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Timestamp: 2018-09-23 05:16:36+00:00
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QUESTIONE GIUSTIZIA - Pagina tag diritto del lavoro
Articoli trovati: 42
Quale sanzione per il licenziamento tardivo? Commento alla sentenza della Cassazione n. 30985/2017 (Sez. Unite)
Attraverso l’esercizio del potere disciplinare il datore di lavoro può imporre l’esatto adempimento della prestazione, colpendo con la sanzione la condotta non conforme. Il trascorrere del tempo senza contestazioni è invece significativo di una valutazione datoriale di fiducia sull’esatto adempimento della prestazione per il futuro, senza necessità di un intervento sanzionatorio. Il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, massima sanzione disciplinare, presuppone un inadempimento talmente grave da far venire meno l’elemento fiduciario. Non vi può essere compatibilità tra l’assenza di contestazioni protratta per lungo tempo in ordine alla condotta pienamente conosciuta che si assume inadempiente e l’interesse del datore di lavoro a sanzionarla, e tanto meno tra l’assenza di contestazioni e l’elisione dell’elemento fiduciario del rapporto.
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La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
Con la sentenza n. 77 del 2018, la Corte costituzionale cancella la riforma del 2014 che limitava fortemente la possibilità di compensazione fra le parti all'esito del giudizio civile e affida al giudice, ed in particolare a quello del lavoro, uno strumento efficace di adeguamento del regolamento delle spese alle peculiarità del caso concreto.
corte costituzionaleillegittimità costituzionalediritto processuale civilediritto del lavorospese processuali
Il controllo datoriale delle comunicazioni elettroniche del lavoratore dopo la sentenza Barbulescu 2 della Cedu
La sentenza Barbulescu c. Romania del 5 settembre 2017 della Grande Camera della Corte Edu, in riforma del precedente della Camera semplice del 12 gennaio 2016, riscrive le linee fondamentali di protezione del lavoratore dal controllo datoriale sulle e-mail aziendali
cedudiritto del lavoro
Il licenziamento nullo per illiceità della causa o frode alla legge
Con la sentenza n. 687 del 4 novembre 2016, il Tribunale di Vicenza ha dichiarato la nullità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo poiché intimato in frode alla legge, ai sensi dell’art. 1344 cc, ed ha applicato la tutela reintegratoria prevista al comma 1 dell’art. 18 Statuto dei lavoratori, nel testo modificato dalla legge n. 92/2012. Il caso induce ad alcune riflessioni attorno alla novella introdotta con il d.lgs n. 23/2015 che ha elevato a regola la tutela indennitaria, escludendo del tutto la tutela reintegratoria per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. Nonostante la restrizione delle tutele così attuata, le categorie civilistiche della nullità – in particolare l’illiceità della causa – devono ritenersi operanti nella materia dei licenziamenti
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Discriminazioni per età: Cenerentola ha perso per sempre la sua scarpetta
Con l’attesa sentenza sul caso Abercrombie la Corte di giustizia Ue ha dichiarato che il contratto di lavoro intermittente – che, in base all’art. 34 d.lgs 276/2003, poteva essere concluso “in ogni caso” con soggetti di età inferiore a 25 anni – e persino la sua cessazione automatica al compimento dei 25 anni, non contrastano con la Direttiva 2000/78 e con il principio di non discriminazione per ragioni di età: la sentenza, che trascura la precedente giurisprudenza della stessa Cgue, non convince sotto vari profili
cguediritto del lavorodiscriminazionelicenziamento
Discriminazione diretta per orientamento sessuale e organizzazioni di tendenza (nota a Corte d’appello di Trento, 23 febbraio 2017)
La sentenza che si commenta, e che ha ritenuto discriminatorio per ragioni di orientamento sessuale il mancato rinnovo di un contratto a termine a un’insegnante di una scuola paritaria cattolica, prosegue la complessa opera di rivisitazione, o forse di ricostruzione, dei propri orientamenti avviata dalla giurisprudenza nazionale in ordine all’estensione e ai limiti dei divieti di discriminazione.
diritto del lavorodiscriminazione
Diritto di critica del lavoratore, suoi limiti ed esercizio, alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale. Commento alle sentenze n. 996/17 e n. 4125/2017 della Sezione Lavoro della Cassazione
di Piero Rocchetti
Il percorso interpretativo della suprema Corte in tema di diritto di critica del lavoratore nei confronti del datore di lavoro, sino a due recentissime sentenze in tema
diritto del lavorocassazione
La sottile linea tra legalità e sfruttamento nel lavoro*
Non si può pensare di risolvere i problemi della legalità del lavoro soltanto cambiando le regole: la questione è più complessa, perché lo scarto tra essere e dover essere nel mondo del lavoro interpella molti attori responsabili, compresa la giurisdizione. Se si vuole un recupero della mortificata legalità, prima delle leggi ci vogliono i comportamenti. L’applicazione della legge, nel settore del diritto del lavoro, è contagiosa, innesca cioè meccanismi virtuosi con effetti benefici non solo per i diritti soggettivi ed irrinunciabili del singolo lavoratore, ma piuttosto per l’intera filiera produttiva e per l’intera società
diritto del lavorojobs actreferendumcapolarato
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo: dalla ragione economica alla ragione organizzativa
di Giuseppe Santoro-Passarelli
La Rivista torna sulla definizione delle ragioni giustificatrici del licenziamento per giustificato motivo oggettivo dopo la sentenza n. 25201/2016
diritto del lavorolicenziamento per giustificato motivo oggettivosentenza n. 25201/16
Intermediazione e sfruttamento del lavoro. Una riforma importante, passata in sordina
Con l'introduzione della nuova fattispecie delittuosa dell'art. 603-bis cp il Legislatore ha segnato un cambio di passo rispetto alle recenti riforme che negli ultimi anni hanno segnato il mondo del lavoro con l’eliminazione della tutela reale del lavoratore e il ridimensionamento (ulteriore) dei poteri di intervento al giudice del lavoro. Ma una buona legge non basta per risultati apprezzabili
diritto del lavorocapolaratoart. 603 bis codice penaleL. 199/2016
In ricordo di Sergio Mattone
In occasione del convegno «La tutela effettiva dei diritti nel giusto processo» dedicato alla memoria di Sergio Mattone, pubblichiamo un suo articolo comparso sul n. 6 del 2006 di Questione Giustizia. Gli anni trascorsi da quello scritto non ne appannano la lucidità di visione e il coraggio delle proposte
sergio mattonediritto del lavorojobs actlegge forneroreferendum
Licenziamento collettivo e discriminazione per età
di Jennifer Michelotti
Commento alla sentenza della Corte di appello Firenze, Sezione Lavoro (6 settembre 2016). L'impiego del criterio di anzianità per delimitare l'area di eccedenza di personale in una procedura di licenziamento collettivo costituisce discriminazione
licenziamento collettivodiritto del lavoroL. n. 223/1991Cassazione n. 9348/2011diritto antidiscriminatorio
Due decisioni importanti del Comitato europeo dei diritti sociali in materia di licenziamento
Il Comitato fissa alcune condizioni per i licenziamenti e indica le tutele minime spettanti ai lavoratori illegittimamente licenziati
carta sociale europeadiritto del lavorolicenziamentocomitato europeo diritti sociali
Legge 199/2016caporalatomigrantilavoro agricolodiritto del lavoro
Il datore di lavoro e l’asso nella manica. Il licenziamento per giusta causa e la tardività della contestazione
di Maura Nardin
La non immediatezza della contestazione è vizio procedimentale che impedisce in radice l’accertamento giudiziale, ma prima ancora vizio sostanziale perché la valutazione dell’insussistenza del fatto – inteso come inadempimento non irrilevante – è contenuta nel comportamento di inerzia del datore di lavoro, cui l’ordinamento impone il dovere di reagire
diritto del lavorosentenza n. 2513/2017
Il nuovo orientamento della Cassazione sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Con la sentenza n. 25201 del 7 dicembre 2016, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo sposando, tra i due orientamenti interpretativi che si fronteggiavano, quello più incline a proteggere lo spazio della libera iniziativa economica privata, e che legittima la scelta datoriale che si sostanzia nella soppressione del posto di lavoro
I limiti al potere di controllo del datore di lavoro sulle condotte del lavoratore. Commento alle sentenze n.22662/16 e 22213/16 della Cassazione
Pur in casi regolati dalle norme precedenti il Jobs act, la Cassazione amplia l’ambito della potestà di controllo del datore di lavoro, autorizzando controlli difensivi a tutela del patrimonio aziendale oltre i limiti dello Statuto dei lavoratori (art. 4) e precisando che il superamento del limite del rispetto della dignità e della riservatezza del lavoratore deve essere risultato di specifica attività istruttoria
jobs actsentenza n. 22662sentenza n. 22213diritto del lavoro
La valutazione del giudice e il licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Commento a Cass., Sez. Lavoro, n. 23620/2015
licenziamento per giustificato motivo oggettivorito fornerodiritto del lavoro
Discriminazione e motivo illecito determinante
Nota alla sentenza della corte di Cassazione, sezione lavoro, del 18 dicembre 2015, n. 6575/2016: la condotta discriminatoria è idonea di per sé sola a determinare la nullità del licenziamento
licenziamento discriminatoriodiritto del lavoro
La nuova disciplina dei licenziamenti e le categorie del diritto civile. Una nuova stagione per il diritto del lavoro?
Commento a Corte appello Firenze 2 luglio 2015, RG 322/15, est. Bronzini
FORUM / GIUSTIZIA DEL LAVORO (5/5): L'avvocato, il cliente, il giudice e il processo
di Chiara Coppetta Calzavara
La quinta puntata del forum dedicato alla giustizia del lavoro
forum giustizia del lavorodiritto del lavororito fornero
Qualche nota preliminare sullo schema di riforma dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori
di Maria Giovanna Greco
In attesa del testo approvato, si può già dire che si delinea una disciplina molto meno garantista per i lavoratori e poco rispettosa della loro privacy
jobs actdiritto del lavoro
FORUM / GIUSTIZIA DEL LAVORO (4/5): L'avvocato, il cliente, il giudice e il processo
di Antonio Viscomi
La quarta puntata del forum dedicato alla giustizia del lavoro