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Timestamp: 2019-02-23 20:11:13+00:00
Document Index: 15359658

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 4', 'art. 87', 'art. 87', 'sentenza ']

Marco Giudici - Interrogazione antenna via Barrili
Link all'interrogazione del cons. Giudici su antenna via Barrili 15 luglio 2015
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Roma, 15 luglio 2015 [prot. 62556 - 15 luglio 2015]
Al Presidente del XII Municipio di Roma Capitale
Al Direttore del Municipio XII ad interim dirigente UOT
Dott. Guglielmo Sabatini
Al Direttore del Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica
U.O. Coordinamento Permessi a costruire e vigilanza
Oggetto: Interpellanza, interrogazione e richiesta urgente su antenna radio base “3RM00910 QUATTROVENTI” – via Anton Giulio Barrili, 34
Il sottoscritto, ai sensi e per gli effetti di legge, esercitando il diritto soggettivo pubblico strumentale allo svolgimento delle funzioni di controllo politico ed amministrativo spettanti al consiglio municipale,
- Che il progettista della Tecnorad, incaricata dalla soc. Vodafone Omnitel B.V. il 2 aprile 2015 ha presentato domanda presso il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di Roma Capitale (prot. 55336 del 2-4-2015) per l’avvio del procedimento di installazione dell’antenna radio base “3RM00910 QUATTROVENTI” in via Anton Giulio Barrili 34 (Lat. 41°52’39.2”N, Long. 12°27’38.4”E);
- che al fine di individuare la disciplina applicabile al procedimento in esame occorre far riferimento alla normativa vigente dalla data della domanda presentata dal soggetto privato. Pertanto il procedimento soggiace alle seguenti normative:
- D.Lgs. 259/2003 - Codice delle Comunicazioni Elettroniche;
- Protocollo di intesa tra il Comune di Roma e le società concessionarie di telefonia mobile per l'installazione, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti di stazioni radio base, siglato il 5 luglio 2004;
- che, quindi, è da escludere l’applicabilità del nuovo regolamento adottato dall’Assemblea Capitolina con deliberazione n. 26 del 14 maggio 2015.
- Che, secondo la predetta normativa applicabile:
- ai sensi dell’art. 87, comma 1 del D.Lgs. 259/2003 l’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici deve essere autorizzata dagli enti locali;
- ai sensi dell’art. 87, comma 9 del D.Lgs. 259/2003 “Le istanze di autorizzazione e le denunce di attività di cui al presente articolo, nonché quelle relative alla modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti già esistenti, si intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda (…) non sia stato comunicato un provvedimento di diniego o un parere negativo da parte dell'organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36”;
- ai sensi dell’art. 87, comma 5 del medesimo decreto, “il responsabile del procedimento può richiedere, per una sola volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il rilascio di dichiarazioni e l'integrazione della documentazione prodotta. Il termine di cui al comma 9 riprende a decorrere dal momento dell'avvenuta integrazione documentale”;
- che nel citato protocollo d’intesa il Comune di Roma assumeva alcuni impegni, tra i quali:
- esercitare le funzioni di vigilanza e controllo sui valori dei campi elettromagnetici, avvalendosi dell'ARPA Lazio;
- verificare congiuntamente alle Società Concessionarie di telefonia mobile, qualora emerga l'oggettiva impossibilità di utilizzo delle aree e dei siti individuati dagli operatori (per ragioni di carattere tecnico, urbanistico – edilizio, etc.), le alternative di localizzazione, nel rispetto dei vincoli dimensionali tecnici della rete;
- valutare, al momento dell'istanza di installazione di impianti stazione radio base, le aree intensamente frequentate cui applicare gli obiettivi di qualità di cui all'art. 4 del DPCM 8 luglio 2003, in relazione all'ubicazione dell'impianto, ed a comunicare all'ARPA Lazio l'eventuale determinazione;
- rendere disponibili, sentiti i Municipi, aree, immobili ed infrastrutture di proprietà comunale per l'installazione o la rilocalizzazione di apparati ricetrasmittenti, ad una distanza non inferiore a 100 m. calcolati dal bordo del sistema radiante al perimetro esterno degli edifici, quali ospedali, case di cura, scuole, asili nido e case di riposo;
- rispondere entro 30 giorni dalle istanze delle Società Concessionarie di telefonia mobile sulla disponibilità di aree, immobili ed infrastrutture di proprietà comunale per l'installazione dei suddetti impianti;
- informare i Municipi delle richieste di installazione dei nuovi impianti;
- i Municipi provvederanno all'informazione dei cittadini;
- che anche le società concessionarie di telefonia mobile assumevano alcuni impegni, tra i quali:
- richiedere all’Amministrazione comunale la disponibilità di aree e immobili di proprietà comunale per l’installazione degli impianti. Tali aree ed immobili di proprietà comunale devono comunque essere localizzati ad una distanza non inferiore a 100 m. dai siti sensibili quali ospedali, case di cura, scuole, asili nido e case di riposo. Solo in assenza di indicazioni di disponibilità di aree e immobili di proprietà comunale, tecnicamente idonei, gli impianti potranno essere installati in altre posizioni, fermi restando il rispetto della normativa in vigore.
- Che il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica (PAU) riceveva la relazione tecnica generale per la società Vodafone Omnitel B. V. in data 2 aprile 2015 ed in data 22 aprile 2015 inoltrava all’Unità Organizzativa Tecnica e alla presidente del Municipio XII la comunicazione indicata nel protocollo di intesa (prot. Dip. PAU n. 65649 del 22-4-2015 e prot. Municipio XII 38094 del 24 aprile 2015) affinché il Municipio procedesse come previsto, avvisando che decorso invano il termine di trenta giorni “si intenderà che non vi sono aree od immobili di proprietà comunale disponibili ed alternativi alla localizzazione proposta dal Gestore”;
- che nella medesima nota, il Dipartimento PAU chiedeva altresì al Municipio di “provvedere, come previsto dal richiamato Protocollo d’Intesa, all’informazione ai cittadini (…) dando comunicazione (…) dell’avvenuta informativa, nonché delle eventuali opposizioni pervenute”, puntualizzando che “anche in questo caso, ove non dovessero pervenire comunicazioni ed/od osservazioni, entro i termini di formazione del “silenzio assenso” (90 giorni dalla data della richiesta) questo Ufficio considererà eseguita l’informativa senza opposizioni”;
- che la presidente del Municipio XII ha risposto tardivamente alla richiesta del Dipartimento PAU di cui ai punti precedenti, ossia in data 9 luglio 2015, a 98 giorni dalla presentazione della domanda da parte del privato, a 78 giorni dal ricevimento presso la sede municipale e con 48 giorni di ritardo rispetto al termine richiesto.
- che, in particolare, nella nota di replica (assunta al prot. Municipio XII n. 61268 del 9 luglio 2015) la presidente informava che era stato “attivato il Processo Partecipativo al fine di raccogliere le osservazioni previste dal Protocollo d’Intesa”, comunicando altresì che “L’assemblea dei cittadini si terrà presso questo municipio entro la prossima settimana”, anticipando una “nutrita raccolta di firme contrarie ed il fermo diniego di questo municipio all’installazione della Stazione Radio Base (…) in quanto l’impianto insisterebbe su un edificio privato a meno di 50 metri dall’istituto Comprensivo “largo Oriani” e dall’antistante giardino pubblico con area giochi”;
- che è da ritenere, pertanto, che a causa del grave e ad oggi ingiustificato ritardo del Municipio XII potrebbero sussistere i presupposti per la formazione del silenzio assenso a far data dal 1 luglio 2015, ossia 90 giorni dopo il 2 aprile 2015, data di presentazione della domanda. Il citato decreto legislativo, infatti, all’art. 87, comma 9, prevede che “le istanze di autorizzazione (…) si intendono accolte qualora, entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda non sia stato comunicato un provvedimento di diniego o un parere negativo da parte dell'organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36.”;
- che sotto il profilo urbanistico, insistendo in via Anton Giulio Barrili 34 (Lat. 41°52’39.2”N, Long. 12°27’38.4”E) l’impianto ricadrebbe nella Carta per la Qualità G1. Con ciò è necessario il parere della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che avrebbe dovuto esprimersi entro 60 giorni ai sensi dell’articolo 16, comma 10 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G., decorsi i quali è da intendersi favorevolmente reso ai sensi legge n. 241 del 7 agosto 1990.
- che è da ritenere che la Sovrintendenza capitolina non sia stata interpellata, né direttamente dal privato, né indirettamente dall’amministrazione, considerando che tra i documenti forniti all’odierno interrogante non c’è alcuna traccia di richieste o di pareri espressi;
- che “il Protocollo d’Intesa, sottoscritto tra le suddette parti, si inserisce nell’ambito dell’ordinario procedimento per l’installazione, il monitoraggio e il controllo degli impianti e costituisce, sul piano sostanziale, un atto regolamentare che, nel rispetto della normativa statale e regionale vigente, definisce la volontà oggettivamente consacrata negli specifici impegni delle società concessionarie e del Comune di Roma (v. Tar Campania, Napoli, sez.I, 18 novembre 2002, n. 7210);
- che “non vi è dubbio che le procedure applicabili per il rilascio delle autorizzazioni all’installazione dell’impianto siano quelle di cui all’art. 87 del d.lgs. n. 259 del 2003, con l’obbligo per l’ufficio di istruire e concludere il procedimento entro il termine di 90 giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda, ritenendo accolte per silenzio assenso le domande in caso di superamento di detto termine. Ma tale procedura, nel caso specifico, va completata con quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa e dall’Addendum, sottoscritti dalle parti, che “impegnano” le stesse con una serie di adempimenti procedimentali “per regolamentare gli impianti di SRB presenti sul territorio urbano al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione e l’impatto ambientale degli stessi”. Tra gli impegni del Comune previsti dal Protocollo vi è anche quello di “informare i Municipi delle richieste di installazione dei nuovi impianti” e in base a ciò “i Municipi provvederanno all’informazione ai cittadini (…). Per di più non va sottaciuto che il perfezionamento della fattispecie del silenzio assenso presuppone la presenza di elementi necessari all’esame della domanda e quindi il procedimento autorizzatorio per silentium non si forma quando manca un parere necessario o (…) una fase istruttoria propedeutica venga omessa, a nulla rilevando l’asserito rilievo della società resistente riguardo la mancanza di formali osservazioni da parte del Municipio (…)” (Tar Lazio, Roma, sez. IIbis, 27 gennaio 2014, n. 1021);
- che secondo una recente pronuncia della giurisprudenza, “possono ritenersi legittime anche disposizioni che non consentono (in generale) la localizzazione degli impianti nell’area del centro storico (o in determinate aree del centro storico) o nelle adiacenze di siti sensibili (come scuole ed ospedali) purché sia garantita la copertura di rete, anche nel centro storico e nei siti sensibili, con impianti collocati in altre aree” (Cons. St.. sez. III, 23 gennaio 2015, n. 306).
- Che l’anzidetto edificio si trova a meno di 100 metri dall’Istituto Comprensivo “Largo Oriani”, zona ritenuta sensibile dalla normativa applicabile al procedimento in esame;
- che i cittadini del quartiere Monteverde Vecchio hanno indetto una petizione per opporsi all’installazione dell’antenna radio base sul lastrico solare dell’edificio di via Anton Giulio Barrili 34;
- che l’I.C. “Largo Oriani”, per il tramite del Consiglio d’Istituto, ha espresso la propria netta contrarietà all’installazione dell’antenna.
- il D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163;
- la L. 7 agosto 1990 n°241;
- il T.U.E.L. - D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267;
- il Regolamento dell’Assemblea Capitolina;
- il Regolamento del Consiglio del Municipio XII di Roma Capitale.
Il presidente del Municipio XII
- al fine di consocere quali siano le iniziative che intende intraprendere per rimediare al grave ritardo del Municipio XII e scongiurare l’ipotesi dell’installazione dell’antenna;
- al fine di sapere se intende attivarsi affinché il Municipio XII chieda il parere alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, tenuto conto che l’impianto ricade nella Carta per la Qualità G1, zona urbanistica sottoposta ad un regime autorizzativo differenziato;
- al fine di sapere se intente attivarsi per chedere che l’UOT del Municipio XII proceda speditamente per redigere una relazione tecnica sulla domanda di installazione SRB oggetto del procedimento in esame;
- al fine di sapere se intende cooperare con l’amministrazione comunale, onde procedere alla revoca del provvedimento eventualmente formatosi, con il quale è stata autorizzata l’installazione dell’antenna radio base 3RM00910 QUATTROVENTI, considerando che andrebbe collocata nei pressi dell’impianto insiste l’Istituto Comprensivo “Largo Oriani” e di un giardino pubblico antistante. Essendo inoltre garantita la copertura di rete con impianti collocati in altre aree non lontane dal sito interessato. Ciò tenuto conto, come già affermato nella richiamata sentenza del Tar Lazio, che il perfezionamento della fattispecie del silenzio assenso presuppone la presenza di elementi necessari all’esame della domanda e quindi il procedimento autorizzatorio per silentium non si forma quando manca un parere necessario o (…) una fase istruttoria propedeutica venga omessa, a nulla rilevando l’asserito rilievo della società resistente riguardo la mancanza di formali osservazioni da parte del Municipio
- al fine di sapere se ha già intrapreso iniziative nei confronti dell’Amministrazione o di altri soggetti.
Al dirigente UOT ed al direttore del Dip. PAU
- di interpellare la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali;
- di redigere una relazione tecnica sulla domanda di installazione SRB tenendo conto delle considerazioni contenute nella presente interpellanza;
- di revocare il provvedimento autorizzativo eventualmente formatosi per effetto del silenzio assenso, secondo le indicazioni fornite dalla giurisprudenza amministrativa ed indicate sopra.
Ai sensi di legge resta in attesa di riscontro.