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Timestamp: 2016-10-26 17:24:16+00:00
Document Index: 44405474

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 251', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'sentenza ']

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Lia Pace
1 EuroDejalex - Newsletter comunitaria - Gi iiuuggnnoo OSSERVATORIO PAG. 2 FINESTRA FISCALITÀ PAG. 4 CASELAW PAG. 5 GAZZETTA E CALENDARIO PAG. 7 Superato l impasse sul futuro dell Unione: raggiunto un compromesso sul nuovo Trattato istituzionale Dopo due anni di incertezza sul processo di riforma dei trattati, i capi di Stato e di governo dell Unione, riunitisi nel summit europeo del 22 e 23 giugno scorsi, hanno finalmente raggiunto un accordo sui punti essenziali del nuovo Trattato (denominato trattato di riforma ), che dovrebbe essere elaborato entro la fine dell anno dalla Conferenza intergovernativa (CIG) all uopo convocata dal Consiglio Europeo. Tale testo, che sostituisce il progetto di Costituzione europea (approvata e firmata dai 27 Stati Membri nel 2004, ma bocciata dai referendum svoltisi in Francia ed Olanda) introdurrà modifiche, rispettivamente, al Trattato sull Unione Europea (TUE) e al Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE), che sarà ora denominato Trattato sul funzionamento dell Unione. L intesa è stata raggiunta al termine di estenuanti trattative nelle quali si è dovuto far fronte all ostilità della Polonia, per quanto concerne il sistema di voto a doppia maggioranza e alla richiesta di innumerevoli concessioni da parte della Gran Bretagna, in particolare in materia di politica estera, cooperazione giudiziaria e diritti fondamentali. I punti principali del complesso mandato conferito alla CIG concernono: - Il sistema di voto in seno al Consiglio dei ministri: il voto a maggioranza qualificata diventerà la regola per oltre 50 settori fra cui la cooperazione giudiziaria e di polizia, l immigrazione (con una deroga in entrambi i casi per la Gran Bretagna), l educazione e la politica economica. L unanimità resterà invece la norma per politica estera, sicurezza sociale e fisco. Il Trattato adotterà il sistema di voto a doppia maggioranza, per formare la quale occorrerà il 55% degli Stati Membri, rappresentanti almeno il 65% della popolazione. Tale sistema di voto entrerà in vigore a partire dal 2014, con la possibilità di richiedere il voto con il sistema ora vigente fino al 2017 (tale periodo transitorio é stato introdotto a seguito delle forti pressioni della Polonia). Inoltre, sarà applicabile il c.d. Compromesso di Ioannina, che prevede che, nel caso di voto a maggioranza qualificata, se un piccolo gruppo di Paesi forma una minoranza di blocco pari ad almeno il 75% degli Stati membri o della popolazione, esso può chiedere il riesame della decisione (dopo il 2017 tale percentuale scenderà al 55%). - La presidenza dell UE: il mandato a rotazione semestrale della presidenza del Consiglio europeo verrà sostituito da un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta. La funzione di presidente stabile dell UE sarà inoltre incompatibile con incarichi a livello nazionale. - La politica estera: il compromesso raggiunto ha cambiato la denominazione della carica del Ministro degli Esteri in quella di Alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza dell Unione, che sarà anche vicepresidente della Commissione. Sempre con riferimento all azione esterna dell Unione, a seguito delle pressioni inglesi, il nuovo Trattato specificherà che le disposizioni riguardanti la PESC ed in particolare il fatto che l Unione sia dotata di personalità giuridica, non pregiudicano le competenze degli Stati membri per la conduzione della loro politica estera e la loro rappresentanza nazionale nei paesi terzi e nelle organizzazioni internazionali. - Il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali: sarà rafforzato il ruolo del Parlamento europeo il quale, nell ambito della procedura di codecisione, avrà diritto di veto su nuove materie (quali Giustizia ed Affari interni). Anche il ruolo dei parlamenti nazionali diventerà più significativo: la Commissione dovrà infatti riesaminare qualsiasi progetto di atto legislativo che sia stato oggetto di contestazione da parte della maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, che disporranno inoltre di tempi più lunghi per esaminare le proposte di. - La carta dei diritti fondamentali: la Carta, pur non venendo inserita nel Trattato, acquisirà un valore giuridicamente vincolante in quanto richiamata dal TUE nel capo relativo ai diritti fondamentali e da un protocollo aggiunto: essa sarà quindi vincolante per tutti gli Stati membri, salvo la Gran Bretagna, che ha chiesto ed ottenuto un opting out. Al Trattato saranno poi allegati altri tre nuovi protocolli (il cui valore giuridico é equivalente al testo legislativo) che riguarderanno i servizi di interesse generale, la divisione delle competenze tra Stati ed Unione ed il mercato interno e la concorrenza. Relativamente a quest ultimo protocollo, esso é reso necessario dal fatto che, a seguito delle pressioni francesi, la dicitura concorrenza libera e non falsata non comparirà più tra gli obiettivi del Trattato. A tal proposito, il commissario per la Concorrenza Neelie Kroes ha precisato che, comunque, la riforma non modificherà la sostanza dell ordinamento comunitario. La concorrenza verrà, infatti, definita dal protocollo allegato al Trattato come un elemento costituivo del mercato interno e i poteri della Commissione in materia risulteranno inalterati. La CIG dovrà concludere i lavori entro il 2007, affinché il nuovo Trattato possa essere ratificato prima delle elezioni del Parlamento europeo del giugno Il testo del mandato conferito alla Conferenza intergovernativa è visionabile al sito: ge=en2 TUTELA DEI CONSUMATORI Osservatorio Multiproprietà e club vacanze: l UE intende intensificare la tutela dei consumatori e creare condizioni di concorrenza più eque per i venditori di tali prodotti ( ) La Commissione europea ha deciso di presentare una nuova proposta di direttiva sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda alcuni aspetti della multiproprietà, dei prodotti per le vacanze di lungo termine, della rivendita e dello scambio, volta a sostituire la precedente direttiva 1994/47/CE, disegnando un quadro più moderno, semplificato e consono alle nuove esigenze dei consumatori. Lo scopo è quello di accrescere ulteriormente la loro fiducia nel mercato del time-sharing, diminuendo le possibilità di truffa in un settore molto attivo e in continua crescita, che registra, ad oggi, un giro d affari di oltre 10,5 miliardi di euro e occupa oltre cittadini in tutta l Unione. Regno Unito, Svezia, Germania, Italia e Spagna sono tra i paesi con il più alto numero di consumatori che scelgono questa tipologia di vacanza. La normativa attuale prevede già importanti strumenti di tutela, quali il diritto ad un informazione chiara e preventiva alla stipulazione del contratto, il diritto di recesso per gli acquirenti di almeno 10 giorni per impedire "vendite aggressive", ed il divieto per gli operatori di chiedere acconti durante il c.d. periodo di ripensamento. La Commissione ha tuttavia concluso che gli sviluppi verificatisi dal 94 ad oggi, quali la nascita di nuovi prodotti e forme contrattuali non contemplate dalla direttiva (come ad esempio le vacanze in multiproprietà su navi da crociera, roulotte o le iscrizioni ai c.d. club vacanze ), lasciano molti consumatori privi di una tutela effettiva. La nuova proposta amplierà pertanto il campo applicativo della direttiva attualmente vigente, includendovi anche: - i contratti di durata inferiore a tre anni; - beni mobili quali chiatte, roulotte o navi da crociera; - prodotti a lungo termine per le vacanze, quali i club vacanze scontati; - la rivendita e lo scambio di multiproprietà. La proposta di direttiva è reperibile al link: GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI Raggiunta una posizione comune sul regolamento che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità ( ) Il Consiglio dell UE ha adottato una posizione comune sulla proposta di regolamento che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità, volto a semplificare i procedimenti relativi a controversie in materia civile e commerciale (aventi o meno ad oggetto il pagamento di una somma di denaro), il cui valore non ecceda i 2000 euro, offrendo ai cittadini una valida alternativa ai procedimenti previsti dalla normativa nazionale, che restano tuttavia inalterati. La posizione comune mantiene gli elementi essenziali della proposta della Commissione del marzo 2005 (Cfr. Eurodejalex n. 3/2005). Nell'intento di ridurre costi e ritardi, il nuovo procedimento europeo prevede varie semplificazioni procedurali quali l'uso di moduli standard, la forma sostanzialmente scritta del procedimento (salvo il giudice ritenga necessaria un'udienza) e l uso di mezzi tecnologici di comunicazione. Le parti possono stare in giudizio personalmente, senza la difesa tecnica di un legale ed è il giudice a determinare i mezzi d assunzione delle prove e le prove indispensabili ai fini della sentenza. La parte soccombente sopporta le spese processuali ma l organo giurisdizionale non dovrebbe riconoscere alla parte vincitrice spese superflue o sproporzionate. La sentenza è immediatamente esecutiva anche se impugnata e senza necessità di prestare cauzione ed è riconosciuta e potrà essere eseguita in un altro Stato membro automaticamente, senza necessità di misure di riconoscimento e senza possibilità di opposizione. La proposta di regolamento è consultabile al link: GIUSTIZIA, LIBERTÀ E SICUREZZA Nuovo pacchetto di misure in materia di asilo, immigrazione e lotta contro il terrorismo ( ) In data 6 giugno l esecutivo europeo ha adottato una serie di misure in materia di asilo, segnatamente: 1) un Libro Verde inteso a stimolare un dibattito sul futuro del regime comune europeo istituito a Tampere, per valutare l eventualità di ravvicinare ulteriormente le procedure in materia di asilo, nonché le norme giuridiche e le condizioni di accoglienza nazionali, al fine di ridurre il c.d. asylum shopping, cioè gli spostamenti dei richiedenti asilo attraverso l UE, dovuti alla diversità delle norme applicabili negli Stati membri; 2) una proposta di direttiva volta ad estendere ai beneficiari di protezione internazionale (quali i rifugiati) e non solo ai cittadini di paesi terzi stabilitisi in uno Stato membro, la possibilità di ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo, come previsto dalla direttiva 2003/109/CE; 3) una relazione che valuta il funzionamento del sistema di Dublino, che disciplina le competenze ad esaminare le richieste di asilo. Sempre in materia di immigrazione si segnala l accordo politico raggiunto in seno al Consiglio GAI sul pacchetto legislativo, costituito da un Regolamento ed una decisione, riguardante il sistema per trattare le domande di visto e controllare dati (c.d. VIS), il quale garantirà un rapido e sicuro accesso ai dati rilevanti per i consolati degli Stati Schengen, le autorità di frontiera e per le autorità di polizia. In materia di lotta contro il terrorismo e la criminalità transfrontaliera, il Consiglio ha inoltre adottato una decisione con cui integra nella legislazione UE una serie di importanti disposizioni dell accordo internazionale di Prüm, in materia di cooperazione di polizia, firmato nel 2005 da Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Austria e Olanda, rendendole applicabili in tutti gli Stati membri. Infine, nel quadro dell azione contro il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento di operazioni terroristiche si colloca il Regolamento 1889/2005/CE, in vigore dal 15 giugno, che introduce l obbligo per le persone fisiche in entrata o in uscita dal territorio dell Unione e in possesso di una somma di denaro liquido o strumenti negoziabili al portatore pari o superiori a , di farne dichiarazione presso le autorità doganali competenti. Maggiori informazioni sulla disciplina comunitaria in materia di asilo, visti ed immigrazione sono reperibili al sito: ; il testo del Regolamento 1889/2005/CE è visionabile al sito:3 MERCATO INTERNO DIRITTO SOCIETARIO Maggiori poteri per gli azionisti delle società quotate: approvata la nuova disciplina sui diritti di voto ( ) Il Consiglio dell UE ha adottato formalmente la direttiva sui diritti degli azionisti, che introduce una serie di correttivi volti a consentire agli azionisti di una società quotata nell UE (anche nel caso non risiedano nello Stato membro nel quale la società ha la propria sede legale) un esercizio consapevole ed effettivo del diritto di voto nelle assemblee generali, nonché un tempestivo accesso alle informazioni necessarie. Le principali modifiche introdotte alla previgente normativa sono le seguenti: l assemblea generale degli azionisti sarà ora convocata con un preavviso di almeno 21 giorni, riducibili a 14 nel caso in cui gli azionisti siano messi nelle condizioni di votare attraverso sistemi elettronici e previo parere favorevole dell assemblea generale; entro gli stessi termini saranno pubblicati su internet l atto di convocazione dell assemblea e i documenti oggetto di discussione; il sistema del blocco delle azioni sarà abolito e sostituito da un sistema basato sulla data di registrazione, che non deve precedere di più di 30 giorni di calendario l assemblea generale; ciascun azionista potrà porre domande in relazione ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea, ricevendo le risposte in tempo utile, mentre le partecipazioni minime per beneficiare del diritto di presentare risoluzioni non dovranno superare il 5%, al fine di estendere tale diritto ad un maggior numero di azionisti possibile; il voto per delega non sarà più soggetto a requisiti amministrativi eccessivi o a limitazioni indebite e gli azionisti avranno dunque la possibilità di scegliere tra diversi metodi per il voto a distanza; gli esiti delle votazioni dell assemblea generale dovranno essere pubblicati sul sito internet della società emittente. Il testo provvisorio della direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro due anni, è reperibile al link: TRASPORTI FERROVIARI - LIBERALIZZAZIONE Al via la liberalizzazione per il trasporto passeggeri dal 2010: raggiunto un compromesso sul terzo pacchetto ferroviario dopo tre anni dalla proposta originaria ( ) Il Parlamento europeo ed il Consiglio, in sede di comitato di conciliazione, hanno finalmente trovato un accordo sul terzo pacchetto ferroviario, che consta di una direttiva sullo sviluppo del sistema ferroviario comunitario, di un regolamento relativo ai diritti ed obblighi dei passeggeri e di una direttiva sulla certificazione del personale viaggiante addetto alla guida di locomotori e treni. Il compromesso è stato raggiunto grazie ad una serie di concessioni reciproche, come l accettazione dei ministri UE della richiesta dei deputati sull inserimento di clausola di revisione quinquennale per tutte le esenzioni alle norme sui diritti dei passeggeri concesse per il traffico interno. Nel dettaglio, la direttiva sullo sviluppo del sistema ferroviario comunitario prevede l apertura alla concorrenza dei servizi ferroviari di trasporto passeggeri entro il 1 gennaio 2010; essa non riguarda tuttavia i servizi ferroviari nazionali, pur contemplando la possibilità di praticare il cabotaggio (ossia il trasporto tra stazioni situate nel medesimo Stato membro, nell ambito di una rotta internazionale). Il regolamento sui diritti ed obblighi dei passeggeri, che doveva inizialmente applicarsi soltanto al traffico internazionale, si applicherà anche al traffico interno: pertanto, tutti i passeggeri nel trasporto ferroviario godranno degli stessi diritti minimi (i.e. responsabilità del trasportatore nei confronti dei passeggeri e loro bagagli, rimborsi, diritto al trasporto delle persone a ridotta mobilità) al momento dell entrata in vigore del regolamento, prevista per il In contropartita, gli Stati membri potranno esentare i servizi di lunga distanza dalle altre disposizioni del regolamento durante un periodo iniziale di 5 anni, rinnovabile per altri 10. I servizi urbani, inter-urbani e regionali potranno beneficiare di un esenzione senza limiti di tempo, salvo per diritti minimi che dovranno essere garantiti a tutti. Infine, per quanto concerne la direttiva relativa alla certificazione del personale viaggiante addetto alla guida di locomotori e treni, essa prescrive il rilascio al personale in questione di una duplice certificazione: una certificazione sulla generale idoneità, riconosciuta a livello europeo, ed una certificazione, rilasciata direttamente dalle compagnie ferroviarie, riguardante la conoscenza delle rotte coperte e delle attrezzature da utilizzare. Inoltre, dopo 18 mesi dall entrata in vigore di tale direttiva, l agenzia ferroviaria europea predisporrà una relazione che identifichi altri membri dello staff ferroviario addetti a posti critici di sicurezza, per valutare se debbano anch essi essere assoggettati ad un analogo sistema di certificazione. Come previsto dalla procedura di codecisione (art. 251 CE), prima dell adozione definitiva da parte del Consiglio dell accordo, esso deve essere ratificato dal Parlamento: ciò dovrebbe avvenire nella sessione plenaria prevista per settembre. Per consultare le proposte del terzo pacchetto ferroviario si rimanda alla pagina web: PROCEDURE D INFRAZIONE - GIOCHI E SCOMMESSE La Commissione continua il suo pressing contro il protezionismo degli Stati membri in materia di giochi e scommesse: procedure avviate contro Francia e Svezia e Grecia ( ) La Commissione europea ha inviato un parere motivato a Francia e Svezia invitandole a modificare le rispettive normative in materia di prestazione di servizi di scommesse sportive, in quanto contenenti una serie di restrizioni alla fornitura di tali servizi, alla promozione o alla pubblicità degli stessi, alla partecipazione al gioco dei consumatori nonché l imposizione del requisito del possesso di una concessione o licenza dello Stato (anche per fornitori legittimamente titolari di una licenza in un altro Stato membro). L iniziativa fa seguito alle richieste ufficiali di informazioni inviate a tali Stati, rispettivamente, nell aprile e nell ottobre 2006, le cui risposte non sono state considerate soddisfacenti dall esecutivo europeo, che considera le normative nazionali contestate non in linea con i requisiti di necessità, proporzionalità e non discriminazione fissati dalla giurisprudenza comunitaria in materia di libera prestazione di servizi e libertà di stabilimento (cfr., da ultimo, causa Placanica, C-360/04, del ). L esecutivo ha inoltre inviato una richiesta formale di informazioni alla Grecia (lettera di messa in mora), sempre concernente la normativa nazionale sul betting, che riserva la prestazione di tali servizi, in esclusiva, all impresa pubblica OPAP, rendendo praticamente impossibile ad altri operatori europei, seppur titolari di licenze nel loro Stato membro, l accesso a tale mercato. Il Governo ellenico è destinatario anche di un parere motivato con cui viene invitato ad ottemperare alla pronuncia emessa nell ottobre 2006 dalla Corte di Giustizia nella causa C-65/05 che condannava il divieto assoluto, previsto dalle leggi greche, di installazione sia in locali pubblici che privati di macchinette da gioco e giochi per computer4 Finestra europea sulla fiscalità IVA La Corte d Giustizia si pronuncia sulla nozione di attività economica ai sensi della sesta direttiva IVA nel caso di assegnazione di licenze di telecomunicazione mobile ad operatori di telefonia tramite asta pubblica Corte di Giustizia CE, 26 giugno 2007, causa C-284/04, T-Mobile Austria GmbH e a Repubblica austriaca. Con decisione del 7 giugno 2004, il Landesgericht für Zivilrechtssachen Wien (Tribunale civile di Vienna - Austria) ha adito in via pregiudiziale la Corte di Giustizia delle Comunità europee ai fini dell interpretazione dell art. 4 della sesta direttiva IVA, (direttiva 77/388/CEE) in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari. La questione pregiudiziale è stata presentata nell ambito di vari procedimenti pendenti riuniti alla causa principale tra, da un lato, la T-Mobile Austria GmbH, ed altre imprese austriache di telecomunicazione, e, dall altro, la Repubblica austriaca, diretti ad ottenere da quest ultima, ai fini della detrazione dell IVA a monte, l emissione di fatture per i canoni versati in occasione della concessione alle suddette ricorrenti di diritti d uso di frequenze dello spettro elettromagnetico al fine di fornire al pubblico servizi di telecomunicazione mobile. Nella fattispecie, la Telekom-Control-Kommission (autorità austriaca di regolamentazione) concedeva nel 2000, mediante asta pubblica, alcune licenze per l'uso di determinati blocchi di frequenze relative all'offerta di servizi di telecomunicazione mobile secondo lo standard UMTS/IMT-2000 (detti anche servizi di telecomunicazione mobile di terza generazione - 3G), senza emettere la fatture richieste dalle imprese aggiudicatarie. Il Tribunale civile di Vienna si è quindi rivolto alla Corte di Giustizia chiedendo di chiarire se la sesta direttiva IVA imponga di assoggettare a tale imposta indiretta l assegnazione delle dette licenze mediante asta da parte dell autorità pubblica, come sostenuto dalle imprese ricorrenti. Nel risolvere la questione, la Corte ricorda in via preliminare che solo le attività economiche sono soggette all'iva. La nozione di «attività economica», ai sensi dell art. 4 della direttiva, comprende tutte le attività di produttore, di commerciante o di prestatore di servizi e, in particolare, le operazioni che comportino lo sfruttamento di un bene per ricavarne introiti aventi un certo carattere di stabilità. La Corte sottolinea che la funzione esercitata dalla Telekom-Control-Kommission in Austria consiste nell assegnare ad operatori economici, mediante asta, diritti d uso riguardanti talune frequenze dello spettro elettromagnetico. Tali autorizzazioni consentono agli operatori economici di offrire al pubblico i loro servizi sul mercato delle telecomunicazioni mobili contro retribuzione. Questa funzione rientra nella competenza esclusiva dello Stato membro interessato e non potrebbe per sua natura essere esercitata dagli operatori economici. Tale prerogativa, inoltre, costituisce lo strumento per dare attuazione alle condizioni previste dal diritto comunitario e dirette, tra l altro, a garantire l uso effettivo dello spettro di frequenze e ad evitare interferenze dannose tra sistemi di telecomunicazione radio e altri sistemi. La Corte afferma quindi che un'attività di questo tipo è una condizione necessaria e preliminare per l accesso di operatori economici al mercato delle telecomunicazioni mobili. Di conseguenza, la competente autorità nazionale, nell esercizio di tale attività, non partecipa al detto mercato, ma svolge una funzione di controllo e di regolamentazione dell utilizzo dello spettro elettromagnetico ad essa espressamente affidata. Sono poi gli operatori economici, titolari dei diritti accordati, che operano sul mercato, sfruttando il bene in questione per ricavarne introiti con un certo carattere di stabilità. Il fatto che la concessione dei diritti d uso in esame abbia dato luogo al pagamento di un canone non è tale da modificare la qualificazione giuridica di quest attività. Pertanto, la Corte dichiara che l attribuzione di diritti d uso di frequenze dello spettro elettromagnetico mediante asta da parte dell'autorità nazionale di regolamentazione, responsabile per l'assegnazione delle frequenze, non costituisce un «attività economica» ai sensi della sesta direttiva IVA e, di conseguenza, non rientra nell'ambito di applicazione della direttiva stessa. Il testo completo della sentenza è visionabile al sito:5 CASELAW: Corte di Giustizia e Tribunale di Prima Istanza LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI La Corte condanna il divieto di importazione di bevande alcoliche da parte di privati previsto dalla legge svedese Corte di Giustizia, sentenza del 5 giugno 2007, causa C-170/04, Klas Rosengren e a. /Riksåklagaren Una disposizione nazionale che vieti ai privati di importare bevande alcoliche, deve essere valutata alla luce dell art. 28 CE 2) Una misura che vieti ai privati di importare bevande alcoliche costituisce una restrizione quantitativa alle importazioni ai sensi dell art. 28 CE anche se la detta legge incarica il titolare del monopolio di vendita al dettaglio di fornire le bevande di cui trattasi e dunque, se necessario, di importarle su richiesta 3) Una misura che vieti ai privati di importare bevande alcoliche, in quanto inadatta a conseguire l obiettivo di limitare in via generale il consumo di alcol e sproporzionata ai fini del conseguimento dell obiettivo di proteggere i più giovani contro le conseguenze nocive del detto consumo, non può essere considerata giustificata, in forza dell art. 30 CE, da motivi di tutela della salute e della vita delle persone. N.B.: Nel caso a quo la Corte ha esaminato la compatibilità con le norme comunitarie della legge svedese sull alcol, secondo la quale la vendita al dettaglio di bevande alcoliche in Svezia é effettuata da un monopolio detenuto dalla Systembolaget (catena di negozi detenuta dallo Stato). L importazione di bevande alcoliche è riservata alla Systembolaget e ai grossisti autorizzati dallo Stato, mentre i privati che vogliano importare alcolici da altri Stati membri possono farlo esclusivamente tramite la Systembolaget, che è tenuta ad acquistare qualsiasi bevanda alcolica su richiesta e a spese del consumatore purché non vi veda obiezioni. La Systembolaget ha dunque la facoltà di opporsi ad un ordinativo di privati, ma i motivi sui quali tale opposizione può fondarsi non sono precisati né fondati su limiti quantitativi. Inoltre, la Corte osserva come i privati si trovano ad affrontare spese ed oneri amministrativi supplementari dovendo rivolgersi a tale catena per potere importare bevande alcoliche. Di conseguenza, il giudice europeo conclude come il divieto di importazione sembri diretto non tanto a limitare in maniera generale il consumo di alcol, ma a privilegiare la Systembolaget come canale distributivo e pertanto, non sia giustificato ex art. 30 Tr. CE. * * * FISCALITÀ - AUTOVEICOLI La legge greca sulle franchigie fiscali applicate alle importazioni temporanee di autoveicoli è, per taluni aspetti, contraria ai principi di tutela giurisdizionale effettiva e di proporzionalità Corte di Giustizia, sentenza del 7 giugno 2007, causa C-156/04, Commissione/Repubblica Ellenica Prevedendo: all art. 18, A, n. 1, della legge 2682/1999 che, in caso di detenzione o di utilizzazione sul territorio ellenico di un veicolo immatricolato in un altro Stato membro da un privato avente la sua residenza normale in Grecia, il procedimento penale normalmente previsto non è avviato qualora la persona interessata versi l imposta d immatricolazione addebitata e rinunci nel contempo ai mezzi di ricorso previsti dal diritto nazionale avverso l atto di addebito dell imposta suddetta, e all art. 18, C, n. 1, della medesima legge che, in caso di irrogazione di ammende, i veicoli sono altresì sottoposti ad immobilizzazione conservativa temporanea, e il loro rilascio avviene dopo il pagamento delle ammende e degli altri eventuali oneri previsti,la Repubblica ellenica è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi della direttiva del Consiglio 28 marzo 1983, 83/182/CEE, relativa alle franchigie fiscali applicabili all interno della Comunità in materia d importazione temporanea di taluni mezzi di trasporto. N.B.: L antefatto del ricorso dell esecutivo comunitario è rappresentato da una serie di denunce di privati, ricevute dalla Commissione e dal Parlamento europeo, aventi ad oggetto le modalità con cui le autorità greche accertano violazioni e impongono sanzioni quando non sono rispettate le disposizioni per l importazione temporanea di autoveicoli a motore. * * * PROPRIETÀ INTELLETTUALE SETTORE BRASSICOLO Il Tribunale respinge il riscorso della Budějovický nei procedimenti che la oppongono alla Anheuser-Busch riguardanti la registrazione di marchi denominativi comunitari BUDWEISER e BUD per prodotti diversi dalla birra Tribunale di Primo Grado, sentenza del 12 giugno 2007, cause riunite T-57/04 e T-71/04, Budějovický Budvar, národní podnik/ufficio per l armonizzazione nel mercato interno (UAMI), Anheuser-Busch/UAMI Nella causa T-57/04 il ricorso è respinto. N.B.: La causa a qua prende le mosse dall opposizione della società ceca Budĕjovický alle domande di registrazione di alcuni marchi comunitari presentate dalla società americana Anheuser-Busch all UAMI. In particolare, la Anheuser-Busch chiedeva la registrazione dei segni denominativi «BUDWEISER» e «BUD» e di un segno figurativo comprensivo del termine «BUDWEISER», per vari prodotti come la cartoleria, il materiale per pulizia, l abbigliamento, la pasticceria, nonché per i prodotti quali la birra et similia. A sostegno della sua opposizione, la Budĕjovický ha richiamato l esistenza di denominazioni d origine precedenti, registrate per la birra ai sensi dell Accordo di Lisbona e un marchio internazionale denominativo BUDWEISER, registrato per birra di ogni tipo. Il Tribunale, confermando le decisioni già prese dall UAMI, dichiara che le denominazioni d origine controverse sono tutelate solo per quanto riguarda la birra e prodotti simili. Per quanto concerne gli altri prodotti, la Budĕjovický non è riuscita a dimostrare che l uso da parte della Anheuser-Busch di tali segni è in grado di deviare o indebolire la notorietà delle denominazioni d origine di cui trattasi. * * * FISCALITÀ PRINCIPI DEL DIRITTO COMUNITARIO La Corte ritiene legittimi gli obblighi informativi imposti agli avvocati nell ambito della lotta contro il riciclaggio dei capitali Corte di Giustizia, sentenza del 26 giugno 2007, causa C-305/05, Ordre des barreaux francophones e germanophone e.a./consiglio Gli obblighi di informazione e di collaborazione con le autorità responsabili per la lotta contro il riciclaggio previsti all art. 6, n. 1, della direttiva 91/308/CEE, relativa alla prevenzione dell uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite e imposti agli avvocati dall art. 2 bis, punto 5, di tale direttiva, tenuto conto dell art. 6, n. 3, secondo comma, di questa, non violano il diritto ad un equo processo, come garantito dagli artt. 6 della CEDU e 6, n. 2, UE. N.B.: Nel dettaglio, il giudice europeo rileva come le esigenze connesse al diritto ad un equo processo e alla tutela del segreto professionale non si oppongono al fatto che gli avvocati, quando assistono i loro clienti nell ambito di operazioni di ordine finanziario e immobiliare non aventi collegamento con un procedimento giudiziario, siano sottoposti agli obblighi di informazione e di collaborazione con le autorità responsabili della lotta al riciclaggio, obblighi necessari per combattere in modo efficace tale crimine. Peraltro, sin dal momento in cui l assistenza dell avvocato è richiesta per l esercizio di un incarico di difesa o rappresentanza in giudizio, il professionista è esonerato dagli obblighi di informazione e collaborazione, proprio per garantire la sua indipendenza e tutelare il diritto del cliente ad un equo processo Vedere altro
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