Source: http://www.nsa-srl.it/comunicazioni/risarcimento_diretto.html
Timestamp: 2017-10-18 14:40:11+00:00
Document Index: 61788565

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 149', 'art. 3', 'art. 141', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 142', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 1915']

NSA Insurance Broker - Risarcimento Diretto
Questa sezione espone le caratteristiche ed i presupposti necessari per individuare i sinistri da gestire secondo la procedura Risarcimento Diretto.
Ai fini dell'applicazione della procedura di Risarcimento Diretto, per sinistro si intende la collisione avvenuta nel territorio della Repubblica tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, senza coinvolgimento di altri veicoli responsabili (art. 1 DPR n° 254/2006).
Da tale definizione discende la non applicabilità della procedura nei seguenti casi:
• sinistri non verificatisi in Italia;
• coinvolgimento di più di due veicoli;
• mancato urto;
• urto dovuto a intervento di terzo veicolo.
Riportiamo, a titolo di esempio, alcune ipotesi specifiche di sinistro, rispetto alle quali la definizione di legge determina l'applicabilità o meno della procedura di Risarcimento Diretto.
Casi gestibili con procedura di Risarcimento Diretto:
• uno od entrambi i veicoli coinvolti nella collisione urtano cose o persone esterne non responsabili (la gestione dei danni alle cose o alle persone esterne compete all'assicuratore del responsabile);
• uno od entrambi i veicoli coinvolti nella collisione trainano una roulotte, un carrello portabagagli od un rimorchio (inteso come un tutt'uno con il veicolo);
• un veicolo urta contro una parte della struttura di un altro veicolo identificato, che se ne sia staccata (ad es. distacco di specchietto retrovisore, ruota, copricerchio);
• uno od entrambi i veicoli circolano con targa prova.
Casi non gestibili con procedura di Risarcimento Diretto:
• la collisione avviene tra un veicolo e cose o persone trasportate o cadute da altro veicolo (ad es. carico sporgente, motociclista caduto dal proprio mezzo);
• uno od entrambi i veicoli coinvolti nella collisione trainano un altro veicolo a motore;
• la collisione interessa una roulotte o un carrello portabagagli o un rimorchio non agganciati ad un veicolo.
I danni risarcibili con procedura di Risarcimento Diretto sono i seguenti (art. 149 Cod. Ass. Priv.; art. 3 DPR n° 254/2006):
• danni al veicolo, senza alcun limite quantitativo;
• lesioni di lieve entità al conducente (inabilità temporanea e invalidità permanente fino al 9%);
• danni a cose trasportate di proprietà dell'assicurato o del conducente, senza alcun limite quantitativo.
Il coinvolgimento di terzi trasportati non impedisce l'applicazione della procedura di Risarcimento Diretto per i danni al veicolo o per le lesioni (di lieve entità) del conducente. Le lesioni dei trasportati restano soggette alla specifica procedura prevista dall'art. 141 Cod. Ass. Priv. e dalla Convenzione Terzi Trasportati (CTT), già in vigore dal 1° gennaio 2006.
La procedura di Risarcimento Diretto si applica ai veicoli immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nella Città del Vaticano, purché siano assicurati con Imprese aventi sede legale in Italia o che esercitino l'assicurazione obbligatoria R.C. Auto in regime di stabilimento o di prestazione di servizi e che abbiano aderito al sistema.
Rientrano nell'ambito di applicazione della procedura anche i ciclomotori se muniti delle nuove targhe ai sensi del DPR 6 marzo 2006 n° 153.
Le cause che portano all'annullamento della procedura di Risarcimento Diretto sono le seguenti:
• il sinistro è avvenuto all'estero,
• uno dei due veicoli coinvolti nel sinistro è immatricolato all'estero,
• il sinistro ha coinvolto veicoli non targati (macchine agricole, macchine operatrici e ciclomotori non dotati del sistema di targatura previsto ai sensi del DPR 6 marzo 2006 n° 153),
• il sinistro ha coinvolto più di due veicoli,
• è emersa la responsabilità di terzi nella produzione del sinistro,
• non risulta esservi stata collisione materiale tra i veicoli.
E' anche possibile l'annullamento di una specifica partita o tipologia di danno, pur restando valida la gestione delle altre partite di danno secondo la procedura di Risarcimento Diretto.
In relazione ad uno stesso sinistro, la procedura di Risarcimento Diretto può quindi coesistere con la procedura ordinaria di gestione da parte della Compagnia del responsabile.
Le cause che portano all'annullamento della singola partita di danno o della singola tipologia di danno sono:
• il danneggiato non è terzo nei confronti del responsabile,
• il danneggiato intende trattare la pratica all'estero,
• la persona lesa si trovava fuori dal veicolo,
• le cose danneggiate non erano a bordo del veicolo,
• i danni alla persona superano il limite massimo del 9% di I.P.,
• superamento del massimale di polizza.
Se la causa di annullamento non riguarda l'intero sinistro, l'Impresa procede all'annullamento della sola gestione interessata dalla causa di inapplicabilità.
Il Sinistro Attivo
Per sinistro attivo, o subîto, si intende il sinistro nel quale l'Assicurato è totalmente o parzialmente incolpevole. In quest'ultimo caso (corresponsabilità), il sinistro viene gestito in regime di concorso di colpa. Nella sezione relativa alla gestione del sinistro sono esposti i criteri in base ai quali attribuire ai conducenti la responsabilità nella causazione del sinistro.
La procedura di liquidazione inizia a seguito dell'invio, da parte dell'Assicurato, di una richiesta di risarcimento indirizzata a alla propria compagnia di assicurazione di RCA (art. 5 DPR n° 254/2006).
La redazione della richiesta di risarcimento, che nel contempo è anche la denuncia di sinistro, è un adempimento molto importante da parte dell'Assicurato: infatti, una denuncia precisa, chiara, ben compilata, contenente tutte le informazioni sulla dinamica del sinistro e sulle generalità delle parti coinvolte, già corredata da elementi probatori sulla individuazione delle responsabilità (dichiarazioni testimoniali, notizie su verbali di Autorità intervenute), mette in condizione la Compagnia di poter gestire fin da subito il sinistro disponendo di tutte le informazioni necessarie.
Presupposto fondamentale per l'avvio della procedura di Risarcimento Diretto è la trasmissione, da parte dell'Assicurato alla propria Impresa, della richiesta di risarcimento.
La richiesta di risarcimento, presentata a norma dell'art. 5 DPR n° 254/2006, rappresenta, al tempo stesso, una vera e propria denuncia di sinistro, nella quale dovranno essere contenuti tutti i dati necessari per mettere l'Impresa in condizione di gestire al meglio la liquidazione del danno.
In questa sezione sono indicate le modalità di invio alla propria compagnia di assicurazioni della richiesta di risarcimento in presenza di sinistro attivo, o subîto dal nostro Assicurato, il contenuto della richiesta.
Una richiesta di risarcimento chiara e completa di tutti gli elementi previsti dalla legge mette la Compagnia Gestionaria in condizione di velocizzare i tempi di liquidazione e di ottimizzare la gestione del sinistro, migliorando il servizio.
L'art. 5 DPR n° 254/2006 precisa il contenuto della richiesta di risarcimento ed eventuale documentazione da allegare.
Per i danni al veicolo, la richiesta deve contenere:
• le generalità complete degli Assicurati;
• le targhe dei veicoli coinvolti;
• la denominazione delle rispettive Imprese;
• la descrizione delle circostanze e delle modalità del sinistro (luogo, data e ora dell'accadimento, dinamica, indicazione dei danni riportati dai veicoli coinvolti);
• le generalità di eventuali testimoni (o meglio, copia delle dichiarazioni testimoniali);
• l'indicazione dell'eventuale intervento degli Organi di polizia (con la precisazione dell'Autorità e del comando intervenuto);
• il luogo, i giorni e le ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per la perizia diretta ad accertare l'entità del danno.
Nel caso in cui a seguito del sinistro il conducente subisca lesioni, la richiesta di risarcimento dovrà inoltre contenere:
• l'età, l'attività ed il reddito del danneggiato;
• l'entità delle lesioni subite (intera documentazione medica, referti, certificati, esami, ecc.);
• la dichiarazione di cui all'art. 142 Cod. Ass. Priv. circa la spettanza o meno di prestazioni da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie (ad es. INAIL);
• l'attestazione medica comprovante l'avvenuta guarigione, con o senza postumi permanenti (il referto del medico curante che certifica l'avvenuta guarigione);
• l'eventuale consulenza medica di parte, corredata dall'indicazione del compenso spettante al professionista (la relazione medico-legale, con allegata copia della fattura).
E' fondamentale precisare che l'utilizzo e l'allegazione alla richiesta di risarcimento del modulo di Constatazione Amichevole di Incidente (CAI - c.d. 'modulo blu'), se correttamente compilato e sottoscritto da entrambi i conducenti, permette una forte semplificazione delle procedure e velocizzazione della gestione del sinistro: infatti, il modulo controfirmato permette una immediata ed univoca individuazione delle responsabilità.
Attraverso il modulo CAI sottoscritto da entrambi i conducenti, si potrà perciò evitare l'attivazione delle lunghe e complesse procedure informatiche, che rallentano il processo di liquidazione, imposte dalla CARD (art. 18) allo scopo di condividere con la Compagnia antagonista la valutazione della responsabilità. A titolo di esempio, forniamo in questo CD Rom un esempio di modulo di Constatazione Amichevole correttamente compilato.
Può accadere che il contenuto della richiesta di risarcimento non sia completo di tutti i dati e le informazioni previsti dalla legge.
In questo caso, il processo di liquidazione è rallentato e l'Impresa si trova costretta ad inviare, ai sensi dell'art. 7 DPR n° 254/2006, una comunicazione scritta, invitando l'Assicurato a regolarizzare ed integrare la propria richiesta con i dati mancanti, o a richiedere chiarimenti sulla dinamica di sinistro, sulla presenza di eventuali testimoni o sull'intervento di Autorità.
Alla ricezione della documentazione integrativa richiesta all'Assicurato, l'Impresa potrà riavviare il processo di liquidazione e procedere con l'ulteriore attività di istruzione.
E' perciò evidente che l'inoltro di richiesta di risarcimento con modalità o contenuti difformi da quelli imposti dalla procedura di liquidazione prevista dalla legge provochi ritardi ed il peggioramento del servizio offerto agli Assicurati.
E' quindi un fattore cruciale per un corretto avvio della procedura che l'Assicurato compili la richiesta di risarcimento, in particolare, ove possibile, la raccolta da parte dell'Assicurato della sottoscrizione di entrambi i conducenti sul 'modulo blu' da allegare alla richiesta.
Il Sinistro Passivo
Il sinistro è passivo è considerato tale quando la responsabilità del danno ricade esclusivamente sull’assicurato. Esiste ovviamente la possibilità di sinistri in regime di corresponsabilità, nella causazione dei quali abbiano concorso, con la loro condotta di guida, entrambi i conducenti. In questo caso, per lo stesso evento, si avranno due posizioni differenziate all'interno dello stesso sinistro, una attiva per i danni del proprio Assicurato, ed una passiva per il rimborso (parziale) del danno pagato dall'Impresa assicuratrice del veicolo antagonista.
Il sinistro viene gestito dall'Impresa assicuratrice del veicolo esente in tutto o in parte da colpe nella causazione del sinistro, che assume la denominazione di Impresa Gestionaria. L'Impresa assicuratrice del veicolo cui è attribuita la responsabilità del sinistro assume la denominazione di Impresa Debitrice (come nella 'vecchia' procedura CID).
L'Impresa Gestionaria, una volta liquidato il sinistro al proprio Assicurato, provvede a rivalersi nei confronti della Debitrice, attivando per l'accesso alla stanza di compensazione procedure informatiche sviluppate appositamente per regolazione contabile.
Il meccanismo è molto simile a quello da anni già in vigore con la CID. A differenza di quest'ultima però, il Risarcimento Diretto non è una procedura volontaria e facoltativa, ma è imposta dalla legge e prescinde dalla presenza di una CAI controfirmata.
Anche nel caso del sinistro passivo, è perciò sempre necessaria, ai fini di una veloce e corretta gestione del sinistro, una denuncia di sinistro chiara e completa.
Il fatto che il sinistro passivo venga istruito e liquidato dall'Impresa Gestionaria e successivamente addebitato a quella del responsabile, non modifica l'obbligo di denuncia a carico dell'Assicurato, ai sensi dell'art. 1915 del Codice Civile e a termini contrattuali.
In caso di mancata denuncia, infatti, una volta che il sinistro è stato pagato dall'Impresa Gestionaria, non vi sarà più la possibilità, da parte dell'Impresa Debitrice, di sollevare qualsivoglia eccezione, sia sul riparto delle responsabilità, sia sulla valutazione dei danni, effettuate autonomamente dall'Impresa Gestionaria, con conseguente ed inevitabile caricamento del malus sulla polizza dell'Assicurato.
E' perciò estremamente importante che l'Assicurato, anche qualora ritenga di non aver causato danni o di aver ragione, inoltri sempre e comunque alla propria Compagnia una denuncia tempestiva e completa del sinistro, utilizzando allo scopo il modulo CAI, anche qualora non abbia riportato alcun danno, né intenda richiedere alcun risarcimento.
La pronta e tempestiva attivazione dell'Assicurato, anche su richiesta dell'Impresa, permetterà una efficace gestione del sinistro nel suo complesso ed una corretta valutazione del riparto delle responsabilità.
A seguito dell'addebito all'Impresa Debitrice di un sinistro Risarcimento Diretto, oltre all'applicazione del malus, può accadere che la polizza sia gravata da franchigia, oppure che l'Assicurato voglia riscattare il sinistro al fine di evitare il malus.
Il meccanismo di compensazione previsto dalla procedura di Risarcimento Diretto preclude all'Impresa Debitrice di conoscere l'esatto importo della liquidazione effettuata dall'Impresa Gestionaria: questa informazione è considerata sensibile, e quindi riservata, dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e non viene comunicata né alle singole Imprese, né all'ANIA dal gestore della stanza di compensazione (CONSAP SpA).
Qualora l'Assicurato intenda riscattare il sinistro, si pone un problema: la propria Impresa assicuratrice, infatti, non conosce l'esatto importo del danno da rimborsare. Al fine di mantenere in vita la possibilità di riscatto, istituto favorevole agli Assicurati, è stata perciò predisposta in ambito associativo una apposita procedura.
La procedura prevede che l'Assicurato, assistito dalle Imprese e dalle reti di intermediari, richieda direttamente alla CONSAP il costo effettivo del sinistro: CONSAP riscontra la richiesta comunicando la somma liquidata. Se l'Assicurato ritiene conveniente rimborsare la somma, lo farà direttamente tramite bonifico alla CONSAP, che annullerà tutti i movimenti contabili di compensazione e permetterà all'Impresa di annullare l'applicazione del malus.
Un simile meccanismo sarà applicato in presenza di franchigia: in questo caso sarà l'Impresa a richiedere alla CONSAP il costo effettivo del sinistro, al fine di non richiedere all'Assicurato una somma non corretta, nel caso in cui il costo effettivo del sinistro sia inferiore alla franchigia stessa.