Source: https://www.life.it/1/autovelox-multe-tutte-nulle/
Timestamp: 2019-04-22 14:17:43+00:00
Document Index: 166174629

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 45', 'art. 142', 'art. 345', 'art. 142', 'art. 345', 'art. 192']

Autovelox: multe tutte nulle | Life
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Per l’esperto trevigiano autovelox (così come etilometri, photored, telelaser, ecc.) non hanno segreti. Marcon è riuscito a scovare i limiti costruttivi di ogni apparecchiatura e da anni ha ingaggiato una grande battaglia per provare definitivamente l’inattendibilità di tali strumenti, finita anche in tv su Le Iene per l’autovelox e su Report per l’inaffidabilità degli etilometri.
Nella sua relazione, sotto allegata, che ha contribuito all’emanazione di molte sentenze a favore degli utenti, Marcon parte dall’importante presupposto che nessun autovelox è attendibile e non è in grado di emettere dati certi.
“Ogni strumentazione elettronica, ha dei limiti strutturali, come gli autovelox.
La componentistica varia le sue caratteristiche a causa dell’umidità, temperatura, polvere, raggi del sole, campi magnetici, vibrazioni ed ogni altro agente atmosferico.
Qualsiasi tecnico conoscitore della materia è ben a conoscenza di queste alterazioni, le quali vengono “aggiustate”, attraverso la manipolazione del software pur di ottenere un dato empirico.
L’umidità altera il rilevato allo stesso livello della temperatura, variando in continuazione la situazione, diverse case costruttrici ne prescrivono il non utilizzo con umidità superiore alla media, con la pioggia, neve, nebbia, tutti quei fattori ambientali ostili all’emissione di raggi, onde elettromagnetiche, sensori di rilievo.
Tutti questi fattori basati sull’umidità, fanno variare e interferiscono sui vari sensori, emettendo dati non reali, i quali vengono manipolati attraverso il software per dimostrare risultati non reali.
Le vibrazioni sono uno degli elementi più importanti nell’alterazione dei rilievi.
Per questo ogni tanto emergono attraverso la stampa rilievi strampalati, purtroppo sfuggiti al controllo automatico del sistema e di chi avrebbe l’obbligo di controllare il rilevato!?
Attraverso un esperimento giudiziale presso la Marina Militare, con strumentazione militare di alto livello e precisione, abbiamo potuto verificare come le vibrazioni vanno a interferire sui dati, deformando o spostando gli oggetti, a occhio nudo o con telecamere. Gli oggetti sembravano una armonica fino 15 cm, verificabili solo con strumenti militari ad alta sensibilità. Tutto questo non viene rilevato nella norma, anzi si suppone!”.
“Ogni strumentazione commerciabile nella Comunità Europea, deve corrispondere a determinate caratteristiche le quali devono essere certificate e omologate da Enti preposti dallo Stato a garanzia del consumatore.
La maggior parte degli autovelox vengono costruiti in Italia, i costruttori, lungi da far verificare e certificare, secondo il sottoscritto, non supererebbero l’esame, dovendo depositare anche il software di gestione dello strumento per essere verificato e omologato.
È il software il cuore cardine dello strumento e con il quale si può gestire e manipolare ogni parte di quell’hardware (ferraglia), per questo il software deve essere omologato e verificato di quali istruzioni contiene per la gestione dell’hardware.
In una perizia giudiziale, è emerso che uno strumento di rilevazione, attraverso la gestione del software, modificava gli errori: fino al 31simo errore lo trasformava in positivo (cioè, l’errore “spariva”) solamente il 32esimo errore veniva considerato errore.
Il sottoscritto, progettando sistemi per la sicurezza attiva in prevenzione, si scontra continuamente con questi problemi, attraverso gli algoritmi si procede a eliminare questi errori, utili per la prevenzione non per la repressione e per far cassa a danno dell’ignaro utente”.
“È opportuno riflettere, il software deve essere omologato come previsto dalle Norme OILM D31.
Come deve essere omologato lo strumento fine a sé stesso (l’hardware) come prestabilito dalle Norme, Direttive Europee e Nazionali in base all’art. 117 della Carta Costituzionale.
Così, si potranno avere tutte le prescrizioni all’uso, comprese le manutenzioni periodiche, verifiche primitive e periodiche, poi ogni variazione deve essere comunicata all’organo verificatore.
Parliamo della Tutela del Consumatore, il quale non deve essere un bancomat a disposizione delle varie amministrazioni pubbliche”.
Nessun apparecchio avrebbe mai ottenuto l’omologazione. Perché?
“Gli strumenti non sono omologati, detengono solamente una DD (Determina Dirigenziale), la quale approva lo strumento avere i requisiti minimi per essere utilizzato in conformità al codice della strada.
I dispositivi e i sistemi impiegati nell’accertamento delle violazioni dei limiti massimi dì velocità sono soggetti ad approvazione del prototipo ai sensi dell’articolo 45, comma 6, del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada”.
Comma 6. Nel regolamento sono precisati i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e tutti gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonché quelli atti all’accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, ed i materiali che per la loro fabbricazione e diffusione sono soggetti all’approvazione od omologazione da parte del Ministero dei lavori pubblici, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione.
2. Le singole apparecchiature devono essere approvate dal Ministero dei lavori pubblici. In sede di approvazione è disposto che per gli accertamenti della velocità, qualunque sia l’apparecchiatura utilizzata, al valore rilevato sia applicata una riduzione pari al 5% con un minimo di 5 km/h nella riduzione è compresa anche la tolleranza strumentale. Non possono essere impiegate, per l’accertamento dell’osservanza dei limiti di velocità, apparecchiature con tolleranza strumentale superiore al 5%.
Come funziona l’omologazione
“Come il cronotachigrafo, strumento e software sono omologati dal Mise, unico Ente preposto, il MIT non ha titolo. Lo stesso Autovelox deve essere omologato dal Mise, essendo un misuratore di velocità (spazio/tempo).
Nella relazione specifico l’iter per omologare e approvare, lo stesso CDS ne dà specifiche esaustive, basta non confondere il sacro e il profano!?
Una volta ottenuta l’omologazione, ogni singolo esemplare deve essere approvato per determinare il numero di serie per essere commercializzato.
Il grafico allegato nella relazione ne indica il percorso in conformità di legge per ottenere l’approvazione del prototipo (art. 45 comma 6 reg.), l’omologazione del prototipo e del software (art. 142 comma 6) e l’approvazione di ogni singolo esemplare (art. 345 comma 2 reg.).
Ogni strumento privo di omologazione (art. 142 comma 6) e approvazione (art. 345 comma 2 reg) deve essere ritirato (art. 192 comma 6 reg.)”.
Altra nota dolente, verifica e taratura, senza le quali la Consulta ha dichiarato che le multe elevate con gli autovelox sono nulle. Secondo lei gli apparecchi non sono correttamente “tarati”?
“Dopo oltre 40 anni di attività tecnica, avendo operato come tecnico per multinazionali, ho dovuto spesso trovarmi in situazioni spiacevoli causate dall’imperizia delle società nel business economico che scaricano sull’utente la scarsa qualità dei prodotti finali.
La taratura è l’elemento principale per ottenere un risultato corretto, purché non venga realizzata per nascondere i problemi hardware come accade negli strumenti sanzionatori, dove i costruttori, certi dell’interesse dell’utilizzatore, sono i controllori del controllato.
Porto un esempio banale, come il “diesel gate”. Sulla carta tutto regolare, ma la realtà è totalmente diversa. Lo stesso è per tutte le sanzionatrici, che ho battezzate “autovelox gate”. Sulla carta regolari: gli errori, la deriva, spariscono attraverso la manipolazione del software.
L’esperimento giudiziale
In due ore sono transitati circa 4000 veicoli, due autovelox hanno rilevato complessivamente 21 e 68 veicoli, il terzo essendo il comune parte in causa ha declinato al Giudice l’esibizione del flusso veicolare rilevato.
Ora, dobbiamo chiederci, com’è possibile un tale errore del rilevato?
L’esperimento giudiziale, ha fatto emergere le gravi deficienze di questi sistemi di rilievo: l’errore previsto dal CDS è max del 5%, l’esperimento ha dimostrato un errore superiore al 5000%”.
“Tutte le sanzionatrici attualmente in commercio dovrebbero essere ritirate dal loro funzionamento e non potrebbero essere commercializzate, essendo prive delle prescritte omologazioni, approvazioni, utilizzate impropriamente e in difformità del CDS, prive di vere tarature, manutenzioni e verifiche periodiche.
Concludo con una metafora: un’accurata statistica applicata ai bikini mostra che ciò che si riesce a vedere è molto interessante, ma ciò che viene nascosto è veramente fondamentale!”.
Tratto da https://www.studiocataldi.it/articoli/32893-autovelox-multe-tutte-nulle.asp
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