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Timestamp: 2017-08-17 06:22:53+00:00
Document Index: 156281584

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art. 41', 'art.13', 'art.2', 'art.98', 'art.13', 'art.13', 'art.3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art.2', 'art. 3', 'art.13']

Ippolito Bertoni
1 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Prot. n.6792 VISTO l art.13 comma 1 del Decreto Legislativo , n.285 (Nuovo Codice della strada) e successive modificazioni che prevede l emanazione da parte del Ministro dei lavori pubblici, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici ed il Consiglio nazionale delle ricerche, delle norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo ed il collaudo delle strade, dei relativi impianti e servizi ad eccezione di quelle di esclusivo uso militare; VISTO l art. 41, comma 3, del Decreto Legislativo , n. 300, con il quale è stato istituito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sono state trasferite allo stesso le funzioni e i compiti già del Ministero dei lavori pubblici; CONSIDERATO che è stato condotto uno studio a carattere prenormativo circoscritto unicamente alle caratteristiche geometriche e costruttive delle strade in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche; CONSIDERATO che il documento tecnico risultante dal citato studio recante il titolo Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade è stato approvato dalla Commissione di studio per le norme relative ai materiali stradali e progettazione, costruzione e manutenzione strade del medesimo C.N.R., in data 13 novembre 1998; VISTO il voto n. 12 reso sul testo succitato dalla V Sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici nell adunanza del , con il quale, oltre a formulare osservazioni, suggerimenti e proposte di modifica, la Sezione ha espresso la necessità di rimettere la materia all esame dell Assemblea Generale, in considerazione dell importanza degli argomenti trattati; VISTO il voto n.278 reso dall Assemblea Generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici nell adunanza del 5 maggio 2000, con il quale è stato espresso parere favorevole sul documento tecnico medesimo, con l apporto di modifiche, integrazioni e perfezionamenti; RITENUTO che le finalità relative alla riduzione dell inquinamento acustico ed atmosferico previste dall articolo 13 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono perseguibili anche attraverso una corretta progettazione dell asse e della sezione stradale e che peraltro gli stessi obiettivi sono più propriamente perseguibili attraverso specifiche normative che esulano dalla definizione delle caratteristiche funzionali e geometriche delle strade. RITENUTO che dall applicazione del presente decreto, debbono essere esclusi i progetti definitivi già redatti alla data del presente decreto, perché l applicazione delle norme sopravvenute potrebbe comportare la tardiva introduzione di variazioni non secondarie, imponendo tempi lunghi di rifacimento e, in ipotesi, il reperimento di nuove risorse finanziarie, con conseguente blocco prolungato dell avvio di opere già progettate e finanziate. - I -
2 RITENUTO altresì che l esclusione non possa essere riferita soltanto ai progetti definitivi già approvati, in considerazione, in particolare, dei lunghi tempi spesso intercorrenti tra redazione ed approvazione dei progetti definitivi, collegata all esperimento delle procedure autozzative della relativa Conferenza di Servizi, e del conseguente vasto numero di progetti già redatti ed in fase di approvazione che sarebbero soggetti a prolungato blocco. RITENUTO infine dover comunque regolamentare l applicazione delle norme ai progetti preliminari già approvati, in modo da accelerare la procedura di revisione progettuale. VISTO l articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni che prevede l inserimento nei programmi triennali e negli aggiornamenti annuali dei lavori subordinatamente alla approvazione dei relativi progetti preliminari. TUTTO CIO VISTO E CONSIDERATO; DECRETA ART.1 Sono approvate le norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade di cui al comma 1 dell art.13 del Decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285 che si riportano in allegato al presente decreto di cui formano parte integrante. Esse sono dirette a tutti gli enti proprietari delle strade di uso pubblico individuate dall art.2 del decreto sopra citato e successivamente individuate, limitatamente a quelle di pertinenza dello Stato, dal Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.461 attuativo dell art.98, comma 2 del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, e cioè: - l ANAS e le Società Concessionarie per le autostrade di interesse nazionale; - l ANAS per le altre strade di interesse nazionale; - le Regioni per le strade regionali; - le Province per le strade provinciali; - i Comuni per le strade comunali sia urbane che extraurbane; ART.2 Le presenti norme si applicano per la costruzione di nuovi tronchi stradali e per l adeguamento di tronchi stradali esistenti salva la deroga di cui al comma 2 dell art.13 del Decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285. ART.3 Nel caso in cui, come previsto dal suddetto comma 2 dell art.13 del Decreto legislativo 30 aprile 1992,n.285, particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non consentano il pieno rispetto delle presenti norme, possono essere adottate soluzioni progettuali diverse a condizione che le stesse siano supportate da specifiche analisi di sicurezza e previo parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici per le - II
3 autostrade, le strade extraurbane principali e le strade urbane di scorrimento, e del Provveditorato regionale alle opere pubbliche per le altre strade. ART.4 Ove si proceda ad interventi riguardanti la rettifica di strade esistenti per tratti di estesa limitata, il rispetto delle presenti norme, previa idonea sistemazione delle zone di transizione, è condizionato alla circostanza che detto adeguamento non determini pericolose ed inopportune discontinuità. ART.5 Il presente decreto non si applica alle opere in corso ed a quelle per le quali, al momento della sua entrata in vigore, sia già stato redatto il progetto definitivo. Per i progetti preliminari già approvati, le varianti richieste in applicazione del decreto saranno introdotte in corso di stesura del progetto definitivo, senza l obbligo di rivedere il progetto preliminare. I quadri economici ed i piani finanziari saranno adeguati agli incrementi di spesa al momento della approvazione del progetto definitivo. ART.6 Il presente decreto è inviato alla Corte dei Conti per la registrazione ai sensi dell art.3, comma 1, lett, c della legge 14 gennaio 1994, n.20 ed alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana per la pubblicazione. Roma, 5 novembre 2001 IL MINISTRO PIETRO LUNARDI - III
4 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ISPETTORATO GENERALE PER LA CIRCOLAZIONE E LA SICUREZZA STRADALE NORME FUNZIONALI E GEOMETRICHE PER LA COSTRUZIONE DELLE STRADE - IV
5 INDICE DELLA NORMA INDICE DELLA NORMA pag. I INTRODUZIONE 1 CAP. 1 DEFINIZIONI E RIFERIMENTI NORMATIVI 2 CAP. 2 LE RETI STRADALI 4 CAP. 3 CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE E CRITERI 9 COMPOSITIVI DELLA PIATTAFORMA 3.1 Premessa Individuazione delle categorie di traffico Elementi costitutivi dello spazio stradale Caratteristiche geometriche e di traffico delle sezioni Numero delle corsie per senso di marcia Larghezza delle corsie Larghezza del margine interno e del margine laterale Livello di servizio Portata di servizio Larghezza del marciapiede Regolazione della sosta Regolazione dei mezzi pubblici Strade locali a destinazione particolare Esempi di organizzazione della piattaforma stradale 20 CAP. 4 ORGANIZZAZIONE DELLA SEDE STRADALE Sezione stradale in sede artificiale Opere di scavalcamento e sottopassi Gallerie Corsie supplementari per veicoli lenti Elementi marginali e di arredo della sede stradale Margine interno Margine laterale Margine esterno Cigli e cunette Marciapiedi Piazzole di sosta Dispositivi di ritenuta ed altri elementi di arredo funzionale 48 CAP. 5 GEOMETRIA DELL ASSE STRADALE pag Distanze di visibilità Visuali libere Distanza di visibilità per l'arresto 49 - I -
6 5.1.3 Distanza di visibilità per il sorpasso Distanza di visibilità per la manovra di cambiamento di corsia Applicazioni progettuali Andamento planimetrico dell'asse Criteri di composizione dell asse Elementi del tracciato planimetrico Pendenze trasversali della piattaforma nei rettifili Pendenze trasversali della piattaforma in funzione del raggio delle curve circolari e della velocità Curve a raggio variabile Pendenze trasversali nelle curve a raggio variabile Allargamento della carreggiata in curva Andamento altimetrico dell'asse Elementi del profilo altimetrico Raccordi verticali Raccordi verticali convessi (dossi) Raccordi verticali concavi (sacche) Diagramma delle velocità Lunghezza di transizione Distanza di riconoscimento Costruzione del diagramma delle velocità Esame del diagramma delle velocità Coordinamento plano-altimetrico Posizione del raccordo verticale Difetti di coordinamento fra elementi planimetrici ed altimetrici Perdita di tracciato 89 - II
7 INTRODUZIONE In attuazione dell art. 13 del D. L.vo 30 aprile 1992, n. 285 Nuovo Codice della Strada e successive modificazioni, il Ministro dei Lavori Pubblici emana le Norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo e il collaudo delle strade, dei relativi impianti e servizi ; Dette norme, devono essere improntate anche alla sicurezza della circolazione di tutti gli utenti della strada, alla riduzione dell inquinamento acustico ed atmosferico, ed al rispetto dell ambiente e di immobili di notevole pregio architettonico o storico. Per la redazione di queste norme il Ministro dei LL.PP. ha sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche
8 CAP. 1 - DEFINIZIONI E RIFERIMENTI NORMATIVI Si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Le norme che formano oggetto di questo testo definiscono i criteri per la progettazione degli aspetti funzionali e degli elementi geometrici delle strade, in relazione alla loro classificazione secondo il Codice della strada. La qualificazione funzionale delle strade è basata sui tipi di utenti e di attività ammesse sulle strade stesse, tenuto conto della situazione ambientale in cui esse sono inserite. I criteri di progettazione riguardano gli elementi geometrici dell'asse e della piattaforma delle strade urbane ed extraurbane, affinché la circolazione degli utenti ammessi si svolga con sicurezza e regolarità. Nello specifico, per i veicoli motorizzati le presenti norme perseguono lo scopo di indurre i conducenti a non superare i valori di velocità posti a base della progettazione. La domanda di trasporto, individuata dal volume orario di traffico, dalla sua composizione e dalla velocità media di deflusso, determina, come scelta progettuale, la sezione stradale e l intervallo della velocità di progetto. In particolare, la scelta del numero di corsie di marcia della sezione stradale e della loro tipologia definisce l'offerta di traffico, mentre la scelta dell'intervallo di velocità di progetto condiziona, in relazione all'ambiente attraversato dall'infrastruttura, le caratteristiche plano-altimetriche dell'asse e le dimensioni dei vari elementi della sezione. Con il termine "intervallo di velocità di progetto" si intende il campo dei valori in base ai quali devono essere definite le caratteristiche dei vari elementi di tracciato della strada (rettifili, curve circolari, curve a raggio variabile). Detti valori variano da elemento ad elemento, allo scopo di consentire al progettista una certa libertà di adeguare il tracciato al territorio attraversato. Il limite superiore dell'intervallo è la velocità di riferimento per la progettazione degli elementi meno vincolanti del tracciato, date le caratteristiche di sezione della strada. Essa è comunque almeno pari alla velocità massima di utenza consentita dal Codice per i diversi tipi di strada (limiti generali di velocità). Il limite inferiore dell'intervallo è la velocità di riferimento per la progettazione degli elementi plano-altimetrici più vincolanti per una strada di assegnata sezione. Nel fissare le velocità di progetto di due elementi successivi e contigui del tracciato stradale si dovrà evitare l'adozione dei valori minimo e massimo dell'intervallo prefissato. Inoltre il passaggio da un elemento con una certa velocità di progetto ad un altro con velocità di progetto sensibilmente diversa dovrà avvenire con i criteri di gradualità successivamente prescritti. - 2
9 Si osservi che, in situazioni favorevoli per conformazione del territorio interessato dal tracciato e per assenza di vincoli di qualunque tipo, è consigliabile, senza un sensibile aggravio dei costi di costruzione, adottare per la progettazione degli elementi plano-altimetrici più vincolanti, una velocità di riferimento maggiore del limite inferiore dell'intervallo previsto. Le norme di questo testo si riferiscono alla costruzione di tutti i tipi di strade previste dal Codice, con esclusione di quelle di montagna collocate su terreni morfologicamente difficili, per le quali non è generalmente possibile il rispetto dei criteri di progettazione di seguito previsti. Inoltre queste norme non considerano particolari categorie di strade urbane, quali ad esempio quelle collocate in zone residenziali, che necessitano di particolari arredi, quali anche i dispositivi per la limitazione della velocità dei veicoli, né quelle locali a destinazione particolare. Parimenti, esse non riguardano la progettazione geometrica e funzionale delle intersezioni. Interventi su strade esistenti vanno eseguiti adeguando alle presenti norme, per quanto possibile, le caratteristiche geometriche delle stesse, in modo da soddisfare nella maniera migliore le esigenze della circolazione. La transizione tra tratti adeguati e tratti in cui l adeguamento è stato ritenuto non possibile dovrà essere convenientemente risolta ad evitare l introduzione di ulteriori situazioni di pericolosità. Per quanto riguarda le distanze minime - in parallelo alla strada - a protezione della piattaforma e delle pertinenze, occorre fare riferimento al Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice - D.P.R n artt. 26, 27 e 28. Peraltro si raccomanda alla sensibilità del progettista la previsione progettuale vincolante di idonei distanziamenti, rispetto la strada, di recinzioni, alberature, esercizi di vendita ecc., in modo tale da non pregiudicare la sicurezza di tutti gli utenti e la scorrevolezza del traffico. Rimane inoltre ai progettisti la possibilità di proporre soluzioni innovative rispetto le seguenti norme, con l'obbligo che esse debbano venir comunque approvate secondo le modalità precisate all'art. 13 del Codice. - 3
10 CAP. 2 - LE RETI STRADALI Ai fini di una valorizzazione delle infrastrutture stradali, dal punto di vista della funzionalità e sicurezza, coordinata al rispetto delle risorse ambientali ed allo sviluppo socio-economico dell area territoriale di inserimento, risulta fondamentale individuare un ordinamento delle strade basato sia sulla funzione ad esse associata nel territorio, sia sulla funzione da esse assolta all interno della rete stradale di appartenenza. Il sistema globale di infrastrutture stradali può essere schematizzato come un insieme integrato di reti distinte, ciascuna delle quali costituita da un insieme di elementi componenti che si identificano con le strade (archi), collegate da un sistema di interconnessioni (nodi). In considerazione di ciò e della necessità di una classificazione funzionale delle strade, prevista dal Codice, risulta quindi indispensabile eseguire una valutazione complessiva delle reti stradali a cui le singole strade possono appartenere e definire per tali reti un preciso rapporto gerarchico basato sull individuazione della funzione assolta dalla rete nel contesto territoriale e nell ambito del sistema globale delle infrastrutture stradali. A tale scopo sono stati individuati alcuni fattori fondamentali che, caratterizzando le reti stradali dal punto di vista funzionale, consentono di collocare la rete oggetto di studio in una classe precisa; essi sono: tipo di movimento servito (di transito, di distribuzione, di penetrazione, di accesso); il movimento è da intendersi pure nel senso opposto, cioè di raccolta progressiva ai vari livelli; entità dello spostamento (distanza mediamente percorsa dai veicoli); funzione assunta nel contesto territoriale attraversato (collegamento nazionale, interregionale, provinciale, locale); componenti di traffico e relative categorie (veicoli leggeri, veicoli pesanti, motoveicoli, pedoni, ecc.). Con riferimento a quanto previsto dalla classificazione funzionale delle strade (ex art. 2 del Codice) ed in considerazione dei quattro fattori fondamentali sopra elencati, si possono individuare nel sistema globale delle infrastrutture stradali i seguenti quattro livelli di rete, ai quali far corrispondere le funzioni riportate nella seguente tabella. Nella stessa tabella è presentata una corrispondenza indicativa tra gli archi della rete e i tipi di strade previsti dal Codice. - 4
11 RETE a - rete primaria (di transito, scorrimento) b - rete principale (di distribuzione) c - rete secondaria (di penetrazione) d - rete locale (di accesso) STRADE CORRISPONDENTI SECONDO CODICE in ambito extraurbano in ambito urbano autostrade extraurbane autostrade urbane strade extraurbane principali strade urbane di scorrimento strade extraurbane principali strade urbane di scorrimento strade extraurbane secondarie strade urbane di quartiere strade locali extraurbane strade locali urbane RETE PRIMARIA - movimento servito: transito, scorrimento - entità dello spostamento: distanze lunghe - funzione nel territorio: nazionale e interregionale in ambito extraurbano, di intera area urbana in ambito urbano - componenti di traffico: componenti limitate RETE PRINCIPALE - movimento servito: distribuzione dalla rete primaria alla secondaria ed eventualmente alla locale - entità dello spostamento: media distanza - funzione nel territorio: interregionale e regionale in ambito extraurbano, interquartiere in ambito urbano - componenti di traffico: componenti limitate RETE SECONDARIA - movimento servito: penetrazione verso la rete locale - entità dello spostamento: distanza ridotta - funzione nel territorio: provinciale e interlocale in ambito extraurbano, di quartiere in ambito urbano - componenti di traffico: tutte le componenti - 5
12 RETE LOCALE - movimento servito: accesso - entità dello spostamento: breve distanza - funzione nel territorio: interlocale e comunale in ambito extraurbano, interna al quartiere in ambito urbano - componenti di traffico: tutte le componenti Procedendo in ordine decrescente nella gerarchia prefissata per le reti, si verifica che la velocità media di percorrenza decresce e la qualità del servizio offerto diminuisce rapidamente all aumentare del flusso di traffico. Non deve essere sottovalutata, inoltre, nell ambito del fattore componenti di traffico la variabile veicoli pesanti che, oltre a dare implicitamente indicazioni sulla tipologia di movimento servito, pone l accento sull eventuale necessità di istituire canali di traffico preferenziale da introdurre come elementi fondamentali delle reti stradali a destinazione specifica. Ai quattro livelli funzionali di rete sopracitati deve essere aggiunto, inoltre, il livello terminale, che si identifica con le strutture predisposte alla sosta dei veicoli, limitate anche a poche unità di superficie, e che risulta caratterizzato nel modo che segue: LIVELLO TERMINALE - movimento servito: sosta - entità dello spostamento: nulla - funzione nel territorio: locale - componenti di traffico: tutte le componenti, salvo limitazioni specifiche Individuata la classe funzionale di ciascuna delle reti stradali formanti il sistema globale, è possibile individuare gli elementi componenti della stessa, cioè le strade, definendo per essi le caratteristiche d uso e di collocazione più idonea. In linea teorica, la funzione principale assegnata alla singola strada deve coincidere con quella propria della rete di appartenenza. In realtà, si può raggiungere solo una coerenza funzionale tra rete ed elemento stradale; a tale proposito può essere utile definire per il singolo tronco stradale una funzione principale ed eventuali funzioni secondarie le quali, però, per garantire il buon funzionamento della rete, devono corrispondere alle funzioni principali delle classi funzionali contigue a quella propria dell elemento oggetto di studio, secondo lo schema di seguito riportato: - 6
13 TIPO DI STRADA PRIMARIA PRINCIPALE SECONDARIA LOCALE FUNZIONE transito, scorrimento distribuzione penetrazione accesso funzione principale propria funzione principale della classe adiacente Da ciò emerge che per il buon funzionamento del sistema globale è necessaria una chiara attribuzione di funzioni alle singole reti ed una precisa individuazione delle funzioni principali e secondarie per gli archi di esse; in questo modo è possibile evitare che i singoli elementi stradali appartengano contemporaneamente a diverse classi di reti. Inoltre, per assicurare il funzionamento del sistema globale devono essere aggiunte le interconnessioni che, se omogenee, collegano strade della stessa rete, e se disomogenee collegano, di norma, strade appartenenti a reti di livello funzionale adiacente. Si individuano le seguenti classi: - interconnessione primaria (nella rete primaria e tra rete primaria e rete principale) - interconnessione principale (nella rete principale e fra rete principale e rete secondaria) - interconnessione secondaria (nella rete secondaria e tra rete secondaria e rete locale) - interconnessione locale (nella rete locale) Tali nodi o interconnessioni hanno caratteristiche tecniche diverse a seconda della classe funzionale cui appartengono. Inoltre, essi sono presenti sulle reti in numero crescente al diminuire della loro collocazione gerarchica. All interno di un sistema globale di reti esistenti è possibile l assenza di qualche livello funzionale; ciò risulta accettabile purché venga rispettato l ordinamento gerarchico dei movimenti fra elementi stradali gerarchicamente più prossimi. - 7
14 La figura 2.a graficizza esemplificativamente i quattro livelli di rete. b a b b c d c d c d c c d c a a b Fig. 2.a - 8
15 CAP. 3 - CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE E CRITERI COMPOSITIVI DELLA PIATTAFORMA 3.1 PREMESSA Conformemente a quanto previsto all'art.2 del "Codice della strada" (D. L.vo 285/92 e suoi aggiornamenti successivi) le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi: A - Autostrade (extraurbane ed urbane) B - Strade extraurbane principali C - Strade extraurbane secondarie D - Strade urbane di scorrimento E - Strade urbane di quartiere F - Strade locali (extraurbane ed urbane) 3.2 INDIVIDUAZIONE DELLE CATEGORIE DI TRAFFICO Sulla strada possono circolare, a norma del Codice, tre componenti di traffico: pedoni veicoli e animali. 3.2.a. I veicoli risultano classificati agli articoli 47 e 73 del Codice e sono riassunti nella tabella Le funzioni di traffico ammesse per la circolazione sulla sede stradale sono: movimento, sosta di emergenza, sosta, accesso privato diretto. Il collegamento tra componenti e funzioni di traffico è illustrato nella tabella 3.2.b. Ai fini di pervenire all'identificazione degli spazi stradali necessari alle diverse componenti di traffico, per assolvere le funzioni previste nel rispetto dei criteri di sicurezza e regolarità della circolazione esposti nel cap. 2, le componenti di traffico, le classi veicolari e le funzioni ammesse sono state raggruppate in quattordici categorie di traffico, omogenee per caratteristiche ed esigenze funzionali (tabella 3.2.c). Ad ogni categoria corrisponde uno spazio stradale che, nella composizione finale della sezione corrente, potrà essere autonomo o comune a più categorie compatibili. L'assegnazione delle categorie di traffico ai diversi tipi di strada di cui al paragrafo 3.1., anche tenendo conto delle condizioni dettate dalle norme del Codice, è illustrata nella tabella 3.2.d. In questa tabella è stata introdotta per certi tipi di strada l'ulteriore distinzione, ammessa dal Codice, tra strada principale e strada di servizio per poter consentire, sulla stessa piattaforma, funzioni di traffico per veicoli appartenenti a categorie non compatibili tra loro. - 9
16 TAB. 3.2.a - CLASSIFICAZIONE DEI VEICOLI a) veicoli a braccia a) spinti o trainati dall uomo a piedi b) azionati dalla forza muscolare dello stesso conducente b) veicoli a trazione animale a) veicoli destinati principalmente al trasporto di persone b) veicoli destinati principalmente al trasporto di cose c) carri agricoli destinati a trasporti per uso esclusivo delle aziende agricole c) velocipedi d) slitte e) ciclomotori f) motoveicoli a) motocicli b) motocarrozzette c) motoveicoli per trasporto promiscuo d) motocarri e) mototrattori f) motoveicoli per trasporti specifici g) motoveicoli per uso speciale h) quadricicli a motore g) autoveicoli a) autovetture b) autobus c) autoveicoli per trasporto promiscuo d) autocarri e) trattori stradali f) autoveicoli per trasporti specifici g) autoveicoli per uso speciale h) autotreni i) autoarticolati l) autosnodati m) autocaravan n) mezzi d opera h) filoveicoli i) rimorchi a) rimorchi per trasporto di persone b) rimorchi per trasporto di cose c) rimorchi per trasporti specifici d) rimorchi ad uso speciale e) caravan f) rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive l) macchine agricole a) SEMOVENTI 1) trattrici agricole 2) macchine agricole operatrici a 2 o più assi 3) macchine agricole operatrici ad un asse b) TRAINATE 1) macchine agricole operatrici 2) rimorchi agricoli m) macchine operatrici a) macchine impiegate per la costruzione e la manutenzione di opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino del traffico b) macchine sgombraneve, spartineve o ausiliarie quali spanditrici di sabbia e simili c) carrelli n) veicoli con caratteristiche atipiche o) veicoli su rotaia in sede promiscua - 10
17 TAB. 3.2.b - COMPONENTI DI TRAFFICO E FUNZIONI AMMESSE COMPONENTI DI TRAFFICO PEDONI VEICOLI ANIMALI FUNZIONI AMMESSE SOSTA DI EMERGENZA SOSTA ACCESSO PRIVATO DIRETTO TAB. 3.2.c CATEGORIE DI TRAFFICO 1. PEDONI 2. ANIMALI 3. VEICOLI A BRACCIA E A TRAZIONE ANIMALE - veicoli a braccia - veicoli a trazione animale - slitte 4. VELOCIPEDI 5. CICLOMOTORI - ciclomotori - motocicli (< 150 cc) - motocarrozzette (< 250 cc) - motoveicoli con massa a vuoto 400 kg - motoveicoli con massa tot kg 6. AUTOVETTURE - motoveicoli con massa a vuoto > 400 kg - motoveicoli con massa tot. > 1300 kg - autovetture - autoveicoli ad uso promiscuo 7. AUTOBUS - autobus - autosnodati - filoveicoli 8. AUTOCARRI - autocarri - autocaravan - trattori stradali 9. AUTOTRENI E AUTOARTICOLATI - autotreni - autoarticolati - caravan - mezzi d opera 10. MACCHINE OPERATRICI - macchine agricole - macchine operatrici 11. VEICOLI SU ROTAIA IN SEDE PROMISCUA 12. SOSTA DI EMERGENZA 13. SOSTA 14. ACCESSO PRIVATO DIRETTO - 11
19 3.3 ELEMENTI COSTITUTIVI DELLO SPAZIO STRADALE Ai fini delle presenti norme e tenuto conto dell'art. 3 del Codice, le denominazioni degli spazi stradali hanno i seguenti significati (figura 3.3.a): BANCHINA: parte della strada, libera da qualsiasi ostacolo (segnaletica verticale, delineatori di margine, dispositivi di ritenuta), compresa tra il margine della carreggiata e il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Si distingue in: "Banchina in destra", che ha funzione di franco laterale destro. E' di norma pavimentata ed è sostituita, in talune tipologie di sezione, dalla corsia di emergenza: "Banchina in sinistra", che è la parte pavimentata del margine interno. CARREGGIATA: parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia; è pavimentata ed è delimitata da strisce di margine (segnaletica orizzontale). CONFINE STRADALE: limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea. CORSIA: parte longitudinale della strada,normalmente delimitata da segnaletica orizzontale, di larghezza idonea a permettere il transito di una sola fila di veicoli. Si distingue in: a) corsia di marcia: corsia facente parte della carreggiata, destinata alla normale percorrenza o al sorpasso; b) corsia riservata: corsia di marcia destinata alla circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli; c) corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre, quali svolta, attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che presentino basse velocità (corsia di arrampicamento) o altro; d) corsia di emergenza: corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni. - 13
20 confine stradale fascia di rispetto STRADA PRINCIPALE STRADA DI SERVIZIO banchina in sinistra spartitraffico banchina in sinistra banchina in destra spartitraffico banchina in sinistra banchina in destra ev. dispositivo di ritenuta marciapiede pendenza trasversale ASSE STRADALE carreggiata carreggiata margine interno margine laterale fascia di pertinenza piattaforma margine esterno SEDE STRADALE Definizione illustrativa degli elementi componenti lo spazio stradale carreggiata ev. dispositivo di ritenuta banchina in destra o corsia di sosta di em. fascia di pertinenza margine esterno confine stradale fascia di rispetto Fig. 3.3.a - 14
estructura. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Prot. n.6792 VISTO l art.13 comma 1 del Decreto Legislativo 30.4.92, n.285 (Nuovo Codice della strada) e successive modificazioni che prevede
Seminario di aggiornamento LA PROGETTAZIONE DI STRADE E DI INTERSEZIONI IN AMBITO URBANO Il D.M. 05/11/2001, il D.M. 19/04/2006. QUADERNO N 2 PROGETTAZIONE DI INTERSEZIONI IN AMBITO URBANO Relatore: Dr.