Source: https://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n12-del-23012015.html
Timestamp: 2017-09-26 19:58:32+00:00
Document Index: 169198953

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 69', 'art. 43', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 78', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.42', 'art. 42', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 2400']

Circolare INPS n.12 del 23.01.2015 - Determinazione per l'anno 2015 del limite minimo di...
Circolare INPS n.12 del 23.01.2015
Determinazione per l'anno 2015 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti
5. Quota di retribuzione soggetta nell'anno 2015 all'aliquota aggiuntiva dell' 1%
9. Rivalutazione dell'importo a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria
10. Lavoratori dello spettacolo: valori, per l'anno 2015, per il calcolo del contributo di solidarietà, dell'aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri
11. Sportivi professionisti: valori, per l'anno 2015, per il calcolo del contributo di solidarietà, dell'aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri
Con riguardo al cosiddetto minimo contrattuale, si ricorda che, secondo quanto disposto dall'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, convertito in L. n. 389/1989, "la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale non può essere inferiore all'importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione d'importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo".
Come premesso, nella determinazione della retribuzione minima ai fini contributivi si deve tenere conto anche dei "minimali di retribuzione giornaliera stabiliti dalla legge".
Infatti, il reddito da assoggettare a contribuzione, ivi compreso il minimale contrattuale di cui al citato art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, deve essere adeguato, se inferiore, al limite minimo di retribuzione giornaliera, che ai sensi di quanto disposto dall'art. 7, co 1, secondo periodo, del D.L. n. 463/1983, conv. in L. n. 638/1983 (come modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989) non può essere inferiore al 9,50% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1° gennaio di ciascun anno.
Considerato che, nell'anno 2014, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall'Istat è stata pari allo 0,20%,[i] si riportano nelle tabelle A e B (cfr. allegato n. 1) i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati, a valere dal periodo di paga in corso all'1.1.2015. Tali limiti, secondo quanto innanzi precisato, devono essere ragguagliati, a € 47,68 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1.1.2015, pari a € 501,89 mensili) se di importo inferiore.
Si rammenta, da ultimo, che non sussiste l'obbligo di osservare il minimale di retribuzione ai fini contributivi in caso di erogazione da parte del datore di lavoro di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche d'importo inferiore al predetto limite minimo[ii].
Come è noto, la retribuzione imponibile, ai fini del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, per i lavoratori in oggetto, già a decorrere dal 1° gennaio 2007,[iii] deve essere determinata secondo le norme previste per la generalità dei lavoratori (art. 6, D.Lgs. n. 314/1997) e nel rispetto del minimale di retribuzione giornaliera da assumere ai fini del versamento della contribuzione previdenziale IVS e assistenziale di cui all'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989.
Si rammenta che anche per i lavoratori soci delle cooperative sociali (ex art. 1, co. 1, lett. a), della L. n. 381/1991)e di altre cooperative per le quali sono stati adottati i decreti ministeriali ai sensi dell'art. 35 del D.P.R. n. 797/1955 (T.U. sugli assegni familiari), già a partire dall'1.1.2010, trovano applicazione, per la determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi, le norme previste per la generalità dei lavoratori, ivi comprese quelle relative al minimale di retribuzione giornaliera dicui all'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989.[iv]
In virtù di quanto disposto dall'art. 1, commi 1 e 10, D.Lgs. n. 164/1997 e s.m.i. per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea (Fondo volo), la retribuzione imponibile ai fini contributivi deve essere determinata ai sensi dell'art. 12 della L. n. 153/1969 e nel rispetto delle disposizioni in materia di minimo contrattuale di cui all'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989.
In ogni caso, la retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale iscritto al Fondo Volo, determinata secondo i predetti criteri, non può essere inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera che, per l'anno 2015, è pari a € 47,68.
Si fa presente che l'art. 28, co. 1, del D.L. n. 133/2014, conv. in L. n. 164/2014, ha confermato, per il triennio 2015-2017, l'esclusione - già introdotta, limitatamente all'anno 2014 dal D.L. n. 145/2013 conv. in L. n. 9/2014[vi] - delle indennità di volo dalla base imponibile ai soli fini contributivi. E' fatta salva, comunque, dal legislatore la concorrenza di dette indennità di volo alla determinazione della retribuzione pensionabile nella misura del 50% del loro ammontare.
Ai fini dell'individuazione del limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento, si deve fare riferimento a quanto disposto dall'art. 1, co. 3 del D.L. n. 402/1981, conv. in L. n. 537/1981, con il quale il legislatore ha fissato per i salari medi convenzionali, la misura di detta retribuzione minima, da rivalutare ai sensi di quanto disposto dall'art. 22, co. 1, della L. n. 160/1975 in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall'Istat. Il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere[vii] è pari, per l'anno 2015, a € 26,49.
Per quanto attiene agli equipaggi delle navi da pesca disciplinati dalla L. n. 413/1984, si rammenta che, stante la natura convenzionale dei salari minimi garantiti, determinati ai sensi dell'art. 13, co. 2, il limite minimo di retribuzione giornaliera al quale fare riferimento ai fini contributivi è quello di cui all'art. 1, co. 3, del citato D.L. n. 402/1981, conv. in L. n. 537/1981, pari per l'anno 2015 a € 26,49, alla stessa stregua di quanto previsto per le altre categorie di lavoratori per le quali sono fissate retribuzioni convenzionali.
L'operatività di detto minimale non esclude, comunque, l'applicazione dei minimali di retribuzione, di cui alle tabelle A e B allegate al citato D.L. n. 402/1981, qualora questi risultino superiori al minimale sopra specificato per le retribuzioni convenzionali (cfr. circolari nn. 66/2007 e 179/2013, par. 5.1, lett. a)).
Per i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla L. n. 250/1958, il cui imponibile contributivo è il salario convenzionale mensile calcolato sulla base di 25 giornate fisse al mese, rivalutato annualmente a norma dell'art. 22, co. 1, della L. n. 160/1975, si fa presente che, per l'anno 2015, detta retribuzione convenzionale, è fissata in € 662,00 mensili (26,49 x 25 gg.).
Anche per i lavoratori a domicilio, in applicazione dell'art. 22 della legge n. 160 del 1975, il limite minimo di retribuzione giornaliera varia in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall'Istat. Pertanto, considerato che il predetto indice è pari, per l'anno 2014, allo 0,20%, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori in oggetto è pari, per il 2015, a € 26,49.[viii] Detto limite deve essere, comunque, ragguagliato a € 47,68.[ix]
Come è noto, ferma restando la nozione di retribuzione imponibile definita dall'art. 6 del D.Lgs. n. 314/1997, anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale, trova applicazione, in materia di minimale ai fini contributivi, l'art. 1, co. 1, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989. La retribuzione così determinata deve, peraltro, essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall'art. 9 del D.Lgs. n. 61/2000, che, come noto, riproponendo le previsioni già contenute nell'art. 1, co. 4 del medesimo D.L. n. 338/1989, fissa il criterio per determinare un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale.[x]
In linea generale, nell'ipotesi di orario di 40 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni private), il procedimento del calcolo per determinare la retribuzione minima oraria è il seguente:
Qualora, invece, l'orario normale sia di 36 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni pubbliche), articolate su cinque giorni, il procedimento del calcolo è il seguente:
5. Quota di retribuzione soggetta nell'anno 2015 all'aliquota aggiuntiva dell'1%.
Come noto, l'art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992, ha introdotto, (già a decorrere dall'1.1.1993) a favore dei regimi pensionistici ai quali sono iscritti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, un'aliquota aggiuntiva a carico del lavoratore, nella misura di un punto percentuale, sulle quote eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile.[xi] Detto contributo aggiuntivo è dovuto nei casi un cui il regime pensionistico di iscrizione preveda aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10%.
Posto che la prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2015 in € 46.123,00, a decorrere dall'1.1.2015 l'aliquota aggiuntiva dell'1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il predetto tetto retributivo che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3.843,58, da arrotondare a € 3.844,00. Si rammenta, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo in questione deve essere osservato il criterio della mensilizzazione.[xii]
Si ricorda che la quota di retribuzione eccedente la predetta fascia e la relativa contribuzione aggiuntiva devono essere riportate dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributivadel flusso Uniemens, a livello individuale, nell'elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <ContribuzioneAggiuntiva>, <Contrib1PerCento>, <ImponibileCtrAgg>, <ContribAggCorrente>. L'imponibile della contribuzione aggiuntiva è un di cui dell?elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi>.
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, secondo periodo, della L. n. 335/1995, per i lavoratori iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo,[xiii] rivalutato in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall'Istat nella misura dello 0,20%, è pari, per l'anno 2015, a € 100.323,52, che arrotondato all'unità di euro è pari a € 100.324,00.
La quota di retribuzione eccedente il predetto massimale e le relative contribuzioni minori devono essere riportate dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a livello individuale, nell'elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <DatiParticolari>, <EccedenzaMassimale>, <ImponibileEccMass>, <ContributoEccMass> (cfr. par. 10.3 e par. 11.3 per le modalità di esposizione degli elementi retributivi relativi all'eccedenza massimale dei soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni sportivi professionisti).
Si rammenta che, ai sensi del combinato disposto dell'art. 69, co. 7, della L. n. 388/2000 e dell'art. 43, co. 3, della L. n. 448/2001, le disposizioni di cui all'art. 7, del D.L. n. 463/1983, modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989) non si applicano, a partire dal 1° gennaio 1984, ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque interne soggetti alla L. n. 250/1958.[xiv]
Si riportano, di seguito, per l'anno 2015, gli importi degli elementi retributivi che, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, non concorrono a alla determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi, con la precisazione che si tratta degli stessi già fissati dal D.Lgs. n. 314/1997.[xv]
Per la disciplina vigente in materia di determinazione della retribuzione imponibile, si rinvia alla circolare n. 263/1997 e, con particolare con riferimento al valore delle prestazioni e delle indennità sostitutive della mensa, alle circolari nn. 104/1998 e 1/2007, nonché, per il regime dell'azionariato dei dipendenti, alle circolari nn. 11/2001 e 123/2009.
9. Rivalutazione dell'importo a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria.
L'importo dell'indennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato, di cui all'art. 78 del D.Lgs. n. 151/2001 (cfr. circolare n. 181/2002), rivalutato sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai calcolato dall'Istat nella misura dello 0,20% è pari, per l'anno 2015, a € 2.086,24.
L'importo dell'indennità di maternità fino al raggiungimento del predetto importo deve essere riportato dai datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, a livello individuale, nell'elemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <Maternità>, <MatACredito>, <IndMat1Fascia>. La parte eccedente deve essere riportata nell'elemento <IndMat2Fascia>.
10. Lavoratori dello spettacolo: valori, per l'anno 2015, per il calcolo del contributo di solidarietà, dell'aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri.
Il contributo di solidarietà, ai sensi dell'art. 1, co. 14, del D. Lgs. n. 182/1997 (nella misura del 5%, di cui 2,50% a carico del datore di lavoro e 2,50% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente l'importo del massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all'art. 2, co. 18, L. n. 335/1995, che rivalutato sulla base dell'indice Istat è pari, per l'anno 2015, ad € 100.324,00 (cfr. par. 6).
L'aliquota aggiuntiva, ai sensi dell'art. 3-ter del D.L. n. 384/1992 convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l'anno 2015, l'importo di € 46.123,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.844,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari ad € 100.324,00).
Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. circolare n. 7/2010, par. 3). Si precisa che l'applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l'anno 2015, a € 46.123,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[xvi]
L'aliquota aggiuntiva (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l'anno 2015, l'importo di € 148,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile relativo a ciascuna delle predette fasce.
Si precisa che l'applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l'anno 2015, a € 46.123,00, posto che a fine anno, in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[xvii]
Si rammenta che l'Istituto ha realizzato l'integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo nell'ambito della sezionePosContributiva del flusso Uniemens dedicato alle aziende con dipendenti.
Pertanto, per i periodi di competenza decorrenti dall'1.1.2015, i datori di lavoro del settore dichiareranno nell'ambito della medesima sezione sia gli elementi informativi utili per il corretto calcolo delle contribuzioni assistenziali, sia quelli relativi al calcolo della contribuzione IVS secondo quanto stabilito dalla circolare n. 154/2014 alla quale si rimanda, facendo, comunque, presente che le informazioni relative all'eccedenza dei massimali retributivi giornalieri ovvero annui, dovrà avvenire mediante la compilazione dell'elemento <EccMassSpet (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMassSpet>, <ContrEccMassSpet> e <ContrSolidarietàSpet>).
Il massimale giornaliero, previsto dall'art. 6, co. 15, del D.L. n. 536/1987, convertito in L. n. 48/1988, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di finanziamento dell'indennità economica di malattia e di maternità per i lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato, è confermato, per l'anno 2015, in € 67,14.
Come già precisato nella circolare n. 154/2014, alla quale si rinvia, nell'ambito del flusso Uniemens, l'eccedenza dell'importo dei contributi di cui si tratta, da conguagliare in quanto l'aliquota di finanziamento è stata applicata su un imponibile maggiore rispetto a quello di legge, dovrà essere valorizzata, per i contributi di malattia, nell'elemento <MalACredAltre> con il codice R808 e, per i contributi di maternità, nell'elemento <MatACredAltre> con il codice R809.
11. Sportivi professionisti: valori, per l'anno, 2015 per il calcolo del contributo di solidarietà, dell'aliquota aggiuntiva 1% e massimali giornalieri.
Posto che il massimale annuo della base contributiva e pensionabile di cui all'art. 2, co. 18, L. n. 335/1995, rivalutato sulla base dell'indice Istat è pari, per l'anno 2015, a € 100.324,00 (cfr. par. 6), il contributo di solidarietà ex art. 1, commi 4 e 5, D.Lgs. n. 166/1997 (nella misura dell'1,2%, di cui 0,60% a carico del datore di lavoro e 0,60% a carico del lavoratore) è dovuto sulla parte di retribuzione annua eccedente l'importo di € 100.324,00 e fino all'importo annuo di euro 731.362,00.
L'aliquota aggiuntiva, ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore), si applica sulla parte di retribuzione annua eccedente, per l'anno 2015, l'importo di € 46.123,00, che rapportato a dodici mesi è pari a € 3.844,00 (e sino al massimale annuo di retribuzione imponibile pari a € 100.324,00). Si fa presente, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo deve essere osservato il criterio della mensilizzazione (cfr. circolare n. 7/2010, par. 3).
Si precisa che l'applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l'anno 2015, a € 46.123,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[xviii]
Il massimale di retribuzione giornaliera imponibile, per l'anno 2015, è pari a € 322,00 (massimale annuo/312).
Il contributo di solidarietà, ai sensi di quanto previsto dall'art. 1, commi 3 e 5, D.Lgs. n. 166/1997 (nella misura dell'1,2 %, di cui 0,60% a carico del datore di lavoro e 0,60% a carico del lavoratore), è dovuto sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente l'importo di € 322,00 e fino all'importo giornaliero di € 2.344,00.
L'aliquota aggiuntiva ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, convertito in L. n. 438/1992 (1% a carico del lavoratore) si applica sulla parte di retribuzione giornaliera eccedente, per l'anno 2015, l'importo di € 148,00 e sino al massimale di retribuzione giornaliera imponibile pari a € 322,00.
Si precisa che l'applicazione di detto contributo aggiuntivo avverrà senza tenere conto del superamento del tetto minimo su base annua, pari, per l'anno 2015, a € 46.123,00, posto che a fine anno in relazione al contributo versato in eccesso, sarà possibile effettuare il relativo conguaglio.[xix]
Si rammenta che l'Istituto ha realizzato l'integrazione degli elementi della dichiarazione contributiva dei soggetti iscritti al Fondo pensioni sportivi professionisti nell'ambito della sezionePosContributiva del flusso Uniemens dedicato alle aziende con dipendenti.
Pertanto, per i periodi di competenza decorrenti dall'1.1.2015, i datori di lavoro del settore dichiareranno nell'ambito della medesima sezione, sia gli elementi informativi utili per il corretto calcolo delle contribuzioni assistenziali sia quelli relativi al calcolo della contribuzione IVS secondo quanto stabilito dalla circolare n. 154/2014 alla quale si rimanda, facendo, comunque, presente che le informazioni relative all'eccedenza dei massimali retributivi giornalieri ovvero annui, dovrà avvenire mediante la compilazione dell'elemento <EccMassSport> (recante a sua volta gli elementi <ImpEccMass1Sport>, e <ContrEccMass2Sport>, <ContrSolidarietàSport>, <ImpEccMass2Sport> e <ContrEccMass2Sport>).
Con riguardo alla determinazione per l'anno 2015 dei valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e di assistenza sociale per i lavoratori iscritti alle gestioni pubbliche e da versare alle stesse, si rimanda, per i valori che discendono dall'applicazione di normativa di carattere generale applicabile sia ai rapporti di lavoro privati sia a quelli pubblici, a quanto precisato nei precedenti paragrafi della presente circolare.
In particolare, si rinvia a quanto previsto per la generalità dei lavoratori al par. 1 per quanto concerne il minimale di retribuzione giornaliera, al par. 4 per la determinazione di detto minimale con riguardo ai rapporti di lavoro a tempo parziale, al par. 5 per la determinazione della quota di retribuzione soggetta all'aliquota contributiva aggiuntiva dell'1% (ex art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992), al par. 6 per l'aggiornamento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile ex art. 2, co. 18, della L. n. 335/1995 per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a partire dall'1.1.1996.
Si rammenta che secondo il disposto di cui all'art. 3-bis, co. 11, del D.Lgs. n. 502/1992, come integrato dal D.Lgs. n. 229/1999, la nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario determina, per i lavoratori dipendenti, il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto. L'aspettativa è concessa entro sessanta giorni dalla richiesta. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza.
Si ricorda che nell'ipotesi in esame si realizza una obbligazione solidale tra l'Ente di appartenenza, che ha collocato il dipendente in aspettativa, tenuto al versamento della contribuzione, e la struttura sanitaria presso cui il dipendente svolge l'incarico.
La struttura sanitaria è tenuta ad inviare la denuncia, tenendo conto dei massimali di cui all'articolo 3, co. 7, del D.Lgs. n. 181/1997 non solo ai fini pensionistici, ma anche ai fini del TFS,[xx]valorizzando la sezione altro ente versante dell'elemento E0 nel caso in cui sia l'Ente di appartenenza ad effettuare il versamento.
L'importo del massimale contributivo in oggetto, previsto dal citato art. 3, co. 7, rivalutato secondo l'indice relativo al costo medio della vita calcolato dall'Istat nella misura dello 0,20%, e arrotondato all'unità di euro, è pari, per l'anno 2015, a € 182.874,00.
Massimale ex art. 3-bis, co. 11 dell'art. D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i
12.3. Retribuzione annua concedibile riferita al congedo straordinario di cui all'art.42, co. 5, del D.Lgs. n. 151/2001.
L'art. 42, co. 5 e seguenti, del D.Lgs. n. 151/2001 riconosce il diritto a soggetti specificamente individuati di fruire, entro sessanta giorni dalla richiesta, del congedo di cui all'articolo 4, co. 2, della L. n. 53/2000, per assistenza di persone con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, co. 1, della L. n. 104/1992.
In particolare il comma 5-ter prevede che "Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2011, sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati."
A tale riguardo, si comunica che per gli effetti della rivalutazione il tetto massimo complessivo della retribuzione per congedo straordinario e dei relativi contributi obbligatori a carico dell'amministrazione non può eccedere, per l'anno 2015, l'importo pari a € 47.446,00.
Ai fini della regolarizzazione, i datori di lavoro che utilizzano la sezione PosContributiva del flusso Uniemens, calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore all' 1.1.2015 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso mese per portarle in aumento delle retribuzioni imponibili individuali del mese in cui è effettuata la regolarizzazione (nell'elemento <Imponibile> di <Dati Retributivi> di <Denuncia Individuale>), calcolando i contributi dovuti sui totali ottenuti.
L'importo della differenza contributiva a credito dell'azienda relativa al versamento dell'aliquota aggiuntiva 1% (cfr. par. 5), da restituire al lavoratore, sarà riportato nella denuncia Uniemens, nell'elemento <DatiRetributivi>, <Contribuzione Aggiuntiva>, <Regolarizz1PerCento>, <RecuperoAggRegolarizz>.
All.1-Tabelle A e B. Anno 2015.
[i] Gli aumenti a titolo di perequazione automatica delle pensioni sono calcolati applicando all'importo della pensione spettante alla fine di ciascun periodo la percentuale di variazione che si determina rapportando il valore medio dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo all'anno precedente il mese di decorrenza dell'aumento all'analogo valore medio relativo all'anno precedente (art. 11, D.Lgs. n. 503/1992). L'indice dello 0,20% viene utilizzato ai fini contributivi per la determinazione della retribuzione imponibile al fine di consentire gli adempimenti contributivi su valori aggiornati. Detti valori acquisiranno, ai fini pensionistici, carattere di definitività a seguito dell'emanazione (novembre 2015) del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali che fissa l'aumento definitivo di perequazione automatica da attribuire alle pensioni per l'anno 2015. Il predetto valore verrà comunicato dall'Istituto in occasione della circolare di fine anno sul rinnovo delle pensioni.
[iii] Cfr. quanto già precisato dall'Istituto con la circolare n. 34/2007, al par. 3, in applicazione del disposto di cui all'art. 3 del D.lgs. n. 423/2001.
[ix] Cfr. art. 7, co. 1, secondo periodo, del D.L. n. 463/1983, conv. in L. n. 638/1983 (come modificato dall'art. 1 del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989).
[x] Art. 9, co.1, D.Lgs. n. 61/2000 "La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all'articolo 7 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l'importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno". Per l'illustrazione di detto criterio, si rinvia alla circolare n. 68/1989.
[xi] Il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, ai sensi di quanto previsto dall'art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992, è quelladeterminata ai fini dell'applicazione dell'art. 21, co. 6, della L. n. 67/1988. Si veda, per alcune precisazioni di dettaglio, la circolare 298/1992 e, per il settore marittimo, anche la circolare n. 151/1993. Si evidenzia, inoltre, che in caso di rapporti di lavoro dipendente successivi o simultanei, tutte le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile. Contribuiscono al superamento della fascia di retribuzione tutti i rapporti di lavoro dipendente anche se afferiscono a gestioni pensionistiche differenti.
[xv] L'art. 51, co. 9, del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) prevede che gli ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativo al periodo di 12 mesi terminante al 31 agosto, superi il 2% rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.
[xvi] I conguagli relativi alla contribuzione versata in eccesso per effetto del non superamento del tetto minimo su base annua di cui all'art. 3-ter, D.L. n. 384/1992, rilevato a fine anno, potranno essere effettuati dai datori di lavoro oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre anche con quella di competenza del mese di gennaio (rispettando i relativi termini di legge ricadenti nei rispettivi mesi successivi: ultimo giorno del mese per la presentazione della dichiarazione contributiva e 16 del mese per il versamento dei contributi).
Con riguardo agli adempimenti informativi relativi a dette operazioni di conguaglio, si precisa che nell'ambito del flusso Uniemens sarà necessario valorizzare, a livello individuale, nell'elemento <Regolarizz1PerCento>, il sottoelemento <RecuperoAggRegolarizz> (di cui al percorso <Denuncia Individuale>/<DatiRetributivi>/ <ContribuzioneAggiuntiva>). Nell'ambito dell'elemento <Regolarizz1PerCento>, valorizzando il sottoelemento <ContribAggRegolarizz>, il datore di lavoro può provvedere, viceversa, a dichiarare eventuali importi a debito da regolarizzare.
Nel caso in cui sia intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro prima della fine dell'anno, le eventuali operazioni di conguaglio sul contributo aggiuntivo 1%, saranno effettuate con la denuncia relativa al mese nel corso del quale è intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro.
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