Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-3716/del-05-11-2019/ambiente-rifiuti-tre-posizioni-per-affrontare-criticita-legate-allend-of-waste-20384/
Timestamp: 2020-08-15 07:36:49+00:00
Document Index: 14473605

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 1', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 208']

Regioni.it - n. 3716 del 05-11-2019 - Ambiente: rifiuti, tre posizioni per affrontare criticità legate all'end of waste - Regioni.it
Accanto a questi due testi è stata approvata anche una proposta emendativa che potrebbe essere fatta propria dal Governo nell''iter parlamentare di approvazione del decreto legge " Salva Imprese" e che potrebbe risolvere tali problemi interpretativi. quest'ultimo testo è stato inviato anche ad Andrea Giaccone, Presidente della XI Commissione della Camera che sta esaminando il decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali, già approvato dal Senato.
Si riporta di seguito il testo dei tre documenti.
Posizione delle Regioni e delle Province autonome sui procedimenti di autorizzazione degli impianti di digestione anaerobica dei rifiuti organici e degli impianti di purificazione e upgrading di biogas da rifiuti organici per la produzione di biometano
A seguito della Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 1229 del 28.02.2018, inerente i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto caso per caso ai sensi dell’art. 184-ter, comma 2, del D. Lgs 152/2006, sono state date interpretazioni discordanti da parte degli Enti competenti circa la procedibilità delle istanze volte all’autorizzazione di impianti di digestione anaerobica di rifiuti organici per la produzione di biometano. La sentenza, come è noto, ha infatti sollevato il problema della legittimità dei provvedimenti di cessazione della qualifica di rifiuto caso per caso.
In attesa che il Ministero dell’Ambiente, più volte sollecitato sull’argomento, si esprima, la questione è stata esaminata a livello interregionale. Ciò confidando nella possibilità di fornire al Ministero competente, cui il presente documento sarà inoltrato per i provvedimenti di competenza, utili considerazioni e praticabili soluzioni.
Nel caso di specie, come è noto, vi è il D.M. Interministeriale 2 marzo 2018 sulla "Promozione dell’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti", emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che costituisce il principale riferimento normativo per quanto attiene la produzione di biometano.
Il decreto, nel ritenere “opportuno promuovere l’utilizzo del biometano privilegiando in ogni caso il biometano avanzato e la sua produzione a partire da rifiuti e sottoprodotti e colture di integrazione", prevede esplicitamente non solo che la produzione possa essere fatta a partire da rifiuti, ma che, anzi, sia una casistica da preferire. Ai sensi poi dell’art. 1, ai fini del decreto si intende per biometano il combustibile ottenuto da biogas che, a seguito di opportuni trattamenti chimico-fisici soddisfa le caratteristiche fissate da ARERA con appositi provvedimenti attuativi ed è quindi idoneo alla successiva fase di compressione per l’immissione nella rete del gas naturale.
Esiste pertanto un quadro tecnico-normativo ricco ed esaustivo che regola la produzione del biometano e le sue caratteristiche. Nel caso in cui il biometano sia prodotto a partire da rifiuti le Regioni e le Province autonome ritengono quindi che le previsioni del D.M. citato e della procedura operativa possano considerarsi criteri per la cessazione della qualifica del rifiuto per la produzione di biometano e che le relative autorizzazioni non siano quindi da considerarsi un “end of waste” caso per caso, ma una cessazione di qualifica del rifiuto disciplinata dai citati criteri nazionali già vigenti.
Il medesimo decreto costituisce inoltre norma di riferimento anche per quanto concerne il biometano prodotto da impianti di purificazione e upgrading di biogas da rifiuti organici.
Posizione delle Regioni e delle Province autonome per una uniforme applicazione delle norme relative alla “cessazione della qualifica del rifiuto” in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 55/2019
Il 18.06.2019 è entrata in vigore la Legge n. 55/2019 di conversione del D.L. n. 32/2019 (c.d. "sblocca cantieri") che, al comma 19, ha modificato il comma 3 dell’art. 184-ter del D. Lgs 152/2006 relativo alla cessazione della qualifica di rifiuto, disciplinando come le autorizzazioni debbano essere rilasciate dalle Autorità competenti, senza nulla dire esplicitamente riguardo alle autorizzazioni già in vigore prima della Legge n. 55/2019 (18/06/2019) sulla base dell’allora vigente art. 184-ter del D. Lgs 152/06 e dei criteri stabiliti dalla direttiva 2008/98/UE. Ciò determina un dubbio interpretativo che le Regioni ritengono necessario chiarire al fine di assicurare una uniforme applicazione sul territorio nazionale e regionale.
In attesa che il Ministero dell’Ambiente, più volte sollecitato sull’argomento, si esprima, la questione è stata esaminata a livello interregionale.
Le Regioni hanno valutato che:
- gli impianti a cui ad oggi verrebbero revocate parzialmente o integralmente le autorizzazioni, contribuiscono a implementare le quote di recupero e riciclo in quanto la loro attività è finalizzata a trasformare un rifiuto in una materia che sostituisce una materia prima;
- con la chiusura parziale o totale di impianti di riciclo verrebbero meno intere filiere di recupero, e che i rifiuti ad oggi recuperati dovranno essere inviati al recupero energetico se aventi adeguato PCI o addirittura a smaltimento in discarica compromettendo l’attuazione della gerarchia comunitaria che privilegia il riciclo a qualsiasi forma di smaltimento;
- le autorizzazioni già rilasciate garantiscono comunque la tutela dell’ambiente e della salute, essendo rilasciate nel rispetto dei criteri fondamentali della direttiva europea che prevedeva e prevede che l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto recuperati non devono portare ad impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.
Nelle more del pronunciamento della competente struttura Ministeriale appare ragionevole l’interpretazione che salvaguarda le autorizzazioni in corso ferma restando la garanzia del livello di tutela ambientale già in essere.
Detta interpretazione appare anche in linea con la volontà del legislatore che il 30 luglio 2019 ha approvato in Senato la legge di delegazione europea 2018 da cui emerge la volontà di fare salve le autorizzazioni esistenti e consentirne il rinnovo. Tale volontà è poi significativamente espressa nel dare la delega al recepimento della direttiva (UE) 2018/851 che prevede esplicitamente la possibilità di consentire le autorizzazioni caso per caso.
Per quanto sopra detto e considerata l’incertezza interpretativa attuale, le Regioni e le Province autonome, nelle more di un pronunciamento statale, ritengono che non si debba intervenire sui titoli autorizzativi vigenti in modo irreversibile e che non si debba procedere, per ora, a stralciare le operazioni di recupero già autorizzate e conformi alla norma ai tempi vigente.
Resta fermo che i procedimenti relativi a nuove autorizzazioni o a rinnovi di autorizzazioni vigenti dovranno essere invece valutati sulla base del nuovo testo dell’art. 184-ter, non potendosi autorizzare cessazioni di qualifica del rifiuto non previste da regolamenti comunitari o da decreti e norme nazionali.
Ordine del giorno sull’articolo 184-ter (cessazione della qualifica di rifiuto) dlgs.152/2006 proposta di modifica condivisa dalle Regioni e delle Province autonome
Proposta Regioni e Province autonome 1. Un rifiuto cessa di essere tale, quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni:
L’operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alle predette condizioni.
3. Qualora tali criteri dettagliati non siano stati stabiliti a livello di Unione europea ai sensi del comma 2, sono definiti attraverso uno o più decreti, dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Essi includono:
Restano fermi i decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio del 14 febbraio 2013, n. 22; del 28 marzo 2018, n. 69; del 15 maggio 2019, n. 62.
4. Nelle more dell'adozione di uno o più decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi:
a) le disposizioni di cui ai decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio in data 5 febbraio 1998, allegato 1, sub allegato 1, 12 giugno 2002, n. 161, 17 novembre 2005, n. 269, per le procedure semplificate di recupero rifiuti e, per quanto riguarda le caratteristiche dei prodotti, per le autorizzazioni di cui agli articoli 208, 209 e 211 e quelle di cui al Titolo III-bis della parte seconda del presente decreto legislativo;
b) le disposizioni speciali che disciplinano le caratteristiche dei prodotti ottenuti da operazioni di recupero rifiuti quali ad esempio il decreto legislativo 29 aprile 2010, n.75 - Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88 e il decreto 2 marzo 2018 Promozione dell'uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti.
5. Fino a quando non siano stabiliti criteri a livello dell'Unione europea o a livello nazionale ai sensi rispettivamente del comma 2 e del comma 3, e nei casi non disciplinati dalle disposizioni normative di cui al comma 4, le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni di cui agli articoli 208, 209 e 211 e quelle di cui al Titolo III-bis della parte seconda del presente decreto legislativo, provvedono caso per caso, prevedendo le necessarie prescrizioni al fine di garantire che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni di cui al comma 1 e i criteri di cui al comma 3, lettere da a) a e). Le autorizzazioni rilasciate ai sensi del presente comma saranno oggetto di riesame a seguito dell’emanazione dei regolamenti comunitari o decreti nazionali che ineriscono le stesse disciplinando la cessazione della qualifica di rifiuto.
6. Nell’ambito del catasto di cui all’art. 208 comma 17 bis è costituito un registro dei prodotti autorizzati dalle autorità competenti nel rispetto dei criteri di cui al comma 1, dando evidenza dei criteri adottati e dei requisiti tecnici del prodotto stesso. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare assicura, tramite strumenti elettronici, l’accesso alle informazioni di tale Registro nazionale.
7. Restano ferme le autorizzazioni rilasciate in materia di cessazione della qualifica di rifiuto alla data di entrata in vigore della presente disposizione. In sede di richiesta di rinnovo ovvero nel corso della fase di riesame delle autorizzazioni le autorità competenti provvederanno, tra l’altro, ad effettuare una verifica di coerenza disponendo, qualora risulti necessario, il conseguente adeguamento delle singole autorizzazioni ai sensi delle presenti disposizioni.
Link alla versione integrale dei tre testi:
Documento della Conferenza delle Regioni del 24 ottobre 2019: Posizione delle Regioni e delle Province autonome sui procedimenti di autorizzazione degli impianti di digestione anaerobica dei rifiuti organici e degli impianti di purificazione e upgrading di biogas da rifiuti organici per la produzione di biometano
Documento della Conferenza delle Regioni del 24 ottobre 2019: Posizione delle Regioni e delle Province autonome per una uniforme applicazione delle norme relative alla “cessazione della qualifica del rifiuto” in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 55/2019
Documento della Conferenza delle Regioni del 24 ottobre 2019: Ordine del giorno sull’articolo 184-ter (cessazione della qualifica di rifiuto) dlgs.152/2006 proposta di modifica condivisa dalle Regioni e delle Province autonome