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Timestamp: 2020-04-02 20:55:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 40', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20']

Agevolazione Acquisto Prima Casa: la guida completa - Fiscomania
Home IVA Acquisto prima casa: agevolazione fiscale Iva e imposta di registro
Bonus Prima Casa. Agevolazione legata alla riduzione dell’Imposta di Registro e dell’IVA dovute sull’acquisto di prima abitazione sul territorio nazionale su cui prendere la residenza. Nella guida i requisiti per l’agevolazione, cause di perdita dell’agevolazione e consigli. Guida completa all’Agevolazione Acquisto Prima Casa. Senza dimenticare il credito per il riacquisto della prima casa.
Se stai per acquistare il tuo primo immobile in Italia questa guida non devi perderla.
Hai la possibilità di beneficiare di una agevolazione che può permetterti di ridurre l’importo dell’IVA o dell’Imposta di Registro dovute all’acquisto.
Per poter fruire dell’agevolazione è necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Si tratta degli elementi richiesti dalla nota II-bis) all’articolo 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR n 131/1986.
In un contesto immobiliare dove negli ultimi anni i prezzi delle case sono scesi rapidamente risulta conveniente acquistare casa. Il rogito è, di fatto, uno dei sogni di tantissimi giovani italiani.
Per questo voglio andare ad analizzare l’agevolazione fiscale legata ai soggetti che vanno ad acquistare la loro “prima casa“.
Vediamo, quindi, i requisti necessari per ottenere l’agevolazione legata all’acquisto della prima casa e le fattispecie che possono portare alla perdita dell’agevolazione.
L’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa in Italia
I requisiti richiesti per l’ottenimento dell’agevolazione acquisto prima casa
Agevolazione prima casa per residenti all’estero
Caratteristiche dell’immobile per l’agevolazione acquisto prima casa
Il regime di tassazione dell’acquisto della prima casa in Italia
Cause della perdita dell’agevolazione prima casa
Riacquisto della prima casa: vendita della prima abitazione agevolata entro un anno
Agevolazione acquisto prima casa per successione o donazione
Agevolazione acquisto prima casa ed abuso del diritto
Abuso del diritto nell’acquisto della prima casa
Agevolazione per l’acquisto della prima casa: consulenza
La ratio normativa legata all’agevolazione prima casa è senza dubbio quella di stimolare i trasferimenti nel mercato immobiliare.
Negli ultimi anni il mercato immobiliare abitativo, e relativamente fermo. Gli unici movimenti significativi si registrano soltanto sul mercato del “nuovo“. Per questo motivo l’Agevolazione Acquisto Prima Casa può essere un’opportunità da sfruttare.
Con questa agevolazione il legislatore ha voluto “premiare” i soggetti che decidono di acquistare casa stabilendovi la propria residenza anagrafica.
In questa fattispecie il soggetto che acquista casa ha la possibilità di godere di una particolare agevolazione fiscale. L’agevolazione consente la riduzione dell’Imposta di Registro o dell’IVA (a seconda dei casi), dovute al momento dell’acquisto.
In particolare, le riduzioni delle imposte indirette sull’acquisto della prima casa sono le seguenti:
L’imposta di registro, o in alternativa l’IVA vengono applicate in misura ridotta:
2% per l’imposta i registro e
4% per l’Iva;
Le imposta ipotecaria sono dovute in misura fissa di € 50,00 ciascuna per gli atti soggetti ad imposta di registro. Mentre l’imposta è di € 200,00 per gli atti soggetti ad IVA.
Vediamo schematicamente nelle seguenti tabelle le riduzioni ottenibili con l’Agevolazione Acquisto Prima Casa.
AGEVOLAZIONI ACQUISTO PRIMA CASA: CESSIONE SOGGETTA AD IMPOSTA DI REGISTRO (CESSIONI TRA PRIVATI)
Agevolazioni “prima casa” – Acquisti soggetti a imposta di registro﻿
di registro 2% (art. 1, secondo periodo, TP1, allegata al TUR)
Importo minimo di € 1.000,00 (art. 10, co. 2, DLgs. 23/2011)
1,5% (art. 1, quarto periodo, TP1, allegata al TUR) in ipotesi di “leasing abitativo”
ipotecaria € 50,00 (articolo 10, co. 3, DLgs. 23/2011)
Imposta catastale € 50,00 (articolo 10, co. 3, DLgs. 23/2011)
Imposta di bollo Esente (art. 10, co. 3, DLgs. 23/2011)
Tasse ipotecaria Esente (art. 10, co. 3, DLgs. 23/2011)
AGEVOLAZIONI ACQUISTO PRIMA CASA: CESSIONE SOGGETTA AD IVA (OPERAZIONE TRA IMPRESA E PRIVATO)
Agevolazioni “prima casa” – Cessioni imponibili con l’IVA﻿
IVA 4% (n. 21) della Tabella A, Parte II, allegata al DPR 26.10.72, n. 633)
di registro euro 200,00 (art. 40, co. 1, TUR, e art. 11, TP1)
Imposta ipotecaria euro 200,00 (Nota all’art. 1 della Tariffa allegata al DLgs. 31.10.90, n. 347, “Testo Unico dell’imposta ipotecaria e catastale” – “TUIC”)
Imposta catastale € 200,00 (art. 10, co. 2, TUIC)
Imposta di bollo € 230,00 (art. 1, co. 1-bis, Tariffa Allegato “A” al DPR 26.10.72, n. 642)
Tasse ipotecaria
di trascrizione) € 35,00 (art. 1, Tabella allegata al TUIC)
Voltura catastale € 55,00 (art. 1, Tabella allegata al TUIC)
Vediamo, di seguito tutti i requisiti necessari e gli adempimenti dovuti per beneficiare delle agevolazione legata all’acquisto della “prima casa“.
Si tratta di caratteristiche che devono essere attestate con apposita dichiarazione da inserire nel rogito notarile di compravendita.
In particolare, l’acquirente dell’immobile dovrà dimostrare i seguenti aspetti.
Presupposto negoziale dell’acquisto
L’acquisto dell’immobile abitativo deve avvenire attraverso un atto negoziale tra più soggetti. In particolare deve trattarsi di:
«atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione»; nonché di
«atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse»;
Tali atti possono essere indifferentemente stipulati mediante atti pubblici, atti giudiziari, scritture private autenticate o scritture private non autenticate presentate per la registrazione.
Presupposto inerente l’ubicazione dell’immobile
L’acquirente nel rogito notarile deve attestare la presenza delle seguenti condizioni:
L’immobile è ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza. Oppure, se diverso, in Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività. Ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende. Ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquisito come “prima casa” sul territorio italiano;
Di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
Di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le stesse agevolazioni.
Per approfondire le dinamiche legate alla residenza ti lascio a questo contributo dedicato:
Integrazioni notarili e perdita dell’agevolazione
Come anticipato, il presupposto per l’ottenimento dell’agevolazione è la presenza nel rogito nell’atto notarile.
Se per errore sono state omesse, nel rogito notarile le dichiarazioni sopra indicate si può rimediare mediante atto integrativo.
Si tratta di un successivo atto notarile in cui deve essere dichiarata la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi richiesti per l’agevolazione acquisto prima casa.
Acquisto di pertinenze dell’immobile principale
L’agevolazione “prima casa” spetta, altresì, per l’acquisto, anche se con atto separato, delle pertinenze dell’immobile. Questo è quanto prevede il comma 3 della predetta nota II-bis).
Sono ricomprese tra le pertinenze, limitatamente ad una per ciascuna categoria, le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7.
Pertinenze che devono comunque essere destinate a servizio della casa di abitazione oggetto dell’acquisto agevolato.
Un aspetto che spesso è frutto di errore riguarda la possibilità di fruire dell’agevolazione prima casa anche per i soggetti fiscalmente residenti all’estero.
I soggetti fiscalmente residenti all’estero, come chiarito anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate, possono acquistare un immobile in regime agevolato, senza obbligo di trasferire la propria residenza. Ovviamente, l’agevolazione spetta a condizione di non essere proprietari in quel Comune di nessun’altra abitazione, e di non aver già acquistato un altro immobile su tutto il territorio nazionale usufruendo delle stesse agevolazioni.
Quindi, per un soggetto non residente in Italia è possibile un acquisto di immobile con agevolazione senza l’utilizzo diretto. Questo significa che è possibile effettuare un acquisto agevolato di immobile in Italia, da mettere a reddito attraverso una locazione.
Si tratta di un’agevolazione nell’agevolazione, che consente ai non residenti di sfruttare a pieno l’agevolazione per l’acquisto della prima casa in Italia.
L’ottenimento delle agevolazioni “prima casa” non è vincolato al fatto che l’immobile acquistato diventi l’abitazione principale dell’acquirente.
L’immobile può, infatti, essere acquistato con le agevolazioni “prima casa” anche se si tratta di un’abitazione affittata. Questo, in quanto, se si dispone di abitazione affittata, non se ne può avere la disposizione per la propria residenza. Vedasi sul punto l’ordinanza n. 19989/2018 della Corte di Cassazione.
L’agevolazione “prima casa” non riguarda le abitazioni classificate “di lusso“, a prescindere dai requisiti dell’acquirente.
Per abitazioni di lusso, che non godono delle agevolazioni prima casa, si intendono gli immobili ad uso abitativo appartenenti alle categorie catastali:
Lo sconto fiscale vale anche per l’acquisto di pertinenze, sia pure effettuato con atto separato, ma con il limite di una sola pertinenza per ciascuna delle seguenti categorie catastali:
Il regime fiscale applicabile agli acquisti della “prima casa” può prevedere l’applicazione dell’IVA, oppure, l’applicazione dell’Imposta di Registro, in misura ridotta.
Questo a seconda del soggetto cedente, assieme al pagamento delle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa.
CEDENTE REGIME DEL TRASFERIMENTO IMPOSTA DI REGISTRO IMPOSTA IPOTECARIA CATASTALE
Fabbricati realizzati da imprese costruttrici o ristrutturatrici. termine dei lavori: non oltre 5 anni dalla cessione Imponibile IVA al 4% per obbligo Art. 10, n. 8-bis), DPR 633/72 € 200 € 200 + € 200
Fabbricati realizzati da imprese costruttrici o ristrutturatrici: termine dei lavori: oltre 5 anni dalla cessione. Oppure immobiliari di compravendita, di gestione, o altri soggetti IVA. Imposta di registro proporzionale al 2%. L’operazione è esente ai fini IVA ex art. 10 n. 8 bis DPR 633/72. – € 50 + € 50
Privato Imposta di registro proporzionale al 2%. Operazione fuori dal campo IVA ex art. 1 DPR 633/72. – € 50 + € 50
L’acquirente dell’immobile può decadere dalla agevolazione acquisto prima casa al verificarsi di una delle seguenti ipotesi:
Le dichiarazioni previste dalla legge da inserire nell’atto di acquisto sono false. In questo, caso come visto in precedenza l’agevolazione decade;
Non trasferisce entro 18 mesi la residenza nel Comune in cui è situato l’immobile oggetto dell’acquisto;
Vende o dona l’abitazione prima che sia decorso il termine di 5 anni dalla data di acquisto. Questo a meno che entro un anno non proceda al riacquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.
Questo è quanto prevede la norma sulla perdita dell’agevolazione prima casa.
Ai sensi del comma 4 della suddetta nota II-bis), in caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con l’agevolazione in oggetto prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, l’agevolazione è revocata e sono dovute le imposte nella misura ordinaria, oltre ad una sanzione del 30%.
Accanto all’agevolazione principale acquisto prima casa, vi è un corollario di agevolazioni collegate.
Una di queste è sicuramente legata al credito di imposta per il riacquisto della prima casa.
Immagina un soggetto che ha acquistato un abitazione con requisiti prima casa. Dopo qualche anno l’immobile viene venduto per acquistare una nuova abitazione. Anche il secondo acquisto avviene con agevolazione prima casa.
In questo caso l’articolo 7, comma 1, della Legge n 448/98 prevede l’applicazione di un credito di imposta al soggetto.
Il credito viene erogato a favore di contribuenti che, dopo aver alienato, a qualsiasi titolo, un’abitazione acquistata con l’agevolazione “prima casa“, ne acquistano un’altra.
Per ottenere il credito di imposta è necessario che:
Il soggetto deve aver goduto dell’agevolazione prima casa in relazione ad un determinato acquisto immobiliare per il quale è stata pagata l’IVA o l’Imposta di Registro. Il credito non sorge laddove l’acquisto sia avvenuto per successione o donazione. Vedasi Circolare n 19/E/2001 delle Entrate;
L’acquisto del secondo immobile prima casa deve avvenire entro un anno dalla vendita del primo immobile. Oppure, al contrario dall’acquisto della seconda abitazione alla vendita della prima non deve trascorrere oltre un anno;
Il contribuente deve possedere le condizioni richieste dalla legge per applicare il beneficio prima casa, e non si realizzi la decadenza dall’agevolazione già goduta per il primo acquisto (in presenza delle condizioni “prima casa” sul nuovo acquisto si evita la decadenza dall’agevolazione).
Una volta verificata la presenza dei requisiti per la maturazione del credito d’imposta, è necessario procedere alla verifica del quantum spettante e delle modalità di utilizzo dello stesso.
Determinazione ed utilizzo del credito di imposta per il riacquisto della prima casa
Il credito d’imposta è pari al minor importo tra:
L’imposta di registro o l’Iva corrisposta in relazione al primo acquisto agevolato, e
L’imposta di registro o l’Iva corrisposta in relazione al secondo acquisto agevolato.
In buona sostanza, il credito è pari alla differenza positiva tra i due importi di imposta indiretta pagati.
Per quanto riguarda le modalità di utilizzo del credito, questi può essere utilizzato alternativamente:
In diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto. Nel qual caso la volontà di fruire del credito avviene già nell’atto di acquisto (è quindi precluso l’utilizzo del credito a scomputo dell’Iva);
In diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto. Ovvero alla dichiarazione da presentare nell’anno in cui è stato effettuato il riacquisto stesso;
In compensazione con altri tributi e contributi tramite il modello F24.
Il legislatore ha inteso riconoscere un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’Iva corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato.
Utilizzo del credito di imposta per il riacquisto della prima casa in dichiarazione dei redditi
l’utilizzo del credito a scomputo dell’IRPEF o in compensazione con il modello F24 (punti 3 e 4 dettati in precedenza) richiedono l’indicazione dello stesso nel quadro CR, sezione II, del modello Redditi.
Tuttavia, il rigo CR7 (dedicato al credito d’imposta in esame) non deve essere compilato da coloro che hanno già utilizzato il credito d’imposta in diminuzione dell’imposta di registro dovuta sull’atto di acquisto agevolato che lo determina (precedente punto 1). Ovvero in diminuzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, ovvero delle imposte sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito.
In altre parole, l’ipotesi più frequente di compilazione del quadro CR riguarda il riacquisto della prima casa con pagamento dell’Iva. Questo poiché in tale ipotesi non è possibile utilizzare il credito a scomputo di tale tributo. È pertanto probabile che il contribuente proceda al suo utilizzo nel modello Redditi (o in compensazione), con conseguente obbligo di indicazione nel quadro CR del modello Redditi.
Il comma 55, della Legge n. 190/2015, intervenendo direttamente sulla disciplina di riferimento dell’agevolazione “prima casa“, ovvero la già più volte menzionata nota II-bis), ha aggiunto in quest’ultima il nuovo comma 4-bis.
Si tratta di una norma che consente ai contribuenti di accedere ai benefici fiscali in parola anche se il requisito dell’impossistenza su tutto il territorio nazionale di altra abitazione già acquistata con l’agevolazione, non è soddisfatto.
Ciò val quanto affermare sostanzialmente che il contribuente, il quale sia già proprietario, anche in regime di comunione legale col coniuge, di un’abitazione acquistata con gli stessi benefici fiscali, può comunque usufruirne per un nuovo acquisto.
Acquisto che avviene, di fatto, mantenendo “temporaneamente” due “prime case” acquistate con la stessa agevolazione.
E’ stato utilizzato il termine “temporaneamente” proprio perché le nuove disposizioni consentono tale operazione d’acquisto, a condizione che il contribuente, entro un anno, appunto, dal nuovo acquisto, alieni la precedente abitazione. Immobile per il quale aveva già usufruito dell’agevolazione.
In caso di mancata tempestiva alienazione, il contribuente decade dai benefici fiscali in oggetto, trovando applicazione la tassazione ordinaria sul nuovo acquisto, con irrogazione della sanzione del 30% sulla differenza tra quanto versato e ciò che risulta dovuto.
Nel caso in cui l’acquisto della prima casa avvenga in caso di successione o donazione è prevista comunque l’applicazione dell’agevolazione.
Il fine del legislatore fiscale è quello di impedire il doppio godimento del beneficio prima casa altrimenti questo ne sarebbe avvantaggiato ingiustamente.
Questo è quanto chiarito nella Risoluzione n. 33/E/2001 e prima ancora nella Circolare n 44/E/2001.
Nel caso vi siano più beneficiari o eredi o legatari o chiamati all’eredità che devono spartirsi quote di immobili la norma disciplina che in caso di successione o donazione, l’applicazione delle agevolazioni prima casa ai fini delle delle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, sono concesse anche se solo uno degli eredi dia la dichiarazione nell’atto di possedere i requisiti.
Così come previsto dall’articolo 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al Testo unico delle imposte di registro ex legge 342/2000, articolo 69, comma 3.
Nel caso della donazione, al pari dell’acquisto sarà necessario rendere le dichiarazioni circa il possesso dei requisiti prima casa, al momento della donazione. Questo è quanto stabilito dai commi 3 e 4 dell’articolo 69 della Legge n. 342 per l’agevolazione acquisto prima casa.
La donazione entro il quinquennio della prima casa
Una delle domande che maggiormente ci arrivano sull’agevolazione acquisto prima casa riguarda la possibilità di donare l’abitazione nel quinquennio dall’acquisto.
In particolare si vuole sapere se questo possa determinare la perdita dei benefici prima casa.
La risposta non può che essere affermativa. Il soggetto che effettua una donazione della propria casa entro i cinque anni dall’acquisto perde i benefici prima casa.
E’ necessario quindi prestare molta attenzione. Nel caso si dovrà ridare versare la differenza con la minore imposta di registro versata. Questo oltre al pagamento delle sanzioni sempre che non rinunciate prima all’agevolazione con istanza scritta. Questo può salvarvi dalle sanzioni.
Cessione dell’abitazione e perdita dell’agevolazione prima casa
Tuttavia se la cedete invece che donarla la plusvalenza derivante dalla vendita dell’immobile non sarà tassata se dimostrerete che avete destinato la casa ad abitazione principale per la maggior parte del periodo intercorrente tra la stipula dell’atto e d il successivo atto di vendita.
I benefici non saranno persi sempre che entro un anno dalla vendita non si procederà nuovamente al riacquisto di altro immobile da destinare ad abitazione prima casa.
L’Abuso del Diritto, come sfruttamento delle imperfezioni legislative è quello che è stato disciplinato dall’articolo 10-bis della Legge n 212/00.
Tale sfruttamento non consentito si estende fino all’imposta di registro (o all’IVA) nell’acquisto di beni immobili con l’Agevolazione Prima Casa.
La Giurisprudenza, infatti, considera come fatto elusivo fare leva sul concetto di proprietà esclusiva di beni immobili nel Comune in cui si vuole effettuare un acquisto.
Il contribuente che aliena, anche solo una quota minima dell’immobile precedentemente acquistato con l’agevolazione, ai figli si mette “impropriamente” nella condizione di poter fruire nuovamente dell’agevolazione.
Questo aspetto è sicuramente configurabile come Abuso del Diritto nel momento in cui tale passaggio di proprietà non è legato da una valida ragione economica. In questo caso, l’unica motivazione possibile è quella legata alla possibilità di evitare il requisito della non cumulabilità del beneficio “Prima Casa“.
A parere di chi scrive per capire se davvero una ipotesi di questo tipo sia configurabile o meno come abuso del diritto è necessario andare ad indagare sulla ratio della norma.
Il punto è se, con la Legge n 168/82, il legislatore abbia voluto favorire l’acquisto del primo immobile da parte di ciascun soggetto contribuente (indipendentemente dal fatto che ivi vi sia anche la dimora del contribuente). Ovvero l’acquisto della casa di abitazione di ognuno.
Su questo, non possono esservi dubbi che l’obiettivo posto dal legislatore è quello di garantire l’acquisto agevolato della casa di abitazione di ognuno.
“Non c’è dubbio che cedere a terzi una casa di proprietà, acquistata con le agevolazioni, per riacquistarne un’altra, non viola lo spirito della norma agevolativa. Ma addirittura ne costituisce una ipotesi di scuola”
cit. Raffaello Lupi
Allo stesso modo, anche la cessione al coniuge o ai figli del medesimo immobile è conforme allo spirito dell’agevolazione, anche se il bene “resta in famiglia“.
E’ vero che in questo modo, la famiglia presa ad esempio, beneficia di una agevolazione. Il secondo acquisto immobiliare avviene in modo agevolato. Tuttavia, di contro, vi è il fatto che l’Amministrazione Finanziaria guadagna sulla tassazione dell’atto di trasferimento al figlio.
L’aspetto da non sottovalutare è che l’atto di trasferimento al coniuge, o in questo caso al figlio, è un atto comunque soggetto ad imposta di registro. L’atto con cui il coniuge si mette in condizione di fruire dell’agevolazione è infatti a sua volta tassato. Questo correttivo, infatti, rende accettabile e correttamente praticata questa modalità di acquisto.
Tuttavia, l’effettivo acquisto della quota dell’immobile da parte del figlio, come cessione parziale e l’ottenimento dell’agevolazione, se non sorretti da valide ragioni possono portare a pensare ad un Abuso del Diritto.
In questa guida ho voluto riassumere tutti gli elementi legati all’ottenimento delle agevolazioni sull’acquisto prima casa.
Naturalmente mi rendo perfettamente conto che non avrai colmato tutti i tuoi dubbi, in quanto magari, la tua situazione personale è più complicata.
Per qualsiasi dubbio inerente l’applicazione dell’agevolazione prima casa non esitare a contattarmi.
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Risponderò alle tue domande tramite consulenza e potrai sciogliere definitivamente i tuoi dubbi.
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Giovanni 18 Ottobre, 2018 at 13:14
Nicola 4 Gennaio, 2019 at 20:40
Buongiorno, nel 2016 ho acquistato un immobile destinato a prima casa in regime di comunione di beni e dopo aver venduto la mia abitazione, che avevo acquistato sempre in comunione di beni, ho chiesto il credito d’imposta relativo all’I.V.A. pagata per il primo acquisto. Il notaio ha correttamente applicato il credito ed ho versato la differenza. Dopo qualche mese l’Agenzia delle Entrate ha disconosciuto il credito d’imposta spettante a mia moglie poiché le fatture di vendita della prima abitazione erano intestate solo a me. A nulla è valso ricorrere adducendo che l’acquisto è stato eseguito da entrambi poiché, a parere dell’Agenzia, il credito è personale anche se è palese che la fatturazione è stata formalmente intestata a me, ma l’abitazione, come si rileva dall’atto è di entrambi i coniugi. Secondo voi ci sono margini per un ricorso a seguito di quanto disposto ora dall’art. 20 del Testo Unico dell’imposta di registro, in quanto in entrambi gli atti si evince che l’acquisto della prima abitazione è stato eseguito da entrambi i coniugi ed entrambi abbiamo attestato di avere i requisiti per l’applicazione del beneficio in argomento.
Federico Migliorini 4 Gennaio, 2019 at 22:49
Salve Nicola, la norma si applica per il futuro e non su fattispecie passate. Mi rendo conto che l’errore sia stato più formale che sostanziale. In virtù anche della nuova norma potrebbe essere possibile predisporre un ricorso, ma i margini per una soluzione positiva non mi sembrano elevati.
Nicola 4 Gennaio, 2019 at 23:05
Infatti la nuova legge di bilancio ha variato la normativa dell’art. 20 gia’ modificata con la legge di bilancio 2017, rendendola applicabile anche per gli atti antecedenti il 01.01.2018, il motivo del quesito e’ questo
Nicola 5 Gennaio, 2019 at 11:54
Infatti il mio quesito era volto a capire l’impatto della modifica ulteriore dell’art. 20 appena approvata che estende la validità anche agli atti antecedenti il 01.01.2018.
Paolo 22 Gennaio, 2019 at 23:34
Buongiorno, io e mia.moglie in comunione di beni abbiamo acquistato un’appartamento usufruendo delle agevolazioni prima casa, se non vendiamo entro un anno la nostra attuale abitazione, che ha acquistato mia moglie prima del matrimonio, dobbiamo rimborsare all’agenzia dell’entrate la differenza totale o solo la parte di mia moglie? Grazie mille
Federico Migliorini 23 Gennaio, 2019 at 8:24
Salve Paolo, nel caso dovrà essere pagata la maggiore imposta di registro dovuta, ma solo per la quota di sua moglie.
Maria 31 Dicembre, 2019 at 0:22
Buongiorno, ho residenza fuori UE e ho comprato una ‘prima casa’ con l’intenzione di fare la residenza in Italia entro i 18 mesi. Sfortunatamente non è stato possibile e inoltre il tempo è sorpassato da 2 mesi senza avere fatto richiesta all’Agenzia Entrate di tale circostanza, prima dello scadere del termine. Posso fare qualcosa per evitare la sovratassa di 30% dato che ho solo sorpassato il tempo per 2 mesi?
Federico Migliorini 31 Dicembre, 2019 at 8:15
Salve Maria, adesso non è più possibile intervenire per sanare la situazione è troppo tardi.
Marco 12 Febbraio, 2020 at 12:32
Nel 2006 ho comprato casa con la mia compagna ed ho goduto dell’agevolazione prima casa. Circa un anno e mezzo dopo ci siamo lasciati abbiamo venduto casa ed io, non potendo riacquistare è avvenuta la decadenza dell’agevolazione. Ho quindi effettuato il ravvedimento operoso pagando all’agenzia dell’entrate la differenza più la mora.
Ora vorrei ricomprare casa con la mia nuova compagna.
Posso usufruire di nuovo dell’agevolazione prima casa?
Federico Migliorini 13 Febbraio, 2020 at 11:11
Marco se rispetta tutti i requisiti richiesti l’agevolazione può essere fruita di nuovo.
Fabio 27 Febbraio, 2020 at 17:40
devo acquistare una prima casa da un soggetto privato e il box da mettere come prima pertinenza da un soggetto iva non costruttrice, che tipo di iva devo pagare? Ho quella agevolata?
Federico Migliorini 28 Febbraio, 2020 at 8:37
Se possiede i requisiti per l’agevolazione potrà ottenerla sua sull’abitazione che sul box, ma con modalità diverse.
Seraina 5 Marzo, 2020 at 9:54
Grazie per le informatione. E possibile che una comune fa altre regoli? Io sono Italiana ma ho la residenza nella Svizzera (doppio cittadino). Adesso voglio aquistare la prima casa in Italia. Mi hanno detto che non posso avere la casa come prima casa perche io non ho la residenza nella commune e che questo e un regolo dell comune. Esiste una base giuridica per (o contro) questo? Grazie per l’aiuto
Federico Migliorini 5 Marzo, 2020 at 10:14
L’agevolazione acquisto prima casa è una norma nazionale, il Comune non può modificarla.
Giuseppe 11 Marzo, 2020 at 15:37
Salve, durante il matrimonio (in regime di comunione dei beni) ho acquistato un immobile con le agevolazioni prima casa. Dopo 15 anni è sopravvenuta la separazione e poi il divorzio, nei quali il giudice non ha deciso in merito all’assegnazione della casa. Ora vorrei acquistare altro immobile e per questo chiedo se è possibile fruire nuovamente delle agevolazioni. Preciso che l’immobile in comproprietà con l’ex coniuge è abitato dalla stessa insieme ai figli maggiorenni. Saluti. Giuseppe
Federico Migliorini 11 Marzo, 2020 at 16:33
Se l’immobile non è stato assegnato, lei rimane proprietario e quindi è preclusa l’agevolazione prima casa. Consiglio di verificare bene il discorso assegnazione perché è quello che le potrebbe consentire di fruire di nuovo dell’agevolazione prima casa.
Giuseppe 15 Marzo, 2020 at 21:54
Cosa accade se acquistando una seconda “prima casa”, non riuscissi a vendere la mia prima “prima casa?
Federico Migliorini 16 Marzo, 2020 at 8:01
Può intercorrere al massimo un anno di tempo, altrimenti si deve pagare l’imposta sull’acquisto della prima casa “piena” senza agevolazione.
Laura 19 Marzo, 2020 at 11:34
Ho usufruito dell’agevolazione per metà immobile che mi è stato donato da una zia. L’altro metà dell’immobile è di proprietà di mio padre. Io e mio marito siamo in comunione di beni e la donazione è stata fatta dopo il matrimonio.
La mia domanda è io e mio marito possiamo acquistare una casa con l’agevolazione prima casa? O dobbiamo vendere l’appartamento? In caso comunque non si riesca a vendere la maggiore imposta da pagare sarebbe da calcolare sul prima metà appartamento?
Federico Migliorini 19 Marzo, 2020 at 13:52
Laura, lei ha già usufruito dell’agevolazione prima casa. Questo secondo acquisto non sarebbe agevolato, se non successivamente alla vendita dell’immobile attuale. Altrimenti deve versare la differenza rinunciando alla sua agevolazione attuale.
FLORA 26 Marzo, 2020 at 10:42
se nel riacquisto della mia prima casa dopo la vendita della stessa io mi intesto l’usufrutto mentre la nuda proprietà la intesto al figlio che è a mio carico, posso beneficiare ugualmente del credito di imposta e in che misura? Grazie
Federico Migliorini 26 Marzo, 2020 at 11:31
Il credito spetterà all’usufruttiario, ma al momento non si segnalano chiarimenti di prassi sull’argomento.