Source: http://agna.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=123:nuova-sentenza-genitore-non-affidatario-e-alienazione-genitoriale-mediazione-forzata&catid=29:sentenze-e-decisioni
Timestamp: 2020-07-10 18:13:13+00:00
Document Index: 118521431

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 301', 'art. 307', 'sentenza ']

"Spetta alla madre prendere tutte le ragionevoli precauzioni atte a salvaguardare i diritti di visita originariamente regolati, rispettivamente la medesima non deve intraprendere nulla che potrebbe intralciare l'esercizio dei diritti di visita da parte del convenuto (il padre, ndr)".
"L'obiezione della ricorrente (la madre, ndr) in base alla quale i figli rifiuterebbero ogni contatto con il padre, motivo per il quale la stessa non potrebbe essere obbligata a mettere in pratica il diritto di visita pattuito, non appare convincente. Stando agli accertamenti del tribunale amministrativo, che sono vincolanti per il tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF) la ricorrente ha manipolato i figli e va imputato a lei sola il loro atteggiamento di rifiuto nei confronti del padre (vedi consid. 2). Risulterebbe oltremodo urtante permettere alla ricorrente di potersi appellare al comportamento e all'opinione dei figli dopo aver "con successo" effettuato una manipolazione su di loro. E ciò vale ancor di più se si considera che proprio a causa del condizionamento effettuato dalla ricorrente non è possibile stabilire la reale opinione dei figli".
"È generalmente riconosciuto che a causa del fatidico rapporto genitore-bambino la relazione del bambino con entrambi i genitori è molto importante e può giocare un ruolo cruciale nella ricerca della sua identità. (DTF 130 III 585 consid. 2.2.2 p. 590). Questa è una delle ragioni per cui anche il bambino che gode della capacità di discernimento, con riferimento alle relazioni personali con i propri genitori non ha diritto all'autonomia decisionale (DTF 100 II 76 consid. 4.b p. 82 e segg.) Naturalmente occorre tenere adeguatamente in considerazione il giudizio del bambino (che è capace di discernimento) (art. 301 cpv. 2 CC). Anche se questo cosiddetto "diritto/dovere" in primo luogo serve a tutelare gli interessi del bambino, non spetta al genitore che detiene l'autorità parentale, rispettivamente l'affidamento sul figlio (in questo caso: la ricorrente), decidere di propria iniziativa se le relazioni personali dei bambini con l'altro genitore sono necessarie o meno. In particolare, le eventuali differenze di veduta tra i genitori non devono comportare l'interruzione dei rapporti dei bambini con il genitore che non detiene l'autorità parentale, rispettivamente l'affidamento."
"Il semplice fatto che i bambini non abbiano la volontà di avere un contatto con il padre, non può certo diventare il motivo per compromettere il benessere del bambino."
"Nonostante un atteggiamento di rifiuto da parte di entrambi i bambini più grandi si rileva che una -anche solo minima- relazione padre-figlio è di enorme importanza."
"La ricorrente (la madre), deve comprendere che il rapporto di ogni bambino con entrambi i genitori è molto importante e in questo contesto mettere in secondo piano gli interessi dei genitori."
Il Tribunale federale parla di: "questi fattori che sono riconosciuti universalmente come decisivi dalla giurisprudenza e dalla dottrina per lo sviluppo della personalità."
Interessante infine che il Tribunale federale ha ribadito come la mediazione obbligatoria (o forzata che dir si voglia) possa essere uno strumento adeguato per la tutela del bambino: "una mediazione potrebbe essere impartita -anche contro la volontà di un genitore- basandosi sull'art. 307 cpv. 3 CC (sentenza del tribunale d'appello del canton Zurigo del 19.06.2008 in FamPra.ch 1/2009 Nr. 27, p. 256 e segg.)."
"Il mancato rispetto del diritto di visita è l'inizio del processo di alienazione e accettare senza sanzioni questo comportamento significherebbe giustificare ulteriori violazioni da parte del genitore manipolatore, e il conseguente ampliamento del suo potere (Liselotte Staub/Wilhelm Felder, Probleme im Zusammenhang mit dem Besuchsrecht, in: Kind und Scheidung, Hrsg. Alexandra Rumo-Jungo/Pascal Pichonnaz, p. 141). Attraverso la mediazione impartita alle parti viene data loro la possibilità di riconoscere che l'essere umano è una creatura relazionale e la ripresa del dialogo è principalmente nell'interesse del bambino.