Source: https://www.diritto.it/danno-da-illecita-percezione-di-indennita-da-parte-di-amministratori/
Timestamp: 2017-07-23 10:49:37+00:00
Document Index: 131134726

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art, 6', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art, 6', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art, 6']

Giurisprudenza Danno da illecita percezione di indennità da parte di amministratori
Osserva ancora la Sezione che: ?La previsione della corresponsione di un’indennit? ai cittadini che ricoprono cariche elettive ? diretta a garantire, nella direttiva di cui all’art. 51 Cost,?? la disponibilit? del tempo necessario per l’esercizio del mandato ( art. 1 legge n. 816/85) senza subire pregiudizi patrimoniali? ovvero senza che le condizioni economiche possano di fatto precludere l’accesso alle cariche. Nella direttiva del raggiungimento di un’equit? sostanziale e non meramente formale? ? stato previsto ( art. 3 comma 2 sindaco; art. 5 comma 6, assessori comunali, art, 6 comma 4) il raddoppio della suddetta indennit? per gli amministratori che non siano lavoratori dipendenti, ovvero pur rivestendo tale qualifica si trovino nella posizione di aspettativa senza assegni.? Sembra potersi rilevare che l’equiparazione dei lavoratori in aspettativa senza retribuzione e di quelli autonomi ( liberi professionisti, artigiani, coltivatori diretti ecc )? ? chiaramente dimostrativa della volont? legislativa di compensare il mancato guadagno, tant’? che all’indennit? in questione ? stata attribuita natura lato sensu risarcitoria ovvero, stante il collegamento con un atto? recte un’attivit? lecita, indennitaria .
Nella fattispecie dedotta in giudizio ci? che manca, secondo l?estensore della sentenza, ? proprio la prova che il Presidente della Comunit? Montana fosse in possesso del necessario presupposto di legge rappresentato dalla qualit? di lavoratore non dipendente. L’iscrizione all’albo di un ordine professionale, nella specie quello di geometra, non ? dimostrativo dello svolgimento effettivo di un’attivit? lavorativa; la circostanza? che il convenuto non abbia percepito alcun reddito professionale, accertata attraverso l’acquisizione delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni IVA, relative all’intero quadriennio per cui ? causa ( dal 1996 al 1999), induce a ritenere che non abbia svolto nessuna attivit? lavorativa. Ci? in parte ? stato ammesso dallo stesso Presidente che in sede di? audizione ( verbale del 10.3.2000) ha affermato di aver svolto attivit? professionale ridotta e di non aver fatturato in quanto ?trattavasi di completamento? di attivit? pregressa di incarichi? di direzioni di lavori, in corso di svolgimento?. La mancata presentazione per l’anno 1996 della dichiarazione IVA ? un ulteriore elemento che vale a corroborare la tesi che qui si sostiene e che non ? minimamente contraddetta dalla documentazione prodotta dalla parte che si riferisce ad annualit? precedenti quelle in considerazione Ne deriva che dichiarando con nota del 16.12.1996 di svolgere attivit? lavorativa non dipendente essendo iscritto all’albo dei geometri della provincia di Cosenza, lo stesso Presidente ha consapevolmente reso una dichiarazione non rispondente al vero con l’evidente scopo di realizzare un vantaggio economico al quale? a termini di legge non aveva diritto .
?L’aver da parte loro subordinato la corresponsione del raddoppio alla dichiarazione dell’interessato di svolgere attivit? lavorativa non dipendente non denota quell’inescusabile negligenza e assoluto disprezzo per gli interessi dell’Amministrazione in cui si sostanzia la colpa grave . Tutti costoro si sono fidati della dichiarazione rilasciata dal Presidente, n? potevano fare altrimenti visto che la legge non poneva ad essi obblighi ulteriori per accertare l’esistenza del requisito soggettivo; n? vi ? motivo per ritenere – tant’? che l’organo inquirente non ha nemmeno configurato tale eventualit?, che fossero e/o dovessero essere a conoscenza della realt?.
L?estensore della sentenza della Sez. Calabria effettua uno sforzo interpretativo sulla normativa in materia. La previsione della corresponsione di un’indennit? ai cittadini che ricoprono cariche elettive deve garantire, in base al principio stabilito dall’art. 51 Cost,?? la disponibilit? del tempo necessario per l’esercizio del mandato ( art. 1 legge n. 816/85) senza che l?amministratore eletto abbia a subire pregiudizi patrimoniali,? ovvero senza che le condizioni economiche possano di fatto precludere (o scoraggiare) l’accesso alle cariche. Pertanto nella direttiva del raggiungimento di un’equit? sostanziale e non meramente formale, si pongono? sia la normale corresponsione della indennit?, sia? il raddoppio della suddetta indennit? per gli amministratori che non siano lavoratori dipendenti, ovvero pur rivestendo tale qualifica si trovino nella posizione di aspettativa senza assegni( art. 3 comma 2 sindaco; art. 5 comma 6, assessori comunali, art, 6 comma 4).? La natura della indennit? in questione come risarcitoria o pi? correttamente indennitaria (come dice la parola stessa) viene fatta discendere anche dalla equiparazione dei lavoratori dipendenti in aspettativa senza retribuzione e di quelli autonomi ( liberi professionisti, artigiani, coltivatori diretti ecc )? ? chiaramente dimostrativa della volont? legislativa di compensare il mancato guadagno.
dott. Roberto Leoni ???????????????????????????????????????????????? Primo Referendario ha pronunciato la seguente SENTENZA
Con atto di citazione dell’11 aprile 2000 la Procura generale ha evocato in giudizio i signori Ma G, De C, Fo D, Pi F ed Or A per sentirli condannare il primo in via principale a titolo di dolo e gli altri in via sussidiaria in caso di infruttuosa escussione di questi, al pagamento della somma di lire? 69.390.000 o di quella diversa che dovesse risultare in corso di causa, oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi legali . La contestazione di responsabilit? trae origine dalla liquidazione a favore del Ma, nella qualit? di presidente della Comunit? Montana del Savuto in Rogliano , dalla data di insediamento a quella di cessazione dall’incarico, dell’indennit? di carica in misura doppia, in totale assenza di un atto deliberativo? del consiglio della Comunit? ,cos? come previsto dagli artt. 3 e 8 della legge n. 816 del 27.12.1985 .
In particolare la Procura riferisce che il Ma, unitamente ai responsabili? degli uffici amministrativi e contabili della Comunit? montana, sottoscriveva i mandati di pagamento in misura doppia, asseritamente sulla base di una dichiarazione a propria firma, mai assunta a protocollo degli uffici della comunit?, con la quale attestava di esercitare attivit? di lavoro autonoma essendo iscritto all’Albo dei Geometri della Provincia di Cosenza. Tale comportamento era stato contestato dal vice presidente della Comunit? con lettera del 3.12.1998 con cui veniva chiesta la rettifica della delibera di giunta n. 216 del 13.11.1998 nella parte in cui si dava atto che ? non essendo il Presidente lavoratore dipendente la relativa indennit? continuer? ad essere raddoppiata giusta? la legge 816/85? poich? questa affermazione non aveva mai costituito oggetto di discussione n? tantomeno di deliberazione .
Il comportamento degli altri convenuti De C, Fo D, Or A e Pi F risulta connotato da un gravissimo disinteresse nell’espletamento delle rispettive funzioni. Ad essi va rimproverato di non avere mai provveduto ad effettuare le dovute verifiche e controlli nonostante? le sollecitazioni provenienti dal Vice Presidente dell’epoca. Con il loro comportamento hanno contribuito a causare il danno patito dalla Comunit? Montana, consistente nell’erogazione priva di fondamento e di nessuna utilitas per la Comunit? medesima? di un beneficio patrimoniale senza l’osservanza di precise disposizioni di legge. Stante la diversit? dell’elemento soggettivo la Procura ha prospettato l’opportunit? di ravvisare una responsabilit? principale in capo al Ma? e secondaria degli altri convenuti, il cui patrimonio andr? aggredito solamente in caso di infruttuosa escussione del primo.
In ordine al nesso di causalit? ne viene dedotta la mancanza . Con memoria del 26 febbraio 2001 l‘avv. Ettore Notti si ? costituito nell’interesse di C De, segretario a scavalco per il periodo dal 16 febbraio al 17 novembre 1997 ed ha sostenuto che la Procura ha interpretato scorrettamente la norma che si assume essere stata oggetto della violazione causativa del danno erariale .Infatti ai sensi del primo comma dell’art. 3 la deliberazione del Consiglio comunale costituisce atto presupposto per la determinazione della misura? dell’indennit? di carica ma non ? necessaria ai sensi del II comma per il raddoppio, che ricorrendone i presupposti deve essere corrisposto in modo automatico. Infatti la legge, come si desume anche dai lavori preparatori? prevede un vero e proprio diritto alla percezione dell’indennit? in misura doppia allorch? ricorrano i presupposti di legge, e non una semplice facolt? dell’ente a concederla .
La previsione della corresponsione di un’indennit? ai cittadini che ricoprono cariche elettive ? diretta a garantire, nella direttiva di cui all’art. 51 Cost,?? la disponibilit? del tempo necessario per l’esercizio del mandato ( art. 1 legge n. 816/85) senza subire pregiudizi patrimoniali? ovvero senza che le condizioni economiche possano di fatto precludere l’accesso alle cariche . Nella direttiva del raggiungimento di un’equit? sostanziale e non meramente formale? ? stato previsto ( art. 3 comma 2 sindaco; art. 5 comma 6, assessori comunali, art, 6 comma 4) il raddoppio della suddetta indennit? per gli amministratori che non siano lavoratori dipendenti, ovvero pur rivestendo tale qualifica si trovino nella posizione di aspettativa senza assegni.? Sembra potersi rilevare che l’equiparazione dei lavoratori in aspettativa senza retribuzione e di quelli autonomi ( liberi professionisti, artigiani, coltivatori diretti ecc )? ? chiaramente dimostrativa della volont? legislativa di compensare il mancato guadagno, tant’? che all’indennit? in questione ? stata attribuita natura lato sensu risarcitoria ovvero, stante il collegamento con un atto? recte un’attivit? lecita, indennitaria .
Nella fattispecie dedotta in giudizio ci? che manca ? proprio la prova che il Ma fosse in possesso del necessario presupposto di legge rappresentato dalla qualit? di lavoratore non dipendente. L’iscrizione all’albo di un ordine professionale, nella specie quello di geometra, non ? dimostrativo dello svolgimento effettivo di un’attivit? lavorativa; la circostanza? che il convenuto non abbia percepito alcun reddito professionale, accertata attraverso l’acquisizione delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni IVA, relative all’intero quadriennio per cui ? causa ( dal 1996 al 1999), induce a ritenere che non abbia svolto nessuna attivit? lavorativa. Ci? in parte ? stato ammesso dallo stesso Ma che in sede di? audizione ( verbale del 10.3.2000) ha affermato di aver svolto attivit? professionale ridotta e di non aver fatturato in quanto ?trattavasi di completamento? di attivit? pregressa di incarichi? di direzioni di lavori, in corso di svolgimento?. La mancata presentazione per l’anno 1996 della dichiarazione IVA ? un ulteriore elemento che vale a corroborare la tesi che qui si sostiene e che non ? minimamente contraddetta dalla documentazione prodotta dalla parte che si riferisce ad annualit? precedenti quelle in considerazione Ne deriva che dichiarando con nota del 16.12.1996 di svolgere attivit? lavorativa non dipendente essendo iscritto all’albo dei geometri della provincia di Cosenza, il Ma ha consapevolmente reso una dichiarazione non rispondente al vero con l’evidente scopo di realizzare un vantaggio economico al quale? a termini di legge non aveva diritto .
?L’aver da parte loro subordinato la corresponsione del raddoppio alla dichiarazione dell’interessato di svolgere attivit? lavorativa non dipendente non denota quell’inescusabile negligenza e assoluto disprezzo per gli interessi dell’Amministrazione in cui si sostanzia la colpa grave . Tutti costoro si sono fidati della dichiarazione rilasciata dal Ma, n? potevano fare altrimenti visto che la legge non poneva ad essi obblighi ulteriori per accertare l’esistenza del requisito soggettivo; n? vi ? motivo per ritenere – tant’? che l’organo inquirente non ha nemmeno configurato tale eventualit?, che fossero e/o dovessero essere a conoscenza della realt?.
la Corte dei conti- Sezione Giurisdizionale per la Regione Calabria? definitivamente pronunciando ASSOLVE
f.to dott.ssa Rossella Scerbo ??????????????????????? ?f.to dott. Angelo Buscema ?
Depositata in segreteria il 03/12/2003 ????????? ??????????IL DIRIGENTE ?????????????????????????????????????????????????????????????????????? f.to dott. Maurizio Arlacchi Share
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