Source: http://www.comune.torino.it/tasse/iuc/imu/calcolo-imu-e-pagamento-dellimposta-imu-2018.shtml
Timestamp: 2020-01-21 08:53:38+00:00
Document Index: 147450495

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 25', 'art 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art.2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4']

Calcolo IMU e pagamento dell'imposta 2019 (Tasse e tributi)
Tasse e tributi > Imposta Unica Comunale > IMU - Imposta Municipale Propria > Calcolo IMU e pagamento dell'imposta 2019
Aliquote IMU e detrazioni per il 2019 (pdf)
Rimborsi IMU (art. 13 Reg. Entrate Tributarie Città di Torino n. 267)
Doppi versamenti su medesimo anno fiscale
Riversamenti IMU
Rateazione avviso di accertamento IMU
Calcolo dell'IMU 2019 on line
Il Calcolo IMU on line e il Calcolo IMU-TASI on line permettono di calcolare l'imposta dovuta applicando la rendita catastale, le aliquote e l'eventuale detrazione spettante; è possibile stampare il modello F24 e pagarlo direttamente utilizzando il servizio di pagamento on-line attivo da quest'anno.
Tramite apposito Bollettino postale approvato dal Ministero dell'Economia e Finanze con decreto del 23/11/2012. Il bollettino è disponibile, in distribuzione gratuita, presso gli uffici postali. Il numero di conto corrente 1008857615 è unico e valido per tutti i comuni del territorio nazionale, è intestato a "Pagamento IMU" e può essere utilizzato esclusivamente per i pagamenti presso le Poste Italiane.
L219 categoria catastale A/1-A/8-A/9 abitazione principale e relative pertinenze e assimilate 3912 -
L219 terreni agricoli 3914 -
L219 aree fabbricabili 3916 -
L219 altri fabbricati (esclusi categoria D) 3918 -
L219 fabbricati in categoria D 3930 3925
Il pagamento dell'acconto, pari al 50% del dovuto annuo, doveva essere effettuato entro lunedì 17 GIUGNO 2019.
Il pagamento del saldo, pari al 50% del dovuto annuo, dovrà essere effettuato entro lunedì 16 DICEMBRE 2019.
Non sono dovuti i versamenti di importo inferiore o uguale a euro 12,00 di imposta annua (art. 25 della L. 289/2002 richiamato dall'art 1, comma 168 della L. 296/2006).
Per provvedere al pagamento dell'imposta dall'estero, il contribuente deve:
per la quota spettante al Comune, effettuare un bonifico a favore del COMUNE DI TORINO
(Codice Bic Swift: UNCRITM1Z43), utilizzando il codice Iban IT56T0200801033000110050089
per la quota riservata allo Stato (da versare per i fabbricati di categoria D), effettuare un bonifico direttamente in favore della Banca d'Italia (Codice Bic BITAITRRENT), utilizzando il codice Iban IT02G0100003245348006108000
La copia di entrambe le operazioni deve essere inoltrata al Comune di Torino (SERVIZIO IMU - C.so Racconigi 49 - 10139 Torino - Fax 011 01133834) per i successivi controlli.
la sigla "IMU", il nome del Comune ove sono ubicati gli immobili e i relativi codici tributo indicati nella risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012;
l'indicazione "Acconto".
Modalità applicazione ravvedimento operoso per omesso o parziale versamento (Dlgs 158/2015)
Come si calcola il ravvedimento operoso: importo da ravvedere + sanzioni + interessi calcolati sui giorni di ritardo
2020 - 0,05%
2019 - 0,8%
2018 - 0,3%
2017 - 0,1%
2016 - 0,2%
2015 - 0,5%
2012 - 2,5%
entro due anni dall'omissione o dall'errore 4,29%
oltre due anni dall'omissione o dall'errore 5%
Il pagamento si esegue sul modello F24 versando l'importo comprensivo di imposta, sanzioni e interessi e barrando la casella "Ravvedimento".
Abitazione principale solo se classificata in categoria catastale A/1, A/8 e A/9 e pertinenze - 6,00 per mille con detrazione di € 200,00
Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.
Assegnazione della casa coniugale al coniuge solo se classificata in categoria catastale A/1, A/8 e A/9 e pertinenze - 6,00 per mille con detrazione di € 200,00
Nei casi di assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio l'IMU deve essere versata solo dal coniuge cui è stata assegnata l'ex casa familiare ed è sempre considerata abitazione principale.
Unità abitativa concessa in uso gratuito, comodato - 10,60 per mille
Le unità abitative e le relative pertinenze concesse in uso gratuito ai parenti di primo grado, (genitori figli) che la occupano quale loro abitazione principale e vi risiedono anagraficamente, non sono "assimilate" all'abitazione principale. Pertanto resta dovuta l'IMU con aliquota del 10,6 per mille.
Agevolazione comodati (art. 1 comma 10 L. 208/2015)
La legge n. 208/2015 all'art. 1 comma 10 ha previsto la riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati in categoria A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 concessi in comodato a parenti in primo grado (genitori/figli), qualora siano rispettate le seguenti condizioni:
il soggetto passivo:
possiede in Italia solo l'immobile concesso in comodato ed essere residente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;
oppure possiede al massimo due abitazioni in Italia, entrambe nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato (ossia una abitazione principale del comodante, purchè non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ed una abitazione concessa in comodato);
utilizzo a titolo di abitazione principale da parte del comodatario (ossia con residenza anagrafia e dimora abituale);
L'agevolazione decorre dalla data di stipula del contratto. Ai fini del calcolo, il mese durante il quale il possesso dell'immobile in comodato si è protratto per almeno 15 giorni dalla data della stipula è computato per intero.
Il contratto di comodato può essere redatto in forma scritta o verbale. Per beneficiare dell'agevolazione, il contratto di comodato deve essere registrato entro 20 giorni dalla stipula dello stesso. I contratti verbali già in essere alla data del 1° gennaio 2016, possono essere registrati in qualunque momento ed avere valore retroattivo. La registrazione tardiva del contratto comporta l'applicazione di sanzioni nella misura stabilita dall'Agenzia delle Entrate.
In caso di fabbricato concesso in comodato sottoposto a vincolo di storicità, la riduzione del 50% della base imponibile, qualora siano rispettate le condizioni di cui sopra, si cumula a quella prevista per gli immobili storici e la base imponibile sulla quale calcolare l'imposta è pari al 25%.
Sull'argomento vedasi anche la risoluzione MEF n. 1/DF del 17 febbraio 2016
Per il Comune di Torino l'agevolazione viene estesa anche alle pertinenze concesse in comodato unitamente all'abitazione all'abitazione (C/2, C/6, e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo).
Per avvalersi dell'agevolazione statale, il contribuente deve attestare il possesso dei suddetti requisiti presentando la dichiarazione IMU entro il termine previsto dalla legge. La dichiarazione resta valida anche per gli anni successivi fino a quando non intervengano situazioni modificative ai fini dell'imposta.
Unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili solo se classificata in categoria catastale A/1, A/8 e A/9 e pertinenze - 6,00 per mille con detrazione di € 200,00
Unità abitativa posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata - 10,60 per mille
Non è più possibile per i comuni, con regolamento comunale, assimilare all'abitazione principale le unità immobiliari possedute da cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non risultino locate e relative pertinenze. (Legge 80 del 23/5/2014 art. 9 bis comma 1). Per questo motivo rientrano nel regime ordinario dell'imposta.
Unità abitativa, se in categoria catastale A/1, A/8, A/9, posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato e iscritti all'A.I.R.E., già pensionati nei relativi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o concessa in comodato d'uso - 6,00 per mille con detrazione di € 200,00
Con il D.L. n. 47 del 28 marzo 2014, convertito in Legge n. 80 del 23 maggio 2014, è stato modificato l'art. 13 comma 2 del DL 201/2011 che ha introdotto l'equiparazione all'abitazione principale ex legge con effetti dal 2015 per "una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello stato e iscritti all'A.I.R.E., già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso"; Si precisa che la pensione deve essere erogata dall'ente pensionistico dello stato estero nel quale il pensionato risiede e non dall'INPS. Pertanto i cittadini italiani residenti all'estero iscritti all'A.I.R.E. che percepiscono una pensione italiana a carico dell'INPS non possono beneficiare dell'aliquota ridotta ma devono applicare l'aliquota ordinaria (10,6 per mille - vedasi punto precedente).
Unità abitativa e relative pertinenze posseduta dagli appartenenti alle Forze armate se classificate in categoria catastale A/1, A/8 e A/9 - 10,60 per mille
Unità abitativa concessa in locazione ai sensi della L. 431/98 art. 2 comma 3 (uso abitativo) e art. 5 comma 2 (studenti universitari fuori sede) alle condizioni stabilite dagli accordi territoriali in vigore - 5,31 per mille
Per gli immobili locati ai sensi dell'art. 2 comma 3 della L. 431/98 è richiesta la dimora abituale e la residenza anagrafica dell'inquilino.
Per quelli locati a studenti universitari fuori sede ai sensi dell'art. 5 comma 2, invece, gli inquilini devono essere iscritti a corsi universitari e non essere residenti nell'immobile.
L'aliquota del 5,31 per mille tiene già conto della riduzione del 25% operata sull'aliquota deliberata nel 2019 pari al 7,08 per mille, (legge di stabilità 2016) art. 1 comma 53, L. 208/2015.
Unità abitative (escluse le pertinenze) messe a disposizione dell'Agenzia Sociale Comunale per la locazione - 4,31 per mille
Unita abitative escluse le pertinenze messe a disposizione dell'Agenzia Sociale Comunale per la locazione e destinate a famiglie residenti, in emergenza abitativa e iscritte a Lo.C.A.Re, locate a titolo di abitazione alle condizioni stabilite dagli Accordi Territoriali in vigore ai sensi dell'art.2, comma 3, della L 431/1998 a soggetti che le utilizzano come abitazione principale (con residenza anagrafica e dimora abituale).
L'aliquota del 4,31 per mille tiene già conto della riduzione del 25% operata sull'aliquota deliberata nel 2019 pari al 5,75 per mille, (legge di stabilità 2016) art. 1 comma 53, L. 208/2015.
Unità abitativa concessa in locazione ai sensi della L. 431/98 art. 5 comma 1 (uso transitorio) alle condizioni stabilite dagli accordi territoriali in vigore e art. 2 comma 3 - 7,95 per mille
Unità abitative (escluse le pertinenze) locate a titolo di abitazione alle condizioni stabilite dagli accordi territoriali in vigore ai sensi della L. 431/98:
art. 5 comma 1: locata con contratti transitori (art. 19, comma 1-bis del Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con la Legge 11 novembre 2014, n. 164)
art. 2 comma 3: locata a soggetti privi di residenza anagrafica e dimora abituale
L'aliquota del 7,95 per mille tiene già conto della riduzione del 25% operata sull'aliquota deliberata nel 2019 pari al 10,60 per mille, (legge di stabilità 2016) art. 1 comma 53, L. 208/2015.
Unità immobiliari (comprese le unità non abitative) già locate a "canone libero"
Per le unità immobiliari (comprese le unità non abitative) già locate a "canone libero" per le quali venga definita una riduzione:
tra il 10% e il 20% del canone di locazione - aliquota 10,6 per mille
oltre il 20% del canone di locazione - aliquota 10,6 per mille
Unità abitative concesse in locazione o comodato ai soggetti affidatari dei servizi di accoglienza integrata e da questi destinati a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria - 8,6 per mille
Ai sensi dell'art. 4 comma 3 del regolamento IMU della Città di Torino dall'anno 2016 è stata deliberata una riduzione d'aliquota per i proprietari di immobili concessi in locazione o in comodato gratuito con regolare contratto registrato ai soggetti indicati. Il proprietario, per godere dell'agevolazione, dovrà dichiarare tale situazione tramite il modello 8 bis entro il termine del versamento del saldo IMU dell'anno di imposta, corredandolo di copia del contratto di locazione/comodato e degli estremi di registrazione.
Unità immobiliari appartenenti a nuove imprese che svolgono attività diretta alla promozione e al supporto di iniziative di ricerca scientifica e tecnologica o finalizzate all'utilizzazione industriale dei risultati della ricerca - 8,6 per mille
Ai sensi dell'art. 4 comma 4 del regolamento IMU della Città di Torino dall'anno 2016 è stata deliberata una riduzione d'aliquota per gli immobili di proprietà di nuove imprese così come sopra definite, limitatamente alle unità immobiliari effettivamente utilizzate per tali scopi e per i primi due anni di attività. L'impresa proprietaria, per godere dell'agevolazione, dovrà dichiarare tale situazione tramite il modello 8 bis entro il termine del versamento del saldo IMU dell'anno di imposta.
ATTENZIONE: Si ricorda che nel caso in cui l'immobile soggetto ad imposta sia classificato in categoria catastale "D" resta dovuta la quota statale nella misura del 7,6 per mille da versare con il codice tributo 3925; la differenza dell'1 per mille dovrà essere versata con codice tributo comunale 3930.
Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 2020
I Servizi IMU-ICI sono inseriti nel Progetto Qualità del Comune di Torino per i servizi erogati agli utenti.
Carta della Qualità dei Servizi IMU - ICI