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Timestamp: 2018-10-18 19:10:43+00:00
Document Index: 7182418

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 135', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 117']

Il Decreto Legislativo 29/93, avente ad oggetto: Razionalizzazione della organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, e la Legge 59/97, avente ad oggetto: Delega al Governo per IL conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti
Decreto legislativo n. 29 del 3 febbraio 1993, integrato con le modifiche apportate dai decreti legislativi n. 470 del 10 novembre 1993 e n. 546 del 23 dicembre 1993
L’autonomia scolastica attraverso le norme fondanti.
Il Decreto Legislativo 29/93 sulla Razionalizzazione della organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, e la Legge 59/97, contenete la Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti Locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa, sono le norme che hanno definito che la Pubblica Amministrazione deve essere sostenuta dal principio costituzionale di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa
l’ organizzazione degli uffici deve essere improntata sui criteri di efficienza e di efficacia deve essere stabilita la separazione tra atti di gestione e attività di indirizzo , come peraltro sottolineato anche dalla legge n.241 del 7.8.90.
La conseguenza di ciò è stata che anche la scuola è stata oggetto di riforma amministrativa e gestionale, sintetizzata nell’art. 21 della legge 59/97, di cui si da lettura completa:
Se nel 1997 prende avvio la riforma generale della dell’ordinamento statale che modifica il funzionamento degli apparati pubblici e la ripartizione dei compiti amministrativi, l’obiettivo fondamentale del legislatore è di rendere efficiente la P.A. alle esigenze della società attraverso la semplificazione dell’atto amministrativo.
Il processo di cambiamento ha interessato la scuola, in quanto servizio pubblico per la collettività.
L’art. 21 della legge 15 marzo 1997 n. 59 introduce il principio dell’autonomia scolastica ed estende a tutti gli ordini di scuola la personalità giuridica.
La scuola diventa soggetto giuridico, ente con capacità giuridica di agire e quindi titolare di rapporti giuridici attivi e passivi. Dal punto di vista dell’autonomia scolastica, le Istituzioni ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 275/1999
1. ……… adottano, anche per quanto riguarda l'impiego dei docenti, ogni modalità organizzativa che sia espressione di libertà progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa.
4. In ciascuna istituzione scolastica le modalità di impiego dei docenti possono essere diversificate nelle varie classi e sezioni in funzione delle eventuali differenziazioni nelle scelte metodologiche ed organizzative adottate nel piano dell'offerta formativa
L’autonomia scolastica non avrebbe potuto sussistere se accanto non fosse stato definito un altro aspetto giuridico: il passaggio della funzione amministrativa del Capo
d’Istituto a quella dirigenziale, definito dal decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59,
“…Nell'ambito dell'amministrazione scolastica periferica è istituita la qualifica dirigenziale per i capi di istituto preposti alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali è stata attribuita personalità giuridica ed autonomia a norma dell'art. 21 della L. 15.3.97, n. 59. I dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale e rispondono, agli effetti dell'art. 20, in ordine ai risultati, che sono valutati tenuto conto della specificità delle funzioni e sulla base delle verifiche effettuate da un nucleo di valutazione istituito presso l'amministrazione scolastica regionale, presieduto da un dirigente e composto da esperti anche non appartenenti all'amministrazione stessa.”
Nel rispetto del principio della libertà di insegnamento e in connessione con l'individuazione di nuove figure professionali del personale docente, ferma restando l'unicità della funzione, ai capi d'istituto è conferita la qualifica dirigenziale contestualmente all'acquisto della personalità giuridica e dell'autonomia da parte delle singole istituzioni scolastiche. I contenuti e le specificità della qualifica dirigenziale sono individuati con decreto legislativo integrativo delle disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base dei seguenti criteri:
d) l'attribuzione della dirigenza ai capi d'istituto attualmente in servizio, assegnati ad una istituzione scolastica autonoma, che frequentino un apposito corso di formazione
Accanto a queste trasformazioni giuridico gestionali della scuola troviamo anche un nuovo assetto normativo di cui al decreto legislativo n. 112/1998, con particolare riferimento agli artt. 135-139, in cui vengono riformulati i compiti assegnati alle Regioni, alle Province e ai Comuni in tema di istruzione e la loro articolazione con lo Stato.
In effetti l’art. 135 delinea l’oggetto della revisione;l’art. 136 definisce i termini della programmazione e della gestione del servizio scolastico; all’art. 137 e 138 sono demandate le norme che regolamentano la ripartizione dei compiti tra i vari enti territoriali e lo Stato, nonché le materie delegate alle Regioni, ai sensi del dettato Costituzionale.
In riferimento, poi, proprio al dettato Costituzionale, la legge n. 3 del 2001, che riforma il titolo V della Costituzione definindo ai sensi della norma fondamentale i compiti degli enti territoriali in una parola si compie il cammino del decentramento amministrativo e legislativo dando corpo a quel dettato che la Costituzione in precedenza aveva solo in nuce.
Il punto fondamentale è il cosiddetto principio di sussidiarietà attraverso il quale ogni ente deve poter intervenire a livello di sistema pubblico di servizio e di sostegno sociale verso il cittadino in termini di competenza e di appartenenza.
La vicinanza all’individuo in quanto soggetto giuridico fondante il sistema delle relazioni giuridiche facenti capo al sistema democratico e giuridico statale viene così sancito e acquisito a livello di principio fondante: il decentramento amministrativo diviene sistema per il raggiungimento della capacità di ciascuno di soddisfare il vincolo delle relazioni tra singolo e collettività, tra collettività e organizzazione pubblica.
Il principio della sussidiarietà sostituisce quello del parallelismo, secondo cui le funzioni amministrative seguivano la potestà legislativa regionali, stante eventuali deleghe statali di cui all’art. 117 della costituzione.
Il Titolo V della Costituzione mette in evidenza che lo Stato Italiano è una Repubblica policentrica in cui l’autonomia è garanzia di autogoverno: il potere non incentrato sulla dimensione territoriale quanto sulla dimensione della fattibilità della capacità di governo.
www.Astrid.it per tutte le questioni di interpretazione di norme.
WWW.Tuttoscuola.it per le novità nella scuola.
WWW.anci.it per sapere ciò che accade nei comuni e conoscere i relativi pareri.
www.upi.it per le Province.
www.conferenza.it per conoscere le questioni che vengono portate alla
discussione nella sede della Conferenza.
Per le Regioni ne esistono diversi, oltre quelli di ciascuna Regione, anche alcuni
del Coordinamento, può essere utile quello della regione Lazio il cui Assessore alla
scuola (Silvia Costa) ora riveste il ruolo di coordinatore degli Assessori di tutte le
Altrimenti www.tecnostruttura.it che ugualmente tratta di tutte le questioni
Legge 15 marzo 1997 n. 59 - Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa
Decreto legislativo n. 29 del 3 febbraio 1993,
integrato con le modifiche apportate dai decreti legislativi n. 470
del 10 novembre 1993 e n. 546 del 23 dicembre 1993