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Timestamp: 2019-01-17 14:37:25+00:00
Document Index: 161257615

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 10']

Luca Nisco - R&P Legal - Studio Associato
Avvocato con ampia esperienza in diritto tributario domestico ed internazionale.
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Reato di sottrazione fraudolenta anche in assenza di riscossione in atto
La terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 7394/17, pubblicata il 16 febbraio 2017, ha statuito che il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ex art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000, è configurabile anche in mancanza di una procedura di riscossione effettivamente in atto. Ai fini del perfezionamento del reato, infatti, è sufficiente che l’atto simulato di alienazione o gli atti fraudolenti sui beni siano utili a impedire “il soddisfacimento totale o parziale del fisco”. Ciò in quanto nella previsione vigente il riferimento a tale procedura appartiene al momento intenzionale e non alla struttura del fatto.
Sottrazione fraudolenta imposte
Ai nastri di partenza, in tempo utile per la scadenza del 31 dicembre 2015 (per optare già in relazione al periodo d’imposta 2015), il Patent box, l’agevolazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali - quali, a titolo esemplificativo, le opere dell’ingegno, i brevetti industriali ed i marchi - introdotta dalla legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014). L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha pubblicato in data 1° dicembre 2015 un provvedimento che indica le modalità e i termini di presentazione delle istanze di accesso alla procedura finalizzata alla stipula di accordi di ruling, ed una circolare (la n. 36/E) che fornisce i primi chiarimenti sui principali aspetti della nuova disciplina.
Link alla circolare n. 36/E
Favor rei in tema di abuso del diritto e rapporti con specifiche disposizioni antielusive
(Cassazione penale sez. III del 7/10/2015 Numero 40272)
Prima applicazione del neo-introdotto art. 10-bis dello Statuto del Contribuente, in vigore dal 1° ottobre, contenente la disciplina dell’abuso del diritto. La Corte ha applicato la formula “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, in ossequio al principio del favor rei di cui all’art. 2 c.p., precisando, altresì, che l’art. 10-bis ha unificato in un’unica disposizione normativa i concetti di abuso del diritto e di elusione fiscale, tanto da renderli equipollenti e utilizzabili indifferentemente. A giudizio della Corte, se la scelta del legislatore è stata quella di depenalizzare le condotte abusive riferibili all’art. 10-bis, considerandole meri illeciti amministrativi, questo non esclude che condotte abusive o elusive codificate in specifiche disposizioni normative possano essere perseguite penalmente, laddove configurino fattispecie di evasione.
Abuso del diritto, dal 1° Ottobre accertamento con garanzie
Abuso del diritto, nuove regole al debutto. A partire dal 1° ottobre prossimo, infatti, troveranno applicazione le disposizioni introdotte con il dlgs n. 128/2015, già in vigore dal 2 settembre.