Source: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1166.htm
Timestamp: 2018-01-19 03:33:47+00:00
Document Index: 48139323

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art. 162', 'sentenza ', 'art. 173', 'art. 173', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 22']

documento 1166/2008
Tribunale di Mondovì 13 febbraio 2008 – Pres. R. Magrì, Est. P. G. Demarchi
Per far luogo alla dichiarazione d'ufficio del fallimento, quale conseguenza, normativamente sancita, dell'inammissibilità del concordato preventivo per mancato deposito della somma occorrente per la procedura (art. 163, comma 2, l. fall.), non è necessario procedere ad una nuova convocazione del debitore, già sentito nella fase di esame della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo ex art. 162 l. fall. (nel testo risultante dalla sentenza della Corte cost. n. 110 del 27 giugno 1972) perché egli, nell'essere ammesso al concordato si assoggetta consapevolmente alle conseguenze che ne derivano, tra cui la dichiarazione di fallimento, se ricorrono i presupposti di legge. (fb)
La revoca ex art. 173 l. fall. dell’ammissione al concordato preventivo il cui procedimento sia iniziato dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 5/2006 è regolata dall’art. 173 nella formulazione vigente sino al 31.12.2007, in quanto l’art. 22 del d.lgs. 169/2007 dispone che le norme del correttivo si applicano solo “..alle procedure concorsuali aperte successivamente alla sua entrata in vigore [1 gennaio 2008]”. La conseguente sentenza di fallimento e il relativo procedimento sono invece regolati dalla normativa risultante dall’ultima modifica, posto che lo stesso art. 22 d.lgs. 169/2007 dispone che le norme del correttivo si applicano “..ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data della sua entrata in vigore”. (fb)
Dott. P.G. Demarchi dr. Rodolfo Magrì