Source: http://www.scint.it/news_new.php?id=409
Timestamp: 2016-07-25 08:03:32+00:00
Document Index: 58593734

Matched Legal Cases: ['art. 634', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 491', 'art. 22']

La risposta dell'avv. Cuniberti alle critiche del dr. Cammarata:
Email e requisito di forma scritta
* Estratto da un approfondimento di Andrea Lisi e Marco Cuniberti in pubblicazione su Punto-Informatico n.1999 di luned� 02.02.2004
Egregi... tutti :-),negli ultimi giorni ha fatto scalpore la notizia di un decreto ingiuntivo che il Tribunale di Cuneo, accogliendo un mio ricorso,�ha concesso sulla base di semplici email, accogliendo la tesi secondo cui, alla luce della normativa in tema di documento informatico, anche la email "semplice" si pu� considerare sottoscritta con firma elettronica, soddisfando quindi il requisito legale di forma scritta.
Ammetto che nel ricorso ho, volutamente, esposto in modo sommario esuperficiale la questione giuridica; ho per� purtroppo anche fatto, questo nonvolutamente (e chiedo scusa a tutti quelli che si sono sentiti offesi :-))),degli errori, soprattutto�tecnici.Tuttavia, per i motivi che andr� a esporre, resto convinto che anche la"semplice" email possa rientrare (vorrei dire "debba", ma - diversamente daaltri - ritengo che con l'attuale caos normativo e le relativecontraddizioni, una certezza assoluta sia difficile da sostenere)tra i documenti informatici sottoscritti con firma leggera.Altra premessa (da praticone del diritto, da frequentatore di aule ecancellerie, non certo da studioso): a me dei lavori preparatori di unalegge, delle leggi precedenti che essa stessa ha abrogato, dei lavoripreparatori delle direttive europee e della giurisprudenza degli StatiUniti, non importa, n� pu� importare - scusate l'espressione - un fico secco.O meglio, a me (e al giudice, ovviamente non specializzato) interessa la LETTERA dellenorme e, eventualmente, la giurisprudenza (se c'�).Io sono in studio, arriva un cliente, mi espone un problema relativo a unalegge: allora prendo la legge, la conosco e la studio quindi incidentalmente,poi cerco di interpretarla e di applicarla, nella maniera migliore per ilmio cliente.Nel caso di specie, mi sono posto il problema: posso interpretare il dpr445/00 in modo che ad una email semplice venga attribuita FORMA (attenzione:non valore di prova, ma semplicemente forma!) scritta?Una parentesi: io avevo tutta la documentazione cartacea che volevo, ma hoappositamente voluto produrre solo il documento informatico (e relativastampa, specificando espressamente che si trattava di semplicerappresentazione cartacea di documento informatico): si � trattato di unaprovocazione, ammetto che l'ho fatto apposta, mi sarebbe andato bene anche se ilgiudice non mi avesse concesso il decreto (ci avrei rimesso 32 euro MIEI epoi avrei riproposto il ricorso con le forme...tradizionali): in caso diun'eventuale opposizione, invece, avrei prodotto tutto quello che avevo.Pertanto, stavo in una "botte de' fero".Comunque: ci ho pensato un po' e sono arrivato a concludere (e qui non c'�niente di giuridico) che tra una lettera contenente un foglio in cui c'�scritto "io sottoscritto Mario Rossi ti devo mille lire" cui segue una firmaa penna dove si legge Mario Rossi (con il quale foglio io posso, ex art. 634cpc, ottenere un DI) e una email con lo stesso contenuto, mi devo fidare moltomeno della prima.Infatti, la lettera cartacea pu� non provenire dall'apparente autore e io,nella migliore delle ipotesi, potr� solo scoprirne (e nemmeno di sicuro, seil falsario � bravo) la falsit�, mentre nel caso della mail ci sono un saccodi belle informazioni che mi dicono quasi tutto, o comunque molto di pi�della carta.Ci� premesso, mi sono messo ad esaminare il 445/00 e le norme sul documentoinformatico sottoscritto con firma elettronica leggera.Per prima cosa mi son quindi chiesto: la email � un documento informatico?L'art. 1, comma 1, lett. b) lo definisce "la rappresentazione informatica diatti, fatti o dati giuridicamente rilevanti": e poich� la email � larappresentazione informatica di tante cose, tra cui una dichiarazione divolont� o di scienza, non vedo come si possa negare che rivesta lecaratteristiche della norma citata.A questo punto, l'art. 10, comma 2, mi dice che "Il documento informatico,sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della formascritta".Punto e basta, non andiamo oltre.Se riesco quindi a dire che la email � sottoscritta con firma elettronica, �fatta, potr� dire che riveste, per la nostra legge, forma scritta.L'art. 1, comma 1, lett. cc), mi dice che la FIRMA ELETTRONICA � l'insiemedei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazionelogica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazioneinformatica.Ora, poich� a me - che non sono un ingegnere, n� il padre della firma digitale o un suo omofono - sembra ovvio che ladefinizione "sottoscrizione" costituisce, per quel che riguarda un documentoinformatico e quindi la rappresentazione grafica di dati, una fictio juris(in quanto in nessun caso si scrive alcunch�, neppure con la firma digitale,che corrisponde all'inserimento, da parte di qualcuno - quasi sempre diversodall'effettivo titolare :-((( - di una smart card e della digitazione di unPIN, che non viene certo riportato nella mail), mi sento di dire che"documento informatico sottoscritto con firma elettronica" possa anche esserinterpretato con "firma elettronica apposta (o allegata) al documentoinformatico".Per cui, secondo la mia�interpretazione, � necessario che aldocumento informatico sia pi� che altro allegata una firma elettronica, ladeve comunque contenere, in modo che il destinatario la possa controllare (oaddirittura verificare).Se ci� � vero, la mia email deve contenere una firma elettronica, cio�:1) Un insieme di dati in forma elettronica;2) Che siano allegati oppure connessi - tramite associazione logica - adaltri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica.Prima di analizzare questi due punti, puntualizziamo che la norma non michiede assolutamente che questa "firma" sia sicura, certa, infalsificabile,con Hash, Dash o Dixan, ecc: esattamente come per un foglio di carta (�comunque forma scritta, indipendentemente dal fatto che la firma sia falsa)si richiede solo che questa firma (o cos'altro �) ci sia.Allora:1) La mia email ha (oltre ovviamente alla firma del mittente, in fondo allamail stessa, che ai nostri fini non serve a niente, anche se ritengo chepotrebbe avere rilevanza ai fini penali, ex art. 491 bis c.p.) un indirizzodi provenienza (che mi dice - a parte il fatto che possa esserefalsificata - chi l'ha mandata) e sopratutto gli headers: cio� una serie didati precisi che mi dicono un sacco di cose (molte pi� di quante potrebbedirmi uno sconosciuto foglio di carta!), tra cui tutto il percorso dellaemail e, soprattutto, da quale ISP arrivi. In pratica, mi dice che arriva daun'area riservata di un ISP (cio� che per mandarla occorreva aver accesso aquell'area riservata).
Mi dice inoltre il momento di invio e l'IP, da cui posso risalire addirittura alla macchina che me l'ha mandata.2) Che un sistema di ID + PW sia, almeno per la lingua italiana, un metododi autenticazione informatica, non ci piove. Il dato � inoltre confortatodal nuovo codice della privacy, che lo ha disposto espressamente.Come abbiamo visto, gli headers mi dicono che quella email � stata scritta daqualcuno che ha dovuto necessariamente, per scriverla, inserireun ID e una PW; o meglio, che chi l'ha scritta, non pu� non aver inseritol'ID e la PW.Per cui posso dire di sapere, grazie agli headers, che per scrivere quellaemail � stato utilizzato un metodo di autenticazione informatica.E a questo punto, come posso negare che ci sia una connessione logica,un'associazione di idee tra l'insieme di dati indirizzo-headers (contenutinella email da me ricevuta e quindi in mio possesso) e il metodo divalidazione necessariamente (condicio sine qua non) utilizzato?Mi � stato eccepito che quanto sopra varrebbe per la webmail, mentresolitamente i client di posta possono inviare posta senza autenticarsi(l'autenticazione sarebbe richiesta solo per la ricezione della posta):ebbene, se da un lato mi sembra... gi� qualcosa (e chiedo ai tecnici se sia possibile vedere dagli headers se � stato usato un client o si tratta di webmail), dall'altro ritengo�comunque agevole rispondere che, anche senon ci si autentica in quella specifica occasione, si utilizza comunque unidentificativo (l'indirizzo del mittente) relativo a un'areariservata creata apposta e quindi comunque protetta dal suddetto metodo diautenticazione, per cui l'associazione di idee con detto metodo non viene a mancare (in caso contrario - se cio� il mittenteinserisse appositamente nel suo client un indirizzo che non esiste, come adesempio mariorossi@libero.it, approfittando del fatto che non � richiestal'autenticazione, facendomi credere falsamente che arriva daquell'inesistente account - commetterebbe un illecito, poich� chiunquecrederebbe che quell'account � "normale", cio� esista un'area riservatarelativa al titolare).Se poi si pensa alle email cd. "di risposta" (cio� quelle con in allegato oin quoting il contenuto della stessa email cui si vuole rispondere), allorasaremo addirittura sicuri che l'autore � proprio colui cui io ho scritto edavr� certamente dovuto autenticarsi.
Un altra eccezione � quella secondo cui, l'art. 22 del 445 definisca il"sistema di validazione" come "il sistema informatico e crittografico ingrado di generare ed apporre la firma digitale o di verificarne lavalidit�", per cui il mio bel sistema di ID + PW andrebbe a farsi benedire.Semplicemente, per�, ritengo si parli d'altro: la norma dice infatti che lafirma elettronica � un "metodo di autenticazione informatica" e un "sistemadi validazione". Perch� il legilatore, nello stesso decreto (anzi, T.U.!),usa due espressioni diverse? Ha paura delle ripetizioni? O forse siriferisce a qualcos'altro, pi� specifico? Io propendo per la secondaipotesi.Invece, il successivo codice della privacy (che si presume quindi scrittoanche alla luce del 445: chi la pensa diversamente - magari anche aragione - provi a spiegarlo ad un giudice...), usaesattamente le stesse parole, proprio di "autenticazione informatica" e,guarda caso, parla di ID + PW.Bene, pu� darsi che i ragionamenti di cui sopra (scritti di getto, tra un atto di citazione e una richiesta di patteggiamento, per cui probabilmente la forma non sar� impeccabile :-)) non rappresentino una verit�assoluta, siano opinabili e magari anche sbagliati, ma non mi sembra chegiustifichino la necessit� di... sostenere nuovamente l'esame di diritto privato.Non sono un tecnico e pu� ben darsi che abbia commesso degli errori tecnici:ricordiamoci per� che nemmeno il giudice � un tecnico e, anche se chi hascritto la legge aveva in mente qualcosa di particolare, l'unica cosa cheinteresser� al giudice che l'applicher� (per cui al cliente che agisce ingiudizio, per cui a me) sar� il significato letterale delle norme e�quanto sene pu� desumere.Sappiamo tutti che spesso le norme si prestano a pi� interpretazioni:prendiamone atto - i giudici servono appunto a interpretare le leggi - e adeguiamoci.Ripeto: io sono un avvocato. Se c'� una legge scritta male (rectius: unsistema di norme che fanno effettivamente a pugni tra di loro), invece disemplicemente invocare una riforma (l'ennesima...), devo cercare diintepretarla per com'�.Mi sembra che comunque questo gran polverone abbia finalmenteportato l'attenzione sulla email "normale".Mi spiego meglio: fino ad oggi ci si � sempre concentrati sul documento"sicuro", cio� sottoscritto con firma digitale, cercando di imporre talemetodo di validazione che nella realta dei rapporti commerciali (quellaquotidiana) - malgrado siano passati oltre 6 anni dalla sua introduzione esi sia cercato di imporlo per legge in sempre maggiori ambiti - NON ESISTEed ha soprattutto alimentato polemiche (sulla sua compatibilit� o meno ad ogni sistema operativo o ad ogni software), sospetti (ci sono parecchi interessi economici sottostanti) e... illeciti penali (basta chiedere ai commercialisti che firmano in luogo dei loro clienti).Nella realt�, abbiamo invece la email "normale", che � oggi il metodo dicomunicazione pi� utilizzato non solo nel commercio elettronico, ma anche neirapporti commerciali "tradizionali": ormai tutta la fase precontrattuale edi esecuzione dei contratti (specialmente servizi, appalti, contratti cherichiedano continui contatti tra le parti, ecc.), viene fatta via email(viene lasciata al cartaceo solo la stipula del contratto vero e proprio);per non parlare poi delle specifiche tecniche ed alle comunicazioni interne alleaziende.Inoltre, tale mezzo di comunicazione � certamente pi� sicuro di un atto cheabbia semplice forma scritta: come ho gi� accennato, mi sembra che se miarriva una lettera cartacea con una carta intestata ed una firma che nonconosco, avr� meno garanzie di quelle che, ad un'analisi approfondita, mipu� dare una email (pensiamo a quante informazioni ci sono negli headers,mentre in una lettera posso al limite sapere con certezza da che citt� �partita).Sono sicuro che se ad un PM... permaloso io invio una lettera di insultiscrivendola con i guanti e la firmo Mario Rossi, tale PM non mi trover� mai,mentre se gliela mando via email, posso anche inventarmi gli account chevoglio, ma temo che...E' quindi fondamentale esaminare approfonditamente gli aspetti giuridici dellaemail "normale", alla luce delle norme che, volenti o nolenti, sono ora invigore in Italia.E non vi sembra che - anche nell'ipotesi che la mia tesi nonfosse esattissima (ma non si pu� dire che sia assolutamente infondata) -potrebbe non essere cos� azzardato (anche in una eventuale riforma normativa) riconoscere chiaramente alla email�"normale" valore di FORMA scritta (non dico valore di PROVA scritta), con libera valutabilit� della sua attendibilit� in concreto da parte del Giudice?Non vi sembra un po' eccessivo che, se in un'eventuale causa civile controdi me l'attore produce 100 email da me inviategli, con tanto di allegazione oquoting di email a cui io rispondevo, contenenti il mio nome e provenientida marco.cuniberti@cuniberti.it, io possa, semplicemente disconoscendole,renderle completamente inutili? Mentre invece, se l'attore si fosse da s�creato un semplice foglietto di carta a mia firma, io sarei costretto achiedere una perizia calligrafica, pregando che la mia firma non sia statafalsificata troppo bene?
A me s�.