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Timestamp: 2020-03-29 00:11:32+00:00
Document Index: 15934074

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 13']

Centrale dei Rischi. Foglio Informativo della Banca d’Italia sul servizio centralizzato di rilevazione dei rischi | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
9 Aprile 2001 In Diritto bancario
A cura di Maurizio Tidona, Avvocato
Foglio informativo della Banca d’Italia
Il servizio centralizzato dei rischi gestito dalla Banca d’Italia[1] , denominato Centrale dei rischi, è disciplinato:
• dalla delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 20 aprile 1994, assunta ai sensi degli artt. 53, comma 1, lett. b) 67, comma 1, lett. b), e 107, comma 2, del d-lgs 1° settembre 1993, 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;
• dalle norme attuative emanate dalla Banca d’Italia in conformità delle menzionata delibera.
Gli intermediari segnalanti sono tenuti a fornire alla Banca d’Italia i dati relativi all’indebitamento della clientela ai fini dello svolgimento del servizio centralizzato dei rischi in base agli artt. 51, 66, comma 1, e 107, comma 3, del citato Testo unico.
2. Scopo del servizio centralizzato dei rischi
La Centrale dei rischi è un sistema informativo che accentra le informazioni sugli affidamenti concessi da ciascun intermediario ai singoli clienti (persone fisiche e giuridiche) per la successiva restituzione agli intermediari stessi dell’indebitamento globale dei rispettivi clienti verso il sistema (cd. posizione globale di rischi).
La Banca d’Italia, attraverso la Centrale dei rischi, fornisce ai segnalanti un’informativa utile, anche se non esaustiva, per la valutazione del merito creditizio della clientela e in generale per la gestione del rischio di credito. L’obiettivo perseguito è di contribuire a migliorare la qualità degli impieghi degli intermediari partecipanti e, in ultima analisi, ad accrescere la stabilità del sistema creditizio e finanziario.
Partecipano al servizio centralizzato dei rischi:
• le banche iscritte nell’albo di cui all’art. 13 del Testo unico (banche italiane e filiali di banche comunitarie ed extracomunitarie stabilite nel territorio della Repubblica);
• Gli intermediari finanziari iscritti nell’albo e/o nell’elenco speciale di cui agli articoli, rispettivamente, 64 e 107 del Testo unico i quali esercitano in via esclusiva o prevalente l’attività di finanziamento sotto qualsiasi forma, come definita dall’art. 2 del decreto del Ministero del Tesoro del 6 luglio 1994 (l’attività di finanziamento si considera prevalente quando essa rappresenta oltre il 50 per cento degli elementi dell’attivo). Sono esonerati dall’obbligo di partecipazione al servizio gli intermediari finanziari per i quali l’attività di credito al consumo o di gestione di crediti della specie rappresenti oltre il 50 per cento dell’attività di finanziamento [2].
Gli intermediari partecipanti segnalano anche i crediti concessi dalle proprie filiali estese a soggetti residenti in Italia.
4. Natura riservata dei dati della Centrale dei rischi – Legge 675/1996
I dati personali censiti dalla Centrale dei rischi hanno carattere riservato. L’obbligo di riservatezza va osservato dagli intermediari partecipanti nei confronti di qualsiasi persona estranea all’amministrazione dei rischi.
Poiché per lo svolgimento del servizio centralizzato dei rischi non sussistono esigenze di riservatezza nei confronti dei diretti interessati, la delibera CICR del 29 marzo 1994 stabilisce che i soggetti censiti nelle anagrafi della Centrale dei rischi possono chiedere di conoscere le informazioni registrate a loro nome. In particolare, gli intermediari segnalanti – in base alle disposizioni attuative emanate dalla banca d’Italia – sono tenuti a comunicare all’interessato i dati che lo riguardano contenuti nei flussi di ritorno della Centrale dei rischi; la Banca d’Italia, da parte sua, sempre su richiesta dell’interessato, fornisce il dettaglio delle segnalazioni di rischio prodotte dai singoli intermediari segnalanti.
Per quanto riguarda le previsioni della legge 675/1996 (“Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”), si fa presente che:
• la Banca d’Italia è ente pubblico non economico e, pertanto, per il trattamento dei dati della Centrale dei rischi può prescindere dal consenso degli interessi: l’art. 11, comma 1, della L. 675 infatti riserva tale obbligo ai privati e agli enti pubblici economici che effettuano trattamenti di dati personali;
• gli intermediari segnalanti – essendo tenuti a fornire alla Banca d’Italia i dati relativi all’indebitamento della clientela in base ai richiamati artt. 51, 66, comma 1, e 107, comma 3, del testo unico – sono esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso degli interessati per comunicare i dati in discorso alla Centrale dei rischi: l’art. 20, comma 1, lett. c, della L. 675 consente infatti ai privati e agli enti pubblici economici di prescindere dal consenso dell’interessato per la comunicazione a terzi di dati personali quando la comunicazione stessa abbia luogo “in adempimento di un obbligo previsto dalla legge, da regolamento o dalla normativa comunitaria”;
• i dati della Centrale dei rischi sono trattati in base alle richiamate disposizioni di legge attributive del potere di raccolta dei dati stessi (cfr. par. 1 e 2) e sono richiesti per “finalità di controllo degli intermediari e dei mercanti creditizi e finanziari” e di “tutela della loro stabilità”; ne discende che, secondo quanto previsto dall’art. 14, comma 1, lett. d) della L. 675/96, non sono esercitabili i diritti di cui all’art. 13, comma 1, lett. c) e d) della medesima legge che consentono all’interessato di conoscere i dati personali che riguardano nonché di ottenerne l’aggiornamento, la rettificazione o l’integrazione dei dati.
5. Funzionamento della Centrale dei rischi
5.1. Presupposti per la segnalazione di un soggetto alla Centrale dei rischi
Gli intermediari segnalano mensilmente alla Banca d’Italia gli affidamenti concessi a ciascun cliente, singolarmente e in cointestazione con altri soggetti. Oltre alle cointestazioni, la Centrale dei rischi rileva anche i rapporti di coobbligazione esistenti tra le società censite e i soci che rispondono illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni assunte dalle società stesse verso l’intermediario (società di fatto: società semplice; società in nome collettivo; società in accomandita semplice e società in accomandita per azioni, limitatamente ai soci accomandatari).
La segnalazione alla Centrale dei rischi è dovuta se, alla data di riferimento, il cliente goda di crediti per cassa o firma complessivamente o abbia rilasciato garanzie personali per importi pari o superiori a 150 milioni di lire (77.469 euro) ovvero abbia in essere operazioni per il medesimo, importo censibili nella Sezione informativa del prospetto dei dati descritti nel paragrafo 6; se il cliente è in sofferenza la posizione deve comunque essere segnalata, a prescindere dall’importo del credito.
La segnalazione non è più dovuta a partire dal mese nel corso del quale il credito è sceso al di sotto dei suddetti limiti di censimento ovvero il rapporto si è estinto. In ogni caso il venir meno dell’obbligo di segnalazione non comporta la cancellazione delle segnalazioni relative alle rilevazioni precedenti[3].
Dal gennaio 1999 gli intermediari possono inviare le segnalazioni in milioni di lire (previo arrotondamento alle 500.000 lire inferiori o superiori) o in unità di euro (previo arrotondamento all’unità inferiore o superiore).
5.2. Rilevazione mensile
La rilevazione mensile viene effettuata, aggregando in capo a ciascun nominativo censito le segnalazioni di rischio trasmesse dagli intermediari; dette segnalazioni riflettono le risultanze della contabilità aziendale all’ultimo giorno lavorativo del mese di riferimento e devono essere inviate entro il giorno 25 del mese successivo[4].
Conclusa la rilevazione, la Centrale dei rischi invia ad ogni intermediario un flusso di ritorno personalizzato che riporta l’indebitamento complessivo verso il sistema (espresso in unità di euro) dei singoli clienti segnalati dall’intermediario stesso e delle relative coobbligazioni.
Di norma le informazioni della rilevazione mensile sono disponibili non prima di 40 giorni dalla fine del mese di riferimento.
5.3. Servizio di prima informazione
Gli intermediari, utilizzando il cd. “servizio di prima informazione”, hanno facoltà di chiedere informazioni sulla posizione globale di rischio di soggetti che essi non segnalano, a condizioni che le richieste siano avanzate per finalità connesse con l’assunzione e la gestione del rischio nelle sue diverse configurazioni
In particolare le richieste di prima informazione possono riguardare:
• soggetti gia affidati per importi inferiori alla soglia di rilevazione:
• soggetti per i quali sia stato avviato un processo istruttorio propedeutico all’instaurazione di un rapporto di natura creditizia o comunque comportante l’assunzione di un rischio;
• altri nominativi che presentino un collegamento di tipo giuridico o economico con i soggetti sopra indicati, purché l’informazione che si intende richiedere risulti oggettivamente strumentale rispetto a una compiuta valutazione di questi ultimi.
Gli intermediari, tramite il servizio di prima informazione possono accedere esclusivamente ai dati delle ultime dodici rilevazioni.
Tutte le richieste di prima informazione effettuate dagli intermediari sui singoli soggetti censiti vengono memorizzati negli archivi della Centrale dei rischi.
5.4. Rettifiche alle segnalazioni
i dati registrati negli archivi della Centrale dei rischi derivano dalla elaborazione automatica delle segnalazioni trasmesse dagli intermediari partecipanti al servizio, ai quali pertanto compete la responsabilità circa l’esattezza delle stesse; ad essi compete inoltre la valutazione circa l’esistenza dei presupposti per l’appostazione dei crediti a sofferenza[5].
Ne consegue che la Banca d’Italia non può apportare di propria iniziativa variazioni alle segnalazioni ricevute.
Nel caso in cui gli intermediari – a seguito di controlli effettuati di iniziativa ovvero su richiesta della Banca d’Italia – rilevino errori nelle segnalazioni di rischio, devono inviare le relative rettifiche con riferimento all’intero periodo interrogabile tramite il servizio di prima informazione (come detto le ultime dodici rilevazioni); a cura della Centrale dei rischi, tali rettifiche vengono portate a conoscenza di tutti gli altri intermediari interessati.
Gli esposti dei diretti interessati circa possibili inesattezza nelle segnalazioni al servizio centralizzato dei rischi vengono tenuti in debito conto ai fini del regolare svolgimento dello stesso. A seguito delle contestazioni dei diretti interessati la Banca d’Italia provvede in caso di errore.
L’interessato inoltre – sulla base del prospetto dei dati fornitogli dalla Banca d’Italia, che riportano in dettaglio le segnalazioni delle singole banche – può contattare direttamente l’intermediario che ha effettuato la segnalazione ritenuta inesatta per chiederne la rettifica.
6. Prospetto dei dati
Il prospetto dei dati per i diretti interessati contiene le informazioni esistenti negli archivi della Centrale dei rischi al momento dell’elaborazione dello stesso; esso riporta i dati anagrafici del richiedente e le segnalazioni di rischio trasmesse da ciascun intermediario, relative ai rapporti di cui l’interessato stesso è titolare singolarmente e/o in cointestazione[6].
Il prospetto è strutturato in maniera diversa a secondo che le richieste riguardino scadenze sino al dicembre ’96 ovvero quelle del gennaio ’97 in poi; infatti, la riforma della Centrale dei rischi, avviata proprio nel gennaio 1997, ha comportato l’adozione di uno schema più articolato rispetto a quello precedentemente utilizzato.
Il prospetto può essere richiesto su carta o su floppy disk (in forma estesa o in forma compressa)[7].
Esso si compone di un “Foglio dei dati anagrafici” e – per le richieste relative a scadenza dal ’97 in poi – delle Parti A, B, C, D, D1 ed E. Per quelle comprendenti anche o solo scadenza precedenti il ’97, è fornita anche la Parte A/0.
6.1. Foglio dei dati anagrafici
Riporta tutti i dati anagrafici del richiedente, le scadenze per le quali è stata effettuata la ricerca nella base dati della Centrale dei rischi e la data di elaborazione del prospetto. In questo foglio viene evidenziato se l’interessato non risulta segnalato alle scadenze richieste ovvero se non è stato mai censito nella Centrale dei rischi.
6.2. Parte A/O – Segnalazioni di rischio (scadenze fino al dicembre 1996)
Questa parte del prospetto riporta, per ciascuno degli intermediari segnalanti, la denominazione, il comune dove opera lo sportello eletto come referente per il cliente, nonché le segnalazioni di rischio.
Le segnalazioni sono articolate nelle seguenti categorie di censimento:
• operazioni di smobilizzo crediti: finanziamenti volti a consentire alla clientela l’immediata disponibilità di crediti vantati verso terzi non ancora scaduti e per i quali la banca cura l’incasso;
• prestiti diretti: finanziamenti non regolati in conto corrente e non connessi con transazioni di natura commerciale;
• conti correnti: finanziamenti che assumono la forma di una disponibilità in conto corrente in lire, su cui l’affidato opera normalmente mediante assegni bancari;
• operazioni con l’estero: finanziamenti per cassa, indipendentemente a forma tecnica, durata categoria tutte le operazioni in valuta e tutte le operazioni con soggetti non residenti);
• sofferenze: finanziamenti in essere nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, anche non accertato giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dall’esistenza di garanzia o dalla previsione di perdita. Se l’esposizione è costituita, in tutto o in parte, da operazioni di portafoglio commerciale, anticipo salvo buon fine, mutuo o conto corrente ipotecari, la somma degli importi relativi a tali rapporti viene convenzionalmente segnalata anche nell’accordato;
• operazioni con garanzia reale: finanziamenti a breve termine, assistiti interamente da garanzia reale;
• operazioni a medio e lungo termine e varie: finanziamenti in lire, verso soggetti residenti, di durata superiore ai 18 mesi, indipendentemente dalla forma tecnica; vi confluiscono altresì tutti i crediti che non rientrano in una specifica categoria;
• garanzie prestate: tutte le garanzie concesse dalle banche ala propria clientela (fideiussione, avalli, ecc. …);
• garanzie ricevute: garanzie personali in favore di terzi prestate alla banca dal soggetto a nome del quale è fatta la segnalazione.
In corrispondenza delle diverse categorie di censimento vengono indicate le seguenti
tipologie di importi:
• accordato: pari al fido che gli organi competenti dell’intermediario segnalante hanno deliberato di concedere al cliente;
• utilizzato: ammontare del credito erogato al cliente alla data di riferimento .
6.3. Parte A – Segnalazioni di rischio (scadenze successive al dicembre 1996)
Questa parte del prospetto riporta, per ciascuno degli intermediari segnalanti, la denominazione, il comune dove opera lo sportello eletto come referente per il cliente nonché le segnalazioni di rischio.
Le segnalazioni di rischio sono articolate in tre sezioni: “Crediti per cassa e firma”, “Garanzie ricevute” e “Sezione informativa”.
La sezione “Crediti per cassa e firma” comprende le seguenti categorie di censimento:
• rischi autoliquidanti (crediti per cassa): finanziamenti concessi per consentire l’immediata disponibilità di crediti non ancora scaduti vantanti nei confronti di terzi e per i quali l’intermediario segnalante cura l’incasso. Confluiscono in tale categoria le operazioni caratterizzate da un fonte di rimborso predeterminata (es.: anticipi s.b.f., sconto di portafoglio). Nell’ambito di questa categoria viene fornita una specifica evidenza per le operazioni di factoring (anticipi concessi sui crediti già in essere);
• rischi e scadenza (crediti per cassa): operazioni di finanziamento con scadenza fissata contrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata (es.: mutui, anticipazioni attive non regolate in conto corrente) Anche qui sono evidenziati specificamente alcuni particolari tipi di operazioni: leasing, factoring (anticipi su crediti futuri), pronti contro termini, riporti e prestiti subordinati;
• rischi a revoca (crediti per cassa): aperture di credito in conto corrente concesse per elasticità di cassa e per le quali l’intermediario si riserva la facoltà di recedere a prescindere dall’esistenza di una giusta causa (es.: conti correnti attivi senza scadenza predeterminata);
• finanziamenti a procedura concorsuale e altri finanziamenti particolari (crediti per cassa): crediti concessi a organi di una procedura concorsuale e altri affidamenti particolari:
• sofferenze (crediti per cassa): finanziamenti in essere nei confronti di soggetti in stato
di insolvenza, anche non accertato giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente
equiparabili, indipendentemente dall’esistenza di garanzie o dalla previsione di perdita.
• garanzie prestate per operazioni di natura commerciale (crediti di firma): garanzie con le quali l’intermediario, su richiesta del cliente, si impegna a far fronte a eventuali inadempimenti di obbligazioni di natura commerciale dal cliente stesso nei confronti di terzi;
• garanzie prestate per operazioni di natura finanziaria (crediti di firma): garanzie con
le quali l’intermediario, su richiesta del cliente, si impegna a far fronte a eventuali inadempimenti di obbligazioni di natura finanziaria assunte dal cliente stesso nei confronti di terzi
La sezione “Garanzie ricevute” comprende le garanzie personali ricevute dall’intermediario a favore di soggetti affidati dall’intermediario stesso e vengono distinti in garanzie di “prima istanza” e di “seconda istanza”[8].
Nella “Sezione informativa” confluiscono le operazioni effettuate per conto di terzi senza rischio a carico dell’intermediario segnalante; il valore nominale dei crediti ceduti all’intermediario segnalante nell’ambito di operazioni di factoring (distinti a seconda che il soggetto segnalato rivesta il ruolo di cedente o il debitore ceduto); i crediti passati a perdita e i crediti ceduti a terzi dall’intermediazione segnalante[9].
Nell’ambito delle suddette categorie le operazioni vengono distinte ulteriormente in base alla durata residua (lasso di tempo intercorrente tra la data di rilevazione e il termine contrattuale di scadenza dell’operazione segnalata), alla durata originaria (e cioè quella fissata dal contratto di affidamento o rideterminata per effetto di accordi successivi – vale solo per i rischi a scadenza) e alla divisa (euro e valute nazionali dei paesi U.E.M.” o “altre valute”).
In corrispondenza delle diverse categorie di censimento vengono indicati differenti tipologie di importi:
• accordato operativo: ammontare del credito effettivamente utilizzabili dal cliente in quanto il contratto è perfetto ed efficace;
• utilizzato: ammontare del credito erogato o delle garanzie prestate al cliente alla data di riferimento;
• valore garantito: impegno assunto dal garante nei confronti dell’intermediario;
• importo garantito: per i crediti per cassa: quota assistita da pegno, ipoteca e/o privilegio; per le garanzie ricevute, importo corrispondente al minore tra il valore della garanzia e l’utilizzo relativo ai rapporti garantiti;
• importo: ammontare delle operazioni riportate nella “Sezione informativa”.
6.4. Parte B – Note integrative
Contiene una serie di note che integrano i dati riportate nella Parte A: in tal modo vengono fornite tutte le ulteriori informazioni presenti nelle segnalazioni trasmesse dagli intermediari (per esempio: la finalizzazione dell’operazione all’attività di esportazione o di importazione di beni o servizi svolta dal cliente: la circostanza che credito è ristrutturato o in corso di ristrutturazione; l’attivazione delle garanzie; per il factoring, la circostanza che i crediti ceduti siano scaduti, ecc.).
6.5. Parte C – Rettifiche
In questa parte del prospetto – che viene prodotta solo qualora la posizione di rischio sia stata interessata da rettifiche per la scadenza richiesta – vengono riportate le segnalazioni errate, il periodo di permanenza in base dati delle segnalazioni errate e le segnalazioni di rettifica successivamente pervenute alla Centrale dei rischi. [10]
6.6. Parte D – Informazioni sui garanti
Le informazioni sui garanti vengono prodotte solo dietro specifica richiesta dell’interessato. Le informazioni riguardando i dati anagrafici dei soggetti che hanno prestato garanzie personali, gli intermediari presso cui le garanzie sono state prestate, il valore delle garanzie e gli importi garantiti.
6.7. Parte D1 – Garanti – Rettifiche
Questa parte del prospetto ha la stessa struttura della Parte C – Rettifiche” e riguarda le rettifiche alle segnalazioni delle garanzie personali rilasciate dal garante sul conto del garantito (soggetto che ha richiesto i dati).
6.8. Parte E – Elenco delle società di cui richiedente risulta essere socio
Il prospetto riporta i dati anagrafici delle società in cui il soggetto richiedente, sulla base delle informazioni risultanti dagli archivi della Centrale dei rischi, risulti socio alle scadenze richieste.
Le Parti B, C, D, D1 ed E non vengono fornite se la ricerca delle relative informazioni negli archivi della Centrale dei rischi ha dato esito negativo.
[1] Esistono altre iniziative, di carattere privatistico, finalizzate alla centralizzazione dei rischi di importo contenuto (ivi compresi quelli derivanti dalla attività di credito al consumo).
[2] Gli intermediari finanziari sono entrati a far parte della Centrale dei rischi gradualmente a partire dalla rilevazione di luglio 1997.
[3] Ciò vale anche per le segnalazioni di crediti in sofferenza.
[4]Fino al 1996 la rilevazione relativa al mese di agosto non veniva effettuata.
[5] La presenza di eventuali piani di rientro della sofferenza tra intermediario e cliente non comporta automaticamente il passaggio del credito dalla categoria sofferente ad altra categoria di censimento; spetta comunque all’intermediario valutare caso per caso se siano venuti meno i presupposti per l’appostazione a sofferenza.
[6] Sino al 31.12.96, per le caratteristiche architetturali della vecchia Centrale dei rischi, le cointestazioni venivano convenzionalmente segnalate con una cd. denominazione, contenente i dati identificativi dei cointestatari; per motivi di spazio, nel caso di più cointestatari, nella denominazione venivano indicati almeno i primi due, in ordine alfabetico, seguiti dal numero complessivo dei rimanenti cointestatari (es.:Tizio, Caio + 3); a parte venivano segnalati tutti i componenti della cointestazione e a ciascuno di essi veniva attribuito un proprio codice C.R. (cd. sviluppo della cointestazione). Per le scadenza precedenti il gennaio 1997, quindi, se l’interessato non specifica i dati anagrafici di tutti i soggetti facenti parte della cointestazione, non sempre è possibile reperire le informazioni a meno dell’interessato non sia compreso nella “denominazione” della cointestazione stessa.
[7] Il prospetto in forma estesa riporta in chiaro le informazioni diversa dagli importi (es. categorie di censimento, intermediari segnalanti ecc.); pertanto risulta di facile lettura. Quello in forma compressa, riportando in codice tali informazioni, è di comprensione meno immediata ma può essere stampato su un numero inferiore di fogli.
[8] Garanzie personali di seconda istanza sono quelle la cui efficacia è condizionata alla previa escussione del debitore principale e degli eventuali garanti di prima istanza.
[9] Qualora il credito sia ceduto ad una società di cartolarizzazione ex lege 130/99 nel prospetto vengano indicati i dati anagrafici della stessa.
[10] La presenza di un intervallo temporale con tutti gli importi valorizzati a zero sta ad indicare che l’intermediario ha annullato la precedente segnalazione; se tale situazione si verifica nell’ultimo intervallo temporale, la categoria di rischio interessata non presenta importi nella “Parte A – Segnalazioni di rischio”.