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Timestamp: 2020-07-05 21:19:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 3730 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3730 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 13/02/2017, (ud. 24/11/2016, dep.13/02/2017), n. 3730
sul ricorso 6414-2011 proposto da:
P.L., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, PIAZZALE CLODIO 56 int. 2, presso lo studio dell’avvocato
FABRIZIO CASELLA, rappresentato e difeso dall’avvocato ANGELO
ROMA, VIALE EUROPA 175, presso LA DIREZIONE AFFARI LEGALI POSTE
ITALIANE, rappresentata e difesa dall’avvocato GAETANO POLLIO,
avverso la sentenza n. 576/2010 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 05/07/2010 R.G.N. 1526/2008;
udito l’Avvocato DI IESO PASQUALE per delega orale Avvocato POLLIO
Con sentenza del 5 luglio 2010, la Corte d’Appello di Milano, confermava la decisione resa dal Tribunale della stessa sede e rigettava la domanda proposta da P.L. nei confronti di Poste Italiane S.p.A., avente ad oggetto, la declaratoria di nullità dell’apposizione del termine al contratto concluso tra le parti il 1 febbraio 2006 ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 2, comma 1 bis, come modificato dalla L. 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 558.
La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto di dover accogliere un’interpretazione della predetta norma tale per cui la stessa deve essere letta nel senso che il legislatore abbia voluto estendere alle imprese concessionarie del servizio postale la medesima disciplina prevista al D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 2, comma 1 per le imprese del trasporto aereo, interpretazione che assume non in contrasto con l’ordinamento comunitario.
Per la cassazione di tale decisione ricorre il P. affidando l’impugnazione a due motivi, cui resiste, con controricorso, la Società, che ha poi presentato memoria.
Con il primo motivo, parte ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 2, comma 1 bis, in una con il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, lamenta l’erroneità della lettura della norma predetta accolta dalla Corte territoriale, per aver questa ritenuto la stessa avulsa dal contesto normativo in cui si inserisce, con specifico riguardo alla acausalità delle assunzioni a termine effettuate dalle imprese concessionarie di servizi postali.
Con il secondo motivo l’erroneità dell’interpretazione della Corte territoriale relativa alla medesima norma è predicata con riguardo alla disciplina comunitaria in materia, con specifico riferimento alle clausole 5 e 8 dell’accordo quadro recepito dalla direttiva 99/70/CE.
I due motivi che, in quanto strettamente connessi, possono essere qui trattati congiuntamente sono infondati.
La questione di compatibilità della normativa nazionale con la clausola di non regresso di cui all’art. 8 della direttiva 1999/70 è stata dichiarata infondata dalla Corte di Giustizia (ordinanza sez. VI, 11/11/2010, n. 20, Vino c/o Poste), che ha valorizzato l’assunto che l’adozione dell’art. 2, comma 1 bis perseguiva uno scopo distinto da quello consistente nella garanzia dell’attuazione, nell’ordinamento nazionale, dell’accordo quadro di cui alla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, essendo finalizzata, piuttosto, a consentire alle imprese operanti nel settore postale un certo grado di flessibilità allo scopo di garantire l’attuazione della direttiva 1997/67/CE in tema di sviluppo del mercato interno dei servizi postali, con particolare riferimento al miglioramento della qualità del servizio.