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Timestamp: 2019-11-12 21:49:00+00:00
Document Index: 68769086

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 7', 'art. 146', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 149']

Provvedimento del 6 giugno 2013 [2536446] - Garante Privacy
Provvedimento del 6 giugno 2013 [2536446]
Banca d'Italia , Centrale rischi Banca d'Italia
[doc. web n. 2536446]
Provvedimento del 6 giugno 2013
n. 288 del 6 giugno 2013
VISTO il ricorso in via d´urgenza presentato nei confronti della Banca d´Italia da XY, rappresentato e difeso dall´avv. Giuliano Agliata, il quale, avendo appreso in data 6 febbraio 2013 che le proprie generalità erano state iscritte nell´archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d´allarme interbancaria–C.a.i.) istituito presso la Banca d´Italia, ha chiesto la cancellazione di tale iscrizione sostenendone la illiceità; ciò in quanto, l´assegno bancario dell´importo di 9.000 euro emesso in data 19.11.2012 su Intesa SanPaolo in favore dell´avv. Giuliano Agliata (a titolo di acconto per competenze professionali), sarebbe stato erroneamente segnalato da Banca Intesa SanPaolo come impagato pur essendo stato immediatamente richiamato e sostituito con altro assegno di pari importo tratto su Credito Valtellinese, regolarmente incassato dall´avv. Agliata; rilevato che il ricorrente ha sostenuto che altro motivo di illiceità dell´iscrizione sarebbe costituito dalla mancata ricezione da parte del ricorrente del c.d. "preavviso di revoca" previsto dall´art. 9-bis della legge n. 386/1990; rilevato che il ricorrente ha anche fornito elementi a sostegno del periculum in mora, oltre che in ordine al fumus boni iuris, che gli avrebbe impedito di inoltrare prima del ricorso l´istanza ex art. 7 e di attendere il termine di quindici giorni previsto dall´art. 146 del Codice;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare, la nota del 15 marzo 2013 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell´interessato, nonché la nota del 3 maggio 2013 con cui, ai sensi dell´art. 149, comma 7, del Codice, è stato prorogato il termine per la decisione sul ricorso;
VISTI la memoria depositata in data 9 aprile 2013 ed il verbale dell´audizione del 15 aprile 2013 nei quali Banca d´Italia ha preliminarmente eccepito "la carenza di interesse da parte del ricorrente atteso che alla data del 26 marzo 2013 il nominativo del ricorrente non risulta iscritto nell´archivio Cai"; la Banca d´Italia ha inoltre rilevato l´inammissibilità del ricorso proposto nei propri confronti ai sensi dell´art. 8, comma 2, lett. d), del Codice, argomentando in ordine alle modifiche normative intervenute nella disciplina di settore (e in particolare nell´art. 5, comma 4, del regolamento del Governatore della Banca d´Italia del 29 gennaio 2002 come modificato dal successivo regolamento del 16 marzo 2005) e rilevando che "in definitiva, la normativa (primaria e delegata) che disciplina il funzionamento della CAI assegna alle banche o agli uffici postali trattari (tenuti all´iscrizione), e non alla Banca d´Italia, il compito di provvedere alla cancellazione dei dati dall´archivio (o di sospenderne l´iscrizione), eventualmente anche in esecuzione di un provvedimento giudiziario";
VISTA la nota inviata in data 29 maggio 2013 con la quale il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso essendo venuta a cessare l´esigenza di tutela che intendeva perseguire con il ricorso;
RITENUTO che il ricorso è ammissibile anche nei confronti della Banca d´Italia in quanto la stessa, ai sensi dell´art. 10-bis della legge n. 386/1990, riveste la qualità di titolare del trattamento dei dati in questione; rilevato che l´interessato, nei confronti di tali informazioni, ha il diritto non solo di accedere alle informazioni che lo riguardano contenute nell´archivio C.a.i., ma anche di esercitare gli altri diritti previsti dall´art. 7 del Codice, come ribadito nell´art. 11 del d.m. n. 458/2001 recante il regolamento sul funzionamento dell´archivio;
RITENUTO di dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell´art. 149, comma 2, del Codice, in ragione della rinuncia al ricorso manifestata dal ricorrente nel corso del procedimento;
RITENUTO, in ragione della predetta rinuncia, che sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del procedimento;