Source: http://www.micheleusuelli.it/lavoro-in-consiglio/odg-guardia-medica-nelle-carceri-bilancio-2019/
Timestamp: 2020-03-31 19:24:53+00:00
Document Index: 148831934

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 11', 'art.11', 'art. 4']

ODG Guardia medica nelle carceri – Bilancio 2019 – +Europa – Radicali
di admin 1 anno fa
ODG Guardia medica nelle carceri – Bilancio 2019
PDL 40
“Bilancio di previsione 2019-2021 e relativo documento tecnico di accompagnamento”
Oggetto: mantenimento del servizio di guardia medica all’interno di tutte le carceri della Lombardia
la Costituzione italiana riconosce al primo comma dell’art.32 “la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” e la giurisprudenza costituzionale, ex plurimis, sent. n. 309/1999,n. 252/2001, n. 354/2008 sancisce che “le esigenze della finanza pubblica non possono assumere, nel bilanciamento del legislatore, un peso talmente preponderante da comprimere il nucleo irriducibile del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana. Ed è certamente a quest’ambito che appartiene il diritto dei cittadini in disagiate condizioni economiche, o indigenti secondo la terminologia dell’art. 32 dellaCostituzione, a che siano assicurate loro cure gratuite”;
l’art. 117 Cost., come novellato dalla legge costituzionale n.03/2001, demanda allo Stato la “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”, come competenza a titolo esclusivo, mentre la “tutela della salute”, comprensiva di “assistenza sanitaria ed ospedaliera”, viene definita materia di competenza concorrenteStato-Regioni, intendendosi per competenza concorrente la potestà legislativa spettante alle Regioni in cui la determinazione dei principi fondamentali è rimessa alla Stato;
l’art. 11 della legge 354/1975 (comunemente noto come Ordinamento Penitenziario, in seguito O.P.) sancisce il principio della collaborazione con i servizi pubblici sanitari locali, ospedalieri ed extra ospedalieri, per l’organizzazione e il funzionamento del servizio sanitario peri detenuti, consentendo di ritenere quest’ultimo, anche per effetto delle previsioni del regolamento penitenziario, “come una funzione a cui le risorse esterne direttamente e continuamente collaborano”;
la riforma della medicina penitenziaria, d.lgs.22 n.230/1999 stabilisce che il diritto alla salute che spetta ai detenuti e agli internati è “alla pari dei cittadini in stato di libertà”, sia per quel che concerne la prevenzione sia per quanto riguarda la diagnosi, la cura e la riabilitazione, l’assistenza sanitaria per la gravidanza e la maternità e l’assistenza pediatrica ai bambini che le donne recluse possono tenere in istituto durante la primissima infanzia;
si configura un vero e proprio diritto del cittadino in stato di detenzione alle prestazioni sanitarie, assicurato sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali di assistenza (LEA) individuati nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali ed in quelli locali, dovendosi realizzare un diritto alla salute nell’ambito del Sistema SanitarioNazionale (SSN) che assicuri “livelli di prestazione analoghi a quelli garantiti ai cittadini liberi”;
il d.lgs. n. 123/2018 valorizza l’assistenza all’interno delle carceri e garantendo ai detenuti prestazioni tempestive, visita medica del detenuto all’ingresso in istituto e continuità dei trattamenti sanitari in corso;
l’art.11 O.P. stabilisce inoltre che l’attività sanitaria debba rispondere ai bisogni di salute del detenuto, anticipandone perciò le esigenze, garantendo visite quotidiane ai detenuti ammalati e a quelli che ne fanno richiesta in base ai criteri di appropriatezza clinica e svolgendo le proprie funzioni senza limiti di orari;
dall’1 Gennaio del 2000, su disposizione del d.lgs. n.230/1999, sono transitate le funzioni sanitarie, eccetto quelle sulle tossicodipendenze, sono transitate alle Regioni, il d.p.c.m delll’1 Aprile del 2008 ha confermato definitivamente il passaggio di competenze per tutte le Regioni a statuto ordinario
durante le audizioni ai Direttori degli istituti penitenziari presso la Commissione sulla situazione carceraria inLombardia è emerso che le carceri del territorio, in particolare della provincia di Pavia, alla scadenza convenzione vigente, prevista per il 30 Gennaio, non sarà garantita l’assistenza sanitaria a copertura 24ore, con il rischio che venga così sospeso il servizio di guardia medica interno agli istituti;
le suddette audizioni hanno chiarito che la soppressione dell’assistenza sanitaria continuata moltiplicherebbe esponenzialmente il numero di traduzioni verso il pronto soccorso, andando a determinare un significativo peggioramento delle condizioni di servizio degli agenti di polizia penitenziaria, con il rischio di compromettere le regolari attività programmate;
sempre in sede di audizione, i Direttori degli istituti penitenziari della Lombardia hanno evidenziato una di forte difficoltà a rintracciare del personale medico in possesso del requisito di specialità previsto dalla normativa vigente, finendo per pregiudicare l’assegnazione , tramite concorso pubblico, di incarichi presso le strutture carcerarie
l’impegno che Regione Lombardia ha assunto con l’approvazione della L. 25/2017 recante “Disposizioni per la tutela delle persone sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria” con la quale si impegna all’art. 4 a tutelare “attraverso la rete dei servizi sanitari, la salute delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria anche mediante interventi di prevenzione sanitaria (…) allo scopo di mantenere uno standard assistenziale all’interno delle strutture penitenziarie, nel rispetto dei principi in particolare di gratuità, uguaglianza, continuità, riservatezza e tutela della privacy”
a mantenere invariati i servizi di guardia medica a copertura 24 ore in tutti gli istituti penitenziari della Lombardia, destinando quindi una parte delle risorse già a disposizione della sanità penitenziaria all’ottimizzazione dei servizi essenziali di assistenza a piena tutela del diritto alla salute;
a farsi carico delle istanze dei Direttori delle carceri lombarde nella promozione di una modifica della normativa vigente che deroghi, ove necessario, al requisito di specialità previsto per l’ammissione ai concorsi pubblici dei medici chirurghi nel circuito penitenziario
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