Source: https://www.ecnews.it/agente-immobiliare-applicabile-la-presunzione-sui-prelevamenti/
Timestamp: 2020-01-21 06:44:33+00:00
Document Index: 29145103

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Agente immobiliare: applicabile la “presunzione” sui prelevamenti - Euroconference News
In materia di accertamenti bancari, anche agli “agenti immobiliari” sono applicabili le presunzioni sui prelevamenti ingiustificati di cui all’articolo 32 comma 1, n. 2, del D.P.R. 600/1973, salvo che il giudice qualifichi il contribuente quale esercente attività di lavoratore autonomo.
Questo è quanto chiarito dalla Cassazione nell’ambito dell’ordinanza n. 26774 del 13 novembre 2017.
Di contro, il contribuente sostiene che la sua attività, avendo natura professionale, rientra tra quelle di lavoro autonomo, con conseguente annullamento delle presunzioni di cui all’articolo 32, D.P.R. 600/1973.
Ciò premesso, la commissione tributaria provinciale, accoglieva solo in parte le richieste del contribuente, mentre, la commissione tributaria regionale ne accoglieva “in toto” l’appello: quest’ultima osservava che, esercitando il contribuente attività di lavoro autonomo (agente immobiliare), doveva applicarsi la sentenza n. 228/2014 della Corte Costituzionale e, quindi, “escludersi la fondatezza delle pretese creditorie erariali portate dall’atto impositivo impugnato in quanto basate sulla presunzione legale relativa di cui all’art. 32, D.P.R. 600/1973, appunto dichiarata costituzionalmente illegittima da detta pronuncia del giudice delle leggi”.
Tuttavia, avverso la decisione della C.T.R., l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione.
In particolare, l’Ufficio richiedeva la nullità della sentenza impugnata per “difetto assoluto di motivazione” in merito alla questione relativa la qualificazione dell’attività economica del contribuente quale lavoro autonomo ovvero di impresa. Nello specifico, per l’Ufficio, la sentenza è nulla perché affetta da un “errore in procedendo” in quanto, nel caso di specie, non è applicabile il disposto dalla citata sentenza della Corte Costituzionale essendo il contribuente qualificabile come “imprenditore”.
In tal modo – secondo i giudici di legittimità – la commissione tributaria regionale ha motivato solo “apparentemente” la natura professionale dell’attività esercitata dal contribuente, condizione questa che costituisce la “premessa essenziale” dell’applicabilità della pronuncia della Corte Costituzionale.
La sentenza impugnata viene, dunque, cassata e rinviata alla C.T.R. per un nuovo esame.
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