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Timestamp: 2020-07-08 04:58:26+00:00
Document Index: 122550345

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 40', 'art. 28', 'art. 2']

Azienda ULSS 8 Berica: Medicina del lavoro e igiene industriale
Sei in: … > Dipartimento di Prevenzione > Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) > Medicina del lavoro e igiene industriale
Responsabile f.f.: Dr.ssa Eugenia Priante
Francesco Larecchiuta (Tecnico della Prevenzione), Mariangela Alberti (Tecnico della Prevenzione), Paolo Bicego (Tecnico della Prevenzione), Edda Alessandra Cariolato (Tecnico della Prevenzione), Giovanni Ceola (Tecnico della Prevenzione), Angela Cioffi (Tecnico della Prevenzione), Stefano Grigolato (Tecnico della Prevenzione), Alessandro Marigo (Tecnico della Prevenzione), Renzo Segato (Tecnico della Prevenzione), Miriam Zorzetto (Tecnico della Prevenzione), Alessandra Manni, Gaetano Giovanni Cracco (Coordinatore SPISAL Tecnici della Prevenzione), Flavio Vidale (Coordinatore SPISAL Tecnici della Prevenzione - Area Est), Ancilla Cavaggion (Segreteria), Stefano Ristori (Segreteria)
Il Servizio svolge compiti di prevenzione delle malattie professionali contestualizzando il peculiare tessuto industriale e le specifiche azioni di controllo e monitoraggio, attraverso attività di:
promozione della Salute negli ambienti di lavoro
azioni di controllo igienistico-ambientale nelle aziende, focalizzate sui rischi tipici del territorio (sostanze chimiche e cancerogene)
verifiche in comparti produttivi omogenei precedute da azioni di assistenza e divulgazione sui requisiti minimi di prevenzione delle malattie correlate al lavoro.
controllo e vigilanza negli ambienti di lavoro anche esprimendo pareri sui progetti di nuove costruzioni, ampliamenti, modifiche.
attività sanitarie di medicina del lavoro e coordinamento dei Medici Competenti
attività di assistenza ed ascolto sullo stress e sul disagio psicologico correlato al lavoro
SPISAL - Medicina del lavoro e igiene industriale
1 - Lavoro notturno
D. Una ditta con dipendenti che lavorano di notte (si tratta di un locale notturno) senza medico competente, ha preso una sanzione dalla Direzione Provinciale del Lavoro per non aver sottoposto a visite preventive i dipendenti in quanto esposti a rischio di "lavoro notturno". Il contratto prevede un lavoro che rientra nel periodo notturno definito dal D.Lgs 66/2003 ma, almeno così mi hanno riferito, "a chiamata" dove cioè il numero delle notti all'anno non è stabilito in partenza e può essere anche minore delle 80 notti.
D1) I dipendenti devono comunque essere sottoposti alla visita preventiva per rilascio di giudizio d'idoneità al lavoro notturno sebbene non si sappia con precisione se c'è superamento delle 80 notti annuali?
D2) Il giudizio d'idoneità qualora non ci sia il medico competente può essere rilasciato dal servizio pubblico? Se sì, quale ufficio pubblico è competente al rilascio? Lo SPISAL, forse?
R1. il giudizio di idoneità va espresso prima di adibire il lavoratore ad una attività per la quale - a causa di esposizioni pericolose o situazioni definite - è prevista la sorveglianza sanitaria. Per non procedere agli accertamenti sanitari dovrebbe essere certo il non superamento degli 80 turni notturni. Trattandosi comunque di una misura di prevenzione, è opportuno - nel dubbio - procedere all'accertamento medico e al conseguente giudizio di idoneità per non essere poi costretti a "stoppare" un lavoratore al varco delle 80 notti/anno. Del resto, da un punto di vista medico, anche se di notti ne facesse la metà, non sarebbe comunque meglio impiegare un individuo essendo sicuri che non presenta controindicazioni? Ciò potrebbe estendersi anche ai casi di richieste di coprire un qualche turno notturno, per questi eventi potrebbe essere messa in campo l'imprevedibilità, la straordinarietà, la necessità, ecc.
R2. Il D.Lgs. 66/03 prevede solo l'obbligo di accertamento sanitario del lavoratore notturno (art. 14 c.1). La successiva circolare del Ministero del Lavoro (n. 8 del 3 marzo 2005) stabilisce al punto 18 (lavoro notturno):
"Il lavoratore, per poter svolgere prestazioni di lavoro notturno, deve esserne ritenuto idoneo mediante accertamento ad opera delle strutture sanitarie pubbliche competenti o per il tramite del medico competente."
Sulle "strutture sanitarie pubbliche competenti" il dubbio è lecito:
i medici SPISAL? Optiamo per il no perchè in tal caso si configurerebbe una forma di consulenza, espressamente vietata dall'art. 13 c. 5 del D.Lgs. 81/08;
i medici dei Distretti nella loro attività di medicina pubblica?
il Collegio Medico?
i Medici Convenzionati?
Tra queste opzioni il Collegio Medico costituito ai sensi dell'art. 5 della Legge 300/70 (Statuto del Lavoratori) potrebbe essere il più indicato in quanto al suo interno prevede la figura del medico del lavoro.
2 - Lavoro notturno
D. Potete chiarirmi con quale periodicità, a vostro giudizio, devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori notturni in un albergo, in altre parole i portieri di notte? Trovo, nel D. Lgs. 66/03 (art. 14) che "la valutazione dello stato di salute dei lavoratori addetti al lavoro notturno deve avvenire attraverso controlli preventivi e periodici adeguati al rischio cui il lavoratore è esposto". Succede che spesso i Medici Competenti chiedono di sottoporre tali lavoratori a visita annuale, ma mi domando se sia l'interpretazione corretta.
R. Il D.Lgs. 19 luglio 2004, n. 213 "Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di apparato sanzionatorio dell'orario di lavoro" ha stabilito (art. 1 comma 1 lettera e):
«1. La valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni deve avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, o per il tramite delle competenti strutture sanitarie pubbliche di cui all'articolo 11 o per il tramite del medico competente di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, attraverso controlli preventivi e periodici, almeno ogni due anni, volti a verificare l'assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti i lavoratori stessi».
3 - Sorveglianza sanitaria - esclusione uso sostanze stupefacenti
D. Gli accertamenti sanitari mirati ad escludere l'uso di sostanze stupefacenti da parte di lavoratori dipendenti, devono essere effettuati anche sul personale addetto al trasporto di merci con mezzi che richiedono unicamente la patente B?
R. Tra le lavorazioni pericolose elencate nell'accordo del 30 ottobre 2007 in merito agli accertamenti medici volti ad escludere l'uso di sostanze stupefacenti troviamo:
Per "movimentazione" si intende "l'organizzazione del movimento di cose o persone, in particolare delle merci di un magazzino, in entrata e in uscita" (dal dizionario Garzanti). Rientrano in tale ambito, ad esempio, i carrelli elevatori o altri tipi di macchine.
Nel caso da Lei proposto abbiamo a che fare con "veicoli" che effettuano un "trasporto" di merci. Non riteniamo pertanto possano essere ricompresi i furgoni con peso a pieno carico minore di 35 q.
4 - Impiego gas tossici - dotazione di primo soccorso
D. Le ditte galvaniche mi chiedono dove reperire il cyanokit (kit per il trattamento dell'intossicazione da acido cianidrico, ndr) che non si riesce a trovare...
R. Trattandosi di idrossicobalamina da somministrarsi per fleboclisi non crediamo debba essere una dotazione per il primo soccorso aziendale. Farà parte dei kit antidotici del personale del SUEM o comunque medico.
All'azienda viene richiesto di avere una bombola di ossigeno medicale e, se reperito sul mercato, il nitrito di amile.
5 - Sorveglianza sanitaria - Allegato 3B
D. Ho un dubbio: bisogna inviare allo SPISAL l'Allegato 3B (informazioni relative ai dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria) anche per ditte per cui non sono state fatte visite nell'anno precedente? Questo potrebbe essere il caso di lavoratori sottoposti a visite biennali o quinquennali in quanto addetti a VDT per più di venti ore settimanali.
R. Dal momento che l’art. 40 prescrive l’invio delle informazioni relative ai dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nell’anno, dovendosi intendere per sorveglianza sanitaria “l’insieme degli atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa” anche nel caso di non effettuazione di visite mediche nell’anno, vige l’obbligo di invio dei dati inerenti l’esposizione ai rischi lavorativi specifici.
6 - Medico Competente - visita richiesta dal lavoratore - validità delle certificazioni presentate
D. A seguito di due infortuni sul lavoro (incidenti stradali), richiedo una visita medica dal medico competente, in quanto vengo assegnato (senza una visita preventiva, come è previsto dal Decreto 81) ad una mansione per la quale si è costretti ad usare l'auto per 8 ore consecutive, creandomi notevoli disagi e peggiorando notevolmente il mio stato di salute. All'incontro, il MC si rifiuta di prendere in considerazione le certificazioni mediche rilasciate da più strutture convenzionate, in quanto non pubbliche e mi rinvia ad altro appuntamento chiedendomi di portare certificati rilasciati solo da strutture pubbliche. Premetto che la scelta di centri privati convenzionati è motivata dal fatto che le prenotazioni per visite avvengono in tempi brevi rispetto alle strutture pubbliche e che, se lo avessi saputo, non avrei speso soldi per avere certificazioni poi non ritenute valide.
La mia domanda è :può il medico rifiutarsi di prendere in considerazione tali certificazioni? E poi, perchè non li ritiene validi? Non sono comunque certificati rilasciati da medici specialisti?
R. La risposta ha bisogno di essere articolata:
1. il medico competente è un interlocutore obbligato quando la mansione assegnata al lavoratore richiede, sulla base della valutazione dei rischi, la sorveglianza sanitaria come previsto dall'art. 41 del D.Lgs. 81/08.
2. Una mansione che prevede l'utilizzo dell'auto per 8 ore al giorno non comporta in genere obbligo di sorveglianza sanitaria (= visite mediche preventive e periodiche) a meno che non sia evidenziato un rischio da movimentazione manuale di carichi o di altro tipo.
3. La visita effettuata su richiesta del lavoratore (art. 41 comma 2 lettera c, decreto citato) deve essere "ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica" (ribadendo così implicitamente che il destinatario è il lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria).
4. Nel momento in cui il MC si fa carico del problema, anche solo per esaminare la documentazione clinica, assume in pieno il suo ruolo di "attore" della prevenzione aziendale dovendo supportare il Datore di lavoro nell'assegnazione di una mansione compatibile con lo stato di salute del lavoratore. Ciò indipendentemente dalla necessità di esprimere un giudizio di idoneità o meno.
5. Tutte le certificazioni mediche hanno valore legale, indipendentemente dal fatto che siano rilasciate da un libero professionista o un medico del SSN. Diversamente può essere stabilito, per ambiti particolari, solo da specifiche norme di legge.
6. Il Datore di lavoro, inoltre, "attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza." (art. 42)
Nel caso non ci sia il coinvolgimento del MC, per esempio in quelle aziende ove la valutazione dei rischi non evidenzi l'obbligo di sorveglianza sanitaria, il datore di lavoro ha la possibilità di chiedere un accertamento - ai sensi dell'art. 5, 3° comma, Legge 300/70 - al Collegio Medico costituito presso il Dipartimento di Prevenzione di ogni Unità Sanitaria Locale.
7 - Accertamenti sanitari periodici - visite in orario di lavoro
D. Da più parti sento dire che le visite mediche devono essere effettuate in orario di lavoro. Ho cercato attentamente nel Decreto 81/08 ma non ho trovato questa indicazione. Mi sapete dire qualcosa?
Lei non ha trovato il riferimento perchè non c'è. Se vogliamo un riferimento giuridico possiamo mettere insieme due articoli del D. Lgs. 81/08:
art. 15 , comma 2
art. 20 ,comma 2
(...) i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente Decreto Legislativo o comunque disposti dal medico competente.
Una visita fuori orario di lavoro è comunque un onere finanziario (anche se indiretto) per il lavoratore. L'art. 20 è sanzionato per il lavoratore: non potrebbe essere sanzionato alcunchè al di fuori dell'orario di lavoro.
Aggiungiamo che per “orario di lavoro” non deve essere inteso solo l’orario contrattuale. La visita medica può essere effettuata, per esigenze organizzative, anche in un orario in cui il dipendente solitamente non lavora ma che verrà riconosciuto a tutti gli effetti come orario reso.
8 - Cartella sanitaria - copia per il lavoratore
D. Ho chiesto al medico competente copia della documentazione clinica contenuta nella cartella sanitaria e di rischio. Mi è stato risposto che potrò averne copia solo al momento in cui lascerò l'azienda. Ma è possibile?
R. La risposta al suo quesito sta nella lettera h) dell'art. 25 del D. Lgs. 81/08:
h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria
9 - Relazione sanitaria annuale - invio all'Organo di Vigilanza
D. La nostra azienda effettua le visite mediche annuali. Vi chiediamo di confermare se copia della documentazione rilasciata dal medico competente deve essere inviata a voi o se è sufficiente che rimanga in azienda a disposizione per eventuali controlli.
R. L’art. 40 del D. Lgs. 81/08 stabilisce che, entro il 31 marzo di ogni anno, il Medico Competente (e non l’azienda) trasmetta – esclusivamente per via telematica - i dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, cioè alle visite mediche preventive e periodiche. Presso l’INAIL è stata allo scopo creata recentemente una piattaforma informatizzata che permette al medico competente di inserire i dati sanitari su uno schema standardizzato, già previsto dal Decreto 81, e di trasmetterli attraverso questa allo SPISAL territorialmente competente.
10 - Obbligo di sottoporre i dipendenti a visita medica
D. Vorrei poter capire in quali casi c'è l'obbligo a fare le visite mediche periodiche ai dipendenti. Siamo un'azienda di circa 20 persone che fa assemblaggio e collaudo macchine confezionatrici e colatrici (i pezzi vengono fatti fare a fornitori esterni) e le visite le facciamo: però ci è sorto il dubbio sull'effettiva obbligatorietà - necessità in quanto chiedendo un pò in giro ad aziende con lavorazioni analoghe alla nostra ci viene detto che non le fanno....Sono loro che non sono in regola o noi che siamo troppo scrupolosi?
R. la sorveglianza sanitaria (visite mediche preventive e periodiche) è obbligatoria laddove la valutazione, effettuata ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08, evidenzi un qualche rischio per la salute o in altre situazioni lavorative per cui la legge prevede l'espressione del giudizio di idoneità (minorenni, lavoratori notturni, mansioni a rischio per terzi).
11 - sorveglianza sanitaria per parrucchieri ed estetiste
D. Ci è giunta notizia che per parrucchiere ed estetiste non è più necessario il giudizio di idoneità espresso dal Medico Competente in medicina del lavoro …
R. Per il settore della cura alla persona (parrucchiere ed estetiste), la sorveglianza sanitaria viene attivata sulla base della valutazione dei rischi (agenti chimici, biologico e da movimenti ripetitivi nello specifico). Una idoneità preventiva è opportuna per escludere condizioni che possono far prevedere una predisposizione ad allergopatie cutanee e respiratorie (auspicabile già nelle scuole professionali del settore).
12 - sorveglianza sanitaria per lavoratori a prestazione con voucher
D. Volevo sapere se è obbligatorio sottoporre alla visita medico del lavoro anche i lavoratori stagionali (assunti con i voucher per 1 mese all'anno).
R. Non riscontrando una normativa specifica che esenti dall’obbligo di accertamento dell’idoneità per questa tipologia di prestazioni, vale l’obbligo di accertare l’idoneità del lavoratore dipendente (a qualsiasi titolo, come stabilisce l’art. 2 del decreto 81/08) alle mansioni che possono comportare rischi per la salute in base alla valutazione effettuata dal datore di lavoro. Si fa presente che l’accertamento dell’idoneità deve essere svolto prima di adibire un lavoratore a tali mansioni.
13 – Utilizzo di auto aziendale e test per stupefacenti
D. Alcuni dipendenti della mia ditta utilizzano l’auto aziendale/personale per recarsi dai clienti a svolgere attività informatica (non trasportano né beni né persone).
Durante la visita periodica il medico informa tutti sul comportamento da tenere e sulle normative vigenti sull’utilizzo di alcol/droghe per chi guida.
L’azienda ha a sua volta formato/informato in merito tutti i dipendenti evidenziando che, in caso di fondati motivi o dubbi, potrà effettuare esami specifici per evidenziare se c’è utilizzo di alcol durante l’orario di lavoro o abuso di alcol o altre sostanze.
Quanto esposto sopra è sufficiente o l’azienda è obbligata ad eseguire esami periodici a tutti i dipendenti che utilizzano l’auto durante l’orario di lavoro per verificare se sono alcol dipendenti o abusano di altre sostanze ?
R. La normativa sugli stupefacenti (DPR 309/1990 e Intesa Stato Regioni 30 ottobre 2007) prevede l’obbligo di visita medica e test sull’urina per escludere l’uso di sostanze per coloro che guidano veicoli che richiedono la patente C o superiore (oltre ad altre categorie di lavoratori che svolgono attività pericolose per sé stessi e per terzi).
La normativa sull’alcool (Legge 30 marzo 2001 n. 125 e Provvedimento Conferenza Stato Regioni 16 marzo 2006) stabilisce il divieto di consumo di bevande alcoliche sul lavoro per una serie di mansioni, una delle quali è la conduzione di veicoli che richiedono la patente B o superiore. La normativa offre la possibilità al datore di lavoro di effettuare un controllo dell’alcolemia diretta (sangue) o indiretta (aria espirata) nei lavoratori appartenenti alle categorie considerate a rischio per la sicurezza (tra i quali i citati conducenti di veicoli patente B o superiore). Tale controllo va richiesto al medico competente aziendale o allo SPISAL. Per la normativa sull’alcool non c’è la previsione della visita medica preventiva e periodica.
Ultimo aggiornamento: 10/09/2019 12:17:09