Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/420
Timestamp: 2020-04-03 07:48:12+00:00
Document Index: 14138386

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 77', 'art. 420', 'art. 31', 'art. 420', 'art. 31']

I. Nell'udienza fissata per la discussione della causa il giudice interroga liberamente le parti presenti tenta la conciliazione della lite e formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa (1). La mancata comparizione personale delle parti, o il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituiscono comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio (1). Le parti possono, se ricorrono gravi motivi, modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate, previa autorizzazione del giudice.
II. Le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale, il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. La mancata conoscenza, senza gravi ragioni, dei fatti della causa da parte del procuratore è valutata dal giudice ai fini della decisione.
III. Il verbale di conciliazione ha efficacia di titolo esecutivo.
IV. Se la conciliazione non riesce e il giudice ritiene la causa matura per la decisione, o se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o alla competenza o ad altre pregiudiziali la cui decisione può definire il giudizio, il giudice invita le parti alla discussione e pronuncia sentenza anche non definitiva dando lettura del dispositivo.
V. Nella stessa udienza ammette i mezzi di prova già proposti dalle parti e quelli che le parti non abbiano potuto proporre prima, se ritiene che siano rilevanti, disponendo, con ordinanza resa nell'udienza, per la loro immediata assunzione.
VI. Qualora ciò non sia possibile, fissa altra udienza, non oltre dieci giorni dalla prima, concedendo alle parti, ove ricorrano giusti motivi, un termine perentorio non superiore a cinque giorni prima dell'udienza di rinvio per il deposito in cancelleria di note difensive.
VII. Nel caso in cui vengano ammessi nuovi mezzi di prova, a norma del quinto comma, la controparte può dedurre i mezzi di prova che si rendano necessari in relazione a quelli ammessi, con assegnazione di un termine perentorio di cinque giorni. Nell'udienza fissata a norma del precedente comma il giudice ammette, se rilevanti, i nuovi mezzi di prova dedotti dalla controparte e provvede alla loro assunzione.
VIII. L'assunzione delle prove deve essere esaurita nella stessa udienza o, in caso di necessità, in udienza da tenersi nei giorni feriali immediatamente successivi.
IX. Nel caso di chiamata in causa a norma degli articoli 102, secondo comma, 106 e 107, il giudice fissa una nuova udienza e dispone che, entro cinque giorni, siano notificati al terzo il provvedimento nonché il ricorso introduttivo e l'atto di costituzione del convenuto, osservati i termini di cui ai commi terzo, quinto e sesto, dell'articolo 415. Il termine massimo entro il quale deve tenersi la nuova udienza decorre dalla pronuncia del provvedimento di fissazione.
X. Il terzo chiamato deve costituirsi non meno di dieci giorni prima dell'udienza fissata, depositando la propria memoria a norma dell'articolo 416.
XI. A tutte le notificazioni e comunicazioni occorrenti provvede l'ufficio.
XII. Le udienze di mero rinvio sono vietate.
(1) L'art. 77 del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 dopo la parola « transattiva » ha aggiunto le parole « o conciliativa ». La modifica entra in vigore il 22 giugno 2013, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del citato decreto legge.
Proposta transattiva del giudice formulata ai sensi dell’art. 420, comma, 1c.p.c. come modificato dall'art. 31 della legge 4 novembre 2010, n. 183 – Ammissibilità nei procedimenti di opposizione a sanzione amministrativa – Sussiste nel caso in cui la controversia attenga alla determinazione del quantum della pretesa sanzionatoria della P.A..
Ai sensi dell’art. 420 comma 1, c.p.c. come modificato dall'art. 31 della legge 4 novembre 2010, n. 183, il rifiuto della proposta transattiva senza giustificato motivo costituisce elemento di valutazione ai fini della decisione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Aprile 2012. Segue...