Source: http://forum.salentovirtuale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1774&whichpage=1
Timestamp: 2019-12-09 19:48:34+00:00
Document Index: 123359394

Matched Legal Cases: ['art.182', 'art. 208', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 49', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 51', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 1', 'art. 208', 'art. 210', 'art. 208']

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Spedito - 11/07/2008 : 11:08:07
Vi ringrazio in anticipo per l’attenzione prestata a questo documento.
Se l’ho scritto, se mi sono affannato per reperire le informazioni che vi compaiono, è stato solo per un’esigenza di informazione, di chiarezza, di trasparenza, di cui la società civile ha bisogno.
In questo caso ne aveva bisogno la comunità di Gallipoli, in particolare, quelle persone che hanno a cuore il bene comune.
Mi firmerò “giornalista virtuale”, in quanto non sono giornalista, non ho l’ombra di un tesserino, non ho un giornale che mi pubblicherà. Ho agito solo cercando la verità sulla “res publica”, quindi su qualcosa che riguarda anche me. Forse, ma lo dico molto umilmente, avrò dato anche una lezione a chi, anche per professione, dovrebbe fare ogni giorno quello che ho fatto io, ma per convenienza, per codardia, per incompetenza non lo fa.
Paese: USA ~ Invii: 12 ~ Membro da: 04/07/2008 ~ UltimaVisita: 15/07/2008 -> Moderatore
Spedito - 11/07/2008 : 11:08:39
L’ecocentro di Gallipoli – l’iter autorizzativo – dal “Giornalista Virtuale”
Vorrei partire dalla prima domanda che mi sono posto: cos’è un ecocentro?
Nelle varie citazioni, sottolineerò anche le indicazioni sulla collocazione “tipo” di questi centri di raccolta rifiuti , problema“chiave” dell’ecocentro di Gallipoli.
Questa la definizione di Corrado Carruba (Avvocato in Roma, CEAG di Legambiente) ed Emanuele Quadraccia del 03 gennaio 2008:
“ISOLE ECOLOGICHE CON GESTIONE ECOCENTRI aree attrezzate di conferimento
denominate Isole ecologiche con pre – trattamento o gestione, anche dette, per usare la terminologia del Piano di Gestione Rifiuti della Regione Lazio (anno 2002), o, ancora, del Piano degli interventi di Emergenza, anch’esso della Regione Lazio – Commissariato di Governo per l’Emergenza Rifiuti ed anch’esso del 2002, “ ecocentri”[2]. Trattasi sempre di strutture custodite ed accessibili da parte dell’utenza o da parte delle ditte incaricate ad orari prestabiliti, finalizzate alla raccolta di frazioni omogenee di rifiuti ove, [..] oltre al conferimento sempre possibile al pari di un’isola ecologica semplice, si effettuano o si possono effettuare altresì operazione semplici di gestione quali ad esempio cernita, smontaggio, recupero di parti, ecc. L’ecocentro, è quindi un centro di stoccaggio, complementare agli altri servizi di raccolta, che può assumere l’identità di messa in riserva nel caso in cui i rifiuti siano destinati ad operazioni di recupero, oppure, di deposito preliminare nel
caso i rifiuti siano destinati allo smaltimento. Presso tale deposito i rifiuti solidi urbani, conferiti dagli utenti o dal gestore e versati in contenitori appositamente predisposti dallo stesso organo gestorio, vengono quindi, per così dire, “organizzati e manipolati” (o, eventualmente, ceduti a terzi
sotto forma di singole frazioni merceologiche). Di palmare importanza risulta lo studio della corretta ubicazione di tali impianti attrezzati. L’ecocentro dovrà essere di norma collocato in zone periferiche ma di facile accessibilità automobilistica; tale area sarà inoltre ben segnalata e necessiterà di superfici adeguatamente ampie e predisposte di rampe accessibili ad automezzi anche di dimensioni medio-grandi”
Da questa definizione, quindi, mi sono fatto l’idea che l’ecocentro è essenzialmente un servizio in più per i cittadini che vogliano effettuare la raccolta differenziata e vogliono smaltire tipi di rifiuti diversi –vedi oltre- dalle tipologie classiche (vetro, plastica, carta) che vengono differenziate. Un servizio utile.
Spedito - 11/07/2008 : 11:09:19
E ora, una lunga parentesi giuridica. Qual è la normativa a cui è soggetta la realizzazione degli ecocentri? Sono due le discipline che interessano gli ecocentri, il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152; successivamente, è subentrato il Dm Ambiente 8 aprile 2008 (Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183, comma 1, lettera cc) del d. lgs. 152/06) pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 28 aprile 2008, n. 99.
Nel DLg del 2006 l’art.182 (comma 3) dava delle linee guida sulla “ratio”degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti:
“3. Lo smaltimento dei rifiuti è attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento, attraverso le migliori tecniche disponibili e tenuto conto del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di:
L’art. 208 parlava invece delle autorizzazioni:
1. I soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, anche pericolosi, devono presentare apposita domanda alla regione competente per territorio, allegando il progetto definitivo dell'impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute di sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica. [..]
3. Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1, la regione individua il responsabile del procedimento e convoca apposita conferenza di servizi cui partecipano i responsabili degli uffici regionali competenti e i rappresentanti delle Autorità d'ambito e degli enti locali interessati. Alla conferenza è invitato a partecipare, con preavviso di almeno venti giorni, anche il richiedente l'autorizzazione o un suo rappresentante al fine di acquisire documenti, informazioni e chiarimenti. La documentazione di cui al comma 1 è inviata ai componenti della conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione; in caso di decisione a maggioranza, la delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza.
4. Entro novanta giorni dalla sua convocazione, la Conferenza di servizi:
5. Per l'istruttoria tecnica della domanda le regioni possono avvalersi delle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente.
6. Entro trenta giorni dal ricevimento delle conclusioni della conferenza di servizi e sulla base delle risultanze della stessa, la regione, in caso di valutazione positiva, approva il progetto e autorizza la realizzazione e la gestione dell'impianto. L'approvazione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori.
In parole povere (sino a due mesi) fa era decisivo il via libera della regione e, in precedenza la convocazione della conferenza dei servizi, in cui il progettista doveva avere in tasca il progetto, anche in base alle disposizioni vigenti in materia urbanistica, (quindi parere tecnico del Comune rispetto al piano regolatore), alle disposizione di tutela ambientale,(parere dell’ARPA) di salute di sicurezza sul lavoro (ufficio SPESAL dell’asl) e di igiene pubblica (ufficio SISP dell’asl). Restava il fatto che l’approvazione della regione poteva prevalere su qualsiasi parere negativo (e costituire anche variante diretta del piano regolatore!!).
Poi, dicevamo, salta fuori il nuovo decreto ministeriale dell’8 aprile; con esso viene stravolta completamente la modalità autorizzativa (articolo 2 comma 1-2):
1. La realizzazione dei centri di raccolta di cui all'art. 1 è approvata dal Comune
territorialmente competente ai sensi della normativa vigente.
2. I centri di raccolta di cui all'art. 1 sono allestiti e gestiti in conformità alle disposizioni di
cui all'allegato I, che costituisce parte integrante del presente decreto.
Quindi cambia il soggetto che emette il giudizio ultimo: comune invece di regione. Facendo un rapido giro su internet scopro che si è trattato di un decreto finalizzato ad appianare una situazione nazionale quantomai variegata, in quanto alcune regioni avevano deliberato la non necessità di autorizzazioni per gli ecocentri, e per questo erano state anche condannate dalla Cassazione; poi, c’erano regioni in cui non erano state prese decisioni ufficiali e l'interpretazione della norma era assunta da chi costruiva l'ecocentro; il progettista poi, decideva se chiedere o no l'autorizzazione, in accordo con la regione o la Provincia competente.
Per quanto riguarda la regione Puglia, sono venuto a conoscenza di almeno due casi (Galatone e Carmiano) in cui questa conferenza delle regioni si è svolta. Ma di questo parleremo dopo.
Tornando all’DM di aprile, diamo un’occhiata all’allegato I, che parla di:
Ubicazione del centro di raccolta
1.1. Il centro di raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento
urbano per facilitare l'accesso degli utenti.
1.2. l sito prescelto deve avere viabilità adeguata per consentire l'accesso sia alle autovetture
o piccoli mezzi degli utenti, sia ai mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero
e/o smaltimento.
Vorrei sottolineare qui il fatto che si parli solo di viabilità adeguata e di accessibilità, cioè di un servizio di facile fruibilità per la cittadinanza, quindi né di periferia (come diceva Carruba a Gennaio) , né di aree industriali, come recitava una vecchia linea guida della provincia di Lecce del 2002, di cui vi sottopongo uno stralcio (ci tornerà utile!) : “gli ecocentri, invece, dovrebbero essere collocati nei pressi degli agglomerati che producono le più rilevanti quantità di rifiuti, privilegiando le aree a vocazione produttiva non occupate, in modo da consentire anche la raccolta dei rifiuti industriali, obbligatoriamente differenziati” (http://digidownload.libero.it/geopoli/SALENTO-DOSSIER.PDF ECOCENTRI).
Spedito - 11/07/2008 : 11:10:01
Bisogna anche aprire una parentesi per specificare la tipologia dei rifiuti che si prevede possano essere raccolti nell’ecocentro e le modalità tecniche con cui saranno raccolti e stoccati; anche in questo caso ci viene in aiuto l’allegato I del DM di Aprile:
4.1. I rifiuti conferiti al centro di raccolta, a seguito dell'esame visivo effettuato dall'addetto,
devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, attraverso
l'individuazione delle loro caratteristiche e delle diverse tipologie e frazioni merceologiche,
separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi e quelli da avviare a
recupero da quelli destinati allo smaltimento.
4.2. Potranno essere conferite le seguenti tipologie di rifiuti:
1. imballaggi in carta e cartone (codice CER 15 01 01)
2. imballaggi in plastica (codice CER 15 01 02)
3. imballaggi in legno (codice CER 15 01 03)
4. imballaggi in metallo (codice CER 15 01 04)
5. imballaggi in materiali misti (CER 15 01 06)
6. imballaggi in vetro (codice CER 15 01 07)
7. contenitori T/FC (codice CER 15 01 10* e 15 01 11*)
8. rifiuti di carta e cartone (codice CER 20 01 01)
9. rifiuti in vetro (codice CER 20 01 02)
10. frazione organica umida (codice CER 20 01 08 e 20 03 02)
11. abiti e prodotti tessili (codice CER 20 01 10 e 20 01 11)
12. solventi (codice CER 20 01 13*)
13. acidi (codice CER 20 01 14*)
14. sostanze alcaline (codice CER 20 01 15*)
15. prodotti fotochimici (20 01 17*)
16. pesticidi (CER 20 01 19*)
17. tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio (codice CER 20 01 21)
18. rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (codice CER 20 01 23*, 20 01 35* e 20
01 36)
19. oli e grassi commestibili (codice CER 20 01 25)
20. oli e grassi diversi da quelli al punto precedente, ad esempio oli minerali esausti (codice
CER 20 01 26*)
21. vernici, inchiostri, adesivi e resine (codice CER 20 01 27* e 20 01 28)
22. detergenti contenenti sostanze pericolose (codice CER 20 01 29*)
23. detergenti diversi da quelli al punto precedente (codice CER 20 01 30)
24. farmaci (codice CER 20 01 31* e 20 01 32)
25. batterie e accumulatori al piombo derivanti dalla manutenzione dei veicoli ad uso privato,
effettuata in proprio dalle utenze domestiche (codice CER 20 01 33*, 20 01 34)
26. rifiuti legnosi (codice CER 20 01 37* e 20 01 38)
27. rifiuti plastici (codice CER 20 01 39)
28. rifiuti metallici (codice CER 20 01 40)
29. sfalci e potature (codice CER 20 02 01)
30. ingombranti (codice CER 20 03 07)
31. cartucce toner esaurite (20 03 99)
32. rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il
disposto di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, e successive modifiche.
4.3. Il centro deve garantire:
a. la presenza di personale qualificato ed adeguatamente addestrato nel gestire le diverse
tipologie di rifiuti conferibili, nonché sulla sicurezza e sulle procedure di emergenza in caso di
b. la sorveglianza durante le ore di apertura.
5.1. Il deposito dei rifiuti per tipologie omogenee deve essere realizzato secondo modalità
appropriate e in condizioni di sicurezza; in particolare, fatte salve eventuali riduzioni
volumetriche effettuate su rifiuti solidi non pericolosi per ottimizzarne il trasporto il deposito
dei rifiuti recuperabili non deve modificarne le caratteristiche, compromettendone il successivo
Per la restante lettura, vi rimando al link: http://www.registroaee.it/download.aspx/documenti/104/D.M.%208%20aprile%202008.pdf
Spedito - 11/07/2008 : 11:10:35
Fatta questa lunga premessa, passiamo al caso “ecocentro” della nostra Gallipoli.
Il primo “protagonista” ad entrare in scena è il Consorzio ATO Le/2 (che è il consorzio per la gestione dei rifiuti urbani
del bacino Le/2 in cui è incluso anche il Comune di Gallipoli, http://www.atolecce2.it/ ); l’ATO Le/2, che ha sede nel comune di Botrugno, ha progettato l'ecocentro, deve avviare l’iter autorizzativo, e si fa carico economicamente del progetto, anzi, non esattamente. Il consorzio è finanziato dai fondi del P.O.R. (Programma Operativo della Regione Puglia 2000-2006).
Il 07/12/2007, quindi, l’Ato pubblica il bando per la realizzazione di diversi ecocentri sparsi per tutta la provincia, nell’ambito di competenza del consorzio stesso (Carpignano Salentino, Collepasso, Corigliano d’Otranto, Gallipoli, Maglie, Minervino di Lecce, Poggiardo e Supersano); il bando scadeva il 03/01/2008 (il testo è disponibile all’indirizzo www.atolecce2.it).
Il responsabile del procedimento è l’architetto Fernando Buonocuore.
Del risultato di quel bando di gara non mi sarà dato sapere, nelle tante telefonate fatte al consorzio, ma questo del resto risulterà un dato marginale.
Passiamo ora al comune di Gallipoli.
Il 13/03/08 (delibera n.75), il commissario straordinario al comune di Gallipoli, dott. Angelo Trovato, delibera l’approvazione del progetto esecutivo dell’ecocentro. Del testo integrale, disponibile sul sito del comune (www.comune.gallipoli.le.it), vorrei qui sottolineare diversi aspetti: l’ubicazione, che nel piano regolatore è ”tipizzata come F1.4-”Verde attrezzato” ed
F2.8-”Attrezzature per fiere e mercati settimanali” dal vigente P.R.G, ed è l’area recintata tra le vie Pavia, Spoleto e Imperia”; il fatto che l’architetto Buonocuore “con propria nota prot.661
del 20.11.2007 ha trasmesso la progettazione esecutiva dell'”ecocentro” perchè essa
venga approvata in tempi brevi” (sono invece passati già 4 mesi!); infine, il fatto che sulla delibera è esplicitato (come atto dovuto del resto) che “Il sottoscritto Responsabile del Servizio, (Ing. Cataldi Giuseppe, n.d.r), in conformità all'art. 49 del D. Lg. 267/2000
esprime parere favorevole sulla regolarità tecnica della proposta”. Il parere tecnico del comune e dell’ingegnere è del 26/02.
La delibera, però, chissà perché, passa taciuta per oltre un mese e solo in piena campagna elettorale, il 03/04/2008 su lecceprima.it –http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=7282 - e negli stessi giorni sui quotidiani cartacei, scoppia la “bubbola” ecocentro: gli abitanti della zona alla sola parola tremano, i candidati sindaci di tutte le fazioni si apprestano ad esseri i primi “scaricatori” dell’ecocentro.
Per comodità citerò i comunicati stampa dei due candidati che finiranno poi al ballottaggio (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=7348 e http://www.lecceprima.it/img/10824/Comunicato%20Stampa%20candidato%20sindaco%20Giuseppe%20Venneri.doc). Schirosi (PD, Sinistra Arcobaleno, Lista civica): :
“La deliberazione adottata dal Commissario prefettizio circa la realizzazione del cosiddetto ‘ecocentro’, da ubicare in via Pavia, in pieno centro urbano e a due passi da civili abitazioni, uffici, scuole e nel bel mezzo del mercato settimanale, appare obiettivamente come una leggerezza, un atto non ben ponderato. [..] Chiediamo al dottor Trovato, quindi, di
sospendere immediatamente gli effetti di quell’atto deliberativo, lasciando alla Amministrazione che si insedierà tra poche settimane, il compito di meglio valutare l’intera questione, con l’impegno da parte nostra, ad individuare un nuovo sito presso cui aprire l’ecocentro”.
Il neosindaco Venneri (PDL, Lista civica) ci andava giù più duro:
“La recente decisione assunta dal commissario straordinario Angelo Trovato sulla realizzazione di un Ecocentro per la raccolta differenziata è scelta assai apprezzabile per la finalità che si intende realizzare, ma totalmente fuoriposto e scellerata per le modalità con cui la si viene a realizzare. [..]Tuttavia trovo a dir poco assurda l’idea di posizionare tale impianto in [..]in pieno centro abitato, in una zona densamente popolata e a due passi da una scuola comunale e dalla palazzina municipale. [..] i residenti della zona hanno il diritto di non vedersi orbati da una convivenza per nulla accettabile anche perché, dalla lettura della delibera di riferimento (la n° 75 dello scorso 13 marzo), tale Ecocentro dovrebbe ospitare addirittura “rifiuti per i quali è vietato lo smaltimento in una normale discarica” [..]Per questo ricorreremo presso gli organi competenti perché il macigno di sostanze inquinanti non ricada sulle teste dei residenti di quella zona”.
Mi sembra chiaro che per i due candidati risultava inaccetabile la vicinanza con le case, allarmati probabilmente nell’immaginare in quel quadrato di terra una neo-discarica piuttosto che un nuovo centro strutturato di raccolta differenziata. Ma queste sono solo illazioni! Mi sembra decisamente più serio, invece, sottolineare come da un lato venga criticato l’aspetto tecnico dell’ubicazione, senza per questo che venga criticata la persona che ha dato quel placet tecnico, ossia l’ing.Cataldi.
Queste invece le opinioni del forum salentovirtuale.com (http://forum.salentovirtuale.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1623), che considero un po’ il “vox populi”: l’ecocentro anche qui raccoglie un coro di no, eccetto qualche eccezione; la sensazione prevalente è quella di dover combattere una crociata anti-rifiuti, un po’ come quelle degli abitanti dei comuni campani, che riempiono le pagine dei giornali.
La vicenda infiamma i comizi per alcuni giorni, poi il tormentone ecocentro, così com’era iniziato, termina. L’opinione pubblica si assopisce.
Dopo il turno di ballottaggio del 28/04, Venneri diventa il nuovo sindaco di Gallipoli.
Nel frattempo l’iter di realizzazione dell’ecocentro sarà pure andato avanti, dalla delibera del 13/03, dal bando dell’Ato di Gennaio!
Spedito - 11/07/2008 : 11:11:15
Qui comincia il mio tran-tran telefonico, alla ricerca di notizie. Siamo in Giugno. La mia ricerca inizialmente si orientava su due potenziali fonti di informazioni: l’Ato Le/2 e la Regione Puglia, in quanto finanziatrice e organo che decide sull’autorizzazione, almeno sino all’8 aprile, o meglio, sino ai 15 giorni successivi alla pubblicazione su Gazzetta Ufficiale - 28 aprile 2008- del DM con il nuovo regolamento sugli ecocentri, che passa quella responsabilità ai comuni, come abbiamo letto in precedenza.
Teniamo presente quel limite di separazione normativo: prima del DM (28 aprile più quindici giorni, uguale 13 maggio), l’autorizzazione la sancisce la regione (DLgs 152/06), dopo, quindi dopo il 13 maggio, il comune.
Per quanto riguarda la regione il mio “percorso telefonico” si è indirizzato verso il numero di Luciana Meschini, che è la responsabile della misura 1.8 - Miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti- del POR Puglia 2000-2006- settore ecologia. http://www.regione.puglia.it/porpuglia/index_it.php?id=0|0|7|0&id_user=lucianam
Pensavo: chi meglio di lei a livello regionale si può interessare del finanziamento dell’ecocentro e quindi del suo iter realizzativo! In realtà in gran parte mi sbagliavo. Infatti, non ho mai avuto la fortuna di parlare con la signora Meschini, in due settimane di tentativi; piuttosto, ho parlato spesso con una certa dott. Buono (almeno così mi è parso di capire), che dopo avermi rimandato per più giorni, alla fine pronunciava alcune parole sul caso Gallipoli: “è stata approvata la determina del progetto esecutivo” e che quindi “il 33% dei fondi per quel progetto sono stati erogati”. Quindi le chiedevo se sapesse nulla circa le autorizzazioni ottenute per l’ecocentro, ma su questo non mi sapeva rispondere, “chieda al suo consorzio!”, ribadiva. Infine, le chiedevo, alla luce dei finanziamenti erogati, se per i responsabili del POR “è come se i lavori fossero già cominciati”: la sua risposta era “sì”. La telefonata risale al 30/06.
Passiamo al capitolo consorzio. Anche qui la mia “inchiesta” telefonica si è snodata su oltre tre settimane, durante le quali ho avuto il tempo di familiarizzare con il centralista dell’Ato Le/2, la cui sede coincide precisamente con quella del comune di Botrugno (creando ancora più caos informativo). Più volte mi veniva detto che le persone idoneee a parlare con me erano due figure fantomatiche, il “segretario” e il “consigliere comunale”, fantomatiche in quanto non parlerò mai con loro. Invece, un giorno mi veniva passato il gentile ragioniere Leuzzi, che mi ha dato la possibilità di contattare il responsabile del procedimento, Buonocuore, e uno degli ingegneri responsabili del progetto, Bandello.
Nella telefonata con Buonocuore saltavano fuori notizie interessanti, oltre alla grande impazienza dell’architetto. Alla mia domanda generica: “cosa mi può dire della vicenda ecocentro a partire dal bando di gennaio” si dimostrava poco propenso a raccontare, alla mia domanda più diretta “l’ecocentro si fa o non si fa? Sono pronte le autorizzazioni?”, l’architetto era esplicito: è stata fatta una conferenza dei servizi presso la provincia per l’autorizzazione degli 8 ecocentri previsti (per il bando di cui parlavamo); per l’ecocentro di Gallipoli l’ASL Le/2 (attuale ASL Lecce area sud) ha espresso parere negativo, un parere dettato dalla collocazione dell’ecocentro. “Ma quando si è svolta questa conferenza dei servizi, prima o dopo dell’8 aprile?”. L’architetto non lo sapeva. “E gli altri componenti della conferenza, come si sono espressi? Era presente il comune di Gallipoli?” Domande a cui l’architetto non mi rispondeva. Mi invitava infine a fare richiesta scritta di tali informazioni. O di rivolgermi all’Asl per saperne di più sul loro parere.
E’ sempre il 30/06.
Vorrei sottolineare l’informazione che la conferenza si è tenuta presso la provincia di Lecce, un “uso” a quanto pare consolidato, dato che l’avevo potuto riscontrare nel caso dell’iter di realizzazione dell’ecocentro di Galatone.
Curiosità: nel verbale della conferenza dei servizi del 12/11/07 per l’approvazione dell’ecocentro galatonese, si legge che era assente il delegato al Settore ecologia della Regione Puglia (non sarà sempre la “latitante” Meschini??) e per quel motivo si diceva che la Provincia avrebbe provveduto “ad un ulteriore sollecito di chiarimenti,fissando un termine utile oltre il quale,in assenza di riscontro,sarà legittimata al rilascio della autorizzazione.”
Altra curiosità: da quel momento anche su quell’ecocentro è calato il silenzio informativo e Galatone attualmente non ha un ecocentro. (www.sinistraalternativa.splinder.com)
Vista la riluttanza di Buonocuore, mi sono rivolto all’ing.Bandello. (01/07). L’ingegnere, dopo essersi fatto premura di spiegarmi che lui entrava nella vicenda solo in qualità di progettista e che poteva esprimere nel merito solo un parere tecnico, mi spiegava che l’ASL effettivamente ha espresso parere negativo, e il problema della collocazione era dovuto alla vicinanza con le case. L’ingegnere, poi, mi sottolineava come il recente decreto dell’8 Aprile specificasse il requisito dell’accessibilità dell’utenza all’ecocentro (anzi, Bandello è più esplicito: “il nuovo DM dice che deve essere vicino alle case!”); per questo, il parere dell’ASL gli sembra alquanto contraddittorio con tale decreto.
A questo punto, però, non capivo perché dovesse saltar fuori il nuovo DM e cosa c’entrasse con la conferenza dei servizi. Bisognava capire quando questa conferenza si era svolta. Era sempre all’interno delle norme del Dlg 152/06?
Sfortunatamente, Bandello, non me lo sapeva dire, non era lui il delegato dell’Ato fisicamente presente il giorno in cui è stata svolta. “Che ci fosse invece Buonocuore?”, rimurginai.
Però, l’ingegnere mi aveva dato un’informazione che in seguito sarebbe stata fondamentale: sin quando era in vigore il DLgs 152/06, la Provincia aveva ottenuto la delega dalla Regione per autorizzare gli ecocentri.
Ciò chiaramente si discosta con il “caso galatonese” sopra esposto, ma questa delega potrebbe essere saltata fuori temporalmente dopo; d’altronde, abbiamo pure visto “l’ aspirazione ad autorizzare” da parte della provincia...Che la provincia abbia fatto il grande passo!?
Bandello, inoltre, continuava a parlarmi del nuovo DM, secondo il quale l’interlocutore dell’Ato diventava naturalmente il comune, che però ovviamente non poteva fare di testa sua, ma doveva sempre interloquire con coloro che costituivano la conferenza (ARPA, uffici dell’Asl). Mi spiegava che questo è l’iter che il suo consorzio ora doveva seguire, poiché ad oggi l’autorizzazione sull’ecocentro di Gallipoli, con il “niet” dell’Asl, non c’è!
Infine, mi invitava a non fare dietrologia politica riguardo a quel no dell’Asl.
“Ma no! Niente dietrologia”, era la mia risposta. A parte l’incongruenza con il nuovo DM… Ma non sapevo neanche se venisse cronologicamente prima quella benedetta conferenza o quel DM!!
A quel punto non mi rimaneva che cercare se vi era qualche atto sulla conferenza presso la provincia…
Allora ho tentato la fortuna nell’archivio informatico della provincia e…. Tombola!
Alla voce “delibere del dirigente” trovo questo documento: (http://pubdet.provincia.le.it/ulisse/iride/tmp/47069.merge.doc)
AUTORITÀ PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI DELL’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE LE/2 C/O COMUNE DI BOTRUGNO. AUTORIZZAZIONE UNICA AI SENSI DELL’ART. 208 DEL D. LGS. 152/06 E S.M.I., PER LA REALIZZAZIONE DI “ISOLE ECOLOGICHE” RELATIVE ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI PROVENIENTI DALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA NEI COMUNI DI: CARPIGNANO, COLLEPASSO, CORIGLIANO, GALLIPOLI, MAGLIE, MINERVINO, POGGIARDO, SUPERSANO. “
Ero sbalordito, però era tutto vero, sotto i miei occhi: l’ecocentro è stato autorizzato!! E da chi? Dal dirigente del “Servizio rifiuti scarichi emissioni e contr.. impianti”, ing. Dario Corsini, cioè da un organo della provincia. Quindi la provincia aveva fatto il grande passo!
La determinazione ha data 12/05, quindi un giorno prima, solo un giorno prima che il nuovo DM diventasse effettivo! Come dire, per un pelo!
Mi restava da capire adesso, fatto a questo punto di assoluta importanza, se vi era traccia del parere negativo dell’Asl, qualcosa che mi riallacciasse con quanto mi avevano raccontato quelli dell’Ato e col fatto che consideravano l’iter autorizzativo ancora in corso.
Bisognava poi capire il percorso (certo, la conferenza dei servizi!) che aveva portato a quella determina di Corsini.
Sia chiaro, nel documento si parla di “isole ecologiche”, ma sono sempre ecocentri, in questo caso i termini sono usati come sinonimi e usati indifferentemente nel testo.
Iniziavo a leggere il documento e scoprivo come si era formato il processo decisionale:
•	Inizialmente, dopo la richiesta da parte dell’Ato di realizzare gli ecocentri (27/09/07), si erano svolte due sedute del Comitato Tecnico della provincia (in settembre e ottobre), che si erano concluse con l’approvazione del progetto, con alcune prescrizioni, tra cui la necessità dei pareri positivi degli uffici SISP e SPESAL dell’Asl (pleonastico, lo prescrive anche la legge 152/06)
NOTA: perfetta tempistica- l’Ato espone il bando per la realizzazione degli ecocentri successivamente, in dicembre-
•	in data 10/04/08 si è svolta la conferenza dei servizi, a cui erano stati convocati i sindaci dell’ambito territoriale e gli Enti preposti al rilascio del parere di competenza. Chi c’era in questa conferenza? E chi c’era, come si è espresso? Facciamo l’appello:
1.	5 rappresentanti di Comuni, non il rappresentante di Gallipoli (doveva esserci il commissario, ma, credo –non è specificato- che avrà fatto pervenire la sua delibera di Marzo;
2.	L’ARPA, rappresentato dal dott. D’angela, che rilasciava parere favorevole;
3.	L’Ato Le/2, rappresentato dall’arch. Buonocuore (allora c’era!! Forse se l’era dimenticato),che dà parere favorevole, eccetto la rivelazione di alcune difficoltà per Martano, Aradeo e Otranto, che tra l’altro erano incluse in un altro bando;
4.	la Provincia di Lecce, nella persona dell.ing Corsini
5.	l’ASL Lecce - (tralascio le posizioni dell’Area Nord, non rientrano nel nostro interesse territoriale)– Area Sud - Sisp, che dà, cito testualmente “parere favorevole, espresso con nota prot. 21399 del 10.04.08, per i centri localizzati nei comuni di Collepasso, Corigliano d’Otranto, Gallipoli, Maglie, Minervino di Lecce, Poggiardo e Supersano a condizione che: 1) per le piattaforme allocate nei comuni di Maglie, Poggiardo e Minervino è necessario che vengano adottate tutte le misure previste dalla tecnica per ridurre al minimo gli inconvenienti igienico sanitari, 2) l’approvvigionamento idrico dovrà avvenire con acqua potabile e lo smaltimento dei reflui rivenienti dai servizi igienici dovrà avvenire nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. Se la zona è servita da pubblica fognatura le acque dovranno essere convogliate nella stessa.”
6.	ASL Lecce – Area Sud –SPESAL, che dà, anche qui cito, “parere favorevole rilasciato in data 09.04.08 per i centri di Maglie, Gallipoli, Otranto, Minervino di Lecce, Collepasso, Corigliano d’Otranto, Supersano, Poggiardo;
Ebbene sì, l’ASL in conferenza dei servizi del 10/04 ha dato parere POSITIVO!!!!!
Il mio sbalordimento era e resta grandissimo; di quale parere negativo, all’interno di quale conferenza dei servizi, l’Asl aveva dato parere negativo?? Come interpretare le affermazioni di Bandello e Buonocuore?
Il cerchio della mia “indagine” si stava stringendo, ed era ora che contattassi direttamente gli uffici dell’ASL, in particolare il SISP. Perché l’ufficio SISP? Perché era l’unico che potesse essersi espresso sui fantomatici problemi di “collocazione”, come diceva Buonocuore.
Prima, però, cercavo testimonianze al documento che avevo letto, come se non mi bastasse che si trattava di un documento ufficiale depositato all’Albo Pretorio della provincia.
Ho cercato l’ing. Corsini per diversi giorni, ma il telefono ha squillato invano.
Mi sono poi rivolto all’ARPA, e sono riuscito a contattare direttamente il dott. D’Angela, che non mi è stato di grande aiuto (“si rivolga a Corsini!”), ma ricordava l’urgenza con cui si era convocata quella conferenza, urgenza giustificata dal “rischio di perdere i fondi regionali”.
E siamo giunti alla fatidica telefonata al SISP. Era il 2 luglio.
Il mio primo interlocutore è stato il responsabile del servizio, Torsello, che in un primo momento mi invitava a recarmi di persona a parlargli, a quattr’occhi, poi, data la mia indisponibilità, iniziava a dirmi qualcosa. Sì, il SISP aveva dato parere negativo su una richiesta partita dal comune, anzi no (si correggeva), la richiesta era stata inviata alla conferenza dei servizi; infine, mi invita a richiamare mentre avrebbe avuto la gentilezza di reperire maggiori informazioni.
La prima telefonata prometteva bene per il prosieguo, in fatto di chiarezza.
Dopo averlo richiamato, il mio interlocutore non si dimostrava più disponibile a darmi delucidazioni, adducendo che lui non era autorizzato a fornirmi quell’informazione, che era affare del destinatario del parere, ossia il consorzio ato le/2; alle mie rimostranze circa il fatto che già l’Ato nella persona di Buonocuore mi aveva detta di rivolgermi proprio all’Asl, il Torsello si imbufaliva e passava la “patata bollente” all’ispettore Nocita.
Nocita si rivelava certamente più loquace, mi chiedeva cosa ne sapessi del parere del Sisp, e dopo aver detto che sapevo del loro parere negativo riferitomi da Buonocuore e Bandello, e ne chiedevo ulteriori ragioni, mi rispondeva che il parere era ispirato ad una delibera, anzi no –si correggeva- a delle linee guida della provincia (e in quel momento pensai proprio che si riferisse alle famigerate del 2002 – http://digidownload.libero.it/geopoli/SALENTO-DOSSIER.PDF ECOCENTRI !!) che indicavano di costruire gli ecocentri in prossimità di aree industriali, quindi lontano dai centri abitati. Poi, chiedevo a quando risalisse quel parere negativo; mi veniva risposto che si trattava della fine di maggio-inizi giugno.
A quel punto bisognava giocare la prima “carta” che avevo lasciato volutamente coperta:
lo interrogavo sulla conferenza dei servizi del 10 aprile (“l’Asl non aveva dato un parere anche quella volta?” e allora nocita si faceva chiaro: il Sisp era stato in realtà contattato due volte, una volta in conferenza dei servizi (parere inviato alla provincia, di cui non mi specifica se fosse stato favorevole o meno) e un’altra volta, (parere inviato al consorzio), che è quello di cui parlavamo prima, quello del “niet”;
Nocita aggiungeva che il secondo parere era scaturito dal fatto che , nel frattempo, la normativa sulle autorizzazioni era cambiata e la competenza era passata ai comuni, quindi occorreva un altro parere.
A quel punto potevo scegliere di chiedere due cose: perché il processo autorizzativo non si era chiuso con la conferenza dei servizi di aprile e si doveva fare un nuovo iter con il nuovo DM, ma dubito che mi avrebbe dato una risposta, “perché non era argomento di sua competenza” (una frase con cui avevo ampiamente familiarizzato), oppure perché l’Asl nel giro di neanche due mesi rovesciava il suo parere da positivo a negativo (la mia seconda “carta”!). Ovviamente scelsi l’ultima opzione.
E’ andata male; Nocita si rifugiava in un “lo ha detto lei!”, nonostante gli facessi notare che il parere positivo era agli atti della conferenza; Nocita non si schiodava dalla sua frase, infine negava di conoscere il parere del suo stesso ufficio rilasciato il 10 aprile.
Nocita non ha voluto più rispondere ad alcuna domanda.
Vorrei far notare quanto sia fragile la motivazione del parere negativo (Nocita ha detto“in base a linee guida della provincia”): la provincia si è pronunciata favorevolmente sull’ecocentro di Gallipoli il 10 aprile, in un atto ufficiale! Non può “reggere” dunque alcuna linea guida, neanche se saltata fuori dopo il 10 aprile, in quanto, in tal caso, sarebbe palesemente contraria ai dettami del nuovo DM! (ricordate? Lo sottolineava anche Bandello!) Il fatto, poi, che il parere sia cambiato improvvisamente nel giro di due mesi, toglie qualsiasi dubbio sulla serietà di quella posizione. Forse che in via Pavia il 10 aprile le case ancora non c’erano?
La telefonata con Nocita terminava la mia indagine.
Inutile sarebbe stato richiamare Buonocuore, dalla grande impazienza (e poi mi aveva detto di scrivere!) o Bandello, che poteva ribadirmi il parere tecnico. L’ing. Corsini ha continuato a non rispondere al telefono.
Spedito - 11/07/2008 : 11:11:46
Siamo arrivati così alle conclusioni di questa mia piccola “inchiesta”.
Abbiamo un documento ufficiale, che è la delibera della Provincia, che autorizza, sotto parere positivo di tutti gli Enti, la realizzazione dell’ecocentro di Gallipoli secondo la normativa del Dlg 152/06, e questo è e resta un dato di fatto incontrovertibile.
D’altro canto, ci sono le affermazioni del responsabile dell’Ato, Buonocuore, dell’ing. Bandello, e infine dell’ufficio Sisp, che indicano come l’ecocentro non è stato autorizzato, e dietro questa mancata autorizzazione c’è il parere negativo dell’Asl.
In mezzo, i finanziamenti del POR Puglia, che a detta della dott.sa Buono, sono stati erogati per il 33%, e secondo D’Angela dell’Arpa si rischiava di perdere.
Restano diversi punti fermi:
- l’ecocentro il 12/05 aveva un’autorizzazione valida; solo la nullità della delega della regione alla provincia la può far decedere;
- se esiste un nuovo iter autorizzativo, esso si deve basare sulla nullità del precedente, che rimane tutta da dimostrare;
- l’ufficio Sisp dell’Asl Lecce Area sud ha espresso un parere negativo immotivato, sia nei confronti del DM (la vicinanza con le case non è un vincolo valido alla realizzazione dell’ecocentro), sia rispetto al suo precedente parere e sia rispetto alla provincia (che viene tirata in ballo per giustificare tale parere).
Spedito - 11/07/2008 : 11:33:24
L'ho letto tutto d'un fiato e mi riprometto di leggerlo e rileggerlo, cercandone ed assimilandone i punti salienti. Solo dopo esprimerò le mie impressioni su tutta la vicenda.
Al momento una cosa mi preme sottolineare:
ce ne fossero in giro persone come ilgiornalista, che, come lo stesso ammette, giornalista non è, ma che potrebbe benissimo esserlo e di quelli d'assalto, di quelli coriacei e determinati.
Prendessero esempio coloro che scrivono su testate giornalistiche locali e nazionali.
I miei più sinceri comlimenti. Tanto di cappello.
Spedito - 12/07/2008 : 10:32:42
Caro ilgiornalista. Una bella inchiesta che secondo me andrebbe meglio approfondita e capita. Sono atti della burocrazia, quella sulla quale qualche volta noi stessi abbiamo picchiato sodo per la superficialità, la presunzione e quant'altro.
Ora non capisco dove vuoi arrivare tu? Vuoi l'ecocentro in via Pavia? E' cosa bella e doverosa?
Stando così le cose non ti passa per la mente che quella conferenza dei servizi è stata veramente affrettata al fine di non perdere i finanziamenti? Che l'ecocentro in via Pavia non possa essere fatto non dipende solo dalla volontà delle amministrazioni ma anche per ragioni di legittimità e di merito sulla localizzazione anche sotto il profilo urbanistico. E stai pur certo che nella malaugurata evenienza che quell'ecocentro si facesse i ricorsi pioverebbero a valanfga.
Una domanda però ti faccio? perchè la descrizione di questo travaglio per conoscere gli atti quando potevi semplicemente rivolgerti all'ing. Orlandino presso il Comune che gli atti ce li ha tutti?
Spedito - 12/07/2008 : 18:26:19
benvenuto a ilgiornalista, un ingresso con il botto, non c'è che dire. Sono stupito e, al tempo stesso, compiaciuto. bell'inchiesta! alla faccia di tutti coloro che si fregiano del titolo di giornalisti e poi, alla fine, non cavano un ragno dal buco. inchiesta perfetta, secondo me, alla stregua di quelle della gabanelli. Well job!
ho letto con molto interesse tutto quanto, mi sembra che alla fine sia la solita storia: c'erano dei finanziamenti e si dovevano prendere. Poi se il sito non era a norma o se non ci sono stati tutti i necessari passi, questo è solo una quisquilia! forse sarebbe il caso di chiedere se il sindaco si è più interessato della storia. Ha tuonato fiamme e fuoco e poi?
io sono del parere (e lo sono sempre stato) che (almeno) un ecocentro a gallipoli lo si deve fare. Non sono convinto della scelta del sito per via della storia delle cave insistenti sul territorio ma l'idea non è da buttare via. si tratta di scoprire dove possa essere agevolmente istituito e poi si DEVE fare. Da quanto leggo, però, mi accorgo che le istituzioni non vengono incontro, burocrazia e presenza di nebulose e sibilline leggi fanno in modo che ogni uomo dotato di buona volontà si dichiari vinto in partenza. Se solo si riuscisse a iniziare una seria politica di raccolta differenziata, forse, l'ecocentro potrebbe essere visto in maniera più positiva.
Per ora mi fermo, voglio leggere anche la normativa puntualmente allegata.
Spedito - 12/07/2008 : 20:58:22
Parole sante, Brenno. Per ora io non voglio scoprire molte carte per non dare la possibilità a nessuno di regolarsi sui vari livelli di illegittimità circa l'ecocentro di via Pavia. Anche se sono convinto, come te mi sembra di capire, che tutto è stato fatto in fretta e furia per accalappiare i finanziamenti e ora cercano di riparare al resto.
Una cosa non mi costa di rivelare perchè macroscopicamente fondamentale anche per capire l'inchiesta del giornalista, che appunto come "giornalista" non ha considerato la valenza giuridica delle norme citate.
Dunque: il giornalista ha giustamente detto che le norme vigenti precrivono:
"Ubicazione del centro di raccolta
1.1. Il centro di raccolta deve essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l'accesso degli utenti".
BEEENIIISSIIIIMOOOO.
Se fosse andato a vedere cosa significa "rete viaria di scorrimento" avrebbe scoperto che ai sensi del codice della strada tutto quanto segue:
"Classificazione delle strade
Il Nuovo Codice della Strada prevede tre categorie di strade urbane (art. 2), e cioè la classe D (strade urbane di scorrimento), la classe E (strade urbane di quartiere) e la classe F (strade locali).
Secondo il Codice della Strada le funzioni delle strade di scorrimento sono quelle di soddisfare le relazioni con origine e destinazione esterne al centro abitato, i movimenti di scambio fra il territorio extraurbano e quello urbano, nonché di garantire, con un elevato livello di servizio, anche gli spostamenti a più lunga distanza interni al centro abitato. Le caratteristiche costruttive minime previste sono: carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, marciapiedi, intersezioni a raso semaforizzate. Su tali strade sono ammesse tutte le componenti di traffico; qualora la velocità ammessa sia superiore a 50 km/h restano escluse la circolazione dei veicoli a trazione animale, le biciclette e i ciclomotori. E’ invece sempre esclusa la sosta veicolare, se non opportunamente separata dalla carreggiata con idonei spartitraffico".
Senza guardare alle caratteristiche costruttive, che noi ci sogneremo nonostante quanto ci costano le multe che dovrebbero servire ai servizi stradali, guardiamo alla qualificazione delle funzioni. E dimmi se via Pavia è strada urbana di scorrimento ?. E poi rispondi all'interrogativo: l'ecocentro puù stare in una area servita da strade urbane di quartiere (classe E)?
Spedito - 14/07/2008 : 15:34:07
Grazie per i commenti lusingheri che mi avete fatto.
Mi rendo conto che il materiale che ho portato all'attenzione era davvero tanto, non sono nemmeno riuscito a formattarlo adeguatamente. Sono quindi a disposizione per chiarire qualsiasi dubbio su quanto scritto.
Nel frattempo vorrei chiarire diversi punti, che sono emersi dai commenti di brenno e abatem.
Primo commento di abatem:
-mi si chiede se voglio l'ecocentro in via Pavia. Non è una domanda pertinente, in quanto, se ho deciso di scrivere, è stato per far emergere la verità. Se questa verità non piace, pazienza.
-Se si tratta di decisione affrettata? No, in quanto l'iter non ha previsto "procedure d'urgenza", prima di dare il sì la provincia ha convocato due comitati tecnici nel 2007, poi ci sono stati quattro mesi di tempo per gli organi competenti per valutare il rilascio del loro parere; infine, dopo la conferenza dei servizi è passato ancora un mese prima che l'ing.Corsini scrivesse la determina autorizzativa. Non mi sembra questa un iter così affrettato e sconsiderato.
E poi, se vogliamo stare alle parole di D'Angela, che parlava appunto di convocazione d'urgenza per non perdere i finanziamenti (parole che rimangono pur sempre un'opinione in quanto negli atti non si parla di "procedura d'urgenza"), allora? Non è forse meritorio esser riusciti a non perdere i finanziamenti per un opera che è da farsi?
Per ultimo, voglio ricordare come la dott. Buono della regione mi abbia detto che il 33% dei fondi sono già stati erogati. Quindi, la storia dei finanziamenti sarebbe ancora da approfondire, in quanto ho in mano opinioni contrastanti.
- problemi di "legittimità e di merito sulla localizzazione anche sotto il profilo urbanistico"? No. La legittimità c'è, ed è data dalla legge 152/06 (l'autorizzazione della regione, in questo caso la provincia che ha la delega costituisce variante automatica del piano regolatore).
D'altronde, poi, personalmente non vedo quale sia il problema dato che l'area è tipizzata come F1.4-”Verde attrezzato” ed
F2.8-”Attrezzature per fiere e mercati settimanali.
Perchè non ho contattato l'ing.Orlondino? Bè, perchè anche se non sono un giornalista mi è stato sempre detto che le notizie si cercano alla fonte, sentendo i diretti interessati. Se qualche giornalista "reale" è più "comodo", non è affar mio.
- "se il sito non era a norma o se non ci sono stati tutti i necessari passi, questo è solo una quisquilia!" No, non è una quisquilia, è proprio il succo del mio discorso: l'ecocentro di gallipoli ha, o per lo meno aveva, un'autorizzazione valida!
secondo commento abatem:
- peccato che si parli di parte scoperte; se si ha da parlare si parli, altrimenti si taccia; ovvero, io ho portato dei dati inequivocabili; se si vuole arricchire il dibattito con altri dati, bene.
La polemica futile, non è mio interesse. E neanche degli altri, penso.
- ricordo che la normativa che si è citata per la querelle "strade" (DM 8 aprile, è giusto specificare), è successiva all'autorizzazione della provincia, che è stata fatta con la normativa 152/06.
Quando pure vogliamo considerare tale normativa, mi si lasci dire che la manovra di abatem (allora dobbiamo stabilire se "rete viaria di scorrimento" corrisponde a "strade urbane di scorrimento"?) mi sembra un pò da "azzeccagarbugli".
Ripeto, quindi, io ho fornito dei dati. Vorrei che in base a questi dati l'amministrazione si muova di conseguenza.
Come forum, avrei pensato che ci si sarebbe scandalizzati di più della marcia indietro dell'asl che ieri dava un parere positivo e oggi lo dà negativo immotivatamente, e del fatto che si parli ancora di un nuovo processo autorizzativo quando in realtà vi era già, il 12/05, un'autorizzazione valida.
Spedito - 14/07/2008 : 16:54:43
Il nostro caro amico ilgiornalista pensa che il forum possa essere di sponda a interessi particolari che finalmente nella replica manifesta fino in fondo.
Non ha capito invece che il forum è opinioni a confronto in cui gli azzeccagarbugli non possono che essere coloro che a digiuno di diritto pensano di poter leggere con rigore e preparazione norme senza peraltro confrontare le vicende giudiziarie che sulla base della 152/06 si sono svolte sia sul fronte penale che civilistico e giurisdizionale.
Diciamo allora con le parole autorevoli di chi azzeccagarbugli non è: “La novità normativa è il DM Ambiente e territorio del 08/04/2008, decreto di attuazione del novellato Art. 183 comma cc), e comunque disciplina attesa da anni, visti anche i risvolti giudiziari che hanno interessato i sindaci e gestori delle c.d. “ecopiazzole” o “ecocentri” o detti anche “isole ecologiche”, i quali sindaci, sono comunque chiamati a regolamentare la gestione dei rifiuti urbani o ad essi assimilati, sin dal lontano DPR 915/82, nel quale art. 8 “competenze dei comuni” veniva demandato ad essi la regolamentazione della raccolta trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza dimenticare la successiva delibera interministeriale del 27/7/1984, che rendendo potenzialmente assimilabili una serie di rifiuti speciali agli urbani, obbligava i sindaci a regolamentare anche la gestione di tali tipologie di rifiuti, potenzialmente recuperabili, e quindi, non destinabili allo smaltimento; contestualmente da non dimenticare la necessaria raccolta differenziata da attuare nel territorio comunale e da organizzare nei termini della raccolta, trasporto e recupero. L’art. 8 del DPR 915/82 rielaborato ma che nella sostanza è trasposto nell’art. 21 del Dlgs 22/97, obbliga i comuni a gestire i rifiuti urbani ed assimilati in privativa, nelle forme previste dalla Legge 142/1990, ed attraverso regolamenti comunali a disciplinare l’intero sistema di gestione dei rifiuti nel proprio territorio, istituendo forme integrative di gestione dei rifiuti speciali non assimilati (comma 5), stabilendo infine - con modifica della Legge 179/2002, che, la privativa comunale non si applica alle attività di recupero dei rifiuti urbani e assimilati, a far data 1° gennaio 2003 (comma 7).
Nei Piani Regionali troviamo disposizioni in tal senso. In risposta a tali iniziative, ci sono stati sequestri e denunce, senza prospettare con un decreto ministeriale o legge (come è avvenuto con il dm in questione) le modalità autorizzative ed organizzative, atte a regolamentare esplicitamente tale materia.Il decreto Ronchi e i diversi decreti attuativi susseguitesi negli anni, dal 1998 al 2005 hanno contribuito non poco a diffondere una incertezza sulla necessità o meno di una autorizzazione espressa per tali ecocentri, e chi l’avrebbe dovuta emettere, inoltre, procedura ordinaria o semplificata ?, le modalità di conferimento con formulario o senza? necessita o meno il registro di carico e scarico?, era un deposito temporaneo di rifiuti propri o deposito rifiuti per conto di terzi (operazione D15 ) o messa in riserva (operazione R13) ? ovvero, la paternità dei rifiuti ricade in capo al comune o ai singoli cittadini produttori? Tutte domande alle quali il nostro legislatore non ha dato una risposta esplicita, anzi, le antinomie presenti nell’intero corpo normativo di settore, erano tali da non permettere agli stessi enti preposti quali Regione , Provincia e Albo Nazionale Gestori Rifiuti, di rispondere in modo chiaro anche alle domande di autorizzazione formulate ufficialmente dai preposti uffici tecnici comunali.
Purtroppo, a fare chiarezza a tale situazione è intervenuta la Cassazione, giudicando singoli casi di abbandono indiscriminato, discariche, deposito incontrollato ed altro, a seconda di come tali situazioni di fatto, venivano inquadrate dagli organi di controllo denuncianti in primis e successivamente dai tribunali di primo grado e appello , e nelle quali sentenze vengono comminate sanzioni per mancato rispetto della normativa sui rifiuti ed applicato, nella maggior parte di esse l’art. 51 comma 2, configurando il reato di deposito incontrollato di rifiuti. …si era pertanto in presenza di un vero e proprio impianto di gestione dei rifiuti , finalizzato al deposito preliminare o messa in riserva, autorizzabile con espressa autorizzazione rilasciata ai sensi degli artt. 27 e 28 (procedura ordinaria) e artt. 31 e 33 ( procedura semplificata) per rifiuti destinati ad attività di recupero, bocciando anche la tesi del “deposito incontrollato” al quale taluni comuni volevano rientrare, facendo escludere il regime autorizzativo (Cass. 34665/2005); Tali ecocentri, non rientrerebbero neanche nel regime della privativa comunale, pur essendo stati costituiti.
Il dato di fatto è che, il vuoto normativo è stato colmato solo da un organo giurisprudenziale e non legislativo, a spese del mal capitati sindaci, i quali, di certo, in presenza di una normativa chiara ed esplicita, l’avrebbero sicuramente applicata.
Una diatriba che avrebbe dovuto condurre il Legislatore ad una posizione ufficiale , al fine di una maggiore trasparenza normativa”.La diatriba quindi era incentrata soprattutto sulla definizione dei centri di raccolta.
La definizione di “centro di raccolta” è stata fornita dal Legislatore solo con il D.lgs 4/2008, sostituendo l’art. 183 comma 1 del D.lgs 152/2006”.
Tutto questo perché serva di acculturamento giuridico sulle questioni di cui si vuole inutilmente discettare.
Ricordando poi che vi è l’obbligo di adeguare entro sessanta giorni l’impianto attivo alle norme del D.M: Ciò vuol dire che ogni e qualsiasi atto fatto in contrasto con la legge va sanato e riportato alle nuove norme.
Detto tutto questo mi sembra comunque rivelatore l’ultima frase de il giornalista: “Ripeto, quindi, io ho fornito dei dati. Vorrei che in base a questi dati l'amministrazione si muova di conseguenza”.
Perché tu vuoi??? E gli altri potrebbero non volere???!!!
Caro amico l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.
Nel giardino di una comunità vi è invece l’erba del diritto che cresce nella dialettica delle posizioni, nella legittimità e trasparenza degli atti.
Spedito - 14/07/2008 : 17:13:55
...... mmmmm che botta e risposta!
... ma mi chiedo, e vi chiedo, ..... se Gallipoli avesse avuto la sua bella zona industriale e soprattutto se Gallipoli avesse avuto (chissà ora ....?) degli Amministratori un pò più ....... attenti, tutto questo marasma non si sarebbe potuto evitare?
Non sparatemi addosso ........
Spedito - 14/07/2008 : 17:20:59
Caro Kashiwara. il problema è che il Comune ha una zona industriale e pure una zona artigianale. Il problema purtroppo è quello dei politici i quali decidono capoticamente senza neppure consultarsi con la gente e in ultimo nell'aver subito l'amministrazione commissariale intenti solo a preparare la loro rielezione nella stanza del potere.
Mercoledì scorso al mercato una signora quasi piangendo mi ha detto: "Se i politici gallipolini abitassero dove abito io (di fronte al terreno di Via Pavia) avrebbe scelto quel posto per pubblica pattumiera?".
Penso che questa è anche una valutazione condivisibile pur sottolineando che va attivata innanzitutto la differenziata sul territorio in modo serio ed adeguato e in conseguenza create le isole ecologiche e l'ecocentro. Ma sia ben chiaro in zone periferiche perchè l'impatto ambientale ed estetito è enorme.
Spedito - 14/07/2008 : 17:27:38
allora,caro abatem,forse qui non ci capiamo o facciamo finta di non capire..fai tu!!
Il fatto è che qui non si sta parlando tanto del fatto se una persona voglia o meno fare l'ecocentro ma di una mancata trasparenza degli atti,come la chiami tu. Allora ti ripropongo il problema,che forse il giornalista,vuoi per una formattazione non soddisfacente,vuoi per l'elevatissimo numero di informazioni che (a mio parere per esigenze di chiarezza)ha riportato,non è riuscito a mettere in evidenza: la ASL ha dato prima parere positivo alla realizzazione dell'ecocentro e poi negativo,senza una motivazione plausibile alla sua inversione di rotta.Allora,visto che anche noi oltre a te vorremmo una certa trasparenza degli atti, io ti chiedo: perchè? non nascondiamoci dietro la classica frase in politichese: "si, e mo ca 'a fattu stu casinu, cci bboi?", non giriamo e rigiriamo la frittata con argomentazioni sconclusionate quanto poco attinenti...il problema qui è un altro e ti prego di darmi risposta riguardo a questo,senza cercare di convincere nessuno della opportunità o meno di realizzare questo benedetto ecocentro. Ognuno è libero di avere o meno a cuore le tematiche ambientali...io credo che se l'ambiente politico gallipolino fosse realmente interessato alla raccolta differenziata dei rifiuti,avrebbe diverse strade da percorrere, e tutte ugualmente valide,senza passare necessariamente dall'ecocentro...basterebbe solo un po' più di civiltà e soprattutto di onestà,che in tutta questa sporca vicenda e fatua discussione,sembra l'unica cosa che manca.
Spedito - 14/07/2008 : 19:05:39
Grande Abatem83. Il tuo sospetto è stato da subito anche il mio. Certo io non posso entrare nei dettagli interpretativi della legge. Condivido la necessità dell'ecocentro. Ma comprendo benissimo perchè li ho visti in molte zone d'Italia. Sono dei depositi enormi di differenziata, bidoni. E poi movimenti continui con buldozer, carrelli elevati, camion di grossa portata. E non manca neppure l'odore che non è proprio chanel n.5.
Dappertutto gli ecocentri sono in periferia e collegati direttamente alle strade di raccordo o di collegamento.
Io ho immaginato subito cosa accadrebbe se l'ecocentro fosse impiantato al centro del quartiere con il parco le scuole e il Municipio. Salterebbe la viabilità e il quartiere sarebbe in subbuglio. Senza contare i rischi per i ragazzi e le famiglie.
Insomma cosa ci vuole per capire questa verità????
Spedito - 14/07/2008 : 23:20:35
Carissima Liasel. Non so se ho a che fare con un clone de ilgiornalista visto che mi apostrofi quasi in continuazione come a continuare un diverbio che con te non ho mai avuto
Ma non t'accorgi di aver ridotto tutta la questione ad un fatto, dici tu, "di trasparenza". Bastava dirlo e non affermare invece "Io voglio".
Ma Dio santo non conoscete tu e ilgiornalista una via praticissima dettata dalla legge Bassolino per avere risposta ufficiale dalla AUSL (visto che il problema sembra essere questo per voi) richiedendola formalmente, dimostrando naturalmente il vostro interesse legittimo. A dare risposte secondo la legge la AUSL è obbligata per legge nei modi e nei termini prescritti. Se poi qualcuno ci volesse vedere il dolo, allora ci si può rivolgere alla Magistratura penale perchè i responsabili vengano esemplarmente puniti.
Ma mi sembra che il vostro problema non è questo.
La vostra fisima è legata ad un concetto un pò parossistico delle tematiche ambientali e come sacerdoti esclusivi di una religione ritenete che gli altri siano paragnosti o addirittura alleati del demonio. Affermi infatti: "Ognuno è libero di avere o meno a cuore le tematiche ambientali...io credo che se l'ambiente politico gallipolino fosse realmente interessato alla raccolta differenziata dei rifiuti,avrebbe diverse strade da percorrere, e tutte ugualmente valide,senza passare necessariamente dall'ecocentro...basterebbe solo un po' più di civiltà e soprattutto di onestà,che in tutta questa sporca vicenda e fatua discussione,sembra l'unica cosa che manca".
A parte l'aggettivo fatuo che non si concilia bene con l'inchiesta proposta e con la incazzatura che sembra vi abbia colto (dico voi con riferimento ai cloni.. del tipo ILYSM/ILYMT), sei scivolata sulla classica buccia di banana. Pur di apparire sacerdoti della esclusiva religione ambientale, rinnegate anche la utilità di un ecocentro che io non mi sognerei mai di fare. E siccome taluno ha cercato anche di difendere ed elogiare il Commissario quando volle togliere i cassonetti dal centro storico, io sono stato tra i pochi a criticarlo affermando che la raccolta porta a porta va fatta a condizione che questa sia una raccolta differenziata.
Vedi cara Liasel io ho tanti anni in più di te sulle spalle e riesco grazie a Dio a capire a fondo certe sfumature ed avendo oltretutto conoscenza dettagliata anche del mondo di internet e dei post sull'argomento ecocentro di Gallipoli, delle domande poste e delle risposte ricevute dagli utenti, posso in qualche modo capire anche il fenomeno del clone.
Riconoscendo tenacia per le proprie convinzioni. Ma, permettetemelo, dimostrando scarsa capacità di analisi giuridica (che è la sola a poter definire i limiti della legittimità delle scelte in contesto democratico) e soprattutto con una cocciuta visione manichea del pensiero e del mondo degli altri. Tipico di chi ancora fantastica sul mondo della locomotiva, che si sa stritola chi si trova sulla sua strada.
Modificato da - abatem83 on 14/07/2008 23:23:06
Spedito - 15/07/2008 : 08:24:09
pare che nell'opinione comune i giornalisti non siano una categoria molto apprezzata in termini di obiettività, visto che io, povero giornalista, persino virtuale, vengo tirato per la collottola su basi pretestuosa.
Sono costretto ad autocitarmi, perchè non voglio sprecare ulteriori parole per un concetto chiarissimo e che solo strumentalmente può essere traviato:
"-mi si chiede se voglio l'ecocentro in via Pavia. Non è una domanda pertinente, in quanto, se ho deciso di scrivere, è stato per far emergere la verità. Se questa verità non piace, pazienza."
e cito anche la frase che strumentalmente utilizzate contro di me:
"Vorrei che in base a questi dati l'amministrazione si muova di conseguenza." Ebbene sì, miei cari, come cittadino voglio che le leggi vengano applicate e che vengano eseguite. Lo dovreste volere anche voi, se vi considerate come tali.
Ergo, se l'ecocentro di via Pavia ha le carte in regola per essere realizzato, si faccia l'ecocentro in via Pavia.
Invece voi l'ecocentro in via Pavia non lo volete. Bene. Non avete fiducia nelle leggi e nello Stato. Nè in chi le applica, nè nei tecnici e nei professionisti che operano a fianco delle istituzioni. Ne prendo atto.
Allora, non è questa neanche la vostra discussione, perchè volevo solo far emergere dei dati, e discutere di essi;
invece, vi siete dedicati ad un' azione meschina, cioè infangare chi li ha scritti, tacciarlo come "di parte" e quindi non obiettivo, senza portare nulla di costruttivo. Se permettete, a questo gioco non ci sto.
Comunque, abatem nel suo provocante grassetto, mi dice di non conoscere le vicende della 152/06, allegando poi un trafiletto che con la 152 e la procedura autorizzativa dell'ecocentro non è attinente. Infatti, in quel trafiletto, si parla di problemi di gestione degli ecocentri, che è diverso dall'autorizzazione!
Devo pensare che si vuole depistare la discussione o invece insultare l'intelligenza comune?
La legge 152/06, con il suo vincolo che prescriveva l'autorizzazione da parte della regione, è stata piuttosto disattesa da enti locali o dai realizzatori degli ecocentri, che decidevano per conto proprio, dato che alcune regioni non si erano adeguate alle legge (e per questo ci sono diverse sentenze della cassazione).
Concludi, abatem, dicendo: "La definizione di “centro di raccolta” è stata fornita dal Legislatore solo con il D.lgs 4/2008, sostituendo l’art. 183 comma 1 del D.lgs 152/2006”. E allora? La sostanza non cambia, l'ecocentro di Gallipoli nasce con la 152/06.
E poi "Ricordando poi che vi è l’obbligo di adeguare entro sessanta giorni l’impianto attivo alle norme del D.M: Ciò vuol dire che ogni e qualsiasi atto fatto in contrasto con la legge va sanato e riportato alle nuove norme." Falso.
Ti cito l'articolo 2 comma 8 del DM dell'8 aprile :"8. I centri di raccolta di cui all'art. 1 che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono autorizzati ai sensi degli articoli 208 o 210 del decreto legislativo n. 152 del 2006possono continuare ad operare sulla base di tale autorizzazione sino alla scadenza della stessa"
Mi dispiace aver mortificato il tuo "acculturamento giuridico"
Sarà per un'altra volta, non ti preoccupare!
A proposito di liesel, non è un clone, non ho certo bisogno di questi mezzucci!; è una persona a me vicina, e ha espresso la sua opinione. Sarà lei a renderne conto.
Il voi della tua risposta è fuori luogo. Dispiace che l'opinione di liesel sia stata utilizzata da te per screditare ancora me.
Perciò ti invito a lasciare, per quanto mi riguarda, locomotive, manichei e quant'altro, di attenerti ai fatti e di scrivere, o di citare, la prossima volta, qualcosa di più attinente con essi.
Modificato da - ilgiornalista on 15/07/2008 08:25:47
Spedito - 15/07/2008 : 10:48:40
Carissimo ilgiornalista. Ma perchè vuoi a tutti costi apparire capoccione? Tu vuoi l'ecocentro in via Pavia. Io ti rispondo dicendoti che sarebbe illegittima la sua localizzazione. Tu mi chiami azzeccagarbugli. Io ti invito a tentare di acquisire almeno le basi del diritto.
E continui a voler citare leggi e norme che non comprendi neppure nella sua essenza letterale e temporale giacchè mi è parso di capire che tu non abbia cognizione del significato della frase "possono continuare ad operare sulla base di tale autorizzazione sino alla scadenza della stessa". Che vuol dire, non solo in senso giuridico ma nel senso comune, che sia un ecocentro attivo provvisto di autorizzazione finale (e sempre che l’autorizzazione all'impianto sia legittima).
Tenendo conto che un ecocentro a fine costruzione ed allestimento è soggetto ad ulteriori autorizzazioni.
Nella foga della tua tremenda ira hai dimenticato un passaggio focale della famosa autorizzazione della Provincia di cui parli ed è il seguente:
“Ritenuto di: autorizzare, ai sensi dell’art. 208 del D. Lgs. 152/2006 e fatti salvi gli adempimenti in materia di edilizia ed urbanistica di competenza dei Comuni la realizzazione delle isole ecologiche di cui al progetto presentato dal presidente dell’ATO LE/2;
imporre le seguenti prescrizioni e condizioni:
-gli impianti dovranno essere realizzati secondo il progetto approvato in conferenza dei servizi tenuto conto delle prescrizioni ed adeguamenti imposti dagli enti intervenuti;
- l’esercizio delle isole ecologiche sarà autorizzato da questa Provincia con specifico provvedimento ai sensi dell’art. 210 del D.lgs. 152/06 su istanza del presidente dell’ATO LE/2 ovvero dei Comuni, se ancora titolari dei servizi di igiene urbana, alle seguenti condizioni:
- le isole ecologiche siano realizzate conformemente al progetto approvato ed adeguato alle prescrizioni degli enti convenuti in conferenza dei servizi;
- l’ATO LE/2 o i comuni abbiano adottato apposito regolamento per gestione delle isole ecologiche che contempli la gestione dei seguenti rifiuti...”
Quisquiglie dirai tu ma sotto il profilo giuridico questioni fondamentali su cui la magistratura competente sarebbe costretta a pronunciarsi nel caso che la tua testardaggine fosse condivisa dal Comune in primis e dagli altri Enti ed uffici coinvolti nel procedimento, con ulteriori spese a carico della comunità.
Comunque chiudo qui perché la polemica è buona solo se riesce a far costruire qualcosa e purtroppo con te che ti ostini a volere, costi qualunque cosa, il sito di Via Pavia non v’è possiblità di dialogo, soprattutto sul fronte giuridico (Vabbè che c’è lexambiente il portale teologico per certi sacerdoti dell’ambiente!).
E non t’accorgi che unendo tutti le nostre energie riusciremmo, e come, a costringere le istituzioni ad attivare subito la differenziata e a fare il centro di raccolta, come prescrive la norma (che non è dissimile dal Piano Territoriale della Provincia “gli ecocentri, invece, dovrebbero essere collocati nei pressi degli agglomerati che producono le più rilevanti quantità di rifiuti, privilegiando le aree a vocazione produttiva non occupate, in modo da consentire anche la raccolta dei rifiuti industriali, obbligatoriamente differenziati”i. (A proposito ti sembra trasparente e coerente l’operato del dirigente della Provincia che approva l’ecocentro in Via Pavia smentendo le linee guida dell’organo programmatore? Questo è scandaloso e come!!!).
Sorvolo sui cloni. Per rispetto verso tutti ma anche perché credendo di conoscerti ti stimo e ti apprezzo moltissimo nonostante la tua insensata caparbietà e la tua scarsa dimestichezza con il diritto.
Spedito - 15/07/2008 : 11:16:58
caro abatem,ti confesso che il tuo ultimo post mi ha fatto divertire...si,perchè ti sei lasciato andare in arzigogolamenti indaginosi per dimostrare cloni,sotterfugi,furbate ecc...adesso ti chiedo: per ottenere cosa? ti è cosi' difficile credere che possano esistere ben 2 persone che possano ribatterti?ti assicuro che non c'è nessun clone (poi da me si dice:"il credere è cortesia,se vuoi credere,se no sia").
Per la locomotiva,di cui tu ti prendi la briga di esprimere un parere,secondo me superficiale visto il tuo "investire qualcuno che su trovava per strada",pensando che tu sia uno di quelli che stanno nell'altro treno,ti rispondo con l'ultima strofa della canzone di bennato "l'isola che non c'è":
...tu non darti per vinto perchè,
concludo dicendo che questa discussione mi ha lasciata molto delusa in generale perchè pensavo che la storia della asl avrebbe indignato tutti,ma forse hai ragione tu,sono troppo giovane e ancora troppo sognatrice e magari tra qualche anno darò anch'io risposte del tipo "se volete rifatevi alla legge Bassolino o rivolgetevi alla Magistratura", come se il problema non mi riguardasse.Francamente spero che questo non accada. Pensavo che il bisogno di chiarezza non fosse solo mio o del giornalista,ma di tutti, ma evidentemente mi sbagliavo. In Italia ormai si accetta passivamente questo andazzo e va bene così,perchè in fondo uno ha quello che si merita e che ha costruito. Auguri.
Spedito - 15/07/2008 : 11:57:37
Dolce Liesel. Non disprezzare la tua pazzia disprezzando: "chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te". I pazzi non ridono alle spalle, ma affrontano se necessario anche una P38.
I pazzi sanno leggere anche là dove per tutti v'è tabula rasa.
I pazzi sanno capire, sognare, osare e soprattutto AGIRE.
Ma per essere pazzi bisogna essere lucidi, preparati, liberi soprattutto dalle ideologie e da ogni influenza ambientale, culturale, sociale.
Il pazzo ha la religione della VERITA' ad ogni costo, non rivelata ma ricercata, compresa, capita, assimilata.
E la via della VERITA' è fatta di rinunce, di sacrifici di mortificazioni.
La via della VERITA' è scelta di vita.
Io amo i PAZZI.
Li amo teneramente, trepidamente, perchè conosco la loro sofferenza, il loro coraggio, la capacità di vedere lucidamente, a differenza dei cosiddetti NORMALI, le non VERITA' della società, della vita, delle relazioni.
Li amo perchè come dice una nota canzone "io son PAZZO.... "
Spedito - 15/07/2008 : 12:26:36
Condivido la definizione romantica data da Abatem.
Voglio fondare un club dei pazzi in cui chi aderisce "ha come "religione la VERITA' ad ogni costo, non rivelata ma ricercata, compresa, capita, assimilata". Che riconosca che la via della verità "è fatta di rinunce, di sacrifici di mortificazioni". Che "La via della VERITA' è scelta di vita". Che sappia amare i pazzi
Che li ami "teneramente, trepidamente" riconoscendo "la loro sofferenza, il loro coraggio, la capacità di vedere lucidamente, a differenza dei cosiddetti NORMALI, le non VERITA' della società, della vita, delle relazioni". Unico obbligo per l'iscrizione la solenne dichiarazione: "IO SON PAZZO.... " con quel che segue
Spedito - 15/07/2008 : 12:40:27
Abatem, avrò pure "scarsa dimestichezza con il diritto", ma mi pare che ti costringa a modificare ogni volta a modificare il "target" della tua "lezione giuridica".
Io dico che in tutti i sensi, giuridico e comune, il DM di aprile, parla proprio dell'autorizzazione ai sensi dell'art. 208 del Dlg.152, quindi che senso ha parlare "autorizzazione finale"? Siamo chiari e siamo seri soprattutto!
A cosa serve citare la determina della provincia? Ovvio che non sono quisquilie, ma è altrettanto ovvio che la magistratura deve avere un appiglio da contestare in quegli atti. Quindi stai supponendo e non porti nulla di oggettivo. Spauracchi.
Fai bene a chiudere la polemica, è un esercizio inutile che hai cominciato tu, del resto. Io ho solo risposto attenendomi ai fatti e smentendoti quando c'era da smentire.
Insisti a voler dire che voglio l'ecocentro in via Pavia a qualunque costo; in questa discussione "il giornalista" ha dimostrato obiettività. "il giornalista" è nato come nickname per esigenza di illustrare, con parere neutrale, quanto era accaduto nell'iter autorizzativo dell'ecocentro. "il giornalista" non ha espresso un'opinione personale come hai fatto tu, ma ha difeso, rispondendoti e contrapponendosi con la tua opinione, l'evidenza dei fatti che aveva scoperto. Insomma, se fosse saltato fuori che l'ecocentro non si poteva fare, l'avrei detto, ma siccome si può fare, dico che si può fare, ok?
Se questa la chiami cocciutaggine, ebbene sono cocciuto, però per favore, non essere tu cocciuto nel tacciarmi come "di parte" o addurre interpretazioni personalissime della legge, considerando gli altri non all'altezza di leggere e interpretare.
Spedito - 15/07/2008 : 12:45:47
credo che sia mio dovere dover cercare di mettere ordine nella diatriba. voglio, però, far presente a ilgiornalista che il mio passo:
Poi se il sito non era a norma o se non ci sono stati tutti i necessari passi, questo è solo una quisquilia!
è da considerarsi in tono sarcastico.
ho assistito al duello e ho continuato a sorprendermi perchè proprio non riuscivo a capire quale fosse la materia del contendere.
Ilgiornalista ha fatto un lavoro elefantiaco e pregevole riportando fatti e documenti e cercando di farci capire quale sia stata la procedura adottata fin dal principio fino a giungere alla famigerata decisione del commissario di istituire l'ecocentro in via pavia. Tale decisione è sempre stata aspramente criticata da abatem83 che si è ora convinto che ilgiornalista sia uno strenuo difensore del sito.
Il corposo intervento de ilgiornalista invece, a mio avviso, si deve intendere esclusivamente a carattere generale. Egli cerca di rendere estremamente trasparente tutto l'iter istitutivo senza entrare nel merito della decisione di dove istituire l'ecocentro.
che sia necessario a gallipoli iniziare una seria politica di raccolta differenziata è indiscutibile; che sia altresì necessario trovare un sito per l'ecocentro è anche questo indiscutibile. Qui non si tratta di essere d'accordo se l'ecocentro debba essere in via pavia o nella zona industriale o vicino al quasi mercato ittico all'ingrosso. Qui si tratta di ristabilire la verità circa le responsabilità e le procedure adottate. Si tratta di capire chi abbia detto cosa, si tratta di capire perchè l'asl prima dice una cosa e poi se la rimangia. Si tratta di capire chi sia il vero responsabile del procedimento in tutta la pletora di dirigenti e funzionari connessi al problema. Invece stiamo rischiando di perderci in cavilli e interpretazioni, ci perdiamo in esercizi dialettici speciosi e fini a sé stessi. Ci perdiamo in ipotesi quando manca la certezza anche da parte di coloro che hanno avviato la procedura. Quasi sicuramente molti degli attori della storia ignorano, per esempio, che differenza passi tra ecocentro e isola ecologica!
Cerchiamo di riportare la discussione nei binari originali: si discute della necessità della raccolta differenziata e della confusione circa l'iter istitutivo......nient'altro!
Del sito poi ne parliamo....anche perchè, se ho capito bene, tra poco scadono i termini per la realizzazione e il problema non si presenta!
Spedito - 15/07/2008 : 12:47:07
a proposito dimenticavo di rispondere alla storia delle linee guida della provincia che aveva messo in gioco abatem:
ebbene, quelle linee guida sono del 2002, precedimenti quindi alle due leggi del 2006 e il DM attuale, che parlano ovviamente anche della collocazione. Quindi sarebbe stato assurdo che la provincia si attenesse a quelle parole, divenute obsolete dopo l'intervento del legislatore.
Spedito - 15/07/2008 : 12:52:38
Carissimoilgiornalista. L'ho detto e ripetuto "Io son pazzo.."
Ma perchè ti metti con i pazzi che vedono cento miglia più avanti proprio tu che oltre a non essere della categoria degli umani normali (con riferimento ai pazzi) appartieni ad una ben individuata religione ambientale?
Io son pazzo... e come dice Gazzella 54...con quel che segue.
Ti giuro che me l'hai proprio tirata dalle viscere. E siccome sono un peccatore di altra religione (quella vera almeno per me) mi pento e ti chiedo scusa promettondoti che ne farò menzione al mio confessore.
Ps Non mi costringere a mortificarti.
Tutti i regolamenti sono vigenti fino a modifica e regolamentano se non in contrasto con la legge. Se non in contrasto non vuol dire che se la legge non ne parla allora non è valido il regolamento. Santissima testardaggine.
Comunque ti consiglio di non continuare ma solo per non mettermi in soggezzione. E' come se un avvocato dovesse discutere di pratica forense con un liceale cocciuto come te.
Modificato da - abatem83 on 15/07/2008 12:57:02
Spedito - 15/07/2008 : 14:43:34
Propongo l'apertura di un nuovo trend intitolato:
" IL CLUB DEI PAZZI " ed eventuale elezione del Presidente.
Spedito - 15/07/2008 : 15:19:15
Insulti e minacce dello stile "lei non sa chi sono io"! Per dirla come cantava Paolo Conte "lo spettacolo d'arte varia"... di chi ha finito le argomentazioni. Che spettacolo che stai offrendo, abatem!
Non c'è bisogno che tu vada al confessore, ti perdono io, ho ricevuto or ora la delega da "fra stornato"!
Non risponderò oltre a messaggi di questo tono, incivile; del resto, chi è nato professore non può sentire ragioni. Il professore ha sempre ragione.
Spedito - 15/07/2008 : 15:38:52
Mi auto candido alla presidenza del "club dei pazzi" . So di potercela fare perchè in quanto a pazzia non mi sento secondo a nessuno ma so che sarà una bella lotta !!!!
Spedito - 15/07/2008 : 16:41:30
Un club dei pazzi? Un'idea geniale. Io mi iscrivo subito. Spero ne facciano parte anche Brenno e Kashiwara perchè più pazzi di loro non ne conosco.
La pazzia scrisse Erasmo da Rotterdam è guida alla saggezza:"Assistetemi dunque per un poco, figlie di Giove, finché non dimostri che nessuno senza la guida della follia può accedere alla sapienza, a quella che chiamano la rocca della felicità.
In primo luogo, è pacifico che tutte le passioni rientrano nella sfera della follia: ciò che distingue il savio dal pazzo è che questi si fa guidare dalle passioni, mentre il primo ha per guida la ragione. Perciò gli stoici spogliano il sapiente di tutte le passioni come fossero delle malattie. Tuttavia questi elementi emotivi, non solo assolvono la funzione di guide per chi si affretta verso il porto della sapienza, ma nell'esercizio della virtù vengono sempre in aiuto spronando e stimolando, come forze che esortano al bene. Anche se qui fieramente leva la sua protesta Seneca, col suo stoicismo integrale, negando al sapiente ogni passione. Ma così facendo distrugge anche l'uomo e crea al suo posto un Dio di nuovo genere, che non è mai esistito e non esisterà mai; anzi, per parlare ancora più chiaro, scolpisce la statua di un uomo di marmo, privo d'intelligenza e di qualunque sentimento umano. Perciò, se lo desiderano, si godano pure il loro saggio, che potranno amare senza rivali, e dimorino con lui nella Repubblica di Platone, o, se preferiscono, nel mondo delle idee, o nei giardini di Tantalo.
Chi, infatti, non sfuggirà con orrore come spettro mostruoso un uomo così fatto, sordo ad ogni naturale richiamo, incapace d'amore o di pietà, come "una dura selce o una rupe Marpesia"? Un uomo cui non sfugge nulla, che non sbaglia mai, ma che con l'occhio acuto di Linceo tutto vede, tutto pesa con assoluta precisione, nulla perdona; solo di sé contento, lui solo ricco, lui solo sano, lui solo re, lui solo libero. Per dirla in breve, lui solo tutto (e solo a suo giudizio); senza amici, pronto a mandare all'inferno gli stessi Dèi, e che condanna come insensato e risibile tutto ciò che si fa nella vita. Eppure quel perfetto sapiente è proprio un animale fatto così. Ma, di grazia, se si dovesse decidere con i voti, quale città lo vorrebbe come magistrato, quale esercito lo designerebbe come capo? Quale donna vorrebbe o sopporterebbe un simile marito, quale anfitrione un simile convitato, quale servo un padrone con questi costumi? Chi non preferirebbe un uomo qualunque, uno della folla dei pazzi più segnalati, che, pazzo com'è, possa comandare o obbedire ad altri pazzi, attirando la simpatia dei suoi simili, che poi sono tanti? Gentile con la moglie, gradito agli amici, buon commensale; uno con cui si possa convivere, che, infine, non ritenga estraneo a sé niente di ciò che è umano? Ma ormai del sapiente ne ho abbastanza".
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