Source: http://www.comune.sassuolo.mo.it/Kcms/KWeb/Viewer.aspx?PKENTITY=a02a361c8b9f46788375a6c76178f223&acts=selnode&sezobs=4a35b8827d824c5aa05e3c45dfe75afd&pars=cfeb4dc66d8e4949b41d892191507ca7
Timestamp: 2013-05-22 17:20:09+00:00
Document Index: 171121755

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 46', 'art. 39', 'art. 48', 'art. 110', 'art. 10', 'art. 1392', 'art. 42', 'art. 153', 'art. 30']

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Solo titoli Titolo I : PRINCIPI GENERALI E FINALITA'
CAPO I: PARTECIPAZIONE IN GENERALE
> Art. 6 (Principio della partecipazione)
CAPO I: ORGANI DI GOVERNO
> Art. 13 (Organi di governo) 1. Sono organi di governo del comune il consiglio, la giunta, il sindaco. Ad essi spettano i poteri di indirizzo e controllo sull'attività comunale. CAPO II: CONSIGLIO > Art. 14 (Consiglio)
> Art. 32 (Istituzione di frazioni e quartieri) 1. Il consiglio comunale può delimitare frazioni e quar¬tieri e per ciascuno istituisce una consulta. 2. La consulta è organismo di partecipazione all'azio¬ne amministrativa con funzioni di iniziativa, consultive e di vigilanza sull'andamento dei servizi e delle attività decentrate dell'amministrazione. > Art. 33 (Consulta di frazione o di quartiere) 1. Disciplina, numero e modalità di nomina dei consultori da parte del consi¬glio comunale, durata in carica, compiti e funzio¬ni delle consulte sono disciplinati da apposito regolamento approvato dal consiglio comunale
CAPO I: FORME DI GESTIONE
> Art. 34 (Assunzione, soppressione e revoca dei servizi pubblici locali) 1. Il Comune di Sassuolo gestisce i servizi pubblici nelle seguenti forme: a) in economia, b) mediante concessione a terzi, c) a mezzo di azienda speciale, d) a mezzo di istituzione, e) a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale costituite o partecipate dall'ente titolare del pubblico servizio, f) a mezzo di consorzio, g) a mezzo di convenzione con altri enti locali territo¬riali, tenendo anche conto delle indicazioni dei piani e programmi previsti dagli articoli 5 e 20 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni e integrazioni. 2. La delibera consiliare di assunzione del servizio pubblico locale deve in ogni caso adeguatamente specificare: a) la produzione di beni e di attività rivolte alla realizzazione di fini sociali, costituenti l'ogget¬to del servizio e il relativo collegamento con lo sviluppo economico e civile della comunità locale; b) la rilevanza sociale riconosciuta all'attività e gli obiettivi economici e funzionali perseguiti; c) gli elementi dimensionali del servizio ed i conseguenti riflessi organizzativi, anche in relazione ad altri servizi connessi gestiti dalla medesima amministrazione e ad eventuali modalità collaborative con altri enti locali; d) i rapporti con gli apparati comunali. 3. La delibera consiliare deve, di volta in volta, indicare puntualmente le motivazioni della specifica forma di gestione prescelta, precisando gli elementi comparativi e giustificativi dell'opzione. 4. Anche per la soppressione o la revoca dei servizi si applicano, in quanto compatibili, le norme e le procedure indicate nel presente articolo. > Art. 35 (Controllo e vigilanza del Comune sugli strumenti e sugli organi di gestione delle Aziende speciali, delle istituzioni e delle società a partecipazione azionaria pubblica)
1. Gli schemi degli atti costitutivi, gli statuti, i regolamenti, gli eventuali patti parasociali ed ogni disciplina fondamentale regolante, in particolare, la costituzione ed il funzionamento degli organi delle aziende speciali, delle istituzioni o delle società a partecipazione azionaria pubblica, sono approvati dal Consiglio Comunale. 2. Il Consiglio Comunale, all'atto della deliberazione indicata al punto 1. del presente articolo, anche contestualmente, determina le modalità del controllo riservato al comune e, per esso, ai suoi organi, nei limiti di legge. 3. Quanto disposto al comma 1. del presente articolo è vincolante anche per eventuali successive modificazioni, ove queste non risultino dovute in forza di sopravvenute disposizioni legislative. 4. Il Consiglio Comunale decide altresì, anche contestualmente, gli indirizzi che gli enti indicati nel presente articolo devono osservare nell'esercizio della gestione dei servizi. 5. Gli enti indicati nel presente articolo sono tenuti a rispettare gli indirizzi dal Consiglio Comunale fissati all'atto della loro istituzione o diversi e modificati indirizzi che il Consiglio Comunale, successivamente, decida. > Art. 36 (Trasparenza nei servizi pubblici) 1. I regolamenti delle istituzioni, gli statuti delle aziende speciali, dei consorzi cui partecipa il comune detta¬no norme atte a garantire la pubblicità degli atti fondamen¬tali attinenti alla gestione dei servizi loro affidati, ivi compresi gli accordi sindacali aziendali, nonché a prevede¬re modalità atte ad assicurare il controllo degli utenti e la rappresentazione delle loro esigenze. 2. Particolari condizioni di trasparenza, anche aggiuntive rispetto alle modalità stabilite dalla legislazione vigen¬te, sono inoltre dettate con regolamento nella discipli¬na dei contratti, per le ipotesi di dimissione di servizi pubblici, di concessioni di servizi o costruzioni di opere e di assunzione di partecipazioni azionarie da parte del comune, aziende comunali o società ove la partecipazione comunale sia maggioritaria. 3. Le istituzioni, le aziende, i consorzi e le società a partecipazione comunale maggioritaria non possono sottoscrive¬re accordi sindacali aziendali senza la preventiva e distinta valutazione, cui è assicurata adeguata pubblici¬tà, delle conseguenze che ne derivano sul piano finanziario e su quello della prestazione resa agli utenti. > Art. 37 (Partecipazione a societ per azioni o a responsabilità limitata per la gestione di servizi pubblici locali) 1. Il Comune di Sassuolo può gestire uno o più di uno dei propri servizi a mezzo di una o più società per azioni o a responsabilità limitata, secondo quanto previsto dalla legge. 2. Il Consiglio Comunale, all'atto della adozione della relativa deliberazione, anche contestualmente, deve definire oltre che i contenuti indicati agli articoli 34 e 35, anche i contenuti dello schema di convenzione, da stipularsi successivamente alla costituzione, con la società cui è affidata la gestione del servizio. 3. Il Comune di Sassuolo può promuovere anche con motivata deliberazione la costituzione di società per azioni con propria partecipazione minoritaria, a norma dell'art. 116 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 4. Il comune può promuovere la partecipazione diretta dei cittadini attraverso la destinazione di quote di capitale sociale all'azionariato popolare. 5. Per attuare il coordinamento delle funzioni e l’espletamento del mandato elettivo locale, gli amministratori di società costituite o partecipate dall’ente locale ed aventi per oggetto l’assunzione e gestione di partecipazioni in società che erogano servizi pubblici e servizi di pubblica utilità, ovvero l’espletamento di compiti amministrativi delegati, in virtù di norme di legge, dall’ente locale, sono scelti fra gli amministratori dell’ente locale. 6. Le fattispecie indicate al comma 5, relative a forme di organizzazione dell’ente locale, sono previste anche ai sensi e per gli effetti dell’articolo 67 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni
> Art. 38 (Principi e criteri generali) 1. La struttura organizzativa e l’ordinamento generale degli uffici e dei servizi dell’Ente deve rispondere a criteri di autonomia, funzionalità, economicità ed efficienza di gestione, secondo principi di responsabilità, professionalità e flessibile utilizzo delle risorse e loro integrazione. 2. L’organizzazione e l’azione amministrativa comunale si informa ai seguenti criteri: a) distinzione tra responsabilità di indirizzo e di controllo di competenza degli organi di governo e responsabilità di gestione, queste ultime tutte di competenza dei dirigenti; b) l’azione e l’organizzazione degli uffici, cui i dirigenti sono preposti, per la realizzazione dei programmi, il perseguimento degli obiettivi, anche quelli desumibili da meri atti di indirizzo degli organi politici di governo, ancorché non accompagnati da prescrizioni di dettaglio o indicazioni di modalità esecutive, devono uniformarsi ai criteri di efficacia, efficienza, economicità e massima adattabilità; c) soddisfacimento delle esigenze degli utenti, garantendo imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa, diritto di accesso ai servizi ed agli atti nel rispetto della privacy, interconnessione degli uffici mediante articolati sistemi informativi ed informatici che consentano circolarità dei contenuti dei provvedimenti e delle informazioni; d) ottimizzazione del rapporto con l’utenza, anche tramite l’istituzione di specifiche strutture per informare i cittadini; educazione e preparazione del personale dipendente, affinché assuma come proprio dovere indirizzare l’utente, in modo preciso e puntuale, direttamente all’ufficio competente, indipendentemente dalle specifiche mansioni di competenza dell’ufficio in cui opera; e) semplificazione delle procedure anche, se ritenuto più funzionale per il perseguimento degli obiettivi sopraelencati, attraverso l’attribuzione ad un unico ufficio di tutte le responsabilità delle fasi del procedimento: ciò mediante individuazione, se un procedimento richieda fasi ed apporti per “segmenti” demandati a unità organizzative diverse, del funzionario che assuma specifico compito di raccordo con conseguente responsabilizzazione individuale; f) garanzia del diritto alla riservatezza di terzi (persone fisiche e giuridiche) nel trattamento dei dati personali, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni ed integrazioni e relativo regolamento comunale; g) attività informata, per quanto possibile, a criteri di preventivo confronto propositivo e collegialità operativa; h) ampia flessibilità organizzativa degli uffici, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali, sia in relazione alle dinamiche dei bisogni dell’utenza sia a nuove o mutabili competenze dei servizi; i) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei paesi dell’Unione Europea, nel rispetto del piano di regolazione degli orari della città. > Art. 39 (Criteri per la definizione della struttura organizzativa dell'Ente e conseguente dotazione organica) 1. La struttura organizzativa del Comune di Sassuolo deve articolarsi in unità organizzative che potranno essere di diversa entità e complessità, ordinate, di norma, per funzioni omogenee e/o affini, finalizzate all’autonomo svolgimento di attività strumentali, finali o di supporto, per l’assolvimento di compiti istituzionali e per il conseguimento degli obiettivi fissati dagli organi politici. 2. Il Settore costituisce l’unità organizzativa di massima dimensione. Ogni Settore può comprendere più unità di dimensioni intermedie, denominate Servizi, eventualmente suddivisi in più Unità operative. 3. Per lo svolgimento di funzioni di staff e/o per l’erogazione di servizi strumentali, anche di elevato contenuto tecnico-specialistico, possono essere individuate unità organizzative autonome. Unità organizzative autonome possono essere costituite, altresì, per fornire supporto all’azione degli organi di governo (Sindaco, Giunta Comunale o Assessori), per l’esercizio delle funzioni d’indirizzo e controllo loro conferite dalla legge. 4. Per il conseguimento di obiettivi specifici, intersettoriali o subsettoriali, possono essere costituite Unità Temporanee di Progetto. 5. La dotazione organica complessiva dell'Ente, strumento gestionale di massima flessibilità dell’organizzazione e dell’impiego delle risorse umane, deve essere articolata esclusivamente per qualifiche funzionali e deve essere determinata in funzione delle esigenze di adeguamento delle strutture organizzative ai compiti ed ai programmi dell'amministrazione comunale, previa verifica degli effettivi fabbisogni e consultazione delle istanze sindacali contrattualmente accreditate. 6. Ad ogni unità organizzativa di massima dimensione è attribuita la gestione di linee funzionali afferenti uno o più specifici servizi dell’Ente. L’elencazione delle funzioni attribuite alla competenza di ciascuna unità organizzativa è da ritenersi non esaustiva: eventuali funzioni non comprese nell’elencazione predetta, ovvero nel caso di conflitti di competenza positivi, queste vengono attribuite dal Sindaco nel rispetto del principio della omogeneità e seguendo criteri di professionalità. 7. Nel rispetto del criterio della massima flessibilità, la determinazione e le modalità di assegnazione delle linee funzionali e della dotazione organica alle unità organizzative di massima dimensione, nonché i modi di attribuzione della responsabilità gestionale e del coordinamento operativo dei medesimi ai dirigenti, sono stabiliti dalla Giunta con il regolamento di cui all'art. 46. > Art. 40 (Criteri generali per l'accesso all'impiego) 1. Il regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina l’accesso all’impiego presso il Comune, nel rispetto della legge, dei contratti collettivi di lavoro e dei seguenti criteri e principi generali: a) le procedure di reclutamento debbono svolgersi con modalità che garantiscano adeguata pubblicità, imparzialità, economicità e celerità di espletamento, nonché il rispetto delle pari opportunità; b) per il perseguimento dei fini di cui sopra potrà essere previsto il ricorso, ove ritenuto opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati diretti a realizzare anche forme di preselezione; potranno altresì essere promosse forme speciali e/o semplificate di reclutamento; c) le procedure di reclutamento dovranno adottare meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e/o professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; d) le commissioni dovranno essere composte esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’Ente, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni e organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali; e) la partecipazione alle procedure di reclutamento, salvo i casi previsti dalla legge, non dovrà essere soggetta a limiti di età, salvo che per l’accesso a particolari posizioni funzionali, espressamente individuate, che richiedano, avuto riguardo alla natura del servizio ed alle particolari mansioni, una specifica idoneità fisica, in rapporto anche alla tutela dei terzi; f) dovranno essere individuati requisiti di professionalità per la selezione dei soggetti che si vogliano assumere a tempo determinato per mezzo di incarichi fiduciari; g) potranno anche essere individuati procedimenti di selezione interna volti a consentire la valorizzazione della professionalità acquisita, all’interno del Comune, dal personale dipendente, al fine di permetterne la progressione di ruolo e la riqualificazione professionale; dovranno a tal fine essere altresì regolamentate le modalità di programmazione e individuazione delle figure professionali da ammettere a procedimento di selezione interna. > Art. 41 (Criteri generali di gestione delle risorse umane) 1. Il personale, nel rispetto delle attitudini e delle competenze professionali individuali, deve essere assegnato alle strutture dell’Ente secondo il criterio della massima flessibilità organizzativa e gestionale delle risorse umane e del pieno coinvolgimento degli operatori. A tal fine l’attribuzione del personale alle unità organizzative e alle unità di progetto dell’Ente di cui all'art. 39 deve essere compiuta in modo dinamico potendo subire, in corso d’esercizio, quegli assestamenti e quelle modificazioni necessarie per assicurare la costante corrispondenza della dotazione effettiva di personale alle esigenze organizzative, gestionali, funzionali ed erogative dell’Ente. 2. La mobilità interna del personale deve conformarsi a principi di efficienza, ottimizzazione, economicità e razionalizzazione della gestione delle risorse umane e deve, se necessario, essere assistita da idonea formazione specifica, aggiornamento o riqualificazione professionale. 3. Al fine di realizzare migliori livelli di produttività e di qualità dei servizi erogati ciascun dipendente deve garantire agli altri operatori la propria costante collaborazione e, qualora l’organizzazione del lavoro, le esigenze del servizio o il mutare degli obiettivi dell’unità di appartenenza lo richiedano, può essere adibito a mansioni considerate equivalenti nell’ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi di lavoro. 4. I dirigenti ed i responsabili delle unità organizzative devono assicurare, in caso di assenza, attraverso l’utilizzo degli istituti previsti dalle normative vigenti, non da ultimo delegando, per periodi di tempo determinati, le funzioni di competenza ad altri funzionari, anche di unità organizzative diverse da quella di preposizione, la continuità dell’azione amministrativa. 5. La formazione, l’aggiornamento ed il perfezionamento professionale del personale, anche dirigenziale, devono essere strumenti di carattere permanente per la valorizzazione e lo sviluppo delle risorse umane e come tali costituiscono compito primario dell’Amministrazione. 6. Il Comune di Sassuolo garantisce pari condizioni e opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori sia per quanto riguarda l’accesso che il trattamento sul lavoro. > Art. 42 (Direzione politica e direzione amministrativa) 1. Gli organi di governo del Comune di Sassuolo, nell’esercizio delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare, adottano gli atti necessari, verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. 2. I dirigenti provvedono alla gestione amministrativa, tecnica e finanziaria mediante l’adozione di tutti gli atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, di organizzazione e di gestione delle risorse umane e strumentali, ed esercitano autonomi poteri di spesa e di controllo. I dirigenti sono responsabili, in via esclusiva, degli aspetti gestionali dell’attività amministrativa e dei relativi risultati, e rispondono personalmente per lesione di diritti o interessi di terzi, nel caso di illegittimità degli adottati provvedimenti aventi efficacia esterna, secondo i vigenti principi in tema di responsabilità. I dirigenti sono responsabili, in particolare, dell’ordinato utilizzo dei fondi e delle altre risorse a loro disposizione, secondo i piani di azione dell’amministrazione e nel rispetto dei criteri di ordinato ed equo assolvimento delle obbligazioni assunte dal Comune. 2bis. Il principio della ripartizione dei poteri tra direzione politica e direzione amministrativa, come sanciti dalla legge e dallo Statuto, implica, di conseguenza, che i poteri di direzione amministrativa sono di competenza esclusiva dei dirigenti: la relativa titolarità comprende la facoltà dell’esercizio, da parte dei dirigenti stessi del potere, di ordine generale, di delega a soggetti che esercitino funzioni immediatamente inferiori a quelle del dirigente delegante. La delega può essere generale, per tutte le funzioni esercitate dal dirigente, in caso di assenza o impedimento dello stesso od anche per specifici atti o adempimenti, a discrezione del dirigente. Non è consentita la delega generale a tempo indeterminato. 3. Il regolamento per l’organizzazione degli uffici e dei servizi prevede l’istituzione della Conferenza dei Dirigenti,per lo svolgimento di compiti propositivi e consultivi in ordine ad aspetti organizzativi, funzionali, gestionali ed erogativi di interesse generale dell’Ente, e per l’assolvimento di attività di programmazione, raccordo e coordinamento delle attività di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica di competenza dei diversi Settori ed unità organizzative. > Art. 43 (Segretario Generale e Vicesegretario Generale) 1. Il Segretario Generale esercita le funzioni e i compiti attribuitigli dalla legge, dai Regolamenti o conferitegli dal Sindaco. 2. Il Segretario Generale, ove non sia stato nominato il Direttore Generale, e nel rispetto delle direttive impartite dal Sindaco, da cui dipende funzionalmente, sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività. 3. Il regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere un Vicesegretario Generale, per lo svolgimento di compiti sussidiari, strumentali, complementari e di ausilio del Segretario Generale, anche per specifici settori di attività, serie di atti o tipi di procedure, nonché per sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento. > Art. 44 (Direzione Generale) 1. Al fine di coordinare il sistema pianificatorio dell'Amministrazione, nonché di introdurre e/o integrare modalità gestionali, organizzative e funzionali volte al recupero e all'ottimizzazione dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità e della speditezza dell'azione amministrativa, nonché dell’erogazione dei servizi, può essere istituita la funzione di Direzione Generale. 2. Alla Direzione Generale è preposto il Direttore Generale, nominato dal Sindaco, con le modalità e secondo i criteri stabiliti dalla legge e dal regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi. 3. Il Direttore Generale esercita tutte le funzioni ed i compiti ad esso attribuiti dalla legge o dal regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi. > Art. 45 (Nucleo di Valutazione) 1. Il regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina la costituzione e le modalità di funzionamento del Nucleo di Valutazione, il quale provvede, nell’ambito delle competenze tutte istituzionalmente attribuitigli dalla legge, alla impostazione dei sistemi di controllo interno e di verifica della qualità e dei risultati dell’azione amministrativa rispetto ai programmi e agli obiettivi prefissati. 2. Al Nucleo di Valutazione dovrà essere garantita autonomia funzionale ed organizzativa. > Art. 46 (Regolamento per l'ordinamento degli uffici e dei servizi) 1. Nel rispetto dei criteri e dei principi tutti stabiliti nel presente Titolo, la giunta comunale disciplina con apposito regolamento, così come previsto dall'art. 48, comma 3, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’organizzazione generale degli uffici e dei servizi comunali, e determina, in particolare: a) l’articolazione e le modalità di revisione e gestione della struttura organizzativa del Comune; b) la consistenza della dotazione organica complessiva e le procedure per la sua dinamica revisione; c) le modalità di funzionamento degli uffici e di attribuzione degli incarichi di responsabilità; d) le posizioni e le modalità di costituzione dei rapporti di lavoro a tempo determinato ex art. 110 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni; e) le modalità di accesso, di organizzazione e di gestione delle risorse umane. 2. Il regolamento disciplina i rapporti tra Direttore Generale, Segretario Generale e dirigenti, le competenze e le attribuzioni di ciascuno, nonché le competenze e le modalità di funzionamento della Conferenza dei dirigenti. 3. Il regolamento, da adottarsi dalla Giunta entro novanta giorni dalla data in cui la normativa introdotta con il presente Statuto diventa esecutiva e nel rispetto dei criteri generali indicati, costituisce disciplina attuativa e di dettaglio anche per quanto nel presente Statuto non specificamente disciplinato. Titolo VII : PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO, ACCESSO AGLI ATTI
CAPO I: LA PARTECIPAZIONE AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
> Art. 47 (La partecipazione ai procedimenti amministrativi) 1. Il comune assicura la partecipazione dei destinatari e degli interessati ai procedimenti amministrativi, secondo le disposizioni di legge. 2. La disciplina del diritto di accesso agli atti amministrativi e per il rilascio di copie, le norme di organizzazione degli uffici e dei servizi a tal specifico fine adottate, nonché la individuazione dei responsabili dei procedimenti, sono definite nell'apposito vigente regolamento sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti, approvato ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 10 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ed articoli 22 e 23 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni. 3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, e sempre che non sussistano ragioni di impedimento derivanti da parti¬colari esigenze di celerità nella procedura, i destinata¬ri e gli interessati hanno diritto a: a) essere ascoltati dal responsabile del procedimento su fatti rilevanti ai fini dell'emanazione dell'atto; b) assistere alle ispezioni e agli accertamenti volti a verificare fatti rilevanti agli stessi fini. 4. Nell'esercizio della partecipazione è ammesso l'istitu¬to della rappresentanza. 5. Il potere di rappresentanza deve essere conferito al rappresentante mediante procura in forma scritta o nelle forme previste dall'art. 1392 del codice civile. CAPO II: L'ACCESSO AGLI ATTI E ALLE INFORMAZIONI E IL DIRITTO DI INFORMAZIONE > Art. 48 (Accesso agli atti e alle informazioni) 1. Nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge e dalle norme dello Statuto, e secondo le modalità fissa¬te dal regolamento, il comune garantisce ai cittadini, singoli e associati, e a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso agli atti e alle informazioni detenute dall'ente, dai suoi organismi strumentali e dai concessionari di servizi comunali. 2. In particolare il regolamento di cui al comma 1: a) disciplina l'oggetto dell'accesso e individua i casi in cui esso è escluso, differito o soggettivamente limitato. Per quanto riguarda gli atti preparatori, l'accesso è ammesso anche nel corso del procedimento, se gli atti esprimono la determinazione definitiva dell'unità organizzativa competente ad emanarli; b) determina le modalità dell'accesso, nel rispetto del principio che il rilascio di copie dei documenti e l'acces¬so ai dati contenuti da strumenti informatici sono subordi¬nati al previo pagamento dei soli costi; c) prevede le misure organizzatorie e finanziarie idonee a garantire agli aventi titolo l'effettività dell'eserci¬zio dell'accesso; 3. Il diritto di accesso e di informazione agli atti ed ai dati in possesso dell'amministrazione comunale è consentito nei limiti fissati dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e relativi regolamenti, anche comunali, di attuazione. 4. Il diritto di informazione viene garantito inoltre mediante la pubblicazione degli atti sul sito web del Comune. > Art. 49 (Diritto di informazione) 1. Il comune assicura la più ampia informazione circa l'attività svolta e i servizi offerti dall'ente, dai suoi organismi strumentali e dai concessionari di servi¬zi comunali, secondo le modalità definite dal regolamento, nel rispetto delle disposizioni di legge. 2. Il regolamento di cui al comma 1, con riguardo ai soggetti ivi indicati, definisce le misure organizzative volte a garantire: a) l'informazione sulle attività e sugli atti detenuti; b) l'informazione sui servizi, anche consistenti nella erogazione di mezzi finanziari, resi alla collettivi¬tà, sulle strutture competenti in ordine alla loro prestazio¬ne e sulle condizioni a tal fine necessarie; c) l'informazione sugli atti di interesse genera¬le attraverso forme di pubblicità ulteriori rispetto a quelle legali; d) l'informazione, a richiesta degli interessati, sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti. > Art. 50 (Pubblicità legale degli atti comunali) 1. Sono pubblicati mediante affissione all'albo pretorio per quindici giorni consecutivi, salvo diverse disposizio¬ni di legge: a) le deliberazioni comunali; b) gli elenchi degli atti a rilevanza esterna non meramente esecutivi, adottati da organi individuali del comune; c) le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti del comune. 2. Sono fatte salve le forme di pubblicità degli atti previste da specifiche disposizioni di legge. > Art. 51 (Accesso agli atti e alle informazioni e diritto di informazione negli organismi associativi cui partecipa il comune) 1. Il comune, negli organismi associativi cui partecipa, è impegnato a promuovere la realizzazione di forme di accesso agli atti e alle informazioni e di forme di informazioni analoghe a quelle praticate per gli atti e le informazioni in suo possesso e per l'attività e i servizi svolti dalle proprie strutture. > Art. 52 (Accesso agli atti e alle informazioni dei consiglieri comunali)
1. Il comune garantisce il diritto dei consiglieri ad accedere agli atti ed alle informazioni utili all'espletamento del loro mandato, detenuti dalle unità organizzative dell'ente e dai suoi organismi strumentali. 2. Le modalità di esercizio del diritto sono disciplina¬te dal regolamento, nel rispetto dei seguenti principi: a) il consigliere è tenuto al segreto, nei casi previ¬sti dalla legge; b) nel caso di atti preparatori l'accesso è ammesso nei confronti della determinazione finale dell'unità organiz¬zativa competente ad emanarla; c) nei casi previsti dalla legge e nei casi in cui, al di là di ogni ragionevole dubbio, la richiesta di accesso risulti palesemente non collegabile con lo svolgimento delle funzioni di consigliere comunale, il responsabile della unità organizzativa che detiene l'atto ne nega l'accesso, con provvedimento motivato; contro il diniego è ammesso ricorso al Presidente del Consiglio, che decide definitivamente, sentita la commissione dei capigruppo; d) il rilascio di copie dei documenti e l'accesso ai dati contenuti in strumenti informatici è esente da qualsiasi pagamento nei limiti dello stanziamento allo scopo disposto in sede di bilancio; e) per lo svolgimento del mandato, ai consiglieri comunali, così come costituiti in gruppo, sono messe a disposizione le risorse necessarie Titolo VIII : PROFILI FINANZIARI E CONTABILI
> Art. 53 (L'ordinamento contabile) 1. L'ordinamento contabile del comune è disciplinato dall’apposito vigente regolamento approvato dal consiglio comunale nel rispetto delle disposizioni delle leggi disciplinanti la materia. 2. Gli strumenti di previsione contabile sono adotta¬ti annualmente in coerenza con gli obiettivi della programma¬zione socio-economica del comune. Gli atti di programmazione che incidono sui dati di bilancio sono approvati contestualmen¬te con il medesimo e costituiscono atto di indirizzo a norma dell'art. 42 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni. 3. Ferme restando le disposizioni dell'articolo 54, gli strumenti di previsione contabile ed i connessi atti di programmazione sono esaminati ed approvati dal consiglio comunale nei modi e forme e con gli effetti stabiliti dal vigente regolamento del consiglio e dal vigente regolamento di contabilità. > Art. 54 (Attività finanziaria) 1. Nell'ambito degli strumenti di previsione contabi¬le, l'impiego delle risorse è legittimato, limitatamente a quelle di natura finanziaria, dal bilancio di previsione. 2. L'ammontare delle spese iscritte in bilancio deve essere contenuto entro i limiti delle entrate previste, in modo da garantire il pareggio finanziario. 3. Gli stanziamenti oggetto delle previsioni sono iscrit¬ti in bilancio a norma dell'ordinamento finanziario e contabile vigente. 4. Il bilancio e le relative variazioni sono approvati dal consiglio comunale con la maggioranza richiesta come per gli altri provvedimenti di competenza. Gli emendamenti al progetto di bilancio devono indicare le modifiche da apportare ai corrispondenti atti di programmazione; in ogni caso gli emendamenti che aumentino le spese o riducano le entrate devono precisare i modi per mantenere il pareggio e gli equilibri di bilancio. > Art. 55 (Organizzazione e funzioni del servizio bilancio e programmazione finanziaria) 1. Il servizio bilancio e programmazione finanziaria è organizzato a norma dell'art. 153 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 in conformità del vigente Regolamento di Contabilità. 2. Ogni provvedimento che comporti impegno di spesa è trasmesso al responsabile del servizio con le modalità indicate nel regolamento ed è esecutivo ed eseguibile con l'apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria. 3. Il visto di regolarità contabile del responsabile del servizio finanziario può essere apposto, e si intende apposto, a condizione che, a seguito di una congrua valutazione sul presumibile andamento complessivo della gestione, con l'assunzione dell'impegno oggetto dell'attestazione di copertura finanziaria, non vengano compromessi gli equilibri di bilancio. > Art. 56 (Assetto organizzativo per la gestione finanziaria) 1. In conformità agli obiettivi individuati dagli atti di programmazione, il consiglio o la giunta, secondo le rispet¬tive competenze, determinano i contenuti delle iniziati¬ve da intraprendere nel corso dell'esercizio e stabiliscono i tempi e modi del loro svolgimento, dettando le relative direttive; contestualmente dispongono in ordine ai mezzi da impiegare nella realizzazione delle iniziative, destinando le risorse finanziarie necessarie e l'eventuale uso di deter¬minati beni. 2. I dirigenti dei settori, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, collaborano con la giun¬ta nella determinazione delle iniziative da intraprendere: a tal fine sottopongono alla giunta le loro valutazioni in ordine ai prevedibili tempi di realizzazione, nonché in merito ai mezzi necessari ed alle risorse eventualmente acquisibili con le iniziative stesse. > Art. 57 (Controllo di gestione) 1. Il regolamento di contabilità disciplina le modalità di esercizio del controllo di gestione, svolto eventualmente da un ufficio appositamente costituito. Tale ufficio può avvalersi, dell'apporto di consulenti esperti, esterni all'amministrazione, mediante contratti a tempo determi¬nato di diritto privato, a norma del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni. 2. L'ufficio sottopone a continua e costante osservazione i riflessi economici dei fatti di gestione per garantire il conseguimento dei risultati indicati dagli strumen¬ti di previsione e programmazione e per assicurare un livello maggiore di efficienza, produttività ed economicità dell'ammini¬strazione. A tal fine l'ufficio, tenendo conto del preventivo economico e patrimoniale, elabora indicatori che consentano di apprezzare, anche sotto il profilo temporale, l'idonei¬tà dell'andamento della gestione. 3. Sulla base delle risultanze acquisite dalla osservazio¬ne dei fatti gestionali, l'ufficio indirizza i servizi comuna¬li e, se del caso, propone al sindaco i provvedimenti necessari, dandone comunicazione al collegio dei revisori. 4. L'ufficio partecipa alla elaborazione degli atti di previsione e di programmazione, per assicurare che essi tengano conto sia del grado di efficienza, economicità e produttività già raggiunto dall'amministrazione sia di quello verosimilmente raggiungibile. > Art. 58 (Collegio dei revisori) 1. Il consiglio comunale provvede alla nomina del colle¬gio dei revisori in modo da far coincidere il mandato con gli esercizi finanziari del triennio. Il collegio svolge la propria attività esclusivamente in riferimento alla gestio¬ne di tali esercizi. 2. Non possono essere nominati revisori dei conti i dipendenti dell'ente, nonché i consiglieri ed amministratori in carica durante il mandato amministrativo in corso o quello immediatamente precedente. L'esercizio delle fun¬zioni di revisore è incompatibile con qualsiasi altra attività professionale resa a favore dell'ente e con la carica di amministratore di enti, istituti o aziende dipendenti, sovvenzionati o sottoposti alla vigilanza del comune. 3. Le proposte di scelta dei revisori non possono essere discusse e deliberate dal consiglio comunale se non sono corredate dei titoli professionali richiesti e adeguatamente motivate in relazione ai requisiti professionali. 4. Il consiglio comunale pronunzia la decadenza dei reviso¬ri che risultino inadempienti agli obblighi del loro manda¬to: la decadenza è disposta nel caso in cui il consiglio comuna¬le, dopo aver dato un termine per rimuovere le inadempien¬ze, abbia costatato l'inottemperanza alla diffida. Conte¬stualmente alla pronunzia di decadenza, il consiglio comunale provvede, nei modi stabiliti dal regolamento del consi¬glio, ad integrare o ricostituire il collegio. 5. I revisori dei conti hanno diritto di accesso agli uffici ed atti dell'amministrazione ed in particolare hanno la disponibilità delle scritture contabili tenute dalla ragio¬neria e dei dati raccolti dall'ufficio preposto al controllo economico di gestione. > Art. 59 (Attività di controllo del collegio dei revisori) 1. Il collegio dei revisori collabora con il consiglio nella sua funzione di controllo e di indirizzo, in conformi¬tà alla disciplina stabilita dal regolamento di contabilità. A tal fine esso segue l'attività dei servizi ed uffici comuna¬li, in modo da predisporre, e trasmettere al consiglio, i seguenti atti: un parere sul progetto del bilancio finanzia¬rio e degli altri strumenti di previsione contabile e su i relativi allegati; relazioni trimestrali sull'andamento della gestione; una relazione alla proposta di conto consuntivo. 2. Nel parere sul bilancio, e sugli altri strumen¬ti previsionali, il collegio, anche con riguardo al tipo di metodologie impiegate, valuta l'attendibilità e con¬gruità delle previsioni. In particolare attesta l'esatta quantificazione di quelle entrate e spese la cui entità è predeterminata da atti preesistenti al bilancio. Apprezza, anche in considerazione dei risultati conseguiti nei preceden¬ti esercizi, l'attendibilità delle previsioni economiche su i costi ed i ricavi. Valuta la corretta determinazione degli ammortamenti, dei fitti figurativi e delle altre grandezze patrimoniali. 3. Attraverso le relazioni trimestrali, il collegio dei revisori illustra l'andamento della gestione con parti¬colare riguardo al mantenimento dell'equilibrio finanzia¬rio ed al conseguimento dei risultati indicati negli atti previsionali. Inoltre, il collegio espone le conclusioni a cui è pervenuto a seguito dell'esame compiuto sulle attestazio¬ni di copertura, su i pareri di regolarità tecnica e contabile e sugli atti adottati in difformità da essi, sulle variazioni apportate dalla giunta al bilancio, su i titoli di spesa ecce¬denti l'originario atto di impegno, sulle perizie di variata distribuzione della spesa e su quelle suppletive, sull'operato degli agenti contabili e dei funzionari delegati, sulla tenuta delle scritture da parte della ragioneria e sul modo in cui ha svolto il controllo degli atti di spesa. 4. Nella relazione al conto consuntivo, il collegio dei revisori certifica l'esatta rappresentazione dei risultati finanziari, economici e patrimoniali della gestione e riassume le relazioni trimestrali con riguardo ai rilievi più ricorrenti ed al seguito che essi hanno trovato presso l'amministrazione. La relazione illustra inoltre i risultati raggiunti in termini di efficienza, produttività ed economici¬tà dell'attività svolta nell'esercizio e valuta i parame¬tri seguiti dall'ufficio preposto al controllo economico di gestione, l'operato di tale ufficio e l'esito delle sue diretti¬ve e proposte. Titolo IX : DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
> Art. 60 (Revisione dello Statuto) 1. Le modificazioni del presente Statuto e la sua tota¬le sostituzione sono deliberate ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni. > Art. 61 (Termini e denominazioni statutarie) 1. Ai termini e alle denominazioni utilizzate nella presen¬te normativa va attribuito il significato tratto dalle singole disposizioni statutarie e dal loro complesso. > Art. 62 (Disposizioni assicurative) 1. Il comune assicura il sindaco, gli assessori comunali, i consiglieri comunali, il segretario generale, i dirigenti ed i responsabili dei servizi contro i rischi conseguenti l’espletamento del loro mandato e contro i rischi derivanti dall’esercizio delle funzioni di loro competenza. > Art. 63 (Pubblicità spese elettorali) 1. All'atto del deposito delle liste dei candidati al consiglio e delle candidature alla carica di Sindaco dovrà essere presentato un bilancio preventivo di spesa cui le liste e i candidati intendono vincolarsi. 2. Entro venti giorni dal termine della campagna elettorale le liste e i candidati dovranno presentare un rendiconto delle spese sostenute, al fine di permetterne la pubblicazione all'al¬bo pretorio nei termini fissati dall'art. 30 legge 25/3/93 n. 81. 3. La pubblicazione del rendiconto si protrarrà per un periodo pari a quello previsto per la pubblicazione delle delibere consiliari. 4. Il bilancio preventivo di cui al comma 1, al fine di garantire una puntuale e corretta informazione ai cittadini, verrà pubblicato all'albo pretorio entro cinque giorni dall'av¬venuta presentazione e rimarrà ivi esposto sino alla scadenza del termine di pubblicazione previsto per il rendiconto di cui al comma 2°. 5. Il bilancio preventivo ed il rendiconto dovranno essere presentati alla Segreteria Generale del Comune. > Art. 64 (Disciplina transitoria delle materie demandate ai regolamenti) 1. Fatto salvo quanto stabilito da specifiche disposizio¬ni, sino all'entrata in vigore dei regolamenti previsti dal presente Statuto, continuano ad applicarsi, nelle mate¬rie ad essi demandate, le norme vigenti alla data di entrata in vigore dello statuto, in quanto con questo compatibili.
INDICE Titolo I : PRINCIPI GENERALI E FINALITA'
Titolo VII : PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO, ACCESSO AGLI ATTI
Titolo VIII : PROFILI FINANZIARI E CONTABILI