Source: https://medisoc.it/invalidita-civile/invalidita-civile-la-domanda/
Timestamp: 2019-09-19 10:45:30+00:00
Document Index: 18931527

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.3']

Invalidità Civile: la domanda - Medicina e Società
Invalidità Civile: la domanda
La domanda all’INPS per essere sottoposti ad accertamento sanitario per il riconoscimento del grado di invalidità civile deve essere presentata secondo precise modalità:
si tratta di una prima domanda oppure di un aggravamento di una invalidità precedentemente riconosciuta
occorre innanzitutto fare stilare un apposito certificato da un medico di fiducia; si tratta di un certificato on-line, cioè il medico accede con appositi codici personali sul sito dell’INPS e stila il certificato; nel cartificato il medico deve inserire, oltre ai dati anagrafici, all’anamnesi, cioè la storia delle patologie, e la diagnosi, altre informazioni, sicuramente essenziali; deve infatti specificare
se, a suo parere sussistono i requisiti per la concessione di indennità di accompagnamento barrando le caselle “non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompgnatore” e/o non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”
se il soggetto ha una patologia oncologica in atto;
deve indicare specificamente la tipologia di istanza, quindi invalidità civile, handicap (legge 104/92), cecità, sordità (ex sordomutismo), disabilità (legge 68/99); mi pare importante specificare, a questo punto, che se il soggetto ha una sordità insorta dopo il 12° anno di età rientra nell’ambito dell’invalidità civile e non della sordità;
stamperà poi una copia di questo certificato e un “attestato di trasmissione del certificato” consegnandoli al proprio assistito; è un certificato che deve essere pagato al medico che lo redige, anche se è il proprio medico di medicina generale e anche se si hanno esenzioni dal ticket;
il certificato di intrasportabilità può essere compilato on-line anche successivamente alla presentazione della domanda e prima dell’effettuazione della visita per sopravvenute gravi infermità; in questo caso il medico deve compilare il certificato cosiddetto “integrativo” e in quella sede avrà cura di spuntare la casella prevista per la certificazione della sussistenza del requisito dell’intrasportabilità;
Inviato il certificato, la domanda deve essere presentata categoricamente “entro 90 giorni”; il certificato cioè è valido 90 giorni e trascorso questo termine perde di valore e bisogna redigerne uno nuovo;
la domanda può essere presentata autonomamente da coloro che posseggono il PIN dispositivo per l’accesso ai servizi INPS, ma è una modalità che io sconsiglio;
la domanda per l’accertamento dell’invalidità civile può essere presentata all’INPS, anch’essa tramite procedura on-line, tramite un Patronato di fiducia o tramite una delle poche associazioni abilitate a questo tipo di procedura (ad esempio ENS, ANMIC)
la procedura di presentazione della domanda non prevede il pagamento di un corrispettivo al patronato, quindi è (dovrebbe) essere gratuita.
La visita di accertamento dovrebbe essere effettuata tra i 10 ed i 40 giorni presso la sede INPS competente per provincia, ma in alcune realtà territoriali occorre aspettare anche 4-5 mesi.
In particolare, se il medico certificatore avrà indicato che il paziente è affetto da malattia neoplastica in atto, il tempo che occorrerà per essere chiamati è particolarmente breve; ad ottobre 2011 è stata implementata la possibilità, solo per i soggetti affetti da tumore, di presentare una domanda di aggravamento anche se la precedente ancora non ha esaurito il suo iter (vedere QUESTO articolo).
si tratta di una revisione per scadenza del termine indicato dalla commissione nella precedente visita di accertamento dell’Invaliditù Civile, a partire dal marzo 2014 sarà direttamente l’INPS a richiamare il paziente. Questa peraltro è la nuova procedura che è stata annunciata con la circolare n. 10 del 23 gennaio 2015 dell’INPS in cui sono precisati i criteri operativi che, a suo parere, scaturiscono dal comma 6 bis dell’art. 25, Legge n. 114/2014 di conversione del D.L. 90/2014.
In sostanza l’INPS laddove sia prevista una revisione per i titolari d’invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, ha avocato a sé e alle proprie Commissioni il compito di effettuarle.
Si dovrebbe essere chiamati d’ufficio un po di tempo prima della data indicata nel verbale. Ma in realtò spesso le Commissioni INPS sono particolarmente oberate di lavoro, anche per carenza di medici. e quindi le revisioni vengono effettuate con ritardo, anche di qualche mese.
E’ quindi prudente, almeno un mese prima della scadenza, controllare presso il locale Centro Medico-legale INPS di essere inserito nelle liste dei soggetti che verranno convocati.
Eventualmente, in caso di dubbio o di mancanza del nominativo nelle liste o anche solo per controllare, consiglio di rivolgersi ad un Patronato che potrà eventualmente provvedere all’invio di un sollecito di revisione.
Da ricordare che in caso di ritardo nell’effettuazione della visita di revisione il beneficio economico non viene sospeso, almeno fino all’effettuazione della visita.
Ulteriori notizie su questo aspetto della revisione in QUESTO articolo.
Consulente tecnico Servizi Medicina Legale INCA-CGIL di Siracusa
umberto	24 Marzo 2018
posto qui il mio commento perchè nel sito medicinasociale.siracusae.it non è più possibile e mi dà errore.
Mia madre è appena stata operata per intervento di Artro protesi totale ginocchio (gonartrite), in più è paziente anticoagulata per Fibrillazione atriale cronica presso centro emofilia,con cardiopatia sclerotica ipertensiva e dilatazione biatriale; in più ha sofferto di tiroide ed effettuato terapia radiometabolica (scatole di piombo) per adenoma di Plummer, ora l’iper-tiroidismo è diventato ipotiroidismo con somministrazione a vita di Eutirox 50 mg. Attualmente è ricoverata presso struttura riabilitativa fisiatrica per rieducazione al carico completo e totale. Mia madre ha 75 anni e riceve soltanto pensione di reversibilità in quanto vedova. Posso inoltrare la domanda di invalidità civile presso l’Inps? Sicuro di un cortese riscontro invio i più sentiti saluti, grazie
Tutto dipende dagli obiettivi.
Se l’obiettivo è il riconoscimento di una valutazione tale da avere un qualche beneficio economico allora potrebbe essere difficile.
All’età di sua madre solo l’accoglimento dell’indennità di accompagnamento da diritto ad un beneficio economico, ma per ottenerlo deve essere giudicata “non in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure “non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
Spero che la sua condizione di autonomia, dopo il trattamento riabilitativo sia invece tale da permettrle la deambulazione autonoma.
Se l’obiettivo è solo l’invalidità civile a fini, ad esempio, di esenzioni ticket, allora ritengo che la percentuale riconoscibile sia piuttosto elevata e tale da potersi raggiungere questo obiettivo.
sul benefici connessi al riconoscimento dell’invalidità civile, in rapporto ad età e percentuale riconosciuta, può leggere QUESTA pagina.
Patrizia	27 Febbraio 2018
mi è stata riconosciuta 4 anni fa, invalidità al 50% senza rivedibilità.
Devo ora, fare domanda di aggravamento per altre patologie, vorrei cortesemente sapere se devo dimostrare con recenti esami, che le patologie precedenti già riconosciute, sono ancora presenti, dato che non soggette a revisione. Il calcolo delle nuove patologie verrà addizionato al precedente 50% , calcolato in modo diverso o rivista tutta l’invalidità? Grazie.
Dott. Salvatore Nicolosi	27 Febbraio 2018
Viene tutto rivalutato e quindi è indispensabile documentare con certificazione recente anche le vecchie patologie già riconosciute precedentemente
Patrizia	28 Febbraio 2018
è necessario ripetere nuovamente tutti gli esami o basta che lo specialista certifichi le vecchie patologie in un unico documento?
E’ opportuno che la certificazione provenga da Ospedali Pubblici o viene accettata anche da Ambulatori Privati? Grazie.
Dott. Salvatore Nicolosi	28 Febbraio 2018
E’ meglio procedere come se fosse una prima domanda, quindi va bene la certificazione specialistica, sicuramente meglio se è di una struttura pubblica, ma, se possibile, è meglio rifare anche alcuni esami.
Capisco però che per esami tipo TAC o Risonanze potrebbe esserci un problema, ma in quel caso si può usare l’esame del passato; Comunque questa è la regola generale, poi si valuta caso per caso.
Eleonora	10 Gennaio 2018
Buongiorno! A maggio 2015 effettuai un primo accertamento presso la commissione medica e mi fu riconosciuto il 50% di invalidità civile (oltre ai benefici della L68 per l’inserimento lavorativo). In quell’occasione mi furono considerate alla voce diagnosi “Lupus eritematoso sistemico con sindrome di Sjogren, gastrite da reflusso, allergie ad inalanti”: al momento io ho 3 esenzioni tutte relative a malattie reumatiche, appunto il LES (che è patologia in tabella), la Sjogren (che non è in tabella) e la Connettivite indifferenziata (che, oltre a non essere in tabella, è passata da patologia rara a cronica con Esenzione codice 067). Vorrei sapere se, a oltre 2 anni e mezzo dalla diagnosi sia ragionevole pensare ad una revisione della percentuale, nella ipotesi di raggiungere l’esenzione C03 perchè sto facendo tanti accertamenti e mi risultano tutti a pagamento ora che la connettivite non è più patologia rara. A ciò si aggiunge un aggravamento della mia situazione oculare, con OCCHIO SECCO che mi dà tanti problemi ed infine un inizio di interessamento renale…per fortuna lieve! E per la 104 mi conviene far domanda?
In attesa di un suo riscontro ringrazio molto e saluto cordialmente!
Dott. Salvatore Nicolosi	10 Gennaio 2018
Nel caso delle patologie reumatiche non sempre è possibile inquadrare con un’unico “nome” qual’è la patologia da cui è affetto il soggetto in quanto non raramente più forme si sovrappongono e il clinico comunque tende a “spezzettarle”, anche ai fini terapeutici.
In ambito di valutazione per l’invalidità civile invece, spessissimo, questi quadri clinici, tipo LES e Connettivite indifferenziata, vengono visti come un’unica entità e la valutazione viene fatta considerando la voce tabellare dell’artrite reumatoide e quella della sclerodermia:
9303 ARTRITE REUMATOIDE CON CRONICIZZAZIONE DELLE MANIFESTAZIONI 50%
9326 SCLERODERMIA CON LIEVE COMPROMISSIONE VISCERALE 41-50%
Questa regola non scritta può essere superata se si riesce a dimostrare che purtroppo la patologia ha provocato dei deficit delle funzioni, come ad esempio la funzione renale o quella respiratoria e in quel caso la valutazione dei deficit funzionali si aggiunge alla valutazione complessiva.
L’occhio secco è ben poco valutato in tabella, 1-10%.
Circa la legge 104/92, molto approssimativamente considerando che non ho la possibilità di visitarla, direi che al massimo potrebbe ottenere il riconoscimento di soggetto con handicap (non grave) ai sensi del comma 1 dell’art. 3.
Eleonora	11 Gennaio 2018
Buongiorno, anzitutto la ringrazio molto per la chiarezza e la celerità nella risposta. A questo punto, non credo che valga la pena rifare la trafila (il mio medico di base volle 100 euro per inoltrare la domanda), per l’articolo 3 comma 1 della L.104, se l’invalidità civile non verrà sostanzialmente modificata. Nel mio caso, avrei inoltrato l’aggravamento soprattutto per l’invalidità civile. Un’ultima cosa, anche il Lupus Eritematoso Sistemico è nella tabella, tra 41 e 50 % di invalidità: a me fu dato il 50%, suppongo per l’associazione con Sjogren secondaria, con le allergie (Fanno punteggio se non erro) e con la gastrite. Fu un punteggio “congruo”? Se già allora fu basso, in questo caso potrei far valere il mio occhio secco (grave, perchè mi debbono preparare un collirio apposito e devo fare continuamente impacchi e cicli cortisonici …e soprattutto non riesco più a stare con continuità al PC, col quale lavoro), poi il lieve interessamento renale ed infine la Connettivite (quest’ultima non tabellata). Ecco, questo è l’unico ragionamento che posso fare! Se lei crede che già al tempo fosse congruo il punteggio….beh desisto dal regalare i 100 euro al medico di base!!!
Battute a parte, buona giornata e un cordiale saluto, grazie ancora
In sostanza, ciò che conta, è l’interessamento funzionale; il fatto che la connettivite mista non sia tabellata non comporta una mancata valutazione ma la coesistenza del LES potrebbe indurre la Commmissione a considerare il tutto come facente parte di un’unico calderone, cioè di un’unica patologia autoimmunitaria da valutare globalmente.
Devo però dire che ho avuto riscontro di casi, rari in verità, in cui Commissioni con componenti più orientati alla parte clinica della medicina che alla parte medico-legale, hanno superato questa tentazione e hanno dato una valutazione maggiormente orientata al rispetto delle menomazioni funzionali e quindi delle disabilità reali.
Nel suo caso naturalmente non posso fare previsioni affidabili; queste mie sono solo considerazioni generiche e l’applicazione a singoli casi specifici non è affatto semplice.
Massimiliano Speranza	7 Gennaio 2018
mio suocero ha chiesto al suo medico di base di presentare la domanda per l’aggravamento di una sua già esistente patologia. La mia domanda però non riguarda la procedura, ma semplicemente il fatto che il medico gli ha chiesto 100 Euro per la presentazione telematica di questa domanda. E’ giusta la richiesta di questo compenso o è un abuso nei confronti di un anziano ?
Dott. Salvatore Nicolosi	8 Gennaio 2018
Quando alcuni anni fà venne inserito l’obbligo di certificato telematico per il riconoscimento dell’invalidità civile sorse la diatriba su quanto dovesse essere fatto pagare.
Premesso che questo tipo di certificazione non fa parte di quelli che il medico di medicina generale deve rilasciare gratuitamente e quindi è a pagamento, l’Ordine dei Medici della mia provincia all’epoca espresse un parere e indicò la cifra minima di 50 Euro oltre IVA, quindi all’epoca 60 Euro diventati oggi 61 Euro con l’IVA al 22%. Era esclusivamente un parere non vincolante ma attualmente in media nella mia provincia non ci si discosta da questa cifra, anche se qualche medico richiede effettivamente e legittimamente cifre maggiori.
Ma si trattava di una indicazione sul MINIMO e non sul massimo da richiedere che in realtà non esiste.
Ho però notizia che in altre province i compenso mediamente richiesto per questo tipo di certificati è maggiore, effettivamente anche 100 Euro.
Non posso affermare che la richiesta del suo medico sia esagerata in quanto, effettivamente, in parecchie province il compenso richiesto per la redazione del certificato telematico per la domanda d’invalidità è proprio quella che lei mi riferisce.
Lia	15 Novembre 2017
Buonasera dottor Nicolosi, la disturbo per un dubbio sulla possibilità di scegliere la situazione economica più favorevole nel caso di pluriminorazione.
A causa di una distrofia retinica degenerativa, il mio residuo visivo e’ di 1/30 ambo occhi con visione eccentrica.
Inoltre , da qualche anno a questa parte, il mio fisico ha deciso di invecchiare precocemente e in toto e, pur non essendo d’ accordo con il giudizio della commissione, ho ottenuto il 50% di invalidità civile e la 104 art.3 comma 3.
Credo che sull’handicap abbia influito la mia distrofia retinica, per la quale l’ invalidità corrisponde al 100% e infatti sono stata dichiarata cieca parziale.
Ho ottenuto anche l’ inabilità al lavoro e dopo anni, ho dovuto smettere di lavorare come commercialista, perché le sintesi vocali non mi aiutavano su tutto.
La cecità da’ diritto alla indennità speciale , che dovrebbe essere considerata come un mini accompagnamento.
In termini di percentuale, avrei quindi il 100% per la cecità civile e il 50% per le altre malattie.
La mia domanda e’ questa:
se non avessi fatto domanda alla commissione ciechi, ma solo a quella di invalidi civili, sarei stata sicuramente dichiarata invalida al 100% e avrei potuto accedere alla richiesta di accompagnamento, che e’ di importo superiore a quello di indennità speciale rilasciata per la cecità.
Mi chiedo quindi, se oggi posso scegliere la situazione economica più favorevole o avviare una pratica per poterla ottenere. L’ accompagno viene concesso solo per le situazioni di gravita’ , e considerando tutte le patologie di cui soffro e la cecità parziale, ho bisogno di aiuto per svolgere gli atti quotidiani della vita, anche se risulto mentalmente lucida.
Ammesso potessi scegliere, avrei possibilità di usufruire dell’ accompagno ai sensi della legge 222, che mi ha avviata alla inabilita’ lavorativa o , come dice il patronato, questo viene concesso solo ai moribondi?
Le chiedo inoltre, notizie sulla possibilità che la 104 da’ ai caregiver e non ho capito se mio marito, che mi assiste, può usufruirne o possono accedervi solo le persone che assistono malati con accompagno.
Scusi se faccio confusione, spero di essere riuscita a spiegarmi.
Dott. Salvatore Nicolosi	18 Novembre 2017
Visto che è già cieca civile, il problema visivo non può entrare a far parte della valutazione dell’Indennità di accompagnamento in ambito di invalidità civile, ma l’idea di presentare l’istanza di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 222/80 non è poi così sbagliata.
I requisiti sono assolutamente simili a quelli dell’indennità di accompagnamento chiamiamolo “civile” e quindi le possibilità ci sono.
I patronati non sono avvezzi a questa tipologia di domanda in quanto sono molto rare perchè il rateo è lievemente inferiore; naturalmente poi dovrebbe optare per l’una o l’altra prestazione.
Non vorrei sbagliare, ma la legge nazionale sul caregiver familiare è ancora alla lettura del Senato.
Luigi Umberto	26 Settembre 2017
Buongiorno dottor Nicolosi, puo’ spiegarmi come funziona la richiesta di invalidita’ per persone che da adulti stanno diventando sorde? Ho un problema severo all’ orecchio dx e anche il sinistro zoppica. Ho fatto visite e esami, fra cui audiometrico e impedenziometrico e secondo il medico dovrei mettere le protesi. Ho 55 anni e penso sia presto, ma contino a leggere il labiale e a sentirmi sempre piu’ isolato. L’ otorino mi ha detto inoltre che ho una malformazione al palato, al naso e la faringe troppo stretta, per cui ho apnee notturne molto frequenti e dovrei affrontare tre interventi. Mi ha detto che potrei risolvere con il cpap per la notte, ma di giorno avrei bisogno comunque di aiuto. Avendo anche dei problemi di pressione alta e qualche problemino alla tiroide, calcoli biliari, psoriasi a placche , ernia cervicale e lombare, potrei avere l’ invalidita’ civile per iscrivermi almeno nelle liste speciali del collocamento? Ho perso il lavoro e alla mia eta’ e’ sempre piu’ difficile trovarlo.
Nel suo caso si tratta di inoltrare una “normalissima” istanza di invalidità civile.
Tutte le patologie verrebbero valutate, compresa l’ipoacusia.
Un paio di raccomandazioni.
Per la sindrome delle apnee notturne è importante che la diagnosi sia effettuata tramite polisonnografia, di cui lei non parla nel suo post.
Attenzione: una sindrome delle apnee notturne non compensata con CPAP potrebbe provocare una revisione della patente di guida (vedere questo articolo: http://www.medisoc.it/restrizioni-alla-patente-soffre-osas/ )
In sede di visita di accertamento dell’invalidità è importante raccomandare alla commissione che l’ipoacusia sia inserita in diagnosi.
Luigi Umberto	28 Settembre 2017
Gentile dottor Nicolosi,
grazie per la risposta. La polisonnografia l’ ho fatta in ospedale in day hospital, ma ero a disagio ed ho dormito solo tre ore in modo discontinuo e pare che per un esame obiettivo ne occorrano almeno 4. Mi avevano anche suggerito di fare prima le prove allergiche e cosi’ ho fatto, ma il medico ha escluso ogni allergia. Il problema e’ anatomico.
La prima polisonnografia l’ ho fatta tre settimane fa e mi hanno assicurato che entro domani mi faranno sapere la prossima data. Ignoravo il decreto del ritiro della patente e questo mi lascia perplesso. Grazie per l’ informazione. Il medico mi ha detto che devo essere operato ma a dire il vero la cosa non mi piace, per cui provero’ prima il CPAP , sperando di trovarmi bene. Le avevo chiesto , ma forse non ha letto, se per me si poteva applicare la formula di malattia professionale, visto che il mio udito e’ calato a causa del rumore dei videoproiettori datati usati dal cinema dove ho lavorato per otto annii , anche ß sono stato licenziato nel 2015 , per chiusura attivita’ e se, visto che ne ho sentito parlare, potevo usufruire della legge 222.
Dott. Salvatore Nicolosi	28 Settembre 2017
I termini per la presentazione dell’istanza per malattia professionale, nel caso dell’ipoacusia da rumore sono 4 (quattro) anni dalla cessazione dell’esposizione al rischio, quindi è ancora in tempo.
Naturalmente non sono in grado di stabilire se l’esposizione è stata sufficiente rispetto ai parametri considerati lesivi per la funzione uditiva.
Ma qualche problema potrebbe averlo in quanto l’INAIL chiede informazioni alla ditta, quindi durata del lavoro, durata dell’esposizione giornaliera al rumore, la marca e il modello del videoproiettore, eventuali pause di riposo, etc.
Ma se la ditta non esiste più non sarà possibile reperire queste informazioni e quindi l’INAIL in genere chiude queste istanze negando il riconoscimento per “documentazione insufficiente”.
In questi casi sono possibili prima il ricorso amministrativo in collegiale e poi il ricorso giudiziario in cui vengono ascoltati anche dei testimoni.
Potrebbe essere una “strada in salita” ma … tentar non nuoce.
Con la legge 222/1984 sono stati istituiti l’Assegno Ordinario d’Invalidità e la Pensione di Inabilità.
Lasciando per ora da parte i requisiti sanitari, che potrà vedere nelle pagine dedicate, ho l’impressione che siamo al limite con il requisito contributivo.
Servono infatti almeno 5 anni di contributi totali (e lei li ha) e almeno 3 anni negli ultimi 5 anni. Facendo i conti a ritroso, negli ultimi 5 anni ha lavorato 3 anni se il licenziamento, considerando la data odierna ad esempio, è avvenuto dopo il 28 settembre 2017.
Ulteriori notizie in queste pagine:
http://www.medisoc.it/inps/inps-assegno-di-invalidita/
http://www.medisoc.it/inps/inps-pensione-di-inabilita/
Marinella	25 Settembre 2017
Gentile dott. Nicolosi,
ho le idee confuse sui verbali di invalidità riconosciuti a mia sorella e spero possa dedicare un po’ di tempo per aiutarmi a chiarire il caos burocratico in cui ci troviamo e suggerirmi come comportarci.
Nel 2008 mia sorella ebbe un problema di vista e da alcune indagini scoprimmo che era affetta da una grave malattia degenerativa che negli anni l’ ha portata alla cecità parziale.
Lavorava presso una azienda e riuscì ad ottenere l’ assegno ordinario di invalidità ai sensi della legge 222 che le permise di sostenere le tante spese mediche che solo con il suo stipendio non avrebbe potuto affrontare.
E’ sempre stata sfortunata, e’ nata con una serie di problemi fisici che ha parzialmente risolto e che l’ hanno resa una persona determinata.
Ad ogni modo, dopo 4 anni, a settembre 2012′ si e’ ulteriormente aggravata ed ha fatto domanda di invalidità civile, di 104 e cecità.
Alla commissione Inv.Civ. ha presentato documentazioni per una parte delle ulteriori patologie ( artrosi diffuse, tiroidite cronica autoimmune, obesita’ di IV livello e 1/20 di visus ambo occhi), pensando di poter ottenere l’ invalidità al 100% per ritirarsi dal lavoro, ma invece ha ottenuto il 67%, la 104 art.3 comma 3 e la classificazione di ipovedente grave.
Tutto questo, secondo alcuni, non era proprio esatto e le suggerirono di ripetere la domanda anziché fare ricorso.
Nel frattempo l’ ortopedico le disse che avrebbe dovuto operare il ginocchio e nel provare a risolvere senza l’ intervento, fece una cura molto lunga. Opero’ la cistifellea nel frattempo e il piede torto che da bambina le aveva fatto portare il gambale di ferro per tre anni e scarpe ortopediche fino a 11 anni, le ritorno’ a fare male sotto la pianta.
A ottobre 2013 decise di ripetere il tutto all’ Inps e presento’ certificati di peggioramento delle diverse patologie, fra cui ancora ortopediche ( cervicale, dorsale, lombare e sacrale), tiroidee, obesità al IV stadio.
Fu chiamata prima per l’ invalidità civile e la 104 e mentre aspettava la convocazione della commissione ciechi, ( 60 gg. dopo circa )
ebbe un ulteriore peggioramento visivo che la porto’ a 1/30 a entrambi gli occhi. A quel punto, il patronato le disse di fare richiesta per inabilita’ al lavoro e dopo 10 gg. le arrivo’ un telegramma e fu esaminata per la cecità. Durante la visita , la commissione le anticipo’ che avrebbe ricevuto esito positivo sia per la inabilita’ al lavoro sia per la cecità parziale e le chiesero se si riteneva soddisfatta e voleva chiudere ” tutte le altre pratiche ancora aperte” e lei disse di si.
Dopo qualche settimana arrivo’ il verbale di cecità parziale, quello della 104 art.3 comma 3 , il calcolo della pensione di inabilita’ in base ai 30 anni di contributi versati più quelli figurativi e infine quello di invalidità civile, dove si precisava che la domanda era stata fatta a ottobre 2013, per malattie di obesita’, artritiche, tiroidee e cecita’ , ma che si attendeva responso della commissione ciechi ( come se non fosse stata ancora fatta ) e la percentuale di invalidita’ civile concessa era del 50%.
A questo punto non ci abbiamo capito un granche’ , ma non abbiamo fatto ricorso perché si sono succeduti problemi familiari e di salute.
Oggi, dopo una frattura bimalleolare ( non ha visto una macchia di olio sulle scale mobili), una flebite causata dalla frattura stessa, un piccolo problema cardiaco che la porta a prendere cardioaspirina e sequacor, le scarpe ortopediche da rimodificare perché dopo la frattura alla caviglia ( era quella del piede torto alla nascita) , ha due dita a martello e tre dita che non si muovono più, stiamo pensando di fare l’ aggravamento, ma siamo scoraggiati, perché se nel verbale dell’ invalidità civile
e’ stata indicata la malattia degenerativa agli occhi, insieme alle altre e la cecità parziale le e’ stata riconosciuta dalla commissione ciechi e solo quella equivale al 100% , tant’ e’ che le e’ stata riconosciuta anche l’ inabilita’ al lavoro, perché dovremmo fare l’ aggravamento se poi ci dicono che ha invalidità civile solo al 50%?
Il fisiatra e l’ ortopedico continuano a dire che quella percentuale basterebbe a stento a valutare i problemi ortopedici, e la cecità non deve essere ignorata nella valutazione generale della percentuale totale, per cui dovrebbe avere molto di più, se non il 100%. Mia sorella non vuole fare più niente, piange sempre e dice che non vuole subire più mortificazioni.
Qualcuno ci ha detto che non si possono avere due pensioni per la stessa patologia, ma mia sorella non ne ha una sola e non credo che la percentuale di invalidità civile che le hanno verbalizzato sia corretta. Come può essere invalida al 50% se e’ cieca parziale, obesa al IV stadio, ipertesa, piccoli problemi cardiaci, problemi epatici, colesterolo a 230 e Ldh oltre i limiti, vitamina D sempre bassa, tiroidite cronica, ernia iatale, osteopenia diffusa su tutto lo scheletro ( e’ in menopausa da 10 anni ed oggi ha 51 anni ) , tunnel carpale, schiacciamento delle vertebre lombari e sacrali, piede torto corretto parzialmente chirurgicamente, ginocchia valghe e a dx necessita’ di protesi con piastra laterale.
Secondo lei dobbiamo rinunciare?
In effetti serve un pò di chiarezza.
E’ fondamentalmente vero che non si possono avere 2 prestazioni per la stessa patologia, ma ci sono delle eccezioni e la pensione di inabilità e la cecità civile sono un esempio.
Ma invece questo è vero in ambito di invalidità civile.
Di questo stesso ambito fanno parte l’invalidità “ordinaria”, chiamiamola scorrettamente così per capirci, e la cecità civile.
Se il richiedente è già riconosciuto cieco civile, parziale o totale che sia, la valutazione dell’invalidità civile ordinaria va fatta “a prescindere dal deficit visivo”. Il deficit visivo cioè non deve essere valutato.
Nel suo caso quindi, se dovesse fare una ulteriore istanza di invalidità, alla commisisone dovrà presentare, per correttezza, il verbale della cecità, ma nessuna documentazione riguardante il problema oculistico perchè comunque non deve essere inserito tra le patologie valutate. A distanza non posso assolutamente fare una valutazione percentualistica dell’invalidità civile provocata dalle patologie extra-oculistiche, ma consiglio comunque di far certificare bene l’obesità, magari da un endocrinologo, se non è stato fatto.
Attenzione però: una nuova domanda presuppone che ci siano dei peggioramenti, quindi occorre documentare bene i peggioramenti, ma altrettanto bene occorre documentare con certificazione recente le patologie già riconosciute in passato. Non è raro che in sede di visita vengano aggiute le nuove patologie ma vengano ridotte o eliminate le precedenti.
Antonio	6 Agosto 2017
Buongiorno dottore,cortesemente vorrei porle una domanda. Mi chiamo Antonio e sono nato nel 1943. Nel 1996 sono stato operato per sostituzione della valvola aortica con valvola meccanica St.Jude. Dopo l’intervento feci domanda di invalidita’ ed ebbi il 49%. Dopo, avendo richiesto la cartella clinica e dopo ulteriori indagini,scoprii di essere affetto da Epatite Cronica Attiva genotipo 2a. Feci prima interferone e poi interferone+ribavirina ma recidivo’ in entrambi i casi. Allora decisi di non fare altro a parte un’ecografia annuale anche perche’ le cure tra gli altri sintomi mi avevano provocato una forte depressione. Adesso ho deciso di fare domanda di aggravamento perche’ è subentrata una insufficienza mitralica severa che mi provoca facilmente affanno. Il medico curante non ha voluto mettere l’epatite C dicendomi che il 60% delle persone hanno l’epatite C (…sue testuali parole… documentandomi non mi sembra vero),che gli esami erano troppo vecchi,che l’ecografia è normale a parte una struttura disomogenea e che le transaminasi sono normali. Ho spiegato la situazione al patronato che mi ha detto che valutano solo le patologie elencate nel certificato e mi ha consigliato di annullare questa domanda,far fare un nuovo certificato da un medico di sua fiducia e rifare la domanda. Altri mi hanno detto che valutano tutta la documentazione e ho trovato questo sito proprio cercando una risposta a questo quesito. Cosa mi consiglia? Grazie mille per la sua disponibilita’. In attesa di una Sua risposta, Le invio cordiali saluti,Antonio
E’ possibile che ogni commissione abbia un proprio modo di procedere, ma a mia conoscenza le Commissioni valutano tutto il quadro invalidante risultante dalla documentazione prodotta.
Pensi ai casi in cui tra la domanda e la visita si ha insorgenza di una nuova patologia: sicuramente viene valutata. Non credo sia necessario riproporre una nuova istanza.
Il suo medico però ha ragione quando afferma che una documentazione troppo datata non porta a nessun risultato.
Io consiglierei di rifare i markers dell’epatite e produrre comunque una ecografia recente; è anche vero che con transaminasi nei limiti le valutazioni conseguenti sono molto basse, ma alcune commissioni tendono comunque ad indicare una percentuale bassa, ma comunque significativa.
in questo caso aggiungere qualcosa non porta ad alcun danno ma, forse, a dei benefici.
Antonio	8 Agosto 2017
In seguito alla sua risposta ho deciso di fare la visita e vedere se accettano la documentazione che certifica l’epatite…in caso contrario posso fare una nuova domanda di aggravamento.Grazie mille,Antonio.
Naturalmente l’aggravamento deve essere dimostrato.
Antonio	29 Settembre 2017
Grazie di nuovo per le precedenti risposte.A inizio ottobre sono stato convocato per la visita.Mi è sorto un dubbio leggendo le tabelle di invalidita’A vendo i problemi che ho alle valvole e i rischi di endocardite connessi con essi,a giugno ho tolto gli ultimi otto denti che mi rimanevano perche’ o erano cariati o erano devitalizzati.E sono in attesa di far passare un po’ di tempo per fare la protesi.Inoltre mi è stata diagnosticata la cataratta corticale a entrambi gli occhi.Leggendo le tabelle queste problematiche danno un certo punteggio anche se minimo.E’ il caso di aggiungere anche la documentazione di queste problematiche oppure non è il caso? Se si,è il caso di fare una ortopanoramica delle arcate dentarie? Oppure come ho letto su alcuni forum le commissioni non tengono conto di queste piccole patologie perche’ molto comuni? Grazie mille per la sua cortesia e pazienza.Cordiali saluti,Antonio
Antonio	30 Settembre 2017
Buongiorno,vorrei solo precisare che ho la visita il pomeriggio di giovedi’ 5 ottobre.Grazie,Antonio
Dott. Salvatore Nicolosi	30 Settembre 2017
La cataratta, se non incide significativamente sul visus, in effetti non ha significato valutativo.
L’adentulia invece vale la pena sia inserita:
6703 EDENTULISMO TOTALE NON PROTESIZZABILE 21-30%
6704 EDENTULISMO TOTALE PROTESIZZABILE 11-20%.
Non importa sia un problema molto frequente, è comunque indicato nella tabella.
Grazie mille per le sue risposte.Cordiali saluti,Antonio
Antonio	1 Ottobre 2017
Buongiorno,prometto che è l’ultima volta che la disturbo.Quindi per dimostrare l’edentulismo mi conferma che dovrei fare una ortopanoramica delle arcate dentarie oppure basta dirlo alla visita, visto che è un problema evidente di facile riscontro? Grazie,Antonio
Dott. Salvatore Nicolosi	1 Ottobre 2017
Se fa in tempo meglio ortopantomografia
Alessandra	12 Maggio 2017
Buonasera, é in questa sezione che si possono fare domande per l’aggravamento dell’invalidità civile? Cordiali saluti
Dott. Salvatore Nicolosi	15 Maggio 2017
Questa è una sezione in cui “cerco” di rispondere a quesiti sull’invalidità civile, quindi anche su istanze di aggravamento d’invalidità civile.
l’importante è che non mi venga chiesto di fare una valutazione”affidabile” a fronte di una descrizione delle proprie patologie.
Se fosse così semplice fare una valutazione medico-legale basterebbe inserire i dati in un PC e poi ottenere una percentuale.
Alessandra	17 Maggio 2017
La ringrazio per la risposta. Io comunque ho delle semplici domande perché ho una situazione fisica che mi pesa molto e non le chiedero’ secondo lei che percentuali di invalidità potrei ottenere:)) Debbo fare domanda di aggravamento per un’invalidità civile del 33% che mi é stata riconosciuta nell’87 a seguito di un intervento di scoliosi con inserimento di barra Harrington (che non mi é stata mai tolta). L’aggravamento consiste nel fatto che, oltre ad avere sviluppato artrosi interapofisaria a livello L4-L5, in sede lombare la colonna ha ceduto causando una discopatia degenerativa L3 L4 che mi crea notevoli dolori e problemi di riduzione dei movimenti nonché formicolii, dolore sciatico ecc. Inoltre in questi anni ho sviluppato anche altre 3 patologie (che voglio presentare per l’aggravamento) e cioé asma, depressione ed hcv postrasfusionale con fibroscan F0-F1 ed analisi buone.
Essendo io della pubblica amministrazione con quasi 31 anni di contributi, se dovessi ottenere il 75% con tale percentuale esiste la possibilità di andare in pensione anticipatamente?
Inoltre, le volevo chiedere un parere sulla validità dei certificati delle strutture pubbliche che sto pian piano acquisendo. In pratica ho dei certificati datati tra settembre e dicembre 2016 e dovro’ fare ancora altri certificati che non riusciro’ a reperire prima di settembre-ottobre di quest’anno. Secondo lei, i certificati “datati” potrebbero danneggiare la mia richiesta? Ci sono dei certificati per le patologie che le ho descritto che dovranno essere assolutamente recenti?
Spero possa darmi una gentile risposta
I certificati con le date indicate direi che vanno bene.
Circa la pensione anticipata, a mia conoscenza, secondo la Legge di stabilità 2017, gli invalidi dal 75% in su potranno andare in pensione anticipatamente e quindi godere dell’APE agevolato a patto che abbiano 63 anni di età e 30 anni di contributi.
Ma quest’ultimo è un quesito solo burocratico. Per conferma si informi presso un patronato.
alberta	9 Settembre 2016
Buongiorno Dottor Nicolosi,sono la figlia di una signora affetta da:SCLEROSI SISTEMICA,SINDROME DI SJOGREN CON FENOMENO DI RAJNAUD ASSOCIATO,in peggioramento in questo ultimo anno,MORBO CELIACO,DEFICIT VENTILATORIO OSTRUTTIVO MODERATO IN INTERSTIZIOPATIA POLMONARE,FIBRILAZIONE ATRIALE CRONICA(FATTA CHIUSURA AURICOLA SINISTRA NEL 2015),IPOTIROIDISMO DA TIROIDITE CRONICA DI HASHIMOTO(in terapia sostitutiva),EPILESSIA A CRISI RARE(in terapia profilattica),EMATOMA SUBDURALE CRONICO PERSISTENTE (operata a luglio 2012),GASTRITE CRONICA ATROFICA DI NATURA AUTOIMMUNE,INSUFFICIENZA VENOSA CRONICA,SINDROME SICCA DELL OCCHIO,secondaria al disturbo autoimmune,COMPLETA STENOSI DELL INTROITO VAGINALE,ERNIO PLASTICA INGUINALE,EPATOPATIA AUTOIMMUNE,diagnosticata nel 1999,NEL DICEMBRE 2015 EPISODIO DI SEPSIcon severa iponatremia con crisi comiziali,EDENTULIA TOTALE PROTESIZZATA,STATO ANEMICO.Abbiamo fatto una seconda domanda per 104 e i.civile a marzo scorso riconosciuta al 90%,potatore di handicap comma 1 art.3,NELLA PRECEDENTE ERA STATA RICONOSCIUTA AL 67%.Io mi chiedo come sia possibile che una persona con tante patologie che la obbligano a frequentissimi controlli non possa beneficiare della legge 104.Confido in una sua risposta.Distinti Saliti.
Salvatore Nicolosi	18 Settembre 2016
Il riconoscimento dello status di soggetto con handicap grave, secondo l’articolo 3 comma 3 della legge 104/92, avviene:
Quindi, per fare l’avvocato del diavolo, devo dirle che non importa il numero di patologie che affliggono una persona, e, spesso, neppure quali sono; ciò che è importante e quanto l’autonomia si sia ridotta e quanto sia necessaria una assistenza personale.
Non c’è dubbio però che si tratta di una dizione molto generica e il confine può essere opinabile.
Patrizia	26 Maggio 2016
Buongiorno, spero che stavolta ho indovinato la sezione per la mia domanda.Dott. Nicolosi, volevo chiederLe su mia richiesta invalidita’ e legge 104. Ho subito due interventi alla schiena , e uno cervicale, quello per la schiena ho avuto una stabilizzazione con placche e viti, col secondo intervento ho avuto la rottura della sacca durale con perdita liquor anche dopo chiusura ferita (accumulo liquor per 5 mesi con dolori di testa) Ora dopo questi vari interventi non sono al massimo, ho 47 anni sono collaboratrice scolastica e faccio fatica in diversi lavori infatti la medicina del lavoro mi ha dato limitazioni sulle mansioni. Ho fatto richiesta invalidità per: esito intervento cervicale con placca e braccio sx con perdita sensibilità, rigidità lombare con dolori frequenti, gamba dx senza sensibilità. Vorrei sapere con questi problemi dovuti ad interventi che mi hanno procurato dolori e limitazioni nei movimenti, è possibile che mi diano invalidità civile con legge 104? Grazie.
Salvatore Nicolosi	27 Maggio 2016
Ho risposto al suo quesito in precedenza in questa pagina: http://www.medisoc.it/invalidita-civile/
Mary Soldini	17 Maggio 2016
egregio dott. Nicolosi, sono una insegnante statale a tempo pieno nella scuola primaria, invalidità 70% per mastectomia e artrosi lombosacrale, ho usufruito di un ciclo di 12 fangoterapia dei 30 gg. consentiti per questo anno 2016. Per usufruire dei restanti giorni quali terapie potrei richiedere. Ho 64 anni e sento il bisogno di molto più riposo rispetto a prima delle chemioterapia e radioterapia. Grazie. Mary
Le ricordo che i trattamenti termali sono “terapie” e come tali non possono essere prescritti a distanza senza conoscere il paziente.
In sostanza comunque lei deve richiedere all’INPS il trattamento migliore per le sue patologie, ma a distanza non sono in grado di darle suggerimenti.
Uno Specialista in Fisiatria della sua città potrebbe darle il consiglio migliore.
Angelo	17 Marzo 2016
Salve Dott.Nicolosi, le scrivo perchè sono completamente estraneo alle forme e regole sulle invalidità.
Il mio medico curante mi ha consigliato di fare domanda per invalidità ma le chiedo appunto come devo muovermi e ovviamente se è fattibile e accettabile la domanda.
Dopo vari tentativi di ristabilizzare la mia salute per problemi di ernie e discopatie a L4-L5 e L5-S1 ttramite terapie e 2 chemionucleolisi intradiscali + una chemionucleolisi intraforaminale, sono stato visitato di nuovo dal neurochirurgo che dalla TAC con ricostruzione ossea e RX dinamica ha evidenziato il problema di instabilità delle vertebre e ha consigliato come ultima risoluzione del problema un’intervento chirurgico che è stato effettuato nei seguenti termini; Laminoartrectomia L5 e Artrodesi L4-S1 con viti peduncolari e cages intersomatiche L5-S1.
La ringrazio per il suo cortese riscontro.
Salvatore Nicolosi	18 Marzo 2016
Dipende tutto dall’obiettivo, cioè da quello a cui serve il riconoscimento dell’invalidità
Nel suo caso, a mia esperienza, alcune commissioni in assenza di documentazione di importante sofferenza dei muscoli degli arti inferiori da compressione di radici nervose, darebbero una percentuale compresa tra il 40% e il 50% perchè valuterebbero la sua patologia come “anchilosi (cioè blocco) del rachide lombare” la cui percentuale prevista dalla tabella è appunto quella che le ho prima indicato.
Ma fare l’istanza, alla fine, male che vada, non le creerebbe alcun danno. Qualunque percentuale superiore al 35% da diritto a certi benefici, che aumentano all’aumentare della percentuale stessa.
Veda in questa pagina i benefici concedibili alle varie percentuali: http://www.medisoc.it/invalidita-civile/invalidita-civile-i-benefici/
Salve buongiorno Dottore
volevo cortesemente chiedere una conferma. Sto avviando la pratica per l’invalidità civile per ipoacusia bilaterale. Il mio medico di base nel certificato ha dimenticato di indicare oltre alla patologia principale anche quella relativa allo stigmatismo visivo. Alcuni mi hanno riferito che anche se non indicato in domanda quando sarò chiamato a visita posso presentare anche documentazione per questa ulteriore patologia. E’ corretto tutto ciò? vi ringrazio per la conferma
Salvatore Nicolosi	10 Gennaio 2016
Si, indipendentemente da quanto indicato nel certificato di presentazione, la Commissione valuta la documentazione presentata ed anche eventuali patologie non indicate vengono comunque riconosciute e valutate.
Solo una precisazione per il suo caso.
La valutazione percentualistica del deficit visivo viene effettuata considerando il “visus corretto”; cioè non importa la motivazione del deficit visivo o la tipologia di correzione con lenti necessaria; ciò che conta è come vede il paziente con lenti indossate, che siano per miopia o per astigmatismo non importa.
Andrea	11 Gennaio 2016
la ringrazio per la precisazione, quindi se ho capito bene, utilizzando già gli occhiali per correggere l’astigmatismo non avrei diritto a nessun punteggio (seppur piccolo) da eventualmente aggiungere alla percentuale di invalidità per l’ipoacusia? La ringrazio per la precisazione perchè vorrei evitare da un lato inulti e costosi esami e dall’altro evitare di produrre documentazione inutile davanti alla commissione medica.
Le confermo che una patologia visiva ben corretta con lenti, qualunque sia la gradazione necessaria, in ambito di invalidità civile non viene valutata.
Giovanni Addorisio	19 Ottobre 2015
All’Att.ne del Dott.Salvatore Nicolosi
Egr.Dr.Nicolosi . Mi chiamo Giovanni Addorisio vivo in Toronto.Canada.dopo 40 anni per disturbi fisici scopro la faccenda Amianto legge 257/92 essendo stato in Marina Militare anni 70′ volontario anni 72′ fui prosciolto anni 73′ richiamato per Leva poi trovato “Riformato” dalla M.M poi chiamato lo stesso anno da E.I.stesso risultato visite mediche (debolezza costituzione persistente) Art.2 EI vorrei sapere cosa potevo all’epoca denunciare motivi di salute.Gtazie avrei di altro da esporre Cordiali Saluti
Salvatore Nicolosi	21 Ottobre 2015
Per la verità non ho compreso il suo quesito.
In ogni caso, circa l’amianto, se per fortuna attualmente non soffre di patologie provocate da questo materiale non può chiedere alcun beneficio.
Dovrebbe meglio precisare il suo quesito.
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