Source: http://legislazionetecnica.it/714594/fonte/dl-06-07-2012-n-95?parts=2531926
Timestamp: 2018-05-20 15:31:48+00:00
Document Index: 77664246

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15']

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7. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma 574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, quale misura di coordinamento della finanza pubblica, le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta, relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali di riferimento cos
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1. In considerazione dell'eccezionalità della situazione economica e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, “per gli anni 2012, 2013, 2014 “, 2015 “, 2016 “, 2017 e 2018”N110” N92” N67” N49, l'aggiornamento relativo alla variazione degli indici ISTAT, previsto dalla normativa vigente non si applica al canone dovuto dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) per l'utilizzo in locazione passiva di immobili per finalità istituzionali.
4. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché dalle Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) i canoni di locazione sono ridotti a decorrere dal "1 luglio 2014" N40 della misura del 15 per cento di quanto attualmente corrisposto. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto la riduzione di cui al periodo precedente si applica comunque ai contratti di locazione scaduti o rinnovati dopo tale data. La riduzione del canone di locazione si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti, salvo il diritto di recesso del locatore. Analoga riduzione si applica anche agli utilizzi in essere in assenza di titolo alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il rinnovo del rapporto di locazione è consentito solo in p
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1. I contributi di cui all'articolo 3, comma 1, "lettere a), b) ed f)" N32 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, "nonché al risarcimento dei danni subiti dai beni mobili strumentali all'attività ed alla ricostituzione delle scorte danneggiate e alla delocalizzazione temporanea delle attività danneggiate dal sisma al fine di garantirne la continuità produttiva," N33 "e dei danni subiti da prodotti in corso di maturazione ovvero di stoccaggio ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari,"N51 nei limiti stabiliti dai Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto con i provvedimenti di cui al comma 5, sono alternativamente concessi, su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato. “A tal fine, i soggetti autorizzati all'esercizio del credito operanti nei territori di cui all'articolo 1 del citato decreto-legge n. 74 del 2012 possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l'Associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, ai sensi dell'articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti da garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici, nel limite massimo di 6.000 milioni di euro” N29. Con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze è concessa la garanzia dello Stato di cui al presente articolo e sono definiti i criteri e le modalità di operatività della stessa, nonché le modalità di monitoraggio ai fini del rispetto dell'importo massimo di cui al periodo precedente. La garanzia dello Stato di cui al presente comma è elencata nell'allegato allo stato di previsione del Mini
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Estensione degli obblighi di acquisto tramite strumenti centralizzati alla categoria merceologica dei buoni pasto.
Il presente provvedimento - in attuazione dell'art. 1, comma 9, del D.L. 95/2012 - individua i buoni-pasto, sia cartacei che elettronici, come ulteriore categoria merceologica per la quale si applicano i commi 7 e 8, dell'art. 1 del citato D.L. 95/2012, secondo cui le pubbliche amministrazioni sono tenute ad approvviggionarsi attraverso convenzioni o accordi quadro messi a disposizione della Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali di riferimento.
Regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
Il provvedimento entra in vigore dal 23/05/2014, e dalla medesima data abroga il precedente D.P.R. 03/12/2008, n. 211. Si prevede anche l'emanazione di successivi decreti i quali dovranno stabilire il numero ed i compiti degli uffici dirigenziali di livello non generale. Fino a tale data, ciascun ufficio dirigenziale generale opera avvalendosi dei preesistenti uffici di livello non generale, con le competenze nel rispettivo settore di attribuzione, ed inoltre le preesistenti articolazioni periferiche del Ministero assicurano lo svolgimento delle attività di competenza. Il decreto inoltre riduce da cinque a tre le sezioni del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, la cui ripartizione per materie sarà stabilita con successivo provvedimento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Articolo 2, comma 10-ter.
Il decreto - emanato ai sensi dell’art. 2, comma 10-ter, del D.L. 06/07/2012, n. 95 (conv. L. 07/08/2012, n. 135) - reca il regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico. A decorrere dalla data di efficacia del presente decreto cessa di avere vigore il precedente regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico adottato con D.P.C.M. 28/11/2008, n. 197.
Comunicazione circa l’importo non utilizzato per l'estinzione o la riduzione anticipata del debito, inclusi gli eventuali indennizzi dovuti, in applicazione del comma 6 -bis dell’articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (spending review).
Deliberaz. C.R. Piemonte 23/10/2012, n. 186-39731
Riordino delle province piemontesi ai sensi dell’articolo 17, comma 3, del decreto legge n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), come convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
art. 17, comma 3
Deliberaz. C.R. Marche 22/10/2012, n. 55
Proposta di riordino delle province della Regione Marche.
Deliberaz. C.R. Liguria 22/10/2012, n. 21
Proposta al Governo di riordino delle province ubicate nel territorio ligure (articolo 17, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini) convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
Deliberaz. C.R. Veneto 19/10/2012, n. 133
Riordino delle province della Regione del Veneto (articolo 17, comma 3, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario”, convertito con modificazioni dall’articolo 1 della legge 7 agosto 2012, n. 135).
Deliberaz. G.R. Campania 19/10/2012, n. 613
Riordino delle Province e loro funzioni (art. 17, comma 3, del D.L. 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni nella L. 7 agosto 2012 n. 135) - Adempimenti.
Articolo 1, commi 1, 7 e 8
L’obbligo di specificare le parti di lavori o servizi che saranno eseguite da ciascuna impresa raggruppata deve ritenersi assolto sia in caso di indicazione descrittiva ed analitica delle singole prestazioni da cui sia evincibile il riparto di esecuzione tra imprese associate, sia in caso di indicazione percentuale della quota di riparto delle prestazioni tra le singole imprese, tenendo conto della natura complessa o semplice dell’oggetto dell’appalto e della sostanziale idoneità delle indicazioni ad assolvere alle finalità di riscontro della serietà ed affidabilità dell’offerta, per consentire alla stazione appaltante di individuare ex ante l’oggetto e l’entità delle prestazioni che saranno eseguite dalle singole imprese raggruppate (cfr. Cons. Stato, Ad. plen., 13 giugno 2012 n. 22). In materia di servizi e forniture, a seguito della modifica apportata dall’art. 1 del D.L. n. 95 del 2012 al comma 13 dell’art. 37 del D. Lgs. n. 163/2006, il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento, quote di qualificazione e quote di esecuzione non costituisce più un principio generale derivante dal Trattato UE. Si è, pertanto, esclusa l’operatività di detto principio per le gare aventi ad oggetto servizi e forniture. Nel caso di specie, ne consegue la disapplicazione del disciplinare di gara, nella parte in cui prevede a pena d’esclusione che i concorrenti riuniti in ATI debbano eseguire le prestazioni nella percentuale corrispondente alla quota di partecipazione, per contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione e con l’art. 37 del D.Lgs. n. 163/2006, nella nuova formulazione temporalmente applicabile alla procedura in esame.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da STUDIO INGEO INGEGNERI E GEOLOGI ASSOCIATI – Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, direzione e contabilità dei lavori, nonché le prestazioni specialistiche connesse, quali il coordinamento della sicurezza in fase progettuale e in fase esecutiva, le indagini geologiche e geotecniche in sito per l’intervento nel Comune di Nocera Inferiore (SA) denominato “Sistemazione idrogeologica del versante del Monte Albino” – Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente più vantaggiosa – Importo a base d’asta: € 400.000,00 oltre IVA – S.A.: Agenzia Regionale Difesa Suolo – Napoli (ARCADIS).
Art. 37, D.Lgs. n. 163/2006 - Appalti di servizi - Principio di corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di qualificazione dei soggetti raggruppati
A seguito della novella introdotta dal D. L. n. 95 del 2012, l’obbligo di corrispondenza fra quote di partecipazione e quote di esecuzione sancito dal comma 13 dell’art. 37, rimane circoscritto ai soli appalti di lavori. Nell’ipotesi di appalti di servizi e forniture (nel caso di specie: servizi di progettazione), continua a trovare applicazione la norma sancita dal comma 4 dell’art. 37, che impone alle imprese raggruppate il più modesto obbligo di indicare le parti del servizio o della fornitura facenti capo a ciascuna di esse, senza pretendere anche l’obbligo della corrispondenza fra quote di partecipazione e quote di esecuzione, fermo restando, però, che ciascuna impresa deve essere qualificata per la parte di prestazioni che si impegna ad eseguire, nel rispetto delle speciali prescrizioni e modalità contenute nella legge di gara (cfr. anche AVCP determinazione n. 4 del 10 ottobre 2012). Ne consegue l’illegittimità dell’esclusione del raggruppamento di professionisti che non ha assicurato la sostanziale corrispondenza, già in sede di offerta, tra quote di partecipazione e quote di esecuzione.
Fermo il carattere di principio del dovere di avvalersi delle convenzioni quadro di cui all’articolo 26, comma 3, della L. 23 dicembre 1999, n. 488, nondimeno permane la facoltà per le amministrazioni (ivi comprese le amministrazioni statali centrali e periferiche) di attivare in concreto propri strumenti di negoziazione laddove tale opzione sia orientata a conseguire condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle fissate all’esito delle convenzioni-quadro. Ciò alla luce di quanto disposto sia dall’art. 1 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, sia dall'art. 26 della L. n. 488 del 1999 citato che ammettono (sia pure in via derogatoria) la possibilità per le amministrazioni di indire autonome procedure per l’approvvigionamento di beni e servizi di proprio interesse, anche se come eccezione alla regola dell'obbligo di ricorso alle procedure centralizzate gestite da Consip. Da tali norme deriva infatti un coerente quadro normativo il quale (al fine di assicurare in modo adeguato la razionalizzazione degli acquisti da parte delle pubbliche amministrazioni):
- responsabilizza le amministrazioni che intendano procedere in modo autonomo fissando taluni vincoli ex ante (insuperabilità delle condizioni trasfuse nelle convenzioni quadro) e talune serie conseguenze ex post (nullità degli atti realizzati in violazione e responsabilità in capo ai funzionari che abbiano agito in violazione di legge e con ingiustificato dispendio di risorse pubbliche). (Nel caso di specie è stato respinto il ricorso avverso la decisione del MIBACT di non aderire alla convenzione avente ad oggetto i servizi relativi alla gestione integrata della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni, e di bandire una apposita procedura ad evidenza pubblica per l’approvvigionamento di tali servizi).
Appalti e contratti pubblici - Convenzione Consip - Fornitura di energia elettrica - Obbligo di adesione alla Convenzione intervenuta in corso di gara - Esclusione.
Nel caso in cui non sussista l’obbligo di approvvigionarsi mediante ricorso alla Convenzione Consip ai sensi dell’art. 1, comma 7 del D.L. n. 95 del 2012 (nel caso di specie fornitura di energia elettrica) - ma piuttosto il contratto, come prescritto dal medesimo art. 1, comma 7, debba essere sottoposto a condizione risolutiva con possibilità per il contraente di adeguamento ai migliori corrispettivi nel caso di intervenuta disponibilità di convenzioni Consip prevedenti condizioni di maggior vantaggio economico in percentuale superiore al 10 per cento rispetto ai contratti già stipulati - non trova applicazione l’art. 1, comma 1, del D.L. n. 95 del 2012 che statuisce, come regola generale, la nullità dei contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti messi a disposizione da Consip. Corollario di ciò è che deve essere esclusa la configurabilità di un obbligo, da parte dell’Amministrazione, di ricorso alla convenzione Consip, sopraggiunta in corso di gara, ai fini dell’aggiudicazione della suddetta fornitura di energia elettrica.
Posto che in giurisprudenza esistono tesi diverse in ordine alla questione se l’obbligo di generalizzata adesione alle convenzioni quadro presupponga o meno l’integrale identità tra le prestazioni richieste dalla singola stazione appaltante e quelle indicate nella convenzione quadro, non può escludersi in linea di principio la possibilità per ogni Stazione appaltante, anche in ipotesi di non coincidenza assoluta tra le prestazioni, di adeguare le proprie esigenze nei limiti dell'oggetto della convenzione stessa, al fine di non eludere un obbligo generalizzato di legge di utilizzo di strumenti di approvvigionamento centralizzato.
Sulla base della normativa posta dall’art. 15 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (comma 13, lett. d)), convertito con L. 7 agosto 2012, n. 135, la amministrazione sanitaria non può fare altro che utilizzare, per l’acquisito dei beni e servizi oggetto di convenzione Consip, gli strumenti di acquisto e negoziazione telematici messi a disposizione dalla stessa Consip prevedendo tali disposizioni, la nullità dei contratti eventualmente conclusi in violazione di detto obbligo, oltre alla responsabilità amministrativa dei dirigenti.
Appalti e contratti pubblici - Convenzione Consip - Obbligo di adesione - Obbligo di applicare le condizioni, i termini e le modalità previste dalla convenzione.
Ai sensi dell’art. 15 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 (comma 13, lett. d)), convertito con L. 7 agosto 2012, n. 135, per gli enti del servizio sanitario, l’adesione alle convenzioni Consip costituisce un obbligo previsto per legge, sanzionato con la nullità gli atti assunti in violazione dello stesso. È peraltro evidente che il fornitore, aggiudicatario della gara Consip, nell’effettuazione dei servizi, debba applicare le condizioni, i termini e le modalità previste dalla convenzione medesima e dai suoi allegati, dovendo Consip svolgere attività di monitoraggio dell’esecuzione delle obbligazioni e delle prestazioni oggetto della convenzioni e dei singoli contratti attuativi, disponendo di idonei strumenti a tal fine predisposti (potendo anche giungere ad applicare le penali previste della convenzione stessa).