Source: http://www.vasroma.it/dopo-un-anno-di-assoluto-immobilismo-la-giunta-capitolina-si-inventa-che-occorrono-delle-linee-guida-per-portare-a-conclusione-la-riforma-dei-cartelloni-pubblicitari-intanto-roma-e-diventata-una-nuo/
Timestamp: 2020-07-05 19:04:35+00:00
Document Index: 147989514

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 31']

Dopo un anno di assoluto immobilismo la Giunta Capitolina si inventa che occorrono delle linee guida per portare a conclusione la riforma dei cartelloni pubblicitari. Intanto Roma è diventata una nuova cartellopoli che il Comune è incapace di reprimere – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
Maurizio Salvi, responsabile della Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità
Con Deliberazione Giunta Capitolina n. 243 del 13 novembre 2017 sono stati approvati definitivamente i Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, che erano stati adottati quando Sindaco era Ignazio Marino con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 e di cui è stata confermata la redazione con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 19 del 31 marzo 2016: ci è voluto quindi un anno per controdedurre alle osservazioni presentate da cittadini, comitati di quartiere, associazioni e ditte pubblicitarie e procedere quindi alla approvazione definitiva dei 15 Piani (uno per ogni Municipio).
Dal 13 novembre 2017 è iniziata quindi la 3° fase della riforma dei cartelloni pubblicitari che si concluderà con l’espletamento di tutti i bandi di gara per l’assegnazione della gestione decennale di tutti gli impianti pubblicitari da istallare ex novo nelle ubicazioni individuate dai 15 Piani di Localizzazione.
Per arrivare a predisporre i bandi di gara corrispondenti al massimo ai 10 lotti territoriali che “ricomprendono impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i municipi, a garanzia di un’omogeneità economica complessiva”, così come prescrive il nuovo Regolamento di Pubblicità (comma 1 bis dell’art. 7), occorre fare prima le seguenti operazioni.
1 – Si deve procedere a verificare per tutte le ubicazioni dei futuri impianti così come individuate in ognuno dei 15 Piani di Localizzazione l’effettiva collocazione e quindi la effettiva istallabilità degli impianti sul territorio.
2 – Per tutte le ubicazioni dei futuri impianti ricadenti in zona soggetta a vincolo archeologico o storico-monumentale o paesaggistico si deve richiedere ed ottenere il rilascio dei “nulla osta” da parte delle Soprintendenze interessate e delle “autorizzazioni paesaggistiche” da parte dello stesso Comune di Roma a ciò espressamente subdelegato dall’art. 1 della legge regionale n. 8/2012.
3 – Si deve quindi procedere alla formazione dei lotti territoriali relativi quanto meno ai seguenti cinque“circuiti”:
– circuito degli impianti speciali riservati al servizio di Bike Sharing;
– circuito degli impianti speciali riservati a servizi di pubblica utilità;
– circuito degli impianti di proprietà comunale (SPQR) riservati alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato alla procedura di riordino;
– circuito degli impianti di proprietà comunale (SPQR) riservati a “cultura e spettacolo”;
– circuito degli impianti di proprietà privata riservati a tutte le ditte pubblicitarie.
C’è infine da far presente che quando si tratta di più di un bando di gara o di più di un procedimento di evidenza pubblica all’interno di uno stesso “circuito” (ad esempio di impianti SPQR o di proprietà privata) i rispettivi lotti territoriali dovranno rispettare la doppia condizione di ricadere proporzionalmente in tutti i municipi e di garantire una omogeneità economica complessiva.
A distanza di un anno dalla approvazione dei Piani di Localizzazione degli Impianti Pubblicitari il Comune non ha dato inizio a nessuna delle suddette operazioni.
Per giunta il neo Assessore Carlo Cafarotti in occasione del’incontro che il 28 giugno 2018 ha voluto avere con tutte le ditte pubblicitarie e con le rispettive associazioni di categoria, come riportato in una comunicazione del 30 luglio 2018 della associazione di categoria I.R.P.A. (Imprese Romane Pubblicitarie Associate), “è emerso che il comune stava riesaminando la questione relativa al lotto del bike sharing”: una simile dichiarazione va intesa come volontà di abolire tale servizio finanziato dalla pubblicità, perché di fatto già sostituito dal mese di dicembre del 2017 dal servizio di Bike Sharing “a flusso libero”, che è stato consentito sia alle filiali italiane “Gobee.bike” che alla “oBike”.
Ma con un comunicato stampa del 14 febbraio 2018 la “Gobee.bike” ha annunciato il suo ritiro dall’Italia e dall’Europa per causa del vandalismo subito dalle sue biciclette, mentre la “oBike” si sta ritirando ora da Roma per causa del fallimento della casa madre: entrambi questi operatori hanno interrotto quello che avrebbe dovuto essere un servizio pubblico continuativo e lo hanno potuto fare grazie anche alla totale assenza di regole al riguardo.
Malgrado questo totale fallimento, l’Amministrazione Capitolina intende proseguire ostinatamente sulla strada del Bike Sharing “a flusso libero”: con Deliberazione Giunta Capitolina n 191 del 24 ottobre 2018 sono state infatti approvate delle “linee guida per lo svolgimento del servizio di Bike Sharing a flusso libero, in via sperimentale, per la durata di tre anni, sul territorio di Roma Capitale”. (vedi http://www.vasroma.it/bike-sharing-a-flusso-libero-malgrado-lavvenuto-suo-totale-fallimento-la-giunta-capitolina-intende-ostinatamente-continuare-a-sperimentarlo-affidandolo-alla-libera-iniziativa-privata-negan/ ).
Nella suddetta deliberazione non si fa alcun cenno ai Piani di Localizzazione degli Impianti Pubblicitari e quindi al sevizio di Bike Sharing finanziato dalla pubblicità, che non è dato ancora di sapere se verrà abolito o meno: una “risposta” in tal senso verrà forse data dalle ulteriori “linee guida” che dopo un anno di assoluto immobilismo la Giunta Capitolina si è ora inventata che occorrono per portare a conclusione la riforma dei cartelloni pubblicitari.
Anziché in forma ufficiale, una notizia del genere viene da un passo delle premesse della Determinazione Dirigenziale prot. QH/56612 del 22 ottobre 2018, con cui il responsabile della Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità, dott. Maurizio Salvi, ha approvato un avviso pubblico per l’affidamento del servizio delle rimozioni degli impianti pubblicitari abusivi.
“con deliberazione di Giunta Capitolina n. 243 del 2017, sono stati approvati per la prima volta sul territorio di Roma Capitale, i Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari;
all’esito di tale approvazione, si sta procedendo con apposita Deliberazione a delineare le nuove linee guida necessarie alla definizione dei criteri da seguire per la predisposizione dei futuri lotti di gara degli impianti pubblicitari, previsti nel Regolamento Deliberazione di A.C. n.50/2014, …”.
Ammesso e non concesso che sia anche necessario avere delle linee guida per la suddetta finalità, quel che non è assolutamente accettabile è che ci sia voluto un anno intero per arrivare ad una tale decisione, che comporterà chissà quante altre perdite di tempo ancora per arrivare finalmente ad espletare i bandi di gara.
Ancor più inaccettabile è che si sia perso letteralmente un anno senza espletare almeno le operazioni precedentemente elencate: non vorremmo che, pur di rinviare pretestuosamente alle calende greche il completamento della riforma dei cartelloni pubblicitari, l’Amministrazione Capitolina arrivi ad inventarsi che occorrono delle ulteriori “linee guida” anche per eseguire queste operazioni.
La Determinazione Dirigenziale del dott. Maurizio Salvi è estremamente significativa di altri due aspetti connessi fra di loro, che riguardano la repressione degli impianti pubblicitari abusivi, che sono tornati a dilagare a Roma dalla fine del 2016 e che hanno fatto diventare la Capitale una nuova “cartellopoli”.
Come responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (V.A.S.) sono stato costretto a segnalare un centinaio quasi di impianti pubblicitari istallati abusivamente, di cui mi sono state trasmesse le denunce da parte di singoli cittadini: con Nota VAS prot. n. 37 del 23 luglio 2018 il sottoscritto ha lamentato la “Mancata rimozione degli impianti pubblicitari abusivi sanzionati dai Corpi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per territorio”.
La nota faceva riferimento alla segnalazione di VAS dei 52 impianti pubblicitari istallati abusivamente ad Ostia e sanzionati, a cui con nota prot. n. 11514 del 21 febbraio 2018 ha risposto l’allora Responsabile della Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità, dott.ssa Monica Giampaoli, facendo sapere che «gli impianti in questione, così sanzionati, saranno oggetto di rimozione nell’ambito del relativo Servizio 2018, il cui affidamento è in fase di progettazione».
L’istanza del sottoscritto citava anche la nota prot. n. QH/39427 del 13 luglio 2018 con cui il Dott. Maurizio Salvi, diventato nel frattempo responsabile della U.O. Affissioni e Pubblicità, ha comunicato che i tre impianti pubblicitari istallati abusivamente dalla S.r.l. “PEC” nel IX Municipio di Roma «saranno inseriti nella programmazione delle prossime attività di rimozione».
La nota di VAS ricordava che il 28 giugno 2018 il neo Assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive Carlo Cafarotti aveva voluto avere un incontro con le associazioni V.A.S. e Basta Cartelloni: quel giorno il sottoscritto gli ha ricordato l’ormai centinaia di impianti pubblicitari sanzionati ma non ancora rimossi, mettendogli in grande evidenza che nelle more della materiale rimozione il Comune di Roma può oscurare tutti gli impianti abusivi applicando il 6° comma dell’art. 31 del vigente Regolamento di Pubblicità.
A conclusione della suddetta nota il sottoscritto ha fatto il seguente sollecito: “Anche al fine di evitare di incorrere nel reato di omissione di atti dovuti d’ufficio, si sollecita pertanto le SS.LL. a voler provvedere, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, per far sì che quanto meno vengano preventivamente oscurati tutti gli impianti pubblicitari sanzionati, per impedire alle ditte che ne sono proprietarie di continuare a sfruttare una pubblicità del tutto illecita, prendendo in considerazione a quest’ultimo riguardo l’opportunità di sanzionare anche gli inserzionisti.”
A distanza di 9 mesi dalla risposta della dott.ssa Monica Giampaoli e di 4 mesi dalla risposta del dott. Maurizio Salvi, non risulta che sia stato rimosso né preventivamente oscurato nessuno del centinaio di cartelloni istallati abusivamente e segnalati da V.A.S., malgrado che siano stati sanzionati dai Corpi di Polizia Locale di Roma Capitale competenti per Municipio.
Se ne dovrebbe dedurre che dal mese di febbraio ad oggi deve essere ancora programmata e messa in atto l’attività di rimozione: come questa associazione ha già avuto modo di evidenziare, in tal modo l’Amministrazione Capitolina sta permettendo che in tutta Roma continui a perdurare una “cartellopoli” non repressa da quasi due anni, che – oltre alla concorrenza sleale nei confronti delle ditte pubblicitarie in regola che operano sul territorio della Capitale – stanno creando un danno erariale alle casse del Comune di Roma per causa del mancato versamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.), nonché allo stesso Stato per causa della presumibile evasione fiscale.
Dalle risposte fornite dapprima dalla dott.ssa Monica Giampaoli e poi dal dott. Maurizio Salvi si deduce che, anziché provvedere alla immediata rimozione di ognuno degli impianti pubblicitari accertati come abusivi e come tali sanzionati, utilizzando in caso di inottemperanza alle Ordinanze le sanzioni incassate per coprire i costi delle rimozioni forzate d’ufficio, questa amministrazione preferisce continuare a programmare (per ora sulla carta) apposite “campagne di rimozione” utilizzando indebitamente i fondi pubblici del bilancio, allo stesso modo di come fece a suo tempo l’Amministrazione Capitolina con al governo il Sindaco Gianni Alemanno: al riguardo si mette in evidenza che con Nota VAS prot. n. 3 del 21 febbraio 2012 questa associazione ha denunciato alla Corte dei Conti i danni erariali provocati all’epoca dal Comune di Roma per causa della distrazione di fondi pubblici impiegati per la rimozione forzata degli impianti pubblicitari abusivi.
Dalla Determinazione Dirigenziale prot. QH/56612 del 22 ottobre 2018 si viene a sapere che solo il 7 settembre 2018 il dott. Maurizio Salvi ha emanato la determinazione Dirigenziale prot. n. QH/46873 avente per oggetto “determina a contrarre ed indizione di gara mediante procedura negoziata ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b) del D.lgs. 50/2016 e ss.mm.ii. per l’affidamento del servizio di rimozione degli impianti pubblicitari abusivi e/o in contrasto con le norme regolamentari nonché il trasposto, lo stoccaggio, lo smaltimento degli impianti attualmente collocati presso il deposito dell’Amministrazione e degli impianti che successivamente verranno rimossi dall’Appaltatore” Periodo del Servizio: dal 01/10/2018 al 31/12/2018.
Il citato art. 36, comma 2, lett. b) del D.lgs. 50 del 18 aprile 2016 (“Contratto degli Appalti Pubblici”) dispone testualmente: “b) per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti. I lavori possono essere eseguiti anche in amministrazione diretta, fatto salvo l’acquisto e il noleggio di mezzi, per i quali si applica comunque la procedura negoziata previa consultazione di cui al periodo precedente. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento, contiene l’indicazione anche dei soggetti invitati”.
Sono state invitate alla gara di che trattasi n. 18 società estratte dall’elenco delle manifestazioni di interesse presente sul sito dello Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive: ma alla scadenza del termine ultimo previsto dalla lettera di invito (“entro le ore 12.00 del giorno 3/10/2018”) non è risultata pervenuta nessuna offerta e con verbale prot. LRC 51682 del 04/10/2018 la gara è stata dichiarata deserta.
Il dott. Maurizio Salvi ha allora emanato la Determinazione Dirigenziale prot. QH/56612 del 22 ottobre 2018 con cui ha approvato il testo dell’avviso di manifestazione d’interesse avente lo stesso oggetto (Allegato A) e ed il relativo modello di domanda (allegato B), che sono stati pubblicati dal 29 ottobre 2018 sulla pagina dedicata del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale.
L’avviso pubblico fa sapere che la durata del servizio è dal 15 novembre 2018 o comunque a decorrere dalla data dell’effettivo affidamento fino al 30 giugno 2019: precisa altresì l’importo di spesa previsto.
Le domande di partecipazione dovevano pervenire al protocollo del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive entro e non oltre le ore 12,00 dello scorso 6 novembre 2018, entro cioè appena 9 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso pubblico.
Sono passate quasi due settimane dalla scadenza di presentazione delle domande di partecipazione e non è dato di sapere al momento se sono pervenute, come prescrive la normativa vigente in materia di procedura negoziata, almeno 10 manifestazioni di interesse: a tal ultimo riguardo dall’avviso pubblico si viene a sapere che “la stazione appaltante, in caso che le Manifestazioni di interesse siano superiori a dieci, procederà, con sorteggio pubblico che è fin d’ora fissato per le ore 10,00 del giorno 08/10/2018 [dovrebbe intendersi 08/11/2018, ndr.], ad estrarre n. 10 operatori economici da invitare alla gara.”
Dovrebbe quindi essere trascorso il suddetto termine, senza che si sappia se le manifestazioni d’interesse presentate siano state superiori a 10 e quali siano in tal caso gli operatori sorteggiati che verranno invitati a fare una offerta.
QUEL CHE È CERTO È CHE FINO ALLA FINE DI QUEST’ANNO QUASI CERTAMENTE IL COMUNE NON FARÀ RIMUOVERE NESSUNO DEI CARTELLONI ABUSIVI NÉ PROVVEDERÀ AD OSCURARLI PER IMPEDIRE LO SFRUTTAMENTO DI UNA PUBBLICITÀ IRREGOLARE, DI CUI SI RENDE IN TAL MODO RESPONSABILE PER LE REITERATE OMISSIONI DI ATTI DOVUTI D’UFFICIO.
La Determinazione Dirigenziale prot. QH/56612 del 22 ottobre 2018 fa inoltre sapere che nelle “nuove linee guida necessarie alla definizione dei criteri da seguire per la predisposizione dei futuri lotti di gara degli impianti pubblicitari .. si ritiene possibile di ricomprendere le rimozioni e lo smaltimento di impianti pubblicitari abusivi.“
In una intervista rilasciata al quotidiano “la Repubblica”, pubblicata il 29 agosto 2018, l’Assessore Carlo Cafarotti con riferimento a “cartellopoli” ha dichiarato testualmente che “le gare stanno per partire, le rimozioni adesso saranno a carico dei concessionari.”
A tal ultimo riguardo le associazioni V.A.S. e Basta Cartelloni avevano proposto fin da l 2013 la seguente disposizione: “Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese.
La ditta singola o associata che si aggiudica ogni specifica gara ha diritto ad installare esclusivamente il numero fisso degli impianti che sono stati individuati nel Piano di Localizzazione e che vengono autorizzati per una durata pari a cinque anni, rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni, senza obbligo di disdetta da parte del Comune o di altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per la gestione dello stesso identico numero di impianti.
Gli impianti già regolarmente installati che dovessero essere successivamente smantellati per cause di pubblica utilità non hanno comunque diritto ad essere ricollocati né accorpati.
La ditta che vince un bando ha l’obbligo di collaborare con il Comune per la rimozione che si rendesse forzata in caso di inottemperanza da parte delle ditte pubblicitarie che non hanno vinto il bando a smantellare i propri impianti.
Alla ditta che vince un bando può essere demandato anche il compito di curare la repressione di tutte le forme ulteriori di abusivismo commerciale che si venissero e verificare nell’arco del decennio della gestione a lei affidata”.
L’Amministrazione Capitolina dovrà comunque rispondere prima o poi nelle sedi opportune della mancata quanto recidiva rimozione della marea di impianti pubblicitari abusivi che dalla fine del 2016 stanno impiagando la città di Roma, contribuendo a peggiorarne il decoro: in tali sedi il Comune dovrà motivare la sua oggettiva (quand’anche involontaria) incapacità di reprimere il fenomeno di “cartellopoli” da ben 2 anni secondo quanto prescrive espressamente l’art. 31 del vigente Regolamento di Pubblicità ed in particolare il suo 6° comma, ai sensi del quale “i competenti Uffici comunali … possono disporre il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione”.
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