Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=5681:trasporti-marittimi-rimorchiatori-ccnl-11-giugno-2003&amp;catid=53&amp;Itemid=139
Timestamp: 2019-05-19 15:16:03+00:00
Document Index: 95442948

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 6', 'art. 1251', 'art. 1252', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 325', 'art. 4', 'art. 45', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 34', 'art. 45', 'art. 9']

Trasporti - Marittimi, Rimorchiatori: CCNL, 11 giugno 2003
Settori: Trasporti, Marittimi, Rimorchiatori
Verbale di accordo - 13 dicembre 2004
Art. 38 - Congedi parentali Art. 39 - Risoluzione del contratto di imbarco
Allegato 1 - Modello di contratto di imbarco per equipaggi imbarcati su unità adibite al rimorchio delle navi e al soccorso delle navi
Allegato 2 - CCNL Rimorchiatori Importi mensili del minimo contrattuale (valori in euro)
Allegato 2 bis - CCNL rimorchiatori Valori degli scatti di anzianità (in euro)
Allegato 4 - Verbale di accordo del 23 luglio 1997
Verbale di accordo sulle libertà sindacali siglato in occasione dell'accordo generale di rinnovo del 24 luglio 1991 e riferito a tutti i contratti del settore marittimo
Norme per l'organizzazione dei servizi di rimorchio in porto e in navigazione
Iscrizione all'elenco dl cui all'art. 1
Collegio di conciliazione ed arbitrio
Protocollo d'intesa fra Confitarma e Filt-Cgil- Fit-Cisl- Uil-Trasporti
Allegato 19 - Protocollo di intesa fra Confitarma e Filt-Cgil- Fit-Cisl- Uil-Trasporti
Addì, 11 Giugno 2003,tra Associazione italiana armatori di rimorchiatori, Confederazione italiana armatori (Confitarma), Federazione italiana lavoratori trasporti (Filt-Cgil), Federazione italiana trasporti (Fit-Cisl) e Unione italiana lavoratori trasporti - Settore marittimo (Uiltrasporti) è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale imbarcato sulle unità adibite al servizio di rimorchio delle navi ed al soccorso delle navi.
Per il personale imbarcato sulle unità adibite al servizio di rimorchio delle navi ed al soccorso delle navi Stipulato in Roma tra l'Associazione italiana armatori di rimorchiatori e le Organizzazioni dei lavoratori sottoelencate: Federazione italiana lavoratori trasporti (Filt-Cgil), Federazione italiana trasporti (settore marittimo) (Fit-Cisl), Unione italiana lavoratori trasporti settore marittimo (Uiltrasporti)
Le parti con il presente accordo, dichiarano di aver rinnovato - in armonia con quanto disposto dal Protocollo interconfederale del 23 luglio 1993 - i contratti collettivi del settore marittimo scaduti il 31 dicembre 2002.
1. Presso ogni società esercente il servizio di rimorchio nei porti sarà tenuto un elenco nominativo del personale marittimo dipendente con l'indicazione della qualifica e del grado. Detto elenco sarà affisso in un albo nella sede sociale a disposizione degli interessati e con possibilità di verifica e di controllo da parte delle Organizzazioni stipulanti.
2. L'elenco è formato:
I riposi settimanali riguardano esclusivamente il personale dei rimorchiatori in servizio portuale.
2. La composizione numerica degli equipaggi dei rimorchiatori con comando centralizzato in servizio portuale sarà di quattro persone con le seguenti qualifiche:
3. La composizione numerica degli equipaggi dei rimorchiatori ad elevata manovrabilità con comando centralizzato ed automatizzato con propulsori azimutali o voith che forniscono il cavo di rimorchio alle navi a mezzo di idoneo verricello, o laddove una tabella a tre sia stata già concordata ed applicata a livello locale, sarà di tre persone con le seguenti qualifiche:
Nei porti in cui, al momento della stipula del presente contratto, il servizio viene reso, con i rimorchiatori di cui sopra, da quattro persone di equipaggio, la eventuale riduzione a tre sarà realizzata previa intesa a livello aziendale. In tali casi l'autorità marittima potrà disporre l'integrazione delle tabelle, come sopra determinate, in presenza di condizioni meteo-marine avverse o per l'effettuazione di particolari servizi. Per rimorchiatori di nuova acquisizione la tabella di armamento sarà definita tra le parti a livello aziendale. Qualora non si raggiunga in sede locale un accordo sulla composizione numerica della tabella di armamento, sarà convocata la Commissione di cui al successivo art. 45-bis.
4. Qualora la nuova composizione delle tabelle comporti degli esuberi di personale, il turn-over verrà bloccato fino al raggiungimento della consistenza necessaria per il regolare svolgimento del servizio. Tale provvedimento sarà adottato dopo che siano state riassorbite eventuali aliquote di straordinario predeterminato e sia stata realizzata la riduzione dell'orario annuale di lavoro di 40 ore in una delle forme previste.
5. Le tabelle di armamento per il servizio di rimorchio di altura sono indicate nell'art. 45, punto 6, e saranno definite a livello aziendale secondo le norme e i limiti precisati nel detto articolo.
1. Durante l'imbarco, i rapporti gerarchici e disciplinari sono regolati dalle leggi e regolamenti dello Stato per la Marina mercantile e dal presente contratto collettivo.
1. Il personale ha il dovere di mantenere condotta disciplinata, di uniformarsi alle prescrizioni delle Autorità nazionali e di quelle consolari e locali nei porti all'estero, di eseguire ogni legittimo ordine del Comandante e di ogni altro superiore per ciò che concerne il servizio e la sicurezza della nave, delle persone imbarcate, del carico e delle provviste.
2. I rapporti tra i componenti l'equipaggio devono essere improntati a spirito di collaborazione e di comprensione.
3. Nessuna persona dell'equipaggio potrà assentarsi da bordo senza il consenso del Comandante o di chi lo rappresenti.
4. Tutto l'equipaggio ha il dovere di esercitare la più attenta sorveglianza affinché non si verifichino casi di furto, contrabbando, trasporto di paccottiglie, sottrazione di merci, vendite abusive a bordo, imbarco o favoreggiamento di clandestini. Il Comandante disporrà affinché siano effettuate prima della partenza e durante il viaggio frequenti visite in ogni parte del rimorchiatore per assicurarsi che non esistano a bordo clandestini o merci di contrabbando.
5. L'armatore ha il diritto di risolvere il contratto senza preavviso, fermo restando il trattamento di fine rapporto, e di essere risarcito di tutti i danni che gli derivassero in conseguenza di trasgressioni a disposizioni di leggi nazionali ed estere, e particolarmente in conseguenza di furto, contrabbando, trasporto di paccottiglie, imbarco o favoreggiamento di clandestini nei confronti dei componenti l'equipaggio che risultassero responsabili sia della trasgressione sia della mancata vigilanza.
1. Eventuali infrazioni del personale, e in particolare quelle ai doveri di cui all'art. 6, e inadempimenti alle obbligazioni derivanti dal contratto di lavoro individuale, saranno punite in proporzione alla loro gravità in base al seguente codice disciplinare.
4. L'armatore, valutate le giustificazioni del lavoratore, se pervenute, e, comunque, dopo dieci giorni dall'avvenuto ricevimento della lettera di contestazione, potrà irrogare una delle seguenti sanzioni disciplinari, in proporzione alla gravità dei fatti contestati:
Si precisa di seguito il carattere dei provvedimenti disciplinari e l'entità degli stessi.
Nel caso di infrazione di lieve entità il lavoratore potrà essere diffidato verbalmente e tale diffida ha rilevanza di richiamo verbale.
Il rimprovero scritto è provvedimento di carattere ammonitorio e si infligge per infrazioni di gravità inferiore a quelle indicate nei punti successivi. La recidiva infrazione per cui è previsto il provvedimento di rimprovero scritto non prescritto dà la facoltà all'azienda di comminare provvedimenti che possono andare dalla multa alla sospensione di durata non superiore a tre giorni.
2) inosservanza delle misure di prevenzione degli infortuni e delle disposizioni a tale scopo emanate dall'azienda quando non ricadono nei casi previsti dalle successive lett. d) ed e);
3) irregolarità di servizio, abusi, mancanza di diligenza nei propri compiti, quando non abbiano carattere di gravità e non abbiano arrecato danno;
4) irregolarità ed inosservanze simili a quelle sopra descritte.
3) inosservanza delle misure di prevenzione infortuni e delle disposizioni a tale scopo emanate dall'azienda quando la mancanza cagioni danni lievi alle cose e nessun danno alle persone;
4) presentarsi al lavoro o prestare servizio in stato di ubriachezza o alterazione;
5) abbandono del posto di lavoro senza giustificato motivo salvo quanto previsto al punto 3, della lett. e);
6) esecuzione in azienda di lavori per proprio conto fuori dall'orario di lavoro e senza sottrazione di materiale dell'azienda;
7) lieve insubordinazione verso i superiori;
8) mancanze di analoghe gravità.
3) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui siano specificatamente affidate mansioni di responsabilità, sorveglianza, custodia e controllo o da parte di altro personale nel caso in cui possa derivare pregiudizio all'incolumità delle persone, alla sicurezza del rimorchiatore, degli impianti o strutture portuali, pregiudizio all'esecuzione del servizio di rimorchio;
5) danneggiamento colposo o volontario alla proprietà dell'azienda, al materiale di lavorazione o a persone;
6) inosservanza al prescritto divieto di fumare dove ciò può provocare pregiudizio all'incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti;
7) alterchi con vie di fatto, ingiurie, disordini, risse o violenze sia al di fuori che all'interno dei mezzi navali o degli uffici;
9) la recidiva, non prescritta, anche di una sola delle infrazioni disciplinari di cui all'art. 1251 del codice della navigazione o l'infrazione di due diverse mancanze disciplinari previste dallo stesso articolo anche se non seguite dalle pene disciplinari previste dall'art. 1252 del codice della navigazione;
11) esecuzione in azienda di lavori per conto proprio o di terzi effettuati durante l'orario di lavoro;
12) il rifiuto del marittimo, senza giustificato motivo, di trasbordare da un rimorchiatore in servizio portuale ad un rimorchiatore in servizio di altura secondo le regole vigenti;
13) mancanze di analoghe gravità.
2. Ferma restando la possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami, le controversie sindacali fra aziende e lavoratori, quando riguardino l'interpretazione o l'applicazione dell'accordo integrativo, saranno esaminate fra le Organizzazioni locali dei lavoratori e degli armatori. La trattativa dovrà iniziare entro 48 ore dalla comunicazione ufficiale della o delle Organizzazioni dei lavoratori stipulanti e firmatarie.
3. In caso di mancato accordo a seguito dell'esame di cui sopra, ovvero in caso di mancata convocazione, le parti si riterranno libere di procedere secondo le consuete forme sindacali.
1. L'orario normale di lavoro settimanale è di 40 ore distribuite in 5 giorni, pari a 173 ore mensili e 2.080 ore annue.
2. L'orario normale di lavoro è di 8 ore giornaliere da effettuarsi con l'interruzione di una o due ore per la consumazione del pasto fatto salvo quanto previsto nel comma 4. La sospensione del lavoro per la consumazione del pasto non dovrà comportare una riduzione della resa annua di 2.080 ore e dovrà essere concordata a livello aziendale.
4. Nell'ipotesi di servizio a turni articolato nell'ambito delle 2.080 ore annue con una media di 173 ore mensili, l'orario giornaliero di lavoro può superare le 8 ore senza che da ciò derivi il diritto a compenso per lavoro straordinario. Qualora nella turnistica siano comprese ore di lavoro straordinario si potrà, solo con pattuizioni aziendali, compensarle con un periodo di riposo retribuito della stessa durata da godere entro 30 giorni.
6. La prestazione lavorativa effettuata nelle seste giornate di lavoro settimanale darà diritto, in sostituzione del compenso per lavoro straordinario, ad altrettante giornate mensili di riposo compensativo differibili e/o cumulabili.
8. Ferma restando la durata dell'orario normale contrattuale di cui al punto 1 la riduzione annua delle 40 ore di lavoro sarà realizzata con accordo aziendale o attraverso un aumento delle ferie o con il riconoscimento di cinque giorni aggiuntivi di riposo compensativo o attraverso la monetizzazione della stessa.
Il personale sarà tenuto a prestare la propria opera per iniziare il servizio di rimorchio fino al termine dell'orario stabilito dai turni e, nei casi previsti dal successivo ultimo comma dell'art. 10, finché non sia sostituito.
1. Ogni lavoro eseguito dai componenti l'equipaggio oltre l'orario stabilito dall'art. 9 del presente contratto è considerato lavoro straordinario.
2. Non è considerato lavoro straordinario qualunque lavoro compiuto, ai sensi dell'art. 12, per la sicurezza della navigazione.
3. Le ore di lavoro straordinario dovranno essere contenute nel limite mensile di 90 ore nei porti in cui il normale turno operativo portuale nell'arco diurno viene svolto con tre o meno di tre rimorchiatori. In tutti gli altri porti tale limite mensile sarà di 50 ore.
Nel caso di più turni, per prestazioni che richiedono continuità di presenza, il lavoratore del turno cessante potrà lasciare il posto di lavoro solo quando sarà sostituito, fermo restando che la sostituzione dovrà avvenire entro un termine massimo di 2 ore dalla cessazione del turno.
1. Le persone dell'equipaggio saranno tenute a prestare la propria opera senza diritto a compensi a titolo di lavoro straordinario, per la sicurezza della navigazione, del carico, delle provviste, per il salvataggio del rimorchiatore e delle persone imbarcate.
1. Oltre i necessari servizi di porto e di navigazione, l'equipaggio dovrà eseguire tutti i lavori usuali di pulizia e manutenzione, coadiuvare nelle riparazioni dei rimorchiatori sociali e mantenere i locali dei propri alloggi nella massima pulizia con diritto a compenso per lavoro straordinario qualora i detti lavori vengano eseguiti fuori dell'orario normale.
1. Il personale è imbarcato a bordo delle unità che svolgono l'esercizio del rimorchio delle navi e del soccorso delle navi e natanti in genere, sia in porto che in mare aperto, per prestare il servizio attinente alla sua qualifica.
5. Fatto salvo quanto previsto ai precedenti punti 2, 3 e 4 l'armatore o il comandante, nell'interesse del servizio della navigazione, ha facoltà di adibire temporaneamente i componenti l'equipaggio ad un servizio diverso da quello per il quale sono stati imbarcati, purché non sia inadeguato al loro grado e qualifica. In caso di necessità per la sicurezza della nave il personale può essere adibito a qualsiasi servizio.
Questi compensi non saranno corrisposti durante il periodo di godimento dei riposi compensativi maturati in altura, nè potranno essere calcolati nella retribuzione o in ogni altro istituto che direttamente e/o indirettamente implichi la retribuzione quale base di calcolo, ai sensi e agli effetti dell'art. 325, cod. nav. e dell'art. 4, 1° e 2° comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297.
4. Le indennità per il servizio di rimorchio d'altura non competono ai marittimi dei rimorchiatori che per esigenze di servizio aziendale si trasferiscano da porto a porto.
1. Quando un rimorchiatore approdi in un porto riconosciuto colpito da malattia epidemica con ordinanza del Ministero competente, verrà corrisposta a tutto l'equipaggio una indennità pari al 7% (sette per cento) del minimo contrattuale conglobato per il periodo che decorre dall'arrivo al porto infetto fino al giorno della libera pratica al porto successivo ma non oltre 15 giorni dalla partenza dal porto infetto.
2. L'indennità è pure dovuta nell'ipotesi che l'ordinanza del Ministero sia emanata successivamente alla data dell'arrivo della nave nel porto infetto, ma con riferimento al tempo dell'approdo e/o della permanenza della nave in detto porto.
3. Al personale che sia tenuto a prestare la propria opera a bordo o sia tenuto a disposizione dell'armatore per esigenze di servizio in giorno di domenica o di festività nazionale o di altra festività infrasettimanale, spetta, oltre il riposo compensativo, un compenso […]
4. Il riposo compensativo inerente alle domeniche lavorate dovrà essere goduto nell'arco della settimana successiva. Nel caso in cui esigenze di servizio particolari od eccezionali non permettessero la concessione del riposo compensativo, per le festività nazionali ed infrasettimanali non fruite, l'armatore corrisponderà al marittimo, oltre al trattamento economico di cui sopra, un importo pari a 1/26 della retribuzione mensile (minimo contrattuale conglobato, indennità di turno, valore convenzionale della panatica, indennità speciale residua) da liquidarsi entro il trimestre cui si riferiscono i riposi compensativi stessi.
5. Qualora una delle festività nazionali o una delle altre festività normalmente infrasettimanali cada in giorno di domenica è dovuto al personale, in più del trattamento di cui sopra, un importo pari a 1/26 della retribuzione mensile (minimo contrattuale conglobato, indennità di turno e indennità speciale residua). È in facoltà dell'armatore di concedere in sostituzione di tale importo, una giornata di riposo compensativo.
Ai lavoratori verranno riconosciute le disposizioni della legge 8 marzo 2000, n. 53 e successivo decreto Presidente del Consiglio dei ministri 21 luglio 2000, n. 278.
1. Il comandante curerà che sulla nave, in un posto accessibile all'equipaggio, sia tenuto un albo al quale resti permanentemente affissa una copia del presente contratto collettivo e degli accordi integrativi, del regolamento di servizio e di ogni altra disposizione che venga prescritta dall'Autorità.
1. Le parti si riservano di esaminare la eventuale possibilità di estensione, con gli opportuni adattamenti, della normativa dell'armamento libero alle aziende di rimorchio.
1. In osservanza a quanto disposto dall'accordo interconfederale del 23 luglio 1993 la vigenza del contratto collettivo aziendale sarà di quattro anni. Le contrattazioni aziendali integrative potranno essere riaperte a far data dal momento di scadenza dei contratti in essere. Le piattaforme contrattuali per il rinnovo dei contratti integrativi aziendali saranno presentate in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative tre mesi prima della scadenza dei contratti stessi. Durante tale periodo e per il mese successivo alla scadenza le parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette.
2. La contrattazione integrativa aziendale dovrà avere per oggetto:
a) l'adattamento della disciplina prevista dal contratto collettivo nazionale alle peculiarità di attività diverse dal rimorchio portuale in concessione, ma pur sempre afferenti i servizi portuali e destinate a sviluppare la potenzialità dell'azienda;
2-bis. Premesso che è diritto dell'azienda determinare le modalità con le quali il servizio deve essere reso, le parti si incontreranno in sede locale per esaminare la proposta aziendale di eventuale modifica dell'organizzazione del lavoro, che deve avere motivate ragioni in risposta alle esigenze del traffico. Qualora le stesse non riuscissero a raggiungere un accordo entro 5 giorni, la materia sarà deferita, in sede nazionale, all'esame di una apposita Commissione paritetica composta dai rappresentanti nazionali delle rispettive Organizzazioni di parte entro i sette giorni successivi. Qualora neppure tale Organo paritetico riuscisse a raggiungere un accordo, le parti sono libere di agire nel rispetto delle reciproche autonomie.".
3. Erogazioni salariali potranno essere concesse a fronte di incrementi di produttività derivanti da programmi concordati tra le parti che determinino miglioramento dell'economicità dei servizi attraverso ad esempio la riduzione delle tabelle di armamento, la reperibilità, ecc.
4. In tale contesto potranno essere rinegoziate indennità già presenti nei contratti integrativi aziendali.
5. Le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi aziendali dovranno avere luogo nelle sedi delle locali Organizzazioni armatoriali con la partecipazione delle rappresentanze aziendali (RSA o RSU laddove costituite) e OO.SS. territoriali stipulanti.
6. La tabella d'armamento tipo per il normale servizio di rimorchio d'altura è di 10 persone.
7. Le tabelle di armamento per il servizio di rimorchio di altura di breve durata sono di 8 persone, sempre che la durata del servizio non superi i 5 giorni, e di 9 persone, sempre che la durata del servizio non superi i 10 giorni, oltre il quale limite il servizio è da considerarsi servizio d'altura a tutti gli effetti.
1. È istituita una Commissione paritetica nazionale composta da tre rappresentanti delle OO.SS. stipulanti e firmatarie del presente contratto collettivo nazionale di lavoro e di tre rappresentanti dell'armamento.
2. Alla suddetta Commissione sarà demandato il compito di coordinare, nell'ambito delle contrattazioni integrative aziendali, la disciplina di materie aventi interesse comune, secondo criteri di omogeneizzazione, con particolare riguardo alla organizzazione dei servizi e dei turni.
3. I rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di cui al 1° comma saranno i responsabili nazionali, i quali potranno essere coadiuvati dalle rispettive RSA ovvero RSU.
4. La Commissione paritetica potrà essere convocata da ciascuna delle due parti tramite lettera raccomandata contenente la data di convocazione proposta e la motivazione della stessa. La Commissione, così convocata, dovrà riunirsi entro il termine massimo di quindici giorni dalla data di ricezione della convocazione.
- tale patrimonio possa essere diversamente utilizzato nell'apparato tecnico-aziendale anche con corsi di aggiornamento tenuti da tecnici delle società costruttrici degli apparati di bordo;
Pertanto la Commissione paritetica di cui all'art. 45-bis nell'arco della vigenza contrattuale esaminerà le possibili soluzioni da adottare circa le figure professionali necessarie in rapporto all'evoluzione del settore. Dette figure professionali dovranno comunque rispondere ai massimi criteri di sicurezza ed efficienza.
- al settore dei rimorchiatori è applicata la legge 28 gennaio 1994, n. 84 (e successive modificazioni e integrazioni) e in particolare in base all'art. 14 della legge n. 84/1994 (come modificato dall'art. 1 della legge 30 giugno 2000, n. 186) i servizi di rimorchio sono considerati servizi di interesse generale atti a garantire nei porti la sicurezza della navigazione e dell'approdo, per cui l'autorità marittima e portuale hanno competenza per l'organizzazione e la disciplina del servizio;
- che le parti, congiuntamente o separatamente, si attiveranno affinché le autorità competenti, nel determinare le condizioni per il rilascio di concessioni/autorizzazioni all'esercizio di rimorchio nei porti, pongano come condizione l'effettiva applicazione del CCNL dei rimorchiatori, quale trattamento minimo inderogabile di riferimento.
Le parti ritengono necessaria una valutazione congiunta sulla ricaduta che quanto sopra affermato possa comportare in ordine alla composizione qualitativa degli equipaggi;
- la Commissione paritetica di cui all'art. 45 nell'arco della vigenza contrattuale esaminerà le possibili soluzioni da adottare circa le figure professionali necessarie in rapporto all'evoluzione del settore. Dette figure professionali dovranno comunque rispondere ai massimi criteri di sicurezza ed efficienza.
1. Le parti, ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità delle imprese e dei lavoratori, concordano l'istituzione di un sistema di informazioni sulle materie e secondo i criteri stabiliti dalla presente disciplina.
3. Le Organizzazioni nazionali dell'armamento daranno inoltre informazioni alle Organizzazioni sindacali nazionali sui predetti temi in ordine a realtà operative interessanti aree interregionali o altrimenti integrate (Gruppi armatori esercenti servizio di rimorchio in più porti).
4. Le Società armatoriali con più di 100 dipendenti informeranno, tramite l'Associazione di categoria e sotto il vincolo della riservatezza, le Rappresentanze sindacali aziendali intorno a sostanziali modifiche tecnologiche, prospettive produttive e livelli occupazionali, che possono investire in modo determinante l'organizzazione complessiva del lavoro.
1. I rimorchiatori, in attesa in avamporto, debbono disporsi in modo da non intralciare la manovra delle navi in entrata e debbono mantenersi ad una distanza prudenziale fino a quando queste non abbiano ridotto la loro velocità a limite di assoluta sicurezza.
2. Il cavo di rimorchio, di prora alle navi in arrivo, non dovrà essere preso con la "gaffa", ma servendosi sempre del "sacchetto" "Heaving Line".
3. Dovendosi prendere più di un cavo per la sicurezza dell'operazione di rimorchio ogni cavo dovrà essere filato dallo stesso passacavo o dallo stesso lato della nave.
4. Per tutto il tempo in cui il cavo è al gancio, il personale dovrà prestare la massima attenzione al fine di trovarsi sempre fuori del raggio di azione del cavo stesso.
5. Nel sistemare la bozza, si dovrà manovrare a basse velocità e con la massima attenzione onde evitare di far correre rischi al personale.
6. Nel mollare il cavo della nave si deve attentamente valutare la posizione del rimorchiatore in modo da garantire l'incolumità del personale.
7. In caso di emergenza, quali pericolo di collisione o di instabilità del rimorchiatore, si dovrà immediatamente e senza esitazioni mollare il cavo di rimorchio.
8. Il cavo di rimorchio dovrà parimenti essere mollato dai rimorchiatori di prora alle navi in partenza ogni qualvolta queste dovessero superare la velocità prescritta dalle autorità portuali.
9. I rimorchiatori all'ormeggio allineati lungo la banchina dovranno servirsi di regolari passerelle.
10. Non si dovranno imbarcare o sbarcare piloti dalle navi in movimento.
11. Qualsiasi lavoro di manutenzione - quale picchettaggio, pitturazione, ecc. - dovrà essere eseguito in conformità alle prescrizioni dettate dalle leggi infortunistiche evitando di fare eseguire lavori pericolosi durante la navigazione.
Cfr. art. 34.
1. All'arrivo della nave i piloti, prima di iniziare la manovra di entrata, si accerteranno che siano disponibili i rimorchiatori richiesti e gli ormeggiatori.
2. I piloti di norma eviteranno di eseguire nello stesso bacino portuale manovre contemporanee che comportino pericolo.
3. I rimorchiatori dovranno avvicinarsi per ricevere il cavo, nel momento in cui siano richiesti di tale operazione dal Comando della nave. Particolare riguardo a questa norma deve essere dato quando la nave manovra in condizioni meteorologiche avverse. Quanto sopra nel rispetto delle norme di sicurezza di seguito specificate.
4. I rimorchiatori in attesa della nave debbono disporsi in modo da non intralciare la rotta e debbono mantenersi a distanza prudenziale sino a quando questa non abbia ridotto velocità a limite di sicurezza.
5. Alle navi in arrivo, il cavo di rimorchio di prora non dovrà essere preso dal rimorchiatore tramite la "gaffa", ma servendosi sempre della sagola.
6. Dovendo dare più di un cavo di rimorchio allo stesso rimorchiatore per la sicurezza dell'operazione, ogni cavo dovrà essere filato dallo stesso passacavi.
7. Qualora stia per essere necessario l'uso della bozza, il rimorchiatore ne darà preavviso e, sia la nave che il rimorchiatore, dovranno manovrare con particolare attenzione.
8. Alla partenza, prima che la nave proceda a manovre che possono mettere in difficoltà il rimorchiatore o i rimorchiatori di poppa, il pilota dovrà accertarsi che l'ordine di mollare il cavo sia stato eseguito.
9. Durante le operazioni di rimorchio, i rimorchiatori dovranno tenere in funzione l'apparato V.H.F.
Nelle comunicazioni V.H.F. fra nave e rimorchiatore dovranno premettersi sempre i nomi della nave e del rimorchiatore trasmettente e ricevente, onde evitare equivoci con altre navi e rimorchiatori in manovra. Ai messaggi ricevuti dovrà essere data conferma; da parte del rimorchiatore sarà sufficiente anche un fischio.
Nell'impossibilità di comunicare tramite V.H.F., il comandante del rimorchiatore dovrà farsi diligente per poter quanto meglio ricevere segnalazioni di ordini da parte della nave.
10. I comandanti dei rimorchiatori in tutte le manovre e circostanze nelle quali ravvisino un rischio comunque per la sicurezza dell'equipaggio, dovranno far mollare tempestivamente il cavo, previa segnalazione di detta operazione alla nave, ovviamente salvo casi di emergenza.
11. Ravvisandosi pericolo nell'impiego, da parte delle navi, di cavi di rimorchio in acciaio per la maggior facilità di questi ad incattivarsi in sovrastrutture e parabordi, per mancanza di elasticità e per la difficoltà ad essere tagliati in casi di emergenza, i piloti si adopereranno affinché questi cavi, ove ancora in uso, siano sostituiti da più idonei cavi in fibra naturale o sintetica.
12. Per tutto il tempo in cui il cavo di rimorchio è al gancio del rimorchiatore, l'equipaggio di questo dovrà prestare la massima attenzione per trovarsi sempre fuori dal raggio d'azione del cavo stesso.
13. I rimorchiatori non dovranno imbarcare o sbarcare piloti da navi in movimento.
14. Gli ormeggiatori, all'arrivo della nave, prima di portarsi con la loro motobarca a prelevare il cavo di tonneggio dalla poppa della nave o dal rimorchiatore di poppa, chiederanno l'autorizzazione del pilota onde cautelarsi da eventuali effetti dell'elica della nave.
15. Di norma la nave userà per tonneggiarsi cavi non d'acciaio. Nel disormeggio, i cavi d'acciaio saranno mollati in fase di alleggerimento degli ormeggi eccezion fatta per gli usuali "springs".
16. All'entrata dei bacini di carenaggio le navi dovranno presentarsi con cavi di tonneggio maneggevoli, pronti ad essere filati alla motobarca degli ormeggiatori.
a) delle condizioni meteorologiche e cioè con mare almeno a forza 5; dell'incendio a bordo dei carichi infiammabili o esplosivi, oppure nocivi, dei bassi fondali, della nebbia, della nave ingovernabile;
b) di operazioni in porto o fuori porto, escludendo da tali operazioni quelle ordinate dalle autorità marittime per la salvaguardia della vita umana, i pescherecci, l'assistenza alle navi fino a 1.000 tsl ed in genere ogni assistenza senza operazioni dirette, i disincagli "manovra", le rotture di ormeggi quando non siano compensati da parte dell'assicurazione;
3. In nessun caso il compenso potrà essere inferiore a € 258,23 per le operazioni in porto e a € 516,46 per quelle fuori porto. Tali limiti non si applicano alle esclusioni di cui al punto b).
5. Le modalità di ripartizione dei compensi saranno stabilite in sede locale di intesa tra gli equipaggi e comunicati all'armatore tramite Organizzazioni sindacali.
1. In applicazione delle norme dello Statuto dei lavoratori, che demanda ai contratti collettivi di lavoro l'attuazione dei principi sanciti dallo Statuto stesso alle aziende di navigazione per il personale navigante, si conviene quanto segue:
2. In tali unità possono essere nominati, per ogni Organizzazione sindacale stipulante il presente contratto:
Eventuali problemi insoluti, nell'ambito delle norme contrattuali, formeranno oggetto di esame tra le rispettive Organizzazioni sindacali;
5. I rappresentanti sindacali sono tenuti, come gli altri membri dell'equipaggio, ad effettuare le prestazioni di lavoro secondo le comuni norme contrattuali.
All'interno delle libertà sindacali attualmente godute saranno a carico della Confitarma gli oneri annuali derivanti da sei distacchi sindacali, due per ogni O.S., stipulante e firmataria dei contratti collettivi del settore.
Le competenze relative saranno calcolate sulla base delle competenze medie che la propria qualifica ha goduto durante l'imbarco con la sola esclusione dell'indennità di navigazione. Nell'ambito di quanto disposto al punto precedente vengono riconosciuti due distacchi sindacali retribuiti annuali per ciascuna delle Organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti stipulanti e firmatarie del presente contratto.
A tal fine le suddette Organizzazioni comunicheranno alla Confitarma i nominativi di coloro che fruiranno di tali distacchi.
La Confitarma in attuazione di quanto convenuto con la mediazione ministeriale del 24 luglio 1991 accrediterà a tal fine, secondo le modalità indicate dalle stesse alle suddette Organizzazioni un importo pari allo stipendio mensile della qualifica, quale risulta dal libretto di navigazione. Tale importo sarà calcolato nelle competenze medie lorde mensili risultanti da un periodo di navigazione di 8 mesi con la sola esclusione delI'indennità di navigazione.
L'importo così ottenuto verrà maggiorato degli oneri previdenziali.
1. La Società curerà la collocazione in posto accessibile a tutti i membri dell'equipaggio di un albo a disposizione delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie del presente accordo e delle Sezioni territoriali periferiche delle Organizzazioni medesime.
1. Ogni rimorchiatore adibito al servizio d'altura dovrà essere fornito di strumenti e di mezzi atti a consentire ai marittimi un soddisfacente impiego del tempo libero.
2.A) Biblioteca di bordo
3.B) Attrezzature
1. Il mantenimento e l'incremento dell'occupazione dipendono, anche nel settore del rimorchio delle navi, dallo sviluppo dell'attività produttiva, dal riammodernamento dei mezzi e dalla efficienza dei servizi, nel quadro della nuova politica marinara basata sulla riconversione tipologica e tecnologica delle navi e sul piano di sviluppo dei porti e dei cantieri.
2. Per consentire le finalità precisate e per incoraggiare gli investimenti che tali finalità richiedono, occorre migliorare l'organizzazione del lavoro sui rimorchiatori in servizio d'altura, nel duplice aspetto del rendimento del lavoro e delle condizioni di lavoro.
3. I - Per quanto riguarda la sfera d'attività portuale, l'organizzazione del lavoro consiste fondamentalmente nella regolamentazione dei turni di servizio, che l'art. 45 del contratto demanda alla contrattazione integrativa. Mentre si riconferma che la regolamentazione dei turni deve rispondere alle norme contemplate dagli articoli 1 e 10 del contratto, si precisa, ai fini del rendimento del lavoro e dell'efficienza dei servizi, che essa deve tenere presente la "mobilità", la risposta pronta alla richiesta dell'utenza durante tutto l'arco della giornata, la speditezza nell'esecuzione delle operazioni di rimorchio.
l criteri e le modalità di applicazione della mobilità anche ai fini dell'occupazione dovranno comunque essere concordati fra Organizzazioni sindacali e Società armatrici a livello aziendale.
In particolare per quanto riguarda le soluzioni nell'ambito della prevenzione dei rischi derivanti da agenti nocivi strutturalmente presenti nelle navi, tra cui ad esempio l'amianto, le parti concordano che tale legislazione di sostegno debba intervenire nelle fasi di ricostruzione, trasformazione e riclassifica attraverso opportune forme di incentivazione.
Le aziende si impegnano ad adottare sulle proprie navi le misure di prevenzione in rapporto a determinati fattori di rischio, attuando le procedure definite dall'art. 9 della legge n. 300 già citata.
Prevenzione degli infortuni a bordo: secondo le misure previste dal D.P.R. n. 547/1955 per tutte quelle attività lavorative non direttamente connesse con la navigazione (esempio lavori di manutenzione).
- di aggiornamento ai fini dell'acquisizione degli standard minimi previsti dalla legge n. 739 del 21 novembre 1985 (convenzione STCW 78);
Lo scopo del presente Protocollo è quello di definire procedure per affrontare le problematiche che l'impresa armatoriale avrà di fronte sulla base di un sistema di informazione tra Sindacato ed Organizzazioni armatoriali nella formulazione e realizzazione delle linee di tendenza delI'armamento nell'ambito della politica generale dei trasporti e degli orientamenti CEE in materia.
Viene istituito un Comitato con funzione consultiva a livello nazionale con sei membri nominati da Confitarma e sei membri nominati da Filt, Fit e Uil-Trasporti.