Source: http://suem.ulss.tv.it/L251_00-disciplinaprofsan.html
Timestamp: 2018-11-18 08:10:53+00:00
Document Index: 12970974

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 15', 'art.\n46', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 17']

Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonche' della professione ostetrica.
1. Al fine di migliorare l'assistenza e per la qualificazione delle risorse le aziende sanitarie possono istituire il servizio dell'assistenza infermieristica ed ostetrica e possono attribuire l'incarico di dirigente del medesimo servizio. Fino alla data del compimento dei corsi universitari di cui all'articolo 5 della presente legge l'incarico, di durata triennale rinnovabile, e' regolato da contratti a tempo determinato, da stipulare, nel limite numerico indicato dall'articolo 15-septies, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, introdotto dall'articolo 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, dal direttore generale con un appartenente alle professioni di cui all'articolo 1 della presente legge, attraverso idonea procedura selettiva tra i candidati in possesso di requisiti di esperienza e qualificazione professionale predeterminati. Gli incarichi di cui al presente articolo comportano l'obbligo per l'azienda di sopprimere un numero pari di posti di dirigente sanitario nella dotazione organica definita ai sensi della normativa vigente. Per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche si applicano le disposizioni del comma 4 del citato articolo 15-septies. Con specifico atto d'indirizzo del Comitato di settore per il comparto sanita' sono emanate le direttive all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) per la definizione, nell' ambito del contratto collettivo nazionale dell'area della dirigenza dei ruoli sanitario, amministrativo, tecnico e professionale del Servizio sanitario nazionale, del trattamento economico dei dirigenti nominati ai sensi del presente comma nonche' delle modalita' di conferimento, revoca e verifica dell'incarico.
2. Le aziende sanitarie possono conferire incarichi di dirigente, con modalita' analoghe a quelle previste al comma 1, per le professioni sanitarie di cui alla legge 26 febbraio 1999, n. 42, nelle regioni nelle quali sono emanate norme per l'attribuzione della funzione di direzione relativa alle attivita' della specifica area professionale.
3. La legge regionale che disciplina l'attivita' e la composizione del Collegio di direzione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, prevede la partecipazione al medesimo Collegio dei dirigenti aziendali di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo.
Senato della Repubblica (atto n. 251):
Presentato dal sen. Di Orio ed altri il 10 maggio 1996.
Assegnato alle commissioni riunite 7a (Istruzione) e 12a (Igiene), in sede referente, il 19 giugno 1996, con parere delle commissioni 1a, 2a, 5a, 11a e parlamentare per le questioni regionali.
Nuovamente assegnato alla 12a commissione (Igiene) in sede referente, il 23 settembre 1996, con parere delle commissioni 1a, 2a, 5a, 7a, 11a e parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 12a commissione l'8 ottobre 1996; 22 e 28 gennaio 1997; 25 febbraio 1997; 20, 24, 25, 31 marzo 1998, 7 maggio 1998.
Esaminato in aula il 4 gugno 1998 e approvato in un testo unificato il 9 giugno 1998 con numeri 251 (Di Orio ed altri); 431 (Carcarino ed altri); 744 (Lavagnini); 1619 (Servello ed altri); 1648 (Di Orio ed altri); 2019 (Tomassini ed altri).
Camera dei deputati (atto n. 4980):
Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in sede referente, il 17 giugno 1998, con parere delle commissioni I, II, V, VII e XI.
Esaminato dalla XII commissione (Affari sociali), in sede referente, il 4 e 25 marzo 1999; 13, 14 e 27 aprile 1999; 7 luglio 1999.
Assegnato nuovamente alla XII commissione, in sede legislativa, il 15 settembre 1999, con parere delle commissioni I, II, V, VII e XI.
Esaminato dalla XII commissione, in sede legislativa, il 21 settembre 1999.
Assegnato nuovamente alla XII commissione, in sede referente, il 22 settembre 1999, con parere delle commissioni I, II, V, VII e XI.
Assegnato nuovamente alla XII commissione, in sede redigente, il 14 ottobre 1999, con parere delle commissioni I, II, V, VII e XI.
Esaminato dalla XII commissione, in sede redigente, il 20 e 26 ottobre 1999; 10 e 16 novembre 1999; 19 gennaio 2000 e 2 febbraio 2000.
Presentazione del testo degli articoli annunciata il 9 luglio 1999 (atto n. 4980/A - relatore on. Battaglia).
Esaminato in aula e approvato, con modificazioni, il 7 giugno 2000.
Senato della Repubblica (atto numeri 251 - 431 - 744 - 1619 - 1648 2019 B):
Assegnato alla 12a commissione (Igiene), in sede referente, il 15 giugno 2000, con parere delle commissioni 1a, 5a e 7a.
Esaminato dalla 12a commissione, in sede referente, il 22 e 29 giugno 2000.
Assegnato nuovamente alla 12a commissione (Igiene), in sede deliberante, il 13 luglio 2000.
Esaminato ed approvato dalla 12a commissione, in sede deliberante, il 19 luglio 2000.
- Il testo dell'art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell'attivita' amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo), come da ultimo modificato dalla legge 19 ottobre 1999, n. 370, e' il seguente:
c) modalita' di attivazione da parte di universita' italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi universitari di cui al presente comma, nonche' di dottorati di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al capo II del titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382".
Il testo dell'art. 18, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), come sostituito dall'art. 19 del decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517, e' il seguente:
"Art. 18. - 1. Il Governo, con atto regolamentare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, adegua la vigente disciplina concorsuale del personale del Servizio sanitario nazionale alle norme contenute nel presente decreto ed alle norme del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, in quanto applicabili, prevedendo:
a) i requisiti specifici, compresi i limiti di eta', per l'ammissione;
f) le modalita' di nomina dei vincitori;
g) le modalita' ed i tempi di utilizzazione delle graduatorie degli idonei.".
- Il testo dell'art. 26 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), come da ultimo modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, e' il seguente:
"Art. 26 (Norme per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale). - 1. Alla qualifica di dirigente dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo del Servizio sanitario nazionale si accede mediante concorso pubblico per titoli ed esami, al quale sono ammessi candidati in possesso del relativo diploma di laurea, con cinque anni di servizio effettivo corrispondente alla medesima professionalita' prestato in enti del Servizio sanitario nazionale nella posizione funzionale di settimo e ottavo livello, ovvero in qualifiche funzionali di settimo, ottavo e nono livello di altre pubbliche amministrazioni.
Relativamente al personale del ruolo tecnico e professionale, l'ammissione e' altresi' consentita ai candidati in possesso di esperienze lavorative con rapporto di lavoro libero-professionale o di attivita' coordinata e continuata presso enti o pubbliche amministrazioni, ovvero di attivita' documentate presso studi professionali privati, societa' o istituti di ricerca, aventi contenuto analogo a quello previsto per corrispondenti profili del ruolo medesimo.
2. In sede di prima applicazione del presente decreto, il personale dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo gia' appartenente alle posizioni funzionali di decimo ed undicesimo livello e' inquadrato nella qualifica di dirigente di cui all'art. 15 del presente decreto, articolata, fino alla sottoscrizione del primo contratto collettivo dell'area dirigenziale di cui all'art.
46, in due fasce economiche corrispondenti al trattamento economico in godimento, rispettivamente, dei livelli decimo e undicesimo.
2-bis. In sede di prima applicazione del presente decreto, e' altresi' inquadrato nella qualifica di dirigente di cui al comma 2 anche il personale gia' ricompreso nella posizione funzionale corrispondente al nono livello dei medesimi ruoli, il quale mantiene il trattamento economico in godimento.
2-ter. Il personale di cui al comma 2-bis, in possesso dell'anzianita' di cinque anni nella posizione medesima, puo' partecipare a concorsi, disciplinati dall'art. 18, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, per il conseguimento della fascia economica gia' corrispondente al decimo livello, in relazione alla disponibilita' di posti vacanti in tale fascia.
2-quater. Con il regolamento di cui all'art. 18, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, sono determinati i tempi, le procedure e le modalita' per lo svolgimento dei concorsi di cui al comma 2-ter.
2-quinquies. Nell'attribuzione degli incarichi dirigenziali di cui agli articoli 19, 22, 30 e 31 del presente capo, determinati in relazione alla struttura organizzativa derivante dalle leggi regionali di cui all'art. 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, si deve tenere conto della posizione funzionale posseduta dal relativo personale all'atto dell'inquadramento nella qualifica di dirigente. E' assicurata la corrispondenza di funzioni, a parita' di struttura organizzativa, dei dirigenti di piu' elevato livello dei ruoli di cui al comma 1 con i dirigenti di secondo livello del ruolo sanitario.
3. Fino alla ridefinizione delle piante organiche non puo' essere disposto alcun incremento delle dotazioni organiche per ciascuna delle attuali posizioni funzionali dirigenziali del ruolo sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo [I profili ricompresi nella nona posizione funzionale dei predetti ruoli sono soppressi ed il relativo personale rimane collocato in detta posizione ad esaurimento mantenendo il trattamento economico in godimento]. (Periodo soppresso dall'art. 14, D.Lgs 23 dicembre 1993, n. 546 - Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 1993, n. 304, S.O.).
- Il testo dell'art. 15-septies, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), introdotto dall'art. 13 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e' il seguente:
"2. Le aziende unita' sanitarie e le aziende ospedaliere possono stipulare, oltre a quelli previsti dal comma precedente, contratti a tempo determinato, in numero non superiore al cinque per cento della dotazione organica della dirigenza sanitaria, a esclusione della dirigenza medica, nonche' della dirigenza professionale, tecnica e amministrativa, per l'attribuzione di incarichi di natura dirigenziale, relativi a profili diversi da quello medico, ed esperti di provata competenza che non godano del trattamento di quiescenza e che siano in possesso del diploma di laurea e di specifici requisiti coerenti con le esigenze che determinano il conferimento dell'incarico".
- Il testo del comma 4 dell'art. 15-septies del citato decreto legislativo n. 502 del 1992 e' il seguente:
"4. Per il periodo di durata del contratto di cui al comma 1 i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell'anzianita' di servizio".
- La legge 26 febbraio 1999, n. 42, reca: "Disposizioni in materia di professioni sanitarie".
- Il testo dell'art. 17 del citato decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni, e' il seguente:
"Art. 17 (Collegio di direzione). - 1. In ogni azienda e' costituito il collegio di direzione, di cui il direttore generale si avvale per il governo delle attivita' cliniche, la programmazione e valutazione delle attivita' tecnico-sanitarie e di quelle ad alta integrazione sanitaria. Il collegio di direzione concorre alla formulazione dei programmi di formazione, delle soluzioni organizzative per l'attuazione della attivita' libero-professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici. Il direttore generale si avvale del collegio di direzione per la elaborazione del programma di attivita' dell'azienda, nonche' per l'organizzazione e lo sviluppo dei servizi, anche in attuazione del modello dipartimentale e per l'utilizzazione delle risorse umane.
2. La regione disciplina l'attivita' e la composizione del collegio di direzione, prevedendo la partecipazione del direttore sanitario e amministrativo, di direttori di distretto, di dipartimento e di presidio".