Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/07/novita-fiscali-del-18-luglio-2011.html
Timestamp: 2018-11-15 22:40:10+00:00
Document Index: 60960520

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 2195', 'sentenza ']

Novità fiscali del 18 luglio 2011 (tra cui: Iris, software semplificato per i contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo) | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 18 luglio 2011 (tra cui: Iris, software semplificato per i contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo)
1) Fisco: Locazioni più facili con Iris
2) Fondi comuni d’investimento: Circolare con i primi chiarimenti
3) Servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini: Nuove modalità di presentazione della domanda di assegno integrativo di mobilità, utilizzo del canale telematico
4) Legge sulla Privacy: Pubblicate in G.U. le autorizzazioni generali
5) Attività di ristorazione e pizzeria: “Occhio” alla quantità di farina utilizzata
6) Pagamenti in contanti eccessivi: Ok all’accertamento induttivo
7) Manovra estiva 2011 è “subito” Legge
8) L’Agente di commercio non è soggetto ad Irap: Conferma dalla Cassazione
9) Indice TFR di giugno
10) Variazione dell’interesse di dilazione sui tardivi versamenti dei contributi previdenziali
Pochi click per registrare i contratti di affitto a uso abitativo. Bastano pochi passi e il contratto di affitto è registrato. Tutto online e senza andare in ufficio. Grazie a Iris, software semplificato per i contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo, è, infatti, possibile effettuare, direttamente da casa con un semplice click, la richiesta di registrazione del contratto e il pagamento delle imposte di registro e di bollo, grazie anche all’aiuto offerto durante la compilazione.
La novità è contenuta nel neo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 luglio 2011 che ha approvato il modello semplificato da usare quando il locatore non sceglie la cedolare secca e, quindi, è necessario il pagamento delle imposte di registro e di bollo.
Con Iris si arricchisce ulteriormente il ventaglio delle offerte per chi sceglie di registrare il proprio contratto d’affitto online, scelta questa già percorribile con Siria, Locazioni Web e Contratti di locazione (Agenzia delle Entrate, comunicato del 14 luglio 2011).
In alternativa, i contribuenti possono sempre avvalersi dell’intervento degli intermediari (professionisti, caf ecc.) come avviene per le dichiarazioni dei redditi.
Chi può utilizzare Iris
Il nuovo modello semplificato – disponibile sul sito Internet dell’Agenzia www.agenziaentrate.gov.it – è dedicato a tutti i contratti di locazione che rispettano la “regola del 3”, già prevista per Siria.
– sia i locatori sia i conduttori non siano più di tre;
– il contratto disciplini esclusivamente il rapporto di locazione;
– il contratto sia stipulato tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di
un’impresa, arte o professione;
– il contratto non dia diritto ad agevolazioni per l’applicazione dell’imposta di registro, come nel caso di contratti a canone concordato nei Comuni ad elevata
“tensione abitativa”.
Per chi non rientrasse nella citata “regola del 3” è sempre possibile utilizzare le altre applicazioni, disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, “Locazioni Web” o “Contratti di locazione”, che consentono sia di compilare e registrare il contratto sia di versare le imposte.
Quale ultima alternativa (modalità cartacea “tradizionale”), rimane sempre la possibilità di presentare agli uffici dell’Agenzia delle Entrate il modello 69 dopo aver però effettuato il pagamento dell’imposta di registro con il modello F23.
Con Iris la registrazione e il pagamento si fanno in 3 passaggi
Il modello Iris, che è composto da due sole pagine su cui riportare i dati, secondo il comunicato delle Entrate, è di facile compilazione e permette di concludere le operazioni di registrazione e pagamento in soli 3 passaggi.
Primo passaggio: Compilare la pagina iniziale con i dati di uno o più locatori e conduttori.
Secondo passaggio: Indicare nella seconda pagina i dati dell’immobile oggetto della locazione, incluse le relative pertinenze, aggiungendo alcune informazioni riguardanti il contratto, tra le quali, per esempio, la tipologia, l’importo del canone e la frequenza del pagamento.
Terzo passaggio: pagare le imposte di registro e di bollo che il software calcola in base ai dati indicati dal contribuente. A questo punto il contribuente indica le proprie coordinate bancarie ed invia il modello ottenendo, a conferma del buon esito della registrazione del contratto e dell’avvenuto pagamento delle imposte, apposite comunicazioni tramite il servizio telematico.
Tali comunicazioni, più ricche di informazioni rispetto al passato, conterranno anche i dati relativi alle imposte assolte per la registrazione.
Iris, tempi e modalità
Viene poi ricordato che il modello Iris deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica entro 30 giorni dalla stipula del contratto.
Le vie online per registrare i contratti di locazione
Iris (contratti di locazioni a modalità semplificata)
Registrazione locazioni e relativi pagamenti per immobili ad uso abitativo.
Siria (contratti di locazioni da “cedolare secca”)
Registrazione locazioni di immobili a uso abitativo per chi opta per la cd “cedolare secca”.
Locazioni web (sistema on line ordinario)
Registrazione, con relativi pagamenti, in tutti i casi che non rientrano in Siria o Iris.
Contratti di locazione (sistema di registrazione cartaceo)
Fondi comuni d’investimento, ecco come cambia il regime: In una circolare i primi chiarimenti delle Entrate.
Il Fisco alla prova risparmio: Pubblicata la guida sul nuovo sistema di tassazione dei fondi comuni d’investimento mobiliare italiani ed equiparati.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 33/E del 15 luglio 2011, ha, infatti, dissipato i dubbi degli operatori sul passaggio al nuovo regime, varato l’anno scorso con il “Decreto Milleproroghe”.
Per i fondi italiani e quelli storici lussemburghesi, già dal primo luglio è scattata la riforma della fiscalità del risparmio gestito, che fa slittare il momento della tassazione dal maturato in capo al fondo alla percezione dei proventi effettivamente realizzati dai partecipanti e del disinvestimento delle quote o azioni possedute, come già accade per i fondi esteri.
In altre parole, a partire dal 1 luglio 2011, sul risultato maturato dalla gestione del fondo non è più dovuta l’imposta sostitutiva del 12,50% ed il prelievo è in capo ai partecipanti nella fase in cui percepiscono i proventi.
I fondi destinatari del nuovo regime
La riforma riguarda gli Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio) con sede in Italia, esclusi i fondi immobiliari.
Non solo. Rientrano nel passaggio al nuovo sistema anche quelli che si trovano in Lussemburgo e sono già autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato. In particolare, la rivoluzione del risparmio gestito si applica agli organismi italiani che possono investire in strumenti finanziari quotati (e non) in un mercato regolamentato, depositi bancari di denaro, crediti e titoli rappresentativi, altri beni, sempre diversi dagli immobili, per cui esiste un mercato e che hanno un valore determinabile con certezza almeno ogni sei mesi. Sono dentro il nuovo regime, quindi, anche i fondi che attuano operazioni di cartolarizzazione e quelli che investono in opere d’arte, metalli preziosi e altre materie prime negoziate.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 15 luglio 2011)
L’Inps ha pubblicato la circolare n. 95 del 15 luglio 2011 avente per oggetto:
“Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini” e n. 277 del 24 giugno 2011 “Istanze e servizi – Presentazione telematica in via esclusiva – decorrenze.
Nuove modalità di presentazione della domanda di assegno integrativo di mobilità di cui all’art. 9 comma 5 Legge n. 223 del 1991. Utilizzo del canale telematico.
La Legge 23 luglio 1991 n. 223, all’art. 9, comma 5, stabilisce che il lavoratore che accetti l’offerta di un lavoro comportante l’inquadramento in un livello retributivo inferiore a quello corrispondente alle mansioni di provenienza, ha diritto, per un periodo massimo complessivo di dodici mesi, alla corresponsione di un assegno integrativo mensile di importo pari alla differenza tra i corrispondenti livelli retributivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Condizioni essenziali per la corresponsione dell’assegno integrativo in parola sono l’instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato e l’esistenza del diritto alla fruizione dell’indennità di mobilità.
L’Inps, con la circolare n. 169 del 31 dicembre 2010 ha fornito le disposizioni attuative della determinazione del Presidente dell’Istituto n. 75 del 30 luglio 2010 “Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini” che prevede dal 01/01/2011, pur con la necessaria gradualità in ragione della complessità del processo, l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi.
Le decorrenze per la presentazione telematica in via esclusiva sono state successivamente stabilite con la determinazione del Presidente dell’Istituto n.277 del 24 giugno 2011 “Istanze e servizi INPS – Presentazione telematica in via esclusiva – Decorrenze”.
Alla luce di ciò, a partire dal 18 luglio 2011 la presentazione delle domande di assegno integrativo di cui all’art. 9 co.5 L.223/91 dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:
– patronati/intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Al via, quindi, l’avvio della telematizzazione in via esclusiva dell’istanza di assegno integrativo.
Al fine di informare i potenziali beneficiari, è previsto un periodo transitorio di circa tre mesi durante il quale saranno comunque garantite le consuete modalità di presentazione delle domande.
Al termine del periodo transitorio, a decorrere dall’1 ottobre 2011, i tre canali sopracitati diventeranno esclusivi ai fini della presentazione delle istanze di prestazione/servizio.
L’Inps, ha poi fornito le seguenti istruzioni sui servizi telematizzati al cittadino in materia di assegno integrativo.
Presentazione della domanda di assegno integrativo direttamente da cittadino tramite WEB
L’accesso al servizio di invio delle domande di assegno integrativo avviene attraverso il portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN – Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Mobilità Ordinaria – Assegno Integrativo.
Per le modalità di richiesta e rilascio del PIN “dispositivo” si rinvia alle disposizioni contenute nella circolare n. 50 del 15/03/2011.
Le istanze inviate con PIN non “dispositivo” saranno comunque trasmesse e protocollate ma la loro trattazione non potrà essere completata fino a quando il PIN non assumerà caratteristiche “dispositive”.
Ai cittadini che invieranno telematicamente una istanza con PIN non “dispositivo”, sia in fase di avvio della compilazione della domanda, sia dopo l’invio verrà segnalata la necessità di rendere “dispositivo” il proprio PIN affinché la richiesta inoltrata possa essere definita dalla competente Sede INPS.
L’architettura del servizio prevede il prelievo automatico delle informazioni anagrafiche del richiedente, utilizzando i dati già in possesso dell’Istituto, ed il completamento della compilazione della domanda da parte del cittadino.
Visualizza i dati anagrafici in possesso dell’istituto (Arca).
Il cittadino ha la possibilità di variare il domicilio.
Sezione Altri recapiti
Consente la compilazione dei dati relativi ai recapiti telefonici ed e-mail del lavoratore.
Consente di acquisire i dati della domanda, quali la data di riassunzione del lavoratore ed i dati dell’azienda presso cui lavora.
Sezione riepilogo dati e invio della domanda
Una volta completata la domanda il cittadino potrà, tramite il pulsante conferma, salvarla ed inviarla.
Una volta che la domanda sia stata inviata, il richiedente potrà stampare:
– la ricevuta di presentazione;
– la domanda telematica presentata per verificare la correttezza dei dati immessi.
Presentazione della domanda di assegno integrativo tramite Patronato
Il servizio sarà reso disponibile per i Patronati con l’implementazione delle funzioni che consentono la trasmissione delle domande.
Presentazione della domanda di assegno integrativo tramite Contact Center
Il servizio di acquisizione delle domande di assegno integrativo da Contact Center integrato Inps-Inail, è disponibile telefonando al numero verde 803 164.
Le domande potranno essere acquisite per conto del cittadino munito di PIN, così come le eventuali detrazioni d’imposta per familiari a carico.
Il Contact Center fornirà inoltre tutte le informazioni e il supporto ai cittadini che utilizzano il canale web.
Gestione e monitoraggio delle domande inviate
Le domande inviate saranno gestite dagli operatori delle Sedi dell’Istituto con le consuete modalità.
Le medesime domande saranno monitorate dagli operatori stessi tramite accesso al servizio di “Monitoraggio delle domande di assegno integrativo”, attraverso il seguente percorso da portale intranet: Home Page – Processi – Prestazioni a Sostegno del Reddito – Servizi – Monitoraggio Domande di Assegno Integrativo.
La funzione è così articolata:
Ricerca e consultazione lista domande pervenute alle sedi
Tale funzione consente la consultazione della lista delle domande di Assegno Integrativo pervenute ad una specifica Sede INPS. E’ obbligatoria l’individuazione della Sede da monitorare.
Previa selezione di una domanda prospettata nella lista precedente, l’utente di Sede potrà verificare tutte le informazioni fornite dal richiedente in merito alla prestazione richiesta e prendere in carico la domanda con la contestuale registrazione dell’identificativo.
Tra le informazioni visualizzate è presente anche il tipo di PIN con cui è stata inviata la richiesta: quando il PIN del richiedente non è di tipo “Dispositivo”, la funzione di presa in carico della domanda risulta disabilitata.
E’ prevista l’esecuzione di una elaborazione automatica che verifica quotidianamente se un PIN “debole” è stato convertito in PIN “Dispositivo” e, in caso affermativo, provvede a modificarne lo stato sulla domanda corrispondente, che potrà essere presa in carico dalla sede competente.
(Inps, circolare n. 95 del 15 luglio 2011)
Il Garante Privacy ha rinnovato le consuete autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari, efficaci dal 1° luglio 2011 fino al 31 dicembre 2012.
I sette provvedimenti del 24 giugno 2011, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 14 luglio 2011, riguardano:
– Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro. (Autorizzazione n. 1/2011);
– autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (Autorizzazione n. 2/2011);
– autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte degli organismi di tipo
associativo e delle fondazioni (Autorizzazione n. 3/2011);
– autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti. (Autorizzazione n. 4/2011);
Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari. (Autorizzazione n. 5/2011).
Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati. (Autorizzazione n. 6/2011).
Attività di ristorazione e pizzeria: Attenzione anche alla quantità di farina utilizzata
Monito della Cassazione per i ristoratori, che devono pagare le imposte non soltanto in funzione dei tovaglioli acquistati e, quindi, utilizzati, per l’espletamento della loro attività nei riguardi dei propri clienti, ma adesso anche in funzione della quantità di farina acquistata e, quindi, utilizzata per le pizze somministrate ai clienti.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15580 del 14 luglio 2011, ha stabilito la legittimità dell’accertamento induttivo basato sulla quantità di materia prima utilizzata dai ristoratori (artigiani e commercianti).
Nel caso di specie, la novità è derivata dall’uso del consumo di farina per accertare i maggiori redditi di una pizzeria.
Se il contribuente afferma di avere effettuato ingenti pagamenti in contanti, non solo infrange le norme sulla normativa antiriciclaggio, ma può essere sottoposto all’accertamento induttivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15583 del 14 luglio 2011, ha stabilito che l’assenza dell’effettivo versamento di un ingente somma assoggettata per la sua significativa entità ai divieti della normativa antiriciclaggio e alla conseguente necessità di una traccia documentale dell’effettivo pagamento è presunzione sufficiente per riprendere a tassazione costi fittizi a fronte di fatture per operazioni inesistenti.
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha respinto il ricorso della moglie di un contribuente, sua erede, al quale l’Amministrazione finanziaria aveva notificato un accertamento fiscale, contestando le detrazioni di costi fittizi a fronte di fatture per operazioni inesistenti.
Il D.L. n. 98/2011 integrato con il maxiemendamento del governo è stato approvato il 14 luglio 2011 in Senato.
Il decreto è poi stato approvato il 15 luglio 2011 definitivamente dalla Camera e la Legge di conversione viene subito pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Tra le più novità introdotte dal maxiemendamento, in evidenza:
– l’introduzione del limite di età di 35 anni per aderire al nuovo regime super agevolato dei minimi. Con l’emendamento il limite temporale dei 5 anni di fruizione del regime speciale non vale per i contribuenti più giovani, che potranno avvalersene fino al periodo d’imposta nel quale compiono 35 anni. Per il resto viene confermato il contenuto dell’art. 27 del citato D.L. per il quale, dal 2012, il regime dei minimi subirà “rivoluzionari” cambiamenti;
– la rimodulazione dell’imposta di bollo sui dossier titoli;
– l’aumento dell’Irap per i concessionari e l’eliminazione del tetto di deducibilità sugli ammortamenti;
– l’aumento della base imponibile per bonus e stock option;
– l’introduzione immediata dei tagli lineari alle agevolazioni fiscali per tutti (cittadini, con tagli alle detrazioni Irpef, imprese e perfino enti non commerciali, con tagli ai notevoli incentivi fiscali quali quelli della detassazione dei corrispettivi specifici);
– il contributo di solidarietà a carico dei pensionati d’oro;
– l’introduzione immediata dei ticket sanitari su visite specialistiche e analisi.
L’agente di commercio non deve pagare automaticamente l’Irap se esercita l’attività di agenzia in modo non autonomamente organizzato.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15586 del 2011, ha ribadito che l’agente di commercio non è assoggettato automaticamente all’Irap in quanto svolgente attività d’impresa.
E’ possibile dimostrare la non assoggettabilità all’Irap provando di svolgere un’attività non autonomamente organizzata.
Sconfessata, quindi, la tesi portata avanti dall’Agenzia delle Entrate, secondo la quale l’attività svolta dagli agenti di commercio deve essere sottoposta all’Irap, poiché si tratta di attività commerciale, secondo quanto previsto dall’art. 2195 del Codice civile, e, quindi, da considerare comunque di impresa.
Tale orientamento dell’Amministrazione finanziaria è già stato contestato (in particolare, “bocciato”) dalla Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 12108 del 2009 che ha affermato che l’agente di commercio non è soggetto automaticamente all’Irap qualora eserciti l’attività di agenzia in modo non autonomamente organizzato, cioè risulti mancante il concetto di autonoma organizzazione, uno degli elementi che richiede la normativa dell’Imposta regionale sulle attività produttive.
Nel caso di specie l’agente assicurativo è riuscito a dimostrare di svolgere la propria attività con beni strumentali minimi e senza avvalersi di collaboratori continuativi.
A giugno il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 2,088403.
Tramite i dati resi noti il 14 luglio 2011 dall’Istat è stato, quindi, possibile calcolare il citato coefficiente del Trattamento di Fine Rapporto.
La Banca Centrale Europea con la decisione del 7 luglio 2011 ha innalzato di 25 punti base il tasso di riferimento che, pertanto, a decorrere dal 13 luglio 2011, è pari all’1,50%.
Lo ha reso noto l’Inps, con la circolare n. 96 del 15 luglio 2011, incentrata sulla variazione dell’interesse di dilazione, di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
La Banca Centrale Europea con la decisione di politica monetaria del 7 luglio 2011 ha, quindi, aumentato di 25 punti base il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) che, a decorrere dal 13 luglio 2011, è fissato nella misura dell’1,50%.
L’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per i contributi e per le relative sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 7,50%.
Tale misura trova applicazione con riferimento alle rateazioni definite con l’emissione del piano di ammortamento a decorrere dal 13 luglio 2011.
Nei casi di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, il nuovo tasso, pari al 7,50%, sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di luglio 2011.
La decisione della Banca Centrale Europea, che ha definito, a decorrere dal 13 aprile 2011, la maggiorazione del TUR nella misura sopra riportata, comporta la variazione delle sanzioni civili come segue.
Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, la sanzione civile è pari al Tasso Ufficiale di Riferimento maggiorato di 5,5 punti, quindi pari al 7% in ragione d’anno.
Resta ferma, in caso di evasione, la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza di legge.
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