Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/04/novita-fiscali-del-19-aprile-2011-controllo-preventivo-delle-compensazioni-iva-modello-unico-avvisi-telematici-a.html
Timestamp: 2019-04-20 09:02:54+00:00
Document Index: 30242627

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 37', 'art. 17', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 9', 'sentenza ']

Novità fiscali del 19 aprile 2011: controllo preventivo delle compensazioni IVA; modello unico: avvisi telematici a seguito dei controlli del fisco; principio di diritto sulla disapplicazione della norma tributaria; equitalia: varata direttiva interna per dilazionare ulteriormente i debiti dei contribuenti; versamento in ritardo: non decade l’accertamento con adesione | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 19 aprile 2011: controllo preventivo delle compensazioni IVA; modello unico: avvisi telematici a seguito dei controlli del fisco; principio di diritto sulla disapplicazione della norma tributaria; equitalia: varata direttiva interna per dilazionare ulteriormente i debiti dei contribuenti; versamento in ritardo: non decade l’accertamento con adesione
1) Controllo preventivo delle compensazioni Iva
2) Modello Unico: avvisi telematici a seguito dei controlli del fisco
3) Principio di diritto sulla disapplicazione della norma tributaria
4) Codice tributo per compensare il credito di imposta ricerca e sviluppo
5) Equitalia: varata direttiva interna per dilazionare ulteriormente i debiti dei contribuenti
6) Versamento in ritardo: non decade l’accertamento con adesione
Dal mese di gennaio 2010 è attiva una procedura automatizzata che sottopone a controllo preventivo i pagamenti telematici eseguiti con compensazione, totale o parziale, di crediti Iva.
La procedura verifica il rispetto delle regole vigenti in materia di compensazione di crediti Iva (art. 10 del D.L. n. 78/2009 e non solo).
In caso di mancato rispetto delle regole, il pagamento telematico viene scartato.
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito il documento della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti (Settore Gestione Tributi, Ufficio Gestione Dichiarazioni) del 14.04.2011 che peraltro, riporta una serie di esempi sul tema.
I soggetti che intendono effettuare la compensazione del credito Iva annuale o infrannuale per importi superiori a 10.000 euro annui, sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (art. 37, co. 49-bis, D.L. n. 223/2006).
Le deleghe di pagamento contenenti compensazioni Iva che comportano il superamento del limite di 10.000 euro possono essere trasmesse:
– direttamente dai contribuenti, tramite i canali Entratel o Fisconline;
– dagli intermediari abilitati, tramite il canale Entratel.
Per le deleghe trasmesse da intermediari abilitati, l’addebito delle somme può essere effettuato:
– sul c/c del contribuente;
– sul c/c dell’intermediario (Provv. direttoriale del 21.06.2007).
In caso di pagamento cumulativo mediante addebito su c/c dell’intermediario, qualora dal controllo delle compensazioni Iva emerga una anomalia che comporta lo scarto del pagamento telematico, si procede allo storno del relativo saldo dall’importo dell’addebito complessivamente richiesto.
I pagamenti telematici possono essere annullati direttamente dagli utenti Entratel e Fisconline entro il penultimo giorno lavorativo precedente la data di addebito.
In caso di segnalazione di sospetta duplicazione degli addebiti telematici (stesso codice fiscale, stesso saldo delega, stesse coordinate del conto di addebito), l’intermediario può effettuare l’annullamento della delega duplicata entro le ore 20 della data di versamento indicata nel pagamento.
Importante: l’annullamento deve riguardare la singola delega duplicata contenuta nell’invio successivo al primo.
In caso di mancato utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia, la delega di pagamento viene segnalata al Centro Operativo di Venezia per valutazione ed eventuale azione di recupero del credito indebitamente utilizzato (Provv. direttoriale del 9/3/2011).
La compensazione del credito Iva annuale o infrannuale, per importi superiori a 10.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge (art. 17, co. 1, D.Lgs. n. 241/1997).
La trasmissione delle deleghe di pagamento recanti compensazione di crediti Iva per importi superiori a 10.000 euro deve essere effettuata a partire dal 10° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o istanza da cui il credito emerge (Provv. direttoriale del 21/12/2009).
La compensazione dei crediti risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva (art. 17, co. 1, D.Lgs. n. 241/1997).
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito un documento del 14.04.2011 della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti (Settore Gestione Tributi, Ufficio Gestione Dichiarazioni) incentrato sul tema degli avvisi telematici.
Caso in cui in seno al Modello Unico, nel frontespizio, il contribuente abbia barrato le due seguenti caselle:
– Invio avviso telematico all’intermediario;
– ricezione avviso telematico.
Ebbene, in tale circostanza l’intermediario entro 30 giorni dalla trasmissione dell’avviso da parte dell’Amministrazione finanziaria deve comunicare:
– al contribuente, gli esiti del controllo automatizzato della dichiarazione;
– all’Agenzia delle Entrate, eventuali cause di impossibilità a gestire l’avviso.
Termine per il pagamento e/o per la richiesta di assistenza
Il termine di 30 giorni previsto ordinariamente decorre dal 60° giorno successivo alla data di trasmissione dell’avviso.
Rifiuto dell’avviso:
– Se nei 30 giorni dalla trasmissione, la comunicazione è inviata al contribuente tramite servizio postale.
– Se successivo ai 30 giorni dalla trasmissione, la comunicazione non è inviata al contribuente.
Il rifiuto dell’avviso é ammesso per:
– cessazione del rapporto di assistenza;
– impossibilità a reperire il contribuente;
– altre rilevanti situazioni particolari.
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Suprema Corte ha introdotto, nel nostro sistema giuridico, un importante principio di diritto sulla disapplicazione, da parte del fisco, della norma antielusiva.
Il contribuente può impugnare davanti alla Commissione Tributaria Provinciale il rifiuto del fisco ed ottenere in questo modo la disapplicazione della norma tributaria, dimostrando che l’operazione da lui attuata non è abuso di diritto.
E’ stato così accolto il ricorso presentato da tre istituti di credito contro il diniego del fisco di disapplicare la norma antielusiva espressa.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 8663 del 2011)
Il credito di imposta per ricerca e sviluppo va in compensazione: Il codice tributo è il “6808”.
Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo va utilizzato esclusivamente in compensazione con il modello F24, inserendo il codice tributo 6808 e indicando l’anno 2011.
Sono queste le indicazioni fornite dell’Agenzia delle Entrate a seguito del comunicato stampa del 15.04.2011 del dipartimento delle Finanze, con il quale si è reso noto che sulla Gazzetta ufficiale del 18 aprile 2011 viene pubblicato il Decreto interministeriale 4 marzo 2011 (articolo 2, comma 236, della Legge 191/2009), che disciplina le modalità di utilizzo degli ulteriori stanziamenti previsti per il credito d’imposta relativo alle attività di ricerca e sviluppo (articolo 1, commi da 280 a 283, della Legge 296/2006).
Il credito va, quindi, utilizzato in compensazione attraverso il modello F24 indicando sempre l’anno 2011 e il codice tributo 6808 (credito d’imposta in favore delle imprese per i costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo), istituito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 361/E del 2008.
Scattano i tempi supplementari per i pagamenti a rate: Ecco le istruzioni per l’uso
Dal 2008 concesse 1,1 milioni di rateizzazioni per oltre 15 miliardi. Più tempo per pagare le rate con il fisco. I contribuenti non in regola con le scadenze dei pagamenti possono adesso allungare fino a 6 anni il periodo di dilazione dei debiti fiscali e contributivi, a patto che dimostrino di avere avuto un peggioramento della loro situazione economica.
La proroga dei pagamenti a rate rappresenta un ulteriore aiuto concreto a famiglie e imprese in difficoltà.
Dal 2008 a oggi il Gruppo Equitalia ha concesso 1,1 milioni di rateizzazioni per
un importo che supera i 15 miliardi di euro.
Equitalia ha varato il 18.04.2011 la direttiva interna che fornisce alle società partecipate le indicazioni operative per concedere il beneficio previsto dal Decreto milleproproghe (art. 2, comma 20, del Decreto Legge n. 225/2010 convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 febbraio 2011, n. 10).
Come già avviene per le rateazioni, se la richiesta di proroga riguarda debiti per un importo fino a 5 mila euro, sarà concessa a semplice richiesta motivata attestante la situazione di difficoltà peggiore rispetto a quella in cui versava il contribuente.
Per gli importi superiori a 5 mila euro l’accertamento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà viene effettuato in maniera differenziata in base alla tipologia giuridica dei soggetti.
Le richieste presentate da persone fisiche o titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati sono valutate utilizzando l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare del debitore (ISEE).
Il contribuente interessato alla proroga della dilazione è tenuto ad attestare il temporaneo peggioramento della sua situazione di obiettiva difficoltà mediante la presentazione di un nuovo modello ISEE di valore inferiore rispetto al precedente, ovvero, in caso non sia trascorso il termine di validità annuale del
modello ISEE, mediante la sola dimostrazione di eventi posteriori che hanno determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale.
Le richieste di rateazione in proroga presentate da altre categorie giuridiche di soggetti, ad esempio le società di capitali, vengono esaminate mediante l’applicazione dei parametri costituiti dall’Indice di Liquidità e dall’Indice Alfa.
Il contribuente è tenuto ad attestare il temporaneo peggioramento della sua situazione di obiettiva difficoltà mediante la presentazione di una situazione economico patrimoniale aggiornata da cui risulti che l’indice di Liquidità è peggiorato rispetto a quello riferito alla dilazione di cui viene chiesta la proroga.
Riguardo, invece, al numero di rate concedibili verrà utilizzato sempre il noto indice Alfa.
Per la presentazione della richiesta di proroga Equitalia ha predisposto specifici moduli disponibili presso gli sportelli degli agenti della riscossione.
La direttiva di Equitalia, disponibile sul sito www.equitaliaspa.it, contiene anche una serie di indicazioni che aggiornano i processi di concessione delle rateazioni anche sulla base delle esigenze maturate in questi anni da parte dei contribuenti.
(Equitalia, comunicato del 18.04.2011)
Il versamento in lieve ritardo (2 giorni) rispetto al termine stabilito non fa decadere il contribuente dall’accertamento con adesione.
La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che l’art. 9, del D.Lgs. n. 218/1997 non dispone la sanzione di nullità della definizione in caso di versamento in ritardo.
Inoltre, la stessa Amministrazione finanziaria, con la circolare n. 65/2002, aveva sensibilizzato i propri uffici a distinguere il ritardato versamento di lieve entità, da quello posto in essere esclusivamente per finalità dilatorie: solo in questo caso il comportamento del contribuente sarebbe punibile con la sanzione della nullità.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 6905 del 2011)