» sono sostituite dalle seguenti: «10.000 abitanti, salvo
diverso limite demografico individuato dalla regione entro due mesi
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138»; al medesimo comma 31, la
«b) entro il 31 dicembre 2012 con riguardo a tutte le sei funzioni
fondamentali loro spettanti ai sensi dell’articolo 21, comma 3, della
citata legge n. 42 del 2009».
25. A decorrere dal primo rinnovo dell’organo di revisione
revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione
da un elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i
soggetti iscritti, a livello regionale, nel Registro dei revisori
legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, nonche’
gli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti
contabili. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro
conversione del presente decreto, sono stabiliti criteri per
l’inserimento degli interessati nell’elenco di cui al primo periodo,
a) rapporto proporzionale tra anzianita’ di iscrizione negli albi e
registri di cui al presente comma e popolazione di ciascun comune;
b) previsione della necessita’, ai fini dell’iscrizione nell’elenco
di cui al presente comma, di aver in precedenza avanzato richiesta di
svolgere la funzione nell’organo di revisione degli enti locali;
c) possesso di specifica qualificazione professionale in materia di
contabilita’ pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti
pubblici territoriali.
26. Le spese di rappresentanza sostenute dagli organi di governo
prospetto allegato al rendiconto di cui all’articolo 227 del citato
testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Tale
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali ai sensi dell’articolo 3
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Ministro
27. All’articolo 14, comma 32, alinea, del citato decreto-legge n.
78 del 2010, le parole: «31 dicembre 2013» sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2012»; alla lettera a) del medesimo comma 32,
28. Al fine di verificare il perseguimento degli obiettivi di
n. 191, e successive modificazioni, e dall’articolo 14, comma 32,
primo periodo, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, come da
ultimo modificato dal comma 27 del presente articolo. Nel caso in
cui, all’esito dell’accertamento, il prefetto rilevi la mancata
attuazione di quanto previsto dalle disposizioni di cui al primo
periodo, assegna agli enti inadempienti un termine perentorio entro
il quale provvedere. Decorso inutilmente detto termine, fermo
restando quanto previsto dal secondo periodo, trova applicazione
comuni appartenenti alle regioni a statuto speciale ed alle province
autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto degli statuti delle
regioni e province medesime, delle relative norme di attuazione e
secondo quanto previsto dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009,
30. Dall’applicazione di ciascuna delle disposizioni di cui al
31. A decorrere dall’anno 2013, le disposizioni vigenti in materia
di patto di stabilita’ interno per i comuni trovano applicazione nei
riguardi di tutti i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti
Disposizioni relative al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro
1. Alla legge 30 dicembre 1986, n. 936 sono apportate le seguenti
«Art. 2 (Composizione del Consiglio). – 1. Il Consiglio nazionale
dell’economia e del lavoro e’ composto da esperti, da rappresentanti
delle categorie produttive e da rappresentanti delle associazioni di
promozione sociale e delle organizzazioni di volontariato in numero
di settanta oltre al presidente e al segretario generale, secondo la
ripartizione stabilita con decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare
disposizione.»;
«Art. 14 (Pronunce del CNEL). – 1. Gli atti del CNEL sono assunti a
maggioranza assoluta dei suoi componenti in Assemblea. Il presidente,
sentiti i vicepresidenti e il segretario generale, puo’ istituire
fino a quattro commissioni istruttorie, in ciascuna delle quali
siedono non piu’ di quindici consiglieri, proporzionalmente alle
varie rappresentanze. La presidenza di ciascuna commissione
istruttoria spetta ad uno dei vicepresidenti.».
articolo. Decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
decreto del Presidente della Repubblica di cui all’articolo 2 della
legge n. 936 del 1986, come sostituito dal comma 1, lettera a), del
presente articolo, decadono gli esperti e i rappresentanti del
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro in carica e si
provvede alla nomina dei nuovi esperti e dei nuovi rappresentanti in
conformita’ alla ripartizione stabilita dal medesimo decreto.
1. I Parlamentari, gli amministratori pubblici, i dipendenti delle
all’interno dei Paesi appartenenti al Consiglio d’Europa utilizzano
il mezzo di trasporto aereo, volano in classe economica. Resta fermo
quanto previsto dall’articolo 1, comma 216, della legge 23 dicembre
2005, n. 266. All’articolo 1, comma 468, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, le parole «al personale con qualifica non inferiore a
dirigente di prima fascia e alle categorie equiparate, nonche’» sono
1. Alle maggiori spese derivanti dall’attuazione del presente
all’articolo 2 comma 2, all’articolo 5 e all’articolo 7, pari
complessivamente a 2.215,2 milioni di euro per l’anno 2012 a 132,8
milioni di euro per l’anno 2013, 170,8 milioni di euro per l’anno
l’anno 2016, pari a, in termini di indebitamento netto, 182,8 milioni
per l’anno 2013 ed a 320,8 milioni per l’anno 2014, si provvede con
quota parte delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto.
1. L’attuazione delle disposizioni del presente decreto nelle
Bolzano avviene nel rispetto dei loro statuti e delle relative norme
di attuazione e secondo quanto previsto dall’articolo 27 della legge
5 maggio 2009, n. 42.
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