Source: http://www.sindacatofsi.it/2015/04/06/docenti-astensione-obbligatoria-retribuzione-piena-congedo-parentale/
Timestamp: 2018-04-21 06:07:28+00:00
Document Index: 102933207

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 17']

Docenti, astensione obbligatoria, retribuzione piena, congedo parentale | Sindacato FSI
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Docenti, astensione obbligatoria, retribuzione piena, congedo parentale
Sentenza 12 dicembre 2013 – 28 gennaio 2014, n. 1835
(Presidente Curzio, Relatore Mancino)
8. ebbene l’art. 11 (“Congedi parentali”) del ccnl del 15-3-2001 del Comparto Scuola (successivo alla L. 8 marzo 2000, n. 53, ma anteriore al D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151), premesso che (commi 1 e 2) “Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nella L. n. 1204 del 1971, come modificata ed integrata dalle L. n. 903 del 1977, e L. n. 53 del 2000”, e che “Nel presente articolo tutti i richiami alle disposizioni della L. n. 1204 del 1971, e della, L. n. 903 del 1977, si intendono riferiti al testo degli articoli di tali leggi risultante dalle modificazioni, integrazioni e sostituzioni introdotte dalla L. n. 53 del 2000”, al comma 3 stabilisce che: “Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi della L. n. 1204 del 1971, artt. 4 e 5, alla lavoratrice o al lavoratore … spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti che competono nei casi di malattia superiore a 15 giorni consecutivi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, secondo la disciplina di cui all’art. 23 del CCNL 4-8-1995” ed al comma 5, dispone che; “Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dalla L. n. 1204 del 1971, art. 7, comma 1, lett. a), e successive modificazioni e integrazioni, per le lavoratoci madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute”;
13. l’art. 21 del ccnl 4-8-1995 che disciplinava i “Permessi retribuiti” con riferimento al “dipendente della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato”, al comma 7 stabiliva infatti che “alle lavoratoci madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi della L. n. 1204 del 1971, art. 4, spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e ricorrenti” e che “nell’ambito del periodo complessivo di astensione facoltativa dal lavoro previsto per le lavoratici madri o, in alternativa, per i lavoratori padri della L. n. 30 dicembre 1971, n. 1204, art. 7, comma 1, integrata dalla L. 9 dicembre 1977, n. 903, fermo restando il trattamento economico del 30 % previsto dalla legge per il restante periodo, i primi trenta giorni, fruibili anche frazionatamente, sono considerati permessi per i quali spetta il trattamento di cui ai commi 4 e 5 (e cioè “l’intera retribuzione esclusi i compensi per attività aggiuntive…”). Dopo il compimento del primo anno di vita del bambino e fino al terzo anno, nei casi previsti dalla L. n. 1204 del 1971, art. 7, comma 2, alle lavoratici madri ed ai lavoratori padri sono concessi, con le stesse modalità gg. 30 per anno di permesso retribuito”;
19. tale esigenza, invece, non ricorreva affatto nel caso della maternità e dei congedi parentali, giacché il ceni del 1995 al riguardo prevedeva una disciplina differenziata, mentre l’art. 11 del ccnl del 2001 contiene una regolamentazione innovativa e complessiva del trattamento economico della maternità e dei congedi parentali, che ha parificato le due categorie di personale, l’art. 17 dello stesso ccnl si limita a chiarire che le disposizioni pregresse, in materia di infortunio sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio (già “dirette alla generalità del personale della scuola”) si applicano ai dipendenti con contratto a tempo determinato “nei limiti di durata della nomina”;