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Timestamp: 2018-04-24 17:56:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 603']

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 4 giugno - 12 luglio 2013, n. 30177 - Presidente Agrò – Relatore Di Stefano
La Corte di Appello di Milano con sentenza del 28 ottobre 2011 confermava in punto di responsabilità e determinazione della pena la sentenza del Tribunale di Milano del 1 ottobre 2009 che condannava C.A. , D.T.L. , D.S.M. , O.A. , R.G.G. e M.M.G. per vari fatti di truffa aggravata e peculato ai danni di Poste Italiane spa dei quali gli imputati erano dipendenti; riformava parzialmente la sentenza applicando a tutti gli imputati la non menzione della condanna.
Le registrazioni video così realizzate consentivano di notare i gesti dei soggetti intenti ad utilizzare l'orologio marcatempo, pur non essendo quest'ultimo direttamente visibile; in particolare, secondo i giudici di merito, dai gesti si comprendeva come la dipendente M.M.G. effettuasse più registrazioni di presenza, facendo passare più volte la/e scheda/e badge nel lettore. Sulla scorta della valutazione incrociata di quali fossero i dipendenti il cui ingresso risultava, in base ai dati del sistema di registrazione degli accessi, sostanzialmente contemporaneo a quello della M. e della visione nelle registrazioni video di chi fosse effettivamente entrato in ufficio nel medesimo arco temporale, si individuavano C.A. , O.A. e R.G.G. per coloro la cui presenza era stata registrata dalla M. ma che invece erano assenti. Evidentemente, quindi, la M. aveva avuto a disposizione i loro badge.
Per tali fatti, considerandone la reiterazione in vari giorni, i giudici di merito ritenevano sussistere il reato di truffa aggravata ai sensi dell'art. 61 nn. 9 ed 11 cod. pen..
Nel corso della medesima attività di indagine, la p.g. accertava che il dipendente D.T. , assegnatario di una vettura Fiat Panda dell'ente per garantire la sua mobilità sul territorio essendo tecnico informatico addetto alla gestione guasti di numerosi uffici postali, la utilizzava ampiamente per ragioni private. Tale condotta risultava dal servizio di pedinamento svolto dalla p.g. che rilevava anche che, in una occasione, l'auto risultava utilizzata anche dal coniuge del D.T. , D.S.M. .
I giudici di merito, non ritenendo che tale condotta fosse giustificata dalle impellenti ragioni indicate da D.T. e D.S. , affermavano la sussistenza dei reati di peculato contestati ai capi 12 e 14, escludendo, invece, la rilevanza penale dell'uso dell'autovettura da parte del D.T. per gli spostamenti casa-ufficio.
- escludeva la necessità di riapertura del dibattimento, richiesta ai sensi dell'art. 603, 1 comma cod. proc. pen..
- Le imputate C. , O. , R. e M. andavano qualificate quali incaricate di pubblico servizio poiché operavano nell'ambito della struttura incaricata di ispezioni e controlli interni sulla operatività di Poste Italiane. Parimenti il D.T. era certamente un incaricato di pubblico servizio perché la sua attività era strategica per garantire la funzionalità del servizio in caso di guasti dei sistemi informatici delle singole filiali.
C.A. , D.T.L. , D.S.M. , O.A. , R.G.G. hanno proposto ricorso avverso tale sentenza:
il primo motivo può essere trattato unitamente al primo motivo del ricorso di R. , che pone simili questioni in ordine alla utilizzabilità quale prova delle videoriprese.
Il quarto motivo del ricorso C. - O. ed il terzo motivo del ricorso R. , da valutarsi congiuntamente perché di analogo contenuto, sono infondati.
Ma proprio tali regole richiamate dalle difesa sono state pienamente rispettate dai giudici di merito che, in base a quanto accertato in fatto, hanno ritenuto che le ricorrenti C. , O. e R. "facevano parte della struttura di controllo ed ispezione in funzione all'interno di Poste Italiane s.p.a., denominata Direzione Internal Auditing. Si tratta di una struttura incaricata di effettuare ispezioni e controlli interni sui dipendenti e sulle operatività della Poste Italiane s.p.a., al fine di mantenere monitorato il servizio, gestire i rischi, mantenere i livelli qualitativi prefissati e garantire l'operatività in tutti i settori (così anche il teste Ma. , ud. 02.07.2009). Nel manuale di Internal Audit prodotto dalla difesa R. , si legge che sebbene si tratti di una struttura verticistica, ogni membro della divisione è coinvolto nel sistema di gestione e di controllo, tanto che i componenti della struttura sono richiamati a doveri di riservatezza e di correttezza".
Il quinto ed il settimo motivo del ricorso C. - O. ed il quarto motivo del ricorso R. , da valutarsi congiuntamente perché di analogo contenuto, sono infondati.
Ricorso D.T. .
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23 nov 2013 0 964