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Timestamp: 2018-06-22 21:42:39+00:00
Document Index: 60120479

Matched Legal Cases: ['artt 68', 'art. 83', 'art. 1', 'art 31', 'art 31', 'art. 83']

Approvato con deliberazione del Consiglio di Ente n. 35 in data 31 luglio Il Direttore dell Ente Parco di Montemarcello-Magra - PDF
Approvato con deliberazione del Consiglio di Ente n. 35 in data 31 luglio Il Direttore dell Ente Parco di Montemarcello-Magra
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1 Piano Guida per la Nautica Approvato con deliberazione del Consiglio di Ente n. 35 in data 31 luglio 2008 Il Presidente dell Ente Parco di Montemarcello-Magra Dott. Walter Baruzzo Il Direttore dell Ente Parco di Montemarcello-Magra Ing. Patrizio Scarpellini Consulenza tecnica: - Studio Associato Ingg. G. Bussetti e F. Cozzi - Dott.ssa Lucia Massaro - Avv. Alberto Spadoni 1
2 Indice 1. Premesse 4 2. Area di interesse per il Piano della Nautica 6 3. Gli impianti nautici sul fiume 8 4. L assetto per la nautica Distretti di Trasformazione La Rilocalizzazione La valenza ambientale della rilocalizzazione Ambito della normativa del Piano Guida Norme per l adeguamento e l esercizio degli impianti nautici Regole generali per l adeguamento degli impianti nautici Prescrizioni relative ai fronti di ormeggio Tipologia dei fronti di ormeggio Disposizione dei fronti di ormeggio Passerelle di accesso ai pontili galleggianti Modalità di ormeggio Ambientalizzazione e recupero naturalità spondale Prescrizioni per l arredo dei fronti di ormeggio Acqua corrente Illuminazione Prescrizioni relative alle aree a terra sistemazione generale Prescrizioni relative alle aree a terra Servizi alla clientela Viabilità di accesso Aree di sosta Strutture di supporto all attività nautica Servizi igienici Prescrizioni relative alle aree a terra Servizi alle barche La gestione dei reflui Raccolta oli usati Alaggio e lavaggio carene Rimessaggio invernale Lavori di manutenzione ordinaria Lavori di manutenzione straordinaria Raccolta e smaltimento rifiuti Norme per la disciplina degli impianti posti oltre il Limite di Navigabilità Istituzione del Regime Transitorio per l esercizio degli impianti Vincoli all esercizio in regime transitorio Deroghe al divieto di navigazione Norme per la disciplina della navigazione sul fiume Limiti di navigazione sul fiume Vigilanza Divieti e obblighi Sanzioni e Violazioni 35 2
3 Allegato 1 37 Allegato 2 44 Segnalazione dei canali navigabili 44 Allegato 3 46 Estratti dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco 46 Art Area di Sviluppo degli impianti ed attrezzature per la nautica (AS sf4) 47 Parco Nautico della Magra 47 Art Area Contigua a regime speciale dei Servizi della Nautica (AC sf -4 ) 49 Art Aree di Sviluppo degli impianti ed attrezzature della nautica (AC sf4 ) 50 3
4 1. Premesse Il Piano del Parco, in relazione all Assetto Insediativo di livello territoriale promuove forme di turismo sostenibile attraverso: a) il miglioramento della ricettività turistica; b) il recupero e la tutela del patrimonio edilizio ordinario e di valore testimoniale; c) lo sviluppo della fruizione attiva del Parco anche mediante la realizzazione della rete sentieristica e dei percorsi ciclopedonali ed equestri; d) la riorganizzazione della nautica da diporto tramite: - la conferma dell attuale Limite di Navigabilità; - la rilocalizzazione delle attività nautiche in regola con le disposizioni di cui alla l.r. 17 giugno 1998 n. 21 Disposizioni transitorie urgenti per il Parco Regionale Naturale di Montemarcello-Magra esistenti oltre la linea di cui sopra; - la realizzazione di un impianto nautico diportistico denominato Parco Nautico della Magra. Gli strumenti che il Piano del Parco propone per l attuazione delle trasformazioni previste nel settore della nautica sono sostanzialmente due: - l istituzione dei Distretti di Trasformazione, intesi come aree entro le quali sono consentiti interventi di introduzione o potenziamento di attività nautiche, incluso l escavo di nuove darsene; cosi come individuato dagli artt 68 e 83 delle NTA del Piano di Parco. - Il Piano Guida della Nautica quale integrazione/specificazione del Programma di riassetto turistico-ricreativo. Gli orientamenti del Piano del Parco in tema di nautica da diporto sono individuati dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano, precisamente: - nell Articolo 1, dove sono precisati gli obiettivi del Piano; - nell Articolo 68, dove è indicato il limite verso monte del tratto di fiume utilizzabile dalla nautica e sono elencati i tipi di impianti ammissibili sul fiume; - nell Art. 69, dove si precisano le modalità di utilizzazione dell Area Contigua al distretto del Polo Nautico; - nell Articolo 83, dove vengono individuate le aree destinate agli interventi di trasformazione degli impianti nautici (Distretti di Trasformazione), fornendo per ognuna la dimensione massima della flotta ospitabile, espressa in PE12, nonché il numero di PE12 da porre a disposizione delle attività da rilocalizzare. I testi degli Articoli in questione sono riportati nell Allegato 3. Il Piano Guida per la Nautica è finalizzato ad orientare la rilocalizzazione degli impianti nautici incompatibili localizzati oltre la LdN e in regola con la legge regionale 21/ 98 e di quelli eventualmente in contrasto con le previsioni dei Distretti di Trasformazione nautici ed è mirato a tradurre in termini operativi gli indirizzi del Piano del Parco tenendo conto delle problematiche ambientali ed ecologiche che sono 4
5 emerse in fase di stesura del Rapporto Ambientale elaborato all interno della procedura di VAS a cui è stato sottoposto volontariamente e sperimentalmente. L applicazione sperimentale della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) curata dall Ufficio VIA della Regione Liguria, attraverso la sua campagna di consultazioni e attraverso la preliminare analisi ambientale eseguita, ha permesso di meglio identificare aspettative e aspirazioni di tutti i soggetti e le amministrazioni interessate al Piano e di fornire gli elementi ecologici e naturalistici da considerare in tema di riassetto del territorio fluviale, con particolare riferimento alla riqualificazione degli impianti esistenti e alla rinaturalizzazione delle sponde. Anche le indicazioni contenute nell analisi naturalistica che ha accompagnato la redazione del Piano Guida per la Nautica forniscono in tema importanti conoscenze circa le modalità da seguire per gli interventi di riassetto degli impianti e di rinaturazione delle sponde. 5
6 2. Area di interesse per il Piano della Nautica Il tratto del fiume di interesse per il settore nautico (e conseguentemente per il Piano Guida) è già delimitato da semplici considerazioni di ordine tecnico, in quanto a poco più di sei chilometri dalla foce l aumento della pendenza dell alveo provoca una riduzione del fondale, tale da rendere impossibile il transito anche a piccoli natanti. Si osserva che in sponda destra il tratto di fiume interessato da attività nautiche copre l intero tratto tecnicamente navigabile mentre sulla sponda sinistra i tratti di sponda interessati da attività nautiche si arrestano quasi due km a valle in località Falaschi nel comune di Sarzana. Preso atto che obiettivo del Piano di Parco è quello di portare tutti gli impianti sotto la LdN, così come individuata dal Piano stesso, l area di interesse del PGN è quella individuata in Tavola 2.1 6
7 Tavola Area di interesse per il Piano Guida della Nautica 7
8 3. Gli impianti nautici sul fiume Nella presente sezione è riportato l elenco degli insediamenti nautici collocati lungo l asta terminale del fiume Magra, come evidenziato in Tabella 3.1., i cui dati sono da considerarsi puramente indicativi e dettati da una semplice lettura del territorio precisando altresì che per le attività sopra la LdN saranno considerate esclusivamente le attività in essere all 8 marzo dell 89 cosi come previsto dalla legge regionale 21/ 98. Tabella Elenco degli insediamenti nautici commerciali sul Magra Sponda destra Sponda sinistra Porticciolo Bocca di Magra Cantiere Labornaves Ormeggi comunali Fiumaretta Sponda Fiume Yacht Club il Pontile S.r.l. Giovannelli Vinicio Olandese Volante di Manzoni Giorgio Nautica Corsini F.lli Corsini R. e Elena Snc Ameglia Servizi turistici S.r.l. CD Nautica S.r.l. Cantiere ArNav S.r.l. Fofao S.r.l. Embarcadero del Ponte* BIBI S.r.l. Foce del Magra S.r.l. SIMOP S.r.l. Marina Blu S.n.c. Antares S.r.l. Il Piccolo ormeggio General Service S.r.l. Rio Mare S.r.l. Nautica Fiume Magra S.r.l. Cantiere Navale Bocca di Magra S.r.l. Motomar 2000 S.r.l. Marina 77 S.r.l. Ripa Verde S.r.l. Camping River S.r.l. Antica Compagnia della Vela S.r.l. Marina Yacth 2000* Yacht Club Foce Magra Marina Travel lift S.r.l.* Marina del Ponte di Nesci D. & C. S.a.s. Boat park di Lo Presti Pontile Md I La Darsena Scapin Marina della Colombiera* Arka S.r.l. Marina 2000/77 Nautica Centro Servizi S.r.l. Rimessaggio Garbini * T.B. Nautica Service S.a.s. Metalcost Costruzioni Metalliche S.p.a. Vivimare di Ravaglia Leonardo & C.S.a.s. Intermarine S.p.a. Porto Carolina S.r.l. Marina 3B Bond s Marine S.n.c.* Luni Yachting S.n.c. * [le ragioni sociali sono state verificate con i dati rilasciati dalla Camera di Commercio aggiornati ad aprile 2008, in asterisco sono state individuate quelle attività per le quali non è stato possibile acquisire alcun riscontro.] La consistenza della flotta oggi ospitata sul fiume è stata verificata utilizzando come unità di misura il Posto Barca Equivalente da 12 metri o PE12 così come individuato dal Piano di Coordinamento della Costa della Regione Liguria, che ha utilizzato questa unità di misura per mettere a confronto la capacità dei diversi porti presenti sul litorale della Regione. Ai fini del presente Piano guida è stato necessario precisare meglio la definizione del PE12, per disporre di un unità di misura significativa per definire le capacità degli impianti esistenti e misurare l entità della flotta. Si è pertanto scelto di mantenere la barca da 12 8
9 metri come riferimento, utilizzando la sua area netta come unità di misura, e per la trasformazione di ormeggi e imbarcazioni di diversa dimensione in equivalenti da 12 metri, si è usato come fattore di conversione l area occupata da ciascuna imbarcazione, in quanto rappresentativa della sua impronta ecologica. Su questa base la conversione in PE12 delle diverse classi di imbarcazioni può essere effettuata, arrotondando i fattori di conversione, nel modo indicato in Tabella 3.2. Tabella 3.2 Conversione delle barche in equivalenti da 12 metri fattore lunghezza larghezza area a / a12 conversione 6 2,2 13,2 0,26 0,25 8 3,1 24,8 0,49 0,5 10 3,7 37,0 0,73 0, ,2 50,4 1, ,0 1,49 1, ,0 2,38 2, ,0 3,47 3,5 L indagine diretta lungo l intero corso del fiume, identificando tutte le imbarcazioni presenti, sia in acqua che a terra, ha mostrato come la presenza rilevata sia di oltre 3200 unità classificate non soltanto per fascia dimensionale, ma anche per tipologia, che tradotte in Posti Equivalenti da 12 metri arriva a circa 1800 PE12. Nella successiva Tabella 3.3 sono raccolti i risultati dell indagine. Tabella 3.3 Calcolo dell equivalenza in PE12 della flotta censita Classe dimensionale Tipo Sponda destra Sponda sinistra fino a 6 m vela motore totale da 6 a 8 m vela motore totale da 8 a 10 m vela motore totale da 10 a 12 m vela motore totale da 12 a 15 m vela motore totale da 15 a 20 m vela 1 9 motore 3 25 totale 4 34 oltre 20 m vela 7 motore 1 3 totale 1 10 Fattore di PE12 conversione Sponda Sponda destra sinistra ,5 O,75 1 1,5 2,5 3, ,5 127, ,5 35 numero totale ,5 9
10 4. L assetto per la Nautica Il Piano Guida per la Nautica (PGN) è uno strumento di attuazione del Piano del Parco nello specifico settore della nautica da diporto e ne condivide gli obiettivi generali del Piano del Parco, sia per quanto riguarda la localizzazione degli impianti nautici, sia per quanto attiene alle loro caratteristiche e al loro inserimento nel contesto ambientale. Per il raggiungimento di tali obiettivi il PGN ha dovuto necessariamente tener conto delle complesse problematiche ambientali e delle esigenze dei vari soggetti interessati che sono emerse nell ambito della VAS. E stato pertanto approfondito sia il percorso di attuazione dei Distretti di Trasformazione sia il processo di rilocalizzazione al fine di individuare uno scenario progressivamente attuabile per la definizione di un assetto del fiume legato alla nautica ecologicamente sostenibile Distretti di Trasformazione il Piano del Parco individua i Distretti di Trasformazione a valle del LdN, così come indicati nella Tavola e ne ipotizza le trasformazioni secondo i parametri di cui alla Tabella 2 art. 83 comma 2 delle NTA del Piano di Parco. Tale tabella definisce le massime trasformazioni ipotizzabili ma non obbligatoriamente raggiungibili ed è di seguito riportata. 10
11 Tavola Distretti di trasformazione previsti dal Piano del Parco 11
12 N codice Denominazione Tipologia di Impianto Sponda (S) (PE 12) St Specchio (PE 12) Aree a Aree Verdi Nautico postibarca Acqueo postibarca Parcheggio componente ml. equivalenti mq. (SA) max. equivalenti mq. mq. 1.3 Darsena di darsena (semplice) esistente SA /150 Bocca di Magra Ormeggi sponda approdo-ormeggio- S / 6 50mq x PE destra rimessaggio (semplice) Pantalé MARINA 40% ST SA / mq x PE 30 mq x PE 1.9 Ormeggi sponda approdo-ormeggio- S / destra rimessaggio (semplice) darsena (semplice) 40% ST 15 mq x PE 15 mq x PE Arnav approdo-ormeggio- S / 4 15 mq x PE 30 mq x PE "Mammellone" rimessaggio (strutturato) 1.12 Marina 77 approdo-ormeggio- S / 4 15 mq x PE 15 mq x PE rimessaggio (strutturato) Marina 3B MARINA esistente SA / Metalcost MARINA 40% ST SA / mq x PE 30 mq x PE Garbini approdo-ormeggio- S / 4 15 mq x PE 15 mq x PE rimessaggio (strutturato) 1.17/17a Ormeggi approdo-ormeggio- S / 6 sponda sinistra rimessaggio (semplice) Marina MARINA 40% ST 15 mq x PE 15 mq x PE Colombiera /21 "Polo nautico" MARINA % ST 15 mq x PE 15 mq x PE (compreso AC) 1.22/22a Ormeggi approdo-ormeggio- S / 6 50mq x PE sponda sinistra rimessaggio (semplice) Labornaves club nautico S / 6 15 mq x PE 15 mq x PE Totale ml Totale PE su Totale aree Totale Totale PE in Totale aree a Totale ormeggi sponda destinate alla specchi darsena parcheggio verdi nautica d'acqua TOTALE aree Totale PE
13 Per l attuazione di tali Distretti di Trasformazione, e a seguito delle indicazioni emerse dalla VAS, si precisa quanto segue: - Distretti Arnav e Labornaves: hanno avviato i progetti di ampliamento e riqualificazione ambientale in accordo con le indicazioni del Piano del Parco. - Distretto del Mammellone: le indagini di tipo naturalistico già effettuate hanno raccomandato di evitare l insediamento di nuove attività, puntando piuttosto a una sua restituzione allo stato naturale, una volta esaurita l attuale funzione di polmone di accumulo per materiali di dragaggio. Il mantenimento del Mammellone allo stato naturale rappresenta uno tra gli elementi più fortemente condivisi tra quelli discussi nell ambito della VAS. Oltre a tale aspetto, anche da un punto di vista paesistico è necessario che questo tratto di sponda sia riportato allo stato naturale. Il Mammellone è infatti situato di fronte alla parte più compromessa della sponda sinistra, dove si trovano i complessi industriali di Metalcost e di Intermarine; il suo mantenimento come polmone verde appare essenziale per dare un minimo di continuità lungo il fiume alle aree mantenute allo stato naturale. Polo Nautico: è stato avviato il processo di trasformazione attraverso l approvazione di un Masterplan relativo al Progetto Unitario Marinella - Fiumaretta e sono attualmente in corso gli approfondimenti sulle complesse tematiche ecologiche con particolare riferimento all interferenza della darsena con il cuneo salino e alla salvaguardia delle risorse idriche. Distretto di Pantalé: si evidenzia come la sua trasformazione possa ospitare poco più delle barche che attualmente sono collocate lungo la sponda da cui si evince come questa trasformazione poco incida sul raggiungimento degli obiettivi del PGN. Distretto Metalcost: la realizzazione di una darsena di grandi dimensioni è resa problematica dall altimetria dei terreni ed è quindi raccomandabile che gli spazi a disposizione, già pesantemente compromessi, siano destinati a un attività tecnica di supporto alla nautica che del resto si è già avviata. Distretto di Marina della Colombiera / Marina 2000: è stato accertato che la possibilità di una sua trasformazione appare molto remota a causa della limitatezza degli spazi a terra e della frammentarietà della proprietà. Da quanto sopra riportato si evince che dall attuazione dei Distretti di Trasformazione, l aumento della capacità della flotta rispetto allo stato attuale dipende quasi esclusivamente dagli interventi che si attueranno all interno del Polo Nautico. In questa zona il Piano del Parco prevede una trasformazione che porta ad una massima capacità della flotta complessiva pari a 831 PE12 comprensiva dei 100 PE12 da destinare al processo di rilocalizzazione e quindi con un aumento massimo prevedibile di 344 PE12 rispetto alla situazione attuale. 13
14 4.2. La Rilocalizzazione Fanno parte del programma di rilocalizzazione esclusivamente: - le attività di servizio alla nautica da diporto assentite dall Autorità demaniale mediante rilascio della pertinente concessione prima dell 8 marzo 1989, data di entrata in vigore del Piano Territoriale del Parco Fluviale della Magra, così come indicato al comma a art. 1 della legge regionale 21/ 98. In particolare per tali attività saranno considerati esclusivamente: - gli immobili, attrezzature e impianti legittimamente esistenti alla data di approvazione del presente Piano, - le concessioni sia spondali che degli specchi acquei e relativi pontili, legittimamente rilasciate per le attività nautiche collocate al di sopra della LdN alla data dell 8 marzo dell 89 ai sensi della legge regionale n. 21 del 17 marzo del 98, - Si precisa che per quanto riguarda gli immobili attrezzature e impianti ancora oggetto di pratiche tuttora giacenti negli uffici comunali presentate negli anni 85 e 86 per il primo condono edilizio (art 31 e seguenti della legge 47/85 e s. m. i.) e negli anni 94 e 95 per il secondo condono edilizio (articolo 39 della legge 724/94 e s.m.i.) potranno essere considerate ai fini del presente Piano se e solo se i procedimenti di condono si concluderanno con un esito favorevole. Il Piano di Parco quantifica in 230 PE la flotta da ricollocare a valle della LdN e individua i Distretti di Trasformazione all interno dei quali devono trovare spazio tali attività, in particolare: - Area Mammellone 100 PE12 - Polo Nautico 100 PE12 - Marina Colombiera / PE12 Dagli approfondimenti sull attuazione delle trasformazioni nei Distretti di Trasformazione, è stato evidenziato che allo stato attuale il solo Distretto che può ospitare una rilocalizzazione nell immediato è quello del Polo Nautico. Tale Distretto, essendo inserito all interno del Progetto Unitario Marinella - Fiumaretta, dovrà comunque garantire un processo di rilocalizzazione anche nel caso in cui la VAS applicata al Progetto ne ridimensionasse la marina; l entità del processo di rilocalizzazione dovrà essere commisurata con quella del Progetto come misura di compensazione. Il Piano stabilisce che il processo di rilocalizzazione debba partire dalle attività poste più a monte della LdN procedendo verso valle, consentendo di - evitare la permanenza di impianti residuali all interno del tratto di fiume destinato al recupero ambientale; - consentire la prosecuzione delle attività dal momento che le stesse sono quelle più fortemente condizionate dalle dinamiche fluviali e dai processi di sedimentazione attualmente in atto in tale tratto di fiume e i cui processi non possono essere modificati per gli assoluti divieti di escavazione a monte della LdN. Gli impianti situati a monte del LdN possono essere raggruppati in due zone distinte al fine di individuare il gruppo di attività che può essere ricollocato all interno del 14
15 Distretto del Polo Nautico e il gruppo di attività che, allo stato attuale, non può essere ricollocato nell immediato sotto la LdN. Le due zone sono così riassunte - Zona A che è il tratto di fiume che va dal LdN fino allo stabilimento della San Lorenzo; - Zona B che va dallo stabilimento San Lorenzo fino a Porto Carolina. - Tavola Distribuzione degli impianti nautici a monte del LdN P. CAROLINA VIVIMARE ZONA "B" RIVER DOCKING'S NAUTICA C. S. RIVER DOCKING'S SCAPIN LOPRESTI SAN LORENZO CENTRO NAUTICO LUNI MARINA TRAVEL LIFT ZONA "A" PONTILE LO PICCOLO MARINA YACHT 2000 BOND'S MARINE MARINA 2000/77 CANT. NAV. BOCCA DI MAGRA MARINA 3 B RIO MARE INTERMARINE METALCOST GARBINI [Nella figura le ragioni sociali delle attività indicate sono state verificate con i dati rilasciati dalla Camera di Commercio aggiornati ad aprile 2008 e il loro posizionamento è da considerarsi puramente indicativo e dato da una semplice immagine fotografica del territorio.] 15
16 Come si evidenzia dall esame della Tavola la Zona B comprende quasi due terzi del tratto di fiume oggi utilizzato dalla nautica a monte del LdN e ciò rappresenta un importante indicatore di come una rilocalizzazione delle attività insistenti in tale area consenta di raggiungere una buona parte degli obiettivi fissati dal Piano del Parco con particolare riferimento all integrazione dell ecosistema fluviale costituito dal Ramo Morto di Camisano con il tratto di fiume interessato da interventi di riqualificazione e ambientalizzazione. L insieme delle imbarcazioni censite negli impianti della Zona B, utilizzando i fattori di conversione, può essere tradotta in circa 165 PE12. Questi dati sono puramente indicativi e fanno parte di un semplice conteggio delle imbarcazioni presenti ribadendo che la reale potenzialità sarà data esclusivamente da quanto riportato nei provvedimenti di concessione rilasciati alle attività in essere alla data dell 8 marzo dell 89. L effettivo numero di posti barca da ricollocare sarà ottenuto moltiplicando tale valore per un coefficiente riduttivo che tenga conto dell effettivo potenziale economico del posto barca (lontananza dal mare e qualità del servizio) e che sia in grado di rappresentare una compensazione equa per la rilocalizzazione; indicativamente si presume che il coefficiente sia pari a 0,6. Resta inteso che gli impianti della Zona A saranno interessati dal programma di rilocalizzazione non appena si renderanno disponibili nuovi spazi che potranno essere valutati al momento in cui si attiveranno i Distretti di Trasformazione previsti dal Piano del Parco oppure saranno attivati interventi fuori dall area parco. Al fine di consentire alle attività presenti sia in zona A che in zona B di svolgere la loro attività che coinvolge un importante numero di unità lavorative (occupazionali), e al fine di avviare un processo di riqualificazione ambientale delle stesse e rinaturalizzazione spondale, il Piano introduce un Periodo Transitorio la cui durata e le cui caratteristiche sono precisate negli articoli successivi che è finalizzato al raggiungimento dei seguenti obiettivi: - avviare un processo di riqualificazione fluviale e un miglioramento del bilancio ecologico; - garantire alle attività in regime di rilocalizzazione, il tempo per ammortizzare gli investimenti necessari per attuare gli interventi di riqualificazione ambientale e funzionale dei loro impianti; - avviare un Programma di Monitoraggio (così come definito dalla Dichiarazione di Sintesi), che valuti gli effetti ambientali delle scelte di Piano adottando misure correttive in caso di scostamento dagli obiettivi di sostenibilità perseguiti. Esso permetterà di seguire lo stato di avanzamento dei lavori di rinaturazione spondale, di riduzione degli impatti generati dalle attività e di seguire l evoluzione delle dinamiche fluviali delle due zone in cui si è suddivisa l area a monte della LdN La valenza ambientale della rilocalizzazione Il PGN definisce l attuazione dei Distretti di Trasformazione e del processo di rilocalizzazione cosi come individuata dal Piano del Parco, con il preciso obiettivo di: 16
17 - liberare gradualmente dagli impianti nautici il tratto di fiume oggi occupato a monte del LdN, rendendo così possibile, da subito, un recupero ambientale del Ramo Morto (appartenente al SIC IT Parco della Magra Vara) e un suo collegamento, tramite le zone da rinaturalizzare oggi occupate dagli impianti della zona B, con le aree rimaste allo stato naturale e classificate come RGO 1 poste più a monte; - a ridurre al minimo, nel Periodo Transitorio, gli interventi infrastrutturali lungo il corso del fiume, dato che la totalità dei posti barca necessari per la rilocalizzazione viene ricavata nell unico Distretto del Polo Nautico. - a ridurre, nel periodo transitorio, il numero totale di imbarcazioni da ospitare sul fiume, dato che l incremento della flotta ospitata sul fiume sarà ben al di sotto dell obiettivo di Piano che si poneva come tetto massimo da poter raggiungere una capacità massima pari a 2288 PE12. 1 Riserva Generale Orientata 17
18 5. Ambito della normativa del Piano Guida L attuazione del Piano del Parco, per quanto riguarda il settore nautico, richiede l adozione di misure che riguardano la: - Distribuzione degli impianti nautici lungo il fiume La constatazione dell impossibilità di un integrale attuazione della rilocalizzazione nell immediato non fa escludere che si possa avere una migrazione delle attività nautiche verso valle, almeno nel primo periodo definito come transitorio. - Assetto degli impianti L assetto attuale della maggior parte degli impianti non appare adeguato, vuoi per ragioni di insoddisfacente inserimento nell ambiente, vuoi per ragioni di sicurezza o di qualità delle strutture. La volontà dichiarata di arrivare alla creazione di un Parco Nautico altamente qualificato implica l introduzione di nuovi standard, cui tutti gli operatori dovranno adeguarsi nell immediato. - Modalità di esercizio degli impianti posti a monte del LdN Al fine di poter attuare il programma di rilocalizzazione, si è reso necessario l introduzione nel Piano di un Periodo Transitorio di durata sufficiente per garantire il recupero degli investimenti da effettuare negli impianti posti oltre il LdN. Tale periodo sarà utilizzato anche per l attuazione di un dettagliato programma di monitoraggio dell evoluzione del corso del fiume. - Navigazione sul fiume È stata introdotta una deroga alla navigazione oltre il LdN da concedersi alle imbarcazioni stabilmente ospitate presso le attività facenti parte del programma di rilocalizzazione posizionate oltre la Linea di Navigabilità Su tutto il fiume è stato introdotto un limite di velocità per imbarcazioni e natanti, in modo da salvaguardare la vivibilità dell ambiente fluviale evitando formazione di onde e rumori molesti. 18
19 6. Norme per l adeguamento e l esercizio degli impianti nautici 6.1. Regole generali per l adeguamento degli impianti nautici Nel quadro del programma di riassetto generale del settore nautico definito dal presente Piano Guida, ogni attività in essere e in regola secondo i dettami dello stesso, dovrà predisporre un progetto di riqualificazione, ammodernamento e ambientalizzazione dell area occupata. Tale progetto dovrà includere una dettagliata illustrazione dello stato attuale tenendo conto esclusivamente: - degli immobili, attrezzature e impianti legittimamente esistenti alla data di approvazione del presente Piano. Si precisa che per quanto riguarda gli immobili attrezzature e impianti ancora oggetto di pratiche tuttora giacenti negli uffici comunali presentate negli anni 85 e 86 per il primo condono edilizio (art 31 e seguenti della legge 47/85 e s. m. i.) e negli anni 94 e 95 per il secondo condono edilizio (articolo 39 della legge 724/94 e s.m.i.) potranno essere considerate ai fini del presente Piano se e solo se i procedimenti di condono si concluderanno con un esito favorevole. - delle concessioni sia spondali che degli specchi acquei, attualmente in essere. Si fa presente che ai sensi della l.r. n. 21 del 17 marzo 1998, saranno prese in considerazione, per le attività poste sopra la LdN esclusivamente le concessioni assentite dall Autorità demaniale mediante rilascio della pertinente concessione prima dell 8 marzo del quadro generale che ne evidenzi gli aspetti più meritevoli di un intervento migliorativo al fine di raggiungere il triplice obiettivo: di migliorarne l inserimento ambientale e la funzionalità ecologica, in base ai criteri precisati nel Rapporto Ambientale della VAS sotto richiamati; di garantire la sicurezza per persone e cose in condizioni di piena, tenendo conto delle variazioni del livello del fiume possibili nelle diverse zone, quanto meno con riferimento alle piene con periodo di ritorno trentennale; di assicurare una qualità del servizio alla clientela allineata con quella dei migliori porti turistici, tanto per i servizi alle imbarcazioni quanto per quelli agli equipaggi. All interno delle singole progettazioni dovrà essere prevista la realizzazione di un area verde la cui percentuale sarà valutata di volta in volta nell ambito del singolo progetto. Per quanto riguarda le attività inserite all interno dei Distretti di Trasformazione individuati dal Piano del Parco, restano confermati gli standard progettuali e le relative percentuali di cui all art. 83 delle NTA del Piano di Parco nonché i vari strumenti attuativi. Inoltre dovrà essere prevista la possibilità di un libero accesso e fruizione pubblica della sponda almeno nelle ore di apertura dell impianto; in alternativa si potranno creare dei corridoi di penetrazione tra un impianto e l altro. 19
20 Il progetto dovrà presentare i requisiti specificati nei capitoli a seguire e permettere il raggiungimento degli obiettivi di compatibilizzazione ambientale indicati dal Rapporto Ambientale della VAS qui di seguito ricordati e dovrà essere corredato di un cronoprogramma da attuarsi nel termine massimo di 30 mesi dalla data di approvazione del progetto. Il progetto dovrà inoltre essere accompagnato, come da normativa regionale al riguardo della zone SIC, da un relativo studio di incidenza. Obiettivi degli interventi di compatibilizzazione ambientale per gli impianti esistenti e per le nuove realizzazioni indicati dal Rapporto Ambientale della VAS 1.1.Ridurre e dove possibile eliminare l artificialità della morfologia di sponda attraverso la riduzione dell uso della stessa con la sua rinaturalizzazione ed utilizzo di pontili galleggianti. 1.2 Conferire continuità longitudinale all ambiente fluviale attraverso il reinserimento (o favorendone l espansione) della vegetazione ripariale (fragmiteto, fascia arboreo arbustiva igrofila) per una profondità confacente, da valutare ambito per ambito. 1.3 Dare continuità o creare elementi di connessione agli ambienti perifluviali in senso longitudinale attraverso il recupero degli spazi per l espansione dei boschi igrofili perifluviali (ove esista continuità con l area in questione, ed in special modo per quelle aree che rappresentano una barriera alla continuità del bosco). 1.4 Dare continuità o creare elementi di connessione (in senso trasversale) tra gli ambienti fluviali ed altri ambienti a componente naturale (boschi, coltivi, ecc) attraverso la creazione di nuovi corridoi biologici o il rafforzamento di quelli esistenti. 1.5 Creare zone filtro tra le attività a maggior livello di disturbo e gli ambienti limitrofi a maggior grado di naturalità posizionando nei punti di contatto con ambienti naturali le attività a minor livello di disturbo, creando anche schermi di vegetazione. 1.6 Elevare la qualità ambientale generale delle aree interessate agendo tanto sulla qualità del substrato (es. permeabilizzazione, aree prative) che nell aumento delle dotazioni a verde anche negli spazi finalizzati alla ricreazione, anche a scopo ornamentale o funzionale (ombreggiatura), sulla base di un elenco di specie consentite. Nel caso di più impianti adiacenti tra loro, si raccomanda che sia presentato un progetto unitario, suddiviso per tratti di competenza di ogni singolo operatore. I progetti dovranno essere corredati di tutta la documentazione testimoniante la compatibilità urbanistica e la regolarità concessoria dei terreni e specchi acquei utilizzati e dovranno essere conformi ai dettami delle NTA del Piano di Bacino e del Regio Decreto n. 523 del Essi dovranno essere presentati entro sette mesi dall approvazione del presente Piano Guida per la Nautica. Tale termine è da intendersi anche per le attività presenti all interno dei Distretti di Trasformazione qualora entro tale scadenza non sia stato presentato il S.U.A. relativo al Distretto di appartenenza e al quale hanno dato la loro adesione. 20
21 La mancata presentazione del progetto di riqualificazione e ambientalizzazione e/o la mancata attuazione del progetto stesso da parte delle attività con impianto collocato al di sopra della Linea di Navigabilità nel sopraddetto termine, comporterà la revoca e/o il mancato rinnovo della concessione rilasciata dal Servizio Demanio Idrico della Provincia. La mancata presentazione del progetto di riqualificazione e ambientalizzazione e/o la mancata attuazione del progetto stesso da parte delle attività con impianto collocato al di sotto della Linea di Navigabilità sarà invece elemento ostativo al rinnovo e/o al rilascio di nuova concessione allo scadere di quella in essere. Le singole attività nautiche dovranno inserire, all interno dei progetti, il cronoprogramma per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in accordo alla nuova Norma UNI EN ISO 14001: 2004 e/o Emas. Tutti gli impianti nautici operanti sul fiume Magra, essendo situati all interno della fascia di riassetto fluviale, così come definita dall Autorità di Bacino, si dovranno dotare di un Piano di Protezione Civile che recepisca le indicazioni e i contenuti del Piano di Protezione Civile del comune in cui essi operano e che sarà parte integrante e sostanziale del progetto di riqualificazione. Particolari cautele e misure dovranno essere tenute nell attuazione di progetti di modificazione delle sponde o movimentazione di materiale in alveo nei periodi sensibili per la migrazione di specie ittiche tutelate, che in via preliminare possono essere identificati nel periodo che va dal 15 ottobre al 30 giugno. L Ente Parco si riserva, in relazione alla tipologia e all entità dell intervento di porre limitazioni all epoca di intervento nei periodi sensibili. 6.2 Prescrizioni relative ai fronti di ormeggio Tipologia dei fronti di ormeggio Fermo restando quanto indicato nell Allegato 1, la predisposizione dei posti barca sul fiume dovrà tener conto delle rilevanti variazioni di livello dell acqua che si possono verificare in occasione di piene, anche con periodo di ritorno relativamente contenuto. È quindi raccomandata l utilizzazione di pontili galleggianti del tipo con pali e cursori, ancorati in modo da poter seguire senza inconvenienti le prevedibili variazioni di livello. Per i pontili galleggianti sono vietate soluzioni di fortuna, con l obbligo di utilizzare solo tipi comunemente impiegati nei porti turistici e dotati di una certificazione del prodotto. Il piano di calpestio dei pontili galleggianti deve essere realizzato in legno, escludendo l utilizzo di superfici in calcestruzzo, elementi in vetroresina o plastica termoformata. Per i pontili legittimamente esistenti il cui piano di calpestio non è conforme a quanto indicato, si dovrà prevedere una graduale sostituzione del piano di calpestio al fine di ottenere un piano esclusivamente in legno secondo le indicazioni del presente comma. 21
22 Nel caso di pontili con piano di calpestio in legno, è preferibile l uso di quei pontili dotati di un marchio FSC (Forest Stewardship Council). Tale marchio garantisce la provenienza del legno da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità ambientale e sociale Disposizione dei fronti di ormeggio Per quanto riguarda gli ormeggi disposti lungo le rive del fiume, i fronti di accosto dovranno essere realizzati in pontili galleggianti predisposti parallelamente alla linea di sponda e a una distanza minima da terra che garantisca il fondale necessario agli ormeggi stessi. Per le attività poste sotto la LdN la tipologia dell ormeggio sarà legata alla reale fattibilità definita dalle attuali tipologie spondali. L ormeggio è consentito soltanto sul lato del pontile verso il centro del fiume. Nel caso di darsene, ove siano presenti fronti di ormeggio contrapposti, la distanza tra opposte banchine o pontili dovrà essere indicativamente almeno pari a 3,6 volte la lunghezza delle massime imbarcazioni ospitate. I canali di collegamento tra le darsene e il fiume dovranno avere indicativamente una larghezza utile pari almeno a 5 volte la larghezza massima delle imbarcazioni ospitate, con un minimo di 15 metri Passerelle di accesso ai pontili galleggianti Qualora l altimetria delle aree utilizzate dalle attività lo consenta, le passerelle di accesso ai pontili dovranno essere ancorate a terra in punti posti ad una quota di sicurezza, rispetto al livello locale dell acqua che si avrebbe in occasione di piene con periodo di ritorno almeno trentennale Modalità di ormeggio L ormeggio delle imbarcazioni dovrà essere realizzato in modo da poter automaticamente rispondere alle possibili variazioni di livello del fiume. E raccomandabile l uso di pontili dotati di finger, con i quali l intero complesso di pontili e imbarcazioni può adattarsi automaticamente a ogni prevedibile variazione di livello. In alternativa si potrà ricorrere ai consueti metodi di ormeggio con catenaria e corpi morti, a patto di collocare la catenaria a una distanza dalla prua delle imbarcazioni sufficiente per ridurre a misure accettabili la variazione di lunghezza degli ormeggi di prua derivante dai possibili aumenti del livello del fiume Ambientalizzazione e recupero naturalità spondale Nell Allegato 1 sono fornite le linee guida per l esecuzione degli interventi di sistemazione spondale e sono illustrate le relative tipologie di sistemazione, da scegliere tenendo conto della situazione di partenza dei siti studiati e delle aree limitrofe. 22
23 Gli interventi di recupero della naturalità spondale dovranno seguire metodologie che si dovranno adattare alla natura e stato dei luoghi e alla classificazione individuata dal Parco. Si fanno quattro principali distinzioni: 1) per le sponde allo stato naturale (che non rientrano nei distretti di trasformazione) sarà necessario aumentare la naturalità e la complessità della vegetazione ripariale, curandone i collegamenti con le aree limitrofe e retrostanti. 2) per le sponde artificializzate (che non rientrano dei distretti di trasformazione) dovranno essere previsti interventi di ripristino della naturalità e dei collegamenti con le aree limitrofe e retrostanti. 3) per le sponde che appartengono ai distretti di trasformazione dovranno essere previsti interventi che utilizzano tecniche di ingegneria naturalistica. 4) Per le sponde caratterizzate da banchine in calcestruzzo della zona fociva, dovranno essere previsti progetti di riqualificazione e mitigazione ambientale Prescrizioni per l arredo dei fronti di ormeggio Si ricorda che uno degli obiettivi del piano di riassetto delle strutture nautiche sul fiume è quello di migliorarne il livello dei servizi, da rendere equivalente a quello normalmente offerto dai porti turistici della costa ligure. Ciò implica che tutti i fronti di ormeggio debbano essere attrezzati di conseguenza Acqua corrente Lungo tutti i fronti di accosto dovrà essere garantita la disponibilità di acqua corrente, con punti di presa disposti a una distanza massima tra di loro di 15 metri. Dovrà essere assicurata l adozione di rubinetteria che consenta la connessione delle manichette con raccordi standard di un tipo comunemente utilizzato nei porti turistici. Lungo i fronti di ormeggio destinati a unità oltre i 10 metri di lunghezza, come minimo si dovrà avere una presa d acqua ogni due imbarcazioni. Le reti di distribuzione dell acqua saranno dimensionate in modo da poter alimentare contemporaneamente almeno un 25% delle utenze, con una portata unitaria minima di 20 litri al minuto. I contratti per la fornitura dell acqua dovranno consentire un prelievo giornaliero non inferiore a 400 l/giorno per ogni posto barca per unità di lunghezza uguale o superiore a 15 metri di lunghezza e non inferiore a 200 l/giorno per ogni erogatore asservito ai posti barca sotto i 15 metri. L impiantistica dei pontili dovrà essere tale da permettere, ove e quando sarà possibile, il riuso e il ricircolo di acque provenienti da impianti industriali per interventi di pulizia o lavaggio delle imbarcazioni, nell ottica di un risparmio dei consumi idrici Illuminazione Lungo tutti i fronti di ormeggio dove siano ospitate unità di lunghezza superiore a 8 metri, dovrà essere disposto un sistema di illuminazione capace di garantire l accesso alle imbarcazioni in sicurezza anche durante le ore notturne. I progetti di 23
24 illuminazione dovranno recepire i dettami della Legge regionale n.22 del 29 maggio 2007 e s.m.i. Le luci disposte su banchine e pontili dovranno essere efficacemente schermate sul lato verso il fiume, al fine di ridurre l inquinamento luminoso, e di facilitare le operazioni di ormeggio nelle ore notturne. Sempre con riferimento ai fronti di ormeggio destinati a unità di lunghezza maggiore di 8 metri, un illuminazione sufficiente per garantire la sicurezza dell accesso alle imbarcazioni dovrà essere prevista anche lungo tutti i percorsi pedonali di collegamento tra le imbarcazioni e le aree di parcheggio. L illuminazione dovrà essere assicurata da lampade a risparmio energetico. 24
25 Distribuzione di energia elettrica La disponibilità di energia elettrica dovrà essere assicurata lungo tutti i fronti di accosto, con la sola eccezione delle zone destinate ad ospitare esclusivamente natanti minori, di lunghezza inferiore agli 8 metri. Tutti gli impianti, i materiali e le apparecchiature dovranno essere realizzati a regola d'arte, con caratteristiche degli impianti e dei loro componenti, conformi alle Leggi ed ai Regolamenti vigenti. In particolare nella progettazione delle reti di distribuzione dell energia si dovrà tener conto delle variazioni di livello del fiume che si verificano durante le piene Antincendio Vista la delicatezza del contesto ambientale, dovrà essere garantita in tutte le aree a destinazione nautica un efficiente sistema antincendio, da realizzare in conformità con le norme tecniche e della sicurezza vigenti. Salvo diversi accordi da prendere con il competente Comando dei Vigili del Fuoco, ogni impianto nautico dovrà essere pertanto dotato di una rete fissa antincendio, facente capo a una stazione di pressurizzazione dotata di elettropompa ad avviamento automatico. Lungo tutti i fronti di ormeggio dovranno essere disposte apposite postazioni antincendio, ad una distanza tra loro di non oltre 40 metri, che siano comunque in grado di assicurare con i relativi getti la copertura di tutte le aree a rischio di incendio. Il numero delle postazioni sarà previsto in modo tale da poter consentire l'intervento su qualsiasi imbarcazione all'ormeggio. Le postazioni dovranno recare, chiaramente indicate, le modalità d'uso dei mezzi. I terminali antincendio dovranno avere caratteristiche rispettose delle norme vigenti. A titolo indicativo essi dovranno essere dotati di idranti con portata non inferiore a 120 l/min, con manichette da 20 metri, oltre che di estintori a secco. La rete dovrà essere dimensionata per un intervento contemporaneo di un numero di idranti da concordare con i Vigili del Fuoco Prescrizioni relative alle aree a terra sistemazione generale In accordo con gli obiettivi del Piano, gli interventi sulle aree a terra da prevedere nei progetti di riassetto degli impianti nautici dovranno essere finalizzati al duplice obiettivo di migliorarne l inserimento ambientale e di garantirne la funzionalità. Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, i criteri informatori da seguire possono essere così riepilogati. - Minimizzazione delle aree destinate a usi operativi (rimessaggio, manutenzione e aree di sosta), nel rispetto degli standard fissati dal Piano. - Stabilizzazione della superficie di piazzali e aree di sosta senza il ricorso a pavimentazioni impermeabili. - Inserimento di fasce verdi con funzione di barriera visiva attorno agli spazi occupati dall impianto e possibilmente anche tra le diverse zone al suo interno, in modo da ridurne l effetto di disturbo paesistico. 25
26 - Posizionamento delle attività di manutenzione, da considerare più impattanti, nelle zone più lontane dagli ambiti paesisticamente e naturalisticamente più pregiati, con l interposizione di zone filtro destinate alla mitigazione degli effetti di disturbo Prescrizioni relative alle aree a terra Servizi alla clientela Viabilità di accesso Gli impianti nautici operanti sul fiume dovranno essere raggiungibili tramite percorsi accessibili a mezzi pesanti, per garantire la possibilità di accesso a Vigili del fuoco, ambulanze e mezzi vari di lavoro. Le strade di connessione con la viabilità principale dovranno rispettare la normativa generale riguardante la viabilità all interno della aree del Parco, che all Art. 39 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano del Parco esclude la realizzazione di strade pavimentate Aree di sosta Al fine di minimizzare l ingombro delle aree di sosta, assicurando al contempo un servizio adeguato all utenza, si esclude la predisposizione di aree di sosta con stalli riservati a singoli utenti. Ogni impianto dovrà invece disporre di aree di sosta comuni, dimensionate in modo da rispondere alle normali esigenze della clientela, tenendo conto di un fattore di contemporaneità minimo del 40% dei posti barca compatibilmente con gli interventi di ambientalizzazione previsti dalle linee guida in allegato al presente Piano Guida. Negli impianti per i quali la disponibilità di aree non è sufficiente a garantire tutti i servizi e il rispetto delle prescrizioni di sistemazione degli impianti, si potrà assegnare all area adibita al rimessaggio la funzione aggiuntiva di area di sosta. La superficie delle aree di sosta dovrà essere adeguatamente stabilizzata, senza ricorrere a pavimentazioni impermeabili. Sarà consentita la predisposizione di barriere frangi sole, da realizzare con materiali naturali o apposite piantumazioni Strutture di supporto all attività nautica Per gli impianti nautici aventi una capacità fino a 50 PE12 è consentita, in caso di assenza di strutture legittimamente esistenti, soltanto l installazione di una piccola struttura da adibire a uffici e una piccola struttura da adibire a punto di accoglienza, possibilmente dotata di sistemi automatici di distribuzione di generi di ristoro. La superficie di ogni singola struttura non potrà comunque superare i 15 mq. Per gli impianti aventi dimensioni maggiori, eventuali strutture aggiuntive saranno valutate nel progetto di sistemazione generale corredate da un piano aziendale che ne giustifichi la realizzazione. Tali volumi dovranno essere realizzati con strutture leggere in materiali naturali, a basso impatto ambientale, conformi alle indicazioni del Piano di Bacino e ai dettami del Regio Decreto 523/1904, evitando quindi ogni forma di edificazione permanente. 26
27 Altre strutture, quali spazi per il ricovero delle attrezzature o altro, saranno valutate nell ottica dei singoli progetti Servizi igienici Ogni attività deve essere dotato di servizi igienici a disposizione dell utenza, con un gruppo di servizi completo ogni 50 posti barca. Ogni gruppo di servizi è costituito da almeno 2 WC, 2 orinatoi, 2 lavamano e 1 doccia per uomini e da almeno 2 WC, 2 lavamano e 1 doccia per donne (oltre ai servizi di legge per disabili). Il gruppo di servizi deve essere realizzato con strutture leggere in materiali naturali, a basso impatto ambientale, conformi alle indicazioni del Piano di Bacino e ai dettami del Regio Decreto 523/1904, evitando quindi ogni forma di edificazione permanente. Al fine di contenere i consumi energetici e massimizzare il ricorso a fonti rinnovabili, i servizi igienici e gli eventuali punti di ristoro dovranno essere attrezzati con pannelli solari termici per la produzione dell acqua calda sanitaria. Gli scarichi dei servizi dovranno essere collegati alla locale rete fognaria ove presente. In caso di lontananza dalla rete, e qualora sia accertata l impossibilità del collegamento alla rete, le acque nere dovranno essere trattate tramite impianto tipo Imhoff, garantendo un agevole accesso ai mezzi destinati all asportazione dei fanghi. Sia gli impianti igienici che le fosse Imhoff devono essere allontanati il più possibile dalle sponde del fiume e nei progetti presentati si dovrà abbinare alla vasca Imhoff un impianto di fitodepurazione opportunamente dimensionato. La distanza massima tra gli ormeggi delle imbarcazioni ed i servizi igienici dovrà essere minore di 250 metri, in analogia a quanto previsto per i porti turistici marittimi. Nel caso di operatori insediati su aree contigue, sarà ammessa la realizzazione di servizi comuni, a patto che questo non porti a superare le distanze massime sopra indicate. In tutti i casi in cui gli ormeggi siano destinati a unità di lunghezza superiore ai 8 metri si dovrà tener conto della possibilità che le imbarcazioni siano utilizzate anche per pernottamenti in loco; pertanto i percorsi pedonali dai pontili ai blocchi servizi dovranno essere adeguatamente illuminati. 27