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Timestamp: 2016-10-26 07:49:07+00:00
Document Index: 21199700

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 151', 'art. 148', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ']

Art. 148 al. 3 CC. 1. Cette disposition n'emp�che pas le juge du divorce de tenir compte de faits d�j� all�gu�s ou d'admettre des moyens de preuve d�j� propos�s dans la proc�dure de s�paration, mais qui avaient �t� �cart�s parce que d�nu�s de pertinence (consid. 2). 2. Dans l'action en divorce faisant suite � la s�paration, une partie peut �galement invoquer des faits ou des motifs qu'elle n'avait pas pr�sent�s dans la proc�dure de s�paration (consid. 3). Faits � partir de page 242
A.- Con petizione 29 settembre 1958, L V chiese al Pretore di pronunciare la separazione a tempo indeterminato. Il marito rispose, proponendo, in via riconvenzionale, l'azione di divorzio. Egli afferm� che il comportamento geloso, collerico e ingiurioso della moglie gli aveva reso impossibile la vita in comune. La moglie replic� attribuendo al marito la colpa esclusiva del turbamento coniugale. Le parti trovarono nondimeno un accordo e, il 30 settembre 1960, stipulavano una convenzione, mediante la quale, costatato il profondo turbamento dei rapporti fra i coniugi, convenivano di chiedere la separazione e determinavano le prestazioni alimentari del marito.
Con sentenza dello stesso giorno, il Pretore pronunci� la separazione. Nelle motivazioni fece rilevare che l'unione coniugale, bench� non irreparabilmente compromessa, risultava comunque profondamente turbata. Era per� superfluo sindacare a chi dovesse essere ascritta la colpa preponderante dell'anzidetta situazione.
B.- Il 19 agosto 1964, IP interpose l'azione di divorzio. Egli richiam� i motivi esposti nel primo procedimento ed aggiunse che i rapporti fra le parti erano peggiorati a causa degli ostacoli frapposti dalla convenuta al diritto di visita delle figlie. La moglie si oppose alla petizione, attribuendo al marito la colpa esclusiva del turbamento coniugale e, contro la sentenza di divorzio del Pretore, si aggrav� al Tribunale di appello, chiedendo un aumento della pensione alimentare e un'indennit� ai sensi dell'art. 151 CC.
2. Secondo la ricorrente, la Corte cantonale avrebbe anzitutto violato l'art. 148 cpv. 3 CC. Nel giudizio su un'azione di divorzio, proposta dopo il periodo di separazione, si pu� tener conto - essa afferma - solo dei fatti posti a fondamento BGE 100 II 241 S. 243della sentenza di separazione e di quelli posteriori, ma non, per una nuova e diversa valutazione, delle circostanze gi� allegate in quel procedimento; i fatti anteriori potrebbero costituire oggetto di una nuova valutazione solo se allegati per la prima volta nel processo di divorzio. Ora, la Corte cantonale si sarebbe fondata soprattutto su fatti gi� allegati e valutati nella causa di separazione, valutandoli diversamente; ci� che sarebbe inammissibile.
A tale riguardo non � tuttavia determinante che i fatti concludenti si siano verificati prima piuttosto che dopo la sentenza di separazione. Per il divorzio pu� essere concludente tanto un adulterio commesso dopo la separazione quanto circostanze verificatesi in precedenza. Il giudice del divorzio � bens� vincolato agli accertamenti di fatto effettuati dal giudice della separazione, ma non alla valutazione giuridica fattane da quest'ultimo (HINDERLING, Das schweizerische Ehescheidungsrecht, III ed. p. 111 e citazioni).
b) In realt�, si deve escludere un nuovo accertamento solo per quei fatti che il giudice della separazione ha gi� accertato. Non si vede come il giudice del divorzio, che � libero di valutare le allegazioni delle parti agli effetti del nuovo giudizio, debba disattendere dei fatti concludenti solo perch� gi� stati allegati per la causa di separazione, specie quando questo giudice li ha disattesi perch� non determinanti per il suo giudizio. Comunque, ad un siffatto accertamento, non si oppongono n� la lettera n� lo spirito dell'art. 148 cpv. 3 CC. Le stesse considerazioni valgono anche per l'assunzione di mezzi di prova gi� proposti o assunti nel processo di separazione. Anche a questo riguardo, il giudice del divorzio pu� assumere dei testi gi� proposti ma non sentiti nel processo di separazione; n� si pu� vietargli di riassumere un teste gi� sentito purch� sia chiamato a deporre su fatti che erano apparsi inconcludenti nel processo diretto ad ottenere solo la separazione, ma che risultano rilevanti nel processo di divorzio.BGE 100 II 241 S. 244
c) Nel caso particolare le due istanze cantonali hanno pronunciato, rispettivamente confermato, il divorzio, fondandosi sostanzialmente su deposizioni di testi gi� proposti, ma non sentiti, nel processo conclusosi con la separazione. In un tale modo di procedere non pu� essere ravvisata alcuna irregolarit�. Infatti, il Pretore aveva omesso l'audizione testimoniale, non perch� i testi proposti non fossero degni di fede o fossero stati indicati per deporre su fatti irrilevanti, ma perch�, avendo il convenuto accettato la separazione ed essendosi le parti accordate sulle relative conseguenze accessorie, bastava per pronunciare il richiesto provvedimento la costatazione della profonda turbazione coniugale. Riproposta l'azione di divorzio e dovendosi decidere sulle cause della distruzione del vincolo matrimoniale, nonch� sulle rispettive colpe delle parti, il Pretore non poteva rifiutare l'audizione dei testi a tale scopo proposti, senza violare il diritto processuale dell'attore a provare le sue allegazioni.
3. Contrariamente a quanto pure affermato nel ricorso, l'azione di divorzio susseguente alla separazione non � vincolata, per quanto concerne i motivi della precedente causa, a quelli addotti nel primo procedimento, n� a quelli che hanno indotto una parte a recedere dalla domanda di divorzio e ad accettare la separazione.
Quand'anche una parte avesse sottaciuto determinati motivi nel primo processo a scopi di tattica processuale - ci� che in concreto non risulta comunque provato - nulla le impedirebbe di addurli nel secondo. Nessuna disposizione legale obbliga le parti, anche se concludono al divorzio, ad esporre ogni motivo rilevante per il giudizio (cfr. RU 71 II 202). � neppure si pu� pretendere - come fa la ricorrente - che nella rinuncia al divorzio da parte del marito e nel successivo accordo sulla separazione debbasi ravvisare il perdono alle eventuali ingiurie o maltrattamenti subiti in precedenza. Una diversa conclusione potrebbe essere condivisa, al massimo, se il marito, ritirando la domanda di divorzio, avesse accettato, esplicitamente e senza riserve, la petizione della moglie. In concreto, risulta dagli atti che il Pretore ha pronunciato il suo giudizio di separazione su richiesta reciproca delle parti senza indicare che una parte abbia condiviso le allegazioni dell'altra. Non si pu� pertanto escludere che il marito abbia limitato la sua domanda alla separazione per evitare alle figlie, allora in BGE 100 II 241 S. 245tenera et�, gli inconvenienti psicologici e sociali di un divorzio dei genitori.
Non si comprende d'altronde come la ricorrente possa affermare che la dichiarazione della Corte cantonale, secondo cui il giudice di prima istanza ha anzitutto pronunciato la separazione nella speranza di una futura riconciliazione, non risulta provata. Tale speranza, peraltro ora non determinante, � infatti esplicitamente espressa a pagina 8 della sentenza 30 settembre 1960.