Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2989-del-03-02-2017
Timestamp: 2020-07-05 20:50:18+00:00
Document Index: 114158341

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Sentenza Cassazione Civile n. 2989 del 03/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2989 del 03/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 15/12/2016, dep.03/02/2017), n. 2989
sul ricorso 24036-2014 proposto da:
dall’avvocato FRANCESCO MOBILIO giusta procura a margine del
INPS – ISTITUTO della NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del
del controricorso con ricorso incidentale condizionato;
dall’avvocato FRANCESCO MOBILIO giusta procura a margine del ricorso
avverso la sentenza n. 902/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO
del 26/06/2014, depositata il 04/08/2014;
ricorrente incidentale, che chiede il rigetto del ricorso.
2. La Corte di appello di Catanzaro accoglieva il gravame svolto dall’INPS avverso la sentenza di primo grado che, ritenendo raggiunta la prova dell’esposizione qualificata dell’assicurato alle fibre di amianto, aveva accolto la domanda proposta dall’attuale ricorrente, volta al riconoscimento dei benefici previsti dalla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8.
3. Per la cassazione della sentenza ricorre B.D. che denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per avere la Corte territoriale omesso di pronunciare sull’eccezione di inammissibilità del gravame per difetto di specificità dei motivi, ritualmente formulata dall’appellato; assume, in sostanza, che l’Inps, con il suo gravame, si sia limitato a riprodurre le difese predisposte in primo grado nella memoria di costituzione senza opporre alla sentenza impugnata alcuna mirata critica.
6. Come già ritenuto in altri precedenti di questa Corte (si veda, in particolare, Cass. sez. sesta – L n.17866/2015), si ha nullità della sentenza per violazione dell’art. 132 c.p.c., n. 4 esclusivamente nelle ipotesi di radicale mancanza della motivazione, formale (nel caso in cui la motivazione manca anche dal punto di vista materiale) e sostanziale – altrimenti detta motivazione apparente -, nel caso in cui non manca materialmente un testo della motivazione, ma tale testo non contiene una effettiva esposizione delle ragioni poste a base della decisione, (cfr. Cass. Cass. S.U. n. 26825 del 2009 e, fra le più recenti, Cass. n. 5960 del 2015).
7. Per altro aspetto, poi, qualora ricorrano gli estremi di una reiezione implicita della pretesa o della deduzione difensiva, ovvero di un loro assorbimento in altre declaratorie, non è configurabile il vizio di omessa pronuncia (art. 112 c.p.c.) che si riscontra soltanto allorchè manchi una decisione in ordine a una domanda a o a un assunto che renda necessaria una statuizione di accoglimento o di rigetto” (Cass. Sez. 2, n. 10001 del 24/6/2003; in senso conforme v. anche Cass. Sez. 3 n. 19131 del 23/9/2004).
9. L’art. 132 c.p.c., n. 4 (nel testo vigente a decorrere dal 4 luglio 2009 ed applicabile al procedimento in esame) richiede una concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione.
10. Tanto premesso, nel denunciare la violazione e falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., n. 4, ci si duole del fatto che la Corte territoriale abbia “omesso di motivare sull’eccezione, contenuta nella comparsa di costituzione, di inammissibilità del gravame per violazione dell’art. 434 c.p.c. del testo vigente” ed in particolare sulla censura di genericità dell’atto di impugnazione contenuta nella memoria di costituzione in appello che viene integralmente riprodotta nel ricorso per cassazione; si assume che l’eccezione formulata nella memoria di costituzione in appello sarebbe stata implicitamente rigettata dalla Corte mentre invece avrebbe meritato una più attenta considerazione da parte del giudice del gravame che, conclusivamente, sarebbe dovuto pervenire ad una diversa decisione rispetto a quella assunta.
La Corte rigetta il ricorso principale, assorbito l’incidentale condizionato; condanna il ricorrente principale al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2.000,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge e rimborso forfetario del quindici per cento. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dichiara sussistenti presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente principale, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis.