Source: https://ordinepsicologiveneto.it/ita/content/faq-1
Timestamp: 2018-11-18 14:25:48+00:00
Document Index: 45194287

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 2233', 'art.2', 'art. 5', 'art. 3']

FAQ | Ordine psicologi Veneto
Come ci si collega all'area riservata del sito?
L’Area riservata è dedicata agli psicologi iscritti all’Ordine.
Le credenziali di accesso saranno fornite dall’Ordine stesso.
Nell'area riserva avrai la possibilità di compilare la tua scheda professionale, visionare i webinar presenti nella biblioteca multimediale, visualizzare tutti i documenti riservati agli iscritti.
Come posso attivare la mia PEC (Posta Elettronica Certificata)?
Le informazioni per richiedere l'attivazione di una casella di Posta Elettronica Certificata sono contenute nella pagina seguente:
http://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/convenzioni-posta-elettronica/
Come posso attivare la mia casella di posta elettronica dell’Ordine?
Le informazioni per richiedere l'attivazione di una casella e-mail dell'Ordine sono contenute nella pagina seguente:
Come posso iscrivermi all’Albo?
Per iscriversi alI’Albo è necessario compilare i seguenti moduli e inviarli a mezzo posta
Come posso iscrivermi come psicoterapeuta (ex art. 3)?
Per iscriversi come psicoterapeuta è necessario compilare i seguenti moduli e inviarli a mezzo posta, fax o PEC
Come posso trasferirmi da un Ordine ad un altro?
Per i trasferimenti è necessario compilare i seguenti moduli al seguente link (qui) e inviarli a mezzo posta
Come posso cancellarmi dall’Albo?
Per le cancellazioni è necessario compilare i seguenti moduli e inviarli a mezzo posta
Come posso richiedere l’attestazione dei crediti ECM per i tutor?
Per la richiesta di attestazione dei crediti ECM devi compilare il seguente modulo: crediti ECM link a modulo e seguire le istruzioni per la presentazione della domanda
Come posso richiedere il Patrocinio, l’indirizzario degli iscritti, la pubblicazione degli eventi, la concessione per l’uso delle sale dell’Ordine?
Per la modulistica cliccare qui
Clicca qui per visionare il Regolamento dell'Ordine in materia
Come e dove posso fare Pubblicità professionale?
Per informazioni sulla pubblicità professionale per psicologi dipendenti, in rapporto di convenzione con il SSN o liberi professionisti, consultare l'area Professione>>Normative>>Pubblicità e Professione
Chi può presentare un esposto?
Tutti coloro che ritengano ci siano i requisiti per presentare un esposto hanno la possibilità farlo.
L'Ordine procederà d’ufficio all’approfondimento dei presunti illeciti deontologici.
Quando è possibile segnalare un abuso
Secondo l'articolo n.348 del Codice Penale, "Chiunque esercita una professione per la quale è richiesta una particolare abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro”.
La segnalazione di un abuso è un obbligo per i professionisti ai sensi dell'art. 8 del Codice Deontologico.
A quale Ente devo rivolgermi per completare la mia formazione universitaria?
Per motivi etici, non è compito dell’Ordine consigliare un ente di formazione rispetto ad altri.
Per questo vi invitiamo a consultare l’elenco delle scuole di specializzazione che le trovi qui
Per iscrivermi alla scuola di specializzazione devo prima aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione?
I laureati possono iscriversi ai corsi di specializzazione prima di aver superato l’esame di stato, purchè l’abilitazione alla professione avvenga entro la prima sessione utile successiva all’effettivo all’inizio dei corsi e provvedano nei trenta giorni successivi alla decorrenza dell’abilitazione a richiedere l’iscrizione all’Albo professionale.
Questo è quanto stabilito dal D.M. n. 509 del 1999 e successive modificazioni e integrazioni
Quando posso sostenere l’esame finale della scuola di specializzazione?
Non è compito dell’Ordine degli Psicologi di autorizzare l’accesso agli esami di specializzazione, ma solo la verifica dei requisiti necessari all’annotazione all’Albo relativa all’esercizio della pratica psicoterapeutica.
Per contro, come è compito dell’Università di verificare che lo studente abbia i requisiti necessari al conseguimento della laurea (esami, tirocinio, …) così le scuole di specializzazione sono tenute al controllo dei requisiti necessari per l’iscrizione come stabilito dal Decreto Ministeriale n.509 dell’11 dicembre 1998.
FAQ sulla pubblicità professionale sulle novità introdotte dalla Legge 248/06
In seguito all'entrata in vigore della Legge n. 248/2006 (c.d. Legge Bersani), la Commissione Tutela della Professione dell'Ordine del Veneto ha realizzato nelle diverse province del Veneto alcuni incontri informativi, rivolti agli iscritti, che vertevano appunto sulle novità introdotte dalla Legge Bersani. Dalle riflessioni emerse in occasione degli incontri, e per l'esigenza di maggiori chiarimenti su alcuni aspetti della materia, di seguito vengono riportate alcune fra le domande più frequenti in tema di pubblicità professionale, e relative risposte.
Quali sono i principali ambiti di applicazione della Legge Bersani nei riguardi della pubblicità professionale?
La Legge Bersani ha introdotto diversi cambiamenti rispetto alla situazione precedente, superando la vecchia distinzione in pubblicità sanitaria/non sanitaria e configurando una distinzione sostanziale tra Psicologo Libero Professionista (con regolare partita IVA ed iscritto all’Albo professionale) e Psicologo che esercita la professione come Dipendente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o in convenzione con esso. Pertanto solo in quest’ultimo caso rimangono ancora valide e applicabili le disposizioni della normativa precedente, in particolare la L.175/1992 e il D.M. n.657/1994.
Quali sono le principali fonti normative per la pubblicità professionale?
La cornice normativa e i regolamenti cui fare riferimento per la pubblicità professionale sono:
Inoltre, per i colleghi che esercitano la professione di psicologo come dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale o in convenzione con esso, sono ancora vigenti la L.175/1992 e il D.M. n.657/1994.
l'art. 2 della legge n. 248/2006;
il Codice Deontologico degli Psicologi (artt. 2, 8, 38, 39, 40);
l'Atto di indirizzo del Consiglio Nazionale in tema di pubblicità;
Che cos’è la pubblicità professionale?
In base all’analisi del testo della legge Bersani e dell’Atto d’indirizzo del Consiglio Nazionale, è stato ribadito ancora una volta come la pubblicità professionale debba essere intesa e realizzata come servizio per l’informazione alla collettività, teso a rispondere ad un’esigenza conoscitiva da parte del potenziale cliente/utente.
Il legislatore, utilizzando il principio della libera concorrenza nelle prestazioni professionali ha inteso porlo al servizio della tutela dell’utente/cittadino consumatore al fine di una sua libera scelta del professionista a cui rivolgersi, in tal senso la pubblicità professionale è da intendersi essenzialmente come un servizio di informazione alla collettività per orientare l’utente nella scelta del professionista che più corrisponde al suo effettivo bisogno (ad esempio chi soffre di attacchi di panico beneficia del fatto di sapere che il dr. Mario Rossi, psicologo, ha una specifica competenza e preparazione professionale nell’area dei Disturbi d’Ansia), mettendo in connessione, l’offerta con la domanda di Psicologia o di Servizi Psicologici.
In definitiva allo Psicologo è posto come preciso dovere professionale quello di …aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni, e scelte. (art. 39 C.D.).
In quali casi non è consentita la pubblicità professionale?
Non sono consentiti messaggi pubblicitari che non rispondono ad un’esigenza conoscitiva/informativa da parte del potenziale cliente né qualora risultano essere lesivi per l’immagine e la dignità della professione. In particolare, non sono consentiti messaggi di tipo auto-promozionale finalizzati al procacciamento della clientela, soprattutto se in contrasto con il principio deontologico della colleganza tra colleghi (ad esempio la pubblicità comparata); di tipo surrettizio o ingannevole ossia inducente false o eccessive aspettative nell’utente (ad esempio la speranza di una completa e rapida guarigione, cadendo/scadendo nello stereotipo negativo “del guaritore”) o di tipo meramente commerciale quali slogan, pubblicità “strillata”.
Considerazioni a proposito di tariffe e onorario “minimo”
Tra i requisiti di base per un adeguato esercizio professionale si pongono:
E’ notorio che qualsiasi bene o servizio ha un livello minimo di costi di produzione da sostenere al di sotto del quale la qualità non può essere garantita. Questo elementare principio vale sia per la produzione di beni materiali e ancor più per le prestazioni e i servizi di un professionista, il quale da sempre sottoposto alla liberalizzazione a livello libero professionale, ne determinerebbe una situazione fortemente impattante sulla qualità dei servizi psicologici resi all’utente/paziente finale (se impostata esclusivamente in una logica al ribasso) con effetti non trascurabili sulla professione in generale e sul singolo professionista.
la formazione di base;
i tirocini professionalizzanti;
la conoscenza e il rispetto delle norme deontologiche;
mantenere livelli minimi tariffari che permettono di erogare prestazioni in condizioni oggettivamente adeguate.
Quali sono i principali contenuti del messaggio pubblicitario (Artt. 4 e 5 dell’Atto d’indirizzo)?
La pubblicità informativa può avere il seguente contenuto, sulla base dei criteri di trasparenza e di veridicità del messaggio e in un’ottica di servizio alla collettività:
Dati Personali (nome, cognome, n. d’iscrizione all’albo, indirizzo, numero telefonico ed eventuale recapito del professionista, orario delle visite e di apertura al pubblico, indirizzo e-mail, etc.);
Titoli di Studio sono:
Titoli di Laurea come “Dottore in psicologia” con l’eventuale menzione dell’indirizzo specifico.
Titoli di Specializzazione come:
“Specialista in...” (titolo della scuola di specializzazione universitaria ad es. del ciclo di vita, psicologia clinica);
“Specialista in Psicoterapia” se il diploma è stato ottenuto con un corso di specializzazione in psicoterapia attivato presso un istituto privato riconosciuto dal MIUR.
Titoli di Formazione post-laurea (corsi di Perfezionamento, Master universitario, etc.)
Titoli Professionali come “Psicologo”, “Psicologo – Psicoterapeuta ….” (con possibile indicazione del setting, dell’indirizzo e dell’area di riferimento)
Titoli di Carriera, accademici e di ruolo in campo psicologico, come “psicologo dirigente”, “professore in...” (materia di insegnamento psicologico) con eventuale menzione di “ordinario, associato, a contratto o ricercatore universitario” specificando l’Università o l’Istituto Statale di ricerca”;
Onorificenze concesse o riconosciute dallo Stato come “Cavaliere,” cariche istituzionali, etc.;
Per quanto riguarda le caratteristiche del servizio offerto è possibile pubblicizzare:
l’area specifica nella quale si esercita la professione, ad esempio: “psicologia del lavoro e delle organizzazioni”, “psicologia scolastica”, “psicologia di comunità”, “psicologia dello sport”, “psico-oncologia”, “neuropsicologia”, “psicologia del traffico”, etc;
i settori nei quali si è maturata l’esperienza professionale, ad esempio “Formazione psicologica per insegnati e genitori”, “Elaborazione di progetti di comunità”, .
Inoltre si può pubblicizzare:
il setting o ambito: “terapia individuale”, “terapia di gruppo”, “terapia familiare e/o di coppia”, “terapia infantile e/o dell’adolescente”, etc;
l’indirizzo teorico clinico di riferimento relativo alla formazione conseguita (ad esempio:psicoanalitico, psicodinamico, sistemico, cognitivo-comportamentale, analitico- transazionale etc).
E’ inoltre possibile pubblicizzare i costi complessivi delle prestazioni offerte. La misura del compenso indicato deve essere adeguata all’importanza dell’opera ed al decoro della professione secondo i principi dettati dall’art. 2233 del Codice Civile, nonché dal Codice deontologico degli psicologi italiani. Per quanto attiene l’esercizio della professione resa nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, si deve fare riferimento alle tariffe in vigore ad esso relative.
Per inciso, va rilevato come l’Atto d’indirizzo vieti esplicitamente l’utilizzo del termine “esperto” in quanto ritenuto “…fuorviante per la trasparenza del messaggio”.
Quali sono le principali Forme di pubblicità (Art. 2 Atto d’indirizzo)?
Agli iscritti all’Ordine del Veneto, nonché agli iscritti ad altri Ordini Regionali e Provinciali comunque operanti sul territorio del Veneto, è consentita la pubblicità mediante:
Per la carta intestata ed i biglietti da visita, recanti unicamente i titoli di studio e professionali ed i dati anagrafici, non è necessaria alcuna richiesta di parere favorevole al Consiglio dell’Ordine, qualora non siano esposti o resi visibili al pubblico. Tuttavia il testo ivi contenuto deve rispondere a tutte le disposizioni specificate negli artt. 4 e 5 dell’Atto d’indirizzo.
Tutto ciò rimane nell’ambito di una pubblicità informativa e al Consiglio dell’Ordine, nella sua veste di rappresentante istituzionale della Professione, è demandato il compito di verificare il messaggio secondo i criteri di trasparenza e veridicità nell’ambito della garanzia della qualità delle prestazioni professionali a tutela dell’utente, nonché adoperarsi nella promozione della tutela e del rispetto della dignità della professione.
inserzioni sugli elenchi telefonici, sugli elenchi generali di categoria, attraverso i periodici destinati agli esercenti le professioni sanitarie ed attraverso giornali, quotidiani e periodici di informazione;
inserzioni sulle pagine Web e sito Internet;
inserzioni su carta intestata, su biglietti da visita;
ogni altro mezzo, purché …venga realizzata secondo criteri di trasparenza e di veridicità del messaggio e in un’ottica di servizio alla collettività, prestando particolare attenzione alla sua influenza sull’utenza e al rispetto del decoro e della dignità della professione, ai sensi degli artt. 2, 8, 38, 39, e 40 del Codice Deontologico degli Psicologi.
Pubblicità tramite Volantini/Dépliant.
Sentito anche il parere dello studio legale dell’Ordine (Studio Benvenuti, Avvocato A. Pavanini di Venezia), a proposito della facoltà dello psicologo libero professionista di esercitare il suo diritto a farsi pubblicità con qualsiasi mezzo e quindi anche attraverso volantini o dépliant, se ne riporta lo stralcio che illustra il punto “….si ritiene che l’impiego di questi mezzi sia legittimo, se esercitato <>, in conformità, quindi, al criterio del decoro della professione. Infatti, con l’esclusivo riferimento allo psicologo libero professionista, è dato ritenere che una pubblicità realizzata a mezzo volantini/dépliants, possa integrare la categoria di pubblicità individuata in via residuale dall’Atto d’indirizzo, sussumibile entro la categoria di ogni altro mezzo purchè “… venga realizzata secondo criteri di trasparenza e di veridicità del messaggio e in un’ottica di servizio alla collettività, prestando particolare attenzione alla sua influenza sull’utenza e al rispetto del decoro e della dignità della professione, ai sensi degli artt. 2, 8, 38, 39, e 40 del Codice Deontologico degli Psicologi.” (art.2 Atto d’indirizzo). Risulta evidente che un eventuale ricorso a dépliants diffusi in maniera massiva a mezzo posta o a prassi di volantinaggio capillare si porrebbe in contrasto con le forme di pubblicità consentite, e ciò, senza dover arrivare a situazioni limite, per le quali la giurisprudenza ha addirittura statuito la risarcibilità del danno esistenziale rappresentato dal fastidio arrecato al soggetto costretto a svuotare quotidianamente la propria cassetta postale del materiale pubblicitario indesiderato o non espressamente richiesto (Giudice di Pace di Bari, 22 dicembre 2003)”.
In ogni caso anche nell’utilizzo di mezzi pubblicitari quali Volantini/Dépliant/Brochure/ o di altri qualsiasi altro strumento, secondo quanto indicato dalla vigente normativa, il libero professionista deve darne preventiva comunicazione all’Ordine professionale di appartenenza, qualora esso sia esposto e visibile quindi al pubblico. Si ricorda altresì, che anche in questi casi la valutazione verterà sui titoli professionali e sulle eventuali specializzazioni e percorsi di formazione e professionali post laurea e sulle descrizioni relative alle caratteristiche del servizio professionale offerto dal professionista e posto in evidenza nel messaggio che intende divulgare. In particolare per quanto riguarda le “caratteristiche del servizio professionale offerto”, si ricorda che esse sono trattate ampiamente all’art. 5 dell’Atto d’Indirizzo, e che anch’esse devono rispondere ad esigenze di tipo conoscitivo/informativo per l’Utente/Paziente e che quindi non sono consentiti messaggi autopromozionali, di tipo commerciale o che inducano nello stesso false o eccessive aspettative. Il linguaggio utilizzato pertanto deve uniformarsi ed ispirarsi a quello culturale e scientifico proprio della nostra disciplina, facendo particolare attenzione al contesto in sui esso andrà diffuso, privilegiando contesti professionali e istituzionali decorosi per l’immagine della professione (ad esempio poliambulatori, studi professionali, istituti scolastici, associazioni socio-culturali-scientifiche, etc.)
A tal fine appare utile, come indicazione generale, consultare come fonte ufficiale delle prestazioni professionali il Ns Nomenclatore-Tariffario dove sono descritte gli ambiti e le prestazioni professionali dello Psicologo.
Pubblicità nelle pagine WEB
Anche la pubblicità su Internet va intesa e realizzata come servizio di informazione per la collettività, pertanto il messaggio deve essere veritiero e formulato in termini oggettivi, senza alcuna finalità promozionale e nel rispetto della dignità professionale e conforme ai criteri della serietà scientifica e alla tutela dell’immagine professionale. Utilizzando come metafora la targa professionale (apposta sulla porta dello studio), nell’home page del sito dovranno trovare spazio innanzitutto quei dati che meglio informano l’utente sulla persona del professionista e sulle qualifiche professionali da esso possedute, quali i dati identificativi personali, i titoli professionali e le specializzazioni. A tal fine si consiglia di inserire, in calce, alla prima pagina del sito, una dicitura che ne confermi la veridicità e la trasparenza così come verificata dall’Ordine di appartenenza (ad esempio “Dati identificativi personali, titoli professionali e di specializzazione verificati dall’Ordine degli Psicologi del Veneto, in data….”). L’Ordine si riserva, pertanto, la facoltà di verificare l’aderenza ai principi e caratteristiche sopra elencati e di vigilare sulla conformità del contenuto delle altre pagine del sito (le stanze interne allo studio), secondo le disposizioni della normativa vigente in tema di pubblicità professionale, del codice deontologico e della Legge 56/89.
In generale i siti o le inserzioni in siti Web possono contenere oltre a quanto previsto dagli artt. 4 e 5 dell’Atto di indirizzo, anche informazioni di carattere descrittivo circa le caratteristiche del servizio professionale offerto, oltre a materiale culturale-scientifico afferente in generale alla Psicologia (ad esempio con tesi di laurea, articoli e proprie pubblicazioni con precise indicazione delle fonti bibliografiche, recensioni libri, progetti professionali, etc) e ad informazioni inerenti al curriculum formativo e professionale dell’iscritto. Anche in questo caso può essere utile, come indicazione generale, nello stilare e predisporre il messaggio, nella parte relativa alla descrizione del servizio offerto, consultare il Ns Tariffario dove sono descritte gli ambiti e le prestazioni professionali dello Psicologo.
Uso di Simboli o Loghi
Per quanto riguarda l’uso di simboli, è sempre stato un preciso orientamento dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, privilegiare l’utilizzo del simbolo della professione al fine di contribuire a diffondere all’esterno un’immagine più omogenea e più riconoscibile possibile della ns categoria professionale. Attesa comunque la possibilità di utilizzare altra simbologia, questa non deve entrare in contrasto con la tutela dell’immagine e della dignità professionale, essendo questi dei precisi precetti del ns codice deontologico. Pertanto (nel caso di simbolo diverso da quello professionale) è preferibile utilizzare simboli che abbiano un preciso e coerente riferimento alla realtà culturale e scientifica della Psicologia (ad esempio il simbolo anche stilizzato della propria Teoria/Modello di riferimento, della Scuola di specializzazione; di Associazioni scientifico-culturali, professionali etc. legate alla Psicologia o ad essa positivamente collegate). Attesa comunque la facoltà dello psicologo libero professionista all’utilizzo di altra simbologia, ciò rimanda comunque ad una valutazione di tipo discrezionale dell’Ordine di natura propriamente deontologica.
A quale Ordine si deve rivolgere la domanda di pubblicità, in caso di messaggio diffuso in più regioni?
L’art. 3 dell’Atto di indirizzo prevede che qualora l’informazione pubblicitaria agisca su un territorio pluriregionale o nazionale (come nei casi delle pagine Web), la domanda va inoltrata all’Ordine di iscrizione.
Iter di valutazione interna della domanda e tempi di risposta
Si ricorda che la domanda dell’iscritto che giunge all’Ordine, dapprima deve essere esaminata dalla Commissione Tutela e solo successivamente viene sottoposta al parere del Consiglio, che di norma si riunisce una volta al mese (esclusi i periodi feriali). In sostanza, per le domande di pubblicità “semplici” (artt. 4 e 5 Atto d’indirizzo), riportanti i soli dati anagrafici e personali dell’iscritto e i titoli professionali, eventuale specializzazione come ad esempio “Dr. Mario Rossi, Psicologo-Psicoterapeuta, Master in ….; Psicologia Giuridica, riceve su appuntamento, indirizzo, telefono…etc.”, i tempi di comunicazione di un eventuale parere di non conformità, si riducono significativamente (a circa 30 giorni che corrisponde alla prima data utile in cui si riunisce il Consiglio). Diversamente il tempo di attesa può dilatarsi qualora si tratti di messaggi pubblicitari più complessi e articolati che richiedono maggiore tempo per il loro approfondimento come da Atto di Indirizzo del CNOP.
Procedura per la domanda di pubblicità
Gli iscritti che intendono svolgere pubblicità informativa sono tenuti a trasmettere al Consiglio dell’Ordine in via preventiva (prima della sua divulgazione) la domanda di pubblicità con il testo integrale secondo il Modulo scaricabile dal sito internet dell’Ordine www.ordinepsicologiveneto.it.
Nella domanda va riportato in forma completa:
il contenuto integrale del messaggio con i dati personali, i titoli professionali e specializzazioni, ecc. (artt. 4 e 5 dell’Atto d’indirizzo);
il tipo di mezzo pubblicitario che s’intende utilizzare (targa, inserzione su elenchi,pagine web, etc.);
il contesto in cui s’intende diffonderlo (ad esempio presso un poliambulatorio specialistico, scuole, etc.).
Tramite lo strumento dell’autocertificazione l’iscritto è agevolato nel predisporre la domanda in quanto può dichiarare, ai sensi DPR n. 445/2000 (allegando alla domanda copia di un documento valido d’Identità), sotto la sua personale responsabilità di possedere i titoli o le esperienze professionali in quei specifici ambiti o aree della psicologia, qualora questi siano espressamente riportati nel messaggio informativo che intende diffondere, senza più l’obbligo di fornire ulteriore documentazione probante. Si richiama pertanto l’attenzione degli iscritti sulle responsabilità personali (di tipo penale), previste dal DPR 445/2000 in caso di dichiarazioni non veritiere.
Si ricorda, inoltre, che per lo Psicologo libero professionista non c’è più l’obbligo di allegare alla comunicazione da rivolgere all’Ordine la richiesta di autorizzazione del Sindaco, fermo restando il rispetto delle normative dell'Amministrazione comunale.
Attesa e confermata la responsabilità dell’Ordine di verificare la trasparenza e la veridicità dei messaggi pubblicitari nonché l’uniformità degli stessi ai precetti deontologici della professione di psicologo, rimane la facoltà dell’Ordine di inibire, anche ad utilizzo iniziato, la diffusione di messaggi pubblicitari in cui emerga la loro non veridicità/non trasparenza di quanto affermato, nonché il potere di sanzionare disciplinarmente chi non proceda nella previa comunicazione o proceda alla diffusione nonostante il contrario parere dell’Ordine o invii documentazioni o dichiarazioni false o comunque tali da non consentire la trasparenza delle informazioni relative ai titoli, specializzazioni e caratteristiche del servizio offerto. In sintesi l’attività dell’Ordine si esplica essenzialmente in:
una funzione di verifica e controllo preventivo rispetto alla divulgazione del messaggio pubblicitario in base a criteri di trasparenza e veridicità (che potrebbe avere contenuto ingannevole o lesivo dell’immagine dello psicologo);
una facoltà inibitoria, anche ad utilizzo iniziato, alla diffusione di messaggi in cui emerga la non veridicità/trasparenza di quanto affermato;
una facoltà di procedere disciplinarmente nei confronti di chi non
dia previa comunicazione all’ordine;
proceda alla diffusione di messaggi difformi da quelli autorizzati;
invia documenti o faccia dichiarazioni false o comunque non trasparenti.