Source: http://www.scenacriminis.com/scienze-forensi/diritto/corruzione-fenomeno-sociale-e-criminale/
Timestamp: 2020-01-23 07:36:18+00:00
Document Index: 84987182

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 318', 'art. 322', 'art. 318', 'art. 319', 'art.322', 'art. 1418', 'art. 322']

La Corruzione, fenomeno sociale e criminale in continua espansione - Scena Criminis
You are here: Home / Scienze Forensi / Diritto / La Corruzione, fenomeno sociale e criminale in continua espansione
18 Marzo 2017 da Webmaster Leave a Comment
La corruzione è un fenomeno sociale che continua ad allarmare a causa del suo continuo dilagare e che ha imposto al legislatore un continuo aggiornamento delle norme a carattere sia preventivo che punitivo. Oltretutto anche l’ordinamento sovranazionale ed europeo è particolarmente sensibile a tale fenomeno.
L’Italia, infatti, è inserita in una realtà europea che ne influenza la politica finanziaria e di mercato, nonché l’indirizzo di legislazione criminale.
Quanto detto è provato specularmente dall’attività delle organizzazioni criminali, le quali hanno iniziato ad operare anche al di fuori del territorio nazionale. Da ciò è conseguita una nuova interpretazione, in un’ottica sovranazionale, del concetto di ordine pubblico.
Per questo, quanto accade in Italia può avere conseguenze anche negli altri Stati membri dell’Unione Europea. Una prova è data dai cd. “Appalti sopra soglia”, il cui rilievo sovranazionale li pone al centro della legislazione Europea.
Date queste premesse, si è assistito nel tempo alla promulgazione di numerose leggi di ratifica delle Convenzioni internazionali, come la Legge 3/8/2009 n. 116 che ha introdotto, nel nostro Ordinamento, quanto sancito nella Convenzione delle Nazioni Unite sulla corruzione del 2003.
Ben si può dedurre, quindi, che gli Stati membri dell’UE abbiano voluto rispondere in modo unitario al fenomeno corruttivo, cercando di creare una disciplina uniforme su tutto il territorio europeo con leggi preventive e punitive.
La normativa della corruzione nasce proprio dalla volontà di dare una risposta proporzionale al fenomeno corruttivo, dato che esso è in grado di incidere sul Pil (Prodotto interno lordo) della nazione, deflagrando le conseguenze sull’intero sistema eurounitario.
In Italia la Legge 190/2012 ha innovato il Codice penale, rivisitando numerosi delitti contro la Pubblica Amministrazione, introducendone anche di nuovi di matrice sovranazionale. Nella suddetta legge, infatti, vi è un vero e proprio titolo dedicato ai fenomeni corruttivi denominato “Disposizioni per la prevenzione e repressione della Corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”.
Lo scopo delle figure delittuose che si andranno ad esaminare assolve una duplice funzione. La prima consiste nello specificare ed allargare le maglie dei delitti corruttivi che prima erano limitati alla “datio” di denaro; la seconda è quella di garantire il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione, ovvero attuare i dettami contenuti nell’art. 97 della Costituzione.
Oltre al nuovo delitto di Traffico di influenze illecite, i delitti introdotti dalla Legge Anticorruzione vanno dall’art. 318 all’art. 322 del Codice penale.
L’art. 318 c.p. prevede la fattispecie di Corruzione per esercizio di funzione; l’art. 319 c.p., invece, il delitto di Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio; nonché i reati di Corruzione in atti giudiziari ex 319-ter c.p.; l’Induzione indebita a dare o promettere ex 319-quater c.p.; e l’Istigazione alla corruzione ex art.322 c.p.
Nonostante le numerose norme siano dirette a colpire varie forme di manifestazione del fenomeno corruttivo, se ne può ricavare una base comune.
Primo tratto essenziale è il pactum sceleris tra il pubblico ufficiale (o l’incaricato di pubblico servizio) ed il privato. L’oggetto del “pactum” è il compimento o il mancato compimento di atti di ufficio, nonché di atti contrari ai suoi doveri.
Dato che la legge punisce direttamente il vincolo, la corruzione è la classica ipotesi di reato-contratto. Tale figura consiste in un vincolo “contrattuale” a prestazioni corrispettive tra corruttore e corrotto, il quale è illecito per l’oggetto stesso della prestazione, ovvero l’esercizio “contra legem” di poteri o funzioni attribuite per legge. Nel nostro ordinamento, infatti, i poteri e le attività amministrative sono incommerciabili, per cui la pattuizione sul fronte civilistico sarà nulla ex art. 1418 co.1 c.c.
Inoltre, essendo un reato-contratto, la corruzione è una fattispecie a concorso necessario, composto da due condotte che convergono nel “pactum sceleris”. Una delle parti deve avere le qualifiche ex lege di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Proprio in relazione al soggetto la cui condotta si prende in considerazione la corruzione si distingue in attiva o passiva.
Si definisce corruzione attiva, quando la condotta corruttiva è avviata dal privato che offre o promette al pubblico ufficiale una retribuzione non dovuta per l’esercizio (o mancato esercizio) distorto delle sue funzioni.
La corruzione passiva, invece, si configura dalla prospettiva del pubblico ufficiale (o incaricato di pubblico servizio) che accetta la datio o la promessa ingiusta come corrispettivo.
La corruzione viene distinta anche sul piano temporale, secondo cui è definita antecedente o susseguente.
La corruzione è antecedente quando la datio o promessa illegale viene data prima dell’emanazione dell’atto da parte del pubblico ufficiale; mentre nella corruzione susseguente la datio viene corrisposta a seguito dell’atto..
Occorre precisare, infine, che l’art. 322-ter c.p. prevede la confisca obbligatoria dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato.
Per prezzo o profitto, si intendono quei beni funzionali per il realizzarsi della fattispecie, nonché le utilità che ne derivano. Per tal motivo, sono meritevoli di una misura di sicurezza patrimoniale.
Io ci Sono. La Mia Storia di Non Amore di Lucia Annibali