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Timestamp: 2018-06-24 03:08:44+00:00
Document Index: 186346188

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 133', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 107']

sentenza Tar -opposizione al rilascio alloggio erp Matera | Enzo62's Weblog
« fac simile di diffida a (SOSPENSION E ATTO POSTO IN DECADENZA ) vedasi ordinanza di sgombero su decadenza per morosità
IL SILENZIO AMMINISTRATIVO SI INTERPRETA COME ASSENSO O RIFIUTO? »
sentenza Tar -opposizione al rilascio alloggio erp Matera
memoria tar ordinanza sgombero alloggi popolari
N. 00082/2011 REG.PROV.COLL.
N. 00035/2006 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA:IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata(Sezione Prima)
sul ricorso numero di registro generale 35 del 2006, proposto da:
L. Pietro, rappresentato e difeso dall’avv. Cosimo Di Simine, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Domenico Musolino in Potenza, al Piazzale L. Rizzo, 11;
Comune di T.; Sindaco del Comune di T:; Regione Basilicata; IA.C.P di Matera, non costituiti in giudizio;
2^ Commissione Provinciale Assegnazione Alloggi di Matera, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Nicola Panetta, con domicilio eletto l’ Ufficio Legale della Regione Basilicata;
-ORDINANZA SINDACALE N.102 DEL 21/11/2005 DI REVOCA DELL’ASSEGNAZIONE DI ALLOGGIO EDILIZIA POPOLARE.
1.- Con ricorso notificato in data 16 gennaio 2006 e depositato il successivo 25 gennaio il sig. P.L. ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza 21 novembre 2005, prot. 15530, con la quale il Sindaco del Comune di T. disponeva la revoca dell’assegnazione dell’alloggio popolare sito in T. alla via De Luca, n. 1.
La revoca dell’assegnazione era stata disposta sulla base del parere espresso dalla seconda Commissione provinciale assegnazione alloggi popolari della Provincia di Matera in data 23 giugno 2005, pure gravato, il quale si esprimeva in favore della revoca sull’assunto che il sig. P.L.: a) non occupasse stabilmente l’alloggio, che risulterebbe occupato soltanto al ritorno dello stesso dal Comune di Empoli dove alloggerebbe per motivi di lavoro; b) non avrebbe trasferito la residenza presso l’alloggio ricevuto in assegnazione, risultando residente in T: alla viale Pio XII.
3) assoluta erroneità del presupposto, atteso che il L. sarebbe stato sempre residente presso l’alloggio assegnatoli, essendo solo mutata nel corso degli anni la denominazione della strada, dapprima intitolata “Via Pio XII” e successivamente “Via De Luca”.
2.- Il Comune di T:, ritualmente evocato in giudizio, non si è costituito.
3.- Si è costituita, per resistere al ricorso, la II^ Commissione provinciale assegnazione alloggi di Matera, la quale, in via preliminare, eccepisce il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, poiché il provvedimento inciderebbe su una posizione di diritto soggettivo ed inoltre la controversia sarebbe avulsa dalla fase pubblicistica, ma riguarderebbe solo la vicenda locativa. Nel merito, afferma l’infondatezza delle doglianze prospettate.
Al riguardo, il Collegio non ha ragione di discostarsi dall’orientamento più volte espresso da questo Tribunale (ex plurimis: T.A.R. Basilicata Potenza, 26 giugno 2007, n. 478), che, conformandosi all’insegnamento del Consiglio Stato Ad. plen., 05 settembre 1995, n. 28, ritiene attribuita alla cognizione del giudice amministrativo la controversia avente per oggetto la legittimità del provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica e ciò in conformità a quanto disposto dall’art. 5, l. 6 dicembre 1971 n. 1034, a mente del quale appartengono in via generale al predetto giudice le controversie, come quella in esame, relative a provvedimenti incidenti sul rapporto concessorio di alloggi di edilizia residenziale pubblica, anche se involgenti diritti soggettivi, salvo i casi espressamente indicati (indennità, canoni altri corrispettivi) derivanti da rapporti di concessione di beni.
Il d.lgs 2 luglio 2010, n. 104, recante l’approvazione del codice del processo amministrativo, all’art. 133, comma 1, lett. b), ha peraltro confermato la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di “controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, ad eccezione delle controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi e quelle attribuite ai tribunali delle acque pubbliche e al Tribunale superiore delle acque pubbliche”.
Vale la pena soggiungere che la giurisdizione sulla materia che ci occupa è stata confermata dalla giurisprudenza amministrativa (Consiglio Stato , sez. IV, 21 giugno 2007 , n. 3409; Consiglio Stato , sez. V, 14 gennaio 2009 , n. 109) anche dopo la pronuncia della Corte cost. 6 luglio 2004 n. 204.
Infatti, è stato osservato, in primo luogo, che l’art. 5 l. 6 dicembre 1971 n. 1034 non è stato scalfito da alcuna declaratoria di incostituzionalità.
In secondo luogo, la citata giurisprudenza ha affermato che, quando, come nel caso che ci occupa, l’oggetto del giudizio è costituito in via immediata e diretta da un provvedimento amministrativo espressivo di funzione pubblica cui accedono in posizione ausiliaria eventuali diritti soggettivi la cognizione sulla controversia non può che spettare al giudice amministrativo. Ed è questa l’ipotesi che rileva nel ricorso oggetto di cognizione, poiché con esso sono denunziati esclusivamente vizi attinenti alla fase procedimentale di rilievo pubblicstico.
Infine, non ricorre nella fattispecie, l’ipotesi sancita dall’art. 11, co. 13, D.P.R. 30 dicembre 1972, n. 1035, che configura la giurisdizione del giudice civile solo per le controversie aventi ad oggetto la decadenza dall’assegnazione pronunziata dal presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari per il caso di mancata occupazione dell’alloggio entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla consegna dell’alloggio stesso.
Invero, nella fattispecie, ricorre la diversa ipotesi di decadenza che si verifica non nell’immediatezza della consegna, ma nel corso del rapporto di concessione, al verificarsi di uno dei casi previsti dall’art. 33 della legge regionale 19 novembre 1999, n.31, norma che attribuisce (non al presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari) al Comune il potere di disporre la decadenza dall’assegnazione. In particolare, nella fattispecie, la decadenza è stata disposta a norma del comma 1, lett. c) dell’art. 33 cit., per mancata occupazione stabile dell’alloggio.
In forza del successivo comma 2, “spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell’ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e 108”.
Il comma 3 poi elenca, a titolo meramente esemplificativo, una serie di compiti che costituiscono attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo, in cui rientrano, tra gli altri, (lett. f) “i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie”.
Il comma 4 prevede, inoltre, che “le attribuzioni dei dirigenti, in applicazione del principio di cui all’articolo 1, comma 4, possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative”.
Con riferimento alla specifica questione della revoca di un alloggio popolare, la giurisprudenza ha già chiarito che la materia rientra nell’ambito dell’attività di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica, riservata in via esclusiva ai dirigenti o ai funzionari amministrativi preposti ai rispettivi uffici. In particolare, il potere di assegnazione di alloggi, comprensivo del correlativo potere di revoca, rientra tra i provvedimenti di “concessione… o analoghi il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale…” elencati dall’art. 107, comma 3, lett. f) (Consiglio di stato, sez. IV, 31 marzo 2009 , n. 1999; Cons. Stato, Sez. V, sent. n. 5073 del 30-8-2006).
Alla luce delle disposizioni e della giurisprudenza sopra richiamate è allora da escludere che il Sindaco, quale organo di governo al quale spettano, in quanto tale, poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, abbia la competenza di adottare atti, quale quello di revoca dell’assegnazione di un alloggio popolare, che impegnano l’amministrazione verso l’esterno e che rientrano nell’ambito della gestione amministrativa, finanziaria e tecnica.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’ordinanza 21 novembre 2005, prot. 15530, adottata dal Sindaco del Comune di T:, fatta salva l’ulteriore attività amministrativa.
Così deciso in Potenza nella camera di consiglio del giorno 27 Il Presidente FF Il Consigliere
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 14/02/2011
This entry was posted on settembre 16, 2011 at 6:59 am and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.