Source: http://directio.it/multimedia/news/2017/08/09-notariato-regime-fiscale-neo-residenti.aspx
Timestamp: 2019-03-25 00:42:22+00:00
Document Index: 140462142

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art 24', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 433', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 24']

Studio del notariato sul regime tributario di favore per i c.d. "neo residenti" | News | Directio - le strade nell'economia
Lo studio analizza la disciplina di favore introdotta dalla L. 11 novembre 2016, n. 233 per le persone fisiche con elevato patrimonio che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.
Lo Studio èmdedicato all'analisi dell’intervento normativo a favore dei neo-residenti
A partire dal periodo d’imposta 2017, la L. 11 novembre 2016 n. 232 (legge di Bilancio 2017) – precisamente, l’art. 1, ai commi 152-159 – ha introdotto alcuni benefici tributari (ma non solo) per le persone fisiche con elevato patrimonio (c.d. High Net Worth Individuals) che trasferiscono la residenza fiscale nel nostro Paese.
A chi spetta la tassazione agevolata "flat" (art 24 bis TUIR)
La tassazione forfettaria dei redditi di fonte estera trova applicazione nei confronti delle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia, quindi nei confronti di coloro che:
negli anni di operatività del regime, sono residenti ai fini Irpef in Italia nel rispetto di una delle tre condizioni previste dall’art. 2, comma 2 TUIR ;
e che, per almeno nove dei dieci periodi d’imposta precedenti a quello in cui trova applicazione per la prima volta il regime di tassazione forfettaria, non siano stati qualificabili come residenti in Italia .
Rientrano certamente nel regime de quo i redditi fondiari derivanti da immobili all’estero, i redditi di capitale corrisposti da soggetti residenti all’estero, i redditi di lavoro autonomo e dipendente prestato all’estero e i compensi per prestazioni di artisti e sportivi svolte all’estero nonché quelli per eventuali attività d’impresa svolte individualmente.
Rimangono in ogni caso escluse, per evidenti finalità antielusive, le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate ex art. 67, comma 1, lett. c) del TUIR, realizzate nei primi cinque anni di validità dell’opzione.
Il contribuente può estendere gli effetti dell’agevolazione anche ai familiari di cui all’art. 433 c.c. che hanno i requisiti di cui all’art. 24-bis TUIR.
Per questa ragione, essi avrebbero evidentemente diritto ad optare autonomamente per il regime in questione, indipendentemente dalla loro qualità di “familiari”. Sennonché, il legame con il regime spettante al contribuente “principale” comporta:
da un lato un beneficio particolare per i familiari, nei cui confronti l’imposta sui redditi di fonte estera sarà dovuta nella misura fissa di soli euro 25.000, in luogo degli euro 100.000 dovuti dal contribuente principale;
ma dall’altro anche una dipendenza del regime loro spettante da quello relativo al contribuente principale. Infatti venendo meno quest’ultimo - prematuramente (per revoca o venir meno dei requisiti) o per naturale termine del quindicennio - il regime cesserà anche nei confronti dei familiari. Salva la possibilità, per questi ultimi, di optare autonomamente per il regime fino al completamento del quindicennio, con il pagamento per ciascuno degli anni residui dell’imposta nella misura di euro 100.000.
Il regime termina:
naturalmente, dopo quindici anni (o prima nell’ipotesi in cui venga meno la residenza fiscale); 4
in caso di revoca dell’opzione;
in ipotesi di mancato o insufficiente pagamento, nei termini, dell’imposta sostitutiva; pagamento che deve avvenire integralmente alle scadenze per il saldo dell’Irpef.
Coordinamento tra regime dei neo-residenti e imposizione sostitutiva sulle plusvalenze immobiliari
Lo Studio analizza - ovviamente - i profili di interesse notarile.
la tassazione sostitutiva sulle plusvalenze derivanti dalla cessione infraquinquennale di fabbricati e terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria, per le quali, come noto, l’art. 1, comma 496, L. 266/2005, in alternativa alla tassazione ordinaria, prevede un’imposizione sostitutiva e opzionale del 20%, applicata dal notaio con la provvista ricevuta dal contribuente. Tale sovrapposizione - conclude lo Studio - pare risolversi in ogni caso favore del regime qui oggetto di studio
l'applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni. L’art. 1, comma 158, L. 232/2016 infatti, ha previsto che “per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d'imposta di validità dell'opzione esercitata dal dante causa, ai sensi dell’art. 24-bis TUIR, introdotto dal comma 152, l'imposta sulle successioni e donazioni di cui al D.lgs. 346/90 è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato al momento della successione o della donazione”.
In questo caso si sottolinea che l’agevolazione in esame consiste non già, come avviene invece per le imposte sul reddito, in un’imposizione sostitutiva (la quale comporta la necessità di operare un calcolo di convenienza), bensì in una vera e propria esenzione totale su talune fattispecie altrimenti colpite dal tributo.
Con riferimento a quali atti si applichi l'esenzione: facendo esclusivo riferimento alle donazioni e alle successioni, può far sorgere il dubbio di non estendersi anche agli atti di costituzione dei vincoli di destinazione (ivi compresi i trust) parimenti colpiti dal tributo. Sennonché, l’unicità del tributo - da ultimo confermata dalla giurisprudenza di legittimità - sembra imporre un’interpretazione nel senso di doversi estendere il beneficio ad ogni ipotesi di applicazione dell’imposta su beni situati all’estero.
Studio n. 100-2017/T - Profili di interesse notarile del regime tributario di favore per i c.d. “neo residenti” Approvato dalla Commissione Studi Tributari il 6/07/2017